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Charles Darwin
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[[Immagine:Hw-darwin.jpg|thumb|Charles Darwin]]
'''Charles Robert Darwin''' (1809 – 1882), naturalista britannico.
==Citazioni di Charles Darwin==
*Anche se non mi sono mai dedicato molto al pensiero dell'esistenza di un Dio personale fino a un periodo considerevolmente tardo della mia vita, voglio qui esporre le conclusioni vaghe alle quali sono stato portato. Il vecchio argomento di una natura ideata, così come fornito da [[William Paley|Paley]], che prima mi sembrava così conclusivo, fallisce, ora che la legge della [[selezione naturale]] è stata scoperta. Non si può più sostenere che, per esempio, la bella cerniera di una conchiglia bivalve deve essere stata fatta da un essere intelligente, come la cerniera di una porta da parte dell'uomo. Non sembra esserci più progettazione nella variabilità degli esseri organici, e nell'azione della selezione naturale, che nella direzione dove il vento soffia.<ref>''Although I did not think much about the existence of a personal God until a considerably later period of my life, I will here give the vague conclusions to which I have been driven. The old argument from design in Nature, as given by Paley, which formerly seemed to me so conclusive, fails, now that the law of natural selection has been discovered. We can no longer argue that, for instance, the beautiful hinge of a bivalve shell must have been made by an intelligent being, like the hinge of a door by man. There seems to be no more design in the variability of organic beings, and in the action of natural selection, than in the course which the wind blows.'' (da ''The Variation of Animals and Plants'', 1868; citato in ''Life and Letters of Charles Darwin: the Evolution'', a cura di Francis Darwin, Cambridge, 1887)</ref>
*Colui che comprende il [[babbuino]] farebbe di più per la Metafisica di quello che fa [[John Locke|Locke]].<ref>Citato in Pietro Li Causi, ''Animali e uomini nel pensiero greco antico'', in ''L'anima degli animali'', Einaudi, Torino, 2015, p. XVIII. ISBN 978-88-06-21101-1</ref>
*I lavoratori più forti che io abbia visto, i [[minatore|minatori]], del Cile, non vivono che di verdure e di leguminose.<ref>Da una [https://books.google.it/books?id=imYRA7EFfkMC&pg=PA428 lettera] del 1880; citato in [[Charles Webster Leadbeater|Charles W. Leadbeater]], ''[http://www.famigliafideus.com/wp-content/uploads/2016/05/VEGETARIANISMO-E-OCCULTISMO.pdf Vegetarismo ed occultismo]'', Associazione Culturale Aquarius, Palermo, 1982, p. 17.</ref>
*Io penso di aver scoperto (ecco la presunzione!) il semplice modo mediante il quale le specie si adattano mirabilmente a vari fini.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della scienza'', traduzione di Martina Dominici e Olga Amagliani, Gribaudo, 2018, p. 149. ISBN 9788858015001</ref>
*L'incredulità si insinuò nel mio spirito, e finì per diventare totale. Il suo sviluppo fu tanto lento che non ne soffersi, e da allora non ho mai più avuto un dubbio sull'esattezza della mia conclusione. In realtà non posso capire perché ci dovremmo augurare che le promesse del [[cristianesimo]] si avverino: perché in tal caso, secondo le parole del Vangelo, gli uomini senza fede, come mio padre, mio fratello, e quasi tutti i miei amici più cari sarebbero puniti per l'eternità. E questa è un'odiosa dottrina.<ref>Citato in [[Piergiorgio Odifreddi]], ''In principio era Darwin, la vita, il pensiero, il dibattito sull'evoluzionismo'', mondolibri s.p.a.</ref>
*L'uomo, nella sua arroganza, si considera una grande opera, degna dell'intervento di una divinità. Più umile e, credo, più verosimile, ritenerlo creato a partire dagli animali.<ref>Da [http://darwin-online.org.uk/content/frameset?itemID=CUL-DAR122.-&viewtype=text&pageseq=1 ''Notebook C: Transmutation of species''] (febbraio-luglio 1838); citato in [[Peter Singer]], ''Liberazione animale'', traduzione di Enza Ferreri, il Saggiatore, Milano, 2010, [https://books.google.it/books?id=LcUeLTGUI4cC&pg=PA214 p. 214]. ISBN 978-88-565-0180-3</ref>
*La cellula è una struttura complessa, con una membrana che la ricopre, un nucleo e un nucleolo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della biologia'', traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2022, p. 42. ISBN 9788858039595</ref>
*La selezione naturale esamina ogni giorno e ogni ora, in tutto il mondo, le più lievi variazioni.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 26. ISBN 9788858024362</ref>
*Leggendo ''Selborne'' di [[Gilbert White|White]] ho osservato con molto piacere le abitudini dei volatili e ho perfino preso appunti.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 297. ISBN 9788858024362</ref>
*[[Linneo]] e [[Georges Cuvier|Cuvier]] sono stati in modo diverso le mie due divinità, ma essi non sono che scolaretti in confronto al vecchio [[Aristotele]].
:''Linnaeus and Cuvier have been my two gods, though in very different ways, but they were mere schoolboys to old Aristotle''.<ref>Dalla lettera a William Ogle (22 febbraio 1882), in ''The Life and Letters of Charles Darwin'', a cura di Francis Darwin, volume III, cap. VI: "Miscellanea", p. 252, 1887.</ref>
*Ma potrei dire che l'impossibilità di concepire che quest'universo grandioso e meraviglioso, con i nostri sé coscienti, sia scaturito dal caso, a me pare l'argomento principe a favore dell'[[esistenza di Dio]]; ma sebbene questo sia un argomento di valore effettivo, io non sono mai stato in grado di decidermi. Sono consapevole che se si ammette una causa prima, la mente brama ancora di sapere da dove questa è venuta, come si è generata.<ref>''But I may say that the impossibility of conceiving that this grand and wondrous universe, with our conscious selves, arose through chance, seems to me the chief argument for the existence of God; but whether this is an argument of real value, I have never been able to decide. I am aware that if we admit a first cause, the mind still craves to know whence it came, and how it arose.'' (da una lettera a N.D. Doedes, 2 aprile 1873).</ref>
*Nelle mie fluttuazioni più estreme, non sono mai stato un [[ateismo|ateo]] nel senso di negare l'esistenza di un Dio. Ritengo generalmente (e sempre di più invecchiando), ma non sempre, che [[agnosticismo|agnostico]] corrisponderebbe alla definizione più corretta della mia condizione intellettuale.<ref>Da Lettera 12041 a John Fordyce, 7 maggio 1879.</ref>
*Non riesco a persuadermi che un Dio benefico e onnipotente abbia volutamente creato gli [[icneumonide|icneumonidi]] con l'espressa intenzione che essi si nutrano entro il corpo vivente dei bruchi.<ref>''I cannot persuade myself that a beneficent & omnipotent God would have designedly created the Ichneumonidæ with the express intention of their feeding within the living bodies of caterpillars'' [...]. (dalla [http://www.darwinproject.ac.uk/letter/DCP-LETT-2814.xml lettera ad Asa Gray del 22 maggio 1860])</ref>
*Non riesco a vedere alcuna ragione perché un uomo o un altro animale non possa essere stato prodotto, originariamente, da altre leggi; e che tutte queste leggi possano essere state espressamente progettate da un Creatore onnisciente, che prevede ogni evento e conseguenza futuri.<ref>Dalla lettera ad Asa Gray, 22 maggio 1860, in ''Lettere sulla religione'', a cura di Telmo Pievani, traduzione di Isabella C. Blum, Einaudi, Torino, 2013, p. 47.</ref>
*Perfino gli insetti esprimono collera, terrore, gelosia ed amore.<ref>Da ''L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali'', 1878, cap. XIV.</ref>
*Un essere potente e sapiente come un [[dio]], che ha potuto creare l'universo, appare al nostro spirito limitato onnipotente e onnisciente, e offende la nostra comprensione l'idea che la sua benevolenza non debba essere illimitata, poiché quale beneficio potrebbe avere la sofferenza di milioni di animali inferiori per un tempo quasi infinito?<ref>Citato in [[Karlheinz Deschner]], ''Sopra di noi... niente'', Ariele, 2008.</ref>
===Attribuite===
*Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.
:''It is not the strongest of the species that survives, nor the most intelligent that survives. It is the one that is most adaptable to change.''<ref name=dar>{{Cfr}} {{en}} ''[http://www.darwinproject.ac.uk/six-things-darwin-never-said Six things Darwin never said – and one he did]'', ''Darwinproject.ac.uk''.</ref>
::{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Questa frase è tradizionalmente attribuita a Darwin e in genere si ritiene che tale citazione sia tratta dal libro ''L'origine della specie'' (''Origin of Species''). In realtà tale citazione non è presente in nessuno degli scritti di Darwin, come confermato anche dallo storico [[John van Wyhe]].<ref>{{Cfr}} {{en}} [[John van Wyhe]], ''[http://www.theguardian.com/science/2008/feb/09/darwin.myths It ain't necessarily so ...]'', ''the Guardian.com'', 9 febbraio 2008.</ref> Questa citazione è tuttora riportata sul pavimento di pietra della ''California Academy of Sciences'', ma l'attribuzione a Darwin è stata rimossa. Con ogni probabilità la citazione è da attribuire a Leon C. Megginson, professore universitario e saggista statunitense, che in ''Lessons from Europe for American Business'' (1963) scrive: «Secondo ''L'origine delle specie'' di Darwin, non è la più intelligente delle specie a sopravvivere; non è nemmeno la più forte; la specie che sopravvive è quella in grado di adattarsi meglio ai cambiamenti dell'ambiente in cui si trova.»<ref>{{en}} «''According to Darwin's "Origin of Species", it is not the most intellectual of the species that survives; it is not the strongest that survives; but the species that survives is the one that is able best to adapt and adjust to the changing environment in which it finds itself.''»</ref>. Lo stesso Megginson in ''Key to Competition is Management'' (1964): «Non è la più intelligente delle specie quella che sopravvive; non è nemmeno la più forte; la specie che sopravvive è quella che è in grado di adattarsi e di adeguarsi meglio ai cambiamenti dell'ambiente in cui si trova. [...] così dice Charles Darwin nel suo ''Origine delle specie''.»<ref>{{en}} «''It is not the most intellectual of the species that survives; it is not the strongest that survives; but the species that survives is the one that is able to adapt to and to adjust best to the changing environment in which it finds itself.'' [...] ''so says Charles Darwin in his "Origin of Species".''»</ref> Il fatto che queste frasi siano associate alla teoria darwiniana e in particolare al libro ''L'origine della specie'' potrebbe giustificare in parte l'origine della falsa attribuzione.<ref name=dar/><ref>{{Cfr}} {{en}} Nick Matzke, ''[http://pandasthumb.org/archives/2009/09/survival-of-the-1.html Survival of the Pithiest]'', ''the Guardian.com'', 3 settembre 2009.</ref>
==''Autobiografia (1809-1882)''==
===[[Incipit]]===
Quando un editore tedesco mi invitò a scrivere un resoconto sul mio sviluppo intellettuale e spirituale, con l'aggiunta di qualche notizia su fatti della mia vita, pensai che il tentativo di comporre un'autobiografia mi avrebbe divertito e che essa avrebbe potuto interessare i miei figli e i loro discendenti.
===Citazioni===
*[...] il metodo scientifico consiste nel raccogliere dei fatti, da cui si traggono leggi e conclusioni generali. (''Cambridge: 1828-1831'')
*Un altro argomento a favore dell'[[esistenza di Dio]], connesso con la ragione più che col sentimento, e a mio avviso molto importante, è l'estrema difficoltà, l'impossibilità quasi, di concepire l'universo, immenso e meraviglioso, e l'uomo, con la sua capacità di guardare verso il passato e verso il futuro, come il risultato di un mero caso o di una cieca necessità. Questo pensiero mi costringe a ricorrere a una Causa Prima dotata di un'intelligenza in certo modo analoga a quella dell'uomo; e mi merito così l'appellativo di teista.<br>Questa conclusione, a quanto ricordo, era ben radicata nella mia mente al tempo in cui scrissi l<nowiki>'</nowiki>''Origine delle specie''; ma in seguito, dopo molti alti e bassi, si è gradualmente indebolita. (''Opinioni religiose'')
*Né si deve trascurare la probabilità che l'inculcare una fede religiosa nei [[bambini]] produca un effetto così forte, e forse ereditario, sulle loro menti ancora non completamente sviluppate, da rendere loro difficile liberarsi dalla fede in Dio, così come è difficile per una scimmia liberarsi dalla paura e dall'odio che nutre istintivamente per il serpente. (''Opinioni religiose'')
*Mi sembra che per un uomo che non abbia la costante certezza dell'esistenza di un Dio personificato o di una vita futura con relativa ricompensa, l'unica regola della vita debba essere quella di seguire gli istinti e gli impulsi più forti o che gli appaiono migliori. Allo stesso modo, ma inconsciamente, agisce un cane. D'altra parte l'uomo considera passato e futuro e confronta i suoi vari sentimenti, desideri e ricordi; e trova poi, d'accordo con il parere di tutti i più saggi, che la massima soddisfazione deriva dal seguire certi impulsi e precisamente gli istinti sociali. Se agisce per il bene altrui riceve l'approvazione degli altri uomini e conquista l'amore delle persone con cui vive, cioè la cosa più piacevole che vi sia sulla terra. A poco a poco troverà insopportabile obbedire alle passioni dei sensi piuttosto che agli impulsi superiori, che quando diventano abituali possono quasi essere chiamati istinti. Talvolta la ragione gli suggerirà di agire contro l'opinione altrui; non riceverà allora segni di approvazione, ma avrà la sicurezza e la soddisfazione di aver seguito la sua guida più profonda, cioè la coscienza. (''Opinioni religiose'')
*Inoltre, per molti anni avevo seguito l'ottima regola di annotare subito e senza fallo tutto ciò che era contrario ai risultati generali della mia teoria: fosse un fatto, una nuova osservazione o un pensiero che mi capitava di leggere, perché avevo imparato per esperienza che i fatti e i pensieri contrari tendono a sfuggire dalla memoria più facilmente di quelli favorevoli. Per questa abitudine poche furono le obiezioni alla mia teoria che già non avessi considerato e a cui non avessi cercato di dare risposta. (''Le mie molte pubblicazioni'')
*Secondo il mio gusto, un [[romanzo]] non è di prima qualità se non ha alcuni personaggi che il lettore possa amare profondamente. (''Le mie molte pubblicazioni'')
*[...] se vivessi un'altra volta mi assegnerei il compito di leggere un po' di poesia e ascoltar musica almeno una volta la settimana, con la speranza di mantenere attive con l'esercizio quelle parti del cervello che oggi si sono atrofizzate. La perdita di questi gusti è una perdita di felicità, forse dannosa all'intelletto e più ancora alla forza morale, in quanto indebolisce la parte emotiva della natura umana. (''Le mie molte pubblicazioni'')
*Fin dalla mia prima giovinezza ho concepito un vivo desiderio di capire o di spiegare tutto ciò che osservavo, cioè di raggruppare tutti i fatti sotto leggi generali. (''Le mie molte pubblicazioni'')
*Ho sempre cercato di tenermi libero da idee preconcette, in modo da poter rinunciare a qualunque ipotesi, anche se molto amata (e non so trattenermi dal formularne una per ogni argomento), non appena mi si dimostri che i fatti vi si oppongono. Non mi è dato di agire diversamente, e infatti, eccettuata la teoria delle barriere coralline, non ricordo un sol caso in cui non abbia dovuto abbandonare o modificare profondamente la mia prima formulazione di un'ipotesi. Per questo sono arrivato naturalmente a diffidare dei grandi ragionamenti deduttivi nelle scienze naturali. (''Le mie molte pubblicazioni'')
===[[Explicit]]===
Il mio successo come uomo di scienza, qualunque esso sia stato, è dovuto, mi sembra, a diverse e complesse qualità e condizioni intellettuali. Le più importanti sono state: l'amore per la scienza, un'infinita pazienza nel riflettere lungamente su ogni argomento, gran diligenza nell'osservare e raccogliere dati di fatto, e una certa dose d'immaginazione e di buon senso. È davvero sorprendente che con doti così modeste io sia stato capace d'influire in modo tanto notevole sulle opinioni degli scienziati su alcuni importanti problemi.
===Citazioni su ''Autobiografia (1809-1882)''===
*L'''Autobiografia'' di Darwin non è soltanto una preziosa testimonianza circa la genesi di una concezione e sulla personalità dell'uomo che l'ha prodotta, ma anche un insegnamento civile di libertà. ([[Giulio Giorello]])
==''Diario di un naturalista giramondo''==
===[[Incipit]]===
''16 gennaio 1832''. I dintorni di Port Praya, visti dal mare, hanno un aspetto desolato.<br />
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
Dopo essere stato respinto indietro due volte da violente libecciate, il Beagle, brigantino da dieci cannoni della Regia Marina Militare, salpò da Devenport il 27 dicembre 1831 al comando del capitano FitzRoy.<br />
{{NDR|2a edizione, Feltrinelli, 2009, trad. Maria Vegni Talluri}}
===Citazioni===
* Questa collina è famosa perché a lungo tempo servì da rifugio ad alcuni schiavi fuggitivi che, coltivando un pezzetto di terra presso la cima, riuscivano a ricavarne quanto bastava a vivere. Ma alla fine furono scoperti e fu mandato un reparto di soldati che li catturó tutti, ad eccezione d'una vecchia la quale, piuttosto che lasciarsi trarre nuovamente in schiavitù, preferì morire sfracellata, lanciandosi dalla cima della montagna. Fosse stata una matrona romana si sarebbe lodato il suo nobile amore per la libertà, ma siccome era una povera nera questa condotta fu giudicata segno soltanto di bestiale cocciutaggine.
* Mentre mi trovavo in quella tenuta [sul Rio Macaé, Brasile], per poco non fui testimone d'uno degli atti più atroci che si possano compiere in un paese schiavista. A cagione di una rissa e di una causa penale che ne era seguita, il proprietario fu sul punto di separare tutte le donne e i bambini dagli schiavi adulti per venderli all'asta a Rio. Soltanto il tornaconto personale, e non un sentimento di compassione, gli impedì di compiere un simile gesto. [...] Eppure posso assicurare che per umanitá era superiore alla media degli uomini.
*Anche oggi narrano le gesta atroci dei filibustieri, e specialmente di un uomo, il quale tolse via l'immagine della Vergine [[Maria]], e ritornò un anno dopo a prendere quella di San Giuseppe dicendo che era un peccato che la signora stesse senza suo marito.
*Il 19 di agosto abbandonammo finalmente le spiagge del Brasile. Ringrazio Dio di non aver più mai da visitare un paese da [[schiavi]].
*Il linguaggio {{NDR|la [[lingua selknam]]<ref>Secondo [[Lucas Bridges]] (p. 421), che ritiene impossibile che la descrizione corrisponda alla [[lingua yamana]].</ref>}} di questa gente {{NDR|i [[Selknam]]}}, secondo le nostre nozioni, si può appena chiamare articolato. Il capitano Cook lo ha paragonato ai versi di un uomo che si schiarisce la gola, ma certamente, aggiungeva, nessun europeo si è mai schiarito la gola emettendo suoni così aspri, gutturali e metallici.<ref>Tradotto in Lucas Bridges, ''Ultimo confine del mondo'', Einaudi, 2009, ISBN 978-88-06-19758-2, p. 421.</ref>
*Il modo stesso con cui sono generalmente tollerate le religioni straniere, l'attenzione che si porta ai mezzi di educazione, la libertà della stampa, le agevolezze offerte a tutti i forestieri, e specialmente, mi sia permesso di aggiungere, ad ognuno che professi le più piccole pretese alla scienza, debbono essere ricordate con gratitudine, da coloro che hanno visitato le provincie spagnuole del Sud America.
*Non mi sono accorto che l'intonazione della società abbia preso un qualche carattere particolare; ma con questi costumi, e senza il lavoro dell'intelletto, non può a meno di deteriorare.
==''L'origine dell'uomo e la selezione sessuale''==
===[[Incipit]]===
Per accertare se l'[[uomo]] sia il discendente modificato di qualche forma preesistente, occorrerebbe innanzitutto ricercare se egli stesso si modifichi, sia pure leggermente, quanto alla sua struttura corporea e alle sue capacità mentali.<br />
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
===Citazioni===
*Gli [[animale|animali]] inferiori sentono evidentemente come l'uomo il piacere e il dolore, la felicità e l'infelicità. La felicità è molto chiaramente espressa dai giovani animali, come i cagnolini, i gattini, gli agnelli, quando si trastullano fra loro come i nostri bambini. (1994, p. 829)
*Anche gli [[insetto|insetti]] si divertono insieme, come ha descritto quell'eccellente osservatore che è [[Pierre Huber|P. Huber]], che vide le [[formica|formiche]] corrersi dietro cercando di mordersi per giuoco come fanno i cagnolini. (1914, p. 53)
*È noto l'amore del [[cane]] per il suo padrone; e tutti sanno che nell'agonia della morte egli accarezza il padrone; e ognuno può aver sentito dire che il cane che soffre mentre viene sottoposto a qualche [[vivisezione]], lecca la mano dell'operatore; quest'uomo, a meno di avere un cuore di sasso, deve provare rimorso fino all'ultima ora della sua vita. (1994, pp. 829-830)
*Una gran parte delle emozioni più complesse sono comuni agli animali più elevati ed a noi. Ognuno può aver veduto quanta gelosia dimostri il cane se il padrone prodiga il suo affetto ad un'altra creatura; ed io ho osservato lo stesso fatto nelle [[scimmia|scimmie]]. Ciò dimostra che non solo gli animali amano, ma sentono il desiderio di essere amati. (1914, pp. 55-56)
*Tutti gli animali sentono la ''meraviglia'', e molti mostrano ''[[curiosità]]''. Talvolta quest'ultima facoltà reca loro danno, come quando il cacciatore si atteggia buffamente e li attira in tal modo. (1914, p. 57)
*Siccome i cani, i gatti, i cavalli e probabilmente tutti gli animali superiori ed anche gli uccelli, come è confermato da buone testimonianze, hanno sogni vivaci, che dimostrano coi movimenti e con la voce, dobbiamo ammettere che posseggano un certo potere d'immaginazione.<br />[...] Sono pochi quelli che vorranno negare che gli animali non siano forniti di un certo potere di ragionare. Si possono vedere costantemente animali che si fermano, deliberano e risolvono. È un fatto significativo che, quanto più un naturalista studia le abitudini di un dato animale, tanto più dà spazio alla ragione e meno al semplice istinto. (1994, p. 834)
*I mulattieri del sud America dicono: «Non vi darò la [[mulo|mula]] che ha il passo più dolce, ma ''la mas racional'', quella che ragiona meglio»; e [[Alexander von Humboldt|Humboldt]] aggiunge «questa espressione popolare, dettata da una lunga esperienza, combatte il sistema di macchine animate, meglio forse che non tutti gli argomenti della filosofia speculativa».<br />Abbiamo, credo, dimostrato ora che l'uomo e gli animali superiori, specialmente i [[primate|primati]], hanno in comune alcuni pochi istinti. Tutti hanno gli stessi sensi, le stesse intuizioni e sensazioni, – passioni, affetti ed emozioni simili, anche le più complesse; sentono la meraviglia e la curiosità; posseggono le stesse facoltà di imitazione, attenzione, memoria, immaginazione e raziocinio, sebbene in gradi molto differenti. (1914, pp. 65-66)
*È stato asserito che solo l'uomo è capace di progressivo miglioramento [...].<br />Per ciò che riguarda gli animali, chiunque abbia avuto qualche pratica nel tendere trappole sa che gli animali giovani si prendono con maggiore facilità dei vecchi; e si lasciano avvicinare dal nemico molto agevolmente. È impossibile prender animali molto vecchi nello stesso luogo e con la stessa trappola, o distruggerli con la stessa qualità di veleno; tuttavia non è probabile che tutti abbiano assaggiato il veleno, ed è impossibile che tutti siano già stati colti al laccio. Essi imparano ad esser cauti vedendo i loro compagni presi o avvelenati. (1994, pp. 836-837)
*Molte sorta di animali sono [[animale sociale|sociali]]; troviamo anzi specie diverse che vivono insieme, come per esempio alcune [[scimmia|scimmie]] americane con branchi di cornacchie, di gracchi, di storni. Anche l'uomo mostra lo stesso sentimento nel forte amore che nutre pel [[cane]], amore che il cane gli rende con usura. (1914, p. 97)
*Gli animali sociali si rendono fra loro scambievoli servigi: i [[cavallo|cavalli]] si morsecchiano, e le [[mucca|vacche]] si leccano le une le altre in ogni punto ove sentono prurito o pizzicore: le scimmie si liberano scambievolmente dagli esterni parassiti [...]. (1914, p. 100)
*Gli animali sociali si difendono l'un l'altro. I maschi di alcuni ruminanti vanno ad allogarsi in fronte della mandra quando vi è pericolo e la difendono colle loro corna. (1914, p. 100)
*È certo che gli animali che vivono in società hanno un sentimento di scambievole amore che non provano gli animali non socievoli. (1914, p. 102)
*La simpatia, oltre i confini umani, che vuol dire l'umanità verso le bestie, sembra essere fra gli acquisti morali più tardivi. Non sembra che i selvaggi la provino tranne che per quegli animali che prediligono. [...] Questa virtù, una delle più nobili di cui l'uomo sia fornito, sembra derivare per incidente da ciò che le nostre simpatie facendosi più tenere e più espansive e diffuse, vengono a riversarsi su tutti gli esseri senzienti. Appena questa virtù viene onorata e praticata da alcuni uomini, si diffonde mercé l'istruzione e l'esempio ai giovani, ed eventualmente tende a radicarsi nella pubblica opinione. (1914, pp. 132-133)
*Il punto più alto cui possiamo giungere nella coltura morale, è quello di poter riconoscere che dobbiamo dominare i nostri pensieri. (1914, p. 133)
*[...] l'amore disinteressato per tutte le creature viventi [...] è il più bell'attributo dell'uomo [...]. (1914, pp. 141-142)
*Il più umile organismo è qualche cosa di molto più elevato che non la polvere inorganica che ci sta sotto i piedi; e nessuno fornito di mente imparziale può studiare una qualche creatura vivente per quanto umile essa sia, senza rimanere preso da entusiasmo per la sua meravigliosa struttura e le sue proprietà. (1914, p. 280)
*[...] l'uomo è disceso da un quadrupede peloso, fornito di coda e di orecchie aguzze, probabilmente di abiti arborei, e che abitava l'antico continente. (cap. XXI, Sommario generale e Conclusione; 1914, p. 1017)
===[[Explicit]]===
L'uomo va scusato di sentire un certo orgoglio per essersi elevato, sebbene non per propria spinta, all'apice della scala organica; ed il fatto di essere in tal modo salito, invece di esservi stato collocato in origine, può dargli speranza per un destino ancora più elevato in un lontano avvenire. Ma non si tratta qui né di speranze, né di timori, ma solo del vero, fin dove la nostra ragione ci permette di scoprirlo. Ho fatto del mio meglio per addurre prove; e dobbiamo riconoscere, per quanto mi sembra, che l'uomo con tutte le sue nobili prerogative, colla simpatia che sente per gli esseri più degradati, colla benevolenza che estende non solo agli altri uomini, ma anche verso la più umile delle creature viventi, col suo intelletto quasi divino che ha penetrato nei movimenti e nella costituzione del sistema solare – con tutte queste alte forze – l'Uomo conserva ancora nella sua corporale impalcatura lo stampo indelebile della sua bassa origine.<br />
{{NDR|Charles Darwin, ''[http://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_origine_dell_uomo_utet_1914/pdf/darwin_l_origine_dell_uomo.pdf L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso]'', traduzione di Michele Lessona, Unione tipografico-editrice torinese, Torino, 1914}}
==''L'origine delle specie''==
===[[Incipit]]===
====Celso Balducci====
Darò qui un breve quadro degli sviluppi delle opinioni scientifiche sull'origine delle [[specie]]. Ancora non molto tempo fa la maggior parte degli studiosi di scienze naturali considerava le specie come prodotti immutabili di creazioni distinte. Molti autori hanno sostenuto con competenza questo punto di vista. Peraltro non mancavano alcuni, sia pure pochi, che ritenevano che le specie vanno incontro a trasformazioni e che le forme attuali di vita discendono, attraverso un vero e proprio processo generativo, da forme che le hanno precedute.
====Luciana Fratini====
Mi propongo di dare qui un breve compendio del progresso delle idee sull'origine delle specie. Fino a poco tempo fa, la grande maggioranza dei naturalisti credeva che le specie fossero immutabili e che fossero state create l'una indipendentemente dall'altra. Numerosi autori hanno abilmente sostenuto questo punto di vista. Alcuni naturalisti, invece, erano convinti che le specie subissero modificazioni, e che le attuali forme di vita discendessero per generazione regolare da forme preesistenti.
====[[Giovanni Canestrini]]====
Voglio esporre un breve sunto dei progressi della dottrina sull'origine delle specie. La maggior parte dei naturalisti ammette che le specie sieno produzioni immutabili, e che ogni specie sia stata creata separatamente. Questa tesi fu abilmente propugnata da molti autori. Solamente pochi credono che esse subiscano delle modificazioni, e che le forme viventi attuali discendano per mezzo di generazione regolare da forme preesistenti.
===Citazioni===
*Di una pianta ai margini del deserto si dice che lotta per la vita contro la siccità, anche se sarebbe più esatto dire che dipende dall'umidità. (''La variazione in natura'', cap. 2., ed. 2011)
*La [[giraffa]], grazie alla sua gigantesca statura ed al collo, agli arti anteriori, alla testa ed alla lingua di forma molto allungata, possiede una struttura integralmente e magnificamente adatta a brucare i rami più alti degli alberi. Essa, quindi, può procurarsi alimenti che si trovano oltre la portata degli altri ungulati (animali provvisti di zoccoli) che vivono nello stesso territorio; e questo dev'essere un grande vantaggio per lei durante i periodi di carestia. (''Alcune obiezioni alla teoria della selezione naturale''<ref>Capitolo aggiunto nella sesta edizione.</ref>; 2010, p. 175)
*La selezione naturale è il... principio con il quale una lieve variazione [di un tratto], se utile, è preservata.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della scienza'', traduzione di Martina Dominici e Olga Amagliani, Gribaudo, 2018, p. 146. ISBN 9788858015001</ref>
:''I have called this principle, by which each slight variation, if useful, is preserved, by the term of Natural Selection''. (cap. III, ''Struggle For Existence'', [http://darwin-online.org.uk/content/frameset?pageseq=76&itemID=F373&viewtype=image p. 61])
*Possiamo intendere come un fiore e un insetto possano modificarsi e adattarsi scambievolmente, nella maniera più perfetta e nel medesimo tempo, ovvero uno dopo l'altro, per mezzo della continua preservazione degli individui che offrono deviazioni di struttura leggermente favorevoli e di utile reciproco. (Cap. IV, "Schiarimenti sull'azione dell'elezione naturale o sopravvivenza del più adatto", 1933).
*Non cercherò di definire l'[[istinto]]. Sarebbe facile dimostrare che questo termine abbraccia parecchie attività psichiche distinte. Però chiunque comprende ciò che si intende quando si dice che l'istinto obbliga il cuculo a migrare e a deporre le uova nei nidi di altri uccelli. Si suole definire istintiva un'azione, che a noi richiederebbe una certa esperienza, mentre viene compiuta senza alcuna esperienza da un animale, soprattutto molto giovane e privo di esperienza, oppure viene compiuta nella stessa maniera da molti individui, senza sapere quale ne è lo scopo. (capitolo 7, ''L'istinto''; 2010, p. 192)
*Senza il raro accidente della conservazione delle orme dei piedi nella nuova [[arenaria]] rossa degli Stati Uniti, chi si sarebbe azzardato a supporre che, all'infuori dei rettili, esistessero non meno di trenta razze di uccelli, alcuni dei quali giganteschi, durante questo periodo? ([[s:Sulla origine delle specie per elezione naturale, ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l'esistenza/Capo X/Sulla improvvisa comparsa di gruppi interi di specie affini|cap. X]]; 1933)
*Io non trovo alcuna ragione per pensare che le opinioni espresse in questo volume possano ferire i sentimenti religiosi di chicchessia.
:''I see no good reason why the views given in this volume should shock the religious feelings of any one''.<ref>''On the Origin of Species'', cap- XV "Recapitulation and Conclusion", p. 421, sesta edizione (1872).</ref>
*Nel remoto futuro vedo campi aperti a ricerche di gran lunga più importanti. La psicologia poggerà su nuove fondazioni, ossia sulla necessaria acquisizione di ciascuna capacità e facoltà mentale per gradi successivi. Si farà luce sull'origine dell'uomo e sulla sua storia. (dalle conclusioni alla prima edizione dell'opera; 2011, [https://books.google.it/books?id=z7nWb_pudb8C&pg=PT500 p. 500])
===[[Explicit]]===
====Celso Balducci====
È interessante contemplare una rigogliosa ripa fluviale, coperta di molte piante appartenenti a molti tipi, con gli uccelli che cantano tra i cespugli, i diversi insetti che svolazzano intorno e con i vermi che strisciano nel terreno umido, e riflettere che queste forme dalla struttura così complessa, tanto differenti le une dalle altre e dipendenti le une dalle altre in modo talmente complicato, sono state tutte prodotte dalle leggi che operano attorno a noi. Queste leggi, prese in senso generale, sono lo sviluppo con riproduzione, l'eredità praticamente insita nella riproduzione, la variabilità legata all'azione diretta e indiretta delle condizioni esterne di vita e all'uso e non uso, un ritmo di incremento numerico talmente alto da portare alla lotta per la vita e conseguentemente alla selezione naturale, che a sua volta comporta la divergenza dei caratteri e l'estinzione delle forme meno perfezionate. Dunque dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte, nasce la cosa più alta che si possa immaginare: la produzione degli animali più elevati. Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione della vita, con le sue molte capacità, che inizialmente fu data a poche forme o ad una sola e che, mentre il pianeta seguita a girare secondo la legge immutabile della gravità, si è evoluta e si evolve, partendo da inizi così semplici, fino a creare infinite forme estremamente belle e meravigliose.
====Luciana Frantini====
È interessante contemplare una plaga lussureggiante, rivestita da molte piante di vari tipi, con uccelli che cantano nei cespugli, con vari insetti che ronzano intorno, e con vermi che strisciano nel terreno umido, e pensare che tutte queste forme così elaboratamente costruite, così differenti l'una dall'altra, e dipendenti l'una dall'altra in maniera così complessa, sono state prodotte da leggi che agiscono intorno a noi. Queste leggi, prese nel loro più ampio significato, sono la legge dell'accrescimento con riproduzione; l'eredità che è quasi implicita nella riproduzione; la variabilità per l'azione diretta e indiretta delle condizioni di vita, e dell'uso e non uso; il ritmo di accrescimento così elevato da condurre a una lotta per l'esistenza, e conseguentemente alla selezione naturale, che comporta la divergenza dei caratteri e l'estinzione delle forme meno perfette. Così, dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte, direttamente deriva il più alto risultato che si possa concepire, cioè la produzione degli animali superiori. Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione di vita, con le sue diverse forze, originariamente impresse dal Creatore in poche forme, o in una forma sola; e nel fatto che, mentre il nostro pianeta ha continuato a ruotare secondo l'immutabile legge della gravità, da un così semplice inizio innumerevoli forme, bellissime e meravigliose, si sono [[Evoluzione|evolute]] e continuano a evolversi.
===Citazioni su ''L'origine delle specie''===
*[L'origine delle specie di Charles Darwin sono] lo strumento più potente che gli uomini hanno sottomano, dopo la pubblicazione dei Principia di [[Isaac Newton|Newton]], per ampliare il campo della conoscenza naturale. ([[Thomas Henry Huxley]])
==''Viaggio di un naturalista intorno al mondo''==
===[[Incipit]]===
Respinto indietro due volte, da un forte vento di sud-ovest, il brigantino da guerra [[HMS Beagle|Beagle]] della regia marina inglese, comandato dal capitano Fitz-Roy, salpò finalmente da Devonport il 27 dicembre 1831. La spedizione aveva per iscopo di fare una ispezione compiuta della [[Patagonia]] e della [[Terra del Fuoco]], ispezione cominciata dal capitano King dal 1826 al 1830 – esaminare le spiaggie del [[Cile|Chili]], del [[Perù]] e quelle di alcune isole del [[Pacifico]] – e fare una serie di misure cronometriche intorno al mondo. Giungemmo il 6 gennaio a Teneriffa, ma non ci fu permesso sbarcare, perché si temeva a terra che noi portassimo loro il [[colera|cholera]]. L'indomani mattina vedemmo spuntare il sole dietro lo scosceso profilo della grande isola delle Canarie, ed illuminare repentinamente il Picco di Teneriffa, mentre le parti più basse erano velate da leggere nubi. Questo fu il primo di una lunga serie di giorni deliziosissimi che non ho mai più dimenticato. Il 16 gennaio 1832, gettammo l'àncora a Porto Praya, a Sant'lago, la principale isola dell'arcipelago del [[Capo Verde]].
===Citazioni===
*{{NDR|In [[Cile]]}} Quale differenza può fare il [[clima]] nel godimento della vita! Quanto diverse sono le sensazioni che si provano quando si hanno sott'occhio nere montagne ravvolte per metà nelle nuvole, e quando si veggono altre catene di monti attraverso la luce azzurra di una bella giornata! Per un po' di tempo le prime possono parere sublimi; le altre sono tutte giocondità e vita felice. (cap. XII, 23 luglio 1834; p. 222)
*La storia naturale di queste isole {{NDR|[[Galápagos]]}} è sommamente curiosa e merita bene tutta la nostra attenzione. La maggior parte dei prodotti organici sono creazioni aborigene che non s'incontrano in nessuna altra parte; vi è anche una differenza fra gli abitanti delle varie isole; tuttavia mostrano tutti una spiccata affinità con quelli dell'America, sebbene siano separati da quel continente da un vasto spazio di mare, largo circa 500 a 600 miglia. L'arcipelago è in se stesso un piccolo mondo, o meglio un satellite attaccato all'America, dal quale ha tratto alcuni pochi coloni dispersi, ed ha ricevuto il carattere generale delle sue produzioni indigene. Considerando la piccola mole di queste isole, sentiamo maggior meraviglia pel numero dei loro esseri aborigeni, e per la ristretta cerchia di questi. Vedendo ogni altura coronata dal suo cratere, ed i limiti della maggior parte delle correnti di lava ancor distinti, siamo indotti a credere che durante un periodo, geologicamente recente, lo sconfinato oceano coprisse qui ogni cosa. Quindi, tanto nello spazio quanto nel tempo, ci pare di esserci in certo modo avvicinati a quel grande fatto – quel mistero dei misteri – la prima comparsa di nuovi esseri su questa terra. (cap. XVII, 8 ottobre 1835; pp. 327-328)
*Descriverò prima di tutto i costumi della [[tartaruga delle Galapagos|testuggine]] (''Testudo nigra'', anticamente chiamata Indica), della quale abbiamo frequentemente parlato. Questi animali s'incontrano, credo, in tutte le isole dell'arcipelago; certamente nella maggior parte. Frequentano di preferenza le parti alte ed umide, ma vivono pure nelle regioni basse ed aride. Ho già mostrato, dal numero di esse prese in un solo giorno, quanto siano abbondanti. Alcune vengono grossissime; il signor Lawson, un inglese vice-governatore della colonia, ci disse di averne vedute alcune cosi grandi, che ci volevano sei od otto uomini per alzarle da terra, e talune avevano somministrato fino a cento chilogrammi di carne. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 331)
*La testuggine è amantissima dell'acqua; ne beve grandi quantità e sguazza nel fango. Le isole più grandi sole hanno qualche sorgente, e queste sono sempre collocate verso le parti centrali, e ad una notevole altezza. Perciò, le testuggini, che frequentano le regioni inferiori, quando hanno sete sono obbligate a percorrere grandi distanze; quindi si veggono diramarsi sentieri ben segnati in ogni direzione, dalle fontane fino alla costa marina, e gli Spagnuoli seguendoli scoprirono per la prima volta le fontane. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 332)
*Le testuggini, quando si avviano per un dato punto, viaggiano notte e giorno e giungono alla fine del loro cammino molto più presto di quello che si crederebbe. Gli abitanti, dall'osservazione fatta sopra animali distinti, suppongono che fanno circa otto miglia in due o tre giorni. Una grossa testuggine, che io osservai, camminava a ragione di cinquantaquattro metri in dieci minuti, vale a dire 324 all'ora, o quattro miglia al giorno – occupando pochissimo tempo per mangiare lungo il cammino. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 332)
*Le giovani testuggini, appena sbucciate, divengon preda abbondante dei falchi sopramenzionati. Le vecchie sembrano morire generalmente per accidente, come per cadute dai precipizi; almeno taluni abitanti mi dissero di non averne mai incontrato una morta senza una causa evidente. Gli abitanti credono che questi animali siano al tutto sordi; certamente non si accorgono di una persona che cammina dietro di loro. Mi divertiva molto il vedere uno di quei grossi mostri mentre stava camminando tranquillamente, trarre dentro ad un tratto il capo e le zampe nel momento in cui io passava, e mandare un profondo suono, mentre cadeva sul terreno come un corpo morto. Spesso io saliva sul dorso di essi, e allora con qualche colpo sulla parte inferiore del loro guscio, li faceva alzare e camminare – ma trovai difficile tenermi in equilibrio. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 333)
*[...] possiamo dedurre quale strage l'introduzione di un qualche nuovo animale di rapina deve cagionare in una regione, prima che gl'istinti dei suoi abitanti indigeni si siano adattati alla forza ed al potere dello straniero. (cap. XVII, p. 346)
*Abbiamo oltrepassato anche il meridiano degli [[antipodi]]; ed ora ogni miglio, pensavamo noi con gioia, era un miglio più vicino all'Inghilterra. Questi antipodi richiamano alla nostra mente antiche ricordanze di dubbi e di meraviglie infantili. Solo l'altro giorno io desiderava questa aerea barriera come un punto definito del nostro viaggio verso la patria; ma ora mi accorsi che questo, come tutti i punti di sosta della nostra immaginazione, somiglia alle ombre che un uomo che cammina non può mai afferrare. (cap. XVIII, 19 dicembre 1835; p. 359)
*Non posso spiegarne la ragione, ma nella vista delle spiagge esterne di questi [[Atollo|atolli]], io trovo una grande maestà. La spiaggia che serve di argine, il margine dei verdi boschetti di alberi di cocco, la roccia salda e piana dei morti coralli, sparsi qua e là di grossi frammenti isolati, e la linea di furiosi frangenti, che si estendono tutto intorno mostrano una grande semplicità. L'oceano che rovescia le sue acque sopra il largo scoglio appare come un invincibile, onnipotente nemico; tuttavia vediamo che esso resiste, ed anche fa qualche conquista, con mezzi che a prima vista sembrano debolissimi ed inefficaci. Non già che il mare risparmi le {{sic|roccie}} di corallo; i grandi frammenti sparsi sullo scoglio, ed ammucchiati sulla spiaggia, in mezzo ai quali sorgono gli alti alberi di cocco, svelano chiaramente l'incessante forza delle onde. Non vi sono mai periodi di riposo. Il lungo ondeggiamento cagionato dall'azione dolce ma continua dei venti regolari, che soffiano sempre in una direzione sulla vasta area, produce frangenti, cha hanno quasi la stessa forza di quelli di una burrasca nelle regioni temperate, e che non cessano mai dalla loro furia. È impossibile vedere quelle onde senza sentirsi convinti che un'isola, per quanto costrutta della roccia più dura, sia essa porfido, granito, o quarzo, dovrebbe finire per cedere e venir demolita da una cosifatta forza irresistibile. Tuttavia, quelle basse, insignificanti isolette di corallo resistono e sono vittoriose; perché qui un'altra forza, viene come antagonista a prender parte alla lotta. Le forze organiche separano gli atomi di carbonato di calce, uno ad uno, dai spumanti frangenti, e le uniscono in una struttura simmetrica. Ammucchi pure l'uragano i suoi mille grossi frammenti; che cosa potrà egli contro l'opera accumulata di miriadi di architetti che giorno e notte lavorano continuamente? Così vediamo noi il corpo molle e gelatinoso di un polipo, mercé l'azione delle leggi vitali, vincere la grande potenza meccanica delle onde di un mare contro il quale né l'arte dell'uomo né le opere inanimate della natura avrebbero potuto resistere con qualche successo. (cap. XX, 6 aprile 1836; pp. 395-396)
*Fra le scene che si sono più fortemente impresse nella mia mente, nessuna supera in grandezza le foreste primitive non ancora tocche dalla mano dell'uomo; tanto quelle del Brasile, ove predominano le forze vitali, come quelle della Terra del Fuoco, ove prevalgono la morte e la distruzione. Entrambe sono templi pieni degli svariati prodotti del Dio della natura – nessuno può trovarsi senza emozione in quelle solitudini, e non sentire che nell'uomo vi è qualche cosa di più che non il solo soffio del suo corpo. (cap. XXI, p. 431)
===[[Explicit]]===
Ma io ho provato un piacere troppo profondo in questo viaggio, per non raccomandare a qualunque naturalista, sebbene non debba aspettarsi di essere tanto fortunato nei suoi compagni come lo sono stato io, di approfittare di ogni occasione, ed imprendere viaggi se è possibile per terra, se non con una lunga navigazione. Può esser certo che non incontrerà difficoltà o pericoli, tranne qualche raro caso, tanto cattivi quanto se lo era immaginato. Da un punto di vista morale, l'effetto sarà quello di insegnargli una gioconda pazienza, lo libererà dall'egoismo, gli darà l'abito di operare da sé, e fare il meglio possibile in ogni circostanza. In breve, deve partecipare delle qualità caratteristiche della maggior parte dei naviganti. Il viaggiare gli insegnerà la diffidenza; ma nello stesso tempo gli dimostrerà, quante persone veramente di cuore vi sono, colle quali egli non ebbe mai, o non avrà mai più comunicazione, le quali tuttavia son pronte a prestargli il più disinteressato aiuto.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Gli effetti della fecondazione incrociata e propria nel regno vegetale''===
È evidentissimo che i fiori del maggior numero delle piante, sono costruiti in modo da essere, o abitualmente o accidentalmente fecondati per incrocio, col mezzo del polline d'un altro fiore posto, o sulla stessa pianta, o più generalmente, come vedremo in seguito, su una pianta diversa. Talvolta la fecondazione incrociata è assicurata dalla separazione dei sessi; il più delle volte essa lo è perché la maturità del polline e dello stigma non avviene contemporaneamente.
===''I diversi apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono fecondate dagli insetti''===
Nel presente libro io ho seguito, per quanto mi fu possibile, la classificazione delle Orchidee data da Lindley. Le specie dell'Inghilterra appartengono a cinque de' suoi gruppi, vale a dire a quelli delle ''Ophrydeæ'', ''Neottieæ'', ''Arethuseæ'', ''Malaxeæ'' e ''Cypripedeæ''; i due ultimi gruppi comprendono però ciascuno un unico genere. Nei primi otto capitoli descriverò diverse specie inglesi e straniere, appartenenti ai diversi gruppi. L'ottavo comprenderà inoltre la discussione sulle omologie dei fiori delle orchidee. Il nono capitolo sarà consacrato a diverse considerazioni generali.
===''I movimenti e le abitudini delle piante rampicanti''===
Fui tratto a questo soggetto da uno scritto breve, ma interessante, del professore Asa Gray sui movimenti dei viticci d'alcune piante Cucurbitacee<ref>''Proc. Amer. Acad. of Arts and Sciences, vol. iv'', 12 agosto 1838, p. 98.</ref>. Le mie osservazioni erano giunte più che alla metà prima ch'io apprendessi avere Palm e Hugo von Mohl<ref>Ludwig H. Palm. ''Ueber das Winden der Pflanzen''; Hugo Von Mohl, ''Ueber den Bau und das Winden der Ranken und Schlingpflanzen'', 1827. Il trattato di Palm fu pubblicato soltanto alcune settimane prima di quello di Mohl. Vedi anche ''The Vegetable Cell'' (tradotto da Henfrey) di H. Von Mohl, p. 147 alla fine.</ref> osservato lungo tempo fa il fenomeno sorprendente delle rivoluzioni spontanee degli steli e dei viticci delle piante rampicanti, ed essere questo fenomeno stato successivamente il soggetto di due Memorie di Dutrochet<ref>''Des Mouvements révolutifs spontanés'', ecc., ''Comptes Rendus'', tom. xvii, 1843, pag. 989; ''Recherches sur la Volubilitè des tiges'', ecc., tom. xix, 1844, p. 295.</ref>. Nondimeno credo che le mie osservazioni, fondate sull'esame d'oltre a cento specie viventi assai distinte, contengano novità sufficienti per giustificarne la pubblicazione.
===''Il potere di movimento nelle piante''===
Lo scopo principale di questo libro è di descrivere e di collegare insieme diverse grandi classi di movimenti comuni a quasi tutte le piante. Il movimento più diffuso è essenzialmente della stessa natura di quello che caratterizza il fusto di una pianta rampicante che s'incurva successivamente verso tutti i punti dell'orizzonte in guisa che la sua estremità ne faccia il giro completo. Questo movimento ha ricevuto il nome da G. Sachs di ''Nutazione girante'', ma noi abbiamo trovato più conveniente di adottare i termini di ''circumnutazione'' e di ''circumnutare''. Siccome dovremo parlare molto di questo movimento, una rapida sua descrizione non sarà superflua.
===''L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali''===
Molti libri furono scritti sulla espressione materiale dei sentimenti, e un numero maggiore sulla fisionomia, vale a dire sul mezzo di riconoscere il carattere collo studio dello stato abituale dei lineamenti. Di quest'ultimo argomento io più non m'intrattengo. Gli antichi trattati<ref>J. PARSONS, nell'''Appendix to the Philosophical Transactions'', 1746, pag. 41, dà una lista di quarantun autori antichi che scrissero sulla Espressione.</ref> ch'io consultai m'hanno giovato poco o nulla. Le famose ''Conférences''<ref>''Conférences sur l'expression des différents caractères des passions'', Parigi, in-4°, 1667. – In seguito io cito sempre la riedizione delle Conférences nell'edizione di Lavater, per cura di MOREAU, apparsa nel 1820 tal quale è data nel vol. IX, p. 257.</ref> del pittore Le Brun, pubblicate nel 1667, sono fra le opere antiche la migliore che si conserva, e contengono alcune buone osservazioni. Un altro saggio, piuttosto antico, i ''Discours'', fatti dal 1774 al 1782 da Camper<ref>''Discours par'' PIERRE CAMPER ''sur le moyen de représenter les diverses passions'', etc., 1792.</ref>, il celebre anatomico olandese, non possono essere considerati tali da aver fatto progredire notevolmente la questione. Le opere posteriori, all'incontro, meritano la maggiore considerazione.
===''La formazione della terra vegetale per l'azione dei lombrici con osservazioni intorno ai loro costumi''===
Soggetto del presente volume è la parte che i [[lombrico|lombrici]] hanno avuto nella formazione dello strato di terra vegetale che copre tutta la superficie della crosta terrestre in ogni contrada discretamente umida. Generalmente questo strato di terra ha un colore nericcio e pochi centimetri di spessore. Differisce pochissimo nell'aspetto nei varii paesi, sebbene posi sopra sottosuoli diversi.
===''Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico''===
Lo scopo di quest'opera non è punto il descrivere le molte razze di animali che l'uomo seppe addomesticare; né le piante ch'ei seppe coltivare; se anche avessi le cognizioni che si richiedono per compiere un'impresa così gigantesca, in questo caso sarebbe opera superflua. Io intendo unicamente di esporre tra i fatti ch'io potei raccogliere ed osservare in ogni specie, i più atti a mostrare la importanza e la natura delle modificazioni subite dagli animali e dalle piante sotto il dominio dell'uomo; e spargere un po' di luce sui principii generali della Variazione.
==Citazioni su Charles Darwin==
*Certo, dopo Darwin il mondo non è più lo stesso. Ma non è meno interessante, istruttivo o esaltante, poiché, se ci è impossibile trovare uno scopo nella natura, dovremo trovarlo per noi stessi. Darwin non era un uomo privo di morale; semplicemente si rifiutò di appioppare alla natura tutti i profondi pregiudizi del pensiero occidentale. Anzi, io penso che l'autentico spirito darwiniano potrebbe salvare il nostro mondo in crisi smentendo un tema prediletto dall'arroganza occidentale: la convinzione di essere destinati, in quanto prodotto più elevato di un processo preordinato, al controllo e al dominio sulla Terra e sulla sua vita. ([[Stephen Jay Gould]])
*Come tutti gli uomini di scienza veramente grandi, egli aveva in sé eguale e compagna a quella del ragionamento e della sagacia nell'osservare, la potenza della fantasia. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]])
*Credo che Darwin sia stato bravo a farci leggere il passato, ma non lo invocherei troppo come profeta di scenari futuri. L'evoluzione biologica dell'essere umano pare fermarsi proprio con il sorgere della libertà e della cultura. ([[Giuseppe Tanzella-Nitti]])
*Darwin non era affatto un filosofo. Egli sembra non essere stato affatto consapevole che il suo modo di considerare oggettivamente i fatti della vita recasse implicite delle premesse filosofiche. Egli non aveva nessuna concezione del mondo, nessuna ontologia cosmica, o piuttosto egli prese per buona quella che aveva, senza sottoporla ad una analisi introspettiva. ([[George Gaylord Simpson]])
*È notorio che già Darwin aveva formulato la domanda riguardo al valore della lotta per la conservazione della specie e che aveva anche trovato una risposta convincente: per la specie, per il suo futuro, è sempre vantaggioso che il più forte dei due rivali conquisti un territorio e la femmina ambita. ([[Konrad Lorenz]])
*Forse dovremmo riabilitare l'efficacia narrativa di Darwin, che lanciava lontano la sua rete, osservando, interrogando, legando insieme elementi disparati e cercando di ricreare il disegno più grande dai dettagli più piccoli. ([[Jeffrey Moussaieff Masson]])
*Il colloquio col ministro mi ha fatto capire che genere di lotta deve aver sostenuto Darwin a causa delle sue teorie! ([[Nigel Kneale]])
*Il [[Materialismo]] è errore rancido e mostruoso, il quale non cessa di fare ribrezzo, allorché si presenta a viso aperto: era dunque necessario un uomo che avesse saputo scaltramente mascherarlo; e quest'uomo fu Carlo Darwin, che sotto bugiarde sembianze di scoperte scientifiche foggiossi o a dir meglio riprodusse la ipotesi delle trasformazioni delle specie viventi, la quale in fondo non è che un vergognoso materialismo. Egli però non si manifestò interamente dal principio, protestò di non volere disputare sulla origine della vita, si tenne nella sua ipotesi tra i limiti delle specie organizzate inferiori all'uomo, e riconobbe perfino l'azione creatrice di Dio. ([[Gennaro Portanova]])
*La scoperta di Carlo Darwin sull<nowiki>'</nowiki>''Origine delle specie'', ch'è certo la più grande e la più feconda del secolo decimonono, non ci dié soltanto la legge delle formazioni biologiche, ma ci spiega del pari le ''formazioni storiche''. ([[Gaetano Trezza]])
*La vita intelligente su di un pianeta diventa tale quando, per la prima volta, elabora una ragione della propria esistenza. Se delle creature superiori provenienti dallo spazio mai visiteranno la Terra, la prima cosa che domanderanno, per stabilire il nostro livello di civilizzazione, sarà: «Hanno già scoperto l'evoluzione?» Organismi viventi sono esistiti sulla terra, senza mai sapere perché, per più di tre miliardi di anni prima che uno di essi cominciasse a intravedere la verità. Il suo nome era Charles Darwin. A dire il vero, altri avevano intuito qualcosa, ma fu Darwin che, per primo, mise insieme una teoria coerente e difendibile che spiegava perché noi esistiamo. ([[Richard Dawkins]])
*Le dottrine trasformistiche ebbero fin dal loro inizio due diverse tendenze, che s'impersonarono rispettivamente nel [[Jean-Baptiste de Lamarck|Lamarck]] e nel Darwin.<br/>Il Lamarck ammise come cause della trasformazione le influenze esterne di clima, di nutrizione ecc., quali determinanti di adattamenti diversi che conducevano a modificazioni dell'organizzazione, e l'uso e il non uso degli organi; implicando la trasmissibilità ereditaria dei caratteri acquisiti.<br/>Il Darwin, partendo, com'è ben noto, dalle modificazioni che si ottengono per mezzo della selezione artificiale nelle piante coltivate e negli animali domestici, cercò di dimostrare che in natura esiste un processo analogo, cui egli diede il nome di selezione, o cernita naturale, conseguenza della concorrenza vitale e causa principalissima delle trasformazioni delle specie, e della conservazione delle variazioni più utili, le quali si accumulerebbero attraverso una serie di generazioni quando le condizioni di vita rimanessero immutate. ([[Federico Raffaele]])
*Le tesi evoluzioniste di Darwin furono accolte con grande favore dagli animalisti, perché rafforzavano l'idea che non è lecito maltrattare gli animali, nostri antenati e in certo senso anche nostri "creatori". ([[Marina Baruffaldi]])
*[[Karl Marx|Marx]] fu visto e vide se stesso come «il Darwin della società», il fondatore di una scienza della storia che poteva competere con la darwiniana scienza della biologia. Presentò i suoi assunti come teorie comprovate. Il contrasto tra il suo metodo e quello di Darwin è assai rilevante; Marx stesso se ne rendeva conto, quando con una certa condiscendenza parlava del «rozzo empirismo inglese» di Darwin. Con questa espressione voleva indicare soltanto la circostanza, perfettamente rispondente al vero, che prima di sviluppare le sue teorie Darwin raccoglieva elementi di fatto, diversamente dal preteso metodo superiore che Marx aveva ereditato dalla sua formazione accademica tedesca, per cui prima si elaborava la teoria e poi si cercavano gli elementi di fatto in grado di supportarla. ([[Robert Conquest]])
*Mi attraeva enormemente la teoria di Darwin, allora molto in voga, perché sembrava promettere uno straordinario progresso nella comprensione del mondo. ([[Sigmund Freud]])
*Non è chi per primo concepisce un'idea, né chi la mette in piedi e la fa camminare a quattro zampe, ma è chi fa accettare agli altri la conclusione principale, su basi giuste o sbagliate, ad aver svolto il lavoro più grande per la promulgazione di un'opinione. Ed è ciò che il signor Darwin ha fatto per l'evoluzione. ([[Samuel Butler]])
*Perché è stato così difficile capire Darwin? Nel giro di dieci anni, egli convinse l'intero ambiente intellettuale che l'[[evoluzione]] era una realtà, ma finché fu in vita la sua teoria della selezione naturale non godette di grande popolarità. Si affermò solo intorno agli anni quaranta {{NDR|del Novecento}} e ancora oggi, sebbene formi il nocciolo della teoria dell'evoluzione, è capita pochissimo, e spesso è citata e usata a sproposito. ([[Stephen Jay Gould]])
*Quello che Darwin per delicatezza non ha voluto dire, amici miei, è che se siamo diventati i padroni del mondo non è stato perché siamo i più intelligenti o nemmeno i più crudeli, ma perché siamo sempre stati i più pazzi e sanguinari figli di puttana della giungla. ([[Stephen King#Cell|Stephen King]])
*Si è detto spesso che Darwin ha cambiato il mondo. Meno spesso è stato chiarito quale sia stato esattamente questo cambiamento. Darwin non fece – e torna a suo onore – nessuna delle scoperte che ci hanno portato a quel pericolo di distruzione fisica che ci sovrasta. La maggior parte della nostra tecnologia, se non completamente, sarebbe la stessa anche se il lavoro di Darwin non fosse stato compiuto, da lui o da chiunque altro. Senza dubbio, in questo caso noi avremmo ancora gli ingorghi del traffico, i film dell'orrore, la gomma da masticare e le altre manifestazioni evidenti di un'alta civilizzazione. Gli accessori della civiltà, tuttavia, sono superficiali. L'influenza di Darwin, e più ampiamente del concetto di evoluzione, ha avuto effetti ben più profondi: ci ha letteralmente condotto in un mondo diverso. ([[George Gaylord Simpson]])
*Su Tralfamadore, dice Billy Pilgrim, non c'è molto interesse per Gesù Cristo. La figura terrestre che più colpisce i tralfamadoriani, dice lui, è quella di Charles Darwin, che insegnò che chi muore deve morire e che i cadaveri sono un miglioramento. Così va la vita. ([[Kurt Vonnegut]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Charles Darwin, ''Autobiografia (1809-1882)'', a cura di Nora Barlow, traduzione di Luciana Fratini, Einaudi, Torino, 2006. ISBN 9788858416884
*Charles Darwin, ''Diario di un naturalista giramondo'', traduzione di Michele Lessona, Gamma Editrice, 1945.
*Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/gli-effetti-della-fecondazione-incrociata-e-propria-nel-regno-vegetale/ Gli effetti della fecondazione incrociata e propria nel regno vegetale]'', traduzione di Giovanni Canestrini e P. A. Saccardo, Unione tipografico-editrice, 1878.
*Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/i-diversi-apparecchi-col-mezzo-dei-quali-le-orchidee-vengono-fecondate-dagli-insetti/ I diversi apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono fecondate dagli insetti]'', traduzione di Giovanni Canestrini e Lamberto Moschen, Unione tipografico-editrice, 1883.
*Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/i-movimenti-e-le-abitudini-delle-piante-rampicanti/ I movimenti e le abitudini delle piante rampicanti]'', traduzione di Giovanni Canestrini e P.A. Saccardo, Unione Tipografico-Editrice, 1878.
*Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/il-potere-di-movimento-nelle-piante/ Il potere di movimento nelle piante]'', traduzione di Giovanni e Riccardo Canestrini, Unione Tipografico-Editrice, 1884.
*Charles Darwin, ''[https://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_espressione_dei_sentimenti/pdf/darwin_l_espressione_dei_sentimenti.pdf L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali]'', a cura di Giovanni Canestrini e Franc. Bassani, Unione Tipografico-Editrice, 1878.
*Charles Darwin, ''[http://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_origine_dell_uomo_utet_1914/pdf/darwin_l_origine_dell_uomo.pdf L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso]'', traduzione di Michele Lessona, Unione tipografico-editrice torinese, Torino, 1914.
*Charles Darwin, ''L'origine delle specie'', traduzione di Luciana Fratini, Boringhieri, Torino, 1967.
*Charles Darwin, ''L'origine delle specie'', traduzione di Celso Balducci, Collana I Sempreverdi, Mondadori, Milano, 2010. ISBN 978-88-96-08940-8
*Charles Darwin, ''[https://books.google.it/books?id=z7nWb_pudb8C&pg=PT0 L'origine delle specie]'', traduzione di Celso Balducci, Newton Compton, Roma, 2011. ISBN 978-88-541-2595-7
*Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/la-formazione-della-terra-vegetale-per-lazione-dei-lombrici-con-osservazioni-intorno-ai-loro-costumi/ La formazione della terra vegetale per l'azione dei lombrici con osservazioni intorno ai loro costumi]'', traduzione di [[Michele Lessona]], Unione tipografico-editrice, 1882.
*Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/sulla-origine-delle-specie-per-elezione-naturale-ovvero-conservazione-delle-razze-perfezionate-nella-lotta-per-lesistenza/ Sulla origine delle specie per elezione naturale, ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l'esistenza]'', traduzione di Giovanni Canestrini, Edizioni "A. Barion" della Casa per Edizioni popolari, 1933.
*Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/variazione-degli-animali-e-delle-piante-allo-stato-domestico/ Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico]'', traduzione di Giovanni Canestrini, Unione tipografico-editrice, 1876.
*Charles Darwin, ''[https://books.google.it/books?id=32PGvu1v6yEC Viaggio di un naturalista intorno al mondo]'', traduzione di Michele Lessona, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1872.
*Gino Ditadi (a cura di), ''I filosofi e gli animali'', vol. 2, Isonomia editrice, Este, 1994. ISBN 88-85944-12-4
==Voci correlate==
*[[Erasmus Darwin]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Viaggio di un naturalista intorno al mondo||(1839)}}
{{Pedia|L'origine delle specie||(1859)}}
{{Pedia|La variazione degli animali e delle piante allo stato domestico||(1868)}}
{{Pedia|L'origine dell'uomo e la selezione sessuale||(1871)}}
{{DEFAULTSORT:Darwin, Charles}}
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/* Citazioni */
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Hw-darwin.jpg|thumb|Charles Darwin]]
'''Charles Robert Darwin''' (1809 – 1882), naturalista britannico.
==Citazioni di Charles Darwin==
*Anche se non mi sono mai dedicato molto al pensiero dell'esistenza di un Dio personale fino a un periodo considerevolmente tardo della mia vita, voglio qui esporre le conclusioni vaghe alle quali sono stato portato. Il vecchio argomento di una natura ideata, così come fornito da [[William Paley|Paley]], che prima mi sembrava così conclusivo, fallisce, ora che la legge della [[selezione naturale]] è stata scoperta. Non si può più sostenere che, per esempio, la bella cerniera di una conchiglia bivalve deve essere stata fatta da un essere intelligente, come la cerniera di una porta da parte dell'uomo. Non sembra esserci più progettazione nella variabilità degli esseri organici, e nell'azione della selezione naturale, che nella direzione dove il vento soffia.<ref>''Although I did not think much about the existence of a personal God until a considerably later period of my life, I will here give the vague conclusions to which I have been driven. The old argument from design in Nature, as given by Paley, which formerly seemed to me so conclusive, fails, now that the law of natural selection has been discovered. We can no longer argue that, for instance, the beautiful hinge of a bivalve shell must have been made by an intelligent being, like the hinge of a door by man. There seems to be no more design in the variability of organic beings, and in the action of natural selection, than in the course which the wind blows.'' (da ''The Variation of Animals and Plants'', 1868; citato in ''Life and Letters of Charles Darwin: the Evolution'', a cura di Francis Darwin, Cambridge, 1887)</ref>
*Colui che comprende il [[babbuino]] farebbe di più per la Metafisica di quello che fa [[John Locke|Locke]].<ref>Citato in Pietro Li Causi, ''Animali e uomini nel pensiero greco antico'', in ''L'anima degli animali'', Einaudi, Torino, 2015, p. XVIII. ISBN 978-88-06-21101-1</ref>
*I lavoratori più forti che io abbia visto, i [[minatore|minatori]], del Cile, non vivono che di verdure e di leguminose.<ref>Da una [https://books.google.it/books?id=imYRA7EFfkMC&pg=PA428 lettera] del 1880; citato in [[Charles Webster Leadbeater|Charles W. Leadbeater]], ''[http://www.famigliafideus.com/wp-content/uploads/2016/05/VEGETARIANISMO-E-OCCULTISMO.pdf Vegetarismo ed occultismo]'', Associazione Culturale Aquarius, Palermo, 1982, p. 17.</ref>
*Io penso di aver scoperto (ecco la presunzione!) il semplice modo mediante il quale le specie si adattano mirabilmente a vari fini.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della scienza'', traduzione di Martina Dominici e Olga Amagliani, Gribaudo, 2018, p. 149. ISBN 9788858015001</ref>
*L'incredulità si insinuò nel mio spirito, e finì per diventare totale. Il suo sviluppo fu tanto lento che non ne soffersi, e da allora non ho mai più avuto un dubbio sull'esattezza della mia conclusione. In realtà non posso capire perché ci dovremmo augurare che le promesse del [[cristianesimo]] si avverino: perché in tal caso, secondo le parole del Vangelo, gli uomini senza fede, come mio padre, mio fratello, e quasi tutti i miei amici più cari sarebbero puniti per l'eternità. E questa è un'odiosa dottrina.<ref>Citato in [[Piergiorgio Odifreddi]], ''In principio era Darwin, la vita, il pensiero, il dibattito sull'evoluzionismo'', mondolibri s.p.a.</ref>
*L'uomo, nella sua arroganza, si considera una grande opera, degna dell'intervento di una divinità. Più umile e, credo, più verosimile, ritenerlo creato a partire dagli animali.<ref>Da [http://darwin-online.org.uk/content/frameset?itemID=CUL-DAR122.-&viewtype=text&pageseq=1 ''Notebook C: Transmutation of species''] (febbraio-luglio 1838); citato in [[Peter Singer]], ''Liberazione animale'', traduzione di Enza Ferreri, il Saggiatore, Milano, 2010, [https://books.google.it/books?id=LcUeLTGUI4cC&pg=PA214 p. 214]. ISBN 978-88-565-0180-3</ref>
*La cellula è una struttura complessa, con una membrana che la ricopre, un nucleo e un nucleolo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della biologia'', traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2022, p. 42. ISBN 9788858039595</ref>
*La selezione naturale esamina ogni giorno e ogni ora, in tutto il mondo, le più lievi variazioni.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 26. ISBN 9788858024362</ref>
*Leggendo ''Selborne'' di [[Gilbert White|White]] ho osservato con molto piacere le abitudini dei volatili e ho perfino preso appunti.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 297. ISBN 9788858024362</ref>
*[[Linneo]] e [[Georges Cuvier|Cuvier]] sono stati in modo diverso le mie due divinità, ma essi non sono che scolaretti in confronto al vecchio [[Aristotele]].
:''Linnaeus and Cuvier have been my two gods, though in very different ways, but they were mere schoolboys to old Aristotle''.<ref>Dalla lettera a William Ogle (22 febbraio 1882), in ''The Life and Letters of Charles Darwin'', a cura di Francis Darwin, volume III, cap. VI: "Miscellanea", p. 252, 1887.</ref>
*Ma potrei dire che l'impossibilità di concepire che quest'universo grandioso e meraviglioso, con i nostri sé coscienti, sia scaturito dal caso, a me pare l'argomento principe a favore dell'[[esistenza di Dio]]; ma sebbene questo sia un argomento di valore effettivo, io non sono mai stato in grado di decidermi. Sono consapevole che se si ammette una causa prima, la mente brama ancora di sapere da dove questa è venuta, come si è generata.<ref>''But I may say that the impossibility of conceiving that this grand and wondrous universe, with our conscious selves, arose through chance, seems to me the chief argument for the existence of God; but whether this is an argument of real value, I have never been able to decide. I am aware that if we admit a first cause, the mind still craves to know whence it came, and how it arose.'' (da una lettera a N.D. Doedes, 2 aprile 1873).</ref>
*Nelle mie fluttuazioni più estreme, non sono mai stato un [[ateismo|ateo]] nel senso di negare l'esistenza di un Dio. Ritengo generalmente (e sempre di più invecchiando), ma non sempre, che [[agnosticismo|agnostico]] corrisponderebbe alla definizione più corretta della mia condizione intellettuale.<ref>Da Lettera 12041 a John Fordyce, 7 maggio 1879.</ref>
*Non riesco a persuadermi che un Dio benefico e onnipotente abbia volutamente creato gli [[icneumonide|icneumonidi]] con l'espressa intenzione che essi si nutrano entro il corpo vivente dei bruchi.<ref>''I cannot persuade myself that a beneficent & omnipotent God would have designedly created the Ichneumonidæ with the express intention of their feeding within the living bodies of caterpillars'' [...]. (dalla [http://www.darwinproject.ac.uk/letter/DCP-LETT-2814.xml lettera ad Asa Gray del 22 maggio 1860])</ref>
*Non riesco a vedere alcuna ragione perché un uomo o un altro animale non possa essere stato prodotto, originariamente, da altre leggi; e che tutte queste leggi possano essere state espressamente progettate da un Creatore onnisciente, che prevede ogni evento e conseguenza futuri.<ref>Dalla lettera ad Asa Gray, 22 maggio 1860, in ''Lettere sulla religione'', a cura di Telmo Pievani, traduzione di Isabella C. Blum, Einaudi, Torino, 2013, p. 47.</ref>
*Perfino gli insetti esprimono collera, terrore, gelosia ed amore.<ref>Da ''L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali'', 1878, cap. XIV.</ref>
*Un essere potente e sapiente come un [[dio]], che ha potuto creare l'universo, appare al nostro spirito limitato onnipotente e onnisciente, e offende la nostra comprensione l'idea che la sua benevolenza non debba essere illimitata, poiché quale beneficio potrebbe avere la sofferenza di milioni di animali inferiori per un tempo quasi infinito?<ref>Citato in [[Karlheinz Deschner]], ''Sopra di noi... niente'', Ariele, 2008.</ref>
===Attribuite===
*Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.
:''It is not the strongest of the species that survives, nor the most intelligent that survives. It is the one that is most adaptable to change.''<ref name=dar>{{Cfr}} {{en}} ''[http://www.darwinproject.ac.uk/six-things-darwin-never-said Six things Darwin never said – and one he did]'', ''Darwinproject.ac.uk''.</ref>
::{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Questa frase è tradizionalmente attribuita a Darwin e in genere si ritiene che tale citazione sia tratta dal libro ''L'origine della specie'' (''Origin of Species''). In realtà tale citazione non è presente in nessuno degli scritti di Darwin, come confermato anche dallo storico [[John van Wyhe]].<ref>{{Cfr}} {{en}} [[John van Wyhe]], ''[http://www.theguardian.com/science/2008/feb/09/darwin.myths It ain't necessarily so ...]'', ''the Guardian.com'', 9 febbraio 2008.</ref> Questa citazione è tuttora riportata sul pavimento di pietra della ''California Academy of Sciences'', ma l'attribuzione a Darwin è stata rimossa. Con ogni probabilità la citazione è da attribuire a Leon C. Megginson, professore universitario e saggista statunitense, che in ''Lessons from Europe for American Business'' (1963) scrive: «Secondo ''L'origine delle specie'' di Darwin, non è la più intelligente delle specie a sopravvivere; non è nemmeno la più forte; la specie che sopravvive è quella in grado di adattarsi meglio ai cambiamenti dell'ambiente in cui si trova.»<ref>{{en}} «''According to Darwin's "Origin of Species", it is not the most intellectual of the species that survives; it is not the strongest that survives; but the species that survives is the one that is able best to adapt and adjust to the changing environment in which it finds itself.''»</ref>. Lo stesso Megginson in ''Key to Competition is Management'' (1964): «Non è la più intelligente delle specie quella che sopravvive; non è nemmeno la più forte; la specie che sopravvive è quella che è in grado di adattarsi e di adeguarsi meglio ai cambiamenti dell'ambiente in cui si trova. [...] così dice Charles Darwin nel suo ''Origine delle specie''.»<ref>{{en}} «''It is not the most intellectual of the species that survives; it is not the strongest that survives; but the species that survives is the one that is able to adapt to and to adjust best to the changing environment in which it finds itself.'' [...] ''so says Charles Darwin in his "Origin of Species".''»</ref> Il fatto che queste frasi siano associate alla teoria darwiniana e in particolare al libro ''L'origine della specie'' potrebbe giustificare in parte l'origine della falsa attribuzione.<ref name=dar/><ref>{{Cfr}} {{en}} Nick Matzke, ''[http://pandasthumb.org/archives/2009/09/survival-of-the-1.html Survival of the Pithiest]'', ''the Guardian.com'', 3 settembre 2009.</ref>
==''Autobiografia (1809-1882)''==
===[[Incipit]]===
Quando un editore tedesco mi invitò a scrivere un resoconto sul mio sviluppo intellettuale e spirituale, con l'aggiunta di qualche notizia su fatti della mia vita, pensai che il tentativo di comporre un'autobiografia mi avrebbe divertito e che essa avrebbe potuto interessare i miei figli e i loro discendenti.
===Citazioni===
*[...] il metodo scientifico consiste nel raccogliere dei fatti, da cui si traggono leggi e conclusioni generali. (''Cambridge: 1828-1831'')
*Un altro argomento a favore dell'[[esistenza di Dio]], connesso con la ragione più che col sentimento, e a mio avviso molto importante, è l'estrema difficoltà, l'impossibilità quasi, di concepire l'universo, immenso e meraviglioso, e l'uomo, con la sua capacità di guardare verso il passato e verso il futuro, come il risultato di un mero caso o di una cieca necessità. Questo pensiero mi costringe a ricorrere a una Causa Prima dotata di un'intelligenza in certo modo analoga a quella dell'uomo; e mi merito così l'appellativo di teista.<br>Questa conclusione, a quanto ricordo, era ben radicata nella mia mente al tempo in cui scrissi l<nowiki>'</nowiki>''Origine delle specie''; ma in seguito, dopo molti alti e bassi, si è gradualmente indebolita. (''Opinioni religiose'')
*Né si deve trascurare la probabilità che l'inculcare una fede religiosa nei [[bambini]] produca un effetto così forte, e forse ereditario, sulle loro menti ancora non completamente sviluppate, da rendere loro difficile liberarsi dalla fede in Dio, così come è difficile per una scimmia liberarsi dalla paura e dall'odio che nutre istintivamente per il serpente. (''Opinioni religiose'')
*Mi sembra che per un uomo che non abbia la costante certezza dell'esistenza di un Dio personificato o di una vita futura con relativa ricompensa, l'unica regola della vita debba essere quella di seguire gli istinti e gli impulsi più forti o che gli appaiono migliori. Allo stesso modo, ma inconsciamente, agisce un cane. D'altra parte l'uomo considera passato e futuro e confronta i suoi vari sentimenti, desideri e ricordi; e trova poi, d'accordo con il parere di tutti i più saggi, che la massima soddisfazione deriva dal seguire certi impulsi e precisamente gli istinti sociali. Se agisce per il bene altrui riceve l'approvazione degli altri uomini e conquista l'amore delle persone con cui vive, cioè la cosa più piacevole che vi sia sulla terra. A poco a poco troverà insopportabile obbedire alle passioni dei sensi piuttosto che agli impulsi superiori, che quando diventano abituali possono quasi essere chiamati istinti. Talvolta la ragione gli suggerirà di agire contro l'opinione altrui; non riceverà allora segni di approvazione, ma avrà la sicurezza e la soddisfazione di aver seguito la sua guida più profonda, cioè la coscienza. (''Opinioni religiose'')
*Inoltre, per molti anni avevo seguito l'ottima regola di annotare subito e senza fallo tutto ciò che era contrario ai risultati generali della mia teoria: fosse un fatto, una nuova osservazione o un pensiero che mi capitava di leggere, perché avevo imparato per esperienza che i fatti e i pensieri contrari tendono a sfuggire dalla memoria più facilmente di quelli favorevoli. Per questa abitudine poche furono le obiezioni alla mia teoria che già non avessi considerato e a cui non avessi cercato di dare risposta. (''Le mie molte pubblicazioni'')
*Secondo il mio gusto, un [[romanzo]] non è di prima qualità se non ha alcuni personaggi che il lettore possa amare profondamente. (''Le mie molte pubblicazioni'')
*[...] se vivessi un'altra volta mi assegnerei il compito di leggere un po' di poesia e ascoltar musica almeno una volta la settimana, con la speranza di mantenere attive con l'esercizio quelle parti del cervello che oggi si sono atrofizzate. La perdita di questi gusti è una perdita di felicità, forse dannosa all'intelletto e più ancora alla forza morale, in quanto indebolisce la parte emotiva della natura umana. (''Le mie molte pubblicazioni'')
*Fin dalla mia prima giovinezza ho concepito un vivo desiderio di capire o di spiegare tutto ciò che osservavo, cioè di raggruppare tutti i fatti sotto leggi generali. (''Le mie molte pubblicazioni'')
*Ho sempre cercato di tenermi libero da idee preconcette, in modo da poter rinunciare a qualunque ipotesi, anche se molto amata (e non so trattenermi dal formularne una per ogni argomento), non appena mi si dimostri che i fatti vi si oppongono. Non mi è dato di agire diversamente, e infatti, eccettuata la teoria delle barriere coralline, non ricordo un sol caso in cui non abbia dovuto abbandonare o modificare profondamente la mia prima formulazione di un'ipotesi. Per questo sono arrivato naturalmente a diffidare dei grandi ragionamenti deduttivi nelle scienze naturali. (''Le mie molte pubblicazioni'')
===[[Explicit]]===
Il mio successo come uomo di scienza, qualunque esso sia stato, è dovuto, mi sembra, a diverse e complesse qualità e condizioni intellettuali. Le più importanti sono state: l'amore per la scienza, un'infinita pazienza nel riflettere lungamente su ogni argomento, gran diligenza nell'osservare e raccogliere dati di fatto, e una certa dose d'immaginazione e di buon senso. È davvero sorprendente che con doti così modeste io sia stato capace d'influire in modo tanto notevole sulle opinioni degli scienziati su alcuni importanti problemi.
===Citazioni su ''Autobiografia (1809-1882)''===
*L'''Autobiografia'' di Darwin non è soltanto una preziosa testimonianza circa la genesi di una concezione e sulla personalità dell'uomo che l'ha prodotta, ma anche un insegnamento civile di libertà. ([[Giulio Giorello]])
==''Diario di un naturalista giramondo''==
===[[Incipit]]===
''16 gennaio 1832''. I dintorni di Port Praya, visti dal mare, hanno un aspetto desolato.<br />
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
Dopo essere stato respinto indietro due volte da violente libecciate, il Beagle, brigantino da dieci cannoni della Regia Marina Militare, salpò da Devenport il 27 dicembre 1831 al comando del capitano FitzRoy.<br />
{{NDR|2a edizione, Feltrinelli, 2009, trad. Maria Vegni Talluri}}
===Citazioni===
* Questa collina è famosa perché a lungo tempo servì da rifugio ad alcuni schiavi fuggitivi che, coltivando un pezzetto di terra presso la cima, riuscivano a ricavarne quanto bastava a vivere. Ma alla fine furono scoperti e fu mandato un reparto di soldati che li catturó tutti, ad eccezione d'una vecchia la quale, piuttosto che lasciarsi trarre nuovamente in schiavitù, preferì morire sfracellata, lanciandosi dalla cima della montagna. Fosse stata una matrona romana si sarebbe lodato il suo nobile amore per la libertà, ma siccome era una povera nera questa condotta fu giudicata segno soltanto di bestiale cocciutaggine.
* Mentre mi trovavo in quella tenuta [sul Rio Macaé, Brasile], per poco non fui testimone d'uno degli atti più atroci che si possano compiere in un paese schiavista. A cagione di una rissa e di una causa penale che ne era seguita, il proprietario fu sul punto di separare tutte le donne e i bambini dagli schiavi adulti per venderli all'asta a Rio. Soltanto il tornaconto personale, e non un sentimento di compassione, gli impedì di compiere un simile gesto. [...] Eppure posso assicurare che per umanità era superiore alla media degli uomini.
*Anche oggi narrano le gesta atroci dei filibustieri, e specialmente di un uomo, il quale tolse via l'immagine della Vergine [[Maria]], e ritornò un anno dopo a prendere quella di San Giuseppe dicendo che era un peccato che la signora stesse senza suo marito.
*Il 19 di agosto abbandonammo finalmente le spiagge del Brasile. Ringrazio Dio di non aver più mai da visitare un paese da [[schiavi]].
*Il linguaggio {{NDR|la [[lingua selknam]]<ref>Secondo [[Lucas Bridges]] (p. 421), che ritiene impossibile che la descrizione corrisponda alla [[lingua yamana]].</ref>}} di questa gente {{NDR|i [[Selknam]]}}, secondo le nostre nozioni, si può appena chiamare articolato. Il capitano Cook lo ha paragonato ai versi di un uomo che si schiarisce la gola, ma certamente, aggiungeva, nessun europeo si è mai schiarito la gola emettendo suoni così aspri, gutturali e metallici.<ref>Tradotto in Lucas Bridges, ''Ultimo confine del mondo'', Einaudi, 2009, ISBN 978-88-06-19758-2, p. 421.</ref>
*Il modo stesso con cui sono generalmente tollerate le religioni straniere, l'attenzione che si porta ai mezzi di educazione, la libertà della stampa, le agevolezze offerte a tutti i forestieri, e specialmente, mi sia permesso di aggiungere, ad ognuno che professi le più piccole pretese alla scienza, debbono essere ricordate con gratitudine, da coloro che hanno visitato le provincie spagnuole del Sud America.
*Non mi sono accorto che l'intonazione della società abbia preso un qualche carattere particolare; ma con questi costumi, e senza il lavoro dell'intelletto, non può a meno di deteriorare.
==''L'origine dell'uomo e la selezione sessuale''==
===[[Incipit]]===
Per accertare se l'[[uomo]] sia il discendente modificato di qualche forma preesistente, occorrerebbe innanzitutto ricercare se egli stesso si modifichi, sia pure leggermente, quanto alla sua struttura corporea e alle sue capacità mentali.<br />
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
===Citazioni===
*Gli [[animale|animali]] inferiori sentono evidentemente come l'uomo il piacere e il dolore, la felicità e l'infelicità. La felicità è molto chiaramente espressa dai giovani animali, come i cagnolini, i gattini, gli agnelli, quando si trastullano fra loro come i nostri bambini. (1994, p. 829)
*Anche gli [[insetto|insetti]] si divertono insieme, come ha descritto quell'eccellente osservatore che è [[Pierre Huber|P. Huber]], che vide le [[formica|formiche]] corrersi dietro cercando di mordersi per giuoco come fanno i cagnolini. (1914, p. 53)
*È noto l'amore del [[cane]] per il suo padrone; e tutti sanno che nell'agonia della morte egli accarezza il padrone; e ognuno può aver sentito dire che il cane che soffre mentre viene sottoposto a qualche [[vivisezione]], lecca la mano dell'operatore; quest'uomo, a meno di avere un cuore di sasso, deve provare rimorso fino all'ultima ora della sua vita. (1994, pp. 829-830)
*Una gran parte delle emozioni più complesse sono comuni agli animali più elevati ed a noi. Ognuno può aver veduto quanta gelosia dimostri il cane se il padrone prodiga il suo affetto ad un'altra creatura; ed io ho osservato lo stesso fatto nelle [[scimmia|scimmie]]. Ciò dimostra che non solo gli animali amano, ma sentono il desiderio di essere amati. (1914, pp. 55-56)
*Tutti gli animali sentono la ''meraviglia'', e molti mostrano ''[[curiosità]]''. Talvolta quest'ultima facoltà reca loro danno, come quando il cacciatore si atteggia buffamente e li attira in tal modo. (1914, p. 57)
*Siccome i cani, i gatti, i cavalli e probabilmente tutti gli animali superiori ed anche gli uccelli, come è confermato da buone testimonianze, hanno sogni vivaci, che dimostrano coi movimenti e con la voce, dobbiamo ammettere che posseggano un certo potere d'immaginazione.<br />[...] Sono pochi quelli che vorranno negare che gli animali non siano forniti di un certo potere di ragionare. Si possono vedere costantemente animali che si fermano, deliberano e risolvono. È un fatto significativo che, quanto più un naturalista studia le abitudini di un dato animale, tanto più dà spazio alla ragione e meno al semplice istinto. (1994, p. 834)
*I mulattieri del sud America dicono: «Non vi darò la [[mulo|mula]] che ha il passo più dolce, ma ''la mas racional'', quella che ragiona meglio»; e [[Alexander von Humboldt|Humboldt]] aggiunge «questa espressione popolare, dettata da una lunga esperienza, combatte il sistema di macchine animate, meglio forse che non tutti gli argomenti della filosofia speculativa».<br />Abbiamo, credo, dimostrato ora che l'uomo e gli animali superiori, specialmente i [[primate|primati]], hanno in comune alcuni pochi istinti. Tutti hanno gli stessi sensi, le stesse intuizioni e sensazioni, – passioni, affetti ed emozioni simili, anche le più complesse; sentono la meraviglia e la curiosità; posseggono le stesse facoltà di imitazione, attenzione, memoria, immaginazione e raziocinio, sebbene in gradi molto differenti. (1914, pp. 65-66)
*È stato asserito che solo l'uomo è capace di progressivo miglioramento [...].<br />Per ciò che riguarda gli animali, chiunque abbia avuto qualche pratica nel tendere trappole sa che gli animali giovani si prendono con maggiore facilità dei vecchi; e si lasciano avvicinare dal nemico molto agevolmente. È impossibile prender animali molto vecchi nello stesso luogo e con la stessa trappola, o distruggerli con la stessa qualità di veleno; tuttavia non è probabile che tutti abbiano assaggiato il veleno, ed è impossibile che tutti siano già stati colti al laccio. Essi imparano ad esser cauti vedendo i loro compagni presi o avvelenati. (1994, pp. 836-837)
*Molte sorta di animali sono [[animale sociale|sociali]]; troviamo anzi specie diverse che vivono insieme, come per esempio alcune [[scimmia|scimmie]] americane con branchi di cornacchie, di gracchi, di storni. Anche l'uomo mostra lo stesso sentimento nel forte amore che nutre pel [[cane]], amore che il cane gli rende con usura. (1914, p. 97)
*Gli animali sociali si rendono fra loro scambievoli servigi: i [[cavallo|cavalli]] si morsecchiano, e le [[mucca|vacche]] si leccano le une le altre in ogni punto ove sentono prurito o pizzicore: le scimmie si liberano scambievolmente dagli esterni parassiti [...]. (1914, p. 100)
*Gli animali sociali si difendono l'un l'altro. I maschi di alcuni ruminanti vanno ad allogarsi in fronte della mandra quando vi è pericolo e la difendono colle loro corna. (1914, p. 100)
*È certo che gli animali che vivono in società hanno un sentimento di scambievole amore che non provano gli animali non socievoli. (1914, p. 102)
*La simpatia, oltre i confini umani, che vuol dire l'umanità verso le bestie, sembra essere fra gli acquisti morali più tardivi. Non sembra che i selvaggi la provino tranne che per quegli animali che prediligono. [...] Questa virtù, una delle più nobili di cui l'uomo sia fornito, sembra derivare per incidente da ciò che le nostre simpatie facendosi più tenere e più espansive e diffuse, vengono a riversarsi su tutti gli esseri senzienti. Appena questa virtù viene onorata e praticata da alcuni uomini, si diffonde mercé l'istruzione e l'esempio ai giovani, ed eventualmente tende a radicarsi nella pubblica opinione. (1914, pp. 132-133)
*Il punto più alto cui possiamo giungere nella coltura morale, è quello di poter riconoscere che dobbiamo dominare i nostri pensieri. (1914, p. 133)
*[...] l'amore disinteressato per tutte le creature viventi [...] è il più bell'attributo dell'uomo [...]. (1914, pp. 141-142)
*Il più umile organismo è qualche cosa di molto più elevato che non la polvere inorganica che ci sta sotto i piedi; e nessuno fornito di mente imparziale può studiare una qualche creatura vivente per quanto umile essa sia, senza rimanere preso da entusiasmo per la sua meravigliosa struttura e le sue proprietà. (1914, p. 280)
*[...] l'uomo è disceso da un quadrupede peloso, fornito di coda e di orecchie aguzze, probabilmente di abiti arborei, e che abitava l'antico continente. (cap. XXI, Sommario generale e Conclusione; 1914, p. 1017)
===[[Explicit]]===
L'uomo va scusato di sentire un certo orgoglio per essersi elevato, sebbene non per propria spinta, all'apice della scala organica; ed il fatto di essere in tal modo salito, invece di esservi stato collocato in origine, può dargli speranza per un destino ancora più elevato in un lontano avvenire. Ma non si tratta qui né di speranze, né di timori, ma solo del vero, fin dove la nostra ragione ci permette di scoprirlo. Ho fatto del mio meglio per addurre prove; e dobbiamo riconoscere, per quanto mi sembra, che l'uomo con tutte le sue nobili prerogative, colla simpatia che sente per gli esseri più degradati, colla benevolenza che estende non solo agli altri uomini, ma anche verso la più umile delle creature viventi, col suo intelletto quasi divino che ha penetrato nei movimenti e nella costituzione del sistema solare – con tutte queste alte forze – l'Uomo conserva ancora nella sua corporale impalcatura lo stampo indelebile della sua bassa origine.<br />
{{NDR|Charles Darwin, ''[http://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_origine_dell_uomo_utet_1914/pdf/darwin_l_origine_dell_uomo.pdf L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso]'', traduzione di Michele Lessona, Unione tipografico-editrice torinese, Torino, 1914}}
==''L'origine delle specie''==
===[[Incipit]]===
====Celso Balducci====
Darò qui un breve quadro degli sviluppi delle opinioni scientifiche sull'origine delle [[specie]]. Ancora non molto tempo fa la maggior parte degli studiosi di scienze naturali considerava le specie come prodotti immutabili di creazioni distinte. Molti autori hanno sostenuto con competenza questo punto di vista. Peraltro non mancavano alcuni, sia pure pochi, che ritenevano che le specie vanno incontro a trasformazioni e che le forme attuali di vita discendono, attraverso un vero e proprio processo generativo, da forme che le hanno precedute.
====Luciana Fratini====
Mi propongo di dare qui un breve compendio del progresso delle idee sull'origine delle specie. Fino a poco tempo fa, la grande maggioranza dei naturalisti credeva che le specie fossero immutabili e che fossero state create l'una indipendentemente dall'altra. Numerosi autori hanno abilmente sostenuto questo punto di vista. Alcuni naturalisti, invece, erano convinti che le specie subissero modificazioni, e che le attuali forme di vita discendessero per generazione regolare da forme preesistenti.
====[[Giovanni Canestrini]]====
Voglio esporre un breve sunto dei progressi della dottrina sull'origine delle specie. La maggior parte dei naturalisti ammette che le specie sieno produzioni immutabili, e che ogni specie sia stata creata separatamente. Questa tesi fu abilmente propugnata da molti autori. Solamente pochi credono che esse subiscano delle modificazioni, e che le forme viventi attuali discendano per mezzo di generazione regolare da forme preesistenti.
===Citazioni===
*Di una pianta ai margini del deserto si dice che lotta per la vita contro la siccità, anche se sarebbe più esatto dire che dipende dall'umidità. (''La variazione in natura'', cap. 2., ed. 2011)
*La [[giraffa]], grazie alla sua gigantesca statura ed al collo, agli arti anteriori, alla testa ed alla lingua di forma molto allungata, possiede una struttura integralmente e magnificamente adatta a brucare i rami più alti degli alberi. Essa, quindi, può procurarsi alimenti che si trovano oltre la portata degli altri ungulati (animali provvisti di zoccoli) che vivono nello stesso territorio; e questo dev'essere un grande vantaggio per lei durante i periodi di carestia. (''Alcune obiezioni alla teoria della selezione naturale''<ref>Capitolo aggiunto nella sesta edizione.</ref>; 2010, p. 175)
*La selezione naturale è il... principio con il quale una lieve variazione [di un tratto], se utile, è preservata.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della scienza'', traduzione di Martina Dominici e Olga Amagliani, Gribaudo, 2018, p. 146. ISBN 9788858015001</ref>
:''I have called this principle, by which each slight variation, if useful, is preserved, by the term of Natural Selection''. (cap. III, ''Struggle For Existence'', [http://darwin-online.org.uk/content/frameset?pageseq=76&itemID=F373&viewtype=image p. 61])
*Possiamo intendere come un fiore e un insetto possano modificarsi e adattarsi scambievolmente, nella maniera più perfetta e nel medesimo tempo, ovvero uno dopo l'altro, per mezzo della continua preservazione degli individui che offrono deviazioni di struttura leggermente favorevoli e di utile reciproco. (Cap. IV, "Schiarimenti sull'azione dell'elezione naturale o sopravvivenza del più adatto", 1933).
*Non cercherò di definire l'[[istinto]]. Sarebbe facile dimostrare che questo termine abbraccia parecchie attività psichiche distinte. Però chiunque comprende ciò che si intende quando si dice che l'istinto obbliga il cuculo a migrare e a deporre le uova nei nidi di altri uccelli. Si suole definire istintiva un'azione, che a noi richiederebbe una certa esperienza, mentre viene compiuta senza alcuna esperienza da un animale, soprattutto molto giovane e privo di esperienza, oppure viene compiuta nella stessa maniera da molti individui, senza sapere quale ne è lo scopo. (capitolo 7, ''L'istinto''; 2010, p. 192)
*Senza il raro accidente della conservazione delle orme dei piedi nella nuova [[arenaria]] rossa degli Stati Uniti, chi si sarebbe azzardato a supporre che, all'infuori dei rettili, esistessero non meno di trenta razze di uccelli, alcuni dei quali giganteschi, durante questo periodo? ([[s:Sulla origine delle specie per elezione naturale, ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l'esistenza/Capo X/Sulla improvvisa comparsa di gruppi interi di specie affini|cap. X]]; 1933)
*Io non trovo alcuna ragione per pensare che le opinioni espresse in questo volume possano ferire i sentimenti religiosi di chicchessia.
:''I see no good reason why the views given in this volume should shock the religious feelings of any one''.<ref>''On the Origin of Species'', cap- XV "Recapitulation and Conclusion", p. 421, sesta edizione (1872).</ref>
*Nel remoto futuro vedo campi aperti a ricerche di gran lunga più importanti. La psicologia poggerà su nuove fondazioni, ossia sulla necessaria acquisizione di ciascuna capacità e facoltà mentale per gradi successivi. Si farà luce sull'origine dell'uomo e sulla sua storia. (dalle conclusioni alla prima edizione dell'opera; 2011, [https://books.google.it/books?id=z7nWb_pudb8C&pg=PT500 p. 500])
===[[Explicit]]===
====Celso Balducci====
È interessante contemplare una rigogliosa ripa fluviale, coperta di molte piante appartenenti a molti tipi, con gli uccelli che cantano tra i cespugli, i diversi insetti che svolazzano intorno e con i vermi che strisciano nel terreno umido, e riflettere che queste forme dalla struttura così complessa, tanto differenti le une dalle altre e dipendenti le une dalle altre in modo talmente complicato, sono state tutte prodotte dalle leggi che operano attorno a noi. Queste leggi, prese in senso generale, sono lo sviluppo con riproduzione, l'eredità praticamente insita nella riproduzione, la variabilità legata all'azione diretta e indiretta delle condizioni esterne di vita e all'uso e non uso, un ritmo di incremento numerico talmente alto da portare alla lotta per la vita e conseguentemente alla selezione naturale, che a sua volta comporta la divergenza dei caratteri e l'estinzione delle forme meno perfezionate. Dunque dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte, nasce la cosa più alta che si possa immaginare: la produzione degli animali più elevati. Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione della vita, con le sue molte capacità, che inizialmente fu data a poche forme o ad una sola e che, mentre il pianeta seguita a girare secondo la legge immutabile della gravità, si è evoluta e si evolve, partendo da inizi così semplici, fino a creare infinite forme estremamente belle e meravigliose.
====Luciana Frantini====
È interessante contemplare una plaga lussureggiante, rivestita da molte piante di vari tipi, con uccelli che cantano nei cespugli, con vari insetti che ronzano intorno, e con vermi che strisciano nel terreno umido, e pensare che tutte queste forme così elaboratamente costruite, così differenti l'una dall'altra, e dipendenti l'una dall'altra in maniera così complessa, sono state prodotte da leggi che agiscono intorno a noi. Queste leggi, prese nel loro più ampio significato, sono la legge dell'accrescimento con riproduzione; l'eredità che è quasi implicita nella riproduzione; la variabilità per l'azione diretta e indiretta delle condizioni di vita, e dell'uso e non uso; il ritmo di accrescimento così elevato da condurre a una lotta per l'esistenza, e conseguentemente alla selezione naturale, che comporta la divergenza dei caratteri e l'estinzione delle forme meno perfette. Così, dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte, direttamente deriva il più alto risultato che si possa concepire, cioè la produzione degli animali superiori. Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione di vita, con le sue diverse forze, originariamente impresse dal Creatore in poche forme, o in una forma sola; e nel fatto che, mentre il nostro pianeta ha continuato a ruotare secondo l'immutabile legge della gravità, da un così semplice inizio innumerevoli forme, bellissime e meravigliose, si sono [[Evoluzione|evolute]] e continuano a evolversi.
===Citazioni su ''L'origine delle specie''===
*[L'origine delle specie di Charles Darwin sono] lo strumento più potente che gli uomini hanno sottomano, dopo la pubblicazione dei Principia di [[Isaac Newton|Newton]], per ampliare il campo della conoscenza naturale. ([[Thomas Henry Huxley]])
==''Viaggio di un naturalista intorno al mondo''==
===[[Incipit]]===
Respinto indietro due volte, da un forte vento di sud-ovest, il brigantino da guerra [[HMS Beagle|Beagle]] della regia marina inglese, comandato dal capitano Fitz-Roy, salpò finalmente da Devonport il 27 dicembre 1831. La spedizione aveva per iscopo di fare una ispezione compiuta della [[Patagonia]] e della [[Terra del Fuoco]], ispezione cominciata dal capitano King dal 1826 al 1830 – esaminare le spiaggie del [[Cile|Chili]], del [[Perù]] e quelle di alcune isole del [[Pacifico]] – e fare una serie di misure cronometriche intorno al mondo. Giungemmo il 6 gennaio a Teneriffa, ma non ci fu permesso sbarcare, perché si temeva a terra che noi portassimo loro il [[colera|cholera]]. L'indomani mattina vedemmo spuntare il sole dietro lo scosceso profilo della grande isola delle Canarie, ed illuminare repentinamente il Picco di Teneriffa, mentre le parti più basse erano velate da leggere nubi. Questo fu il primo di una lunga serie di giorni deliziosissimi che non ho mai più dimenticato. Il 16 gennaio 1832, gettammo l'àncora a Porto Praya, a Sant'lago, la principale isola dell'arcipelago del [[Capo Verde]].
===Citazioni===
*{{NDR|In [[Cile]]}} Quale differenza può fare il [[clima]] nel godimento della vita! Quanto diverse sono le sensazioni che si provano quando si hanno sott'occhio nere montagne ravvolte per metà nelle nuvole, e quando si veggono altre catene di monti attraverso la luce azzurra di una bella giornata! Per un po' di tempo le prime possono parere sublimi; le altre sono tutte giocondità e vita felice. (cap. XII, 23 luglio 1834; p. 222)
*La storia naturale di queste isole {{NDR|[[Galápagos]]}} è sommamente curiosa e merita bene tutta la nostra attenzione. La maggior parte dei prodotti organici sono creazioni aborigene che non s'incontrano in nessuna altra parte; vi è anche una differenza fra gli abitanti delle varie isole; tuttavia mostrano tutti una spiccata affinità con quelli dell'America, sebbene siano separati da quel continente da un vasto spazio di mare, largo circa 500 a 600 miglia. L'arcipelago è in se stesso un piccolo mondo, o meglio un satellite attaccato all'America, dal quale ha tratto alcuni pochi coloni dispersi, ed ha ricevuto il carattere generale delle sue produzioni indigene. Considerando la piccola mole di queste isole, sentiamo maggior meraviglia pel numero dei loro esseri aborigeni, e per la ristretta cerchia di questi. Vedendo ogni altura coronata dal suo cratere, ed i limiti della maggior parte delle correnti di lava ancor distinti, siamo indotti a credere che durante un periodo, geologicamente recente, lo sconfinato oceano coprisse qui ogni cosa. Quindi, tanto nello spazio quanto nel tempo, ci pare di esserci in certo modo avvicinati a quel grande fatto – quel mistero dei misteri – la prima comparsa di nuovi esseri su questa terra. (cap. XVII, 8 ottobre 1835; pp. 327-328)
*Descriverò prima di tutto i costumi della [[tartaruga delle Galapagos|testuggine]] (''Testudo nigra'', anticamente chiamata Indica), della quale abbiamo frequentemente parlato. Questi animali s'incontrano, credo, in tutte le isole dell'arcipelago; certamente nella maggior parte. Frequentano di preferenza le parti alte ed umide, ma vivono pure nelle regioni basse ed aride. Ho già mostrato, dal numero di esse prese in un solo giorno, quanto siano abbondanti. Alcune vengono grossissime; il signor Lawson, un inglese vice-governatore della colonia, ci disse di averne vedute alcune cosi grandi, che ci volevano sei od otto uomini per alzarle da terra, e talune avevano somministrato fino a cento chilogrammi di carne. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 331)
*La testuggine è amantissima dell'acqua; ne beve grandi quantità e sguazza nel fango. Le isole più grandi sole hanno qualche sorgente, e queste sono sempre collocate verso le parti centrali, e ad una notevole altezza. Perciò, le testuggini, che frequentano le regioni inferiori, quando hanno sete sono obbligate a percorrere grandi distanze; quindi si veggono diramarsi sentieri ben segnati in ogni direzione, dalle fontane fino alla costa marina, e gli Spagnuoli seguendoli scoprirono per la prima volta le fontane. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 332)
*Le testuggini, quando si avviano per un dato punto, viaggiano notte e giorno e giungono alla fine del loro cammino molto più presto di quello che si crederebbe. Gli abitanti, dall'osservazione fatta sopra animali distinti, suppongono che fanno circa otto miglia in due o tre giorni. Una grossa testuggine, che io osservai, camminava a ragione di cinquantaquattro metri in dieci minuti, vale a dire 324 all'ora, o quattro miglia al giorno – occupando pochissimo tempo per mangiare lungo il cammino. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 332)
*Le giovani testuggini, appena sbucciate, divengon preda abbondante dei falchi sopramenzionati. Le vecchie sembrano morire generalmente per accidente, come per cadute dai precipizi; almeno taluni abitanti mi dissero di non averne mai incontrato una morta senza una causa evidente. Gli abitanti credono che questi animali siano al tutto sordi; certamente non si accorgono di una persona che cammina dietro di loro. Mi divertiva molto il vedere uno di quei grossi mostri mentre stava camminando tranquillamente, trarre dentro ad un tratto il capo e le zampe nel momento in cui io passava, e mandare un profondo suono, mentre cadeva sul terreno come un corpo morto. Spesso io saliva sul dorso di essi, e allora con qualche colpo sulla parte inferiore del loro guscio, li faceva alzare e camminare – ma trovai difficile tenermi in equilibrio. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 333)
*[...] possiamo dedurre quale strage l'introduzione di un qualche nuovo animale di rapina deve cagionare in una regione, prima che gl'istinti dei suoi abitanti indigeni si siano adattati alla forza ed al potere dello straniero. (cap. XVII, p. 346)
*Abbiamo oltrepassato anche il meridiano degli [[antipodi]]; ed ora ogni miglio, pensavamo noi con gioia, era un miglio più vicino all'Inghilterra. Questi antipodi richiamano alla nostra mente antiche ricordanze di dubbi e di meraviglie infantili. Solo l'altro giorno io desiderava questa aerea barriera come un punto definito del nostro viaggio verso la patria; ma ora mi accorsi che questo, come tutti i punti di sosta della nostra immaginazione, somiglia alle ombre che un uomo che cammina non può mai afferrare. (cap. XVIII, 19 dicembre 1835; p. 359)
*Non posso spiegarne la ragione, ma nella vista delle spiagge esterne di questi [[Atollo|atolli]], io trovo una grande maestà. La spiaggia che serve di argine, il margine dei verdi boschetti di alberi di cocco, la roccia salda e piana dei morti coralli, sparsi qua e là di grossi frammenti isolati, e la linea di furiosi frangenti, che si estendono tutto intorno mostrano una grande semplicità. L'oceano che rovescia le sue acque sopra il largo scoglio appare come un invincibile, onnipotente nemico; tuttavia vediamo che esso resiste, ed anche fa qualche conquista, con mezzi che a prima vista sembrano debolissimi ed inefficaci. Non già che il mare risparmi le {{sic|roccie}} di corallo; i grandi frammenti sparsi sullo scoglio, ed ammucchiati sulla spiaggia, in mezzo ai quali sorgono gli alti alberi di cocco, svelano chiaramente l'incessante forza delle onde. Non vi sono mai periodi di riposo. Il lungo ondeggiamento cagionato dall'azione dolce ma continua dei venti regolari, che soffiano sempre in una direzione sulla vasta area, produce frangenti, cha hanno quasi la stessa forza di quelli di una burrasca nelle regioni temperate, e che non cessano mai dalla loro furia. È impossibile vedere quelle onde senza sentirsi convinti che un'isola, per quanto costrutta della roccia più dura, sia essa porfido, granito, o quarzo, dovrebbe finire per cedere e venir demolita da una cosifatta forza irresistibile. Tuttavia, quelle basse, insignificanti isolette di corallo resistono e sono vittoriose; perché qui un'altra forza, viene come antagonista a prender parte alla lotta. Le forze organiche separano gli atomi di carbonato di calce, uno ad uno, dai spumanti frangenti, e le uniscono in una struttura simmetrica. Ammucchi pure l'uragano i suoi mille grossi frammenti; che cosa potrà egli contro l'opera accumulata di miriadi di architetti che giorno e notte lavorano continuamente? Così vediamo noi il corpo molle e gelatinoso di un polipo, mercé l'azione delle leggi vitali, vincere la grande potenza meccanica delle onde di un mare contro il quale né l'arte dell'uomo né le opere inanimate della natura avrebbero potuto resistere con qualche successo. (cap. XX, 6 aprile 1836; pp. 395-396)
*Fra le scene che si sono più fortemente impresse nella mia mente, nessuna supera in grandezza le foreste primitive non ancora tocche dalla mano dell'uomo; tanto quelle del Brasile, ove predominano le forze vitali, come quelle della Terra del Fuoco, ove prevalgono la morte e la distruzione. Entrambe sono templi pieni degli svariati prodotti del Dio della natura – nessuno può trovarsi senza emozione in quelle solitudini, e non sentire che nell'uomo vi è qualche cosa di più che non il solo soffio del suo corpo. (cap. XXI, p. 431)
===[[Explicit]]===
Ma io ho provato un piacere troppo profondo in questo viaggio, per non raccomandare a qualunque naturalista, sebbene non debba aspettarsi di essere tanto fortunato nei suoi compagni come lo sono stato io, di approfittare di ogni occasione, ed imprendere viaggi se è possibile per terra, se non con una lunga navigazione. Può esser certo che non incontrerà difficoltà o pericoli, tranne qualche raro caso, tanto cattivi quanto se lo era immaginato. Da un punto di vista morale, l'effetto sarà quello di insegnargli una gioconda pazienza, lo libererà dall'egoismo, gli darà l'abito di operare da sé, e fare il meglio possibile in ogni circostanza. In breve, deve partecipare delle qualità caratteristiche della maggior parte dei naviganti. Il viaggiare gli insegnerà la diffidenza; ma nello stesso tempo gli dimostrerà, quante persone veramente di cuore vi sono, colle quali egli non ebbe mai, o non avrà mai più comunicazione, le quali tuttavia son pronte a prestargli il più disinteressato aiuto.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Gli effetti della fecondazione incrociata e propria nel regno vegetale''===
È evidentissimo che i fiori del maggior numero delle piante, sono costruiti in modo da essere, o abitualmente o accidentalmente fecondati per incrocio, col mezzo del polline d'un altro fiore posto, o sulla stessa pianta, o più generalmente, come vedremo in seguito, su una pianta diversa. Talvolta la fecondazione incrociata è assicurata dalla separazione dei sessi; il più delle volte essa lo è perché la maturità del polline e dello stigma non avviene contemporaneamente.
===''I diversi apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono fecondate dagli insetti''===
Nel presente libro io ho seguito, per quanto mi fu possibile, la classificazione delle Orchidee data da Lindley. Le specie dell'Inghilterra appartengono a cinque de' suoi gruppi, vale a dire a quelli delle ''Ophrydeæ'', ''Neottieæ'', ''Arethuseæ'', ''Malaxeæ'' e ''Cypripedeæ''; i due ultimi gruppi comprendono però ciascuno un unico genere. Nei primi otto capitoli descriverò diverse specie inglesi e straniere, appartenenti ai diversi gruppi. L'ottavo comprenderà inoltre la discussione sulle omologie dei fiori delle orchidee. Il nono capitolo sarà consacrato a diverse considerazioni generali.
===''I movimenti e le abitudini delle piante rampicanti''===
Fui tratto a questo soggetto da uno scritto breve, ma interessante, del professore Asa Gray sui movimenti dei viticci d'alcune piante Cucurbitacee<ref>''Proc. Amer. Acad. of Arts and Sciences, vol. iv'', 12 agosto 1838, p. 98.</ref>. Le mie osservazioni erano giunte più che alla metà prima ch'io apprendessi avere Palm e Hugo von Mohl<ref>Ludwig H. Palm. ''Ueber das Winden der Pflanzen''; Hugo Von Mohl, ''Ueber den Bau und das Winden der Ranken und Schlingpflanzen'', 1827. Il trattato di Palm fu pubblicato soltanto alcune settimane prima di quello di Mohl. Vedi anche ''The Vegetable Cell'' (tradotto da Henfrey) di H. Von Mohl, p. 147 alla fine.</ref> osservato lungo tempo fa il fenomeno sorprendente delle rivoluzioni spontanee degli steli e dei viticci delle piante rampicanti, ed essere questo fenomeno stato successivamente il soggetto di due Memorie di Dutrochet<ref>''Des Mouvements révolutifs spontanés'', ecc., ''Comptes Rendus'', tom. xvii, 1843, pag. 989; ''Recherches sur la Volubilitè des tiges'', ecc., tom. xix, 1844, p. 295.</ref>. Nondimeno credo che le mie osservazioni, fondate sull'esame d'oltre a cento specie viventi assai distinte, contengano novità sufficienti per giustificarne la pubblicazione.
===''Il potere di movimento nelle piante''===
Lo scopo principale di questo libro è di descrivere e di collegare insieme diverse grandi classi di movimenti comuni a quasi tutte le piante. Il movimento più diffuso è essenzialmente della stessa natura di quello che caratterizza il fusto di una pianta rampicante che s'incurva successivamente verso tutti i punti dell'orizzonte in guisa che la sua estremità ne faccia il giro completo. Questo movimento ha ricevuto il nome da G. Sachs di ''Nutazione girante'', ma noi abbiamo trovato più conveniente di adottare i termini di ''circumnutazione'' e di ''circumnutare''. Siccome dovremo parlare molto di questo movimento, una rapida sua descrizione non sarà superflua.
===''L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali''===
Molti libri furono scritti sulla espressione materiale dei sentimenti, e un numero maggiore sulla fisionomia, vale a dire sul mezzo di riconoscere il carattere collo studio dello stato abituale dei lineamenti. Di quest'ultimo argomento io più non m'intrattengo. Gli antichi trattati<ref>J. PARSONS, nell'''Appendix to the Philosophical Transactions'', 1746, pag. 41, dà una lista di quarantun autori antichi che scrissero sulla Espressione.</ref> ch'io consultai m'hanno giovato poco o nulla. Le famose ''Conférences''<ref>''Conférences sur l'expression des différents caractères des passions'', Parigi, in-4°, 1667. – In seguito io cito sempre la riedizione delle Conférences nell'edizione di Lavater, per cura di MOREAU, apparsa nel 1820 tal quale è data nel vol. IX, p. 257.</ref> del pittore Le Brun, pubblicate nel 1667, sono fra le opere antiche la migliore che si conserva, e contengono alcune buone osservazioni. Un altro saggio, piuttosto antico, i ''Discours'', fatti dal 1774 al 1782 da Camper<ref>''Discours par'' PIERRE CAMPER ''sur le moyen de représenter les diverses passions'', etc., 1792.</ref>, il celebre anatomico olandese, non possono essere considerati tali da aver fatto progredire notevolmente la questione. Le opere posteriori, all'incontro, meritano la maggiore considerazione.
===''La formazione della terra vegetale per l'azione dei lombrici con osservazioni intorno ai loro costumi''===
Soggetto del presente volume è la parte che i [[lombrico|lombrici]] hanno avuto nella formazione dello strato di terra vegetale che copre tutta la superficie della crosta terrestre in ogni contrada discretamente umida. Generalmente questo strato di terra ha un colore nericcio e pochi centimetri di spessore. Differisce pochissimo nell'aspetto nei varii paesi, sebbene posi sopra sottosuoli diversi.
===''Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico''===
Lo scopo di quest'opera non è punto il descrivere le molte razze di animali che l'uomo seppe addomesticare; né le piante ch'ei seppe coltivare; se anche avessi le cognizioni che si richiedono per compiere un'impresa così gigantesca, in questo caso sarebbe opera superflua. Io intendo unicamente di esporre tra i fatti ch'io potei raccogliere ed osservare in ogni specie, i più atti a mostrare la importanza e la natura delle modificazioni subite dagli animali e dalle piante sotto il dominio dell'uomo; e spargere un po' di luce sui principii generali della Variazione.
==Citazioni su Charles Darwin==
*Certo, dopo Darwin il mondo non è più lo stesso. Ma non è meno interessante, istruttivo o esaltante, poiché, se ci è impossibile trovare uno scopo nella natura, dovremo trovarlo per noi stessi. Darwin non era un uomo privo di morale; semplicemente si rifiutò di appioppare alla natura tutti i profondi pregiudizi del pensiero occidentale. Anzi, io penso che l'autentico spirito darwiniano potrebbe salvare il nostro mondo in crisi smentendo un tema prediletto dall'arroganza occidentale: la convinzione di essere destinati, in quanto prodotto più elevato di un processo preordinato, al controllo e al dominio sulla Terra e sulla sua vita. ([[Stephen Jay Gould]])
*Come tutti gli uomini di scienza veramente grandi, egli aveva in sé eguale e compagna a quella del ragionamento e della sagacia nell'osservare, la potenza della fantasia. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]])
*Credo che Darwin sia stato bravo a farci leggere il passato, ma non lo invocherei troppo come profeta di scenari futuri. L'evoluzione biologica dell'essere umano pare fermarsi proprio con il sorgere della libertà e della cultura. ([[Giuseppe Tanzella-Nitti]])
*Darwin non era affatto un filosofo. Egli sembra non essere stato affatto consapevole che il suo modo di considerare oggettivamente i fatti della vita recasse implicite delle premesse filosofiche. Egli non aveva nessuna concezione del mondo, nessuna ontologia cosmica, o piuttosto egli prese per buona quella che aveva, senza sottoporla ad una analisi introspettiva. ([[George Gaylord Simpson]])
*È notorio che già Darwin aveva formulato la domanda riguardo al valore della lotta per la conservazione della specie e che aveva anche trovato una risposta convincente: per la specie, per il suo futuro, è sempre vantaggioso che il più forte dei due rivali conquisti un territorio e la femmina ambita. ([[Konrad Lorenz]])
*Forse dovremmo riabilitare l'efficacia narrativa di Darwin, che lanciava lontano la sua rete, osservando, interrogando, legando insieme elementi disparati e cercando di ricreare il disegno più grande dai dettagli più piccoli. ([[Jeffrey Moussaieff Masson]])
*Il colloquio col ministro mi ha fatto capire che genere di lotta deve aver sostenuto Darwin a causa delle sue teorie! ([[Nigel Kneale]])
*Il [[Materialismo]] è errore rancido e mostruoso, il quale non cessa di fare ribrezzo, allorché si presenta a viso aperto: era dunque necessario un uomo che avesse saputo scaltramente mascherarlo; e quest'uomo fu Carlo Darwin, che sotto bugiarde sembianze di scoperte scientifiche foggiossi o a dir meglio riprodusse la ipotesi delle trasformazioni delle specie viventi, la quale in fondo non è che un vergognoso materialismo. Egli però non si manifestò interamente dal principio, protestò di non volere disputare sulla origine della vita, si tenne nella sua ipotesi tra i limiti delle specie organizzate inferiori all'uomo, e riconobbe perfino l'azione creatrice di Dio. ([[Gennaro Portanova]])
*La scoperta di Carlo Darwin sull<nowiki>'</nowiki>''Origine delle specie'', ch'è certo la più grande e la più feconda del secolo decimonono, non ci dié soltanto la legge delle formazioni biologiche, ma ci spiega del pari le ''formazioni storiche''. ([[Gaetano Trezza]])
*La vita intelligente su di un pianeta diventa tale quando, per la prima volta, elabora una ragione della propria esistenza. Se delle creature superiori provenienti dallo spazio mai visiteranno la Terra, la prima cosa che domanderanno, per stabilire il nostro livello di civilizzazione, sarà: «Hanno già scoperto l'evoluzione?» Organismi viventi sono esistiti sulla terra, senza mai sapere perché, per più di tre miliardi di anni prima che uno di essi cominciasse a intravedere la verità. Il suo nome era Charles Darwin. A dire il vero, altri avevano intuito qualcosa, ma fu Darwin che, per primo, mise insieme una teoria coerente e difendibile che spiegava perché noi esistiamo. ([[Richard Dawkins]])
*Le dottrine trasformistiche ebbero fin dal loro inizio due diverse tendenze, che s'impersonarono rispettivamente nel [[Jean-Baptiste de Lamarck|Lamarck]] e nel Darwin.<br/>Il Lamarck ammise come cause della trasformazione le influenze esterne di clima, di nutrizione ecc., quali determinanti di adattamenti diversi che conducevano a modificazioni dell'organizzazione, e l'uso e il non uso degli organi; implicando la trasmissibilità ereditaria dei caratteri acquisiti.<br/>Il Darwin, partendo, com'è ben noto, dalle modificazioni che si ottengono per mezzo della selezione artificiale nelle piante coltivate e negli animali domestici, cercò di dimostrare che in natura esiste un processo analogo, cui egli diede il nome di selezione, o cernita naturale, conseguenza della concorrenza vitale e causa principalissima delle trasformazioni delle specie, e della conservazione delle variazioni più utili, le quali si accumulerebbero attraverso una serie di generazioni quando le condizioni di vita rimanessero immutate. ([[Federico Raffaele]])
*Le tesi evoluzioniste di Darwin furono accolte con grande favore dagli animalisti, perché rafforzavano l'idea che non è lecito maltrattare gli animali, nostri antenati e in certo senso anche nostri "creatori". ([[Marina Baruffaldi]])
*[[Karl Marx|Marx]] fu visto e vide se stesso come «il Darwin della società», il fondatore di una scienza della storia che poteva competere con la darwiniana scienza della biologia. Presentò i suoi assunti come teorie comprovate. Il contrasto tra il suo metodo e quello di Darwin è assai rilevante; Marx stesso se ne rendeva conto, quando con una certa condiscendenza parlava del «rozzo empirismo inglese» di Darwin. Con questa espressione voleva indicare soltanto la circostanza, perfettamente rispondente al vero, che prima di sviluppare le sue teorie Darwin raccoglieva elementi di fatto, diversamente dal preteso metodo superiore che Marx aveva ereditato dalla sua formazione accademica tedesca, per cui prima si elaborava la teoria e poi si cercavano gli elementi di fatto in grado di supportarla. ([[Robert Conquest]])
*Mi attraeva enormemente la teoria di Darwin, allora molto in voga, perché sembrava promettere uno straordinario progresso nella comprensione del mondo. ([[Sigmund Freud]])
*Non è chi per primo concepisce un'idea, né chi la mette in piedi e la fa camminare a quattro zampe, ma è chi fa accettare agli altri la conclusione principale, su basi giuste o sbagliate, ad aver svolto il lavoro più grande per la promulgazione di un'opinione. Ed è ciò che il signor Darwin ha fatto per l'evoluzione. ([[Samuel Butler]])
*Perché è stato così difficile capire Darwin? Nel giro di dieci anni, egli convinse l'intero ambiente intellettuale che l'[[evoluzione]] era una realtà, ma finché fu in vita la sua teoria della selezione naturale non godette di grande popolarità. Si affermò solo intorno agli anni quaranta {{NDR|del Novecento}} e ancora oggi, sebbene formi il nocciolo della teoria dell'evoluzione, è capita pochissimo, e spesso è citata e usata a sproposito. ([[Stephen Jay Gould]])
*Quello che Darwin per delicatezza non ha voluto dire, amici miei, è che se siamo diventati i padroni del mondo non è stato perché siamo i più intelligenti o nemmeno i più crudeli, ma perché siamo sempre stati i più pazzi e sanguinari figli di puttana della giungla. ([[Stephen King#Cell|Stephen King]])
*Si è detto spesso che Darwin ha cambiato il mondo. Meno spesso è stato chiarito quale sia stato esattamente questo cambiamento. Darwin non fece – e torna a suo onore – nessuna delle scoperte che ci hanno portato a quel pericolo di distruzione fisica che ci sovrasta. La maggior parte della nostra tecnologia, se non completamente, sarebbe la stessa anche se il lavoro di Darwin non fosse stato compiuto, da lui o da chiunque altro. Senza dubbio, in questo caso noi avremmo ancora gli ingorghi del traffico, i film dell'orrore, la gomma da masticare e le altre manifestazioni evidenti di un'alta civilizzazione. Gli accessori della civiltà, tuttavia, sono superficiali. L'influenza di Darwin, e più ampiamente del concetto di evoluzione, ha avuto effetti ben più profondi: ci ha letteralmente condotto in un mondo diverso. ([[George Gaylord Simpson]])
*Su Tralfamadore, dice Billy Pilgrim, non c'è molto interesse per Gesù Cristo. La figura terrestre che più colpisce i tralfamadoriani, dice lui, è quella di Charles Darwin, che insegnò che chi muore deve morire e che i cadaveri sono un miglioramento. Così va la vita. ([[Kurt Vonnegut]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Charles Darwin, ''Autobiografia (1809-1882)'', a cura di Nora Barlow, traduzione di Luciana Fratini, Einaudi, Torino, 2006. ISBN 9788858416884
*Charles Darwin, ''Diario di un naturalista giramondo'', traduzione di Michele Lessona, Gamma Editrice, 1945.
*Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/gli-effetti-della-fecondazione-incrociata-e-propria-nel-regno-vegetale/ Gli effetti della fecondazione incrociata e propria nel regno vegetale]'', traduzione di Giovanni Canestrini e P. A. Saccardo, Unione tipografico-editrice, 1878.
*Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/i-diversi-apparecchi-col-mezzo-dei-quali-le-orchidee-vengono-fecondate-dagli-insetti/ I diversi apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono fecondate dagli insetti]'', traduzione di Giovanni Canestrini e Lamberto Moschen, Unione tipografico-editrice, 1883.
*Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/i-movimenti-e-le-abitudini-delle-piante-rampicanti/ I movimenti e le abitudini delle piante rampicanti]'', traduzione di Giovanni Canestrini e P.A. Saccardo, Unione Tipografico-Editrice, 1878.
*Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/il-potere-di-movimento-nelle-piante/ Il potere di movimento nelle piante]'', traduzione di Giovanni e Riccardo Canestrini, Unione Tipografico-Editrice, 1884.
*Charles Darwin, ''[https://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_espressione_dei_sentimenti/pdf/darwin_l_espressione_dei_sentimenti.pdf L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali]'', a cura di Giovanni Canestrini e Franc. Bassani, Unione Tipografico-Editrice, 1878.
*Charles Darwin, ''[http://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_origine_dell_uomo_utet_1914/pdf/darwin_l_origine_dell_uomo.pdf L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso]'', traduzione di Michele Lessona, Unione tipografico-editrice torinese, Torino, 1914.
*Charles Darwin, ''L'origine delle specie'', traduzione di Luciana Fratini, Boringhieri, Torino, 1967.
*Charles Darwin, ''L'origine delle specie'', traduzione di Celso Balducci, Collana I Sempreverdi, Mondadori, Milano, 2010. ISBN 978-88-96-08940-8
*Charles Darwin, ''[https://books.google.it/books?id=z7nWb_pudb8C&pg=PT0 L'origine delle specie]'', traduzione di Celso Balducci, Newton Compton, Roma, 2011. ISBN 978-88-541-2595-7
*Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/la-formazione-della-terra-vegetale-per-lazione-dei-lombrici-con-osservazioni-intorno-ai-loro-costumi/ La formazione della terra vegetale per l'azione dei lombrici con osservazioni intorno ai loro costumi]'', traduzione di [[Michele Lessona]], Unione tipografico-editrice, 1882.
*Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/sulla-origine-delle-specie-per-elezione-naturale-ovvero-conservazione-delle-razze-perfezionate-nella-lotta-per-lesistenza/ Sulla origine delle specie per elezione naturale, ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l'esistenza]'', traduzione di Giovanni Canestrini, Edizioni "A. Barion" della Casa per Edizioni popolari, 1933.
*Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/variazione-degli-animali-e-delle-piante-allo-stato-domestico/ Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico]'', traduzione di Giovanni Canestrini, Unione tipografico-editrice, 1876.
*Charles Darwin, ''[https://books.google.it/books?id=32PGvu1v6yEC Viaggio di un naturalista intorno al mondo]'', traduzione di Michele Lessona, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1872.
*Gino Ditadi (a cura di), ''I filosofi e gli animali'', vol. 2, Isonomia editrice, Este, 1994. ISBN 88-85944-12-4
==Voci correlate==
*[[Erasmus Darwin]]
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Viaggio di un naturalista intorno al mondo||(1839)}}
{{Pedia|L'origine delle specie||(1859)}}
{{Pedia|La variazione degli animali e delle piante allo stato domestico||(1868)}}
{{Pedia|L'origine dell'uomo e la selezione sessuale||(1871)}}
{{DEFAULTSORT:Darwin, Charles}}
[[Categoria:Biologi britannici]]
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[[Categoria:Geologi britannici]]
[[Categoria:Naturalisti britannici]]
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John Dewey
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/* Citazioni su John Dewey */ Mariano Maresca
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[[Immagine:John Dewey cph.3a51565.jpg|thumb|right|John Dewey]]
{{indicedx}}
'''John Dewey''' (1859 – 1952), filosofo, pedagogista e psicologo statunitense.
==Citazioni di John Dewey==
*Ci vuole più [[umiltà]] nei nostri momenti di [[successo]] che non in quelli di [[sconfitta]].<ref>Da ''Natura e condotta dell'uomo''.</ref>
*Finché l'[[arte]] sarà il salone di bellezza della [[civiltà]], né l'arte né la civiltà saranno al sicuro.<ref name=Arte>Da ''Arte come esperienza''.</ref>
*I nostri musei e le nostre gallerie d'arte d'oggi, in cui sono relegate e depositate opere d'arte bella, rendono evidenti alcune cause che hanno fatto sì che l'arte venisse segregata.<ref name=Arte/>
*{{NDR|[[Ralph Waldo Emerson|Emerson]] è}} il filosofo della democrazia {{NDR|e}} quel cittadino del Nuovo Mondo il cui nome si possa pronunciare insieme a quello di [[Platone]].<ref>Da ''Emerson: The Philosopher of Democracy'', 1903.</ref>
*L'istruzione non è un affare di parole dette o ascoltate, ma un processo attivo e costruttivo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 231. ISBN 9788858014165</ref>
*[...] l'unico valore supremo da stabilire è solo il processo che consiste nel vivere.<ref>Da ''Democrazia e educazione''. Citato in ''Come funziona la filosofia'', a cura di Marcus Weeks, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2020, p. 81. ISBN 9788858025598</ref>
*Noi non risolviamo i problemi filosofici, li superiamo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 230. ISBN 9788858014165</ref>
*V'è alcunché di ridicolo e sconcertante insieme nel modo in cui gli uomini si sono fatti influenzare al punto da ritenere che il modo di pensare della scienza colga l'intima realtà delle cose, e nel fatto che essi definiscono falsi gli altri modi di pensare le cose, di percepirle e di goderle. Ciò è ridicolo perché questi concetti scientifici, come ogni altro strumento, sono fabbricati dall'uomo espressamente nel tentativo di giungere alla realizzazione di un determinato scopo, quello cioè della massima convertibilità di ogni oggetto di pensiero in qualsiasi altro […]. Ma tali modi di pensiero non sono dei rivali o dei sostituti degli oggetti percepiti e goduti più di quanto non lo fosse, nei riguardi della stoffa, il telaio elettrico che è certo uno strumento di maggior efficacia del telaio a mano.<ref>Da ''La ricerca della certezza''.</ref>
==''L'arte come esperienza''==
===[[Incipit]]===
Per un'ironia della sorte, che spesso è presente nel corso delle cose, l'esistenza delle [[Opera d'arte|opere d'arte]] dalle quali dipende la formulazione di una teoria estetica è divenuta un ostacolo per la teoria stessa. Da una parte, queste opere sono prodotti che hanno una esistenza esteriore e fisica. Nel comune modo di concepire, l'opera d'arte si identifica spesso con l'edificio, il libro, il dipinto o la statua nella sua esistenza separata dall'esperienza umana. Poiché, invece l'opera d'arte, concretamente, è il modo in cui il prodotto opera con e nell'esperienza, la comprensione di essa non ne risulta favorita.
===Citazioni===
* I «[[Nuovi ricchi|nouveaux riches]]», che sono un sottoprodotto importante del [[Capitalismo|sistema capitalistico]], si sono sentiti in particolar modo tenuti a circondarsi di opere d'arte che, in quanto rare, sono anche costose. (I, L'essere vivente, p. 13)
*L'arte celebra con particolare intensità i momenti in cui il passato rafforza il presente, e il futuro è una accelerazione di ciò che ora è. (I, L'essere vivente, p. 25)
*Lo scrittore, il compositore, lo scultore e il pittore possono ritornare, durante il processo di produzione, su ciò che hanno fatto in precedenza. Quando nella fase passiva o percettiva dell'esperienza ciò che è stato fatto non soddisfa, possono, fino ad un certo punto ricominciare da capo. Questi ritorni non sono così facili a farsi nel caso dell'[[architettura]] – il che è forse una delle ragioni per le quali esistono tanti edifici così brutti. (III, Come di forma un'esperienza, p. 64)
*Non vi è incomprensione più diffusa della [[pittura]] di quella che riguarda la natura del [[disegno]]. L'osservatore, che ha appreso a riconoscere, ma non a percepire esteticamente, sosta davanti a un Botticelli, a un Greco, o a un Cézanne e dice: «Peccato che un simile pittore non abbia mai imparato a disegnare!» (V, L'oggetto espressivo, p. 111)
*I nudi di [[Pierre-Auguste Renoir|Renoir]] danno diletto senza suggerimenti pornografici. Le qualità voluttuose della carne sono conservate, accentuate perfino. Ma sono state astratte dalle condizioni di esistenza fisica di un corpo nudo. Attraverso l'astrazione e a mezzo del colore, le associazioni consuete di un corpo nudo sono trasferite in un nuovo regno, perché queste associazioni sono stimoli pratici che scompaiono nell'opera d'arte. (V, L'oggetto espressivo, p. 114)
*Il fatto che forma e materia in un'opera d'arte sono connesse non significa che esse si identificano. Significa che nell'opera d'arte esse non si presentano come due cose distinte; l'opera è materia formata. (VI, Contenuto e forma, p. 136)
*C'è sempre qualcosa di stupido nel volgere la [[poesia]] in una prosa che si ritiene debba spiegare il significato della poesia. (VIII, L'organizzazione delle energie, p. 194)
*La più grande rivoluzione estetica nella storia della pittura si verificò quando il colore venne usato strutturalmente; allora i [[dipinto|quadri]] cessarono di essere disegni colorati. (IX, Il contenuto comune delle arti, p. 237)
*Guardare un'opera d'arte per accertare l'osservanza di certe regole e la conformità a certi canoni, impoverisce la percezione. (IX, Il contenuto comune delle arti, p. 242)
*Le classificazioni rigide sono inette (se sono prese sul serio) perché distraggono l'attenzione da quello che è esteticamente fondamentale: il carattere, qualitativamente unico e integrale, dell'esperienza di un prodotto artistico. (X, Il contenuto variabile delle arti, p. 257)
*Mentre tra [[prosa]] e [[poesia]] non c'è una differenza esattamente definibile, tra prosaico e poetico c'è un abisso in quanto termini estremi limitativi di tendenze dell'esperienza. Uno di essi realizza il potere delle parole di esprimere ciò che esiste in cielo, in terra e sotto i mari per mezzo dell'estensione; l'altro per mezzo dell'intensità. (X, Il contenuto variabile delle arti, p. 284)
*L'arte è una qualità che permea un'esperienza; non è l'esperienza stessa se non per metafora. L'esperienza estetica è sempre più che estetica. (XIV, Arte e civiltà, 381)
*Le teorie che attribuiscono all'arte un intento e un effetto morale diretti falliscono poiché non tengono conto della civiltà collettiva che è il contesto in cui le opere d'arte vengono prodotte e godute. (XIV, Arte e civiltà, p. 404)
*L'arte è una forma di previsione che non si può trovare nei grafici e nelle statistiche, e insinua possibilità di rapporti umani che non vanno cercati nella regola e nel precetto, nell'ammonimento e nella procedura. (XIV, Arte e civiltà, p. 408)
==''Scuola e società''==
===[[Incipit]]===
Noi siamo proclivi a considerare la scuola da un punto di vista individuale, come alcunché che si limita ai rapporti fra maestro e alunno, fra insegnante e genitore. Quel che ci interessa al massimo è naturalmente il progresso fatto da quel determinato fanciullo di nostra conoscenza, il suo sviluppo fisico, il suo profitto nell'abilità di leggere, di scrivere, di ritrarre, l'accrescimento delle sue conoscenze geografiche e storiche, il miglioramento nel suo modo di comportarsi, nelle abitudini di prontezza, di ordine, di diligenza.
===Citazioni===
*Tutto quel che la società ha compiuto per se stessa è posto, mediante l'[[istruzione]], a disposizione dei suoi membri futuri. (p. 1)
*Una società consiste di un certo numero di individui tenuti insieme dal fatto di lavorare in una stessa direzione in uno spirito comune, e di perseguire mire comuni. (p. 7)
*Non c'è motivo sociale evidente nell'acquisto di puro [[conoscenza|sapere]], non c'è chiaro beneficio sociale nel procurarselo. (p. 9)
*L'unità di tutte le [[Scienza|scienze]] è trovata nella [[geografia]]. Il significato della geografia è che essa presenta la terra come la sede duratura delle occupazioni dell'uomo. (p. 11)
*Il [[mondo]] all'infuori della sua relazione con l'attività umana non è mondo. (p. 11)
*La [[terra]] è la sorgente ultima di qualsiasi alimento dell'uomo. (p. 11)
*Quando [[natura]] e [[società]] vivranno nell'aula scolastica, quando le forme e gli strumenti didattici saranno subordinati alla sostanza dell'esperienza, allora sarà possibile operare questa identificazione, e la cultura diventerà la parola d'ordine della democrazia. (p. 40)
*La [[storia]] non deve essere presentata come un'accumulazione di risultati conseguiti o come una mera esposizione di avvenimenti, ma come una poderosa realtà in azione. (p. 108)
*La consapevolezza della finalità sociale della storia frena la tendenza a ridurre la storia a mito, novella o pura letteratura. (p. 110)
===Citazioni sul libro===
*Gran parte dei più celebrati pionieri dell' "educazione nuova" ha attinto a queste pagine, direttamente o indirettamente, stimolo a riproporsi criticamente parecchi problemi della pedagogia e della didattica e suggestioni profonde. ([[Ernesto Codignola]])
==Citazioni su John Dewey==
*L'edificio dello stato nazionale, dice J. Dewey, ha le porte chiuse alla luce ed ha per abitanti la paura, la diffidenza, la gelosia; nessuna meraviglia quindi che la guerra scoppi periodicamente dalle sue porte. ([[Mariano Maresca]])
*La scuola elementare di Dewey e la scuola professionale di Cherschensteiner sono l'antecedente immediato del risorgere, nella pedagogia contemporanea, dell'ideale umanistico dell'istruzione. ([[Sergei Hessen]])
*Nel suo linguaggio caratteristico, il Dewey fa risalire l'inadeguatezza dei metodi scolastici tradizionali, che sopravvivono tenacemente al mondo storico che li ha generati, alla "vecchia" psicologia, cui continuano ad attenersi troppi insegnanti. ([[Ernesto Codignola]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*John Dewey, ''L'arte come esperienza'' (''Art as experience''), presentazione di Corrado Maltese, La Nuova Italia, Firenze 1966.
*John Dewey, ''Scuola e società'' (''The School and Society''), traduzione di Ernesto Codignola e Lamberto Borghi, La Nuova Scuola Editrice, Firenze 1969.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Dewey, John}}
[[Categoria:Filosofi statunitensi]]
[[Categoria:Psicologi statunitensi]]
[[Categoria:Pedagogisti]]
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Scuola
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/* Citazioni */ Mariano Maresca
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{{voce tematica}}
[[Immagine:Arab School by John Frederick Lewis.jpg|miniatura|upright=1.4|''Scuola araba'' (J.F. Lewis)]]
Citazioni sulla '''scuola'''.
==Citazioni==
*A me sembra che dal punto di vista metodologico la cosa peggiore per una scuola sia far leva soprattutto sulla paura, sulla costrizione e sull'autorità artificiosa. Tale impostazione distrugge i sentimenti sani, la sincerità e la fiducia in se stessi degli alunni, producendo soggetti passivi. [...] È relativamente semplice mettere al riparo la scuola da questo che è il peggiore di tutti i mali. Basta dotare gli insegnanti del minor numero possibile di strumenti coercitivi, in modo che per essi l'unica fonte di rispetto da parte dell'alunno siano le loro qualità umane e intellettive. ([[Albert Einstein]])
*Allora, iniziamo dal principio e il principio è la scuola. La scuola, istituzione in cui - io e penso tutti noi - crediamo come principale pilastro della società. È quel luogo dove le bambine e i bambini acquisiscono e modellano la loro personale visione del mondo e lo fanno evidentemente sulla base di categorie date. Impegniamoci concretamente, diamo loro tutti gli strumenti di un Paese moderno, ad esempio introducendo seriamente i temi dell'educazione affettiva e sessuale. ([[Chiara Appendino]])
*Ancora la nostra generazione a scuola ha appreso più cose su Serse, Dario e Cambise, su re barbarici a noi del tutto indifferenti, che su Leonardo, Volta, Franklin, Montgolfier e Gutenberg. Eravamo tenuti a sapere a memoria ogni minima battaglia, ma nei testi non c'era una riga su chi aveva costruito le prime ferrovie o inventato la chimica moderna. Eravamo intenzionalmente tenuti all'oscuro circa gli apporti culturali dei popoli a noi vicini e sapevamo soltanto in quali battaglie e sotto quali generali li avevamo affrontati sul campo. ([[Stefan Zweig]])
*C'è la scuola, la scuola come ''obbligo'', come prigione mentale. Basterebbe questo. Come tollerare di mandarci degli esseri indifesi, di saperli chiusi là dentro, la loro mente confusa messa a friggere in quelle sudicie padelle... Perché sappiamo quanto vigliaccamente li corromperebbero quei libri, quelle bocche, quella scienza. E come sottrarli? Dappertutto è ''scuola'', il carcere scolastico ti segue come un agguato in qualunque posto. ([[Guido Ceronetti]])
*Ci sono cose che si apprendono solo a scuola, ma il moltiplicarsi delle cosiddette 'educazioni', ha dato vita a materie che sono gravate sulla scuola. Un po' anche per scaricarsi la coscienza da parte delle altre istituzioni e dimostrare sensibilità verso un tema. ([[Evandro Agazzi]])
*Da insegnante dico che chi parla di [[merito]] nella scuola non ci ha mai lavorato. Forse nelle aziende, ma nella scuola no! ([[Sara Ferrari]])
*Da la culla, e non da la scola, deriva l'eccellenza di qualunque ingegno mai fusse. ([[Pietro Aretino]])
*''Di scuola ce n'è una sola | di [[madre|mamma]] ce n'è una gamma.'' ([[Guido Almansi]])
*È nelle scuole che realizziamo le nostre potenzialità, che diventiamo esseri sociali, cresciamo e ci sviluppiamo come persone funzionanti, socievoli e generose delle nostre comunità e del mondo. Dopo un conflitto è a scuola che si viene informati sul pericolo delle mine di terra, sulla prevenzione del virus HIV/AIDS e sul processo di riconciliazione. È a scuola che si scambiano le armi con il sapere e la formazione ed è a scuola che i messaggi portatori di pace si intrecciano con le conoscenze e le capacità professionali. Perché la pace sia sostenibile, siamo fermamente convinti che l'istruzione debba essere parte integrante di qualunque accordo di pace e che sia necessario dedicare la giusta attenzione ai progetti educativi nei Paesi tormentati dai conflitti e nei periodi che seguono la fine della guerra. ([[Zlata Filipović]])
*È tempo sprecato andare a scuola. Non è vero che insegnano ai bambini a leggere e scrivere, ma li rovinano. Dimenticano di insegnare che per la gente c'è qualcosa di più importante dell'alfabeto e dei numeri: guardano il nostro mondo attraverso i libri e non sanno più com'è bello dal vero. (''[[Heidi (serie animata 1974)|Heidi]]'')
*Escludete il latino ed il greco dalla vostra scuola e confinerete i vostri alunni entro angusti interessi limitati alla loro generazione ed a quella immediatamente precedente, tagliando fuori tanti secoli d'esperienza quasi che la razza umana fosse venuta al mondo nel 1500. ([[Thomas Arnold]])
*Gli studi scolastici sono come il campo che racchiude una perla: per averla, vale la pena di vendere tutti i propri beni, nessuno eccettuato, al fine di poter acquistare quel campo. ([[Simone Weil]])
*I miei problemi sono iniziati con la prima educazione. Andavo in una scuola per insegnanti disagiati. ([[Woody Allen]])
*In precedenza si diceva - ho sentito - che “non è uno Stato assistenzialista, ma ci vuole fatica e sudore”, dico che è vero che ci vuole fatica e sudore ed è vero che i ragazzi si devono impegnare, ma alcune volte alcuni hanno bisogno di un supporto, non solo economico ma di un supporto inclusivo. Quindi, veramente stiamo molto attenti, perché noi stiamo formando la classe che un domani, come dire, non solo gestirà questa Nazione, ma dovrà votare, dovrà gestire le nostre imprese, eccetera. Dobbiamo aiutare tutti a essere allo stesso livello. ([[Patty L'Abbate]])
*Io sono stato sempre favorevole alla scuola pubblica. La scuola privata è un anacronistico privilegio. ([[Giuseppe Berto]])
*Il [[merito]] non può servire a banalizzare il ruolo della scuola. Questo è un discorso serio: la scuola non è il luogo di selezione, è il luogo del riscatto. ([[Giuseppe Conte]])
*Il [[mondo]] non è che una scuola di ricerca. ([[Michel de Montaigne]])
*– Io sono un [[ferengi]]. Per me andare a scuola è una perdita di tempo.<br>– E per quale ragione?<br>– Perché andando a scuola non si guadagna niente. (''[[Star Trek: Deep Space Nine]]'')
*L'istruzione alimenta il dubbio e la curiosità: dev'essere di tutti, come vuole la Costituzione, in modo che dalla scuola escano cittadini, non sudditi. Una scuola autoritaria prepara a una società autoritaria. ([[Daniele Luttazzi]])
*La discussione ha messo in luce un problema nuovo, che la scuola privata diventi una seconda scuola di stato. ([[Palmiro Togliatti]])
*La fonda tristezza degli anni di scuola. ([[Renato Mucci]])
*La mia concezione di una scuola perfetta è quella dove non ci siano bambini. Neanche l'ombra. (''[[Matilda 6 mitica]]'')
*La parola ''scuola'' etimologicamente vuol dire vacanza, riposo. È, quindi, un periodo di ozio (dal lavoro e dalle sue fatiche) in cui il tempo a disposizione deve essere impiegato per forgiare quegli strumenti che danno accesso alla lingua, al pensiero e, perché no, alla bellezza. ([[Marco Balzano]])
*La scuola aiuta i giovani se riesce a insegnare loro il senso critico. ([[Evandro Agazzi]])
*La scuola, come il carcere, è un'istituzione immensa atta a dominare il singolo. ([[Sandro Bonvissuto]])
*La scuola consegue tanto meglio il proprio scopo quanto più pone l'individuo in condizione di fare a meno di essa. ([[Ernesto Codignola]])
*La scuola dev'essere laica, perché di sua natura essa è laica. [...] Un insegnamento laico nella scuola elementare è un assurdo: soltanto la scuola media, aperta alla [[filosofia]], può aspirare a quella piú alta laicità. [...] Dove il concetto non può entrare, perché suppone un'attitudine filosofica che non è del popolo e non è dei bambini, il mito è tutta la verità. Stia il popolo-bambino contento a un insegnamento esoterico. Lo spirito di verità verrà dopo, con gli anni, se potrà venire. [...] L'istruzione morale della scuola elementare dovrebbe (o dovrà essere) schiettamente religiosa e, se o in quanto cattolica, affidata alla Chiesa. ([[Giovanni Gentile]])
*La scuola deve imporsi. La storia recente tuttavia dimostra che il termine "autorità" si confonde con autoritarismo.<br />Tentare di imporre con la forza la propria volontà, è male. Ma avere autorità è salutare. ([[Bruno Bettelheim]])
*...la scuola deve inculcare i valori della Repubblica e non quelli di una religione, formare dei cittadini, non dei fedeli. ([[Emmanuel Macron]])
*La scuola deve sottoporre il progresso tecnologico a vaglio critico. Deve dare ai cittadini gli strumenti per analizzare la realtà sociale nei suoi diversi aspetti: la politica come la tecnologia. Questi strumenti sono la capacità di riflessione autonoma e il senso critico, che non possono venire da un'educazione schiacciata sul presente. Serve la storia, come ammaestramento per relativizzare e poter analizzare e, se del caso, criticare il presente. Per un programma politico di segno totalitario, invece, è funzionale una scuola che si allinei pedissequamente ai cantori acritici del progresso tecnologico. ([[Michele Loporcaro]])
*La scuola dovrebbe insegnare a saper stare da soli, a vivere passioni, a mettere le emozioni al centro della nostra vita. ([[Paolo Crepet]])
*La scuola dovrebbe sempre tendere a sfornare giovani dalla personalità armonica, non degli specialisti. Il che, a mio avviso, vale in un certo senso anche per le scuole tecniche, i cui studenti si dedicheranno a una professione del tutto specifica. Bisognerebbe sempre dare la priorità allo sviluppo di una capacità generale di pensiero e di giudizio indipendente, non all'acquisizione di una competenza specialistica. ([[Albert Einstein]])
*La scuola [...] è di natura sua istituzione sussidiaria e complementare della famiglia e della [[Chiesa cattolica|Chiesa]] [...] tanto da poter costituire, insieme con la famiglia e la Chiesa un solo santuario, sacro all'educazione cristiana. ([[Papa Pio XI]])
*La scuola è, nel concetto del popolo, un locale chiuso, riscaldato, con sedili comodi, ove si mandano i ragazzi per toglierseli dai piedi, e dove s'imparano provvisoriamente delle cose, che dopo l'esame sarà doveroso dimenticare. ([[Pitigrilli]])
*La scuola è quell'esilio in cui l'adulto tiene il bambino fin quando è capace di vivere nel mondo degli adulti senza dar fastidio. ([[Maria Montessori]])
*La scuola è sempre pubblica, perché alleva delle creature. ([[Luigi Berlinguer]])
*La scuola è un dialogo, dove nessuno deve imporre la propria ragione, né restare passivo entro i confini della sua condizione. ([[Ernesto Nathan Rogers]])
*La scuola fa male alla cultura perché non comunica. Perché il ceto del sottoproletariato intellettuale l'ha conquistata come proprio terreno di sicurezza economica sbattendosene della funzione. Lo schema che si ripete è quasi sempre lo stesso: studenti di fronte ad "educatori" spenti, preoccupati di finire un programma ministeriale, di riempire un registro, corollari fastidiosi alla vera occupazione della stesura dell'itinerario-vacanze. Non è neppure sfiorato uno dei principi della pedagogia classica: la trasmissione della passione per la lettura e la trasfusione della curiosità culturale. Si leggono i classici come se fossero la bolletta del telefono o le ricette del medico. Le parole lette, anche quelle dei grandi autori, restano solo parole, svuotate di tutta la loro forza, perché ridotte al rango di esercizio. La cultura non arriva al cervello perché è stata ridotta a compito da svolgere per il giorno dopo, a pedaggio da pagare per ottenere un voto, che poi darà diritto ad un diploma, e quindi, eventualmente e fortunosamente, ad un impiego, in attesa della pensione. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*La scuola fa molto più male che bene ai cervelli in formazione. Insegna moltissime cose inutili, che poi bisogna disimparare per impararne molte altre da sé. ([[Giovanni Papini]])
*La scuola in definitiva dovrebbe insegnare a diventare intelligenti. E anche pratici, per potersi autogestire in modo valido. Cioè fare in modo che, una volta che si è davvero dimenticato molto di ciò che si è imparato sui banchi, emerga però un cervello che è stato allenato a rispondere bene agli stimoli ambientali, che è capace di adattarsi, e di affrontare in modo corretto i problemi. ([[Piero Angela]])
*La scuola mi ha dato poco, non solo quanto al sapere, ma anche quanto a rapporti personali. Ma questo succede in tutte le scuole. ([[Sergei Hessen]])
*La scuola nello stato democratico non può avere altra funzione che quella di essere educatrice della libertà. ([[Mariano Maresca]])
*La scuola non deve limitarsi all'istruzione, ma deve appoggiarsi su due colonne, il [[lavoro]] intellettuale e il giuco educativo. ([[Sergei Hessen]])
*''La scuola non mantiene | mai le sue promesse.'' ([[Pino Daniele]])
*La scuola non è una azienda, è un luogo di formazione e su quello si deve puntare, investendo sia economicamente che culturalmente. Molti insegnanti lo fanno già. Ma non sono aiutati dalle istituzioni. ([[Dacia Maraini]])
*La scuola oggi è incapace di sviluppare quelle competenze e quei talenti che sono oggi necessari per continuare ad appartenere a una società industriale avanzata. È talmente distaccata dalle vere esigenze del mondo del lavoro da essere diventata, in larga misura, una fabbrica di disoccupati con la laurea. ([[Piero Angela]])
*Le scuole e le università non sono concepite per portare alla luce e coltivare il [[genialità|genio]]. Il genio è una scocciatura, ed è dovere delle scuole e delle università debellarlo, disseminando lungo il suo percorso apposite trappole. ([[Samuel Butler]])
*Lo [[Stato]] smetta di gestire la scuola e si limiti a governarla. Rinunci a farsi fattore propositivo diretto di progetti scolastici per lasciare questo compito alla [[società civile]]. ([[Angelo Scola]])
*Nel caso della scuola dell'obbligo in particolare, quel concetto in sé nobile - [[merito]] - si adatta malissimo al traguardo che io immagino tutti condividiamo dentro quest'Aula e che è consentire, anche a chi non nasce in un contesto o in una famiglia ricca, di affrontare la pagina della sua crescita, della sua formazione con gli stessi diritti e le stesse opportunità di coetanei più fortunati. ([[Gianni Cuperlo]])
*Nella scuola si cresce, ci si incontra, si sviluppano cultura, affetti, solidarietà, conoscenza reciproca. Si sperimenta la vita di comunità, il senso civico. ([[Sergio Mattarella]])
*Oggi stiamo cercando di costruire una scuola in cui le donne, i membri di minoranze etniche e religiose e le persone che appartengono a culture non occidentali possano essere visti e ascoltati, con rispetto e amore, sia in veste di portatori di una conoscenza specifica, sia come oggetto di studio. Una scuola in cui si consideri che il [[mondo]] è formato da molti tipi diversi di cittadini e nella quale si possa tutti imparare a comportarsi come cittadini del mondo. ([[Martha Nussbaum]])
*Parlare di [[merito]] nella scuola dell'obbligo non può essere disgiunto dal riaffermare il tema dell'[[uguaglianza]] delle opportunità. ([[Sara Ferrari]])
*Perché la scuola abbia un senso, i giovani, i loro genitori, i loro insegnanti devono avere un dio da servire, o meglio molti dei. ([[Neil Postman]])
*Perché nelle scuole c'è sempre questa puzza? Sembra un mix di vomito, cavoli e masturbazione. (''[[Adolescence (miniserie televisiva)|Adolescence]]'')
*''Quando l'[[anima]] è stanca e troppo sola | il cuor non basta a farle compagnia, | si tornerebbe discoli per [[via]], | si tornerebbe scolaretti a scuola''. ([[Marino Moretti]])
*Quando si danneggia una scuola, viene ferita, in realtà, l'intera comunità nazionale. ([[Sergio Mattarella]])
*Scuola: statale o paritaria, purché sia migliore. ([[Luigi Berlinguer]])
*Se la scuola fosse più efficace, la [[televisione]] non sarebbe tanto potente. ([[John Condry]])
*Se una scuola diventa mezzo di riproduzione di un destino sociale già scritto, il [[merito]] è solo una menzogna. ([[Marco Grimaldi]])
*{{NDR|Le scuole}} torrebbero alla miseria ed alla ignoranza tante povere creature che in tutti i paesi del mondo, qualunque sia il loro grado di civiltà, sono condannate dall'[[egoismo]] del calcolo, e dalla cattiva amministrazione delle classi privilegiate e potenti, all'abbrutimento, alla [[prostituzione]] dell'anima e della materia. ([[Giuseppe Garibaldi]])
*Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere. ([[Piero Calamandrei]])
*Tutti imparano qualche cosa a scuola, anche i maestri. (''[[Il seme della violenza]]'')
*Una scuola senza fondi non conta niente. E mi pare che la politica non abbia intenzioni in questo senso. Sono d'accordo con il 5 in condotta, è giusto che siano sanzionati atteggiamenti violenti, irrispettosi. Ma mi sembra un'operazione demagogica: non si può chiedere alla scuola di andare in una direzione opposta rispetto alla società. In più, oggi i genitori percepiscono la scuola come un negozio, dove il figlio è il cliente da soddisfare. Sempre. ([[Antonio Scurati]])
*Valuto importante [...] l'inclusione nei programmi scolastici di materiali didattici su temi cruciali, quali la soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, il diritto all'integrità personale, il reciproco rispetto, i ruoli di genere non stereotipati e la [[Uguaglianza di genere|parità tra i sessi]]. ([[Guerino Testa]])
* Per avvicinare giovani uomini e donne al teatro – e per rendere la didattica ancora più efficace – serve il teatro stesso. Il teatro non si deve sostituire alla scuola, ma è uno strumento potentissimo per narrare qualsiasi tipo di storia. In quasi due anni di pandemia è mancata la dimensione umana della scuola (le gite, gli innamoramenti, la competizione) e noi teatranti dovremmo chiederci tutti cosa è possibile fare perché questo aspetto non peggiori. ([[Andrea Ortis]])
===[[Thomas Bernhard]]===
*È la scuola in sé, sosteneva mio nonno, che assassina il bambino.
*Entrando a scuola tremavo, uscendo da scuola piangevo. Andavo a scuola come si va al patibolo, la mia decapitazione era sempre soltanto rinviata, e questa era per me una tortura.
*Le scuole sono soltanto fabbriche di imbecillità e di depravazione.
===[[Irene Manzi]]===
{{Cronologico}}
*Solo se la scuola è realmente inclusiva, capace di affrontare il nodo delle diseguaglianze e dei divari territoriali, potendo garantire a tutti non solo uguali condizioni di partenza, ma interventi costanti durante tutto il percorso scolastico, è in grado di attuare la sua missione e la sua funzione di servizio pubblico.
*Dire che la scuola è aperta a tutti vuol dire che la scuola deve farsi carico ovviamente di chi più è meritevole ma anche di chi rischia di rimanere indietro e non è solo una questione di mettere tutti sulla stessa linea di partenza; è una questione che implica la necessità di intervenire su quelle [[Disuguaglianza|diseguaglianze]] che, purtroppo, nel nostro Paese ancora ci sono: diseguaglianze territoriali, diseguaglianze che si legano alla povertà educativa, che riguardano gli studenti.
*La scuola, nella quale crediamo e che vogliamo sostenere, quindi è inclusiva, è una scuola delle pari opportunità, una scuola giusta che intervenga non per umiliare, come “voce dal sen fuggita” - il Ministro {{NDR|[[Giuseppe Valditara]]}} giorni fa lo ha ricordato - ma è una scuola che lotta contro le [[Disuguaglianza|diseguaglianze]].
*Il nostro obiettivo, prima ancora che il [[merito]], è di costruire una scuola inclusiva che, ovviamente, si preoccupi di chi è più bravo, ma soprattutto di chi rischia di rimanere indietro.
===[[Rossano Sasso]]===
{{Cronologico}}
*Per anni [...] nella nostra scuola è stato difficile parlare di [[merito]]. Ricorderete, colleghi, il 6 politico, tutti uguali, tutti promossi: una vera e propria deriva [[Progressismo|progressista]], che ha penalizzato il merito, derubricandolo a peccato contro l'ideologia dell'[[uguaglianza]], uguali a tutti i costi.
*A che serve la scuola come ascensore sociale, se parto da zero e devo rimanere a zero, altrimenti qualcuno si sente escluso, discriminato?
*Andiamo avanti e cerchiamo di fare gli interessi della nostra comunità scolastica, e cito il noto pedagogista [[John Dewey|Dewey]]: “Quel che i genitori migliori e più saggi desiderano per il proprio figlio, la comunità lo deve desiderare per tutti i suoi ragazzi”. E noi lo desideriamo! Viva il [[merito]], vive il figlio dell'operaio che diventa dottore, abbasso l'[[uguaglianza]], l'ideologia dell'uguaglianza a tutti i costi.
===[[Sebastiano Timpanaro senior]]===
*L'azione della nostra scuola si potrebbe paragonare a un idiota che perdesse i giorni a imparare in un enorme catalogo il numero delle sillabe delle singole parole, senza pensare che potrebbe acquistare molto di più, senza fatica e senza perdita di tempo imparando semplicemente a contare. La nostra scuola, per continuare l'immagine, fa imparare con mezzucci mnemonici il numero delle sillabe d'un esercito di parole, ma non insegna a calcolare il numero delle sillabe di tutte {{NDR|le}} parole reali e possibili.
*Non è che la scuola debba essere più facile, come ritengono gli sgomenti del ''surmenage'' o più difficile come quelli che credono di poter preparare i giovani a vincere le difficoltà della vita rendendo la scuola difficile come la vita. La scuola non è né difficile né facile: è assurda e perciò è inutile tentare di riformarla con criteri quantitativi. La riforma dev'essere radicale. Della scuola di oggi non deve rimanere più traccia. Bisogna che all'istituto di erudizione coercitiva si sostituisca un centro libero di cultura. La scuola attuale è fatta per sviluppare il superficialismo chiacchierone dei gazzettieri che parlano di libri che non banno letto e discutono teorie che non hanno studiate. Non s'insegna nelle nostre scuole la storia della letteratura senza la letteratura sicché si è costretti a parlare di autori che nemmeno i compilatori del libro di testo hanno letto, e non solo di autori di secondo ordine ma di geni come Leonardo, Galileo, Vico?
*Per salvare la scuola, occorre eliminare i programmi stereotipati e imposti dal difuori e dare invece modo a ognuno di sviluppare il meglio possibile la propria mentalità e la propria iniziativa. Forse così non avremo più i dottori in una scienza sterminata ma avremo specialisti che nel loro campo, sia pur minimo, saranno dominatori e coscienti. Invece del dottore in matematica ci sarà il dottore in geometria analitica delle coniche, ma questo minuscolo dottore non dovrà arrossire se gli domanderete cosa siano i postulati, l'infinito matematico, che valore abbia l'opera di Cartesio; e vi dimostrerà i teoremi con procedimenti razionali e non con balbettii meccanici.
==[[Proverbi italiani]]==
*Chi corre da una scuola all'altra, impara poco.
*Chi è padrone della scuola, è padrone del paese.
*Chi fu un buon scolaro, sarà anche buon maestro.
*Chi non fu mai scolaro, non sarà mai buon maestro.
*Chi va a scuola, qualche cosa impara sempre.
*Dalle buone scuole e dalle buone strade si conoscono i buoni governi.
*Gli amici di scuola sono i migliori.
*Gli scolari sciupano molti libri prima di diventar maestri.
*La buona scuola fa i buoni scolari.
*La scuola è aperta a tutti.
*Nella scuola dell'esperienza s'impara tutti i giorni.
*Scolaro che sempre zufola, di rado fa buona riuscita.
*Si deve imparare, non per la scuola, ma per la vita.
*Un buon scolaro raggiunge presto il suo maestro.
*Una scuola senza un buon maestro è come una casa senza tetto.
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
{{div col}}
*[[Apprendimento]]
*[[Bullismo]]
*[[Educazione]]
*[[Formazione a distanza]]
*[[Istruzione]]
*[[Istruzione in Italia]]
*[[Istruzione pubblica]]
*[[Maestro]]
*[[Scuola media]]
*[[Studente]]
*[[Studio]]
{{div col end}}
==Altri progetti==
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[[Categoria:Istruzione]]
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Gaux
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[[Immagine:Arab School by John Frederick Lewis.jpg|miniatura|upright=1.4|''Scuola araba'' (J.F. Lewis)]]
Citazioni sulla '''scuola'''.
==Citazioni==
*A me sembra che dal punto di vista metodologico la cosa peggiore per una scuola sia far leva soprattutto sulla paura, sulla costrizione e sull'autorità artificiosa. Tale impostazione distrugge i sentimenti sani, la sincerità e la fiducia in se stessi degli alunni, producendo soggetti passivi. [...] È relativamente semplice mettere al riparo la scuola da questo che è il peggiore di tutti i mali. Basta dotare gli insegnanti del minor numero possibile di strumenti coercitivi, in modo che per essi l'unica fonte di rispetto da parte dell'alunno siano le loro qualità umane e intellettive. ([[Albert Einstein]])
*Allora, iniziamo dal principio e il principio è la scuola. La scuola, istituzione in cui - io e penso tutti noi - crediamo come principale pilastro della società. È quel luogo dove le bambine e i bambini acquisiscono e modellano la loro personale visione del mondo e lo fanno evidentemente sulla base di categorie date. Impegniamoci concretamente, diamo loro tutti gli strumenti di un Paese moderno, ad esempio introducendo seriamente i temi dell'educazione affettiva e sessuale. ([[Chiara Appendino]])
*Ancora la nostra generazione a scuola ha appreso più cose su Serse, Dario e Cambise, su re barbarici a noi del tutto indifferenti, che su Leonardo, Volta, Franklin, Montgolfier e Gutenberg. Eravamo tenuti a sapere a memoria ogni minima battaglia, ma nei testi non c'era una riga su chi aveva costruito le prime ferrovie o inventato la chimica moderna. Eravamo intenzionalmente tenuti all'oscuro circa gli apporti culturali dei popoli a noi vicini e sapevamo soltanto in quali battaglie e sotto quali generali li avevamo affrontati sul campo. ([[Stefan Zweig]])
*C'è la scuola, la scuola come ''obbligo'', come prigione mentale. Basterebbe questo. Come tollerare di mandarci degli esseri indifesi, di saperli chiusi là dentro, la loro mente confusa messa a friggere in quelle sudicie padelle... Perché sappiamo quanto vigliaccamente li corromperebbero quei libri, quelle bocche, quella scienza. E come sottrarli? Dappertutto è ''scuola'', il carcere scolastico ti segue come un agguato in qualunque posto. ([[Guido Ceronetti]])
*Ci sono cose che si apprendono solo a scuola, ma il moltiplicarsi delle cosiddette 'educazioni', ha dato vita a materie che sono gravate sulla scuola. Un po' anche per scaricarsi la coscienza da parte delle altre istituzioni e dimostrare sensibilità verso un tema. ([[Evandro Agazzi]])
*Da insegnante dico che chi parla di [[merito]] nella scuola non ci ha mai lavorato. Forse nelle aziende, ma nella scuola no! ([[Sara Ferrari]])
*Da la culla, e non da la scola, deriva l'eccellenza di qualunque ingegno mai fusse. ([[Pietro Aretino]])
*''Di scuola ce n'è una sola | di [[madre|mamma]] ce n'è una gamma.'' ([[Guido Almansi]])
*È nelle scuole che realizziamo le nostre potenzialità, che diventiamo esseri sociali, cresciamo e ci sviluppiamo come persone funzionanti, socievoli e generose delle nostre comunità e del mondo. Dopo un conflitto è a scuola che si viene informati sul pericolo delle mine di terra, sulla prevenzione del virus HIV/AIDS e sul processo di riconciliazione. È a scuola che si scambiano le armi con il sapere e la formazione ed è a scuola che i messaggi portatori di pace si intrecciano con le conoscenze e le capacità professionali. Perché la pace sia sostenibile, siamo fermamente convinti che l'istruzione debba essere parte integrante di qualunque accordo di pace e che sia necessario dedicare la giusta attenzione ai progetti educativi nei Paesi tormentati dai conflitti e nei periodi che seguono la fine della guerra. ([[Zlata Filipović]])
*È tempo sprecato andare a scuola. Non è vero che insegnano ai bambini a leggere e scrivere, ma li rovinano. Dimenticano di insegnare che per la gente c'è qualcosa di più importante dell'alfabeto e dei numeri: guardano il nostro mondo attraverso i libri e non sanno più com'è bello dal vero. (''[[Heidi (serie animata 1974)|Heidi]]'')
*Escludete il latino ed il greco dalla vostra scuola e confinerete i vostri alunni entro angusti interessi limitati alla loro generazione ed a quella immediatamente precedente, tagliando fuori tanti secoli d'esperienza quasi che la razza umana fosse venuta al mondo nel 1500. ([[Thomas Arnold]])
*Gli studi scolastici sono come il campo che racchiude una perla: per averla, vale la pena di vendere tutti i propri beni, nessuno eccettuato, al fine di poter acquistare quel campo. ([[Simone Weil]])
*I miei problemi sono iniziati con la prima educazione. Andavo in una scuola per insegnanti disagiati. ([[Woody Allen]])
*In precedenza si diceva - ho sentito - che “non è uno Stato assistenzialista, ma ci vuole fatica e sudore”, dico che è vero che ci vuole fatica e sudore ed è vero che i ragazzi si devono impegnare, ma alcune volte alcuni hanno bisogno di un supporto, non solo economico ma di un supporto inclusivo. Quindi, veramente stiamo molto attenti, perché noi stiamo formando la classe che un domani, come dire, non solo gestirà questa Nazione, ma dovrà votare, dovrà gestire le nostre imprese, eccetera. Dobbiamo aiutare tutti a essere allo stesso livello. ([[Patty L'Abbate]])
*Io sono stato sempre favorevole alla scuola pubblica. La scuola privata è un anacronistico privilegio. ([[Giuseppe Berto]])
*Il [[merito]] non può servire a banalizzare il ruolo della scuola. Questo è un discorso serio: la scuola non è il luogo di selezione, è il luogo del riscatto. ([[Giuseppe Conte]])
*Il [[mondo]] non è che una scuola di ricerca. ([[Michel de Montaigne]])
*– Io sono un [[ferengi]]. Per me andare a scuola è una perdita di tempo.<br>– E per quale ragione?<br>– Perché andando a scuola non si guadagna niente. (''[[Star Trek: Deep Space Nine]]'')
*L'istruzione alimenta il dubbio e la curiosità: dev'essere di tutti, come vuole la Costituzione, in modo che dalla scuola escano cittadini, non sudditi. Una scuola autoritaria prepara a una società autoritaria. ([[Daniele Luttazzi]])
*La discussione ha messo in luce un problema nuovo, che la scuola privata diventi una seconda scuola di stato. ([[Palmiro Togliatti]])
*La fonda tristezza degli anni di scuola. ([[Renato Mucci]])
*La mia concezione di una scuola perfetta è quella dove non ci siano bambini. Neanche l'ombra. (''[[Matilda 6 mitica]]'')
*La parola ''scuola'' etimologicamente vuol dire vacanza, riposo. È, quindi, un periodo di ozio (dal lavoro e dalle sue fatiche) in cui il tempo a disposizione deve essere impiegato per forgiare quegli strumenti che danno accesso alla lingua, al pensiero e, perché no, alla bellezza. ([[Marco Balzano]])
*La scuola aiuta i giovani se riesce a insegnare loro il senso critico. ([[Evandro Agazzi]])
*La scuola, come il carcere, è un'istituzione immensa atta a dominare il singolo. ([[Sandro Bonvissuto]])
*La scuola consegue tanto meglio il proprio scopo quanto più pone l'individuo in condizione di fare a meno di essa. ([[Ernesto Codignola]])
*La scuola dev'essere laica, perché di sua natura essa è laica. [...] Un insegnamento laico nella scuola elementare è un assurdo: soltanto la scuola media, aperta alla [[filosofia]], può aspirare a quella piú alta laicità. [...] Dove il concetto non può entrare, perché suppone un'attitudine filosofica che non è del popolo e non è dei bambini, il mito è tutta la verità. Stia il popolo-bambino contento a un insegnamento esoterico. Lo spirito di verità verrà dopo, con gli anni, se potrà venire. [...] L'istruzione morale della scuola elementare dovrebbe (o dovrà essere) schiettamente religiosa e, se o in quanto cattolica, affidata alla Chiesa. ([[Giovanni Gentile]])
*La scuola deve imporsi. La storia recente tuttavia dimostra che il termine "autorità" si confonde con autoritarismo.<br />Tentare di imporre con la forza la propria volontà, è male. Ma avere autorità è salutare. ([[Bruno Bettelheim]])
*...la scuola deve inculcare i valori della Repubblica e non quelli di una religione, formare dei cittadini, non dei fedeli. ([[Emmanuel Macron]])
*La scuola deve sottoporre il progresso tecnologico a vaglio critico. Deve dare ai cittadini gli strumenti per analizzare la realtà sociale nei suoi diversi aspetti: la politica come la tecnologia. Questi strumenti sono la capacità di riflessione autonoma e il senso critico, che non possono venire da un'educazione schiacciata sul presente. Serve la storia, come ammaestramento per relativizzare e poter analizzare e, se del caso, criticare il presente. Per un programma politico di segno totalitario, invece, è funzionale una scuola che si allinei pedissequamente ai cantori acritici del progresso tecnologico. ([[Michele Loporcaro]])
*La scuola dovrebbe insegnare a saper stare da soli, a vivere passioni, a mettere le emozioni al centro della nostra vita. ([[Paolo Crepet]])
*La scuola dovrebbe sempre tendere a sfornare giovani dalla personalità armonica, non degli specialisti. Il che, a mio avviso, vale in un certo senso anche per le scuole tecniche, i cui studenti si dedicheranno a una professione del tutto specifica. Bisognerebbe sempre dare la priorità allo sviluppo di una capacità generale di pensiero e di giudizio indipendente, non all'acquisizione di una competenza specialistica. ([[Albert Einstein]])
*La scuola [...] è di natura sua istituzione sussidiaria e complementare della famiglia e della [[Chiesa cattolica|Chiesa]] [...] tanto da poter costituire, insieme con la famiglia e la Chiesa un solo santuario, sacro all'educazione cristiana. ([[Papa Pio XI]])
*La scuola è, nel concetto del popolo, un locale chiuso, riscaldato, con sedili comodi, ove si mandano i ragazzi per toglierseli dai piedi, e dove s'imparano provvisoriamente delle cose, che dopo l'esame sarà doveroso dimenticare. ([[Pitigrilli]])
*La scuola è quell'esilio in cui l'adulto tiene il bambino fin quando è capace di vivere nel mondo degli adulti senza dar fastidio. ([[Maria Montessori]])
*La scuola è sempre pubblica, perché alleva delle creature. ([[Luigi Berlinguer]])
*La scuola è un dialogo, dove nessuno deve imporre la propria ragione, né restare passivo entro i confini della sua condizione. ([[Ernesto Nathan Rogers]])
*La scuola fa male alla cultura perché non comunica. Perché il ceto del sottoproletariato intellettuale l'ha conquistata come proprio terreno di sicurezza economica sbattendosene della funzione. Lo schema che si ripete è quasi sempre lo stesso: studenti di fronte ad "educatori" spenti, preoccupati di finire un programma ministeriale, di riempire un registro, corollari fastidiosi alla vera occupazione della stesura dell'itinerario-vacanze. Non è neppure sfiorato uno dei principi della pedagogia classica: la trasmissione della passione per la lettura e la trasfusione della curiosità culturale. Si leggono i classici come se fossero la bolletta del telefono o le ricette del medico. Le parole lette, anche quelle dei grandi autori, restano solo parole, svuotate di tutta la loro forza, perché ridotte al rango di esercizio. La cultura non arriva al cervello perché è stata ridotta a compito da svolgere per il giorno dopo, a pedaggio da pagare per ottenere un voto, che poi darà diritto ad un diploma, e quindi, eventualmente e fortunosamente, ad un impiego, in attesa della pensione. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*La scuola fa molto più male che bene ai cervelli in formazione. Insegna moltissime cose inutili, che poi bisogna disimparare per impararne molte altre da sé. ([[Giovanni Papini]])
*La scuola in definitiva dovrebbe insegnare a diventare intelligenti. E anche pratici, per potersi autogestire in modo valido. Cioè fare in modo che, una volta che si è davvero dimenticato molto di ciò che si è imparato sui banchi, emerga però un cervello che è stato allenato a rispondere bene agli stimoli ambientali, che è capace di adattarsi, e di affrontare in modo corretto i problemi. ([[Piero Angela]])
*La scuola mi ha dato poco, non solo quanto al sapere, ma anche quanto a rapporti personali. Ma questo succede in tutte le scuole. ([[Sergei Hessen]])
*La scuola nello stato democratico non può avere altra funzione che quella di essere educatrice della libertà. ([[Mariano Maresca]])
*La scuola non deve limitarsi all'istruzione, ma deve appoggiarsi su due colonne, il [[lavoro]] intellettuale e il gioco educativo. ([[Sergei Hessen]])
*''La scuola non mantiene | mai le sue promesse.'' ([[Pino Daniele]])
*La scuola non è una azienda, è un luogo di formazione e su quello si deve puntare, investendo sia economicamente che culturalmente. Molti insegnanti lo fanno già. Ma non sono aiutati dalle istituzioni. ([[Dacia Maraini]])
*La scuola oggi è incapace di sviluppare quelle competenze e quei talenti che sono oggi necessari per continuare ad appartenere a una società industriale avanzata. È talmente distaccata dalle vere esigenze del mondo del lavoro da essere diventata, in larga misura, una fabbrica di disoccupati con la laurea. ([[Piero Angela]])
*Le scuole e le università non sono concepite per portare alla luce e coltivare il [[genialità|genio]]. Il genio è una scocciatura, ed è dovere delle scuole e delle università debellarlo, disseminando lungo il suo percorso apposite trappole. ([[Samuel Butler]])
*Lo [[Stato]] smetta di gestire la scuola e si limiti a governarla. Rinunci a farsi fattore propositivo diretto di progetti scolastici per lasciare questo compito alla [[società civile]]. ([[Angelo Scola]])
*Nel caso della scuola dell'obbligo in particolare, quel concetto in sé nobile - [[merito]] - si adatta malissimo al traguardo che io immagino tutti condividiamo dentro quest'Aula e che è consentire, anche a chi non nasce in un contesto o in una famiglia ricca, di affrontare la pagina della sua crescita, della sua formazione con gli stessi diritti e le stesse opportunità di coetanei più fortunati. ([[Gianni Cuperlo]])
*Nella scuola si cresce, ci si incontra, si sviluppano cultura, affetti, solidarietà, conoscenza reciproca. Si sperimenta la vita di comunità, il senso civico. ([[Sergio Mattarella]])
*Oggi stiamo cercando di costruire una scuola in cui le donne, i membri di minoranze etniche e religiose e le persone che appartengono a culture non occidentali possano essere visti e ascoltati, con rispetto e amore, sia in veste di portatori di una conoscenza specifica, sia come oggetto di studio. Una scuola in cui si consideri che il [[mondo]] è formato da molti tipi diversi di cittadini e nella quale si possa tutti imparare a comportarsi come cittadini del mondo. ([[Martha Nussbaum]])
*Parlare di [[merito]] nella scuola dell'obbligo non può essere disgiunto dal riaffermare il tema dell'[[uguaglianza]] delle opportunità. ([[Sara Ferrari]])
*Perché la scuola abbia un senso, i giovani, i loro genitori, i loro insegnanti devono avere un dio da servire, o meglio molti dei. ([[Neil Postman]])
*Perché nelle scuole c'è sempre questa puzza? Sembra un mix di vomito, cavoli e masturbazione. (''[[Adolescence (miniserie televisiva)|Adolescence]]'')
*''Quando l'[[anima]] è stanca e troppo sola | il cuor non basta a farle compagnia, | si tornerebbe discoli per [[via]], | si tornerebbe scolaretti a scuola''. ([[Marino Moretti]])
*Quando si danneggia una scuola, viene ferita, in realtà, l'intera comunità nazionale. ([[Sergio Mattarella]])
*Scuola: statale o paritaria, purché sia migliore. ([[Luigi Berlinguer]])
*Se la scuola fosse più efficace, la [[televisione]] non sarebbe tanto potente. ([[John Condry]])
*Se una scuola diventa mezzo di riproduzione di un destino sociale già scritto, il [[merito]] è solo una menzogna. ([[Marco Grimaldi]])
*{{NDR|Le scuole}} torrebbero alla miseria ed alla ignoranza tante povere creature che in tutti i paesi del mondo, qualunque sia il loro grado di civiltà, sono condannate dall'[[egoismo]] del calcolo, e dalla cattiva amministrazione delle classi privilegiate e potenti, all'abbrutimento, alla [[prostituzione]] dell'anima e della materia. ([[Giuseppe Garibaldi]])
*Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere. ([[Piero Calamandrei]])
*Tutti imparano qualche cosa a scuola, anche i maestri. (''[[Il seme della violenza]]'')
*Una scuola senza fondi non conta niente. E mi pare che la politica non abbia intenzioni in questo senso. Sono d'accordo con il 5 in condotta, è giusto che siano sanzionati atteggiamenti violenti, irrispettosi. Ma mi sembra un'operazione demagogica: non si può chiedere alla scuola di andare in una direzione opposta rispetto alla società. In più, oggi i genitori percepiscono la scuola come un negozio, dove il figlio è il cliente da soddisfare. Sempre. ([[Antonio Scurati]])
*Valuto importante [...] l'inclusione nei programmi scolastici di materiali didattici su temi cruciali, quali la soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, il diritto all'integrità personale, il reciproco rispetto, i ruoli di genere non stereotipati e la [[Uguaglianza di genere|parità tra i sessi]]. ([[Guerino Testa]])
* Per avvicinare giovani uomini e donne al teatro – e per rendere la didattica ancora più efficace – serve il teatro stesso. Il teatro non si deve sostituire alla scuola, ma è uno strumento potentissimo per narrare qualsiasi tipo di storia. In quasi due anni di pandemia è mancata la dimensione umana della scuola (le gite, gli innamoramenti, la competizione) e noi teatranti dovremmo chiederci tutti cosa è possibile fare perché questo aspetto non peggiori. ([[Andrea Ortis]])
===[[Thomas Bernhard]]===
*È la scuola in sé, sosteneva mio nonno, che assassina il bambino.
*Entrando a scuola tremavo, uscendo da scuola piangevo. Andavo a scuola come si va al patibolo, la mia decapitazione era sempre soltanto rinviata, e questa era per me una tortura.
*Le scuole sono soltanto fabbriche di imbecillità e di depravazione.
===[[Irene Manzi]]===
{{Cronologico}}
*Solo se la scuola è realmente inclusiva, capace di affrontare il nodo delle diseguaglianze e dei divari territoriali, potendo garantire a tutti non solo uguali condizioni di partenza, ma interventi costanti durante tutto il percorso scolastico, è in grado di attuare la sua missione e la sua funzione di servizio pubblico.
*Dire che la scuola è aperta a tutti vuol dire che la scuola deve farsi carico ovviamente di chi più è meritevole ma anche di chi rischia di rimanere indietro e non è solo una questione di mettere tutti sulla stessa linea di partenza; è una questione che implica la necessità di intervenire su quelle [[Disuguaglianza|diseguaglianze]] che, purtroppo, nel nostro Paese ancora ci sono: diseguaglianze territoriali, diseguaglianze che si legano alla povertà educativa, che riguardano gli studenti.
*La scuola, nella quale crediamo e che vogliamo sostenere, quindi è inclusiva, è una scuola delle pari opportunità, una scuola giusta che intervenga non per umiliare, come “voce dal sen fuggita” - il Ministro {{NDR|[[Giuseppe Valditara]]}} giorni fa lo ha ricordato - ma è una scuola che lotta contro le [[Disuguaglianza|diseguaglianze]].
*Il nostro obiettivo, prima ancora che il [[merito]], è di costruire una scuola inclusiva che, ovviamente, si preoccupi di chi è più bravo, ma soprattutto di chi rischia di rimanere indietro.
===[[Rossano Sasso]]===
{{Cronologico}}
*Per anni [...] nella nostra scuola è stato difficile parlare di [[merito]]. Ricorderete, colleghi, il 6 politico, tutti uguali, tutti promossi: una vera e propria deriva [[Progressismo|progressista]], che ha penalizzato il merito, derubricandolo a peccato contro l'ideologia dell'[[uguaglianza]], uguali a tutti i costi.
*A che serve la scuola come ascensore sociale, se parto da zero e devo rimanere a zero, altrimenti qualcuno si sente escluso, discriminato?
*Andiamo avanti e cerchiamo di fare gli interessi della nostra comunità scolastica, e cito il noto pedagogista [[John Dewey|Dewey]]: “Quel che i genitori migliori e più saggi desiderano per il proprio figlio, la comunità lo deve desiderare per tutti i suoi ragazzi”. E noi lo desideriamo! Viva il [[merito]], vive il figlio dell'operaio che diventa dottore, abbasso l'[[uguaglianza]], l'ideologia dell'uguaglianza a tutti i costi.
===[[Sebastiano Timpanaro senior]]===
*L'azione della nostra scuola si potrebbe paragonare a un idiota che perdesse i giorni a imparare in un enorme catalogo il numero delle sillabe delle singole parole, senza pensare che potrebbe acquistare molto di più, senza fatica e senza perdita di tempo imparando semplicemente a contare. La nostra scuola, per continuare l'immagine, fa imparare con mezzucci mnemonici il numero delle sillabe d'un esercito di parole, ma non insegna a calcolare il numero delle sillabe di tutte {{NDR|le}} parole reali e possibili.
*Non è che la scuola debba essere più facile, come ritengono gli sgomenti del ''surmenage'' o più difficile come quelli che credono di poter preparare i giovani a vincere le difficoltà della vita rendendo la scuola difficile come la vita. La scuola non è né difficile né facile: è assurda e perciò è inutile tentare di riformarla con criteri quantitativi. La riforma dev'essere radicale. Della scuola di oggi non deve rimanere più traccia. Bisogna che all'istituto di erudizione coercitiva si sostituisca un centro libero di cultura. La scuola attuale è fatta per sviluppare il superficialismo chiacchierone dei gazzettieri che parlano di libri che non banno letto e discutono teorie che non hanno studiate. Non s'insegna nelle nostre scuole la storia della letteratura senza la letteratura sicché si è costretti a parlare di autori che nemmeno i compilatori del libro di testo hanno letto, e non solo di autori di secondo ordine ma di geni come Leonardo, Galileo, Vico?
*Per salvare la scuola, occorre eliminare i programmi stereotipati e imposti dal difuori e dare invece modo a ognuno di sviluppare il meglio possibile la propria mentalità e la propria iniziativa. Forse così non avremo più i dottori in una scienza sterminata ma avremo specialisti che nel loro campo, sia pur minimo, saranno dominatori e coscienti. Invece del dottore in matematica ci sarà il dottore in geometria analitica delle coniche, ma questo minuscolo dottore non dovrà arrossire se gli domanderete cosa siano i postulati, l'infinito matematico, che valore abbia l'opera di Cartesio; e vi dimostrerà i teoremi con procedimenti razionali e non con balbettii meccanici.
==[[Proverbi italiani]]==
*Chi corre da una scuola all'altra, impara poco.
*Chi è padrone della scuola, è padrone del paese.
*Chi fu un buon scolaro, sarà anche buon maestro.
*Chi non fu mai scolaro, non sarà mai buon maestro.
*Chi va a scuola, qualche cosa impara sempre.
*Dalle buone scuole e dalle buone strade si conoscono i buoni governi.
*Gli amici di scuola sono i migliori.
*Gli scolari sciupano molti libri prima di diventar maestri.
*La buona scuola fa i buoni scolari.
*La scuola è aperta a tutti.
*Nella scuola dell'esperienza s'impara tutti i giorni.
*Scolaro che sempre zufola, di rado fa buona riuscita.
*Si deve imparare, non per la scuola, ma per la vita.
*Un buon scolaro raggiunge presto il suo maestro.
*Una scuola senza un buon maestro è come una casa senza tetto.
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
{{div col}}
*[[Apprendimento]]
*[[Bullismo]]
*[[Educazione]]
*[[Formazione a distanza]]
*[[Istruzione]]
*[[Istruzione in Italia]]
*[[Istruzione pubblica]]
*[[Maestro]]
*[[Scuola media]]
*[[Studente]]
*[[Studio]]
{{div col end}}
==Altri progetti==
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[[Categoria:Istruzione]]
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Enzo Bianchi
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Spinoziano
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text/x-wiki
[[File:Enzo Bianchi 1.JPG|thumb|Enzo Bianchi (2013)]]
'''Enzo Bianchi''' (1943 – 2026), monaco e saggista italiano.
==Citazioni di Enzo Bianchi==
*A noi [[cristiano (religione)|cristiani]] non bastano i [[rito|riti]], serve l'adesione del cuore e dell'intelletto. Non basta ripetere formule di cui non si sa il significato: chi prega deve capire ciò che dice, e in questo senso la riforma liturgica del Concilio Vaticano II è stata fondamentale per una fede più pensata, che non sia solo [[devozione]].<ref name="toscanaoggi.it,26apr2019">Citato in Riccardo Bigi, ''[https://www.toscanaoggi.it/Vita-Chiesa/Festival-delle-religioni-a-Firenze-basilica-di-San-Miniato-gremita-per-Enzo-Bianchi-e-Sergio-Givone Festival delle religioni: a Firenze basilica di San Miniato gremita per Enzo Bianchi e Sergio Givone]'', ''Toscana Oggi.it'', 26 aprile 2019.</ref>
*[[Hans Urs von Balthasar]] fu personalità poliedrica e singolarissima, probabilmente un uomo più grande del tempo in cui visse: musicista, germanista, letterato, filosofo, teologo, editore, traduttore, maestro spirituale, conferenziere, fu autore di una vasta produzione teologica in cui dialogò con il patrimonio culturale dell'Occidente.<ref>Da ''Von Balthasar: l'abisso e la bellezza'', ''Avvenire'', 12 agosto 2005.</ref>
*L'esperienza di [[fede]] è esperienza di bellezza, di un incontro tanto reale quanto indicibile, di una presenza più intima a noi del nostro stesso intimo. Ed è esperienza che investe anche il corpo e i sensi. In Oriente il santo è l'uomo con il volto luminoso, il cui corpo esala profumo, la cui somaticità è ormai evento di bellezza e di comunione. Certo, guai a confondere lo psicologico e l'emozionale con lo spirituale, ma lo spirituale traversa lo psichico e investe i sensi del corpo.<ref>Da ''Lessico della vita interiore. Le parole della spiritualità'', BUR, Milano, 2004.</ref>
*La mia preghiera da bambino era una preghiera che oggi non farei più: Dio sa quante candele ho acceso prima di un esame o di un compito a scuola. Era un modo di pregare spontaneo, sincero: ma oggi abito altre forme di preghiera.<ref name="toscanaoggi.it,26apr2019" />
==''La differenza cristiana''==
*Quando forze politiche vogliono generosamente offrire protezione giuridica o prestazioni finanziarie alle chiese, in realtà operano per il proprio tornaconto. (I, 1)
*La nostra [[società]] è sempre più pluralista per religione, morale, costumi: in essa il cristianesimo deve vivere e collocarsi senza logiche di inimicizia e di creazione di un avversario. (I, 2)
*Il vangelo, infatti, ispira sì l'agire storico dei cristiani, ma è nella stessa storia che diviene comprensibile. L<nowiki>'</nowiki>''ethos'' non è dato una volta per sempre, non è calato dall'alto né normativamente contenuto nei libri, ma è costantemente elaborato nella storia, nel cammino fatto accanto e assieme ad altri uomini. (I, 5)
*Non soluzioni tecniche, non ricette politiche, ma la voce dei pastori sarà tanto più autorevole quanto più capace di essere voce del vangelo e non di risposte tecniche in merito all'attuazione delle esigenze evangeliche. (II, 4)
*Non si incontra mai l'[[islam]] o una religione, bensì uomini e donne che appartengono a determinate tradizioni religiose e per i quali questa appartenenza è un aspetto di un'identità molteplice e non monolitica. (II, 5)
*Perché l'[[universalismo]] non degeneri in totalitarismo, va pensato come universale bisogno dell'altro e declinato come vocazione all'esilio, alla diaspora, alla dispersione tra le genti, le culture: la fede cristiana non può coincidere con una cultura o un'etnia o un sistema di pensiero. Essa è transculturale e deve essere perciò accompagnata da un'opera di deculturaziione per non rischiare di spacciare per vangelo ciò che è forma culturale. (III, 2)
==''Le vie della felicità''==
*[[Gesù]], la nostra beatitudine, ci in-segna un cammino di felicità, apre tutti i giorni davanti a noi le vie della felicità cui anela ogni essere umano.
*Il [[santo]] è l'uomo nuovo, quello che vive secondo il modello lasciato da Gesù Cristo; è l'uomo delle beatitudini; è l'uomo spogliatosi dal proprio egoismo, che vive per Dio e per gli altri; è l'uomo trasfigurato. È l'uomo veramente e pienamente umano.
*Le [[beatitudini]] radicano saldamente nel presente coloro che le ascoltano, aprendoli nel contempo ad un futuro di speranza, vengono cioè indirizzate a persone che sono in condizioni umane di prova, di difficoltà, di contraddizione vissuta: è in tale stato che essi scoprono di essere destinatari di un'azione di Dio, la quale è già oggi occasione di felicità.
==[[Incipit]] di ''Il pane di ieri''==
Premessa
''Ël pan ed sèira, l'è bon admàn''
::Difficile operazione ricordare, rileggere e raccontare il proprio [[passato]], il mondo di ieri nel quale abbiamo vissuto. Operazione in cui si corre non solo il rischio della nostalgia, quanto quello di rendere idilliaco ciò che in realtà non lo era affatto: rischio ancor più facile se il nostro passato si situa in un mondo un po' perduto, come quello della cultura contadina, e se i ricordi risalgono a un'età precedente quella della maturità. Eppure resto convinto della verità di un detto della mia terra: ''Ël pan ed sèira, l'è bon admàn'' "Il pane di ieri è buono domani"...
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Enzo Bianchi, ''Il pane di ieri'', Einaudi, 2008. ISBN 9788806194888
*Enzo Bianchi, ''La differenza cristiana'', Einaudi, 2006. ISBN 8806183591
*Enzo Bianchi, ''Le vie della felicità Gesù e le beatitudini'', Einaudi, 2010.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bianchi, Enzo}}
[[Categoria:Monaci italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
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[[File:Enzo Bianchi 1.JPG|thumb|Enzo Bianchi (2013)]]
'''Enzo Bianchi''' (1943 – 2026), monaco e saggista italiano.
==Citazioni di Enzo Bianchi==
*A noi [[cristiano (religione)|cristiani]] non bastano i [[rito|riti]], serve l'adesione del cuore e dell'intelletto. Non basta ripetere formule di cui non si sa il significato: chi prega deve capire ciò che dice, e in questo senso la riforma liturgica del Concilio Vaticano II è stata fondamentale per una fede più pensata, che non sia solo [[devozione]].<ref name="toscanaoggi.it,26apr2019">Citato in Riccardo Bigi, ''[https://www.toscanaoggi.it/Vita-Chiesa/Festival-delle-religioni-a-Firenze-basilica-di-San-Miniato-gremita-per-Enzo-Bianchi-e-Sergio-Givone Festival delle religioni: a Firenze basilica di San Miniato gremita per Enzo Bianchi e Sergio Givone]'', ''Toscana Oggi.it'', 26 aprile 2019.</ref>
*[[Hans Urs von Balthasar]] fu personalità poliedrica e singolarissima, probabilmente un uomo più grande del tempo in cui visse: musicista, germanista, letterato, filosofo, teologo, editore, traduttore, maestro spirituale, conferenziere, fu autore di una vasta produzione teologica in cui dialogò con il patrimonio culturale dell'Occidente.<ref>Da ''Von Balthasar: l'abisso e la bellezza'', ''Avvenire'', 12 agosto 2005.</ref>
*L'esperienza di [[fede]] è esperienza di bellezza, di un incontro tanto reale quanto indicibile, di una presenza più intima a noi del nostro stesso intimo. Ed è esperienza che investe anche il corpo e i sensi. In Oriente il santo è l'uomo con il volto luminoso, il cui corpo esala profumo, la cui somaticità è ormai evento di bellezza e di comunione. Certo, guai a confondere lo psicologico e l'emozionale con lo spirituale, ma lo spirituale traversa lo psichico e investe i sensi del corpo.<ref>Da ''Lessico della vita interiore. Le parole della spiritualità'', Rizzoli, Milano, 2004.</ref>
*La mia preghiera da bambino era una preghiera che oggi non farei più: Dio sa quante candele ho acceso prima di un esame o di un compito a scuola. Era un modo di pregare spontaneo, sincero: ma oggi abito altre forme di preghiera.<ref name="toscanaoggi.it,26apr2019" />
==''La differenza cristiana''==
*Quando forze politiche vogliono generosamente offrire protezione giuridica o prestazioni finanziarie alle chiese, in realtà operano per il proprio tornaconto. (I, 1)
*La nostra [[società]] è sempre più pluralista per religione, morale, costumi: in essa il cristianesimo deve vivere e collocarsi senza logiche di inimicizia e di creazione di un avversario. (I, 2)
*Il vangelo, infatti, ispira sì l'agire storico dei cristiani, ma è nella stessa storia che diviene comprensibile. L<nowiki>'</nowiki>''ethos'' non è dato una volta per sempre, non è calato dall'alto né normativamente contenuto nei libri, ma è costantemente elaborato nella storia, nel cammino fatto accanto e assieme ad altri uomini. (I, 5)
*Non soluzioni tecniche, non ricette politiche, ma la voce dei pastori sarà tanto più autorevole quanto più capace di essere voce del vangelo e non di risposte tecniche in merito all'attuazione delle esigenze evangeliche. (II, 4)
*Non si incontra mai l'[[islam]] o una religione, bensì uomini e donne che appartengono a determinate tradizioni religiose e per i quali questa appartenenza è un aspetto di un'identità molteplice e non monolitica. (II, 5)
*Perché l'[[universalismo]] non degeneri in totalitarismo, va pensato come universale bisogno dell'altro e declinato come vocazione all'esilio, alla diaspora, alla dispersione tra le genti, le culture: la fede cristiana non può coincidere con una cultura o un'etnia o un sistema di pensiero. Essa è transculturale e deve essere perciò accompagnata da un'opera di deculturaziione per non rischiare di spacciare per vangelo ciò che è forma culturale. (III, 2)
==''Le vie della felicità''==
*[[Gesù]], la nostra beatitudine, ci {{sic|in-segna}} un cammino di felicità, apre tutti i giorni davanti a noi le vie della felicità cui anela ogni essere umano.
*Il [[santo]] è l'uomo nuovo, quello che vive secondo il modello lasciato da Gesù Cristo; è l'uomo delle beatitudini; è l'uomo spogliatosi dal proprio egoismo, che vive per Dio e per gli altri; è l'uomo trasfigurato. È l'uomo veramente e pienamente umano.
*Le [[beatitudini]] radicano saldamente nel presente coloro che le ascoltano, aprendoli nel contempo ad un futuro di speranza, vengono cioè indirizzate a persone che sono in condizioni umane di prova, di difficoltà, di contraddizione vissuta: è in tale stato che essi scoprono di essere destinatari di un'azione di Dio, la quale è già oggi occasione di felicità.
==[[Incipit]] di ''Il pane di ieri''==
Difficile operazione ricordare, rileggere e raccontare il proprio [[passato]], il mondo di ieri nel quale abbiamo vissuto. Operazione in cui si corre non solo il rischio della nostalgia, quanto quello di rendere idilliaco ciò che in realtà non lo era affatto: rischio ancor più facile se il nostro passato si situa in un mondo un po' perduto, come quello della cultura contadina, e se i ricordi risalgono a un'età precedente quella della maturità. Eppure resto convinto della verità di un detto della mia terra: ''Ël pan ed sèira, l'è bon admàn'' "Il pane di ieri è buono domani"...
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Enzo Bianchi, ''Il pane di ieri'', Einaudi, 2008. ISBN 9788806194888
*Enzo Bianchi, ''La differenza cristiana'', Einaudi, 2006. ISBN 8806183591
*Enzo Bianchi, ''Le vie della felicità Gesù e le beatitudini'', Einaudi, 2010.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Monaci italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
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Nino Frassica
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[[File:Nino Frassica 2012 cropped.jpg|thumb|Nino Frassica (2012)]]
'''Antonio "Nino" Frassica''' (1950 – vivente), attore e personaggio televisivo italiano.
==Citazioni di Nino Frassica==
*{{NDR|L'intervistatore chiede a Frassica e [[Gigi Proietti|Proietti]]: Fate sport? Frassica risponde:}} Calcio cavallo, [[caciocavallo]].<ref>Da ''Cavalli di battaglia'', puntata del 16 giugno 2018, [https://www.youtube.com/watch?v=iEqSfK_z0t0 video] disponibile su ''youtube.com'', minn.4:43-4:45.</ref>
*Con [[Ficarra e Picone]], ''Andiamo a quel paese'', fu una goliardata, li conosco da quando erano un trio ''Chiamata urbana urgente''. Sono una coppia straordinariamente affiatata, mi chiamano zio perché ho un anno e mezzo più di loro.<ref>Citato in Arianna Finos, Nino Frassica, sul set per ridere: ''[https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2021/03/30/news/nino_frassica-294416503/#success=true "Quando Sofia Coppola mi scelse per sbaglio"]'', ''Rep.repubblica.it'', 30 marzo 2021.</ref>
*{{NDR|Sulla partecipazione a ''Somewhere'' di [[Sofia Coppola]]}} Doveva girare il film in [[Italia]] e raccontare autobiograficamente quando da bambina accompagnò [[Francis Ford Coppola|il padre]] a ritirare il Telegatto. Vide questa [[televisione]] secondo lei pacchiana. Raccontando questa venuta a [[Milano]] voleva fare uno spettacolo pacchiano. Si mise a guardare dei video su [[YouTube]] e in un filmato mi vide vestito da bravo presentatore a ''[[Indietro tutta!]]''. Ma io interpretavo la parodia del bravo presentatore, lei invece pensò che fosse vero e mi chiamò. Se glielo spiegai? No!<ref name="Sky">Dall'intervista di Omar Schillaci a Sky TG24; citato in Massimo Falcioni, ''[https://www.tvblog.it/post/nino-frassica-e-la-scaramanzia-la-prossima-stagione-di-don-matteo-potrebbe-intitolarsi-12-bis Nino Frassica e la scaramanzia: "La prossima stagione di Don Matteo potrebbe intitolarsi 12 bis"]'', ''Tvblog.it'', 28 febbraio 2021.</ref>
*Io rientro nel cliché nell'uno, nessuno e duecentomila. In certe giornate sono chiacchierone e in altre mi chiudo in me stesso, a volte qualsiasi cosa mi innervosisce, altre volte niente può turbarmi. Come tutti. Ma siccome sono un comico e so che da me ci si aspetta una certa simpatia, allora io quella simpatia nella vita la recito.<ref name="Castelli">Dall'intervista di Massimo Castelli a ''Panorama''; citato in Marcello Filograsso, ''[https://www.tvblog.it/post/nino-frassica-ritiro-non-ho-mai-pensato-dichiarazioni Nino Frassica: "Non ho mai pensato di ritirarmi, so fare solo questo"]'', ''Tvblog.it'', 1º aprile 2021.</ref>
*L'incontro che mi ha cambiato la vita è stato sicuramente quello con [[Renzo Arbore]] [...]. Io volevo fare l'artista e volevo che mi conoscesse qualcuno che capisse la mia comicità. Ero arboriano già da prima di conoscere Arbore, avevo mangiato pane e ''[[Alto gradimento]]''. Mi dicevo "vorrei lavorare con lui". Lo cercai, all'inizio non lasciai nemmeno il mio telefono e non dissi come mi chiamavo. Lo facevo ridere e lui si incuriosiva di più proprio perché non dicevo come mi chiamavo, né cosa volessi. Poi un giorno lasciai il mio numero. Mi chiamò: "Se ti trovi a passare da [[Roma]] vienimi a trovare". Io per caso mi ritrovai a passare da Roma!<ref name="Sky"/>
*La [[volgarità]] era una forma di [[libertà]], per questo mi piaceva anche la volgarità degli [[Squallor]].<ref>Citato in Carla Rinaldi e Michele Rossi, ''Gli Squallor'', Compagnia Nuove Indye, 2013.</ref>
*Lo [[scherzo]], se lo guardi bene, è quasi una forma di teatro; perché lo scherzo è pensato, scritto, messo in scena.<ref>Dal podcast di Daniele Tinti e Stefano Rapone, ''Tintoria'', #238, ''youtube.com'', 8 gennaio 2025, min. [https://youtu.be/dQSN10rPq_U?t=5277 1:27:57].</ref>
*Mi impegno per fare cose originali e senza tempo. Non ho voglia di scendere di livello, raccogliere risate sull'ovvio. Se volete chiamatelo snobismo ma a me piace il giovane che esercita il pensiero laterale. Oppure acchiappare l'adulto che sa tutto, ha visto tutto, eppure si meraviglia continuamente con le mie parole.<ref name="Castelli"/>
*Un ruolo drammatico? Per un comico fare il drammatico è una passeggiata, spesso nel registro della comicità basta spostare una virgola per passare dal riso al pianto.<ref>Dall'intervista di Massimiliano Castellani, ''[https://www.avvenire.it/agora/pagine/frassica-sono-anni-di-vippitudine Frassica: «Questi miseri anni di Vippitudine»]'', ''Avvenire.it'', 14 febbraio 2021.</ref>
*Una volta a Taormina ho visto schierati [[Nino Manfredi|Manfredi]], [[Vittorio Gassman|Gassman]], [[Alberto Sordi|Sordi]], [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] e [[Monica Vitti]]. E ho capito dove Manfredi era superiore a tutti: negli occhi. Recitava con gli occhi dove altri si aiutano col viso o le parole.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2003/g/sezioni/spettacoli_e_cultura/manfredi/ninoreaz/ninoreaz.html Risi: "Era un 'orologiaio' pignolo come pochi altri"]'', ''la Repubblica'', 4 giugno 2004.</ref>
==[[Indietro tutta!]]==
*Date il tempo il tempo.
==[[Quelli della notte]]==
===Frate Antonino di Scasazza===
*Tagliamo la testa al ''topo''.
*È ''uguaglio''!
*Non vorrei sembrare ''monologo''.
*Questa è una cosa di una certa ''gravidanza''.
*Posso dargli il tu? Bene, ''lei'' deve sapere questo...
*Sani Gesualdi, l'amore, lo vedeva in maniera ''plutonica''.
*C'è una vasta ''gamba'' di premi.
*Una statista della Dixan.
*A questo punto c'è un nanetto... {{NDR|aneddoto}}
*Grassi o magri? Sono favorevole.
*Signo' Alberi {{NDR|signor Arbore}}.
*Disg giocs {{NDR|disc jockey}}.
*Questa iniziativa è stata fatta col padre cinico della RAI.
*Mendicante che non sei un altro, tieni queste 1.000 lire, 800 lire sono di elemosina, il resto [[mancia]].
*Non è [[bello]] ciò che è bello, ma che bello che bello che bello.
==I migliori anni==
*Pensa che sono arrivate 120 lettere... quasi 1000...
*Carlo Conti, la più amata dagli italiani...
*Chi va con lo zoppo impara a zappare.
*Can che abbaia non dorme.
*Non bisogna piangere sul latte macchiato.
*Io scrivo poesie... io scrivo dalle 700 alle 1.200 poesie al giorno... che certe volte non ho neanche il tempo per leggerle...
*Le arti sono due... l'arte si divide in l'arte intera e l'arte parzialmente scremata.
*Io non sono superstizioso... non bisogna essere superstiziosi perché porta male...
*Io nella vita privata sono [[balbuzie|balbuziente]], però quando c'è gente mi vergogno e allora parlo normale.
*Al 70% mi sento in forma, però all'80% non tanto...
*{{NDR|Riferendosi a Benito Urgu}}: Pensate, è diventato vedovo lo stesso giorno in cui è morta sua moglie.
*Io faccio sport: calcio, cavallo e caciocavallo.
*Ho fatto una dieta a Milano, con un dietologo milanese, e in due mesi ho perso 4.000 euro.
*La giuria è composta da Rosanna Fratello, la sorella di Rosanna Fratello, Carmen Lasorella e il fratello di Carmen Lasorella.
==Un due tre stella==
===Anno Ghiotti===
*Abbiamo avuto un grande successo. Io non ci credevo... ero incredibile!
*In quattro e otto passo alle novità.
*Niente di dopodomani di meno che...
*Io farei veramente una station wagon. {{NDR|standing ovation}}
*Fiction. Raiuno tutti i lunedì in prima serata replica della replica della replica della replica della replica di Montalbano
*Rai Fiction farà una miniserie [...] protagonista [[Beppe Fiorello]].
*Raiuno estate Quark, presenta [[Alberto Angela]] da non confondere con [[Carlo Rossella]]. Prima puntata si parlerà dell'invenzione del plurale.
*Ginetto Roberto, un obeso di 90 chili. Però mi sono scordato di dire che Ginetto Roberto ha 3 anni.
===Mago Acirfass===
*Si Acifarss... vuole che le faccia il piercing? {{NDR|Riferendosi a Sabina Guzzanti}}
*Acifarss è un nome d'arte. Io all'anagrafe mi chiamo Antonio Dancestar Duemila
*Sotto il segno dell'ariete è nata una delle [[Gemelle Kessler]] [...] sotto il segno del Cancro è nata l'altra Gemella Kesler
*Capricorno. Vietato attraversare i binari.
*Acquario. Approdo.
==Citazioni su Nino Frassica==
*Con Nino è bellissimo lavorare. Vi svelo un aneddoto: ogni volta che {{NDR|in ''[[Don Matteo]]''}} giriamo le scene in caserma io le imparo a memoria come andrebbe fatto, ma arriva Nino e rende impossibile recitarla in quella maniera. I momenti più belli sono quelli con lui che ti fa morire dalle risate e spesso ti costringe a ricominciare da capo ma è davvero divertente lavorare con lui. ([[Maria Chiara Giannetta]])
*Il mio sogno sarebbe emulare Nino Frassica. Non hai mai fatto uno show suo, eppure è Frassica. Citando l'autore Giovanni Benincasa, Frassica è una rubrica. Cioè Frassica è uno stile, ci sta bene ovunque. Ed è così perché alla carriera da comico ha affiancato anche altro, per esempio le serie tv. A me piacerebbe fare lo stesso, con il cinema. E diventare il Frassica dei personaggi. ([[Ubaldo Pantani]])
==Filmografia==
===Film===
*''[[Vacanze di Natale '91]]'' (1991)
*''[[Sognando la California]]'' (1992)
*''[[Anni 90]]'' (1992)
*''[[Anni 90 - Parte II]]'' (1993)
*''[[Don Matteo]]'' (2000)
*''[[The Tourist]]'' (2010)
*La fidanzata di papà (2008)
*''[[La scomparsa di Patò (film)|La scomparsa di Patò]]'' (2012)
*''[[Italiano medio (film)|Italiano medio]]'' (2015)
*''[[Forever Young (film 2016)|Forever Young]]'' (2016)
===Serie televisive===
*''[[La mafia uccide solo d'estate (serie televisiva)|La mafia uccide solo d'estate]]'' (2016)
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Attori italiani|Frassica, Nino]]
[[Categoria:Personaggi televisivi italiani|Frassica, Nino]]
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wikitext
text/x-wiki
{{da wikificare}}
[[File:Nino Frassica 2012 cropped.jpg|thumb|Nino Frassica (2012)]]
'''Antonio "Nino" Frassica''' (1950 – vivente), attore e personaggio televisivo italiano.
==Citazioni di Nino Frassica==
*{{NDR|L'intervistatore chiede a Frassica e [[Gigi Proietti|Proietti]]: Fate sport? Frassica risponde:}} Calcio cavallo, [[caciocavallo]].<ref>Da ''Cavalli di battaglia'', puntata del 16 giugno 2018, [https://www.youtube.com/watch?v=iEqSfK_z0t0 video] disponibile su ''youtube.com'', minn.4:43-4:45.</ref>
*Con [[Ficarra e Picone]], ''Andiamo a quel paese'', fu una goliardata, li conosco da quando erano un trio ''Chiamata urbana urgente''. Sono una coppia straordinariamente affiatata, mi chiamano zio perché ho un anno e mezzo più di loro.<ref>Citato in Arianna Finos, Nino Frassica, sul set per ridere: ''[https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2021/03/30/news/nino_frassica-294416503/#success=true "Quando Sofia Coppola mi scelse per sbaglio"]'', ''Rep.repubblica.it'', 30 marzo 2021.</ref>
*{{NDR|Sulla partecipazione a ''Somewhere'' di [[Sofia Coppola]]}} Doveva girare il film in [[Italia]] e raccontare autobiograficamente quando da bambina accompagnò [[Francis Ford Coppola|il padre]] a ritirare il Telegatto. Vide questa [[televisione]] secondo lei pacchiana. Raccontando questa venuta a [[Milano]] voleva fare uno spettacolo pacchiano. Si mise a guardare dei video su [[YouTube]] e in un filmato mi vide vestito da bravo presentatore a ''[[Indietro tutta!]]''. Ma io interpretavo la parodia del bravo presentatore, lei invece pensò che fosse vero e mi chiamò. Se glielo spiegai? No!<ref name="Sky">Dall'intervista di Omar Schillaci a Sky TG24; citato in Massimo Falcioni, ''[https://www.tvblog.it/post/nino-frassica-e-la-scaramanzia-la-prossima-stagione-di-don-matteo-potrebbe-intitolarsi-12-bis Nino Frassica e la scaramanzia: "La prossima stagione di Don Matteo potrebbe intitolarsi 12 bis"]'', ''Tvblog.it'', 28 febbraio 2021.</ref>
*Io rientro nel cliché nell'uno, nessuno e duecentomila. In certe giornate sono chiacchierone e in altre mi chiudo in me stesso, a volte qualsiasi cosa mi innervosisce, altre volte niente può turbarmi. Come tutti. Ma siccome sono un comico e so che da me ci si aspetta una certa simpatia, allora io quella simpatia nella vita la recito.<ref name="Castelli">Dall'intervista di Massimo Castelli a ''Panorama''; citato in Marcello Filograsso, ''[https://www.tvblog.it/post/nino-frassica-ritiro-non-ho-mai-pensato-dichiarazioni Nino Frassica: "Non ho mai pensato di ritirarmi, so fare solo questo"]'', ''Tvblog.it'', 1º aprile 2021.</ref>
*L'incontro che mi ha cambiato la vita è stato sicuramente quello con [[Renzo Arbore]] [...]. Io volevo fare l'artista e volevo che mi conoscesse qualcuno che capisse la mia comicità. Ero arboriano già da prima di conoscere Arbore, avevo mangiato pane e ''[[Alto gradimento]]''. Mi dicevo "vorrei lavorare con lui". Lo cercai, all'inizio non lasciai nemmeno il mio telefono e non dissi come mi chiamavo. Lo facevo ridere e lui si incuriosiva di più proprio perché non dicevo come mi chiamavo, né cosa volessi. Poi un giorno lasciai il mio numero. Mi chiamò: "Se ti trovi a passare da [[Roma]] vienimi a trovare". Io per caso mi ritrovai a passare da Roma!<ref name="Sky"/>
*La [[volgarità]] era una forma di [[libertà]], per questo mi piaceva anche la volgarità degli [[Squallor]].<ref>Citato in Carla Rinaldi e Michele Rossi, ''Gli Squallor'', Compagnia Nuove Indye, 2013.</ref>
*Lo [[scherzo]], se lo guardi bene, è quasi una forma di teatro; perché lo scherzo è pensato, scritto, messo in scena.<ref>Dal podcast di Daniele Tinti e Stefano Rapone, ''Tintoria'', #238, ''youtube.com'', 8 gennaio 2025, min. [https://youtu.be/dQSN10rPq_U?t=5277 1:27:57].</ref>
*Mi impegno per fare cose originali e senza tempo. Non ho voglia di scendere di livello, raccogliere risate sull'ovvio. Se volete chiamatelo snobismo ma a me piace il giovane che esercita il pensiero laterale. Oppure acchiappare l'adulto che sa tutto, ha visto tutto, eppure si meraviglia continuamente con le mie parole.<ref name="Castelli"/>
*Un ruolo drammatico? Per un comico fare il drammatico è una passeggiata, spesso nel registro della comicità basta spostare una virgola per passare dal riso al pianto.<ref>Dall'intervista di Massimiliano Castellani, ''[https://www.avvenire.it/agora/pagine/frassica-sono-anni-di-vippitudine Frassica: «Questi miseri anni di Vippitudine»]'', ''Avvenire.it'', 14 febbraio 2021.</ref>
*Una volta a Taormina ho visto schierati [[Nino Manfredi|Manfredi]], [[Vittorio Gassman|Gassman]], [[Alberto Sordi|Sordi]], [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] e [[Monica Vitti]]. E ho capito dove Manfredi era superiore a tutti: negli occhi. Recitava con gli occhi dove altri si aiutano col viso o le parole.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2003/g/sezioni/spettacoli_e_cultura/manfredi/ninoreaz/ninoreaz.html Risi: "Era un 'orologiaio' pignolo come pochi altri"]'', ''la Repubblica'', 4 giugno 2004.</ref>
==[[Indietro tutta!]]==
*Date il tempo il tempo.
==[[Quelli della notte]]==
===Frate Antonino di Scasazza===
*Tagliamo la testa al ''topo''.
*È ''uguaglio''!
*Non vorrei sembrare ''monologo''.
*Questa è una cosa di una certa ''gravidanza''.
*Posso dargli il tu? Bene, ''lei'' deve sapere questo...
*Sani Gesualdi, l'amore, lo vedeva in maniera ''plutonica''.
*C'è una vasta ''gamba'' di premi.
*Una statista della Dixan.
*A questo punto c'è un nanetto... {{NDR|aneddoto}}
*Grassi o magri? Sono favorevole.
*Signo' Alberi {{NDR|signor Arbore}}.
*Disg giocs {{NDR|disc jockey}}.
*Questa iniziativa è stata fatta col padre cinico della RAI.
*Mendicante che non sei un altro, tieni queste 1.000 lire, 800 lire sono di elemosina, il resto [[mancia]].
*Non è [[bello]] ciò che è bello, ma che bello che bello che bello.
==I migliori anni==
*Pensa che sono arrivate 120 lettere... quasi 1000...
*Carlo Conti, la più amata dagli italiani...
*Chi va con lo zoppo impara a zappare.
*Can che abbaia non dorme.
*Non bisogna piangere sul latte macchiato.
*Io scrivo poesie... io scrivo dalle 700 alle 1.200 poesie al giorno... che certe volte non ho neanche il tempo per leggerle...
*Le arti sono due... l'arte si divide in l'arte intera e l'arte parzialmente scremata.
*Io non sono superstizioso... non bisogna essere superstiziosi perché porta male...
*Io nella vita privata sono [[balbuzie|balbuziente]], però quando c'è gente mi vergogno e allora parlo normale.
*Al 70% mi sento in forma, però all'80% non tanto...
*{{NDR|Riferendosi a Benito Urgu}}: Pensate, è diventato vedovo lo stesso giorno in cui è morta sua moglie.
*Io faccio sport: calcio, cavallo e caciocavallo.
*Ho fatto una dieta a Milano, con un dietologo milanese, e in due mesi ho perso 4.000 euro.
*La giuria è composta da Rosanna Fratello, la sorella di Rosanna Fratello, Carmen Lasorella e il fratello di Carmen Lasorella.
==Un due tre stella==
===Anno Ghiotti===
*Abbiamo avuto un grande successo. Io non ci credevo... ero incredibile!
*In quattro e otto passo alle novità.
*Niente di dopodomani di meno che...
*Io farei veramente una station wagon. {{NDR|standing ovation}}
*Fiction. Raiuno tutti i lunedì in prima serata replica della replica della replica della replica della replica di Montalbano
*Rai Fiction farà una miniserie [...] protagonista [[Beppe Fiorello]].
*Raiuno estate Quark, presenta [[Alberto Angela]] da non confondere con [[Carlo Rossella]]. Prima puntata si parlerà dell'invenzione del plurale.
*Ginetto Roberto, un obeso di 90 chili. Però mi sono scordato di dire che Ginetto Roberto ha 3 anni.
===Mago Acirfass===
*Si Acifarss... vuole che le faccia il piercing? {{NDR|Riferendosi a Sabina Guzzanti}}
*Acifarss è un nome d'arte. Io all'anagrafe mi chiamo Antonio Dancestar Duemila
*Sotto il segno dell'ariete è nata una delle [[Gemelle Kessler]] [...] sotto il segno del Cancro è nata l'altra Gemella Kesler
*Capricorno. Vietato attraversare i binari.
*Acquario. Approdo.
==Citazioni su Nino Frassica==
*Con Nino è bellissimo lavorare. Vi svelo un aneddoto: ogni volta che {{NDR|in ''[[Don Matteo]]''}} giriamo le scene in caserma io le imparo a memoria come andrebbe fatto, ma arriva Nino e rende impossibile recitarla in quella maniera. I momenti più belli sono quelli con lui che ti fa morire dalle risate e spesso ti costringe a ricominciare da capo ma è davvero divertente lavorare con lui. ([[Maria Chiara Giannetta]])
*Il mio sogno sarebbe emulare Nino Frassica. Non hai mai fatto uno show suo, eppure è Frassica. Citando l'autore Giovanni Benincasa, Frassica è una rubrica. Cioè Frassica è uno stile, ci sta bene ovunque. Ed è così perché alla carriera da comico ha affiancato anche altro, per esempio le serie tv. A me piacerebbe fare lo stesso, con il cinema. E diventare il Frassica dei personaggi. ([[Ubaldo Pantani]])
==Filmografia==
===Film===
*''[[Vacanze di Natale '91]]'' (1991)
*''[[Sognando la California]]'' (1992)
*''[[Anni 90]]'' (1992)
*''[[Anni 90 - Parte II]]'' (1993)
*''[[Don Matteo]]'' (2000)
*''[[The Tourist]]'' (2010)
*''[[La scomparsa di Patò (film)|La scomparsa di Patò]]'' (2012)
*''[[Italiano medio (film)|Italiano medio]]'' (2015)
*''[[Forever Young (film 2016)|Forever Young]]'' (2016)
===Serie televisive===
*''[[La mafia uccide solo d'estate (serie televisiva)|La mafia uccide solo d'estate]]'' (2016)
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Attori italiani|Frassica, Nino]]
[[Categoria:Personaggi televisivi italiani|Frassica, Nino]]
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Il capo dei capi
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{{FictionTV
|titoloitaliano=Il Capo dei Capi
|tipofiction=Miniserie TV
|immagine=
|dimensioneimmagine=
|titolooriginale=Il Capo dei Capi
|paese=Italia
|anno=2007
|genere=biografico, drammatico
|episodi=6
|regista=[[Enzo Monteleone]], [[Alexis Sweet]]
|sceneggiatore= [[Stefano Bises]], [[Claudio Fava]], [[Domenico Starnone]]
|ideatore=
|attori=
*[[Claudio Gioè]]: [[Salvatore Riina]]
*[[Daniele Liotti]]: Biagio Schirò
*[[Simona Cavallari]]: Teresa
*[[Salvatore Lazzaro]]: [[Bernardo Provenzano]]
*[[Marco Leonardi]]: [[Calogero Bagarella]]
*[[Gioia Spaziani]]: [[Ninetta Bagarella]]
*[[Claudio Castrogiovanni]]: [[Luciano Liggio]]
*[[Francesco Scianna]]: [[Leoluca Bagarella]]
*[[Paolo Ricca]]: [[Luciano Maino]]
*[[Alfredo Pea]]: [[Vito Ciancimino]]
*[[Domenico Centamore]]: [[Giovanni Brusca]]
*[[Alessandro Lucente]]: Antonio Schirò
*[[Francesco Foti]]: [[Stefano Bontade]]
*[[Alessio Caruso]]: [[Salvatore Inzerillo]]
*[[Massimo Venturiello]]: [[Angelo Mangano]]
*[[Vincent Riotta]]: [[Tommaso Buscetta]]
*[[Francesco Sciacca]]: [[Salvatore La Barbera]]
*[[Maurizio Nicolosi]]: [[Baldassare Di Maggio]]
*[[Orio Scaduto]]: [[Tano Badalamenti]]
*[[Andrea Tidona]]: [[Giovanni Falcone]]
*[[Gaetano Aronica]]: [[Paolo Borsellino]]
*[[Imma Piro]]: [[Francesca Morvillo]]
*[[Vincenzo Ferrera]]: [[Giuseppe Montana]]
*[[Bruno Torrisi]]: [[Ninni Cassarà]]
*[[Mimmo Mignemi]]: [[Giuseppe Di Cristina]]
*[[Giacinto Ferro]]: [[Michele Navarra]]
*[[Pietro De Silvia]]: [[Boris Giuliano]]
*[[Biagio Barone]]: [[Pio La Torre]]
*[[Maurilio Leto]]: [[Pippo Calderone]]
*[[Pierluigi Misasi]]: [[Carlo Alberto dalla Chiesa]]
*[[Claudio Angelini]]: [[Cesare Terranova]]
*[[Biagio Pelligra]]: [[Pietro Scaglione]]
*[[Carmelo Galati]]: [[Placido Rizzotto]]
*[[Antonio Berardinelli]]: [[Silvio Albertini]]
*[[Natale Russo]]: Apuzzo
*[[Maurizio Marchetti]]: [[Michele Greco]]
*[[Gianfranco Jannuzzo]]: [[Salvo Lima]]
*[[Nino D'Agata]]: [[Ignazio Salvo]]
}}
'''''Il capo dei capi''''', miniserie televisiva italiana del 2007.
{{c|Se conosci il titolo dell'episodio di una di queste citazioni, inseriscilo, grazie}}
==Frasi==
*A me mi fa paura più la fame dell'inferno ( '''Giovanni Riina, 1° episodio)'''
*La fame. La nostra forza è la fame. A Palermo non sanno neanche che cos'è. Ma io l'ho provata e quando l'hai provata, t'ha purti 'ca dentro pe' tutta 'a vita.(Totò Riina)
*A Corleone eravamo i patruni. Che cazzo siamo venuti a fare qua? I camerieri? ( '''Bernardo Provenzano ''', 2° episodio)
*Da domani gli farete capire a questi morti di fame, che rubarsi le terre degli altri, non conviene. ('''Luciano Liggio''', 1° episodio)
*U tempu di chiacchiere finìu. ('''Riina''', 5° episodio)
*Fateci sapere {{NDR|a Buscetta}} che il sangue suo non invecchierà. ('''Riina''', 5° episodio)
*Lo Stato se vuole campare deve trattare cu mia. ('''Totò Riina a Bernardo Provenzano''', 6° episodio)
*Voglio sapere fino a che punto vuoi arrivare, Totò. ('''Bernardo Provenzano a Totò Riina''' 6° episodio)
*Mi chiamarono dall'ospedale, mi dissero di preparare la cravatta nera. ('''Riina''', 6° episodio)
*E allora stappiamo 'sto Moet et Chandon. ('''Riina''')
*Totuccio ma tu vedi qua davanti a te i Corleonesi? Io non sono i Corleonesi, io sono Totò Riina! E sono un uomo paziente. E di buone maniere. Ora io qui vi chiedo, con tutto il rispetto, la vita di Beppe Di Cristina di Pippo Calderone e mi dispiace ma pure Tano Badalamenti va posato, va messo fuori dalla famiglia perché stato complice. ('''Riina''', 3° episodio)
*{{NDR|A Leoluca Bagarella}} Vuoi scannare un cristiano? {{NDR|Indicando il giornale con la foto del giudice Terranova}} Ammazzami a chistu! ('''Totò Riina''', 4° episodio)
*{{NDR|Telefona a Salvo Lima}} Onorevole, qui abbiamo oltrepassato il limite! No! Tu ora ascolti me! Sto cornutazzo dello sceriffo {{NDR|Boris Giuliano}} o lo fermate voi, o lo fermiamo noi! Ci siamo capiti? ('''Stefano Bontade''', 4° episodio)
*Mi chiamo Tommaso Buscetta e sono un uomo d'onore. ('''Buscetta''', 5° episodio)
*Chiamatemi Maranza e Pocket Coffee. ('''Riina''')
*{{NDR|A Leoluca bagarella}} Portatemi qua Schirò però lo voglio vivo. ('''Riina''', 5° episodio)
*'A democrazia chista è, chiacchiere, che fanno perdere tempo e picciuli. ('''Riina''')
*{{NDR|A Totò Riina}} Totò chi si mette contro tutti prima o poi se lo piglia in culo! ('''Provenzano''', 6° episodio)
*{{NDR|Ai corleonesi}} Che è, che fu vi passò a fame? Sti quattru picciuli che ci passano i palermitani vi tolsero l'appetito? ('''Riina''', 4° episodio)
*{{NDR|A Biagio Schirò}} Tu per me sei come la televisione. Io ti guardo, e guardando la vita tua mi ricordo che ho fatto bene a scegliere la vita mia. ('''Riina''', 3° episodio)
*Chi ci doveva garantire ci ha tradito, questo vuol dire che non ci sono più accordi, cu nessuno. CU NESSUNO! ('''Riina''', 6° episodio)
*{{NDR|Ai corleonesi}} Che è 'st'applauso, chi sugnu Mike Bongiorno io? Quando si tratta d'ammazzare cristiani un s'applaude! ('''Riina''')
*{{NDR|A Giovanni Brusca}} Ma tu tu' mmaggini a Falcone ca fa u sbirru cchiu sbirru di tutti? Tu' mmagini tu? ('''Riina''', 6° episodio)
*{{NDR|A Bernardo Provenzano}} E poi tocca ad Inzerillo, poi a Buscetta e poi ai parenti suoi. Di questi neanche il seme deve restare! ('''Riina''', 4° episodio)
*Vogliono fare gli eroi. Ma alla fine quanti possono essere gli eroi? 2, 5, 10. E che ci vuole ad ammazzare 10 cristiani? Eliminati quelli col sangue pazzo rimangono solo i buoni padri di famiglia. (''Riina'')
*{{NDR|alla Commissione}} Voi la vedete la televisione? Vedetevela, il mondo è confuso, l'Italia, è confusa, la Sicilia è confusa, tutto confuso. Prendete la base di Comiso, interessa agli americani, interessa alla Sicilia, e interessa pure a noi che ci siamo comprati i terreni attorno all'aeroporto, ma c'è un comunista che non la vuole, si chiama Pio La Torre. Lui vuole solo che lo Stato ci scassi la minchia! E picciò parra, parra, parra... ('''Riina''', 5° episodio)
*E a voi vi sta bene come prima, si vi sta bene continuare con un kilo qua un kilo la un vi pare un'elemosina no? ('''Riina''', 4° episodio)
*Quindi a voi l'elemosina vi sta bene, dovrei andarli a chiedere io dovrei andare da bontade da inzerillo e dirci scusate ci farebbe comodo un kiletto in più, al vostro buon cuore. Io l'elemosina non ne chiedo e se le cose rimangono così noi staremo sempre sotto e loro staranno sempre sopra. Chi, e chi fu vi passò la fame cu sti quattru picciuli chi ci passano i palermitani vi tolsero l'apettito. ('''Riina''', 4° episodio)
*Picchì certi affari complicati un si ponnu risolvere ca dimocrazia. Se c'è bisogno di prendere 'na decisioni c'avi a esseri unu capace di pigghialla per tutti. È vero Apuzzo? a pasta chi' sardi ti piacìu? a caponata è stata di tuo gradimento? Apuzzo voi lo conoscete, un capo decina dell'Arenella, un bravo picciotto, un grande faticatore... sulu chi ogni tanto avi stu malu vizziu di fare chiachicere [...] U stati sintennu? lui dice "pero...", lui dice "era stato promesso a me..." ma mischinu, non è che lo fa per male; lo fa per una brutta abbitudine del passato. È vero Apu'? ao ma chi è sta faccia non ti devi spaventare, vedi che io ti voglio bene... devi solo cambiare abbitudini... Cca tutti quanti amu a canciari abbitudini. Voi lo sapete, io sono disposto a venire incontro a tutte le vostre necessità, ma u tempo di chiacchiere finìu e chi non lo vuole capire diventa mio nemico... e allora muore. ('''Riina''', 5° episodio)
*{{NDR|Leggendo ad alta voce il decreto di Falcone sulla rogatoria internazionale riportato sul giornale}} Il provvedimento prevede nuove norme penali contro il riciclaggio ('''Salvo Lima'''), specifici poteri dall'autorità giudiziaria per il blocco dei conti correnti all'estero ('''Ignazio Salvo '''), e carcere duro per i capi dell'organizzazione mafiosa. Minchia! Ma è proprio curnuto stu' Falcone! ('''Giovanni Brusca''', 6° episodio)
*{{NDR|Discorso all'Università}} Gli uomini d'onore sono più di cinquemila. Sono un vero e proprio esercito selezionato con delle prove durissime, che devono obbedire a delle norme severe, veri professionisti del crimine che, anche quando si dicono soldati, in effetti sono dei generali o, per meglio dire, dei cardinali, i cardinali di una chiesa molto meno indulgente di quella cattolica. La mafia non è isolata. Vive in perfetta armonia con migliaia di protettori, complici, informatori, gente ricattata, piccoli maestri...insomma, debitori di ogni tipo. Cosa Nostra è un mondo a sé. Conoscendo gli uomini d'onore, ho imparato che le loro logiche non sono mai né scontate, né tantomeno imprevedibili. Sono ferree logiche di potere sempre funzionali ad uno scopo. Cosa Nostra si serve di armi sempre più sofisticate. Come vi dicevo, si tratta di un vero e proprio esercito impegnato in una guerra. E un'altra cosa importante che ho imparato nel mio lavoro è che bisogna accorciare i tempi fra il dire e il fare, proprio come fanno gli uomini d'onore. ('''Giovanni Falcone''', 6° episodio)
==Dialoghi==
*'''Provenzano''': Totò come si mangiava all'Ucciardone? Champagne a strafottere ahh?<br />'''Riina''': Ehh, sfingioni, arancini, cannoli u sabbutu, un grand hotel. <br />'''Provenzano''': Inchia u sai chi ti ricu cumpà, a prossima vota ci viegnu puru iu. (Risata generale)
*'''Michele Greco''': Johnny Gambino è il rappresentante di TUTTE le famiglie americane. E quello adesso, sta venendo qui, a Palermo. <br/>'''Riina''': E noi lo accoglieremo col rispetto che si deve a un capo. <br/>'''Michele Greco''': Johnny gambino non è un capo, Johnny gambino è IL capo. E speriamo che tu lo convinci che tutta questa carnezzeria era proprio necessaria. <br/>'''Riina''': E vediamo che cosa si può fare.
*'''Riina''': Balduccio, che dici di Binnu? <br/>'''Balduccio Di Maggio''': Binnu è fedele zu totò.<br/>'''Riina''': Fedeli sono i cani.
*'''Inzerillo''': {{NDR|A colloquio telefonico con Bontade}} SONO STATI LORO, NEL MIO TERRITORIO E SENZA DIRCI NIENTE! {{NDR|I corleonesi che hanno ammazzato il giudice Terranova}} <br/>'''Bontade''': Ho capito, Totuccio, ho capito. <br/>'''Inzerillo''': E BASTA ORA! <br/>''' Bontade''': Ci penso io. Di là c'è l'Onorevole e adesso ci parlo. <br/>'''Inzerillo''': EH! Parlaci. <br/>'''Bontade''': Sono stati i corleonesi. <br/>'''Salvo Lima''': Ma questi sono impazziti! Ma che cosa si sono messi in testa di fare? Qui scoppia un casino che voi neanche ve lo immaginate. <br/>'''Bontade''': Devi parlare con Ciancimino. <br/>'''Salvo Lima''': Ciancimino? Non mi ascolta più Ciancimino! <br/>'''Buscetta''': Certo! Don Vito prende ordini da loro. <br/>'''Salvo Lima''': Ci dovete parlare con questa gente, farla ragionare, nell'interesse di tutti! <br/>'''Buscetta''': I viddani non impareranno mai cos'è il rispetto, cos'è l'onore...per loro è fiato sprecato! <br/>'''Bontade''': U'curtu va eliminato! Solo così può tornare l'ordine. <br/>'''Buscetta''': Sono d'accordo. Ma vede arrivare la tempesta e forse è troppo tardi. <br/>'''Bontade''': Non è troppo tardi. Lo ammazzerò io stesso con le mie mani. Voglio farlo davanti a tutti. Domani viene da me e domani muore. <br/>'''Buscetta''': Si iddu non ammazza prima a noi!
*'''Buscetta''': {{NDR|A Falcone durante l'interrogatorio}} Prima di incominciare vorrei dirle una cosa. Non sono un infame, non sono un pentito e non ho tradito Cosa Nostra, è Cosa Nostra che ha tradito se stessa. <br/>'''Falcone''': Ho capito. Mi usa la cortesia di togliersi gli occhiali? La vorrei guardare negli occhi. <br/>'''Buscetta''': Io ho fiducia in lei giudice Falcone, come ho fiducia nel vicequestore De Gennaro, ma non mi fido di nessun altro. Non credo che lo Stato italiano abbia veramente l'intenzione di combattere la Mafia. E l'avverto, signor giudice. Dopo questo interrogatorio lei diventerà famoso, ma cercheranno di distruggerla, fisicamente e professionalmente. Pure a mia faranno la stessa cosa. Non dimentichi che il conto che ha aperto con Cosa Nostra non si chiuderà mai. È sempre del parere di interrogarmi? <br/>'''Falcone''': Assolutamente, Buscetta. <br/>'''Buscetta''': Se vuole incominciare a scrivere... Mi chiamo Tommaso Buscetta e sono un uomo d'onore. Riina è il capo di tutto, dottore, non vi lasciate ingannare dalle sue facce da viddano. È Meschino quanto un pupo e si sente Puparo. Cosa Nostra è fatta come una chiesa: alla base ci stanno i soldati. I soldati sono organizzati in decine. Le decine sono comandate dai capidecine che sono le colonne. E le colonne reggono la cupola. Totò Riina ha cominciato come un soldato e oggi sta sulla cupola. Comanda a tutti: ai capifamiglia, ai politici, ai banchieri, ai poliziotti... pure a voi! L'hanno chiamata guerra di mafia. Non è stata una guerra, dottore. È stato un massacro. La caccia all'uomo scatenata dai corleonesi. È Salvatore Riina la mente, giudice Falcone. Poi c'è quella bestia di Bernardo Provenzano e Pino Scarpuzzedda e Luchino Bagarella sono il braccio. Lasciate perdere Liggio che è un povero buffone. Loro hanno ucciso il colonnello Russo, loro hanno voluto la morte di Terranova. È sempre Totò u' curtu che ha imposto alla commissione l'assassinio di Piersanti Mattarella. È sempre U' curtu che ha fatto uccidere il capitano Basile, l'onorevole Pio La Torre e il procuratore Scaglione. È lui che ha organizzato la morte di dalla Chiesa per fare un favore a qualche politico di Roma.
*'''Cassarà''': Dottor Chinnici, abbiamo qui le perizie balistiche. Schirò. <br/>'''Schirò''': Sì, i risultati parlano chiaro. E' sempre la stessa arma. Un kalashnikov. Con quella hanno firmato tutti gli omicidi, da Terranova a Dalla Chiesa. <br/>'''Cassarà''': Come se chi uccide, così, per sfotterci, volesse farci sapere che la mente che comanda gli omicidi è sempre la stessa. <br/>'''Chinnici''': Va bene. Unifichiamo le inchieste, tutte!<br/>'''Falcone''': Ti hanno dato il via libera?<br/>'''Chinnici''': Il via libera l'ha dato la morte di Dalla Chiesa, Giovanni. Facciamo un pool e ci mettiamo dentro tutti gli omicidi politici, quelli delle guerre di mafia, il Sacco di Palermo, il traffico nazionale e internazionale di droga e di denaro e anche Dalla Chiesa. Signori, attacchiamo frontalmente. Quanti sono i mandati per l'omicidio Dalla Chiesa?<br/>'''Falcone''': Quattordici.<br/>'''Chinnici''': Firmali!<br/>'''Borsellino''': Come firmali? E poi?<br/>'''Chinnici''': E poi ci lavoriamo i signori mafiosi, ma quelli che stanno in carcere, però. Dobbiamo dimostrargli che è finito il tempo del grand'hotel Ucciardone.<br/>'''Borsellino''': E poi che vuoi fare?<br/>'''Chinnici''': E poi facciamo quello che stava per fare Dalla Chiesa: mandiamo in galera i Salvo.<br/>'''Borsellino''': E siamo sicuri che ci lasceranno lavorare?<br/>'''Chinnici''': Fidatevi. Ci penso io a farvi da parafulmine. <br/>'''Falcone''': Allora, menomale che oggi è una bella giornata. D'ora in poi ogni bella giornata che Dio manda in terra me la voglio godere di più. Sta diventando troppo normale qui morire ammazzati.<br/>'''Chinnici''': Non ci possono ammazzare tutti.<br/>'''Montana''': Allora, approfittiamo che siamo ancora vivi. Chi se lo prende un caffè?
*'''Provenzano''': {{NDR|A Riina, prendendo un pacchetto di eroina in mano}} Una volta se toccavamo questa roba i capi ci tagliavano le mani. <br/>'''Riina''': I tempi cambiano. Oggi chi non ce le mette le mani non conta una minchia. In confronto i soldi che facevamo con gli appalti sono niente. <br/>'''Provenzano''': Sì, ma ci siamo rotti la schiena. <br/>'''Riina''': E ora ricominciamo daccapo, come quando siamo venuti qui a Palermo. <br/>'''Provenzano''': Totò, ma per fare questo business ci vogliono amici e parenti in America. Tu ne hai parenti in America? No. E io manco. Perciò la strada passa per forza da quei cornuti palermitani. <br/>'''Riina''': Ma Binnu, ma dico, ma dopo tanti anni ancora non hai capito? La strada è i'cu s'a pigghia.
*'''Riina''': {{NDR|Ai poliziotti, durante l'arresto}} Chi siete? Chi vi manda? <br/>'''Ultimo''': Ci mandano Falcone e Borsellino!
*'''Riina''': {{NDR|Giuramento del mafioso}} Possano le mie carni bruciare come questa santina se non manterrò fede al giuramento. <br/>'''Pino Greco''': Possano le mie carni bruciare come questa santina se non manterrò fede al giuramento. <br/>'''Riina''': Adesso anche tu sei la stessa cosa.
*'''Schirò''': {{NDR|a Riina dopo l'arresto}} Mi riconosci? {{NDR|Gli porge il modellino della moto}} Allora mi riconosci? <br/>'''Riina''': Quanto ti diede lo Stato per la gamba nuova? <br/>'''Schirò''': Te lo ricordi quando morì tuo padre con la bomba? Mi dicesti che a tuo padre non lo ammazzò la bomba: a lui lo ammazzò la fame. Ma tu ti sei mangiato tutto Totò: cristiani, cose, tutto! Corleone, Palermo, la Sicilia, la dignità, l'onore: la mia vita! E pure la tua! E adesso che ti rimane, me lo sai dire Totò?<br/>'''Riina''': Il rispetto. <br/>'''Schirò''': Il rispetto di chi? Dei tuoi amici? Il rispetto della famiglia? E dove sono finiti i tuoi amici ora? I politici, il potere dove sono? Perdesti tutto Totò. Sei rimasto solo, anzì no, ti sono rimasto solo io: per questo mi hai lasciato campare, perché avevi paura di restare solo.<br/>'''Riina''': Ma io un viddano sono! Uno coi peri incretati. Le cose sono andate così ma niente è per sempre, le cose cambiano: si possono aggiustare. E aggiustero pure questa situazione.<br/>'''Schirò''': {{NDR|indicandogli il modellino della moto}} Allora tieni. Te lo regalo, pigliat'illo: è l'unica cosa che puoi provare ad aggiustare.<br/>'''Riina''': Biagio, chi è stato il Giuda? Chi mi ha tradito?<br/>'''Biagio''': {{NDR|andandosene dalla stanza}} Tanto prima o poi doveva succedere Totò.
*'''Luchino''': Iu a chistu cca ci sparo la palla in tiesta, a lui a lei e pure a suo figlio! Ma me lo dici che minchia ci stiamo aspettando? Tanto così ci manca Totò, tanto così. Ma chi fa un dici nienti? <br/>'''Riina''': Statte zitto, Luchino. <br/>'''Luchino''': Totò quello deve morire, ca se non lo fai tu ci penzo io.<br/>'''Riina''': Mutu! Ti dissi di stare mutu! Ma chi fa ora? Lu decidi tu cu av'a vivere e cu av'a morire e cu si u patri eterno sì?; e guardami in faccia quando ti parlo, vuoi scannare un cristiano? Ammazami a chistu.<br/>'''Provenzano''': Senza l'autorizzazione della commissione succede un casino Totò.<br/>'''Riina''': Noi dobbiamo fare da soli, se ci mettiamo a discutere pure coi palermitani il sangue si fa acido, e sti sbirri ni mangianu vivi.<br/>'''Provenzano''': Questo significa che scoppia un'altra guerra lo sai vero.<br/>'''Riina''': E noi ci faremmo trovare pronti.
*'''Riina''': Lassatelo stare, l'importante è che non parla, picchì si parla per dimostrare chi conta cchiù assai lu due di briscola è capace di dire minchiate.<br/>'''Luchino''': Che facciamo.<br/>'''Riina''': Ci facciamo fare la recita, vole stare cu' sigaro in bocca vuole fare il grande boss, vabene ma se dice spropositi bisogna farli sapere che s'av'a mangiare la lingua.
*'''Riina''': Sti due picciotti cu sù.<br/>'''Provenzano''': Avevamo bisogno di gente apposto e quella là è molto apposto gli ho fatto fare quattro servizi per me e si è comportato bene.<br/>'''Riina''': Veni cca. Binnu mi dice ca si apposto, a mia mi serve uno che fa quello che gli dico senza nemmeno fiatare.<br/>'''Pocket Coffe''': A me basta che mi fate vedere a chi devo sparare, Stu gioellino l'ho trovato da poco se lo toccate vi da la scorsa, questo fa la carica meglio del pocket coffe.<br/>'''Riina''': Stu picciotteddo cu è.<br/>'''Pocket Coffe''': E me niputi si sta inzegnando il mistere.<br/>'''Riina''': Comu ti chiami.<br/>'''Pocket Coffe''': Pino si chiama, è un picciotteddo bravo l'ho imparato e pure andato a scuola c'ha i piedi fini come a quello di un ballerina, infatti lo chiamiamo scarpuzzedda.<br/>'''Riina''': Senti cca, pocket coffe con me voglio gente che lavora senza fare troppe chiacchiere Se io ti dico vai qui dall'amico tuo binno, E ammazzalo tu che fai.<br/>'''Pocket Coffe''': L'ammazzo.
*'''Boris Giuliano''': È che uno pensa che c'è sempre tempo... che si recupera... invece ci sono cose nella vita che... quando te le sei perse... te le sei perse, allora uno si chiede se ne vale la pena. <br /> '''Biagio Schirò''': Certo che ne vale la pena, per loro... per i nostri figli... per farli crescere in un mondo diciamo migliore va... <br /> '''Boris Giuliano''': Chissà... forse hai ragione tu... dirai a Teresa di... di cambiare aria per un po'? Sì?! <br /> '''Biagio Schirò''': Andiamo a lavorare dai. <br /> (4° episodio)
*'''Biagio Schirò''': La cassazione oggi ha confermato l'ergastolo per tutti i corleonesi. <br /> '''Angelo Mangano''': Abbiamo vinto. <br /> '''Biagio Schirò''': Sì. Si direbbe che abbiamo vinto. <br /> '''Angelo Mangano''': Adesso bisogna solo prendere tutti quelli che sono ancora a piede libero. <br /> '''Biagio Schirò''': Se lo ricorda... a Maino, il pentito. <br /> '''Angelo Mangano''': Come no. Al processo lo fecero passare per pazzo. Tutti assolti. <br /> '''Biagio Schirò''': E poi lo trovammo a casa sua. Impiccato. <br /> '''Angelo Mangano''': Poveraccio. È stato il primo che ha avuto il coraggio di parlare. {{NDR|alza il bicchiere}} A Maino. <br /> '''Biagio Schirò''' {{NDR|alza anche lui il bicchiere}}: Al mio amico Silvio allora. <br /> '''Angelo Mangano''': E a Cassarà. <br /> '''Biagio Schirò''': E a Boris Giuliano. <br /> '''Angelo Mangano''': E a Terranova. <br /> '''Biagio Schirò''': E a Montana. <br /> '''Angelo Mangano''': A Rocco Chinnici. <br /> '''Biagio Schirò''': A Costa. <br /> '''Angelo Mangano''': E a Pio La Torre. <br /> '''Biagio Schirò''': E a dalla Chiesa. {{NDR|brindano e bevono}} <br /> (6° episodio)
*'''Totò''': Avevo garantito io, personalmente. <br /> '''Giovanni Brusca''': Ma furono quei cornuti dei giudici furono!<br /> '''Totò''': Muto tu! Muto! Che cazzo me ne fotte a mia dei giudici! Ce lo vai a dire tu ai picciotti che sono in carcere che fu colpa dei giudici? Salvo Lima m'aveva dato la sua parola e pure l'amico di Roma. Mi avevano giurato che alla Cassazione sistemava tutto e chistu è u'risultato! <br /> '''Binnu''': Forse facesti male a fidarti. Io di certa gente non mi sono mai fidato, mai! Tutti questi onorevoli, cavalieri. Quelli se ne stanno a Roma col culo al caldo. Che cazzo gliene fotte dei nostri processi?<br /> '''Totò''': E cu c'i portò a Roma? Ah? Chi ce li ha portati i voti? In questi anni ce li siamo allevati come i picciriddi. E chistu è u ringrazio!<br /> '''Binnu''': Io dico che era meglio come una volta, quando eravamo noi a risolverci le questioni. C'era un giudice da convincere? Allora si cercava il parente, l'amico. La scarpa giusta per il suo piede, Totò! La scarpa giusta per il suo piede.<br /> '''Totò''': Altri tempi, Binnu! Ma che fa, t'u scurdaste come n'i chiamavano? Come ci chiamavano a noi Corleonesi? I "peri incritati", perché avevamo le scarpe sporche di fango, come i viddani e i pecorari.<br /> '''Binnu''': Totò, ora abbiamo tutti quanti le scarpe belle pulite.<br /> '''Totò''': Chi ci doveva garantire ci ha tradito. Questo vuol dire che non ci sono più accordi. Cu nessuno! CU NESSUNO! <br /> (6° episodio)
*'''Salvo Lima''': Tuo cugino Nino? Come sta? <br /> '''Ignazio Salvo''': Si è fatto ricoverare in Svizzera e farà la chemioterapia. Ma i medici dicono che è tempo perso. Gli danno un mese di vita. <br /> '''Salvo Lima''': Mi dispiace. E tu? <br /> '''Ignazio Salvo''': Io? Mi stanno addosso, {{NDR|I corleonesi}} Salvo. Pure poco fa c'erano due che mi seguivano. <br /> '''Salvo Lima''': La polizia? <br /> '''Ignazio Salvo''': No! Non è la polizia! E' diventata difficile questa città. <br /> '''Salvo Lima''': Anche a Roma, che ti credi? C'è gente del mio stesso partito che finge di non vedermi appena mi incontra per le scale. <br /> '''Ignazio Salvo''': Guarda che tu sei più esposto di me, Salvo. <br /> '''Salvo Lima''': E che c'entro io? Guarda che io quello che potevo fare l'ho fatto. <br /> '''Ignazio Salvo''': Tu non li conosci quelli! Sono come cani arrabbiati. Questa storia della Cassazione gli ha fatto andare il sangue agli occhi. <br /> '''Salvo Lima''': Il Presidente alla sezione ormai era sputtanato. Pensa che l'hanno sostituito due ore prima di aprire l'udienza. <br /> '''Ignazio Salvo''': Dobbiamo trovare un'altra strada, Salvo. Non lo so. Una revisione. Non lo so. Ci hai parlato col Presidente? <br /> '''Salvo Lima''': Lui dice di avere le mani legate. Comunque, la prossima settimana è a Palermo per aprire la campagna elettorale. Stiamo organizzando una cosa in grande. <br /> '''Ignazio Salvo''': Lascia fottere la campagna elettorale! Dobbiamo parlare col Presidente! Questa è l'ultima occasione che abbiamo, Salvo, l'ultima! <br /> '''Salvo Lima''': Te lo faccio incontrare. Non ti preoccupare. Anche se non servirà a niente. (6° episodio)
*'''Biagio Schirò''': Ho già ordinato anche per lei, Dottore. <br /> '''Giovanni Falcone''': E che cos'è? <br /> '''Biagio Schirò''': Come che cos'è? Milza, polmone e figato. <br /> '''Giovanni Falcone''': Ah. Hai fatto un'autopsia. <br /> '''Biagio Schirò''': E se vogliamo restare più leggeri, ho preso pure due sfincioni. <br /> '''Giovanni Falcone''': Mi pare giusto. Hai saputo qualcosa? <br /> '''Biagio Schirò''': Sì. Sì. Ho parlato con un vecchio collega alla omicidi. Dice che c'è la stessa mano nell'omicidio Lima e molti altri. <br /> '''Giovanni Falcone''': E lui come fa a dirlo? <br /> '''Biagio Schirò''': Una delle pistole che hanno usato i killer sembra essere la stessa, un'arma usata già una dozzina di volte. Provi a indovinare. <br /> '''Giovanni Falcone''': Corleonesi? <br /> '''Biagio Schirò''': Hanno deciso di firmare gli omicidi e non si fermeranno. <br /> '''Giovanni Falcone''': E questo lo dice sempre il tuo amico poliziotto? <br /> '''Biagio Schirò''': Questo glielo dico io, Dottore, per quel poco che li conosco. Quel decreto, quello che lei ha fatto firmare al Ministro, quello sul carcere duro... <br /> '''Giovanni Falcone''': Abbiamo tolto qualche privilegio ai capimafia. Metà degli omicidi di Palermo si decidevano all'Ucciardone. <br /> '''Biagio Schirò''': Sì, ma le persone che sono in carcere non contano più nulla. Mi preoccupano quelle che stanno fuori. La commissione non si riunisce più da mesi. <br /> '''Giovanni Falcone''': So cosa vuoi dirmi. <br /> '''Biagio Schirò''': Che le cose che stanno accadendo le decide una persona sola, senza discuterne con nessuno. <br /> '''Giovanni Falcone''': Lo prenderemo! E' questione di tempo. <br /> '''Biagio Schirò''': E a noi quanto tempo ci resta, Dottore? <br /> '''Giovanni Falcone''': Ce lo faremo bastare. (6° episodio)
* {{NDR|Primo incontro}} '''Vito Ciancimino''': Si può? <br /> '''Capitano Li Donni''': Prego. <br /> '''Vito Ciancimino''': Qual è suo figlio? <br /> '''Capitano Li Donni''': Non ho figli. Mi dispiace. <br /> '''Vito Ciancimino''': Buongiorno, capitano Li Donni. <br /> '''Capitano Li Donni''': Non si offende se non le stringo la mano. Vero? <br /> '''Vito Ciancimino''': Siamo qua per lavoro, non per amicizia. Allora, che desidera ancora l'arma dei carabinieri da Vito Ciancimino? <br /> '''Capitano Li Donni''': Vogliamo sapere se intende collaborare. <br /> '''Vito Ciancimino''': Io ho sempre collaborato. <br /> '''Capitano Li Donni''': In modo, diciamo, non ufficiale. Quello che sta succedendo a Palermo ci preoccupa molto. <br /> '''Vito Ciancimino''': Ha ragione, Capitano. Ha proprio ragione! Anche io sono sconcertato. <br /> '''Capitano Li Donni''': Abbiamo bisogno di sapere cos'hanno in mente i suoi amici. <br /> '''Vito Ciancimino''': Ma quali amici, capitano? Io sono un pregiudicato. Non li vedo più i miei amici, da molti anni! <br /> '''Capitano Li Donni''': Ma non dica sciocchezze, Ciancimino! Lei ha i mezzi per entrare in contatto con loro. <br /> '''Vito Ciancimino''': E anche se ci riuscissi? <br /> '''Capitano Li Donni''': Queste stragi devono finire! <br /> (6° episodio)
* {{NDR|Secondo incontro}} '''Vito Ciancimino''': Ha fatto presto, Capitano. <br /> '''Capitano Li Donni''': Allora? <br /> '''Vito Ciancimino''': Certi amici mi hanno chiesto di farle avere queste carte {{NDR|Il papello di Riina}}. <br /> '''Capitano Li Donni''': Con chi ha parlato? <br /> '''Vito Ciancimino''': Capitano, lo so. Il suo mestiere è quello di fare domande. Si legga questo papello. Qui c'è scritto tutto. <br /> '''Capitano Li Donni''': {{NDR|Legge ad alta voce il papello}} La revisione del maxiprocesso. Sospensione del 41 Bis. Siamo impazziti! Stiamo perdendo tempo, Ciancimino! <br /> '''Vito Ciancimino''': Cosa crede? Che i Corleonesi si fermeranno a Falcone e Borsellino? <br /> '''Capitano Li Donni''': Non si azzardi a nominarli mai più! E comunque, non spetta a me decidere. <br /> '''Vito Ciancimino''': E nemmeno a me. Queste sono le loro condizioni. <br /> '''Capitano Li Donni''': Le loro condizioni... <br /> '''Vito Ciancimino''': Come pensate di fermarli? <br /> '''Capitano Li Donni''': Il Governo ha appena deciso di mandare l'Esercito in Sicilia. <br /> '''Vito Ciancimino''': A fare cosa? La guardia ai semafori? Capitano! I picciriddi di leva non capiscono nemmeno il siciliano. Sa quanto gliene fotte ai Corleonesi? <br /> '''Capitano Li Donni''': Abbiamo trecento collaboratori di giustizia. <br /> '''Vito Ciancimino''': Voi non avete bisogno di nuovi pentiti. Quello che dovevate sapere lo sapete già. <br /> '''Capitano Li Donni''': E lei, Ciancimino, mi propone questo: libertà per gli ergastolani, abolizione del carcere duro, niente più processi per i suoi amici. Bella trattativa con il suo amico Riina! <br /> '''Vito Ciancimino''': Io sto rischiando la pelle, Capitano! Siete stati voi che mi avete chiesto di fare qualche cosa! E poi, nessuno vi chiede di trattare con Riina. <br /> '''Capitano Li Donni''': Che intende dire? <br /> '''Vito Ciancimino''': Che i Corleonesi non sono più una famiglia unita. Questa è una guerra, Capitano, che fece i suoi morti dappertutto. Provate a dividerli. Capitano! Glielo spieghi bene ai suoi superiori che resta poco tempo. (6° episodio)
*'''Generale Delfino''': Sono il generale Francesco Delfino. Mi hanno detto che voleva parlare soltanto con me, signor Di Cataldo. <br /> '''Balduccio Di Maggio''': Quello non è il mio vero nome. <br /> '''Generale Delfino''': E allora? Come vuole che la chiami? <br /> '''Balduccio Di Maggio''': Io sono Balduccio Di Maggio e faccio parte della famiglia di San Giuseppe Jato. Sono un soldato di Totò Riina.<br /> (6° episodio)
*'''Totò Riina''': Chi siete? Chi vi manda?. <br /> '''Ultimo''' {{NDR|Mentre sta arrestando Riina}}: Ci mandano Falcone e Borsellino! <br /> (6° episodio)
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Citazioni sulla '''scelta'''.
*Anche non avere scelta è una scelta. ([[Jonathan Safran Foer]])
*Attento a ciò che scegli. È possibile che tu lo ottenga. Non abbiate fretta nel fare le cose. ([[Colin Powell]])
*C'è il momento in cui ogni scelta diventa irreversibile. ([[Marguerite Yourcenar]])
*Ci sono due ragioni che devono guidare le scelte importanti della vita: la prima è una predisposizione innata in chi compie una scelta; la seconda è che l'attività scelta sia di qualche utilità. ([[Robert Louis Stevenson]])
*Ci sono scelte che non hanno nulla a che fare con le decisioni. ([[Alessandro Tamburini]])
*Contrariamente a una convinzione diffusa, la questione fondamentale e realmente controversa della politica non è la libertà, la giustizia o l'uguaglianza. Questi sono problemi derivati. La questione fondamentale è la ''scelta'' – cioè ''chi'' sceglie ''cosa'' per ''chi'' – e ciò che riteniamo vero relativamente alla scelta determina anche quale teoria politica possiamo o meno accettare. ([[Anthony de Jasay]])
*Il problema vero, se cosi vogliamo chiamarlo, è che quando tu fai delle scelte diventi nemico di qualcuno. La scelta inoltre necessita di argomentazione, non puoi scegliere senza spiegare. Se tu dici un si, va bene, se tu dici un no, diventa tutto più complicato. È sempre difficile cambiare e rompere certe abitudini. ([[Alessandra De Stefano]])
*Il talento sta nelle scelte. ([[Robert De Niro]])
*Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos'altro, le ragioni? Non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina? (''[[Trainspotting]]'')
*L'uomo che sa scegliere vive veramente bene la vita e la gioca pienamente. ([[Oreste Benzi]])
*La cosa più difficile è definire un cammino per noi stessi. Chi non compie una scelta, agli occhi del signore muore, anche se continua a respirare e a camminare per le strade. Perché l'uomo deve scegliere. In questo sta la sua forza: il potere delle sue decisioni. ([[Paulo Coelho]])
*La scelta c'è dove c'è confusione. Per la mente che vede con chiarezza non c'è necessità di scelta, c'è azione. Penso che molti problemi scaturiscano dal dire che siamo liberi di scegliere, che la scelta significa libertà. Al contrario, io direi che la scelta significa una mente confusa, e perciò non libera. ([[Jiddu Krishnamurti]])
*La scelta è solo un'illusione creata e posta tra chi ha potere... e chi non ne ha. (''[[Matrix Reloaded]]'')
*''La scelta in fondo è l'unica cosa | che rende questa vita almeno dignitosa.'' ([[Andrea Appino]])
*La vera scelta non è mai tra il fare una cosa e il non farla. Ma tra il farla o non farla per coraggio oppure per paura. ([[Massimo Gramellini]])
*– Nella vita a un certo punto si trova avanti a un bivio. Devi fare delle scelte. Ci sono quelle giuste e quelle sbagliate.<br>– C'è ancora peggio.<br>– Che cosa?<br>– Non farle mai quelle scelte. Rischia, sbagli piuttosto che stare fermo. Perché stare fermo, amore mio... non è vita. (''[[Rocco Schiavone (serie televisiva)|Rocco Schiavone]]'')
*Nessun uomo sceglie il male perché è il male; lo scambia solo per la felicità, per il bene che cerca. ([[Mary Wollstonecraft]])
*Non è vero che esiste sempre una scelta giusta e una sbagliata, ho pensato. Possono essere tutte e due giuste o sbagliate, in ogni caso impraticabili contemporaneamente. ([[Diego Cugia]])
*Non esiste il destino. Ci sono solo scelte da fare. Alcune scelte sono facili, altre no. E sono quelle che contano davvero, quelle che fanno di noi delle persone. (''[[Number 23]]'')
*Non si torna indietro. Per questo è difficile scegliere. Devi fare la scelta giusta. ma finché non scegli, tutto resta ancora possibile. (''[[Mr. Nobody]]'')
*Non sono le nostre capacità che dimostrano chi siamo davvero, sono le nostre scelte. ([[Albus Silente]], ''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]'')
*Ogni scelta implica, di per sé, l'abbandono di tutte le alternative. Se non fossimo costretti a scegliere, saremmo immortali. ([[Paolo Maurensig]])
*Ogni singola libera scelta che voi fate deriva da un pensiero d'amore o da un pensiero di paura, non esistono altre scelte. (''[[Conversazioni con Dio]]'')
*Perché non sei venuto qui per fare una scelta, la scelta l'hai già fatta, sei qui per conoscere le ragioni per cui l'hai fatta. (''[[Matrix Reloaded]]'')
*Qualunque cosa dobbiamo affrontare, qualunque siano le nostre lotte interiori abbiamo sempre una scelta. Me l'ha insegnato il mio amico Harry. Lui scelse la parte migliore di sé... Sono le nostre scelte che fanno di noi quelli che siamo... e abbiamo sempre la possibilità di fare la scelta giusta. (''[[Spider-Man 3]]'')
*Sai, molte scelte che facciamo nella nostra esistenza appaiono logiche solo guardandole ''dopo'', a fatto ormai compiuto. Sembrano perfino far parte di un disegno dotato di senso. ([[Raul Montanari]])
*Si comincia scegliendo perché si [[ammirazione|ammira]] e si finisce ammirando perché si è scelto. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Si parla sempre di sacrifici, ma più che altro preferirei parlare di scelte. E le scelte vanno fatte per passione. ([[Simone Giannelli]])
*Sono le cose che non scegliamo a renderci quelli che siamo. (''[[Gone Baby Gone]]'')
*Sono le scelte che facciamo che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità. ([[J. K. Rowling]])
*Vivere è scegliere.<br />Scegliere è essere ingiusti.<br />Allora vediamo di scegliere l'ingiustizia meno priva di intelligenza. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Viviamo soli e moriamo soli con le scelte che abbiamo fatto. (''[[Nikita (serie televisiva 1997, quarta stagione)|Nikita]]'')
==Voci correlate==
*[[Bivio]]
*[[Decisione]]
*[[Libero arbitrio]]
*[[Libertà]]
*[[Responsabilità]]
*[[Volontà]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scelta]]
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Aurelio Bertola de' Giorgi
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Spinoziano (BEIC)
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/* Viaggio sul Reno e ne' suoi contorni */
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[[File:Aurelio Bertola.png|thumb|Aurelio Bertola de' Giorgi]]
'''Aurelio Bertola de' Giorgi''' (1753 – 1798), poeta e scrittore italiano.
==Citazioni di Aurelio Bertola de' Giorgi==
*''Chi la tua vana ambizion fomenta, | spesso a tuo danno i suoi vantaggi tenta.'' (da ''La volpe e il cervo'', in ''Poesie'')
*''I precetti non son nulla, | se l'esempio non si dà.'' (da ''Un savio e Galatea'', in ''Poesie'')
==''Rime e prose d'amore''==
*Io prego tutta la rispettabile famiglia dei severi Filosofi a non aprire questo libretto. Non aspiro alla gloria di meritare la lor lettura: siccome non voglio la fredda lor critica, e i loro profani rimproveri. Mi basta il voto di qualche amabile Epicureo. Mi basta il sorriso approvatore della Bellezza. Ecco la mia ambizione, ecco la mia immortalità. (da ''Premessa'', p. 31)
*La delicata semplicità, e a fronte lo spirito del bel mondo sono il chiaroscuro di [[Rembrandt]]. E chi è che non ami di abbracciare col sentimento quella libera innocenza, la prima incantatrice natura? Tutto questo non è morale? Ben è da compiangersi chi non sa, o non può sentirla. (da ''Premessa'', p. 32)
*Pittore, ov'è la tela? apprestala e pingimi il [[Pudore]]. Riempiti l'anima delle più tenere e più delicate sensazioni. Sai tu bene che sia il Pudore? Il più soave condimento del piacere: ciò che è la primavera per gli augelli che cantano, è il Pudore per l'amor che sospira: ciò che a' fiori fa la rugiada; egli lo fa al desiderio. (da ''Il pudore'', p. 86)
*Non vi prendete pena dei danni del [[tempo]]: grato l'amore ad un cuor costante ve li spargerà di fiori. Le grazie della parola, qualche bellezza presa accortamente in imprestito, una {{sic|riputazione}} assicurata, una buona dose di spirito daranno un lustro uniforme a tutte le età della vostra vita. (da ''Filosofia per Giulietta'', pp. 88-89)
*Fra tutte le fattezze e tutte le parti di un bel viso non ve n'ha alcuna che piaccia quanto una [[bocca]] graziosa. Restiamo soavemente sorpresi dai vezzi che regnano intorno alle labbra di certe persone, scoprendo ora un sorriso che va fino all'anima; ora due pozzette che compariscono e dispariscono con una successione che rapisce. (da ''La danza'', p. 96)
==''Viaggio sul Reno e ne' suoi contorni''==
===[[Incipit]]===
Io potrei quasi dire di aver con voi fatto il mio viaggio sul [[Reno]], su questo fiume, le cui rive già alquanto prima di Magonza formano una delle più pittoresche terre d'Europa. <!--(''Lettera I'', p. 1)-->
===Citazioni===
*Le catene montane, di che il Reno è stretto da preso, o via via corteggiato da lunge, sono alpi Elvetiche, monti Vogesi, Hundsruk, Meliboco, Odenwald, Spessart, e alquante diramazioni inferiori de' monti settentrionali della Germania. Or tutte queste catene possono rispetto al fiume dividersi in due parti principali, a dritta l'una, l'altra a sinistra. (''Lettera II'', p. 5)
*Al nord del Meno incomincia colla [[Spessart|Selva Spessart]] una serie montana, donde scaturiscono e da un lato e dall'altro molti fiumi, fra i quali la Lana, e la Fulda. Parecchi de' medesimi non si fanno tributarj del Reno; e son protetti ne' lor capricciosi deviamenti fra il nord e il sud da immensi baluardi di rocce. La stessa serie va a terminare nelle più alte montagne settentrionali della Germania, toccando perfino il Fichtelberg in Franconia, i monti della Selva Ercinia e quelli della Turingia; ed è pur anche dalla medesima che spiccasi la specie di tettoja frapposta tra il Weser e l'Elba fino al mare: maravigliose intrecciature e protendimenti. Le montagne che fiancheggiano il nostro fiume a diritta, sono propriamente diramazioni dello Spessart. (''Lettera II'', p. 6)
*Dai contorni del borgo di [[Weyer (Germania)|Wejer]] signoreggiasi una deliziosa gradazione di pendii, l'ultimo de' quali ci rappresentava l'immagine di una marina dolcemente agitata. Salendo ancora, ed è il salir sempre facile e sempre per mezzo a vigneti, il teatro che apresi sotto, è ricco e vario oltre modo: le catene di là dal Reno ma distintissime, e questo gran fiume in più punti; di qua e monti e colli di cento aspetti e colori, e foreste e boschetti; e oltre le città di Spira e Landau, quanti borghi e villaggi contansi mai di là, o a dir meglio non si contano, tanti pur sono! (''Lettera IV'', p. 18)
*Continuando i nostri passeggi campestri, scendemmo a [[Neustadt an der Weinstraße|Neustat]] popolata da mille cattolici, due mila calvinisti, e d'alcune centinaja di luterani; fra i quali tutti era una volta un feroce mal animo, e ne sarà prova bastevole il ricordare come l'Elettore Carlo Filippo venne in persona in questa città a dimandare un cimitero per la comunione Romana da lui professata; e gli fu negato da prima. Né per la stessa ragione vedevansi una volta granfatto in concordia tra loro gli altri abitanti ancora di queste colline.</br>La foce, sul cui ingresso siede Neustat, alza in qualche modo prospettive per contro a quella, onde apron varco, le catene montane di là dal Reno. Un miglio oltre per questa foce ove regna un certo orror che soddisfa, fa inaspettato incontro un mulino destinato a lavorare le agate, che traggonsi intorno a trenta miglia discosto di là. (''Lettera IV'', p. 20)
*Giace [[Heidelberg|Heidelberga]] a 17 miglia da Spira. La villa Elettorale di Schwezinghen che incontrasi dopo due terzi circa di cammino, ridonda di tutte le delizie e di tutti gli ornamenti più nobili e più sottili dell'arte; ma giace in pianura umida e malinconica: eppure appartiene ad un principe, il quale possiede intorno al Reno i più ameni e salubri paesetti del mondo. (''Lettera V'', p. 22)
*Finalmente apresi la gola per cui scende il [[Neckar|Neker]], e dove siede la città, alla quale fan vario corteggio e molli pendii e disagevoli alture, dove la industria mostra aver consumato l'estremo delle sue forze.</br>Balsamiche sono l'aria e l'acqua di questa città, che contiene fra cattolici, luterani e calvinisti dieci mila abitanti: è angusta, stringendola il monte da un lato, il Neker dall'altro. Il ponte di pietra ch'è Stato novellamente gittato sopra questo, non sarebbe indegno di una capitale: Heidelberga cessò di esser tale a cagione di dissidj in materia di religione; vecchia e fatal malattìa di queste contrade. (''Lettera V'', pp. 22-23)
*E la veduta della città e de' contorni, da questa stessa banda del levante, è forse la più pittoresca delle altre sì per la forza e singolarità de' contrasti, come per la gradazione di tutti gli oggetti che vanno via sfumando e perdendosi nell'orizzonte. Lo sguardo in oltre è qui più raccolto, mercè la lunga gola dentro cui spazia; e può a sua posta fissarsi in molti quadri successivamente o in un solo, questo e quelli del pari intorniati da una cornice. (''Lettera V'', p. 23)
*Tutte le alture Heidelberghesi sono di pietra [[arenaria]]; e questa ha sotto un bel granito, di cui veggonsi nella città alquante colonne: e granitose altresì sono le rocce, di cui il Neker è seminato. L'arenaria vien molto adoperata nelle fabbriche. Il rosseggiar ch'essa fa tratto tratto nuda e squarciata per mezzo a' boschi e a' vigneti, concorre non poco ai mutamenti di scena di questo teatro. (''Lettera V'', p. 25)
*La serie di colli che occupa di là dal Neker a sinistra lo spazio frapposto tra Heidelberga e il borgo di Heppenheim, e tra questo e i terreni magri e sabbiosi verso Darmstat, è notissima sotto il nome di [[Bergstraße|Bergstras]], ch'è quanto dire la via del monte. Siepi, filari d'alberi, campetti, viti a cocchio e a festoni, piante fruttifere, ancor di quelle che direbbesi mal comportare quel clima, questi ed altri modi di cultura e prodotti mi rappresentavano in più luoghi una viva immagine delle nostre colline. Ben disse l'imperatore Giuseppe II. sul primo vedere il Bergstras: eccomi in Italia. (''Lettera VI'', p. 27)
*[[Heppenheim]] giace alle falde: la sua rocca che torreggia in cima a un monte sporgente in fuori, è un bel solo in quella musica pittoresca. In questo come negli altri borghi e villaggi l'agiatezza è quasi comune; e gli abitanti danno quella grande e rara prova di essere contenti, facendo vedere di voler contento anche altrui: certo sono umani ed anche leali più che non prometterebbe un paese sì di continuo battuto. Parecchi viaggiatori si lagnano aspramente de' postiglioni di colà: sonomi anch'io imbattuto in alcuni che avrebbero voluto essere inquieti e fraudolenti; ma un mezzo boccal di vino facevagli tosto cangiar voglia. Or non so se sia permesso di dichiarare malvagia una plebe, che si lascia condurre al buono con così poco. (''Lettera VI'', p. 28)
*Chi ha veduto Manheim allorché vi risedeva la Corte, a stento la riconoscerebbe oggi. Sotto questa città entra nel Reno il Neker, superbo di trentacinque influenti; quanti non ne vanta altro maggior tributario Renano. Nasce nella Selvanera non così discosto dalle sorgenti del Danubio: e verso la città di Tubinga si torce in modo per contro a questo, che si direbbe incerto di morire Svevo, o di andare a portar le sue acque fuori della sua patria. (''Lettera VII'', p. 29)
*A [[Wicker (Flörsheim am Main)|Wickeard]] villaggio situato a sei miglia da [[Magonza]], balza agli occhi una più nuova forma di paese. Parte del monte detto Wetteraw vien giù stendendosi fino alle rive del Meno, e forma due colline, sopra una delle quali è lo stesso Wickeard, e sull'altra [[Hochheim am Main|Hocheim]]. I contorni del primo producono vini eccellenti; ma ancor più squisiti si hanno dai vigneti di Hocheim; quindi dal suo nome danno gl'Inglesi il nome di Hock a tutti i vini Renani. La strada che da questo villaggio conduce a Magonza, offre così deliziosa varietà di vedute, come se si distendesse a molte miglia, e non è che di tre sole: il confluente del Reno e del Meno è uno de' più bei punti che vi si godano, grande e maestoso, dove gli altri sono gentili ed ameni. Gli abitanti di questi luoghi son robusti, ben fatti, e di un'indole gaja. (''Lettera VIII'', p. 33)
*La sera del dì diciotto settembre giunsi a Magonza, la cui situazione è incomparabile, la popolazione di oltre a venticinque mila abitanti; né il fabbricato in generale da biasimarsi: molto vi si lavora colla pietra arenaria, e parecchie delle sue case minori son tinte del suo colore. E quì e altrove ho trovato giustissima l'osservazione da altri già fatta, che dal color delle case di un paese si può spesso argomentare la qualità delle pietre dei monti vicini. Magnifiche sono le fortificazioni di questa città: v'ha chi sostiene, non so con quanta ragione, non essere tenute nel miglior modo. Il Reno è il suo gran baluardo. Se non che contraddice veramente ad ogni feroce idea di assedj e di assalti il soave del pari che ricco prospetto de' circostanti suoi poggi. (''Lettera VIII'', pp. 33-34)
==Bibliografia==
*Aurelio Bertola de' Giorgi, ''Rime e poesie d'amore'', a cura di Luigi Tassoni, Salerno Editrice, Roma, stampa 1992. ISBN 88-8402-098-0
*Aurelio Bertola de' Giorgi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE3406618 Viaggio sul Reno e ne' suoi contorni]'', Albertini, Rimini, 1795.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bertola de' Giorgi, Aurelio}}
[[Categoria:Favolisti italiani]]
[[Categoria:Poeti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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[[File:Aurelio Bertola.png|thumb|Aurelio Bertola de' Giorgi]]
'''Aurelio Bertola de' Giorgi''' (1753 – 1798), poeta e scrittore italiano.
==Citazioni di Aurelio Bertola de' Giorgi==
*''Chi la tua vana ambizion fomenta, | spesso a tuo danno i suoi vantaggi tenta.'' (da ''La volpe e il cervo'', in ''Poesie'')
*''I precetti non son nulla, | se l'esempio non si dà.'' (da ''Un savio e Galatea'', in ''Poesie'')
==''Rime e prose d'amore''==
*Io prego tutta la rispettabile famiglia dei severi Filosofi a non aprire questo libretto. Non aspiro alla gloria di meritare la lor lettura: siccome non voglio la fredda lor critica, e i loro profani rimproveri. Mi basta il voto di qualche amabile Epicureo. Mi basta il sorriso approvatore della Bellezza. Ecco la mia ambizione, ecco la mia immortalità. (da ''Premessa'', p. 31)
*La delicata semplicità, e a fronte lo spirito del bel mondo sono il chiaroscuro di [[Rembrandt]]. E chi è che non ami di abbracciare col sentimento quella libera innocenza, la prima incantatrice natura? Tutto questo non è morale? Ben è da compiangersi chi non sa, o non può sentirla. (da ''Premessa'', p. 32)
*Pittore, ov'è la tela? apprestala e pingimi il [[Pudore]]. Riempiti l'anima delle più tenere e più delicate sensazioni. Sai tu bene che sia il Pudore? Il più soave condimento del piacere: ciò che è la primavera per gli augelli che cantano, è il Pudore per l'amor che sospira: ciò che a' fiori fa la rugiada; egli lo fa al desiderio. (da ''Il pudore'', p. 86)
*Non vi prendete pena dei danni del [[tempo]]: grato l'amore ad un cuor costante ve li spargerà di fiori. Le grazie della parola, qualche bellezza presa accortamente in imprestito, una {{sic|riputazione}} assicurata, una buona dose di spirito daranno un lustro uniforme a tutte le età della vostra vita. (da ''Filosofia per Giulietta'', pp. 88-89)
*Fra tutte le fattezze e tutte le parti di un bel viso non ve n'ha alcuna che piaccia quanto una [[bocca]] graziosa. Restiamo soavemente sorpresi dai vezzi che regnano intorno alle labbra di certe persone, scoprendo ora un sorriso che va fino all'anima; ora due pozzette che compariscono e dispariscono con una successione che rapisce. (da ''La danza'', p. 96)
==''Viaggio sul Reno e ne' suoi contorni''==
===[[Incipit]]===
Io potrei quasi dire di aver con voi fatto il mio viaggio sul [[Reno]], su questo fiume, le cui rive già alquanto prima di Magonza formano una delle più pittoresche terre d'Europa. <!--(''Lettera I'', p. 1)-->
===Citazioni===
*Le catene montane, di che il Reno è stretto da preso, o via via corteggiato da lunge, sono alpi Elvetiche, monti Vogesi, Hundsruk, Meliboco, Odenwald, Spessart, e alquante diramazioni inferiori de' monti settentrionali della Germania. Or tutte queste catene possono rispetto al fiume dividersi in due parti principali, a dritta l'una, l'altra a sinistra. (''Lettera II'', p. 5)
*Al nord del Meno incomincia colla [[Spessart|Selva Spessart]] una serie montana, donde scaturiscono e da un lato e dall'altro molti fiumi, fra i quali la Lana, e la Fulda. Parecchi de' medesimi non si fanno tributarj del Reno; e son protetti ne' lor capricciosi deviamenti fra il nord e il sud da immensi baluardi di rocce. La stessa serie va a terminare nelle più alte montagne settentrionali della Germania, toccando perfino il Fichtelberg in Franconia, i monti della Selva Ercinia e quelli della Turingia; ed è pur anche dalla medesima che spiccasi la specie di tettoja frapposta tra il Weser e l'Elba fino al mare: maravigliose intrecciature e protendimenti. Le montagne che fiancheggiano il nostro fiume a diritta, sono propriamente diramazioni dello Spessart. (''Lettera II'', p. 6)
*Dai contorni del borgo di [[Weyer (Germania)|Wejer]] signoreggiasi una deliziosa gradazione di pendii, l'ultimo de' quali ci rappresentava l'immagine di una marina dolcemente agitata. Salendo ancora, ed è il salir sempre facile e sempre per mezzo a vigneti, il teatro che apresi sotto, è ricco e vario oltre modo: le catene di là dal Reno ma distintissime, e questo gran fiume in più punti; di qua e monti e colli di cento aspetti e colori, e foreste e boschetti; e oltre le città di Spira e Landau, quanti borghi e villaggi contansi mai di là, o a dir meglio non si contano, tanti pur sono! (''Lettera IV'', p. 18)
*Continuando i nostri passeggi campestri, scendemmo a [[Neustadt an der Weinstraße|Neustat]] popolata da mille cattolici, due mila calvinisti, e d'alcune centinaja di luterani; fra i quali tutti era una volta un feroce mal animo, e ne sarà prova bastevole il ricordare come l'Elettore Carlo Filippo venne in persona in questa città a dimandare un cimitero per la comunione Romana da lui professata; e gli fu negato da prima. Né per la stessa ragione vedevansi una volta granfatto in concordia tra loro gli altri abitanti ancora di queste colline.</br>La foce, sul cui ingresso siede Neustat, alza in qualche modo prospettive per contro a quella, onde apron varco, le catene montane di là dal Reno. Un miglio oltre per questa foce ove regna un certo orror che soddisfa, fa inaspettato incontro un mulino destinato a lavorare le agate, che traggonsi intorno a trenta miglia discosto di là. (''Lettera IV'', p. 20)
*Giace [[Heidelberg|Heidelberga]] a 17 miglia da Spira. La villa Elettorale di Schwezinghen che incontrasi dopo due terzi circa di cammino, ridonda di tutte le delizie e di tutti gli ornamenti più nobili e più sottili dell'arte; ma giace in pianura umida e malinconica: eppure appartiene ad un principe, il quale possiede intorno al Reno i più ameni e salubri paesetti del mondo. (''Lettera V'', p. 22)
*Finalmente apresi la gola per cui scende il [[Neckar|Neker]], e dove siede la città, alla quale fan vario corteggio e molli pendii e disagevoli alture, dove la industria mostra aver consumato l'estremo delle sue forze.</br>Balsamiche sono l'aria e l'acqua di questa città, che contiene fra cattolici, luterani e calvinisti dieci mila abitanti: è angusta, stringendola il monte da un lato, il Neker dall'altro. Il ponte di pietra ch'è Stato novellamente gittato sopra questo, non sarebbe indegno di una capitale: Heidelberga cessò di esser tale a cagione di dissidj in materia di religione; vecchia e fatal malattìa di queste contrade. (''Lettera V'', pp. 22-23)
*E la veduta della città e de' contorni, da questa stessa banda del levante, è forse la più pittoresca delle altre sì per la forza e singolarità de' contrasti, come per la gradazione di tutti gli oggetti che vanno via sfumando e perdendosi nell'orizzonte. Lo sguardo in oltre è qui più raccolto, mercè la lunga gola dentro cui spazia; e può a sua posta fissarsi in molti quadri successivamente o in un solo, questo e quelli del pari intorniati da una cornice. (''Lettera V'', p. 23)
*Tutte le alture Heidelberghesi sono di pietra [[arenaria]]; e questa ha sotto un bel granito, di cui veggonsi nella città alquante colonne: e granitose altresì sono le rocce, di cui il Neker è seminato. L'arenaria vien molto adoperata nelle fabbriche. Il rosseggiar ch'essa fa tratto tratto nuda e squarciata per mezzo a' boschi e a' vigneti, concorre non poco ai mutamenti di scena di questo teatro. (''Lettera V'', p. 25)
*La serie di colli che occupa di là dal Neker a sinistra lo spazio frapposto tra Heidelberga e il borgo di Heppenheim, e tra questo e i terreni magri e sabbiosi verso Darmstat, è notissima sotto il nome di [[Bergstraße|Bergstras]], ch'è quanto dire la via del monte. Siepi, filari d'alberi, campetti, viti a cocchio e a festoni, piante fruttifere, ancor di quelle che direbbesi mal comportare quel clima, questi ed altri modi di cultura e prodotti mi rappresentavano in più luoghi una viva immagine delle nostre colline. Ben disse l'imperatore Giuseppe II. sul primo vedere il Bergstras: eccomi in Italia. (''Lettera VI'', p. 27)
*[[Heppenheim]] giace alle falde: la sua rocca che torreggia in cima a un monte sporgente in fuori, è un bel solo in quella musica pittoresca. In questo come negli altri borghi e villaggi l'agiatezza è quasi comune; e gli abitanti danno quella grande e rara prova di essere contenti, facendo vedere di voler contento anche altrui: certo sono umani ed anche leali più che non prometterebbe un paese sì di continuo battuto. Parecchi viaggiatori si lagnano aspramente de' postiglioni di colà: sonomi anch'io imbattuto in alcuni che avrebbero voluto essere inquieti e fraudolenti; ma un mezzo boccal di vino facevagli tosto cangiar voglia. Or non so se sia permesso di dichiarare malvagia una plebe, che si lascia condurre al buono con così poco. (''Lettera VI'', p. 28)
*Chi ha veduto Manheim allorché vi risedeva la Corte, a stento la riconoscerebbe oggi. Sotto questa città entra nel Reno il Neker, superbo di trentacinque influenti; quanti non ne vanta altro maggior tributario Renano. Nasce nella Selvanera non così discosto dalle sorgenti del Danubio: e verso la città di Tubinga si torce in modo per contro a questo, che si direbbe incerto di morire Svevo, o di andare a portar le sue acque fuori della sua patria. (''Lettera VII'', p. 29)
*A [[Wicker (Flörsheim am Main)|Wickeard]] villaggio situato a sei miglia da [[Magonza]], balza agli occhi una più nuova forma di paese. Parte del monte detto Wetteraw vien giù stendendosi fino alle rive del Meno, e forma due colline, sopra una delle quali è lo stesso Wickeard, e sull'altra [[Hochheim am Main|Hocheim]]. I contorni del primo producono vini eccellenti; ma ancor più squisiti si hanno dai vigneti di Hocheim; quindi dal suo nome danno gl'Inglesi il nome di Hock a tutti i vini Renani. La strada che da questo villaggio conduce a Magonza, offre così deliziosa varietà di vedute, come se si distendesse a molte miglia, e non è che di tre sole: il confluente del Reno e del Meno è uno de' più bei punti che vi si godano, grande e maestoso, dove gli altri sono gentili ed ameni. Gli abitanti di questi luoghi son robusti, ben fatti, e di un'indole gaja. (''Lettera VIII'', p. 33)
*La sera del dì diciotto settembre giunsi a Magonza, la cui situazione è incomparabile, la popolazione di oltre a venticinque mila abitanti; né il fabbricato in generale da biasimarsi: molto vi si lavora colla pietra arenaria, e parecchie delle sue case minori son tinte del suo colore. E quì e altrove ho trovato giustissima l'osservazione da altri già fatta, che dal color delle case di un paese si può spesso argomentare la qualità delle pietre dei monti vicini. Magnifiche sono le fortificazioni di questa città: v'ha chi sostiene, non so con quanta ragione, non essere tenute nel miglior modo. Il Reno è il suo gran baluardo. Se non che contraddice veramente ad ogni feroce idea di assedj e di assalti il soave del pari che ricco prospetto de' circostanti suoi poggi. (''Lettera VIII'', pp. 33-34)
*LA piccola città di Bingen, che ebbe l'onore di essere ampliata da Druso, e fu restaurata dall'imperatore Giuliano, siede presso la foce della Nae. Nel breve spazio frapposto ad essa foce e a quella del Meno è a notarsi il numero degli influenti, alcuni de' quali sembrano tanti svariati golfi disposti lungo l'amabil mare che si va solcando. Più considerabile ancora è il numero delle isolette da contarsi forse fino a venti. Vuolsi ancora in così adorno tratto del Reno por mente alla magnifica svolta che esso fa al settentrione dall'occidente, sulla qual direzione si era messo alquanto oltre Spira: si direbbe rinchiusa tra le foci del Meno è della Nae; ed è la più grande a che si arrischj da Basilea fino alla sua di visione. (''Lettera XI'', p. 44)
==Bibliografia==
*Aurelio Bertola de' Giorgi, ''Rime e poesie d'amore'', a cura di Luigi Tassoni, Salerno Editrice, Roma, stampa 1992. ISBN 88-8402-098-0
*Aurelio Bertola de' Giorgi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE3406618 Viaggio sul Reno e ne' suoi contorni]'', Albertini, Rimini, 1795.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Favolisti italiani]]
[[Categoria:Poeti italiani]]
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Problema dell'esistenza di Dio
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[[File:Raffael 067.jpg|thumb|''Scuola di Atene'' ([[Raffaello Sanzio]], 1510 ca.), [[Platone]] alza un dito verso il cielo.]]
[[File:Scuola di atene 10.jpg|thumb|''Scuola di Atene'', [[Plotino]] punta un dito verso la terra.]]
Citazioni sul '''problema dell'esistenza di Dio'''.
==Citazioni==
*''Ah, mio dio, Mio Dio, | perché non esisti? | Dio onnipotente, cerca (sfórzati) a furia di insistere – almeno di esistere.'' ([[Giorgio Caproni]])
*Anche quella che ho assunto poc'anzi come regola, cioè che le cose che concepiamo molto chiaramente e distintamente sono tutte vere, non è certa se non perché Dio è o esiste. ([[Cartesio]])
*Basterebbe credere che Dio esiste per far sì che donargli la nostra vita non sia peccare per eccesso ma per insufficienza. ([[Madeleine Delbrêl]])
*C'è [[Campo di concentramento di Auschwitz|Auschwitz]], quindi non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo. ([[Primo Levi]])
*C'è chi è turbato dal fatto che non si possa provare scientificamente l'esistenza del Creatore. Ma dobbiamo veramente accendere una candela per vedere il Sole? ([[Wernher von Braun]])
*Che peso, la presenza di Dio per chi non la desidera. ([[Dino Buzzati]])
*Chi può a priori sentenziare o decidere che è assurdo, cioè in sé contraddittorio, un Dio onnipotente, in ogni senso infinito, anche come amore, che per amore ha voluto il mondo affinché altri esseri potessero avere un giorno parte al suo bene divino? ([[Guido Sommavilla]])
*Coloro che credono di non credere in Dio, in realtà poi credono inconsciamente in Lui, perché il Dio di cui negano l'esistenza non è Dio, ma qualcos'altro. ([[Jacques Maritain]])
*Credo nel sole, anche quando non splende; credo nell'amore, anche quando non lo sento, credo in Dio, anche quando tace. ([[Zvi Kolitz]])
*Dico dunque che questa proposizione, "Dio esiste", è in se stessa e di per sé evidente, perché il predicato s'identifica col soggetto; Dio infatti è il suo essere: ma siccome noi ignoriamo l'essenza di Dio, per noi non è evidente, ma necessita di essere dimostrata per mezzo di quelle cose che sono a noi più note, [...] cioè mediante gli effetti. ([[Tommaso d'Aquino]])
*''Dio è triste?'' <br /> ''Per essere triste dovrebbe esistere, no?'' <br /> ''Lo so'', disse lei, dandogli un leggero buffetto sulla spalla. ''È per quello che lo chiedevo, per sapere finalmente se ci credi!'' <br /> ''Allora ti dirò solo questo: se Dio esiste, ha molte ragioni per essere triste. E se non esiste, secondo me anche questo Lo rattrista non poco. Insomma, per rispondere alla tua domanda, Dio deve essere triste.'' ([[Jonathan Safran Foer]])
*Dio esiste: io l'ho incontrato. ([[André Frossard]])
*Dio esiste. Noi non dobbiamo né vogliamo provarvelo: tentarlo ci sembrerebbe bestemmia, come negarlo, follia. Dio esiste perché noi esistiamo. Dio vive nella nostra coscienza, nella coscienza dell'Umanità, e nell'Universo che ci circonda. La nostra coscienza lo invoca nei momenti più solenni di dolore e di gioia. L'Umanità ha potuto trasformarne, guastarne, non mai sopprimerne il santo nome. L'Universo lo manifesta coll'ordine, coll'armonia, colla intelligenza dei suoi moti e delle sue leggi. ([[Giuseppe Mazzini]])
*Dio esiste perché la [[matematica]] è coerente, e il [[demonio]] esiste perché non possiamo dimostrare che lo è. ([[André Weil]])
*Dio ha una sola scusa, che non esiste. ([[Stendhal]])
*Dio non è un'entità dello stesso ordine di un atomo o di una galassia. L'esistenza dell'atomo è corroborata da schemi teorici e prove sperimentali. Quasi tutta la comunità scientifica ne riconosce l'esistenza. Dio, almeno dal mio punto di vista cristiano, non è una questione di dimostrazione. È un Dio personale con il quale possiamo stabilire una relazione. Questo è un atto di fede e di libertà. La parola «prova» non si applica all'esistenza di Dio, perché la prova è una questione di ragionamento logico, non di scelta personale. Di fronte a una dimostrazione matematica, non abbiamo la libertà di accettare o rifiutare il risultato. Anche in fisica, dove non c'è certezza assoluta, gli scienziati raggiungono situazioni di consenso. La teoria della relatività generale, ad esempio, è accettata da quasi tutti gli scienziati. Ma questo è ben lungi dall'essere il caso dell'esistenza di Dio! Un segno, invece, richiede un'interpretazione. E l'interpretazione rimanda alla libertà dell'interprete. Se facciamo un incontro piacevole per strada, possiamo vederlo come un segno della benevolenza di Dio o semplicemente come un frutto del caso. È una questione di libertà di interpretazione. Nessuna dimostrazione può concludere che avremmo dovuto incontrare quella persona in quel giorno e a quell'ora. Il credente può essere libero di trovare segni dell'azione divina nella struttura dell'universo. Non è forse un segno di qualcosa il fatto che l'universo sia così coerente? Qui c'è spazio per il dibattito. Ma non si tratta di una prova. ([[François Euvé]])
*Dio, se c'è, è nascosto. Se esiste, da sempre gli uomini sono costretti a cercarlo a tentoni. E non sempre la loro ricerca ha uno sbocco, ottiene un risultato. Positivo o negativo che sia. C'è da meravigliarsi e diffidare da coloro che affermano di non avere difficoltà a credere. Forse (com'è stato detto) è perché non hanno ben capito di che cosa si tratta. La disperante esperienza umana è che nessuna divinità fa capolino da dietro le nuvole. Il cielo e la terra tacciono. Ma, se un dio esiste, non si nasconde solo dietro il silenzio della natura. Si cela anche dietro la realtà del male degli innocenti che sembra accusarlo senza possibilità di difesa; dietro la molteplicità delle religioni. In queste, dietro le difficoltà delle tante "scritture sacre", Bibbia compresa. Se c'è, si nasconde pure dietro gli scandali delle chiese; dietro gli errori e le incoerenze proprio di coloro che dovrebbero testimoniarne con la vita stessa l'esistenza. ([[Vittorio Messori]])
*Dopo Auschwitz, il [[cancro]] è la prova che Dio non esiste. ([[Umberto Veronesi]])
*Dunque qualcosa di cui non può pensarsi nessuna cosa maggiore esiste in modo così vero che non si può pensare non esistente. E questo sei tu, o Signore Dio nostro. ([[Anselmo d'Aosta]])
*– E cos'è più probabile: che un Dio onnipotente e misterioso creò l'universo e poi decise di non dare alcuna prova della sua esistenza? Oppure, che non solo non esista affatto, ma che l'abbiamo creato noi per non sentirci tanto piccoli e soli?<br />– Non so... non potrei immaginare di vivere in un mondo dove Dio non esista. No, non ci vorrei vivere.<br />– Come fai a sapere che non ti stai illudendo? Quanto a me, io... io vorrei una prova.<br />– Ah, una prova. Volevi bene a tuo padre?<br />– ...Sì, moltissimo.<br />– Provalo. (''[[Contact]]'')
*Egli semplicemente ''è'' per quelli che hanno fede. ([[Mahatma Gandhi]])
*Esiste una causa morale del mondo, per proporci uno scopo finale, conformemente alla legge morale; e per quanto questo scopo è necessario, altrettanto è necessario ammettere quella causa: cioè che vi è un Dio. ([[Immanuel Kant]])
*Esiste veramente soltanto Dio. ([[Lev Tolstoj]])
*Ho Dio che mi tormenta. Il solo pensiero di Dio mi tormenta. E se non esistesse? [...] Allora l'uomo chi amerà? A chi sarà grato, a chi canterà l'inno? ([[I fratelli Karamàzov|Fedor Dostoevskij, ''I fratelli Karamàzov'']])
*Il pensiero che Dio non esista non ha mai terrorizzato nessuno; sì invece quello che ne esista uno, tal quale me l'hanno raffigurato. ([[Denis Diderot]])
*In considerazione di tale armonia nel cosmo, che io, con la mia mente umana limitata, sono in grado di riconoscere, ci sono ancora persone che dicono che Dio non esiste. Ma ciò che veramente mi fa più arrabbiare è che mi citano a sostegno di tali opinioni. ([[Albert Einstein]])
*Io non so se Dio esiste, ma se non esiste ci fa una figura migliore. ([[Stefano Benni]])
*L'[[Ateismo|ateo]] che nega l'esistenza di Dio, in parte, afferma anche una verità di Dio; la non esistenza di Dio, nel senso in cui le altre cose esistono; e quello che i teologi chiamano la «trascendenza» di Dio. ([[Ernesto Cardenal]])
*L'esistenza di Dio è conosciuta dalla sola considerazione della sua natura. ([[Baruch Spinoza]])
*"L'esistenza di Dio non può essere dimostrata!" stava dicendo mio fratello. Mi fermai ad ascoltare a bocca aperta. "Ma dal momento che abbiamo l'idea di Dio, questo vuol dire già che Dio esiste" controbatté Pessoz [...]. ([[Louis Malle]])
*L'esistenza di [[Dio]] non può essere usata alla stregua di una qualsiasi ipotesi scientifica: è qualcosa di diverso che trascende la scienza. [...] Sarei un pessimo teologo se cercassi di fare un esperimento per dimostrare l'esistenza di [[Dio]], e un pessimo scienziato se cercassi di spiegare i miei dati sperimentali ipotizzando l'esistenza di [[Dio]]. [...] Sono sempre infastidito quando nelle interviste mi domandano le mie opinioni religiose. Non mi pare che lo domandino mai a calciatori, cantanti, modelle, categorie per le quali ho il massimo rispetto. Implicitamente gli intervistatori assumono che gli scienziati posseggano una conoscenza privilegiata di [[Dio]], ma non è vero. ([[Giorgio Parisi]])
*L'impossibilità in cui sono di dimostrare che Dio non esiste mi rivela la sua esistenza. ([[Jean de La Bruyère]])
*La cieca necessità metafisica, certamente la stessa sempre e dovunque, non potrebbe produrre la varietà delle cose. Tutta quella diversità delle cose nella natura, che troviamo adatte a tempi e luoghi differenti non può derivare da altro che dalle idee e dalla volontà di un Essere che esiste necessariamente. ([[Isaac Newton]])
*Le prove dell'esistenza di Dio abbondano per chi non ne ha bisogno. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Nella mia ingenuità provocatoriamente vado a messa tutti i giorni a cercare Dio e a convincere Dio di esistere, lo ritengo necessario perché solo un Dio ci può salvare. ([[Pupi Avati]])
*Nessun microscopio ha mai scoperto Dio né l'immortalità dell'anima, ma nessun microscopio ha mai scoperto il genio di [[Albert Einstein|Einstein]], che pure esisteva. ([[Raymond-Léopold Bruckberger]])
*Nessuno tranne l'uomo ha tradito il segreto dell'esistenza di Dio. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Noi dubitiamo dell'esistenza di Dio e di conseguenza di tutto, finché abbiamo di Dio non un'idea chiara e distinta, ma un'idea confusa. ([[Baruch Spinoza]])
*Noi non possiamo essere onesti senza riconoscere che ci occorre vivere nel mondo ''etsi Deus non daretur''... Davanti a Dio e con Dio noi viviamo senza l'ipotesi di Dio... Si tratta cioè di vivere davanti a Dio l'assenza di Dio. ([[Dietrich Bonhoeffer]])
*Non importa sapere che Dio esiste; importa sapere che Dio è amore. ([[Søren Kierkegaard]])
*Non mi sono mai abituato all'esistenza di Dio. ([[André Frossard]])
*Oggi la domanda cruciale non è più: "Esiste Dio?", ma piuttosto: "Come aver notizia di Dio?" ([[Angelo Scola]])
*Per l'uomo non illuminato, i cui giudizi finali dipendono dai sensi, la prova di Dio è destinata a rimanere ignota e, pertanto, inesistente. I veri seguaci del ''[[Sankhya]]'', grazie all'indubitabile capacità di giudizio che nasce dalla [[meditazione]], comprendono che il Signore non soltanto esiste, ma è anche conoscibile. ([[Sri Yukteswar]])
*Quando si parla di prove dell’esistenza di Dio, dobbiamo sottolineare che non si tratta di prove d’ordine scientifico-sperimentale. Le prove scientifiche, nel senso moderno della parola, valgono solo per le cose percettibili ai sensi, giacché solo su queste possono esercitarsi gli strumenti di indagine e di verifica, di cui la scienza si serve. Volere una prova scientifica di Dio, significherebbe abbassare Dio al rango degli esseri del nostro mondo, e quindi sbagliarsi già metodologicamente su quello che Dio è. La scienza deve riconoscere i suoi limiti e la sua impotenza a raggiungere l’esistenza di Dio: essa non può né affermare, né negare questa esistenza. Da ciò non deve tuttavia trarsi la conclusione che gli scienziati siano incapaci di trovare, nei loro studi scientifici, motivi validi per ammettere l’esistenza di Dio. Se la scienza, come tale, non può raggiungere Dio, lo scienziato, che possiede un’intelligenza il cui oggetto non è limitato alle cose sensibili, può scoprire nel mondo le ragioni per affermare un essere che lo supera. Molti scienziati hanno fatto e fanno questa scoperta. ([[Giovanni Paolo II]])
*Quelli che credono nell'esistenza di Dio dicono che il mondo sia stato creato da lui, ma allora è stato Dio a creare anche tutta la sofferenza di questo mondo. Il creatore di tutto questo, il responsabile dell'esistenza di un mondo tanto terribile non può essere benevolo con noi. Se esiste un Dio deve essere malvagio, non c'è alcun dubbio. (''[[Welcome to the NHK]]'')
*– Sa, mi chiedo dove trova il coraggio di convivere con tutto il male che ogni giorno vede da qui.<br>– Qualche volta prego il Signore, e mi domando se esiste davvero.<br>– Si domanda se esiste?<br>– Sì, e mi do sempre la stessa risposta: considerato in quanti lo pregano e credono in lui, forse esiste davvero. (''[[L'ispettore Derrick]]'')
*Se Dio è dappertutto, è anche in me, agisce con me, sbaglia con me, offende Dio con me, combatte con me l'esistenza di Dio. ([[Paul Henri Thiry d'Holbach]])
*Se Dio è, l'uomo è schiavo; ora, l'uomo può e deve essere libero: dunque Dio non esiste. ([[Michail Aleksandrovič Bakunin]])
*Se Dio esiste, non c'è bisogno di crederci. Se ci si crede, vuole dire che l'evidenza del suo esistere è morta. ([[Jean Baudrillard]])
*Se Dio esistesse, ma come despota celeste che dispone sovranamente di noi, l'uomo sarebbe soltanto uno schiavo senz'altra possibilità all'infuori della rivolta. ([[Olivier Clément]])
*Se Dio esiste, spero che abbia una scusa valida. ([[Daniel Pennac]])
*Se Dio non esiste, allora neppure io esisto, e nient'altro esiste... Non esiste la vita! ([[Sof'ja Tolstaja]])
*Se Dio non esistesse bisognerebbe inventarlo. ([[Voltaire]])
*Se esiste un Dio, deve chiedermi perdono. (da un graffito su un muro del [[Campo di concentramento di Mauthausen]])<ref>Si veda ''[https://skeptics.stackexchange.com/questions/18913/did-a-jewish-prisoner-write-this-quote-about-god-and-forgiveness Did a Jewish prisoner write this quote about God and forgiveness?]'', ''Skeptics Stack Exchange''.</ref>
*Sono più sicuro della Sua esistenza che del fatto che voi e io stiamo seduti in questa stanza. E posso anche affermare che potrei vivere senz'aria e senz'acqua, ma non senza di Lui. Potete strapparmi gli occhi, eppure non mi ucciderete. Ma distruggete la mia fede in Dio, e io sono morto. ([[Mahatma Gandhi]])
*Ti supplico, mio Dio, cerca di esistere, almeno un poco per me, apri i tuoi occhi, ti supplico! O Signore, cerca di seguire ciò che succede, sforzati di vedere, te ne prego! Vivere senza testimoni, quale inferno! Per questo, forzando la mia voce, io grido, io urlo: Padre mio, ti supplico e piango: esisti! ([[Aleksandr Zinov'ev]])
*Tutto ciò che ho appreso nella vita mi ha portato passo per passo alla convinzione incrollabile dell'esistenza di Dio. Io credo soltanto in ciò che so per esperienza. Questo mette fuori campo la fede. Dunque io non credo all'esistenza di Dio per fede: io ''so'' che Dio esiste. ([[Carl Gustav Jung]])
*Un atto, il minimo atto di vera [[bontà]], è, per dire il vero, la migliore prova dell'esistenza di Dio. Ma la nostra intelligenza è troppo ingombra di nozioni da classificare per vederlo; allora noi lo crediamo sulla testimonianza di coloro nei quali la vera bontà risplende in modo da stupirci. ([[Jacques Maritain]])
*Una risposta, fin troppo facile, è che Dio sembra assente nel momento del nostro maggior bisogno appunto perché non esiste. Ma allora perché sembra così presente quando noi, per dirla con franchezza, non Lo cerchiamo? ([[C. S. Lewis]])
*Va bene, Dio, mettiamo pure che Tu esista veramente. Mi hai sistemato per benino. Vuoi mettermi alla prova. E se invece Ti mettessi io alla prova? E se dicessi che Tu non esisti? Mi hai sottoposto alla prova più ardua dandomi prima i miei genitori e poi questi bugni. Credo di aver superato la prova. Sono più forte di Te. Se discendessi qui, adesso. Ti sputerei in faccia, sempre ammesso che Tu ne abbia una. E la cacca la fai? Il prete non ha mai risposto a questa domanda. Ci ha detto che non dobbiamo dubitare. Dubitare di cosa? Credo che Tu mi abbia già dato troppe noie e quindi Ti chiedo di venire qui giù, così sarò io a mettere Te alla prova! <br /> Aspettai. Niente. Aspettai Dio. Aspettai e aspettai. Credo di essermi addormentato. ([[Charles Bukowski]])
===[[Gesualdo Bufalino]]===
*È colpa nostra se Dio non esiste.
*Essere non comporta necessariamente l'esistere: Dio non esiste ma è.
*Sono gli uomini che hanno dissuaso Dio dall'esistere.
*Se Dio esiste, chi è? Se non esiste, chi siamo?
*"Se esistesse si saprebbe in giro," disse il filosofo, parlando di non so chi...
===[[Charles Darwin]]===
*Anche se non mi sono mai dedicato molto al pensiero dell'esistenza di un Dio personale fino a un periodo considerevolmente tardo della mia vita, voglio qui esporre le conclusioni vaghe alle quali sono stato portato. Il vecchio argomento di una natura ideata, così come fornito da [[William Paley|Paley]], che prima mi sembrava così conclusivo, fallisce, ora che la legge della selezione naturale è stata scoperta. Non si può più sostenere che, per esempio, la bella cerniera di una conchiglia bivalve deve essere stata fatta da un essere intelligente, come la cerniera di una porta da parte dell'uomo. Non sembra esserci più progettazione nella variabilità degli esseri organici, e nell'azione della selezione naturale, che nella direzione dove il vento soffia.
*Ma potrei dire che l'impossibilità di concepire che quest'universo grandioso e meraviglioso, con i nostri sé coscienti, sia scaturito dal caso, a me pare l'argomento principe a favore dell'esistenza di Dio; ma sebbene questo sia un argomento di valore effettivo, io non sono mai stato in grado di decidermi. Sono consapevole che se si ammette una causa prima, la mente brama ancora di sapere da dove questa è venuta, come si è generata.
*Un altro argomento a favore dell'esistenza di Dio, connesso con la ragione più che col sentimento, e a mio avviso molto importante, è l'estrema difficoltà, l'impossibilità quasi, di concepire l'universo, immenso e meraviglioso, e l'uomo, con la sua capacità di guardare verso il passato e verso il futuro, come il risultato di un mero caso o di una cieca necessità. Questo pensiero mi costringe a ricorrere a una Causa Prima dotata di un'intelligenza in certo modo analoga a quella dell'uomo; e mi merito così l'appellativo di teista.<br />Questa conclusione, a quanto ricordo, era ben radicata nella mia mente al tempo in cui scrissi l'Origine delle specie; ma in seguito, dopo molti alti e bassi, si è gradualmente indebolita.
===[[Blaise Pascal]]===
*Incomprensibile che Dio esista e incomprensibile che non esista.
*Se c'è un Dio, egli è infinitamente incomprensibile, perché, non possedendo né parti né limiti, non ha alcuna proporzione con noi. [...] "Dio esiste oppure non esiste?" Da che parte ci decideremo? La ragione non può decidere nulla; c'è di mezzo un caos infinito. Si giuoca una partita, all'estremità di questa distanza infinita, dove risulterà testa o croce. Su che cosa puntare? Secondo ragione, non potete scegliere né l'uno né l'altra; secondo ragione, non potete escludere nessuno dei due. Dunque non accusate di falsità coloro che hanno fatto una scelta, perché non ne sapete niente.
*Valutiamo il guadagno e la perdita, scegliendo croce, cioè l'esistenza di Dio. Esaminiamo questi due casi: se guadagnate, guadagnate tutto; se perdete, non perdete nulla. Scommettete dunque che egli esiste, senza esitare.
==Note==
<references />
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Timore di Dio
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Citazioni sul '''timore di Dio'''.
==Citazioni==
*''A chi è sfinito è dovuta pietà dagli amici, | anche se ha abbandonato il timore di Dio.'' (''[[Libro di Giobbe]]'')
*Attraverso il dono del timore di Dio, Maria ama la sua piccolezza, la sua nullità, perché solo Dio è degno di ricevere tutte la gloria. ([[Marie-Dominique Philippe]])
*Felix Nurroi era un uomo grandemente timorato di Dio. Teneva il suo ovile vicino al fiume Tirso, nelle tancas del suo padrone, un giovine cavaliere del Marghine. Felix era un uomo sui cinquant'anni, piccolo, sbarbato e calvo. Siccome soffriva mal d'occhi, teneva un paio d'occhiali neri a reticella; inoltre indossava quasi sempre un gabbano turchino, da soldato, stretto alla vita da una corda. Pareva un frate. Egli era uno di quegli uomini ai quali il timor di Dio impedisce di far fortuna. Lavorava come un cane e dava scrupolosamente la metà, e forse più, al padrone. ([[Grazia Deledda]])
*''I monti sulle loro basi insieme con le acque sussulteranno, | davanti a te le rocce si struggeranno come cera; | ma a coloro che ti temono | tu sarai sempre propizio. | Poca cosa è per te ogni sacrificio in soave odore, | non basta quanto è pingue per farti un olocausto; | ma chi teme il Signore è sempre grande.'' (''[[Libro di Giuditta]]'')
*Il timore del Signore è il principio della scienza. (''[[Libro dei Proverbi]]'')
*''Il timore del Signore'': nella Bibbia (cf. [[Libro dell'Esodo|Es]] 20,20+; [[Deuteronomio|Dt]] 6,2+) corrisponde quasi a ciò che noi chiamiamo religione o pietà verso Dio. Esso è, nello stesso tempo, l'inizio ({{NDR|[[Libro dei Proverbi|Pr]]}} 9,10; 15,33; [[Libro di Giobbe|Gb]] 28,28; [[Salmi|Sal]] 111,10; [[Siracide|Sir]] 1,14.20) e il coronamento (Sir 1,18; 19,20; 25,10-11; 40,25-27) di una saggezza profondamente religiosa, in cui si sviluppa una relazione interpersonale con il Dio dell'alleanza, in modo tale che timore e amore, sottomissione e confidenza coincidono (cf. Sal 25,12-14; 112,1; 128,1; [[Qoelet|Qo]] 12,13; Sir 1,27-28; 2,7-9.15-18, ecc.). (''[[La Bibbia di Gerusalemme]]'')
*La religione è un freno soltanto per coloro che sono stati già ridotti alla ragione, o dal loro temperamento o dalle circostanze della vita. Il timore di Dio non impedisce di peccare se non a quelli che non hanno una forte volontà di peccare, o che non sono più in grado di farlo. ([[Paul Henri Thiry d'Holbach]])
*''Nel timore del Signore sta la fiducia del forte; | anche per i suoi figli egli sarà un rifugio. | Il timore del Signore è fonte di vita | per sfuggire ai lacci della morte.'' (''[[Libro dei Proverbi]]'')
*Niente manca a coloro che hanno il timor di Dio. ([[Francesco di Paola]])
*''Principio di ogni educazione è il timor di Dio.'' ([[Dante Leonardi]])
*Si attenda non solo alle lettere ma, principalmente, al santo timor di Dio. ([[Giuseppe Calasanzio]])
*Si dice timor di Dio ma non si dice timor della Ragione. ([[Luigi Pintor]])
*Vedi tu: costoro si sonno levati con timore servile dal bòmico del peccato mortale; ma se essi non si levano con amore della virtù, non è sufficiente il timore servile a dar lo' vita durabile. Ma l'amore col sancto timore è sufficiente, perché la legge è fondata in amore con timore sancto. ([[Caterina da Siena]])
===''[[Siracide]]''===
*''Coloro che temono il Signore non disobbediscono alle sue parole; | e coloro che lo amano seguono le sue vie. | Coloro che temono il Signore cercano di piacergli; | e coloro che lo amano si saziano della legge. | Coloro che temono il Signore tengono pronti i loro cuori | e umiliano l'anima loro davanti a lui.''
*''Il timore del Signore è gloria e vanto, | gioia e corona d'esultanza. | Il timore del Signore allieta il cuore, | dà gioia, diletto e lunga vita. | Il timore del Signore è dono del Signore, | esso conduce sui sentieri dell'amore. | Chi teme il Signore avrà un esito felice, | nel giorno della sua morte sarà benedetto. | Principio di sapienza è temere il Signore.''
*''Il timore del Signore è sapienza e istruzione, | si compiace della fiducia e della mansuetudine. | Non essere disobbediente al timore del Signore | e non avvicinarti ad esso con doppiezza di cuore.''
*''Lo spirito di coloro che temono il Signore vivrà, | perché la loro speranza è posta in colui che li salva. | Chi teme il Signore non ha paura di nulla, | e non teme perché egli è la sua speranza.''
*''Quanto è grande chi ha trovato la sapienza, | ma nessuno supera chi teme il Signore.''
*''Quelli che temono il Signore sanno giudicare, | i loro giudizi brillano come luce.''
==Altri progetti==
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Il Mereghetti
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Spinoziano
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'''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film.
==Citazioni==
<!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO -->
===A===
[[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']]
*Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16)
*Ma slegata da ogni logica, la sceneggiatura [...] lascia libero sfogo alla genialità degli attori [...]. Su tutti, il bonario «masochismo» di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], specie di [[Oliver Hardy]] romanesco destinato a essere continuamente sconfitto. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2003, pp. 21-22)
*Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22)
*[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28)
*Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30)
*[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31)
*''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54)
*Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56)
*Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56)
*Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58)
*Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58)
*Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60)
*Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64)
*[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67)
*Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112)
*Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90)
*Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91)
*Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138)
*Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98)
*Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103)
*[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106)
*Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113)
*Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144)
*[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146)
*Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146)
*Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151)
*Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153)
*Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154)
*[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155)
*Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168)
*Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179)
*Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180)
*Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187)
*Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194)
*Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285)
*Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206)
*[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206)
*Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208)
[[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']]
*Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212)
*Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305)
*Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213)
*Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214)
*Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218)
*Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218)
*Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2003, p. 220)
*[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229)
*Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229)
*Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230)
===B===
*Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233)
*[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238)
[[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']]
*Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239)
*[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239)
*[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244)
*Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244)
*Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247)
*L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248)
*Tutto prevedibile, lacrime comprese. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2003, p. 250)
*Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256)
*[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film)|Barabba]]''; 2003, p. 259)
*Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261)
*Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267)
*Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277)
*Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288)
*[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292)
*La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552)
*Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308)
*Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311)
*Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313)
*Un western teso e cupo (con un [[Gregory Peck|Peck]] inusualmente minaccioso) [...]. (''[[Bravados]]''; 2003, p. 336)
*Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345)
===C===
*Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363)
*Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366)
*[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366)
*Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537)
*Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380)
*Enfatico, lacrimoso remake del successo omonimo del 1931 (di [[King Vidor]], con [[Wallace Beery]] e [[Jackie Cooper]]). I protagonisti adulti appaiono improbabili nei ruoli loro affidati, il piccolo [[Rick Schroder|Schroder]] piange sempre. Un melodramma ricattatorio. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2003, p. 381)
[[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']]
*[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382)
*[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395)
*[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398)
*[...] il primo grande successo di [[Brian De Palma|De Palma]], e un trampolino di lancio per la [[Sissy Spacek|Spacek]]. L'innesto dell'horror nella commedia di ambiente studentesco farà scuola: ma ciò che interessa al regista è la poesia del sangue e del voyeurismo. Un cinema cinico e sensuale, che sacrifica i personaggi all'occhio che li riprende, riducendoli a corpi da far morire allegramente. Grandi sfoggi di tecnica (carrellate circolari, piani sequenza acrobatici), anche se lo ''split screen'' nelle scene del massacro finale appare oggi goffo e datato. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2003, p. 410)
*Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414)
*Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690)
*Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427)
*Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428)
*Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434)
*Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442)
*Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449)
*Thriller parapsicologico vecchio stile e senza tocchi d'autore, sostanzialmente una noia. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2003, p. 451)
*Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458)
*Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462)
*Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486)
*[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486)
*Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490)
*Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493)
*Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493)
*L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495)
[[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']]
*Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501)
*[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505)
*Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513)
*Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513)
*Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515)
*[...] western senza grandi idee [...]: tanti colpi di scena ma nessuno sfruttato a dovere, nemmeno la scoperta che il capo dei «comanceros» è un vecchio in carrozzella [...]. (''[[I comanceros]]''; 2003, p. 524)
*[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528)
*L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549)
*Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550)
*[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553)
*Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554)
*[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554)
*Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581)
*Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583)
*Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587)
*La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591)
*Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597)
*Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599)
===D===
*Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606)
*Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607)
*Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618)
*Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619)
*Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622)
[[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']]
*Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622)
*Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622)
*La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905)
*Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635)
*Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640)
*Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640)
*[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643)
*Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653)
*Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658)
*Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658)
[[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']]
*La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664)
*Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666)
*[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666)
*Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677)
*Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678)
*[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679)
*Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990)
*[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688)
*[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689)
*Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690)
*Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693)
*[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694)
*Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006)
*Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701)
[[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']]
*[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702)
*Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711)
*Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040)
*''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729)
*Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732)
*Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732)
*Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732)
[[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']]
*Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732)
*Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732)
*Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733)
*Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733)
*Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733)
*L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746)
*Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749)
*Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749)
*La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754)
*[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750)
*La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761)
===E===
*La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766)
*Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777)
*La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785)
*È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131)
*Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793)
*Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813)
*[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816)
*Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817)
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822)
===F===
*Una commedia piuttosto insulsa, sorretta solo dall'interpretazione della [[Ingrid Bergman|Bergman]] e della [[Susan Hayward|Hayward]] in un ruolo di giovanissima ninfomane. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2003, p. 834)
*Un western cronachistico, attento al rigore filologico [...]. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2003, p. 836)
[[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']]
*Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850)
*[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862)
*Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865)
*[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869)
*[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872)
*Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252)
[[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']]
*[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876)
*[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884)
*Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884)
*Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887)
*[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897)
*Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897)
*Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905)
*[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906)
*Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910)
*Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914)
*[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920)
*[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921)
*[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922)
*Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318)
*Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927)
[[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']]
*Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930)
*Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938)
*[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943)
*Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944)
*Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945)
*Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958)
*Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958)
===G===
*Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963)
*Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965)
*[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970)
*Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970)
*La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978)
*[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986)
*Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989)
*Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990)
*[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991)
*Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993)
*Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013)
*Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019)
*[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024)
*[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027)
*Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033)
[[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]]
*Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039)
*Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043)
*Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913)
*Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050)
*I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052)
*Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055)
*[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057)
*Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058)
*Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059)
*[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061)
*Nonostante la sceneggiatura di [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca ricordi un po' troppo ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', questo western è diretto con un bel gusto per l'azione e [[Robert Ryan|Ryan]] dà una bella caratterizzazione al suo personaggio di sceriffo incompreso con un passato non limpidissimo. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2003, p. 1061)
*Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063)
*[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063)
*[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065)
*[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067)
*Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070)
*Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070)
*Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083)
===H===
*Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102)
*La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103)
*Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103)
*Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103)
*Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103)
*[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108)
*Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109)
*Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116)
[[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']]
*Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121)
===I===
*Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135)
*Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136)
*Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144)
*[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144)
*Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}})
*Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168)
*Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171)
*Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185)
*Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190)
*[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194)
*Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197)
*[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200)
===J===
*Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228)
*[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240)
===L===
*Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262)
*Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264)
*[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264)
*Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267)
*[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275)
*Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290)
*La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283)
*Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283)
*[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310)
*Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315)
*Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321)
===M===
*Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340)
*[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346)
*La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358)
[[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']]
*Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359)
*Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362)
*L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359)
*Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364)
*Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371)
*[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375)
*[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380)
*[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385)
*Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389)
*Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396)
*In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396)
*Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398)
[[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']]
*[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401)
*La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405)
*Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406)
*I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411)
*La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415)
*Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427)
*Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433)
*[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444)
*Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449)
*La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451)
*Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089)
*Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458)
*È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753)
*[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461)
*[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461)
*Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465)
*[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465)
*Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471)
*Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473)
*Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489)
*Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490)
[[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']]
*Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494)
*La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502)
*Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506)
*Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508)
*Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511)
*Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515)
*L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515)
===N===
*Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545)
*[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548)
*Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555)
*Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556)
*Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560)
*Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562)
*Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562)
*Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576)
*Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578)
*Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592)
*Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592)
*Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600)
*Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602)
*L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606)
===O===
*Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622)
*Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623)
*Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625)
*Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638)
*Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639)
*[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641)
*Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643)
*Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645)
*Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645)
*Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648)
*Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650)
*Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653)
*Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656)
*Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658)
*Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661)
*Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665)
*Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671)
===P===
[[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']]
*Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685)
*Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687)
*Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695)
*[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200)
*[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696)
*Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704)
*Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705)
*Un western amaro e progressista (sceneggiato da Guy Trosper) che, assieme a ''[[L'amante indiana]]'', ribaltò i canoni hollywoodiani aprendo il ciclo dei film filoindiani con una radicale denuncia della violenza legale di leggi fatte dai bianchi a proprio uso e consumo. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2003, p. 1712)
[[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']]
*La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719)
*[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725)
*Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733)
*Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754)
*Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016)
*Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347)
*Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807)
*La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807)
*Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810)
*Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821)
*Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822)
*Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826)
*Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827)
*Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830)
*Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831)
*Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839)
*Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845)
[[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']]
*A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852)
*[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855)
*Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860)
===Q===
*Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874)
*Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887)
*Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889)
*Un western piuttosto originale, appesantito da una regia senza invenzioni e piuttosto statico (l'azione è concentrata nei minuti finali): le cose migliori sono le notazioni sugli eccessi della folla. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2003, p. 1891)
*[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892)
*[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895)
*[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901)
===R===
*Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925)
*Western atipico senza violenza o pistolettate, calato in una (fin troppo) piacevole atmosfera bucolica. (''[[Rancho Bravo]]''; 2003, p. 1938)
*Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943)
*Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949)
*[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954)
*Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954)
[[File:Requiescant (1967) Pier Paolo Pasolini.png|miniatura|[[Pier Paolo Pasolini]] in ''[[Requiescant]]'']]
*[[Carlo Lizzani|Lizzani]] [...] si tiene in bilico tra impegno rivoluzionario e parodia forse involontaria. [[Lou Castel|Castel]] è immobile, [[Mark Damon|Damon]] è truccato da vampiro; [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] interpreta il prete dei campesinos, che alla fine accetta l'inevitabilità della violenza per difendere i diritti dei poveri. Il risultato è però impacciato e meno divertente delle singole parti. (''[[Requiescant]]''; 2003, p. 1961)
*[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961)
*L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963)
*[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963)
*Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963)
*[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966)
*Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969)
*Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700)
*Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979)
*Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979)
*[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980)
*Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982)
*La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983)
*Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997)
*Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006)
*[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008)
*Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009)
*Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014)
*[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017)
*Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021)
*Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021)
===S===
*Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034)
*Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049)
*[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053)
*Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054)
*La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056)
*Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057)
*Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060)
*Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956)
*Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067)
*Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068)
*Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071)
*Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074)
*Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971)
*La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077)
*Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079)
*Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082)
*[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083)
*[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086)
[[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']]
*[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088)
*Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095)
*[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099)
*[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107)
*Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127)
[[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']]
*Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127)
*Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129)
*Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131)
*Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132)
*Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137)
*Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144)
*Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145)
*[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149)
*Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151)
*Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152)
*Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156)
*Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157)
*Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162)
*Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168)
*Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174)
*Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178)
*L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182)
*La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186)
*Fotocopia «a futura memoria» di ''[[Il Grinta|Il grinta]]'', girata due anni dopo dallo stesso trio di regista-produttore-sceneggiatore, ma con [[Gregory Peck|Peck]] anziché [[John Wayne|Wayne]] nel ruolo del pistolero a fine carriera che protegge una ragazzina. Un western, più che crepuscolare, senile. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2003, p. 2186)
*Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141)
*Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199)
*La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212)
*La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212)
*[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215)
*Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237)
*I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237)
*Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237)
*L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237)
*Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237)
*Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238)
*Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239)
*[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239)
*Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245)
*Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246)
*Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250)
*Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257)
*[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258)
*Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258)
*Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277)
*Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282)
*[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287)
===T===
*[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295)
*Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295)
*[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308)
*[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310)
*Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319)
*Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320)
*Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321)
*Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322)
*Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325)
*[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327)
[[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']]
*Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331)
*Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341)
*Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355)
*Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363)
*Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368)
*''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374)
*[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384)
*Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389)
*Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391)
*Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398)
*Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401)
*La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417)
*Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494)
===U===
*Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438)
*Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442)
*[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442)
*Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442)
*Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445)
*[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448)
*[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449)
*Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449)
[[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']]
*La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451)
*Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453)
*Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632)
*[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463)
*[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476)
*Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479)
*[...] uno degli ultimi western libertari, propaggine di un genere cinematografico destinato a scomparire, ma costruito con un ritmo inutilmente dilatato. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2003, pp. 2482-2483)
*[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485)
*Interessante per la sua scelta di campo etnografica (racconta usi e tradizioni del popolo pellerossa), è meno convincente nella sua prospettiva tardo-romantica (la conquista della maturità attraverso la tortura e il dolore) e quasi irritante nella logica per cui il bianco presso i selvaggi alla fine dovrà necessariamente essere un leader. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2003, p. 2487)
*La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489)
*Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495)
*[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495)
*Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499)
*Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504)
*[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506)
===V===
*Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518)
*Western all'italiana, supervisionato da un grande vecchio americano: prevedibile, ma non del tutto banale. Convincente [[Charles Bronson|Bronson]] nei panni di un personaggio senza radici. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2003, p. 2519)
*Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520)
*Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521)
*[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521)
*Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523)
*Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525)
*Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528)
*Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534)
*Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536)
*[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545)
*[...] [[Danny Boyle|Boyle]] cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[28 giorni dopo]]''; 2003, p. 2546)
*È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559)
*Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561)
*Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679)
*«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567)
*Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575)
*[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580)
*[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581)
*Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584)
*[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589)
*Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744)
===W===
*Uno stanco e interminabile western nichilista, che fa del più famoso sceriffo del West [...] una sorta di giustiziere senza legge, più rassegnato e guidato dal Fato che eroico nelle imprese tramandate dal mito. All'origine della leggenda c'è una tragedia personale, il resto è puro accidente in un West ormai spogliato di qualsiasi appeal epico, sembra dire [[Lawrence Kasdan|Kasdan]]. Vien da chiedersi perché raccontarne ancora la storia e, soprattutto, perché in tre abbondantissime ore. [[Kevin Costner|Costner]] cambia raramente espressione, ma [[Dennis Quaid]] è probabilmente il miglior Doc Hollyday mai visto sullo schermo. Bella la livida fotografia di [[Owen Roizman]]. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2003, p. 2631)
===Z===
*Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640)
==Bibliografia==
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8
==Voci correlate==
*[[Il Farinotti]]
*[[Il Morandini]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Il Mereghetti''}}
[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]]
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Controversia sul numero di campionati italiani vinti dalla Juventus F.C.
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[[File:Juventus FC 2012-2013 players (Shakthar Donetsk - Juventus).jpg|thumb|La Juventus della stagione 2012-13, in polemica con l'albo d'oro ufficiale del campionato italiano – che gli assegnava 28 scudetti e non i 30 del conteggio arbitrario del club –, rimosse le stelle dalla maglia e aggiunse la frase «<small>30 SUL CAMPO</small>».]]
Citazioni sulla '''controversia sul numero di campionati italiani vinti dalla Juventus Football Club''', in riferimento alla sentenza in ambito sportivo di [[Calciopoli]] e ai titoli di campione d'Italia delle stagioni 2004-05 e 2005-06.
==Citazioni==
*A me non interessa quello che dicono gli altri, sono per la terza stella, ne metterei due piccole ai lati e una grossa centrale e anche una dietro eventualmente, quattro stelle. La Juventus sul campo li ha vinti quegli scudetti. ([[Stefano Tacconi]])
*A [[Massimo Moratti|Moratti]] va riconosciuto un grande amore per l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], talmente forte da avergli fatto accettare una cosa un po' folle, come lo scudetto che non ha vinto. ([[Andrea Agnelli]])
*{{NDR|Nel 2012}} Al di là del merito e delle tifoserie (non sono juventino, non sono interista, non ho interessi in ballo), ho un'obiezione "tecnica" [...] sull'implicazione sovversiva e di violazione delle regole della pretesa della Juventus di attribuirsi 30 scudetti e 3 stelle. [...] Riassumo [...] in pochissime parole: se decidi di comportarti come se una sentenza pronunciata da un organismo che implicitamente rispetti e condividi sia sbagliata, ne mini le fondamenta e fai saltare tutto il patto. L'obiezione è che [si] confonde l'obbedienza a una regola con la sua contestazione, [si] confonde un reato con un'[[opinione]]. La Juve non è parte dell'istituzione, non è tenuta a condividere pubblicamente i suoi pronunciamenti, mentre è tenuta invece a obbedirvi [...]. {{NDR|Dopo la sentenza di [[Calciopoli]]}} la Juve non ha deciso di non partecipare più al campionato (poteva farlo, se avesse voluto mettere in discussione il sistema), o di andare alla sede dell'Inter e portarsi via dei trofei: sta solo manifestando il suo dissenso da quella sentenza, che ha comunque inevitabilmente subito e "rispettato", punti di penalizzazione compresi. [...] L'equivoco è importante, perché discende direttamente dalla pretestuosa obiezione che nella società civile pretende che non si possano discutere e criticare le sentenze della [[magistratura]]: il "rispetto delle sentenze" è una formula ingannevole e strumentale usata per mettere a tacere i [[Dissenso|dissensi]]. Le sentenze le fa rispettare lo Stato, e la forza pubblica, eventualmente: ma io, mentre le subisco, mentre sconto la pena, ho [[diritto]] di dire che non è giusto e che per me il [[colpevole]] non sono io. Ho diritto di dirmi [[Innocenza|innocente]], che lo sia o no. Ho diritto di fare tutto quello che non violi una regola scritta [...]. E sostenere che esercitando questo diritto io metta a rischio il patto sociale è un ricatto morale che trascura la libertà di opinione. La Juventus ha 28 scudetti, punto. E ha diritto di dire che ne ha vinti 30. Punto. ([[Luca Sofri]])
*[[Massimiliano Allegri|Allegri]] scherza sul numero dei nostri scudetti? Tutti parlano della Juve, ma noi preferiamo rispettare la regola base di guardare in casa nostra. Io parlo di Juventus, gli altri pensino agli affari loro. Se noi abbiamo 31 titoli, allora il [[Associazione Calcio Milan|Milan]] ha due stelle.<ref>Riferendosi ai campionati di [[Serie B]] vinti dal Milan nel 1981 e 1983.</ref> ([[Andrea Agnelli]])
*{{NDR|Nel 2009, «metterete la terza stella sulla maglia?»}} Bella domanda. Non credo ce la lasceranno mettere. Ma quella non ce la può togliere nessuno perchè sarà attaccata al cuore che sta sotto la maglia... ([[Gian Paolo Montali]])
*{{NDR|Nel 2012}} [[Joseph Blatter|Blatter]] non è stato perfido nella lettera di complimenti inviata alla Juve, ha detto semplicemente quella che è la verità, gli scudetti sono 28, punto e basta. Nel 2006 c'è stato un patteggiamento tra società e federazione, questo è quello che dicono le regole del mondo a cui apparteniamo, altrimenti possiamo dire tutto, anche che le partite durano 110 minuti e non 90. Non parliamo del passato ma del futuro. ([[Franco Carraro]])
*{{NDR|Nel 2012}} Come sancito da un organo della giustizia sportiva e come ha ribadito il presidente della Fifa [[Joseph Blatter|Sepp Blatter]] nella lettera di congratulazioni inviata alla società bianconera, i titoli sono 28. Certo, è comprensibile che i tifosi nel cuore ne sentano 30, così come quei giocatori che sono rimasti ed hanno accettato di scendere in [[serie B]]. ([[Giancarlo Abete]])
*Cosa penso della terza stella della Juve? Non entro nel merito. Da avversario ho sempre pensato che la Juve avesse vinto quegli scudetti perché era molto forte. Furono campionati vinti sul campo. ([[Andrea Pirlo]])
*{{NDR|Nel 2016, «Oggi la Juve fa bene a rivendicare i due scudetti revocati?»}} Così mi fa andare in crisi... {{NDR|«Dino Zoff non va mai in crisi.»}} Le risponderò, allora. No, non fa bene. Ci sono delle regole. Ci sono delle sentenze. Al processo ci fu un'autoaccusa della Juve. E Moggi è stato condannato dalla giustizia sportiva. ([[Dino Zoff]])
*È inutile discuterne, nel cuore gli scudetti sono 30, i giocatori e i tifosi sentono di averne vinti 30 sul campo e io, da giocatore e tifoso, ne ho vinti 30. Quindi ribadisco il mio sì assoluto alla terza stella. ([[Stefano Tacconi]])
*{{NDR|Nel 2012}} Finalmente la Juventus potrà indossare sulla propria maglia la trentesima stella, che senza Calciopoli sarebbe arrivata già molti anni fa. Quella squadra era talmente forte che senza quello scandalo ora forse staremmo a festeggiare lo scudetto numero 35. [...] E così, dopo il derby di ieri sera, mentre l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] ricorderà sempre il 5 Maggio, ai [[Associazione Calcio Milan|rossoneri]] toccherà il 6 Maggio! ([[Luciano Moggi]])
*Ho fatto una distinzione, tra quello che pensa un singolo e l'albo FIGC che stabilisce formalmente, legalmente e istituzionalmente il numero degli Scudetti. Che cos'altro si può fare per far capire alla Juve non ne ha 36 ma 34? Non lo so. Anche io potrei dire di aver vinto uno Scudetto, ma non ci crederebbe nessuno. Però in un momento simile non posso preoccuparmi se qualcuno ritiene di averne 36: è un problema suo perché sbaglia. Se sono stati tolti, bisogna accettare e rispettarlo. ([[Gabriele Gravina]])
*La Juventus ha tutto il diritto di ritenersi vittima di una sentenza sbagliata e cucirsi sulle maglie la terza stella. Ma un secondo dopo, la Federazione Italiana {{Sic|Gioco}} Calcio dovrebbe dichiararsi sciolta, perché il suo operato e quello della giustizia sportiva sono ritenuti carta straccia, e giudicati nulli, da una delle società più autorevoli e note del calcio italiano. Terze vie non ce ne sono, perfino in un Paese di ipocrisie e di pateracchi. Perché attribuirsi due scudetti revocati per frode sportiva non è solo un gesto di "orgoglio ritrovato", come pensa abbastanza puerilmente il presidente [[Andrea Agnelli]]. È, a tutti gli effetti, un gesto che sconquassa dalle fondamenta le istituzioni del calcio, le sconfessa, le rifiuta. È un durissimo chiamarsi fuori dal mondo in cui si opera e dalle sue regole. Nella vita, ovviamente, ci si può anche ribellare. Quello che non si può fare è credere che ci si possa ribellare al modico prezzo di qualche titolo di giornale, e cavarsela temperando le polemiche con un paio di interviste diplomatiche. ([[Michele Serra]])
*La Juventus sul campo era nettamente la più forte, di scudetti ne ha vinti 32: la squadra non ha rubato nulla e non avrebbe avuto bisogno di certi magheggi. Lo dico da vecchio interista, anche se più tiepido. Però la sentenza Calciopoli, che ha sanzionato i comportamenti del club fuori dal campo, è legge e siamo qui per farla rispettare. ([[Carlo Tavecchio]])
*La terza stella? Se è quella classica, legata al numero di scudetti vinti, non è possibile che sia aggiunta sulla maglia. Se poi si parla di sogno della società o di un logo nuovo sulla maglia si vedrà. Non va però collegata la dimensione della stella alla dimensione ufficiale. ([[Giancarlo Abete]])
*La terza stella? Sicuramente sul cuore ce l'abbiamo ed anche sul campo poi quello che viene decretato da altri criteri è da rispettare e non dobbiamo andare oltre ma quello che è stato vissuto è questo e vogliamo che rimanga. ([[Alessandro Del Piero]])
*La vicenda della "terza stella" è uno dei molti infantilismi del calcio: quale tifoseria ne è immune? Però è vero che, in Italia, la fazione conta più di ogni cosa. Il giudizio tribale precede quello logico, civile, morale, giuridico, sportivo. Il calcio in questo è esemplare, ma il Fattore [[Palio di Siena|Palio]] – come l'ho chiamato in un libro – si estende ad altre sfere della vita italiana, dalla politica al campanilismo, dalle professioni all'università. [...] Parecchi tifosi juventini – e purtroppo anche alcuni dirigenti – sembrano non voler capire che gli anni di Moggi & C sono stati condannati in una serie di sentenze, sportive e ordinarie. Non è più questione di opinione, ormai. L'autorità riconosciuta – la stessa che ha assegnato alla Juve questo (meritato) scudetto e ha ignorato il gol (evidente) di Muntari a San Siro contro il Milan – ha deciso che gli scudetti sono 28. Punto. Fine discussioni. Non è bene usare questi argomenti per eccitare l'ambiente. Detto ciò, la Juventus – campione 2012 meritevole, ripeto – metta sulle maglie tutte stelle che vuole. Le stelle sono taaaante, milioni di milioni…!, cantavano a Carosello. ([[Beppe Severgnini]])
*{{NDR|Nel 2012}} Niente di male mettersi la terza stella se però se ne ha completo diritto. Se cioè si sono vinti a tutti gli effetti, trenta scudetti. Non cambia lo spirito rispetto a quando se ne sono vinti dieci o venti. Il punto è: la Juventus ha vinto trenta scudetti? La risposta è no. È vero che la Juve ha vinto trenta scudetti, ma è anche vero che per sleatà sportiva e illecito strutturale, due le sono stati tolti con sentenza definitiva emessa da tutti i gradi della giustizia sportiva. Quindi la Juve ne ha certamente vinti trenta, ma ne può esibire pubblicamente 28. I due che mancano non potranno mai essere riconosciuti. È come non li avesse vinti, tanto che uno è stato assegnato a un'altra squadra. ([[Mario Sconcerti]])
*{{NDR|Nel 2022}} Non discuto le colpe della Juve, quelle mi sembrano comunque dimostrate e accettate dalla stessa Juve. Ma è anche l'ora di ricordarsi che quelle colpe sono state pagate con due scudetti, la Serie B, con vasta penalizzazione e il disfacimento della squadra con danno economico non inferiore ai 500 milioni. Una punizione senza precedenti nella giustizia sportiva, e ora interamente scontata. Quindi prima di tutto rispetto. C'è stata colpa e c'è stata pena, finito. Se ora la Juve continua a chiedere spiegazioni è assolutamente nel suo diritto, ed è dovere dei tribunali dargliele. [...] Resta il fatto che lo scudetto è stato assegnato a una squadra che era arrivata terza. Ho sempre capito e condiviso il perché della punizione data alla Juve. Continuo a non capire il perché del premio dato all'Inter: quale è stato il suo merito? Se qualcuno ogni tanto non l'accetta resta ancora oggi comprensibile. ([[Mario Sconcerti]])
*{{NDR|Nel 2012, sul numero di campionati vinti dalla Juventus}} Per me sono... 31! Perché? C'è compreso quello del campionato di serie B... L'ha vinto, no? ([[Massimiliano Allegri]])
*Prima sembrava che la Juve fosse riuscita ad accettare lo scandalo Calciopoli e le condanne di Moggi e Giraudo. I tifosi sembrava avessero smesso di parlare di campionati in realtà mai vinti perché revocati. Sembrava si potesse di nuovo parlare di stile Juve. Ma ora che la squadra è tornata a vincere Andrea Agnelli ha subito ricominciato a giustificare Moggi, dicendo che tanto lo facevano tutti; le stesse scuse che usano anche i politici. È un po' come se dopo aver rapinato una banca davanti ai giudici ci si giustifichi sostenendo la regolarità dell'azione perché lo fanno in tanti. Le sentenze sono pertanto giuste e vanno accettate. Altrimenti rischiano di non accettarle nemmeno i tifosi. E questo può rivelarsi pericoloso. Lo scudetto [2011-2012] appena conquistato è pulito e sudato. Un'altra cosa rispetto a quelli di Calciopoli. ([[Marco Travaglio]])
*{{NDR|Nel 2012}} Quando la Juve, giocando con iattanza, ha battuto la giovanile dell'Inter 9 a 1, inizia l'inseguimento della terza stella che non ha ancora conquistato. Ma ora arriva. Ogni 10 inquisiti una stella. ([[Ignazio La Russa]])
*{{NDR|nel 2015}} Se è stato conclamato in vari gradi di giudizio che gli scudetti che hanno vinto sono 30 e ne espongono 32, il giudice sportivo dovrebbe squalificare quel campo {{NDR|lo Juventus Stadium}} o multarli. Che tipo di esempio dai, tu dirigente, ai tuoi tifosi, quando esponi una cosa che non è accaduta? Chiudere lo stadio magari no, ma per lo meno facciamo rimuovere i due scudetti in più. Anche al Toro negli anni '20 fu revocato uno scudetto, perciò cosa facciamo? Metto anch'io 8 scudetti? ([[Urbano Cairo]])
*{{NDR|Sull'inclusione degli scudetti 2004-05 e 2005-06 nel palmarès della Juventus}} Se gli juventini si sentono così, io di scudetti ne scriverei magari ventidue, ventitré. Ognuno si può mettere quello che vuole. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{NDR|Dopo la vittoria della Juventus del campionato di Serie A 2016-2017}} Sono sei scudetti consecutivi ma anche dieci in carriera. Sì, dieci. Non mi vergogno a dirlo. Li ho vinti tutti. Sul campo. Accanto a campioni di cui, mentre scrivo, rivedo volti, fatica e sorrisi. La Federazione, Wikipedia o la Lega dicono che sono otto. Io non discuto arbitri, giudici e leggi. Ma nessuno può negarmi il diritto di sentirli tutti miei [...]. Nessuna polemica quindi. Nessuna volontà di riaprire capitoli passati. Solo l'orgoglio per quanto ho costruito, vinto e conquistato sul campo. Mai solo. Sempre in squadra! ([[Gianluigi Buffon]])
*Sull'idea di mettere la terza stella sulla maglia della Juventus ho già dato la mia opinione: per me gli scudetti sono tanti quanti sono stati assegnati. Certo, se mi leggo qualche dichiarazione e qualche libro, penso che già 28 siano troppi. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{NDR|Nel 2012, «Quanti scudetti ha vinto?»}} Ventotto [...] Io sono per il rispetto delle sentenze, le sentenze ne hanno tolti due e, quindi, è giusto che non siano trenta, ma ventotto. ([[Marco Travaglio]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Calciopoli]]
*[[Campionato italiano di calcio]]
*[[Serie A 2005-2006]]
*[[Serie A 2011-2012]]
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[[Categoria:Juventus F.C.]]
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Libro di Giuditta
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{{Antico Testamento}}
'''''Libro di Giuditta''''', testo deuterocanonico della Bibbia.
==[[Incipit]]==
[[Immagine:Judit con la cabeza de Holofernes, por Cristofano Allori.jpg|thumb|left|upright=0.8|''Giuditta con la testa di Oloferne'' (C. Allori, 1613)]]
Nell'anno decimosecondo del regno di [[Nabucodonosor II|Nabucodònosor]], che regnava sugli Assiri nella grande città di [[Ninive]], Arpacsàd regnava sui Medi in Ecbàtana. Questi edificò intorno a Ecbàtana mura con pietre tagliate nella misura di tre cubiti di larghezza e sei cubiti di lunghezza, portando l'altezza del muro a settanta cubiti e la larghezza a cinquanta cubiti. Costruì alle porte della città le torri murali alte cento cubiti e larghe alla base sessanta cubiti; costruì le porte portandole fino all'altezza di settanta cubiti: la larghezza di ciascuna era di quaranta cubiti, per il passaggio dell'esercito dei suoi forti e l'uscita in parata dei suoi fanti. In quel periodo di tempo il re Nabucodònosor mosse guerra al re Arpacsàd nella grande pianura, cioè nella piana che si trova nel territorio di Ragau. Ma si schierarono a fianco di costui tutti gli abitanti delle montagne e quelli della zona dell'Eufràte, del Tigri e dell'Idaspe e gli abitanti della pianura di Arioch, re degli Elamìti. Così molte genti si trovarono adunate in aiuto ai figli di Cheleud.
==Citazioni==
*[[Giuditta]] era rimasta nella sua casa in stato di vedovanza ed erano passati già tre anni e quattro mesi. Si era fatta preparare una tenda sul terrazzo della sua casa, si era cinta i fianchi di sacco e portava le vesti delle vedove. Da quando era vedova digiunava tutti i giorni, eccetto le vigilie dei sabati e i sabati, le vigilie dei noviluni e i noviluni, le feste e i giorni di gioia per Israele. Era bella d'aspetto e molto avvenente nella persona; inoltre suo marito Manàsse le aveva lasciato oro e argento, schiavi e schiave, armenti e terreni ed essa era rimasta padrona di tutto. Né alcuno poteva dire una parola maligna a suo riguardo, perché temeva molto Dio. (8, 4 – 8)
*Chi siete voi dunque che avete tentato Dio in questo giorno e vi siete posti al di sopra di lui, mentre non siete che uomini? Certo, voi volete mettere alla prova il Signore onnipotente, ma non ci capirete niente, né ora né mai. Se non siete capaci di scorgere il fondo del cuore dell'uomo né di afferrare i pensieri della sua mente, come potrete scrutare il Signore, che ha fatto tutte queste cose, e conoscere i suoi pensieri o comprendere i suoi disegni? (Giuditta: 8, 12 – 14)
*E voi non pretendete di impegnare i piani del Signore Dio nostro, perché Dio non è come un uomo che gli si possan fare minacce e pressioni come ad uno degli uomini. (Giuditta: 8, 16)
*Oltre tutto ringraziamo il Signore Dio nostro che ci mette alla prova, come ha già fatto con i nostri padri. Ricordatevi quanto ha fatto con [[Abramo]], quali prove ha fatto passare ad [[Isacco]] e quanto è avvenuto a [[Giacobbe]] in Mesopotamia di Siria, quando pascolava i greggi di [[Labano|Làbano]] suo zio materno. Certo, come ha passato al crogiuolo costoro non altrimenti che per saggiare il loro cuore, così ora non vuol far vendetta di noi, ma è a fine di correzione che il Signore castiga coloro che gli stanno vicino. (Giuditta: 8, 25 – 27)
*Signore, Dio del padre mio [[Simeone]], tu hai messo nella sua mano la spada della vendetta contro gli stranieri, contro coloro che avevano sciolto a ignominia la cintura d'[[Dina (Bibbia)|una vergine]], ne avevano denudato i fianchi a vergogna e ne avevano contaminato il grembo a infamia. (Giuditta: 9, 2)
*Dio, Dio mio, ascolta anche me che sono vedova. Tu hai preordinato ciò che precedette quei fatti e i fatti stessi e ciò che seguì. Tu hai disposto le cose presenti e le future e quello che tu hai pensato si è compiuto. Le cose da te deliberate si sono presentate e hanno detto: Ecco ci siamo; perché tutte le tue vie sono preparate e i tuoi giudizi sono preordinati. (Giuditta: 8, 4 – 6)
*Or ecco gli [[Assiria|Assiri]] hanno aumentato la moltitudine dei loro eserciti, vanno in superbia per i loro cavalli e i cavalieri, si vantano della forza dei loro fanti, poggiano la loro speranza sugli scudi e sulle lance, sugli archi e sulle fionde e ignorano che tu sei il Signore che disperdi le guerre [...]. (Giuditta: 9, 7)
*Si erano allontanati tutti dalla loro presenza e nessuno, piccolo o grande, era rimasto nella parte più interna della tenda; Giuditta, fermatasi presso il divano di lui, disse in cuor suo: "Signore, Dio d'ogni potenza, guarda propizio in quest'ora all'opera delle mie mani per l'esaltazione di Gerusalemme. È venuto il momento di pensare alla tua eredità e di far riuscire il mio piano per la rovina dei nemici che sono insorti contro di noi". Avvicinatasi alla colonna del letto che era dalla parte del capo di Oloferne, ne staccò la scimitarra di lui; poi, accostatasi al letto, afferrò la testa di lui per la chioma e disse: "Dammi forza, Signore Dio d'Israele, in questo momento". E con tutta la forza di cui era capace lo colpì due volte al collo e gli staccò la testa. (13, 4 – 8)
*Davvero il coraggio che hai avuto non cadrà dal cuore degli uomini, che ricorderanno sempre la potenza di Dio. (Ozia: 13, 19)
*Giuditta disse: ''"Lodate il mio Dio con i timpani, | cantate al Signore con cembali, | elevate a lui l'accordo del salmo e della lode; | esaltate e invocate il suo nome. | Poiché il Signore è il Dio che stronca le guerre; | egli mi ha riportata nel suo accampamento | in mezzo al suo popolo, | mi ha salvata dalle mani dei miei persecutori.'' (16, 1 – 2)
*''Innalzerò al mio Dio un canto nuovo: | Signore, grande sei tu e glorioso, | mirabile nella tua potenza e invincibile. | Ti sia sottomessa ogni tua creatura: | perché tu dicesti e tutte le cose furon fatte; | mandasti il tuo spirito e furono costruite | e nessuno può resistere alla tua voce.'' (Giuditta: 16, 13 – 14)
*''I monti sulle loro basi insieme con le acque sussulteranno, | davanti a te le rocce si struggeranno come cera; | ma a coloro che [[Timore di Dio|ti temono]] | tu sarai sempre propizio. | Poca cosa è per te ogni sacrificio in soave odore, | non basta quanto è pingue per farti un olocausto; | ma chi teme il Signore è sempre grande.'' (Giuditta: 16, 15 – 16)
==[[Explicit]]==
Giuditta dedicò tutti gli oggetti di Oloferne, che il popolo le aveva dati, e anche la cortina che aveva presa direttamente dal letto di lui, come offerta consacrata a Dio. Il popolo continuò a far festa in Gerusalemme vicino al tempio per tre mesi e Giuditta rimase con loro. Dopo quei giorni, ognuno tornò nella propria sede ereditaria; Giuditta tornò a Betulia e dimorò nella sua proprietà e divenne famosa in tutta la terra durante la sua vita. Molti ne erano anche invaghiti, ma nessun uomo poté avvicinarla per tutti i giorni della sua vita da quando suo marito Manàsse morì e fu riunito al suo popolo. Essa andò molto avanti negli anni protraendo la vecchiaia nella casa del marito fino a centocinque anni: alla sua ancella preferita aveva concesso la libertà. Morì in Betulia e la seppellirono nella grotta sepolcrale del marito Manàsse e la casa d'Israele la pianse sette giorni. Prima di morire aveva diviso i suoi beni tra i parenti più stretti di Manàsse suo marito e tra i parenti più stretti della sua famiglia. Né vi fu più nessuno che incutesse timore agli Israeliti finché visse Giuditta e per un lungo periodo dopo la sua morte.
==Bibliografia==
*''[https://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974.
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sul}}
[[Categoria:Antico Testamento|Giuditta]]
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{{Film
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* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
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* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
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'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei.}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
[[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]]
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
[[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]]
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our age of bronze is collapsing. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Penelope''': Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei.}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
<center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center>
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
[[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]]
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
[[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]]
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our age of bronze is collapsing. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Penelope''': Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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/* Citazioni su Odissea */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei.}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
<center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center>
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
[[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]]
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
[[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]]
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our age of bronze is collapsing. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Penelope''': Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
<center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center>
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
[[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]]
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
[[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]]
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our age of bronze is collapsing. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Penelope''': Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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Megalomania
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Udiki
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[[File:Cat and lion in mirror illustration.svg|thumb|Un gatto allo specchio che si vede come un leone]]
Citazioni sulla '''megalomania'''.
*Il megalomane differisce dal [[narcisismo|narcisista]] per il fatto che desidera di essere potente piuttosto che simpatico e cerca di essere temuto piuttosto che amato. A questo tipo appartengono molti dementi e la maggior parte dei grandi uomini della storia. ([[Bertrand Russell]])
*Il megalomane è uno che dice ad alta voce ciò che ognuno pensa di sé nel suo intimo. ([[Emil Cioran]])
*La megalomania è il primo passo verso la grandezza. ([[Roberto Bazlen]])
*Megalomania non è considerarsi più di quello che si è, ma considerarsi per quello che si è. ([[Karl Kraus]])
*Mi appare chiaro che, senza una dose notevole di megalomania, non si può intraprendere nulla, anzi non si può nemmeno pensare. Solo se ci si sente istintivamente il centro del mondo è possibile emettere sentenze e atteggiarsi a giudici universali. Certo un dubitatore nato è in grado di reagire in modo diverso. Sfortunatamente questa specie di mostri è una rarità. ([[Emil Cioran]])
*Solitamente il megalomane, sia pazzo che nominalmente sano, è il prodotto di qualche profonda umiliazione. ([[Bertrand Russell]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Manie]]
[[Categoria:Processi psicologici]]
[[Categoria:Qualità individuali]]
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Gianfranco Bellini
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Spinoziano
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text/x-wiki
'''Gianfranco Bellini''' (1924 – 2006), doppiatore italiano.
==Citazioni su Gianfranco Bellini==
*Quando doppiò HAL 9000 era una voce completamente diversa da quella originale, e mio nonno ricevette i complimenti proprio di [[Stanley Kubrick]] perché l'aveva reso ancora più reale di come l'aveva creato lui. ([[Elena Perino]])
*Sia io che [[Davide Perino|mio fratello]] abbiamo lavorato con lui, ed era severo con noi più che con altri: è stato bellissimo lavorarci insieme e riceverne gli insegnamenti attraverso la sua calda e rassicurante voce. A lui dobbiamo l'aver imparato "la vecchia scuola" di questo mestiere; è stato un grande e mi dispiace che non venga ricordato abbastanza come tanti suoi vecchi colleghi. (Elena Perino)
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[All'ovest niente di nuovo]]'' (1930)
*''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'' (1931)
*''[[Il segno della croce]]'' (1932)
*''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' (1938)
*''[[La città dei ragazzi]]'' (1938)
*''[[Susanna!]]'' (1938)
*''[[Alba di gloria]]'' (1939)
*''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939)
*''[[La regola del gioco (film 1939)|La regola del gioco]]'' (1939)
*''[[La voce nella tempesta]]'' (1939)
*''[[Via col vento]]'' (1939)
*''[[Il grande dittatore]]'' (1940)
*''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]'' (1940)
*''[[Quarto potere]]'' (1941)
*''[[Io la difendo]]'' (1942)
*''[[Torna a casa, Lassie!]]'' (1943)
*''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]'' (1946)
*''[[I racconti dello zio Tom]]'' (1946)
*''[[Il fantasma e la signora Muir]]'' (1947)
*''[[La casa rossa]]'' (1947)
*''[[Monsieur Verdoux]]'' (1947)
*''[[Odio implacabile]]'' (1947)
*''[[Fuga nel tempo]]'' (1948)
*''[[Macbeth (film 1948)|Macbeth]]'' (1948)
*''[[Nodo alla gola]]'' (1948)
*''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949)
*''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]'' (1949)
*''[[Francesco, giullare di Dio]]'' (1950)
*''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]'' (1950)
*''[[Rio Bravo]]'' (1950)
*''[[Winchester '73]]'' (1950)
*''[[Amo un assassino]]'' (1951)
*''[[Il cacciatore del Missouri]]'' (1951)
*''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951)
*''[[La gang]]'' (1951)
*''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]'' (1951)
*''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952)
*''[[Mezzogiorno di fuoco]]'' (1952)
*''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'' (1953)
*''[[Io confesso]]'' (1953)
*''[[L'avventuriero della Luisiana]]'' (1953)
*''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]'' (1953)
*''[[Salomè (film 1953)|Salomè]]'' (1953)
*''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953)
*''[[Vacanze romane]]'' (1953)
*''[[Gli orizzonti del sole]]'' (1954)
*''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954)
*''[[Il seme della violenza]]'' (1955)
*''[[La polizia bussa alla porta]]'' (1955)
*''[[Marty, vita di un timido]]'' (1955)
*''[[Rififi]]'' (1955)
*''[[Sorrisi di una notte d'estate]]'' (1955)
*''[[Il gigante]]'' (1956)
*''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956)
*''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'' (1956)
*''[[La legge del capestro]]'' (1956)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[La risaia]]'' (1956)
*''[[Le colline bruciano]]'' (1956)
*''[[Sentieri selvaggi]]'' (1956)
*''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[I vampiri dello spazio]]'' (1957)
*''[[Il fronte del silenzio]]'' (1957)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957)
*''[[Il segno della legge]]'' (1957)
*''[[Il settimo sigillo]]'' (1957)
*''[[La maschera di Frankenstein]]'' (1957)
*''[[Totò, Vittorio e la dottoressa]]'' (1957)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Fluido mortale]]'' (1958)
*''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958)
*''[[Totò nella luna]]'' (1958)
*''[[Il letto racconta...]]'' (1959)
*''[[Operazione sottoveste]]'' (1959)
*''[[Strategia di una rapina]]'' (1959)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Exodus]]'' (1960)
*''[[Giuseppe venduto dai fratelli]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[L'erba del vicino è sempre più verde (film)|L'erba del vicino è sempre più verde]]'' (1960)
*''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960)
*''[[Angeli con la pistola]]'' (1961)
*''[[Uno, due, tre!]]'' (1961)
*''[[Vincitori e vinti]]'' (1961)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Il trionfo di King Kong]]'' (1962)
*''[[Il visone sulla pelle]]'' (1962)
*''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Gli Argonauti]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo]]'' (1963)
*''[[Totò e Cleopatra]]'' (1963)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Assassinio a bordo]]'' (1964)
*''[[Assassinio sul palcoscenico]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[I 4 figli di Katie Elder]]'' (1965)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[Le cinque chiavi del terrore]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'' (1965)
*''[[Batman (film 1966)|Batman]]'' (1966)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[Django]]'' (1966)
*''[[Dracula, principe delle tenebre]]'' (1966)
*''[[Operazione diabolica]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[L'astronave degli esseri perduti]]'' (1967)
*''[[La calda notte dell'ispettore Tibbs]]'' (1967)
*''[[La gnomo mobile]]'' (1967)
*''[[2001: Odissea nello spazio]]'' (1968)
*''[[La strana coppia]]'' (1968)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Il piccolo grande uomo]]'' (1970)
*''[[La ballata di Cable Hogue]]'' (1970)
*''[[Lo chiamavano Trinità]]'' (1970)
*''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971)
*''[[...continuavano a chiamarlo Trinità]]'' (1971)
*''[[È ricca, la sposo e l'ammazzo]]'' (1971)
*''[[Il violinista sul tetto]]'' (1971)
*''[[Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!]]'' (1971)
*''[[La casa che grondava sangue]]'' (1971)
*''[[Panico a Needle Park]]'' (1971)
*''[[Rapina record a New York]]'' (1971)
*''[[2002: la seconda odissea]]'' (1972)
*''[[Dalla Cina con furore]]'' (1972)
*''[[Frenzy]]'' (1972)
*''[[L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente]]'' (1972)
*''[[Anche gli angeli mangiano fagioli]]'' (1973)
*''[[Il lungo addio]]'' (1973)
*''[[La stangata]]'' (1973)
*''[[Papillon]]'' (1973)
*''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973)
*''[[Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro]]'' (1974)
*''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974)
*''[[Mezzogiorno e mezzo di fuoco]]'' (1974)
*''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974)
*''[[Porgi l'altra guancia]]'' (1974)
*''[[Il portiere di notte]]'' (1974)
*''[[Flic Story]]'' (1975)
*''[[Il messia]]'' (1975)
*''[[Picnic ad Hanging Rock]]'' (1975)
*''[[Taxi Driver]]'' (1976)
*''[[Ridere per ridere]]'' (1977)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Il paradiso può attendere]]'' (1978)
*''[[Sabato, domenica e venerdì]]'' (1979)
*''[[Poliziotto superpiù]]'' (1980)
*''[[The Blues Brothers]]'' (1980)
*''[[Re per una notte]]'' (1983)
*''[[Non c'è due senza quattro]]'' (1984)
*''[[La mia Africa]]'' (1985)
*''[[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]]'' (1985)
*''[[Ritorno al futuro]]'' (1985)
*''[[Il nome della rosa (film)|Il nome della rosa]]'' (1986)
*''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'' (1986)
*''[[Velluto blu]]'' (1986)
*''[[Appuntamento al buio]]'' (1987)
*''[[Getta la mamma dal treno]]'' (1987)
*''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]'' (1987)
*''[[Il signore del male]]'' (1987)
*''[[The Untouchables - Gli intoccabili]]'' (1987)
*''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]'' (1988)
*''[[Prima di mezzanotte]]'' (1988)
*''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989)
*''[[Atto di forza]]'' (1990)
*''[[Darkman]]'' (1990)
*''[[Dick Tracy (film 1990)|Dick Tracy]]'' (1990)
*''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990)
*''[[RoboCop 2]]'' (1990)
*''[[Trappola in alto mare]]'' (1992)
*''[[Quel che resta del giorno]]'' (1993)
*''[[La signora ammazzatutti]]'' (1994)
*''[[Stargate (film)|Stargate]]'' (1994)
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===Film d'animazione===
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*''[[Bambi]]'' (1942)
*''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964)
*''[[Asterix e Cleopatra]]'' (1968)
*''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973)
*''[[La bella e la bestia (film 1991)|La bella e la bestia]]'' (1991)
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===Serie televisive===
*''[[Dynasty]]'' (1981-1991)
*''[[La signora in giallo]]'' (1984-1996)
*''[[Settimo cielo]]'' (1996-2007)
==Voci correlate==
*[[Davide Perino]], nipote
*[[Elena Perino]], nipote
==Altri progetti==
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[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Renato Turi
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Spinoziano
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[[File:Renato Turi.jpg|miniatura|Renato Turi nel 1957]]
''' Renato Turi''' (1920 – 1991), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
== Citazioni su Renato Turi ==
*Renato Turi era il direttore della cooperativa della CVD, nella quale ero entrato agli inizi. Era il nostro padrone, diciamo... padre e padrone. [[Walter Matthau]] l'aveva sempre doppiato lui. Renato era una persona... Renato? Il signor Turi, era una persona come quelli di cui oggi si è perso lo stampo. Molto severo, molto... però persona profondamente onesta. C'è un episodio che io mi ricordo, che una volta quando vinciamo... un periodo di ferie del doppiaggio, io uscivo da casa, lui passava, mi fermò e disse: "Biondi, venga qua". Mi fece un assegno. "Le devo dare un premio per un film che ha doppiato, molto bravo". Mi staccò un assegno, neanche piccolo poi, cosa di cui poteva fare benissimo a meno perché io avevo lavorato a tariffa, insomma. E quindi era un personaggio... E quando morì, e quindi non poteva più doppiare Matthau, si fecero dei provini dove vinsi. Io ero molto intimorito più che da Walter Matthau proprio dal fatto che era appiccicato proprio alla voce di Turi. ([[Pietro Biondi]])
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Petrosino (miniserie televisiva)|Petrosino]]'' (1972)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[A che prezzo Hollywood?]]'' (1932)
*''[[Il grande dittatore]]'' (1940)
*''[[Quarto potere]]'' (1941)
*''[[Alba fatale]]'' (1943)
*''[[Le ragazze di Harvey]]'' (1946)
*''[[Sfida infernale]]'' (1946)
*''[[Donne e veleni]]'' (1948)
*''[[I figli della violenza]]'' (1950)
*''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]'' (1950)
*''[[Viale del tramonto]]'' (1950)
*''[[Winchester '73]]'' (1950)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951)
*''[[La paura fa 90]]'' (1951)
*''[[La città del piacere]]'' (1952)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[La regina di Saba]]'' (1952)
*''[[L'avventuriero della Luisiana]]'' (1953)
*''[[La tunica]]'' (1953)
*''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953)
*''[[20.000 leghe sotto i mari (film 1954)|20.000 leghe sotto i mari]]'' (1954)
*''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954)
*''[[Fronte del porto]]'' (1954)
*''[[L'ultimo Apache]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[La meteora infernale]]'' (1954)
*''[[Vera Cruz]]'' (1954)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[Il cacciatore di indiani]]'' (1955)
*''[[Il figliuol prodigo (film 1955)|Il figliuol prodigo]]'' (1955)
*''[[Il seme della violenza]]'' (1955)
*''[[L'uomo senza paura]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956)
*''[[Il ferroviere]]'' (1956)
*''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[Le colline bruciano]]'' (1956)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957)
*''[[Il segno della legge]]'' (1957)
*''[[Il vampiro del pianeta rosso]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Nel fango della periferia]]'' (1957)
*''[[Qualcosa che vale]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Bravados]]'' (1958)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958)
*''[[Gli uomini della terra selvaggia]]'' (1958)
*''[[La legge del più forte]]'' (1958)
*''[[La mina]]'' (1958)
*''[[La vendetta di Frankenstein]]'' (1958)
*''[[I 400 colpi]]'' (1959)
*''[[Il mostro che uccide]]'' (1959)
*''[[Intrigo internazionale]]'' (1959)
*''[[L'albero degli impiccati]]'' (1959)
*''[[La guida indiana]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Ultima notte a Warlock]]'' (1959)
*''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Ester e il re]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[Il segreto di Pollyanna]]'' (1960)
*''[[La storia di Ruth]]'' (1960)
*''[[Psyco]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[I fuorilegge della valle solitaria]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Il promontorio della paura]]'' (1962)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Lo smemorato di Collegno]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Totò contro Maciste]]'' (1962)
*''[[A 007, dalla Russia con amore (film)|A 007, dalla Russia con amore]]'' (1963)
*''[[Assassinio al galoppatoio]]'' (1963)
*''[[Gli Argonauti]]'' (1963)
*''[[Gli uccelli]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Le folli notti del dottor Jerryll]]'' (1963)
*''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Assassinio a bordo]]'' (1964)
*''[[Assassinio sul palcoscenico]]'' (1964)
*''[[I patriarchi]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[Per un pugno di dollari]]'' (1964)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Le cinque chiavi del terrore]]'' (1965)
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965)
*''[[Arabesque]]'' (1966)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[Dracula, principe delle tenebre]]'' (1966)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Grand Prix]]'' (1966)
*''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966)
*''[[Il sipario strappato]]'' (1966)
*''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Operazione diabolica]]'' (1966)
*''[[Quien sabe?]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967)
*''[[Carovana di fuoco]]'' (1967)
*''[[Indovina chi viene a cena?]]'' (1967)
*''[[Asterix e Cleopatra]]'' (1968)
*''[[Il pianeta delle scimmie (film 1968)|Il pianeta delle scimmie]]'' (1968)
*''[[L'ora del lupo]]'' (1968)
*''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]'' (1968)
*''[[La strana coppia]]'' (1968)
*''[[Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà]]'' (1969)
*''[[Boon il saccheggiatore]]'' (1969)
*''[[Fellini Satyricon]]'' (1969)
*''[[Hello, Dolly!]]'' (1969)
*''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]'' (1969)
*''[[Il pistolero dell'Ave Maria]]'' (1969)
*''[[Prendi i soldi e scappa]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Arancia meccanica]]'' (1971)
*''[[Il dittatore dello stato libero di Bananas]]'' (1971)
*''[[La morte va a braccetto con le vergini]]'' (1971)
*''[[Fratello sole, sorella luna]]'' (1972)
*''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'' (1972)
*''[[Il terrore viene dalla pioggia]]'' (1973)
*''[[Il colpo della metropolitana (Un ostaggio al minuto)]]'' (1974)
*''[[Quinto potere]]'' (1976)
*''[[1941: Allarme a Hollywood]]'' (1979)
*''[[2 sotto il divano]]'' (1980)
*''[[E io mi gioco la bambina]]'' (1980)
*''[[Rombo di tuono]]'' (1984)
*''[[Il piccolo diavolo]]'' (1988)
*''[[Willy Signori e vengo da lontano]]'' (1989)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
*''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Gli Aristogatti]]'' (1970)
====Serie televisive====
*''[[Mork & Mindy]]'' (1978 - 1982)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Lydia Simoneschi
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Spinoziano
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Lydia Simoneschi.jpg|miniatura|Lydia Simoneschi]]
'''Lydia Simoneschi''' (1908 – 1981), doppiatrice e attrice italiana.
==Citazioni su Lydia Simoneschi==
*Con la Simoneschi ho fatto tanti film ed era bravissima, bravissima e io cercavo di imparare da lei. ([[Sergio Graziani]])
*Della Simoneschi è stato detto tutto, sempre troppo poco rispetto a quanto merita, però è stato detto tutto della sua infinita capacità di sviluppare personaggi e attrici anche diversissime tra di loro. Ecco forse in questo senso possono un pochino paragonarmi a lei. Questo, questo mi fa piacere. Un aspetto che mi fa piacere. E quindi in grado di affrontare attrici come [[Vivien Leigh]] di Rossella di ''[[Via col vento]]'' a centomila diverse anche in caratteri che lei copriva perfettamente. ([[Rita Savagnone]])
*I doppiaggi dei cartoni animati fatti dalla Simoneschi, che sono un'infinità e sono uno più bello dell'altro. Sono lezioni di pura recitazione. Ne citerò in ordine sparso, perché non me li ricordo neanche tutti. I doppiaggi dei primi [[Walt Disney Animation Studios|film]] di [[Walt Disney]] erano dei capolavori dal punto di vista tecnico, dal punto di vista artistico. I dialoghi venivano composti, creati da [[Roberto De Leonardis|De Leonardis]] che era un grande dialoghista. Le canzoni venivano rese in italiano da bravissimi cantanti, ma molte volte quando l'attore era in grado di cantare, come la Simoneschi, erano loro stessi. E allora noi abbiamo quel gioiello per esempio, dico il primo che mi viene in mente, in [[Cenerentola]]: lei è la Fatina Smemorina. Quella era Lydia Simoneschi. Il famoso ''Bidibi Bodibi Bu'', compresa la canzone era lei che cantava ed era meravigliosa. ''Bidibi Bodibi Bu'' lei era eccezionale. Altra cosa eccezionale, parecchi anni dopo, era Maga Magò. Maga Magò nella ''[[La spada nella roccia|Spada nella roccia]]'' sarebbe da mettere su carta da musica e da studiare per l'infinità di toni e tonalità, che c'erano peraltro nell'originale, che lei è stata capace di riprodurre. Andando dalle note acutissime a quelle scurissime, quasi da basso, con una versatilità con un'inventiva. Un pezzo eccezionale. ([[Rita Savagnone]])
*Lidia Simoneschi non ha un'attività cinematografica degna di particolare attenzione, limitata a ruoli modesti in film poco significativi.<br>Grazie alla sua voce dai toni melodiosi e capace di mille sfumature, diventa invece la doppiatrice più importante e più brava del sonoro, prestando le sue intonazioni a quasi tutte le migliori attrici protagoniste del cinema mondiale degli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta [...]. In poche parole le attrici più brave, che sono da lei valorizzate al massimo. Con il passare del tempo diventa anche una delle più apprezzate voci per le caratteriste anziane. (''[[Dizionario del cinema italiano]]'')
*Ogni volta che si vede [[Ingrid Bergman]] doppiata dalla Simoneschi non si può ascoltare con nessuna altra voce. Proprio le dava, le dava veramente quella magia che la voce appunto deve dare e lei gliela dava. ([[Vittoria Febbi]])
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'' (1931)
*''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]'' (1931)
*''[[La mummia (film 1932)|La mummia]]'' (1932)
*''[[Sogno di prigioniero]]'' (1935)
*''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]'' (1936)
*''[[Castelli in aria]]'' (1939)
*''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939)
*''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]'' (1939)
*''[[La via dei giganti]]'' (1939)
*''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]'' (1939)
*''[[Ombre rosse]]'' (1939)
*''[[Partita d'azzardo]]'' (1939)
*''[[Via col vento]]'' (1939)
*''[[Il grande dittatore]]'' (1940)
*''[[Maddalena... zero in condotta]]'' (1940)
*''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca, la prima moglie]]'' (1940)
*''[[Follia (film 1941)|Follia]]'' (1941)
*''[[I misteri di Shanghai]]'' (1941)
*''[[La famiglia Stoddard]]'' (1941)
*''[[La ribelle del Sud]]'' (1941)
*''[[Un marito per il mese d'aprile]]'' (1941)
*''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]'' (1942)
*''[[I cacciatori dell'oro]]'' (1942)
*''[[Io la difendo]]'' (1942)
*''[[Perdutamente tua]]'' (1942)
*''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]'' (1943)
*''[[Calafuria (film)|Calafuria]]'' (1943)
*''[[Dies irae (film)|Dies irae]]'' (1943)
*''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]'' (1943)
*''[[Torna a casa, Lassie!]]'' (1943)
*''[[Al tuo ritorno]]'' (1944)
*''[[Fiori d'arancio]]'' (1944)
*''[[La signora Skeffington]]'' (1944)
*''[[Prigionieri dell'oceano]]'' (1944)
*''[[Amanti perduti]]'' (1945)
*''[[Io ti salverò]]'' (1945)
*''[[Le campane di Santa Maria]]'' (1945)
*''[[Desiderio (film 1946)|Desiderio]]'' (1946)
*''[[Duello al sole]]'' (1946)
*''[[Fra le tue braccia]]'' (1946)
*''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]'' (1946)
*''[[I racconti dello zio Tom]]'' (1946)
*''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'' (1946)
*''[[L'anima e il volto]]'' (1946)
*''[[La fiamma del peccato]]'' (1944)
*''[[La bella e la bestia (film 1946)|La bella e la bestia]]'' (1946)
*''[[La dalia azzurra]]'' (1946)
*''[[La vita è meravigliosa]]'' (1946)
*''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'' (1946)
*''[[Notorious - L'amante perduta]]'' (1946)
*''[[Dietro la porta chiusa]]'' (1947)
*''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]'' (1947)
*''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]'' (1947)
*''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]'' (1947)
*''[[Il caso Paradine]]'' (1947)
*''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'' (1947)
*''[[La seconda signora Carroll]]'' (1947)
*''[[Monsieur Verdoux]]'' (1947)
*''[[Amanti senza amore]]'' (1948)
*''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'' (1948)
*''[[Il cavaliere misterioso]]'' (1948)
*''[[Il ritratto di Jennie]]'' (1948)
*''[[Schiavo della furia]]'' (1948)
*''[[Fabiola (film 1949)|Fabiola]]'' (1949)
*''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'' (1949)
*''[[Il lupo della Sila]]'' (1949)
*''[[Il peccato di Lady Considine]]'' (1949)
*''[[Il segreto di una donna]]'' (1949)
*''[[Il terzo uomo]]'' (1949)
*''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949)
*''[[Peccato (film)|Peccato]]'' (1949)
*''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]'' (1949)
*''[[Tutti gli uomini del re (film 1949)|Tutti gli uomini del re]]'' (1949)
*''[[Alina (film)|Alina]]'' (1950)
*''[[Domenica d'agosto]]'' (1950)
*''[[Il brigante Musolino]]'' (1950)
*''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]'' (1950)
*''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]'' (1950)
*''[[Margherita da Cortona (film)|Margherita da Cortona]]'' (1950)
*''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950)
*''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]'' (1950)
*''[[Quel fantasma di mio marito]]'' (1950)
*''[[Rio Bravo]]'' (1950)
*''[[Sui marciapiedi]]'' (1950)
*''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' (1950)
*''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]'' (1950)
*''[[Viale del tramonto]]'' (1950)
*''[[Winchester '73]]'' (1950)
*''[[Anna (film 1951)|Anna]]'' (1951)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[Donne verso l'ignoto]]'' (1951)
*''[[I miracoli non si ripetono]]'' (1951)
*''[[Il suo tipo di donna]]'' (1951)
*''[[Il viaggio indimenticabile]]'' (1951)
*''[[La campana del convento]]'' (1951)
*''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]'' (1951)
*''[[Un tram che si chiama Desiderio]]'' (1951)
*''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]'' (1952)
*''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952)
*''[[L'avventuriero di Macao]]'' (1952)
*''[[La città del piacere]]'' (1952)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[Là dove scende il fiume]]'' (1952)
*''[[Le nevi del Chilimangiaro]]'' (1952)
*''[[So che mi ucciderai]]'' (1952)
*''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'' (1952)
*''[[Il mondo le condanna]]'' (1953)
*''[[L'avventuriero della Luisiana]]'' (1953)
*''[[L'incantevole nemica]]'' (1953)
*''[[La ribelle del West]]'' (1953)
*''[[Perdonami!]]'' (1953)
*''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]'' (1953)
*''[[Ti ho sempre amato!]]'' (1953)
*''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954)
*''[[Il figlio dell'uomo]]'' (1954)
*''[[Il prigioniero della miniera]]'' (1954)
*''[[Johnny Guitar]]'' (1954)
*''[[La contessa scalza]]'' (1954)
*''[[La regina del Far West]]'' (1954)
*''[[Magnifica ossessione]]'' (1954)
*''[[Pietà per chi cade]]'' (1954)
*''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'' (1954)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[Vera Cruz]]'' (1954)
*''[[Disperato addio]]'' (1955)
*''[[Gli ultimi cinque minuti]]'' (1955)
*''[[I due capitani]]'' (1955)
*''[[L'amore è una cosa meravigliosa]]'' (1955)
*''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955)
*''[[L'ultimo amante]]'' (1955)
*''[[La polizia bussa alla porta]]'' (1955)
*''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]'' (1955)
*''[[Sorrisi di una notte d'estate]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]'' (1956)
*''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956)
*''[[Il ferroviere]]'' (1956)
*''[[L'amore più grande del mondo]]'' (1956)
*''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956)
*''[[L'uomo che sapeva troppo (film 1956)|L'uomo che sapeva troppo]]'' (1956)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[Il posto delle fragole]]'' (1957)
*''[[Il segno della legge]]'' (1957)
*''[[Il settimo sigillo]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]'' (1957)
*''[[Totò, Vittorio e la dottoressa]]'' (1957)
*''[[Alle soglie della vita]]'' (1958)
*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958)
*''[[La gatta sul tetto che scotta]]'' (1958)
*''[[La locanda della sesta felicità]]'' (1958)
*''[[La spada e la croce]]'' (1958)
*''[[Malinconico autunno]]'' (1958)
*''[[Resurrezione (film 1958)|Resurrezione]]'' (1958)
*''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959)
*''[[Domani m'impiccheranno]]'' (1959)
*''[[I segreti di Filadelfia]]'' (1959)
*''[[La storia di una monaca]]'' (1959)
*''[[Ossessione di donna]]'' (1959)
*''[[Strategia di una rapina]]'' (1959)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'' (1960)
*''[[Il segreto di Pollyanna]]'' (1960)
*''[[L'appartamento]]'' (1960)
*''[[L'erba del vicino è sempre più verde (film)|L'erba del vicino è sempre più verde]]'' (1960)
*''[[Lettere di una novizia]]'' (1960)
*''[[Occhi senza volto]]'' (1960)
*''[[Psyco]]'' (1960)
*''[[Angeli con la pistola]]'' (1961)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[Fantasmi a Roma]]'' (1961)
*''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'' (1961)
*''[[Il diavolo alle 4]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[La viaccia]]'' (1961)
*''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' (1961)
*''[[Uno, due, tre!]]'' (1961)
*''[[Vincitori e vinti]]'' (1961)
*''[[Anna dei miracoli]]'' (1962)
*''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]'' (1962)
*''[[Il buio oltre la siepe]]'' (1962)
*''[[Il processo (film)|Il processo]]'' (1962)
*''[[Il visone sulla pelle]]'' (1962)
*''[[L'uomo di Alcatraz]]'' (1962)
*''[[Lo smemorato di Collegno]]'' (1962)
*''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962)
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962)
*''[[Totò contro Maciste]]'' (1962)
*''[[Uno sguardo dal ponte]]'' (1962)
*''[[Va' e uccidi]]'' (1962)
*''[[Assassinio al galoppatoio]]'' (1963)
*''[[I gigli del campo]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[Le folli notti del dottor Jerryll]]'' (1963)
*''[[Sei donne per l'assassino]]'' (1963)
*''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[I lunghi capelli della morte]]'' (1964)
*''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964)
*''[[My Fair Lady (film)|My Fair Lady]]'' (1964)
*''[[Tutti insieme appassionatamente]]'' (1965)
*''[[Il sipario strappato]]'' (1966)
*''[[Questa ragazza è di tutti]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[Indovina chi viene a cena?]]'' (1967)
*''[[Il medico della mutua]]'' (1968)
*''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]'' (1968)
*''[[Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue]]'' (1969)
*''[[Il conformista (film)|Il conformista]]'' (1970)
*''[[...continuavano a chiamarlo Trinità]]'' (1971)
*''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971)
*''[[Frenzy]]'' (1972)
*''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973)
*''[[Storia di una monaca di clausura]]'' (1973)
*''[[Il portiere di notte]]'' (1974)
*''[[L'inferno di cristallo]]'' (1974)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
{{div col|strette}}
*''[[Pinocchio (film 1940)|Pinocchio]]'' (1940)
*''[[Bambi]]'' (1942)
*''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[La spada nella roccia]]'' (1963)
*''[[Il libro della giungla (film 1967) |Il libro della giungla]]'' (1967)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Simoneschi, Lydia}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Ada Yonath
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2026-09-01T13:19:31Z
Udiki
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Deceduta
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Ada E. Yonath.jpg|thumb|Ada Yonath nel 2013]]
{{Premio|Nobel
|la chimica '''(2009)'''}}
'''Ada E. Yonath''', (1939 – 2026), chimica e cristallografa israeliana.
==Citazioni di Ada Yonath==
*La [[società]] non incoraggia certo a diventare scienziate. Perché è troppo «difficile», è «da maschi»… Guarda, guarda quel balcone dove quel bambino piange sempre. È che sua madre fa la scienziata. Oppure: la vedi? è così brutta che può fare solo la professoressa. Oggi non si usa più dire alle figlie: non fare la scienziata, ma la società ha modi più sottili per scoraggiarti. In linea di massima, la [[scienza]] non è più dura della [[politica]], del [[ballo]] o dello [[sport]]. Ma la scienza si può fare anche senza competizione… a livello di mole di lavoro, non so. La scienza è molto esigente, con donne e uomini, e travolgente. Ma non più della politica!<ref>Dall'intervista di Luca Tancredi Barone, ''[https://ilmanifesto.it/la-resistenza-delle-idee/ La resistenza delle idee]'', ''ilmanifesto.it'', 15 agosto 2015.</ref>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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{{S}}
{{DEFAULTSORT:Yonath, Ada}}
[[Categoria:Chimici israeliani]]
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Giulio Panicali
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Spinoziano
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/* Doppiatore */
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text/x-wiki
[[File:Disperato addio (1955) Giulio Panicali (2).png|miniatura|upright=1.2|Giulio Panicali nel film ''[[Disperato addio]]'' (1955)]]
'''Giulio Panicali''' (1899 – 1987), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
==Citazioni di Giulio Panicali==
*La mia voce era considerata adatta per chi dicesse: "Ti amo."<ref name= Panicali>Tratto da Omaggio a Giulio Panicali di Gerardo Di Cola, ''Enciclopedia del Doppiaggio'', 20 Maggio 2016, [https://www.facebook.com/enciclopediadoppiaggio/videos/1111285812257479 Video] disponibile su ''facebook.com''.</ref>
*La mia voce non era comune. Giovanile, bella, armoniosa.<ref name= Panicali/>
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Giù il sipario]]'' (1940)
*''[[È caduta una donna]]'' (1941)
*''[[Bengasi (film)|Bengasi]]'' (1942)
*''[[Disperato addio]]'' (1955)
===Doppiatore===
{{div col|strette}}
*''[[Piccolo Cesare]]'' (1930)
*''[[Il segno della croce]]'' (1932)
*''[[Incatenata (film 1934)|Incatenata]]'' (1934)
*''[[Ambizione (film)|Ambizione]]'' (1936)
*''[[Il giardino di Allah]]'' (1936)
*''[[Margherita Gauthier]]'' (1936)
*''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve e i sette nani]]'' (1937)
*''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]'' (1937)
*''[[Jess il bandito]]'' (1939)
*''[[La via dei giganti]]'' (1939)
*''[[Ritorna l'amore]]'' (1939)
*''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]'' (1939)
*''[[Angeli del peccato]]'' (1940)
*''[[Follia (film 1941)|Follia]]'' (1941)
*''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]'' (1941)
*''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]'' (1942)
*''[[Io la difendo]]'' (1942)
*''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'' (1942)
*''[[Un pilota ritorna]]'' (1942)
*''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]'' (1943)
*''[[L'uomo dalla croce]]'' (1943)
*''[[Rita da Cascia (film)|Rita da Cascia]]'' (1943)
*''[[Fiori d'arancio]]'' (1944)
*''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]'' (1944)
*''[[La fiamma del peccato]]'' (1944)
*''[[Desiderio (film 1946)|Desiderio]]'' (1946)
*''[[Duello al sole]]'' (1946)
*''[[Fra le tue braccia]]'' (1946)
*''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]'' (1946)
*''[[I racconti dello zio Tom]]'' (1946)
*''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'' (1946)
*''[[La bella e la bestia (film 1946)|La bella e la bestia]]'' (1946)
*''[[Le ragazze di Harvey]]'' (1946)
*''[[Paisà]]'' (1946)
*''[[Un americano in vacanza]]'' (1946)
*''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]'' (1947)
*''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]'' (1947)
*''[[Il caso Paradine]]'' (1947)
*''[[Le catene della colpa]]'' (1947)
*''[[Odio implacabile]]'' (1947)
*''[[Fifa e arena]]'' (1948)
*''[[Scandalo internazionale]]'' (1948)
*''[[I cavalieri del Nord Ovest]]'' (1949)
*''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'' (1949)
*''[[Il terzo uomo]]'' (1949)
*''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]'' (1949)
*''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]'' (1950)
*''[[La carovana dei mormoni]]'' (1950)
*''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]'' (1950)
*''[[Minaccia atomica]]'' (1950)
*''[[Una rosa bianca per Giulia]]'' (1950)
*''[[Donne verso l'ignoto]]'' (1951)
*''[[I miracoli non si ripetono]]'' (1951)
*''[[Il cacciatore del Missouri]]'' (1951)
*''[[Il suo tipo di donna]]'' (1951)
*''[[La campana del convento]]'' (1951)
*''[[La gang]]'' (1951)
*''[[La seconda moglie (film 1951)|La seconda moglie]]'' (1951)
*''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]'' (1951)
*''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]'' (1952)
*''[[Gli innocenti pagano]]'' (1952)
*''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952)
*''[[L'avventuriero di Macao]]'' (1952)
*''[[La maschera di fango]]'' (1952)
*''[[La regina di Saba]]'' (1952)
*''[[Mezzogiorno di fuoco]]'' (1952)
*''[[Rancho Notorious]]'' (1952)
*''[[Il tesoro dell'Africa]]'' (1953)
*''[[Io confesso]]'' (1953)
*''[[L'avventuriero della Luisiana]]'' (1953)
*''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]'' (1953)
*''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]'' (1953)
*''[[20.000 leghe sotto i mari (film 1954)|20.000 leghe sotto i mari]]'' (1954)
*''[[Il figlio dell'uomo]]'' (1954)
*''[[Johnny Guitar]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[Pietà per chi cade]]'' (1954)
*''[[Vera Cruz]]'' (1954)
*''[[I due capitani]]'' (1955)
*''[[Il cacciatore di indiani]]'' (1955)
*''[[Il seme della violenza]]'' (1955)
*''[[Marty, vita di un timido]]'' (1955)
*''[[Le 22 spie dell'Unione]]'' (1956)
*''[[Il sole sorgerà ancora]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Il grande paese]]'' (1958)
*''[[Il piccolo campo]]'' (1958)
*''[[Il grande pescatore]]'' (1959)
*''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[L'erba del vicino è sempre più verde (film)|L'erba del vicino è sempre più verde]]'' (1960)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[L'uomo di Alcatraz]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966)
*''[[La meravigliosa Angelica]]'' (1966)
*''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967)
*''[[La calda notte dell'ispettore Tibbs]]'' (1967)
*''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968)
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==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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{{DEFAULTSORT:Panicali, Giulio}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Pinchas Shapiro di Koretz
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Refuso
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wikitext
text/x-wiki
'''Pinchas Shapiro di Koretz''' (1726 – 1791), rabbino chassidico galiziano (Ucraina).
==Citazioni di Pinchas Shapiro di Koretz==
*Per 36 ore Adamo gioì della luce creata il primo giorno della creazione; quella luce fu poi nascosta e sostituita dalla luce del sole.<br>Nel giorno di ''[[Chanukkah]]'' fu questa luce divina a ispirare la vittoria dei ''chassidim''<ref>Gli ebrei rimasti fedeli sotto la dominazione dei Seleucidi sono chiamati nella Bibbia ''chassidim''. 1 Mac 2,42. {{cfr}} ''La saggezza dei chassidim: {{small|racconti degli antichi saggi di Israele}}'', p. 42, nota 2.</ref>di allora ed è proprio per questa ragione che durante gli otto giorni di festa si accendono 36 luci<ref>Il primo giorno viene accesa una luce, due il secondo, tre il terzo e cosi via per otto giorni per un totale di 36 luci.</ref>. Ciò ricorda le 36 ore che Adamo gioì della luce celeste. Da allora questa luce divina ha ispirato la composizione dei 36 trattati del ''Talmud''. Il Messia ci redimerà con quella stessa luce.<ref>In Daniel Lifschitz, ''La saggezza dei chassidim: {{small|racconti degli antichi saggi di Israele}}'', prefazione di Enzo Bianchi, saggio di Daniela Leoni, collana I Classici dello Spirito, Fabbri Editori, Milano, 1997, p. 42.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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Daniele Gavi
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Citazioni sulla '''Chanukkah''' o '''Festa delle luci'''.
*Per 36 ore Adamo gioì della luce creata il primo giorno della creazione; quella luce fu poi nascosta e sostituita dalla luce del sole.<br>Nel giorno di ''Chanukkah'' fu questa luce divina a ispirare la vittoria dei ''chassidim''<ref>Gli ebrei rimasti fedeli sotto la dominazione dei Seleucidi sono chiamati nella Bibbia ''chassidim''. 1 Mac 2,42. {{cfr}} ''La saggezza dei chassidim: {{small|racconti degli antichi saggi di Israele}}'', p. 42, nota 2.</ref>di allora ed è proprio per questa ragione che durante gli otto giorni di festa si accendono 36 luci<ref>Il primo giorno viene accesa una luce, due il secondo, tre il terzo e cosi via per otto giorni per un totale di 36 luci.</ref>. Ciò ricorda le 36 ore che Adamo gioì della luce celeste. Da allora questa luce divina ha ispirato la composizione dei 36 trattati del ''Talmud''. Il Messia ci redimerà con quella stessa luce. ([[Pinchas Shapiro di Koretz]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Chanukkiyah]]
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#[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small>
#[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small>
#[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small>
#[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small>
#[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small>
#[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small>
#[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small>
#[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
#[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small>
#[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
#[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small>
#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small>
#[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small>
#[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small>
#[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small>
#[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small>
#[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small>
#[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small>
#[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small>
#[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small>
#[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small>
#[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small>
#[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small>
#[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small>
#[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small>
#[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small>
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#[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small>
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#[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small>
#[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small>
#[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small>
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#[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small>
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#[[Giovanni Battista Manzini]] - <small>2026-06-29</small>
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#[[Sebastiano Ziani]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Raffaele Maffei]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Filippo Beroaldo il Vecchio]] - <small>2026-07-10</small>
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#[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small>
#[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small>
#[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small>
#[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small>
#[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small>
#[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small>
#[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small>
#[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small>
#[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small>
#[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Modone]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Psara]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Abuta rufescens]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Erice]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small>
#[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Platani]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Livella]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small>
#[[Licata]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Acradina]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Epipoli]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Mombasa]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Lago Vittoria]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Kavirondo]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Kisumu]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Carbonifero]] - <small>2026-05-08</small>
#[[Isole Ssese]] - <small>2026-05-19</small>
#[[Kampala]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Erba elefante]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Fort Portal]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Bahima]] - <small>2026-05-22</small>
#[[Konjo]] - <small>2026-06-03</small>
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#[[Monte Baker (Uganda)]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Canale artificiale]] - <small>2026-06-05</small>
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#[[Gozo]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Atacamite]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Istituto veneto di scienze, lettere ed arti]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Castello di Buccione]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Omegna]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Gravellona Toce]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Valle Strona]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Quarna Sotto]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Santuario della Madonna del Sasso (Madonna del Sasso)]] - <small>2026-06-26</small>
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===Raccolte===
#[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small>
#[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
#[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
===Opere===
#[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small>
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===In altre lingue===
#[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small>
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#[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small>
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Marcella Medici (BEIC)
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==Voci create nell'ambito del progetto BEIC==
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Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''1049 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->.
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===Persone===
#[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small>
#[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small>
#[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small>
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#[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small>
#[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small>
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#[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small>
#[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small>
#[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small>
#[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small>
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#[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small>
#[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small>
#[[Auguste Marmont]] - <small>2021-10-11</small>
#[[Giovanni Biagio Amico]] - <small>2021-10-11</small>
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#[[Giuseppe Vergani]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Giovanni Camilla]] - <small>2022-04-04</small>
#[[Pompeo Colonna (scrittore)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Luigi Castiglioni (botanico)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Guidobaldo Del Monte]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Federico Commandino]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Teone di Alessandria]] - <small>2022-04-09</small>
#[[Francesco Maria II Della Rovere]] - <small>2022-04-11</small>
#[[Pappo di Alessandria]] - <small>2022-04-12</small>
#[[Sereno di Antinopoli]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Eutocio]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Alonso de Fuentes]] - <small>2022-04-15</small>
#[[Francesco Zantedeschi]] - <small>2022-04-19</small>
#[[Famiano Michelini]] - <small>2022-04-26</small>
#[[Gregorio Bressani]] - <small>2022-05-02</small>
#[[Francesco Eschinardi]] - <small>2022-05-13</small>
#[[Andrea Zambelli (economista)]] - <small>2022-05-27</small>
#[[Francesco Ginanni]] - <small>2022-07-25</small>
#[[Elia Lombardini]] - <small>2022-08-22</small>
#[[Leone Ebreo]] - <small>2022-11-18</small>
#[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small>
#[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small>
#[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small>
#[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small>
#[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small>
#[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small>
#[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small>
#[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small>
#[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small>
#[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small>
#[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small>
#[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small>
#[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small>
#[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small>
#[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small>
#[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small>
#[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small>
#[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small>
#[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small>
#[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small>
#[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small>
#[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small>
#[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small>
#[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small>
#[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small>
#[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small>
#[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small>
#[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small>
#[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small>
#[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small>
#[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small>
#[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small>
#[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small>
#[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small>
#[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small>
#[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small>
#[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small>
#[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small>
#[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small>
#[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small>
#[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small>
#[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small>
#[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small>
#[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small>
#[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small>
#[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small>
#[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small>
#[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small>
#[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small>
#[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small>
#[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small>
#[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small>
#[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small>
#[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small>
#[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small>
#[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small>
#[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small>
#[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small>
#[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small>
#[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small>
#[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small>
#[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small>
#[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small>
#[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small>
#[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small>
#[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small>
#[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small>
#[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small>
#[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small>
#[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small>
#[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
#[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small>
#[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
#[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small>
#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small>
#[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small>
#[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small>
#[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small>
#[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small>
#[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small>
#[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small>
#[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small>
#[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small>
#[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small>
#[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small>
#[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small>
#[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small>
#[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small>
#[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small>
#[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small>
#[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small>
#[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small>
#[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small>
#[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small>
#[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Caterina Santoro]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Giacomo Carlo Bascapè]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Ginevra Zanetti]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small>
#[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Enrico Carli]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Bartolomeo Borghi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Giovan Battista Nicolosi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Laurence Echard]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Pomponio Mela]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Carlo Alfonso Nallino]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Rina Monti]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ermanno Giglio-Tos]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Giandomenico Nardo]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Galeazzo Gualdo Priorato]] - <small>2026-06-17</small>
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#[[Sebastiano Maffettone]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Gennaro Sasso]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Bernardo Colombo]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Christoph Wilhelm Hufeland]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Antoine Louis]] - <small>2026-06-24</small>
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#[[Mariano Santo]] - <small>2026-06-25</small>
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#[[Giovanni Battista Manzini]] - <small>2026-06-29</small>
#[[Salvatore Ventimiglia]] - <small>2026-07-07</small>
#[[Urbano Tosetti]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Tolomeo da Lucca]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Sebastiano Ziani]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Raffaele Maffei]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Filippo Beroaldo il Vecchio]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Achille De Zigno]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Roberto de Visiani]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Lodovico Menin]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Angelo Minich]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Quirino Majorana]] - <small>2026-07-22</small>
#[[Antonio Era]] - <small>2026-07-22</small>
#[[Enselmino da Montebelluna]] - <small>2026-07-22</small>
#[[Agostino Fapanni]] - <small>2026-07-29</small>
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#[[Luigi Marangoni (ingegnere)]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Davide Giordano]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Pietro Canal]] - <small>2026-07-30</small>
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#[[Franco Fornari]] - <small>2026-07-31</small>
#[[Oskar Lange]] - <small>2026-07-31</small>
#[[Joseph Lieutaud]] - <small>2026-08-21</small>
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#[[Marin Cureau de La Chambre]] - <small>2026-08-24</small>
#[[Lorenz Heister]] - <small>2026-08-25</small>
===Tematiche===
#[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small>
#[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small>
#[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small>
#[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small>
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#[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small>
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#[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Platani]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Livella]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small>
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#[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small>
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#[[Omegna]] - <small>2026-06-26</small>
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#[[Quarna Sotto]] - <small>2026-06-26</small>
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===Raccolte===
#[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small>
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===Opere===
#[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Algurisimo]] - <small>2021-11-10</small>
===In altre lingue===
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#[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small>
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Dušan Vlahović
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[[File:Dusan Vlahovic (cropped).jpg|thumb|Dušan Vlahović nel 2021]]
'''Dušan Vlahović''' (2000 – vivente), calciatore serbo.
==Citazioni di Dušan Vlahović==
{{cronologico}}
*I paragoni a me non sono mai piaciuti. Sia chiaro, è un onore essere accostati ad un campione [...], ti dà anche una buona dose di responsabilità. Ma un ragazzo deve sempre mantenere il suo equilibrio, perché c'è anche il rischio di bruciarsi. Nel [[Calcio (sport)|calcio]], come nella vita, servono umiltà, spirito di sacrificio, propensione di ascoltare tutti. Specie chi può darti consigli e suggerimenti. Poi tocca a te restare te stesso.<ref>Da un'intervista al ''Corriere dello Sport - Stadio''; citato in ''[https://www.fiorentina.it/vlahovic-devo-tutto-a-prandelli-e-alla-societa-andata-con-linter-gara-spartiacque/ Vlahovic: "Devo tutto a Prandelli e alla società. Andata con l'Inter gara spartiacque"]'', ''fiorentina.it'', 18 marzo 2021.</ref>
*Io sono sempre sincero. Noi ragazzi venuti dal [[Penisola balcanica|Balcani]] facciamo le cose più con il cuore che con il cervello.<ref name="Goal">Da un'intervista a DAZN; citato in ''[https://www.goal.com/it/notizie/vlahovic-a-dazn-rimasto-fiorentina-cuore/1iao4eawhsmj21us3zserjh20i Vlahovic a DAZN: "Sono rimasto alla Fiorentina scegliendo con il cuore"]'', ''goal.com'', 21 settembre 2021.</ref>
*Non sono matto in senso cattivo. Non sto mai fermo, urlo, scherzo e rido sempre. Io arrogante? Forse sul campo. Lì non conosco nessuno nessuno, è vita o morte. Bisogna avere tanta autostima, però arrogante non lo sono mai stato.<ref name="Goal"/>
*Io non mi ritiro mai, non è nel mio carattere e inseguo sempre gli standard più alti.<ref name="Beltrami">Da un'intervista a ''politika.rs''; citato in Marco Beltrami (a cura di), ''[https://www.fanpage.it/sport/calcio/il-momento-piu-buio-di-vlahovic-ribery-mi-ha-parlato-per-ore-onestamente-mi-vergognavo/ Il momento più buio di Vlahovic: "Ribery mi ha parlato per ore, onestamente mi vergognavo"]'', ''fanpage.it'', 3 gennaio 2022.</ref>
*Il denaro non è la cosa più importante del mondo. Qualcos'altro mi ha portato al successo. Voglio che quando un giorno smetterò di giocare a calcio, la gente menzioni il mio nome e dica: "Vlahovic era un buon giocatore".<ref name="Beltrami"/>
*Non esistono giocatori che possono risolvere partite da soli nel calcio di oggi. La squadra vince e la squadra perde, per questo devo mettermi a disposizione, perché solo insieme si può vincere e si superano i momenti difficili.<ref>Dalla conferenza stampa di presentazione alla Juventus; citato dal club in un [https://twitter.com/juventusfc/status/1488464928365285377 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 1º febbraio 2022.</ref>
*[[Gol|Segnare]] è un qualcosa che mi riempie, mi pervade completamente. Quando non provo questa emozione, dopo la partita mi sento a terra, svuotato. Se segno, invece, mi sembra di volare. Mi sento al settimo cielo. È una specie di carburante e una volta che l'hai provato devi averne ancora, e poi ancora, devi a tutti i costi vivere ancora quell'emozione. È una dipendenza che ti stimola in ogni momento. È ciò per cui vivo.<ref name="Icon">Dall'intervista a ''Icon'' n. 74, giugno 2022; citato in ''[https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2022/06/11/juventus-vlahovic-intervista Juventus, Vlahovic: "Il gol è una dipendenza, vivo per segnare"]'', ''sport.sky.it'', 11 giugno 2022.</ref>
*Mi dedico al calcio 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana. Quando vado a casa cosa faccio? Guardo altre partite di calcio! Le guardo per divertirmi, per rilassarmi, ma anche per imparare e migliorare. Noto delle cose, le analizzo e penso: "Io avrei potuto fare questo o quello".<ref name="Icon"/>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Vlahovic, Dusan}}
[[Categoria:Calciatori serbi]]
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Simone Giannelli
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Danyele
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[[File:Volleyball match between national teams of Iran and Italy at the Olympic Games in 2016 - 8.jpg|thumb|upright=1.2|Simone Giannelli nel 2016]]
'''Simone Giannelli''' (1996 – vivente), pallavolista italiano.
==Citazioni di Simone Giannelli==
*{{NDR|«Ha qualche rituale prima di entrare in campo?»}} Dal punto di vista tecnico le cose sono quelle, c'è allenamento, preparazione, ma ogni partita ha la sua storia. Nel tempo ho capito che la scaramanzia serve a poco, è solo una convinzione creata dagli atleti per cercare di appigliarsi alle situazioni positive, o negative, per questo cerco di evitarla, non la vedo conveniente in nessun modo. Ecco, forse, entro in campo sempre per ultimo, è che sono lento di natura [ride, ''ndr''].<ref name="Giordano"/>
*{{NDR|«La [[Generazione di fenomeni|generazione Velasco]] dei tre titoli mondiali è uno stimolo o un traguardo irraggiungibile?»}} È impossibile paragonarsi a loro. Anche se vincessimo tre Mondiali di fila, loro hanno preso la pallavolo e l'hanno portata a livelli di popolarità incredibili, sono stati i primi, hanno creato un movimento pazzesco. Parlo a nome mio, ma credo anche degli altri: siamo tutti grati per quel che è stato fatto, i paragoni non esistono.<ref>Dall'intervista di Mattia Chiusano, ''[https://www.repubblica.it/sport/vari/2022/08/24/news/simone_giannelli_mondiali_volley_italia-362835092/ Simone Giannelli: "L'Italia del volley, al Mondiale per salire di livello"]'', ''repubblica.it'', 24 agosto 2022.</ref>
*[[Ferdinando De Giorgi|Fefè]] è un allenatore che scherza, che sa alleggerire la tensione nei momenti di difficoltà. Ma poi è uno che ti fa allenare in maniera durissima. Cura ogni dettaglio, eleva al massimo l'intensità in palestra, ti porta a replicare la tensione delle sfide ufficiali anche nelle partitelle tra di noi.<ref name="Catucci">Dall'intervista di Pierfrancesco Catucci, ''[https://www.corriere.it/sport/22_settembre_13/simone-giannelli-pallavolo-intervista-italia-mondiali-volley-4a0d0f9a-32d3-11ed-aa4e-c1e08594c6e6.shtml Simone Giannelli: «Battute, risate e duro lavoro. I segreti del nostro Mondiale»]'', ''corriere.it'', 13 settembre 2022.</ref>
*Ho fatto un sacco sport da bambino. Innanzitutto mio padre è un maestro di tennis, quindi sono cresciuto con la racchetta in mano fin da piccolo. Poi, essendo di Bolzano, ho sempre sciato. Ho scelto la pallavolo perché da bambino andavo a vedere mia sorella giocare. Lei militava in una squadra di serie C a Bolzano, e vederla giocare mi piaceva molto. Chiesi così ai miei genitori di provare quel lo sport, perché tra l’altro ero piuttosto alto per la mia età. Poi in poco tempo ho smesso con gli altri sport, con lo sci, con il calcio, e per ultimo con il tennis, e ho deciso di giocare solo a pallavolo.<ref>Da ''Il mio primo manuale della pallavolo'', sceneggiatura di Emanuele Apostolidis, disegni di Salvatore Callerami, Padova, BeccoGiallo, 2021, ISBN 978-88-331-4130-5</ref>
*Ho praticato molti sport [...] ma è nella [[pallavolo]] che ho trovato quel senso di condivisione, di spogliatoio, di accettazione, fatto di trasferte, emozioni, belle, brutte, da dividere con i compagni. Credo sia uno dei valori fondamentali dello sport, nel lavoro come nella vita, imparo ogni giorno, ad essere accettato, nell'aprirmi. Ho fatto delle scelte, più che sacrifici, per questo non rimpiango niente, la mia vita è stata solo un po' diversa dai miei coetanei, ma sono felice di tutto quello che ho fatto, e non ho fatto, rispetto agli altri.<ref name="Giordano">Dall'intervista di Andrea Giordano, ''[https://www.vanityfair.it/sport/storie-sport/2021/04/22/pallavolo-simone-giannelli-intervista-libro-fumetto-inclusione-sport Pallavolo, Simone Giannelli: «Da fumetto racconto il valore dell'inclusione nello sport»]'', ''vanityfair.it'', 22 aprile 2021.</ref>
*Il ruolo del [[palleggiatore]] è particolare e difficile al tempo stesso; bisogna dosare tecnica ma anche psicologia perché devi sempre cercare di comprendere lo stato d'animo del tuo attaccante. Se è vero che lo sport è una scuola di vita, allora fare l'alzatore ti fa maturare più in fretta.<ref>Da un'intervista a ''Sabato Sport'', Rai Radio 1; citato in ''[https://www.giornaletrentino.it/sport/sto-con-federica-non-c-%C3%A8-solo-il-calcio-1.2321107 «Sto con Federica, non c'è solo il calcio»]'', ''giornaletrentino.it'', 20 aprile 2020.</ref>
*Io mi sono ritrovato catapultato in Superlega non ancora maggiorenne. Mi è stato chiesto di prendermi responsabilità che di solito competono a gente più grande e l'ho fatto volentieri, con una sorta di "incoscienza" giovanile, ma senza l'esperienza di chi ha qualche anno in più e sa come gestire determinate situazioni. È stata una sfida continua, ma mi ha portato a maturare in fretta.<ref name="Catucci"/>
*Non ho mai avuto un giocatore modello, non mi sono mai focalizzato su un giocatore pensando che volessi essere così, a me piaceva giocare e l'ho fatto.<ref>Dall'intervista di Giovanni Armanini, ''[https://www.ivolleymagazine.it/2023/03/07/pallavolo-storiepersonaggi-giannelli-si-nasce-campione-si-diventa/ Pallavolo Storie&Personaggi – Giannelli si nasce, campione si diventa]'', ''ivolleymagazine.it'', 7 marzo 2023.</ref>
*Quello del palleggiatore è un ruolo complesso, difficile [...]. Il secondo tocco è sempre il tuo. [...] Ma è un ruolo che mi piace perché mi permette di essere fantasioso e di essere un leader. Devi cercare di capire i compagni e imparare a leggere ogni momento della partita. Bisogna essere sempre lucidi e scegliere, in pochi istanti, la giocata migliore da fare.<ref name="Mucci"/>
*{{NDR|«Per arrivare in alto, di solito non mancano i sacrifici»}} Si parla sempre di sacrifici, ma più che altro preferirei parlare di scelte. E le scelte vanno fatte per passione. Io non volevo diventare chissà chi. L'ho fatto per me e per la mia famiglia, sforzandomi di dare il meglio di me stesso e, soprattutto, divertendomi. È impossibile giocare senza divertirsi.<ref name="Mucci">Dall'intervista di Nicola Mucci, ''[https://sportumbria.net/2024/01/25/4-chiacchiere-con-simone-giannelli/ 4 chiacchiere con Simone Giannelli]'', ''sportumbria.net'', 25 gennaio 2024.</ref>
==Citazioni su Simone Giannelli==
*Caro Simone, hai dimostrato a tutti cosa vuol dire "essere" un palleggiatore: essere preciso, "sentire" la squadra e gli umori dei propri attaccanti, ma soprattutto prendersi le responsabilità, avere coraggio e mantenere umiltà e rispetto per chiunque. Che grande esempio che sei! ([[Manuela Benelli]])
*Giannelli ha tutto ciò che si può desiderare da un palleggiatore e da un giocatore; può fare qualsiasi cosa. ([[Micah Christenson]])
*Migliora di continuo, è una cosa imbarazzante. Penso che sia il più grande giocatore della storia. Fa la differenza in qualsiasi competizione, dove viene eletto o il miglior giocatore in assoluto o il miglior palleggiatore. Ho adorato tanti giocatori. Penso a Vullo, a Grbic, a Bernardi, ma forse come Giannelli non c'è mai stato nessuno. ([[Giacomo Sintini]])
*Questo ragazzo è il palleggiatore più forte del pianeta. Perché ha un talento fuori scala e perché quando parla usa sempre il "noi". Simo, saresti diventato un campione in qualsiasi sport, ma tu sei la pallavolo. ([[Mauro Berruto]])
*Simone è il collante perfetto di una squadra, quello che trova la situazione positiva in ogni dinamica. ([[Lorenzo Bernardi]])
*{{NDR|Nel 2022}} Su Giannelli dico che ogni volta che leggo che ha ancora 25 anni non ci credo. Sono dieci anni che gioca ad alto livello, tipico palleggiatore moderno bravo a muro, bravo in difesa, non molla mai. ([[Aleksandar Atanasijević]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Giannelli, Simone}}
[[Categoria:Pallavolisti italiani]]
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[[File:Volleyball match between national teams of Iran and Italy at the Olympic Games in 2016 - 8.jpg|thumb|upright=1.2|Simone Giannelli nel 2016]]
'''Simone Giannelli''' (1996 – vivente), pallavolista italiano.
==Citazioni di Simone Giannelli==
*{{NDR|«Ha qualche rituale prima di entrare in campo?»}} Dal punto di vista tecnico le cose sono quelle, c'è allenamento, preparazione, ma ogni partita ha la sua storia. Nel tempo ho capito che la scaramanzia serve a poco, è solo una convinzione creata dagli atleti per cercare di appigliarsi alle situazioni positive, o negative, per questo cerco di evitarla, non la vedo conveniente in nessun modo. Ecco, forse, entro in campo sempre per ultimo, è che sono lento di natura [ride, ''ndr''].<ref name="Giordano"/>
*{{NDR|«La [[Generazione di fenomeni|generazione Velasco]] dei tre titoli mondiali è uno stimolo o un traguardo irraggiungibile?»}} È impossibile paragonarsi a loro. Anche se vincessimo tre Mondiali di fila, loro hanno preso la pallavolo e l'hanno portata a livelli di popolarità incredibili, sono stati i primi, hanno creato un movimento pazzesco. Parlo a nome mio, ma credo anche degli altri: siamo tutti grati per quel che è stato fatto, i paragoni non esistono.<ref>Dall'intervista di Mattia Chiusano, ''[https://www.repubblica.it/sport/vari/2022/08/24/news/simone_giannelli_mondiali_volley_italia-362835092/ Simone Giannelli: "L'Italia del volley, al Mondiale per salire di livello"]'', ''repubblica.it'', 24 agosto 2022.</ref>
*[[Ferdinando De Giorgi|Fefè]] è un allenatore che scherza, che sa alleggerire la tensione nei momenti di difficoltà. Ma poi è uno che ti fa allenare in maniera durissima. Cura ogni dettaglio, eleva al massimo l'intensità in palestra, ti porta a replicare la tensione delle sfide ufficiali anche nelle partitelle tra di noi.<ref name="Catucci">Dall'intervista di Pierfrancesco Catucci, ''[https://www.corriere.it/sport/22_settembre_13/simone-giannelli-pallavolo-intervista-italia-mondiali-volley-4a0d0f9a-32d3-11ed-aa4e-c1e08594c6e6.shtml Simone Giannelli: «Battute, risate e duro lavoro. I segreti del nostro Mondiale»]'', ''corriere.it'', 13 settembre 2022.</ref>
*Ho fatto un sacco sport da bambino. Innanzitutto mio padre è un maestro di tennis, quindi sono cresciuto con la racchetta in mano fin da piccolo. Poi, essendo di Bolzano, ho sempre sciato. Ho scelto la pallavolo perché da bambino andavo a vedere mia sorella giocare. Lei militava in una squadra di serie C a Bolzano, e vederla giocare mi piaceva molto. Chiesi così ai miei genitori di provare quel lo sport, perché tra l’altro ero piuttosto alto per la mia età. Poi in poco tempo ho smesso con gli altri sport, con lo sci, con il calcio, e per ultimo con il tennis, e ho deciso di giocare solo a pallavolo.<ref>Da ''Il mio primo manuale della pallavolo'', sceneggiatura di Emanuele Apostolidis, disegni di Salvatore Callerami, Padova, BeccoGiallo, 2021, ISBN 978-88-331-4130-5</ref>
*Ho praticato molti sport [...] ma è nella [[pallavolo]] che ho trovato quel senso di condivisione, di spogliatoio, di accettazione, fatto di trasferte, emozioni, belle, brutte, da dividere con i compagni. Credo sia uno dei valori fondamentali dello sport, nel lavoro come nella vita, imparo ogni giorno, ad essere accettato, nell'aprirmi. Ho fatto delle scelte, più che sacrifici, per questo non rimpiango niente, la mia vita è stata solo un po' diversa dai miei coetanei, ma sono felice di tutto quello che ho fatto, e non ho fatto, rispetto agli altri.<ref name="Giordano">Dall'intervista di Andrea Giordano, ''[https://www.vanityfair.it/sport/storie-sport/2021/04/22/pallavolo-simone-giannelli-intervista-libro-fumetto-inclusione-sport Pallavolo, Simone Giannelli: «Da fumetto racconto il valore dell'inclusione nello sport»]'', ''vanityfair.it'', 22 aprile 2021.</ref>
*Il ruolo del [[palleggiatore]] è particolare e difficile al tempo stesso; bisogna dosare tecnica ma anche psicologia perché devi sempre cercare di comprendere lo stato d'animo del tuo attaccante. Se è vero che lo sport è una scuola di vita, allora fare l'alzatore ti fa maturare più in fretta.<ref>Da un'intervista a ''Sabato Sport'', Rai Radio 1; citato in ''[https://www.giornaletrentino.it/sport/sto-con-federica-non-c-%C3%A8-solo-il-calcio-1.2321107 «Sto con Federica, non c'è solo il calcio»]'', ''giornaletrentino.it'', 20 aprile 2020.</ref>
*Io mi sono ritrovato catapultato in Superlega non ancora maggiorenne. Mi è stato chiesto di prendermi responsabilità che di solito competono a gente più grande e l'ho fatto volentieri, con una sorta di "incoscienza" giovanile, ma senza l'esperienza di chi ha qualche anno in più e sa come gestire determinate situazioni. È stata una sfida continua, ma mi ha portato a maturare in fretta.<ref name="Catucci"/>
*Non ho mai avuto un giocatore modello, non mi sono mai focalizzato su un giocatore pensando che volessi essere così, a me piaceva giocare e l'ho fatto.<ref>Dall'intervista di Giovanni Armanini, ''[https://www.ivolleymagazine.it/2023/03/07/pallavolo-storiepersonaggi-giannelli-si-nasce-campione-si-diventa/ Pallavolo Storie&Personaggi – Giannelli si nasce, campione si diventa]'', ''ivolleymagazine.it'', 7 marzo 2023.</ref>
*Quello del palleggiatore è un ruolo complesso, difficile [...]. Il secondo tocco è sempre il tuo. [...] Ma è un ruolo che mi piace perché mi permette di essere fantasioso e di essere un leader. Devi cercare di capire i compagni e imparare a leggere ogni momento della partita. Bisogna essere sempre lucidi e scegliere, in pochi istanti, la giocata migliore da fare.<ref name="Mucci"/>
*{{NDR|«Per arrivare in alto, di solito non mancano i sacrifici»}} Si parla sempre di sacrifici, ma più che altro preferirei parlare di [[Scelta|scelte]]. E le scelte vanno fatte per passione. Io non volevo diventare chissà chi. L'ho fatto per me e per la mia famiglia, sforzandomi di dare il meglio di me stesso e, soprattutto, divertendomi. È impossibile giocare senza divertirsi.<ref name="Mucci">Dall'intervista di Nicola Mucci, ''[https://sportumbria.net/2024/01/25/4-chiacchiere-con-simone-giannelli/ 4 chiacchiere con Simone Giannelli]'', ''sportumbria.net'', 25 gennaio 2024.</ref>
==Citazioni su Simone Giannelli==
*Caro Simone, hai dimostrato a tutti cosa vuol dire "essere" un palleggiatore: essere preciso, "sentire" la squadra e gli umori dei propri attaccanti, ma soprattutto prendersi le responsabilità, avere coraggio e mantenere umiltà e rispetto per chiunque. Che grande esempio che sei! ([[Manuela Benelli]])
*Giannelli ha tutto ciò che si può desiderare da un palleggiatore e da un giocatore; può fare qualsiasi cosa. ([[Micah Christenson]])
*Migliora di continuo, è una cosa imbarazzante. Penso che sia il più grande giocatore della storia. Fa la differenza in qualsiasi competizione, dove viene eletto o il miglior giocatore in assoluto o il miglior palleggiatore. Ho adorato tanti giocatori. Penso a Vullo, a Grbic, a Bernardi, ma forse come Giannelli non c'è mai stato nessuno. ([[Giacomo Sintini]])
*Questo ragazzo è il palleggiatore più forte del pianeta. Perché ha un talento fuori scala e perché quando parla usa sempre il "noi". Simo, saresti diventato un campione in qualsiasi sport, ma tu sei la pallavolo. ([[Mauro Berruto]])
*Simone è il collante perfetto di una squadra, quello che trova la situazione positiva in ogni dinamica. ([[Lorenzo Bernardi]])
*{{NDR|Nel 2022}} Su Giannelli dico che ogni volta che leggo che ha ancora 25 anni non ci credo. Sono dieci anni che gioca ad alto livello, tipico palleggiatore moderno bravo a muro, bravo in difesa, non molla mai. ([[Aleksandar Atanasijević]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Giannelli, Simone}}
[[Categoria:Pallavolisti italiani]]
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Palleggiatore
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[[File:Svetovno prvenstvo v odbojki 2022 (52327708133).jpg|thumb|Un palleggio]]
Citazioni sul '''palleggiatore''' o '''alzatore''', ruolo della pallavolo.
*All'inizio, quando ero piccola, fare l'alzatrice non mi piaceva: vuoi fare il punto ed essere protagonista. Poi crescendo capisci l'importanza del ruolo e ti rendi conto di essere tu la protagonista, perché la palla passa sempre da te. ([[Jennifer Boldini]])
*Bisogna essere in grado di prendere decisioni rapidamente, essere sempre lucidi per passare la palla alla migliore compagna, con i tempi giusti e nella situazione a lei più idonea. {{NDR|«Dal punto di vista umano, invece?»}} Se vuoi essere una brava palleggiatrice devi accettare l'idea che non segnerai mai tanti punti. Non avrai le attenzioni dei media o della gente perché sei un top scorer. Il tuo compito è creare la migliore situazione per le compagne di squadra, permettendo loro di brillare in campo. ([[Britt Bongaerts]])
*Cosa vuol dire "essere" un palleggiatore: essere preciso, "sentire" la squadra e gli umori dei propri attaccanti, ma soprattutto prendersi le responsabilità, avere coraggio e mantenere umiltà e rispetto per chiunque. ([[Manuela Benelli]])
*Essere palleggiatrice significa avere l'intera strategia della squadra nella propria testa e nelle proprie mani, sapere a chi affidarsi in determinati momenti della partita. Mi piace molto l'aspetto della gestione perché ho la possibilità di indirizzare la squadra verso la mia idea di gioco. ([[Gaia Guiducci]])
*Giocando da palleggiatrice devo pensare tanto agli aspetti tattici e capire cosa fare in ogni momento. Quindi, per me è molto importante restare calma e non lasciarmi influenzare troppo dalle emozioni. ([[Sarah van Aalen]])
*Il mio ruolo, quello di palleggiatore, aiuta a pensare da allenatore. ([[Ferdinando De Giorgi]])
*Il ruolo del palleggiatore è particolare e difficile al tempo stesso; bisogna dosare tecnica ma anche psicologia perché devi sempre cercare di comprendere lo stato d'animo del tuo attaccante. Se è vero che lo sport è una scuola di vita, allora fare l'alzatore ti fa maturare più in fretta. ([[Simone Giannelli]])
*La chiave è la testa. Il tuo cervello deve trovare rapidamente i punti deboli nella difesa del tuo avversario e allo stesso tempo valutare correttamente i punti di forza della tua squadra e degli attaccanti. Questo richiede molta concentrazione, ma è quello che mi piace del ruolo. ([[Micah Christenson]])
*Mi piace l'idea che in ogni azione la palla passa per le mie mani: penso che il bello di questo ruolo sia legato proprio alla gestione e alla distribuzione del gioco. ([[Valentina Bartolucci]])
*Non cambierei il mio ruolo con nessun altro perché ha una centralità unica: il palleggiatore deve gestire il gioco e le strategie della squadra, risolvendo le varie situazioni che si creano in partita e mettendo le attaccanti nelle condizioni di fare punto. È una grande responsabilità. {{NDR|«Quali sono i segreti per riuscire a gestire al meglio la distribuzione di gioco?»}} La sensibilità ti permette di comprendere le dinamiche di gioco e capire a chi affidarti nei vari momenti della partita: chi ha il killer instinct per i punti decisivi, chi invece può soffrire sotto pressione, chi dopo un errore ha subito bisogno di essere coinvolto oppure chi va in difficoltà se sollecitato di nuovo. Insomma, non è solo questione di tattica ma anche di feeling. ([[Ofelia Malinov]])
*Poche squadre di pallavolo possono giocare secondo le loro capacità senza un grande alzatore. [...] Tra la ricezione (o la difesa) e l'attacco è l'alzatore che controlla il gioco. L'alzatore "fa" o "rompe" gli schiacciatori, costruisce o distrugge la fiducia in sé stessi dei ricettori, stabilisce i tempi del gioco della squadra, sviluppa il ritmo dell'attacco, e, in generale, conduce lo spettacolo. Per questo l'alzatore è il ruolo più critico in una squadra. ([[Doug Beal]])
*Quello del palleggiatore è un ruolo complesso, difficile [...]. Il secondo tocco è sempre il tuo. [...] Ma è un ruolo che mi piace perché mi permette di essere fantasioso e di essere un leader. Devi cercare di capire i compagni e imparare a leggere ogni momento della partita. Bisogna essere sempre lucidi e scegliere, in pochi istanti, la giocata migliore da fare. ([[Simone Giannelli]])
*Sa come si fa a trovare il portiere, tra ragazzi? Si prende il più scarso. Per il palleggiatore è un po' la stessa cosa. Il primo allenatore non aveva un gran fiducia nelle mie doti. Però, siccome era il fratello di una mia amica, anziché mandarmi a casa, mi diceva: "Tu va a palleggiare, che almeno non fai danni". ([[Annamaria Marasi]])
*{{NDR|«Per quale motivo, secondo te, molti alzatori diventano tecnici?»}} Sicuramente il regista ha più predisposizione a ragionare sul gioco perché, molto spesso, parla più degli altri con l'allenatore ed è quello che si interessa maggiormente delle varie tematiche. ([[Julio Velasco]])
==Altri progetti==
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{{Pallavolo}}
[[Categoria:Pallavolo]]
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Aldo Silvani
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Spinoziano
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/* Doppiatore */
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text/x-wiki
[[File:Aldo Silvani 1942.png|thumb|Aldo Silvani in ''[[4 passi fra le nuvole]]'' (1942)]]
'''Aldo Silvani''' (1891 – 1964), attore italiano.
==Citazioni su Aldo Silvani==
*Dotato di una bella figura e di una voce dai toni pastosi e chiari, è nel 1925 accanto a [[Emma Gramatica]] per impersonare l'Arcivescovo di Reims in ''Santa Giovanna di Shaw'', dove riceve lusinghieri consensi. [...] Si allontana dal teatro per parecchi anni per dedicarsi al doppiaggio, diventandone una delle punte di forza soprattutto per caratteristi [...] valorizzati dalla sua voce dal timbro inconfondibile e cavernoso.<br>Attore serio, sobrio, elegante e duttile, non sfugge al richiamo del cinema [...]. Ma è comunque dal 1939 in poi che Silvani esercita una vera e propria attività cinematografica continuativa, quasi sempre in ruoli secondari o di carattere, alcuni dei quali di grande valore e spessore, per i quali viene talvolta rimproverato per una certa carica enfatica, peraltro di notevole efficacia. (''[[Dizionario del cinema italiano]]'')
==Filmografia==
===Attore===
{{div col|strette}}
*''[[4 passi fra le nuvole]]'' (1942)
*''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'' (1942)
*''[[Calafuria (film)|Calafuria]]'' (1943)
*''[[Harlem (film)|Harlem]]'' (1943)
*''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]'' (1943)
*''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'' (1944)
*''[[Abbasso la miseria!]]'' (1945)
*''[[Il ratto delle Sabine (film 1945)|Il ratto delle Sabine]]'' (1945)
*''[[La vita ricomincia]]'' (1945)
*''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'' (1947)
*''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1949)
*''[[Fabiola (film 1949)|Fabiola]]'' (1949)
*''[[Il tesoro dell'Africa]]'' (1953)
*''[[Ti ho sempre amato!]]'' (1953)
*''[[Noi peccatori]]'' (1953)
*''[[La strada]]'' (1954)
*''[[Disperato addio]]'' (1955)
*''[[L'ultima violenza]]'' (1957)
*''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'' (1959)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[I patriarchi]]'' (1963)
{{div col end}}
===Doppiatore===
{{div col|strette}}
*''[[Il segno della croce]]'' (1932)
*''[[Sogno di prigioniero]]'' (1935)
*''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve e i sette nani]]'' (1937)
*''[[Jess il bandito]]'' (1939)
*''[[La via dei giganti]]'' (1939)
*''[[Mr. Smith va a Washington]]'' (1939)
*''[[Il grande dittatore]]'' (1940)
*''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]'' (1940)
*''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca, la prima moglie]]'' (1940)
*''[[Alba fatale]]'' (1943)
*''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]'' (1944)
*''[[Io ti salverò]]'' (1945)
*''[[Fra le tue braccia]]'' (1946)
*''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'' (1946)
*''[[La bella e la bestia (film 1946)|La bella e la bestia]]'' (1946)
*''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]'' (1946)
*''[[Dietro la porta chiusa]]'' (1947)
*''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]'' (1947)
*''[[Il fantasma e la signora Muir]]'' (1947)
*''[[La croce di fuoco]]'' (1947)
*''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'' (1948)
*''[[Il massacro di Fort Apache]]'' (1948)
*''[[Strada senza nome]]'' (1948)
*''[[Gli amanti della città sepolta]]'' (1949)
*''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]'' (1949)
*''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]'' (1950)
*''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]'' (1950)
*''[[Minaccia atomica]]'' (1950)
*''[[Viale del tramonto]]'' (1950)
*''[[Winchester '73]]'' (1950)
*''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'' (1951)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951)
*''[[Quo vadis (film 1951)|Quo vadis]]'' (1951)
*''[[Lo sceicco bianco]]'' (1952)
*''[[La strada]]'' (1954)
*''[[Duello al sole]]'' (1959)
*''[[La viaccia]]'' (1961)
*''[[A 007, dalla Russia con amore (film)|A 007, dalla Russia con amore]]'' (1963)
*''[[I tre volti della paura]]'' (1963)
*''[[La caduta dell'Impero romano]]'' (1964)
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Marco Negri (calciatore)
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'''Marco Negri''' (1970 – vivente), ex calciatore italiano.
==Citazioni di Marco Negri==
{{cronologico}}
*{{NDR|Sull'esperienza nel calcio scozzese}} L'atmosfera dello stadio e il seguito delle squadre è molto particolare. L'approccio alla partita è splendido, ogni partita è una battaglia ma lo spettacolo per il pubblico viene prima di tutto. Una cosa stranissima è stato a Edimburgo sul campo degli Hibernians, dove c'è un dislivello da una parte all'altra; affascinanti sono gli spogliatoi, si respira l'aria del passato.<ref>Dall'intervista di Marco Rosignoli, ''[https://web.archive.org/web/20140107154304/http://www.radiosportiva.com/news_scheda.php?idnews=3016 Scozia, Marco Negri a Sportiva: "Non perdetevi l'Old Firm"]'', ''radiosportiva.com'', 27 dicembre 2010.</ref>
*Sono stato veramente vicino a indossare la maglia azzurra. Questo è forse il più grande rimpianto che ho (anche una volta sarebbe statosufficiente); in quegli anni c'erano fior fiore di grandi attaccanti in Italia per cui solo il fatto di essere stato messo al confronto con quegli altisonanti nomi mi fa capire di aver lasciato un segno.<ref name="Russo">Da Alfonso Russo, ''[https://www.ukcalcio.com/2014/07/esclusiva-intervista-a-marco-negri-ex-attaccante-dei-rangers-glasgow/#UKCALCIO_propone_in_esclusiva_lintervista_a_Marco_Negri_ex_attaccante_dei_Rangers_Glasgow_Un_viaggio_tra_passato_e_presente_con_uno_sguardo_ai_progetti_futuri_del_primo_calciatore_italiano_ad_aver_lasciato_il_segno_allestero Intervista a Marco Negri, ex attaccante dei Rangers Glasgow]'', ''ukcalcio.com'', 22 luglio 2014.</ref>
*{{NDR|Sul calcio italiano degli anni 90}} Il campionato italiano era al top, c'erano tanti presidenti che investivano in grandi nomi e il fatto di venire in Italia era il massimo per i fuoriclasse di tutto il mondo; da noi c'era l'incoronazione finale, si raggiungeva l'apice. Tutto ciò innescava una sana concorrenza, tanti campioni portavano la loro classe per cui anche i giocatori di casa crescevano e vincevano trofei europei. Di negativo probabilmente quel periodo ha fatto dimenticare un pò i settori giovanili, perchè il giocatore non si cresceva in casa ma si andava a comprare già "fatto".<ref name="Russo"/>
*{{NDR|Sull'[[Old Firm]]}} È una partita che ti cambia la carriera nel bene e nel male. Ci si sente parte di una tifoseria. È come se si sfidassero due nazionali. Vivi le stesse pressioni che ti possono schiacciare, ma anche spingerti verso grandi emozioni. [...] Una partita non banale, non comune.<ref>Dall'intervista di Nicola Mucci, ''[https://sportumbria.net/2023/11/23/4-chiacchiere-con-marco-negri/ 4 chiacchiere con Marco Negri]'', ''sportumbria.net'', 23 novembre 2023.</ref>
{{Int|''[https://gianlucadimarzio.com/it/lincredibile-storia-di-marco-negri-eroe-dellumbria-e-di-glasgow-un-giorno-sean-connery-mi-disse L'incredibile storia di Marco Negri, eroe dell'Umbria e di Glasgow. "Un giorno Sean Connery mi disse..."]''|Intervista di Claudio Giambene, ''gianlucadimarzio.com'', 24 novembre 2017.}}
*{{NDR|Sulla stagione 1991-1992 della Ternana}} Un ricordo meraviglioso. Clagluna allenatore di un gruppo granitico. Segnavamo pochissimo: vincemmo il campionato facendo 21 gol. Io ne feci 5 e compresi subito cosa volesse dire giocare con la pressione addosso, in un campionato lontano dalle tv, calcio vero. {{NDR|«E calci, tanti. Non solo sul terreno di gioco»}} Ad Acireale nel sottopassaggio successe di tutto. Capitavano spesso queste cose nel girone sud. Ma era comunque bellissimo. Quella promozione mi diede una consapevolezza incredibile.
*[[Luciano Gaucci|Gaucci]] aveva i suoi metodi per motivare i giocatori. Quando arrivai ero spesso infortunato e non rendevo al meglio. Una volta mi prese sottobraccio e davanti alla squadra disse: sa Negri, io l'ho acquistata per fare la differenza. Ma per noi, non per gli altri!
*{{NDR|Sulla stagione [[Associazione Calcio Perugia 1995-1996|1995-1996]] del Perugia, «18 reti, due decisive per la promozione nell'ultima partita col Verona al Renato Curi»}} Era tutto apparecchiato. Lo stadio pieno, loro già promossi, ma in campo fu durissima. Andammo sotto, poi la riacciuffammo. E fu una gioia pazzesca. Io e Materazzi uscimmo dallo stadio e andammo a festeggiare per le vie della città col suo motorino. Senza casco, coi capelli dipinti di blu, in mezzo alla gente. Altro che pullman scoperto, quella sì che fu una festa vera.
*{{NDR|Sul [[derby dell'Umbria]]}} È una partita speciale perché sono due tifoserie speciali. In questo calcio ultramoderno avere sprazzi in cui il tifoso è il vero protagonista fa sempre piacere. Io ho giocato anche il derby di Glasgow ma quello fra Ternana e Perugia lo porto sempre nel cuore.
*Vorrei allenare gli attaccanti. Ho il patentino per andare in panchina, ma il mio progetto è diventare un allenatore di reparto, insegnando i movimenti. Esiste per i portieri, perché non dobbiamo avere una figura simile per chi è chiamato a fare gol? Io ho imparato a stare in campo guardando Abel Balbo ai tempi dell'Udinese, ma mi sarebbe piaciuto avere una guida specifica.
{{Int|''[https://www.barbadillo.it/74236-lintervista-marco-negri-allegri-e-gattuso-hanno-la-stessa-grinta-di-quando-giocavano/ L'intervista. Marco Negri: "Allegri e Gattuso? Hanno la stessa grinta di quando giocavano"]''|Giacomo Bonetti, ''barbadillo.it'', 17 aprile 2018.}}
*Fin da piccolino ho passato tantissime ore nel cortile di casa mia, asfalto su cui si giocava a tutto, calcio, basket, tennis... la mia preferenza è sempre stata per il pallone e d'altronde erano gli anni dei Campioni del Mondo di Spagna.
*La carriera di un giovane calciatore è contraddistinta da alti e bassi, normali, da cui bisogna sempre imparare e migliorare. D'altronde si possono commettere centinaia di errori, ma bisogna stare attenti a non replicare sempre gli stessi sbagli. La maturazione è arrivata grazie alle esperienze fatte, ai compagni incontrati e agli allenatori per cui ho giocato, è stato un processo continuo, fino alla mia esplosione calcistica, che come attaccante si è notata specie per i gol realizzati.
*L'[[Old Firm]] è sicuramente la partita più importante che io abbia giocato. Una partita che coinvolge due metà della stessa città, due appartenenze diverse e opposte... Non è una partita, ma la partita che i tifosi iniziano a giocare una settimana prima e che continua oltre i 90 minuti.
*{{NDR|Su [[Paul Gascoigne]]}} Gazza lo considero il giocatore più forte con cui abbia mai giocato, ma sono più fiero di aver conosciuto molto bene anche Paul, persona interessantissima, mai banale: certo un po' bizzarra.
{{Int|''[https://www.cosenzachannel.it/2019/02/21/negri-tra-cosenza-e-perugia-quel-mio-trasferimento-nel-95-fece-parlare/ Negri tra Cosenza e Perugia: «Quel mio trasferimento nel '95 fece parlare»]''|Intervista di Giulio Cava, ''cosenzachannel.it'', 21 febbraio 2019.}}
*La [[Serie B]] è una maratona molto, ma molto equilibrata. Vive di ondate. Tutte le squadre hanno periodi positivi nei quali, magari, riescono a fare qualche vittoria di seguito, volgendo la classifica a proprio favore. Però, è un campionato lunghissimo. Bisogna essere bravi a cavalcare i momenti positivi, gestendo le difficoltà. Gli infortuni, gli stati di forma possono fare la differenza. La Serie B è sempre un campionato molto bello. Nessuna partita è scontata.
*Ricordo con grande affetto la mia esperienza nel Perugia. Insieme al Grifone ho avuto la possibilità di conquistare la Serie A e giocarci. Per un giocatore è il massimo. Andammo nella massima serie all'ultima giornata, con quella partita pazzesca contro il Verona. Ricordo lo stadio gremito fin da mezzogiorno, noi giocavamo alle 15. Sono quelle gare che ti rimangono. La tensione il giorno prima che non ci fece prender sonno. Non fu facile perché andammo sotto. Tuttavia, riuscimmo a riportare Perugia in Serie A. Ero molto contento per aver reso felice i tifosi.
*{{NDR|«Per il suo trasferimento al Perugia fu contestato dai tifosi rossoblù. Infatti, quando tornò da avversario la fischiarono»}} All'ora non c'era il parametro zero. Finii la mia esperienza al Cosenza a cui devo tantissimo, dove sono cresciuto come uomo e come calciatore. Dopo anni passati lì, decisi di cambiare andando a Perugia. Quando tornai, ricordo i fischi e qualche tifoso mi mostrava i soldi accusandomi di essere un mercenario. Tuttavia, rientra nel gioco del calcio. Fino a quando ho vestito la maglia rossoblù, ho cercato di dare sempre il 100 %, aiutando la squadra con i miei goal. Così ho fatto al Perugia. Ovvio che qualche tifoso non accetti la tua decisione.
*{{NDR|«Che ricordo ha di [[Gigi Marulla]]?»}} È stato uno dei più grandi giocatori con cui ho giocato insieme. Talento unico. In campo era un calciatore completo. Giocava da punta e da trequartista. Segnava tanto, anche dai calci di punizione. Dribblava, faceva assist. Poteva ambire alla Serie A, ma decise di restare a Cosenza. Sono stato onorato di dividere la maglia con lui. Ricordo i duetti con De Rosa, si prendevano in giro l'un l'altro. Veramente una grandissima mancanza.
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20211018041634/https://altrocalcio.com/2021/09/30/marco-negri-la-mia-svolta-a-perugia-con-galeone-in-panchina-gaucci-era-un-presidente-tifoso-che-aveva-fiuto-per-il-talento/ Marco Negri: "La mia svolta a Perugia con Galeone in panchina. Gaucci era un presidente tifoso che aveva fiuto per il talento"]''|''altrocalcio.com'', 30 settembre 2021.}}
*{{NDR|«Nella stagione 1995-96 approdò a Perugia, squadra costruita per essere promossa in A. Come nacque la trattativa che la portò in Umbria?»}} Venivo da un'ottima stagione col Cosenza in Serie B, l'allenatore era Zaccheroni e riuscimmo a salvarci nonostante i nove punti di penalizzazione. Avevo realizzato 19 gol e c'erano diverse squadre interessate al mio cartellino. Ero in scadenza, ma a quei tempi non esisteva ancora il parametro zero e quindi il mio parametro era piuttosto alto, si aggirava intorno ai quattro miliardi. A quel punto si fece vivo il Perugia, la società umbra era molto interessata al mio acquisto. Avevo voluto fortemente il Perugia, rinunciando anche all'offerta in Serie A dell'Atalanta a cui serviva un attaccante per rimpiazzare Ganz ceduto all'Inter. In quel momento non mi sentivo pronto giocare in A e non nascondo che l'offerta del Perugia, a livello economico, era particolarmente allettante. Tra il Perugia ed il Cosenza ci fu un autentico braccio di ferro perché la società umbra, conoscendo le difficoltà economiche dei calabresi, cercava di allungare i tempi della trattativa. A quel punto iniziai a ricevere diverse telefonate da parte dei dipendenti del Cosenza, nel frattempo rimasti senza stipendio, che mi chiedevano di parlare con il presidente perugino perché pur avendo la mia firma non voleva pagare il parametro. Ero legatissimo all'ambiente cosentino perché mi trattarono bene sin sa subito, così chiamai direttamente Gaucci intimandogli che avrebbe dovuto pagare il Cosenza altrimenti avrei stracciato il precontratto. "Magicamente", dopo 24 ore dalla mia telefonata, la situazione finalmente si sbloccò e diventai un calciatore del Perugia.
*{{NDR|Sulla stagione [[Associazione Calcio Perugia 1995-1996|1995-1996]] del Perugia}} L'inizio della mia avventura a Perugia fu difficile in quanto rimasi ai box per un problema al piede, che risaliva all'ultima giornata del campionato precedente quando indossavo la maglia del Cosenza. Il piede faceva addirittura fatica ad entrare nello scarpino. Con Novellino non ebbi un rapporto facile, in quanto il mister era convinto che io fingessi di star male. [...] La squadra sin dalle prime giornate non riusciva ad ottenere risultati positivi, così Gaucci prese in mano le redini della situazione e ingaggiò Galeone. Il presidente, dopo l'ultima sconfitta a Cesena, ci mandò in ritiro punitivo presso un albergo molto spartano. Ricordo che in un'intervista Gaucci disse che ci aveva spedito in un hotel decisamente brutto, affermazione che gli costò anche la denuncia del proprietario di quell'albergo. Con Galeone ci fu la vera svolta, d'altra parte la nostra era una squadra molto talentuosa. Il mister ci diede un'impronta offensiva, con il suo gioco propositivo ci faceva divertire sia in allenamento che durante le partite. Inoltre ebbe delle grandi intuizioni a livello tattico, come ad esempio lo spostamento di Giunti dal ruolo di trequartista a quello di regista. Essendo un attaccante il mio rapporto con Galeone fu ottimo, in quanto il mister con il suo gioco mi metteva sempre nelle condizioni migliori per far gol. Avevo sempre tante occasioni durante la partita ed ero coinvolto nelle dinamiche della squadra, tutto veniva facile. Con il mister mi sentivo al centro del progetto e ci capivamo al volo.
*{{NDR|Sulla stagione [[Associazione Calcio Perugia 1996-1997|1996-1997]] del Perugia}} Giocare in quella Serie A era toccare l'apice perché era il campionato con il maggior numero di talenti al mondo. Riuscii ad esordire subito col botto realizzando il gol con cui vincemmo alla prima giornata contro la Sampdoria di Veron, Mancini e Montella. Il nostro avvio di campionato fu molto positivo e i titoli sui giornali in favore di quel Perugia si sprecavano. Tra l'altro oltre ad ottenere risultati importanti, quella squadra giocava un bel calcio [...]. In quel periodo ci fu anche la convocazione in nazionale di Federico Giunti, ulteriore dimostrazione che stavamo realizzando qualcosa di importante. Purtroppo in breve tempo iniziarono i problemi: prima ci fu l'esonero di Galeone, nonostante la squadra fosse in una discreta posizione di classifica, poi io fui messo fuori rosa e ci furono una serie di problematiche che minarono la serenità del gruppo. Alla fine retrocedemmo con un bottino di 37 punti e per me fu una delle delusioni più cocenti della mia carriera, nonostante avessi realizzato 15 gol in Serie A. Il cambio di allenatore fu sicuramente affrettato, anche se Galeone fu sostituito da un altro grande tecnico come Nevio Scala. Il problema era che Scala giocava con il 3-5-2, ma noi ormai eravamo abituati al 4-3-3 e in rosa avevamo calciatori adatti soprattutto per quel tipo di gioco. [...] Fu un vero peccato, sono convinto che con quel Perugia si sarebbe potuto inaugurare un ciclo importante. Avevamo calciatori forti dal punto di vista tecnico e un presidente visionario che non aveva paura di investire, e invece quella retrocessione vanificò tutto il lavoro svolto da Galeone.
*[[Luciano Gaucci]] era un vero uragano, un presidente tifoso che lavorava sempre con grande entusiasmo. Qualche anno fa partecipai ad una partita di beneficenza a cui presero parte tanti ex calciatori del Perugia di Gaucci, mi guardai intorno e vidi gente come Ravanelli, Materazzi, Olive, Tedesco, Gattuso, Grosso, Nakata, Allegri, Rapaić, Giunti ecc. Questo giusto per far capire l'alto livello tecnico dei calciatori portati in Umbria dal presidente. Gaucci era un generoso che aveva fiuto per il talento.
{{Int|''[https://www.bolognasportnews.it/news/273600122374/negri-zirkzee-e-un-esteta-i-suoi-colpi-rubano-l-occhio-mi-ricorda-zico Negri: "Zirkzee è un esteta, i suoi colpi rubano l'occhio. Mi ricorda Zico"]''|Da un'intervista a ''la Repubblica''; citato in Niccolò Castellari, ''bolognasportnews.it'', 27 dicembre 2023.}}
*[...] quando avevo 15-16 anni, mi capitò, negli Allievi dell'Udinese, di giocare contro la prima squadra e lì rimasi folgorato da [[Zico]]. [...] quando gli arrivava la palla non è che guardava solo com'erano messi gli avversari, ma sapeva già dove stavano e dove sarebbero andati i compagni. Non aveva 2 soluzioni davanti a sé, ne aveva quattro o cinque.
*Il calcio di oggi è tutta una statistica, vale soprattutto per gli attaccanti, presenze, gol e assist. Stop. Prendi una videocassetta di un bomber e ci trovi quello, i gol e gli assist.
*Nel corso degli anni i due estremi del gioco, intendo il portiere e il centravanti, hanno subito modifiche clamorose. Ci sono portieri che hanno una tecnica che tanti miei compagni difensori dell'epoca non avevano. E oggi il portiere sta alto, è quasi un libero, il campo di fatto è come se si fosse ristretto, non c'è più la profondità, e allora bisogna attaccare diversamente.
===Citazioni non datate===
*{{NDR|Sull'esperienza nei Rangers, «e proprio in Champions avviene l'esordio, nelle Isole Far Oer, contro il GI Gotu»}} La ricordo ancora benissimo. Ci sono tanti isolotti uniti da ponti o, più spesso, da traghetti. Era un continuo sali e scendi dai traghetti. Durante la strada ho visto per la prima volta le pecore sui tetti delle case, lì a brucare. Era un'atmosfera strana, ma è stato bellissimo perché ho segnato all'esordio.<ref>Dall'intervista di Giovanni Mazzola, ''[https://grandhotelcalciomercato.com/it/marco-negri-rangers-glasgow-intervista-retroscena-calciomercato-gattuso Negri, quel trasferimento ai Rangers e il "rimborso Gattuso"]'', ''grandhotelcalciomercato.com''.</ref>
{{Int|1=''[https://soccerillustrated.it/?p=4844 Il bomber Marco Negri: "Gascoigne? Un genio dal cuore d'oro"]''|2=''soccerillustrated.it''.|h=4}}
*{{NDR|«Oggi tutti si chiamano bomber, anche per scherzare. Ma tu che un bomber lo sei stato veramente, ci puoi spiegare cosa vuol dire?»}} Ma guarda, è un nomingolo a cui sono molto affezionato, specialmente quando ti iniziano a chiamare bomber i compagni di squadra. Vuol dire che c'è un rispetto e una fiducia incredibile. Quindi è un nomingolo che mi è sempre piaciuto. Il bomber è quel centravanti che fa i gol pesanti, magari non la doppietta sul 5-0 ma il gol decisivo al 90' che ti porta i 3 punti. Oppure quel giocatore che ti tira fuori il gol insperato dopo aver fatto una prestazione così così. Insomma secondo me Bomber significa "Decisivo", quando hai quella capacità di tirare fuori il gol insperato.
*[...] l'esperienza all'estero era una cosa che mi era sempre piaciuta e l'avevo sempre considerata come un'opportunità da cogliere al volo, però verso fine carriera. Era un po' il discorso che facevamo tutti all'epoca: io fui uno dei primi insieme a Vialli e Zola, che dopo aver vinto tutto in Italia a fine carriera erano andati all'estero per questa avventura. A me succede che gioco a Perugia in Serie A, faccio 15 gol però la squadra retrocede. A quel punto c'erano molte voci di mercato anche su di me perché avevo dimostrato di poter segnare tanto anche senza rigori ma soprattutto di meritare la Serie A, che a quei tempi era [...] il campionato più importante al mondo. Io mi ero messo in luce, ma in quel momento eravamo retrocessi, quindi ero un giocatore di Serie B. Certo, le trattative andavano avanti, ma senza nulla di concreto. Ed ecco che arriva la chiamata da questa squadra scozzese che io non conoscevo nemmeno benissimo, ma che poi si è rivelata una delle squadre più famose e con più tifosi al mondo. E, non te lo nascondo, con un cospicuo ingaggio e soprattutto l'occasione di giocare la Champions League [...]. In Italia per giocare la Champions League allora dovevi essere un giocatore di Juventus, Inter o Milan [...]. E non sarebbe stato facile per me. La Champions per me aveva un fascino particolare e ho colto l'opportunità. {{NDR|«Hai ripagato la fiducia con una valanga di gol: 32 in 29 partite, 23 in soli 10 match»}} Ho fatto 30 gol già a Natale, in praticamente 3 mesi e mezzo. Poi una pallina da squash nell'occhio in una giornata libera mi rovina [...] perchè veramente avevo una fiducia incredibile. Venivo da stagioni in cui facevo 18/19 gol all'anno e nel campionato scozzese se giochi nei Rangers hai tantissime occasioni da gol. Io in quel periodo giocavo veramente bene e avevo questa voglia pazzesca nelle conclusioni. Fatto sta che questo incidente all'occhio mi rovina un po', un po' tanto per la verità, quella atmosfera quasi magica che era venuta a crearsi. Al rientro faccio si qualche gol, ma non sono più quella Gol-Machine di inizio campionato, come mi chiamavano allora.
*[...] in Scozia non mi conoscevano, ero un nome emergente in Italia ma all'estero nessuno mi conosceva. Avere un impatto del genere, segnare per dieci partite consecutive, fare doppiette, poi partite con quattro o tre gol... insomma, avevo fatto spalancare gli occhi a tutti. [...] C'è stata una cosa simpatica [ride, ''ndr'']. Mi è arrivata una volta una lettera allo stadio, avevamo appena vinto 7-1 la nostra partita e io avevo fatto 4 gol. Mi arriva questa lettera il giorno dopo con una schedina di un tifoso che aveva giocato la nostra vittoria, una mia tripletta e altre cose tra cui che il primo gol della gara fosse mio. Era una bella scommessa, gli sarebbe fruttata qualcosa come 2.000 sterline. E in questa lettera mi diceva scherzosamente che aveva perso la schedina per colpa mia, che avevo fatto 4 gol anziché solo 3, ma di continuare così che ero entrato nel cuore dei tifosi. Insomma, io sono stato una sorpresa per loro come loro lo sono stati per me, perché a questi livelli non pensavo di avere un impatto tale.
*[...] non ti nascondo che quando è successo tutto questo, da un giorno all'altro per colpa di una stupida partita di squash... è dura da digerire. C'erano voci di nazionale, ero in testa per distacco nella classifica per la Scarpa d'oro e tutto andava bene. Poi c'è stata la partita di squash, quella pallina, il distacco della retina. E lì pensi tante cose. Un giocatore lo sa che l'infortunio è sempre dietro l'angolo, lo metti in conto. Ma questo lo reputo diverso. Avevamo allenamento tutta la settimana tranne il mercoledì, mentre in Italia eravamo abituati ad allenarci tutti i giorni. Quindi io cercavo sempre di tenermi in allenamento. Ma anziché decidere di andare a correre da solo in un parco avevo deciso di andare a fare una partita di squash con Porrini, perché è un gioco di movimenti rapidi, un po' come quando stai in area di rigore [...]. La seconda volta che gioco a squash arriva questa pallina a 100 all'ora nell'occhio, distacco della retina, sangue nell'iride, non potevo più vedere. Poi il laser, i mal di testa. È difficile da mandar giù. Non torni più quello che eri, e vedi tutto quanto, il campionato, la Scarpa d'oro e la nazionale scivolare via e inizi a farti un sacco di domande e recriminazioni. Se sei in alto, come si dice, quando cadi ti fai più male. Ed è quello che è successo a me. [...] quel "come sarebbe andata" senza quello stupido incidente... torna alla mente ogniqualvolta qualcuno mi fa questa domanda.
*{{NDR|Su [[Paul Gascoigne]]}} A me definirlo pazzo non piace visto che lui è un genio. È stato un genio, e come tutti i geni sai... sono sempre al limite. Ogni tanto esagerano e lo oltrepassano, però io lo ricordo sempre come un persona geniale. Gli scherzi erano all'ordine del giorno, capitava che ti cambiavi dopo l'allenamento e ti sparivano i vestiti, perché a lui magari piaceva il colore o erano profumati, gli piaceva e se li metteva. Oppure una volta in allenamento, durante lo stretching fece pipì sulla gamba di un nostro compagno di squadra che non la prese proprio bene [ride, ''ndr'']. Una persona veramente iperattiva nel pensare e nel fare cose [...], geniale in campo e fuori anche se alcune volte la linea del genio veniva superata e si esagerava. Ma ho un ricordo fantastico di lui. Lo ricordo come una persona di cuore, una persona che se avevi bisogno era la prima a farsi avanti.
*{{NDR|Su [[Gennaro Gattuso]]}} [...] è stato da sempre un giocatore molto intelligente perché ha capito quali fossero le sue caratteristiche positive che lo avrebbero fatto emergere e ha sempre puntato su quelle: ha basato tutto sul dinamismo, sulla grinta, sulla voglia di vincere e sul fatto di essere un trascinatore.
*Per diventare un grandissimo giocatore [...], il talento ti fa arrivare fino ad un certo punto. Ma se non hai un etica dello sport, del lavoro, non lavori duro, non lavori costantemente sul campo per migliorare, se non hai un atteggiamento giusto con i compagni, non diventi parte integrante del gruppo e rimani estraneo, è chiaro che questo talento non ti basta.
{{Int|''[https://www.ilposticipo.it/calcio/intervista-seconda-vita-marco-negri/1/ Negri: "Un Allegri-bis farebbe bene. Le lezioni d'inglese con Gattuso e Gascoigne in mutande..."]''|Intervista di Simone Lo Giudice, ''ilposticipo.it''.|h=4}}
*Sono nato a Milano. Quando ero piccolo, io e la famiglia ci siamo trasferiti a Monfalcone [...] dove sono cresciuto. C'era l'Udinese di Zico ed Edinho in Serie A. La Triestina in Serie B faceva grandi campionati. Ho giocato a basket, poi il mio migliore amico mi ha spinto verso il calcio. Mio padre da giovane ha giocato nel Fanfulla in C, ma si è rotto presto le ginocchia. Però mi ha trasmesso il Dna per il calcio. Ho cominciato a 13 anni in una piccola squadra. Poi ho fatto i provini e sono stato preso sia dall'Udinese che dalla Triestina, la prima ipotesi però era quella più interessante. Ho fatto tutta la trafila e ho esordito a 17 anni in B con l'Udinese di Sonetti: ho fatto poche presenze, ma abbiamo vinto il campionato. È stato il mio inizio.
*Vivevo a dieci chilometri dal confine. Quando avevo 18 anni prendevamo la macchina in quattro-cinque con poche lire in tasca e andavamo oltre confine a mangiare il pesce, a fare benzina, a divertirci in discoteca perché lì costava di meno. Vedere l'estero come vicino di casa può aver pesato nelle mie scelte.
*{{NDR|Su [[Massimiliano Allegri]]}} Da giocatore era simpaticissimo, un cavallo pazzo che teneva lo spogliatoio vivo. La battuta del livornese veniva fuori.
*{{NDR|Su [[Paul Gascoigne]]}} Una volta in Scozia, il giorno prima di una partita, ho visto l'ascensore aprirsi e uscire Gazza in mutande e con una canottiera, non aveva nemmeno le ciabatte. È entrato in sala, ha salutato tutti. Si è messo due tramezzini nelle mutande, poi ha preso un po' di frutta e un po' d'acqua. Ha detto "See you tomorrow" ed è tornato in camera. Il giorno dopo ci ha fatto vincere giocando da solo e facendo cose meravigliose. Gascoigne poteva fare quello che voleva.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Negri, Marco}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Old Firm
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Danyele
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Oldfirmclash.JPG|thumb|Un derby tra Celtic e Rangers, 27 aprile 2008]]
Citazioni sull{{'}}'''Old Firm''' e in generale sulla '''rivalità Celtic-Glasgow'''.
*È una partita che ti cambia la carriera nel bene e nel male. Ci si sente parte di una tifoseria. È come se si sfidassero due nazionali. Vivi le stesse pressioni che ti possono schiacciare, ma anche spingerti verso grandi emozioni. [...] Una partita non banale, non comune. ([[Marco Negri (calciatore)|Marco Negri]])
*L'Old Firm è sicuramente la partita più importante che io abbia giocato. Una partita che coinvolge due metà della stessa città, due appartenenze diverse e opposte... Non è una partita, ma la partita che i tifosi iniziano a giocare una settimana prima e che continua oltre i 90 minuti. ([[Marco Negri (calciatore)|Marco Negri]])
==Voci correlate==
*[[Celtic Football Club]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}}
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[[Categoria:Derby calcistici]]
[[Categoria:Celtic F.C.]]
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Discussioni utente:Kaiser Of The Germans
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Cabayi
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{{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:00, 23 ago 2025 (CEST)}}
:Anche se probabilmente non modificherò qui perché modifico su en.wiki, grazie mille. [[Utente:PixelWhite|PixelWhite]] ([[Discussioni utente:PixelWhite|scrivimi]]) 22:05, 23 ago 2025 (CEST)
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Anthony Mann
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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[[File:The Far Country (1954) still 1 (cropped).jpg|thumb|Anthony Mann sul set di ''[[Terra lontana]]'' (1954)]]
'''Anthony Mann''', pseudonimo di '''Emil Anton Bundsmann''' (1906 – 1967), regista statunitense.
==Citazioni su Anthony Mann==
*Nel 1950 comincia il periodo dei suoi western, classici per il loro tono tragico, per il rispetto delle forme regolari, per il loro riferirsi alle grandi leggende, per l'arte sobria e misurata, infine per l'interesse ai caratteri nobili ma umani sottoposti a prove terribili. L'omogeneità di questa parte dell'opera di Mann deve molto alla frequente collaborazione dello sceneggiatore Borden Chase e di [[James Stewart]]. Una omogeneità che si manifesta soprattutto in una messinscena superba. Sensibile ai paesaggi aperti i cui confini possono nascondere una minaccia, la messinscena si mantiene sensibile alla bellezza di una natura possente, collocandovi saldamente i personaggi e le loro relazioni. (''[[Dizionario Larousse del cinema americano]]'')
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Schiavo della furia]]'' (1948)
*''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]'' (1950)
*''[[Winchester '73]]'' (1950)
*''[[Là dove scende il fiume]]'' (1952)
*''[[Lo sperone nudo]]'' (1953)
*''[[Terra lontana]]'' (1954)
*''[[L'uomo di Laramie]]'' (1955)
*''[[Il segno della legge]]'' (1957)
*''[[Il piccolo campo]]'' (1958)
*''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]'' (1960)
*''[[La caduta dell'Impero romano]]'' (1964)
*''[[Sull'orlo della paura]]'' (1968)
{{div col end}}
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Mann, Anthony}}
[[Categoria:Registi statunitensi]]
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Mariano Maresca
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il problema della scuola
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text/x-wiki
'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==Citazioni di Mariano Maresca==
*Quando un paese comincia a realizzare le condizioni per un regime schiettamente democratico, il problema della scuola assume una configurazione nuova, perché esce dai termini tradizionali e ristretti d'un rapporto tra scuola e stato o classe dominante per diventare veramente il problema della scuola in uno stato democratico. Ossia la scuola comincia a prendere coscienza della sua funzione umana, abbandonando via via tutti i vieti e logori concetti di scuola nazionale, scuola del cittadino, scuola di massa ecc. La democrazia non comporta altra scuola che quella che suscita ed alimenta lo spirito democratico nelle sue condizioni ideali e perenni di autogoverno del popolo.<ref>Da ''Libertà e scuola nello stato democratico'', p. 46.</ref>
==''Il problema della religione nella filosofia contemporanea''==
*Il bisogno religioso prorompe nella [[coscienza]] dal bisogno di salvare la vita da tutto ciò che la riduce e la umilia, e quindi dal bisogno di cercare la vita vera, la vita beata, al di sopra e al di là della vita soggetta alle vicissitudini tristi ed ingannevoli del tempo. [[Dio|Iddio]] non è una categoria conoscitiva nella vita religiosa, né una realtà trascendente ontologicamente lo spirito umano, della quale la ragione debba ricercare le sue connessioni con la realtà dell'esperienza. Dio è il simbolo mentale del termine verso il quale tende e si appunta il bisogno religioso: la vita beata, la salvezza, la conquista dell'assoluto. (Parte I, cap. VIII, p. 127)
*La [[religione]] è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana. (Parte II, cap. I, p. 133)
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo. (Appendice, III, pp. 319-320)
==Bibliografia==
*Mariano Maresca, ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932.
{{DEFAULTSORT:Maresca, Mariano}}
[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Insegnanti italiani]]
[[Categoria:Pedagogisti italiani]]
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sezione Note
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text/x-wiki
'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==Citazioni di Mariano Maresca==
*Quando un paese comincia a realizzare le condizioni per un regime schiettamente democratico, il problema della scuola assume una configurazione nuova, perché esce dai termini tradizionali e ristretti d'un rapporto tra scuola e stato o classe dominante per diventare veramente il problema della scuola in uno stato democratico. Ossia la scuola comincia a prendere coscienza della sua funzione umana, abbandonando via via tutti i vieti e logori concetti di scuola nazionale, scuola del cittadino, scuola di massa ecc. La democrazia non comporta altra scuola che quella che suscita ed alimenta lo spirito democratico nelle sue condizioni ideali e perenni di autogoverno del popolo.<ref>Da ''Libertà e scuola nello stato democratico'', p. 46.</ref>
==''Il problema della religione nella filosofia contemporanea''==
*Il bisogno religioso prorompe nella [[coscienza]] dal bisogno di salvare la vita da tutto ciò che la riduce e la umilia, e quindi dal bisogno di cercare la vita vera, la vita beata, al di sopra e al di là della vita soggetta alle vicissitudini tristi ed ingannevoli del tempo. [[Dio|Iddio]] non è una categoria conoscitiva nella vita religiosa, né una realtà trascendente ontologicamente lo spirito umano, della quale la ragione debba ricercare le sue connessioni con la realtà dell'esperienza. Dio è il simbolo mentale del termine verso il quale tende e si appunta il bisogno religioso: la vita beata, la salvezza, la conquista dell'assoluto. (Parte I, cap. VIII, p. 127)
*La [[religione]] è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana. (Parte II, cap. I, p. 133)
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo. (Appendice, III, pp. 319-320)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Mariano Maresca, ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932.
{{DEFAULTSORT:Maresca, Mariano}}
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/* Citazioni di Mariano Maresca */ wlink
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'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==Citazioni di Mariano Maresca==
*Quando un paese comincia a realizzare le condizioni per un regime schiettamente [[Democrazia|democratico]], il problema della [[scuola]] assume una configurazione nuova, perché esce dai termini tradizionali e ristretti d'un rapporto tra scuola e stato o classe dominante per diventare veramente il problema della scuola in uno stato democratico. Ossia la scuola comincia a prendere coscienza della sua funzione umana, abbandonando via via tutti i vieti e logori concetti di scuola nazionale, scuola del cittadino, scuola di massa ecc. La democrazia non comporta altra scuola che quella che suscita ed alimenta lo spirito democratico nelle sue condizioni ideali e perenni di autogoverno del popolo.<ref>Da ''Libertà e scuola nello stato democratico'', p. 46.</ref>
==''Il problema della religione nella filosofia contemporanea''==
*Il bisogno religioso prorompe nella [[coscienza]] dal bisogno di salvare la vita da tutto ciò che la riduce e la umilia, e quindi dal bisogno di cercare la vita vera, la vita beata, al di sopra e al di là della vita soggetta alle vicissitudini tristi ed ingannevoli del tempo. [[Dio|Iddio]] non è una categoria conoscitiva nella vita religiosa, né una realtà trascendente ontologicamente lo spirito umano, della quale la ragione debba ricercare le sue connessioni con la realtà dell'esperienza. Dio è il simbolo mentale del termine verso il quale tende e si appunta il bisogno religioso: la vita beata, la salvezza, la conquista dell'assoluto. (Parte I, cap. VIII, p. 127)
*La [[religione]] è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana. (Parte II, cap. I, p. 133)
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo. (Appendice, III, pp. 319-320)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Mariano Maresca, ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932.
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riferimenti bibliografici
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text/x-wiki
'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==Citazioni di Mariano Maresca==
*Quando un paese comincia a realizzare le condizioni per un regime schiettamente [[Democrazia|democratico]], il problema della [[scuola]] assume una configurazione nuova, perché esce dai termini tradizionali e ristretti d'un rapporto tra scuola e stato o classe dominante per diventare veramente il problema della scuola in uno stato democratico. Ossia la scuola comincia a prendere coscienza della sua funzione umana, abbandonando via via tutti i vieti e logori concetti di scuola nazionale, scuola del cittadino, scuola di massa ecc. La democrazia non comporta altra scuola che quella che suscita ed alimenta lo spirito democratico nelle sue condizioni ideali e perenni di autogoverno del popolo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaLibertaScuolaNelloStato/mode/1up Libertà e scuola nello stato democratico]'', Edizioni Il vaglio, Milano, Parte II.2, 1947, p. 46.</ref>
==''Il problema della religione nella filosofia contemporanea''==
*Il bisogno religioso prorompe nella [[coscienza]] dal bisogno di salvare la vita da tutto ciò che la riduce e la umilia, e quindi dal bisogno di cercare la vita vera, la vita beata, al di sopra e al di là della vita soggetta alle vicissitudini tristi ed ingannevoli del tempo. [[Dio|Iddio]] non è una categoria conoscitiva nella vita religiosa, né una realtà trascendente ontologicamente lo spirito umano, della quale la ragione debba ricercare le sue connessioni con la realtà dell'esperienza. Dio è il simbolo mentale del termine verso il quale tende e si appunta il bisogno religioso: la vita beata, la salvezza, la conquista dell'assoluto. (Parte I, cap. VIII, p. 127)
*La [[religione]] è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana. (Parte II, cap. I, p. 133)
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo. (Appendice, III, pp. 319-320)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Mariano Maresca, ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932.
{{DEFAULTSORT:Maresca, Mariano}}
[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Insegnanti italiani]]
[[Categoria:Pedagogisti italiani]]
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/* Citazioni di Mariano Maresca */ la scuola nello stato democratico
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'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==Citazioni di Mariano Maresca==
*Quando un paese comincia a realizzare le condizioni per un regime schiettamente [[Democrazia|democratico]], il problema della [[scuola]] assume una configurazione nuova, perché esce dai termini tradizionali e ristretti d'un rapporto tra scuola e stato o classe dominante per diventare veramente il problema della scuola in uno stato democratico. Ossia la scuola comincia a prendere coscienza della sua funzione umana, abbandonando via via tutti i vieti e logori concetti di scuola nazionale, scuola del cittadino, scuola di massa ecc. La democrazia non comporta altra scuola che quella che suscita ed alimenta lo spirito democratico nelle sue condizioni ideali e perenni di autogoverno del popolo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaLibertaScuolaNelloStato/mode/1up Libertà e scuola nello stato democratico]'', Edizioni Il vaglio, Milano, Parte II.2, 1947, p. 46.</ref>
*La scuola nello stato democratico non può avere altra funzione che quella di essere educatrice della libertà.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaLibertaScuolaNelloStato/mode/1up Libertà e scuola nello stato democratico]'', Edizioni Il vaglio, Milano, Parte II.3, 1947, p. 54.</ref>
==''Il problema della religione nella filosofia contemporanea''==
*Il bisogno religioso prorompe nella [[coscienza]] dal bisogno di salvare la vita da tutto ciò che la riduce e la umilia, e quindi dal bisogno di cercare la vita vera, la vita beata, al di sopra e al di là della vita soggetta alle vicissitudini tristi ed ingannevoli del tempo. [[Dio|Iddio]] non è una categoria conoscitiva nella vita religiosa, né una realtà trascendente ontologicamente lo spirito umano, della quale la ragione debba ricercare le sue connessioni con la realtà dell'esperienza. Dio è il simbolo mentale del termine verso il quale tende e si appunta il bisogno religioso: la vita beata, la salvezza, la conquista dell'assoluto. (Parte I, cap. VIII, p. 127)
*La [[religione]] è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana. (Parte II, cap. I, p. 133)
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo. (Appendice, III, pp. 319-320)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Mariano Maresca, ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932.
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[[Categoria:Filosofi italiani]]
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/* Citazioni di Mariano Maresca */ lo stato nazionale
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'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==Citazioni di Mariano Maresca==
*Quando un paese comincia a realizzare le condizioni per un regime schiettamente [[Democrazia|democratico]], il problema della [[scuola]] assume una configurazione nuova, perché esce dai termini tradizionali e ristretti d'un rapporto tra scuola e stato o classe dominante per diventare veramente il problema della scuola in uno stato democratico. Ossia la scuola comincia a prendere coscienza della sua funzione umana, abbandonando via via tutti i vieti e logori concetti di scuola nazionale, scuola del cittadino, scuola di massa ecc. La democrazia non comporta altra scuola che quella che suscita ed alimenta lo spirito democratico nelle sue condizioni ideali e perenni di autogoverno del popolo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaLibertaScuolaNelloStato/mode/1up Libertà e scuola nello stato democratico]'', Edizioni Il vaglio, Milano, Parte II.2, 1947, p. 46.</ref>
*La scuola nello stato democratico non può avere altra funzione che quella di essere educatrice della libertà.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaLibertaScuolaNelloStato/mode/1up Libertà e scuola nello stato democratico]'', Edizioni Il vaglio, Milano, Parte II.3, 1947, p. 54.</ref>
*L'edificio dello stato nazionale, dice J. Dewey, ha le porte chiuse alla luce ed ha per abitanti la paura, la diffidenza, la gelosia; nessuna meraviglia quindi che la guerra scoppi periodicamente dalle sue porte.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaLibertaScuolaNelloStato/mode/1up Libertà e scuola nello stato democratico]'', Edizioni Il vaglio, Milano, Parte III.3, 1947, p. 97.</ref>
==''Il problema della religione nella filosofia contemporanea''==
*Il bisogno religioso prorompe nella [[coscienza]] dal bisogno di salvare la vita da tutto ciò che la riduce e la umilia, e quindi dal bisogno di cercare la vita vera, la vita beata, al di sopra e al di là della vita soggetta alle vicissitudini tristi ed ingannevoli del tempo. [[Dio|Iddio]] non è una categoria conoscitiva nella vita religiosa, né una realtà trascendente ontologicamente lo spirito umano, della quale la ragione debba ricercare le sue connessioni con la realtà dell'esperienza. Dio è il simbolo mentale del termine verso il quale tende e si appunta il bisogno religioso: la vita beata, la salvezza, la conquista dell'assoluto. (Parte I, cap. VIII, p. 127)
*La [[religione]] è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana. (Parte II, cap. I, p. 133)
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo. (Appendice, III, pp. 319-320)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Mariano Maresca, ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932.
{{DEFAULTSORT:Maresca, Mariano}}
[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Insegnanti italiani]]
[[Categoria:Pedagogisti italiani]]
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Gaux
18878
/* Citazioni di Mariano Maresca */ John Dewey
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wikitext
text/x-wiki
'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==Citazioni di Mariano Maresca==
*Quando un paese comincia a realizzare le condizioni per un regime schiettamente [[Democrazia|democratico]], il problema della [[scuola]] assume una configurazione nuova, perché esce dai termini tradizionali e ristretti d'un rapporto tra scuola e stato o classe dominante per diventare veramente il problema della scuola in uno stato democratico. Ossia la scuola comincia a prendere coscienza della sua funzione umana, abbandonando via via tutti i vieti e logori concetti di scuola nazionale, scuola del cittadino, scuola di massa ecc. La democrazia non comporta altra scuola che quella che suscita ed alimenta lo spirito democratico nelle sue condizioni ideali e perenni di autogoverno del popolo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaLibertaScuolaNelloStato/mode/1up Libertà e scuola nello stato democratico]'', Edizioni Il vaglio, Milano, Parte II.2, 1947, p. 46.</ref>
*La scuola nello stato democratico non può avere altra funzione che quella di essere educatrice della libertà.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaLibertaScuolaNelloStato/mode/1up Libertà e scuola nello stato democratico]'', Edizioni Il vaglio, Milano, Parte II.3, 1947, p. 54.</ref>
*L'edificio dello stato nazionale, dice [[John Dewey|J. Dewey]], ha le porte chiuse alla luce ed ha per abitanti la paura, la diffidenza, la gelosia; nessuna meraviglia quindi che la guerra scoppi periodicamente dalle sue porte.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaLibertaScuolaNelloStato/mode/1up Libertà e scuola nello stato democratico]'', Edizioni Il vaglio, Milano, Parte III.3, 1947, p. 97.</ref>
==''Il problema della religione nella filosofia contemporanea''==
*Il bisogno religioso prorompe nella [[coscienza]] dal bisogno di salvare la vita da tutto ciò che la riduce e la umilia, e quindi dal bisogno di cercare la vita vera, la vita beata, al di sopra e al di là della vita soggetta alle vicissitudini tristi ed ingannevoli del tempo. [[Dio|Iddio]] non è una categoria conoscitiva nella vita religiosa, né una realtà trascendente ontologicamente lo spirito umano, della quale la ragione debba ricercare le sue connessioni con la realtà dell'esperienza. Dio è il simbolo mentale del termine verso il quale tende e si appunta il bisogno religioso: la vita beata, la salvezza, la conquista dell'assoluto. (Parte I, cap. VIII, p. 127)
*La [[religione]] è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana. (Parte II, cap. I, p. 133)
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo. (Appendice, III, pp. 319-320)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Mariano Maresca, ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932.
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'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==''Il problema della religione nella filosofia contemporanea''==
*Il bisogno religioso prorompe nella [[coscienza]] dal bisogno di salvare la vita da tutto ciò che la riduce e la umilia, e quindi dal bisogno di cercare la vita vera, la vita beata, al di sopra e al di là della vita soggetta alle vicissitudini tristi ed ingannevoli del tempo. [[Dio|Iddio]] non è una categoria conoscitiva nella vita religiosa, né una realtà trascendente ontologicamente lo spirito umano, della quale la ragione debba ricercare le sue connessioni con la realtà dell'esperienza. Dio è il simbolo mentale del termine verso il quale tende e si appunta il bisogno religioso: la vita beata, la salvezza, la conquista dell'assoluto. (Parte I, cap. VIII, p. 127)
*La [[religione]] è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana. (Parte II, cap. I, p. 133)
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo. (Appendice, III, pp. 319-320)
==''Libertà e scuola nello stato democratico''==
*Quando un paese comincia a realizzare le condizioni per un regime schiettamente [[Democrazia|democratico]], il problema della [[scuola]] assume una configurazione nuova, perché esce dai termini tradizionali e ristretti d'un rapporto tra scuola e stato o classe dominante per diventare veramente il problema della scuola in uno stato democratico. Ossia la scuola comincia a prendere coscienza della sua funzione umana, abbandonando via via tutti i vieti e logori concetti di scuola nazionale, scuola del cittadino, scuola di massa ecc. La democrazia non comporta altra scuola che quella che suscita ed alimenta lo spirito democratico nelle sue condizioni ideali e perenni di autogoverno del popolo. (Parte II.2, p. 46)
*La scuola nello stato democratico non può avere altra funzione che quella di essere educatrice della libertà. (Parte II.3, 1947, p. 54)
*L'edificio dello stato nazionale, dice [[John Dewey|J. Dewey]], ha le porte chiuse alla luce ed ha per abitanti la paura, la diffidenza, la gelosia; nessuna meraviglia quindi che la guerra scoppi periodicamente dalle sue porte. (Parte III.3, p. 97)
==Bibliografia==
*Mariano Maresca, ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932.
*Mariano Maresca, ''[https://archive.org/details/MarescaLibertaScuolaNelloStato/mode/1up Libertà e scuola nello stato democratico]'', Edizioni Il vaglio, Milano, 1947.
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pedagogista
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'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogista italiano.
==''Il problema della religione nella filosofia contemporanea''==
*Il bisogno religioso prorompe nella [[coscienza]] dal bisogno di salvare la vita da tutto ciò che la riduce e la umilia, e quindi dal bisogno di cercare la vita vera, la vita beata, al di sopra e al di là della vita soggetta alle vicissitudini tristi ed ingannevoli del tempo. [[Dio|Iddio]] non è una categoria conoscitiva nella vita religiosa, né una realtà trascendente ontologicamente lo spirito umano, della quale la ragione debba ricercare le sue connessioni con la realtà dell'esperienza. Dio è il simbolo mentale del termine verso il quale tende e si appunta il bisogno religioso: la vita beata, la salvezza, la conquista dell'assoluto. (Parte I, cap. VIII, p. 127)
*La [[religione]] è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana. (Parte II, cap. I, p. 133)
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo. (Appendice, III, pp. 319-320)
==''Libertà e scuola nello stato democratico''==
*Quando un paese comincia a realizzare le condizioni per un regime schiettamente [[Democrazia|democratico]], il problema della [[scuola]] assume una configurazione nuova, perché esce dai termini tradizionali e ristretti d'un rapporto tra scuola e stato o classe dominante per diventare veramente il problema della scuola in uno stato democratico. Ossia la scuola comincia a prendere coscienza della sua funzione umana, abbandonando via via tutti i vieti e logori concetti di scuola nazionale, scuola del cittadino, scuola di massa ecc. La democrazia non comporta altra scuola che quella che suscita ed alimenta lo spirito democratico nelle sue condizioni ideali e perenni di autogoverno del popolo. (Parte II.2, p. 46)
*La scuola nello stato democratico non può avere altra funzione che quella di essere educatrice della libertà. (Parte II.3, 1947, p. 54)
*L'edificio dello stato nazionale, dice [[John Dewey|J. Dewey]], ha le porte chiuse alla luce ed ha per abitanti la paura, la diffidenza, la gelosia; nessuna meraviglia quindi che la guerra scoppi periodicamente dalle sue porte. (Parte III.3, p. 97)
==Bibliografia==
*Mariano Maresca, ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932.
*Mariano Maresca, ''[https://archive.org/details/MarescaLibertaScuolaNelloStato/mode/1up Libertà e scuola nello stato democratico]'', Edizioni Il vaglio, Milano, 1947.
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Il passo del diavolo (film 1950)
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*[[Robert Taylor]]: Lance Poole
*[[Louis Calhern]]: Verne Coolan
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*[[James Mitchell (attore)|James Mitchell]]: Red Rock
*[[Edgar Buchanan]]: Zeke Carmody
*[[Rhys Williams (attore 1897)|Rhys Williams]]: Scotty MacDougall
*[[Spring Byington]]: signora Masters
*[[James Millican]]: Ike Stapleton
|doppiatori italiani =
*[[Giulio Panicali]]: Lance Poole
*[[Giorgio Capecchi]]: Verne Coolan
*[[Lydia Simoneschi]]: Orrie Masters
*[[Gianfranco Bellini]]: Rod MacDougall
*[[Renato Turi]]: Red Rock
*[[Olinto Cristina]]: Zeke Carmody
*[[Bruno Persa]]: Ike Stapleton
}}
'''''Il passo del diavolo''''', film statunitense del 1950 con [[Robert Taylor]], regia di [[Anthony Mann]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*L'[[Nativi americani|indiano]] senza terra non ha anima, il suo cuore appassisce. ('''Padre di Lance''')
*È strano ciò che un indiano sente per la sua terra: è come il battito del suo cuore, è un amore che lo assorbe. È la nostra madre, la terra. Sono nato in questa valle e ne faccio parte come le montagne, le colline, il cervo, i pini e il vento. ('''Lance''')
==Citazioni su ''Il passo del diavolo''==
*Umano, straziante, lirico, è considerato da molti il 1° buon film del migliore dei [[Anthony Mann|Mann]]. Sottovalutato, soprattutto in Italia, questo film è meravigliosamente fotografato dal grande John Alton che – con ''[[L'amante indiana]]'' (1950) di [[Delmer Daves|D. Daves]] – inaugurò il filone filoindiano degli anni '50. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
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*[[Robert Taylor]]: Lance Poole
*[[Louis Calhern]]: Verne Coolan
*[[Paula Raymond]]: Orrie Masters
*[[Marshall Thompson]]: Rod MacDougall
*[[James Mitchell (attore)|James Mitchell]]: Red Rock
*[[Edgar Buchanan]]: Zeke Carmody
*[[Rhys Williams (attore 1897)|Rhys Williams]]: Scotty MacDougall
*[[Spring Byington]]: signora Masters
*[[James Millican]]: Ike Stapleton
*[[Bruce Cowling]]: tenente Grimes
*[[Fritz Reuter Leiber|Fritz Leiber]]: signor Poole
*[[Harry Antrim]]: dottor MacQuillan
*[[Chief John Big Tree]]: Thundercloud
|doppiatori italiani =
*[[Giulio Panicali]]: Lance Poole
*[[Giorgio Capecchi]]: Verne Coolan
*[[Lydia Simoneschi]]: Orrie Masters
*[[Gianfranco Bellini]]: Rod MacDougall
*[[Renato Turi]]: Red Rock
*[[Olinto Cristina]]: Zeke Carmody
*[[Bruno Persa]]: Ike Stapleton
*[[Aldo Silvani]]: Thundercloud
}}
'''''Il passo del diavolo''''', film statunitense del 1950 con [[Robert Taylor]], regia di [[Anthony Mann]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*L'[[Nativi americani|indiano]] senza terra non ha anima, il suo cuore appassisce. ('''Signor Poole''')
*È strano ciò che un indiano sente per la sua terra: è come il battito del suo cuore, è un amore che lo assorbe. È la nostra madre, la terra. Sono nato in questa valle e ne faccio parte come le montagne, le colline, il cervo, i pini e il vento. ('''Lance Poole''')
==Citazioni su ''Il passo del diavolo''==
*Umano, straziante, lirico, è considerato da molti il 1° buon film del migliore dei [[Anthony Mann|Mann]]. Sottovalutato, soprattutto in Italia, questo film è meravigliosamente fotografato dal grande John Alton che – con ''[[L'amante indiana]]'' (1950) di [[Delmer Daves|D. Daves]] – inaugurò il filone filoindiano degli anni '50. (''[[il Morandini]]'')
*Un western amaro e progressista (sceneggiato da Guy Trosper) che, assieme a ''L'amante indiana'', ribaltò i canoni hollywoodiani aprendo il ciclo dei film filoindiani con una radicale denuncia della violenza legale di leggi fatte dai bianchi a proprio uso e consumo. (''[[Il Mereghetti]]'')
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Federigo Melis
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'''Federigo Melis''' (1914 – 1973), storico e docente universitario italiano.
==Citazioni di Federigo Melis==
*Il fiorino di Firenze è la prima moneta aurea alla quale è ritornato l'Occidente: che non avrebbe fatto presa se non proveniente da una riconosciuta potenza economica internazionale, segnatamente vitale e valida nel campo cambio-bancario e generalmente finanziario, nel quale, appunto, Firenze stabilirà un largo primato qualitativo e quantitativo, per circa quattro secoli.<ref>Da ''L'economia fiorentina del Rinascimento'', p. 3.</ref>
==Note==
<references />
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riferimenti bibliografici
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'''Federigo Melis''' (1914 – 1973), storico e docente universitario italiano.
==Citazioni di Federigo Melis==
*Il fiorino di Firenze è la prima moneta aurea alla quale è ritornato l'Occidente: che non avrebbe fatto presa se non proveniente da una riconosciuta potenza economica internazionale, segnatamente vitale e valida nel campo cambio-bancario e generalmente finanziario, nel quale, appunto, Firenze stabilirà un largo primato qualitativo e quantitativo, per circa quattro secoli.<ref>Da ''[https://archive.org/details/economiafiorentina00melis/mode/1up L'economia fiorentina del Rinascimento]'', Le Monnier, Firenze, 1984, p. 3.</ref>
==Note==
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'''Federigo Melis''' (1914 – 1973), storico e docente universitario italiano.
==Citazioni di Federigo Melis==
*Il [[Fiorino d'oro|fiorino]] di [[Firenze]] è la prima moneta aurea alla quale è ritornato l'Occidente: che non avrebbe fatto presa se non proveniente da una riconosciuta potenza economica internazionale, segnatamente vitale e valida nel campo cambio-bancario e generalmente finanziario, nel quale, appunto, Firenze stabilirà un largo primato qualitativo e quantitativo, per circa quattro secoli.<ref>Da ''[https://archive.org/details/economiafiorentina00melis/mode/1up L'economia fiorentina del Rinascimento]'', Le Monnier, Firenze, 1984, p. 3.</ref>
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'''Federigo Melis''' (1914 – 1973), storico e docente universitario italiano.
==Citazioni di Federigo Melis==
*Il [[Fiorino d'oro|fiorino]] di [[Firenze]] è la prima moneta aurea alla quale è ritornato l'Occidente: che non avrebbe fatto presa se non proveniente da una riconosciuta potenza economica internazionale, segnatamente vitale e valida nel campo cambio-bancario e generalmente finanziario, nel quale, appunto, Firenze stabilirà un largo primato qualitativo e quantitativo, per circa quattro secoli.<ref>Da ''[https://archive.org/details/economiafiorentina00melis/mode/1up L'economia fiorentina del Rinascimento]'', Le Monnier, Firenze, 1984, p. 3.</ref>
*Il contributo offerto da Firenze alla civiltà economica moderna non può essere penetrato efficacemente nella vastità e soprattutto nella originalità della sua portata, se prima non si procede alla ricostruzione degli organismi aziendali che i suoi uomini hanno foggiato e forgiato per la realizzazione dei propri obiettivi, costituendo un primo tratto, saliente e inconfondibile, delle manifestazioni vitali dell'economia di questa città, senza di che taluni risultati non si sarebbero conseguiti o per lo meno sarebbero stati più tardi.<ref>Da ''[https://archive.org/details/economiafiorentina00melis/mode/1up L'economia fiorentina del Rinascimento]'', Le Monnier, Firenze, 1984, p. 31.</ref>
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==Altri progetti==
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/* Citazioni di Federigo Melis */ la partita doppia
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'''Federigo Melis''' (1914 – 1973), storico e docente universitario italiano.
==Citazioni di Federigo Melis==
*Il [[Fiorino d'oro|fiorino]] di [[Firenze]] è la prima moneta aurea alla quale è ritornato l'Occidente: che non avrebbe fatto presa se non proveniente da una riconosciuta potenza economica internazionale, segnatamente vitale e valida nel campo cambio-bancario e generalmente finanziario, nel quale, appunto, Firenze stabilirà un largo primato qualitativo e quantitativo, per circa quattro secoli.<ref>Da ''[https://archive.org/details/economiafiorentina00melis/mode/1up L'economia fiorentina del Rinascimento]'', Le Monnier, Firenze, 1984, p. 3.</ref>
*Il contributo offerto da Firenze alla civiltà economica moderna non può essere penetrato efficacemente nella vastità e soprattutto nella originalità della sua portata, se prima non si procede alla ricostruzione degli organismi aziendali che i suoi uomini hanno foggiato e forgiato per la realizzazione dei propri obiettivi, costituendo un primo tratto, saliente e inconfondibile, delle manifestazioni vitali dell'economia di questa città, senza di che taluni risultati non si sarebbero conseguiti o per lo meno sarebbero stati più tardi.<ref>Da ''[https://archive.org/details/economiafiorentina00melis/mode/1up L'economia fiorentina del Rinascimento]'', Le Monnier, Firenze, 1984, p. 31.</ref>
*La «partita doppia» nasce a Firenze, come è attestato inequivocabilmente dai mastri superstiti del 1297-1300, i quali, seppure piuttosto rozzi nella forma, quanto alla sostanza sopravanzano di gran lunga quelli veneziani — che indagini affrettate e senza rigore scientifico avevano fatto definire i migliori —, nonostante che questi ultimi siano posteriori di un secolo e mezzo: è sufficiente menzionare il caso della rilevazione dell'ammortamento (per diluire nel tempo il costo di un bene di uso durevole), inappuntabilmente effettuata a Firenze fin dal 1500, mentre nei mastri veneziani ancora alla metà del XV secolo, simili costi sono inclusi nei conti di spese e, pertanto, addossati totalmente ad un esercizio. Il quadro di questo nettissimo progresso trova, poi, una solida conferma all'indagine della contabilità analitica, dove si ritrovano, rigorosamente classificate, tutte le fonti delle registrazioni definitive del mastro e dove più ancora, rinveniamo un ingente materiale — chiaramente elaborato ed efficacemente ordinato — che sostiene mirabilmente l'opera di studio dei dirigenti e fino a quella dell'ultimo garzone del fondaco.<ref>Da ''[https://archive.org/details/economiafiorentina00melis/mode/1up L'economia fiorentina del Rinascimento]'', Le Monnier, Firenze, 1984, pp. 39-40.</ref>
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'''Federigo Melis''' (1914 – 1973), storico e docente universitario italiano.
==Citazioni di Federigo Melis==
*Il [[Fiorino d'oro|fiorino]] di [[Firenze]] è la prima moneta aurea alla quale è ritornato l'Occidente: che non avrebbe fatto presa se non proveniente da una riconosciuta potenza economica internazionale, segnatamente vitale e valida nel campo cambio-bancario e generalmente finanziario, nel quale, appunto, Firenze stabilirà un largo primato qualitativo e quantitativo, per circa quattro secoli.<ref>Da ''[https://archive.org/details/economiafiorentina00melis/mode/1up L'economia fiorentina del Rinascimento]'', Le Monnier, Firenze, 1984, p. 3.</ref>
*Il contributo offerto da Firenze alla civiltà economica moderna non può essere penetrato efficacemente nella vastità e soprattutto nella originalità della sua portata, se prima non si procede alla ricostruzione degli organismi aziendali che i suoi uomini hanno foggiato e forgiato per la realizzazione dei propri obiettivi, costituendo un primo tratto, saliente e inconfondibile, delle manifestazioni vitali dell'economia di questa città, senza di che taluni risultati non si sarebbero conseguiti o per lo meno sarebbero stati più tardi.<ref>Da ''[https://archive.org/details/economiafiorentina00melis/mode/1up L'economia fiorentina del Rinascimento]'', Le Monnier, Firenze, 1984, p. 31.</ref>
*La «[[partita doppia]]» nasce a Firenze, come è attestato inequivocabilmente dai mastri superstiti del 1297-1300, i quali, seppure piuttosto rozzi nella forma, quanto alla sostanza sopravanzano di gran lunga quelli veneziani — che indagini affrettate e senza rigore scientifico avevano fatto definire i migliori —, nonostante che questi ultimi siano posteriori di un secolo e mezzo: è sufficiente menzionare il caso della rilevazione dell'ammortamento (per diluire nel tempo il costo di un bene di uso durevole), inappuntabilmente effettuata a Firenze fin dal 1500, mentre nei mastri veneziani ancora alla metà del XV secolo, simili costi sono inclusi nei conti di spese e, pertanto, addossati totalmente ad un esercizio. Il quadro di questo nettissimo progresso trova, poi, una solida conferma all'indagine della contabilità analitica, dove si ritrovano, rigorosamente classificate, tutte le fonti delle registrazioni definitive del mastro e dove più ancora, rinveniamo un ingente materiale — chiaramente elaborato ed efficacemente ordinato — che sostiene mirabilmente l'opera di studio dei dirigenti e fino a quella dell'ultimo garzone del fondaco.<ref>Da ''[https://archive.org/details/economiafiorentina00melis/mode/1up L'economia fiorentina del Rinascimento]'', Le Monnier, Firenze, 1984, pp. 39-40.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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'''Federigo Melis''' (1914 – 1973), storico e docente universitario italiano.
==Citazioni di Federigo Melis==
*Il [[Fiorino d'oro|fiorino]] di [[Firenze]] è la prima moneta aurea alla quale è ritornato l'Occidente: che non avrebbe fatto presa se non proveniente da una riconosciuta potenza economica internazionale, segnatamente vitale e valida nel campo cambio-bancario e generalmente finanziario, nel quale, appunto, Firenze stabilirà un largo primato qualitativo e quantitativo, per circa quattro secoli.<ref>Da ''[https://archive.org/details/economiafiorentina00melis/mode/1up L'economia fiorentina del Rinascimento]'', Le Monnier, Firenze, 1984, p. 3.</ref>
*Il contributo offerto da Firenze alla civiltà economica moderna non può essere penetrato efficacemente nella vastità e soprattutto nella originalità della sua portata, se prima non si procede alla ricostruzione degli organismi aziendali che i suoi uomini hanno foggiato e forgiato per la realizzazione dei propri obiettivi, costituendo un primo tratto, saliente e inconfondibile, delle manifestazioni vitali dell'economia di questa città, senza di che taluni risultati non si sarebbero conseguiti o per lo meno sarebbero stati più tardi.<ref>Da ''[https://archive.org/details/economiafiorentina00melis/mode/1up L'economia fiorentina del Rinascimento]'', Le Monnier, Firenze, 1984, p. 31.</ref>
*La «[[partita doppia]]» nasce a Firenze, come è attestato inequivocabilmente dai mastri superstiti del 1297-1300, i quali, seppure piuttosto rozzi nella forma, quanto alla sostanza sopravanzano di gran lunga quelli veneziani – che indagini affrettate e senza rigore scientifico avevano fatto definire i migliori –, nonostante che questi ultimi siano posteriori di un secolo e mezzo: è sufficiente menzionare il caso della rilevazione dell'ammortamento (per diluire nel tempo il costo di un bene di uso durevole), inappuntabilmente effettuata a Firenze fin dal 1500, mentre nei mastri veneziani ancora alla metà del XV secolo, simili costi sono inclusi nei conti di spese e, pertanto, addossati totalmente ad un esercizio. Il quadro di questo nettissimo progresso trova, poi, una solida conferma all'indagine della contabilità analitica, dove si ritrovano, rigorosamente classificate, tutte le fonti delle registrazioni definitive del mastro e dove più ancora, rinveniamo un ingente materiale – chiaramente elaborato ed efficacemente ordinato – che sostiene mirabilmente l'opera di studio dei dirigenti e fino a quella dell'ultimo garzone del fondaco.<ref>Da ''[https://archive.org/details/economiafiorentina00melis/mode/1up L'economia fiorentina del Rinascimento]'', Le Monnier, Firenze, 1984, pp. 39-40.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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'''Federigo Melis''' (1914 – 1973), storico e docente universitario italiano.
==''L'economia fiorentina del Rinascimento''==
*Il [[Fiorino d'oro|fiorino]] di [[Firenze]] è la prima moneta aurea alla quale è ritornato l'Occidente: che non avrebbe fatto presa se non proveniente da una riconosciuta potenza economica internazionale, segnatamente vitale e valida nel campo cambio-bancario e generalmente finanziario, nel quale, appunto, Firenze stabilirà un largo primato qualitativo e quantitativo, per circa quattro secoli. (p. 3)
*Il contributo offerto da Firenze alla civiltà economica moderna non può essere penetrato efficacemente nella vastità e soprattutto nella originalità della sua portata, se prima non si procede alla ricostruzione degli organismi aziendali che i suoi uomini hanno foggiato e forgiato per la realizzazione dei propri obiettivi, costituendo un primo tratto, saliente e inconfondibile, delle manifestazioni vitali dell'economia di questa città, senza di che taluni risultati non si sarebbero conseguiti o per lo meno sarebbero stati più tardi. (p. 31)
*La «[[partita doppia]]» nasce a Firenze, come è attestato inequivocabilmente dai mastri superstiti del 1297-1300, i quali, seppure piuttosto rozzi nella forma, quanto alla sostanza sopravanzano di gran lunga quelli veneziani – che indagini affrettate e senza rigore scientifico avevano fatto definire i migliori –, nonostante che questi ultimi siano posteriori di un secolo e mezzo: è sufficiente menzionare il caso della rilevazione dell'ammortamento (per diluire nel tempo il costo di un bene di uso durevole), inappuntabilmente effettuata a Firenze fin dal 1500, mentre nei mastri veneziani ancora alla metà del XV secolo, simili costi sono inclusi nei conti di spese e, pertanto, addossati totalmente ad un esercizio. Il quadro di questo nettissimo progresso trova, poi, una solida conferma all'indagine della contabilità analitica, dove si ritrovano, rigorosamente classificate, tutte le fonti delle registrazioni definitive del mastro e dove più ancora, rinveniamo un ingente materiale – chiaramente elaborato ed efficacemente ordinato – che sostiene mirabilmente l'opera di studio dei dirigenti e fino a quella dell'ultimo garzone del fondaco. (pp. 39-40)
==Bibliografia==
*Federigo Melis, [https://archive.org/details/economiafiorentina00melis/mode/1up L'economia fiorentina del Rinascimento]'', Le Monnier, Firenze, 1984
==Altri progetti==
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'''Federigo Melis''' (1914 – 1973), storico e docente universitario italiano.
==''L'economia fiorentina del Rinascimento''==
*Il [[Fiorino d'oro|fiorino]] di [[Firenze]] è la prima moneta aurea alla quale è ritornato l'Occidente: che non avrebbe fatto presa se non proveniente da una riconosciuta potenza economica internazionale, segnatamente vitale e valida nel campo cambio-bancario e generalmente finanziario, nel quale, appunto, Firenze stabilirà un largo primato qualitativo e quantitativo, per circa quattro secoli. (cap. I, p. 3)
*Il contributo offerto da Firenze alla civiltà economica moderna non può essere penetrato efficacemente nella vastità e soprattutto nella originalità della sua portata, se prima non si procede alla ricostruzione degli organismi aziendali che i suoi uomini hanno foggiato e forgiato per la realizzazione dei propri obiettivi, costituendo un primo tratto, saliente e inconfondibile, delle manifestazioni vitali dell'economia di questa città, senza di che taluni risultati non si sarebbero conseguiti o per lo meno sarebbero stati più tardi. (cap. II, p. 31)
*La «[[partita doppia]]» nasce a Firenze, come è attestato inequivocabilmente dai mastri superstiti del 1297-1300, i quali, seppure piuttosto rozzi nella forma, quanto alla sostanza sopravanzano di gran lunga quelli veneziani – che indagini affrettate e senza rigore scientifico avevano fatto definire i migliori –, nonostante che questi ultimi siano posteriori di un secolo e mezzo: è sufficiente menzionare il caso della rilevazione dell'ammortamento (per diluire nel tempo il costo di un bene di uso durevole), inappuntabilmente effettuata a Firenze fin dal 1500, mentre nei mastri veneziani ancora alla metà del XV secolo, simili costi sono inclusi nei conti di spese e, pertanto, addossati totalmente ad un esercizio. Il quadro di questo nettissimo progresso trova, poi, una solida conferma all'indagine della contabilità analitica, dove si ritrovano, rigorosamente classificate, tutte le fonti delle registrazioni definitive del mastro e dove più ancora, rinveniamo un ingente materiale – chiaramente elaborato ed efficacemente ordinato – che sostiene mirabilmente l'opera di studio dei dirigenti e fino a quella dell'ultimo garzone del fondaco. (cap. II, pp. 39-40)
==Bibliografia==
*Federigo Melis, [https://archive.org/details/economiafiorentina00melis/mode/1up L'economia fiorentina del Rinascimento]'', Le Monnier, Firenze, 1984
==Altri progetti==
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Citazioni su '''Magonza'''.
*La sera del dì diciotto settembre giunsi a Magonza, la cui situazione è incomparabile, la popolazione di oltre a venticinque mila abitanti; né il fabbricato in generale da biasimarsi: molto vi si lavora colla pietra arenaria, e parecchie delle sue case minori son tinte del suo colore. E quì e altrove ho trovato giustissima l'osservazione da altri già fatta, che dal color delle case di un paese si può spesso argomentare la qualità delle pietre dei monti vicini. Magnifiche sono le fortificazioni di questa città: v'ha chi sostiene, non so con quanta ragione, non essere tenute nel miglior modo. Il Reno è il suo gran baluardo. Se non che contraddice veramente ad ogni feroce idea di assedj e di assalti il soave del pari che ricco prospetto de' circostanti suoi poggi. ([[Aurelio Bertola de' Giorgi]])
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Citazioni su '''Magonza'''.
*La sera del dì diciotto settembre giunsi a Magonza, la cui situazione è incomparabile, la popolazione di oltre a venticinque mila abitanti; né il fabbricato in generale da biasimarsi: molto vi si lavora colla pietra arenaria, e parecchie delle sue case minori son tinte del suo colore. E quì e altrove ho trovato giustissima l'osservazione da altri già fatta, che dal color delle case di un paese si può spesso argomentare la qualità delle pietre dei monti vicini. Magnifiche sono le fortificazioni di questa città: v'ha chi sostiene, non so con quanta ragione, non essere tenute nel miglior modo. Il [[Reno]] è il suo gran baluardo. Se non che contraddice veramente ad ogni feroce idea di assedj e di assalti il soave del pari che ricco prospetto de' circostanti suoi poggi. ([[Aurelio Bertola de' Giorgi]])
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*A [[Wicker (Flörsheim am Main)|Wickeard]] villaggio situato a sei miglia da [[Magonza]], balza agli occhi una più nuova forma di paese. Parte del monte detto Wetteraw vien giù stendendosi fino alle rive del Meno, e forma due colline, sopra una delle quali è lo stesso Wickeard, e sull'altra Hocheim. I contorni del primo producono vini eccellenti; ma ancor più squisiti si hanno dai vigneti di Hocheim; quindi dal suo nome danno gl'Inglesi il nome di Hock a tutti i vini Renani. La strada che da questo villaggio conduce a Magonza, offre così deliziosa varietà di vedute, come se si distendesse a molte miglia, e non è che di tre sole: il confluente del Reno e del Meno è uno de' più bei punti che vi si godano, grande e maestoso, dove gli altri sono gentili ed ameni. Gli abitanti di questi luoghi son robusti, ben fatti, e di un'indole gaja. ([[Aurelio Bertola de' Giorgi]])
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Citazioni su '''Hochheim am Main'''.
*A [[Wicker (Flörsheim am Main)|Wickeard]] villaggio situato a sei miglia da [[Magonza]], balza agli occhi una più nuova forma di paese. Parte del monte detto Wetteraw vien giù stendendosi fino alle rive del Meno, e forma due colline, sopra una delle quali è lo stesso Wickeard, e sull'altra Hocheim. I contorni del primo producono vini eccellenti; ma ancor più squisiti si hanno dai vigneti di Hocheim; quindi dal suo nome danno gl'Inglesi il nome di Hock a tutti i vini Renani. La strada che da questo villaggio conduce a Magonza, offre così deliziosa varietà di vedute, come se si distendesse a molte miglia, e non è che di tre sole: il confluente del Reno e del Meno è uno de' più bei punti che vi si godano, grande e maestoso, dove gli altri sono gentili ed ameni. Gli abitanti di questi luoghi son robusti, ben fatti, e di un'indole gaja. ([[Aurelio Bertola de' Giorgi]])
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[[File:Bingen 2009-08-06 01.jpg|thumb|Bingen am Rhein]]
Citazioni su '''Bingen am Rhein'''.
**LA piccola città di Bingen, che ebbe l'onore di essere ampliata da Druso, e fu restaurata dall'imperatore Giuliano, siede presso la foce della Nae. Nel breve spazio frapposto ad essa foce e a quella del Meno è a notarsi il numero degli influenti, alcuni de' quali sembrano tanti svariati golfi disposti lungo l'amabil mare che si va solcando. Più considerabile ancora è il numero delle isolette da contarsi forse fino a venti. Vuolsi ancora in così adorno tratto del Reno por mente alla magnifica svolta che esso fa al settentrione dall'occidente, sulla qual direzione si era messo alquanto oltre Spira: si direbbe rinchiusa tra le foci del Meno è della Nae; ed è la più grande a che si arrischj da Basilea fino alla sua di visione. ([[Aurelio Bertola de' Giorgi]])
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