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Donna
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[[File:The Lady with an Ermine.jpg|thumb|''Dama con l'ermellino'' ([[Leonardo da Vinci]], 1488-1490)]]
Citazioni sulla '''donna'''.
==Citazioni==
*A delle menti sciocche sembrerà singolare, e persino impertinente, che una descrizione di voluttà artificiali sia dedicata a una donna, la fonte più comune delle voluttà più naturali. Tuttavia è evidente che, come il mondo naturale penetra in quello spirituale, gli serve da nutrimento e concorre così a creare quell'indefinibile amalgama che chiamiamo la nostra individualità, la donna sia l'essere che proietta l'ombra più grande o la luce più grande nei nostri sogni. La donna è fatalmente suggestiva; lei vive di un'altra vita, oltre alla propria; vive spiritualmente nelle fantasie che lei stessa ossessiona e feconda. ([[Charles Baudelaire]])
*A sessant'anni ci si può sentire e si può vivere proprio come una ragazzina. Oggi, tutte le donne hanno questa opportunità: abbiamo imparato a stare bene con noi stesse, a essere indipendenti, più consapevoli. Abbiamo una vita ben diversa da quella che hanno potuto avere le nostre nonne e le nostre mamme. ([[Tina Turner]])
*A voler ignorare sistematicamente la violenza ed il potere delle donne, a proclamarle sempre oppresse e quindi innocenti, si dipinge una umanità divisa in due che non corrisponde alla verità. ([[Élisabeth Badinter]])
*''Abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia | è una mancata verità che prima o poi succederà, | cambia il vento ma noi no | e se ci trasformiamo un po' | è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi.'' ([[Fiorella Mannoia]])
*''Ahi gentil donna gaia ed amorosa, | in cui fin pregio e valore ripara, | merzede aggiate, sovra l'altre cara, | e 'ncrescavi di mia vita dogliosa.'' ([[Dante da Maiano]])
*Ahimè, dubito che la pietà e l'amore siano così simili come sostengono i poeti, poiché raramente vedo nascere compassione di fronte alla situazione delle donne, a meno che esse non siano belle. ([[Mary Wollstonecraft]])
*All'ingresso di lei la stanza si soffuse di una luce sacrale. Era un aspetto angelico, il suo - quegli occhi grandi e morbidi, quelle guance piene, con le fossette, e quella bocca di dolcezza infantile che esprimeva la rara unione di felicità e amore. Per prima cosa fui sopraffatto dallo stupore ammirato. È mia! Fu la seconda fiera emozione, e la bocca mi si curvò in una smorfia di altero trionfo. ([[Mary Shelley]])
*Alle donne [...] è concesso un universo tutto loro: la [[famiglia]]. Esse sono sfruttate sul lavoro e relegate nella casa; sono queste le due posizioni che compongono la loro oppressione. ([[Juliet Mitchell]])
*Amate, rispettate la donna. Non cercate in essa solamente un conforto, ma una forza, una ispirazione, un raddoppiamento delle vostre facoltà intellettuali e morali. Cancellate dalla vostra mente ogni idea di superiorità: non ne avete alcuna. Un lungo pregiudizio ha creato, con una educazione disuguale e una perenne oppressione di leggi, quell'apparente inferiorità intellettuale, dalla quale oggi argomentano per mantenere l'oppressione. ([[Giuseppe Mazzini]])
*Amo le donne perché sono materne anche a cinque anni, sensuali anche a tre, erotiche anche a settanta, civette anche a ottanta. E la loro attività preferita – siano segretarie o ingegneri, casalinghe o impiegate –, la vera grande attività che svolgono perfino quando dormono, è amare. ([[Simona Izzo]])
*Amo le donne profonde, sincere e coerenti. Apprezzo le combattenti, non importa se si chiamano [[Lady Gaga]] o [[Michelle Obama]]. ([[Barbara Berlusconi]])
*Anche le donne non devono restare escluse da ogni esercizio fisico. Ma non si devono esigere da loro la lotta e la corsa; devono esercitarsi a filare e a tessere e inoltre aiutare a cuocere il pane [...] devono andare in dispensa a prendere ciò di cui abbiamo bisogno. ([[Clemente Alessandrino]])
*Anche noi donne dobbiamo avere il nostro peso e dire la nostra. Dopotutto, non siamo delle schiave. ([[Lucy Westenra|Lucy Seward]], ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'')
*Appare all'evidenza che la donna è posta a far parte della struttura vivente ed operante del cristianesimo in modo così rilevante che non ne sono forse ancora state enucleate tutte le virtualità. ([[Papa Paolo VI]])
*Ascoltando le donne in confessione i preti sono contenti di non essere sposati. ([[Armand Salacrou]])
*''Ave [[Maria]], adesso che sei donna, | ave alle donne come te, Maria, | femmine un giorno per un nuovo amore | povero o ricco, umile o Messia. | Femmine un giorno e poi madri per sempre | nella stagione che stagioni non sente.'' ([[Fabrizio De André]])
*Avevo una ragazza che diceva sempre che il [[vestito]] fa la donna e io le rispondevo: «No, Baby. È la donna che fa il vestito». (''[[Entrapment]]'')
*''Ben ch'esser donna sia in tutte le bande | danno e sciagura, quivi era pur grande.'' ([[Ludovico Ariosto]])
*Bisogna tenersi il più lontano possibile da una donna leggera. Carezzevole e amorosa, ella ispira dapprima fiducia ed è fiduciosa; ma poi improvvisamente tradisce, rompendo la parola data. Per questo non bisogna mai confidare un segreto a una donna. (''[[Il cavaliere dalla pelle di leopardo]]'')
*C'è sempre una donna al mondo che riesce a ingannarci. E il solo modo di evitare questi guai è quello di invecchiare, perciò io sarò contento di invecchiare. (''[[La signora di Shanghai]]'')
*Cerchi la Donna nell'animo proprio l'accordo del senno colla modestia. Allora si temprerà ad energia, e si farà intelligente in virtù; allora sarà forte in giustizia e in prudenza, adorna d'interna bellezza, aliena da ogni fallace splendore, – e fatta dominatrice d'ogni sfrenato desiderio, affezionata al marito, ai figli, alla casa, comporrà sé medesima a divina armonia. ([[anonimi pitagorici|anonima pitagorica]])
*''Cerco una donna che sia la meglio, | che mi sorrida al mio risveglio, | e che sia bella come il sole d'agosto... | intelligente si sa! | Ma in fondo è bella, però è la mia donna e io ci sto.'' ([[Rino Gaetano]])
*Certe donne hanno il potere di fare diventare uomini i bambini e di fare diventare bambini gli uomini. (''[[I professionisti]]'')
*Certe donne hanno l'anima di un Saladino. Le Neronesse son molto peggiori dei Neroni, dei Tiberi e dei Caracalla.<br/>Ma l'uomo le sposa fanciulle, quando ancora non hanno i baffi e sembrano tutte un delicato profumo; anche i loro pensieri sono come la vetrina di un profumiere e sono tutte angelicate creature. ([[Antonio Beltramelli]])
*Certe specie di lavoro non si addicono alle donne, fatte da natura per i lavori domestici, i quali grandemente proteggono l'onestà del sesso debole, e hanno naturale corrispondenza con l'educazione dei figli e il benessere della casa. ([[Papa Leone XIII]])
*Che cos'altro è la donna se non la nemica dell'amicizia, la pena da cui non si può sfuggire, il male necessario, la tentazione naturale, la calamità desiderabile, il pericolo domestico, il danno dilettevole, il male di natura, dipinti a tinte vivaci? (attribuita a [[Giovanni Crisostomo]])
*Che cosa fa una "donna"? Fa i figli. Questo è qualcosa di notevole, perciò lei ha un titolo: donna... ([[Bo Diddley]])
*Che diavolo gli prende alle donne? Cristo! Schiaffarle sul letto e scoparle fino allo spasimo non significa più niente? (''[[La seconda guerra civile americana]]'')
*Che le donne si sottraessero a un'oppressione millenaria è stato giusto. Ma il prezzo ingiusto è stata la perdita della loro identità profonda. Quel talento che [[Giovanni Paolo II]] chiamava genio femminile: il fatto di saper tenere il posto dell'"altro". Che non è un posto di seconda fila, attenzione. Tenere il posto dell'altro vuol dire essere il segnavia di quell'Altro per eccellenza che è Dio. Un compito grandioso. ([[Angelo Scola]])
*Che società è quella in cui ancora oggi si parla di donna come colei che è deputata a fare figli, a fare esclusivamente figli, a badare alla casa, a soffocare le proprie aspettative, la propria volontà di lavorare, la propria carriera? Che società è la nostra, dove viene riportata sui giornali – e quindi fa scalpore - una notizia secondo cui una donna incinta comunica al proprio datore di lavoro di essere incinta e il datore di lavoro le risponde: ok, allora ti farò un contratto a tempo indeterminato? Come può essere questa una notizia nel 2022? Nel 2022, come può essere una notizia che una donna incinta riceve un contratto a tempo indeterminato? Dovrebbe essere la normalità, ma purtroppo non lo è. ([[Elisa Scutellà]])
*Che una bella donna conceda o neghi i suoi favori, le piace sempre che le vengano chiesti. ([[Publio Ovidio Nasone]])
*Chi conosce le donne, non conosce la loro anima, non conosce neppure il loro corpo, non ne conosce che i nervi. ([[Henri Duvernois]])
*Chi della donna si fida si fida dei ladri. ([[Esiodo]])
*Chi ha reso l'uomo il giudice esclusivo, se la donna condivide con lui il dono della ragione? ([[Mary Wollstonecraft]])
*Chi ho trovato sulla Via Crucis? semplicemente uomini sempre in atto di condannare e di percuotere, ma donne sempre pronte a compatire e consolare. È stupefacente, ma è così Infatti le donne sembrano fare da contrappunto all'atteggiamento degli uomini! Basti osservare l'ordine di comparsa. La Madonna, la Veronica, le pie donne, Maria e le donne sotto la Croce, nella deposizione, presso il sepolcro, nella resurrezione. Con la loro presenza sembrano controbilanciare l'opera di distruzione voluta ed eseguita dagli uomini. Perfino la moglie di Pilato agisce con maggior sapienza e prudenza degli uomini! Gli uomini giudicano, condannano, impongono la croce, colpiscono... Nel mio piccolo soffrire ho potuto godere di cure che, senza esagerazione, posso dire materne, da parte di alcune donne, che pure con me non hanno alcun legame di parentela. Allora è proprio una questione di cuore! ([[Maurizio di Gesù Bambino]])
*– Chissà se tra le mie amiche c'è qualcuna papabile...<br />– Io te ne sarei grato ma loro non credo.<br />– Davvero? Perché dici questo?<br />– È un po' la mia maledizione: la invito al cinema, a cena e anche se non mi interessa molto mi ritrovo lo stesso a dirle che è bella. Ed è vero. Tutte le donne lo sono in un modo o nell'altro, ciascuna di voi ha qualcosa di indimenticabile, un sorriso, una curva, un segreto. Voi donne siete delle ammaglianti creature. Vi dedicherei la vita. Ma il giorno dopo mi sveglio accanto a lei, con il dopo sbornia e la consapevolezza di non essere più disponibile come credevo di essere, lei se ne va e io rimpiango un'altra opportunità perduta. (''[[Californication]]'')
*Ci dovrebbe essere una legge che impedisce le insinuazioni. Voi donne sapete assassinare la reputazione di una persona con uno sguardo. ([[John H. Secondari]])
*Ci sono donne che preferiscono non far soffrire molti uomini contemporaneamente e che preferiscono concentrarsi su uno solo: sono le donne fedeli. ([[Alfred Capus]])
*Ciò che veramente desidera colui che chiede la mano di una donna, è il resto del corpo. ([[Enrique Jardiel Poncela]])
*Come il sole adorna il cielo, così pia donna la casa. ([[proverbi serbi|proverbio serbo]])
*Come l'operaio si ritrova alienato nel suo stesso prodotto, così, grosso modo, la donna trova la sua alienazione nella commercializzazione del suo corpo. ([[Juliet Mitchell]])
*Come nella maggior parte delle donne suole avenire, lunghi i [[capelli]], et corto il cervello. (''[[Peregrinaggio di tre giovani figliuoli del re di Serendippo]]'')
*Come si appanna una donna trascurata. Appassisce come un fiore inaridito. ([[Corrado Alvaro]])
*Come una donna sa accarezzare – come le sue dita delicate s'immergono nei muscoli tesi – e la sua bocca fredda come il ghiaccio – e i suoi occhi ebbri – e la lanugine delle sue guance infiammate sfiorata dai brividi – il piegare morbido del suo corpo – lo sbattere del cuore contro il petto – e l'odore inesprimibile che emana dalle radici dei suoi capelli, e quanto è dolce abbandonarsi alla signoria di tante sensazioni che ti avvolgono da tutte le parti come turbini di vapori caldi, saturi di essenze assopitrici.<br/>Dire tutto questo con parole? ([[Ion Luca Caragiale]])
*Comunque quando una donna parla dà fastidio [...] E se poi parla prima di mettere in mostra il proprio corpo, dà fastidio ancora di più. ([[Lea T]])
*Con donne di qualunque condizione, siano pure parenti o sante, avrò un riguardo speciale, fuggendo dalla loro familiarità, compagnia o conversazione, come dal diavolo. ([[Papa Giovanni XXIII]])
*Con le donne bisogna avere pazienza. Dominarle, ma con signorilità. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' fiori]]'')
*Confesso di non sapere come si corteggino e si conquistino i cuori delle donne. Per me sono sempre stati un mistero e motivo di ammirazione. Alcuni sembrano avere un solo punto debole, un'unica via d'accesso; mentre altri hanno migliaia di viali e possono esser catturati in mille modi diversi. Aver ragione dei primi è testimonianza di eccezionale abilità, ma prova ancor migliore di grandi capacità belliche è tenere in pugno quelli del secondo tipo, perché l'uomo deve presidiare ogni porta e finestra.<br/>Pertanto, chi conquista migliaia di cuori comuni si è meritato un qualche riconoscimento, ma colui che esercita il suo dominio sul cuore di una donna civettuola è davvero un eroe. ([[Washington Irving]])
*Così non resta che una cosa sola, la sola cosa che conosco che spinge gli uomini a fare del male, a desiderare. Si tratta di una donna. (''[[Il prezzo di Hollywood]]'')
*Dai tempi di [[Adamo]], in questo mondo, non è stato commesso un danno senza che alla mia origine non ci fosse una donna. ([[William Makepeace Thackeray]])
*Dai tempi in cui i poeti scrivono e le donne li leggono (cosa per cui sono loro profondamente riconoscenti), esse sono state chiamate tante volte "angeli" che, in semplicità di cuore, hanno creduto a tale complimento, dimenticando che quegli stessi poeti per denaro onoravano [[Nerone]] con l'epiteto di semidio... ([[Michail Jur'evič Lermontov]])
*Del resto è privilegio di una donna l'[[incoerenza]]. Gli uomini che si aspettano della logica dalle donne falliscono in amore. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'')
*Delle donne non vince quella che corre dietro, né quella che scappa, vince invece quella che aspetta. ([[Elias Canetti]])
*Devi metterti in testa che qui le donne non sono donne. Sono cas-sa-for-ti! (''[[Sapore di mare 2 - Un anno dopo]]'')
*Dio, nella sua divina previdenza, non ha dato la [[barba]] alle donne perché esse non sarebbero state capaci di tacere mentre venivano rasate. ([[Alexandre Dumas (padre)|Alexandre Dumas]])
*Di solito si letica con le donne che si amano o che non si amano più. Con le donne che ci sono indifferenti non si può leticare. ([[Liala]])
*Di tutti gli oggetti d'[[odio]], una donna un tempo amata è il più odioso. ([[Max Beerbohm]])
*Dio assegnò a ciascun sesso le sue funzioni, cosicché la parte più utile e più necessaria toccasse all'uomo, e la minore e inferiore alla femmina; e quegli divenisse degno d'onore per il ruolo suo eminente, questa invece per gli uffici suoi più vili non pensasse ad alzare la cresta contro il coniuge. ([[Giovanni Crisostomo]])
*Dio ha collocato il genio della donna nel cuore, perché le opere di questo genio sono tutte opere d'amore. ([[Alphonse de Lamartine]])
*Dio mio, tutti i guai seri della mia vita sono stati causati dalle donne. O forse no? Comunque sia, è bello che esistano! No, non per ''quello'', ma perché come esseri umani sono diversi dall'uomo: sono l'eterna speranza che l'umanità un bel giorno potrà raggiungere una meta. Se mai Dio vorrà perdonare la razza umana, lo farà grazie a loro – Santa Maria, piena di grazia, prega per noi! ([[Frigyes Karinthy]])
*Dobbiamo accettare il fatto che le donne sono semplicemente più complesse degli uomini. ([[David Bainbridge]])
*Donna d'affari, più dura di un uomo. (''[[Trappola di cristallo]]'')
*''Donna: mistero senza fine bello!'' ([[Guido Gozzano]])
*''Donna real che d'Imeneo la legge | Soave senti e suo poter sovrano, | Vien meco, e ascolta ciò che non in vano | Dentro i fati mia mente or vede e legge.'' ([[Faustina Maratti]])
*''Donna sei luce, donna sei cenere | donna sei ansia, donna sei danza | e a volte nuvola sei...'' ([[Angelo Branduardi]])
*Donna (''s.f.''). Animale il cui habitat è generalmente in prossimità di quello dell'uomo, suscettibile sia pure in modo rudimentale di addomesticamento. [...] È senz'altro il più diffuso fra gli animali da preda, e infesta tutte le parti abitate o abitabili del globo, dalle profumate foreste della Groenlandia alle disadorne spiagge dell'India. [...] L'animale mangia di tutto e con un po' di buona volontà le si può insegnare a stare zitta. ([[Ambrose Bierce]])
*Donne, animali a sangue freddo che abbisognano del sole e sono capaci di sottoporsi ai suoi raggi coll'espressione beatificata del comunicando e persino con l'estasi del mistico sul punto di abbandonarsi a Dio. ([[Manuel Vázquez Montalbán]])
*''Donne, da voi non poco | la patria aspetta.'' ([[Giacomo Leopardi]])
*''Donne, donne, eterni Dei! | Chi vi arriva a indovinar!'' ([[Cesare Sterbini]])
*Donne, in voi e per voi è la vita del mondo: sorgete, noi siamo uguali! ([[Bruno Misefari]])
*''Donne, la donna mia ha d'un disdegno |sì ferito 'l me' core, |che se voi non l'atate e' se ne more!'' ([[Gianni Alfani]])
*Donne non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l'aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell'uomo; è l'insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna. ([[Simone de Beauvoir]])
*Donne pure sono soltanto quelle che non sono state desiderate. ([[Publio Ovidio Nasone]])
*''Doppo ch'Adamo cominciò co Eva | tutte le donne se so' fatte fotte.'' ([[Giuseppe Gioachino Belli]])
*Dopo essersi liberata dalla schiavitù impostale per secoli dall'uomo, la donna deve adesso liberarsi dal mito dell'inferiorità femminile, e rendersi pienamente conto delle proprie possibilità. ([[Ashley Montagu]])
*''Dopo questo, compiango chi si fida di una donna! | Anche la migliore è sempre artefice di malizie; | È un sesso creato per farci dannare. | Chiudo con te per sempre, sesso infido, | E ti mando al diavolo con tutta l'anima.'' ([[Molière]])
*Dov'è una donna, il povero non patisce. ([[Cesare Cantù]])
*Dove le donne sono onorate dagli uomini, ivi è maggiore la civiltà. ([[Tommaso Vallauri]])
*Dovrebbe esser una tessitrice di pace per gli uomini, non circondare la vita dell'uomo amato con racconti menzogneri e maligni. (''[[Beowulf]]'')
*È il carattere naturale delle donne [...] disdegnare chi le ama e amare chi le aborrisce. ([[Miguel de Cervantes]])
*È incredibile come un bipede di genere femminile possa ridurre un uomo. (''[[Totò e le donne]]'')
*È innegabile non essere sempre la bellezza nelle donne che fa nascere nell'uomo quel trasporto di amore che lo rende capace di tutto. Più spesso è la bontà, la dolcezza, la timidità, quel qualcosa d'inesplicabile che fa della donna un essere debole che non si muove di suo proprio istinto ma per attrazione, che non si appartiene più e la cui anima è l'ombra dell'uomo amato, che non lo lascia mai e lo segue ovunque col pensiero vicino o lontano. ([[Leonetto Cipriani]])
*E lo giuro, che il cuore d'una donna giovane è la roccia più dura che il Signore abbia messo su questa Terra: non riesci a farci un segno sopra. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!]]'')
*E lui avrebbe avuto una vita felice, a dispetto del Diavolo e delle sue opere, se il suo cammino non avesse incrociato quello di una creatura che per un comune mortale è causa di maggior sgomento di qualunque fantasma, spettro e dell'intera genia delle streghe messi assieme: una donna. ([[Washington Irving]])
*È questo il destino di noi donne, per questo siamo state create: per essere il cuore del focolare, per essere il cuore nella madre Chiesa. ([[Madre Teresa di Calcutta]])
*È scabroso le donne studiar. ([[Ferenc Lehár]])
*È tempo che le donne contrastino la vergognosa incompetenza in cui l'ignoranza, l'orgoglio e l'ingiustizia maschili le ha per così lungo tempo tenute prigioniere. ([[Théroigne de Méricourt]])
*È tutto amore! | Chi a una sola è fedele, | verso l'altre è crudele | io che in me sento | sì esteso sentimento, | vo' bene a tutte quante. | Le donne poiché calcolar non sanno, | il mio buon natural chiamano inganno. (''[[Don Giovanni (opera)|Don Giovanni]]'')
*È una donna e perciò vede la vita come non la vediamo noi, e certe volte ci insegna a guardarla; comprende sfumature, percepisce sottigliezze che i nostri sensi non registrano; sa trovare nel vocabolario quell'aggettivo che a contatto con un sostantivo crea imprevedibili effetti. Se è vero che la donna è il complemento spirituale dell'uomo, essa vede l'altra faccia della verità. ([[Dino Segre]])
*È una vita che mi innamor... è una vita che incontro donne come te. Per lo psicologo siete personalità seduttive. Per mio cugino Leo, invece, semplicemente delle stronze. (''[[Notturno bus]]'')
*Ed è già una fortuna che le donne non riescano più spesso ad esercitare il loro potere, perché, in caso contrario, noi non saremmo in grado di resistere: basta che esse mostrino il più lieve interessamento, e gli uomini cadono tutti alle loro ginocchia, anche se esse sono vecchie e brutte. Questa è per me una verità positiva: una donna, quando non sia addirittura gobba, se le si presenta l'occasione può sposare ''chi vuole''. Ci affrettiamo ad aggiungere, però, che esse, in genere, sono come i buoi nei campi: non si rendono conto della loro forza, altrimenti saremmo fritti. ([[William Makepeace Thackeray]])
*Essa {{NDR|la Chiesa}} sostiene che non è ammissibile ordinare donne al sacerdozio, per ragioni veramente fondamentali. Queste ragioni comprendono: l'esempio, registrato nelle Sacre Scritture, di Cristo che scelse i suoi Apostoli soltanto fra gli uomini; la pratica costante della Chiesa, che ha imitato Cristo nello scegliere soltanto degli uomini; e il suo vivente magistero che ha coerentemente stabilito che l'esclusione delle donne dal sacerdozio è in armonia con il piano di Dio per la sua Chiesa. ([[Papa Paolo VI]])
*Esse solo possono fare intendere in una parola tutto un sentimento, e rendre delicatatamente un pensiero delicato. Esse mettono (sono parole del signor [[Jean de La Bruyère|de La Bruyère]]) una concatenazione mirabile, perché il loro discorso si lega in modo affatto naturale, e non si lega che per il senso. ([[Giuseppe Bianchetti]])
*Essere donna è così affascinante. È un'avventura che richiede un tale coraggio, una sfida, che non finisce mai. ([[Oriana Fallaci]])
*Essere donna è un'impresa spesso mortale, devi lottare con chi ti vuole come fa comodo a lui. ([[Martina Semenzato]])
*Essere donna è un compito terribilmente difficile, visto che consiste principalmente nell'avere a che fare con uomini. ([[Joseph Conrad]])
*''Essere donna è un gran passo, | fare impazzire è un'eroica impresa. || Pure, io, di fronte al prodigio di mani di donna, | del dorso e delle spalle e del collo, | con la devozione d'un servo | tutta la mia vita benedico.'' ([[Boris Pasternak]])
*Essere donna in America alla fine del ventesimo secolo: che fortuna! O perlomeno, questo è ciò che continuano a dirci. Le barricate sono state smantellate, ci assicurano i politici. Le donne ce l'hanno fatta, inneggia Madison Avenue. La battaglia per la parità è stata vinta in larga misura, annuncia il «Time». Potete iscrivervi a qualsiasi università, farvi assumere in qualsiasi studio legale, chiedere un prestito a qualsiasi banca. Le donne hanno tante opportunità ormai, dicono gli imprenditori, che in realtà non serve più una politica per le pari opportunità. Adesso che le donne hanno conquistato la piena uguaglianza, sostengono i legislatori, non è più necessario un emendamento sulla parità dei diritti. Le donne hanno ottenuto tanto, afferma l'ex presidente Ronald Reagan, che la Casa Bianca può anche permettersi di non affidare loro le cariche più alte. Perfino la pubblicità dell'American Express proclama che sono libere di fare acquisti con la carta di credito. Finalmente, le donne hanno ricevuto i documenti di cittadinanza. Eppure... ([[Susan Faludi]])
*''Essere una donna | non vuol dir riempire solo una minigonna...'' ([[Anna Tatangelo]])
*Essere una ragazza è la cosa più cretina di questo mondo. ([[Beppe Fenoglio]])
*Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c'è da rimanerci secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro. Dentro. ([[Alessandro Baricco]])
*Felici le donne cui la femminilità è talora dono di preveggenza per la confidenza che l'uomo non osa in esse versare! ([[Carlo Maria Franzero]])
*''Femina è cosa mobil per natura, | e per disdegno impetuosa e fera.'' ([[Mercurio (divinità)|Mercurio]]: [[Publio Virgilio Marone]], ''[[Eneide]]'')
*''Femina è cosa mobil per natura: | ond'io so ben ch'un amoroso stato | in cor di donna picciol tempo dura.'' ([[Francesco Petrarca]])
*''Femmina è cosa garrula e fallace, | vuole e disvuole: è folle uom che sen fida.'' ([[Torquato Tasso]])
*Femmina piccante, prendila per amante. Femmina cuciniera, prendila per mugliera! (''[[I soliti ignoti]]'')
*''Finché l'uom la desia, leggiadro oggetto | Certo è la donna, e cosa alma e divina; | Ma nel possesso il ben cangia d'aspetto; | Muore la rosa e vi riman la spina''. ([[Vincenzo Monti]])
*Finché non cesseranno di percepirsi come le vedono gli uomini, le donne non potranno fondare su sé stesse l'autostima. [...] Per ritrovare fiducia in sé stessa, la donna non può semplicemente «deciderlo» o «imporselo». Deve pian piano imparare a non dipendere dallo sguardo dell'uomo; a non sentirsi bella solo quando un uomo glielo dice; a non sentirsi brava solo quando il capoufficio o il professore la approva. ([[Michela Marzano]])
*Fra qualche anno sarai uomo, ti voglio dire qualcosa sulle donne. Ecco, le donne – tutte quante, eh? – ebbene, sono... fanno... insomma, si sa quello che ti può fare un indiano se gli caschi sotto, ma non quello che ti può fare una donna. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]'')
*{{NDR|[[Medea]], rivolgendosi alla Corifea}}'' Fra quante creature han senso e spirito. | noi donne siam di tutte le piú misere. | Che, con profluvii di ricchezze prima | dobbiam lo sposo comperare, e accoglierlo | — male dell'altro anche peggiore despota | del nostro corpo. E il rischio grande è questo: | se sarà tristo o buon: ché separarsene | non reca onore alle consorti, né | repudïar si può lo sposo. E, giunta | quindi a nuovi costumi, a nuove leggi, | indovina dovrebbe esser: ché appreso | in casa non ha già come piacere | possa allo sposo. E quando, a gran fatica, | vi siamo giunte, se lo sposo vive | di buon grado con noi, se non sopporta | il giogo a forza, invidïata vita | la nostra! Ma se no, meglio è morire. | Quando in casa si cruccia, un uomo può | uscir di casa, e presso un coetaneo, | presso un amico, cercar tregua al tedio: | noi, di necessità, sempre allo stesso | uomo dobbiamo essere intente. Dicono | che passa in casa, e scevra dai pericoli | la nostra vita, e invece essi combattono; | ed hanno torto: ch'io lo scudo in guerra | imbracciare vorrei prima tre volte, | che partorire anche una sola. Ma | ciò ch'io dico per me, male s'addice | a te: la patria hai tu, la casa tua, | agi di vita, consorzio d'amici: | io sola sono, senza patria, e oltraggio | mio marito mi fa, che me rapiva | da una barbara terra; e non ho madre, | non fratello o parente, a cui rivolgere | possa l'approdo in questa mia sciagura. | Ora io vorrei da te questo impetrare: | se qualche via, se qualche astuzia io posso | escogitare, onde allo sposo infligga | del mal ch'esso mi fa la giusta pena, | tu non parlar: ché in tutti gli altri eventi, | piena è la donna di paure, e vile | contro la forza, e quando vede un ferro; | ma quando, invece, offesa è nel suo talamo, | cuore non c'è del suo piú sanguinario''. ([[Euripide]])
*Fra tutte le creature non v'è spettacolo così meraviglioso né miracolo tanto riguardevole della donna, al punto che si dovrebbe essere ciechi per non vedere chiaramente che Dio radunò tutta la bellezza di cui è capace l'intero universo e glie la diede, acciò che ogni creatura abbia buone ragioni per stupirsi di lei e riverirla ed amarla. ([[Agrippa von Nettesheim]])
*Già le donne sono avanti rispetto a noi uomini, se poi ti innamori di una ragazza più grande devi darti una mossa, altrimenti resti indietro. ([[Federico Bernardeschi]])
*''Giovine donna è mobile, e vogliosa | È negli amanti molti, e sua bellezza | Estima più ch'allo specchio, e pomposa | Ha vanagloria di sua giovinezza; | La qual quanto piacevole e vezzosa | È più, cotanto più seco l'apprezza: | Virtù non sente, né conoscimento, | Volubil sempre come foglia al vento.'' ([[Giovanni Boccaccio]])
*Gli uomini fanno le leggi, le donne fanno i costumi. ([[Jacques-Antoine-Hippolyte de Guibert]])
*«Gli uomini sono molto diversi dalle donne.» Si sbatté una mano sul petto. «Qui, sono diversi. Vedi, questa è la differenza. Non sono forti come noi. Gli uomini sono più vulnerabili quando amano. Si danno di più. Le donne no. Le donne tengono sempre in serbo una piccola parte di sé. Le donne sono più complicate, sotto questo aspetto. Gli uomini no. Amano e basta. E sono vulnerabili.» ([[Torey Hayden]])
*Guai, guai a far capire a una donna che l'ami: le donne non si tengono con l'amore ma con la paura di non essere amate. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]'')
*Guai quando le donne si appassionano troppo fra di loro. Fin che è un'amicizia moderata, può durare e andar bene, ma quando si riscaldano, guai! Ogni più piccolo torto che si facciano, diventa una montagna, e se non si picchiano potete ringraziare domine Dio. ([[Alberto Cantoni]])
*Ha chiesto molte volte al cuore di essere sincero e il cuore gli ha risposto che le belle donne andrebbero impiccate ed arse. ([[Rocco Scotellaro]])
*Ho passato una vita a difendere le donne, ma che delusione. Purtroppo debbo constatare che non pensano. ([[Ida Magli]])
*Ho sentito un uomo dire che i ladri ti chiedono la borsa o la vita, mentre le donne le esigono entrambe. ([[Samuel Butler]])
*I mondi possono cambiare, le galassie disintegrarsi, ma una donna rimane sempre una donna. ([[James Tiberius Kirk]], ''[[Star Trek (serie classica)|Star Trek]]'')
*Il bene pubblico è interesse dell'uomo: guai se decide la donna. ([[Eschilo]])
*Il bisogno che fa gli uomini cattivi, fa brutte le donne. ([[Emilio de Marchi]])
*Il cuore di una donna è un profondo oceano di segreti. (''[[Titanic (film 1997)|Titanic]]'')
*Il fatto che spesso passi l'idea che una donna debba comunque dipendere economicamente da un uomo, a me non piace assolutamente, al contrario mi piace l'idea che una donna possa essere indipendente sia economicamente e sia mentalmente dall'uomo. ([[Naoko Ogigami]])
*Il fatto è che mentre tutti diffidano delle donne, io me la intendo benissimo con loro! Io non guardo se hanno mentito, se hanno tradito, se hanno peccato – o se nacquero perverse – perché io sento che hanno pianto – hanno sofferto per sentire o per tradire o per amare... io mi metto con loro e per loro e le frugo, frugo non per mania di sofferenza, ma perché il mio compianto femminile è più grande e più dettagliato, è più dolce e più completo che non il compianto che mi accordano gli uomini. ([[Eleonora Duse]])
*Il futuro è donna per il semplice motivo che gli uomini non sono abbastanza forti. ([[Eleanor Mills]])
*Il guaio degli uomini è di non saper valutare le capacità delle donne. (''[[L'albero di Natale]]'')
*Il letto diventa una casa segreta dentro la casa in vista, la casa palese, e la donna che lì ci aspetta la si ama semplicemente perché è lì disponibile. È lì e disponibile, a ogni ora della notte, in qualunque momento si torni a casa. di conseguenza la si ama. Si ama ciò che è sicuro. Si ama in ispecie ciò che aspetta, ciò che pazienta. ([[Joseph Roth]])
*Il mistero di una donna è un dolore che non si rimargina e neppure si riesce a imparare. L'uomo non imparerà mai a essere donna, e neppure una donna imparerà mai ad essere donna. Quando una donna nasce lo fa per sempre. Un uomo nasce solo per ferire, morire e ferire di nuovo; offendere, chiedere perdono, amare, amare di nuovo, di nuovo scappare, ferire, amare di nuovo e di nuovo morire. L'uomo vive per lasciare impronte nella neve, nell'illusione di fare traccia di sé. La donna la neve e il paesaggio che si farà primavera. La donna è una sfida che ti sfida. La donna è un ordigno, e l'uomo è un bambino che non riesce a capirci niente e lo distrugge, per piangere subito dopo e dare la colpa alle istruzioni. Ma la donna e il cielo non hanno istruzioni. ([[Filippo Timi]])
*Il nemico più grande della donna è la donna stessa. Non riusciamo a sfilarci da sotto il calcagno dello schiavismo del maschio. Stiamo facendo la caricatura della femmina per cercare di andare insensatamente incontro ai supposti desideri della controparte. Tira qui, molla là, botulini, filler, acidi ialuronici, plastiche additive e delizie di questo tipo. Si vedono in giro donne con la faccia di Fantomas e il seno della Saraghina. Più oggetto di così si muore. Va bene che è nell'uomo che deve avvenire la famosa "alterazione fisica", ma ciò non giustifica il massacro che stiamo operando su di noi. Siamo noi le prime a trattarci come dei pezzi di carne. Magari non sarà vero che le armi a nostra disposizione siano necessariamente e fisiologicamente pari a quelle del maschio, ma pari deve essere la dignità da esigere con potenza e assennatezza prima di tutto da noi stesse. Ma, visto l'andazzo, speranze poche. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*Il nemico si comporta come una donna, poiché suo malgrado, è debole e vuole sembrar forte. ([[Ignazio di Loyola]])
*Il problema è che per molto tempo le donne non si sono sentite particolarmente elette a raccontare storie come gli uomini, forse perché da sempre relegate dalla società maschile, in ruoli stereotipati di madri, mogli, educatrici. Spesso alle donne è stata vietata la scrittura in quanto scelta di vita troppo audace. ([[Diana Abu-Jaber]])
*Il racconto di Marta e Maria mostra che il Vangelo eleva la donna a quel vertice spirituale in cui si apre l'accesso alla "sola cosa necessaria". ([[Pavel Nikolaevič Evdokimov]])
*Il tempo è venuto, Mademoiselle, in cui le rigide leggi degli uomini non impediranno più alle donne di dedicarsi alle scienze ed alle discipline; mi sembra che chi ne è capace dovrebbe impiegarsi in quest'onorevole libertà, che il nostro sesso ha desiderato così a lungo, studiando questi argomenti e dimostrando agli uomini quale torto ci hanno fatto nel privarci dei benefici e dell'onore che avremmo potuto ottenere. ([[Louise Labé]])
*«Immagino penserete che una donna a bordo sia pressoché inutile».<br/>«Per dirla senza troppi fronzoli, di solito le donne sulle navi sono un autentico flagello». ([[Edgar Wallace]])
*Impura e distorta: tale è la condizione naturale delle donne in questo mondo; ma l'uomo, ingannato da vesti e ornamenti, per le donne incorre nella passione. ([[Aśvaghoṣa]])
*In massima parte la mente delle femmine è più rozza, né può facilmente capire cose difficili. ([[Cirillo di Alessandria]])
*In ogni trattato filosofi e poeti, predicatori e la lista sarebbe ancora lunga, sembrano tutti parlare con la stessa bocca, tutti d'accordo nella medesima conclusione, che il comportamento delle donne è incline ad ogni tipo di vizio. ([[Christine de Pizan]])
*In Oriente le donne nascondono religiosamente d'avere un viso, in Occidente di avere delle gambe. In ambedue i casi rendono evidente d'avere poco cervello. ([[Henry David Thoreau]])
*In passato l'amicizia tra donne era viziata, sia causa delle restrizioni sociali che subivano, sia a causa di una rivalità che c'era tra loro nella ricerca del "maschio alfa". Oggi non c'è più questo antagonismo: se c'è della rivalità è piuttosto nel campo del lavoro. ([[Margherita Oggero]])
*In tutti i tempi è stata trascurata l'educazione delle donne, non c'è attenzione che per gli uomini, e le donne, come fossero una specie a parte sono state abbandonate a sé stesse prive di aiuto, senza pensare che compongono la metà del mondo. ([[Madame de Lambert]])
*In una donna noto subito gli occhi. Specie se ha le tette grosse. (''[[Rat-Man]]'')
*In verità, o Gautama, la donna è fuoco: di quella, l'alvo è il combustibile, i peli sono il fumo, la vulva la fiamma, l'atto che si consuma al suo interno è la cenere, il godimento è le scintille. In questo fuoco gli Dei sacrificano il seme. Da quell'offerta sorge l'essere umano. (''[[Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad]]'')
*Infantile, incostante, premurosa, irritabile, con una civetteria che conduce a lungo le assiduità e gli accostamenti amorosi, è la donna abituata a vivere coi vecchi. ([[Corrado Alvaro]])
*Io amo far godere una donna. Pensi che il mio più grande piacere è vedere la donna farsi scopare da altri. Io credo in una complicità non convenzionale. Io cerco una donna che non mi sia fedele. ([[Giuseppe Cruciani]])
*Io cerco di ricordarmi di essere donna. L'uomo può uscire vestito casualmente, la donna deve essere carina ed elegante. ([[Fiona May]])
*Io con le donne ci sto bene, le amo, solo che non mi servono... credo che succeda così quando uno è un vero artista. (''[[Accordi e disaccordi]]'')
*Io credo che noi donne sappiamo essere tremende, siamo capaci di crudeltà assolute, possiamo essere delle iene senza precedenti, ma quando ci amiamo e ci troviamo tra noi, possiamo costituire un punto di forza davvero molto importante e unito. ([[Elena Sofia Ricci]])
*Io le [[amore|amo]] tanto, le donne, che riesco perfino a non essere [[gelosia|geloso]]. Tanto a che serve esser geloso. Se una donna ti vuol bene, è felice. Se non ti vuol bene, ne prendi un'altra. ([[Totò]])
*Io mangio maccheroni quando mi riesce imbattermi in una baruffa di donne. Ci ho un gusto matto quando vedo due donne che si accapigliano e si sbefanano, e s'acciuffano per i capelli e si sgramignano la faccia e si strappano i vestiti addosso e coll'unghie e a sannotti si sfregiano per il viso; e si rilevan le fedi di battesimo in mezzo alla strada. Perché le donne son fatte così, se nulla nulla arrivano a dirsi una mezza parola, subito cominciano a scoprirsi gli altari e mettono all'aria il presente e il passato. ([[Idelfonso Nieri]])
*Io non parlo alle donne, bensì agli uomini, perché chi è di mente instabile non è assolutamente in grado di capire le mie parole. ([[Papa Gregorio I]])
*Io non voglio le donne per consigliere né per tenermi allegro, ma per andarci a letto, mentre se son brutte e istruite è lo stesso che andare a letto con Aristotele e Seneca o con un libro. ([[Francisco de Quevedo]])
*Io voglio sempre credere che le femmine siano più intelligenti dei maschi. Idea che si sfalda ogni volta che le vedo sbavare agli strip maschili la sera dell'8 marzo. ([[Tommaso Labranca]])
*L'Angiolo della Famiglia è la Donna. Madre, sposa, sorella, la donna è la carezza della vita, la soavità dell'affetto diffusa sulle sue fatiche, un riflesso sullo individuo della Provvidenza amorevole che veglia sull'umanità: sono in essa tesori di dolcezza consolatrice che bastano ad ammorzare qualunque dolore. Ed essa è inoltre per ciascun di noi l'iniziatrice dell'avvenire. ([[Giuseppe Mazzini]])
*L'avvento della donna sulle scene segna una volta per tutte la scissione tra maschio e femmina, condannati a caratteri sessuali, differenti nel senso diversi l'uno dall'altra, cancellando da una parte l'erotismo... e dall'altra l'osceno..., la perversione che è il teatro nel suo farsi: il fantasma. ([[Carmelo Bene]])
*L'educazione, tanto necessaria alle classi lavoratrici, deve [...] formarsi primamente nella scuola vivente della famiglia. E senza educare ed istruire la donna, che è naturalmente chiamata a gettare i primi semi delle virtù private e cittadine sul terreno vergine dell'infanzia, sarà difficile, molto, aggiungere questo fine. La prima scuola cui bisogna attendere, è dunque quella che s'erge naturalmente prima al mondo, la scuola della famiglia; e la prima educatrice ed {{sic|institutrice}} a formare, è la donna. ([[Raffaele Schiattarella]])
*L'elemento femminile è necessario alla vita zoologica, ma è altrettanto necessario alla vita sociale. È altrettanto necessario alla vita mentale. È altrettanto necessario alla vita psichica. È necessarissimo alla civiltà.<br/>Nei momenti di civiltà più alta, la donna è più presente, più partecipe nella vita sociale. È la maggior partecipazione della donna alla vita sociale che determina la maggiore civiltà?<br/>La presenza "attiva" della donna nella vita sociale non solo arricchisce e migliora la vita sociale: migliora l'uomo. Spegne il "troppo maschile". Accende negli occhi di lui, nella faccia, nei movimenti della bocca, nel colore della pelle, sul piano della fronte una luce maggiore e migliore. ([[Alberto Savinio]])
*L'essenza della donna è un abbandono sotto forma di resistenza. ([[Søren Kierkegaard]])
*L'essere donna viene definito spesso una "condanna" ma mi dispiace per gli uomini che non hanno mai potuto esplorare cosa significhi crescere con un certo senso di concretezza e di identità sin dalla tenera età. Noi donne dobbiamo necessariamente, purtroppo o per fortuna non saprei, scontrarci con una serie di inciampi e ostacoli che ci fanno costruire un'identità risoluta molto prima: ci perdonano molte meno cose... ([[Rosa Diletta Rossi]])
*''L'ETERNO-FEMMINA {{NDR|ovvero, il femminile eterno}} | ci trae lassù!'' ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
*L'importante è di non fingere di averle capite, le donne. ([[Gino Paoli]])
*L'intelligenza nelle donne è un'anomalia che si incontra eccezionalmente come l'albinismo, il mancinismo, l'ermafroditismo, la polidactilia. ([[Dino Segre]])
*L'uomo che non ha una donna al suo fianco è un uomo morto. (''[[Grand Hotel (film 1932)|Grand Hotel]]'')
*L'uomo è come il gallo; chicchirichì! sbatte appena le ali e via – la donna invece è come la povera chioccia; stattene seduta a covare i pulcini. ([[Aleksandr Sergeevič Puškin]])
*L'uomo, poiché è forte e presiede alla donna, rappresenta la parte più elevata della ragione, invece la donna quella inferiore. E ciò a motivo della virilità da un lato, e della debolezza e fragilità dall'altro. ([[Bonaventura da Bagnoregio]])
*La bellezza del corpo è tutta nella pelle. In effetti se gli uomini vedessero ciò che sta sotto la pelle, dotati come le linci della Beozia della penetrazione visiva interna, la sola vista delle donne gli riuscirebbe nauseabonda: questa grazia femminile non è che suburra, sangue, umore, fiele. Considerate quello che si nasconde nelle narici, nella gola, nel ventre: dappertutto, sporcizie [...] E noi che ripugniamo dal toccare anche solo con la punta delle dita il vomito o il letame, come possiamo dunque desiderare di stringere nelle nostre braccia un semplice sacco di escrementi! ([[Oddone di Cluny]])
*La bellezza fa autentici miracoli. Ogni difetto morale di una bella donna, lungi dal generare repulsione, diventa invece al massimo grado attraente; il vizio stesso spira leggiadria; ma scompaia la bellezza, e una donna dovrà essere venti volte più intelligente di un uomo per attirarsi, non dico amore, ma almeno stima. ([[Nikolaj Vasil'evič Gogol']])
*La bellezza fisica della donna è uno dei più generosi spettacoli che la natura concede ai mortali, sempre deliranti fra il dolore e la morte. ([[Mario Rapisardi]])
*La cattedra è donna. Benissimo, perché? Perché le donne continuano, ancora oggi, a pensarsi come coloro che si prendono cura degli altri, e non come professioniste? Perché quella di occuparsi di bambini è, ancora una volta, una "vocazione"? [...] Torna il divario fra l'idea della donna (e prima ancora, della ragazza e della bambina) autonoma, dura, persino pericolosa, e una realtà che dice altro. Ci viene raccontato che abbiamo a che fare con replicanti in miniatura della Sposa di Quentin Tarantino. Scopriamo di avere davanti a noi docili, e già frustrate creature, che si rassegnano quasi subito a un destino irrilevante. ([[Loredana Lipperini]])
*La Chiesa, dunque, rende grazie per tutte le donne e per ciascuna: per le madri, le sorelle, le spose; per le donne consacrate a Dio nella verginità; per le donne dedite ai tanti e tanti esseri umani, che attendono l'amore gratuito di un'altra persona; per le donne che vegliano sull'essere umano nella famiglia, che è il fondamentale segno della comunità umana; per le donne che lavorano professionalmente, donne a volte gravate da una grande responsabilità sociale; per le donne «perfette» e per le donne «deboli» per tutte: così come sono uscite dal cuore di Dio in tutta la bellezza e ricchezza della loro femminilità; così come sono state abbracciate dal suo eterno amore; così come, insieme con l'uomo, sono pellegrine su questa terra [...]; così come assumono, insieme con l'uomo, una comune responsabilità per le sorti dell'umanità, secondo le quotidiane necessità e secondo quei destini definitivi che l'umana famiglia ha in Dio stesso, nel seno dell'ineffabile Trinità. ([[Papa Giovanni Paolo II]])
*La complicità maschile esiste sempre. Per la donna si è tornati alla situazione antica con un rischio che già ognuna di noi intravedeva: la sua mascolinizzazione. ([[Ombretta Colli]])
*La crisi del ruolo della donna nella società è il crocevia di molti altri problemi sociali, umani e religiosi del nostro tempo. ([[Carlo Maria Martini]])
*La deficienza mentale della donna non solo esiste ma è necessaria. Se noi vogliamo una donna la quale sappia adempiere bene al suo compito materno, è necessario ch'essa non abbia un cervello mascolino. ([[Paul Julius Möbius]])
*La donna. Il cui peccato è di essere madre. (''[[Il monello]]'')
*La donna ama maggiormente dopo la donazione: agisce allora in lei l'istinto della specie. ([[Carlo Maria Franzero]])
*La donna, andando dal sarto a scegliersi un vestito, non veste sé, veste il proprio tempo. Anzi, tutt'insieme la donna col suo vestito, è ella stessa veste alla nudità del suo tempo. ([[Massimo Bontempelli]])
*La donna africana sperimenta una triplice servitù, attraverso il matrimonio coatto, attraverso la dote e la poligamia che aumenta il tempo libero degli uomini e al tempo stesso il loro prestigio sociale, e, infine proprio attraverso l'ineguale divisione del lavoro. ([[René Dumont]])
*La donna che mente ha parecchi amici, e conduce un'esistenza di grande solitudine. ([[Adrienne Rich]])
*La donna che non possiamo stimare, la dobbiamo venerare. Essa sa darsi tutta, fino all'ultima goccia, senza lotta né dolore. È la purissima. ([[Scipio Slataper]])
*La donna – che sia naturalmente buona o no, che sia casta o corrotta – dovrebbe essere sempre considerata un'immagine della Beatissima Madre Divina. ([[Ramakrishna]])
*La donna deve obbedire. [...] Essa è analitica, non sintetica. Ha forse mai fatto dell'[[architettura]] in tutti questi secoli? Le dica di costruirmi una capanna, non dico un tempio! Non lo può! Essa è estranea all'architettura, che è la sintesi di tutte le arti, e ciò è un simbolo del suo destino. La mia opinione della sua parte nello Stato è in opposizione ad ogni femminismo. Naturalmente essa non dev'essere una schiava, ma se io le concedessi il diritto elettorale, mi si deriderebbe. Nel nostro Stato essa non deve contare. ([[Benito Mussolini]])
*La donna è altruista o meglio alterocentrista nel senso che fa centro del suo piacere, della sua ambizione, non in sé stessa, ma in un'altra persona che essa ama e da cui vuole essere amata, il marito, i figli, il padre, l'amico, ecc. ([[Gina Lombroso]])
*La donna è cambiata molto. Stiamo assistendo ad una grande indipendenza della donna. Oggigiorno il ruolo che una volta storicamente apparteneva all'uomo è spesso ricoperto dalla donna (parlo dal punto di vista del comportamento): probabilmente la società attuale non è ancora preparata a assistere a una tale inversione di ruoli. ([[Camila Raznovich]])
*La donna è come la macchina: alla mattina se non la scaldi, non parte. (''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'')
*La donna è come, non so come dirti, è come una grande vallata con delle bufale, qui, grosse, e poi piano piano discendi lentamente pedo–pede e c'è una foresta che si estende con gli arbusti, e tu devi penetrare piano piano in questa foresta, come se fosse un... un siluro. (''[[Arrapaho (film)]]'')
*''La donna è come un computer | appena nuovo ce l'hai | ci passi le serate | e con gli amici non esci mai''. ([[Gem Boy]])
*La donna è come un libro che, buono o cattivo, deve piacere fin dalla copertina. ([[Giacomo Casanova]])
*La donna è la porta dei sogni. Non dimenticando, certo, che sono donne le Parche... ([[Guido Ceronetti]])
*La donna è meno consona alla moralità dell'uomo perché ha in sé più liquidità dell'uomo. Caratteristica del liquido è di ricevere facilmente e di trattenere male. Il liquido è un elemento facilmente mutevole, perciò le donne sono volubili e curiose. Quando una donna ha un rapporto con un uomo è molto probabile che desideri stare allo stesso tempo anche con un altro. La donna non è affatto fedele. Se tu le dai fiducia ne sarai deluso.[...] La donna è un uomo mal riuscito e rispetto all'uomo ha una natura difettosa e imperfetta, perciò è insicura. Quello che non riesce ad ottenere da sola cerca di raggiungerlo con gli inganni demoniaci. Perciò, per farla breve, l'uomo si deve guardare da ogni donna come da un serpente velenoso o da un diavolo cornuto. [...] L'intelligenza tende al bene e la furbizia al male. Pertanto nei comportamenti cattivi è più intelligente la donna perché è più furba dell'uomo. La sua sensibilità spinge la donna verso ogni male, mentre la ragione spinge l'uomo verso ogni bene. ([[Alberto Magno]])
*La donna è mobile, ed io mi sento mobiliere. (''[[Un turco napoletano]]'')
*''La donna è mobile | qual piuma al vento, | muta d'accento – e di pensier. | Sempre un amabile, | leggiadro viso | in pianto o in riso, – è menzogner.'' (''[[Rigoletto]]'')
*La donna è senza dubbio una luce, uno sguardo, un invito alla felicità, e talvolta il suono di una parola; ma soprattutto è un'armonia generale, non solo nel gesto e nell'armonia delle membra, ma anche nelle mussole, nei veli, negli ampi e cangianti nembi di stoffe in cui si avvolge, che sono come gli attributi e il fondamento della sua divinità; nel metallo e nel minerale che le serpeggiano intorno alle braccia e al collo, aggiungendo le loro scintille al fuoco dei suoi sguardi, o tintinnando dolci alle sue orecchie. Quale poeta mai, nel ritrarre il piacere prodotto dall'apparizione di una bellezza, oserebbe disgiungere la donna dal suo abito? E qual è poi l'uomo che per la strada, a teatro, al parco, non abbia goduto, nella forma più disinteressata, di una toeletta sapientemente composta, e non ne abbia attinto un'immagine inseparabile dalla bellezza di colei a cui apparteneva, così facendo delle due entità, della donna e della veste, un tutto indivisibile? ([[Charles Baudelaire]])
*La donna è spesso il punto debole del marito. ([[James Joyce]])
*La donna è un animale debole e malato per natura. ([[Ferdinando Galiani]])
*La donna è un fiume. Se si innamora è un fiume in piena. Se straripa fa danni ingenti. L'impeto della donna è pari a quello dei grandi fiumi. ([[Enrico Baj]])
*La donna fu definita come «l'angelo degli sventurati.» È pronta sempre ad assistere il debole, a rialzare il caduto, a confortare l'afflitto. È molto significativo che sia stata una donna la prima ad edificare e dotare un {{sic|ospitale}}. Fu detto che dovunque un essere umano soffre, i suoi gemiti gli attirano al fianco una donna. ([[Samuel Smiles]])
*La donna [[galanteria|galante]] è quella che dona spesso ciò che non ha mai avuto: il suo cuore. ([[Xavier Forneret]])
*La donna giovane, a qualunque classe appartenga e in qualsivoglia condizione la sia nata, all'eccezione di quelle sventuratissime precipitate nella più lurida prostituzione, ama sempre le belle vesti, gli stivaletti, gli ornamenti e le crinoline. ([[Francesco Mastriani]])
*La donna ha il diritto di vestirsi solo a lutto. Non appena ha raggiunto l'età adulta, dovrà coprire il suo viso che è fonte di tanti pericoli, altrimenti rischia di perdere la beatitudine eterna. ([[Tertulliano]])
*La donna moderna che si «denuda», si mette in mostra, si abbandona, sottoscrive la sua decadenza snaturandosi.<br />Se la donna vuol portare a termine la sua missione, deve essere per l'uomo un «mistero». ([[Michel Quoist]])
*La donna molto bella è per legge d'orgoglio la più fredda, perché tutta compresa di sé, non le resta tempo ad espandersi. ([[Pier Carlo Leoni]])
*La donna non è altro che un calice, fragile, delicato, scintillante: dev'essere stimata e protetta. (''[[Figlia del vento]]'')
*La donna non è una "replica" dell'uomo; viene direttamente dal gesto creatore di Dio. L'immagine della "costola" non esprime affatto inferiorità o subordinazione, ma, al contrario, che uomo e donna sono della stessa sostanza e sono complementari e che hanno anche questa reciprocità. E il fatto che — sempre nella parabola — Dio plasmi la donna mentre l'uomo dorme, sottolinea proprio che lei non è in alcun modo una creatura dell'uomo, ma di Dio. Suggerisce anche un'altra cosa: per trovare la donna — e possiamo dire per trovare l'amore nella donna —, l'uomo prima deve sognarla e poi la trova. ([[Papa Francesco]])
*La donna non ha diritti politici ma deve conoscerli perché, si scrive, in qualche misura li può esercitare lo stesso: «perché un giorno, come sorella, come sposa, e come madre, deve spingere il fratello, il marito e i figli a compiere degnamente i loro doveri di cittadini». ([[Simonetta Ulivieri]])
*La donna non può essere superiore che come donna, ma dal momento in cui vuole emulare l'uomo, non è che una scimmia. ([[Joseph de Maistre]])
*La donna o ama o odia: non conosce via di mezzo. ([[Publilio Sirio]])
*La donna? Per certuni un buco, per altri un abisso. ([[Ardengo Soffici]])
*La donna perché adorna dalla natura di peculiari pregi è ritenuta la parte più gentile dei genere umano.<br/>Alla venustà delle forme, alla innata gentilezza dei modi e del linguaggio, alla delicatezza del suo profondo sentire, essa poi a mille doppî aggiungerà valore, se coltivando la mente potrà esplicare con eletta forma, i suoi pensieri, ed arricchire così il patrimonio scientifico e letterario, coi risultati dei suoi studii. ([[Filippo Nani Mocenigo]])
*La donna più addentro nell'anima sente forza d'amore, e l'uomo si fa padrone di tutto il suo essere e si rende vita della sua vita. La donna vive per amare, e di codesto sentimento usa nelle vicende dell'esistenza per lenire l'agrezza delle sciagure, per stemperare in dolce serenità le gioie trabocchevoli. È per cotesto che la donna è la poesia della natura, perché l'amore è l'eterno sorriso del creato, l'armonia che tutti gli esseri lega in un vincolo misterioso. E mentre l'uomo trascende a forti e concitati proponimenti, e passioni violenti e subitanee, la donna modera se stessa, finché lo consente natura; e la preghiera, l'umiltà, il sacrificio le porgono mezzi di giungere là, ove non possono la vendetta, l'odio, il furore dell'uomo. ([[Felice Guzzoni]])
*La donna, portata com'è a osservare più i sentimenti altrui che i propri, non inganna né è ingannata, ma è l'illusione in sé, ottica e acustica. ([[Jean Paul]])
*La donna promette quel che solo Dio può mantenere. Non essere amaro con lei. Non è forse già meraviglioso che una tale promessa esista? Iddio non ha richiamo più irresistibile di quello della donna. ([[Gustave Thibon]])
*La donna quando pensa da sola, mal pensa. ([[Publilio Sirio]])
*La donna sa donare l'anima prima di cedere il suo corpo. ([[Nino Salvaneschi]])
*La donna seduce come un [[gatto]], il gatto seduce come una donna. ([[Stéphanie Hochet]])
*La donna selvaggia è nel contempo amica e madre di coloro che hanno perso la strada, si sono sperdute, di tutte coloro che hanno bisogno di sapere, di tutte coloro che hanno un enigma da risolvere, di tutte coloro che vagano e cercano nella foresta o nel deserto. ([[Clarissa Pinkola Estés]])
*La donna? Solo il diavolo sa cos'è. ([[I fratelli Karamàzov|Fëdor Dostoevskij, ''I fratelli Karamàzov'']])
*La donna venuta dopo, quella dei giorni nostri, in gara col maschio in ogni competizione e in ogni attività, in ogni privilegio, che del maschio reclama i diritti e le prerogative fino nell'abito, è forse più utile ai fini pratici della vita sociale, ma la sua posizione rispetto all'uomo è divenuta quella di un oggetto di uso comune nella vita quotidiana, non di un oggetto prezioso e raro, che si guarda con ammirazione religiosa. Oggi abbiamo la donna sportiva sorta dal cinematografo: quella era la donna sorta alcuni secoli prima dalla poesia. ([[Aldo Palazzeschi]])
*La femmina, amico, è una gran cosa, tutto il mondo ne delira: la fiera, l'uccello, il piccolo maggiolino, tutti sono vivi per questo! E al di fuori di ciò di che si può vivere? ([[Maksim Gor'kij]])
*La femmina, infatti, ha bisogno del maschio non solo per la generazione, come negli altri animali, ma anche come suo signore, perché il maschio è più perfetto quanto a intelligenza ed è più forte quanto a coraggio. ([[Tommaso d'Aquino]])
*La forza principale del [[Giappone]] sta nelle sue donne, uniche al mondo. Sono le donne che, col sacrificio della loro vita, rinunziano a tutto, alleggeriscono l'esistenza e danno la serenità e la forza agli uomini. ([[Ercole Patti]])
*La gioia di vivere è il miglior cosmetico per una donna. ([[Rosalind Russell]])
*La giovane evitava in particolare i faggi e i frassini, che gocciolavano più insidiosamente di tutte le altre piante. Così facendo dimostrava quanto le donne comprendano bene gli umori e le caratteristiche della natura: un uomo che avesse attraversato quei campi non si sarebbe nemmeno accorto che dagli alberi scendeva acqua. ([[Thomas Hardy]])
*La maggior parte delle donne non ha ancora capito che alla base dell'emancipazione dev'esserci l'indipendenza economica e che, per essere libere, bisogna anzitutto essere autonome. ([[Carla Gravina]])
*La lussuria delle donne è fetida e più soffocante che negli uomini, e quindi deve essere domata più energicamente con l'astinenza dal cibo. ([[Giovanni di Dio]])
*La nostra [[fortuna]] con le donne è subordinata al nostro successo di esordienti che ci persuade di essere nati, almeno sotto questo punto di vista, fortunati. E di cui le donne subiscono il richiamo: è come ne portassimo addosso diciamo l'odore. ([[Vasco Pratolini]])
*La più stupida delle donne è più intelligente del più intelligente degli uomini. ([[Luciano Pavarotti]])
*La principessa era lontana dal farsi scrupoli; era anzi malvagia quanto può esserlo una donna, il che non è poco, giacché il gentil sesso tiene a una qualche superiorità in ogni competizione. ([[William Beckford]])
*La schiavitù della donna consiste nel fatto che alcuni vogliono e ritengono conveniente sfruttarla come uno strumento di piacere. ([[Lev Tolstoj]])
*La verità non ha mai interessato le donne, a loro basta avere ragione. ([[Frigyes Karinthy]])
*La vita della donna è irta d'insidia; e la donna se ne guarda con inesauribile astuzia. In tal modo l'arte dell'inganno le è propria, indissolubile dalla sua indole, come l'arte del vestire. ([[Luciano Zuccoli]])
*La vostra astuzia [o donne] è davvero grande! (''[[Corano]]'')
*''Le anime delle donne sono così piccole | che alcuni credono che non ce l'abbiano nemmeno.'' ([[Samuel Butler (poeta)|Samuel Butler]])
*Le belle donne non si mettono a studiare medicina a meno che non abbiano qualche grosso problema. (''[[Dr. House - Medical Division (prima stagione)|Dr. House - Medical Division]]'')
*Le donne amano soltanto coloro che non conoscono. ([[Michail Jur'evič Lermontov]])
*Le donne andrebbero fatte fuori appena nate! (''[[Lobo (fumetto DC Comics)|Lobo]]'')
*Le donne assicurano la solidità e la continuità del reale. ([[René Barjavel]])
*Le donne avranno pur diritto di salire alla tribuna, se hanno quello di salire al patibolo. ([[Olympe de Gouges]])
*Le donne cercano sempre di dimostrare che la cura della casa e della famiglia rappresenta un lavoro che nessun uomo può accingersi a sbrigare, mentre è stato dimostrato che a fatti gli uomini sanno trovare più efficienti sistemi nell'organizzare anche i lavori domestici su basi bene ordinate e risparmiando tempo e fatica, cosa che le donne non sapranno mai fare. ([[Rosamond Du Jardin]])
*Le donne, così abili nell'arte di dissimulare, fingono meglio di noi un sentimento che non provano, ma nascondono peggio degli uomini un affetto sincero e appassionato, perché vi si abbandonano di più. ([[Émile de Girardin]])
*Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza. ([[Rita Levi-Montalcini]])
*Le donne commettono dei particolari reati per la loro fragilità, ma tenendo conto di questa fragilità femminile, i giudici maschi sono di solito tolleranti con loro. E dunque stiano buone. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Le donne corrono dietro agli stolti; fuggono i saggi come animali velenosi. ([[Erasmo da Rotterdam]])
*Le donne generalmente non negano i loro difetti. Solo li designano con nomi di [[virtù]]. ([[Ugo Bernasconi]])
*Le donne danno la vita, perché non possono anche toglierla? (''[[Batman/Lobo: Pericolo mortale]]'')
*Le donne hanno lo strano istinto di aggrapparsi al pugnale che le trafigge. ([[Jerome K. Jerome]])
*Le donne hanno per certi atti il senso del [[pudore]] assai meno sviluppato che l'uomo. La loro femminilità è ad un tempo arma e difesa. ([[Carlo Maria Franzero]])
*Le donne imparano con avidità e dimenticano con facilità. ([[Ferdinando Galiani]])
*Le donne in questo mondo sono chiamate a costruire una casa, un futuro, insieme alle loro famiglie: ma io? [...] Gli estremisti non ci lasceranno mai in pace: sono una donna segnata. ([[Asia Bibi]])
*Le donne nel western c'erano, ma non in primo piano. Con qualche regola. Le bionde, considerate fragili e delicate, in genere morivano al primo rullo. Più fortuna avevano le rosse e le more, prostitute da saloon oppure dalla parte dei cattivi. Erano più forti, resistevano, potevano morire anche alla fine del film. ([[Marco Giusti]])
*Le donne nere sono meno attraenti delle altre perché sono molto più grasse. ([[Satoshi Kanazawa]])
*Le donne non hanno più timore né dei loro desideri né dei loro "sogni proibiti" e neppure della pornografia. Sono molto più sicure, evidenziano anche in tanti libri erotici la loro complessa natura. Dalla politica alla vita di tutti i giorni, passando per la cultura, la forte femminilizzazione della società sta modificando molte convinzioni e convenzioni. È per questo che oggi si discute, molto più che in passato, degli amori saffici. ([[Tilda Swinton]])
*Le donne non hanno quel senso delle difficoltà che hanno gli uomini. Le difficoltà delle donne sono fisiche e reali: quelle degli uomini sono intellettuali e formali. " È impossibile " dicono sempre. Le donne non dicono mai così. Prima agiscono e dopo vedono se la cosa è o no possibile. ([[John Galsworthy]])
*Le donne non si sentono mai a loro agio fino a che non proclamano ad alta voce i loro torti. ([[E. M. Forster]])
*Le donne non si vedono mai abbastanza belle e, oggi, la bellezza sembra sempre la loro promessa di felicità. ([[Silvio Orlando]])
*Le donne non sono migliori degli uomini. Ma partoriscono, e quindi sono più stabili, anche sentimentalmente. Sono meno leggere, più affidabili. Agli uomini le responsabilità danno fastidio. ([[Giovanna Mezzogiorno]])
*Le donne non sono nate donne, ma lo diventano: con questo {{NDR|[[Simone de Beauvoir]]}} intendeva dire che le donne tendono ad adeguarsi all'ideale che gli uomini hanno delle donne. Essere ciò che un uomo si aspetta da te è una scelta, ma le donne, essendo libere, possono decidere da sole ciò che vogliono essere. Non esiste un'essenza, un modo naturale di essere donna a cui devono adeguarsi. ([[Nigel Warburton]])
*Le donne più belle del mondo erano le africane. Donne somale avvolte in vesti screziate di viola, vermiglio, rosa. Intorno al collo grani d'ambra che, strofinati l'uno contro l'altro, sprigionavano elettricità e profumo di limoni e miele. Donne del Corno d'Africa che sbirciavano attraverso veli d'oro, ornamenti filiformi simili a lacrime tintinnanti. Velate di nero dalla testa ai piedi, concentravano il loro desiderio negli occhi contornati di kajal. Sulle Montagne della Luna, donne dinka, scure e levigate come il più scuro e più levigato dei legni, alte e statuarie, con corsetti ornati di perline che sarebbero stati aperti solo la notte delle nozze. ([[Martin Cruz Smith]])
*Le donne possono avere le stesse competenze e la stessa credibilità di un uomo. Anche quando indossano un tubino. ([[Francesca Barra]])
*Le donne preferiscono aver ragione piuttosto che essere ragionevoli. ([[Ogden Nash]])
*Le donne, prima di sposarle, bisogna provarle. ([[Benito Mussolini]])
*Le donne sanno delle cose che non sono mai state scritte né insegnate. ([[Remy de Gourmont]])
*Le donne, se le ami veramente, sanno esserti perennemente fedeli, fino alla morte, e anche oltre. Loro sanno cos'è l'amore. (''[[L'inchiesta (miniserie televisiva)|L'inchiesta]]'')
*Le donne son fatte così. Ogni giorno che sorge porta loro una nuova interpretazione del passato. Dev'essere una vita poco monotona la loro. ([[Italo Svevo]])
*''Le donne son venute in eccellenza | di ciascun'arte ove hanno posto cura.'' ([[Ludovico Ariosto]])
*Le donne sono come i camaleonti, che dove si posano prendono il colore. ([[Alberto Moravia]])
*Le donne sono come le automobili. Ogni tanto debbono fare un piccolo tagliando. A noi che stiamo sempre davanti al pubblico, un po' di lifting ce lo dovrebbe pagare lo Stato. ([[Loredana Bertè]])
*Le donne sono creature instabili: se dai loro qualcosa in mano non sono contente finché non l'hanno distrutto. ([[Efraim Medina Reyes]])
*Le donne sono creature semplici: io non ho mai incontrata una che non capisse il significato di una bella sberla sul grugno o di pallottola calibro 45. (''[[Provaci ancora, Sam]]'')
*Le donne sono delle terribili sognatrici. Il peccato è una sorta d'incoscienza, un non-sapere. Così sono le donne. ([[Iris Murdoch]])
*Le donne sono estreme: o migliori o peggiori degli uomini. ([[Jean De La Bruyère]])
*Le donne sono famose per costruir romanzi inverosimili. ([[Dino Buzzati]])
*Le donne sono gli esseri dell'altra riva, per noi uomini intendo: questo significa che tra l'uomo e la donna scorre un fiume, un fiume più ampio e profondo del mare. (''[[Neon Genesis Evangelion]]'')
*Le donne sono innamorate del potere. Ci ronzano attorno come le mosche sulla merda. (''[[La seconda guerra civile americana]]'')
*Le donne sono molto sensibili al riguardo: non le puoi ingannare. Possiedono una maggiore sensibilità al tocco fisico, per cui sanno. ([[Osho Rajneesh]])
*Le donne sono nate per stare da sole e, da sole, riescono a fare tutto perfettamente. ([[Micol Ronchi]])
*Le donne sono più flessibili e più pratiche, riconoscono meglio i valori essenziali della vita. ([[Matali Crasset]])
*Le donne sono più forti degli uomini, e soprattutto non perdiamo tempo a lamentarci, ma cerchiamo sempre di fare del nostro meglio, al netto delle difficoltà. Ecco perché quando si hanno in una famiglia dei bambini piccoli che piangono, sono spesso le donne a tenerli in braccio. Gli uomini si dimostrano a volte stupidi per alcuni loro modi di fare. ([[Serena Williams]])
*Le donne sono sempre povere di parole precise. ([[Italo Svevo]])
*Le donne sono speciali, ma capirle è come vincere alla lotteria. (''[[NCIS - Unità anticrimine (seconda stagione)|NCIS - Unità anticrimine]]'')
*Le donne sono stupide, altrimenti non sarebbero donne. ([[Alba de Céspedes]])
*Le donne sono trattate in modo diverso dalla società per la stessa ragione per cui lo sono i bambini e gli handicappati mentali: è semplicemente più comodo per tutti. ([[Scott Adams]])
*Le donne sono troppo cretine per essere antipatiche. (''[[Fantasmi a Roma]]'')
*Le donne, spesso, vengono viste e dipinte come vittime e lo sono, ovviamente, sono vittime della [[Violenza contro le donne|violenza]] maschile, ma le donne sono forti, sono in grado di ribellarsi, insomma non sono vittime predestinate, devono, quindi, far emergere la propria forza, esprimerla, e il compito della politica e della società in generale è non farle sentire sole in questa ricerca di libertà. ([[Eugenia Roccella]])
*Le donne stupide impazziscono di rabbia. Quelle intelligenti si intristiscono, si lasciano prendere dalla curiosità, ma alla fine se ne fanno una ragione. ([[Sándor Márai]])
*Le donne superiori a noi! Sì, fratellini miei; consentite questa strana sentenza in bocca d'un vecchio che ne ha vedute molte. Sono superiori a noi nella costanza dei sacrifizi, nella fede, nella rassegnazione; muoiono meglio di noi: ci son superiori insomma nella cosa più importante, nella scienza pratica della vita, che, come sapete, è un correre alla morte. ([[Ippolito Nievo]])
*Le femmine non sono solo leggiadre e carine come pensi tu! Anche loro fanno la cacca e la pipì! E la tua Shimada è come le altre, che ti credi? Resterai sempre deluso se credi che non siano esseri umani! (''[[Video Girl Len]]'')
*Le [[Prostituzione|prostitute]] dicevano che la maggior parte degli uomini avrebbe dovuto conoscere la donna quanto i protettori. La donna dovrebbe essere coccolata in modo da percepire l'affetto dell'uomo, ma trattata con severità... tutte le donne sono per natura fragili e deboli: sono attratte dall'uomo nel quale vedono la forza... La mia esperienza è fin troppo estesa e dimostra che le donne sono creature infide, ingannevoli e menzognere. ([[Malcolm X]])
*Le statistiche dicono che le donne sono più numerose di qualsiasi altra cosa. Tranne che degli insetti. (''[[Gilda (film)|Gilda]]'')
*Lo svelamento di una donna è cosa delicata. Non avviene mai di notte. Non si sa che cosa si può trovare. ([[Anaïs Nin]])
*Ma che cos'è la donna? Soltanto uno dei gradevoli abbagli della Natura. ([[Hannah Cowley]])
*Mai nella sventura e neppure nell'agognata prosperità mi sia dato di coabitare con la razza delle donne. Perché la donna, se impera, non è che impudenza impraticabile, e se teme è iattura ancor più grande per case e città. ([[Eschilo]])
*Mentre fra noi si pone oggi una cura quasi febbrile nell'istruzione letteraria e scientifica della donna, si trascura molto, e qualche volta affatto la sua educazione religiosa e morale.<br/>Eppure a noi, veramente positivi e che vogliamo in tutto riferirci ai fatti, l'esperimento di tutti i giorni dimostra come l'educazione morale e religiosa della donna sia la suprema condizione di ogni prosperità domestica e civile. ([[Augusto Alfani]])
*''Mi colpiscono | di una donna | le stesse parti del pollo: | coscia, petto, collo...'' ([[Marcello Marchesi]])
*''Mi piacciono le donne che si fingono matte, | ma mi scende tutto se si sono rifatte, | perché se il seno l'hai voluto grande, gigante, | chissà cosa ti aspetti dalle mie mutande.'' ([[Dargen D'Amico]])
*Mia nonna diceva sempre che dopo il morso di un serpente, la cosa più pericolosa per una donna carina è di volere agire da sola. (''[[Terra nera]]'')
*Mio nonno era innamorato del profumo delle donne. Ne portava gli aromi come anelli attorno alle dita e sulla punta della lingua come parole – combinazioni inconsuete di odori consueti. ([[Jonathan Safran Foer]])
*Mio padre diceva che la strada che porta al cuore di una donna passa per il suo stomaco. ([[Benjamin Sisko]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine]]'')
*Nascere donne è una disgrazia, come nascere gobbi, storpi o nani. È una condanna che paghi per tutta la vita. Arriva uno e ti sposa, può andarti bene o male. (''[[Nenè (film)|Nenè]]'')
*Natura meravigliosa, se io non ti ammirassi, una donna me l'insegnerebbe, perché lei è il venerabile dell'esistenza. In modo magnifico tu l'hai plasmata, ma ancor più magnifico è che tu non abbia formato una donna come l'altra. ([[Søren Kierkegaard]])
*Nei riguardi dell'amore, la donna è uno strumento completo. Dai piedi alla testa essa è unicamente, meravigliosamente fatta per l'amore. ''Ella sola sa amare. Ella sola sa essere amata. Di conseguenza'': se una coppia amorosa si compone di due donne, è perfetta; se ce n'è una sola, lo è soltanto a metà; se non ce ne sono, è semplicemente idiota. ([[Pierre Louÿs]])
*Nel cuore delle donne non ci vede chiaro che l'esaminatore disinteressato. ([[Edmondo De Amicis]])
*Nel grande disegno le donne sono state dipinte con pennelli diversi. (''[[I segreti di Twin Peaks (prima stagione)|I segreti di Twin Peaks]]'')
*Nel secolo scorso e nei primi decenni del Novecento, nelle società più progredite [...] due cromosomi X<ref>Normalmente gli esseri umani di sesso femminile presentano due cromosomi X.</ref> rappresentavano una barriera insormontabile per entrare alle scuole superiori e poter realizzare i propri talenti. ([[Rita Levi-Montalcini]])
*Nessun grande movimento degli oppressi si è compiuto nella storia dell'umanità senza la partecipazione delle donne lavoratrici. Le donne lavoratrici, le più oppresse fra tutti gli oppressi, non sono mai restate e non potevano restare ai margini della grande strada del movimento di liberazione. Il movimento di liberazione degli schiavi ha fatto sorgere, com'è noto, centinaia e migliaia di grandi martiri ed eroine. Nelle file dei combattenti per l'emancipazione dei servi della gleba militavano decine di migliaia di donne lavoratrici. Non c'è da meravigliarsi se il movimento rivoluzionario della classe operaia, il più potente di tutti i movimenti di emancipazione delle masse oppresse, ha raccolto sotto la sua bandiera milioni di donne lavoratrici. ([[Iosif Stalin]])
*Nessuna donna nata in questo mondo è immune ai piaceri della bontà. Si nasce alla bontà: è la nostra primogenitura. Solo molta grinta e un'ostinazione incrollabile ci spingono a esigere il diritto alla cattiveria – perché sappiamo che solo in questo modo possiamo diventare persone – non figli o nipoti, ma individui, e possibili artiste. ([[Erica Jong]])
*Nessuna lotta può concludersi vittoriosamente se le donne non vi partecipano a fianco degli uomini. Al mondo ci sono due poteri: quello della spada e quello della penna. Ma in realtà ce n'è un terzo, più forte di entrambi, ed è quello delle donne. ([[Mohammad Ali Jinnah]])
*Niente fa tanto onore ad una donna quanto la sua pazienza e niente le fa così poco onore quanto la pazienza di suo marito. ([[Joseph Joubert]])
*Noi donne, a differenza degli uomini, possediamo due volti: un volto di donna e un volto di madre. Guarda, anche nelle piante ci sono foglie e fiori, giusto? La foglia assorbe il nutrimento con tutta sé stessa esponendosi al sole, il fiore invece non pensa ad altro che ad apparire bello. Il fiore è il volto di donna della pianta, ma è nella foglia che trovi il viso di una madre. (''[[Boogiepop Phantom]]'')
*Noi donne passiamo oltre l'aspetto fisico se una persona ha qualcosa di importante e bello da offrirci. E se ha un cervello che funziona bene. Mi dispiace per i maschi dai grandi attributi fisici. Non ce l'ho con loro per questo, intendiamoci! ([[Eva Mendes]])
*Noi trascuriamo le donne, perché sono gli esseri umani più complicati e, nello stesso tempo, quelli che offrono di più in cambio agli sceneggiatori e ai registi. La donna può dire sì e no nello stesso tempo. La donna vuole e non vuole nello stesso istante. La donna mente e dissimula infinitamente meglio dell'uomo, perché è stata obbligata a farlo nella nostra società. Ma detesterei che perdesse i suoi meravigliosi attributi. Sono anche attributi naturali. Invidio loro i superiori mezzi per affrontare la vita. Le trovo infinitamente più affascinanti degli uomini [...]. Inoltre, le donne raramente sono rappresentate sullo schermo oggigiorno, tranne che come tette. ([[Joseph L. Mankiewicz]])
*Non c'è donna, per vecchia che sia, che non abbia, in ragione dell'età, altrettanta presunzione. ([[Francisco de Quevedo]])
*Non c'è limite alla malizia delle donne, soprattutto delle più innocenti. ([[José Saramago]])
*Non c'è niente come una donna, o due! Adorano gli uomini, anche gli stronzi. Anche il peggiore degli stronzi, in qualche parte nel mondo, ha una donna che è pazza di lui. Le donne sono perfette. Il resto non vale niente. (''[[Havana (film)|Havana]]'')
*Non credo che nessuna donna sia una sola cosa. Se pensiamo a come siamo con il nostro amante, con nostra madre, con il nostro bambino, la donna si esprime a livelli diversi, almeno questo è vero per me. È bello poter esplorare questi diversi lati della propria personalità. Oggi non è più come una volta, quando la donna doveva avere un unico ruolo. Viviamo in un'epoca in cui possiamo decidere di non precluderci niente. Non credo che la mia sessualità mi imponga di essere solo una buona madre, posso essere quella che voglio. C'è una rivoluzione culturale in atto e sono felice per mia figlia che potrà godere dei benefici. Noi donne abbiamo la possibilità di volare alto, possiamo decidere di essere quello che vogliamo. Un giorno siamo super glamorous, un altro possiamo essere la business women. ([[Padma Lakshmi]])
*Non è indifferente che Dio abbia realizzato il suo progetto per mezzo di una donna: essa possiede uguale dignità a quella dell'uomo. ([[Leonardo Boff]])
*Non è un vanto per una donna l'esser lodata da un superiore che non può sposarla.<br />E pazzia di lasciare che nel cuore si accenda un amore che deve divorare la sua vita, se non è conosciuto e diviso, e, se è tale, simile a un fuoco fatuo, smarrirla in un labirinto di dolori senza uscita. ([[Charlotte Brontë]])
*Non esiste un modo giusto di essere donna. ([[Rebecca Solnit]])
*Non le vedi mai sedersi su una panchina con su scritto ''Vernice fresca''. Si guardano intorno ovunque. ([[James Joyce]])
*Non mi intendo di donne, le distinguo dagli uomini solo in base al sesso. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Non permettere a una donna di decidere del proprio corpo è violenza. ([[Stefania Ascari]])
*Non si chieda alle donne di essere sincere, sinché vengono educate in modo da credere che lo scopo della loro vita sia di piacere. ([[Marie von Ebner-Eschenbach]])
*Non si ride così forte. Avete dimenticato che la voce delle donne non deve mai oltrepassare la porta? [...] La voce della donna è la sua nudità. (''[[La bicicletta verde]]'')
*Non vi è che l'ultimo amore di una donna capace di soddisfare il primo di un uomo. ([[Honoré de Balzac]])
*Non voglio con questo dire che alle donne piaccia trovarsi in certe situazioni, nelle quali è molto, molto piacevole essere umiliate, nonostante l'apparente indignazione. Ci vanno a finir tutte in situazioni simili; l'uomo in genere arriva persino ad amare molto d'essere umiliato, l'avete notato? Ma per le donne la cosa è particolare... Si può dire che campino solo per questo! ([[Fëdor Dostoevskij]])
*Nulla è più insopportabile di una donna [[Ricchezza|ricca]]. ([[Decimo Giunio Giovenale]])
*O donne, voi siete le vittime del tempio in cui siete adorate. ([[Madame de Staël]])
*O Profeta, di' alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro [[Hijab|veli]], così da essere riconosciute e non essere molestate. Allah è perdonatore, misericordioso. (''[[Corano]]'')
*Oggi una donna di volontà riesce a farsi strada. Ma deve dimostrare sempre molte più cose di un uomo. ([[Edwige Fenech]])
*''Ogni donna ama un fascista''. ([[Sylvia Plath]])
*Ogni donna è destinata ad essere madre [...]. A questo fine il Creatore ha ordinato tutto l'essere proprio della donna, il suo organismo, ma anche più il suo spirito e soprattutto la sua squisita sensibilità. Di guisa che la donna veramente tale, non può altrimenti vedere né comprendere a fondo tutti i problemi della vita umana che sotto l'aspetto della famiglia. ([[Papa Pio XII]])
*– Ogni donna ha punti morti e punti vivi. Cerca di individuare i suoi punti vivi.<br/>– Dovrei fare degli scavi sul suo corpo ma... griderebbe. (''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'')
*Ogni donna può figurare al meglio se sta bene dentro la propria pelle. Non c'entrano i vestiti ed il trucco, ma come si brilla. ([[Sophia Loren]])
*Oh grandezza umana della donna! Ricordiamoci sempre della potenza affermativa della passione femminile, eredità tra le somme della rivoluzione umana, forza che ritorna dopo le epoche basse di avvilimento, di accademia, di chiesa, di moralismo borghese, di filosofia ufficiale, a scuotere dai cardini la società ripresa dal sonno torpido di una schiavitù. ([[Paolo Orano]])
*Ossequiate, lusingate, insidiate, ti amano per vanità: molte, se sei ricco, sentono il bisogno di entrare nella tua casa; nessuna il desiderio di penetrare nell'anima tua. ([[Anton Giulio Barrili]])
*Per imporre una nuova idea è sufficiente rivolgersi alle donne. Esse se ne impossessano subito perché non vanno troppo per il sottile, la propagano immediatamente e la sostengono a spada tratta essendo ostinate e testarde. ([[Susanne Necker]])
*Per l'uomo l'[[amore]] può essere un episodio. Per la donna spesso è tutto il suo destino. ([[Nino Salvaneschi]])
*''Per lei assai di lieve si comprende | quanto in femmina foco d'amor dura, | se l'occhio o 'l tatto spesso non l'accende.'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'')
*''Per la mia strada già tante | donne vidi passare | belle come nei sogni | lontane stelle che l'occhio | si paga di mirare. | Quella la via delle mie donne | quando s'oscura il giorno | e vaghe forme intorno | dilettano i miei sensi | or che ogni porta s'è rinchiusa | frusciando di gonne.'' ([[Rocco Scotellaro]])
*Per me, una forma d'arte sono le donne. Cammino per strada e sono all'interno di una galleria di opere viventi, continuamente mutevoli e straordinarie. Mi piace la figura intera, ma ammiro soprattutto i ritratti. Mi chiedo chi le abbia dipinte, chi le abbia modellate. So che è stata la vita e quindi sono un appassionato di vita, come forma d'arte. ([[Leo Ortolani]])
*''Per molti, donna, anzi per mille amanti | creata fusti, e d'angelica forma; | or par che 'n ciel si dorma, | s'un sol s'appropia quel ch'è dato a tanti.'' ([[Michelangelo Buonarroti]])
*Per quanti libri hai letto, per quanto intelligente sei, per quanti percorsi hai fatto nel mondo, per le donne il dato estetico è sempre il punto di rottura di un equilibrio. ([[Silvio Orlando]])
*Per una donna i [[Corteggiamento|corteggiatori]] sono come le collane e i braccialetti: ornamenti di cui, se può, preferisce di non disfarsi. ([[Alberto Moravia]])
*Per una donna esiste il problema della credibilità, bisogna dimostrare che si è brave. Alla donna manca il diritto alla [[mediocrità]], si arriva ad occupare posti importanti solo se si è bravissime. Ma quando ci saranno anche le mediocri, come avviene per gli uomini, vorrà dire che esiste la parità. Occorre quindi dimostrare che a uguali opportunità corrispondono uguali meriti. ([[Marisa Bellisario]])
*''Perché non esiste donna che dica no a una serenata.'' ([[Modena City Ramblers]])
*Perché non esistono musiciste? Perché le donne non compongono [[musica]]? Perché si accontentano di lasciarla risuonare dentro il loro animo, a tormentarle, a corrodere i loro pensieri? Perché non se ne liberano buttandola fuori? Che cosa succederebbe, se il mondo venisse invaso dai suoni che accadono dentro l'animo delle donne? ([[Tiziano Scarpa]])
*Perché Satana sa che ha sedotto il primo uomo per bocca di una donna e ha allontanato tutti gli esseri umani dalla beatitudine del paradiso grazie alla credulità della donna, così lui perseguita anche adesso, con astuzia ancora più attenta, il vostro sesso. ([[Papa Leone I]])
*Perché voi donne fate così? Perché vi fate tutte queste pippe mentali? Prendete ogni cosa che un uomo fa e la trasformate in un'altra cosa. Siete fuori! (''[[La verità è che non gli piaci abbastanza]]'')
*Perfin le donne, cui più gioverebbe attendere alle domestiche faccende, aver cura dei bimbi, governar le fantesche, alzano l'esile lor voce per discutere materie {{NDR|politiche}} così superiori alla loro intelligenza. ([[Clemente Solaro della Margarita]])
*Più sovente la donna è ispiratrice di nobili azioni che istigatrice di ree. ([[Niccolò Tommaseo]])
*Più una donna è oggetto più è arbitra del suo destino. Più è oggetto più riesce a sottomettere l'uomo e ad aprirsi qualsiasi strada. ([[Femi Benussi]])
*''Può darsi che io non sappia cosa dico, | scegliendo te – una donna – per amico.'' ([[Lucio Battisti]])
*Può sembrare grave ingiustizia il negare alla donna di scienza, ad altissima capacità femminile ciò che si concede alle più umili capacità maschili. A capacità eguali, se non superiori, può sembrare debbano incontrastabilmente corrispondere eguali diritti. Ed ove a tale parità di diritti si ricusi, non ne verrà che, siccome un'intera metà della nazione non è rappresentata nelle assemblee che fanno le leggi e da cui emana il Governo e siccome queste leggi la riguardano e ad essere ben governata la donna non ha minore interesse dell'uomo, essa potrà dire che le leggi, perché fatte senza di lei sono contro di lei! E la donna non attribuirà a ciò le vantaggiose ineguaglianze che la legge civile ancora presenta rispetto alla sua condizione giuridica? E se, malgrado tali ineguaglianze, molte donne hanno un'intera capacità civile, perché non dovranno avere alcuna capacità nell'esercitare il più importante dei diritti politici? E non è di gran lunga meno difficile l'esercizio del diritto elettorale, che non quello delle professioni scientifiche, cui pure ora sono ammesse, e che esercitano spesso con rara perizia? ([[Giuseppe Zanardelli]])
*Purtroppo anche le donne, oggi {{NDR|1987}}, sono entrate nella trappola del consumismo e trascurano i figli pur di portare a casa uno stipendio in più. Per sopravvivere, abbiamo dovuto sposare gli stili maschili. ([[Eleonora Giorgi]])
*Qualche volta mi dico che le donne sono la radice prima di ogni male. ([[Iris Murdoch]])
*Quando le candele son spente tutte le donne son belle. ([[Plutarco]])
*Quando le donne parlano di altre donne, esaltano nella bellezza soprattutto l'intelligenza e nell'intelligenza la bellezza, nel pavone la voce, nell'usignolo le penne. ([[Jean Paul]])
*Quando si scrive delle donne, bisogna intingere la penna nell'arcobaleno e asciugare la pagina con la polvere delle ali delle farfalle. ([[Denis Diderot]])
*Quando una donna dice di tacere per pietà, ha già ingannato. ([[Luigi Pirandello]])
*Quando una donna è assalita non può perdere tempo a riflettere su ''himsa'' {{NDR|violenza}} o ''ahimsa'' {{NDR|non-violenza}}. Il suo compito primario è l'autodifesa. È libera di impiegare qualsiasi metodo o mezzo che le venga in mente pur di difendere il proprio onore. Dio le ha dato ''unghie e denti''. ([[Mahatma Gandhi]])
*Quando una femmina ha oltrepassati i confini dal pudore prescritti, non ha più ritegno veruno, e si abbandona agli sfrenati suoi appetiti. ([[Jacques Roergas de Serviez]])
*Quando una giovane donna scopre il suo potere, sia sessuale sia intellettuale, dà libero sfogo alla sua voce, alla sua rettitudine. ([[Susie Bright]])
*Quando vedevo molte donne riunite in qualche posto, a teatro, per esempio, od alla passeggiata, io mi domandavo; «Chi ameresti tu fra queste?» – E con una mano sulla coscienza, mi rispondevo: «Tutte, meno le vecchie, le gobbe e le troppo brutte.» ([[Federico De Roberto]])
*Quando viaggio in Europa tante donne mi dicono di riconoscersi nelle mie frustrazioni di donna dell'oriente. Questo mi stupisce, si crederebbe che per la donna europea alcune cose appartengano al passato, invece non è così per tutte. ([[Joumana Haddad]])
*Quanto più la vita solleva le donne dai loro precedenti compiti, tanto più intensamente esse sviluppano la loro mente. I popoli vivono secondo l'istinto, non secondo l'intelletto. L'istinto dello Stato gli dice che per le donne l'antico ruolo di padrona di casa è cessato e che conviene indirizzare le loro forze al servizio della società. ([[Ljubov' Dostoevskaja]])
*Quello che mi fa arrabbiare è che alla donna hanno sempre cercato di togliere qualche cosa e ancora oggi questo continua. Sono sempre gli uomini che vanno avanti e la donna sempre un passo indietro e questo non è giusto. Dovremmo avere un po' di parità. ([[Gina Lollobrigida]])
*Quello che suggerisco alle donne è: siate naturali. Naturalmente sexy, sicure di voi stesse, senza spingere troppo. ([[Stella McCartney]])
*''Raggio divino al mio pensiero apparve, | Donna, la tua beltà. Simile effetto | fan la bellezza e i musicali accordi.'' ([[Giacomo Leopardi]])
*[[Ira|Rabbia]] + Donne = [[Potere]] ([[Barbara Kruger]])
*Ricorda che una donna è come una [[Rosa (fiore)|rosa]]. Se la tratti bene, sboccia. Altrimenti appassisce. (''[[Fireproof]]'')
*Ricordatevi, o giovani, che le donne sono bestie. Non le potete acchiappare perché non hanno la coda, ma se le picchiate in testa sentono. ([[Beppe Fenoglio]])
*Rispetto al modello di madre idealizzata, forse le donne stanno diventando pessime madri. Ma per la prima volta nella storia stanno diventando autentiche e reali, perché prima di essere madri vogliono essere persone. ([[Elena Gianini Belotti]])
*''S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui, | torrei le donne giovani e leggiadre: | le vecchie e laide lasserei altrui.'' ([[Cecco Angiolieri]])
*''Sanno le donne maneggiar le spade, | sanno regger gl' Imperj, e sanno ancora | trovar il cammin dritto in Elicona.'' ([[Leonora della Genga]])
*Sbaglierò... ma io ho sempre preferito una donna brutta e intelligente a una donna bella e sciocca. Purtroppo, le donne intelligenti sono tanto poche!... ([[Ferdinando Fontana]])
*[[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]] ha sentenziato che le donne non sono fatte per le arti belle. – Lasciando dire a posta sua quel filosofo ''pessimista'' (o pessimo filosofo, come lo qualificano i suoi contraddittori) io sto coll'universale a credere che le facoltà estetiche della donna, non sono in nulla e per nulla minori di quelle dell'uomo. ([[Girolamo Alessandro Biaggi]])
*Scoppieranno guerre per gli occhi delle donne. ([[Jack Kerouac]])
*Se l'uomo infatti è il capo, la donna è il cuore; e come l'uno tiene il primato del governo, così l'altra può e deve attribuirsi come suo proprio il primato dell'amore. ([[Papa Pio XI]])
*Se la donna è al suo posto, anche l'uomo troverà il proprio. ([[Maurice Zundel]])
*Se la donna non fosse assurda, irrazionale, volubile, incoerente, folle, traditrice, non esisterebbe materia per la letteratura. ([[Pitigrilli]])
*Se le donne sapranno dire sì alla vita e alla presenza anche di ciò che non è completamente riconducibile alla dimensione della ragione, allora c'è una speranza per l'umanità. In caso contrario, non ce n'è alcuna. ([[Alessandro Meluzzi]])
*Se le donne si occupassero del loro cervello come del loro corpo, il mondo andrebbe meglio. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]'')
*Se solo le donne comprendessero il proprio valore, la propria forza e la usassero per salvare i mariti, i fratelli e i figli. Per la salvezza di tutti gli uomini! ([[Lev Tolstoj]])
*''Se una donna cercasse d'affogare, | io disapprovo sempre quella gente | che dice: "Lascia fare, | le donne sono meno che niente". | Questo dispregio per il debol sesso | dirò, se mi è permesso, | un sentimento cinico mi pare, | ché a queste donne tanto disprezzate | le gioie noi dobbiam più delicate.'' ([[Jean de La Fontaine]])
*Se una donna sa fare tutto, è costretta a farlo da sé. ([[Isaac Bashevis Singer]])
*Secondo il [[Corano]] prima si ammonisce, poi si dorme in letti separati, infine si colpisce. ([[Ahmad al-Tayyib]])
*Si dice che il simbolo delle donne siano le mani, e chi vuole averle belle e le cura bene, se le troverà brutte se tralascerà di curarsele anche per soli due giorni, poiché esse sono ingrate. Di tal genere è il bizzarro umore delle donne alle quali affidi incautamente i tuoi denari: se non gli dai niente per due giorni, ci rimetti le rendite di un anno! ([[Lope de Vega]])
*Si è spesso insistito su di una notevole inferiorità economica della donna, che, cioè, essa non saprebbe mantenere se stessa. I cambiamenti della tecnica smentiscono quest'affermazione. ([[Maffeo Pantaleoni]])
*Si ottiene tutto dalle donne e dalle porte prendendole con le buone! ([[Alexandre Dumas padre]], ''[[Vent'anni dopo]]'')
*''Siamo così, dolcemente complicate, | sempre più emozionate, delicate, | ma potrai trovarci ancora qui | nelle sere tempestose | portaci delle rose, | nuove cose | e ti diremo ancora un altro "si".'' ([[Fiorella Mannoia]])
*Siamo donne e per questo abbiamo innato quel qualcosa in più che può spingerci oltre l'immaginabile. ([[Valentina Boni]])
*Siamo la prima generazione che davvero sa quale è la cura per la povertà. Ha un nome: si chiama potere alle donne. Se diamo alle donne controllo sul tasso della loro riproduzione, se gli diamo il diritto di parola, se le tiriamo fuori dal banale ciclo riproduttivo nel quale la natura e alcune dottrine religiose le hanno condannate; se seminiamo bene, non solo la povertà in quel villaggio, ma anche la salute e l'educazione, aumenteranno. Proviamolo in Bangladesh e in Bolivia, funziona sempre. ([[Christopher Hitchens]])
*Siamo profondamente amanti, siamo sapientemente buone, senza scambiare gli uffici, senza rifuggire dal lavoro travaglioso e dalla devozione costante. ([[Guglielmina Ronconi]])
*Smettiamola, poi, con questa storia che la donna debba sempre dimostrare di poter lavorare, di avere una famiglia e dei figli a ogni costo: abbiamo il diritto di essere quello che siamo, ma anche di essere fragili. ([[Melania Dalla Costa]])
*Sono come i cani. Quando parli sembra che ti capiscano ma non ti capiscono mai. Noi non possiamo vivere senza le donne, ma è difficile. E poi o sono sante o sono troie, si dividono in due categorie. Noi uomini con una ragazza dal 6 in su non ci pensiamo due volte, ci va bene tutto. ([[Carlo Pernat]])
*Sono contenta di essere una donna, ma solo perché ho capito che la donna è un essere forte, persino più dell'uomo. Talmente forte da saper sopravvivere a dolori grandissimi, che nessun uomo potrà mai capire fino in fondo, perché non fanno parte della sua storia e del suo destino. ([[Claudia Cardinale]])
*Sono fiera ed orgogliosa di essere donna, se potessi rinascere nascerei sempre donna. ([[Elodie (cantante)|Elodie]])
*Sono le donne che fanno il mondo, gli uomini sono sempre lì per distruggerlo. ([[Giovanni Lindo Ferretti]])
*Sono le donne che muovono le grandi rivoluzioni! Come si dice: anche la guerra di Troia è stata fatta per colpa di Elena! Reinventarsi e rigenerare sono caratteristiche femminili, la donna è disposta a cambiamenti radicali, non a caso è lei che partorisce. Siamo capaci di adattarci, siamo multiformi: madri, amiche, donne che lavorano, che amano, che fanno l'amore. Donne sognatrici. Niente contro gli uomini, sia chiaro. Io li amo, li adoro, non potrei stare senza di loro. Però siamo molto più coraggiose di loro. ([[Sabrina Impacciatore]])
*Sono tutte uguali: nella stessa misura possono amare e odiare. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'')
*''Sono una donna. | Credono che la mia libertà sia loro proprietà | e io glielo lascio credere | e avvengo.'' ([[Joumana Haddad]])
*Spartire la vita con un uomo, dedicargli il proprio amore, ha un prezzo, significa per le donne decidere di sacrificare qualche cosa di sé stesse. ([[Dacia Maraini]])
*Spesso l'errore che si fa con le donne è rifiutare che abbiano la loro complessità come ce l'hanno gli uomini. Le donne possono anche parlare di femminismo e andare alle sfilate di Moschino. Dipende come si usa il privilegio di essere una donna che può andarci. ([[Francesca Michielin]])
*Spesso questo è il destino, e questi sono i tragici sviluppi, della femminilità fisica e mentale, quando una donna incontra, e attraversa, un'esperienza di particolare crudeltà. Se la donna è tutta tenerezza, muore. Se sopravvive, la tenerezza o le viene scostata di dosso oppure – e l'effetto all'esterno è lo stesso – le si incrosta così profondamente dentro il cuore che non si lascerà mai più vedere. ([[Nathaniel Hawthorne]])
*Stasera ci sono stati molti, molti ospiti. Si è cominciato a parlare della questione femminile. [[Lev Tolstoj|L. N.]] ha detto che, prima di parlare della disuguaglianza della donna e del suo stato di inferiorità, bisogna porre la questione della disuguaglianza delle persone in generale. Poi ha aggiunto che, se la donna stessa si pone questa questione, in questo c'è qualcosa di poco modesto, di non femminile e perciò sfrontato. Penso che abbia ragione. Noi donne non abbiamo bisogno di ''libertà'', ma ''d'aiuto''. D'aiuto specialmente nell'educare i figli maschi, nell'influenzarli perché si pongano sul retto cammino per quanto riguarda la vita, la capacità di lavorare, di essere forti, indipendenti e onesti. ([[Sof'ja Tolstaja]])
*State molto attenti a far piangere una donna, che poi Dio Conta le sue lacrime! La donna è uscita dalla costola dell'uomo, non dai suoi piedi perché dovesse essere pestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale [...] un po' più in basso del braccio per essere protetta e dal lato del cuore per essere amata. (''[[Talmud di Gerusalemme]]'')
*'Sto fatto che dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna mi sembra una gran cretinata. È la solita storia che puzza di mancia, di gratifica natalizia, di carità, di "bel gesto" nei confronti di noi donne, esseri inferiori. Io mi sono rotta leggermente le palle. E dietro una grande donna c'è sempre chi o che cosa? Solo se stessa, temo. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*Tanta è la tirannia degli uomini! Loro vogliono che noi non facciamo uso della nostra intelligenza né dei nostri sentimenti, hanno solo un grande interesse a richiamarci ai nostri primordiali compiti. Le donne possono dire agli uomini: «Che diritto avete voi di privarci dello studio delle scienze e delle belle arti? Le donne che si sono dedicate a tali studi, non hanno forse raggiunto risultati più che buoni?». ([[Madame de Lambert]])
*''Ti diranno che il [[vento]] è | il respiro di una donna.'' ([[Lucio Battisti]])
*Troppo spesso nel nostro Paese la donna è confinata in ruoli di offerta al maschio o di angelo del focolare o di donna in carriera; sono stereotipi anacronistici, inaccettabili. ([[Laura Ravetto]])
*Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso. (''[[Qoelet]]'')
*Tu sei la porta del diavolo, tu sei la profanatrice dell'albero della vita, tu sei stata la prima a violare la legge divina, tu sei colei che persuase Adamo, colui che il diavolo invece non riuscì a tentare. Tu che hai infranto l'immagine di Dio, l'uomo, con tanta facilità. Per causa tua esiste la morte, anche il Figlio di Dio ha dovuto morire. E tu hai in mente di adornarti con altro che non siano le tuniche che coprono la tua pelle? ([[Tertulliano]])
*Tutte le donne sulla terra sono simili: ascoltano, sorridono, dicono di sì e poi cambiano idea. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]'')
*Un problema che adesso sta vivendo il mondo è che la donna è considerata una cittadina di secondo ordine. ([[Hernán Huarache Mamani]])
*Un uomo sulla luna non sarà mai interessante quanto una donna sotto il sole. ([[Leopold Fechtner]])
*Una donna allora si rende più adorabile nelle sue parti, quando che tratta con maggior cor. ([[Salvator Rosa]])
*Una donna crede a tutto senza credere a niente. (''[[Sinfonia per un massacro]]'')
*Una donna deve essere solo due cose, elegante e straordinaria. ([[Coco Chanel]])
*Una donna gentile non soltanto deve comandare senza autorità, ma convincere senza parlare. ([[Philip Sidney]])
*Una donna giudiziosa, laboriosa e religiosa è l'anima di tutta una grande famiglia; essa vi mette l'ordine nei beni temporali e spirituali. ([[Fénelon]])
*Una donna ha bisogno di 4 animali nella sua vita: una Jaguar in garage, una tigre nel letto, un visone sulla pelle e un asino che paghi. ([[Zsa Zsa Gabor]])
*Una donna libera è il contrario di una donna leggera. ([[Simone de Beauvoir]])
*Una donna non è mai pericolosa per quello che ha ormai di donna, ma per quello che ha ancora di bambina. ([[Francisco Umbral]])
*Una donna non può che essere infastidita dalle immagini della realtà circostante, che sottolinea come il ruolo femminile sia costantemente relegato a quello di belle oche. ([[Barbara Berlusconi]])
*Una donna nutre sempre una specie di sentimento mistico nei confronti del [[denaro]]. Bene e male in un cervello femminile significano semplicemente denaro e mancanza di denaro. ([[George Orwell]])
*''Una donna, per essere realizzata, | deve avere un amico, un marito e un amante. | Con l'amico dice quello che non pensa, | col marito non dice quello che fa | e con l'amante fa quello che non dice''. ([[Gianni Monduzzi]])
*Una donna può ispirare canzoni. Ogni donna è un misterioso universo da esplorare, conoscere, amare o odiare. Ogni donna rappresenta per un uomo un'inesauribile fonte di emozioni, sensazioni, passioni, illusioni, sogni e certezze. Non c'è niente nell'universo di così bello, intrigante e affascinante come la donna. ([[Vasco Rossi]])
*Una donna scusa anche le cattive azioni commesse per la sua bellezza. ([[Alain-René Lesage]])
*Una donna senza mestiere ha due possibilità: il matrimonio o la prostituzione... che alla fine sono la stessa cosa. (''[[Valérie - Diario di una ninfomane]]'')
*Una femmina consuma assai meno d'un uomo, ma l'infimo prezzo con cui si valuta la sua man d'opera è fuori d'ogni proporzione; la sua pazienza però e la sua industria suppliscono a quella porzione di forze, di cui la natura l'ha privata: che le pubbliche officine diano l'esempio d'una congrua mercede ai lavori delle donne. ([[Fortunato Riccardo]])
*Una ragazza non è una vera e propria femmina, una donna, se non ha un vibratore dentro la borsetta. Se non lo hanno nel cassetto o nella borsetta non sono vere donne. Dopo molti anni sono arrivato a questa conclusione. Se non c'è questa dotazione non c'è la femminilità, non c'è l'adrenalina. ([[Giuseppe Cruciani]])
*Una voce di donna sulla soglia del deserto ha un suono straordinariamente fresco. Come una fontana. Mette sete. ([[Giuseppe Antonio Borgese]])
*Uomini e donne, ma soprattutto donne, sembra che trovino un sottile piacere nel raccontarsi davanti a milioni di sconosciuti, nel riferire episodi piccanti della loro vita, comportamenti che hanno taciuto alla mamma e alla migliore amica. ([[Dino Risi]])
*Vi sono alcune ragioni per le quali il sapere è più consono al mondo delle donne che a quello degli uomini. In primo luogo, esse hanno più tempo libero e conducono vita più sedentaria... Un'altra ragione per la quale le donne, specialmente donne di rango, dovrebbero applicarsi alle lettere è che i mariti sono generalmente estranei. ([[Joseph Addison]])
*Vi sono nella vita di un uomo momenti in cui il sorriso di una donna può avere risultati importanti quanto quelli di una esplosione di dinamite. ([[P. G. Wodehouse]])
*Voi africani avete proprio il sistema più indicato per le donne: ne comprate una per qualche mucca o per qualsiasi cosa usiate per denaro e se poi non vi soddisfa riprendete indietro il denaro. Noi paghiamo con i nostri sentimenti e se poi va male non ci ridanno niente indietro. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]'')
*Voi donne non capite il territorio, perché siete voi il territorio. (''[[Closer]]'')
*Vorrei che noi donne fossimo abbastanza mature per far sentire una voce diversa, per timbro, musica e parole. Diverse ma presenti. ([[Daria Nicolodi]])
*Vorrei morire come donna ma non rinascerei come un uomo. ([[Alda Merini]])
===[[Mateo Alemán]]===
*È proprio quando la donna mostra di struggersi di più in lacrime che bisogna sentire per lei la stessa compassione che si sentirebbe per un papero che entrasse a zampe nude nell'acqua nel mese di gennaio.
*Le donne ben fatte non chiedono di meglio che aver l'occasione di mostrarsi nude.
*Non è donna di così alta conditione, che non goda d'esser vagheggiata, benche da huomo di molto basso stato.
===[[Jane Austen]]===
*L'immaginazione di una donna corre sempre: dall'ammirazione passa all'amore, dall'amore al matrimonio, tutto in un istante.
*Per quanto questo evento possa essere una disgrazia per Lydia, potremo ricavarne un utile insegnamento: che per una donna la perdita della virtù è irreparabile e un solo passo falso può causare la sua rovina, che la reputazione femminile è tanto fragile quanto preziosa e che non si può mai essere abbastanza caute nei rapporti con l'immeritevole altro sesso.
*Se una donna nasconde i suoi sentimenti con la stessa abilità anche all'uomo che li ha ispirati, può perdere l'occasione di conquistarlo, e sarebbe allora ben magra consolazione sapere che anche il resto del mondo è all'oscuro di tutto. In quasi ogni affetto c'è tanta parte di gratitudine, o di vanità, che non c'è da fidarsi a lasciarlo in balia di se stesso. Tutti possono dare il via liberamente a un sentimento e l'inclinazione verso qualcuno è più che naturale, ma sono pochi coloro che hanno abbastanza cuore da innamorarsi veramente senza alcun incoraggiamento. Nove volte su dieci una donna farebbe meglio a mostrare {{Sic|''più''}} simpatia di quella che prova.
===[[Ambrogio Bazzero]]===
*Carne della femmina che sei? Tutto passa, e tu, corpo, imputridisci; dopo la giovinezza, nessun piacere; dopo la morte, nessuna vita!
*Che cosa è la donna?... La donna ideale pel giovinetto è un flacon d'odore: purissimo cristallo, essenza inebbriante. Chi lo guarda, lo porge in alto e lo adora sul fondo di cielo sereno.
*Fra tutte queste cose vecchie del mio studio, ho delle camelie in un vaso, camelie candidissime, camelie rosee... Perché adorando i fiori, con dolcissima illusione, con irresistibile bisogno, adoro la donna?
===[[Papa Benedetto XVI|Benedetto XVI]]===
*Chi non avverte, oggi, il bisogno di dare più spazio alle «ragioni del cuore»? In un mondo come l'attuale dominato dalla tecnica, si sente bisogno di questa complementarietà della donna, affinché l'essere umano vi possa vivere senza disumanizzarsi del tutto.
*La Chiesa, nella sua struttura giuridica, è fondata su Pietro e gli Undici, ma nella forma concreta della vita ecclesiale sono sempre di nuovo le donne ad aprire la porta al Signore, ad accompagnarlo fin sotto la croce e a poterlo così incontrare anche quale Risorto.
*Le donne sono capaci di parlare di Dio e dei misteri della fede con la loro peculiare intelligenza e sensibilità.
===[[Roberto Benigni]]===
*La poesia ci aiuta a compiere un'esperienza irripetibile di libertà, è finzione e ritmo, ma ci aiuta a intraprendere un grande viaggio alla ricerca di uno sguardo. Quello sguardo che solo le donne posseggono e che ci introduce nel punto più segreto del mondo.
*Nessuna opera è immortale se non ci sono gli occhi di una donna dietro all'opera.
*"Non desiderare la donna d'altri" non vuol dire che si fa peccato a guardare una donna o a pensare qualcosa di fronte a una bella donna, perbacco. Non è una condanna alla bellezza e al fascino, ma vieta di desiderare la moglie del prossimo, di rubarla, di conquistarla e farla propria con un piano premeditato.
===''[[Bibbia]]''===
*Alla donna {{NDR|Dio}} disse: "''Moltiplicherò | i tuoi dolori e le tue gravidanze, | con dolore partorirai figli. | Verso tuo [[marito]] sarà il tuo istinto, | ma egli ti dominerà''". (''[[Genesi]]'')
*Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. Allora l'uomo disse: "''Questa volta essa | è carne dalla mia carne | e osso dalle mie ossa | perché dall'uomo è stata tolta''". Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. (''[[Genesi]]'')
*''Un anello d'oro al naso d'un porco, | tale è la donna bella ma priva di senno.'' (''[[Libro dei Proverbi|Proverbi]]'')
====[[Paolo di Tarso]]====
*Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea. (''[[Prima lettera ai Corinzi]]'')
*La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all'uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia. (''[[Prima lettera a Timoteo]]'')
*Le donne siano dignitose, non pettegole, sobrie, fedeli in tutto. (''[[Prima lettera a Timoteo]]'')
====''[[Siracide]]''====
*''Dalla donna ha avuto inizio il peccato, | per causa sua tutti moriamo.''
*''Distogli l'occhio da una donna bella, | non fissare una bellezza che non ti appartiene. | Per la bellezza di una donna molti sono periti; | per essa l'amore brucia come fuoco.''
*''È un dono del Signore una donna silenziosa, | non c'è compenso per una donna educata.''
*''Meglio la cattiveria di un uomo che la bontà di una donna, | una donna che porta vergogna fino allo scherno.''
*''Non c'è veleno peggiore del veleno di un serpente, | non c'è ira peggiore dell'ira di una donna. | Preferirei abitare con un leone e con un drago | piuttosto che abitare con una donna malvagia. | La malvagità di una donna ne àltera l'aspetto, | rende il suo volto tetro come quello di un orso.''
*''Ogni malizia è nulla, di fronte alla malizia di una donna, | possa piombarle addosso la sorte del peccatore! | Come una salita sabbiosa per i piedi di un vecchio, | tale la donna linguacciuta per un uomo pacifico. | Non soccombere al fascino di una donna, | per una donna non ardere di passione.''
===[[Judith Blake]]===
*I movimenti femminili rivendicano a tutte le donne il diritto di avere una propria posizione indipendente e non derivata senza sacrificare la vita familiare più di quanto non debbano fare gli uomini. L'argomento opposto, e cioè che qualsiasi cosa una donna faccia in via secondaria la sua posizione primaria è quella di donna e di madre, è tuttavia ben lungi dall'essere tacitato.
*La natura della posizione della donna e il diverso modo in cui si articola con la condizione maschile esercitano una influenza su importanti variabili che interessano gli studiosi della popolazione, in particolare sul comportamento riproduttivo e l'entità e la qualità della forza lavoro. Per esempio, i demografi hanno scoperto che le donne, a causa del legame esistente fra la posizione sociale che loro compete per tutto l'arco della vita e la condizione di moglie e di madre, sono in generale molto motivate a conformarsi alle aspettative sociali in tema di riproduzione, per esempio a insistere nell'attività riproduttiva fintantoché non sia stato raggiunto il numero desiderato di figli.
*Le grandi opere sulle classi, le condizioni sociali o il potere raramente fanno menzione della donna. Il motivo addotto per questa negligenza nei confronti della posizione sociale della donna è istruttivo: la sua condizione è «derivata». Dal punto di vista della gerarchia sociale, ci si attende dalla donna occidentale una perpetua dipendenza dai rapporti di parentela che la legano agli uomini: prima al padre e poi al marito.
===[[Libero Bovio]]===
*Il [[pudore]] è l'[[intelligenza]] della donna.
*La donna che scrive mi dà, quasi sempre, lo stesso fastidio dell'uomo che cucina.
*La [[libertà]], dacché mondo è mondo, non è servita che a creare delle donne libere.
*Nella donna tutto è sacrificio, nell'uomo tutto è dovere.
===[[Gesualdo Bufalino]]===
*Con le donne accade due volte di non saper cosa dire: all'inizio e alla fine d'un amore.
*Molte donne si vestono bene, ma tutte si spogliano male.
*Resta dubbio, dopo tanto discorrere, se le donne preferiscano essere prese, comprese o sorprese.
*Senza note a piè di pagina, certe donne non si capiscono.
===[[Charles Bukowski]]===
*Continuavo a ripetere a me stesso che le donne di questo mondo non erano tutte puttane, solo le mie lo erano.
*Da dove venivano le donne? Ce n'era una scorta infinita. Ciascuna di esse era diversa, unica. Avevano la passera diversa i seni diversi, la bocca diversa, ma nessun uomo poteva godersele tutte, ce n'erano troppe, con le gambe accavallate, a far impazzire gli uomini. Che pacchia!
*È questa la natura della Donna. Alle donne piacciono i lanci di biancheria sporca, gli urli, le tragedie. Poi gli scambi di promesse. Io non ero molto bravo, con le promesse.
*Le donne erano destinate a soffrire; non c'era da meravigliarsi che volessero sempre grandi dichiarazioni d'amore.
*Mai far capire a una donna quanto è importante, altrimenti non ti dà scampo.
*Non sono abituato a pensare. Le donne sono tutte diverse. Fondamentalmente sono una combinazione di quanto c'è di peggio e di quanto c'è di meglio al mondo... magiche e terribili. Sono contento che esistano, comunque.
*Poi la porta si spalancò. Ed entrò quella donna. Tutto quello che posso dirvi è che ci sono miliardi di donne, sulla terra, giusto? Certune sono passabili. La maggior parte sono abbastanza belline, ma ogni tanto la natura fa uno scherzo, mette insieme una donna speciale, incredibile. Cioè, guardi e non ci puoi credere. Tutto è un movimento ondulatorio perfetto, come l'argento vivo, come un serpente, vedi una caviglia, un gomito, un seno, un ginocchio, e tutto si fonde in un insieme gigantesco, provocante, con magnifici occhi sorridenti, bocca leggermente piegata in giù, labbra atteggiate in modo che sembrano scoppiare in una risata alla tua sensazione di impotenza. E sanno vestirsi, e i loro lunghi capelli incendiano l'aria. Troppo di tutto, accidenti.
*Una donna che vuole vendere parti del proprio corpo non è molto differente da una violinista concertista che se ne sta là in alto a suonare la sua musica – è questione di sopravvivenza che tiri fuori non so da dove, arriverà la morte, ma è meglio confonderla facendola aspettare un po'.
===[[Aldo Busi]]===
*Quando si dice che san Tommaso non ci crede se non ci mette il naso vale per tutto ma non per le donne: mettici pure il naso ma non sentirai mai la donna unica vera irripetibile davanti a te, ma sempre e soltanto l'idea che ti sei fatto dell'intera categoria.
*La perfetta Gentildonna, ripeto, può anche fare la sposa e la spesa, la mamma e la mammona, la casalinga e la carlinga per tutta la vita: basta che non scambi un intestino con il destino e la sfiga con una missione. Se è costretta, per le più svariate ragioni, a stare quasi sempre in casa, si affacci più che può almeno al davanzale e, se sente un fischio, non pensi automaticamente alla pentola a pressione. A buona intenditrice poche parole.
*La donna cerca nell'uomo di soddisfare il suo scompenso culturale, l'uomo cerca nella donna di soddisfare il suo scompenso naturale.
*Le donne saranno perfettamente emancipate quando la forza della mente sarà eguale alla debolezza della figa tanto da, volendolo, prodursi da sé la frittata che vogliono, anche per il solo gusto di girarla.
===[[Wilkie Collins]]===
*Le donne possono resistere all'amore, alla fama, all'aspetto esteriore, e anche al denaro di un uomo, ma non alla sua lingua, se sa parlar bene.
*Quando ci dicono qualcosa di terribile, gli uomini non immaginano neppure quanto a lungo ce ne ricorderemo, e quanto male ci fanno.
*Una donna sicura del proprio ingegno è un'avversaria imbattibile per un uomo in balia del proprio temperamento.
===[[Charles Dickens]]===
*È stato bene spesso osservato che le donne hanno il curioso potere di indovinare il carattere degli uomini, un potere che sembrerebbe innato ed istintivo, dato che a esso non si attinge mediante un paziente ragionamento, dato che esso non è in grado di render sufficientemente conto di se stesso, e che si esprime e manifesta con la massima sicumera anche contro un cumulo di osservazioni in contrario da parte dell'altro sesso. Ma non è stato altrettanto spesso osservato che tale potere (fallibile, come qualsiasi altro attributo umano) è in linea di massima assolutamente incapace di auto-revisione; e che quando ha espresso un parere avverso che, ai lumi dell'umano intelletto, si sia susseguentemente dimostrato erroneo, esso parere non si distingue più dal pregiudizio, per quanto concerne la sua determinazione a non venir riveduto e corretto. Anzi, la possibilità stessa di una contraddizione o confutazione, per quanto remota, impartisce a codesto femminil giudizio, sin dall'inizio, in nove casi su dieci, quella debolezza ch'è insita nella testimonianza resa da un testimone interessato; sì personalmente e sì fortemente connette, la gentil indovina, se stessa alla propria divinazione.
*Il peggio delle donne è che basta un'inezia a risvegliare qualche sentimento sepolto, e il meglio è che non dura mai a lungo.
*— Le donne, dopo tutto, signori, — disse con entusiasmo Snodgrass, — sono il grande sostegno e il conforto della nostra vita.
*Le donne sanno dire le cose col minor numero di parole possibile. Tranne quando danno di testa, e allora sproloquiano parecchio.
*Vide che le donne, le più tenere e le più fragili delle creature di Dio, erano più frequentemente superiori alle disgrazie, alle avversità e alle angustie; e ciò perché portavano in cuore un'inesauribile fonte di affezione e di devozione.
*Voi del sesso gentile avete reciprocamente tanta animosità quando non andate d'accordo.
===''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''===
*Agli uomini piace che le donne, soprattutto le loro mogli, siano sincere come sono essi; e le donne, temo, non sempre sono leali come dovrebbero. ([[Lucy Westenra]])
*Credo che nella natura della donna vi sia qualcosa che permette a un uomo di accasciarsi di fronte a lei ed esprimere i suoi sentimenti e le sue emozioni più delicate senza avvertire questo come una menomazione della propria virilità. ([[Mina Murray]])
*Donne buone e brave non fanno altro che dire per tutta la vita, giorno per giorno e ora per ora e minuto per minuto, cose che gli angeli possono leggere; e noi esseri umani che vogliamo sapere abbiamo in noi qualcosa degli occhi degli angeli. ([[Abraham Van Helsing]])
*Noi donne abbiamo qualcosa di materno in noi che ci solleva sopra tante piccole cose quando a questo spirito materno facciamo ricorso; ho sentito la testa di questo grande uomo dolente posarsi su di me, come se fosse quella di un bambino che un giorno potrei tenermi sul petto, e gli ho accarezzato i capelli come se fossero quelli di un mio figlio. In quel momento neppure ho pensato quanto tutto questo fosse strano e inconsueto. ([[Mina Murray]])
===[[Alexandre Dumas (figlio)|Alexandre Dumas, figlio]]===
*– A sentir voi, dunque non vi sono donne oneste?<br/>– Sì... più di quello che si crede: ma non tante quanto si dice.
*Sentimenti interamente puri esistono solo nelle donne interamente caste.
*Sono semplicemente convinto di questo principio: per la donna che non è stata educata a distinguere dove sia il bene, Dio apre quasi sempre due vie che possono ricondurcela; queste vie sono il dolore e l'amore.
===[[Eve Ensler]]===
*Amare le donne, amare le [[Vagina|vagine]], conoscerle e toccarle ed avere familiarità con noi stesse, cioè sapere chi siamo e di cosa abbiamo bisogno.
*Lentamente compresi come nulla fosse più importante del porre fine alla violenza nei confronti delle donne, che in verità la dissacrazione delle donne rivelava il fallimento degli esseri umani nell'onorare e proteggere la vita; e questo fallimento, se non l'avessimo rettificato, avrebbe significato la fine di tutti noi. Non penso di essere estremista. Quando si violentano, picchiano, storpiano, mutilano, bruciano, seppelliscono, terrorizzano le donne, si distrugge l'energia essenziale della vita su questo pianeta. Si forza quanto è nato per essere aperto, fiducioso, caloroso, creativo e vivo a essere piegato, sterile e domato.
*Per la sopravvivenza della razza umana, le donne devono essere al sicuro e dotate di potere. È un'idea ovvia ma, come una vagina, ha bisogno di grande attenzione e amore per essere rivelata.
===[[Anatole France]]===
*Chi conosce bene la vita ed il mondo, sa che le donne non si mettono volentieri sul delicato lor petto il cilicio di un vero amore. [...] Pensate quel che una donna deve immolare quando ama. Libertà, tranquillità, attraenti moti di un'anima libera, civetteria, spassi, piaceri: vi perde tutto.
*La donna, il più delle volte, non cede all'amore-passione che all'età in cui la solitudine non si teme più.
*La [[terra]] [...] è come la donna: non vuole si sia con essa né timidi né brutali.
===[[Roberto Gervaso]]===
*Alle donne non si ubbidisce, si cede.
*Ciò che più mi piace in una donna ancora non l'ho capito.
*Desideriamo la donna d'altri nell'illusione che gli altri non desiderino la nostra.
*Il tipo è una brutta donna che non sa di esserlo.
*L'uomo ama la donna; la donna, il [[matrimonio]].
*La differenza fra la donna disonesta e l'onesta è che, di solito, la prima è bella.
*La donna che ti dice di sì è molto più pericolosa di quella che ti dice di no. Prima o poi te la farà pagare.
*La donna che vuol essere di un solo uomo, vuole in realtà che quest'uomo sia solo suo.
*La donna ti perdona tutto. Anche i propri tradimenti.
*Una donna innamorata è capace di tutto. Esattamente come una che non lo è.
===[[Muʿammar Gheddafi]]===
*La donna è tenera. La donna è bella. La donna ha facile il pianto. La donna ha paura e generalmente, in conseguenza della conformazione naturale, la donna è delicata, mentre l'uomo è rude. Ignorare le differenze naturali tra l'uomo e la donna e confondere i loro ruoli è un atteggiamento del tutto incivile, contrario alle leggi naturali, distruttivo per la vita umana e causa reale di infelicità nella vita sociale dell'essere umano.
*Se la donna rinuncia al suo ruolo naturale del parto e della maternità essendovi costretta, sono esercitate su di lei tirannia e dispotismo. La donna bisognosa di un lavoro, che la renda incapace di assolvere alla sua missione naturale, non è libera essendovi costretta dal bisogno, perché nel bisogno la libertà scompare.
*Tutte le società oggi guardano alla donna né più né meno che come ad una merce. L'Oriente guarda ad essa come oggetto di godimento suscettibile di vendita e di compera. L'Occidente guarda ad essa come se non fosse femmina. Indurre la donna a svolgere il lavoro maschile è un'ingiusta aggressione contro la femminilità di cui è stata naturalmente dotata per uno scopo naturale necessario alla vita. Infatti il lavoro maschile cancella le belle fattezze della donna con cui la natura costitutiva ha voluto che appaia perché svolga un ruolo diverso da quello del lavoro confacente a chi non è femmina. È esattamente come i fiori, creati per attirare i grani del polline e per produrre le semenze: se li eliminassimo finirebbe il ciclo delle piante nella vita. È proprio l'abbellimento naturale della farfalla, degli uccelli e delle restanti femmine degli animali che serve a questo scopo vitale naturale. Se la donna svolge il lavoro maschile deve allora trasformarsi in uomo, rinunziando al suo ruolo e alla sua bellezza.
===[[Carlo Goldoni]]===
*Dalle donne qualche cosa convien soffrire; quando si sa specialmente che una donna vuol bene, non serve il sofisticare, non convien pesar le parole colla bilancia dell'oro, e guardare i moscherini col microscopio per ingrandirli.
*Io vedo, che in Francia, in Inghilterra, in Italia e per tutto il mondo le donne ne sanno una più del diavolo!
*Tutto il mio piacere consiste in vedermi servita, vagheggiata, adorata. Questa è la mia debolezza, e questa è la debolezza di quasi tutte le donne.
===[[Olympe de Gouges]]===
*L'ignoranza, l'oblio o il disprezzo dei diritti della donna sono le sole cause delle sventure pubbliche e della corruzione dei governi.
*La Donna nasce libera e rimane uguale all'uomo nei diritti. Le distinzioni sociali possono essere fondate solo sull'utilità comune.
*Nessuno deve essere perseguitato per le proprie opinioni, anche fondamentali; la donna ha il diritto di salire sul patibolo; allo stesso modo, deve avere anche quello di salire sulla Tribuna, purché le sue manifestazioni non turbino l'ordine pubblico stabilito dalla Legge.
*Le donne hanno fatto più male che bene. La schiavitù e la dissimulazione sono state il loro destino. Ciò che la forza aveva loro sottratto, l'astuzia glielo ha restituito; esse hanno fatto ricorso a tutte le risorse del loro fascino, ed anche il più irreprensibile degli uomini non resisteva. Il veleno, la spada, ogni cosa era loro sottomessa; esse comandavano al crimine come alla virtù. Il governo francese, soprattutto, per secoli è dipeso dall'amministrazione notturna delle donne; il governo non aveva segreti per la loro indiscrezione; ambasciate, comandi, ministeri, presidenze, pontificati, cardinalati, insomma tutto quanto caratterizza la stupidità, sacra e profana, degli uomini, tutto è stato sottomesso alla cupidigia e all'ambizione di questo sesso un tempo spregevole e rispettato, e dopo la rivoluzione, rispettabile e disprezzato.
===[[Lillo Gullo e Tano Gullo]]===
*Una donna è capace di ricostruire decenni di vita della propria strada, citando morti, nascite, fidanzamenti, rotture di fidanzamenti, emigrazioni, trasferimenti, malattie, litigi, riconciliazioni, eredità, comparsa di una innovazione, di un certo oggetto.
*La strada è il luogo dove la donna attua il maggior numero di interazioni significative. Possiamo dire che non c'è una sola donna che non abbia molteplici rapporti di vario tipo con una qualunque altra donna della stessa strada, e tutti intersecati con i nodi e gli intrecci delle relazioni delle altre donne. La frequenza e l'intensità dei rapporti generalmente decresce con il crescere della distanza tra le abitazioni.
*La relazioni tra due donne non sono un fatto privato e sono solo un segmento della vasta e complessa trama di rapporti che avviluppa la strada e la comunità. L'inesistenza di uno spazio casalingo propriamente privato e lo svolgimento della maggior parte delle occupazioni e delle interazioni femminili nella strada (le donne di [[Aliminusa]] potremmo definirle "stradalinghe"), non fa che accrescerne il carattere pubblico.
*Come il [[contadino]] conosce fino nei minimi particolari la composizione della campagna comunale (e anche oltre), la proprietà e le caratteristiche di ogni singolo campo, i punti di riferimento (casolari, pozzi, alberi e pietre particolari) e la storia delle varie contrade, così la donna sa tutto del centro abitato e dell'interno delle case. Per quanto concerne le abitazioni della propria strada la conoscenza si fa più approfondita e scende nei più minuti dettagli. Ed è questo il motivo per cui le varie modificazioni delle case o l'acquisto di mobili e oggetti hanno nelle donne un valido veicolo di diffusione.
===[[Victor Hugo]]===
*Ah! Non insultate mai la donna che cade! Chissà sotto quale fardello quella povera anima soccombe!
*Dio s'è fatto uomo. Il diavolo s'è fatto donna.
*L'ostilità è aperta ovunque vi sia una bella donna.
*La donna nuda è una donna armata.
*''Se Dio non avesse fatto la donna, | non avrebbe fatto il fiore.''
*Sovente muta la donna e ben pazzo è colui che in lei confida; sovente la donna non è che piuma al vento.
*Una delle magnanimità delle donne è cedere.
===[[Alphonse Karr]]===
*La donna che si vede vinta sente un impulso d'odio contro il suo vincitore per quanto possa adorarlo.
*La donna, nel paradiso terrestre, ha morso il frutto dell'albero della conoscenza dieci minuti prima dell'uomo: da allora ha sempre conservato quei dieci minuti di vantaggio.
*Le donne indovinano tutto, sbagliano solo quando riflettono.
*Non è raro vedere una donna arrivare certamente e sicuramente più presto alla verità, con la forza e la spontaneità dell'intuizione e del sentimento improvviso, che un uomo col metodo e il rigore del ragionamento.
*Per la donna disposta ad amare, è una gran fortuna essere bella, ma per quella che vuole solo essere desiderata, è sufficiente che la si trovi bella.
*Una donna dovete tenervela solo il tempo necessario per ingannare il vostro predecessore: un momento di più e ad essere ingannato tocca a voi.
===''[[Ken il guerriero]]'' (manga)===
*Basta camuffarsi un pochino da donna per far uscire allo scoperto vermi come voi! ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]])
*È facile sorprendere un uomo che ha la mente annebbiata da una donna. ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]])
*Essere compatiti dalla donna che si desidera è la più grande delle umiliazioni per un uomo! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*In quest'epoca di barbarie, più una donna è bella, più è alto il prezzo a cui può essere venduta! ([[Ken il guerriero#Volume 3|Volume 3]])
*La maternità rappresenta la caratteristica fondamentale di una donna. ([[Ken il guerriero#Volume 9|Volume 9]])
*Se non sei una donna, non dovresti aver bisogno di nasconderti il petto! ([[Ken il guerriero#Volume 3|Volume 3]])
*Terribile quanto il cuore delle donne sia volubile, eh?! ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]])
===''[[Ken il guerriero (serie animata)|Ken il guerriero]]'' (anime)===
*Che strane creature le donne. Le loro parole hanno sempre un significato nascosto. ([[Ken il guerriero (serie animata)#Episodio 102, Il gigante indeciso|Episodio 102, ''Il gigante indeciso'']])
*Non trovi che le donne cambino idea un po' troppo facilmente? ([[Ken il guerriero (serie animata)#Episodio 17, L'adunata|Episodio 17, ''L'adunata'']])
*Vuoi un consiglio? Non fidarti mai delle donne. ([[Ken il guerriero (serie animata)#Episodio 5, Ritorno dall'inferno|Episodio 5, ''Ritorno dall'inferno'']])
*Una donna non deve pensare alla guerra, ma solo alla propria felicità. ([[Ken il guerriero (serie animata)#Episodio 26, La vendetta dei Cobra|Episodio 26, ''La vendetta dei Cobra'']])
===[[Rudyard Kipling]]===
*E una donna è soltanto una donna, mentre un sigaro è una bella fumata.
*L'intuizione di una donna è molto più vicina alla verità della certezza di un uomo.
*La donna più stupida può manovrare un uomo intelligente, ma ci vuole una donna molto intelligente per manovrare uno stupido.
===[[Karl Kraus]]===
*Certo, non conta soltanto l'aspetto esteriore di una donna. Anche i ''dessous'' sono importanti.
*Ci sono donne che non sono belle, ma hanno solo l'aria di esserlo.
*Divido le donne in colpose e dolose.
*La donna vera inganna per il piacere. L'altra cerca il piacere per ingannare.
*Le donne vogliono apparire vestite e essere guardate svestite.
*Non è vero che non si possa vivere senza una donna. È vero soltanto che senza una donna non si può aver vissuto.
*Personalità della donna è l'inconsistenza nobilitata dall'incoscienza.
*Talvolta la donna è un utile surrogato dell'[[onanismo]]. Con naturalmente un sovrappiù di fantasia.
===[[Niccolò Machiavelli]]===
*Le donne si sogliono con le buone parole condurre dove altri vuole.
*Le più caritative persone che sieno sono le donne, e le più fastidiose. Chi le scaccia, fugge e fastidii e l'utile; chi le intrattiene, ha l'utile ed e fastidii insieme. Ed è 'l vero che non è el mele sanza le mosche.
*Tutte le donne hanno poco cervello; e come ne è una che sappi dire dua parole, e' se ne predica, perché in terra di ciechi chi v'ha un occhio è signore.
===[[Simona Mafai]]===
*Chi sono infatti «le siciliane»? La studentessa ventenne, assessore comunista alla pubblica istruzione al comune di San Giuseppe Jato o la ragazza che uccide il fidanzato perché si è rifiutato di sposarla? La diciassettenne di Montalbano Elicona che rifiuta il matrimonio riparatore dopo il rapimento o la tredicenne di Custonaci, che si uccide col fucile del padre perché è rimasta incinta e non ha avuto il coraggio di dirlo a nessuno? La ragazza ladra arrestata alla guida di una 500 rubata, componente di una banda di ragazzi rapinatori a Catania o la pittrice presidente del consiglio d'istituto del liceo artistico di Palermo? Parlare di donne siciliane vuol dire parlare di una realtà complessa e contraddittoria, come complessi e contraddittori sono la Sicilia stessa e i fenomeni sovrastrutturali e di costume che costituiscono tanta parte della questione femminile.
*L'elemento a mio parere dominante di questa linea di tendenza è la posizione decisamente nuova della donna siciliana rispetto al lavoro. Questo, ancora dopo l'ultima guerra, veniva considerato un fatto degradante per la donna e per la famiglia le cui donne lavoravano. Al di sotto dell'insegnante, ogni lavoro veniva ritenuto poco adatto alla donna; ed anche per quel che riguardava l'insegnamento, la famiglia che tratteneva a casa la ragazza diplomata era ritenuta più «affettuosa» di quella che consentiva alla figlia di alzarsi all'alba e affrontare ore di treno o di corriera. Uno slogan anticomunista del 1946 invitava a non votare PCI perché «i comunisti vogliono far lavorare le donne», messaggio che assumeva, per chi lo aveva inventato e lo diffondeva, lo stesso valore minaccioso e traumatizzante delle chiese che i comunisti avrebbero trasformato in sale da ballo e dei bambini che lo Stato avrebbe strappato alle madri. Esso trovava evidentemente un particolare riscontro nella società siciliana di allora, e nella mentalità dei suoi abitanti, uomini e donne. Difficile pensare che un analogo slogan potesse avere successo in Lombardia o in Emilia.
*«L'omu porta beni, ma la fimmina lu manteni». La divisione dei ruoli tra uomo e donna, in una concezione di questo tipo, è un elemento indispensabile, mutando il quale crolla la costruzione complessiva. È proprio la donna tra l'altro, notano due [[Lillo Gullo e Tano Gullo|giovani sociologhi]] sui ''Quaderni siciliani''<ref>Lillo e Tano Gullo, in ''Quaderni siciliani'', nn. 9-10, 1974.</ref>che tiene i fili delle relazioni parentali, annota le ricorrenze che servono a consolidare questi vincoli, conteggia i servizi dati e ricevuti. Ma in tal modo la donna non esiste per se stessa, ma solo in quanto fa parte di una famiglia; succube o dominatrice dentro di essa, non importa, o almeno è un elemento secondario. Il fatto decisivo è che la donna siciliana al di fuori della famiglia non può essere concepita.
*In tutta la letteratura siciliana, moderna e contemporanea, la donna è rappresentata, e non poteva essere diversamente, anima e cuore della famiglia, nel bene e nel male. Ricordiamo per tutte la serena e dolente [[I Malavoglia|Mena Malavoglia]], sant'Agata, che vive la sua esistenza aderendo a ogni piega delle poche felicità e dei molti dolori della sua famiglia, fino al momento in cui sale «nella soffitta della casa del nespolo, come le casseruole vecchie» e si mette «il cuore in pace, aspettando i figlioli della Nunziata per far la mamma».
===[[Marco Malvaldi]]===
*Anche le donne più intelligenti, a volte, non capiscono gli scherzi: è una convinzione errata dalla quale, spesso, nemmeno i maschi più intelligenti riescono a liberarsi.
*In fondo gli scacchi sono un gioco molto femminile. [...] È la natura stessa del gioco. O metti a posto le tue cose come si deve, oppure sono guai.
*Ricordati che farti fare quello che non vuoi fare e per di più contento di farlo è una specialità delle donne. Di tutte, non solo della tua fidanzata.
*Se non ci fossimo noi {{NDR|donne}} a rompere i coglioni, caro, il genere umano si sarebbe estinto da un pezzo.
===[[Mario Mariani]]===
*È così stupendamente borghese l'amore per la donna massaia e riposante, per la donna che rattoppa le calze e attende tranquilla, a casa, il suo unico amore.
*Io non so se sia nata prima la prostituzione o il capitalismo, ma [[Werner Sombart|Sombart]] ha scoperto che la donna e il denaro sono due termini dipendenti l'uno dall'altro.
*La donna è [...] il solo essere sopportabile della Creazione.
===[[William Somerset Maugham]]===
*La funzione precisa della donna è di propagare la specie. Se è saggia, sceglierà un uomo forte e robusto come padre dei suoi figli. Mi rifiuto di capire quelle donne che sposano un uomo intelligente. Cosa trovano in un tizio che sa fare degli astrusi calcoli matematici? Una donna ha bisogno di un uomo dalle braccia forti e dallo stomaco di struzzo.
*Le donne sono come le galline, se schiamazzano non preoccupatevene.
*Una donna può perdonare ad un uomo il male che le fa [...]; ma non potrà mai perdonargli i sacrifici che egli compie per lei.
===[[Giorgia Meloni]]===
*Ho sentito dire che io vorrei le donne un passo dietro agli uomini. Mi guardi, onorevole [[Debora Serracchiani|Serracchiani]], le sembra che io stia un passo dietro agli uomini?
*Io considero, sì, una sconfitta che una donna debba rinunciare a lavorare per avere un bambino. Ma considero altrettanto una sconfitta che una donna debba rinunciare ad avere un bambino per lavorare!
*Io non ho mai considerato che la grandezza della libertà delle donne fosse potersi far chiamare “capatrena”!
*Non dubitate, non dubitate voi, non dubitino le donne italiane: non hanno decisamente nulla da temere con questo [[Governo Meloni|Governo]].
===[[Henry de Montherlant]]===
*Come spiegare, se non con un complesso d'inferiorità, quel bisogno innato quasi in ogni donna di contraffarsi, di contraffare il proprio carattere (la posa), il proprio viso (il trucco), il proprio corpo (non entriamo in particolari...), il proprio odore naturale (i profumi), la propria scrittura? I forti non mentono o quasi: non ne vale la pena; sono franchi, e cioè cinici, per disprezzo; "Noi che diciamo la verità", dichiaravano i nobili dell'antica Grecia. E tutte le razze servili per natura, o asservite dalle circostanze, mentono. Come spiegare se non con il sentimento di un'insufficienza della personalità quel bisogno di rendersi interessante, d'affettare stati d'animo presi in prestito – sempre "distinti" – che la donna elabora? Come spiegare se non con il sentimento d'una inferiorità fisiologica quella necessità in cui così spesso si trova, il dissimulare il piacere sessuale? Infine non è raro il caso d'una donna ambigua che si faccia trasformare il sesso dal chirurgo. Ma neppure l'allettamento di non andare alla guerra spinge un uomo ambiguo a cambiarsi decisamente in donna.
*La storia dell'umanità, da Eva in poi, è la storia degli sforzi fatti dalla donna, perché l'uomo sia sminuito e soffra, e divenga il suo uguale.
*Una donna deve essere trattata come un'amante, e ciò non per un capriccio passeggero, ma costantemente.
===[[Salvatore Morelli]]===
*A nome della civiltà, a nome della gratitudine che dobbiamo avere verso quest'essere da cui riceviamo la vita, a nome di quanto vi à di più augusto, si cessi una fiata da queste turpitudini, che violando la più nobile delle creature, sono il segnale d'una cieca ed inqualificabile barbarie!!!
*Che cosa è dunque la donna innanzi agli occhi del buon senso risaliente al [[Platone|platonismo]] tradizionale?<br />La è l'ultima parola del genio della natura; l'ultimo atto delle sue creazioni!
*La lingua di [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]] nella parola ''homo'', che valse a significare il maschio e la femina della coppia umana, riverberò la riposta idea di questa originaria egualità di natura, sebbene nelle pratiche della vita si ebbero un divario di destinazione, ed alla donna cui competea un equa reciprocanza, solo perché non isviluppata all'attività del corpo e della mente, si fece soffrire la sorte che la preponderante forza brutale impose sempre alla debolezza infelice. Sicché in tutti i tempi e presso tutt'i popoli la donna fu ''capitis deminuta''.
*Quel primato che apparentemente l'uomo esercita sulla donna è un usurpazione della forza sul dritto, è un grossolano controsenso, che ripugna alla logica indagatrice del vero. I due sessi costituiti nella identità d'una medesima natura, si assimilano, si uguagliano in ciò che determina in essi la umana personalità.
===''[[Nadia - Il mistero della pietra azzurra]]''===
*Coraggio, sii sincera, adesso hai paura che lui ti rifiuti, vero? [...] Non puoi farci niente, è un sentimento che grava sulle donne con il peso del karma. [...] È il destino di tutte le donne che si innamorano: devono affrontare gelosia, attaccamento, ansia, questi sentimenti inesprimibili ti inondano la mente e tutte le altre cose sembrano insignificanti, completamente prive di importanza. È inevitabile quando si ama.
*Non c'è donna su cui non facciano colpo i fiori.
*Possiamo dire che il cuore di noi donne è un po' come l'acqua che vedi scorrere qui: a volte è freddo come il ghiaccio, altre volte è talmente bollente da essere quasi insopportabile. È come un torrente in piena, seguendo le immutabili leggi della natura, scende verso il mare e alla fine, che tu lo voglia o no, ti conduce sempre e comunque verso l'uomo che ami.
*Se sei una vera donna, devi innanzitutto salvare la vita dell'uomo che ami, niente viene prima di questo. È così che amiamo noi donne...
===[[Friedrich Nietzsche]]===
*Al guerriero non piacciono frutti troppo dolci. Perciò gli piace la donna; anche la donna più dolce è amara.
*Dio creò la donna. E in realtà a questo punto ebbe fine la noia – ma ebbero fine anche altre cose! La donna fu il ''secondo'' errore di Dio.
*Dove non concorre al giuoco amore e odio, il giuoco della donna diventa mediocre.
*La donna impara a odiare nella misura in cui disimpara ad affascinare.
*Quello che nella donna c'ispira rispetto e non di rado anche timore, è la di lei natura, che è molto più naturale di quella dell'uomo, la di lei mobilità, l'agilità da vera bestia selvaggia, l'unghia della tigre che nasconde sotto il guanto profumato; il suo egoismo ingenuo, la sua inettezza ad esser educata, il suo essere intimamente selvaggio, l'inconcepibile, lo sconfinato, il divagante delle sue brame e delle sue virtù... Quello che ci ispira della pietà per codesto bel gatto pericoloso che chiamiamo «donna», si è che essa è più soggetta a soffrire, che è più sensibile, più bisognosa d'affetto, più accessibile alle disillusioni di qualsiasi altro animale. Timore e pietà, ecco i sentimenti che l'uomo sinora provava dinanzi alla donna, sempre con un piede nella tragedia, la quale dilania mentre entusiasma. Ed ora tutto ciò dovrebbe esser finito? – Eh?<br/>Ed ora tutto ciò dovrebbe esser finito? E si lavorerebbe al disincantamento della donna? E si sta per formarne a poco a poco il più noioso degli esseri? Oh! Europa! Europa!
*Sia questo il vostro onore: amare sempre più di quanto siete amate, non essere mai seconde!
*«Vai dalle donne? Non dimenticare la frusta!»
===[[Mohammad Reza Pahlavi]]===
*La donna, come pure l'uomo, ha ricevuto dalla natura caratteristiche inconfondibili che fanno apparire senza senso qualsiasi definizione superficiale di uguaglianza dei sessi. Il danno maggiore che si possa fare alla causa della vera emancipazione femminile è di confondere l'eguaglianza con la parità dei diritti.
*La donna è una creatura così paradossale che forse proprio per questo la questione femminile suscita ovunque vivaci discussioni.
*Nella vita di un uomo, le donne contano solo se sono belle e graziose e mantengono la loro femminilità e... Questa storia del femminismo, ad esempio. Cosa vogliono queste femministe? Cosa volete? Dice: l'uguaglianza. Oh! Non vorrei apparire sgarbato ma... siete uguali per legge ma, scusatemi, non per capacità.
*Non avete mai avuto un Michelangelo o un Bach. Non avete mai avuto nemmeno un gran cuoco. E se mi parlate di opportunità vi rispondo: vogliamo scherzare? V'è forse mancata l'opportunità di dare alla storia un gran cuoco? Non avete dato nulla di grande, nulla!
*Tutto ciò che posso dire è che le donne, quando governano, sono molto più dure degli uomini. Molto più crudeli. Molto più assetate di sangue. Mi riferisco a fatti, non a opinioni. Siete senza cuore quando avete il potere. Pensi a Caterina de' Medici, a Caterina di Russia, a Elizabetta d'Inghilterra. Per non citare la vostra Lucrezia Borgia e i suoi veleni, i suoi intrighi. Siete intriganti, siete cattive. Tutte.
===[[Cesare Pavese]]===
*Le uniche donne che vale la pena di sposare, sono quelle che non ci si può fidare a sposare.
*Nessuna donna fa un matrimonio d'interesse: tutte hanno l'accortezza, prima di sposare un milionario, d'innamorarsene.
*Quei filosofi che credono all'assoluto logico della verità, non hanno mai avuto a che discorrere a ferri corti con una donna.
*Una donna che non sia stupida, presto o tardi, incontra un rottame umano e si prova a salvarlo. Qualche volta ci riesce. Ma una donna che non sia una stupida, presto o tardi trova un uomo sano e lo riduce a rottame. Ci riesce sempre.
===[[Marcel Proust]]===
*Ci sono pochissime donne che si vestono bene, ma alcune sono meravigliose.
*È più ragionevole sacrificare la propria vita alle donne piuttosto che ai francobolli, alle vecchie tabacchiere, perfino ai quadri e alle sculture. L'esempio delle altre collezioni dovrebbe però ammonirci a cambiare, a non avere una sola donna, ma molte.
*Lasciamo le belle donne agli uomini senza immaginazione.
===''[[I racconti di Canterbury]]''===
*Generalmente le donne bramano d'aver signoria così sul loro marito come sul suo amore e d'aver dominio sopra di lui.
*I consigli delle donne spesso sono fatali: fu il consiglio di una donna che per primo ci portò al dolore e fece scacciare Adamo dal paradiso dove egli era contentissimo e se ne stava molto bene... Ma poiché non so a chi potrei dispiacere biasimando i consigli delle donne, passateci sopra, l'ho detto scherzando!
*O Satana maledetto, dal giorno che fosti cacciato dal nostro regno, ben ritrovasti subito la via di tornare fra noi per mezzo della donna. [...] Quando non vuoi comparire, ahimé, tu ti servi, pei tuoi malvagi fini, della donna.
*Sebbene sia vero che molte son le donne malvage, e vili i loro consigli e di nessun valore, nondimeno molte femmine hanno gli uomini trovato buone e assai discrete e sagge nel loro consiglio. Vedi Giacobbe il quale per buon consiglio di Rebecca, sua madre, ottenne la benedizione di Isacco, suo padre, e la signoria su tutti i fratelli. Giuditta, con suo savio consiglio, liberò la città di Betulia, dove ella abitava, dalle mani di Oloferne, che l'aveva stretta d'assedio e la minacciava di rovina. Abigail liberò il marito Nabal da re Davide che lo voleva morto, e con il suo acume e savio consiglio moderò l'ira del re. Ester grandemente avanzò per il suo savio consiglio il popolo di Dio durante il regno di re Assuero. E sì fatte gran bontà in ben consigliare molti uomini posson narrare di femmine buone. Ed ancora, quando nostro Signore ebbe creato Adamo, nostro primo padre, parlò in questa guisa: "Non è bene che l'uomo sia solo; gli faremo una compagna a lui somigliante". D'onde potete vedere che se le femmine non fossero buone, e buoni i loro consigli e giovevoli, nostro Signore Iddio mai le avrebbe create o dette compagne dell'uomo, ma piuttosto sua confusione.
*Sicuramente serpe non v'è sì crudele quando alcuno ne calpesti la coda, né così malvagia, come è donna cui l'ira prenda; vendetta è allora ogni suo desiderio.
===[[Henri de Régnier]]===
*Le donne sono capaci di tutto, e gli uomini di tutto il resto.
*Non esistono donne che siano peggiori delle altre.
*Raramente le donne sono amate come vorrebbero: cioè da un Dio onnipotente che dia loro tutto e non domandi nulla.
===[[Jules Renard]]===
*La donna non dovrebbe vivere che una stagione su quattro. Dovrebbe ricomparire tutti gli anni.
*Quando ascoltava i discorsi delle donne sembrava che dormicchiasse, ma ogni tanto faceva un piccolo movimento con le sue lunghe orecchie da cacciatore di stupidaggini.
*Quando sono accanto a una donna, provo immediatamente quel piacere un po' malinconico che si ha guardando l'acqua scorrere, dall'alto di un ponte.
*Se vuoi attirarti la simpatia delle donne di' loro le cose che non vorresti gli uomini dicessero a tua moglie.
===[[François de La Rochefoucauld]]===
*L'onestà delle donne è spesso amore della propria reputazione e della propria tranquillità.
*La maggior parte delle donne oneste sono tesori nascosti, che stanno al sicuro soltanto perché nessuno li cerca.
*Si possono trovare delle donne che non hanno mai avuto avventure, ma è raro trovarne che ne abbiano avuta una sola.
*Sono poche le donne oneste che non siano stanche del loro ruolo.
===[[Joseph Franklin Rutherford]]===
*La donna è stata sempre la creatura più seducente e più pericolosa della terra. La sua bellezza e le sue attrattive seducono l'uomo, rendendolo indifferente ad altre cose più elevate e più nobili e facendogli dimenticare Dio. Fu l'influenza d'Eva che fece cadere Adamo in fallo e lo condusse alla tomba. Una buona e virtuosa donna completamente consacrata a Dio è una benedizione per l'uomo buono, perché essa sa tenere il suo posto, ma l'uomo che subisce l'influenza di una donna ambiziosa ed egoista cammina nel sentiero che conduce alla degradazione ed alla morte.
*Le donne rendono gli uomini simili a scimmie o a dei gonzi. Gli uomini sono divenuti effeminati, si lasciano facilmente influenzare ed hanno perduto la loro virilità e la loro fermezza negli affari dello stato come in famiglia. Quando, per esempio, una donna entra in una sala dove degli uomini stanno seduti a tavola, tutti si alzano in piedi per renderle omaggio, e così le danno un posto superiore all'uomo. Gli uomini si levano il cappello entrando in un ascensore se una donna è presente; queste cose sono considerate come atti di rispetto che dinotano buona educazione nell'uomo. Ma è cosa artificiosa, ed il vero significato di tale comportamento è molto diverso da quello confessato. È uno stratagemma di Satana per allontanare gli uomini da Dio e dalla sua regola che prescrive quale dev'essere la posizione dell'uomo e della donna.
*Satana vorrebbe capovolgere questa regola e mettere la donna in primo piano. Egli incominciò la sua opera perturbatrice seducendo e ingannando la donna, e quindi fece appello alle cosiddette qualità di "gentiluomo" dell'uomo per farlo cader vittima del suo astuto strattagemma. La pratica mondana di mettere le donne in primo piano negli affari di religione e nei consigli di stato ha molto contribuito a distruggere la santità della famiglia e ad allontanare gli uomini da Dio.
===[[Arthur Schopenhauer]]===
*È forse impossibile trovare una donna veramente sincera, che non finga. Ma per la stessa ragione le donne scoprono facilmente la finzione altrui, e non è consigliabile tentare di ricorrervi nei loro riguardi.
*In fondo al cuore le donne pensano che compito dell'uomo è guadagnare soldi, e compito loro spenderli.
*Le donne sono ''sexus sequior'', il secondo sesso, che da ''ogni'' punto di vista è inferiore al sesso maschile; perciò bisogna aver riguardi per la debolezza della donna, ma è oltremodo ridicolo attestare venerazione alle donne: essa ci abbassa ai loro stessi occhi.
===''[[Le seduttrici]]''===
*Alcune donne portano la felicità ovunque vanno, altre ogni volta che vanno via.
*Le donne brutte si rifugiano nel pianto. Quelle carine vanno a fare shopping!
*Le donne non vogliono essere capite, vogliono solo essere amate.
===[[Debora Serracchiani]]===
*La nostra società non è preparata culturalmente e logisticamente ad accogliere un forte impegno fuori casa della donna.
*Le donne, in quanto soggetti più deboli e minoranza, diventano capri espiatori nei periodi di maggiore crisi sociale, culturale, etica, come l'attuale. E poi il fatto che oggi ce ne siano di più in politica spaventa.
*Non siamo preparati culturalmente ad avere la parità; sarebbe bello che un giorno si scegliesse una donna solo per i meriti e non anche perché donna.
===[[William Shakespeare]]===
*Fragilità, il tuo nome è donna! (''[[Amleto]]'')
*Una donna disonesta non è una donna.
*Una donna è un piatto per gli dei, se a condirla non è il diavolo. (''[[Antonio e Cleopatra]]'')
===''[[Talmud]]''===
*Chiunque fa molte chiacchiere con le donne porta male a sé stesso.
*Se una donna impazzisce, il marito non può ripudiarla.
*Un uomo non deve mai camminare dietro una donna per la strada, fosse pure sua moglie.
===[[Susanna Tamaro]]===
*Il modello femminile si è inesorabilmente conformato a quello maschile. Siamo conformi perché l'immagine che i media propongono di noi – a cui una buona parte delle donne consapevoli cercano strenuamente di resistere – è quello di una femmina puro oggetto di piacere e di seduzione.
*La condizione della donna oggi non è paragonabile neppure a quella negli anni '50 tanto è stata retrocessa: chiusa in un recinto, in un modello agghiacciante proposto anche alle bambine, mandate in giro come piccole cocotte.
*Questa società così fredda, così necrofila, così impaurita, così cinica – e allo stesso tempo così travolta dalle sbornie del sentimentalismo – ha paura dello spirito femminile perché questo spirito, che è concreto, attivo, la spingerebbe in una direzione opposta. Tornare alla nostra vera natura vuol dire rimettere al centro dei nostri giorni una forza armata di dolcezza.
===[[Iginio Ugo Tarchetti]]===
*A che scopo dolerci delle donne? Noi possiamo mostrare loro di conoscerle, di saperle apprezzare nel loro valore, di tenerle anche in ispregio; esse sono tuttavia ben certe che noi le ameremo sempre.
*In molta parte delle donne la resistenza è vanità, o mancanza d'opportunità, o artificio; prova evidente di ciò, che cedono quasi sempre alla sorpresa.
*La donna è un capolavoro abortito, il grande errore della creazione.
*Le donne hanno interesse a mostrarsi incapaci di sentire l'amicizia; mettono gli uomini nella necessità di non chieder loro che dell'amore.
*La nostra società ha fatto della donna un puro strumento di piacere. Ogni donna non è considerata oggi mai che sotto questo punto di vista. Esse stesse mostrano di non considerarsi sotto un aspetto diverso. Non si pretende da esse né ingegno, né virtù, né amicizia, non si chiede che dell'amore e del piacere. Apprezzamento triste e degradante che esse tuttavia non temono, o non comprendono.
*Tutti i mali della società dipendono da ciò, che si amano le donne o troppo o troppo poco.
===[[Fabio Volo]]===
*L'età delle donne la si può solamente percepire osservandole nei loro molteplici cambiamenti. Non sono mai la stessa cosa. Le donne non sono la somma di anni ma di attimi.
*Mi piace stare in una stanza con una donna. Anche quando prendo il treno, se entro in uno scompartimento e ci trovo una donna sono più contento. E se non c'è continuo a cercare finché la trovo. Non è che poi le rivolgo la parola, o ci parlo, o ci provo per forza, anzi, ma mi piace che sia lì. Mi piace la loro compagnia anche se silenziosa e sconosciuta. Le donne sono belle da respirare.
*Quando una donna vuole una cosa, tremano le montagne, si muovono le maree, quando una donna vuole un uomo trema l'universo intero.
*Si sa come sono le donne, se le desideri lo sentono subito.
===[[Walt Whitman]]===
*''Il corpo d'una donna all'incanto, | anche lei non è solo lei, ma la bulicante madre di madri, | ed è feconda di quelli che cresceranno e saranno i compagni delle madri.''
*''Io sono il poeta della donna come lo sono dell'uomo, | e dichiaro che è grande esser donna così come è grande esser uomo, | e dichiaro che nulla è più grande della madre degli uomini.''
*''La donna contiene tutte le qualità e le tempre, | essa si trova a suo posto e si muove in perfetto equilibrio, | essa è tutte le cose debitamente velate, al tempo stessa passiva e attiva, | essa è fatta per concepire figlie non meno che figli, e figli non meno che figlie.''
===[[Oscar Wilde]]===
*Fornite alle donne occasioni adeguate e le donne potranno fare di tutto.
*Le donne belle non hanno il tempo di essere gelose dei loro mariti... sono sempre occupate ad essere gelose dei mariti delle altre!
*Le donne non hanno niente da dire, ma lo dicono benissimo.
*Le donne si difendono attaccando, ed i loro attacchi sono fatti di strane e brusche capitolazioni.
*Preferisco le donne con un passato: la loro conversazione è decisamente più divertente.
===[[Virginia Woolf]]===
*Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna?
*Fra cento anni [...] le donne non saranno più il sesso protetto. Logicamente condivideranno tutte le attività e tutti gli sforzi che una volta erano stati loro negati. La balia scaricherà il carbone. La fruttivendola guiderà la macchina. Ogni presupposto basato sui fatti osservati quando le donne erano il sesso protetto sarà scomparso; ad esempio [...] l'idea che le donne, i preti e i giardinieri vivano più a lungo. Togliete questa protezione, esponete le donne agli stessi sforzi e alle stesse attività, lasciatele diventare soldati, marinari, camionisti e scaricatori di porto, e vi accorgerete che le donne muoiono assai più giovani e assai più presto degli uomini; cosicché si dirà: "Oggi ho visto una donna", come si diceva "Oggi ho visto un aereo". Può accadere qualunque cosa quando la femminilità cesserà di essere un'occupazione protetta.
*Una donna deve avere soldi e una stanza suoi propri se vuole scrivere romanzi.
===[[Marguerite Yourcenar]]===
*Nella solitudine le donne non possono vivere e immancabilmente la saccheggiano, non fosse che sforzandosi di costruirvi un giardino.
*Per le donne niente ha importanza al di fuori di loro stesse, e ogni scelta che non le riguardi non la giudicano se non una follia cronica o un'aberrazione passeggera.
*Perché le donne vanno proprio ad invaghirsi degli uomini che non sono loro destinati, costringendoli così a scegliere fra lo snaturarsi e il detestarle?
===[[Zucchero Fornaciari]]===
*''Donne du du du, | pianeti dispersi | per tutti gli uomini così diversi.''
*''Negli occhi hanno dei consigli | e tanta voglia di avventure | e se hanno fatto molti sbagli | sono piene di paure, | le vedi camminare insieme | nella pioggia o sotto il sole | dentro pomeriggi opachi | senza gioia né dolore.''
*''Negli occhi hanno gli aeroplani | per volare ad alta quota, | dove si respira l'aria | e la vita non è vuota.''
==Proverbi==
*Ciò che non può il diavolo, l'ottiene la donna. ([[Proverbi latini|Latino]])
*La coscienza è il libro maestro della donna, in cui scrive i suoi debiti e i suoi peccati. ([[Proverbi danesi|Danese]])
*La donna è come la coperta d'estate, se la prendi hai troppo caldo, se la butti via hai freddo. ([[Proverbi ashanti|Ashanti]])
*La donna è detta creatura debole, ma un suo pelo tira più di una coppia di elefanti. ([[Proverbi indiani|Indiano]])
*La gallina non è un uccello, la donna non è un essere umano. ([[Proverbi russi|Russo]])
*Sforzatevi di capire i gatti, così capirete le donne. ([[Proverbi cinesi|Cinese]])
*Tra donne maligne non vi regnò mai pace. ([[Proverbi svedesi|Svedese]])
===[[Proverbi francesi|Francesi]]===
*La donna ride quando può e piange quando vuole.
*Le donne sono fatte di sola lingua, come le volpi sono fatte di sola coda.
*Prendi il primo consiglio di una donna e non il secondo.
*Quello che vogliono le donne, lo vuole Dio.
*Un uomo di paglia è degno di una donna d'oro.
===[[Proverbi inglesi|Inglesi]]===
*Il parere di una donna e il vento invernale cambiano spesso.
*La donna geniale non porta lettere di presentazione.
*La donna nasconde quel che non sa.
*La lingua della donna scuote come un racconto di un agnello.
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*Al buio, le donne sono tutte uguali.
*Amor, dispetto, rabbia e gelosia, sul cuore della donna han signoria.
*Ara nel mare e nella rena semina, chi crede alle parole della femmina.
*Chi di una donna brutta s'innamora, lieto con essa invecchia e l'ama ancora.
*Chi dice donna dice guai, chi dice uomo peggio che mai.
*Con la pietra si prova l'[[oro]], con l'oro la donna e con la donna l'uomo.
*Contro due donne neanche il [[diavolo]] può metterci il becco.
*Donna adorna, tardi esce e tardi torna.
*Donna bianca, poco gli manca.
*Donna rossa coscia grossa.
*Donna che canti dolcemente in scena, pei giovani inesperti è una sirena.
*Donna che dona, di rado è buona.
*Donna che piange, ovver che dolce canti, son due diversi, ambo possenti incanti.
*Donna che sa il [[lingua latina|latino]] è rara cosa, ma guardati dal prenderla in isposa.
*Donna e [[fuoco]], toccali poco.
*Donna e [[vino]] ubriaca il grande e il piccolino.
*Donna giovane e uomo anziano possono riempire la casa di figli.
*Donna io conosco, ch'è una santa a messa e che in casa è un'orribil diavolessa.
*Donna nobil per natura è un tesor che sempre dura.
*Donna pregata nega, trascurata prega.
*Donna prudente, gioia eccellente.
*Donna savia e bella è preziosa anche in gonnella.
*Donna si lagna, donna si duole, donna s'ammala quando lo vuole.
*Donne e sardine, son buone piccoline.
*Donne, danno, fanno gli uomini e li disfanno.
*Due noci in un sacco e due donne in casa fanno un bel fracasso.
*È più facile trovar dolce l'assenzio, che in mezzo a poche donne il [[silenzio]].
*Femmine e [[gallo|galline]], se giran troppo si perdono.
*[[Gru]] e donne fan volentieri il nido in alto.
*[[Riguardi|Guardati]] da tre cose: da [[cavallo]] focoso, da uomo infido e da donna svergognata.
*Il vino è forte ma il sonno lo vince, ma più forte d'ogni cosa è la donna.
*La donna a 15 anni scherza, a 20 brilla, a 25 ama, a 30 brama, a 35 sente, a 40 vuole e a 50 paga.
*La donna bisogna praticarla un giorno, un mese e un'estate per sapere che odore sa.
*La donna buona vale una corona.
*La donna deve avere tre m: matrona in strada, modesta in chiesa, massaia in casa.
*La donna e l'[[orto]] vogliono un sol padrone.
*La donna ha più capricci che ricci.
*La donna oziosa non può essere virtuosa.
*La donna per piccola che sia, vince il diavolo in furberia.
*La donna più sciocca vale due uomini.
*La donna troppo in vista, è di facile conquista.
*Le donne hanno quattro malattie all'anno, e tre mesi dura ogni malanno.
*Le donne hanno sette anime... e mezza.
*Le ragazze sono d'oro, le sposate d'argento, le vedove di rame e le vecchie di latta.
*Né donna né tela al lume di candela.
*Nel bere e nel camminare si conoscono le donne.
*Non vi è donna senza amore.
*Ogni bella scarpa diventa ciabatta, ogni bella donna diventa nonna.
*Per amore anche una donna onesta, può perdere la testa.
*Per una scopa formano un mercato tre donne e assordan tutto il vicinato.
*Prendi la bruna per amante e la bionda per moglie.
*Quando sono fidanzate hanno sette mani e una lingua, quando sono sposate hanno sette lingue e una mano.
*Son padrone del mondo oggi le donne e cedon toghe e spade a cuffie e gonne.
*Tira più un capello di donna che cento paia di buoi.
*Tutti i peccati mortali sono femmine.
*Una fa, due stentano, ma a tre ci vuol la serva.
*Una Fenice fra le donne è quella, che altra donna confessa essere bella.
===[[Proverbi napoletani|Napoletani]]===
*'A fatìca d'a fémmena s'a màgna 'o ciùccio.
*'A femmena bona, si tentata, resta onesta, nun è stata bona tentata.
*'A femmena ciarliera è 'na mala mugliera.
*'A femmena comme nasce accussì pasce.
*'A femmena è 'a canzona d<nowiki>''</nowiki>a casa.
*'A femmena è comm' 'a campana: si nun 'a scutuleie nun sona.
*'A femmena è comm' 'o mastrillo aparato.
*'A femmena è comme 'o tiempo 'e marzo: mò t'alliscia e mò te lascia.
*'A femmena nun se sposa 'o ciuccio pecché le stracce 'e lenzòle.
*'A femmena senza pietto è 'nu stipo senza piatte.
*'A femmena tène 'e malizie 'nfilate a ciento comme granatelle p' 'ogne capillo d' 'a capa.
*Càrte e ddònne fànno chéllo che vvònno.
*Chella che l'aiza 'na vota l'aiza sempe.
*Doje femmene e 'na papara faceno 'no mercato.
*'E femmene tèneno 'e lacreme 'int' 'a burzetta.
*'E pparole d' 'e femmene se teneno pe' serenata.
*Femmena aggraziata vole essere pregata.
*Femmene 'e chiesa, diavule 'e casa.
*Femmene e denare hanno 'a passà' pe' una mano.
*Femmene e denare so' 'e cose chiù care.
*Foemina nulla bona, sed si bona est, pìgliala e vóttala p'a fenesta.
*I ffémmene, une pe rregne!
*Né femmena, né tela, a lumme de cannela.
*Nun c'è sabbato senza sole, nun c'è femmena senz'ammore.
*Quatto li cose a 'o munno ca fanno cunzula': 'a femmena, l'argiamma, lo suonno e lo magna'...
*Tre bote tre unnece cose fanno bella na femmena: azzoè tre cose longhe e tre corte, tre larghe, tre strette e tre grosse; tre sottile, tre retonne e tre piccole; tre bianche, tre rosse e tre negre: se lo bolite sapere, leìte la fràveca de lo munno...
*Una ce ne steva bona, e 'a facettero Maronna.
*Zappa 'e femmena e surco 'e vacca, pòvera chella terra ca l'angappa.
====[[Proverbi toscani|Toscani]]====
*Astuzia di donne le vince tutte.
*Bella donna, cattiva testa.
*Chi disse donna, disse danno.
*Chi disse donna, disse guai.
*Chi donne pratica, giudizio perde.
*Chi piglia l'anguilla per la coda e la donna per la parola, può dire di non tener nulla.
*Dal mare [[sale]], e dalla donna male.
*Di buone armi è armato, chi da buona donna è amato.
*Donna barbuta, co' sassi la saluta.
*Donna che ha molti amici, ha molte lingue mordaci.
*Donna che regge all'oro, val più d'un gran tesoro.
*Donna danno, sposa speso, moglie meglio.
*Donna di monte, cavalier di corte.
*Donna e [[luna]], oggi serena, domani bruna.
*Donna e popone, beato chi se n'appone.
*Donna iraconda, mare senza sponda.
*Donna oziosa, non può essere viziosa.
*Donna si lagna, donna si duole, donna s'ammala, quando la vuole.
*Donna specchiante, poco filante.
*Donne, asini e noci, voglion le mani atroci.
*Donne e buoi, de' paesi tuoi.
*Donne e oche, tienne poche.
*Dove donna domina, tutto si contamina.
*Dove son femmine e oche, non vi son parole poche.
*Il cuor delle donne è fatto a spicchi come il popone.
*La bella donna è un bel cipresso.
*La donna è come la castagna; bella di fuori, e dentro è la magagna.
*La donna è come l'appetito, va contentata a tempo.
*La donna e l'uovo vuole un sol padrone.
*La donna guarda più sott'occhio che non fa l'uomo a diritto filo.
*La donna ne sa un punto più del diavolo.
*Lagrime di donne, fontana di malizia.
*Le buone donne non hanno né occhi né orecchi.
*Le donne arrivano i pazzi e i savi.
*Le donne dicono sempre il vero; ma non lo dicono tutto intero.
*Le donne hanno l'anima attaccata al corpo con la colla cerviona.
*Le donne hanno sette spiriti in corpo.
*Le donne per parer belle si fanno brutte.
*Le donne piglian ben le pulci.
*Le donne s'attaccano sempre al peggio.
*Le donne son come i gatti, finché non battono il naso, non muoiono.
*Le donne son figliuole dell'indugio.
*Le donne son sante in chiesa, angele in istrada, diavole in casa, civette alla finestra e gazze alla porta.
*Le donne sono il purgatorio della borsa, il paradiso del corpo, e l'inferno dell'anima.
*Le femmine calano come la cassa de' mercanti.
*Le ragazze piangono con un occhio, le maritate con due, e le monache con quattro.
*Non bisogna contentar le donne se non del lino.
*Non v'è sabato senza sole, non v'è donna senza amore, né domenica senza sapore.
*[[Pera|Pere]] e donne senza romori, sono stimate le migliori.
*Più vale una savia donna filando, che cento triste vegliando.
*Quel che alla donna ogni segreto fida, ne vien col tempo a far pubbliche gride.
*Savie all'impensata e matte alla pensata.
*S'è grande è oziosa; s'è piccola è viziosa; s'è bella è vanitosa; s'è brutta è fastidiosa.
*Se la donna vuol, tutto la puol.
*Se le donne fossero d'oro non varrebbero un quattrino.
*Tre donne fanno un mercato e quattro fanno una fiera.
====[[Proverbi veneti|Veneti]]====
*A dona che pianze, caval che sua, e ebreo che zura, no crederghe.
*Da una dona a un molin no gh'è gran diferenza.
*Do done e un'oca fa un marcà.
*Dona, dano, malano tuto el tempo de l'ano.
*Dona e legno fa perdere l'inzegno.
*Dona se lagna, dona se dol, dona se amala, quando la vol.
*El cuor de le done xe fato a melon.
*La dona de bon uso tende alla roca e al fuso.
*La dona deve aver quatro m: matrona in strada, modesta in ciesa, massera in casa, e matrona in leto.
*La dona e la vaca, al pezo le se taca.
*La dona ga più caprici che rici.
*La dona ga più rici che cervelo.
*La dona, per picola che la sia, la vince el diavolo in furbaria.
*La dona savia no ga né occi, né reccie.
*La dona va sogèta a quatro malatie a l'anno, e ognuna dura tre mesi.
*La dona xe come la balanza, che la pende da quela parte che più la riceve.
*La dona xe volubile per natura.
*La lengua de le done la xe come la forbese, o la tagia o la ponze.
*Lagrime di donna, fontana di malizia.
*Le done ghe ne sa una carta più del diavolo.
*Le done, i cani e 'l bacalà, perché i se boni i ghe vol ben pestà.
*Le done no le ga altra arma che la lengua.
*Le done se odia tra de ele.
*Le done xe lunatiche.
*Per done, cani e aqua, i omeni se mazza.
*Se la dona la vuol, tuto la puol.
===[[Proverbi portoghesi|Portoghesi]]===
*La donna che perdona facilmente è già uno straccio di cucina.
*La donna con due anime te ne regala sempre una.
*La giovane vive di speranze, la vecchia di memorie.
===[[Proverbi somali|Somali]]===
*L'uomo sarà anche il capo della casa, ma la donna ne è il cuore.
*La bellezza di una donna non è nel suo viso.
*Le donne sono le trappole del diavolo.
===[[Proverbi spagnoli|Spagnoli]]===
*Alla donna e alla gazza dici ciò che diresti in piazza.
*Guardati dalla donna cattiva e non fidarti di quella buona.
*Il consiglio di una donna non è una gran cosa, ma chi non lo segue è pazzo.
*La donna, il vento, e la fortuna cambiano presto.
===[[Proverbi tedeschi|Tedeschi]]===
*Ci sono due donne buone nel mondo: una è morta e l'altra non è stata ancora trovata.
*Donna virtuosa, non teme calunnia.
*Le donne sono mutevoli come il tempo in Aprile.
*Ogni donna preferirebbe essere bella piuttosto che buona.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
{{div col|3}}
*[[Condizione femminile in Italia]]
*[[Femminismo]]
*[[Madre]]
*[[Maschio e femmina]]
*[[Moglie]]
*[[Uomo]]
*[[Uomo (maschio)]]
*[[Violenza contro le donne]]
{{div col end}}
==Altri progetti==
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{{Portale|donne}}
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[[Categoria:Antropologia culturale]]
[[Categoria:Antropologia sociale]]
[[Categoria:Sociologia della cultura]]
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Rivoluzione
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2512
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Spinoziano
2297
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[[File:La Liberté guidant le peuple - Eugène Delacroix - Musée du Louvre Peintures RF 129 - après restauration 2024.jpg|thumb|upright=1.4|''La libertà guida il popolo'' (E. Delacroix, 1830)]]
Citazioni sulla '''rivoluzione''' e sui '''rivoluzionari'''.
==Citazioni==
*A volte qualcuno stanco di rivoluzione si riposa nella poltrona del potere. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Al diavolo tutto, è proprio di questo che abbiamo bisogno: tornare da dove siamo partiti! Questo è rivoluzione: andare, andare e girare in tondo, tornando da dove si è partiti! Ogni rivoluzione, come un pentimento, è un ritorno. ([[Gilbert Keith Chesterton]])
*Anche i bambini sanno che negli ultimi duecento anni non si è mai divenuti rivoluzionari dopo aver compreso il meccanismo della teoria del valore di Marx, ma sempre e solo per domanda di senso, richiesta di prospettiva e reazione all'ingiustizia, alla diseguaglianza ed alla insicurezza. ([[Costanzo Preve]])
*Bisogna volere la rivoluzione perché è un bene e perché d'altronde il regime sociale presente non è più vitale. Essa si preparerà con la diffusione delle idee giuste, con la volgarizzazione dei fatti reali, con la spiegazione, con la verità. Nascerà nelle cose come la sua necessità è già nata nei pensieri chiari. S'imporrà per sempre non quando lo vorremo, ma quando lo avremo voluto. Ma, latente o attuata, essa non è stata e non sarà mai che il grido e la potenza del pensiero. ([[Henri Barbusse]])
*''Cerco in tutte le canzoni e in un passero sul ramo | uno spunto per la rivoluzione.'' ([[Rino Gaetano]])
*Chi di noi assomiglia a un tecnico americano o a una guardia rossa cinese? Nessuno. Eppure l'apparente analogia tra «il rapporto sacrilego con il passato» del tecnico e quello del rivoluzionario, si verifica anche in Italia: per esempio, in certo atteggiamento drastico dei giovani, che condannano indiscriminatamente «tutto» ciò che è vecchio in nome della rivoluzione, facendosi così portatori di un valore neocapitalistico: la sostituzione totale del nuovo potere industriale ai vecchi poteri. Oppure nel culto che hanno certi gruppi di giovani per il lavoro collettivo, d'équipe! come se appunto si trattasse di una collettivizzazione del lavoro di tipo rivoluzionario e popolare, mentre si tratta proprio di una richiesta di spersonalizzazione da parte della cultura di massa. ([[Pier Paolo Pasolini]])
*Cittadini, vorreste una rivoluzione senza rivoluzione? ([[Maximilien de Robespierre]])
*Coloro che fanno una rivoluzione a metà non hanno fatto altro che scavarsi una tomba. ([[Louis de Saint-Just]])
*Credevo di vivere gli anni della rivoluzione, invece vivevo gli anni prima della rivoluzione, perché è sempre prima della rivoluzione quando si è come me. (''[[Prima della rivoluzione]]'')
*È la liberazione totale, per cominciare una vita nuova. ([[Umberto Terracini]])
*«È una rivolta?» «No, Sire, è una rivoluzione.» ([[Luigi XVI di Francia]]<ref>Dialogo con il duca di Liancourt alla notizia della caduta della Bastiglia.</ref>)
*Fare la rivoluzione morale prima della materiale. ([[Felice Orsini]])
*Giusti e moderati devono essere gli atti di una rivoluzione, ma nella giustizia e moderazione vuolsi mantenere animo fermo, ché moderazione non è debolezza né stupida condiscendenza. ([[Santorre di Santa Rosa|Santorre di Santarosa]])
*Gli abusi del potere generano le rivoluzioni; le rivoluzioni sono peggio di qualsiasi abuso. La prima frase va detta ai sovrani, la seconda ai popoli. ([[Klemens von Metternich]])
*Hanno perso tutte le grandi rivoluzioni: quella russa è fallita tra le macerie, quella cinese è solo un simulacro, quella cubana ha avuto effetti ambigui. Il marxismo ha dato molto, ma non ha risolto la questione. ([[Giovanni Senzani]])
*Il rivoluzionario che ha avuto [[successo]] è un uomo di stato, quello che non ha avuto successo è un criminale. ([[Erich Fromm]])
*Il rivoluzionario che uccide la tradizione non vale più del fariseo che la perpetua in maniera morta: qui si imbalsama, là si abbandona al forno crematorio, ma, in ambedue i casi, è su di un cadavere che si lavora. ([[Gustave Thibon]])
*Il rivoluzionario non è mai il prodotto di privazioni estreme. ([[Juliet Mitchell]])
*Il rivoluzionario, sia esso leninista o individualista, ha la forza incosciente dell'apprendista stregone, l'integrità priva di scrupoli del fanatico ossessionato da un Unico Bene sfavillante all'orizzonte. ([[Flavio Baroncelli]])
*Il vero rivoluzionario è un eroe senza macchina e senza paura. ([[Marcello Marchesi]])
*In questo senso è possibile dire che sia la [[scienza]], sia l'[[utopia]], sia la rivoluzione sono animate da una visione del tempo e della storia profondamente [[religione|religiosa]], dove alla fine si realizza ciò che all'inizio era stato annunciato. ([[Umberto Galimberti]])
*L'assassinio e l'offesa gratuita sono la vita e l'anima della rivoluzione. ([[John Gardner]], ''L'orco'')
*L'autentica rivoluzione è quella dello spirito, nata dalla convinzione intellettuale della necessità di cambiamento degli atteggiamenti mentali e dei valori che modellano il corso dello sviluppo di una nazione. Una rivoluzione finalizzata semplicemente a trasformare le politiche e le istituzioni ufficiali per migliorare le condizioni materiali ha poche probabilità di successo. ([[Aung San Suu Kyi]])
*L'autentico rivoluzionario è logico e freddo, non un sentimentale. ([[Mario Vargas Llosa]])
*«L'ordine, ho detto!» conclude il console. «Non sono neanche stati accesi i lampioni… mi pare che vada troppo in là questa rivoluzione.» ([[Thomas Mann]])
*La caratteristica più incontestabile della rivoluzione è l'intervento diretto delle masse negli avvenimenti storici. Di solito è lo Stato, monarchico o democratico, a dominare la nazione: la storia è fatta dagli specialisti del mestiere: monarchi, ministri burocrati, parlamentari, giornalisti. Ma nei momenti cruciali, quando un ''ancien régime'' diventa insopportabile alle masse, le masse infrangono gli ostacoli che le separano dall'arena politica, rovesciano i loro rappresentanti tradizionali e con il loro intervento gettano le basi di un regime nuovo. ([[Lev Trockij]])
*La guerra rivoluzionaria è la tomba della rivoluzione e lo sarà sempre fino a quando non si sarà dato ai soldati, o piuttosto ai cittadini armati, la possibilità di fare la guerra senza apparato dirigente, senza pressione poliziesca, senza leggi eccezionali, senza punizione per i disertori. ([[Simone Weil]])
*La maestra mi chiese di Massimiliano Robespierre. Le risposi che i giacobini avevano ragione e che, terrore o no, la rivoluzione francese era stata una cosa giusta. La maestra non ritenne di fare altre domande. ([[Offlaga Disco Pax]])
*La maggioranza dei rivoluzionari sono per lo più nemici della disciplina e della fatica. Vi sono anche nature al cui senso di giustizia il prezzo imposto sembra mostruosamente eccessivo, odioso, opprimente, umiliante, arbitrario, intollerabile. Sono i fanatici. Il resto dei ribelli sociali è figlio della vanità, madre di ogni illusione nobile e volgare, compagna dei poeti, dei riformatori, dei ciarlatani, dei profeti e degli incendiari. ([[Joseph Conrad]])
*La rivoluzione, abolendo il governo e la proprietà individuale, non creerà forze che non esistono; ma lascerà libero campo all'esplicazione di tutte le forze, di tutte le capacità esistenti, distruggerà ogni classe interessata a mantenere le masse nell'abbrutimento, e farà in modo che ognuno potrà agire ed influire in proporzione della sua capacità, e conformemente alle sue passioni ed ai suoi interessi. ([[Errico Malatesta]])
*La rivoluzione appartiene in pieno al concetto di guerra, e non è che una specie di guerra. ([[Sergio Panunzio]])
*La rivoluzione è sempre tre quarti fantasia e per un quarto realtà. ([[Michail Bakunin]])
*La rivoluzione esiste ovunque in piccoli frammenti. ([[Rebecca Solnit]]
*La rivoluzione non è questione di merito, ma di efficacia, e non v'è cielo. C'è del lavoro da fare, ecco tutto. ([[Jean-Paul Sartre]])
*La rivoluzione non è un pranzo di gala; non è un'opera letteraria, un disegno, un ricamo; non la si può fare con altrettanta eleganza, tranquillità e delicatezza, o con altrettanta dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimità. La rivoluzione è un'insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia un'altra. ([[Mao Zedong]])
*La rivoluzione non è una cosa prefissata in un'ideologia, né è adatta a un decennio particolare, è un processo continuo radicato nello spirito umano. ([[Abbie Hoffman]])
*La rivoluzione non è una mela che cade quando è matura. Devi essere tu a farla cadere. ([[Lenny Kravitz]])
*La rivoluzione richiede la demolizione di tutto ciò che è obsoleto e stagnante e ostacola un rapido progresso. ([[Michail Gorbačëv]])
*Le rivoluzioni costano carissime, richiedono immensi sacrifici e perlopiù finiscono in spaventose delusioni. ([[Tiziano Terzani]])
*Le rivoluzioni, gli dissi, hanno dei segreti che esse non rivelano mai: nessuno può mai sapere ciò che esse vogliano e chi vuol tener dietro alla loro corrente può essere sicuro che una volta o l'altra rimarrà schiacciato sotto il loro fatal carro. L'antichità ci ha tramandato il fatto misterioso della sfinge di Citera che arrestava i passaggieri per propor loro degli enigmi, e divorava coloro che non sapevano scioglierli: le rivoluzioni operano come le sfingi. ([[Joseph-François Michaud]])
*Le rivoluzioni iniziano allorché si sfida l'ordine politico costituito, ma quanta più violenza occorre per raggiungere quello scopo, tanto più l'iniziativa passa nelle mani di uomini violenti. ([[Niall Ferguson]])
*Le rivoluzioni non le facciam noi: le fa [[Dio|Iddio]]; e per persuadersene basta riflettere con quali istrumenti riescono. ([[Massimo d'Azeglio]])
*Le rivoluzioni non si fanno con l'acqua di rose. ([[Edward Bulwer-Lytton]])
*Le rivoluzioni saranno anche le «locomotive della storia», ma immancabilmente, e magari impercettibilmente, giunge il momento in cui quelle «locomotive» si scoprono terribilmente indietro rispetto ad una storia che continua a procedere, e che intanto ha macinato, sotto la sua mole, uomini, vite, idee. ([[Luciano Canfora]])
*Le rivoluzioni scoppiano dove si ruba. ([[Anna Stepanovna Politkovskaja]])
*Le rivoluzioni sono nella storia le sole testimonianze che ci permettano di determinare con sicurezza, a seconda della loro potenza, della loro estensione e delle loro mire, il grado e lo scopo del relativo malcontento degli uomini. ([[Max Nordau]])
*Le rivoluzioni sono perfette incubatrici di burocrati. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Le rivoluzioni sono tempi in cui il povero non è sicuro della sua probità, il ricco della sua fortuna e l'innocente della sua vita. ([[Pierre Reverdy]])
*Le rivoluzioni sono una viva luce nella notte procellosa in cui la storia si compisce. Elleno dimostrano lo stato vero d'un popolo in politica e in morale, sono un giudizio del passato, una lezione per l'avvenire; il più grande studio che l'umanità possa fare per conoscer se stessa. ([[Giovan Battista Niccolini]])
*Le rivoluzioni vincono – se i regimi non perdono guerre – solo quando la voglia di [[libertà]] contagia anche il [[potere]]. ([[Ágnes Heller]])
*Le tendenze [[conservatorismo|conservatrici]] delle chiese ufficiali non sono mai riuscite a sopprimere la tendenza del [[cristianesimo]] al sovvertimento della storia. Tutti i movimenti rivoluzionari dell'Occidente ne dipendono, che lo sappiano o no. ([[Paul Tillich]])
*[[Cesare Lombroso|Lombroso]] [...] richiama di recente l'attenzione sul fatto interessante, che molti dei ribelli alla società, comunardi, anarchici, capi di sommosse, tanto delle epoche passate quanto dei nostri tempi, al cimento antropologico e psichiatrico {{sic|resultano}} come individui affetti da tara psichica, come dei degenerati, e che in essi v'è un ''per cento'' di individui che furono decisamente pazzi o che in seguito piombarono nella pazzia. ([[Richard von Krafft-Ebing]])
*Nella storia delle rivoluzioni, c'è un elemento che mi ha sempre turbato: realizzate in nome della felicità dei popoli, hanno sempre minacciato la sovranità della persona. L'idea s'è trasformata nella lama della ghigliottina, incombente sulle teste che osano coltivare idee diverse. Il terrore di massa morale e fisico contro il dissenso ha sempre azzerato il nucleo elitario, colpendo di conseguenza le prospettive storiche e le opportunità dei popoli. ([[Eduard Shevardnadze]])
*Neppure l'[[amicizia]] viene prima della rivoluzione per un rivoluzionario. [...] La prima cosa è la rivoluzione. Poi, tutto il resto. ([[Mario Vargas Llosa]])
*Nessuna rivoluzione è davvero necessaria. Il mondo è già una rivoluzione, in perenne mutamento. ([[Osho Rajneesh]])
*Nessuno si meraviglia quanto un rivoluzionario di vedere gli altri ribellarsi. ([[Pierre Gaxotte]])
*Non basta un cambio, serve una rivoluzione. ([[Slogan comunisti|slogan comunista]])
*Non la religione, ma la rivoluzione è oppio del popolo. ([[Simone Weil]])
*Non si creano né i partiti né le rivoluzioni. Si dirigono i partiti e le rivoluzioni, nella unificazione delle utili esperienze rivoluzionarie internazionali. ([[Amadeo Bordiga]])
*Non si può fare una rivoluzione portando i guanti di seta. ([[Iosif Stalin]])
*Non sono gli uomini che guidano la rivoluzione, è la rivoluzione che guida gli uomini. ([[Joseph de Maistre]])
*Non sono i filosofi che fanno le rivoluzioni, ma i bisogni del popolo; se questi non vengono soddisfatti, nascono le rivoluzioni. ([[Felice Orsini]])
*Non v'è rivoluzione senza furore popolare, non v'è furore di popolo scatenato senza disordine e vittime. ([[Napoleone Bonaparte]])
*Non vogliamo una rivoluzione che invidi, ma una rivoluzione che ami: non vogliamo portar via a nessuno il suo piccolo star bene, vogliamo solo impedirgli che il suo piccolo star bene determini lo star male di molti. ([[Primo Mazzolari]])
*Ogni movimento rivoluzionario è romantico, per definizione. ([[Antonio Gramsci]])
*Ogni opinione rivoluzionaria attinge parte della sua forza alla segreta certezza che nulla può essere cambiato. ([[George Orwell]])
*Ogni rivoluzione che possa dirsi tale ha tre componenti principali: un atteggiamento specifico verso il mondo, un programma per trasformarlo in modo essenziale e una fiducia incrollabile che questo programma si possa realizzare: una visione del mondo, un programma e una fede. ([[Donald Fleming (storico)|Donald Fleming]])
*Ogni rivoluzione vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. ([[Ilan Pappé]])
*Per fare una rivoluzione ci vogliono due cose: qualcuno o qualcosa contro cui rivoltarsi e qualcuno che si presenti e faccia la rivoluzione. ([[Woody Allen]])
*Poche cose come la [[meditazione]], la [[riflessione]], il [[pensiero]] profondo possono innescare rivoluzioni. ([[Tomaso Montanari]])
*Possono passare secoli in cui un sistema iniquo riesce a farsi accettare, magari anche a creare consenso, e poi esplode. Non c’è motivo di pensare che questo [[capitalismo]] disgraziato stia per finire, ma non c'è nemmeno certezza che un giorno la Rivoluzione non arrivi. ([[Alessandro Barbero]])
*Prima di [[Thomas Hobbes|Hobbes]], ossia prima dell'inizio dell'età moderna, le rivoluzioni si presentavano essenzialmente come ''restaurazioni'' di un ordine preesistente, che nel tempo si sarebbe andato corrompendo. ([[Massimo Corsale]])
*Prima di pensare di rivoluzionare le masse, bisogna essere sicuri di aver rivoluzionato noi stessi. ([[Bruno Misefari]])
*Qualcuno era comunista perché la rivoluzione, oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente. ([[Giorgio Gaber]])
*Quando le classi dominanti non possono più governare alla vecchia maniera, e le classi dominate non vogliono più vivere allo stesso modo, allora nasce la situazione rivoluzionaria. ([[György Lukács]])
*Quando voi fa' la rivoluzione, l'urtima 'osa che devi fa' è mettetti contro l'esercito. ([[Marco Malvaldi]])
*Quante volte mi è capitato di sentire che nelle fasi di trasformazione sociale la violenza non soltanto è legittima, ma necessaria! È un fatto che durante le rivoluzioni sia quasi impossibile evitare spargimenti di sangue, ma ritenere la violenza un metodo universale di soluzione dei problemi, farvi ricorso in nome del conseguimento di «nobili» scopi, praticando una volta di più lo sterminio di un popolo, è disumano. ([[Michail Gorbačëv]])
*Rivoluzione? Rivoluzione? Per favore, non parlarmi tu di rivoluzione. Io so benissimo cosa sono e come cominciano: c'e qualcuno che sa leggere i libri che va da quelli che non sanno leggere i libri, che poi sono i poveracci, e gli dice: "Oh, oh, è venuto il momento di cambiare tutto" [...] Io so quello che dico, ci son cresciuto in mezzo, alle rivoluzioni. Quelli che leggono i libri vanno da quelli che non leggono i libri, i poveracci, e gli dicono: "Qui ci vuole un cambiamento!" e la povera gente fa il cambiamento. E poi i più furbi di quelli che leggono i libri si siedono intorno a un tavolo, e parlano, parlano, e mangiano. Parlano e mangiano! E intanto che fine ha fatto la povera gente? Tutti morti! Ecco la tua rivoluzione! Quindi per favore, non parlarmi più di rivoluzione... E porca troia, lo sai che succede dopo? Niente... tutto torna come prima! (''[[Giù la testa]]'')
*Se l'esattore delle tasse, o qualunque altro pubblico ufficiale, mi chiede, come qualcuno ha fatto, «ma cosa devo fare?», la mia risposta è: «Se vuoi veramente fare qualcosa, dai le dimissioni». Quando il cittadino si rifiuta di obbedire, e l'ufficiale dà le dimissioni dal suo incarico, allora la rivoluzione è compiuta. ([[Henry David Thoreau]])
*Se la Rivoluzione non avrà successo, sarà perché tu e i tuoi seguaci vi sarete spaventati della vostra stessa brutalità. ([[John Gardner]], ''L'orco'')
*Se non posso ballare, allora non è la mia rivoluzione! ([[Emma Goldman]])
*Si crede che la rivoluzione sia un mutamento che sovverte completamente ogni cosa. Ma l'ideologia della rivoluzione politica non cambierà mai altro che le apparenze. Ci sarà violenza, il potere passerà da un partito all'altro, ma quando il fumo si dissiperà e i corpi di tutti i morti saranno sotterrati, la situazione sarà essenzialmente quale era prima: ci sarà una minoranza di uomini forti al potere che sfrutterà tutti gli altri per i propri fini. Ci sarà la stessa avidità, crudeltà, lussuria, ambizione, avarizia ed ipocrisia come prima. ([[Thomas Merton]])
*Si sa che i rivoluzionari sono più formalisti dei conservatori. ([[Italo Calvino]])
*Sono figlie di idee e di sentimenti prima che di interessi. ([[Luigi Sturzo]])
*Tanto per la produzione in massa di questa coscienza comunista quanto per il successo della cosa stessa è necessario una trasformazione in massa degli uomini, che può avvenire soltanto in un movimento pratico, in una rivoluzione; che quindi la rivoluzione non è necessaria soltanto perché‚ la classe dominante non può essere abbattuta in nessun'altra maniera, ma anche perché‚ la classe che l'abbatte può riuscire solo in una rivoluzione a levarsi di dosso tutto il vecchio sudiciume e a diventare capace di fondare su basi nuove la società. ([[Karl Marx]] - [[Friedrich Engels]])
*Tutte le civiltà di tanto in tanto diventano una crosta sottile su un vulcano di rivoluzione. ([[Havelock Ellis]])
*Una cosa è vincere una rivoluzione e tutt'altra è controllarne le conseguenze. ([[John Perry Barlow]])
*Una rivoluzione è certamente la cosa più [[Autorità|autoritaria]] che ci sia: è l'atto per il quale una parte della popolazione impone la sua volontà all'altra parte per mezzo di fucili, baionette e cannoni; mezzi autoritari, se ce ne sono; e il partito vittorioso, se non vuole aver combattuto invano, deve continuare questo dominio col terrore che le sue armi inspirano ai reazionari. ([[Friedrich Engels]])
*Una rivoluzione è solamente un rivolgimento sociale: non cambia nulla di fondamentale. Che cosa è in fondo una rivoluzione? C'è un crescente squilibrio di classi o gruppi, il centro di gravità si sposta, la rozza zattera si capovolge, e predomina un aspetto nuovo della sostanza vecchia. Non c'è altro in una rivoluzione. ([[H. G. Wells]])
*Una rivoluzione improvvisa in un giorno più idee di quante trent'anni di veglia non siano in grado di cavare dal cervello di mille [[pensatore|pensatori]]. ([[Louis-Auguste Blanqui]])
*Una rivoluzione non è un evento, una presa del potere, ma un cambiamento profondo che procede per lungo tempo e alla fine arriva in porto. ([[Valerio Pocar]])
*Una rivoluzione senza un ballo è una rivoluzione che non vale la pena di fare. (''[[V per Vendetta]]'')
*Una rivoluzione significa giustizia per tutti. Una rivoluzione è contro ogni tipo di ingiustizia. Una rivoluzione significa correzione e riforma. Un rivoluzionario non sposta l'ingiustizia da un punto all'altro. Egli elimina l'ingiustizia da se stesso e dagli altri. Questo è un rivoluzionario. ([[Hafiz al-Asad]])
*Vero egli è, che le rivoluzioni sono iniziate dalle minoranze; ma le rivoluzioni cadono miseramente, se non sono accettate e ordinate dalle maggioranze. ([[Giuseppe La Farina]])
*Vuoi che faccia la rivoluzione anch'io? Se vuoi la faccio, ma poi guarda che agli altri non resta più niente da fare! (''[[Dylan Dog]]'')
===[[Fidel Castro]]===
*Il processo rivoluzionario è intrinsecamente il miglior programma di sanità pubblica possibile.
*Il rivoluzionario crede nell'uomo, negli esseri umani. Chi non crede nell'essere umano, non è rivoluzionario.
*La morte di un combattente non è motivo di lutto se crediamo, come abbiamo creduto sempre, come ha creduto il nostro popolo e come hanno creduto i rivoluzionari in ogni epoca, che nessun uomo vero, nessuno rivoluzionario vero, muore invano.
===[[Vincenzo Gioberti]]===
*I grandi intelletti cominciano talvolta le rivoluzioni, i mediocri le spingono al colmo, i sommi le chiudono.
*Le rivoluzioni rovinano sempre, quando il moto incominciato saviamente da pochi cade alle mani dei molti, che in prova ne alterano l'indirizzo per ambizione o lo falsano per ignoranza, stante che i suoi princìpi non furono opera loro.
*{{NDR|Le rivoluzioni}} sono bensì un rimedio necessario talvolta ma sempre doloroso, e costano specialmente alle classi misere, perché ogni rivoluzione violenta, eziandio che abbia esito felice, è un macello dei poveri e un'ecatombe della plebe.
===[[Che Guevara]]===
*Dicono che noi rivoluzionari siamo romantici. Sì, è vero, ma lo siamo in modo diverso, siamo di quelli disposti a dare la vita per quello in cui crediamo.
*Il guerrigliero è un riformatore sociale, il quale impugna le armi per rispondere all'irata protesta del popolo contro l'oppressore e lotta per cambiare il regime sociale colpevole di tenere i suoi fratelli inermi nell'ombra e nella miseria.
*In una rivoluzione si vince o si muore.
*La rivoluzione si fa attraverso l'uomo, ma l'uomo deve forgiare giorno per giorno il suo spirito rivoluzionario.
*La vera rivoluzione dobbiamo cominciare a farla dentro di noi.
===[[Lenin]]===
*{{NDR|Sull'armistizio del 1917}} Abbiamo alzato ora la bandiera bianca della resa; innalzeremo più tardi, su tutto il mondo, la bandiera rossa della nostra rivoluzione.
*Colui che attende una rivoluzione sociale pura non la vedrà mai; egli è un rivoluzionario a parole che non capisce la vera rivoluzione.
*L'ora della rivoluzione differisce dalle ore abituali, comuni, dalle ore che preparano la storia, appunto perché lo stato d'animo, l'effervescenza, la convinzione delle masse devono tradursi e si traducono in azione.
*La rivoluzione è la festa degli oppressi e degli sfruttati.
*Nello stesso modo che una svolta nella vita di un qualunque individuo è, per lui, piena di ammaestramenti e gli fa vivere e sentire molte cose, così la rivoluzione dà in poco tempo a tutto il popolo gli insegnamenti più sostanziali e preziosi.
*Senza teoria rivoluzionaria non vi può essere movimento rivoluzionario.
===[[Leo Longanesi]]===
*Noi [[italiani]] vorremmo fare la rivoluzione col permesso dei [[carabinieri]].
*Tutte le rivoluzioni cominciano per strada e finiscono a tavola.
*Un'idea che non trova posto a sedere è capace di fare la rivoluzione.
===''[[I professionisti]]''===
*La rivoluzione è sempre una, sempre la stessa: sono i buoni contro i cattivi. C'è solo un dubbio: quali sono i buoni.
*– Per me la rivoluzione è come una grande avventura d'amore. Al principio sembra una dea, una causa santa, ma come tutti gli amori ha un terribile nemico.<br>– È il tempo.<br>– E allora uno la vede com'è. La rivoluzione non è una dea, è una baldracca: non è mai stata pura, mai santa, mai perfetta. Allora uno scappa, in cerca di un'altra amante, di un'altra causa, e si sporca negli amori più sordidi: piacere, non amore; passione, ma senza sentimento. Senza l'amore e senza una causa, noi non siamo niente! Noi restiamo perché crediamo e scappiamo quando siamo delusi, e torniamo quando siamo perduti, e moriamo perché abbiamo promesso.
*– Quelli sono morti per l'ideale.<br>– La rivoluzione? Tanto appena i morti sono sotterrati, vengono a galla i politicanti. E allora si capisce tutto: che era inutile.
===[[Joseph Roth]]===
*Come gli ebrei, che si voltano sempre a oriente quando pregano, i rivoluzionari andavano sempre verso destra quando cominciavano a esercitare un'attività pubblica.
*E, simili a due giovanotti di mondo, parlarono di cravatte, cappelli, giacche a doppio petto e a un petto, come se non ci fosse la guerra e come se non fossero lì per aspettare la rivoluzione.
*La rivoluzione restava sempre a sinistra, solo i suoi rappresentanti si spostavano sempre a destra.
==[[Proverbi italiani]]==
*Dove il fuoco è nella testa, i pensieri san di bruciaticcio.
*La guerra civile è la rovina del paese e degli abitanti.
*Quando Dio vuol punire un popolo, gli manda una rivoluzione.
*Quando fa gran vento, il fango è portato in alto.
*Quando un trono cade, s'alza molta polvere.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Reazione (politica)]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Rivoluzioni| ]]
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Madagascar (film)
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{{Film
|titoloitaliano=Madagascar
|titolooriginale=Madagascar
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|genere=animazione
|regista=[[Eric Darnell]], [[Tom McGrath]]
|sceneggiatore=[[Mark Burton]], [[Billy Frolick]], [[Eric Darnell]], [[Tom McGrath]]
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*[[Ben Stiller]]: Alex il leone
*[[Chris Rock]]: Marty la zebra
*[[David Schwimmer]]: Melman la giraffa
*[[Jada Pinkett Smith]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Sacha Baron Cohen]]: Re Julien, lemure
*[[Cedric the Entertainer]]: Maurice, lemure
*[[Andy Richter]]: Mort, lemure
*[[Tom McGrath]]: Skipper, pinguino
*[[Elisa Gabrielli]]: Nana la vecchietta
|doppiatoriitaliani=
*[[Ale e Franz|Ale]]: Alex il leone
*[[Ale e Franz|Franz]]: Marty la zebra
*[[Fabio De Luigi]]: Melman la giraffa
*[[Michelle Hunziker]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Oreste Baldini]]: Re Julien, lemure
*[[Roberto Draghetti]]: Maurice, lemure
*[[Massimiliano Alto]]: Mortino, lemure
*[[Luigi Ferraro]]: Skipper, pinguino
*[[Cristina Grado]]: Nana la vecchietta
|note=
'''Musiche''': [[Hans Zimmer]]
}}
'''''Madagascar''''', film d'animazione del 2005 prodotto dalla DreamWorks.
==Frasi==
<!--NON SCRIVETE ALTRE CITAZIONI, SONO SOLO QUESTE QUELLE SIGNIFICATIVE-->
*Quando la [[zebra]] sogna non vuole rogna. ('''Marty''')
*Sono a metà della mia vita e non so ancora se sono nero a strisce bianche o bianco a strisce nere! ('''Marty''')
*C'è una conferenza sull'anarchia sociale al Lincoln Center. Certo che ci andiamo! Gli tiriamo la popò addosso. ('''Mason''')
*Il drammatico incidente avvenuto ieri sera alla stazione centrale è un esempio di ciò che gli animalisti gridano da anni a tutti: gli animali non devono vivere in cattività. Ora verranno riportati nei loro habitat naturali, dove potranno vivere la vita libera che evidentemente desiderano. ('''Giornalista''')
*Anche io credevo di conoscerti! Lo sai Marty? Quelle tue strisce bianche nere si annullano a vicenda! ('''Alex''')
*Eh, siamo qui... Ma esattamente, dov'è qui? San Diego: bianche spiagge sabbiose, ambiente simil-finto naturale, spazi aperti personalizzati! Siamo in California e questo è lo zoo di San Diego! Con tanto di rocce finte... Uao! Questa sembra vera... ('''Melman''') {{NDR|appena sbarcati in Madagascar}}
*Ho appena riscontrato ventisei violazioni del codice sanitario... ventisette! ('''Melman''')
*Quell'Alex... non so... ha qualcosa che mi fa venire i brivididabadibidi! ('''Maurice''')
*Se lui è il Re, dov'è la sua corona? Io ce l'ho una corona, una corona molto bella, ce l'ho qui, sulla testa: guardala! Che ce l'ho sulla testa? ('''Re Julien''', rivolto a Maurice) {{NDR|Riferito a Alex}}
*La festa è finita, Julien! Il tuo brillante piano è fallito! {{NDR|A Marty, Melman e Gloria riguardo alla natura selvaggia di Alex}} Il vostro amico è quello che si dice una macchina per cacciare e sbranare modello deluxe e mangia bistecche... cioè voi. ('''Maurice''')
*Marty... Mi dispiace, Marty... {{NDR|si mette le zampe sulla testa}} Ma che cosa mi sta succedendo?? {{NDR|sente gli artigli}} Aaaahhh!!! Oh no! Ma che cosa ho fatto?? È vero... sono un mostro! Devo andarmene di qui... ('''Alex''') {{NDR|risvegliatosi dall'ipnosi della fame}}
*Bye bye banda! Ci vediamo! E se non ci vediamo, accendi la luce! ('''Re Julien''')
*Magari a volte è un tipo un po' mordace, e credetemi, {{NDR|mostra un cerotto sul sedere}} io lo so bene! Ma questo leone, mi ha dimostrato che il suo cuore è più grande dello stomaco! ('''Marty''') {{NDR|descrivendo il suo amico Alex}}
==Dialoghi==
<!--NON SCRIVETE ALTRE CITAZIONI, SONO SOLO QUESTE QUELLE SIGNIFICATIVE-->
*'''Alex''': È un altro gran giorno nella Grande Mela!<br/>'''Melman''': Uha, non per me... io mi do malato.<br/>'''Alex''': Come?<br/>'''Melman''': Ho scoperto un'altra macchia marrone sulla spalla... È qui, è qui, proprio qui!<br/>'''Alex''': Melman, tu la macchia ce l'hai nella testa!
*'''Skipper''': Tu! Quadrupede, ''sprechen Sie'' come me?<br/>'''Marty''': Io ''sprechen''?<br/>'''Skipper''': Che continente è questo?<br/>'''Marty''': Manhattan!<br/>'''Skipper''': Corpo di bacco! Siamo ancora a New York! Annullare, annullare! Immersione, immersione, immersione!<br/>'''Marty''': Ehi, ehi, ehi! Torna qua, aspetta un attimo! Che cosa state facendo, ragazzi?<br/>'''Soldato''': Un tunnel per l'[[Antartide]]!<br/>'''Marty''': Antarti-che?<br/>'''Skipper''': Sai tenere un segreto, amico bicromatico? Hai mai visto dei [[pinguino|pinguini]] passeggiare per le strade di New York City? Certo che no. Non è il nostro posto, questo, non è il nostro habitat. Questa è una specie di pazzesca trappola infernale! Noi ce ne andiamo negli spazi sterminati dell'Antartide: nella natura!<br/>'''Marty''': Nella natura? Tu dici che ci si può andare davvero? È fantastico! Ehi, aspetta! Dov'è questo posto? Dimmi dov'è!<br/>'''Skipper''': Tu non hai visto niente...
*'''Alex, Gloria e Melman''': Tanti [[Auguri di compleanno dai film|auguri]] a te, in uno zoo vivi tu... Assomigli a una scimmia, maaaa puzzi anche di più!<br/>'''Mason''': Ma dico!
*'''Marty''': Perché i pinguini possono andarsene e io no?<br/>'''Alex''': Marty, i pinguini sono psicopatici!
*'''Alex''': Marty, andiamo, cosa vuoi che ci possa offrire il Connecticut?<br/>'''Melman''': [[Toxoplasmosi]].<br/>'''Alex''': Grazie, Melman.
*'''Marty''': Staremo alla grande!<br/>'''Alex''': No, Marty! Non staremo alla grande! E adesso per colpa tua, siamo fregati!<br/>'''Marty''': Per colpa mia, non vedo proprio come possa essere colpa mia!<br/>'''Gloria''': Scherzi, vero Marty?<br/>'''Alex''': Tu hai fatto incavolare i sapiens! L'hai morsa la mano, Marty! La mano che ti nutriva! "Io non so chi sono! Io non so chi sono! Devo ritrovare me stesso nella natura!" Ah, per favore!<br/>'''Marty''': Ehi, ehi! Non mi sembra di essere stato io a chiedervi di seguirmi, mi sbaglio?<br/>'''Melman''': Su questo ha ragione!<br />'''Alex''': Cosa? <br />'''Melman''': Io l'avevo detto di restare allo zoo! Ma voi, invece...<br/>'''Alex''': Melman, sta' zitto! Sei tu che l'hai fatto venire questa idea!<br>'''Gloria''': Alex, Melman non c'entra in questa storia.<br/>'''Melman''': Grazie, Gloria, e poi, Alex, non è colpa mia se ci trasferiscono!<br/>'''Gloria''': Melman, piantala. Nessuno di voi ha la nausea?<br/>'''Melman''': Io ho la nausea!<br/>'''Alex''': Melman, tu ce l'hai sempre la nausea.
*'''Skipper''': Facciamo il punto. <br/>'''Kowalski''': È un vecchio codice, Skipper. Non riesco a decifrarlo.<br/>'''Skipper''': Tu, mammifero evoluto. Tu, sai leggere?<br/>'''Mason''': No, Phil sa leggere però. Phil? <br/>{{NDR|Con i gesti}} '''Phil''': Nave per Kenya, parco naturale, riserva, Africa!<br/>'''Skipper''': Africa? Qui la cosa non quaglia. Rico!
*'''Alex''': {{NDR|mentre prende a calci la cassa in cui è rinchiuso}} Ero una star nella città più bella del mondo! Ero un re adorato da migliaia di fan, e tu {{NDR|Marty}} hai rovinato tutto! {{NDR|tira una testata alla cassa di Marty}}<br>'''Marty''': Adorato?!? Se i tuoi fan ti adoravano, è solo perché non ti conoscevano per quello che sei! {{NDR|tira una testata alla cassa di Alex}}<br>'''Gloria''': Non fatemi venire lì o altrimenti vi sculaccio tutti e due!<br>'''Alex''': Bè, anch'io credevo di conoscerti! Lo sai, Marty? Con le tue strisce bianche e nere si annullano a vicenda! {{NDR|tira una serie di testate alla cassa di Marty}}
*'''Maurice''': Se ci fossero ''sapiens'' vivi, questa non sarebbe più natura, no?<br/>'''Alex''': Aspetta un attimo, coso... peloso, vuoi dire cioè vivere in una capanna di fango e pulirsi il sedere con una... foglia? Intendi... questo?<br/>'''Re Julien''' E chi si pulisce?
*'''Marty''': Ehi! Una latrina! Ottimo lavoro, Melman. Idraulica l'aperto!<br/>'''Alex''': No, non è una latrina! È una tomba! Hai mandato Melman nella tomba! Sei contento?<br/>'''Marty''': Ma dai! Questa non è la fine! Questo è un nuovo inizio! Forse è la cosa migliore che ci sia mai capitata!<br/>'''Alex''': No, no, no, no, no no no, no, no, no! Non è la cosa migliore che ci sia mai capitata!<br/>'''Melman''': Già! Hai rivelato il tuo desiderio di compleanno e hai portato sfortuna a tutti! Perché ci hai rivelato! Non si deve mai farlo!<br/>'''Marty''': Io non volevo dirvi questo! Ricordi? Siete stati voi a insistermi!<br/>'''Melman''': Bè, si certo!
*'''Marty''': Chi è?<br/>'''Alex''': Pizza a domicilio! Chi diavolo dovrebbe essere?<br/>'''Marty''': Serve qualcosa?<br/>'''Alex''': C'è posto nella metà divertente?<br/>'''Marty''': Come hai detto?<br/>'''Alex''': Mi sono comportato male, Marty! Ma ho ripensato di quello che mi hai detto e ti chiedo scusa!
*'''Re Julien''': Benvenuti in [[Madagascar]]!<br/>'''Marty''': Madaga-che?<br/>'''Re Julien''': Non "Madagaché". Madagascar!
*'''Marty''': Scusami... Mi stai mordendo le chiappe!<br>'''Alex''': {{NDR|con i denti sul didietro di Marty}} No no...<br>'''Marty''': Sì invece!<br>{{NDR|Alex si riprende dall'ipnosi della fame e si accorge che stava davvero mordendo il sedere di Marty, dunque si stacca e si pulisce la lingua}}<br>'''Gloria''': Alex! Che cos'hai fatto??<br>'''Marty''': Mi hai morso una chiappa!<br>'''Alex''': No non l'ho fatto... L'ho fatto??<br>'''Melman''': Beh, effettivamente...<br>'''Marty''': Mi ha morso una chiappa! Ma che diavolo ti è preso??<br>'''Alex''': Ehm... io... Ehm...<br>'''Marty''': Perché mi hai morso??<br>'''Maurice''': Amico... Perché tu sei la sua cena!<br>'''Marty''': Cosa??<br>'''Gloria''': Come hai detto??<br>'''Melman''': Che scemenza...<br>'''Re Julien''': Suvvia, Maurice, che cosa vuoi che sia un semplice [[morso]] sulle chiappe tra amici? Dài, dammi un morsetto.<br>'''Maurice''': La festa è finita, Julien: il tuo brillante piano è fallito!<br>'''Marty''': Ma di che cosa state parlando?<br>'''Maurice''': Il nostro amico {{NDR|Alex}} è quello che si dice ''una macchina per scacciare e sbranare modello Deluxe'', e mangia bistecche... cioè voi!<br>'''Gloria''': Ma piantala!<br>'''Re Julien''': D'accordo, concordo Maurice... Lo ammetto: il piano è fallito! Tutto è perduto, siamo tutti spacciati! I fossa torneranno e ci divoreranno con le loro fauci! Perché... siamo tutti bistecche!<br/>'''Mortino''': Io sono bistecca! Io io io io io!<br>'''Maurice''': Il signor Alex non può più stare qui, deve andare con i suoi simili, nella parte dell'isola dove ci sono i fossa!<br>'''Re Julien''': Per il potere di cui sono investito dalla legge della giungla, bla bla bla bla bla bla... Vattene!<br>{{NDR|Nel frattempo Alex viene nuovamente assalito dall'ipnosi della fame e vede tutti quanti, i lemuri e i suoi tre amici, come se fossero bistecche}}<br>'''Marty''': Eddai... Ti sembro forse una bistecca io?<br>'''Alex''': Sì...<br>'''Marty''': Visto? Lo avevo detto che non sembr... Aspetta, aspetta, che hai detto??<br>'''Alex''': Oh sì... {{NDR|inizia a ruggire}}<br>'''Mortino''': Sta diventando feroce...<br>'''Re Julien''': Si salvi chi può!!<br>{{NDR|Tutti si danno alla fuga}}<br/>'''Gloria''': Marty, scappa!<br/>{{NDR|Alex lo insegue affamato con la sigla del National Geographic in sottofondo, quando Maurice lo ferma tirandogli un mango in testa}}<br/>'''Re Julien''': Centro perfetto, Maurice!
*'''Marty''': Che cosa ho fatto... Questo è un incubo! Ed è tutta colpa mia... Per colpa mia abbiamo perso Alex...<br>'''Melman''': Ma... Ma che... Che cosa facciamo??<br>'''Gloria''': Dobbiamo trovare il modo di aiutarlo, ecco cosa faremo! Insomma, siamo newyorkesi, giusto?<br>'''Marty''': Sì!<br>'''Gloria''': Siamo tosti! Siamo duri!<br>'''Marty''': Sì!<br>'''Gloria''': Siamo adattati!<br>'''Marty''': Sì!!<br>'''Gloria''': E non ci arrenderemo come se fosse un branco di melma qualunque!!<br>'''Melman''': No, infatti no!!
*'''Gloria''': Voi?! Ma dove sono i ''sapiens''?<br />'''Skipper''': Li abbiamo uccisi per mangiargli il fegato. {{NDR|Melman e Gloria guardano i pinguini con un'espressione stupefatta e inorridita}} Ci sei cascata, vero? Scherzavo, bambola, stanno tutti bene, sono su una zattera diretta in Cina. Ehi, io vi conosco. Dove sono il leone psicopatico e il nostro amico bicromatico?<br>'''Melman''': Marty? È qui che... {{NDR|si gira ma vede che Marty non c'è}} Dov'è andato? Era dietro di noi!<br>'''Gloria''': Aaahhh! È andato a prendere Alex, così si farà ammazzare!<br>'''Skipper''' {{NDR|rivolgendosi agli altri pinguini}}: Bene ragazzi, il nostro amico bicromatico è in pericolo: abbiamo una missione da svolgere. Diario di bordo, {{NDR|Soldato prende il blocco note e inizia ad appuntare}} ci inoltriamo in un ambiente ostile. Kowalski, dobbiamo conquistare la fiducia degli indigeni. Rico, ci serve un equipaggiamento tecnico speciale, dovremo affrontare pericoli estremi. Soldato forse non sopravviverà... {{NDR|Soldato spezza la punta della matita per la paura}}
*'''Marty''': Alex! Alex!<br>'''Alex''': Marty?!<br>'''Marty''': Torna in te, Alex. La nave è qui, dobbiamo andarcene! Possiamo tornare alla civiltà e tutto sarà esattamente com'era prima!<br>'''Alex''': Stammi lontano... Ti prego... Io sono un mostro!<br>'''Marty''': Alex non sei un mostro, sei mio amico! Siamo una squadra: io e te, ricordi?<br>'''Alex''': {{NDR|gli molla una zampata per convincerlo ad andarsene}} Non ti voglio fare del male! {{NDR|si allontana}}<br>'''Marty''': {{NDR|si avvicina ancora}} Alex... Non me ne vado senza di te! {{NDR|Alex si mette a piangere}} Alex... Sto pensando a una canzone... È una canzone stupenda, sono certo che la conosci! {{NDR|inizia ad intonare ''New York, New York'' di Frank Sinatra}} ''Start spreading the news / I'm leaving today / I want to be a part of it...'' Dai, lo so che sai le parole... Due paroline! Su, avanti, non farmela cantare da solo... Non vorrai mica farmela cantare da solo, no? {{NDR|arrivano i fossa che tentano di attaccarlo}} Alex... Puoi venire qui un momento?? Ehi Alex... Mi dai una mano?? {{NDR|viene accerchiato}} Aiutami!! Alex!! {{NDR|inizia a fuggire}} Aiuto!!!
*'''Marty''': Bè, che ne pensate, ragazzi? Ce ne torniamo a New York?<br>'''Alex''': Non lo so, Marty! Questo è il tuo sogno! Sicuro di volertene andare?<br>'''Marty''': Non m'interessa dove siamo. Finché siamo insieme, qualsiasi posto va bene!
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Soldato''': Ehi, Skipper... non dovremmo dirgli che la nave ha finito il carburante?<br/>'''Skipper''': Nah... fate un bel sorriso, ragazzi! Un bel sorriso...
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Madagascar}}
[[Categoria:Film commedia]]
[[Categoria:Film d'animazione]]
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Gianni Agnelli
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[[File:Gianni Agnelli 01.jpg|thumb|Gianni Agnelli nel 1986]]
'''Giovanni Agnelli''', detto '''Gianni''' (1921 – 2003), imprenditore italiano.
==Citazioni di Gianni Agnelli==
*Al [[Stadio delle Alpi|Delle Alpi]] [...] è come giocare sempre fuori casa.<ref>Citato in Fabio Vergnano, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0031/articleid,0589_01_1997_0080_0039_8081686/ Agnelli: il Comunale, casa Juve]'', ''La Stampa'', 22 marzo 1997, p. 31.</ref>
*Avere [[Michel Platini|Platini]] in squadra era come avere una credit card sempre a portata di mano.<ref>Citato in [[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', ''Dalai Editore'', 1992, p. 23, ISBN 88-8598-826-2</ref>
*[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è un leader al quale manca il senso dell'equilibrio.<ref>Citato in [[Maurizio Crosetti]], ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/03/05/quella-caldissima-estate-miliardaria.html Quella caldissima estate miliardaria]'', ''la Repubblica'', 5 marzo 1994.</ref>
*{{NDR|Su [[Mario Schimberni]], amministratore delegato di Montedison, dopo la scalata data da quest'ultima alla compagnia di assicurazioni La Fondiaria: 1986}} Bi-Invest ''humanum'', Fondiaria ''diabolicum''.<ref>Da ''Questi anni alla Fiat'', cap. 11.</ref>
*[[Giampiero Boniperti|Boniperti]] ha costruito la [[Juventus Football Club|Juve]] dei '70 e degli '80 come [Ferruccio] Novo edificò il [[Grande Torino]], pezzo su pezzo, un [[Claudio Gentile|Gentile]] qui, un [[Marco Tardelli|Tardelli]] là. Non con il piglio onnivoro, urlato, di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] dalla fine degli Anni 80 in poi.<ref>Citato in Guido Vaciago, ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2013/01/24-241238/L%E2%80%99Avvocato+era+avanti%3A+twittava+gi%C3%A0+50+anni+fa...?print L'Avvocato era avanti: twittava già 50 anni fa...]'', ''tuttosport.com'', 24 gennaio 2013.</ref>
*Oggi il rosso va di moda... anche in politica, mi sembra. {{NDR|Sulle vittorie della [[Scuderia Ferrari|Ferrari]] e di [[Luna rossa]] mentre erano al governo, per la prima volta, partiti post-comunisti}}.<ref> Dal servizio del ''TG1'' sulla presentazione della [[Ferrari F1-2000]], Raiuno, 2000; visibile su ''[https://www.tiktok.com/@archeovideotape/video/7550617081759272215 tiktok.com]''.</ref>
*Coi profitti a zero la crisi non si risolve ma si incancrenisce e può produrre il peggio. Noi abbiamo due sole prospettive: o uno scontro frontale per abbassare i salari o una serie di iniziative coraggiose e di rottura per eliminare i fenomeni piú intollerabili di spreco e d'inefficienza. È inutile dire che questa è la nostra scelta.<ref>Dall'intervista di [[Eugenio Scalfari]], ''La malattia: profitto zero'', ''L'espresso'' nº 47, 19 novembre 1972; citato in Ginsborg 1989, p. 449.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Benetton Formula]]}} Com'è possibile che gente che fa dei pullover sia meglio di noi a fare delle macchine di Formula 1?<ref>Citato in Alessandro Prada, ''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-news/il-momento-delicato-della-rossa-e-i-consigli-per-il-futuro-le-parole-di-alessandro-benetton Il momento delicato della Rossa e i consigli per il futuro: le parole di Alessandro Benetton]'', ''formulapassion.it'', 15 ottobre 2025.</ref>
*Come fai a dire che sei [[innamoramento|innamorata]]? Solo le [[cameriere]] si innamorano. Solo le cameriere, Galvano e te. È una cosa da riviste di terz'ordine.<ref>Citato in [[Susanna Agnelli]], ''Vestivamo alla marinara'', Mondadori, 1975, p. 125</ref>
*[[Ciriaco De Mita|De Mita]] [...] lo considero un tipico intellettuale del mezzogiorno, di quella formazione filosofica, di quella tradizione di pensiero tipica della [[Magna Grecia]].<ref>Dall'intervista di [[Giovanni Minoli]] a ''Mixer'', Raidue, 1984; visibile su ''[http://www.youtube.com/watch?v=LbGkYicmvlg youtube.com]''.</ref>
*Di [[stile Juventus]] parlano gli altri, non noi.<ref>Da Massimo Mucchetti, ''I patron'', ''Hurrà Juventus'' nº 3 (98), Juventus Football Club S.p.A., 3 marzo 1997.</ref>
*È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società.<ref>Dalla lettera aperta a [[Luciano Lama]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0033/articleid,0860_01_1991_0050_0029_25301407/ Agnelli risponde a Lama sulla Juve]'', ''La Stampa'', 6 marzo 1991, p. 33.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1996-1997]]}} È andata com'è andata. Era una Juve molle, troppo molle. Ha saputo reagire bene, ma poi ha preso un gol stupido che l'ha messa a terra. Riedle {{NDR|autore di una doppietta}} era stato scaricato dalle squadre italiane ma è sempre formidabile di testa.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0598_01_1997_0146_0003_8177604/anews,true/ L'Avvocato: messi ko da un gol stupido]'', ''La Stampa'', 29 maggio 1997, p. 3.</ref>
*[[Claudio Garella|Garella]] è il più forte portiere del mondo. Senza mani, però.<ref>Citato in Timothy Ormezzano, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/07/28/fare-miracoli-con-piedi.html Fare miracoli con i Piedi]'', ''la Repubblica'', 28 luglio 2010.</ref>
*[[John Elkann|John]] è giovane ma ha dimostrato di possedere notevoli capacità e doti morali.<ref>Al momento dell'ingresso di John Elkann nel consiglio d'amministrazione Fiat; citato in ''[http://www.repubblica.it/online/economia/luttoagnelli/erede/erede.html Yaki, l'erede dell'impero. Un Agnelli di nome Elkann]'', ''repubblica.it'', 24 gennaio 2003.</ref>
*{{NDR|Su [[Zdeněk Zeman]] nel 1998}} [...] è il nipote di Vycpalek. Vycpalek noi l'abbiamo salvato dalla Cecoslovacchia comunista e l'abbiamo riportato in [[Italia]]. Quindi anche il nipote ci dovrebbe avere la gratitudine. Zeman? No [lo prenderebbe come allenatore], perché non mi piace il suo modo di allenare la squadra.<ref>Citato su [http://www.youtube.com/watch?v=kWYbSaoVSmc youtube.com], 2 giugno 2010.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della Coppa dei Campioni 1982-1983]]}} I bianconeri giocano bene ma è sempre molto difficile contro quei tedeschi. Partire favoriti non porta mai fortuna: tutta Europa si aspettava la Juventus vittoriosa. Stein ha effettuato due grosse parate, specialmente su Bettega e Cabrini. Il gol è arrivato mentre le squadre si stavano studiando come fanno i pugili sul ring. Zoff non ha colpe sia per la fiducia che ho in lui che per l'abilità di Magath. Boniek? Ha alternato cose buone ad altre bizzarre mentre Platini lo avevamo visto meglio in altre occasioni. Rossi si giudica solo se fa gol e non ci è riuscito. Mi è piaciuto Brio.<ref>Citato in Bruno Bernardi, ''Agnelli: «Tutta Europa ci aspettava»'', ''La Stampa'', 26 maggio 1983, p. 22.</ref>
*I calciatori cattivi guadagnano sempre troppo, quelli buoni non guadagnano mai abbastanza.<ref name=Vaciago>Citato in Guido Vaciago, ''[https://www.tuttosport.com/amp/news/edicola/2021/03/11-79851610/gianni_agnelli_le_parole_che_ha_detto Gianni Agnelli, le parole che ha detto]'', ''tuttosport.com'', 11 marzo 2021.</ref>
*I patrimoni si ottengono solo per speculazione, accumulazione o successione, nel mio caso è stata una successione. Ma il problema è cosa se ne fa dei patrimoni: si possono gestire con responsabilità o senza responsabilità. Io di mio ci ho messo sempre la responsabilità. Non so se sarei diventato ricco e potente senza ereditare quel patrimonio, molto probabilmente no. A chi si è fatto da solo forse invidio il fatto di aver avuto una vita certamente più avventurosa e di maggiori rischi. Ma mi faccia pensare a cosa non invidio, cioè chi si è disfatto da solo... e ce ne sono, ce ne sono tantissimi.<ref name=Vaciago/>
*{{NDR|Nel 1986}} I risultati ottenuti dalla Juventus sono dovuti {{sic|sopratutto}} all'organizzazione, a un severissimo lavoro di ricerca e di selezione di talenti giovani più che a colpi di mercato audaci.<ref>Da [[Mario Sconcerti]], ''La Signora {{sic|ed}} io. Intervista a Gianni Agnelli'', ''la Repubblica'', 1986; citato in Marco La Villa, Mauro La Villa; ''Bianconeri. Juventus Story'', Eastern Canal, 2015 [2012], a 24m 30s e sqq.</ref>
*Il ministro del Lavoro di allora {{NDR|[[Carlo Donat-Cattin]]}} non concluse la trattativa con i metalmeccanici fino a quando io non acconsentii, dopo parecchie ore di resistenza, a riassumere in fabbrica un centinaio di operai che si erano resi responsabili di violenze. Ricordo che, ricattato da queste condizioni, accettai la riassunzione. E l'umiliazione non fu accettare, o subire, questa forma di ricatto, ma, tornato a Torino e presentatomi ai dirigenti della produzione delle fabbriche, comunicare loro che avevo ceduto e che dovevano riassumere questo centinaio di operai violenti. Quello fu l'inizio di dieci anni disastrosi di brutalità e di violenze in fabbrica, che venne corretto solo dopo più di tremila giorni.<ref>Citato in Sergio Zavoli, ''La notte della Repubblica'', Nuova Eri, Roma, 1992.</ref>
*{{NDR|Su [[Marcello Lippi]]}} Il più bel prodotto di Viareggio, dopo [[Stefania Sandrelli]].<ref>Citato in ''Tuttosport'', 8 gennaio 2009.</ref>
*Io considero di essere stato per il passato... non mi piace la parola «mecenate», infine un ''[[Tifoseria della Juventus Football Club|supporter]]'' della Juventus che ha avuto la possibilità d'aiutarla.<ref>Citato in Giancarlo Mancini, ''Il tempo e la storia'': episodio 4x53, ''[https://www.raiplay.it/video/2016/11/Il-tempo-e-la-Storia---La-famiglia-Agnelli-e-la-Juve-del-24112016-bf3bd4f5-b16a-4422-846e-40a23c7996c1.html La famiglia Agnelli e la Juve]'', con Giovanni De Luna, RAI Cultura, Rai 3, 24 novembre 2016, a 11 min 32 s. e sqq.</ref>
*Juventus vuol dire [[gioventù]]. Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.<ref>Citato in ''[https://www.juventus.com/it/news/articoli/123-anni-di-juve-123-anni-di-passione 123 anni di Juve. 123 anni di passione]'', ''juventus.com'', 1 novembre 2020.</ref>
*La Juve è per me l'amore di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d'amore.<ref name=juveamore>Citato in Guido Vaciago, ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2010/01/23-52315/%C2%ABJuve,+l%E2%80%99amore+di+una+vita%C2%BB «Juve, l'amore di una vita»]'', ''tuttosport.com'', 23 gennaio 2010.</ref>
*La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera [[J]] in qualche titolo. Subito penso alla Juve.<ref>Citato in [http://www.juventus.com/it/news/news/2016/22-luglio-1947--giovanni-agnelli-diventa-presidente-della-juventus.php ''22 luglio 1947: Giovanni Agnelli diventa Presidente della Juventus''], ''juventus.com'', 22 luglio 2016.</ref>
*La [[Juventus Football Club|Juventus]] rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago... e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni.<ref>Da un discorso disponibile su ''[http://www.youtube.com/watch?v=iZflNnPpnZE Grande Storia della Juventus: ''Quinquennio d'Oro'' (07:30 - 09:23)]'', ''youtube.com''.</ref>
*{{NDR|Nel 1972, sul futuro dell'[[automobile]] e della mobilità}} Le città antiche verranno conservate come centri storici, come musei, ma non saranno più abitate. Si abiterà nelle città nuove dove i problemi della circolazione saranno esaminati e risolti in partenza. A lunga scadenza, la proprietà dell'automobile sarà meno importante della sua utilizzazione. Non conta la gioia del possesso, ma il servizio. Se si considera il tempo durante il quale i cento milioni di macchine nel mondo sono ferme si giunge ad un fantastico investimento perso.<ref>Da un'intervista a ''Le Point''; citato in Gianluca Sepe, ''[https://www.formulapassion.it/automoto/mondoauto/agnelli-la-sua-idea-di-mobilita-50-anni-fa Agnelli, la sua idea di mobilità 50 anni fa]'', ''formulapassion.it'', 24 gennaio 2023.</ref>
*Le scorrettezze di [[Fernando Couto|Couto]] sono così solari, così facili e belle da fischiare, che se fossi un arbitro gli darei una medaglia.<ref>Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2113 p. 2113]. ISBN 8880898620</ref>
*Lo [[Campionato italiano di calcio|scudetto]] importante è sempre quello ancora da conquistare, non quello conquistato.<ref>Citato in Angelo Bozzolini, ''[https://www.raiplay.it/programmi/juventusprimoamore Juventus, primo amore]'', 2026 [2025]; anche noto come ''Juventus – Il decennio d'oro''.</ref>
*Nei momenti difficili, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi.<ref>Citato in ''[http://it.uefa.com/uefa/history/obituaries/newsid=50995.html Addio a Gianni Agnelli]'', ''uefa.com'', 24 gennaio 2003.</ref>
*{{NDR|Su Michel Platini}} Nella Juve nessuno è mai stato al suo livello e se in futuro ci sarà qualcuno che lo supererà lo ammetteremo a malincuore.<ref>Citato in Beppe di Corrado, ''[http://www.ilfoglio.it/soloqui/868 Anonimo straordinario]'', ''ilfoglio.it'', 23 marzo 2008.</ref>
*Noi in [[Fiat]] parliamo di regole per seguirle, non come tanti oggi che ne parlano per non seguirle. Mi hanno detto: "Ma lei è un caso speciale". Io ho risposto: "Guai a quell'azienda dove esistono casi speciali".<ref name=sinigaglia/>
*{{NDR|Sulla finale della Coppa dei Campioni 1982-1983}} Non è successo niente, questi tedeschi ci hanno insegnato a leggere e a scrivere.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/23/Agnelli_bacio_dal_tifoso_Una_co_8_960523732.shtml Agnelli, bacio dal tifoso "Una vittoria palpitante"]'', ''Corriere della Sera'', 23 maggio 1996.</ref>
*Non prenderemo più piccoletti: dalla tribuna non si vedono.<ref>Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2112 p. 2112]. ISBN 8880898620</ref>
*Ogni giovane d'Europa deve poter cominciare i suoi studi a [[Parigi]], continuarli a [[Londra]], completarli a [[Roma]] o Francoforte. Dobbiamo recuperare, in chiave moderna, l'eredità degli antichi "''[[clerici vagantes]]''".<ref>Dall'intervento all'Università di Bologna, 16 settembre 1988; citato in Stefania Tamburello, ''Mi piace il vento perché non si può comperare: Gianni Agnelli in parole sue'', ETAS, 2013 ISBN 978-88-58-64060-9, p. 32.</ref>
*[[Jean-Pierre Papin|Papin]] è un grandissimo giocatore, un bravo centrattacco e un uomo coraggioso, capace di mettere la testa dove gli altri non osano mettere il piede. Quanto a chiacchiere però...<ref>Citato in ''[http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=1447768 Agnelli: Schumacher è della Ferrari]'', ''La Stampa'', 11 agosto 1995, p. 23.</ref>
*{{NDR|Sul trionfo della Juventus nella [[Coppa Intercontinentale 1996 (calcio)|Coppa Intercontinentale 1996]]}} Penso che il trionfo a [[Tokyo]] sia il più bello di tutti. Più bello di quello contro l'Ajax. Nel calcio ci sono delle squadre con delle fasi di gioco o con delle individualità più brillianti, ma ci sono poche con la solidità e anche la regolarità della Juventus.
::''Je considère que la victoire de Tokyo est la plus belle de toutes. Plus belle que celle contre l'Ajax. Dans le {{sic|Calcio}}, je connais des équipes qui ont des phases de jeu ou des individualités plus brillantes, mais je n'en vois aucune qui est aussi solidaire et aussi régulière que la Juventus.''<ref>Citato da {{fr}} Rémy Lacombe, ''La Juventus n'en a jamais assez'', ''France Football'', n° 2643, 3-9 dicembre 1996, p. 5, ISSN 0015-9557.</ref>
*{{NDR|Nel 1975}} Per essere italiani nel mondo, dobbiamo essere europei in Italia.<ref name=sinigaglia>Citato in Alberto Sinigaglia, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0029/articleid,0181_01_2004_0011_0029_1296960/ L'Avvocato visto dall'Avvocato]'', ''La Stampa'', 12 gennaio 2004, p. 29.</ref>
*[...] Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che è sorta in un liceo di Torino e che ha finito per conquistare nove, dieci milioni di tifosi in Italia e, certo, altrettanti all'estero con un nome, una maglia e dei colori conosciuti in tutto il mondo.<ref>Da ''Grande Storia della Juventus'', ESPN Classic; visibile su ''[http://www.youtube.com/watch?v=OGG7EWvJH1k youtube.com]''.</ref>
*Quando Platini mi regalò uno dei suoi tre [[Pallone d'oro|Palloni d'Oro]], gli chiesi: ma è davvero tutto d'oro? Lui mi guardò sorridendo: e secondo lei, avvocato, se era tutto d'oro glielo regalavo?<ref name=juveamore/>
*{{NDR|Prima della [[finale della UEFA Champions League 1995-1996]] tra Ajax e Juventus}} Se loro sono una squadra di pittori fiamminghi, noi saremo dei piemontesi tosti.<ref>Citato in ''[http://www.juventus.com/site/ita/NEWS_newseventi_8071896C68864B47AD0D4FF6DE6AB2F1.asp Presentate le nuove maglie!]'', ''juventus.com'', 8 luglio 2009.</ref>
*Quando mi parlano della Juventus in ambiente di affari mi disturba moltissimo. Primo perché non sono lì per parlare di quello. Secondo perché la gente che arriva e parla di calcio crede di avere una certa intimità per la passione in comune per cui fanno delle richieste in affari. No, di calcio mi piace parlarne nel tempo libero.<ref name=Vaciago/>
*{{NDR|Sul [[Gran Premio d'Europa 1997]]}} [[Michael Schumacher|Schumacher]] non commette più di un errore all'anno. Quando ci casca, ne parla tutto il mondo. Questa è la sintesi. Ciò che è successo a Jerez è spaventoso. Il clamore si spiega. Ma di errore si tratta. {{NDR|«Ci tolga una curiosità, Avvocato: quando à accaduto quel disastro lei cos'ha fatto? Ha gridato come noi? È scattato dalla poltrona?»}} Semplicemente ho preso il telefono e ho chiamato Montezemolo. Luca, qui bisogna gestire questo episodio gravissimo, assumendoci le responsabilità. Sportivamente è una tragedia, per Schumacher, per la Ferrari... [...] Solo che quel testone di un tedesco ci ha messo 48 ore prima di capire e ammettere di aver sbagliato. Una frase non avrebbe mai dovuto dire a caldo: lo rifarei. Ma adesso la brutta faccenda è chiusa. E vorrei ricordare quanto Schumacher ha fatto in questa stagione in cui la Ferrari è tornata in avanguardia. A poco più di un quarto d'ora dalla fine eravamo campioni del mondo. Lui stava coronando i nostri sogni e i nostri sforzi. [...] Ho colto il senso vero del dramma nello scoramento dei tecnici, dei meccanici, di tutta quella gente della famiglia Ferrari, da Montezemolo all'ultimo arrivato, che ha lavorato giorno e notte, ha gioito, ha sperato e ha visto crollare tutto in un solo attimo. Avverto anch'io il loro dispiacere, lo capisco. Vorrei proprio che restassero integri i valori espressi dalla Ferrari in questa stagione.<ref>Dall'intervista di [[Candido Cannavò]], ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//1997/ottobre/31/Agnelli_racconta_Schumi_juve_2V_ga_0_9710312388.shtml Agnelli ci racconta Schumi e Juve a 2V]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 31 ottobre 1997.</ref>
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «Vinca la Juve o vinca il migliore?»}} Sono fortunato, spesso le due cose coincidono.<ref>Citato in ''[http://news2000.libero.it/agnelli/passioni/1188.jhtml Speciale Giovanni Agnelli: La "Signora" nel cuore]'', ''news2000.libero.it'', gennaio 2004.</ref>
*[[Torino]] ricorda le antiche città di guarnigione, i doveri stanno prima dei diritti, l’aria è fredda e la gente si sveglia presto e va a letto presto, l’antifascismo è una cosa seria, il lavoro anche e anche il profitto.<ref>Citato in [[Aldo Cazzullo]], ''La movida e i poliziotti. Torino ora somiglia all'Italia'', ''Corriere della Sera'', 25 giugno 2017, p. 29.</ref>
*Tre stranieri per me sono pochi, per me ci vuole la liberalizzazione totale. E poi in quello scenario mi piacerebbe che gli italiani siano talmente forti che uno sceglie loro.<ref name=Vaciago/>
*{{NDR|Su [[Pietro Rava]]}} Un simbolo della Juventus e uno degli uomini che ha fatto la storia bianconera.<ref>Citato in ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2006/novembre/09/Torino_saluta_Rava_ga_10_061109044.shtml Torino saluta Rava]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 9 novembre 2006.</ref>
*Una volta scendevano in piazza per protestare contro la Fiat, oggi perché [[Roberto Baggio|Baggio]] non vada alla Juve. Direi che il paese è migliorato.<ref>Citato in [[Emanuela Audisio]], ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/2017/02/13/news/il_campione_diverso_rimasto_tra_noi_con_la_sua_assenza-158175485/?ref=search Baggio, il campione diverso rimasto tra noi con la sua assenza]'', ''repubblica.it'', 13 febbraio 2017.</ref>
*Un giorno mi dissero che Maradona si allenava centrando la porta con un tiro da centrocampo. Andai al Comunale e lo dissi alla squadra, Platini non disse nulla ma chiese al magazziniere di aprire la porticina dello spogliatoio che stava al di là della pista d'atletica, si fece dare un pallone e da centrocampo lo spedì negli spogliatoi. Mi guardò sorridendo e se ne andò senza dire una parola.<ref name=juveamore/>
*Un uomo che non piange, non potrà mai fare grandi cose.<ref>Citato da Luca Pancalli in Silvia Galimberti, ''[http://www.gazzetta.it/Paralimpiadi/09-09-2012/trionfo-azzurro-28-medaglie-pancalli-commovente-912557493823.shtml Trionfo azzurro: 28 medaglie. Pancalli: "Commovente"]'', ''gazzetta.it'', 9 settembre 2012.</ref>
{{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0031/articleid,0643_01_1996_0133_0035_8765359/ Agnelli: "Le mie quattro finali in bianconero"]''|Intervista di [[Roberto Beccantini]], ''La Stampa'', 16 maggio 1996.}}
*[[Omar Sivori|Sivori]], lui non stravedeva per la Coppa [dei Campioni]. E difatti trovò il modo di ''marinare'' Vienna.<ref>Si riferisce alla partita Wiener Sportklub – Juventus 7-0 dell'edizione [[w:Coppa dei Campioni 1958-1959|1958-1959]].</ref>
*È più facile vincere la [[UEFA Champions League|Coppa]] che arrivare in finale.
*{{NDR|«Se Roberto Baggio è Raffaello e Del Piero Pinturicchio, [[Gianluca Vialli|Vialli]] chi è?»}} Mi faccia pensare. Direi il Michelangelo della Cappella Sistina. Lo scultore che sa trasformarsi in pittore.
*Non lo scriva, o se lo scrive, lo metta giù con garbo: [[Roberto Baggio]] è il più grande ''giocatorino'' che abbia conosciuto. Gli voglio bene.
*{{NDR|Su [[Silvio Berlusconi]]}} Si è abbattuto sul calcio trasformandolo da sport di città a spettacolo televisivo. Il suo Milan lo paragonerei agli Harlem Globetrotters, e lui al capo del Madison Square Garden. Donadoni è stato il primo ''pezzo'' che ci ha strappato. L'Atalanta era nostra assidua fornitrice da un sacco di tempo, e quello fu un segnale chiaro, un segno forte: di svolta drastica, di cambiamento radicale. Nulla, e nessuno, sarebbe rimasto come prima. Ciò premesso, ho applaudito e invidiato il suo Milan.
*[[Antonio Giraudo|Giraudo]] e [[Adriano Galliani|Galliani]] li giudico molto professionisti. [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], viceversa, era a modo suo un ''romantico''. [...] Un romantico prepotente, ecco.
*[[Gaetano Scirea|Scirea]] era più elegante. Non so se fosse, o sia, una qualità, ma non mi viene in mente una sua rudezza. [[Franco Baresi|Baresi]], invece, di botte ne ha date. Ma come guida la difesa – e talvolta, addirittura la squadra – non la guida nessuno. Formidabile.
*Non tutti gli italiani tifano per la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], mentre tutti gli italiani e il cinquanta per cento dei non italiani tifano [[Scuderia Ferrari|Ferrari]].
*Sono come [[Arrigo Sacchi|Sacchi]]: le prove, gli allenamenti, mi intrigano più delle gare vere e proprie.
*L'unica materia che noi italiani abbiamo divulgato, è stata il [[catenaccio]].
*[Il calcio di oggi mi piace] Meno di quello di ieri. Mi sembra più piatto, più grigio, più uniforme. Io vorrei cento [[George Weah|Weah]], non uno. E mille [[Éric Cantona|Cantona]]. Sono loro che scaldano il pubblico e fanno la differenza. Mi dicono, fra parentesi, che sia pure diventato saggio. Deve credermi: da un grandissimo ''mascalzone'' si potrà sempre ricavare un santo; ma da una mezza cartuccia, mai e poi mai un asso.
{{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0030/articleid,0599_01_1997_0151_0030_8187538/ Agnelli: Lippi scienziato del calcio]''|Intervista, ''La Stampa'', 3 giugno 1997.}}
*[Ho dato a [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] il soprannome Pinturicchio] Per l'estetica, per il modo di giocare. Lui è uno che lavora poco, ma i suoi gol sono sempre eccellenti.
*Chi vince sempre alla fine scoccia. Ma avrei gradito lo stesso.
*[[Roberto Bettega|Bettega]] aveva i capelli grigi quando giocava, oggi li ha bianchi. Avrebbe dovuto imparare a essere più prudente quando si parla di altri e di arbitri.<ref>Roberto Bettega si lamentò dell'arbitraggio di [[w:Sándor Puhl|Sándor Puhl]] nella finale della Coppa dei Campioni 1996-1997 Borussia Dortmund-Juventus a Monaco di Baviera, vinta dai tedeschi per 3-1.</ref>
*[Ho imparato a saper perdere] Presto, negli anni in cui ho avuto la fortuna di fare il militare. Chi ha visto Russia e Nord Africa, capisce che si può anche perdere.
*La Juve gli deve gratitudine. Oggi [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] è un ex centravanti di mezza età, onorevole, deputato europeo: un uomo diverso. Ma quando lo si nomina fa ancora paura. E questo mi fa piacere.
*[Tra [[Michel Platini|Platini]] e [[Diego Armando Maradona|Maradona]]] C'è soprattutto una differenza di qualità. Ma unico, il più grande è stato [[Pelé]].
*[[Marcello Lippi|Lippi]] è formidabile nel gestire gli uomini. E ha una parte scientifica nella preparazione fisica.
*{{NDR|«Juve, Ferrari, Fiat. A che cosa tiene di più?»}} Alla Fiat.
{{Int|1=Da ''[http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2003/01_Gennaio/24/battute1.shtml Così disse l'Avvocato. Le battute, le frecciate, i motti]''|2=Citato in ''corriere.it'', 25 gennaio 2003.}}
*[[Tommaso Buscetta|Buscetta]] ha detto di essere ossessivamente un tifoso della [[Juventus Football Club|Juventus]]? Se lo incontrate ditegli che è la sola cosa di cui non potrà pentirsi.
*{{NDR|Su [[Franco Zeffirelli]]}} È un grande regista. Ma quando parla di [[Calcio (sport)|calcio]] non lo sto nemmeno a sentire.
*Fino ad oggi il [[Partito Comunista Italiano|Partito comunista]] è stato visto con due prospettive: quella della [[speranza]] e quella della [[paura]]. Dopo l'episodio di oggi credo che la prospettiva della speranza sia cancellata. {{NDR|dopo il picchettaggio di Mirafiori: frecciata a [[Enrico Berlinguer]]}}
*Faccio i complimenti a [[Carlo De Benedetti|De Benedetti]] anche se lui parla male di noi. {{NDR|dopo una sua affermazione sulla Fiat}}
*Come tutti i politici, anche [[Luca Cordero di Montezemolo|Montezemolo]] è molto sensibile a quello che scrivono i [[Giornale|giornali]]. Anzi: è più sensibile ai giornali che ai [[Fatto|fatti]]. Sbaglia.
*Ho conosciuto [[marito|mariti]] [[fedeltà|fedeli]] che erano pessimi mariti. E ho conosciuto mariti infedeli che erano ottimi mariti. Le due cose non vanno necessariamente assieme.
*{{NDR|[[Giuseppe Saragat|Saragat]]: «Caro Agnelli, adesso che è presidente della Fiat non potrà più corteggiare le ragazze»}} Allora mi dimetto subito.
*Gli [[uomo (genere)|uomini]] si [[Gli uomini si dividono in due categorie|dividono in due categorie]]: gli uomini che parlano di donne e gli uomini che parlano con le donne. Io di donne preferisco non parlare.
*Non siamo una repubblica delle banane. {{NDR|sui severi commenti della stampa estera su [[Silvio Berlusconi]] prima delle elezioni del 2001}}
*Sa quale è la [[verità]]? Nel nostro Paese purtroppo non ci sono nemmeno banane. Ci sono soltanto fichi d'India. {{NDR|sulle dimissioni di [[Renato Ruggiero]] da Ministro degli Esteri, gennaio 2002}}
*{{NDR|Su [[Ciriaco De Mita]] negli anni '80}} Un tipico intellettuale della Magna Grecia.
*Nei momenti difficili di una partita, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, a quella capacità di non arrendersi mai. E questo è il motivo per cui la Juventus vince anche quando non te l'aspetti.
*{{NDR|[[Zbigniew Boniek]]}} Bello di notte.
*{{NDR|[[Aldo Serena]]}} Bravo dalla cintola in su.
*{{NDR|[[Michel Platini]]}} L'abbiamo comprato per un tozzo di pane e lui ci ha messo sopra il ''foie gras''.
*{{NDR|[[Alessandro Del Piero]]}} Mi ricordava Pinturicchio. Adesso è [[Samuel Beckett#Aspettando Godot|Godot]].
*{{NDR|[[Diego Armando Maradona]]}} Migliore di qualunque allenatore.
*{{NDR|[[Roberto Baggio]]}} Un coniglio bagnato.
===Attribuite===
*[[Marina Cicogna]] è l’unico uomo che mi fa paura.
:{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} La diretta interessata ha smentito che Agnelli possa essersi espresso sul suo conto in modo così rude: «Forse proprio quella frase non l’ha detta, ma di sicuro mi ha detto: “Mozzoni, io vorrei clonarti”».<ref>Da un'intervista concessa a Maria Luisa Agnese, in ''Liberi tutti'', 28 dicembre 2018; citato in [[Stefano Lorenzetto]], ''Chi (non) l'ha detto'', Marsilio Editori, 2019. ISBN 9788829703241</ref>
==Citazioni su Gianni Agnelli==
*Agnelli e [[Michel Platini|Platini]]? Certo che parlano tra loro: da proprietario di giocattolo a giocattolo che può parlare. ([[Tony Damascelli]])
*Agnelli è una persona che tutti vorrebbero come zio. ([[Michel Platini]])
*Agnelli ha sempre avuto il pallino degli affari. A sedici anni il nonno gli regalò 1000 lire con le quali Gianni comprò tre mele che rivendette a 1300 lire. Quindi investì questo nuovo capitale per comperare cinque mele che rivendette a 2000 lire subito reinvestite in sei mele che gli fruttarono 3000 lire. A questo punto quando stava per acquistare dodici mele per ricavarne 5700 lire, improvvisamente, grazie ad una congiuntura favorevole del mercato, morì suo padre lasciandogli in eredità 100 mila miliardi. ([[Gino & Michele]])
*Agnelli va in Paradiso di sicuro con questi comandamenti! «Onora il padre e la madre»: per forza, con tutti i soldi che gli hanno lasciato! «Non desiderare la roba d'altri»: come fa? è tutto suo. ([[Roberto Benigni]])
*Aveva una grande capacità di giudicare perché era un profondo conoscitore del mondo del calcio e non parlava mai a caso. ([[Alessandro Del Piero]])
*Cortese più che affabile, inquieto più che volubile, cinico più che scettico, si muoveva al di sopra delle parti e al di fuori della mischia, da cui stile e rango lo tenevano lontano. [...] Era uno snob raffinato, dallo charme cosmopolita, impreziosito dalla erre moscia. ([[Roberto Gervaso]])
*Credo non vi sia stato né vi sia un altro italiano con una rete di relazioni personali come Gianni Agnelli in tutti i continenti e negli ambienti più diversi. ([[Giulio Andreotti]])
*È uno dei pochi italiani esportabili, e presentabili, al di là delle Alpi, della Manica, dell'Atlantico. Lo conoscono tutti e tutti – quelli che contano – conoscono lui. Gode d'infiniti privilegi ma, mi dicono, non ne abusa. Nega d'amare il potere, forse solo perché ne ha tanto, e nessuno può insidiarglielo. Comunque, ne fa un uso discreto, come si conviene a un monarca, sul cui impero non tramonta mai il sole. ([[Roberto Gervaso]])
*Era un carismatico nato, una personalità molto forte, con un'attitudine anche all'incontro, allo scambio, alla conversazione, molto brillante. Era una persona molto abile. Ci sono persone che sono così dotate, che possono fare e stare dovunque. Poi rappresentava un mondo in un'epoca molto diversa da questa, quando il rapporto con il lusso, con un certo tipo di vita, era molto più distante dalla quotidianità di tutti noi. Lui aveva una sorta di capacità di avvicinarsi alle persone con un tocco molto particolare. Una personalità molto rilevante. Tanto è vero che ne parliamo ancora oggi. ([[Giorgio Terruzzi]])
*Era un grande esteta del calcio, voleva vincere, ma prima di tutto amava i grandi giocatori, che fossero della Juve o avversari: da Hamrin a Baggio, passando per Sivori, Platini e Maradona [...] Era capace di valutare le persone, e non solo i calciatori, con incredibile sintesi e perspicacia. ([[Giovanni Trapattoni]])
*Era un grande punto di riferimento per noi, si parlava di calcio, soprattutto di calcio, ma nell'argomento lui metteva riferimenti alla vita quotidiana, con ironia, competenza, curiosità. Ci mancheranno quelle sue punzecchiature che facevano del calcio un ambiente ricco di umanità. Mi ha fatto i complimenti parecchie volte e io arrossivo le prime volte, poi sempre meno. Con l'Avvocato scompare uno dei più grandi personaggi del secolo. Il calcio e non solo la Juventus, lo sport in generale, perde un grandissimo. E dire che il calcio per lui era solo un divertimento. Infatti, Agnelli ha fatto molto di più per la crescita dell'Italia. ([[Antonio Cabrini]])
*{{maiuscoletto|Gianni Agnelli}}. ''Fiat dux!''<ref>{{cfr}} ''[[Genesi]]'': «''fiat lux''» («sia fatta la luce»). {{cfr}} [[Fiat lux|voce dedicata]].</ref> ([[Marcello Marchesi]])
*Gianni Agnelli è il re d'Italia, senza corona, ma ben più gradito e comprensibile alle masse. ([[Vladimiro Caminiti]])
*Gianni Agnelli era un incomparabile uomo d'affari ed un fervente sostenitore dello sport. Con la sua esperienza ed il suo carisma Agnelli ha molto contribuito a far entrare il movimento olimpico in una nuova era. L'Italia, che nel 2006 ospiterà i giochi invernali a Torino, ha perso uno dei suoi mentori. ([[Jacques Rogge]])
*Gianni Agnelli ha avuto l'unico merito storico di portare l'orologio sopra il polsino. ([[Pietro Citati]])
*Il carisma dell<nowiki>'</nowiki>''Avvocato'' [...] lo percepivi in lontananza. Stava sempre vicino alla squadra, era informatissimo. E quando parlavi con lui ti accorgevi che di calcio ne capiva tantissimo. ([[Antonio Cabrini]])
*{{NDR|«Che cosa resta dell'Avvocato?»}} Innanzitutto, una lezione di stile. Che non era solo una questione di estetica, o di mode. Certo, aveva un colpo d'occhio eccezionale per l'arte. E dettava piccole esteriorità subito imitate dagli adulatori, tipo la cravatta sul pullover. Ma lo stile per l'Avvocato era sostanza. Era comportamento, e anche valori morali che in lui erano profondamente radicati dall'educazione ricevuta e dall'esempio del nonno. Era del tutto incapace di dire bugie. Questo creava anche problemi. [...] Alle trattative sindacali partecipava di rado. Quando veniva, però, si faceva sfuggire fin dove la Fiat poteva arrivare. È una cosa che ovviamente non si fa mai. Ma per lui era impensabile non dire sempre la verità; gli avevano insegnato così. Lo stile era il parametro con cui giudicava le persone. ([[Cesare Romiti]])
*L'Avvocato non parla, dice. Che è diverso. ([[Alessandro Del Piero]])
*Non lo scopro certo io l'Avvocato; era una persona eccezionale come immagine, come carisma, come tutto. ([[Luciano Moggi]])
*Non posso dire di averlo conosciuto bene: ricordo però che è stata una delle due persone (l'altra fu Enzo Ferrari) davanti alle quali mi sono tremati i polsi. E non per timidezza: ma per rispetto e ammirazione. Spero che la Juventus non dimentichi mai la sua lezione – quella sì – di classe e di amore per lo sport nei suoi significati più profondi e condivisibili. ([[Marino Bartoletti]])
*Non si può parlare della Juventus senza menzionare la famiglia Agnelli {{sic|ed}} in particolare l'Avvocato. Il mio primo ricordo di lui è legato al ritiro a Villar Perosa del 1978 quando tornai dal prestito alla Pistoiese e rimasi colpito dall'attaccamento e dalla passione che dimostrava nei confronti di noi giocatori. ([[Sergio Brio]])
*Oggi ho telefonato all'Agnelli e gli ho detto: «Il mio posto di lavoro non si tocca»... Lui m'ha risposto: «E chi lo tocca? Anzi mi fa schifo solo a guardarlo». ([[Francesco Tullio Altan|Altan]])
*Orgoglioso di averlo conosciuto [...] Ogni volta mi colpivano la competenza e la curiosità che aveva per la Ferrari, per la Formula 1 e per il calcio e la sua sensibilità per i problemi del mondo. ([[Michael Schumacher]])
*Parla con la propria bocca, pensa con il cervello di Valletta, col cuore di Giulio De Benedetti e con gli interessi polivalenti della Fiat. ([[Indro Montanelli]])
*Poi c'era l'Avvocato. Arrivava negli spogliatoi e trattava allo stesso modo Platini e il magazziniere. Amava la Juve, ma quando gli chiesi di comprare Paolo Rossi rispose di no: "''Costa troppo e noi abbiamo migliaia di cassintegrati. Potrebbe fare un altro nome?''". Non mi ha mai dato un ordine, credo non ne abbia mai dati in vita sua, i suoi ordini erano domande: "''Ma perché quell'ala sinistra non gioca mai?''" ([[Giovanni Trapattoni]])
*{{ndr|Nel 2010}} Quando parlava non era mai per caso. Quando parlava c'era sempre da divertirsi. Quando parlava c'era sempre qualcosa da imparare. Quando parlava stavano tutti ad ascoltare. Quando parlava era difficile non capire. Mancano tanto le parole di Gianni Agnelli a questa Juve e a questo calcio. (Guido Vaciago<ref name=juveamore/>)
*Quella telefonata di Gianni Agnelli il giorno della mia presentazione all'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]]: "si ricordi che per lei io ci sarò sempre..." continua a distanza di anni a riempirmi di orgoglio. ([[Marco Tardelli]])
*Un entusiasta dello sport, un uomo decisivo per rendere la [[Juventus]] uno dei più grandi club calcistici del mondo. ([[Franco Carraro]])
*Un personaggio incredibile. Era come se arrivasse il Papa. Ti dava la benedizione, quindici parole e poi andava via. Restava poco, alle partite, alle cene; però c’era sempre. Ci dava del lei. Una volta mi disse che avevo nostalgia di Roma; in effetti avevo faticato a integrarmi. ([[Fabio Capello]])
*Un uomo dall'enorme carisma. Amava la Juventus, era curioso, veniva spesso a Villar Perosa. E nel giorno della partita, scendeva negli spogliatoi e si metteva seduto da una parte. In silenzio, bevendo un bicchiere di thè. ([[Luciano Spinosi]])
*Una speciale combinazione di ''charme'', eleganza, ''sense of humor'', velocità mentale e allo stesso tempo un grande calore mediterraneo. ([[Ira von Fürstenberg]])
*Una volta chiesero ad Agnelli quali fossero le tre cose più importanti nella sua vita. Lui rispose: «Tutte e tre cominciano per F: la Fiat, la Ferrari e la f...». ([[Vasco Rossi]])
*Voglio ricordare che gli sarebbe piaciuto festeggiare la terza stella, chissà chi gliela regalerà, comunque la vedrà di sicuro dal cielo. ([[Marcello Lippi]])
===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]===
*81 anni di storia bianconera, non si cancellano con la morte.<ref name=storiajuve>Striscione esposto dalla tifoseria bianconera in occasione di Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003, in ricordo di Gianni Agnelli, morto due giorni prima.</ref>
*Adesso Giovanni di' a [[Giuseppe Prisco|Peppino]] quello che non hai mai detto... come "zanzare" lo scudetto.<ref>Ironico striscione della tifoseria interista riferito allo storico presidente bianconero, Gianni Agnelli, mancato pochi giorni prima, e a Giuseppe Prisco, storico dirigente nerazzurro, morto un anno prima.</ref>
*Avvocato, i grandi uomini non muoiono mai.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria laziale in onore dell'avvocato, morto pochi giorni prima.</ref>
*Due stelle sul petto, la terza in cielo.<ref name=storiajuve/>
*La passione bianconera, la classe di Torino, lo stile italiano, la leggenda di un grande uomo.<ref name=storiajuve/>
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Paul Ginsborg, ''Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi'', traduzione di Marcello Flores e Sandro Perini, Einaudi, 1989. ISBN 8806160548
*[[Cesare Romiti]], [[Gianpaolo Pansa]], ''Questi anni alla Fiat'', Rizzoli, Milano, 1988. ISBN 8817536237
==Voci correlate==
* [[Fiat]]
* [[Juventus Football Club]]
* [[Maria Sole Agnelli]] – sorella
* [[Susanna Agnelli]] – sorella
* [[Umberto Agnelli]] – fratello
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Imprenditori italiani|Agnelli, Gianni]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani|Agnelli, Gianni]]
[[Categoria:Avvocati italiani]]
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[[Arriva un cavaliere libero e selvaggio]]{{,}}
[[Daniel Mendelsohn]]{{,}}
[[Carlismo]]{{,}}
[[Roccolo (caccia)]]{{,}}
[[Vincenzo Auria]]{{,}}
[[Giovanni Battista Angelini]]{{,}}
[[Carlo Salvioni]]{{,}}
[[Gli implacabili]]{{,}}
[[Giovanni Francesco Gemelli Careri]]{{,}}
[[Alberto Fortis (scienziato)]]{{,}}
[[Gaetano Cantoni (agronomo)]]{{,}}
[[Federigo Melis]]{{,}}
[[Il passo del diavolo (film 1950)]]{{,}}
[[Mariano Maresca]]{{,}}
[[Wyatt Earp (film)]]{{,}}
[[Abd Allah I di Giordania]]{{,}}
[[Avi Shlaim]]{{,}}
[[L'ultimo Apache]]{{,}}
[[Il segreto dell'isola di Roan]]{{,}}
[[Arenaria]]{{,}}
[[Heidelberg]]{{,}}
[[Boon il saccheggiatore]]{{,}}
[[L'ultimo buscadero]]{{,}}
[[Quarantunenne]]{{,}}
[[Lorenz Heister]]{{,}}
[[Tom Horn (film)]]
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Juventus Football Club
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Citazioni sulla '''Juventus Football Club''' e sugli '''juventini'''.
==Citazioni==
*A parte quello che ho vinto, essere stato alla Juventus è un'esperienza che ti rimane dentro, diventa stile di vita. ([[Stefano Tacconi]])
*A volte questa mentalità sorprende chi viene alla Juve. La Juventus è qualcosa di diverso dalle altre squadre, è uno stile di vita che parte dal modo con cui ci si allena, sempre al massimo, sempre con la concentrazione altissima, e arriva anche al comportamento fuori dal campo. Alcuni giocatori vengono a dirci: adesso capisco perché la Juventus vince sempre, da fuori è difficile capire certi meccanismi, quando sei dentro tutto appare chiaro. ([[Pavel Nedvěd]])
*Ai miei tempi a Torino si diceva così: "Fuoco di [[Vesta]] la Juve sempre in testa". ([[Maria Sole Agnelli]])
*All'Università ho studiato, invece, diritto penale motivo per cui posso parlare a pieno titolo della Juventus.<ref>Nel settembre 2015, rispondendo a [[Giampiero Mughini]]: «Agli interisti con tanta simpatia dico che all'Università ho sostenuto tre esami di letteratura dedicando meno tempo alla Divina Commedia di quanto se ne stia dedicando alle quattro partitine dell'Inter in questo avvio di campionato.»</ref> ([[Paolo Bonolis]])
*Alla Juve è come andare in fabbrica, ognuno rispetta il suo ruolo e il clima è rigido. Alla fine però nel calcio conta vincere e lì lo fanno. In altre piazze ho riscontrato più passione. ([[Marco Borriello]])
*Alla Juve ho imparato una cosa: il rispetto dei ruoli. La Juve ti fa sentire importantissimo e centrale fino all'ultimo giorno. Non ti fa mai mancare la fiducia, per un tecnico è fondamentale. La società è lo scudo protettivo irrinunciabile, se non tiene meglio lasciarsi subito. ([[Carlo Ancelotti]])
*Alla Juve ho trovato una mentalità che si vede in pochi altri club, dietro ai successi c'è una cura maniacale del particolare. Niente è lasciato al caso. Una società incredibile. ([[Angelo Ogbonna]])
*Alla Juve ho visto passare grandi giocatori e nemmeno uno andato fuori delle righe. In tal caso, infatti, si veniva subito richiamati all'ordine. E se non volevi capire, venivi messo sulla lista dei calciatori in vendita per il mercato successivo. Questa è la cultura dei grandi club. ([[Jonathan Zebina]])
*Alla Juve non basta la classe, ci vogliono le palle d'acciaio. ([[Giuseppe Furino]])
*Alla Juve si acquisisce una abitudine mentale di sacrificio che non c'è da altre parti. Alla Juve ti insegnano che la partita più importante è sempre quella che deve venire. Alla Juve ti insegnano ad avere sempre «fame» di vittorie, a non accontentarti mai. Non è un caso che le fortune della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] siano sempre coincise con la larga presenza di bianconeri in azzurro. ([[Claudio Gentile]])
*Alla Juve vogliono uomini veri che sanno che rappresentano una grande società con milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sparsi per il mondo. Io quando giocavo nella Juve se arrivavo vestito in jeans venivo rimproverato. Era importante anche l'immagine, non solo il talento. Se vai alla Juve vai lì per vincere perché c'è una mentalità diversa, unica. E lo dice uno che in cuor suo è rimasto [[Torino Football Club|granata]]. ([[Pasquale Bruno]])
*Alla Juventus [...] mi sembra di essere in [[Germania]]. Tutto viene gestito con precisione e puntualità. ([[Sami Khedira]])
*Alla Juventus mi sentivo un numero. Non mi sono mai abituato al taglio dei capelli imposto dalla società, alle telefonate di controllo alle 10 di sera. Mi sembrava di stare in un campo di concentramento. ([[Gianfranco Zigoni]])
*Area con venticinque metri ce n'è solo una in [[Italia]].<ref>Dopo un [[calcio di rigore|rigore]] concesso ad [[Alessandro Del Piero]] la domenica precedente, durante la partita Juventus-Genoa 3-2 (14 febbraio 2010).</ref> ([[José Mourinho]])
*Aristocratica per lunga tradizione, fredda per educazione e tendenza, depositaria di uno [[Stile Juventus|stile]] che tutti le invidiano e a nessuno riesce di imitare, la Juventus è anche una formazione calcistica alla quale tutto è lecito chiedere e nulla, o pochissimo, perdonare. Deve battersi sempre per il primato, inseguire senza tregua vittorie e [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] e [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|casacche azzurre]], distribuire lezioni agli avversari sconfitti, essere se stessa o non essere nulla. Una terribile situazione di privilegio, cui società e squadra fanno fronte con larghi mezzi e consapevole coscienza.<ref group="fonte">Da ''Juventus e Torino''; citato in ''Torino 1961. Ritratto della città e della regione'', a cura di Ernesto Caballo, ed. Piemonte Artistico Culturale, Torino, 1961, p. 705.</ref> (Alfredo Toniolo<ref name=gds>Giornalista sportivo italiano.</ref>)
*Arturo Vidal è senza dubbio un buon giocatore. Voglio congratularmi con lui, ha scelto il miglior club che gli conviene. Visto il successo nello sport e le questioni legali della Juve negli ultimi anni, come tutti dicono.<ref>Riferendosi al mancato acquisto di [[Arturo Vidal]] da parte del Bayern Monaco nel 2011, nonostante un presunto accordo raggiunto tra club e il calciatore. Vidal, infatti, in quella stessa sessione di mercato si trasferì dal Bayer Leverkusen alla Juventus.<br />Quattro anni dopo l'accaduto e le dichiarazioni di Rummenigge, nell'estate del 2015, Vidal viene ceduto dalla Juventus al Bayern Monaco. {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/Calciomercato/15-07-2015/vidal-quando-juve-bayern-litigavano-lui-marotta-disse-rummenigge-120573686344.shtml Vidal, quando Juve e Bayern litigavano per lui. E Marotta disse a Rummenigge...]'', ''Gazzetta.it'', 15 luglio 2015.</ref> ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*{{NDR|Nel 2006}} Avevo avuto il coraggio di gridare quello che pensavo.<ref>Riferito in particolare a un episodio durante l'incontro Parma-Juventus disputatosi il 9 gennaio 2000, in quell'occasione Baggio venne espulso e in segno di protesta mimò all'arbitro [[Stefano Farina]] il gesto dei soldi.</ref> Quando si giocava contro la Juve si sapeva che si partiva con l'handicap. E adesso, a sei anni di distanza, tutto sta venendo a galla. ([[Dino Baggio]])
*Bisogna arrivare a Venaria, perché la Juve è la squadra di Venaria e dobbiamo trovare il mezzo idoneo per arrivare in periferia, perché la Juve è una squadra di periferia rispetto a noi che giochiamo in mezzo alla città di Torino. ([[Piero Chiambretti]])
*C'è una battutaccia che si fa in negativo: giocatori e allenatori passano, ma la società resta. Vale anche per la Juventus, ma in positivo. ([[Massimo Mauro]])
*Chi firma [per la Juve] gioca per vincere. Chi entra nella Juve pensa solo al successo. Lo respiri dal primo momento in cui entri nella sede. ([[Eugenio Corini]])
*Ci sono due cose che mi hanno colpito: l'amore, che troviamo in qualsiasi parte d'Italia, e l'odio che riesci a trovare in qualsiasi posto d'Italia. Lo capisci solo se alleni la Juve [...]. Quando sei così attaccato all'esterno ti leghi all'interno. ([[Maurizio Sarri]])
*Ciò che distingue la Juve dalle altre squadre è soprattutto la mentalità: non abbassare mai l'attenzione, non mollare e lottare tutti i giorni per vincere. Un conto è dirlo, un conto è essere qua e vedere come tutte le persone che lavorano intorno a noi hanno una disciplina veramente importante e una mentalità che ha portato la Juve a vincere così tanto. ([[Tomás Rincón]])
*Ciò che mi ha subito colpito positivamente è stata la mentalità vincente. Qui è come se ti impiantassero un chip appena arrivato [...]. Capisci subito che si gioca sempre per vincere [...]. Alla Juve c'è grande comunicazione e un ambiente molto unito. Dai compagni al tecnico e allo staff, mi hanno tutti aiutato a inserirmi rapidamente. Ci si parla tanto e c'è un costante confronto, fondamentale per crescere. ([[Alex Sandro Lobo Silva]])
*{{NDR|Sugli ambienti di lavoro nella Juventus e nel [[Associazione Calcio Milan|Milan]]}} Come ambienti più o meno sono simili, due città [Torino e Milano] che ti lasciano vivere tranquillo, senza troppe pressioni. I metodi di allenamento sono diversi perché in base ad ogni allenatore le cose cambiano. Il resto più o meno è lo stesso, sono due grandi società con le stesse ambizioni, la stessa voglia di vincere, quindi siano le, penso, le due più grandi società italiane più conosciute anche in giro per il mondo. Quindi non ci sono tante cose diverse. ([[Andrea Pirlo]])
*Come dicono a Torino? "Vincere non è importante: è l'unica cosa che conta"<ref>In riferimento alla frase di [[Giampiero Boniperti]]: «Vincere non è importante: è la sola cosa che conti.»</ref>. Dovrebbero aggiungere: "E non ci interessa tanto come". ([[Morgan De Sanctis]])
*– Come il giocatore della Juve?<br />– Scusa, Alice – si intromise Massimo. – Va bene che siamo al bar, ma anche alle volgarità c'è un limite. Certe parole qui preferirei che tu non le dicessi. ([[Marco Malvaldi]])
*– Comunque sarà forte la tua Juventus, va...<br />– Cos'hai da dire sulla mia Juve?<br />– Ah, io niente. Non ho niente da dire io! Il tempo mi darà ragione: è una squadra senza futuro. (''[[Il Grande Torino]]'')
*Con la Juventus ho imparato a vincere. Non so come è successo, è qualcosa che si respira nell'aria dello spogliatoio, sono concetti che vengono tramandati da giocatore in giocatore, è il sentimento che ti trasmettono milioni di tifosi e non c'è club nel mondo che ti faccia lo stesso effetto. ([[Edgar Davids]])
*Con la Juventus sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me, e a volte sono andato oltre... La Juventus è uno [[stile]], un grande insegnamento di vita. ([[Antonio Cabrini]])
*Con le buone o con le cattive vincono sempre. Le immagini parlano chiaro. Tutta Italia dovrebbe dire questo. La Juve dovrebbe giocare un campionato a parte, ogni anno è così. Tanto arriveremo ancora secondi. ([[Francesco Totti]])
*Contro la Juve avevi sempre rispetto per la squadra e per i giocatori che avevano e quando si diceva che loro vincevano con un aiuto, ti dico la verità, forse potevano vincere lo stesso anche senza queste cose. I giocatori sul momento non pensano che se fischiano qualcosa o succede qualcosa di particolare sia per un motivo, quando giochi non ti rendi conto di questo. Lo capisci dopo, quando è venuto fuori quello che succedeva, che chiudevano gli arbitri e altre cose. Poi, ognuno sa bene cosa ha fatto bene e cosa ha sbagliato. ([[Álvaro Recoba]])
*{{NDR|Una volta a [[Pietro Secchia]]}} Cos'ha fatto ieri la Juve? [...] E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juve? ([[Palmiro Togliatti]])
*Credo che il tifoso della Juventus, quando metti cuore e anima in mezzo al campo, te lo riconosce e ti vuole bene: la dimostrazione siamo io, Giaccherini, Padoin e non solo. Giocatori che ovviamente, se consideri che alla Juventus sono arrivati campioni [come] Zidane, Del Piero, Trezeguet e tanti altri, non sono paragonabili a livello tecnico, però la Juventus ha avuto sempre nella sua storia un'identità ben precisa, nel senso che a fianco a Zidane giocavano Porrini, Torricelli, Pessotto, Birindelli... mentre in quegli anni lì, al fianco di Pirlo a Tevez, io e altri eravamo quelli chiamati a mettere quello spirito e quella voglia a supporto. ([[Simone Pepe]])
*Da avversario la Juve è sempre stata una squadra difficile da affrontare. Si tratta di un club che ha vinto tantissimi titoli ed è molto rispettata da tutte le avversarie, in Italia e in Europa. ([[Ángel Di María]])
*Da esterno, ho sempre detto che della Juventus mi colpiva la mentalità con la quale i bianconeri affrontavano ogni partita. Ora che sono qui, mi sono accorto di cosa c'è dietro, delle ore di lavoro costante, dello spirito di sacrificio e della voglia di vincere e arrivare lontano. Credo che sia questo a fare la differenza tra la Juve e le altre squadre. ([[Federico Bernardeschi]])
*{{NDR|«Avete delle squadre rivali in Italia?»}} Della Juventus? Tutte! [ride, ''ndr''] ([[Pauline Peyraud-Magnin]])
*Dire che la Juve ruba è come dire che rubano i politici, può essere vero ma non basta. E infatti la teoria sull'appropriazione indebita di scudetto prende regolarmente vigore a marzo, e al termine di un processo temporale costante. Ad agosto sono tutti campioni d'Italia. A settembre sono fiduciosi e in rodaggio. A ottobre basta recuperare un paio d'infortunati e ci siamo. A novembre il distacco dalla vetta è serio, ma ce la giochiamo fino in fondo. A dicembre c'è ancora lo scontro diretto e la Champions porta via energie, e avanti così fino a marzo, quando la Juve è avanti di quindici punti, e allora ruba. ([[Mattia Feltri]])
*È evidente che nel rapporto tra la Juventus e i media – ma in generale tra la Juventus e gli italiani (o almeno gli italiani non juventini, ovvero la netta maggioranza della popolazione) – c'è qualcosa che non va. L'anti-juventinismo, che da decenni è divenuto un connotato rilevante del costume degli italiani (se non della loro antropologia) sta ormai assumendo tratti patologici. I media alimentano in modo poco responsabile questo "sentimento popolare" [...] pur di blandire la parte maggioritaria delle platee. Eppure la Juventus dovrebbe costituire un motivo di vanto per il nostro Paese: è infatti, oggettivamente, una delle autentiche eccellenze italiane. Dall'Italia del Nord, per essere precisi. Un'eccellenza settentrionale che ha saputo dare lustro all'intera nazione, tanto da venire "adottata" da milioni di italiani del Sud: un lustro che deriva dalla quantità di successi; dal numero di calciatori – superiore a qualsiasi altra squadra – [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|forniti alla Nazionale]]; da tutti i campioni che della Juve hanno indossato la maglia. E da tanti altri motivi. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*{{NDR|«Tifoso della Juventus sin da piccolo, cosa vuol dire poter indossare la maglia bianconera?»}} È il coronamento di un sogno. Sin dai primi calci che tiri al pallone sogni di diventare professionista e di indossare quella maglia. Un sogno difficile da realizzare, ma proprio per questa ragione, ancora più emozionante quando si avvera. ([[Massimo Carrera]])
*[«La Juve ruba»] è il solito ritornello di chi non vince. Ma non ci faccio più caso. Se, come la Juve, abitui tutti a vincere, è normale che al minimo errore ogni cosa venga ingigantita dagli altri, soprattutto da chi non vince. ([[Sebastian Giovinco]])
*{{NDR|«Cosa significa la Juve per te?»}} È il grande amore che si trova solo una volta nella vita. ([[Martina Rosucci]])
*È professionale, seria e nessuno è più grande del club. Hanno avuto alcuni grandi giocatori nel corso della loro storia, come [[Michel Platini]], [[Liam Brady]], [[Roberto Baggio]], [[Zinedine Zidane]] e [[Alessandro Del Piero]], ma la Juventus è venuta sempre prima dei singoli, e questo è ottimo, è proprio come dovrebbe essere. ([[Slaven Bilić]])
*È pur sempre la Juventus e contro i bianconeri non esistono partite facili. ([[Alex Ferguson]])
*È sempre stata una società strutturata, organizzata, moderna. La prima ad avere un organo di stampa. Quando l'intreccio con la famiglia Agnelli si è fatto stretto si è desuta la modernità che derivava dalla cultura industriale della famiglia. La Juventus è sempre stata nel calcio italiano, con gli alti e bassi sportivi, un po' più avanti della contemporaneità. ([[Walter Veltroni]])
*{{NDR|Dopo le polemiche scaturite in seguito all'arbitraggio di uno Juventus-Bologna 1-1 del 27 agosto 2023}} È una storia che si trascina da 25 anni. Quando mi dicono 'Pagliuca ce l'ha con la Juve, è un anti-juventino', confermo di esserlo. Lo sono diventato per forza di cose. Se metto in fila i fatti come faccio a non essere anti-juventino? ([[Gianluca Pagliuca]])
*{{NDR|Sulla frase «la Juve ruba» nel 2016}} È una fesseria da bar e la lascio volentieri ai bar da dove proviene. Seriamente, non posso accettare una frase di questo genere e non sono tifoso, non mi piace fare il tifoso e non voglio mai fare il tifoso. Come si fa, di fronte a una squadra che vince con il record di punti o da imbattuta, tirare fuori un concetto del genere se non per gelosia? La Juventus che giocava in Serie B o faticava negli anni successivi provocava molte meno polemiche, questo significa che il problema non è che "la Juve ruba", ma che "la Juve vince" e vince tanto, quindi diventa antipatica e innesca ragionamenti distorti come questo. ([[Graziano Cesari]])
*Entrambi, Juventus e [l'azienda automobilistica] Jeep, cominciano con la [[J]]: in America è usata per insegnare ai bambini la lettera, allo stesso modo in cui viene usata la Juventus in italiano. ([[Sergio Marchionne]])
*Essere alla Juventus, anche per un anno, è una fortuna troppo grande, per mentalità, educazione e dedizione. Ti crei un bagaglio che porterai con te per tutta la vita. ([[Fabio Paratici]])
*Essere juventino è qualcosa di profondo: è orgoglio, è passione, è voglia di non arrendersi mai. ([[Claudio Marchisio]])
*Essere juventino voleva dire un favore, un onore; voleva dire garbo, senso dell'ognuno, [[lealtà]] e, naturalmente, [[cultura]]. ([[Giuseppe Hess]])
*Essere stati juventini è come aver fatto il bersagliere. Per tutta la vita resti tale. Perché una società come la Juventus non esiste, non ha riscontri come età, come ambiente, come tutto. Il suo [[Stile Juventus|stile]], il rispetto reciproco, soprattutto l'impronta della famiglia Agnelli. ([[Antonello Cuccureddu]])
*[La juventinità] è senso di appartenenza, condivisione dei valori. È saper accettare le vittorie e anche le sconfitte, questo vale per i giocatori e anche per i tifosi. ([[Giuseppe Furino]])
*Fin dalla prima volta in cui sono entrato nello spogliatoio della Juventus, vedendo i volti dei miei compagni, ho capito una cosa: "Qui bisogna vincere e basta". ([[Rodrigo Bentancur]])
*Fondamentalismo juventino, l'unico a cui sono fiero di appartenere. ([[Pietro Sermonti]])
*{{NDR|Negli anni trenta del XX secolo}} Gente di poche parole, dura a morire, negata agli scoppi dello entusiasmo, alle vittorie maramalde, con punteggi troppo pesanti. Ha la passione di vincere, e conosce l'arte di perdere bene. ([[Carlo Bergoglio]])
*{{NDR|Nel 2012}} Gentile John Elkann, Le scrivo da appassionato di calcio, ma soprattutto da juventino che aveva appena smesso di vergognarsi di esserlo dopo la dipartita di Moggi & C. grazie allo scandalo di Calciopoli. Ora, se possibile, gli juventini perbene, che hanno iniziato a tifare ai tempi di Boniperti, Trapattoni, Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Platini, e anche di Conte, quando la società indossava un certo "[[Stile Juventus|stile]]", sono costretti a vergognarsi ancor più di prima. Mai infatti, nemmeno negli anni bui di Calciopoli, la Juventus si era spinta a tanto: manipolava arbitri e campionati, ma non negava alla giustizia sportiva il diritto di fare il suo dovere. ([[Marco Travaglio]])
*Gli arbitri sbagliano con tutti, ma quando lo fanno con la Juve la gente pensa male per quello che è successo in passato. Chi deve arbitrare la Juventus ha addosso molta più pressione degli altri. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*Grazie Juventus per avermi insegnato a vincere! ([[Enzo Maresca]])
*Ho allenato qua [a Torino] due anni, mi sono trovato molto bene con la [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria]], con una parte della tifoseria, con la società. Ho imparato moltissimo in questa società, poi ho avuto dei problemi con alcuni tifosi, ma cosa posso dire? I due anni che ho passato qui mi hanno aiutato moltissimo a crescere. ([[Carlo Ancelotti]])
*Ho rifiutato tre volte il passaggio alla Juventus. Lì vogliono solo i soldatini, sul binario, sempre dritti. ([[Antonio Cassano]])
*Ho avuto la fortuna di far parte di questa grande famiglia e grande club, che ha un dna unico come altre squadre. Difficilmente cambierà. Può essere modellato, ma non cambiato. Il dna di ogni società va rispettato. ([[Massimiliano Allegri]])
*{{NDR|In riferimento ad episodi arbitrali}} Ho sempre detto che la Juve è la più brava in assoluto, se gli altri sono bravi a 360, la Juve lo è a 361 gradi. ([[Davide Ballardini]])
*Ho sempre pensato che la Juventus avesse una marcia in più, anche prima, quando ci giocavo contro e adesso lo sento sulla mia pelle, il motto "Fino alla fine" è ciò che ci rappresenta, quindi anche quando le cose non girano perfettamente sappiamo che abbiamo molta forza e determinazione per rialzarci. ([[Agnese Bonfantini]])
*Ho subito odiato la Juve ancor prima di capire di calcio. I motivi c'erano: [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] era per la Juve, i missini erano per la Juve e così i romagnoli. Tutti schierati dalla parte del più forte perché come diceva [[Ennio Flaiano|Flaiano]] l'italiano è sempre il primo a soccorrere i vincitori. ([[Carlo Laurenzi (scrittore)|Carlo Laurezi]])
*I grandi tornei si vincono con grandi difensori, bisogna prendere esempio dalla Juventus, dove la difesa è un'arte. ([[Hugo Broos]])
*''I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | di tornare a rubare, | il cuore dei Fansi.'' ([[Checco Zalone]])
*''I Juventini siamo piccoli eroi, | gli unici martiri i capi spiatoi, | perché siete gelosi, | siete gente invidiosi | di una squadra gloriosi | come noi. || I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | forza Vecchia Signora, | dacci tanti trofei.'' ([[Checco Zalone]])
*{{NDR|Sul presunto trasferimento al Valencia in una lettera ai dirigenti del club spagnolo}} I soldi non valgono l'amore per una maglia e io ne ho due, una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconera]] e una azzurra. ([[Umberto Caligaris]])
*Il gioco del calcio in Italia senza la Juventus sarebbe impensabile. ([[Giorgio Bocca]])
*Il palmarès dei bianconeri sarà forse ricco di trofei, ma in quanto a baldoria, lì sono veramente pessimi! Bisognava giocare, vincere e basta! Ogni tanto avevo l'impressione di andare al lavoro in fabbrica. ([[Zbigniew Boniek]])
*Il problema non è tanto l'imperativo categorico della [[vittoria]], sempre e in ogni partita, quanto il fatto che ogni successo duri lo spazio di una doccia. Usciti dallo spogliatoio, quelli della Juventus devono già pensare alla partita successiva. Da vincere. E se alla fine di tutte arriva un trofeo, viene sistemato nella bacheca del [[J-Museum|Museum]] un paio di giorni dopo il giro con il pullman scoperto (quando si fa) e poi via a pensare come riuscire ad alzare il successivo. Certe cose si respirano subito e all'inizio può mancare il fiato, ma la Juventus è questa, anzi anche questa, perché sono tante le zavorre che fanno pesare quella maglia.<ref group="fonte">Citato in ''Ecco perché pesa la maglia della Juve'', ''Tuttosport'', 23 gennaio 2016, p. 6.</ref> (Guido Vaciago<ref name=gds/>)
*Il punto forte di questa squadra è proprio essere come una [[famiglia]]: si soffre e si gioisce insieme. Se giochi, sai che gli altri fanno il tifo per te, se non giochi fai il tifo per gli altri e sei contento se fanno gol. Alla Juve funziona così. ([[Álvaro Morata]])
*{{NDR|Nel 2005}} In 108 anni di vita la Juventus ha centrato vittorie importanti, momenti emozionanti, ha regalato moltissime gioie e qualche dolore, ma ha sempre fatto sentire i suoi tifosi al centro del mondo così come i suoi campioni: Boniperti, Sivori, Charles, Bettega, Rossi, Platini, Baggio, Vialli, Del Piero, Zidane, Trezeguet, Nedvěd e Ibrahimović... sono solo alcuni dei campioni che hanno fatto sognare l'immaginario collettivo del popolo bianconero.<br/> È grazie al lavoro di tecnici straordinari come Carniglia, Trapattoni, Lippi, Capello... la bacheca juventina può essere considerata giustamente tra le più ricche e prestigiose d'Europa. E dietro 100 anni di successi bianconeri c'è un marchio di fabbrica che non tradisce mai, quello della famiglia Agnelli, da sempre garanzia di qualità e continuità!<ref group="fonte">Dal documentario ''Grande Storia della Juventus'', Rai Trade, ''Corriere della sera'' e ''La Gazzetta dello Sport'', 2007, EAN 8032807021621</ref>
*{{NDR|Nel 2023}} Indossare la {{sic|[[Colori e simboli della Juventus Football Club|Maglia Bianconera]]}} è stato un privilegio senza eguali. Ho vissuto trionfi incredibili, sollevando trofei di Serie A e coppe con una squadra straordinaria, piena di campioni indimenticabili. Oltre ai successi sul campo, giocare per la Juventus significava far parte di una famiglia. Il tutto è stato possibile grazie al grandissimo lavoro della famiglia Agnelli che in questi 100 anni hanno creato successo e trasmesso lo [[Stile Juventus|{{sic|Stile}} Juve]], trasformandolo in un simbolo di {{sic|Storia}} e tradizione. Quegli anni sono stati il capitolo più bello della mia carriera, un'esperienza indimenticabile. Sono grato per aver fatto parte di questa società storica, una parte della mia vita che porterò sempre nel cuore. ([[David Trezeguet]])
*Io, innanzitutto, sono stato [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoso della Juve]] e per chi è come me, figlio di italiani emigrati in [[Australia]], il [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconero]] è stato un simbolo che unisce una comunità. ([[Joe Montemurro]])
*Io amo l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e apprezzo la Juve, a modo mio. Credo che «le due squadre siano necessarie alla reciproca fama», come ha scritto [[Gianni Riotta]] (interista). Per questo non ho mai tifato contro i bianconeri. Io voglio che la Juve esista e continui a sorprendermi. Mi piace vedere come ogni stagione riesca a pasticciare una maglia che non è mai stata entusiasmante. ([[Beppe Severgnini]])
*{{NDR|Nel 2011}} Io oggi passo per nemico dei bianconeri, ma 30 anni fa ero tifoso della Juventus. Per me quella bianconera è una formazione storica del campionato italiano. Il problema è che qualche volta con la Juve hanno lavorato dirigenti che hanno fatto fare brutte figure alla società. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{ndr|Nel 2017}} Io sono contro la Juve, prima di arrivare a [[Cagliari]] odiavo la Juve a prescindere [...]. Ti dico solo che io odio la Juve, se potessimo aver vinto col [[Cagliari Calcio|Cagliari]] contro la Juve avrei dato alcuni di miei coglioni per vincere la partita perché odio la Juve. Quando stavo a Cagliari non ho mai perso allo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]] col Cagliari, mai perso solo pareggiato. Mai perso. Hanno vinto solo lo scudetto quando hanno giocato a Trieste, allo Juventus Stadium mai perso. Odio la Juve perché hanno sempre vinto per un [[calcio di rigore|rigore]], per una punizione... Io sono venuto alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] perché volevo vincere [...] volevo vincere contro la Juve che aveva sempre avuto quest'aiuto. ([[Radja Nainggolan]])
*Io sono anti-juventino per antonomasia: l'anti-juventinismo è una malattia da cui non si guarisce, si ha fin da bambino. Se fanno una cura per guarirla, sarò il primo paziente! ([[Andrea Pucci]])
*Io tifo Juventus e nessun giocatore potrà mai dirle di no. Ripeto, nessun giocatore al mondo può rifiutare una loro offerta. La Juve è una delle squadre più grandi al mondo e quando ti fanno squillare il telefono, non puoi pensarci più di tanto. Devi accettare il più velocemente possibile! Indossare quei colori significa lasciare il sangue ad ogni allenamento e ad ogni partita. Perché la Juventus è una famiglia, una squadra di guerrieri, una squadra nata per essere campione sempre ogni anno. ([[Douglas Costa]])
*Juventus e FIAT sono esempi dell'eccellenza italiana nel mondo e, oltre alla popolarità, condividono alcuni valori fondamentali: l'importanza della squadra e delle persone, l'ambizione di puntare a risultati eccellenti, lo spirito competitivo e la coscienza che il successo non è mai permanente, ma va conquistato ogni giorno. ([[Sergio Marchionne]])
*[La] Juventus per me è la mia vita, la mia famiglia: ho dentro una juventinità incredibile perché questo club mi ha fatto diventare un uomo e in me ci sarà sempre riconoscenza. ([[Sergio Brio]])
*Juventus uguale FIAT uguale potere. ([[Helenio Herrera]])
*{{NDR|Nel 2014}} L'abito, si sa, fa l'intonaco. Ma, nel caso della Juventus, l'abito fa spesso anche lo stronzo. Se ne contano a centinaia di casi. Non si capisce perché. Sta di fatto che la Vecchia Signora, soprattutto da quando accomoda le chiappe nel bollore erotico del [[Juventus Stadium|nuovo stadio]], somiglia sempre più alla mamma di ''[[Psycho]]''. È come se un logos malefico riprogrammasse le menti, tipo plagio. Arrivi a Corso Galileo Ferraris 32 che sei una persona normale e, dopo un po', diventi [[Roberto Bettega|Bettega]] o Giraudo. Se sei già [[Luciano Moggi|Moggi]] in natura, sei facilitato, non c'è problema. E, cioè, un mostro d'arroganza, un pitbull pronto a sbranare le creature a Parco Valentino, che va in giro ostentando t-shirt, tweet e cazzate da machoman del tipo: "Per noi conta solo vincere". ([[Giancarlo Dotto]])
*L'amore del Sud per la Juventus scaturisce dal gioco dei contrasti: La [[Quinquennio d'oro|Juventus del Quinquennio]] ha caratterizzato l'evoluzione del calcio italiano e ha dominato per lungo tempo il campionato, ha dato esempio di rigorosa organizzazione, di equilibrio tecnico, di elevato spirito sportivo, proprio nel periodo più oscuro del calcio meridionale, allorché nel Sud il football era ancora in una fase pionieristica e confusa, e ancora non si intravedono i segni del suo sviluppo... Mancano nel Sud, nei confronti della Juventus, quelle venature di asperezza, di invidia, di risentimento che scaturiscono dalla rivalità. [[Genova]] si sentiva ferita... [[Milano]] e [[Bologna]] vedevano nella Juve un'antagonista... Nel Sud, no. Non c'erano motivi di contrasto, non esistevano ambizioni rivaleggianti. ([[Luigi Palumbo|Gino Palumbo]])
*L'anima juventina è un complesso modo di sentire, un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria e di affetto, di fede alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare. ([[Enrico Canfari]])
*L'avversaria più forte e, insieme, una patente di grandezza. Se la affronti con possibilità di vittoria concrete – e io sono stato fortunato, mi è successo di prevalere più di una volta – vuol dire che il tuo valore è elevato. È automatico. ([[Roberto Mancini]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} l'emanazione dello spirito che fa quadrato per vincere, anche contro ogni previsione. ([[Edi Rama]])
*L'odio viscerale e irrazionale per la Juventus ha due cause. La prima è l'incurabile campanilismo degli [[italiani]]. L'[[italiano medio]] è un provinciale e quindi la Juventus, che ha la "colpa" di vincere molto essendo al contempo la squadra italiana meno vincolata a un territorio, diviene il bersaglio privilegiato delle frustrazioni di chi, essendo "periferico" si arrocca nella sua marginalità e sfoga il proprio livore su chi da tale marginalità non è afflitto. [...] La seconda causa consiste nel fatto che, nell'essere una delle poche vere eccellenze italiane, la Juve risulta per paradosso un'entità pochissimo italiana. La capacità di programmare e raggiungere gli obiettivi, la serietà dell'ambiente, uno stile di comunicazione rivendicato e riconosciuto (malgrado qualche inevitabile caduta) in tutto il mondo sono caratteristiche talmente rare, in Italia, da generare invidia e rancore: costringono infatti l'italiano medio a un confronto, e dato che l'esito del confronto è impietoso, la reazione sono le calunnie, le sistematiche accuse di furto, il doppiopesismo nella valutazione degli episodi di gioco, la completa indisponibilità a riconoscere il merito. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*La cosa più importante qui è vincere, la voglia della squadra e della società è impressionante e permette a un calciatore di crescere. ([[Miralem Pjanić]])
*{{NDR|«Cos'è secondo te che differenzia la Juventus da tutte le altre squadre nel mondo?»}} La fame per la vittoria. Un'eredità senza precedenti. Il più importante contributo in termini di giocatori donati alle vittoriose nazionali italiane. Una sorta di maledizione con le finali di Champions League, qualcosa che mi permetto di connettere alla natura esoterica di Torino e all'eterna dinastia della famiglia Agnelli. ([[Carlo Pastore]])
*La gente deve sapere che nella Juve non è facile. C'è una cultura del lavoro diversa rispetto all'estero. Io sono stato al [[Manchester United Football Club|Manchester]]: sembrava di essere in vacanza. Qui si lavora tanto, perché tutti gli scudetti non è che li abbiamo rubati: è il lavoro, fino alla fine. ([[Paul Pogba]])
*{{NDR|«Cos'ha imparato alla Juve?»}} La gestione delle sconfitte: tre finali di Champions, uno scudetto sfumato sotto la pioggia a Perugia due mesi prima dell'Europeo svanito al golden gol. Ma noi non abbiamo mai pianto. Ecco, alla Juve ho vinto tanto e ho imparato a perdere. ([[Mark Iuliano]])
*La Juve di [[Marcello Lippi|Lippi]] e quella di [[Fabio Capello|Capello]]? Erano squadre fortissime, abituate a vincere con giocatori straordinari ed era la squadra da battere in Italia. ([[Andrea Pirlo]])
*La Juve è davvero diversa. C'è un'ossessione per la vittoria, sempre, l'ossessione di rimettersi sempre in gioco, non c'è mai tempo per la soddisfazione, per festeggiare perché davanti c'è sempre la prossima sfida da vincere. Al mio arrivo ho visto dei guerrieri, dei giocatori con questa mentalità e ho capito perché è questo il club che vince. ([[Miralem Pjanić]])
*La Juve è l'immagine di [[Torino]] nel mondo. ([[Piero Fassino]])
*La Juve è l'unica squadra i cui [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], per esempio, riunisce in particolare quelli del Nord Italia. È anche la squadra i cui tifosi sono divisi tra destra e sinistra, al contrario della [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], i cui sostenitori sono essenzialmente di sinistra o del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] [di proprietà di Silvio Berlusconi], i cui tifosi sono maggiormente orientati al centro-destra. La Juve è diventata una sorta di partito nazionale popolare, così come l'erano la [[Democrazia Cristiana]] e il [[Partito Comunista Italiano]] al loro tempo. Con la scomparsa dei partiti di massa, è l'unico fattore di integrazione che va aldilà dell'appartenenza locale. ([[Ilvo Diamanti]])
*La Juve è la Juve. Insieme all'Inter è l'avversario di sempre. Abbiamo avuto anche il Napoli alla fine degli anni Ottanta, poi un po' le romane, però alla fine la lotta si è sempre fatta soprattutto con la Juventus per quanto riguarda i campionati, e con l'Inter per la rivalità storica della città. Quindi, la Juve rimane sempre la Juve. Più si va avanti con la carriera e più speri di giocare questo tipo di partite. Sono queste le partite che danno qualcosina in più, non devi andare a cercare nel fondo del barile le emozioni, perché escono naturalmente.<br/> [...] È una società ambiziosa per tutto quello che ha vinto, per la storia, per il passato e credo anche per quello che potrà essere il futuro... ([[Paolo Maldini]])
*La Juve è la Juve da più di cento anni e potrà sempre sperare di avere un futuro dalla sua parte. ([[Paulo Sousa]])
*La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so dire cosa, ma sono orgoglioso di farne parte. ([[Gaetano Scirea]])
*La Juve è sempre la Juve, ci sono squadre che hanno la vittoria nel DNA e la Juventus è tra queste. ([[Emilio Butragueño]])
*La Juve è sicuramente la squadra più amata, ma anche quella più odiata d'Italia [...]. Probabilmente la Juve è sempre stata troppo "vincente", per potersi permettere anche di essere "troppo simpatica". ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]])
*La Juve è storia, tradizione, è un pezzo del Paese, è un'immagine dell'Italia nel mondo. Ciò comporta una grande responsabilità, perché ogni giorno devi rispettare il nome che porti. Ma la Juve è di più: è un valore ideale e morale, è quello [[Stile Juventus|stile]] che deve tantissimo alla classe degli Agnelli. Molto del consenso intorno a noi è il risultato dei successi nazionali e mondiali, nei quali inserisco anche i giocatori dati alla [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale]]. Dalla nascita sulla panchina di Corso Re Umberto, la Juve è stata al centro della vita sociale, civile e culturale del Novecento. È interclassista: aristocrazia sabauda e immigrati che negli anni '60 arrivavano a [[Torino]]. È bipartisan: i comunisti e i monarchici. ([[Vittorio Caissotti di Chiusano]])
*La Juve è un club con una storia ben precisa, con un'idea e un'identità ben precisa, e quindi indipendentemente dal periodo a noi giocatori spetta dare il massimo e far di tutto per vincere. È una questione di responsabilità, di attaccamento alla [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia]]. ([[Fabio Miretti]])
*La Juve è un fenomeno da studiare, ma non solo per il ruolo da collezionista di trionfi che si è guadagnata sul campo. Ha saputo trasferire al calcio italiano, attraverso la sua strabiliante evoluzione, anche un concetto di autentica modernità. ([[Alessandro Vocalelli]])
*La Juve è una donna, un'amante che torna all'innamorato dopo l'adulterio di una sconfitta. ([[Jean Cau]])
*La Juve è una scuola, ti aiuta a crescere e maturare. ([[Mauro Germán Camoranesi]])
*{{NDR|Nel 2017}} La Juve è una squadra prepotentemente italiana, arrogantemente sabauda, provincialmente vincente. Tutto qui. A Cardiff come a Berlino. Ad Atene come a Monaco di Baviera: in Grecia una squadra composta da campioni del mondo si afflosciò contro l'Amburgo di Magath mentre in Germania la Juve campione in carica venne umiliata da un Borussia di reduci e di scarti. E poi tutte le altre finali, vergognosamente perse per mancanza di hybris, cioè di quel senso epico che ti fa dire che sei davvero leggendario, capace di sovvertire il volere degli dei. Altro che Coppa maledetta, la maledizione è dentro di noi: la Juve, ne ho preso coscienza la scorsa notte, non potrà mai avere quella forza epica perché è una squadra costruita dal potere e nel potere. Solo che è un potere locale. Un potere che ci fa vincere 33 scudetti; gli ultimi sei di fila e per questo si scomoda l'espressione LE6END, leggenda. Un potere che ci fa pensare superbamente di averne vinti 35 sul campo, roba che se anche fosse vero non lo direi perché tre stelle e solo due Coppe dalle Grandi orecchie in bacheca allora sei davvero un eroe perdente. Peggio di Ettore. ([[Gianluigi Paragone]])
*{{NDR|Nel 2018}} La Juve ha costruito il suo grattacielo [...] seguendo una logica imprenditoriale che rappresenta la sua prima marcia in più, il valore assoluto che la separa dalla concorrenza. Un dominio che nasce da una società strutturata con i meccanismi di un'azienda. Ogni mossa ha un significato, una ragione scientifica. ([[Alessandro Vocalelli]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve ha sempre avuto giocatori straordinari, ma ha avuto sempre l'anima che è quella di Torino e della sua proprietà, ovvero essere pratica ed efficace. [...] I 100 anni di presidenza Agnelli? [...] si festeggia qualcosa di incredibile: in un mondo fatto di fondi e sceicchi credo che la sua storia sia quello che rende la Juventus diversa da tutte le altre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juve ha tutto per rendere molto gelosa una gran parte dell'Italia. Gioca a [[Torino]], una città del nord con una reputazione d'austerità e che ha dato numerosi intellettuali e uomini di stato alla Penisola. È di proprietà della famiglia Agnelli, i Kennedy ''made in Italy''. La FIAT è il simbolo del capitalismo transalpino... Per tutti questi motivi, allo stesso tempo si può rilevare che questa squadra è odiata da molti italiani che non si riconoscono in tale modello. [...] È quasi una sorta di anti-Italia. Non per niente si chiama La Vecchia Signora. [...] Non c'è amore per la Juve, ma solamente il rispetto per una persona anziana e degna. ([[Franco Ferrarotti]])
*La Juve infatti è la città di [[Torino]], è la famiglia Agnelli, è il genio italiano che impediva al capitalismo più ricco e potente di diventare arrogante e meschino, è il campione fuori dagli schemi, è la valorizzazione di tutto ciò che non è scontato, è la distrazione colta e di talento, è l'unità d'Italia, sono gli emigranti meridionali che solo il pallone rendeva aggraziati e ben fatti, goffi nella vita ma bellissimi in campo, uomini generosi che per conquistarsi il diritto di esserci carezzavano la palla e usavano i piedi come due mani di pianista. ([[Francesco Merlo]])
*La Juve non perde perché non si disperde. ([[Bruno Roghi]])
*La Juve o la ami o la odi, gli altri la odiano e chi la ama siamo solo noi juventini. ([[Manuel Locatelli]])
*La Juve può cambiare tutto, schieramento e uomini, ma la sostanza non cambia mai. Ha successo perché è umile davanti alla vittoria. ([[Paolo De Paola]])
*{{NDR|Nel 2008 rispondendo a chi chiedeva: «Ricordi d'Italia?»}} La Juve, soprattutto. Addosso ho ancora i segni di Ciro Ferrara. Per un attaccante affrontare un'italiana resta il top, la vera prova del nove. Ferrara, Montero, Bokšić, Del Piero: dopo sapevi di aver giocato al massimo. ([[Ryan Giggs]])
*La Juve si identificherà sempre in un Agnelli. ([[Gian Paolo Montali]])
*La Juve ti resta dentro. Lo [[Stile Juventus|stile Juve]] lo vedi invece nel parlare, nel vestire, nel comportarti. È una scuola di vita. Scherzando, posso dire che è come un servizio militare. Non si può sgarrare. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juve vince perché è più forte, la Juve vince perché ha più carattere, la Juve vince perché è più organizzata, la Juve vince perché ha uno stadio sempre pieno, la Juve vince perché non si lamenta, la Juve vince perché insegue la realtà e non i sogni, la Juve vince perché dimentica di aver vinto. ([[Paolo De Paola]])
*La Juve vince tutto e qualcuno non capisce perché. Vada a prendere un caffè insieme con Scirea o Cabrini e parli loro cinque minuti. Bastano per scoprire che sono uomini veri, cos'hanno dentro. Con questi campioni si vince, con i campioni del mondo, d'Europa, di tutto, che non si stancano di migliorare, che sono fuoriclasse e guadagnano meno di tanti altri loro colleghi inferiori come bravura, però restano dove sono perché vivono bene e trasmettono a chiunque questi valori. E la Juve vince. Capito? ([[Luigi Radice]])
*La Juventus arrivando prima degli altri, diventa in fretta modello per gli altri, anche se non è l'unica. Alla Juventus c'è una riflessione su sé stessa, che ci porta anche ad altre considerazioni. La società bianconera rifiuta completamente l'identificazione con una città. Uno di loro scriveva in una tesi che la società che rappresenta Torino, sia chiaro, è il [[Torino Football Club|Torino]], la Juventus è rappresentata su scala planetaria. ([[Felice Accame]])
*La Juventus ci ha portato via anche il medico: eppure nella provincia di Torino di dottori ce ne sono almeno novemila. ([[Ernesto Pellegrini]])
*La Juventus con poco fa molto. ([[Iker Casillas]])
*{{NDR|Nel 1990}} La Juventus è adorata dai tifosi che ne sono gelosi, la sorvegliano passo passo, ne conoscono tutti i pregi ma sono pronti a rimproverarle impietosamente i minimi difetti, la obbligano ad essere bella e sempre giovane malgrado gli ottant'anni e più, criticano appena delude ma cadono in ginocchio appena, dopo l'adulterio della sconfitta, ritorna verso di loro con la vittoria. Insomma la Juve è una donna, un'amante e una madre tutto assieme. È Venere che qualche volta ti mette le corna ed allo stesso tempo è la Madonna sempre vergine. Pagana e cattolica. ([[Jean Cau]])
*{{NDR|Nel 2014}} La Juventus è ancora la razza padrona, contano poco gli organici. I campionati si vincono anche nei corridoi, per telefono, mica solo in campo. ([[Aldo Agroppi]])
*La Juventus è come l'[[Fenice|Araba Fenice]]: sembra morta invece rinasce con tutta la sua forza. ([[Joseph Blatter]])
*La Juventus è continuità nel tempo. Il segreto più semplice e anche il più difficile da mantenere per ambire a realizzare grandi progetti. ([[Sara Gama]])
*{{NDR|Nel 2011}} La Juventus è il più grande pilastro dell'organizzazione calcistica italiana, la società che ha vinto il maggior numero di [[campionato italiano di calcio|scudetti]]. I suoi giocatori hanno vinto tutto anche con la maglia della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale italiana]]. La famiglia Agnelli si identifica da sempre con la Juventus. [[Andrea Agnelli|Andrea]] ha un grande ruolo ed una grande responsabilità, [[Umberto Agnelli|suo padre]] è stato presidente della FIGC. ([[Franco Carraro]])
*La Juventus è la società più strutturata tra quelle dove ho giocato. Dalla dirigenza ai tifosi, tutti hanno chiaro il ruolo. E i giocatori sanno di venire dopo l'istituzione. È una forza che permette al club di restare ai vertici. ([[Patrick Vieira]])
*La Juventus è qualcosa di diverso da tutto il resto. Quando sei fuori da quel mondo, senti sempre parlare della loro mentalità. Ti sembra un discorso finto, poi ci entri e capisci cosa vuol dire: è la storia che si tramanda. Devi vincere perché quelli prima di te lo hanno fatto e quelli dopo lo faranno. ([[Simone Pepe]])
*La Juventus è stata un esempio per il mio Manchester United. Facevo vedere ai miei giocatori le videocassette della squadra di Lippi e dicevo: non guardate la tattica o la tecnica, quella ce l'abbiamo anche noi, voi dovete imparare ad avere quella voglia di vincere. ([[Alex Ferguson]])
*La Juventus è stata una delle ragioni della mia vita. Amo questa squadra, questa società e questi colori. ([[Roberto Bettega]])
*La Juventus è storia, passione, orgoglio, sacrificio e vittoria. La Juventus è famiglia. La Juventus è più grande di tutto, di tutti, per sempre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juventus è un'istituzione come nessun'altra nel mondo del calcio; la ''Vecchia Signora'' è un'[[icona]] nazionale dell'Italia in un modo che non ha eguali in tutta Europa. In Spagna, questa iconografia è complicata dalla rivalità tra il [[Real Madrid Club de Fútbol|Madrid]] in [[Castiglia]] e il [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]] [[Catalogna|catalano]]; in termini inglesi, si potrebbe solo paragonare la Juventus a un'entità che combina il [[Liverpool Football Club|Liverpool]] e il [[Manchester United Football Club|Manchester United]] con l'Aston Villa di un tempo. Il [[Fußball-Club Bayern München|Bayern Monaco]], pur essendo stato fondato nel 1900, non ha tale storia, avendo vinto il titolo tedesco solo una volta prima del 1969. ([[Ed Vulliamy]])
*La Juventus è un altro mondo. [...] Ricordo che l'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] mi diceva: "Mister, noi come Juve abbiamo il dovere di essere protagonisti, ma non l'obbligo di conquistare ogni volta lo scudetto". La Juventus è la Juventus. Ha uno [[Stile Juventus|stile]] e un equilibrio. A volte non ha comprato il giocatore perché non voleva offendere i cassaintegrati della Fiat. ([[Giovanni Trapattoni]])
*La Juventus è un avversario scomodo. È un mito del calcio europeo, è come il Real Madrid, ha storia e tradizione. ([[Jupp Heynckes]])
*La Juventus è un club abituato a vincere e la vittoria di un trofeo, anche se importante, viene subito archiviata. ([[Angelo Peruzzi]])
*La Juventus è un colpo di forbice, un taglio netto e profondo sulla pelle del tifo. O con lei o contro di lei. Solleva passioni, alleva rancori, semina invidie: che, non di rado, sono un tributo al merito. ([[Roberto Beccantini]])
*La Juventus è un grande club che onora l'Italia calcistica da sempre, in tutto il mondo, quindi è un fiore all'occhiello del calcio italiano.<ref group="fonte">Da un'intervista per ''Sky Sport 24''; trascritta in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=138973 Valentini (direttore generale della FIGC): "29 o 31? Complimenti alla Juve, fiore all'occhiello del calcio italiano, ma le regole e le sentenze vanno rispettate. Pirlo lascia la Nazionale nel 2014? Effetto malinconico, pronti ad accoglierlo nell'ambiente azzurro"]'', ''Tuttojuve.com'', 6 maggio 2013.</ref> (Antonello Valentini<ref>Direttore generale della F.I.G.C.</ref>)
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus è un po' come la [[Democrazia Cristiana]]: anche quando gioca male, sempre al vertice, un po' più in basso, un po' più in alto, ma è sempre al vertice. ([[Carlo Donat-Cattin]])
*La Juventus è un po' nel mio DNA, quindi la conosco bene. È come un drago a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un'altra. Non molla mai, e la sua forza è nell'ambiente: il Piemonte è ancora un'isola felice, senza le tensioni di [[Milano]] e [[Roma]], e i giocatori possono prepararsi al meglio ([[Giovanni Trapattoni]]).
*La Juventus è uno stile di vita che ha attraversato, attraversa e continuerà ad attraversare i confini non solo di Torino, ma dell'Italia e dell'Europa, per emozionare i cuori di milioni di persone, anche nei momenti più difficili perché è proprio in questi casi che si vede chi è davvero bianconero. Chi gioca [[Colori e simboli della Juventus Football Club|per questa maglia]] deve amare questi colori, lottare per loro, essere pronto, se serve, a soffrire, puntando a una sola cosa. Sempre. La vittoria. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juventus è una delle squadre più forti al mondo, ed è difficile immaginare un allenatore che non abbia sognato di guidarla almeno una volta nella sua carriera. ([[Marcelo Bielsa]])
*La Juventus è una società solida, incredibilmente forte con un DNA preciso: lì impari a capire, sin dal primo giorno, il significato della parola vittoria; rinnovando ad ogni allenamento la fame e la voglia di non mollare mai. ([[Emerson Ferreira da Rosa]])
*La Juventus è una società storica, non solo per quello che è stato nel suo palmarès e dei risultati fatti, perché così, a memoria d'uomo adesso [...] probabilmente un altro caso in giro per il mondo ci sarà, ma non sicuramente di questa importanza: questa incredibile appartenenza ad una stessa famiglia, col passare degli anni, delle generazioni e con, sempre, esponenti anche della famiglia [Agnelli] esposti in prima persona anche nei momenti magari più complicati sia della città di [[Torino]], sia di famiglia; la FIAT, tutto ciò che ho enumerato, e ce n'è atto: questa è una storia più unica che rara. Insomma, è una eccellenza del [[Italia|Paese]] e non solo del [[Calcio (sport)|calcio]], questo potrebbe essere sicuro. ([[Giovanni Malagò]])
*La Juventus è universale, un patrimonio non soltanto calcistico, ma culturale e sociale. La Juventus è una storia infinita, sempre sospesa tra mito e modernità. La Juventus è il [[caleidoscopio]] dei suoi assi e delle sue conquiste, i presidenti e gli allenatori, le donne e gli uomini che, giorno dopo giorno, lavorano per costruirne i trionfi. La Juventus è il cuore dei suoi milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]], sparsi in Italia e nel mondo. ([[Darwin Pastorin]])
*La Juventus era una squadra che non avevo mai amato e che probabilmente non amerò mai, [...]. La Juventus era un ambiente totalmente nuovo per me. Diverso. Non mi sono mai sentito a casa, mi sembrava di essere l'ingranaggio di una grande azienda. Per il sentimento, prego rivolgersi altrove. Sul lavoro tutto bene, fuori zero contatti. ([[Carlo Ancelotti]])
*La Juventus ha 10 milioni di amici su Facebook. La particolarità è che sono tutti arbitri. ([[Gene Gnocchi]])
*La Juventus ha significato per me cose grandiose, che mi pare persino di non poter mettere sulla carta. Vorrei che fosse chiara una cosa: noi calciatori siamo legati al nostro mestiere, che è poi la nostra vita. Chi segna il nostro mestiere con esperienze e insegnamenti, è legato a noi per la vita. ([[Umberto Colombo (calciatore)|Umberto Colombo]])
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus ha vinto sempre, è il partito della maggioranza relativa, la squadra che ha più consenso, partito di governo. ([[Virginio Rognoni]])
*La Juventus mi ha dato tutto. Qui ho acquistato la mia mentalità vincente, quella che ti fa dire che ogni partita è una battaglia. Ho imparato ad essere esigente con me stesso e come affrontare e superare le difficoltà. ([[Pavel Nedvěd]])
*La Juventus non deve temere nessuno, devono essere gli avversari a temerla. Lo impone il nome, il peso della [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia bianconera]] non ha eguali nel mondo. ([[Stefano Tacconi]])
*La Juventus non è solo una squadra che vince tantissimo, è anche un movimento di pensiero, trasversale a tutte le classi sociali.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus">Da ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2017/05/31/news/champions_il_mondo_juve-166872809/ Champions, ecco i segreti del mondo Juventus]'', ''la Repubblica'', 2 giugno 2017.</ref> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*La Juventus non è soltanto una squadra di calcio, ma un modo di intendere la vita. ([[Italo Pietra]])
*La Juventus per me credo che rappresenti un punto fermo. Come la musica, come le amicizie, come i film belli. ([[Fabri Fibra]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus per me è l'insieme di identità, dedizione e vicinanza continue nel tempo per scrivere pagine di sport uniche. Ho l'onore e il privilegio di esserne il {{sic|Capitano}} dall'inizio dell'avventura femminile, alzare trofei è il nostro unico obiettivo, seguendo e mettendo in campo sempre i tre valori cardine elencati. (Sara Gama)
*La Juventus rispecchia il mio modo di pensare e vivere, Nonostante giocassi in una delle squadre più forti del mondo, la caratteristica dominante era il ''low profile'': non eccedere nell'entusiasmo, non esagerare, nel bene e nel male. ([[Gianluca Pessotto]])
*La Juventus? Vincere gli scudetti in questo modo qui non è appagante a livello sportivo. Tanti campioni se ne sono andati e ora capisco perché. Mi fanno un po' pena, devono vincere aiutati. Non si tratta di un furto, vogliono vincere comunque senza fare gli sportivi. Non vogliono confrontarsi ad armi pari. Questa è una mentalità mafiosa per arrivare a qualcosa non attraverso la strada normale ma attraverso scorciatoie. ([[Oliviero Toscani]])
*La Juventus vuole dire vittoria. Ecco il modo più semplice per spiegare la Juve, l'ho detto tante volte in Inghilterra quando mi chiedevano di raccontare il mio periodo italiano e io non avevo tanta voglia di parlare. È semplice, dicevo, alla Juventus si vince. ([[John Charles]])
*La maledizione di essere juventini. [...] Perché sarà una maledizione? E da quando? In realtà da sempre, o da quasi sempre.<br/> Accade spesso che la Juventus abbia vinto partite all'ultimo minuto, e che le abbia vinte su rigore; e che il rigore dai tifosi della squadra avversaria sia fortemente contestato è la quasi normalità [...]. C'è chi prende a pretesto ogni fischio, compreso quello del capostazione, per invocare «rigore per la Juve». Non si sentono che fischi. Tutti i fischi hanno un'unica destinazione, un senso unico: assegnare la vittoria alla Juventus ad ogni costo. C'è qualcosa di paradossale su questa ironica o furiosa reazione: c'è sempre stata, ora ha raggiunto un diapason. Tifare per la Juve è diventato difficile, quasi impossibile. Vista dal di fuori la faccenda è anche buffa, il tifoso bianconero — per sfuggire agli sfottò — dovrebbe andare in giro travestito, nascondersi, non pronunciarsi. Non dovrebbe andare allo stadio, di sicuro non in quelli delle avversarie. ([[Franco Cordelli]])
*{{NDR|«Cosa ti ha colpito di più alla Juve?»}} La mentalità vincente che si respira. Quando sei dentro lo percepisci a pieno. Te ne rendi conto subito. A livello di professionalità e di organizzazione, poi, è tutto di una perfezione inaudita e di alto livello. ([[Daniele Rugani]])
*La mentalità vincente dei bianconeri è una delle altre cose immutabili e, in fondo, quello che noi [[Associazione Sportiva Roma|romanisti]] gli abbiamo sempre invidiato. ([[Paulo Roberto Falcão]])
*La mia Juventus. I migliori anni della nostra vita. Accogliente, severa, esigente e orgogliosamente unica. Un tempo indimenticabile, come i suoi protagonisti. Che nostalgia dell'ironia raffinata dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] che con una battuta riusciva a ridarti coraggio e del rigore affettuoso ma inflessibile di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] padre giusto e duro. Una famiglia che non ti abbandona anche quando decidi di volare altrove. ([[Marco Tardelli]])
*La odio ma solo perché è stata la squadra che mi ha fatto impazzire di più in Italia. Non riuscivo quasi mai a batterla e questa cosa mi ha fatto impazzire. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*La prima volta che da ragazzino sono andato in sede alla Juventus, che era situata in piazza San Carlo al di sopra del caffè Torino, ho avuto il piacere di incontrare i fondatori del club. Uno di loro, il commendatore Zambelli, si è avvicinato dicendomi che dovevo alzarmi in piedi e salutarlo in maniera più formale. Questo fa capire come era la Juve in quegli anni, prima di tutto veniva l'educazione. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*La società più società, la squadra più squadra. ([[Carlo Mazzone]])
*La sudditanza psicologica esiste. Sulla Juve occorre fare una valutazione generale: tutto quello che ha vinto nel calcio italiano non è proporzionale a quello che ha vinto all'estero. Ed è un qualcosa che fa riflettere... ([[Morgan De Sanctis]])
*La Vecchia Signora è uno dei più grandi club d'Europa, è più di un club, se preferite. Io uso molto la Juventus quando parlo ai giocatori, allo staff, a miei amici per chiarire un concetto. «Sì», dico, «il calcio è uno sport, ma alla Juventus è uno sport per uomini». ([[Slaven Bilić]])
*Lasciando perdere le passioni, se la Juventus sta bene il calcio italiano sta bene. ([[Marino Bartoletti]])
*Lascio la sede [...] dopo aver respirato per l'ennesima volta l'atmosfera bianconera, piena del fragrante profumo del successo, che è il succo della filosofia del club e che, insieme con lo [[Stile Juventus|stile]], è il distintivo che la Signora non si toglie mai. ([[Angelo Caroli]])
*Lo dice la storia: non può essere Juventus senza Agnelli, non c'è Agnelli senza Juventus. ([[Mario Pennacchia]])
*Lo spessore e il livello Juventus mette in condizione di sentire la pesantezza di quello che c'è dietro. [...] a vederla da fuori, sembra una bella cosa la Juve, con la sede e i campi, poi entri dentro ma ti sembra di non aver visto niente perché essere a quel livello così non è facile, alcuni lo subiscono. ([[Luciano Spalletti]])
*Loro come noi, due gambe e undici giocatori in campo. Più di noi hanno solo le Fiat. ([[Vujadin Boškov]])
*Mentre le rivali ricostruiscono stagione dopo stagione, la forza dei bianconeri è quella, invece, di aggiungere qualità. La continuità è difficile da trovare e quando la trovi fa aumentare inevitabilmente il divario. ([[Paolo De Ceglie]])
*Mi hanno insegnato che un giocatore deve sempre pensare alla vittoria. Quando sei in un'altra squadra magari sei portato alcune volte ad accontentarti, alla Juve non puoi. ([[Marco Marchionni]])
*Mi mancano le sfide con la Juventus. Mi sono sempre piaciute, non importa con che maglia la affronti quando giochi contro la Juventus ci sono sempre motivazioni speciali, giochi contro la storia, la tradizione, milioni di tifosi... ([[Ronaldo]])
*Molti [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] juventini sono dipesi dalle prodezze dei fratelli Hansen e di Praest, di [[John Charles|Charles]] e [[Omar Sívori|Sívori]], di [[Michel Platini|Platini]] e [[Zbigniew Boniek|Boniek]]. Ma dietro di loro c'erano solide [[Difensore|difese]] tutte [[italia]]ne, le dure fatiche di umili, ma indispensabili gregari come Emoli, Colombo o [[Giuseppe Furino|Furino]], le geniali ispirazioni a [[Centrocampista|centrocampo]] di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], o addirittura un blocco di sette giocatori capaci di vincere in [[Nazionale di calcio dell'Italia|maglia azzurra]] la [[Campionato mondiale di calcio|Coppa del Mondo]] in [[Campionato mondiale di calcio 1982|Spagna]]. E, dunque, chi [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifava]] Juventus, trepidava e gioiva per una squadra di buon tessuto italiano, con il fiore all'occhiello di un paio di campioni stranieri, e godeva per uno scudetto che, per nove undicesimi, era il prodotto di un lavoro autoctono. Anche per questo la squadra bianconera è diventata "la fidanzata d'Italia", oltre che un simbolo di [[Torino]], quanto e talvolta perfino più della Fiat, e un valore aggiunto dell'immagine della famiglia Agnelli. ([[Paolo Garimberti]])
*{{NDR|Sulla Juventus della seconda metà degli anni 1990}} Nella mia carriera non ho mai trovato un avversario così superiore a noi. Non ho mai visto una squadra così forte. ([[Louis van Gaal]])
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva nel 1999: «La Juve degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»}} No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di noi. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia. ([[Franco Baresi]])
*Non ci son stati aiuti o cose che si vuol far passare, la Juve era talmente più forte delle altre che vinceva gli scudetti indipendentemente da tutto. ([[Antonio Cassano]])
*Non credo esista un singolo momento o un singolo episodio in grado di spiegare come la Juventus non sia soltanto una società di calcio, bensì una vera e propria [[famiglia]]. Per me è stato così fin dal primo momento. ([[Antonello Cuccureddu]])
*Non sono solo un tifoso mi sento un suo amante. Con la Juve sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me e a volte, con grande incoscienza, sono anche andato oltre. (Antonio Cabrini)
*{{NDR|Cosa le viene in mente sentendo la parola "Juventus"?}} Notti incredibili, campioni unici. Per anni questa era "la" partita in Europa: Zidane vs Beckham, Del Piero vs Giggs. Ho un rimpianto: ho segnato a moltissime squadre, ma mai alla grande Juve! Ferguson la trattava con rispetto incredibile. A casa mia ho tante di quelle maglie bianconere: da Torricelli a Conte e Montero. A proposito, la prima volta al Delle Alpi, nel 1996, Sir Alex mi disse di concentrarmi su di lui, Montero: dovevo farmi prendere a calci, così Cantona avrebbe avuto spazio. Non funzionò: 1-0 per loro, gol di Bokšić. Oggi mia figlia tifa Juve per un semplice motivo: Andrea Pirlo... ([[Ole Gunnar Solskjær]])
*Ogni giorno ci si confronta con questa storia, pure io mi dico: "ma davvero sono l'allenatore della Juventus?". Bisogna quindi essere disponibili a fare sempre di meglio, fino a che la matematica non ce lo vieta dobbiamo ambire a lottare per qualsiasi cosa. Lo slogan della Juventus dice "fino alla fine", io ci aggiungerei "oltre la fine". ([[Luciano Spalletti]])
*Orgoglio infinito, la Juventus è la mia patria. ([[Enrico Canfari]])
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da Marcello Lippi durante la seconda metà degli anni 1990}} Per me è, insieme al [[Associazione Calcio Milan|Milan]] di [[Arrigo Sacchi]] dei primi anni '90 e allo United che vinse il ''double'' nel 1993-94, la squadra che ha avuto il maggior influsso su come credo che il gioco debba essere praticato. ([[Gary Neville]])
*Per me il termometro del calcio si chiama Juventus, la squadra che amo perché, voglio dirlo, sarò bianconero per la vita. Quando la ''Signora'' non è al massimo, anche la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] la segue ma, ovviamente, la stessa cosa funziona [[Juventus Football Club e nazionali di calcio|al contrario]]. ([[Hasan Salihamidžić]])
*Per noi juventini vincere in Europa ha sempre un sapore speciale, cresciuti come siamo con l'incubo di essere i padroni in casa e dei nessuno fuori. ([[Linus (deejay)|Linus]])
*[Se la Juve fosse uno scrittore, forse sarebbe [[Ludovico Ariosto|Ariosto]]] perché è una squadra classica, e se occorre non poco furiosa.<ref group="fonte">Citato in ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/02/13/paolo-bertinetti-docente-io-juventino-e-tifoso-spurs-e-rushdieTorino20.html Paolo Bertinetti, docente: "Io, juventino e tifoso Spurs e il derby Ariosto-Rushdie"]'', ''la Repubblica'', 13 febbraio 2018.</ref> (Paolo Bertinetti<ref>Scrittore italiano, nel 2018.</ref>)
*Personalmente sono molto riconoscente alla Juventus. Quando andai dal medico l'ultima volta, lui mi parlò a lungo dello scudetto appena conquistato e del futuro roseo che l'attendeva. Ricordò le prodezze di Galderisi, la sicurezza di Scirea, l'eleganza di Bettega, la sapienza di Furino, l'aggressività di Gentile, le gesta di Tardelli, la dolcezza di Paolo Rossi. Insomma mi vasectomizzò senza che me ne accorgessi. ([[Beppe Viola]])
*{{NDR|«Se la Juve fosse un film, che genere sarebbe secondo te?»}} Probabilmente un film d'avventura. Quel tipo di avventura che ti dà la carica e la motivazione, ti mantiene vivo e predisposto a fare sempre un passo in più. Se sei un club come la Juve, crei attese nei tifosi, per questo devi spingerti sempre oltre. Così si tagliano i grandi traguardi. ([[Daniel Alves]])
*Qual è la prima cosa che ho percepito nello spogliatoio della Juventus? La mentalità del lavoro. Penso che è questa l'impressione che ho avuto. Qua si lavora tanto a 360 gradi, puntando sulla prestazione al massimo. Quindi è quella la mentalità che c'è in questo ambiente. ([[Hernanes]])
*Qualsiasi ''cliché'' che ogni nuovo giocatore della Juve racconta sulla cultura della vittoria è vero! Dall'allenatore, al fisioterapia, al personale della cucina... tutti vogliono solo vincere. Questo è tutto. È un'ossessione. Ed è così anche per me adesso. ([[Federico Bernardeschi]])
*Qualsiasi cosa accada mi sentirò sempre juventino. Ho i colori bianconeri nel sangue. ([[Pietro Rava]])
*Quando abbiamo giocato per la prima volta la Champions League loro erano la squadra migliore, loro erano quelli che aspiravamo a essere. ([[Ryan Giggs]])
*Quando arrivai a Torino ero convinto di essere pronto, invece trovai una realtà non uno, ma tre livelli superiori a quanto mi aspettassi. Per concentrazione, professionalità e dedizione al lavoro erano troppo avanti. Adesso è normale trovare queste componenti nei grandi club, ma la Juve ce le aveva già vent'anni fa. [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Antonio Conte|Conte]], {{sic|ad}} esempio, avevano fatto la storia, eppure erano sempre in discussione. Vedevi la loro mentalità nel volersi riconfermare ogni giorno, con il sorriso sulle labbra. Grazie a loro, alla Juventus, ai suoi principi, nei futuri momenti di difficoltà continuai ad allenarmi in un certo modo e a reagire. Non a caso, quando per il calcio italiano ero ormai finito, da Bologna in poi feci altri 7 anni ad altissimo livello. ([[Marco Di Vaio]]).
*{{NDR|Nel 2026 ad [[Alessandro Del Piero]]}} Quando giocavamo contro una squadra italiana, sapevamo che era difficile superarvi in velocità. Che tatticamente eravate solidi e che sarebbe stato sempre difficile segnare contro di voi. [...] Era sempre difficile fare gol quando giocavamo contro di voi. E quando eravate in 10 uomini, eravate ancora più forti. Soprattutto parlando della Juve [...] Ci sono rimasto solo un anno, ma la prima cosa che ho sentito nello spogliatoio è stata: "Ragazzi, non molliamo mai". [...] Quando indossi quella maglia, la senti subito. ([[Thierry Henry]])
*{{NDR|Nel 2009}} Quando la Juve era gestita da [[Luciano Moggi|Moggi]] non mi è mai piaciuta, l'ho detto pubblicamente e ho avuto ragione, purtroppo. Un club di rango non meritava la B. Ora con i nuovi dirigenti, soprattutto con [[Jean-Claude Blanc|Blanc]], c'è molta cordialità e amicizia. ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*Quando penso alla Juventus, questo mi riporta subito alla mente ricordi appassionati, che inducono a riflettere, del mio tempo al [[Manchester United Football Club|Manchester United]] durante la metà degli anni 1990, quando stavamo crescendo come squadra ed imparando tutto su come ottenere successo in Champions League. La Juventus era il punto di riferimento in virtù delle tre finali consecutive raggiunte dalla squadra di [[Marcello Lippi]] in quel periodo, e li abbiamo affrontati ben otto volte nel giro di sette anni. Ci siamo misurati contro di loro e considero ancora la squadra di Alessandro Del Piero, Zinedine Zidane, Alen Boksic e Didier Deschamps come la migliore che abbia mai affrontato. Avevano tutto quello che mi piacerebbe avere nella mia squadra. ([[Gary Neville]])
*Quando sei abituato a vincere, appena cadi ti fai male. [...] Noi siamo la Juventus e il nostro obiettivo deve sempre essere quello di giocare per vincere e quando non ci riesci devi rimboccarti le maniche e continuare a lavorare. ([[Cristiana Girelli]])
*{{NDR|Nel 2025}} Quando sei e giochi per la Juventus, se qualcuno piaccia o no piaccia, anche oggi è così; devi avere mentalità di quello che gioca ogni partita al ciento per ciento e, cinque minuti dopo la partita, pensar già alla partita successiva. Per questo è difficile giocare per la Juventus perche è una squadra che già la sua storia, una squadra che non si accontenta mai. ([[Zbigniew Boniek]])
*Quando sei la Juve del secondo o terzo posto non te ne fai nulla. ([[David Trezeguet]])
*Quando si arriva alla Juventus, è la Juventus a sceglierti, e non viceversa. ([[Wojciech Szczęsny]])
*Quando si dice «il giocatore viene preso dalla Juventus» significa anche caricarlo di responsabilità. Quando si dice «la maglia della Juventus è pesante» significa capire che dietro quella maglia c'è una storia fatta di un palmarès ricco di successi e, quindi, questo giocatore deve essere uno degli interpreti per arrivare ancora a riportare ad ulteriori successi. ([[Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)|Giuseppe Marotta]])
*Quando sono arrivato alla Juve, ero arrivato in un posto dove volevo essere, che non è una squadra di calcio, è un'azienda. [...] È difficile avere nel mondo del calcio un approccio così. C'è la società, ci sono i ruoli. E chi non li rispetta o non si adegua deve subire le sanzioni dai superiori. A me questo tipo atteggiamento piace molto, perché tutti devono rispettare le regole. ([[Hernanes]])
*Quando vinceva la Juve vinceva la storia. ([[Mario Soldati]])
*{{NDR|Nel 2017, rispondendo a chi le chiedeva un'opinione sulla affidabilità delle retroguardie della Juventus come una costante nel tempo}} Questa è la storia della Juventus. La loro struttura si è sempre basata su un solido blocco difensivo e, naturalmente, sulla loro potenza offensiva nelle ripartenze, oltreché sulla velocità e sull'esplosività in attacco. ([[Diego Simeone]])
*Questa è una cosa che mi ha sorpreso tanto quando sono arrivato qui: alla Juventus non c'è nessuno nello spogliatoio che si sente più importante, neppure chi è stato campione del mondo ed è una leggenda del calcio. Qui vai a mangiare con tutti, parli con tutti, fanno una vita normale. ([[Álvaro Morata]])
*Questa è una squadra che non molla, questa è una squadra che ci crede sempre anche quando sembra essere tutto contro, anche quando i giocatori non sono in forma [...]. Se questa squadra non è una grande squadra io mi domando quali siano le grandi squadre! È una squadra che quando sente l'odore del sangue azzanna la preda, non le concede scampo. ([[Francesco Repice]])
*{{NDR|Nel 2014, «cosa rappresenta oggi la Juve?»}} Quella che è sempre stata, un misto di arroganza, potere, di forza da tirare fuori sempre al momento giusto. ([[Aldo Agroppi]])
*Quello dei soldatini è un marchio che ha sempre avuto la Juve e forse è anche vero. Però bisogna vedere che connotazione si dà alla cosa. Sicuramente la Juve crede sia giusto fare così per ottenere il massimo, per altri può essere un fatto negativo. Io, per esempio, non ho voluto fare il soldatino e sono andato via.<ref>In riferimento alle dichiarazioni di [[Antonio Cassano]] che aveva definito come «soldatini» i giocatori della Juventus.</ref> ([[Fabrizio Miccoli]])
*Quello della Juventus è stato il primo grande mito fuori del campo politico, sociale, ecc. che il Nord abbia offerto, oltre che a sé stesso, anche al Mezzogiorno: un tipo di mito attinente ai giusti e al costume di una moderna società di massa, per cui il Mezzogiorno era solito guardare fino allora alle cronache e al cinema americano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Qui alla Juve c'è un'unità di intenti difficile da spiegare. C'è e basta. La percepisci subito, al tuo arrivo. ([[Stefano Sturaro]])
*Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tutto sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arrende mai. ([[Omar Sívori]])
*Qui ho trovato una società speciale: ti viene spiegato che devi lavorare sempre, per l'obiettivo della vittoria, e anche per i tuoi compagni. Questa mentalità vincente, e il sacrificio per la squadra sono cose molto belle, perché vedo che tutti noi siamo pronti a dare una mano, a lavorare per il gruppo e il collettivo. ([[Juan Cuadrado]])
*Ricordo me bambina al [[Stadio delle Alpi|Delle Alpi]] a farmi sventolare gli occhi di bianco e nero. Ricordo una telefonata in cui mi si chiede: "vuoi giocare nella Juventus" ed io sconvolta e incredula che domando: "ma la Juve quella vera?" Mi hanno detto di aver segnato il primo gol della storia della Juventus Women, ma io non me ne sono accorta perché quando ho visto [[Colori e simboli della Juventus Football Club|la maglia]] appesa in spogliatoio col mio nome non ci ho capito più nulla. La Juventus è il presente che continua a farsi strada, facendomi innamorare ogni istante come fosse la prima volta. Far parte della Juventus vuol dire avere l'ambizione di essere ogni giorno la migliore versione di se stessi. {{sic|Ed}} io posso esserlo solo se ho la Juventus con me. ([[Martina Rosucci]])
*Sapevo che la Juventus era un grande club con una [[tradizione]] fantastica alle spalle, ma finché non lo vivi non ti rendi conto di quanto l'[[organizzazione]] sia perfetta e di quanto la mentalità e il temperamento siano unici. ([[Mario Mandžukić]])
*Se è vero che il calcio è una trasposizione della [[religione]] o della [[politica]] e fa dunque riferimento comunque a una [[fede]] trascendente o laica che sia, la Juve è la religione più diffusa o il partito di maggioranza.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus" /> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*{{NDR|A [[Giampiero Boniperti]]}} Se fossi venuto alla Juve quando dovevo, magari avrei avuto una vita privata più serena. ([[Diego Armando Maradona]])
*{{NDR|Nel 1986}} Se scriviamo ''Juventus'', intendiamo la squadra di calcio sorta nel 1897 a Torino, città incubatrice delle più grandi novità del costume italiano, dall'automobile al cinema al pallone. Promotori, alcuni studenti del ginnasio D'Azeglio, classe terza e quarta. La società nacque su una panchina di corso Re Umberto (le panchine sono sempre cariche di destino, nelle vicende del calcio), luogo di riunione di questi ragazzi della buona borghesia torinese che, affascinati dell'esotico gioco appena importato dall'Inghilterra, racimolarono le sessanta lire, cifra vertiginosa, necessarie per acquistare un pallone. Poi discussero sul nome da dare al club. I classicheggianti proposero un nome che fosse anche un blasone culturale, Juventus [...]. Per dare maggiore specificità alla ragione sociale, Sport Club fu mutato in Football Club Juventus, e da quasi novant'anni questo latino ogni domenica riempie i cuori e le bocche di milioni di tifosi, e ne manda in bestia altrettanti, segno, direbbe l'autore del ''Cinque Maggio'' «[[amore e odio|d'inestinguibil odio / e d'indomato amor]]». ([[Cesare Marchi]])
*Se una squadra di calcio vince tutto per settant'anni e ha alle spalle un gigante industriale, non ha bisogno di chiedere dei favori perché tutti sono pronti a farglieli, si crea un tale incantamento che i tifosi, la gente comune se ne fa un'immagine diversa e migliore di quella reale, un'immagine superiore persino alla lotta di classe, con il [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] juventino, e il siciliano [[Pietro Anastasi|Anastasi]] diventato l'idolo degli operai piemontesi del Lingotto. Ma la fame dell'oro era già forte nella Juventus del [[Quinquennio d'oro|quinquennio dei cinque campionati consecutivi vinti]]. Ricordo un allenatore austriaco, Sturmer, mi pare, che quando andai a Torino per fare un provino alla Juventus si informava del mio rapporto con il denaro, mi metteva in guardia dal diventare avido come il terzino Rava o come i sudamericani Monti e Cesarini, ma io non capivo di che parlasse: la Juventus per un ragazzo di provincia era un sogno, una riunione di tutte le virtù sportive e civili. ([[Giorgio Bocca]])
*Senza [la famiglia] Agnelli non può essere mai la Juve. ([[Enrico Craveri]])
*Seppur fossi davvero giovane, capii subito in che ambiente mi trovassi, quali fossero le regole, gli obiettivi e il DNA della Juventus. Bisognava vincere con professionalità e stare attento ai comportamenti che si avevano. [...] Ti rendi conto di esserti abituato talmente bene e di aver avuto la fortuna e bravura di giocare in un club del genere solo quando lo lasci. Non è certamente facile lasciare una compagine del genere. Questa esperienza ti segna davvero tanto, perché la Juventus ha tifosi in tutto il mondo e io ad ogni modo rimango e rimarrò sempre un calciatore che ha vestito la maglia bianconera. ([[Nicola Amoruso]])
*Si avverte immediatamente la voglia di vincere che c'è nell'ambiente Juventus. È una mentalità che ti pervade, sin dai primi giorni in cui entri a far parte del gruppo. ([[Mattia De Sciglio]])
*Si consolava pensando che quando andava all'università, a Pisa, un suo amico siciliano, del quale tutto si poteva dire tranne che facesse distinzioni razziste, in un momento di ebrietas aveva tracciato «l'identikit del perfetto idiota»: e tra le altre caratteristiche fondamentali, che Massimo non ricordava, doveva essere ingegnere, juventino e calabrese. ([[Marco Malvaldi]])
*{{NDR|Sul ruolo della Juventus nel calcio italiano}} Siamo tipo il meridiano di Greenwich. Pure i punti in classifica si contano a partire dallo JCS (Juventus Current Score). [...] Se finisci il campionato a +1JCS hai comunque vinto. ([[Andrea Sarubbi]])
*Significa emozione, orgoglio, voglia di combattere, identificazione con una storia. La Juve si sceglie, non è la squadra del gonfalone, del municipio, della città. È un innamoramento che dura nel tempo. ([[Pierluigi Battista]])
*Sono stato a contatto con campioni dallo spessore tecnico e umano con pochi eguali, da cui ho imparato soprattutto cosa significhi "dover vincere". La Juventus è uno stato mentale. ([[Mattia Perin]])
*Stare alla Juve era come lavorare alla FIAT. Risultati, ordine, disciplina. ([[Dino Zoff]])
*Stare alla Juventus è come fare parte di una famiglia, e lo si vede soprattutto in campo da come si lotta per la squadra. Non ho mai visto nessuno tirarsi indietro, c'è coesione anche al di fuori del campo. ([[Juan Cuadrado]])
*Tanti, tantissimi scudetti: repetita Juve. ([[Gino e Michele]])
*Torino è stata casa mia, la Juve è stata una scuola di vita che mi ha insegnato tanto. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*Tutti nasciamo spontaneamente virtuosi, intelligenti, liberali e juventini. Taluni, poi, crescendo si corrompono e diventano imbecilli, interisti o milanisti. ([[Luigi Einaudi]])
*Tutti si lamentano con la Juve? Perché sembra che è quella che comanda più di tutti. Per me resta un riferimento, ha una sua storia personale e la si deve rispettare. Ha sempre fatto cose importanti, gradite e non gradite. Quelli che ne parlano male lo fanno perché so' invidiosi... ([[Carlo Mazzone]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} un esempio di conduzione aziendale, una squadra e società con un DNA vincente. ([[Giuseppe Bruscolotti]])
*Un paio di anni fa sono quasi andato alla Juve. La gente mi aveva parlato di [[Torino]] e aveva detto questo e quest'altro e che [[Milano]] sarebbe più piacevole. Ho detto: io non vado per i dannati negozi; me ne vado perché si tratta della Juventus. ([[Roy Keane]])
*Una grande tradizione. Una società straordinaria. È sicuramente uno dei top club al mondo. Queste sono le prime cose che mi vengono in mente pensando alla Juventus. Un club che ha avuto tantissimi grandi giocatori nel corso degli anni, molti vincitori di Coppe dei Campioni e Champions League. È in generale una delle migliori squadre al mondo. ([[Gary Lineker]])
*Una società che ha fatto la storia di tutti badando soprattutto alla sua. ([[Roberto Beccantini]])
*Una squadra che fa gola a molti, una Juventus sempre sulla breccia come una vecchia signora che si ostina a non voler ricorrere al bisturi di un compiacente chirurgo di estetica. Si accontenta di make-up scoloriti, appena appena trasparenti. Tanto che la tradizione diventa, a favoleggiarci sopra, una classe nuova di zecca, seppur con niente di tipico, niente di improvvisato. ([[Rosanna Marani]])
*Una stagione alla Juve non è mai inutile. ([[Christian Vieri]])
*Uno dei club più ammirati e cari perché, senza alcun dubbio, la Juventus è sinonimo di grandezza, di tradizione, di successi e d'orgoglio. ([[Florentino Pérez]])
*Va bene diventare sportivi, si capisce, ma sempre nella speranza che la Juve perda. ([[Mario Giordano]])
*Vedere un gruppo sempre positivo, che ha voglia di arrivare a grandi obiettivi, al di là del fatto di poter giocare o meno, ti trascina. [...] Qualsiasi giocatore che indossi la maglia della Juventus preferisce giocare meno partite ma vincere alla fine dell'anno, piuttosto che giocarle tutte ma non vincere nulla. ([[Claudio Marchisio]])
*{{NDR|Nel 2003}} Ventisette motivi per cui un interista deve accettare la Juventus. 1 Perché c'è. 2 Perché, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Altrimenti chi potremmo invidiare/detestare/sospettare (a seconda delle circostanze)? [...] 5 Perché quelle due Coppe Campioni sono state così malinconiche (1985 e 1996, entrambe dal dischetto del rigore) che adesso potrebbe anche vincere una come si deve. [...] 8 Perché, senza la Juventus, ogni saga calcistico-letteraria risulterebbe incompleta. Ricapitolando. La Juve è Voldemort (l'Inter [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]], il Milan Draco Malfoy). La Juve è Sauron (l'Inter Frodo Baggins, il Milan l'elfo Legolas). La Juve è il Lato Oscuro della Forza (l'Inter Obi-Wan Kenobi, il Milan [[Yoda|Joda]], che deve avere l'età di [[Rivaldo]]). 9 Perché indossa una divisa carceraria, ma lo fa con noncuranza. [...] 16 Perché, insieme al cioccolato e a Macario, la Juve è una delle poche cose che riesce a far sorridere certi piemontesi. 17 Perché ha riempito l'Italia di tifosi (dieci milioni!). Dicono che ce ne sia qualcuno anche a Torino, ma la notizia è in attesa di conferma. [...] 24 Perché [[Gaetano Scirea|Scirea]] era Scirea. ([[Beppe Severgnini]])
*Vivere la Juventus è un'emozione che si rinnova ogni giorno, da anni. Per me è sempre stato un onore e {{sic|un}} responsabilità guidare questi colori, vedere crescere giovani talenti, raggiungere gli obiettivi in campo, vincere trofei e regalare gioie ai [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]]. Un'esperienza che ti segna per la vita, in cui la {{sic|Famiglia}} Agnelli ha sempre saputo far sentire la sua presenza, discreta ma costante. ([[Massimiliano Allegri]])
*[Per me la Juve è] [[Zinédine Zidane|Zidane]], [[David Trezeguet|Trezeguet]], [[Pavel Nedvěd|Nedved]]. Talento, classe, disciplina, senso di squadra. ([[Paul Pogba]])
===[[Andrea Agnelli]]===
[[File:Juventus 2008-09 - Bianconeri.jpg|thumb|upright=1.2|Il soprannome ''Bianconeri'' racchiuso tra le (allora) due stelle e stampato all'interno delle maglie juventine della stagione 2008-2009.]]
*{{NDR|Sul legame tra la Juventus e la famiglia Agnelli nel 2012}} A me quello che fa piacere ricordare è pensare a come la storia di questa società si intreccia con la storia della mia {{sic|Famiglia}}: dal 1923 è con la nostra {{sic|Famiglia}} questa società e ne fa il più vecchio ''franchise'' posseduto dalla {{sic|Famiglia}} di qualsiasi sport, in tutto il mondo.
*Chi lavora per la Juventus deve avere ben presente che noi gioiamo solo al raggiungimento dell'obiettivo finale, e quindi il risultato finale e quindi il trofeo, non la singola partita; la singola partita è una mentalità che non ci deve appartenere.
*È celebre una frase dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] in passato: «Forse uno dei fattori che ha aiutato la Juventus a diventare la squadra più tifata in [[Italia]], è il fatto che al suo nome non avesse legato il nome di una città, permettendole automaticamente di non essere legata, e di raggiungere un gruppo che non deve sentirsi necessariamente legato ad un territorio». A me però piace ricordare l'opposto: che quando andiamo in [[Europa]], quando si parla di Juventus, si parla di Juventus Turin, quindi si lega automaticamente quello che è il nome della squadra al nome della città. Quindi quello che per noi è importante è portare più in alto possibile il nome della nostra società che è comunque profondamente legato al nome della città. Poi da ultimo, quale che sia l'effetto, quale che sia la riconoscibilità, quando alla fine conquistiamo un trofeo, questo trofeo a [[Torino]] deve venire, quindi questo ci lega alla città.
*Juventus è conosciuta come "la fidanzata d'Italia". È probabilmente la donna con cui ognuno vorrebbe stare.
*Juventus e FIAT sono le due maggiori proprietà che abbiamo. [...] Juventus e FIAT sono i comuni denominatori della storia della [nostra] famiglia.
*L'emozione Juventus è sempre rivolta al domani, la gioia più bella è quella che deve venire.
*{{NDR|Nel 2021}} [...] un significato della vita del quale mi sono imbattuto di recente, che è stata una definizione di [[Oriana Fallaci]], [è] che secondo lei i sensi della vita sono quattro, e secondo me si rispecchiano perfettamente nelle persone che operano per la Juventus e fanno questo mestiere, e sono amare, lottare, soffrire e vincere. Dobbiamo amare la Juventus, dobbiamo lottare per la Juventus, sappiamo che dobbiamo soffrire per la Juventus ma, soprattutto, sappiamo che dobbiamo vincere per la Juventus.
*La Juventus è più grande di ogni uomo che la potrà mai guidare.
*{{NDR|Rispondendo a Carlo Genta nel 2020}} Vorrei solo eliminare un principio: non è chi vuol vincere è [[Massimiliano Allegri|allegriano]], chi vuol vincere è juventino [...] Il dogma juventino, vincere.
===[[Gianni Agnelli]]===
*È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società.
*{{NDR|Nel 1986}} I risultati ottenuti dalla Juventus sono dovuti {{sic|sopratutto}} all'organizzazione, a un severissimo lavoro di ricerca e di selezione di talenti giovani più che a colpi di mercato audaci.
*Io considero di essere stato per il passato... non mi piace la parola «mecenate», infine un ''[[Tifoseria della Juventus Football Club|supporter]]'' della Juventus che ha avuto la possibilità d'aiutarla.
*Juventus vuol dire [[gioventù]]. Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera [[J]] in qualche titolo. Subito penso alla Juve.
*La Juve è per me l'amore di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d'amore.
*La Juventus rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago... e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni.
*Nei momenti difficili, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi.
*Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che è sorta in un liceo di [[Torino]] e che ha finito per conquistare nove, dieci milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] in [[Italia]] e, certo, altrettanti all'estero con un nome, una maglia e dei colori conosciuti in tutto il mondo.
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «Vinca la Juve o vinca il migliore?»}} Sono fortunato, spesso le due cose coincidono.
===[[Umberto Agnelli]]===
*È sempre un'emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus.<br/> Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è ripercorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia che si intrecciano da 75 anni con la storia di questa squadra di calcio.<br/> La società bianconera ha un modo particolare di leggere la storia: una storia di cambiamenti radicali e profondi, che investono la città in cui nasce e vive la Juventus, [[Torino]], i suoi abitanti e milioni di tifosi in Italia e nel mondo, storia di costume e di abitudini. E poi di emozioni.<br/> Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto «il meglio» del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite «storiche» per rivivere, così, l'emozione di quegli attimi.
*La Juventus appartiene all'[[Italia]] proprio perché appartiene a [[Torino]]. Crescendo, da torinese la Juventus è diventata italiana, ha trovato e conquistato ovunque [[tifo sportivo|tifo]], affetto, credibilità.
*La Juventus è un modo di essere, di esprimersi e di emozionarsi, vivere insieme a tanti altri la stessa passione per il calcio, possibilmente per il bel calcio. Una passione che ha unito e unisce persone di città, condizione sociali, fedi politiche diversissime... Ieri in Italia, oggi in tutto il mondo.
*La squadra ha seguito l'evoluzione del [[Italia|paese]].
===[[Giovanni Arpino]]===
*''Cara Signora, mi tolgo il cappello | il suo nome è una stella nella curva del cielo | il suo nome rimbomba della terra alla luna. | Mi vesto a festa, lancio i coriandoli | il suo nome è un nome | che si legge anche Torino. | Il suo nome è una montagna | di tanti scudetti, | agli altri la manfrina, una lacrima, un peto. | Il suo nome è il migliore, il suo nome è il più forte. | Tu dici: sono gob. E gli altri: sono morto. | Il suo nome si allunga, | si contorce in un lamento | ma resta l'idea in tutte le genti. | Si restringe, si allunga, fa eco rotondo | che perda che vinca tra i primi del mondo. | Juventus, gridano, | o Goba o Madama, | sei forte, sei cattiva, fai girare le scatole. | Ma un'altra non c'è | e nessuno è stanco | di soffrire e cantare il tuo nero e il tuo bianco.''
*Come la Mole Antonelliana o la Tour Eiffel, come l'Arco di Tito o la milanese piazza del Duomo, la Juve è, a suo modo, un monumento che deve saper mantenere intatta la propria identità.
*JUVE, JUVE La Vecchia Signora, la Madama, la Signora Omicidi, Juve primo amore, la Fidanzata d'Italia, l'ambasciatrice d'Italia, il miglior «sponsor» per Torino e l'entità piemontese: sono soltanto i più noti nomignoli e definizioni che hanno etichettato il Football Club Juventus, una realtà sportiva, sociale e umana di ormai quasi centenaria storia, una «identità» di [[Stile Juventus|stile]] e di opere che non trova riscontri nella Penisola.
*Mille società sportive, piccole e grandi, si cancellano a vicenda perché il loro modo di essere era dilettantesco fin dalle origini, viveva d'emotività, di risultati, di traguardi miracolosamente raggiunti, di sfide occasionali. La Juventus: mai. Gioca nel tempo. Il suo «valore» non è in un titolo in più o in meno, ma nella durata.
*Quando dici Juventus sei conosciuto da Helsinki a Melbourne, dal Canada al Pakistan. Ed è questa 'identità' che diventa biglietto da visita internazionale...
*Si scrive Juventus si pronuncia scudetto. «Vincere sempre, e con classe» è l'imperativo categorico della Signora. Nata come ''seleção'' della borghesia torinese, via via è assurta a modello: una riserva dov'è vietato illudersi, dove giocare fa rima con lavorare, dove la vocazione ha il sigillo della professione. È un carattere di ferro la ''fidanzata d'Italia''. Dentro lo stile, c'è lo stiletto.
*[La Juventus è] un complesso di forze vestito d'eleganza. È come una struttura. Certe volte sembra una scultura di quelle infinitamente moderne con qualunque tocco ''[[Art Nouveau|liberty]]''.
=== [[Andrea Barzagli]] ===
*Chi arriva, non ha bisogno di sentirsi fare tanti discorsi [...] guarda i giocatori che sono qui da più tempo. È accaduto anche a me e anche se non si è abituati a certi ritmi, ci si adegua, perché questo è il mondo Juve.
*L'estate in cui vinsi il [[Serie A 2011-2012|primo titolo]] , in vacanza pensavo ogni giorno che volevo vincere il [[Serie A 2012-2013|il secondo]]. Avevo una fame come non mi era mai successo. Non so cosa mi sia successo alla Juventus, ma la mia mentalità s'è trasformata. Non so come, ma nessuno me la cambierà mai più.
*Nei miei anni di Juve ci sono dentro tantissime emozioni ma se devo indicare un momento, non posso che ricordare l'{{sic|Inaugurazione}} dello [[Juventus Stadium|stadio]]. Ho visto e sentito tutta la storia della Juventus passata e presente. Ho provato un'emozione unica, che mi è rimasta dentro, un senso di responsabilità nel vestire [[Colori e simboli della Juventus Football Club|questa maglia]]. Ho sentito la storia di una famiglia.
===[[Luca Beatrice]]===
{{cronologico}}
*Fin dalla sua fondazione la Juventus è stata depositaria di un'estetica assai particolare, [[Colori e simboli della Juventus Football Club|in campo]] e fuori, capace di sintetizzare la componente aristocratica e quella elitaria, la nobiltà con il popolare, il portamento signorile al sudore proletario.
*A ben vedere, in diversi casi l'undici bianconero dimostra palesi coincidenze con gli accadimenti del tempo: non è stata forse ''beat'', imprevedibile e senza leader la Juve di Heriberto Herrera, vittoriosa nel [[Serie A 1966-1967|1967]], quasi un anticipo estetico del [[Sessantotto|'68]]? E l'italianissima e muscolare compagine del [[Giovanni Trapattoni|Trap]], vittoriosa a Bilbao nel [[Juventus Football Club 1976-1977|1977]], una Juventus resistente e tenace, come era necessario in [[Anni di piombo|quegli anni tragici]]? Oppure, lo straordinario gruppo di fenomeni messo insieme dopo i [[Campionato mondiale di calcio 1982|mondiali del 1982]], sulla strada della [[globalizzazione]] e del superamento delle frontiere, che prese il via proprio negli anni Ottanta?
*Un vecchio luogo comune vorrebbe la nostra squadra meno amata nella sua città, così come un'altrettanta abusata diceria coniuga il tremendismo atletico e agonistico [[Torino Football Club|all'altra squadra]], carattere forse presente un tempo, non certo negli ultimi vent'anni, quando invece grinta e determinazione in campo, di non mollare, di giocarsela fino all'ultimo istante, sono tipici tratti della juventinità.<br/>A Torino, invece, si respira Juventus un po' dovunque: la panchina di corso Re Umberto, il Liceo d'Azeglio, le varie sedi (Galleria San Federico, piazza Crimea e ora corso Galileo Ferraris), gli stadi (da Piazza d'Armi al Comunale, dal Campo Combi al Delle Alpi che in molti cominciamo a rimpiangere), e poi le strade, i quartieri, da Mirafiori alla collina, da San Paolo alla Crocetta, c'è tanta Juve nella storia della capitale sabauda, un percorso che attraversa, decennio dopo decennio, l'arte e la cultura del Novecento.
===[[Giampiero Boniperti]]===
*C'è un'eleganza che non è deliberata, ma che si acquisisce o s'interpreta una volta che viene indossata quella meravigliosa divisa [bianconera].
*{{NDR|Nel dicembre 1976}} Ci sono un [[odio]] e una [[gelosia]] nei nostri riguardi che mi spaventano, e che mi fanno riflettere sul divario fra la passione folkloristlca di ieri e la [[Ira|rabbia]] devastatrice di oggi.
*{{NDR|Nel giugno 1977}} I tempi sono cambiati. La Juventus non è più la squadra dell'aristocrazia, tifano per la Juventus anche gli operai della Fiat.
*Juventini si nasce: il mio è stato il primo distintivo bianconero circolato a Barengo quand'ero ancora un ragazzino e giocavo nel Momo. Ma juventini si può anche diventare: quando si decide che non si vuole più soffrire troppo!
*{{NDR|Sul «pragmatismo» della Juventus}} La Juve degli Agnelli e della FIAT: di qui il concetto di fabrica, di produzione, assemblare e vincere l'utile preposto al dilettevole. Un marchio che, credo, ho contribuito a imporre.
*La Juve è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire. Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tuttora.
*La Juve, il sogno della mia vita. La sognavo davvero. Perché io, che portavo all'occhiello il distintivo bianconero, avevo in quegli anni un solo desiderio: giocare una partita di serie A con la maglia bianconera.<br/> Me ne sarebbe bastata una, ero sicuro, per essere felice per sempre. È andata meglio: in campionato ne ho giocate 444.<br/> Ho fatto la mia parte senza sacrifici.<br/> Perché ho dato quello che avevo dentro. Sono un uomo felice.
*La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore. È il mio cuore.
*{{NDR|«Perché la Juve è così antipatica»}} Lo è adesso, lo era quando la dirigevo io, lo sarà in futuro. L'invidia rappresenta una medaglia al valore. E comunque se mezza Italia tifa Juve, ci andrei piano con le etichette. Di sicuro, è una società che divide. O con lei o contro di lei. La sua forza, il suo fascino.
*Questa è la Juve, arrivare secondi è una tragedia.
=== [[Leonardo Bonucci]] ===
*Alla Juventus il concetto di squadra è il primo valore che viene inculcato. Il concetto del {{sic|Noi}} che prevale sull'{{sic|Io}}. La squadra non è fatta solo da chi scende in campo, ma da tutti coloro che ogni mattina si svegliano e si mettono al servizio di quei colori: il bianco e il nero.
*{{NDR|Nel 2023}} Entrare dentro quello spogliatoio era come portare un bambino alle giostre. È una sensazione emozionante e troppo bella da descrivere [...] Da bambino quando rincorri il pallone hai il sogno di vestire una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia come quella della Juve]] e riuscirci per 500 volte significa aver fatto la storia della Juve ed è una grande emozione ed è motivo d'orgoglio.
*Facile venire allo stadio e applaudire quando tutto va bene. Il vero tifoso applaude quando il momento è difficile per aiutare la squadra. La Juventus sono quelli che scendono in campo, quelli che vanno in panchina, quelli che vengono allo stadio e quelli che sono a casa davanti alla TV, il motto della Juve è fino alla fine e fino alla fine bisogna essere uniti. Credere nella Juventus, nella squadra e nel progetto.
===[[Adalberto Bortolotti]]===
*Il calcio italiano non può fare a meno di una Juventus di vertice. Il resto è favola.
*Io credo che uno dei segreti dei successi juventini, sia proprio questa «demonizzazione» che dei bianconeri fanno le tifoserie avversarie. La Juve può essere battuta [...] se la si affronta senza complessi. Ma quando è lei a vincere, non si può liquidare la questione, dicendo che era tutto prestabilito nelle alte sfere.
*L'unica reale colpa della Juventus sta nei suoi [...] scudetti vinti, nell'abituale leadership esercitata sui campionati, sicché quella che per ogni altra squadra di vertice è una normalissima pausa di riflessione, un'annata di transizione fra vecchi e futuri successi, nel caso della Juventus diventa un'accusa infamante. Condannata a vincere sempre e comunque – salvo poi ad essere crocefissa dalla critica per questa sua tendenza razziatrice – la Juventus non può concedersi un solo attimo di respiro È il destino dei forti, e la Juve serenamente lo accetta.
*La Juve è odiata (ma anche, amatissima) perché vince molto, a volte persino troppo. Questo le procura schiere di fans accaniti e sacche di nemici irriducibili. Chi resta per gran tempo sulla cresta dell'onda, fatalmente va incontro a questo tipo di reazioni. Non credo alle motivazioni ideali di chi ammanta il proprio «odio bianconero» con nobili proclami; secondo questi [...] la Juve rappresenterebbe il potere, l'ingiustizia, la discriminazione, più o meno tutti i mali profondi dell'umanità. E battersi contro questo ricettacolo di nequizie significherebbe vestire i panni rivoluzionari e romantici del cavaliere senza macchia. Io credo che la Juventus abbia vinto più degli altri perché meglio organzzata e sempre sostenuta – questo sì – da una solidità economica frutto non solo di patrimoni di famiglia ma anche e soprattutto di oculate amministrazioni. E si sia avvalsa di dirigenti tecnicamente più avveduti della media. Come tutte le squadre di vertice, ha spesso goduto di particolari riguardi: non perché si chiamava Juventus, ma perché stava in testa.
===[[Gianni Brera]]===
*[La Juventus] non è una squadra, è un fenomeno sociale. La nobiltà le viene dagli anni, più giovane di poco ad altri club di [[Torino]] troppo esclusivi per non morire di solitudine. Il Duca degli Abruzzi esprimeva plus-calore con altri nobili che presto si vergognarono dei propri slanci plebei. Il calcio squalificava socialmente in [[Gran Bretagna]] e Scandinavia, dove era localizzabile l'élite della nuova religione sportiva. Borghesi ancora ignari unirono i propri estri snobistici chiamando pedissequamente Juventus la loro prima collusione pedatoria.
*La gentile Torino spasimava per le rozze grandigie d'un popolo artigiano e contadino che inglesi ed europei centro-nordici stavano riportando all'industria. La Juventus fu sempre vagamente odorosa di privilegio sociale. Gli aristòcrati si beavano del Torino plebeo (esattamente come al [[Associazione Calcio Milan|Milan]]): a mezzo fra loro e la plebe usavano profondere slanci plus-calorici i borghesi colpevoli della retorica Juve.
*Uno scudetto vinto da altre è sempre perso dalla Juventus: e proprio questo è il fascino del [[campionato italiano di calcio|campionato]].
===[[Gianluigi Buffon]]===
*È l'alibi migliore per chi non vince; dire che la Juve è davanti perché si comporta in maniera scorretta è una giustificazione da dare ai tifosi. La Juve è come il maggiordomo: sempre colpevole.
*La Juve è stata la mia vita calcistica, ci sono stati i ricordi bellissimi, un’avventura e crescita umana e consacrazione dal punto di vista sportivo.
*La Juve stata la mia vita calcistica, ho dei ricordi bellissimi di una crescita sia dal punto di vista umano che sportivo. L'universo Juve manda a soqquadro le tue certezze, però nel momento in cui riesci a farlo tuo non ti mollerà mai.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus, forgiata dal genio calcistico e dalla visione di tanti campioni, ha trovato nella famiglia Agnelli un faro costante di guida. Con ogni trionfo e sfida, la famiglia ha dimostrato un amore incondizionato per i colori bianconeri, trasformando sogni in realtà. Un viaggio di un secolo, intrecciato di passione, dedizione e vittorie senza tempo.
*Possono cambiare gli uomini, possono cambiare i dirigenti, però quello che ha di forte questa società sono i giocatori cui è stata tramandata una voglia di vincere, di primeggiare, che non è pari in nessuna altra squadra.
*Una vita di successo, lotta ed impegno. È una famiglia in cui sono cresciuto e ha aiutato gli altri a crescere. È una sorta di scelta di vita, un modo di vita.
===[[Vladimiro Caminiti]]===
*Juventino sono se mi si intende riferire amore storico per la società più grande e più nobile della nostra terra come i suoi scudetti [...] testimoniano.
*La Juventus per un poveraccio è qualcosa di più di un hobby domenicale, di una ragione di tifo, ma può ipostatizzare un'intera vita, l'illusione di una vita.
*Qualunque sia la situazione sociale, storica, il ruolo della Juventus non può cambiare. Ruolo perennemente vincente, ruolo glorioso.
*Questa è la Juve che raccontai per anni, squadra superiore a tutte nel momento in cui finivano le chiacchiere e cominciavano i fatti.
===[[Fabio Capello]]===
*{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve!
*Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità.
*{{NDR|Nel 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata.
*{{NDR|Nel 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita
*La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto.
*Quando sei alla Juventus diventi un operaio.
===[[Antonio Conte]]===
*Chi affronta la Juve fa sempre la partita della vita. Per noi è normale amministrazione.
*{{NDR|Nel 2023}} Famiglia Agnelli-Juve un legame indissolubile, una storia epica. Un lungo, affascinante, e vincente romanzo di vita e di sport, che non smette mai di emozionare e stupire. È un grande orgoglio fare parte di questa storia.
*Io so cosa rappresenta la Juventus in Italia, non c'è bisogno che lo dica anche oggi, ogni volta. In Italia o si è juventini o si è contro. Quindi noi siamo sempre soli contro tutti. Magari per loro è un fatto sporadico pensarlo, per noi è un fatto sistematico. È stato sempre così, sarà ancora così, finché la Juventus vince sarà sempre sola contro tutti.
===[[Corrado Corradini]]===
*''Juventus, Juventus, | la squadra dei grandi sei tu | che non tramonta più.''
*''La gioventù, di cui portiamo il nome, | ci pulsa appien nei muscoli e nel cuor | sappiam goder ma pur sappiamo come | si debba oprar sui campi dell'onor.''
*''Miei cari amici difendiam con gioia | i colori nostri e il gioco del foot-ball. | I rammolliti fiacchi per la noia | ne dican pur tossendo tutto il mal.''
===[[Maurizio Crosetti]]===
*La Juve è da sempre la più forte anche per come si nutre di antagonismo, per come distilla l'odio e lo trasforma in nettare. Ben più degli arbitri, il segreto della Juve è la Juve con il suo senso estremo di tutto [...]. La Juventus, si dice in piemontese, è una "bestia grama", una creatura solo in apparenza del Male: è invece una macchina mostruosa che si alimenta di cattiveria non soltanto agonistica, ma che sa rinascere da ogni sua piccola morte apparente [...]. Mezza Italia la odia, invece dovrebbe imitarla anche nello sporcarsi le mani, nel saper soffrire. Non è rubare, è ferocia. È una vocazione.
*{{NDR|Nel 2007, sulla mostra ''Juventus. 110 anni a opera d'arte''}} Squadra anche fisica, la Juve lo è sempre stata. Non si sospettava che fosse anche metafisica.
*Una squadra di controbalzo. La Juve addomestica i palloni, li blandisce e non li giudica mai perduti. Adora le carambole sghembe e l'impossibile. E chi crede nell'impossibile, qualche volta lo raggiunge.
===[[Giuseppe Cruciani]]===
*L'anti-juventinismo è un lavoro, un mestiere che paga. Nei media la Juventus fa audience a prescindere: puoi parlarne bene e puoi parlarne male. Così c'è chi si è creato un personaggio.
*L'anti-juventinismo militante si basa su mille contraddizioni. Ha attraversato il culmine nel momento di Calciopoli, quando non c'erano nemmeno prove reali a sostegno di quelle accuse. Si è poi attenuato negli anni in cui la Juve arrivava settima. Nel momento in cui la Juventus è tornata forte è risorto l'anti-juventinismo d'accatto, quello di professione, il più becero. Questa altalena dimostra che per placare questa sindrome la Juve dovrebbe tornare sesta o settima. Vi sembra normale tutto ciò?
*Si parla del "potere della Juventus" che viene identificata con la Fiat e la famiglia Agnelli che, peraltro, non era l'unica famiglia depositaria del potere, ma poi mancano le prove. Certo, avere dietro la Fiat dà potere economico e questo rende forte la squadra, però dov'è il reato? Allora anche il Real Madrid o il Bayern Monaco hanno "potere"… Sento in continuazione dei teoremi sui furti della Juventus, che poi vengono smentiti dai fatti.
===[[Italo Cucci]]===
*Ho sentito dire [...] che "la Juve è uguale a ogni altra squadra e società", che "la Juve è odiatissima". Da giornalista che non tifa Juventus ma sa quanto valga la Signora sul piano editoriale, quale sia il suo peso presso la pubblica opinione, vorrei precisare che la Juve non è affatto come ogni altra squadra o società perché [...] ha vinto più di tutti, è non è "odiatissima", bensì la squadra più amata dagli italiani. Gli odiatori sono tanti – soprattutto i tifosi delle squadre dirette concorrenti – ma tantissimi anche gli italiani che, tifando per la squadra di città, amano la Juve in seconda battuta. [...] Ciò spiega – fra l'altro: e lo dico, a titolo personale, con tutta sincerità – il fervore critico che accompagna la Juve-che-perde; tutti [...] preferiscono la Juve vincente a quella che si dibatte in polemiche di basso livello che ne limitano spesso il potenziale tecnico.
*La Juventus non è solo un club come tanti, è una famiglia il cui umore solidale si estende – a volte con dibattito, spesso con amore – alla squadra.
*Mi convinco, con il tempo, che rappresentare la Juve non è facile; per mia memoria, ci riuscirono bene tre personaggi [...]: Boniperti, con uno straordinario repertorio di mosse fascinose e furbe, diciamo giochi di... prestigio; Trapattoni, con l'esaltazione del lavoro e delle regole, diciamo giochi... in famiglia; e Scirea, per il quale non ho bisogno di parole: spendo solo un pensiero – quando ne scrivo – e una preghiera.
===[[Alessandro Del Piero]]===
[[File:Alessandro Del Piero 2008 cropped.jpg|thumb|Alessandro Del Piero, giocatore della Juventus dal 1993 al 2012, è il detentore dei record di maggior numero di vittorie, presenze e reti nella storia del club.]]
*Chi conosce la Juventus, sa che dopo che si è vinto, bisogna rivincere. E rivincere ancora.
*{{NDR|Cosa c'è di speciale nello spogliatoio bianconero che consente di trovare le motivazioni per alzare l'asticella ogni anno di più?}} Faccio un elenco? Mentalità, qualità, ambizione, struttura. Alla Juve si volta pagina giorno dopo giorno, vittoria dopo vittoria, e si costruisce il successo seguente.
*Il nostro nome è identità, significa gioventù. Nati nel 1897, ma non è il tempo a definirci. Siamo simbolo di eleganza, tradizione, orgoglio italiano cucito addosso come una seconda pelle. Abbiamo radici profonde, il desiderio costante di andare oltre, di migliorare sempre. Siamo dove il tempo non è ancora arrivato. Il nostro successo non sta solo nelle vittorie. È stile nel modo in cui vinciamo, è classe in ogni sfida. La nostra storia continua, si scrive oggi, si scrive domani. Siamo la Juventus, dal 1897 e per sempre.
*La Juve è casa mia. Così come lo è [[Torino]], tutt'e due parti di un processo graduale e inesorabile che mi ha portato a sentirmi figlio di entrambe. Il legame con la Juve però è antecedente a quello con la mia città, e sconfina in quel territorio mitico dell'infanzia, di poster e sogni di gloria che cullavo, da bambino perennemente attaccato al pallone qual ero. Con questa squadra ho vinto tutto, assaporando la sensazione di tornare a Torino con la coppa più ambita in mano, e ho perso tutto, magari all'ultimo minuto, all'ultimo rigore, con in bocca l'amaro di aver lavorato, lottato, sudato per un anno intero per niente... Momenti di gioia incredibile, in cui ti senti sul tetto del mondo, ma anche momenti di scoraggiamento, di delusioni bruciate, di incredulità.
*La Juve è dentro la sua storia, che è fatta di vittorie e di mentalità vincente: questa è la sua forza. È una squadra che vince perché ha imparato a soffrire quando non vinceva.
*Quando diciamo che la Juve è la squadra [[Amore e odio|più amata e più odiata]] d'Italia, sveliamo una profonda verità. Su questa verità si sono costruiti oltre cent'anni di successi, perché sapersi amati e odiati dà una carica incredibile. È il famoso "peso della maglia": rendi più di quello che sei, giochi meglio perché sei della Juve. Vale pure per gli avversari, che contro i bianconeri sentono di dover giocare la partita della vita. Dunque, essere juventini è molto difficile, ti trovi sotto una continua pressione, è logorante ma esaltante.
*Se giochi nella Juve nell'arco dell'anno devi migliorare, non puoi essere lo stesso giocatore di quando sei arrivato, questa è la Juve.
*{{NDR|Nel 2026 a [[Thierry Henry]]}} Sei stato qui solo per un anno [1999], ma sai perfettamente cosa intendo. Lo scheletro della squadra, sai? Hai bisogno di cinque, sei, sette giocatori che sappiano ve si trovano. Perché la responsabilità che questa squadra ha – non sto parlando dell'Europa, ma dell'Italia – è grande. Puoi sentirla davvero ogni giorno in allenamento o quando esci. [...] E questa è una cosa che se non sei preparato, se vieni colpito, potresti ritrovarti nella posizione di non essere in grado di dare il massimo. Ecco cosa intendo. [...] A proposito di "non mollare mai", sai, in particolare abbiamo un altro motto qui, ovvero "fino alla fine". Questo genere di cose deriva da generazioni e generazioni, anni dopo anni.
*Sono come la Juve: non pongo limiti nemmeno a me stesso.
*Sono orgoglioso di essere juventino, di essere una «bandiera», come mi definite spesso, ma in realtà io sono solo una piccola parte di una grande bandiera bianconera, che cresce col passare degli anni e se ognuno di voi guarda con attenzione ci trova scritto anche il proprio nome...
*Un cavaliere non lascia mai una Signora.
===[[Didier Deschamps]]===
*{{NDR|Sul legame con la Juventus}} Ho cambiato completamente pianeta, anche se avevo avuto una buona anticipazione al [Olympique] Marsiglia. Ma la Juve è la Juve, uno dei più grandi club a livello europeo e mondiale. [...] Un grande club dal punto di vista dell'organizzazione, dal magazziniere al presidente, tutti orgogliosi di essere a servizio del club. Questo non dà ai giocatori alcuna scusa quando arriva la partita. Quando la Juve pareggia è una catastrofe, se perde è uno tsunami. C'è un grande professionismo.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Marcello Lippi]] durante la seconda metà degli anni 1990}} La voglia di lottare che aveva la nostra squadra era qualcosa di diverso e inimitabile. E arrivava immediatamente dopo aver vestito quella maglia: era come se infondesse coraggio, grinta e un unico desiderio: superare l'avversario.
*Se allenassi un club, imposterei il mio lavoro seguendo la scuola Juve. Lì ci si allena tanto a livelli altissimi per ottenere risultati.
===[[John Elkann]]===
*{{NDR|Nel 2023}} C'è un doppio filo di continuità che unisce la nostra famiglia alla Juventus dal {{sic|24 luglio del 1923}} a oggi: un amore viscerale, perché legato a momenti di vita in famiglia e a ricordi indelebili. E poi la responsabilità di costruire il futuro innovando e adattandosi ai tempi. Come diceva [[Gianni Agnelli|mio nonno]]: "Juventus vuol dire [[gioventù]]". Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*{{NDR|Nel 2023}} Fin da quando nel 1923 [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|mio bisnonno]] divenne presidente, nella Juventus la tradizione sta nell'innovazione.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve è stata storicamente l'ossatura del calcio italiano, ne è parte integrante. Ha dato la [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|struttura alle nazionali]] che hanno vinto i [[Campionato mondiale di calcio|titoli mondiali]]. E sul piano economico con le [[Calciomercato|operazioni di mercato]] ha speso mezzo miliardo di euro negli ultimi anni per acquistare giocatori in Italia, contribuendo in modo significativo a sostenere i bilanci delle squadre di [[Campionato italiano di calcio|serie A e serie minori]]. Siamo sempre stati una forza positiva per il calcio italiano e vogliamo continuare ad esserlo, rimanendo aperti al dialogo e alla collaborazione con le istituzioni.
*La Juventus è la squadra italiana più amata e seguita: rappresenta il nostro calcio nazionale [...] La Juventus non è il problema, ma è, e sarà sempre, parte della soluzione.
*La Juventus ha sempre avuto una storia molto forte con l'Italia ed è sempre stata la spina dorsale della nostra [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]. Se guardiamo i grandi successi dell'Italia, questi sono anche dei grandi successi juventini.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus ha sempre sentito un forte senso di responsabilità: noi come famiglia [Agnelli] l'abbiamo da {{sic|100}} anni e siamo partecipi all'evoluzione del nostro Paese. È anche un modo per contribuire, come la Juventus ha sempre fatto, al miglioramento dell'Italia e anche all'esempio che la Juventus dà e ha dato.
*[...] Siamo prima di tutto dei tifosi. Ci sono squadre di calcio che sono legate {{sic|ad}} un'azienda, ne sono storicamente l'emanazione, come è stata il PSV Eindhoven con la società olandese Philips. La Juventus no. Non è mai stata l'emanazione di una società come la [[Fiat]]. È sempre stata la squadra di una famiglia, non di un'azienda.
===[[Patrice Evra]]===
*Chi gioca nella Juve lo fa per vincere il campionato. Chi indosserà questa maglia il prossimo anno lo farà per vincere la Champions. Questo è l'obiettivo. Significa guardarsi allo specchio e chiedersi: sei scarso o sei all'altezza? Ora abbiamo fatto solo il nostro lavoro. Non è presunzione, ma vincere lo scudetto qui è una cosa normale.
*L'obiettivo della Juventus, a inizio stagione, è sempre quello di vincere [...]. La vera Juve è quella che vince i [[campionato italiano di calcio|campionati]] [...]. L'avversario più pericoloso per noi è la Juventus: non è arroganza, lo penso veramente.
*La mentalità della Juve è molto diversa. Ti controllano tutto, ti costringono a mangiare in un certo modo e devo dire che ho imparato moltissimo, anche tatticamente. [...] È stata una delle sfide più difficili della mia vita ed è per questo che sono così orgoglioso di aver trascorso due anni e mezzo con loro.
*Per me la Juventus rappresenta veramente la cultura di vincere tutte le partite.
*Per questo club ho un rispetto incredibile, mi sto attaccando molto a questa maglia. Chissà, dev'esserci un angelo, perché mi sembra di aver trovato un'altra casa.
*{{NDR|Somiglia allo [[Manchester United Football Club|United]]?}} Tanto. Quando arrivi a Manchester ogni sconfitta è un dramma, perché devi rispettare la storia [...] Sono magliette pesanti, c'è grossa pressione. E se prima ancora del talento, hai personalità, è già un passo avanti.
===[[Gonzalo Higuaín]]===
*Da avversario, sai che è la Juve il rivale da battere [...]. Ora che sono qua, mi accorgo di come sia società che compagni lottino e lavorino ogni giorno per continuare a vincere: nonostante le numerose vittorie, qua c'è ancora tanta fame, tanta voglia di fare ancora di più!
*Da fuori dici sono forti, hanno fatto 25 vittorie di fila, eccetera. Poi arrivi qui e dici: cazzo [...]. Ci sono giocatori che hanno vinto tanto eppure ancora hanno questa fame di vincere ancora. È una cosa che ti contagia e ti dà la voglia di migliorare ancora.
*Nel Real Madrid e nella Juve si lotta per arrivare in fondo a ogni competizione. Entrambi i pubblici sono esigenti e carini. Sono due mondi che si assomigliano abbastanza da questo punto di vista [...]. La Juve è nata per vincere, lo dice la sua storia. Qui è l'unica cosa che conta e ti preparano per quello, ti trasformano in una macchina da guerra. La Juventus lo dimostra da anni, vincendo scudetti con 3-4 giornate d'anticipo. Quello vuol dire qualcosa. Tra Torino e Madrid cambia magari il modo di giocare, ma la mentalità è la stessa: devi vincere tutto.
*Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta: non è una frasetta, ma l'esempio più chiaro dell'essenza di questa squadra. Arrivi in un modo, e non è che ti cambiano, ma cercano di migliorare il tuo punto debole. E poi ci sono tanti collaboratori, che non sbagliano mai, e tu devi solo preoccuparti di giocare: è una cosa fondamentale.
===[[Simon Kuper]]===
*{{NDR|Nel 2013}} Come la [[Ferrari]] (anch'essa proprietà degli Agnelli), o Gucci o un delizioso ristorante [italiano] all'angolo, la Juventus punta a qualcosa di molto difficile: essere l'eccellenza in un paese in decadenza.
*La Juventus non è una società che va subito nel panico. Prima di tutto vuole vincere, questa è la cosa più importante, ma se questo non avviene nell'immediato non si stravolgono i piani per ricominciare da capo. Questa è una cosa rara nel calcio a causa dell'attenzione mediatica e della pressione quotidiana. Pochi club sono in grado di resistere e mantenere la propria posizione.
*Molti club italiani portano il nome della loro città e sono legati a sentimenti di appartenenza locale, ma la Juventus spazia l'intera [[Italia|nazione]]. [[Gianni Agnelli]] disse: «Non avere il nome di una città ci ha portato grande popolarità. Ci ha resi nazionali». Poche istituzioni in una Italia sempre divisa in fazioni possono farsi lo stesso vanto.
===[[Stephan Lichtsteiner]]===
*Il segreto della Juve è la sua grande voglia di vittoria. Che è più grande di quella dei suoi rivali.
*La storia dice che la Juventus vince quasi sempre, appena arrivi capisci che si respira un'aria diversa.
*Qui devi vincere, non c'è altro messaggio che puoi apprendere.
===[[Marcello Lippi]]===
*Giocare nella Juventus significa non accontentarsi mai. Vinto lo scudetto? Bene, c'è la Champions. Vinta la Champions? Bene, c'è l'Intercontinentale. Vinta l'Intercontinentale? Bene, c'è da rivincere lo scudetto. C'è sempre poco tempo per festeggiare.
*[Alla Juventus] gli anni più belli della mia vita professionale, persone fantastiche, risultati fantastici...
*Intanto, voglio dire che la Juventus non è mai morta, dunque chi la dà per spacciata non la conosce. La Juve in un certo senso è immortale, soprattutto quando la feriscono.
*Io so di essere un tecnico segnato. Non si può stare tanto tempo come me alla Juventus e non finire per farne profondamente parte. La verità è che io sono ormai juventino nei cromosomi, dovunque mi capitasse di andare.
*La forza della Juventus è che quando vinci una partita, per quanto importante, per quanto bella, per quanto spettacolare, il giorno dopo viene cancellata e si pensa sempre a quella successiva. All'inizio è frustrante, ma poi capisci che è il segreto del successo.
*La [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] e la Juventus sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore.
*{{NDR|«La Juve. Cos'avrà mai di così speciale?»}} La storia, e la competenza delle persone che se ne occupano. La diversità la noti davvero soltanto quando ci sei dentro. Poi, certo, la Juventus non è solo la squadra più amata, è anche la più detestata, è antipatica perché ha vinto tanto. E allora io dico che è proprio bello essere antipatici.
===[[Paolo Montero]]===
*Alla Juventus il risultato arriva prima di ogni altra cosa; l'obiettivo è quello di vincere, sempre!
*{{NDR|Nel 2023}} Cento anni di proprietà [degli Agnelli alla Juventus] rappresentano qualcosa di unico. Personalmente non riesco a immaginare la Juventus senza gli Agnelli.
*Cosa abbiamo in più noi della Juve? La voglia di giocare, di vincere. I grandi campioni ci sono dappertutto [...]. Quello che fa la differenza è, appunto, la voglia. [...] Siamo la Juve, non una squadra qualsiasi.
*{{NDR|«Ma cosa vuol dire giocare nella Juventus?»}} È il massimo. Ti senti uno di famiglia da subito. E poi quella maglia è una corazza.
*È una scuola, ti insegna a vivere, a comportarti e a dare importanza ai giusti valori. Insomma, per me è stata una vera famiglia.
*La Juventus è tutto ciò che la parola famiglia racchiude: unione, sacrificio, aiuto a crescere. Amore. E non c'è ombra di retorica.
*Per me la Juve è famiglia. L'ho sempre sentita e vissuta così. Ieri, oggi e sempre.
*Sai che ti dico? Non so se la Juve sarebbe così forte se non fosse tanto odiata. Altro che simpatia.
*Sono diventato juventino il primo giorno che sono arrivato a [[Torino]], quando mi sono reso conto quanto la Juventus fosse odiata dal resto delle tifoserie d'Italia. Il loro odio io l'ho trasformato in amore per la Juventus. Contro tutto e tutti.
===[[Domenico Morace]]===
*Al di là delle colorazioni di parte, la Juve è la più amata dagli italiani. Non esiste, da Bolzano a Pantelleria, una squadra che abbia un tale seguito, numerico e passionale, come la Juve. Ha tifosi al Nord, dove è di casa, ed ancor più al Sud, dove imparano ad amarla a distanza, attraverso le cronache o le immagini televisive. Come e perché questa squadra colpisca la fantasia ed il cuore dei tifosi, si sa da tempo: [...] l'identificazione col potere del Nord, la voglia di integrazione dei meridionali del Nord, la smania di partecipare ai successi che è la molla di ogni attività umana.
*La Juve, nei secoli, è stata la più amata dagli italiani. Dalle Alpi a Pantelleria, non c'è zona dove il tifo bianconero non abbia profonde radici. La Juve è stata, ed è, simbolo di integrazione e di riscatto per i meridionali del nord e un trepido amore per quelli nati e cresciuti tra le nebbie. Intrecci sportivi e sociologici hanno spiegato quella che è più di una passione. Gli italiani, si sa, scelgono sempre chi vince e i tifosi proletari della Juve hanno persino dimenticato i rancori di classe: Agnelli, per loro, non è mai stato il padrone, ma soltanto il benefattore che regalava felicità domenicali.
*Si sa, la Juve è la fidanzata d'Italia: dalle Alpi a Pantelleria, da sempre battono cuori bianconeri. [...] come mai uno del profondo Sud trova affinità elettive con la Vecchia Signora torinese anziché, mettiamo, col Napoli, la squadra della capitale del vecchio regno dei Borboni? La Juve è stata, in passato, la squadra che più ha eccitato l'immaginario collettivo: vinceva, e l'identificazione col vincitore è sempre stato lo sport preferito da noi italiani. Era la squadra dei padroni ma, in nome del calcio, venivano superate anche le barriere sindacali. Per i meridionali, arrivati a Torino con la valigia di cartone, inseguendo il sogno, o il miraggio, del miracolo economico, la Juve è stato il modo per integrarsi con un ambiente quasi sempre ostile.
===[[Giampiero Mughini]]===
*La Juventus è l'unica donna della nostra vita che non c'ha mai tradito.
*La squadra che un italiano su tre considera la sua "fidanzata" ideale e mentre gli altri due italiani su tre la reputano invece il Male Assoluto.
*{{NDR|Nel 2015}} Una squadra che è tornata ad essere l'orgoglio del calcio italiano alla faccia di tutti i club "Juve merda" disseminati per lo stivale. Una squadra che è una scuola del carattere, uno stemma, un brand. L'unico brand italiano del 1930 tuttora in voga.
===[[Gianpaolo Ormezzano]]===
*Ho avuto due fortune nella vita: non essere nato donna afghana a Kabul e tifoso della Juventus a Torino.
*In una storia lunga più di un secolo tante cose belle ha insegnato la Juventus al calcio italiano, concentrando e limitando apprendimento e frequentazione di quelle brutte ad un periodo corto, gli anni appunto Calciopoli. Il club che ha "fondato" uno [[Stile Juventus|stile]], che ha riempito di giocatori la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], che ha vinto più scudetti di ogni altro.
*La Juventus è da sola una parte enorme del nostro calcio. C'è perché sennò non c'era proprio niente alla «j» o «i lunga», e se è vero che non c'è niente neppure alla «y» o «i greca», è anche vero che da quelle parti del dizionario non si trova la più importante squadra d'Italia e – dicono – del mondo.
===[[Michel Platini]]===
*[Gli] Agnelli e Juventus non sono soltanto il calcio, sono una istituzione.
*Con la maglia bianconera ho vissuto i momenti più belli della mia carriera: due scudetti, una Coppa dei Campioni (in una [[Strage dell'Heysel|serata tristissima]]), una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale in cinque stagioni. Sono successi che un calciatore può raggiungere solo se gioca in una grandissima squadra. Ma non è soltanto per i trofei conquistati che sono orgoglioso di aver coronato la mia carriera giocando nella Juventus: è anche la consapevolezza di appartenere, per tutta la vita, ad uno dei pochi miti dello sport.<br/> Per me Juventus vuol dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire [[cultura]] e [[Stile Juventus|stile]] che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l'amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici.
*{{NDR|Nel 2023}} Credo che per gli Agnelli la Juventus sia stata e sia ancora storia, passione, immagine, una specie di bolla nella quale osservare la propria tradizione secolare, un caso unico, mondiale [...] nel senso che altrove ho conosciuto presidenti e imprenditori proprietari di un club di calcio ma gli Agnelli non erano solo questo, erano e sono una famiglia legata al calcio non per interessi esclusivamente finanziari.
*Ho cominciato a giocare nella squadra più forte della Lorena, continuato nella squadra più forte di Francia, e finito nella più forte del mondo.
*Non conoscevo la storia della famiglia Agnelli, in Francia seguivo le partite delle squadre italiane ma nulla sapevo dei presidenti. Quando arrivai a Torino {{sic|scoprii}} una realtà che non riguardava soltanto la Juventus e le sue vittorie ma chi l'aveva condotta per anni con uno stesso cognome: Agnelli. La conoscenza dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] e di suo fratello [[Umberto Agnelli|Umberto]], mi fece comprendere l'importanza e il significato di una dinastia unica legata al club, una storia affascinante vissuta con personaggi di grande carisma e competenza, nel rispetto della tradizione di famiglia. Per me, anni bellissimi e indimenticabili.
*{{NDR|Nel 2011}} Se continuo a ricevere premi e se sono entrato nella Hall of Fame del calcio italiano lo devo a una società che mi ha acquistato e mi ha aiutato a diventare un calciatore vincente. La Juve mi ha insegnato tanto e io sono rimasto molto affezionato a questa società e alla squadra di quei fantastici anni.
===[[Giuseppe Prisco]]===
*Certe volte la gente per strada mi chiede di non parlare solo contro il [[Associazione Calcio Milan|Milan]], ma anche contro la Juventus. E rispondo: «Ben volentieri, ma quando c'è l'occasione. Non posso dire 'porca Juventus': sarebbe una cretinata inutile».
*Se stringo la mano a un [[Associazione Calcio Milan|milanista]] mi lavo le mani, se stringo la mano a uno juventino mi conto le dita.
*La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall'infanzia. Alla lunga ci si rassegna.
*{{NDR|Sul "caso [[Mark Iuliano|Iuliano]]-[[Ronaldo]]" in Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998}} Il rigore dello juventino su Ronie? Non è furto. Quando c'è la Juve è sempre ricettazione. Gli juventini a volte confessano i furti ma mai la refurtiva.
===[[Claudio Ranieri]]===
*Dobbiamo essere sempre i migliori. I campioni sono tali perché vogliono essere sempre i migliori e noi tutti dobbiamo assorbire questo DNA dai nostri. Quando vedrò tutta la squadra dare tutto fino all'ultimo allora potrò dire che avranno capito cosa significa essere la Juventus. Vale a dire non rilassarsi dopo aver vinto una partita. Noi non possiamo permettercelo, perché siamo la Juve. Io stesso non sono arrivato qui per grazia ricevuta. Mi sono guadagnato tutto giorno per giorno. E noi giorno per giorno dobbiamo lavorare per migliorare.
*La società bianconera è strutturata in maniera importante, è bella, quadrata: ognuno è al suo posto, sanno quello che devono fare, programmano il futuro, per cui credo sia importante vedere anche come loro lavorano, non solo la squadra in campo.
*Stare alla Juventus significa voler essere i numeri uno e non accontentarsi mai.
===[[Arrigo Sacchi]]===
*La Juve, a tutti i livelli, è un esempio di squadra che moltiplica le qualità dei singoli.
*La Juventus è l'esaltazione della qualità, dell'organizzazione e della potenza.
*La Juventus è la squadra di adulti. Non sei mai sicuro di vincere contro di loro finché non muoiono.
*La volontà, il dare tutto, la generosità e la serietà della Juve dovrebbero essere un esempio per tutti i club. La cultura della vittoria fa parte da sempre del DNA dei bianconeri: si trasmette ai giocatori facendone dei protagonisti. La storia di questo club, a parte qualche piccola pausa, è sempre stata caratterizzata da una sete di vittorie senza pari. Forse non sempre la Juventus ha convinto, forse non sempre è stata bellissima, ma sicuramente è sempre stato un avversario con una determinazione feroce, uno straordinario orgoglio e un grande senso pratico.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Massimiliano Allegri]], nel 2016}} Noi al Milan coniugavamo tre verbi: vincere, convincere, divertire. La Juventus ne coniuga uno: vincere. È una debolezza. Si dirà: ma in Italia continua a vincere. E io dirò: anche il Rosenborg vince sempre lo scudetto in Norvegia. Ma cosa conta è la Champions League e in Europa la Juventus fatica.
===[[Mario Sconcerti]]===
*{{NDR|Nel 2016}} Alla fine vince sempre la Juve [...] perché da novant'anni ha la stessa proprietà, la stessa famiglia alla guida, quindi una grande esperienza e un portafoglio in grado di sopportare i tempi. La continuità migliora tutti e non lascia alibi ai giocatori. Sei in mezzo al meglio e te lo devi meritare. Questo spiega perché quasi qualunque giocatore, anche il più eccentrico, diventi alla Juve qualcosa di diverso, improvvisamente placato e saggio. Perché oltre la Juve non c'è niente, se non te ne accorgi non sei da Juve. [...] Non ha una città alle spalle, una piazza che chieda continuamente spiegazioni. Ha il sentimento algido di una grande azienda, si può far solo quello che serve, senza dare spiegazioni al popolo. [...] La Juve è sempre presente, ma lontana, nessuno arriva a toccarla. [...] La Juve, in sostanza, è l'unica società più forte della propria gente.
*La Juve è l'unica squadra nazionale, esattamente come la FIAT è stata l'unica industria nazionale.
*La Juventus è una macchina straordinaria che ogni giorno fa salire a bordo quindici milioni di suoi tifosi.
*{{NDR|Nel 2020}} La società è fondamentale, e la Juventus è un modello praticamente unico nel mondo. Non solo per anzianità di servizio dei proprietari, ma anche come modello: non è guidata dalla proprietà, ma da un membro della famiglia della proprietà [...]. Dal punto di vista del valore societario siamo venti-trent'anni avanti nel caso della Juve: non è una casualità che gli altri grandi club rivali della Juve abbiano la proprietà straniera [...]. A Torino c'è una dinastia di regnanti, che ha dimostrato di essere al di sopra di qualsiasi critica.
===[[Alessio Tacchinardi]]===
*La Juve è la squadra più amata ma anche più odiata: in tutti i campi quando arrivavamo giocano con i coltelli tra i denti. Quando ne sono entrato a far parte ho percepito di appartenere a qualcosa di diverso: sei tu contro tutto il resto, ti dà tanto ma chiede anche tanto.
*Per me la Juve è stata una pagina importantissima: ero e sono ancora un tifoso della Juve e per me allenarmi al Comunale, dove andavo a vedere la Juve da tifoso, era il massimo. La Juve è una grande famiglia, una grande società con valori fortissimi e ti inculcano nella testa la mentalità vincente.
*{{NDR|«Come ci si sente a vestire la maglia della Juventus?»}} Pesa un quintale. Ti trasmette l'anima vincente e ti fa sentire una grande pressione. La Juventus è la tradizione del calcio.
*{{NDR|Sullo juventinismo}} Una cosa che prende i tifosi, la squadra e la società e li rende un blocco unito contro tutto e tutti. E che si esprime nella voglia di vincere sempre, di essere i più forti sapendo di ricevere in cambio odio da ogni altro elemento esterno al mondo Juve. Un odio che nutre la fame di vittorie, e che rende i nostri successi ancora più belli. Prima di diventare un calciatore bianconero ero un semplice tifoso, all'interno dello spogliatoio ho capito meglio il senso della Juve. All'inizio non capivo le facce dei compagni quando si pareggiava, mi dicevo che in fondo avevamo fatto un punto. Poi ho capito che se giochi nella Juve, il pareggio equivale a una sconfitta. Conta unicamente il successo, esattamente come dice Boniperti.
===[[Sandro Veronesi]]===
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Non preoccupatevi di dare una nuova immagine della Juventus, recuperate piuttosto quella che ha sempre avuto: la storia dice che è quella giusta. Si può essere gentiluomini anche immersi nell'odio sportivo di mezza Italia, come hanno ben dimostrato Boniperti o l'avvocato Agnelli, e le Fiat le hanno sempre comprate anche i tifosi dell'Inter o della Fiorentina. Nulla viene a mancare, nell'integrità di un galantuomo, se i tifosi avversari ti fischiano e ti insultano. Anzi, questo è diventato nel tempo l'alimento principe della dieta bianconera: l'odio degli avversari, il livore, il rancore, gli insulti.
*{{NDR|Nel 2008, in occasione al ritorno della Juventus in Champions League}} Per un vecchio tifoso bianconero come me, in effetti, veder partire una stagione senza la Juve in serie A, o senza la Juve tra le favorite, o senza la Juve nelle coppe europee, com'è successo negli ultimi due anni, è stato come ritrovarsi in un posto veramente lontano, straniero, assurdo: in Alaska, in Patagonia. Sì, si può dire che a questo punto noi tifosi juventini siamo tornati a casa. Insieme a noi sono tornati a casa i nostri fuoriclasse, Del Piero, Nedved, Buffon, Camoranesi, Trezeguet, Chiellini, [Cristiano] Zanetti, che non hanno abbandonato la barca in difficoltà ma sono rimasti a soffrire e hanno puntato la carriera su questo ritorno. E un simile binomio tifosi-campioni, questo grumo di passione e di forza, di amore e di classe, di quantità e di qualità, rappresenta effettivamente la Juventus – la sua storia, la sua tradizione. Dunque, quando si parla di ritorno a casa si parla di una cosa vera, reale: perché la casa della Juventus è la battaglia per la vittoria.
*Per venire amati da me non è mai stato necessario essere dei campioni, se si giocava in difesa nella Juve [...] È il fatto stesso che loro difendessero ad appassionarmi, perfino a commuovermi: là davanti un nuvolone di gloria, coi più forti attaccanti del mondo che si danno il cambio a gonfiare la rete [...]; a centrocampo uno scroscio continuo di genio, estro e furia agonistica [...]; in porta, vabbe', è stata quasi solo leggenda [...]; ma è in difesa che si è sempre costruita la supremazia della Juventus, in questa scuola di vita fatta di attenzione, tempismo, corsa, fatica e sacrificio che non può tramontare mai, perché chiunque abbia osato contraddirla, concependo un calcio solo offensivo, è sempre stato spazzato via.
*Quasi cinquant'anni dopo mi ritrovo a festeggiare questo ennesimo scudetto [2012/13] con la stessa gioia del primo (1967), e come sempre il passato riaffiora tutto insieme nello stesso momento, e si mescola al presente, ricreando il formidabile tutt'uno che è la patria che mi sono scelto: la zebra che corre nella savana mentre Haller mi prende in collo in Versilia e Vidal fa il cuore con le mani; le punizioni di Pirlo che coincidono con quelle di Platini, di Baggio e di Del Piero; Pogba che danza, Cabrini che si sgancia, Furino che copre; Bettega che incorna, Vialli che ritorna; Marchisio e Zidane che si passano la palla, Ibra che si fa rimbalzare addosso i difensori; Nedved che cambia passo, l'Avvocato che sorride, Barzagli che anticipa, Tardelli che contrasta, Montero che picchia, Scirea che si sgancia, Buffon che esce, Zoff che vola, Vucinic che fa l'assist, Inzaghi che la mette dentro, Rossi che la mette dentro, Vieri che la mette dentro, Trezeguet che la mette dentro; Lippi che alza le braccia; Conte che sventola la bandierina del corner...
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Rendetevi conto, voi che avete preso in mano la società nel momento peggiore della sua storia, che la Juve non è stata odiata per più di un secolo a causa dell'antipatia dei suoi dirigenti o giocatori; che non è mai stata una questione personale; che la Juve è stata semplicemente un incubo infinito per qualunque avversario, perché vinceva, o lottava fino all'ultimo per vincere, ogni anno, e questo deve tornare a essere.
===[[Gianluca Vialli]]===
*Alla Juventus la vittoria non dà felicità, ma sollievo. È il completamento di un dovere, non il raggiungimento di una vetta.
*Cosa si mangia di speciale a Torino? Esiste un ambiente di lavoro molto particolare, sei contagiato: un'atmosfera che serve nella vita e in panchina. La principale caratteristica alla Juve è la testa bassa. L'umiltà rispetto a quello che si vince, che è sempre tanto. Il club ti insegna l'importanza degli oneri: ti mette nelle condizioni giuste per dimostrare quanto vali, ma poi tu devi dare il massimo. A quel punto vinci e ti godi gli onori. Ma per poco perché devi rivincere subito dopo. Ecco, il successo è spesso un sollievo più che una gioia [...]. Certo, al Barcellona prediligono l'estetica, la bellezza o anche solo il divertimento, mentre la Juventus è meravigliosamente pratica. Confesso che nei miei anni in bianconero non è mai entrato un dirigente a dirci: "Mi raccomando, oggi giochiamo bene". Più e più volte, la frase era: "Mi raccomando, oggi vinciamo".
*La Juve è una filosofia. Può piacere o non piacere ma è qualcosa di unico. Per me è stato un privilegio far parte della storia di quella società. Non è una società perfetta ma ha un DNA vincente. Quando indossi quella maglia, ne senti il peso.
*{{NDR|«Com'è giocare nella Juve?»}} Un onore, e un onere. Senti il peso della maglia, il dovere di riconsegnarla piegandola per bene e riponendola un po' più in alto di dove l'avevi presa.
===[[Arturo Vidal]]===
*La passione dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] [del club] è incredibile. Vestire la maglia [della] Juventus è la cosa più bella che mi sia mai capitata e quando entri al campo di gioco capisci quale sia la posta in gioco e quante siano le aspettative nei tuoi confronti.
*La [[paura]] non è un sentimento che puoi avere quando giochi con la maglia della Juventus.
*Quando si è in un club come la Juve si deve sempre competere per vincere.
===[[Franco Zeffirelli]]===
*Mi dispiace che una squadra come la Juve che considero una delle migliori in Europa sia costretta a sporcarsi le mani con traffici mafiosi. [...] La Juve ha vinto la metà dei suoi scudetti con la benevolenza e i pasticci arbitrali.
*Mi piacerebbe vincere uno scudetto: come sempre però molto dipenderà anche dagli altri. La Juventus da sempre fa la padrona e solo lei sa quanto ha vinto grazie ai signori in giacchetta nera. Da quelle parti è dai tempi dei Savoia che vogliono comandare.
*{{NDR|Nel 2015}} Se non si sogna, si muore ragazzi. Si deve sognare. Io ho ancora quello di vedere la Juve in B. La Juventus è stata la regina di un certo modo di fare calcio, lo sapevamo tutti. E anche se sono anti Juve a vita, devo riconoscere che in qualche modo questa squadra ha contribuito allo spettacolo calcistico.
===[[Zinédine Zidane]]===
*{{NDR|Nel 2006 durante la conferenza stampa in cui annunziò il suo ritiro dalla attività calcistica}} Ho giocato in due dei più grandi club del mondo. Ce ne sono altri, ma è difficile che eguagliano il palmarès della Juve o del Real Madrid.
*La mentalità vincente l'ho imparata alla Juve. Soltanto lì ho capito che vincere era un obbligo, fare parte di uno dei più grandi club del mondo ti pone l'imperativo del risultato. Quando perdevamo, era un dramma. Il calcio è semplice: quando lo si pratica ad alto livello, ogni tre giorni c'è una nuova partita. E questo ti fa scendere in fretta con i piedi per terra dopo una vittoria. E quando perdi, sei obbligato a lavorare più duramente.
*Per me l'[[Italia]] è [[Torino]]. La Juve mi ha fatto diventare un grande calciatore e una grande persona, la porto sempre nel cuore.
*Quando sei della Juve lo sei per sempre.
*Tante emozioni: come non pensare all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], sempre attento a me, alle sue telefonate all'alba dopo una partita vinta, alle sue apparizioni agli allenamenti... il mondo si fermava! La Juve è stata più di una famiglia, è stata un luogo in cui ho imparato davvero cosa significava "competitività" come giocatore, e che mi ha spinto anche nella mia vita di uomo e in famiglia.
===[[Cori da stadio|Cori]]===
*''È proprio come guardare la Juve...''<ref>Coro intonato dalla tifoseria del [[Notts County Football Club]], società britannica gemellata con la Juventus, quando la squadra offre una prova di rilievo.</ref>
*''Su ragazzi, arriva la Signora''.<ref>Coro intonato dalla tifoseria bianconera durante un [[Derby di Torino|derby contro il Torino]] disputatosi allo Stadio Comunale il 16 febbraio 1986.</ref>
===[[Slogan calcistici|Slogan]]===
[[File:Juventus109.jpg|miniatura|upright=1.5|Striscione che celebra i 109 anni della Juventus]]
*Fino alla fine.<ref>Slogan juventino, semplificazione del grido da guerra intuonato dalla [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria organizzata]]: «Fino alla Fine Forza Juventus!».</ref>
*La Juve ruba.<ref>Slogan antijuventino.</ref>
*Non riceve la corona se non chi ha combattuto secondo le regole.<ref>{{NDR|orig. in lingua latina}} ''Non coronabitur nisi legitime certaverit.'' Motto juventino riportato sul primo stemma del Foot-Ball Club Juventus. La frase è tratta dalla ''[[Seconda lettera a Timoteo]]'' 2, 5.</ref>
===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]===
*109 anni di trionfi e gioia, 1 anno di umiltà che vi renderà immortali. Grazie a tutti!<ref>Messaggio della ''Curva Nord'' pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino il 12 maggio 2007 prima della gara Juventus FC 3-1 Bologna FC 1909.</ref>
*28 scudetti, 2 Coppe Campioni... in Italia ladri, in Europa coglioni.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Fiesole'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della [[ACF Fiorentina]]) e rivolto agli juventini il 4 dicembre 2005 in occasione di Fiorentina-Juventus.</ref>
*C'è una stella in cielo che indica il cammino, forza Juve, vincere è il tuo destino.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Scirea'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della Juventus) durante la partita Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003, due giorni dopo la scomparsa dello storico presidente [[Gianni Agnelli]].</ref>
*Club degli imbrogli, degli intrighi e della repressione. Da 27 anni sempre lo stesso leitmotiv. Juve merda.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria organizzata del Nantes nel secondo tempo della gara FC Nantes 0-3 Juventus FC del 23 febbraio 2023, valevole per il ritorno dei play-off di UEFA Europa League; le due squadre si ritrovavano contrapposte in una competizione confederale per la prima volta dalle semifinali di UEFA Champions League 1995-1996, quando il club bianconero aveva prevalso su quello francese.</ref>
*La vostra tenacia e la nostra fedeltà sono 109 anni di storia che mai nessuno retrocederà.<ref>Messaggio della ''Curva Scirea'', pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino durante i festeggiamenti del 109° anniversario di fondazione istituzionale della società torinese il 1° novembre 2006 prima della gara Juventus 2-0 Brescia Calcio.</ref>
*Per un caldo Natale... brucia un gobbo.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria [[Bologna Football Club 1909|bolognese]] e rivolto a quella juventina, durante la partita Bologna-Juventus del 6 dicembre 2013.</ref>
==Note==
<references />
===Fonti===
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==Altri progetti==
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{{Juventus FC}}
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[[Categoria:Juventus F.C.| ]]
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Citazioni sulla '''Juventus Football Club''' e sugli '''juventini'''.
==Citazioni==
*A parte quello che ho vinto, essere stato alla Juventus è un'esperienza che ti rimane dentro, diventa stile di vita. ([[Stefano Tacconi]])
*A volte questa mentalità sorprende chi viene alla Juve. La Juventus è qualcosa di diverso dalle altre squadre, è uno stile di vita che parte dal modo con cui ci si allena, sempre al massimo, sempre con la concentrazione altissima, e arriva anche al comportamento fuori dal campo. Alcuni giocatori vengono a dirci: adesso capisco perché la Juventus vince sempre, da fuori è difficile capire certi meccanismi, quando sei dentro tutto appare chiaro. ([[Pavel Nedvěd]])
*Ai miei tempi a Torino si diceva così: "Fuoco di [[Vesta]] la Juve sempre in testa". ([[Maria Sole Agnelli]])
*All'Università ho studiato, invece, diritto penale motivo per cui posso parlare a pieno titolo della Juventus.<ref>Nel settembre 2015, rispondendo a [[Giampiero Mughini]]: «Agli interisti con tanta simpatia dico che all'Università ho sostenuto tre esami di letteratura dedicando meno tempo alla Divina Commedia di quanto se ne stia dedicando alle quattro partitine dell'Inter in questo avvio di campionato.»</ref> ([[Paolo Bonolis]])
*Alla Juve è come andare in fabbrica, ognuno rispetta il suo ruolo e il clima è rigido. Alla fine però nel calcio conta vincere e lì lo fanno. In altre piazze ho riscontrato più passione. ([[Marco Borriello]])
*Alla Juve ho imparato una cosa: il rispetto dei ruoli. La Juve ti fa sentire importantissimo e centrale fino all'ultimo giorno. Non ti fa mai mancare la fiducia, per un tecnico è fondamentale. La società è lo scudo protettivo irrinunciabile, se non tiene meglio lasciarsi subito. ([[Carlo Ancelotti]])
*Alla Juve ho trovato una mentalità che si vede in pochi altri club, dietro ai successi c'è una cura maniacale del particolare. Niente è lasciato al caso. Una società incredibile. ([[Angelo Ogbonna]])
*Alla Juve ho visto passare grandi giocatori e nemmeno uno andato fuori delle righe. In tal caso, infatti, si veniva subito richiamati all'ordine. E se non volevi capire, venivi messo sulla lista dei calciatori in vendita per il mercato successivo. Questa è la cultura dei grandi club. ([[Jonathan Zebina]])
*Alla Juve non basta la classe, ci vogliono le palle d'acciaio. ([[Giuseppe Furino]])
*Alla Juve si acquisisce una abitudine mentale di sacrificio che non c'è da altre parti. Alla Juve ti insegnano che la partita più importante è sempre quella che deve venire. Alla Juve ti insegnano ad avere sempre «fame» di vittorie, a non accontentarti mai. Non è un caso che le fortune della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] siano sempre coincise con la larga presenza di bianconeri in azzurro. ([[Claudio Gentile]])
*Alla Juve vogliono uomini veri che sanno che rappresentano una grande società con milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sparsi per il mondo. Io quando giocavo nella Juve se arrivavo vestito in jeans venivo rimproverato. Era importante anche l'immagine, non solo il talento. Se vai alla Juve vai lì per vincere perché c'è una mentalità diversa, unica. E lo dice uno che in cuor suo è rimasto [[Torino Football Club|granata]]. ([[Pasquale Bruno]])
*Alla Juventus [...] mi sembra di essere in [[Germania]]. Tutto viene gestito con precisione e puntualità. ([[Sami Khedira]])
*Alla Juventus mi sentivo un numero. Non mi sono mai abituato al taglio dei capelli imposto dalla società, alle telefonate di controllo alle 10 di sera. Mi sembrava di stare in un campo di concentramento. ([[Gianfranco Zigoni]])
*Area con venticinque metri ce n'è solo una in [[Italia]].<ref>Dopo un [[calcio di rigore|rigore]] concesso ad [[Alessandro Del Piero]] la domenica precedente, durante la partita Juventus-Genoa 3-2 (14 febbraio 2010).</ref> ([[José Mourinho]])
*Aristocratica per lunga tradizione, fredda per educazione e tendenza, depositaria di uno [[Stile Juventus|stile]] che tutti le invidiano e a nessuno riesce di imitare, la Juventus è anche una formazione calcistica alla quale tutto è lecito chiedere e nulla, o pochissimo, perdonare. Deve battersi sempre per il primato, inseguire senza tregua vittorie e [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] e [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|casacche azzurre]], distribuire lezioni agli avversari sconfitti, essere se stessa o non essere nulla. Una terribile situazione di privilegio, cui società e squadra fanno fronte con larghi mezzi e consapevole coscienza.<ref group="fonte">Da ''Juventus e Torino''; citato in ''Torino 1961. Ritratto della città e della regione'', a cura di Ernesto Caballo, ed. Piemonte Artistico Culturale, Torino, 1961, p. 705.</ref> (Alfredo Toniolo<ref name=gds>Giornalista sportivo italiano.</ref>)
*Arturo Vidal è senza dubbio un buon giocatore. Voglio congratularmi con lui, ha scelto il miglior club che gli conviene. Visto il successo nello sport e le questioni legali della Juve negli ultimi anni, come tutti dicono.<ref>Riferendosi al mancato acquisto di [[Arturo Vidal]] da parte del Bayern Monaco nel 2011, nonostante un presunto accordo raggiunto tra club e il calciatore. Vidal, infatti, in quella stessa sessione di mercato si trasferì dal Bayer Leverkusen alla Juventus.<br />Quattro anni dopo l'accaduto e le dichiarazioni di Rummenigge, nell'estate del 2015, Vidal viene ceduto dalla Juventus al Bayern Monaco. {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/Calciomercato/15-07-2015/vidal-quando-juve-bayern-litigavano-lui-marotta-disse-rummenigge-120573686344.shtml Vidal, quando Juve e Bayern litigavano per lui. E Marotta disse a Rummenigge...]'', ''Gazzetta.it'', 15 luglio 2015.</ref> ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*{{NDR|Nel 2006}} Avevo avuto il coraggio di gridare quello che pensavo.<ref>Riferito in particolare a un episodio durante l'incontro Parma-Juventus disputatosi il 9 gennaio 2000, in quell'occasione Baggio venne espulso e in segno di protesta mimò all'arbitro [[Stefano Farina]] il gesto dei soldi.</ref> Quando si giocava contro la Juve si sapeva che si partiva con l'handicap. E adesso, a sei anni di distanza, tutto sta venendo a galla. ([[Dino Baggio]])
*Bisogna arrivare a Venaria, perché la Juve è la squadra di Venaria e dobbiamo trovare il mezzo idoneo per arrivare in periferia, perché la Juve è una squadra di periferia rispetto a noi che giochiamo in mezzo alla città di Torino. ([[Piero Chiambretti]])
*C'è una battutaccia che si fa in negativo: giocatori e allenatori passano, ma la società resta. Vale anche per la Juventus, ma in positivo. ([[Massimo Mauro]])
*Chi firma [per la Juve] gioca per vincere. Chi entra nella Juve pensa solo al successo. Lo respiri dal primo momento in cui entri nella sede. ([[Eugenio Corini]])
*Ci sono due cose che mi hanno colpito: l'amore, che troviamo in qualsiasi parte d'Italia, e l'odio che riesci a trovare in qualsiasi posto d'Italia. Lo capisci solo se alleni la Juve [...]. Quando sei così attaccato all'esterno ti leghi all'interno. ([[Maurizio Sarri]])
*Ciò che distingue la Juve dalle altre squadre è soprattutto la mentalità: non abbassare mai l'attenzione, non mollare e lottare tutti i giorni per vincere. Un conto è dirlo, un conto è essere qua e vedere come tutte le persone che lavorano intorno a noi hanno una disciplina veramente importante e una mentalità che ha portato la Juve a vincere così tanto. ([[Tomás Rincón]])
*Ciò che mi ha subito colpito positivamente è stata la mentalità vincente. Qui è come se ti impiantassero un chip appena arrivato [...]. Capisci subito che si gioca sempre per vincere [...]. Alla Juve c'è grande comunicazione e un ambiente molto unito. Dai compagni al tecnico e allo staff, mi hanno tutti aiutato a inserirmi rapidamente. Ci si parla tanto e c'è un costante confronto, fondamentale per crescere. ([[Alex Sandro Lobo Silva]])
*{{NDR|Sugli ambienti di lavoro nella Juventus e nel [[Associazione Calcio Milan|Milan]]}} Come ambienti più o meno sono simili, due città [Torino e Milano] che ti lasciano vivere tranquillo, senza troppe pressioni. I metodi di allenamento sono diversi perché in base ad ogni allenatore le cose cambiano. Il resto più o meno è lo stesso, sono due grandi società con le stesse ambizioni, la stessa voglia di vincere, quindi siano le, penso, le due più grandi società italiane più conosciute anche in giro per il mondo. Quindi non ci sono tante cose diverse. ([[Andrea Pirlo]])
*Come dicono a Torino? "Vincere non è importante: è l'unica cosa che conta"<ref>In riferimento alla frase di [[Giampiero Boniperti]]: «Vincere non è importante: è la sola cosa che conti.»</ref>. Dovrebbero aggiungere: "E non ci interessa tanto come". ([[Morgan De Sanctis]])
*– Come il giocatore della Juve?<br />– Scusa, Alice – si intromise Massimo. – Va bene che siamo al bar, ma anche alle volgarità c'è un limite. Certe parole qui preferirei che tu non le dicessi. ([[Marco Malvaldi]])
*– Comunque sarà forte la tua Juventus, va...<br />– Cos'hai da dire sulla mia Juve?<br />– Ah, io niente. Non ho niente da dire io! Il tempo mi darà ragione: è una squadra senza futuro. (''[[Il Grande Torino]]'')
*Con la Juventus ho imparato a vincere. Non so come è successo, è qualcosa che si respira nell'aria dello spogliatoio, sono concetti che vengono tramandati da giocatore in giocatore, è il sentimento che ti trasmettono milioni di tifosi e non c'è club nel mondo che ti faccia lo stesso effetto. ([[Edgar Davids]])
*Con la Juventus sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me, e a volte sono andato oltre... La Juventus è uno [[stile]], un grande insegnamento di vita. ([[Antonio Cabrini]])
*Con le buone o con le cattive vincono sempre. Le immagini parlano chiaro. Tutta Italia dovrebbe dire questo. La Juve dovrebbe giocare un campionato a parte, ogni anno è così. Tanto arriveremo ancora secondi. ([[Francesco Totti]])
*Contro la Juve avevi sempre rispetto per la squadra e per i giocatori che avevano e quando si diceva che loro vincevano con un aiuto, ti dico la verità, forse potevano vincere lo stesso anche senza queste cose. I giocatori sul momento non pensano che se fischiano qualcosa o succede qualcosa di particolare sia per un motivo, quando giochi non ti rendi conto di questo. Lo capisci dopo, quando è venuto fuori quello che succedeva, che chiudevano gli arbitri e altre cose. Poi, ognuno sa bene cosa ha fatto bene e cosa ha sbagliato. ([[Álvaro Recoba]])
*{{NDR|Una volta a [[Pietro Secchia]]}} Cos'ha fatto ieri la Juve? [...] E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juve? ([[Palmiro Togliatti]])
*Credo che il tifoso della Juventus, quando metti cuore e anima in mezzo al campo, te lo riconosce e ti vuole bene: la dimostrazione siamo io, Giaccherini, Padoin e non solo. Giocatori che ovviamente, se consideri che alla Juventus sono arrivati campioni [come] Zidane, Del Piero, Trezeguet e tanti altri, non sono paragonabili a livello tecnico, però la Juventus ha avuto sempre nella sua storia un'identità ben precisa, nel senso che a fianco a Zidane giocavano Porrini, Torricelli, Pessotto, Birindelli... mentre in quegli anni lì, al fianco di Pirlo a Tevez, io e altri eravamo quelli chiamati a mettere quello spirito e quella voglia a supporto. ([[Simone Pepe]])
*Da avversario la Juve è sempre stata una squadra difficile da affrontare. Si tratta di un club che ha vinto tantissimi titoli ed è molto rispettata da tutte le avversarie, in Italia e in Europa. ([[Ángel Di María]])
*Da esterno, ho sempre detto che della Juventus mi colpiva la mentalità con la quale i bianconeri affrontavano ogni partita. Ora che sono qui, mi sono accorto di cosa c'è dietro, delle ore di lavoro costante, dello spirito di sacrificio e della voglia di vincere e arrivare lontano. Credo che sia questo a fare la differenza tra la Juve e le altre squadre. ([[Federico Bernardeschi]])
*{{NDR|«Avete delle squadre rivali in Italia?»}} Della Juventus? Tutte! [ride, ''ndr''] ([[Pauline Peyraud-Magnin]])
*Dire che la Juve ruba è come dire che rubano i politici, può essere vero ma non basta. E infatti la teoria sull'appropriazione indebita di scudetto prende regolarmente vigore a marzo, e al termine di un processo temporale costante. Ad agosto sono tutti campioni d'Italia. A settembre sono fiduciosi e in rodaggio. A ottobre basta recuperare un paio d'infortunati e ci siamo. A novembre il distacco dalla vetta è serio, ma ce la giochiamo fino in fondo. A dicembre c'è ancora lo scontro diretto e la Champions porta via energie, e avanti così fino a marzo, quando la Juve è avanti di quindici punti, e allora ruba. ([[Mattia Feltri]])
*È evidente che nel rapporto tra la Juventus e i media – ma in generale tra la Juventus e gli italiani (o almeno gli italiani non juventini, ovvero la netta maggioranza della popolazione) – c'è qualcosa che non va. L'anti-juventinismo, che da decenni è divenuto un connotato rilevante del costume degli italiani (se non della loro antropologia) sta ormai assumendo tratti patologici. I media alimentano in modo poco responsabile questo "sentimento popolare" [...] pur di blandire la parte maggioritaria delle platee. Eppure la Juventus dovrebbe costituire un motivo di vanto per il nostro Paese: è infatti, oggettivamente, una delle autentiche eccellenze italiane. Dall'Italia del Nord, per essere precisi. Un'eccellenza settentrionale che ha saputo dare lustro all'intera nazione, tanto da venire "adottata" da milioni di italiani del Sud: un lustro che deriva dalla quantità di successi; dal numero di calciatori – superiore a qualsiasi altra squadra – [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|forniti alla Nazionale]]; da tutti i campioni che della Juve hanno indossato la maglia. E da tanti altri motivi. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*{{NDR|«Tifoso della Juventus sin da piccolo, cosa vuol dire poter indossare la maglia bianconera?»}} È il coronamento di un sogno. Sin dai primi calci che tiri al pallone sogni di diventare professionista e di indossare quella maglia. Un sogno difficile da realizzare, ma proprio per questa ragione, ancora più emozionante quando si avvera. ([[Massimo Carrera]])
*[«La Juve ruba»] è il solito ritornello di chi non vince. Ma non ci faccio più caso. Se, come la Juve, abitui tutti a vincere, è normale che al minimo errore ogni cosa venga ingigantita dagli altri, soprattutto da chi non vince. ([[Sebastian Giovinco]])
*{{NDR|«Cosa significa la Juve per te?»}} È il grande amore che si trova solo una volta nella vita. ([[Martina Rosucci]])
*È professionale, seria e nessuno è più grande del club. Hanno avuto alcuni grandi giocatori nel corso della loro storia, come [[Michel Platini]], [[Liam Brady]], [[Roberto Baggio]], [[Zinedine Zidane]] e [[Alessandro Del Piero]], ma la Juventus è venuta sempre prima dei singoli, e questo è ottimo, è proprio come dovrebbe essere. ([[Slaven Bilić]])
*È pur sempre la Juventus e contro i bianconeri non esistono partite facili. ([[Alex Ferguson]])
*È sempre stata una società strutturata, organizzata, moderna. La prima ad avere un organo di stampa. Quando l'intreccio con la famiglia Agnelli si è fatto stretto si è desuta la modernità che derivava dalla cultura industriale della famiglia. La Juventus è sempre stata nel calcio italiano, con gli alti e bassi sportivi, un po' più avanti della contemporaneità. ([[Walter Veltroni]])
*{{NDR|Dopo le polemiche scaturite in seguito all'arbitraggio di uno Juventus-Bologna 1-1 del 27 agosto 2023}} È una storia che si trascina da 25 anni. Quando mi dicono 'Pagliuca ce l'ha con la Juve, è un anti-juventino', confermo di esserlo. Lo sono diventato per forza di cose. Se metto in fila i fatti come faccio a non essere anti-juventino? ([[Gianluca Pagliuca]])
*{{NDR|Sulla frase «la Juve ruba» nel 2016}} È una fesseria da bar e la lascio volentieri ai bar da dove proviene. Seriamente, non posso accettare una frase di questo genere e non sono tifoso, non mi piace fare il tifoso e non voglio mai fare il tifoso. Come si fa, di fronte a una squadra che vince con il record di punti o da imbattuta, tirare fuori un concetto del genere se non per gelosia? La Juventus che giocava in Serie B o faticava negli anni successivi provocava molte meno polemiche, questo significa che il problema non è che "la Juve ruba", ma che "la Juve vince" e vince tanto, quindi diventa antipatica e innesca ragionamenti distorti come questo. ([[Graziano Cesari]])
*Entrambi, Juventus e [l'azienda automobilistica] Jeep, cominciano con la [[J]]: in America è usata per insegnare ai bambini la lettera, allo stesso modo in cui viene usata la Juventus in italiano. ([[Sergio Marchionne]])
*Essere alla Juventus, anche per un anno, è una fortuna troppo grande, per mentalità, educazione e dedizione. Ti crei un bagaglio che porterai con te per tutta la vita. ([[Fabio Paratici]])
*Essere juventino è qualcosa di profondo: è orgoglio, è passione, è voglia di non arrendersi mai. ([[Claudio Marchisio]])
*Essere juventino voleva dire un favore, un onore; voleva dire garbo, senso dell'ognuno, [[lealtà]] e, naturalmente, [[cultura]]. ([[Giuseppe Hess]])
*Essere stati juventini è come aver fatto il bersagliere. Per tutta la vita resti tale. Perché una società come la Juventus non esiste, non ha riscontri come età, come ambiente, come tutto. Il suo [[Stile Juventus|stile]], il rispetto reciproco, soprattutto l'impronta della famiglia Agnelli. ([[Antonello Cuccureddu]])
*[La juventinità] è senso di appartenenza, condivisione dei valori. È saper accettare le vittorie e anche le sconfitte, questo vale per i giocatori e anche per i tifosi. ([[Giuseppe Furino]])
*Fin dalla prima volta in cui sono entrato nello spogliatoio della Juventus, vedendo i volti dei miei compagni, ho capito una cosa: "Qui bisogna vincere e basta". ([[Rodrigo Bentancur]])
*Fondamentalismo juventino, l'unico a cui sono fiero di appartenere. ([[Pietro Sermonti]])
*{{NDR|Negli anni trenta del XX secolo}} Gente di poche parole, dura a morire, negata agli scoppi dello entusiasmo, alle vittorie maramalde, con punteggi troppo pesanti. Ha la passione di vincere, e conosce l'arte di perdere bene. ([[Carlo Bergoglio]])
*{{NDR|Nel 2012}} Gentile John Elkann, Le scrivo da appassionato di calcio, ma soprattutto da juventino che aveva appena smesso di vergognarsi di esserlo dopo la dipartita di Moggi & C. grazie allo scandalo di Calciopoli. Ora, se possibile, gli juventini perbene, che hanno iniziato a tifare ai tempi di Boniperti, Trapattoni, Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Platini, e anche di Conte, quando la società indossava un certo "[[Stile Juventus|stile]]", sono costretti a vergognarsi ancor più di prima. Mai infatti, nemmeno negli anni bui di Calciopoli, la Juventus si era spinta a tanto: manipolava arbitri e campionati, ma non negava alla giustizia sportiva il diritto di fare il suo dovere. ([[Marco Travaglio]])
*Gli arbitri sbagliano con tutti, ma quando lo fanno con la Juve la gente pensa male per quello che è successo in passato. Chi deve arbitrare la Juventus ha addosso molta più pressione degli altri. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*Grazie Juventus per avermi insegnato a vincere! ([[Enzo Maresca]])
*Ho allenato qua [a Torino] due anni, mi sono trovato molto bene con la [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria]], con una parte della tifoseria, con la società. Ho imparato moltissimo in questa società, poi ho avuto dei problemi con alcuni tifosi, ma cosa posso dire? I due anni che ho passato qui mi hanno aiutato moltissimo a crescere. ([[Carlo Ancelotti]])
*Ho rifiutato tre volte il passaggio alla Juventus. Lì vogliono solo i soldatini, sul binario, sempre dritti. ([[Antonio Cassano]])
*Ho avuto la fortuna di far parte di questa grande famiglia e grande club, che ha un dna unico come altre squadre. Difficilmente cambierà. Può essere modellato, ma non cambiato. Il dna di ogni società va rispettato. ([[Massimiliano Allegri]])
*{{NDR|In riferimento ad episodi arbitrali}} Ho sempre detto che la Juve è la più brava in assoluto, se gli altri sono bravi a 360, la Juve lo è a 361 gradi. ([[Davide Ballardini]])
*Ho sempre pensato che la Juventus avesse una marcia in più, anche prima, quando ci giocavo contro e adesso lo sento sulla mia pelle, il motto "Fino alla fine" è ciò che ci rappresenta, quindi anche quando le cose non girano perfettamente sappiamo che abbiamo molta forza e determinazione per rialzarci. ([[Agnese Bonfantini]])
*Ho subito odiato la Juve ancor prima di capire di calcio. I motivi c'erano: [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] era per la Juve, i missini erano per la Juve e così i romagnoli. Tutti schierati dalla parte del più forte perché come diceva [[Ennio Flaiano|Flaiano]] l'italiano è sempre il primo a soccorrere i vincitori. ([[Carlo Laurenzi (scrittore)|Carlo Laurezi]])
*I grandi tornei si vincono con grandi difensori, bisogna prendere esempio dalla Juventus, dove la difesa è un'arte. ([[Hugo Broos]])
*''I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | di tornare a rubare, | il cuore dei Fansi.'' ([[Checco Zalone]])
*''I Juventini siamo piccoli eroi, | gli unici martiri i capi spiatoi, | perché siete gelosi, | siete gente invidiosi | di una squadra gloriosi | come noi. || I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | forza Vecchia Signora, | dacci tanti trofei.'' ([[Checco Zalone]])
*{{NDR|Sul presunto trasferimento al Valencia in una lettera ai dirigenti del club spagnolo}} I soldi non valgono l'amore per una maglia e io ne ho due, una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconera]] e una azzurra. ([[Umberto Caligaris]])
*Il gioco del calcio in Italia senza la Juventus sarebbe impensabile. ([[Giorgio Bocca]])
*Il palmarès dei bianconeri sarà forse ricco di trofei, ma in quanto a baldoria, lì sono veramente pessimi! Bisognava giocare, vincere e basta! Ogni tanto avevo l'impressione di andare al lavoro in fabbrica. ([[Zbigniew Boniek]])
*Il problema non è tanto l'imperativo categorico della [[vittoria]], sempre e in ogni partita, quanto il fatto che ogni successo duri lo spazio di una doccia. Usciti dallo spogliatoio, quelli della Juventus devono già pensare alla partita successiva. Da vincere. E se alla fine di tutte arriva un trofeo, viene sistemato nella bacheca del [[J-Museum|Museum]] un paio di giorni dopo il giro con il pullman scoperto (quando si fa) e poi via a pensare come riuscire ad alzare il successivo. Certe cose si respirano subito e all'inizio può mancare il fiato, ma la Juventus è questa, anzi anche questa, perché sono tante le zavorre che fanno pesare quella maglia.<ref group="fonte">Citato in ''Ecco perché pesa la maglia della Juve'', ''Tuttosport'', 23 gennaio 2016, p. 6.</ref> (Guido Vaciago<ref name=gds/>)
*Il punto forte di questa squadra è proprio essere come una [[famiglia]]: si soffre e si gioisce insieme. Se giochi, sai che gli altri fanno il tifo per te, se non giochi fai il tifo per gli altri e sei contento se fanno gol. Alla Juve funziona così. ([[Álvaro Morata]])
*{{NDR|Nel 2005}} In 108 anni di vita la Juventus ha centrato vittorie importanti, momenti emozionanti, ha regalato moltissime gioie e qualche dolore, ma ha sempre fatto sentire i suoi tifosi al centro del mondo così come i suoi campioni: Boniperti, Sivori, Charles, Bettega, Rossi, Platini, Baggio, Vialli, Del Piero, Zidane, Trezeguet, Nedvěd e Ibrahimović... sono solo alcuni dei campioni che hanno fatto sognare l'immaginario collettivo del popolo bianconero.<br/> È grazie al lavoro di tecnici straordinari come Carniglia, Trapattoni, Lippi, Capello... la bacheca juventina può essere considerata giustamente tra le più ricche e prestigiose d'Europa. E dietro 100 anni di successi bianconeri c'è un marchio di fabbrica che non tradisce mai, quello della famiglia Agnelli, da sempre garanzia di qualità e continuità!<ref group="fonte">Dal documentario ''Grande Storia della Juventus'', Rai Trade, ''Corriere della sera'' e ''La Gazzetta dello Sport'', 2007, EAN 8032807021621</ref>
*{{NDR|Nel 2023}} Indossare la {{sic|[[Colori e simboli della Juventus Football Club|Maglia Bianconera]]}} è stato un privilegio senza eguali. Ho vissuto trionfi incredibili, sollevando trofei di Serie A e coppe con una squadra straordinaria, piena di campioni indimenticabili. Oltre ai successi sul campo, giocare per la Juventus significava far parte di una famiglia. Il tutto è stato possibile grazie al grandissimo lavoro della famiglia Agnelli che in questi 100 anni hanno creato successo e trasmesso lo [[Stile Juventus|{{sic|Stile}} Juve]], trasformandolo in un simbolo di {{sic|Storia}} e tradizione. Quegli anni sono stati il capitolo più bello della mia carriera, un'esperienza indimenticabile. Sono grato per aver fatto parte di questa società storica, una parte della mia vita che porterò sempre nel cuore. ([[David Trezeguet]])
*Io, innanzitutto, sono stato [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoso della Juve]] e per chi è come me, figlio di italiani emigrati in [[Australia]], il [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconero]] è stato un simbolo che unisce una comunità. ([[Joe Montemurro]])
*Io amo l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e apprezzo la Juve, a modo mio. Credo che «le due squadre siano necessarie alla reciproca fama», come ha scritto [[Gianni Riotta]] (interista). Per questo non ho mai tifato contro i bianconeri. Io voglio che la Juve esista e continui a sorprendermi. Mi piace vedere come ogni stagione riesca a pasticciare una maglia che non è mai stata entusiasmante. ([[Beppe Severgnini]])
*{{NDR|Nel 2011}} Io oggi passo per nemico dei bianconeri, ma 30 anni fa ero tifoso della Juventus. Per me quella bianconera è una formazione storica del campionato italiano. Il problema è che qualche volta con la Juve hanno lavorato dirigenti che hanno fatto fare brutte figure alla società. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{ndr|Nel 2017}} Io sono contro la Juve, prima di arrivare a [[Cagliari]] odiavo la Juve a prescindere [...]. Ti dico solo che io odio la Juve, se potessimo aver vinto col [[Cagliari Calcio|Cagliari]] contro la Juve avrei dato alcuni di miei coglioni per vincere la partita perché odio la Juve. Quando stavo a Cagliari non ho mai perso allo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]] col Cagliari, mai perso solo pareggiato. Mai perso. Hanno vinto solo lo scudetto quando hanno giocato a Trieste, allo Juventus Stadium mai perso. Odio la Juve perché hanno sempre vinto per un [[calcio di rigore|rigore]], per una punizione... Io sono venuto alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] perché volevo vincere [...] volevo vincere contro la Juve che aveva sempre avuto quest'aiuto. ([[Radja Nainggolan]])
*Io sono anti-juventino per antonomasia: l'anti-juventinismo è una malattia da cui non si guarisce, si ha fin da bambino. Se fanno una cura per guarirla, sarò il primo paziente! ([[Andrea Pucci]])
*Io tifo Juventus e nessun giocatore potrà mai dirle di no. Ripeto, nessun giocatore al mondo può rifiutare una loro offerta. La Juve è una delle squadre più grandi al mondo e quando ti fanno squillare il telefono, non puoi pensarci più di tanto. Devi accettare il più velocemente possibile! Indossare quei colori significa lasciare il sangue ad ogni allenamento e ad ogni partita. Perché la Juventus è una famiglia, una squadra di guerrieri, una squadra nata per essere campione sempre ogni anno. ([[Douglas Costa]])
*Juventus e FIAT sono esempi dell'eccellenza italiana nel mondo e, oltre alla popolarità, condividono alcuni valori fondamentali: l'importanza della squadra e delle persone, l'ambizione di puntare a risultati eccellenti, lo spirito competitivo e la coscienza che il successo non è mai permanente, ma va conquistato ogni giorno. ([[Sergio Marchionne]])
*[La] Juventus per me è la mia vita, la mia famiglia: ho dentro una juventinità incredibile perché questo club mi ha fatto diventare un uomo e in me ci sarà sempre riconoscenza. ([[Sergio Brio]])
*Juventus uguale FIAT uguale potere. ([[Helenio Herrera]])
*{{NDR|Nel 2014}} L'abito, si sa, fa l'intonaco. Ma, nel caso della Juventus, l'abito fa spesso anche lo stronzo. Se ne contano a centinaia di casi. Non si capisce perché. Sta di fatto che la Vecchia Signora, soprattutto da quando accomoda le chiappe nel bollore erotico del [[Juventus Stadium|nuovo stadio]], somiglia sempre più alla mamma di ''[[Psycho]]''. È come se un logos malefico riprogrammasse le menti, tipo plagio. Arrivi a Corso Galileo Ferraris 32 che sei una persona normale e, dopo un po', diventi [[Roberto Bettega|Bettega]] o Giraudo. Se sei già [[Luciano Moggi|Moggi]] in natura, sei facilitato, non c'è problema. E, cioè, un mostro d'arroganza, un pitbull pronto a sbranare le creature a Parco Valentino, che va in giro ostentando t-shirt, tweet e cazzate da machoman del tipo: "Per noi conta solo vincere". ([[Giancarlo Dotto]])
*L'amore del Sud per la Juventus scaturisce dal gioco dei contrasti: La [[Quinquennio d'oro|Juventus del Quinquennio]] ha caratterizzato l'evoluzione del calcio italiano e ha dominato per lungo tempo il campionato, ha dato esempio di rigorosa organizzazione, di equilibrio tecnico, di elevato spirito sportivo, proprio nel periodo più oscuro del calcio meridionale, allorché nel Sud il football era ancora in una fase pionieristica e confusa, e ancora non si intravedono i segni del suo sviluppo... Mancano nel Sud, nei confronti della Juventus, quelle venature di asperezza, di invidia, di risentimento che scaturiscono dalla rivalità. [[Genova]] si sentiva ferita... [[Milano]] e [[Bologna]] vedevano nella Juve un'antagonista... Nel Sud, no. Non c'erano motivi di contrasto, non esistevano ambizioni rivaleggianti. ([[Luigi Palumbo|Gino Palumbo]])
*L'anima juventina è un complesso modo di sentire, un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria e di affetto, di fede alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare. ([[Enrico Canfari]])
*L'avversaria più forte e, insieme, una patente di grandezza. Se la affronti con possibilità di vittoria concrete – e io sono stato fortunato, mi è successo di prevalere più di una volta – vuol dire che il tuo valore è elevato. È automatico. ([[Roberto Mancini]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} l'emanazione dello spirito che fa quadrato per vincere, anche contro ogni previsione. ([[Edi Rama]])
*L'odio viscerale e irrazionale per la Juventus ha due cause. La prima è l'incurabile campanilismo degli [[italiani]]. L'[[italiano medio]] è un provinciale e quindi la Juventus, che ha la "colpa" di vincere molto essendo al contempo la squadra italiana meno vincolata a un territorio, diviene il bersaglio privilegiato delle frustrazioni di chi, essendo "periferico" si arrocca nella sua marginalità e sfoga il proprio livore su chi da tale marginalità non è afflitto. [...] La seconda causa consiste nel fatto che, nell'essere una delle poche vere eccellenze italiane, la Juve risulta per paradosso un'entità pochissimo italiana. La capacità di programmare e raggiungere gli obiettivi, la serietà dell'ambiente, uno stile di comunicazione rivendicato e riconosciuto (malgrado qualche inevitabile caduta) in tutto il mondo sono caratteristiche talmente rare, in Italia, da generare invidia e rancore: costringono infatti l'italiano medio a un confronto, e dato che l'esito del confronto è impietoso, la reazione sono le calunnie, le sistematiche accuse di furto, il doppiopesismo nella valutazione degli episodi di gioco, la completa indisponibilità a riconoscere il merito. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*La cosa più importante qui è vincere, la voglia della squadra e della società è impressionante e permette a un calciatore di crescere. ([[Miralem Pjanić]])
*{{NDR|«Cos'è secondo te che differenzia la Juventus da tutte le altre squadre nel mondo?»}} La fame per la vittoria. Un'eredità senza precedenti. Il più importante contributo in termini di giocatori donati alle vittoriose nazionali italiane. Una sorta di maledizione con le finali di Champions League, qualcosa che mi permetto di connettere alla natura esoterica di Torino e all'eterna dinastia della famiglia Agnelli. ([[Carlo Pastore]])
*La gente deve sapere che nella Juve non è facile. C'è una cultura del lavoro diversa rispetto all'estero. Io sono stato al [[Manchester United Football Club|Manchester]]: sembrava di essere in vacanza. Qui si lavora tanto, perché tutti gli scudetti non è che li abbiamo rubati: è il lavoro, fino alla fine. ([[Paul Pogba]])
*{{NDR|«Cos'ha imparato alla Juve?»}} La gestione delle sconfitte: tre finali di Champions, uno scudetto sfumato sotto la pioggia a Perugia due mesi prima dell'Europeo svanito al golden gol. Ma noi non abbiamo mai pianto. Ecco, alla Juve ho vinto tanto e ho imparato a perdere. ([[Mark Iuliano]])
*La Juve di [[Marcello Lippi|Lippi]] e quella di [[Fabio Capello|Capello]]? Erano squadre fortissime, abituate a vincere con giocatori straordinari ed era la squadra da battere in Italia. ([[Andrea Pirlo]])
*La Juve è davvero diversa. C'è un'ossessione per la vittoria, sempre, l'ossessione di rimettersi sempre in gioco, non c'è mai tempo per la soddisfazione, per festeggiare perché davanti c'è sempre la prossima sfida da vincere. Al mio arrivo ho visto dei guerrieri, dei giocatori con questa mentalità e ho capito perché è questo il club che vince. ([[Miralem Pjanić]])
*La Juve è l'immagine di [[Torino]] nel mondo. ([[Piero Fassino]])
*La Juve è l'unica squadra i cui [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], per esempio, riunisce in particolare quelli del Nord Italia. È anche la squadra i cui tifosi sono divisi tra destra e sinistra, al contrario della [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], i cui sostenitori sono essenzialmente di sinistra o del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] [di proprietà di Silvio Berlusconi], i cui tifosi sono maggiormente orientati al centro-destra. La Juve è diventata una sorta di partito nazionale popolare, così come l'erano la [[Democrazia Cristiana]] e il [[Partito Comunista Italiano]] al loro tempo. Con la scomparsa dei partiti di massa, è l'unico fattore di integrazione che va aldilà dell'appartenenza locale. ([[Ilvo Diamanti]])
*La Juve è la Juve. Insieme all'Inter è l'avversario di sempre. Abbiamo avuto anche il Napoli alla fine degli anni Ottanta, poi un po' le romane, però alla fine la lotta si è sempre fatta soprattutto con la Juventus per quanto riguarda i campionati, e con l'Inter per la rivalità storica della città. Quindi, la Juve rimane sempre la Juve. Più si va avanti con la carriera e più speri di giocare questo tipo di partite. Sono queste le partite che danno qualcosina in più, non devi andare a cercare nel fondo del barile le emozioni, perché escono naturalmente.<br/> [...] È una società ambiziosa per tutto quello che ha vinto, per la storia, per il passato e credo anche per quello che potrà essere il futuro... ([[Paolo Maldini]])
*La Juve è la Juve da più di cento anni e potrà sempre sperare di avere un futuro dalla sua parte. ([[Paulo Sousa]])
*La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so dire cosa, ma sono orgoglioso di farne parte. ([[Gaetano Scirea]])
*La Juve è sempre la Juve, ci sono squadre che hanno la vittoria nel DNA e la Juventus è tra queste. ([[Emilio Butragueño]])
*La Juve è sicuramente la squadra più amata, ma anche quella più odiata d'Italia [...]. Probabilmente la Juve è sempre stata troppo "vincente", per potersi permettere anche di essere "troppo simpatica". ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]])
*La Juve è storia, tradizione, è un pezzo del Paese, è un'immagine dell'Italia nel mondo. Ciò comporta una grande responsabilità, perché ogni giorno devi rispettare il nome che porti. Ma la Juve è di più: è un valore ideale e morale, è quello [[Stile Juventus|stile]] che deve tantissimo alla classe degli Agnelli. Molto del consenso intorno a noi è il risultato dei successi nazionali e mondiali, nei quali inserisco anche i giocatori dati alla [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale]]. Dalla nascita sulla panchina di Corso Re Umberto, la Juve è stata al centro della vita sociale, civile e culturale del Novecento. È interclassista: aristocrazia sabauda e immigrati che negli anni '60 arrivavano a [[Torino]]. È bipartisan: i comunisti e i monarchici. ([[Vittorio Caissotti di Chiusano]])
*La Juve è un club con una storia ben precisa, con un'idea e un'identità ben precisa, e quindi indipendentemente dal periodo a noi giocatori spetta dare il massimo e far di tutto per vincere. È una questione di responsabilità, di attaccamento alla [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia]]. ([[Fabio Miretti]])
*La Juve è un fenomeno da studiare, ma non solo per il ruolo da collezionista di trionfi che si è guadagnata sul campo. Ha saputo trasferire al calcio italiano, attraverso la sua strabiliante evoluzione, anche un concetto di autentica modernità. ([[Alessandro Vocalelli]])
*La Juve è una donna, un'amante che torna all'innamorato dopo l'adulterio di una sconfitta. ([[Jean Cau]])
*La Juve è una scuola, ti aiuta a crescere e maturare. ([[Mauro Germán Camoranesi]])
*{{NDR|Nel 2017}} La Juve è una squadra prepotentemente italiana, arrogantemente sabauda, provincialmente vincente. Tutto qui. A Cardiff come a Berlino. Ad Atene come a Monaco di Baviera: in Grecia una squadra composta da campioni del mondo si afflosciò contro l'Amburgo di Magath mentre in Germania la Juve campione in carica venne umiliata da un Borussia di reduci e di scarti. E poi tutte le altre finali, vergognosamente perse per mancanza di hybris, cioè di quel senso epico che ti fa dire che sei davvero leggendario, capace di sovvertire il volere degli dei. Altro che Coppa maledetta, la maledizione è dentro di noi: la Juve, ne ho preso coscienza la scorsa notte, non potrà mai avere quella forza epica perché è una squadra costruita dal potere e nel potere. Solo che è un potere locale. Un potere che ci fa vincere 33 scudetti; gli ultimi sei di fila e per questo si scomoda l'espressione LE6END, leggenda. Un potere che ci fa pensare superbamente di averne vinti 35 sul campo, roba che se anche fosse vero non lo direi perché tre stelle e solo due Coppe dalle Grandi orecchie in bacheca allora sei davvero un eroe perdente. Peggio di Ettore. ([[Gianluigi Paragone]])
*{{NDR|Nel 2018}} La Juve ha costruito il suo grattacielo [...] seguendo una logica imprenditoriale che rappresenta la sua prima marcia in più, il valore assoluto che la separa dalla concorrenza. Un dominio che nasce da una società strutturata con i meccanismi di un'azienda. Ogni mossa ha un significato, una ragione scientifica. ([[Alessandro Vocalelli]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve ha sempre avuto giocatori straordinari, ma ha avuto sempre l'anima che è quella di Torino e della sua proprietà, ovvero essere pratica ed efficace. [...] I 100 anni di presidenza Agnelli? [...] si festeggia qualcosa di incredibile: in un mondo fatto di fondi e sceicchi credo che la sua storia sia quello che rende la Juventus diversa da tutte le altre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juve ha tutto per rendere molto gelosa una gran parte dell'Italia. Gioca a [[Torino]], una città del nord con una reputazione d'austerità e che ha dato numerosi intellettuali e uomini di stato alla Penisola. È di proprietà della famiglia Agnelli, i Kennedy ''made in Italy''. La FIAT è il simbolo del capitalismo transalpino... Per tutti questi motivi, allo stesso tempo si può rilevare che questa squadra è odiata da molti italiani che non si riconoscono in tale modello. [...] È quasi una sorta di anti-Italia. Non per niente si chiama La Vecchia Signora. [...] Non c'è amore per la Juve, ma solamente il rispetto per una persona anziana e degna. ([[Franco Ferrarotti]])
*La Juve infatti è la città di [[Torino]], è la famiglia Agnelli, è il genio italiano che impediva al capitalismo più ricco e potente di diventare arrogante e meschino, è il campione fuori dagli schemi, è la valorizzazione di tutto ciò che non è scontato, è la distrazione colta e di talento, è l'unità d'Italia, sono gli emigranti meridionali che solo il pallone rendeva aggraziati e ben fatti, goffi nella vita ma bellissimi in campo, uomini generosi che per conquistarsi il diritto di esserci carezzavano la palla e usavano i piedi come due mani di pianista. ([[Francesco Merlo]])
*La Juve non perde perché non si disperde. ([[Bruno Roghi]])
*La Juve o la ami o la odi, gli altri la odiano e chi la ama siamo solo noi juventini. ([[Manuel Locatelli]])
*La Juve può cambiare tutto, schieramento e uomini, ma la sostanza non cambia mai. Ha successo perché è umile davanti alla vittoria. ([[Paolo De Paola]])
*{{NDR|Nel 2008 rispondendo a chi chiedeva: «Ricordi d'Italia?»}} La Juve, soprattutto. Addosso ho ancora i segni di Ciro Ferrara. Per un attaccante affrontare un'italiana resta il top, la vera prova del nove. Ferrara, Montero, Bokšić, Del Piero: dopo sapevi di aver giocato al massimo. ([[Ryan Giggs]])
*La Juve si identificherà sempre in un Agnelli. ([[Gian Paolo Montali]])
*La Juve ti resta dentro. Lo [[Stile Juventus|stile Juve]] lo vedi invece nel parlare, nel vestire, nel comportarti. È una scuola di vita. Scherzando, posso dire che è come un servizio militare. Non si può sgarrare. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juve vince perché è più forte, la Juve vince perché ha più carattere, la Juve vince perché è più organizzata, la Juve vince perché ha uno stadio sempre pieno, la Juve vince perché non si lamenta, la Juve vince perché insegue la realtà e non i sogni, la Juve vince perché dimentica di aver vinto. ([[Paolo De Paola]])
*La Juve vince tutto e qualcuno non capisce perché. Vada a prendere un caffè insieme con Scirea o Cabrini e parli loro cinque minuti. Bastano per scoprire che sono uomini veri, cos'hanno dentro. Con questi campioni si vince, con i campioni del mondo, d'Europa, di tutto, che non si stancano di migliorare, che sono fuoriclasse e guadagnano meno di tanti altri loro colleghi inferiori come bravura, però restano dove sono perché vivono bene e trasmettono a chiunque questi valori. E la Juve vince. Capito? ([[Luigi Radice]])
*La Juventus arrivando prima degli altri, diventa in fretta modello per gli altri, anche se non è l'unica. Alla Juventus c'è una riflessione su sé stessa, che ci porta anche ad altre considerazioni. La società bianconera rifiuta completamente l'identificazione con una città. Uno di loro scriveva in una tesi che la società che rappresenta Torino, sia chiaro, è il [[Torino Football Club|Torino]], la Juventus è rappresentata su scala planetaria. ([[Felice Accame]])
*La Juventus ci ha portato via anche il medico: eppure nella provincia di Torino di dottori ce ne sono almeno novemila. ([[Ernesto Pellegrini]])
*La Juventus con poco fa molto. ([[Iker Casillas]])
*{{NDR|Nel 1990}} La Juventus è adorata dai tifosi che ne sono gelosi, la sorvegliano passo passo, ne conoscono tutti i pregi ma sono pronti a rimproverarle impietosamente i minimi difetti, la obbligano ad essere bella e sempre giovane malgrado gli ottant'anni e più, criticano appena delude ma cadono in ginocchio appena, dopo l'adulterio della sconfitta, ritorna verso di loro con la vittoria. Insomma la Juve è una donna, un'amante e una madre tutto assieme. È Venere che qualche volta ti mette le corna ed allo stesso tempo è la Madonna sempre vergine. Pagana e cattolica. ([[Jean Cau]])
*{{NDR|Nel 2014}} La Juventus è ancora la razza padrona, contano poco gli organici. I campionati si vincono anche nei corridoi, per telefono, mica solo in campo. ([[Aldo Agroppi]])
*La Juventus è come l'[[Fenice|Araba Fenice]]: sembra morta invece rinasce con tutta la sua forza. ([[Joseph Blatter]])
*La Juventus è continuità nel tempo. Il segreto più semplice e anche il più difficile da mantenere per ambire a realizzare grandi progetti. ([[Sara Gama]])
*{{NDR|Nel 2011}} La Juventus è il più grande pilastro dell'organizzazione calcistica italiana, la società che ha vinto il maggior numero di [[campionato italiano di calcio|scudetti]]. I suoi giocatori hanno vinto tutto anche con la maglia della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale italiana]]. La famiglia Agnelli si identifica da sempre con la Juventus. [[Andrea Agnelli|Andrea]] ha un grande ruolo ed una grande responsabilità, [[Umberto Agnelli|suo padre]] è stato presidente della FIGC. ([[Franco Carraro]])
*La Juventus è la società più strutturata tra quelle dove ho giocato. Dalla dirigenza ai tifosi, tutti hanno chiaro il ruolo. E i giocatori sanno di venire dopo l'istituzione. È una forza che permette al club di restare ai vertici. ([[Patrick Vieira]])
*La Juventus è qualcosa di diverso da tutto il resto. Quando sei fuori da quel mondo, senti sempre parlare della loro mentalità. Ti sembra un discorso finto, poi ci entri e capisci cosa vuol dire: è la storia che si tramanda. Devi vincere perché quelli prima di te lo hanno fatto e quelli dopo lo faranno. ([[Simone Pepe]])
*La Juventus è stata un esempio per il mio Manchester United. Facevo vedere ai miei giocatori le videocassette della squadra di Lippi e dicevo: non guardate la tattica o la tecnica, quella ce l'abbiamo anche noi, voi dovete imparare ad avere quella voglia di vincere. ([[Alex Ferguson]])
*La Juventus è stata una delle ragioni della mia vita. Amo questa squadra, questa società e questi colori. ([[Roberto Bettega]])
*La Juventus è storia, passione, orgoglio, sacrificio e vittoria. La Juventus è famiglia. La Juventus è più grande di tutto, di tutti, per sempre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juventus è un'istituzione come nessun'altra nel mondo del calcio; la ''Vecchia Signora'' è un'[[icona]] nazionale dell'Italia in un modo che non ha eguali in tutta Europa. In Spagna, questa iconografia è complicata dalla rivalità tra il [[Real Madrid Club de Fútbol|Madrid]] in [[Castiglia]] e il [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]] [[Catalogna|catalano]]; in termini inglesi, si potrebbe solo paragonare la Juventus a un'entità che combina il [[Liverpool Football Club|Liverpool]] e il [[Manchester United Football Club|Manchester United]] con l'Aston Villa di un tempo. Il [[Fußball-Club Bayern München|Bayern Monaco]], pur essendo stato fondato nel 1900, non ha tale storia, avendo vinto il titolo tedesco solo una volta prima del 1969. ([[Ed Vulliamy]])
*La Juventus è un altro mondo. [...] Ricordo che l'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] mi diceva: "Mister, noi come Juve abbiamo il dovere di essere protagonisti, ma non l'obbligo di conquistare ogni volta lo scudetto". La Juventus è la Juventus. Ha uno [[Stile Juventus|stile]] e un equilibrio. A volte non ha comprato il giocatore perché non voleva offendere i cassaintegrati della Fiat. ([[Giovanni Trapattoni]])
*La Juventus è un avversario scomodo. È un mito del calcio europeo, è come il Real Madrid, ha storia e tradizione. ([[Jupp Heynckes]])
*La Juventus è un club abituato a vincere e la vittoria di un trofeo, anche se importante, viene subito archiviata. ([[Angelo Peruzzi]])
*La Juventus è un colpo di forbice, un taglio netto e profondo sulla pelle del tifo. O con lei o contro di lei. Solleva passioni, alleva rancori, semina invidie: che, non di rado, sono un tributo al merito. ([[Roberto Beccantini]])
*La Juventus è un grande club che onora l'Italia calcistica da sempre, in tutto il mondo, quindi è un fiore all'occhiello del calcio italiano.<ref group="fonte">Da un'intervista per ''Sky Sport 24''; trascritta in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=138973 Valentini (direttore generale della FIGC): "29 o 31? Complimenti alla Juve, fiore all'occhiello del calcio italiano, ma le regole e le sentenze vanno rispettate. Pirlo lascia la Nazionale nel 2014? Effetto malinconico, pronti ad accoglierlo nell'ambiente azzurro"]'', ''Tuttojuve.com'', 6 maggio 2013.</ref> (Antonello Valentini<ref>Direttore generale della F.I.G.C.</ref>)
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus è un po' come la [[Democrazia Cristiana]]: anche quando gioca male, sempre al vertice, un po' più in basso, un po' più in alto, ma è sempre al vertice. ([[Carlo Donat-Cattin]])
*La Juventus è un po' nel mio DNA, quindi la conosco bene. È come un drago a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un'altra. Non molla mai, e la sua forza è nell'ambiente: il Piemonte è ancora un'isola felice, senza le tensioni di [[Milano]] e [[Roma]], e i giocatori possono prepararsi al meglio ([[Giovanni Trapattoni]]).
*La Juventus è uno stile di vita che ha attraversato, attraversa e continuerà ad attraversare i confini non solo di Torino, ma dell'Italia e dell'Europa, per emozionare i cuori di milioni di persone, anche nei momenti più difficili perché è proprio in questi casi che si vede chi è davvero bianconero. Chi gioca [[Colori e simboli della Juventus Football Club|per questa maglia]] deve amare questi colori, lottare per loro, essere pronto, se serve, a soffrire, puntando a una sola cosa. Sempre. La vittoria. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juventus è una delle squadre più forti al mondo, ed è difficile immaginare un allenatore che non abbia sognato di guidarla almeno una volta nella sua carriera. ([[Marcelo Bielsa]])
*La Juventus è una società solida, incredibilmente forte con un DNA preciso: lì impari a capire, sin dal primo giorno, il significato della parola vittoria; rinnovando ad ogni allenamento la fame e la voglia di non mollare mai. ([[Emerson Ferreira da Rosa]])
*La Juventus è una società storica, non solo per quello che è stato nel suo palmarès e dei risultati fatti, perché così, a memoria d'uomo adesso [...] probabilmente un altro caso in giro per il mondo ci sarà, ma non sicuramente di questa importanza: questa incredibile appartenenza ad una stessa famiglia, col passare degli anni, delle generazioni e con, sempre, esponenti anche della famiglia [Agnelli] esposti in prima persona anche nei momenti magari più complicati sia della città di [[Torino]], sia di famiglia; la FIAT, tutto ciò che ho enumerato, e ce n'è atto: questa è una storia più unica che rara. Insomma, è una eccellenza del [[Italia|Paese]] e non solo del [[Calcio (sport)|calcio]], questo potrebbe essere sicuro. ([[Giovanni Malagò]])
*La Juventus è universale, un patrimonio non soltanto calcistico, ma culturale e sociale. La Juventus è una storia infinita, sempre sospesa tra mito e modernità. La Juventus è il [[caleidoscopio]] dei suoi assi e delle sue conquiste, i presidenti e gli allenatori, le donne e gli uomini che, giorno dopo giorno, lavorano per costruirne i trionfi. La Juventus è il cuore dei suoi milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]], sparsi in Italia e nel mondo. ([[Darwin Pastorin]])
*La Juventus era una squadra che non avevo mai amato e che probabilmente non amerò mai, [...]. La Juventus era un ambiente totalmente nuovo per me. Diverso. Non mi sono mai sentito a casa, mi sembrava di essere l'ingranaggio di una grande azienda. Per il sentimento, prego rivolgersi altrove. Sul lavoro tutto bene, fuori zero contatti. ([[Carlo Ancelotti]])
*La Juventus ha 10 milioni di amici su Facebook. La particolarità è che sono tutti arbitri. ([[Gene Gnocchi]])
*La Juventus ha significato per me cose grandiose, che mi pare persino di non poter mettere sulla carta. Vorrei che fosse chiara una cosa: noi calciatori siamo legati al nostro mestiere, che è poi la nostra vita. Chi segna il nostro mestiere con esperienze e insegnamenti, è legato a noi per la vita. ([[Umberto Colombo (calciatore)|Umberto Colombo]])
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus ha vinto sempre, è il partito della maggioranza relativa, la squadra che ha più consenso, partito di governo. ([[Virginio Rognoni]])
*La Juventus mi ha dato tutto. Qui ho acquistato la mia mentalità vincente, quella che ti fa dire che ogni partita è una battaglia. Ho imparato ad essere esigente con me stesso e come affrontare e superare le difficoltà. ([[Pavel Nedvěd]])
*La Juventus non deve temere nessuno, devono essere gli avversari a temerla. Lo impone il nome, il peso della [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia bianconera]] non ha eguali nel mondo. ([[Stefano Tacconi]])
*La Juventus non è solo una squadra che vince tantissimo, è anche un movimento di pensiero, trasversale a tutte le classi sociali.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus">Da ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2017/05/31/news/champions_il_mondo_juve-166872809/ Champions, ecco i segreti del mondo Juventus]'', ''la Repubblica'', 2 giugno 2017.</ref> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*La Juventus non è soltanto una squadra di calcio, ma un modo di intendere la vita. ([[Italo Pietra]])
*La Juventus per me credo che rappresenti un punto fermo. Come la musica, come le amicizie, come i film belli. ([[Fabri Fibra]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus per me è l'insieme di identità, dedizione e vicinanza continue nel tempo per scrivere pagine di sport uniche. Ho l'onore e il privilegio di esserne il {{sic|Capitano}} dall'inizio dell'avventura femminile, alzare trofei è il nostro unico obiettivo, seguendo e mettendo in campo sempre i tre valori cardine elencati. (Sara Gama)
*La Juventus rispecchia il mio modo di pensare e vivere, Nonostante giocassi in una delle squadre più forti del mondo, la caratteristica dominante era il ''low profile'': non eccedere nell'entusiasmo, non esagerare, nel bene e nel male. ([[Gianluca Pessotto]])
*La Juventus? Vincere gli scudetti in questo modo qui non è appagante a livello sportivo. Tanti campioni se ne sono andati e ora capisco perché. Mi fanno un po' pena, devono vincere aiutati. Non si tratta di un furto, vogliono vincere comunque senza fare gli sportivi. Non vogliono confrontarsi ad armi pari. Questa è una mentalità mafiosa per arrivare a qualcosa non attraverso la strada normale ma attraverso scorciatoie. ([[Oliviero Toscani]])
*La Juventus vuole dire vittoria. Ecco il modo più semplice per spiegare la Juve, l'ho detto tante volte in Inghilterra quando mi chiedevano di raccontare il mio periodo italiano e io non avevo tanta voglia di parlare. È semplice, dicevo, alla Juventus si vince. ([[John Charles]])
*La maledizione di essere juventini. [...] Perché sarà una maledizione? E da quando? In realtà da sempre, o da quasi sempre.<br/> Accade spesso che la Juventus abbia vinto partite all'ultimo minuto, e che le abbia vinte su rigore; e che il rigore dai tifosi della squadra avversaria sia fortemente contestato è la quasi normalità [...]. C'è chi prende a pretesto ogni fischio, compreso quello del capostazione, per invocare «rigore per la Juve». Non si sentono che fischi. Tutti i fischi hanno un'unica destinazione, un senso unico: assegnare la vittoria alla Juventus ad ogni costo. C'è qualcosa di paradossale su questa ironica o furiosa reazione: c'è sempre stata, ora ha raggiunto un diapason. Tifare per la Juve è diventato difficile, quasi impossibile. Vista dal di fuori la faccenda è anche buffa, il tifoso bianconero — per sfuggire agli sfottò — dovrebbe andare in giro travestito, nascondersi, non pronunciarsi. Non dovrebbe andare allo stadio, di sicuro non in quelli delle avversarie. ([[Franco Cordelli]])
*{{NDR|«Cosa ti ha colpito di più alla Juve?»}} La mentalità vincente che si respira. Quando sei dentro lo percepisci a pieno. Te ne rendi conto subito. A livello di professionalità e di organizzazione, poi, è tutto di una perfezione inaudita e di alto livello. ([[Daniele Rugani]])
*La mentalità vincente dei bianconeri è una delle altre cose immutabili e, in fondo, quello che noi [[Associazione Sportiva Roma|romanisti]] gli abbiamo sempre invidiato. ([[Paulo Roberto Falcão]])
*La mia Juventus. I migliori anni della nostra vita. Accogliente, severa, esigente e orgogliosamente unica. Un tempo indimenticabile, come i suoi protagonisti. Che nostalgia dell'ironia raffinata dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] che con una battuta riusciva a ridarti coraggio e del rigore affettuoso ma inflessibile di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] padre giusto e duro. Una famiglia che non ti abbandona anche quando decidi di volare altrove. ([[Marco Tardelli]])
*La odio ma solo perché è stata la squadra che mi ha fatto impazzire di più in Italia. Non riuscivo quasi mai a batterla e questa cosa mi ha fatto impazzire. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*La prima volta che da ragazzino sono andato in sede alla Juventus, che era situata in piazza San Carlo al di sopra del caffè Torino, ho avuto il piacere di incontrare i fondatori del club. Uno di loro, il commendatore Zambelli, si è avvicinato dicendomi che dovevo alzarmi in piedi e salutarlo in maniera più formale. Questo fa capire come era la Juve in quegli anni, prima di tutto veniva l'educazione. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*La società più società, la squadra più squadra. ([[Carlo Mazzone]])
*La sudditanza psicologica esiste. Sulla Juve occorre fare una valutazione generale: tutto quello che ha vinto nel calcio italiano non è proporzionale a quello che ha vinto all'estero. Ed è un qualcosa che fa riflettere... ([[Morgan De Sanctis]])
*La Vecchia Signora è uno dei più grandi club d'Europa, è più di un club, se preferite. Io uso molto la Juventus quando parlo ai giocatori, allo staff, a miei amici per chiarire un concetto. «Sì», dico, «il calcio è uno sport, ma alla Juventus è uno sport per uomini». ([[Slaven Bilić]])
*Lasciando perdere le passioni, se la Juventus sta bene il calcio italiano sta bene. ([[Marino Bartoletti]])
*Lascio la sede [...] dopo aver respirato per l'ennesima volta l'atmosfera bianconera, piena del fragrante profumo del successo, che è il succo della filosofia del club e che, insieme con lo [[Stile Juventus|stile]], è il distintivo che la Signora non si toglie mai. ([[Angelo Caroli]])
*Lo dice la storia: non può essere Juventus senza Agnelli, non c'è Agnelli senza Juventus. ([[Mario Pennacchia]])
*Lo spessore e il livello Juventus mette in condizione di sentire la pesantezza di quello che c'è dietro. [...] a vederla da fuori, sembra una bella cosa la Juve, con la sede e i campi, poi entri dentro ma ti sembra di non aver visto niente perché essere a quel livello così non è facile, alcuni lo subiscono. ([[Luciano Spalletti]])
*Loro come noi, due gambe e undici giocatori in campo. Più di noi hanno solo le Fiat. ([[Vujadin Boškov]])
*Mentre le rivali ricostruiscono stagione dopo stagione, la forza dei bianconeri è quella, invece, di aggiungere qualità. La continuità è difficile da trovare e quando la trovi fa aumentare inevitabilmente il divario. ([[Paolo De Ceglie]])
*Mi hanno insegnato che un giocatore deve sempre pensare alla vittoria. Quando sei in un'altra squadra magari sei portato alcune volte ad accontentarti, alla Juve non puoi. ([[Marco Marchionni]])
*Mi mancano le sfide con la Juventus. Mi sono sempre piaciute, non importa con che maglia la affronti quando giochi contro la Juventus ci sono sempre motivazioni speciali, giochi contro la storia, la tradizione, milioni di tifosi... ([[Ronaldo]])
*Molti [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] juventini sono dipesi dalle prodezze dei fratelli Hansen e di Praest, di [[John Charles|Charles]] e [[Omar Sívori|Sívori]], di [[Michel Platini|Platini]] e [[Zbigniew Boniek|Boniek]]. Ma dietro di loro c'erano solide [[Difensore|difese]] tutte [[italia]]ne, le dure fatiche di umili, ma indispensabili gregari come Emoli, Colombo o [[Giuseppe Furino|Furino]], le geniali ispirazioni a [[Centrocampista|centrocampo]] di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], o addirittura un blocco di sette giocatori capaci di vincere in [[Nazionale di calcio dell'Italia|maglia azzurra]] la [[Campionato mondiale di calcio|Coppa del Mondo]] in [[Campionato mondiale di calcio 1982|Spagna]]. E, dunque, chi [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifava]] Juventus, trepidava e gioiva per una squadra di buon tessuto italiano, con il fiore all'occhiello di un paio di campioni stranieri, e godeva per uno scudetto che, per nove undicesimi, era il prodotto di un lavoro autoctono. Anche per questo la squadra bianconera è diventata "la fidanzata d'Italia", oltre che un simbolo di [[Torino]], quanto e talvolta perfino più della Fiat, e un valore aggiunto dell'immagine della famiglia Agnelli. ([[Paolo Garimberti]])
*{{NDR|Sulla Juventus della seconda metà degli anni 1990}} Nella mia carriera non ho mai trovato un avversario così superiore a noi. Non ho mai visto una squadra così forte. ([[Louis van Gaal]])
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva nel 1999: «La Juve degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»}} No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di noi. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia. ([[Franco Baresi]])
*Non ci son stati aiuti o cose che si vuol far passare, la Juve era talmente più forte delle altre che vinceva gli scudetti indipendentemente da tutto. ([[Antonio Cassano]])
*Non credo esista un singolo momento o un singolo episodio in grado di spiegare come la Juventus non sia soltanto una società di calcio, bensì una vera e propria [[famiglia]]. Per me è stato così fin dal primo momento. ([[Antonello Cuccureddu]])
*Non sono solo un tifoso mi sento un suo amante. Con la Juve sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me e a volte, con grande incoscienza, sono anche andato oltre. (Antonio Cabrini)
*{{NDR|Cosa le viene in mente sentendo la parola "Juventus"?}} Notti incredibili, campioni unici. Per anni questa era "la" partita in Europa: Zidane vs Beckham, Del Piero vs Giggs. Ho un rimpianto: ho segnato a moltissime squadre, ma mai alla grande Juve! Ferguson la trattava con rispetto incredibile. A casa mia ho tante di quelle maglie bianconere: da Torricelli a Conte e Montero. A proposito, la prima volta al Delle Alpi, nel 1996, Sir Alex mi disse di concentrarmi su di lui, Montero: dovevo farmi prendere a calci, così Cantona avrebbe avuto spazio. Non funzionò: 1-0 per loro, gol di Bokšić. Oggi mia figlia tifa Juve per un semplice motivo: Andrea Pirlo... ([[Ole Gunnar Solskjær]])
*Ogni giorno ci si confronta con questa storia, pure io mi dico: "ma davvero sono l'allenatore della Juventus?". Bisogna quindi essere disponibili a fare sempre di meglio, fino a che la matematica non ce lo vieta dobbiamo ambire a lottare per qualsiasi cosa. Lo slogan della Juventus dice "fino alla fine", io ci aggiungerei "oltre la fine". ([[Luciano Spalletti]])
*Orgoglio infinito, la Juventus è la mia patria. ([[Enrico Canfari]])
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da Marcello Lippi durante la seconda metà degli anni 1990}} Per me è, insieme al [[Associazione Calcio Milan|Milan]] di [[Arrigo Sacchi]] dei primi anni '90 e allo United che vinse il ''double'' nel 1993-94, la squadra che ha avuto il maggior influsso su come credo che il gioco debba essere praticato. ([[Gary Neville]])
*{{NDR|Nel 2026}} Per me il termometro del calcio si chiama Juventus, la squadra che amo perché, voglio dirlo, sarò bianconero per la vita. Quando la ''Signora'' non è al massimo, anche la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] la segue ma, ovviamente, la stessa cosa funziona [[Juventus Football Club e nazionali di calcio|al contrario]]. ([[Hasan Salihamidžić]])
*Per noi juventini vincere in Europa ha sempre un sapore speciale, cresciuti come siamo con l'incubo di essere i padroni in casa e dei nessuno fuori. ([[Linus (deejay)|Linus]])
*[Se la Juve fosse uno scrittore, forse sarebbe [[Ludovico Ariosto|Ariosto]]] perché è una squadra classica, e se occorre non poco furiosa.<ref group="fonte">Citato in ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/02/13/paolo-bertinetti-docente-io-juventino-e-tifoso-spurs-e-rushdieTorino20.html Paolo Bertinetti, docente: "Io, juventino e tifoso Spurs e il derby Ariosto-Rushdie"]'', ''la Repubblica'', 13 febbraio 2018.</ref> (Paolo Bertinetti<ref>Scrittore italiano, nel 2018.</ref>)
*Personalmente sono molto riconoscente alla Juventus. Quando andai dal medico l'ultima volta, lui mi parlò a lungo dello scudetto appena conquistato e del futuro roseo che l'attendeva. Ricordò le prodezze di Galderisi, la sicurezza di Scirea, l'eleganza di Bettega, la sapienza di Furino, l'aggressività di Gentile, le gesta di Tardelli, la dolcezza di Paolo Rossi. Insomma mi vasectomizzò senza che me ne accorgessi. ([[Beppe Viola]])
*{{NDR|«Se la Juve fosse un film, che genere sarebbe secondo te?»}} Probabilmente un film d'avventura. Quel tipo di avventura che ti dà la carica e la motivazione, ti mantiene vivo e predisposto a fare sempre un passo in più. Se sei un club come la Juve, crei attese nei tifosi, per questo devi spingerti sempre oltre. Così si tagliano i grandi traguardi. ([[Daniel Alves]])
*Qual è la prima cosa che ho percepito nello spogliatoio della Juventus? La mentalità del lavoro. Penso che è questa l'impressione che ho avuto. Qua si lavora tanto a 360 gradi, puntando sulla prestazione al massimo. Quindi è quella la mentalità che c'è in questo ambiente. ([[Hernanes]])
*Qualsiasi ''cliché'' che ogni nuovo giocatore della Juve racconta sulla cultura della vittoria è vero! Dall'allenatore, al fisioterapia, al personale della cucina... tutti vogliono solo vincere. Questo è tutto. È un'ossessione. Ed è così anche per me adesso. ([[Federico Bernardeschi]])
*Qualsiasi cosa accada mi sentirò sempre juventino. Ho i colori bianconeri nel sangue. ([[Pietro Rava]])
*Quando abbiamo giocato per la prima volta la Champions League loro erano la squadra migliore, loro erano quelli che aspiravamo a essere. ([[Ryan Giggs]])
*Quando arrivai a Torino ero convinto di essere pronto, invece trovai una realtà non uno, ma tre livelli superiori a quanto mi aspettassi. Per concentrazione, professionalità e dedizione al lavoro erano troppo avanti. Adesso è normale trovare queste componenti nei grandi club, ma la Juve ce le aveva già vent'anni fa. [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Antonio Conte|Conte]], {{sic|ad}} esempio, avevano fatto la storia, eppure erano sempre in discussione. Vedevi la loro mentalità nel volersi riconfermare ogni giorno, con il sorriso sulle labbra. Grazie a loro, alla Juventus, ai suoi principi, nei futuri momenti di difficoltà continuai ad allenarmi in un certo modo e a reagire. Non a caso, quando per il calcio italiano ero ormai finito, da Bologna in poi feci altri 7 anni ad altissimo livello. ([[Marco Di Vaio]]).
*{{NDR|Nel 2026 ad [[Alessandro Del Piero]]}} Quando giocavamo contro una squadra italiana, sapevamo che era difficile superarvi in velocità. Che tatticamente eravate solidi e che sarebbe stato sempre difficile segnare contro di voi. [...] Era sempre difficile fare gol quando giocavamo contro di voi. E quando eravate in 10 uomini, eravate ancora più forti. Soprattutto parlando della Juve [...] Ci sono rimasto solo un anno, ma la prima cosa che ho sentito nello spogliatoio è stata: "Ragazzi, non molliamo mai". [...] Quando indossi quella maglia, la senti subito. ([[Thierry Henry]])
*{{NDR|Nel 2009}} Quando la Juve era gestita da [[Luciano Moggi|Moggi]] non mi è mai piaciuta, l'ho detto pubblicamente e ho avuto ragione, purtroppo. Un club di rango non meritava la B. Ora con i nuovi dirigenti, soprattutto con [[Jean-Claude Blanc|Blanc]], c'è molta cordialità e amicizia. ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*Quando penso alla Juventus, questo mi riporta subito alla mente ricordi appassionati, che inducono a riflettere, del mio tempo al [[Manchester United Football Club|Manchester United]] durante la metà degli anni 1990, quando stavamo crescendo come squadra ed imparando tutto su come ottenere successo in Champions League. La Juventus era il punto di riferimento in virtù delle tre finali consecutive raggiunte dalla squadra di [[Marcello Lippi]] in quel periodo, e li abbiamo affrontati ben otto volte nel giro di sette anni. Ci siamo misurati contro di loro e considero ancora la squadra di Alessandro Del Piero, Zinedine Zidane, Alen Boksic e Didier Deschamps come la migliore che abbia mai affrontato. Avevano tutto quello che mi piacerebbe avere nella mia squadra. ([[Gary Neville]])
*Quando sei abituato a vincere, appena cadi ti fai male. [...] Noi siamo la Juventus e il nostro obiettivo deve sempre essere quello di giocare per vincere e quando non ci riesci devi rimboccarti le maniche e continuare a lavorare. ([[Cristiana Girelli]])
*{{NDR|Nel 2025}} Quando sei e giochi per la Juventus, se qualcuno piaccia o no piaccia, anche oggi è così; devi avere mentalità di quello che gioca ogni partita al ciento per ciento e, cinque minuti dopo la partita, pensar già alla partita successiva. Per questo è difficile giocare per la Juventus perche è una squadra che già la sua storia, una squadra che non si accontenta mai. ([[Zbigniew Boniek]])
*Quando sei la Juve del secondo o terzo posto non te ne fai nulla. ([[David Trezeguet]])
*Quando si arriva alla Juventus, è la Juventus a sceglierti, e non viceversa. ([[Wojciech Szczęsny]])
*Quando si dice «il giocatore viene preso dalla Juventus» significa anche caricarlo di responsabilità. Quando si dice «la maglia della Juventus è pesante» significa capire che dietro quella maglia c'è una storia fatta di un palmarès ricco di successi e, quindi, questo giocatore deve essere uno degli interpreti per arrivare ancora a riportare ad ulteriori successi. ([[Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)|Giuseppe Marotta]])
*Quando sono arrivato alla Juve, ero arrivato in un posto dove volevo essere, che non è una squadra di calcio, è un'azienda. [...] È difficile avere nel mondo del calcio un approccio così. C'è la società, ci sono i ruoli. E chi non li rispetta o non si adegua deve subire le sanzioni dai superiori. A me questo tipo atteggiamento piace molto, perché tutti devono rispettare le regole. ([[Hernanes]])
*Quando vinceva la Juve vinceva la storia. ([[Mario Soldati]])
*{{NDR|Nel 2017, rispondendo a chi le chiedeva un'opinione sulla affidabilità delle retroguardie della Juventus come una costante nel tempo}} Questa è la storia della Juventus. La loro struttura si è sempre basata su un solido blocco difensivo e, naturalmente, sulla loro potenza offensiva nelle ripartenze, oltreché sulla velocità e sull'esplosività in attacco. ([[Diego Simeone]])
*Questa è una cosa che mi ha sorpreso tanto quando sono arrivato qui: alla Juventus non c'è nessuno nello spogliatoio che si sente più importante, neppure chi è stato campione del mondo ed è una leggenda del calcio. Qui vai a mangiare con tutti, parli con tutti, fanno una vita normale. ([[Álvaro Morata]])
*Questa è una squadra che non molla, questa è una squadra che ci crede sempre anche quando sembra essere tutto contro, anche quando i giocatori non sono in forma [...]. Se questa squadra non è una grande squadra io mi domando quali siano le grandi squadre! È una squadra che quando sente l'odore del sangue azzanna la preda, non le concede scampo. ([[Francesco Repice]])
*{{NDR|Nel 2014, «cosa rappresenta oggi la Juve?»}} Quella che è sempre stata, un misto di arroganza, potere, di forza da tirare fuori sempre al momento giusto. ([[Aldo Agroppi]])
*Quello dei soldatini è un marchio che ha sempre avuto la Juve e forse è anche vero. Però bisogna vedere che connotazione si dà alla cosa. Sicuramente la Juve crede sia giusto fare così per ottenere il massimo, per altri può essere un fatto negativo. Io, per esempio, non ho voluto fare il soldatino e sono andato via.<ref>In riferimento alle dichiarazioni di [[Antonio Cassano]] che aveva definito come «soldatini» i giocatori della Juventus.</ref> ([[Fabrizio Miccoli]])
*Quello della Juventus è stato il primo grande mito fuori del campo politico, sociale, ecc. che il Nord abbia offerto, oltre che a sé stesso, anche al Mezzogiorno: un tipo di mito attinente ai giusti e al costume di una moderna società di massa, per cui il Mezzogiorno era solito guardare fino allora alle cronache e al cinema americano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Qui alla Juve c'è un'unità di intenti difficile da spiegare. C'è e basta. La percepisci subito, al tuo arrivo. ([[Stefano Sturaro]])
*Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tutto sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arrende mai. ([[Omar Sívori]])
*Qui ho trovato una società speciale: ti viene spiegato che devi lavorare sempre, per l'obiettivo della vittoria, e anche per i tuoi compagni. Questa mentalità vincente, e il sacrificio per la squadra sono cose molto belle, perché vedo che tutti noi siamo pronti a dare una mano, a lavorare per il gruppo e il collettivo. ([[Juan Cuadrado]])
*Ricordo me bambina al [[Stadio delle Alpi|Delle Alpi]] a farmi sventolare gli occhi di bianco e nero. Ricordo una telefonata in cui mi si chiede: "vuoi giocare nella Juventus" ed io sconvolta e incredula che domando: "ma la Juve quella vera?" Mi hanno detto di aver segnato il primo gol della storia della Juventus Women, ma io non me ne sono accorta perché quando ho visto [[Colori e simboli della Juventus Football Club|la maglia]] appesa in spogliatoio col mio nome non ci ho capito più nulla. La Juventus è il presente che continua a farsi strada, facendomi innamorare ogni istante come fosse la prima volta. Far parte della Juventus vuol dire avere l'ambizione di essere ogni giorno la migliore versione di se stessi. {{sic|Ed}} io posso esserlo solo se ho la Juventus con me. ([[Martina Rosucci]])
*Sapevo che la Juventus era un grande club con una [[tradizione]] fantastica alle spalle, ma finché non lo vivi non ti rendi conto di quanto l'[[organizzazione]] sia perfetta e di quanto la mentalità e il temperamento siano unici. ([[Mario Mandžukić]])
*Se è vero che il calcio è una trasposizione della [[religione]] o della [[politica]] e fa dunque riferimento comunque a una [[fede]] trascendente o laica che sia, la Juve è la religione più diffusa o il partito di maggioranza.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus" /> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*{{NDR|A [[Giampiero Boniperti]]}} Se fossi venuto alla Juve quando dovevo, magari avrei avuto una vita privata più serena. ([[Diego Armando Maradona]])
*{{NDR|Nel 1986}} Se scriviamo ''Juventus'', intendiamo la squadra di calcio sorta nel 1897 a Torino, città incubatrice delle più grandi novità del costume italiano, dall'automobile al cinema al pallone. Promotori, alcuni studenti del ginnasio D'Azeglio, classe terza e quarta. La società nacque su una panchina di corso Re Umberto (le panchine sono sempre cariche di destino, nelle vicende del calcio), luogo di riunione di questi ragazzi della buona borghesia torinese che, affascinati dell'esotico gioco appena importato dall'Inghilterra, racimolarono le sessanta lire, cifra vertiginosa, necessarie per acquistare un pallone. Poi discussero sul nome da dare al club. I classicheggianti proposero un nome che fosse anche un blasone culturale, Juventus [...]. Per dare maggiore specificità alla ragione sociale, Sport Club fu mutato in Football Club Juventus, e da quasi novant'anni questo latino ogni domenica riempie i cuori e le bocche di milioni di tifosi, e ne manda in bestia altrettanti, segno, direbbe l'autore del ''Cinque Maggio'' «[[amore e odio|d'inestinguibil odio / e d'indomato amor]]». ([[Cesare Marchi]])
*Se una squadra di calcio vince tutto per settant'anni e ha alle spalle un gigante industriale, non ha bisogno di chiedere dei favori perché tutti sono pronti a farglieli, si crea un tale incantamento che i tifosi, la gente comune se ne fa un'immagine diversa e migliore di quella reale, un'immagine superiore persino alla lotta di classe, con il [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] juventino, e il siciliano [[Pietro Anastasi|Anastasi]] diventato l'idolo degli operai piemontesi del Lingotto. Ma la fame dell'oro era già forte nella Juventus del [[Quinquennio d'oro|quinquennio dei cinque campionati consecutivi vinti]]. Ricordo un allenatore austriaco, Sturmer, mi pare, che quando andai a Torino per fare un provino alla Juventus si informava del mio rapporto con il denaro, mi metteva in guardia dal diventare avido come il terzino Rava o come i sudamericani Monti e Cesarini, ma io non capivo di che parlasse: la Juventus per un ragazzo di provincia era un sogno, una riunione di tutte le virtù sportive e civili. ([[Giorgio Bocca]])
*Senza [la famiglia] Agnelli non può essere mai la Juve. ([[Enrico Craveri]])
*Seppur fossi davvero giovane, capii subito in che ambiente mi trovassi, quali fossero le regole, gli obiettivi e il DNA della Juventus. Bisognava vincere con professionalità e stare attento ai comportamenti che si avevano. [...] Ti rendi conto di esserti abituato talmente bene e di aver avuto la fortuna e bravura di giocare in un club del genere solo quando lo lasci. Non è certamente facile lasciare una compagine del genere. Questa esperienza ti segna davvero tanto, perché la Juventus ha tifosi in tutto il mondo e io ad ogni modo rimango e rimarrò sempre un calciatore che ha vestito la maglia bianconera. ([[Nicola Amoruso]])
*Si avverte immediatamente la voglia di vincere che c'è nell'ambiente Juventus. È una mentalità che ti pervade, sin dai primi giorni in cui entri a far parte del gruppo. ([[Mattia De Sciglio]])
*Si consolava pensando che quando andava all'università, a Pisa, un suo amico siciliano, del quale tutto si poteva dire tranne che facesse distinzioni razziste, in un momento di ebrietas aveva tracciato «l'identikit del perfetto idiota»: e tra le altre caratteristiche fondamentali, che Massimo non ricordava, doveva essere ingegnere, juventino e calabrese. ([[Marco Malvaldi]])
*{{NDR|Sul ruolo della Juventus nel calcio italiano}} Siamo tipo il meridiano di Greenwich. Pure i punti in classifica si contano a partire dallo JCS (Juventus Current Score). [...] Se finisci il campionato a +1JCS hai comunque vinto. ([[Andrea Sarubbi]])
*Significa emozione, orgoglio, voglia di combattere, identificazione con una storia. La Juve si sceglie, non è la squadra del gonfalone, del municipio, della città. È un innamoramento che dura nel tempo. ([[Pierluigi Battista]])
*Sono stato a contatto con campioni dallo spessore tecnico e umano con pochi eguali, da cui ho imparato soprattutto cosa significhi "dover vincere". La Juventus è uno stato mentale. ([[Mattia Perin]])
*Stare alla Juve era come lavorare alla FIAT. Risultati, ordine, disciplina. ([[Dino Zoff]])
*Stare alla Juventus è come fare parte di una famiglia, e lo si vede soprattutto in campo da come si lotta per la squadra. Non ho mai visto nessuno tirarsi indietro, c'è coesione anche al di fuori del campo. ([[Juan Cuadrado]])
*Tanti, tantissimi scudetti: repetita Juve. ([[Gino e Michele]])
*Torino è stata casa mia, la Juve è stata una scuola di vita che mi ha insegnato tanto. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*Tutti nasciamo spontaneamente virtuosi, intelligenti, liberali e juventini. Taluni, poi, crescendo si corrompono e diventano imbecilli, interisti o milanisti. ([[Luigi Einaudi]])
*Tutti si lamentano con la Juve? Perché sembra che è quella che comanda più di tutti. Per me resta un riferimento, ha una sua storia personale e la si deve rispettare. Ha sempre fatto cose importanti, gradite e non gradite. Quelli che ne parlano male lo fanno perché so' invidiosi... ([[Carlo Mazzone]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} un esempio di conduzione aziendale, una squadra e società con un DNA vincente. ([[Giuseppe Bruscolotti]])
*Un paio di anni fa sono quasi andato alla Juve. La gente mi aveva parlato di [[Torino]] e aveva detto questo e quest'altro e che [[Milano]] sarebbe più piacevole. Ho detto: io non vado per i dannati negozi; me ne vado perché si tratta della Juventus. ([[Roy Keane]])
*Una grande tradizione. Una società straordinaria. È sicuramente uno dei top club al mondo. Queste sono le prime cose che mi vengono in mente pensando alla Juventus. Un club che ha avuto tantissimi grandi giocatori nel corso degli anni, molti vincitori di Coppe dei Campioni e Champions League. È in generale una delle migliori squadre al mondo. ([[Gary Lineker]])
*Una società che ha fatto la storia di tutti badando soprattutto alla sua. ([[Roberto Beccantini]])
*Una squadra che fa gola a molti, una Juventus sempre sulla breccia come una vecchia signora che si ostina a non voler ricorrere al bisturi di un compiacente chirurgo di estetica. Si accontenta di make-up scoloriti, appena appena trasparenti. Tanto che la tradizione diventa, a favoleggiarci sopra, una classe nuova di zecca, seppur con niente di tipico, niente di improvvisato. ([[Rosanna Marani]])
*Una stagione alla Juve non è mai inutile. ([[Christian Vieri]])
*Uno dei club più ammirati e cari perché, senza alcun dubbio, la Juventus è sinonimo di grandezza, di tradizione, di successi e d'orgoglio. ([[Florentino Pérez]])
*Va bene diventare sportivi, si capisce, ma sempre nella speranza che la Juve perda. ([[Mario Giordano]])
*Vedere un gruppo sempre positivo, che ha voglia di arrivare a grandi obiettivi, al di là del fatto di poter giocare o meno, ti trascina. [...] Qualsiasi giocatore che indossi la maglia della Juventus preferisce giocare meno partite ma vincere alla fine dell'anno, piuttosto che giocarle tutte ma non vincere nulla. ([[Claudio Marchisio]])
*{{NDR|Nel 2003}} Ventisette motivi per cui un interista deve accettare la Juventus. 1 Perché c'è. 2 Perché, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Altrimenti chi potremmo invidiare/detestare/sospettare (a seconda delle circostanze)? [...] 5 Perché quelle due Coppe Campioni sono state così malinconiche (1985 e 1996, entrambe dal dischetto del rigore) che adesso potrebbe anche vincere una come si deve. [...] 8 Perché, senza la Juventus, ogni saga calcistico-letteraria risulterebbe incompleta. Ricapitolando. La Juve è Voldemort (l'Inter [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]], il Milan Draco Malfoy). La Juve è Sauron (l'Inter Frodo Baggins, il Milan l'elfo Legolas). La Juve è il Lato Oscuro della Forza (l'Inter Obi-Wan Kenobi, il Milan [[Yoda|Joda]], che deve avere l'età di [[Rivaldo]]). 9 Perché indossa una divisa carceraria, ma lo fa con noncuranza. [...] 16 Perché, insieme al cioccolato e a Macario, la Juve è una delle poche cose che riesce a far sorridere certi piemontesi. 17 Perché ha riempito l'Italia di tifosi (dieci milioni!). Dicono che ce ne sia qualcuno anche a Torino, ma la notizia è in attesa di conferma. [...] 24 Perché [[Gaetano Scirea|Scirea]] era Scirea. ([[Beppe Severgnini]])
*Vivere la Juventus è un'emozione che si rinnova ogni giorno, da anni. Per me è sempre stato un onore e {{sic|un}} responsabilità guidare questi colori, vedere crescere giovani talenti, raggiungere gli obiettivi in campo, vincere trofei e regalare gioie ai [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]]. Un'esperienza che ti segna per la vita, in cui la {{sic|Famiglia}} Agnelli ha sempre saputo far sentire la sua presenza, discreta ma costante. ([[Massimiliano Allegri]])
*[Per me la Juve è] [[Zinédine Zidane|Zidane]], [[David Trezeguet|Trezeguet]], [[Pavel Nedvěd|Nedved]]. Talento, classe, disciplina, senso di squadra. ([[Paul Pogba]])
===[[Andrea Agnelli]]===
[[File:Juventus 2008-09 - Bianconeri.jpg|thumb|upright=1.2|Il soprannome ''Bianconeri'' racchiuso tra le (allora) due stelle e stampato all'interno delle maglie juventine della stagione 2008-2009.]]
*{{NDR|Sul legame tra la Juventus e la famiglia Agnelli nel 2012}} A me quello che fa piacere ricordare è pensare a come la storia di questa società si intreccia con la storia della mia {{sic|Famiglia}}: dal 1923 è con la nostra {{sic|Famiglia}} questa società e ne fa il più vecchio ''franchise'' posseduto dalla {{sic|Famiglia}} di qualsiasi sport, in tutto il mondo.
*Chi lavora per la Juventus deve avere ben presente che noi gioiamo solo al raggiungimento dell'obiettivo finale, e quindi il risultato finale e quindi il trofeo, non la singola partita; la singola partita è una mentalità che non ci deve appartenere.
*È celebre una frase dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] in passato: «Forse uno dei fattori che ha aiutato la Juventus a diventare la squadra più tifata in [[Italia]], è il fatto che al suo nome non avesse legato il nome di una città, permettendole automaticamente di non essere legata, e di raggiungere un gruppo che non deve sentirsi necessariamente legato ad un territorio». A me però piace ricordare l'opposto: che quando andiamo in [[Europa]], quando si parla di Juventus, si parla di Juventus Turin, quindi si lega automaticamente quello che è il nome della squadra al nome della città. Quindi quello che per noi è importante è portare più in alto possibile il nome della nostra società che è comunque profondamente legato al nome della città. Poi da ultimo, quale che sia l'effetto, quale che sia la riconoscibilità, quando alla fine conquistiamo un trofeo, questo trofeo a [[Torino]] deve venire, quindi questo ci lega alla città.
*Juventus è conosciuta come "la fidanzata d'Italia". È probabilmente la donna con cui ognuno vorrebbe stare.
*Juventus e FIAT sono le due maggiori proprietà che abbiamo. [...] Juventus e FIAT sono i comuni denominatori della storia della [nostra] famiglia.
*L'emozione Juventus è sempre rivolta al domani, la gioia più bella è quella che deve venire.
*{{NDR|Nel 2021}} [...] un significato della vita del quale mi sono imbattuto di recente, che è stata una definizione di [[Oriana Fallaci]], [è] che secondo lei i sensi della vita sono quattro, e secondo me si rispecchiano perfettamente nelle persone che operano per la Juventus e fanno questo mestiere, e sono amare, lottare, soffrire e vincere. Dobbiamo amare la Juventus, dobbiamo lottare per la Juventus, sappiamo che dobbiamo soffrire per la Juventus ma, soprattutto, sappiamo che dobbiamo vincere per la Juventus.
*La Juventus è più grande di ogni uomo che la potrà mai guidare.
*{{NDR|Rispondendo a Carlo Genta nel 2020}} Vorrei solo eliminare un principio: non è chi vuol vincere è [[Massimiliano Allegri|allegriano]], chi vuol vincere è juventino [...] Il dogma juventino, vincere.
===[[Gianni Agnelli]]===
*È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società.
*{{NDR|Nel 1986}} I risultati ottenuti dalla Juventus sono dovuti {{sic|sopratutto}} all'organizzazione, a un severissimo lavoro di ricerca e di selezione di talenti giovani più che a colpi di mercato audaci.
*Io considero di essere stato per il passato... non mi piace la parola «mecenate», infine un ''[[Tifoseria della Juventus Football Club|supporter]]'' della Juventus che ha avuto la possibilità d'aiutarla.
*Juventus vuol dire [[gioventù]]. Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera [[J]] in qualche titolo. Subito penso alla Juve.
*La Juve è per me l'amore di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d'amore.
*La Juventus rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago... e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni.
*Nei momenti difficili, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi.
*Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che è sorta in un liceo di [[Torino]] e che ha finito per conquistare nove, dieci milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] in [[Italia]] e, certo, altrettanti all'estero con un nome, una maglia e dei colori conosciuti in tutto il mondo.
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «Vinca la Juve o vinca il migliore?»}} Sono fortunato, spesso le due cose coincidono.
===[[Umberto Agnelli]]===
*È sempre un'emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus.<br/> Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è ripercorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia che si intrecciano da 75 anni con la storia di questa squadra di calcio.<br/> La società bianconera ha un modo particolare di leggere la storia: una storia di cambiamenti radicali e profondi, che investono la città in cui nasce e vive la Juventus, [[Torino]], i suoi abitanti e milioni di tifosi in Italia e nel mondo, storia di costume e di abitudini. E poi di emozioni.<br/> Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto «il meglio» del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite «storiche» per rivivere, così, l'emozione di quegli attimi.
*La Juventus appartiene all'[[Italia]] proprio perché appartiene a [[Torino]]. Crescendo, da torinese la Juventus è diventata italiana, ha trovato e conquistato ovunque [[tifo sportivo|tifo]], affetto, credibilità.
*La Juventus è un modo di essere, di esprimersi e di emozionarsi, vivere insieme a tanti altri la stessa passione per il calcio, possibilmente per il bel calcio. Una passione che ha unito e unisce persone di città, condizione sociali, fedi politiche diversissime... Ieri in Italia, oggi in tutto il mondo.
*La squadra ha seguito l'evoluzione del [[Italia|paese]].
===[[Giovanni Arpino]]===
*''Cara Signora, mi tolgo il cappello | il suo nome è una stella nella curva del cielo | il suo nome rimbomba della terra alla luna. | Mi vesto a festa, lancio i coriandoli | il suo nome è un nome | che si legge anche Torino. | Il suo nome è una montagna | di tanti scudetti, | agli altri la manfrina, una lacrima, un peto. | Il suo nome è il migliore, il suo nome è il più forte. | Tu dici: sono gob. E gli altri: sono morto. | Il suo nome si allunga, | si contorce in un lamento | ma resta l'idea in tutte le genti. | Si restringe, si allunga, fa eco rotondo | che perda che vinca tra i primi del mondo. | Juventus, gridano, | o Goba o Madama, | sei forte, sei cattiva, fai girare le scatole. | Ma un'altra non c'è | e nessuno è stanco | di soffrire e cantare il tuo nero e il tuo bianco.''
*Come la Mole Antonelliana o la Tour Eiffel, come l'Arco di Tito o la milanese piazza del Duomo, la Juve è, a suo modo, un monumento che deve saper mantenere intatta la propria identità.
*JUVE, JUVE La Vecchia Signora, la Madama, la Signora Omicidi, Juve primo amore, la Fidanzata d'Italia, l'ambasciatrice d'Italia, il miglior «sponsor» per Torino e l'entità piemontese: sono soltanto i più noti nomignoli e definizioni che hanno etichettato il Football Club Juventus, una realtà sportiva, sociale e umana di ormai quasi centenaria storia, una «identità» di [[Stile Juventus|stile]] e di opere che non trova riscontri nella Penisola.
*Mille società sportive, piccole e grandi, si cancellano a vicenda perché il loro modo di essere era dilettantesco fin dalle origini, viveva d'emotività, di risultati, di traguardi miracolosamente raggiunti, di sfide occasionali. La Juventus: mai. Gioca nel tempo. Il suo «valore» non è in un titolo in più o in meno, ma nella durata.
*Quando dici Juventus sei conosciuto da Helsinki a Melbourne, dal Canada al Pakistan. Ed è questa 'identità' che diventa biglietto da visita internazionale...
*Si scrive Juventus si pronuncia scudetto. «Vincere sempre, e con classe» è l'imperativo categorico della Signora. Nata come ''seleção'' della borghesia torinese, via via è assurta a modello: una riserva dov'è vietato illudersi, dove giocare fa rima con lavorare, dove la vocazione ha il sigillo della professione. È un carattere di ferro la ''fidanzata d'Italia''. Dentro lo stile, c'è lo stiletto.
*[La Juventus è] un complesso di forze vestito d'eleganza. È come una struttura. Certe volte sembra una scultura di quelle infinitamente moderne con qualunque tocco ''[[Art Nouveau|liberty]]''.
=== [[Andrea Barzagli]] ===
*Chi arriva, non ha bisogno di sentirsi fare tanti discorsi [...] guarda i giocatori che sono qui da più tempo. È accaduto anche a me e anche se non si è abituati a certi ritmi, ci si adegua, perché questo è il mondo Juve.
*L'estate in cui vinsi il [[Serie A 2011-2012|primo titolo]] , in vacanza pensavo ogni giorno che volevo vincere il [[Serie A 2012-2013|il secondo]]. Avevo una fame come non mi era mai successo. Non so cosa mi sia successo alla Juventus, ma la mia mentalità s'è trasformata. Non so come, ma nessuno me la cambierà mai più.
*Nei miei anni di Juve ci sono dentro tantissime emozioni ma se devo indicare un momento, non posso che ricordare l'{{sic|Inaugurazione}} dello [[Juventus Stadium|stadio]]. Ho visto e sentito tutta la storia della Juventus passata e presente. Ho provato un'emozione unica, che mi è rimasta dentro, un senso di responsabilità nel vestire [[Colori e simboli della Juventus Football Club|questa maglia]]. Ho sentito la storia di una famiglia.
===[[Luca Beatrice]]===
{{cronologico}}
*Fin dalla sua fondazione la Juventus è stata depositaria di un'estetica assai particolare, [[Colori e simboli della Juventus Football Club|in campo]] e fuori, capace di sintetizzare la componente aristocratica e quella elitaria, la nobiltà con il popolare, il portamento signorile al sudore proletario.
*A ben vedere, in diversi casi l'undici bianconero dimostra palesi coincidenze con gli accadimenti del tempo: non è stata forse ''beat'', imprevedibile e senza leader la Juve di Heriberto Herrera, vittoriosa nel [[Serie A 1966-1967|1967]], quasi un anticipo estetico del [[Sessantotto|'68]]? E l'italianissima e muscolare compagine del [[Giovanni Trapattoni|Trap]], vittoriosa a Bilbao nel [[Juventus Football Club 1976-1977|1977]], una Juventus resistente e tenace, come era necessario in [[Anni di piombo|quegli anni tragici]]? Oppure, lo straordinario gruppo di fenomeni messo insieme dopo i [[Campionato mondiale di calcio 1982|mondiali del 1982]], sulla strada della [[globalizzazione]] e del superamento delle frontiere, che prese il via proprio negli anni Ottanta?
*Un vecchio luogo comune vorrebbe la nostra squadra meno amata nella sua città, così come un'altrettanta abusata diceria coniuga il tremendismo atletico e agonistico [[Torino Football Club|all'altra squadra]], carattere forse presente un tempo, non certo negli ultimi vent'anni, quando invece grinta e determinazione in campo, di non mollare, di giocarsela fino all'ultimo istante, sono tipici tratti della juventinità.<br/>A Torino, invece, si respira Juventus un po' dovunque: la panchina di corso Re Umberto, il Liceo d'Azeglio, le varie sedi (Galleria San Federico, piazza Crimea e ora corso Galileo Ferraris), gli stadi (da Piazza d'Armi al Comunale, dal Campo Combi al Delle Alpi che in molti cominciamo a rimpiangere), e poi le strade, i quartieri, da Mirafiori alla collina, da San Paolo alla Crocetta, c'è tanta Juve nella storia della capitale sabauda, un percorso che attraversa, decennio dopo decennio, l'arte e la cultura del Novecento.
===[[Giampiero Boniperti]]===
*C'è un'eleganza che non è deliberata, ma che si acquisisce o s'interpreta una volta che viene indossata quella meravigliosa divisa [bianconera].
*{{NDR|Nel dicembre 1976}} Ci sono un [[odio]] e una [[gelosia]] nei nostri riguardi che mi spaventano, e che mi fanno riflettere sul divario fra la passione folkloristlca di ieri e la [[Ira|rabbia]] devastatrice di oggi.
*{{NDR|Nel giugno 1977}} I tempi sono cambiati. La Juventus non è più la squadra dell'aristocrazia, tifano per la Juventus anche gli operai della Fiat.
*Juventini si nasce: il mio è stato il primo distintivo bianconero circolato a Barengo quand'ero ancora un ragazzino e giocavo nel Momo. Ma juventini si può anche diventare: quando si decide che non si vuole più soffrire troppo!
*{{NDR|Sul «pragmatismo» della Juventus}} La Juve degli Agnelli e della FIAT: di qui il concetto di fabrica, di produzione, assemblare e vincere l'utile preposto al dilettevole. Un marchio che, credo, ho contribuito a imporre.
*La Juve è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire. Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tuttora.
*La Juve, il sogno della mia vita. La sognavo davvero. Perché io, che portavo all'occhiello il distintivo bianconero, avevo in quegli anni un solo desiderio: giocare una partita di serie A con la maglia bianconera.<br/> Me ne sarebbe bastata una, ero sicuro, per essere felice per sempre. È andata meglio: in campionato ne ho giocate 444.<br/> Ho fatto la mia parte senza sacrifici.<br/> Perché ho dato quello che avevo dentro. Sono un uomo felice.
*La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore. È il mio cuore.
*{{NDR|«Perché la Juve è così antipatica»}} Lo è adesso, lo era quando la dirigevo io, lo sarà in futuro. L'invidia rappresenta una medaglia al valore. E comunque se mezza Italia tifa Juve, ci andrei piano con le etichette. Di sicuro, è una società che divide. O con lei o contro di lei. La sua forza, il suo fascino.
*Questa è la Juve, arrivare secondi è una tragedia.
=== [[Leonardo Bonucci]] ===
*Alla Juventus il concetto di squadra è il primo valore che viene inculcato. Il concetto del {{sic|Noi}} che prevale sull'{{sic|Io}}. La squadra non è fatta solo da chi scende in campo, ma da tutti coloro che ogni mattina si svegliano e si mettono al servizio di quei colori: il bianco e il nero.
*{{NDR|Nel 2023}} Entrare dentro quello spogliatoio era come portare un bambino alle giostre. È una sensazione emozionante e troppo bella da descrivere [...] Da bambino quando rincorri il pallone hai il sogno di vestire una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia come quella della Juve]] e riuscirci per 500 volte significa aver fatto la storia della Juve ed è una grande emozione ed è motivo d'orgoglio.
*Facile venire allo stadio e applaudire quando tutto va bene. Il vero tifoso applaude quando il momento è difficile per aiutare la squadra. La Juventus sono quelli che scendono in campo, quelli che vanno in panchina, quelli che vengono allo stadio e quelli che sono a casa davanti alla TV, il motto della Juve è fino alla fine e fino alla fine bisogna essere uniti. Credere nella Juventus, nella squadra e nel progetto.
===[[Adalberto Bortolotti]]===
*Il calcio italiano non può fare a meno di una Juventus di vertice. Il resto è favola.
*Io credo che uno dei segreti dei successi juventini, sia proprio questa «demonizzazione» che dei bianconeri fanno le tifoserie avversarie. La Juve può essere battuta [...] se la si affronta senza complessi. Ma quando è lei a vincere, non si può liquidare la questione, dicendo che era tutto prestabilito nelle alte sfere.
*L'unica reale colpa della Juventus sta nei suoi [...] scudetti vinti, nell'abituale leadership esercitata sui campionati, sicché quella che per ogni altra squadra di vertice è una normalissima pausa di riflessione, un'annata di transizione fra vecchi e futuri successi, nel caso della Juventus diventa un'accusa infamante. Condannata a vincere sempre e comunque – salvo poi ad essere crocefissa dalla critica per questa sua tendenza razziatrice – la Juventus non può concedersi un solo attimo di respiro È il destino dei forti, e la Juve serenamente lo accetta.
*La Juve è odiata (ma anche, amatissima) perché vince molto, a volte persino troppo. Questo le procura schiere di fans accaniti e sacche di nemici irriducibili. Chi resta per gran tempo sulla cresta dell'onda, fatalmente va incontro a questo tipo di reazioni. Non credo alle motivazioni ideali di chi ammanta il proprio «odio bianconero» con nobili proclami; secondo questi [...] la Juve rappresenterebbe il potere, l'ingiustizia, la discriminazione, più o meno tutti i mali profondi dell'umanità. E battersi contro questo ricettacolo di nequizie significherebbe vestire i panni rivoluzionari e romantici del cavaliere senza macchia. Io credo che la Juventus abbia vinto più degli altri perché meglio organzzata e sempre sostenuta – questo sì – da una solidità economica frutto non solo di patrimoni di famiglia ma anche e soprattutto di oculate amministrazioni. E si sia avvalsa di dirigenti tecnicamente più avveduti della media. Come tutte le squadre di vertice, ha spesso goduto di particolari riguardi: non perché si chiamava Juventus, ma perché stava in testa.
===[[Gianni Brera]]===
*[La Juventus] non è una squadra, è un fenomeno sociale. La nobiltà le viene dagli anni, più giovane di poco ad altri club di [[Torino]] troppo esclusivi per non morire di solitudine. Il Duca degli Abruzzi esprimeva plus-calore con altri nobili che presto si vergognarono dei propri slanci plebei. Il calcio squalificava socialmente in [[Gran Bretagna]] e Scandinavia, dove era localizzabile l'élite della nuova religione sportiva. Borghesi ancora ignari unirono i propri estri snobistici chiamando pedissequamente Juventus la loro prima collusione pedatoria.
*La gentile Torino spasimava per le rozze grandigie d'un popolo artigiano e contadino che inglesi ed europei centro-nordici stavano riportando all'industria. La Juventus fu sempre vagamente odorosa di privilegio sociale. Gli aristòcrati si beavano del Torino plebeo (esattamente come al [[Associazione Calcio Milan|Milan]]): a mezzo fra loro e la plebe usavano profondere slanci plus-calorici i borghesi colpevoli della retorica Juve.
*Uno scudetto vinto da altre è sempre perso dalla Juventus: e proprio questo è il fascino del [[campionato italiano di calcio|campionato]].
===[[Gianluigi Buffon]]===
*È l'alibi migliore per chi non vince; dire che la Juve è davanti perché si comporta in maniera scorretta è una giustificazione da dare ai tifosi. La Juve è come il maggiordomo: sempre colpevole.
*La Juve è stata la mia vita calcistica, ci sono stati i ricordi bellissimi, un’avventura e crescita umana e consacrazione dal punto di vista sportivo.
*La Juve stata la mia vita calcistica, ho dei ricordi bellissimi di una crescita sia dal punto di vista umano che sportivo. L'universo Juve manda a soqquadro le tue certezze, però nel momento in cui riesci a farlo tuo non ti mollerà mai.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus, forgiata dal genio calcistico e dalla visione di tanti campioni, ha trovato nella famiglia Agnelli un faro costante di guida. Con ogni trionfo e sfida, la famiglia ha dimostrato un amore incondizionato per i colori bianconeri, trasformando sogni in realtà. Un viaggio di un secolo, intrecciato di passione, dedizione e vittorie senza tempo.
*Possono cambiare gli uomini, possono cambiare i dirigenti, però quello che ha di forte questa società sono i giocatori cui è stata tramandata una voglia di vincere, di primeggiare, che non è pari in nessuna altra squadra.
*Una vita di successo, lotta ed impegno. È una famiglia in cui sono cresciuto e ha aiutato gli altri a crescere. È una sorta di scelta di vita, un modo di vita.
===[[Vladimiro Caminiti]]===
*Juventino sono se mi si intende riferire amore storico per la società più grande e più nobile della nostra terra come i suoi scudetti [...] testimoniano.
*La Juventus per un poveraccio è qualcosa di più di un hobby domenicale, di una ragione di tifo, ma può ipostatizzare un'intera vita, l'illusione di una vita.
*Qualunque sia la situazione sociale, storica, il ruolo della Juventus non può cambiare. Ruolo perennemente vincente, ruolo glorioso.
*Questa è la Juve che raccontai per anni, squadra superiore a tutte nel momento in cui finivano le chiacchiere e cominciavano i fatti.
===[[Fabio Capello]]===
*{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve!
*Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità.
*{{NDR|Nel 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata.
*{{NDR|Nel 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita
*La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto.
*Quando sei alla Juventus diventi un operaio.
===[[Antonio Conte]]===
*Chi affronta la Juve fa sempre la partita della vita. Per noi è normale amministrazione.
*{{NDR|Nel 2023}} Famiglia Agnelli-Juve un legame indissolubile, una storia epica. Un lungo, affascinante, e vincente romanzo di vita e di sport, che non smette mai di emozionare e stupire. È un grande orgoglio fare parte di questa storia.
*Io so cosa rappresenta la Juventus in Italia, non c'è bisogno che lo dica anche oggi, ogni volta. In Italia o si è juventini o si è contro. Quindi noi siamo sempre soli contro tutti. Magari per loro è un fatto sporadico pensarlo, per noi è un fatto sistematico. È stato sempre così, sarà ancora così, finché la Juventus vince sarà sempre sola contro tutti.
===[[Corrado Corradini]]===
*''Juventus, Juventus, | la squadra dei grandi sei tu | che non tramonta più.''
*''La gioventù, di cui portiamo il nome, | ci pulsa appien nei muscoli e nel cuor | sappiam goder ma pur sappiamo come | si debba oprar sui campi dell'onor.''
*''Miei cari amici difendiam con gioia | i colori nostri e il gioco del foot-ball. | I rammolliti fiacchi per la noia | ne dican pur tossendo tutto il mal.''
===[[Maurizio Crosetti]]===
*La Juve è da sempre la più forte anche per come si nutre di antagonismo, per come distilla l'odio e lo trasforma in nettare. Ben più degli arbitri, il segreto della Juve è la Juve con il suo senso estremo di tutto [...]. La Juventus, si dice in piemontese, è una "bestia grama", una creatura solo in apparenza del Male: è invece una macchina mostruosa che si alimenta di cattiveria non soltanto agonistica, ma che sa rinascere da ogni sua piccola morte apparente [...]. Mezza Italia la odia, invece dovrebbe imitarla anche nello sporcarsi le mani, nel saper soffrire. Non è rubare, è ferocia. È una vocazione.
*{{NDR|Nel 2007, sulla mostra ''Juventus. 110 anni a opera d'arte''}} Squadra anche fisica, la Juve lo è sempre stata. Non si sospettava che fosse anche metafisica.
*Una squadra di controbalzo. La Juve addomestica i palloni, li blandisce e non li giudica mai perduti. Adora le carambole sghembe e l'impossibile. E chi crede nell'impossibile, qualche volta lo raggiunge.
===[[Giuseppe Cruciani]]===
*L'anti-juventinismo è un lavoro, un mestiere che paga. Nei media la Juventus fa audience a prescindere: puoi parlarne bene e puoi parlarne male. Così c'è chi si è creato un personaggio.
*L'anti-juventinismo militante si basa su mille contraddizioni. Ha attraversato il culmine nel momento di Calciopoli, quando non c'erano nemmeno prove reali a sostegno di quelle accuse. Si è poi attenuato negli anni in cui la Juve arrivava settima. Nel momento in cui la Juventus è tornata forte è risorto l'anti-juventinismo d'accatto, quello di professione, il più becero. Questa altalena dimostra che per placare questa sindrome la Juve dovrebbe tornare sesta o settima. Vi sembra normale tutto ciò?
*Si parla del "potere della Juventus" che viene identificata con la Fiat e la famiglia Agnelli che, peraltro, non era l'unica famiglia depositaria del potere, ma poi mancano le prove. Certo, avere dietro la Fiat dà potere economico e questo rende forte la squadra, però dov'è il reato? Allora anche il Real Madrid o il Bayern Monaco hanno "potere"… Sento in continuazione dei teoremi sui furti della Juventus, che poi vengono smentiti dai fatti.
===[[Italo Cucci]]===
*Ho sentito dire [...] che "la Juve è uguale a ogni altra squadra e società", che "la Juve è odiatissima". Da giornalista che non tifa Juventus ma sa quanto valga la Signora sul piano editoriale, quale sia il suo peso presso la pubblica opinione, vorrei precisare che la Juve non è affatto come ogni altra squadra o società perché [...] ha vinto più di tutti, è non è "odiatissima", bensì la squadra più amata dagli italiani. Gli odiatori sono tanti – soprattutto i tifosi delle squadre dirette concorrenti – ma tantissimi anche gli italiani che, tifando per la squadra di città, amano la Juve in seconda battuta. [...] Ciò spiega – fra l'altro: e lo dico, a titolo personale, con tutta sincerità – il fervore critico che accompagna la Juve-che-perde; tutti [...] preferiscono la Juve vincente a quella che si dibatte in polemiche di basso livello che ne limitano spesso il potenziale tecnico.
*La Juventus non è solo un club come tanti, è una famiglia il cui umore solidale si estende – a volte con dibattito, spesso con amore – alla squadra.
*Mi convinco, con il tempo, che rappresentare la Juve non è facile; per mia memoria, ci riuscirono bene tre personaggi [...]: Boniperti, con uno straordinario repertorio di mosse fascinose e furbe, diciamo giochi di... prestigio; Trapattoni, con l'esaltazione del lavoro e delle regole, diciamo giochi... in famiglia; e Scirea, per il quale non ho bisogno di parole: spendo solo un pensiero – quando ne scrivo – e una preghiera.
===[[Alessandro Del Piero]]===
[[File:Alessandro Del Piero 2008 cropped.jpg|thumb|Alessandro Del Piero, giocatore della Juventus dal 1993 al 2012, è il detentore dei record di maggior numero di vittorie, presenze e reti nella storia del club.]]
*Chi conosce la Juventus, sa che dopo che si è vinto, bisogna rivincere. E rivincere ancora.
*{{NDR|Cosa c'è di speciale nello spogliatoio bianconero che consente di trovare le motivazioni per alzare l'asticella ogni anno di più?}} Faccio un elenco? Mentalità, qualità, ambizione, struttura. Alla Juve si volta pagina giorno dopo giorno, vittoria dopo vittoria, e si costruisce il successo seguente.
*Il nostro nome è identità, significa gioventù. Nati nel 1897, ma non è il tempo a definirci. Siamo simbolo di eleganza, tradizione, orgoglio italiano cucito addosso come una seconda pelle. Abbiamo radici profonde, il desiderio costante di andare oltre, di migliorare sempre. Siamo dove il tempo non è ancora arrivato. Il nostro successo non sta solo nelle vittorie. È stile nel modo in cui vinciamo, è classe in ogni sfida. La nostra storia continua, si scrive oggi, si scrive domani. Siamo la Juventus, dal 1897 e per sempre.
*La Juve è casa mia. Così come lo è [[Torino]], tutt'e due parti di un processo graduale e inesorabile che mi ha portato a sentirmi figlio di entrambe. Il legame con la Juve però è antecedente a quello con la mia città, e sconfina in quel territorio mitico dell'infanzia, di poster e sogni di gloria che cullavo, da bambino perennemente attaccato al pallone qual ero. Con questa squadra ho vinto tutto, assaporando la sensazione di tornare a Torino con la coppa più ambita in mano, e ho perso tutto, magari all'ultimo minuto, all'ultimo rigore, con in bocca l'amaro di aver lavorato, lottato, sudato per un anno intero per niente... Momenti di gioia incredibile, in cui ti senti sul tetto del mondo, ma anche momenti di scoraggiamento, di delusioni bruciate, di incredulità.
*La Juve è dentro la sua storia, che è fatta di vittorie e di mentalità vincente: questa è la sua forza. È una squadra che vince perché ha imparato a soffrire quando non vinceva.
*Quando diciamo che la Juve è la squadra [[Amore e odio|più amata e più odiata]] d'Italia, sveliamo una profonda verità. Su questa verità si sono costruiti oltre cent'anni di successi, perché sapersi amati e odiati dà una carica incredibile. È il famoso "peso della maglia": rendi più di quello che sei, giochi meglio perché sei della Juve. Vale pure per gli avversari, che contro i bianconeri sentono di dover giocare la partita della vita. Dunque, essere juventini è molto difficile, ti trovi sotto una continua pressione, è logorante ma esaltante.
*Se giochi nella Juve nell'arco dell'anno devi migliorare, non puoi essere lo stesso giocatore di quando sei arrivato, questa è la Juve.
*{{NDR|Nel 2026 a [[Thierry Henry]]}} Sei stato qui solo per un anno [1999], ma sai perfettamente cosa intendo. Lo scheletro della squadra, sai? Hai bisogno di cinque, sei, sette giocatori che sappiano ve si trovano. Perché la responsabilità che questa squadra ha – non sto parlando dell'Europa, ma dell'Italia – è grande. Puoi sentirla davvero ogni giorno in allenamento o quando esci. [...] E questa è una cosa che se non sei preparato, se vieni colpito, potresti ritrovarti nella posizione di non essere in grado di dare il massimo. Ecco cosa intendo. [...] A proposito di "non mollare mai", sai, in particolare abbiamo un altro motto qui, ovvero "fino alla fine". Questo genere di cose deriva da generazioni e generazioni, anni dopo anni.
*Sono come la Juve: non pongo limiti nemmeno a me stesso.
*Sono orgoglioso di essere juventino, di essere una «bandiera», come mi definite spesso, ma in realtà io sono solo una piccola parte di una grande bandiera bianconera, che cresce col passare degli anni e se ognuno di voi guarda con attenzione ci trova scritto anche il proprio nome...
*Un cavaliere non lascia mai una Signora.
===[[Didier Deschamps]]===
*{{NDR|Sul legame con la Juventus}} Ho cambiato completamente pianeta, anche se avevo avuto una buona anticipazione al [Olympique] Marsiglia. Ma la Juve è la Juve, uno dei più grandi club a livello europeo e mondiale. [...] Un grande club dal punto di vista dell'organizzazione, dal magazziniere al presidente, tutti orgogliosi di essere a servizio del club. Questo non dà ai giocatori alcuna scusa quando arriva la partita. Quando la Juve pareggia è una catastrofe, se perde è uno tsunami. C'è un grande professionismo.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Marcello Lippi]] durante la seconda metà degli anni 1990}} La voglia di lottare che aveva la nostra squadra era qualcosa di diverso e inimitabile. E arrivava immediatamente dopo aver vestito quella maglia: era come se infondesse coraggio, grinta e un unico desiderio: superare l'avversario.
*Se allenassi un club, imposterei il mio lavoro seguendo la scuola Juve. Lì ci si allena tanto a livelli altissimi per ottenere risultati.
===[[John Elkann]]===
*{{NDR|Nel 2023}} C'è un doppio filo di continuità che unisce la nostra famiglia alla Juventus dal {{sic|24 luglio del 1923}} a oggi: un amore viscerale, perché legato a momenti di vita in famiglia e a ricordi indelebili. E poi la responsabilità di costruire il futuro innovando e adattandosi ai tempi. Come diceva [[Gianni Agnelli|mio nonno]]: "Juventus vuol dire [[gioventù]]". Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*{{NDR|Nel 2023}} Fin da quando nel 1923 [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|mio bisnonno]] divenne presidente, nella Juventus la tradizione sta nell'innovazione.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve è stata storicamente l'ossatura del calcio italiano, ne è parte integrante. Ha dato la [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|struttura alle nazionali]] che hanno vinto i [[Campionato mondiale di calcio|titoli mondiali]]. E sul piano economico con le [[Calciomercato|operazioni di mercato]] ha speso mezzo miliardo di euro negli ultimi anni per acquistare giocatori in Italia, contribuendo in modo significativo a sostenere i bilanci delle squadre di [[Campionato italiano di calcio|serie A e serie minori]]. Siamo sempre stati una forza positiva per il calcio italiano e vogliamo continuare ad esserlo, rimanendo aperti al dialogo e alla collaborazione con le istituzioni.
*La Juventus è la squadra italiana più amata e seguita: rappresenta il nostro calcio nazionale [...] La Juventus non è il problema, ma è, e sarà sempre, parte della soluzione.
*La Juventus ha sempre avuto una storia molto forte con l'Italia ed è sempre stata la spina dorsale della nostra [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]. Se guardiamo i grandi successi dell'Italia, questi sono anche dei grandi successi juventini.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus ha sempre sentito un forte senso di responsabilità: noi come famiglia [Agnelli] l'abbiamo da {{sic|100}} anni e siamo partecipi all'evoluzione del nostro Paese. È anche un modo per contribuire, come la Juventus ha sempre fatto, al miglioramento dell'Italia e anche all'esempio che la Juventus dà e ha dato.
*[...] Siamo prima di tutto dei tifosi. Ci sono squadre di calcio che sono legate {{sic|ad}} un'azienda, ne sono storicamente l'emanazione, come è stata il PSV Eindhoven con la società olandese Philips. La Juventus no. Non è mai stata l'emanazione di una società come la [[Fiat]]. È sempre stata la squadra di una famiglia, non di un'azienda.
===[[Patrice Evra]]===
*Chi gioca nella Juve lo fa per vincere il campionato. Chi indosserà questa maglia il prossimo anno lo farà per vincere la Champions. Questo è l'obiettivo. Significa guardarsi allo specchio e chiedersi: sei scarso o sei all'altezza? Ora abbiamo fatto solo il nostro lavoro. Non è presunzione, ma vincere lo scudetto qui è una cosa normale.
*L'obiettivo della Juventus, a inizio stagione, è sempre quello di vincere [...]. La vera Juve è quella che vince i [[campionato italiano di calcio|campionati]] [...]. L'avversario più pericoloso per noi è la Juventus: non è arroganza, lo penso veramente.
*La mentalità della Juve è molto diversa. Ti controllano tutto, ti costringono a mangiare in un certo modo e devo dire che ho imparato moltissimo, anche tatticamente. [...] È stata una delle sfide più difficili della mia vita ed è per questo che sono così orgoglioso di aver trascorso due anni e mezzo con loro.
*Per me la Juventus rappresenta veramente la cultura di vincere tutte le partite.
*Per questo club ho un rispetto incredibile, mi sto attaccando molto a questa maglia. Chissà, dev'esserci un angelo, perché mi sembra di aver trovato un'altra casa.
*{{NDR|Somiglia allo [[Manchester United Football Club|United]]?}} Tanto. Quando arrivi a Manchester ogni sconfitta è un dramma, perché devi rispettare la storia [...] Sono magliette pesanti, c'è grossa pressione. E se prima ancora del talento, hai personalità, è già un passo avanti.
===[[Gonzalo Higuaín]]===
*Da avversario, sai che è la Juve il rivale da battere [...]. Ora che sono qua, mi accorgo di come sia società che compagni lottino e lavorino ogni giorno per continuare a vincere: nonostante le numerose vittorie, qua c'è ancora tanta fame, tanta voglia di fare ancora di più!
*Da fuori dici sono forti, hanno fatto 25 vittorie di fila, eccetera. Poi arrivi qui e dici: cazzo [...]. Ci sono giocatori che hanno vinto tanto eppure ancora hanno questa fame di vincere ancora. È una cosa che ti contagia e ti dà la voglia di migliorare ancora.
*Nel Real Madrid e nella Juve si lotta per arrivare in fondo a ogni competizione. Entrambi i pubblici sono esigenti e carini. Sono due mondi che si assomigliano abbastanza da questo punto di vista [...]. La Juve è nata per vincere, lo dice la sua storia. Qui è l'unica cosa che conta e ti preparano per quello, ti trasformano in una macchina da guerra. La Juventus lo dimostra da anni, vincendo scudetti con 3-4 giornate d'anticipo. Quello vuol dire qualcosa. Tra Torino e Madrid cambia magari il modo di giocare, ma la mentalità è la stessa: devi vincere tutto.
*Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta: non è una frasetta, ma l'esempio più chiaro dell'essenza di questa squadra. Arrivi in un modo, e non è che ti cambiano, ma cercano di migliorare il tuo punto debole. E poi ci sono tanti collaboratori, che non sbagliano mai, e tu devi solo preoccuparti di giocare: è una cosa fondamentale.
===[[Simon Kuper]]===
*{{NDR|Nel 2013}} Come la [[Ferrari]] (anch'essa proprietà degli Agnelli), o Gucci o un delizioso ristorante [italiano] all'angolo, la Juventus punta a qualcosa di molto difficile: essere l'eccellenza in un paese in decadenza.
*La Juventus non è una società che va subito nel panico. Prima di tutto vuole vincere, questa è la cosa più importante, ma se questo non avviene nell'immediato non si stravolgono i piani per ricominciare da capo. Questa è una cosa rara nel calcio a causa dell'attenzione mediatica e della pressione quotidiana. Pochi club sono in grado di resistere e mantenere la propria posizione.
*Molti club italiani portano il nome della loro città e sono legati a sentimenti di appartenenza locale, ma la Juventus spazia l'intera [[Italia|nazione]]. [[Gianni Agnelli]] disse: «Non avere il nome di una città ci ha portato grande popolarità. Ci ha resi nazionali». Poche istituzioni in una Italia sempre divisa in fazioni possono farsi lo stesso vanto.
===[[Stephan Lichtsteiner]]===
*Il segreto della Juve è la sua grande voglia di vittoria. Che è più grande di quella dei suoi rivali.
*La storia dice che la Juventus vince quasi sempre, appena arrivi capisci che si respira un'aria diversa.
*Qui devi vincere, non c'è altro messaggio che puoi apprendere.
===[[Marcello Lippi]]===
*Giocare nella Juventus significa non accontentarsi mai. Vinto lo scudetto? Bene, c'è la Champions. Vinta la Champions? Bene, c'è l'Intercontinentale. Vinta l'Intercontinentale? Bene, c'è da rivincere lo scudetto. C'è sempre poco tempo per festeggiare.
*[Alla Juventus] gli anni più belli della mia vita professionale, persone fantastiche, risultati fantastici...
*Intanto, voglio dire che la Juventus non è mai morta, dunque chi la dà per spacciata non la conosce. La Juve in un certo senso è immortale, soprattutto quando la feriscono.
*Io so di essere un tecnico segnato. Non si può stare tanto tempo come me alla Juventus e non finire per farne profondamente parte. La verità è che io sono ormai juventino nei cromosomi, dovunque mi capitasse di andare.
*La forza della Juventus è che quando vinci una partita, per quanto importante, per quanto bella, per quanto spettacolare, il giorno dopo viene cancellata e si pensa sempre a quella successiva. All'inizio è frustrante, ma poi capisci che è il segreto del successo.
*La [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] e la Juventus sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore.
*{{NDR|«La Juve. Cos'avrà mai di così speciale?»}} La storia, e la competenza delle persone che se ne occupano. La diversità la noti davvero soltanto quando ci sei dentro. Poi, certo, la Juventus non è solo la squadra più amata, è anche la più detestata, è antipatica perché ha vinto tanto. E allora io dico che è proprio bello essere antipatici.
===[[Paolo Montero]]===
*Alla Juventus il risultato arriva prima di ogni altra cosa; l'obiettivo è quello di vincere, sempre!
*{{NDR|Nel 2023}} Cento anni di proprietà [degli Agnelli alla Juventus] rappresentano qualcosa di unico. Personalmente non riesco a immaginare la Juventus senza gli Agnelli.
*Cosa abbiamo in più noi della Juve? La voglia di giocare, di vincere. I grandi campioni ci sono dappertutto [...]. Quello che fa la differenza è, appunto, la voglia. [...] Siamo la Juve, non una squadra qualsiasi.
*{{NDR|«Ma cosa vuol dire giocare nella Juventus?»}} È il massimo. Ti senti uno di famiglia da subito. E poi quella maglia è una corazza.
*È una scuola, ti insegna a vivere, a comportarti e a dare importanza ai giusti valori. Insomma, per me è stata una vera famiglia.
*La Juventus è tutto ciò che la parola famiglia racchiude: unione, sacrificio, aiuto a crescere. Amore. E non c'è ombra di retorica.
*Per me la Juve è famiglia. L'ho sempre sentita e vissuta così. Ieri, oggi e sempre.
*Sai che ti dico? Non so se la Juve sarebbe così forte se non fosse tanto odiata. Altro che simpatia.
*Sono diventato juventino il primo giorno che sono arrivato a [[Torino]], quando mi sono reso conto quanto la Juventus fosse odiata dal resto delle tifoserie d'Italia. Il loro odio io l'ho trasformato in amore per la Juventus. Contro tutto e tutti.
===[[Domenico Morace]]===
*Al di là delle colorazioni di parte, la Juve è la più amata dagli italiani. Non esiste, da Bolzano a Pantelleria, una squadra che abbia un tale seguito, numerico e passionale, come la Juve. Ha tifosi al Nord, dove è di casa, ed ancor più al Sud, dove imparano ad amarla a distanza, attraverso le cronache o le immagini televisive. Come e perché questa squadra colpisca la fantasia ed il cuore dei tifosi, si sa da tempo: [...] l'identificazione col potere del Nord, la voglia di integrazione dei meridionali del Nord, la smania di partecipare ai successi che è la molla di ogni attività umana.
*La Juve, nei secoli, è stata la più amata dagli italiani. Dalle Alpi a Pantelleria, non c'è zona dove il tifo bianconero non abbia profonde radici. La Juve è stata, ed è, simbolo di integrazione e di riscatto per i meridionali del nord e un trepido amore per quelli nati e cresciuti tra le nebbie. Intrecci sportivi e sociologici hanno spiegato quella che è più di una passione. Gli italiani, si sa, scelgono sempre chi vince e i tifosi proletari della Juve hanno persino dimenticato i rancori di classe: Agnelli, per loro, non è mai stato il padrone, ma soltanto il benefattore che regalava felicità domenicali.
*Si sa, la Juve è la fidanzata d'Italia: dalle Alpi a Pantelleria, da sempre battono cuori bianconeri. [...] come mai uno del profondo Sud trova affinità elettive con la Vecchia Signora torinese anziché, mettiamo, col Napoli, la squadra della capitale del vecchio regno dei Borboni? La Juve è stata, in passato, la squadra che più ha eccitato l'immaginario collettivo: vinceva, e l'identificazione col vincitore è sempre stato lo sport preferito da noi italiani. Era la squadra dei padroni ma, in nome del calcio, venivano superate anche le barriere sindacali. Per i meridionali, arrivati a Torino con la valigia di cartone, inseguendo il sogno, o il miraggio, del miracolo economico, la Juve è stato il modo per integrarsi con un ambiente quasi sempre ostile.
===[[Giampiero Mughini]]===
*La Juventus è l'unica donna della nostra vita che non c'ha mai tradito.
*La squadra che un italiano su tre considera la sua "fidanzata" ideale e mentre gli altri due italiani su tre la reputano invece il Male Assoluto.
*{{NDR|Nel 2015}} Una squadra che è tornata ad essere l'orgoglio del calcio italiano alla faccia di tutti i club "Juve merda" disseminati per lo stivale. Una squadra che è una scuola del carattere, uno stemma, un brand. L'unico brand italiano del 1930 tuttora in voga.
===[[Gianpaolo Ormezzano]]===
*Ho avuto due fortune nella vita: non essere nato donna afghana a Kabul e tifoso della Juventus a Torino.
*In una storia lunga più di un secolo tante cose belle ha insegnato la Juventus al calcio italiano, concentrando e limitando apprendimento e frequentazione di quelle brutte ad un periodo corto, gli anni appunto Calciopoli. Il club che ha "fondato" uno [[Stile Juventus|stile]], che ha riempito di giocatori la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], che ha vinto più scudetti di ogni altro.
*La Juventus è da sola una parte enorme del nostro calcio. C'è perché sennò non c'era proprio niente alla «j» o «i lunga», e se è vero che non c'è niente neppure alla «y» o «i greca», è anche vero che da quelle parti del dizionario non si trova la più importante squadra d'Italia e – dicono – del mondo.
===[[Michel Platini]]===
*[Gli] Agnelli e Juventus non sono soltanto il calcio, sono una istituzione.
*Con la maglia bianconera ho vissuto i momenti più belli della mia carriera: due scudetti, una Coppa dei Campioni (in una [[Strage dell'Heysel|serata tristissima]]), una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale in cinque stagioni. Sono successi che un calciatore può raggiungere solo se gioca in una grandissima squadra. Ma non è soltanto per i trofei conquistati che sono orgoglioso di aver coronato la mia carriera giocando nella Juventus: è anche la consapevolezza di appartenere, per tutta la vita, ad uno dei pochi miti dello sport.<br/> Per me Juventus vuol dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire [[cultura]] e [[Stile Juventus|stile]] che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l'amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici.
*{{NDR|Nel 2023}} Credo che per gli Agnelli la Juventus sia stata e sia ancora storia, passione, immagine, una specie di bolla nella quale osservare la propria tradizione secolare, un caso unico, mondiale [...] nel senso che altrove ho conosciuto presidenti e imprenditori proprietari di un club di calcio ma gli Agnelli non erano solo questo, erano e sono una famiglia legata al calcio non per interessi esclusivamente finanziari.
*Ho cominciato a giocare nella squadra più forte della Lorena, continuato nella squadra più forte di Francia, e finito nella più forte del mondo.
*Non conoscevo la storia della famiglia Agnelli, in Francia seguivo le partite delle squadre italiane ma nulla sapevo dei presidenti. Quando arrivai a Torino {{sic|scoprii}} una realtà che non riguardava soltanto la Juventus e le sue vittorie ma chi l'aveva condotta per anni con uno stesso cognome: Agnelli. La conoscenza dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] e di suo fratello [[Umberto Agnelli|Umberto]], mi fece comprendere l'importanza e il significato di una dinastia unica legata al club, una storia affascinante vissuta con personaggi di grande carisma e competenza, nel rispetto della tradizione di famiglia. Per me, anni bellissimi e indimenticabili.
*{{NDR|Nel 2011}} Se continuo a ricevere premi e se sono entrato nella Hall of Fame del calcio italiano lo devo a una società che mi ha acquistato e mi ha aiutato a diventare un calciatore vincente. La Juve mi ha insegnato tanto e io sono rimasto molto affezionato a questa società e alla squadra di quei fantastici anni.
===[[Giuseppe Prisco]]===
*Certe volte la gente per strada mi chiede di non parlare solo contro il [[Associazione Calcio Milan|Milan]], ma anche contro la Juventus. E rispondo: «Ben volentieri, ma quando c'è l'occasione. Non posso dire 'porca Juventus': sarebbe una cretinata inutile».
*Se stringo la mano a un [[Associazione Calcio Milan|milanista]] mi lavo le mani, se stringo la mano a uno juventino mi conto le dita.
*La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall'infanzia. Alla lunga ci si rassegna.
*{{NDR|Sul "caso [[Mark Iuliano|Iuliano]]-[[Ronaldo]]" in Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998}} Il rigore dello juventino su Ronie? Non è furto. Quando c'è la Juve è sempre ricettazione. Gli juventini a volte confessano i furti ma mai la refurtiva.
===[[Claudio Ranieri]]===
*Dobbiamo essere sempre i migliori. I campioni sono tali perché vogliono essere sempre i migliori e noi tutti dobbiamo assorbire questo DNA dai nostri. Quando vedrò tutta la squadra dare tutto fino all'ultimo allora potrò dire che avranno capito cosa significa essere la Juventus. Vale a dire non rilassarsi dopo aver vinto una partita. Noi non possiamo permettercelo, perché siamo la Juve. Io stesso non sono arrivato qui per grazia ricevuta. Mi sono guadagnato tutto giorno per giorno. E noi giorno per giorno dobbiamo lavorare per migliorare.
*La società bianconera è strutturata in maniera importante, è bella, quadrata: ognuno è al suo posto, sanno quello che devono fare, programmano il futuro, per cui credo sia importante vedere anche come loro lavorano, non solo la squadra in campo.
*Stare alla Juventus significa voler essere i numeri uno e non accontentarsi mai.
===[[Arrigo Sacchi]]===
*La Juve, a tutti i livelli, è un esempio di squadra che moltiplica le qualità dei singoli.
*La Juventus è l'esaltazione della qualità, dell'organizzazione e della potenza.
*La Juventus è la squadra di adulti. Non sei mai sicuro di vincere contro di loro finché non muoiono.
*La volontà, il dare tutto, la generosità e la serietà della Juve dovrebbero essere un esempio per tutti i club. La cultura della vittoria fa parte da sempre del DNA dei bianconeri: si trasmette ai giocatori facendone dei protagonisti. La storia di questo club, a parte qualche piccola pausa, è sempre stata caratterizzata da una sete di vittorie senza pari. Forse non sempre la Juventus ha convinto, forse non sempre è stata bellissima, ma sicuramente è sempre stato un avversario con una determinazione feroce, uno straordinario orgoglio e un grande senso pratico.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Massimiliano Allegri]], nel 2016}} Noi al Milan coniugavamo tre verbi: vincere, convincere, divertire. La Juventus ne coniuga uno: vincere. È una debolezza. Si dirà: ma in Italia continua a vincere. E io dirò: anche il Rosenborg vince sempre lo scudetto in Norvegia. Ma cosa conta è la Champions League e in Europa la Juventus fatica.
===[[Mario Sconcerti]]===
*{{NDR|Nel 2016}} Alla fine vince sempre la Juve [...] perché da novant'anni ha la stessa proprietà, la stessa famiglia alla guida, quindi una grande esperienza e un portafoglio in grado di sopportare i tempi. La continuità migliora tutti e non lascia alibi ai giocatori. Sei in mezzo al meglio e te lo devi meritare. Questo spiega perché quasi qualunque giocatore, anche il più eccentrico, diventi alla Juve qualcosa di diverso, improvvisamente placato e saggio. Perché oltre la Juve non c'è niente, se non te ne accorgi non sei da Juve. [...] Non ha una città alle spalle, una piazza che chieda continuamente spiegazioni. Ha il sentimento algido di una grande azienda, si può far solo quello che serve, senza dare spiegazioni al popolo. [...] La Juve è sempre presente, ma lontana, nessuno arriva a toccarla. [...] La Juve, in sostanza, è l'unica società più forte della propria gente.
*La Juve è l'unica squadra nazionale, esattamente come la FIAT è stata l'unica industria nazionale.
*La Juventus è una macchina straordinaria che ogni giorno fa salire a bordo quindici milioni di suoi tifosi.
*{{NDR|Nel 2020}} La società è fondamentale, e la Juventus è un modello praticamente unico nel mondo. Non solo per anzianità di servizio dei proprietari, ma anche come modello: non è guidata dalla proprietà, ma da un membro della famiglia della proprietà [...]. Dal punto di vista del valore societario siamo venti-trent'anni avanti nel caso della Juve: non è una casualità che gli altri grandi club rivali della Juve abbiano la proprietà straniera [...]. A Torino c'è una dinastia di regnanti, che ha dimostrato di essere al di sopra di qualsiasi critica.
===[[Alessio Tacchinardi]]===
*La Juve è la squadra più amata ma anche più odiata: in tutti i campi quando arrivavamo giocano con i coltelli tra i denti. Quando ne sono entrato a far parte ho percepito di appartenere a qualcosa di diverso: sei tu contro tutto il resto, ti dà tanto ma chiede anche tanto.
*Per me la Juve è stata una pagina importantissima: ero e sono ancora un tifoso della Juve e per me allenarmi al Comunale, dove andavo a vedere la Juve da tifoso, era il massimo. La Juve è una grande famiglia, una grande società con valori fortissimi e ti inculcano nella testa la mentalità vincente.
*{{NDR|«Come ci si sente a vestire la maglia della Juventus?»}} Pesa un quintale. Ti trasmette l'anima vincente e ti fa sentire una grande pressione. La Juventus è la tradizione del calcio.
*{{NDR|Sullo juventinismo}} Una cosa che prende i tifosi, la squadra e la società e li rende un blocco unito contro tutto e tutti. E che si esprime nella voglia di vincere sempre, di essere i più forti sapendo di ricevere in cambio odio da ogni altro elemento esterno al mondo Juve. Un odio che nutre la fame di vittorie, e che rende i nostri successi ancora più belli. Prima di diventare un calciatore bianconero ero un semplice tifoso, all'interno dello spogliatoio ho capito meglio il senso della Juve. All'inizio non capivo le facce dei compagni quando si pareggiava, mi dicevo che in fondo avevamo fatto un punto. Poi ho capito che se giochi nella Juve, il pareggio equivale a una sconfitta. Conta unicamente il successo, esattamente come dice Boniperti.
===[[Sandro Veronesi]]===
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Non preoccupatevi di dare una nuova immagine della Juventus, recuperate piuttosto quella che ha sempre avuto: la storia dice che è quella giusta. Si può essere gentiluomini anche immersi nell'odio sportivo di mezza Italia, come hanno ben dimostrato Boniperti o l'avvocato Agnelli, e le Fiat le hanno sempre comprate anche i tifosi dell'Inter o della Fiorentina. Nulla viene a mancare, nell'integrità di un galantuomo, se i tifosi avversari ti fischiano e ti insultano. Anzi, questo è diventato nel tempo l'alimento principe della dieta bianconera: l'odio degli avversari, il livore, il rancore, gli insulti.
*{{NDR|Nel 2008, in occasione al ritorno della Juventus in Champions League}} Per un vecchio tifoso bianconero come me, in effetti, veder partire una stagione senza la Juve in serie A, o senza la Juve tra le favorite, o senza la Juve nelle coppe europee, com'è successo negli ultimi due anni, è stato come ritrovarsi in un posto veramente lontano, straniero, assurdo: in Alaska, in Patagonia. Sì, si può dire che a questo punto noi tifosi juventini siamo tornati a casa. Insieme a noi sono tornati a casa i nostri fuoriclasse, Del Piero, Nedved, Buffon, Camoranesi, Trezeguet, Chiellini, [Cristiano] Zanetti, che non hanno abbandonato la barca in difficoltà ma sono rimasti a soffrire e hanno puntato la carriera su questo ritorno. E un simile binomio tifosi-campioni, questo grumo di passione e di forza, di amore e di classe, di quantità e di qualità, rappresenta effettivamente la Juventus – la sua storia, la sua tradizione. Dunque, quando si parla di ritorno a casa si parla di una cosa vera, reale: perché la casa della Juventus è la battaglia per la vittoria.
*Per venire amati da me non è mai stato necessario essere dei campioni, se si giocava in difesa nella Juve [...] È il fatto stesso che loro difendessero ad appassionarmi, perfino a commuovermi: là davanti un nuvolone di gloria, coi più forti attaccanti del mondo che si danno il cambio a gonfiare la rete [...]; a centrocampo uno scroscio continuo di genio, estro e furia agonistica [...]; in porta, vabbe', è stata quasi solo leggenda [...]; ma è in difesa che si è sempre costruita la supremazia della Juventus, in questa scuola di vita fatta di attenzione, tempismo, corsa, fatica e sacrificio che non può tramontare mai, perché chiunque abbia osato contraddirla, concependo un calcio solo offensivo, è sempre stato spazzato via.
*Quasi cinquant'anni dopo mi ritrovo a festeggiare questo ennesimo scudetto [2012/13] con la stessa gioia del primo (1967), e come sempre il passato riaffiora tutto insieme nello stesso momento, e si mescola al presente, ricreando il formidabile tutt'uno che è la patria che mi sono scelto: la zebra che corre nella savana mentre Haller mi prende in collo in Versilia e Vidal fa il cuore con le mani; le punizioni di Pirlo che coincidono con quelle di Platini, di Baggio e di Del Piero; Pogba che danza, Cabrini che si sgancia, Furino che copre; Bettega che incorna, Vialli che ritorna; Marchisio e Zidane che si passano la palla, Ibra che si fa rimbalzare addosso i difensori; Nedved che cambia passo, l'Avvocato che sorride, Barzagli che anticipa, Tardelli che contrasta, Montero che picchia, Scirea che si sgancia, Buffon che esce, Zoff che vola, Vucinic che fa l'assist, Inzaghi che la mette dentro, Rossi che la mette dentro, Vieri che la mette dentro, Trezeguet che la mette dentro; Lippi che alza le braccia; Conte che sventola la bandierina del corner...
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Rendetevi conto, voi che avete preso in mano la società nel momento peggiore della sua storia, che la Juve non è stata odiata per più di un secolo a causa dell'antipatia dei suoi dirigenti o giocatori; che non è mai stata una questione personale; che la Juve è stata semplicemente un incubo infinito per qualunque avversario, perché vinceva, o lottava fino all'ultimo per vincere, ogni anno, e questo deve tornare a essere.
===[[Gianluca Vialli]]===
*Alla Juventus la vittoria non dà felicità, ma sollievo. È il completamento di un dovere, non il raggiungimento di una vetta.
*Cosa si mangia di speciale a Torino? Esiste un ambiente di lavoro molto particolare, sei contagiato: un'atmosfera che serve nella vita e in panchina. La principale caratteristica alla Juve è la testa bassa. L'umiltà rispetto a quello che si vince, che è sempre tanto. Il club ti insegna l'importanza degli oneri: ti mette nelle condizioni giuste per dimostrare quanto vali, ma poi tu devi dare il massimo. A quel punto vinci e ti godi gli onori. Ma per poco perché devi rivincere subito dopo. Ecco, il successo è spesso un sollievo più che una gioia [...]. Certo, al Barcellona prediligono l'estetica, la bellezza o anche solo il divertimento, mentre la Juventus è meravigliosamente pratica. Confesso che nei miei anni in bianconero non è mai entrato un dirigente a dirci: "Mi raccomando, oggi giochiamo bene". Più e più volte, la frase era: "Mi raccomando, oggi vinciamo".
*La Juve è una filosofia. Può piacere o non piacere ma è qualcosa di unico. Per me è stato un privilegio far parte della storia di quella società. Non è una società perfetta ma ha un DNA vincente. Quando indossi quella maglia, ne senti il peso.
*{{NDR|«Com'è giocare nella Juve?»}} Un onore, e un onere. Senti il peso della maglia, il dovere di riconsegnarla piegandola per bene e riponendola un po' più in alto di dove l'avevi presa.
===[[Arturo Vidal]]===
*La passione dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] [del club] è incredibile. Vestire la maglia [della] Juventus è la cosa più bella che mi sia mai capitata e quando entri al campo di gioco capisci quale sia la posta in gioco e quante siano le aspettative nei tuoi confronti.
*La [[paura]] non è un sentimento che puoi avere quando giochi con la maglia della Juventus.
*Quando si è in un club come la Juve si deve sempre competere per vincere.
===[[Franco Zeffirelli]]===
*Mi dispiace che una squadra come la Juve che considero una delle migliori in Europa sia costretta a sporcarsi le mani con traffici mafiosi. [...] La Juve ha vinto la metà dei suoi scudetti con la benevolenza e i pasticci arbitrali.
*Mi piacerebbe vincere uno scudetto: come sempre però molto dipenderà anche dagli altri. La Juventus da sempre fa la padrona e solo lei sa quanto ha vinto grazie ai signori in giacchetta nera. Da quelle parti è dai tempi dei Savoia che vogliono comandare.
*{{NDR|Nel 2015}} Se non si sogna, si muore ragazzi. Si deve sognare. Io ho ancora quello di vedere la Juve in B. La Juventus è stata la regina di un certo modo di fare calcio, lo sapevamo tutti. E anche se sono anti Juve a vita, devo riconoscere che in qualche modo questa squadra ha contribuito allo spettacolo calcistico.
===[[Zinédine Zidane]]===
*{{NDR|Nel 2006 durante la conferenza stampa in cui annunziò il suo ritiro dalla attività calcistica}} Ho giocato in due dei più grandi club del mondo. Ce ne sono altri, ma è difficile che eguagliano il palmarès della Juve o del Real Madrid.
*La mentalità vincente l'ho imparata alla Juve. Soltanto lì ho capito che vincere era un obbligo, fare parte di uno dei più grandi club del mondo ti pone l'imperativo del risultato. Quando perdevamo, era un dramma. Il calcio è semplice: quando lo si pratica ad alto livello, ogni tre giorni c'è una nuova partita. E questo ti fa scendere in fretta con i piedi per terra dopo una vittoria. E quando perdi, sei obbligato a lavorare più duramente.
*Per me l'[[Italia]] è [[Torino]]. La Juve mi ha fatto diventare un grande calciatore e una grande persona, la porto sempre nel cuore.
*Quando sei della Juve lo sei per sempre.
*Tante emozioni: come non pensare all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], sempre attento a me, alle sue telefonate all'alba dopo una partita vinta, alle sue apparizioni agli allenamenti... il mondo si fermava! La Juve è stata più di una famiglia, è stata un luogo in cui ho imparato davvero cosa significava "competitività" come giocatore, e che mi ha spinto anche nella mia vita di uomo e in famiglia.
===[[Cori da stadio|Cori]]===
*''È proprio come guardare la Juve...''<ref>Coro intonato dalla tifoseria del [[Notts County Football Club]], società britannica gemellata con la Juventus, quando la squadra offre una prova di rilievo.</ref>
*''Su ragazzi, arriva la Signora''.<ref>Coro intonato dalla tifoseria bianconera durante un [[Derby di Torino|derby contro il Torino]] disputatosi allo Stadio Comunale il 16 febbraio 1986.</ref>
===[[Slogan calcistici|Slogan]]===
[[File:Juventus109.jpg|miniatura|upright=1.5|Striscione che celebra i 109 anni della Juventus]]
*Fino alla fine.<ref>Slogan juventino, semplificazione del grido da guerra intuonato dalla [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria organizzata]]: «Fino alla Fine Forza Juventus!».</ref>
*La Juve ruba.<ref>Slogan antijuventino.</ref>
*Non riceve la corona se non chi ha combattuto secondo le regole.<ref>{{NDR|orig. in lingua latina}} ''Non coronabitur nisi legitime certaverit.'' Motto juventino riportato sul primo stemma del Foot-Ball Club Juventus. La frase è tratta dalla ''[[Seconda lettera a Timoteo]]'' 2, 5.</ref>
===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]===
*109 anni di trionfi e gioia, 1 anno di umiltà che vi renderà immortali. Grazie a tutti!<ref>Messaggio della ''Curva Nord'' pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino il 12 maggio 2007 prima della gara Juventus FC 3-1 Bologna FC 1909.</ref>
*28 scudetti, 2 Coppe Campioni... in Italia ladri, in Europa coglioni.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Fiesole'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della [[ACF Fiorentina]]) e rivolto agli juventini il 4 dicembre 2005 in occasione di Fiorentina-Juventus.</ref>
*C'è una stella in cielo che indica il cammino, forza Juve, vincere è il tuo destino.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Scirea'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della Juventus) durante la partita Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003, due giorni dopo la scomparsa dello storico presidente [[Gianni Agnelli]].</ref>
*Club degli imbrogli, degli intrighi e della repressione. Da 27 anni sempre lo stesso leitmotiv. Juve merda.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria organizzata del Nantes nel secondo tempo della gara FC Nantes 0-3 Juventus FC del 23 febbraio 2023, valevole per il ritorno dei play-off di UEFA Europa League; le due squadre si ritrovavano contrapposte in una competizione confederale per la prima volta dalle semifinali di UEFA Champions League 1995-1996, quando il club bianconero aveva prevalso su quello francese.</ref>
*La vostra tenacia e la nostra fedeltà sono 109 anni di storia che mai nessuno retrocederà.<ref>Messaggio della ''Curva Scirea'', pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino durante i festeggiamenti del 109° anniversario di fondazione istituzionale della società torinese il 1° novembre 2006 prima della gara Juventus 2-0 Brescia Calcio.</ref>
*Per un caldo Natale... brucia un gobbo.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria [[Bologna Football Club 1909|bolognese]] e rivolto a quella juventina, durante la partita Bologna-Juventus del 6 dicembre 2013.</ref>
==Note==
<references />
===Fonti===
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==Altri progetti==
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Citazioni sulla '''Juventus Football Club''' e sugli '''juventini'''.
==Citazioni==
*A parte quello che ho vinto, essere stato alla Juventus è un'esperienza che ti rimane dentro, diventa stile di vita. ([[Stefano Tacconi]])
*A volte questa mentalità sorprende chi viene alla Juve. La Juventus è qualcosa di diverso dalle altre squadre, è uno stile di vita che parte dal modo con cui ci si allena, sempre al massimo, sempre con la concentrazione altissima, e arriva anche al comportamento fuori dal campo. Alcuni giocatori vengono a dirci: adesso capisco perché la Juventus vince sempre, da fuori è difficile capire certi meccanismi, quando sei dentro tutto appare chiaro. ([[Pavel Nedvěd]])
*Ai miei tempi a Torino si diceva così: "Fuoco di [[Vesta]] la Juve sempre in testa". ([[Maria Sole Agnelli]])
*All'Università ho studiato, invece, diritto penale motivo per cui posso parlare a pieno titolo della Juventus.<ref>Nel settembre 2015, rispondendo a [[Giampiero Mughini]]: «Agli interisti con tanta simpatia dico che all'Università ho sostenuto tre esami di letteratura dedicando meno tempo alla Divina Commedia di quanto se ne stia dedicando alle quattro partitine dell'Inter in questo avvio di campionato.»</ref> ([[Paolo Bonolis]])
*Alla Juve è come andare in fabbrica, ognuno rispetta il suo ruolo e il clima è rigido. Alla fine però nel calcio conta vincere e lì lo fanno. In altre piazze ho riscontrato più passione. ([[Marco Borriello]])
*Alla Juve ho imparato una cosa: il rispetto dei ruoli. La Juve ti fa sentire importantissimo e centrale fino all'ultimo giorno. Non ti fa mai mancare la fiducia, per un tecnico è fondamentale. La società è lo scudo protettivo irrinunciabile, se non tiene meglio lasciarsi subito. ([[Carlo Ancelotti]])
*Alla Juve ho trovato una mentalità che si vede in pochi altri club, dietro ai successi c'è una cura maniacale del particolare. Niente è lasciato al caso. Una società incredibile. ([[Angelo Ogbonna]])
*Alla Juve ho visto passare grandi giocatori e nemmeno uno andato fuori delle righe. In tal caso, infatti, si veniva subito richiamati all'ordine. E se non volevi capire, venivi messo sulla lista dei calciatori in vendita per il mercato successivo. Questa è la cultura dei grandi club. ([[Jonathan Zebina]])
*Alla Juve non basta la classe, ci vogliono le palle d'acciaio. ([[Giuseppe Furino]])
*Alla Juve si acquisisce una abitudine mentale di sacrificio che non c'è da altre parti. Alla Juve ti insegnano che la partita più importante è sempre quella che deve venire. Alla Juve ti insegnano ad avere sempre «fame» di vittorie, a non accontentarti mai. Non è un caso che le fortune della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] siano sempre coincise con la larga presenza di bianconeri in azzurro. ([[Claudio Gentile]])
*Alla Juve vogliono uomini veri che sanno che rappresentano una grande società con milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sparsi per il mondo. Io quando giocavo nella Juve se arrivavo vestito in jeans venivo rimproverato. Era importante anche l'immagine, non solo il talento. Se vai alla Juve vai lì per vincere perché c'è una mentalità diversa, unica. E lo dice uno che in cuor suo è rimasto [[Torino Football Club|granata]]. ([[Pasquale Bruno]])
*Alla Juventus [...] mi sembra di essere in [[Germania]]. Tutto viene gestito con precisione e puntualità. ([[Sami Khedira]])
*Alla Juventus mi sentivo un numero. Non mi sono mai abituato al taglio dei capelli imposto dalla società, alle telefonate di controllo alle 10 di sera. Mi sembrava di stare in un campo di concentramento. ([[Gianfranco Zigoni]])
*Area con venticinque metri ce n'è solo una in [[Italia]].<ref>Dopo un [[calcio di rigore|rigore]] concesso ad [[Alessandro Del Piero]] la domenica precedente, durante la partita Juventus-Genoa 3-2 (14 febbraio 2010).</ref> ([[José Mourinho]])
*Aristocratica per lunga tradizione, fredda per educazione e tendenza, depositaria di uno [[Stile Juventus|stile]] che tutti le invidiano e a nessuno riesce di imitare, la Juventus è anche una formazione calcistica alla quale tutto è lecito chiedere e nulla, o pochissimo, perdonare. Deve battersi sempre per il primato, inseguire senza tregua vittorie e [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] e [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|casacche azzurre]], distribuire lezioni agli avversari sconfitti, essere se stessa o non essere nulla. Una terribile situazione di privilegio, cui società e squadra fanno fronte con larghi mezzi e consapevole coscienza.<ref group="fonte">Da ''Juventus e Torino''; citato in ''Torino 1961. Ritratto della città e della regione'', a cura di Ernesto Caballo, ed. Piemonte Artistico Culturale, Torino, 1961, p. 705.</ref> (Alfredo Toniolo<ref name=gds>Giornalista sportivo italiano.</ref>)
*Arturo Vidal è senza dubbio un buon giocatore. Voglio congratularmi con lui, ha scelto il miglior club che gli conviene. Visto il successo nello sport e le questioni legali della Juve negli ultimi anni, come tutti dicono.<ref>Riferendosi al mancato acquisto di [[Arturo Vidal]] da parte del Bayern Monaco nel 2011, nonostante un presunto accordo raggiunto tra club e il calciatore. Vidal, infatti, in quella stessa sessione di mercato si trasferì dal Bayer Leverkusen alla Juventus.<br />Quattro anni dopo l'accaduto e le dichiarazioni di Rummenigge, nell'estate del 2015, Vidal viene ceduto dalla Juventus al Bayern Monaco. {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/Calciomercato/15-07-2015/vidal-quando-juve-bayern-litigavano-lui-marotta-disse-rummenigge-120573686344.shtml Vidal, quando Juve e Bayern litigavano per lui. E Marotta disse a Rummenigge...]'', ''Gazzetta.it'', 15 luglio 2015.</ref> ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*{{NDR|Nel 2006}} Avevo avuto il coraggio di gridare quello che pensavo.<ref>Riferito in particolare a un episodio durante l'incontro Parma-Juventus disputatosi il 9 gennaio 2000, in quell'occasione Baggio venne espulso e in segno di protesta mimò all'arbitro [[Stefano Farina]] il gesto dei soldi.</ref> Quando si giocava contro la Juve si sapeva che si partiva con l'handicap. E adesso, a sei anni di distanza, tutto sta venendo a galla. ([[Dino Baggio]])
*Bisogna arrivare a Venaria, perché la Juve è la squadra di Venaria e dobbiamo trovare il mezzo idoneo per arrivare in periferia, perché la Juve è una squadra di periferia rispetto a noi che giochiamo in mezzo alla città di Torino. ([[Piero Chiambretti]])
*C'è una battutaccia che si fa in negativo: giocatori e allenatori passano, ma la società resta. Vale anche per la Juventus, ma in positivo. ([[Massimo Mauro]])
*Chi firma [per la Juve] gioca per vincere. Chi entra nella Juve pensa solo al successo. Lo respiri dal primo momento in cui entri nella sede. ([[Eugenio Corini]])
*Ci sono due cose che mi hanno colpito: l'amore, che troviamo in qualsiasi parte d'Italia, e l'odio che riesci a trovare in qualsiasi posto d'Italia. Lo capisci solo se alleni la Juve [...]. Quando sei così attaccato all'esterno ti leghi all'interno. ([[Maurizio Sarri]])
*Ciò che distingue la Juve dalle altre squadre è soprattutto la mentalità: non abbassare mai l'attenzione, non mollare e lottare tutti i giorni per vincere. Un conto è dirlo, un conto è essere qua e vedere come tutte le persone che lavorano intorno a noi hanno una disciplina veramente importante e una mentalità che ha portato la Juve a vincere così tanto. ([[Tomás Rincón]])
*Ciò che mi ha subito colpito positivamente è stata la mentalità vincente. Qui è come se ti impiantassero un chip appena arrivato [...]. Capisci subito che si gioca sempre per vincere [...]. Alla Juve c'è grande comunicazione e un ambiente molto unito. Dai compagni al tecnico e allo staff, mi hanno tutti aiutato a inserirmi rapidamente. Ci si parla tanto e c'è un costante confronto, fondamentale per crescere. ([[Alex Sandro Lobo Silva]])
*{{NDR|Sugli ambienti di lavoro nella Juventus e nel [[Associazione Calcio Milan|Milan]]}} Come ambienti più o meno sono simili, due città [Torino e Milano] che ti lasciano vivere tranquillo, senza troppe pressioni. I metodi di allenamento sono diversi perché in base ad ogni allenatore le cose cambiano. Il resto più o meno è lo stesso, sono due grandi società con le stesse ambizioni, la stessa voglia di vincere, quindi siano le, penso, le due più grandi società italiane più conosciute anche in giro per il mondo. Quindi non ci sono tante cose diverse. ([[Andrea Pirlo]])
*Come dicono a Torino? "Vincere non è importante: è l'unica cosa che conta"<ref>In riferimento alla frase di [[Giampiero Boniperti]]: «Vincere non è importante: è la sola cosa che conti.»</ref>. Dovrebbero aggiungere: "E non ci interessa tanto come". ([[Morgan De Sanctis]])
*– Come il giocatore della Juve?<br />– Scusa, Alice – si intromise Massimo. – Va bene che siamo al bar, ma anche alle volgarità c'è un limite. Certe parole qui preferirei che tu non le dicessi. ([[Marco Malvaldi]])
*– Comunque sarà forte la tua Juventus, va...<br />– Cos'hai da dire sulla mia Juve?<br />– Ah, io niente. Non ho niente da dire io! Il tempo mi darà ragione: è una squadra senza futuro. (''[[Il Grande Torino]]'')
*Con la Juventus ho imparato a vincere. Non so come è successo, è qualcosa che si respira nell'aria dello spogliatoio, sono concetti che vengono tramandati da giocatore in giocatore, è il sentimento che ti trasmettono milioni di tifosi e non c'è club nel mondo che ti faccia lo stesso effetto. ([[Edgar Davids]])
*Con la Juventus sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me, e a volte sono andato oltre... La Juventus è uno [[stile]], un grande insegnamento di vita. ([[Antonio Cabrini]])
*Con le buone o con le cattive vincono sempre. Le immagini parlano chiaro. Tutta Italia dovrebbe dire questo. La Juve dovrebbe giocare un campionato a parte, ogni anno è così. Tanto arriveremo ancora secondi. ([[Francesco Totti]])
*Contro la Juve avevi sempre rispetto per la squadra e per i giocatori che avevano e quando si diceva che loro vincevano con un aiuto, ti dico la verità, forse potevano vincere lo stesso anche senza queste cose. I giocatori sul momento non pensano che se fischiano qualcosa o succede qualcosa di particolare sia per un motivo, quando giochi non ti rendi conto di questo. Lo capisci dopo, quando è venuto fuori quello che succedeva, che chiudevano gli arbitri e altre cose. Poi, ognuno sa bene cosa ha fatto bene e cosa ha sbagliato. ([[Álvaro Recoba]])
*{{NDR|Una volta a [[Pietro Secchia]]}} Cos'ha fatto ieri la Juve? [...] E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juve? ([[Palmiro Togliatti]])
*Credo che il tifoso della Juventus, quando metti cuore e anima in mezzo al campo, te lo riconosce e ti vuole bene: la dimostrazione siamo io, Giaccherini, Padoin e non solo. Giocatori che ovviamente, se consideri che alla Juventus sono arrivati campioni [come] Zidane, Del Piero, Trezeguet e tanti altri, non sono paragonabili a livello tecnico, però la Juventus ha avuto sempre nella sua storia un'identità ben precisa, nel senso che a fianco a Zidane giocavano Porrini, Torricelli, Pessotto, Birindelli... mentre in quegli anni lì, al fianco di Pirlo a Tevez, io e altri eravamo quelli chiamati a mettere quello spirito e quella voglia a supporto. ([[Simone Pepe]])
*Da avversario la Juve è sempre stata una squadra difficile da affrontare. Si tratta di un club che ha vinto tantissimi titoli ed è molto rispettata da tutte le avversarie, in Italia e in Europa. ([[Ángel Di María]])
*Da esterno, ho sempre detto che della Juventus mi colpiva la mentalità con la quale i bianconeri affrontavano ogni partita. Ora che sono qui, mi sono accorto di cosa c'è dietro, delle ore di lavoro costante, dello spirito di sacrificio e della voglia di vincere e arrivare lontano. Credo che sia questo a fare la differenza tra la Juve e le altre squadre. ([[Federico Bernardeschi]])
*{{NDR|«Avete delle squadre rivali in Italia?»}} Della Juventus? Tutte! [ride, ''ndr''] ([[Pauline Peyraud-Magnin]])
*Dire che la Juve ruba è come dire che rubano i politici, può essere vero ma non basta. E infatti la teoria sull'appropriazione indebita di scudetto prende regolarmente vigore a marzo, e al termine di un processo temporale costante. Ad agosto sono tutti campioni d'Italia. A settembre sono fiduciosi e in rodaggio. A ottobre basta recuperare un paio d'infortunati e ci siamo. A novembre il distacco dalla vetta è serio, ma ce la giochiamo fino in fondo. A dicembre c'è ancora lo scontro diretto e la Champions porta via energie, e avanti così fino a marzo, quando la Juve è avanti di quindici punti, e allora ruba. ([[Mattia Feltri]])
*È evidente che nel rapporto tra la Juventus e i media – ma in generale tra la Juventus e gli italiani (o almeno gli italiani non juventini, ovvero la netta maggioranza della popolazione) – c'è qualcosa che non va. L'anti-juventinismo, che da decenni è divenuto un connotato rilevante del costume degli italiani (se non della loro antropologia) sta ormai assumendo tratti patologici. I media alimentano in modo poco responsabile questo "sentimento popolare" [...] pur di blandire la parte maggioritaria delle platee. Eppure la Juventus dovrebbe costituire un motivo di vanto per il nostro Paese: è infatti, oggettivamente, una delle autentiche eccellenze italiane. Dall'Italia del Nord, per essere precisi. Un'eccellenza settentrionale che ha saputo dare lustro all'intera nazione, tanto da venire "adottata" da milioni di italiani del Sud: un lustro che deriva dalla quantità di successi; dal numero di calciatori – superiore a qualsiasi altra squadra – [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|forniti alla Nazionale]]; da tutti i campioni che della Juve hanno indossato la maglia. E da tanti altri motivi. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*{{NDR|«Tifoso della Juventus sin da piccolo, cosa vuol dire poter indossare la maglia bianconera?»}} È il coronamento di un sogno. Sin dai primi calci che tiri al pallone sogni di diventare professionista e di indossare quella maglia. Un sogno difficile da realizzare, ma proprio per questa ragione, ancora più emozionante quando si avvera. ([[Massimo Carrera]])
*[«La Juve ruba»] è il solito ritornello di chi non vince. Ma non ci faccio più caso. Se, come la Juve, abitui tutti a vincere, è normale che al minimo errore ogni cosa venga ingigantita dagli altri, soprattutto da chi non vince. ([[Sebastian Giovinco]])
*{{NDR|«Cosa significa la Juve per te?»}} È il grande amore che si trova solo una volta nella vita. ([[Martina Rosucci]])
*È professionale, seria e nessuno è più grande del club. Hanno avuto alcuni grandi giocatori nel corso della loro storia, come [[Michel Platini]], [[Liam Brady]], [[Roberto Baggio]], [[Zinedine Zidane]] e [[Alessandro Del Piero]], ma la Juventus è venuta sempre prima dei singoli, e questo è ottimo, è proprio come dovrebbe essere. ([[Slaven Bilić]])
*È pur sempre la Juventus e contro i bianconeri non esistono partite facili. ([[Alex Ferguson]])
*È sempre stata una società strutturata, organizzata, moderna. La prima ad avere un organo di stampa. Quando l'intreccio con la famiglia Agnelli si è fatto stretto si è desuta la modernità che derivava dalla cultura industriale della famiglia. La Juventus è sempre stata nel calcio italiano, con gli alti e bassi sportivi, un po' più avanti della contemporaneità. ([[Walter Veltroni]])
*{{NDR|Dopo le polemiche scaturite in seguito all'arbitraggio di uno Juventus-Bologna 1-1 del 27 agosto 2023}} È una storia che si trascina da 25 anni. Quando mi dicono 'Pagliuca ce l'ha con la Juve, è un anti-juventino', confermo di esserlo. Lo sono diventato per forza di cose. Se metto in fila i fatti come faccio a non essere anti-juventino? ([[Gianluca Pagliuca]])
*{{NDR|Sulla frase «la Juve ruba» nel 2016}} È una fesseria da bar e la lascio volentieri ai bar da dove proviene. Seriamente, non posso accettare una frase di questo genere e non sono tifoso, non mi piace fare il tifoso e non voglio mai fare il tifoso. Come si fa, di fronte a una squadra che vince con il record di punti o da imbattuta, tirare fuori un concetto del genere se non per gelosia? La Juventus che giocava in Serie B o faticava negli anni successivi provocava molte meno polemiche, questo significa che il problema non è che "la Juve ruba", ma che "la Juve vince" e vince tanto, quindi diventa antipatica e innesca ragionamenti distorti come questo. ([[Graziano Cesari]])
*Entrambi, Juventus e [l'azienda automobilistica] Jeep, cominciano con la [[J]]: in America è usata per insegnare ai bambini la lettera, allo stesso modo in cui viene usata la Juventus in italiano. ([[Sergio Marchionne]])
*Essere alla Juventus, anche per un anno, è una fortuna troppo grande, per mentalità, educazione e dedizione. Ti crei un bagaglio che porterai con te per tutta la vita. ([[Fabio Paratici]])
*Essere juventino è qualcosa di profondo: è orgoglio, è passione, è voglia di non arrendersi mai. ([[Claudio Marchisio]])
*Essere juventino voleva dire un favore, un onore; voleva dire garbo, senso dell'ognuno, [[lealtà]] e, naturalmente, [[cultura]]. ([[Giuseppe Hess]])
*Essere stati juventini è come aver fatto il bersagliere. Per tutta la vita resti tale. Perché una società come la Juventus non esiste, non ha riscontri come età, come ambiente, come tutto. Il suo [[Stile Juventus|stile]], il rispetto reciproco, soprattutto l'impronta della famiglia Agnelli. ([[Antonello Cuccureddu]])
*[La juventinità] è senso di appartenenza, condivisione dei valori. È saper accettare le vittorie e anche le sconfitte, questo vale per i giocatori e anche per i tifosi. ([[Giuseppe Furino]])
*Fin dalla prima volta in cui sono entrato nello spogliatoio della Juventus, vedendo i volti dei miei compagni, ho capito una cosa: "Qui bisogna vincere e basta". ([[Rodrigo Bentancur]])
*Fondamentalismo juventino, l'unico a cui sono fiero di appartenere. ([[Pietro Sermonti]])
*{{NDR|Negli anni trenta del XX secolo}} Gente di poche parole, dura a morire, negata agli scoppi dello entusiasmo, alle vittorie maramalde, con punteggi troppo pesanti. Ha la passione di vincere, e conosce l'arte di perdere bene. ([[Carlo Bergoglio]])
*{{NDR|Nel 2012}} Gentile John Elkann, Le scrivo da appassionato di calcio, ma soprattutto da juventino che aveva appena smesso di vergognarsi di esserlo dopo la dipartita di Moggi & C. grazie allo scandalo di Calciopoli. Ora, se possibile, gli juventini perbene, che hanno iniziato a tifare ai tempi di Boniperti, Trapattoni, Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Platini, e anche di Conte, quando la società indossava un certo "[[Stile Juventus|stile]]", sono costretti a vergognarsi ancor più di prima. Mai infatti, nemmeno negli anni bui di Calciopoli, la Juventus si era spinta a tanto: manipolava arbitri e campionati, ma non negava alla giustizia sportiva il diritto di fare il suo dovere. ([[Marco Travaglio]])
*Gli arbitri sbagliano con tutti, ma quando lo fanno con la Juve la gente pensa male per quello che è successo in passato. Chi deve arbitrare la Juventus ha addosso molta più pressione degli altri. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*Grazie Juventus per avermi insegnato a vincere! ([[Enzo Maresca]])
*Ho allenato qua [a Torino] due anni, mi sono trovato molto bene con la [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria]], con una parte della tifoseria, con la società. Ho imparato moltissimo in questa società, poi ho avuto dei problemi con alcuni tifosi, ma cosa posso dire? I due anni che ho passato qui mi hanno aiutato moltissimo a crescere. ([[Carlo Ancelotti]])
*Ho rifiutato tre volte il passaggio alla Juventus. Lì vogliono solo i soldatini, sul binario, sempre dritti. ([[Antonio Cassano]])
*Ho avuto la fortuna di far parte di questa grande famiglia e grande club, che ha un dna unico come altre squadre. Difficilmente cambierà. Può essere modellato, ma non cambiato. Il dna di ogni società va rispettato. ([[Massimiliano Allegri]])
*{{NDR|In riferimento ad episodi arbitrali}} Ho sempre detto che la Juve è la più brava in assoluto, se gli altri sono bravi a 360, la Juve lo è a 361 gradi. ([[Davide Ballardini]])
*Ho sempre pensato che la Juventus avesse una marcia in più, anche prima, quando ci giocavo contro e adesso lo sento sulla mia pelle, il motto "Fino alla fine" è ciò che ci rappresenta, quindi anche quando le cose non girano perfettamente sappiamo che abbiamo molta forza e determinazione per rialzarci. ([[Agnese Bonfantini]])
*Ho subito odiato la Juve ancor prima di capire di calcio. I motivi c'erano: [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] era per la Juve, i missini erano per la Juve e così i romagnoli. Tutti schierati dalla parte del più forte perché come diceva [[Ennio Flaiano|Flaiano]] l'italiano è sempre il primo a soccorrere i vincitori. ([[Carlo Laurenzi (scrittore)|Carlo Laurezi]])
*I grandi tornei si vincono con grandi difensori, bisogna prendere esempio dalla Juventus, dove la difesa è un'arte. ([[Hugo Broos]])
*''I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | di tornare a rubare, | il cuore dei Fansi.'' ([[Checco Zalone]])
*''I Juventini siamo piccoli eroi, | gli unici martiri i capi spiatoi, | perché siete gelosi, | siete gente invidiosi | di una squadra gloriosi | come noi. || I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | forza Vecchia Signora, | dacci tanti trofei.'' ([[Checco Zalone]])
*{{NDR|Sul presunto trasferimento al Valencia in una lettera ai dirigenti del club spagnolo}} I soldi non valgono l'amore per una maglia e io ne ho due, una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconera]] e una azzurra. ([[Umberto Caligaris]])
*Il gioco del calcio in Italia senza la Juventus sarebbe impensabile. ([[Giorgio Bocca]])
*Il palmarès dei bianconeri sarà forse ricco di trofei, ma in quanto a baldoria, lì sono veramente pessimi! Bisognava giocare, vincere e basta! Ogni tanto avevo l'impressione di andare al lavoro in fabbrica. ([[Zbigniew Boniek]])
*Il problema non è tanto l'imperativo categorico della [[vittoria]], sempre e in ogni partita, quanto il fatto che ogni successo duri lo spazio di una doccia. Usciti dallo spogliatoio, quelli della Juventus devono già pensare alla partita successiva. Da vincere. E se alla fine di tutte arriva un trofeo, viene sistemato nella bacheca del [[J-Museum|Museum]] un paio di giorni dopo il giro con il pullman scoperto (quando si fa) e poi via a pensare come riuscire ad alzare il successivo. Certe cose si respirano subito e all'inizio può mancare il fiato, ma la Juventus è questa, anzi anche questa, perché sono tante le zavorre che fanno pesare quella maglia.<ref group="fonte">Citato in ''Ecco perché pesa la maglia della Juve'', ''Tuttosport'', 23 gennaio 2016, p. 6.</ref> (Guido Vaciago<ref name=gds/>)
*Il punto forte di questa squadra è proprio essere come una [[famiglia]]: si soffre e si gioisce insieme. Se giochi, sai che gli altri fanno il tifo per te, se non giochi fai il tifo per gli altri e sei contento se fanno gol. Alla Juve funziona così. ([[Álvaro Morata]])
*{{NDR|Nel 2005}} In 108 anni di vita la Juventus ha centrato vittorie importanti, momenti emozionanti, ha regalato moltissime gioie e qualche dolore, ma ha sempre fatto sentire i suoi tifosi al centro del mondo così come i suoi campioni: Boniperti, Sivori, Charles, Bettega, Rossi, Platini, Baggio, Vialli, Del Piero, Zidane, Trezeguet, Nedvěd e Ibrahimović... sono solo alcuni dei campioni che hanno fatto sognare l'immaginario collettivo del popolo bianconero.<br/> È grazie al lavoro di tecnici straordinari come Carniglia, Trapattoni, Lippi, Capello... la bacheca juventina può essere considerata giustamente tra le più ricche e prestigiose d'Europa. E dietro 100 anni di successi bianconeri c'è un marchio di fabbrica che non tradisce mai, quello della famiglia Agnelli, da sempre garanzia di qualità e continuità!<ref group="fonte">Dal documentario ''Grande Storia della Juventus'', Rai Trade, ''Corriere della sera'' e ''La Gazzetta dello Sport'', 2007, EAN 8032807021621</ref>
*{{NDR|Nel 2023}} Indossare la {{sic|[[Colori e simboli della Juventus Football Club|Maglia Bianconera]]}} è stato un privilegio senza eguali. Ho vissuto trionfi incredibili, sollevando trofei di Serie A e coppe con una squadra straordinaria, piena di campioni indimenticabili. Oltre ai successi sul campo, giocare per la Juventus significava far parte di una famiglia. Il tutto è stato possibile grazie al grandissimo lavoro della famiglia Agnelli che in questi 100 anni hanno creato successo e trasmesso lo [[Stile Juventus|{{sic|Stile}} Juve]], trasformandolo in un simbolo di {{sic|Storia}} e tradizione. Quegli anni sono stati il capitolo più bello della mia carriera, un'esperienza indimenticabile. Sono grato per aver fatto parte di questa società storica, una parte della mia vita che porterò sempre nel cuore. ([[David Trezeguet]])
*Io, innanzitutto, sono stato [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoso della Juve]] e per chi è come me, figlio di italiani emigrati in [[Australia]], il [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconero]] è stato un simbolo che unisce una comunità. ([[Joe Montemurro]])
*Io amo l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e apprezzo la Juve, a modo mio. Credo che «le due squadre siano necessarie alla reciproca fama», come ha scritto [[Gianni Riotta]] (interista). Per questo non ho mai tifato contro i bianconeri. Io voglio che la Juve esista e continui a sorprendermi. Mi piace vedere come ogni stagione riesca a pasticciare una maglia che non è mai stata entusiasmante. ([[Beppe Severgnini]])
*{{NDR|Nel 2011}} Io oggi passo per nemico dei bianconeri, ma 30 anni fa ero tifoso della Juventus. Per me quella bianconera è una formazione storica del campionato italiano. Il problema è che qualche volta con la Juve hanno lavorato dirigenti che hanno fatto fare brutte figure alla società. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{ndr|Nel 2017}} Io sono contro la Juve, prima di arrivare a [[Cagliari]] odiavo la Juve a prescindere [...]. Ti dico solo che io odio la Juve, se potessimo aver vinto col [[Cagliari Calcio|Cagliari]] contro la Juve avrei dato alcuni di miei coglioni per vincere la partita perché odio la Juve. Quando stavo a Cagliari non ho mai perso allo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]] col Cagliari, mai perso solo pareggiato. Mai perso. Hanno vinto solo lo scudetto quando hanno giocato a Trieste, allo Juventus Stadium mai perso. Odio la Juve perché hanno sempre vinto per un [[calcio di rigore|rigore]], per una punizione... Io sono venuto alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] perché volevo vincere [...] volevo vincere contro la Juve che aveva sempre avuto quest'aiuto. ([[Radja Nainggolan]])
*Io sono anti-juventino per antonomasia: l'anti-juventinismo è una malattia da cui non si guarisce, si ha fin da bambino. Se fanno una cura per guarirla, sarò il primo paziente! ([[Andrea Pucci]])
*Io tifo Juventus e nessun giocatore potrà mai dirle di no. Ripeto, nessun giocatore al mondo può rifiutare una loro offerta. La Juve è una delle squadre più grandi al mondo e quando ti fanno squillare il telefono, non puoi pensarci più di tanto. Devi accettare il più velocemente possibile! Indossare quei colori significa lasciare il sangue ad ogni allenamento e ad ogni partita. Perché la Juventus è una famiglia, una squadra di guerrieri, una squadra nata per essere campione sempre ogni anno. ([[Douglas Costa]])
*Juventus e FIAT sono esempi dell'eccellenza italiana nel mondo e, oltre alla popolarità, condividono alcuni valori fondamentali: l'importanza della squadra e delle persone, l'ambizione di puntare a risultati eccellenti, lo spirito competitivo e la coscienza che il successo non è mai permanente, ma va conquistato ogni giorno. ([[Sergio Marchionne]])
*[La] Juventus per me è la mia vita, la mia famiglia: ho dentro una juventinità incredibile perché questo club mi ha fatto diventare un uomo e in me ci sarà sempre riconoscenza. ([[Sergio Brio]])
*Juventus uguale FIAT uguale potere. ([[Helenio Herrera]])
*{{NDR|Nel 2014}} L'abito, si sa, fa l'intonaco. Ma, nel caso della Juventus, l'abito fa spesso anche lo stronzo. Se ne contano a centinaia di casi. Non si capisce perché. Sta di fatto che la Vecchia Signora, soprattutto da quando accomoda le chiappe nel bollore erotico del [[Juventus Stadium|nuovo stadio]], somiglia sempre più alla mamma di ''[[Psycho]]''. È come se un logos malefico riprogrammasse le menti, tipo plagio. Arrivi a Corso Galileo Ferraris 32 che sei una persona normale e, dopo un po', diventi [[Roberto Bettega|Bettega]] o Giraudo. Se sei già [[Luciano Moggi|Moggi]] in natura, sei facilitato, non c'è problema. E, cioè, un mostro d'arroganza, un pitbull pronto a sbranare le creature a Parco Valentino, che va in giro ostentando t-shirt, tweet e cazzate da machoman del tipo: "Per noi conta solo vincere". ([[Giancarlo Dotto]])
*L'amore del Sud per la Juventus scaturisce dal gioco dei contrasti: La [[Quinquennio d'oro|Juventus del Quinquennio]] ha caratterizzato l'evoluzione del calcio italiano e ha dominato per lungo tempo il campionato, ha dato esempio di rigorosa organizzazione, di equilibrio tecnico, di elevato spirito sportivo, proprio nel periodo più oscuro del calcio meridionale, allorché nel Sud il football era ancora in una fase pionieristica e confusa, e ancora non si intravedono i segni del suo sviluppo... Mancano nel Sud, nei confronti della Juventus, quelle venature di asperezza, di invidia, di risentimento che scaturiscono dalla rivalità. [[Genova]] si sentiva ferita... [[Milano]] e [[Bologna]] vedevano nella Juve un'antagonista... Nel Sud, no. Non c'erano motivi di contrasto, non esistevano ambizioni rivaleggianti. ([[Luigi Palumbo|Gino Palumbo]])
*L'anima juventina è un complesso modo di sentire, un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria e di affetto, di fede alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare. ([[Enrico Canfari]])
*L'avversaria più forte e, insieme, una patente di grandezza. Se la affronti con possibilità di vittoria concrete – e io sono stato fortunato, mi è successo di prevalere più di una volta – vuol dire che il tuo valore è elevato. È automatico. ([[Roberto Mancini]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} l'emanazione dello spirito che fa quadrato per vincere, anche contro ogni previsione. ([[Edi Rama]])
*L'odio viscerale e irrazionale per la Juventus ha due cause. La prima è l'incurabile campanilismo degli [[italiani]]. L'[[italiano medio]] è un provinciale e quindi la Juventus, che ha la "colpa" di vincere molto essendo al contempo la squadra italiana meno vincolata a un territorio, diviene il bersaglio privilegiato delle frustrazioni di chi, essendo "periferico" si arrocca nella sua marginalità e sfoga il proprio livore su chi da tale marginalità non è afflitto. [...] La seconda causa consiste nel fatto che, nell'essere una delle poche vere eccellenze italiane, la Juve risulta per paradosso un'entità pochissimo italiana. La capacità di programmare e raggiungere gli obiettivi, la serietà dell'ambiente, uno stile di comunicazione rivendicato e riconosciuto (malgrado qualche inevitabile caduta) in tutto il mondo sono caratteristiche talmente rare, in Italia, da generare invidia e rancore: costringono infatti l'italiano medio a un confronto, e dato che l'esito del confronto è impietoso, la reazione sono le calunnie, le sistematiche accuse di furto, il doppiopesismo nella valutazione degli episodi di gioco, la completa indisponibilità a riconoscere il merito. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*La cosa più importante qui è vincere, la voglia della squadra e della società è impressionante e permette a un calciatore di crescere. ([[Miralem Pjanić]])
*{{NDR|«Cos'è secondo te che differenzia la Juventus da tutte le altre squadre nel mondo?»}} La fame per la vittoria. Un'eredità senza precedenti. Il più importante contributo in termini di giocatori donati alle vittoriose nazionali italiane. Una sorta di maledizione con le finali di Champions League, qualcosa che mi permetto di connettere alla natura esoterica di Torino e all'eterna dinastia della famiglia Agnelli. ([[Carlo Pastore]])
*La gente deve sapere che nella Juve non è facile. C'è una cultura del lavoro diversa rispetto all'estero. Io sono stato al [[Manchester United Football Club|Manchester]]: sembrava di essere in vacanza. Qui si lavora tanto, perché tutti gli scudetti non è che li abbiamo rubati: è il lavoro, fino alla fine. ([[Paul Pogba]])
*{{NDR|«Cos'ha imparato alla Juve?»}} La gestione delle sconfitte: tre finali di Champions, uno scudetto sfumato sotto la pioggia a Perugia due mesi prima dell'Europeo svanito al golden gol. Ma noi non abbiamo mai pianto. Ecco, alla Juve ho vinto tanto e ho imparato a perdere. ([[Mark Iuliano]])
*La Juve di [[Marcello Lippi|Lippi]] e quella di [[Fabio Capello|Capello]]? Erano squadre fortissime, abituate a vincere con giocatori straordinari ed era la squadra da battere in Italia. ([[Andrea Pirlo]])
*La Juve è davvero diversa. C'è un'ossessione per la vittoria, sempre, l'ossessione di rimettersi sempre in gioco, non c'è mai tempo per la soddisfazione, per festeggiare perché davanti c'è sempre la prossima sfida da vincere. Al mio arrivo ho visto dei guerrieri, dei giocatori con questa mentalità e ho capito perché è questo il club che vince. ([[Miralem Pjanić]])
*La Juve è l'immagine di [[Torino]] nel mondo. ([[Piero Fassino]])
*La Juve è l'unica squadra i cui [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], per esempio, riunisce in particolare quelli del Nord Italia. È anche la squadra i cui tifosi sono divisi tra destra e sinistra, al contrario della [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], i cui sostenitori sono essenzialmente di sinistra o del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] [di proprietà di Silvio Berlusconi], i cui tifosi sono maggiormente orientati al centro-destra. La Juve è diventata una sorta di partito nazionale popolare, così come l'erano la [[Democrazia Cristiana]] e il [[Partito Comunista Italiano]] al loro tempo. Con la scomparsa dei partiti di massa, è l'unico fattore di integrazione che va aldilà dell'appartenenza locale. ([[Ilvo Diamanti]])
*La Juve è la Juve. Insieme all'Inter è l'avversario di sempre. Abbiamo avuto anche il Napoli alla fine degli anni Ottanta, poi un po' le romane, però alla fine la lotta si è sempre fatta soprattutto con la Juventus per quanto riguarda i campionati, e con l'Inter per la rivalità storica della città. Quindi, la Juve rimane sempre la Juve. Più si va avanti con la carriera e più speri di giocare questo tipo di partite. Sono queste le partite che danno qualcosina in più, non devi andare a cercare nel fondo del barile le emozioni, perché escono naturalmente.<br/> [...] È una società ambiziosa per tutto quello che ha vinto, per la storia, per il passato e credo anche per quello che potrà essere il futuro... ([[Paolo Maldini]])
*La Juve è la Juve da più di cento anni e potrà sempre sperare di avere un futuro dalla sua parte. ([[Paulo Sousa]])
*La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so dire cosa, ma sono orgoglioso di farne parte. ([[Gaetano Scirea]])
*La Juve è sempre la Juve, ci sono squadre che hanno la vittoria nel DNA e la Juventus è tra queste. ([[Emilio Butragueño]])
*La Juve è sicuramente la squadra più amata, ma anche quella più odiata d'Italia [...]. Probabilmente la Juve è sempre stata troppo "vincente", per potersi permettere anche di essere "troppo simpatica". ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]])
*La Juve è storia, tradizione, è un pezzo del Paese, è un'immagine dell'Italia nel mondo. Ciò comporta una grande responsabilità, perché ogni giorno devi rispettare il nome che porti. Ma la Juve è di più: è un valore ideale e morale, è quello [[Stile Juventus|stile]] che deve tantissimo alla classe degli Agnelli. Molto del consenso intorno a noi è il risultato dei successi nazionali e mondiali, nei quali inserisco anche i giocatori dati alla [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale]]. Dalla nascita sulla panchina di Corso Re Umberto, la Juve è stata al centro della vita sociale, civile e culturale del Novecento. È interclassista: aristocrazia sabauda e immigrati che negli anni '60 arrivavano a [[Torino]]. È bipartisan: i comunisti e i monarchici. ([[Vittorio Caissotti di Chiusano]])
*La Juve è un club con una storia ben precisa, con un'idea e un'identità ben precisa, e quindi indipendentemente dal periodo a noi giocatori spetta dare il massimo e far di tutto per vincere. È una questione di responsabilità, di attaccamento alla [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia]]. ([[Fabio Miretti]])
*La Juve è un fenomeno da studiare, ma non solo per il ruolo da collezionista di trionfi che si è guadagnata sul campo. Ha saputo trasferire al calcio italiano, attraverso la sua strabiliante evoluzione, anche un concetto di autentica modernità. ([[Alessandro Vocalelli]])
*La Juve è una donna, un'amante che torna all'innamorato dopo l'adulterio di una sconfitta. ([[Jean Cau]])
*La Juve è una scuola, ti aiuta a crescere e maturare. ([[Mauro Germán Camoranesi]])
*{{NDR|Nel 2017}} La Juve è una squadra prepotentemente italiana, arrogantemente sabauda, provincialmente vincente. Tutto qui. A Cardiff come a Berlino. Ad Atene come a Monaco di Baviera: in Grecia una squadra composta da campioni del mondo si afflosciò contro l'Amburgo di Magath mentre in Germania la Juve campione in carica venne umiliata da un Borussia di reduci e di scarti. E poi tutte le altre finali, vergognosamente perse per mancanza di hybris, cioè di quel senso epico che ti fa dire che sei davvero leggendario, capace di sovvertire il volere degli dei. Altro che Coppa maledetta, la maledizione è dentro di noi: la Juve, ne ho preso coscienza la scorsa notte, non potrà mai avere quella forza epica perché è una squadra costruita dal potere e nel potere. Solo che è un potere locale. Un potere che ci fa vincere 33 scudetti; gli ultimi sei di fila e per questo si scomoda l'espressione LE6END, leggenda. Un potere che ci fa pensare superbamente di averne vinti 35 sul campo, roba che se anche fosse vero non lo direi perché tre stelle e solo due Coppe dalle Grandi orecchie in bacheca allora sei davvero un eroe perdente. Peggio di Ettore. ([[Gianluigi Paragone]])
*{{NDR|Nel 2018}} La Juve ha costruito il suo grattacielo [...] seguendo una logica imprenditoriale che rappresenta la sua prima marcia in più, il valore assoluto che la separa dalla concorrenza. Un dominio che nasce da una società strutturata con i meccanismi di un'azienda. Ogni mossa ha un significato, una ragione scientifica. ([[Alessandro Vocalelli]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve ha sempre avuto giocatori straordinari, ma ha avuto sempre l'anima che è quella di Torino e della sua proprietà, ovvero essere pratica ed efficace. [...] I 100 anni di presidenza Agnelli? [...] si festeggia qualcosa di incredibile: in un mondo fatto di fondi e sceicchi credo che la sua storia sia quello che rende la Juventus diversa da tutte le altre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juve ha tutto per rendere molto gelosa una gran parte dell'Italia. Gioca a [[Torino]], una città del nord con una reputazione d'austerità e che ha dato numerosi intellettuali e uomini di stato alla Penisola. È di proprietà della famiglia Agnelli, i Kennedy ''made in Italy''. La FIAT è il simbolo del capitalismo transalpino... Per tutti questi motivi, allo stesso tempo si può rilevare che questa squadra è odiata da molti italiani che non si riconoscono in tale modello. [...] È quasi una sorta di anti-Italia. Non per niente si chiama La Vecchia Signora. [...] Non c'è amore per la Juve, ma solamente il rispetto per una persona anziana e degna. ([[Franco Ferrarotti]])
*La Juve infatti è la città di [[Torino]], è la famiglia Agnelli, è il genio italiano che impediva al capitalismo più ricco e potente di diventare arrogante e meschino, è il campione fuori dagli schemi, è la valorizzazione di tutto ciò che non è scontato, è la distrazione colta e di talento, è l'unità d'Italia, sono gli emigranti meridionali che solo il pallone rendeva aggraziati e ben fatti, goffi nella vita ma bellissimi in campo, uomini generosi che per conquistarsi il diritto di esserci carezzavano la palla e usavano i piedi come due mani di pianista. ([[Francesco Merlo]])
*La Juve non perde perché non si disperde. ([[Bruno Roghi]])
*La Juve o la ami o la odi, gli altri la odiano e chi la ama siamo solo noi juventini. ([[Manuel Locatelli]])
*La Juve può cambiare tutto, schieramento e uomini, ma la sostanza non cambia mai. Ha successo perché è umile davanti alla vittoria. ([[Paolo De Paola]])
*{{NDR|Nel 2008 rispondendo a chi chiedeva: «Ricordi d'Italia?»}} La Juve, soprattutto. Addosso ho ancora i segni di Ciro Ferrara. Per un attaccante affrontare un'italiana resta il top, la vera prova del nove. Ferrara, Montero, Bokšić, Del Piero: dopo sapevi di aver giocato al massimo. ([[Ryan Giggs]])
*La Juve si identificherà sempre in un Agnelli. ([[Gian Paolo Montali]])
*La Juve ti resta dentro. Lo [[Stile Juventus|stile Juve]] lo vedi invece nel parlare, nel vestire, nel comportarti. È una scuola di vita. Scherzando, posso dire che è come un servizio militare. Non si può sgarrare. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juve vince perché è più forte, la Juve vince perché ha più carattere, la Juve vince perché è più organizzata, la Juve vince perché ha uno stadio sempre pieno, la Juve vince perché non si lamenta, la Juve vince perché insegue la realtà e non i sogni, la Juve vince perché dimentica di aver vinto. ([[Paolo De Paola]])
*La Juve vince tutto e qualcuno non capisce perché. Vada a prendere un caffè insieme con Scirea o Cabrini e parli loro cinque minuti. Bastano per scoprire che sono uomini veri, cos'hanno dentro. Con questi campioni si vince, con i campioni del mondo, d'Europa, di tutto, che non si stancano di migliorare, che sono fuoriclasse e guadagnano meno di tanti altri loro colleghi inferiori come bravura, però restano dove sono perché vivono bene e trasmettono a chiunque questi valori. E la Juve vince. Capito? ([[Luigi Radice]])
*La Juventus arrivando prima degli altri, diventa in fretta modello per gli altri, anche se non è l'unica. Alla Juventus c'è una riflessione su sé stessa, che ci porta anche ad altre considerazioni. La società bianconera rifiuta completamente l'identificazione con una città. Uno di loro scriveva in una tesi che la società che rappresenta Torino, sia chiaro, è il [[Torino Football Club|Torino]], la Juventus è rappresentata su scala planetaria. ([[Felice Accame]])
*La Juventus ci ha portato via anche il medico: eppure nella provincia di Torino di dottori ce ne sono almeno novemila. ([[Ernesto Pellegrini]])
*La Juventus con poco fa molto. ([[Iker Casillas]])
*{{NDR|Nel 1990}} La Juventus è adorata dai tifosi che ne sono gelosi, la sorvegliano passo passo, ne conoscono tutti i pregi ma sono pronti a rimproverarle impietosamente i minimi difetti, la obbligano ad essere bella e sempre giovane malgrado gli ottant'anni e più, criticano appena delude ma cadono in ginocchio appena, dopo l'adulterio della sconfitta, ritorna verso di loro con la vittoria. Insomma la Juve è una donna, un'amante e una madre tutto assieme. È Venere che qualche volta ti mette le corna ed allo stesso tempo è la Madonna sempre vergine. Pagana e cattolica. ([[Jean Cau]])
*{{NDR|Nel 2014}} La Juventus è ancora la razza padrona, contano poco gli organici. I campionati si vincono anche nei corridoi, per telefono, mica solo in campo. ([[Aldo Agroppi]])
*La Juventus è come l'[[Fenice|Araba Fenice]]: sembra morta invece rinasce con tutta la sua forza. ([[Joseph Blatter]])
*La Juventus è continuità nel tempo. Il segreto più semplice e anche il più difficile da mantenere per ambire a realizzare grandi progetti. ([[Sara Gama]])
*{{NDR|Nel 2011}} La Juventus è il più grande pilastro dell'organizzazione calcistica italiana, la società che ha vinto il maggior numero di [[campionato italiano di calcio|scudetti]]. I suoi giocatori hanno vinto tutto anche con la maglia della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale italiana]]. La famiglia Agnelli si identifica da sempre con la Juventus. [[Andrea Agnelli|Andrea]] ha un grande ruolo ed una grande responsabilità, [[Umberto Agnelli|suo padre]] è stato presidente della FIGC. ([[Franco Carraro]])
*La Juventus è la società più strutturata tra quelle dove ho giocato. Dalla dirigenza ai tifosi, tutti hanno chiaro il ruolo. E i giocatori sanno di venire dopo l'istituzione. È una forza che permette al club di restare ai vertici. ([[Patrick Vieira]])
*La Juventus è qualcosa di diverso da tutto il resto. Quando sei fuori da quel mondo, senti sempre parlare della loro mentalità. Ti sembra un discorso finto, poi ci entri e capisci cosa vuol dire: è la storia che si tramanda. Devi vincere perché quelli prima di te lo hanno fatto e quelli dopo lo faranno. ([[Simone Pepe]])
*La Juventus è stata un esempio per il mio Manchester United. Facevo vedere ai miei giocatori le videocassette della squadra di Lippi e dicevo: non guardate la tattica o la tecnica, quella ce l'abbiamo anche noi, voi dovete imparare ad avere quella voglia di vincere. ([[Alex Ferguson]])
*La Juventus è stata una delle ragioni della mia vita. Amo questa squadra, questa società e questi colori. ([[Roberto Bettega]])
*La Juventus è storia, passione, orgoglio, sacrificio e vittoria. La Juventus è famiglia. La Juventus è più grande di tutto, di tutti, per sempre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juventus è un'istituzione come nessun'altra nel mondo del calcio; la ''Vecchia Signora'' è un'[[icona]] nazionale dell'Italia in un modo che non ha eguali in tutta Europa. In Spagna, questa iconografia è complicata dalla rivalità tra il [[Real Madrid Club de Fútbol|Madrid]] in [[Castiglia]] e il [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]] [[Catalogna|catalano]]; in termini inglesi, si potrebbe solo paragonare la Juventus a un'entità che combina il [[Liverpool Football Club|Liverpool]] e il [[Manchester United Football Club|Manchester United]] con l'Aston Villa di un tempo. Il [[Fußball-Club Bayern München|Bayern Monaco]], pur essendo stato fondato nel 1900, non ha tale storia, avendo vinto il titolo tedesco solo una volta prima del 1969. ([[Ed Vulliamy]])
*La Juventus è un altro mondo. [...] Ricordo che l'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] mi diceva: "Mister, noi come Juve abbiamo il dovere di essere protagonisti, ma non l'obbligo di conquistare ogni volta lo scudetto". La Juventus è la Juventus. Ha uno [[Stile Juventus|stile]] e un equilibrio. A volte non ha comprato il giocatore perché non voleva offendere i cassaintegrati della Fiat. ([[Giovanni Trapattoni]])
*La Juventus è un avversario scomodo. È un mito del calcio europeo, è come il Real Madrid, ha storia e tradizione. ([[Jupp Heynckes]])
*La Juventus è un club abituato a vincere e la vittoria di un trofeo, anche se importante, viene subito archiviata. ([[Angelo Peruzzi]])
*La Juventus è un colpo di forbice, un taglio netto e profondo sulla pelle del tifo. O con lei o contro di lei. Solleva passioni, alleva rancori, semina invidie: che, non di rado, sono un tributo al merito. ([[Roberto Beccantini]])
*La Juventus è un grande club che onora l'Italia calcistica da sempre, in tutto il mondo, quindi è un fiore all'occhiello del calcio italiano.<ref group="fonte">Da un'intervista per ''Sky Sport 24''; trascritta in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=138973 Valentini (direttore generale della FIGC): "29 o 31? Complimenti alla Juve, fiore all'occhiello del calcio italiano, ma le regole e le sentenze vanno rispettate. Pirlo lascia la Nazionale nel 2014? Effetto malinconico, pronti ad accoglierlo nell'ambiente azzurro"]'', ''Tuttojuve.com'', 6 maggio 2013.</ref> (Antonello Valentini<ref>Direttore generale della F.I.G.C.</ref>)
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus è un po' come la [[Democrazia Cristiana]]: anche quando gioca male, sempre al vertice, un po' più in basso, un po' più in alto, ma è sempre al vertice. ([[Carlo Donat-Cattin]])
*La Juventus è un po' nel mio DNA, quindi la conosco bene. È come un drago a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un'altra. Non molla mai, e la sua forza è nell'ambiente: il Piemonte è ancora un'isola felice, senza le tensioni di [[Milano]] e [[Roma]], e i giocatori possono prepararsi al meglio ([[Giovanni Trapattoni]]).
*La Juventus è uno stile di vita che ha attraversato, attraversa e continuerà ad attraversare i confini non solo di Torino, ma dell'Italia e dell'Europa, per emozionare i cuori di milioni di persone, anche nei momenti più difficili perché è proprio in questi casi che si vede chi è davvero bianconero. Chi gioca [[Colori e simboli della Juventus Football Club|per questa maglia]] deve amare questi colori, lottare per loro, essere pronto, se serve, a soffrire, puntando a una sola cosa. Sempre. La vittoria. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juventus è una delle squadre più forti al mondo, ed è difficile immaginare un allenatore che non abbia sognato di guidarla almeno una volta nella sua carriera. ([[Marcelo Bielsa]])
*La Juventus è una società solida, incredibilmente forte con un DNA preciso: lì impari a capire, sin dal primo giorno, il significato della parola vittoria; rinnovando ad ogni allenamento la fame e la voglia di non mollare mai. ([[Emerson Ferreira da Rosa]])
*La Juventus è una società storica, non solo per quello che è stato nel suo palmarès e dei risultati fatti, perché così, a memoria d'uomo adesso [...] probabilmente un altro caso in giro per il mondo ci sarà, ma non sicuramente di questa importanza: questa incredibile appartenenza ad una stessa famiglia, col passare degli anni, delle generazioni e con, sempre, esponenti anche della famiglia [Agnelli] esposti in prima persona anche nei momenti magari più complicati sia della città di [[Torino]], sia di famiglia; la FIAT, tutto ciò che ho enumerato, e ce n'è atto: questa è una storia più unica che rara. Insomma, è una eccellenza del [[Italia|Paese]] e non solo del [[Calcio (sport)|calcio]], questo potrebbe essere sicuro. ([[Giovanni Malagò]])
*La Juventus è universale, un patrimonio non soltanto calcistico, ma culturale e sociale. La Juventus è una storia infinita, sempre sospesa tra mito e modernità. La Juventus è il [[caleidoscopio]] dei suoi assi e delle sue conquiste, i presidenti e gli allenatori, le donne e gli uomini che, giorno dopo giorno, lavorano per costruirne i trionfi. La Juventus è il cuore dei suoi milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]], sparsi in Italia e nel mondo. ([[Darwin Pastorin]])
*La Juventus era una squadra che non avevo mai amato e che probabilmente non amerò mai, [...]. La Juventus era un ambiente totalmente nuovo per me. Diverso. Non mi sono mai sentito a casa, mi sembrava di essere l'ingranaggio di una grande azienda. Per il sentimento, prego rivolgersi altrove. Sul lavoro tutto bene, fuori zero contatti. ([[Carlo Ancelotti]])
*La Juventus ha 10 milioni di amici su Facebook. La particolarità è che sono tutti arbitri. ([[Gene Gnocchi]])
*La Juventus ha significato per me cose grandiose, che mi pare persino di non poter mettere sulla carta. Vorrei che fosse chiara una cosa: noi calciatori siamo legati al nostro mestiere, che è poi la nostra vita. Chi segna il nostro mestiere con esperienze e insegnamenti, è legato a noi per la vita. ([[Umberto Colombo (calciatore)|Umberto Colombo]])
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus ha vinto sempre, è il partito della maggioranza relativa, la squadra che ha più consenso, partito di governo. ([[Virginio Rognoni]])
*La Juventus mi ha dato tutto. Qui ho acquistato la mia mentalità vincente, quella che ti fa dire che ogni partita è una battaglia. Ho imparato ad essere esigente con me stesso e come affrontare e superare le difficoltà. ([[Pavel Nedvěd]])
*La Juventus non deve temere nessuno, devono essere gli avversari a temerla. Lo impone il nome, il peso della [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia bianconera]] non ha eguali nel mondo. ([[Stefano Tacconi]])
*La Juventus non è solo una squadra che vince tantissimo, è anche un movimento di pensiero, trasversale a tutte le classi sociali.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus">Da ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2017/05/31/news/champions_il_mondo_juve-166872809/ Champions, ecco i segreti del mondo Juventus]'', ''la Repubblica'', 2 giugno 2017.</ref> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*La Juventus non è soltanto una squadra di calcio, ma un modo di intendere la vita. ([[Italo Pietra]])
*La Juventus per me credo che rappresenti un punto fermo. Come la musica, come le amicizie, come i film belli. ([[Fabri Fibra]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus per me è l'insieme di identità, dedizione e vicinanza continue nel tempo per scrivere pagine di sport uniche. Ho l'onore e il privilegio di esserne il {{sic|Capitano}} dall'inizio dell'avventura femminile, alzare trofei è il nostro unico obiettivo, seguendo e mettendo in campo sempre i tre valori cardine elencati. (Sara Gama)
*La Juventus rispecchia il mio modo di pensare e vivere, Nonostante giocassi in una delle squadre più forti del mondo, la caratteristica dominante era il ''low profile'': non eccedere nell'entusiasmo, non esagerare, nel bene e nel male. ([[Gianluca Pessotto]])
*La Juventus? Vincere gli scudetti in questo modo qui non è appagante a livello sportivo. Tanti campioni se ne sono andati e ora capisco perché. Mi fanno un po' pena, devono vincere aiutati. Non si tratta di un furto, vogliono vincere comunque senza fare gli sportivi. Non vogliono confrontarsi ad armi pari. Questa è una mentalità mafiosa per arrivare a qualcosa non attraverso la strada normale ma attraverso scorciatoie. ([[Oliviero Toscani]])
*La Juventus vuole dire vittoria. Ecco il modo più semplice per spiegare la Juve, l'ho detto tante volte in Inghilterra quando mi chiedevano di raccontare il mio periodo italiano e io non avevo tanta voglia di parlare. È semplice, dicevo, alla Juventus si vince. ([[John Charles]])
*La maledizione di essere juventini. [...] Perché sarà una maledizione? E da quando? In realtà da sempre, o da quasi sempre.<br/> Accade spesso che la Juventus abbia vinto partite all'ultimo minuto, e che le abbia vinte su rigore; e che il rigore dai tifosi della squadra avversaria sia fortemente contestato è la quasi normalità [...]. C'è chi prende a pretesto ogni fischio, compreso quello del capostazione, per invocare «rigore per la Juve». Non si sentono che fischi. Tutti i fischi hanno un'unica destinazione, un senso unico: assegnare la vittoria alla Juventus ad ogni costo. C'è qualcosa di paradossale su questa ironica o furiosa reazione: c'è sempre stata, ora ha raggiunto un diapason. Tifare per la Juve è diventato difficile, quasi impossibile. Vista dal di fuori la faccenda è anche buffa, il tifoso bianconero — per sfuggire agli sfottò — dovrebbe andare in giro travestito, nascondersi, non pronunciarsi. Non dovrebbe andare allo stadio, di sicuro non in quelli delle avversarie. ([[Franco Cordelli]])
*{{NDR|«Cosa ti ha colpito di più alla Juve?»}} La mentalità vincente che si respira. Quando sei dentro lo percepisci a pieno. Te ne rendi conto subito. A livello di professionalità e di organizzazione, poi, è tutto di una perfezione inaudita e di alto livello. ([[Daniele Rugani]])
*La mentalità vincente dei bianconeri è una delle altre cose immutabili e, in fondo, quello che noi [[Associazione Sportiva Roma|romanisti]] gli abbiamo sempre invidiato. ([[Paulo Roberto Falcão]])
*La mia Juventus. I migliori anni della nostra vita. Accogliente, severa, esigente e orgogliosamente unica. Un tempo indimenticabile, come i suoi protagonisti. Che nostalgia dell'ironia raffinata dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] che con una battuta riusciva a ridarti coraggio e del rigore affettuoso ma inflessibile di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] padre giusto e duro. Una famiglia che non ti abbandona anche quando decidi di volare altrove. ([[Marco Tardelli]])
*La odio ma solo perché è stata la squadra che mi ha fatto impazzire di più in Italia. Non riuscivo quasi mai a batterla e questa cosa mi ha fatto impazzire. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*La prima volta che da ragazzino sono andato in sede alla Juventus, che era situata in piazza San Carlo al di sopra del caffè Torino, ho avuto il piacere di incontrare i fondatori del club. Uno di loro, il commendatore Zambelli, si è avvicinato dicendomi che dovevo alzarmi in piedi e salutarlo in maniera più formale. Questo fa capire come era la Juve in quegli anni, prima di tutto veniva l'educazione. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*La società più società, la squadra più squadra. ([[Carlo Mazzone]])
*La sudditanza psicologica esiste. Sulla Juve occorre fare una valutazione generale: tutto quello che ha vinto nel calcio italiano non è proporzionale a quello che ha vinto all'estero. Ed è un qualcosa che fa riflettere... ([[Morgan De Sanctis]])
*La Vecchia Signora è uno dei più grandi club d'Europa, è più di un club, se preferite. Io uso molto la Juventus quando parlo ai giocatori, allo staff, a miei amici per chiarire un concetto. «Sì», dico, «il calcio è uno sport, ma alla Juventus è uno sport per uomini». ([[Slaven Bilić]])
*Lasciando perdere le passioni, se la Juventus sta bene il calcio italiano sta bene. ([[Marino Bartoletti]])
*Lascio la sede [...] dopo aver respirato per l'ennesima volta l'atmosfera bianconera, piena del fragrante profumo del successo, che è il succo della filosofia del club e che, insieme con lo [[Stile Juventus|stile]], è il distintivo che la Signora non si toglie mai. ([[Angelo Caroli]])
*Lo dice la storia: non può essere Juventus senza Agnelli, non c'è Agnelli senza Juventus. ([[Mario Pennacchia]])
*Lo spessore e il livello Juventus mette in condizione di sentire la pesantezza di quello che c'è dietro. [...] a vederla da fuori, sembra una bella cosa la Juve, con la sede e i campi, poi entri dentro ma ti sembra di non aver visto niente perché essere a quel livello così non è facile, alcuni lo subiscono. ([[Luciano Spalletti]])
*Loro come noi, due gambe e undici giocatori in campo. Più di noi hanno solo le Fiat. ([[Vujadin Boškov]])
*Mentre le rivali ricostruiscono stagione dopo stagione, la forza dei bianconeri è quella, invece, di aggiungere qualità. La continuità è difficile da trovare e quando la trovi fa aumentare inevitabilmente il divario. ([[Paolo De Ceglie]])
*Mi hanno insegnato che un giocatore deve sempre pensare alla vittoria. Quando sei in un'altra squadra magari sei portato alcune volte ad accontentarti, alla Juve non puoi. ([[Marco Marchionni]])
*Mi mancano le sfide con la Juventus. Mi sono sempre piaciute, non importa con che maglia la affronti quando giochi contro la Juventus ci sono sempre motivazioni speciali, giochi contro la storia, la tradizione, milioni di tifosi... ([[Ronaldo]])
*Molti [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] juventini sono dipesi dalle prodezze dei fratelli Hansen e di Praest, di [[John Charles|Charles]] e [[Omar Sívori|Sívori]], di [[Michel Platini|Platini]] e [[Zbigniew Boniek|Boniek]]. Ma dietro di loro c'erano solide [[Difensore|difese]] tutte [[italia]]ne, le dure fatiche di umili, ma indispensabili gregari come Emoli, Colombo o [[Giuseppe Furino|Furino]], le geniali ispirazioni a [[Centrocampista|centrocampo]] di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], o addirittura un blocco di sette giocatori capaci di vincere in [[Nazionale di calcio dell'Italia|maglia azzurra]] la [[Campionato mondiale di calcio|Coppa del Mondo]] in [[Campionato mondiale di calcio 1982|Spagna]]. E, dunque, chi [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifava]] Juventus, trepidava e gioiva per una squadra di buon tessuto italiano, con il fiore all'occhiello di un paio di campioni stranieri, e godeva per uno scudetto che, per nove undicesimi, era il prodotto di un lavoro autoctono. Anche per questo la squadra bianconera è diventata "la fidanzata d'Italia", oltre che un simbolo di [[Torino]], quanto e talvolta perfino più della Fiat, e un valore aggiunto dell'immagine della famiglia Agnelli. ([[Paolo Garimberti]])
*{{NDR|Sulla Juventus della seconda metà degli anni 1990}} Nella mia carriera non ho mai trovato un avversario così superiore a noi. Non ho mai visto una squadra così forte. ([[Louis van Gaal]])
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva nel 1999: «La Juve degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»}} No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di noi. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia. ([[Franco Baresi]])
*Non ci son stati aiuti o cose che si vuol far passare, la Juve era talmente più forte delle altre che vinceva gli scudetti indipendentemente da tutto. ([[Antonio Cassano]])
*Non credo esista un singolo momento o un singolo episodio in grado di spiegare come la Juventus non sia soltanto una società di calcio, bensì una vera e propria [[famiglia]]. Per me è stato così fin dal primo momento. ([[Antonello Cuccureddu]])
*Non sono solo un tifoso mi sento un suo amante. Con la Juve sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me e a volte, con grande incoscienza, sono anche andato oltre. (Antonio Cabrini)
*{{NDR|Cosa le viene in mente sentendo la parola "Juventus"?}} Notti incredibili, campioni unici. Per anni questa era "la" partita in Europa: Zidane vs Beckham, Del Piero vs Giggs. Ho un rimpianto: ho segnato a moltissime squadre, ma mai alla grande Juve! Ferguson la trattava con rispetto incredibile. A casa mia ho tante di quelle maglie bianconere: da Torricelli a Conte e Montero. A proposito, la prima volta al Delle Alpi, nel 1996, Sir Alex mi disse di concentrarmi su di lui, Montero: dovevo farmi prendere a calci, così Cantona avrebbe avuto spazio. Non funzionò: 1-0 per loro, gol di Bokšić. Oggi mia figlia tifa Juve per un semplice motivo: Andrea Pirlo... ([[Ole Gunnar Solskjær]])
*Ogni giorno ci si confronta con questa storia, pure io mi dico: "ma davvero sono l'allenatore della Juventus?". Bisogna quindi essere disponibili a fare sempre di meglio, fino a che la matematica non ce lo vieta dobbiamo ambire a lottare per qualsiasi cosa. Lo slogan della Juventus dice "fino alla fine", io ci aggiungerei "oltre la fine". ([[Luciano Spalletti]])
*Orgoglio infinito, la Juventus è la mia patria. ([[Enrico Canfari]])
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da Marcello Lippi durante la seconda metà degli anni 1990}} Per me è, insieme al [[Associazione Calcio Milan|Milan]] di [[Arrigo Sacchi]] dei primi anni '90 e allo United che vinse il ''double'' nel 1993-94, la squadra che ha avuto il maggior influsso su come credo che il gioco debba essere praticato. ([[Gary Neville]])
*{{NDR|Nel 2026}} Per me il termometro del calcio si chiama Juventus, la squadra che amo perché, voglio dirlo, sarò [[Tifoseria della Juventus Football Club|bianconero]] per la vita. Quando la ''Signora'' non è al massimo, anche la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] la segue ma, ovviamente, la stessa cosa funziona [[Juventus Football Club e nazionali di calcio|al contrario]]. ([[Hasan Salihamidžić]])
*Per noi juventini vincere in Europa ha sempre un sapore speciale, cresciuti come siamo con l'incubo di essere i padroni in casa e dei nessuno fuori. ([[Linus (deejay)|Linus]])
*[Se la Juve fosse uno scrittore, forse sarebbe [[Ludovico Ariosto|Ariosto]]] perché è una squadra classica, e se occorre non poco furiosa.<ref group="fonte">Citato in ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/02/13/paolo-bertinetti-docente-io-juventino-e-tifoso-spurs-e-rushdieTorino20.html Paolo Bertinetti, docente: "Io, juventino e tifoso Spurs e il derby Ariosto-Rushdie"]'', ''la Repubblica'', 13 febbraio 2018.</ref> (Paolo Bertinetti<ref>Scrittore italiano, nel 2018.</ref>)
*Personalmente sono molto riconoscente alla Juventus. Quando andai dal medico l'ultima volta, lui mi parlò a lungo dello scudetto appena conquistato e del futuro roseo che l'attendeva. Ricordò le prodezze di Galderisi, la sicurezza di Scirea, l'eleganza di Bettega, la sapienza di Furino, l'aggressività di Gentile, le gesta di Tardelli, la dolcezza di Paolo Rossi. Insomma mi vasectomizzò senza che me ne accorgessi. ([[Beppe Viola]])
*{{NDR|«Se la Juve fosse un film, che genere sarebbe secondo te?»}} Probabilmente un film d'avventura. Quel tipo di avventura che ti dà la carica e la motivazione, ti mantiene vivo e predisposto a fare sempre un passo in più. Se sei un club come la Juve, crei attese nei tifosi, per questo devi spingerti sempre oltre. Così si tagliano i grandi traguardi. ([[Daniel Alves]])
*Qual è la prima cosa che ho percepito nello spogliatoio della Juventus? La mentalità del lavoro. Penso che è questa l'impressione che ho avuto. Qua si lavora tanto a 360 gradi, puntando sulla prestazione al massimo. Quindi è quella la mentalità che c'è in questo ambiente. ([[Hernanes]])
*Qualsiasi ''cliché'' che ogni nuovo giocatore della Juve racconta sulla cultura della vittoria è vero! Dall'allenatore, al fisioterapia, al personale della cucina... tutti vogliono solo vincere. Questo è tutto. È un'ossessione. Ed è così anche per me adesso. ([[Federico Bernardeschi]])
*Qualsiasi cosa accada mi sentirò sempre juventino. Ho i colori bianconeri nel sangue. ([[Pietro Rava]])
*Quando abbiamo giocato per la prima volta la Champions League loro erano la squadra migliore, loro erano quelli che aspiravamo a essere. ([[Ryan Giggs]])
*Quando arrivai a Torino ero convinto di essere pronto, invece trovai una realtà non uno, ma tre livelli superiori a quanto mi aspettassi. Per concentrazione, professionalità e dedizione al lavoro erano troppo avanti. Adesso è normale trovare queste componenti nei grandi club, ma la Juve ce le aveva già vent'anni fa. [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Antonio Conte|Conte]], {{sic|ad}} esempio, avevano fatto la storia, eppure erano sempre in discussione. Vedevi la loro mentalità nel volersi riconfermare ogni giorno, con il sorriso sulle labbra. Grazie a loro, alla Juventus, ai suoi principi, nei futuri momenti di difficoltà continuai ad allenarmi in un certo modo e a reagire. Non a caso, quando per il calcio italiano ero ormai finito, da Bologna in poi feci altri 7 anni ad altissimo livello. ([[Marco Di Vaio]]).
*{{NDR|Nel 2026 ad [[Alessandro Del Piero]]}} Quando giocavamo contro una squadra italiana, sapevamo che era difficile superarvi in velocità. Che tatticamente eravate solidi e che sarebbe stato sempre difficile segnare contro di voi. [...] Era sempre difficile fare gol quando giocavamo contro di voi. E quando eravate in 10 uomini, eravate ancora più forti. Soprattutto parlando della Juve [...] Ci sono rimasto solo un anno, ma la prima cosa che ho sentito nello spogliatoio è stata: "Ragazzi, non molliamo mai". [...] Quando indossi quella maglia, la senti subito. ([[Thierry Henry]])
*{{NDR|Nel 2009}} Quando la Juve era gestita da [[Luciano Moggi|Moggi]] non mi è mai piaciuta, l'ho detto pubblicamente e ho avuto ragione, purtroppo. Un club di rango non meritava la B. Ora con i nuovi dirigenti, soprattutto con [[Jean-Claude Blanc|Blanc]], c'è molta cordialità e amicizia. ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*Quando penso alla Juventus, questo mi riporta subito alla mente ricordi appassionati, che inducono a riflettere, del mio tempo al [[Manchester United Football Club|Manchester United]] durante la metà degli anni 1990, quando stavamo crescendo come squadra ed imparando tutto su come ottenere successo in Champions League. La Juventus era il punto di riferimento in virtù delle tre finali consecutive raggiunte dalla squadra di [[Marcello Lippi]] in quel periodo, e li abbiamo affrontati ben otto volte nel giro di sette anni. Ci siamo misurati contro di loro e considero ancora la squadra di Alessandro Del Piero, Zinedine Zidane, Alen Boksic e Didier Deschamps come la migliore che abbia mai affrontato. Avevano tutto quello che mi piacerebbe avere nella mia squadra. ([[Gary Neville]])
*Quando sei abituato a vincere, appena cadi ti fai male. [...] Noi siamo la Juventus e il nostro obiettivo deve sempre essere quello di giocare per vincere e quando non ci riesci devi rimboccarti le maniche e continuare a lavorare. ([[Cristiana Girelli]])
*{{NDR|Nel 2025}} Quando sei e giochi per la Juventus, se qualcuno piaccia o no piaccia, anche oggi è così; devi avere mentalità di quello che gioca ogni partita al ciento per ciento e, cinque minuti dopo la partita, pensar già alla partita successiva. Per questo è difficile giocare per la Juventus perche è una squadra che già la sua storia, una squadra che non si accontenta mai. ([[Zbigniew Boniek]])
*Quando sei la Juve del secondo o terzo posto non te ne fai nulla. ([[David Trezeguet]])
*Quando si arriva alla Juventus, è la Juventus a sceglierti, e non viceversa. ([[Wojciech Szczęsny]])
*Quando si dice «il giocatore viene preso dalla Juventus» significa anche caricarlo di responsabilità. Quando si dice «la maglia della Juventus è pesante» significa capire che dietro quella maglia c'è una storia fatta di un palmarès ricco di successi e, quindi, questo giocatore deve essere uno degli interpreti per arrivare ancora a riportare ad ulteriori successi. ([[Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)|Giuseppe Marotta]])
*Quando sono arrivato alla Juve, ero arrivato in un posto dove volevo essere, che non è una squadra di calcio, è un'azienda. [...] È difficile avere nel mondo del calcio un approccio così. C'è la società, ci sono i ruoli. E chi non li rispetta o non si adegua deve subire le sanzioni dai superiori. A me questo tipo atteggiamento piace molto, perché tutti devono rispettare le regole. ([[Hernanes]])
*Quando vinceva la Juve vinceva la storia. ([[Mario Soldati]])
*{{NDR|Nel 2017, rispondendo a chi le chiedeva un'opinione sulla affidabilità delle retroguardie della Juventus come una costante nel tempo}} Questa è la storia della Juventus. La loro struttura si è sempre basata su un solido blocco difensivo e, naturalmente, sulla loro potenza offensiva nelle ripartenze, oltreché sulla velocità e sull'esplosività in attacco. ([[Diego Simeone]])
*Questa è una cosa che mi ha sorpreso tanto quando sono arrivato qui: alla Juventus non c'è nessuno nello spogliatoio che si sente più importante, neppure chi è stato campione del mondo ed è una leggenda del calcio. Qui vai a mangiare con tutti, parli con tutti, fanno una vita normale. ([[Álvaro Morata]])
*Questa è una squadra che non molla, questa è una squadra che ci crede sempre anche quando sembra essere tutto contro, anche quando i giocatori non sono in forma [...]. Se questa squadra non è una grande squadra io mi domando quali siano le grandi squadre! È una squadra che quando sente l'odore del sangue azzanna la preda, non le concede scampo. ([[Francesco Repice]])
*{{NDR|Nel 2014, «cosa rappresenta oggi la Juve?»}} Quella che è sempre stata, un misto di arroganza, potere, di forza da tirare fuori sempre al momento giusto. ([[Aldo Agroppi]])
*Quello dei soldatini è un marchio che ha sempre avuto la Juve e forse è anche vero. Però bisogna vedere che connotazione si dà alla cosa. Sicuramente la Juve crede sia giusto fare così per ottenere il massimo, per altri può essere un fatto negativo. Io, per esempio, non ho voluto fare il soldatino e sono andato via.<ref>In riferimento alle dichiarazioni di [[Antonio Cassano]] che aveva definito come «soldatini» i giocatori della Juventus.</ref> ([[Fabrizio Miccoli]])
*Quello della Juventus è stato il primo grande mito fuori del campo politico, sociale, ecc. che il Nord abbia offerto, oltre che a sé stesso, anche al Mezzogiorno: un tipo di mito attinente ai giusti e al costume di una moderna società di massa, per cui il Mezzogiorno era solito guardare fino allora alle cronache e al cinema americano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Qui alla Juve c'è un'unità di intenti difficile da spiegare. C'è e basta. La percepisci subito, al tuo arrivo. ([[Stefano Sturaro]])
*Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tutto sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arrende mai. ([[Omar Sívori]])
*Qui ho trovato una società speciale: ti viene spiegato che devi lavorare sempre, per l'obiettivo della vittoria, e anche per i tuoi compagni. Questa mentalità vincente, e il sacrificio per la squadra sono cose molto belle, perché vedo che tutti noi siamo pronti a dare una mano, a lavorare per il gruppo e il collettivo. ([[Juan Cuadrado]])
*Ricordo me bambina al [[Stadio delle Alpi|Delle Alpi]] a farmi sventolare gli occhi di bianco e nero. Ricordo una telefonata in cui mi si chiede: "vuoi giocare nella Juventus" ed io sconvolta e incredula che domando: "ma la Juve quella vera?" Mi hanno detto di aver segnato il primo gol della storia della Juventus Women, ma io non me ne sono accorta perché quando ho visto [[Colori e simboli della Juventus Football Club|la maglia]] appesa in spogliatoio col mio nome non ci ho capito più nulla. La Juventus è il presente che continua a farsi strada, facendomi innamorare ogni istante come fosse la prima volta. Far parte della Juventus vuol dire avere l'ambizione di essere ogni giorno la migliore versione di se stessi. {{sic|Ed}} io posso esserlo solo se ho la Juventus con me. ([[Martina Rosucci]])
*Sapevo che la Juventus era un grande club con una [[tradizione]] fantastica alle spalle, ma finché non lo vivi non ti rendi conto di quanto l'[[organizzazione]] sia perfetta e di quanto la mentalità e il temperamento siano unici. ([[Mario Mandžukić]])
*Se è vero che il calcio è una trasposizione della [[religione]] o della [[politica]] e fa dunque riferimento comunque a una [[fede]] trascendente o laica che sia, la Juve è la religione più diffusa o il partito di maggioranza.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus" /> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*{{NDR|A [[Giampiero Boniperti]]}} Se fossi venuto alla Juve quando dovevo, magari avrei avuto una vita privata più serena. ([[Diego Armando Maradona]])
*{{NDR|Nel 1986}} Se scriviamo ''Juventus'', intendiamo la squadra di calcio sorta nel 1897 a Torino, città incubatrice delle più grandi novità del costume italiano, dall'automobile al cinema al pallone. Promotori, alcuni studenti del ginnasio D'Azeglio, classe terza e quarta. La società nacque su una panchina di corso Re Umberto (le panchine sono sempre cariche di destino, nelle vicende del calcio), luogo di riunione di questi ragazzi della buona borghesia torinese che, affascinati dell'esotico gioco appena importato dall'Inghilterra, racimolarono le sessanta lire, cifra vertiginosa, necessarie per acquistare un pallone. Poi discussero sul nome da dare al club. I classicheggianti proposero un nome che fosse anche un blasone culturale, Juventus [...]. Per dare maggiore specificità alla ragione sociale, Sport Club fu mutato in Football Club Juventus, e da quasi novant'anni questo latino ogni domenica riempie i cuori e le bocche di milioni di tifosi, e ne manda in bestia altrettanti, segno, direbbe l'autore del ''Cinque Maggio'' «[[amore e odio|d'inestinguibil odio / e d'indomato amor]]». ([[Cesare Marchi]])
*Se una squadra di calcio vince tutto per settant'anni e ha alle spalle un gigante industriale, non ha bisogno di chiedere dei favori perché tutti sono pronti a farglieli, si crea un tale incantamento che i tifosi, la gente comune se ne fa un'immagine diversa e migliore di quella reale, un'immagine superiore persino alla lotta di classe, con il [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] juventino, e il siciliano [[Pietro Anastasi|Anastasi]] diventato l'idolo degli operai piemontesi del Lingotto. Ma la fame dell'oro era già forte nella Juventus del [[Quinquennio d'oro|quinquennio dei cinque campionati consecutivi vinti]]. Ricordo un allenatore austriaco, Sturmer, mi pare, che quando andai a Torino per fare un provino alla Juventus si informava del mio rapporto con il denaro, mi metteva in guardia dal diventare avido come il terzino Rava o come i sudamericani Monti e Cesarini, ma io non capivo di che parlasse: la Juventus per un ragazzo di provincia era un sogno, una riunione di tutte le virtù sportive e civili. ([[Giorgio Bocca]])
*Senza [la famiglia] Agnelli non può essere mai la Juve. ([[Enrico Craveri]])
*Seppur fossi davvero giovane, capii subito in che ambiente mi trovassi, quali fossero le regole, gli obiettivi e il DNA della Juventus. Bisognava vincere con professionalità e stare attento ai comportamenti che si avevano. [...] Ti rendi conto di esserti abituato talmente bene e di aver avuto la fortuna e bravura di giocare in un club del genere solo quando lo lasci. Non è certamente facile lasciare una compagine del genere. Questa esperienza ti segna davvero tanto, perché la Juventus ha tifosi in tutto il mondo e io ad ogni modo rimango e rimarrò sempre un calciatore che ha vestito la maglia bianconera. ([[Nicola Amoruso]])
*Si avverte immediatamente la voglia di vincere che c'è nell'ambiente Juventus. È una mentalità che ti pervade, sin dai primi giorni in cui entri a far parte del gruppo. ([[Mattia De Sciglio]])
*Si consolava pensando che quando andava all'università, a Pisa, un suo amico siciliano, del quale tutto si poteva dire tranne che facesse distinzioni razziste, in un momento di ebrietas aveva tracciato «l'identikit del perfetto idiota»: e tra le altre caratteristiche fondamentali, che Massimo non ricordava, doveva essere ingegnere, juventino e calabrese. ([[Marco Malvaldi]])
*{{NDR|Sul ruolo della Juventus nel calcio italiano}} Siamo tipo il meridiano di Greenwich. Pure i punti in classifica si contano a partire dallo JCS (Juventus Current Score). [...] Se finisci il campionato a +1JCS hai comunque vinto. ([[Andrea Sarubbi]])
*Significa emozione, orgoglio, voglia di combattere, identificazione con una storia. La Juve si sceglie, non è la squadra del gonfalone, del municipio, della città. È un innamoramento che dura nel tempo. ([[Pierluigi Battista]])
*Sono stato a contatto con campioni dallo spessore tecnico e umano con pochi eguali, da cui ho imparato soprattutto cosa significhi "dover vincere". La Juventus è uno stato mentale. ([[Mattia Perin]])
*Stare alla Juve era come lavorare alla FIAT. Risultati, ordine, disciplina. ([[Dino Zoff]])
*Stare alla Juventus è come fare parte di una famiglia, e lo si vede soprattutto in campo da come si lotta per la squadra. Non ho mai visto nessuno tirarsi indietro, c'è coesione anche al di fuori del campo. ([[Juan Cuadrado]])
*Tanti, tantissimi scudetti: repetita Juve. ([[Gino e Michele]])
*Torino è stata casa mia, la Juve è stata una scuola di vita che mi ha insegnato tanto. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*Tutti nasciamo spontaneamente virtuosi, intelligenti, liberali e juventini. Taluni, poi, crescendo si corrompono e diventano imbecilli, interisti o milanisti. ([[Luigi Einaudi]])
*Tutti si lamentano con la Juve? Perché sembra che è quella che comanda più di tutti. Per me resta un riferimento, ha una sua storia personale e la si deve rispettare. Ha sempre fatto cose importanti, gradite e non gradite. Quelli che ne parlano male lo fanno perché so' invidiosi... ([[Carlo Mazzone]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} un esempio di conduzione aziendale, una squadra e società con un DNA vincente. ([[Giuseppe Bruscolotti]])
*Un paio di anni fa sono quasi andato alla Juve. La gente mi aveva parlato di [[Torino]] e aveva detto questo e quest'altro e che [[Milano]] sarebbe più piacevole. Ho detto: io non vado per i dannati negozi; me ne vado perché si tratta della Juventus. ([[Roy Keane]])
*Una grande tradizione. Una società straordinaria. È sicuramente uno dei top club al mondo. Queste sono le prime cose che mi vengono in mente pensando alla Juventus. Un club che ha avuto tantissimi grandi giocatori nel corso degli anni, molti vincitori di Coppe dei Campioni e Champions League. È in generale una delle migliori squadre al mondo. ([[Gary Lineker]])
*Una società che ha fatto la storia di tutti badando soprattutto alla sua. ([[Roberto Beccantini]])
*Una squadra che fa gola a molti, una Juventus sempre sulla breccia come una vecchia signora che si ostina a non voler ricorrere al bisturi di un compiacente chirurgo di estetica. Si accontenta di make-up scoloriti, appena appena trasparenti. Tanto che la tradizione diventa, a favoleggiarci sopra, una classe nuova di zecca, seppur con niente di tipico, niente di improvvisato. ([[Rosanna Marani]])
*Una stagione alla Juve non è mai inutile. ([[Christian Vieri]])
*Uno dei club più ammirati e cari perché, senza alcun dubbio, la Juventus è sinonimo di grandezza, di tradizione, di successi e d'orgoglio. ([[Florentino Pérez]])
*Va bene diventare sportivi, si capisce, ma sempre nella speranza che la Juve perda. ([[Mario Giordano]])
*Vedere un gruppo sempre positivo, che ha voglia di arrivare a grandi obiettivi, al di là del fatto di poter giocare o meno, ti trascina. [...] Qualsiasi giocatore che indossi la maglia della Juventus preferisce giocare meno partite ma vincere alla fine dell'anno, piuttosto che giocarle tutte ma non vincere nulla. ([[Claudio Marchisio]])
*{{NDR|Nel 2003}} Ventisette motivi per cui un interista deve accettare la Juventus. 1 Perché c'è. 2 Perché, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Altrimenti chi potremmo invidiare/detestare/sospettare (a seconda delle circostanze)? [...] 5 Perché quelle due Coppe Campioni sono state così malinconiche (1985 e 1996, entrambe dal dischetto del rigore) che adesso potrebbe anche vincere una come si deve. [...] 8 Perché, senza la Juventus, ogni saga calcistico-letteraria risulterebbe incompleta. Ricapitolando. La Juve è Voldemort (l'Inter [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]], il Milan Draco Malfoy). La Juve è Sauron (l'Inter Frodo Baggins, il Milan l'elfo Legolas). La Juve è il Lato Oscuro della Forza (l'Inter Obi-Wan Kenobi, il Milan [[Yoda|Joda]], che deve avere l'età di [[Rivaldo]]). 9 Perché indossa una divisa carceraria, ma lo fa con noncuranza. [...] 16 Perché, insieme al cioccolato e a Macario, la Juve è una delle poche cose che riesce a far sorridere certi piemontesi. 17 Perché ha riempito l'Italia di tifosi (dieci milioni!). Dicono che ce ne sia qualcuno anche a Torino, ma la notizia è in attesa di conferma. [...] 24 Perché [[Gaetano Scirea|Scirea]] era Scirea. ([[Beppe Severgnini]])
*Vivere la Juventus è un'emozione che si rinnova ogni giorno, da anni. Per me è sempre stato un onore e {{sic|un}} responsabilità guidare questi colori, vedere crescere giovani talenti, raggiungere gli obiettivi in campo, vincere trofei e regalare gioie ai [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]]. Un'esperienza che ti segna per la vita, in cui la {{sic|Famiglia}} Agnelli ha sempre saputo far sentire la sua presenza, discreta ma costante. ([[Massimiliano Allegri]])
*[Per me la Juve è] [[Zinédine Zidane|Zidane]], [[David Trezeguet|Trezeguet]], [[Pavel Nedvěd|Nedved]]. Talento, classe, disciplina, senso di squadra. ([[Paul Pogba]])
===[[Andrea Agnelli]]===
[[File:Juventus 2008-09 - Bianconeri.jpg|thumb|upright=1.2|Il soprannome ''Bianconeri'' racchiuso tra le (allora) due stelle e stampato all'interno delle maglie juventine della stagione 2008-2009.]]
*{{NDR|Sul legame tra la Juventus e la famiglia Agnelli nel 2012}} A me quello che fa piacere ricordare è pensare a come la storia di questa società si intreccia con la storia della mia {{sic|Famiglia}}: dal 1923 è con la nostra {{sic|Famiglia}} questa società e ne fa il più vecchio ''franchise'' posseduto dalla {{sic|Famiglia}} di qualsiasi sport, in tutto il mondo.
*Chi lavora per la Juventus deve avere ben presente che noi gioiamo solo al raggiungimento dell'obiettivo finale, e quindi il risultato finale e quindi il trofeo, non la singola partita; la singola partita è una mentalità che non ci deve appartenere.
*È celebre una frase dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] in passato: «Forse uno dei fattori che ha aiutato la Juventus a diventare la squadra più tifata in [[Italia]], è il fatto che al suo nome non avesse legato il nome di una città, permettendole automaticamente di non essere legata, e di raggiungere un gruppo che non deve sentirsi necessariamente legato ad un territorio». A me però piace ricordare l'opposto: che quando andiamo in [[Europa]], quando si parla di Juventus, si parla di Juventus Turin, quindi si lega automaticamente quello che è il nome della squadra al nome della città. Quindi quello che per noi è importante è portare più in alto possibile il nome della nostra società che è comunque profondamente legato al nome della città. Poi da ultimo, quale che sia l'effetto, quale che sia la riconoscibilità, quando alla fine conquistiamo un trofeo, questo trofeo a [[Torino]] deve venire, quindi questo ci lega alla città.
*Juventus è conosciuta come "la fidanzata d'Italia". È probabilmente la donna con cui ognuno vorrebbe stare.
*Juventus e FIAT sono le due maggiori proprietà che abbiamo. [...] Juventus e FIAT sono i comuni denominatori della storia della [nostra] famiglia.
*L'emozione Juventus è sempre rivolta al domani, la gioia più bella è quella che deve venire.
*{{NDR|Nel 2021}} [...] un significato della vita del quale mi sono imbattuto di recente, che è stata una definizione di [[Oriana Fallaci]], [è] che secondo lei i sensi della vita sono quattro, e secondo me si rispecchiano perfettamente nelle persone che operano per la Juventus e fanno questo mestiere, e sono amare, lottare, soffrire e vincere. Dobbiamo amare la Juventus, dobbiamo lottare per la Juventus, sappiamo che dobbiamo soffrire per la Juventus ma, soprattutto, sappiamo che dobbiamo vincere per la Juventus.
*La Juventus è più grande di ogni uomo che la potrà mai guidare.
*{{NDR|Rispondendo a Carlo Genta nel 2020}} Vorrei solo eliminare un principio: non è chi vuol vincere è [[Massimiliano Allegri|allegriano]], chi vuol vincere è juventino [...] Il dogma juventino, vincere.
===[[Gianni Agnelli]]===
*È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società.
*{{NDR|Nel 1986}} I risultati ottenuti dalla Juventus sono dovuti {{sic|sopratutto}} all'organizzazione, a un severissimo lavoro di ricerca e di selezione di talenti giovani più che a colpi di mercato audaci.
*Io considero di essere stato per il passato... non mi piace la parola «mecenate», infine un ''[[Tifoseria della Juventus Football Club|supporter]]'' della Juventus che ha avuto la possibilità d'aiutarla.
*Juventus vuol dire [[gioventù]]. Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera [[J]] in qualche titolo. Subito penso alla Juve.
*La Juve è per me l'amore di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d'amore.
*La Juventus rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago... e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni.
*Nei momenti difficili, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi.
*Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che è sorta in un liceo di [[Torino]] e che ha finito per conquistare nove, dieci milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] in [[Italia]] e, certo, altrettanti all'estero con un nome, una maglia e dei colori conosciuti in tutto il mondo.
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «Vinca la Juve o vinca il migliore?»}} Sono fortunato, spesso le due cose coincidono.
===[[Umberto Agnelli]]===
*È sempre un'emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus.<br/> Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è ripercorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia che si intrecciano da 75 anni con la storia di questa squadra di calcio.<br/> La società bianconera ha un modo particolare di leggere la storia: una storia di cambiamenti radicali e profondi, che investono la città in cui nasce e vive la Juventus, [[Torino]], i suoi abitanti e milioni di tifosi in Italia e nel mondo, storia di costume e di abitudini. E poi di emozioni.<br/> Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto «il meglio» del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite «storiche» per rivivere, così, l'emozione di quegli attimi.
*La Juventus appartiene all'[[Italia]] proprio perché appartiene a [[Torino]]. Crescendo, da torinese la Juventus è diventata italiana, ha trovato e conquistato ovunque [[tifo sportivo|tifo]], affetto, credibilità.
*La Juventus è un modo di essere, di esprimersi e di emozionarsi, vivere insieme a tanti altri la stessa passione per il calcio, possibilmente per il bel calcio. Una passione che ha unito e unisce persone di città, condizione sociali, fedi politiche diversissime... Ieri in Italia, oggi in tutto il mondo.
*La squadra ha seguito l'evoluzione del [[Italia|paese]].
===[[Giovanni Arpino]]===
*''Cara Signora, mi tolgo il cappello | il suo nome è una stella nella curva del cielo | il suo nome rimbomba della terra alla luna. | Mi vesto a festa, lancio i coriandoli | il suo nome è un nome | che si legge anche Torino. | Il suo nome è una montagna | di tanti scudetti, | agli altri la manfrina, una lacrima, un peto. | Il suo nome è il migliore, il suo nome è il più forte. | Tu dici: sono gob. E gli altri: sono morto. | Il suo nome si allunga, | si contorce in un lamento | ma resta l'idea in tutte le genti. | Si restringe, si allunga, fa eco rotondo | che perda che vinca tra i primi del mondo. | Juventus, gridano, | o Goba o Madama, | sei forte, sei cattiva, fai girare le scatole. | Ma un'altra non c'è | e nessuno è stanco | di soffrire e cantare il tuo nero e il tuo bianco.''
*Come la Mole Antonelliana o la Tour Eiffel, come l'Arco di Tito o la milanese piazza del Duomo, la Juve è, a suo modo, un monumento che deve saper mantenere intatta la propria identità.
*JUVE, JUVE La Vecchia Signora, la Madama, la Signora Omicidi, Juve primo amore, la Fidanzata d'Italia, l'ambasciatrice d'Italia, il miglior «sponsor» per Torino e l'entità piemontese: sono soltanto i più noti nomignoli e definizioni che hanno etichettato il Football Club Juventus, una realtà sportiva, sociale e umana di ormai quasi centenaria storia, una «identità» di [[Stile Juventus|stile]] e di opere che non trova riscontri nella Penisola.
*Mille società sportive, piccole e grandi, si cancellano a vicenda perché il loro modo di essere era dilettantesco fin dalle origini, viveva d'emotività, di risultati, di traguardi miracolosamente raggiunti, di sfide occasionali. La Juventus: mai. Gioca nel tempo. Il suo «valore» non è in un titolo in più o in meno, ma nella durata.
*Quando dici Juventus sei conosciuto da Helsinki a Melbourne, dal Canada al Pakistan. Ed è questa 'identità' che diventa biglietto da visita internazionale...
*Si scrive Juventus si pronuncia scudetto. «Vincere sempre, e con classe» è l'imperativo categorico della Signora. Nata come ''seleção'' della borghesia torinese, via via è assurta a modello: una riserva dov'è vietato illudersi, dove giocare fa rima con lavorare, dove la vocazione ha il sigillo della professione. È un carattere di ferro la ''fidanzata d'Italia''. Dentro lo stile, c'è lo stiletto.
*[La Juventus è] un complesso di forze vestito d'eleganza. È come una struttura. Certe volte sembra una scultura di quelle infinitamente moderne con qualunque tocco ''[[Art Nouveau|liberty]]''.
=== [[Andrea Barzagli]] ===
*Chi arriva, non ha bisogno di sentirsi fare tanti discorsi [...] guarda i giocatori che sono qui da più tempo. È accaduto anche a me e anche se non si è abituati a certi ritmi, ci si adegua, perché questo è il mondo Juve.
*L'estate in cui vinsi il [[Serie A 2011-2012|primo titolo]] , in vacanza pensavo ogni giorno che volevo vincere il [[Serie A 2012-2013|il secondo]]. Avevo una fame come non mi era mai successo. Non so cosa mi sia successo alla Juventus, ma la mia mentalità s'è trasformata. Non so come, ma nessuno me la cambierà mai più.
*Nei miei anni di Juve ci sono dentro tantissime emozioni ma se devo indicare un momento, non posso che ricordare l'{{sic|Inaugurazione}} dello [[Juventus Stadium|stadio]]. Ho visto e sentito tutta la storia della Juventus passata e presente. Ho provato un'emozione unica, che mi è rimasta dentro, un senso di responsabilità nel vestire [[Colori e simboli della Juventus Football Club|questa maglia]]. Ho sentito la storia di una famiglia.
===[[Luca Beatrice]]===
{{cronologico}}
*Fin dalla sua fondazione la Juventus è stata depositaria di un'estetica assai particolare, [[Colori e simboli della Juventus Football Club|in campo]] e fuori, capace di sintetizzare la componente aristocratica e quella elitaria, la nobiltà con il popolare, il portamento signorile al sudore proletario.
*A ben vedere, in diversi casi l'undici bianconero dimostra palesi coincidenze con gli accadimenti del tempo: non è stata forse ''beat'', imprevedibile e senza leader la Juve di Heriberto Herrera, vittoriosa nel [[Serie A 1966-1967|1967]], quasi un anticipo estetico del [[Sessantotto|'68]]? E l'italianissima e muscolare compagine del [[Giovanni Trapattoni|Trap]], vittoriosa a Bilbao nel [[Juventus Football Club 1976-1977|1977]], una Juventus resistente e tenace, come era necessario in [[Anni di piombo|quegli anni tragici]]? Oppure, lo straordinario gruppo di fenomeni messo insieme dopo i [[Campionato mondiale di calcio 1982|mondiali del 1982]], sulla strada della [[globalizzazione]] e del superamento delle frontiere, che prese il via proprio negli anni Ottanta?
*Un vecchio luogo comune vorrebbe la nostra squadra meno amata nella sua città, così come un'altrettanta abusata diceria coniuga il tremendismo atletico e agonistico [[Torino Football Club|all'altra squadra]], carattere forse presente un tempo, non certo negli ultimi vent'anni, quando invece grinta e determinazione in campo, di non mollare, di giocarsela fino all'ultimo istante, sono tipici tratti della juventinità.<br/>A Torino, invece, si respira Juventus un po' dovunque: la panchina di corso Re Umberto, il Liceo d'Azeglio, le varie sedi (Galleria San Federico, piazza Crimea e ora corso Galileo Ferraris), gli stadi (da Piazza d'Armi al Comunale, dal Campo Combi al Delle Alpi che in molti cominciamo a rimpiangere), e poi le strade, i quartieri, da Mirafiori alla collina, da San Paolo alla Crocetta, c'è tanta Juve nella storia della capitale sabauda, un percorso che attraversa, decennio dopo decennio, l'arte e la cultura del Novecento.
===[[Giampiero Boniperti]]===
*C'è un'eleganza che non è deliberata, ma che si acquisisce o s'interpreta una volta che viene indossata quella meravigliosa divisa [bianconera].
*{{NDR|Nel dicembre 1976}} Ci sono un [[odio]] e una [[gelosia]] nei nostri riguardi che mi spaventano, e che mi fanno riflettere sul divario fra la passione folkloristlca di ieri e la [[Ira|rabbia]] devastatrice di oggi.
*{{NDR|Nel giugno 1977}} I tempi sono cambiati. La Juventus non è più la squadra dell'aristocrazia, tifano per la Juventus anche gli operai della Fiat.
*Juventini si nasce: il mio è stato il primo distintivo bianconero circolato a Barengo quand'ero ancora un ragazzino e giocavo nel Momo. Ma juventini si può anche diventare: quando si decide che non si vuole più soffrire troppo!
*{{NDR|Sul «pragmatismo» della Juventus}} La Juve degli Agnelli e della FIAT: di qui il concetto di fabrica, di produzione, assemblare e vincere l'utile preposto al dilettevole. Un marchio che, credo, ho contribuito a imporre.
*La Juve è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire. Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tuttora.
*La Juve, il sogno della mia vita. La sognavo davvero. Perché io, che portavo all'occhiello il distintivo bianconero, avevo in quegli anni un solo desiderio: giocare una partita di serie A con la maglia bianconera.<br/> Me ne sarebbe bastata una, ero sicuro, per essere felice per sempre. È andata meglio: in campionato ne ho giocate 444.<br/> Ho fatto la mia parte senza sacrifici.<br/> Perché ho dato quello che avevo dentro. Sono un uomo felice.
*La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore. È il mio cuore.
*{{NDR|«Perché la Juve è così antipatica»}} Lo è adesso, lo era quando la dirigevo io, lo sarà in futuro. L'invidia rappresenta una medaglia al valore. E comunque se mezza Italia tifa Juve, ci andrei piano con le etichette. Di sicuro, è una società che divide. O con lei o contro di lei. La sua forza, il suo fascino.
*Questa è la Juve, arrivare secondi è una tragedia.
=== [[Leonardo Bonucci]] ===
*Alla Juventus il concetto di squadra è il primo valore che viene inculcato. Il concetto del {{sic|Noi}} che prevale sull'{{sic|Io}}. La squadra non è fatta solo da chi scende in campo, ma da tutti coloro che ogni mattina si svegliano e si mettono al servizio di quei colori: il bianco e il nero.
*{{NDR|Nel 2023}} Entrare dentro quello spogliatoio era come portare un bambino alle giostre. È una sensazione emozionante e troppo bella da descrivere [...] Da bambino quando rincorri il pallone hai il sogno di vestire una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia come quella della Juve]] e riuscirci per 500 volte significa aver fatto la storia della Juve ed è una grande emozione ed è motivo d'orgoglio.
*Facile venire allo stadio e applaudire quando tutto va bene. Il vero tifoso applaude quando il momento è difficile per aiutare la squadra. La Juventus sono quelli che scendono in campo, quelli che vanno in panchina, quelli che vengono allo stadio e quelli che sono a casa davanti alla TV, il motto della Juve è fino alla fine e fino alla fine bisogna essere uniti. Credere nella Juventus, nella squadra e nel progetto.
===[[Adalberto Bortolotti]]===
*Il calcio italiano non può fare a meno di una Juventus di vertice. Il resto è favola.
*Io credo che uno dei segreti dei successi juventini, sia proprio questa «demonizzazione» che dei bianconeri fanno le tifoserie avversarie. La Juve può essere battuta [...] se la si affronta senza complessi. Ma quando è lei a vincere, non si può liquidare la questione, dicendo che era tutto prestabilito nelle alte sfere.
*L'unica reale colpa della Juventus sta nei suoi [...] scudetti vinti, nell'abituale leadership esercitata sui campionati, sicché quella che per ogni altra squadra di vertice è una normalissima pausa di riflessione, un'annata di transizione fra vecchi e futuri successi, nel caso della Juventus diventa un'accusa infamante. Condannata a vincere sempre e comunque – salvo poi ad essere crocefissa dalla critica per questa sua tendenza razziatrice – la Juventus non può concedersi un solo attimo di respiro È il destino dei forti, e la Juve serenamente lo accetta.
*La Juve è odiata (ma anche, amatissima) perché vince molto, a volte persino troppo. Questo le procura schiere di fans accaniti e sacche di nemici irriducibili. Chi resta per gran tempo sulla cresta dell'onda, fatalmente va incontro a questo tipo di reazioni. Non credo alle motivazioni ideali di chi ammanta il proprio «odio bianconero» con nobili proclami; secondo questi [...] la Juve rappresenterebbe il potere, l'ingiustizia, la discriminazione, più o meno tutti i mali profondi dell'umanità. E battersi contro questo ricettacolo di nequizie significherebbe vestire i panni rivoluzionari e romantici del cavaliere senza macchia. Io credo che la Juventus abbia vinto più degli altri perché meglio organzzata e sempre sostenuta – questo sì – da una solidità economica frutto non solo di patrimoni di famiglia ma anche e soprattutto di oculate amministrazioni. E si sia avvalsa di dirigenti tecnicamente più avveduti della media. Come tutte le squadre di vertice, ha spesso goduto di particolari riguardi: non perché si chiamava Juventus, ma perché stava in testa.
===[[Gianni Brera]]===
*[La Juventus] non è una squadra, è un fenomeno sociale. La nobiltà le viene dagli anni, più giovane di poco ad altri club di [[Torino]] troppo esclusivi per non morire di solitudine. Il Duca degli Abruzzi esprimeva plus-calore con altri nobili che presto si vergognarono dei propri slanci plebei. Il calcio squalificava socialmente in [[Gran Bretagna]] e Scandinavia, dove era localizzabile l'élite della nuova religione sportiva. Borghesi ancora ignari unirono i propri estri snobistici chiamando pedissequamente Juventus la loro prima collusione pedatoria.
*La gentile Torino spasimava per le rozze grandigie d'un popolo artigiano e contadino che inglesi ed europei centro-nordici stavano riportando all'industria. La Juventus fu sempre vagamente odorosa di privilegio sociale. Gli aristòcrati si beavano del Torino plebeo (esattamente come al [[Associazione Calcio Milan|Milan]]): a mezzo fra loro e la plebe usavano profondere slanci plus-calorici i borghesi colpevoli della retorica Juve.
*Uno scudetto vinto da altre è sempre perso dalla Juventus: e proprio questo è il fascino del [[campionato italiano di calcio|campionato]].
===[[Gianluigi Buffon]]===
*È l'alibi migliore per chi non vince; dire che la Juve è davanti perché si comporta in maniera scorretta è una giustificazione da dare ai tifosi. La Juve è come il maggiordomo: sempre colpevole.
*La Juve è stata la mia vita calcistica, ci sono stati i ricordi bellissimi, un’avventura e crescita umana e consacrazione dal punto di vista sportivo.
*La Juve stata la mia vita calcistica, ho dei ricordi bellissimi di una crescita sia dal punto di vista umano che sportivo. L'universo Juve manda a soqquadro le tue certezze, però nel momento in cui riesci a farlo tuo non ti mollerà mai.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus, forgiata dal genio calcistico e dalla visione di tanti campioni, ha trovato nella famiglia Agnelli un faro costante di guida. Con ogni trionfo e sfida, la famiglia ha dimostrato un amore incondizionato per i colori bianconeri, trasformando sogni in realtà. Un viaggio di un secolo, intrecciato di passione, dedizione e vittorie senza tempo.
*Possono cambiare gli uomini, possono cambiare i dirigenti, però quello che ha di forte questa società sono i giocatori cui è stata tramandata una voglia di vincere, di primeggiare, che non è pari in nessuna altra squadra.
*Una vita di successo, lotta ed impegno. È una famiglia in cui sono cresciuto e ha aiutato gli altri a crescere. È una sorta di scelta di vita, un modo di vita.
===[[Vladimiro Caminiti]]===
*Juventino sono se mi si intende riferire amore storico per la società più grande e più nobile della nostra terra come i suoi scudetti [...] testimoniano.
*La Juventus per un poveraccio è qualcosa di più di un hobby domenicale, di una ragione di tifo, ma può ipostatizzare un'intera vita, l'illusione di una vita.
*Qualunque sia la situazione sociale, storica, il ruolo della Juventus non può cambiare. Ruolo perennemente vincente, ruolo glorioso.
*Questa è la Juve che raccontai per anni, squadra superiore a tutte nel momento in cui finivano le chiacchiere e cominciavano i fatti.
===[[Fabio Capello]]===
*{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve!
*Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità.
*{{NDR|Nel 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata.
*{{NDR|Nel 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita
*La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto.
*Quando sei alla Juventus diventi un operaio.
===[[Antonio Conte]]===
*Chi affronta la Juve fa sempre la partita della vita. Per noi è normale amministrazione.
*{{NDR|Nel 2023}} Famiglia Agnelli-Juve un legame indissolubile, una storia epica. Un lungo, affascinante, e vincente romanzo di vita e di sport, che non smette mai di emozionare e stupire. È un grande orgoglio fare parte di questa storia.
*Io so cosa rappresenta la Juventus in Italia, non c'è bisogno che lo dica anche oggi, ogni volta. In Italia o si è juventini o si è contro. Quindi noi siamo sempre soli contro tutti. Magari per loro è un fatto sporadico pensarlo, per noi è un fatto sistematico. È stato sempre così, sarà ancora così, finché la Juventus vince sarà sempre sola contro tutti.
===[[Corrado Corradini]]===
*''Juventus, Juventus, | la squadra dei grandi sei tu | che non tramonta più.''
*''La gioventù, di cui portiamo il nome, | ci pulsa appien nei muscoli e nel cuor | sappiam goder ma pur sappiamo come | si debba oprar sui campi dell'onor.''
*''Miei cari amici difendiam con gioia | i colori nostri e il gioco del foot-ball. | I rammolliti fiacchi per la noia | ne dican pur tossendo tutto il mal.''
===[[Maurizio Crosetti]]===
*La Juve è da sempre la più forte anche per come si nutre di antagonismo, per come distilla l'odio e lo trasforma in nettare. Ben più degli arbitri, il segreto della Juve è la Juve con il suo senso estremo di tutto [...]. La Juventus, si dice in piemontese, è una "bestia grama", una creatura solo in apparenza del Male: è invece una macchina mostruosa che si alimenta di cattiveria non soltanto agonistica, ma che sa rinascere da ogni sua piccola morte apparente [...]. Mezza Italia la odia, invece dovrebbe imitarla anche nello sporcarsi le mani, nel saper soffrire. Non è rubare, è ferocia. È una vocazione.
*{{NDR|Nel 2007, sulla mostra ''Juventus. 110 anni a opera d'arte''}} Squadra anche fisica, la Juve lo è sempre stata. Non si sospettava che fosse anche metafisica.
*Una squadra di controbalzo. La Juve addomestica i palloni, li blandisce e non li giudica mai perduti. Adora le carambole sghembe e l'impossibile. E chi crede nell'impossibile, qualche volta lo raggiunge.
===[[Giuseppe Cruciani]]===
*L'anti-juventinismo è un lavoro, un mestiere che paga. Nei media la Juventus fa audience a prescindere: puoi parlarne bene e puoi parlarne male. Così c'è chi si è creato un personaggio.
*L'anti-juventinismo militante si basa su mille contraddizioni. Ha attraversato il culmine nel momento di Calciopoli, quando non c'erano nemmeno prove reali a sostegno di quelle accuse. Si è poi attenuato negli anni in cui la Juve arrivava settima. Nel momento in cui la Juventus è tornata forte è risorto l'anti-juventinismo d'accatto, quello di professione, il più becero. Questa altalena dimostra che per placare questa sindrome la Juve dovrebbe tornare sesta o settima. Vi sembra normale tutto ciò?
*Si parla del "potere della Juventus" che viene identificata con la Fiat e la famiglia Agnelli che, peraltro, non era l'unica famiglia depositaria del potere, ma poi mancano le prove. Certo, avere dietro la Fiat dà potere economico e questo rende forte la squadra, però dov'è il reato? Allora anche il Real Madrid o il Bayern Monaco hanno "potere"… Sento in continuazione dei teoremi sui furti della Juventus, che poi vengono smentiti dai fatti.
===[[Italo Cucci]]===
*Ho sentito dire [...] che "la Juve è uguale a ogni altra squadra e società", che "la Juve è odiatissima". Da giornalista che non tifa Juventus ma sa quanto valga la Signora sul piano editoriale, quale sia il suo peso presso la pubblica opinione, vorrei precisare che la Juve non è affatto come ogni altra squadra o società perché [...] ha vinto più di tutti, è non è "odiatissima", bensì la squadra più amata dagli italiani. Gli odiatori sono tanti – soprattutto i tifosi delle squadre dirette concorrenti – ma tantissimi anche gli italiani che, tifando per la squadra di città, amano la Juve in seconda battuta. [...] Ciò spiega – fra l'altro: e lo dico, a titolo personale, con tutta sincerità – il fervore critico che accompagna la Juve-che-perde; tutti [...] preferiscono la Juve vincente a quella che si dibatte in polemiche di basso livello che ne limitano spesso il potenziale tecnico.
*La Juventus non è solo un club come tanti, è una famiglia il cui umore solidale si estende – a volte con dibattito, spesso con amore – alla squadra.
*Mi convinco, con il tempo, che rappresentare la Juve non è facile; per mia memoria, ci riuscirono bene tre personaggi [...]: Boniperti, con uno straordinario repertorio di mosse fascinose e furbe, diciamo giochi di... prestigio; Trapattoni, con l'esaltazione del lavoro e delle regole, diciamo giochi... in famiglia; e Scirea, per il quale non ho bisogno di parole: spendo solo un pensiero – quando ne scrivo – e una preghiera.
===[[Alessandro Del Piero]]===
[[File:Alessandro Del Piero 2008 cropped.jpg|thumb|Alessandro Del Piero, giocatore della Juventus dal 1993 al 2012, è il detentore dei record di maggior numero di vittorie, presenze e reti nella storia del club.]]
*Chi conosce la Juventus, sa che dopo che si è vinto, bisogna rivincere. E rivincere ancora.
*{{NDR|Cosa c'è di speciale nello spogliatoio bianconero che consente di trovare le motivazioni per alzare l'asticella ogni anno di più?}} Faccio un elenco? Mentalità, qualità, ambizione, struttura. Alla Juve si volta pagina giorno dopo giorno, vittoria dopo vittoria, e si costruisce il successo seguente.
*Il nostro nome è identità, significa gioventù. Nati nel 1897, ma non è il tempo a definirci. Siamo simbolo di eleganza, tradizione, orgoglio italiano cucito addosso come una seconda pelle. Abbiamo radici profonde, il desiderio costante di andare oltre, di migliorare sempre. Siamo dove il tempo non è ancora arrivato. Il nostro successo non sta solo nelle vittorie. È stile nel modo in cui vinciamo, è classe in ogni sfida. La nostra storia continua, si scrive oggi, si scrive domani. Siamo la Juventus, dal 1897 e per sempre.
*La Juve è casa mia. Così come lo è [[Torino]], tutt'e due parti di un processo graduale e inesorabile che mi ha portato a sentirmi figlio di entrambe. Il legame con la Juve però è antecedente a quello con la mia città, e sconfina in quel territorio mitico dell'infanzia, di poster e sogni di gloria che cullavo, da bambino perennemente attaccato al pallone qual ero. Con questa squadra ho vinto tutto, assaporando la sensazione di tornare a Torino con la coppa più ambita in mano, e ho perso tutto, magari all'ultimo minuto, all'ultimo rigore, con in bocca l'amaro di aver lavorato, lottato, sudato per un anno intero per niente... Momenti di gioia incredibile, in cui ti senti sul tetto del mondo, ma anche momenti di scoraggiamento, di delusioni bruciate, di incredulità.
*La Juve è dentro la sua storia, che è fatta di vittorie e di mentalità vincente: questa è la sua forza. È una squadra che vince perché ha imparato a soffrire quando non vinceva.
*Quando diciamo che la Juve è la squadra [[Amore e odio|più amata e più odiata]] d'Italia, sveliamo una profonda verità. Su questa verità si sono costruiti oltre cent'anni di successi, perché sapersi amati e odiati dà una carica incredibile. È il famoso "peso della maglia": rendi più di quello che sei, giochi meglio perché sei della Juve. Vale pure per gli avversari, che contro i bianconeri sentono di dover giocare la partita della vita. Dunque, essere juventini è molto difficile, ti trovi sotto una continua pressione, è logorante ma esaltante.
*Se giochi nella Juve nell'arco dell'anno devi migliorare, non puoi essere lo stesso giocatore di quando sei arrivato, questa è la Juve.
*{{NDR|Nel 2026 a [[Thierry Henry]]}} Sei stato qui solo per un anno [1999], ma sai perfettamente cosa intendo. Lo scheletro della squadra, sai? Hai bisogno di cinque, sei, sette giocatori che sappiano ve si trovano. Perché la responsabilità che questa squadra ha – non sto parlando dell'Europa, ma dell'Italia – è grande. Puoi sentirla davvero ogni giorno in allenamento o quando esci. [...] E questa è una cosa che se non sei preparato, se vieni colpito, potresti ritrovarti nella posizione di non essere in grado di dare il massimo. Ecco cosa intendo. [...] A proposito di "non mollare mai", sai, in particolare abbiamo un altro motto qui, ovvero "fino alla fine". Questo genere di cose deriva da generazioni e generazioni, anni dopo anni.
*Sono come la Juve: non pongo limiti nemmeno a me stesso.
*Sono orgoglioso di essere juventino, di essere una «bandiera», come mi definite spesso, ma in realtà io sono solo una piccola parte di una grande bandiera bianconera, che cresce col passare degli anni e se ognuno di voi guarda con attenzione ci trova scritto anche il proprio nome...
*Un cavaliere non lascia mai una Signora.
===[[Didier Deschamps]]===
*{{NDR|Sul legame con la Juventus}} Ho cambiato completamente pianeta, anche se avevo avuto una buona anticipazione al [Olympique] Marsiglia. Ma la Juve è la Juve, uno dei più grandi club a livello europeo e mondiale. [...] Un grande club dal punto di vista dell'organizzazione, dal magazziniere al presidente, tutti orgogliosi di essere a servizio del club. Questo non dà ai giocatori alcuna scusa quando arriva la partita. Quando la Juve pareggia è una catastrofe, se perde è uno tsunami. C'è un grande professionismo.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Marcello Lippi]] durante la seconda metà degli anni 1990}} La voglia di lottare che aveva la nostra squadra era qualcosa di diverso e inimitabile. E arrivava immediatamente dopo aver vestito quella maglia: era come se infondesse coraggio, grinta e un unico desiderio: superare l'avversario.
*Se allenassi un club, imposterei il mio lavoro seguendo la scuola Juve. Lì ci si allena tanto a livelli altissimi per ottenere risultati.
===[[John Elkann]]===
*{{NDR|Nel 2023}} C'è un doppio filo di continuità che unisce la nostra famiglia alla Juventus dal {{sic|24 luglio del 1923}} a oggi: un amore viscerale, perché legato a momenti di vita in famiglia e a ricordi indelebili. E poi la responsabilità di costruire il futuro innovando e adattandosi ai tempi. Come diceva [[Gianni Agnelli|mio nonno]]: "Juventus vuol dire [[gioventù]]". Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*{{NDR|Nel 2023}} Fin da quando nel 1923 [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|mio bisnonno]] divenne presidente, nella Juventus la tradizione sta nell'innovazione.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve è stata storicamente l'ossatura del calcio italiano, ne è parte integrante. Ha dato la [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|struttura alle nazionali]] che hanno vinto i [[Campionato mondiale di calcio|titoli mondiali]]. E sul piano economico con le [[Calciomercato|operazioni di mercato]] ha speso mezzo miliardo di euro negli ultimi anni per acquistare giocatori in Italia, contribuendo in modo significativo a sostenere i bilanci delle squadre di [[Campionato italiano di calcio|serie A e serie minori]]. Siamo sempre stati una forza positiva per il calcio italiano e vogliamo continuare ad esserlo, rimanendo aperti al dialogo e alla collaborazione con le istituzioni.
*La Juventus è la squadra italiana più amata e seguita: rappresenta il nostro calcio nazionale [...] La Juventus non è il problema, ma è, e sarà sempre, parte della soluzione.
*La Juventus ha sempre avuto una storia molto forte con l'Italia ed è sempre stata la spina dorsale della nostra [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]. Se guardiamo i grandi successi dell'Italia, questi sono anche dei grandi successi juventini.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus ha sempre sentito un forte senso di responsabilità: noi come famiglia [Agnelli] l'abbiamo da {{sic|100}} anni e siamo partecipi all'evoluzione del nostro Paese. È anche un modo per contribuire, come la Juventus ha sempre fatto, al miglioramento dell'Italia e anche all'esempio che la Juventus dà e ha dato.
*[...] Siamo prima di tutto dei tifosi. Ci sono squadre di calcio che sono legate {{sic|ad}} un'azienda, ne sono storicamente l'emanazione, come è stata il PSV Eindhoven con la società olandese Philips. La Juventus no. Non è mai stata l'emanazione di una società come la [[Fiat]]. È sempre stata la squadra di una famiglia, non di un'azienda.
===[[Patrice Evra]]===
*Chi gioca nella Juve lo fa per vincere il campionato. Chi indosserà questa maglia il prossimo anno lo farà per vincere la Champions. Questo è l'obiettivo. Significa guardarsi allo specchio e chiedersi: sei scarso o sei all'altezza? Ora abbiamo fatto solo il nostro lavoro. Non è presunzione, ma vincere lo scudetto qui è una cosa normale.
*L'obiettivo della Juventus, a inizio stagione, è sempre quello di vincere [...]. La vera Juve è quella che vince i [[campionato italiano di calcio|campionati]] [...]. L'avversario più pericoloso per noi è la Juventus: non è arroganza, lo penso veramente.
*La mentalità della Juve è molto diversa. Ti controllano tutto, ti costringono a mangiare in un certo modo e devo dire che ho imparato moltissimo, anche tatticamente. [...] È stata una delle sfide più difficili della mia vita ed è per questo che sono così orgoglioso di aver trascorso due anni e mezzo con loro.
*Per me la Juventus rappresenta veramente la cultura di vincere tutte le partite.
*Per questo club ho un rispetto incredibile, mi sto attaccando molto a questa maglia. Chissà, dev'esserci un angelo, perché mi sembra di aver trovato un'altra casa.
*{{NDR|Somiglia allo [[Manchester United Football Club|United]]?}} Tanto. Quando arrivi a Manchester ogni sconfitta è un dramma, perché devi rispettare la storia [...] Sono magliette pesanti, c'è grossa pressione. E se prima ancora del talento, hai personalità, è già un passo avanti.
===[[Gonzalo Higuaín]]===
*Da avversario, sai che è la Juve il rivale da battere [...]. Ora che sono qua, mi accorgo di come sia società che compagni lottino e lavorino ogni giorno per continuare a vincere: nonostante le numerose vittorie, qua c'è ancora tanta fame, tanta voglia di fare ancora di più!
*Da fuori dici sono forti, hanno fatto 25 vittorie di fila, eccetera. Poi arrivi qui e dici: cazzo [...]. Ci sono giocatori che hanno vinto tanto eppure ancora hanno questa fame di vincere ancora. È una cosa che ti contagia e ti dà la voglia di migliorare ancora.
*Nel Real Madrid e nella Juve si lotta per arrivare in fondo a ogni competizione. Entrambi i pubblici sono esigenti e carini. Sono due mondi che si assomigliano abbastanza da questo punto di vista [...]. La Juve è nata per vincere, lo dice la sua storia. Qui è l'unica cosa che conta e ti preparano per quello, ti trasformano in una macchina da guerra. La Juventus lo dimostra da anni, vincendo scudetti con 3-4 giornate d'anticipo. Quello vuol dire qualcosa. Tra Torino e Madrid cambia magari il modo di giocare, ma la mentalità è la stessa: devi vincere tutto.
*Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta: non è una frasetta, ma l'esempio più chiaro dell'essenza di questa squadra. Arrivi in un modo, e non è che ti cambiano, ma cercano di migliorare il tuo punto debole. E poi ci sono tanti collaboratori, che non sbagliano mai, e tu devi solo preoccuparti di giocare: è una cosa fondamentale.
===[[Simon Kuper]]===
*{{NDR|Nel 2013}} Come la [[Ferrari]] (anch'essa proprietà degli Agnelli), o Gucci o un delizioso ristorante [italiano] all'angolo, la Juventus punta a qualcosa di molto difficile: essere l'eccellenza in un paese in decadenza.
*La Juventus non è una società che va subito nel panico. Prima di tutto vuole vincere, questa è la cosa più importante, ma se questo non avviene nell'immediato non si stravolgono i piani per ricominciare da capo. Questa è una cosa rara nel calcio a causa dell'attenzione mediatica e della pressione quotidiana. Pochi club sono in grado di resistere e mantenere la propria posizione.
*Molti club italiani portano il nome della loro città e sono legati a sentimenti di appartenenza locale, ma la Juventus spazia l'intera [[Italia|nazione]]. [[Gianni Agnelli]] disse: «Non avere il nome di una città ci ha portato grande popolarità. Ci ha resi nazionali». Poche istituzioni in una Italia sempre divisa in fazioni possono farsi lo stesso vanto.
===[[Stephan Lichtsteiner]]===
*Il segreto della Juve è la sua grande voglia di vittoria. Che è più grande di quella dei suoi rivali.
*La storia dice che la Juventus vince quasi sempre, appena arrivi capisci che si respira un'aria diversa.
*Qui devi vincere, non c'è altro messaggio che puoi apprendere.
===[[Marcello Lippi]]===
*Giocare nella Juventus significa non accontentarsi mai. Vinto lo scudetto? Bene, c'è la Champions. Vinta la Champions? Bene, c'è l'Intercontinentale. Vinta l'Intercontinentale? Bene, c'è da rivincere lo scudetto. C'è sempre poco tempo per festeggiare.
*[Alla Juventus] gli anni più belli della mia vita professionale, persone fantastiche, risultati fantastici...
*Intanto, voglio dire che la Juventus non è mai morta, dunque chi la dà per spacciata non la conosce. La Juve in un certo senso è immortale, soprattutto quando la feriscono.
*Io so di essere un tecnico segnato. Non si può stare tanto tempo come me alla Juventus e non finire per farne profondamente parte. La verità è che io sono ormai juventino nei cromosomi, dovunque mi capitasse di andare.
*La forza della Juventus è che quando vinci una partita, per quanto importante, per quanto bella, per quanto spettacolare, il giorno dopo viene cancellata e si pensa sempre a quella successiva. All'inizio è frustrante, ma poi capisci che è il segreto del successo.
*La [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] e la Juventus sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore.
*{{NDR|«La Juve. Cos'avrà mai di così speciale?»}} La storia, e la competenza delle persone che se ne occupano. La diversità la noti davvero soltanto quando ci sei dentro. Poi, certo, la Juventus non è solo la squadra più amata, è anche la più detestata, è antipatica perché ha vinto tanto. E allora io dico che è proprio bello essere antipatici.
===[[Paolo Montero]]===
*Alla Juventus il risultato arriva prima di ogni altra cosa; l'obiettivo è quello di vincere, sempre!
*{{NDR|Nel 2023}} Cento anni di proprietà [degli Agnelli alla Juventus] rappresentano qualcosa di unico. Personalmente non riesco a immaginare la Juventus senza gli Agnelli.
*Cosa abbiamo in più noi della Juve? La voglia di giocare, di vincere. I grandi campioni ci sono dappertutto [...]. Quello che fa la differenza è, appunto, la voglia. [...] Siamo la Juve, non una squadra qualsiasi.
*{{NDR|«Ma cosa vuol dire giocare nella Juventus?»}} È il massimo. Ti senti uno di famiglia da subito. E poi quella maglia è una corazza.
*È una scuola, ti insegna a vivere, a comportarti e a dare importanza ai giusti valori. Insomma, per me è stata una vera famiglia.
*La Juventus è tutto ciò che la parola famiglia racchiude: unione, sacrificio, aiuto a crescere. Amore. E non c'è ombra di retorica.
*Per me la Juve è famiglia. L'ho sempre sentita e vissuta così. Ieri, oggi e sempre.
*Sai che ti dico? Non so se la Juve sarebbe così forte se non fosse tanto odiata. Altro che simpatia.
*Sono diventato juventino il primo giorno che sono arrivato a [[Torino]], quando mi sono reso conto quanto la Juventus fosse odiata dal resto delle tifoserie d'Italia. Il loro odio io l'ho trasformato in amore per la Juventus. Contro tutto e tutti.
===[[Domenico Morace]]===
*Al di là delle colorazioni di parte, la Juve è la più amata dagli italiani. Non esiste, da Bolzano a Pantelleria, una squadra che abbia un tale seguito, numerico e passionale, come la Juve. Ha tifosi al Nord, dove è di casa, ed ancor più al Sud, dove imparano ad amarla a distanza, attraverso le cronache o le immagini televisive. Come e perché questa squadra colpisca la fantasia ed il cuore dei tifosi, si sa da tempo: [...] l'identificazione col potere del Nord, la voglia di integrazione dei meridionali del Nord, la smania di partecipare ai successi che è la molla di ogni attività umana.
*La Juve, nei secoli, è stata la più amata dagli italiani. Dalle Alpi a Pantelleria, non c'è zona dove il tifo bianconero non abbia profonde radici. La Juve è stata, ed è, simbolo di integrazione e di riscatto per i meridionali del nord e un trepido amore per quelli nati e cresciuti tra le nebbie. Intrecci sportivi e sociologici hanno spiegato quella che è più di una passione. Gli italiani, si sa, scelgono sempre chi vince e i tifosi proletari della Juve hanno persino dimenticato i rancori di classe: Agnelli, per loro, non è mai stato il padrone, ma soltanto il benefattore che regalava felicità domenicali.
*Si sa, la Juve è la fidanzata d'Italia: dalle Alpi a Pantelleria, da sempre battono cuori bianconeri. [...] come mai uno del profondo Sud trova affinità elettive con la Vecchia Signora torinese anziché, mettiamo, col Napoli, la squadra della capitale del vecchio regno dei Borboni? La Juve è stata, in passato, la squadra che più ha eccitato l'immaginario collettivo: vinceva, e l'identificazione col vincitore è sempre stato lo sport preferito da noi italiani. Era la squadra dei padroni ma, in nome del calcio, venivano superate anche le barriere sindacali. Per i meridionali, arrivati a Torino con la valigia di cartone, inseguendo il sogno, o il miraggio, del miracolo economico, la Juve è stato il modo per integrarsi con un ambiente quasi sempre ostile.
===[[Giampiero Mughini]]===
*La Juventus è l'unica donna della nostra vita che non c'ha mai tradito.
*La squadra che un italiano su tre considera la sua "fidanzata" ideale e mentre gli altri due italiani su tre la reputano invece il Male Assoluto.
*{{NDR|Nel 2015}} Una squadra che è tornata ad essere l'orgoglio del calcio italiano alla faccia di tutti i club "Juve merda" disseminati per lo stivale. Una squadra che è una scuola del carattere, uno stemma, un brand. L'unico brand italiano del 1930 tuttora in voga.
===[[Gianpaolo Ormezzano]]===
*Ho avuto due fortune nella vita: non essere nato donna afghana a Kabul e tifoso della Juventus a Torino.
*In una storia lunga più di un secolo tante cose belle ha insegnato la Juventus al calcio italiano, concentrando e limitando apprendimento e frequentazione di quelle brutte ad un periodo corto, gli anni appunto Calciopoli. Il club che ha "fondato" uno [[Stile Juventus|stile]], che ha riempito di giocatori la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], che ha vinto più scudetti di ogni altro.
*La Juventus è da sola una parte enorme del nostro calcio. C'è perché sennò non c'era proprio niente alla «j» o «i lunga», e se è vero che non c'è niente neppure alla «y» o «i greca», è anche vero che da quelle parti del dizionario non si trova la più importante squadra d'Italia e – dicono – del mondo.
===[[Michel Platini]]===
*[Gli] Agnelli e Juventus non sono soltanto il calcio, sono una istituzione.
*Con la maglia bianconera ho vissuto i momenti più belli della mia carriera: due scudetti, una Coppa dei Campioni (in una [[Strage dell'Heysel|serata tristissima]]), una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale in cinque stagioni. Sono successi che un calciatore può raggiungere solo se gioca in una grandissima squadra. Ma non è soltanto per i trofei conquistati che sono orgoglioso di aver coronato la mia carriera giocando nella Juventus: è anche la consapevolezza di appartenere, per tutta la vita, ad uno dei pochi miti dello sport.<br/> Per me Juventus vuol dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire [[cultura]] e [[Stile Juventus|stile]] che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l'amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici.
*{{NDR|Nel 2023}} Credo che per gli Agnelli la Juventus sia stata e sia ancora storia, passione, immagine, una specie di bolla nella quale osservare la propria tradizione secolare, un caso unico, mondiale [...] nel senso che altrove ho conosciuto presidenti e imprenditori proprietari di un club di calcio ma gli Agnelli non erano solo questo, erano e sono una famiglia legata al calcio non per interessi esclusivamente finanziari.
*Ho cominciato a giocare nella squadra più forte della Lorena, continuato nella squadra più forte di Francia, e finito nella più forte del mondo.
*Non conoscevo la storia della famiglia Agnelli, in Francia seguivo le partite delle squadre italiane ma nulla sapevo dei presidenti. Quando arrivai a Torino {{sic|scoprii}} una realtà che non riguardava soltanto la Juventus e le sue vittorie ma chi l'aveva condotta per anni con uno stesso cognome: Agnelli. La conoscenza dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] e di suo fratello [[Umberto Agnelli|Umberto]], mi fece comprendere l'importanza e il significato di una dinastia unica legata al club, una storia affascinante vissuta con personaggi di grande carisma e competenza, nel rispetto della tradizione di famiglia. Per me, anni bellissimi e indimenticabili.
*{{NDR|Nel 2011}} Se continuo a ricevere premi e se sono entrato nella Hall of Fame del calcio italiano lo devo a una società che mi ha acquistato e mi ha aiutato a diventare un calciatore vincente. La Juve mi ha insegnato tanto e io sono rimasto molto affezionato a questa società e alla squadra di quei fantastici anni.
===[[Giuseppe Prisco]]===
*Certe volte la gente per strada mi chiede di non parlare solo contro il [[Associazione Calcio Milan|Milan]], ma anche contro la Juventus. E rispondo: «Ben volentieri, ma quando c'è l'occasione. Non posso dire 'porca Juventus': sarebbe una cretinata inutile».
*Se stringo la mano a un [[Associazione Calcio Milan|milanista]] mi lavo le mani, se stringo la mano a uno juventino mi conto le dita.
*La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall'infanzia. Alla lunga ci si rassegna.
*{{NDR|Sul "caso [[Mark Iuliano|Iuliano]]-[[Ronaldo]]" in Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998}} Il rigore dello juventino su Ronie? Non è furto. Quando c'è la Juve è sempre ricettazione. Gli juventini a volte confessano i furti ma mai la refurtiva.
===[[Claudio Ranieri]]===
*Dobbiamo essere sempre i migliori. I campioni sono tali perché vogliono essere sempre i migliori e noi tutti dobbiamo assorbire questo DNA dai nostri. Quando vedrò tutta la squadra dare tutto fino all'ultimo allora potrò dire che avranno capito cosa significa essere la Juventus. Vale a dire non rilassarsi dopo aver vinto una partita. Noi non possiamo permettercelo, perché siamo la Juve. Io stesso non sono arrivato qui per grazia ricevuta. Mi sono guadagnato tutto giorno per giorno. E noi giorno per giorno dobbiamo lavorare per migliorare.
*La società bianconera è strutturata in maniera importante, è bella, quadrata: ognuno è al suo posto, sanno quello che devono fare, programmano il futuro, per cui credo sia importante vedere anche come loro lavorano, non solo la squadra in campo.
*Stare alla Juventus significa voler essere i numeri uno e non accontentarsi mai.
===[[Arrigo Sacchi]]===
*La Juve, a tutti i livelli, è un esempio di squadra che moltiplica le qualità dei singoli.
*La Juventus è l'esaltazione della qualità, dell'organizzazione e della potenza.
*La Juventus è la squadra di adulti. Non sei mai sicuro di vincere contro di loro finché non muoiono.
*La volontà, il dare tutto, la generosità e la serietà della Juve dovrebbero essere un esempio per tutti i club. La cultura della vittoria fa parte da sempre del DNA dei bianconeri: si trasmette ai giocatori facendone dei protagonisti. La storia di questo club, a parte qualche piccola pausa, è sempre stata caratterizzata da una sete di vittorie senza pari. Forse non sempre la Juventus ha convinto, forse non sempre è stata bellissima, ma sicuramente è sempre stato un avversario con una determinazione feroce, uno straordinario orgoglio e un grande senso pratico.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Massimiliano Allegri]], nel 2016}} Noi al Milan coniugavamo tre verbi: vincere, convincere, divertire. La Juventus ne coniuga uno: vincere. È una debolezza. Si dirà: ma in Italia continua a vincere. E io dirò: anche il Rosenborg vince sempre lo scudetto in Norvegia. Ma cosa conta è la Champions League e in Europa la Juventus fatica.
===[[Mario Sconcerti]]===
*{{NDR|Nel 2016}} Alla fine vince sempre la Juve [...] perché da novant'anni ha la stessa proprietà, la stessa famiglia alla guida, quindi una grande esperienza e un portafoglio in grado di sopportare i tempi. La continuità migliora tutti e non lascia alibi ai giocatori. Sei in mezzo al meglio e te lo devi meritare. Questo spiega perché quasi qualunque giocatore, anche il più eccentrico, diventi alla Juve qualcosa di diverso, improvvisamente placato e saggio. Perché oltre la Juve non c'è niente, se non te ne accorgi non sei da Juve. [...] Non ha una città alle spalle, una piazza che chieda continuamente spiegazioni. Ha il sentimento algido di una grande azienda, si può far solo quello che serve, senza dare spiegazioni al popolo. [...] La Juve è sempre presente, ma lontana, nessuno arriva a toccarla. [...] La Juve, in sostanza, è l'unica società più forte della propria gente.
*La Juve è l'unica squadra nazionale, esattamente come la FIAT è stata l'unica industria nazionale.
*La Juventus è una macchina straordinaria che ogni giorno fa salire a bordo quindici milioni di suoi tifosi.
*{{NDR|Nel 2020}} La società è fondamentale, e la Juventus è un modello praticamente unico nel mondo. Non solo per anzianità di servizio dei proprietari, ma anche come modello: non è guidata dalla proprietà, ma da un membro della famiglia della proprietà [...]. Dal punto di vista del valore societario siamo venti-trent'anni avanti nel caso della Juve: non è una casualità che gli altri grandi club rivali della Juve abbiano la proprietà straniera [...]. A Torino c'è una dinastia di regnanti, che ha dimostrato di essere al di sopra di qualsiasi critica.
===[[Alessio Tacchinardi]]===
*La Juve è la squadra più amata ma anche più odiata: in tutti i campi quando arrivavamo giocano con i coltelli tra i denti. Quando ne sono entrato a far parte ho percepito di appartenere a qualcosa di diverso: sei tu contro tutto il resto, ti dà tanto ma chiede anche tanto.
*Per me la Juve è stata una pagina importantissima: ero e sono ancora un tifoso della Juve e per me allenarmi al Comunale, dove andavo a vedere la Juve da tifoso, era il massimo. La Juve è una grande famiglia, una grande società con valori fortissimi e ti inculcano nella testa la mentalità vincente.
*{{NDR|«Come ci si sente a vestire la maglia della Juventus?»}} Pesa un quintale. Ti trasmette l'anima vincente e ti fa sentire una grande pressione. La Juventus è la tradizione del calcio.
*{{NDR|Sullo juventinismo}} Una cosa che prende i tifosi, la squadra e la società e li rende un blocco unito contro tutto e tutti. E che si esprime nella voglia di vincere sempre, di essere i più forti sapendo di ricevere in cambio odio da ogni altro elemento esterno al mondo Juve. Un odio che nutre la fame di vittorie, e che rende i nostri successi ancora più belli. Prima di diventare un calciatore bianconero ero un semplice tifoso, all'interno dello spogliatoio ho capito meglio il senso della Juve. All'inizio non capivo le facce dei compagni quando si pareggiava, mi dicevo che in fondo avevamo fatto un punto. Poi ho capito che se giochi nella Juve, il pareggio equivale a una sconfitta. Conta unicamente il successo, esattamente come dice Boniperti.
===[[Sandro Veronesi]]===
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Non preoccupatevi di dare una nuova immagine della Juventus, recuperate piuttosto quella che ha sempre avuto: la storia dice che è quella giusta. Si può essere gentiluomini anche immersi nell'odio sportivo di mezza Italia, come hanno ben dimostrato Boniperti o l'avvocato Agnelli, e le Fiat le hanno sempre comprate anche i tifosi dell'Inter o della Fiorentina. Nulla viene a mancare, nell'integrità di un galantuomo, se i tifosi avversari ti fischiano e ti insultano. Anzi, questo è diventato nel tempo l'alimento principe della dieta bianconera: l'odio degli avversari, il livore, il rancore, gli insulti.
*{{NDR|Nel 2008, in occasione al ritorno della Juventus in Champions League}} Per un vecchio tifoso bianconero come me, in effetti, veder partire una stagione senza la Juve in serie A, o senza la Juve tra le favorite, o senza la Juve nelle coppe europee, com'è successo negli ultimi due anni, è stato come ritrovarsi in un posto veramente lontano, straniero, assurdo: in Alaska, in Patagonia. Sì, si può dire che a questo punto noi tifosi juventini siamo tornati a casa. Insieme a noi sono tornati a casa i nostri fuoriclasse, Del Piero, Nedved, Buffon, Camoranesi, Trezeguet, Chiellini, [Cristiano] Zanetti, che non hanno abbandonato la barca in difficoltà ma sono rimasti a soffrire e hanno puntato la carriera su questo ritorno. E un simile binomio tifosi-campioni, questo grumo di passione e di forza, di amore e di classe, di quantità e di qualità, rappresenta effettivamente la Juventus – la sua storia, la sua tradizione. Dunque, quando si parla di ritorno a casa si parla di una cosa vera, reale: perché la casa della Juventus è la battaglia per la vittoria.
*Per venire amati da me non è mai stato necessario essere dei campioni, se si giocava in difesa nella Juve [...] È il fatto stesso che loro difendessero ad appassionarmi, perfino a commuovermi: là davanti un nuvolone di gloria, coi più forti attaccanti del mondo che si danno il cambio a gonfiare la rete [...]; a centrocampo uno scroscio continuo di genio, estro e furia agonistica [...]; in porta, vabbe', è stata quasi solo leggenda [...]; ma è in difesa che si è sempre costruita la supremazia della Juventus, in questa scuola di vita fatta di attenzione, tempismo, corsa, fatica e sacrificio che non può tramontare mai, perché chiunque abbia osato contraddirla, concependo un calcio solo offensivo, è sempre stato spazzato via.
*Quasi cinquant'anni dopo mi ritrovo a festeggiare questo ennesimo scudetto [2012/13] con la stessa gioia del primo (1967), e come sempre il passato riaffiora tutto insieme nello stesso momento, e si mescola al presente, ricreando il formidabile tutt'uno che è la patria che mi sono scelto: la zebra che corre nella savana mentre Haller mi prende in collo in Versilia e Vidal fa il cuore con le mani; le punizioni di Pirlo che coincidono con quelle di Platini, di Baggio e di Del Piero; Pogba che danza, Cabrini che si sgancia, Furino che copre; Bettega che incorna, Vialli che ritorna; Marchisio e Zidane che si passano la palla, Ibra che si fa rimbalzare addosso i difensori; Nedved che cambia passo, l'Avvocato che sorride, Barzagli che anticipa, Tardelli che contrasta, Montero che picchia, Scirea che si sgancia, Buffon che esce, Zoff che vola, Vucinic che fa l'assist, Inzaghi che la mette dentro, Rossi che la mette dentro, Vieri che la mette dentro, Trezeguet che la mette dentro; Lippi che alza le braccia; Conte che sventola la bandierina del corner...
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Rendetevi conto, voi che avete preso in mano la società nel momento peggiore della sua storia, che la Juve non è stata odiata per più di un secolo a causa dell'antipatia dei suoi dirigenti o giocatori; che non è mai stata una questione personale; che la Juve è stata semplicemente un incubo infinito per qualunque avversario, perché vinceva, o lottava fino all'ultimo per vincere, ogni anno, e questo deve tornare a essere.
===[[Gianluca Vialli]]===
*Alla Juventus la vittoria non dà felicità, ma sollievo. È il completamento di un dovere, non il raggiungimento di una vetta.
*Cosa si mangia di speciale a Torino? Esiste un ambiente di lavoro molto particolare, sei contagiato: un'atmosfera che serve nella vita e in panchina. La principale caratteristica alla Juve è la testa bassa. L'umiltà rispetto a quello che si vince, che è sempre tanto. Il club ti insegna l'importanza degli oneri: ti mette nelle condizioni giuste per dimostrare quanto vali, ma poi tu devi dare il massimo. A quel punto vinci e ti godi gli onori. Ma per poco perché devi rivincere subito dopo. Ecco, il successo è spesso un sollievo più che una gioia [...]. Certo, al Barcellona prediligono l'estetica, la bellezza o anche solo il divertimento, mentre la Juventus è meravigliosamente pratica. Confesso che nei miei anni in bianconero non è mai entrato un dirigente a dirci: "Mi raccomando, oggi giochiamo bene". Più e più volte, la frase era: "Mi raccomando, oggi vinciamo".
*La Juve è una filosofia. Può piacere o non piacere ma è qualcosa di unico. Per me è stato un privilegio far parte della storia di quella società. Non è una società perfetta ma ha un DNA vincente. Quando indossi quella maglia, ne senti il peso.
*{{NDR|«Com'è giocare nella Juve?»}} Un onore, e un onere. Senti il peso della maglia, il dovere di riconsegnarla piegandola per bene e riponendola un po' più in alto di dove l'avevi presa.
===[[Arturo Vidal]]===
*La passione dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] [del club] è incredibile. Vestire la maglia [della] Juventus è la cosa più bella che mi sia mai capitata e quando entri al campo di gioco capisci quale sia la posta in gioco e quante siano le aspettative nei tuoi confronti.
*La [[paura]] non è un sentimento che puoi avere quando giochi con la maglia della Juventus.
*Quando si è in un club come la Juve si deve sempre competere per vincere.
===[[Franco Zeffirelli]]===
*Mi dispiace che una squadra come la Juve che considero una delle migliori in Europa sia costretta a sporcarsi le mani con traffici mafiosi. [...] La Juve ha vinto la metà dei suoi scudetti con la benevolenza e i pasticci arbitrali.
*Mi piacerebbe vincere uno scudetto: come sempre però molto dipenderà anche dagli altri. La Juventus da sempre fa la padrona e solo lei sa quanto ha vinto grazie ai signori in giacchetta nera. Da quelle parti è dai tempi dei Savoia che vogliono comandare.
*{{NDR|Nel 2015}} Se non si sogna, si muore ragazzi. Si deve sognare. Io ho ancora quello di vedere la Juve in B. La Juventus è stata la regina di un certo modo di fare calcio, lo sapevamo tutti. E anche se sono anti Juve a vita, devo riconoscere che in qualche modo questa squadra ha contribuito allo spettacolo calcistico.
===[[Zinédine Zidane]]===
*{{NDR|Nel 2006 durante la conferenza stampa in cui annunziò il suo ritiro dalla attività calcistica}} Ho giocato in due dei più grandi club del mondo. Ce ne sono altri, ma è difficile che eguagliano il palmarès della Juve o del Real Madrid.
*La mentalità vincente l'ho imparata alla Juve. Soltanto lì ho capito che vincere era un obbligo, fare parte di uno dei più grandi club del mondo ti pone l'imperativo del risultato. Quando perdevamo, era un dramma. Il calcio è semplice: quando lo si pratica ad alto livello, ogni tre giorni c'è una nuova partita. E questo ti fa scendere in fretta con i piedi per terra dopo una vittoria. E quando perdi, sei obbligato a lavorare più duramente.
*Per me l'[[Italia]] è [[Torino]]. La Juve mi ha fatto diventare un grande calciatore e una grande persona, la porto sempre nel cuore.
*Quando sei della Juve lo sei per sempre.
*Tante emozioni: come non pensare all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], sempre attento a me, alle sue telefonate all'alba dopo una partita vinta, alle sue apparizioni agli allenamenti... il mondo si fermava! La Juve è stata più di una famiglia, è stata un luogo in cui ho imparato davvero cosa significava "competitività" come giocatore, e che mi ha spinto anche nella mia vita di uomo e in famiglia.
===[[Cori da stadio|Cori]]===
*''È proprio come guardare la Juve...''<ref>Coro intonato dalla tifoseria del [[Notts County Football Club]], società britannica gemellata con la Juventus, quando la squadra offre una prova di rilievo.</ref>
*''Su ragazzi, arriva la Signora''.<ref>Coro intonato dalla tifoseria bianconera durante un [[Derby di Torino|derby contro il Torino]] disputatosi allo Stadio Comunale il 16 febbraio 1986.</ref>
===[[Slogan calcistici|Slogan]]===
[[File:Juventus109.jpg|miniatura|upright=1.5|Striscione che celebra i 109 anni della Juventus]]
*Fino alla fine.<ref>Slogan juventino, semplificazione del grido da guerra intuonato dalla [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria organizzata]]: «Fino alla Fine Forza Juventus!».</ref>
*La Juve ruba.<ref>Slogan antijuventino.</ref>
*Non riceve la corona se non chi ha combattuto secondo le regole.<ref>{{NDR|orig. in lingua latina}} ''Non coronabitur nisi legitime certaverit.'' Motto juventino riportato sul primo stemma del Foot-Ball Club Juventus. La frase è tratta dalla ''[[Seconda lettera a Timoteo]]'' 2, 5.</ref>
===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]===
*109 anni di trionfi e gioia, 1 anno di umiltà che vi renderà immortali. Grazie a tutti!<ref>Messaggio della ''Curva Nord'' pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino il 12 maggio 2007 prima della gara Juventus FC 3-1 Bologna FC 1909.</ref>
*28 scudetti, 2 Coppe Campioni... in Italia ladri, in Europa coglioni.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Fiesole'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della [[ACF Fiorentina]]) e rivolto agli juventini il 4 dicembre 2005 in occasione di Fiorentina-Juventus.</ref>
*C'è una stella in cielo che indica il cammino, forza Juve, vincere è il tuo destino.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Scirea'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della Juventus) durante la partita Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003, due giorni dopo la scomparsa dello storico presidente [[Gianni Agnelli]].</ref>
*Club degli imbrogli, degli intrighi e della repressione. Da 27 anni sempre lo stesso leitmotiv. Juve merda.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria organizzata del Nantes nel secondo tempo della gara FC Nantes 0-3 Juventus FC del 23 febbraio 2023, valevole per il ritorno dei play-off di UEFA Europa League; le due squadre si ritrovavano contrapposte in una competizione confederale per la prima volta dalle semifinali di UEFA Champions League 1995-1996, quando il club bianconero aveva prevalso su quello francese.</ref>
*La vostra tenacia e la nostra fedeltà sono 109 anni di storia che mai nessuno retrocederà.<ref>Messaggio della ''Curva Scirea'', pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino durante i festeggiamenti del 109° anniversario di fondazione istituzionale della società torinese il 1° novembre 2006 prima della gara Juventus 2-0 Brescia Calcio.</ref>
*Per un caldo Natale... brucia un gobbo.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria [[Bologna Football Club 1909|bolognese]] e rivolto a quella juventina, durante la partita Bologna-Juventus del 6 dicembre 2013.</ref>
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Altri progetti==
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{{Juventus FC}}
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[[Categoria:Juventus F.C.| ]]
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Divina Commedia
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Micione
5365
/* Purgatorio */ +2; amplio 1
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{{Nota disambigua|descrizione=altri significati|titolo=[[La Divina Commedia (disambigua)]]}}
[[File:Divina Commedia 1555 Edition.png|thumb|Frontespizio dell'edizione giolitina, la prima intitolata ''La Divina Comedia'' (1555)]]
{{Torna a|Dante Alighieri}}
'''''Divina Commedia''''', conosciuta anche come '''''Comedìa''''' o '''''Commedia''''', poema allegorico-didascalico di [[Dante Alighieri]] scritto tra il 1304 e il 1321.
==''Inferno''==
[[File:Alighieri - Divina Commedia, Nel mille quatro cento septe et due nel quarto mese adi cinque et sei - 2384293 id00022000 Scan00006.jpg|miniatura|Incipit dell'''editio princeps'' (1472)]]
===[[Incipit]]===
<poem>
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
</poem>
===Citazioni===
*''Allor fu la [[paura]] un poco queta, | che nel lago del cor m'era durata | la [[notte]] ch'i' passai con tanta pieta.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|paura|I, 19-21}})
*''Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta | una lonza {{NDR|lince o leopardo}}''<ref>La lonza, nella simbologia medievale dantesca, rappresenta la lussuria.</ref>'' leggiera e presta molto, | che di pel maculato era coverta; | e non mi si partìa dinanzi al volto, | anzi 'mpediva tanto il mio cammino, | ch'i' fui per ritornar più volte vòlto''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|Ed ecco|I, 31-36}})
*''Ma non sì che [[paura]] non mi desse | la vista che m'apparve d'un [[leone]]''<ref>Rappresenta qui la [[superbia]].</ref>''. | Questi parea che contra me venisse | con la test'alta e con rabbiosa [[fame]], | sì che parea che l'aere ne tremesse. | Ed una [[lupo|lupa]]''<ref>La lupa è per Dante il simbolo dell'[[avarizia]].</ref>'', che di tutte brame | sembrava carca ne la sua magrezza, | e molte genti fè già viver grame, | questa mi porse tanto di gravezza | con la paura ch'uscìa di sua vista, | ch'io perdei la [[speranza]] de l'altezza.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|ma non sì che paura non mi desse|I, 44-54}})
*''O de li altri poeti onore e lume, | vagliami 'l lungo studio e 'l grande amore | che m' ha fatto cercar lo tuo volume. | Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore, | tu se' solo colui da cu' io tolsi | lo bello stilo che m' ha fatto onore. | Vedi la bestia per cu' io mi volsi; | aiutami da lei, famoso saggio, | ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi.'' (Dante a Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|altri poeti|I, 82-90}})
*[...] ''ché questa bestia, per la qual tu gride, | non lascia altrui passar per la sua via, | ma tanto lo 'mpedisce che l'uccide; || e ha natura sì malvagia e ria, | che mai non empie la bramosa voglia, | e dopo 'l pasto ha più fame che pria. || Molti son li animali a cui s'ammoglia | e più saranno ancora, infin che 'l [[veltro]] | verrà, che la farà morir con doglia. || Questi non ciberà terra né peltro, | ma sapïenza, amore e virtute, | e sua nazion sarà tra feltro e feltro. || Di quella umile Italia fia salute | per cui morì la vergine Cammilla, | Eurialo e Turno e Niso di ferute. || Questi la caccerà per ogne villa | fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno | là ove 'nvidia prima dipartilla.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|altro viaggio|I, 94-111}})
*''O muse, o alto ingegno, or m'aiutate; | o mente che scrivesti ciò ch'io vidi, | qui si parrà la tua nobilitate.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|O muse, o alto ingegno, or m'aiutate|II, 7-9}})
*''Se' savio; intendi me' ch'i' non ragiono.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Intendi me' ch'i' non ragiono|II, 36}})
*[...] ''l'anima tua è da viltade offesa; | la qual molte fïate l'omo ingombra | sì che d'onrata impresa lo rivolve, | come falso veder bestia quand'ombra.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|L'anima tua è da viltade offesa|II, 45-48}})
*[...] ''l'amico mio, e non de la ventura'' [...]. (Beatrice su Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|l'amico mio, e non de la ventura|II, 61}})<ref>{{Cfr.}} [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/53|p. 21]].</ref>
*''Temer si dee di sole quelle cose | c'hanno potenza di fare altrui male; | de l'altre no, ché non son [[paura|paurose]].'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Temer si dee di sole quelle cose|II, 88-90}})
*''[[Maria|Donna]] è gentil nel ciel che si compiange | di questo 'mpedimento ov'io ti mando, | sì che duro giudicio là sù frange.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Donna è gentil nel ciel che si compiange|II, 94-96}})
*''[[Santa Lucia|Lucia]], nimica di ciascun crudele'' [...]. (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Lucia|II, 100}})
*''Or va, ch'un sol volere è d'ambedue: | tu duca, tu segnore e tu maestro.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Or va, ch'un sol volere è d'ambedue|II, 139-140}})
*''Per me si va ne la [[inferno|città dolente]], | per me si va ne l'etterno dolore, | per me si va tra la perduta gente. | [[Giustizia]] mosse il mio alto fattore; | fecemi la divina podestate, | la somma sapïenza e 'l primo amore. | Dinanzi a me non fuor cose create | se non etterne, e io etterno duro. | Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Per me si va ne la città dolente|III, 1-9}})
*''Non ragioniam di lor, ma guarda e passa''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|non ragioniam di lor, ma guarda e passa|III, 51}})
*{{NDR|Su [[papa Celestino V]]<ref>Dante non indica espressamente il nome dell'anima a cui si riferisce. La maggior parte dei critici concorda sul fatto che si tratti di Pietro da Morrone (ovvero Celestino V), ma altre teorie propendono per [[Esaù]] o [[Ponzio Pilato]]. Per approfondire vedi [[w:Che fece per viltade il gran rifiuto|qui]].</ref>}} [...] ''colui | che fece per viltade il gran rifiuto''. (III, 59-60)
*''A Dio spiacenti e a' nemici sui''. (III, 63)
*''Ed ecco verso noi venir per nave | un vecchio {{NDR|[[Caronte]]}}, bianco per antico pelo, | gridando: "Guai a voi, anime prave! || Non isperate mai veder lo cielo: | i' vegno per menarvi a l'altra riva | ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo. || E tu che se' costì, anima viva, | pàrtiti da cotesti che son morti". | Ma poi che vide ch'io non mi partiva, || disse: "Per altra via, per altri porti | verrai a piaggia, non qui, per passare: | più lieve legno convien che ti porti".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Ed ecco|III, 82-93}})
*''Vuolsi così colà dove si puote | ciò che si vuole, e più non dimandare.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|vuolsi così colà dove si puote|III, 95-96}})
*''Quinci fuor quete le lanose gote | al nocchier de la livida palude, | che 'ntorno a li occhi avea di fiamme rote.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|nocchier|III, 97-99}})
*''[[Caronte|Caron]] dimonio, con [[occhio|occhi]] di bragia | loro accennando, tutte le raccoglie; | batte col remo qualunque s'adagia.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Caron dimonio|III, 109-111}})
*''«Figliuol mio», disse 'l maestro cortese, | «quelli che muoion nell'[[ira di Dio]] | tutti convegno qui d'ogni paese; e pronti sono a trapassar lo rio | ché la divina giustizia li sprona, sì che la tema si volve in disìo».'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Figliuol mio|III, 121–125}})
*{{NDR|Su [[Virgilio]]}} ''Onorate l'altissimo poeta''. (IV, 80)
*''Mira colui con quella spada in mano, | che vien dinanzi ai tre sì come sire: | quelli è [[Omero]] poeta sovrano''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Mira colui|IV, 86–88}})
*''Poi ch'innalzai un poco più le ciglia, | vidi 'l maestro di color che sanno {{NDR|[[Aristotele]]}} | seder tra filosofica famiglia''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Poi ch'innalzai|IV, 130-132}})
*''[[Democrito]], che 'l mondo a caso pone.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Democrito|IV, 136}})
*''E vidi il buono accoglitor del quale, | [[Dioscoride|Dïascoride]] dico''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|E vidi|IV, 139-140}})
*''Così discesi del cerchio primaio | giù nel secondo, che men loco cinghia | e tanto più dolor, che punge a guaio. | Stavvi [[Minosse|Minòs]] orribilmente, e ringhia: | essamina le colpe ne l'intrata; | giudica e manda secondo ch'avvinghia.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Così discesi|V, 1-6}})
*''"O tu che vieni al doloroso ospizio", | disse Minòs a me quando mi vide, | lasciando l'atto di cotanto offizio, | "guarda com'entri e di cui tu ti fide; | non t'inganni l'ampiezza de l'intrare!". | E 'l duca mio a lui: "Perché pur gride? | Non impedir lo suo fatale andare: | vuolsi così colà dove si puote | ciò che si vuole, e più non dimandare".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|O tu che vieni|V, 16-21}})
*''«La prima di color di cui novelle | tu vuo' saper» mi disse quelli {{NDR|Virgilio}} allotta, | «fu imperadrice di molte favelle. | A vizio di [[lussuria]] fu sì rotta, | che lìbito fé licito in sua legge | per tòrre il biasimo in che era condotta. | Ell'è [[Semiramide|Semiramis]], di cui si legge | che succedette a Nino e fu sua sposa: | tenne la terra che 'l Soldan corregge. | L'altra è colei {{NDR|Didone}} che s'ancise amorosa | e ruppe fede al cener di Sicheo; | poi è Cleopatràs lussurïosa''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|La prima di color di cui novelle|V, 52–63}})
*''Siede la terra dove nata fui'' {{NDR|la [[Romagna]]}} ''| su la marina dove 'l Po discende | per aver pace co' seguaci sui.'' ([[Francesca da Rimini]]: V, 97-99)
*''[[Amore|Amor]], ch'al cor gentil ratto s'apprende, | prese costui de la bella persona | che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. | Amor, ch'a nullo amato amar perdona, | mi prese del costui piacer sì forte, | che, come vedi, ancor non m'abbandona. | Amor condusse noi ad una morte. | Caina attende chi a vita ci spense.'' (Francesca da Rimini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Amor|V, 100-107}})
*''E quella {{NDR|Francesca}} a me: «Nessun maggior [[dolore]] | che ricordarsi del tempo [[felicità e infelicità|felice]] | ne la [[felicità e infelicità|miseria]]; e ciò sa 'l tuo dottore».'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|E quella a me|V, 121-123}})
*''Quando leggemmo il disïato riso | esser basciato da cotanto amante, | questi, che mai da me non fia diviso, | la bocca mi basciò tutto tremante.''<ref>Secondo [[Umberto Saba]] (''Scorciatoie e raccontini'') il verso «''La bocca mi baciò tutto tremante''» è uno dei due più belli della letteratura italiana insieme a «''L'uno buggera l'altro, Santità''», tratto da un sonetto classicamente attribuito a [[Giuseppe Gioachino Belli]] ma probabilmente apocrifo.</ref>'' | Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse: | quel giorno più non vi leggemmo avante.'' (Francesca da Rimini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Quando leggemmo|V, 133-138}})
*''Mentre che l'uno spirto questo disse, | l'altro piangëa, sì che di pietade | io venni men così com'io morisse. | E caddi come corpo morto cade.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Mentre che l'uno spirto questo disse|V, 139-142}})
*''Voi cittadini mi chiamaste Ciacco: | per la dannosa colpa della [[Gola (ingordigia)|gola]], | come tu vedi, alla pioggia mi fiacco''. (Ciacco: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VI|Voi cittadini mi chiamaste Ciacco|VI, 52–54}})
*''Giusti son due, e non vi sono intesi; | superbia, invidia e avarizia sono | le tre faville c'hanno i cuori accesi.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VI|Giusti son due, e non vi sono intesi|VI, 73-75}})
*''Pape Satàn, pape Satàn aleppe!''<ref>Vedi su Wikipedia [[w:Pape Satàn, pape Satàn aleppe|Pape Satàn, pape Satàn aleppe]].</ref> (Pluto: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Pape Satàn|VII, 1}})
*''Questi fuor cerchi, che non han coperchio | piloso al capo, e [[papa|papi]] e [[cardinale|cardinali]], | in cui usa [[avarizia]] il suo soperchio.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Questi fuor cherci|VII, 46–48}})
*''E quelli a me: Oh creature sciocche, | quanta ignoranza è quella che v'offende!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|E quelli a me: Oh creature sciocche|VII, 70-71}})
*''Fitti nel limo dicon:'' {{NDR|gli [[ira]]condi}}'' "Tristi fummo | ne l'aere dolce che dal sol s'allegra, | portando dentro accidïoso fummo: | or ci attristiam ne la belletta negra". | Quest'inno si gorgoglian ne la strozza, | ché dir nol posson con parola integra.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Fitti nel limo|VII, 121–126}})
*''Or se' giunta, anima fella!'' (il demone [[Flegias|Flegiàs]] a Dante; {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Or se' giunta|VIII, 18}})
*''Quanti si tegnon or là sù gran regi | che qui staranno come porci in brago, | di sé lasciando orribili dispregi!'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Quanti si tegnon|VIII, 49-51}})
*''Chi è costui che sanza morte | va per lo regno de la morta gente?'' (demoni: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Chi è costui che sanza morte|VIII, 84-85}})
*''Chi m' ha negate le dolenti case!'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Chi m' ha negate|VIII, 120}})
*''O voi ch'avete li 'ntelletti sani, | mirate la dottrina che s'asconde | sotto 'l velame de li versi strani.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IX|O voi|IX, 61-63}})
*''Però a la dimanda che mi faci | quinc'entro satisfatto sarà tosto, | e al disio ancor che tu mi taci. || E io: «Buon duca, non tegno riposto | a te mio cuor se non per dicer poco, | e tu m'hai non pur mo a ciò disposto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto X|Però a la dimanda che mi faci|X, 16-21}})
*''Ed el mi disse: "Volgiti! Che fai? | Vedi là Farinata che s'è dritto: | da la cintola in sù tutto 'l vedrai". || Io avea già il mio viso nel suo fitto; | ed el s'ergea col petto e con la fronte | com'avesse l'inferno a gran dispitto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto X|Ed el mi disse|X, 31-36}})
*''D'ogne malizia, ch'odio in cielo acquista, | ingiuria è 'l fine, ed ogne fin cotale | o con forza o con frode altrui contrista. | Ma perché frode è de l'uom proprio male, | più spiace a Dio; e però stan di sotto | li frodolenti, e più dolor li assale.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|D'ogne malizia|XI, 22-27}})
*''Puossi far forza ne la deïtade, | col cor negando e [[bestemmia]]ndo quella, | e spregiando natura e sua bontade; | e però lo minor giron suggella | del segno suo e Soddoma e Caorsa | e chi, spregiando Dio col cor, favella.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|Puossi far forza|XI, 46-51}})
*''La [[frode]], ond'ogne coscïenza è morsa, | può l'omo usare in colui che 'n lui fida | e in quel che fidanza non imborsa. | Questo modo di retro par ch'incida | pur lo vinco d'amor che fa natura; | onde nel cerchio secondo s'annida | ipocresia, lusinghe e chi affattura, | falsità, ladroneccio e simonia, | ruffian, baratti e simile lordura.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|La frode|XI, 52-60}})
*''O sol che sani ogne vista turbata, | tu mi contenti sì quando tu solvi, | che, non men che saver, dubbiar m'aggrata.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|O sol che sani|XI, 91-93}})
*''Da queste due, se tu ti rechi a mente | lo Genesì dal principio, convene | prender sua vita e avanzar la gente | e perché l'[[usura|usuriere]] altra via tene, | per sé natura e per la sua seguace | dispregia, poi ch'in altro pon la spene.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|Da queste due, se|XI, 106-111}})
*[...] ''e 'n su la punta de la rotta lacca | l'infamïa di [[Creta|Creti]] era distesa || che fu concetta ne la falsa vacca; | e quando vide noi, sé stesso morse, | sì come quei cui l'ira dentro fiacca. || Lo savio mio inver' lui gridò: "Forse | tu credi che qui sia 'l [[Teseo|duca d'Atene]], | che sù nel mondo la morte ti porse? || Pàrtiti, bestia, ché questi non vene | ammaestrato da la tua sorella, | ma vassi per veder le vostre pene". || Qual è quel toro che si slaccia in quella | c'ha ricevuto già 'l colpo mortale, | che gir non sa, ma qua e là saltella, || vid'io lo [[Minotauro]] far cotale; | e quello accorto gridò: "Corri al varco; | mentre ch'e' 'nfuria, è buon che tu ti cale"''. ([[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XII|XII, 11-27]])
*''Non han sì aspri sterpi né sì folti | quelle fiere selvagge che 'n odio hanno | tra Cecina e Corneto i luoghi cólti.'' ([[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 7-9]])
*''[[Credere|Cred]]'io ch'ei credette ch'io credesse'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|Cred'io ch'ei credette ch'io credesse|XIII, 25}})
*''Io son colui che tenni ambo le chiavi | del cor di Federigo, e che le volsi, | serrando e disserrando''. ([[Pier della Vigna]]: [[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 58-60]])
*''L'animo mio, per disdegnoso gusto, | credendo col morir fuggir disdegno, | ingiusto fece me contra me giusto''. (Pier della Vigna: [[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 70-72]])
*''Siete voi qui, [[Brunetto Latini|ser Brunetto]]?'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Siete voi qui, ser Brunetto?|XV, 30}})
*''Vecchia fama nel mondo li chiama orbi; | gent'è avara, invidiosa e superba: | dai lor costumi fa che tu ti forbi.'' (Brunetto Latini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Vecchia fama nel mondo li chiama orbi|XV, 67-69}})
*''Ché 'n la mente m'è fitta, e or m'accora, | la cara e buona imagine paterna | di voi quando nel mondo ad ora ad ora || m'insegnavate come l'uom s'etterna.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|ché 'n la mente m'è fitta, e or m'accora|XV, 82-85}})
*''Poi si rivolse, e parve di coloro | che [[corsa|corrono]] a Verona il drappo verde | per la campagna; e parve di costoro | quelli che vince, non colui che perde.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Poi si rivolse|XV, 121-124}})
*''Ahi quanto cauti li uomini esser dienno | presso a color che non veggion pur l'ovra, | ma per entro i pensier miran col senno!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVI|Ahi quanto cauti|XVI, 118-120}})
*''Sempre a quel ver c' ha faccia di menzogna | de' l'uom chiuder le labbra fin ch'el puote, | però che sanza colpa fa vergogna''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVI|Sempre a quel ver|XVI, 124-126}})
*''Ecco la fiera con la coda aguzza, | che passa i monti e rompe i muri e l'armi! | Ecco colei che tutto 'l mondo appuzza!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVII|Ecco la fiera con la coda aguzza|XVII, 1-3}})
*''O Simon mago, o miseri seguaci | che le cose di Dio, che di bontate | deon essere spose, e voi rapaci | per oro e per argento avolterate, | or convien che per voi suoni la tromba, | però che ne la terza bolgia state.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|O Simon mago|XIX, 1-6}})
*''O somma sapïenza, quanta è l'arte | che mostri in cielo, in terra e nel mal mondo, | e quanto giusto tua virtù comparte!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|O somma sapïenza|XIX, 10-12}})
*''E io: "Tanto m'è bel, quanto a te piace: | tu se' segnore, e sai ch'i' non mi parto | dal tuo volere, e sai quel che si tace".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Tanto m'è bel|XIX, 37-39}})
*''Ed el'' {{NDR|[[papa Niccolò III]]}} ''gridò: "Se' tu già costì ritto, | se' tu già costì ritto, [[Papa Bonifacio VIII|Bonifazio]]? | Di parecchi anni mi mentì lo scritto. | Se' tu sì tosto di quell'aver sazio | per lo qual non temesti tòrre a 'nganno | la bella donna'' {{NDR|la Chiesa}}'', e poi di farne strazio?".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Ed el gridò|XIX, 52-57}})
*''Nuovo Iasón sarà, di cui si legge | ne' Maccabei; e come a quel fu molle | suo re, così fia [[Papa Clemente V|lui]] chi Francia regge. {{NDR|[[Filippo il bello]]}}'' (papa Niccolò III: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Nuovo Iasón sarà|XIX, 85-87}})
*''Deh, or mi dì: quanto tesoro volle | Nostro Segnore in prima da san Pietro | ch'ei ponesse le chiavi in sua balìa? | Certo non chiese se non "Viemmi retro". [...] E se non fosse ch'ancor lo mi vieta | la reverenza de le somme chiavi | che tu tenesti ne la vita lieta, | io userei parole ancor più gravi; | ché la vostra avarizia il mondo attrista, | calcando i buoni e sollevando i pravi. [...] Fatto v'avete dio d'oro e d'argento; | e che altro è da voi a l'idolatre, | se non ch'elli uno, e voi ne orate cento? | Ahi, [[Costantino I|Costantin]], di quanto mal fu matre, | non la tua conversion, ma quella dote | che da te prese il primo ricco patre!'' (Dante a papa Niccolò III: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Deh, or mi dì|XIX, 90-117}})
*''Se Dio ti lasci, lettor, prender frutto | di tua lezione, or pensa per te stesso | com'io potea tener lo viso asciutto''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Se Dio ti lasci|XX, 19-21}})
*''Ancor se' tu de li altri sciocchi? | Qui vive la pietà quand'è ben morta; | chi è più scellerato che colui | che al giudicio divin passion comporta?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Ancor se' tu|XX, 27-30}})
*''Mira c' ha fatto petto de le spalle; | perché [[divinazione|volse veder troppo davante]], | di retro guarda e fa retroso calle.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Mira c' ha fatto|XX, 37-39}})
*''Suso in Italia bella giace un laco, | a piè de l'Alpe che serra Lamagna | sovra Tiralli, c'ha nome [[Lago di Garda|Benaco]]''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Suso in Italia bella|XX, 61-63}})
*''Fer la città sovra quell'ossa morte; | e per colei che 'l loco prima elesse, | Mantüa l'appellar sanz'altra sorte''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Fer la città sovra|XX, 91-93}})
*''E io: "Maestro, i tuoi ragionamenti | mi son sì certi e prendon sì mia fede, | che li altri mi sarien carboni spenti"''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Maestro, i tuoi ragionamenti|XX, 100-102}})
*''Quell'altro che ne' fianchi è così poco, | [[Michele Scoto|Michele Scotto]] fu, che veramente | de le magiche frode seppe 'l gioco.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Michele Scotto|XX, 115-117}})
*'' Mettetel sotto, ch'i' torno per anche | a quella terra ch'i' ho ben fornita {{NDR|[[Lucca]]}}: | Ogn'uom v'è barattier, fuor che Bonturo; | del no, per li [[denaro|denar]], vi si fa ita.''<ref>''Ita'' in latino significa "sì".</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|Mettetel sotto|XXI, 39-42}})
*''Ed elli avea [[Flatulenza|del cul]] [[Trombettiere|fatto trombetta]].'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|ed elli|XXI, 139}})
*''Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa | coi santi, e in taverna coi ghiottoni.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXII|Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa|XXII, 14-15}})
*''Tra male gatte era venuto 'l sorco.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXII|Tra male gatte era venuto 'l sorco|XXII, 58}})
*''Ahi [[Pistoia]], Pistoia, ché non stanzi | d'incenerarti sì che più non duri, | poi che 'n mal fare il [[seme]] tuo avanzi?'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|Ahi Pistoia|XXV, 10-12}})
*''come procede innanzi da l'ardore, | per lo papiro suso, un color [[marrone|bruno]] | che non è nero ancora e 'l bianco more.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|come procede innanzi da l'ardore|XXV, 64-66}})
*''Come 'l [[ramarro]] sotto la gran fersa | dei [[giorno|dì]] canicular, cangiando sepe, | folgore par se la via attraversa, | sì pareva, venendo verso l'[[pancia|epe]] | de li altri due, un serpentello acceso, | livido e nero come gran di pepe; | e quella parte onde prima è preso | nostro [[cibo|alimento]], a l'un di lor trafisse; | poi cadde giuso innanzi lui disteso. | Lo trafitto 'l mirò, ma nulla disse; | anzi, co' piè fermati, sbadigliava | pur come sonno o febbre l'assalisse. | Elli 'l [[serpente]] e quei lui riguardava; | l'un per la piaga e l'altro per la bocca | fummavan forte, e 'l [[fumo|fummo]] si scontrava. | Taccia [[Marco Anneo Lucano|Lucano]] omai là dov'e' tocca | del misero Sabello e di Nasidio, | e attenda a udir quel ch'or si scocca. | Taccia di Cadmo e d'Aretusa [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]], | ché se quello in serpente e quella in fonte | converte [[poesia|poetando]], io non lo 'nvidio; | ché due nature mai a fronte a fronte | non trasmutò sì ch'amendue le forme | a cambiar lor matera fosser pronte. | Insieme si rispuosero a tai norme, | che 'l serpente la coda in forca fesse, | e 'l feruto ristrinse insieme l'orme. | Le gambe con le cosce seco stesse | s'appiccar sì, che 'n poco la giuntura | non facea segno alcun che si paresse. | Togliea la coda fessa la figura | che si perdeva là, e la sua pelle | si facea molle, e quella di là dura. | Io vidi intrar le braccia per l'ascelle, | e i due piè de la fiera, ch'eran corti, | tanto allungar quanto accorciavan quelle. | Poscia li piè di rietro, insieme attorti, | diventaron lo membro che l'uom cela, | e 'l misero del suo n'avea due porti. | Mentre che 'l fummo l'uno e l'altro vela | di color novo, e genera 'l pel suso | per l'una parte e da l'altra il dipela, | l'un si levò e l'altro cadde giuso, | non torcendo però le [[occhio|lucerne]] empie, | sotto le quai ciascun cambiava muso. | Quel ch'era dritto, il trasse ver' le tempie, | e di troppa matera ch'in là venne | uscir li orecchi de le gote scempie; | ciò che non corse in dietro e si ritenne | di quel soverchio, fé naso a la faccia | e le labbra ingrossò quanto convenne. | Quel che giacëa, il muso innanzi caccia, | e li orecchi ritira per la testa | come face le corna la lumaccia; | e la lingua, ch'avëa unita e presta | prima a parlar, si fende, e la forcuta | ne l'altro si richiude; e 'l fummo resta.''<ref>Nella settima bolgia delle [[w:Malebolge|Malebolge]] sono puniti i [[ladro|ladri]]. La metà di questi ha sembianze di serpente, mentre l'altra metà vanta aspetto umano, e quando un serpente morde un uomo, questo diventa serpente e l'altro diviene uomo, si scambiano i ruoli: nei versi proposti, Dante descrive la raccapricciante metamorfosi di ambedue le specie, definendosi in ciò superiore a [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]], autore delle celebri ''[[Publio Ovidio Nasone#Metamorfosi|Metamorfosi]]'', e a [[Marco Anneo Lucano|Lucano]], nipote di [[Lucio Anneo Seneca|Seneca]] e autore del ''[[Marco Anneo Lucano#Pharsalia|Bellum civile]]''. Ovidio e Lucano sono già stati visti da Dante e [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]] sua guida nel Limbo ([[s:Divina Commedia/Inferno/Canto IV|IV]], v. 90).</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|Come 'l ramarro sotto la gran fersa|XXV, 79-135}})
*''Godi, [[Firenze|Fiorenza]], poi che se' sì grande | che per mare e per terra batti l'ali, | e per lo 'nferno tuo nome si spande!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Godi, Fiorenza|XXVI, 1-3}})
*''Là dentro si martira | [[Ulisse]] e Dïomede, e così insieme | a la vendetta vanno come a l'ira; | e dentro da la lor fiamma si geme | l'agguato del caval che fé la porta | onde uscì de' Romani il gentil seme.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Rispuose a me: "Là dentro si martira|XXVI, 55-60}})
*''Considerate la vostra semenza: | fatti non foste a viver come bruti, | ma per seguir virtute e [[conoscenza|canoscenza]].'' [...] ''e volta nostra poppa nel mattino, | de' remi facemmo ali al folle volo'' [...]. ([[Ulisse]]: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Considerate la vostra semenza|XXVI, 118-125}})
*''Cinque volte racceso e tante casso | lo lume era di sotto dalla [[luna]] | poi ch'entrati eravam nell'alto passo'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Cinque volte racceso|XXVI, 130–132}})
*''Romagna tua non è, e non fu mai, | sanza guerra ne' cuor de' suoi tiranni; ma 'n palese nessuna or vi lasciai. | Ravenna sta come stata è molt'anni: | l'aguglia da Polenta la si cova, sì che Cervia ricuopre co' suoi vanni. | La terra che fé già la lunga prova | e di Franceschi sanguinoso mucchio, | sotto le branche verdi si ritrova. | E 'l mastin vecchio e 'l nuovo da Verrucchio, | che fecer di Montagna il mal governo, | là dove soglion fan d'i denti succhio. | Le città di Lamone e di Santerno | conduce il lïoncel dal nido bianco, | che muta parte da la state al verno. | E quella cu' il Savio bagna il fianco,'' {{NDR|[[Cesena]]}} ''| così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte, | tra tirannia si vive e stato franco.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|E quella|XXVII, 37-54}})
*''Io fui uom d'arme, e poi fui cordigliero, | credendomi, sì cinto, fare ammenda; | e certo il creder mio venìa intero, | se non fosse il gran prete ''{{NDR|papa Bonifacio VIII}}'', a cui mal prenda!'' (Guido da Montefeltro: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|Io fui uom d'arme|XXVII, 67-70}})
*''Ch'assolver non si può chi non si [[pentimento|pente]], | né pentere e volere insieme puossi | per la contradizion che nol consente.'' (un diavolo: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|assolver non si può chi non si pente|XXVII, 118-120}})
*''Mentre che tutto in lui veder m'attacco, | guardommi e con le man s'aperse il petto, | dicendo: «Or vedi com'io mi dilacco! | vedi come storpiato è [[Maometto|Mäometto]]!»'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Maometto|XXVIII, 28-31}})
*[...] ''rimembriti di Pier da Medicina, | se mai torni a veder lo dolce piano | che da Vercelli a Marcabò dichina.'' (Pier da Medicina: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Pier da Medicina|XXVIII, 73-75}})
*[...] ''Questi è desso, e non favella. | Questi, scacciato, il dubitar sommerse | in [[Gaio Giulio Cesare|Cesare]], affermando che 'l fornito | sempre con danno l'attender sofferse.'' (Pier da Medicina su Gaio Scribonio Curione: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Questi è desso|XXVIII, 98-99}})
*''[[coscienza morale|Coscïenza]] m'assicura, | la buona compagnia che l'uom francheggia | sotto l'asbergo del sentirsi pura.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|coscienza m'assicura|XXVIII, 115-117}})
*''«Io fui d'[[Arezzo]], e Albero da [[Siena]]», | rispuose l'un, «mi fé mettere al foco; | ma quel per ch'io mori' qui non mi mena»''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXIX|Io fui d'Arezzo|XXIX, 109-111}})
*''Or fu già mai | gente sì vana come la [[Siena|sanese]]? | Certo non la francesca sì d'assai!'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXIX|Or fu già mai|XXIX, 121-123}})
*''E io a lui: "Chi son li due tapini | che fumman come man bagnate 'l verno, | giacendo stretti a' tuoi destri confini?". || "Qui li trovai – e poi volta non dierno –", | rispuose, "quando piovvi in questo greppo, | e non credo che dieno in sempiterno. || L'una è [[Moglie di Putifarre|la falsa]] ch'accusò [[Giuseppe (patriarca)|Gioseppo]]; | l'altr'è 'l falso [[Sinone|Sinon]] greco di Troia: | per febbre aguta gittan tanto leppo".'' (XXX, 91-99)
*''Maggior difetto men vergogna lava''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|Maggior difetto men vergogna lava|XXX, 142}})
*''Ché voler ciò udire è bassa voglia''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|Ché voler ciò udire è bassa voglia|XXX, 148}})
*''Dove l'argomento de la mente | s'aggiugne al mal volere e a la possa, | nessun riparo vi può far la gente''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXI|Dove l'argomento de la mente|XXXI, 55-57}})
*''"Raphèl maì amècche zabì almi", | cominciò a gridar la fiera bocca, | cui non si convenia più dolci salmi. || E 'l duca mio ver' lui: "Anima sciocca, | tienti col corno, e con quel ti disfoga | quand'ira o altra passïon ti tocca! || Cércati al collo, e troverai la soga | che 'l tien legato, o anima confusa, | e vedi lui che 'l gran petto ti doga". || Poi disse a me: "Elli stessi s'accusa; | questi è [[Nimrod|Nembrotto]] per lo cui mal coto | pur un linguaggio nel mondo non s'usa. || Lasciànlo stare e non parliamo a vòto; | ché così è a lui ciascun linguaggio | come 'l suo ad altrui, ch'a nullo è noto".'' (XXXI, 67-81)
*''Qual pare a riguardar la [[Bologna|Garisenda]] | 'sotto 'l chinato, quando un nuvol vada | sovr'essa sí, che ella incontro penda | tal parve [[Anteo]] a me che stava a bada | di vederlo chinare.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXI|Garisenda|XXXI, 136 – 138}})
*''La bocca sollevò dal fiero pasto | quel peccator, forbendola a' capelli | del capo ch'elli avea di retro guasto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|La bocca sollevò dal fiero pasto|XXXIII, 1-3}})
*[...] ''Tu vuo' ch'io rinovelli | disperato dolor che 'l cor mi preme | già pur pensando, pria ch'io ne favelli.'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Tu vuo' ch'io rinovelli|XXXIII, 4-6}})
*''Questi pareva a me maestro e donno, | cacciando il lupo e' lupicini al monte | per che i Pisan veder Lucca non ponno.'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Questi|XXXIII, 28-30}})
*''Ben se' crudel, se tu già non ti duoli | pensando ciò che 'l mio cor s'annunziava; | e se non piangi, di che pianger suoli?'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ben se' crudel, se tu già non ti duoli|XXXIII, 40-42}})
*''Poscia, più che 'l dolor, poté 'l [[digiuno]]''. (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Poscia|XXXIII, 75}})
*''Ahi [[Pisa]], vituperio de le genti | del bel paese là dove 'l [[sì]] suona, | poi che i vicini a te punir son lenti, | muovasi la Capraia e la Gorgona, | e faccian siepe ad Arno in su la foce, | sì ch'elli annieghi in te ogne persona! | Che se 'l conte Ugolino aveva voce | d'aver tradita te de le castella, | non dovei tu i figliuoi porre a tal croce.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ahi Pisa|XXXIII, 79-87}})
*''Ahi [[Genovesi]], uomini diversi | d'ogni costume e pien d'ogni magagna, | perché non siete voi del mondo spersi? | Che col peggior spirto di Romagna | trovai di voi un tal {{NDR|Branca d'Oria}}, che, per sua opra, | in anima in Cocito già si bagna | ed in corpo par vivo ancor di sopra''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ahi Genovesi|XXXIII, 151 – 157}})
*''Io non mori' e non rimasi vivo: | pensa oggimai per te, s'hai fior d'ingegno, | qual io divenni, d'uno e d'altro privo.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIV|Io non mori' e non rimasi vivo|XXXIV, 25-27}})
*''Lo [[Lucifero|'mperador del doloroso regno]] | da mezzo 'l petto uscia fuor de la ghiaccia'' [...]. (XXXIV, 28-29)
*''S'el fu sì bel com'elli è ora brutto, | e contra 'l suo fattore alzò le ciglia, | ben dee da lui procedere ogne lutto.'' (XXXIV, 34-36)
*''Da ogne bocca dirompea co' denti | un peccatore, a guisa di maciulla, | sì che tre ne facea così dolenti. || A quel dinanzi il mordere era nulla | verso 'l graffiar, che talvolta la schiena | rimanea de la pelle tutta brulla. || "Quell'anima là sù c'ha maggior pena", | disse 'l maestro, "è [[Giuda Iscariota|Giuda Scarïotto]], | che 'l capo ha dentro e fuor le gambe mena. || De li altri due c' hanno il capo di sotto, | quel che pende dal nero ceffo è [[Marco Giunio Bruto|Bruto]]: | vedi come si storce, e non fa motto!; || e l'altro è [[Gaio Cassio Longino|Cassio]], che par sì membruto".'' (XXXIV, 55-67)
===[[Explicit]]===
<poem>
Salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch'i' vidi de le cose belle
che porta 'l ciel, per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle.
</poem>
===Citazioni sull<nowiki>'</nowiki>''Inferno''===
====[[Vittorio Sermonti]]====
*All'inferno nessuno ha rimorsi, fuorché Dante; tutti, semmai, hanno rimpianti.
*E se l'Ottocento diffidò di questo canto {{NDR|canto VII}}, dove trovava «il descrittivo» ma non «il drammatico», sarà anche perché non praticava le euforiche mortificazioni della società affluente, i processi di identificazione collettiva nei simboli del consumo, e tanto meno (se possiamo permetterci la spudoratezza dell'anacronismo) la coazione all'improperio, alla rissa, allo scontro frontale che tiranneggia il nostro Sisifo di massa negli ingorghi di traffico.
*Fatto è, che in nessun altro canto come in questo {{NDR|canto III}} (e nel successivo) Dante si tiene tanto addossato al suo Virgilio: Non si contano i versi che meriterebbero di esser letti con il testo del VI libro dell'Eneide a fronte. Meriterebbero: infatti, le variazioni che Dante apporta nel travaso da lingua a lingua, da cultura a cultura, minime spesso, sono sempre, comunque, decisive.
*{{NDR|Sul canto IV}} Non c'è canto della Commedia così gremito di nomi propri: 48, uno ogni tre versi.
==''Purgatorio''==
===[[Incipit]]===
<poem>
Per correr miglior acque alza le vele
omai la navicella del mio ingegno,
che lascia dietro a sé mar sì crudele;
</poem>
===Citazioni===
*''[[Cielo|Dolce color d'orïental zaffiro,]] | che s'accoglieva nel sereno aspetto | del mezzo, puro infino al primo giro, | a li occhi miei ricominciò diletto, | tosto ch'io usci' fuor de l'aura morta | che m'avea contristati li occhi e 'l petto. | [[Venere (astronomia)|Lo bel pianeto]] che d'amar conforta | faceva tutto rider l'orïente, | velando i Pesci ch'erano in sua scorta.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|riga12|I, 13-21}})
*''Lo duca mio allor mi diè di piglio, | e con parole e con mani e con cenni | reverenti mi fé le gambe e ‘l ciglio.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|Lo duca mio allor mi diè di piglio|I, 49-51}})
*''[[Libertà]] va cercando, ch'è sì cara, | come sa chi per lei vita rifiuta.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|libertà va cercando|I, 71-72}})
*''Già era 'l [[sole]] a l'orizzonte giunto | lo cui meridïan cerchio coverchia | [[Gerusalemme|Ierusalèm]] col suo più alto punto.''<ref>Qui Dante si rifà alla credenza medievale che Gerusalemme fosse al centro della terra, sita fra il meridiano del fiume [[Gange]] e la [[Spagna]] occidentale e che, ritenendo la terra abitata tutta nell'emisfero boreale, l'isola del paradiso si trovasse al punto opposto rispetto a Gerusalemme, con la quale condivideva quindi l'orizzonte astronomico.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto II|Già era 'l sole|II, 1-3}})
*''Noi eravam lunghesso mare ancora, | come gente che pensa a suo cammino, | che va col cuore e col corpo dimora.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto II|Noi eravam lunghesso mare ancora|II, 10-12}})
*''O dignitosa coscïenza e netta, | come t'è picciol fallo amaro morso!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|o dignitosa coscïenza|III, 8-9}})
*''E 'l mio conforto: «Perché pur diffidi?», | a dir mi cominciò tutto rivolto; | «non credi tu me teco e ch'io ti guidi?»'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|E ‘l mio conforto: «Perché pur diffidi?»|III, 22-24}})
*''State contenti, umana gente, al ''quia''; | ché, se potuto aveste veder tutto, | mestier non era parturir [[Maria]]''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|State contenti|III, 37-39}})
*''Ché perder tempo a chi più sa più spiace''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|ché perder tempo|III, 78}})
*''Come le [[pecora|pecorelle]] escon del chiuso | a una, a due, a tre, e l'altre stanno | timidette atterrando l'occhio e 'l muso; | e ciò che fa la prima, e l'altre fanno, | addossandosi a lei, s'ella s'arresta, | semplici e quete, e lo 'mperché non sanno''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Come le pecorelle|III, 79-84}})
*{{NDR|Incontro con [[Manfredi di Sicilia]]}} ''Biondo era e bello e di gentile aspetto, | ma l'un de' cigli un colpo avea diviso.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|biondo era e bello|III, 107-108}})
*''Poscia ch'io ebbi rotta la persona | di due punte mortali, io mi rendei, | piangendo, a quei che volontier perdona. || Orribil furon li peccati miei; | ma la bontà infinita ha sì gran braccia, | che prende ciò che si rivolge a lei.'' (Manfredi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Poscia ch'io ebbi rotta la persona|III, 118-123}})
*''[[w:Or le bagna la pioggia e move il vento|Or le bagna la pioggia e move il vento]]'' [...]. (Manfredi, riferendosi al destino delle sue spoglie: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|verso 130|III, 130}})
*''Per lor maladizion sì non si perde, | che non possa tornar, l'etterno amore, | mentre che la speranza ha fior del verde.'' (Manfredi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Per lor maladizion|III, 133-135}})
*''Che ti fa ciò che quivi si pispiglia?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|che ti fa|V, 12}})
*''Vien dietro a me, e lascia dir le genti: | sta come torre ferma, che non crolla | già mai la cima per soffiar di venti; | ché sempre l'omo in cui pensier rampolla | sovra pensier, da sé dilunga il segno, | perché la foga l'un de l'altro insolla.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Vien dietro a me|V, 13-18}})
*''Ond'io, che solo innanzi a li altri parlo, | ti priego, se mai vedi quel paese | che siede tra [[Romagna]] e quel di Carlo,'' {{NDR|Carlo II d'Angiò}} ''| che tu mi sie di tuoi prieghi cortese | in Fano, sì che ben per me s'adori | pur ch'i' possa purgar le gravi offese.'' (Jacopo del Cassero: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Ond'io, che solo innanzi a li altri parlo|V, 67-72}})
*''Vid'io | [[Emorragia|de le mie vene farsi in terra laco]].'' (Jacopo del Cassero: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|vid'io|V, 83-84}})
*{{NDR|Su [[Pia de' Tolomei]]}}''"Deh, quando tu sarai tornato al mondo | e riposato de la lunga via", | seguitò 'l terzo spirito al secondo, | "ricorditi di me, che son la Pia; | [[Siena]] mi fé, disfecemi [[Maremma]]: | salsi colui che 'nnanellata pria | disposando m'avea con la sua gemma".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Deh, quando tu sarai tornato al mondo|V, 130-136}})
*''Pur Virgilio si trasse a lei, pregando | che ne mostrasse la miglior salita; | e quella non rispuose al suo dimando, | ama di nostro paese e de la vita | ci 'nchiese; e 'l dolce duca incominciava | "[[Mantova|Mantüa]] ...", e l'ombra, tutta in sé romita, | surse ver' lui del loco ove pria stava, | dicendo: "O Mantoano, io son Sordello | de la tua terra!"; e l'un l'altro abbracciava.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ama di nostro paese|VI, 67-75}})
*''Ahi serva [[Italia]], di dolore ostello, | nave sanza nocchiere in gran tempesta, | non donna di provincie, ma bordello!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ahi serva Italia|VI, 76-78}})
*''Ahi gente che dovresti esser devota, | e lasciar seder Cesare in la sella, | se bene intendi ciò che Dio ti nota, | guarda come esta fiera è fatta fella | per non esser corretta da li sproni, | poi che ponesti mano a la predella.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ahi gente che dovresti esser devota|VI, 91-96}})
*''Rade volte risurge per li rami ''{{NDR|figli}}'' | l'umana probitate; e questo vole | quei che la dà, perché da lui si chiami.'' (Sordello: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VII|Rade volte|VII, 121-123}})
*''Era già [[tramonto|l'ora che volge il disio]] | ai navicanti e 'ntenerisce il core | lo dì c' han detto ai dolci amici addio; | e che lo novo peregrin d'amore | punge, se ode squilla di lontano | che paia il giorno pianger che si more''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VIII|Era già l'ora che volge il disio|VIII, 1-6}})
*''Per lei''<ref>Beatrice d'Este, moglie di [[w:Nino Visconti|Nino Visconti]].</ref>'' assai di lieve si comprende | quanto in [[donna|femmina]] foco d'amor dura, | se l'occhio o 'l tatto spesso non l'accende.'' (Nino Visconti: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VIII|Per lei assai di lieve si comprende|VIII, 76-78}})
*''Oh vana gloria de l'umane posse! | com' poco verde in su la cima dura, | se non è giunta da l'etati grosse! | Credette [[Cimabue]] ne la pittura | tener lo campo, e ora ha [[Giotto]] il grido, | sì che la fama di colui è scura. | Così ha tolto [[Guido Cavalcanti|l'uno]] a l'[[Guido Guinizelli|altro Guido]] | la gloria de la lingua; e forse è nato | chi l'uno e l'altro caccerà del nido. | Non è il mondan romore altro ch'un fiato | di vento, ch'or vien quinci e or vien quindi, | e muta nome perché muta lato.'' (Oderisi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Oh vana gloria de l'umane posse!|XI, 91-102}})
*''Colui {{NDR|Provenzano Salvani}} che del cammin sì poco piglia | dinanzi a me, Toscana sonò tutta; | e ora a pena in Siena sen pispiglia, | ond'era sire quando fu distrutta | la rabbia fiorentina, che superba | fu a quel tempo sì com'ora è putta.'' (Oderisi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Colui che del cammin sì poco piglia|XI, 109-114}})
*{{NDR|Su Provenzano Salvani}} ''"Quando vivea più glorïoso", disse, | "liberamente nel [[Piazza del Campo|Campo di Siena]], | ogne vergogna diposta, s'affisse.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Colui che del cammin sì poco piglia|XI, 133-135}})
*''Mostrava come i figli si gittaro | sovra [[Sennacherìb]] dentro dal tempio, | e come, morto lui, quivi il lasciaro'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Mostrava come i figli si gittaro|XII, 52-54}})
*''Or [[superbia|superbite]], e via col viso altero, | figliuoli d'Eva, e non chinate il volto | sì che veggiate il vostro mal sentero!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Or superbite|XII, 70-72}})
*''A noi venìa la [[angelo|creatura bella]], | biancovestito e ne la faccia quale | par tremolando mattutina stella.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|A noi venìa la creatura bella|XII, 88-90}})
*''O gente umana, per volar sù nata, | perché a poco vento così cadi?'' (l'Angelo dell'umiltà: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|o gente umana|XII, 95-96}})
*''Ahi quanto son diverse quelle foci | da l'infernali! ché quivi per canti | s'entra, e là giù per lamenti feroci.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Ahi quanto son diverse quelle foci|XII, 112-114}})
*''Tu li vedrai tra quella gente vana | che spera in Talamone, e perderagli | più di speranza ch'a trovar la Diana''. (Sapìa Salvani: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIII|Tu li vedrai tra quella gente vana|XIII, 151-153}})
*[...] ''tra 'l Po e 'l monte e la marina e 'l Reno'' {{NDR|la [[Romagna]]}} [...] ([[:s:Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|XIV, 92]])
*''Oh [[Romagna|Romagnuoli]] tornati in bastardi! | Quando in Bologna un Fabbro si ralligna? | quando in Faenza un Bernardin di Fosco, | verga gentil di picciola gramigna?'' (Guido del Duca: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Oh Romagnuoli tornati in bastardi!|XIV, 99-102}})
*''Che volse dir lo spirto di Romagna'' {{NDR|Guido del Duca}}'', | e 'divieto' e 'consorte' menzionando?'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XV|Che volse dir lo spirto di Romagna|XV, 44-45}})
*''Lume v'è dato a bene e a malizia''. (Marco Lombardo: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI|lume v'è dato a bene e a malizia|XVI, 75}})
*''L'anima semplicetta che sa nulla, | salvo che, mossa da lieto fattore, | volontier torna a ciò che la trastulla.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI||XVI, 88-90}})<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/43|p. 11]].</ref>
*''Le [[legge|leggi]] son, ma chi pon mano ad esse? | Nullo, però che 'l pastor che procede, | rugumar può, ma non ha l'unghie fesse; | per che la gente, che sua guida vede | pur a quel ben fedire ond'ella è ghiotta, | di quel si pasce, e più oltre non chiede. | Ben puoi veder che la mala [[comportamento|condotta]] | è la cagion che 'l mondo ha fatto reo, | e non natura che 'n voi sia corrotta.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI|Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?|XVI, 97-105}})
*[...] ''quale aspetta prego e l'uopo vede, | malignamente già si mette al nego.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|riga57|XVII, 59-60}})
*''Ciascun confusamente un bene apprende | nel qual si queti l'animo, e disira; | per che di giugner lui ciascun contende.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|Ciascun confusamente un bene apprende|XVII, 127-129}})
*''Fino a quel punto misera e partita | da Dio anima fui'' {{NDR|[[papa Adriano V]]}}'', del tutto [[avarizia|avara]]; | or, come vedi, qui ne son punita.''<ref>Secondo molti commentatori qui Dante attribuisce a papa Adriano V, Ottobuono dei Fieschi (conti di Lavagna), papa dal 11 luglio 1276 al 18 agosto (giorno del suo decesso) dello stesso anno, caratteristiche che pare appartenessero invece ad uno dei suoi predecessori ed omonimo, Adriano IV, l'inglese Nicola Breakspear, papa dal dicembre 1154 al settembre 1159.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIX|Fino a quel punto misera e partita|XIX, 112-114}})
*''Contra miglior voler voler mal pugna; | onde contra 'l piacer mio, per piacerli, | trassi de l'acqua non sazia la spugna.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Contra miglior voler voler mal pugna|XX, 1-3}})
*''Maladetta sie tu, [[Cupidigia|antica lupa]], | che più che tutte l'altre bestie hai preda | per la tua fame sanza fine cupa! | O ciel, nel cui girar par che si creda | le condizion di qua giù trasmutarsi, | quando verrà per cui questa disceda?'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Maladetta sie tu, antica lupa|XX, 10-15}})
*''Queste parole m'eran sì piaciute, | ch'io mi trassi oltre per aver [[contezza]] | di quello spirto onde parean venute.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Queste parole|XX, 28-30}})
*''O avarizia, che puoi tu più farne, | poscia c' ha' il mio sangue a te sì tratto, | che non si cura de la propria carne? | Perché men paia il mal futuro e 'l fatto, | veggio in [[Anagni|Alagna]] intrar lo fiordaliso, | e nel [[Papa Bonifacio VIII|vicario suo]] Cristo esser catto. | Veggiolo un'altra volta esser deriso; | veggio rinovellar l'aceto e 'l fiele, | e tra vivi ladroni<ref>Guglielmo di Nogaret e Giacomo Sciarra Colonna.</ref> esser anciso. | Veggio [[Filippo IV di Francia|il novo Pilato]] sì crudele, | che ciò nol sazia, ma sanza decreto | portar nel Tempio le cupide vele. | O Segnor mio, quando sarò io lieto | a veder la vendetta che, nascosa, | fa dolce l'ira tua nel tuo secreto?'' (Ugo Capeto sullo schiaffo di Anagni: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|O avarizia, che puoi tu più farne|XX, 82-96}})
*''Ma perché lei che dì e notte fila | non li avea tratta ancora la conocchia | che Cloto impone a ciascuno e compila,'' | [...]. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXI|Ma perché lei che dì e notte fila|XXI, 25-27}})
*''De l'[[Eneide|Eneïda]] dico, la qual mamma | fummi, e fummi nutrice, poetando: | sanz'essa non fermai peso di dramma.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXI|de l'Eneïda dico|XXI, 97-99}})
*''Veramente più volte [[Apparenza|appaion]] cose | che danno a dubitar falsa matera | per le vere ragion che son nascose.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Veramente più volte appaion cose|XXII, 28-30}})
*''Facesti come quei che va di notte, | che porta il lume dietro e sé non giova, | ma dopo sé fa le persone dotte''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Facesti come quei che va di notte|XXII, 67-69}})
*''Più pensava [[Maria]] onde | fosser [[Tramutazione dell'acqua in vino|le nozze]] orrevoli e intere, | ch'a la sua bocca, ch'or per voi risponde. || E le Romane antiche, per lor bere, | contente furon d'acqua; e [[Daniele (profeta)|Danïello]] | dispregiò cibo e acquistò savere. || Lo [[Età dell'oro|secol primo]], quant'oro fu bello, | fé savorose con fame le ghiande, | e nettare con sete ogne ruscello. || Mele e locuste furon le vivande | che nodriro il [[Giovanni Battista|Batista]] nel diserto; | per ch'elli è glorïoso e tanto grande || quanto per lo Vangelio v'è aperto.'' (Stazio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Poi disse|XXII, 142-154}})
*''Io dicea fra me stesso pensando: "Ecco | la gente che perdé [[Gerusalemme|Ierusalemme]], | quando Maria nel figlio diè di becco!".''<ref>Qui Dante fa riferimento a quanto [[w:Flavio Giuseppe|Flavio Giuseppe]] narra nella sua ''Guerra giudaica'' a proposito della guerra di Roma contro gli ebrei: l'assedio di Gerusalemme fu così lungo e duro per gli assediati che una certa Maria avrebbe ucciso il figlio per cibarsi delle sue carni.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIII|Io dicea fra me stesso pensando|XXIII, 28-30}})
*''Tutta esta gente che piangendo canta | per seguitar la [[Gola (ingordigia)|gola]] oltra misura, | in fame e 'n sete qui si rifà santa.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIII|Tutta esta gente che piangendo canta|XXIII, 64-66}})
*''"O frate, issa vegg'io", diss'elli, "il nodo | che [[Giacomo da Lentini|'l Notaro]] e [[Guittone d'Arezzo|Guittone]] e [[Bonagiunta Orbicciani|me]] ritenne | di qua dal [[dolce stil novo]] ch'i' odo! || Io veggio ben come le vostre penne | di retro al dittator sen vanno strette, | che de le nostre certo non avvenne; || e qual più a gradire oltre si mette, | non vede più da l'uno a l'altro stilo"; | e, quasi contentato, si tacette.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|O frate|XXIV, 55-63}})
*''Sì accostati a l'un d'i due vivagni ''{{NDR|orli del cerchio}}'' | passammo, udendo colpe de la gola | seguite già da miseri guadagni.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|Sì accostati|XXIV, 127-129}})
*''Così per entro loro schiera bruna | s'mmusa l'una con l'altra [[formica]], | forse a spïar lor via e lor fortuna.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVI|così per entro|XXVI, 34-36}})
*''La nova gente: "Soddoma e Gomorra"; | e l'altra: "Ne la vacca entra Pasife, | perché 'l torello a sua [[lussuria]] corra".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVI|la nova gente|XXVI, 40-42}})
*[...] ''giovane e bella in sogno mi parea | donna vedere andar per una landa | cogliendo fiori; e cantando dicea: || "Sappia qualunque il mio nome dimanda | ch'i' mi son [[Lia (Bibbia)|Lia]], e vo movendo intorno | le belle mani a farmi una ghirlanda. || Per piacermi a lo specchio, qui m'addorno; | ma mia suora [[Rachele|Rachel]] mai non si smaga | dal suo miraglio, e siede tutto giorno. || Ell'è d'i suoi belli occhi veder vaga | com'io de l'addornarmi con le mani; | lei lo vedere, e me l'ovrare appaga".'' (XXVII, 97-108)
*''Non aspettar mio dir più né mio cenno; | libero, dritto e sano è tuo [[Libero arbitrio|arbitrio]], | e fallo fora non fare a suo senno: | per ch'io te sovra te corono e mitrio.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVII|Non aspettar mio dir più né mio cenno;|XXVII, 139-142}})
*''Sovra candido vel cinta d'uliva | donna m'apparve, sotto verde manto | vestita di color di fiamma viva.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|Sovra candido vel cinta d'uliva|XXX, 31-33}})
*''"Conosco i segni de l'antica fiamma". | Ma Virgilio n'avea lasciati scemi | di sé, Virgilio dolcissimo patre, | Virgilio a cui per mia salute die'mi.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|Conosco i segni de l'antica fiamma|XXX, 48-51}})<ref>({{Cfr|m}} ''Adgnosco veteris vestigia flammae'' ([[Publio Virgilio Marone]], ''[[Eneide]]''). ''Vedi'' [[w:Conosco i segni de l'antica fiamma|Conosco i segni de l'antica fiamma]] su Wikipedia)</ref>
*''Ché pianger ti conven per altra spada.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|ché pianger ti conven per altra spada.|XXX, 57}})
===[[Explicit]]===
<poem>
Io ritornai da la santissima onda
rifatto sì come piante novelle
rinovellate di novella fronda,
puro e disposto a salire a le stelle.
</poem>
===Citazioni sul ''Purgatorio''===
*Nel canto XI, la parafrasi del ''Pater'' è d'una bellezza che ha del prodigioso; il linguaggio umano si eleva d'un tratto a un'altezza che noi non raggiungiamo più; si direbbe che la grazia {{sic|inebbrii}} tale linguaggio, ma d'un'ebbrezza divina che conserva tutta la sua lucidità. Manca a Dante il balbettamento del mistico che esce dall'estasi; questo uomo cammina nell'azzurro come su una strada. ([[Julien Green]])
==''Paradiso''==
===[[Incipit]]===
<poem>
La [[Gloria di Dio|gloria]] di colui che tutto move
per l'universo penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove.
</poem>
===Citazioni===
*''Poca favilla gran fiamma seconda''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Poca favilla gran fiamma seconda|I, 34}})
*''Trasumanar significar per verba | non si poria; però l'essemplo basti | a cui esperïenza grazia serba.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Trasumanar|I, 70-72}})
*''Intra due cibi, distanti e moventi | d'un modo, prima si morria di fame, | che liber'omo l'un recasse ai [[dente|denti]]''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IV|Intra due cibi|IV, 1-3}})
*''[[Volontà]], se non vuol, non s'ammorza, | ma fa come natura face in foco, | se mille volte vïolenza il torza.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IV|volontà|IV, 76-78}})
*''Apri la mente a quel ch'io ti paleso | e fermalvi entro; ché non fa [[conoscenza|scïenza]], | sanza lo [[memoria|ritenere]], avere inteso.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto V|Apri la mente|V, 40-42}})
*''Siate, [[Cristiano (religione)|Cristiani]], a muovervi più gravi: | non siate come penna ad ogne vento, | e non crediate ch'ogne acqua vi lavi. | Avete il novo e 'l vecchio Testamento, | e 'l pastor de la Chiesa che vi guida; | questo vi basti a vostro salvamento. | Se mala cupidigia altro vi grida, | uomini siate, e non pecore matte, | sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto V|Siate, Cristiani|V, 73-81}})
*{{NDR|Sulla [[Provenza]]}} ''Quella sinistra riva che si lava | di Rodano poi ch'è misto con Sorga'' [...]. ([[:s:Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|VIII, 58-59]])
*[...] ''e quel [[Reggio Calabria|corno d'Ausonia]] che s'imborga | di Bari e di Gaeta e di Catona, | da ove Tronto e Verde in mare sgorga.''<ref>Il poeta si riferisce alla fortificazione che sorgeva nel quartiere di Catona.</ref> ([[:s:Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|VIII, 61-63]])
*''E la bella [[Sicilia|Trinacria]], che caliga | tra Pachino e Peloro, sopra 'l golfo | che riceve da Euro maggior briga, | non per Tifeo ma per nascente solfo, | attesi avrebbe li suoi regi ancora, | nati per me di Carlo e di Ridolfo, | se mala segnoria, che sempre accora | li popoli suggetti, non avesse | mosso [[Palermo]] a gridar: "Mora, mora!".''<ref>Riferimento ai [[Vespri Siciliani]].</ref> (Carlo Martello: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|E la bella Trinacria|VIII, 67-75}})
*''E non pur le nature [[Provvidenza|provedute]] | sono in la mente ch'è da sé perfetta, | ma esse insieme con la lor salute: | per che quantunque quest'arco saetta | disposto cade a proveduto [[Scopo|fine]], | sì come cosa in suo segno diretta.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII||VIII, 100-105}})
*[...] ''ma tosto fia che [[Padova]] al palude | cangerà l'acqua che Vincenza bagna, | per essere al dover le genti crude; | e [[Treviso|dove]] Sile e Cagnan s'accompagna, | [[Rizzardo II da Camino|tal]] signoreggia e va con la testa alta, | che già per lui carpir si fa la ragna.'' (Cunizza da Romano: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX|ma tosto fia che Padova|IX, 46-51}})
*''Tu vuo' saper chi è in questa lumera | che qui appresso me così scintilla | come raggio di sole in acqua mera. || Or sappi che là entro si tranquilla | [[Raab]]; e a nostr'ordine congiunta, | di lei nel sommo grado si sigilla.'' (Folchetto di Marsiglia: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX||IX, 112-117}})
*''[[Firenze|La tua città]], che di [[Lucifero|colui]] è pianta | che pria volse le spalle al suo fattore | e di cui è la 'nvidia tanto pianta, | produce e spande il [[Fiorino|maladetto fiore]] | c'ha disvïate le pecore e li agni, | però che fatto ha lupo del pastore. | Per questo l'Evangelio e i dottor magni | son derelitti, e solo ai Decretali | si studia, sì che pare a' lor vivagni. | A questo intende il [[papa]] e' cardinali; | non vanno i lor pensieri a Nazarette, | là dove Gabrïello aperse l'ali. | Ma Vaticano e l'altre parti elette | di Roma che son state cimitero | a la milizia che Pietro seguette, | tosto libere fien de l'avoltero.'' (Folchetto di Marsiglia: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX|La tua città|IX, 127-142}})
*''Guardando nel suo Figlio con l'Amore | che l'uno e l'altro etternalmente spira, | lo primo e ineffabile Valore | quanto per mente e per loco si gira | con tant'ordine fé, ch'esser non puote | sanza gustar di lui chi ciò rimira.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|Guardando nel suo Figlio con l'Amore|X, 1-6}})
*''Lo [[sole|ministro maggior de la natura]], | che del valor del ciel lo mondo imprenta | e col suo lume il tempo ne misura, | con quella parte che sù si rammenta | congiunto, si girava per le spire | in che più tosto ognora s'appresenta'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|riga27|X, 28-33}})
*''E se le [[fantasia|fantasie]] nostre son basse | a tanta altezza, non è maraviglia; | ché sopra 'l sol non fu [[occhio]] ch'andasse.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|E se le fantasie nostre|X, 46-48}})
*''Ne la corte del cielo, ond'io rivegno, | si trovan molte gioie care e belle | tanto che non si posson trar del regno; | e 'l canto di quei lumi era di quelle; | chi non s'impenna sì che là sù voli, | dal muto aspetti quindi le novelle.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|Ne la corte del cielo|X, 70-75}})
*''O insensata cura de' mortali, | quanto son difettivi silogismi | quei che ti fanno in basso batter l'ali! | Chi dietro a iura e chi ad amforismi | sen giva, e chi seguendo sacerdozio, | e chi regnar per forza o per sofismi, | e chi rubare e chi civil negozio, | chi nel diletto de la carne involto | s'affaticava e chi si dava a l'ozio, | quando, da tutte queste cose sciolto, | con Bëatrice m'era suso in cielo | cotanto glorïosamente accolto.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|O insensata cura de' mortali|XI, 1-12}})
*{{NDR|Su [[Francesco d'Assisi|Francesco]] e [[Domenico di Guzmán|Domenico]]}} ''L'un fu tutto serafico in ardore; | l'altro per sapïenza in terra fue | di cherubica luce uno splendore.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|san Francesco e san Domenico|XI, 37-39}})
*''Intra Tupino e l'acqua che discende | del colle eletto dal beato Ubaldo, | fertile costa d'alto monte pende, | onde [[Perugia]] sente freddo e caldo | da Porta Sole; e di rietro le piange | per grave giogo Nocera con Gualdo. | Di questa costa, là dov'ella frange | più sua rattezza, nacque al mondo un sole, | come fa questo talvolta di Gange. | Però chi d'esso loco fa parole, | non dica [[Assisi|Ascesi]], ché direbbe corto, | ma Orïente, se proprio dir vuole.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|Intra Tupino|XI, 43-54}})
*''Oh ignota ricchezza! oh ben ferace! | Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro | dietro a [[Francesco d'Assisi|lo sposo]], sì [[Povertà|la sposa]] piace.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!|XI, 82-84}})
*''E questo ti sia sempre piombo a' piedi, | per farti mover lento com'uom lasso | e al sì e al no che tu non vedi: | ché quelli è tra li stolti bene a basso, | che sanza distinzione afferma e nega | ne l'un così come ne l'altro passo; | perch'elli 'ncontra che più volte piega | l'oppinïon corrente in falsa parte, | e poi l'affetto l'intelletto lega. | Vie più che 'ndarno da riva si parte, | perché non torna tal qual e' si move, | chi pesca per lo vero e non ha l'arte. | E di ciò sono al mondo aperte prove | [[Parmenide]], [[Melisso di Samo|Melisso]] e [[Brisso]] e molti, | li quali andaro e non sapëan dove; | sì fé [[Sabellius|Sabellio]] e [[Ario|Arrio]] e quelli stolti | che furon come spade a le Scritture | in render torti li diritti volti. | Non sien le genti, ancor, troppo sicure | a giudicar, sì come quei che stima | le biade in campo pria che sien mature; | ch'i' ho veduto tutto 'l verno prima | lo prun mostrarsi rigido e feroce, | poscia portar la rosa in su la cima; | e legno vidi già dritto e veloce | correr lo mar per tutto suo cammino, | perire al fine a l'intrar de la foce. | Non creda donna Berta e ser Martino, | per vedere un furare, altro offerere, | vederli dentro al consiglio divino; | ché quel può surgere, e quel può cadere.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIII|E questo|XIII, 112-142}})
*''Qual si lamenta perché qui si moia | per viver colà sù, non vide quive | lo refrigerio de l'etterna ploia. | Quell'uno e due e tre che sempre vive | e regna sempre in tre e 'n due e 'n uno, | non circunscritto, e tutto circunscrive, | tre volte era cantato da ciascuno | di quelli spirti con tal melodia, | ch'ad ogne merto saria giusto muno.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIV|Qual si lamenta perché qui si moia|XIV, 25-33}})
*[...] ''distinta da minori e maggi | lumi biancheggia tra' poli del mondo | [[Via Lattea|Galassia]] sì, che fa dubbiar ben saggi'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIV||XIV, 97-99}})
*''Ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso | tal, ch'io pensai co' miei toccar lo fondo | de la mia gloria e del mio paradiso.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XV|ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso|XV, 34-36}})
*''Sempre la [[confusione|confusion]] de le persone | principio fu del mal de la cittade.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVI|Sempre la confusion de le persone|XVI, 67-68}})
*''E come 'l volger del ciel de la [[luna]] | cuopre e discuopre i liti sanza posa, | così fa di [[Firenze|Fiorenza]] la Fortuna: | per che non dee parer mirabil cosa | ciò ch'io dirò de li alti Fiorentini | onde è la fama nel tempo nascosa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVI|E come 'l volger del ciel de la luna|XVI, 82-87}})
*''Tu proverai sì come sa di [[sale]] | lo [[pane]] altrui, e come è duro calle | lo scendere e 'l salir per l'altrui scale.'' (Cacciaguida: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVII|Tu proverai sì come sa di sale|XVII, 58-60}})
*''{{NDR|Su Bartolomeo della Scala}} [...] in te avrà sì benigno riguardo, | che del fare e del chieder, tra voi due, | fia primo quel che tra li altri è più tardo.'' (Cacciaguida: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVII|Tu proverai sì come sa di sale|XVII, 74-75}})
*''E quel che mi convien ritrar testeso ''{{NDR|subito}}'', | non portò voce mai, né scrisse [[inchiostro|incostro]], | né fu per [[fantasia]] già mai compreso''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIX|E quel che mi convien ritrar testeso|XIX, 7-9}})
*''Or tu chi se', che vuo' sedere a scranna, | per giudicar di lungi mille miglia | con la veduta corta d'una spanna?'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIX|Or tu chi se|XIX, 79-81}})
*''E quel che vedi ne l'arco declivo, | [[Guglielmo II di Sicilia|Guglielmo]] fu, cui quella terra plora | che piagne Carlo e Federigo vivo: | ora conosce come s'innamora | lo ciel del giusto rege, e al sembiante | del suo fulgore il fa vedere ancora.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XX|E quel che vedi|XX, 61-66}})
*''Quale [[allodola|allodetta]] che 'n aere si spazia | prima cantando, e poi tace contenta | de l'ultima dolcezza che la sazia, | tal mi sembiò l'imago de la 'mprenta | de l'etterno piacere, al cui disio | ciascuna cosa qual ell'è diventa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XX|Quale allodetta|XX, 73-78}})
*''In quel loco fu' io [[Pietro Damiano]], | e Pietro Peccator fu' ne la casa | di Nostra Donna in sul lito adriano. | Poca vita mortal m'era rimasa, | quando fui chiesto e tratto a quel cappello, | che pur di male in peggio si travasa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXI|Pietro Damiano|XXI, 121-126}})
*''L'aiuola che ci fa tanto feroci, | volgendom'io con li etterni Gemelli, | tutta m'apparve da' colli a le foci; | poscia rivolsi li occhi a li occhi belli.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXII|L'aiuola che ci fa tanto feroci|XXII, 151-154}})
*{{NDR|Sulla ''Commedia''}} [...] ''{{'}}l poema sacro | al quale ha posto mano e cielo e terra'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXV||XXV, 1-2}})<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/37|p. 5]].</ref>
*''La Chiesa militante alcun figliuolo | non ha con più [[speranza]], com'è scritto | nel Sol che raggia tutto nostro stuolo: | però li è conceduto che d'Egitto | vegna in [[Gerusalemme|Ierusalemme]]''<ref>Qui Dante intende per Ierusalemme la cosiddetta "Gerusalemme celeste", cioè il [[paradiso]].</ref>'' per vedere, | anzi che 'l militar li sia prescritto.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXV|La Chiesa militante|XXV, 52-57}})
*''Opera naturale è ch'uom favella; | ma così o così, natura lascia | poi fare a voi secondo che v'abbella.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXVI|Opera naturale è ch'uom favella|XXVI, 130-132}})
*''Quand'ïo udi': «Se io ''{{NDR|[[Pietro apostolo|San Pietro]]}}'' mi trascoloro, | non ti maravigliar, ché, dicend'io, | vedrai trascolorar tutti costoro. | Quelli ch'usurpa in terra il luogo mio, | il luogo mio, il luogo mio che vaca | ne la presenza del [[Gesù|Figliuol di Dio]], | fatt' ha del cimitero mio cloaca | del sangue e de la puzza; onde 'l perverso | che cadde di qua sù, là giù si placa».'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXVII|San Pietro|XXVII, 19-27}})
*''La piaga che [[Maria]] richiuse e unse, | quella ch'è tanto bella da' suoi piedi | è [[Eva|colei]] che l'aperse e che la punse. || Ne l'ordine che fanno i terzi sedi, | siede [[Rachele|Rachel]] di sotto da costei | con Bëatrice, sì come tu vedi. || [[Sara (Bibbia)|Sarra]] e [[Rebecca (Bibbia)|Rebecca]], [[Giuditta|Iudìt]] e [[Rut (personaggio biblico)|colei]] | che fu bisava al [[Davide|cantor]] che per doglia | del fallo disse "Miserere mei", || puoi tu veder così di soglia in soglia | giù digradar, com'io ch'a proprio nome | vo per la rosa giù di foglia in foglia.'' (Bernardo: XXXII, 4-15)
*''[[Maria|Vergine Madre]], figlia del tuo figlio, | umile e alta più che creatura, | termine fisso d'etterno consiglio, | tu se' colei che l'[[uomo|umana natura]] | nobilitasti sì, che 'l suo fattore | non disdegnò di farsi sua fattura.'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII|Vergine Madre|XXXIII, 1-6}})
*''Nel ventre tuo si raccese l'[[rima fiore-amore|amore]], | per lo cui caldo ne l'etterna pace | così è germinato questo [[rima fiore-amore|fiore]].'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII||XXXIII, 7-9}})
*''La tua benignità non pur soccorre | a chi domanda, ma molte fïate | liberamente al dimandar precorre.'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII||XXXIII, 16-18}})
===[[Explicit]]===
<poem>
A l'alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e 'l velle,
sì come rota ch'igualmente è mossa,
[[Dio|l'amor]] che move il [[sole]] e l'altre [[stella|stelle]].
</poem>
===Citazioni sul ''Paradiso''===
*Il paradiso dantesco è l'apoteosi del virtuale, degli immateriali, del puro software, senza il peso dello hardware terrestre e infernale, di cui rimangono i cascami nel purgatorio. Il ''Paradiso'' è più che moderno, può diventare, per il lettore che abbia dimenticato la storia, tremendamente futuribile. È il trionfo di una energia pura, ciò che la ragnatela del [[Internet|Web]] ci promette e non saprà mai darci, è una esaltazione di flussi, di corpi senz'organi, un poema fatto di novae e stelle nane, un [[Big Bang]] ininterrotto, un racconto le cui vicende corrono per la lunghezza di anni luce e, se proprio volete ricorrere a esempi familiari, una trionfale [[2001: Odissea nello spazio|odissea nello spazio]], a lietissimo fine. Se volete, leggete il ''Paradiso'' anche così, male non potrà farvi e sarà meglio di una discoteca stroboscopica e dell'ecstasy. Perché, quanto a estasi, la terza cantica mantiene le sue promesse. ([[Umberto Eco]])
*Subito, nei primi versi del ''Paradiso'', nell'invocazione ad Apollo, [[Dante Alighieri|Dante]] chiarisce perché la sfida sia estrema:<br><br>{{Centrato|''Entra nel petto mio, e spira tue {{!}} sì come quando [[Marsia|Marsïa]] traesti {{!}} de la vagina de le membra sue.''}}<br>[[Dio]], l'ispiratore della poesia sacra, viene paragonato ad Apollo, quando spellò vivo Marsia, che aveva osato sfidarlo, e ne estrasse il corpo scorticato dalla pelle – la guaina, la «vagina» delle sue membra. Dunque la poesia sacra, che Dante sta per iniziare, porta con sé l'ombra di un delitto mitico: è essa stessa un delitto; ci distrugge, ci annichila, ci uccide, sia pure per farci uscire da noi e farci conoscere la rivelazione. Dante ci mette sull'avviso: il suo libro sacro sarà tremendo, molto più dell<nowiki>'</nowiki>''Inferno'', e chi oserà leggerlo dovrà contare su un coraggio intellettuale, che nemmeno per un attimo potrà distendersi e rallentare. Tutta quella luce non ci illuda. Tutto quell'amore non ci incanti. Se il libro di Dante è tremendo, se senza fine l'Apollo cristiano spellerà davanti ai nostri occhi il corpo vivo di Marsia, è per una ragione evidente. Dio è tremendo. Come i veri credenti sanno, Dio non è nulla di misurato o tranquillo o ragionevole o pacato: è un «infinito eccesso», una fatale sovrabbondanza rispetto a tutti gli uomini e alle cose create. ([[Pietro Citati]])
==Similitudini==
*''E come quei che con lena affannata | uscito fuor del pelago a la riva | si volge a l'acqua perigliosa e guata, | così l'animo mio, ch'ancor fuggiva, | si volse a retro a rimirar lo passo | che non lasciò già mai persona viva.'' (da ''Inferno, I, 22-27'')
*''E qual è quei che volontieri acquista, | e giugne 'l tempo che perder lo face, | che 'n tutti suoi pensier piange e s'attrista; | tal mi fece la bestia sanza pace, | che, venendomi 'ncontro, a poco a poco | mi ripigneva là dove 'l sol tace.'' (da ''Inferno, I, 55-60'')
*''E qual è quei che disvuol ciò che volle | e per novi pensier cangia proposta, | sì che dal cominciar tutto si tolle, | tal mi fec'ïo 'n quella oscura costa, | perché, pensando, consumai la 'mpresa | che fu nel cominciar cotanto tosta.'' (da ''Inferno, II, 37-42'')
*''Quali i fioretti, dal notturno gelo | chinati e chiusi, poi che 'l sol li 'mbianca | si drizzan tutti aperti in loro stelo, | tal mi fec'io di mia virtute stanca.'' (da ''Inferno, II, 127-130'')
*''Diverse lingue, orribili favelle, | parole di dolore, accenti d'ira, | voci alte e fioche, e suon di man con elle | facevano un tumulto, il qual s'aggira | sempre in quell'aura sanza tempo tinta, | come la rena quando turbo spira.'' (da ''Inferno, III, 25-30'')
*''Come d'[[autunno]] si levan le [[foglia|foglie]] | l'una appresso de l'altra, fin che 'l ramo | vede a la terra tutte le sue spoglie, | similmente il mal seme d'Adamo | gittansi di quel lito ad una ad una, | per cenni come augel per suo richiamo.'' (da ''Inferno, III, 112-117'')
*''Io venni in luogo d'ogni luce muto, | che mugghia come fa mar per tempesta, | se da contrari venti è combattuto.'' (da ''Inferno, V, 28-30'')
*''E come li stornei ne portan l'ali | nel freddo tempo a schiera larga e piena, | così quel fiato li spiriti mali | di qua, di là, di giù, di su li mena; | nulla speranza li conforta mai, | non che di posa, ma di minor pena. | E come i gru van cantando lor lai, | faccendo in aere di sé lunga riga, | così vidi venir, traendo guai, | ombre portate da la detta briga;'' (da ''Inferno, V, 40-49'')
*''Quali [[colomba|colombe]], dal disio chiamate, | con l'ali alzate e ferme al dolce nido | vegnon per l'aere, dal voler portate; | cotali uscir de la schiera ov'è Dido, | a noi venendo per l'aere maligno, | sì forte fu l'affettüoso grido.'' (da ''Inferno, V, 82-87'')
*''Qual è quel [[cane]] ch'abbaiando agogna, | e si racqueta poi che 'l pasto morde, | ché solo a divorarlo intende e pugna, | cotai si fecer quelle facce lorde | de lo demonio [[Cerbero]], che 'ntrona | l'anime sì, ch'esser vorrebber sorde.'' (da ''Inferno, VI, 28-33'')
*''Quali dal [[vento]] le gonfiate [[vela (sistema di propulsione)|vele]] | caggiono avvolte, poi che l'alber fiacca, | tal cadde a terra la fiera crudele.'' (da ''Inferno, VII, 13-15'')
*''Come fa l'onda là sovra Cariddi, | che si frange con quella in cui s'intoppa, | così convien che qui la gente riddi.'' (da ''Inferno, VII, 22-24'')
===Citazioni sulle similitudini===
*La similitudine in Dante, pur nella sua immediatezza e nel suo realismo, si carica sempre di accenti morali. (dalle note curate da Emilio Alessandro Panaitescu a ''La Divina Commedia'', Fabbri, Milano, 1982)
*Delle similitudini e immagini è me' tacere che dirne poco, perché in queste non ha avuto mai pari; così nell'appropriarle maravigliosamente a proposito, come nell'esprimere felicemente, e secondo la propria natura loro, le {{sic|imagini}} brevissimamente, quell'altre più largamente, e non però di soperchio. ([[Vincenzo Borghini]])
==Citazioni sulla ''Divina Commedia''==
*[[Gotico]] significava goffo, rozzo, informe. Ad un edificio gotico presto s'avvezzarono i Britanni ad eguagliare la «Commedia», ritengo dietro l'esempio dei Francesi, dimentichi delle marmoree commedie sollevate al cielo dagli avi loro, nelle età barbare e caotiche, e spasimanti dietro le forme elleniche, classiche, luminosissime. ([[Arturo Farinelli]])
*Il Divino Poema fu ed è anch'oggi per tutti noi codice di civiltà, fulgore di scienza razionale e {{sic|dommatica}}, dove fede e ragione mostrano al mondo la loro potenza suprema, quando, distinte, pur s'accordano e s'avvalorano a vicenda nell'acquisto del vero e del bene. ([[Augusto Alfani]])
*In Dante veggo essere grandissime e bellissime parti, e le principali tutte che si richieggon a un gran Poema. Che vi sia poi qualche difettuzzo o mancamento, io non lo niego: sia dell'uomo o dell'età, non rileva a questo punto di qual sia più perfetto e migliore, se ben serve o per iscusa o per qualche altra cosa: come non servirebbe a fare che una figura di [[Giotto]] fusse più bella d'una d'[[Andrea del Sarto]], il dire che nell'età di colui l'arte della Pittura non era tanto inluminata, quanto ella fu poi; servirà bene a dire che Giotto in tante tenebre fece miracoli, e non ebbe pari; dove questo altro ebbe manco difficultà assai, e de' pari, e forse de' superiori qualcuno. Ma io non credo che il punto in Dante consista qui, se bene questa scusa ci bisognerà in alcune poche voci solamente quanto attiene alla comparazione del Petrarca. Ma il punto vero sarà qual sia di maggior lode degno o un Epico o Eroico poema grande, non interamente perfetto, o un piccolo e minuto che sia perfetto: perché può bene stare che si truovi una cosa piccola bellissima, pogniam caso una cappellina con bellissima proporzione d'architettura e ricchezza di cornici, che nondimeno non {{sic|arà}} a fare con la {{sic|fabrica}} d'un gran tempio con pochi ornamenti; e in simili comparazione sogliono dire i nostri uomini a tanto per tanto, o pur del tanto, come disse il Villani... ([[Vincenzo Borghini]])
*L'oggetto della Commedia, anche se essa raffigura lo stato delle anime dopo la morte, rimane la vita terrena in tutta la sua ampiezza e il suo contenuto; tutto quanto avviene in alto o in basso nel regno dell'aldilà, si riferisce al dramma dell'uomo nell'aldiquà. ([[Erich Auerbach]])
*La «Commedia» è una gran boscaglia, fitta, densa intricata, che sgomenta al primo entrarvi, e dove non risplende sole. Più franco e sicuro è il passo negli orti ameni, offerti dai poemi allegorici di Francia. I cristianissimi di Spagna, quando vanno in sogno all'altro mondo, e vedono e descrivono gli abissi infernali, chiedono, come i fratelli di Francia, soccorso d'immaginazione a Virgilio più che a Dante. ([[Arturo Farinelli]])
*La Commedia ha rappresentato l'unità fisica, etica e politica del cosmo scolastico-cristiano in un'epoca in cui essa cominciava a perdere la sua invulnerabilità ideologica: l'atteggiamento concettuale di Dante è quello difensivo di un conservatore e la sua lotta tende alla riconquista di ciò che è già perduto. ([[Erich Auerbach]])
*La "Commedia" non è un'opera, è un lungo monologo che mette il lettore di fronte a scelte radicali legate alla tragedia dello stare al mondo e alla speranza di salvezza. ([[Vittorio Sermonti]])
*La {{sic|divina}} Commedia è con ragione chiamata la Bibbia nazionale, è il vero poema cosmopolitico insieme ed italiano. ([[Licurgo Cappelletti]])
*La {{sic|divina commedia}} non è veramente il libro del perdono. ([[Raffaele Garofalo]])
*La [[Norvegia]] è uno dei pochissimi Paesi che non abbiano la ''Commedia'' di Dante tradotta (esclusa solo un'avara e discontinua antologia del 1965, che mi viene fatta vedere all'Istituto di cultura). Penso a [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]] che mi ricordava con una punta di orgoglio le settanta traduzioni di Dante – dico settanta – nelle varie lingue della [[Unione Sovietica|federazione]] (e capisco il dramma dell'impero sovietico!). ([[Giovanni Spadolini]])
*La preferenza dello [[Percy Bysshe Shelley|Shelley]] riguardo al valore estetico delle tre Cantiche, paragonate fra loro, parrebbe rivolta al Paradiso, in cui le immagini radiose, la gemmea colorazione, il perenne fulgore dello sfondo, dovevano particolarmente gradire al suo spirito sì propenso alle vive irradiazioni, agli effetti di luce e di tinte trasparenti. Inoltre egli osserva come, nell'apprezzamento delle Cantiche, i critici più acuti abbiano invertito il giudizio del volgo ammirando assai più i pregi dell'ultima parte di quelli delle altre. La terza Cantica gli offriva insuperabili splendori d'arte; quell'ascensione del poeta di stella in stella apparivagli come la più fulgida manifestazione della poesia moderna. ([[Federico Olivero]])
*Nell'origin sua la [[poesia]] è la scienza delle umane e divine cose, convertita in immagine fantastica ed armoniosa.<br/>La quale immagine noi, sopra ogn'altro poema italiano ravvisiamo vivamente nella Divina Commedia di Dante, il quale s'innalzò al sommo nell'esprimere, ed alla maggior vivezza pervenne, perché più largamente e più profondamente d'ogni altro nella nostra lingua concepiva: essendo la locuzione immagine dell'intelligenza, da cui il favellare trae la forza e il calore. E giunse egli a sì alto segno d'intendere e profferire, perché dedusse la sua scienza dalla cognizione delle cose divine, in cui le naturali, e le umane e civili, come in terso cristallo, riflettono... ([[Giovanni Vincenzo Gravina]])
*''Officio è del poeta | giovar e dilettar con tal maniera | di stile, che 'l lettore non s'attedia; | e ciò fa Dante ne la sua ''Comedia''.'' ([[Teofilo Folengo]])
*Per la Francia, come per la Spagna, la Germania e l'Inghilterra, la lingua di Dante doveva offrire gravissimi ostacoli ad ognuno che voleva pur internarsi in quel singolarissimo mondo della «Commedia». La lingua e l'afflato della poesia medesima; se non l'intendi in ogni sfumatura più delicata, e non l'hai chiara e vibrante nel cuore, non giungerai alla sua anima; e ti fluttuerà innanzi, sempre velata di mistero. I traduttori più abili non suppliscono alla tua propria virtù di penetrazione, e ridanno infiacchito e travisato l'originale, che pur si rispetta. ([[Arturo Farinelli]])
*Se si facesse il censimento di quanti dantisti laureati hanno letto la ''Divina Commedia'' da capo a fondo, senza interruzione, come si legge un romanzo moderno, non sappiamo quanti potrebbero in coscienza rispondere all'appello. Se non fosse così non si sarebbero versati fiumi d'inchiostro per dire tante scempiaggini, attaccandosi ai particolari più insignificanti e trascurando la visione generale del poema.<br>Perché la ''Divina Commedia'' – l'immagine è vecchia, ma in fondo esatta – è come una cattedrale gotica piena di simboli e di rappresentazioni di ogni genere, conchiusi tuttavia in una cornice, che dà una potente unità ai particolari, fino al punto che questi perdono gran parte della loro importanza considerati separatamente. Se l'immagine non piace, si potrà non meno esattamente paragonare il poema alla volta della Sistina in cui nessuno si sognerebbe di considerare separate dal tutto le varie figure. Ora i dantisti hanno fatto proprio così. Hanno costruita una impalcatura e ciascuno si è messo col naso su di un particolare, perdendo di vista l'insieme dell'opera. La conseguenza più grave di tutto questo è che essi impediscono agli altri di vedere. Fuori di metafora, tutti esitano ad accostarsi alla ''Divina Commedia'' tanto è spaventosa la mole dei commenti che l'ingombra. ([[Sebastiano Arturo Luciani]])
===[[Roberto Benigni]]===
*Dante ci fa entrare in quello che solo l'intelligenza è in grado di cercare ma, da sola, non è capace di trovare. La sua forza è essere profondamente laico. Non ha atteggiamenti pappalardeschi, come direbbe lui, da falsi devoti. È religioso senza essere mai pretesco, bigotto. Non si rivolge a Dio, alla Madonna, ai santi. Si rivolge alle Muse, ad Apollo. Il suo universo è la poesia. Si può leggere la Divina commedia senza credere in Dio, ma non senza conoscere il cristianesimo.
*Dopo la Divina Commedia c'è di più Dio. C'è proprio, lo si sente, lo si vede. Tutto ciò che è bello è vicino a Dio. È proprio la bellezza che ci porta vicino a Dio. Ci ha portato quasi a guardarlo, a vederlo.
*La ''Divina Commedia'' è il libro più giustificabile, più limpido, più grande, più straordinario di tutte le letterature; ma non di dopo Dante, anche di prima.
*Perché non ho scritto ''La Divina Commedia''? Perché non c'ho pensato.
*Quando si parla della ''Divina Commedia'' o di Dante, bisogna non tanto capire, perché è semplice anche se non è sempre facile. Come è semplice l'universo, la musica di Bach: semplice ma non facilissima. È tutto vero; siamo lì, è come una rosa.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{Interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}}
[[Categoria:Divina Commedia| ]]
[[Categoria:Poemi]]
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1425624
1425596
2026-09-04T21:54:57Z
Micione
5365
/* Purgatorio */ +3; unisco 2 e amplio
1425624
wikitext
text/x-wiki
{{Nota disambigua|descrizione=altri significati|titolo=[[La Divina Commedia (disambigua)]]}}
[[File:Divina Commedia 1555 Edition.png|thumb|Frontespizio dell'edizione giolitina, la prima intitolata ''La Divina Comedia'' (1555)]]
{{Torna a|Dante Alighieri}}
'''''Divina Commedia''''', conosciuta anche come '''''Comedìa''''' o '''''Commedia''''', poema allegorico-didascalico di [[Dante Alighieri]] scritto tra il 1304 e il 1321.
==''Inferno''==
[[File:Alighieri - Divina Commedia, Nel mille quatro cento septe et due nel quarto mese adi cinque et sei - 2384293 id00022000 Scan00006.jpg|miniatura|Incipit dell'''editio princeps'' (1472)]]
===[[Incipit]]===
<poem>
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
</poem>
===Citazioni===
*''Allor fu la [[paura]] un poco queta, | che nel lago del cor m'era durata | la [[notte]] ch'i' passai con tanta pieta.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|paura|I, 19-21}})
*''Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta | una lonza {{NDR|lince o leopardo}}''<ref>La lonza, nella simbologia medievale dantesca, rappresenta la lussuria.</ref>'' leggiera e presta molto, | che di pel maculato era coverta; | e non mi si partìa dinanzi al volto, | anzi 'mpediva tanto il mio cammino, | ch'i' fui per ritornar più volte vòlto''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|Ed ecco|I, 31-36}})
*''Ma non sì che [[paura]] non mi desse | la vista che m'apparve d'un [[leone]]''<ref>Rappresenta qui la [[superbia]].</ref>''. | Questi parea che contra me venisse | con la test'alta e con rabbiosa [[fame]], | sì che parea che l'aere ne tremesse. | Ed una [[lupo|lupa]]''<ref>La lupa è per Dante il simbolo dell'[[avarizia]].</ref>'', che di tutte brame | sembrava carca ne la sua magrezza, | e molte genti fè già viver grame, | questa mi porse tanto di gravezza | con la paura ch'uscìa di sua vista, | ch'io perdei la [[speranza]] de l'altezza.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|ma non sì che paura non mi desse|I, 44-54}})
*''O de li altri poeti onore e lume, | vagliami 'l lungo studio e 'l grande amore | che m' ha fatto cercar lo tuo volume. | Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore, | tu se' solo colui da cu' io tolsi | lo bello stilo che m' ha fatto onore. | Vedi la bestia per cu' io mi volsi; | aiutami da lei, famoso saggio, | ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi.'' (Dante a Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|altri poeti|I, 82-90}})
*[...] ''ché questa bestia, per la qual tu gride, | non lascia altrui passar per la sua via, | ma tanto lo 'mpedisce che l'uccide; || e ha natura sì malvagia e ria, | che mai non empie la bramosa voglia, | e dopo 'l pasto ha più fame che pria. || Molti son li animali a cui s'ammoglia | e più saranno ancora, infin che 'l [[veltro]] | verrà, che la farà morir con doglia. || Questi non ciberà terra né peltro, | ma sapïenza, amore e virtute, | e sua nazion sarà tra feltro e feltro. || Di quella umile Italia fia salute | per cui morì la vergine Cammilla, | Eurialo e Turno e Niso di ferute. || Questi la caccerà per ogne villa | fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno | là ove 'nvidia prima dipartilla.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|altro viaggio|I, 94-111}})
*''O muse, o alto ingegno, or m'aiutate; | o mente che scrivesti ciò ch'io vidi, | qui si parrà la tua nobilitate.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|O muse, o alto ingegno, or m'aiutate|II, 7-9}})
*''Se' savio; intendi me' ch'i' non ragiono.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Intendi me' ch'i' non ragiono|II, 36}})
*[...] ''l'anima tua è da viltade offesa; | la qual molte fïate l'omo ingombra | sì che d'onrata impresa lo rivolve, | come falso veder bestia quand'ombra.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|L'anima tua è da viltade offesa|II, 45-48}})
*[...] ''l'amico mio, e non de la ventura'' [...]. (Beatrice su Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|l'amico mio, e non de la ventura|II, 61}})<ref>{{Cfr.}} [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/53|p. 21]].</ref>
*''Temer si dee di sole quelle cose | c'hanno potenza di fare altrui male; | de l'altre no, ché non son [[paura|paurose]].'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Temer si dee di sole quelle cose|II, 88-90}})
*''[[Maria|Donna]] è gentil nel ciel che si compiange | di questo 'mpedimento ov'io ti mando, | sì che duro giudicio là sù frange.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Donna è gentil nel ciel che si compiange|II, 94-96}})
*''[[Santa Lucia|Lucia]], nimica di ciascun crudele'' [...]. (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Lucia|II, 100}})
*''Or va, ch'un sol volere è d'ambedue: | tu duca, tu segnore e tu maestro.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Or va, ch'un sol volere è d'ambedue|II, 139-140}})
*''Per me si va ne la [[inferno|città dolente]], | per me si va ne l'etterno dolore, | per me si va tra la perduta gente. | [[Giustizia]] mosse il mio alto fattore; | fecemi la divina podestate, | la somma sapïenza e 'l primo amore. | Dinanzi a me non fuor cose create | se non etterne, e io etterno duro. | Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Per me si va ne la città dolente|III, 1-9}})
*''Non ragioniam di lor, ma guarda e passa''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|non ragioniam di lor, ma guarda e passa|III, 51}})
*{{NDR|Su [[papa Celestino V]]<ref>Dante non indica espressamente il nome dell'anima a cui si riferisce. La maggior parte dei critici concorda sul fatto che si tratti di Pietro da Morrone (ovvero Celestino V), ma altre teorie propendono per [[Esaù]] o [[Ponzio Pilato]]. Per approfondire vedi [[w:Che fece per viltade il gran rifiuto|qui]].</ref>}} [...] ''colui | che fece per viltade il gran rifiuto''. (III, 59-60)
*''A Dio spiacenti e a' nemici sui''. (III, 63)
*''Ed ecco verso noi venir per nave | un vecchio {{NDR|[[Caronte]]}}, bianco per antico pelo, | gridando: "Guai a voi, anime prave! || Non isperate mai veder lo cielo: | i' vegno per menarvi a l'altra riva | ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo. || E tu che se' costì, anima viva, | pàrtiti da cotesti che son morti". | Ma poi che vide ch'io non mi partiva, || disse: "Per altra via, per altri porti | verrai a piaggia, non qui, per passare: | più lieve legno convien che ti porti".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Ed ecco|III, 82-93}})
*''Vuolsi così colà dove si puote | ciò che si vuole, e più non dimandare.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|vuolsi così colà dove si puote|III, 95-96}})
*''Quinci fuor quete le lanose gote | al nocchier de la livida palude, | che 'ntorno a li occhi avea di fiamme rote.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|nocchier|III, 97-99}})
*''[[Caronte|Caron]] dimonio, con [[occhio|occhi]] di bragia | loro accennando, tutte le raccoglie; | batte col remo qualunque s'adagia.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Caron dimonio|III, 109-111}})
*''«Figliuol mio», disse 'l maestro cortese, | «quelli che muoion nell'[[ira di Dio]] | tutti convegno qui d'ogni paese; e pronti sono a trapassar lo rio | ché la divina giustizia li sprona, sì che la tema si volve in disìo».'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Figliuol mio|III, 121–125}})
*{{NDR|Su [[Virgilio]]}} ''Onorate l'altissimo poeta''. (IV, 80)
*''Mira colui con quella spada in mano, | che vien dinanzi ai tre sì come sire: | quelli è [[Omero]] poeta sovrano''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Mira colui|IV, 86–88}})
*''Poi ch'innalzai un poco più le ciglia, | vidi 'l maestro di color che sanno {{NDR|[[Aristotele]]}} | seder tra filosofica famiglia''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Poi ch'innalzai|IV, 130-132}})
*''[[Democrito]], che 'l mondo a caso pone.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Democrito|IV, 136}})
*''E vidi il buono accoglitor del quale, | [[Dioscoride|Dïascoride]] dico''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|E vidi|IV, 139-140}})
*''Così discesi del cerchio primaio | giù nel secondo, che men loco cinghia | e tanto più dolor, che punge a guaio. | Stavvi [[Minosse|Minòs]] orribilmente, e ringhia: | essamina le colpe ne l'intrata; | giudica e manda secondo ch'avvinghia.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Così discesi|V, 1-6}})
*''"O tu che vieni al doloroso ospizio", | disse Minòs a me quando mi vide, | lasciando l'atto di cotanto offizio, | "guarda com'entri e di cui tu ti fide; | non t'inganni l'ampiezza de l'intrare!". | E 'l duca mio a lui: "Perché pur gride? | Non impedir lo suo fatale andare: | vuolsi così colà dove si puote | ciò che si vuole, e più non dimandare".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|O tu che vieni|V, 16-21}})
*''«La prima di color di cui novelle | tu vuo' saper» mi disse quelli {{NDR|Virgilio}} allotta, | «fu imperadrice di molte favelle. | A vizio di [[lussuria]] fu sì rotta, | che lìbito fé licito in sua legge | per tòrre il biasimo in che era condotta. | Ell'è [[Semiramide|Semiramis]], di cui si legge | che succedette a Nino e fu sua sposa: | tenne la terra che 'l Soldan corregge. | L'altra è colei {{NDR|Didone}} che s'ancise amorosa | e ruppe fede al cener di Sicheo; | poi è Cleopatràs lussurïosa''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|La prima di color di cui novelle|V, 52–63}})
*''Siede la terra dove nata fui'' {{NDR|la [[Romagna]]}} ''| su la marina dove 'l Po discende | per aver pace co' seguaci sui.'' ([[Francesca da Rimini]]: V, 97-99)
*''[[Amore|Amor]], ch'al cor gentil ratto s'apprende, | prese costui de la bella persona | che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. | Amor, ch'a nullo amato amar perdona, | mi prese del costui piacer sì forte, | che, come vedi, ancor non m'abbandona. | Amor condusse noi ad una morte. | Caina attende chi a vita ci spense.'' (Francesca da Rimini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Amor|V, 100-107}})
*''E quella {{NDR|Francesca}} a me: «Nessun maggior [[dolore]] | che ricordarsi del tempo [[felicità e infelicità|felice]] | ne la [[felicità e infelicità|miseria]]; e ciò sa 'l tuo dottore».'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|E quella a me|V, 121-123}})
*''Quando leggemmo il disïato riso | esser basciato da cotanto amante, | questi, che mai da me non fia diviso, | la bocca mi basciò tutto tremante.''<ref>Secondo [[Umberto Saba]] (''Scorciatoie e raccontini'') il verso «''La bocca mi baciò tutto tremante''» è uno dei due più belli della letteratura italiana insieme a «''L'uno buggera l'altro, Santità''», tratto da un sonetto classicamente attribuito a [[Giuseppe Gioachino Belli]] ma probabilmente apocrifo.</ref>'' | Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse: | quel giorno più non vi leggemmo avante.'' (Francesca da Rimini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Quando leggemmo|V, 133-138}})
*''Mentre che l'uno spirto questo disse, | l'altro piangëa, sì che di pietade | io venni men così com'io morisse. | E caddi come corpo morto cade.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Mentre che l'uno spirto questo disse|V, 139-142}})
*''Voi cittadini mi chiamaste Ciacco: | per la dannosa colpa della [[Gola (ingordigia)|gola]], | come tu vedi, alla pioggia mi fiacco''. (Ciacco: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VI|Voi cittadini mi chiamaste Ciacco|VI, 52–54}})
*''Giusti son due, e non vi sono intesi; | superbia, invidia e avarizia sono | le tre faville c'hanno i cuori accesi.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VI|Giusti son due, e non vi sono intesi|VI, 73-75}})
*''Pape Satàn, pape Satàn aleppe!''<ref>Vedi su Wikipedia [[w:Pape Satàn, pape Satàn aleppe|Pape Satàn, pape Satàn aleppe]].</ref> (Pluto: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Pape Satàn|VII, 1}})
*''Questi fuor cerchi, che non han coperchio | piloso al capo, e [[papa|papi]] e [[cardinale|cardinali]], | in cui usa [[avarizia]] il suo soperchio.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Questi fuor cherci|VII, 46–48}})
*''E quelli a me: Oh creature sciocche, | quanta ignoranza è quella che v'offende!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|E quelli a me: Oh creature sciocche|VII, 70-71}})
*''Fitti nel limo dicon:'' {{NDR|gli [[ira]]condi}}'' "Tristi fummo | ne l'aere dolce che dal sol s'allegra, | portando dentro accidïoso fummo: | or ci attristiam ne la belletta negra". | Quest'inno si gorgoglian ne la strozza, | ché dir nol posson con parola integra.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Fitti nel limo|VII, 121–126}})
*''Or se' giunta, anima fella!'' (il demone [[Flegias|Flegiàs]] a Dante; {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Or se' giunta|VIII, 18}})
*''Quanti si tegnon or là sù gran regi | che qui staranno come porci in brago, | di sé lasciando orribili dispregi!'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Quanti si tegnon|VIII, 49-51}})
*''Chi è costui che sanza morte | va per lo regno de la morta gente?'' (demoni: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Chi è costui che sanza morte|VIII, 84-85}})
*''Chi m' ha negate le dolenti case!'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Chi m' ha negate|VIII, 120}})
*''O voi ch'avete li 'ntelletti sani, | mirate la dottrina che s'asconde | sotto 'l velame de li versi strani.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IX|O voi|IX, 61-63}})
*''Però a la dimanda che mi faci | quinc'entro satisfatto sarà tosto, | e al disio ancor che tu mi taci. || E io: «Buon duca, non tegno riposto | a te mio cuor se non per dicer poco, | e tu m'hai non pur mo a ciò disposto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto X|Però a la dimanda che mi faci|X, 16-21}})
*''Ed el mi disse: "Volgiti! Che fai? | Vedi là Farinata che s'è dritto: | da la cintola in sù tutto 'l vedrai". || Io avea già il mio viso nel suo fitto; | ed el s'ergea col petto e con la fronte | com'avesse l'inferno a gran dispitto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto X|Ed el mi disse|X, 31-36}})
*''D'ogne malizia, ch'odio in cielo acquista, | ingiuria è 'l fine, ed ogne fin cotale | o con forza o con frode altrui contrista. | Ma perché frode è de l'uom proprio male, | più spiace a Dio; e però stan di sotto | li frodolenti, e più dolor li assale.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|D'ogne malizia|XI, 22-27}})
*''Puossi far forza ne la deïtade, | col cor negando e [[bestemmia]]ndo quella, | e spregiando natura e sua bontade; | e però lo minor giron suggella | del segno suo e Soddoma e Caorsa | e chi, spregiando Dio col cor, favella.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|Puossi far forza|XI, 46-51}})
*''La [[frode]], ond'ogne coscïenza è morsa, | può l'omo usare in colui che 'n lui fida | e in quel che fidanza non imborsa. | Questo modo di retro par ch'incida | pur lo vinco d'amor che fa natura; | onde nel cerchio secondo s'annida | ipocresia, lusinghe e chi affattura, | falsità, ladroneccio e simonia, | ruffian, baratti e simile lordura.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|La frode|XI, 52-60}})
*''O sol che sani ogne vista turbata, | tu mi contenti sì quando tu solvi, | che, non men che saver, dubbiar m'aggrata.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|O sol che sani|XI, 91-93}})
*''Da queste due, se tu ti rechi a mente | lo Genesì dal principio, convene | prender sua vita e avanzar la gente | e perché l'[[usura|usuriere]] altra via tene, | per sé natura e per la sua seguace | dispregia, poi ch'in altro pon la spene.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|Da queste due, se|XI, 106-111}})
*[...] ''e 'n su la punta de la rotta lacca | l'infamïa di [[Creta|Creti]] era distesa || che fu concetta ne la falsa vacca; | e quando vide noi, sé stesso morse, | sì come quei cui l'ira dentro fiacca. || Lo savio mio inver' lui gridò: "Forse | tu credi che qui sia 'l [[Teseo|duca d'Atene]], | che sù nel mondo la morte ti porse? || Pàrtiti, bestia, ché questi non vene | ammaestrato da la tua sorella, | ma vassi per veder le vostre pene". || Qual è quel toro che si slaccia in quella | c'ha ricevuto già 'l colpo mortale, | che gir non sa, ma qua e là saltella, || vid'io lo [[Minotauro]] far cotale; | e quello accorto gridò: "Corri al varco; | mentre ch'e' 'nfuria, è buon che tu ti cale"''. ([[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XII|XII, 11-27]])
*''Non han sì aspri sterpi né sì folti | quelle fiere selvagge che 'n odio hanno | tra Cecina e Corneto i luoghi cólti.'' ([[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 7-9]])
*''[[Credere|Cred]]'io ch'ei credette ch'io credesse'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|Cred'io ch'ei credette ch'io credesse|XIII, 25}})
*''Io son colui che tenni ambo le chiavi | del cor di Federigo, e che le volsi, | serrando e disserrando''. ([[Pier della Vigna]]: [[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 58-60]])
*''L'animo mio, per disdegnoso gusto, | credendo col morir fuggir disdegno, | ingiusto fece me contra me giusto''. (Pier della Vigna: [[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 70-72]])
*''Siete voi qui, [[Brunetto Latini|ser Brunetto]]?'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Siete voi qui, ser Brunetto?|XV, 30}})
*''Vecchia fama nel mondo li chiama orbi; | gent'è avara, invidiosa e superba: | dai lor costumi fa che tu ti forbi.'' (Brunetto Latini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Vecchia fama nel mondo li chiama orbi|XV, 67-69}})
*''Ché 'n la mente m'è fitta, e or m'accora, | la cara e buona imagine paterna | di voi quando nel mondo ad ora ad ora || m'insegnavate come l'uom s'etterna.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|ché 'n la mente m'è fitta, e or m'accora|XV, 82-85}})
*''Poi si rivolse, e parve di coloro | che [[corsa|corrono]] a Verona il drappo verde | per la campagna; e parve di costoro | quelli che vince, non colui che perde.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Poi si rivolse|XV, 121-124}})
*''Ahi quanto cauti li uomini esser dienno | presso a color che non veggion pur l'ovra, | ma per entro i pensier miran col senno!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVI|Ahi quanto cauti|XVI, 118-120}})
*''Sempre a quel ver c' ha faccia di menzogna | de' l'uom chiuder le labbra fin ch'el puote, | però che sanza colpa fa vergogna''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVI|Sempre a quel ver|XVI, 124-126}})
*''Ecco la fiera con la coda aguzza, | che passa i monti e rompe i muri e l'armi! | Ecco colei che tutto 'l mondo appuzza!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVII|Ecco la fiera con la coda aguzza|XVII, 1-3}})
*''O Simon mago, o miseri seguaci | che le cose di Dio, che di bontate | deon essere spose, e voi rapaci | per oro e per argento avolterate, | or convien che per voi suoni la tromba, | però che ne la terza bolgia state.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|O Simon mago|XIX, 1-6}})
*''O somma sapïenza, quanta è l'arte | che mostri in cielo, in terra e nel mal mondo, | e quanto giusto tua virtù comparte!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|O somma sapïenza|XIX, 10-12}})
*''E io: "Tanto m'è bel, quanto a te piace: | tu se' segnore, e sai ch'i' non mi parto | dal tuo volere, e sai quel che si tace".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Tanto m'è bel|XIX, 37-39}})
*''Ed el'' {{NDR|[[papa Niccolò III]]}} ''gridò: "Se' tu già costì ritto, | se' tu già costì ritto, [[Papa Bonifacio VIII|Bonifazio]]? | Di parecchi anni mi mentì lo scritto. | Se' tu sì tosto di quell'aver sazio | per lo qual non temesti tòrre a 'nganno | la bella donna'' {{NDR|la Chiesa}}'', e poi di farne strazio?".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Ed el gridò|XIX, 52-57}})
*''Nuovo Iasón sarà, di cui si legge | ne' Maccabei; e come a quel fu molle | suo re, così fia [[Papa Clemente V|lui]] chi Francia regge. {{NDR|[[Filippo il bello]]}}'' (papa Niccolò III: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Nuovo Iasón sarà|XIX, 85-87}})
*''Deh, or mi dì: quanto tesoro volle | Nostro Segnore in prima da san Pietro | ch'ei ponesse le chiavi in sua balìa? | Certo non chiese se non "Viemmi retro". [...] E se non fosse ch'ancor lo mi vieta | la reverenza de le somme chiavi | che tu tenesti ne la vita lieta, | io userei parole ancor più gravi; | ché la vostra avarizia il mondo attrista, | calcando i buoni e sollevando i pravi. [...] Fatto v'avete dio d'oro e d'argento; | e che altro è da voi a l'idolatre, | se non ch'elli uno, e voi ne orate cento? | Ahi, [[Costantino I|Costantin]], di quanto mal fu matre, | non la tua conversion, ma quella dote | che da te prese il primo ricco patre!'' (Dante a papa Niccolò III: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Deh, or mi dì|XIX, 90-117}})
*''Se Dio ti lasci, lettor, prender frutto | di tua lezione, or pensa per te stesso | com'io potea tener lo viso asciutto''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Se Dio ti lasci|XX, 19-21}})
*''Ancor se' tu de li altri sciocchi? | Qui vive la pietà quand'è ben morta; | chi è più scellerato che colui | che al giudicio divin passion comporta?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Ancor se' tu|XX, 27-30}})
*''Mira c' ha fatto petto de le spalle; | perché [[divinazione|volse veder troppo davante]], | di retro guarda e fa retroso calle.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Mira c' ha fatto|XX, 37-39}})
*''Suso in Italia bella giace un laco, | a piè de l'Alpe che serra Lamagna | sovra Tiralli, c'ha nome [[Lago di Garda|Benaco]]''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Suso in Italia bella|XX, 61-63}})
*''Fer la città sovra quell'ossa morte; | e per colei che 'l loco prima elesse, | Mantüa l'appellar sanz'altra sorte''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Fer la città sovra|XX, 91-93}})
*''E io: "Maestro, i tuoi ragionamenti | mi son sì certi e prendon sì mia fede, | che li altri mi sarien carboni spenti"''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Maestro, i tuoi ragionamenti|XX, 100-102}})
*''Quell'altro che ne' fianchi è così poco, | [[Michele Scoto|Michele Scotto]] fu, che veramente | de le magiche frode seppe 'l gioco.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Michele Scotto|XX, 115-117}})
*'' Mettetel sotto, ch'i' torno per anche | a quella terra ch'i' ho ben fornita {{NDR|[[Lucca]]}}: | Ogn'uom v'è barattier, fuor che Bonturo; | del no, per li [[denaro|denar]], vi si fa ita.''<ref>''Ita'' in latino significa "sì".</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|Mettetel sotto|XXI, 39-42}})
*''Ed elli avea [[Flatulenza|del cul]] [[Trombettiere|fatto trombetta]].'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|ed elli|XXI, 139}})
*''Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa | coi santi, e in taverna coi ghiottoni.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXII|Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa|XXII, 14-15}})
*''Tra male gatte era venuto 'l sorco.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXII|Tra male gatte era venuto 'l sorco|XXII, 58}})
*''Ahi [[Pistoia]], Pistoia, ché non stanzi | d'incenerarti sì che più non duri, | poi che 'n mal fare il [[seme]] tuo avanzi?'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|Ahi Pistoia|XXV, 10-12}})
*''come procede innanzi da l'ardore, | per lo papiro suso, un color [[marrone|bruno]] | che non è nero ancora e 'l bianco more.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|come procede innanzi da l'ardore|XXV, 64-66}})
*''Come 'l [[ramarro]] sotto la gran fersa | dei [[giorno|dì]] canicular, cangiando sepe, | folgore par se la via attraversa, | sì pareva, venendo verso l'[[pancia|epe]] | de li altri due, un serpentello acceso, | livido e nero come gran di pepe; | e quella parte onde prima è preso | nostro [[cibo|alimento]], a l'un di lor trafisse; | poi cadde giuso innanzi lui disteso. | Lo trafitto 'l mirò, ma nulla disse; | anzi, co' piè fermati, sbadigliava | pur come sonno o febbre l'assalisse. | Elli 'l [[serpente]] e quei lui riguardava; | l'un per la piaga e l'altro per la bocca | fummavan forte, e 'l [[fumo|fummo]] si scontrava. | Taccia [[Marco Anneo Lucano|Lucano]] omai là dov'e' tocca | del misero Sabello e di Nasidio, | e attenda a udir quel ch'or si scocca. | Taccia di Cadmo e d'Aretusa [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]], | ché se quello in serpente e quella in fonte | converte [[poesia|poetando]], io non lo 'nvidio; | ché due nature mai a fronte a fronte | non trasmutò sì ch'amendue le forme | a cambiar lor matera fosser pronte. | Insieme si rispuosero a tai norme, | che 'l serpente la coda in forca fesse, | e 'l feruto ristrinse insieme l'orme. | Le gambe con le cosce seco stesse | s'appiccar sì, che 'n poco la giuntura | non facea segno alcun che si paresse. | Togliea la coda fessa la figura | che si perdeva là, e la sua pelle | si facea molle, e quella di là dura. | Io vidi intrar le braccia per l'ascelle, | e i due piè de la fiera, ch'eran corti, | tanto allungar quanto accorciavan quelle. | Poscia li piè di rietro, insieme attorti, | diventaron lo membro che l'uom cela, | e 'l misero del suo n'avea due porti. | Mentre che 'l fummo l'uno e l'altro vela | di color novo, e genera 'l pel suso | per l'una parte e da l'altra il dipela, | l'un si levò e l'altro cadde giuso, | non torcendo però le [[occhio|lucerne]] empie, | sotto le quai ciascun cambiava muso. | Quel ch'era dritto, il trasse ver' le tempie, | e di troppa matera ch'in là venne | uscir li orecchi de le gote scempie; | ciò che non corse in dietro e si ritenne | di quel soverchio, fé naso a la faccia | e le labbra ingrossò quanto convenne. | Quel che giacëa, il muso innanzi caccia, | e li orecchi ritira per la testa | come face le corna la lumaccia; | e la lingua, ch'avëa unita e presta | prima a parlar, si fende, e la forcuta | ne l'altro si richiude; e 'l fummo resta.''<ref>Nella settima bolgia delle [[w:Malebolge|Malebolge]] sono puniti i [[ladro|ladri]]. La metà di questi ha sembianze di serpente, mentre l'altra metà vanta aspetto umano, e quando un serpente morde un uomo, questo diventa serpente e l'altro diviene uomo, si scambiano i ruoli: nei versi proposti, Dante descrive la raccapricciante metamorfosi di ambedue le specie, definendosi in ciò superiore a [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]], autore delle celebri ''[[Publio Ovidio Nasone#Metamorfosi|Metamorfosi]]'', e a [[Marco Anneo Lucano|Lucano]], nipote di [[Lucio Anneo Seneca|Seneca]] e autore del ''[[Marco Anneo Lucano#Pharsalia|Bellum civile]]''. Ovidio e Lucano sono già stati visti da Dante e [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]] sua guida nel Limbo ([[s:Divina Commedia/Inferno/Canto IV|IV]], v. 90).</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|Come 'l ramarro sotto la gran fersa|XXV, 79-135}})
*''Godi, [[Firenze|Fiorenza]], poi che se' sì grande | che per mare e per terra batti l'ali, | e per lo 'nferno tuo nome si spande!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Godi, Fiorenza|XXVI, 1-3}})
*''Là dentro si martira | [[Ulisse]] e Dïomede, e così insieme | a la vendetta vanno come a l'ira; | e dentro da la lor fiamma si geme | l'agguato del caval che fé la porta | onde uscì de' Romani il gentil seme.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Rispuose a me: "Là dentro si martira|XXVI, 55-60}})
*''Considerate la vostra semenza: | fatti non foste a viver come bruti, | ma per seguir virtute e [[conoscenza|canoscenza]].'' [...] ''e volta nostra poppa nel mattino, | de' remi facemmo ali al folle volo'' [...]. ([[Ulisse]]: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Considerate la vostra semenza|XXVI, 118-125}})
*''Cinque volte racceso e tante casso | lo lume era di sotto dalla [[luna]] | poi ch'entrati eravam nell'alto passo'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Cinque volte racceso|XXVI, 130–132}})
*''Romagna tua non è, e non fu mai, | sanza guerra ne' cuor de' suoi tiranni; ma 'n palese nessuna or vi lasciai. | Ravenna sta come stata è molt'anni: | l'aguglia da Polenta la si cova, sì che Cervia ricuopre co' suoi vanni. | La terra che fé già la lunga prova | e di Franceschi sanguinoso mucchio, | sotto le branche verdi si ritrova. | E 'l mastin vecchio e 'l nuovo da Verrucchio, | che fecer di Montagna il mal governo, | là dove soglion fan d'i denti succhio. | Le città di Lamone e di Santerno | conduce il lïoncel dal nido bianco, | che muta parte da la state al verno. | E quella cu' il Savio bagna il fianco,'' {{NDR|[[Cesena]]}} ''| così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte, | tra tirannia si vive e stato franco.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|E quella|XXVII, 37-54}})
*''Io fui uom d'arme, e poi fui cordigliero, | credendomi, sì cinto, fare ammenda; | e certo il creder mio venìa intero, | se non fosse il gran prete ''{{NDR|papa Bonifacio VIII}}'', a cui mal prenda!'' (Guido da Montefeltro: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|Io fui uom d'arme|XXVII, 67-70}})
*''Ch'assolver non si può chi non si [[pentimento|pente]], | né pentere e volere insieme puossi | per la contradizion che nol consente.'' (un diavolo: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|assolver non si può chi non si pente|XXVII, 118-120}})
*''Mentre che tutto in lui veder m'attacco, | guardommi e con le man s'aperse il petto, | dicendo: «Or vedi com'io mi dilacco! | vedi come storpiato è [[Maometto|Mäometto]]!»'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Maometto|XXVIII, 28-31}})
*[...] ''rimembriti di Pier da Medicina, | se mai torni a veder lo dolce piano | che da Vercelli a Marcabò dichina.'' (Pier da Medicina: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Pier da Medicina|XXVIII, 73-75}})
*[...] ''Questi è desso, e non favella. | Questi, scacciato, il dubitar sommerse | in [[Gaio Giulio Cesare|Cesare]], affermando che 'l fornito | sempre con danno l'attender sofferse.'' (Pier da Medicina su Gaio Scribonio Curione: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Questi è desso|XXVIII, 98-99}})
*''[[coscienza morale|Coscïenza]] m'assicura, | la buona compagnia che l'uom francheggia | sotto l'asbergo del sentirsi pura.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|coscienza m'assicura|XXVIII, 115-117}})
*''«Io fui d'[[Arezzo]], e Albero da [[Siena]]», | rispuose l'un, «mi fé mettere al foco; | ma quel per ch'io mori' qui non mi mena»''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXIX|Io fui d'Arezzo|XXIX, 109-111}})
*''Or fu già mai | gente sì vana come la [[Siena|sanese]]? | Certo non la francesca sì d'assai!'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXIX|Or fu già mai|XXIX, 121-123}})
*''E io a lui: "Chi son li due tapini | che fumman come man bagnate 'l verno, | giacendo stretti a' tuoi destri confini?". || "Qui li trovai – e poi volta non dierno –", | rispuose, "quando piovvi in questo greppo, | e non credo che dieno in sempiterno. || L'una è [[Moglie di Putifarre|la falsa]] ch'accusò [[Giuseppe (patriarca)|Gioseppo]]; | l'altr'è 'l falso [[Sinone|Sinon]] greco di Troia: | per febbre aguta gittan tanto leppo".'' (XXX, 91-99)
*''Maggior difetto men vergogna lava''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|Maggior difetto men vergogna lava|XXX, 142}})
*''Ché voler ciò udire è bassa voglia''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|Ché voler ciò udire è bassa voglia|XXX, 148}})
*''Dove l'argomento de la mente | s'aggiugne al mal volere e a la possa, | nessun riparo vi può far la gente''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXI|Dove l'argomento de la mente|XXXI, 55-57}})
*''"Raphèl maì amècche zabì almi", | cominciò a gridar la fiera bocca, | cui non si convenia più dolci salmi. || E 'l duca mio ver' lui: "Anima sciocca, | tienti col corno, e con quel ti disfoga | quand'ira o altra passïon ti tocca! || Cércati al collo, e troverai la soga | che 'l tien legato, o anima confusa, | e vedi lui che 'l gran petto ti doga". || Poi disse a me: "Elli stessi s'accusa; | questi è [[Nimrod|Nembrotto]] per lo cui mal coto | pur un linguaggio nel mondo non s'usa. || Lasciànlo stare e non parliamo a vòto; | ché così è a lui ciascun linguaggio | come 'l suo ad altrui, ch'a nullo è noto".'' (XXXI, 67-81)
*''Qual pare a riguardar la [[Bologna|Garisenda]] | 'sotto 'l chinato, quando un nuvol vada | sovr'essa sí, che ella incontro penda | tal parve [[Anteo]] a me che stava a bada | di vederlo chinare.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXI|Garisenda|XXXI, 136 – 138}})
*''La bocca sollevò dal fiero pasto | quel peccator, forbendola a' capelli | del capo ch'elli avea di retro guasto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|La bocca sollevò dal fiero pasto|XXXIII, 1-3}})
*[...] ''Tu vuo' ch'io rinovelli | disperato dolor che 'l cor mi preme | già pur pensando, pria ch'io ne favelli.'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Tu vuo' ch'io rinovelli|XXXIII, 4-6}})
*''Questi pareva a me maestro e donno, | cacciando il lupo e' lupicini al monte | per che i Pisan veder Lucca non ponno.'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Questi|XXXIII, 28-30}})
*''Ben se' crudel, se tu già non ti duoli | pensando ciò che 'l mio cor s'annunziava; | e se non piangi, di che pianger suoli?'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ben se' crudel, se tu già non ti duoli|XXXIII, 40-42}})
*''Poscia, più che 'l dolor, poté 'l [[digiuno]]''. (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Poscia|XXXIII, 75}})
*''Ahi [[Pisa]], vituperio de le genti | del bel paese là dove 'l [[sì]] suona, | poi che i vicini a te punir son lenti, | muovasi la Capraia e la Gorgona, | e faccian siepe ad Arno in su la foce, | sì ch'elli annieghi in te ogne persona! | Che se 'l conte Ugolino aveva voce | d'aver tradita te de le castella, | non dovei tu i figliuoi porre a tal croce.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ahi Pisa|XXXIII, 79-87}})
*''Ahi [[Genovesi]], uomini diversi | d'ogni costume e pien d'ogni magagna, | perché non siete voi del mondo spersi? | Che col peggior spirto di Romagna | trovai di voi un tal {{NDR|Branca d'Oria}}, che, per sua opra, | in anima in Cocito già si bagna | ed in corpo par vivo ancor di sopra''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ahi Genovesi|XXXIII, 151 – 157}})
*''Io non mori' e non rimasi vivo: | pensa oggimai per te, s'hai fior d'ingegno, | qual io divenni, d'uno e d'altro privo.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIV|Io non mori' e non rimasi vivo|XXXIV, 25-27}})
*''Lo [[Lucifero|'mperador del doloroso regno]] | da mezzo 'l petto uscia fuor de la ghiaccia'' [...]. (XXXIV, 28-29)
*''S'el fu sì bel com'elli è ora brutto, | e contra 'l suo fattore alzò le ciglia, | ben dee da lui procedere ogne lutto.'' (XXXIV, 34-36)
*''Da ogne bocca dirompea co' denti | un peccatore, a guisa di maciulla, | sì che tre ne facea così dolenti. || A quel dinanzi il mordere era nulla | verso 'l graffiar, che talvolta la schiena | rimanea de la pelle tutta brulla. || "Quell'anima là sù c'ha maggior pena", | disse 'l maestro, "è [[Giuda Iscariota|Giuda Scarïotto]], | che 'l capo ha dentro e fuor le gambe mena. || De li altri due c' hanno il capo di sotto, | quel che pende dal nero ceffo è [[Marco Giunio Bruto|Bruto]]: | vedi come si storce, e non fa motto!; || e l'altro è [[Gaio Cassio Longino|Cassio]], che par sì membruto".'' (XXXIV, 55-67)
===[[Explicit]]===
<poem>
Salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch'i' vidi de le cose belle
che porta 'l ciel, per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle.
</poem>
===Citazioni sull<nowiki>'</nowiki>''Inferno''===
====[[Vittorio Sermonti]]====
*All'inferno nessuno ha rimorsi, fuorché Dante; tutti, semmai, hanno rimpianti.
*E se l'Ottocento diffidò di questo canto {{NDR|canto VII}}, dove trovava «il descrittivo» ma non «il drammatico», sarà anche perché non praticava le euforiche mortificazioni della società affluente, i processi di identificazione collettiva nei simboli del consumo, e tanto meno (se possiamo permetterci la spudoratezza dell'anacronismo) la coazione all'improperio, alla rissa, allo scontro frontale che tiranneggia il nostro Sisifo di massa negli ingorghi di traffico.
*Fatto è, che in nessun altro canto come in questo {{NDR|canto III}} (e nel successivo) Dante si tiene tanto addossato al suo Virgilio: Non si contano i versi che meriterebbero di esser letti con il testo del VI libro dell'Eneide a fronte. Meriterebbero: infatti, le variazioni che Dante apporta nel travaso da lingua a lingua, da cultura a cultura, minime spesso, sono sempre, comunque, decisive.
*{{NDR|Sul canto IV}} Non c'è canto della Commedia così gremito di nomi propri: 48, uno ogni tre versi.
==''Purgatorio''==
===[[Incipit]]===
<poem>
Per correr miglior acque alza le vele
omai la navicella del mio ingegno,
che lascia dietro a sé mar sì crudele;
</poem>
===Citazioni===
*''[[Cielo|Dolce color d'orïental zaffiro,]] | che s'accoglieva nel sereno aspetto | del mezzo, puro infino al primo giro, | a li occhi miei ricominciò diletto, | tosto ch'io usci' fuor de l'aura morta | che m'avea contristati li occhi e 'l petto. | [[Venere (astronomia)|Lo bel pianeto]] che d'amar conforta | faceva tutto rider l'orïente, | velando i Pesci ch'erano in sua scorta.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|riga12|I, 13-21}})
*''Lo duca mio allor mi diè di piglio, | e con parole e con mani e con cenni | reverenti mi fé le gambe e ‘l ciglio.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|Lo duca mio allor mi diè di piglio|I, 49-51}})
*''[[Libertà]] va cercando, ch'è sì cara, | come sa chi per lei vita rifiuta.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|libertà va cercando|I, 71-72}})
*''Già era 'l [[sole]] a l'orizzonte giunto | lo cui meridïan cerchio coverchia | [[Gerusalemme|Ierusalèm]] col suo più alto punto.''<ref>Qui Dante si rifà alla credenza medievale che Gerusalemme fosse al centro della terra, sita fra il meridiano del fiume [[Gange]] e la [[Spagna]] occidentale e che, ritenendo la terra abitata tutta nell'emisfero boreale, l'isola del paradiso si trovasse al punto opposto rispetto a Gerusalemme, con la quale condivideva quindi l'orizzonte astronomico.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto II|Già era 'l sole|II, 1-3}})
*''Noi eravam lunghesso mare ancora, | come gente che pensa a suo cammino, | che va col cuore e col corpo dimora.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto II|Noi eravam lunghesso mare ancora|II, 10-12}})
*''O dignitosa coscïenza e netta, | come t'è picciol fallo amaro morso!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|o dignitosa coscïenza|III, 8-9}})
*''E 'l mio conforto: «Perché pur diffidi?», | a dir mi cominciò tutto rivolto; | «non credi tu me teco e ch'io ti guidi?»'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|E ‘l mio conforto: «Perché pur diffidi?»|III, 22-24}})
*''State contenti, umana gente, al ''quia''; | ché, se potuto aveste veder tutto, | mestier non era parturir [[Maria]]''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|State contenti|III, 37-39}})
*''Ché perder tempo a chi più sa più spiace''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|ché perder tempo|III, 78}})
*''Come le [[pecora|pecorelle]] escon del chiuso | a una, a due, a tre, e l'altre stanno | timidette atterrando l'occhio e 'l muso; | e ciò che fa la prima, e l'altre fanno, | addossandosi a lei, s'ella s'arresta, | semplici e quete, e lo 'mperché non sanno''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Come le pecorelle|III, 79-84}})
*{{NDR|Incontro con [[Manfredi di Sicilia]]}} ''Biondo era e bello e di gentile aspetto, | ma l'un de' cigli un colpo avea diviso.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|biondo era e bello|III, 107-108}})
*''Poscia ch'io ebbi rotta la persona | di due punte mortali, io mi rendei, | piangendo, a quei che volontier perdona. || Orribil furon li peccati miei; | ma la bontà infinita ha sì gran braccia, | che prende ciò che si rivolge a lei.'' (Manfredi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Poscia ch'io ebbi rotta la persona|III, 118-123}})
*''[[w:Or le bagna la pioggia e move il vento|Or le bagna la pioggia e move il vento]]'' [...]. (Manfredi, riferendosi al destino delle sue spoglie: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|verso 130|III, 130}})
*''Per lor maladizion sì non si perde, | che non possa tornar, l'etterno amore, | mentre che la speranza ha fior del verde.'' (Manfredi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Per lor maladizion|III, 133-135}})
*''Che ti fa ciò che quivi si pispiglia?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|che ti fa|V, 12}})
*''Vien dietro a me, e lascia dir le genti: | sta come torre ferma, che non crolla | già mai la cima per soffiar di venti; | ché sempre l'omo in cui pensier rampolla | sovra pensier, da sé dilunga il segno, | perché la foga l'un de l'altro insolla.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Vien dietro a me|V, 13-18}})
*''Ond'io, che solo innanzi a li altri parlo, | ti priego, se mai vedi quel paese | che siede tra [[Romagna]] e quel di Carlo,'' {{NDR|Carlo II d'Angiò}} ''| che tu mi sie di tuoi prieghi cortese | in Fano, sì che ben per me s'adori | pur ch'i' possa purgar le gravi offese.'' (Jacopo del Cassero: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Ond'io, che solo innanzi a li altri parlo|V, 67-72}})
*''Vid'io | [[Emorragia|de le mie vene farsi in terra laco]].'' (Jacopo del Cassero: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|vid'io|V, 83-84}})
*{{NDR|Su [[Pia de' Tolomei]]}}''"Deh, quando tu sarai tornato al mondo | e riposato de la lunga via", | seguitò 'l terzo spirito al secondo, | "ricorditi di me, che son la Pia; | [[Siena]] mi fé, disfecemi [[Maremma]]: | salsi colui che 'nnanellata pria | disposando m'avea con la sua gemma".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Deh, quando tu sarai tornato al mondo|V, 130-136}})
*''Pur Virgilio si trasse a lei, pregando | che ne mostrasse la miglior salita; | e quella non rispuose al suo dimando, | ama di nostro paese e de la vita | ci 'nchiese; e 'l dolce duca incominciava | "[[Mantova|Mantüa]] ...", e l'ombra, tutta in sé romita, | surse ver' lui del loco ove pria stava, | dicendo: "O Mantoano, io son Sordello | de la tua terra!"; e l'un l'altro abbracciava.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ama di nostro paese|VI, 67-75}})
*''Ahi serva [[Italia]], di dolore ostello, | nave sanza nocchiere in gran tempesta, | non donna di provincie, ma bordello!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ahi serva Italia|VI, 76-78}})
*''Ahi gente che dovresti esser devota, | e lasciar seder Cesare in la sella, | se bene intendi ciò che Dio ti nota, | guarda come esta fiera è fatta fella | per non esser corretta da li sproni, | poi che ponesti mano a la predella.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ahi gente che dovresti esser devota|VI, 91-96}})
*''Rade volte risurge per li rami ''{{NDR|figli}}'' | l'umana probitate; e questo vole | quei che la dà, perché da lui si chiami.'' (Sordello: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VII|Rade volte|VII, 121-123}})
*''Era già [[tramonto|l'ora che volge il disio]] | ai navicanti e 'ntenerisce il core | lo dì c' han detto ai dolci amici addio; | e che lo novo peregrin d'amore | punge, se ode squilla di lontano | che paia il giorno pianger che si more''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VIII|Era già l'ora che volge il disio|VIII, 1-6}})
*''Per lei''<ref>Beatrice d'Este, moglie di [[w:Nino Visconti|Nino Visconti]].</ref>'' assai di lieve si comprende | quanto in [[donna|femmina]] foco d'amor dura, | se l'occhio o 'l tatto spesso non l'accende.'' (Nino Visconti: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VIII|Per lei assai di lieve si comprende|VIII, 76-78}})
*''Oh vana gloria de l'umane posse! | com' poco verde in su la cima dura, | se non è giunta da l'etati grosse! | Credette [[Cimabue]] ne la pittura | tener lo campo, e ora ha [[Giotto]] il grido, | sì che la fama di colui è scura. | Così ha tolto [[Guido Cavalcanti|l'uno]] a l'[[Guido Guinizelli|altro Guido]] | la gloria de la lingua; e forse è nato | chi l'uno e l'altro caccerà del nido. | Non è il mondan romore altro ch'un fiato | di vento, ch'or vien quinci e or vien quindi, | e muta nome perché muta lato.'' (Oderisi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Oh vana gloria de l'umane posse!|XI, 91-102}})
*''Colui {{NDR|Provenzano Salvani}} che del cammin sì poco piglia | dinanzi a me, Toscana sonò tutta; | e ora a pena in Siena sen pispiglia, | ond'era sire quando fu distrutta | la rabbia fiorentina, che superba | fu a quel tempo sì com'ora è putta.'' (Oderisi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Colui che del cammin sì poco piglia|XI, 109-114}})
*{{NDR|Su Provenzano Salvani}} ''"Quando vivea più glorïoso", disse, | "liberamente nel [[Piazza del Campo|Campo di Siena]], | ogne vergogna diposta, s'affisse.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Colui che del cammin sì poco piglia|XI, 133-135}})
*''Mostrava come i figli si gittaro | sovra [[Sennacherìb]] dentro dal tempio, | e come, morto lui, quivi il lasciaro'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Mostrava come i figli si gittaro|XII, 52-54}})
*''Or [[superbia|superbite]], e via col viso altero, | figliuoli d'Eva, e non chinate il volto | sì che veggiate il vostro mal sentero!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Or superbite|XII, 70-72}})
*''A noi venìa la [[angelo|creatura bella]], | biancovestito e ne la faccia quale | par tremolando mattutina stella.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|A noi venìa la creatura bella|XII, 88-90}})
*''O gente umana, per volar sù nata, | perché a poco vento così cadi?'' (l'Angelo dell'umiltà: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|o gente umana|XII, 95-96}})
*''Ahi quanto son diverse quelle foci | da l'infernali! ché quivi per canti | s'entra, e là giù per lamenti feroci.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Ahi quanto son diverse quelle foci|XII, 112-114}})
*''Tu li vedrai tra quella gente vana | che spera in Talamone, e perderagli | più di speranza ch'a trovar la Diana''. (Sapìa Salvani: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIII|Tu li vedrai tra quella gente vana|XIII, 151-153}})
*[...] ''Per mezza Toscana si spazia | [[Arno|un fiumicel]] che nasce in Falterona, | e cento miglia di corso nol sazia. | Di sovr'esso rech'io questa persona: | dirvi ch'i' sia, saria parlare indarno, | ché 'l nome mio ancor molto non suona.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Per mezza Toscana si spazia|XIV, 16-21}})
*[...] ''ma degno | ben è che 'l nome di tal valle pèra; | ché dal principio [[Arno|suo]],'' [...] | ''infin là 've si rende per ristoro'' | [...] | ''vertù così per nimica si fuga | da tutti come biscia, o per sventura | del luogo, o per mal uso che li fruga: | ond' hanno sì mutata lor natura | li abitator de la misera valle, | che par che Circe li avesse in pastura. | Tra [[Casentino|brutti porci]], più degni di galle | che d'altro cibo fatto in uman uso, | dirizza prima il suo povero calle. | [[Arezzo|Botoli]] trova poi, venendo giuso, | ringhiosi più che non chiede lor possa, | e da lor disdegnosa torce il muso. | Vassi caggendo; e quant'ella più 'ngrossa, | tanto più trova di can farsi [[Firenze|lupi]] | la maladetta e sventurata fossa. | Discesa poi per più pelaghi cupi, | trova le [[Pisa|volpi]] sì piene di froda, | che non temono ingegno che le occùpi. | Né lascerò di dir perch'altri m'oda; | e buon sarà costui, s'ancor s'ammenta | di ciò che vero spirto mi disnoda. | Io veggio [[Fulcieri da Calboli|tuo nepote]] che diventa | cacciator di quei lupi in su la riva | del fiero fiume, e tutti li sgomenta. | Vende la carne loro essendo viva; | poscia li ancide come antica belva; | molti di vita e sé di pregio priva. | Sanguinoso esce de la trista selva; | lasciala tal, che di qui a mille anni | ne lo stato primaio non si rinselva.'' (Guido del Duca: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Non so; ma degno|XIV, 29-66}})
*''Fu il sangue mio d'invidia sì rïarso, | che se veduto avesse uom farsi lieto, | visto m'avresti di livore sparso. | Di mia semente cotal paglia mieto; | o gente umana, perché poni 'l core | là 'v'è mestier di consorte divieto? | Questi è [[Rinieri di Calboli|Rinier]]; questi è 'l pregio e l'onore | de la casa da Calboli, ove nullo | fatto s'è reda poi del suo valore. | E non pur lo suo sangue è fatto brullo, | [[Romagna|tra 'l Po e 'l monte e la marina e 'l Reno]], | del ben richesto al vero e al trastullo; | ché dentro a questi termini è ripieno | di venenosi sterpi, sì che tardi | per coltivare omai verrebber meno. | Ov'è 'l buon Lizio e Arrigo Mainardi? | Pier Traversaro e Guido di Carpigna? | Oh [[Romagna|Romagnuoli]] tornati in bastardi! | Quando in Bologna un Fabbro si ralligna? | quando in Faenza un Bernardin di Fosco, | verga gentil di picciola gramigna?'' (Guido del Duca: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Fu il sangue mio d'invidia sì rïarso|XIV, 82-102}})
*[...] ''Quel fu 'l duro camo | che dovria l'uom tener dentro a sua meta. | Ma voi prendete l'esca, sì che l'amo | de l'antico avversaro a sé vi tira; | e però poco val freno o richiamo. | Chiamavi 'l cielo e 'ntorno vi si gira, | mostrandovi le sue bellezze etterne, | e l'occhio vostro pur a terra mira; | onde vi batte chi tutto discerne.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Quel fu 'l duro camo|XIV, 143-151}})
*''Che volse dir lo spirto di Romagna'' {{NDR|Guido del Duca}}'', | e 'divieto' e 'consorte' menzionando?'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XV|Che volse dir lo spirto di Romagna|XV, 44-45}})
*''Lume v'è dato a bene e a malizia''. (Marco Lombardo: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI|lume v'è dato a bene e a malizia|XVI, 75}})
*''L'anima semplicetta che sa nulla, | salvo che, mossa da lieto fattore, | volontier torna a ciò che la trastulla.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI||XVI, 88-90}})<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/43|p. 11]].</ref>
*''Le [[legge|leggi]] son, ma chi pon mano ad esse? | Nullo, però che 'l pastor che procede, | rugumar può, ma non ha l'unghie fesse; | per che la gente, che sua guida vede | pur a quel ben fedire ond'ella è ghiotta, | di quel si pasce, e più oltre non chiede. | Ben puoi veder che la mala [[comportamento|condotta]] | è la cagion che 'l mondo ha fatto reo, | e non natura che 'n voi sia corrotta.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI|Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?|XVI, 97-105}})
*[...] ''quale aspetta prego e l'uopo vede, | malignamente già si mette al nego.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|riga57|XVII, 59-60}})
*''Ciascun confusamente un bene apprende | nel qual si queti l'animo, e disira; | per che di giugner lui ciascun contende.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|Ciascun confusamente un bene apprende|XVII, 127-129}})
*''Fino a quel punto misera e partita | da Dio anima fui'' {{NDR|[[papa Adriano V]]}}'', del tutto [[avarizia|avara]]; | or, come vedi, qui ne son punita.''<ref>Secondo molti commentatori qui Dante attribuisce a papa Adriano V, Ottobuono dei Fieschi (conti di Lavagna), papa dal 11 luglio 1276 al 18 agosto (giorno del suo decesso) dello stesso anno, caratteristiche che pare appartenessero invece ad uno dei suoi predecessori ed omonimo, Adriano IV, l'inglese Nicola Breakspear, papa dal dicembre 1154 al settembre 1159.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIX|Fino a quel punto misera e partita|XIX, 112-114}})
*''Contra miglior voler voler mal pugna; | onde contra 'l piacer mio, per piacerli, | trassi de l'acqua non sazia la spugna.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Contra miglior voler voler mal pugna|XX, 1-3}})
*''Maladetta sie tu, [[Cupidigia|antica lupa]], | che più che tutte l'altre bestie hai preda | per la tua fame sanza fine cupa! | O ciel, nel cui girar par che si creda | le condizion di qua giù trasmutarsi, | quando verrà per cui questa disceda?'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Maladetta sie tu, antica lupa|XX, 10-15}})
*''Queste parole m'eran sì piaciute, | ch'io mi trassi oltre per aver [[contezza]] | di quello spirto onde parean venute.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Queste parole|XX, 28-30}})
*''O avarizia, che puoi tu più farne, | poscia c' ha' il mio sangue a te sì tratto, | che non si cura de la propria carne? | Perché men paia il mal futuro e 'l fatto, | veggio in [[Anagni|Alagna]] intrar lo fiordaliso, | e nel [[Papa Bonifacio VIII|vicario suo]] Cristo esser catto. | Veggiolo un'altra volta esser deriso; | veggio rinovellar l'aceto e 'l fiele, | e tra vivi ladroni<ref>Guglielmo di Nogaret e Giacomo Sciarra Colonna.</ref> esser anciso. | Veggio [[Filippo IV di Francia|il novo Pilato]] sì crudele, | che ciò nol sazia, ma sanza decreto | portar nel Tempio le cupide vele. | O Segnor mio, quando sarò io lieto | a veder la vendetta che, nascosa, | fa dolce l'ira tua nel tuo secreto?'' (Ugo Capeto sullo schiaffo di Anagni: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|O avarizia, che puoi tu più farne|XX, 82-96}})
*''Ma perché lei che dì e notte fila | non li avea tratta ancora la conocchia | che Cloto impone a ciascuno e compila,'' | [...]. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXI|Ma perché lei che dì e notte fila|XXI, 25-27}})
*''De l'[[Eneide|Eneïda]] dico, la qual mamma | fummi, e fummi nutrice, poetando: | sanz'essa non fermai peso di dramma.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXI|de l'Eneïda dico|XXI, 97-99}})
*''Veramente più volte [[Apparenza|appaion]] cose | che danno a dubitar falsa matera | per le vere ragion che son nascose.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Veramente più volte appaion cose|XXII, 28-30}})
*''Facesti come quei che va di notte, | che porta il lume dietro e sé non giova, | ma dopo sé fa le persone dotte''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Facesti come quei che va di notte|XXII, 67-69}})
*''Più pensava [[Maria]] onde | fosser [[Tramutazione dell'acqua in vino|le nozze]] orrevoli e intere, | ch'a la sua bocca, ch'or per voi risponde. || E le Romane antiche, per lor bere, | contente furon d'acqua; e [[Daniele (profeta)|Danïello]] | dispregiò cibo e acquistò savere. || Lo [[Età dell'oro|secol primo]], quant'oro fu bello, | fé savorose con fame le ghiande, | e nettare con sete ogne ruscello. || Mele e locuste furon le vivande | che nodriro il [[Giovanni Battista|Batista]] nel diserto; | per ch'elli è glorïoso e tanto grande || quanto per lo Vangelio v'è aperto.'' (Stazio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Poi disse|XXII, 142-154}})
*''Io dicea fra me stesso pensando: "Ecco | la gente che perdé [[Gerusalemme|Ierusalemme]], | quando Maria nel figlio diè di becco!".''<ref>Qui Dante fa riferimento a quanto [[w:Flavio Giuseppe|Flavio Giuseppe]] narra nella sua ''Guerra giudaica'' a proposito della guerra di Roma contro gli ebrei: l'assedio di Gerusalemme fu così lungo e duro per gli assediati che una certa Maria avrebbe ucciso il figlio per cibarsi delle sue carni.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIII|Io dicea fra me stesso pensando|XXIII, 28-30}})
*''Tutta esta gente che piangendo canta | per seguitar la [[Gola (ingordigia)|gola]] oltra misura, | in fame e 'n sete qui si rifà santa.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIII|Tutta esta gente che piangendo canta|XXIII, 64-66}})
*''"O frate, issa vegg'io", diss'elli, "il nodo | che [[Giacomo da Lentini|'l Notaro]] e [[Guittone d'Arezzo|Guittone]] e [[Bonagiunta Orbicciani|me]] ritenne | di qua dal [[dolce stil novo]] ch'i' odo! || Io veggio ben come le vostre penne | di retro al dittator sen vanno strette, | che de le nostre certo non avvenne; || e qual più a gradire oltre si mette, | non vede più da l'uno a l'altro stilo"; | e, quasi contentato, si tacette.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|O frate|XXIV, 55-63}})
*''Sì accostati a l'un d'i due vivagni ''{{NDR|orli del cerchio}}'' | passammo, udendo colpe de la gola | seguite già da miseri guadagni.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|Sì accostati|XXIV, 127-129}})
*''Così per entro loro schiera bruna | s'mmusa l'una con l'altra [[formica]], | forse a spïar lor via e lor fortuna.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVI|così per entro|XXVI, 34-36}})
*''La nova gente: "Soddoma e Gomorra"; | e l'altra: "Ne la vacca entra Pasife, | perché 'l torello a sua [[lussuria]] corra".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVI|la nova gente|XXVI, 40-42}})
*[...] ''giovane e bella in sogno mi parea | donna vedere andar per una landa | cogliendo fiori; e cantando dicea: || "Sappia qualunque il mio nome dimanda | ch'i' mi son [[Lia (Bibbia)|Lia]], e vo movendo intorno | le belle mani a farmi una ghirlanda. || Per piacermi a lo specchio, qui m'addorno; | ma mia suora [[Rachele|Rachel]] mai non si smaga | dal suo miraglio, e siede tutto giorno. || Ell'è d'i suoi belli occhi veder vaga | com'io de l'addornarmi con le mani; | lei lo vedere, e me l'ovrare appaga".'' (XXVII, 97-108)
*''Non aspettar mio dir più né mio cenno; | libero, dritto e sano è tuo [[Libero arbitrio|arbitrio]], | e fallo fora non fare a suo senno: | per ch'io te sovra te corono e mitrio.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVII|Non aspettar mio dir più né mio cenno;|XXVII, 139-142}})
*''Sovra candido vel cinta d'uliva | donna m'apparve, sotto verde manto | vestita di color di fiamma viva.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|Sovra candido vel cinta d'uliva|XXX, 31-33}})
*''"Conosco i segni de l'antica fiamma". | Ma Virgilio n'avea lasciati scemi | di sé, Virgilio dolcissimo patre, | Virgilio a cui per mia salute die'mi.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|Conosco i segni de l'antica fiamma|XXX, 48-51}})<ref>({{Cfr|m}} ''Adgnosco veteris vestigia flammae'' ([[Publio Virgilio Marone]], ''[[Eneide]]''). ''Vedi'' [[w:Conosco i segni de l'antica fiamma|Conosco i segni de l'antica fiamma]] su Wikipedia)</ref>
*''Ché pianger ti conven per altra spada.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|ché pianger ti conven per altra spada.|XXX, 57}})
===[[Explicit]]===
<poem>
Io ritornai da la santissima onda
rifatto sì come piante novelle
rinovellate di novella fronda,
puro e disposto a salire a le stelle.
</poem>
===Citazioni sul ''Purgatorio''===
*Nel canto XI, la parafrasi del ''Pater'' è d'una bellezza che ha del prodigioso; il linguaggio umano si eleva d'un tratto a un'altezza che noi non raggiungiamo più; si direbbe che la grazia {{sic|inebbrii}} tale linguaggio, ma d'un'ebbrezza divina che conserva tutta la sua lucidità. Manca a Dante il balbettamento del mistico che esce dall'estasi; questo uomo cammina nell'azzurro come su una strada. ([[Julien Green]])
==''Paradiso''==
===[[Incipit]]===
<poem>
La [[Gloria di Dio|gloria]] di colui che tutto move
per l'universo penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove.
</poem>
===Citazioni===
*''Poca favilla gran fiamma seconda''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Poca favilla gran fiamma seconda|I, 34}})
*''Trasumanar significar per verba | non si poria; però l'essemplo basti | a cui esperïenza grazia serba.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Trasumanar|I, 70-72}})
*''Intra due cibi, distanti e moventi | d'un modo, prima si morria di fame, | che liber'omo l'un recasse ai [[dente|denti]]''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IV|Intra due cibi|IV, 1-3}})
*''[[Volontà]], se non vuol, non s'ammorza, | ma fa come natura face in foco, | se mille volte vïolenza il torza.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IV|volontà|IV, 76-78}})
*''Apri la mente a quel ch'io ti paleso | e fermalvi entro; ché non fa [[conoscenza|scïenza]], | sanza lo [[memoria|ritenere]], avere inteso.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto V|Apri la mente|V, 40-42}})
*''Siate, [[Cristiano (religione)|Cristiani]], a muovervi più gravi: | non siate come penna ad ogne vento, | e non crediate ch'ogne acqua vi lavi. | Avete il novo e 'l vecchio Testamento, | e 'l pastor de la Chiesa che vi guida; | questo vi basti a vostro salvamento. | Se mala cupidigia altro vi grida, | uomini siate, e non pecore matte, | sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto V|Siate, Cristiani|V, 73-81}})
*{{NDR|Sulla [[Provenza]]}} ''Quella sinistra riva che si lava | di Rodano poi ch'è misto con Sorga'' [...]. ([[:s:Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|VIII, 58-59]])
*[...] ''e quel [[Reggio Calabria|corno d'Ausonia]] che s'imborga | di Bari e di Gaeta e di Catona, | da ove Tronto e Verde in mare sgorga.''<ref>Il poeta si riferisce alla fortificazione che sorgeva nel quartiere di Catona.</ref> ([[:s:Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|VIII, 61-63]])
*''E la bella [[Sicilia|Trinacria]], che caliga | tra Pachino e Peloro, sopra 'l golfo | che riceve da Euro maggior briga, | non per Tifeo ma per nascente solfo, | attesi avrebbe li suoi regi ancora, | nati per me di Carlo e di Ridolfo, | se mala segnoria, che sempre accora | li popoli suggetti, non avesse | mosso [[Palermo]] a gridar: "Mora, mora!".''<ref>Riferimento ai [[Vespri Siciliani]].</ref> (Carlo Martello: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|E la bella Trinacria|VIII, 67-75}})
*''E non pur le nature [[Provvidenza|provedute]] | sono in la mente ch'è da sé perfetta, | ma esse insieme con la lor salute: | per che quantunque quest'arco saetta | disposto cade a proveduto [[Scopo|fine]], | sì come cosa in suo segno diretta.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII||VIII, 100-105}})
*[...] ''ma tosto fia che [[Padova]] al palude | cangerà l'acqua che Vincenza bagna, | per essere al dover le genti crude; | e [[Treviso|dove]] Sile e Cagnan s'accompagna, | [[Rizzardo II da Camino|tal]] signoreggia e va con la testa alta, | che già per lui carpir si fa la ragna.'' (Cunizza da Romano: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX|ma tosto fia che Padova|IX, 46-51}})
*''Tu vuo' saper chi è in questa lumera | che qui appresso me così scintilla | come raggio di sole in acqua mera. || Or sappi che là entro si tranquilla | [[Raab]]; e a nostr'ordine congiunta, | di lei nel sommo grado si sigilla.'' (Folchetto di Marsiglia: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX||IX, 112-117}})
*''[[Firenze|La tua città]], che di [[Lucifero|colui]] è pianta | che pria volse le spalle al suo fattore | e di cui è la 'nvidia tanto pianta, | produce e spande il [[Fiorino|maladetto fiore]] | c'ha disvïate le pecore e li agni, | però che fatto ha lupo del pastore. | Per questo l'Evangelio e i dottor magni | son derelitti, e solo ai Decretali | si studia, sì che pare a' lor vivagni. | A questo intende il [[papa]] e' cardinali; | non vanno i lor pensieri a Nazarette, | là dove Gabrïello aperse l'ali. | Ma Vaticano e l'altre parti elette | di Roma che son state cimitero | a la milizia che Pietro seguette, | tosto libere fien de l'avoltero.'' (Folchetto di Marsiglia: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX|La tua città|IX, 127-142}})
*''Guardando nel suo Figlio con l'Amore | che l'uno e l'altro etternalmente spira, | lo primo e ineffabile Valore | quanto per mente e per loco si gira | con tant'ordine fé, ch'esser non puote | sanza gustar di lui chi ciò rimira.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|Guardando nel suo Figlio con l'Amore|X, 1-6}})
*''Lo [[sole|ministro maggior de la natura]], | che del valor del ciel lo mondo imprenta | e col suo lume il tempo ne misura, | con quella parte che sù si rammenta | congiunto, si girava per le spire | in che più tosto ognora s'appresenta'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|riga27|X, 28-33}})
*''E se le [[fantasia|fantasie]] nostre son basse | a tanta altezza, non è maraviglia; | ché sopra 'l sol non fu [[occhio]] ch'andasse.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|E se le fantasie nostre|X, 46-48}})
*''Ne la corte del cielo, ond'io rivegno, | si trovan molte gioie care e belle | tanto che non si posson trar del regno; | e 'l canto di quei lumi era di quelle; | chi non s'impenna sì che là sù voli, | dal muto aspetti quindi le novelle.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|Ne la corte del cielo|X, 70-75}})
*''O insensata cura de' mortali, | quanto son difettivi silogismi | quei che ti fanno in basso batter l'ali! | Chi dietro a iura e chi ad amforismi | sen giva, e chi seguendo sacerdozio, | e chi regnar per forza o per sofismi, | e chi rubare e chi civil negozio, | chi nel diletto de la carne involto | s'affaticava e chi si dava a l'ozio, | quando, da tutte queste cose sciolto, | con Bëatrice m'era suso in cielo | cotanto glorïosamente accolto.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|O insensata cura de' mortali|XI, 1-12}})
*{{NDR|Su [[Francesco d'Assisi|Francesco]] e [[Domenico di Guzmán|Domenico]]}} ''L'un fu tutto serafico in ardore; | l'altro per sapïenza in terra fue | di cherubica luce uno splendore.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|san Francesco e san Domenico|XI, 37-39}})
*''Intra Tupino e l'acqua che discende | del colle eletto dal beato Ubaldo, | fertile costa d'alto monte pende, | onde [[Perugia]] sente freddo e caldo | da Porta Sole; e di rietro le piange | per grave giogo Nocera con Gualdo. | Di questa costa, là dov'ella frange | più sua rattezza, nacque al mondo un sole, | come fa questo talvolta di Gange. | Però chi d'esso loco fa parole, | non dica [[Assisi|Ascesi]], ché direbbe corto, | ma Orïente, se proprio dir vuole.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|Intra Tupino|XI, 43-54}})
*''Oh ignota ricchezza! oh ben ferace! | Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro | dietro a [[Francesco d'Assisi|lo sposo]], sì [[Povertà|la sposa]] piace.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!|XI, 82-84}})
*''E questo ti sia sempre piombo a' piedi, | per farti mover lento com'uom lasso | e al sì e al no che tu non vedi: | ché quelli è tra li stolti bene a basso, | che sanza distinzione afferma e nega | ne l'un così come ne l'altro passo; | perch'elli 'ncontra che più volte piega | l'oppinïon corrente in falsa parte, | e poi l'affetto l'intelletto lega. | Vie più che 'ndarno da riva si parte, | perché non torna tal qual e' si move, | chi pesca per lo vero e non ha l'arte. | E di ciò sono al mondo aperte prove | [[Parmenide]], [[Melisso di Samo|Melisso]] e [[Brisso]] e molti, | li quali andaro e non sapëan dove; | sì fé [[Sabellius|Sabellio]] e [[Ario|Arrio]] e quelli stolti | che furon come spade a le Scritture | in render torti li diritti volti. | Non sien le genti, ancor, troppo sicure | a giudicar, sì come quei che stima | le biade in campo pria che sien mature; | ch'i' ho veduto tutto 'l verno prima | lo prun mostrarsi rigido e feroce, | poscia portar la rosa in su la cima; | e legno vidi già dritto e veloce | correr lo mar per tutto suo cammino, | perire al fine a l'intrar de la foce. | Non creda donna Berta e ser Martino, | per vedere un furare, altro offerere, | vederli dentro al consiglio divino; | ché quel può surgere, e quel può cadere.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIII|E questo|XIII, 112-142}})
*''Qual si lamenta perché qui si moia | per viver colà sù, non vide quive | lo refrigerio de l'etterna ploia. | Quell'uno e due e tre che sempre vive | e regna sempre in tre e 'n due e 'n uno, | non circunscritto, e tutto circunscrive, | tre volte era cantato da ciascuno | di quelli spirti con tal melodia, | ch'ad ogne merto saria giusto muno.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIV|Qual si lamenta perché qui si moia|XIV, 25-33}})
*[...] ''distinta da minori e maggi | lumi biancheggia tra' poli del mondo | [[Via Lattea|Galassia]] sì, che fa dubbiar ben saggi'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIV||XIV, 97-99}})
*''Ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso | tal, ch'io pensai co' miei toccar lo fondo | de la mia gloria e del mio paradiso.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XV|ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso|XV, 34-36}})
*''Sempre la [[confusione|confusion]] de le persone | principio fu del mal de la cittade.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVI|Sempre la confusion de le persone|XVI, 67-68}})
*''E come 'l volger del ciel de la [[luna]] | cuopre e discuopre i liti sanza posa, | così fa di [[Firenze|Fiorenza]] la Fortuna: | per che non dee parer mirabil cosa | ciò ch'io dirò de li alti Fiorentini | onde è la fama nel tempo nascosa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVI|E come 'l volger del ciel de la luna|XVI, 82-87}})
*''Tu proverai sì come sa di [[sale]] | lo [[pane]] altrui, e come è duro calle | lo scendere e 'l salir per l'altrui scale.'' (Cacciaguida: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVII|Tu proverai sì come sa di sale|XVII, 58-60}})
*''{{NDR|Su Bartolomeo della Scala}} [...] in te avrà sì benigno riguardo, | che del fare e del chieder, tra voi due, | fia primo quel che tra li altri è più tardo.'' (Cacciaguida: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVII|Tu proverai sì come sa di sale|XVII, 74-75}})
*''E quel che mi convien ritrar testeso ''{{NDR|subito}}'', | non portò voce mai, né scrisse [[inchiostro|incostro]], | né fu per [[fantasia]] già mai compreso''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIX|E quel che mi convien ritrar testeso|XIX, 7-9}})
*''Or tu chi se', che vuo' sedere a scranna, | per giudicar di lungi mille miglia | con la veduta corta d'una spanna?'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIX|Or tu chi se|XIX, 79-81}})
*''E quel che vedi ne l'arco declivo, | [[Guglielmo II di Sicilia|Guglielmo]] fu, cui quella terra plora | che piagne Carlo e Federigo vivo: | ora conosce come s'innamora | lo ciel del giusto rege, e al sembiante | del suo fulgore il fa vedere ancora.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XX|E quel che vedi|XX, 61-66}})
*''Quale [[allodola|allodetta]] che 'n aere si spazia | prima cantando, e poi tace contenta | de l'ultima dolcezza che la sazia, | tal mi sembiò l'imago de la 'mprenta | de l'etterno piacere, al cui disio | ciascuna cosa qual ell'è diventa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XX|Quale allodetta|XX, 73-78}})
*''In quel loco fu' io [[Pietro Damiano]], | e Pietro Peccator fu' ne la casa | di Nostra Donna in sul lito adriano. | Poca vita mortal m'era rimasa, | quando fui chiesto e tratto a quel cappello, | che pur di male in peggio si travasa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXI|Pietro Damiano|XXI, 121-126}})
*''L'aiuola che ci fa tanto feroci, | volgendom'io con li etterni Gemelli, | tutta m'apparve da' colli a le foci; | poscia rivolsi li occhi a li occhi belli.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXII|L'aiuola che ci fa tanto feroci|XXII, 151-154}})
*{{NDR|Sulla ''Commedia''}} [...] ''{{'}}l poema sacro | al quale ha posto mano e cielo e terra'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXV||XXV, 1-2}})<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/37|p. 5]].</ref>
*''La Chiesa militante alcun figliuolo | non ha con più [[speranza]], com'è scritto | nel Sol che raggia tutto nostro stuolo: | però li è conceduto che d'Egitto | vegna in [[Gerusalemme|Ierusalemme]]''<ref>Qui Dante intende per Ierusalemme la cosiddetta "Gerusalemme celeste", cioè il [[paradiso]].</ref>'' per vedere, | anzi che 'l militar li sia prescritto.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXV|La Chiesa militante|XXV, 52-57}})
*''Opera naturale è ch'uom favella; | ma così o così, natura lascia | poi fare a voi secondo che v'abbella.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXVI|Opera naturale è ch'uom favella|XXVI, 130-132}})
*''Quand'ïo udi': «Se io ''{{NDR|[[Pietro apostolo|San Pietro]]}}'' mi trascoloro, | non ti maravigliar, ché, dicend'io, | vedrai trascolorar tutti costoro. | Quelli ch'usurpa in terra il luogo mio, | il luogo mio, il luogo mio che vaca | ne la presenza del [[Gesù|Figliuol di Dio]], | fatt' ha del cimitero mio cloaca | del sangue e de la puzza; onde 'l perverso | che cadde di qua sù, là giù si placa».'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXVII|San Pietro|XXVII, 19-27}})
*''La piaga che [[Maria]] richiuse e unse, | quella ch'è tanto bella da' suoi piedi | è [[Eva|colei]] che l'aperse e che la punse. || Ne l'ordine che fanno i terzi sedi, | siede [[Rachele|Rachel]] di sotto da costei | con Bëatrice, sì come tu vedi. || [[Sara (Bibbia)|Sarra]] e [[Rebecca (Bibbia)|Rebecca]], [[Giuditta|Iudìt]] e [[Rut (personaggio biblico)|colei]] | che fu bisava al [[Davide|cantor]] che per doglia | del fallo disse "Miserere mei", || puoi tu veder così di soglia in soglia | giù digradar, com'io ch'a proprio nome | vo per la rosa giù di foglia in foglia.'' (Bernardo: XXXII, 4-15)
*''[[Maria|Vergine Madre]], figlia del tuo figlio, | umile e alta più che creatura, | termine fisso d'etterno consiglio, | tu se' colei che l'[[uomo|umana natura]] | nobilitasti sì, che 'l suo fattore | non disdegnò di farsi sua fattura.'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII|Vergine Madre|XXXIII, 1-6}})
*''Nel ventre tuo si raccese l'[[rima fiore-amore|amore]], | per lo cui caldo ne l'etterna pace | così è germinato questo [[rima fiore-amore|fiore]].'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII||XXXIII, 7-9}})
*''La tua benignità non pur soccorre | a chi domanda, ma molte fïate | liberamente al dimandar precorre.'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII||XXXIII, 16-18}})
===[[Explicit]]===
<poem>
A l'alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e 'l velle,
sì come rota ch'igualmente è mossa,
[[Dio|l'amor]] che move il [[sole]] e l'altre [[stella|stelle]].
</poem>
===Citazioni sul ''Paradiso''===
*Il paradiso dantesco è l'apoteosi del virtuale, degli immateriali, del puro software, senza il peso dello hardware terrestre e infernale, di cui rimangono i cascami nel purgatorio. Il ''Paradiso'' è più che moderno, può diventare, per il lettore che abbia dimenticato la storia, tremendamente futuribile. È il trionfo di una energia pura, ciò che la ragnatela del [[Internet|Web]] ci promette e non saprà mai darci, è una esaltazione di flussi, di corpi senz'organi, un poema fatto di novae e stelle nane, un [[Big Bang]] ininterrotto, un racconto le cui vicende corrono per la lunghezza di anni luce e, se proprio volete ricorrere a esempi familiari, una trionfale [[2001: Odissea nello spazio|odissea nello spazio]], a lietissimo fine. Se volete, leggete il ''Paradiso'' anche così, male non potrà farvi e sarà meglio di una discoteca stroboscopica e dell'ecstasy. Perché, quanto a estasi, la terza cantica mantiene le sue promesse. ([[Umberto Eco]])
*Subito, nei primi versi del ''Paradiso'', nell'invocazione ad Apollo, [[Dante Alighieri|Dante]] chiarisce perché la sfida sia estrema:<br><br>{{Centrato|''Entra nel petto mio, e spira tue {{!}} sì come quando [[Marsia|Marsïa]] traesti {{!}} de la vagina de le membra sue.''}}<br>[[Dio]], l'ispiratore della poesia sacra, viene paragonato ad Apollo, quando spellò vivo Marsia, che aveva osato sfidarlo, e ne estrasse il corpo scorticato dalla pelle – la guaina, la «vagina» delle sue membra. Dunque la poesia sacra, che Dante sta per iniziare, porta con sé l'ombra di un delitto mitico: è essa stessa un delitto; ci distrugge, ci annichila, ci uccide, sia pure per farci uscire da noi e farci conoscere la rivelazione. Dante ci mette sull'avviso: il suo libro sacro sarà tremendo, molto più dell<nowiki>'</nowiki>''Inferno'', e chi oserà leggerlo dovrà contare su un coraggio intellettuale, che nemmeno per un attimo potrà distendersi e rallentare. Tutta quella luce non ci illuda. Tutto quell'amore non ci incanti. Se il libro di Dante è tremendo, se senza fine l'Apollo cristiano spellerà davanti ai nostri occhi il corpo vivo di Marsia, è per una ragione evidente. Dio è tremendo. Come i veri credenti sanno, Dio non è nulla di misurato o tranquillo o ragionevole o pacato: è un «infinito eccesso», una fatale sovrabbondanza rispetto a tutti gli uomini e alle cose create. ([[Pietro Citati]])
==Similitudini==
*''E come quei che con lena affannata | uscito fuor del pelago a la riva | si volge a l'acqua perigliosa e guata, | così l'animo mio, ch'ancor fuggiva, | si volse a retro a rimirar lo passo | che non lasciò già mai persona viva.'' (da ''Inferno, I, 22-27'')
*''E qual è quei che volontieri acquista, | e giugne 'l tempo che perder lo face, | che 'n tutti suoi pensier piange e s'attrista; | tal mi fece la bestia sanza pace, | che, venendomi 'ncontro, a poco a poco | mi ripigneva là dove 'l sol tace.'' (da ''Inferno, I, 55-60'')
*''E qual è quei che disvuol ciò che volle | e per novi pensier cangia proposta, | sì che dal cominciar tutto si tolle, | tal mi fec'ïo 'n quella oscura costa, | perché, pensando, consumai la 'mpresa | che fu nel cominciar cotanto tosta.'' (da ''Inferno, II, 37-42'')
*''Quali i fioretti, dal notturno gelo | chinati e chiusi, poi che 'l sol li 'mbianca | si drizzan tutti aperti in loro stelo, | tal mi fec'io di mia virtute stanca.'' (da ''Inferno, II, 127-130'')
*''Diverse lingue, orribili favelle, | parole di dolore, accenti d'ira, | voci alte e fioche, e suon di man con elle | facevano un tumulto, il qual s'aggira | sempre in quell'aura sanza tempo tinta, | come la rena quando turbo spira.'' (da ''Inferno, III, 25-30'')
*''Come d'[[autunno]] si levan le [[foglia|foglie]] | l'una appresso de l'altra, fin che 'l ramo | vede a la terra tutte le sue spoglie, | similmente il mal seme d'Adamo | gittansi di quel lito ad una ad una, | per cenni come augel per suo richiamo.'' (da ''Inferno, III, 112-117'')
*''Io venni in luogo d'ogni luce muto, | che mugghia come fa mar per tempesta, | se da contrari venti è combattuto.'' (da ''Inferno, V, 28-30'')
*''E come li stornei ne portan l'ali | nel freddo tempo a schiera larga e piena, | così quel fiato li spiriti mali | di qua, di là, di giù, di su li mena; | nulla speranza li conforta mai, | non che di posa, ma di minor pena. | E come i gru van cantando lor lai, | faccendo in aere di sé lunga riga, | così vidi venir, traendo guai, | ombre portate da la detta briga;'' (da ''Inferno, V, 40-49'')
*''Quali [[colomba|colombe]], dal disio chiamate, | con l'ali alzate e ferme al dolce nido | vegnon per l'aere, dal voler portate; | cotali uscir de la schiera ov'è Dido, | a noi venendo per l'aere maligno, | sì forte fu l'affettüoso grido.'' (da ''Inferno, V, 82-87'')
*''Qual è quel [[cane]] ch'abbaiando agogna, | e si racqueta poi che 'l pasto morde, | ché solo a divorarlo intende e pugna, | cotai si fecer quelle facce lorde | de lo demonio [[Cerbero]], che 'ntrona | l'anime sì, ch'esser vorrebber sorde.'' (da ''Inferno, VI, 28-33'')
*''Quali dal [[vento]] le gonfiate [[vela (sistema di propulsione)|vele]] | caggiono avvolte, poi che l'alber fiacca, | tal cadde a terra la fiera crudele.'' (da ''Inferno, VII, 13-15'')
*''Come fa l'onda là sovra Cariddi, | che si frange con quella in cui s'intoppa, | così convien che qui la gente riddi.'' (da ''Inferno, VII, 22-24'')
===Citazioni sulle similitudini===
*La similitudine in Dante, pur nella sua immediatezza e nel suo realismo, si carica sempre di accenti morali. (dalle note curate da Emilio Alessandro Panaitescu a ''La Divina Commedia'', Fabbri, Milano, 1982)
*Delle similitudini e immagini è me' tacere che dirne poco, perché in queste non ha avuto mai pari; così nell'appropriarle maravigliosamente a proposito, come nell'esprimere felicemente, e secondo la propria natura loro, le {{sic|imagini}} brevissimamente, quell'altre più largamente, e non però di soperchio. ([[Vincenzo Borghini]])
==Citazioni sulla ''Divina Commedia''==
*[[Gotico]] significava goffo, rozzo, informe. Ad un edificio gotico presto s'avvezzarono i Britanni ad eguagliare la «Commedia», ritengo dietro l'esempio dei Francesi, dimentichi delle marmoree commedie sollevate al cielo dagli avi loro, nelle età barbare e caotiche, e spasimanti dietro le forme elleniche, classiche, luminosissime. ([[Arturo Farinelli]])
*Il Divino Poema fu ed è anch'oggi per tutti noi codice di civiltà, fulgore di scienza razionale e {{sic|dommatica}}, dove fede e ragione mostrano al mondo la loro potenza suprema, quando, distinte, pur s'accordano e s'avvalorano a vicenda nell'acquisto del vero e del bene. ([[Augusto Alfani]])
*In Dante veggo essere grandissime e bellissime parti, e le principali tutte che si richieggon a un gran Poema. Che vi sia poi qualche difettuzzo o mancamento, io non lo niego: sia dell'uomo o dell'età, non rileva a questo punto di qual sia più perfetto e migliore, se ben serve o per iscusa o per qualche altra cosa: come non servirebbe a fare che una figura di [[Giotto]] fusse più bella d'una d'[[Andrea del Sarto]], il dire che nell'età di colui l'arte della Pittura non era tanto inluminata, quanto ella fu poi; servirà bene a dire che Giotto in tante tenebre fece miracoli, e non ebbe pari; dove questo altro ebbe manco difficultà assai, e de' pari, e forse de' superiori qualcuno. Ma io non credo che il punto in Dante consista qui, se bene questa scusa ci bisognerà in alcune poche voci solamente quanto attiene alla comparazione del Petrarca. Ma il punto vero sarà qual sia di maggior lode degno o un Epico o Eroico poema grande, non interamente perfetto, o un piccolo e minuto che sia perfetto: perché può bene stare che si truovi una cosa piccola bellissima, pogniam caso una cappellina con bellissima proporzione d'architettura e ricchezza di cornici, che nondimeno non {{sic|arà}} a fare con la {{sic|fabrica}} d'un gran tempio con pochi ornamenti; e in simili comparazione sogliono dire i nostri uomini a tanto per tanto, o pur del tanto, come disse il Villani... ([[Vincenzo Borghini]])
*L'oggetto della Commedia, anche se essa raffigura lo stato delle anime dopo la morte, rimane la vita terrena in tutta la sua ampiezza e il suo contenuto; tutto quanto avviene in alto o in basso nel regno dell'aldilà, si riferisce al dramma dell'uomo nell'aldiquà. ([[Erich Auerbach]])
*La «Commedia» è una gran boscaglia, fitta, densa intricata, che sgomenta al primo entrarvi, e dove non risplende sole. Più franco e sicuro è il passo negli orti ameni, offerti dai poemi allegorici di Francia. I cristianissimi di Spagna, quando vanno in sogno all'altro mondo, e vedono e descrivono gli abissi infernali, chiedono, come i fratelli di Francia, soccorso d'immaginazione a Virgilio più che a Dante. ([[Arturo Farinelli]])
*La Commedia ha rappresentato l'unità fisica, etica e politica del cosmo scolastico-cristiano in un'epoca in cui essa cominciava a perdere la sua invulnerabilità ideologica: l'atteggiamento concettuale di Dante è quello difensivo di un conservatore e la sua lotta tende alla riconquista di ciò che è già perduto. ([[Erich Auerbach]])
*La "Commedia" non è un'opera, è un lungo monologo che mette il lettore di fronte a scelte radicali legate alla tragedia dello stare al mondo e alla speranza di salvezza. ([[Vittorio Sermonti]])
*La {{sic|divina}} Commedia è con ragione chiamata la Bibbia nazionale, è il vero poema cosmopolitico insieme ed italiano. ([[Licurgo Cappelletti]])
*La {{sic|divina commedia}} non è veramente il libro del perdono. ([[Raffaele Garofalo]])
*La [[Norvegia]] è uno dei pochissimi Paesi che non abbiano la ''Commedia'' di Dante tradotta (esclusa solo un'avara e discontinua antologia del 1965, che mi viene fatta vedere all'Istituto di cultura). Penso a [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]] che mi ricordava con una punta di orgoglio le settanta traduzioni di Dante – dico settanta – nelle varie lingue della [[Unione Sovietica|federazione]] (e capisco il dramma dell'impero sovietico!). ([[Giovanni Spadolini]])
*La preferenza dello [[Percy Bysshe Shelley|Shelley]] riguardo al valore estetico delle tre Cantiche, paragonate fra loro, parrebbe rivolta al Paradiso, in cui le immagini radiose, la gemmea colorazione, il perenne fulgore dello sfondo, dovevano particolarmente gradire al suo spirito sì propenso alle vive irradiazioni, agli effetti di luce e di tinte trasparenti. Inoltre egli osserva come, nell'apprezzamento delle Cantiche, i critici più acuti abbiano invertito il giudizio del volgo ammirando assai più i pregi dell'ultima parte di quelli delle altre. La terza Cantica gli offriva insuperabili splendori d'arte; quell'ascensione del poeta di stella in stella apparivagli come la più fulgida manifestazione della poesia moderna. ([[Federico Olivero]])
*Nell'origin sua la [[poesia]] è la scienza delle umane e divine cose, convertita in immagine fantastica ed armoniosa.<br/>La quale immagine noi, sopra ogn'altro poema italiano ravvisiamo vivamente nella Divina Commedia di Dante, il quale s'innalzò al sommo nell'esprimere, ed alla maggior vivezza pervenne, perché più largamente e più profondamente d'ogni altro nella nostra lingua concepiva: essendo la locuzione immagine dell'intelligenza, da cui il favellare trae la forza e il calore. E giunse egli a sì alto segno d'intendere e profferire, perché dedusse la sua scienza dalla cognizione delle cose divine, in cui le naturali, e le umane e civili, come in terso cristallo, riflettono... ([[Giovanni Vincenzo Gravina]])
*''Officio è del poeta | giovar e dilettar con tal maniera | di stile, che 'l lettore non s'attedia; | e ciò fa Dante ne la sua ''Comedia''.'' ([[Teofilo Folengo]])
*Per la Francia, come per la Spagna, la Germania e l'Inghilterra, la lingua di Dante doveva offrire gravissimi ostacoli ad ognuno che voleva pur internarsi in quel singolarissimo mondo della «Commedia». La lingua e l'afflato della poesia medesima; se non l'intendi in ogni sfumatura più delicata, e non l'hai chiara e vibrante nel cuore, non giungerai alla sua anima; e ti fluttuerà innanzi, sempre velata di mistero. I traduttori più abili non suppliscono alla tua propria virtù di penetrazione, e ridanno infiacchito e travisato l'originale, che pur si rispetta. ([[Arturo Farinelli]])
*Se si facesse il censimento di quanti dantisti laureati hanno letto la ''Divina Commedia'' da capo a fondo, senza interruzione, come si legge un romanzo moderno, non sappiamo quanti potrebbero in coscienza rispondere all'appello. Se non fosse così non si sarebbero versati fiumi d'inchiostro per dire tante scempiaggini, attaccandosi ai particolari più insignificanti e trascurando la visione generale del poema.<br>Perché la ''Divina Commedia'' – l'immagine è vecchia, ma in fondo esatta – è come una cattedrale gotica piena di simboli e di rappresentazioni di ogni genere, conchiusi tuttavia in una cornice, che dà una potente unità ai particolari, fino al punto che questi perdono gran parte della loro importanza considerati separatamente. Se l'immagine non piace, si potrà non meno esattamente paragonare il poema alla volta della Sistina in cui nessuno si sognerebbe di considerare separate dal tutto le varie figure. Ora i dantisti hanno fatto proprio così. Hanno costruita una impalcatura e ciascuno si è messo col naso su di un particolare, perdendo di vista l'insieme dell'opera. La conseguenza più grave di tutto questo è che essi impediscono agli altri di vedere. Fuori di metafora, tutti esitano ad accostarsi alla ''Divina Commedia'' tanto è spaventosa la mole dei commenti che l'ingombra. ([[Sebastiano Arturo Luciani]])
===[[Roberto Benigni]]===
*Dante ci fa entrare in quello che solo l'intelligenza è in grado di cercare ma, da sola, non è capace di trovare. La sua forza è essere profondamente laico. Non ha atteggiamenti pappalardeschi, come direbbe lui, da falsi devoti. È religioso senza essere mai pretesco, bigotto. Non si rivolge a Dio, alla Madonna, ai santi. Si rivolge alle Muse, ad Apollo. Il suo universo è la poesia. Si può leggere la Divina commedia senza credere in Dio, ma non senza conoscere il cristianesimo.
*Dopo la Divina Commedia c'è di più Dio. C'è proprio, lo si sente, lo si vede. Tutto ciò che è bello è vicino a Dio. È proprio la bellezza che ci porta vicino a Dio. Ci ha portato quasi a guardarlo, a vederlo.
*La ''Divina Commedia'' è il libro più giustificabile, più limpido, più grande, più straordinario di tutte le letterature; ma non di dopo Dante, anche di prima.
*Perché non ho scritto ''La Divina Commedia''? Perché non c'ho pensato.
*Quando si parla della ''Divina Commedia'' o di Dante, bisogna non tanto capire, perché è semplice anche se non è sempre facile. Come è semplice l'universo, la musica di Bach: semplice ma non facilissima. È tutto vero; siamo lì, è come una rosa.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Divina Commedia| ]]
[[Categoria:Poemi]]
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Micione
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/* Purgatorio */ piccole correzioni
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wikitext
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{{Nota disambigua|descrizione=altri significati|titolo=[[La Divina Commedia (disambigua)]]}}
[[File:Divina Commedia 1555 Edition.png|thumb|Frontespizio dell'edizione giolitina, la prima intitolata ''La Divina Comedia'' (1555)]]
{{Torna a|Dante Alighieri}}
'''''Divina Commedia''''', conosciuta anche come '''''Comedìa''''' o '''''Commedia''''', poema allegorico-didascalico di [[Dante Alighieri]] scritto tra il 1304 e il 1321.
==''Inferno''==
[[File:Alighieri - Divina Commedia, Nel mille quatro cento septe et due nel quarto mese adi cinque et sei - 2384293 id00022000 Scan00006.jpg|miniatura|Incipit dell'''editio princeps'' (1472)]]
===[[Incipit]]===
<poem>
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
</poem>
===Citazioni===
*''Allor fu la [[paura]] un poco queta, | che nel lago del cor m'era durata | la [[notte]] ch'i' passai con tanta pieta.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|paura|I, 19-21}})
*''Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta | una lonza {{NDR|lince o leopardo}}''<ref>La lonza, nella simbologia medievale dantesca, rappresenta la lussuria.</ref>'' leggiera e presta molto, | che di pel maculato era coverta; | e non mi si partìa dinanzi al volto, | anzi 'mpediva tanto il mio cammino, | ch'i' fui per ritornar più volte vòlto''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|Ed ecco|I, 31-36}})
*''Ma non sì che [[paura]] non mi desse | la vista che m'apparve d'un [[leone]]''<ref>Rappresenta qui la [[superbia]].</ref>''. | Questi parea che contra me venisse | con la test'alta e con rabbiosa [[fame]], | sì che parea che l'aere ne tremesse. | Ed una [[lupo|lupa]]''<ref>La lupa è per Dante il simbolo dell'[[avarizia]].</ref>'', che di tutte brame | sembrava carca ne la sua magrezza, | e molte genti fè già viver grame, | questa mi porse tanto di gravezza | con la paura ch'uscìa di sua vista, | ch'io perdei la [[speranza]] de l'altezza.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|ma non sì che paura non mi desse|I, 44-54}})
*''O de li altri poeti onore e lume, | vagliami 'l lungo studio e 'l grande amore | che m' ha fatto cercar lo tuo volume. | Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore, | tu se' solo colui da cu' io tolsi | lo bello stilo che m' ha fatto onore. | Vedi la bestia per cu' io mi volsi; | aiutami da lei, famoso saggio, | ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi.'' (Dante a Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|altri poeti|I, 82-90}})
*[...] ''ché questa bestia, per la qual tu gride, | non lascia altrui passar per la sua via, | ma tanto lo 'mpedisce che l'uccide; || e ha natura sì malvagia e ria, | che mai non empie la bramosa voglia, | e dopo 'l pasto ha più fame che pria. || Molti son li animali a cui s'ammoglia | e più saranno ancora, infin che 'l [[veltro]] | verrà, che la farà morir con doglia. || Questi non ciberà terra né peltro, | ma sapïenza, amore e virtute, | e sua nazion sarà tra feltro e feltro. || Di quella umile Italia fia salute | per cui morì la vergine Cammilla, | Eurialo e Turno e Niso di ferute. || Questi la caccerà per ogne villa | fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno | là ove 'nvidia prima dipartilla.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|altro viaggio|I, 94-111}})
*''O muse, o alto ingegno, or m'aiutate; | o mente che scrivesti ciò ch'io vidi, | qui si parrà la tua nobilitate.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|O muse, o alto ingegno, or m'aiutate|II, 7-9}})
*''Se' savio; intendi me' ch'i' non ragiono.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Intendi me' ch'i' non ragiono|II, 36}})
*[...] ''l'anima tua è da viltade offesa; | la qual molte fïate l'omo ingombra | sì che d'onrata impresa lo rivolve, | come falso veder bestia quand'ombra.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|L'anima tua è da viltade offesa|II, 45-48}})
*[...] ''l'amico mio, e non de la ventura'' [...]. (Beatrice su Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|l'amico mio, e non de la ventura|II, 61}})<ref>{{Cfr.}} [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/53|p. 21]].</ref>
*''Temer si dee di sole quelle cose | c'hanno potenza di fare altrui male; | de l'altre no, ché non son [[paura|paurose]].'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Temer si dee di sole quelle cose|II, 88-90}})
*''[[Maria|Donna]] è gentil nel ciel che si compiange | di questo 'mpedimento ov'io ti mando, | sì che duro giudicio là sù frange.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Donna è gentil nel ciel che si compiange|II, 94-96}})
*''[[Santa Lucia|Lucia]], nimica di ciascun crudele'' [...]. (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Lucia|II, 100}})
*''Or va, ch'un sol volere è d'ambedue: | tu duca, tu segnore e tu maestro.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Or va, ch'un sol volere è d'ambedue|II, 139-140}})
*''Per me si va ne la [[inferno|città dolente]], | per me si va ne l'etterno dolore, | per me si va tra la perduta gente. | [[Giustizia]] mosse il mio alto fattore; | fecemi la divina podestate, | la somma sapïenza e 'l primo amore. | Dinanzi a me non fuor cose create | se non etterne, e io etterno duro. | Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Per me si va ne la città dolente|III, 1-9}})
*''Non ragioniam di lor, ma guarda e passa''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|non ragioniam di lor, ma guarda e passa|III, 51}})
*{{NDR|Su [[papa Celestino V]]<ref>Dante non indica espressamente il nome dell'anima a cui si riferisce. La maggior parte dei critici concorda sul fatto che si tratti di Pietro da Morrone (ovvero Celestino V), ma altre teorie propendono per [[Esaù]] o [[Ponzio Pilato]]. Per approfondire vedi [[w:Che fece per viltade il gran rifiuto|qui]].</ref>}} [...] ''colui | che fece per viltade il gran rifiuto''. (III, 59-60)
*''A Dio spiacenti e a' nemici sui''. (III, 63)
*''Ed ecco verso noi venir per nave | un vecchio {{NDR|[[Caronte]]}}, bianco per antico pelo, | gridando: "Guai a voi, anime prave! || Non isperate mai veder lo cielo: | i' vegno per menarvi a l'altra riva | ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo. || E tu che se' costì, anima viva, | pàrtiti da cotesti che son morti". | Ma poi che vide ch'io non mi partiva, || disse: "Per altra via, per altri porti | verrai a piaggia, non qui, per passare: | più lieve legno convien che ti porti".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Ed ecco|III, 82-93}})
*''Vuolsi così colà dove si puote | ciò che si vuole, e più non dimandare.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|vuolsi così colà dove si puote|III, 95-96}})
*''Quinci fuor quete le lanose gote | al nocchier de la livida palude, | che 'ntorno a li occhi avea di fiamme rote.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|nocchier|III, 97-99}})
*''[[Caronte|Caron]] dimonio, con [[occhio|occhi]] di bragia | loro accennando, tutte le raccoglie; | batte col remo qualunque s'adagia.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Caron dimonio|III, 109-111}})
*''«Figliuol mio», disse 'l maestro cortese, | «quelli che muoion nell'[[ira di Dio]] | tutti convegno qui d'ogni paese; e pronti sono a trapassar lo rio | ché la divina giustizia li sprona, sì che la tema si volve in disìo».'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Figliuol mio|III, 121–125}})
*{{NDR|Su [[Virgilio]]}} ''Onorate l'altissimo poeta''. (IV, 80)
*''Mira colui con quella spada in mano, | che vien dinanzi ai tre sì come sire: | quelli è [[Omero]] poeta sovrano''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Mira colui|IV, 86–88}})
*''Poi ch'innalzai un poco più le ciglia, | vidi 'l maestro di color che sanno {{NDR|[[Aristotele]]}} | seder tra filosofica famiglia''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Poi ch'innalzai|IV, 130-132}})
*''[[Democrito]], che 'l mondo a caso pone.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Democrito|IV, 136}})
*''E vidi il buono accoglitor del quale, | [[Dioscoride|Dïascoride]] dico''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|E vidi|IV, 139-140}})
*''Così discesi del cerchio primaio | giù nel secondo, che men loco cinghia | e tanto più dolor, che punge a guaio. | Stavvi [[Minosse|Minòs]] orribilmente, e ringhia: | essamina le colpe ne l'intrata; | giudica e manda secondo ch'avvinghia.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Così discesi|V, 1-6}})
*''"O tu che vieni al doloroso ospizio", | disse Minòs a me quando mi vide, | lasciando l'atto di cotanto offizio, | "guarda com'entri e di cui tu ti fide; | non t'inganni l'ampiezza de l'intrare!". | E 'l duca mio a lui: "Perché pur gride? | Non impedir lo suo fatale andare: | vuolsi così colà dove si puote | ciò che si vuole, e più non dimandare".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|O tu che vieni|V, 16-21}})
*''«La prima di color di cui novelle | tu vuo' saper» mi disse quelli {{NDR|Virgilio}} allotta, | «fu imperadrice di molte favelle. | A vizio di [[lussuria]] fu sì rotta, | che lìbito fé licito in sua legge | per tòrre il biasimo in che era condotta. | Ell'è [[Semiramide|Semiramis]], di cui si legge | che succedette a Nino e fu sua sposa: | tenne la terra che 'l Soldan corregge. | L'altra è colei {{NDR|Didone}} che s'ancise amorosa | e ruppe fede al cener di Sicheo; | poi è Cleopatràs lussurïosa''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|La prima di color di cui novelle|V, 52–63}})
*''Siede la terra dove nata fui'' {{NDR|la [[Romagna]]}} ''| su la marina dove 'l Po discende | per aver pace co' seguaci sui.'' ([[Francesca da Rimini]]: V, 97-99)
*''[[Amore|Amor]], ch'al cor gentil ratto s'apprende, | prese costui de la bella persona | che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. | Amor, ch'a nullo amato amar perdona, | mi prese del costui piacer sì forte, | che, come vedi, ancor non m'abbandona. | Amor condusse noi ad una morte. | Caina attende chi a vita ci spense.'' (Francesca da Rimini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Amor|V, 100-107}})
*''E quella {{NDR|Francesca}} a me: «Nessun maggior [[dolore]] | che ricordarsi del tempo [[felicità e infelicità|felice]] | ne la [[felicità e infelicità|miseria]]; e ciò sa 'l tuo dottore».'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|E quella a me|V, 121-123}})
*''Quando leggemmo il disïato riso | esser basciato da cotanto amante, | questi, che mai da me non fia diviso, | la bocca mi basciò tutto tremante.''<ref>Secondo [[Umberto Saba]] (''Scorciatoie e raccontini'') il verso «''La bocca mi baciò tutto tremante''» è uno dei due più belli della letteratura italiana insieme a «''L'uno buggera l'altro, Santità''», tratto da un sonetto classicamente attribuito a [[Giuseppe Gioachino Belli]] ma probabilmente apocrifo.</ref>'' | Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse: | quel giorno più non vi leggemmo avante.'' (Francesca da Rimini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Quando leggemmo|V, 133-138}})
*''Mentre che l'uno spirto questo disse, | l'altro piangëa, sì che di pietade | io venni men così com'io morisse. | E caddi come corpo morto cade.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Mentre che l'uno spirto questo disse|V, 139-142}})
*''Voi cittadini mi chiamaste Ciacco: | per la dannosa colpa della [[Gola (ingordigia)|gola]], | come tu vedi, alla pioggia mi fiacco''. (Ciacco: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VI|Voi cittadini mi chiamaste Ciacco|VI, 52–54}})
*''Giusti son due, e non vi sono intesi; | superbia, invidia e avarizia sono | le tre faville c'hanno i cuori accesi.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VI|Giusti son due, e non vi sono intesi|VI, 73-75}})
*''Pape Satàn, pape Satàn aleppe!''<ref>Vedi su Wikipedia [[w:Pape Satàn, pape Satàn aleppe|Pape Satàn, pape Satàn aleppe]].</ref> (Pluto: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Pape Satàn|VII, 1}})
*''Questi fuor cerchi, che non han coperchio | piloso al capo, e [[papa|papi]] e [[cardinale|cardinali]], | in cui usa [[avarizia]] il suo soperchio.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Questi fuor cherci|VII, 46–48}})
*''E quelli a me: Oh creature sciocche, | quanta ignoranza è quella che v'offende!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|E quelli a me: Oh creature sciocche|VII, 70-71}})
*''Fitti nel limo dicon:'' {{NDR|gli [[ira]]condi}}'' "Tristi fummo | ne l'aere dolce che dal sol s'allegra, | portando dentro accidïoso fummo: | or ci attristiam ne la belletta negra". | Quest'inno si gorgoglian ne la strozza, | ché dir nol posson con parola integra.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Fitti nel limo|VII, 121–126}})
*''Or se' giunta, anima fella!'' (il demone [[Flegias|Flegiàs]] a Dante; {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Or se' giunta|VIII, 18}})
*''Quanti si tegnon or là sù gran regi | che qui staranno come porci in brago, | di sé lasciando orribili dispregi!'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Quanti si tegnon|VIII, 49-51}})
*''Chi è costui che sanza morte | va per lo regno de la morta gente?'' (demoni: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Chi è costui che sanza morte|VIII, 84-85}})
*''Chi m' ha negate le dolenti case!'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Chi m' ha negate|VIII, 120}})
*''O voi ch'avete li 'ntelletti sani, | mirate la dottrina che s'asconde | sotto 'l velame de li versi strani.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IX|O voi|IX, 61-63}})
*''Però a la dimanda che mi faci | quinc'entro satisfatto sarà tosto, | e al disio ancor che tu mi taci. || E io: «Buon duca, non tegno riposto | a te mio cuor se non per dicer poco, | e tu m'hai non pur mo a ciò disposto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto X|Però a la dimanda che mi faci|X, 16-21}})
*''Ed el mi disse: "Volgiti! Che fai? | Vedi là Farinata che s'è dritto: | da la cintola in sù tutto 'l vedrai". || Io avea già il mio viso nel suo fitto; | ed el s'ergea col petto e con la fronte | com'avesse l'inferno a gran dispitto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto X|Ed el mi disse|X, 31-36}})
*''D'ogne malizia, ch'odio in cielo acquista, | ingiuria è 'l fine, ed ogne fin cotale | o con forza o con frode altrui contrista. | Ma perché frode è de l'uom proprio male, | più spiace a Dio; e però stan di sotto | li frodolenti, e più dolor li assale.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|D'ogne malizia|XI, 22-27}})
*''Puossi far forza ne la deïtade, | col cor negando e [[bestemmia]]ndo quella, | e spregiando natura e sua bontade; | e però lo minor giron suggella | del segno suo e Soddoma e Caorsa | e chi, spregiando Dio col cor, favella.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|Puossi far forza|XI, 46-51}})
*''La [[frode]], ond'ogne coscïenza è morsa, | può l'omo usare in colui che 'n lui fida | e in quel che fidanza non imborsa. | Questo modo di retro par ch'incida | pur lo vinco d'amor che fa natura; | onde nel cerchio secondo s'annida | ipocresia, lusinghe e chi affattura, | falsità, ladroneccio e simonia, | ruffian, baratti e simile lordura.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|La frode|XI, 52-60}})
*''O sol che sani ogne vista turbata, | tu mi contenti sì quando tu solvi, | che, non men che saver, dubbiar m'aggrata.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|O sol che sani|XI, 91-93}})
*''Da queste due, se tu ti rechi a mente | lo Genesì dal principio, convene | prender sua vita e avanzar la gente | e perché l'[[usura|usuriere]] altra via tene, | per sé natura e per la sua seguace | dispregia, poi ch'in altro pon la spene.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|Da queste due, se|XI, 106-111}})
*[...] ''e 'n su la punta de la rotta lacca | l'infamïa di [[Creta|Creti]] era distesa || che fu concetta ne la falsa vacca; | e quando vide noi, sé stesso morse, | sì come quei cui l'ira dentro fiacca. || Lo savio mio inver' lui gridò: "Forse | tu credi che qui sia 'l [[Teseo|duca d'Atene]], | che sù nel mondo la morte ti porse? || Pàrtiti, bestia, ché questi non vene | ammaestrato da la tua sorella, | ma vassi per veder le vostre pene". || Qual è quel toro che si slaccia in quella | c'ha ricevuto già 'l colpo mortale, | che gir non sa, ma qua e là saltella, || vid'io lo [[Minotauro]] far cotale; | e quello accorto gridò: "Corri al varco; | mentre ch'e' 'nfuria, è buon che tu ti cale"''. ([[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XII|XII, 11-27]])
*''Non han sì aspri sterpi né sì folti | quelle fiere selvagge che 'n odio hanno | tra Cecina e Corneto i luoghi cólti.'' ([[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 7-9]])
*''[[Credere|Cred]]'io ch'ei credette ch'io credesse'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|Cred'io ch'ei credette ch'io credesse|XIII, 25}})
*''Io son colui che tenni ambo le chiavi | del cor di Federigo, e che le volsi, | serrando e disserrando''. ([[Pier della Vigna]]: [[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 58-60]])
*''L'animo mio, per disdegnoso gusto, | credendo col morir fuggir disdegno, | ingiusto fece me contra me giusto''. (Pier della Vigna: [[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 70-72]])
*''Siete voi qui, [[Brunetto Latini|ser Brunetto]]?'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Siete voi qui, ser Brunetto?|XV, 30}})
*''Vecchia fama nel mondo li chiama orbi; | gent'è avara, invidiosa e superba: | dai lor costumi fa che tu ti forbi.'' (Brunetto Latini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Vecchia fama nel mondo li chiama orbi|XV, 67-69}})
*''Ché 'n la mente m'è fitta, e or m'accora, | la cara e buona imagine paterna | di voi quando nel mondo ad ora ad ora || m'insegnavate come l'uom s'etterna.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|ché 'n la mente m'è fitta, e or m'accora|XV, 82-85}})
*''Poi si rivolse, e parve di coloro | che [[corsa|corrono]] a Verona il drappo verde | per la campagna; e parve di costoro | quelli che vince, non colui che perde.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Poi si rivolse|XV, 121-124}})
*''Ahi quanto cauti li uomini esser dienno | presso a color che non veggion pur l'ovra, | ma per entro i pensier miran col senno!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVI|Ahi quanto cauti|XVI, 118-120}})
*''Sempre a quel ver c' ha faccia di menzogna | de' l'uom chiuder le labbra fin ch'el puote, | però che sanza colpa fa vergogna''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVI|Sempre a quel ver|XVI, 124-126}})
*''Ecco la fiera con la coda aguzza, | che passa i monti e rompe i muri e l'armi! | Ecco colei che tutto 'l mondo appuzza!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVII|Ecco la fiera con la coda aguzza|XVII, 1-3}})
*''O Simon mago, o miseri seguaci | che le cose di Dio, che di bontate | deon essere spose, e voi rapaci | per oro e per argento avolterate, | or convien che per voi suoni la tromba, | però che ne la terza bolgia state.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|O Simon mago|XIX, 1-6}})
*''O somma sapïenza, quanta è l'arte | che mostri in cielo, in terra e nel mal mondo, | e quanto giusto tua virtù comparte!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|O somma sapïenza|XIX, 10-12}})
*''E io: "Tanto m'è bel, quanto a te piace: | tu se' segnore, e sai ch'i' non mi parto | dal tuo volere, e sai quel che si tace".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Tanto m'è bel|XIX, 37-39}})
*''Ed el'' {{NDR|[[papa Niccolò III]]}} ''gridò: "Se' tu già costì ritto, | se' tu già costì ritto, [[Papa Bonifacio VIII|Bonifazio]]? | Di parecchi anni mi mentì lo scritto. | Se' tu sì tosto di quell'aver sazio | per lo qual non temesti tòrre a 'nganno | la bella donna'' {{NDR|la Chiesa}}'', e poi di farne strazio?".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Ed el gridò|XIX, 52-57}})
*''Nuovo Iasón sarà, di cui si legge | ne' Maccabei; e come a quel fu molle | suo re, così fia [[Papa Clemente V|lui]] chi Francia regge. {{NDR|[[Filippo il bello]]}}'' (papa Niccolò III: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Nuovo Iasón sarà|XIX, 85-87}})
*''Deh, or mi dì: quanto tesoro volle | Nostro Segnore in prima da san Pietro | ch'ei ponesse le chiavi in sua balìa? | Certo non chiese se non "Viemmi retro". [...] E se non fosse ch'ancor lo mi vieta | la reverenza de le somme chiavi | che tu tenesti ne la vita lieta, | io userei parole ancor più gravi; | ché la vostra avarizia il mondo attrista, | calcando i buoni e sollevando i pravi. [...] Fatto v'avete dio d'oro e d'argento; | e che altro è da voi a l'idolatre, | se non ch'elli uno, e voi ne orate cento? | Ahi, [[Costantino I|Costantin]], di quanto mal fu matre, | non la tua conversion, ma quella dote | che da te prese il primo ricco patre!'' (Dante a papa Niccolò III: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Deh, or mi dì|XIX, 90-117}})
*''Se Dio ti lasci, lettor, prender frutto | di tua lezione, or pensa per te stesso | com'io potea tener lo viso asciutto''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Se Dio ti lasci|XX, 19-21}})
*''Ancor se' tu de li altri sciocchi? | Qui vive la pietà quand'è ben morta; | chi è più scellerato che colui | che al giudicio divin passion comporta?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Ancor se' tu|XX, 27-30}})
*''Mira c' ha fatto petto de le spalle; | perché [[divinazione|volse veder troppo davante]], | di retro guarda e fa retroso calle.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Mira c' ha fatto|XX, 37-39}})
*''Suso in Italia bella giace un laco, | a piè de l'Alpe che serra Lamagna | sovra Tiralli, c'ha nome [[Lago di Garda|Benaco]]''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Suso in Italia bella|XX, 61-63}})
*''Fer la città sovra quell'ossa morte; | e per colei che 'l loco prima elesse, | Mantüa l'appellar sanz'altra sorte''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Fer la città sovra|XX, 91-93}})
*''E io: "Maestro, i tuoi ragionamenti | mi son sì certi e prendon sì mia fede, | che li altri mi sarien carboni spenti"''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Maestro, i tuoi ragionamenti|XX, 100-102}})
*''Quell'altro che ne' fianchi è così poco, | [[Michele Scoto|Michele Scotto]] fu, che veramente | de le magiche frode seppe 'l gioco.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Michele Scotto|XX, 115-117}})
*'' Mettetel sotto, ch'i' torno per anche | a quella terra ch'i' ho ben fornita {{NDR|[[Lucca]]}}: | Ogn'uom v'è barattier, fuor che Bonturo; | del no, per li [[denaro|denar]], vi si fa ita.''<ref>''Ita'' in latino significa "sì".</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|Mettetel sotto|XXI, 39-42}})
*''Ed elli avea [[Flatulenza|del cul]] [[Trombettiere|fatto trombetta]].'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|ed elli|XXI, 139}})
*''Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa | coi santi, e in taverna coi ghiottoni.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXII|Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa|XXII, 14-15}})
*''Tra male gatte era venuto 'l sorco.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXII|Tra male gatte era venuto 'l sorco|XXII, 58}})
*''Ahi [[Pistoia]], Pistoia, ché non stanzi | d'incenerarti sì che più non duri, | poi che 'n mal fare il [[seme]] tuo avanzi?'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|Ahi Pistoia|XXV, 10-12}})
*''come procede innanzi da l'ardore, | per lo papiro suso, un color [[marrone|bruno]] | che non è nero ancora e 'l bianco more.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|come procede innanzi da l'ardore|XXV, 64-66}})
*''Come 'l [[ramarro]] sotto la gran fersa | dei [[giorno|dì]] canicular, cangiando sepe, | folgore par se la via attraversa, | sì pareva, venendo verso l'[[pancia|epe]] | de li altri due, un serpentello acceso, | livido e nero come gran di pepe; | e quella parte onde prima è preso | nostro [[cibo|alimento]], a l'un di lor trafisse; | poi cadde giuso innanzi lui disteso. | Lo trafitto 'l mirò, ma nulla disse; | anzi, co' piè fermati, sbadigliava | pur come sonno o febbre l'assalisse. | Elli 'l [[serpente]] e quei lui riguardava; | l'un per la piaga e l'altro per la bocca | fummavan forte, e 'l [[fumo|fummo]] si scontrava. | Taccia [[Marco Anneo Lucano|Lucano]] omai là dov'e' tocca | del misero Sabello e di Nasidio, | e attenda a udir quel ch'or si scocca. | Taccia di Cadmo e d'Aretusa [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]], | ché se quello in serpente e quella in fonte | converte [[poesia|poetando]], io non lo 'nvidio; | ché due nature mai a fronte a fronte | non trasmutò sì ch'amendue le forme | a cambiar lor matera fosser pronte. | Insieme si rispuosero a tai norme, | che 'l serpente la coda in forca fesse, | e 'l feruto ristrinse insieme l'orme. | Le gambe con le cosce seco stesse | s'appiccar sì, che 'n poco la giuntura | non facea segno alcun che si paresse. | Togliea la coda fessa la figura | che si perdeva là, e la sua pelle | si facea molle, e quella di là dura. | Io vidi intrar le braccia per l'ascelle, | e i due piè de la fiera, ch'eran corti, | tanto allungar quanto accorciavan quelle. | Poscia li piè di rietro, insieme attorti, | diventaron lo membro che l'uom cela, | e 'l misero del suo n'avea due porti. | Mentre che 'l fummo l'uno e l'altro vela | di color novo, e genera 'l pel suso | per l'una parte e da l'altra il dipela, | l'un si levò e l'altro cadde giuso, | non torcendo però le [[occhio|lucerne]] empie, | sotto le quai ciascun cambiava muso. | Quel ch'era dritto, il trasse ver' le tempie, | e di troppa matera ch'in là venne | uscir li orecchi de le gote scempie; | ciò che non corse in dietro e si ritenne | di quel soverchio, fé naso a la faccia | e le labbra ingrossò quanto convenne. | Quel che giacëa, il muso innanzi caccia, | e li orecchi ritira per la testa | come face le corna la lumaccia; | e la lingua, ch'avëa unita e presta | prima a parlar, si fende, e la forcuta | ne l'altro si richiude; e 'l fummo resta.''<ref>Nella settima bolgia delle [[w:Malebolge|Malebolge]] sono puniti i [[ladro|ladri]]. La metà di questi ha sembianze di serpente, mentre l'altra metà vanta aspetto umano, e quando un serpente morde un uomo, questo diventa serpente e l'altro diviene uomo, si scambiano i ruoli: nei versi proposti, Dante descrive la raccapricciante metamorfosi di ambedue le specie, definendosi in ciò superiore a [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]], autore delle celebri ''[[Publio Ovidio Nasone#Metamorfosi|Metamorfosi]]'', e a [[Marco Anneo Lucano|Lucano]], nipote di [[Lucio Anneo Seneca|Seneca]] e autore del ''[[Marco Anneo Lucano#Pharsalia|Bellum civile]]''. Ovidio e Lucano sono già stati visti da Dante e [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]] sua guida nel Limbo ([[s:Divina Commedia/Inferno/Canto IV|IV]], v. 90).</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|Come 'l ramarro sotto la gran fersa|XXV, 79-135}})
*''Godi, [[Firenze|Fiorenza]], poi che se' sì grande | che per mare e per terra batti l'ali, | e per lo 'nferno tuo nome si spande!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Godi, Fiorenza|XXVI, 1-3}})
*''Là dentro si martira | [[Ulisse]] e Dïomede, e così insieme | a la vendetta vanno come a l'ira; | e dentro da la lor fiamma si geme | l'agguato del caval che fé la porta | onde uscì de' Romani il gentil seme.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Rispuose a me: "Là dentro si martira|XXVI, 55-60}})
*''Considerate la vostra semenza: | fatti non foste a viver come bruti, | ma per seguir virtute e [[conoscenza|canoscenza]].'' [...] ''e volta nostra poppa nel mattino, | de' remi facemmo ali al folle volo'' [...]. ([[Ulisse]]: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Considerate la vostra semenza|XXVI, 118-125}})
*''Cinque volte racceso e tante casso | lo lume era di sotto dalla [[luna]] | poi ch'entrati eravam nell'alto passo'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Cinque volte racceso|XXVI, 130–132}})
*''Romagna tua non è, e non fu mai, | sanza guerra ne' cuor de' suoi tiranni; ma 'n palese nessuna or vi lasciai. | Ravenna sta come stata è molt'anni: | l'aguglia da Polenta la si cova, sì che Cervia ricuopre co' suoi vanni. | La terra che fé già la lunga prova | e di Franceschi sanguinoso mucchio, | sotto le branche verdi si ritrova. | E 'l mastin vecchio e 'l nuovo da Verrucchio, | che fecer di Montagna il mal governo, | là dove soglion fan d'i denti succhio. | Le città di Lamone e di Santerno | conduce il lïoncel dal nido bianco, | che muta parte da la state al verno. | E quella cu' il Savio bagna il fianco,'' {{NDR|[[Cesena]]}} ''| così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte, | tra tirannia si vive e stato franco.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|E quella|XXVII, 37-54}})
*''Io fui uom d'arme, e poi fui cordigliero, | credendomi, sì cinto, fare ammenda; | e certo il creder mio venìa intero, | se non fosse il gran prete ''{{NDR|papa Bonifacio VIII}}'', a cui mal prenda!'' (Guido da Montefeltro: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|Io fui uom d'arme|XXVII, 67-70}})
*''Ch'assolver non si può chi non si [[pentimento|pente]], | né pentere e volere insieme puossi | per la contradizion che nol consente.'' (un diavolo: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|assolver non si può chi non si pente|XXVII, 118-120}})
*''Mentre che tutto in lui veder m'attacco, | guardommi e con le man s'aperse il petto, | dicendo: «Or vedi com'io mi dilacco! | vedi come storpiato è [[Maometto|Mäometto]]!»'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Maometto|XXVIII, 28-31}})
*[...] ''rimembriti di Pier da Medicina, | se mai torni a veder lo dolce piano | che da Vercelli a Marcabò dichina.'' (Pier da Medicina: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Pier da Medicina|XXVIII, 73-75}})
*[...] ''Questi è desso, e non favella. | Questi, scacciato, il dubitar sommerse | in [[Gaio Giulio Cesare|Cesare]], affermando che 'l fornito | sempre con danno l'attender sofferse.'' (Pier da Medicina su Gaio Scribonio Curione: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Questi è desso|XXVIII, 98-99}})
*''[[coscienza morale|Coscïenza]] m'assicura, | la buona compagnia che l'uom francheggia | sotto l'asbergo del sentirsi pura.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|coscienza m'assicura|XXVIII, 115-117}})
*''«Io fui d'[[Arezzo]], e Albero da [[Siena]]», | rispuose l'un, «mi fé mettere al foco; | ma quel per ch'io mori' qui non mi mena»''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXIX|Io fui d'Arezzo|XXIX, 109-111}})
*''Or fu già mai | gente sì vana come la [[Siena|sanese]]? | Certo non la francesca sì d'assai!'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXIX|Or fu già mai|XXIX, 121-123}})
*''E io a lui: "Chi son li due tapini | che fumman come man bagnate 'l verno, | giacendo stretti a' tuoi destri confini?". || "Qui li trovai – e poi volta non dierno –", | rispuose, "quando piovvi in questo greppo, | e non credo che dieno in sempiterno. || L'una è [[Moglie di Putifarre|la falsa]] ch'accusò [[Giuseppe (patriarca)|Gioseppo]]; | l'altr'è 'l falso [[Sinone|Sinon]] greco di Troia: | per febbre aguta gittan tanto leppo".'' (XXX, 91-99)
*''Maggior difetto men vergogna lava''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|Maggior difetto men vergogna lava|XXX, 142}})
*''Ché voler ciò udire è bassa voglia''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|Ché voler ciò udire è bassa voglia|XXX, 148}})
*''Dove l'argomento de la mente | s'aggiugne al mal volere e a la possa, | nessun riparo vi può far la gente''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXI|Dove l'argomento de la mente|XXXI, 55-57}})
*''"Raphèl maì amècche zabì almi", | cominciò a gridar la fiera bocca, | cui non si convenia più dolci salmi. || E 'l duca mio ver' lui: "Anima sciocca, | tienti col corno, e con quel ti disfoga | quand'ira o altra passïon ti tocca! || Cércati al collo, e troverai la soga | che 'l tien legato, o anima confusa, | e vedi lui che 'l gran petto ti doga". || Poi disse a me: "Elli stessi s'accusa; | questi è [[Nimrod|Nembrotto]] per lo cui mal coto | pur un linguaggio nel mondo non s'usa. || Lasciànlo stare e non parliamo a vòto; | ché così è a lui ciascun linguaggio | come 'l suo ad altrui, ch'a nullo è noto".'' (XXXI, 67-81)
*''Qual pare a riguardar la [[Bologna|Garisenda]] | 'sotto 'l chinato, quando un nuvol vada | sovr'essa sí, che ella incontro penda | tal parve [[Anteo]] a me che stava a bada | di vederlo chinare.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXI|Garisenda|XXXI, 136 – 138}})
*''La bocca sollevò dal fiero pasto | quel peccator, forbendola a' capelli | del capo ch'elli avea di retro guasto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|La bocca sollevò dal fiero pasto|XXXIII, 1-3}})
*[...] ''Tu vuo' ch'io rinovelli | disperato dolor che 'l cor mi preme | già pur pensando, pria ch'io ne favelli.'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Tu vuo' ch'io rinovelli|XXXIII, 4-6}})
*''Questi pareva a me maestro e donno, | cacciando il lupo e' lupicini al monte | per che i Pisan veder Lucca non ponno.'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Questi|XXXIII, 28-30}})
*''Ben se' crudel, se tu già non ti duoli | pensando ciò che 'l mio cor s'annunziava; | e se non piangi, di che pianger suoli?'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ben se' crudel, se tu già non ti duoli|XXXIII, 40-42}})
*''Poscia, più che 'l dolor, poté 'l [[digiuno]]''. (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Poscia|XXXIII, 75}})
*''Ahi [[Pisa]], vituperio de le genti | del bel paese là dove 'l [[sì]] suona, | poi che i vicini a te punir son lenti, | muovasi la Capraia e la Gorgona, | e faccian siepe ad Arno in su la foce, | sì ch'elli annieghi in te ogne persona! | Che se 'l conte Ugolino aveva voce | d'aver tradita te de le castella, | non dovei tu i figliuoi porre a tal croce.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ahi Pisa|XXXIII, 79-87}})
*''Ahi [[Genovesi]], uomini diversi | d'ogni costume e pien d'ogni magagna, | perché non siete voi del mondo spersi? | Che col peggior spirto di Romagna | trovai di voi un tal {{NDR|Branca d'Oria}}, che, per sua opra, | in anima in Cocito già si bagna | ed in corpo par vivo ancor di sopra''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ahi Genovesi|XXXIII, 151 – 157}})
*''Io non mori' e non rimasi vivo: | pensa oggimai per te, s'hai fior d'ingegno, | qual io divenni, d'uno e d'altro privo.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIV|Io non mori' e non rimasi vivo|XXXIV, 25-27}})
*''Lo [[Lucifero|'mperador del doloroso regno]] | da mezzo 'l petto uscia fuor de la ghiaccia'' [...]. (XXXIV, 28-29)
*''S'el fu sì bel com'elli è ora brutto, | e contra 'l suo fattore alzò le ciglia, | ben dee da lui procedere ogne lutto.'' (XXXIV, 34-36)
*''Da ogne bocca dirompea co' denti | un peccatore, a guisa di maciulla, | sì che tre ne facea così dolenti. || A quel dinanzi il mordere era nulla | verso 'l graffiar, che talvolta la schiena | rimanea de la pelle tutta brulla. || "Quell'anima là sù c'ha maggior pena", | disse 'l maestro, "è [[Giuda Iscariota|Giuda Scarïotto]], | che 'l capo ha dentro e fuor le gambe mena. || De li altri due c' hanno il capo di sotto, | quel che pende dal nero ceffo è [[Marco Giunio Bruto|Bruto]]: | vedi come si storce, e non fa motto!; || e l'altro è [[Gaio Cassio Longino|Cassio]], che par sì membruto".'' (XXXIV, 55-67)
===[[Explicit]]===
<poem>
Salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch'i' vidi de le cose belle
che porta 'l ciel, per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle.
</poem>
===Citazioni sull<nowiki>'</nowiki>''Inferno''===
====[[Vittorio Sermonti]]====
*All'inferno nessuno ha rimorsi, fuorché Dante; tutti, semmai, hanno rimpianti.
*E se l'Ottocento diffidò di questo canto {{NDR|canto VII}}, dove trovava «il descrittivo» ma non «il drammatico», sarà anche perché non praticava le euforiche mortificazioni della società affluente, i processi di identificazione collettiva nei simboli del consumo, e tanto meno (se possiamo permetterci la spudoratezza dell'anacronismo) la coazione all'improperio, alla rissa, allo scontro frontale che tiranneggia il nostro Sisifo di massa negli ingorghi di traffico.
*Fatto è, che in nessun altro canto come in questo {{NDR|canto III}} (e nel successivo) Dante si tiene tanto addossato al suo Virgilio: Non si contano i versi che meriterebbero di esser letti con il testo del VI libro dell'Eneide a fronte. Meriterebbero: infatti, le variazioni che Dante apporta nel travaso da lingua a lingua, da cultura a cultura, minime spesso, sono sempre, comunque, decisive.
*{{NDR|Sul canto IV}} Non c'è canto della Commedia così gremito di nomi propri: 48, uno ogni tre versi.
==''Purgatorio''==
===[[Incipit]]===
<poem>
Per correr miglior acque alza le vele
omai la navicella del mio ingegno,
che lascia dietro a sé mar sì crudele;
</poem>
===Citazioni===
*''[[Cielo|Dolce color d'orïental zaffiro,]] | che s'accoglieva nel sereno aspetto | del mezzo, puro infino al primo giro, | a li occhi miei ricominciò diletto, | tosto ch'io usci' fuor de l'aura morta | che m'avea contristati li occhi e 'l petto. | [[Venere (astronomia)|Lo bel pianeto]] che d'amar conforta | faceva tutto rider l'orïente, | velando i Pesci ch'erano in sua scorta.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|riga12|I, 13-21}})
*''Lo duca mio allor mi diè di piglio, | e con parole e con mani e con cenni | reverenti mi fé le gambe e ‘l ciglio.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|Lo duca mio allor mi diè di piglio|I, 49-51}})
*''[[Libertà]] va cercando, ch'è sì cara, | come sa chi per lei vita rifiuta.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|libertà va cercando|I, 71-72}})
*''Già era 'l [[sole]] a l'orizzonte giunto | lo cui meridïan cerchio coverchia | [[Gerusalemme|Ierusalèm]] col suo più alto punto.''<ref>Qui Dante si rifà alla credenza medievale che Gerusalemme fosse al centro della terra, sita fra il meridiano del fiume [[Gange]] e la [[Spagna]] occidentale e che, ritenendo la terra abitata tutta nell'emisfero boreale, l'isola del paradiso si trovasse al punto opposto rispetto a Gerusalemme, con la quale condivideva quindi l'orizzonte astronomico.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto II|Già era 'l sole|II, 1-3}})
*''Noi eravam lunghesso mare ancora, | come gente che pensa a suo cammino, | che va col cuore e col corpo dimora.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto II|Noi eravam lunghesso mare ancora|II, 10-12}})
*''O dignitosa coscïenza e netta, | come t'è picciol fallo amaro morso!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|o dignitosa coscïenza|III, 8-9}})
*''E 'l mio conforto: «Perché pur diffidi?», | a dir mi cominciò tutto rivolto; | «non credi tu me teco e ch'io ti guidi?»'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|E ‘l mio conforto: «Perché pur diffidi?»|III, 22-24}})
*''State contenti, umana gente, al ''quia''; | ché, se potuto aveste veder tutto, | mestier non era parturir [[Maria]]''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|State contenti|III, 37-39}})
*''Ché perder tempo a chi più sa più spiace''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|ché perder tempo|III, 78}})
*''Come le [[pecora|pecorelle]] escon del chiuso | a una, a due, a tre, e l'altre stanno | timidette atterrando l'occhio e 'l muso; | e ciò che fa la prima, e l'altre fanno, | addossandosi a lei, s'ella s'arresta, | semplici e quete, e lo 'mperché non sanno''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Come le pecorelle|III, 79-84}})
*{{NDR|Incontro con [[Manfredi di Sicilia]]}} ''Biondo era e bello e di gentile aspetto, | ma l'un de' cigli un colpo avea diviso.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|biondo era e bello|III, 107-108}})
*''Poscia ch'io ebbi rotta la persona | di due punte mortali, io mi rendei, | piangendo, a quei che volontier perdona. || Orribil furon li peccati miei; | ma la bontà infinita ha sì gran braccia, | che prende ciò che si rivolge a lei.'' (Manfredi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Poscia ch'io ebbi rotta la persona|III, 118-123}})
*''Or le bagna la pioggia e move il vento'' [...].<ref>Vedi su Wikipedia [[w:Or le bagna la pioggia e move il vento|Or le bagna la pioggia e move il vento]].</ref> (Manfredi, riferendosi al destino delle sue spoglie: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|verso 130|III, 130}})
*''Per lor maladizion sì non si perde, | che non possa tornar, l'etterno amore, | mentre che la speranza ha fior del verde.'' (Manfredi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Per lor maladizion|III, 133-135}})
*''Che ti fa ciò che quivi si pispiglia?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|che ti fa|V, 12}})
*''Vien dietro a me, e lascia dir le genti: | sta come torre ferma, che non crolla | già mai la cima per soffiar di venti; | ché sempre l'omo in cui pensier rampolla | sovra pensier, da sé dilunga il segno, | perché la foga l'un de l'altro insolla.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Vien dietro a me|V, 13-18}})
*''Ond'io, che solo innanzi a li altri parlo, | ti priego, se mai vedi quel paese | che siede tra [[Romagna]] e quel di Carlo,'' {{NDR|Carlo II d'Angiò}} ''| che tu mi sie di tuoi prieghi cortese | in Fano, sì che ben per me s'adori | pur ch'i' possa purgar le gravi offese.'' (Jacopo del Cassero: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Ond'io, che solo innanzi a li altri parlo|V, 67-72}})
*''Vid'io | [[Emorragia|de le mie vene farsi in terra laco]].'' (Jacopo del Cassero: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|vid'io|V, 83-84}})
*''"Deh, quando tu sarai tornato al mondo | e riposato de la lunga via", | seguitò 'l terzo spirito al secondo, | "ricorditi di me, che son [[Pia de' Tolomei|la Pia]]; | [[Siena]] mi fé, disfecemi [[Maremma]]: | salsi colui che 'nnanellata pria | disposando m'avea con la sua gemma".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Deh, quando tu sarai tornato al mondo|V, 130-136}})
*''Pur Virgilio si trasse a lei, pregando | che ne mostrasse la miglior salita; | e quella non rispuose al suo dimando, | ama di nostro paese e de la vita | ci 'nchiese; e 'l dolce duca incominciava | "[[Mantova|Mantüa]] ...", e l'ombra, tutta in sé romita, | surse ver' lui del loco ove pria stava, | dicendo: "O Mantoano, io son Sordello | de la tua terra!"; e l'un l'altro abbracciava.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ama di nostro paese|VI, 67-75}})
*''Ahi serva [[Italia]], di dolore ostello, | nave sanza nocchiere in gran tempesta, | non donna di provincie, ma bordello!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ahi serva Italia|VI, 76-78}})
*''Ahi gente che dovresti esser devota, | e lasciar seder Cesare in la sella, | se bene intendi ciò che Dio ti nota, | guarda come esta fiera è fatta fella | per non esser corretta da li sproni, | poi che ponesti mano a la predella.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ahi gente che dovresti esser devota|VI, 91-96}})
*''Rade volte risurge per li rami ''{{NDR|figli}}'' | l'umana probitate; e questo vole | quei che la dà, perché da lui si chiami.'' (Sordello: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VII|Rade volte|VII, 121-123}})
*''Era già [[tramonto|l'ora che volge il disio]] | ai navicanti e 'ntenerisce il core | lo dì c' han detto ai dolci amici addio; | e che lo novo peregrin d'amore | punge, se ode squilla di lontano | che paia il giorno pianger che si more''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VIII|Era già l'ora che volge il disio|VIII, 1-6}})
*''Per lei''<ref>Beatrice d'Este, moglie di [[w:Nino Visconti|Nino Visconti]].</ref>'' assai di lieve si comprende | quanto in [[donna|femmina]] foco d'amor dura, | se l'occhio o 'l tatto spesso non l'accende.'' (Nino Visconti: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VIII|Per lei assai di lieve si comprende|VIII, 76-78}})
*''Oh vana gloria de l'umane posse! | com' poco verde in su la cima dura, | se non è giunta da l'etati grosse! | Credette [[Cimabue]] ne la pittura | tener lo campo, e ora ha [[Giotto]] il grido, | sì che la fama di colui è scura. | Così ha tolto [[Guido Cavalcanti|l'uno]] a l'[[Guido Guinizelli|altro Guido]] | la gloria de la lingua; e forse è nato | chi l'uno e l'altro caccerà del nido. | Non è il mondan romore altro ch'un fiato | di vento, ch'or vien quinci e or vien quindi, | e muta nome perché muta lato.'' (Oderisi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Oh vana gloria de l'umane posse!|XI, 91-102}})
*''Colui {{NDR|Provenzano Salvani}} che del cammin sì poco piglia | dinanzi a me, Toscana sonò tutta; | e ora a pena in Siena sen pispiglia, | ond'era sire quando fu distrutta | la rabbia fiorentina, che superba | fu a quel tempo sì com'ora è putta.'' (Oderisi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Colui che del cammin sì poco piglia|XI, 109-114}})
*{{NDR|Su Provenzano Salvani}} ''"Quando vivea più glorïoso", disse, | "liberamente nel [[Piazza del Campo|Campo di Siena]], | ogne vergogna diposta, s'affisse.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Colui che del cammin sì poco piglia|XI, 133-135}})
*''Mostrava come i figli si gittaro | sovra [[Sennacherìb]] dentro dal tempio, | e come, morto lui, quivi il lasciaro'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Mostrava come i figli si gittaro|XII, 52-54}})
*''Or [[superbia|superbite]], e via col viso altero, | figliuoli d'Eva, e non chinate il volto | sì che veggiate il vostro mal sentero!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Or superbite|XII, 70-72}})
*''A noi venìa la [[angelo|creatura bella]], | biancovestito e ne la faccia quale | par tremolando mattutina stella.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|A noi venìa la creatura bella|XII, 88-90}})
*''O gente umana, per volar sù nata, | perché a poco vento così cadi?'' (l'Angelo dell'umiltà: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|o gente umana|XII, 95-96}})
*''Ahi quanto son diverse quelle foci | da l'infernali! ché quivi per canti | s'entra, e là giù per lamenti feroci.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Ahi quanto son diverse quelle foci|XII, 112-114}})
*''Tu li vedrai tra quella gente vana | che spera in Talamone, e perderagli | più di speranza ch'a trovar la Diana''. (Sapìa Salvani: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIII|Tu li vedrai tra quella gente vana|XIII, 151-153}})
*[...] ''Per mezza Toscana si spazia | [[Arno|un fiumicel]] che nasce in Falterona, | e cento miglia di corso nol sazia. | Di sovr'esso rech'io questa persona: | dirvi ch'i' sia, saria parlare indarno, | ché 'l nome mio ancor molto non suona.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Per mezza Toscana si spazia|XIV, 16-21}})
*[...] ''ma degno | ben è che 'l nome di tal valle pèra; | ché dal principio [[Arno|suo]],'' [...] | ''infin là 've si rende per ristoro'' | [...] | ''vertù così per nimica si fuga | da tutti come biscia, o per sventura | del luogo, o per mal uso che li fruga: | ond' hanno sì mutata lor natura | li abitator de la misera valle, | che par che Circe li avesse in pastura. | Tra [[Casentino|brutti porci]], più degni di galle | che d'altro cibo fatto in uman uso, | dirizza prima il suo povero calle. | [[Arezzo|Botoli]] trova poi, venendo giuso, | ringhiosi più che non chiede lor possa, | e da lor disdegnosa torce il muso. | Vassi caggendo; e quant'ella più 'ngrossa, | tanto più trova di can farsi [[Firenze|lupi]] | la maladetta e sventurata fossa. | Discesa poi per più pelaghi cupi, | trova le [[Pisa|volpi]] sì piene di froda, | che non temono ingegno che le occùpi. | Né lascerò di dir perch'altri m'oda; | e buon sarà costui, s'ancor s'ammenta | di ciò che vero spirto mi disnoda. | Io veggio [[Fulcieri da Calboli|tuo nepote]] che diventa | cacciator di quei lupi in su la riva | del fiero fiume, e tutti li sgomenta. | Vende la carne loro essendo viva; | poscia li ancide come antica belva; | molti di vita e sé di pregio priva. | Sanguinoso esce de la trista selva; | lasciala tal, che di qui a mille anni | ne lo stato primaio non si rinselva.'' (Guido del Duca: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Non so; ma degno|XIV, 29-66}})
*''Fu il sangue mio d'invidia sì rïarso, | che se veduto avesse uom farsi lieto, | visto m'avresti di livore sparso. | Di mia semente cotal paglia mieto; | o gente umana, perché poni 'l core | là 'v'è mestier di consorte divieto? | Questi è [[Rinieri di Calboli|Rinier]]; questi è 'l pregio e l'onore | de la casa da Calboli, ove nullo | fatto s'è reda poi del suo valore. | E non pur lo suo sangue è fatto brullo, | [[Romagna|tra 'l Po e 'l monte e la marina e 'l Reno]], | del ben richesto al vero e al trastullo; | ché dentro a questi termini è ripieno | di venenosi sterpi, sì che tardi | per coltivare omai verrebber meno. | Ov'è 'l buon Lizio e Arrigo Mainardi? | Pier Traversaro e Guido di Carpigna? | Oh [[Romagna|Romagnuoli]] tornati in bastardi! | Quando in Bologna un Fabbro si ralligna? | quando in Faenza un Bernardin di Fosco, | verga gentil di picciola gramigna?'' (Guido del Duca: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Fu il sangue mio d'invidia sì rïarso|XIV, 82-102}})
*[...] ''Quel fu 'l duro camo | che dovria l'uom tener dentro a sua meta. | Ma voi prendete l'esca, sì che l'amo | de l'antico avversaro a sé vi tira; | e però poco val freno o richiamo. | Chiamavi 'l cielo e 'ntorno vi si gira, | mostrandovi le sue bellezze etterne, | e l'occhio vostro pur a terra mira; | onde vi batte chi tutto discerne.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Quel fu 'l duro camo|XIV, 143-151}})
*''Che volse dir lo spirto di Romagna'' {{NDR|Guido del Duca}}'', | e 'divieto' e 'consorte' menzionando?'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XV|Che volse dir lo spirto di Romagna|XV, 44-45}})
*''Lume v'è dato a bene e a malizia''. (Marco Lombardo: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI|lume v'è dato a bene e a malizia|XVI, 75}})
*''L'anima semplicetta che sa nulla, | salvo che, mossa da lieto fattore, | volontier torna a ciò che la trastulla.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI||XVI, 88-90}})<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/43|p. 11]].</ref>
*''Le [[legge|leggi]] son, ma chi pon mano ad esse? | Nullo, però che 'l pastor che procede, | rugumar può, ma non ha l'unghie fesse; | per che la gente, che sua guida vede | pur a quel ben fedire ond'ella è ghiotta, | di quel si pasce, e più oltre non chiede. | Ben puoi veder che la mala [[comportamento|condotta]] | è la cagion che 'l mondo ha fatto reo, | e non natura che 'n voi sia corrotta.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI|Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?|XVI, 97-105}})
*[...] ''quale aspetta prego e l'uopo vede, | malignamente già si mette al nego.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|riga57|XVII, 59-60}})
*''Ciascun confusamente un bene apprende | nel qual si queti l'animo, e disira; | per che di giugner lui ciascun contende.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|Ciascun confusamente un bene apprende|XVII, 127-129}})
*''Fino a quel punto misera e partita | da Dio anima fui'' {{NDR|[[papa Adriano V]]}}'', del tutto [[avarizia|avara]]; | or, come vedi, qui ne son punita.''<ref>Secondo molti commentatori qui Dante attribuisce a papa Adriano V, Ottobuono dei Fieschi (conti di Lavagna), papa dal 11 luglio 1276 al 18 agosto (giorno del suo decesso) dello stesso anno, caratteristiche che pare appartenessero invece ad uno dei suoi predecessori ed omonimo, Adriano IV, l'inglese Nicola Breakspear, papa dal dicembre 1154 al settembre 1159.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIX|Fino a quel punto misera e partita|XIX, 112-114}})
*''Contra miglior voler voler mal pugna; | onde contra 'l piacer mio, per piacerli, | trassi de l'acqua non sazia la spugna.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Contra miglior voler voler mal pugna|XX, 1-3}})
*''Maladetta sie tu, [[Cupidigia|antica lupa]], | che più che tutte l'altre bestie hai preda | per la tua fame sanza fine cupa! | O ciel, nel cui girar par che si creda | le condizion di qua giù trasmutarsi, | quando verrà per cui questa disceda?'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Maladetta sie tu, antica lupa|XX, 10-15}})
*''Queste parole m'eran sì piaciute, | ch'io mi trassi oltre per aver [[contezza]] | di quello spirto onde parean venute.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Queste parole|XX, 28-30}})
*''O avarizia, che puoi tu più farne, | poscia c' ha' il mio sangue a te sì tratto, | che non si cura de la propria carne? | Perché men paia il mal futuro e 'l fatto, | veggio in [[Anagni|Alagna]] intrar lo fiordaliso, | e nel [[Papa Bonifacio VIII|vicario suo]] Cristo esser catto. | Veggiolo un'altra volta esser deriso; | veggio rinovellar l'aceto e 'l fiele, | e tra vivi ladroni<ref>[[w:Guglielmo di Nogaret|Guglielmo di Nogaret]] e [[w:Giacomo Sciarra Colonna|Giacomo Sciarra Colonna]].</ref> esser anciso. | Veggio [[Filippo IV di Francia|il novo Pilato]] sì crudele, | che ciò nol sazia, ma sanza decreto | portar nel Tempio le cupide vele. | O Segnor mio, quando sarò io lieto | a veder la vendetta che, nascosa, | fa dolce l'ira tua nel tuo secreto?'' (Ugo Capeto sullo schiaffo di Anagni: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|O avarizia, che puoi tu più farne|XX, 82-96}})
*''Ma perché lei che dì e notte fila | non li avea tratta ancora la conocchia | che Cloto impone a ciascuno e compila,'' | [...]. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXI|Ma perché lei che dì e notte fila|XXI, 25-27}})
*''De l'[[Eneide|Eneïda]] dico, la qual mamma | fummi, e fummi nutrice, poetando: | sanz'essa non fermai peso di dramma.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXI|de l'Eneïda dico|XXI, 97-99}})
*''Veramente più volte [[Apparenza|appaion]] cose | che danno a dubitar falsa matera | per le vere ragion che son nascose.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Veramente più volte appaion cose|XXII, 28-30}})
*''Facesti come quei che va di notte, | che porta il lume dietro e sé non giova, | ma dopo sé fa le persone dotte''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Facesti come quei che va di notte|XXII, 67-69}})
*''Più pensava [[Maria]] onde | fosser [[Tramutazione dell'acqua in vino|le nozze]] orrevoli e intere, | ch'a la sua bocca, ch'or per voi risponde. || E le Romane antiche, per lor bere, | contente furon d'acqua; e [[Daniele (profeta)|Danïello]] | dispregiò cibo e acquistò savere. || Lo [[Età dell'oro|secol primo]], quant'oro fu bello, | fé savorose con fame le ghiande, | e nettare con sete ogne ruscello. || Mele e locuste furon le vivande | che nodriro il [[Giovanni Battista|Batista]] nel diserto; | per ch'elli è glorïoso e tanto grande || quanto per lo Vangelio v'è aperto.'' (Stazio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Poi disse|XXII, 142-154}})
*''Io dicea fra me stesso pensando: "Ecco | la gente che perdé [[Gerusalemme|Ierusalemme]], | quando Maria nel figlio diè di becco!".''<ref>Qui Dante fa riferimento a quanto [[Flavio Giuseppe]] narra nella sua ''Guerra giudaica'' a proposito della guerra di Roma contro gli ebrei: l'assedio di Gerusalemme fu così lungo e duro per gli assediati che una certa Maria avrebbe ucciso il figlio per cibarsi delle sue carni.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIII|Io dicea fra me stesso pensando|XXIII, 28-30}})
*''Tutta esta gente che piangendo canta | per seguitar la [[Gola (ingordigia)|gola]] oltra misura, | in fame e 'n sete qui si rifà santa.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIII|Tutta esta gente che piangendo canta|XXIII, 64-66}})
*''"O frate, issa vegg'io", diss'elli, "il nodo | che [[Giacomo da Lentini|'l Notaro]] e [[Guittone d'Arezzo|Guittone]] e [[Bonagiunta Orbicciani|me]] ritenne | di qua dal [[dolce stil novo]] ch'i' odo! || Io veggio ben come le vostre penne | di retro al dittator sen vanno strette, | che de le nostre certo non avvenne; || e qual più a gradire oltre si mette, | non vede più da l'uno a l'altro stilo"; | e, quasi contentato, si tacette.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|O frate|XXIV, 55-63}})
*''Sì accostati a l'un d'i due vivagni ''{{NDR|orli del cerchio}}'' | passammo, udendo colpe de la gola | seguite già da miseri guadagni.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|Sì accostati|XXIV, 127-129}})
*''Così per entro loro schiera bruna | s'mmusa l'una con l'altra [[formica]], | forse a spïar lor via e lor fortuna.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVI|così per entro|XXVI, 34-36}})
*''La nova gente: "Soddoma e Gomorra"; | e l'altra: "Ne la vacca entra Pasife, | perché 'l torello a sua [[lussuria]] corra".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVI|la nova gente|XXVI, 40-42}})
*[...] ''giovane e bella in sogno mi parea | donna vedere andar per una landa | cogliendo fiori; e cantando dicea: || "Sappia qualunque il mio nome dimanda | ch'i' mi son [[Lia (Bibbia)|Lia]], e vo movendo intorno | le belle mani a farmi una ghirlanda. || Per piacermi a lo specchio, qui m'addorno; | ma mia suora [[Rachele|Rachel]] mai non si smaga | dal suo miraglio, e siede tutto giorno. || Ell'è d'i suoi belli occhi veder vaga | com'io de l'addornarmi con le mani; | lei lo vedere, e me l'ovrare appaga".'' (XXVII, 97-108)
*''Non aspettar mio dir più né mio cenno; | libero, dritto e sano è tuo [[Libero arbitrio|arbitrio]], | e fallo fora non fare a suo senno: | per ch'io te sovra te corono e mitrio.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVII|Non aspettar mio dir più né mio cenno;|XXVII, 139-142}})
*''Sovra candido vel cinta d'uliva | donna m'apparve, sotto verde manto | vestita di color di fiamma viva.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|Sovra candido vel cinta d'uliva|XXX, 31-33}})
*''"Conosco i segni de l'antica fiamma". | Ma Virgilio n'avea lasciati scemi | di sé, Virgilio dolcissimo patre, | Virgilio a cui per mia salute die'mi.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|Conosco i segni de l'antica fiamma|XXX, 48-51}})<ref>{{Cfr|m}} ''Adgnosco veteris vestigia flammae'' ([[Publio Virgilio Marone]], ''[[Eneide]]''). ''Vedi'' [[w:Conosco i segni de l'antica fiamma|Conosco i segni de l'antica fiamma]] su Wikipedia.</ref>
*''Ché pianger ti conven per altra spada.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|ché pianger ti conven per altra spada.|XXX, 57}})
===[[Explicit]]===
<poem>
Io ritornai da la santissima onda
rifatto sì come piante novelle
rinovellate di novella fronda,
puro e disposto a salire a le stelle.
</poem>
===Citazioni sul ''Purgatorio''===
*Nel canto XI, la parafrasi del ''Pater'' è d'una bellezza che ha del prodigioso; il linguaggio umano si eleva d'un tratto a un'altezza che noi non raggiungiamo più; si direbbe che la grazia {{sic|inebbrii}} tale linguaggio, ma d'un'ebbrezza divina che conserva tutta la sua lucidità. Manca a Dante il balbettamento del mistico che esce dall'estasi; questo uomo cammina nell'azzurro come su una strada. ([[Julien Green]])
==''Paradiso''==
===[[Incipit]]===
<poem>
La [[Gloria di Dio|gloria]] di colui che tutto move
per l'universo penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove.
</poem>
===Citazioni===
*''Poca favilla gran fiamma seconda''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Poca favilla gran fiamma seconda|I, 34}})
*''Trasumanar significar per verba | non si poria; però l'essemplo basti | a cui esperïenza grazia serba.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Trasumanar|I, 70-72}})
*''Intra due cibi, distanti e moventi | d'un modo, prima si morria di fame, | che liber'omo l'un recasse ai [[dente|denti]]''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IV|Intra due cibi|IV, 1-3}})
*''[[Volontà]], se non vuol, non s'ammorza, | ma fa come natura face in foco, | se mille volte vïolenza il torza.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IV|volontà|IV, 76-78}})
*''Apri la mente a quel ch'io ti paleso | e fermalvi entro; ché non fa [[conoscenza|scïenza]], | sanza lo [[memoria|ritenere]], avere inteso.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto V|Apri la mente|V, 40-42}})
*''Siate, [[Cristiano (religione)|Cristiani]], a muovervi più gravi: | non siate come penna ad ogne vento, | e non crediate ch'ogne acqua vi lavi. | Avete il novo e 'l vecchio Testamento, | e 'l pastor de la Chiesa che vi guida; | questo vi basti a vostro salvamento. | Se mala cupidigia altro vi grida, | uomini siate, e non pecore matte, | sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto V|Siate, Cristiani|V, 73-81}})
*{{NDR|Sulla [[Provenza]]}} ''Quella sinistra riva che si lava | di Rodano poi ch'è misto con Sorga'' [...]. ([[:s:Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|VIII, 58-59]])
*[...] ''e quel [[Reggio Calabria|corno d'Ausonia]] che s'imborga | di Bari e di Gaeta e di Catona, | da ove Tronto e Verde in mare sgorga.''<ref>Il poeta si riferisce alla fortificazione che sorgeva nel quartiere di Catona.</ref> ([[:s:Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|VIII, 61-63]])
*''E la bella [[Sicilia|Trinacria]], che caliga | tra Pachino e Peloro, sopra 'l golfo | che riceve da Euro maggior briga, | non per Tifeo ma per nascente solfo, | attesi avrebbe li suoi regi ancora, | nati per me di Carlo e di Ridolfo, | se mala segnoria, che sempre accora | li popoli suggetti, non avesse | mosso [[Palermo]] a gridar: "Mora, mora!".''<ref>Riferimento ai [[Vespri Siciliani]].</ref> (Carlo Martello: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|E la bella Trinacria|VIII, 67-75}})
*''E non pur le nature [[Provvidenza|provedute]] | sono in la mente ch'è da sé perfetta, | ma esse insieme con la lor salute: | per che quantunque quest'arco saetta | disposto cade a proveduto [[Scopo|fine]], | sì come cosa in suo segno diretta.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII||VIII, 100-105}})
*[...] ''ma tosto fia che [[Padova]] al palude | cangerà l'acqua che Vincenza bagna, | per essere al dover le genti crude; | e [[Treviso|dove]] Sile e Cagnan s'accompagna, | [[Rizzardo II da Camino|tal]] signoreggia e va con la testa alta, | che già per lui carpir si fa la ragna.'' (Cunizza da Romano: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX|ma tosto fia che Padova|IX, 46-51}})
*''Tu vuo' saper chi è in questa lumera | che qui appresso me così scintilla | come raggio di sole in acqua mera. || Or sappi che là entro si tranquilla | [[Raab]]; e a nostr'ordine congiunta, | di lei nel sommo grado si sigilla.'' (Folchetto di Marsiglia: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX||IX, 112-117}})
*''[[Firenze|La tua città]], che di [[Lucifero|colui]] è pianta | che pria volse le spalle al suo fattore | e di cui è la 'nvidia tanto pianta, | produce e spande il [[Fiorino|maladetto fiore]] | c'ha disvïate le pecore e li agni, | però che fatto ha lupo del pastore. | Per questo l'Evangelio e i dottor magni | son derelitti, e solo ai Decretali | si studia, sì che pare a' lor vivagni. | A questo intende il [[papa]] e' cardinali; | non vanno i lor pensieri a Nazarette, | là dove Gabrïello aperse l'ali. | Ma Vaticano e l'altre parti elette | di Roma che son state cimitero | a la milizia che Pietro seguette, | tosto libere fien de l'avoltero.'' (Folchetto di Marsiglia: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX|La tua città|IX, 127-142}})
*''Guardando nel suo Figlio con l'Amore | che l'uno e l'altro etternalmente spira, | lo primo e ineffabile Valore | quanto per mente e per loco si gira | con tant'ordine fé, ch'esser non puote | sanza gustar di lui chi ciò rimira.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|Guardando nel suo Figlio con l'Amore|X, 1-6}})
*''Lo [[sole|ministro maggior de la natura]], | che del valor del ciel lo mondo imprenta | e col suo lume il tempo ne misura, | con quella parte che sù si rammenta | congiunto, si girava per le spire | in che più tosto ognora s'appresenta'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|riga27|X, 28-33}})
*''E se le [[fantasia|fantasie]] nostre son basse | a tanta altezza, non è maraviglia; | ché sopra 'l sol non fu [[occhio]] ch'andasse.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|E se le fantasie nostre|X, 46-48}})
*''Ne la corte del cielo, ond'io rivegno, | si trovan molte gioie care e belle | tanto che non si posson trar del regno; | e 'l canto di quei lumi era di quelle; | chi non s'impenna sì che là sù voli, | dal muto aspetti quindi le novelle.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|Ne la corte del cielo|X, 70-75}})
*''O insensata cura de' mortali, | quanto son difettivi silogismi | quei che ti fanno in basso batter l'ali! | Chi dietro a iura e chi ad amforismi | sen giva, e chi seguendo sacerdozio, | e chi regnar per forza o per sofismi, | e chi rubare e chi civil negozio, | chi nel diletto de la carne involto | s'affaticava e chi si dava a l'ozio, | quando, da tutte queste cose sciolto, | con Bëatrice m'era suso in cielo | cotanto glorïosamente accolto.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|O insensata cura de' mortali|XI, 1-12}})
*{{NDR|Su [[Francesco d'Assisi|Francesco]] e [[Domenico di Guzmán|Domenico]]}} ''L'un fu tutto serafico in ardore; | l'altro per sapïenza in terra fue | di cherubica luce uno splendore.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|san Francesco e san Domenico|XI, 37-39}})
*''Intra Tupino e l'acqua che discende | del colle eletto dal beato Ubaldo, | fertile costa d'alto monte pende, | onde [[Perugia]] sente freddo e caldo | da Porta Sole; e di rietro le piange | per grave giogo Nocera con Gualdo. | Di questa costa, là dov'ella frange | più sua rattezza, nacque al mondo un sole, | come fa questo talvolta di Gange. | Però chi d'esso loco fa parole, | non dica [[Assisi|Ascesi]], ché direbbe corto, | ma Orïente, se proprio dir vuole.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|Intra Tupino|XI, 43-54}})
*''Oh ignota ricchezza! oh ben ferace! | Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro | dietro a [[Francesco d'Assisi|lo sposo]], sì [[Povertà|la sposa]] piace.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!|XI, 82-84}})
*''E questo ti sia sempre piombo a' piedi, | per farti mover lento com'uom lasso | e al sì e al no che tu non vedi: | ché quelli è tra li stolti bene a basso, | che sanza distinzione afferma e nega | ne l'un così come ne l'altro passo; | perch'elli 'ncontra che più volte piega | l'oppinïon corrente in falsa parte, | e poi l'affetto l'intelletto lega. | Vie più che 'ndarno da riva si parte, | perché non torna tal qual e' si move, | chi pesca per lo vero e non ha l'arte. | E di ciò sono al mondo aperte prove | [[Parmenide]], [[Melisso di Samo|Melisso]] e [[Brisso]] e molti, | li quali andaro e non sapëan dove; | sì fé [[Sabellius|Sabellio]] e [[Ario|Arrio]] e quelli stolti | che furon come spade a le Scritture | in render torti li diritti volti. | Non sien le genti, ancor, troppo sicure | a giudicar, sì come quei che stima | le biade in campo pria che sien mature; | ch'i' ho veduto tutto 'l verno prima | lo prun mostrarsi rigido e feroce, | poscia portar la rosa in su la cima; | e legno vidi già dritto e veloce | correr lo mar per tutto suo cammino, | perire al fine a l'intrar de la foce. | Non creda donna Berta e ser Martino, | per vedere un furare, altro offerere, | vederli dentro al consiglio divino; | ché quel può surgere, e quel può cadere.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIII|E questo|XIII, 112-142}})
*''Qual si lamenta perché qui si moia | per viver colà sù, non vide quive | lo refrigerio de l'etterna ploia. | Quell'uno e due e tre che sempre vive | e regna sempre in tre e 'n due e 'n uno, | non circunscritto, e tutto circunscrive, | tre volte era cantato da ciascuno | di quelli spirti con tal melodia, | ch'ad ogne merto saria giusto muno.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIV|Qual si lamenta perché qui si moia|XIV, 25-33}})
*[...] ''distinta da minori e maggi | lumi biancheggia tra' poli del mondo | [[Via Lattea|Galassia]] sì, che fa dubbiar ben saggi'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIV||XIV, 97-99}})
*''Ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso | tal, ch'io pensai co' miei toccar lo fondo | de la mia gloria e del mio paradiso.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XV|ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso|XV, 34-36}})
*''Sempre la [[confusione|confusion]] de le persone | principio fu del mal de la cittade.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVI|Sempre la confusion de le persone|XVI, 67-68}})
*''E come 'l volger del ciel de la [[luna]] | cuopre e discuopre i liti sanza posa, | così fa di [[Firenze|Fiorenza]] la Fortuna: | per che non dee parer mirabil cosa | ciò ch'io dirò de li alti Fiorentini | onde è la fama nel tempo nascosa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVI|E come 'l volger del ciel de la luna|XVI, 82-87}})
*''Tu proverai sì come sa di [[sale]] | lo [[pane]] altrui, e come è duro calle | lo scendere e 'l salir per l'altrui scale.'' (Cacciaguida: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVII|Tu proverai sì come sa di sale|XVII, 58-60}})
*''{{NDR|Su Bartolomeo della Scala}} [...] in te avrà sì benigno riguardo, | che del fare e del chieder, tra voi due, | fia primo quel che tra li altri è più tardo.'' (Cacciaguida: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVII|Tu proverai sì come sa di sale|XVII, 74-75}})
*''E quel che mi convien ritrar testeso ''{{NDR|subito}}'', | non portò voce mai, né scrisse [[inchiostro|incostro]], | né fu per [[fantasia]] già mai compreso''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIX|E quel che mi convien ritrar testeso|XIX, 7-9}})
*''Or tu chi se', che vuo' sedere a scranna, | per giudicar di lungi mille miglia | con la veduta corta d'una spanna?'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIX|Or tu chi se|XIX, 79-81}})
*''E quel che vedi ne l'arco declivo, | [[Guglielmo II di Sicilia|Guglielmo]] fu, cui quella terra plora | che piagne Carlo e Federigo vivo: | ora conosce come s'innamora | lo ciel del giusto rege, e al sembiante | del suo fulgore il fa vedere ancora.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XX|E quel che vedi|XX, 61-66}})
*''Quale [[allodola|allodetta]] che 'n aere si spazia | prima cantando, e poi tace contenta | de l'ultima dolcezza che la sazia, | tal mi sembiò l'imago de la 'mprenta | de l'etterno piacere, al cui disio | ciascuna cosa qual ell'è diventa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XX|Quale allodetta|XX, 73-78}})
*''In quel loco fu' io [[Pietro Damiano]], | e Pietro Peccator fu' ne la casa | di Nostra Donna in sul lito adriano. | Poca vita mortal m'era rimasa, | quando fui chiesto e tratto a quel cappello, | che pur di male in peggio si travasa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXI|Pietro Damiano|XXI, 121-126}})
*''L'aiuola che ci fa tanto feroci, | volgendom'io con li etterni Gemelli, | tutta m'apparve da' colli a le foci; | poscia rivolsi li occhi a li occhi belli.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXII|L'aiuola che ci fa tanto feroci|XXII, 151-154}})
*{{NDR|Sulla ''Commedia''}} [...] ''{{'}}l poema sacro | al quale ha posto mano e cielo e terra'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXV||XXV, 1-2}})<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/37|p. 5]].</ref>
*''La Chiesa militante alcun figliuolo | non ha con più [[speranza]], com'è scritto | nel Sol che raggia tutto nostro stuolo: | però li è conceduto che d'Egitto | vegna in [[Gerusalemme|Ierusalemme]]''<ref>Qui Dante intende per Ierusalemme la cosiddetta "Gerusalemme celeste", cioè il [[paradiso]].</ref>'' per vedere, | anzi che 'l militar li sia prescritto.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXV|La Chiesa militante|XXV, 52-57}})
*''Opera naturale è ch'uom favella; | ma così o così, natura lascia | poi fare a voi secondo che v'abbella.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXVI|Opera naturale è ch'uom favella|XXVI, 130-132}})
*''Quand'ïo udi': «Se io ''{{NDR|[[Pietro apostolo|San Pietro]]}}'' mi trascoloro, | non ti maravigliar, ché, dicend'io, | vedrai trascolorar tutti costoro. | Quelli ch'usurpa in terra il luogo mio, | il luogo mio, il luogo mio che vaca | ne la presenza del [[Gesù|Figliuol di Dio]], | fatt' ha del cimitero mio cloaca | del sangue e de la puzza; onde 'l perverso | che cadde di qua sù, là giù si placa».'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXVII|San Pietro|XXVII, 19-27}})
*''La piaga che [[Maria]] richiuse e unse, | quella ch'è tanto bella da' suoi piedi | è [[Eva|colei]] che l'aperse e che la punse. || Ne l'ordine che fanno i terzi sedi, | siede [[Rachele|Rachel]] di sotto da costei | con Bëatrice, sì come tu vedi. || [[Sara (Bibbia)|Sarra]] e [[Rebecca (Bibbia)|Rebecca]], [[Giuditta|Iudìt]] e [[Rut (personaggio biblico)|colei]] | che fu bisava al [[Davide|cantor]] che per doglia | del fallo disse "Miserere mei", || puoi tu veder così di soglia in soglia | giù digradar, com'io ch'a proprio nome | vo per la rosa giù di foglia in foglia.'' (Bernardo: XXXII, 4-15)
*''[[Maria|Vergine Madre]], figlia del tuo figlio, | umile e alta più che creatura, | termine fisso d'etterno consiglio, | tu se' colei che l'[[uomo|umana natura]] | nobilitasti sì, che 'l suo fattore | non disdegnò di farsi sua fattura.'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII|Vergine Madre|XXXIII, 1-6}})
*''Nel ventre tuo si raccese l'[[rima fiore-amore|amore]], | per lo cui caldo ne l'etterna pace | così è germinato questo [[rima fiore-amore|fiore]].'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII||XXXIII, 7-9}})
*''La tua benignità non pur soccorre | a chi domanda, ma molte fïate | liberamente al dimandar precorre.'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII||XXXIII, 16-18}})
===[[Explicit]]===
<poem>
A l'alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e 'l velle,
sì come rota ch'igualmente è mossa,
[[Dio|l'amor]] che move il [[sole]] e l'altre [[stella|stelle]].
</poem>
===Citazioni sul ''Paradiso''===
*Il paradiso dantesco è l'apoteosi del virtuale, degli immateriali, del puro software, senza il peso dello hardware terrestre e infernale, di cui rimangono i cascami nel purgatorio. Il ''Paradiso'' è più che moderno, può diventare, per il lettore che abbia dimenticato la storia, tremendamente futuribile. È il trionfo di una energia pura, ciò che la ragnatela del [[Internet|Web]] ci promette e non saprà mai darci, è una esaltazione di flussi, di corpi senz'organi, un poema fatto di novae e stelle nane, un [[Big Bang]] ininterrotto, un racconto le cui vicende corrono per la lunghezza di anni luce e, se proprio volete ricorrere a esempi familiari, una trionfale [[2001: Odissea nello spazio|odissea nello spazio]], a lietissimo fine. Se volete, leggete il ''Paradiso'' anche così, male non potrà farvi e sarà meglio di una discoteca stroboscopica e dell'ecstasy. Perché, quanto a estasi, la terza cantica mantiene le sue promesse. ([[Umberto Eco]])
*Subito, nei primi versi del ''Paradiso'', nell'invocazione ad Apollo, [[Dante Alighieri|Dante]] chiarisce perché la sfida sia estrema:<br><br>{{Centrato|''Entra nel petto mio, e spira tue {{!}} sì come quando [[Marsia|Marsïa]] traesti {{!}} de la vagina de le membra sue.''}}<br>[[Dio]], l'ispiratore della poesia sacra, viene paragonato ad Apollo, quando spellò vivo Marsia, che aveva osato sfidarlo, e ne estrasse il corpo scorticato dalla pelle – la guaina, la «vagina» delle sue membra. Dunque la poesia sacra, che Dante sta per iniziare, porta con sé l'ombra di un delitto mitico: è essa stessa un delitto; ci distrugge, ci annichila, ci uccide, sia pure per farci uscire da noi e farci conoscere la rivelazione. Dante ci mette sull'avviso: il suo libro sacro sarà tremendo, molto più dell<nowiki>'</nowiki>''Inferno'', e chi oserà leggerlo dovrà contare su un coraggio intellettuale, che nemmeno per un attimo potrà distendersi e rallentare. Tutta quella luce non ci illuda. Tutto quell'amore non ci incanti. Se il libro di Dante è tremendo, se senza fine l'Apollo cristiano spellerà davanti ai nostri occhi il corpo vivo di Marsia, è per una ragione evidente. Dio è tremendo. Come i veri credenti sanno, Dio non è nulla di misurato o tranquillo o ragionevole o pacato: è un «infinito eccesso», una fatale sovrabbondanza rispetto a tutti gli uomini e alle cose create. ([[Pietro Citati]])
==Similitudini==
*''E come quei che con lena affannata | uscito fuor del pelago a la riva | si volge a l'acqua perigliosa e guata, | così l'animo mio, ch'ancor fuggiva, | si volse a retro a rimirar lo passo | che non lasciò già mai persona viva.'' (da ''Inferno, I, 22-27'')
*''E qual è quei che volontieri acquista, | e giugne 'l tempo che perder lo face, | che 'n tutti suoi pensier piange e s'attrista; | tal mi fece la bestia sanza pace, | che, venendomi 'ncontro, a poco a poco | mi ripigneva là dove 'l sol tace.'' (da ''Inferno, I, 55-60'')
*''E qual è quei che disvuol ciò che volle | e per novi pensier cangia proposta, | sì che dal cominciar tutto si tolle, | tal mi fec'ïo 'n quella oscura costa, | perché, pensando, consumai la 'mpresa | che fu nel cominciar cotanto tosta.'' (da ''Inferno, II, 37-42'')
*''Quali i fioretti, dal notturno gelo | chinati e chiusi, poi che 'l sol li 'mbianca | si drizzan tutti aperti in loro stelo, | tal mi fec'io di mia virtute stanca.'' (da ''Inferno, II, 127-130'')
*''Diverse lingue, orribili favelle, | parole di dolore, accenti d'ira, | voci alte e fioche, e suon di man con elle | facevano un tumulto, il qual s'aggira | sempre in quell'aura sanza tempo tinta, | come la rena quando turbo spira.'' (da ''Inferno, III, 25-30'')
*''Come d'[[autunno]] si levan le [[foglia|foglie]] | l'una appresso de l'altra, fin che 'l ramo | vede a la terra tutte le sue spoglie, | similmente il mal seme d'Adamo | gittansi di quel lito ad una ad una, | per cenni come augel per suo richiamo.'' (da ''Inferno, III, 112-117'')
*''Io venni in luogo d'ogni luce muto, | che mugghia come fa mar per tempesta, | se da contrari venti è combattuto.'' (da ''Inferno, V, 28-30'')
*''E come li stornei ne portan l'ali | nel freddo tempo a schiera larga e piena, | così quel fiato li spiriti mali | di qua, di là, di giù, di su li mena; | nulla speranza li conforta mai, | non che di posa, ma di minor pena. | E come i gru van cantando lor lai, | faccendo in aere di sé lunga riga, | così vidi venir, traendo guai, | ombre portate da la detta briga;'' (da ''Inferno, V, 40-49'')
*''Quali [[colomba|colombe]], dal disio chiamate, | con l'ali alzate e ferme al dolce nido | vegnon per l'aere, dal voler portate; | cotali uscir de la schiera ov'è Dido, | a noi venendo per l'aere maligno, | sì forte fu l'affettüoso grido.'' (da ''Inferno, V, 82-87'')
*''Qual è quel [[cane]] ch'abbaiando agogna, | e si racqueta poi che 'l pasto morde, | ché solo a divorarlo intende e pugna, | cotai si fecer quelle facce lorde | de lo demonio [[Cerbero]], che 'ntrona | l'anime sì, ch'esser vorrebber sorde.'' (da ''Inferno, VI, 28-33'')
*''Quali dal [[vento]] le gonfiate [[vela (sistema di propulsione)|vele]] | caggiono avvolte, poi che l'alber fiacca, | tal cadde a terra la fiera crudele.'' (da ''Inferno, VII, 13-15'')
*''Come fa l'onda là sovra Cariddi, | che si frange con quella in cui s'intoppa, | così convien che qui la gente riddi.'' (da ''Inferno, VII, 22-24'')
===Citazioni sulle similitudini===
*La similitudine in Dante, pur nella sua immediatezza e nel suo realismo, si carica sempre di accenti morali. (dalle note curate da Emilio Alessandro Panaitescu a ''La Divina Commedia'', Fabbri, Milano, 1982)
*Delle similitudini e immagini è me' tacere che dirne poco, perché in queste non ha avuto mai pari; così nell'appropriarle maravigliosamente a proposito, come nell'esprimere felicemente, e secondo la propria natura loro, le {{sic|imagini}} brevissimamente, quell'altre più largamente, e non però di soperchio. ([[Vincenzo Borghini]])
==Citazioni sulla ''Divina Commedia''==
*[[Gotico]] significava goffo, rozzo, informe. Ad un edificio gotico presto s'avvezzarono i Britanni ad eguagliare la «Commedia», ritengo dietro l'esempio dei Francesi, dimentichi delle marmoree commedie sollevate al cielo dagli avi loro, nelle età barbare e caotiche, e spasimanti dietro le forme elleniche, classiche, luminosissime. ([[Arturo Farinelli]])
*Il Divino Poema fu ed è anch'oggi per tutti noi codice di civiltà, fulgore di scienza razionale e {{sic|dommatica}}, dove fede e ragione mostrano al mondo la loro potenza suprema, quando, distinte, pur s'accordano e s'avvalorano a vicenda nell'acquisto del vero e del bene. ([[Augusto Alfani]])
*In Dante veggo essere grandissime e bellissime parti, e le principali tutte che si richieggon a un gran Poema. Che vi sia poi qualche difettuzzo o mancamento, io non lo niego: sia dell'uomo o dell'età, non rileva a questo punto di qual sia più perfetto e migliore, se ben serve o per iscusa o per qualche altra cosa: come non servirebbe a fare che una figura di [[Giotto]] fusse più bella d'una d'[[Andrea del Sarto]], il dire che nell'età di colui l'arte della Pittura non era tanto inluminata, quanto ella fu poi; servirà bene a dire che Giotto in tante tenebre fece miracoli, e non ebbe pari; dove questo altro ebbe manco difficultà assai, e de' pari, e forse de' superiori qualcuno. Ma io non credo che il punto in Dante consista qui, se bene questa scusa ci bisognerà in alcune poche voci solamente quanto attiene alla comparazione del Petrarca. Ma il punto vero sarà qual sia di maggior lode degno o un Epico o Eroico poema grande, non interamente perfetto, o un piccolo e minuto che sia perfetto: perché può bene stare che si truovi una cosa piccola bellissima, pogniam caso una cappellina con bellissima proporzione d'architettura e ricchezza di cornici, che nondimeno non {{sic|arà}} a fare con la {{sic|fabrica}} d'un gran tempio con pochi ornamenti; e in simili comparazione sogliono dire i nostri uomini a tanto per tanto, o pur del tanto, come disse il Villani... ([[Vincenzo Borghini]])
*L'oggetto della Commedia, anche se essa raffigura lo stato delle anime dopo la morte, rimane la vita terrena in tutta la sua ampiezza e il suo contenuto; tutto quanto avviene in alto o in basso nel regno dell'aldilà, si riferisce al dramma dell'uomo nell'aldiquà. ([[Erich Auerbach]])
*La «Commedia» è una gran boscaglia, fitta, densa intricata, che sgomenta al primo entrarvi, e dove non risplende sole. Più franco e sicuro è il passo negli orti ameni, offerti dai poemi allegorici di Francia. I cristianissimi di Spagna, quando vanno in sogno all'altro mondo, e vedono e descrivono gli abissi infernali, chiedono, come i fratelli di Francia, soccorso d'immaginazione a Virgilio più che a Dante. ([[Arturo Farinelli]])
*La Commedia ha rappresentato l'unità fisica, etica e politica del cosmo scolastico-cristiano in un'epoca in cui essa cominciava a perdere la sua invulnerabilità ideologica: l'atteggiamento concettuale di Dante è quello difensivo di un conservatore e la sua lotta tende alla riconquista di ciò che è già perduto. ([[Erich Auerbach]])
*La "Commedia" non è un'opera, è un lungo monologo che mette il lettore di fronte a scelte radicali legate alla tragedia dello stare al mondo e alla speranza di salvezza. ([[Vittorio Sermonti]])
*La {{sic|divina}} Commedia è con ragione chiamata la Bibbia nazionale, è il vero poema cosmopolitico insieme ed italiano. ([[Licurgo Cappelletti]])
*La {{sic|divina commedia}} non è veramente il libro del perdono. ([[Raffaele Garofalo]])
*La [[Norvegia]] è uno dei pochissimi Paesi che non abbiano la ''Commedia'' di Dante tradotta (esclusa solo un'avara e discontinua antologia del 1965, che mi viene fatta vedere all'Istituto di cultura). Penso a [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]] che mi ricordava con una punta di orgoglio le settanta traduzioni di Dante – dico settanta – nelle varie lingue della [[Unione Sovietica|federazione]] (e capisco il dramma dell'impero sovietico!). ([[Giovanni Spadolini]])
*La preferenza dello [[Percy Bysshe Shelley|Shelley]] riguardo al valore estetico delle tre Cantiche, paragonate fra loro, parrebbe rivolta al Paradiso, in cui le immagini radiose, la gemmea colorazione, il perenne fulgore dello sfondo, dovevano particolarmente gradire al suo spirito sì propenso alle vive irradiazioni, agli effetti di luce e di tinte trasparenti. Inoltre egli osserva come, nell'apprezzamento delle Cantiche, i critici più acuti abbiano invertito il giudizio del volgo ammirando assai più i pregi dell'ultima parte di quelli delle altre. La terza Cantica gli offriva insuperabili splendori d'arte; quell'ascensione del poeta di stella in stella apparivagli come la più fulgida manifestazione della poesia moderna. ([[Federico Olivero]])
*Nell'origin sua la [[poesia]] è la scienza delle umane e divine cose, convertita in immagine fantastica ed armoniosa.<br/>La quale immagine noi, sopra ogn'altro poema italiano ravvisiamo vivamente nella Divina Commedia di Dante, il quale s'innalzò al sommo nell'esprimere, ed alla maggior vivezza pervenne, perché più largamente e più profondamente d'ogni altro nella nostra lingua concepiva: essendo la locuzione immagine dell'intelligenza, da cui il favellare trae la forza e il calore. E giunse egli a sì alto segno d'intendere e profferire, perché dedusse la sua scienza dalla cognizione delle cose divine, in cui le naturali, e le umane e civili, come in terso cristallo, riflettono... ([[Giovanni Vincenzo Gravina]])
*''Officio è del poeta | giovar e dilettar con tal maniera | di stile, che 'l lettore non s'attedia; | e ciò fa Dante ne la sua ''Comedia''.'' ([[Teofilo Folengo]])
*Per la Francia, come per la Spagna, la Germania e l'Inghilterra, la lingua di Dante doveva offrire gravissimi ostacoli ad ognuno che voleva pur internarsi in quel singolarissimo mondo della «Commedia». La lingua e l'afflato della poesia medesima; se non l'intendi in ogni sfumatura più delicata, e non l'hai chiara e vibrante nel cuore, non giungerai alla sua anima; e ti fluttuerà innanzi, sempre velata di mistero. I traduttori più abili non suppliscono alla tua propria virtù di penetrazione, e ridanno infiacchito e travisato l'originale, che pur si rispetta. ([[Arturo Farinelli]])
*Se si facesse il censimento di quanti dantisti laureati hanno letto la ''Divina Commedia'' da capo a fondo, senza interruzione, come si legge un romanzo moderno, non sappiamo quanti potrebbero in coscienza rispondere all'appello. Se non fosse così non si sarebbero versati fiumi d'inchiostro per dire tante scempiaggini, attaccandosi ai particolari più insignificanti e trascurando la visione generale del poema.<br>Perché la ''Divina Commedia'' – l'immagine è vecchia, ma in fondo esatta – è come una cattedrale gotica piena di simboli e di rappresentazioni di ogni genere, conchiusi tuttavia in una cornice, che dà una potente unità ai particolari, fino al punto che questi perdono gran parte della loro importanza considerati separatamente. Se l'immagine non piace, si potrà non meno esattamente paragonare il poema alla volta della Sistina in cui nessuno si sognerebbe di considerare separate dal tutto le varie figure. Ora i dantisti hanno fatto proprio così. Hanno costruita una impalcatura e ciascuno si è messo col naso su di un particolare, perdendo di vista l'insieme dell'opera. La conseguenza più grave di tutto questo è che essi impediscono agli altri di vedere. Fuori di metafora, tutti esitano ad accostarsi alla ''Divina Commedia'' tanto è spaventosa la mole dei commenti che l'ingombra. ([[Sebastiano Arturo Luciani]])
===[[Roberto Benigni]]===
*Dante ci fa entrare in quello che solo l'intelligenza è in grado di cercare ma, da sola, non è capace di trovare. La sua forza è essere profondamente laico. Non ha atteggiamenti pappalardeschi, come direbbe lui, da falsi devoti. È religioso senza essere mai pretesco, bigotto. Non si rivolge a Dio, alla Madonna, ai santi. Si rivolge alle Muse, ad Apollo. Il suo universo è la poesia. Si può leggere la Divina commedia senza credere in Dio, ma non senza conoscere il cristianesimo.
*Dopo la Divina Commedia c'è di più Dio. C'è proprio, lo si sente, lo si vede. Tutto ciò che è bello è vicino a Dio. È proprio la bellezza che ci porta vicino a Dio. Ci ha portato quasi a guardarlo, a vederlo.
*La ''Divina Commedia'' è il libro più giustificabile, più limpido, più grande, più straordinario di tutte le letterature; ma non di dopo Dante, anche di prima.
*Perché non ho scritto ''La Divina Commedia''? Perché non c'ho pensato.
*Quando si parla della ''Divina Commedia'' o di Dante, bisogna non tanto capire, perché è semplice anche se non è sempre facile. Come è semplice l'universo, la musica di Bach: semplice ma non facilissima. È tutto vero; siamo lì, è come una rosa.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Divina Commedia| ]]
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Micione
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{{Nota disambigua|descrizione=altri significati|titolo=[[La Divina Commedia (disambigua)]]}}
[[File:Divina Commedia 1555 Edition.png|thumb|Frontespizio dell'edizione giolitina, la prima intitolata ''La Divina Comedia'' (1555)]]
{{Torna a|Dante Alighieri}}
'''''Divina Commedia''''', conosciuta anche come '''''Comedìa''''' o '''''Commedia''''', poema allegorico-didascalico di [[Dante Alighieri]] scritto tra il 1304 e il 1321.
==''Inferno''==
[[File:Alighieri - Divina Commedia, Nel mille quatro cento septe et due nel quarto mese adi cinque et sei - 2384293 id00022000 Scan00006.jpg|miniatura|Incipit dell'''editio princeps'' (1472)]]
===[[Incipit]]===
<poem>
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
</poem>
===Citazioni===
*''Allor fu la [[paura]] un poco queta, | che nel lago del cor m'era durata | la [[notte]] ch'i' passai con tanta pieta.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|paura|I, 19-21}})
*''Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta | una lonza {{NDR|lince o leopardo}}''<ref>La lonza, nella simbologia medievale dantesca, rappresenta la [[lussuria]].</ref>'' leggiera e presta molto, | che di pel maculato era coverta; | e non mi si partìa dinanzi al volto, | anzi 'mpediva tanto il mio cammino, | ch'i' fui per ritornar più volte vòlto''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|Ed ecco|I, 31-36}})
*''Ma non sì che [[paura]] non mi desse | la vista che m'apparve d'un [[leone]]''<ref>Rappresenta qui la [[superbia]].</ref>''. | Questi parea che contra me venisse | con la test'alta e con rabbiosa [[fame]], | sì che parea che l'aere ne tremesse. | Ed una [[lupo|lupa]]''<ref>La lupa è per Dante il simbolo dell'[[avarizia]].</ref>'', che di tutte brame | sembrava carca ne la sua magrezza, | e molte genti fè già viver grame, | questa mi porse tanto di gravezza | con la paura ch'uscìa di sua vista, | ch'io perdei la [[speranza]] de l'altezza.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|ma non sì che paura non mi desse|I, 44-54}})
*''O de li altri poeti onore e lume, | vagliami 'l lungo studio e 'l grande amore | che m' ha fatto cercar lo tuo volume. | Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore, | tu se' solo colui da cu' io tolsi | lo bello stilo che m' ha fatto onore. | Vedi la bestia per cu' io mi volsi; | aiutami da lei, famoso saggio, | ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi.'' (Dante a Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|altri poeti|I, 82-90}})
*[...] ''ché questa bestia, per la qual tu gride, | non lascia altrui passar per la sua via, | ma tanto lo 'mpedisce che l'uccide; || e ha natura sì malvagia e ria, | che mai non empie la bramosa voglia, | e dopo 'l pasto ha più fame che pria. || Molti son li animali a cui s'ammoglia | e più saranno ancora, infin che 'l [[veltro]] | verrà, che la farà morir con doglia. || Questi non ciberà terra né peltro, | ma sapïenza, amore e virtute, | e sua nazion sarà tra feltro e feltro. || Di quella umile Italia fia salute | per cui morì la vergine Cammilla, | Eurialo e Turno e Niso di ferute. || Questi la caccerà per ogne villa | fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno | là ove 'nvidia prima dipartilla.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|altro viaggio|I, 94-111}})
*''O muse, o alto ingegno, or m'aiutate; | o mente che scrivesti ciò ch'io vidi, | qui si parrà la tua nobilitate.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|O muse, o alto ingegno, or m'aiutate|II, 7-9}})
*''Se' savio; intendi me' ch'i' non ragiono.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Intendi me' ch'i' non ragiono|II, 36}})
*[...] ''l'anima tua è da viltade offesa; | la qual molte fïate l'omo ingombra | sì che d'onrata impresa lo rivolve, | come falso veder bestia quand'ombra.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|L'anima tua è da viltade offesa|II, 45-48}})
*[...] ''l'amico mio, e non de la ventura'' [...]. (Beatrice su Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|l'amico mio, e non de la ventura|II, 61}})<ref>{{Cfr.}} [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/53|p. 21]].</ref>
*''Temer si dee di sole quelle cose | c'hanno potenza di fare altrui male; | de l'altre no, ché non son [[paura|paurose]].'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Temer si dee di sole quelle cose|II, 88-90}})
*''[[Maria|Donna]] è gentil nel ciel che si compiange | di questo 'mpedimento ov'io ti mando, | sì che duro giudicio là sù frange.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Donna è gentil nel ciel che si compiange|II, 94-96}})
*''[[Santa Lucia|Lucia]], nimica di ciascun crudele'' [...]. (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Lucia|II, 100}})
*''Or va, ch'un sol volere è d'ambedue: | tu duca, tu segnore e tu maestro.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Or va, ch'un sol volere è d'ambedue|II, 139-140}})
*''Per me si va ne la [[inferno|città dolente]], | per me si va ne l'etterno dolore, | per me si va tra la perduta gente. | [[Giustizia]] mosse il mio alto fattore; | fecemi la divina podestate, | la somma sapïenza e 'l primo amore. | Dinanzi a me non fuor cose create | se non etterne, e io etterno duro. | Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Per me si va ne la città dolente|III, 1-9}})
*''Non ragioniam di lor, ma guarda e passa''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|non ragioniam di lor, ma guarda e passa|III, 51}})
*{{NDR|Su [[papa Celestino V]]<ref>Dante non indica espressamente il nome dell'anima a cui si riferisce. La maggior parte dei critici concorda sul fatto che si tratti di Pietro da Morrone (ovvero Celestino V), ma altre teorie propendono per [[Esaù]] o [[Ponzio Pilato]]. Per approfondire vedi [[w:Che fece per viltade il gran rifiuto|Che fece per viltade il gran rifiuto]] su Wikipedia.</ref>}} [...] ''colui | che fece per viltade il gran rifiuto''. (III, 59-60)
*''A Dio spiacenti e a' nemici sui''. (III, 63)
*''Ed ecco verso noi venir per nave | un vecchio {{NDR|[[Caronte]]}}, bianco per antico pelo, | gridando: "Guai a voi, anime prave! || Non isperate mai veder lo cielo: | i' vegno per menarvi a l'altra riva | ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo. || E tu che se' costì, anima viva, | pàrtiti da cotesti che son morti". | Ma poi che vide ch'io non mi partiva, || disse: "Per altra via, per altri porti | verrai a piaggia, non qui, per passare: | più lieve legno convien che ti porti".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Ed ecco|III, 82-93}})
*''Vuolsi così colà dove si puote | ciò che si vuole, e più non dimandare.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|vuolsi così colà dove si puote|III, 95-96}})
*''Quinci fuor quete le lanose gote | al nocchier de la livida palude, | che 'ntorno a li occhi avea di fiamme rote.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|nocchier|III, 97-99}})
*''[[Caronte|Caron]] dimonio, con [[occhio|occhi]] di bragia | loro accennando, tutte le raccoglie; | batte col remo qualunque s'adagia.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Caron dimonio|III, 109-111}})
*''«Figliuol mio», disse 'l maestro cortese, | «quelli che muoion nell'[[ira di Dio]] | tutti convegno qui d'ogni paese; e pronti sono a trapassar lo rio | ché la divina giustizia li sprona, sì che la tema si volve in disìo».'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Figliuol mio|III, 121–125}})
*{{NDR|Su [[Virgilio]]}} ''Onorate l'altissimo poeta''. (IV, 80)
*''Mira colui con quella spada in mano, | che vien dinanzi ai tre sì come sire: | quelli è [[Omero]] poeta sovrano''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Mira colui|IV, 86–88}})
*''Poi ch'innalzai un poco più le ciglia, | vidi 'l maestro di color che sanno {{NDR|[[Aristotele]]}} | seder tra filosofica famiglia''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Poi ch'innalzai|IV, 130-132}})
*''[[Democrito]], che 'l mondo a caso pone.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Democrito|IV, 136}})
*''E vidi il buono accoglitor del quale, | [[Dioscoride|Dïascoride]] dico''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|E vidi|IV, 139-140}})
*''Così discesi del cerchio primaio | giù nel secondo, che men loco cinghia | e tanto più dolor, che punge a guaio. | Stavvi [[Minosse|Minòs]] orribilmente, e ringhia: | essamina le colpe ne l'intrata; | giudica e manda secondo ch'avvinghia.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Così discesi|V, 1-6}})
*''"O tu che vieni al doloroso ospizio", | disse Minòs a me quando mi vide, | lasciando l'atto di cotanto offizio, | "guarda com'entri e di cui tu ti fide; | non t'inganni l'ampiezza de l'intrare!". | E 'l duca mio a lui: "Perché pur gride? | Non impedir lo suo fatale andare: | vuolsi così colà dove si puote | ciò che si vuole, e più non dimandare".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|O tu che vieni|V, 16-21}})
*''«La prima di color di cui novelle | tu vuo' saper» mi disse quelli {{NDR|Virgilio}} allotta, | «fu imperadrice di molte favelle. | A vizio di [[lussuria]] fu sì rotta, | che lìbito fé licito in sua legge | per tòrre il biasimo in che era condotta. | Ell'è [[Semiramide|Semiramis]], di cui si legge | che succedette a Nino e fu sua sposa: | tenne la terra che 'l Soldan corregge. | L'altra è colei {{NDR|Didone}} che s'ancise amorosa | e ruppe fede al cener di Sicheo; | poi è Cleopatràs lussurïosa''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|La prima di color di cui novelle|V, 52–63}})
*''Siede la terra dove nata fui'' {{NDR|la [[Romagna]]}} ''| su la marina dove 'l Po discende | per aver pace co' seguaci sui.'' ([[Francesca da Rimini]]: V, 97-99)
*''[[Amore|Amor]], ch'al cor gentil ratto s'apprende, | prese costui de la bella persona | che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. | Amor, ch'a nullo amato amar perdona, | mi prese del costui piacer sì forte, | che, come vedi, ancor non m'abbandona. | Amor condusse noi ad una morte. | Caina attende chi a vita ci spense.'' (Francesca da Rimini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Amor|V, 100-107}})
*''E quella {{NDR|Francesca}} a me: «Nessun maggior [[dolore]] | che ricordarsi del tempo [[felicità e infelicità|felice]] | ne la [[felicità e infelicità|miseria]]; e ciò sa 'l tuo dottore».'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|E quella a me|V, 121-123}})
*''Quando leggemmo il disïato riso | esser basciato da cotanto amante, | questi, che mai da me non fia diviso, | la bocca mi basciò tutto tremante.''<ref>Secondo [[Umberto Saba]] (''Scorciatoie e raccontini'') il verso «''La bocca mi baciò tutto tremante''» è uno dei due più belli della letteratura italiana insieme a «''L'uno buggera l'altro, Santità''», tratto da un sonetto classicamente attribuito a [[Giuseppe Gioachino Belli]] ma probabilmente apocrifo.</ref>'' | Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse: | quel giorno più non vi leggemmo avante.'' (Francesca da Rimini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Quando leggemmo|V, 133-138}})
*''Mentre che l'uno spirto questo disse, | l'altro piangëa, sì che di pietade | io venni men così com'io morisse. | E caddi come corpo morto cade.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Mentre che l'uno spirto questo disse|V, 139-142}})
*''Voi cittadini mi chiamaste Ciacco: | per la dannosa colpa della [[Gola (ingordigia)|gola]], | come tu vedi, alla pioggia mi fiacco''. (Ciacco: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VI|Voi cittadini mi chiamaste Ciacco|VI, 52–54}})
*''Giusti son due, e non vi sono intesi; | superbia, invidia e avarizia sono | le tre faville c'hanno i cuori accesi.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VI|Giusti son due, e non vi sono intesi|VI, 73-75}})
*''Pape Satàn, pape Satàn aleppe!''<ref>Vedi su Wikipedia [[w:Pape Satàn, pape Satàn aleppe|Pape Satàn, pape Satàn aleppe]].</ref> (Pluto: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Pape Satàn|VII, 1}})
*''Questi fuor cerchi, che non han coperchio | piloso al capo, e [[papa|papi]] e [[cardinale|cardinali]], | in cui usa [[avarizia]] il suo soperchio.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Questi fuor cherci|VII, 46–48}})
*''E quelli a me: Oh creature sciocche, | quanta ignoranza è quella che v'offende!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|E quelli a me: Oh creature sciocche|VII, 70-71}})
*''Fitti nel limo dicon:'' {{NDR|gli [[ira]]condi}}'' "Tristi fummo | ne l'aere dolce che dal sol s'allegra, | portando dentro accidïoso fummo: | or ci attristiam ne la belletta negra". | Quest'inno si gorgoglian ne la strozza, | ché dir nol posson con parola integra.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Fitti nel limo|VII, 121–126}})
*''Or se' giunta, anima fella!'' (il demone [[Flegias|Flegiàs]] a Dante; {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Or se' giunta|VIII, 18}})
*''Quanti si tegnon or là sù gran regi | che qui staranno come porci in brago, | di sé lasciando orribili dispregi!'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Quanti si tegnon|VIII, 49-51}})
*''Chi è costui che sanza morte | va per lo regno de la morta gente?'' (demoni: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Chi è costui che sanza morte|VIII, 84-85}})
*''Chi m' ha negate le dolenti case!'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Chi m' ha negate|VIII, 120}})
*''O voi ch'avete li 'ntelletti sani, | mirate la dottrina che s'asconde | sotto 'l velame de li versi strani.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IX|O voi|IX, 61-63}})
*''Però a la dimanda che mi faci | quinc'entro satisfatto sarà tosto, | e al disio ancor che tu mi taci. || E io: «Buon duca, non tegno riposto | a te mio cuor se non per dicer poco, | e tu m'hai non pur mo a ciò disposto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto X|Però a la dimanda che mi faci|X, 16-21}})
*''Ed el mi disse: "Volgiti! Che fai? | Vedi là Farinata che s'è dritto: | da la cintola in sù tutto 'l vedrai". || Io avea già il mio viso nel suo fitto; | ed el s'ergea col petto e con la fronte | com'avesse l'inferno a gran dispitto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto X|Ed el mi disse|X, 31-36}})
*''D'ogne malizia, ch'odio in cielo acquista, | ingiuria è 'l fine, ed ogne fin cotale | o con forza o con frode altrui contrista. | Ma perché frode è de l'uom proprio male, | più spiace a Dio; e però stan di sotto | li frodolenti, e più dolor li assale.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|D'ogne malizia|XI, 22-27}})
*''Puossi far forza ne la deïtade, | col cor negando e [[bestemmia]]ndo quella, | e spregiando natura e sua bontade; | e però lo minor giron suggella | del segno suo e Soddoma e Caorsa | e chi, spregiando Dio col cor, favella.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|Puossi far forza|XI, 46-51}})
*''La [[frode]], ond'ogne coscïenza è morsa, | può l'omo usare in colui che 'n lui fida | e in quel che fidanza non imborsa. | Questo modo di retro par ch'incida | pur lo vinco d'amor che fa natura; | onde nel cerchio secondo s'annida | ipocresia, lusinghe e chi affattura, | falsità, ladroneccio e simonia, | ruffian, baratti e simile lordura.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|La frode|XI, 52-60}})
*''O sol che sani ogne vista turbata, | tu mi contenti sì quando tu solvi, | che, non men che saver, dubbiar m'aggrata.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|O sol che sani|XI, 91-93}})
*''Da queste due, se tu ti rechi a mente | lo Genesì dal principio, convene | prender sua vita e avanzar la gente | e perché l'[[usura|usuriere]] altra via tene, | per sé natura e per la sua seguace | dispregia, poi ch'in altro pon la spene.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|Da queste due, se|XI, 106-111}})
*[...] ''e 'n su la punta de la rotta lacca | l'infamïa di [[Creta|Creti]] era distesa || che fu concetta ne la falsa vacca; | e quando vide noi, sé stesso morse, | sì come quei cui l'ira dentro fiacca. || Lo savio mio inver' lui gridò: "Forse | tu credi che qui sia 'l [[Teseo|duca d'Atene]], | che sù nel mondo la morte ti porse? || Pàrtiti, bestia, ché questi non vene | ammaestrato da la tua sorella, | ma vassi per veder le vostre pene". || Qual è quel toro che si slaccia in quella | c'ha ricevuto già 'l colpo mortale, | che gir non sa, ma qua e là saltella, || vid'io lo [[Minotauro]] far cotale; | e quello accorto gridò: "Corri al varco; | mentre ch'e' 'nfuria, è buon che tu ti cale"''. ([[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XII|XII, 11-27]])
*''Non han sì aspri sterpi né sì folti | quelle fiere selvagge che 'n odio hanno | tra Cecina e Corneto i luoghi cólti.'' ([[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 7-9]])
*''[[Credere|Cred]]'io ch'ei credette ch'io credesse'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|Cred'io ch'ei credette ch'io credesse|XIII, 25}})
*''Io son colui che tenni ambo le chiavi | del cor di Federigo, e che le volsi, | serrando e disserrando''. ([[Pier della Vigna]]: [[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 58-60]])
*''L'animo mio, per disdegnoso gusto, | credendo col morir fuggir disdegno, | ingiusto fece me contra me giusto''. (Pier della Vigna: [[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 70-72]])
*[...] ''Siete voi qui, [[Brunetto Latini|ser Brunetto]]?'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Siete voi qui, ser Brunetto?|XV, 30}})
*[...] ''Se tu segui tua stella, | non puoi fallire a glorïoso porto, | se ben m'accorsi ne la vita bella; | e s'io non fossi sì per tempo morto, | veggendo il cielo a te così benigno, | dato t'avrei a l'opera conforto. | Ma quello ingrato popolo maligno | che discese di Fiesole ab antico, | e tiene ancor del monte e del macigno, | ti si farà, per tuo ben far, nimico; | ed è ragion, ché tra li lazzi sorbi | si disconvien fruttare al dolce fico. | Vecchia fama nel mondo li chiama orbi; | gent'è avara, invidiosa e superba: | dai lor costumi fa che tu ti forbi. | La tua fortuna tanto onor ti serba, | che l'una parte e l'altra avranno fame | di te; ma lungi fia dal becco l'erba. | Faccian le bestie fiesolane strame | di lor medesme, e non tocchin la pianta, | s'alcuna surge ancora in lor letame, | in cui riviva la sementa santa | di que' Roman che vi rimaser quando | fu fatto il nido di malizia tanta.'' (Brunetto Latini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Se tu segui tua stella|XV, 55-78}})
*''"Se fosse tutto pieno il mio dimando", | rispuos'io lui, "voi non sareste ancora | de l'umana natura posto in bando; | ché 'n la mente m'è fitta, e or m'accora, | la cara e buona imagine paterna | di voi quando nel mondo ad ora ad ora | m'insegnavate come l'uom s'etterna: | e quant'io l'abbia in grado, mentr'io vivo | convien che ne la mia lingua si scerna.'' | [...] | ''Tanto vogl'io che vi sia manifesto, | pur che mia coscïenza non mi garra, | ch'a la Fortuna, come vuol, son presto. | Non è nuova a li orecchi miei tal arra: | però giri Fortuna la sua rota | come le piace, e 'l villan la sua marra".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Se fosse tutto pieno il mio dimando|XV, 79-96}})
*[...] ''Bene ascolta chi la nota.'' (Brunetto Latini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Bene ascolta chi la nota|XV, 99}})
*''Poi si rivolse, e parve di coloro | che [[corsa|corrono]] a Verona il drappo verde | per la campagna; e parve di costoro | quelli che vince, non colui che perde.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Poi si rivolse|XV, 121-124}})
*''Ahi quanto cauti li uomini esser dienno | presso a color che non veggion pur l'ovra, | ma per entro i pensier miran col senno!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVI|Ahi quanto cauti|XVI, 118-120}})
*''Sempre a quel ver c' ha faccia di menzogna | de' l'uom chiuder le labbra fin ch'el puote, | però che sanza colpa fa vergogna''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVI|Sempre a quel ver|XVI, 124-126}})
*''Ecco la fiera con la coda aguzza, | che passa i monti e rompe i muri e l'armi! | Ecco colei che tutto 'l mondo appuzza!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVII|Ecco la fiera con la coda aguzza|XVII, 1-3}})
*''O Simon mago, o miseri seguaci | che le cose di Dio, che di bontate | deon essere spose, e voi rapaci | per oro e per argento avolterate, | or convien che per voi suoni la tromba, | però che ne la terza bolgia state.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|O Simon mago|XIX, 1-6}})
*''O somma sapïenza, quanta è l'arte | che mostri in cielo, in terra e nel mal mondo, | e quanto giusto tua virtù comparte!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|O somma sapïenza|XIX, 10-12}})
*''E io: "Tanto m'è bel, quanto a te piace: | tu se' segnore, e sai ch'i' non mi parto | dal tuo volere, e sai quel che si tace".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Tanto m'è bel|XIX, 37-39}})
*''Ed el'' {{NDR|[[papa Niccolò III]]}} ''gridò: "Se' tu già costì ritto, | se' tu già costì ritto, [[Papa Bonifacio VIII|Bonifazio]]? | Di parecchi anni mi mentì lo scritto. | Se' tu sì tosto di quell'aver sazio | per lo qual non temesti tòrre a 'nganno | la bella donna'' {{NDR|la Chiesa}}'', e poi di farne strazio?".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Ed el gridò|XIX, 52-57}})
*''Nuovo Iasón sarà, di cui si legge | ne' Maccabei; e come a quel fu molle | suo re, così fia [[Papa Clemente V|lui]] chi Francia regge. {{NDR|[[Filippo il bello]]}}'' (papa Niccolò III: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Nuovo Iasón sarà|XIX, 85-87}})
*''Deh, or mi dì: quanto tesoro volle | Nostro Segnore in prima da san Pietro | ch'ei ponesse le chiavi in sua balìa? | Certo non chiese se non "Viemmi retro". [...] E se non fosse ch'ancor lo mi vieta | la reverenza de le somme chiavi | che tu tenesti ne la vita lieta, | io userei parole ancor più gravi; | ché la vostra avarizia il mondo attrista, | calcando i buoni e sollevando i pravi. [...] Fatto v'avete dio d'oro e d'argento; | e che altro è da voi a l'idolatre, | se non ch'elli uno, e voi ne orate cento? | Ahi, [[Costantino I|Costantin]], di quanto mal fu matre, | non la tua conversion, ma quella dote | che da te prese il primo ricco patre!'' (Dante a papa Niccolò III: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Deh, or mi dì|XIX, 90-117}})
*''Se Dio ti lasci, lettor, prender frutto | di tua lezione, or pensa per te stesso | com'io potea tener lo viso asciutto''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Se Dio ti lasci|XX, 19-21}})
*''Ancor se' tu de li altri sciocchi? | Qui vive la pietà quand'è ben morta; | chi è più scellerato che colui | che al giudicio divin passion comporta?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Ancor se' tu|XX, 27-30}})
*''Mira c' ha fatto petto de le spalle; | perché [[divinazione|volse veder troppo davante]], | di retro guarda e fa retroso calle.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Mira c' ha fatto|XX, 37-39}})
*''Suso in Italia bella giace un laco, | a piè de l'Alpe che serra Lamagna | sovra Tiralli, c'ha nome [[Lago di Garda|Benaco]]''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Suso in Italia bella|XX, 61-63}})
*''Fer la città sovra quell'ossa morte; | e per colei che 'l loco prima elesse, | Mantüa l'appellar sanz'altra sorte''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Fer la città sovra|XX, 91-93}})
*''E io: "Maestro, i tuoi ragionamenti | mi son sì certi e prendon sì mia fede, | che li altri mi sarien carboni spenti"''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Maestro, i tuoi ragionamenti|XX, 100-102}})
*''Quell'altro che ne' fianchi è così poco, | [[Michele Scoto|Michele Scotto]] fu, che veramente | de le magiche frode seppe 'l gioco.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Michele Scotto|XX, 115-117}})
*'' Mettetel sotto, ch'i' torno per anche | a quella terra ch'i' ho ben fornita {{NDR|[[Lucca]]}}: | Ogn'uom v'è barattier, fuor che Bonturo; | del no, per li [[denaro|denar]], vi si fa ita.''<ref>''Ita'' in latino significa "sì".</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|Mettetel sotto|XXI, 39-42}})
*''Ed elli avea [[Flatulenza|del cul]] [[Trombettiere|fatto trombetta]].'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|ed elli|XXI, 139}})
*''Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa | coi santi, e in taverna coi ghiottoni.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXII|Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa|XXII, 14-15}})
*''Tra male gatte era venuto 'l sorco.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXII|Tra male gatte era venuto 'l sorco|XXII, 58}})
*''Ahi [[Pistoia]], Pistoia, ché non stanzi | d'incenerarti sì che più non duri, | poi che 'n mal fare il [[seme]] tuo avanzi?'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|Ahi Pistoia|XXV, 10-12}})
*''come procede innanzi da l'ardore, | per lo papiro suso, un color [[marrone|bruno]] | che non è nero ancora e 'l bianco more.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|come procede innanzi da l'ardore|XXV, 64-66}})
*''Come 'l [[ramarro]] sotto la gran fersa | dei [[giorno|dì]] canicular, cangiando sepe, | folgore par se la via attraversa, | sì pareva, venendo verso l'[[pancia|epe]] | de li altri due, un serpentello acceso, | livido e nero come gran di pepe; | e quella parte onde prima è preso | nostro [[cibo|alimento]], a l'un di lor trafisse; | poi cadde giuso innanzi lui disteso. | Lo trafitto 'l mirò, ma nulla disse; | anzi, co' piè fermati, sbadigliava | pur come sonno o febbre l'assalisse. | Elli 'l [[serpente]] e quei lui riguardava; | l'un per la piaga e l'altro per la bocca | fummavan forte, e 'l [[fumo|fummo]] si scontrava. | Taccia [[Marco Anneo Lucano|Lucano]] omai là dov'e' tocca | del misero Sabello e di Nasidio, | e attenda a udir quel ch'or si scocca. | Taccia di Cadmo e d'Aretusa [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]], | ché se quello in serpente e quella in fonte | converte [[poesia|poetando]], io non lo 'nvidio; | ché due nature mai a fronte a fronte | non trasmutò sì ch'amendue le forme | a cambiar lor matera fosser pronte. | Insieme si rispuosero a tai norme, | che 'l serpente la coda in forca fesse, | e 'l feruto ristrinse insieme l'orme. | Le gambe con le cosce seco stesse | s'appiccar sì, che 'n poco la giuntura | non facea segno alcun che si paresse. | Togliea la coda fessa la figura | che si perdeva là, e la sua pelle | si facea molle, e quella di là dura. | Io vidi intrar le braccia per l'ascelle, | e i due piè de la fiera, ch'eran corti, | tanto allungar quanto accorciavan quelle. | Poscia li piè di rietro, insieme attorti, | diventaron lo membro che l'uom cela, | e 'l misero del suo n'avea due porti. | Mentre che 'l fummo l'uno e l'altro vela | di color novo, e genera 'l pel suso | per l'una parte e da l'altra il dipela, | l'un si levò e l'altro cadde giuso, | non torcendo però le [[occhio|lucerne]] empie, | sotto le quai ciascun cambiava muso. | Quel ch'era dritto, il trasse ver' le tempie, | e di troppa matera ch'in là venne | uscir li orecchi de le gote scempie; | ciò che non corse in dietro e si ritenne | di quel soverchio, fé naso a la faccia | e le labbra ingrossò quanto convenne. | Quel che giacëa, il muso innanzi caccia, | e li orecchi ritira per la testa | come face le corna la lumaccia; | e la lingua, ch'avëa unita e presta | prima a parlar, si fende, e la forcuta | ne l'altro si richiude; e 'l fummo resta.''<ref>Nella settima bolgia delle [[w:Malebolge|Malebolge]] sono puniti i [[ladro|ladri]]. La metà di questi ha sembianze di serpente, mentre l'altra metà vanta aspetto umano, e quando un serpente morde un uomo, questo diventa serpente e l'altro diviene uomo, si scambiano i ruoli: nei versi proposti, Dante descrive la raccapricciante metamorfosi di ambedue le specie, definendosi in ciò superiore a [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]], autore delle celebri ''[[Publio Ovidio Nasone#Metamorfosi|Metamorfosi]]'', e a [[Marco Anneo Lucano|Lucano]], nipote di [[Lucio Anneo Seneca|Seneca]] e autore del ''[[Marco Anneo Lucano#Pharsalia|Bellum civile]]''. Ovidio e Lucano sono già stati visti da Dante e [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]] sua guida nel Limbo ([[s:Divina Commedia/Inferno/Canto IV|IV]], v. 90).</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|Come 'l ramarro sotto la gran fersa|XXV, 79-135}})
*''Godi, [[Firenze|Fiorenza]], poi che se' sì grande | che per mare e per terra batti l'ali, | e per lo 'nferno tuo nome si spande!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Godi, Fiorenza|XXVI, 1-3}})
*''Là dentro si martira | [[Ulisse]] e Dïomede, e così insieme | a la vendetta vanno come a l'ira; | e dentro da la lor fiamma si geme | l'agguato del caval che fé la porta | onde uscì de' Romani il gentil seme.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Rispuose a me: "Là dentro si martira|XXVI, 55-60}})
*''Considerate la vostra semenza: | fatti non foste a viver come bruti, | ma per seguir virtute e [[conoscenza|canoscenza]].'' [...] ''e volta nostra poppa nel mattino, | de' remi facemmo ali al folle volo'' [...]. ([[Ulisse]]: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Considerate la vostra semenza|XXVI, 118-125}})
*''Cinque volte racceso e tante casso | lo lume era di sotto dalla [[luna]] | poi ch'entrati eravam nell'alto passo'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Cinque volte racceso|XXVI, 130–132}})
*''Romagna tua non è, e non fu mai, | sanza guerra ne' cuor de' suoi tiranni; ma 'n palese nessuna or vi lasciai. | Ravenna sta come stata è molt'anni: | l'aguglia da Polenta la si cova, sì che Cervia ricuopre co' suoi vanni. | La terra che fé già la lunga prova | e di Franceschi sanguinoso mucchio, | sotto le branche verdi si ritrova. | E 'l mastin vecchio e 'l nuovo da Verrucchio, | che fecer di Montagna il mal governo, | là dove soglion fan d'i denti succhio. | Le città di Lamone e di Santerno | conduce il lïoncel dal nido bianco, | che muta parte da la state al verno. | E quella cu' il Savio bagna il fianco,'' {{NDR|[[Cesena]]}} ''| così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte, | tra tirannia si vive e stato franco.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|E quella|XXVII, 37-54}})
*''Io fui uom d'arme, e poi fui cordigliero, | credendomi, sì cinto, fare ammenda; | e certo il creder mio venìa intero, | se non fosse il gran prete ''{{NDR|papa Bonifacio VIII}}'', a cui mal prenda!'' (Guido da Montefeltro: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|Io fui uom d'arme|XXVII, 67-70}})
*''Ch'assolver non si può chi non si [[pentimento|pente]], | né pentere e volere insieme puossi | per la contradizion che nol consente.'' (un diavolo: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|assolver non si può chi non si pente|XXVII, 118-120}})
*''Mentre che tutto in lui veder m'attacco, | guardommi e con le man s'aperse il petto, | dicendo: «Or vedi com'io mi dilacco! | vedi come storpiato è [[Maometto|Mäometto]]!»'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Maometto|XXVIII, 28-31}})
*[...] ''rimembriti di Pier da Medicina, | se mai torni a veder lo dolce piano | che da Vercelli a Marcabò dichina.'' (Pier da Medicina: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Pier da Medicina|XXVIII, 73-75}})
*[...] ''Questi è desso, e non favella. | Questi, scacciato, il dubitar sommerse | in [[Gaio Giulio Cesare|Cesare]], affermando che 'l fornito | sempre con danno l'attender sofferse.'' (Pier da Medicina su Gaio Scribonio Curione: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Questi è desso|XXVIII, 98-99}})
*''[[coscienza morale|Coscïenza]] m'assicura, | la buona compagnia che l'uom francheggia | sotto l'asbergo del sentirsi pura.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|coscienza m'assicura|XXVIII, 115-117}})
*''«Io fui d'[[Arezzo]], e Albero da [[Siena]]», | rispuose l'un, «mi fé mettere al foco; | ma quel per ch'io mori' qui non mi mena»''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXIX|Io fui d'Arezzo|XXIX, 109-111}})
*''Or fu già mai | gente sì vana come la [[Siena|sanese]]? | Certo non la francesca sì d'assai!'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXIX|Or fu già mai|XXIX, 121-123}})
*''E io a lui: "Chi son li due tapini | che fumman come man bagnate 'l verno, | giacendo stretti a' tuoi destri confini?". || "Qui li trovai – e poi volta non dierno –", | rispuose, "quando piovvi in questo greppo, | e non credo che dieno in sempiterno. || L'una è [[Moglie di Putifarre|la falsa]] ch'accusò [[Giuseppe (patriarca)|Gioseppo]]; | l'altr'è 'l falso [[Sinone|Sinon]] greco di Troia: | per febbre aguta gittan tanto leppo".'' (XXX, 91-99)
*''Maggior difetto men vergogna lava''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|Maggior difetto men vergogna lava|XXX, 142}})
*''Ché voler ciò udire è bassa voglia''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|Ché voler ciò udire è bassa voglia|XXX, 148}})
*''Dove l'argomento de la mente | s'aggiugne al mal volere e a la possa, | nessun riparo vi può far la gente''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXI|Dove l'argomento de la mente|XXXI, 55-57}})
*''"Raphèl maì amècche zabì almi", | cominciò a gridar la fiera bocca, | cui non si convenia più dolci salmi. || E 'l duca mio ver' lui: "Anima sciocca, | tienti col corno, e con quel ti disfoga | quand'ira o altra passïon ti tocca! || Cércati al collo, e troverai la soga | che 'l tien legato, o anima confusa, | e vedi lui che 'l gran petto ti doga". || Poi disse a me: "Elli stessi s'accusa; | questi è [[Nimrod|Nembrotto]] per lo cui mal coto | pur un linguaggio nel mondo non s'usa. || Lasciànlo stare e non parliamo a vòto; | ché così è a lui ciascun linguaggio | come 'l suo ad altrui, ch'a nullo è noto".'' (XXXI, 67-81)
*''Qual pare a riguardar la [[Bologna|Garisenda]] | 'sotto 'l chinato, quando un nuvol vada | sovr'essa sí, che ella incontro penda | tal parve [[Anteo]] a me che stava a bada | di vederlo chinare.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXI|Garisenda|XXXI, 136 – 138}})
*''La bocca sollevò dal fiero pasto | quel peccator, forbendola a' capelli | del capo ch'elli avea di retro guasto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|La bocca sollevò dal fiero pasto|XXXIII, 1-3}})
*[...] ''Tu vuo' ch'io rinovelli | disperato dolor che 'l cor mi preme | già pur pensando, pria ch'io ne favelli.'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Tu vuo' ch'io rinovelli|XXXIII, 4-6}})
*''Questi pareva a me maestro e donno, | cacciando il lupo e' lupicini al monte | per che i Pisan veder Lucca non ponno.'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Questi|XXXIII, 28-30}})
*''Ben se' crudel, se tu già non ti duoli | pensando ciò che 'l mio cor s'annunziava; | e se non piangi, di che pianger suoli?'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ben se' crudel, se tu già non ti duoli|XXXIII, 40-42}})
*''Poscia, più che 'l dolor, poté 'l [[digiuno]]''. (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Poscia|XXXIII, 75}})
*''Ahi [[Pisa]], vituperio de le genti | del bel paese là dove 'l [[sì]] suona, | poi che i vicini a te punir son lenti, | muovasi la Capraia e la Gorgona, | e faccian siepe ad Arno in su la foce, | sì ch'elli annieghi in te ogne persona! | Che se 'l conte Ugolino aveva voce | d'aver tradita te de le castella, | non dovei tu i figliuoi porre a tal croce.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ahi Pisa|XXXIII, 79-87}})
*''Ahi [[Genovesi]], uomini diversi | d'ogni costume e pien d'ogni magagna, | perché non siete voi del mondo spersi? | Che col peggior spirto di Romagna | trovai di voi un tal {{NDR|Branca d'Oria}}, che, per sua opra, | in anima in Cocito già si bagna | ed in corpo par vivo ancor di sopra''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ahi Genovesi|XXXIII, 151 – 157}})
*''Io non mori' e non rimasi vivo: | pensa oggimai per te, s'hai fior d'ingegno, | qual io divenni, d'uno e d'altro privo.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIV|Io non mori' e non rimasi vivo|XXXIV, 25-27}})
*''Lo [[Lucifero|'mperador del doloroso regno]] | da mezzo 'l petto uscia fuor de la ghiaccia'' [...]. (XXXIV, 28-29)
*''S'el fu sì bel com'elli è ora brutto, | e contra 'l suo fattore alzò le ciglia, | ben dee da lui procedere ogne lutto.'' (XXXIV, 34-36)
*''Da ogne bocca dirompea co' denti | un peccatore, a guisa di maciulla, | sì che tre ne facea così dolenti. || A quel dinanzi il mordere era nulla | verso 'l graffiar, che talvolta la schiena | rimanea de la pelle tutta brulla. || "Quell'anima là sù c'ha maggior pena", | disse 'l maestro, "è [[Giuda Iscariota|Giuda Scarïotto]], | che 'l capo ha dentro e fuor le gambe mena. || De li altri due c' hanno il capo di sotto, | quel che pende dal nero ceffo è [[Marco Giunio Bruto|Bruto]]: | vedi come si storce, e non fa motto!; || e l'altro è [[Gaio Cassio Longino|Cassio]], che par sì membruto".'' (XXXIV, 55-67)
===[[Explicit]]===
<poem>
Salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch'i' vidi de le cose belle
che porta 'l ciel, per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle.
</poem>
===Citazioni sull<nowiki>'</nowiki>''Inferno''===
====[[Vittorio Sermonti]]====
*All'inferno nessuno ha rimorsi, fuorché Dante; tutti, semmai, hanno rimpianti.
*E se l'Ottocento diffidò di questo canto {{NDR|canto VII}}, dove trovava «il descrittivo» ma non «il drammatico», sarà anche perché non praticava le euforiche mortificazioni della società affluente, i processi di identificazione collettiva nei simboli del consumo, e tanto meno (se possiamo permetterci la spudoratezza dell'anacronismo) la coazione all'improperio, alla rissa, allo scontro frontale che tiranneggia il nostro Sisifo di massa negli ingorghi di traffico.
*Fatto è, che in nessun altro canto come in questo {{NDR|canto III}} (e nel successivo) Dante si tiene tanto addossato al suo Virgilio: Non si contano i versi che meriterebbero di esser letti con il testo del VI libro dell'Eneide a fronte. Meriterebbero: infatti, le variazioni che Dante apporta nel travaso da lingua a lingua, da cultura a cultura, minime spesso, sono sempre, comunque, decisive.
*{{NDR|Sul canto IV}} Non c'è canto della Commedia così gremito di nomi propri: 48, uno ogni tre versi.
==''Purgatorio''==
===[[Incipit]]===
<poem>
Per correr miglior acque alza le vele
omai la navicella del mio ingegno,
che lascia dietro a sé mar sì crudele;
</poem>
===Citazioni===
*''[[Cielo|Dolce color d'orïental zaffiro,]] | che s'accoglieva nel sereno aspetto | del mezzo, puro infino al primo giro, | a li occhi miei ricominciò diletto, | tosto ch'io usci' fuor de l'aura morta | che m'avea contristati li occhi e 'l petto. | [[Venere (astronomia)|Lo bel pianeto]] che d'amar conforta | faceva tutto rider l'orïente, | velando i Pesci ch'erano in sua scorta.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|riga12|I, 13-21}})
*''Lo duca mio allor mi diè di piglio, | e con parole e con mani e con cenni | reverenti mi fé le gambe e ‘l ciglio.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|Lo duca mio allor mi diè di piglio|I, 49-51}})
*''[[Libertà]] va cercando, ch'è sì cara, | come sa chi per lei vita rifiuta.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|libertà va cercando|I, 71-72}})
*''Già era 'l [[sole]] a l'orizzonte giunto | lo cui meridïan cerchio coverchia | [[Gerusalemme|Ierusalèm]] col suo più alto punto.''<ref>Qui Dante si rifà alla credenza medievale che Gerusalemme fosse al centro della terra, sita fra il meridiano del fiume [[Gange]] e la [[Spagna]] occidentale e che, ritenendo la terra abitata tutta nell'emisfero boreale, l'isola del paradiso si trovasse al punto opposto rispetto a Gerusalemme, con la quale condivideva quindi l'orizzonte astronomico.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto II|Già era 'l sole|II, 1-3}})
*''Noi eravam lunghesso mare ancora, | come gente che pensa a suo cammino, | che va col cuore e col corpo dimora.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto II|Noi eravam lunghesso mare ancora|II, 10-12}})
*''O dignitosa coscïenza e netta, | come t'è picciol fallo amaro morso!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|o dignitosa coscïenza|III, 8-9}})
*''E 'l mio conforto: «Perché pur diffidi?», | a dir mi cominciò tutto rivolto; | «non credi tu me teco e ch'io ti guidi?»'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|E ‘l mio conforto: «Perché pur diffidi?»|III, 22-24}})
*''State contenti, umana gente, al ''quia''; | ché, se potuto aveste veder tutto, | mestier non era parturir [[Maria]]''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|State contenti|III, 37-39}})
*''Ché perder tempo a chi più sa più spiace''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|ché perder tempo|III, 78}})
*''Come le [[pecora|pecorelle]] escon del chiuso | a una, a due, a tre, e l'altre stanno | timidette atterrando l'occhio e 'l muso; | e ciò che fa la prima, e l'altre fanno, | addossandosi a lei, s'ella s'arresta, | semplici e quete, e lo 'mperché non sanno''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Come le pecorelle|III, 79-84}})
*{{NDR|Incontro con [[Manfredi di Sicilia]]}} ''Biondo era e bello e di gentile aspetto, | ma l'un de' cigli un colpo avea diviso.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|biondo era e bello|III, 107-108}})
*''Poscia ch'io ebbi rotta la persona | di due punte mortali, io mi rendei, | piangendo, a quei che volontier perdona. || Orribil furon li peccati miei; | ma la bontà infinita ha sì gran braccia, | che prende ciò che si rivolge a lei.'' (Manfredi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Poscia ch'io ebbi rotta la persona|III, 118-123}})
*''Or le bagna la pioggia e move il vento'' [...].<ref>Vedi su Wikipedia [[w:Or le bagna la pioggia e move il vento|Or le bagna la pioggia e move il vento]].</ref> (Manfredi, riferendosi al destino delle sue spoglie: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|verso 130|III, 130}})
*''Per lor maladizion sì non si perde, | che non possa tornar, l'etterno amore, | mentre che la speranza ha fior del verde.'' (Manfredi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Per lor maladizion|III, 133-135}})
*''Che ti fa ciò che quivi si pispiglia?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|che ti fa|V, 12}})
*''Vien dietro a me, e lascia dir le genti: | sta come torre ferma, che non crolla | già mai la cima per soffiar di venti; | ché sempre l'omo in cui pensier rampolla | sovra pensier, da sé dilunga il segno, | perché la foga l'un de l'altro insolla.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Vien dietro a me|V, 13-18}})
*''Ond'io, che solo innanzi a li altri parlo, | ti priego, se mai vedi quel paese | che siede tra [[Romagna]] e quel di Carlo,'' {{NDR|Carlo II d'Angiò}} ''| che tu mi sie di tuoi prieghi cortese | in Fano, sì che ben per me s'adori | pur ch'i' possa purgar le gravi offese.'' (Jacopo del Cassero: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Ond'io, che solo innanzi a li altri parlo|V, 67-72}})
*''Vid'io | [[Emorragia|de le mie vene farsi in terra laco]].'' (Jacopo del Cassero: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|vid'io|V, 83-84}})
*''"Deh, quando tu sarai tornato al mondo | e riposato de la lunga via", | seguitò 'l terzo spirito al secondo, | "ricorditi di me, che son [[Pia de' Tolomei|la Pia]]; | [[Siena]] mi fé, disfecemi [[Maremma]]: | salsi colui che 'nnanellata pria | disposando m'avea con la sua gemma".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Deh, quando tu sarai tornato al mondo|V, 130-136}})
*''Pur Virgilio si trasse a lei, pregando | che ne mostrasse la miglior salita; | e quella non rispuose al suo dimando, | ama di nostro paese e de la vita | ci 'nchiese; e 'l dolce duca incominciava | "[[Mantova|Mantüa]] ...", e l'ombra, tutta in sé romita, | surse ver' lui del loco ove pria stava, | dicendo: "O Mantoano, io son Sordello | de la tua terra!"; e l'un l'altro abbracciava.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ama di nostro paese|VI, 67-75}})
*''Ahi serva [[Italia]], di dolore ostello, | nave sanza nocchiere in gran tempesta, | non donna di provincie, ma bordello!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ahi serva Italia|VI, 76-78}})
*''Ahi gente che dovresti esser devota, | e lasciar seder Cesare in la sella, | se bene intendi ciò che Dio ti nota, | guarda come esta fiera è fatta fella | per non esser corretta da li sproni, | poi che ponesti mano a la predella.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ahi gente che dovresti esser devota|VI, 91-96}})
*''Rade volte risurge per li rami ''{{NDR|figli}}'' | l'umana probitate; e questo vole | quei che la dà, perché da lui si chiami.'' (Sordello: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VII|Rade volte|VII, 121-123}})
*''Era già [[tramonto|l'ora che volge il disio]] | ai navicanti e 'ntenerisce il core | lo dì c' han detto ai dolci amici addio; | e che lo novo peregrin d'amore | punge, se ode squilla di lontano | che paia il giorno pianger che si more''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VIII|Era già l'ora che volge il disio|VIII, 1-6}})
*''Per lei''<ref>Beatrice d'Este, moglie di [[w:Nino Visconti|Nino Visconti]].</ref>'' assai di lieve si comprende | quanto in [[donna|femmina]] foco d'amor dura, | se l'occhio o 'l tatto spesso non l'accende.'' (Nino Visconti: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VIII|Per lei assai di lieve si comprende|VIII, 76-78}})
*''Oh vana gloria de l'umane posse! | com' poco verde in su la cima dura, | se non è giunta da l'etati grosse! | Credette [[Cimabue]] ne la pittura | tener lo campo, e ora ha [[Giotto]] il grido, | sì che la fama di colui è scura. | Così ha tolto [[Guido Cavalcanti|l'uno]] a l'[[Guido Guinizelli|altro Guido]] | la gloria de la lingua; e forse è nato | chi l'uno e l'altro caccerà del nido. | Non è il mondan romore altro ch'un fiato | di vento, ch'or vien quinci e or vien quindi, | e muta nome perché muta lato.'' (Oderisi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Oh vana gloria de l'umane posse!|XI, 91-102}})
*''Colui {{NDR|Provenzano Salvani}} che del cammin sì poco piglia | dinanzi a me, Toscana sonò tutta; | e ora a pena in Siena sen pispiglia, | ond'era sire quando fu distrutta | la rabbia fiorentina, che superba | fu a quel tempo sì com'ora è putta.'' (Oderisi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Colui che del cammin sì poco piglia|XI, 109-114}})
*{{NDR|Su Provenzano Salvani}} ''"Quando vivea più glorïoso", disse, | "liberamente nel [[Piazza del Campo|Campo di Siena]], | ogne vergogna diposta, s'affisse.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Colui che del cammin sì poco piglia|XI, 133-135}})
*''Mostrava come i figli si gittaro | sovra [[Sennacherìb]] dentro dal tempio, | e come, morto lui, quivi il lasciaro'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Mostrava come i figli si gittaro|XII, 52-54}})
*''Or [[superbia|superbite]], e via col viso altero, | figliuoli d'Eva, e non chinate il volto | sì che veggiate il vostro mal sentero!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Or superbite|XII, 70-72}})
*''A noi venìa la [[angelo|creatura bella]], | biancovestito e ne la faccia quale | par tremolando mattutina stella.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|A noi venìa la creatura bella|XII, 88-90}})
*''O gente umana, per volar sù nata, | perché a poco vento così cadi?'' (l'Angelo dell'umiltà: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|o gente umana|XII, 95-96}})
*''Ahi quanto son diverse quelle foci | da l'infernali! ché quivi per canti | s'entra, e là giù per lamenti feroci.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Ahi quanto son diverse quelle foci|XII, 112-114}})
*''Tu li vedrai tra quella gente vana | che spera in Talamone, e perderagli | più di speranza ch'a trovar la Diana''. (Sapìa Salvani: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIII|Tu li vedrai tra quella gente vana|XIII, 151-153}})
*[...] ''Per mezza Toscana si spazia | [[Arno|un fiumicel]] che nasce in Falterona, | e cento miglia di corso nol sazia. | Di sovr'esso rech'io questa persona: | dirvi ch'i' sia, saria parlare indarno, | ché 'l nome mio ancor molto non suona.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Per mezza Toscana si spazia|XIV, 16-21}})
*[...] ''ma degno | ben è che 'l nome di tal valle pèra; | ché dal principio [[Arno|suo]],'' [...] | ''infin là 've si rende per ristoro'' | [...] | ''vertù così per nimica si fuga | da tutti come biscia, o per sventura | del luogo, o per mal uso che li fruga: | ond' hanno sì mutata lor natura | li abitator de la misera valle, | che par che Circe li avesse in pastura. | Tra [[Casentino|brutti porci]], più degni di galle | che d'altro cibo fatto in uman uso, | dirizza prima il suo povero calle. | [[Arezzo|Botoli]] trova poi, venendo giuso, | ringhiosi più che non chiede lor possa, | e da lor disdegnosa torce il muso. | Vassi caggendo; e quant'ella più 'ngrossa, | tanto più trova di can farsi [[Firenze|lupi]] | la maladetta e sventurata fossa. | Discesa poi per più pelaghi cupi, | trova le [[Pisa|volpi]] sì piene di froda, | che non temono ingegno che le occùpi. | Né lascerò di dir perch'altri m'oda; | e buon sarà costui, s'ancor s'ammenta | di ciò che vero spirto mi disnoda. | Io veggio [[Fulcieri da Calboli|tuo nepote]] che diventa | cacciator di quei lupi in su la riva | del fiero fiume, e tutti li sgomenta. | Vende la carne loro essendo viva; | poscia li ancide come antica belva; | molti di vita e sé di pregio priva. | Sanguinoso esce de la trista selva; | lasciala tal, che di qui a mille anni | ne lo stato primaio non si rinselva.'' (Guido del Duca: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Non so; ma degno|XIV, 29-66}})
*''Fu il sangue mio d'invidia sì rïarso, | che se veduto avesse uom farsi lieto, | visto m'avresti di livore sparso. | Di mia semente cotal paglia mieto; | o gente umana, perché poni 'l core | là 'v'è mestier di consorte divieto? | Questi è [[Rinieri di Calboli|Rinier]]; questi è 'l pregio e l'onore | de la casa da Calboli, ove nullo | fatto s'è reda poi del suo valore. | E non pur lo suo sangue è fatto brullo, | [[Romagna|tra 'l Po e 'l monte e la marina e 'l Reno]], | del ben richesto al vero e al trastullo; | ché dentro a questi termini è ripieno | di venenosi sterpi, sì che tardi | per coltivare omai verrebber meno. | Ov'è 'l buon Lizio e Arrigo Mainardi? | Pier Traversaro e Guido di Carpigna? | Oh [[Romagna|Romagnuoli]] tornati in bastardi! | Quando in Bologna un Fabbro si ralligna? | quando in Faenza un Bernardin di Fosco, | verga gentil di picciola gramigna?'' (Guido del Duca: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Fu il sangue mio d'invidia sì rïarso|XIV, 82-102}})
*[...] ''Quel fu 'l duro camo | che dovria l'uom tener dentro a sua meta. | Ma voi prendete l'esca, sì che l'amo | de l'antico avversaro a sé vi tira; | e però poco val freno o richiamo. | Chiamavi 'l cielo e 'ntorno vi si gira, | mostrandovi le sue bellezze etterne, | e l'occhio vostro pur a terra mira; | onde vi batte chi tutto discerne.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Quel fu 'l duro camo|XIV, 143-151}})
*''Che volse dir lo spirto di Romagna'' {{NDR|Guido del Duca}}'', | e 'divieto' e 'consorte' menzionando?'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XV|Che volse dir lo spirto di Romagna|XV, 44-45}})
*''Lume v'è dato a bene e a malizia''. (Marco Lombardo: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI|lume v'è dato a bene e a malizia|XVI, 75}})
*''L'anima semplicetta che sa nulla, | salvo che, mossa da lieto fattore, | volontier torna a ciò che la trastulla.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI||XVI, 88-90}})<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/43|p. 11]].</ref>
*''Le [[legge|leggi]] son, ma chi pon mano ad esse? | Nullo, però che 'l pastor che procede, | rugumar può, ma non ha l'unghie fesse; | per che la gente, che sua guida vede | pur a quel ben fedire ond'ella è ghiotta, | di quel si pasce, e più oltre non chiede. | Ben puoi veder che la mala [[comportamento|condotta]] | è la cagion che 'l mondo ha fatto reo, | e non natura che 'n voi sia corrotta.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI|Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?|XVI, 97-105}})
*[...] ''quale aspetta prego e l'uopo vede, | malignamente già si mette al nego.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|riga57|XVII, 59-60}})
*''Ciascun confusamente un bene apprende | nel qual si queti l'animo, e disira; | per che di giugner lui ciascun contende.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|Ciascun confusamente un bene apprende|XVII, 127-129}})
*''Fino a quel punto misera e partita | da Dio anima fui'' {{NDR|[[papa Adriano V]]}}'', del tutto [[avarizia|avara]]; | or, come vedi, qui ne son punita.''<ref>Secondo molti commentatori qui Dante attribuisce a papa Adriano V, Ottobuono dei Fieschi (conti di Lavagna), papa dal 11 luglio 1276 al 18 agosto (giorno del suo decesso) dello stesso anno, caratteristiche che pare appartenessero invece ad uno dei suoi predecessori ed omonimo, Adriano IV, l'inglese Nicola Breakspear, papa dal dicembre 1154 al settembre 1159.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIX|Fino a quel punto misera e partita|XIX, 112-114}})
*''Contra miglior voler voler mal pugna; | onde contra 'l piacer mio, per piacerli, | trassi de l'acqua non sazia la spugna.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Contra miglior voler voler mal pugna|XX, 1-3}})
*''Maladetta sie tu, [[Cupidigia|antica lupa]], | che più che tutte l'altre bestie hai preda | per la tua fame sanza fine cupa! | O ciel, nel cui girar par che si creda | le condizion di qua giù trasmutarsi, | quando verrà per cui questa disceda?'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Maladetta sie tu, antica lupa|XX, 10-15}})
*''Queste parole m'eran sì piaciute, | ch'io mi trassi oltre per aver [[contezza]] | di quello spirto onde parean venute.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Queste parole|XX, 28-30}})
*''O avarizia, che puoi tu più farne, | poscia c' ha' il mio sangue a te sì tratto, | che non si cura de la propria carne? | Perché men paia il mal futuro e 'l fatto, | veggio in [[Anagni|Alagna]] intrar lo fiordaliso, | e nel [[Papa Bonifacio VIII|vicario suo]] Cristo esser catto. | Veggiolo un'altra volta esser deriso; | veggio rinovellar l'aceto e 'l fiele, | e tra vivi ladroni<ref>[[w:Guglielmo di Nogaret|Guglielmo di Nogaret]] e [[w:Giacomo Sciarra Colonna|Giacomo Sciarra Colonna]].</ref> esser anciso. | Veggio [[Filippo IV di Francia|il novo Pilato]] sì crudele, | che ciò nol sazia, ma sanza decreto | portar nel Tempio le cupide vele. | O Segnor mio, quando sarò io lieto | a veder la vendetta che, nascosa, | fa dolce l'ira tua nel tuo secreto?'' (Ugo Capeto sullo schiaffo di Anagni: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|O avarizia, che puoi tu più farne|XX, 82-96}})
*''Ma perché lei che dì e notte fila | non li avea tratta ancora la conocchia | che Cloto impone a ciascuno e compila,'' | [...]. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXI|Ma perché lei che dì e notte fila|XXI, 25-27}})
*''De l'[[Eneide|Eneïda]] dico, la qual mamma | fummi, e fummi nutrice, poetando: | sanz'essa non fermai peso di dramma.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXI|de l'Eneïda dico|XXI, 97-99}})
*''Veramente più volte [[Apparenza|appaion]] cose | che danno a dubitar falsa matera | per le vere ragion che son nascose.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Veramente più volte appaion cose|XXII, 28-30}})
*''Facesti come quei che va di notte, | che porta il lume dietro e sé non giova, | ma dopo sé fa le persone dotte''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Facesti come quei che va di notte|XXII, 67-69}})
*''Più pensava [[Maria]] onde | fosser [[Tramutazione dell'acqua in vino|le nozze]] orrevoli e intere, | ch'a la sua bocca, ch'or per voi risponde. || E le Romane antiche, per lor bere, | contente furon d'acqua; e [[Daniele (profeta)|Danïello]] | dispregiò cibo e acquistò savere. || Lo [[Età dell'oro|secol primo]], quant'oro fu bello, | fé savorose con fame le ghiande, | e nettare con sete ogne ruscello. || Mele e locuste furon le vivande | che nodriro il [[Giovanni Battista|Batista]] nel diserto; | per ch'elli è glorïoso e tanto grande || quanto per lo Vangelio v'è aperto.'' (Stazio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Poi disse|XXII, 142-154}})
*''Io dicea fra me stesso pensando: "Ecco | la gente che perdé [[Gerusalemme|Ierusalemme]], | quando Maria nel figlio diè di becco!".''<ref>Qui Dante fa riferimento a quanto [[Flavio Giuseppe]] narra nella sua ''Guerra giudaica'' a proposito della guerra di Roma contro gli ebrei: l'assedio di Gerusalemme fu così lungo e duro per gli assediati che una certa Maria avrebbe ucciso il figlio per cibarsi delle sue carni.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIII|Io dicea fra me stesso pensando|XXIII, 28-30}})
*''Tutta esta gente che piangendo canta | per seguitar la [[Gola (ingordigia)|gola]] oltra misura, | in fame e 'n sete qui si rifà santa.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIII|Tutta esta gente che piangendo canta|XXIII, 64-66}})
*''"O frate, issa vegg'io", diss'elli, "il nodo | che [[Giacomo da Lentini|'l Notaro]] e [[Guittone d'Arezzo|Guittone]] e [[Bonagiunta Orbicciani|me]] ritenne | di qua dal [[dolce stil novo]] ch'i' odo! || Io veggio ben come le vostre penne | di retro al dittator sen vanno strette, | che de le nostre certo non avvenne; || e qual più a gradire oltre si mette, | non vede più da l'uno a l'altro stilo"; | e, quasi contentato, si tacette.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|O frate|XXIV, 55-63}})
*''Sì accostati a l'un d'i due vivagni ''{{NDR|orli del cerchio}}'' | passammo, udendo colpe de la gola | seguite già da miseri guadagni.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|Sì accostati|XXIV, 127-129}})
*''Così per entro loro schiera bruna | s'mmusa l'una con l'altra [[formica]], | forse a spïar lor via e lor fortuna.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVI|così per entro|XXVI, 34-36}})
*''La nova gente: "Soddoma e Gomorra"; | e l'altra: "Ne la vacca entra Pasife, | perché 'l torello a sua [[lussuria]] corra".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVI|la nova gente|XXVI, 40-42}})
*[...] ''giovane e bella in sogno mi parea | donna vedere andar per una landa | cogliendo fiori; e cantando dicea: || "Sappia qualunque il mio nome dimanda | ch'i' mi son [[Lia (Bibbia)|Lia]], e vo movendo intorno | le belle mani a farmi una ghirlanda. || Per piacermi a lo specchio, qui m'addorno; | ma mia suora [[Rachele|Rachel]] mai non si smaga | dal suo miraglio, e siede tutto giorno. || Ell'è d'i suoi belli occhi veder vaga | com'io de l'addornarmi con le mani; | lei lo vedere, e me l'ovrare appaga".'' (XXVII, 97-108)
*''Non aspettar mio dir più né mio cenno; | libero, dritto e sano è tuo [[Libero arbitrio|arbitrio]], | e fallo fora non fare a suo senno: | per ch'io te sovra te corono e mitrio.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVII|Non aspettar mio dir più né mio cenno;|XXVII, 139-142}})
*''Sovra candido vel cinta d'uliva | donna m'apparve, sotto verde manto | vestita di color di fiamma viva.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|Sovra candido vel cinta d'uliva|XXX, 31-33}})
*''"Conosco i segni de l'antica fiamma". | Ma Virgilio n'avea lasciati scemi | di sé, Virgilio dolcissimo patre, | Virgilio a cui per mia salute die'mi.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|Conosco i segni de l'antica fiamma|XXX, 48-51}})<ref>{{Cfr|m}} ''Adgnosco veteris vestigia flammae'' ([[Publio Virgilio Marone]], ''[[Eneide]]''). ''Vedi'' [[w:Conosco i segni de l'antica fiamma|Conosco i segni de l'antica fiamma]] su Wikipedia.</ref>
*''Ché pianger ti conven per altra spada.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|ché pianger ti conven per altra spada.|XXX, 57}})
===[[Explicit]]===
<poem>
Io ritornai da la santissima onda
rifatto sì come piante novelle
rinovellate di novella fronda,
puro e disposto a salire a le stelle.
</poem>
===Citazioni sul ''Purgatorio''===
*Nel canto XI, la parafrasi del ''Pater'' è d'una bellezza che ha del prodigioso; il linguaggio umano si eleva d'un tratto a un'altezza che noi non raggiungiamo più; si direbbe che la grazia {{sic|inebbrii}} tale linguaggio, ma d'un'ebbrezza divina che conserva tutta la sua lucidità. Manca a Dante il balbettamento del mistico che esce dall'estasi; questo uomo cammina nell'azzurro come su una strada. ([[Julien Green]])
==''Paradiso''==
===[[Incipit]]===
<poem>
La [[Gloria di Dio|gloria]] di colui che tutto move
per l'universo penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove.
</poem>
===Citazioni===
*''Poca favilla gran fiamma seconda''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Poca favilla gran fiamma seconda|I, 34}})
*''Trasumanar significar per verba | non si poria; però l'essemplo basti | a cui esperïenza grazia serba.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Trasumanar|I, 70-72}})
*''Intra due cibi, distanti e moventi | d'un modo, prima si morria di fame, | che liber'omo l'un recasse ai [[dente|denti]]''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IV|Intra due cibi|IV, 1-3}})
*''[[Volontà]], se non vuol, non s'ammorza, | ma fa come natura face in foco, | se mille volte vïolenza il torza.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IV|volontà|IV, 76-78}})
*''Apri la mente a quel ch'io ti paleso | e fermalvi entro; ché non fa [[conoscenza|scïenza]], | sanza lo [[memoria|ritenere]], avere inteso.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto V|Apri la mente|V, 40-42}})
*''Siate, [[Cristiano (religione)|Cristiani]], a muovervi più gravi: | non siate come penna ad ogne vento, | e non crediate ch'ogne acqua vi lavi. | Avete il novo e 'l vecchio Testamento, | e 'l pastor de la Chiesa che vi guida; | questo vi basti a vostro salvamento. | Se mala cupidigia altro vi grida, | uomini siate, e non pecore matte, | sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto V|Siate, Cristiani|V, 73-81}})
*{{NDR|Sulla [[Provenza]]}} ''Quella sinistra riva che si lava | di Rodano poi ch'è misto con Sorga'' [...]. ([[:s:Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|VIII, 58-59]])
*[...] ''e quel [[Reggio Calabria|corno d'Ausonia]] che s'imborga | di Bari e di Gaeta e di Catona, | da ove Tronto e Verde in mare sgorga.''<ref>Il poeta si riferisce alla fortificazione che sorgeva nel quartiere di Catona.</ref> ([[:s:Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|VIII, 61-63]])
*''E la bella [[Sicilia|Trinacria]], che caliga | tra Pachino e Peloro, sopra 'l golfo | che riceve da Euro maggior briga, | non per Tifeo ma per nascente solfo, | attesi avrebbe li suoi regi ancora, | nati per me di Carlo e di Ridolfo, | se mala segnoria, che sempre accora | li popoli suggetti, non avesse | mosso [[Palermo]] a gridar: "Mora, mora!".''<ref>Riferimento ai [[Vespri Siciliani]].</ref> (Carlo Martello: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|E la bella Trinacria|VIII, 67-75}})
*''E non pur le nature [[Provvidenza|provedute]] | sono in la mente ch'è da sé perfetta, | ma esse insieme con la lor salute: | per che quantunque quest'arco saetta | disposto cade a proveduto [[Scopo|fine]], | sì come cosa in suo segno diretta.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII||VIII, 100-105}})
*[...] ''ma tosto fia che [[Padova]] al palude | cangerà l'acqua che Vincenza bagna, | per essere al dover le genti crude; | e [[Treviso|dove]] Sile e Cagnan s'accompagna, | [[Rizzardo II da Camino|tal]] signoreggia e va con la testa alta, | che già per lui carpir si fa la ragna.'' (Cunizza da Romano: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX|ma tosto fia che Padova|IX, 46-51}})
*''Tu vuo' saper chi è in questa lumera | che qui appresso me così scintilla | come raggio di sole in acqua mera. || Or sappi che là entro si tranquilla | [[Raab]]; e a nostr'ordine congiunta, | di lei nel sommo grado si sigilla.'' (Folchetto di Marsiglia: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX||IX, 112-117}})
*''[[Firenze|La tua città]], che di [[Lucifero|colui]] è pianta | che pria volse le spalle al suo fattore | e di cui è la 'nvidia tanto pianta, | produce e spande il [[Fiorino|maladetto fiore]] | c'ha disvïate le pecore e li agni, | però che fatto ha lupo del pastore. | Per questo l'Evangelio e i dottor magni | son derelitti, e solo ai Decretali | si studia, sì che pare a' lor vivagni. | A questo intende il [[papa]] e' cardinali; | non vanno i lor pensieri a Nazarette, | là dove Gabrïello aperse l'ali. | Ma Vaticano e l'altre parti elette | di Roma che son state cimitero | a la milizia che Pietro seguette, | tosto libere fien de l'avoltero.'' (Folchetto di Marsiglia: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX|La tua città|IX, 127-142}})
*''Guardando nel suo Figlio con l'Amore | che l'uno e l'altro etternalmente spira, | lo primo e ineffabile Valore | quanto per mente e per loco si gira | con tant'ordine fé, ch'esser non puote | sanza gustar di lui chi ciò rimira.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|Guardando nel suo Figlio con l'Amore|X, 1-6}})
*''Lo [[sole|ministro maggior de la natura]], | che del valor del ciel lo mondo imprenta | e col suo lume il tempo ne misura, | con quella parte che sù si rammenta | congiunto, si girava per le spire | in che più tosto ognora s'appresenta'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|riga27|X, 28-33}})
*''E se le [[fantasia|fantasie]] nostre son basse | a tanta altezza, non è maraviglia; | ché sopra 'l sol non fu [[occhio]] ch'andasse.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|E se le fantasie nostre|X, 46-48}})
*''Ne la corte del cielo, ond'io rivegno, | si trovan molte gioie care e belle | tanto che non si posson trar del regno; | e 'l canto di quei lumi era di quelle; | chi non s'impenna sì che là sù voli, | dal muto aspetti quindi le novelle.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|Ne la corte del cielo|X, 70-75}})
*''O insensata cura de' mortali, | quanto son difettivi silogismi | quei che ti fanno in basso batter l'ali! | Chi dietro a iura e chi ad amforismi | sen giva, e chi seguendo sacerdozio, | e chi regnar per forza o per sofismi, | e chi rubare e chi civil negozio, | chi nel diletto de la carne involto | s'affaticava e chi si dava a l'ozio, | quando, da tutte queste cose sciolto, | con Bëatrice m'era suso in cielo | cotanto glorïosamente accolto.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|O insensata cura de' mortali|XI, 1-12}})
*{{NDR|Su [[Francesco d'Assisi|Francesco]] e [[Domenico di Guzmán|Domenico]]}} ''L'un fu tutto serafico in ardore; | l'altro per sapïenza in terra fue | di cherubica luce uno splendore.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|san Francesco e san Domenico|XI, 37-39}})
*''Intra Tupino e l'acqua che discende | del colle eletto dal beato Ubaldo, | fertile costa d'alto monte pende, | onde [[Perugia]] sente freddo e caldo | da Porta Sole; e di rietro le piange | per grave giogo Nocera con Gualdo. | Di questa costa, là dov'ella frange | più sua rattezza, nacque al mondo un sole, | come fa questo talvolta di Gange. | Però chi d'esso loco fa parole, | non dica [[Assisi|Ascesi]], ché direbbe corto, | ma Orïente, se proprio dir vuole.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|Intra Tupino|XI, 43-54}})
*''Oh ignota ricchezza! oh ben ferace! | Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro | dietro a [[Francesco d'Assisi|lo sposo]], sì [[Povertà|la sposa]] piace.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!|XI, 82-84}})
*''E questo ti sia sempre piombo a' piedi, | per farti mover lento com'uom lasso | e al sì e al no che tu non vedi: | ché quelli è tra li stolti bene a basso, | che sanza distinzione afferma e nega | ne l'un così come ne l'altro passo; | perch'elli 'ncontra che più volte piega | l'oppinïon corrente in falsa parte, | e poi l'affetto l'intelletto lega. | Vie più che 'ndarno da riva si parte, | perché non torna tal qual e' si move, | chi pesca per lo vero e non ha l'arte. | E di ciò sono al mondo aperte prove | [[Parmenide]], [[Melisso di Samo|Melisso]] e [[Brisso]] e molti, | li quali andaro e non sapëan dove; | sì fé [[Sabellius|Sabellio]] e [[Ario|Arrio]] e quelli stolti | che furon come spade a le Scritture | in render torti li diritti volti. | Non sien le genti, ancor, troppo sicure | a giudicar, sì come quei che stima | le biade in campo pria che sien mature; | ch'i' ho veduto tutto 'l verno prima | lo prun mostrarsi rigido e feroce, | poscia portar la rosa in su la cima; | e legno vidi già dritto e veloce | correr lo mar per tutto suo cammino, | perire al fine a l'intrar de la foce. | Non creda donna Berta e ser Martino, | per vedere un furare, altro offerere, | vederli dentro al consiglio divino; | ché quel può surgere, e quel può cadere.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIII|E questo|XIII, 112-142}})
*''Qual si lamenta perché qui si moia | per viver colà sù, non vide quive | lo refrigerio de l'etterna ploia. | Quell'uno e due e tre che sempre vive | e regna sempre in tre e 'n due e 'n uno, | non circunscritto, e tutto circunscrive, | tre volte era cantato da ciascuno | di quelli spirti con tal melodia, | ch'ad ogne merto saria giusto muno.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIV|Qual si lamenta perché qui si moia|XIV, 25-33}})
*[...] ''distinta da minori e maggi | lumi biancheggia tra' poli del mondo | [[Via Lattea|Galassia]] sì, che fa dubbiar ben saggi'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIV||XIV, 97-99}})
*''Ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso | tal, ch'io pensai co' miei toccar lo fondo | de la mia gloria e del mio paradiso.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XV|ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso|XV, 34-36}})
*''Sempre la [[confusione|confusion]] de le persone | principio fu del mal de la cittade.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVI|Sempre la confusion de le persone|XVI, 67-68}})
*''E come 'l volger del ciel de la [[luna]] | cuopre e discuopre i liti sanza posa, | così fa di [[Firenze|Fiorenza]] la Fortuna: | per che non dee parer mirabil cosa | ciò ch'io dirò de li alti Fiorentini | onde è la fama nel tempo nascosa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVI|E come 'l volger del ciel de la luna|XVI, 82-87}})
*''Tu proverai sì come sa di [[sale]] | lo [[pane]] altrui, e come è duro calle | lo scendere e 'l salir per l'altrui scale.'' (Cacciaguida: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVII|Tu proverai sì come sa di sale|XVII, 58-60}})
*''{{NDR|Su Bartolomeo della Scala}} [...] in te avrà sì benigno riguardo, | che del fare e del chieder, tra voi due, | fia primo quel che tra li altri è più tardo.'' (Cacciaguida: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVII|Tu proverai sì come sa di sale|XVII, 74-75}})
*''E quel che mi convien ritrar testeso ''{{NDR|subito}}'', | non portò voce mai, né scrisse [[inchiostro|incostro]], | né fu per [[fantasia]] già mai compreso''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIX|E quel che mi convien ritrar testeso|XIX, 7-9}})
*''Or tu chi se', che vuo' sedere a scranna, | per giudicar di lungi mille miglia | con la veduta corta d'una spanna?'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIX|Or tu chi se|XIX, 79-81}})
*''E quel che vedi ne l'arco declivo, | [[Guglielmo II di Sicilia|Guglielmo]] fu, cui quella terra plora | che piagne Carlo e Federigo vivo: | ora conosce come s'innamora | lo ciel del giusto rege, e al sembiante | del suo fulgore il fa vedere ancora.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XX|E quel che vedi|XX, 61-66}})
*''Quale [[allodola|allodetta]] che 'n aere si spazia | prima cantando, e poi tace contenta | de l'ultima dolcezza che la sazia, | tal mi sembiò l'imago de la 'mprenta | de l'etterno piacere, al cui disio | ciascuna cosa qual ell'è diventa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XX|Quale allodetta|XX, 73-78}})
*''In quel loco fu' io [[Pietro Damiano]], | e Pietro Peccator fu' ne la casa | di Nostra Donna in sul lito adriano. | Poca vita mortal m'era rimasa, | quando fui chiesto e tratto a quel cappello, | che pur di male in peggio si travasa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXI|Pietro Damiano|XXI, 121-126}})
*''L'aiuola che ci fa tanto feroci, | volgendom'io con li etterni Gemelli, | tutta m'apparve da' colli a le foci; | poscia rivolsi li occhi a li occhi belli.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXII|L'aiuola che ci fa tanto feroci|XXII, 151-154}})
*{{NDR|Sulla ''Commedia''}} [...] ''{{'}}l poema sacro | al quale ha posto mano e cielo e terra'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXV||XXV, 1-2}})<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/37|p. 5]].</ref>
*''La Chiesa militante alcun figliuolo | non ha con più [[speranza]], com'è scritto | nel Sol che raggia tutto nostro stuolo: | però li è conceduto che d'Egitto | vegna in [[Gerusalemme|Ierusalemme]]''<ref>Qui Dante intende per Ierusalemme la cosiddetta "Gerusalemme celeste", cioè il [[paradiso]].</ref>'' per vedere, | anzi che 'l militar li sia prescritto.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXV|La Chiesa militante|XXV, 52-57}})
*''Opera naturale è ch'uom favella; | ma così o così, natura lascia | poi fare a voi secondo che v'abbella.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXVI|Opera naturale è ch'uom favella|XXVI, 130-132}})
*''Quand'ïo udi': «Se io ''{{NDR|[[Pietro apostolo|San Pietro]]}}'' mi trascoloro, | non ti maravigliar, ché, dicend'io, | vedrai trascolorar tutti costoro. | Quelli ch'usurpa in terra il luogo mio, | il luogo mio, il luogo mio che vaca | ne la presenza del [[Gesù|Figliuol di Dio]], | fatt' ha del cimitero mio cloaca | del sangue e de la puzza; onde 'l perverso | che cadde di qua sù, là giù si placa».'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXVII|San Pietro|XXVII, 19-27}})
*''La piaga che [[Maria]] richiuse e unse, | quella ch'è tanto bella da' suoi piedi | è [[Eva|colei]] che l'aperse e che la punse. || Ne l'ordine che fanno i terzi sedi, | siede [[Rachele|Rachel]] di sotto da costei | con Bëatrice, sì come tu vedi. || [[Sara (Bibbia)|Sarra]] e [[Rebecca (Bibbia)|Rebecca]], [[Giuditta|Iudìt]] e [[Rut (personaggio biblico)|colei]] | che fu bisava al [[Davide|cantor]] che per doglia | del fallo disse "Miserere mei", || puoi tu veder così di soglia in soglia | giù digradar, com'io ch'a proprio nome | vo per la rosa giù di foglia in foglia.'' (Bernardo: XXXII, 4-15)
*''[[Maria|Vergine Madre]], figlia del tuo figlio, | umile e alta più che creatura, | termine fisso d'etterno consiglio, | tu se' colei che l'[[uomo|umana natura]] | nobilitasti sì, che 'l suo fattore | non disdegnò di farsi sua fattura.'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII|Vergine Madre|XXXIII, 1-6}})
*''Nel ventre tuo si raccese l'[[rima fiore-amore|amore]], | per lo cui caldo ne l'etterna pace | così è germinato questo [[rima fiore-amore|fiore]].'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII||XXXIII, 7-9}})
*''La tua benignità non pur soccorre | a chi domanda, ma molte fïate | liberamente al dimandar precorre.'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII||XXXIII, 16-18}})
===[[Explicit]]===
<poem>
A l'alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e 'l velle,
sì come rota ch'igualmente è mossa,
[[Dio|l'amor]] che move il [[sole]] e l'altre [[stella|stelle]].
</poem>
===Citazioni sul ''Paradiso''===
*Il paradiso dantesco è l'apoteosi del virtuale, degli immateriali, del puro software, senza il peso dello hardware terrestre e infernale, di cui rimangono i cascami nel purgatorio. Il ''Paradiso'' è più che moderno, può diventare, per il lettore che abbia dimenticato la storia, tremendamente futuribile. È il trionfo di una energia pura, ciò che la ragnatela del [[Internet|Web]] ci promette e non saprà mai darci, è una esaltazione di flussi, di corpi senz'organi, un poema fatto di novae e stelle nane, un [[Big Bang]] ininterrotto, un racconto le cui vicende corrono per la lunghezza di anni luce e, se proprio volete ricorrere a esempi familiari, una trionfale [[2001: Odissea nello spazio|odissea nello spazio]], a lietissimo fine. Se volete, leggete il ''Paradiso'' anche così, male non potrà farvi e sarà meglio di una discoteca stroboscopica e dell'ecstasy. Perché, quanto a estasi, la terza cantica mantiene le sue promesse. ([[Umberto Eco]])
*Subito, nei primi versi del ''Paradiso'', nell'invocazione ad Apollo, [[Dante Alighieri|Dante]] chiarisce perché la sfida sia estrema:<br><br>{{Centrato|''Entra nel petto mio, e spira tue {{!}} sì come quando [[Marsia|Marsïa]] traesti {{!}} de la vagina de le membra sue.''}}<br>[[Dio]], l'ispiratore della poesia sacra, viene paragonato ad Apollo, quando spellò vivo Marsia, che aveva osato sfidarlo, e ne estrasse il corpo scorticato dalla pelle – la guaina, la «vagina» delle sue membra. Dunque la poesia sacra, che Dante sta per iniziare, porta con sé l'ombra di un delitto mitico: è essa stessa un delitto; ci distrugge, ci annichila, ci uccide, sia pure per farci uscire da noi e farci conoscere la rivelazione. Dante ci mette sull'avviso: il suo libro sacro sarà tremendo, molto più dell<nowiki>'</nowiki>''Inferno'', e chi oserà leggerlo dovrà contare su un coraggio intellettuale, che nemmeno per un attimo potrà distendersi e rallentare. Tutta quella luce non ci illuda. Tutto quell'amore non ci incanti. Se il libro di Dante è tremendo, se senza fine l'Apollo cristiano spellerà davanti ai nostri occhi il corpo vivo di Marsia, è per una ragione evidente. Dio è tremendo. Come i veri credenti sanno, Dio non è nulla di misurato o tranquillo o ragionevole o pacato: è un «infinito eccesso», una fatale sovrabbondanza rispetto a tutti gli uomini e alle cose create. ([[Pietro Citati]])
==Similitudini==
*''E come quei che con lena affannata | uscito fuor del pelago a la riva | si volge a l'acqua perigliosa e guata, | così l'animo mio, ch'ancor fuggiva, | si volse a retro a rimirar lo passo | che non lasciò già mai persona viva.'' (da ''Inferno, I, 22-27'')
*''E qual è quei che volontieri acquista, | e giugne 'l tempo che perder lo face, | che 'n tutti suoi pensier piange e s'attrista; | tal mi fece la bestia sanza pace, | che, venendomi 'ncontro, a poco a poco | mi ripigneva là dove 'l sol tace.'' (da ''Inferno, I, 55-60'')
*''E qual è quei che disvuol ciò che volle | e per novi pensier cangia proposta, | sì che dal cominciar tutto si tolle, | tal mi fec'ïo 'n quella oscura costa, | perché, pensando, consumai la 'mpresa | che fu nel cominciar cotanto tosta.'' (da ''Inferno, II, 37-42'')
*''Quali i fioretti, dal notturno gelo | chinati e chiusi, poi che 'l sol li 'mbianca | si drizzan tutti aperti in loro stelo, | tal mi fec'io di mia virtute stanca.'' (da ''Inferno, II, 127-130'')
*''Diverse lingue, orribili favelle, | parole di dolore, accenti d'ira, | voci alte e fioche, e suon di man con elle | facevano un tumulto, il qual s'aggira | sempre in quell'aura sanza tempo tinta, | come la rena quando turbo spira.'' (da ''Inferno, III, 25-30'')
*''Come d'[[autunno]] si levan le [[foglia|foglie]] | l'una appresso de l'altra, fin che 'l ramo | vede a la terra tutte le sue spoglie, | similmente il mal seme d'Adamo | gittansi di quel lito ad una ad una, | per cenni come augel per suo richiamo.'' (da ''Inferno, III, 112-117'')
*''Io venni in luogo d'ogni luce muto, | che mugghia come fa mar per tempesta, | se da contrari venti è combattuto.'' (da ''Inferno, V, 28-30'')
*''E come li stornei ne portan l'ali | nel freddo tempo a schiera larga e piena, | così quel fiato li spiriti mali | di qua, di là, di giù, di su li mena; | nulla speranza li conforta mai, | non che di posa, ma di minor pena. | E come i gru van cantando lor lai, | faccendo in aere di sé lunga riga, | così vidi venir, traendo guai, | ombre portate da la detta briga;'' (da ''Inferno, V, 40-49'')
*''Quali [[colomba|colombe]], dal disio chiamate, | con l'ali alzate e ferme al dolce nido | vegnon per l'aere, dal voler portate; | cotali uscir de la schiera ov'è Dido, | a noi venendo per l'aere maligno, | sì forte fu l'affettüoso grido.'' (da ''Inferno, V, 82-87'')
*''Qual è quel [[cane]] ch'abbaiando agogna, | e si racqueta poi che 'l pasto morde, | ché solo a divorarlo intende e pugna, | cotai si fecer quelle facce lorde | de lo demonio [[Cerbero]], che 'ntrona | l'anime sì, ch'esser vorrebber sorde.'' (da ''Inferno, VI, 28-33'')
*''Quali dal [[vento]] le gonfiate [[vela (sistema di propulsione)|vele]] | caggiono avvolte, poi che l'alber fiacca, | tal cadde a terra la fiera crudele.'' (da ''Inferno, VII, 13-15'')
*''Come fa l'onda là sovra Cariddi, | che si frange con quella in cui s'intoppa, | così convien che qui la gente riddi.'' (da ''Inferno, VII, 22-24'')
===Citazioni sulle similitudini===
*La similitudine in Dante, pur nella sua immediatezza e nel suo realismo, si carica sempre di accenti morali. (dalle note curate da Emilio Alessandro Panaitescu a ''La Divina Commedia'', Fabbri, Milano, 1982)
*Delle similitudini e immagini è me' tacere che dirne poco, perché in queste non ha avuto mai pari; così nell'appropriarle maravigliosamente a proposito, come nell'esprimere felicemente, e secondo la propria natura loro, le {{sic|imagini}} brevissimamente, quell'altre più largamente, e non però di soperchio. ([[Vincenzo Borghini]])
==Citazioni sulla ''Divina Commedia''==
*[[Gotico]] significava goffo, rozzo, informe. Ad un edificio gotico presto s'avvezzarono i Britanni ad eguagliare la «Commedia», ritengo dietro l'esempio dei Francesi, dimentichi delle marmoree commedie sollevate al cielo dagli avi loro, nelle età barbare e caotiche, e spasimanti dietro le forme elleniche, classiche, luminosissime. ([[Arturo Farinelli]])
*Il Divino Poema fu ed è anch'oggi per tutti noi codice di civiltà, fulgore di scienza razionale e {{sic|dommatica}}, dove fede e ragione mostrano al mondo la loro potenza suprema, quando, distinte, pur s'accordano e s'avvalorano a vicenda nell'acquisto del vero e del bene. ([[Augusto Alfani]])
*In Dante veggo essere grandissime e bellissime parti, e le principali tutte che si richieggon a un gran Poema. Che vi sia poi qualche difettuzzo o mancamento, io non lo niego: sia dell'uomo o dell'età, non rileva a questo punto di qual sia più perfetto e migliore, se ben serve o per iscusa o per qualche altra cosa: come non servirebbe a fare che una figura di [[Giotto]] fusse più bella d'una d'[[Andrea del Sarto]], il dire che nell'età di colui l'arte della Pittura non era tanto inluminata, quanto ella fu poi; servirà bene a dire che Giotto in tante tenebre fece miracoli, e non ebbe pari; dove questo altro ebbe manco difficultà assai, e de' pari, e forse de' superiori qualcuno. Ma io non credo che il punto in Dante consista qui, se bene questa scusa ci bisognerà in alcune poche voci solamente quanto attiene alla comparazione del Petrarca. Ma il punto vero sarà qual sia di maggior lode degno o un Epico o Eroico poema grande, non interamente perfetto, o un piccolo e minuto che sia perfetto: perché può bene stare che si truovi una cosa piccola bellissima, pogniam caso una cappellina con bellissima proporzione d'architettura e ricchezza di cornici, che nondimeno non {{sic|arà}} a fare con la {{sic|fabrica}} d'un gran tempio con pochi ornamenti; e in simili comparazione sogliono dire i nostri uomini a tanto per tanto, o pur del tanto, come disse il Villani... ([[Vincenzo Borghini]])
*L'oggetto della Commedia, anche se essa raffigura lo stato delle anime dopo la morte, rimane la vita terrena in tutta la sua ampiezza e il suo contenuto; tutto quanto avviene in alto o in basso nel regno dell'aldilà, si riferisce al dramma dell'uomo nell'aldiquà. ([[Erich Auerbach]])
*La «Commedia» è una gran boscaglia, fitta, densa intricata, che sgomenta al primo entrarvi, e dove non risplende sole. Più franco e sicuro è il passo negli orti ameni, offerti dai poemi allegorici di Francia. I cristianissimi di Spagna, quando vanno in sogno all'altro mondo, e vedono e descrivono gli abissi infernali, chiedono, come i fratelli di Francia, soccorso d'immaginazione a Virgilio più che a Dante. ([[Arturo Farinelli]])
*La Commedia ha rappresentato l'unità fisica, etica e politica del cosmo scolastico-cristiano in un'epoca in cui essa cominciava a perdere la sua invulnerabilità ideologica: l'atteggiamento concettuale di Dante è quello difensivo di un conservatore e la sua lotta tende alla riconquista di ciò che è già perduto. ([[Erich Auerbach]])
*La "Commedia" non è un'opera, è un lungo monologo che mette il lettore di fronte a scelte radicali legate alla tragedia dello stare al mondo e alla speranza di salvezza. ([[Vittorio Sermonti]])
*La {{sic|divina}} Commedia è con ragione chiamata la Bibbia nazionale, è il vero poema cosmopolitico insieme ed italiano. ([[Licurgo Cappelletti]])
*La {{sic|divina commedia}} non è veramente il libro del perdono. ([[Raffaele Garofalo]])
*La [[Norvegia]] è uno dei pochissimi Paesi che non abbiano la ''Commedia'' di Dante tradotta (esclusa solo un'avara e discontinua antologia del 1965, che mi viene fatta vedere all'Istituto di cultura). Penso a [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]] che mi ricordava con una punta di orgoglio le settanta traduzioni di Dante – dico settanta – nelle varie lingue della [[Unione Sovietica|federazione]] (e capisco il dramma dell'impero sovietico!). ([[Giovanni Spadolini]])
*La preferenza dello [[Percy Bysshe Shelley|Shelley]] riguardo al valore estetico delle tre Cantiche, paragonate fra loro, parrebbe rivolta al Paradiso, in cui le immagini radiose, la gemmea colorazione, il perenne fulgore dello sfondo, dovevano particolarmente gradire al suo spirito sì propenso alle vive irradiazioni, agli effetti di luce e di tinte trasparenti. Inoltre egli osserva come, nell'apprezzamento delle Cantiche, i critici più acuti abbiano invertito il giudizio del volgo ammirando assai più i pregi dell'ultima parte di quelli delle altre. La terza Cantica gli offriva insuperabili splendori d'arte; quell'ascensione del poeta di stella in stella apparivagli come la più fulgida manifestazione della poesia moderna. ([[Federico Olivero]])
*Nell'origin sua la [[poesia]] è la scienza delle umane e divine cose, convertita in immagine fantastica ed armoniosa.<br/>La quale immagine noi, sopra ogn'altro poema italiano ravvisiamo vivamente nella Divina Commedia di Dante, il quale s'innalzò al sommo nell'esprimere, ed alla maggior vivezza pervenne, perché più largamente e più profondamente d'ogni altro nella nostra lingua concepiva: essendo la locuzione immagine dell'intelligenza, da cui il favellare trae la forza e il calore. E giunse egli a sì alto segno d'intendere e profferire, perché dedusse la sua scienza dalla cognizione delle cose divine, in cui le naturali, e le umane e civili, come in terso cristallo, riflettono... ([[Giovanni Vincenzo Gravina]])
*''Officio è del poeta | giovar e dilettar con tal maniera | di stile, che 'l lettore non s'attedia; | e ciò fa Dante ne la sua ''Comedia''.'' ([[Teofilo Folengo]])
*Per la Francia, come per la Spagna, la Germania e l'Inghilterra, la lingua di Dante doveva offrire gravissimi ostacoli ad ognuno che voleva pur internarsi in quel singolarissimo mondo della «Commedia». La lingua e l'afflato della poesia medesima; se non l'intendi in ogni sfumatura più delicata, e non l'hai chiara e vibrante nel cuore, non giungerai alla sua anima; e ti fluttuerà innanzi, sempre velata di mistero. I traduttori più abili non suppliscono alla tua propria virtù di penetrazione, e ridanno infiacchito e travisato l'originale, che pur si rispetta. ([[Arturo Farinelli]])
*Se si facesse il censimento di quanti dantisti laureati hanno letto la ''Divina Commedia'' da capo a fondo, senza interruzione, come si legge un romanzo moderno, non sappiamo quanti potrebbero in coscienza rispondere all'appello. Se non fosse così non si sarebbero versati fiumi d'inchiostro per dire tante scempiaggini, attaccandosi ai particolari più insignificanti e trascurando la visione generale del poema.<br>Perché la ''Divina Commedia'' – l'immagine è vecchia, ma in fondo esatta – è come una cattedrale gotica piena di simboli e di rappresentazioni di ogni genere, conchiusi tuttavia in una cornice, che dà una potente unità ai particolari, fino al punto che questi perdono gran parte della loro importanza considerati separatamente. Se l'immagine non piace, si potrà non meno esattamente paragonare il poema alla volta della Sistina in cui nessuno si sognerebbe di considerare separate dal tutto le varie figure. Ora i dantisti hanno fatto proprio così. Hanno costruita una impalcatura e ciascuno si è messo col naso su di un particolare, perdendo di vista l'insieme dell'opera. La conseguenza più grave di tutto questo è che essi impediscono agli altri di vedere. Fuori di metafora, tutti esitano ad accostarsi alla ''Divina Commedia'' tanto è spaventosa la mole dei commenti che l'ingombra. ([[Sebastiano Arturo Luciani]])
===[[Roberto Benigni]]===
*Dante ci fa entrare in quello che solo l'intelligenza è in grado di cercare ma, da sola, non è capace di trovare. La sua forza è essere profondamente laico. Non ha atteggiamenti pappalardeschi, come direbbe lui, da falsi devoti. È religioso senza essere mai pretesco, bigotto. Non si rivolge a Dio, alla Madonna, ai santi. Si rivolge alle Muse, ad Apollo. Il suo universo è la poesia. Si può leggere la Divina commedia senza credere in Dio, ma non senza conoscere il cristianesimo.
*Dopo la Divina Commedia c'è di più Dio. C'è proprio, lo si sente, lo si vede. Tutto ciò che è bello è vicino a Dio. È proprio la bellezza che ci porta vicino a Dio. Ci ha portato quasi a guardarlo, a vederlo.
*La ''Divina Commedia'' è il libro più giustificabile, più limpido, più grande, più straordinario di tutte le letterature; ma non di dopo Dante, anche di prima.
*Perché non ho scritto ''La Divina Commedia''? Perché non c'ho pensato.
*Quando si parla della ''Divina Commedia'' o di Dante, bisogna non tanto capire, perché è semplice anche se non è sempre facile. Come è semplice l'universo, la musica di Bach: semplice ma non facilissima. È tutto vero; siamo lì, è come una rosa.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{Interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}}
[[Categoria:Divina Commedia| ]]
[[Categoria:Poemi]]
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Terminator
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|immagine= Terminator (franchise logo).png
|didascalia=
|titoloitaliano=Terminator
|titolooriginale=The Terminator
|paese=USA
|anno=1984
|genere=fantascienza, azione
|regista=[[James Cameron]]
|soggetto= James Cameron
|sceneggiatore=James Cameron, [[Gale Anne Hurd]]
|attori=
*[[Arnold Schwarzenegger]]: [[Terminator (personaggio)|Terminator]]
*[[Michael Biehn]]: Kyle Reese
*[[Linda Hamilton]]: Sarah Connor
*[[Lance Henriksen]]: Det. Hal Vukovich
*[[Paul Winfield]]: Lt. Ed Traxler
*[[Rick Rossovich]]: Matt Buchanan
*[[Bess Motta]]: Ginger Ventura
*[[Earl Boen]]: Dott. Peter Silberman
|doppiatoriitaliani =
*[[Glauco Onorato]]: Terminator
*[[Guido Sagliocca]]: Kyle Reese
*Daniela De Silva: Sarah Connor
*[[Silvio Anselmo]]: Det. Hal Vukovich
*[[Silvio Spaccesi]]: Lt. Ed Traxler
|note=
}}
'''''Terminator''''', film statunitense del 1984 con [[Arnold Schwarzenegger]], regia di [[James Cameron]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
Le macchine emersero dalle ceneri dell'incendio nucleare. La loro guerra per sterminare il genere umano aveva infuriato per anni e anni. Ma la battaglia finale non si sarebbe combattuta nel futuro: sarebbe stata combattuta qui, nel nostro presente... Oggi. ('''voce narrante''')
==Frasi==
{{cronologico}}
*{{NDR|[[Segreterie telefoniche dai film|Segreteria telefonica]]}} Eccomi qui! Ah, ah! Ci siete cascati, eh? State parlando con un registratore, ma non siate timidi, è solo che anche i registratori hanno bisogno d'amore, per cui forza, parlate a lui, o a Ginger, che sono io, oppure vi richiamerà Sarah! Attendete il segnale. ('''Ginger Ventura''')
*Vieni con me se vuoi vivere! ('''Kyle Reese''')
*Quel [[Terminator (personaggio)|Terminator]] è là fuori. Non si può patteggiare con lui, non si può ragionare con lui. Non sente né pietà, né rimorso, né paura. Niente lo fermerà prima di averti eliminata. Capito? Non si fermerà mai. ('''Kyle Reese''')
*Nessuno torna. Nessuno ritorna a casa. E nessun altro verrà qui. Siamo solo lui e me. ('''Kyle Reese''')
*Fatti fottere, stronzo. ('''Terminator''')
*John Connor una volta mi dette una tua fotografia. Non capivo perché volle darmela, era molto vecchia, strappata, sbiadita. E tu eri giovane come sei ora. Sembravi soltanto un pochino triste. Io mi chiedevo sempre cosa stavi pensando in quel momento. Ho imparato a memoria ogni lineamento. Ogni tua curva. Ho attraversato il tempo per te, Sarah. Ti amo. Ti amo da sempre. ('''Kyle Reese''')
*Sei tu terminato! ('''Sarah''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*{{NDR|Il Terminator, appena arrivato nel presente e completamente nudo, si imbatte in alcuni punk}}<br />'''Punk #1''': Bella serata per passeggiare, eh? <br /> '''Terminator''': Bella serata per passeggiare. <br />'''Punk #2''': Cos'hai fatto? Il bucato, bello? Niente è pulito, vero? <br /> '''Terminator''': Niente è pulito, vero? <br /> '''Punk #1''': Ehi, a questo stronzo gli manca proprio qualche rotella mi pare! <br /> '''Terminator''': I vestiti. Datemeli subito. Ora. <br /> '''Punk #1''' {{NDR|sfoderando il coltello a scatto}}: Ma perché non vai affanculo?<br>{{NDR|Il Terminator uccide i punk e prende loro i vestiti}}
*'''Terminator''' {{NDR|in un negozio di armi}}: Un calibro 12 automatico. <br /> '''Proprietario''': Questo è italiano. Va a pompa ed è automatico. <br /> '''Terminator''': La 45 a canna lunga, col mirino laser. <br /> '''Proprietario''': Queste sono nuove di zecca, le ho appena ricevute. È una buona pistola. Tocca il grilletto e compare il raggio, lo sistema nella direzione del bersaglio e spara. Non lo può mancare. Desidera altro?<br /> '''Terminator''': Un fucile fasato plasma calibro 40-0. <br /> '''Proprietario''': Ehi, qui c'è solo quello che vede, amico! <br /> '''Terminator''': L'[[IMI Uzi|Uzi 9 millimetri]]? <br /> '''Proprietario''': Mi pare che le armi lei le conosca. Qualunque di questi va benone per difendersi. Quindi, qual è che vuole? <br /> '''Terminator''': Tutte. <br /> '''Proprietario''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Oggi chiudo presto, allora. {{NDR|il Terminator carica una cartuccia}} Per le pistole bisogna aspettare 15 giorni, ma i fucili può prenderli subito. {{NDR|nota che il Terminator ha caricato la cartuccia}} Questo non deve farlo. <br /> '''Terminator''': Sbagli. {{NDR|il Terminator spara al proprietario}}
*'''Sarah''': È incredibile! Come ha potuto rialzarsi quell'uomo dopo che tu lo hai— <br /> '''Kyle''': Non è un uomo, è una macchina. Un [[Terminator (personaggio)|Terminator]]. Modello Sistemi Cibernetici 1-0-1.<br /> '''Sarah''': Una macchina? Come un robot? <br /> '''Kyle''': Non un robot, un cyborg, organismo cibernetico.<br /> '''Sarah''': No, perdeva sangue! [...]<br /> '''Kyle''': Ok, ascolta, i Terminators sono delle unità di infiltrazione, parte uomo, parte macchina. Sotto hanno uno ''chassis'' da combattimento in superlega controllato da un microprocessore totalmente blindato, fortissimo, ma al di fuori è un normale tessuto umano vivo. Carne, pelle, sangue, capelli, elaborati per i cyborg.[...] Nella serie dei 600 aveva una pelle diversa. Era di gomma, e si vedeva. Ma questi sono nuovi, sembrano umani: sudore, alito cattivo e tutto il resto, sono difficilissimi da individuare. Io l'ho riconosciuto solo quando è venuto verso di te.<br /> '''Sarah''': Senti, io non sono così stupida come credi. Non si possono ancora fare cose del genere!<br /> '''Kyle''': Non ancora. Non per altri 40 anni.<br /> '''Sarah''': Stai dicendo che è una cosa del futuro?<br /> '''Kyle''': Un possibile futuro. E dal tuo punto di vista, perché io non so molto di questo.<br /> '''Sarah''': Beh, anche tu vieni dal futuro, dico bene?<br /> '''Kyle''': Dici bene!<br /> '''Sarah''': Bene... {{NDR|Sarah cerca di uscire dall'auto. Kyle la blocca e lei gli morde una mano}}<br>'''Kyle''': I cyborg non sentono dolore, io sì! Non lo fare mai più!<br /> '''Sarah''': Lasciami andare—<br /> '''Kyle''': Ascolta! E cerca di capire! Quel Terminator è la fuori. Non si può patteggiare con lui. Non si può ragionare con lui. Non sente né pietà, né rimorso, né paura. Niente lo fermerà prima di averti eliminata! Capito? Non si fermerà mai!<br /> '''Sarah''': E tu puoi fermarlo?<br /> '''Kyle''': Non lo so. Con queste armi, non lo so...<br />
*'''Sarah''': Reese, perché me? Perché vuole me?<br />'''Kyle''': C'è stata una guerra nucleare. Tra qualche anno, cioè. Tutto questo... tutto questo Paese, tutto questo... sparito. Tutto sparito. Ci sono stati dei sopravvissuti qui. Ma là... nessuno sapeva chi l'aveva cominciata. Erano state le macchine, Sarah.<br />'''Sarah''': Io non riesco a capire.<br />'''Kyle''': Network di computers per la difesa. Nuovi, potenti, allacciati a tutto, incaricati di dirigere tutto. Mi hanno detto che poi si sono evoluti. Un nuovo ordine d'intelligenza. E allora vedevano tutti gli uomini come una minaccia, e non solo quelli dell'altra parte. Decisero così il nostro fato in un microsecondo: sterminio.<br />'''Sarah''': Tu l'hai vista questa guerra?<br />'''Kyle''': No, io sono cresciuto dopo, morendo di fame, tra le rovine, e scappando dai K.C.<br />'''Sarah''': Da cosa?<br />'''Kyle''': Killers Cacciatori. Macchine di pattuglia costruite in fabbriche automatizzate. La maggior parte di noi fu rastrellata e mandata nei lager, in attesa di disposizioni. {{NDR|mostrandole un braccio}} Questo è stato bruciato da un laser scanner. Alcuni di noi sono stati tenuti in vita per lavorare. Bruciare corpi. Le unità di sterminio correvano notte e giorno. Noi eravamo sempre sull'orlo di scomparire per sempre. Ma ci fu un uomo allora che ci insegnò a combattere, a distruggere il filo metallico dei campi, a ridurre in poltiglia quei luridi maledetti schifosi. Lui capovolse tutto, ci ha riportato in vita dalla paura. Il suo nome è Connor, John Connor. Tuo figlio, Sarah. Tuo figlio che ancora non è nato.
*'''Dottor Silberman'''; Così lei sarebbe un soldato? <br />'''Kyle''': Si. <br /> '''Dottor Silberman''': E per chi combatte? <br /> '''Kyle''': Con l'1-32 al comando di Perry, dal '21 al '27. <br /> '''Dottor Silberman''': Ah, parliamo dell'anno 2027. <br /> '''Kyle''': Appunto. E poi sono stato assegnato... {{NDR|inaudibile}} <br /> '''Hal Vukovich''' {{NDR|dietro al vetro specchio}}: Siamo nel regno della follia pura. <br /> '''Kyle''': ... gli ultimi due anni sotto John Connor. <br /> '''Dottor Silberman''': E chi era il nemico? <br /> '''Kyle''': Un sistema per la difesa computerizzato costruito per la SAC-NORAD dai Sistemi Cibernetici.<br /> '''Dottor Silberman''': Capisco. E questo computer crede di poter vincere uccidendo la madre del suo nemico, uccidendolo in effetti prima che sia concepito. Una specie di aborto retroattivo.<br /> '''Hal Vukovich''' {{NDR|dietro al vetro specchio}}: Silberman mi fa morire. L'altra settimana stava là dentro con un tizio che prima si era scopato il suo cane e poi gli aveva dato fuoco.<br /> '''Ed Traxler''': Ehi, sta zitto! <br /> '''Dottor Silberman''': E perché non ha ucciso Connor a quell'epoca? Perché tutto questo piano elaborato con il Terminator?<br /> '''Kyle''': Non aveva altra scelta! La loro difesa totalmente spaccata. Avremmo vinto noi! Eliminare Connor allora non avrebbe avuto importanza. Lo Skynet doveva eliminare ormai la sua intera esistenza.<br /> '''Dottor Silberman''': È stato allora che lei ha catturato il complesso del laboratorio e ha trovato quel, com'è che si chiama..., il modulo per lo spostamento nel tempo? <br /> '''Kyle''': Proprio così. Anche il Terminator c'era già stato. Connor mi mandò a intercettarlo e loro fecero esplodere tutta l'area.<br /> '''Dottor Silberman''': Beh, e lei come suppone di ritornare? <br /> '''Kyle''': Nessuno torna. Nessuno ritorna a casa. E nessun altro verrà qui. Siamo solo lui e me.
*'''Dottor Silberman''' {{NDR|guardando la registrazione dell'interrogatorio di Kyle Reese insieme a Sarah Connor, Ed Traxler e Hal Vukovich}}: E perché non ha portato con sé delle armi? Qualcosa di più sofisticato. Non avete per caso pistole a razzi? <br />'''Hal Vukovich''': Pistole a razzi? {{NDR|ridacchia}}. <br /> '''Dottor Silberman''': Mi mostri qualcosa della futura tecnologia <br /> '''Kyle''': Si va nudi. Qualcosa che ha a che fare con il campo generato da un organismo vivente, niente di morto funzionerebbe. <br /> '''Dottor Silberman''': Perché? <br /> '''Kyle''': Non ho mica costruito io quel maledetto sistema! <br /> '''Dottor Silberman''': Va bene, va bene, Ma questo Cyborg è di metallo— <br /> '''Kyle''': Rivestito di tessuto vivente! <br /> '''Dottor Silberman''' {{NDR|fermando la registrazione}}: Questa roba è stupenda, potrei fare carriera con questo qua! Vedi quanto è arguta questa parte? Lo vedi che non esige un briciolo di prova? Insomma la maggior parte delle visioni paranoiche sono intricate, ma queste sono prodigiose! {{NDR|Fa ripartire il video}} Perché sono state uccise le altre due donne? <br /> '''Kyle''': Quasi tutti i documenti si sono persi con la guerra. Lo Skynet non sapeva quasi nulla della madre di Connor. Dove abitava, il suo nome, conoscevano solo la città. Il Terminator ha agito solo sistematicamente. <br /> '''Dottor Silberman''': Aha, bene ora torniamo al punto in cui— <br /> '''Kyle''': No, lei ha sentito abbastanza. Io ho risposto a tutte le sue domande. Ora io devo vedere Sarah Connor! <br /> '''Dottor Silberman''': Temo che non dipenda da me. <br /> '''Kyle''': E allora perché sto parlando con lei? <br /> '''Dottor Silberman''': Perché io posso aiutarla. <br /> '''Kyle''': Chi è che comanda qui? <br /> '''Dottor Silberman''': La prego, Reese— <br /> '''Kyle''': Basta! {{NDR|rivolgendosi direttamente alla telecamera}} Tu ancora non mi credi, vero? Lui la troverà! E' per questo che è venuto. La troverà, la troverà! Non potete fermarlo! Lui si farà strada anche qui, la prenderà per la gola e le tirerà fuori il cuore, stronzo! Mi lasci! Mi lasci!
*'''Terminator''' {{NDR|nella stazione di polizia}}: Sono un amico di Sarah Connor. Mi hanno detto che è qui, potrei vederla? <br /> '''Sergente Wright''': No, non può, sta facendo una deposizione. <br /> '''Terminator''': Dove sta? <br /> '''Sergente Wright''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Senta, ci vorrà un bel pezzo. Se vuole aspettare c'è una panca laggiù. <br /> '''Terminator''' {{NDR|si guarda intorno, esamina l'integrità della stanza poi guarda di nuovo il poliziotto}}: Aspetto fuori.<ref> Questa frase, in inglese "''I'll be back''" ("Tornerò"), è un tormentone per l'intera trilogia ed è al 37º posto nella lista delle cento migliori citazioni cinematografiche di sempre votate dall'American Film Institute. Nella versione italiana, tuttavia, i doppiatori l'hanno resa in questo modo per esigenze di adattamento del labiale.</ref>
*'''Sarah''': Che effetto fa [[Viaggio nel tempo|attraversare il tempo]]?<br>'''Reese''': Una luce bianca. Un dolore. È come nascere, forse.
*'''Sarah''': Kyle, le donne nel tuo tempo, che tipi sono? <br /> '''Kyle''': Buone combattenti...
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Sarah''': Nastro 7, 10 novembre. Quello che mi è più difficile è decidere cosa dirti e cosa non dirti. Ma penso che avrò ancora un po' di tempo prima che tu sia grande abbastanza per capire questi nastri. A questo punto sono più per me che per te. Voglio capire bene io. Gasolina, por favor.<br>'''Benzinaio''': Quanto?<br>'''Sarah''': Llena...<br>'''Benzinaio''': Ah, faccio il pieno, sì, sì.<br>'''Sarah''': Devo raccontarti di tuo padre, però è una cosa molto difficile. Influenzerà la tua decisione di mandarlo qui sapendo che è tuo padre? Se tu non mi mandi Kyle non nascerai mai. Mio dio, c'è da impazzire pensando a questo. Ma credo che debbo dirtelo. Glielo devo proprio a Kyle. Magari ti aiuterà sapere che nelle poche ore che abbiamo avuto, ci siamo amati tanto. Ci siamo amati per tutta la nostra vita.<br>'''Bambino''': ''Usted es muy hermosa, señora, y tengo''...<br>'''Sarah''': Cos'è che ha detto?<br>'''Benzinaio''': Dice che lei è mucho bella, señora. Se vergogna de chiederle cinque dollari americanos per questa fotografia, ma se non lo fa el padre lo picchia.<br>'''Sarah''': Bravino alla sua età! Facciamo quattro.<br>'''Bambino''': Sì. Sì. ''Gracias. Miran. Miran. Aya.'' Viene una tormenta.<br>'''Sarah''': Che cosa ha detto adesso?<br>'''Benzinaio''': Che sta per arrivare un temporale, señora.<br>'''Sarah''': Lo so.
==Citazioni su ''Terminator''==
*Ascolta, Skynet, ho visto il film con i robot assassini. È bello così, non ha bisogno di un [[Terminator 2 - Il giorno del giudizio|sequel]]. (''[[What if...?|What If...?]]'')
===Frasi promozionali===
*Insensibile al dolore e alla pietà, impossibile da fermare.
:''Insensible à la douleur et à la pitié impossible à arrêter.''<ref>Dalla locandina in francese. {{Cfr}} [http://www.imdb.com/media/rm1005184768/tt0088247?ref_=ttmd_md_nxt ''Pitures & Photos from Terminator (1984)''], ''IMDb.com''</ref>
*La sua missione è una sola: distruggere, uccidere...<ref>Dalla copertina del DVD in italiano. {{Cfr}} [http://www.copertinedvd.org/copertine-dvd-file/T/terminator.jpg ''Copertina DVD Terminator''], ''copertinedvd.org''</ref>
*Nell'anno dell'oscurità, il 2029, i sovrani di questo mondo idearono il piano definitivo. Avrebbero plasmato il futuro cambiando il passato. Il piano richiese qualcosa che non potesse provare alcuna pietà. Alcun dolore. Alcuna paura. Qualcosa di inarrestabile. Creano il Terminator.
:''In the Year of Darkness, 2029, the rulers of this planet devised the ultimate plan. They would reshape the Future by changing the Past. The plan required something that felt no pity. No pain. No fear. Something unstoppable. They created the Terminator.''<ref>Dalla locandina in inglese. {{Cfr}} [http://www.imdb.com/media/rm1817347072/tt0088247?ref_=tt_ov_i ''Pitures & Photos from Terminator (1984)''], ''IMDb.com''</ref>
*Per ricostruire il futuro, deve cambiare il presente...
:''Pour reconstruire le futur, ils doivent changer le présent...''<ref>Dalla locandina in francese. {{Cfr}} [http://www.imdb.com/media/rm3841236224/tt0088247?ref_=ttmd_md_nxt ''Pitures & Photos from Terminator (1984)''], ''IMDb.com''</ref>
*Tutto cominciò così.
:''Tout commence ici.''<ref>Dalla locandina in francese. {{Cfr}} [http://www.mymovies.it/film/1984/terminator/poster/0/ ''Poster Terminator''], ''MYmovies.it''</ref>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Terminator}}
[[Categoria:Film d'azione]]
[[Categoria:Film di fantascienza]]
[[Categoria:Terminator]]
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Diego Armando Maradona
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2026-09-04T19:40:09Z
Danyele
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/* Citazioni su Diego Armando Maradona */ +2
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[[Immagine:Maradona 2010-1.jpg|thumb|Diego Armando Maradona nel 2009]]
'''Diego Armando Maradona''' (1960 – 2020), calciatore e allenatore argentino.
==Citazioni di Diego Armando Maradona==
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel giugno 1978}} Ho due sogni: il primo è giocare un Mondiale, il secondo è vincerlo.<ref name=mediaset>Citato in Christian Padelli ed Enrico Turcato, ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/articoli/articolo45449.shtml Maradona: mezzo secolo nel pallone]'', ''sportmediaset.it'', 29 ottobre 2010.</ref>
*{{NDR|5 luglio 1984, durante la presentazione ufficiale allo stadio San Paolo davanti a 70.000 spettatori}} Voglio diventare l'idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perché loro sono come ero io a Buenos Aires.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|9 novembre 1985, dopo aver assistito in Vaticano alla Messa di [[Papa Giovanni Paolo II|Giovanni Paolo II]]}} Sì, ho litigato col Papa. Ci ho litigato perché sono stato in Vaticano, e ho visto i tetti d'oro, e dopo ho sentito il Papa dire che la Chiesa si preoccupava dei bambini poveri. Allora venditi il tetto amigo, fai qualcosa!<ref name=mediaset/>
*{{NDR|22 giugno 1986, prima della partita con l'Inghilterra}} In campo non ci si batte con le armi, bensì col [[pallone da calcio|pallone]]. E comunque no, non so parlare in inglese, ma anche se lo conoscessi non lo parlerei.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|1° agosto 1986}} Dio è giusto, quindi il Napoli non verrà penalizzato. Del processo per il calcio scommesse non voglio neanche sentir parlare, adesso devo solo concentrarmi sul prossimo campionato. Possiamo lottare per lo scudetto, ma i tifosi non devono illudersi. Non dobbiamo montarci la testa, ma essere consapevoli dei nostri limiti, proprio come l'Argentina in Messico.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|30 luglio 1987, dopo aver fatto visita a Fidel Castro}} D'ora in avanti ricorderò sempre i bei momenti trascorsi qui da voi e non dimenticherò che devo ritornare per ripagarvi di tutto ciò. Mi piacerebbe diventare 'il padrino' del calcio cubano.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|1° maggio 1988, prima della partita con il Milan}} Voglio un tifo incredibile domenica, non voglio nessuna bandiera del Milan, non voglio assolutamente una, perché quando noi andiamo fuori Napoli non siamo nessuno e ci mancano di rispetto tutti quanti, e noi dobbiamo fare lo stesso con loro!<ref>Da un'intervista a Canale 34 Telenapoli; citato in ''[http://www.napolimagazine.com/calcio/articolo/video-amarcord-maradona-non-voglio-una-sola-bandiera-del-milan- Video amarcord - Maradona: "Non voglio una sola bandiera del Milan"]'', ''napolimagazine.com'', 14 novembre 2012.</ref>
*{{NDR|21 maggio 1989, entrando al San Paolo con la Coppa UEFA appena conquistata}} Il più bello dei miei trofei? L'ultimo perché è più recente.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|31 agosto 1989}} Con il Napoli è davvero finita. Io continuo ad andare d'accordo con [[Luciano Moggi|Moggi]], ma non con il presidente [[Corrado Ferlaino|Ferlaino]]: quindi non torno. Moggi è una persona eccezionale, Ferlaino no.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|10 settembre 1989}} Son tornato per la [[Napoli|città]] e per i tifosi.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|8 marzo 1990, Maradona spiega la sua esclusione in Lecce-Napoli}} Bigon ha detto di aver bisogno di undici persone che corressero. Allora gli ho fatto presente che non poteva contare su di me, io non ho mai corso in vita mia.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Non ci ripenserò [...] il mio ritiro dalla ''Selección'' è davvero ufficiale.<ref>Citato in Bruno Bernardi, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,20/articleid,1305_02_1990_0178_0020_18937371/ «Colpiti dalla mafia»]'', ''La Stampa'', 9 luglio 1990, p. 20.</ref>
*C'è una mafia nel calcio. Spiegherò a mia figlia Dalmita che non le <!--la fonte: «gli»--> porto la Coppa d'oro perché, quando ti danno un rigore inesistente come quello su [[Rudi Völler|Voeller]], questa è mafia. C'è una Mano nera nel calcio e l'arbitro messicano [[Edgardo Codesal Méndez|Codesal Mendez]] non è stato capace di disubbidire al suo padrone.<ref name=Fifa>Citato in Bruno Bernardi, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,33/articleid,0909_01_1990_0158_0030_25060676/ Maradona accusa, c'è una mafia nel calcio]'', ''La Stampa'', 10 luglio 1990, p. 33.</ref>
*Quando succede come all'Olimpico, è mafia: hanno fischiato un rigore contro Maradona. Ho pagato, l'Argentina ha pagato, perché dissi che il sorteggio era stato pilotato, falsato, e perché mi chiesi dove finiva il denaro della Fifa. Non ho dato la mano a [[João Havelange|Joao Havelange]] e non gliela darò mai. Tutti i protagonisti della finale hanno donato le loro maglie all'Unicef, ma la Fifa non ha fatto nulla per i bambini poveri.<ref name=Fifa/>
*Così non mi sta bene. Per 25' l'arbitro ha fischiato solo una punizione a nostro favore. Allucinante. L'espulsione di Monzon al suo primo vero fallo. Questa è mafia. Ricordo con il Camerun che Vautrot estrasse il cartellino rosso dopo numerosi falli. La grande favorita era la Nazionale italiana e nessuno accreditava all'Argentina un posto in finale. In tutto questo, però, l'Italia non c'entra.<ref name=Fifa/>
*Fischiare l'inno è da ignoranti. So che mi aspetta un anno molto duro, ma i napoletani sapranno difendermi.<ref name=Fifa/>
*Tornerò per vincere su tutti i campi italiani ed europei: voglio portare a Napoli la Coppa dei Campioni, l'unico trofeo che mi manca, per il resto ho vinto tutto.<ref name=Fifa/>
[[Immagine:Maradona-Mundial 86 con la copa.JPG|thumb|Maradona con la Coppa del Mondo vinta nel 1986]]
*{{NDR|Dopo essere stato trovato positivo alla cocaina, 15 agosto 1991}} So di aver fatto del male prima di tutto a me stesso e quindi alla mia famiglia, alle mie figlie. Credo che in futuro imparerò a volermi più bene, a pensare di più alla mia persona. Non mi vergogno però. Non ho fatto male a nessuno, salvo a me stesso e ai miei cari. Mi dispiace, sento una profonda malinconia, soltanto questo. [...] Non voglio più essere costretto a giocare anche quando non sono in grado, a farmi infiltrare di cortisone perché devo essere in campo per forza per gli abbonamenti, per gli incassi, perché bisogna vincere a qualunque costo per lo scudetto o per la salvezza, perché in ogni partita ci si gioca la vita. A me gli psicologi stanno cercando di levarmi il vizio della cocaina, non quello di vivere.<ref name=mediaset/>
*Mi hanno ucciso quando volevo rientrare per dimostrare alle mie due figlie che posso lottare con dei ventenni. Nel [[Stati Uniti d'America|paese della democrazia]] non mi hanno lasciato parlare, e non mi hanno permesso di dire ciò che sento. Con la mia uscita dal mondiale è uscito anche un intero paese e sono usciti anche quelli che mi vogliono bene.<ref>Citato in [[Gianni Minà]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/07/02/mi-stavo-disintossicando.html?ref=search Mi stavo disintossicando]'', ''la Repubblica'', 2 luglio 1994.</ref>
*Mi hanno ammazzato. Ma chi mi ha voluto morto, sappia che non sono un eroe di cartapesta, non sono un drogato, non ne avevo bisogno per tornare ai vertici. In Italia avevo sbagliato, avevo pagato con 15 mesi: ma adesso è tutto diverso. Nessuno comprerà il mio cervello, si sono serviti sempre di me. Non consentirò a nessuno di infangarmi: a costo di portarli in tribunale. Mi hanno dato l'ergastolo, ma io sono onesto, e adesso chiedo solo giustizia. La gente a Napoli mi ha sempre amato perché io sono stato dalla parte dei deboli. Questa storia non è finita qui.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/07/03/mi-hanno-usato-distrutto.html?ref=search Mi hanno usato e distrutto]'', ''la Repubblica'', 3 luglio 1994.</ref>
*Se prima avevo detto che la Fifa mi aveva tagliato le gambe, adesso dico che mi ha finito di tagliare il corpo. La mia squalifica è ingiusta: un comportamento da famiglia mafiosa.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1994/settembre/03/Maradona_accusa_FIFA_siete_mafiosi_co_8_9409032015.shtml Maradona accusa la FIFA: "siete mafiosi"]'', ''Corriere della Sera'', 3 settembre 1994, p. 37.</ref>
*[[João Havelange|Havelange]] mio padre? Se lo fosse lo ucciderei.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1995/gennaio/17/Maradona_ucciderei_Havelange_co_0_950117936.shtml Maradona: ucciderei Havelange]'', ''Corriere della Sera'', 17 gennaio 1995, p. 37.</ref>
*Tutti dicono: questo è stato il migliore del Barcellona, questo è stato il migliore del Real Madrid, questo è stato il migliore del Chelsea, questo è stato il migliore... Io sono orgoglioso di essere stato il migliore a [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]].<ref>Nel 1995; dopo la consegna del Pallone d'oro alla carriera; nell'omonimo speciale del programma televisivo ''Tifosi Napoletani''.</ref>
*{{NDR|10 gennaio 1996}} Sono risultato positivo per cocaina di proposito, l'ho fatto perché volevo andar via da Napoli.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|8 ottobre 1996}} Ci devono ascoltare e rispettare, siamo noi i protagonisti del calcio. In questo mondo dove contano solo i soldi, gli affari e le aziende, bisogna ripensare all'uomo e metterlo al centro di tutto. Non permettiamo il contrario. Ora brindiamo. Vi abbraccio.<ref name=mediaset/>
*Fra [[Zdeněk Zeman|Zeman]] e [[Sven-Göran Eriksson|Eriksson]], scelgo quest'ultimo: umanamente vince dieci a zero. [...] Il mister giallorosso non mi piace, ha infangato giocatori di grande valore come [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Gianluca Vialli|Vialli]] senza averne le prove. E poi, scusatemi, lui non vive di calcio? E allora perché sputare nel piatto dove mangi?<ref name=Maradona>Citato in Bruno Tucci, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1998/novembre/30/Maradona_attacca_Zeman_co_0_98113010207.shtml?refresh_ce-cp Maradona attacca Zeman]'', ''Corriere della Sera'', 30 novembre 1998, p. 40.</ref>
*Al Napoli andrei di corsa. A una condizione: che vada via subito Juliano. In questo caso, parlerei con Ferlaino domani stesso. Il signor Juliano si è permesso di dire che io al Napoli non potrei fare il padrone come faccio a casa mia. Vi assicuro, è la pura e sacrosanta verità.<ref name=Maradona/>
*Se sono favorevole ai controlli {{NDR|antidoping}}? Ci mancherebbe altro! Solo che li estenderei ai dirigenti delle squadre di calcio, perché bastano quattro sconfitte di seguito, ed ecco che subito entrano negli spogliatoi per ordinare agli allenatori di somministrare ai giocatori dosi da cavallo. Avete capito a che punto siamo arrivati? Se poi mi chiedete se ho avuto esperienze personali a proposito, vi rispondo di no. Il mio è stato soltanto un problema personale, lo conosce tutto il mondo.<ref name=Maradona/>
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 2002]]}} La somma di un torneo mediocre. Impossibile immaginare un'altra partita. La peggior Germania di tutti i tempi e un Brasile scadente, di solisti. Sinceramente: mi sono annoiato. Un grande portiere, Marcos. Un grande goleador, [[Ronaldo]]. Ma i migliori sono stati [[Rivaldo]] e Roberto Carlos.<ref name=Giappone>Citato in Roberto Beccantini, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,0287_01_2002_0178_0033_2555419/ Maradona «Che brutto Mondiale»]'', ''La Stampa'', 2 luglio 2002, p. 31.</ref>
*{{NDR|Su [[Ronaldo]]}} Mi auguro che torni quello di una volta, le ginocchia lo condizionano, si è notato da come tirava contro Kahh nel primo tempo. Movimenti innaturali, dettati dalla paura e da tutto quello che ha passato. Se recupera, potrà essere "the best" nel 2006. Oggi non lo è. Al massimo, lo si può premiare per il cuore e per il coraggio.<ref name=Giappone/>
*{{NDR|"Per il gol segnato all'Italia, Ahn rischia di perdere il posto di lavoro"}} Avrei fatto lo stesso. Doveva difendere la sua bandiera. Un atto di estrema nobiltà: prima che al contratto, ha pensato al suo Paese. Nello stesso tempo, non è giusto giudicare tutti gli italiani per la stupidità di uno.<ref name=Giappone/>
*[...] miglior giocatore del mondo: sì, [[Francesco Totti|Totti]] mi convince più di Zidane e di Beckham. Sa rendere semplici le cose difficili, sa far giocare bene la squadra.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/febbraio/20/Maradona_Totti_numero_uno_mondo_co_10_040220035.shtml Maradona: Totti numero uno al mondo]'', ''Corriere della Sera'', 20 febbraio 2004.</ref>
*{{NDR|27 maggio 2005, dopo aver visto la finale Milan-Liverpool}} Nemmeno il Brasile che vinse la Coppa del mondo nel 1970 avrebbe rimontato da 0-3.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|Su [[Luciano Moggi]]}} Con me, è sempre stato un signore. Contro di lui, non ho nulla da dire. Anzi, ne conservo un buon ricordo. Se ha delle colpe, sicuramente non saranno uniche, le sue.<ref>Citato in Mimmo Malfitano, ''Maradona, dalla festa alla caserma'', ''La Gazzetta dello Sport'', 7 giugno 2006.</ref>
*{{NDR|31 ottobre 2008, prime dichiarazioni da CT dell'Argentina}} Giocheremo contro la Scozia e lavoreremo bene per quell'appuntamento. Andrò in un paese dove mi adorano: mi amano perché ho segnato un famoso gol all'Inghilterra e tra inglesi e scozzesi non corre molto buon sangue.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|Dopo Real Madrid-Juventus (0-2) del 5 novembre 2008, dove Del Piero siglò una storica doppietta}} Certo che [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] non invecchia veramente mai!<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/champions_league/2008/11/06-8686/Del+Piero+%C3%A8+meglio+%27e+Maradona Del Piero è meglio di Maradona]'', ''tuttosport.com'', 6 novembre 2008.</ref>
*{{NDR|In risposta a [[Pelé]], che lo definì «mal esempio» nel 2009}} Non so, egli debuttò con un ragazzo, quindi non so cosa è buon esempio o mal esempio.
:''[En respuesta a Pelé, quien lo definió «mal ejemplo» en el 2009] No sé, él debutó con un pibe, así que no sé lo que es buen ejemplo o mal ejemplo.''<ref>{{es}} Da ''[http://www.3tv.cl/index.php?m=video&v=3033 Diego Maradona: "Pelé debutó sexualmente con un pibe"]'', ''3tv.cl'', 27 marzo 2009.</ref>
*{{NDR|Sulla prima convocazione di [[Gonzalo Higuaín|Higuaín]]}} Avevo bisogno di un attaccante come lui, uno che sa smarcarsi con facilità. Grazie a lui esalteremo le doti di [[Lionel Messi|Messi]] e [[Pablo Aimar|Aimar]], è l'attaccante più completo che abbiamo.<ref>Citato in ''[http://www.goal.com/it/news/772/mondiali-2010/2009/10/09/1550884/addio-francia-maradona-convoca-higuain-e-lo-sottrae-a Addio Francia! Maradona convoca Higuain e lo sottrae a Domenech: "Ci serviva uno così"]'', ''goal.com'', 9 ottobre 2009.</ref>
*Vedere giocare Messi è meglio che fare sesso.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/marzo/23/Messi_Pulce_scala_hit_parade_co_9_100323076.shtml Messi, la Pulce scala l'hit parade mondiale. Ora è lui il numero uno]'', ''Corriere della Sera'', 23 marzo 2010.</ref>
*{{NDR|[[Lionel Messi]]}} Gioca a calcio come Gesù. La cosa migliore è che Leo sia argentino, non brasiliano, spagnolo, tedesco, francese o italiano e tutti dovranno riconoscere che il migliore del mondo è nato in questo paese.<ref>Citato in ''Tuttosport'', 8 aprile 2010, p. 9.</ref>
*Spero di allenare l'Argentina ancora per molti e molti anni, ma poi vorrei realizzare un altro sogno, visto che i sogni non muoiono mai: allenare il [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]].<ref name="Ilpost26Giu2010">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2010/06/26/maradona-spero-di-allenare-il-napoli/ Maradona: "Spero di allenare il Napoli"]'', ''ilpost.it'', 26 giugno 2010.</ref>
*Io la mia carriera l'ho fatta e Messi sta facendo la sua. Sarà la storia a decidere chi sarà il migliore. Ad alcuni piace di più Maradona, altri dicono per Lionel. Siamo due argentini che possono vincere nel calcio europeo mentre molti non riescono a passare neppure il Rio de la Plata. Per rispetto a Leo non dico che lui è il migliore o io fui il migliore. Bisogna lasciarlo tranquillo. Io voglio molto bene a Leo e godo molto vederlo giocare. Siamo due argentini. Immaginate come starà il "morocho" {{NDR|Pelè}}?
:''Yo mi carrera la hice y Messi la está haciendo. Será la historia la que decida. Al final de la historia se verá quién fue el mejor: si Maradona o Messi. A algunos les gustará más uno o el otro. Pero hoy no hay Maradona o Messi. Somos dos argentinos que pudimos ganarle al fútbol europeo como nosotros, cuando muchos ni cruzaron el Río de la Plata. Por respeto a Lio no digo si él es mejor o yo fui mejor. Hay que dejarlo tranquilo. Lo quiero mucho a Lio y lo disfruto cuando lo veo en la cancha. Je... Somos los dos argentinos. ¡Imaginate cómo estará el morocho..!''<ref>{{es}} Citato in ''[http://www.clarin.com/deportes/futbol/Maradona-final-historia-vera-mejor_0_471553044.html Maradona: "Al final de la historia se verá quién fue el mejor"]'', ''clarín.com'', 29 aprile 2011.</ref>
*Sì, [[Lionel Messi|Messi]] è il nuovo me. Tanti sono stati accostati a me, ma credo che con lui si sia definitivamente trovato il mio erede. È capace di azioni uniche, di magie irripetibili con il pallone, e tutto ciò lo rende speciale. Ma non solo: è un fenomeno anche nel gioco di squadra, sacrificandosi spesso per i compagni. Pressa e difende come tutti gli altri in fase di non possesso. E poi, quando gli arriva la sfera, è capace di cose che non ti aspetteresti mai.<ref>Dall'intervista ''Messi IS the new me – Maradona'', ''The Sun'', 28 maggio 2011; citato in ''[http://www.calciomercatoweb.it/notizie-calcio/2011/05/28/barcellona-maradona-incorona-messi-e-il-mio-erede/ calciomercatoweb.it]''.</ref>
[[Immagine:Diego Maradona cropped.jpg|thumb|Maradona nel 2006]]
*La [[Fédération Internationale de Football Association|Fifa]] è governata da dinosauri. [[Joseph Blatter|Blatter]] è uno che non ha mai tirato un calcio ad un pallone e dunque credo sia la persona meno opportuna per ricoprire un ruolo istituzionale così importante.<ref>Citato in ''[http://it.eurosport.yahoo.com/04062011/45/qualificazioni-euro-2012-maradona-in-fifa-ci-i-dinosauri.html Maradona "In Fifa ci sono i dinosauri"]'', ''eurosport.com'', 4 giugno 2011.</ref>
*Non capisco molto [[Leonardo Nascimento de Araújo|Leonardo]]. Non l'ho capito quando è passato dal Milan all'Inter e capisco ancora meno quello che fa oggi con il Psg. Mi chiedo se sia un giocatore, un allenatore, un agente o un petroliere. Non capisco. Questa è la prova che nel calcio saper fare lobby paga.<ref>Citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/calcio/calcio_estero/ligue_1/2012/01/08-214318/Maradona+contro+Leonardo+%C2%ABNon+so+chi+%C3%A8+e+cosa+fa%C2%BB Maradona contro Leonardo «Non so chi è e cosa fa»]'', ''corrieredellosport.it'', 8 gennaio 2012.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Piuttosto che appartenere alla famiglia [[Fédération Internationale de Football Association|Fifa]] preferisco essere orfano.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20130425143614/http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=180802&sez=SPORT Maradona: «Pelé torni al museo e prenda la pillola giusta»]'', ''ilmattino.it'', 10 febbraio 2012.</ref>
*Mi chiedo se [[Leonardo Nascimento de Araújo|Leonardo]] è un giocatore, un allenatore, un agente o un mercante di petrolio. Non capisco. Questa è la prova che nel calcio saper fare lobbing alla fine paga.<ref>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/30-12-2012/blob-2012-913634965312.shtml Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare]'', ''gazzetta.it'', 30 dicembre 2012.</ref>
*{{NDR|Su Gonzalo Higuain}} Adesso la mia previsione mi conferma il pronostico ancor di più e avendo avuto la notizia che il pipita e il nuovo attaccante del [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] la mia gioia è doppia perché sempre più azzurra, in primis sono contento per il giocatore che è sempre stato un mio degno pupillo e poi sono sicuro che potrà dare delle grandi soddisfazioni ai miei concittadini e tifosi [[Napoli|Napoletani]] che meritano il rispetto dell'[[Italia]] intera e dell'[[Europa]] calcistica perché sono l'esempio dello sport e dei valori sani, e poi un vero argentino non può mai giocare a [[Torino]]...<ref>Tramite il suo avvocato; citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/calciomercato/2013/07/24-268462/Maradona%3A+%C2%ABUn+vero+argentino+non+gioca+a+Torino%C2%BB Maradona: «Un vero argentino non gioca a Torino»]'', ''tuttosport.com'', 24 luglio 2013.</ref>
*[[Carlos Tévez|Carlitos]] sente la maglia, è il giocatore del popolo. Non è morto, è stato ucciso.... Ha litigato con Grondona e Bilardo e l'hanno fatto fuori dall'Argentina.<ref name=radiopop>Da un'intervista a ''Radio Pop''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/28-12-2013/maradona-icardi-traditore-miei-tempi-avremmo-picchiato-turno-201930221462.shtml Maradona: "Icardi è un traditore, ai miei tempi l'avremmo picchiato a turno"]'', ''gazzetta.it'', 28 dicembre 2013.</ref>
*Secondo me [[Mauro Icardi|Icardi]] è un traditore. Va a casa {{NDR|di Maxi Lopez}}, gioca a fare l'amico e poi gli soffia la donna. Questo è tradimento. Ai nostri tempi, solo se guardavi la donna di un compagno, nello spogliatoio ci saremmo alternati per prenderlo a pugni.<ref name=radiopop/>
*[[Mauro Icardi|Icardi]] non è della famiglia del calcio.<ref>Da un'intervista dopo la Partita della pace, 1 settembre 2014; citato in Alessio D'Urso e Gaetano Imparato, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/01-09-2014/calcio-partita-pace-baggio-dinho-eto-o-campo-il-papa-90323482706.shtml Il Papa a Maradona: "Ti aspettavo". Diego show con Baggio, poi si infuria: "Icardi non doveva giocare"]'', ''gazzetta.it'', 1º settembre 2014.</ref>
*[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Cristiano]] è un predatore davanti alla porta. Non puoi permettergli di tirare da nessuna parte nella metà campo avversaria. I portieri hanno paura di lui. Bisogna essere onesti, i portieri hanno paura di Cristiano. Non hanno poi così tanta paura di Messi da quel punto di vista, perché non ha la stessa potenza di Cristiano. Cristiano è un professionista incredibile. Credo che in questo momento sia allo stesso livello di Messi. Non è che Messi sia migliore di Ronaldo o che Ronaldo sia migliore di Messi. Penso che siano allo stesso livello.
:''Cristiano is a predator in front of goal. You can't let Cristiano shoot from anywhere in the opposition half. Goalkeepers are scared of him. You have to be honest, goalkeepers are scared of Cristiano. They are not so scared of Messi in those areas because he doesn't have the same power as Cristiano. Cristiano is an incredible professional. I think at this present time he is right up there at Messi's level. It's not the case that Messi is better than Ronaldo or Ronaldo is better than Messi. I think they are at the same level''.<ref>{{en}} Dall'intervista di Guillem Balaugue, ''[https://www.skysports.com/football/news/11668/9844624/diego-maradona-jose-mourinho-still-greater-than-pep-guardiola Diego Maradona: Jose Mourinho still greater than Pep Guardiola]'', ''skysports.com'', 10 maggio 2015.</ref>
*[[Lionel Messi|Leo]] è ancora alla ricerca di un suo stile e credo che lo troverà presto. Il mio era riconoscibilissimo già agli inizi della carriera. Forse è per questo che potrei essere indicato come migliore di Leo. Ha segnato più gol? Vero, ma i miei erano molto più belli.<ref>Da un'intervista alla ''CNN'', citato in Alessandra Stefanelli; ''[http://m.tuttomercatoweb.com/altre-notizie/maradona-messi-segna-di-piu-i-miei-gol-erano-piu-belli-680257 Maradona: "Messi segna di più? I miei gol erano più belli"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 14 maggio 2015.</ref>
*La [[Juventus Football Club|Juve]] è dentro l'arbitraggio italiano. [...] Hanno dei giocatori fantastici dentro la Federazione. Qualsiasi problema abbia in campo, il giocatore delle Juve ha ragione.<ref>Da un'intervista del 25 aprile 2016 all'emittente televisiva Piuenne. [https://twitter.com/angelo_forgione/status/1250814250601365504 Video] disponibile su ''twitter.com''.</ref>
*{{NDR|[[Cristiano Ronaldo]]}} [...] è un marchio registrato, un fuoriclasse incredibile, lo farei giocare anche di notte perché lui non si nasconde mai, non chiede di restare fuori se ha un doloretto alla caviglia. E che carisma! Va in campo come se andasse al bagno, con la stessa naturalezza.<ref name=crosetti>Dall'intervista di [[Maurizio Crosetti]]; ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2016/06/10/news/la_pace_di_maradona_pele_e_come_ali_italia_che_problema_un_ct_in_partenza_maurizio_crosetti-141711298/ La pace di Maradona: "Pelé è come Ali. Italia, che problema un ct in partenza"]'', ''repubblica.it'', 10 giugno 2016.</ref>
*{{NDR|[[Paul Pogba]]}} Vale la felicità di chi lo guarda [...]<ref name=crosetti/>
*Se uno dopo essere andato via dice che è stato doloroso, allora non è stato doloroso. Non serve a niente dire questo. Higuaín ha sbagliato a tramare alle spalle della società e dei napoletani. Se fosse andato alla Juve in modo pulito non sarebbe stato odiato dai napoletani. Un giocatore che fa 36 gol è normale sia voluto da tutti, ma ci sono modi e modi per andar via.<ref>Da un'intervista rilasciata a ''PiùEnne''; citato in ''[http://m.tuttonapoli.net/in-primo-piano/rileggi-live-maradona-parlero-con-adl-a-madrid-ho-tante-idee-higuain-ha-tramato-alle-spalle-sul-real-mughini-diego-jr-ed-i-cinesi-301314 RILEGGI LIVE - Maradona: "Parlerò con ADL a Madrid, ho tante idee! Higuain? Ha tramato alle spalle! Sul Real, Mughini, Diego jr ed i cinesi..."]'', ''tuttonapoli.net'', 18 gennaio 2017.</ref>
*[[Francesco Totti]] re di Roma! È e sarà il miglior giocatore che abbia visto in vita mia!<ref>Da un [https://www.facebook.com/diegomaradona/photos/a.457499340968087/1471165366268141 post] su ''facebook.com'', 21 maggio 2017.</ref>
*Dedico la vittoria {{NDR|Dorados de Sinaloa 3-2 Tampico}} a [[Nicolas Maduro|Maduro]] e al popolo venezuelano che sta soffrendo per la politica imperialista degli sceriffi del mondo, che sono gli yankees. Sono convinti di poter spadroneggiare e di metterci paura solo perché possiedono la bomba più potente del mondo. Oggi più che mai sono vicino a Maduro. Che quel burattino di [[Donald Trump|Trump]] sappia che non lo temiamo. Il popolo venezuelano non si farà piegare dalla sua tirannia e dalla sua politica del terrore.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2019/04/03/trump-burattino-maradona-rischia-stop_95302c0d-993d-43c8-bc43-ace7cf9dee37.html "Trump burattino", Maradona rischia stop]'', ''ansa.it'', 3 aprile 2019.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} [[Lionel Scaloni|Scaloni]] è una brava persona, ma non è capace di dirigere neanche il traffico. Figuriamoci l'Albiceleste... Come possiamo lasciare la nostra Nazionale nelle sue mani? Ma siamo impazziti? Scaloni dice di essere preparato, ma non l'ho mai visto segnare neanche un gol con la maglia dell'Argentina.<ref>Dall'intervista rilasciata a ''El Clarìn'', citato in ''[https://archivio.tuttomercatoweb.com/2018/maradona-attacca-il-ct-scaloni-non-gli-farei-dirigere-neanche-il-traffico-1163277 Maradona attacca il ct Scaloni: "Non gli farei dirigere neanche il traffico"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 1° ottobre 2018.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Noi argentini abbiamo questo ragazzo, Scaloni, che è stato spinto al ruolo di ct e dunque non ha colpe. Il problema è che se lui dice "voglio andare al Mondiale" io gli rispondo che al massimo può andare a quello di motociclismo, non di calcio. Mi arrabbio quando penso che un allenatore senza alcun titolo è il ct della mia Nazionale [...].<ref>Citato in ''[https://archivio.tuttomercatoweb.com/2018/maradona-su-scaloni-lui-ct-al-mondiale-solo-quello-di-motociclismo-1182361 Maradona su Scaloni: "Lui ct al Mondiale? Solo quello di motociclismo"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 22 novembre 2018.</ref>
===Citazioni non datate===
*I [[Calcio di rigore|rigori]] li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli.<ref>Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, ''Se l'ammazzi fai pari. 966 battute, aforismi, citazioni ed eccitazioni sul mondo dello sport'', Zelig, 2004. ISBN 8888809309</ref>
*Lo giuro sulle mie figlie: non mi sono mai drogato.<ref>Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2116 p. 2116]. ISBN 8880898620</ref>
*{{NDR|A [[Giampiero Boniperti]]}} Se fossi venuto alla Juve quando dovevo, magari avrei avuto una vita privata più serena.<ref>Citato da [[Giampiero Boniperti]] nell'intervista di Roberto Beccantini ''[http://web.archive.org/web/20080704011824/http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/quijuve/200807articoli/15545girata.asp Boniperti: "La mia Italia seppe risollevarsi, questa è diversa"]'', ''lastampa.it'', 3 luglio 2008.</ref>
==''Io sono el Diego''==
*Voglio diventare l'idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perché loro sono come ero io a Buenos Aires.
*So di non essere nessuno per cambiare il mondo, ma non voglio che entri qualcuno nel mio per condizionarlo.
*Negli ultimi tempi in Italia ero come un bolide di Formula Uno che andava a trecento all'ora e non si fermava mai. Ma questo non importava a nessuno. Pensa che quando fui arrestato a Buenos Aires, qualcuno che conta mi ha detto "E adesso, che dirà mio figlio?". Non gli fregava niente del Maradona in crisi, dell'uomo prostrato, in difficoltà, distrutto, bisognoso di aiuto, era solo preoccupato dell'idolo infranto, del giocattolo che s'era rotto. E non gli passava nemmeno per la testa che l'esempio per suo figlio dovesse essere lui, non un giocatore di pallone. Forse poteva essere così una volta, quando lo sport era diverso e noi non eravamo solo gli ingranaggi di una macchina di immensi interessi economici, politici, industriali, di immagini. E poi anche se fosse così, la realtà è che io non me la sentivo più di essere un simbolo, di rappresentare qualcosa, di reggere tutto lo stress che procura questa macchina, questo calcio. Confesso la mia incapacità, la mia fragilità, anche se la mia presunzione, il mio orgoglio mi facevano apparire diverso.
*{{NDR|Su [[Pelé]]}} Come giocatore è stato il massimo, però non ne ha saputo approfittare per far progredire il calcio. Lui pensava politicamente, pensava che sarebbe potuto diventare il presidente dei brasiliani... avrei preferito che si proponesse come me, per presiedere un'associazione in difesa dei diritti dei giocatori, che si occupasse di Garrincha e non lo lasciasse morire nell'indigenza, che lottasse contro le azioni dei potenti che ci limitano... Non voglio mettermi a confronto con lui, l'ho sempre detto e lo ripeto. E quando dico di mettermi a confronto con lui non parlo solo di questioni calcistiche... ho avuto molte opportunità di incontrarlo... era una questione di pelle, ci urtavamo troppo; ci vedevamo e partivano le scintille.
*{{NDR|Su [[Johan Cruijff]]}} Sono riuscito a vederlo solo al tramonto, ma mi è sembrato un giocatore fantastico. Era più veloce degli altri, sia fisicamente che mentalmente, e sfruttava bene le sue doti. Accelerava come Caniggia, da uno a cento e poi frenava. E aveva una visione del campo impressionante. Qualche volta ha detto delle fesserie su di me, senza conoscermi bene.
[[Immagine:Maradona Soccer Aid 2.jpg|thumb|Maradona nel 2006]]
*{{NDR|Su [[Mario Kempes]]}} Un fenomeno, lo adoro sia come persona che come giocatore.
*{{NDR|Su [[Hristo Stoičkov]]}} È diventato un gran giocatore in Spagna, al Barcellona. Prima era soltanto un ''goleador'', poi però è diventato un fenomeno. A parte questo, un bel tipo, una gran persona.
*{{NDR|Su [[Careca]]}} Un fenomeno e un amico. Uno dei migliori compagni che abbia avuto in tutta la mia carriera.
*{{NDR|Su [[Marco van Basten]]}} Una macchina da gol che si è rotta proprio quando stava per diventare il migliore di tutti. Lo è stato ugualmente, ma non è arrivato a essere il numero uno.
*{{NDR|Su [[Zico]]}} Un direttore di partite. Gli hanno dato la maglia numero 10 di Pelè e se l'è infilata senza problemi: aveva un'autorità da grande. Un tipo sensazionale e un giocatore fantastico.
*{{NDR|Su [[Michel Platini]]}} Gran livello, un fenomeno. In Italia ha vinto tutto, ma mi ha sempre dato l'impressione di non divertirsi giocando a calcio. Era molto freddo, troppo.
*{{NDR|Su [[Ruud Gullit]]}} Un toro... Era più brutale che tecnico, però suppliva a tutto con la sua potenza, la sua preparazione fisica.
*{{NDR|Su [[Roberto Baggio]]}} Il ''Bello'' è un grande, anche se non è mai arrivato a sviluppare del tutto le sue potenzialità.
*{{NDR|Su [[Alessandro Del Piero]]}} Questo invece sì, questo è diverso da Zidane, a lui piace giocare, lo sente nell'anima; tra lui e il francese, scelgo lui.
*{{NDR|Su [[Gabriel Batistuta]]}} Un animale, un animale che, come dico sempre, grazie a Dio è argentino. Il nostro calcio non lo sa valorizzare e se non avessimo fatto il putiferio che abbiamo fatto tutti noi che lo volevamo, Passarella non l'avrebbe neanche portato ai Mondiali {{NDR|del 1998}}.
*{{NDR|Su [[Lothar Matthäus]]}} Il miglior avversario che abbia avuto in tutta la mia carriera, credo che basti questo per definirlo.
*{{NDR|Su [[Jorge Valdano]]}} Una persona straordinaria con la quale mi piaceva, mi piace e mi piacerà sempre giocare a calcio e parlare. Eternamente.
*{{NDR|Su [[René Higuita]]}} Un personaggio bellissimo, un ''loco''. L'ho già detto: è stato lui a inventarsi che i portieri tirassero i rigori, punizioni e facessero gol. Che nessuno si azzardi a togliergli il brevetto, chiaro?
*{{NDR|Su [[George Best]]}} Era un gran giocatore, più ''loco'' di me.
*{{NDR|Su [[Ciro Ferrara]]}} Una volta gli ho detto che era il miglior difensore del mondo. Non so se era vero, ma io la sentivo così. Gli voglio talmente bene... Il miglior amico che mi abbia lasciato il Napoli.
*{{NDR|Su [[Osvaldo Ardiles]]}} Un'altra di quelle persone che adoro sentir parlare, come Valdano. Si preoccupava più della squadra che di se stesso. Un fenomeno.
*{{NDR|Su [[Gianfranco Zola]]}} È stato il mio successore al Napoli. Era molto attento alle cose che facevo io durante gli allenamenti... e qualcosa gli è restato. Una grande persona, anche.
*{{NDR|Su [[Gaetano Scirea]]}} Un cavaliere, un grande avversario. La sua morte mi ha dato molto, molto dolore.
*{{NDR|Su [[Sócrates]]}} Oltre a essere un giocatore di primissimo livello, ha combattuto molto per i diritti dei giocatori, come me. Per protestare indossava sempre la bandana vietata dalla FIFA.
*{{NDR|Su [[Franz Beckenbauer]]}} L'ho conosciuto da piccolo. Io ero nella nazionale giovanile che si preparava al mondiale del 1979 e lui, un grande da tempo, giocava nel Cosmos. Mi ha sempre colpito la sua eleganza di gioco.
*{{NDR|Su [[Bernd Schuster]]}} Lo fecero passare per pazzo, il tedesco, per buttarlo fuori dal calcio. Era ''loco'', è vero, come me. Mi è stato accanto nelle battaglie contro Nuňez. Un giocatore straordinario, a tutto campo.
*{{NDR|Su [[Karl-Heinz Rummenigge]]}} Tedesco, tedesco in tutti i sensi. Per batterlo bisognava ammazzarlo.
*{{NDR|Su [[George Weah]]}} Pura roccia, ''el negro''. E anche un buon combattente fuori dal campo: è stato uno dei primi a unirsi al mio sindacato e vive lottando per il suo paese, la Liberia.
*{{NDR|Su [[Hidetoshi Nakata]]}} Se tutti i giapponesi cominciassero a giocare come lui, saremmo perduti. Sa cosa vuol dire tirare la palla, dribblare... Meno male che per il momento i giapponesi si occupano d'altro.
*{{NDR|Su [[David Beckham]]}} Un altro troppo carino per andare in campo. Anche se è molto preso dalla sua Spice Girl, qualche volta trova il tempo di giocare e lo fa bene, molto bene... Con il Manchester ha vinto tutto, ma deve qualcosa alla nazionale.
*{{NDR|Su [[Shaquille O'Neal]]}} L'altro giorno stavo guardando la televisione e sono quasi morto: c'era il ''negro'' Shaquille che camminava per il corridoio interno di uno stadio e qualcuno gli aveva tirato un pallone da calcio. Il ''moro'' se l'era passato da un piede all'altro con quella specie di stivali che ha al posto delle scarpe, aveva provato a fare un palleggio, poi aveva guardato nella macchina da presa e aveva detto: "Diegoumaradouna!". Morivo, un altro po' morivo! Sono rimasto così davanti al televisore. Mi piaci, Shaquille!
==''Palla lunga e pedalare''==
*Esiste un Maradona femmina? Sì, [[Ornella Muti]]. (p. 25)
*Non sono contro gli [[omosessualità|omosessuali]]. Anzi, è bene che si moltiplichino, perché aumenta la richiesta di veri maschi. (p. 25)
*Meglio amare una donna bella e stupida. Anzi, è meglio essere belli e stupidi tutti e due. (p. 26)
*L'atteggiamento più eccitante di una [[donna]] è quando si sdraia supina. Oppure quando si inchina e ti mostra il culo. Ricordo ancora la prima volta che vidi Claudia. Lei era di spalle e notai che aveva un culo incredibile. (p. 26)
*Per mia [[madre]] sarei disposto a uccidere, a smetterla con il calcio. Mia madre è il mio amore più grande. (p. 26)
*Il mio sogno segreto? Conoscere, finalmente, la principessa di Monaco. (p. 26)
*Se non sono felice dentro, non riesco ad essere un campione. (p. 26)
*Tre anni qui a [[Napoli]] mi hanno dato tanto, ma mi hanno anche tolto. Non posso uscire, in tre anni non ho imparato una strada di Napoli. (p. 26)
*Io corro, io lotto, ma soprattutto dialogo con la palla, per divertire la gente. (p. 26)
*Io sono sinistro, tutto sinistro: di piede, di fede, di cervello. (p. 26)
==Citazioni su Diego Armando Maradona==
*Anche in allenamento ti faceva venire i brividi. E lavorava più degli altri. ([[Rino Marchesi]])
*{{NDR|«Com'era [[Diego Armando Maradona|Maradona]] visto dagli occhi di un arbitro?»}} Aveva un comportamento eccellente, non si lamentava mai, anche se poteva farlo. Veniva spesso aggredito dagli avversari, che usavano spesso mezzi non molto morbidi per fermarlo. Ma non si lamentava mai, davvero. Emanava grande tranquillità in campo, una signorilità unica, non protestava, e non rompeva le scatole, ma accettava le decisioni. [...] Era uno che vedeva l'azione meglio degli altri, sapeva come si dovevano svolgere le cose. Maradona caricava i compagni, li incitava, era un leader in campo, si notava bene questa cosa. Aveva un carisma naturale. ([[Salvatore Lombardo]])
*Che sapevamo noi del passaggio di Maradona al Napoli? Che fu un'operazione finanziaria geniale, che Maradona scelse una squadra che non aveva mai vinto nulla, e lo fece senza apparenti motivi. Fu tutto così veloce e inaspettato, che nessuno ebbe il modo, né il tempo, di raccontare la verità [...]. Abbiamo saputo tutto dopo. Maradona già si drogava e il Barcellona se ne voleva liberare. Senza questa base malata i catalani mai e poi mai avrebbero lasciato andare via così in fretta il giocatore più forte di tutti i tempi [...]. Quella operazione nacque dunque da una mistificazione, ma come a volte capita, è da un inganno che prende vita una grande storia d'amore. E così fu. Senza Maradona non ci sarebbe stato quel Napoli, senza Napoli non ci sarebbe stato (forse) quel Maradona. Per cui, visto l'epilogo, è stato meglio sapere tutto a posteriori. ([[Alessandro Bonan]])
*Ci siamo incontrati spesso con Diego. Addirittura una volta, dopo aver ritirato un premio a Milano, non avevamo il volo per fare ritorno a Napoli. C'era sciopero. Allora chiamammo Diego che subito ci aiutò: "Ragazzi che problema c’è. Vi ospito sul mio aereo privato". E così tornammo a Napoli con Maradona. ([[Carmine Abbagnale]])
*{{NDR|Sul paragone tra [[Lionel Messi|Messi]] e Maradona}} Ciò che rende [[Lionel Messi|Messi]] migliore è la sua regolarità. Non come Maradona. Al Barça, Maradona è stato meno della metà di Messi. Ha così tanti anni buoni della sua carriera che deve essere considerato il migliore in assoluto. ([[Gerard Piqué]])
*Con noi del Napoli è stato solo Diego. Non ci ha mai fatto pesare la sua superiorità. Non ha mai detto: ragazzi, datemi la palla che ci penso io. Non guardava a se stesso, era generoso e pensava alla squadra. È stato un compagno perfetto. ([[Salvatore Bagni]])
[[Immagine:Diego Maradona 2012.jpg|thumb|Maradona nel 2012]]
*Credo che uno dei grandi privilegi di chi fa questo mestiere sia dare felicità alla gente, e lui certamente rappresenta meglio di tutti questo concetto. ([[Alessandro Del Piero]])
*{{NDR|Su Diego Armando Maradona, quando lo chiamò per aiutarlo a superare l'angoscia per le condizioni di salute di sua figlia, nata prematura}} "[...] dice delle parole così belle che mi risollevano, mi danno forza e coraggio e speranza {{NDR|anche Federica era in pericolo di morte}}. Mi dice queste parole che sono scalfite nella mia mente e nel mio cuore "Ale io da oggi in poi pregherò per tua figlia Federica tutti i giorni e vedrai che andrà tutto bene". E come al solito il dio del calcio ha avuto ragione. Poi qualcuno si chiede perché lo amavamo. ([[Alessandro Renica]])
*Diego Armando Maradona è stato il più grande calciatore di sempre e non ''secondo me'' o ''secondo la maggior parte degli appassionati del mondo''. No, prendiamoci la responsabilità di una sentenza definitiva e diciamolo senza paura. Il più grande di sempre. Quello che ha saputo fare al calcio, per il calcio, è ciò che solo gli atleti assoluti fanno per il proprio [[sport]]. Lo completano, lo codificano, lo concludono. Non ci sarà più nessuno come Maradona semplicemente perché il calcio stesso non ha molta ragione di esistere senza di lui. Piantiamola con le bufale su [[Pelé]], [[Johan Cruijff|Cruyff]], [[Michel Platini|Platini]], [[Zinédine Zidane|Zidane]]... Maradona e il pallone hanno danzato insieme come la più bella delle coppie di ''[[Tango|tangueros]]'' e per una volta vale la pena di ringraziare d'esser nato qualche anno fa, in tempo per vederlo dal vivo e tifare disperatamente contro di lui, salvo riempirsi di emozione per ogni tocco, per ogni smaliziata caduta, per ogni passaggio generoso e geniale. ([[Michele Dalai]])
*Diego è capace di risolvere da solo una partita, io non possiedo questa qualità. ([[Careca]])
*Diego è fastidioso, vuol dare lezioni a tutti. ([[Stefano Tacconi]])
*Durante una partita [[Juventus Football Club|Juventus]]-[[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] nello spogliatoio ci dicemmo che l'unico modo per fermarlo era menargli di brutto. Ma dopo dieci minuti in campo ci guardammo e ci dicemmo che no, era troppo bello vederlo giocare. ([[Zbigniew Boniek]])
*È caduto nella droga in un periodo di vita molto felice. Giocava da dio, campione del Mondo, Napoli ai suoi piedi, aveva tutti i soldi che voleva. Si è lasciato vincere dall'ebbrezza di quel periodo dorato. Ho cercato di farlo ragionare, ma parlare con lui in quel momento era molto faticoso e difficile. ([[Salvatore Bagni]])
*È il calcio, è il pallone, come se ci fosse la sua faccia su quella sfera che gira. Quello che ha fatto lui con la palla non l'ha fatto mai nessuno e non lo farà mai nessuno. Ha fatto cose straordinarie, tutto quello che c'era da fare l'ha fatto. L'ho conosciuto e mi emoziona vedere la foto di noi due abbracciati. ([[Francesco Totti]])
*Era stato [[papa Wojtyla]] a convincerlo a sposarsi: aveva già due bambine. Fece il volo di andata con un cartello al collo: "Io sono single, è mia moglie che si sposa". Alla cerimonia civile ero l'unica giornalista, e lui mi fece cacciare. Non è vero che tutti gli argentini lo amavano, anzi, la sua auto passò tra due ali di folla che la prendevano a calci e sputavano sui finestrini; anche perché era una Rolls-Royce Phantom del 1938 appartenuta a [[Joseph Goebbels|Goebbels]], il gerarca nazista. Il giorno dopo ci fu il matrimonio religioso. Il banchetto andò avanti sino alle otto del mattino. ([[Laura Laurenzi]])
*Era un uomo pieno di difetti, e proprio per questo vicino alle persone normali. Non era facile essere Maradona. ([[Julio Velasco]])
*Giocare contro Maradona è come giocare contro il tempo perché sai che, prima o poi, o segnerà o farà segnare. ([[Arrigo Sacchi]])
*{{NDR|Dopo la morte}} Ho avuto la sensazione di aver perso qualcuno di caro, di vicino a me. Forse chi non nasce e vive a Napoli non può comprendere questo lutto così forte: quando giocava e vinceva con il Napoli, regalava attimi di felicità, faceva scomparire i problemi di tutta la città. Maradona è stata la nostra rivincita, l'urlare "noi c'abbiamo Maradona" era qualcosa di incredibile. Me lo ricordo ancora quando avevo dieci anni e mio zio mi portò allo stadio a vedere il Napoli: "Guardalo bene, quello è Maradona". ([[Antonino Cannavacciuolo]])
*Il gol di Maradona a Mexico 86 è il più bello, ma poteva segnarlo soltanto agli inglesi. ([[Omar Sivori]])
*Il Napoli ha battuto il Genoa grazie a un Maradona in forma «stupefacente». ([[Gialappa's Band]])
*Il particolare più incredibile era l'amore della gente per lui. In aereo, se c'erano 170 persone, 169 gli chiedevano un autografo. Una volta arrivò tardi a un allenamento in cui c'erano 3-4.000 tifosi. Quando sentirono il suo Porsche, corsero tutti in strada per vederlo... e noi, rimanemmo ad allenarci da soli. ([[Davor Šuker]])
*Il più grande campione che ho visto giocare è Diego Armando Maradona. Credimi, figlio mio, non esisterà mai più, nei secoli dei secoli, un altro come lui. Ha fatto dell'imperfezione la perfezione. Piccolo, gonfio, dedito ad albe stanche, svogliate e sbagliate, vittima di falsi amici e della volontà di andare oltre ogni regola, Maradona ha trasformato un semplicissimo pallone di cuoio in uno scrigno di bellezza. ([[Darwin Pastorin]])
*Io azzardo che Diego sia il migliore di tutti i tempi, oppure diciamo che mi resta la curiosità di vedere Pelè e Di Stefano giocare con i ritmi che ci sono oggi. ([[Claudio Garella]])
*Io Diego l'ho visto da vicino perché giocavamo nella stessa squadra, l'Argentinos Juniors. Impossibile trovargli un erede. ([[Claudio Borghi (calciatore)|Claudio Borghi]])
*Io, Pierluigi Collina, sono un arbitro. Eppure l'affetto della gente per quest'uomo mi fa venire la pelle d'oca. ([[Pierluigi Collina]])
*Lui era venuto al campo direttamente dal paradiso. Ha portato il verbo del calcio sulla terra: un ragazzo sensibile e disponibile. Mi spiace che qualcuno invece di celebrarne la storia, si sia soffermato sui difetti. È la natura umana, purtroppo. Siam fatti così. ([[Eraldo Pecci]])
*{{NDR|Rispondendo alle provocazioni dell'argentino}} Lui non mi capisce? Neanche io capisco molto della mia vita. Ma se il terzo giocatore più forte di sempre, visto che Messi lo ha superato, parla del PSG, va bene. ([[Leonardo Nascimento de Araújo]])
*Maradona. Ricordo un'amichevole con la [[nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], quando aveva 18 anni. [[Enzo Bearzot|Bearzot]] mi disse di controllarlo, ma io l'ho soltanto visto. ([[Gabriele Oriali]])
*Maradona aveva più grazia di tutti, ma aveva meno testa di tutti. ([[Giovanni Trapattoni]])
*Maradona bene, [[Pelé]] meglio, [[George Best|George]] il migliore.<ref>Si tratta di un gioco di parole: il cognome del calciatore "Best" in inglese significa "il migliore".</ref>
: ''Maradona – good. Pelé – better. George – Best.'' ([[slogan]])
*Maradona è il massimo risultato col minimo sforzo: è il solo in grado di esprimere nel calcio questo concetto. Diciamo pure che la sua è una filosofia molto juventina... ([[Luigi Maifredi]])
*Maradona è insuperabile. È la fantasia. ([[Vladimiro Caminiti]])
*Maradona è un artista del pallone, fischiare lui perché antipatico è come fischiare Picasso perché comunista. ([[Italo Allodi]])
*{{NDR|Sul paragone tra Maradona e Messi}} Maradona era un grande, in campo un vero esempio. Lui in carriera ha preso tante di quelle botte altro che Messi... Mi fanno ridere quelli che mettono a confronto i due giocatori. Messi sarà anche grande giocatore ma Maradona era unico. Messi oggi gioca con i due-tre metri di vantaggio del calcio moderno. Vorrei vedere Maradona con quei metri di vantaggio quanti goal avrebbe fatto... ([[Pasquale Bruno]])
*Maradona era un grandissimo nella vita. Personalmente disapprovo solo che avesse giocato a calcio. ([[Massimiliano Parente]])
*Maradona era uno che se gli arrivava la palla non c'era più nulla da fare. ([[Luciano Favero]])
*Maradona ha rovinato la sua immagine e la sua vita perché non aveva sufficienti strumenti culturali. [[Pelé]], nato nella stessa povertà, è stato capace di continuare la carriera nel [[Calcio (sport)|calcio]] proprio perché aveva qualche forza culturale in più. ([[Sergio Chiamparino]])
*Maradona non è davvero un esempio per i giovani. Ha avuto la chance di ricevere un dono da Dio, quello di saper giocare a calcio. Nonostante la sua vita molto sregolata, c'è ancora gente disposta a dargli un lavoro. Se avessero un po' di coscienza, non lo farebbero più. Se non cambia, non avrà mai più un lavoro. È stato un grande giocatore, ma non è un esempio. ([[Pelé]])
*''Maradona non è una persona qualsiasi, | è un uomo attaccato a un pallone di cuoio.'' ([[Andrés Calamaro]])
*{{NDR|Alla domanda su "quale fosse il miglior calciatore del mondo"}} Maradona, senza dubbio. Non ce n'è uno che giochi come lui. Una volta [[Pelè]]. Oggi Maradona. ([[Lev Jašin]])
*Maradona vuol dire calcio felice, calcio ridente, calcio festoso: il talento naturale, lo spirito giocoso, la grinta belluina ma niente affatto violenta opposti ai tatticismi spesso astrusi, talvolta raffinati e anche vincenti tuttavia bocciati dalla realtà, dai risultati. ([[Italo Cucci]])
*{{NDR|«Com'è stato giocare contro di lui?»}} Meraviglioso, chi ha giocato con o contro lui non può che ritenerlo un dono. Ti dava la sensazione che potesse fare qualsiasi cosa da un momento all'altro, giocava con libertà, aveva testa e piedi leggeri. Contro il Bari un mio compagno di squadra che lo stava marcando gli tirò qualche calcione di troppo, così feci finta di rimproverarlo: prima di rivolgermi a lui gli feci l'occhiolino, poi gli dissi di andarci "piano contro Maradona". Ma Diego mi rispose "Pietro, no te preocupes, lui mena a me e io meno a lui". Era un generoso, non si risparmiava. ([[Pietro Maiellaro]])
*Mi ha insegnato il gusto della prodezza. ([[Davor Šuker]])
*Mi ritengo fortunato ad avere avuto l'opportunità di costruire con Diego un legame di stima, di amicizia e di fratellanza, inaspettato e, proprio per questo, ancora più bello. Ho conosciuto un eterno ragazzo meraviglioso. Un ragazzo generoso, che era un po' come il dottor Jekyll e Mr. Hyde. Era arrogante, persino presuntuoso e strafottente, ogni qual volta attaccavano i suoi affetti: la famiglia, il Napoli, i compagni di squadra e i tifosi. Diventava quasi insopportabile, ma all'interno dello spogliatoio, con il gruppo e con gli amici era un ragazzo eccezionale. ([[Giovanni Galli]])
*[[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] è una religione. Maradona è Dio e Lavezzi è il suo erede. ([[Víctor Ruiz]])
*Nei miei anni in Irpinia ho affrontato tanti campioni italiani e stranieri [...]. In un derby, per evitare l'espulsione di De Napoli, Bianchi mi mise a marcare Maradona nel primo tempo. Lo feci bene, ma pensavo sempre che prima o poi avesse inventato qualcosa. ([[Salvatore Vullo]])
*Non si scriverà mai abbastanza di questo grande, fascinoso, completo giocatore che ha fatto del calcio una religione, estraendo l'innata ispirazione da uno spirito fanciullesco e da un animalesco istinto che lo vuole amico, suddito e insieme sacerdote di Giove Palla. ([[Italo Cucci]])
*Penso che dopo venticinque minuti ogni compagno avesse messo la sua foto vicino al letto pregando che non si facesse male. Hai mai sentito qualche compagno di squadra parlare male di Diego? No, e sai perché? Perché lui voleva davvero bene a noi compagni e noi ne volevamo a lui. ([[Luciano Castellini]])
*Per conto mio, gli ho sempre riservato dei grandi applausi, anche la sera della finale {{NDR|dei Mondiali 1990}}. ([[Silvio Berlusconi]])
*Per me Diego Armando Maradona è il più grande calciatore di tutti i tempi senza se e senza ma. Non solo. Le prestazioni di Maradona sono state evidentemente penalizzate dalla tossicodipendenza e non certo agevolate come in chi ha fatto ricorso alla pratica del doping. La cocaina NON è dopante. Non solo. Diego Armando Maradona è caduto e si è rialzato. Senza trucco e senza inganno. Davanti al mondo senza nascondere nulla. Sempre a testa alta. Per tutti questi motivi Diego Armando Maradona è per me un idolo, un esempio di come si possa guarire da un brutto male sfidando il mondo senza mai abbassare lo sguardo. Senza mai perdere la dignità. ([[Francesco Repice]])
*Quando Maradona è arrivato, [[Napoli]] era la città del post-terremoto, del colera di poco più di dieci anni prima, della criminalità che faceva il salto di qualità. Ma era anche una città vivissima: c'è Lucio D'Amelio e da poco è passato [[Andy Warhol]], sono gli anni della musica di [[Sergio Bruni]] e di [[Pino Daniele]] e di tutto il neapolitan power; di una scena letteraria florida. Non una Napoli milionaria, ma ricchissima sì, vivace. È però la sola presenza di Maradona ad accendere un faro: il mondo guarda Napoli. Per la prima volta, con intensità, come non succede da tempo. Come non succedeva, forse, da quando era una capitale borbonica. Improvvisamente Napoli ha preso consapevolezza del suo essere metropoli. Ed è tornata a essere la Capitale perduta che sempre si ripete di essere. ([[Massimiliano Virgilio]])
*Quando pensi al numero 10 a chi pensi? A Maradona. Lui è il simbolo del [[maglia numero dieci|numero 10]]. La gente oggi vuole vestire la maglia numero 10 per Maradona. ([[Zlatan Ibrahimović]])
*Quel gol su punizione al San Paolo nel '95 {{NDR|in realtà nel 1985}} contro la mia Juve è stato una cosa pazzesca, un virtuosismo degno di Paganini che ha sfidato le leggi stesse della fisica. Ma Diego quel gol sapeva di poterlo fare, non gli è certo venuto per caso. Così come i virtuosismi del più grande violinista, frutto sì di estro e istinto personale ma anche di grande lavoro e studio. Idem Maradona, con le sue ore e ore di palleggi. La palla era il suo violino. ([[Salvatore Accardo]])
*''Se io fossi Maradona | vivrei come lui, | perché il mondo è un pallone | che si vive a fior di pelle.'' ([[Manu Chao]])
*Si può dire che Maradona, Pelé e Di Stefano equivalgano a Bach, Mozart e Beethoven. Sono i fuori categoria. Dopo di che si può tranquillamente parlare di calciatori bravi, anzi bravissimi: Causio, Tardelli, Maldini, Riva. ([[Rino Marchesi]])
*{{NDR|«Com'è essere allenati da una leggenda?»}} Solo vederlo lì era una spinta in più per noi. Quando ci parlava, noi avevamo una voglia incredibile di uscire e dare tutto in campo. Io avevo quella sensazione: non importava ciò che diceva, era proprio la sua essenza, il suo stare lì, il rispetto che avevano tutti nei suoi confronti. Non ho visto con nessun altro allenatore un'atmosfera simile. ([[Javier Pastore]])
*Un genio come Maradona in una città come Napoli finisce in quella teoria di miti e personaggi che vengono mitizzati e nei quali si riconosce, nel bene o nel male, per la loro irregolarità. Se Milano è la città degli affari, Roma della politica e della Chiesa, Napoli appare di difficile definizione, se non attraverso i suoi miti naturali, come il mare e il Vesuvio, come Eduardo, Totò e Pulcinella. Maradona rientra in questi personaggi che catalizzano un'energia e la restituiscono alla città in un gioco d'amore tra lo spettatore e l'eroe. ([[Toni Servillo]])
*Un grande personaggio, dotato di una grande umiltà. Non ha mai fatto pesare il suo estro, il suo essere fuoriclasse sul gruppo che difendeva sempre ed in prima persona. Lui aveva una sua vita personale, noi avevamo la nostra. Lo si apprezzava ancora di più negli allenamenti perché, quando terminavano le sedute, lui continuava ad allenarsi a costo anche di galleggiare sul terreno di gioco ridotto a pantano. Si divertiva come un bambino, era innamorato del pallone. ([[Domenico Penzo]])
*Un leader assoluto, che riesce a realizzare giocate stupende sempre tenendo in pugno tutta la disposizione della squadra. ([[Júnior (calciatore 1954)|Júnior]])
*{{NDR|Cosa lascia Maradona a Napoli?}} Una grande eredità tra le mani della città. Culturale e immaginaria. Un tesoro che non va sperperato perché l'ultima e unica possibilità per la città di restare sullo scenario mondiale. Lo abbiamo visto in questi giorni: gli occhi di tutto il mondo su Napoli. Allo stato attuale la città non può vantare niente di lontanamente paragonabile. Né simboli, icone, luoghi della memoria condivisi. Non bisogna farsi sfuggire, da questo punto di vista, l'opportunità di esistere. ([[Massimiliano Virgilio]])
*Viene spesso ai match di Davis, è appassionato. Ma quando l'ho incontrato sono rimasto senza parole: sai, per noi è come incontrare Dio. ([[Juan Martín del Potro]])
===[[Gianni Brera]]===
*Che Maradona fosse un genio, nessun dubbio è possibile. E che i geni siano un tantino squinternati di cerebro è risaputo e ammesso da sempre. [...] Maradona, come lei sa, ridava dignità inventiva e gestuale anche alle mani posteriori, divenute volgarissimi piedi da qualche milione di anni.
*Maradona, come tutti puro isso, cura lo suo particulare: ma questo non toglie che, eccellendo di per sé, egli esalti anche la squadra di cui è per solito gran parte. In effetti, Maradona è un carico da undici rinforzato: nessuno scopre nulla affermandolo. È un genio della pelota, dell'invenzione prestipedatoria, dell'esecuzione tecnica cum phantasia. A ragion veduta la squadra deve giocare per lui come lui gioca per la squadra. Ma è chiaro che non può sognarsi, lui solo, di imporsi ad undici avversari degni di questo nome. Il calcio è gioco collettivo per eccellenza: chi si illude di poter reggere solo soletto agli avversari tutti è un povero nesci, un megalomane, un solipsista insopportabile. Si capisce, Maradona è anche Primadonna: non è mai accaduto che un artista, quale che fosse il di lui o di lei sesso, non indulgesse anche alle fisime o comunque agli atteggiamenti tipici della primadonna.
*Maradona è la bestia iperbolica, nel senso infernale, anzi mitologico di Cerbero: se fai tanto di rispettarlo secondo lealtà sportiva, lui ti pianta le zanne nel coppino e ti stacca la testa facendola cadere al suolo come un frutto dal picciolo ormai fradicio. È capace di invenzioni che forse la misura proibiva a [[Pelé|Pelè]], morfologicamente irregolare nei soli piedi piatti, peraltro funzionali nella bisogna pedatoria. Maradona è uno sgorbio divino, magico, perverso: un jongleur di puri calli che fiammeggiano feroce poesia e stupore (è dei poeti il fin la meraviglia). Talora uno dei suoi piedi serve fulmineamente l'altro per una sorta di paradossale ispirazione atta a sorprendere: ma quando vuole, questo leggendario scorfano batte il lancio lungo che arriva, illumina, ispira: capisci allora che i ghiribizzi in loco erano puro divertissement: esibizione per i semplici: se il momento tecnico-tattico lo esige, in quelle tozze gambe animate dal diavolo entra solenne il prof. Euclide. E il calcio si eleva di tre spanne agli occhi di coloro che, sapendolo vedere, lo prediligono su tutti i giochi della terra.
*Maradona ha confermato di non essere uomo-squadra, bensì favoloso match-winner (cioè vincitore di incontri): è un centravanti spiazzato per convenienza tattica: ma quando il momento agonistico lo richiede sa trovarsi perfettamente coordinato al posto giusto, e per coordinato intendo dire in grado di inventare quel che dentro gli ditta il genio innato.
===''[[Federico Buffa racconta Storie Mondiali]]''===
*Ci sono due gol che sono un salto nel vuoto, un continuo sprezzo e disprezzo del pericolo, e poi un dribbling, una finta, una schivata a tutto quello che tatticamente è stato fatto su un campo di calcio. {{NDR|riferito alla doppietta di Maradona contro l'Inghilterra}}
*Comincia a toccarla come fa lui, con questo sinistro, che ha un ritmo diverso. Appena l'avversario prepara muscolarmente l'intervento, lui già è arrivato prima. E continua a toccartela tenendo una falcata lunghissima. Non arriva a un metro e settanta, ma ha una forza e una centralità che ti impediscono di spostarlo, è come [[Mike Tyson]], che era molto più piccolo degli altri massimi, ma spostalo... arriva prima lui!
*Diego non è mai arrivato il giorno che spiegavano di che cosa bisognava avere paura. Diego reagisce ad una voce sola: quella del suo istinto.
*L'antitesi del triviale è Diego Maradona e nel Mondiale dell'86 in qualsiasi espettorazione, in qualsiasi secondo delle partite dell'Argentina lui c'è. C'è sempre. Non c'è neanche un grado di separazione.
===[[Corrado Ferlaino]]===
*Cosa vuol dire aver avuto Maradona in squadra? Diego calcisticamente ha rappresentato un grosso successo del Napoli, del club, di tutti i tifosi partenopei. Ci eravamo abituati a vederlo giocare con noi e non ci rendevamo conto di quanto fosse grande. Ogni partita che giocava diventava una cosa da antologia. Sono ricordi davvero unici.
*Era il 1984, nella hall dell'albergo di Barcellona il barista non sapeva chi fossi e mi disse: "Che fregatura per il Napoli. Ha speso 13 miliardi per un ex giocatore". Io gli risposi la verità: "Per Maradona avrei speso anche il doppio". Diego è stato il più grande campione e il più grande affare della storia del calcio. Lui dice che non mi ama, ma io so cosa dice il suo cuore. Sono stato il suo carceriere, l'ho tenuto per sette anni e prima e poi mai era stato più di due anni in un posto. Si può amare il tuo carceriere?
*Maradona l'ho salvato decine di volte. Con l'antidoping soprattutto. [...] dalla domenica sera al mercoledì Diego, come qualcun altro del Napoli, soprattutto calciatori giovani, era libero di fare quel che voleva, ma il giovedì doveva essere pulito, non so se mi spiego. Del resto, basta non assumere cocaina per un certo periodo di tempo perché questa non risulti alle analisi del dopo partita. {{NDR|Il general manager}} Moggi, {{NDR|il massaggiatore}} Carmando, il medico sociale chiedevano ai giocatori se erano a posto, allora non sapevo cosa accadeva, però qualche anno dopo sono venuto a conoscenza che si adottava un trucco: se qualcuno era a rischio gli si dava una pompetta contenente l'urina di un altro, l'interessato se la nascondeva nel pantalone della tuta e quando entrava nella stanza dell'antidoping, invece di fare il suo "bisognino" versava nel contenitore delle analisi l'urina "pulita" del compagno. Nonostante questo, Diego quel giorno del 1991 fu trovato positivo, Moggi gli aveva chiesto se era in condizione e lui rispose: sì lo sono, va tutto bene. Il fatto è che i cocainomani mentiscono a se stessi. Risultò positivo e quando l'allora presidente {{NDR|della Lega Nazionale Professionisti}} Nizzola mi chiamò in via confidenziale per darmi la notizia fu troppo tardi. Insistetti, gli dissi: presidente dimmi cosa posso fare, ma lui rispose: ormai non puoi fare più nulla.
===[[Moreno Ferrario]]===
*Il primo anno andavamo male, eravamo in ritiro prima di una gara con l'Udinese. Ferlaino, il presidente, ci venne a minacciare: se non avessimo vinto, avrebbe cacciato l'allenatore, Rino Marchesi. Maradona si alzò, prese la parola e gli disse: "va bene, ma prima caccerai me, e poi lui", indicando col dito un compagno. "E poi lui", indicandone un altro. E alla fine tutti, "perché in campo ci andiamo noi e se perdiamo la colpa è solo nostra". Ferlaino ammutolì. Alla fine vincemmo quella partita 4 a 3.
*Mi ha insegnato una cosa molto importante: nel calcio la parola "io" è proprio l'opposto di quello che serve ad una squadra; c'è sempre il "noi" di mezzo. Quando noi, come gruppo, ci trovavamo in difficoltà, era sempre il primo a metterci la faccia. Maradona giocava per la squadra, mai per sé stesso. Metteva ogni compagno nelle condizioni migliori di recuperare da un eventuale errore in campo.
*Per me, il più grande. E non solo come giocatore, ma come persona. La gente che giudica per quello che ha fatto fuori dal campo non lo ha mai conosciuto. Diego era fatto così, ha sempre vissuto la vita che voleva vivere. [...] Certo, i nostri caratteri erano agli opposti, io alle 10 di sera andavo a dormire, lui non dormiva mai. Agli allenamenti a volte dovevamo scongiurarlo di presentarsi per non far imbufalire Ottavio Bianchi, l'allenatore... ma quando vedeva qualcosa di tondo, cambiava e correva a giocare e a farci divertire.
===[[Lillo Gullo]]===
*{{NDR|Su Maradona, idolo di Napoli già nel 1985}} A Napoli abbiamo avuto conferma di questo binomio tifo-business. Sono tante le iniziative più o meno legali (il famoso "sommerso") collegati al Pibe de Oro: dalle magliette ai quaderni, dai pupazzetti ai posters, e così via. Chi non commercia "in Maradona", non per questo lascia in pace l'argentino, la cui presenza viene continuamente evocata con scritte sui muri, fotografie, dediche autografe e qualche striscione sopravvissuto agli eccessi del Maradona day. In altre parole, a noi è sembrato che il Pibe de Oro non solo sia lo sponsor forzato di buona parte dell'economia sommersa partenopea, ma anche il taumaturgo dell'intera città. E per il popolino, sempre alla ricerca di santi protettori, la febbre di Maradona – che ormai fa concorrenza perfino a [[San Gennaro]] – ha veramente qualcosa di religioso. Non a caso, come i santi, lo hanno messo recentemente nel presepe. Non a caso, sempre come si fa con i santi, hanno battezzato tanti bambini con il suo nome.
*Cantava qualche anno fa [[Pino Daniele]]: "Napule è mille culure...". Da quando la squadra di [[Rino Marchesi|Marchesi]] ha ripreso a vincere e Maradona a segnare, la città partenopea non ha più "mille colori", ma solo due: il bianco e il celeste, cioè quelli della formazione di casa.
*{{NDR|Sulla tripletta allo [[stadio San Paolo]] il 24 febbraio 1985 nella partita Napoli - Lazio}} Erano contro due squadre. Uno dei 22 calciatori ha segnato tre goal da antologia al povero portiere [[Fernando Orsi|Orsi]]: il primo agganciando di destro e calciando al volo di sinistro, il secondo con pallonetto, il terzo dalla bandierina del corner. Infine, lo stesso giocatore, con un assist impeccabile, ha fatto realizzare un quarto goal ad un suo compagno. Le due squadre, come tutti sanno, erano Napoli e Lazio. Il fuoriclasse, balzato nella classifica cannonieri al secondo posto dopo [[Platini]] non poteva che essere lui: Diego Armando Maradona che, come l'attore-regista [[Massimo Troisi]], può davvero ricominciare da tre.
===[[Franz Krauspenhaar]]===
*A [[Napoli]] divenne napoletano espanso, portò la follia del tango e di un paese troppo esteso e svariato in una rocca antica, piena di contraddizioni e frustrazioni temperate da una tragica allegria; a Napoli divenne [[Masaniello]] d'un sogno, conquistador d'una isola nella quale la [[Curzio Malaparte#La pelle|pelle di Malaparte]] s'era seccata da decenni attendendo una sutura.
* [[Araba fenice]] d'una ''favela'' grande come il mondo, o di un mondo tutto riassunto in favela: ricco come pochi sportivi, Maradona manteneva dentro di sé la fame delle origini scassate, come se la sua anima fosse rimasta povera e disperata, con nulla da perdere. Perciò, arrivò a perdere quasi tutto: l'anima, il corpo, la vita; prima di risorgere all'ultimo minuto.
* Il grande, lungo canto a [[Campionato mondiale di calcio 1986|Messico 86]], contro l'Inghilterra detestata, quel mezzo giro di trottola a metà campo e la lunga corsa, il saltello continuato del sinistro a sfiorare la sfera, dentro il dribbling di cerveza ubriacante, mezza Inghilterra lasciata col sedere per terra, fino al gol, il capolavoro d’azione, il grande, lungo canto di Maradona.
===[[Fernando Orsi]]===
*Ho preso tanti gol nella mia vita, ma averli subiti da lui è stato un onore, sono quei gol che non ho mai pensato fossero banali e ne sono fiero, perché parliamo di uno dei giocatori più forti della storia del calcio. [...] Per me è stato un grande onore, perché aver giocato contro un fenomeno come lui ti lascia dei ricordi indelebili per tutta la vita, affrontare un giocatore come lui è un picco importante della carriera di qualsiasi giocatore di calcio.
*Se ne va un pezzo della mia vita. Addio Maradona, forse finalmente lassù troverai la pace che meriti.
*{{NDR|Sui due gol-capolavoro subiti da Maradona come portiere nella partita contro il Napoli del 24 febbraio 1985}} Sono due gol rimasti nella storia. Al termine della partita non mi disse nulla ma io dico sempre che se mi avessero dato un centesimo per ogni volta che quei gol sono passati in televisione io oggi sarei milionario.
===[[Jorge Valdano]]===
*Come sono fragili gli dei del calcio, vero? Diego vive nell'immaginario collettivo come un eroe che ha compiuto l'impresa di renderci felici e vincenti; ma quello è un miracolo pericoloso, come sono pericolosi i bei ricordi che non ti danno una seconda possibilità. Perché senza il pallone, Maradona è solo un uomo che non trova la maniera di essere all'altezza del suo ricordo perfetto. Né ai suoi occhi né agli occhi degli altri.
*Credevo che Diego ripulisse il calcio da ogni male e lo abbellisse con ogni bene, perché in lui coincidevano il genio e la tecnica. Non mi ero soffermato sul corpo. Da allora, Maradona è stato grasso e magro, lento e rapido, sano e infortunato. In varie occasioni, frettolosi specialisti arrivarono a stendere per lui un anno di morte calcistica, probabilmente dimenticando che i gatti, oltre a godere del privilegio di non allenarsi, hanno sette vite. A Maradona ne restavano ancora diverse.
*Di Maradona basta dire che tutto quel che faceva su un campo di calcio era perfettamente irragionevole.
*Non c'è da preoccuparsi. Il talento calcistico più grande del mondo è custodito in un luogo perfetto: il corpo di Diego Armando Maradona. Il deposito del tesoro – quel cofanetto di ossa, muscoli e tendini che racchiude innumerevoli malizie calcistiche – è in se stesso una meraviglia.
*Tifosi di tutti i quartieri tradivano le loro squadre del cuore per vedere quel genio per il quale un fazzoletto di terreno era più di un latifondo. Alcuni lo confusero con Dio, e quando sei poco più che un bambino non hai motivo di mettere in dubbio l'opinione dei grandi.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Diego Armando Maradona, ''Io sono el Diego'', traduzione Alberto Bracci, Fandango Libri, 2002. ISBN 8887517312
*[[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', ''Dalai Editore'', 1992. ISBN 88-8598-826-2 ([http://books.google.it/books?id=bWPm4d23hDUC Anteprima su Google Books])
==Filmografia==
*''[[Tifosi]]'' (1999)
==Voci correlate==
*[[Hugo Maradona]] – fratello
*[[Mano de Dios]]
*''[[Maradona - La mano de Dios]]''
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Maradona, Diego Armando}}
[[Categoria:Allenatori di calcio argentini]]
[[Categoria:Calciatori argentini]]
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/* Citazioni su Diego Armando Maradona */
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Maradona 2010-1.jpg|thumb|Diego Armando Maradona nel 2009]]
'''Diego Armando Maradona''' (1960 – 2020), calciatore e allenatore argentino.
==Citazioni di Diego Armando Maradona==
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel giugno 1978}} Ho due sogni: il primo è giocare un Mondiale, il secondo è vincerlo.<ref name=mediaset>Citato in Christian Padelli ed Enrico Turcato, ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/articoli/articolo45449.shtml Maradona: mezzo secolo nel pallone]'', ''sportmediaset.it'', 29 ottobre 2010.</ref>
*{{NDR|5 luglio 1984, durante la presentazione ufficiale allo stadio San Paolo davanti a 70.000 spettatori}} Voglio diventare l'idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perché loro sono come ero io a Buenos Aires.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|9 novembre 1985, dopo aver assistito in Vaticano alla Messa di [[Papa Giovanni Paolo II|Giovanni Paolo II]]}} Sì, ho litigato col Papa. Ci ho litigato perché sono stato in Vaticano, e ho visto i tetti d'oro, e dopo ho sentito il Papa dire che la Chiesa si preoccupava dei bambini poveri. Allora venditi il tetto amigo, fai qualcosa!<ref name=mediaset/>
*{{NDR|22 giugno 1986, prima della partita con l'Inghilterra}} In campo non ci si batte con le armi, bensì col [[pallone da calcio|pallone]]. E comunque no, non so parlare in inglese, ma anche se lo conoscessi non lo parlerei.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|1° agosto 1986}} Dio è giusto, quindi il Napoli non verrà penalizzato. Del processo per il calcio scommesse non voglio neanche sentir parlare, adesso devo solo concentrarmi sul prossimo campionato. Possiamo lottare per lo scudetto, ma i tifosi non devono illudersi. Non dobbiamo montarci la testa, ma essere consapevoli dei nostri limiti, proprio come l'Argentina in Messico.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|30 luglio 1987, dopo aver fatto visita a Fidel Castro}} D'ora in avanti ricorderò sempre i bei momenti trascorsi qui da voi e non dimenticherò che devo ritornare per ripagarvi di tutto ciò. Mi piacerebbe diventare 'il padrino' del calcio cubano.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|1° maggio 1988, prima della partita con il Milan}} Voglio un tifo incredibile domenica, non voglio nessuna bandiera del Milan, non voglio assolutamente una, perché quando noi andiamo fuori Napoli non siamo nessuno e ci mancano di rispetto tutti quanti, e noi dobbiamo fare lo stesso con loro!<ref>Da un'intervista a Canale 34 Telenapoli; citato in ''[http://www.napolimagazine.com/calcio/articolo/video-amarcord-maradona-non-voglio-una-sola-bandiera-del-milan- Video amarcord - Maradona: "Non voglio una sola bandiera del Milan"]'', ''napolimagazine.com'', 14 novembre 2012.</ref>
*{{NDR|21 maggio 1989, entrando al San Paolo con la Coppa UEFA appena conquistata}} Il più bello dei miei trofei? L'ultimo perché è più recente.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|31 agosto 1989}} Con il Napoli è davvero finita. Io continuo ad andare d'accordo con [[Luciano Moggi|Moggi]], ma non con il presidente [[Corrado Ferlaino|Ferlaino]]: quindi non torno. Moggi è una persona eccezionale, Ferlaino no.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|10 settembre 1989}} Son tornato per la [[Napoli|città]] e per i tifosi.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|8 marzo 1990, Maradona spiega la sua esclusione in Lecce-Napoli}} Bigon ha detto di aver bisogno di undici persone che corressero. Allora gli ho fatto presente che non poteva contare su di me, io non ho mai corso in vita mia.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Non ci ripenserò [...] il mio ritiro dalla ''Selección'' è davvero ufficiale.<ref>Citato in Bruno Bernardi, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,20/articleid,1305_02_1990_0178_0020_18937371/ «Colpiti dalla mafia»]'', ''La Stampa'', 9 luglio 1990, p. 20.</ref>
*C'è una mafia nel calcio. Spiegherò a mia figlia Dalmita che non le <!--la fonte: «gli»--> porto la Coppa d'oro perché, quando ti danno un rigore inesistente come quello su [[Rudi Völler|Voeller]], questa è mafia. C'è una Mano nera nel calcio e l'arbitro messicano [[Edgardo Codesal Méndez|Codesal Mendez]] non è stato capace di disubbidire al suo padrone.<ref name=Fifa>Citato in Bruno Bernardi, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,33/articleid,0909_01_1990_0158_0030_25060676/ Maradona accusa, c'è una mafia nel calcio]'', ''La Stampa'', 10 luglio 1990, p. 33.</ref>
*Quando succede come all'Olimpico, è mafia: hanno fischiato un rigore contro Maradona. Ho pagato, l'Argentina ha pagato, perché dissi che il sorteggio era stato pilotato, falsato, e perché mi chiesi dove finiva il denaro della Fifa. Non ho dato la mano a [[João Havelange|Joao Havelange]] e non gliela darò mai. Tutti i protagonisti della finale hanno donato le loro maglie all'Unicef, ma la Fifa non ha fatto nulla per i bambini poveri.<ref name=Fifa/>
*Così non mi sta bene. Per 25' l'arbitro ha fischiato solo una punizione a nostro favore. Allucinante. L'espulsione di Monzon al suo primo vero fallo. Questa è mafia. Ricordo con il Camerun che Vautrot estrasse il cartellino rosso dopo numerosi falli. La grande favorita era la Nazionale italiana e nessuno accreditava all'Argentina un posto in finale. In tutto questo, però, l'Italia non c'entra.<ref name=Fifa/>
*Fischiare l'inno è da ignoranti. So che mi aspetta un anno molto duro, ma i napoletani sapranno difendermi.<ref name=Fifa/>
*Tornerò per vincere su tutti i campi italiani ed europei: voglio portare a Napoli la Coppa dei Campioni, l'unico trofeo che mi manca, per il resto ho vinto tutto.<ref name=Fifa/>
[[Immagine:Maradona-Mundial 86 con la copa.JPG|thumb|Maradona con la Coppa del Mondo vinta nel 1986]]
*{{NDR|Dopo essere stato trovato positivo alla cocaina, 15 agosto 1991}} So di aver fatto del male prima di tutto a me stesso e quindi alla mia famiglia, alle mie figlie. Credo che in futuro imparerò a volermi più bene, a pensare di più alla mia persona. Non mi vergogno però. Non ho fatto male a nessuno, salvo a me stesso e ai miei cari. Mi dispiace, sento una profonda malinconia, soltanto questo. [...] Non voglio più essere costretto a giocare anche quando non sono in grado, a farmi infiltrare di cortisone perché devo essere in campo per forza per gli abbonamenti, per gli incassi, perché bisogna vincere a qualunque costo per lo scudetto o per la salvezza, perché in ogni partita ci si gioca la vita. A me gli psicologi stanno cercando di levarmi il vizio della cocaina, non quello di vivere.<ref name=mediaset/>
*Mi hanno ucciso quando volevo rientrare per dimostrare alle mie due figlie che posso lottare con dei ventenni. Nel [[Stati Uniti d'America|paese della democrazia]] non mi hanno lasciato parlare, e non mi hanno permesso di dire ciò che sento. Con la mia uscita dal mondiale è uscito anche un intero paese e sono usciti anche quelli che mi vogliono bene.<ref>Citato in [[Gianni Minà]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/07/02/mi-stavo-disintossicando.html?ref=search Mi stavo disintossicando]'', ''la Repubblica'', 2 luglio 1994.</ref>
*Mi hanno ammazzato. Ma chi mi ha voluto morto, sappia che non sono un eroe di cartapesta, non sono un drogato, non ne avevo bisogno per tornare ai vertici. In Italia avevo sbagliato, avevo pagato con 15 mesi: ma adesso è tutto diverso. Nessuno comprerà il mio cervello, si sono serviti sempre di me. Non consentirò a nessuno di infangarmi: a costo di portarli in tribunale. Mi hanno dato l'ergastolo, ma io sono onesto, e adesso chiedo solo giustizia. La gente a Napoli mi ha sempre amato perché io sono stato dalla parte dei deboli. Questa storia non è finita qui.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/07/03/mi-hanno-usato-distrutto.html?ref=search Mi hanno usato e distrutto]'', ''la Repubblica'', 3 luglio 1994.</ref>
*Se prima avevo detto che la Fifa mi aveva tagliato le gambe, adesso dico che mi ha finito di tagliare il corpo. La mia squalifica è ingiusta: un comportamento da famiglia mafiosa.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1994/settembre/03/Maradona_accusa_FIFA_siete_mafiosi_co_8_9409032015.shtml Maradona accusa la FIFA: "siete mafiosi"]'', ''Corriere della Sera'', 3 settembre 1994, p. 37.</ref>
*[[João Havelange|Havelange]] mio padre? Se lo fosse lo ucciderei.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1995/gennaio/17/Maradona_ucciderei_Havelange_co_0_950117936.shtml Maradona: ucciderei Havelange]'', ''Corriere della Sera'', 17 gennaio 1995, p. 37.</ref>
*Tutti dicono: questo è stato il migliore del Barcellona, questo è stato il migliore del Real Madrid, questo è stato il migliore del Chelsea, questo è stato il migliore... Io sono orgoglioso di essere stato il migliore a [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]].<ref>Nel 1995; dopo la consegna del Pallone d'oro alla carriera; nell'omonimo speciale del programma televisivo ''Tifosi Napoletani''.</ref>
*{{NDR|10 gennaio 1996}} Sono risultato positivo per cocaina di proposito, l'ho fatto perché volevo andar via da Napoli.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|8 ottobre 1996}} Ci devono ascoltare e rispettare, siamo noi i protagonisti del calcio. In questo mondo dove contano solo i soldi, gli affari e le aziende, bisogna ripensare all'uomo e metterlo al centro di tutto. Non permettiamo il contrario. Ora brindiamo. Vi abbraccio.<ref name=mediaset/>
*Fra [[Zdeněk Zeman|Zeman]] e [[Sven-Göran Eriksson|Eriksson]], scelgo quest'ultimo: umanamente vince dieci a zero. [...] Il mister giallorosso non mi piace, ha infangato giocatori di grande valore come [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Gianluca Vialli|Vialli]] senza averne le prove. E poi, scusatemi, lui non vive di calcio? E allora perché sputare nel piatto dove mangi?<ref name=Maradona>Citato in Bruno Tucci, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1998/novembre/30/Maradona_attacca_Zeman_co_0_98113010207.shtml?refresh_ce-cp Maradona attacca Zeman]'', ''Corriere della Sera'', 30 novembre 1998, p. 40.</ref>
*Al Napoli andrei di corsa. A una condizione: che vada via subito Juliano. In questo caso, parlerei con Ferlaino domani stesso. Il signor Juliano si è permesso di dire che io al Napoli non potrei fare il padrone come faccio a casa mia. Vi assicuro, è la pura e sacrosanta verità.<ref name=Maradona/>
*Se sono favorevole ai controlli {{NDR|antidoping}}? Ci mancherebbe altro! Solo che li estenderei ai dirigenti delle squadre di calcio, perché bastano quattro sconfitte di seguito, ed ecco che subito entrano negli spogliatoi per ordinare agli allenatori di somministrare ai giocatori dosi da cavallo. Avete capito a che punto siamo arrivati? Se poi mi chiedete se ho avuto esperienze personali a proposito, vi rispondo di no. Il mio è stato soltanto un problema personale, lo conosce tutto il mondo.<ref name=Maradona/>
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 2002]]}} La somma di un torneo mediocre. Impossibile immaginare un'altra partita. La peggior Germania di tutti i tempi e un Brasile scadente, di solisti. Sinceramente: mi sono annoiato. Un grande portiere, Marcos. Un grande goleador, [[Ronaldo]]. Ma i migliori sono stati [[Rivaldo]] e Roberto Carlos.<ref name=Giappone>Citato in Roberto Beccantini, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,0287_01_2002_0178_0033_2555419/ Maradona «Che brutto Mondiale»]'', ''La Stampa'', 2 luglio 2002, p. 31.</ref>
*{{NDR|Su [[Ronaldo]]}} Mi auguro che torni quello di una volta, le ginocchia lo condizionano, si è notato da come tirava contro Kahh nel primo tempo. Movimenti innaturali, dettati dalla paura e da tutto quello che ha passato. Se recupera, potrà essere "the best" nel 2006. Oggi non lo è. Al massimo, lo si può premiare per il cuore e per il coraggio.<ref name=Giappone/>
*{{NDR|"Per il gol segnato all'Italia, Ahn rischia di perdere il posto di lavoro"}} Avrei fatto lo stesso. Doveva difendere la sua bandiera. Un atto di estrema nobiltà: prima che al contratto, ha pensato al suo Paese. Nello stesso tempo, non è giusto giudicare tutti gli italiani per la stupidità di uno.<ref name=Giappone/>
*[...] miglior giocatore del mondo: sì, [[Francesco Totti|Totti]] mi convince più di Zidane e di Beckham. Sa rendere semplici le cose difficili, sa far giocare bene la squadra.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/febbraio/20/Maradona_Totti_numero_uno_mondo_co_10_040220035.shtml Maradona: Totti numero uno al mondo]'', ''Corriere della Sera'', 20 febbraio 2004.</ref>
*{{NDR|27 maggio 2005, dopo aver visto la finale Milan-Liverpool}} Nemmeno il Brasile che vinse la Coppa del mondo nel 1970 avrebbe rimontato da 0-3.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|Su [[Luciano Moggi]]}} Con me, è sempre stato un signore. Contro di lui, non ho nulla da dire. Anzi, ne conservo un buon ricordo. Se ha delle colpe, sicuramente non saranno uniche, le sue.<ref>Citato in Mimmo Malfitano, ''Maradona, dalla festa alla caserma'', ''La Gazzetta dello Sport'', 7 giugno 2006.</ref>
*{{NDR|31 ottobre 2008, prime dichiarazioni da CT dell'Argentina}} Giocheremo contro la Scozia e lavoreremo bene per quell'appuntamento. Andrò in un paese dove mi adorano: mi amano perché ho segnato un famoso gol all'Inghilterra e tra inglesi e scozzesi non corre molto buon sangue.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|Dopo Real Madrid-Juventus (0-2) del 5 novembre 2008, dove Del Piero siglò una storica doppietta}} Certo che [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] non invecchia veramente mai!<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/champions_league/2008/11/06-8686/Del+Piero+%C3%A8+meglio+%27e+Maradona Del Piero è meglio di Maradona]'', ''tuttosport.com'', 6 novembre 2008.</ref>
*{{NDR|In risposta a [[Pelé]], che lo definì «mal esempio» nel 2009}} Non so, egli debuttò con un ragazzo, quindi non so cosa è buon esempio o mal esempio.
:''[En respuesta a Pelé, quien lo definió «mal ejemplo» en el 2009] No sé, él debutó con un pibe, así que no sé lo que es buen ejemplo o mal ejemplo.''<ref>{{es}} Da ''[http://www.3tv.cl/index.php?m=video&v=3033 Diego Maradona: "Pelé debutó sexualmente con un pibe"]'', ''3tv.cl'', 27 marzo 2009.</ref>
*{{NDR|Sulla prima convocazione di [[Gonzalo Higuaín|Higuaín]]}} Avevo bisogno di un attaccante come lui, uno che sa smarcarsi con facilità. Grazie a lui esalteremo le doti di [[Lionel Messi|Messi]] e [[Pablo Aimar|Aimar]], è l'attaccante più completo che abbiamo.<ref>Citato in ''[http://www.goal.com/it/news/772/mondiali-2010/2009/10/09/1550884/addio-francia-maradona-convoca-higuain-e-lo-sottrae-a Addio Francia! Maradona convoca Higuain e lo sottrae a Domenech: "Ci serviva uno così"]'', ''goal.com'', 9 ottobre 2009.</ref>
*Vedere giocare Messi è meglio che fare sesso.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/marzo/23/Messi_Pulce_scala_hit_parade_co_9_100323076.shtml Messi, la Pulce scala l'hit parade mondiale. Ora è lui il numero uno]'', ''Corriere della Sera'', 23 marzo 2010.</ref>
*{{NDR|[[Lionel Messi]]}} Gioca a calcio come Gesù. La cosa migliore è che Leo sia argentino, non brasiliano, spagnolo, tedesco, francese o italiano e tutti dovranno riconoscere che il migliore del mondo è nato in questo paese.<ref>Citato in ''Tuttosport'', 8 aprile 2010, p. 9.</ref>
*Spero di allenare l'Argentina ancora per molti e molti anni, ma poi vorrei realizzare un altro sogno, visto che i sogni non muoiono mai: allenare il [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]].<ref name="Ilpost26Giu2010">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2010/06/26/maradona-spero-di-allenare-il-napoli/ Maradona: "Spero di allenare il Napoli"]'', ''ilpost.it'', 26 giugno 2010.</ref>
*Io la mia carriera l'ho fatta e Messi sta facendo la sua. Sarà la storia a decidere chi sarà il migliore. Ad alcuni piace di più Maradona, altri dicono per Lionel. Siamo due argentini che possono vincere nel calcio europeo mentre molti non riescono a passare neppure il Rio de la Plata. Per rispetto a Leo non dico che lui è il migliore o io fui il migliore. Bisogna lasciarlo tranquillo. Io voglio molto bene a Leo e godo molto vederlo giocare. Siamo due argentini. Immaginate come starà il "morocho" {{NDR|Pelè}}?
:''Yo mi carrera la hice y Messi la está haciendo. Será la historia la que decida. Al final de la historia se verá quién fue el mejor: si Maradona o Messi. A algunos les gustará más uno o el otro. Pero hoy no hay Maradona o Messi. Somos dos argentinos que pudimos ganarle al fútbol europeo como nosotros, cuando muchos ni cruzaron el Río de la Plata. Por respeto a Lio no digo si él es mejor o yo fui mejor. Hay que dejarlo tranquilo. Lo quiero mucho a Lio y lo disfruto cuando lo veo en la cancha. Je... Somos los dos argentinos. ¡Imaginate cómo estará el morocho..!''<ref>{{es}} Citato in ''[http://www.clarin.com/deportes/futbol/Maradona-final-historia-vera-mejor_0_471553044.html Maradona: "Al final de la historia se verá quién fue el mejor"]'', ''clarín.com'', 29 aprile 2011.</ref>
*Sì, [[Lionel Messi|Messi]] è il nuovo me. Tanti sono stati accostati a me, ma credo che con lui si sia definitivamente trovato il mio erede. È capace di azioni uniche, di magie irripetibili con il pallone, e tutto ciò lo rende speciale. Ma non solo: è un fenomeno anche nel gioco di squadra, sacrificandosi spesso per i compagni. Pressa e difende come tutti gli altri in fase di non possesso. E poi, quando gli arriva la sfera, è capace di cose che non ti aspetteresti mai.<ref>Dall'intervista ''Messi IS the new me – Maradona'', ''The Sun'', 28 maggio 2011; citato in ''[http://www.calciomercatoweb.it/notizie-calcio/2011/05/28/barcellona-maradona-incorona-messi-e-il-mio-erede/ calciomercatoweb.it]''.</ref>
[[Immagine:Diego Maradona cropped.jpg|thumb|Maradona nel 2006]]
*La [[Fédération Internationale de Football Association|Fifa]] è governata da dinosauri. [[Joseph Blatter|Blatter]] è uno che non ha mai tirato un calcio ad un pallone e dunque credo sia la persona meno opportuna per ricoprire un ruolo istituzionale così importante.<ref>Citato in ''[http://it.eurosport.yahoo.com/04062011/45/qualificazioni-euro-2012-maradona-in-fifa-ci-i-dinosauri.html Maradona "In Fifa ci sono i dinosauri"]'', ''eurosport.com'', 4 giugno 2011.</ref>
*Non capisco molto [[Leonardo Nascimento de Araújo|Leonardo]]. Non l'ho capito quando è passato dal Milan all'Inter e capisco ancora meno quello che fa oggi con il Psg. Mi chiedo se sia un giocatore, un allenatore, un agente o un petroliere. Non capisco. Questa è la prova che nel calcio saper fare lobby paga.<ref>Citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/calcio/calcio_estero/ligue_1/2012/01/08-214318/Maradona+contro+Leonardo+%C2%ABNon+so+chi+%C3%A8+e+cosa+fa%C2%BB Maradona contro Leonardo «Non so chi è e cosa fa»]'', ''corrieredellosport.it'', 8 gennaio 2012.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Piuttosto che appartenere alla famiglia [[Fédération Internationale de Football Association|Fifa]] preferisco essere orfano.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20130425143614/http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=180802&sez=SPORT Maradona: «Pelé torni al museo e prenda la pillola giusta»]'', ''ilmattino.it'', 10 febbraio 2012.</ref>
*Mi chiedo se [[Leonardo Nascimento de Araújo|Leonardo]] è un giocatore, un allenatore, un agente o un mercante di petrolio. Non capisco. Questa è la prova che nel calcio saper fare lobbing alla fine paga.<ref>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/30-12-2012/blob-2012-913634965312.shtml Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare]'', ''gazzetta.it'', 30 dicembre 2012.</ref>
*{{NDR|Su Gonzalo Higuain}} Adesso la mia previsione mi conferma il pronostico ancor di più e avendo avuto la notizia che il pipita e il nuovo attaccante del [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] la mia gioia è doppia perché sempre più azzurra, in primis sono contento per il giocatore che è sempre stato un mio degno pupillo e poi sono sicuro che potrà dare delle grandi soddisfazioni ai miei concittadini e tifosi [[Napoli|Napoletani]] che meritano il rispetto dell'[[Italia]] intera e dell'[[Europa]] calcistica perché sono l'esempio dello sport e dei valori sani, e poi un vero argentino non può mai giocare a [[Torino]]...<ref>Tramite il suo avvocato; citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/calciomercato/2013/07/24-268462/Maradona%3A+%C2%ABUn+vero+argentino+non+gioca+a+Torino%C2%BB Maradona: «Un vero argentino non gioca a Torino»]'', ''tuttosport.com'', 24 luglio 2013.</ref>
*[[Carlos Tévez|Carlitos]] sente la maglia, è il giocatore del popolo. Non è morto, è stato ucciso.... Ha litigato con Grondona e Bilardo e l'hanno fatto fuori dall'Argentina.<ref name=radiopop>Da un'intervista a ''Radio Pop''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/28-12-2013/maradona-icardi-traditore-miei-tempi-avremmo-picchiato-turno-201930221462.shtml Maradona: "Icardi è un traditore, ai miei tempi l'avremmo picchiato a turno"]'', ''gazzetta.it'', 28 dicembre 2013.</ref>
*Secondo me [[Mauro Icardi|Icardi]] è un traditore. Va a casa {{NDR|di Maxi Lopez}}, gioca a fare l'amico e poi gli soffia la donna. Questo è tradimento. Ai nostri tempi, solo se guardavi la donna di un compagno, nello spogliatoio ci saremmo alternati per prenderlo a pugni.<ref name=radiopop/>
*[[Mauro Icardi|Icardi]] non è della famiglia del calcio.<ref>Da un'intervista dopo la Partita della pace, 1 settembre 2014; citato in Alessio D'Urso e Gaetano Imparato, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/01-09-2014/calcio-partita-pace-baggio-dinho-eto-o-campo-il-papa-90323482706.shtml Il Papa a Maradona: "Ti aspettavo". Diego show con Baggio, poi si infuria: "Icardi non doveva giocare"]'', ''gazzetta.it'', 1º settembre 2014.</ref>
*[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Cristiano]] è un predatore davanti alla porta. Non puoi permettergli di tirare da nessuna parte nella metà campo avversaria. I portieri hanno paura di lui. Bisogna essere onesti, i portieri hanno paura di Cristiano. Non hanno poi così tanta paura di Messi da quel punto di vista, perché non ha la stessa potenza di Cristiano. Cristiano è un professionista incredibile. Credo che in questo momento sia allo stesso livello di Messi. Non è che Messi sia migliore di Ronaldo o che Ronaldo sia migliore di Messi. Penso che siano allo stesso livello.
:''Cristiano is a predator in front of goal. You can't let Cristiano shoot from anywhere in the opposition half. Goalkeepers are scared of him. You have to be honest, goalkeepers are scared of Cristiano. They are not so scared of Messi in those areas because he doesn't have the same power as Cristiano. Cristiano is an incredible professional. I think at this present time he is right up there at Messi's level. It's not the case that Messi is better than Ronaldo or Ronaldo is better than Messi. I think they are at the same level''.<ref>{{en}} Dall'intervista di Guillem Balaugue, ''[https://www.skysports.com/football/news/11668/9844624/diego-maradona-jose-mourinho-still-greater-than-pep-guardiola Diego Maradona: Jose Mourinho still greater than Pep Guardiola]'', ''skysports.com'', 10 maggio 2015.</ref>
*[[Lionel Messi|Leo]] è ancora alla ricerca di un suo stile e credo che lo troverà presto. Il mio era riconoscibilissimo già agli inizi della carriera. Forse è per questo che potrei essere indicato come migliore di Leo. Ha segnato più gol? Vero, ma i miei erano molto più belli.<ref>Da un'intervista alla ''CNN'', citato in Alessandra Stefanelli; ''[http://m.tuttomercatoweb.com/altre-notizie/maradona-messi-segna-di-piu-i-miei-gol-erano-piu-belli-680257 Maradona: "Messi segna di più? I miei gol erano più belli"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 14 maggio 2015.</ref>
*La [[Juventus Football Club|Juve]] è dentro l'arbitraggio italiano. [...] Hanno dei giocatori fantastici dentro la Federazione. Qualsiasi problema abbia in campo, il giocatore delle Juve ha ragione.<ref>Da un'intervista del 25 aprile 2016 all'emittente televisiva Piuenne. [https://twitter.com/angelo_forgione/status/1250814250601365504 Video] disponibile su ''twitter.com''.</ref>
*{{NDR|[[Cristiano Ronaldo]]}} [...] è un marchio registrato, un fuoriclasse incredibile, lo farei giocare anche di notte perché lui non si nasconde mai, non chiede di restare fuori se ha un doloretto alla caviglia. E che carisma! Va in campo come se andasse al bagno, con la stessa naturalezza.<ref name=crosetti>Dall'intervista di [[Maurizio Crosetti]]; ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2016/06/10/news/la_pace_di_maradona_pele_e_come_ali_italia_che_problema_un_ct_in_partenza_maurizio_crosetti-141711298/ La pace di Maradona: "Pelé è come Ali. Italia, che problema un ct in partenza"]'', ''repubblica.it'', 10 giugno 2016.</ref>
*{{NDR|[[Paul Pogba]]}} Vale la felicità di chi lo guarda [...]<ref name=crosetti/>
*Se uno dopo essere andato via dice che è stato doloroso, allora non è stato doloroso. Non serve a niente dire questo. Higuaín ha sbagliato a tramare alle spalle della società e dei napoletani. Se fosse andato alla Juve in modo pulito non sarebbe stato odiato dai napoletani. Un giocatore che fa 36 gol è normale sia voluto da tutti, ma ci sono modi e modi per andar via.<ref>Da un'intervista rilasciata a ''PiùEnne''; citato in ''[http://m.tuttonapoli.net/in-primo-piano/rileggi-live-maradona-parlero-con-adl-a-madrid-ho-tante-idee-higuain-ha-tramato-alle-spalle-sul-real-mughini-diego-jr-ed-i-cinesi-301314 RILEGGI LIVE - Maradona: "Parlerò con ADL a Madrid, ho tante idee! Higuain? Ha tramato alle spalle! Sul Real, Mughini, Diego jr ed i cinesi..."]'', ''tuttonapoli.net'', 18 gennaio 2017.</ref>
*[[Francesco Totti]] re di Roma! È e sarà il miglior giocatore che abbia visto in vita mia!<ref>Da un [https://www.facebook.com/diegomaradona/photos/a.457499340968087/1471165366268141 post] su ''facebook.com'', 21 maggio 2017.</ref>
*Dedico la vittoria {{NDR|Dorados de Sinaloa 3-2 Tampico}} a [[Nicolas Maduro|Maduro]] e al popolo venezuelano che sta soffrendo per la politica imperialista degli sceriffi del mondo, che sono gli yankees. Sono convinti di poter spadroneggiare e di metterci paura solo perché possiedono la bomba più potente del mondo. Oggi più che mai sono vicino a Maduro. Che quel burattino di [[Donald Trump|Trump]] sappia che non lo temiamo. Il popolo venezuelano non si farà piegare dalla sua tirannia e dalla sua politica del terrore.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2019/04/03/trump-burattino-maradona-rischia-stop_95302c0d-993d-43c8-bc43-ace7cf9dee37.html "Trump burattino", Maradona rischia stop]'', ''ansa.it'', 3 aprile 2019.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} [[Lionel Scaloni|Scaloni]] è una brava persona, ma non è capace di dirigere neanche il traffico. Figuriamoci l'Albiceleste... Come possiamo lasciare la nostra Nazionale nelle sue mani? Ma siamo impazziti? Scaloni dice di essere preparato, ma non l'ho mai visto segnare neanche un gol con la maglia dell'Argentina.<ref>Dall'intervista rilasciata a ''El Clarìn'', citato in ''[https://archivio.tuttomercatoweb.com/2018/maradona-attacca-il-ct-scaloni-non-gli-farei-dirigere-neanche-il-traffico-1163277 Maradona attacca il ct Scaloni: "Non gli farei dirigere neanche il traffico"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 1° ottobre 2018.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Noi argentini abbiamo questo ragazzo, Scaloni, che è stato spinto al ruolo di ct e dunque non ha colpe. Il problema è che se lui dice "voglio andare al Mondiale" io gli rispondo che al massimo può andare a quello di motociclismo, non di calcio. Mi arrabbio quando penso che un allenatore senza alcun titolo è il ct della mia Nazionale [...].<ref>Citato in ''[https://archivio.tuttomercatoweb.com/2018/maradona-su-scaloni-lui-ct-al-mondiale-solo-quello-di-motociclismo-1182361 Maradona su Scaloni: "Lui ct al Mondiale? Solo quello di motociclismo"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 22 novembre 2018.</ref>
===Citazioni non datate===
*I [[Calcio di rigore|rigori]] li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli.<ref>Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, ''Se l'ammazzi fai pari. 966 battute, aforismi, citazioni ed eccitazioni sul mondo dello sport'', Zelig, 2004. ISBN 8888809309</ref>
*Lo giuro sulle mie figlie: non mi sono mai drogato.<ref>Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2116 p. 2116]. ISBN 8880898620</ref>
*{{NDR|A [[Giampiero Boniperti]]}} Se fossi venuto alla Juve quando dovevo, magari avrei avuto una vita privata più serena.<ref>Citato da [[Giampiero Boniperti]] nell'intervista di Roberto Beccantini ''[http://web.archive.org/web/20080704011824/http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/quijuve/200807articoli/15545girata.asp Boniperti: "La mia Italia seppe risollevarsi, questa è diversa"]'', ''lastampa.it'', 3 luglio 2008.</ref>
==''Io sono el Diego''==
*Voglio diventare l'idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perché loro sono come ero io a Buenos Aires.
*So di non essere nessuno per cambiare il mondo, ma non voglio che entri qualcuno nel mio per condizionarlo.
*Negli ultimi tempi in Italia ero come un bolide di Formula Uno che andava a trecento all'ora e non si fermava mai. Ma questo non importava a nessuno. Pensa che quando fui arrestato a Buenos Aires, qualcuno che conta mi ha detto "E adesso, che dirà mio figlio?". Non gli fregava niente del Maradona in crisi, dell'uomo prostrato, in difficoltà, distrutto, bisognoso di aiuto, era solo preoccupato dell'idolo infranto, del giocattolo che s'era rotto. E non gli passava nemmeno per la testa che l'esempio per suo figlio dovesse essere lui, non un giocatore di pallone. Forse poteva essere così una volta, quando lo sport era diverso e noi non eravamo solo gli ingranaggi di una macchina di immensi interessi economici, politici, industriali, di immagini. E poi anche se fosse così, la realtà è che io non me la sentivo più di essere un simbolo, di rappresentare qualcosa, di reggere tutto lo stress che procura questa macchina, questo calcio. Confesso la mia incapacità, la mia fragilità, anche se la mia presunzione, il mio orgoglio mi facevano apparire diverso.
*{{NDR|Su [[Pelé]]}} Come giocatore è stato il massimo, però non ne ha saputo approfittare per far progredire il calcio. Lui pensava politicamente, pensava che sarebbe potuto diventare il presidente dei brasiliani... avrei preferito che si proponesse come me, per presiedere un'associazione in difesa dei diritti dei giocatori, che si occupasse di Garrincha e non lo lasciasse morire nell'indigenza, che lottasse contro le azioni dei potenti che ci limitano... Non voglio mettermi a confronto con lui, l'ho sempre detto e lo ripeto. E quando dico di mettermi a confronto con lui non parlo solo di questioni calcistiche... ho avuto molte opportunità di incontrarlo... era una questione di pelle, ci urtavamo troppo; ci vedevamo e partivano le scintille.
*{{NDR|Su [[Johan Cruijff]]}} Sono riuscito a vederlo solo al tramonto, ma mi è sembrato un giocatore fantastico. Era più veloce degli altri, sia fisicamente che mentalmente, e sfruttava bene le sue doti. Accelerava come Caniggia, da uno a cento e poi frenava. E aveva una visione del campo impressionante. Qualche volta ha detto delle fesserie su di me, senza conoscermi bene.
[[Immagine:Maradona Soccer Aid 2.jpg|thumb|Maradona nel 2006]]
*{{NDR|Su [[Mario Kempes]]}} Un fenomeno, lo adoro sia come persona che come giocatore.
*{{NDR|Su [[Hristo Stoičkov]]}} È diventato un gran giocatore in Spagna, al Barcellona. Prima era soltanto un ''goleador'', poi però è diventato un fenomeno. A parte questo, un bel tipo, una gran persona.
*{{NDR|Su [[Careca]]}} Un fenomeno e un amico. Uno dei migliori compagni che abbia avuto in tutta la mia carriera.
*{{NDR|Su [[Marco van Basten]]}} Una macchina da gol che si è rotta proprio quando stava per diventare il migliore di tutti. Lo è stato ugualmente, ma non è arrivato a essere il numero uno.
*{{NDR|Su [[Zico]]}} Un direttore di partite. Gli hanno dato la maglia numero 10 di Pelè e se l'è infilata senza problemi: aveva un'autorità da grande. Un tipo sensazionale e un giocatore fantastico.
*{{NDR|Su [[Michel Platini]]}} Gran livello, un fenomeno. In Italia ha vinto tutto, ma mi ha sempre dato l'impressione di non divertirsi giocando a calcio. Era molto freddo, troppo.
*{{NDR|Su [[Ruud Gullit]]}} Un toro... Era più brutale che tecnico, però suppliva a tutto con la sua potenza, la sua preparazione fisica.
*{{NDR|Su [[Roberto Baggio]]}} Il ''Bello'' è un grande, anche se non è mai arrivato a sviluppare del tutto le sue potenzialità.
*{{NDR|Su [[Alessandro Del Piero]]}} Questo invece sì, questo è diverso da Zidane, a lui piace giocare, lo sente nell'anima; tra lui e il francese, scelgo lui.
*{{NDR|Su [[Gabriel Batistuta]]}} Un animale, un animale che, come dico sempre, grazie a Dio è argentino. Il nostro calcio non lo sa valorizzare e se non avessimo fatto il putiferio che abbiamo fatto tutti noi che lo volevamo, Passarella non l'avrebbe neanche portato ai Mondiali {{NDR|del 1998}}.
*{{NDR|Su [[Lothar Matthäus]]}} Il miglior avversario che abbia avuto in tutta la mia carriera, credo che basti questo per definirlo.
*{{NDR|Su [[Jorge Valdano]]}} Una persona straordinaria con la quale mi piaceva, mi piace e mi piacerà sempre giocare a calcio e parlare. Eternamente.
*{{NDR|Su [[René Higuita]]}} Un personaggio bellissimo, un ''loco''. L'ho già detto: è stato lui a inventarsi che i portieri tirassero i rigori, punizioni e facessero gol. Che nessuno si azzardi a togliergli il brevetto, chiaro?
*{{NDR|Su [[George Best]]}} Era un gran giocatore, più ''loco'' di me.
*{{NDR|Su [[Ciro Ferrara]]}} Una volta gli ho detto che era il miglior difensore del mondo. Non so se era vero, ma io la sentivo così. Gli voglio talmente bene... Il miglior amico che mi abbia lasciato il Napoli.
*{{NDR|Su [[Osvaldo Ardiles]]}} Un'altra di quelle persone che adoro sentir parlare, come Valdano. Si preoccupava più della squadra che di se stesso. Un fenomeno.
*{{NDR|Su [[Gianfranco Zola]]}} È stato il mio successore al Napoli. Era molto attento alle cose che facevo io durante gli allenamenti... e qualcosa gli è restato. Una grande persona, anche.
*{{NDR|Su [[Gaetano Scirea]]}} Un cavaliere, un grande avversario. La sua morte mi ha dato molto, molto dolore.
*{{NDR|Su [[Sócrates]]}} Oltre a essere un giocatore di primissimo livello, ha combattuto molto per i diritti dei giocatori, come me. Per protestare indossava sempre la bandana vietata dalla FIFA.
*{{NDR|Su [[Franz Beckenbauer]]}} L'ho conosciuto da piccolo. Io ero nella nazionale giovanile che si preparava al mondiale del 1979 e lui, un grande da tempo, giocava nel Cosmos. Mi ha sempre colpito la sua eleganza di gioco.
*{{NDR|Su [[Bernd Schuster]]}} Lo fecero passare per pazzo, il tedesco, per buttarlo fuori dal calcio. Era ''loco'', è vero, come me. Mi è stato accanto nelle battaglie contro Nuňez. Un giocatore straordinario, a tutto campo.
*{{NDR|Su [[Karl-Heinz Rummenigge]]}} Tedesco, tedesco in tutti i sensi. Per batterlo bisognava ammazzarlo.
*{{NDR|Su [[George Weah]]}} Pura roccia, ''el negro''. E anche un buon combattente fuori dal campo: è stato uno dei primi a unirsi al mio sindacato e vive lottando per il suo paese, la Liberia.
*{{NDR|Su [[Hidetoshi Nakata]]}} Se tutti i giapponesi cominciassero a giocare come lui, saremmo perduti. Sa cosa vuol dire tirare la palla, dribblare... Meno male che per il momento i giapponesi si occupano d'altro.
*{{NDR|Su [[David Beckham]]}} Un altro troppo carino per andare in campo. Anche se è molto preso dalla sua Spice Girl, qualche volta trova il tempo di giocare e lo fa bene, molto bene... Con il Manchester ha vinto tutto, ma deve qualcosa alla nazionale.
*{{NDR|Su [[Shaquille O'Neal]]}} L'altro giorno stavo guardando la televisione e sono quasi morto: c'era il ''negro'' Shaquille che camminava per il corridoio interno di uno stadio e qualcuno gli aveva tirato un pallone da calcio. Il ''moro'' se l'era passato da un piede all'altro con quella specie di stivali che ha al posto delle scarpe, aveva provato a fare un palleggio, poi aveva guardato nella macchina da presa e aveva detto: "Diegoumaradouna!". Morivo, un altro po' morivo! Sono rimasto così davanti al televisore. Mi piaci, Shaquille!
==''Palla lunga e pedalare''==
*Esiste un Maradona femmina? Sì, [[Ornella Muti]]. (p. 25)
*Non sono contro gli [[omosessualità|omosessuali]]. Anzi, è bene che si moltiplichino, perché aumenta la richiesta di veri maschi. (p. 25)
*Meglio amare una donna bella e stupida. Anzi, è meglio essere belli e stupidi tutti e due. (p. 26)
*L'atteggiamento più eccitante di una [[donna]] è quando si sdraia supina. Oppure quando si inchina e ti mostra il culo. Ricordo ancora la prima volta che vidi Claudia. Lei era di spalle e notai che aveva un culo incredibile. (p. 26)
*Per mia [[madre]] sarei disposto a uccidere, a smetterla con il calcio. Mia madre è il mio amore più grande. (p. 26)
*Il mio sogno segreto? Conoscere, finalmente, la principessa di Monaco. (p. 26)
*Se non sono felice dentro, non riesco ad essere un campione. (p. 26)
*Tre anni qui a [[Napoli]] mi hanno dato tanto, ma mi hanno anche tolto. Non posso uscire, in tre anni non ho imparato una strada di Napoli. (p. 26)
*Io corro, io lotto, ma soprattutto dialogo con la palla, per divertire la gente. (p. 26)
*Io sono sinistro, tutto sinistro: di piede, di fede, di cervello. (p. 26)
==Citazioni su Diego Armando Maradona==
*Anche in allenamento ti faceva venire i brividi. E lavorava più degli altri. ([[Rino Marchesi]])
*{{NDR|«Com'era [[Diego Armando Maradona|Maradona]] visto dagli occhi di un arbitro?»}} Aveva un comportamento eccellente, non si lamentava mai, anche se poteva farlo. Veniva spesso aggredito dagli avversari, che usavano spesso mezzi non molto morbidi per fermarlo. Ma non si lamentava mai, davvero. Emanava grande tranquillità in campo, una signorilità unica, non protestava, e non rompeva le scatole, ma accettava le decisioni. [...] Era uno che vedeva l'azione meglio degli altri, sapeva come si dovevano svolgere le cose. Maradona caricava i compagni, li incitava, era un leader in campo, si notava bene questa cosa. Aveva un carisma naturale. ([[Salvatore Lombardo]])
*Che sapevamo noi del passaggio di Maradona al Napoli? Che fu un'operazione finanziaria geniale, che Maradona scelse una squadra che non aveva mai vinto nulla, e lo fece senza apparenti motivi. Fu tutto così veloce e inaspettato, che nessuno ebbe il modo, né il tempo, di raccontare la verità [...]. Abbiamo saputo tutto dopo. Maradona già si drogava e il Barcellona se ne voleva liberare. Senza questa base malata i catalani mai e poi mai avrebbero lasciato andare via così in fretta il giocatore più forte di tutti i tempi [...]. Quella operazione nacque dunque da una mistificazione, ma come a volte capita, è da un inganno che prende vita una grande storia d'amore. E così fu. Senza Maradona non ci sarebbe stato quel Napoli, senza Napoli non ci sarebbe stato (forse) quel Maradona. Per cui, visto l'epilogo, è stato meglio sapere tutto a posteriori. ([[Alessandro Bonan]])
*Ci siamo incontrati spesso con Diego. Addirittura una volta, dopo aver ritirato un premio a Milano, non avevamo il volo per fare ritorno a Napoli. C'era sciopero. Allora chiamammo Diego che subito ci aiutò: "Ragazzi che problema c’è. Vi ospito sul mio aereo privato". E così tornammo a Napoli con Maradona. ([[Carmine Abbagnale]])
*{{NDR|Sul paragone tra [[Lionel Messi|Messi]] e Maradona}} Ciò che rende [[Lionel Messi|Messi]] migliore è la sua regolarità. Non come Maradona. Al Barça, Maradona è stato meno della metà di Messi. Ha così tanti anni buoni della sua carriera che deve essere considerato il migliore in assoluto. ([[Gerard Piqué]])
*Con noi del Napoli è stato solo Diego. Non ci ha mai fatto pesare la sua superiorità. Non ha mai detto: ragazzi, datemi la palla che ci penso io. Non guardava a se stesso, era generoso e pensava alla squadra. È stato un compagno perfetto. ([[Salvatore Bagni]])
[[Immagine:Diego Maradona 2012.jpg|thumb|Maradona nel 2012]]
*Credo che uno dei grandi privilegi di chi fa questo mestiere sia dare felicità alla gente, e lui certamente rappresenta meglio di tutti questo concetto. ([[Alessandro Del Piero]])
*{{NDR|Su Diego Armando Maradona, quando lo chiamò per aiutarlo a superare l'angoscia per le condizioni di salute di sua figlia, nata prematura}} "[...] dice delle parole così belle che mi risollevano, mi danno forza e coraggio e speranza {{NDR|anche Federica era in pericolo di morte}}. Mi dice queste parole che sono scalfite nella mia mente e nel mio cuore "Ale io da oggi in poi pregherò per tua figlia Federica tutti i giorni e vedrai che andrà tutto bene". E come al solito il dio del calcio ha avuto ragione. Poi qualcuno si chiede perché lo amavamo. ([[Alessandro Renica]])
*Diego Armando Maradona è stato il più grande calciatore di sempre e non ''secondo me'' o ''secondo la maggior parte degli appassionati del mondo''. No, prendiamoci la responsabilità di una sentenza definitiva e diciamolo senza paura. Il più grande di sempre. Quello che ha saputo fare al calcio, per il calcio, è ciò che solo gli atleti assoluti fanno per il proprio [[sport]]. Lo completano, lo codificano, lo concludono. Non ci sarà più nessuno come Maradona semplicemente perché il calcio stesso non ha molta ragione di esistere senza di lui. Piantiamola con le bufale su [[Pelé]], [[Johan Cruijff|Cruyff]], [[Michel Platini|Platini]], [[Zinédine Zidane|Zidane]]... Maradona e il pallone hanno danzato insieme come la più bella delle coppie di ''[[Tango|tangueros]]'' e per una volta vale la pena di ringraziare d'esser nato qualche anno fa, in tempo per vederlo dal vivo e tifare disperatamente contro di lui, salvo riempirsi di emozione per ogni tocco, per ogni smaliziata caduta, per ogni passaggio generoso e geniale. ([[Michele Dalai]])
*Diego è capace di risolvere da solo una partita, io non possiedo questa qualità. ([[Careca]])
*Diego è fastidioso, vuol dare lezioni a tutti. ([[Stefano Tacconi]])
*Durante una partita [[Juventus Football Club|Juventus]]-[[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] nello spogliatoio ci dicemmo che l'unico modo per fermarlo era menargli di brutto. Ma dopo dieci minuti in campo ci guardammo e ci dicemmo che no, era troppo bello vederlo giocare. ([[Zbigniew Boniek]])
*È caduto nella droga in un periodo di vita molto felice. Giocava da dio, campione del Mondo, Napoli ai suoi piedi, aveva tutti i soldi che voleva. Si è lasciato vincere dall'ebbrezza di quel periodo dorato. Ho cercato di farlo ragionare, ma parlare con lui in quel momento era molto faticoso e difficile. ([[Salvatore Bagni]])
*È il calcio, è il pallone, come se ci fosse la sua faccia su quella sfera che gira. Quello che ha fatto lui con la palla non l'ha fatto mai nessuno e non lo farà mai nessuno. Ha fatto cose straordinarie, tutto quello che c'era da fare l'ha fatto. L'ho conosciuto e mi emoziona vedere la foto di noi due abbracciati. ([[Francesco Totti]])
*Era stato [[papa Wojtyla]] a convincerlo a sposarsi: aveva già due bambine. Fece il volo di andata con un cartello al collo: "Io sono single, è mia moglie che si sposa". Alla cerimonia civile ero l'unica giornalista, e lui mi fece cacciare. Non è vero che tutti gli argentini lo amavano, anzi, la sua auto passò tra due ali di folla che la prendevano a calci e sputavano sui finestrini; anche perché era una Rolls-Royce Phantom del 1938 appartenuta a [[Joseph Goebbels|Goebbels]], il gerarca nazista. Il giorno dopo ci fu il matrimonio religioso. Il banchetto andò avanti sino alle otto del mattino. ([[Laura Laurenzi]])
*Era un uomo pieno di difetti, e proprio per questo vicino alle persone normali. Non era facile essere Maradona. ([[Julio Velasco]])
*Giocare contro Maradona è come giocare contro il tempo perché sai che, prima o poi, o segnerà o farà segnare. ([[Arrigo Sacchi]])
*{{NDR|Dopo la morte}} Ho avuto la sensazione di aver perso qualcuno di caro, di vicino a me. Forse chi non nasce e vive a Napoli non può comprendere questo lutto così forte: quando giocava e vinceva con il Napoli, regalava attimi di felicità, faceva scomparire i problemi di tutta la città. Maradona è stata la nostra rivincita, l'urlare "noi c'abbiamo Maradona" era qualcosa di incredibile. Me lo ricordo ancora quando avevo dieci anni e mio zio mi portò allo stadio a vedere il Napoli: "Guardalo bene, quello è Maradona". ([[Antonino Cannavacciuolo]])
*Il gol di Maradona a Mexico 86 è il più bello, ma poteva segnarlo soltanto agli inglesi. ([[Omar Sivori]])
*Il Napoli ha battuto il Genoa grazie a un Maradona in forma «stupefacente». ([[Gialappa's Band]])
*Il particolare più incredibile era l'amore della gente per lui. In aereo, se c'erano 170 persone, 169 gli chiedevano un autografo. Una volta arrivò tardi a un allenamento in cui c'erano 3-4.000 tifosi. Quando sentirono il suo Porsche, corsero tutti in strada per vederlo... e noi, rimanemmo ad allenarci da soli. ([[Davor Šuker]])
*Il più grande campione che ho visto giocare è Diego Armando Maradona. Credimi, figlio mio, non esisterà mai più, nei secoli dei secoli, un altro come lui. Ha fatto dell'imperfezione la perfezione. Piccolo, gonfio, dedito ad albe stanche, svogliate e sbagliate, vittima di falsi amici e della volontà di andare oltre ogni regola, Maradona ha trasformato un semplicissimo pallone di cuoio in uno scrigno di bellezza. ([[Darwin Pastorin]])
*Io azzardo che Diego sia il migliore di tutti i tempi, oppure diciamo che mi resta la curiosità di vedere Pelè e Di Stefano giocare con i ritmi che ci sono oggi. ([[Claudio Garella]])
*Io Diego l'ho visto da vicino perché giocavamo nella stessa squadra, l'Argentinos Juniors. Impossibile trovargli un erede. ([[Claudio Borghi (calciatore)|Claudio Borghi]])
*Io, Pierluigi Collina, sono un arbitro. Eppure l'affetto della gente per quest'uomo mi fa venire la pelle d'oca. ([[Pierluigi Collina]])
*Lui era venuto al campo direttamente dal paradiso. Ha portato il verbo del calcio sulla terra: un ragazzo sensibile e disponibile. Mi spiace che qualcuno invece di celebrarne la storia, si sia soffermato sui difetti. È la natura umana, purtroppo. Siam fatti così. ([[Eraldo Pecci]])
*{{NDR|Rispondendo alle provocazioni dell'argentino}} Lui non mi capisce? Neanche io capisco molto della mia vita. Ma se il terzo giocatore più forte di sempre, visto che Messi lo ha superato, parla del PSG, va bene. ([[Leonardo Nascimento de Araújo]])
*Maradona. Ricordo un'amichevole con la [[nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], quando aveva 18 anni. [[Enzo Bearzot|Bearzot]] mi disse di controllarlo, ma io l'ho soltanto visto. ([[Gabriele Oriali]])
*Maradona aveva più grazia di tutti, ma aveva meno testa di tutti. ([[Giovanni Trapattoni]])
*Maradona bene, [[Pelé]] meglio, [[George Best|George]] il migliore.<ref>Si tratta di un gioco di parole: il cognome del calciatore "Best" in inglese significa "il migliore".</ref>
: ''Maradona – good. Pelé – better. George – Best.'' ([[slogan]], gioco di parole sul nome e cognome dell’ultimo giocatore)
*Maradona è il massimo risultato col minimo sforzo: è il solo in grado di esprimere nel calcio questo concetto. Diciamo pure che la sua è una filosofia molto juventina... ([[Luigi Maifredi]])
*Maradona è insuperabile. È la fantasia. ([[Vladimiro Caminiti]])
*Maradona è un artista del pallone, fischiare lui perché antipatico è come fischiare Picasso perché comunista. ([[Italo Allodi]])
*{{NDR|Sul paragone tra Maradona e Messi}} Maradona era un grande, in campo un vero esempio. Lui in carriera ha preso tante di quelle botte altro che Messi... Mi fanno ridere quelli che mettono a confronto i due giocatori. Messi sarà anche grande giocatore ma Maradona era unico. Messi oggi gioca con i due-tre metri di vantaggio del calcio moderno. Vorrei vedere Maradona con quei metri di vantaggio quanti goal avrebbe fatto... ([[Pasquale Bruno]])
*Maradona era un grandissimo nella vita. Personalmente disapprovo solo che avesse giocato a calcio. ([[Massimiliano Parente]])
*Maradona era uno che se gli arrivava la palla non c'era più nulla da fare. ([[Luciano Favero]])
*Maradona ha rovinato la sua immagine e la sua vita perché non aveva sufficienti strumenti culturali. [[Pelé]], nato nella stessa povertà, è stato capace di continuare la carriera nel [[Calcio (sport)|calcio]] proprio perché aveva qualche forza culturale in più. ([[Sergio Chiamparino]])
*Maradona non è davvero un esempio per i giovani. Ha avuto la chance di ricevere un dono da Dio, quello di saper giocare a calcio. Nonostante la sua vita molto sregolata, c'è ancora gente disposta a dargli un lavoro. Se avessero un po' di coscienza, non lo farebbero più. Se non cambia, non avrà mai più un lavoro. È stato un grande giocatore, ma non è un esempio. ([[Pelé]])
*''Maradona non è una persona qualsiasi, | è un uomo attaccato a un pallone di cuoio.'' ([[Andrés Calamaro]])
*{{NDR|Alla domanda su "quale fosse il miglior calciatore del mondo"}} Maradona, senza dubbio. Non ce n'è uno che giochi come lui. Una volta [[Pelè]]. Oggi Maradona. ([[Lev Jašin]])
*Maradona vuol dire calcio felice, calcio ridente, calcio festoso: il talento naturale, lo spirito giocoso, la grinta belluina ma niente affatto violenta opposti ai tatticismi spesso astrusi, talvolta raffinati e anche vincenti tuttavia bocciati dalla realtà, dai risultati. ([[Italo Cucci]])
*{{NDR|«Com'è stato giocare contro di lui?»}} Meraviglioso, chi ha giocato con o contro lui non può che ritenerlo un dono. Ti dava la sensazione che potesse fare qualsiasi cosa da un momento all'altro, giocava con libertà, aveva testa e piedi leggeri. Contro il Bari un mio compagno di squadra che lo stava marcando gli tirò qualche calcione di troppo, così feci finta di rimproverarlo: prima di rivolgermi a lui gli feci l'occhiolino, poi gli dissi di andarci "piano contro Maradona". Ma Diego mi rispose "Pietro, no te preocupes, lui mena a me e io meno a lui". Era un generoso, non si risparmiava. ([[Pietro Maiellaro]])
*Mi ha insegnato il gusto della prodezza. ([[Davor Šuker]])
*Mi ritengo fortunato ad avere avuto l'opportunità di costruire con Diego un legame di stima, di amicizia e di fratellanza, inaspettato e, proprio per questo, ancora più bello. Ho conosciuto un eterno ragazzo meraviglioso. Un ragazzo generoso, che era un po' come il dottor Jekyll e Mr. Hyde. Era arrogante, persino presuntuoso e strafottente, ogni qual volta attaccavano i suoi affetti: la famiglia, il Napoli, i compagni di squadra e i tifosi. Diventava quasi insopportabile, ma all'interno dello spogliatoio, con il gruppo e con gli amici era un ragazzo eccezionale. ([[Giovanni Galli]])
*[[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] è una religione. Maradona è Dio e Lavezzi è il suo erede. ([[Víctor Ruiz]])
*Nei miei anni in Irpinia ho affrontato tanti campioni italiani e stranieri [...]. In un derby, per evitare l'espulsione di De Napoli, Bianchi mi mise a marcare Maradona nel primo tempo. Lo feci bene, ma pensavo sempre che prima o poi avesse inventato qualcosa. ([[Salvatore Vullo]])
*Non si scriverà mai abbastanza di questo grande, fascinoso, completo giocatore che ha fatto del calcio una religione, estraendo l'innata ispirazione da uno spirito fanciullesco e da un animalesco istinto che lo vuole amico, suddito e insieme sacerdote di Giove Palla. ([[Italo Cucci]])
*Penso che dopo venticinque minuti ogni compagno avesse messo la sua foto vicino al letto pregando che non si facesse male. Hai mai sentito qualche compagno di squadra parlare male di Diego? No, e sai perché? Perché lui voleva davvero bene a noi compagni e noi ne volevamo a lui. ([[Luciano Castellini]])
*Per conto mio, gli ho sempre riservato dei grandi applausi, anche la sera della finale {{NDR|dei Mondiali 1990}}. ([[Silvio Berlusconi]])
*Per me Diego Armando Maradona è il più grande calciatore di tutti i tempi senza se e senza ma. Non solo. Le prestazioni di Maradona sono state evidentemente penalizzate dalla tossicodipendenza e non certo agevolate come in chi ha fatto ricorso alla pratica del doping. La cocaina NON è dopante. Non solo. Diego Armando Maradona è caduto e si è rialzato. Senza trucco e senza inganno. Davanti al mondo senza nascondere nulla. Sempre a testa alta. Per tutti questi motivi Diego Armando Maradona è per me un idolo, un esempio di come si possa guarire da un brutto male sfidando il mondo senza mai abbassare lo sguardo. Senza mai perdere la dignità. ([[Francesco Repice]])
*Quando Maradona è arrivato, [[Napoli]] era la città del post-terremoto, del colera di poco più di dieci anni prima, della criminalità che faceva il salto di qualità. Ma era anche una città vivissima: c'è Lucio D'Amelio e da poco è passato [[Andy Warhol]], sono gli anni della musica di [[Sergio Bruni]] e di [[Pino Daniele]] e di tutto il neapolitan power; di una scena letteraria florida. Non una Napoli milionaria, ma ricchissima sì, vivace. È però la sola presenza di Maradona ad accendere un faro: il mondo guarda Napoli. Per la prima volta, con intensità, come non succede da tempo. Come non succedeva, forse, da quando era una capitale borbonica. Improvvisamente Napoli ha preso consapevolezza del suo essere metropoli. Ed è tornata a essere la Capitale perduta che sempre si ripete di essere. ([[Massimiliano Virgilio]])
*Quando pensi al numero 10 a chi pensi? A Maradona. Lui è il simbolo del [[maglia numero dieci|numero 10]]. La gente oggi vuole vestire la maglia numero 10 per Maradona. ([[Zlatan Ibrahimović]])
*Quel gol su punizione al San Paolo nel '95 {{NDR|in realtà nel 1985}} contro la mia Juve è stato una cosa pazzesca, un virtuosismo degno di Paganini che ha sfidato le leggi stesse della fisica. Ma Diego quel gol sapeva di poterlo fare, non gli è certo venuto per caso. Così come i virtuosismi del più grande violinista, frutto sì di estro e istinto personale ma anche di grande lavoro e studio. Idem Maradona, con le sue ore e ore di palleggi. La palla era il suo violino. ([[Salvatore Accardo]])
*''Se io fossi Maradona | vivrei come lui, | perché il mondo è un pallone | che si vive a fior di pelle.'' ([[Manu Chao]])
*Si può dire che Maradona, Pelé e Di Stefano equivalgano a Bach, Mozart e Beethoven. Sono i fuori categoria. Dopo di che si può tranquillamente parlare di calciatori bravi, anzi bravissimi: Causio, Tardelli, Maldini, Riva. ([[Rino Marchesi]])
*{{NDR|«Com'è essere allenati da una leggenda?»}} Solo vederlo lì era una spinta in più per noi. Quando ci parlava, noi avevamo una voglia incredibile di uscire e dare tutto in campo. Io avevo quella sensazione: non importava ciò che diceva, era proprio la sua essenza, il suo stare lì, il rispetto che avevano tutti nei suoi confronti. Non ho visto con nessun altro allenatore un'atmosfera simile. ([[Javier Pastore]])
*Un genio come Maradona in una città come Napoli finisce in quella teoria di miti e personaggi che vengono mitizzati e nei quali si riconosce, nel bene o nel male, per la loro irregolarità. Se Milano è la città degli affari, Roma della politica e della Chiesa, Napoli appare di difficile definizione, se non attraverso i suoi miti naturali, come il mare e il Vesuvio, come Eduardo, Totò e Pulcinella. Maradona rientra in questi personaggi che catalizzano un'energia e la restituiscono alla città in un gioco d'amore tra lo spettatore e l'eroe. ([[Toni Servillo]])
*Un grande personaggio, dotato di una grande umiltà. Non ha mai fatto pesare il suo estro, il suo essere fuoriclasse sul gruppo che difendeva sempre ed in prima persona. Lui aveva una sua vita personale, noi avevamo la nostra. Lo si apprezzava ancora di più negli allenamenti perché, quando terminavano le sedute, lui continuava ad allenarsi a costo anche di galleggiare sul terreno di gioco ridotto a pantano. Si divertiva come un bambino, era innamorato del pallone. ([[Domenico Penzo]])
*Un leader assoluto, che riesce a realizzare giocate stupende sempre tenendo in pugno tutta la disposizione della squadra. ([[Júnior (calciatore 1954)|Júnior]])
*{{NDR|Cosa lascia Maradona a Napoli?}} Una grande eredità tra le mani della città. Culturale e immaginaria. Un tesoro che non va sperperato perché l'ultima e unica possibilità per la città di restare sullo scenario mondiale. Lo abbiamo visto in questi giorni: gli occhi di tutto il mondo su Napoli. Allo stato attuale la città non può vantare niente di lontanamente paragonabile. Né simboli, icone, luoghi della memoria condivisi. Non bisogna farsi sfuggire, da questo punto di vista, l'opportunità di esistere. ([[Massimiliano Virgilio]])
*Viene spesso ai match di Davis, è appassionato. Ma quando l'ho incontrato sono rimasto senza parole: sai, per noi è come incontrare Dio. ([[Juan Martín del Potro]])
===[[Gianni Brera]]===
*Che Maradona fosse un genio, nessun dubbio è possibile. E che i geni siano un tantino squinternati di cerebro è risaputo e ammesso da sempre. [...] Maradona, come lei sa, ridava dignità inventiva e gestuale anche alle mani posteriori, divenute volgarissimi piedi da qualche milione di anni.
*Maradona, come tutti puro isso, cura lo suo particulare: ma questo non toglie che, eccellendo di per sé, egli esalti anche la squadra di cui è per solito gran parte. In effetti, Maradona è un carico da undici rinforzato: nessuno scopre nulla affermandolo. È un genio della pelota, dell'invenzione prestipedatoria, dell'esecuzione tecnica cum phantasia. A ragion veduta la squadra deve giocare per lui come lui gioca per la squadra. Ma è chiaro che non può sognarsi, lui solo, di imporsi ad undici avversari degni di questo nome. Il calcio è gioco collettivo per eccellenza: chi si illude di poter reggere solo soletto agli avversari tutti è un povero nesci, un megalomane, un solipsista insopportabile. Si capisce, Maradona è anche Primadonna: non è mai accaduto che un artista, quale che fosse il di lui o di lei sesso, non indulgesse anche alle fisime o comunque agli atteggiamenti tipici della primadonna.
*Maradona è la bestia iperbolica, nel senso infernale, anzi mitologico di Cerbero: se fai tanto di rispettarlo secondo lealtà sportiva, lui ti pianta le zanne nel coppino e ti stacca la testa facendola cadere al suolo come un frutto dal picciolo ormai fradicio. È capace di invenzioni che forse la misura proibiva a [[Pelé|Pelè]], morfologicamente irregolare nei soli piedi piatti, peraltro funzionali nella bisogna pedatoria. Maradona è uno sgorbio divino, magico, perverso: un jongleur di puri calli che fiammeggiano feroce poesia e stupore (è dei poeti il fin la meraviglia). Talora uno dei suoi piedi serve fulmineamente l'altro per una sorta di paradossale ispirazione atta a sorprendere: ma quando vuole, questo leggendario scorfano batte il lancio lungo che arriva, illumina, ispira: capisci allora che i ghiribizzi in loco erano puro divertissement: esibizione per i semplici: se il momento tecnico-tattico lo esige, in quelle tozze gambe animate dal diavolo entra solenne il prof. Euclide. E il calcio si eleva di tre spanne agli occhi di coloro che, sapendolo vedere, lo prediligono su tutti i giochi della terra.
*Maradona ha confermato di non essere uomo-squadra, bensì favoloso match-winner (cioè vincitore di incontri): è un centravanti spiazzato per convenienza tattica: ma quando il momento agonistico lo richiede sa trovarsi perfettamente coordinato al posto giusto, e per coordinato intendo dire in grado di inventare quel che dentro gli ditta il genio innato.
===''[[Federico Buffa racconta Storie Mondiali]]''===
*Ci sono due gol che sono un salto nel vuoto, un continuo sprezzo e disprezzo del pericolo, e poi un dribbling, una finta, una schivata a tutto quello che tatticamente è stato fatto su un campo di calcio. {{NDR|riferito alla doppietta di Maradona contro l'Inghilterra}}
*Comincia a toccarla come fa lui, con questo sinistro, che ha un ritmo diverso. Appena l'avversario prepara muscolarmente l'intervento, lui già è arrivato prima. E continua a toccartela tenendo una falcata lunghissima. Non arriva a un metro e settanta, ma ha una forza e una centralità che ti impediscono di spostarlo, è come [[Mike Tyson]], che era molto più piccolo degli altri massimi, ma spostalo... arriva prima lui!
*Diego non è mai arrivato il giorno che spiegavano di che cosa bisognava avere paura. Diego reagisce ad una voce sola: quella del suo istinto.
*L'antitesi del triviale è Diego Maradona e nel Mondiale dell'86 in qualsiasi espettorazione, in qualsiasi secondo delle partite dell'Argentina lui c'è. C'è sempre. Non c'è neanche un grado di separazione.
===[[Corrado Ferlaino]]===
*Cosa vuol dire aver avuto Maradona in squadra? Diego calcisticamente ha rappresentato un grosso successo del Napoli, del club, di tutti i tifosi partenopei. Ci eravamo abituati a vederlo giocare con noi e non ci rendevamo conto di quanto fosse grande. Ogni partita che giocava diventava una cosa da antologia. Sono ricordi davvero unici.
*Era il 1984, nella hall dell'albergo di Barcellona il barista non sapeva chi fossi e mi disse: "Che fregatura per il Napoli. Ha speso 13 miliardi per un ex giocatore". Io gli risposi la verità: "Per Maradona avrei speso anche il doppio". Diego è stato il più grande campione e il più grande affare della storia del calcio. Lui dice che non mi ama, ma io so cosa dice il suo cuore. Sono stato il suo carceriere, l'ho tenuto per sette anni e prima e poi mai era stato più di due anni in un posto. Si può amare il tuo carceriere?
*Maradona l'ho salvato decine di volte. Con l'antidoping soprattutto. [...] dalla domenica sera al mercoledì Diego, come qualcun altro del Napoli, soprattutto calciatori giovani, era libero di fare quel che voleva, ma il giovedì doveva essere pulito, non so se mi spiego. Del resto, basta non assumere cocaina per un certo periodo di tempo perché questa non risulti alle analisi del dopo partita. {{NDR|Il general manager}} Moggi, {{NDR|il massaggiatore}} Carmando, il medico sociale chiedevano ai giocatori se erano a posto, allora non sapevo cosa accadeva, però qualche anno dopo sono venuto a conoscenza che si adottava un trucco: se qualcuno era a rischio gli si dava una pompetta contenente l'urina di un altro, l'interessato se la nascondeva nel pantalone della tuta e quando entrava nella stanza dell'antidoping, invece di fare il suo "bisognino" versava nel contenitore delle analisi l'urina "pulita" del compagno. Nonostante questo, Diego quel giorno del 1991 fu trovato positivo, Moggi gli aveva chiesto se era in condizione e lui rispose: sì lo sono, va tutto bene. Il fatto è che i cocainomani mentiscono a se stessi. Risultò positivo e quando l'allora presidente {{NDR|della Lega Nazionale Professionisti}} Nizzola mi chiamò in via confidenziale per darmi la notizia fu troppo tardi. Insistetti, gli dissi: presidente dimmi cosa posso fare, ma lui rispose: ormai non puoi fare più nulla.
===[[Moreno Ferrario]]===
*Il primo anno andavamo male, eravamo in ritiro prima di una gara con l'Udinese. Ferlaino, il presidente, ci venne a minacciare: se non avessimo vinto, avrebbe cacciato l'allenatore, Rino Marchesi. Maradona si alzò, prese la parola e gli disse: "va bene, ma prima caccerai me, e poi lui", indicando col dito un compagno. "E poi lui", indicandone un altro. E alla fine tutti, "perché in campo ci andiamo noi e se perdiamo la colpa è solo nostra". Ferlaino ammutolì. Alla fine vincemmo quella partita 4 a 3.
*Mi ha insegnato una cosa molto importante: nel calcio la parola "io" è proprio l'opposto di quello che serve ad una squadra; c'è sempre il "noi" di mezzo. Quando noi, come gruppo, ci trovavamo in difficoltà, era sempre il primo a metterci la faccia. Maradona giocava per la squadra, mai per sé stesso. Metteva ogni compagno nelle condizioni migliori di recuperare da un eventuale errore in campo.
*Per me, il più grande. E non solo come giocatore, ma come persona. La gente che giudica per quello che ha fatto fuori dal campo non lo ha mai conosciuto. Diego era fatto così, ha sempre vissuto la vita che voleva vivere. [...] Certo, i nostri caratteri erano agli opposti, io alle 10 di sera andavo a dormire, lui non dormiva mai. Agli allenamenti a volte dovevamo scongiurarlo di presentarsi per non far imbufalire Ottavio Bianchi, l'allenatore... ma quando vedeva qualcosa di tondo, cambiava e correva a giocare e a farci divertire.
===[[Lillo Gullo]]===
*{{NDR|Su Maradona, idolo di Napoli già nel 1985}} A Napoli abbiamo avuto conferma di questo binomio tifo-business. Sono tante le iniziative più o meno legali (il famoso "sommerso") collegati al Pibe de Oro: dalle magliette ai quaderni, dai pupazzetti ai posters, e così via. Chi non commercia "in Maradona", non per questo lascia in pace l'argentino, la cui presenza viene continuamente evocata con scritte sui muri, fotografie, dediche autografe e qualche striscione sopravvissuto agli eccessi del Maradona day. In altre parole, a noi è sembrato che il Pibe de Oro non solo sia lo sponsor forzato di buona parte dell'economia sommersa partenopea, ma anche il taumaturgo dell'intera città. E per il popolino, sempre alla ricerca di santi protettori, la febbre di Maradona – che ormai fa concorrenza perfino a [[San Gennaro]] – ha veramente qualcosa di religioso. Non a caso, come i santi, lo hanno messo recentemente nel presepe. Non a caso, sempre come si fa con i santi, hanno battezzato tanti bambini con il suo nome.
*Cantava qualche anno fa [[Pino Daniele]]: "Napule è mille culure...". Da quando la squadra di [[Rino Marchesi|Marchesi]] ha ripreso a vincere e Maradona a segnare, la città partenopea non ha più "mille colori", ma solo due: il bianco e il celeste, cioè quelli della formazione di casa.
*{{NDR|Sulla tripletta allo [[stadio San Paolo]] il 24 febbraio 1985 nella partita Napoli - Lazio}} Erano contro due squadre. Uno dei 22 calciatori ha segnato tre goal da antologia al povero portiere [[Fernando Orsi|Orsi]]: il primo agganciando di destro e calciando al volo di sinistro, il secondo con pallonetto, il terzo dalla bandierina del corner. Infine, lo stesso giocatore, con un assist impeccabile, ha fatto realizzare un quarto goal ad un suo compagno. Le due squadre, come tutti sanno, erano Napoli e Lazio. Il fuoriclasse, balzato nella classifica cannonieri al secondo posto dopo [[Platini]] non poteva che essere lui: Diego Armando Maradona che, come l'attore-regista [[Massimo Troisi]], può davvero ricominciare da tre.
===[[Franz Krauspenhaar]]===
*A [[Napoli]] divenne napoletano espanso, portò la follia del tango e di un paese troppo esteso e svariato in una rocca antica, piena di contraddizioni e frustrazioni temperate da una tragica allegria; a Napoli divenne [[Masaniello]] d'un sogno, conquistador d'una isola nella quale la [[Curzio Malaparte#La pelle|pelle di Malaparte]] s'era seccata da decenni attendendo una sutura.
* [[Araba fenice]] d'una ''favela'' grande come il mondo, o di un mondo tutto riassunto in favela: ricco come pochi sportivi, Maradona manteneva dentro di sé la fame delle origini scassate, come se la sua anima fosse rimasta povera e disperata, con nulla da perdere. Perciò, arrivò a perdere quasi tutto: l'anima, il corpo, la vita; prima di risorgere all'ultimo minuto.
* Il grande, lungo canto a [[Campionato mondiale di calcio 1986|Messico 86]], contro l'Inghilterra detestata, quel mezzo giro di trottola a metà campo e la lunga corsa, il saltello continuato del sinistro a sfiorare la sfera, dentro il dribbling di cerveza ubriacante, mezza Inghilterra lasciata col sedere per terra, fino al gol, il capolavoro d’azione, il grande, lungo canto di Maradona.
===[[Fernando Orsi]]===
*Ho preso tanti gol nella mia vita, ma averli subiti da lui è stato un onore, sono quei gol che non ho mai pensato fossero banali e ne sono fiero, perché parliamo di uno dei giocatori più forti della storia del calcio. [...] Per me è stato un grande onore, perché aver giocato contro un fenomeno come lui ti lascia dei ricordi indelebili per tutta la vita, affrontare un giocatore come lui è un picco importante della carriera di qualsiasi giocatore di calcio.
*Se ne va un pezzo della mia vita. Addio Maradona, forse finalmente lassù troverai la pace che meriti.
*{{NDR|Sui due gol-capolavoro subiti da Maradona come portiere nella partita contro il Napoli del 24 febbraio 1985}} Sono due gol rimasti nella storia. Al termine della partita non mi disse nulla ma io dico sempre che se mi avessero dato un centesimo per ogni volta che quei gol sono passati in televisione io oggi sarei milionario.
===[[Jorge Valdano]]===
*Come sono fragili gli dei del calcio, vero? Diego vive nell'immaginario collettivo come un eroe che ha compiuto l'impresa di renderci felici e vincenti; ma quello è un miracolo pericoloso, come sono pericolosi i bei ricordi che non ti danno una seconda possibilità. Perché senza il pallone, Maradona è solo un uomo che non trova la maniera di essere all'altezza del suo ricordo perfetto. Né ai suoi occhi né agli occhi degli altri.
*Credevo che Diego ripulisse il calcio da ogni male e lo abbellisse con ogni bene, perché in lui coincidevano il genio e la tecnica. Non mi ero soffermato sul corpo. Da allora, Maradona è stato grasso e magro, lento e rapido, sano e infortunato. In varie occasioni, frettolosi specialisti arrivarono a stendere per lui un anno di morte calcistica, probabilmente dimenticando che i gatti, oltre a godere del privilegio di non allenarsi, hanno sette vite. A Maradona ne restavano ancora diverse.
*Di Maradona basta dire che tutto quel che faceva su un campo di calcio era perfettamente irragionevole.
*Non c'è da preoccuparsi. Il talento calcistico più grande del mondo è custodito in un luogo perfetto: il corpo di Diego Armando Maradona. Il deposito del tesoro – quel cofanetto di ossa, muscoli e tendini che racchiude innumerevoli malizie calcistiche – è in se stesso una meraviglia.
*Tifosi di tutti i quartieri tradivano le loro squadre del cuore per vedere quel genio per il quale un fazzoletto di terreno era più di un latifondo. Alcuni lo confusero con Dio, e quando sei poco più che un bambino non hai motivo di mettere in dubbio l'opinione dei grandi.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Diego Armando Maradona, ''Io sono el Diego'', traduzione Alberto Bracci, Fandango Libri, 2002. ISBN 8887517312
*[[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', ''Dalai Editore'', 1992. ISBN 88-8598-826-2 ([http://books.google.it/books?id=bWPm4d23hDUC Anteprima su Google Books])
==Filmografia==
*''[[Tifosi]]'' (1999)
==Voci correlate==
*[[Hugo Maradona]] – fratello
*[[Mano de Dios]]
*''[[Maradona - La mano de Dios]]''
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Maradona, Diego Armando}}
[[Categoria:Allenatori di calcio argentini]]
[[Categoria:Calciatori argentini]]
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Danyele
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Maradona 2010-1.jpg|thumb|Diego Armando Maradona nel 2009]]
'''Diego Armando Maradona''' (1960 – 2020), calciatore e allenatore argentino.
==Citazioni di Diego Armando Maradona==
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel giugno 1978}} Ho due sogni: il primo è giocare un Mondiale, il secondo è vincerlo.<ref name=mediaset>Citato in Christian Padelli ed Enrico Turcato, ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/articoli/articolo45449.shtml Maradona: mezzo secolo nel pallone]'', ''sportmediaset.it'', 29 ottobre 2010.</ref>
*{{NDR|5 luglio 1984, durante la presentazione ufficiale allo stadio San Paolo davanti a 70.000 spettatori}} Voglio diventare l'idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perché loro sono come ero io a Buenos Aires.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|9 novembre 1985, dopo aver assistito in Vaticano alla Messa di [[Papa Giovanni Paolo II|Giovanni Paolo II]]}} Sì, ho litigato col Papa. Ci ho litigato perché sono stato in Vaticano, e ho visto i tetti d'oro, e dopo ho sentito il Papa dire che la Chiesa si preoccupava dei bambini poveri. Allora venditi il tetto amigo, fai qualcosa!<ref name=mediaset/>
*{{NDR|22 giugno 1986, prima della partita con l'Inghilterra}} In campo non ci si batte con le armi, bensì col [[pallone da calcio|pallone]]. E comunque no, non so parlare in inglese, ma anche se lo conoscessi non lo parlerei.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|1° agosto 1986}} Dio è giusto, quindi il Napoli non verrà penalizzato. Del processo per il calcio scommesse non voglio neanche sentir parlare, adesso devo solo concentrarmi sul prossimo campionato. Possiamo lottare per lo scudetto, ma i tifosi non devono illudersi. Non dobbiamo montarci la testa, ma essere consapevoli dei nostri limiti, proprio come l'Argentina in Messico.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|30 luglio 1987, dopo aver fatto visita a Fidel Castro}} D'ora in avanti ricorderò sempre i bei momenti trascorsi qui da voi e non dimenticherò che devo ritornare per ripagarvi di tutto ciò. Mi piacerebbe diventare 'il padrino' del calcio cubano.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|1° maggio 1988, prima della partita con il Milan}} Voglio un tifo incredibile domenica, non voglio nessuna bandiera del Milan, non voglio assolutamente una, perché quando noi andiamo fuori Napoli non siamo nessuno e ci mancano di rispetto tutti quanti, e noi dobbiamo fare lo stesso con loro!<ref>Da un'intervista a Canale 34 Telenapoli; citato in ''[http://www.napolimagazine.com/calcio/articolo/video-amarcord-maradona-non-voglio-una-sola-bandiera-del-milan- Video amarcord - Maradona: "Non voglio una sola bandiera del Milan"]'', ''napolimagazine.com'', 14 novembre 2012.</ref>
*{{NDR|21 maggio 1989, entrando al San Paolo con la Coppa UEFA appena conquistata}} Il più bello dei miei trofei? L'ultimo perché è più recente.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|31 agosto 1989}} Con il Napoli è davvero finita. Io continuo ad andare d'accordo con [[Luciano Moggi|Moggi]], ma non con il presidente [[Corrado Ferlaino|Ferlaino]]: quindi non torno. Moggi è una persona eccezionale, Ferlaino no.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|10 settembre 1989}} Son tornato per la [[Napoli|città]] e per i tifosi.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|8 marzo 1990, Maradona spiega la sua esclusione in Lecce-Napoli}} Bigon ha detto di aver bisogno di undici persone che corressero. Allora gli ho fatto presente che non poteva contare su di me, io non ho mai corso in vita mia.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Non ci ripenserò [...] il mio ritiro dalla ''Selección'' è davvero ufficiale.<ref>Citato in Bruno Bernardi, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,20/articleid,1305_02_1990_0178_0020_18937371/ «Colpiti dalla mafia»]'', ''La Stampa'', 9 luglio 1990, p. 20.</ref>
*C'è una mafia nel calcio. Spiegherò a mia figlia Dalmita che non le <!--la fonte: «gli»--> porto la Coppa d'oro perché, quando ti danno un rigore inesistente come quello su [[Rudi Völler|Voeller]], questa è mafia. C'è una Mano nera nel calcio e l'arbitro messicano [[Edgardo Codesal Méndez|Codesal Mendez]] non è stato capace di disubbidire al suo padrone.<ref name=Fifa>Citato in Bruno Bernardi, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,33/articleid,0909_01_1990_0158_0030_25060676/ Maradona accusa, c'è una mafia nel calcio]'', ''La Stampa'', 10 luglio 1990, p. 33.</ref>
*Quando succede come all'Olimpico, è mafia: hanno fischiato un rigore contro Maradona. Ho pagato, l'Argentina ha pagato, perché dissi che il sorteggio era stato pilotato, falsato, e perché mi chiesi dove finiva il denaro della Fifa. Non ho dato la mano a [[João Havelange|Joao Havelange]] e non gliela darò mai. Tutti i protagonisti della finale hanno donato le loro maglie all'Unicef, ma la Fifa non ha fatto nulla per i bambini poveri.<ref name=Fifa/>
*Così non mi sta bene. Per 25' l'arbitro ha fischiato solo una punizione a nostro favore. Allucinante. L'espulsione di Monzon al suo primo vero fallo. Questa è mafia. Ricordo con il Camerun che Vautrot estrasse il cartellino rosso dopo numerosi falli. La grande favorita era la Nazionale italiana e nessuno accreditava all'Argentina un posto in finale. In tutto questo, però, l'Italia non c'entra.<ref name=Fifa/>
*Fischiare l'inno è da ignoranti. So che mi aspetta un anno molto duro, ma i napoletani sapranno difendermi.<ref name=Fifa/>
*Tornerò per vincere su tutti i campi italiani ed europei: voglio portare a Napoli la Coppa dei Campioni, l'unico trofeo che mi manca, per il resto ho vinto tutto.<ref name=Fifa/>
[[Immagine:Maradona-Mundial 86 con la copa.JPG|thumb|Maradona con la Coppa del Mondo vinta nel 1986]]
*{{NDR|Dopo essere stato trovato positivo alla cocaina, 15 agosto 1991}} So di aver fatto del male prima di tutto a me stesso e quindi alla mia famiglia, alle mie figlie. Credo che in futuro imparerò a volermi più bene, a pensare di più alla mia persona. Non mi vergogno però. Non ho fatto male a nessuno, salvo a me stesso e ai miei cari. Mi dispiace, sento una profonda malinconia, soltanto questo. [...] Non voglio più essere costretto a giocare anche quando non sono in grado, a farmi infiltrare di cortisone perché devo essere in campo per forza per gli abbonamenti, per gli incassi, perché bisogna vincere a qualunque costo per lo scudetto o per la salvezza, perché in ogni partita ci si gioca la vita. A me gli psicologi stanno cercando di levarmi il vizio della cocaina, non quello di vivere.<ref name=mediaset/>
*Mi hanno ucciso quando volevo rientrare per dimostrare alle mie due figlie che posso lottare con dei ventenni. Nel [[Stati Uniti d'America|paese della democrazia]] non mi hanno lasciato parlare, e non mi hanno permesso di dire ciò che sento. Con la mia uscita dal mondiale è uscito anche un intero paese e sono usciti anche quelli che mi vogliono bene.<ref>Citato in [[Gianni Minà]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/07/02/mi-stavo-disintossicando.html?ref=search Mi stavo disintossicando]'', ''la Repubblica'', 2 luglio 1994.</ref>
*Mi hanno ammazzato. Ma chi mi ha voluto morto, sappia che non sono un eroe di cartapesta, non sono un drogato, non ne avevo bisogno per tornare ai vertici. In Italia avevo sbagliato, avevo pagato con 15 mesi: ma adesso è tutto diverso. Nessuno comprerà il mio cervello, si sono serviti sempre di me. Non consentirò a nessuno di infangarmi: a costo di portarli in tribunale. Mi hanno dato l'ergastolo, ma io sono onesto, e adesso chiedo solo giustizia. La gente a Napoli mi ha sempre amato perché io sono stato dalla parte dei deboli. Questa storia non è finita qui.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/07/03/mi-hanno-usato-distrutto.html?ref=search Mi hanno usato e distrutto]'', ''la Repubblica'', 3 luglio 1994.</ref>
*Se prima avevo detto che la Fifa mi aveva tagliato le gambe, adesso dico che mi ha finito di tagliare il corpo. La mia squalifica è ingiusta: un comportamento da famiglia mafiosa.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1994/settembre/03/Maradona_accusa_FIFA_siete_mafiosi_co_8_9409032015.shtml Maradona accusa la FIFA: "siete mafiosi"]'', ''Corriere della Sera'', 3 settembre 1994, p. 37.</ref>
*[[João Havelange|Havelange]] mio padre? Se lo fosse lo ucciderei.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1995/gennaio/17/Maradona_ucciderei_Havelange_co_0_950117936.shtml Maradona: ucciderei Havelange]'', ''Corriere della Sera'', 17 gennaio 1995, p. 37.</ref>
*Tutti dicono: questo è stato il migliore del Barcellona, questo è stato il migliore del Real Madrid, questo è stato il migliore del Chelsea, questo è stato il migliore... Io sono orgoglioso di essere stato il migliore a [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]].<ref>Nel 1995; dopo la consegna del Pallone d'oro alla carriera; nell'omonimo speciale del programma televisivo ''Tifosi Napoletani''.</ref>
*{{NDR|10 gennaio 1996}} Sono risultato positivo per cocaina di proposito, l'ho fatto perché volevo andar via da Napoli.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|8 ottobre 1996}} Ci devono ascoltare e rispettare, siamo noi i protagonisti del calcio. In questo mondo dove contano solo i soldi, gli affari e le aziende, bisogna ripensare all'uomo e metterlo al centro di tutto. Non permettiamo il contrario. Ora brindiamo. Vi abbraccio.<ref name=mediaset/>
*Fra [[Zdeněk Zeman|Zeman]] e [[Sven-Göran Eriksson|Eriksson]], scelgo quest'ultimo: umanamente vince dieci a zero. [...] Il mister giallorosso non mi piace, ha infangato giocatori di grande valore come [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Gianluca Vialli|Vialli]] senza averne le prove. E poi, scusatemi, lui non vive di calcio? E allora perché sputare nel piatto dove mangi?<ref name=Maradona>Citato in Bruno Tucci, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1998/novembre/30/Maradona_attacca_Zeman_co_0_98113010207.shtml?refresh_ce-cp Maradona attacca Zeman]'', ''Corriere della Sera'', 30 novembre 1998, p. 40.</ref>
*Al Napoli andrei di corsa. A una condizione: che vada via subito Juliano. In questo caso, parlerei con Ferlaino domani stesso. Il signor Juliano si è permesso di dire che io al Napoli non potrei fare il padrone come faccio a casa mia. Vi assicuro, è la pura e sacrosanta verità.<ref name=Maradona/>
*Se sono favorevole ai controlli {{NDR|antidoping}}? Ci mancherebbe altro! Solo che li estenderei ai dirigenti delle squadre di calcio, perché bastano quattro sconfitte di seguito, ed ecco che subito entrano negli spogliatoi per ordinare agli allenatori di somministrare ai giocatori dosi da cavallo. Avete capito a che punto siamo arrivati? Se poi mi chiedete se ho avuto esperienze personali a proposito, vi rispondo di no. Il mio è stato soltanto un problema personale, lo conosce tutto il mondo.<ref name=Maradona/>
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 2002]]}} La somma di un torneo mediocre. Impossibile immaginare un'altra partita. La peggior Germania di tutti i tempi e un Brasile scadente, di solisti. Sinceramente: mi sono annoiato. Un grande portiere, Marcos. Un grande goleador, [[Ronaldo]]. Ma i migliori sono stati [[Rivaldo]] e Roberto Carlos.<ref name=Giappone>Citato in Roberto Beccantini, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,0287_01_2002_0178_0033_2555419/ Maradona «Che brutto Mondiale»]'', ''La Stampa'', 2 luglio 2002, p. 31.</ref>
*{{NDR|Su [[Ronaldo]]}} Mi auguro che torni quello di una volta, le ginocchia lo condizionano, si è notato da come tirava contro Kahh nel primo tempo. Movimenti innaturali, dettati dalla paura e da tutto quello che ha passato. Se recupera, potrà essere "the best" nel 2006. Oggi non lo è. Al massimo, lo si può premiare per il cuore e per il coraggio.<ref name=Giappone/>
*{{NDR|"Per il gol segnato all'Italia, Ahn rischia di perdere il posto di lavoro"}} Avrei fatto lo stesso. Doveva difendere la sua bandiera. Un atto di estrema nobiltà: prima che al contratto, ha pensato al suo Paese. Nello stesso tempo, non è giusto giudicare tutti gli italiani per la stupidità di uno.<ref name=Giappone/>
*[...] miglior giocatore del mondo: sì, [[Francesco Totti|Totti]] mi convince più di Zidane e di Beckham. Sa rendere semplici le cose difficili, sa far giocare bene la squadra.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/febbraio/20/Maradona_Totti_numero_uno_mondo_co_10_040220035.shtml Maradona: Totti numero uno al mondo]'', ''Corriere della Sera'', 20 febbraio 2004.</ref>
*{{NDR|27 maggio 2005, dopo aver visto la finale Milan-Liverpool}} Nemmeno il Brasile che vinse la Coppa del mondo nel 1970 avrebbe rimontato da 0-3.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|Su [[Luciano Moggi]]}} Con me, è sempre stato un signore. Contro di lui, non ho nulla da dire. Anzi, ne conservo un buon ricordo. Se ha delle colpe, sicuramente non saranno uniche, le sue.<ref>Citato in Mimmo Malfitano, ''Maradona, dalla festa alla caserma'', ''La Gazzetta dello Sport'', 7 giugno 2006.</ref>
*{{NDR|31 ottobre 2008, prime dichiarazioni da CT dell'Argentina}} Giocheremo contro la Scozia e lavoreremo bene per quell'appuntamento. Andrò in un paese dove mi adorano: mi amano perché ho segnato un famoso gol all'Inghilterra e tra inglesi e scozzesi non corre molto buon sangue.<ref name=mediaset/>
*{{NDR|Dopo Real Madrid-Juventus (0-2) del 5 novembre 2008, dove Del Piero siglò una storica doppietta}} Certo che [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] non invecchia veramente mai!<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/champions_league/2008/11/06-8686/Del+Piero+%C3%A8+meglio+%27e+Maradona Del Piero è meglio di Maradona]'', ''tuttosport.com'', 6 novembre 2008.</ref>
*{{NDR|In risposta a [[Pelé]], che lo definì «mal esempio» nel 2009}} Non so, egli debuttò con un ragazzo, quindi non so cosa è buon esempio o mal esempio.
:''[En respuesta a Pelé, quien lo definió «mal ejemplo» en el 2009] No sé, él debutó con un pibe, así que no sé lo que es buen ejemplo o mal ejemplo.''<ref>{{es}} Da ''[http://www.3tv.cl/index.php?m=video&v=3033 Diego Maradona: "Pelé debutó sexualmente con un pibe"]'', ''3tv.cl'', 27 marzo 2009.</ref>
*{{NDR|Sulla prima convocazione di [[Gonzalo Higuaín|Higuaín]]}} Avevo bisogno di un attaccante come lui, uno che sa smarcarsi con facilità. Grazie a lui esalteremo le doti di [[Lionel Messi|Messi]] e [[Pablo Aimar|Aimar]], è l'attaccante più completo che abbiamo.<ref>Citato in ''[http://www.goal.com/it/news/772/mondiali-2010/2009/10/09/1550884/addio-francia-maradona-convoca-higuain-e-lo-sottrae-a Addio Francia! Maradona convoca Higuain e lo sottrae a Domenech: "Ci serviva uno così"]'', ''goal.com'', 9 ottobre 2009.</ref>
*Vedere giocare Messi è meglio che fare sesso.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/marzo/23/Messi_Pulce_scala_hit_parade_co_9_100323076.shtml Messi, la Pulce scala l'hit parade mondiale. Ora è lui il numero uno]'', ''Corriere della Sera'', 23 marzo 2010.</ref>
*{{NDR|[[Lionel Messi]]}} Gioca a calcio come Gesù. La cosa migliore è che Leo sia argentino, non brasiliano, spagnolo, tedesco, francese o italiano e tutti dovranno riconoscere che il migliore del mondo è nato in questo paese.<ref>Citato in ''Tuttosport'', 8 aprile 2010, p. 9.</ref>
*Spero di allenare l'Argentina ancora per molti e molti anni, ma poi vorrei realizzare un altro sogno, visto che i sogni non muoiono mai: allenare il [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]].<ref name="Ilpost26Giu2010">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2010/06/26/maradona-spero-di-allenare-il-napoli/ Maradona: "Spero di allenare il Napoli"]'', ''ilpost.it'', 26 giugno 2010.</ref>
*Io la mia carriera l'ho fatta e Messi sta facendo la sua. Sarà la storia a decidere chi sarà il migliore. Ad alcuni piace di più Maradona, altri dicono per Lionel. Siamo due argentini che possono vincere nel calcio europeo mentre molti non riescono a passare neppure il Rio de la Plata. Per rispetto a Leo non dico che lui è il migliore o io fui il migliore. Bisogna lasciarlo tranquillo. Io voglio molto bene a Leo e godo molto vederlo giocare. Siamo due argentini. Immaginate come starà il "morocho" {{NDR|Pelè}}?
:''Yo mi carrera la hice y Messi la está haciendo. Será la historia la que decida. Al final de la historia se verá quién fue el mejor: si Maradona o Messi. A algunos les gustará más uno o el otro. Pero hoy no hay Maradona o Messi. Somos dos argentinos que pudimos ganarle al fútbol europeo como nosotros, cuando muchos ni cruzaron el Río de la Plata. Por respeto a Lio no digo si él es mejor o yo fui mejor. Hay que dejarlo tranquilo. Lo quiero mucho a Lio y lo disfruto cuando lo veo en la cancha. Je... Somos los dos argentinos. ¡Imaginate cómo estará el morocho..!''<ref>{{es}} Citato in ''[http://www.clarin.com/deportes/futbol/Maradona-final-historia-vera-mejor_0_471553044.html Maradona: "Al final de la historia se verá quién fue el mejor"]'', ''clarín.com'', 29 aprile 2011.</ref>
*Sì, [[Lionel Messi|Messi]] è il nuovo me. Tanti sono stati accostati a me, ma credo che con lui si sia definitivamente trovato il mio erede. È capace di azioni uniche, di magie irripetibili con il pallone, e tutto ciò lo rende speciale. Ma non solo: è un fenomeno anche nel gioco di squadra, sacrificandosi spesso per i compagni. Pressa e difende come tutti gli altri in fase di non possesso. E poi, quando gli arriva la sfera, è capace di cose che non ti aspetteresti mai.<ref>Dall'intervista ''Messi IS the new me – Maradona'', ''The Sun'', 28 maggio 2011; citato in ''[http://www.calciomercatoweb.it/notizie-calcio/2011/05/28/barcellona-maradona-incorona-messi-e-il-mio-erede/ calciomercatoweb.it]''.</ref>
[[Immagine:Diego Maradona cropped.jpg|thumb|Maradona nel 2006]]
*La [[Fédération Internationale de Football Association|Fifa]] è governata da dinosauri. [[Joseph Blatter|Blatter]] è uno che non ha mai tirato un calcio ad un pallone e dunque credo sia la persona meno opportuna per ricoprire un ruolo istituzionale così importante.<ref>Citato in ''[http://it.eurosport.yahoo.com/04062011/45/qualificazioni-euro-2012-maradona-in-fifa-ci-i-dinosauri.html Maradona "In Fifa ci sono i dinosauri"]'', ''eurosport.com'', 4 giugno 2011.</ref>
*Non capisco molto [[Leonardo Nascimento de Araújo|Leonardo]]. Non l'ho capito quando è passato dal Milan all'Inter e capisco ancora meno quello che fa oggi con il Psg. Mi chiedo se sia un giocatore, un allenatore, un agente o un petroliere. Non capisco. Questa è la prova che nel calcio saper fare lobby paga.<ref>Citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/calcio/calcio_estero/ligue_1/2012/01/08-214318/Maradona+contro+Leonardo+%C2%ABNon+so+chi+%C3%A8+e+cosa+fa%C2%BB Maradona contro Leonardo «Non so chi è e cosa fa»]'', ''corrieredellosport.it'', 8 gennaio 2012.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Piuttosto che appartenere alla famiglia [[Fédération Internationale de Football Association|Fifa]] preferisco essere orfano.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20130425143614/http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=180802&sez=SPORT Maradona: «Pelé torni al museo e prenda la pillola giusta»]'', ''ilmattino.it'', 10 febbraio 2012.</ref>
*Mi chiedo se [[Leonardo Nascimento de Araújo|Leonardo]] è un giocatore, un allenatore, un agente o un mercante di petrolio. Non capisco. Questa è la prova che nel calcio saper fare lobbing alla fine paga.<ref>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/30-12-2012/blob-2012-913634965312.shtml Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare]'', ''gazzetta.it'', 30 dicembre 2012.</ref>
*{{NDR|Su Gonzalo Higuain}} Adesso la mia previsione mi conferma il pronostico ancor di più e avendo avuto la notizia che il pipita e il nuovo attaccante del [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] la mia gioia è doppia perché sempre più azzurra, in primis sono contento per il giocatore che è sempre stato un mio degno pupillo e poi sono sicuro che potrà dare delle grandi soddisfazioni ai miei concittadini e tifosi [[Napoli|Napoletani]] che meritano il rispetto dell'[[Italia]] intera e dell'[[Europa]] calcistica perché sono l'esempio dello sport e dei valori sani, e poi un vero argentino non può mai giocare a [[Torino]]...<ref>Tramite il suo avvocato; citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/calciomercato/2013/07/24-268462/Maradona%3A+%C2%ABUn+vero+argentino+non+gioca+a+Torino%C2%BB Maradona: «Un vero argentino non gioca a Torino»]'', ''tuttosport.com'', 24 luglio 2013.</ref>
*[[Carlos Tévez|Carlitos]] sente la maglia, è il giocatore del popolo. Non è morto, è stato ucciso.... Ha litigato con Grondona e Bilardo e l'hanno fatto fuori dall'Argentina.<ref name=radiopop>Da un'intervista a ''Radio Pop''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/28-12-2013/maradona-icardi-traditore-miei-tempi-avremmo-picchiato-turno-201930221462.shtml Maradona: "Icardi è un traditore, ai miei tempi l'avremmo picchiato a turno"]'', ''gazzetta.it'', 28 dicembre 2013.</ref>
*Secondo me [[Mauro Icardi|Icardi]] è un traditore. Va a casa {{NDR|di Maxi Lopez}}, gioca a fare l'amico e poi gli soffia la donna. Questo è tradimento. Ai nostri tempi, solo se guardavi la donna di un compagno, nello spogliatoio ci saremmo alternati per prenderlo a pugni.<ref name=radiopop/>
*[[Mauro Icardi|Icardi]] non è della famiglia del calcio.<ref>Da un'intervista dopo la Partita della pace, 1 settembre 2014; citato in Alessio D'Urso e Gaetano Imparato, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/01-09-2014/calcio-partita-pace-baggio-dinho-eto-o-campo-il-papa-90323482706.shtml Il Papa a Maradona: "Ti aspettavo". Diego show con Baggio, poi si infuria: "Icardi non doveva giocare"]'', ''gazzetta.it'', 1º settembre 2014.</ref>
*[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Cristiano]] è un predatore davanti alla porta. Non puoi permettergli di tirare da nessuna parte nella metà campo avversaria. I portieri hanno paura di lui. Bisogna essere onesti, i portieri hanno paura di Cristiano. Non hanno poi così tanta paura di Messi da quel punto di vista, perché non ha la stessa potenza di Cristiano. Cristiano è un professionista incredibile. Credo che in questo momento sia allo stesso livello di Messi. Non è che Messi sia migliore di Ronaldo o che Ronaldo sia migliore di Messi. Penso che siano allo stesso livello.
:''Cristiano is a predator in front of goal. You can't let Cristiano shoot from anywhere in the opposition half. Goalkeepers are scared of him. You have to be honest, goalkeepers are scared of Cristiano. They are not so scared of Messi in those areas because he doesn't have the same power as Cristiano. Cristiano is an incredible professional. I think at this present time he is right up there at Messi's level. It's not the case that Messi is better than Ronaldo or Ronaldo is better than Messi. I think they are at the same level''.<ref>{{en}} Dall'intervista di Guillem Balaugue, ''[https://www.skysports.com/football/news/11668/9844624/diego-maradona-jose-mourinho-still-greater-than-pep-guardiola Diego Maradona: Jose Mourinho still greater than Pep Guardiola]'', ''skysports.com'', 10 maggio 2015.</ref>
*[[Lionel Messi|Leo]] è ancora alla ricerca di un suo stile e credo che lo troverà presto. Il mio era riconoscibilissimo già agli inizi della carriera. Forse è per questo che potrei essere indicato come migliore di Leo. Ha segnato più gol? Vero, ma i miei erano molto più belli.<ref>Da un'intervista alla ''CNN'', citato in Alessandra Stefanelli; ''[http://m.tuttomercatoweb.com/altre-notizie/maradona-messi-segna-di-piu-i-miei-gol-erano-piu-belli-680257 Maradona: "Messi segna di più? I miei gol erano più belli"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 14 maggio 2015.</ref>
*La [[Juventus Football Club|Juve]] è dentro l'arbitraggio italiano. [...] Hanno dei giocatori fantastici dentro la Federazione. Qualsiasi problema abbia in campo, il giocatore delle Juve ha ragione.<ref>Da un'intervista del 25 aprile 2016 all'emittente televisiva Piuenne. [https://twitter.com/angelo_forgione/status/1250814250601365504 Video] disponibile su ''twitter.com''.</ref>
*{{NDR|[[Cristiano Ronaldo]]}} [...] è un marchio registrato, un fuoriclasse incredibile, lo farei giocare anche di notte perché lui non si nasconde mai, non chiede di restare fuori se ha un doloretto alla caviglia. E che carisma! Va in campo come se andasse al bagno, con la stessa naturalezza.<ref name=crosetti>Dall'intervista di [[Maurizio Crosetti]]; ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2016/06/10/news/la_pace_di_maradona_pele_e_come_ali_italia_che_problema_un_ct_in_partenza_maurizio_crosetti-141711298/ La pace di Maradona: "Pelé è come Ali. Italia, che problema un ct in partenza"]'', ''repubblica.it'', 10 giugno 2016.</ref>
*{{NDR|[[Paul Pogba]]}} Vale la felicità di chi lo guarda [...]<ref name=crosetti/>
*Se uno dopo essere andato via dice che è stato doloroso, allora non è stato doloroso. Non serve a niente dire questo. Higuaín ha sbagliato a tramare alle spalle della società e dei napoletani. Se fosse andato alla Juve in modo pulito non sarebbe stato odiato dai napoletani. Un giocatore che fa 36 gol è normale sia voluto da tutti, ma ci sono modi e modi per andar via.<ref>Da un'intervista rilasciata a ''PiùEnne''; citato in ''[http://m.tuttonapoli.net/in-primo-piano/rileggi-live-maradona-parlero-con-adl-a-madrid-ho-tante-idee-higuain-ha-tramato-alle-spalle-sul-real-mughini-diego-jr-ed-i-cinesi-301314 RILEGGI LIVE - Maradona: "Parlerò con ADL a Madrid, ho tante idee! Higuain? Ha tramato alle spalle! Sul Real, Mughini, Diego jr ed i cinesi..."]'', ''tuttonapoli.net'', 18 gennaio 2017.</ref>
*[[Francesco Totti]] re di Roma! È e sarà il miglior giocatore che abbia visto in vita mia!<ref>Da un [https://www.facebook.com/diegomaradona/photos/a.457499340968087/1471165366268141 post] su ''facebook.com'', 21 maggio 2017.</ref>
*Dedico la vittoria {{NDR|Dorados de Sinaloa 3-2 Tampico}} a [[Nicolas Maduro|Maduro]] e al popolo venezuelano che sta soffrendo per la politica imperialista degli sceriffi del mondo, che sono gli yankees. Sono convinti di poter spadroneggiare e di metterci paura solo perché possiedono la bomba più potente del mondo. Oggi più che mai sono vicino a Maduro. Che quel burattino di [[Donald Trump|Trump]] sappia che non lo temiamo. Il popolo venezuelano non si farà piegare dalla sua tirannia e dalla sua politica del terrore.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2019/04/03/trump-burattino-maradona-rischia-stop_95302c0d-993d-43c8-bc43-ace7cf9dee37.html "Trump burattino", Maradona rischia stop]'', ''ansa.it'', 3 aprile 2019.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} [[Lionel Scaloni|Scaloni]] è una brava persona, ma non è capace di dirigere neanche il traffico. Figuriamoci l'Albiceleste... Come possiamo lasciare la nostra Nazionale nelle sue mani? Ma siamo impazziti? Scaloni dice di essere preparato, ma non l'ho mai visto segnare neanche un gol con la maglia dell'Argentina.<ref>Dall'intervista rilasciata a ''El Clarìn'', citato in ''[https://archivio.tuttomercatoweb.com/2018/maradona-attacca-il-ct-scaloni-non-gli-farei-dirigere-neanche-il-traffico-1163277 Maradona attacca il ct Scaloni: "Non gli farei dirigere neanche il traffico"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 1° ottobre 2018.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Noi argentini abbiamo questo ragazzo, Scaloni, che è stato spinto al ruolo di ct e dunque non ha colpe. Il problema è che se lui dice "voglio andare al Mondiale" io gli rispondo che al massimo può andare a quello di motociclismo, non di calcio. Mi arrabbio quando penso che un allenatore senza alcun titolo è il ct della mia Nazionale [...].<ref>Citato in ''[https://archivio.tuttomercatoweb.com/2018/maradona-su-scaloni-lui-ct-al-mondiale-solo-quello-di-motociclismo-1182361 Maradona su Scaloni: "Lui ct al Mondiale? Solo quello di motociclismo"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 22 novembre 2018.</ref>
===Citazioni non datate===
*I [[Calcio di rigore|rigori]] li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli.<ref>Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, ''Se l'ammazzi fai pari. 966 battute, aforismi, citazioni ed eccitazioni sul mondo dello sport'', Zelig, 2004. ISBN 8888809309</ref>
*Lo giuro sulle mie figlie: non mi sono mai drogato.<ref>Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2116 p. 2116]. ISBN 8880898620</ref>
*{{NDR|A [[Giampiero Boniperti]]}} Se fossi venuto alla Juve quando dovevo, magari avrei avuto una vita privata più serena.<ref>Citato da [[Giampiero Boniperti]] nell'intervista di Roberto Beccantini ''[http://web.archive.org/web/20080704011824/http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/quijuve/200807articoli/15545girata.asp Boniperti: "La mia Italia seppe risollevarsi, questa è diversa"]'', ''lastampa.it'', 3 luglio 2008.</ref>
==''Io sono el Diego''==
*Voglio diventare l'idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perché loro sono come ero io a Buenos Aires.
*So di non essere nessuno per cambiare il mondo, ma non voglio che entri qualcuno nel mio per condizionarlo.
*Negli ultimi tempi in Italia ero come un bolide di Formula Uno che andava a trecento all'ora e non si fermava mai. Ma questo non importava a nessuno. Pensa che quando fui arrestato a Buenos Aires, qualcuno che conta mi ha detto "E adesso, che dirà mio figlio?". Non gli fregava niente del Maradona in crisi, dell'uomo prostrato, in difficoltà, distrutto, bisognoso di aiuto, era solo preoccupato dell'idolo infranto, del giocattolo che s'era rotto. E non gli passava nemmeno per la testa che l'esempio per suo figlio dovesse essere lui, non un giocatore di pallone. Forse poteva essere così una volta, quando lo sport era diverso e noi non eravamo solo gli ingranaggi di una macchina di immensi interessi economici, politici, industriali, di immagini. E poi anche se fosse così, la realtà è che io non me la sentivo più di essere un simbolo, di rappresentare qualcosa, di reggere tutto lo stress che procura questa macchina, questo calcio. Confesso la mia incapacità, la mia fragilità, anche se la mia presunzione, il mio orgoglio mi facevano apparire diverso.
*{{NDR|Su [[Pelé]]}} Come giocatore è stato il massimo, però non ne ha saputo approfittare per far progredire il calcio. Lui pensava politicamente, pensava che sarebbe potuto diventare il presidente dei brasiliani... avrei preferito che si proponesse come me, per presiedere un'associazione in difesa dei diritti dei giocatori, che si occupasse di Garrincha e non lo lasciasse morire nell'indigenza, che lottasse contro le azioni dei potenti che ci limitano... Non voglio mettermi a confronto con lui, l'ho sempre detto e lo ripeto. E quando dico di mettermi a confronto con lui non parlo solo di questioni calcistiche... ho avuto molte opportunità di incontrarlo... era una questione di pelle, ci urtavamo troppo; ci vedevamo e partivano le scintille.
*{{NDR|Su [[Johan Cruijff]]}} Sono riuscito a vederlo solo al tramonto, ma mi è sembrato un giocatore fantastico. Era più veloce degli altri, sia fisicamente che mentalmente, e sfruttava bene le sue doti. Accelerava come Caniggia, da uno a cento e poi frenava. E aveva una visione del campo impressionante. Qualche volta ha detto delle fesserie su di me, senza conoscermi bene.
[[Immagine:Maradona Soccer Aid 2.jpg|thumb|Maradona nel 2006]]
*{{NDR|Su [[Mario Kempes]]}} Un fenomeno, lo adoro sia come persona che come giocatore.
*{{NDR|Su [[Hristo Stoičkov]]}} È diventato un gran giocatore in Spagna, al Barcellona. Prima era soltanto un ''goleador'', poi però è diventato un fenomeno. A parte questo, un bel tipo, una gran persona.
*{{NDR|Su [[Careca]]}} Un fenomeno e un amico. Uno dei migliori compagni che abbia avuto in tutta la mia carriera.
*{{NDR|Su [[Marco van Basten]]}} Una macchina da gol che si è rotta proprio quando stava per diventare il migliore di tutti. Lo è stato ugualmente, ma non è arrivato a essere il numero uno.
*{{NDR|Su [[Zico]]}} Un direttore di partite. Gli hanno dato la maglia numero 10 di Pelè e se l'è infilata senza problemi: aveva un'autorità da grande. Un tipo sensazionale e un giocatore fantastico.
*{{NDR|Su [[Michel Platini]]}} Gran livello, un fenomeno. In Italia ha vinto tutto, ma mi ha sempre dato l'impressione di non divertirsi giocando a calcio. Era molto freddo, troppo.
*{{NDR|Su [[Ruud Gullit]]}} Un toro... Era più brutale che tecnico, però suppliva a tutto con la sua potenza, la sua preparazione fisica.
*{{NDR|Su [[Roberto Baggio]]}} Il ''Bello'' è un grande, anche se non è mai arrivato a sviluppare del tutto le sue potenzialità.
*{{NDR|Su [[Alessandro Del Piero]]}} Questo invece sì, questo è diverso da Zidane, a lui piace giocare, lo sente nell'anima; tra lui e il francese, scelgo lui.
*{{NDR|Su [[Gabriel Batistuta]]}} Un animale, un animale che, come dico sempre, grazie a Dio è argentino. Il nostro calcio non lo sa valorizzare e se non avessimo fatto il putiferio che abbiamo fatto tutti noi che lo volevamo, Passarella non l'avrebbe neanche portato ai Mondiali {{NDR|del 1998}}.
*{{NDR|Su [[Lothar Matthäus]]}} Il miglior avversario che abbia avuto in tutta la mia carriera, credo che basti questo per definirlo.
*{{NDR|Su [[Jorge Valdano]]}} Una persona straordinaria con la quale mi piaceva, mi piace e mi piacerà sempre giocare a calcio e parlare. Eternamente.
*{{NDR|Su [[René Higuita]]}} Un personaggio bellissimo, un ''loco''. L'ho già detto: è stato lui a inventarsi che i portieri tirassero i rigori, punizioni e facessero gol. Che nessuno si azzardi a togliergli il brevetto, chiaro?
*{{NDR|Su [[George Best]]}} Era un gran giocatore, più ''loco'' di me.
*{{NDR|Su [[Ciro Ferrara]]}} Una volta gli ho detto che era il miglior difensore del mondo. Non so se era vero, ma io la sentivo così. Gli voglio talmente bene... Il miglior amico che mi abbia lasciato il Napoli.
*{{NDR|Su [[Osvaldo Ardiles]]}} Un'altra di quelle persone che adoro sentir parlare, come Valdano. Si preoccupava più della squadra che di se stesso. Un fenomeno.
*{{NDR|Su [[Gianfranco Zola]]}} È stato il mio successore al Napoli. Era molto attento alle cose che facevo io durante gli allenamenti... e qualcosa gli è restato. Una grande persona, anche.
*{{NDR|Su [[Gaetano Scirea]]}} Un cavaliere, un grande avversario. La sua morte mi ha dato molto, molto dolore.
*{{NDR|Su [[Sócrates]]}} Oltre a essere un giocatore di primissimo livello, ha combattuto molto per i diritti dei giocatori, come me. Per protestare indossava sempre la bandana vietata dalla FIFA.
*{{NDR|Su [[Franz Beckenbauer]]}} L'ho conosciuto da piccolo. Io ero nella nazionale giovanile che si preparava al mondiale del 1979 e lui, un grande da tempo, giocava nel Cosmos. Mi ha sempre colpito la sua eleganza di gioco.
*{{NDR|Su [[Bernd Schuster]]}} Lo fecero passare per pazzo, il tedesco, per buttarlo fuori dal calcio. Era ''loco'', è vero, come me. Mi è stato accanto nelle battaglie contro Nuňez. Un giocatore straordinario, a tutto campo.
*{{NDR|Su [[Karl-Heinz Rummenigge]]}} Tedesco, tedesco in tutti i sensi. Per batterlo bisognava ammazzarlo.
*{{NDR|Su [[George Weah]]}} Pura roccia, ''el negro''. E anche un buon combattente fuori dal campo: è stato uno dei primi a unirsi al mio sindacato e vive lottando per il suo paese, la Liberia.
*{{NDR|Su [[Hidetoshi Nakata]]}} Se tutti i giapponesi cominciassero a giocare come lui, saremmo perduti. Sa cosa vuol dire tirare la palla, dribblare... Meno male che per il momento i giapponesi si occupano d'altro.
*{{NDR|Su [[David Beckham]]}} Un altro troppo carino per andare in campo. Anche se è molto preso dalla sua Spice Girl, qualche volta trova il tempo di giocare e lo fa bene, molto bene... Con il Manchester ha vinto tutto, ma deve qualcosa alla nazionale.
*{{NDR|Su [[Shaquille O'Neal]]}} L'altro giorno stavo guardando la televisione e sono quasi morto: c'era il ''negro'' Shaquille che camminava per il corridoio interno di uno stadio e qualcuno gli aveva tirato un pallone da calcio. Il ''moro'' se l'era passato da un piede all'altro con quella specie di stivali che ha al posto delle scarpe, aveva provato a fare un palleggio, poi aveva guardato nella macchina da presa e aveva detto: "Diegoumaradouna!". Morivo, un altro po' morivo! Sono rimasto così davanti al televisore. Mi piaci, Shaquille!
==''Palla lunga e pedalare''==
*Esiste un Maradona femmina? Sì, [[Ornella Muti]]. (p. 25)
*Non sono contro gli [[omosessualità|omosessuali]]. Anzi, è bene che si moltiplichino, perché aumenta la richiesta di veri maschi. (p. 25)
*Meglio amare una donna bella e stupida. Anzi, è meglio essere belli e stupidi tutti e due. (p. 26)
*L'atteggiamento più eccitante di una [[donna]] è quando si sdraia supina. Oppure quando si inchina e ti mostra il culo. Ricordo ancora la prima volta che vidi Claudia. Lei era di spalle e notai che aveva un culo incredibile. (p. 26)
*Per mia [[madre]] sarei disposto a uccidere, a smetterla con il calcio. Mia madre è il mio amore più grande. (p. 26)
*Il mio sogno segreto? Conoscere, finalmente, la principessa di Monaco. (p. 26)
*Se non sono felice dentro, non riesco ad essere un campione. (p. 26)
*Tre anni qui a [[Napoli]] mi hanno dato tanto, ma mi hanno anche tolto. Non posso uscire, in tre anni non ho imparato una strada di Napoli. (p. 26)
*Io corro, io lotto, ma soprattutto dialogo con la palla, per divertire la gente. (p. 26)
*Io sono sinistro, tutto sinistro: di piede, di fede, di cervello. (p. 26)
==Citazioni su Diego Armando Maradona==
*Anche in allenamento ti faceva venire i brividi. E lavorava più degli altri. ([[Rino Marchesi]])
*{{NDR|«Com'era [[Diego Armando Maradona|Maradona]] visto dagli occhi di un arbitro?»}} Aveva un comportamento eccellente, non si lamentava mai, anche se poteva farlo. Veniva spesso aggredito dagli avversari, che usavano spesso mezzi non molto morbidi per fermarlo. Ma non si lamentava mai, davvero. Emanava grande tranquillità in campo, una signorilità unica, non protestava, e non rompeva le scatole, ma accettava le decisioni. [...] Era uno che vedeva l'azione meglio degli altri, sapeva come si dovevano svolgere le cose. Maradona caricava i compagni, li incitava, era un leader in campo, si notava bene questa cosa. Aveva un carisma naturale. ([[Salvatore Lombardo]])
*Che sapevamo noi del passaggio di Maradona al Napoli? Che fu un'operazione finanziaria geniale, che Maradona scelse una squadra che non aveva mai vinto nulla, e lo fece senza apparenti motivi. Fu tutto così veloce e inaspettato, che nessuno ebbe il modo, né il tempo, di raccontare la verità [...]. Abbiamo saputo tutto dopo. Maradona già si drogava e il Barcellona se ne voleva liberare. Senza questa base malata i catalani mai e poi mai avrebbero lasciato andare via così in fretta il giocatore più forte di tutti i tempi [...]. Quella operazione nacque dunque da una mistificazione, ma come a volte capita, è da un inganno che prende vita una grande storia d'amore. E così fu. Senza Maradona non ci sarebbe stato quel Napoli, senza Napoli non ci sarebbe stato (forse) quel Maradona. Per cui, visto l'epilogo, è stato meglio sapere tutto a posteriori. ([[Alessandro Bonan]])
*Ci siamo incontrati spesso con Diego. Addirittura una volta, dopo aver ritirato un premio a Milano, non avevamo il volo per fare ritorno a Napoli. C'era sciopero. Allora chiamammo Diego che subito ci aiutò: "Ragazzi che problema c’è. Vi ospito sul mio aereo privato". E così tornammo a Napoli con Maradona. ([[Carmine Abbagnale]])
*{{NDR|Sul paragone tra [[Lionel Messi|Messi]] e Maradona}} Ciò che rende [[Lionel Messi|Messi]] migliore è la sua regolarità. Non come Maradona. Al Barça, Maradona è stato meno della metà di Messi. Ha così tanti anni buoni della sua carriera che deve essere considerato il migliore in assoluto. ([[Gerard Piqué]])
*Con noi del Napoli è stato solo Diego. Non ci ha mai fatto pesare la sua superiorità. Non ha mai detto: ragazzi, datemi la palla che ci penso io. Non guardava a se stesso, era generoso e pensava alla squadra. È stato un compagno perfetto. ([[Salvatore Bagni]])
[[Immagine:Diego Maradona 2012.jpg|thumb|Maradona nel 2012]]
*Credo che uno dei grandi privilegi di chi fa questo mestiere sia dare felicità alla gente, e lui certamente rappresenta meglio di tutti questo concetto. ([[Alessandro Del Piero]])
*{{NDR|Su Diego Armando Maradona, quando lo chiamò per aiutarlo a superare l'angoscia per le condizioni di salute di sua figlia, nata prematura}} "[...] dice delle parole così belle che mi risollevano, mi danno forza e coraggio e speranza {{NDR|anche Federica era in pericolo di morte}}. Mi dice queste parole che sono scalfite nella mia mente e nel mio cuore "Ale io da oggi in poi pregherò per tua figlia Federica tutti i giorni e vedrai che andrà tutto bene". E come al solito il dio del calcio ha avuto ragione. Poi qualcuno si chiede perché lo amavamo. ([[Alessandro Renica]])
*Diego Armando Maradona è stato il più grande calciatore di sempre e non ''secondo me'' o ''secondo la maggior parte degli appassionati del mondo''. No, prendiamoci la responsabilità di una sentenza definitiva e diciamolo senza paura. Il più grande di sempre. Quello che ha saputo fare al calcio, per il calcio, è ciò che solo gli atleti assoluti fanno per il proprio [[sport]]. Lo completano, lo codificano, lo concludono. Non ci sarà più nessuno come Maradona semplicemente perché il calcio stesso non ha molta ragione di esistere senza di lui. Piantiamola con le bufale su [[Pelé]], [[Johan Cruijff|Cruyff]], [[Michel Platini|Platini]], [[Zinédine Zidane|Zidane]]... Maradona e il pallone hanno danzato insieme come la più bella delle coppie di ''[[Tango|tangueros]]'' e per una volta vale la pena di ringraziare d'esser nato qualche anno fa, in tempo per vederlo dal vivo e tifare disperatamente contro di lui, salvo riempirsi di emozione per ogni tocco, per ogni smaliziata caduta, per ogni passaggio generoso e geniale. ([[Michele Dalai]])
*Diego è capace di risolvere da solo una partita, io non possiedo questa qualità. ([[Careca]])
*Diego è fastidioso, vuol dare lezioni a tutti. ([[Stefano Tacconi]])
*Durante una partita [[Juventus Football Club|Juventus]]-[[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] nello spogliatoio ci dicemmo che l'unico modo per fermarlo era menargli di brutto. Ma dopo dieci minuti in campo ci guardammo e ci dicemmo che no, era troppo bello vederlo giocare. ([[Zbigniew Boniek]])
*È caduto nella droga in un periodo di vita molto felice. Giocava da dio, campione del Mondo, Napoli ai suoi piedi, aveva tutti i soldi che voleva. Si è lasciato vincere dall'ebbrezza di quel periodo dorato. Ho cercato di farlo ragionare, ma parlare con lui in quel momento era molto faticoso e difficile. ([[Salvatore Bagni]])
*È il calcio, è il pallone, come se ci fosse la sua faccia su quella sfera che gira. Quello che ha fatto lui con la palla non l'ha fatto mai nessuno e non lo farà mai nessuno. Ha fatto cose straordinarie, tutto quello che c'era da fare l'ha fatto. L'ho conosciuto e mi emoziona vedere la foto di noi due abbracciati. ([[Francesco Totti]])
*Era stato [[papa Wojtyla]] a convincerlo a sposarsi: aveva già due bambine. Fece il volo di andata con un cartello al collo: "Io sono single, è mia moglie che si sposa". Alla cerimonia civile ero l'unica giornalista, e lui mi fece cacciare. Non è vero che tutti gli argentini lo amavano, anzi, la sua auto passò tra due ali di folla che la prendevano a calci e sputavano sui finestrini; anche perché era una Rolls-Royce Phantom del 1938 appartenuta a [[Joseph Goebbels|Goebbels]], il gerarca nazista. Il giorno dopo ci fu il matrimonio religioso. Il banchetto andò avanti sino alle otto del mattino. ([[Laura Laurenzi]])
*Era un uomo pieno di difetti, e proprio per questo vicino alle persone normali. Non era facile essere Maradona. ([[Julio Velasco]])
*Giocare contro Maradona è come giocare contro il tempo perché sai che, prima o poi, o segnerà o farà segnare. ([[Arrigo Sacchi]])
*{{NDR|Dopo la morte}} Ho avuto la sensazione di aver perso qualcuno di caro, di vicino a me. Forse chi non nasce e vive a Napoli non può comprendere questo lutto così forte: quando giocava e vinceva con il Napoli, regalava attimi di felicità, faceva scomparire i problemi di tutta la città. Maradona è stata la nostra rivincita, l'urlare "noi c'abbiamo Maradona" era qualcosa di incredibile. Me lo ricordo ancora quando avevo dieci anni e mio zio mi portò allo stadio a vedere il Napoli: "Guardalo bene, quello è Maradona". ([[Antonino Cannavacciuolo]])
*Il gol di Maradona a Mexico 86 è il più bello, ma poteva segnarlo soltanto agli inglesi. ([[Omar Sivori]])
*Il Napoli ha battuto il Genoa grazie a un Maradona in forma «stupefacente». ([[Gialappa's Band]])
*Il particolare più incredibile era l'amore della gente per lui. In aereo, se c'erano 170 persone, 169 gli chiedevano un autografo. Una volta arrivò tardi a un allenamento in cui c'erano 3-4.000 tifosi. Quando sentirono il suo Porsche, corsero tutti in strada per vederlo... e noi, rimanemmo ad allenarci da soli. ([[Davor Šuker]])
*Il più grande campione che ho visto giocare è Diego Armando Maradona. Credimi, figlio mio, non esisterà mai più, nei secoli dei secoli, un altro come lui. Ha fatto dell'imperfezione la perfezione. Piccolo, gonfio, dedito ad albe stanche, svogliate e sbagliate, vittima di falsi amici e della volontà di andare oltre ogni regola, Maradona ha trasformato un semplicissimo pallone di cuoio in uno scrigno di bellezza. ([[Darwin Pastorin]])
*Io azzardo che Diego sia il migliore di tutti i tempi, oppure diciamo che mi resta la curiosità di vedere Pelè e Di Stefano giocare con i ritmi che ci sono oggi. ([[Claudio Garella]])
*Io Diego l'ho visto da vicino perché giocavamo nella stessa squadra, l'Argentinos Juniors. Impossibile trovargli un erede. ([[Claudio Borghi (calciatore)|Claudio Borghi]])
*Io, Pierluigi Collina, sono un arbitro. Eppure l'affetto della gente per quest'uomo mi fa venire la pelle d'oca. ([[Pierluigi Collina]])
*Lui era venuto al campo direttamente dal paradiso. Ha portato il verbo del calcio sulla terra: un ragazzo sensibile e disponibile. Mi spiace che qualcuno invece di celebrarne la storia, si sia soffermato sui difetti. È la natura umana, purtroppo. Siam fatti così. ([[Eraldo Pecci]])
*{{NDR|Rispondendo alle provocazioni dell'argentino}} Lui non mi capisce? Neanche io capisco molto della mia vita. Ma se il terzo giocatore più forte di sempre, visto che Messi lo ha superato, parla del PSG, va bene. ([[Leonardo Nascimento de Araújo]])
*Maradona. Ricordo un'amichevole con la [[nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], quando aveva 18 anni. [[Enzo Bearzot|Bearzot]] mi disse di controllarlo, ma io l'ho soltanto visto. ([[Gabriele Oriali]])
*Maradona aveva più grazia di tutti, ma aveva meno testa di tutti. ([[Giovanni Trapattoni]])
*Maradona bene, [[Pelé]] meglio, [[George Best|George]] il migliore.<ref>Si tratta di un gioco di parole: il cognome del calciatore "Best" in inglese significa "il migliore".</ref>
: ''Maradona – good. Pelé – better. George – Best.'' ([[slogan]])
*Maradona è il massimo risultato col minimo sforzo: è il solo in grado di esprimere nel calcio questo concetto. Diciamo pure che la sua è una filosofia molto juventina... ([[Luigi Maifredi]])
*Maradona è insuperabile. È la fantasia. ([[Vladimiro Caminiti]])
*Maradona è un artista del pallone, fischiare lui perché antipatico è come fischiare Picasso perché comunista. ([[Italo Allodi]])
*{{NDR|Sul paragone tra Maradona e Messi}} Maradona era un grande, in campo un vero esempio. Lui in carriera ha preso tante di quelle botte altro che Messi... Mi fanno ridere quelli che mettono a confronto i due giocatori. Messi sarà anche grande giocatore ma Maradona era unico. Messi oggi gioca con i due-tre metri di vantaggio del calcio moderno. Vorrei vedere Maradona con quei metri di vantaggio quanti goal avrebbe fatto... ([[Pasquale Bruno]])
*Maradona era un grandissimo nella vita. Personalmente disapprovo solo che avesse giocato a calcio. ([[Massimiliano Parente]])
*Maradona era uno che se gli arrivava la palla non c'era più nulla da fare. ([[Luciano Favero]])
*Maradona ha rovinato la sua immagine e la sua vita perché non aveva sufficienti strumenti culturali. [[Pelé]], nato nella stessa povertà, è stato capace di continuare la carriera nel [[Calcio (sport)|calcio]] proprio perché aveva qualche forza culturale in più. ([[Sergio Chiamparino]])
*Maradona non è davvero un esempio per i giovani. Ha avuto la chance di ricevere un dono da Dio, quello di saper giocare a calcio. Nonostante la sua vita molto sregolata, c'è ancora gente disposta a dargli un lavoro. Se avessero un po' di coscienza, non lo farebbero più. Se non cambia, non avrà mai più un lavoro. È stato un grande giocatore, ma non è un esempio. ([[Pelé]])
*''Maradona non è una persona qualsiasi, | è un uomo attaccato a un pallone di cuoio.'' ([[Andrés Calamaro]])
*{{NDR|Alla domanda su "quale fosse il miglior calciatore del mondo"}} Maradona, senza dubbio. Non ce n'è uno che giochi come lui. Una volta [[Pelè]]. Oggi Maradona. ([[Lev Jašin]])
*Maradona vuol dire calcio felice, calcio ridente, calcio festoso: il talento naturale, lo spirito giocoso, la grinta belluina ma niente affatto violenta opposti ai tatticismi spesso astrusi, talvolta raffinati e anche vincenti tuttavia bocciati dalla realtà, dai risultati. ([[Italo Cucci]])
*{{NDR|«Com'è stato giocare contro di lui?»}} Meraviglioso, chi ha giocato con o contro lui non può che ritenerlo un dono. Ti dava la sensazione che potesse fare qualsiasi cosa da un momento all'altro, giocava con libertà, aveva testa e piedi leggeri. Contro il Bari un mio compagno di squadra che lo stava marcando gli tirò qualche calcione di troppo, così feci finta di rimproverarlo: prima di rivolgermi a lui gli feci l'occhiolino, poi gli dissi di andarci "piano contro Maradona". Ma Diego mi rispose "Pietro, no te preocupes, lui mena a me e io meno a lui". Era un generoso, non si risparmiava. ([[Pietro Maiellaro]])
*Mi ha insegnato il gusto della prodezza. ([[Davor Šuker]])
*Mi ritengo fortunato ad avere avuto l'opportunità di costruire con Diego un legame di stima, di amicizia e di fratellanza, inaspettato e, proprio per questo, ancora più bello. Ho conosciuto un eterno ragazzo meraviglioso. Un ragazzo generoso, che era un po' come il dottor Jekyll e Mr. Hyde. Era arrogante, persino presuntuoso e strafottente, ogni qual volta attaccavano i suoi affetti: la famiglia, il Napoli, i compagni di squadra e i tifosi. Diventava quasi insopportabile, ma all'interno dello spogliatoio, con il gruppo e con gli amici era un ragazzo eccezionale. ([[Giovanni Galli]])
*[[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] è una religione. Maradona è Dio e Lavezzi è il suo erede. ([[Víctor Ruiz]])
*Nei miei anni in Irpinia ho affrontato tanti campioni italiani e stranieri [...]. In un derby, per evitare l'espulsione di De Napoli, Bianchi mi mise a marcare Maradona nel primo tempo. Lo feci bene, ma pensavo sempre che prima o poi avesse inventato qualcosa. ([[Salvatore Vullo]])
*Non si scriverà mai abbastanza di questo grande, fascinoso, completo giocatore che ha fatto del calcio una religione, estraendo l'innata ispirazione da uno spirito fanciullesco e da un animalesco istinto che lo vuole amico, suddito e insieme sacerdote di Giove Palla. ([[Italo Cucci]])
*Penso che dopo venticinque minuti ogni compagno avesse messo la sua foto vicino al letto pregando che non si facesse male. Hai mai sentito qualche compagno di squadra parlare male di Diego? No, e sai perché? Perché lui voleva davvero bene a noi compagni e noi ne volevamo a lui. ([[Luciano Castellini]])
*Per conto mio, gli ho sempre riservato dei grandi applausi, anche la sera della finale {{NDR|dei Mondiali 1990}}. ([[Silvio Berlusconi]])
*Per me Diego Armando Maradona è il più grande calciatore di tutti i tempi senza se e senza ma. Non solo. Le prestazioni di Maradona sono state evidentemente penalizzate dalla tossicodipendenza e non certo agevolate come in chi ha fatto ricorso alla pratica del doping. La cocaina NON è dopante. Non solo. Diego Armando Maradona è caduto e si è rialzato. Senza trucco e senza inganno. Davanti al mondo senza nascondere nulla. Sempre a testa alta. Per tutti questi motivi Diego Armando Maradona è per me un idolo, un esempio di come si possa guarire da un brutto male sfidando il mondo senza mai abbassare lo sguardo. Senza mai perdere la dignità. ([[Francesco Repice]])
*Quando Maradona è arrivato, [[Napoli]] era la città del post-terremoto, del colera di poco più di dieci anni prima, della criminalità che faceva il salto di qualità. Ma era anche una città vivissima: c'è Lucio D'Amelio e da poco è passato [[Andy Warhol]], sono gli anni della musica di [[Sergio Bruni]] e di [[Pino Daniele]] e di tutto il neapolitan power; di una scena letteraria florida. Non una Napoli milionaria, ma ricchissima sì, vivace. È però la sola presenza di Maradona ad accendere un faro: il mondo guarda Napoli. Per la prima volta, con intensità, come non succede da tempo. Come non succedeva, forse, da quando era una capitale borbonica. Improvvisamente Napoli ha preso consapevolezza del suo essere metropoli. Ed è tornata a essere la Capitale perduta che sempre si ripete di essere. ([[Massimiliano Virgilio]])
*Quando pensi al numero 10 a chi pensi? A Maradona. Lui è il simbolo del [[maglia numero dieci|numero 10]]. La gente oggi vuole vestire la maglia numero 10 per Maradona. ([[Zlatan Ibrahimović]])
*Quel gol su punizione al San Paolo nel '95 {{NDR|in realtà nel 1985}} contro la mia Juve è stato una cosa pazzesca, un virtuosismo degno di Paganini che ha sfidato le leggi stesse della fisica. Ma Diego quel gol sapeva di poterlo fare, non gli è certo venuto per caso. Così come i virtuosismi del più grande violinista, frutto sì di estro e istinto personale ma anche di grande lavoro e studio. Idem Maradona, con le sue ore e ore di palleggi. La palla era il suo violino. ([[Salvatore Accardo]])
*''Se io fossi Maradona | vivrei come lui, | perché il mondo è un pallone | che si vive a fior di pelle.'' ([[Manu Chao]])
*Si può dire che Maradona, Pelé e Di Stefano equivalgano a Bach, Mozart e Beethoven. Sono i fuori categoria. Dopo di che si può tranquillamente parlare di calciatori bravi, anzi bravissimi: Causio, Tardelli, Maldini, Riva. ([[Rino Marchesi]])
*{{NDR|«Com'è essere allenati da una leggenda?»}} Solo vederlo lì era una spinta in più per noi. Quando ci parlava, noi avevamo una voglia incredibile di uscire e dare tutto in campo. Io avevo quella sensazione: non importava ciò che diceva, era proprio la sua essenza, il suo stare lì, il rispetto che avevano tutti nei suoi confronti. Non ho visto con nessun altro allenatore un'atmosfera simile. ([[Javier Pastore]])
*Un genio come Maradona in una città come Napoli finisce in quella teoria di miti e personaggi che vengono mitizzati e nei quali si riconosce, nel bene o nel male, per la loro irregolarità. Se Milano è la città degli affari, Roma della politica e della Chiesa, Napoli appare di difficile definizione, se non attraverso i suoi miti naturali, come il mare e il Vesuvio, come Eduardo, Totò e Pulcinella. Maradona rientra in questi personaggi che catalizzano un'energia e la restituiscono alla città in un gioco d'amore tra lo spettatore e l'eroe. ([[Toni Servillo]])
*Un grande personaggio, dotato di una grande umiltà. Non ha mai fatto pesare il suo estro, il suo essere fuoriclasse sul gruppo che difendeva sempre ed in prima persona. Lui aveva una sua vita personale, noi avevamo la nostra. Lo si apprezzava ancora di più negli allenamenti perché, quando terminavano le sedute, lui continuava ad allenarsi a costo anche di galleggiare sul terreno di gioco ridotto a pantano. Si divertiva come un bambino, era innamorato del pallone. ([[Domenico Penzo]])
*Un leader assoluto, che riesce a realizzare giocate stupende sempre tenendo in pugno tutta la disposizione della squadra. ([[Júnior (calciatore 1954)|Júnior]])
*{{NDR|Cosa lascia Maradona a Napoli?}} Una grande eredità tra le mani della città. Culturale e immaginaria. Un tesoro che non va sperperato perché l'ultima e unica possibilità per la città di restare sullo scenario mondiale. Lo abbiamo visto in questi giorni: gli occhi di tutto il mondo su Napoli. Allo stato attuale la città non può vantare niente di lontanamente paragonabile. Né simboli, icone, luoghi della memoria condivisi. Non bisogna farsi sfuggire, da questo punto di vista, l'opportunità di esistere. ([[Massimiliano Virgilio]])
*Viene spesso ai match di Davis, è appassionato. Ma quando l'ho incontrato sono rimasto senza parole: sai, per noi è come incontrare Dio. ([[Juan Martín del Potro]])
===[[Gianni Brera]]===
*Che Maradona fosse un genio, nessun dubbio è possibile. E che i geni siano un tantino squinternati di cerebro è risaputo e ammesso da sempre. [...] Maradona, come lei sa, ridava dignità inventiva e gestuale anche alle mani posteriori, divenute volgarissimi piedi da qualche milione di anni.
*Maradona, come tutti puro isso, cura lo suo particulare: ma questo non toglie che, eccellendo di per sé, egli esalti anche la squadra di cui è per solito gran parte. In effetti, Maradona è un carico da undici rinforzato: nessuno scopre nulla affermandolo. È un genio della pelota, dell'invenzione prestipedatoria, dell'esecuzione tecnica cum phantasia. A ragion veduta la squadra deve giocare per lui come lui gioca per la squadra. Ma è chiaro che non può sognarsi, lui solo, di imporsi ad undici avversari degni di questo nome. Il calcio è gioco collettivo per eccellenza: chi si illude di poter reggere solo soletto agli avversari tutti è un povero nesci, un megalomane, un solipsista insopportabile. Si capisce, Maradona è anche Primadonna: non è mai accaduto che un artista, quale che fosse il di lui o di lei sesso, non indulgesse anche alle fisime o comunque agli atteggiamenti tipici della primadonna.
*Maradona è la bestia iperbolica, nel senso infernale, anzi mitologico di Cerbero: se fai tanto di rispettarlo secondo lealtà sportiva, lui ti pianta le zanne nel coppino e ti stacca la testa facendola cadere al suolo come un frutto dal picciolo ormai fradicio. È capace di invenzioni che forse la misura proibiva a [[Pelé|Pelè]], morfologicamente irregolare nei soli piedi piatti, peraltro funzionali nella bisogna pedatoria. Maradona è uno sgorbio divino, magico, perverso: un jongleur di puri calli che fiammeggiano feroce poesia e stupore (è dei poeti il fin la meraviglia). Talora uno dei suoi piedi serve fulmineamente l'altro per una sorta di paradossale ispirazione atta a sorprendere: ma quando vuole, questo leggendario scorfano batte il lancio lungo che arriva, illumina, ispira: capisci allora che i ghiribizzi in loco erano puro divertissement: esibizione per i semplici: se il momento tecnico-tattico lo esige, in quelle tozze gambe animate dal diavolo entra solenne il prof. Euclide. E il calcio si eleva di tre spanne agli occhi di coloro che, sapendolo vedere, lo prediligono su tutti i giochi della terra.
*Maradona ha confermato di non essere uomo-squadra, bensì favoloso match-winner (cioè vincitore di incontri): è un centravanti spiazzato per convenienza tattica: ma quando il momento agonistico lo richiede sa trovarsi perfettamente coordinato al posto giusto, e per coordinato intendo dire in grado di inventare quel che dentro gli ditta il genio innato.
===''[[Federico Buffa racconta Storie Mondiali]]''===
*Ci sono due gol che sono un salto nel vuoto, un continuo sprezzo e disprezzo del pericolo, e poi un dribbling, una finta, una schivata a tutto quello che tatticamente è stato fatto su un campo di calcio. {{NDR|riferito alla doppietta di Maradona contro l'Inghilterra}}
*Comincia a toccarla come fa lui, con questo sinistro, che ha un ritmo diverso. Appena l'avversario prepara muscolarmente l'intervento, lui già è arrivato prima. E continua a toccartela tenendo una falcata lunghissima. Non arriva a un metro e settanta, ma ha una forza e una centralità che ti impediscono di spostarlo, è come [[Mike Tyson]], che era molto più piccolo degli altri massimi, ma spostalo... arriva prima lui!
*Diego non è mai arrivato il giorno che spiegavano di che cosa bisognava avere paura. Diego reagisce ad una voce sola: quella del suo istinto.
*L'antitesi del triviale è Diego Maradona e nel Mondiale dell'86 in qualsiasi espettorazione, in qualsiasi secondo delle partite dell'Argentina lui c'è. C'è sempre. Non c'è neanche un grado di separazione.
===[[Corrado Ferlaino]]===
*Cosa vuol dire aver avuto Maradona in squadra? Diego calcisticamente ha rappresentato un grosso successo del Napoli, del club, di tutti i tifosi partenopei. Ci eravamo abituati a vederlo giocare con noi e non ci rendevamo conto di quanto fosse grande. Ogni partita che giocava diventava una cosa da antologia. Sono ricordi davvero unici.
*Era il 1984, nella hall dell'albergo di Barcellona il barista non sapeva chi fossi e mi disse: "Che fregatura per il Napoli. Ha speso 13 miliardi per un ex giocatore". Io gli risposi la verità: "Per Maradona avrei speso anche il doppio". Diego è stato il più grande campione e il più grande affare della storia del calcio. Lui dice che non mi ama, ma io so cosa dice il suo cuore. Sono stato il suo carceriere, l'ho tenuto per sette anni e prima e poi mai era stato più di due anni in un posto. Si può amare il tuo carceriere?
*Maradona l'ho salvato decine di volte. Con l'antidoping soprattutto. [...] dalla domenica sera al mercoledì Diego, come qualcun altro del Napoli, soprattutto calciatori giovani, era libero di fare quel che voleva, ma il giovedì doveva essere pulito, non so se mi spiego. Del resto, basta non assumere cocaina per un certo periodo di tempo perché questa non risulti alle analisi del dopo partita. {{NDR|Il general manager}} Moggi, {{NDR|il massaggiatore}} Carmando, il medico sociale chiedevano ai giocatori se erano a posto, allora non sapevo cosa accadeva, però qualche anno dopo sono venuto a conoscenza che si adottava un trucco: se qualcuno era a rischio gli si dava una pompetta contenente l'urina di un altro, l'interessato se la nascondeva nel pantalone della tuta e quando entrava nella stanza dell'antidoping, invece di fare il suo "bisognino" versava nel contenitore delle analisi l'urina "pulita" del compagno. Nonostante questo, Diego quel giorno del 1991 fu trovato positivo, Moggi gli aveva chiesto se era in condizione e lui rispose: sì lo sono, va tutto bene. Il fatto è che i cocainomani mentiscono a se stessi. Risultò positivo e quando l'allora presidente {{NDR|della Lega Nazionale Professionisti}} Nizzola mi chiamò in via confidenziale per darmi la notizia fu troppo tardi. Insistetti, gli dissi: presidente dimmi cosa posso fare, ma lui rispose: ormai non puoi fare più nulla.
===[[Moreno Ferrario]]===
*Il primo anno andavamo male, eravamo in ritiro prima di una gara con l'Udinese. Ferlaino, il presidente, ci venne a minacciare: se non avessimo vinto, avrebbe cacciato l'allenatore, Rino Marchesi. Maradona si alzò, prese la parola e gli disse: "va bene, ma prima caccerai me, e poi lui", indicando col dito un compagno. "E poi lui", indicandone un altro. E alla fine tutti, "perché in campo ci andiamo noi e se perdiamo la colpa è solo nostra". Ferlaino ammutolì. Alla fine vincemmo quella partita 4 a 3.
*Mi ha insegnato una cosa molto importante: nel calcio la parola "io" è proprio l'opposto di quello che serve ad una squadra; c'è sempre il "noi" di mezzo. Quando noi, come gruppo, ci trovavamo in difficoltà, era sempre il primo a metterci la faccia. Maradona giocava per la squadra, mai per sé stesso. Metteva ogni compagno nelle condizioni migliori di recuperare da un eventuale errore in campo.
*Per me, il più grande. E non solo come giocatore, ma come persona. La gente che giudica per quello che ha fatto fuori dal campo non lo ha mai conosciuto. Diego era fatto così, ha sempre vissuto la vita che voleva vivere. [...] Certo, i nostri caratteri erano agli opposti, io alle 10 di sera andavo a dormire, lui non dormiva mai. Agli allenamenti a volte dovevamo scongiurarlo di presentarsi per non far imbufalire Ottavio Bianchi, l'allenatore... ma quando vedeva qualcosa di tondo, cambiava e correva a giocare e a farci divertire.
===[[Lillo Gullo]]===
*{{NDR|Su Maradona, idolo di Napoli già nel 1985}} A Napoli abbiamo avuto conferma di questo binomio tifo-business. Sono tante le iniziative più o meno legali (il famoso "sommerso") collegati al Pibe de Oro: dalle magliette ai quaderni, dai pupazzetti ai posters, e così via. Chi non commercia "in Maradona", non per questo lascia in pace l'argentino, la cui presenza viene continuamente evocata con scritte sui muri, fotografie, dediche autografe e qualche striscione sopravvissuto agli eccessi del Maradona day. In altre parole, a noi è sembrato che il Pibe de Oro non solo sia lo sponsor forzato di buona parte dell'economia sommersa partenopea, ma anche il taumaturgo dell'intera città. E per il popolino, sempre alla ricerca di santi protettori, la febbre di Maradona – che ormai fa concorrenza perfino a [[San Gennaro]] – ha veramente qualcosa di religioso. Non a caso, come i santi, lo hanno messo recentemente nel presepe. Non a caso, sempre come si fa con i santi, hanno battezzato tanti bambini con il suo nome.
*Cantava qualche anno fa [[Pino Daniele]]: "Napule è mille culure...". Da quando la squadra di [[Rino Marchesi|Marchesi]] ha ripreso a vincere e Maradona a segnare, la città partenopea non ha più "mille colori", ma solo due: il bianco e il celeste, cioè quelli della formazione di casa.
*{{NDR|Sulla tripletta allo [[stadio San Paolo]] il 24 febbraio 1985 nella partita Napoli - Lazio}} Erano contro due squadre. Uno dei 22 calciatori ha segnato tre goal da antologia al povero portiere [[Fernando Orsi|Orsi]]: il primo agganciando di destro e calciando al volo di sinistro, il secondo con pallonetto, il terzo dalla bandierina del corner. Infine, lo stesso giocatore, con un assist impeccabile, ha fatto realizzare un quarto goal ad un suo compagno. Le due squadre, come tutti sanno, erano Napoli e Lazio. Il fuoriclasse, balzato nella classifica cannonieri al secondo posto dopo [[Platini]] non poteva che essere lui: Diego Armando Maradona che, come l'attore-regista [[Massimo Troisi]], può davvero ricominciare da tre.
===[[Franz Krauspenhaar]]===
*A [[Napoli]] divenne napoletano espanso, portò la follia del tango e di un paese troppo esteso e svariato in una rocca antica, piena di contraddizioni e frustrazioni temperate da una tragica allegria; a Napoli divenne [[Masaniello]] d'un sogno, conquistador d'una isola nella quale la [[Curzio Malaparte#La pelle|pelle di Malaparte]] s'era seccata da decenni attendendo una sutura.
* [[Araba fenice]] d'una ''favela'' grande come il mondo, o di un mondo tutto riassunto in favela: ricco come pochi sportivi, Maradona manteneva dentro di sé la fame delle origini scassate, come se la sua anima fosse rimasta povera e disperata, con nulla da perdere. Perciò, arrivò a perdere quasi tutto: l'anima, il corpo, la vita; prima di risorgere all'ultimo minuto.
* Il grande, lungo canto a [[Campionato mondiale di calcio 1986|Messico 86]], contro l'Inghilterra detestata, quel mezzo giro di trottola a metà campo e la lunga corsa, il saltello continuato del sinistro a sfiorare la sfera, dentro il dribbling di cerveza ubriacante, mezza Inghilterra lasciata col sedere per terra, fino al gol, il capolavoro d’azione, il grande, lungo canto di Maradona.
===[[Fernando Orsi]]===
*Ho preso tanti gol nella mia vita, ma averli subiti da lui è stato un onore, sono quei gol che non ho mai pensato fossero banali e ne sono fiero, perché parliamo di uno dei giocatori più forti della storia del calcio. [...] Per me è stato un grande onore, perché aver giocato contro un fenomeno come lui ti lascia dei ricordi indelebili per tutta la vita, affrontare un giocatore come lui è un picco importante della carriera di qualsiasi giocatore di calcio.
*Se ne va un pezzo della mia vita. Addio Maradona, forse finalmente lassù troverai la pace che meriti.
*{{NDR|Sui due gol-capolavoro subiti da Maradona come portiere nella partita contro il Napoli del 24 febbraio 1985}} Sono due gol rimasti nella storia. Al termine della partita non mi disse nulla ma io dico sempre che se mi avessero dato un centesimo per ogni volta che quei gol sono passati in televisione io oggi sarei milionario.
===[[Jorge Valdano]]===
*Come sono fragili gli dei del calcio, vero? Diego vive nell'immaginario collettivo come un eroe che ha compiuto l'impresa di renderci felici e vincenti; ma quello è un miracolo pericoloso, come sono pericolosi i bei ricordi che non ti danno una seconda possibilità. Perché senza il pallone, Maradona è solo un uomo che non trova la maniera di essere all'altezza del suo ricordo perfetto. Né ai suoi occhi né agli occhi degli altri.
*Credevo che Diego ripulisse il calcio da ogni male e lo abbellisse con ogni bene, perché in lui coincidevano il genio e la tecnica. Non mi ero soffermato sul corpo. Da allora, Maradona è stato grasso e magro, lento e rapido, sano e infortunato. In varie occasioni, frettolosi specialisti arrivarono a stendere per lui un anno di morte calcistica, probabilmente dimenticando che i gatti, oltre a godere del privilegio di non allenarsi, hanno sette vite. A Maradona ne restavano ancora diverse.
*Di Maradona basta dire che tutto quel che faceva su un campo di calcio era perfettamente irragionevole.
*Non c'è da preoccuparsi. Il talento calcistico più grande del mondo è custodito in un luogo perfetto: il corpo di Diego Armando Maradona. Il deposito del tesoro – quel cofanetto di ossa, muscoli e tendini che racchiude innumerevoli malizie calcistiche – è in se stesso una meraviglia.
*Tifosi di tutti i quartieri tradivano le loro squadre del cuore per vedere quel genio per il quale un fazzoletto di terreno era più di un latifondo. Alcuni lo confusero con Dio, e quando sei poco più che un bambino non hai motivo di mettere in dubbio l'opinione dei grandi.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Diego Armando Maradona, ''Io sono el Diego'', traduzione Alberto Bracci, Fandango Libri, 2002. ISBN 8887517312
*[[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', ''Dalai Editore'', 1992. ISBN 88-8598-826-2 ([http://books.google.it/books?id=bWPm4d23hDUC Anteprima su Google Books])
==Filmografia==
*''[[Tifosi]]'' (1999)
==Voci correlate==
*[[Hugo Maradona]] – fratello
*[[Mano de Dios]]
*''[[Maradona - La mano de Dios]]''
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Maradona, Diego Armando}}
[[Categoria:Allenatori di calcio argentini]]
[[Categoria:Calciatori argentini]]
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Arrigo Sacchi
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[[File:Arrigo Sacchi 2007 (cropped).jpg|thumb|Arrigo Sacchi (2007)]]
'''Arrigo Sacchi''' (1946 – vivente), allenatore di calcio, dirigente sportivo e opinionista italiano.
==Citazioni di Arrigo Sacchi==
{{cronologico}}
*Per diventare un buon [[allenatore]] non bisogna essere stati, per forza, dei campioni; un fantino non ha mai fatto il... cavallo.<ref group="fonte">Citato in Bruno Bernardi, ''Al mare, in una notte di mezza estate Sacchi si strappa crossando per Sanguin'', ''Stampa Sera'', 1º giugno 1988, p. 15.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della Coppa dei Campioni 1988-1989]]}} Siamo orgogliosi. Credo che il Milan quando gioca a questi livelli non abbia rivali al mondo. Siamo venuti con grande tensione a questo appuntamento: quando abbiamo visto il pubblico, ci è venuta la pelle d'oca. Pensavo: come possiamo perdere con questi tifosi. Però ricordavo che anche la Juventus era andata a giocare con tanta gente al seguito ma non era riuscita a vincere. Noi dovevamo farcela con le nostre forze. Anche il Madrid aveva 100 mila tifosi ma non erano serviti.<ref group="fonte">Citato in Giorgio Gandolfi, ''Berlusconi: «Macchina da gol»'', ''La Stampa'', 25 maggio 1989, p. 19.</ref>
*{{NDR|Su [[Alessandro Bianchi (calciatore 1966)|Alessandro Bianchi]]}} Eccezionale dinamismo, gran senso tattico: uno così, merita sempre di giocare.<ref group="fonte">Citato in [[Roberto Beccantini]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,0848_01_1992_0310_0031_25214496/ Nella rivoluzione di Sacchi anche Vialli rischia il posto]'', ''La Stampa'', 12 novembre 1992, p. 31.</ref>
*{{NDR|Dopo Italia-Nigeria, 5 luglio 1994}} Roberto ci ha tirati giù dall’aereo!
*Ricordatevi, però, che anche ai [[Tiri di rigore|rigori]] vince quasi sempre chi lo merita. Non è vero, come si dice, che sono una lotteria. Se una squadra ha giocato meglio, e si sente penalizzata dal risultato, li va a calciare con una carica interiore che la squadra avversaria non ha.<ref group="fonte" name="trionfo">Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/24/Trionfo_all_italiana_utile_alla_co_0_9605246123.shtml "Trionfo all'italiana, utile alla nazionale"]'', ''Corriere della Sera'', 24 maggio 1996.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1995-1996]]}} Torricelli? Come Di Livio e Ravanelli, tre anni fa sembrava impossibile vederli campioni d'Europa. Nel calcio, però, c'è qualcosa che sfugge alle analisi più frettolose. Un segreto che io conosco, ma che dovrete scoprire da soli. [...] La Juve ha battuto l'Ajax perché è stata più aggressiva del Milan l'anno scorso.<ref group="fonte" name="trionfo"/>
*Tutti hanno preso dal mio [[Associazione Calcio Milan|Milan]] il modulo a zona, senza capire che la vera rivoluzione stava nell'atteggiamento offensivo della squadra. Il mio successore invece ha messo uno stopper a centrocampo e tutti l'hanno copiato. {{NDR|22 aprile 2000}}<ref group="fonte">Citato in ''Ipse Dixit'', ''Calcio 2000'' nº 31, giugno 2000, p. 194.</ref>
*{{NDR|Su [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]]}} È uno che saprebbe farsi capire anche dai giapponesi.<ref group="fonte">Citato in [[Gian Antonio Stella]], ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2001/marzo/28/Trapattoni_straparlare_genio_co_0_01032810659.shtml Trapattoni, lo straparlare di un genio]'', ''Corriere della Sera'', 28 marzo 2001.</ref>
*I più ingenerosi e invidiosi possono parlare di inadeguatezze delle avversarie o di [[fortuna]]. Machiavelli sosteneva che la metà delle imprese dipendono dalla fortuna, l'altra metà da noi stessi. Credo che la fortuna sia quella che ognuno di noi merita e che molte volte sia il nome che si dà all'abilità altrui. Non c'è impresa che se vogliamo denigrare o ridimensionare possa sfuggire a un momento fortunato.<ref group="fonte">Citato in ''La Gazzetta dello Sport'', 17 dicembre 2007.</ref>
*C'è una differenza: giocatore è colui che gioca bene, calciatore è colui che conosce il calcio. [[David Beckham|Beckham]] è un calciatore. Ed è un calciatore da calcio totale.<ref group="fonte">Dall'intervista a ''Radio Italia'', 7 febbraio 2009.</ref>
*{{NDR|Sul [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] nel 2011}} Difesa folta, marcature rigide, contropiedi e spunti individuali. Un sistema di gioco che in Italia può dare risultati ma con tutti i limiti che il calcio europeo ha evidenziato.<ref group="fonte">Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Altri_Sport/Altri/30-dicembre-2011/blob-2011-migliori-frasi-804163295835.shtml Il blob del 2011.Le migliori frasi]'', ''gazzetta.it'', 31 dicembre 2011.</ref>
*In [[Italia]] nessuno ha mai chiesto lo spettacolo, e quindi non c'è. Abbiamo quello che la gente vuole. Contano solo i risultati. A livello di spettacolo siamo indietro e quindi dobbiamo cercare di capire che è importante lavorare per l'immediato, ma anche in prospettiva futura, puntando sempre più sui nostri giovani.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/calcioscommesse/2012/10/10-217889/Sacchi%3A+Calcioscommesse%3F+Non+sono+tutti+disonesti Calcioscommesse? Non sono tutti disonesti]'', ''tuttosport.com'', 10 ottobre 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Andrea Stramaccioni]]}} Per quanto mi sia simpatico, devo ammettere che non ha dato un'impronta a questa Inter. Né dal punto di vista del gioco, né dei risultati.<ref group="fonte">Da ''SportMediaset''; citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/gallery/Calcio/04-2013/blob/variabili-92894719253.shtml#15 Il blob della settimana]'', ''gazzetta.it'', 8 aprile 2013.</ref>
*La [[Juventus Football Club|Juve]], a tutti i livelli, è un esempio di squadra che moltiplica le qualità dei singoli.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2014/01/05-281683/Sacchi+avvisa+Pogba%3A+%C2%ABSbagli+se+lasci+la+Juve%C2%BB Sacchi avvisa Pogba: «Sbagli se lasci la Juve»]'', ''tuttosport.com'', 5 gennaio 2014.</ref>
*Io non sono mai stato un estimatore della Juventus: grandi giocatori, ma gioco abbastanza insufficiente o poco armonioso, poco moderno. Ma credo che questa Juventus, quella di [[Antonio Conte|Conte]], sia la più bella che io mi ricordi e me ne ricordo tante, purtroppo. Anche più bella di quella di [[Marcello Lippi|Lippi]]: è molto più armoniosa, è una squadra che conosce tutto del calcio. Vedi questa Juventus e ti sembra che il calcio sia la cosa più semplice del mondo.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/juventus/2014/articoli/1027687/sacchi-difende-conte-e-sua-la-juve-piu-bella-160-.shtml Sacchi difende Conte: «È sua la Juve più bella»]'', ''sportmediaset.com'', 19 febbraio 2014.</ref>
*La Juventus è la squadra di adulti. Non sei mai sicuro di vincere contro di loro finché non muoiono.<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''Premium Champions League Studio'', Mediaset Premium, 19 marzo 2014.</ref>
*{{NDR|Su [[Massimiliano Allegri]]}} Non voglio far domande, quando avrà imparato il rispetto che si devono alle persone allora parlerò.<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''Premium Calcio'', 5 ottobre 2014; citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/serie_a/2014/10/05-379127/Allegri+contro+Sacchi,+altra+lite+in+tv Allegri contro Sacchi, altra lite in TV.]'', ''corrieredellosport.it'', 5 ottobre 2014</ref>
*Non sono certo razzista e la mia storia di allenatore lo dimostra, a partire da Rijkaard, ma a guardare il torneo di Viareggio mi viene da dire che ci sono troppi giocatori di colore, anche nelle squadre Primavera. Il business ormai ha la meglio su tutto. L'Italia non ha dignità, non ha orgoglio: non è possibile vedere squadre con 15 stranieri.<ref group="fonte" name=maestrelli>Dalla cerimonia di consegna del Premio Maestrelli a Montecatini Terme; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/16-02-2015/sacchi-italia-senza-dignita-troppi-neri-giovanili-100917863865.shtml Sacchi: "Troppi neri nelle giovanili". Poi precisa: "Non sono razzista"]'', ''gazzetta.it'', 16 febbraio 2015.</ref>
*Sono stato travisato, figuratevi se io sono razzista. Ho solo detto che ho visto una partita con una squadra che schierava 4 ragazzi di colore. La mia storia parla chiaro, ho sempre allenato squadre con diversi campioni di colore e ne ho fatti acquistare molti, sia a Milano che a Madrid. Volevo solo sottolineare che stiamo perdendo l'orgoglio e l'identità nazionale.<ref group="fonte" name=maestrelli/>
*La volontà, il dare tutto, la generosità e la serietà della [[Juventus Football Club|Juve]] dovrebbero essere un esempio per tutti i club. La cultura della vittoria fa parte da sempre del DNA dei bianconeri: si trasmette ai giocatori facendone dei protagonisti. La storia di questo club, a parte qualche piccola pausa, è sempre stata caratterizzata da una sete di vittorie senza pari. Forse non sempre la Juventus ha convinto, forse non sempre è stata bellissima, ma sicuramente è sempre stato un avversario con una determinazione feroce, uno straordinario orgoglio e un grande senso pratico.<ref group="fonte">Citato in ''Juve, la cultura della vittoria'', ''La Gazzetta dello Sport'', 11 marzo 2015, p. 25.</ref>
*Penso che [[Ruud Gullit|Gullit]] possa essere considerato il simbolo del mio Milan. Aveva una grande potenza dal punto di vista fisico e sapeva anche essere un punto di riferimento per i compagni. Quando partiva in progressione si portava via anche il vento. Era anche un donnaiolo: una volta rispose per le rime a Berlusconi, che aveva chiesto ai giocatori 30 giorni di astinenza prima della finale di Coppa dei Campioni, dicendogli "Dottore io con le palle piene non riesco a correre".<ref group="fonte">Da un'intervista al ''Quotidiano Sportivo''; citato in ''[http://m.goal.com/s/it/news/2/serie-a/2015/04/01/10372342/retroscena-sacchi-gullit-disse-a-berlusconi-con-le-pe-piene Retroscena Sacchi: "Gullit disse a Berlusconi 'con le p****e piene non corro..."]'', ''goal.com'', 1º aprile 2015.</ref>
*{{NDR|Su [[Lionel Messi]]}} È un giocatore unico e completo: è un finalizzatore letale ma è anche capace di tornare a centrocampo per aiutare la squadra. Marcarlo a uomo è impossibile, è tutto il sistema squadra che deve funzionare alla perfezione per ingabbiarlo. Siamo di fronte un vero genio del calcio, è come Maradona. In questo momento nessuno è come lui.<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''Champions League – Speciale''; citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/championsleague/sacchi-incorona-messi-e-un-genio-del-calcio-cos%c3%ac-solo-maradona-160-_1065148-201502a.shtml?frommobile Sacchi incorona Messi: "È un genio del calcio. Così solo Maradona"]'', ''sportmediaset.it'', 7 maggio 2015.</ref>
*{{NDR|Nel 2016, sulla Juventus di Massimiliano Allegri}} Noi al Milan coniugavamo tre verbi: vincere, convincere, divertire. La Juventus ne coniuga uno: vincere. È una debolezza. Si dirà: ma in Italia continua a vincere. E io dirò: anche il Rosenborg vince sempre lo scudetto in Norvegia. Ma cosa conta è la Champions League e in Europa la Juventus fatica.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.lastampa.it/2016/03/09/sport/calcio/qui-juve/la-juve-come-il-rosenborg-sacchi-punge-allegri-ma-rimedia-un-autogol-Gk0KQTB3B8Z6CFiwMqNk5O/pagina.html "La Juve come il Rosenborg". Sacchi punge Allegri, ma rimedia un autogol]'', ''lastampa.it'', 9 marzo 2016.</ref>
*{{NDR|Parlando di [[Andrea Belotti]]}} Dio non gli ha dato il talento [...]. Gli ha dato delle virtù maggiori: perché gli ha dato la generosità, l'entusiasmo, la pressione, il cuore, il sacrificarsi per i compagni, lottare per i compagni.<ref group="fonte">Dall'intervento alla cerimonia di consegna del premio ''Amico dei bambini, un esempio per loro'', Milano, 2 marzo 2017; video disponibile in ''[http://www.foxsports.it/2017/03/03/arrigo-sacchi-su-belotti-dio-non-gli-ha-dato-il-talento/ Arrigo Sacchi su Belotti: "Dio non gli ha dato il talento"]'', ''foxsports.it'', 3 marzo 2017.</ref>
*La Juventus è l'esaltazione della qualità, dell'organizzazione e della potenza.<ref group="fonte">Da un'intervista a RMC Sport; citato in Rosa Doro, ''[https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/sacchi-napoli-una-benedizione-ma-hanno-un-impresa-quasi-impossibile-sulla-juve-e-buffon-413866 Sacchi: "Napoli una benedizione ma hanno un'impresa quasi impossibile. Sulla Juve e Buffon..."]'', ''tuttojuve.com'', 20 marzo 2018.</ref>
*{{NDR|Su [[Zlatan Ibrahimović]]}} Indubbiamente è un calciatore di peso, ma con quelli che per me sono quattro difetti: individualismo, protagonismo, egocentrismo, avidità.<ref group="fonte">Dall'intervista di [[Antonello Piroso]], ''La Verità'', 20 luglio 2019.</ref>
*[...] avere coraggio vuol dire avere punti in classifica.<ref group="fonte">Da un'intervista a ''La Gazzetta dello Sport''; citato in ''[https://www.milannews.it/news/sacchi-per-evitare-di-farsi-intrappolare-dal-parma-il-milan-deve-cercare-il-possesso-palla-e-l-aggressione-dell-avversario-546541 Sacchi: "Per evitare di farsi intrappolare dal Parma, il Milan deve cercare il possesso palla e l'aggressione dell'avversario"]'', ''milannews.it'', 23 agosto 2024.</ref>
{{Int|''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/07/03/un-giorno-sacchi-gioco-in-difesa.html E un giorno Sacchi giocò in difesa]''|Dalla conferenza stampa di presentazione al Milan Associazione Calcio, 2 luglio 1987; citato in [[Gianni Mura]], ''la Repubblica'', 3 luglio 1987.}}
*Perchè {{NDR|Berlusconi}} ha scelto me? Mi sono dato tre risposte: uno, ho avuto fortuna; due, gli è piaciuto il gioco del Parma; tre, nello sport parliamo la stessa lingua.
*Il pareggio è un fardello pesante, col tacito accordo si vedono partite scarsamente morali.
*Senza l'appoggio del club e dei giocatori, nessun [[allenatore]] è bravo.
*Rispetto il prossimo, credo nell'uomo, nella cultura, nel dialogo. Il calcio del futuro sarà più intellettivo che muscolare, si vince e si perde in una frazione di secondo e la testa conta più della preparazione atletica. [...] E bisogna considerare il calciatore un lavoratore come tutti gli altri, solo che lavorerà sempre meno degli altri e guadagnerà sempre di più. Questo vale anche per i tecnici. Il denaro non muove forze latenti, le motivazioni sì.
{{Int|''Povero calcio che non fa squadra''|Intervista di [[Massimiliano Castellani]], ''Avvenire'', 9 ottobre 2009.}}
*Per superare la crisi, dobbiamo smetterla di considerare la furbizia una virtù e l'arrangiarsi un'arte: il perfezionismo deve battere il nostro pressappochismo radicato.
*Ci esprimiamo ai massimi livelli se c'è da spazzare via la vergogna, l'invidia e la ripicca internazionale... ma non si può mica sempre vivere nello "Stato di massima allerta" per mantenere uno sport in salute.
*La Nazionale è lo specchio di quello che esprime il campionato, quindi una realtà in cui dominano gli isterismi, la violenza, i debiti delle società, gli stadi fatiscenti.
*Il [[pregiudizio]] si vince con le idee.
===Citazioni non datate===
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} È stato un avversario molto ostico ma anche agnostico.<ref group="fonte">Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2113 p. 2109]. ISBN 8880898620</ref>
*Giocare contro [[Diego Armando Maradona|Maradona]] è come giocare contro il tempo perché sai che, prima o poi, o segnerà o farà segnare.<ref group="fonte">Da ''La storia del grande Milan'', ESPN Classic.</ref>
*Il [[Nazionale di calcio del Belgio|Belgio]] non conosce l'arte della vittoria perché non ha mai avuta esperienza della vittoria.<ref group="fonte">Citato in Alec Cordolcini, ''[https://www.ultimouomo.com/belgio-nazionale-miracolo-lukaku-debruyne-martinez-europei/ L'importanza della Nazionale per il Belgio]'', ''ultimouomo.com'', 14 giugno 2021.</ref>
*{{NDR|Riferendosi ai primi mesi al Milan}} L'inizio fu assai difficile e rischiai davvero di non mangiare il panettone.<ref group="fonte">Citato in Francesco Valitutti, ''Breve storia del grande Milan'', Italia Tascabile.</ref>
*Un [[allenatore]] cambia molto o perché è scemo o perché è insoddisfatto.<ref group="fonte">Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2113 p. 2113]. ISBN 8880898620</ref>
==''Calcio totale''==
===[[Incipit]]===
C'è un giorno nell'infanzia di ognuno di noi che segna per sempre la nostra storia e il nostro destino.
===Citazioni===
*Ho sempre cercato di dare una forma alla bellezza creando un gioco capace di esprimere la gioia di vivere e di far divertire il pubblico. (cap. 1)
*Ho sempre pensato che per avere [[successo]] nella vita, in ogni campo, sia importante una piccola percentuale di sogni e di talento, una parte di follia, ma che più del 90 per cento del successo e della realizzazione sia dovuto allo studio, al lavoro, alla pianificazione e al rinnovamento continuo. (cap. 1)
*[...] il leader in una squadra non è solo il regista. Ogni giocatore lo diventa quando ha la palla, e tutti devono essere capaci di fare gioco. (cap. 1)
*[...] la vera funzione dell'[[allenatore]] [...] non è solo organizzare la squadra e disporre i giocatori in campo, ma significa soprattutto creare il gioco valorizzando le attitudini individuali dei singoli. (cap. 1)
*Con la conquista del mio primo campionato cominciai a capire la gioia che il calcio trasmette agli spettatori. Il calcio è spettacolo, e quello che era successo nel piccolo campo di Fusignano l'ho poi rivissuto nei grandi stadi internazionali. Le emozioni sono sempre le stesse. (cap. 1)
*In verità, fra musica e calcio non c'è alcuna differenza. Per me il gioco, lo spartito da interpretare, è il vero protagonista in campo. Puoi avere i migliori musicisti e solisti del mondo, ma non sentirai alcuna melodia se non sono coordinati da un direttore e da uno spartito comune. L'allenatore è insieme autore e direttore d'orchestra, con la sua sensibilità, la sua idea di musica, la sua interpretazione. Il suo concetto di tempo e di ritmo. E quanto contano i tempi e il ritmo nel gioco del calcio! (cap. 2)
*Il [[Leadership|leader]] vero è quello che convince, non quello che ordina. (cap. 2)
*L'allenatore è l'uomo che rappresenta la società in campo e che si fa interprete delle finalità di gioco e degli obiettivi della società stessa. Se uno dei pezzi manca, anche il ruolo dell'allenatore viene meno e si rompe quel clima di fiducia che è fondamentale per la buona riuscita del progetto. (cap. 4)
*[...] la bellezza, il gioco, la determinazione, la voglia di fare sono il vero motore che fa vincere una [[Squadra (sport)|squadra]]. (cap. 4)
*Il calcio per me è una lettura della situazione, a cui si deve rispondere tutti e undici contemporaneamente. (cap. 4)
*Una volta m'invitarono alla Bocconi per una conferenza, e la prima domanda che mi fece uno studente fu: «Come può allenare campioni senza esserlo mai stato?».<br>«Non ho mai saputo che prima di essere un fantino bisogna essere stato un cavallo!» risposi, suscitando l'ilarità generale. (cap. 6)
*{{NDR|Su come ha insegnato un nuovo modo di giocare ai calciatori del Milan}} Quando ci sono dei cambiamenti e convinzioni nuove, c'è bisogno di trasmettere tutto il tuo sapere con una determinazione feroce, senza tentennamenti. (cap. 6)
*Gullit aveva la personalità dei grandi, fu un esempio fondamentale per il calcio che volevo sul campo, faceva correre in avanti giocatori che, per la loro storia e le abitudini di questo Paese, preferivano rimanere indietro. Questa era una delle grandi differenze. Era un esempio di calcio coraggioso, ottimistico, di personalità e di capacità interpretativa. (cap. 6)
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] è la cosa più importante delle cose meno importanti. (cap. 7<ref name=esergo>In esergo.</ref>)
*Una [[vittoria]] senza merito non è una vittoria. (cap. 7)
*L'[[allenamento]] per essere veramente allenante deve far provare durante la settimana tutte le situazioni che si ritroveranno in partita, tenendo presente che nelle situazioni inedite ci sarà solo sconforto e tensione. (cap. 7)
*Il calcio ha offerto un piccolo gruppo di geni delle idee e della tattica e un folto esercito di arrivisti con scarse convinzioni e conoscenza che cercano di seguire le mode del momento. Esiste una terza via, quella degli allenatori legati al passato, che lo difendono orgogliosamente. Sono tecnici che non inventano e non trasmettono ai posteri una qualche eredità ideologica. (cap. 7)
*La [[fortuna]] è il nome che si dà sempre all'abilità altrui. (cap. 8<ref name=esergo/>)
*[[Mauro Tassotti|Tassotti]] era un professionista eccellente. Simpatico, ironico e autoironico. Un terzino destro dotato di grandi qualità tecniche e di gioco, ma poco considerato in Italia, dove si preferiva un difensore marcatore e roccioso. Esordì in Nazionale a trentadue anni. Era un giocatore moderno e totale, che sapeva svolgere ad alti livelli le fasi difensiva e offensiva. Era importante per il contributo al gioco, ma anche per l'armonia dello spogliatoio. (cap. 8)
*[[Paolo Maldini]] è stato uno dei più grandi terzini-difensori mai esistiti. Potente, veloce, resistente, generoso. Forte fisicamente e nel gioco aereo. Nel Milan migliorò anche nella marcatura, maturando velocemente accanto a compagni più grandi e grazie anche all'aiuto del padre. Professionista serio, ragazzo amabile e leale. Faceva la fascia a velocità ultrasoniche. Una grande forza sia nel Milan sia in Nazionale. Eccezionale la durata della sua carriera, sinonimo della qualità della persona e del professionista. (cap. 8)
*{{NDR|Su [[Alessandro Costacurta]]}} Discreto con la palla, abile nella marcatura; era un difensore da calcio totale, non uno specialista. Si connetteva assai bene con i compagni, dimostrando senso della posizione, capacità di giudizio e di previsione. Dimostrava una certa personalità, pur non eccellendo in forza ed elevazione. Per me, che lo feci esordire nel Milan e poi in Nazionale, è stato un giocatore affidabile e di buon livello. Era originariamente un libero e si divideva con Baresi, quindi avevo due liberi che sapevano marcare ma anche partecipare al gioco. (cap. 8)
*[[Franco Baresi]], «il Capitano», un campione. Di poche parole, ma un esempio per tutti. Un lottatore determinato che dava sempre tutto. Giocatore di grande temperamento e capacità motorie, confortato da rapidità e velocità notevoli. Buona tecnica, forse esagerava con i lanci. Mostrava straordinarie capacità tattiche e dirigeva la difesa con sagacia e tempismo, sostenuto da talento e capacità di giudizio. Difficile da superare del duello uno contro uno, esaltanti le sue accelerate e il suo tempismo. Era un campione che muoveva tutta la difesa elevando le capacità singole grazie all'apporto costante dei difensori. È stato il più bravo difensore che abbia mai visto, l'unico che muoveva un intero reparto. (cap. 8)
*{{NDR|Su [[Carlo Ancelotti]]}} Modesto, cercava sempre di migliorarsi e anche negli allenamenti dava il massimo. Determinato tanto da migliorare la poca velocità e anche la forza, deciso nei contrasti con bravura tecnica, possedeva capacità di valutazione e tempi di gioco di alto livello. [...] Era la forza umana e tattica di questa squadra. (cap. 8)
*[[Frank Rijkaard|Rijkaard]] era un gigante fisicamente. Una brava persona, con qualità fisico-atletiche fuori dal comune. Dotato di una buona tecnica, grande chiarezza, potenza straordinaria, velocità e resistenza, copriva il campo con facilità, pressava forte. Non sbagliava mai le partite importanti. Diede un contributo importante più come centrocampista che come difensore. (cap. 8)
*[[Roberto Donadoni]], una persona e un professionista eccellente, grande tecnica e con un dribbling rapido e resistente. Una mezza punta che interpretava il ruolo in modo completo e totale. (cap. 8)
*[[Marco Van Basten]] era la ciliegina sulla torta. Il più talentuoso ma anche il più discontinuo. La classe era cristallina. Lo stile inimitabile, un cigno che ballava con il pallone fra i piedi. Goleador che si connetteva stupendamente con i compagni, sfruttando le sinergie. Segnava di destro, di sinistro, di testa, giocava e rifiniva. Tecnica elevatissima, soluzioni impensabili ed esaltanti, faceva ripetuti dribbling, era agile e rapido nonostante l'altezza. Era un ragazzo introverso, ma buono e sensibile, ha subito molti infortuni. (cap. 8)
*In Italia si vince di più con la squadra votata alla difesa e con l'individualità, in Europa con il calcio offensivo e collettivo. (cap. 11)
*[...] in Italia si giudica una partita solo dal risultato ottenuto. (cap. 12)
*L'[[ansia]], per come l'ho conosciuta, è un plusvalore finché riesci a gestirla. Ed è indispensabile per ottenere grandi performance. Il vero agonista sa incanalarla in modo che si trasformi in impazienza di misurarsi, aumentando le qualità cognitive e agonistiche. (cap. 16)
*Il [[tiki-taka]], il possesso palla portato avanti dalle squadre spagnole, nasce in una cultura calcistica che si sviluppa partendo dalla tecnica. La Spagna ha avuto un'evoluzione diversa dalla nostra, noi avevamo sviluppato l'agonismo, loro la tecnica, ma entrambe all'inizio erano incompiute. Quando gli spagnoli hanno fatto il salto di qualità, quando il calcio è diventato uno sport di squadra, e hanno cominciato a sviluppare una tecnica non solo individuale ma collettiva, esaltata al massimo, anche eccedendo, è nato il tiki-taka. Il pericolo era che diventassero pleonastici – e tante volte lo erano, perché il limite è molto sottile – tenendo la palla e facendola girare fino all'ossessione, impedendo agli altri di giocare, col rischio di perdere in velocità, in concretezza, di offrire uno spettacolo noioso. Il tiki-taka ha un senso se non è fine a se stesso, ma è l'inizio di un'azione che porta verso la porta avversaria: tengo palla per trovare uno spazio, non per impedire agli altri di giocare. (cap. 16)
*Mi piacciono gli [[alberi]], sono segno di forza e di grandezza, si innalzano verso il cielo. Hanno una vita lunga: c'erano e ci saranno prima e dopo di noi. Ci sopravvivono. E così mi sdraio in veranda e ascolto la brezza che muove appena le fronde. Un suono meraviglioso che solo la vita e la natura ti sanno dare. (cap. 17)
==Citazioni su Arrigo Sacchi==
*Anche Sacchino fa autocritica: riconosce di aver commesso qualche errore. Non gli capitava da quando, all'età di tre anni, ammise che la pipì nel letto l'aveva fatta lui e non [[Christian Panucci|Panucci]]. ([[Massimo Gramellini]])
*Arrigo 6-1 mito.<ref>Striscione della tifoseria interista riferito all'allenatore milanista, Sacchi, che nel precedente turno del campionato 1996-1997 era stato sconfitto a San Siro dalla Juventus con un pesante 1-6.</ref> ([[Striscioni del calcio|striscione]])
*Arrigo è stato il rivoluzionario del nostro calcio, l'ha portato dal Medioevo alla modernità. ([[Antonio Matarrese]])
*Arrigo è un amico, ma sa bene d'aver vinto quando si è trovato, tutti insieme, i Baresi, i Maldini, i Tassotti, gli Ancelotti, i Donadoni e i Costacurta. ([[Giovanni Branchini]])
*Con l'ascesa di Arrigo Sacchi cambiò completamente il modo di approcciarsi al gioco in Serie A, esplorando strade impensabili fino a poco prima. [...] il gioco italiano ruotava ancora tutto attorno ai concetti di catenaccio e possesso palla. Sacchi rivoluzionò tutto questo, come a suo tempo era accaduto col calcio totale olandese. I meccanismi della difesa, il passaggio al 4-4-2, la tattica del fuorigioco, attaccanti costantemente proiettati all'attacco con il supporto di percussori da centrocampo... Erano tutti concetti nuovi. La mentalità vincente cambiò profondamente, ed è anche quella che troviamo oggi: nel calcio l'attacco è la miglior forma di difesa. ([[Luther Blissett (calciatore)|Luther Blissett]])
*È stato il più grande rivoluzionario del calcio mondiale. Forse ripete gli stessi concetti, cosa un po' monotona, però sono i concetti base di ogni squadra di ogni società. ([[Zvonimir Boban]])
*{{NDR|«Ma quando vi spiega le cose, com'è?»}} Eh, com'è, è un martello. Ti chiama al sabato mattina e ti spiega una cosa a tu per tu. Poi alle sei del pomeriggio parla con tutta la squadra e la ripete. Alla sera fa il giro delle camere e te la ridice a tu per tu. Certe volte, francamente, ti dà l'impressione della paranoia: però è vero che da tutti lui riesce ad ottenere il cento per cento. ([[Mauro Tassotti]])
*Entrava in campo per ultimo ed io vedevo in questo atteggiamento il desiderio di mimare il direttore d'orchestra. Arrigo ha tracciato il solco e tracciare il solco è difficile. ([[Silvano Ramaccioni]])
*{{NDR|Sul fatto che Sacchi abbia fatto la storia del calcio}} L'hanno fatta i suoi giocatori. Quel [[Associazione Calcio Milan|Milan]] era una delle squadre più forti di sempre. Lui ha avuto una parte importante. Era bravo a farsi amici i [[giornalisti]], ha saputo costruire una immagine da grande innovatore. {{NDR|«Non lo è stato?»}} Non ha inventato nulla. Il modulo che usava il Milan non era né rivoluzionario né offensivo. Schieravamo difensori eccezionali. A farci vincere così tanto è stata sempre la difesa, alla quale lui si applicava molto, dedicando invece poco tempo alla fase offensiva. ([[Marco van Basten]])
*Lavorare con Sacchi sarebbe stato molto interessante. Sacchi come mentalità era simile a [[Valerij Lobanovs'kyj|Lobanovski]], il tecnico che mi ha formato nella [[Futbol'nyj Klub Dynamo Kyïv|Dinamo Kiev]]. Intensità, impegno, lavoro, pensiero collettivo, dedizione: i concetti erano quelli del calcio moderno. Sacchi ha rivoluzionato il calcio, un po' come aveva fatto Lobanovski nella ex [[Unione Sovietica]]. ([[Andrij Ševčenko]])
*Lo spettacolo non è subordinato solo ai moduli o alle strategie tattiche. Alla fine fanno la differenza quelli che vanno in campo e chi ha dei fuoriclasse può permettersi di giocare in tutti i modi. Sacchi è un ottimo allenatore, che è riuscito in pochi anni a vincere tutto nel mondo con manovre e schemi di prim'ordine. Ma resto convinto che, senza Van Basten, Baresi, Gullit e soprattutto Rijkaard, anche per lui le cose sarebbero state difficili. [...] Non vorrei che [...] Berlusconi, nei suoi anni milanisti, avesse avuto un ruolo determinante al momento di «stendere» la formazione. ([[Filippo Grassia]])
*Non c'è mai stato feeling personale tra me e lui. Non mi ha mai dato l'impressione di essere onesto nei rapporti umani. Non era mai diretto. Andava a zig zag. Quando non era contento di come ci allenavamo, se la prendeva con i giovani, con i più deboli, che magari invece erano in testa a tirare il gruppo. ([[Marco van Basten]])
*Non ci siamo mai capiti [...]. Lui se ne frega che un giocatore segni una montagna di [[gol]], perché privilegia il sistema di gioco agli uomini. ([[Gianluca Vialli]])
*Non insegno chimere, le lascio a Sacchi. Icaro volava, ma Icaro era un pirla. ([[Giovanni Trapattoni]])
*Non mi interessa cosa dice sul mio Napoli. Lui è fuori dal giro da molto tempo, preferisco sentire cosa ne pensa uno come Prandelli, che non a caso ha più volte detto che la mia squadra gioca meglio di tutti in Italia. Il gioco del Milan di Sacchi? Volevo vederlo senza campioni come Van Basten... ([[Walter Mazzarri]])
*Per me la novità di Sacchi non è stata la zona, ma il lavoro che lui ha portato nella grande squadra, che forse prima ne faceva a meno. Il grande club, tradizionalmente, vinceva anche senza un carico di lavoro esasperato: grazie ai valori tecnici superiori e magari al maggior numero di partite imposto da un calendario più ricco, che suppliva a parte dell'allenamento. [...] Ora Sacchi ha introdotto una filosofia nuova, costringendo grandi giocatori a lavorare addirittura di più di quelli dei club di bassa classifica. Questo elemento, combinato con l'aggressività, il pressing, l'intento di vincere sempre anche in trasferta ha rappresentato la grande novità [...]. Ma non la zona. ([[Osvaldo Bagnoli]])
*Premessa: gli allenatori non sono così decisivi come si crede. Per questo ce l'ho più con il sacchismo che con Sacchi. All'inizio del suo primo anno di Milan la società rossonera voleva esonerarlo, dopo l'eliminazione dalla Coppa Uefa. Fedele Confalonieri aveva addirittura già raggiunto un accordo con Nedo Sonetti. Poi il Milan batté il Verona uno a zero, con gol di Virdis, e si riprese. Un gol su azione da calcio piazzato, il gioco di Sacchi non c'entrava niente. ([[Franco Rossi]])
*Quello che non sopportavo di Sacchi era che costringeva i giocatori a correre più veloci della palla. Questo ha senso, magari, per un Gattuso, ma non mi pare che Kakà o Totti finiscano le partite stremati. I giocatori di talento devono dosare le forze, perché altrimenti la fatica annebbia le idee. ([[Claudio Borghi (calciatore)|Claudio Borghi]])
*Sa anche essere ruffiano al punto giusto. ([[Eugenio Fascetti]])
*{{NDR|Nel 1995}} Sacchi aveva promesso una Nazionale dal gioco nuovo e spettacolare. In tre anni non l'abbiamo mai vista. [...] Sacchi è un uomo capace ed intelligente ma ha avuto il torto di scatenare una guerra di religione che ha finito per scontare in prima persona. Non credo [...] che ci siano stati attacchi strumentali, cioè critico Sacchi per colpire Matarrese, anche se in qualche caso questo può essere successo. È vero, invece, che Sacchi, proponendosi come allenatore e non come selezionatore, come filosofo anziché come uomo di calcio, si è attirato antipatie, accentuate dal suo carattere che sembra dolce e melenso ma è invece, a volte, per fortuna, astioso e vendicativo. ([[Domenico Morace]])
*Sacchi dice che un c.t. è come un eunuco nell'harem? Parla per sé. Io ce le ho tutte e due... ([[Giovanni Trapattoni]])
*Sacchi è stato un vero rivoluzionario. Tanti poi lo hanno imitato, anche nel modo peggiore. Molte squadre hanno [[Vittoria|vinto]] molto ma non hanno lasciato niente, non ti ricordi una sola partita. Invece di quel Milan ricordi delle prestazioni e delle [[emozioni]] fantastiche. ([[Gian Piero Gasperini]])
*Sacchi è uno che ha un'altra marcia, che ci ha fatto fare un salto di qualità incredibile. Se ha un segreto, è quello di riuscire a farti concentrare al massimo anche in allenamento, proprio come se fossi in partita: e noi a questo non eravamo abituati. Una volta allenarsi era più che altro un divertimento, adesso con lui è un lavoro che va fatto al massimo della concentrazione: per divertirsi c'è tempo poi. ([[Mauro Tassotti]])
*Sacchi ha avuto il merito di portare la cultura del lavoro nelle grandi squadre però ha pure originato un grosso equivoco. Si diceva che il suo calcio fosse offensivo ma come si fa a chiamare offensivo un calcio basato sul pressing e sul fuorigioco? ([[Osvaldo Bagnoli]])
*Sacchi ha fatto da spartiacque: c'è stato un calcio prima e dopo la sua idea di ''pressing''. ([[Cristian Bucchi]])
*{{NDR|Sul confronto tra Maurizio Sarri e Arrigo Sacchi}} [[Maurizio Sarri|Sarri]] si sta dimostrando molto più bravo, perché Sacchi aveva tanti fuoriclasse, come i tre olandesi, [[Franco Baresi|Baresi]], [[Paolo Maldini|Maldini]] e [[Roberto Donadoni|Donadoni]], mentre lui ha ottimi giocatori, non campionissimi. ([[Alberto Bigon]])
*Sembra uscito da una pagina di Bellow, con questa sua paradossale, inverosimile pelatina da sacrestano invaso dalle folgorazioni mistiche. ([[Vladimiro Caminiti]])
*Si sapeva già a maggio {{NDR|del 1992}} che gli stavo scaldando la panchina. Berlusconi non lo voleva più al Milan e ha fatto il suo interesse, la Federcalcio è stata piuttosto debole. Alla prima partita di Sacchi Rizzitelli mi dedica il gol fatto alla Norvegia e guarda caso da allora non è più stato convocato. Sacchi non condivide le mie idee e io non condivido le sue. ([[Azeglio Vicini]])
*Sono uno degli italiani che hanno gufato gli [[Nazionale di calcio dell'Italia|azzurri]] e Sacchi durante i [[Campionato mondiale di calcio 1994|mondiali americani]]. Non mi è mai piaciuta la sua presunzione. È un grande allenatore, ha cambiato il calcio italiano ma con un carattere diverso avrebbe ottenuto più consensi. ([[Sergio Porrini]])
*Un uomo meticoloso, innamorato del suo lavoro. Con lui il bel gioco non è mai stato un optional. ([[Gianluca Signorini]])
===[[Alessandro Melli]]===
*Il mister era tosto, integralista, maniacale, ma lo dico per elogiarlo, aveva una visione di un calcio nuovo, mai visto, poi molti altri l'hanno copiato.
*Sacchi era molto integralista, aveva un codice etico, ha poca flessibilità e questo è stato uno dei suoi limiti. Le regole sono importanti, ma devono essere flessibili.
*Sacchi vedeva più lontano degli altri e a volte, i giocatori facevano fatica a capire cosa volesse.
===[[Gianni Mura]]===
*È un fanatico, un paranoico della vittoria (Silvius dixit), un ginnasiarca, uno che ci marcia, uno che ci crede? In panchina, ha atteggiamenti da raptus agonistico, sembra seduto sui carboni ardenti. Gli occhi, che sono piccoli e vivaci, mobilissimi, spesso coperti da Rayban agghiaccianti (chi ricorda "Nick manofredda"?) hanno convinto Berlusconi che l'omarino valeva il rischio.
*Era e resta un uomo che brucia di idee e fervore. Alle solite, Sacchi ha predicato umiltà dal suo pulpito mistico.
*Ha una strana faccia, sospesa fra il giovane degli occhi e della pelle e il vecchio dei capelli, grigi e pochi. [...] pare più anziano in divisa da allenatore, maglietta e calzoncini. Toni heribertiani (urla molto, quando allena), e, dalla tribuna, sembra un contabile del Minnesota. Strano tipo.
*Per Sacchi, semplicemente, l'avversario non esiste, non è da prendere in considerazione. Chi impone il suo gioco non ha da preoccuparsi di quello altrui, chi si diverte giocando diverte chi guarda, chi si diverte giocando non soffre lo stress, chi gioca meglio vince.
==Note==
;Annotazioni
<references />
;Fonti
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Arrigo Sacchi, ''Calcio totale. La mia vita raccontata a Guido Conti'', Mondadori, 2015. ISBN 978-88-52-06311-4.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Sacchi, Arrigo}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
[[Categoria:Opinionisti sportivi italiani]]
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Spinoziano
2297
Annullata la modifica [[Special:Diff/1425601|1425601]] di [[Special:Contributions/~2026-48118-55|~2026-48118-55]] ([[User talk:~2026-48118-55|discussione]]) senza fonte
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Arrigo Sacchi 2007 (cropped).jpg|thumb|Arrigo Sacchi (2007)]]
'''Arrigo Sacchi''' (1946 – vivente), allenatore di calcio, dirigente sportivo e opinionista italiano.
==Citazioni di Arrigo Sacchi==
{{cronologico}}
*Per diventare un buon [[allenatore]] non bisogna essere stati, per forza, dei campioni; un fantino non ha mai fatto il... cavallo.<ref group="fonte">Citato in Bruno Bernardi, ''Al mare, in una notte di mezza estate Sacchi si strappa crossando per Sanguin'', ''Stampa Sera'', 1º giugno 1988, p. 15.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della Coppa dei Campioni 1988-1989]]}} Siamo orgogliosi. Credo che il Milan quando gioca a questi livelli non abbia rivali al mondo. Siamo venuti con grande tensione a questo appuntamento: quando abbiamo visto il pubblico, ci è venuta la pelle d'oca. Pensavo: come possiamo perdere con questi tifosi. Però ricordavo che anche la Juventus era andata a giocare con tanta gente al seguito ma non era riuscita a vincere. Noi dovevamo farcela con le nostre forze. Anche il Madrid aveva 100 mila tifosi ma non erano serviti.<ref group="fonte">Citato in Giorgio Gandolfi, ''Berlusconi: «Macchina da gol»'', ''La Stampa'', 25 maggio 1989, p. 19.</ref>
*{{NDR|Su [[Alessandro Bianchi (calciatore 1966)|Alessandro Bianchi]]}} Eccezionale dinamismo, gran senso tattico: uno così, merita sempre di giocare.<ref group="fonte">Citato in [[Roberto Beccantini]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,0848_01_1992_0310_0031_25214496/ Nella rivoluzione di Sacchi anche Vialli rischia il posto]'', ''La Stampa'', 12 novembre 1992, p. 31.</ref>
*Ricordatevi, però, che anche ai [[Tiri di rigore|rigori]] vince quasi sempre chi lo merita. Non è vero, come si dice, che sono una lotteria. Se una squadra ha giocato meglio, e si sente penalizzata dal risultato, li va a calciare con una carica interiore che la squadra avversaria non ha.<ref group="fonte" name="trionfo">Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/24/Trionfo_all_italiana_utile_alla_co_0_9605246123.shtml "Trionfo all'italiana, utile alla nazionale"]'', ''Corriere della Sera'', 24 maggio 1996.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1995-1996]]}} Torricelli? Come Di Livio e Ravanelli, tre anni fa sembrava impossibile vederli campioni d'Europa. Nel calcio, però, c'è qualcosa che sfugge alle analisi più frettolose. Un segreto che io conosco, ma che dovrete scoprire da soli. [...] La Juve ha battuto l'Ajax perché è stata più aggressiva del Milan l'anno scorso.<ref group="fonte" name="trionfo"/>
*Tutti hanno preso dal mio [[Associazione Calcio Milan|Milan]] il modulo a zona, senza capire che la vera rivoluzione stava nell'atteggiamento offensivo della squadra. Il mio successore invece ha messo uno stopper a centrocampo e tutti l'hanno copiato. {{NDR|22 aprile 2000}}<ref group="fonte">Citato in ''Ipse Dixit'', ''Calcio 2000'' nº 31, giugno 2000, p. 194.</ref>
*{{NDR|Su [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]]}} È uno che saprebbe farsi capire anche dai giapponesi.<ref group="fonte">Citato in [[Gian Antonio Stella]], ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2001/marzo/28/Trapattoni_straparlare_genio_co_0_01032810659.shtml Trapattoni, lo straparlare di un genio]'', ''Corriere della Sera'', 28 marzo 2001.</ref>
*I più ingenerosi e invidiosi possono parlare di inadeguatezze delle avversarie o di [[fortuna]]. Machiavelli sosteneva che la metà delle imprese dipendono dalla fortuna, l'altra metà da noi stessi. Credo che la fortuna sia quella che ognuno di noi merita e che molte volte sia il nome che si dà all'abilità altrui. Non c'è impresa che se vogliamo denigrare o ridimensionare possa sfuggire a un momento fortunato.<ref group="fonte">Citato in ''La Gazzetta dello Sport'', 17 dicembre 2007.</ref>
*C'è una differenza: giocatore è colui che gioca bene, calciatore è colui che conosce il calcio. [[David Beckham|Beckham]] è un calciatore. Ed è un calciatore da calcio totale.<ref group="fonte">Dall'intervista a ''Radio Italia'', 7 febbraio 2009.</ref>
*{{NDR|Sul [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] nel 2011}} Difesa folta, marcature rigide, contropiedi e spunti individuali. Un sistema di gioco che in Italia può dare risultati ma con tutti i limiti che il calcio europeo ha evidenziato.<ref group="fonte">Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Altri_Sport/Altri/30-dicembre-2011/blob-2011-migliori-frasi-804163295835.shtml Il blob del 2011.Le migliori frasi]'', ''gazzetta.it'', 31 dicembre 2011.</ref>
*In [[Italia]] nessuno ha mai chiesto lo spettacolo, e quindi non c'è. Abbiamo quello che la gente vuole. Contano solo i risultati. A livello di spettacolo siamo indietro e quindi dobbiamo cercare di capire che è importante lavorare per l'immediato, ma anche in prospettiva futura, puntando sempre più sui nostri giovani.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/calcioscommesse/2012/10/10-217889/Sacchi%3A+Calcioscommesse%3F+Non+sono+tutti+disonesti Calcioscommesse? Non sono tutti disonesti]'', ''tuttosport.com'', 10 ottobre 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Andrea Stramaccioni]]}} Per quanto mi sia simpatico, devo ammettere che non ha dato un'impronta a questa Inter. Né dal punto di vista del gioco, né dei risultati.<ref group="fonte">Da ''SportMediaset''; citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/gallery/Calcio/04-2013/blob/variabili-92894719253.shtml#15 Il blob della settimana]'', ''gazzetta.it'', 8 aprile 2013.</ref>
*La [[Juventus Football Club|Juve]], a tutti i livelli, è un esempio di squadra che moltiplica le qualità dei singoli.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2014/01/05-281683/Sacchi+avvisa+Pogba%3A+%C2%ABSbagli+se+lasci+la+Juve%C2%BB Sacchi avvisa Pogba: «Sbagli se lasci la Juve»]'', ''tuttosport.com'', 5 gennaio 2014.</ref>
*Io non sono mai stato un estimatore della Juventus: grandi giocatori, ma gioco abbastanza insufficiente o poco armonioso, poco moderno. Ma credo che questa Juventus, quella di [[Antonio Conte|Conte]], sia la più bella che io mi ricordi e me ne ricordo tante, purtroppo. Anche più bella di quella di [[Marcello Lippi|Lippi]]: è molto più armoniosa, è una squadra che conosce tutto del calcio. Vedi questa Juventus e ti sembra che il calcio sia la cosa più semplice del mondo.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/juventus/2014/articoli/1027687/sacchi-difende-conte-e-sua-la-juve-piu-bella-160-.shtml Sacchi difende Conte: «È sua la Juve più bella»]'', ''sportmediaset.com'', 19 febbraio 2014.</ref>
*La Juventus è la squadra di adulti. Non sei mai sicuro di vincere contro di loro finché non muoiono.<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''Premium Champions League Studio'', Mediaset Premium, 19 marzo 2014.</ref>
*{{NDR|Su [[Massimiliano Allegri]]}} Non voglio far domande, quando avrà imparato il rispetto che si devono alle persone allora parlerò.<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''Premium Calcio'', 5 ottobre 2014; citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/serie_a/2014/10/05-379127/Allegri+contro+Sacchi,+altra+lite+in+tv Allegri contro Sacchi, altra lite in TV.]'', ''corrieredellosport.it'', 5 ottobre 2014</ref>
*Non sono certo razzista e la mia storia di allenatore lo dimostra, a partire da Rijkaard, ma a guardare il torneo di Viareggio mi viene da dire che ci sono troppi giocatori di colore, anche nelle squadre Primavera. Il business ormai ha la meglio su tutto. L'Italia non ha dignità, non ha orgoglio: non è possibile vedere squadre con 15 stranieri.<ref group="fonte" name=maestrelli>Dalla cerimonia di consegna del Premio Maestrelli a Montecatini Terme; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/16-02-2015/sacchi-italia-senza-dignita-troppi-neri-giovanili-100917863865.shtml Sacchi: "Troppi neri nelle giovanili". Poi precisa: "Non sono razzista"]'', ''gazzetta.it'', 16 febbraio 2015.</ref>
*Sono stato travisato, figuratevi se io sono razzista. Ho solo detto che ho visto una partita con una squadra che schierava 4 ragazzi di colore. La mia storia parla chiaro, ho sempre allenato squadre con diversi campioni di colore e ne ho fatti acquistare molti, sia a Milano che a Madrid. Volevo solo sottolineare che stiamo perdendo l'orgoglio e l'identità nazionale.<ref group="fonte" name=maestrelli/>
*La volontà, il dare tutto, la generosità e la serietà della [[Juventus Football Club|Juve]] dovrebbero essere un esempio per tutti i club. La cultura della vittoria fa parte da sempre del DNA dei bianconeri: si trasmette ai giocatori facendone dei protagonisti. La storia di questo club, a parte qualche piccola pausa, è sempre stata caratterizzata da una sete di vittorie senza pari. Forse non sempre la Juventus ha convinto, forse non sempre è stata bellissima, ma sicuramente è sempre stato un avversario con una determinazione feroce, uno straordinario orgoglio e un grande senso pratico.<ref group="fonte">Citato in ''Juve, la cultura della vittoria'', ''La Gazzetta dello Sport'', 11 marzo 2015, p. 25.</ref>
*Penso che [[Ruud Gullit|Gullit]] possa essere considerato il simbolo del mio Milan. Aveva una grande potenza dal punto di vista fisico e sapeva anche essere un punto di riferimento per i compagni. Quando partiva in progressione si portava via anche il vento. Era anche un donnaiolo: una volta rispose per le rime a Berlusconi, che aveva chiesto ai giocatori 30 giorni di astinenza prima della finale di Coppa dei Campioni, dicendogli "Dottore io con le palle piene non riesco a correre".<ref group="fonte">Da un'intervista al ''Quotidiano Sportivo''; citato in ''[http://m.goal.com/s/it/news/2/serie-a/2015/04/01/10372342/retroscena-sacchi-gullit-disse-a-berlusconi-con-le-pe-piene Retroscena Sacchi: "Gullit disse a Berlusconi 'con le p****e piene non corro..."]'', ''goal.com'', 1º aprile 2015.</ref>
*{{NDR|Su [[Lionel Messi]]}} È un giocatore unico e completo: è un finalizzatore letale ma è anche capace di tornare a centrocampo per aiutare la squadra. Marcarlo a uomo è impossibile, è tutto il sistema squadra che deve funzionare alla perfezione per ingabbiarlo. Siamo di fronte un vero genio del calcio, è come Maradona. In questo momento nessuno è come lui.<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''Champions League – Speciale''; citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/championsleague/sacchi-incorona-messi-e-un-genio-del-calcio-cos%c3%ac-solo-maradona-160-_1065148-201502a.shtml?frommobile Sacchi incorona Messi: "È un genio del calcio. Così solo Maradona"]'', ''sportmediaset.it'', 7 maggio 2015.</ref>
*{{NDR|Nel 2016, sulla Juventus di Massimiliano Allegri}} Noi al Milan coniugavamo tre verbi: vincere, convincere, divertire. La Juventus ne coniuga uno: vincere. È una debolezza. Si dirà: ma in Italia continua a vincere. E io dirò: anche il Rosenborg vince sempre lo scudetto in Norvegia. Ma cosa conta è la Champions League e in Europa la Juventus fatica.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.lastampa.it/2016/03/09/sport/calcio/qui-juve/la-juve-come-il-rosenborg-sacchi-punge-allegri-ma-rimedia-un-autogol-Gk0KQTB3B8Z6CFiwMqNk5O/pagina.html "La Juve come il Rosenborg". Sacchi punge Allegri, ma rimedia un autogol]'', ''lastampa.it'', 9 marzo 2016.</ref>
*{{NDR|Parlando di [[Andrea Belotti]]}} Dio non gli ha dato il talento [...]. Gli ha dato delle virtù maggiori: perché gli ha dato la generosità, l'entusiasmo, la pressione, il cuore, il sacrificarsi per i compagni, lottare per i compagni.<ref group="fonte">Dall'intervento alla cerimonia di consegna del premio ''Amico dei bambini, un esempio per loro'', Milano, 2 marzo 2017; video disponibile in ''[http://www.foxsports.it/2017/03/03/arrigo-sacchi-su-belotti-dio-non-gli-ha-dato-il-talento/ Arrigo Sacchi su Belotti: "Dio non gli ha dato il talento"]'', ''foxsports.it'', 3 marzo 2017.</ref>
*La Juventus è l'esaltazione della qualità, dell'organizzazione e della potenza.<ref group="fonte">Da un'intervista a RMC Sport; citato in Rosa Doro, ''[https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/sacchi-napoli-una-benedizione-ma-hanno-un-impresa-quasi-impossibile-sulla-juve-e-buffon-413866 Sacchi: "Napoli una benedizione ma hanno un'impresa quasi impossibile. Sulla Juve e Buffon..."]'', ''tuttojuve.com'', 20 marzo 2018.</ref>
*{{NDR|Su [[Zlatan Ibrahimović]]}} Indubbiamente è un calciatore di peso, ma con quelli che per me sono quattro difetti: individualismo, protagonismo, egocentrismo, avidità.<ref group="fonte">Dall'intervista di [[Antonello Piroso]], ''La Verità'', 20 luglio 2019.</ref>
*[...] avere coraggio vuol dire avere punti in classifica.<ref group="fonte">Da un'intervista a ''La Gazzetta dello Sport''; citato in ''[https://www.milannews.it/news/sacchi-per-evitare-di-farsi-intrappolare-dal-parma-il-milan-deve-cercare-il-possesso-palla-e-l-aggressione-dell-avversario-546541 Sacchi: "Per evitare di farsi intrappolare dal Parma, il Milan deve cercare il possesso palla e l'aggressione dell'avversario"]'', ''milannews.it'', 23 agosto 2024.</ref>
{{Int|''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/07/03/un-giorno-sacchi-gioco-in-difesa.html E un giorno Sacchi giocò in difesa]''|Dalla conferenza stampa di presentazione al Milan Associazione Calcio, 2 luglio 1987; citato in [[Gianni Mura]], ''la Repubblica'', 3 luglio 1987.}}
*Perchè {{NDR|Berlusconi}} ha scelto me? Mi sono dato tre risposte: uno, ho avuto fortuna; due, gli è piaciuto il gioco del Parma; tre, nello sport parliamo la stessa lingua.
*Il pareggio è un fardello pesante, col tacito accordo si vedono partite scarsamente morali.
*Senza l'appoggio del club e dei giocatori, nessun [[allenatore]] è bravo.
*Rispetto il prossimo, credo nell'uomo, nella cultura, nel dialogo. Il calcio del futuro sarà più intellettivo che muscolare, si vince e si perde in una frazione di secondo e la testa conta più della preparazione atletica. [...] E bisogna considerare il calciatore un lavoratore come tutti gli altri, solo che lavorerà sempre meno degli altri e guadagnerà sempre di più. Questo vale anche per i tecnici. Il denaro non muove forze latenti, le motivazioni sì.
{{Int|''Povero calcio che non fa squadra''|Intervista di [[Massimiliano Castellani]], ''Avvenire'', 9 ottobre 2009.}}
*Per superare la crisi, dobbiamo smetterla di considerare la furbizia una virtù e l'arrangiarsi un'arte: il perfezionismo deve battere il nostro pressappochismo radicato.
*Ci esprimiamo ai massimi livelli se c'è da spazzare via la vergogna, l'invidia e la ripicca internazionale... ma non si può mica sempre vivere nello "Stato di massima allerta" per mantenere uno sport in salute.
*La Nazionale è lo specchio di quello che esprime il campionato, quindi una realtà in cui dominano gli isterismi, la violenza, i debiti delle società, gli stadi fatiscenti.
*Il [[pregiudizio]] si vince con le idee.
===Citazioni non datate===
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} È stato un avversario molto ostico ma anche agnostico.<ref group="fonte">Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2113 p. 2109]. ISBN 8880898620</ref>
*Giocare contro [[Diego Armando Maradona|Maradona]] è come giocare contro il tempo perché sai che, prima o poi, o segnerà o farà segnare.<ref group="fonte">Da ''La storia del grande Milan'', ESPN Classic.</ref>
*Il [[Nazionale di calcio del Belgio|Belgio]] non conosce l'arte della vittoria perché non ha mai avuta esperienza della vittoria.<ref group="fonte">Citato in Alec Cordolcini, ''[https://www.ultimouomo.com/belgio-nazionale-miracolo-lukaku-debruyne-martinez-europei/ L'importanza della Nazionale per il Belgio]'', ''ultimouomo.com'', 14 giugno 2021.</ref>
*{{NDR|Riferendosi ai primi mesi al Milan}} L'inizio fu assai difficile e rischiai davvero di non mangiare il panettone.<ref group="fonte">Citato in Francesco Valitutti, ''Breve storia del grande Milan'', Italia Tascabile.</ref>
*Un [[allenatore]] cambia molto o perché è scemo o perché è insoddisfatto.<ref group="fonte">Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2113 p. 2113]. ISBN 8880898620</ref>
==''Calcio totale''==
===[[Incipit]]===
C'è un giorno nell'infanzia di ognuno di noi che segna per sempre la nostra storia e il nostro destino.
===Citazioni===
*Ho sempre cercato di dare una forma alla bellezza creando un gioco capace di esprimere la gioia di vivere e di far divertire il pubblico. (cap. 1)
*Ho sempre pensato che per avere [[successo]] nella vita, in ogni campo, sia importante una piccola percentuale di sogni e di talento, una parte di follia, ma che più del 90 per cento del successo e della realizzazione sia dovuto allo studio, al lavoro, alla pianificazione e al rinnovamento continuo. (cap. 1)
*[...] il leader in una squadra non è solo il regista. Ogni giocatore lo diventa quando ha la palla, e tutti devono essere capaci di fare gioco. (cap. 1)
*[...] la vera funzione dell'[[allenatore]] [...] non è solo organizzare la squadra e disporre i giocatori in campo, ma significa soprattutto creare il gioco valorizzando le attitudini individuali dei singoli. (cap. 1)
*Con la conquista del mio primo campionato cominciai a capire la gioia che il calcio trasmette agli spettatori. Il calcio è spettacolo, e quello che era successo nel piccolo campo di Fusignano l'ho poi rivissuto nei grandi stadi internazionali. Le emozioni sono sempre le stesse. (cap. 1)
*In verità, fra musica e calcio non c'è alcuna differenza. Per me il gioco, lo spartito da interpretare, è il vero protagonista in campo. Puoi avere i migliori musicisti e solisti del mondo, ma non sentirai alcuna melodia se non sono coordinati da un direttore e da uno spartito comune. L'allenatore è insieme autore e direttore d'orchestra, con la sua sensibilità, la sua idea di musica, la sua interpretazione. Il suo concetto di tempo e di ritmo. E quanto contano i tempi e il ritmo nel gioco del calcio! (cap. 2)
*Il [[Leadership|leader]] vero è quello che convince, non quello che ordina. (cap. 2)
*L'allenatore è l'uomo che rappresenta la società in campo e che si fa interprete delle finalità di gioco e degli obiettivi della società stessa. Se uno dei pezzi manca, anche il ruolo dell'allenatore viene meno e si rompe quel clima di fiducia che è fondamentale per la buona riuscita del progetto. (cap. 4)
*[...] la bellezza, il gioco, la determinazione, la voglia di fare sono il vero motore che fa vincere una [[Squadra (sport)|squadra]]. (cap. 4)
*Il calcio per me è una lettura della situazione, a cui si deve rispondere tutti e undici contemporaneamente. (cap. 4)
*Una volta m'invitarono alla Bocconi per una conferenza, e la prima domanda che mi fece uno studente fu: «Come può allenare campioni senza esserlo mai stato?».<br>«Non ho mai saputo che prima di essere un fantino bisogna essere stato un cavallo!» risposi, suscitando l'ilarità generale. (cap. 6)
*{{NDR|Su come ha insegnato un nuovo modo di giocare ai calciatori del Milan}} Quando ci sono dei cambiamenti e convinzioni nuove, c'è bisogno di trasmettere tutto il tuo sapere con una determinazione feroce, senza tentennamenti. (cap. 6)
*Gullit aveva la personalità dei grandi, fu un esempio fondamentale per il calcio che volevo sul campo, faceva correre in avanti giocatori che, per la loro storia e le abitudini di questo Paese, preferivano rimanere indietro. Questa era una delle grandi differenze. Era un esempio di calcio coraggioso, ottimistico, di personalità e di capacità interpretativa. (cap. 6)
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] è la cosa più importante delle cose meno importanti. (cap. 7<ref name=esergo>In esergo.</ref>)
*Una [[vittoria]] senza merito non è una vittoria. (cap. 7)
*L'[[allenamento]] per essere veramente allenante deve far provare durante la settimana tutte le situazioni che si ritroveranno in partita, tenendo presente che nelle situazioni inedite ci sarà solo sconforto e tensione. (cap. 7)
*Il calcio ha offerto un piccolo gruppo di geni delle idee e della tattica e un folto esercito di arrivisti con scarse convinzioni e conoscenza che cercano di seguire le mode del momento. Esiste una terza via, quella degli allenatori legati al passato, che lo difendono orgogliosamente. Sono tecnici che non inventano e non trasmettono ai posteri una qualche eredità ideologica. (cap. 7)
*La [[fortuna]] è il nome che si dà sempre all'abilità altrui. (cap. 8<ref name=esergo/>)
*[[Mauro Tassotti|Tassotti]] era un professionista eccellente. Simpatico, ironico e autoironico. Un terzino destro dotato di grandi qualità tecniche e di gioco, ma poco considerato in Italia, dove si preferiva un difensore marcatore e roccioso. Esordì in Nazionale a trentadue anni. Era un giocatore moderno e totale, che sapeva svolgere ad alti livelli le fasi difensiva e offensiva. Era importante per il contributo al gioco, ma anche per l'armonia dello spogliatoio. (cap. 8)
*[[Paolo Maldini]] è stato uno dei più grandi terzini-difensori mai esistiti. Potente, veloce, resistente, generoso. Forte fisicamente e nel gioco aereo. Nel Milan migliorò anche nella marcatura, maturando velocemente accanto a compagni più grandi e grazie anche all'aiuto del padre. Professionista serio, ragazzo amabile e leale. Faceva la fascia a velocità ultrasoniche. Una grande forza sia nel Milan sia in Nazionale. Eccezionale la durata della sua carriera, sinonimo della qualità della persona e del professionista. (cap. 8)
*{{NDR|Su [[Alessandro Costacurta]]}} Discreto con la palla, abile nella marcatura; era un difensore da calcio totale, non uno specialista. Si connetteva assai bene con i compagni, dimostrando senso della posizione, capacità di giudizio e di previsione. Dimostrava una certa personalità, pur non eccellendo in forza ed elevazione. Per me, che lo feci esordire nel Milan e poi in Nazionale, è stato un giocatore affidabile e di buon livello. Era originariamente un libero e si divideva con Baresi, quindi avevo due liberi che sapevano marcare ma anche partecipare al gioco. (cap. 8)
*[[Franco Baresi]], «il Capitano», un campione. Di poche parole, ma un esempio per tutti. Un lottatore determinato che dava sempre tutto. Giocatore di grande temperamento e capacità motorie, confortato da rapidità e velocità notevoli. Buona tecnica, forse esagerava con i lanci. Mostrava straordinarie capacità tattiche e dirigeva la difesa con sagacia e tempismo, sostenuto da talento e capacità di giudizio. Difficile da superare del duello uno contro uno, esaltanti le sue accelerate e il suo tempismo. Era un campione che muoveva tutta la difesa elevando le capacità singole grazie all'apporto costante dei difensori. È stato il più bravo difensore che abbia mai visto, l'unico che muoveva un intero reparto. (cap. 8)
*{{NDR|Su [[Carlo Ancelotti]]}} Modesto, cercava sempre di migliorarsi e anche negli allenamenti dava il massimo. Determinato tanto da migliorare la poca velocità e anche la forza, deciso nei contrasti con bravura tecnica, possedeva capacità di valutazione e tempi di gioco di alto livello. [...] Era la forza umana e tattica di questa squadra. (cap. 8)
*[[Frank Rijkaard|Rijkaard]] era un gigante fisicamente. Una brava persona, con qualità fisico-atletiche fuori dal comune. Dotato di una buona tecnica, grande chiarezza, potenza straordinaria, velocità e resistenza, copriva il campo con facilità, pressava forte. Non sbagliava mai le partite importanti. Diede un contributo importante più come centrocampista che come difensore. (cap. 8)
*[[Roberto Donadoni]], una persona e un professionista eccellente, grande tecnica e con un dribbling rapido e resistente. Una mezza punta che interpretava il ruolo in modo completo e totale. (cap. 8)
*[[Marco Van Basten]] era la ciliegina sulla torta. Il più talentuoso ma anche il più discontinuo. La classe era cristallina. Lo stile inimitabile, un cigno che ballava con il pallone fra i piedi. Goleador che si connetteva stupendamente con i compagni, sfruttando le sinergie. Segnava di destro, di sinistro, di testa, giocava e rifiniva. Tecnica elevatissima, soluzioni impensabili ed esaltanti, faceva ripetuti dribbling, era agile e rapido nonostante l'altezza. Era un ragazzo introverso, ma buono e sensibile, ha subito molti infortuni. (cap. 8)
*In Italia si vince di più con la squadra votata alla difesa e con l'individualità, in Europa con il calcio offensivo e collettivo. (cap. 11)
*[...] in Italia si giudica una partita solo dal risultato ottenuto. (cap. 12)
*L'[[ansia]], per come l'ho conosciuta, è un plusvalore finché riesci a gestirla. Ed è indispensabile per ottenere grandi performance. Il vero agonista sa incanalarla in modo che si trasformi in impazienza di misurarsi, aumentando le qualità cognitive e agonistiche. (cap. 16)
*Il [[tiki-taka]], il possesso palla portato avanti dalle squadre spagnole, nasce in una cultura calcistica che si sviluppa partendo dalla tecnica. La Spagna ha avuto un'evoluzione diversa dalla nostra, noi avevamo sviluppato l'agonismo, loro la tecnica, ma entrambe all'inizio erano incompiute. Quando gli spagnoli hanno fatto il salto di qualità, quando il calcio è diventato uno sport di squadra, e hanno cominciato a sviluppare una tecnica non solo individuale ma collettiva, esaltata al massimo, anche eccedendo, è nato il tiki-taka. Il pericolo era che diventassero pleonastici – e tante volte lo erano, perché il limite è molto sottile – tenendo la palla e facendola girare fino all'ossessione, impedendo agli altri di giocare, col rischio di perdere in velocità, in concretezza, di offrire uno spettacolo noioso. Il tiki-taka ha un senso se non è fine a se stesso, ma è l'inizio di un'azione che porta verso la porta avversaria: tengo palla per trovare uno spazio, non per impedire agli altri di giocare. (cap. 16)
*Mi piacciono gli [[alberi]], sono segno di forza e di grandezza, si innalzano verso il cielo. Hanno una vita lunga: c'erano e ci saranno prima e dopo di noi. Ci sopravvivono. E così mi sdraio in veranda e ascolto la brezza che muove appena le fronde. Un suono meraviglioso che solo la vita e la natura ti sanno dare. (cap. 17)
==Citazioni su Arrigo Sacchi==
*Anche Sacchino fa autocritica: riconosce di aver commesso qualche errore. Non gli capitava da quando, all'età di tre anni, ammise che la pipì nel letto l'aveva fatta lui e non [[Christian Panucci|Panucci]]. ([[Massimo Gramellini]])
*Arrigo 6-1 mito.<ref>Striscione della tifoseria interista riferito all'allenatore milanista, Sacchi, che nel precedente turno del campionato 1996-1997 era stato sconfitto a San Siro dalla Juventus con un pesante 1-6.</ref> ([[Striscioni del calcio|striscione]])
*Arrigo è stato il rivoluzionario del nostro calcio, l'ha portato dal Medioevo alla modernità. ([[Antonio Matarrese]])
*Arrigo è un amico, ma sa bene d'aver vinto quando si è trovato, tutti insieme, i Baresi, i Maldini, i Tassotti, gli Ancelotti, i Donadoni e i Costacurta. ([[Giovanni Branchini]])
*Con l'ascesa di Arrigo Sacchi cambiò completamente il modo di approcciarsi al gioco in Serie A, esplorando strade impensabili fino a poco prima. [...] il gioco italiano ruotava ancora tutto attorno ai concetti di catenaccio e possesso palla. Sacchi rivoluzionò tutto questo, come a suo tempo era accaduto col calcio totale olandese. I meccanismi della difesa, il passaggio al 4-4-2, la tattica del fuorigioco, attaccanti costantemente proiettati all'attacco con il supporto di percussori da centrocampo... Erano tutti concetti nuovi. La mentalità vincente cambiò profondamente, ed è anche quella che troviamo oggi: nel calcio l'attacco è la miglior forma di difesa. ([[Luther Blissett (calciatore)|Luther Blissett]])
*È stato il più grande rivoluzionario del calcio mondiale. Forse ripete gli stessi concetti, cosa un po' monotona, però sono i concetti base di ogni squadra di ogni società. ([[Zvonimir Boban]])
*{{NDR|«Ma quando vi spiega le cose, com'è?»}} Eh, com'è, è un martello. Ti chiama al sabato mattina e ti spiega una cosa a tu per tu. Poi alle sei del pomeriggio parla con tutta la squadra e la ripete. Alla sera fa il giro delle camere e te la ridice a tu per tu. Certe volte, francamente, ti dà l'impressione della paranoia: però è vero che da tutti lui riesce ad ottenere il cento per cento. ([[Mauro Tassotti]])
*Entrava in campo per ultimo ed io vedevo in questo atteggiamento il desiderio di mimare il direttore d'orchestra. Arrigo ha tracciato il solco e tracciare il solco è difficile. ([[Silvano Ramaccioni]])
*{{NDR|Sul fatto che Sacchi abbia fatto la storia del calcio}} L'hanno fatta i suoi giocatori. Quel [[Associazione Calcio Milan|Milan]] era una delle squadre più forti di sempre. Lui ha avuto una parte importante. Era bravo a farsi amici i [[giornalisti]], ha saputo costruire una immagine da grande innovatore. {{NDR|«Non lo è stato?»}} Non ha inventato nulla. Il modulo che usava il Milan non era né rivoluzionario né offensivo. Schieravamo difensori eccezionali. A farci vincere così tanto è stata sempre la difesa, alla quale lui si applicava molto, dedicando invece poco tempo alla fase offensiva. ([[Marco van Basten]])
*Lavorare con Sacchi sarebbe stato molto interessante. Sacchi come mentalità era simile a [[Valerij Lobanovs'kyj|Lobanovski]], il tecnico che mi ha formato nella [[Futbol'nyj Klub Dynamo Kyïv|Dinamo Kiev]]. Intensità, impegno, lavoro, pensiero collettivo, dedizione: i concetti erano quelli del calcio moderno. Sacchi ha rivoluzionato il calcio, un po' come aveva fatto Lobanovski nella ex [[Unione Sovietica]]. ([[Andrij Ševčenko]])
*Lo spettacolo non è subordinato solo ai moduli o alle strategie tattiche. Alla fine fanno la differenza quelli che vanno in campo e chi ha dei fuoriclasse può permettersi di giocare in tutti i modi. Sacchi è un ottimo allenatore, che è riuscito in pochi anni a vincere tutto nel mondo con manovre e schemi di prim'ordine. Ma resto convinto che, senza Van Basten, Baresi, Gullit e soprattutto Rijkaard, anche per lui le cose sarebbero state difficili. [...] Non vorrei che [...] Berlusconi, nei suoi anni milanisti, avesse avuto un ruolo determinante al momento di «stendere» la formazione. ([[Filippo Grassia]])
*Non c'è mai stato feeling personale tra me e lui. Non mi ha mai dato l'impressione di essere onesto nei rapporti umani. Non era mai diretto. Andava a zig zag. Quando non era contento di come ci allenavamo, se la prendeva con i giovani, con i più deboli, che magari invece erano in testa a tirare il gruppo. ([[Marco van Basten]])
*Non ci siamo mai capiti [...]. Lui se ne frega che un giocatore segni una montagna di [[gol]], perché privilegia il sistema di gioco agli uomini. ([[Gianluca Vialli]])
*Non insegno chimere, le lascio a Sacchi. Icaro volava, ma Icaro era un pirla. ([[Giovanni Trapattoni]])
*Non mi interessa cosa dice sul mio Napoli. Lui è fuori dal giro da molto tempo, preferisco sentire cosa ne pensa uno come Prandelli, che non a caso ha più volte detto che la mia squadra gioca meglio di tutti in Italia. Il gioco del Milan di Sacchi? Volevo vederlo senza campioni come Van Basten... ([[Walter Mazzarri]])
*Per me la novità di Sacchi non è stata la zona, ma il lavoro che lui ha portato nella grande squadra, che forse prima ne faceva a meno. Il grande club, tradizionalmente, vinceva anche senza un carico di lavoro esasperato: grazie ai valori tecnici superiori e magari al maggior numero di partite imposto da un calendario più ricco, che suppliva a parte dell'allenamento. [...] Ora Sacchi ha introdotto una filosofia nuova, costringendo grandi giocatori a lavorare addirittura di più di quelli dei club di bassa classifica. Questo elemento, combinato con l'aggressività, il pressing, l'intento di vincere sempre anche in trasferta ha rappresentato la grande novità [...]. Ma non la zona. ([[Osvaldo Bagnoli]])
*Premessa: gli allenatori non sono così decisivi come si crede. Per questo ce l'ho più con il sacchismo che con Sacchi. All'inizio del suo primo anno di Milan la società rossonera voleva esonerarlo, dopo l'eliminazione dalla Coppa Uefa. Fedele Confalonieri aveva addirittura già raggiunto un accordo con Nedo Sonetti. Poi il Milan batté il Verona uno a zero, con gol di Virdis, e si riprese. Un gol su azione da calcio piazzato, il gioco di Sacchi non c'entrava niente. ([[Franco Rossi]])
*Quello che non sopportavo di Sacchi era che costringeva i giocatori a correre più veloci della palla. Questo ha senso, magari, per un Gattuso, ma non mi pare che Kakà o Totti finiscano le partite stremati. I giocatori di talento devono dosare le forze, perché altrimenti la fatica annebbia le idee. ([[Claudio Borghi (calciatore)|Claudio Borghi]])
*Sa anche essere ruffiano al punto giusto. ([[Eugenio Fascetti]])
*{{NDR|Nel 1995}} Sacchi aveva promesso una Nazionale dal gioco nuovo e spettacolare. In tre anni non l'abbiamo mai vista. [...] Sacchi è un uomo capace ed intelligente ma ha avuto il torto di scatenare una guerra di religione che ha finito per scontare in prima persona. Non credo [...] che ci siano stati attacchi strumentali, cioè critico Sacchi per colpire Matarrese, anche se in qualche caso questo può essere successo. È vero, invece, che Sacchi, proponendosi come allenatore e non come selezionatore, come filosofo anziché come uomo di calcio, si è attirato antipatie, accentuate dal suo carattere che sembra dolce e melenso ma è invece, a volte, per fortuna, astioso e vendicativo. ([[Domenico Morace]])
*Sacchi dice che un c.t. è come un eunuco nell'harem? Parla per sé. Io ce le ho tutte e due... ([[Giovanni Trapattoni]])
*Sacchi è stato un vero rivoluzionario. Tanti poi lo hanno imitato, anche nel modo peggiore. Molte squadre hanno [[Vittoria|vinto]] molto ma non hanno lasciato niente, non ti ricordi una sola partita. Invece di quel Milan ricordi delle prestazioni e delle [[emozioni]] fantastiche. ([[Gian Piero Gasperini]])
*Sacchi è uno che ha un'altra marcia, che ci ha fatto fare un salto di qualità incredibile. Se ha un segreto, è quello di riuscire a farti concentrare al massimo anche in allenamento, proprio come se fossi in partita: e noi a questo non eravamo abituati. Una volta allenarsi era più che altro un divertimento, adesso con lui è un lavoro che va fatto al massimo della concentrazione: per divertirsi c'è tempo poi. ([[Mauro Tassotti]])
*Sacchi ha avuto il merito di portare la cultura del lavoro nelle grandi squadre però ha pure originato un grosso equivoco. Si diceva che il suo calcio fosse offensivo ma come si fa a chiamare offensivo un calcio basato sul pressing e sul fuorigioco? ([[Osvaldo Bagnoli]])
*Sacchi ha fatto da spartiacque: c'è stato un calcio prima e dopo la sua idea di ''pressing''. ([[Cristian Bucchi]])
*{{NDR|Sul confronto tra Maurizio Sarri e Arrigo Sacchi}} [[Maurizio Sarri|Sarri]] si sta dimostrando molto più bravo, perché Sacchi aveva tanti fuoriclasse, come i tre olandesi, [[Franco Baresi|Baresi]], [[Paolo Maldini|Maldini]] e [[Roberto Donadoni|Donadoni]], mentre lui ha ottimi giocatori, non campionissimi. ([[Alberto Bigon]])
*Sembra uscito da una pagina di Bellow, con questa sua paradossale, inverosimile pelatina da sacrestano invaso dalle folgorazioni mistiche. ([[Vladimiro Caminiti]])
*Si sapeva già a maggio {{NDR|del 1992}} che gli stavo scaldando la panchina. Berlusconi non lo voleva più al Milan e ha fatto il suo interesse, la Federcalcio è stata piuttosto debole. Alla prima partita di Sacchi Rizzitelli mi dedica il gol fatto alla Norvegia e guarda caso da allora non è più stato convocato. Sacchi non condivide le mie idee e io non condivido le sue. ([[Azeglio Vicini]])
*Sono uno degli italiani che hanno gufato gli [[Nazionale di calcio dell'Italia|azzurri]] e Sacchi durante i [[Campionato mondiale di calcio 1994|mondiali americani]]. Non mi è mai piaciuta la sua presunzione. È un grande allenatore, ha cambiato il calcio italiano ma con un carattere diverso avrebbe ottenuto più consensi. ([[Sergio Porrini]])
*Un uomo meticoloso, innamorato del suo lavoro. Con lui il bel gioco non è mai stato un optional. ([[Gianluca Signorini]])
===[[Alessandro Melli]]===
*Il mister era tosto, integralista, maniacale, ma lo dico per elogiarlo, aveva una visione di un calcio nuovo, mai visto, poi molti altri l'hanno copiato.
*Sacchi era molto integralista, aveva un codice etico, ha poca flessibilità e questo è stato uno dei suoi limiti. Le regole sono importanti, ma devono essere flessibili.
*Sacchi vedeva più lontano degli altri e a volte, i giocatori facevano fatica a capire cosa volesse.
===[[Gianni Mura]]===
*È un fanatico, un paranoico della vittoria (Silvius dixit), un ginnasiarca, uno che ci marcia, uno che ci crede? In panchina, ha atteggiamenti da raptus agonistico, sembra seduto sui carboni ardenti. Gli occhi, che sono piccoli e vivaci, mobilissimi, spesso coperti da Rayban agghiaccianti (chi ricorda "Nick manofredda"?) hanno convinto Berlusconi che l'omarino valeva il rischio.
*Era e resta un uomo che brucia di idee e fervore. Alle solite, Sacchi ha predicato umiltà dal suo pulpito mistico.
*Ha una strana faccia, sospesa fra il giovane degli occhi e della pelle e il vecchio dei capelli, grigi e pochi. [...] pare più anziano in divisa da allenatore, maglietta e calzoncini. Toni heribertiani (urla molto, quando allena), e, dalla tribuna, sembra un contabile del Minnesota. Strano tipo.
*Per Sacchi, semplicemente, l'avversario non esiste, non è da prendere in considerazione. Chi impone il suo gioco non ha da preoccuparsi di quello altrui, chi si diverte giocando diverte chi guarda, chi si diverte giocando non soffre lo stress, chi gioca meglio vince.
==Note==
;Annotazioni
<references />
;Fonti
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Arrigo Sacchi, ''Calcio totale. La mia vita raccontata a Guido Conti'', Mondadori, 2015. ISBN 978-88-52-06311-4.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Sacchi, Arrigo}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
[[Categoria:Opinionisti sportivi italiani]]
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Formula 1
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Citazioni sulla '''Formula 1'''.
==Citazioni==
*{{NDR|Nel 2022, «cosa pensa che sia necessario che la Formula 1 faccia per assicurare un maggiore equilibrio in griglia?»}} A meno che non si corra con le stesse macchine, come avviene in Formula 2, ci saranno sempre persone che faranno un lavoro migliore degli altri. [...] Penso però che la combinazione dei regolamenti tecnici con quelli finanziari livellerà il gruppo nel corso degli anni. ([[Mike Krack]])
*{{NDR|«C'è chi dice che la Formula 1 sia uno sport individuale...»}} Assolutamente no, è uno sport di team. Da solo, il pilota non riuscirebbe a fare niente senza una squadra alle spalle e, anzi, vedere tutto il lavoro che c'è dietro motiva a dare il massimo. Vincere non è il tuo obiettivo, è quello di tutti. ([[Andrea Kimi Antonelli]])
*Chi è senza peccato in F1 non c'è. ([[Carlo Cavicchi]])
*Chi sono le stelle nell'automobilismo? I piloti di Formula 1: sono loro ad affascinare la gente, il pubblico specialmente televisivo. ([[Keke Rosberg]])
*{{NDR|«La Formula Uno appare ai più come un mondo eccessivamente tecnologico e forse lontano dalla realtà delle vetture di serie. È una interpretazione corretta?»}} Come in tanti altri sport l'esasperazione la fa da padrona; lo si deduce dai regolamenti tecnici, eccessivamente articolati, talvolta nebulosi, contorti, dalla sofisticazione e complessità meccanica e aerodinamica delle monoposto, dalla preparazione atletica che i piloti devono possedere per sopportare le elevate sollecitazioni che subiscono al volante. L'obiettivo rimane quello di primeggiare. ([[Giancarlo Bruno]])
*Credo di aver corso in generale nel miglior periodo della F1 perché le macchine degli anni Ottanta col motore Turbo erano pazzesche, con quasi 1500 cavalli e una tenuta molto limitata che le rendeva incredibili da guidare, come una bomba sul punto di esplodere... Non penso ci sarà mai un'altra era come quella: la qualità dei piloti era altissima, quando sono arrivato in F1 c'erano ben sei campioni del mondo. ([[Stefan Johansson]])
*Dobbiamo essere in grado di dare il meglio ogni volta che scendiamo in pista. Non siamo come i boxeur o gli specialisti delle arti marziali che affrontano grandi pressioni una volta ogni anno e mezzo. A noi tocca 24 volte l'anno. Siamo il pezzo finale di un puzzle costituito da oltre 400 persone. Abbiamo un peso sulle spalle notevole, ma siamo stati scelti per essere qui. Non è sempre semplice, ma è il mio lavoro da pilota di Formula 1. ([[Esteban Ocon]])
*{{NDR|Nel 2019}} Guardo i Gran premi, ho amici legati al mondo delle corse, ma ho l'impressione che la Formula 1 oggi sia peggiorata rispetto a quando correvo io. Ci sono troppe regole, le penalizzazioni, succede che chi arriva primo viene retrocesso per qualche motivo... No, credo che il periodo in cui ho corso io fosse sportivamente migliore, un'epoca in cui la macchina e il pilota, per emergere, dovevano dare qualcosa di più. {{NDR|«Qualcosa che talvolta costava molto caro.»}} Sì, rischiavamo la vita ogni settimana. Anche adesso, sia chiaro. Ma allora le auto erano diverse. Correvamo con i piedi oltre l'asse delle ruote anteriori... Lo so bene: sono stato molto fortunato. ([[Jody Scheckter]])
*Ho avuto la fortuna di vivere la Formula 1 in un'epoca secondo me molto bella, piena di campioni di talento. Ho vissuto l'era di [[Ayrton Senna|Senna]] e [[Alain Prost|Prost]], della McLaren-Honda, ma di tanti personaggi prima che piloti, che hanno fatto la storia dell'automobilismo sportivo. La mia è stata l'epoca precedente [[Michael Schumacher|Schumacher]] [...] ma come dicevo Senna, Prost, [[Gerhard Berger|Berger]], [[Nigel Mansell|Mansell]], Piquet, gli italiani, Nannini, [[Riccardo Patrese|Patrese]], [[Michele Alboreto|Alboreto]], De Angelis [...] però voglio dire era una F1 molto diversa dall'attuale, se vogliamo anche molto più umana ma divertente... ([[Gabriele Tarquini]])
*Ho capito che non c'è niente di sicuro in Formula 1. Anche se hai vinto, se hai tenuto testa ad un doppio campione del mondo come [[Fernando Alonso|Fernando]], non hai la certezza di avere un futuro garantito. [...] Bisogna sempre essere al top, guai a mollare. ([[Esteban Ocon]])
*{{NDR|Nel 2014, «com'è cambiata la F1 rispetto ai tuoi tempi?»}} Ho fatto recentemente un confronto: oggi le F1, a parità di tracciati, impiegano 12 secondi al giro in meno rispetto a quelle che guidavo io vent'anni fa. Ma non c'è la percezione di questa maggior [[velocità]] perché oggi le macchine viaggiano sui binari e non danno spettacolo. Quando, quasi trent'anni fa, al GP del Belgio, circuito di Spa-Francorchamps, mi buttavo giù dalla discesa che porta alla esse dell'Eau Rouge e poi al Radillon, mi chiedevo starà dentro la macchina, ce la farò a venirne fuori? Oggi non è più così. ([[Ivan Capelli]])
*Ho vissuto sia il periodo ancora "romantico" della F1, con tecnologie e mezzi molto inferiori a quelli di oggi, con i piloti veri "Cavalieri del rischio", con auto molto pericolose, sia il periodo dell'alta tecnologia e della super-sicurezza. Ebbene, debbo dire che nel primo periodo c'era più passione, e i piloti contavano di più, potevi vincere con un mezzo inferiore; oggi, anche se sei bravissimo, senza un mezzo competitivo, non puoi fare molto [...]. Poi c'è troppa tecnologia, i piloti sembrano telecomandati dai box, quasi conta di più l'ingegnere, lo stratega, che non il pilota, e questo non è giusto, perché penso che anche i piloti bravi vorrebbero più autonomia, e si divertirebbero e farebbero divertire di più. ([[Daniele Audetto]])
*{{NDR|Nel 2015}} I miei parametri sono assolutamente diversi da quelli con cui adesso fanno le corse. Magari noi eravamo anche troppo gladiatori, ma adesso è ridicolo: intendo il drive through, le penalità, e roba del genere. Poi lo chiamano campionato piloti e se si deve sostituire il motore, che è problema della scuderia, la penalità la danno al pilota. Ma non puoi punire il pilota se il problema è della scuderia. Se una squadra usa un motore in più, i punti vanno tolti alla squadra nella classifica costruttori. Fanno veramente cose che sono dei veri controsensi. È ridicolo che anche i piloti si siano adeguati a questa regola. Ed è ridicolo che se uno che non ti fa passare, dici al team di chiamare [...] per prendere provvedimenti. Ma che Formula 1 è? Roba da matti! ([[Riccardo Patrese]])
*Il coraggio, per chi arriva in Formula 1, non esiste. Altrimenti vorrebbe dire che i piloti non soltanto hanno paura, ma sono pure degli incoscienti. Ma non funziona così. Chi arriva a quel livello sa perfettamente quello che sta facendo. ([[Andrea de Adamich]])
*In F1 è come nuotare in un mare pieno di squali, è un attimo cadere nella trappola ed essere mangiato. ([[Andrea Kimi Antonelli]])
*In Formula 1 la sfortuna non esiste. È un mondo talmente avanzato dal punto di vista tecnologico che non può esistere o, comunque, in qualche maniera la si gestisce. ([[Mara Sangiorgio]])
*{{NDR|Nel 1984}} In Formula Uno ci sono troppe variabili, troppe differenze. [...] Ci sono troppi salti qualitativi tra le varie macchine. Ti puoi chiamare Lauda, Prost, Piquet, ma se non hai una macchina vincente non fai niente. {{NDR|«Ritieni quindi, che se non si è in possesso di una vettura vincente, è giusto non dare il massimo?»}} Esattamente. Anzi, si dovrebbe andare ancora più piano, dal momento che si verificano ancora incidenti fra vetture che lottano nelle retrovie. Un pilota deve dare il massimo quando ha la macchina competitiva. Non puoi pretendere chissà cosa da una vettura che gira più lenta di tre secondi. Puoi andare più forte del tuo compagno di squadra, non potrai certo pretendere di vincere la corsa. È inutile rischiare per niente. ([[Elio De Angelis]])
*In nessun altro sport come nella F.1 l'uomo ha portato all'esasperazione il concetto della sfida alla frontiera del tempo e del pericolo. Le scoperte tecnologiche hanno trasformato la F.1 in un baraccone da fantascienza. L'uomo-pilota, come il torero, è sempre solo nell'arena: sa di entrarci, non sa come ne uscirà. In cambio di questo patto col diavolo, i campioni del circo della morte hanno spuntato contratti miliardari. Col tempo si sono abituati a convivere col rischio, pane quotidiano, e ad esorcizzare la paura. Se va bene, vivi da miliardario; se va male, muori da giovane miliardario. Bruciata ogni categoria morale, con la patetica giustificazione che i rischi fanno parte del mestiere e dell'accordo. Cinismo inaccettabile. ([[Domenico Morace]])
*{{NDR|Nel 2023}} La F1 è un insieme di fattori che si amalgamano insieme. Non per caso, ma quasi. Ci sono stati anni in cui c'è stato un dominio assoluto di alcune case che avevano un vantaggio tecnico importante. Poi però questo all'improvviso è svanito. Teoricamente si può dire: "Se erano così bravi prima, perché ora non riescono più a fare una macchina decente?". Questo è il motivo per cui dicevo che a volte ci sono delle combinazioni che fanno sì che ci sia un pacchetto che funziona al 100%. [...] Ma non è una persona sola che può fare la differenza. Il pilota in questo momento, per il livello a cui siamo arrivati in F1, può fare un po' di differenza. Però se hai una macchina non competitiva, non c'è pilota che possa chiudere questo gap. ([[Rinaldo Capello]])
*La F.1 è una categoria come le altre, né meglio né peggio. ([[Alex Caffi]])
*La Formula 1 è cambiata molto nel corso degli anni, si è trasformata in uno sport più atletico. Come piloti, siamo sottoposti ad alte temperature, a una forza di gravità da tre a sei volte maggiore, a molto rumore e vibrazioni. Durante la corsa, la frequenza cardiaca può arrivare al 90% del suo massimo e la temperatura corporea aumenta fino a un massimo di 39,8 gradi. Sono sicuramente tanti di numeri ma, in breve, durante una gara si bruciano circa lo stesso numero di calorie che bruceresti correndo una mezza maratona. {{NDR|«Qual è, dunque, la sfida più impegnativa?»}} Senz'altro mantenere la [[concentrazione]] durante la corsa. Questo significa prendere continuamente decisioni ad alto rischio per la guida, ma anche comunicare costantemente con il team per la strategia e premere oltre 20 diversi pulsanti del volante durante i giri. Direi quindi che bisogna essere sicuramente in forma per riuscirci. ([[Max Verstappen]])
*La Formula 1 è dinamica non solo in pista alla domenica quando si disputano le corse, ma anche in fabbrica, fuori dall'inquadratura delle telecamere, con il tanto lavoro dei team. Dimostrazione che la vera gara è quella che si corre nelle aziende e nelle strutture. ([[Robert Kubica]])
*La Formula 1 è spettacolo, intrattenimento. Molti, purtroppo, se lo dimenticano spesso. A qualcuno può sembrare solo una sfida fra ingegneri, mentre la gente si aspetta corse combattute. Dobbiamo fare in modo che le gare siano comprensibili per gli appassionati, senza regole astruse. ([[Franz Tost]])
*La Formula 1 la seguo e mi piace seguirla. Forse la trovo un ambiente un po' poco attraente per noi piloti delle altre categorie, poiché nel circus ci sono tanti piloti che sono lì non tanto per merito quanto per soldi e per business. Perché in fin dei conti è naturale che quando attorno ad un mondo girano così tanti soldi, l'interesse di chi sia lì dentro siano i soldi. Quindi a parte i team che hanno le Academy [...], gli altri team vanno a prendere i piloti paganti, per non parlare dei terzi piloti o i development driver d'occasione. È tutto un insieme di cose che rende quell'ambiente un po' poco affascinante per noi piloti ma dopotutto è il circus no? È un grande circo, e alla fine piace guardarlo. ([[Michela Cerruti]])
*{{NDR|Nel 2011}} La Formula 1 non ha più a che fare con lo spettacolo, ha a che fare con lo spreco, con l'appiattimento dato dalla tecnologia, il pilota conta poco o niente ormai. L'unico vero talento è quello dei meccanici nel cambiare le gomme, loro dovrebbero essere pagati come i piloti. ([[Oliviero Toscani]])
*La Formula 1 non può continuare ad andare contro la realtà mondiale: deve essere più economica e più attraente per il pubblico. Quello che il pubblico vede il weekend è lo sport, ma quando si dà lavoro a 1000 persone non si può parlare solo di sport. ([[Flavio Briatore]])
*La Formula non è un vero e proprio campionato piloti. Per me il fascino della F1 sta nell'importanza delle auto [...] quando penso alla F1, penso a un campionato costruttori. Si cercano di costruire le auto più veloci possibili all'interno di un budget che dovrei definire irragionevole. Questo è quello che è emozionante. ([[Josef Newgarden]])
*La Formula Uno è la guerra di Troia catapultata negli autodromi, è la sagra del coraggio vero e non fittizio. ([[Vladimiro Caminiti]])
*{{NDR|Nel 2022}} La struttura di una squadra in Formula 1 non è mai statica, ma si evolve in continuazione. C'è chi arriva e chi parte, ci sono i cambiamenti regolamentari e il rafforzamento di alcuni dipartimenti a volte viene fatto proprio per le novità del regolamento. L'aspetto finanziario credo sia un ottimo esempio: anni fa i dipartimenti delle finanze erano molto piccoli, mentre adesso con i regolamenti economici queste divisioni stanno crescendo. ([[Mike Krack]])
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Le piste sono più sicure e gli stipendi aumentati come le velocità delle auto. E lo dico senza polemica: ne paghiamo tutti il prezzo, perché il carattere delle corse del passato non esiste più. ([[Jochen Mass]])
*{{NDR|Nel 2020}} Mancano tanto nel paddock di oggi i rapporti umani, negli anni 90 era più semplice, l'amicizia ci legava. Ricordo di tante serate passate con piloti e team manager a scherzare, l'atmosfera era diversa. ([[Claudia Peroni]])
*Mi piacerebbe tornare ai tempi d'oro in cui la F1 rivoluzionava per la prima volta la sua aerodinamica. Essere in Lotus, quella di Colin Chapman. A quei tempi si rivoluzionava di continuo con meno limiti. Le minigonne e non solo. Un periodo purista mai rivissuto, per l'aerodinamica e il concetto del telaio che gli andava intorno. ([[Luca Furbatto]])
*Mi ricordo che nel 1983 o '84 mio padre mi porta a vedere le prove libere a Monza, in parabolica. Era il periodo dei turbo. Quindi vedo [[René Arnoux|Arnoux]], e la visione di quella velocità mi sciocca. Cosa sto vedendo? Questi sono dei mostri. Io magari guardavo i [[cartoni animati]] dei robot, dove c'era dentro un uomo che li guidava, e la Formula Uno era la cosa più vicina possibile a [[Mazinga Z|Mazinga]]. ([[Francesco Mandelli]])
*Nell'automobilismo l'unico mondiale che conta è quello della Formula 1. ([[Teo Fabi]])
*{{NDR|Nel 2013}} Nello [[sport]] di alto livello, e parlo in generale di tutti gli sport, manca quel rapporto che avevamo noi all'epoca. Non vedo oggi quella capacità di essere [[Amicizia|amici]] e [[nemici]] allo stesso tempo. Spesso si è nemici fuori e dentro il campo, fuori e dentro la pista. Con la cattiveria addosso, insomma. Fino agli anni Ottanta, finito il lavoro, si era amici e si andava al [[Bar (pubblico esercizio)|bar]] a bere insieme. Anche allora girava il [[denaro]], ma non girava tutto intorno ai soldi. C'era di più. C'era più cuore. E l'[[invidia]] rappresentava uno stimolo, non un sentimento da trasformare in qualcosa di brutto. E poi, diciamola tutti. Nella mia Formula 1 correvano i più bravi, quelli che avevano dimostrato di saperci fare. Oggi corrono soltanto i piloti che portano in dote un bel po' di quattrini. ([[Arturo Merzario]])
*{{NDR|Nel 1973}} Non cambiare mai solo per il gusto di cambiare. Questa F.1 è molto popolare, alla gente piace guardarla e noi abbiamo avuto folle da primato ovunque. I cambiamenti che migliorano le cose, come la sicurezza, sono buoni, ma non penso che sia necessario cambiare totalmente la Formula. ([[Ken Tyrrell]])
*{{NDR|Nel 2013, «la F1 di allora e quella di adesso sono due mondi diversi, quale le piace di più?»}} Non mi interessa tornare indietro. Preferisco la tecnologia, il maggiore business e lo spettacolo generale che è diventata la F1 attuale, in grado di attirare molti personaggi in gamba sia dal punto di vista tecnico che commerciale. Credo che anche il pubblico possa capire e apprezzare meglio quello che facciamo, che è uno sport sofisticato. ([[Frank Williams]])
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemiladieci}} Oggi abbiamo uno show molto bello all'esterno, nel contorno. Ma in gara mancano i [[Sorpasso|sorpassi]]. [...] E questo a mio parere penalizza l'aspetto umano, la possibilità di utilizzare e mostrare tutta la propria forza. Credo che soluzioni tecniche dovrebbero lasciare più spazio al pilota, per utilizzare e mostrare in modo più libero il proprio talento. La tecnica è importantissima, ma è il gesto umano a emozionare. ([[Daniel Ricciardo]])
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemiladieci}} Oggi c'è molta enfasi sulla raccolta e lo sviluppo dei dati, cosa che appiattisce molto il livello perché è possibile copiare la strategia degli avversari. La telemetria è un po' un male: se potessi, darei più potere ai piloti, inserendo più comandi manuali. Ho guidato una Ferrari del 1988, quella di [[Gerhard Berger|Berger]], senza servosterzo, con tre pedali e il cambio manuale. Era molto semplice, un po' più lenta ma più viva di quelle di oggi. ([[Sebastian Vettel]])
*{{NDR|«Che differenza vede tra la sua Formula 1 e quella di oggi?»}} Oggi c'è più competitività che permette anche alle scuderie minori di lottare per buone posizioni. Non comprendo quelle persone che criticano la Formula 1 attuale. Ai miei tempi il distacco tra i team più forti e quelli più deboli era di quattro-cinque secondi, oggi in meno di tre ci sono 20 monoposto su un circuito di 5,3 chilometri e 15 curve. Alla competitività vengono però meno i sorpassi e contano di più le strategie, gli ingegneri e le abilità dei piloti. ([[Gian Carlo Minardi]])
*Passare dalla F.2 alla F.1? Lo confesso, il salto è stato superiore alle mie aspettative, pensavo sarebbe stato difficile, ma non così. Oggi un debuttante in F.1 ha più problemi rispetto al passato, perché una volta i piloti potevano debuttare dopo aver percorso parecchi km di prove, oggi invece no. Le prove le fai al simulatore e poi quando entri in macchina davvero, devi scoprire tutto un mondo nuovo. Non fai molti km di test, per cui arrivi alla prima gara che guidi a intuito, a sensazioni, scopri giro per giro come va una F.1. Un conto è il simulatore di F.1, un altro guidarla davvero. ([[Charles Leclerc]])
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Possiamo discutere se le regole sono giuste o meno, ovvero se è corretto condividere dei pezzi tra più squadre, ma dobbiamo partire dall'inizio e ricordarci perché sono stati scritti e approvati questi regolamenti. {{NDR|«Ti riferisci alla riduzione del gap?»}} Anni fa avevamo griglie di partenza con cinque secondi di differenza tra la prima e l'ultima fila, un aspetto che non era molto bello per lo sport. Si discusse della possibilità di ridurre il gap, provando ad arrivare ad un margine tra i due e i tre secondi, e si approvò un regolamento che consentiva, e consente tutt'ora, di condividere delle componenti, come cambio e sospensioni. Ci sono stati dei progressi ma non dei miracoli [...], questo perché tra le componenti condivisibili non sono stati inseriti pezzi molto sensibili in termini di performance, preferendo puntare su parti con un rapporto sviluppo/costo elevato sul fronte finanziario. In più questo regolamento puntava a favorire anche un nuovo modello di business, ovvero offrire la possibilità ad una squadra di Formula 1 di poter essere in pista senza costringerla a sostenere investimenti molto importanti per alcune componenti, come ad esempio la trasmissione. ([[Laurent Mekies]])
*Quando correvo in Formula 1 anch'io ero fatalista, mi ripetevo sempre che a me non sarebbe mai capitato. Ho capito che l' incidente mortale sarebbe potuto capitare a chiunque quando ho visto morire [[Ayrton Senna|Senna]], che era il migliore pilota del mondo, aveva la migliore macchina della Formula 1, curata nel modo migliore del mondo. Allora capii e dissi basta: e le corse sono riuscito a mandarle a quel paese. ([[Riccardo Patrese]])
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Quando ero bambino mi sono innamorato delle emozioni che può dare questo sport, non dello spettacolo che lo circondava, e credo che da pilota questo aspetto non dovrebbe avere molta importanza. [...] Ovviamente capisco che anche i fan possano aver bisogno di qualcosa da fare in pista, ma penso che sia più importante far capire loro ciò che facciamo nel nostro sport. Non trovo molto senso nel venire ad un Gran Premio solo per fare festa o vedere lo spettacolo di un DJ, voglio dire, questo puoi farlo in tutto il mondo, puoi andare a Ibiza no? Onestamente non mi piace pensare che ci siano dei fan che vengono in pista a bere qualche drink con i loro amici senza in realtà capire cosa stiamo facendo e cosa stiamo mettendo in gioco per esibirci al nostro meglio. ([[Max Verstappen]])
*Quando sei in Formula Uno, devi sempre dimostrare di essere all'altezza e ci sono due modi per riuscirci: o vinci, grazie anche a una macchina che ti aiuta, oppure hai un compagno di scuderia forte e non perdi il confronto con lui. E allora puoi dire: "Noi due stiamo facendo il massimo, se i risultati non arrivano la responsabilità non è nostra". [...] quando correvo io, volevo la competizione nel team, mi aiutava. ([[Jarno Trulli]])
*Quello che voglio vedere è un regolamento che dia libertà alle innovazioni, alle idee, all'ispirazione dei tecnici. La F1 ha bisogno di questo, altrimenti la sola alternativa è avere pezzi standard. Bisogna premiare le soluzioni più intelligenti: fa parte dell'essenza della F1. ([[Ross Brawn]])
*Questa è la Formula 1. I venti piloti migliori del mondo sono qui e inevitabilmente dovrai competere contro di loro se vuoi diventare campione del mondo, anche se sono compagni di squadra. Fa parte del gioco. Se hai timore di andare contro un qualsiasi pilota, allora questo sport non fa per te. ([[Carlos Sainz Jr.]])
*Questo è uno sport di squadra, ma quando tagli il traguardo tu sei la persona che ha vinto, tu sei il campione del mondo. ([[Jenson Button]])
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemiladieci}} Riportare un grosso nome nei gran premi mondiali è un ricco business: basti osservare la mania ecclestoniana di riproporre una finta Lotus, o di far ponti d'oro a una Mercedes, che solo gli ignoranti o i più servili chiamano macchina tedesca o macchina di Stoccarda, con un telaio costruito nell'ex team Brawn a Brackley (Inghilterra) e con un motore realizzato dalla ex Ilmor a Brixworth (sempre Inghilterra), con capitali germanici. Eppure, il grande Jack Brabham, imitato dai suoi ammirevoli eredi, disse no allo stesso Ecclestone, che pure ebbe in gestione la squadra già a fine anni Settanta. La saga dei Chapman (Lotus) o Brabham o Cooper o Maserati o Bugatti non può continuare, se mancano valide discendenze. Questi sono i grandi valori che ancora contano in uno sport dell'automobile in declino. ([[Enrico Benzing]])
*Sapete che l'idea di portare le qualifiche {{NDR|di Formula 1}} alle ore 14 del sabato è farina del sacco proprio della Rai? Fino agli anni '80 le qualifiche F1 si svolgevano alle 13, non alle 14. Poi un bel giorno qualcuno da viale Mazzini, in fase di rinnovo del contratto tv, convinse Bernie {{NDR|Ecclestone}} a spostare l'inizio delle prove del sabato alle 14 spiegandogli che in Italia (ma anche in altri paesi europei) i ragazzi alle 13 erano ancora a scuola e la F1 si stava perdendo l'audience dei giovanissimi. Bernie scaltramente capì che era una buona idea e l'applicò subito. ([[Alberto Sabbatini]])
*Sappiamo bene che la Formula 1 è uno sport ma allo stesso tempo anche un terreno d'affari. ([[Daniel Ricciardo]])
*Si dice che vincono sempre gli stessi, ma d'altronde non è che nel campionato di calcio si faccia tutto per far vincere il Chievo. ([[Giorgio Terruzzi]])
*{{NDR|Nel 1984, «piloti di Formula Uno si nasce?»}} Si nasce e ci si costruisce per diventarlo. [...] Occorre fare una scelta a 14 anni. Invece del motorino, bisogna comperare il go-kart. Bisogna rinunciare alla prima ragazzina perché non la si può portare in pista. {{NDR|«E alla seconda?»}} Alla seconda no. Però è una vita di sacrifici. La gente spesso non sa che la nostra è una vita difficile, una vita stressante. Un uomo che vuol fare carriera, ad esempio un imprenditore, ha vent'anni a disposizione per mostrare agli altri ciò che sa fare. Noi no, solo quattro o cinque. Dieci quando va benissimo. Quindi è tutto molto più accellerato. Si invecchia in fretta. ([[Elio De Angelis]])
*{{NDR|Nel 2015}} Sicuramente una volta era molto più difficile sorpassare, perché dovevi fare azioni molto più aggressive. Adesso quasi tutti i sorpassi si fanno in rettilineo. ([[Teo Fabi]])
*Sono nato con la Formula 1 anni '80 ma penso che l'apice si sia raggiunto a cavallo tra gli anni '60 e '70: quella per me è l'epoca d'oro, perché le macchine erano spettacolari e veloci. Ma era il pilota a fare la differenza. Nella Formula 1 contemporanea è la [[tecnologia]] a fare la differenza. ([[Gerhard Berger]])
*{{NDR|Nel 2003}} Tornando alla F1 ed ai gommisti in particolare [...] c'è da notare che in questo momento sono loro i "depositari" delle performance delle monoposto odierne. Mi spiego meglio! I pneumatici sono sempre stati importanti, ma a mio avviso, mai come oggi. Questo elemento che era considerato un accessorio fino a qualche tempo fa, ora è diventato così determinante da tenere in mano le sorti delle squadre che al contrario si affannano a migliorare questo o quell'altro particolare, per guadagnare, in termini di tempo, solo qualche spicciolo di centesimo di secondo. Una volta c'erano il bravo motorista e il bravo telaista che facevano fare il salto di qualità alle loro monoposto. Oggi i "gommisti" sono diventati i maggiori artefici dei successi dei loro assistiti. Dispongono di un margine di miglioramento enorme. A loro basta "azzeccare" una mescola appropriata al tipo di asfalto nel momento giusto per "regalare" ai propri partner parecchi decimi di secondo. Pertanto sono loro che rappresentano la componente tecnica più importante dell'intero apparato della F1 di oggi. Per fortuna dei team, i costruttori di pneumatici non si sono ancora resi conto quanto sia grande la loro forza contrattuale. Infatti, continuano a pagare ai team fior di milioni, per avere il privilegio di fornirgli le "armi" vincenti. Quando realizzeranno realmente quanto sono potenti... Allora ne vedremo delle belle. ([[Sandro Munari]])
===[[Alessandro Alunni Bravi]]===
*{{NDR|Nel 2023, «c'è una caratteristica, un regolamento o una cultura di un altro sport a cui la Formula 1 dovrebbe ispirarsi?»}} A Miami abbiamo avuto tutti insieme un incontro importante con il commissioner della NFL. Loro ad esempio hanno il sistema del draft, dove le migliori scelte dei giocatori vengono assegnate alle squadre inferiori, permettendo di avere un campo livellato. Anche l'NBA è così. In Formula 1 questo è molto difficile, perché ognuno ha la propria academy per i piloti. Inoltre, siamo uno sport molto tecnologico. Questo principio però può essere declinato anche in altri settori. Già lo facciamo con le restrizioni alle analisi in galleria del vento, le ATR. C'è un numero massimo di risorse per le simulazioni, attribuite al 110% all'ultimo classificato per poi andare scalando verso l'alto. Questo sistema in futuro potrebbe essere introdotto anche su altri aspetti regolamentari. È un meccanismo automatico che, a differenza del Balance of Performance, non è soggetto a interpretazione. Dobbiamo capire che avere una competizione più stretta è nell'interesse di tutti, della Formula 1 e dei nostri fan. Ciò non toglie che si debba rendere merito a quello che Max Verstappen e la Red Bull stanno facendo. La convergenza non può andare a discapito di chi ha saputo fare il suo lavoro.
*{{NDR|Nel 2023}} La Formula 1 è sempre più legata ai risultati. Se c'è un aspetto negativo degli ultimi anni è che questo sport sta diventando sempre più come il calcio. Gli allenatori devono fare risultato, altrimenti vanno cambiati. [...] nessuno vuole prendersi questa responsabilità. [...] Credo fortemente che le strutture in Formula 1 debbano avere una struttura piramidale, dove chi è al vertice si assume la responsabilità della scelta. Chi guida un gruppo deve avere le capacità e la personalità di essere un leader. È facile andare sul podio quando si vince. Il difficile è tornare in fabbrica il lunedì dopo una gara difficile e motivare tutti, è fondamentale. Ci sono stati Team Principal con questa grandissima capacità, uno tra tutti Jean Todt. Era così anche il dottor Marchionne. La differenza non la fa la struttura o la ripartizione dei ruoli, ma la personalità delle figure chiave.
*{{NDR|Nel 2023}} Oggi in Formula Uno ci siamo abituati ad avere a che fare con tanti nomi che identificano dei ruoli. Ricordo quando non esistevano team manager o team principal perché a decidere tutto erano i fondatori, i proprietari delle squadre che svolgevano molte le funzioni in sede come in pista. Le mie origini sono di Passignano sul Trasimeno, e ricordo bene Enzo Coloni proprietario dell'omonimo team che di fatto era team principal, direttore commerciale, ed anche ingegnere di pista! Poi la Formula 1 si è evoluta con l'ingresso dei costruttori e abbiamo iniziato ad avere molte figure di responsabilità poiché è diventato impossibile racchiudere tante competenze in una singola persona.
===[[Stefano Domenicali]]===
*{{NDR|«A chi dice che la F1 ormai è solo uno show e non uno sport che cosa replica?»}} Che è uno sport e anche uno spettacolo. I due elementi sono combinati.
*I cambiamenti in Formula Uno hanno bisogno di tempo: non funziona come nel calcio che cambi allenatore, o due giocatori, e la partita successiva la vinci. Si può dire quel che si vuole ma alla fine contano solo le cose che fanno vincere in pista: prestazioni, affidabilità e organizzazione.
*{{NDR|Nel 2021, sull'introduzione delle Sprint Race}} I piloti la sera prima del GP d'Ungheria mi hanno chiesto: ma facciamo ancora giri liberi mentre è più divertente una gara sprint? Abbiamo avuto un grandissimo riscontro a livello mondiale e questo dà già una prima indicazione di quale sarà il futuro della F.1 dal punto di vista sportivo. Noi abbiamo l'obbligo di avere al centro dell'interesse i nostri clienti. Che sono i tifosi e gli appassionati. E nelle varie parti del mondo sono diversi per cultura, età, tradizione e conoscenza del motorsport. I segnali che ci stanno mandando sono quelli che dobbiamo raccogliere a livello commerciale. Visto il successo del primo esperimento a Silverstone, poi ci sarà Monza e Brasile, ci darà gli elementi per una proposta diversa che vada nella direzione di una F.1 sempre più attenta al mondo che sta cambiando. Inutile che ce la raccontiamo fra di noi, apparteniamo a una generazione che guarda al passato, invece dobbiamo guardare avanti e accettare i cambiamenti.
*{{NDR|Nel 2022}} Il campionato è seguito da 2 miliardi di telespettatori, ogni evento dà lavoro, per un periodo fra due settimane e un mese, a 8.000-15.000 persone. Con un indotto economico di 100-150 milioni di euro, parlare solo di sport è riduttivo.
*Io dico sempre che la gente che si lamenta del proprio lavoro in F.1 vuol dire che non ha mai lavorato in altri posti. Siamo mossi dalla passione e quindi seguire la propria passione non è lavorare, ma una fortuna anche se è un impegno totalizzante, non ci sono margini. Non ho intenzione di aumentare le gare, ma se sono così belle e spettacolari, attirano l'attenzione e i tifosi che ne vorrebbero di più.
*La F1 deve andare dove è possibile pensare che possa crescere, con nuovi paesi e nuovi circuiti ma nel rispetto di quelli tradizionali. Non c'è ombra di dubbio su questo. Ma la spinta innovativa che stiamo portando anche con nuovi promotori deve essere vista da quelli che potremmo definire "tradizionali", quelli europei per parlare chiaramente, come una spinta per crescere ed evolvere. Parlare anche qui di storia non è più sufficiente. E questo è il valore aggiunto che dà la volontà di espandersi dove prima non eravamo presenti e ci dà la possibilità di mantenere questa tensione evolutiva, senza voler copiare le parole di Lorenzo Jovanotti... ma che ci fa crescere per essere presenti in maniera forte in tutto il mondo.
*{{NDR|Nel 2022}} La F1 di oggi si è aperta e fa vivere un'esperienza non solo sportiva ma anche emozionale. E deve interpretare i linguaggi e i modi di comunicazione che sono diversi rispetto al passato. Deve rispettare i tifosi tradizionali o super appassionati, ma anche valorizzare i giovani che si stanno avvicinando a questo sport. Quelli che non conoscono i dettagli regolamentari ma sono affascinati da questo mondo. La capacità di aprirti nel parlare in maniera diversa da un mondo che è diverso da una parte all'altra, con realtà che stanno crescendo ma che sono diverse l'una dall'altra. E questo è stato lo stimolo che ho cercato di dare questo gruppo e devo dire che fortunatamente le cose stanno andando nella direzione giusta. Non avevo mai visto, non dico una rinascita, ma un momento di così grande intensità nella crescita, nell'attenzione e nella volontà di essere coinvolti nella F1.
*{{NDR|«Una F1 senza Ferrari potrebbe esistere?»}} No, è un binomio inseparabile.
===[[Cesare Fiorio]]===
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel 1993}} Essendo la Formula 1 la massima espressione dell'automobilismo con la partecipazione e il coinvolgimento dei più grandi gruppi di costruttori automobilistici, è difficile imporre delle economie nella ricerca. Fatto un regolamento, inevitabilmente si faranno dei passi in quella direzione, e il costo sarà sempre lo stesso. Questa è l'eccellenza e l'eccellenza è sempre costosa.
*{{NDR|Nel 1993}} Essendo la tecnologia della Formula 1 talmente avanzata rispetto a quella delle vetture di serie, quanto si sviluppa non è immediatamente trasferibile da un settore all'altro. Ma sicuramente nel medio e nel lungo termine tutte le ricerche che si porteranno avanti e tutte le cose che si sperimenteranno in competizione, arriveranno nella produzione di serie.
*{{NDR|Nel 1993, «cosa consiglierebbe a chi governa la Formula 1?»}} Direi di non lanciarsi in avventure tipo quella della pace-car che vuol rallentare la vettura di testa per riportarla nel gruppo. Bisognerebbe invece ridurre le spese e aiutare i team minori, che hanno delle grosse difficoltà. Aiutare i team minori non vuol dire livellare verso il basso le squadre migliori, vuol dire offrire quelle agevolazioni, quegli incentivi e quei contributi economici che sono stati dirottati su altri settori.
*{{NDR|Nel 2012}} Purtroppo oggi i motori in Formula 1 non contano più nulla. [...] Oggi è solo l'aerodinamica che determina chi vince e chi perde. Dal mio punto di vista questa impostazione è un errore grave della Formula 1, perché privilegia un solo aspetto della tecnologia che non porta ricadute di sorta sulla produzione delle auto di serie.
===[[Mauro Forghieri]]===
*{{NDR|Nel 2021}} Ai miei tempi c'era più libertà, si rischiava molto di più in termini tecnici, oggi i progettisti sono assai condizionati dall'aspetto economico.
*La denominazione Formula 1 venne adottata nel 1948. Circa dieci anni dopo entravo in Ferrari. Ero poco più che un ragazzo fresco di laurea in ingegneria, considerato un "imparatore" in quanto dovevo ancora conoscere tutto del lavoro che mi aspettava. Però avevo già chiara l'idea – che nel tempo si è sempre più rafforzata in definitivo convincimento – sul ruolo avuto dall'Alfa Romeo nel mondo delle competizioni. Autentiche opere d'arte di ingegneria meccanica, sono state automobili che hanno marchiato l'inizio della storia che ha generato lo sviluppo delle corse fino alla Formula 1. [...] Ritengo di poter affermare che senza i presupposti segnati dall'Alfa Romeo, oggi probabilmente non esisterebbe il campionato mondiale della massima espressione motoristica così come lo conosciamo.
*{{NDR|«[...] lei inventò gli alettoni o quantomeno lì applicò alla F.1»}} Si e ho fatto male perché l'aerodinamica che ne è scaturita ha rovinato un po' tutta la F.1.
*Sulle vicende della Formula 1 è stato scritto molto, ragione per cui non è il caso di ripetere vicende note ampiamente documentate, bensì [...] trovo importante sottolineare come dalla fine degli anni '70 fino alla scomparsa di Ayrton Senna, quello sia stato il tempo che considero "Periodo aureo". La Formula 1 di allora aveva tutto: innovazioni tecnologiche epocali logiche e utili, un seguito di spettatori sempre più folto, personaggi che animavano quel mondo identificati come gli eroi che insieme alle squadre appartenevano alla gente che li poteva "toccare" per cui erano gli amati "cavalieri del rischio", appassionati che capivano lo svolgimento delle gare. Mai come allora i team sono stati così numerosi. La Formula 1 proprio in quel decennio ha seminato il virus contagioso della popolarità per le generazioni più giovani, garantendo uno squarcio di futuro a questo sport.
===[[Marco Franzelli]]===
*Capisco che i tempi cambiano. Non è possibile vivere di ricordi e nostalgie. Però in questo momento la Formula 1 si è spinta ben oltre il confine del logico e del consentito. Al punto che non si capisce più se un sorpasso è frutto della capacità del pilota o dei dispositivi che la tecnologia gli ha messo a disposizione o se per effetto della strategia che è stata pianificata a tavolino. Tutto questo rende finto lo spettacolo, costringendo il pilota a limitarsi in funzione dei risparmi di gomme e benzina e delle criticità segnalate dagli ingegneri ai box, pur di raggiungere il risultato. L'impressione che la Formula 1 offre allo spettatore è proprio quella della mancanza di autenticità.
*La Formula 1 dei giorni nostri sta diventando uno sport finto. La causa sono le troppe regole, incomprensibili per il pubblico, al punto che hanno reso finto lo spettacolo di una corsa. Oggi gli spettatori non si rendono conto di cosa stia esattamente accadendo, non lo capiscono o non lo sanno. Il mito della Formula 1 si è creato quando la realtà ha incontrato l'immaginazione della gente che dalla tribuna o dalla televisione guardava un Gran Premio, con venti macchine che prendevano il via con un motore, quattro gomme e una certa quantità di carburante, dove la vettura e il pilota migliore vincevano. Per questi motivi il grande pubblico è arrivato ad amare la Formula 1.
*Preservare e migliorare la sicurezza è un aspetto importante, ma il "fattore rischio" dovrebbe continuare a caratterizzare una Formula 1 in cui i piloti non devono rischiare la vita, ma possono rischiare il sorpasso che facile o difficile, che riesca o meno, non può rappresentare occasione per una possibile sanzione, perché esprime la vera cifra di questa disciplina sportiva. Il sorpasso è la principale regola del gioco sulla quale si fonda la Formula 1.
===[[Nick Fry]]===
{{NDR|Sull'elemento dell'imprevedibilità nella Formula 1 degli anni Duemilaventi}}
{{cronologico}}
*Le squadre sono quasi troppo brave in quello che fanno [...] quando ho iniziato, si poteva quasi contare sul fatto che il 20% si sarebbe ritirato a causa di un incidente o di un guasto. Oggi non succede più, ed è molto insolito vedere auto ferme a bordo pista. Il rifornimento di carburante è pericoloso per le persone coinvolte, ma era un ulteriore elemento di imprevedibilità. La F1 ha avuto un grande successo negli ultimi anni e Netflix ha contribuito in modo massiccio a questo risultato. Tuttavia, credo che lo sport debba proporre altre variazioni oltre alle location.
*Ci sono due strade che la F1 potrebbe prendere per rendere lo sport più imprevedibile [...] una sarebbe quella di rivedere i regolamenti tecnici, ma la storia dimostra che queste strategie raramente funzionano. È stato provato numerose volte che i team con maggiori risorse hanno trovato per primi le soluzioni ottimali. Il mio punto di vista è che la F1 deve farlo attraverso i regolamenti sportivi. Ciò significa il format della gara e il numero di pit-stop, il modo in cui si usano le gomme e così via. Non so quale sia la risposta, ma credo che sia in quell'area.
*Devo purtroppo ammettere che l'omogeneità delle gare di F1 non è salutare per lo sport nel suo complesso. [...] il calcio è lo sport di maggior successo perché le partite possono cambiare in pochi secondi. Non importa se la tua squadra è in svantaggio per 2 a 1 nei tempi supplementari, hai ancora la possibilità di vincere. È questo che tiene gli spettatori con il fiato sospeso. I team, da cima a fondo, sono così bravi in quello che fanno che è difficile che si verifichino situazioni inaspettate, a parte quando piove, perché in quel caso si verifica un imprevisto. La Formula 1 ha sempre lottato con questo problema. Non riesco a contare il numero di riunioni a cui ho partecipato in cui ci è stato chiesto come introdurre il tipo di casualità che si ottiene con il bagnato.
===[[Piercarlo Ghinzani]]===
*La Formula 1 nostra, quella di allora, era più bella perché più umana. Alla sera se c'era da bere un bicchiere di vino con i meccanici lo facevi, oggi i piloti mi sembrano tutti dei robot. I pilotini che arrivano adesso in Formula 1, ma non solo, portano il dottore, il coach che li va a vedere in curva, il procuratore che gli cura le pierre. Ai nostri tempi, saltavi in macchina, pigiavi giù l'acceleratore e cercavi di tirarlo su il meno possibile. Oggi tutto è più sofisticato. Intanto l'età: arrivano a 16 o 17 anni a guidare le F3 o le Porsche con 400 cavalli sotto il sedere e devi comportarti con loro più come padre che come manager, perché sono quasi dei bambini. Insomma, non parli più con il pilota, ma con tutta la gente che lo segue. Riccardo Patrese ha ragione sui sorpassi che non avvengono più in staccata. Oggi aprono l'ala e via. Avrei fatto un sacco di sorpassi anch'io con l'Osella se avessi potuto aprire l'ala!
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Ottanta}} Oggi le macchine sono praticamente tutte uguali, invece una volta c'era libertà per i progettisti. C'erano vetture che andavano due o tre secondi più veloci al giro perché avevano soluzioni aerodinamiche spaventose. Ai miei tempi è vero che ci sono stati dei grandi campioni, ma è anche vero che hanno avuto la possibilità di correre per delle squadre che avevano grandi ingegneri. Ricordo che fra la prima e l'ultima dello schieramento di partenza a volte c'erano anche 5 secondi al giro... C'erano pneumatici da qualifica che la Pirelli dava gratuitamente alla Osella: ogni tanto erano di gomma, altre volte erano di legno... E poi i motori turbo: una volta Nelson Piquet mi confidò che la sua Brabham aveva 1380 cavalli. Io ne avevo 850 e mi sembravano una marea. Erano davvero due categorie diverse, dove le case ufficiali avevano propulsori e tecnologie che i piccoli team se le sognavano.
*{{NDR|Nel 2015}} Onestamente, con questi regolamenti, la Formula 1 è diventata una schifezza. Il rumore delle monoposto sembra quello di un tagliaerba. Per me hanno perso la testa. Un pilota deve disporre di mille cavalli con un sibilo che lo senti a 200 chilometri di distanza e le macchine devono essere belle da vedere. Tanti luminari a lavorare attorno ai regolamenti per produrre cosa? Qualcosa di assolutamente ridicolo...
===[[Claudio Lombardi]]===
*{{NDR|Nel 2014}} Della Formula 1 ho una conoscenza tecnica, mentre non sono aggiornato sui meccanismi che regolano lo spettacolo sportivo. Non lo ritengo un aspetto negativo l'allargamento del calendario in paesi che non hanno una tradizione con la Formula 1, perché la platea televisiva è quella che governa gli orientamenti degli organizzatori, anche se in alcuni autodromi il pubblico è scarso. Invece proprio non mi piacciono alcuni tracciati privi di contenuti tecnici, quelli piatti, dove è molto difficile superare. Spa e Suzuka sono l'esempio da considerare quando si vuole immaginare un nuovo progetto di pista per la Formula 1.
*{{NDR|Nel 2014}} La Formula 1 degli anni '70 era una palestra tecnica di grande livello, dove tutti si potevano esercitare al massimo. Oggi tutto questo è limitato [...]: è ammessa una sola soluzione.
*{{NDR|Nel 2015}} La Formula 1 di oggi non ha perso di interesse a causa della power unit: sostenere questa tesi, mi sia concesso, nasconde secondi fini... Abbandonare le attuali unità propulsive sarebbe una decisione di retroguardia, miope. Ritornare al passato significherebbe sacrificare gli obiettivi raggiunti in termini di reale progresso tecnico che hanno portato, tra i tanti vantaggi, un livello di efficienza del motore superiore del 40% rispetto agli aspirati della Formula 1 di un tempo. Sono invece contrario agli investimenti giganteschi per l'aerodinamica necessari a introdurre soluzioni sempre più sofisticate sulle monoposto che nessun ritorno hanno sulle vetture di serie: ogni minuto speso in galleria del vento sono soldi buttati al vento per esercizi che producono alette e alettine – io le chiamo "pennette" – il cui rendimento è minimale. L'obiettivo della Formula 1, sin dagli albori, è sempre stato incentrato sulla ricerca della prestazione. Dopo oltre sessant'anni, il nuovo obiettivo imposto dall'evoluzione tecnica in campo motoristico è quello della ricerca della massima efficienza del propulsore: questa è la chiave di lettura che costituisce la vera differenza tra la Formula 1 di ieri e quella che verrà [...]. Oggi è già domani.
*La Formula 1 rappresenta la massima espressione della ricerca tecnica, un'attività che deve essere sviluppata in casa senza chiudersi in se stessi, bensì guardando lontano attraverso un nucleo stabile di ingegneri in grado di sedimentare nel tempo insieme il grande patromonio di esperienza acquisita progetto dopo progetto. Il team tecnico di una scuderia di Formula 1 non può essere gestito come una squadra di calcio dove c'è un continuo cambio di giocatori o dove si sostituisce l'allenatore in pieno campionato, nella speranza di raggiungere un risultato migliore. Nemmeno nel calcio una strategia del genere premia, figuriamoci nella Formula 1 che fonda l'attività sul patrimonio tecnico e cioè sugli uomini che compongono l'azienda. La miglior macchina è sempre figlia di una evoluzione progettuale che si arricchisce nel tempo di soluzioni e intuizioni maturate con l'esperienza del gruppo di lavoro. Ripartire ogni stagione sportiva da un foglio bianco, spesso significa azzerare gli elementi acquisiti con i precedenti modelli di progetto.
*Ognuno vive nel suo motorhome, i piloti fuggono dopo le gare, si è tutti diffidenti per via di una stampa aggressiva.
===[[Pierluigi Martini]]===
*È l'unico ambiente che ti fa avvertire la reale necessità di riposarti, di «staccare la luce».
*Il giusto equilibrio tra incoscienza ed esperienza credo sia il cocktail migliore per un pilota di F.1.
*In F.1 non puoi fare la parte della pecora. A una ruotata devi rispondere nella stessa maniera, devi comportarti da lupo.
===[[Mario Poltronieri]]===
*{{NDR|Sul confronto tra la Formula 1 passata e quella del 2015}} Allora il pilota prevaleva sull'auto. Oggi vediamo chi sono i migliori ma è difficile dare un giudizio consolidato, specie se la vettura non ha interpretato gli ondivaghi e a volte misteriosi regolamenti. ([[Mario Poltronieri]])
*{{NDR|«Fino alla metà degli Anni '70 la F.1 in diretta ci andava di rado, però»}} Il salto di qualità ci fu con Lauda. Il suo titolo nel '75 e l'incidente col fuoco del Nurburgring, l'anno dopo, proiettarono le corse nel cuore della massa. E nel '77 per la prima volta la Rai decise di seguire quasi tutto il mondiale. Fu un giallo. Mi ritrovai in Argentina, con la giunta militare al potere. A fine gara mi chiamano da Roma: "Non torni, vai anche in Brasile a seguire il secondo Gp". "Sì, ma io ho finito i soldi" – rispondo preoccupato. "Te li manderà la Rai di New York". Pochi giorni e i soldi arrivano. Vado in banca a prenderli, ma mi chiedono di spogliarmi. Boh, okay. Entro in slip in un cunicolo, sotto l'occhio di due mitragliatrici e vado a ritirare il malloppo. Mica potevo sapere che con quell'atto eroico aveva inizio la continuità della F.1 in Rai.
*La mia F.1 ideale è pronti-via e chi resta davanti vince.
*{{NDR|Nel 2007}} Le F.1 sembrano carri da guerra, con tutte quelle lame. Il Circus vive una filosofia distorta. Continuano ad aumentare le velocità in curva e fanno di tutto per limitare quelle in rettilineo, tanto che si volta a 240 all'ora e di massima si va a poco più di 300. È una follia, questa. Ma la vogliamo capire o no che da trent’anni – ossia dall'inizio dell'era turbo –, non è la F.1 che fa da banco di prova per la grande produzione, ma viceversa? Sai che di recente ho parlato con Dupasquier, ex uomo forte della Michelin, il quale mi ha confidato che solo il 10% dell'esperienza fatta in F.1 può essere riversata sulle gomme di serie? La verità è che qui nessuno vuole sostituire i mattoni rotti per paura che crolli la baracca. No, bisogna dare ai Costruttori solo una quantità d'energia imposta. E che poi si arrangino loro, con libertà e creatività.
*{{NDR|«La tua F.1 ideale?»}} Quella Anni '70. Con tanti possibili vincitori. Oppure Anni '50, con le Mercedes carenate.
*{{NDR|Nel 2007, «ti piace questa F.1?»}} Sarò breve. No. {{NDR|«Perché?»}} Una volta chiesi a Schumi perché a metà Gp non aveva attaccato Damon Hill. Mi rispose: "Tanto l'avrei comunque passato col pit-stop". Ecco, visto?
*{{NDR|Nel 2007}} Un pilota non può essere confinato a mero controllore di apparecchiature elettroniche. [...] queste F.1 non sono più macchine da competizione, ma solo degli attrezzi da corsa. Non fosse per i temporali improvvisi, era meglio prima. Sicurezza a parte...
===[[Enrique Scalabroni]]===
*{{NDR|Nel 2020}} I piccoli team dovrebbero inventare, ma il regolamento non lo permette. Come può venire fuori un Colin Chapman, come può la Ferrari mettere un alettone dove nessuno aveva pensato di porlo. Questo è quello che manca, nei regolamenti rigidi è una questione di specialisti di parti. [...] La creatività è quella che ha creato le grandi squadre, ma quando diventa importante il particolare allora la potenza motore fa la differenza.
*{{NDR|Nel 2020}} In Formula 1 ammiro tutti, ma i quattro principali sono: Patrick Head, Harvey Postlethwaite, l'Ingegner Mauro Forghieri e John Barnard.
*{{NDR|Nel 2020, sui «limiti del regolamento»}} La macroaerodinamica non costa molto, perché la macchina la devi fare, ma quando limiti troppo il regolamento esce fuori la microaerodinamica, arrivando ad un punto in cui inizi a mettere correttori, deflettori generatori di vortice che servono a far funzionare quella soluzione, ma incrementano il budget.
*{{NDR|Nel 2012}} Le massime squadre della F1 sanno molto bene che perdendo un "cervello pensante", non è possibile rimpiazzarlo istantaneamente. C'è la necessità di una comunicazione totale fra i direttori ed il personale operativo. Quando cambia un dirigente tecnico di riferimento, serve il tempo per ristabilire la "brain communication" di quel dipartimento, con il risultato che soffre un ritardo operativo e questo in F1 è fatale.
*{{NDR|Nel 2012}} Oggi la competizione è puramente internazionale, pertanto chi si limita ad avere solo gente del "proprio giardino", ha molto da perdere... Tre esempi molto chiari nei risultati al top della F1 [motori, ''ndr'']: Mercedez Benz trova il suo top con un pilota argentino chamato Juan Manuel Fangio. Ferrari trova il suo maggior risultato con due piloti non italiani: Schumacher e Lauda... Honda trova i suoi migliori risultati con due piloti brasiliani: Nelson Piquet e Ayrton Senna. Resta qualche dubbio?
===[[Andreas Seidl]]===
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Dal mio punto di vista, il divario tra i top team e gli altri [...] non è una sorpresa quando in Formula 1 si affrontano dei nuovi regolamenti tecnici. Le squadre che hanno le infrastrutture migliori e che in passato hanno disposto di finanze illimitate per creare il miglior team possibile con i migliori strumenti e le migliori metodologie, forse hanno persino più motivi per creare qualcosa da un foglio bianco e assicurarsi un vantaggio più grande, utilizzando tutto quello che hanno a disposizione. [...] Allo stesso tempo però, sono convinto che con il budget cap in vigore e con una stabilità regolamentare nel tempo le prestazioni tra le squadre convergeranno e lo sport migliorerà sempre di più. Ne sono assolutamente convinto.
*La ragione per cui amo questo sport è perché oltre ai soldi e alla tecnologia resta uno sport umano e di squadra, dove il pilota gioca ancora un ruolo.
*{{NDR|Nel 2022, sulla questione "squadre B" in Formula 1}} Non è un segreto che queste collaborazioni consentite all'interno delle regole siano una preoccupazione per noi. Per questo motivo sono dell'opinione che in futuro si debbano regolamentare queste collaborazioni per fare in modo che la Formula 1 torni ad essere un campionato con 10, 11 o 12 costruttori reali. Dal mio punto di vista l'unica condivisione possibile dovrebbe essere quella relativa alle power unit ed al cambio, mentre tutti il resto deve essere realizzato in maniera autonoma. Sappiamo che appena vai oltre questo scambio hai un trasferimento di dati che diventa rilevante per migliorare le prestazioni della monoposto. [...] è necessario che venga definito con certezza il limite di ciò che può essere condiviso tra i team.
===[[Andrea Stella (ingegnere)|Andrea Stella]]===
*{{NDR|Nel 2024}} Gestire un team di Formula 1 è tutto meno che qualcosa di statico. [...] Mi piace dire che ogni 24 ore aggiorniamo i nostri piani, ogni 24 ore aggiorniamo quello che c'è da fare perché la Formula 1 si evolve in maniera estremamente veloce, se si resta sullo stesso programma per due mesi può accadere che quel piano diventi vecchio. Quindi richiede un'intensità importante dal punto di vista della leadership, un approccio che si deve propagare a tutte le mille persone che compongono la squadra, direi che questo modello non ha uguali in nessun altro tipo di industria.
*{{NDR|Nel 2022}} La Formula 1 è essenzialmente un gioco di aerodinamica.
*{{NDR|Nel 2022}} La Formula 1 ruota attorno all'ingegneria, ma dipende essenzialmente dalle persone.
===[[Nicholas Tombazis]]===
*La Formula 1 non è uno sport per il divertimento di chi progetta le macchine, anche se c'è a chi piace, me compreso. C'è una responsabilità anche verso i tifosi.
*{{NDR|Nel 2023, «in una Formula 1 in cui le risorse sono bilanciate dal cost cap, perché è così irrealistico pensare a una reintroduzione dei test privati?»}} Questo è un dibattito ricorrente. Riteniamo che sia importante avere i regolamenti finanziari, ma che anche quelli tecnici e sportivi debbano andare nella stessa direzione. Noi potremmo dare libertà assoluta alle squadre su come spendere i loro 150 milioni, dal fare i test in pista al produrre componenti in oro. A quel punto però creeremo una iper-pressione sul meccanismo del cost cap. Ad esempio, noi abbiamo squadre in Inghilterra, Italia e Svizzera, poi alcune di loro fanno parte di una grande azienda automobilistica, come Ferrari o Alpine, mentre altre sono indipendenti. Ci sono grandi differenze strutturali tra i team, con degli effetti sulle spese. Se avessimo dato loro totale libertà sulla parte tecnica, queste differenze di struttura avrebbero assunto una rilevanza molto più elevata, creando dei disequilibri. Per questo abbiamo sempre creduto di dover limitare i costi anche attraverso i regolamenti tecnico e sportivo, non solo per mezzo di quello finanziario. Non dimentichiamo che nei tempi in cui i test erano concessi, si sprecavano molte più gomme e molti più motori. Inoltre esistevano delle squadre dedicate solo ai test. Non è qualcosa che va in una direzione coerente con i tempi moderni.
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Vogliamo che i compiti del pilota rimangano essenzialmente quelli attuali. Non vogliamo che chi guida diventi un aerodinamico o un ingegnere. L'elemento di differenziazione deve essere il puro talento di guida e non necessariamente giocare una partita a scacchi con la strategia. Allo stesso modo, non vogliamo che la competizione ingegneristica sia un'altra battaglia navale tra ingegneri che fanno simulazioni per ottimizzare la strategia. Questo porterebbe a delle macchine che si superano non perché in battaglia, ma per delle differenze di strategia. Non vogliamo una cosa del genere, ma che ci siano delle battaglie in pista dove le auto siano al limite di trazione e controllo, garantendo una certa componente drammatica nei sorpassi. Quando si parla di aerodinamica attiva o di strategie del motore, non vogliamo aprire un campo che, per quanto molto interessante dal punto di vista ingegneristico, risulterebbe molto noioso per uno spettatore.
===[[Leo Turrini]]===
*La Formula Uno, per me, è un impasto irresistibile di umanità e tecnologia. Io la vivo e la racconto come un romanzo popolare. E nei romanzi la trama è sempre un intreccio, un intrigo, una implausibile somma di contraddizioni.
*Quando, poco più che ventenne, iniziai a frequentare i circuiti della F1, ero ovviamente circondato da colleghi che avevano trenta, talvolta anche quarant'anni più di me. Naturalmente, questi adorabili compagni di viaggio non la smettevano mai di spiegarmi quanto diverso e migliore fosse l'automobilismo della loro giovinezza. Avevano visto guidare Clark, Stewart, Fangio, qualcuno addirittura millantava di aver fatto in tempo ad ammirare dal vivo Nuvolari. Altro che i "miei" Prost, Piquet, Alboreto, Mansell! E il pubblico, signora mia! Che decadenza! Nella seconda metà degli anni Ottanta la gente andava negli autodromi con bandiere, fischietti, tamburi. Talvolta per la gioia invadeva pure la pista. Barbari! Vuoi mettere con la compostezza dei tifosi degli anni belli? Inoltre, una volta sì che gli appassionati di corse erano preparati. Mica come nella mia era, quando freschissimo e lancinante era il ricordo delle mattane di Gilles. Perbacco, si era proprio abbassato il livello della competenza, se ci eravamo innamorati di uno che sbrindellava sempre semiassi, motori, fiancate... Infine, per carità, c'era un degrado persino filosofico. A Ecclestone interessavano solo i soldi. A Ferrari e ai suoi competitors pure. [...] Era ormai tutto un wrestling, infatti la definizione Circo a quattro ruote nacque allora. E noi giovani degli anni Ottanta non capivamo che era tutto un grande imbroglio, dagli ottani delle benzine alle furbate aerodinamiche di Ducarouge, non capivamo, noi giovani del 1985 e dintorni, perché eravamo ignoranti, ci bastava dire di essere stati fisicamente a Imola o a Monza o a Zeltweg ma non eravamo degni di confrontarci con chi era stato, per sua fortuna, giovane decenni prima. Siamo nel 2023, mi sento raccontare le stesse cose, sebbene vecchio sia diventato io.
*Sulla noia da F1 bisogna intendersi, magari una volta per tutte. [...] In Formula Uno, storicamente, è persino normale che molte competizioni possano risultare noiose, almeno con riferimento alla battaglia per il primo posto. Questo perchè la F1, nella accezione migliore, è il pinnacolo della tecnologia più sofisticata applicata alle corse. E se uno lavora meglio dei concorrenti, magari anche interpretando meglio le regole, è giusto che vinca facile. Il guaio è pretendere di combattere la noia inventandosi tarocchi a tavolino. Dopo di che [...], non è colpa mia se Senna-Prost-Mansell non ci sono più.
===[[Frédéric Vasseur]]===
*{{NDR|Nel 2022}} Le capacità per poter emergere, nel tempo sono cambiate, perché è cambiato l'approccio al weekend di gara {{NDR|in Formula 1}}. Non potendo fare test, e con sempre meno prove libere a disposizione, possiamo provare in pista solo poche configurazioni e gli stessi piloti hanno molto meno tempo per stare in macchina. Ma è così, fa parte del gioco, anche in passato quando il venerdì pioveva e il sabato era asciutto si ricominciava da zero, ma alla fine il pilota che è in pole position è sempre quello che ha fatto meglio degli altri. Per me va bene, forse è anche questo il prezzo che dobbiamo pagare se vogliamo aumentare il numero delle gare.
*{{NDR|Nel 2023, sulla gestione di un team di Formula 1}} Oggi il peso specifico del lavoro di squadra è molto più importante di quello dei singoli, molto più di quanto non fosse appena qualche anno fa. Si tratta più di una questione di risultati dell'intero team, perché le squadre di grandi dimensioni richiedono un maggiore coordinamento all'interno dei diversi reparti. L'influenza del singolo è minore, ma non significa che sia meno determinante, perché parliamo di persone più specializzate che mai.
*{{NDR|Nel 2022, sul calendario della Formula 1}} Oggi si lamentano tutti per le 23 gare, ma recentemente ho pranzato con il capo produzione Sauber che è in F1 da molti anni, e mi diceva che nel 1993 c'erano sì 17 gare in calendario, ma ogni settimana era programmata una sessione di test! Personalmente avere 23 Gran Premi credo sia una notizia positiva, vuol dire che la Formula 1 sta crescendo e sta aumentando l'interesse, se oggi volessero potrebbero fare un calendario con 30 o più gare considerando il numero di promotori che si sono fatti avanti per avere una gara. [...] credo che nel complesso il trend sia molto positivo, e personalmente sognavo la Formula 1 da quando avevo dieci anni, e oggi non mi lamento di certo se il numero di gare è aumentato, sto vivendo il mio sogno.
*{{NDR|Nel 2022}} Oggi tra gli obiettivi generali dei tecnici di Formula 1 c'è quello di portare il più possibile la realtà sui simulatori, è un mega-esercizio che da ingegnere mi piace, ma non dobbiamo dimenticare che non è la pista, e a volte vedo che gli ingegneri più anziani lo ricordano ai giovani.
==Voci correlate==
{{Div col}}
*[[Alfa Romeo in Formula 1]]
*[[F1 Academy]]
*[[Formula E]]
*[[Gran Premio di Formula 1]]
*[[Livree degli sponsor in Formula 1]]
*[[Renault in Formula 1]]
*[[Rivalità Prost-Senna]]
*[[Vettura di Formula 1]]
*[[W Series]]
{{Div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sulla|n=Categoria:Formula Uno|w_preposizione=riguardante la}}
[[Categoria:Competizioni sportive]]
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Crash - Contatto fisico
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{{Film
|titoloitaliano=Crash - Contatto fisico
|regista=[[Paul Haggis]]
|sceneggiatore=Paul Haggis
|genere=drammatico
|attori=
*[[Brendan Fraser]]: Procuratore Distrettuale
*[[Sandra Bullock]]: Moglie del Procuratore Distrettuale
*[[Matt Dillon]]: Sergente John Ryan
*[[Don Cheadle]]: Investigatore Graham Waters
*[[Jennifer Esposito]]: Ria (partner di Waters)
*[[Michael Peña]]: Daniel (riparazione porte)
*[[Loretta Devine]]: Shaniqua Johnson
*[[Terrence Howard]]: Cameron Thayer
*[[Thandie Newton]]: Christine Thayer
*[[Ludacris]]: Anthony
*[[Larenz Tate]]: Peter Waters
|doppiatori italiani=
*[[Massimo Lodolo]]: Procuratore Distrettuale
*[[Laura Boccanera]]: Moglie del Procuratore Distrettuale
*[[Pino Insegno]]: Sergente John Ryan
*[[Angelo Maggi]]: Investigatore Graham Waters
*[[Gabriella Borri]]: Ria (partner di Waters)
*[[Simone Mori]]: Daniel (riparazione porte)
*[[Roberto Pedicini]]: Cameron Thayer
*[[Claudia Catani]]: Christine Thayer
*[[Roberto Gammino]]: Anthony
*[[Nanni Baldini]]: Peter Waters
|note=
* Vincitore di 3 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]] (2006)''':
**Miglior film
**Miglior sceneggiatura originale
**Miglior montaggio
}}
'''''Crash – Contatto fisico''''', film statunitense del 2004 con [[Matt Dillon]] e [[Sandra Bullock]], regia di [[Paul Haggis]].
{{tagline|Quando ti muovi alla velocità della vita... scontrarsi è inevitabile}}
==[[Incipit]]==
'''Graham Waters''': È il contatto fisico.<br/>'''Ria''': Cosa?<br/>'''Graham Waters''': In una città vera si cammina. Sai, no? Sfiori gli altri passanti, sbatti contro la gente... Qui a Los Angeles non c'è contatto fisico con nessuno: stiamo tutti dietro vetro e metallo. Il contatto ci manca talmente che ci schiantiamo contro gli altri solo per sentirne la presenza.
==Frasi==
*Io mi sveglio così tutte le mattine. Sono incazzata continuamente e non ho idea del perché. ('''Jean Cabot''')
==Dialoghi==
*{{NDR|Due ragazzi hanno rubato un'auto e investito un cinese. Ora vogliono rivenderla.}}<br/>'''Meccanico''': Io la vedo così: tu hai messo sotto un cinese, l'hai caricato dietro e ora mi porti qui l'auto per condividere l'esperienza.<br/>'''Anthony''': Andiamo bello, è solo un po' di sangue: lo lavi e va via.<br/>'''Meccanico''': Georgie, brucialo questo.<br/>'''Georgie''': OK.<br/>'''Anthony''': Brucialo? È un Navigator nuovo, ci devi solo cambiare il tappeto.<br/>'''Meccanico''': Tu lo guardi Discovery Channel?<br/>'''Anthony''': Non tanto.<br/>'''Peter''': Be', è forte quel canale.<br/>'''Meccanico''': Ogni sera fanno vedere uno con una piccola torcia blu che trova minuscole tracce di sangue appiccicate a tappeti, a muri, a ventilatori da soffitto, a sanitari di bagni e a bicchieroni plastificati che danno coi BigBurger. E a seguire si vede qualche stupido coglione con le manette, stupefatto ed incredulo di quello che gli sta capitando. A volte il coglione sta addirittura guardando Discovery Channel quando fanno irruzione per arrestarlo e lui ancora non capisce come cazzo hanno fatto a scoprirlo... Ti sembro uno che vuole andare su Discovery Channel?<br/>'''Anthony''': No.<br/>'''Meccanico''': Allora tira via il culo dalla mia officina.
*{{NDR|Lite tra il Procuratore Distrettuale e sua moglie, dopo il furto dell'auto.}}<br/>'''Jean''': Io voglio cambiare ancora le serrature domattina, e tu dovresti anche dire alla ditta di non mandarci un malvivente questa volta.<br/>'''Rick''': Un malvivente?<br/>'''Jean''': Si!<br/>'''Rick''': Ma chi, il ragazzo di là?<br/>'''Jean''': Si, quello rapato a zero, con le mutande fuori dai calzoni, marchiato dal tatuaggo.<br/>'''Rick''': Non è un marchio il tatuaggio.<br/>'''Jean''': Ah no? E dici che non andrà a vendere la nostra chiave a qualche amico rapinatore quando uscirà di qui?<br/>'''Rick''': Hai avuto una brutta giornata, quindi sarebbe meglio se adesso te ne andassi di sopra...<br/>'''Jean''': Ad aspettare che entrino per rapinarci? L'hai vista o no la canna della pistola sulla mia faccia?<br/>'''Rick''': Non alzare la voce!<br/>'''Jean''': Ed è stata colpa mia, perché io l'avevo previsto. Però se una donna bianca vede avvicinarsi due neri e cambia strada per evitarli, è una razzista, va bene? Benché avessi paura io non ho detto niente e di li a dieci secondi mi hanno puntato una pistola. Adesso ti dico che il tuo amico lì venderà la nostra chiave a qualche compare e voglio vedere se questa volta ti comporti come se non te ne fregasse un cazzo.
==Citazioni su ''Crash - Contatto fisico''==
===[[Paul Haggis]]===
*''Crash'' è un film molto particolare e temevo che in mano di qualcun altro avrebbe perso le caratteristiche in cui credo per cadere in cliché o nel melodrammatico. Mi considero un regista autore e dirigere questo film è stata un'esperienza davvero importante e coinvolgente, perché sono riuscito ad esprimere fino in fondo il messaggio che volevo trasmettere con questa storia.
*Il mio obiettivo era mostrare la complessità delle persone: nessuno di noi può dirsi completamente buono.
*Per quanto riguarda razzismo e discriminazione volevo far notare come siano cambiati i modi di manifestare la nostra paura verso gli altri rispetto a cinquant'anni fa. Si tratta di fenomeni molto più nascosti e particolari che però emergono con forza e sono molto preoccupanti. Ho cercato di descrivere le nostre paure e la nostra intolleranza, non il terrorismo.
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Crash - Contatto fisico''|w}}
[[Categoria:Film drammatici]]
[[Categoria:Film premi Oscar]]
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Burt Lancaster
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
[[File:Burt Lancaster - publicity 1947.JPG|thumb|Burt Lancaster nel 1947]]
{{Premio|Oscar|'''''[[Il figlio di Giuda]]'''''
*Miglior attore (1961)}}
'''Burton Stephen Lancaster''' (1913 – 1994), attore statunitense.
==Citazioni di Burt Lancaster==
*La prima scena che ho girato con [[Montgomery Clift]], fu la prima volta, l'unica in tutta la mia carriera, in cui non riuscivo a far smettere di tremare le ginocchia. Aveva così tanto carisma, così tanta concentrazione. Clift era un uomo complicato.<ref>Citato in Michelangelo Capua, ''Montgomery Clift, vincitore e vinto'', Lindau Editore, 2009. ISBN 9788871808086</ref>
*{{NDR|A proposito di [[Montgomery Clift]]}} L'attore che lavorava più duro che io abbia mai conosciuto.<ref name=Karney>Citato in Robyn Karney, ''Burt Lancaster. Da qui all'eternità'', Gremese, 1996.</ref>
*Se dici a [[Frank Sinatra|Frank]], "Ho un problema", diventa un suo problema.<ref>Citato in Chris Ingham, ''Guida completa a Frank Sinatra'', traduzione di Barbara Ponti e Vanna Lovato, Antonio Vallardi Editore, 2006. ISBN 9788878870161</ref>
==Citazioni su Burt Lancaster==
*A Burt ho voluto molto bene. Era una persona «pulita», seria, sempre impegnata a capire e progredire. ([[Suso Cecchi D'Amico]])
*Con Burt Lancaster ho girato quattro film [...] Eppure l'ho conosciuto pochissimo: era un uomo straordinariamente chiuso e riservato. [...] Era bello come un eroe dell'antica Grecia, e curava quasi maniacalmente questa sua perfezione fisica. Non meno di quanto curasse la sua professionalità: è da lui che ho imparato il valore della serietà sul lavoro. [...] Per il resto, era molto misterioso, difficilissimo da capire: raramente si apriva, parlava di sé [...] una persona piena di orgogliosissima dignità. [...] Con me, nei limiti della sua totale incapacità di essere espansivo, è stato estremamente gentile, amichevole: quando sono arrivata in America, mi ha accolto a casa sua con grande affetto. [...] Mi ha lasciato il ricordo di quel corpo meraviglioso, così ingiustamente insultato dalla malattia. E di quello sguardo che anche nella vita, non solo sullo schermo, era così trasparente, luminoso: incredibile. Insieme al ricordo di gesti e atteggiamenti anche molto scioccanti, raffinatissimo conoscitore di arte e pittura, uomo di belle letture e di modi anche raffinati, quando voleva, si lasciava andare, a tavola per esempio, a maniere da cow-boy, da macho persino volgare. ([[Claudia Cardinale]])
*È sempre stato molto affettuoso e presente nei momenti chiave. [...] È l'unico attore al quale ho visto svolgere il proprio lavoro con la calma e l'impegno di un grande medico. ([[Suso Cecchi D'Amico]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
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*''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]'' (1947)
*''[[Erano tutti miei figli]]'' (1948)
*''[[Il terrore corre sul filo]]'' (1948)
*''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]'' (1951)
*''[[Da qui all'eternità]]'' (1953)
*''[[L'ultimo Apache]]'' (1954)
*''[[Vera Cruz]]'' (1954)
*''[[Il figlio di Giuda]]'' (1960)
*''[[Vincitori e vinti]]'' (1961)
*''[[L'uomo di Alcatraz]]'' (1962)
*''[[Il Gattopardo]]'' (1963)
*''[[I professionisti]]'' (1966)
*''[[Gruppo di famiglia in un interno]]'' (1974)
*''[[Mosè (miniserie televisiva 1974)|Mosè]]'' (1974)
*''[[Buffalo Bill e gli indiani]]'' (1976)
*''[[Cassandra Crossing]]'' (1976)
*''[[Novecento]]'' (1976)
*''[[Il giorno prima]]'' (1987)
*''[[L'uomo dei sogni]]'' (1989)
*''[[La bottega dell'orefice]]'' (1989)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Lancaster, Burt}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
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Claudia Cardinale
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Spinoziano
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text/x-wiki
[[File:Bellantonio-1960-Cardinale crop.png|thumb|upright=1.2|Claudia Cardinale in ''[[Il bell'Antonio]]'' (1960)]]
'''Claudia Cardinale''' (1938 – 2025), attrice italiana.
==Citazioni di Claudia Cardinale==
*Arrivi qui e ti accorgi che quella città in cui vivi, cioè Parigi, sembra un posto qualunque, anonimo, che subito rifiuti di considerarlo quella capitale del mondo che tutti credono, e nemmeno il centro dell'Europa, perché non ha i colori della [[Sicilia]], né i suoi profumi né i sapori che tingono e incensano l'anima della mia infanzia.<ref name=sici>Citato in Alfonso Stefano Gurrera ''[http://www.idgt.it/Blumedia.nsf/%28ArticoliWWW%29/C1094A32C86972BAC1256F3100362977?OpenDocument «Per molti sono ancora Angelica»]'', ''Blu Media'', 19 ottobre 2004.</ref>
*Basta un attimo per sentirti avvolta da una sensazione nuova e antica, avvolgente e narcotizzante assieme, quell'attimo in cui poggi il piede su quest'isola {{NDR|la [[Sicilia]]}}, appena scesa da un treno o da un aereo. E subito capisci che questa terra, questo paesaggio, questa luce ti appartengono, fanno parte del tuo dna, delle tue radici, della tua anima, di qualcosa che senti tuo...<ref name=sici/>
*È vero, è stato il film della mia vita, anche se Angelica, personaggio a cui sono particolarmente legata, non è stato il più grande che io abbia interpretato. Però il rapporto con Visconti ha veramente segnato la mia vita. Lui è stato il mio padre spirituale e non solo artistico. Era rude, severo e perfezionista ma la sua grande dottrina artistica ha dato spessore culturale e maturità a quel mio temperamento allora giovanile e ribelle.<ref name=sici/>
*{{NDR|Su [[Piero Tosi]]}} Lui faceva un costume che rappresentava una magia per l'attore che lo indossava, la magia che faceva il personaggio anche grazie al costume.<ref>Citato in Patrizia Cantatore, ''[http://www.scenaillustrata.com/public/spip.php?article4729 Piero Tosi: il Maestro del costume e della bellezza]'', ''scenaillustrata.com'', 1 novembre 2018.</ref>
*Mi sono sempre data una regola elementare: Claudia, vivi non come se fosse l'ultimo giorno della tua vita, ma il primo.<ref>Dall'intervista di Antonio Gnoli, ''[https://www.repubblica.it/cultura/2014/07/21/news/claudia_cardinale_non_ho_mai_voluto_essere_una_diva_ho_scoperto_tardi_che_sono_bella-92070264/ Claudia Cardinale: "Non ho mai voluto essere una diva, ho scoperto tardi che sono bella"]'', ''repubblica.it'', 21 luglio 2014.</ref>
*Ricordo la processione della madonna di Trapani, seguita a Tunisi con religioso rispetto anche da ebrei e arabi. La [[Sicilia]]... Io qui ho fatto tanti film, quest'isola è molto Oriente, ritrovo l'allegria dei mercati, i colori, i profumi, il calore. Adoro il mare, la sua, la mia libertà.<ref>Citato in Enzo Mignosi, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2000/settembre/30/emozione_della_Cardinale_teatro_Palermo_co_0_00093010837.shtml L'emozione della Cardinale in teatro a Palermo]'', ''Corriere della Sera'', 30 settembre 2000.</ref>
{{intestazione|Intervista a ''Timbuctu'' del 26 agosto 2006}}
*Il matrimonio funziona meglio, se entrambi i partner restano un po' non sposati.
*L'amore è una gabbia con sbarre di fortuna.
*Io ho sempre considerato la donna molto più forte dell'uomo, perché la donna dà la vita.
*Io guardo sempre la vita con ottimismo. Io penso che, se siamo uniti fra di noi – perché l'unione fa la forza – se siamo tutti insieme, le guerre non si fanno e ci amiamo tutti, c'è unità.
==''Io, Claudia – Tu, Claudia''==
*Mi sono resa conto, proprio durante la lavorazione di ''[[Un maledetto imbroglio]]'', che per recitare usavo molto la mia vita interiore, che il mio modo di essere attrice era di mettere me stessa dentro i miei personaggi. Il mestiere del cinema, non per scappare dalla vita, ma per viverla meglio di come ho vissuto la vita vera: se non altro con più sincerità e consapevolezza. (p. 39-40)
*Penso che la mia vita mi sia servita molto di più, per il mestiere di attrice, di quei pochi mesi di Centro Sperimentale che ho frequentato subito dopo essere arrivata in Italia. (p. 40)
*[[Pietro Germi|Germi]] è stato il primo a mostrarmi che cos'è veramente il mestiere dell'attore: mi ha insegnato a recitare. Mi si è messo vicino, durante la lavorazione del film, e mi ha spiegato, scena per scena, cosa significava, cosa dovevo esprimere [...] Per la prima volta, con Pietro Germi, mi sono sentita a mio agio davanti alla macchina da presa: ho cominciato a capire che potevo fare tutt'uno con quell'occhio fisso su di me [...] Ho cominciato a vivere la cinepresa nel ruolo di un'amica, la mia complice: «l'ho sentita» per la prima volta. E mi sono sentita, davanti a lei, libera e senza inibizioni. (p. 44)
*{{NDR|[[Franco Cristaldi]]}} Non mi sono mai sentita davvero la sua «compagna»: i nostri non erano rapporti alla pari; ero Cenerentola gratificata dalla sua generosità. (p. 56)
*So di dovere alla Vides e a Cristaldi i miei grandi film: sono stati loro che mi hanno costruita, lanciata. Mi hanno dato le copertine dei giornali di tutto il mondo, però mi hanno tolto la libertà e la mia vita personale [...] Per anni mi sono sentita stupida, incapace: c'era sempre qualcuno che parlava al mio posto, che decideva per me quello che dovevo fare, dire e pensare. (p. 61)
*[[Pasquale Squitieri]] per me ha rappresentato, e rappresenta, la libertà. [...] È la sua libertà totale che mi ha affascinato. (p. 68)
*Da vent'anni, senza pentimenti e ripensamenti, sono la compagna di Pasquale Squitieri: con lui e da lui ho imparato a essere una persona nuova, più capace di quanto non sia mai stata prima, di vivere il mio tempo, più consapevole della realtà, della cultura e della politica. Odiando il divismo, lui mi ha teso una mano per scendere dal mio piedistallo: da diva, mi sono scoperta donna e ho incominciato a riflettere sulla mia identità e sulla condizione femminile in generale. (p. 75)
*{{NDR|Pasquale Squitieri}} La sua vitalità è contagiosa: mi ha aiutato a ritrovare la mia. In una vita, che ero stata costretta a condurre in nome della misura e del controllo costanti, lui ha introdotto quella cosa meravigliosa che sono gli eccessi. (p. 76)
*{{NDR|Pasquale Squitieri}} Lavorare con lui mi crea più ansia che lavorare con qualsiasi altro regista, perché, anche facendomi molto soffrire, mi mette sempre di fronte alle mie responsabilità, di donna oltreché di attrice, rispetto al personaggio. (p. 76)
*Con Pasquale [Squitieri], ho recuperato una parte della mia vita che non ho vissuto: e cioè tutta la mia adolescenza, la mia spensieratezza, tutto quello che mi è stato impedito o mi sono impedita di vivere. [...] Io ero abituata a una vita tutta regolata, tutta programmata, tutta razionale e razionalizzata... Pasquale era l'opposto: ed è stato l'opposto a sedurmi. (p. 82)
*{{NDR|[[Luchino Visconti]]}} Luchino ha fatto e farà parte per sempre della mia vita: è nei miei pensieri, nei ricordi, nei sogni, ma lo ritrovo persino più concretamente, materialmente, nel viso e nello sguardo che ho oggi, nelle mie mani... [...] Mi ha insegnato a guidare, e a non farmi guidare ciecamente dal corpo. Mi ha restituito, se così posso dire, uno sguardo, il sorriso. (p. 101)
*{{NDR|Luchino Visconti}} È lì, per quel film {{NDR|''[[Il Gattopardo]]''}}, che mi ha insegnato tutto. [...] «Devi convincerti che tutto il corpo recita, non solo il viso: recitano le braccia, le gambe, le spalle... tutto.» [...] «Ricordati, gli occhi devono dire una cosa che la bocca non dice, perciò lo sguardo deve avere un certo tipo di intensità che contrasti quello che stai dicendo... [...] Devi separare il tuo viso in due: lo sguardo è una cosa; quello che dici, è un'altra...» [...] «Con ogni parte del tuo viso e del tuo corpo devi raccontare una storia diversa e contraria a quella che racconta l'altra parte del tuo viso e del tuo corpo». (p. 102-103)
*{{NDR|Luchino Visconti}} Elegante com'era, nel pensare, nel vivere, oltreché nel lavorare, penso che Luchino mettesse la cattiveria, più che la bontà, nel novero delle cose eleganti: era elegante, per lui, la negatività nel suo duplice aspetto di sadismo, e masochismo. (p. 108)
*{{NDR|Luchino Visconti}} Ha insegnato a tutti i suoi colleghi, per esempio, come deve vestirsi un regista sul set, per essere comodo, e insieme, visibilmente «speciale» [...] Credo di non aver mai visto un uomo vestito con tale eleganza. Tutto in lui era di una classe superlativa. (p. 109)
*{{NDR|Luchino Visconti sul set del film ''[[Gruppo di famiglia in un interno]]''}} Dopo aver lavorato con lui quando era nel pieno della sua forza e della sua maturità, è stato terribile ritrovarlo malato sul set: costretto su una sedia, dietro la macchina da presa, e la sua forza, che continuavi ad avvertire, era solo nello sguardo. Era costretto a dirigerti solo con lo sguardo: e dietro quella persona curva, immobile, silenziosa, tu rivedevi l'ombra di quel leone ruggente che era stato fino a poco prima. (p. 111)
*{{NDR|Luchino Visconti}} Con lui ho imparato molto. Ma mi sono anche molto divertita, abbiamo tanto giocato e tanto riso insieme. Amava vivere, oltreché lavorare. (p. 112)
*{{NDR|Luchino Visconti}} Lui, così serio, così severo e intransigente, aveva poi un ''côté'', come dire? nazional-popolare-snobistico: ed era quello che ne faceva un appassionato delle canzonette, del ballo, dei cantanti. (p. 113)
*Io non mi sono mai considerata un'attrice. Sono solo una donna con una certa sensibilità: è con quella che ho sempre lavorato. Mi sono accostata ai personaggi con grande umiltà: cercando di viverli dal di dentro, usando me stessa, e senza far ricorso a nessun tipo di tecnica. (p. 139)
*Io amo calarmi nei personaggi con l'esperienza che ho della vita, della mia vita. Mi piace recitare, per la possibilità che mi dà di vivere, oltre la mia, altre vite, altre storie: parto da me, e cerco di inventarmi nuovi modi di essere donna. (p. 139)
*Considero che la cosa più importante, per fare bene il lavoro di attore o di attrice, sia l'atteggiamento verso il regista. Con lui penso che debba esistere una specie di transfert: l'attore deve capire quello che il regista si aspetta e a questo punto gli basterà seguire quella prima intuizione, una specie di impulso. Il segreto è nel lasciarsi andare. (p. 140)
*È lì, sul set di quel film {{NDR|''[[Un maledetto imbroglio]]''}} – un film che io giudico perfetto, straordinario, sia come struttura sia come sceneggiatura – che ho cominciato a innamorarmi del mio mestiere: ho capito come ci si doveva comportare davanti alla macchina da presa [...] Ho cominciato a «sentire» la macchina [...] Per la prima volta, diretta da Germi, mi sono sentita a mio agio: perché capivo che facevo tutt'uno con la macchina, se era collocata nel punto giusto. Sentivo che quell'occhio era mio amico, mio complice: e mi sono liberata dalle mie inibizioni. (p. 141)
*[[Valerio Zurlini|Zurlini]] era di quelli che amano molto le donne: aveva una sensibilità quasi femminile. Mi capiva da uno sguardo. Mi ha insegnato tutto, senza impormi niente. Mi ha voluto veramente bene. (p. 142)
*{{NDR|[[Citto Maselli]]}} Grandissimo regista di attori; molto attento; girava spesso piani-sequenze, con grandi carrellate, lavorando con minuzia sulla recitazione e sulle inquadrature. (p. 144)
*Considero [[Mauro Bolognini]] un grandissimo regista: un uomo di rara sapienza professionale, di grandissimo gusto e cultura. Oltre che, per me personalmente, un amico sensibile e sincero. (p. 144)
*[[Luigi Comencini]] è stato un ulteriore grande incontro della mia vita di attrice: è un altro di quelli che mi ha capita subito, senza parole. <br/> Luigi è un uomo chiuso: mi ha scelto per il suo film senza che ci fossimo parlati. Ci siamo parlati poco anche mentre giravano insieme: a me non servono le parole del regista, mi serve sentirmi capita, amata da lui. E lui mi ha sempre amata e capita. (p. 144)
*Sul set di Visconti, il clima era quasi religioso: non si scherzava, non si rideva, non ci si lasciare mai andare, neanche durante le pause [...] Si viveva, per tutta la lavorazione, un clima quasi di clausura: ti chiudevi alle spalle tutto quel che riguardava il mondo esterno e vivevi solo il film e la sua realizzazione. (p. 145-146)
*[[Federico Fellini]], al contrario, quando lavorava aveva bisogno della confusione: sceglieva di essere circondato dal massimo della volgarità e della «caciaroneria». [...] Federico Fellini si isolava all'interno del massimo del rumore e del disordine. (p. 146)
*Con Federico [Fellini], recitare era una specie di happening: tu credevi di improvvisare, di fare delle cose assolutamente spontanee, e poi, alla fin fine, ti rendevi conto che in realtà lui ti aveva portato, senza che tu te ne accorgessi, esattamente dove lui voleva. (p. 147)
*Con Federico [Fellini] ho girato un solo film. Mi ha fatto sentire il centro del mondo: la più bella, la «più speciale» di tutte, la più importante [...] Mi manca tanto [...] la sua dolcezza, la sua tenerezza, quella vocina: «Claudina...» (p. 147)
*Del ''[[Il magnifico cornuto|Magnifico cornuto]]'' [...] ho solo ricordi poco gradevoli: con [[Antonio Pietrangeli|Pietrangeli]], mi dispiace dirlo, non c'è stato un gran feeling. E poi c'era [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] che, all'epoca, mi faceva una corte spietata... (p. 150)
*{{NDR|[[Sergio Leone]]}} Ho voluto un gran bene a Sergio: il nostro era un legame di grande affetto. Con il suo bellissimo film mi ha regalato un personaggio magnifico: solo amando le persone, come lui le amava, si può fare un film come quello.» (p. 150)
*{{NDR|''[[C'era una volta il West]]''}} Tutto il periodo è legato a un'impressione complessiva di grande benessere: con Sergio mi sono sentita diretta sempre nel modo giusto. [...] Ho provato la sensazione di essere sempre perfetta, grazie a Sergio: mai avuto un problema. (p. 150)
*Per me, il cinema è proprio lui: [[Sergio Leone]]. Amava davvero questo lavoro, questo gioco, questa meravigliosa finzione: amava il prodotto finito, e la vita di set. Amava moltissimo gli attori. Amava il cinema e viveva per il cinema. (p. 151)
*{{NDR|''[[L'udienza]]''}} Che bella esperienza! O meglio, che bella avventura: [[Marco Ferreri|Ferreri]] demonizza tutta la mistica secondo la quale il cinema è una «cosa serissima». Anche nei momenti drammatici del lavoro, lui ti fa sempre ricordare che «in fondo è solo un film». (p. 152)
*{{NDR|''[[Il comune senso del pudore]]''}} [[Alberto Sordi|Sordi]], quando fa il regista, spiega a tutti, spiegava anche a me, che cosa si aspetta dagli attori: e si aspetta che recitino tutti esattamente come lui. (p. 152)
*{{NDR|[[Marco Bellocchio]]}} Grande intelligenza, grande cultura cinematografica, un taglio delle inquadrature assolutamente straordinario [...] Nutro grande amicizia, e anche grande rispetto per Marco. Lavorare con lui è emozionante: perché i suoi pensieri sono sempre stimolanti, inconsueti, strani. Sul set, è un uomo chiuso, ma di tanto in tanto rivela delle ingenuità e delle freschezze che sono molto belle: si traducono in quel suo bel sorriso, così luminoso, quasi infantile. (p. 152-153)
*{{NDR|[[Liliana Cavani]]}} Stupenda, elegantissima, raffinata [...] Le voglio molto bene: è una donna dotata di grande forza e di grande coerenza. Ha sempre fatto le cose in cui credeva, senza cercare a priori il consenso: la rispetto molto come persona, oltreché come regista. (p. 153)
*Se c'è un film che non vorrei aver fatto? Molti: e sono quelli cominciati male. Quando il regista incomincia, il primo giorno, a mettere la macchina da presa al posto sbagliato, io so immediatamente come sarà il film: sbagliato. (p. 154)
*[[Rock Hudson]] era un persona deliziosa: nascondeva con grande abilità e signorilità la sua condizione di [[Omosessualità|omosessuale]], che peraltro a me fu chiarissima sin dal primo momento. (p. 159)
*Quel meraviglioso uomo e attore che era [[Steve McQueen]]. Con lui e sua moglie siamo diventati subito amici. <br/> Era bellissimo, Steve McQueen, proprio come nei film. Curiosamente era molto a disagio con le donne: timidissimo. Mi sono chiesta spesso come mai è successo che con me si sia trovato subito bene. (p. 160)
*{{NDR|[[Alfred Hitchcock]]}} Sembrava un uomo tranquillo [...] e invece aveva quello sguardo che ti attraversava da parte a parte, inquietante. Un uomo difficile da capire [...] il suo sguardo, sin dalla prima volta che l'ho incontrato, lo rivelava chiaramente: era lo sguardo di un uomo che si considerava visibilmente superiore, che vedeva nella donna un bell'oggetto, ma non molto di più. (p. 162-163)
*[[Roman Polanski|Polanski]] mi sembrava, e continua a sembrarmi anche adesso, dopo più di vent'anni, un eterno bambino. Lei, [[Sharon Tate|Sharon]], era di una tale bellezza che mi ricordo di aver pensato che dovesse stare sempre nuda, o al più in bikini: aveva il corpo di una statua, e su quel corpo incredibile, un viso dolcissimo, con un sorriso disarmante. (p. 163)
*Era un attore eccezionale, [[Klaus Kinski]]. E molta della sua rabbia, della sua pazzia, credo nascessero dal fatto che si riteneva incompreso: perché lui, davvero, era bravissimo, davvero avrebbe potuto interpretare qualsiasi grande ruolo nel cinema e invece poi si è dovuto accontentare. Per mangiare, per poter andare avanti, è stato costretto a fare tutti i western, anche quelli decisamente mediocri. Di grandi film ne ha girati pochi: e questo lo feriva, nel profondo. Lo rendeva furioso [...] L'ho visto lavorare: oltre alla sua straordinaria maschera, aveva una capacità davvero diabolica dal punto di vista della recitazione. La consapevolezza di tutto questo, e la parallela sensazione del'ingiustizia, di tanto in tanto gli facevano perdere il controllo: diventava una bestia. Faceva veramente paura. [...] Penso che fosse soprattutto molto infelice. (p. 174-175)
*Spesso gli attori sono belli come li si vede sullo schermo. Ma sono molto più infelici di quanto non appaia e non si sappia. [...] è difficile [...] convivere con il mito di se stessi: diventare un sex symbol significa poi, per tutto il resto della vita, fare continuamente i conti con l'angoscia di non essere all'altezza del proprio mito, con la paura di deludere la gente che ti incontrerà per strada, con l'ansia di perdere il proprio potere di seduzione. Dall'angoscia e dall'insicurezza, alla nevrosi, fino, in qualche caso, alla malattia e alla paranoia: il passo è relativamente breve. (p. 180)
*La memoria, quando ripenso ai miei «colleghi» [...] mi restituisce l'immagine di tanta gente cupa, silenziosa, pochissimo comunicativa. (p. 180-181)
*[[Robert De Niro]] era uno che arrivava sul set e [...] non voleva vedere nessuno: soprattutto non voleva incontrare, su di sé, occhi e sguardi di nessun tipo. [...] L'ho conosciuto abbastanza bene Bob De Niro: andavamo tutte le sere a cena insieme, e in quelle occasioni era una persona deliziosa. Il problema era sul set. (p. 181)
*{{NDR|Robert De Niro}} Il suo fascino [...] è tutto in quel sorriso dolcissimo, che lo illumina totalmente. De Niro comunica quasi esclusivamente con il sorriso. Perché, per il resto, timido com'è, non parla: non è minimamente espansivo. (p. 181-182)
*Un altro mio «collega» pieno di problemi era [[Peter Sellers]]. Girare con lui era esilarante: dovevi trattenerti per non scoppiare dal ridere. Nella vita era un essere cupo, tragico. <br/> Quando l'ho conosciuto, credo che lui fosse pazzamente innamorato di [[Sofia Loren]], e pazzamente infelice. Sta di fatto che era tristissimo: non riusciva a godere né del suo successo, né del suo potere, né della qualità della vita che il successo e il potere gli consentivano. Finiva di lavorare, e spariva, in macchina: sempre da solo. (p. 182)
*{{NDR|[[Brigitte Bardot]]}} Un'altra davvero e autenticamente infelice: la ragione è che non ce l'ha fatta a crescere, a diventare adulta. Non ce la fa a contare su se stessa: si appoggia sempre a qualcuno, che poi ne approfitta. (p. 182)
*{{NDR|[[Sean Connery]]}} Di lui posso solo dire «stupendo». È affascinante nella vita, esattamente come lo sono i suoi personaggi sullo schermo. È gentile, divertente. [...] Sean è un gran signore. Ironico. Piacevolissimo. Bello da morire. Credo che abbia avuto eserciti di donne [...] Rispetto alla professione dell'attore, Sean mi spiegava sempre che era importante esercitarla come un mestiere, senza mai pensare di essere un divo o una diva: e lui si comportava così. Sul lavoro non l'ho mai visto lasciarsi andare a capricci o isterismi. Però era serissimo: sempre il primo ad arrivare, e l'ultimo ad andar via. (p. 183)
*{{NDR|[[Lee Marvin]]}} Abbiamo lavorato insieme nel film di [[Richard Brooks]] ''[[I professionisti]]''. Beveva. Beveva sempre e tantissimo [...] Ma questo non toglieva niente alla sua straordinaria capacità di attore. E alla sua gentilezza di persona. (p. 183)
*Un altro che mi è sembrato sereno, e bello da perdere la testa, è [[Paul Newman]] [...] ha occhi come il mare, ed è un mare nel quale ti viene veramente voglia di tuffarti. (p. 183)
*[[Roger Moore]]: bello e simpatico [...] sorridente anche nella vita. (p. 184)
*Ma il migliore degli americani, nel mio ricordo, resta [[Elliott Gould]]: non è il più bello, ma è senz'altro il più affascinante. Anche perché è un pazzo autentico. <br> Tutto in lui era imprevedibile [...] la sua era una follia di pensiero, più che di azione... È uno che parla di un argomento, poi salta a un altro che non ti aspetti. Ha un'intelligenza acutissima, ed è continuamente capace di sorprenderti. (p. 184)
*{{NDR|[[Jean-Paul Belmondo]]}} Lui è uno dei pochissimi miei compagni di lavoro con il quale ho vissuto anche un piccolo amore, molto breve, per niente pubblicizzato. [...] La lavorazione di ''[[Cartouche]]'', scene d'amore comprese, è stata tutta una follia. Lui, Belmondo, un altro matto vero [...] improvvisava giochi e scherzi in continuazione: sul set e fuori (p. 185)
*{{NDR|[[Omar Sharif]]}} Nel '91 ho rincontrato il primo attore conosciuto nella mia vita [...] E lui, a tanti anni di distanza, era, ed è ancora, bellissimo: ha un fascino sul quale il passare degli anni scivola via, senza lasciare tracce. Perché è soprattutto il fascino, tutto orientale, di un uomo che ama le donne, e sa come sedurle. (p. 186-187)
*Le donne che fanno il mio mestiere spesso sono disperate. Gli uomini, solitari, quasi sempre e quasi tutti: aspettano di esprimersi solo davanti alla macchina da presa. Che Dio conservi tra noi gli ironici, quelli che amano la vita più del loro lavoro. E soprattutto i pazzi. (p. 187)
*Con [[Burt Lancaster]] ho girato quattro film [...] Eppure l'ho conosciuto pochissimo: era un uomo straordinariamente chiuso e riservato. [...] Era bello come un eroe dell'antica Grecia, e curava quasi maniacalmente questa sua perfezione fisica. Non meno di quanto curasse la sua professionalità: è da lui che ho imparato il valore della serietà sul lavoro. [...] Per il resto, era molto misterioso, difficilissimo da capire: raramente si apriva, parlava di sé [...] una persona piena di orgogliosissima dignità. [...] Con me, nei limiti della sua totale incapacità di essere espansivo, è stato estremamente gentile, amichevole: quando sono arrivata in America, mi ha accolto a casa sua con grande affetto. [...] Mi ha lasciato il ricordo di quel corpo meraviglioso, così ingiustamente insultato dalla malattia. E di quello sguardo che anche nella vita, non solo sullo schermo, era così trasparente, luminoso: incredibile. Insieme al ricordo di gesti e atteggiamenti anche molto scioccanti, raffinatissimo conoscitore di arte e pittura, uomo di belle letture e di modi anche raffinati, quando voleva, si lasciava andare, a tavola per esempio, a maniere da cow-boy, da macho persino volgare. (p. 191-192)
*{{NDR|[[Roberto Rossellini]]}} Era un tale affabulatore, che ti metteva nella condizione della bambina che ascolta la favola, la sera, prima di andare a dormire, con gli occhi sgranati, e la bocca spalancata. Lui parlava, parlava: raccontava storie straordinarie. [...] Certo, fisicamente non era bello. Però, quando cominciava a parlare, capivi perché poteva risultare affascinante: era una specie di incantatore di serpenti. (p. 195)
*Conservo il ricordo della classe, dell'eleganza, di [[David Niven]]: più che un attore, un gentiluomo, che ogni donna vorrebbe avere sempre accanto. Uno che ti apriva le porte, che aveva l'eleganza di camminare sempre un passo dietro di te, che ti porgeva il braccio alla minima difficoltà sulla strada. (p. 196)
*{{NDR|[[Pier Paolo Pasolini]]}} L'ho conosciuto quando faceva lo sceneggiatore: l'ho visto spesso, per esempio, ai tempi in cui giravo ''[[Il bell'Antonio]]''. [...] Gli devo la mia prima, autorevole, critica positiva {{NDR|per l'interpretazione in ''[[Un maledetto imbroglio]]''}}: scrisse di me cose bellissime, e, al suo solito, assolutamente non banali. Considero quella sua recensione la mia prima, vera, consacrazione come attrice. (p. 197)
*{{NDR|[[Alberto Moravia]]}} Lui era timido e introverso; io, più timida e più introversa di lui. [...] ci siamo visti ancora, lui sempre timido e introverso, io sempre a disagio. Però cominciavo a provare tenerezza per lui: lo vedevo così scoperto, come un bambino che non riesce a nascondere le cose di sé che non vuole che si sappiano. [...] Negli anni l'ho rivisto molte volte. Non abbiamo avuto rapporti molto aperti. Però leggevo nel suo sguardo, come lui leggeva nel mio, un grande affetto: perché lui aveva capito me, così come io credo di aver capito lui, pur senza esserci mai detti nulla. Eravamo anche molto simili. (p. 198-199)
*{{NDR|[[Warren Beatty]]}} Con lui c'è stata davvero solo un'amicizia, e assolutamente nient'altro di più. (p. 204)
*Da un uomo, voglio che sia forte. Perché io so di essere una donna forte, e con un uomo voglio stabilire un rapporto di parità: non voglio essere dominata, ma non voglio neanche dominare. (p. 204)
*Vivere è camminare da sola per strada, e scoprire all'improvviso il piacere di entrare in una chiesa, per ritrovare il silenzio, il silenzio della mia Africa mai dimenticata. E, facendo forse un'operazione blasfema, collegare i due silenzi: per me la religione è questo, Dio è questo. È silenzio, è contemplazione: non entro mai in una chiesa quando c'è una messa cantata. (p. 206)
*Essere attrice non ti esime dal diritto e dal dovere di cercare di capire cosa succede nel mondo. (p. 207)
*Non è vero che la vita «è un lungo fiume tranquillo». O almeno io non ci credo: l'esperienza mi ha insegnato che la tranquillità molto spesso è il contrario della vita. O quanto meno significa averla messa a dormire... (p. 209)
*[[Richard Brooks]], di solito così cattivo, ringhioso, misogino, alla fine, con me, era adorabile [...] si era tolto la maschera e ho scoperto che era un uomo dolcissimo. (p. 217)
*Ho dato, o almeno voluto dare, a tutti i miei personaggi femminili proprio e soprattutto questo, sempre: una grande verità, una sensibilità molto acuta, e un forte senso della dignità personale. (p. 225)
*{{NDR|[[Brigitte Bardot]]}} Povera, cara, amica Brigitte: l'ho conosciuta e ho lavorato insieme a lei quando era giovanissima. Ed era estremamente fragile. In più ha sempre detestato questo mestiere: lo dimostrava arrivando sempre in ritardo, stancandosi subito, protestando, rifiutando di fare questo o quello. (p. 226-227)
*Il [[cinema]] appartiene ai sognatori... il cinema è passione. (p. 228)
*Una delle testimonianze viventi dell'infelicità delle attrici, legata alla paura di invecchiare, per me è stata [[Rita Hayworth]]. Giravamo ''Il circo e la sua grande avventura''. [...] A quarantacinque anni, quella che era stata l'«atomica», una delle più belle donne del cinema americano e del mondo, era completamente sfasciata. Però beveva e, bevendo, dimenticava: sembrava non rendersi assolutamente conto dello stato fisico in cui si era ridotta. (p. 228)
*Il [[deserto]] è il mio elemento naturale: il posto dove sto meglio. (p. 231)
*L'[[Africa]] è un pensiero, un'emozione, quasi una preghiera: lo sono i suoi silenzi infiniti; i suoi tramonti; quel suo cielo che sembra molto più vicino del nostro, perché si vede di più, perché le sue stelle e la sua luna sono più limpide, nitide, pulite: brillano di più. (p. 233-234)
*{{NDR|[[Monica Vitti]]}} Nella vita, già l'ho detto, io e Monica eravamo molto legate, molto amiche: abbiamo sempre tanto riso insieme. Sul lavoro, però, Monica ha alcuni difetti, che la rendono un personaggio difficile... (p. 238)
*L'Africa: le mie radici. Quel caldo, quella pace, quel silenzio: per me sono come il ritorno nel grembo materno. (p. 239)
*{{NDR|[[Steven Spielberg]]}} L'unico, dal mio punto di vista, capace di restituire alla [[fantascienza]] i colori e la tenerezza delle favole più belle dell'infanzia. (p. 254)
*La verità è che io scelgo il silenzio anche a costo di passare per stupida, perché non amo le parole e le discussioni: trovo noiosissima, e persino pericolosa, la chiacchiera. [...] mi fido molto di più del silenzio e dei fatti: delle cose, più che delle parole. (p. 299)
*Mentre sono convinta che la [[violenza]] sia stupida e inutile, del [[dolore]] penso sia necessario: la gente che non ne ha avuti, è vuota, non ha storia, è come se non avesse avuto vita. Credo persino che si impossibile fare il mio mestiere se non si è passati attraverso veri dolori: se non hai soffero, se non hai vissuto, sei incapace di interpretare personaggi che vivono e che soffrono. L'immaginazione non basta... (p. 299)
*Qualche volta penso che faccio il cinema perché è la logica conseguenza dell'abitudine, contratta sin dall'infanzia, a rifugiarmi nel sogno: in quelle altre vite che solo il sogno può garantirti... (p. 300)
*Sono contenta di essere una [[maschio e femmina|donna]], ma solo perché ho capito che la donna è un essere forte, persino più dell'[[maschio e femmina|uomo]]. Talmente forte da saper sopravvivere a dolori grandissimi, che nessun uomo potrà mai capire fino in fondo, perché non fanno parte della sua storia e del suo destino.
==''Le stelle della mia vita''==
*La felicità, l'infelicità sono idee soggettive, ma la fortuna di conoscere persone fuori del comune, che vi segnano al punto che la vostra vita, i vostri sogni, le vostre ambizioni, cambiano profondamente, è un grande privilegio. (p. 8)
*[...] il misterioso ''atout'' della fotogenia. Un mistero che si nasconde nel modo di catturare la luce, grazie a una sfumatura, un dettaglio: incarnato, forma degli zigomi, calore del sorriso, profondità dello sguardo. Ci sono ragazze sublimi che sulla carta si dissolvono, altre che non degneresti di uno sguardo, che al contrario si illuminano in fotografia. Non si può pronosticare nulla di definitivo, prima di aver visto il risultato su un giornale. È per questo che le modelle viaggiano sempre con i loro ''book'', strane rappresentanti di commercio che si vendono in fotografia anche se sono presenti in carne e ossa. (p. 34)
*Credo che il cinema sia un po' come gli uomini, meno li si vuole e pù vi rincorrono. (p. 44)
*Un attore deve essere emozionalmente disponibile. Non può lasciarsi sommergere dai problemi, dalla sua storia personale. Si deve arrivare «vergini» e accettare l'avventura: lasciarsi guidare dal regista su una terra sconosciuta, senza temere il pericolo. (p. 66-67)
*Agli attori non si chiede di avere dei punti in comune con i personaggi. Se esistono, tanto meglio! Ma se il ruolo non fa vibrare alcuna corda sensibile, tanto peggio. L'attore dovrà essere capace di cercare, scavare, attingere dal profondo delle sue emozioni, per trasformarle fino a trovare la giusta espressione. (p. 68)
*Ho mantenuto a lungo un viso infantile su un corpo di donna. E questa miscela di purezza e di sensualità attirava i registi. (p. 73)
*Tutti i registi della mia giovinezza sono rimasti dei compagni per la vita. (p. 74)
*{{NDR|[[Marcello Mastroianni]]}} Era [...] un attore felice, che amava alla follia il suo mestiere, che svolgeva con gioia e buon umore. La sola persona che Mastroianni prendeva sul serio durante le riprese, era il regista. Con gli altri giocava, si divertiva. Era un goliardico.<br/> Con quello sguardo scuro e dolce, l'«occhio di velluto» che ha sempre caratterizzato il ''latin lover'', aveva tutto ciò che serve per piacere. E piaceva molto. La sua gentilezza, quel misto di sensibilità femminile e di forza virile, la sua delicatezza, la sua bellezza e la sua riservatezza parlavano in suo favore. (p. 76)
*Perché rimpiangere ciò che non è stato? Oggi, so che non ho nulla da rimproverare al destino. Le prove non sono mancate, ma i regali nemmeno. (p. 79)
*[[Luchino Visconti|Visconti]] poteva mostrarsi demoniaco per trovare quello che cercava. Per ottenere l'immagine che aveva sognato, calpestava ogni principio. (p. 81)
*Che maestri incredibili ho avuto! A contatto con ognuno di loro, mi sono arricchita, trasformata, rivelata. È il segreto della longevità di una carriera. Un attore si nutre dei sogni di un altro. Lo scambio che nasce tra lui e il regista lo fa evolvere. (p. 86)
*Un regista non può ridursi a un semplice tecnico, deve dare prova di una grande ricchezza umana. Noi attori ci serviamo della nostra emotività come se fosse un muscolo, e come un muscolo troppo sollecitato diventa fragile, questa emotività ci indebolisce. Il regista è l'unico che può infonderci forza, aiutarci a rischiare. (p. 86)
*[[Luchino Visconti|Visconti]] è un romantico. Per lui il tramonto sarà sempre più affascinante dell'alba, e la bellezza è illuminata dalla tragedia che porta in sé. (p. 94)
*Come per altre cose, la bellezza si impara. E Visconti mi ha insegnato a essere bella. [...] Mi ha scolpito lo sguardo e insegnato a coltivare il mistero senza il quale, secondo lui, non può esserci vera bellezza. (p. 96)
*[[Luchino Visconti|Visconti]] era generoso, sensibile, educato, tenero, ma mai «gentile». Tutto, in lui, era valutato in base al criterio dell'eleganza. La gentilezza non era elegante. A suo parere, solo la cattiveria lo era. Poteva divertirsi con chiunque come fa il gatto con il topo. (p. 106)
*Anche per me [[Luchino Visconti|Visconti]] è stato un maestro [...] Un maestro duro, talvolta sarcastico, ironico, crudele, che non sapeva come manifestarci il suo amore e lo esprimeva con mille piccoli regali. (p. 109)
*[[Luchino Visconti|Visconti]] mi ha permesso di esprimere la forza, l'energia che nascondevo. [[Federico Fellini|Fellini]] mi ha reso la mia voce. [...] Visconti mi aveva dato le ali, Fellini mi ha riconciliato con me stessa. (p. 118-119)
*Non ho mai cercato di sedurre, di mentire, mi sono limitata a cercare di far sognare. (p. 125)
*Essere attore, spesso significa fare la muta, come un serpente. Si sa che gli animali sono fragili nel momento in cui cambiano pelle. Per noi è la stessa cosa. Al momento della metamorfosi, anche noi come loro, dobbiamo appartarci, metterci al sicuro, proteggerci. È il lato buio della nostra professione. Ma esistono anche lati luminosi. La libertà che ci dà, cambiando pelle, di vivere mille vite. (p. 127)
*[...] si deve fare attenzione che le emozioni dei nostri personaggi non ci divorino. È la condizione ''sine qua non'' per l'esercizio del nostro mestiere. [...] Colui che costruisce il proprio personaggio solo con l'ausilio dell'intelligenza, della freddezza o del cinismo, che si accontenta di mimare, come una scimmia, non può essere un attore. Non bucherà mai lo schermo. È indispensabile vivere dall'interno le emozioni che esprimiamo. (p. 128-129)
*[[Peter Sellers]] che ci faceva tanto ridere sul set che a volte era difficile girare con lui, nel momento in cui le cineprese si spegnevano era il più cupo degli uomini. [...] Non ho mai conosciuto un attore più triste nella vita. Era facile indovinare perché aveva bisogno di recitare! Non si piaceva, continuava a deridersi. [...] Il formidabile Peter Sellers faceva cinema perché, al di fuori del set, non si sentiva esistere. (p. 144)
*[[Steve McQueen|Steve]] era un tipo strano, anche lui molto sensibile, silenzioso, inaccessibile. (p. 153)
*Per una donna, non è mai facile girare le riprese con un'altra donna. Io ho avuto il privilegio di recitare con attori straordinari, e so che la riuscita del film si basa innanzitutto sulla complicità che si instaura tra i partner. [...] Con una donna è difficile stabilire questo legame, perché il primo sentimento che affiora è la rivalità. Le attrici si comportano duramente l'una con l'altra. È il mestiere che lo esige. Non sopportano di non essere la più bella, e si sentono subito schiacciate, minacciate, a disagio. Ma più tentano di affermare la loro superiorità, più, in realtà, hanno bisogno di nascondere la loro fragilità. (p. 174)
*Sì, [[Robert De Niro|De Niro]] era il tipo d'uomo che mi piace. Ma gli ho resistito ed è diventato un amico. Le donne non sanno cosa si perdono cedendo a coloro che le corteggiano. Quando non si cade nella trappola della facilità, si instaura un altro tipo di rapporto, basato sulla complicità. È una relazione più duratura e molto più forte. (p. 186)
*{{NDR|[[Werner Herzog]]}} Quel regista tedesco, pieno di ambizioni, coltiva le difficoltà. Non posso fare a meno di pensare che soffrire è un suo bisogno, visto che si sottopone a prove incredibili. Non se se sia un modo per guarire da ferite provocate dal suo passato, ma sta di fatto che non riesce a farne a meno. Deve sempre oltrepassare i limiti, e questo lo rende affascinante e nel contempo angosciante. Talvolta pericoloso. (p. 223)
*{{NDR|[[Werner Herzog]]}} Era un vero crociato che credeva alla necessità della prova e del superamento di sé. (p. 228)
*Tutti coloro che hanno conosciuto [[Klaus Kinski]], attore geniale dal fisico incredibile, con quegli occhi allucinati, lo sguardo fisso, terrificante, lo sanno: Klaus era completamente svitato. (p. 231)
*Gli attori non sono in nessun posto, o meglio, sono dappertutto nello stesso momento. Hanno tutte le età, tutti gli accenti, hanno mille vite. (p. 237)
*Bisogna essere sensibili per fare l'attore, ma bisogna anche essere forti. È la grande difficoltà di questo mestiere. Ci costringe a essere entrambe le cose. Nel nostro mondo crudele, i deboli non sopravvivono. (p. 253)
==Citazioni su Claudia Cardinale==
*Claudia Cardinale si divideva tra [[Il Gattopardo (film)|''Il Gattopardo'']] e [[8½|''Otto e mezzo'']], tra [[Luchino Visconti|Visconti]] e [[Federico Fellini|Fellini]]. Faceva la spola tra Palermo e Roma e, per esigenze di copione, era costretta a cambiare colore di capelli ogni tre giorni. Uno solo dei suoi vestiti di scena era costato quasi un milione. E per il suo ingaggio, la Vides del compagno [[Franco Cristaldi]] aveva preteso cento milioni, una cifra incommensurabile. ([[Marcello Sorgi]])
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[I soliti ignoti]]'' (1958)
*''[[Audace colpo dei soliti ignoti]]'' (1959)
*''[[Il bell'Antonio]]'' (1960)
*''[[La viaccia]]'' (1961)
*''[[8½]]'' (1963)
*''[[Il Gattopardo]]'' (1963)
*''[[I professionisti]]'' (1966)
*''[[Il giorno della civetta]]'' (1968)
*''[[C'era una volta il West]]'' (1968)
*''[[Nell'anno del Signore]]'' (1969)
*''[[Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata]]'' (1971)
*''[[Gesù di Nazareth (miniserie televisiva)|Gesù di Nazareth]]'' (1977)
*''[[Il prefetto di ferro]]'' (1977)
*''[[Corleone (film)|Corleone]]'' (1978)
*''[[Fitzcarraldo]]'' (1982)
*''[[Kinski, il mio nemico più caro]]'' (1999)
*''[[Il giorno della Shoah]]'' (2010)
{{div col end}}
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Claudia Cardinale (con Anna Maria Mori), ''Io, Claudia – Tu, Claudia'', Frassinelli, Milano, 1995. ISBN 887684337X
*Claudia Cardinale (con Danièle Georget), ''Le stelle della mia vita''. Edizioni Piemme, Casale Monferrato, 2006. ISBN 8838486468
==Voci correlate==
*[[Pasquale Squitieri]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Portale|donne}}
{{DEFAULTSORT:Cardinale, Claudia}}
[[Categoria:Attori italiani]]
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Lee Marvin
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1425663
1424535
2026-09-05T07:42:45Z
Spinoziano
2297
/* Filmografia */
1425663
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Lee_marvin_1971.JPG|thumb|Lee Marvin]]
{{Premio|Oscar|
'''[[Cat Ballou]]'''
*Miglior attore (1966)}}
'''Lee Marvin''' (1924 – 1987), attore statunitense.
==Citazioni di Lee Marvin==
*{{NDR|Sul suo debutto nel film ''[[Il comandante Johnny]]''}} Ero solo una comparsa. Ma il regista, [[Henry Hathaway]], mi prese in simpatia e mi chiese di venire a Hollywood. Mi trovò un agente ma non mi ingaggiò perché ero una comparsa. Quindi Hathaway mi diede dei dialoghi e mi rese un attore. Hathaway mi trovò in quel film, trovò [[Charles Bronson]] e trovò [[Jack Warden]]. Quindi, forse aveva occhio.
:''I was just an extra. But the director, Henry Hathaway, took a liking to me and asked me to come to Hollywood. He got me an agent but the agent wouldn’t take me because I was an extra. So Hathaway gave me some dialogue and made me an actor. Hathaway picked me out of that movie, he picked Charles Bronson and he picked Jack Warden. So, maybe he had an eye.''<ref>{{en}} Citato in ''[https://apnews.com/article/c2c282f8db7f566a91672e63f3131d4a Oscar-Winning Actor Lee Marvin Dies At 63]'', ''apnews.com'', 30 agosto 1987.</ref>
==Citazioni su Lee Marvin==
*Abbiamo lavorato insieme nel film di [[Richard Brooks]] ''[[I professionisti]]''. Beveva. Beveva sempre e tantissimo [...] Ma questo non toglieva niente alla sua straordinaria capacità di attore. E alla sua gentilezza di persona. ([[Claudia Cardinale]])
*Lee era un attore serio e intelligente che era orgoglioso del suo mestiere e un amico fedele che faceva di tutto per avvertirmi dei pericoli del successo di [[Hollywood]]. Prima di [[Clint Eastwood]], prima di [[Sam Peckinpah]]. ([[Burt Reynolds]])
==Note==
<references/>
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]'' (1952)
*''[[Il grande caldo]]'' (1953)
*''[[I sette assassini]]'' (1956)
*''[[I comanceros]]'' (1961)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[I professionisti]]'' (1966)
*''[[Quella sporca dozzina]]'' (1967)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Marvin, Lee}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
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Madagascar 2
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Andrek02
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/* Frasi */ frasi non significative
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|immagine = Madagascar logo.png
|titoloitaliano= Madagascar 2 - Via dall'isola
|genere= animazione
|regista= [[Eric Darnell]], [[Tom McGrath]]
|sceneggiatore= [[Etan Cohen]]
|doppiatorioriginali=
*[[Ben Stiller]]: Alex il leone
*[[Chris Rock]]: Marty la zebra
*[[David Schwimmer]]: Melman la giraffa
*[[Jada Pinkett Smith]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Sacha Baron Cohen]]: Re Julien
*[[Cedric the Entertainer]]: Maurice, lemure
*[[Andy Richter]]: Mort, lemure
*[[Bernie Mac]]: Zuba
*[[Alec Baldwin]]: Makunga
*[[Sherri Shepherd]]: Florrie
*[[Will.i.am]]: Moto Moto
*[[Elisa Gabrielli]]: Nana la vecchietta
|doppiatoriitaliani=
*[[Ale e Franz|Ale]]: Alex il leone
*[[Ale e Franz|Franz]]: Marty la zebra
*[[Roberto Gammino]]: Melman la giraffa
*[[Chiara Colizzi]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Oreste Baldini]]: Re Julien, lemure
*[[Roberto Draghetti]]: Maurice, lemure
*[[Massimiliano Alto]]: Mortino, lemure
*[[Marco Mete]]: Zuba
*[[Stefano De Sando]]: Makunga
*[[Emanuela Rossi]]: Florrie
*[[Roberto Pedicini]]: Moto Moto
*[[Cristina Noci]]: Nana la vecchietta
|note=
* Musiche di [[Hans Zimmer]]
}}
'''''Madagascar 2 - Via dall'isola''''', film d'animazione statunitense del 2008.
==Frasi==
* In caso d'ammaraggio, infilate il giubbotto dalla testa e poi dite: {{NDR|il giubbotto esplode}} «Saluti e baci!» ('''Soldato''')
* Ti dispiace tornare di là, per favore? Questa è la prima classe. Niente di personale, è solo che siamo migliori di te! ('''Re Julien''')
*Giù il carrello. Piano adesso, come se volessi baciare la terra, un bacetto, una beccatina, come se baciassi tua sorella. {{NDR|Al contatto con il terreno il carrello cede di colpo e l'aereo sfreccia sul ventre lungo la savana}} Ho detto un bacio! ('''Skipper''' rivolto a Rico che manovra l'aereo)
* Bravo! Ti aiuterei a fare i bagagli, ma a giudicare dal cappello direi che sei già pronto! Ahahah. ('''Makunga''' ad Alex mentre decide di uscire dalla riserva)
* Senti, Mototo, tratta questa signora come una regina, perché tu, amico mio, ti sei trovato la donna perfetta! Se io fossi così fortunato da trovare la donna perfetta, le porterei dei fiori ogni giorno. E non dei fiori qualunque, d'accordo? Lei preferisce le orchidee. Bianche. E la colazione a letto.[...] Sarei per lei la spalla su cui piangere, e il suo migliore amico. E ogni giorno, dalla mattina alla sera penserei a come farla ridere. Lei ha una risata davvero... davvero straordinaria. Questo, insomma... è quello che io farei se fossi in te. Ma non lo sono... quindi fallo tu! ('''Melman''' a Moto Moto)
==Dialoghi==
*{{NDR|Sull'aereo c'è una lampadina rossa dei comandi che lampeggia}}<br />'''Kowalski''': Skipper, guarda!<br />'''Skipper''': Analisi.<br />'''Kowalski''': Sembra una lampadina ad incandescenza che segnala qualcosa di insolito, come un malfunzionamento!<br />'''Skipper''': La trovo bellina e vagamente ipnotica.<br />'''Kowalski''': Anche questo signore.<br />'''Skipper''': Bene! Rico, il manuale!<br />{{NDR|Rico passa il manuale a Skipper con il quale rompe la lampadina che lampeggiava}}<br />'''Skipper''': Problema risolto!<br />'''Kowalski''': Signore, siamo senza carburante.<br />'''Skipper''': Cosa te lo fa pensare?<br />'''Kowalski''': Si è spento il motore uno... e il motore due non è più avvolto dalle fiamme.<br />'''Skipper''' {{NDR|rivolgendosi ai pinguini}}: Cinture, ragazzi! {{NDR|rivolgendosi poi alla bambolina hawaiana coprendole gli occhi}} Non guardare, pupa, potrebbe mettersi male! {{NDR|rivolgendosi infine ai passeggeri}} Attenzione, qui è il comandante che vi parla. Ho [[una buona e una cattiva notizia|una notizia buona e una cattiva]]: la buona notizia è che stiamo per atterrare, quella cattiva è che sarà un atterraggio di fortuna! Se si tratta di volare sappiamo che non avete alcuna scelta, ma grazie per aver volato con ''Air Penguin''.
*{{NDR|Mentre l'aereo precipita}}<br>'''Alex''': Forse è la fine, Marty... Voglio dirti che gli amici veri come te sono uno su un milione!<br>'''Marty''': Grazie bello, e tu sei sempre stato il migliore!
*'''Re Julien''': Devi appropinquarti a questa femmina, ci sei? La guardi dritto negli occhi, la incolli in avanti così, solo un pochino oppure quasi del tutto. Poi lasci che anche lei percorra in avanti un altro pochino finché non vi trovate quasi a fior di labbra l'uno con l'altra e a quel punto le dici... quanto la odi.<br>'''Melman''': Veramente dovrei dirle... quanto la amo.<br>'''Re Julien''': Oh, furbacchione di un cane. Sei proprio un playboy, lo sai questo?
*'''Gloria''': C'è dell'acqua?<br>'''Moto Moto''': No, solo altri diamanti e oro.
*{{NDR|''L'Abbeverata'', ovvero il laghetto dove gli animali vanno a bere, si è misteriosamente prosciugato e Re Julien sembra avere la soluzione...}}<br />'''Re Julien''': Ascoltatemi, vi aiuterò io! C'è solo un modo di riavere la vostra preziosa acqua: io, il vostro ben amato Re Julien, devo semplicemente offrire un piccolo sacrificio ai miei buoni amici, gli dei dell'acqua dentro il vulcano!<br />'''Rinoceronte''': E a che serve?<br />'''Re Julien''': A che serve? Eccellente domanda. Il mio sacrificio va dentro il vulcano, poi gli dei amichevoli mangiano il mio sacrificio. {{NDR|imita gli dei}} "Mmh, molto buono, grazie del sacrificio", "Tieni, prendi un altro sacrificio", "No, basta così per oggi", "Senti, guarda che mi offendo se non prendi un altro sacrificio", "Ho detto che non voglio un altro sacrificio, va bene?!", "Guardati: sei tutto pelle e ossa!", "No, ho detto basta così, chiarooo?!?!"... Gli dei mangiano il sacrificio, sono riconoscenti e mi danno un po' della loro acqua, poi io la do a voi.<br />'''Gloria''': Cosa?!?<br />'''Antilope''': E funziona?<br />'''Re Julien''': No... cioè sì! Ehm, ehm... Maurice?<br />'''Maurice''': Ehm... ''fifty-fifty''.<br />'''Struzzo''': Lo faremo! {{NDR|la folla di animali dietro gioisce}}<br />'''Re Julien''': Eccellente! Ora mi serve solo qualcuno che voglia entrare nel vulcano ed essere mangiato dagli dei. Volontari? Alzate la mano, forza! D'accordo, mi serve qualcuno che magari non abbia mai trovato l'amore, che sappia guardare la morte dritta negli occhi, un vero autentico eroe!<br />'''Melman''': Vado io!<br />'''Gloria''': Melman?!? {{NDR|la folla gioisce di nuovo e portano Melman verso il vulcano}}<br />'''Re Julien''': Sbrighiamoci prima che torni a tutti il buonsenso!
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
Scuotete quelle code! Scuotete quelle code! Scuotere! Scuotere! Scuotere! ('''Re Julien''') {{NDR|ai quattro protagonisti e ai genitori di Alex che se ne tornano a valle}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Madagascar}}
[[Categoria:Film d'animazione]]
[[Categoria:Film commedia d'avventura]]
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Richard Brooks
0
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Spinoziano
2297
/* Filmografia */
1425661
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:RichardBrooks45.JPG|thumb|Richard Brooks]]
{{Premio|Oscar|'''''[[Il figlio di Giuda]]'''''
*Miglior sceneggiatura non originale (1961)
}}
'''Richard Brooks''', pseudonimo di '''Ruben Sax''' (1912 – 1992), regista e sceneggiatore statunitense.
==Citazioni di Richard Brooks==
*[[Humphrey Bogart]] non è mai riuscito a farsi una ragione dei soldi che gli davano per quello che faceva. Si prendeva continuamente in giro. E questo è un buon segno.<ref>Citato in [[Peter Bogdanovich]], ''Chi c'è in quel film? Ritratti e conversazioni con le stelle di Hollywood'', 2008, p. 88.</ref>
==Citazioni su Richard Brooks==
*''[[Il seme della violenza]]'' è un film sorprendente [...]. Il merito primo di Richard Brooks, il quale tra i così detti registi ribelli è uno dei più sinceri e dotati (più sincero e dotato a esempio di un [[Robert Aldrich|Aldrich]], il fortunato collaboratore di [[Charlie Chaplin|Chaplin]] in ''[[Luci della ribalta|Limelight]]''), è quello di non aver avuto paura della paura, di aver aperto così un altro spiraglio nella crisi del coraggio e nelle tenebre maccartiste della produzione standard hollywoodiana. ([[Guido Aristarco]])
*Richard Brooks, di solito così cattivo, ringhioso, misogino, alla fine, con me, era adorabile [...] si era tolto la maschera e ho scoperto che era un uomo dolcissimo. ([[Claudia Cardinale]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]'' (1947)
*''[[Odio implacabile]]'' (1947)
*''[[L'ultima minaccia]]'' (1952)
*''[[Il seme della violenza]]'' (1955)
*''[[Qualcosa che vale]]'' (1957)
*''[[La gatta sul tetto che scotta]]'' (1958)
*''[[Il figlio di Giuda]]'' (1960)
*''[[I professionisti]]'' (1966)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Brooks, Richard}}
[[Categoria:Premi Oscar]]
[[Categoria:Registi statunitensi]]
[[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]]
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Aladdin
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/* Dialoghi */
1425672
wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano= Aladdin
|immagine=
|genere= animazione
|regista= [[Ron Clements]] e [[John Musker]]
|sceneggiatore= [[John Musker]], [[Ron Clements]], [[Ted Elliott]], [[Terry Rossio]]
|doppiatorioriginali=
*[[Scott Weinger]]: Aladdin
*[[Brad Kane]]: Aladdin (parte cantata)
*[[Robin Williams]]: Genio / Narratore
*[[Bruce Adler]]: Narratore (parte cantata)
*[[Linda Larkin]]: Jasmine
*[[Lea Salonga]]: Jasmine (parte cantata)
*[[Jonathan Freeman]]: Jafar
*[[Gilbert Gottfried]]: Iago
*[[Frank Welker]]: Abu / Caverna delle Meraviglie / Rajah
*[[Douglas Seale]]: Sultano
*[[Jim Cummings]]: Razoul
*[[Corey Burton]]: Principe Achmed
*[[Bruce Adler]]: Narratore (parte cantata)
|doppiatoriitaliani=
*[[Massimiliano Alto]]: Aladdin
*[[Vincent Thoma]]: Aladdin (parte cantata)
*[[Gigi Proietti]]: Genio
*[[Manuela Cenciarelli]]: Jasmine
*[[Christina]]: Jasmine (parte cantata)
*[[Massimo Corvo]]: Jafar
*[[Marco Bresciani]]: Iago
*[[Frank Welker]]: Abu
*[[Gianni Vagliani]]: Sultano
*[[Michele Kalamera]]: Razoul
*[[Romano Malaspina]]: Principe Achmed
*[[Mino Caprio]]: Narratore
*[[Ermavilo]]: Narratore (parte cantata)
*[[Glauco Onorato]]: Caverna delle Meraviglie
|note=
*Musiche di [[Alan Menken]] e [[Howard Ashman]] (testi canzoni)<br>[[Tim Rice]] (testi canzoni)
*Vincitore di 2 '''[[:Categoria:Premi Oscar|premi Oscar]] 1993''':
**Migliore colonna sonora
**Miglior canzone (''A Whole New World'')
}}
'''''Aladdin''''', film d'animazione statunitense del 1992, regia di [[Ron Clements]] e [[John Musker]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
''La mia terra di fiabe e magie | credi a me | ha i cammelli che van su e giù. | C'è un deserto immenso | un calore intenso | non è facile, ma io ci vivo laggiù. | Brilla il sole da sud, | soffia il vento da nord, | c'è un'intensa complicità. | Sul tappeto ora va', | dove andare lo sa. | Nelle notti d'oriente andrà. | Le notti d'oriente, | tra le spezie e i bazar, | son calde, lo sai. | Più calde che mai! | Ti potranno incantar. | Le notti d'oriente | con la luna nel blu. | Non farti abbagliar: | potresti bruciar | di passione anche tu.'' Ah, salam e buonasera a voi miei degni amici. Prego, prego avvicinatevi... {{NDR|l'inquadratura gli si avvicina troppo e la "telecamera" lo colpisce sul volto}} No! Esagerati, così è troppo! {{NDR|l'inquadratura gli si allontana un po'}} Ecco... Benvenuti ad Agrabah! Città del mistero, città magica.. {{NDR|monta la bancarella velocemente}} Con la miglior mercanzia al di qua del fiume Giordano, grande svendita oggi, su coraggio! {{NDR|ridacchia}} Guardate questo piccolo capolavoro: tra un narghilè e una caffettiera e fa anche le patatine fritte. Infrangibile! Non si romp... {{NDR|la rompe}} si è rotta! {{NDR|la butta via}} Oh... e questo qui? {{NDR|prende una scatola}} È la prima volta che ne vedo uno intatto, parola d'onore! Un famoso salvabontà del Mar Morto. Sentite... {{NDR|la apre e fa una pernacchia}} Ah, funziona! {{NDR|l'inquadratura cambia direzione}} No, no, no, non andate via. Ho capito a voi interessa soltanto la merce eccezionalmente rara; e allora credo proprio che troverete molto interessante questa... {{NDR|prende la lampada}} Non vi fate ingannare dall'aspetto comune: come per tante cose non è quello che si vede, ma quello che c'è dentro che conta. Non è una lampada come le altre: pensate che una volta cambiò il destino di un giovane, un giovane che come questa lampada valeva assai più di quanto non apparisse: un diamante allo stato grezzo. Volete che vi racconti la sua storia? Comincia in una notte nera... con un uomo in nero {{NDR|Jafar}} che attende con in mente un oscuro proposito... ('''Mercante''')
==Frasi==
*{{NDR|Riferendosi al principe Achmed}} Guardalo bene, Abù; non si incontra tutti i giorni un asino su un cavallo! ('''Aladdin''')
*Ahahahah! È mia. È tutta mia e ora... Ma dov'è?! No. Nooooo!!! ('''Jafar''') {{NDR|credendo di avere la lampada}}
*Ti fidi di me? ('''Aladdin''')
*Era ora! Dopo diecimila anni lì dentro uno si ritrova col collo tutto incriccato! ('''Il Genio''') {{NDR|una volta uscito dalla lampada dopo che Aladdin l'aveva trovata e strofinata}}
*Mica male come mossa! Roba da pazzi... questo mi ha messo al tappeto! ('''Il Genio''') {{NDR|quando il tappeto fa scacco matto, durante una partita di Scacchi}}
*''Si vive in serie A | e dimentica la B!'' ('''Il Genio''') {{NDR|dalla canzone ''Un amico come me''}}
*Un giorno, Abù, le cose cambieranno. Saremo ricchi, vivremo in un palazzo e non avremo un solo problema al mondo. ('''Aladdin''')
*Chi va a Roma perde poltrona, Abubù! ('''Jafar''') {{NDR|a Aladdin}}
*Non sono uno straccione. E non è vero che ho le pulci. ('''Aladdin''') {{NDR|grattandosi la testa}}
*Buono, micetto! ('''Aladdin''') {{NDR|alla tigre Raja}}
*Perfetto tempismo, Abù. Come al solito. ('''Aladdin''')
*Genio, voglio che tu mi faccia diventare un principe. ('''Aladdin''')
*Io non sono un trofeo da vincere! ('''Jasmine''')
*Padre, io non sopporto di sentirmi costretta. Se mi sposerò, voglio che sia per amore. ('''Jasmine''')
*{{NDR|Il Genio, pensando che Aladdin e Abu lo abbandonino nella caverna, si piazza di fronte ad Aladdin}} Ehi, scusa un momento. No, dico ce l'avessi con me? Mi hai strofinato la lampada?! Mi sei venuto a svegliare?! Mi hai portato qui?! E adesso mi vorresti piantare in asso?!? Ma io non credo proprio! Te lo puoi scordare! Io esaudisco i tuoi desideri, quindi seduto!!! In caso di emergenza le uscite sono qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, dovunque! I signori passeggeri sono pregati di allacciare le nappe di sicurezza. Si paaaaaaaaaaaarteeeeeeeee!!! ('''Genio''')
*Hai ragione, i suoi poteri sono superiori ai miei... Ma non per molto... Schiavo, esaudisci il mio terzo desiderio: voglio essere trasformato in un Genio onnipotente! ('''Jafar''')
*Urrà! Sia lode all'eroe trionfatore! ('''Genio''') {{NDR|ad Aladdin}}
==Dialoghi==
*'''Jafar''': Sei in ritardo. <br/>'''Gazeem''': Chiedo umilmente perdono, O Eccellentissima. <br/>'''Jafar''': L'hai preso? <br/>'''Gazeem''': Ho dovuto tagliare un paio di gole ma eccolo qua. Il tesoro. <br/>'''Jafar''': Fidati di me o nauseabondo amico. Avrai quello che ti meriti. <br/>'''Iago''': Quello che ti meriti! <br/>'''Jafar''': Presto, seguiamo la scia! PIÙ VELOCE! Finalmente! L'ho cercata per tanti anni... La Caverna delle Meraviglie! <br/>'''Iago''': La Caverna delle Meraviglie! <br/>'''Gazeem''': Per il grande Allah! <br/>'''Jafar''': E ora... Ricordati di portarmi la lampada, il resto del tesoro è tuo ma la lampada è mia! <br/>'''Iago''': La lampada! La lampada! Senti ma dove l'hai trovato quel morto di fame? <br/>'''Caverna delle Meraviglie''': Chi osa disturbare il mio riposo?! <br/>'''Gazeem''' {{NDR|[[Ultime parole dai film d'animazione Disney|ultime parole]]}}: Ehm, sono... sono io, Gazeem, sono un umile ladro. <br/>'''Caverna delle Meraviglie''': Ti avverto, soltanto uno può entrare qui, colui che cela in sé il proprio valore: un diamante allo stato grezzo! <br/>'''Jafar''': Che cosa stai aspettando? Su, vai! NOOOOOOOOOOO!!!!!! <br/>'''Caverna delle Meraviglie''': Adesso vai e trova il diamante allo stato grezzo. {{NDR|si sente l'eco}} <br/>'''Iago''': Mi venisse un colpo! Mi venisse un colpo a secco! Niente, non riusciremo mai a prendere quella stupida lampada! Levatela dalla testa! Ma guarda qui, ma tu guarda, mi cadono le penne da quanto sono stressato. <br/>'''Jafar''': Pazienza, Iago, pazienza. Gazeem evidentemente non era all'altezza della situazione. <br/>'''Iago''': Ah, questa sì che è una sorpresa, ma che mi dici, guarda, adesso mi viene un infarto e ci resto a secco per la sorpresa. Ma che facciamo adesso? Abbiamo una bella gatta da pelare, proprio una bella g- <br/>'''Jafar''': Certo. Uno soltanto può entrare nella Caverna, io devo trovarlo questo diamante allo stato grezzo.
*'''Genio''': Bene, sentiamo che cosa ha da dire ora il nostro scettico blu! <br /> '''Aladdin''': Oh, be', mi hai convinto... tornando ai miei tre desideri. <br /> '''Genio''': Che cosa odono le mie orecchie? Tre!? {{NDR|cambiando voce}} Tu avere già consumato uno, jawohl! <br /> '''Aladdin''': Eh, no! Io non ho espresso il desiderio di uscire dalla caverna, eh, hai fatto tutto da solo. <br />'''Genio''' {{NDR|trasformandosi in pecora}}: Chi pecora si fa il lupo se la beeeeeve... e va beeene che beeeeestia... però niente più extra, né?
*'''Aladdin''': Principessa Jasmine, voi siete... <br> '''Genio''': Meravigliosa, strepitosa, affascinante, coscienziosa, puntuale? <br> '''Aladdin''': Puntuale! <br> '''Jasmine''': Puntuale? <br> '''Genio''': Oh, pardon.
*'''Iago''' {{NDR|sputando il biscotto che il Sultano gli aveva fatto mangiare}}: Puah! Puah! Io mi sono stufato! Se quello si azzarda ancora a rifilarmi un altro di quegli schifosi biscotti muffiti, giuro che... bam! Buah!<br/>'''Jafar''': Cerca di calmarti, Iago!<br>'''Iago''': Io gli rivolto la faccia con un pugno!<br>'''Jafar''': Presto sarò io il sultano e non quel vecchio rimbambito.<br>'''Iago''': Allora vedrai come glieli faccio ingozzare io quei biscotti pidocchiosi! Ha! Ha!
*'''Aladdin''': Genio, ho bisogno di aiuto. <br /> '''Genio''' {{NDR|cambiando voce, con aspetto simile a [[Jack Nicholson]]}}: Ascolta, cocco, le chiacchiere stanno a zero! Se vuoi rimorchiare la ragazzina, l'unica cosa che ti resta da fare è scoprire le tue carte! <br /> '''Aladdin''': E cioè? <br /> '''Genio''': Dille tutta la... verità!!! <br /> '''Aladdin''': Ma sei matto?! Se Jasmine scoprisse che in realtà sono solo uno straccione da quattro soldi... riderebbe di me. <br /> '''Genio''': Al, le donne adorano un uomo che le fa ridere.
*'''Sultano''': Jafar, tu, vile traditore! <br /> '''Iago''': Da oggi questo vile traditore sarà sultano!
*'''Genio''' {{NDR|dopo che Aladdin l'ha liberato}}: Sono libero... sono libero. Presto, dai chiedimi una cosa assurda! Dai! Dai! Dai! Chiedi il Nilo! Dimmi che vuoi il Nilo! Dai, prova! <br /> '''Aladdin''': Ehm... voglio il Nilo. <br /> '''Genio''': Col cavolo! Ahahahah!
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
Ora è finito, eh? ('''Genio''')
==Voci correlate==
*''[[Il ritorno di Jafar]]'' (1994)
*''[[Aladdin e il re dei ladri]]'' (1996)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Disney}}
[[Categoria:Film basati su Aladino e la lampada meravigliosa]]
[[Categoria:Film premi Oscar]]
[[Categoria:Classici Disney]]
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Il principe d'Egitto
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/* Dialoghi */
1425593
wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloalfabetico= Principe d'Egitto, Il
|titoloitaliano= Il principe d'Egitto
|immagine=
|didascalia=
|genere= animazione, biblico, musicale, drammatico
|regista= [[Brenda Chapman]], [[Steve Hickner]], [[Simon Wells]]
|soggetto= ''[[Libro dell'Esodo]]''
|attori=
|doppiatori originali =
*[[Val Kilmer]]: [[Mosè]] / Dio
*[[Ralph Fiennes]]: [[Ramses II]]
*[[Michelle Pfeiffer]]: [[Sefora|Zippora]]
*[[Sandra Bullock]]: [[Miriam (Esodo)|Miriam]]
*[[Jeff Goldblum]]: [[Aronne]]
*[[Danny Glover]]: [[Ietro|Jetro]]
*[[Patrick Stewart]]: [[Seti I]]
*[[Helen Mirren]]: [[Tuia (regina)|Tuya]]
*[[Steve Martin (attore)|Steve Martin]]: Hotep
*[[Martin Short]]: Hoy
*[[Ofra Haza]]: [[Iochebed|Jocabel]]
*[[Amick Byram]]: Mosè (voce cantante)
*[[Sally Dworsky]], [[Brenda Chapman]]: Miriam (voci cantanti)
*[[Brian Stokes Mitchell]]: Jetro (voce cantante)
*[[Linda Shayne]]: Tuya (voce cantante)
|doppiatori italiani =
*[[Roberto Pedicini]]: Mosè / Dio
*[[Roberto Stafoggia]]: Mosè (canto)
*[[Luca Biagini]]: Ramses II
*[[Gianluca Terranova]]: Ramses II (canto)
*[[Gabriella Borri]]: Zippora
*[[Stefania De Francesco]]: Zippora (canto)
*[[Antonella Rendina]]: Miriam
*[[Tiziana Quadrelli]]: Miriam (canto)
*[[Stefano De Sando]]: Aronne
*[[Maurizio Mattioli]]: Jetro
*[[Fabrizio Palma]]: Jetro (canto)
*[[Oreste Rizzini]]: Seti I
*[[Melina Martello]]: Tuya
*[[Melania Giglio]]: Tuya (canto)
*[[Neri Marcorè]]: Hotep
*[[Francesco Vairano]]: Hoy
|note=
*Vincitore di un '''[[:Categoria:Film premi Oscar|Premio Oscar]] (1999)''':
**Migliore canzone (''When You Believe'')
}}
'''''Il principe d'Egitto''''', film d'animazione statunitense del 1998 prodotto dalla Dreamworks Animation.
==Frasi ricorrenti==
*Col potere di Ra! ('''Hotep''')
*Io sono l'astro del mattino e della sera. ('''Ramses''')
*Con questo bastone tu compirai i miei prodigi. ('''Dio''')
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
'''Guardie egiziane''': ''Fango, sabbia, acqua, paglia | Svelti! | Fango, orsù! | Sabbia, e tira! | Acqua, solleva! | Paglia!''<br>'''Guardia''': Più svelti!<br>'''Schiavi''': ''Le frustate ci piegan la schiena | e il sudore ci solca la fronte | Elohim, tu che puoi | non abbandonare noi | non lasciarci nel buio | Ascoltaci! | Nel deserto guidaci | Tu che sei il solo Dio | ricordati di noi | Ascoltaci! | E la fede ci darà | la terra che hai promesso a noi''<br>'''Jocabel''': ''Yal-di ha-tov ve ha-rach | Al ti-ra veh al tif-chad<ref>Dall'ebraico «Mio buono e tenero figlio, non aver paura, non essere spaventato.» Cfr. [http://www.ccset.net/2010/wp-content/uploads/2011/03/Prince-of-Egypt-final-script.pdf Script] in inglese, p. 1</ref> | Così, devi andare figlio mio | questo è il tempo dell'addio | ma io ti rincontrerò | se Iddio ci ascolterà''<br>'''Schiavi''': ''Ci ascolterà, | solo Lui ci aiuterà, | spezzerà quelle catene della schiavitù | Ci ascolterà, | e la fede ci darà | la terra che ha promesso a noi | la terra che ha promesso a noi''<br>'''Jocabel''' {{NDR|[[Ninne nanne dai film|ninna nanna]]}}: ''Non devi piangere mio dolce amor | il fiume ti cullerà | fa' che il mio canto ti resti nel cuor | così insieme a te crescerà. | Fiume che scorri gentile per me, | e grazie a te lui vivrà | Conosci un luogo che libero è | fiume, conducilo là''<br>'''Miriam''': ''Ora sei salvo, sicuro vivrai | La nostra speranza sei tu | Cresci fratello, ritornerai, | libererai tutti noi''<br>'''Regina Tuya''': Vieni Ramses, mosteremo al faraone il tuo fratellino: Mosè.<br>'''Schiavi''': ''Ascoltaci! | Un pastore ci guiderà | nella terra che hai promesso a noi | La terra che hai promesso a noi''<br>'''Jocabel''': ''Ascoltaci!!!''
==Frasi==
*''Chiaro nella notte | vedo tutto quel che è intorno a me | questa è la mia vita | Dolce odor d'incenso | stanze piene di regalità | questa è la mia vita | Io vivo qui | e la mia famiglia certo è la più nobile che c'è | Vivo così | qui tra le mie cose che mi fan sentire un re | Se qualcuno non lo crede dovrà sapere che | Io sono il principe d'Egitto | un figlio di una grande dinastia | questa è la realtà | Così è sempre stata la mia vita, | tutta la mia vita, | questa è la mia vita'' ('''Mosè''')
*''Proprio così Mosè | qui ti portò il fiume | fu così che ti trovai | fu per amor | ora che sai tutto tu dovrai dimenticar | Se gli dei ti fanno un dono | non puoi chiedere perché'' ('''Regina Tuya''')
*Ieri notte, gli dèi mi hanno donato una visione. Questo tempio non lo restaurerò solamente. Lo renderò il più grandioso, il più splendido di ogni altro monumento dell'Alto e Basso [[Egitto]]. ('''Ramses''')
*''Sebbene un singolo filo | sa risplendere così | l'intreccio del ricamo | di sicuro lo nasconderà. | E la pietra che più in alto sta | a contatto con il ciel | è importante come quelle | che si trovano quaggiù. | E se alla tua vita vorrai guardar | con gran sincerità | tu dovrai sapere cos'è l'[[umiltà]]. | Sì, ci riuscirai | ci riuscirai con l'umiltà.''<br>''Un lago d'or nel deserto | non può certo dissetar, | per il gregge e il pastore | è importante più del ricco re. | Molto spesso la ricchezza | non equivale al valor | e se saprai capire | la tua vita cambierà. | Così, la tua mente si illuminerà | e presto troverai | la risposta che è già dentro di te | e ci riuscirai | sì, ci riuscirai con l'umiltà | tu ci riuscirai con l'umiltà.''<br>''E questo perché | dividiamo con te | la tua gioia ed il dolor, | e non sarai mai solo | fino a che tu lo vorrai. | Nessuno può essere libero | se non ha più la volontà, | tu la ritroverai qui con noi. | Con noi tu danzerai | sì, con noi tu danzerai''<br>''Se alla vita vorrai guardar | con gran sincerità | tu dovrai sapere che cos'è l'umiltà | e ci riuscirai, | ci riuscirai, | ci riuscirai, | ci riuscirai con l'umiltà.'' ('''Jetro''')
*Silenzio! Parla il faraone! Io sono l'astro del mattino e della sera! [...] Sarà come dico io... Perdonerò per sempre tutti i crimini di cui egli è accusato, e renderemo noto che egli è nostro fratello Mosè, il principe d'Egitto! ('''Ramses''')
*Mosè, ascolta quello che dico. Sono stata una schiava tutta la mia vita. Dio non ha mai risposto alle mie preghiere fino ad ora. Dio ti ha salvato dal fiume, ti ha salvato in tutte le tue peregrinazioni, perfino ora ti salva dall'ira del faraone. Dio non ti abbandonerà, fratello. Perciò tu non abbandonare noi. ('''Miriam''')
*Ramses! Lascia partire il mio popolo! ('''Mosè''')
*{{NDR|Straziato dalla morte del figlio, vittima dell'ultima piaga di Dio, si rivolge a Mosè}} Tu ed il tuo popolo siete liberi di partire... {{NDR|Mosè fa per toccarlo}} Lasciami!! ('''Ramses''')
*Con questo bastone tu compirai i miei prodigi. ('''Dio''')
*{{NDR|Dopo aver salvato il suo popolo dalle mani di Ramses, che grida furiosamente il suo nome dall'altra parte del mare}} Addio, fratello... ('''Mosè''')
*Guarda. Guarda il tuo popolo, Mosè. Ora è libero. ('''Zippora''')
==Dialoghi==
*'''Ramses''': Secondo nato, secondo posto!<br />'''Mosè''': Non per molto!
*{{NDR|Durante la loro corsa su bighe, Ramses e Mosè hanno appena distrutto parte di un tempio}}<br />'''Ramses''': Non credi che avremo dei guai per questo, vero?<br />'''Mosè''': No, figuriamoci!
*{{NDR|Alla corte del Faraone Seti I}}<br />'''Seti''': Perché gli dei mi tormentano con figli tanto sconsiderati, distruttivi e blasfemi?<br />'''Ramses''': Padre, ascolta, io...<br />'''Seti''': Silenzio! Parla il Faraone! Io tento di costruire un impero, e il vostro unico, costante pensiero è quello di divertirvi ad abbatterlo! Non vi ho insegnato nulla?<br />'''Hotep''': Non devi essere severo con te stesso, Maestà, sei un ottimo maestro.<br />'''Hui''': Non è colpa tua se i tuoi figli non hanno imparato nulla.<br />'''Hotep''': A essere blasfemi, sì.<br />'''Hui''': Vero. {{NDR|i due se ne vanno}}<br />'''Mosè''': Padre, la colpa è mia. Io ho incitato Ramses, perciò sono io il responsabile.<br />'''Seti''': Mmph... "Responsabile"... {{NDR|a Ramses}} Conosci il significato di questa parola, Ramses?<br />'''Ramses''': Comprendo, padre.<br />'''Seti''': E comprendi anche il compito al quale la tua nascita ti ha destinato? Le antiche tradizioni? Quando passerò all'altro mondo, diverrai tu l'astro del mattino e della sera.<br />'''Ramses''': Un tempio danneggiato non distrugge secoli di tradizione.<br />'''Seti''' {{NDR|quasi urlando}}: Ma un anello debole può spezzare la catena di una potente dinastia!! {{NDR|la regina Tuya da sollievo al Faraone, che sospira}} Potete ritirarvi ora.<br />'''Ramses''': Padre... {{NDR|la regina lo ferma e lui se ne va, frustrato}}<br />'''Mosè''': Padre... Lo sai che è stata colpa mia. Devi essere così severo con lui?<br />'''Seti''': Mosè... Tu non porterai mai un fardello pari alla corona che io tramanderò a Ramses. Lui non deve permettere a sé stesso di farsi sviare. Nemmeno da te, figlio mio.<br />'''Mosè''': La sola cosa a cui tiene... è la tua approvazione. So che lui risponderà alle tue aspettative. Gli occorre solo un'opportunità.<br />'''Seti''': Forse... {{NDR|sospira}} Forse è così. Vai, ora. Vi vedrò entrambi questa sera.
*'''Mosè''' {{NDR|fischiettando, mentre cuce una sacca}}: Ci è andata bene!<br />'''Ramses''': Vattene via...<br />'''Mosè''': Poteva andarci peggio!<br />'''Ramses''' {{NDR|sconvolto}}: L'anello debole della catena... è così che mi ha chiamato {{NDR|Seti}}.<br />'''Mosè''': Beh... ora sei patetico...<br />'''Ramses''': Irresponsabile, ignorante della tradizione... praticamente mi ha accusato di abbattere la dinastia.<br />'''Mosè''' {{NDR|ironico}}: Sì, lo vedo già: "Addio piramidi"! {{NDR|ridacchia}}<br />'''Ramses''' {{NDR|scendendo a terra}}: Tu sì che ci puoi ridere sopra!<br />'''Mosè''': Le statue si crepano e capitombolano, il Nilo inaridisce... solo soletto, riuscirai a portare il più grande impero alla rovina.<br />'''Ramses''': Dimmi una cosa Mosè, com'è che tu cominci qualcosa, sono io quello che finisce nei guai?
*{{NDR|Mosè scopre guardando una pittura parietale che il faraone Seti aveva fatto strage dei bambini Ebrei}}<br />'''Seti''': Gli Ebrei erano troppo numerosi. Potevano rivoltarcisi contro.<br />'''Mosè''': Padre, dimmi che non l'hai fatto.<br />'''Seti''': Mosè, a volte, per un bene superiore, dei sacrifici vanno affrontati.<br />'''Mosè''': Sacrifici?<br />'''Seti''' {{NDR|abbracciandolo}}: Oh, figliolo... erano solo schiavi. {{NDR|scioccato, Mosè scappa via}}
*'''Mosè''': È qui che mi avete trovato?<br />'''Regina Tuya''': Mosè, ti prego, cerca di comprendere.<br />'''Mosè''': Così tutto quello che credevo, tutto quello che sono... è una menzogna.<br />'''Regina Tuya''': No! Tu sei nostro figlio e noi ti amiamo.<br />'''Mosè''': Perché avete scelto me?<br />'''Regina Tuya''': Non abbiamo scelto noi. Gli dèi hanno scelto.
*{{NDR|Mosè, per difendere un vecchio ebreo, ha ucciso accidentalmente una guardia}}<br />'''Ramses''': Mosè!<br />'''Mosè''': Lasciami andare!<br />'''Ramses''': No, aspetta!<br />'''Mosè''': Hai visto cosa è successo; ho ucciso un uomo!<br />'''Ramses''': A questo possiamo porre rimedio! Io... io farò in modo che non sia mai accaduto!<br />'''Mosè''': Qualunque cosa dirai, non cambierà quello che ho fatto!<br />'''Ramses''': Io sono l'Egitto! Sono l'astro del mattino e della sera; se io dico che "il giorno è notte" così sarà scritto! E tu sarai quello che dico io. Io dico che tu sei innocente.<br />'''Mosè''': Quello che dici tu non importa! Non capisci... non posso più restare qui!<br />'''Ramses''': Mosè!... <br /> '''Mosè''': No! Tutto quello che credevo vero, è una menzogna! Non sono quello che pensi.<br />'''Ramses''': Ma cosa stai dicendo?<br /> '''Mosè''': Chiedilo all'uomo che una volta chiamavo padre. {{NDR|fa per andarsene}}<br /> '''Ramses''': Mosè... {{NDR|Mosè si volta}} ...Ti prego... <br /> '''Mosè''': Addio, fratello. {{NDR|corre via}} <br /> '''Ramses''': Mosè!!! Mosè!!!
*{{NDR|Il Dio si manifesta tramite il roveto infuocato}}<br>'''Dio''': Mosè...<br />'''Mosè''': ...Eccomi.<br />'''Dio''': Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa.<br />'''Mosè''': Chi sei tu?<br />'''Dio''': Io sono colui che sono.<br />'''Mosè''': Non comprendo.<br /> '''Dio''': Io sono il Dio di tuo padre. Il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe.<br /> '''Mosè''' {{NDR|dopo essersi tolto i sandali}}: Che cosa vuoi da me?<br />'''Dio''': Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell'Egitto. Per farlo uscire da questo paese, verso un paese dove scorre latte e miele. Ora va'. Io ti mando dal Faraone.<br />'''Mosè''': Io? Chi sono io per guidare questo popolo? Forse non mi crederanno, non mi ascolteranno!<br />'''Dio''': Ti insegnerò quello che dovrai dire.<br />'''Mosè''': Ma io ero loro nemico. Ero il principe d'Egitto, il figlio dell'uomo che ha fatto strage dei loro figli. Hai scelto il messaggero sbagliato. Come faccio a parlare con queste persone? <br /> '''Dio''' {{NDR|il fuoco del roveto aumenta d'intensità che lo spinge all'improvviso}}: Chi ha dato una bocca all'uomo?! Chi lo rende muto, sordo, veggente o cieco?! Non sono forse io?! Ora va'!! {{NDR|Mosè si appoggia al muro piagnucolando impaurito, al che il fuoco si allieva e solleva Mosè con cautela}} Oh, Mosè, io sarò con te quando andrai dal re d'Egitto, ma il Faraone potrebbe non ascoltare. Stenderò dunque la mano e colpirò l'Egitto, con tutti i miei prodigi. Terrai in mano questo bastone Mosè, con il quale tu compirai i miei prodigi. Io sarò con te, Mosè. Mosè... Mosè...
*'''Hotep e Hoy''': Col potere di Ra, Mut, Nut, Khnum, Ptah, Nephtys, Nekhbet, Sobek, Sekhmet, Sokar, Selket, Reshpu, Uadjet, Anubis, Anukis, Shesmu, Meskent, Hemsut, Tefnut, Heket, Mafdet, Ra, Mut, Nut, Ptah, Hemsut, Tefnut, Sokar, Selket, Shesmu, Reshmu, Sobek, Uadjet, Heket, Mafdet, Neptys, Nekhbet, Ra!<br>'''Hotep''': ''E così tu avresti il potere | di offuscare la nostra dignità.''<br>'''Hoy''': ''Se ti va tu con noi puoi giocare, | ma noi sappiamo poi chi perderà.''<br>'''Hotep e Hoy''': Già...<br>'''Hotep''': ''Tu stai cercando solo guai''<br>'''Hoy''': ''Stai cercando solo guai''<br>'''Hotep''': ''Non ci credi? | Basta un solo gesto''<br>'''Hotep e Hoy''': ''Per capire che tu stai cercando solo guai | Con noi tu stai cercando solo guai | Tu stai cercando solo guai''<br>'''Hotep''': ''La tua è follia''<br>'''Hoy''': ''Questa è magia''<br>'''Hotep e Hoy''': ''Non puoi fare nulla ormai!''<br>'''Hoy''': ''Raccogli il tuo bastone''<br>'''Hotep e Hoy''': ''Tu stai cercando solo guai!''<br>'''Hotep''': Ahahah!<br>'''Hotep e Hoy''': ''Tu stai cercando solo guai | tu stai cercando solo guai | L'ira degli dèi tu scatenerai, | ti inginocchierai a noi.''<br>'''Hotep''': ''Su scuotiti un po<nowiki>'</nowiki>''<br>'''Hoy''': ''Così lotterai''<br>'''Hotep''': ''Non devi aver paura sai.''<br>'''Hoy''': ''Dicci un po' quello che vuoi''<br>'''Hotep''': ''Poi tanto ti piegherai''<br>'''Hotep, Hoy e coro''': ''E non c'è più alcun dubbio, | tu stai cercando solo... stai cercando solo... stai cercando solo... stai cercando solo guai!''
*'''Ramses''': Andiamo, Mosè! Io ti conosco. {{NDR|si leva la corona}} Di che cosa si tratta veramente?<br />'''Mosè''': Ramses, guarda. Cosa vedi?<br />'''Ramses''': Un Egitto più grandioso di quello di mio padre.<br />'''Mosè''': Non è quello che vedo io.<br />'''Ramses''': Mosè, non posso cambiare quello che vedi tu. Io devo mantenere le antiche tradizioni. Porto il peso della corona di mio padre.<br />'''Mosè''': Ancora non comprendi quello che era Seti?<br />'''Ramses''': Era una grande guida.<br />'''Mosè''': Con le mani macchiate del sangue di migliaia di bambini.<br />'''Ramses''': Mmph, schiavi.<br />'''Mosè''': Il mio popolo. E non posso più nascondermi nel deserto mentre soffre... per mano tua.<br /> '''Ramses''': Allora... tu sei tornato... solo per liberarli?<br />'''Mosè''' {{NDR|si toglie l'anello che Ramses gli aveva regalato e lo restituisce a lui stesso}}: ...Mi dispiace.<br />'''Ramses''': ...Sì... io avevo sperato... ma... {{NDR|dopo pochi secondi, fissa Mosè con rabbia e si rimette la corona}} ...Io non conosco questo Dio! E neppure lascerò partire il tuo popolo!<br />'''Mosè''': Ramses, ti prego, devi ascoltare... <br /> '''Ramses''': Io non sarò l'anello debole!!! Di' al tuo popolo che da oggi il suo carico di lavoro è stato raddoppiato, grazie al tuo Dio. O invece è grazie... a te?
*'''Aronne''': Allora Mosè. Cosa si prova quando sei tu a finire a terra?<br />'''Mosè''': Non volevo causarvi altre sofferenze. Cerco solo di fare quello che Dio mi ha detto.<br />'''Aronne''': Dio? Da quando Dio ha cominciato ad occuparsi di noi? In effetti, Mosè, da quando tu hai cominciato a occuparti degli schiavi? Quando hai scoperto che eri uno di noi?<br />'''Zippora''': Non ascoltarlo.<br />'''Mosè''': No, ha ragione. Non vedevo perché non desideravo vedere.
*{{NDR|Dopo che Mosè ha fatto tingere di sangue il Nilo}}<br />'''Ramses''': Abbandona questa futile missione, Mosè! Sono stato fin troppo indulgente! Questa storia adesso deve finire!<br />'''Mosè''': No, Ramses. È solo il principio.<br />'''Aronne''': Mosè, il Faraone ha ancora il potere sulla nostra vita.<br /> '''Mosè''': Sì, Aronne. È vero, il [[Faraone]] ha ancora il potere. Può portarvi via il cibo, la dimora, la libertà. Può portarvi via i figli e le figlie. Con una sola parola. Il Faraone può portarvi via la vita stessa. Ma c'è una cosa che non è in grado di portarvi via: la fede. Credete, perché vedremo i prodigi del Signore.
*'''Coro''': ''Disse il Signor | Se non li lascerai andare in salvo dall'Egitto | Io manderò la peste | fin dentro le case, dentro il letto | nei tuoi fiumi, nelle strade, | dentro l'acqua, dentro il pane, | fra le bestie del tuo gregge, sopra l'erba dei tuoi prati, | nei tuoi sogni mentre dormi, fino a che non cederai | "Le piaghe io ti manderò" disse il Signor''<br />'''Mosè''': ''Ti chiamai fratello, | conoscevo la felicità | e questa era la vita''<br />'''Coro''': ''Io mando i fulmini dal cielo ed il fuoco pioverà''<br />'''Mosè''': ''E chi lo sa se Dio avesse scelto un altro, | per servire la sua volontà | Non avrei cambiato vita''<br />'''Coro''': ''Intanto tutto brucerà, dai vostri campi alle città''<br />'''Mosè''': ''Non c'è pietà, | tutta questa distruzione io la sento dentro me | Quante vittime innocenti per la tua stupidità!''<br />'''Coro''': ''Io le [[locusta|locuste]] manderò ed ogni pianta soffrirà, | più della siccità finché anche di te più nulla resterà. | "Il mio flagello manderò" disse il Signor''<br />'''Mosè''': ''Ti chiamai fratello, non ti basta quello che tu fai?''<br />'''Coro''': ''Il mio flagello manderò''<br />'''Mosè''': ''Lascia andare noi''<br />'''Coro''': ''Disse il Signor''<br />'''Mosè''': ''Disse il Signor''<br />'''Ramses''': ''Ti chiamai fratello, | come puoi odiare me così? | Per tutta la vita''<br />'''Coro''': ''Le piaghe io ti manderò''<br />'''Ramses''': ''Lasciami soffrire | E non importa quanto costerà | ma non cambierà | Io non vi darò la libertà!''<br />'''Coro''': ''Disse il Signor | Disse il Signor''<br />'''Ramses''': ''Liberi no''<br />'''Coro, Ramses e Mosè''': ''Non (vi lascerò!!!) ci lascerà!!!''
*'''Mosè''': Ramses? ...Ramses?...<br />'''Ramses''': Ah, vediamo se indovino. Vuoi che io lasci partire il tuo popolo.<br />'''Mosè''': Speravo di trovarti qui.<br />'''Ramses''' {{NDR|gli lancia furiosamente addosso il bicchiere di vino, che si frantuma a terra}}: Vai via!!<br />'''Mosè''': Ramses, dobbiamo porre fine a tutto questo... Ramses, ti prego, parla. {{NDR|Ramses non risponde}} Abbiamo sempre parlato qui... Questo posto, quanti bei ricordi... Ad esempio quella volta che tu hai scambiato le teste agli dei nel tempio di Ra.<br />'''Ramses''': Se la memoria non mi inganna, tu eri lì a scambiare le teste fianco a fianco con me.<br />'''Mosè''': No, sei stato tu. Io non l'ho fatto.<br />'''Ramses''': Oh sì, invece! Hai messo l'ippopotamo sul coccodrillo, {{NDR|scende a terra}} e il coccodrillo sul...<br />'''Mosè''': Sul falco.<br />'''Ramses''': Sì! Per il sacerdote era un orribile presagio e ha digiunato per due mesi! Nostro padre era furioso! Non facevi che cacciarmi nei guai!... Ma poi... poi ogni volta eri lì, pronto a tirarmene fuori, fratello. Perché le cose non possono tornare come prima?<br />'''Figlio di Ramses''' {{NDR|alle loro spalle}}: Padre... è tanto buio... ho paura! {{NDR|vede Mosè}} Perché lui è qui? Non è l'uomo che ha fatto tutto questo?<br />'''Ramses''': Sì. Ma bisogna chiedersi... il perché.<br /> '''Mosè''': Perché nessun regno può essere fondato sulle spalle degli schiavi. Ramses, la tua caparbietà minaccia le disgrazie sull'Egitto. Cesserebbero solamente se gli Ebrei partissero.<br />'''Ramses''': Nessuno può darmi ordini, nessuno può minacciarmi! Io sono l'astro del mattino e della sera! Io sono il [[Faraone]]! <br /> '''Mosè''': Qualcos'altro è in arrivo, di gran lunga peggiore delle altre volte. Ti prego, abbandona il tuo disprezzo per la vita prima che esso distrugga quanto ti è più caro! Pensa a tuo figlio!<br />'''Ramses''': Ci penso. Voi Ebrei rappresentate solo guai. Mio padre aveva trovato la maniera giusta di trattare il tuo popolo.<br /> '''Mosè''': Ramses!<br />'''Ramses''': Ed è arrivato il momento che io termini il lavoro!!<br />'''Mosè''': Ramses!!<br />'''Ramses''': Perciò si dimenerà un grande grido in tutto l'Egitto, quale non vi fu mai e quale mai più si ripeterà!! {{NDR|il murale però indica il figlio di Ramses, il che lascia sbigottito Mosè}}<br />'''Mosè''': Ramses, ne porterai il peso.
*'''Miriam''': ''Molte notti noi pregammo senza chiederci | Se in quel buio fosse già la nostra verità | Paura non avrai, la fede sa proteggerci | La speranza può cambiar la nostra realtà''<br />''Vedrai miracoli, | se crederai | La fede non si può fermar | Quanti miracoli, | sono tra noi | E condividerli potrai, | potrai se crederai''<br />'''Zippora''': ''Questo è il tempo in cui sperare non è facile, | e la gioia che c'è in noi nel vento vola via''<br />'''Miriam e Zippora''': ''Ed ora sono qui | Ora sono qui | Il cuore così fragile, | cerco in me la forza che non ho avuto mai''<br />''Vedrai miracoli, | se crederai | La fede non si può fermar | Se crederai | Quanti miracoli, | sono fra noi | Sono fra noi | E condividerli potrai, | potrai se crederai''<br />'''Bambini''': ''A-shi-ra l'A-don-ai ki ga-oh ga-ah | A-shi-ra l'A-don-ai ki ga-oh ga-ah | Mi-ka mo-cha ba-elim Adonai | Mi-ka-mo-cha ne-dar-ba-ko-desh | Na-chi-tah v'-chas-d'cha am zu ga-al-ta | Na-chi-tah v'-chas-d'cha am zu ga-al-ta | A-shi-ra, a-shi-ra, a-shi-ra''<ref>Cfr. [http://www.ccset.net/2010/wp-content/uploads/2011/03/Prince-of-Egypt-final-script.pdf Script] in inglese, p. 23</ref><br />'''Ebrei''': ''Vedrai miracoli, | se crederai | La fede non si può fermar | Se crederai | Quanti miracoli, sono fra noi | Sono fra noi | E condividerli potrai, | sì potrai | potrai se crederai | potrai se crederai''
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
''Ascoltaci!!!'' ('''Jocabel''') {{NDR|cantando}}
==Note==
<references/>
==Voci correlate==
*[[Giuseppe - Il re dei sogni]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Il principe d'Egitto''}}
[[Categoria:Film biblici]]
[[Categoria:Film d'animazione]]
[[Categoria:Film musicali]]
[[Categoria:Film premi Oscar]]
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Vicente del Bosque
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[[File:Vicente del Bosque - Teamchef Spain (02) (cropped).jpg|thumb|Vicente del Bosque nel 2009]]
'''Vicente del Bosque González, 1º marchese di Del Bosque''' (1950 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio spagnolo.
==Citazioni di Vicente del Bosque==
*[[Andrés Iniesta|Andrés]] sta giocando molto bene. È un giocatore davvero molto bravo. Tecnicamente è perfetto e gioca anche con una gran disinvoltura, quasi, quasi senza sforzo. È come quando [[Roger Federer|Federer]] gioca a tennis, a malapena suda. Iniesta quasi non fatica quando gioca ed è straordinario che sia un nostro giocatore.
:''Andrés está jugando muy bien. Es que es muy buen jugador. Técnicamente es perfecto y además juega con esa naturalidad, casi, casi sin esfuerzo. Es como cuando juega Federer al tenis, casi ni suda. Iniesta casi ni se esfuerza para jugar. Es extraordinario que sea nuestro.''<ref>Citato in {{es}} ''[http://www.sport.es/es/noticias/eurocopa/del-bosque-compara-iniesta-con-roger-federer-1951922 Del Bosque compara a Iniesta con Roger Federer]'', ''sport.es'', 21 giugno 2012.</ref>
*Non si può discutere il fatto che [[Robert Prosinečki|Robert]] sia un individualista e che sia innamorato del pallone. Spesso riceveva parecchi fischi per la sua mania di tenere a lungo il pallone tra i piedi... ma il più delle volte vi posso garantire che lo faceva perché non c'erano soluzioni migliori!<ref>Citato in ''[https://www.calciomercato.com/notizie/storia-di-prosinecki-senza-lo-spritzer-sarei-stato-il-piu-forte/924034 Storia di Prosinecki: 'Senza lo spritzer sarei stato il più forte del mondo']'', ''calciomercato.com'', 31 ottobre 2018.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Del Bosque, Vicente}}
[[Categoria:Allenatori di calcio spagnoli]]
[[Categoria:Calciatori spagnoli]]
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Vuk Jeremić
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[[File:Vuk-Jeremic-cirsd-2014 (cropped).jpg|thumb|Vuk Jeremić nel 2014]]
'''Vuk Jeremić''' (1975 – vivente), politico serbo.
==Citazioni di Vuk Jeremić==
*Da bambino ce l'avevo con l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] che era venuta a battere a Belgrado la mia squadra, la [[Fudbalski klub Crvena zvezda|Stella Rossa]]. Ma poi quando, qualche anno dopo, fu il [[Associazione Calcio Milan|Milan]] ad eliminarci all'ultimo minuto da una coppa europea, diventai per reazione tifoso interista.<ref>Citato in Massimo Gaggi, ''[http://www.corriere.it/sport/12_novembre_29/inter-campus-onu_4f4cb98c-39f1-11e2-8e20-34fd72ebaa93.shtml New York, la festa dell'Inter Campus all'Onu]'', ''corriere.it'', 29 novembre 2012.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici serbi]]
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{{Film
|titoloitaliano= Skyfall
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*[[Daniel Craig]]: [[James Bond]]
*[[Judi Dench]]: M
*[[Javier Bardem]]: Raoul Silva / Thiago Rodriguez
*[[Ralph Fiennes]]: Gareth Mallory
*[[Naomie Harris]]: Eve Moneypenny
*[[Albert Finney]]: Kincade
*[[Bérénice Marlohe]]: Sévérine
*[[Helen McCrory]]: Clair Dowar
*[[Ben Whishaw]]: Q
*[[Ola Rapace]]: Patrice
*[[Rory Kinnear]]: Bill Tanner
*[[Tonia Sotiropoulou]]: amante di Bond in Turchia
|doppiatoriitaliani=
*[[Francesco Prando]]: James Bond
*[[Sonia Scotti]]: M
*[[Roberto Pedicini]]: Raoul Silva / Thiago Rodriguez
*[[Gaetano Varcasia]]: Gareth Mallory
*[[Stella Musy]]: Eve Moneypenny
*[[Luciano De Ambrosis]]: Kincade
*[[Claudia Catani]]: Sévérine
*[[Anna Rita Pasanisi]]: Clair Dowar
*[[David Chevalier]]: Q
*[[Vittorio De Angelis]]: Bill Tanner
|note=
*Vincitore di 2 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]] (2013)''':
**Miglior montaggio sonoro
**Migliore canzone
}}
'''''Skyfall''''', film del 2012 con [[Daniel Craig]], regia di [[Sam Mendes]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Spari, maledizione! ('''M''')
*Ciao James, benvenuto. Ti piace l'isola? Mia nonna aveva un'isola. Niente di cui vantarsi, si poteva girare in un'ora. Ma era comunque un paradiso per noi. Un'estate, andammo a farle visita e scoprimmo che la casa era infestata dai topi. Erano arrivati con un peschereccio e si erano rimpinzati di cocco. Come si mandano via i topi da un'isola? Me lo insegnò mia nonna. Interrammo un barile con una molla nel coperchio, poi come esca collegammo il cocco al coperchio, i topi golosi si avvicinarono e ''boing boing boing boing boing boing''... caddero nel barile. E dopo un mese avevamo intrappolato tutti i topi. Ma poi che cosa ci fai? Butti il barile nell'oceano? Lo bruci? No. Lo lasci dov'è. E loro cominciano ad avere fame. E poi uno a uno... iniziano a mangiarsi fra loro, finché ne rimangono soltanto due, i sopravvissuti. E allora che fai? Li uccidi? No. Li prendi e li liberi sugli alberi. Ma non mangiano più le noci di cocco ormai, ora mangiano solo topi. Hai cambiato la loro natura. Due sopravvissuti, ecco cosa lei {{NDR|M}} ha fatto di noi. ('''Silva''')
*{{NDR|Vedendo Bond far fatica a sparare}} Non è possibile. Non è possibile. Sei morto davvero quel giorno? Non c'è niente... niente... del vecchio 007? ('''Silva''')
*{{NDR|Risposta di M alla Corte Marziale}} Presidente, ministri, oggi ho sentito ripetere quanto irrilevante sia diventato il mio dipartimento: perché ci servono gli agenti? La sezione 00? non è tutto antiquato? È evidente che io vedo un mondo diverso dal vostro e la verità è che quello che vedo mi spaventa molto; sono spaventata perché non sappiamo più chi sono i nostri nemici, non sono più rintracciabili, non sono nazioni, sono individui. Guardatevi intorno, di chi avete paura? Vedete una faccia? una divisa? una bandiera? No. Il nostro mondo non è più trasparente ora, è più opaco, è nelle ombre che dobbiamo combattere, quindi, prima di definirci irrilevanti, dovete chiedervi: quanto vi sentite al sicuro?
*{{NDR|M cita una poesia di [[Alfred Tennyson]]}} "''Noi non siamo più ora la forza che nei giorni lontani muoveva la terra e il cielo: noi siamo ciò che siamo, un'uguale tempra di eroici cuori infiacchiti dal tempo e dal fato, ma forti nella volontà di combattere, cercare, trovare e non cedere mai.''"
*Gli orfani sono sempre le reclute migliori. ('''M''')
*Ascoltatemi bene tutti: non vi azzardate a toccarla, lei è mia!! ('''Silva''')
*{{NDR|Guardando le due bombole di gas con dinamite che faranno esplodere Skyfall}} Ho sempre odiato questo posto! ('''Bond''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''M''': Non sono un idiota, Mallory. Non potrò fare questo lavoro per sempre, ma Dio mi fulmini se lascerò il dipartimento peggio di come l'ho trovato.<br/>'''Gareth Mallory''': Ha fatto un'ottima carriera. Dovrebbe lasciare con dignità.<br/>'''M''': Al diavolo la dignità! Lascio quando il lavoro è finito.
*'''M''': Dove diavolo si era perso?<br/>'''Bond''': A godermi la morte. 007 a rapporto, signora.<br/>'''M''': Perché non ha chiamato?<br/>'''Bond''': Non ha avuto la cartolina? Dovrebbe provare anche lei: andare via da tutto, ti cambia la prospettiva!<br/>'''M''': Erano finiti gli alcolici? Per questo è tornato?<br/>'''Bond''': Com'è che ha detto? Se non erro "spari, maledizione".<br/>'''M''': L'ho giudicato necessario.<br/>'''Bond''': Doveva fidarsi e lasciarmi finire il mio lavoro!<br/>'''M''': Tra la possibilità di perdere lei o la certezza di perdere tutti gli altri agenti ho preso l'unica decisione possibile, e lei lo sa.<br/>'''Bond''': Ha perso il suo sangue freddo.<br/>'''M''': Che cosa si aspetta, vorrebbe delle scuse?! Conosce le regole del gioco, lo gioca da molto tempo. Come me, del resto.<br/>'''Bond''': Da troppo, forse.<br/>'''M''': Parli per sé stesso.<br/>'''Bond''': Ronson non ce l'ha fatta, vero?<br/>'''M''': No.<br/>'''Bond''': Quindi è finita. Siamo oltre la data di scadenza.<br/>'''M''': Se pensa questo perché tornato, Bond?<br/>'''Bond''': Bella domanda.<br/>'''M''': Perché siamo sotto attacco, e sa che abbiamo bisogno di lei.<br/>'''Bond''': Sono qui.<br/>'''M''': Dovrà presentarsi ed essere dichiarato idoneo al servizio attivo. Può tornare in servizio solo se ha superato i test, quindi li faccia seriamente. Non le farebbe male una doccia.<br/>'''Bond''': Vado a casa a cambiarmi.<br/>'''M''': Oh, l'abbiamo venduta. Le sue cose sono in un deposito. Procedura standard, alla morte di un funzionario non sposato e senza parenti. Poteva chiamare.<br/>'''Bond''': Mi troverò un albergo...<br/>'''M''': Di sicuro non dormirà qui.
*'''Psicologo''': Vorrei cominciare con alcune semplici associazioni di parole. Mi dica la prima parola che le viene in mente, ad esempio io potrei dire "giorno" e lei risponderebbe...<br/>'''Bond''': Sprecato.<br/>'''Psicologo''': D'accordo. "Arma".<br/>'''Bond''': Da fuoco.<br/>'''Psicologo''': "Agente".<br/>'''Bond''': Provocatore.<br/>'''Psicologo''': "Donna"<br/>'''Bond''': Provocatrice.<br/>'''Psicologo''': "Cuore"<br/>'''Bond''': Bersaglio.<br/>'''Psicologo''': "Aquila"<br/>'''Bond''': Cielo.<br/>'''Psicologo''': "M"<br/>'''Bond''': Stronza.<br/>'''Psicologo''': "Luce del sole"<br/>'''Bond''': Nuotare.<br/>'''Psicologo''': "Chiaro di luna".<br/>'''Bond''': Danzare.<br/>'''Psicologo''': "Omicidio"<br/>'''Bond''': Impiego.<br/>'''Psicologo''': "Nazione"<br/>'''Bond''': Inghilterra.<br/>'''Psicologo''': "Skyfall". {{NDR|Bond non risponde}} "Skyfall".<br/>'''Bond''': Fine.
*'''Bond''': Scusa, noi ci conosciamo?<br/>'''Eve''': Sono io quella che dovrebbe scusarsi.<br/>'''Bond''': Erano solo quattro costole, e alcuni degli organi meno vitali. Niente d'importante. Non c'era abbastanza movimento a Istanbul?<br/>'''Eve''': Sono stata riassegnata, sospensione temporanea dal servizio operativo.<br/>'''Bond''': Sul serio?<br/>'''Eve''' {{NDR|annuisce}}: Dopo l'uccisione di 007.<br/>'''Bond''': Hai fatto del tuo meglio per far colpo...<br/>'''Eve''': Non è certo stato il mio colpo migliore.<br/>'''Bond''': Non sarei sopravvissuto al migliore.<br/>'''Eve''': Dubito che potrai fare una prova.<br/>'''Bond''': Be', comunque fammi un favore: se ti fanno tornare operativa avvisami prima.
*'''Bond''' {{NDR|riferendosi a un bizzarro soprammobile a forma di Bulldog sulla scrivania di M}}: Tutto l'ufficio salta in aria e quel maledetto cagnaccio sopravvive.<br/>'''M''': I suoi consigli sull'arredamento di interni sono sempre stati molto apprezzati...
*'''Q''': 007, sono il nuovo addetto all'approvvigionamento.<br/>'''Bond''': Stai scherzando, spero.<br/> '''Q''': Perché non ho un camice da laboratorio?<br/>'''Bond''': No, perché hai ancora i brufoli.<br/> '''Q''': La mia epidermide non è affatto rilevante.<br/>'''Bond''': Be', la tua competenza sì.<br/> '''Q''': L'età non è una garanzia di efficienza. <br/>'''Bond''': E la giovinezza non è garanzia di innovazione.<br/> '''Q''': Posso dire che faccio molti più danni io con un mio portatile in pigiama seduto di fronte alla prima tazza di Earl Grey di quanto ne faccia tu in un anno sul campo.<br/>'''Bond''': Oh, e che vi servo allora?<br/> '''Q''': Ogni tanto un grilletto va premuto.<br/>'''Bond''': O non premuto. È difficile scegliere se sei in pigiama. Q.<br/> '''Q''': 007. {{NDR|si stringono la mano}} Un biglietto per Shangai. {{NDR|gli passa una busta}} Documentazione e passaporto.<br/>'''Bond''': Grazie.<br/> '''Q''': E questa. {{NDR|gli porge una scatola chiusa che Bond apre rivelando una pistola}} Walther PPKS 9 millimetri corta. L'impugnatura include dei sensori microtermici. L'abbiamo codificata con la tua mano, puoi usarla solo tu. Meno strumento qualunque per uccidere, più impronta personale.<br/> '''Bond''': E qui? {{NDR|indicando uno spazio vuoto dentro la scatola}}<br/> '''Q''' {{NDR|porgendogli un quadratino di metallo da cui Bond fa scattare fuori un'antenna e che sistema nella scatola}}: Una radio-trasmittente standard. Se l'attivi trasmette la tua posizione. Segnale di soccorso. Questo è quanto.<br/>'''Bond''': Una pistola e una radio. Non è esattamente Natale direi.<br/> '''Q''': Cosa ti aspettavi una penna esplosiva? Sono articoli che non usiamo da un pezzo. {{NDR|alzandosi e andandosene}} Buona fortuna sul campo. E per favore riporta la dotazione tutta intera.<br/>'''Bond''' {{NDR|da solo dopo che Q se n'è andato}}: Il mondo nuovo.
*'''Sévérine''': Tu non sai niente di me...<br/> '''Bond''': So quando una donna ha paura e fa finta di non averne.<br/>'''Sévérine''': Fin dove conosce la paura?<br/> '''Bond''': Fino in fondo.<br/>'''Sévérine''': Ma non conosce questa... non conosce lui.
*{{NDR|Facendo l'amore sotto la doccia}}<br />'''Bond''': Mi piaci di più senza la tua Beretta. <br/>'''Sévérine''': Mi sento nuda senza di lei.
*'''Giornalista TV''': Il primo ministro continua a sostenere pubblicamente l'MI6, mentre l'opposizione è dell'opinione...<br/>'''Gareth Mallory''' {{NDR|spegnendo la TV}}: È dell'opinione che siamo un mucchio di maledetti idioti antiquati che combattono una guerra che non capiscono e non possono vincere!<br/>'''M''': Senta, tre dei miei agenti sono già morti, non metta di mezzo la politica adesso.<br/>'''Gareth Mallory''': Il Primo Ministro ha ordinato un'inchiesta, dovrà testimoniare.<br/>'''M''': Oh, mi metteranno i ceppi sulla piazza, chi è antiquato adesso?<br/>'''Gareth Mallory''': Santo cielo, ma che cosa dice? Siamo una democrazia, e dobbiamo rendere conto alle persone che difendiamo. Non possiamo continuare a lavorare nell'ombra, non esistono più le ombre.<br/>'''M''': Lei non ha capito? Chiunque ci sia dietro a tutto questo ci conosce. È uno di noi. Viene dallo stesso posto di Bond, quel posto che secondo lei non esiste: dall'ombra.
*'''Silva''': Andiamo... guardati. A malapena tenuto insieme dai tuoi drink e dalle pillole. <br/>'''Bond''': Dimentichi il mio patetico amore per la patria. <br/>'''Silva''': Sei ancora attaccato alla tua fiducia in quella povera vecchia. Ma lei non fa che mentirti.<br/>'''Bond''': Non mi ha mentito mai.<br/>'''Silva''': No?<br/>'''Bond''': No.<br/>'''Silva''': Quale punteggio hai avuto nel tiro di precisione?<br/>'''Bond''': 70.<br/>'''Silva''': 40! Ti ha detto che lo psicologo ti ha considerato abile?<br/>'''Bond''': Sì. <br/>'''Silva''': No. No. {{NDR|Si reca dal computer, leggendo la scheda di Bond}} "''Valutazione medica: negativa. Valutazione fisica: negativa. Valutazione psicologica: dipendenza da alcool e da altre sostanze psicoattive. Patologico rifiuto dell'autorità provocato da un trauma infantile mai risolto. Il soggetto non può passare al servizio operativo e se ne consiglia l'immediata sospensione dal servizio.''" Cos'è questo, se non tradimento? Ti ha mandato a cercarmi sapendo che non sei pronto, che probabilmente morirai... mammina è stata molto cattiva. {{NDR|apre la camicia a Bond e gli sfiora, suggestivamente, la cicatrice}} Ooh... l'hai visto che cosa ti ha fatto? <br/>'''Bond''': Be', lei non mi ha mai legato a una sedia....<br/>'''Silva''': Peggio per lei...<br/>'''Bond''': Sei sicuro che si tratti di M?<br/>'''Silva''' {{NDR|continuando ad accarezzarlo}} Si tratta di lei. E di te, e di me. Vedi, noi siamo gli ultimi due topi. O ci mangiamo a vicenda... o mangiamo tutti gli altri. Come può aiutarti il tuo addestramento in questa situazione? Qual è il regolamento che copre anche questo? {{NDR|afferrando le gambe di Bond}} Be', c'è sempre una prima volta... no?<br/>'''Bond''': Cosa ti fa pensare che sia la prima volta per me?<br/>'''Silva''': Oh, signor Bond!
*'''Bond''': Tutti hanno bisogno di un [[hobby]].<br>'''Silva''': E il tuo qual è?<br>'''Bond''': La resurrezione.
*'''Silva''' {{NDR|ridendo}}: Sei più bassa di quanto mi ricordassi!<br/>'''M''': Mentre io non la ricordo quasi per niente.<br/>'''Silva''': Strano, per me è come se fosse ieri. Sei sorpresa?<br/>'''M''': Non particolarmente, ma lei è sempre stato un po' viscido.<br/>'''Silva''': Forse è per questo che mi amavi tanto...<br/>'''M''': Lei si pavoneggia.<br/>'''Silva''': Nessun rimorso; proprio come immaginavo...<br/>'''M''': Il [[rimorso]] è per principianti.<br/>'''Silva''' {{NDR|ride}}: Il rimorso è per principianti... Mi hanno rinchiuso per cinque mesi, in una camera senz'aria. Mi hanno torturato per mesi, e io ho protetto i tuoi segreti e ho protetto te. Ma mi hanno fatto soffrire, e soffrire... e soffrire. Finchè mi sono reso conto che eri stata tu a tradirmi. Mi hai tradito tu. Quindi non mi restava che una cosa sola: la mia capsula di cianuro impiantata nel primo molare, ce la ricordiamo, vero? Così mi sono rotto il dente e ho morso la capsula e mi ha... bruciato tutti gli organi interni, ma non sono morto. {{NDR|ridendo amaramente}} La vita si è attaccata a me come una malattia. E allora ho capito, perchè ero sopravvissuto: dovevo guardarti negli occhi un'ultima volta, M.<br/>'''M''': Spero che ne sia valsa la pena. Signor Silva, lei verrà trasferito nella prigione di Belmarsh, dove rimarrà in custodia a cautelare finché la pubblica accusa non lo riterrà pronto a sostenere un processo...<br/>'''Silva''': Dì il mio nome, dillo! Il mio vero nome! Lo so che lo ricordi bene.<br/>'''M''': Il suo nome è sulla parete commemorativa dell'edificio che lei ha attaccato. Lo farò cancellare. Presto il suo passato non esisterà più, così come il suo futuro. Non la rivedrò mai più.<br/>'''Silva''': Lo sai che cosa ti fa? L'acido cianidrico?! {{NDR|si toglie la protesi dalla bocca, mostrandogli il suo volto rovinato}} Ora, guarda bene la tua opera, madre.
*'''M''' {{NDR|a Bond dopo aver visto la Aston Martin DB5}}: Oh perché questa passa assolutamente inosservata.<br/>'''Bond''': Salga.<br/>[...]<br/>'''M''': Dove stiamo andando?<br/>'''Bond''': Indietro nel tempo.
*'''Kincade''': James. James Bond.<br/>'''Bond''': Dio del cielo.... sei ancora vivo?<br/>'''Kincade''': Ah, anche a me fa piacere vederti...
*'''Silva''' {{NDR|[[Ultime parole dai film di 007|ultime parole]], rivolto a M}}: Ma certo, doveva capitare qui. Doveva essere in questo modo. Grazie... Per favore. Sei ferita, sei ferita?! Che cosa ti hanno fatto? Che cosa ti hanno fatto? {{NDR|mette la pistola in mano a M}} Liberaci entrambi! Liberaci entrambi! Con la stessa pallottola! Fallo. Fallo! Solo tu puoi farlo. Ora va. {{NDR|all'improvviso Bond lo pugnala di nascosto dietro alle sue spalle con un coltello, morendo}}<br/>'''Bond''': L'ultimo topo rimasto.
*'''M''' {{NDR|morente}}: Immagino che sia troppo tardi per provare a scappare.<br/>'''Bond''' {{NDR|sul punto di piangere}}: Io ci sto se lei vuole.<br/>'''M''' {{NDR|[[Ultime parole dai film di 007|ultime parole]]}}: Una cosa l'ho fatta giusta.
*'''Bond''': Noi non ci siamo mai presentati formalmente.<br/>'''Eve''': Oh. Mi chiamo Eve. Eve Moneypenny.<br/>'''Bond''': Passeremo dei bei momenti insieme Miss Moneypenny.<br/>'''Eve''': Sicuramente. Capiterà ancora di trovarci sul filo del rasoio.
*'''Bond''': Come va la ferita signore?<br/>'''Gareth Mallory''': Cosa? Oh bene. Guarirà presto. Piuttosto scioccante per uno non abituato al settore operativo. Allora 007, c'è tanto da fare. {{NDR|gli porge un fascicolo con scritto Top secret}} È pronto a rimettersi al lavoro?<br/>'''Bond''': Con piacere, M. Con piacere.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Agente 007}}
[[Categoria:Film d'avventura]]
[[Categoria:Film di spionaggio]]
[[Categoria:Film thriller d'azione]]
[[Categoria:Film premi Oscar]]
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano= Skyfall
|immagine =
|titolooriginale= Skyfall
|paese= Regno Unito / USA
|annouscita= 2012
|genere= azione, avventura, thriller, spionaggio
|regista= [[Sam Mendes]]
|soggetto = [[Ian Fleming]] ''(personaggi)''
|sceneggiatore = [[John Logan]], [[Neal Purvis]], [[Robert Wade]]
|attori=
*[[Daniel Craig]]: [[James Bond]]
*[[Judi Dench]]: M
*[[Javier Bardem]]: Raoul Silva / Thiago Rodriguez
*[[Ralph Fiennes]]: Gareth Mallory
*[[Naomie Harris]]: Eve Moneypenny
*[[Albert Finney]]: Kincade
*[[Bérénice Marlohe]]: Sévérine
*[[Helen McCrory]]: Clair Dowar
*[[Ben Whishaw]]: Q
*[[Ola Rapace]]: Patrice
*[[Rory Kinnear]]: Bill Tanner
*[[Tonia Sotiropoulou]]: amante di Bond in Turchia
|doppiatoriitaliani=
*[[Francesco Prando]]: James Bond
*[[Sonia Scotti]]: M
*[[Roberto Pedicini]]: Raoul Silva / Thiago Rodriguez
*[[Gaetano Varcasia]]: Gareth Mallory
*[[Stella Musy]]: Eve Moneypenny
*[[Luciano De Ambrosis]]: Kincade
*[[Claudia Catani]]: Sévérine
*[[Anna Rita Pasanisi]]: Clair Dowar
*[[David Chevalier]]: Q
*[[Vittorio De Angelis]]: Bill Tanner
|note=
*Vincitore di 2 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]] (2013)''':
**Miglior montaggio sonoro
**Migliore canzone
}}
'''''Skyfall''''', film del 2012 con [[Daniel Craig]], regia di [[Sam Mendes]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Spari, maledizione! ('''M''')
*Ciao James, benvenuto. Ti piace l'isola? Mia nonna aveva un'isola. Niente di cui vantarsi, si poteva girare in un'ora. Ma era comunque un paradiso per noi. Un'estate, andammo a farle visita e scoprimmo che la casa era infestata dai topi. Erano arrivati con un peschereccio e si erano rimpinzati di cocco. Come si mandano via i topi da un'isola? Me lo insegnò mia nonna. Interrammo un barile con una molla nel coperchio, poi come esca collegammo il cocco al coperchio, i topi golosi si avvicinarono e ''boing boing boing boing boing boing''... caddero nel barile. E dopo un mese avevamo intrappolato tutti i topi. Ma poi che cosa ci fai? Butti il barile nell'oceano? Lo bruci? No. Lo lasci dov'è. E loro cominciano ad avere fame. E poi uno a uno... iniziano a mangiarsi fra loro, finché ne rimangono soltanto due, i sopravvissuti. E allora che fai? Li uccidi? No. Li prendi e li liberi sugli alberi. Ma non mangiano più le noci di cocco ormai, ora mangiano solo topi. Hai cambiato la loro natura. Due sopravvissuti, ecco cosa lei {{NDR|M}} ha fatto di noi. ('''Silva''')
*{{NDR|Vedendo Bond far fatica a sparare}} Non è possibile. Non è possibile. Sei morto davvero quel giorno? Non c'è niente... niente... del vecchio 007? ('''Silva''')
*{{NDR|Risposta di M alla Corte Marziale}} Presidente, ministri, oggi ho sentito ripetere quanto irrilevante sia diventato il mio dipartimento: perché ci servono gli agenti? La sezione 00? non è tutto antiquato? È evidente che io vedo un mondo diverso dal vostro e la verità è che quello che vedo mi spaventa molto; sono spaventata perché non sappiamo più chi sono i nostri nemici, non sono più rintracciabili, non sono nazioni, sono individui. Guardatevi intorno, di chi avete paura? Vedete una faccia? una divisa? una bandiera? No. Il nostro mondo non è più trasparente ora, è più opaco, è nelle ombre che dobbiamo combattere, quindi, prima di definirci irrilevanti, dovete chiedervi: quanto vi sentite al sicuro?
*{{NDR|M cita una poesia di [[Alfred Tennyson]]}} "''Noi non siamo più ora la forza che nei giorni lontani muoveva la terra e il cielo: noi siamo ciò che siamo, un'uguale tempra di eroici cuori infiacchiti dal tempo e dal fato, ma forti nella volontà di combattere, cercare, trovare e non cedere mai.''"
*Gli orfani sono sempre le reclute migliori. ('''M''')
*Ascoltatemi bene tutti: non vi azzardate a toccarla, lei è mia!! ('''Silva''')
*{{NDR|Guardando le due bombole di gas con dinamite che faranno esplodere Skyfall}} Ho sempre odiato questo posto! ('''Bond''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''M''': Non sono un idiota, Mallory. Non potrò fare questo lavoro per sempre, ma Dio mi fulmini se lascerò il dipartimento peggio di come l'ho trovato.<br/>'''Gareth Mallory''': Ha fatto un'ottima carriera. Dovrebbe lasciare con dignità.<br/>'''M''': Al diavolo la dignità! Lascio quando il lavoro è finito.
*'''M''': Dove diavolo si era perso?<br/>'''Bond''': A godermi la morte. 007 a rapporto, signora.<br/>'''M''': Perché non ha chiamato?<br/>'''Bond''': Non ha avuto la cartolina? Dovrebbe provare anche lei: andare via da tutto, ti cambia la prospettiva!<br/>'''M''': Erano finiti gli alcolici? Per questo è tornato?<br/>'''Bond''': Com'è che ha detto? Se non erro "spari, maledizione".<br/>'''M''': L'ho giudicato necessario.<br/>'''Bond''': Doveva fidarsi e lasciarmi finire il mio lavoro!<br/>'''M''': Tra la possibilità di perdere lei o la certezza di perdere tutti gli altri agenti ho preso l'unica decisione possibile, e lei lo sa.<br/>'''Bond''': Ha perso il suo sangue freddo.<br/>'''M''': Che cosa si aspetta, vorrebbe delle scuse?! Conosce le regole del gioco, lo gioca da molto tempo. Come me, del resto.<br/>'''Bond''': Da troppo, forse.<br/>'''M''': Parli per sé stesso.<br/>'''Bond''': Ronson non ce l'ha fatta, vero?<br/>'''M''': No.<br/>'''Bond''': Quindi è finita. Siamo oltre la data di scadenza.<br/>'''M''': Se pensa questo perché tornato, Bond?<br/>'''Bond''': Bella domanda.<br/>'''M''': Perché siamo sotto attacco, e sa che abbiamo bisogno di lei.<br/>'''Bond''': Sono qui.<br/>'''M''': Dovrà presentarsi ed essere dichiarato idoneo al servizio attivo. Può tornare in servizio solo se ha superato i test, quindi li faccia seriamente. Non le farebbe male una doccia.<br/>'''Bond''': Vado a casa a cambiarmi.<br/>'''M''': Oh, l'abbiamo venduta. Le sue cose sono in un deposito. Procedura standard, alla morte di un funzionario non sposato e senza parenti. Poteva chiamare.<br/>'''Bond''': Mi troverò un albergo...<br/>'''M''': Di sicuro non dormirà qui.
*'''Psicologo''': Vorrei cominciare con alcune semplici associazioni di parole. Mi dica la prima parola che le viene in mente, ad esempio io potrei dire "giorno" e lei risponderebbe...<br/>'''Bond''': Sprecato.<br/>'''Psicologo''': D'accordo. "Arma".<br/>'''Bond''': Da fuoco.<br/>'''Psicologo''': "Agente".<br/>'''Bond''': Provocatore.<br/>'''Psicologo''': "Donna"<br/>'''Bond''': Provocatrice.<br/>'''Psicologo''': "Cuore"<br/>'''Bond''': Bersaglio.<br/>'''Psicologo''': "Aquila"<br/>'''Bond''': Cielo.<br/>'''Psicologo''': "M"<br/>'''Bond''': Stronza.<br/>'''Psicologo''': "Luce del sole"<br/>'''Bond''': Nuotare.<br/>'''Psicologo''': "Chiaro di luna".<br/>'''Bond''': Danzare.<br/>'''Psicologo''': "Omicidio"<br/>'''Bond''': Impiego.<br/>'''Psicologo''': "Nazione"<br/>'''Bond''': Inghilterra.<br/>'''Psicologo''': "Skyfall". {{NDR|Bond non risponde}} "Skyfall".<br/>'''Bond''': Fine.
*'''Bond''': Scusa, noi ci conosciamo?<br/>'''Eve''': Sono io quella che dovrebbe scusarsi.<br/>'''Bond''': Erano solo quattro costole, e alcuni degli organi meno vitali. Niente d'importante. Non c'era abbastanza movimento a Istanbul?<br/>'''Eve''': Sono stata riassegnata, sospensione temporanea dal servizio operativo.<br/>'''Bond''': Sul serio?<br/>'''Eve''' {{NDR|annuisce}}: Dopo l'uccisione di 007.<br/>'''Bond''': Hai fatto del tuo meglio per far colpo...<br/>'''Eve''': Non è certo stato il mio colpo migliore.<br/>'''Bond''': Non sarei sopravvissuto al migliore.<br/>'''Eve''': Dubito che potrai fare una prova.<br/>'''Bond''': Be', comunque fammi un favore: se ti fanno tornare operativa avvisami prima.
*'''Bond''' {{NDR|riferendosi a un bizzarro soprammobile a forma di Bulldog sulla scrivania di M}}: Tutto l'ufficio salta in aria e quel maledetto cagnaccio sopravvive.<br/>'''M''': I suoi consigli sull'arredamento di interni sono sempre stati molto apprezzati...
*'''Q''': 007, sono il nuovo addetto all'approvvigionamento.<br/>'''Bond''': Stai scherzando, spero.<br/> '''Q''': Perché non ho un camice da laboratorio?<br/>'''Bond''': No, perché hai ancora i brufoli.<br/> '''Q''': La mia epidermide non è affatto rilevante.<br/>'''Bond''': Be', la tua competenza sì.<br/> '''Q''': L'età non è una garanzia di efficienza. <br/>'''Bond''': E la giovinezza non è garanzia di innovazione.<br/> '''Q''': Posso dire che faccio molti più danni io con un mio portatile in pigiama seduto di fronte alla prima tazza di Earl Grey di quanto ne faccia tu in un anno sul campo.<br/>'''Bond''': Oh, e che vi servo allora?<br/> '''Q''': Ogni tanto un grilletto va premuto.<br/>'''Bond''': O non premuto. È difficile scegliere se sei in pigiama. Q.<br/> '''Q''': 007. {{NDR|si stringono la mano}} Un biglietto per Shangai. {{NDR|gli passa una busta}} Documentazione e passaporto.<br/>'''Bond''': Grazie.<br/> '''Q''': E questa. {{NDR|gli porge una scatola chiusa che Bond apre rivelando una pistola}} Walther PPKS 9 millimetri corta. L'impugnatura include dei sensori microtermici. L'abbiamo codificata con la tua mano, puoi usarla solo tu. Meno strumento qualunque per uccidere, più impronta personale.<br/> '''Bond''': E qui? {{NDR|indicando uno spazio vuoto dentro la scatola}}<br/> '''Q''' {{NDR|porgendogli un quadratino di metallo da cui Bond fa scattare fuori un'antenna e che sistema nella scatola}}: Una radio-trasmittente standard. Se l'attivi trasmette la tua posizione. Segnale di soccorso. Questo è quanto.<br/>'''Bond''': Una pistola e una radio. Non è esattamente Natale direi.<br/> '''Q''': Cosa ti aspettavi una penna esplosiva? Sono articoli che non usiamo da un pezzo. {{NDR|alzandosi e andandosene}} Buona fortuna sul campo. E per favore riporta la dotazione tutta intera.<br/>'''Bond''' {{NDR|da solo dopo che Q se n'è andato}}: Il mondo nuovo.
*'''Sévérine''': Tu non sai niente di me...<br/> '''Bond''': So quando una donna ha paura e fa finta di non averne.<br/>'''Sévérine''': Fin dove conosce la paura?<br/> '''Bond''': Fino in fondo.<br/>'''Sévérine''': Ma non conosce questa... non conosce lui.
*{{NDR|Facendo l'amore sotto la doccia}}<br />'''Bond''': Mi piaci di più senza la tua Beretta. <br/>'''Sévérine''': Mi sento nuda senza di lei.
*'''Giornalista TV''': Il primo ministro continua a sostenere pubblicamente l'MI6, mentre l'opposizione è dell'opinione...<br/>'''Gareth Mallory''' {{NDR|spegnendo la TV}}: È dell'opinione che siamo un mucchio di maledetti idioti antiquati che combattono una guerra che non capiscono e non possono vincere!<br/>'''M''': Senta, tre dei miei agenti sono già morti, non metta di mezzo la politica adesso.<br/>'''Gareth Mallory''': Il Primo Ministro ha ordinato un'inchiesta, dovrà testimoniare.<br/>'''M''': Oh, mi metteranno i ceppi sulla piazza, chi è antiquato adesso?<br/>'''Gareth Mallory''': Santo cielo, ma che cosa dice? Siamo una democrazia, e dobbiamo rendere conto alle persone che difendiamo. Non possiamo continuare a lavorare nell'ombra, non esistono più le ombre.<br/>'''M''': Lei non ha capito? Chiunque ci sia dietro a tutto questo ci conosce. È uno di noi. Viene dallo stesso posto di Bond, quel posto che secondo lei non esiste: dall'ombra.
*'''Silva''': Andiamo... guardati. A malapena tenuto insieme dai tuoi drink e dalle pillole. <br/>'''Bond''': Dimentichi il mio patetico amore per la patria. <br/>'''Silva''': Sei ancora attaccato alla tua fiducia in quella povera vecchia. Ma lei non fa che mentirti.<br/>'''Bond''': Non mi ha mentito mai.<br/>'''Silva''': No?<br/>'''Bond''': No.<br/>'''Silva''': Quale punteggio hai avuto nel tiro di precisione?<br/>'''Bond''': 70.<br/>'''Silva''': 40! Ti ha detto che lo psicologo ti ha considerato abile?<br/>'''Bond''': Sì. <br/>'''Silva''': No. No. {{NDR|Si reca dal computer, leggendo la scheda di Bond}} "''Valutazione medica: negativa. Valutazione fisica: negativa. Valutazione psicologica: dipendenza da alcool e da altre sostanze psicoattive. Patologico rifiuto dell'autorità provocato da un trauma infantile mai risolto. Il soggetto non può passare al servizio operativo e se ne consiglia l'immediata sospensione dal servizio.''" Cos'è questo, se non tradimento? Ti ha mandato a cercarmi sapendo che non sei pronto, che probabilmente morirai... mammina è stata molto cattiva. {{NDR|apre la camicia a Bond e gli sfiora, suggestivamente, la cicatrice}} Ooh... l'hai visto che cosa ti ha fatto? <br/>'''Bond''': Be', lei non mi ha mai legato a una sedia....<br/>'''Silva''': Peggio per lei...<br/>'''Bond''': Sei sicuro che si tratti di M?<br/>'''Silva''' {{NDR|continuando ad accarezzarlo}} Si tratta di lei. E di te, e di me. Vedi, noi siamo gli ultimi due topi. O ci mangiamo a vicenda... o mangiamo tutti gli altri. Come può aiutarti il tuo addestramento in questa situazione? Qual è il regolamento che copre anche questo? {{NDR|afferrando le gambe di Bond}} Be', c'è sempre una prima volta... no?<br/>'''Bond''': Cosa ti fa pensare che sia la prima volta per me?<br/>'''Silva''': Oh, signor Bond!
*'''Bond''': Tutti hanno bisogno di un [[hobby]].<br>'''Silva''': E il tuo qual è?<br>'''Bond''': La resurrezione.
*'''Silva''' {{NDR|ridendo}}: Sei più bassa di quanto mi ricordassi!<br/>'''M''': Mentre io non la ricordo quasi per niente.<br/>'''Silva''': Strano, per me è come se fosse ieri. Sei sorpresa?<br/>'''M''': Non particolarmente, ma lei è sempre stato un po' viscido.<br/>'''Silva''': Forse è per questo che mi amavi tanto...<br/>'''M''': Lei si pavoneggia.<br/>'''Silva''': Nessun rimorso; proprio come immaginavo...<br/>'''M''': Il [[rimorso]] è per principianti.<br/>'''Silva''' {{NDR|ride}}: "Il rimorso è per principianti"... Mi hanno rinchiuso per cinque mesi, in una camera senz'aria. Mi hanno torturato per mesi, e io ho protetto i tuoi segreti e ho protetto te. Ma mi hanno fatto soffrire, e soffrire... e soffrire. Finchè mi sono reso conto che eri stata tu a tradirmi. Mi hai tradito tu. Quindi non mi restava che una cosa sola: la mia capsula di cianuro impiantata nel primo molare, ce la ricordiamo, vero? Così mi sono rotto il dente e ho morso la capsula e mi ha... bruciato tutti gli organi interni, ma non sono morto. {{NDR|ridendo amaramente}} La vita si è attaccata a me come una malattia. E allora ho capito, perchè ero sopravvissuto: dovevo guardarti negli occhi un'ultima volta, M.<br/>'''M''': Spero che ne sia valsa la pena. Signor Silva, lei verrà trasferito nella prigione di Belmarsh, dove rimarrà in custodia a cautelare finché la pubblica accusa non lo riterrà pronto a sostenere un processo...<br/>'''Silva''': Dì il mio nome, dillo! Il mio vero nome! Lo so che lo ricordi bene.<br/>'''M''': Il suo nome è sulla parete commemorativa dell'edificio che lei ha attaccato. Lo farò cancellare. Presto il suo passato non esisterà più, così come il suo futuro. Non la rivedrò mai più.<br/>'''Silva''': Lo sai che cosa ti fa? L'acido cianidrico?! {{NDR|si toglie la protesi dalla bocca, mostrandogli il suo volto rovinato}} Ora, guarda bene la tua opera, madre.
*'''M''' {{NDR|a Bond dopo aver visto la Aston Martin DB5}}: Oh perché questa passa assolutamente inosservata.<br/>'''Bond''': Salga.<br/>[...]<br/>'''M''': Dove stiamo andando?<br/>'''Bond''': Indietro nel tempo.
*'''Kincade''': James. James Bond.<br/>'''Bond''': Dio del cielo.... sei ancora vivo?<br/>'''Kincade''': Ah, anche a me fa piacere vederti...
*'''Silva''' {{NDR|[[Ultime parole dai film di 007|ultime parole]], rivolto a M}}: Ma certo, doveva capitare qui. Doveva essere in questo modo. Grazie... Per favore. Sei ferita, sei ferita?! Che cosa ti hanno fatto? Che cosa ti hanno fatto? {{NDR|mette la pistola in mano a M}} Liberaci entrambi! Liberaci entrambi! Con la stessa pallottola! Fallo. Fallo! Solo tu puoi farlo. Ora va. {{NDR|all'improvviso Bond lo pugnala di nascosto dietro alle sue spalle con un coltello, morendo}}<br/>'''Bond''': L'ultimo topo rimasto.
*'''M''' {{NDR|morente}}: Immagino che sia troppo tardi per provare a scappare.<br/>'''Bond''' {{NDR|sul punto di piangere}}: Io ci sto se lei vuole.<br/>'''M''' {{NDR|[[Ultime parole dai film di 007|ultime parole]]}}: Una cosa l'ho fatta giusta.
*'''Bond''': Noi non ci siamo mai presentati formalmente.<br/>'''Eve''': Oh. Mi chiamo Eve. Eve Moneypenny.<br/>'''Bond''': Passeremo dei bei momenti insieme Miss Moneypenny.<br/>'''Eve''': Sicuramente. Capiterà ancora di trovarci sul filo del rasoio.
*'''Bond''': Come va la ferita signore?<br/>'''Gareth Mallory''': Cosa? Oh bene. Guarirà presto. Piuttosto scioccante per uno non abituato al settore operativo. Allora 007, c'è tanto da fare. {{NDR|gli porge un fascicolo con scritto Top secret}} È pronto a rimettersi al lavoro?<br/>'''Bond''': Con piacere, M. Con piacere.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Agente 007}}
[[Categoria:Film d'avventura]]
[[Categoria:Film di spionaggio]]
[[Categoria:Film thriller d'azione]]
[[Categoria:Film premi Oscar]]
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2026-09-04T16:02:27Z
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano= Skyfall
|immagine =
|titolooriginale= Skyfall
|paese= Regno Unito / USA
|annouscita= 2012
|genere= azione, avventura, thriller, spionaggio
|regista= [[Sam Mendes]]
|soggetto = [[Ian Fleming]] ''(personaggi)''
|sceneggiatore = [[John Logan]], [[Neal Purvis]], [[Robert Wade]]
|attori=
*[[Daniel Craig]]: [[James Bond]]
*[[Judi Dench]]: M
*[[Javier Bardem]]: Raoul Silva / Thiago Rodriguez
*[[Ralph Fiennes]]: Gareth Mallory
*[[Naomie Harris]]: Eve Moneypenny
*[[Albert Finney]]: Kincade
*[[Bérénice Marlohe]]: Sévérine
*[[Helen McCrory]]: Clair Dowar
*[[Ben Whishaw]]: Q
*[[Ola Rapace]]: Patrice
*[[Rory Kinnear]]: Bill Tanner
*[[Tonia Sotiropoulou]]: amante di Bond in Turchia
|doppiatoriitaliani=
*[[Francesco Prando]]: James Bond
*[[Sonia Scotti]]: M
*[[Roberto Pedicini]]: Raoul Silva / Thiago Rodriguez
*[[Gaetano Varcasia]]: Gareth Mallory
*[[Stella Musy]]: Eve Moneypenny
*[[Luciano De Ambrosis]]: Kincade
*[[Claudia Catani]]: Sévérine
*[[Anna Rita Pasanisi]]: Clair Dowar
*[[David Chevalier]]: Q
*[[Vittorio De Angelis]]: Bill Tanner
|note=
*Vincitore di 2 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]] (2013)''':
**Miglior montaggio sonoro
**Migliore canzone
}}
'''''Skyfall''''', film del 2012 con [[Daniel Craig]], regia di [[Sam Mendes]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Spari, maledizione! ('''M''')
*Ciao James, benvenuto. Ti piace l'isola? Mia nonna aveva un'isola. Niente di cui vantarsi, si poteva girare in un'ora. Ma era comunque un paradiso per noi. Un'estate, andammo a farle visita e scoprimmo che la casa era infestata dai topi. Erano arrivati con un peschereccio e si erano rimpinzati di cocco. Come si mandano via i topi da un'isola? Me lo insegnò mia nonna. Interrammo un barile con una molla nel coperchio, poi come esca collegammo il cocco al coperchio, i topi golosi si avvicinarono e ''boing boing boing boing boing boing''... caddero nel barile. E dopo un mese avevamo intrappolato tutti i topi. Ma poi che cosa ci fai? Butti il barile nell'oceano? Lo bruci? No. Lo lasci dov'è. E loro cominciano ad avere fame. E poi uno a uno... iniziano a mangiarsi fra loro, finché ne rimangono soltanto due, i sopravvissuti. E allora che fai? Li uccidi? No. Li prendi e li liberi sugli alberi. Ma non mangiano più le noci di cocco ormai, ora mangiano solo topi. Hai cambiato la loro natura. Due sopravvissuti, ecco cosa lei {{NDR|M}} ha fatto di noi. ('''Silva''')
*{{NDR|Vedendo Bond far fatica a sparare}} Non è possibile. Non è possibile. Sei morto davvero quel giorno? Non c'è niente... niente... del vecchio 007? ('''Silva''')
*{{NDR|Risposta di M alla Corte Marziale}} Presidente, ministri, oggi ho sentito ripetere quanto irrilevante sia diventato il mio dipartimento: perché ci servono gli agenti? La sezione 00? non è tutto antiquato? È evidente che io vedo un mondo diverso dal vostro e la verità è che quello che vedo mi spaventa molto; sono spaventata perché non sappiamo più chi sono i nostri nemici, non sono più rintracciabili, non sono nazioni, sono individui. Guardatevi intorno, di chi avete paura? Vedete una faccia? una divisa? una bandiera? No. Il nostro mondo non è più trasparente ora, è più opaco, è nelle ombre che dobbiamo combattere, quindi, prima di definirci irrilevanti, dovete chiedervi: quanto vi sentite al sicuro?
*{{NDR|M cita una poesia di [[Alfred Tennyson]]}} "''Noi non siamo più ora la forza che nei giorni lontani muoveva la terra e il cielo: noi siamo ciò che siamo, un'uguale tempra di eroici cuori infiacchiti dal tempo e dal fato, ma forti nella volontà di combattere, cercare, trovare e non cedere mai.''"
*Gli orfani sono sempre le reclute migliori. ('''M''')
*Ascoltatemi bene tutti: non vi azzardate a toccarla, lei è mia!! ('''Silva''')
*{{NDR|Guardando le due bombole di gas con dinamite che faranno esplodere Skyfall}} Ho sempre odiato questo posto! ('''Bond''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''M''': Non sono un idiota, Mallory. Non potrò fare questo lavoro per sempre, ma Dio mi fulmini se lascerò il dipartimento peggio di come l'ho trovato.<br/>'''Gareth Mallory''': Ha fatto un'ottima carriera. Dovrebbe lasciare con dignità.<br/>'''M''': Al diavolo la dignità! Lascio quando il lavoro è finito.
*'''M''': Dove diavolo si era perso?<br/>'''Bond''': A godermi la morte. 007 a rapporto, signora.<br/>'''M''': Perché non ha chiamato?<br/>'''Bond''': Non ha avuto la cartolina? Dovrebbe provare anche lei: andare via da tutto, ti cambia la prospettiva!<br/>'''M''': Erano finiti gli alcolici? Per questo è tornato?<br/>'''Bond''': Com'è che ha detto? Se non erro "spari, maledizione".<br/>'''M''': L'ho giudicato necessario.<br/>'''Bond''': Doveva fidarsi e lasciarmi finire il mio lavoro!<br/>'''M''': Tra la possibilità di perdere lei o la certezza di perdere tutti gli altri agenti ho preso l'unica decisione possibile, e lei lo sa.<br/>'''Bond''': Ha perso il suo sangue freddo.<br/>'''M''': Che cosa si aspetta, vorrebbe delle scuse?! Conosce le regole del gioco, lo gioca da molto tempo. Come me, del resto.<br/>'''Bond''': Da troppo, forse.<br/>'''M''': Parli per sé stesso.<br/>'''Bond''': Ronson non ce l'ha fatta, vero?<br/>'''M''': No.<br/>'''Bond''': Quindi è finita. Siamo oltre la data di scadenza.<br/>'''M''': Se pensa questo perché tornato, Bond?<br/>'''Bond''': Bella domanda.<br/>'''M''': Perché siamo sotto attacco, e sa che abbiamo bisogno di lei.<br/>'''Bond''': Sono qui.<br/>'''M''': Dovrà presentarsi ed essere dichiarato idoneo al servizio attivo. Può tornare in servizio solo se ha superato i test, quindi li faccia seriamente. Non le farebbe male una doccia.<br/>'''Bond''': Vado a casa a cambiarmi.<br/>'''M''': Oh, l'abbiamo venduta. Le sue cose sono in un deposito. Procedura standard, alla morte di un funzionario non sposato e senza parenti. Poteva chiamare.<br/>'''Bond''': Mi troverò un albergo...<br/>'''M''': Di sicuro non dormirà qui.
*'''Psicologo''': Vorrei cominciare con alcune semplici associazioni di parole. Mi dica la prima parola che le viene in mente, ad esempio io potrei dire "giorno" e lei risponderebbe...<br/>'''Bond''': Sprecato.<br/>'''Psicologo''': D'accordo. "Arma".<br/>'''Bond''': Da fuoco.<br/>'''Psicologo''': "Agente".<br/>'''Bond''': Provocatore.<br/>'''Psicologo''': "Donna"<br/>'''Bond''': Provocatrice.<br/>'''Psicologo''': "Cuore"<br/>'''Bond''': Bersaglio.<br/>'''Psicologo''': "Aquila"<br/>'''Bond''': Cielo.<br/>'''Psicologo''': "M"<br/>'''Bond''': Stronza.<br/>'''Psicologo''': "Luce del sole"<br/>'''Bond''': Nuotare.<br/>'''Psicologo''': "Chiaro di luna".<br/>'''Bond''': Danzare.<br/>'''Psicologo''': "Omicidio"<br/>'''Bond''': Impiego.<br/>'''Psicologo''': "Nazione"<br/>'''Bond''': Inghilterra.<br/>'''Psicologo''': "Skyfall". {{NDR|Bond non risponde}} "Skyfall".<br/>'''Bond''': Fine.
*'''Bond''': Scusa, noi ci conosciamo?<br/>'''Eve''': Sono io quella che dovrebbe scusarsi.<br/>'''Bond''': Erano solo quattro costole, e alcuni degli organi meno vitali. Niente d'importante. Non c'era abbastanza movimento a Istanbul?<br/>'''Eve''': Sono stata riassegnata, sospensione temporanea dal servizio operativo.<br/>'''Bond''': Sul serio?<br/>'''Eve''' {{NDR|annuisce}}: Dopo l'uccisione di 007.<br/>'''Bond''': Hai fatto del tuo meglio per far colpo...<br/>'''Eve''': Non è certo stato il mio colpo migliore.<br/>'''Bond''': Non sarei sopravvissuto al migliore.<br/>'''Eve''': Dubito che potrai fare una prova.<br/>'''Bond''': Be', comunque fammi un favore: se ti fanno tornare operativa avvisami prima.
*'''Bond''' {{NDR|riferendosi a un bizzarro soprammobile a forma di Bulldog sulla scrivania di M}}: Tutto l'ufficio salta in aria e quel maledetto cagnaccio sopravvive.<br/>'''M''': I suoi consigli sull'arredamento di interni sono sempre stati molto apprezzati...
*'''Q''': 007, sono il nuovo addetto all'approvvigionamento.<br/>'''Bond''': Stai scherzando, spero.<br/> '''Q''': Perché non ho un camice da laboratorio?<br/>'''Bond''': No, perché hai ancora i brufoli.<br/> '''Q''': La mia epidermide non è affatto rilevante.<br/>'''Bond''': Be', la tua competenza sì.<br/> '''Q''': L'età non è una garanzia di efficienza. <br/>'''Bond''': E la giovinezza non è garanzia di innovazione.<br/> '''Q''': Posso dire che faccio molti più danni io con un mio portatile in pigiama seduto di fronte alla prima tazza di Earl Grey di quanto ne faccia tu in un anno sul campo.<br/>'''Bond''': Oh, e che vi servo allora?<br/> '''Q''': Ogni tanto un grilletto va premuto.<br/>'''Bond''': O non premuto. È difficile scegliere se sei in pigiama. Q.<br/> '''Q''': 007. {{NDR|si stringono la mano}} Un biglietto per Shangai. {{NDR|gli passa una busta}} Documentazione e passaporto.<br/>'''Bond''': Grazie.<br/> '''Q''': E questa. {{NDR|gli porge una scatola chiusa che Bond apre rivelando una pistola}} Walther PPKS 9 millimetri corta. L'impugnatura include dei sensori microtermici. L'abbiamo codificata con la tua mano, puoi usarla solo tu. Meno strumento qualunque per uccidere, più impronta personale.<br/> '''Bond''': E qui? {{NDR|indicando uno spazio vuoto dentro la scatola}}<br/> '''Q''' {{NDR|porgendogli un quadratino di metallo da cui Bond fa scattare fuori un'antenna e che sistema nella scatola}}: Una radio-trasmittente standard. Se l'attivi trasmette la tua posizione. Segnale di soccorso. Questo è quanto.<br/>'''Bond''': Una pistola e una radio. Non è esattamente Natale direi.<br/> '''Q''': Cosa ti aspettavi una penna esplosiva? Sono articoli che non usiamo da un pezzo. {{NDR|alzandosi e andandosene}} Buona fortuna sul campo. E per favore riporta la dotazione tutta intera.<br/>'''Bond''' {{NDR|da solo dopo che Q se n'è andato}}: Il mondo nuovo.
*'''Sévérine''': Tu non sai niente di me...<br/> '''Bond''': So quando una donna ha paura e fa finta di non averne.<br/>'''Sévérine''': Fin dove conosce la paura?<br/> '''Bond''': Fino in fondo.<br/>'''Sévérine''': Ma non conosce questa... non conosce lui.
*{{NDR|Facendo l'amore sotto la doccia}}<br />'''Bond''': Mi piaci di più senza la tua Beretta. <br/>'''Sévérine''': Mi sento nuda senza di lei.
*'''Giornalista TV''': Il primo ministro continua a sostenere pubblicamente l'MI6, mentre l'opposizione è dell'opinione...<br/>'''Gareth Mallory''' {{NDR|spegnendo la TV}}: È dell'opinione che siamo un mucchio di maledetti idioti antiquati che combattono una guerra che non capiscono e non possono vincere!<br/>'''M''': Senta, tre dei miei agenti sono già morti, non metta di mezzo la politica adesso.<br/>'''Gareth Mallory''': Il Primo Ministro ha ordinato un'inchiesta, dovrà testimoniare.<br/>'''M''': Oh, mi metteranno i ceppi sulla piazza, chi è antiquato adesso?<br/>'''Gareth Mallory''': Santo cielo, ma che cosa dice? Siamo una democrazia, e dobbiamo rendere conto alle persone che difendiamo. Non possiamo continuare a lavorare nell'ombra, non esistono più le ombre.<br/>'''M''': Lei non ha capito? Chiunque ci sia dietro a tutto questo ci conosce. È uno di noi. Viene dallo stesso posto di Bond, quel posto che secondo lei non esiste: dall'ombra.
*'''Silva''': Andiamo... guardati. A malapena tenuto insieme dai tuoi drink e dalle pillole. <br/>'''Bond''': Dimentichi il mio patetico amore per la patria. <br/>'''Silva''': Sei ancora attaccato alla tua fiducia in quella povera vecchia. Ma lei non fa che mentirti.<br/>'''Bond''': Non mi ha mentito mai.<br/>'''Silva''': No?<br/>'''Bond''': No.<br/>'''Silva''': Quale punteggio hai avuto nel tiro di precisione?<br/>'''Bond''': 70.<br/>'''Silva''': 40! Ti ha detto che lo psicologo ti ha considerato abile?<br/>'''Bond''': Sì. <br/>'''Silva''': No. No. {{NDR|Si reca dal computer, leggendo la scheda di Bond}} "''Valutazione medica: negativa. Valutazione fisica: negativa. Valutazione psicologica: dipendenza da alcool e da altre sostanze psicoattive. Patologico rifiuto dell'autorità provocato da un trauma infantile mai risolto. Il soggetto non può passare al servizio operativo e se ne consiglia l'immediata sospensione dal servizio.''" Cos'è questo, se non tradimento? Ti ha mandato a cercarmi sapendo che non sei pronto, che probabilmente morirai... mammina è stata molto cattiva. {{NDR|apre la camicia a Bond e gli sfiora, suggestivamente, la cicatrice}} Ooh... l'hai visto che cosa ti ha fatto? <br/>'''Bond''': Be', lei non mi ha mai legato a una sedia....<br/>'''Silva''': Peggio per lei...<br/>'''Bond''': Sei sicuro che si tratti di M?<br/>'''Silva''' {{NDR|continuando ad accarezzarlo}} Si tratta di lei. E di te, e di me. Vedi, noi siamo gli ultimi due topi. O ci mangiamo a vicenda... o mangiamo tutti gli altri. Come può aiutarti il tuo addestramento in questa situazione? Qual è il regolamento che copre anche questo? {{NDR|afferrando le gambe di Bond}} Be', c'è sempre una prima volta... no?<br/>'''Bond''': Cosa ti fa pensare che sia la prima volta per me?<br/>'''Silva''': Oh, signor Bond!
*'''Bond''': Tutti hanno bisogno di un [[hobby]].<br>'''Silva''': E il tuo qual è?<br>'''Bond''': La resurrezione.
*'''Silva''': Sei più bassa di quanto mi ricordassi!<br/>'''M''': Mentre io non la ricordo quasi per niente.<br/>'''Silva''': Strano, per me è come se fosse ieri. Sei sorpresa?<br/>'''M''': Non particolarmente, ma lei è sempre stato un po' viscido.<br/>'''Silva''': Forse è per questo che mi amavi tanto...<br/>'''M''': Lei si pavoneggia.<br/>'''Silva''': Nessun rimorso; proprio come immaginavo...<br/>'''M''': Il [[rimorso]] è per principianti.
*'''M''' {{NDR|a Bond dopo aver visto la Aston Martin DB5}}: Oh perché questa passa assolutamente inosservata.<br/>'''Bond''': Salga.<br/>[...]<br/>'''M''': Dove stiamo andando?<br/>'''Bond''': Indietro nel tempo.
*'''Kincade''': James. James Bond.<br/>'''Bond''': Dio del cielo.... sei ancora vivo?<br/>'''Kincade''': Ah, anche a me fa piacere vederti...
*'''Silva''' {{NDR|[[Ultime parole dai film di 007|ultime parole]], rivolto a M}}: Ma certo, doveva capitare qui. Doveva essere in questo modo. Grazie... Per favore. Sei ferita, sei ferita?! Che cosa ti hanno fatto? Che cosa ti hanno fatto? {{NDR|mette la pistola in mano a M}} Liberaci entrambi! Liberaci entrambi! Con la stessa pallottola! Fallo. Fallo! Solo tu puoi farlo. Ora va. {{NDR|all'improvviso Bond lo pugnala di nascosto dietro alle sue spalle con un coltello, morendo}}<br/>'''Bond''': L'ultimo topo rimasto.
*'''M''' {{NDR|morente}}: Immagino che sia troppo tardi per provare a scappare.<br/>'''Bond''' {{NDR|sul punto di piangere}}: Io ci sto se lei vuole.<br/>'''M''' {{NDR|[[Ultime parole dai film di 007|ultime parole]]}}: Una cosa l'ho fatta giusta.
*'''Bond''': Noi non ci siamo mai presentati formalmente.<br/>'''Eve''': Oh. Mi chiamo Eve. Eve Moneypenny.<br/>'''Bond''': Passeremo dei bei momenti insieme Miss Moneypenny.<br/>'''Eve''': Sicuramente. Capiterà ancora di trovarci sul filo del rasoio.
*'''Bond''': Come va la ferita signore?<br/>'''Gareth Mallory''': Cosa? Oh bene. Guarirà presto. Piuttosto scioccante per uno non abituato al settore operativo. Allora 007, c'è tanto da fare. {{NDR|gli porge un fascicolo con scritto Top secret}} È pronto a rimettersi al lavoro?<br/>'''Bond''': Con piacere, M. Con piacere.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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[[Categoria:Film d'avventura]]
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[[Categoria:Film premi Oscar]]
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{{Film
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*[[Daniel Craig]]: [[James Bond]]
*[[Judi Dench]]: M
*[[Javier Bardem]]: Raoul Silva / Thiago Rodriguez
*[[Ralph Fiennes]]: Gareth Mallory
*[[Naomie Harris]]: Eve Moneypenny
*[[Albert Finney]]: Kincade
*[[Bérénice Marlohe]]: Sévérine
*[[Helen McCrory]]: Clair Dowar
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*[[Ola Rapace]]: Patrice
*[[Rory Kinnear]]: Bill Tanner
*[[Tonia Sotiropoulou]]: amante di Bond in Turchia
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*[[Francesco Prando]]: James Bond
*[[Sonia Scotti]]: M
*[[Roberto Pedicini]]: Raoul Silva / Thiago Rodriguez
*[[Gaetano Varcasia]]: Gareth Mallory
*[[Stella Musy]]: Eve Moneypenny
*[[Luciano De Ambrosis]]: Kincade
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*Vincitore di 2 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]] (2013)''':
**Miglior montaggio sonoro
**Migliore canzone
}}
'''''Skyfall''''', film del 2012 con [[Daniel Craig]], regia di [[Sam Mendes]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Ciao James, benvenuto. Ti piace l'isola? Mia nonna aveva un'isola. Niente di cui vantarsi, si poteva girare in un'ora. Ma era comunque un paradiso per noi. Un'estate, andammo a farle visita e scoprimmo che la casa era infestata dai topi. Erano arrivati con un peschereccio e si erano rimpinzati di cocco. Come si mandano via i topi da un'isola? Me lo insegnò mia nonna. Interrammo un barile con una molla nel coperchio, poi come esca collegammo il cocco al coperchio, i topi golosi si avvicinarono e ''boing boing boing boing boing boing''... caddero nel barile. E dopo un mese avevamo intrappolato tutti i topi. Ma poi che cosa ci fai? Butti il barile nell'oceano? Lo bruci? No. Lo lasci dov'è. E loro cominciano ad avere fame. E poi uno a uno... iniziano a mangiarsi fra loro, finché ne rimangono soltanto due, i sopravvissuti. E allora che fai? Li uccidi? No. Li prendi e li liberi sugli alberi. Ma non mangiano più le noci di cocco ormai, ora mangiano solo topi. Hai cambiato la loro natura. Due sopravvissuti, ecco cosa lei {{NDR|M}} ha fatto di noi. ('''Silva''')
*{{NDR|Risposta di M alla Corte Marziale}} Presidente, ministri, oggi ho sentito ripetere quanto irrilevante sia diventato il mio dipartimento: perché ci servono gli agenti? La sezione 00? non è tutto antiquato? È evidente che io vedo un mondo diverso dal vostro e la verità è che quello che vedo mi spaventa molto; sono spaventata perché non sappiamo più chi sono i nostri nemici, non sono più rintracciabili, non sono nazioni, sono individui. Guardatevi intorno, di chi avete paura? Vedete una faccia? una divisa? una bandiera? No. Il nostro mondo non è più trasparente ora, è più opaco, è nelle ombre che dobbiamo combattere, quindi, prima di definirci irrilevanti, dovete chiedervi: quanto vi sentite al sicuro?
*{{NDR|M cita una poesia di [[Alfred Tennyson]]}} "''Noi non siamo più ora la forza che nei giorni lontani muoveva la terra e il cielo: noi siamo ciò che siamo, un'uguale tempra di eroici cuori infiacchiti dal tempo e dal fato, ma forti nella volontà di combattere, cercare, trovare e non cedere mai.''"
*Gli orfani sono sempre le reclute migliori. ('''M''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''M''': Non sono un idiota, Mallory. Non potrò fare questo lavoro per sempre, ma Dio mi fulmini se lascerò il dipartimento peggio di come l'ho trovato.<br/>'''Gareth Mallory''': Ha fatto un'ottima carriera. Dovrebbe lasciare con dignità.<br/>'''M''': Al diavolo la dignità! Lascio quando il lavoro è finito.
*'''M''': Dove diavolo si era perso?<br/>'''Bond''': A godermi la morte. 007 a rapporto, signora.<br/>'''M''': Perché non ha chiamato?<br/>'''Bond''': Non ha avuto la cartolina? Dovrebbe provare anche lei: andare via da tutto, ti cambia la prospettiva!<br/>'''M''': Erano finiti gli alcolici? Per questo è tornato?<br/>'''Bond''': Com'è che ha detto? Se non erro "spari, maledizione".<br/>'''M''': L'ho giudicato necessario.<br/>'''Bond''': Doveva fidarsi e lasciarmi finire il mio lavoro!<br/>'''M''': Tra la possibilità di perdere lei o la certezza di perdere tutti gli altri agenti ho preso l'unica decisione possibile, e lei lo sa.<br/>'''Bond''': Ha perso il suo sangue freddo.<br/>'''M''': Che cosa si aspetta, vorrebbe delle scuse?! Conosce le regole del gioco, lo gioca da molto tempo. Come me, del resto.<br/>'''Bond''': Da troppo, forse.<br/>'''M''': Parli per sé stesso.<br/>'''Bond''': Ronson non ce l'ha fatta, vero?<br/>'''M''': No.<br/>'''Bond''': Quindi è finita. Siamo oltre la data di scadenza.<br/>'''M''': Se pensa questo perché tornato, Bond?<br/>'''Bond''': Bella domanda.<br/>'''M''': Perché siamo sotto attacco, e sa che abbiamo bisogno di lei.<br/>'''Bond''': Sono qui.<br/>'''M''': Dovrà presentarsi ed essere dichiarato idoneo al servizio attivo. Può tornare in servizio solo se ha superato i test, quindi li faccia seriamente. Non le farebbe male una doccia.<br/>'''Bond''': Vado a casa a cambiarmi.<br/>'''M''': Oh, l'abbiamo venduta. Le sue cose sono in un deposito. Procedura standard, alla morte di un funzionario non sposato e senza parenti. Poteva chiamare.<br/>'''Bond''': Mi troverò un albergo...<br/>'''M''': Di sicuro non dormirà qui.
*'''Psicologo''': Vorrei cominciare con alcune semplici associazioni di parole. Mi dica la prima parola che le viene in mente, ad esempio io potrei dire "giorno" e lei risponderebbe...<br/>'''Bond''': Sprecato.<br/>'''Psicologo''': D'accordo. "Arma".<br/>'''Bond''': Da fuoco.<br/>'''Psicologo''': "Agente".<br/>'''Bond''': Provocatore.<br/>'''Psicologo''': "Donna"<br/>'''Bond''': Provocatrice.<br/>'''Psicologo''': "Cuore"<br/>'''Bond''': Bersaglio.<br/>'''Psicologo''': "Aquila"<br/>'''Bond''': Cielo.<br/>'''Psicologo''': "M"<br/>'''Bond''': Stronza.<br/>'''Psicologo''': "Luce del sole"<br/>'''Bond''': Nuotare.<br/>'''Psicologo''': "Chiaro di luna".<br/>'''Bond''': Danzare.<br/>'''Psicologo''': "Omicidio"<br/>'''Bond''': Impiego.<br/>'''Psicologo''': "Nazione"<br/>'''Bond''': Inghilterra.<br/>'''Psicologo''': "Skyfall". {{NDR|Bond non risponde}} "Skyfall".<br/>'''Bond''': Fine.
*'''Bond''': Scusa, noi ci conosciamo?<br/>'''Eve''': Sono io quella che dovrebbe scusarsi.<br/>'''Bond''': Erano solo quattro costole, e alcuni degli organi meno vitali. Niente d'importante. Non c'era abbastanza movimento a Istanbul?<br/>'''Eve''': Sono stata riassegnata, sospensione temporanea dal servizio operativo.<br/>'''Bond''': Sul serio?<br/>'''Eve''' {{NDR|annuisce}}: Dopo l'uccisione di 007.<br/>'''Bond''': Hai fatto del tuo meglio per far colpo...<br/>'''Eve''': Non è certo stato il mio colpo migliore.<br/>'''Bond''': Non sarei sopravvissuto al migliore.<br/>'''Eve''': Dubito che potrai fare una prova.<br/>'''Bond''': Be', comunque fammi un favore: se ti fanno tornare operativa avvisami prima.
*'''Bond''' {{NDR|riferendosi a un bizzarro soprammobile a forma di Bulldog sulla scrivania di M}}: Tutto l'ufficio salta in aria e quel maledetto cagnaccio sopravvive.<br/>'''M''': I suoi consigli sull'arredamento di interni sono sempre stati molto apprezzati...
*'''Q''': 007, sono il nuovo addetto all'approvvigionamento.<br/>'''Bond''': Stai scherzando, spero.<br/> '''Q''': Perché non ho un camice da laboratorio?<br/>'''Bond''': No, perché hai ancora i brufoli.<br/> '''Q''': La mia epidermide non è affatto rilevante.<br/>'''Bond''': Be', la tua competenza sì.<br/> '''Q''': L'età non è una garanzia di efficienza. <br/>'''Bond''': E la giovinezza non è garanzia di innovazione.<br/> '''Q''': Posso dire che faccio molti più danni io con un mio portatile in pigiama seduto di fronte alla prima tazza di Earl Grey di quanto ne faccia tu in un anno sul campo.<br/>'''Bond''': Oh, e che vi servo allora?<br/> '''Q''': Ogni tanto un grilletto va premuto.<br/>'''Bond''': O non premuto. È difficile scegliere se sei in pigiama. Q.<br/> '''Q''': 007. {{NDR|si stringono la mano}} Un biglietto per Shangai. {{NDR|gli passa una busta}} Documentazione e passaporto.<br/>'''Bond''': Grazie.<br/> '''Q''': E questa. {{NDR|gli porge una scatola chiusa che Bond apre rivelando una pistola}} Walther PPKS 9 millimetri corta. L'impugnatura include dei sensori microtermici. L'abbiamo codificata con la tua mano, puoi usarla solo tu. Meno strumento qualunque per uccidere, più impronta personale.<br/> '''Bond''': E qui? {{NDR|indicando uno spazio vuoto dentro la scatola}}<br/> '''Q''' {{NDR|porgendogli un quadratino di metallo da cui Bond fa scattare fuori un'antenna e che sistema nella scatola}}: Una radio-trasmittente standard. Se l'attivi trasmette la tua posizione. Segnale di soccorso. Questo è quanto.<br/>'''Bond''': Una pistola e una radio. Non è esattamente Natale direi.<br/> '''Q''': Cosa ti aspettavi una penna esplosiva? Sono articoli che non usiamo da un pezzo. {{NDR|alzandosi e andandosene}} Buona fortuna sul campo. E per favore riporta la dotazione tutta intera.<br/>'''Bond''' {{NDR|da solo dopo che Q se n'è andato}}: Il mondo nuovo.
*'''Sévérine''': Tu non sai niente di me...<br/> '''Bond''': So quando una donna ha paura e fa finta di non averne.<br/>'''Sévérine''': Fin dove conosce la paura?<br/> '''Bond''': Fino in fondo.<br/>'''Sévérine''': Ma non conosce questa... non conosce lui.
*{{NDR|Facendo l'amore sotto la doccia}}<br />'''Bond''': Mi piaci di più senza la tua Beretta. <br/>'''Sévérine''': Mi sento nuda senza di lei.
*'''Giornalista TV''': Il primo ministro continua a sostenere pubblicamente l'MI6, mentre l'opposizione è dell'opinione...<br/>'''Gareth Mallory''' {{NDR|spegnendo la TV}}: È dell'opinione che siamo un mucchio di maledetti idioti antiquati che combattono una guerra che non capiscono e non possono vincere!<br/>'''M''': Senta, tre dei miei agenti sono già morti, non metta di mezzo la politica adesso.<br/>'''Gareth Mallory''': Il Primo Ministro ha ordinato un'inchiesta, dovrà testimoniare.<br/>'''M''': Oh, mi metteranno i ceppi sulla piazza, chi è antiquato adesso?<br/>'''Gareth Mallory''': Santo cielo, ma che cosa dice? Siamo una democrazia, e dobbiamo rendere conto alle persone che difendiamo. Non possiamo continuare a lavorare nell'ombra, non esistono più le ombre.<br/>'''M''': Lei non ha capito? Chiunque ci sia dietro a tutto questo ci conosce. È uno di noi. Viene dallo stesso posto di Bond, quel posto che secondo lei non esiste: dall'ombra.
*'''Silva''': Andiamo... guardati. A malapena tenuto insieme dai tuoi drink e dalle pillole. <br/>'''Bond''': Dimentichi il mio patetico amore per la patria. <br/>'''Silva''': Sei ancora attaccato alla tua fiducia in quella povera vecchia. Ma lei non fa che mentirti.<br/>'''Bond''': Non mi ha mentito mai.<br/>'''Silva''': No?<br/>'''Bond''': No.<br/>'''Silva''': Quale punteggio hai avuto nel tiro di precisione?<br/>'''Bond''': 70.<br/>'''Silva''': 40! Ti ha detto che lo psicologo ti ha considerato abile?<br/>'''Bond''': Sì. <br/>'''Silva''': No. No. {{NDR|Si reca dal computer, leggendo la scheda di Bond}} "''Valutazione medica: negativa. Valutazione fisica: negativa. Valutazione psicologica: dipendenza da alcool e da altre sostanze psicoattive. Patologico rifiuto dell'autorità provocato da un trauma infantile mai risolto. Il soggetto non può passare al servizio operativo e se ne consiglia l'immediata sospensione dal servizio.''" Cos'è questo, se non tradimento? Ti ha mandato a cercarmi sapendo che non sei pronto, che probabilmente morirai... mammina è stata molto cattiva. {{NDR|apre la camicia a Bond e gli sfiora, suggestivamente, la cicatrice}} Ooh... l'hai visto che cosa ti ha fatto? <br/>'''Bond''': Be', lei non mi ha mai legato a una sedia....<br/>'''Silva''': Peggio per lei...<br/>'''Bond''': Sei sicuro che si tratti di M?<br/>'''Silva''' {{NDR|continuando ad accarezzarlo}} Si tratta di lei. E di te, e di me. Vedi, noi siamo gli ultimi due topi. O ci mangiamo a vicenda... o mangiamo tutti gli altri. Come può aiutarti il tuo addestramento in questa situazione? Qual è il regolamento che copre anche questo? {{NDR|afferrando le gambe di Bond}} Be', c'è sempre una prima volta... no?<br/>'''Bond''': Cosa ti fa pensare che sia la prima volta per me?<br/>'''Silva''': Oh, signor Bond!
*'''Bond''': Tutti hanno bisogno di un [[hobby]].<br>'''Silva''': E il tuo qual è?<br>'''Bond''': La resurrezione.
*'''Silva''': Sei più bassa di quanto mi ricordassi!<br/>'''M''': Mentre io non la ricordo quasi per niente.<br/>'''Silva''': Strano, per me è come se fosse ieri. Sei sorpresa?<br/>'''M''': Non particolarmente, ma lei è sempre stato un po' viscido.<br/>'''Silva''': Forse è per questo che mi amavi tanto...<br/>'''M''': Lei si pavoneggia.<br/>'''Silva''': Nessun rimorso; proprio come immaginavo...<br/>'''M''': Il [[rimorso]] è per principianti.
*'''M''' {{NDR|a Bond dopo aver visto la Aston Martin DB5}}: Oh perché questa passa assolutamente inosservata.<br/>'''Bond''': Salga.<br/>[...]<br/>'''M''': Dove stiamo andando?<br/>'''Bond''': Indietro nel tempo.
*'''Kincade''': James. James Bond.<br/>'''Bond''': Dio del cielo.... sei ancora vivo?<br/>'''Kincade''': Ah, anche a me fa piacere vederti...
*'''Silva''' {{NDR|[[Ultime parole dai film di 007|ultime parole]], rivolto a M}}: Ma certo, doveva capitare qui. Doveva essere in questo modo. Grazie... Per favore. Sei ferita, sei ferita?! Che cosa ti hanno fatto? Che cosa ti hanno fatto? {{NDR|mette la pistola in mano a M}} Liberaci entrambi! Liberaci entrambi! Con la stessa pallottola! Fallo. Fallo! Solo tu puoi farlo. Ora va. {{NDR|all'improvviso Bond lo pugnala di nascosto dietro alle sue spalle con un coltello, morendo}}<br/>'''Bond''': L'ultimo topo rimasto.
*'''M''' {{NDR|morente}}: Immagino che sia troppo tardi per provare a scappare.<br/>'''Bond''' {{NDR|sul punto di piangere}}: Io ci sto se lei vuole.<br/>'''M''' {{NDR|[[Ultime parole dai film di 007|ultime parole]]}}: Una cosa l'ho fatta giusta.
*'''Bond''': Noi non ci siamo mai presentati formalmente.<br/>'''Eve''': Oh. Mi chiamo Eve. Eve Moneypenny.<br/>'''Bond''': Passeremo dei bei momenti insieme Miss Moneypenny.<br/>'''Eve''': Sicuramente. Capiterà ancora di trovarci sul filo del rasoio.
*'''Bond''': Come va la ferita signore?<br/>'''Gareth Mallory''': Cosa? Oh bene. Guarirà presto. Piuttosto scioccante per uno non abituato al settore operativo. Allora 007, c'è tanto da fare. {{NDR|gli porge un fascicolo con scritto Top secret}} È pronto a rimettersi al lavoro?<br/>'''Bond''': Con piacere, M. Con piacere.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Agente 007}}
[[Categoria:Film d'avventura]]
[[Categoria:Film di spionaggio]]
[[Categoria:Film thriller d'azione]]
[[Categoria:Film premi Oscar]]
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Nazionale di calcio dell'Italia
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[[File:Italia82.JPG|miniatura|upright=1.4|La nazionale ai Mondiali di Spagna '82]]
Citazioni sulla '''nazionale di calcio dell'Italia'''.
*{{NDR|Alla vigilia degli Europei 2012}} Ci tengo, ci spero, ci credo... Baratterei 2-3 anni di vita per ritornare là, dove tutti noi sogniamo... Dove tutti noi vorremo arrivare... Rivedere un'Italia in festa, rivedere la gente orgogliosa della propria Nazionale, sarebbe il regalo più bello di questo fine stagione. ([[Gianluigi Buffon]])
*''E con grande giubilo della comunità fu presto trasferito nella serie A | ma il suo sogno splendido ancor più in alto andò: la maglia azzurra in cuore sospirò.'' ([[Quartetto Cetra]])
*Giocare contro l'Italia è dura, perché c'è sempre ed è tosta da affrontare. ([[Roberto Mancini]])
*Gli italiani hanno sempre coltivato il mito della rivalità con i vecchi maestri. Penso ai ''Leoni di Highbury'', come vennero definiti gli azzurri che persero 3-2 in Inghilterra nel 1934. Questo sentimento è così forte che quando l’Inter vinse in casa dell’Arsenal quasi 70 anni dopo la stampa italiana ha titolato “I nuovi Leoni di Highbury”. ([[John Foot]])
*{{NDR|Dopo la vittoria del terzo mondiale nel 1982}} Hai strabiliato solo coloro che non te ne ritenevano degna, non certo coloro che sanno strologare a tempo e luogo sul mistero agonistico del calcio. La tua vittoria è limpida, pulita: non è neppure venuta dal caso, bensì da un'applicazione soltanto logica (a posteriori!) del modulo che ti è proprio, e in tutto il mondo viene chiamato all'italiana. Eri partita misera outsider, fra lo scetticismo di tutti coloro che prendevano alla lettera i principi enunciati dal tuo bravissimo e un po' fissato C.T. ([[Gianni Brera]])
*Io sono vecchio stampo, non credo che meritassi la Nazionale: credo che in Azzurro debbano andare i più forti che ci sono, non chi ha fatto meglio in un anno. Adesso un giovane fa bene per due mesi e lo porti in Nazionale: lo rovini perché non avrà più un [[sogno]], perché ci è già arrivato. Io me la sono coltivata: ho lavorato, [[fatica]]to, e alla fine trovato un allenatore che mi ha voluto dare questa soddisfazione a trent'anni. [...] La Nazionale deve essere simbolo e obiettivo massimo di un calciatore: se sei un fenomeno è giusto che ci vai anche a sedici anni, ma per gli altri, quelli che non hanno ancora dimostrato niente, c'è da fare molta gavetta. ([[Sergio Pellissier]])
*Io trequartista? Ho sempre detto che pur di giocare con l'Italia lo farei anche in porta. ([[Marco Verratti]])
*L'Italia è sempre emozionante, è sempre coinvolgente, però per quanto riguarda i media, per quanto riguarda gli spazi, per quanto riguarda anche i risultati, interessa poco nulla. Quando ci sono gli eventi importanti, allora tutti diventano i primi tifosi, tutti diventano i consiglieri, eccetera. Ma ho detto anche forse delle cose un po' diverse, nel senso che l'Italia dovrebbe essere un po' più tutelata: invece, non avendo una struttura [...] le società di calcio quando subiscono dei torti o delle situazioni particolari intervengono, la Nazionale invece dà libero sfogo a qualsiasi persona, quindi diventa altrettanto difficile avere un rapporto che sia un rapporto di equilibrio e quello dovrebbe essere. ([[Cesare Prandelli]])
*La Nazionale e la [[Juventus Football Club|Juventus]] sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore. ([[Marcello Lippi]])
*La Nazionale è sempre la cosa più importante perché rappresenta il Paese, ma con le brutture del nostro calcio, a cominciare dalle scommesse clandestine, il peso di questa maglia va oltre. E non è facile da sopportare. ([[Stefano Sturaro]])
*{{NDR|Dopo la mancata qualificazione ai Mondiali 1958}} La Nazionale di calcio rimane la più fiacca e mediocre rappresentativa che lo sport italiano possa esprimere in qualsiasi settore. Il nostro paese è depresso economicamente, ma diventa l'eldorado per gli atleti stranieri. Ciò conferma ancora la crisi del nostro calcio, che non sa produrre calciatori, e la leggerezza di certi dirigenti di società che si fanno guidare dal tifo, cioè da un impulso irrazionale. Eppure tra questi dirigenti vi sono spesso degli operatori economici che si ingegnano, con assiduità e intelligenza, per creare nuove possibilità di lavoro alle aziende e ditte a cui presiedono. È ammissibile che, nel medesimo tempo, essi importino lavoratori dall'estero a condizioni folli? E come si conciliano le spese da nababbi con le disastrose situazioni dei bilanci delle società? Oggi, noi ci facciamo ridere dietro da mezzo mondo, come i ricchi scemi del calcio. E come se ciò non bastasse, è venuta fuori la trovata dell'oriundo, che ha ormai una sua letteratura. Nonostante una simile profusione di mezzi e di invenzioni, il calcio italiano è stato escluso dalla Coppa del Mondo 1958! ([[Giulio Onesti]])
*La tensione che si prova nel giocare in Nazionale non si prova nemmeno nelle partite più importanti. ([[Giorgio Chiellini]])
*Mi piace molto l'Italia, sarei disposto a pagare per vederla giocare [...]. Loro si divertono davvero a difendersi, per loro non è un compito ingrato, ti chiudono la strada proprio dove pensi che siano in difficoltà. Il loro sistema di gioco si adatta alla perfezione alle loro caratteristiche e si sentono estremamente sicuri. ([[Roy Keane]])
*Non è un caso che le fortune della Nazionale siano sempre coincise con la larga presenza di bianconeri in azzurro. ([[Claudio Gentile]])
*Non tutti gli italiani tifano per la Nazionale, mentre tutti gli italiani e il cinquanta per cento dei non italiani tifano [[Scuderia Ferrari|Ferrari]]. ([[Gianni Agnelli]])
*Penso che sia molto importante indossare il nostro colore, è la cosa più bella, e sarà molto bello anche per i nostri giocatori vedere i nostri tifosi colorati d'[[azzurro]]. È giusto essere orgogliosi: l'azzurro è un colore bellissimo e di potenza. ([[Antonio Conte]])
*Penso che un giocatore italiano meriti di giocare in nazionale, mentre chi non è nato in Italia, anche se ha dei parenti, credo non lo meriti. È la mia opinione. ([[Roberto Mancini]])
*Rappresenti la tua Patria, la tua gente. Ha un valore anche extrasportivo, [...] alla fine l'immagine dell'Italia passa attraverso noi. ([[Gianfranco Zola]])
*Quando la Nazionale sarà la squadra più importante avremo risolto tutti i problemi. ([[Cesare Prandelli]])
*Quella maglia dell'Italia è stata la soddisfazione più grande. Rappresentare l'Italia voleva dire mettere d'accordo tutti. ([[Gianluigi Buffon]])
*Se giochi per il club sai che hai un gruppo di persone a sostenerti. Condividono una fede. Ti spingono tutta la settimana e durante la partita. Se giochi per l'Italia è diverso. La spinta ti arriva da te stesso invece che da una tifoseria. Sai che stai giocando per tuo padre, tua madre, i tuoi fratelli. ([[Rolando Mandragora]])
==Voci correlate==
*[[Centro tecnico federale Luigi Ridolfi]]
*[[Maglia azzurra]]
*[[Nazionale B di calcio dell'Italia]]
*[[Nazionale di calcio femminile dell'Italia]]
*[[Nazionale militare di calcio dell'Italia]]
*[[Partita del secolo]]
*[[Rivalità calcistica Germania-Italia]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Calcio in Italia]]
[[Categoria:Squadre nazionali]]
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Luka Modrić
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Danyele
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[[File:Luka Modric Croatia v Portugal 2 July 2026-055.jpg|thumb|Luka Modrić nel 2026]]
'''Luka Modrić''' (1985 – vivente), calciatore croato.
==Citazioni di Luka Modrić==
*Gli [[Italia|italiani]] hanno sempre paura di qualcosa.<ref>Le dichiarazioni risalgono agli Europei 2012. Le squadre nel girone dell'Italia erano la Croazia (nazionale di Modrić), Spagna e Irlanda. Per via dei risultati delle prime due giornate, a Croazia e Spagna sarebbe bastato un pareggio con 2 o più gol per qualificarsi entrambe, indipendentemente dal risultato dell'Italia. A causa di questa particolare situazione di classifica, molti giornalisti e personaggi televisivi italiani hanno ricamato più volte sull'ipotesi di un "biscotto", anche in riferimento a un episodio degli Europei 2004.</ref><ref>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/30-12-2012/blob-2012-913634965312.shtml Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare]'', ''gazzetta.it'', 30 dicembre 2012.</ref>
==Citazioni su Luka Modrić==
*A differenza di molti giocatori piccoli, che cercano di trovare spazio lontano dal cuore dell'azione, Luka va proprio lì, lottando per la palla con giocatori che sono più grandi e più forti di lui. E solitamente ne esce fuori con la palla al piede. Ogni parte del suo gioco è perfetta. Continuo a dirgli ogni giorno che lui è il migliore giocatore in Europa. Solo [[Kaká]] è meglio di Modric. È inarrestabile, è difficile persino fargli fallo. E quando ha la palla, lui sembra sapere da che parte stanno arrivando i difensori, anche quando si trovano dietro di lui. Lui lo può sentire, è come se avesse gli specchietti retrovisori. Sono di parte ma lo amo. ([[Slaven Bilić]])
*Aveva 14 anni quando venne alla Dinamo Zagabria. Era piccolo ma aveva quei polpacci grossi che potete vedere ora. È speciale perché gioca in due direzioni, non è solo un giocatore offensivo, fa molto per la squadra, difendendo alla grande. Se guardate una partita vedrete che recupera davvero tanti palloni dagli avversari. ([[Vedran Ćorluka]])
*È un calciatore straordinario. Il piccolo uomo prende palla nelle zone più strette con le persone intorno a lui, divincolandosi dalla situazione. Potrebbe giocare in qualsiasi squadra del mondo. ([[Harry Redknapp]])
*{{NDR|«Si trovasse a cena con Modric?»}} Gli chiederei come fa ad avere ancora una fame così. ([[Nicolò Fagioli]])
*Ha avuto una vita calcistica infinita, cominciata con la guerra. Gli sono accadute cose brutte e questo fa la differenza, Luka sa che la vita non è solo Ferrari e pallone. ([[Davor Šuker]])
*Straordinario. Lo adoro. Capacità tecnica e tattica immensa, legge situazioni offensive e difensive sempre prima degli altri. Deve sviluppare la sua individualità: è sempre al servizio della squadra, se si prende un po' di libertà non toglie nulla, aggiunge. ([[Zvonimir Boban]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Modric, Luka}}
[[Categoria:Calciatori croati]]
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Il Morandini
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Spinoziano
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text/x-wiki
{{Titolo minuscolo}}
'''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive.
{{torna a|Morando Morandini}}
==Citazioni==
===Film===
<!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO -->
====A====
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']]
*Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11)
*Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11)
*Antologia di barzellette e di aneddoti da settimanale umoristico (romano), cuciti insieme col filo conduttore di un secondino ([[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]) factotum dal cuore d'oro e i piedi piatti. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2000, p. 13)
*Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15)
*Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16)
*Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18)
*Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18)
*Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21)
*Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28)
*1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34)
*È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35)
*Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31)
*Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33)
*Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33)
*Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36)
*Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37)
*Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39)
*È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39)
*Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40)
*Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49)
*Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48)
*È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49)
*La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49)
*È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51)
*Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52)
*È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59)
*Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60)
*Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60)
*Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64)
*Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75)
*È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72)
*Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81)
*Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81)
*''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81)
*Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84)
*Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84)
*Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84)
[[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']]
*L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86)
*L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86)
*In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91)
*Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93)
*Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93)
*Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93)
*Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94)
*Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96)
*Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97)
*Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98)
*Fosco western moderno in cui i personaggi contano più della storia e l'ambiente più dei personaggi. Fotografia fascinosa e insolita di [[Gordon Willis]]. (''[[Arriva un cavaliere libero e selvaggio]]''; 2000, p. 104)
*Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122)
*Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114)
[[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']]
*1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127)
*[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127)
*Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129)
*Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130)
*Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118)
*[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118)
*Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118)
*Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120)
*È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120)
*[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122)
*È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127)
*Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127)
*La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127)
*Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127)
*Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128)
====B====
*Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132)
*Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132)
*Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133)
*Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133)
*Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135)
*Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135)
*Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136)
*È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137)
*Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138)
*Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138)
*Diligente, modesto, didattico con qualche ricerca di facili effetti. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2000, p. 139)
*Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139)
*Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142)
*Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142)
*Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145)
*Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148)
*Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165)
*Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170)
*Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158)
*Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158)
*Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160)
*La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161)
*Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191)
*Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164)
*Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168)
*1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169)
*È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189)
*Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171)
*Deliziosa rievocazione d'epoca, diretta con garbo e recitata con brio. [[William Faulkner|Faulkner]] ha avuto raramente altrettanta fortuna al cinema. (''[[Boon il saccheggiatore]]''; 2000, p. 177)
*Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181)
*Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182)
*Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183)
*Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185)
====C====
*Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195)
*Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195)
*Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238)
*Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199)
*Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201)
*È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228)
*Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204)
*[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204)
*Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204)
*[[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] commuove gli spettatori con il metodo più tradizionale: fa piangere gli attori. Sono 12 le scene di pianto, una ogni dieci minuti. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2000, p. 205)
*Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213)
*Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214)
*Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216)
*I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217)
*Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221)
*Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254)
*Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230)
*[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258)
*Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232)
*Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259)
*È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232)
*Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232)
*Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236)
*Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236)
[[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']]
*Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238)
*Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240)
*[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241)
*[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243)
*[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276)
*Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248)
*Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250)
*Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251)
*Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253)
*[[John Ford|Fordiano]] nel tono, convenzionale, prolisso, ma piacevole. Vi campeggia a mo' di monumento l'anziano [[John Wayne|J. Wayne]] in una parte che gli è congeniale. (''[[Chisum]]''; 2000, p. 255)
*2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291)
*Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260)
*[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260)
*Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263)
*Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263)
*Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266)
*Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267)
*Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273)
*[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314)
*Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277)
*Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316)
*Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280)
[[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']]
*1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282)
*Western di passo svelto, piuttosto violento per l'epoca, che alterna sagaci sequenze spettacolari con momenti opachi, con il grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ben saldo in sella. (''[[I comanceros]]''; 2000, p. 284)
*Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286)
*Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286)
*Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296)
*[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299)
*Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299)
*[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301)
*Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302)
*Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302)
*Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340)
*Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304)
*Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309)
*Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312)
*Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312)
*È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312)
*È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316)
*[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358)
*Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319)
*[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319)
*Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321)
*[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323)
*[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325)
[[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']]
*Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326)
====D====
*Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331)
*La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331)
*Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333)
*Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335)
*[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336)
*La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382)
*Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337)
*Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337)
*Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340)
*Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344)
*Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349)
*Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350)
*Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351)
*È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387)
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349)
*Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353)
*Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355)
*[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358)
*Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358)
*1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359)
*{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362)
*Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408)
*Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363)
*Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363)
*2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369)
*Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369)
*Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370)
*[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371)
*Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372)
*Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424)
*Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376)
*Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377)
*Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377)
*Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378)
*Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380)
*Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384)
*Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384)
*Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385)
*Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387)
*Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388)
[[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']]
*[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391)
*[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392)
*Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393)
*Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398)
*Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449)
*È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449)
*Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402)
*Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449)
*Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450)
*Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405)
*In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406)
*Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409)
*È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409)
*Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461)
*Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412)
*Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412)
*[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412)
*Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415)
====E====
*Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419)
*Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425)
*2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485)
*Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432)
*Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434)
*Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443)
*Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444)
[[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']]
*Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446)
*Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446)
*La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505)
====F====
[[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']]
*Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455)
*[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456)
*[...] uno strappalacrime modesto e ben recitato (con [[Susan Hayward|S. Hayward]] che fa la perfida) che ebbe molto successo e fece di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]], al suo 2º cimento hollywoodiano, una star. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2000, p. 456)
*Apprezzabile opera prima di un ex fotografo e pubblicitario che si è proposto fin troppo programmaticamente di illustrare realisticamente la durezza, la fatica, la sporcizia e la violenza della transumanza, cioè della vita del cowboy. Eccellente fotografia modellata sui dagherrotipi e i quadri di [[Charles Marion Russell|Russell]], [[Frederic Remington|Remington]] e C. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2000, p. 457)
*Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460)
*Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460)
*Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462)
*Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463)
*Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463)
*[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468)
*Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468)
*È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470)
*[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534)
*Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538)
*[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476)
*Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477)
*Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478)
*[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478)
*È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480)
*Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480)
*Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482)
*8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487)
*Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488)
[[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']]
*[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492)
*L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494)
*Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496)
*Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497)
*Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497)
*Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499)
*Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565)
*In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566)
*Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566)
*È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500)
*Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500)
*[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501)
*Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568)
*Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505)
*2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508)
*Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510)
*Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579)
*[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512)
*Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513)
*Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514)
*[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514)
*In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519)
*Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519)
*2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520)
*Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521)
*È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521)
====G====
*Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525)
*Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526)
*L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529)
*3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529)
*Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533)
*Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600)
*[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538)
*È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540)
*Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541)
*Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610)
*[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542)
*Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544)
*[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623)
*La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560)
*Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561)
*Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569)
*L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678)
*Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679)
*Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575)
*Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576)
*Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578)
*Consigliabile solo ai fan del grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ancora capace, nonostante le rughe dei suoi 64 anni, di sostenere un film sulle larghe spalle. Risvolti comici gradevoli in un racconto convenzionale. (''[[Il grande Jake]]''; 2000, p. 579)
*Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579)
*Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580)
*[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581)
*Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649)
*Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581)
*Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650)
*Inchiodato ai secondi ruoli e al ruolo fisso di "cattivo", [[Robert Ryan|R. Ryan]] (1909-73) trova finalmente una parte di protagonista e se la cava con onore e dolente intensità. Scritto da [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca, questo Cinemascope Fox (fotografia del prestigioso Lucien Ballard) è un western di serie B come il suo regista (1903-90), ma non privo di decoro, di scatto, di pathos. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2000, p. 583)
*Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584)
*1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584)
*Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585)
*A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656)
*C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656)
*Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586)
*Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589)
*Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592)
*Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593)
*Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666)
====H====
*[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599)
*Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601)
*O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607)
*Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608)
[[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']]
*La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612)
*Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614)
====I====
*[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621)
*La felice riuscita del film – uno dei 3 che [[Raoul Walsh|R. Walsh]] fece con [[Clark Gable|Gable]] – è il risultato di una intelligente sceneggiatura di Sydney Boehm e Frank Nugent genero di [[John Ford]], da un romanzo di Clay Fisher di cui il regista sfrutta magnificamente l'afflato epico (anche nella 1ª parte innevata), gli intermezzi ora comici ora sentimentali, i dialoghi icastici, la pittoresca galleria dei personaggi, i grandi spazi esaltati dal Cinemascope di Leo Tover. È una delle ultime vette del western classico con uno dei personaggi più simpatici di [[Jane Russell|J. Russell]] che fa il bagno nella vasca, spara con la carabina, mostra le belle gambe, s'infila e si sfila gli stivali e continua a litigare amorosamente con C. Gable. (''[[Gli implacabili]]''; 2000, p. 623)
*1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624)
*[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626)
*Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626)
*Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626)
*[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630)
*Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633)
*Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634)
*Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635)
*Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636)
*[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640)
*Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642)
*È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646)
*Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646)
*Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780)
*Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736)
*[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651)
*Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655)
*Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655)
*Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657)
*Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657)
====J====
*Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671)
*La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763)
*[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679)
====K====
*I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775)
*[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778)
*[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685)
====L====
*Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691)
*Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691)
*[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692)
*Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692)
*Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694)
*Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694)
*Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695)
*Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698)
*Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700)
*In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700)
*Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702)
*Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702)
*Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702)
*Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703)
*Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801)
*Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709)
*Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815)
*[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718)
*Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720)
*2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723)
*In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724)
*È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724)
*Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725)
*[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726)
*Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726)
*Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733)
====M====
*Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740)
*[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738)
*[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744)
*[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749)
*È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750)
[[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']]
*[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751)
*È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751)
*Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758)
*Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758)
*Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761)
*È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764)
*Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768)
*Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769)
*Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771)
[[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']]
*È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771)
*Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772)
*Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773)
*Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776)
*Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777)
*[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780)
[[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']]
*Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782)
*Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785)
*Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786)
*[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788)
*Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789)
*Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791)
*[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791)
*Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794)
*Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798)
*Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801)
*Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804)
[[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']]
*C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806)
*Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806)
*È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807)
*Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808)
*Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809)
*Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809)
*Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811)
*Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811)
*Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816)
*[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826)
*Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829)
*[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832)
*Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835)
*Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837)
*[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842)
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952)
====N====
*77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852)
*Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858)
*Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860)
*Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861)
*[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862)
*Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979)
*Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865)
*Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866)
*È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983)
*2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984)
*Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868)
*{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870)
*Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877)
[[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']]
*[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877)
*[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879)
*Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879)
*È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883)
*Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888)
*Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889)
*[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889)
*Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894)
*[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012)
*[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896)
*Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899)
====O====
*Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906)
*[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908)
*Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914)
*18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916)
*È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917)
*Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918)
*È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921)
*Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923)
*[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923)
[[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']]
*Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049)
*Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925)
*Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926)
*C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934)
*L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059)
*[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059)
*Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060)
====P====
*Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943)
*Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945)
*Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069)
*Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946)
*Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075)
*È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952)
*Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954)
*[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955)
*Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082)
*Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956)
*Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086)
*Umano, straziante, lirico, è considerato da molti il 1° buon film del migliore dei [[Anthony Mann|Mann]]. Sottovalutato, soprattutto in Italia, questo film è meravigliosamente fotografato dal grande [[John Alton]] che – con ''[[L'amante indiana]]'' (1950) di [[Delmer Daves|D. Daves]] – inaugurò il filone filoindiano degli anni '50. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2000, p. 960)
*Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964)
*[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964)
*Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967)
*Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968)
[[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']]
*Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969)
*È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099)
*Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975)
*Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976)
*[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978)
*Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113)
*Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986)
*Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115)
*L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986)
*Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989)
*Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989)
*Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991)
*Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991)
*Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992)
*Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994)
*[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995)
*Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125)
*Western autunnale quasi da camera, quasi funerario, da crepuscolo degli dei. Un epitaffio su un genere o su un eroe? Grande congedo melodrammatico di [[John Wayne|J. Wayne]]. Ottima sceneggiatura (da un romanzo di Glendon Swarthout) messa in immagini con uno stile asciutto. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''; 2000, p. 999)
*Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003)
*Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011)
*Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210)
*Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013)
*La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013)
*È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014)
*Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015)
*[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016)
*È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022)
*Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025)
*Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026)
*[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159)
*2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029)
*Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029)
*[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037)
*[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039)
*Uno dei western memorabili degli anni '60, e uno dei migliori film "politici" di Hollywood in assoluto. [[Richard Brooks|Brooks]] (1912-92) ha fatto tutto lui, e l'ha fatto benissimo. Ritmo trascinante senza cadute. E uno splendido parco di attori. (''[[I professionisti]]''; 2000, p. 1041)
*Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044)
*Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044)
*1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047)
====Q====
*La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054)
*Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065)
[[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']]
*Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198)
*[...] il film individua molto bene la condizione sottoproletaria dei pistoleri in un contesto drammatico duro e bruciante. Dialogo vivace e incisivo. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2000, p. 1068)
*[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070)
*[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202)
*Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073)
*Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073)
*Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074)
*Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075)
*[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080)
====R====
[[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']]
*Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090)
*[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091)
*Lo spunto di partenza è divertente, ma non si può dire altrettanto del modo in cui è stato sviluppato in un film che oscilla tra dramma e commedia. C'è una certa freschezza di fondo che piace. (''[[Rancho Bravo]]''; 2000, pp. 1097-1098)
*Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098)
*Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100)
*Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101)
*È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105)
*Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108)
*Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108)
*Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112)
*2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113)
*[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248)
*Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113)
*Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115)
*È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115)
*Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116)
*Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120)
*[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252)
*Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257)
*La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257)
*Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121)
*5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121)
*Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122)
*[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123)
*Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124)
*Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126)
*Sulla scia di ''[[Easy Rider]]'', con il cavallo al posto della motocicletta, anche i personaggi di questo anomalo western hippie vanno alla ricerca della libertà e di un'identità, in fuga verso un altrove irraggiungibile. Eccezionale la fotografia di [[Vilmos Zsigmond]] [...]. (''[[Il ritorno di Harry Collings]]''; 2000, p. 1128)
*Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129)
*Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137)
*Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138)
[[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']]
*Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138)
*Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139)
*Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141)
*Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282)
*È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148)
====S====
*Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151)
*[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155)
[[File:San Giovanni decollato (1940) Totò imputato.png|miniatura|[[Totò]] in ''[[San Giovanni decollato]]'']]
*Come gli capitò anche nei film postbellici, a [[Totò]] un impianto narrativo troppo rigido sta un po' stretto, ma ogni volta che può inventare a soggetto, sfruttando la sua genialità mimica (il canto muto, l'autodecapitazione), il film cambia marcia. (''[[San Giovanni decollato]]''; 2000, p. 1158)
*Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300)
*È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161)
*Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166)
*Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168)
*[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169)
*Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315)
*Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172)
*Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175)
*È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175)
*Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177)
[[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']]
*Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179)
*[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322)
*[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180)
*In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327)
*I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183)
*Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183)
*È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185)
*Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186)
*Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187)
*Come sia riuscito [[John Sayles|J. Sayles]] (1950), cineasta indipendente nordamericano, a fare un film-fiaba così profondamente irlandese, anzi celtico, evitando il lezio, il facile folklore, l'oleografia, e portando con delicatezza lo spettatore a guardare le cose con gli occhi della sua piccola protagonista, ha del miracoloso. Hanno contribuito al risultato la splendida fotografia di [[Haskell Wexler]] che non scivola mai nel formalismo e gli addestratori delle foche. (''[[Il segreto dell'isola di Roan]]''; 2000, p. 1189)
*Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190)
[[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']]
*Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191)
*Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416)
*Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193)
*È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341)
*La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197)
*Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201)
*È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205)
*3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210)
*La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357)
*Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211)
*Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211)
*2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359)
*Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212)
*Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213)
[[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']]
*3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214)
*Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215)
*L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217)
*[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217)
*Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218)
*La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220)
*Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220)
*Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221)
*Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223)
*Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224)
*Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231)
*Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233)
*Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235)
*È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235)
*Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239)
*Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395)
*[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243)
*Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396)
*Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246)
*Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248)
*Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248)
*Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484)
*Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249)
*Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249)
*Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254)
*Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409)
*La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258)
*Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413)
[[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']]
*3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260)
*È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261)
*Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428)
*Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428)
*La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428)
*Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428)
*Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448)
*Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429)
*Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429)
*Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275)
*Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275)
*Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275)
*Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276)
*Un western tradizionale e sermoneggiante costruito intorno al canonico personaggio del burbero tutore della legge che [[John Wayne|J. Wayne]] (1907-79) interpreta con la massiccia immobilità di chi ormai è diventato il monumento di sé stesso. (''[[La stella di latta]]''; 2000, p. 1277)
*Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280)
*Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283)
*Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287)
*Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287)
*Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287)
*È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279)
*Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539)
*È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298)
*Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301)
*Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302)
*Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303)
*Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304)
====T====
*Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309)
*Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316)
*Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316)
*Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317)
*L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319)
*5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483)
*Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323)
*Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323)
*Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324)
[[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']]
*1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325)
*3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327)
*Western di schema classico e topico: transumanza; spazi aperti, sinonimo di libertà, in procinto di diventare spazi di possesso; eroe con un passato che rimorde, ma teso verso un futuro e una vita nuova che s'incarnano in una donna/infermiera benefica; sparatoria finale (15 minuti circa non convenzionali). Da notare il passo lento, come quello di una mandria, della narrazione; la gentilezza di fondo e dei particolari (i fiori); la dialettica tra mito epico e la sua fine dolente; la coerenza con sé stesso di [[Kevin Costner|Costner]] attore/regista. È [...] un canto malinconico sull{{'}}''old american life style''. (''[[Terra di confine - Open Range|Terra di confine]]''; 2010, p. 1490)
*Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329)
*Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329)
*Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331)
*È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334)
*"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335)
*Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337)
*Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338)
*È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339)
*Penultimo film di [[Steve McQueen|S. McQueen]] che morì a 50 anni nel 1980: era come il buon vino che, invecchiando, migliora. Semiwestern autunnale di atmosfera nostalgica, puntiglioso nell'ambientazione. Splendida fotografia di [[John A. Alonzo|John Alonso]]. (''[[Tom Horn (film)|Tom Horn]]''; 2000, p. 1349)
*Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602)
*Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351)
*2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352)
*Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352)
*Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352)
*Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354)
*Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359)
*[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361)
*[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361)
*Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364)
*Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367)
*Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540)
*È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374)
*''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381)
*{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390)
====U====
*Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393)
[[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']]
*Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396)
*È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396)
*Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396)
*Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569)
*[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400)
*[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400)
*Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401)
*Il 1º dei 6 western di [[Robert Aldrich|Aldrich]] e, forse, il più bello, certamente il più vigoroso, quello in cui il discorso filoindiano è più esplicito. Ricco di invenzioni, con un [[Burt Lancaster|Lancaster]] solido come una roccia. Una delle più belle e significative carrellate del cinema hollywoodiano. (''[[L'ultimo Apache]]''; 2000, p. 1403)
*Dopo l'orgia di violenza di ''[[Cane di paglia]]'', [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] torna alle sue origini di regista profondamente americano, tradizionalista e rurale. Bravo e credibile [[Steve McQueen|McQueen]]. Qualche momento di lirica malinconia in questa quieta storia su coloro che "devono tener fermi i cavalli". (''[[L'ultimo buscadero]]''; 2000, p. 1404)
*Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406)
*Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670)
*Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408)
*Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409)
*Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413)
*Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414)
*Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417)
*[...] un western che fatica a decollare prima di trovare il ritmo giusto. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2000, p. 1418)
*Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420)
*Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421)
*Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426)
*Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426)
*Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426)
*5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599)
*[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429)
[[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']]
*Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427)
*Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432)
*[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432)
*Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433)
*Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609)
====V====
*Uno dei 22 "spaghetti-western" realizzati nel 1973, e uno dei meno trucidi, con una certa cura nella psicologia dei personaggi e un robusto mestiere nelle sequenze d'azione. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2000, p. 1441)
*7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442)
*Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442)
*[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442)
*Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619)
*La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445)
*Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450)
*Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451)
*[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628)
*[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455)
*L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457)
*Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634)
*[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461)
*Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463)
*Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464)
*Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465)
*Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468)
*Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469)
*Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473)
*Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478)
*Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479)
*[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481)
*6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481)
*È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482)
*Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484)
*La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491)
*Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496)
*Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il re [[Giacomo I d'Inghilterra|Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, pp. 1679-1680)
====W====
*Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498)
*Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684)
*Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499)
*Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501)
*Molto dettagliato, prolisso, di impianto revisionista, l'opus n. 7 di [[Lawrence Kasdan|Kasdan]] è un western inetto. [[Kevin Costner|Costner]] recita come se Earp fosse un dirigente della ''middle-class'', surclassato dal Doc Holliday di [[Dennis Quaid|Quaid]]. La musica di [[James Newton Howard]] ridonda. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2010, p. 1693)
====Y====
*Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719)
====Z====
*[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700)
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']]
*Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701)
*Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706)
===Serie televisive===
*Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807)
*La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808)
*Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712)
*Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811)
*La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812)
*La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813)
*Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813)
*Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815)
*Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815)
*Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819)
*Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723)
*La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816)
*La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817)
*Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818)
*Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818)
*La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819)
*Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819)
*Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819)
*Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819)
*La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820)
*Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820)
*Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740)
*I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820)
*Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820)
*Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821)
*Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823)
*Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823)
*Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824)
*{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825)
*Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828)
*Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828)
*Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825)
*Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826)
*Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827)
*La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827)
*Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828)
*Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828)
*Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829)
*Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829)
*La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829)
*Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830)
*Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771)
*Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6
==Voci correlate==
*[[Morando Morandini]]
*[[Il Mereghetti]]
*[[il Farinotti]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]]
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Controversia sul numero di campionati italiani vinti dalla Juventus F.C.
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[[File:Juventus FC 2012-2013 players (Shakthar Donetsk - Juventus).jpg|thumb|La Juventus della stagione 2012-13, in polemica con l'albo d'oro ufficiale del campionato italiano – che le assegnava 28 scudetti e non i 30 del conteggio arbitrario del club –, rimosse le stelle dalla maglia e aggiunse la frase «<small>30 SUL CAMPO</small>».]]
Citazioni sulla '''controversia sul numero di campionati italiani vinti dalla Juventus Football Club''', in riferimento alla sentenza in ambito sportivo di [[Calciopoli]] e ai titoli di campione d'Italia delle stagioni 2004-05 e 2005-06.
==Citazioni==
*A me non interessa quello che dicono gli altri, sono per la terza stella, ne metterei due piccole ai lati e una grossa centrale e anche una dietro eventualmente, quattro stelle. La Juventus sul campo li ha vinti quegli scudetti. ([[Stefano Tacconi]])
*A [[Massimo Moratti|Moratti]] va riconosciuto un grande amore per l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], talmente forte da avergli fatto accettare una cosa un po' folle, come lo scudetto che non ha vinto. ([[Andrea Agnelli]])
*{{NDR|Nel 2012}} Al di là del merito e delle tifoserie (non sono juventino, non sono interista, non ho interessi in ballo), ho un'obiezione "tecnica" [...] sull'implicazione sovversiva e di violazione delle regole della pretesa della Juventus di attribuirsi 30 scudetti e 3 stelle. [...] Riassumo [...] in pochissime parole: se decidi di comportarti come se una sentenza pronunciata da un organismo che implicitamente rispetti e condividi sia sbagliata, ne mini le fondamenta e fai saltare tutto il patto. L'obiezione è che [si] confonde l'obbedienza a una regola con la sua contestazione, [si] confonde un reato con un'[[opinione]]. La Juve non è parte dell'istituzione, non è tenuta a condividere pubblicamente i suoi pronunciamenti, mentre è tenuta invece a obbedirvi [...]. {{NDR|Dopo la sentenza di [[Calciopoli]]}} la Juve non ha deciso di non partecipare più al campionato (poteva farlo, se avesse voluto mettere in discussione il sistema), o di andare alla sede dell'Inter e portarsi via dei trofei: sta solo manifestando il suo dissenso da quella sentenza, che ha comunque inevitabilmente subito e "rispettato", punti di penalizzazione compresi. [...] L'equivoco è importante, perché discende direttamente dalla pretestuosa obiezione che nella società civile pretende che non si possano discutere e criticare le sentenze della [[magistratura]]: il "rispetto delle sentenze" è una formula ingannevole e strumentale usata per mettere a tacere i [[Dissenso|dissensi]]. Le sentenze le fa rispettare lo Stato, e la forza pubblica, eventualmente: ma io, mentre le subisco, mentre sconto la pena, ho [[diritto]] di dire che non è giusto e che per me il [[colpevole]] non sono io. Ho diritto di dirmi [[Innocenza|innocente]], che lo sia o no. Ho diritto di fare tutto quello che non violi una regola scritta [...]. E sostenere che esercitando questo diritto io metta a rischio il patto sociale è un ricatto morale che trascura la libertà di opinione. La Juventus ha 28 scudetti, punto. E ha diritto di dire che ne ha vinti 30. Punto. ([[Luca Sofri]])
*[[Massimiliano Allegri|Allegri]] scherza sul numero dei nostri scudetti? Tutti parlano della Juve, ma noi preferiamo rispettare la regola base di guardare in casa nostra. Io parlo di Juventus, gli altri pensino agli affari loro. Se noi abbiamo 31 titoli, allora il [[Associazione Calcio Milan|Milan]] ha due stelle.<ref>Riferendosi ai campionati di [[Serie B]] vinti dal Milan nel 1981 e 1983.</ref> ([[Andrea Agnelli]])
*{{NDR|Nel 2009, «metterete la terza stella sulla maglia?»}} Bella domanda. Non credo ce la lasceranno mettere. Ma quella non ce la può togliere nessuno perchè sarà attaccata al cuore che sta sotto la maglia... ([[Gian Paolo Montali]])
*{{NDR|Nel 2012}} [[Joseph Blatter|Blatter]] non è stato perfido nella lettera di complimenti inviata alla Juve, ha detto semplicemente quella che è la verità, gli scudetti sono 28, punto e basta. Nel 2006 c'è stato un patteggiamento tra società e federazione, questo è quello che dicono le regole del mondo a cui apparteniamo, altrimenti possiamo dire tutto, anche che le partite durano 110 minuti e non 90. Non parliamo del passato ma del futuro. ([[Franco Carraro]])
*{{NDR|Nel 2012}} Come sancito da un organo della giustizia sportiva e come ha ribadito il presidente della Fifa [[Joseph Blatter|Sepp Blatter]] nella lettera di congratulazioni inviata alla società bianconera, i titoli sono 28. Certo, è comprensibile che i tifosi nel cuore ne sentano 30, così come quei giocatori che sono rimasti ed hanno accettato di scendere in [[serie B]]. ([[Giancarlo Abete]])
*Cosa penso della terza stella della Juve? Non entro nel merito. Da avversario ho sempre pensato che la Juve avesse vinto quegli scudetti perché era molto forte. Furono campionati vinti sul campo. ([[Andrea Pirlo]])
*{{NDR|Nel 2016, «Oggi la Juve fa bene a rivendicare i due scudetti revocati?»}} Così mi fa andare in crisi... {{NDR|«Dino Zoff non va mai in crisi.»}} Le risponderò, allora. No, non fa bene. Ci sono delle regole. Ci sono delle sentenze. Al processo ci fu un'autoaccusa della Juve. E Moggi è stato condannato dalla giustizia sportiva. ([[Dino Zoff]])
*È inutile discuterne, nel cuore gli scudetti sono 30, i giocatori e i tifosi sentono di averne vinti 30 sul campo e io, da giocatore e tifoso, ne ho vinti 30. Quindi ribadisco il mio sì assoluto alla terza stella. ([[Stefano Tacconi]])
*{{NDR|Nel 2012}} Finalmente la Juventus potrà indossare sulla propria maglia la trentesima stella, che senza Calciopoli sarebbe arrivata già molti anni fa. Quella squadra era talmente forte che senza quello scandalo ora forse staremmo a festeggiare lo scudetto numero 35. [...] E così, dopo il derby di ieri sera, mentre l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] ricorderà sempre il 5 Maggio, ai [[Associazione Calcio Milan|rossoneri]] toccherà il 6 Maggio! ([[Luciano Moggi]])
*Ho fatto una distinzione, tra quello che pensa un singolo e l'albo FIGC che stabilisce formalmente, legalmente e istituzionalmente il numero degli Scudetti. Che cos'altro si può fare per far capire alla Juve non ne ha 36 ma 34? Non lo so. Anche io potrei dire di aver vinto uno Scudetto, ma non ci crederebbe nessuno. Però in un momento simile non posso preoccuparmi se qualcuno ritiene di averne 36: è un problema suo perché sbaglia. Se sono stati tolti, bisogna accettare e rispettarlo. ([[Gabriele Gravina]])
*La Juventus ha tutto il diritto di ritenersi vittima di una sentenza sbagliata e cucirsi sulle maglie la terza stella. Ma un secondo dopo, la Federazione Italiana {{Sic|Gioco}} Calcio dovrebbe dichiararsi sciolta, perché il suo operato e quello della giustizia sportiva sono ritenuti carta straccia, e giudicati nulli, da una delle società più autorevoli e note del calcio italiano. Terze vie non ce ne sono, perfino in un Paese di ipocrisie e di pateracchi. Perché attribuirsi due scudetti revocati per frode sportiva non è solo un gesto di "orgoglio ritrovato", come pensa abbastanza puerilmente il presidente [[Andrea Agnelli]]. È, a tutti gli effetti, un gesto che sconquassa dalle fondamenta le istituzioni del calcio, le sconfessa, le rifiuta. È un durissimo chiamarsi fuori dal mondo in cui si opera e dalle sue regole. Nella vita, ovviamente, ci si può anche ribellare. Quello che non si può fare è credere che ci si possa ribellare al modico prezzo di qualche titolo di giornale, e cavarsela temperando le polemiche con un paio di interviste diplomatiche. ([[Michele Serra]])
*La Juventus sul campo era nettamente la più forte, di scudetti ne ha vinti 32: la squadra non ha rubato nulla e non avrebbe avuto bisogno di certi magheggi. Lo dico da vecchio interista, anche se più tiepido. Però la sentenza Calciopoli, che ha sanzionato i comportamenti del club fuori dal campo, è legge e siamo qui per farla rispettare. ([[Carlo Tavecchio]])
*La terza stella? Se è quella classica, legata al numero di scudetti vinti, non è possibile che sia aggiunta sulla maglia. Se poi si parla di sogno della società o di un logo nuovo sulla maglia si vedrà. Non va però collegata la dimensione della stella alla dimensione ufficiale. ([[Giancarlo Abete]])
*La terza stella? Sicuramente sul cuore ce l'abbiamo ed anche sul campo poi quello che viene decretato da altri criteri è da rispettare e non dobbiamo andare oltre ma quello che è stato vissuto è questo e vogliamo che rimanga. ([[Alessandro Del Piero]])
*La vicenda della "terza stella" è uno dei molti infantilismi del calcio: quale tifoseria ne è immune? Però è vero che, in Italia, la fazione conta più di ogni cosa. Il giudizio tribale precede quello logico, civile, morale, giuridico, sportivo. Il calcio in questo è esemplare, ma il Fattore [[Palio di Siena|Palio]] – come l'ho chiamato in un libro – si estende ad altre sfere della vita italiana, dalla politica al campanilismo, dalle professioni all'università. [...] Parecchi tifosi juventini – e purtroppo anche alcuni dirigenti – sembrano non voler capire che gli anni di Moggi & C sono stati condannati in una serie di sentenze, sportive e ordinarie. Non è più questione di opinione, ormai. L'autorità riconosciuta – la stessa che ha assegnato alla Juve questo (meritato) scudetto e ha ignorato il gol (evidente) di Muntari a San Siro contro il Milan – ha deciso che gli scudetti sono 28. Punto. Fine discussioni. Non è bene usare questi argomenti per eccitare l'ambiente. Detto ciò, la Juventus – campione 2012 meritevole, ripeto – metta sulle maglie tutte stelle che vuole. Le stelle sono taaaante, milioni di milioni…!, cantavano a Carosello. ([[Beppe Severgnini]])
*{{NDR|Nel 2012}} Niente di male mettersi la terza stella se però se ne ha completo diritto. Se cioè si sono vinti a tutti gli effetti, trenta scudetti. Non cambia lo spirito rispetto a quando se ne sono vinti dieci o venti. Il punto è: la Juventus ha vinto trenta scudetti? La risposta è no. È vero che la Juve ha vinto trenta scudetti, ma è anche vero che per sleatà sportiva e illecito strutturale, due le sono stati tolti con sentenza definitiva emessa da tutti i gradi della giustizia sportiva. Quindi la Juve ne ha certamente vinti trenta, ma ne può esibire pubblicamente 28. I due che mancano non potranno mai essere riconosciuti. È come non li avesse vinti, tanto che uno è stato assegnato a un'altra squadra. ([[Mario Sconcerti]])
*{{NDR|Nel 2022}} Non discuto le colpe della Juve, quelle mi sembrano comunque dimostrate e accettate dalla stessa Juve. Ma è anche l'ora di ricordarsi che quelle colpe sono state pagate con due scudetti, la Serie B, con vasta penalizzazione e il disfacimento della squadra con danno economico non inferiore ai 500 milioni. Una punizione senza precedenti nella giustizia sportiva, e ora interamente scontata. Quindi prima di tutto rispetto. C'è stata colpa e c'è stata pena, finito. Se ora la Juve continua a chiedere spiegazioni è assolutamente nel suo diritto, ed è dovere dei tribunali dargliele. [...] Resta il fatto che lo scudetto è stato assegnato a una squadra che era arrivata terza. Ho sempre capito e condiviso il perché della punizione data alla Juve. Continuo a non capire il perché del premio dato all'Inter: quale è stato il suo merito? Se qualcuno ogni tanto non l'accetta resta ancora oggi comprensibile. ([[Mario Sconcerti]])
*{{NDR|Nel 2012, sul numero di campionati vinti dalla Juventus}} Per me sono... 31! Perché? C'è compreso quello del campionato di serie B... L'ha vinto, no? ([[Massimiliano Allegri]])
*Prima sembrava che la Juve fosse riuscita ad accettare lo scandalo Calciopoli e le condanne di Moggi e Giraudo. I tifosi sembrava avessero smesso di parlare di campionati in realtà mai vinti perché revocati. Sembrava si potesse di nuovo parlare di stile Juve. Ma ora che la squadra è tornata a vincere Andrea Agnelli ha subito ricominciato a giustificare Moggi, dicendo che tanto lo facevano tutti; le stesse scuse che usano anche i politici. È un po' come se dopo aver rapinato una banca davanti ai giudici ci si giustifichi sostenendo la regolarità dell'azione perché lo fanno in tanti. Le sentenze sono pertanto giuste e vanno accettate. Altrimenti rischiano di non accettarle nemmeno i tifosi. E questo può rivelarsi pericoloso. Lo scudetto [2011-2012] appena conquistato è pulito e sudato. Un'altra cosa rispetto a quelli di Calciopoli. ([[Marco Travaglio]])
*{{NDR|Nel 2012}} Quando la Juve, giocando con iattanza, ha battuto la giovanile dell'Inter 9 a 1, inizia l'inseguimento della terza stella che non ha ancora conquistato. Ma ora arriva. Ogni 10 inquisiti una stella. ([[Ignazio La Russa]])
*{{NDR|nel 2015}} Se è stato conclamato in vari gradi di giudizio che gli scudetti che hanno vinto sono 30 e ne espongono 32, il giudice sportivo dovrebbe squalificare quel campo {{NDR|lo Juventus Stadium}} o multarli. Che tipo di esempio dai, tu dirigente, ai tuoi tifosi, quando esponi una cosa che non è accaduta? Chiudere lo stadio magari no, ma per lo meno facciamo rimuovere i due scudetti in più. Anche al Toro negli anni '20 fu revocato uno scudetto, perciò cosa facciamo? Metto anch'io 8 scudetti? ([[Urbano Cairo]])
*{{NDR|Sull'inclusione degli scudetti 2004-05 e 2005-06 nel palmarès della Juventus}} Se gli juventini si sentono così, io di scudetti ne scriverei magari ventidue, ventitré. Ognuno si può mettere quello che vuole. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{NDR|Dopo la vittoria della Juventus del campionato di Serie A 2016-2017}} Sono sei scudetti consecutivi ma anche dieci in carriera. Sì, dieci. Non mi vergogno a dirlo. Li ho vinti tutti. Sul campo. Accanto a campioni di cui, mentre scrivo, rivedo volti, fatica e sorrisi. La Federazione, Wikipedia o la Lega dicono che sono otto. Io non discuto arbitri, giudici e leggi. Ma nessuno può negarmi il diritto di sentirli tutti miei [...]. Nessuna polemica quindi. Nessuna volontà di riaprire capitoli passati. Solo l'orgoglio per quanto ho costruito, vinto e conquistato sul campo. Mai solo. Sempre in squadra! ([[Gianluigi Buffon]])
*Sull'idea di mettere la terza stella sulla maglia della Juventus ho già dato la mia opinione: per me gli scudetti sono tanti quanti sono stati assegnati. Certo, se mi leggo qualche dichiarazione e qualche libro, penso che già 28 siano troppi. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{NDR|Nel 2012, «Quanti scudetti ha vinto?»}} Ventotto [...] Io sono per il rispetto delle sentenze, le sentenze ne hanno tolti due e, quindi, è giusto che non siano trenta, ma ventotto. ([[Marco Travaglio]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Calciopoli]]
*[[Campionato italiano di calcio]]
*[[Serie A 2005-2006]]
*[[Serie A 2011-2012]]
{{Juventus FC}}
[[Categoria:Juventus F.C.]]
[[Categoria:Storia del calcio italiano]]
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[[File:Juventus FC 2012-2013 players (Shakthar Donetsk - Juventus).jpg|thumb|La Juventus della stagione 2012-13, in polemica con l'albo d'oro ufficiale del campionato italiano – che le assegnava 28 scudetti e non i 30 del conteggio arbitrario del club –, rimosse le stelle dalla maglia e aggiunse la frase «<small>30 SUL CAMPO</small>».]]
Citazioni sulla '''controversia sul numero di campionati italiani vinti dalla Juventus Football Club''', in riferimento alla sentenza in ambito sportivo di [[Calciopoli]] e ai titoli di campione d'Italia delle stagioni 2004-05 e 2005-06.
==Citazioni==
*A me non interessa quello che dicono gli altri, sono per la terza stella, ne metterei due piccole ai lati e una grossa centrale e anche una dietro eventualmente, quattro stelle. La Juventus sul campo li ha vinti quegli scudetti. ([[Stefano Tacconi]])
*A [[Massimo Moratti|Moratti]] va riconosciuto un grande amore per l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], talmente forte da avergli fatto accettare una cosa un po' folle, come lo scudetto che non ha vinto. ([[Andrea Agnelli]])
*{{NDR|Nel 2012}} Al di là del merito e delle tifoserie (non sono juventino, non sono interista, non ho interessi in ballo), ho un'obiezione "tecnica" [...] sull'implicazione sovversiva e di violazione delle regole della pretesa della Juventus di attribuirsi 30 scudetti e 3 stelle. [...] Riassumo [...] in pochissime parole: se decidi di comportarti come se una sentenza pronunciata da un organismo che implicitamente rispetti e condividi sia sbagliata, ne mini le fondamenta e fai saltare tutto il patto. L'obiezione è che [si] confonde l'obbedienza a una regola con la sua contestazione, [si] confonde un reato con un'[[opinione]]. La Juve non è parte dell'istituzione, non è tenuta a condividere pubblicamente i suoi pronunciamenti, mentre è tenuta invece a obbedirvi [...]. {{NDR|Dopo la sentenza di [[Calciopoli]]}} la Juve non ha deciso di non partecipare più al campionato (poteva farlo, se avesse voluto mettere in discussione il sistema), o di andare alla sede dell'Inter e portarsi via dei trofei: sta solo manifestando il suo dissenso da quella sentenza, che ha comunque inevitabilmente subito e "rispettato", punti di penalizzazione compresi. [...] L'equivoco è importante, perché discende direttamente dalla pretestuosa obiezione che nella società civile pretende che non si possano discutere e criticare le sentenze della [[magistratura]]: il "rispetto delle sentenze" è una formula ingannevole e strumentale usata per mettere a tacere i [[Dissenso|dissensi]]. Le sentenze le fa rispettare lo Stato, e la forza pubblica, eventualmente: ma io, mentre le subisco, mentre sconto la pena, ho [[diritto]] di dire che non è giusto e che per me il [[colpevole]] non sono io. Ho diritto di dirmi [[Innocenza|innocente]], che lo sia o no. Ho diritto di fare tutto quello che non violi una regola scritta [...]. E sostenere che esercitando questo diritto io metta a rischio il patto sociale è un ricatto morale che trascura la libertà di opinione. La Juventus ha 28 scudetti, punto. E ha diritto di dire che ne ha vinti 30. Punto. ([[Luca Sofri]])
*[[Massimiliano Allegri|Allegri]] scherza sul numero dei nostri scudetti? Tutti parlano della Juve, ma noi preferiamo rispettare la regola base di guardare in casa nostra. Io parlo di Juventus, gli altri pensino agli affari loro. Se noi abbiamo 31 titoli, allora il [[Associazione Calcio Milan|Milan]] ha due stelle.<ref>Riferendosi ai campionati di [[Serie B]] vinti dal Milan nel 1981 e 1983.</ref> ([[Andrea Agnelli]])
*{{NDR|Nel 2009, «metterete la terza stella sulla maglia?»}} Bella domanda. Non credo ce la lasceranno mettere. Ma quella non ce la può togliere nessuno perchè sarà attaccata al cuore che sta sotto la maglia... ([[Gian Paolo Montali]])
*{{NDR|Nel 2012}} [[Joseph Blatter|Blatter]] non è stato perfido nella lettera di complimenti inviata alla Juve, ha detto semplicemente quella che è la verità, gli scudetti sono 28, punto e basta. Nel 2006 c'è stato un patteggiamento tra società e federazione, questo è quello che dicono le regole del mondo a cui apparteniamo, altrimenti possiamo dire tutto, anche che le partite durano 110 minuti e non 90. Non parliamo del passato ma del futuro. ([[Franco Carraro]])
*{{NDR|Nel 2012}} Come sancito da un organo della giustizia sportiva e come ha ribadito il presidente della Fifa [[Joseph Blatter|Sepp Blatter]] nella lettera di congratulazioni inviata alla società bianconera, i titoli sono 28. Certo, è comprensibile che i tifosi nel cuore ne sentano 30, così come quei giocatori che sono rimasti ed hanno accettato di scendere in [[serie B]]. ([[Giancarlo Abete]])
*Cosa penso della terza stella della Juve? Non entro nel merito. Da avversario ho sempre pensato che la Juve avesse vinto quegli scudetti perché era molto forte. Furono campionati vinti sul campo. ([[Andrea Pirlo]])
*{{NDR|Nel 2016, «Oggi la Juve fa bene a rivendicare i due scudetti revocati?»}} Così mi fa andare in crisi... {{NDR|«Dino Zoff non va mai in crisi.»}} Le risponderò, allora. No, non fa bene. Ci sono delle regole. Ci sono delle sentenze. Al processo ci fu un'autoaccusa della Juve. E Moggi è stato condannato dalla giustizia sportiva. ([[Dino Zoff]])
*È inutile discuterne, nel cuore gli scudetti sono 30, i giocatori e i tifosi sentono di averne vinti 30 sul campo e io, da giocatore e tifoso, ne ho vinti 30. Quindi ribadisco il mio sì assoluto alla terza stella. ([[Stefano Tacconi]])
*{{NDR|Nel 2012}} Finalmente la Juventus potrà indossare sulla propria maglia la trentesima stella, che senza Calciopoli sarebbe arrivata già molti anni fa. Quella squadra era talmente forte che senza quello scandalo ora forse staremmo a festeggiare lo scudetto numero 35. [...] E così, dopo il derby di ieri sera, mentre l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] ricorderà sempre il 5 Maggio, ai [[Associazione Calcio Milan|rossoneri]] toccherà il 6 Maggio! ([[Luciano Moggi]])
*Ho fatto una distinzione, tra quello che pensa un singolo e l'albo FIGC che stabilisce formalmente, legalmente e istituzionalmente il numero degli Scudetti. Che cos'altro si può fare per far capire alla Juve non ne ha 36 ma 34? Non lo so. Anche io potrei dire di aver vinto uno Scudetto, ma non ci crederebbe nessuno. Però in un momento simile non posso preoccuparmi se qualcuno ritiene di averne 36: è un problema suo perché sbaglia. Se sono stati tolti, bisogna accettare e rispettarlo. ([[Gabriele Gravina]])
*La Juventus ha tutto il diritto di ritenersi vittima di una sentenza sbagliata e cucirsi sulle maglie la terza stella. Ma un secondo dopo, la Federazione Italiana {{Sic|Gioco}} Calcio dovrebbe dichiararsi sciolta, perché il suo operato e quello della giustizia sportiva sono ritenuti carta straccia, e giudicati nulli, da una delle società più autorevoli e note del calcio italiano. Terze vie non ce ne sono, perfino in un Paese di ipocrisie e di pateracchi. Perché attribuirsi due scudetti revocati per frode sportiva non è solo un gesto di "orgoglio ritrovato", come pensa abbastanza puerilmente il presidente [[Andrea Agnelli]]. È, a tutti gli effetti, un gesto che sconquassa dalle fondamenta le istituzioni del calcio, le sconfessa, le rifiuta. È un durissimo chiamarsi fuori dal mondo in cui si opera e dalle sue regole. Nella vita, ovviamente, ci si può anche ribellare. Quello che non si può fare è credere che ci si possa ribellare al modico prezzo di qualche titolo di giornale, e cavarsela temperando le polemiche con un paio di interviste diplomatiche. ([[Michele Serra]])
*La Juventus sul campo era nettamente la più forte, di scudetti ne ha vinti 32: la squadra non ha rubato nulla e non avrebbe avuto bisogno di certi magheggi. Lo dico da vecchio interista, anche se più tiepido. Però la sentenza Calciopoli, che ha sanzionato i comportamenti del club fuori dal campo, è legge e siamo qui per farla rispettare. ([[Carlo Tavecchio]])
*La terza stella? Se è quella classica, legata al numero di scudetti vinti, non è possibile che sia aggiunta sulla maglia. Se poi si parla di sogno della società o di un logo nuovo sulla maglia si vedrà. Non va però collegata la dimensione della stella alla dimensione ufficiale. ([[Giancarlo Abete]])
*La terza stella? Sicuramente sul cuore ce l'abbiamo ed anche sul campo poi quello che viene decretato da altri criteri è da rispettare e non dobbiamo andare oltre ma quello che è stato vissuto è questo e vogliamo che rimanga. ([[Alessandro Del Piero]])
*La vicenda della "terza stella" è uno dei molti infantilismi del calcio: quale tifoseria ne è immune? Però è vero che, in Italia, la fazione conta più di ogni cosa. Il giudizio tribale precede quello logico, civile, morale, giuridico, sportivo. Il calcio in questo è esemplare, ma il Fattore [[Palio di Siena|Palio]] – come l'ho chiamato in un libro – si estende ad altre sfere della vita italiana, dalla politica al campanilismo, dalle professioni all'università. [...] Parecchi tifosi juventini – e purtroppo anche alcuni dirigenti – sembrano non voler capire che gli anni di Moggi & C sono stati condannati in una serie di sentenze, sportive e ordinarie. Non è più questione di opinione, ormai. L'autorità riconosciuta – la stessa che ha assegnato alla Juve questo (meritato) scudetto e ha ignorato il gol (evidente) di Muntari a San Siro contro il Milan – ha deciso che gli scudetti sono 28. Punto. Fine discussioni. Non è bene usare questi argomenti per eccitare l'ambiente. Detto ciò, la Juventus – campione 2012 meritevole, ripeto – metta sulle maglie tutte stelle che vuole. Le stelle sono taaaante, milioni di milioni…!, cantavano a Carosello. ([[Beppe Severgnini]])
*{{NDR|Nel 2012}} Niente di male mettersi la terza stella se però se ne ha completo diritto. Se cioè si sono vinti a tutti gli effetti, trenta scudetti. Non cambia lo spirito rispetto a quando se ne sono vinti dieci o venti. Il punto è: la Juventus ha vinto trenta scudetti? La risposta è no. È vero che la Juve ha vinto trenta scudetti, ma è anche vero che per sleatà sportiva e illecito strutturale, due le sono stati tolti con sentenza definitiva emessa da tutti i gradi della giustizia sportiva. Quindi la Juve ne ha certamente vinti trenta, ma ne può esibire pubblicamente 28. I due che mancano non potranno mai essere riconosciuti. È come non li avesse vinti, tanto che uno è stato assegnato a un'altra squadra. ([[Mario Sconcerti]])
*{{NDR|Nel 2022}} Non discuto le colpe della Juve, quelle mi sembrano comunque dimostrate e accettate dalla stessa Juve. Ma è anche l'ora di ricordarsi che quelle colpe sono state pagate con due scudetti, la Serie B, con vasta penalizzazione e il disfacimento della squadra con danno economico non inferiore ai 500 milioni. Una punizione senza precedenti nella giustizia sportiva, e ora interamente scontata. Quindi prima di tutto rispetto. C'è stata colpa e c'è stata pena, finito. Se ora la Juve continua a chiedere spiegazioni è assolutamente nel suo diritto, ed è dovere dei tribunali dargliele. [...] Resta il fatto che lo scudetto è stato assegnato a una squadra che era arrivata terza. Ho sempre capito e condiviso il perché della punizione data alla Juve. Continuo a non capire il perché del premio dato all'Inter: quale è stato il suo merito? Se qualcuno ogni tanto non l'accetta resta ancora oggi comprensibile. ([[Mario Sconcerti]])
*{{NDR|Nel 2012, sul numero di campionati vinti dalla Juventus}} Per me sono... 31! Perché? C'è compreso quello del campionato di serie B... L'ha vinto, no? ([[Massimiliano Allegri]])
*Prima sembrava che la Juve fosse riuscita ad accettare lo scandalo Calciopoli e le condanne di Moggi e Giraudo. I tifosi sembrava avessero smesso di parlare di campionati in realtà mai vinti perché revocati. Sembrava si potesse di nuovo parlare di stile Juve. Ma ora che la squadra è tornata a vincere Andrea Agnelli ha subito ricominciato a giustificare Moggi, dicendo che tanto lo facevano tutti; le stesse scuse che usano anche i politici. È un po' come se dopo aver rapinato una banca davanti ai giudici ci si giustifichi sostenendo la regolarità dell'azione perché lo fanno in tanti. Le sentenze sono pertanto giuste e vanno accettate. Altrimenti rischiano di non accettarle nemmeno i tifosi. E questo può rivelarsi pericoloso. Lo scudetto [2011-2012] appena conquistato è pulito e sudato. Un'altra cosa rispetto a quelli di Calciopoli. ([[Marco Travaglio]])
*{{NDR|Nel 2012}} Quando la Juve, giocando con iattanza, ha battuto la giovanile dell'Inter 9 a 1, inizia l'inseguimento della terza stella che non ha ancora conquistato. Ma ora arriva. Ogni 10 inquisiti una stella. ([[Ignazio La Russa]])
*{{NDR|Nel 2015}} Se è stato conclamato in vari gradi di giudizio che gli scudetti che hanno vinto sono 30 e ne espongono 32, il giudice sportivo dovrebbe squalificare quel campo {{NDR|lo Juventus Stadium}} o multarli. Che tipo di esempio dai, tu dirigente, ai tuoi tifosi, quando esponi una cosa che non è accaduta? Chiudere lo stadio magari no, ma per lo meno facciamo rimuovere i due scudetti in più. Anche al Toro negli anni '20 fu revocato uno scudetto, perciò cosa facciamo? Metto anch'io 8 scudetti? ([[Urbano Cairo]])
*{{NDR|Sull'inclusione degli scudetti 2004-05 e 2005-06 nel palmarès della Juventus}} Se gli juventini si sentono così, io di scudetti ne scriverei magari ventidue, ventitré. Ognuno si può mettere quello che vuole. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{NDR|Dopo la vittoria della Juventus del campionato di Serie A 2016-2017}} Sono sei scudetti consecutivi ma anche dieci in carriera. Sì, dieci. Non mi vergogno a dirlo. Li ho vinti tutti. Sul campo. Accanto a campioni di cui, mentre scrivo, rivedo volti, fatica e sorrisi. La Federazione, Wikipedia o la Lega dicono che sono otto. Io non discuto arbitri, giudici e leggi. Ma nessuno può negarmi il diritto di sentirli tutti miei [...]. Nessuna polemica quindi. Nessuna volontà di riaprire capitoli passati. Solo l'orgoglio per quanto ho costruito, vinto e conquistato sul campo. Mai solo. Sempre in squadra! ([[Gianluigi Buffon]])
*Sull'idea di mettere la terza stella sulla maglia della Juventus ho già dato la mia opinione: per me gli scudetti sono tanti quanti sono stati assegnati. Certo, se mi leggo qualche dichiarazione e qualche libro, penso che già 28 siano troppi. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{NDR|Nel 2012, «Quanti scudetti ha vinto?»}} Ventotto [...] Io sono per il rispetto delle sentenze, le sentenze ne hanno tolti due e, quindi, è giusto che non siano trenta, ma ventotto. ([[Marco Travaglio]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Calciopoli]]
*[[Campionato italiano di calcio]]
*[[Serie A 2005-2006]]
*[[Serie A 2011-2012]]
{{Juventus FC}}
[[Categoria:Juventus F.C.]]
[[Categoria:Storia del calcio italiano]]
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[[File:Juventus FC 2012-2013 players (Shakthar Donetsk - Juventus).jpg|thumb|upright=1.2|La Juventus della stagione 2012-13, in polemica con l'albo d'oro ufficiale del campionato italiano – che le assegnava 28 scudetti e non i 30 del conteggio arbitrario del club –, rimosse le stelle dalla maglia e aggiunse la frase «<small>30 SUL CAMPO</small>»]]
Citazioni sulla '''controversia sul numero di campionati italiani vinti dalla Juventus Football Club''', in riferimento alla sentenza in ambito sportivo di [[Calciopoli]] e ai titoli di campione d'Italia delle stagioni 2004-05 e 2005-06.
==Citazioni==
*A me non interessa quello che dicono gli altri, sono per la terza stella, ne metterei due piccole ai lati e una grossa centrale e anche una dietro eventualmente, quattro stelle. La Juventus sul campo li ha vinti quegli scudetti. ([[Stefano Tacconi]])
*A [[Massimo Moratti|Moratti]] va riconosciuto un grande amore per l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], talmente forte da avergli fatto accettare una cosa un po' folle, come lo scudetto che non ha vinto. ([[Andrea Agnelli]])
*{{NDR|Nel 2012}} Al di là del merito e delle tifoserie (non sono juventino, non sono interista, non ho interessi in ballo), ho un'obiezione "tecnica" [...] sull'implicazione sovversiva e di violazione delle regole della pretesa della Juventus di attribuirsi 30 scudetti e 3 stelle. [...] Riassumo [...] in pochissime parole: se decidi di comportarti come se una sentenza pronunciata da un organismo che implicitamente rispetti e condividi sia sbagliata, ne mini le fondamenta e fai saltare tutto il patto. L'obiezione è che [si] confonde l'obbedienza a una regola con la sua contestazione, [si] confonde un reato con un'[[opinione]]. La Juve non è parte dell'istituzione, non è tenuta a condividere pubblicamente i suoi pronunciamenti, mentre è tenuta invece a obbedirvi [...]. {{NDR|Dopo la sentenza di [[Calciopoli]]}} la Juve non ha deciso di non partecipare più al campionato (poteva farlo, se avesse voluto mettere in discussione il sistema), o di andare alla sede dell'Inter e portarsi via dei trofei: sta solo manifestando il suo dissenso da quella sentenza, che ha comunque inevitabilmente subito e "rispettato", punti di penalizzazione compresi. [...] L'equivoco è importante, perché discende direttamente dalla pretestuosa obiezione che nella società civile pretende che non si possano discutere e criticare le sentenze della [[magistratura]]: il "rispetto delle sentenze" è una formula ingannevole e strumentale usata per mettere a tacere i [[Dissenso|dissensi]]. Le sentenze le fa rispettare lo Stato, e la forza pubblica, eventualmente: ma io, mentre le subisco, mentre sconto la pena, ho [[diritto]] di dire che non è giusto e che per me il [[colpevole]] non sono io. Ho diritto di dirmi [[Innocenza|innocente]], che lo sia o no. Ho diritto di fare tutto quello che non violi una regola scritta [...]. E sostenere che esercitando questo diritto io metta a rischio il patto sociale è un ricatto morale che trascura la libertà di opinione. La Juventus ha 28 scudetti, punto. E ha diritto di dire che ne ha vinti 30. Punto. ([[Luca Sofri]])
*[[Massimiliano Allegri|Allegri]] scherza sul numero dei nostri scudetti? Tutti parlano della Juve, ma noi preferiamo rispettare la regola base di guardare in casa nostra. Io parlo di Juventus, gli altri pensino agli affari loro. Se noi abbiamo 31 titoli, allora il [[Associazione Calcio Milan|Milan]] ha due stelle.<ref>Riferendosi ai campionati di [[Serie B]] vinti dal Milan nel 1981 e 1983.</ref> ([[Andrea Agnelli]])
*{{NDR|Nel 2009, «metterete la terza stella sulla maglia?»}} Bella domanda. Non credo ce la lasceranno mettere. Ma quella non ce la può togliere nessuno perchè sarà attaccata al cuore che sta sotto la maglia... ([[Gian Paolo Montali]])
*{{NDR|Nel 2012}} [[Joseph Blatter|Blatter]] non è stato perfido nella lettera di complimenti inviata alla Juve, ha detto semplicemente quella che è la verità, gli scudetti sono 28, punto e basta. Nel 2006 c'è stato un patteggiamento tra società e federazione, questo è quello che dicono le regole del mondo a cui apparteniamo, altrimenti possiamo dire tutto, anche che le partite durano 110 minuti e non 90. Non parliamo del passato ma del futuro. ([[Franco Carraro]])
*{{NDR|Nel 2012}} Come sancito da un organo della giustizia sportiva e come ha ribadito il presidente della Fifa [[Joseph Blatter|Sepp Blatter]] nella lettera di congratulazioni inviata alla società bianconera, i titoli sono 28. Certo, è comprensibile che i tifosi nel cuore ne sentano 30, così come quei giocatori che sono rimasti ed hanno accettato di scendere in [[serie B]]. ([[Giancarlo Abete]])
*Cosa penso della terza stella della Juve? Non entro nel merito. Da avversario ho sempre pensato che la Juve avesse vinto quegli scudetti perché era molto forte. Furono campionati vinti sul campo. ([[Andrea Pirlo]])
*{{NDR|Nel 2016, «Oggi la Juve fa bene a rivendicare i due scudetti revocati?»}} Così mi fa andare in crisi... {{NDR|«Dino Zoff non va mai in crisi.»}} Le risponderò, allora. No, non fa bene. Ci sono delle regole. Ci sono delle sentenze. Al processo ci fu un'autoaccusa della Juve. E Moggi è stato condannato dalla giustizia sportiva. ([[Dino Zoff]])
*È inutile discuterne, nel cuore gli scudetti sono 30, i giocatori e i tifosi sentono di averne vinti 30 sul campo e io, da giocatore e tifoso, ne ho vinti 30. Quindi ribadisco il mio sì assoluto alla terza stella. ([[Stefano Tacconi]])
*{{NDR|Nel 2012}} Finalmente la Juventus potrà indossare sulla propria maglia la trentesima stella, che senza Calciopoli sarebbe arrivata già molti anni fa. Quella squadra era talmente forte che senza quello scandalo ora forse staremmo a festeggiare lo scudetto numero 35. [...] E così, dopo il derby di ieri sera, mentre l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] ricorderà sempre il 5 Maggio, ai [[Associazione Calcio Milan|rossoneri]] toccherà il 6 Maggio! ([[Luciano Moggi]])
*Ho fatto una distinzione, tra quello che pensa un singolo e l'albo FIGC che stabilisce formalmente, legalmente e istituzionalmente il numero degli Scudetti. Che cos'altro si può fare per far capire alla Juve non ne ha 36 ma 34? Non lo so. Anche io potrei dire di aver vinto uno Scudetto, ma non ci crederebbe nessuno. Però in un momento simile non posso preoccuparmi se qualcuno ritiene di averne 36: è un problema suo perché sbaglia. Se sono stati tolti, bisogna accettare e rispettarlo. ([[Gabriele Gravina]])
*La Juventus ha tutto il diritto di ritenersi vittima di una sentenza sbagliata e cucirsi sulle maglie la terza stella. Ma un secondo dopo, la Federazione Italiana {{Sic|Gioco}} Calcio dovrebbe dichiararsi sciolta, perché il suo operato e quello della giustizia sportiva sono ritenuti carta straccia, e giudicati nulli, da una delle società più autorevoli e note del calcio italiano. Terze vie non ce ne sono, perfino in un Paese di ipocrisie e di pateracchi. Perché attribuirsi due scudetti revocati per frode sportiva non è solo un gesto di "orgoglio ritrovato", come pensa abbastanza puerilmente il presidente [[Andrea Agnelli]]. È, a tutti gli effetti, un gesto che sconquassa dalle fondamenta le istituzioni del calcio, le sconfessa, le rifiuta. È un durissimo chiamarsi fuori dal mondo in cui si opera e dalle sue regole. Nella vita, ovviamente, ci si può anche ribellare. Quello che non si può fare è credere che ci si possa ribellare al modico prezzo di qualche titolo di giornale, e cavarsela temperando le polemiche con un paio di interviste diplomatiche. ([[Michele Serra]])
*La Juventus sul campo era nettamente la più forte, di scudetti ne ha vinti 32: la squadra non ha rubato nulla e non avrebbe avuto bisogno di certi magheggi. Lo dico da vecchio interista, anche se più tiepido. Però la sentenza Calciopoli, che ha sanzionato i comportamenti del club fuori dal campo, è legge e siamo qui per farla rispettare. ([[Carlo Tavecchio]])
*La terza stella? Se è quella classica, legata al numero di scudetti vinti, non è possibile che sia aggiunta sulla maglia. Se poi si parla di sogno della società o di un logo nuovo sulla maglia si vedrà. Non va però collegata la dimensione della stella alla dimensione ufficiale. ([[Giancarlo Abete]])
*La terza stella? Sicuramente sul cuore ce l'abbiamo ed anche sul campo poi quello che viene decretato da altri criteri è da rispettare e non dobbiamo andare oltre ma quello che è stato vissuto è questo e vogliamo che rimanga. ([[Alessandro Del Piero]])
*La vicenda della "terza stella" è uno dei molti infantilismi del calcio: quale tifoseria ne è immune? Però è vero che, in Italia, la fazione conta più di ogni cosa. Il giudizio tribale precede quello logico, civile, morale, giuridico, sportivo. Il calcio in questo è esemplare, ma il Fattore [[Palio di Siena|Palio]] – come l'ho chiamato in un libro – si estende ad altre sfere della vita italiana, dalla politica al campanilismo, dalle professioni all'università. [...] Parecchi tifosi juventini – e purtroppo anche alcuni dirigenti – sembrano non voler capire che gli anni di Moggi & C sono stati condannati in una serie di sentenze, sportive e ordinarie. Non è più questione di opinione, ormai. L'autorità riconosciuta – la stessa che ha assegnato alla Juve questo (meritato) scudetto e ha ignorato il gol (evidente) di Muntari a San Siro contro il Milan – ha deciso che gli scudetti sono 28. Punto. Fine discussioni. Non è bene usare questi argomenti per eccitare l'ambiente. Detto ciò, la Juventus – campione 2012 meritevole, ripeto – metta sulle maglie tutte stelle che vuole. Le stelle sono taaaante, milioni di milioni…!, cantavano a Carosello. ([[Beppe Severgnini]])
*{{NDR|Nel 2012}} Niente di male mettersi la terza stella se però se ne ha completo diritto. Se cioè si sono vinti a tutti gli effetti, trenta scudetti. Non cambia lo spirito rispetto a quando se ne sono vinti dieci o venti. Il punto è: la Juventus ha vinto trenta scudetti? La risposta è no. È vero che la Juve ha vinto trenta scudetti, ma è anche vero che per sleatà sportiva e illecito strutturale, due le sono stati tolti con sentenza definitiva emessa da tutti i gradi della giustizia sportiva. Quindi la Juve ne ha certamente vinti trenta, ma ne può esibire pubblicamente 28. I due che mancano non potranno mai essere riconosciuti. È come non li avesse vinti, tanto che uno è stato assegnato a un'altra squadra. ([[Mario Sconcerti]])
*{{NDR|Nel 2022}} Non discuto le colpe della Juve, quelle mi sembrano comunque dimostrate e accettate dalla stessa Juve. Ma è anche l'ora di ricordarsi che quelle colpe sono state pagate con due scudetti, la Serie B, con vasta penalizzazione e il disfacimento della squadra con danno economico non inferiore ai 500 milioni. Una punizione senza precedenti nella giustizia sportiva, e ora interamente scontata. Quindi prima di tutto rispetto. C'è stata colpa e c'è stata pena, finito. Se ora la Juve continua a chiedere spiegazioni è assolutamente nel suo diritto, ed è dovere dei tribunali dargliele. [...] Resta il fatto che lo scudetto è stato assegnato a una squadra che era arrivata terza. Ho sempre capito e condiviso il perché della punizione data alla Juve. Continuo a non capire il perché del premio dato all'Inter: quale è stato il suo merito? Se qualcuno ogni tanto non l'accetta resta ancora oggi comprensibile. ([[Mario Sconcerti]])
*{{NDR|Nel 2012, sul numero di campionati vinti dalla Juventus}} Per me sono... 31! Perché? C'è compreso quello del campionato di serie B... L'ha vinto, no? ([[Massimiliano Allegri]])
*Prima sembrava che la Juve fosse riuscita ad accettare lo scandalo Calciopoli e le condanne di Moggi e Giraudo. I tifosi sembrava avessero smesso di parlare di campionati in realtà mai vinti perché revocati. Sembrava si potesse di nuovo parlare di stile Juve. Ma ora che la squadra è tornata a vincere Andrea Agnelli ha subito ricominciato a giustificare Moggi, dicendo che tanto lo facevano tutti; le stesse scuse che usano anche i politici. È un po' come se dopo aver rapinato una banca davanti ai giudici ci si giustifichi sostenendo la regolarità dell'azione perché lo fanno in tanti. Le sentenze sono pertanto giuste e vanno accettate. Altrimenti rischiano di non accettarle nemmeno i tifosi. E questo può rivelarsi pericoloso. Lo scudetto [2011-2012] appena conquistato è pulito e sudato. Un'altra cosa rispetto a quelli di Calciopoli. ([[Marco Travaglio]])
*{{NDR|Nel 2012}} Quando la Juve, giocando con iattanza, ha battuto la giovanile dell'Inter 9 a 1, inizia l'inseguimento della terza stella che non ha ancora conquistato. Ma ora arriva. Ogni 10 inquisiti una stella. ([[Ignazio La Russa]])
*{{NDR|Nel 2015}} Se è stato conclamato in vari gradi di giudizio che gli scudetti che hanno vinto sono 30 e ne espongono 32, il giudice sportivo dovrebbe squalificare quel campo {{NDR|lo Juventus Stadium}} o multarli. Che tipo di esempio dai, tu dirigente, ai tuoi tifosi, quando esponi una cosa che non è accaduta? Chiudere lo stadio magari no, ma per lo meno facciamo rimuovere i due scudetti in più. Anche al Toro negli anni '20 fu revocato uno scudetto, perciò cosa facciamo? Metto anch'io 8 scudetti? ([[Urbano Cairo]])
*{{NDR|Sull'inclusione degli scudetti 2004-05 e 2005-06 nel palmarès della Juventus}} Se gli juventini si sentono così, io di scudetti ne scriverei magari ventidue, ventitré. Ognuno si può mettere quello che vuole. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{NDR|Dopo la vittoria della Juventus del campionato di Serie A 2016-2017}} Sono sei scudetti consecutivi ma anche dieci in carriera. Sì, dieci. Non mi vergogno a dirlo. Li ho vinti tutti. Sul campo. Accanto a campioni di cui, mentre scrivo, rivedo volti, fatica e sorrisi. La Federazione, Wikipedia o la Lega dicono che sono otto. Io non discuto arbitri, giudici e leggi. Ma nessuno può negarmi il diritto di sentirli tutti miei [...]. Nessuna polemica quindi. Nessuna volontà di riaprire capitoli passati. Solo l'orgoglio per quanto ho costruito, vinto e conquistato sul campo. Mai solo. Sempre in squadra! ([[Gianluigi Buffon]])
*Sull'idea di mettere la terza stella sulla maglia della Juventus ho già dato la mia opinione: per me gli scudetti sono tanti quanti sono stati assegnati. Certo, se mi leggo qualche dichiarazione e qualche libro, penso che già 28 siano troppi. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{NDR|Nel 2012, «Quanti scudetti ha vinto?»}} Ventotto [...] Io sono per il rispetto delle sentenze, le sentenze ne hanno tolti due e, quindi, è giusto che non siano trenta, ma ventotto. ([[Marco Travaglio]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Calciopoli]]
*[[Campionato italiano di calcio]]
*[[Serie A 2005-2006]]
*[[Serie A 2011-2012]]
{{Juventus FC}}
[[Categoria:Juventus F.C.]]
[[Categoria:Storia del calcio italiano]]
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Celtic Football Club
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[[File:CelticPark.JPG|thumb|Il ''Celtic Park'', stadio del Celtic]]
Citazioni sul '''Celtic Football Club'''.
*Le maglie del Celtic non sono per le seconde scelte. Non si ritirano per star bene a giocatori inferiori. ([[Jock Stein]])
==Voci correlate==
*[[Old Firm]]
==Altri progetti==
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{{S}}
[[Categoria:Celtic F.C.]]
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Red Hot Chili Peppers
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SirPsych0
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/* Citazioni su The Red Hot Chili Peppers */
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text/x-wiki
[[File:RHCP Live in London 26 June 2022.jpg|miniatura|I Red Hot Chili Peppers nel 2022]]
'''Red Hot Chili Peppers''', gruppo rock statunitense attivo dal 1982.
==Citazioni tratte da canzoni==
===''The Red Hot Chili Peppers''===
'''Etichetta''': EMI, 1984, prodotto da Andy Gill.
*''Bene, sto per cavalcare un cavallo dai denti a sciabola attraverso le colline di Hollywood | l'ovest più lontano, più remoto | si, è così che mi sento | Bene, scavo nella sporcizia e scavo nella polvere, arrostiscono i miei pasti''.
:''Well, I'm gonna ride a saber tooth horse through the Hollywood hills | the farther west, the farther out | yeah, that's the way I feel | well, I dig the dirt an' I dig the dust I barbecue my meals''. (da ''True Men Don't Kill Coyotes'', n. 1)<ref name="sherman">Testi di Anthony Kiedis, Flea, Jack Sherman e Cliff Martinez.</ref>
*''La passione sgocciola dagli occhi del [[coyote]] | riesce ad assaporare il suo sangue | e il sangue non mente mai, muori viso pallido! | i veri uomini non uccidono i coyote''.
:''Passion dripping from the coyote's eyes | he can taste his blood | an' blood never lies pale face die | true men don't kill coyotes''. (da ''True Men Don't Kill Coyotes'', n. 1)<ref name="sherman"/>
*''Per le strade della città, tenevo i dischi in tasca | farò sentire i Chili Peppers così il pubblico potrà scatenarsi | mi scusi signore, non sentirà il mio pensiero? | suono in un gruppo, sì, ci chiamiamo i Red Hot | mentre sono via, amico, non ho timore | non ho tempo per dare pacche sulle spalle e parlare''.
:''On the city streets, I got the tunes in my pocket | I'll play the Chili Peppers so the public can rock | excuse me mister, won't you hear my thought? | I play in a band, yeah, we're called the Red Hots | while I'm away, boy, I'm afraid not | I've got no time to flick and talk''. (da ''Baby Appeal'', n. 2)<ref name="sherman"/>
*''Quando stai solo fermo in piedi o seduto tranquillo | pensa alle [[rana|rane]] che traggono un gran piacere dal saltare, | prendi una piccola lezione dai [[canguro|canguri]], | non lo sai che stanno saltando come matti, salta tu!''
:'' When you're just standing or sitting still | think about the frogs gettin' a thrill, | take a little lesson from the kangaroos, | don't you know they're jumpin' foos, jump you!'' (da ''Get Up and Jump'', n. 4)<ref name="slovak">Testi di Anthony Kiedis, Flea, Hillel Slovak e Jack Irons.</ref>
*''Siamo tutti un gruppo di fratelli che vivono in modo figo | insieme ad altri sei milioni in questo posto chiamato LA | LA è il posto giusto, mi dà fuoco in fiamme | per me, è una corsa attraverso un labirinto di raccolta del cotone | la città mi fa saltare, ha un sacco di ragazze cattive | beh, certo, ci sono alcuni imbecilli, ma ho ancora i miei calci''.
:''We're all a bunch of brothers living in a cool way | along with six million others in this place called LA | LA is the place, sets my mind ablaze | for me, it's a race through a cotton-picking maze | the town makes me jump, it's got a bunch of bad chicks | well sure, it's got some chumps, but I still get my kicks''. (da ''Out in L.A.'', n. 8)<ref name="slovak"/>
*''L'[[elicottero]] della polizia passò velocemente in cielo, | l'elicottero della polizia che atterra sul mio occhio.''
:'' Police helicopter shot the sky | police helicopter landin' on my eye.'' (da ''Police Helicopter'', n. 9)<ref name="slovak"/>
====Citazioni su ''The Red Hot Chili Peppers''====
*All'inizio eravamo una band esplosiva, però il nostro primo album non era affatto un disco esplosivo. ([[Flea]])
*In via del tutto teorica, l'omonimo debutto dei Red Hot Chili Peppers è un capolavoro del rock. Peccato che sia un disco brutto. Tuttavia, a livello filosofico rimane rivoluzionario: quasi nessuno con la pelle bianca prima di questi sei ragazzi [...] aveva contaminato in modo così assurdo e scanzonato il rock con il funky e il rap. Naturalmente, tradurre il pensiero in un'azione compiuta è un percorso impegnativo, ecco perché le dieci canzoni di The Red Hot Chili Peppers [...] sono musica che raramente prende consistenza. Ma sotto lo slappare del basso maniacale di Flea, sotto il cantare acerbo e talvolta sfiatato di Kiedis e sotto il tambureggiare di Martinez, c'è l'istinto degli occhi della tigre [...]. Ecco, su quest'esordio manca quell'irresistibile arroganza che li renderà appunto i Red Hot Chili Peppers. ([[Gianni Della Cioppa]])
*''Mommy Where's Daddy'' ha diversi elementi che la rendono speciale. Flea, Cliff e io componemmo la musica con naturalezza e facilità e rapidamente ne facemmo una prova poi tutti assieme. Il suo essere più funky e groovy la rendeva diversa dal restante materiale che virava dal punk intenso fino all'hard rock. Poi quando l'andammo a registrare come demo, fu la prima del cd. Sentii il timbro vocale e il testo. Ne fui veramente colpito e dissi a Anthony quanto rendesse efficace il tutto. Il testo faceva venire la pelle d'oca anche se non era perfetto. Flea decise di interpretare la parte della bimba come fosse un dialogo tra padre e figlia e la cosa era veramente divertente [...]. Mi piace molto anche ''Green Heaven'' perché è tra le più naturali nel cd. Per farti capire, quel solo venne registrato tutto in presa diretta in un canale a sé [...]. Mi piace molto ottenere tutti i tipi di suoni diversi e approcciare in stili e ho avuto modo di dare il mio contributo a quel disco. ''Grandpappy Du Plenty'' fu divertente, creare tutto quel sound bizzarro. E Dave Jerden mi disse [...] dopo aver registrato Baby Appeal, che non riusciva a togliersi dalla testa quel riff di chitarra. ([[Jack Sherman]])
*Per quanto riguarda l'aspetto giullaresco, questa è roba di buon cuore (e come giullaresca, dovrebbe esserlo). Il motivo per cui non è del tutto convincente non è nemmeno il fatto che sia di buon cuore: la band è abbastanza oltraggiosa, anche se probabilmente non nel modo in cui pensa di esserlo. Forse c'è un indizio in questa misteriosa osservazione del portavoce Flea: 'Grandmaster Flash e Kurtis Blow hanno grandi 'rap', ma non una musica così grande che li accompagni.' In un bassista, questa è una seria delusione . ([[Robert Christgau]])
===''Freaky Styley''===
'''Etichetta''': EMI, 1985, prodotto da George Clinton.
[[File:HillelSlovak1983 (cropped).jpg|thumb|Hillel Slovak, fondatore e chitarrista originario della band, morì nel 1988 in seguito ad un'overdose di eroina: «ho sempre avuto un profondo legame con Hillel. Aveva la capacità di far superare alle persone le barriere che erigevano per non rivelare più di tanto agli altri». ([[Anthony Kiedis]])]]
*''Sono un uomo della [[giungla]], | sono un uomo della giungla, | sono un uomo della giungla, | riesco ad avere tutti i cespugli che posso.''
:''I am a jungle man, | I am a jungle man, | I am a jungle man, | I get all the bush I can.'' (da ''Jungle Man'', Side 1, n. 1)<ref name="martinez">Testo scritto da Anthony Kiedis, Flea, Hillel Slovak e Cliff Martinez.</ref>
*''Oh, dammi una casa | dove vaga il bufalo | e dove la morte di una razza è un gioco, | dove raramente si sente | una parola di pace, | pronunciata dal bianco povero | che uccise appena vennero loro, | benché queste parole scavino a fondo | non offrono nessun sollievo.''
:''Oh give me a home | where the buffalo roam | and the death of a race is a game, | where seldom is heard | a peacable word, | from the white trash | who killed as they came, | though these words dig deep | they offer no relief.'' (da ''American Ghost Dance'', Side 1, n. 3)<ref name="martinez"/>
*''Non ci importa delle band inglesi | non ci importa dei Synth Funk | non ci importa dei Wham Wham | non ci importa dei Duran Duran | perché noi siamo | i Red Hot Chili Peppers!''
:''Nevermind the British bands | nevermind the Synth Funk bands | nevermind the Wham Wham band | nevermind Duran Duran | cause we're | The Red Hot Chili Peppers!'' (da ''Nevermind'', Side 1, n. 5)<ref name="slovak"/>
*''Li fotto, solo per vedere l'espressione della loro faccia | lo dico ad alta voce | sono stravagante | e sono orgoglioso''.
:''I fuck 'em, just to see the look on their face | I say it out loud | I'm freaky styley | and I'm proud''. (da ''Freaky Styley'', Side 2, n. 1)<ref name="martinez"/>
*''Amando e baciando e | masturbando e strusciando e | accarezzando e seducendo e | essere fatti e venendo | ti stringerò per una vita | ti stringerò per sempre | faccio di te mia moglie e | non ti dimenticherò mai''.
:''Loving and kissing and | rubbing and scrubbing and | styling and slumming an | rolling and cumming | I'll hold you a lifetime | I'll love you forever | I'll make you my wife and | I'll never forget you''. (da ''Lovin' and Touchin'', Side 2, n. 5)<ref name="martinez"/>
*''Dalla croce lei ha alzato la testa, | questo è quello che ha detto la suora, | non date amore finché non sarete sposate, | non vivete nessuna vita finché non sarete morte.''
:''From the cross she's raised her head, | this is what the sister said, | give no love until you're wed, | live no life until you're dead.'' (da ''Catholic School Girls Rule'', Side 2, n. 6) <ref>Testo di Anthony Kiedis, Flea e Cliff Martinez.</ref>
====Citazioni su ''Freaky Stylely''====
*So che la musica di questo album era troppo insolita e tetra per essere in grado di piacere al pubblico, ma ha saputo anticipare molte tendenze musicali di quel periodo, in modo definitivo e sostanziale. Molte nostre registrazioni di allora furono considerate "troppo funk per il pubblico bianco, troppo punk per quello di colore." Di sicuro i brani erano ancora lontani dalle connotazioni pop dei lavori successivi, e non credo che avesse contribuito qualche forma di segregazione al loro mancato successo. ([[Flea]])
===''The Uplift Mofo Party Plan''===
'''Etichetta''': EMI, 1987, prodotto da Michael Beinhorn. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[Hillel Slovak]] e [[Jack Irons]] (eccetto ''Behind the Sun'', composta anche da [[Michael Beinhorn]]).
*''Combatti come un impavido, | non essere [[schiavitù|schiavo]], | nessuno può dirti | che devi essere spaventato.''
:''Fight like a brave | don't be a slave | no one can tell you | you've got to be afraid.'' (da ''Fight Like a Brave'', n. 1)
*''In mezzo a questi versi d'amicizia, | devo cantare un attimo qualcosa | che non ho provato, | riguarda | il mio amico | e il suo nome è [[Hillel Slovak|Hillel]], | verso il quale il mio amore | è sacro come quello di un fratello, | prendilo, brufoloso | ragazzo smilzo, prendilo.''
:''In this friendly verse | I've got to sing a little something | that I haven't rehearsed | it's about | my man | and his name is Hillel | for who my love | is woul brother sacred | take it hickleberry | slim boy take it.'' (da ''Me & My Friends'', n. 3)
*''Ah, qualcuno versò sangue molti anni fa | qualcuno versò sangue ma non lo sapevi | che dalle boscaglie in cui crebbe Chuck Berry | arrivano i tuoi alti longilinei padri del rock and roll | oh no | portami nella tua boscaglia adesso''.
:''Ah, someone spilled blood many years ago | Ow! | someone spilled blood, but do you know | that from the backwoods where the Chuck Berries grow | come your long tall daddies of a rock and roll | oh no | take me to your backwoods now''. (da ''Backwoods'', n. 4)
*''Un giorno mentre facevo il bagno nel mare | il mio [[delfino]] parlante mi parlò, | mi parlava in sinfonia | dalla pace di libertà sotto il mare, | mi guardò, gli occhi pieni d'amore, | disse: sì, viviamo dietro il sole.''
:''One day while bathing in the sea | my talking dolphin spoke to me | he spoke to me in symphony | from freedom's peace beneath the sea | he looked to me eyes full of love | said yes we live behind the sun.'' (da ''Behind the Sun'', n. 6)
*''Salta indietro per l’amore sciocco | tu non tornerai per riparare | ma no, no, no, no, no | io non sono un idiota schiavo dell'amore | non vogliamo idioti schiavi dell'amore''.
:''Jump back for chump love | you won't be back for cover | but no no no no | I'm no chump love sucker | no chump love sucker''. (da ''No Chump Love Sucker'', n. 9)
*''Ho pensato che il tuo amore | fosse una faccenda seria | ma ho perso il mio orgoglio | quando ho capito che | il sapore nella mia borsa | e la mia mazza da baseball | era tutto quello che ti interessava''.
:''I thought that your love | was a matter of fact | but I lost my pride | when I realized that | the smack in my bag | and my baseball bat | was all you were after''. (da ''No Chump Love Sucker'', n. 9).
*''Rappresentiamo i figli di Hollywood | Hollywood è dove viviamo | rappresentiamo il meglio di Hollywood | la band Organic Anti-Beat Box''.
:''We represent the hollywood kids | hollywood is where we live | we represent the hollywood jam | organic anti-beat box band''. (da ''Organic Anti-Beat Box Band'', n. 12)
====Citazioni su ''The Uplift Mofo Party Plan''====
*A conti fatti, ''Uplift'' è probabilmente il disco più potente che abbiamo fatto. Non dico il migliore, anche se per qualcuno potrebbe esserlo, ma sicuramente il più diretto, nel senso di suonare a manetta senza pensare a un cazzo, e fare arte. Quel disco mette insieme rock, funk e arte esattamente come volevamo noi all'epoca. Eravamo matti come cavalli e sulla via della perdizione, ma ce l'abbiamo fatta, abbiamo fatto un disco di cui siamo fieri. ([[Flea]])
* Fight Like a Brave è considerata a tutti gli effetti un manifesto del riscatto, sia dal punto di vista personale di Kiedis, sia da quello musicale della band. Il brano rappresenta un potente messaggio di rinascita: celebra la decisione di combattere la dipendenza e la voglia di tornare a vivere, incoraggia a non essere schiavi delle proprie paure o delle aspettative altrui, invita a lottare con coraggio. Il brano è diventato un inno alla resilienza, una metafora per invitare a rialzarsi chiunque si senta senza speranza o "nel fango della vita". ([[Ivan Zazzaroni]])
*Mi piace tutto il disco. Ma è stata anche la prima volta che ho cominciato davvero a sentirmi in forma come produttore, come arrangiatore/compositore e come musicista. Nel complesso l'esperienza è stata sfiancante e logorante, ma quando lo ascolto è veramente un gran bel disco. Mi fa ricordare benissimo quel periodo, i posti dove siamo stati mentre lo facevamo, le persone coinvolte e ogni minima cosa che è successa. C'è un forte senso di libertà e di leggerezza in quel disco, ed è bellissimo. ([[Michael Beinhorn]])
*''The Uplift'' è stata l'emozione del ritorno insieme dei quattro membri originari [...]. Con ''Uplift'', abbiamo trascorso molto tempo in pre-produzione. Stavamo lavorando con Michael Beinhorn. Abbiamo trascorso un mese in pre-produzione. Poi siamo andati ai Capitol Studios. È stato davvero emozionante. Non credo che nessuno di noi fosse mai stato in un vero studio ufficiale come quello. ([[Jack Irons]])
===''Mother's Milk''===
'''Etichetta''': EMI, 1989, prodotto da Michael Beinhorn. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
[[Immagine:RedHotChiliPeppersAdam1989.jpg|thumb|Il cantante [[Anthony Kiedis]] e il bassista [[Flea]] durante un concerto ad Amsterdam nel 1989: «siamo come due strani fratelli. Siamo competitivi, però ci adoriamo. Siamo uno lo specchio dell'altro. Se sto bene con me stesso, sto bene con Flea e viceversa».]]
*''Può sembrare davvero che abbiamo strani modi di fare | ma lo facciamo con compassione e non crediamo nell'età | viaggiamo per il mondo andando nudi sul palco | cacciando fuori la gente dalla loro gabbia quotidiana | ci piace pensare che rendiamo felici chi è triste | e ci piace rendere orgogliosi la nostra mamma e il nostro papà''.
:''Indeed it may seem that we have strange ways | but we do it with compassion and don't believe in age | travel round the world gettin naked on the stage | bustin' people out of their everyday cage | we like to think we make a sad man happy | and we like to make proud our mammy and our pappy''. (da ''Good Time Boys'', n. 1)
*''[[Magic Johnson|M-a-g-i-c]] ci vediamo in campo | il ragazzone nero è venuto per giocare a modo suo | e il suo gioco è ostacolare | M-a-g-i-c magia di ragazzone nero, | altre squadre pregano e sognano, | ma a lui non gliene frega un cazzo.''
:''M-a-g-i-c see you on the court | buck has come to play his way and his way is to thwart | M-a-g-i-c magic of the buck | other teams pray for dreams | but he don't give a fuck.'' (da ''Magic Johson'', n. 4)
*''Strappami gli slip | santifica la mia anima | sono capriccioso di natura | cammina totem | guarda e vedi penso, che tu sia d'accordo | nessuno è strano come me''.
:''Bust my britches | bless my soul | i'm a freak of nature | walking totem pole | look and see I think you'll agree | nobody weird like me''. (da ''Nobody Weird Like Me'', n. 5)
*''Se mi vedi esagerare, | se mi vedi sballare, | dammi una calmata, | non sono più grande della vita.''
:''If you see me getting mighty | if you see me getting high | knock me down | I'm not bigger than life.'' (da ''Knock Me Down'', n. 6)
*''Vattene e assapora la [[sofferenza]], | ritorna in qualche altro giorno, | non sei lieta che non eri dispiaciuta? | Divertente come il prezzo che viene pagato.''
:''Walk away and taste the pain | come again some other day | aren't you glad you weren't afraid | funny how the price gets paid.'' (da ''Taste the Pain'', n. 7)
*''Capelli così lisci, neri come il carbone | aw baby il modo in cui ondeggi | tu indossi un vestito così blu | che porti i miei jeans via | lei viene e va ed io lo so | lei cumina almeno una volta al giorno | non posso resistere, bacio le tue labbra | tu sei la mia cameriera messicana sexy''.
:''Hair so smooth, black as coal | aw baby the way you sway | you wear the dress so very blue | that you take my blues away | she comes and goes that I know | she cums at least once a day | I can't resist I kiss you lips | you're my sexy mexican maid''. (da ''Sexy Mexican Maid'', n. 12)
====Citazioni su ''Mother's Milk''====
*È stato un album difficile da realizzare per me, non sapevo nulla del lavoro in studio di registrazione e gran parte del mio lavoro è consistito in me che suonavo con Michael Beinhorn seduto vicino ed io ero completamente all'oscuro di ciò che lui potesse considerare una buona registrazione o cosa non lo fosse. Sì, ho avuto un sacco di difficoltà a registrare quel disco per questa ragione, per quel periodo quella era una visione innovativa che influenzò molte persone in molti modi e lui aveva questa visione così chiara da farmi sentire che io non avessi alcuna voce in capitolo o uno spazio per adattarmi a ciò che lui voleva in un modo che mi risultasse confortevole. Lui aveva preso anche il controllo del processo di mixaggio e nessuno di noi era presente o ha avuto una versione finale del disco, non lo abbiamo nemmeno ascoltato. Le canzoni sono state ri-editate in modo totalmente differente da come le avevamo scritte e cose del genere... sì, è stata un'esperienza molto intensa. ([[John Frusciante]])
* È stato un grande cambiamento rispetto al sound dei RHCP fino a quel momento [...]. Per quanto riguarda la reazione della band al prodotto finale... beh... non ho mai scoperto cosa ne pensassero del mix finale. Tuttavia, quando finalmente ho fatto ascoltare ad Anthony le tracce con le chitarre finite per la prima volta (fino ad allora non era stato presente a nessuna delle sessioni), ha dato di matto, e non in senso positivo. Penso che la band abbia in qualche modo rinnegato il disco per questo motivo. ([[Michael Beinhorn]])
*Ecco il passo epocale per la band: la tragica scomparsa di Hillel Slovak porta a un radicale cambiamento di formazione e a Kiedis e Flea si affiancano i John Frusciante e Chad Smith. Il risultato è pura eccellenza: nuove energie, freschezza, urgenza e qualità si condensano in quello che può essere tranquillamente considerato come tra i migliori episodi della loro carriera. Il sound si definisce sempre di più, anche se sono evidenti tracce del momento di transizione [...], ma la definizione che ne dà il quotidiano ''Boston Globe'' ("an high octane fusion of metal, funk and rap") è quella che probabilmente fotografa al meglio il clima dell'album. Sorprende la quantità d'influenze elaborate nei tredici brani, ricchi anche di citazioni e di rimandi [...]. Mother's Milk diede il successo alla band, che si affacciò per la prima volta in classifica e sorpassò le 500.000 copie vendute, per arrivare poi negli anni a superare il milione di unità. ([[Antonio Bacciocchi]])
*I punk che amavano Hendrix e i P-Funk tanto tempo fa, stanno finalmente monetizzando il loro buon gusto, e sebbene i non credenti ne disconoscano la sincerità, il problema è l'esecuzione. Allora non erano tecnicamente dotati, e ora spingendo la chitarra in primo piano suonano anche più grezzi. Ma sono bravissime persone, davvero: menzionano la 'compassione' proprio nella prima strofa. ([[Robert Christgau]])
*''Mother's Milk'' è fondamentale per il loro percorso artistico ed è con quest'album che si consacrano come importante gruppo rock. Penso che questo disco abbia anche mostrato l'ampia gamma di stili di cui il gruppo era capace, rivelando una maggiore maturità. ([[Camilla Pia]])
===''Blood Sugar Sex Magik''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 1991, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*''Giusta o sbagliata, la mia canzone è forte | se non ti piace, passa oltre | dico quel che voglio, faccio quel che posso | morte al messaggio del [[Ku Klux Klan]].''
:''Right or wrong, my song is strong | you don't like it, get along | say what I want, do what I can | death to the message of the Ku Klux Klan.'' (da ''The Power of Equality'', n. 1)
*''La [[Bianco e nero (antropologia)|rabbia più nera, la paura più bianca]] | mi sentite, sono chiaro? | pace è il mio nome, questo è il mio momento | posso prendermi un pò di potere?''
:''Blackest anger, whitest fear | can you hear me, am I clear? | my name is peace, this is my hour | can I get just a little bit of power?'' (da ''The Power of Equality'', n. 1)
*''Voglio essere un [[gangster]], | penso che lui sia un ragazzo saggio | svaligiare un'altra banca, | lui è uno che tira pugni in faccia | testa dura, | un tipo alla Bonnie e Clyde | guardalo negli occhi, | lui non è il mio tipo.''
:''A wanna be gangster | thinkin' he's a wise guy | rob another bank | he's a sock 'em in the eye guy | tank head | Mr. Bonnie and | Clyde guy | look him in the eye | he's not my kinda guy.'' (da ''If You Have to Ask'', n. 2)
*''Se devi chiedere, | mai potrai sapere | che ai bastardi [[funk|funky]] | non si gli sarà detto di andarsene.''
:''If you have to ask | you'll never know | funky motherfuckers | will not be told to go.'' (da ''If You Have to Ask'', n. 2)
*''Cresciuto da mio padre | ragazza del giorno | lui era il mio uomo | questo era il modo | lei era la ragazza | lasciata sola | sentendo il bisogno | di fare di me la sua casa | non so cosa quando o perché | il tramonto dell'amore era arrivato''.
:''Raised by my dad | girl of the day | he was my man | that was the way | she was the girl | left alone | feeling the need | to make me her home | I don't know what when or why | the twilight of love had arrived''. (da ''Breaking the Girl'', n. 3)
*''Gira e rigira | ti senti bruciare, | stai spezzando il cuore alla [[ragazzo|ragazza]], | lei non voleva farti male | pensi di essere così intelligente, | ma ora devi piantarla | stai spezzando il cuore alla ragazza, | lui non ama nessun'altra.''
:''Twisting and turning | your feelings are burning | you're breaking the girl | she meant you no harm | think you're so clever | but now you must sever | you're breaking the girl | he loves no one else.'' (da ''Breaking the Girl'', n. 3)
*''Guardami, non vedi | che tutto ciò che voglio davvero essere | è esser libero da un mondo | che mi ferisce | ho bisogno di sollievo | ragazza, vuoi che sia | il tuo ladro?''
:''Look at me cant you see | all I really want to be | ss free from a world | that hurts me | I need relief | do you want me girl| to be your thief''. (da ''Suck My Kiss'', n. 5)
*''Donami dolci e sacre benedizioni | la tua bocca è stata fatta per succhiare il mio [[bacio]].''
:''Give to me sweet sacred bliss | your mouth was made to suck my kiss.'' (da ''Suck My Kiss'', n. 5)
*''Posso aver mentito, sono proprio uno stupido, | i miei occhi non potranno mai mai mai | mantenere la loro freddezza | li ho fatti vedere a lei e le ho spiegato come | mi avesse colpito, ma sono fottuto adesso.''
:''I could have lied I'm such a fool | my eyes could never never never | keep their cool | showed her and I told her how | she struck me but I'm fucked up now.'' (da ''I Could Have Lied'', n. 6)
*''[[Bob Marley]] poeta e profeta, | Bob Marley mi ha insegnato come arrendersi, | Bob Marley fa quello che dice, | mio Dio, non vedi che lo sto tossendo?''
:''Bob Marley poet and a prophet | Bob Marley taught how to off it | Bob Marley walkin like he talk it | Goodness me cant you see I'm gonna cough it.'' (da ''Give It Away'', n. 9)
*''Amo mia madre perchè lei ama me | è passato ormai il tempo in cui mi puliva | Sento perfettamente mio fratello che mi sta abbracciando | bevi il mio succo giovane amore sputa e succhiami''
:''My mom I love her cause she love me | long gone are the times when she scrub me | feelin' good my brother gonna hug me | drink my juice young love chug-a-lug me''. (da ''Give It Away'', n. 9)
*''Sangue, zucchero, pesce remora | nel mio piatto | quante porzioni ne vorresti? | entro nel paradiso | dove mi alleo dalla parte dell'anima | ragazza dammi piacere | sii la mia anima gemella.''
:''Blood sugar sucker fish | in my dish | how many pieces | do you wish | step into a heaven | where I keep it on the soul side | girl please me | be my soul bride.'' (da ''Blood Sugar Sex Magik'', n. 10)
*''Note incontrollabili | dalla sua gola di Biancaneve | riempiono lo spazio | in cui due corpi fluttuano | guidati da una voce | fanatico per scelta | il fiore è aromatico | lei deve essere umida.''
:''Uncontrollable notes | from her snowwhite throat | fill a space | in which two bodies float | operatic by voice | fanatic by choice | aromatic is the flower | she must be moist.'' (da ''Blood Sugar Sex Magik'', n. 10)
*''Guido sulle sue strade ''{{NDR|riferito a [[Los Angeles]]}}'' | perché lei è la mia compagna, | cammino per le sue colline | perché lei mi conosce davvero, | lei vede le mie buone azioni | e mi bacia con la brezza, | non sono mai preoccupato, | ora questa è una bugia.''
:''I drive on her streets | 'cause she's my companion | I walk through her hills | 'cause she knows who I am | she sees my good deeds | and she kisses me windy | I never worry | now that is a lie.'' (da ''Under the Bridge'', n. 11)
*''Sotto il [[ponte]] in centro | è dove ho versato sangue, | sotto il ponte in centro | non mi bastava mai, | sotto il ponte in centro | ho dimenticato il mio amore, | sotto il ponte in centro | ho buttato la mia vita.''
:''Under the bridge downtown | is where I drew some blood | under the bridge downtown | I could not get enough | under the bridge downtown | forgot about my love | under the bridge downtown | I gave my life away''. (da ''Under the Bridge'', n. 11)
*''Tanto tanto tempo fa | prima del vento e della neve | viveva un uomo, viveva un uomo che conosco | uno scherzo della natura chiamato Signor Psycho | Signor Psycho eccomi sono io | qualche volta scopro di aver bisogno di urlare.''
:''A long, long, long, long time ago | before the wind, before the snow | lived a man, lived a man I know | lived a freak of nature named Sir Psycho | Sir Psycho Sexy that is me | sometimes I find I need to scream.'' (da ''Sir Psycho Sexy'', n. 16)
*''Sono stato fermato da una poliziotta | nella mia auto | disse esci e allarga le gambe | e poi cercò di palparmi | la poliziotta | era tutta vestita in blu | era carina? Ragazzo ti sto raccontando | mi colpì il culo con il suo grosso manganello nero | dissi "che succede?" ora succhiami il cazzo.''
:''I got stopped by a lady cop | in my automobile | she said get out and spead your legs | and then she tried to cop a feel | that cop she was all dressed in blue | was she pretty? Boy I'm tellin' you | she stuck my butt with her big black stick | I said "what's up?" now suck my dick''. (da ''Sir Psycho Sexy'', n. 16)
====Citazioni su ''Blood Sugar Sex Magik''====
*Abbiamo raggiunto un picco creativo, molto alto, secondo me registrando il disco ''Blood Sugar''! Le sensazioni erano veramente intense. Eravamo rimasti ad un livello medio di popolarità, lavorando e facendo tour per anni, e con quel disco siamo diventati una rock band importantissima. ([[Flea]])
*"Blood Sugar Sex Magik" sono quattro parole che abbiamo scelto perché suonavano bene insieme. Quattro termini il cui significato lega e si inserisce ottimamente nella natura e nell'essere dei Red Hot. Inoltre, in questo mondo che si avvicina al 2000, governato da computer, media sempre più sofisticati, ci si allontana purtroppo da ciò che riguarda lo spirito, avvicinandosi invece ad aspetti meno legati al nostro essere. Perciò abbiamo tirato in ballo il sangue, il sesso, la magia: quasi in contraddizione con i dettami dell'odierna way of life. La magia fa parte del lato spirituale dell'uomo e i Red Hot sono un mezzo per far passare tale fluido nell'universo. ([[Anthony Kiedis]])
*È un cocktail tipico dei Chili. In ''Mother's Milk'' del 1989 il gruppo aveva messo a punto una miscela di hard rock, funk e canzoni efficaci. Serviva solo un successo. E arrivò con "Under The Bridge", il peana all'eroina di Anthony Kiedis animato dalla chitarra straziante di John Frusciante. Fruttò all'album sette milioni di copie vendute negli Stati Uniti [...]. Altrove ci sono pensieri incentrati perlopiù sul sesso, rafforzati dal basso rimbombante di Flea e dalla batteria inarrestabile di Chad Smith. Tra i pezzi di spicco, la viziosa "Suck My Kiss" e "My Lovely Man", tributo allo scomparso predecessore di Frusciante Hillel Slovak. Rubin chiese anche una canzone su "ragazze e auto". Pur disprezzata da Kiedis, "The Greeting Song" è una delle diciassette ragioni per salire sulla giostra di ''Blood Sugar Sex Magik''. Fatelo subito. (''[[1001 album]]'')
*Il disco non aveva obiettivi, né intellettuali né verbali. Ci svegliavamo al mattino e suonavamo come ci sentivamo di fare... componevamo musica con la stessa naturalezza con cui un fiore cresce. Eravamo in una dimensione tutta nostra. Il resto del mondo non esisteva e noi vivevamo in un universo d'immaginazione scatenata. ([[John Frusciante]])
===''One Hot Minute''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 1995, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[Dave Navarro]] e [[Chad Smith]].
[[Immagine:Dave Navarro, Santa Barbara Bowl, 2008.jpg|thumb|Il chitarrista [[Dave Navarro]] militò nella band dal 1993 al 1997, incidendovi l'album ''One Hot Minute'': «a volte vorrei non essere mai entrato nei Chili Peppers, ma credo che questo dipenda dal mio carattere difficile».]]
*''La mia tendenza | alla dipendenza | mi offende, | mi stravolge | fingo di vedermi forte e libero | dalla mia dipendenza | mi sto rovinando.''
:''My tendency | for dependency| is offending me | it's upending me | I'm pretending see | to be strong and free | from my dependency | it's warping me.'' (da ''Warped'', n. 1)
*''Adoro il [[piacere e dolore|piacere con punte di dolore]], | la [[musica]] è il mio aeroplano, | è il mio aeroplano | dolce usignolo e Jane la acida, | la musica è il mio aeroplano, | è il mio aeroplano.''
:''I like pleasure spiked with pain | and music is my aeroplane, | it's my aeroplane,| songbird sweet and sour Jane | and music is my aeroplane, | it's my aeroplane.'' (da ''Aeroplane'', n. 2)
*''Iniziò quando eravamo ragazzini | spiriti liberi ma già tormentati | dalle nostre stesse mani dateci dai nostri genitori | stavamo assieme e scrivevamo sui banchi | e dormivamo nelle lavanderie vicino alle montagne nevose.''
:''Free spirits but already tormented | by our own hands given to us by our parents | we got together and wrote on desks | and slept in laundry rooms near snowy mountains | e dormivamo nelle lavanderie vicino alle montagne nevose.'' (da ''Deep Kick'', n. 3)
*''I miei amici sono così depressi, | capisco il problema | della vostra solitudine | confidatevi... vi sarò sempre vicino | sapete che lo sarò, sapete che lo sarò.''
:''My friends are so depressed | I feel the question | of your loneliness | confide...'cause I'll be on your side | you know I will, you know I will.'' (da ''My Friends'', n. 4)
*''Vediamoci al Coffee Shop, | possiamo ballare come [[Iggy Pop]] | un altro inizio nel parcheggio | idiota la guancia sul tuo punto debole.''
:''Meet me at the Coffee Shop | we can dance like Iggy Pop | another go in the parking lot | frewak the cheek on your hot spot.'' (da ''Coffee Shop'', n. 5)
*''Penso che farò una passeggiata | e scoprirò di cosa si tratta | e non è difficile | solo io e i miei due piedi | al caldo, mi sono riuscito a incontrare.''
:''I think I'll go on a walkabout | and find out what it's all about | and that ain't hard | just me and my own two feet | in the heat, I got myself to meet.'' (da ''Walkabout'', n. 8)
*''Mi piacevano i tuoi baffetti, {{NDR|riferito a [[Kurt Cobain]]}} | e mi piaceva la fossetta sul mento, | i tuoi occhi celesti. | Dipingevi quadri, | perché colui che ti fa stare male, | può dare veramente tanto, | e tu me lo hai dato.''
:''I liked your whiskers, | and I liked the dimple in your chin, | your pale blue eyes. | You painted pictures, | 'cause the one who hurts, | can give so much, | you gave me such.'' (da ''Tearjerker'', n. 9)
*''Seduto nel fuoco | andate d'accordo e divertiteci | galleggiando per essere più alto | forse sono il tuo speciale testimone silenzioso | respira la luna | è mangia il sole | seduto nel fuoco.''
:''Sitting in the fire | get along and have some fun | floating to be higher | maybe I'm your special one | silent testifier | breathe the moon | and eat the sun | sitting in the fire.'' (da ''One Hot Minute'', n. 10)
*''Non mi brucerai mai, | non mi brucerai mai, | sarò il tuo eretico, | non puoi reprimermi, | sono il libero potere, | la [[verità]] appartiene a tutti.''
:''You'll never burn me | you'll never burn me | I will be your hereticy | you can't contain me | I am the power free | truth belongs to everybody.'' (da ''Shallow Be Thy Game'', n. 12)
*{{NDR|Riferito a River Phoenix}} ''Sei il mio dio, sei il mio cane | mi hai tenuto vicino, l'amore non ha mai perso | ti ho chiamato hippie, hai detto vaffanculo | hai detto che tuo fratello è un vero punk rocker | qualcosa accadrà | qualcosa molto presto | trascendere la carne potrebbe essere una brezza | mandami oh oltre la luna.''
:'' You are my God, you are my dog | you kept me close, love never lost | I called you hippie, you said fuck off | said your brother’s a real punk rocker | something gonna happen | something very soon | transcending flesh could be a breeze | sending me oh over the moon.'' (da ''Transcending'', n. 13)
====Citazioni su ''One Hot Minute''====
*A molte persone non frega granché di quell'album! Sai, musicalmente parlando i nostri precedenti erano così incredibilmente differenti da venire in un certo senso a galla in quel disco. Ne ho ascoltato un po' di recente ed ero tipo "wow, alcuni di questi pezzi sono proprio fighi!" [...] non fu ben accolto ma è questo ciò che ottieni quando prendi un tizio da una band che ha un sound distinto e lo incastri in una band che ha un altro sound distinto: è normale che ci si scontri un po'! ([[Dave Navarro]])
*Dio benedica Dave Navarro, è stato un grande, ma non ci ha messo il cuore. Fare quel disco è stato come farsi cavare uno a uno tutti i fottuti denti che abbiamo in bocca... ([[Flea]])
*È un disco davvero triste e depresso, ma d'altronde il vero significato di tutto il lavoro è quello di passare attraverso periodi oscuri, tragici e funesti per uscire all'altro capo, dove c'è la luce. Quindi, anche se le persone diranno che è un disco scuro, anche se noi stessi diciamo che lo è, il vero feeling che emerge da questo è che bisogna vivere e imparare da queste esperienze. Essere vivi per poterle raccontare, avere la fortuna di farne un disco. ([[Anthony Kiedis]])
*Oggi è reputato una pagina secondaria nella produzione della band californiana, come dimostra il fatto che ben pochi dei suoi tredici episodi [...] siano stati eseguiti dal vivo nell'ultimo paio di decenni. L'anello debole della catena, insomma? Legittimo, ma anche ingeneroso, considerando che One Hot Minute ha al suo arco molte frecce acuminate. Sicuramente, è un capitolo anomalo della saga dei RHCP, in virtù di un sound definibile in estrema sintesi come "meno funk e più hard", e al di là del valore di molti suoi brani, risulta proprio per questo più meritevole di altri dischi ben più celebrati e fortunati dal punto di vista commerciale. La sua sintesi più aggressiva e nervosa ben si addice al mood piuttosto cupo dei testi [...]. Ecco, forse la chiave migliore per inquadrare One Hot Minute è vederlo come un assaggio di quello che l'ensemble avrebbe potuto diventare: probabilmente meno da stadio/radio e più, come dire?, "interessante". ([[Federico Guglielmi]])
*Per me è un album molto dark, anche se la gente a volte non lo considera tale, per me, farlo mi ha intristito molto. E anche averlo finito è stato molto triste! ([[Flea]])
===''Californication''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 1999, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*''In giro per il mondo | potremmo recuperare del tempo | schiamazzando sbattendo i piedi | perché mi sento al massimo | Nato al nord | e ho giurato di farvi divertire | perché sto venendo verso | lo stato della Pennsylvania.''
:''All around the world | we could make time | rompin' and a stompin' | 'cause I'm in my prime | born in the north | and sworn to entertain ya | 'cause I'm down for | the state of Pennsylvania.'' (da ''Around the World'', n. 1)
*''Madre [[Russia]] non soffrire, | so che sei abbastanza coraggiosa | sono stato in giro per il mondo | ed ho visto il tuo amore.''
:''Mother Russia do not suffer | I know you're bold enough | I've been around the world | and I have seen your love.'' (da ''Around the World'', n. 1)
*''Nella profondità | di un universo parallelo | sta diventando sempre più duro | dire ciò che viene prima | sotto l'acqua dove i pensieri | ossono respirare facilmente | lontano tu eri stato creato dal mare | proprio come me.''
:''Deep inside of a parallel universe | it's getting harder and harder | to tell what came first | under water where thoughts can breathe easily | far away you were made in a sea | just like me.'' (da ''Parallel Universe'', n. 2)
*''Cristo io sono la chiave dell'orologio | sono un re della California | lo giuro è ovunque | è ogni cosa.''
:''Christ I'm a sidewinder I'm a | California King | I swear it's everywhere | it's everything.'' (da ''Parallel Universe'', n. 2)
*''Una cicatrice nella carne che avrei voluto tu vedessi | un uomo sarcastico lo sa | chiudi gli occhi e io ti darò un bacio perché, | con gli uccelli condividerò | con gli [[uccello|uccelli]] condividerò | questa vista solitaria | con gli uccelli condividerò | questa vista solitaria.''
:''Scar tissue that I wish you saw | sarcastic mister know it all | close your eyes and I'll kiss you 'cause | with the birds I'll share | with the birds I'll share | this lonely view | with the birds I'll share | this lonely view.'' (da ''Scar Tissue'', n. 3)
*''Quanto tempo, quanto tempo scivolerò? | Separato dalla mia parte, io non | io non credo sia male | taglia la mia gola, è tutto ciò che ho sempre... | ho sentito la tua voce attraverso una foto | ci ho pensato su e il passato è tornato indietro | quando sai che non puoi mai tornare indietro | devo portarla dall'altro lato''.
:''How long how long will I slide? | Separate my side, I don't | I don't believe it's bad | slit my throat, it's all I ever... | I heard your voice through a photograph | I thought it up and brought up the past | once you know you can never go back | I've got to take it on the otherside''. (da ''Otherside'', n. 4)
*''Una stellina [[Scarlatto|scarlatta]] e lei è nel mio letto | una candidata per la mia anima gemella ha sanguinato | premi il grilletto e tira il filo, | devo portarla da un'altra parte.''
:''Scarlet starlet and she's in my bed | a candidate for my soul mate bled | push the trigger and pull the thread | I've got to take it on the otherside | take it on the otherside.'' (da ''Otherside'', n. 4)
*''Il [[sole]] può sorgere pure a est, | ma almeno si stabilisce nella posizione finale | è chiaro che [[Hollywood]] | vende la californicazione.''
:''The sun may rise in the East | at least it settles in the final location | It's understood that Hollywood | sells Californication.'' (da ''Californication'', n. 6)
*''Paghi il tuo chirurgo molto bene | per rompere l'incantesimo dell'età | la pelle delle celebrità, è questo il tuo tarlo | oppure questa è una guerra che stai combattendo?''
:''Pay your surgeon very well to break the spell of aging | celebrity skin, is this your chin | or is that war you're waging?'' (da ''Californication'', n. 6)
*''L'animale della California è un orso | losangelino, ma al diavolo potrebbe interessare | l'estate per parlare e giurare | forse più tardi potremmo prendere una boccata d'aria | ti porterò nei cinema della zona | potremmo fare una passeggiata a Leicester Square | cosa può esserci di più umido | di una ragazza inglese ed un uomo americano?''
:''The California animal is a bear | angeleno but the Devil may care | summer time to talk and swear | later maybe we could share some air | I'll take you to the movies there | we could walk through Leicester Square | what could be wetter than | an english girl, american man?'' (da ''Emit Remmus'', n. 9)
*''I tuoi occhi solari non assomigliano a niente che io abbia mai visto | qualcuno di caro che può vedere fino in fondo | mi prenderei le tue colpe, sai che farei qualunque cosa | lo farò per te.''
:''Your solar eyes are like nothing I have ever seen | somebody close that can see right through | I'd take a fall and you know that I'd do anything | I will for you.'' (da ''This Velvet Glove'', n. 11)
*''Camminando per la strada | con i miei due alleati preferiti | completamente ubriachi, | prendiamo snacks e rifornimenti | è giunto il momento di fuggire | andiamo a perderci | in qualsiasi posto negli U.S.A.''
:''Road trippin' | with my two favorite allies | fully loaded, | we got snacks and supplies | It's time to leave this town | it's time to steal away | let's go get lost | anywhere in the U.S.A.'' (da ''Road Trippin''', n. 15)
====Citazioni su ''Californication''====
*Californication era fantastico su molti livelli e per molte ragioni. Avere di nuovo John era una cosa grossa per noi. Ci sentivamo come se fossimo una nuova band [...]. Non c'era alcuna atmosfera alla "Woo-hoo! John Frusciante è tornato, le vendite andranno di nuovo alle stelle!", nessuna pressione – questa volta più che mai, non stavamo inseguendo nessun grande disco [...]. Di nuovo, si trattava semplicemente di scrivere canzoni, come per Blood Sugar. Noi 4 in una stanza a fare un mucchio di canzoni veloci e semplici. È così che nascono i buoni album. La canzone più ostica fu Californication. Anthony aveva scritto il testo da tempo. Di solito noi scriviamo la musica e le melodie e lui ci scrive su, ma al tempo aveva viaggiato tanto e vide che il mondo si era "californizzato" – vide l'influenza globale che Hollywood ha sul mondo. Provammo a ricamarci sopra la musica, ma semplicemente non funzionava – niente funzionava finché non andammo in studio e un giorno John ne creò una parte. Le altre parti si incastrarono molto rapidamente dopo di essa – e il resto erano tutte queste altre canzoni che avevamo realizzato [...]. Ma eravamo preparati, davvero preparati, e terminammo tutto molto velocemente. L'album fu ultimato in sei settimane, o forse due mesi, qualcosa del genere. Fu un periodo divertente e fresco, avevamo tutti le batterie ricaricate ed eravamo eccitati dalla musica. ([[Chad Smith]])
*Credo che abbiamo fatto un buon lavoro, abbiamo fatto buona musica, curando ogni singola nota, ci siamo spesi completamente, per un tempo molto lungo e sono molto orgoglioso del disco che ne è venuto fuori. ([[Flea]])
*Fu una grande confluenza di eventi essenziali, che ci permise di nuovo di esistere come band e di fare musica per nessun'altra ragione all'infuori dell'esprimere il nostro spirito creativo. Creò per noi uno spazio in cui lavorare senza alcun tipo di aspettativa. Ce la stavamo godendo. Stavamo ancora combattendo con i nostri personali demoni, io stavo ancora alternando momenti in cui ero pulito e momenti in cui facevo uso di droghe. Fare quel disco fu davvero l'esperienza di una vita. Chi l'avrebbe detto che sarebbe stato l'album più popolare della nostra carriera? Non era a questo che puntavamo. Stiamo attraversando un periodo caldo nel quale i dischi si vendono ancora come negli anni '80 e '90, anche se credo che uscì nel '99. ([[Anthony Kiedis]])
*Mentre il sound rimaneva legato al loro distintivo stile funk, ''Californication'' rivelava un aspetto più melodico e serio della band. Con la maggior parte dei "peperoncini" che viaggiava ormai verso i quaranta, i riferimenti a matrimonio e figli riflettono un cambiamento delle priorità. La title track getta uno sguardo impietoso su Hollywood e sul mondo uniformato dell'arte e della cultura in California. Dal punto di vista musicale, l'album include più canzoni vicine alla ballata, come "Porcelain" e "Road Trippin'", sature di chitarre, benché la band non disconosca le proprie origini funk/punk in tracce più movimentate come "I Like Dirt" e "Get On Top". ''Californication'' svela anche nuovi aspetti del talento vocale di Anthony Kiedis. ''Californication'' restituì ai Red Hot Chili Peppers molti dei loro vecchi fan grazie a un notevole miglioramento della forma, mentre al contempo attirava a sé un'intera generazione di nuovi ammiratori. (''[[1001 album]]'')
*Non è tutto sulla California. Lo è e non lo è. Quindi la risposta è si ed allo stesso tempo no. Ci sono molte idee, colori, emozioni e cose caratteristiche della California. Storie e immagini che ti fanno pensare alla California, ma anche a come il resto del mondo immagina la California. ([[Anthony Kiedis]])
*Si può dire che ''Californication'' è l'album a cui hanno lavorato per tutta la carriera. È davvero un disco fantastico. È quello dove Frusciante ha ormai accumulato l'esperienza giusta per avere una posizione di leader musicale al fianco di Flea e Anthony Kiedis. E poiché la sua è una personalità particolarmente ispirata, all'età tra il magico e il creativo, ne consegue che anche il disco assuma connotazioni magiche. ([[John Aizlewood]])
===''By the Way''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2002, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*''Sono in piedi in coda | per vedere il concerto di stasera | e c'è una luce accesa | che manda un grande bagliore, | a proposito, cercavo di dire | che sarei rimasto lì ad aspettare | Dani la ragazza mi sta cantando delle canzoni, | sotto il tendone pieno.''
:''Standing in line to | see the show tonight | and there's a light on | heavy glow, | by the way I tried to say| I'd be there waiting for | Dani the girl is singing songs to me | beneath the marquee overload.'' (da ''By the Way'', n. 1)
*''Ho visto il tuo viso, | elegante e stanco, | fatto a pezzi dalla caccia, | ancora io lo ammiro | il tuo sorriso iniettato di sangue, | delicato e selvaggio, | dammi lo stile della lupa, | squarciami bene da cima a fondo.''
:''I saw your face, | elegant and tired, | cut up from the chase, | still I so admired | bloodshot your smile, | delicate and wild, | give me shewolf style, | rip right thru me.'' (da ''Universally Speaking'', n. 2)
*''Lassù sulla montagna dove lei è morta | tutto ciò che ho sempre voluto era la tua vita. | Nel profondo canyon non riesco a nascondermi | tutto ciò che ho sempre voluto era la tua vita.''
:''Way upon the mountain, where she died | all I ever wanted was your life. | Deep inside the canyon, I can't hide | all I ever wanted was your life.'' (da ''Dosed'', n. 4)
*''Vola via sul mio zefiro, | lo sento più che mai | e con questo tempo perfetto, | troveremo un posto insieme, | vola sulla mia mente.''
:'' Fly away on my zephyr, | I feel it more than ever | and in this perfect weather, | we'll find a place together, | fly on my wind.'' (da ''The Zephyr Song'', n. 6)
*''Il mondo che amo, | le lacrime che verso | per essere parte | dell'onda che non si può fermare | mi chiedo sempre se tutto ciò sia per te.''
:''The world I love | the tears I drop| to be part of | the wave can't stop | ever wonder if it's all for you.'' (da ''Can't Stop'', n. 7)
*''Non puoi fermare gli spiriti quando han bisogno di te | cime di spazzolone contente quando ti nutrono | J. Butterfly è sulla cima dell'albero | uccelli che cantano il significato in un bebop.''
:''Can't stop the spirits when they need you | mop tops are happy when they feed you | J. butterfly is in the treetop | birds that blow the meaning into bebop.'' (da ''Can't Stop'', n. 7)
*''Qualcosa nelle carte | so che è giusto | non voler vivere | la vita di qualcun'altro | questo é quello che voglio | e questo è quello che ti do | perché l'ho ottenuto gratis | lei sorride mentre faccio le mie cose.''
:''Something inside the cards | I know is right | don't want to live | somebody elses life | this is what I wanna be | and this is what I give to you | because I get it free | she smiles while I do my time.'' (da ''I Could Die for You'', n. 8)
*''Al di sopra delle leggi della luce | sopra la luna di mezzanotte | facciamolo per tutto questo tempo | tutti desiderano che ce ne andiamo.''
:''Over the lawns of light | over the moon by midnight | let's do it all this time | everyone wishing well we go.'' (da ''Midnight'', n. 9)
*''Butta via la tua [[televisione]], | è tempo di prendere questa sana decisione, | il maestro attende, è uno scontro ora, | è una ripetizione di una storia già raccontata, | è una ripetizione e sta diventando vecchia.''
:''Throw away your television, | time to make this clean decision, | master waits for it's collision now, | it's a repeat of a story told, | it's a repeat and it's getting old.'' (da ''Throw Away Your Television'', n. 10)
*''Tutti vogliamo dirglielo, dille che la amiamo | Venice diventa una regina, la migliore che abbia mai visto | vogliamo tutti baciarla, dille che ci manca | Venice diventa una regina, la migliore che abbia mai visto.''
:''We all want to tell her, tell her that we love her | Venice gets a queen, best I've ever seen | we all want to kiss her, tell her that we miss her | Venice gets a queen, best I've ever.''
*''So che hai detto che non credi in Dio | non eravamo d'accordo | ora che è tempo che te ne vada | G-L-O-R-I-A | è amore, amica mia''
:''I know you said you don't believe | in God, do you still disagree | now that it's time for you to leave | G-L-O-R-I-A | is love, my friend | my friend, my friend.'' (da ''Venice Queen'', n. 16)
====Citazioni su ''By the Way''====
*Credo che la maggior parte dei testi siano canzoni d'amore, ma l'idea generale della musica, invece, descrive esattamente chi siamo come persone e deve avere, quindi, una gamma molto ampia di cose diverse. ([[Flea]])
*Devo ammettere che ho provato un senso di apertura molto forte nello scrivere la maggior parte di queste canzoni, mi sono sentito fortemente vicino all'universo in alcuni giorni, tutto aveva un senso e tutto era perfetto e ho sentito tutto questo amore che mi scuoteva. ([[Anthony Kiedis]])
*È il disco più emozionante che ho realizzato in vita mia. Se m'immagino sessantenne a ripensare alla mia opera, questo è un album del quale andare fieri, il più perfetto. Il fatto che Anthony abbia attraversato un periodo piuttosto difficile durante la registrazione del disco, ha prodotto stupende canzoni d'amore. Cantarle con la certezza di non poter mai più rivedere la sua ragazza ha caricato le interpretazioni di un pathos unico. ([[John Frusciante]])
*L'album ''By the Way'' è musica sincera, rozza, viscerale. È un disco dinamico, ricco e sfarzoso. Probabilmente è la migliore raccolta di canzoni dei Chili Peppers. ([[Chad Smith]])
*Quanto sono disperati i critici alla ricerca di spettacoli di qualità da parte di band con qualsiasi residuo di peso commerciale. Questo disco a rilento, non è terribile a meno che tu non ti aspetti il 'funk' per eccellenza, ma sebbene sia stato osannato in un mese privo di notizie, è di certo un paio di giri più fiacco di Californication. Quando sei una band esplosiva, la saggezza non ha importanza. Ma melodie, armonie e tutto il resto dovrebbero trascinare con sé del contenuto spirituale. Non è sufficiente che Anthony Kiedis diventi tutto ad un tratto maturo: si suppone che dica qualcosa di interessante sulla maturità. E non ha mai avuto assolutamente nulla da dire su nient'altro. ([[Robert Christgau]])
*Un disco pieno di belle canzoni e belle melodie. La compattezza della band è arricchita da altri elementi: cori, inserimenti di elettronica, tastiere, orchestra. Diciamo che è un album più libero rispetto ai precedenti. Per quanto mi riguarda mi sono ispirato moltissimo ai Beatles di Sgt. Pepper. E per la prima volta mi sono divertito in sala di registrazione. ([[John Frusciante]])
===''Stadium Arcadium''===
[[File:Rhcp-live-pinkpop05.jpg|thumb|I Red Hot Chili Peppers in concerto al Pinkpop Festival nel 2006: «siamo una band che c'è da veramente tanto tempo, e che ha vissuto tante cose. Cose belle e cose tragiche e drammatiche, feriti, ma in pace con noi stessi». ([[Flea]])]]
'''Etichetta''': Warner Bros, 2006, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*''Nata nello stato del Mississippi | suo padre era un poliziotto e sua madre una hippy | lei dondolerebbe un martello in Alabama | è il prezzo che devi pagare quando esci dal panorama | lei non aveva mai saputo che | ci fosse dell’altro, ancora peggio | la tua compagnia mi ha preso per far cosa nel mondo?''
:''Getting born in the state of Mississippi | poppa was a Copper and Momma was a Hippy | n Alabama she would swing a hammer | price you gotta pay when you break the Panorama | she never knew that there was anything more than poor | what in the World does your Company take me for?'' (da ''Dani California'', disco 1, n.1)
*''[[California]], riposa in pace, | sollievo simultaneo, | California, mostra i denti, | lei è la mia sacerdotessa, io sono il tuo sacerdote.''
:''California, rest in peace, | simultaneous release, | California, show your teeth | she's my priestess, I'm your priest.'' (da ''Dani California'', disco 1, n. 1)
*''Sono giunto alla decisione che le cose che ho provato | erano, nella mia vita, solo per arrivare in alto | quando mi siedo, e sono solo, penso a quel che già so | ma ho bisogno di più di me stesso, questa volta | un legame dalla strada al mare al cielo | e così credo a ciò su cui facciamo affidamento | quando mi do da fare | mi metto a suonare | tutta la mia vita per sacrificio.''
:''Come to decide that the things that I tried | were, in my life just to get high on | when I sit alone come get a little known | but I need more than myself this time | strip from the road to the sea to the sky | and I do believe what we rely on | when I lay it on | come get to play it on | all my life to sacrifice.'' (da ''Snow (Hey Oh)'', disco 1, n. 2)
*''Lo stadio d'arcadia | un riflesso della luna | sto prendendo forma, mi sto scaldando | stato dell'arte | finché le nuvole si scontreranno | cose molto strane sono successe | sia prima che dopo mezzogiorno | sto prendendo forma, mi sto scaldando | mi sto spronando | e no non mi importa di chiedere ora.''
:''The Stadium Arcadium | a mirror to the moon | well I'm forming and I'm warming | state of the art | until the clouds come crashing | stranger things have happened | both before and after noon | well I'm forming and I'm warming | pushing myself | and no I don't mind asking now.'' (da ''Stadium Arcadium'', disco 1, n. 4)
*''40 investigatori questa settimana | 40 investigatori forti | stanno passeggiando lungo la strada dell'amore, | passeggiare questo è molto sbagliato, | posso avere il mio co-imputato.''
:''40 detectives this week | 40 detectives strong | takin' a stroll down love street, | strollin' is that so wrong, | can I get my co-defendant.'' (da ''Hump de Bump'', disco 1, n. 5)
*''Ha solo 18 anni | non le piacciono i [[Rolling Stones]] | ha preso la via più breve | per diventare grande | ha quell’anello dell'umore | una sorellina cresciuta |l'odore di Springsteen | un paio di collant''.
:''She's only 18 | don't like the Rolling Stones | she took a short cut | to being fully grown | she's got that mood ring | a little sister rose | the smell of Springsteen | a pair of pantyhose.'' (da ''She's Only 18'', disco 1, n. 6)
*''Conosco una ragazza che ha lavorato in un negozio | sapeva poco della vita | conosceva a malapena il suo nome | hanno provato a dirle che non sarebbe mai diventata | felice come quelle ragazze nelle riviste | che lei ha comprato con i suoi stipendi.''
:''I know a girl she worked in a store | she knew not what her life was for | she barely knew her name | they tried to tell her she would never be | as happy as the girl In the magazine | she bought it with her pay.'' (da ''Sloow Ceetah'', disco 1, n. 7)
*''Il mio lato oscuro è così amplificato | conversazioni che ritornano per soddisfare | un semplice figlio ma è così | i miei affari d'amore con ognuno | erano innocenti perché ti preoccupi | qualcuno avvii la macchina | è ora di andare | sei la migliore cosa che conosco.''
:''My shadows side so amplified | keeps coming back to satisfy | elementary son but it's so | my love affair with everywhere | was innocent why do you care | someone start the car | time to go... You're the best I Know.'' (da ''Wet Sand'', disco 1, n. 13)
*''Sono abituato ad essere così sicuro di me | sono abituato a sapere solo ciò che voglio | e dove andare | più di tutto potrei usare una coincidenza | ma ora cammino da solo | e parlo di lei quando me la sento.''
:''I used to be so full of my confidence | I used to know just what I wanted and just where to go | more than ever I could use a coincidence | but now I walk alone and talk about it, when I know.'' (da ''Hey'', disco 1, n. 14)
*''Mai nel posto sbagliato, al momento sbagliato | la profanazione è il sorriso sul mio viso |l'amore che ho fatto è una forma del mio spazio | il mio viso, il mio viso.''
:''Never in the wrong time or the wrong place | desecration is the smile on my face | the love I made is the shape of my space | my face my face.'' (da ''Desecration Smile'', disco 2, n. 1)
*''Potremmo tutti andarcene a Malibu a fare casino, | la [[Coca-Cola]] non fa la giustizia | che si gode, | potremmo tutti venir fuori con | qualcosa di nuovo da distruggere, | potremmo tutti finire in basso.''
:''We could all go down to Malibu and make some noise, | Coca-Cola doesn't do the justice | she enjoys, | we could all come up with | something new to be destroyed, | we could all go down.'' (da ''Desecration Smile'', disco 2, n. 1)
*''Dimmi baby, qual è la tua storia? Da dove vieni | e dove vuoi andare questa volta? | Dimmi, amore, sei sola? | Quello di cui abbiamo bisogno non è mai tutto quello che è difficile da trovare.''
:''Tell me baby what's your story, where you come from | And where you wanna go this time? | Tell me lover are you lonely? | The thing we need is never all that hard to find on.'' (da ''Tell Me Baby'', disco 2, n. 2)
*''Tutto ciò che voglio è che tu sia felice | cogliere questo momento per fare di te la mia famiglia | alla fine hai trovato qualcosa di perfetto e | alla fine hai trovato.''
:''All I want is for you to be happy and | take this moment to make you my family and | finally you have found something perfect and | finally you have found.'' (da'' Hard to Concentrate'', disco 2, n. 3)
*''Perso nella valle | senza i miei cavalli | nessuno può dirmi | quale è il mio rimorso | Dio ha fatto questa donna | che sta di fronte a me | lei ha bisogno di qualcuno da abbracciare.''
:''Lost in the valley | without my horses |no one can tell me | what my remorse is | God made this lady | that stands before me | she need somebody to hold.'' (da ''She Looks to Me'', disco 2, n. 5)
*''Qualcosa oltre qui | dove l'amore è il tuo unico amico e | noi siamo i soli | che ti faranno stare meglio e qualcuno da evitare | quando l'amore è l'unica fine e | noi siamo i soli | che ti faranno stare meglio.''
:''Something out there | where love is your only friend and | we are the ones | that will make you feel better and | someone to spare | when love is the only end and | we are the ones | that will make you feel better.'' (da ''Make You Feel Better'', disco 2, n. 8)
====Citazioni su ''Stadium Arcadium''====
*Così come ''Blood Sugar'' fu il punto di svolta quando i vinili cedettero il passo ai CD, ''Stadium Arcadium'' potrebbe essere visto come il momento in cui gli album furono considerati una raccolta di playlist digitali [...]. questo è un album progettato per essere mixato e abbinato, per creare la propria playlist, per essere masterizzato da solo. È progettato per farti sequenziare le sue 28 canzoni in modo coerente, dato che la band non si è presa la briga di farlo; è il primo album importante di una band importante che ha tanto senso in modalità casuale quanto nella sua sequenza corretta. [...] Dopo di che, è un lungo e tortuoso percorso di pop alternativamente spaziale e solare, ballate e qualche incursione funk che un tempo era il marchio di fabbrica dei Chili Peppers, ma ora funge da modo per spezzare la monotonia. E ci vuole qualcosa per spezzare la monotonia, non perché la musica sia brutta, ma perché esiste tutta allo stesso livello e le viene data una produzione piatta e incolore che è diventata la firma di Rick Rubin ultimamente. [...] E mentre quei fan accaniti potrebbero certamente apprezzare lo spirito da "crea la tua avventura" di ''Stadium Arcadium'', è difficile non pensare che sia responsabilità della band il fatto che questo sia un album ripetitivo, ma molto buono, e modellarlo in qualcosa di più incisivo ed efficace. Chiamatela la versione rock del King Kong di Peter Jackson: c'è qualcosa di davvero grandioso e asciutto sepolto sotto l'eccesso, ma è così indulgente che è un'opera che solo un fanboy potrebbe davvero amare. ([[Stephen Thomas Erlewine]])
*Il processo è stato di iniziare a scrivere, e di essere abbastanza intelligenti da permettere a questa musica di fluire attraverso di noi. L'abbiamo scritto e inciso nel miglior modo di cui siamo capaci [...]. Sì, volevamo pubblicare 3 dischi, a sei mesi di distanza l'uno dall'altro; abbiamo deciso di non farlo, perché sarebbe stato strano e avrebbe generato confusione nella gente, che non avrebbe saputo quale scegliere. Una trilogia: sarebbe sembrata una fottuta cosa epica [...]. Circa un anno e mezzo fa ci siamo ritrovati, ci siamo rinchiusi in una stanza per 4 giorni alla settimana per sei mesi, e abbiamo composto il materiale. Alla fine avevamo 38 canzoni, le abbiamo registrate tutte, e 28 sono finite sul disco. ([[Flea]])
*In questo disco ho inevitabilmente rigurgitato i miei miti, Hendrix, Jimmy Page, i Grand Funk, ma mai deliberatamente ho rubato una sola nota a uno di loro. Con gli anni abbiamo imparato a capitalizzare le energie e a neutralizzare le debolezze che hanno rischiato di ucciderci. ([[John Frusciante]])
*La prima volta che ho sentito la base della canzone che sarebbe poi diventata "Dani California", qualcosa di quella base mi ha fatto pensare "Oh, questa è la storia che deve accadere" e una volta scritta metà della storia sembrava che la persona di cui stavo scrivendo fosse Dani della canzone "By the Way" e quindi ho attinto da lì. ([[Anthony Kiedis]])
*Questo disco, Stadium Arcadium, è la nostra grande affermazione, ed è il meglio che possiamo fare, il massimo di cui siamo capaci e se non vi piace questo disco, non vi piacciono i Red Hot Chili Peppers, punto. ([[Flea]])
*Solo la ben nota storia del loro premio ai Grammy rende vagamente interessante la solita storia del loro doppio album che avrebbe dovuto essere uno solo. Un tempo erano la band del bassista, ora del chitarrista, sono soprattutto una band degli anni '80; il loro nucleo spirituale, per quanto esista, è radicato nell'agonia e nell'estasi dell'eroina e della cocaina. Almeno quando comandava il bassista ravvivavano queste dinamiche troppo sfruttate con ritmi più vivi. Ora le appesantiscono con le melodie, almeno quando sono in forma, come nel brano sulla relazione senza uscita "Desecration Smile" e nella proposta di matrimonio "Hard to Concentrate". ([[Robert Christgau]])
*Una delle cose di maggior ispirazione che stava succedendo quando abbiamo iniziato a scrivere questo disco era che ogni singolo elemento della band ed il nostro produttore Rick Rubin si erano innamorati di recente ed io pensavo che non ne avrei avuto neanche il tempo, ma in retrospettiva, quando sento le emozioni e tutti i tasti che vengono premuti quando riascolto quelle canzoni, diventa ovvio che ogni giorno in cui entravamo nella stanza, c'erano quattro ragazzi che in qualche modo erano molto felici ed innamorati, esplodendo per l'emozione di questa nuova relazione. ([[Anthony Kiedis]])
===''I'm with You''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2011, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[Josh Klinghoffer]] e [[Chad Smith]].
*''Molti dei miei migliori amici indossano | i colori della corona, | e Mary vuole rafforzarla, | e Sherri vuole demolire tutto, ragazza, | il salvatore della tua luce. | la monarchia delle rose, | la monarchia delle rose stasera.''
:''Several of my best friends wear, the colors of the crown | and Mary wants to build it up, and Sherri wants to tear it all back down, girl, | the saviour of your light. | The monarchy of roses | the monarchy of roses tonight.'' (da ''Monarchy of Roses'', n. 1)
*''Come ho detto, | sai che sono quasi morto, | sai che sono quasi andato | e quando il batterista suona, | sta per eseguire la mia canzone | per portarmi via.''
:''Like I said, | you know I'm almost dead, | you know I'm almost gone | and when the drummer drums, | he's gonna play my song | to carry me along.'' (da ''Brendan's Death Song'', n. 3)
*''Bastone rigido, | è la mia natura, | amore su misura | è la nomenclatura, | piegati, | confusione di massa, | iniziamo un viaggio | perché continuiamo a navigare.''
:''Stiff club, | it's my nature, | custom love | is the nomenclature, | turn down, | mass confusion, | Hitt the road | 'cause we just keep cruisin'.'' (da ''Look Around'', n. 6)
*''Ehi ora, | dobbiamo far piovere in qualche modo, | lei mi ha detto | e mostrato cosa fare, | la nostra Maggie lo fa in una nuvola.''
:''Hey now, | we've got to make it rain somehow, | she told me to | and showed me what to do, | our Maggie makes it in a cloud.'' (da ''The Adventures of Rain Dance Maggie'', n. 7)
*''Questa indecisione, | mi costringe a rannicchiarmi, | non riesco a resistere all'odore | della tua seduzione | ti ho fatto sapere? | Vorresti andare? | scartare la tua confezione, | senza molta persuasione.''
:''This indecision, | has got me cringing, | I can't resist the smell | of your seduction | did I let you know? | Would you like to go? | Unwrap the package | without much persuasion.'' (da ''Did I let You Know'', n. 8)
*''Ti ho visto alla stazione di polizia | e mi si spezza il cuore nel dirlo | i tuoi occhi si erano allontanati | a qualcosa di lontano, freddo e grigio | immagino che non l'avessi previsto | qualcuno si è abituato ai bassifondi | sognando gli anni d'oro.''
:''I saw you at the police station | and it breaks my heart to say | your eyes had wandered off | to something distant, cold and grey | I guess you didn't see it coming | someone's gotten used to slumming | dreaming of the golden years.'' (da ''Police Station'', n. 11)
*''Per favore non chiedermi chi | o chi pensi che io sia | potrei vivere senza quello | sono solo un uomo modesto | incontrami all'angolo e | dimmi cosa fare | perché ho fatto un casino con te | e non so cosa fare adesso | mi sto chiedendo in che modo procedere ora.''
:''Please don't ask me who | who you think I am | I could live without that | I'm just a modest man | meet me at the corner and | tell me what to do | 'cause I'm messed up on you | and had I known all that I do now | I'm guessing we're through now.'' (da ''Meet Me at the Corner'', n. 13)
====Citazioni su ''I'm with You''====
*''I'm with you'' è l'album dei nuovi Red Hot Chili Peppers e la presenza di un ragazzo di talento, pieno di idee, con un'ottima tecnica chitarristica e soprattutto con la voglia di essere un RHCP al cento per cento ha chiuso il cerchio. Siamo soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto e pur rimanendo attaccati ai nostri suoni, che non abbandoneremo mai, grazie a Josh si è fatto un passo avanti, siamo andati incontro al rinnovamento che molti fan ci chiedevano a gran voce. ([[Anthony Kiedis]])
===''The Getaway''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2016, prodotto da Danger Mouse.
[[File:2016 RiP Red Hot Chili Peppers - Josh Klinghoffer - by 2eight - DSC0296.jpg|thumb|Il chitarrista Josh Klinghoffer militò nella band negli anni 2010, incidendovi gli album ''I'm with You'' e ''The Getaway'': «solo il fatto di essere in una stanza con questi ragazzi è un onore, per non parlare del poter creare musica con loro […]. Non avrei potuto chiedere un gruppo più accogliente di persone o una migliore situazione».]]
*''Non conosci il mio pensiero, | non conosci quelli come me, | le necessità oscure fanno parte del mio progetto. | Di' al mondo che sto cadendo dal cielo, | le necessità oscure fanno parte del mio progetto.''
:''You don't know my mind, | you don't know my kind, | dark necessities are part of my design. | Tell the world that I'm falling from the sky, | dark necessities are part of my design.'' (da ''Dark Necessities''<ref name="burton">Testo di Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer, Chad Smith e Brian Burton.</ref>, n. 2)
*''Forse sono quello giusto, | forse quello sbagliato | un'altra commedia: il pirata e il papillon | è ora di smetterla | forse sei il mio ultimo amore, | forse sei il primo | solo un altro modo per giocare all'interno di questo universo | adesso so come mai siamo venuti al mondo.''
:''Maybe I'm the right one, maybe I'm the wrong | just another play, the pirate, and the Papillon | time to call it a day | maybe you're my last love, maybe you're my first | just another way to play inside the universe | now I know why we came.'' (da ''The Longest Wave''<ref name=thegetaway/>, n. 4)
*''Dici addio al mio amore, | lo vedo nella tua anima, | dici addio al mio amore, | pensavo che avrei potuto fare tutto, | lascia che il tuo amante navighi, | la morte è stata fatta per fallire.''
:''Say goodbye my love, | I can see it in your soul, | say goodbye my love, | thought that I could make you whole, | let your lover sail, | death was made to fail.'' (da '' Goodbye Angels''<ref name=thegetaway>Testo di Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer e Chad Smith.</ref>, n. 5)
*''I fiumi si uniscono in maniera più violenta, | di quanto ci si aspetti, bene, | l'amore malato arriva per spazzarci via. | Prigionieri dei nostri punti di vista, | di come la nostra visuale venga corretta e, | l'amore malato è il mio nuovo stereotipo.''
:''Rivers get connected so much stronger, | than expected, well, | sick love comes to wash us away. | Prisons of perspective, | how your vision gets corrected and, | sick love is my modern cliché.'' (da ''Sick Love''<ref>Testo di Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer, Chad Smith, [[Elton John]] e [[Bernie Taupin]].</ref>, n. 6)
*''Vorrei ringraziarti e sculacciarti, | sulla tua pelle argentea, | ai [[robot|robots]] non importa dove sono stato. | Devi averlo scelto per usarlo, | quindi fammelo collegare, | i robots sono i miei prossimi simili.''
:''I want to thank you and spank you, | upon your silver skin, | robots don't care where I've been. | You've got to choose it to use it, | so let me plug it in | robots are my next of kin.'' (da ''Go Robot''<ref name=thegetaway/>, n. 7)
*''Anche se mi hai cresciuto, non sarò mai tuo padre | re di ogni Sunset Marquis | anche se sei pazzo, non sarai mai fastidioso | sei il mio vecchio uomo del mare.''
:''Even though you raised me I will never be your father | king of each and every Sunset Marquis | even though you're crazy you will never be a bother | you're my Old Man In the Sea.''<ref>La canzone venne scritta da Anthony Kiedis come dedica a suo padre, l'ex attore conosciuto nel mondo del cinema con lo pseudonimo Blackie Dammett, all'epoca malato di demenza senile. La prima strofa del ritornello è un riferimento ad una vecchia intervista in cui Dammett, ricordando l'adolescenza di Kiedis, disse che suo figlio aveva acquisito una maturità tale da poter fare in modo che i due ruoli si invertissero. La seconda strofa è invece un riferimento al romanzo ''Il vecchio e il mare'' di [[Ernest Hemingway]], uno tra gli autori preferiti da Dammett.</ref> (da ''The Hunter''<ref name="burton"/>, n. 12)
====Citazioni su ''The Getaway''====
*È stato difficile far nascere questo album, perché eravamo alla costante ricerca delle canzoni giuste. Alcuni pezzi sono stati scritti due anni fa qua a Malibu, altri sono più recenti come ''Dark Necessities'' e ''The Getaway''. Io ho scritto almeno 10 canzoni che non sono entrate in questo lavoro, perché non adatte allo stile Chili Peppers. ([[Josh Klinghoffer]])
*È stato faticoso. Quando abbiamo chiesto a Brian<ref>Vero nome di Danger Mouse, produttore del disco.</ref> di produrci avevamo già pronti 20 brani che per noi erano buoni, ma a lui non sono piaciuti. È stato uno shock: quando lavori a un brano a lungo, ti affezioni, perdi lucidità e non capisci più se funziona. Brian però voleva qualcosa di diverso, così ci siamo detti: se lavoriamo con lui, dobbiamo seguirlo. Ci siamo affidati al suo metodo che consiste nel comporre ogni giorno, in studio, musica nuova. ([[Anthony Kiedis]])
*In tante canzoni si riflette sulla vita personale di Anthony, in altre, invece, su noi come band, tipo in ''The Longest Wave'': surfare le onde diventa una metafora di vita, dove i fallimenti sono momenti temporanei che ti permettono di migliorare e raggiungere gli obiettivi che ti eri prefisso. ([[Chad Smith]])
*{{NDR|«Avete scritto le canzoni in studio?»}} Ne avevamo già composte molte ma Brian il produttore ci ha chiesto di scriverne di nuove in studio. Io ero molto scettico, mi sono detto che se nella prima settimana non veniva fuori grande musica era meglio mollare subito e tornare a Rick. Invece è andata bene dal primo giorno. Suonavo il piano, poi Brian diceva "Josh, prova ad aggiungere la chitarra", poi "Flea, il basso", insomma abbiamo creato canzoni per livelli successivi, in studio. Mai fatto prima. ([[Flea]])
===''Unlimited Love''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2022, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*{{NDR|Riferendosi agli [[incendi in Australia del 2019-2020]]}}<ref>La stagione degli incendi che colpirono il paese venne infatti ribattezzata come "Black Summer". {{cfr}} [[https://recovery.preventionweb.net/collections/recovery-collection-australia-black-summer-bushfires-2019-2020 vedi qui]].</ref> ''Sono una pioggia pigra | i cieli si rifiutano di piangere | la cremazione prende la sua parte della tua scorta. | La notte è vestita come il mezzogiorno | un marinaio ha parlato troppo presto | e la Cina è sul lato oscuro della luna''.
:''A lazy rain am I | the skies refuse to cry | cremation takes its piece of your supply | The night is dressed like noon | a sailor spoke too soon | and China's on the dark side of the moon''. (da ''Black Summer'', n. 1)
*''Di ornitorinchi ce ne sono pochi | la vita segreta del canguro | una personalità che non ho mai conosciuto [...] | La mia Greta pesa una tonnellata | l'arciere sta scappando | e nessuno sta da solo dietro al sole''.
:''Platypus are a few |the secret life of Roo | a personality I never knew [...] | My Greta weighs a ton | the archer's on the run | and no one stands alone behind the sun''. (da ''Black Summer'', n. 1)
*''Non sembro me stesso nelle fotografie | i lunghi giorni del tempo sono stati ingenerosi | mi manca quella te, quella che mi fa venir voglia di ridefinirmi | non sono quello di cui ti sei innamorata | non sono quello giusto, quello giusto per te''.
:''I don't look like mysеlf in photographs | long days of time have been unkind | I miss the you, the one that makes me want to redefine | I'm not the one you fell into | I'm not the one, the one for you''. (da ''Not the One'', n. 4)
*''Questi sono i modi quando vieni dall'America | le viste, i suoni, gli odori | questi sono i modi quando vieni dall'America | non voglio morire e lei si prenderà cura di te | voglio solo prosperare e ci sarà dell'isteria''.
:''These are the ways when you come from America | the sights, the sounds, the smells | these are the ways when you come from America | I don't want to die and she's gonna take good care of ya | I just want to thrive and there's gonna be hystеria''. (da ''These Are the Ways'', n. 9)
*''Quando sono con te | mi sento me stesso | non uno sconosciuto, né l'ombra | di qualcuno altro | quando ti sento | stringere la mia mano | mi commuovo | non è grandiosa questa vita?''
: ''When I'm with you | I feel like myself | no stranger, the shadow | of somebody else | when I feel you | holdin' my hand | I get touched | ain't this life grand?'' (da ''Tangelo'', n. 17)
*''Ma la forma di una vita | è lunga, senza fine | e l'odore del tuo saluto | lo conosco | e il sorriso di un coltello | raramente è amichevole | e l'odore del [[Citrus × tangelo|tangelo]] | Lo conosco''.
:''But the form of a life | is long, never-ending | and the smell of your hello | I know | and the smile of a knife | is seldom befriending | and the smell of tangelo | I know''. (da ''Tangelo'', n. 17)
====Citazioni su ''Unlimited Love''====
*Desideriamo con tutto il cuore essere una luce nel mondo, per elevare, connettere e riunire le persone. Ogni brano del nostro nuovo album Unlimited Love, è una sfaccettatura di noi, che riflette la nostra visione dell'universo. Questa è la missione della nostra vita. Lavoriamo, ci concentriamo e ci prepariamo, così che quando arriva l'onda più grande, siamo pronti a cavalcarla. L'oceano ci ha regalato un'onda potente e questo album è la cavalcata che è la somma delle nostre vite.
:''We yearn to shine a light in the world, to uplift, connect, and bring people together. Each of the songs on our new album Unlimited Love, is a facet of us, reflecting our view of the universe. This is our life's mission. We work, focus, and prepare, so that when the biggest wave comes, we are ready to ride it. The ocean has gifted us a mighty wave and this record is the ride that is the sum of our lives''.<ref group="fonte">{{en}} Da un [https://www.instagram.com/chilipeppers/p/CZivvI_oXyv/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 4 febbraio 2022.</ref>
*Fin dalla prima nota si è capito come i RHCP volessero innanzitutto tornare al suono "LArough" che li ha fatti esplodere in tutto il mondo. Tra l'altro non è un caso che "Unlimited Love" riprenda la partnership di tre decenni con Rick Rubin che ha firmato per loro gli storici "Blood Sugar Sex Magik" del '91, "Californication" del '99, "By The Way" del 2002 e "Stadium Arcadium" del 2006. Tra i pezzi più belli del disco, e ce ne sono parecchi, "Here ever After", "Not The One", il funkettone "Poster Child" e "She's A Lover" che sfocia in un coro da ricantare al volo. Colpisce "Let 'Em Cry" dove la tromba scandisce lo slancio prima di raggiungere l'apice sull'assolo di chitarra. Il finale, la diciassettesima traccia è intitolata "Tangelo" e la chitarra delicata trasforma tutto in una ninna nanna da applausi [...]. "Unlimited Love" è l'album perfetto per inaugurare una nuova era della band che non è mai stata così eccitata come di questi tempi per l'uscita di un disco. Fresco, senza paura e, naturalmente, funky, l'album ha ogni filo dei Red Hot Chili Peppers che scorre nel suo DNA e questo per chiunque li abbia amati è una garanzia. Uno dei dischi rock più forti dell'anno senza dubbio. ([[Luca Dondoni]])
*Non stavamo facendo nessuna registrazione, stavamo solo scrivendo. Tutti si sono sentiti a proprio agio, ed è stato proprio quello che facciamo normalmente: improvvisiamo alcune idee e le canzoni vengono fuori in questo modo, che sia una linea di basso, un riff di chitarra, un ritmo di batteria o altro. Poi gli strumenti melodici arrivavano con alcune idee. Io avevo delle cose a cui stavo lavorando da casa, John portava parti di canzoni e riff, Flea arrivava con una linea di basso o una cosa di piano e ci lavoravamo sopra, e rientravamo nel nostro solito processo creativo. Questo sembrava buono e familiare. ([[Chad Smith]])
*Quando abbiamo iniziato a scrivere materiale, abbiamo iniziato suonando vecchi brani di artisti come Johnny "Guitar" Watson, The Kinks, The New York Dolls, Richard Barrett e altri. Così in modo graduale, abbiamo iniziato a portare nuove idee e trasformare le jam sessions in canzoni, e dopo un paio di mesi quello che stavamo suonando era il nuovo materiale. La sensazione di divertimento senza sforzo che provavamo quando suonavamo le canzoni di altre persone è rimasta con noi per tutto il tempo in cui scrivevamo. Per me, questo album rappresenta il nostro amore e la fiducia reciproca. ([[John Frusciante]])
*Un "ritorno al futuro" più evidente di questo non poteva esserci: i Red Hot Chili Peppers hanno ritrovato John Frusciante, che ha ripreso il posto che era stato "momentaneamente" occupato da Josh Klinghoffer, e Rick Rubin, nonostante il buon lavoro di Danger Mouse nel precedente The Getaway e con loro hanno realizzato un nuovo album dopo sei anni di "silenzio". Sono passati venti anni da By the Way, ultimo grande capolavoro della band californiana, e se per molti versi questo tempo è servito alla band per trovare una sorta di "stabilità", di equilibrio, che ha consentito di frequentare aree musicali diverse, tendenzialmente più pop, senza perdere l'anima, d'altro canto è anche vero che da quel 2002 a oggi di brani davvero memorabili il gruppo ne ha realizzati pochi, con o senza Frusciante e Rubin. Certo, la squadra al completo è meglio, ma non tutti i diciassette brani dell'album hanno una vera ragione d'essere. Molti sono esercizi di stile (sempre uno stile superiore, d’accordo), altri sono rifrullamenti, canzoni gradevoli e basta, brani riconoscibilmente "Peppers", ma niente che valga veramente la pena. Brutto? No, francamente no, anzi ci sono anche momenti di piacevole entusiasmo, ma tutto troppo diluito in un'ora e 13 minuti. Se è vero, come dice Anthony Kiedis che "Per qualche ragione l'universo ha voluto iniettarci un’altra grande dose di plasma", allora la trasfusione ha avuto effetti moderati. ([[Ernesto Assante]])
===''Return of the Dream Canteen''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2022, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
[[File:RHChiliPeppersSpurs210723 (75 of 90) (53065666915).jpg|thumb|John Frusciante, storico chitarrista della band, rientrò per la seconda volta nel gruppo nel 2019, dopo avervi già suonato dal 1988 al 1992 e dal 1998 al 2007: «il bello di suonare con questa band è che noi davvero amiamo ascoltarci a vicenda. Amo il modo in cui loro mi fanno suonare. Abbiamo reazioni chimiche l'uno con l'altro. Portiamo fuori cose dall'altro che non riusciamo a fare su noi stessi».]]
*''Sai, sono un animale | qualcosa tipo un cannibale | sono parecchio infiammabile | e parzialmente programmabile''.
:''Well, I'm an animal | somethin' like a cannibal | I'm very flammable | and partially programmable''. (da ''Tippa my Tongue'', n. 1)
*''Vi prego non ricordatemi | per ciò che ho fatto la scorsa notte, oh | vi prego non ricordatemi | signore ascoltami ora | vi prego non ricordatemi | è solo il 1980... | è solo il 1983''.
:''Please don't remember me | for what I did last night, oh | please don't remember me | listen Lord, now | please don't remember me | it's only 1980...| it's only 1983''. (da ''Eddie'', n. 4)
*''E sento il tuo viso bagnarsi | come il colore rosso della roulette | e piazzo la mia scommessa perdente | sul tuo lato | e vedo i tuoi occhi di rimpianto | ma hai dato il meglio di te | come una minaccia del Massachusetts | che correva selvaggiamente.''
:''And I feel your face getting wet | like the color red of roulette | and I place my losing bet | on your side | and I see your eyes of regret | but you gave as good as you get | like the Massachusetts threat | running wild.'' (da ''Roulette'', n. 7)
*''Esprimiamo un desiderio mentre entriamo in ascensore | perché il sistema è una discreta noia | il batterista si sta sporgendo senza alcun obiettivo | fuori dal Club Troubadour | io non ti conosco e non so più cosa è vero''.
:''Let's make a wish as we enter the lift | 'cause the system's a relative bore | the drummer is leaning without any meaning | outside of the Club Troubadour | I don't know you and I don't know what's true anymore''. (da ''The Drummer'', n. 12)
*''Arriviamo | non siamo lontani | e ti dirò di più | quando vengo per restare | sparami un sorriso | e ti mostrerò sempre l'amore.''
:''Here we come | we're not far away | and I'll tell you more | when I come to stay | shoot me a smile | and I will show you the love always.'' (da ''Shoot Me a Smile'', n, 10)
*''Soldati di celluloide, entrate a ripararvi dalla pioggia | uccidete il mio sorriso ma per favore, lasciatemi il mio dolore | tutte quelle brave persone non ci provano neanche | rubando la verità mentre pagano per la tua bugia''.
:''Celluloid soldiers come in from the rain | murder my smile but please leave me my pain | all those good people they don't even try | stealing the truth while they pay for your lie''. (da ''Carry Me Home'', n. 16)
====Citazioni su ''Return of the Dream Canteen''====
*A soli sei mesi dalla pubblicazione di "Unlimited Love" i Red Hot Chili Peppers mantengono la promessa ed escono con "Return of the Dream Canteen", un altro doppio album che impreziosisce con nuove perle la produzione ricca di soddisfazioni della band losangelina. In poche parole, si tratta di Red Hot Chili Peppers in purezza [...]. I ragazzi hanno scritto e registrato "Return of the Dream Canteen" durante le stesse sessioni di "Unlimited Love" quando furono di nuovo raggiunti dal chitarrista John Frusciante dopo un'assenza di dieci anni. Alla recording session sono arrivati con 50 pezzi e per colpa di un Rubin che vorrebbe sempre togliere e mai aggiungere, l'ingegnere del suono Ryan Hewitt ha dovuto fare i salti mortali per tenere tutto. Alla fine la decisione: «faremo due album doppi»! ([[Luca Dondoni]])
* È un insieme di parole che può significare un po' quello che ti pare. Per me rappresenta una sorgente di prosperità creative. Forse alcune persone lo hanno un po' preso alla lettera credendo che il titolo alludesse al ritorno di John, cosa che in parte è vera in quanto John è sicuramente un elemento cardine di questa prospettiva creativa. Oltre a questo, il titolo rappresenta un po' anche questi ultimi due anni in cui siamo stati un po' tutti chiusi in casa, in cui il tempo ha assunto un carattere più elastico; quindi invece di andare di fretta, ci siamo detti "ok, continuiamo a scrivere musica", e questo è quello che ne è venuto fuori, e il titolo è stata una frase che mi è venuta in mente un po' a caso. ([[Anthony Kiedis]])
*Per come sono andate le cose, sento ''Return Of The Dream Canteen'' come un disco più divertente, e credo che tocchi vette più estreme. Quest'ultimo ha qualcosa di più colorato, in un certo senso luminoso. Non che non abbia sezioni oscure. Però, a me sembra più oscuro ''Unlimited Love''. Il nuovo album ha forse anche più elementi sorprendenti. Ce ne sono un po' anche nel primo, ma soprattutto nella seconda metà del secondo, ci sono probabilmente più sintetizzatori e drum machine e cose del genere di quanto le persone potevano aspettarsi da noi. E sembra anche più estemporaneo e spontaneo. C'è una certa qual sensazione di rilassatezza e distensione che distingue ''Return Of The Dream Canteen'' da ''Unlimited Love''. ([[John Frusciante]])
*Quando ho ascoltato il loro ultimo disco, sono rimasto shockato. Per me è dura, principalmente perché penso che quando c'ero io facevamo musica molto più figa [...]. Ho provato ad ascoltare il secondo disco prima di prendere un volo e sono arrivato, forse, fino alla nona canzone. Non credo di essere nemmeno riuscito ad ascoltarlo tutto. ([[Josh Klinghoffer]])
*Questo è il disco che mi ha portato nei luoghi più onirici rispetto ai viaggi che mi hanno fatto fare i Red Hot. È un trip, ma non è allucinante, è un sogno lucido. Non so cosa succederà, ma so che è tutto sotto controllo. È bellissimo. Qui ci sono quattro persone che si divertono a fare quello che fanno meglio. Anche Anthony ha fatto tanti flow diversi tra loro. E per me, da ex musicista, è bello sentire una band che suona, che ti fa fare un viaggio musicale. E questa è una cosa non scontata. ([[Gianluca Fru]])
*Registriamo sempre più di ciò che esce su un disco, ma spesso queste tracce vengono lasciate nel caveau, o incompiute, o cose così. Ma stavolta le abbiamo finite tutte. Ci sentivamo come se avessimo troppe buone canzoni per non far uscire un altro disco. Non si tratta di un disco di b-sides o roba del genere. Sembrava tutto buono e giusto, quindi si, è tutto buono [...]. Ha un po' di tutto. Ha sicuramente dei gusti diversi rispetto ad Unlimited Love, e viceversa. Penso che sia una buona cosa. ([[Chad Smith]])
*Siamo andati alla ricerca di noi stessi, come abbiamo sempre fatto. Solo per il gusto di farlo, abbiamo suonato e imparato alcune vecchie canzoni. In breve tempo abbiamo iniziato il misterioso processo di costruzione delle novità. Un bel po' di chimica che ha fatto amicizia con noi centinaia di volte lungo la strada e ha aiutato. Una volta trovato quel flusso di suoni e visioni, abbiamo continuato a estrarre dalla miniera delle nostre menti e con il tempo abbiamo trovato gemme come "Tippa", "Peace and love" ma anche "Reach Out" o "My cigarette", "Shoot me a smile" e "Carry me home" che amo. Non avevamo motivo di smettere di scrivere e di fare rock. Ci sembrava un sogno. Il nostro pazzo amore l'uno per l'altro e la magia della musica ci avevano dato più canzoni di quante ne sapessimo fare. Due album doppi pubblicati uno di seguito all'altro e il secondo è significativo quanto il primo. "Return of the Dream Canteen" è tutto ciò che siamo e abbiamo sempre sognato di essere. È pieno di roba. Realizzato con il sangue dei nostri cuori. ([[Anthony Kiedis]])
===Non incluse negli album===
*''In un mondo che può essere così malsano | non credo sia molto strano | per me essere innamorato di te | voglio conoscere di più della tua testa.''
:''In a world that can be so insane | I don't think it's very strange | for me to be in love with you | I wanna know more than your brain.'' (da ''Show Me Your Soul''<ref name=testo/>, 1990)
*''Ho una brutta malattia, | nel mio cervello è dove sanguino | sembra pazzia, | mi possiede spremendomi l'anima.''
:''I've got a bad disease | from my brain is where I bleed | insanity it seems | it's got me by my soul to squeeze.'' (da ''Soul To Squeeze''<ref name=testo>Testo di Anthony Kiedis, Flea, John Frusciante e Chad Smith.</ref>, 1993)
*''Come potrei dimenticare di dire | che la [[bicicletta]] è una grande invenzione? | seduto qui in un film muto | di fianco alla sola ragazza che mi abbia mai conosciuto veramente.''
:''How could I forget to mention | the bicycle is a good invention? | sitting there in a silent movie | beside the only girl who really ever knew me.'' (da ''Bycicle Song''<ref name=testo/>, 2002)
*''Dicono che negli [[scacchi]], bisogna uccidere la [[donna (scacchi)|regina]] | e poi la accoppi | oh io, e tu? | una cosa buffa, il re che si fa assassinare | hey ora, ogni volta che perdo | altezza.''
:''They say in chess, you gotta kill the queen | and then you mate it | oh I, do you? | a funny thing, the king who gets himself assassinated | hey now, every time i lose | altitude .'' (da ''Fortune Faded''<ref name=testo/>, 2003)
==Citazioni sui Red Hot Chili Peppers==
[[File:RHCP Logo.svg|thumb|Il logo della band]]
*{{NDR|«Ma a te piacciono i Red Hot Chili Peppers?»}} A me di brutto, sin dai tempi di Mother's Milk, perché capivo che erano... erano sì grezzi, nudi, però erano molto raffinati, soprattutto negli ascolti [...]. Poi loro suonano Sly & the Family Stone, Stevie Wonder, si sente che hanno una cultura. ([[Morgan (cantante)|Morgan]])
*A proposito, diffidate anche da chi ascolta i Red Hot. Sono persone che nascondono qualcosa, come gli astemi e le mani di Silvan. I Red Hot sono tutto o niente, né rock né pop, cerchiobottisti: insidiosissimi, perché melliflui e finto rivoluzionari. ([[Andrea Scanzi]])
*[[Bob Marley]], i [[Black Sabbath]] e [[Bart Simpson]]? Metteteli insieme e forse otterrete i Red Hot Chili Peppers. (''[[1001 album]]'')
*Certamente i gruppi che sono nati verso la fine del ventesimo secolo, sono stati fortemente influenzati dai Red Hot Chili Peppers. Da quel tipo di mix in stile funk, ma anche dalle chitarre heavy metal e dall'energia che emanavano. Di sicuro, gruppi come i [[Rage Against the Machine]] hanno una connessione davvero molto forte con i Red Hot Chili Peppers. ([[Hamish MacBain]])
*{{NDR|Nel 1987}} Ci sono band sottovalutate che tra qualche anno saranno ampiamente affermate. Nell'industria discografica lo dimenticano sempre. E ho questa sensazione per un gruppo come i Red Hot Chili Peppers. Per me, probabilmente sono la miglior live band degli Stati Uniti in questo momento. ([[Michael Beinhorn]])
*E in principio c'era il fango, poi Lui lo prese e ne fece una rock band vera. Quel Lui è il tempo, un produttore discografico o chi volete voi. Ma è bene sapere che i Red Hot degli esordi erano fango, una massa informe che voleva costruire qualcosa senza riuscirvi. ([[Gianni Della Cioppa]])
*– Ehm, sentite ragazzi, il network ha qualche problema con alcuni dei vostri testi, vi dispiace cambiarli per lo show?<br />– Scordatelo clown!<br />– I nostri testi sono come i nostri figli, amico, niente da fare!<br />– Beh, d'accordo, ma almeno invece di "quel che io ho tu devi avere e mettertelo dentro",<ref>Riferendosi a una strofa del brano ''Give It Away''.</ref> che ne dite di "quello che vorrei è abbracciarti e baciarti?" (''[[I Simpson (quarta stagione)]]'')
*I ragazzi sono i Red Hot Chili Peppers, la foto decora un CD singolo intitolato, naturalmente, The Abbey Road EP, e quel calzino pendulo immortala la gag più famosa del complesso, un trucco inventato agli inizi della carriera. Tutto nasce in un club di spogliarello di Los Angeles, il Kit Kat, un giorno del 1983 [...]. La notizia si sparge e quella performance di rock "nudi con il calzino" diventa un classico della banda, che la riproporrà più volte nel corso degli anni [...]. Non sono maliziosi i Peppers, han solo voglia di "casino e cose strane" come la generazione a cui si rivolgono; e questo gusto si riflette nella loro musica, che pretende di essere psico selvaggia come un vecchio album di George Clinton e isterica, amfetaminata, speedy come quella delle nuove bande hardcore. Un turbolento mix in precario stato d'equilibrio. Non a caso la banda si spingerà fino ai vertici delle classifiche ma si perderà subito dopo in un vortice di sfortunati casi personali e scelte stilistiche sbagliate. ([[Riccardo Bertoncelli]])
*I Red Hot Chili Peppers, con le loro hit, fanno parte della cultura pop pur creando pezzi di alto livello. È musica che appartiene alla coscienza collettiva, al movimento globale del patrimonio culturale. Son cresciuto guardandoli in tv, hanno influenzato in modo netto le mie linee melodiche. ([[Tedua]])
*I Red Hot Chili Peppers sono gli esponenti di un mondo rock che negli ultimi anni '80 è cresciuto con impeto. ([[Riccardo Bertoncelli]])
*Il problema dei Peppers è che devi solo farli suonare come i Peppers. Si chiama letteralmente "Togliti dal cazzo". ([[Ryan Hewitt]])
*Io avevo un'idea stereotipata dei Chili Peppers: credevo che fossero funky, eccentrici, leziosi... E sono stato a disagio per parecchio tempo, perché la band suonava un genere che non era il mio. ([[Dave Navarro]])
*La prima volta che li ho ascoltati ho pensato: finalmente una rock band con delle linee di basso interessanti. Il lavoro di sottrazione ma allo stesso tempo virtuosistico di tutti i musicisti, soprattutto Flea e Frusciante, è stato una grande ispirazione per me, per lo studio del mio strumento [...]. E per un bassista che deve fare pratica i Red Hot Chili Peppers sono la band migliore. ([[Gianluca Fru]])
*Le loro variegate personalità, la spavalderia californiana, l'assunzione di droghe pesanti, il pentimento, il rammarico... e poi il punk, il rap, il funk. È difficile immaginare come altri possano riuscire a fare quello che hanno fatto loro. ([[John Aizlewood]])
*Li conobbi con "By the Way", la svolta pop. Andando a ritroso scoprii il loro rock funkadelico che all'inizio mi turbava ma in cui imparai a vedere la loro storia, i loro travagli. E anche nell'ultimo "The Getaway" vedo dei 50enni davanti all'Oceano che fanno il bilancio della vita. Coerenti. ([[Francesca Michielin]])
*Li ho sempre trovati unici e divertentissimi, ma la cosa più figa dei Chili Peppers è che sanno chi sono, sanno qual è il loro DNA. È fondamentale per una band. ([[Gene Simmons]])
*Non è una sciocchezza... ma i Red Hot Chili Peppers possono essere considerati come il miglior gruppo dell'epoca moderna. Ovviamente i The Beatles e i Rolling Stones sono meglio. Ma nessuno... e intendo NESSUNO raggiunge i Red Hot Chili Peppers del periodo '88-2022 per quanto riguarda la pura qualità. Diversità e genio album dopo album. ([[Chris Jericho]])
*{{NDR|Nel 1999}} Non stiamo osannando un quartetto di sfigati che solo due anni fa sembrava non dovesse più dar fastidio. Qui si parla di quattro ex junkies capaci di rinnovarsi al punto da realizzare con l'ultimo disco "Californication" il successo di una carriera. ([[Luca Dondoni]])
*– Non ti sembra di imitare un po' troppo il bassista dei Red Hot Chili Peppers?<br />– Io non imito nessuno!<br />– A chi pensi quando suoni?<br />– Ai Peppers... (''[[Bandslam - High School Band]]'')
*Parlando delle canzoni, hanno un metodo cantautorale ormai consolidato: scrivono molto, è sempre stato cosi, fino ad arrivare all'eccesso. Se nell'album trovi venti canzoni, vuol dire che loro ne han scritte cinquanta... o magari cento, per arrivare a quelle venti. ([[Rick Rubin]])
*Penso che abbiano creato un mondo tutto loro. Si sono inventati questo nuovo tipo di musica e ci si sono buttati dentro. Sono veramente unici. ([[Camilla Pia]])
*Per capirli è importante subito iniziare con una parola chiave e cioè crossover: la commistione tra generi musicali diametralmente opposti [...]. Loro hanno saputo rappresentare benissimo, come mai nessuno è riuscito a fare, la scena alternativa losangelina e hanno saputo infondere alla rabbia del punk quel funk animalesco e viscerale e peraltro con un'adrenalina veramente incredibile. ([[Paola Maugeri]])
*Quando Flea, John e Chad sono assieme in una stanza suonando assieme, c'è una sensazione trascendente. Poi, quando Anthony canta, diventano i Peppers [...]. La loro capacità di canalizzare i picchi musicali su una base semplice è qualcosa di ultraterreno, davvero un caso in cui gli ingredienti confluiscono in qualcosa che va oltre la somma dei singoli. E le parti sono buone così come vengono. ([[Rick Rubin]])
*Quando li conobbi avevo 17 anni. Erano la nave pirata, il gruppo perfetto. Avevano appena realizzato ''Blood Sugar Sex Magik''. Con loro c'era un produttore come Rick Rubin. Fu "il disco" da ascoltare per un sacco di tempo. Poi è arrivato ''One Hot Minute'', un album per niente riuscito. Fu la caduta dei miei eroi. Doveva per forza ritornare nel gruppo uno come Frusciante per ristabilire le sorti della band. E così è stato. Grazie a Frusciante, sono riusciti a tirarsi fuori da una situazione stagnante, in cui ormai erano gonfi di stile. Oggi, quindi, sono entrati a tutti gli effetti nella lista dei gruppi che rispetto, insieme a gente come i Beastie Boys, i Sonic Youth e i Jane's Addiction. Sono arrivati in un posto preciso, quello in cui tocchi il successo, e hanno deciso di restarci nel modo adatto, rinnovandosi, diventando rabdomanti e sensitivi. ([[Enrico Brizzi]])
*Quando sento un brano alla radio e mi chiedo "cos'è questa schifezza?", la risposta è sempre la stessa: "È dei Red Hot Chili Peppers". ([[Nick Cave]])
*{{NDR|«In Rock & Resilienza rivela che una volta ricevette una proposta indecente dai Red Hot Chili Peppers».}} "Sei venuta a farci un pompino?", mi chiesero. Ma ebbi la prontezza di rispondere: "C'mon guys, di femmine disposte a farvi un pompino sono pieni gli stadi, lasciate che vi possa fare piuttosto un’intervista godibile e appassionata. Proprio come se vi stessi succhiando. E me ne andrò in pace come sono venuta." {{NDR|«Si parla molto di molestie. Questa lo è stata? »}} Ma no, a gioco ho risposto con gioco. Quasi da maschio, come non si aspettavano. Ma salvaguardando il giardino segreto. "Facciamo finta che vi sto succhiando, vi va?" ([[Paola Maugeri]])
*Si può dire che alcuni loro tratti musicali attuali ricordano i miei tentativi di render la musica un po' più "colorata" e "gustosa" nonostante il loro stile non coincidesse con quella visione di musica che avevo. Nonostante certi brani "punkizzati" tiratissimi siano divertenti, molto. Ma sì, qui [...] abbiamo tutti i loro dischi e nonostante non li ascolto proprio tutti i giorni, li preferisco come sono attualmente soft. Mi è sempre piaciuta questa tipologia di musica "graziosa". ([[Jack Sherman]])
*Sono sicura che ancora oggi lavorino allo stesso modo, cambiando qualcosa da canzone a canzone. Lavorano individualmente all'inizio del processo creativo, utilizzando pezzi che assemblano durante i momenti di pausa. Poi, quando è il momento, li tirano fuori e decidono quale sviluppare. Si scambiano i pezzi iniziali, poi si impegnano a scrivere il testo; normalmente Anthony fa il lavoro maggiore sul testo, ma non è una regola. Alla fine ogni membro contribuisce in qualche modo a ogni singolo pezzo attraverso le proprie scelte musicali. Durante il periodo di Mother's Milk la band era molto unita e i ragazzi si stringevano gli uni agli altri dopo la tragica perdita del loro amico e collega Hillel. Prima di ogni concerto ci univamo nel "cerchio delle anime " per sintonizzarci l'uno con l'altro. I ragazzi mi dissero poi che nei tour successivi non fecero più quel rituale e non passarono più molto tempo assieme al di fuori del tour [...]. Ora la meditazione, la dieta e le persone giuste sono (e sono state) una parte fondamentale per un grande show. ([[Kristen Vigard]])
*Stiamo raccontando la storia della ''Californication'' dei Red Hot Chili Peppers: una terra che non è solo la California, lo stato in cui si trova Los Angeles, ma qualcosa di diverso. Un luogo, una nazione quasi, in cui valgono altre regole e altre leggi: un altro pianeta, dove quello che sulla Terra viene considerato trasgressione, bé, nella ''Californication'' è la norma. Creatività, stranezze, sesso, arte, musica – va bene – però anche droga e tanta. È questa la vita parallela che accompagna i Red Hot Chili Peppers da quando nascono [...] fino ad oggi. ([[Carlo Lucarelli]])
*{{NDR|Invocando i Red Hot Chili Peppers prima di una loro performance al bar di Boe}} Vogliamo Chilly Willy! Vogliamo Chilly Willy! (''[[I Simpson (quarta stagione)|I Simpson]]'')
===[[Flea]]===
*All'inizio, quando abbiamo messo su il gruppo, c'era un'energia incontrollabile, non riuscivamo a controllarla neanche noi, era molto più grande della somma delle sue parti. Eravamo come in cima ad un vulcano che ci scagliava nell'aria. Ho delle immagini di momenti in cui non riuscivamo a controllarci.
*Anche noi amiamo ballare e probabilmente questo è il segreto... Ma vedi, se un segreto deve essere "top secret" è giusto che resti così altrimenti chiunque potrebbe fare le cose che facciamo noi. Fondamentalmente il nostro segreto è l'amore... E trovarsi in una stanza a scrivere, a lavorare insieme...
*Chi viene a vederci suonare sa che noi siamo esattamente in quel modo, quattro musicisti che si identificano nella propria musica, è una faccenda spirituale se devo dire la verità.
*Essere nei RHCP vuol dire essere liberi, non essere costretto a fare nulla o cercare di rientrare in alcun modello, stile o categoria. E... per quanto riguarda lo stile di vita, che poi influenza il tuo modo di apparire, di parlare, di comportarsi, chiunque applichi qualsiasi tipo di cliché rock 'n roll alla propria vita ovviamente non sarebbe adatto a stare nei RHCP.
*Finché la longevità della band continuerà e noi staremo insieme come persone e come musicisti, continueremo a migliorare e credo che la gente apprezzerà. E finché staremo insieme e continueremo ad amarci e ad amare la musica, non c'è possibilità di fallimento.
*Finché questa band esisterà, l'unica ragione d'esistere sarà il movimento, avanzare, espandersi, crescere, imparare, suonare, migliorare in quel che facciamo. Crescendo impariamo a conoscere la vita e ci concentriamo sempre di più sulla musica. Ed è meglio così, perché imparando non perdiamo nulla del nostro bagaglio, ma lo accresciamo.
*Il punto di partenza dei RHCP è lo stretto rapporto che c'è fra sesso e musica, e il rapporto, ancora più stretto, che c'è tra sesso e musica funk. Negare questo collegamento sarebbe assurdo.
*{{NDR|Nel 2019}} Se non fossero stati i poteri divini ad architettare tutto, la band non sarebbe durata quasi quarant'anni. La sua essenza e la capacità di saper entrare in contatto con la gente sono direttamente collegate al modo in cui è nata. Eravamo lontani dalla natura venale e competitiva del mondo, e avevamo accettato di vivere autentiche vite da artisti. Non avevamo un "piano B".
*Siamo dei giullari, scherziamo sempre, la vita è divertimento, la gioia è divertimento, ma abbiamo sempre cercato di fare dell'arte, abbiamo sempre voluto far cose che fossero oneste nei confronti di tutti, senza conformarci a codici, anche se di moda, senza nessun tipo di look che fosse trendy.
*Siamo persone molto diverse, abbiamo emozioni diverse, che vengono unite e ci rendono una band. Ci danno uno stile unico, è molto al di là di quanto ognuno di noi sia capace di dare da solo ed è davvero...magia! Odio dirlo, ma non è nient'altro che magia.
*Siamo una band che c'è da veramente tanto tempo, e che ha vissuto tante cose. Cose belle e cose tragiche e drammatiche, feriti, ma in pace con noi stessi.
===[[John Frusciante]]===
*Abbiamo un rapporto speciale perché siamo passati dall'essere una band da club a una band da arena insieme. Ad esempio, quando ero agli inizi nella band, abbiamo fatto degli spettacoli pessimi. Non sempre, ma c'erano spettacoli in cui non si presentava nessuno, o spettacoli in cui sentivamo che il pubblico non era così entusiasta come lo era prima che io entrassi nel gruppo. Così abbiamo dovuto costruire la nostra energia insieme per creare qualcosa di nuovo nella band. E questo lo abbiamo tirato fuori l'uno dall'altro. È una connessione che condividiamo e che nessun altro può condividere con noi, poiché solo noi quattro abbiamo vissuto quell'esperienza.
*Il bello di suonare con questa band è che noi davvero amiamo ascoltarci a vicenda. Amo il modo in cui loro mi fanno suonare. Abbiamo reazioni chimiche l'uno con l'altro. Portiamo fuori cose dall'altro che non riusciamo a fare su noi stessi. Il mio modo di suonare la chitarra con loro è uno stile che non ho quando suono da solo
*La mia esperienza è che loro erano il mio gruppo preferito e ho passato ore ed ore ad esercitarmi alla chitarra in camera, e invece di ingaggiarmi e darmi uno stipendio mi hanno fatto entrare nel gruppo, mi hanno fatto diventare un membro del gruppo, dove tutti guadagnano le stesse somme di denaro, scriviamo le canzoni insieme e abbiamo uguali diritti e copyright.
*So solo che se non fossi nella band, amerei i Red Hot per via dell'interazione tra i musicisti. Vedere gente che suona insieme e si coordina, come facciamo noi, è eccitante.
*Solo quando li ho visti dal vivo sono diventati la mia band preferita. Questo è successo quando la band originale, con Jack e Hillel, era tornata insieme, non avevo mai visto niente del genere. L'energia era incredibile. Ho saltato per tutto lo spettacolo, e tutto sembrava una sfocatura psichedelica. Tutti erano davvero felici, e non sembrava che la band e il pubblico fossero separati. Quindi, se mi chiedi cosa ho amato di loro, è questo: quell'energia magica.
*Suonare insieme sul palco è bellissimo. Quando suono con questa band sento di fare la cosa per cui sono nato. Sento che queste sono le persone con cui avrei voluto suonare, le persone di cui condividevo gli intenti. Sono persone diverse con diversi motivi per suonare, che messi insieme formano una forza più grande di ciascuno di noi.
===[[Anthony Kiedis]]===
*Adoro il fatto che ci teniamo ancora e ammiro davvero i miei compagni di band con tutto il cuore perché hanno ancora la loro energia creativa per suonare musica con l'entusiasmo di un bambino e gli occhi aperti sul mondo. E, sai, è davvero la chimica di tutte queste persone che si incontrano. Questa è la miscela che crea i Chili Peppers. Quindi sono fortunato e apprezzo questi musicisti che ci tengono così tanto. John Frusciante ci tiene tantissimo. Chad Smith ci tiene tantissimo. Flea ci tiene tantissimo. Lavorano sodo, suonano i loro strumenti. Ascoltano la vita. Ed io posso solo ringraziare di far parte di tutto questo.
*C'è qualcosa di incredibile nella fortuna che abbiamo avuto nel momento in cui abbiamo iniziato a far musica, cioè abbiamo dimenticato il passato. Non abbiamo aspettative, pressioni, consapevolezza. Tutto ciò scompare quando ci mettiamo a suonare. Non so come mai, sarà per come Chad suoni la batteria o per come John si perda nel cosmo, o per come Flea ci dia il ritmo, ma credo che quello che facciamo è abbandonarci a qualcosa di spirituale e suonare giusto per il gusto di suonare.
*Essere uno dei Chili Peppers vuol dire avere due valori: il funk e l'amicizia. Far parte di questa band è come essere sposato con quattro persone e devi amarle tutte la maggior parte del tempo.
*Noi siamo stati i giovani energetici di Hollywood ai quali piacevano molti stili di musica e non avevamo paura di unirli. Non abbiamo amalgamato due stili musicali volutamente, abbiamo suonato quello che sentivamo di suonare e molto era funk perché era la musica che ci ispirava, quello che ci colpiva proprio qui quando l'ascoltavamo, volevamo fare questo tipo di musica perché ci piaceva, l'abbiamo fatta e abbiamo iniziato un nuovo genere e siamo stati seguiti da altre bands, bands che poi non mi interessano più di tanto.
*I Red Hot Chili Peppers non sono sposati con nessuno stile. Le uniche cose con cui siamo sposati nella musica sono la sincerità e l'onestà.
*Non c'è una gerarchia perché siamo una squadra, lavoriamo come una squadra di basket sin dal primo giorno dei Red Hot Chili Peppers non c'è mai stato un capo, siamo per la totale eguaglianza. Ci dividiamo sempre in parti uguali il credito per le composizioni e il resto. Siamo come un puzzle a quattro pezzi che funziona alla perfezione solo quando ognuno dà il suo input. Questo è uno dei motivi che ci tiene uniti e forti, il fatto che non si tratta di una sola visione o di una sola persona, ma di quattro che si uniscono per fare un insieme migliore. Come per una squadra, non si può vincere un campionato con un solo buon giocatore.
*Non siamo mai stati confusi sul fatto che tutto sarebbe dovuto essere uguale: la condivisione del lavoro, la condivisione del denaro, della gioia, del dolore. Si è trattato per noi del grande passo verso la giusta direzione per avere il potenziale per la longevità, perché molte band litigano dicendo "Hey, quello l'ho scritto io!" Noi ci amiamo e ci rispettiamo; litighiamo regolarmente. Le nostre attitudini, i nostri modi, e i nostri ego si scontrano, ma siamo in grado di farcela. Siamo stati capaci di fare a pugni.
*Non so se sia un segreto, ma sin dall'inizio abbiamo deciso di condividere tutti i nostri guadagni in parti uguali. Nessuno prende di più o di meno. Non importa se Chad non scrive i testi, o se la canzone che abbiamo scelto ha il 40% di Josh e il 60% di Flea. "We don't give a fuck". Siamo tutti uguali, ognuno a suo modo fa la sua parte, mai litigato per i soldi. L'aspetto monetario uccide tante band. Siamo tutti molto creativi e ognuno di noi ha la propria personalità. Litighiamo e spesso ci mandiamo a fare in culo, ma troviamo sempre una soluzione per risolvere i problemi. Siamo tutti egocentrici, ma siamo anche persone oneste, siamo loving people. Non siamo cattivi, non abbiamo secondi fini. Stronzi sì, ma anche capaci di dimenticare i momenti negativi e andare oltre. Siamo fratelli. Arriviamo sempre a un compromesso. Siamo sempre sinceri uno con l'altro. E poi, quando suoniamo insieme, ci divertiamo ancora tantissimo. E questa è la cosa più importante.
*Non suoniamo necessariamente da bianchi o da neri. Suoniamo come persone connesse a un'energia universale, ispirate a suonare una musica che non conosce colore.
*Penso che se noi abbiamo questa forte sessualità nella nostra musica e nelle nostre performance, nei nostri testi, nel basso che ti vibra in faccia è in correlazione al fatto che noi siamo liberi in ogni cosa che facciamo. Lasciamo uscire il nostro lato sessuale. Che appartiene un po' a tutti i ragazzi della nostra età che suonano musica. È che noi non abbiamo limitazioni riguardanti la nostra musica. Non abbiamo timori di essere completamente onesti sulla nostra sessualità. Noi non proviamo a nasconderla. È solo mostrarsi per come si è, nella maniera più naturale possibile.
*"Red Hot Chili Peppers" è un nome che deriva dalla storia del blues e del jazz. C'era Louis Armstrong con i suoi Hot Five, poi c'erano il gruppo inglese dei Chilly Willy e i Red Hot Peppers (che poi ci avrebbero accusato di avergli rubato il nome). Però nessuno era mai stato Red Hot Chili Peppers, un nome che per noi sarebbe stato una benedizione e una maledizione.
*Sai, non ho mai pensato che avremmo fatto sempre questo, infatti ci sono state diverse volte in cui abbiamo provato a separarci, provato a divertirci, alcuni sono stati licenziati, altri hanno provato ad andarsene, altri sono morti, altri ancora crollavano. Abbiamo fatto davvero del nostro meglio per far sciogliere questa band, e c'era questo strano magnete cosmico che continuava a farci tornare insieme. Siamo stati un fallimento nello sciogliere questa band.
*Siamo diventati i Red Hot Chili Peppers perché amavamo la vita amavamo la musica e amavamo abbattere le barriere della mediocrità tradizionalista.
===[[Josh Klinghoffer]]===
*Ai RHCP non manca materiale, perché scriviamo tutti tantissimo. Il compito di ogni album è creare sempre qualcosa di nuovo, quel qualcosa che mantiene un gruppo attuale, fresh, ma senza comprometterne lo stile, rimanendo coerenti con un suono stabilito da decenni.
*La magia dei Chili Peppers è che si tratta di quattro tizi in una stanza, una rarità di questi tempi, che suonano e vengono registrati praticamente live.
*Solo il fatto di essere in una stanza con questi ragazzi è un onore, per non parlare del poter creare musica con loro. Ciascuno di loro ha una storia personale ed un legame con l'altro. Non avrei potuto chiedere un gruppo più accogliente di persone o una migliore situazione. Queste sono tre persone che meritano di fare musica e di crearla con gente che ama farlo come loro.
===[[Brendan Mullen]]===
*I Chili Peppers anticiparono e aiutarono a pavimentare la superstrada per l'eventuale crossover del nuovo hip hop dalla realtà del Bronx meridionale verso il pubblico tradizionale del rock/metal duro suburbano — una folla mista di frat boys, punker, surfer e ragazzi alternativi, molti dei quali furono introdotti per la prima volta almeno all'idea di musica "urbana" nei primi anni '80. I Peppers introdussero la musica rap alla folla dei fratelli con il portafoglio a catena e lo skate, e catturarono il nervo nazionale degli adolescenti estraniati dal rock "hair band" corporativo come diffuso dalla radio FM e da MTV. Rese possibile che i Beasties ricevessero trasmissioni radio quando Licensed to Ill uscì e che i Faith No More avessero i loro quindici minuti di celebrità — e aiutarono a presentare George Clinton a una generazione di ragazzi bianchi. I Peppers furono una delle prime band a essere presentate su 120 Minutes, il che aiutò a preparare il terreno per i preferiti dai critici rock, i Nirvana e il successivo boom "alternative".
*I RHCP (e anche i Bad Brains e i Fishbone) hanno totalmente ridefinito il livello della musicalità metal-punk-dub-che-sia. Anche nel thrash — punk o metal — dovevi ora essere veramente capace di suonare. Il touring incessante ha aperto la strada a tutto. I Chili Peppers sono instancabili cani da strada internazionali, musicisti-attori spettacolari. L'intensità folle dei salti in giro dei Peppers durante i loro concerti dal vivo li ha portati attraverso i tempi di magra fino a quando "Higher Ground", una cover di Stevie Wonder dall'album Mother's Milk, non è esplosa su MTV nel 1989.
*In breve, i Red Hot Chili Peppers aiutarono a dare forma alla direzione che il rock moderno futuro avrebbe preso a livello mondiale. Anche se non sembrava che sarebbe andata a finire così. Nonostante le enormi difficoltà iniziali — cambi di personale, problemi di droga, vendite deludenti, mancanza di un'ampia diffusione radio FM — i Peps hanno prevalso.
*Proprio come i Rolling Stones, che iniziarono nei primi anni '60 come seri missionari del blues, così i Chili Peppers inizialmente salirono sul palco come entusiasti evangelisti del funk. I Peps provenivano anche da una linea musicale che risale ai Germs, agli X e, ovviamente, ai Fear, in cui Flea suonò per un breve periodo. I Peppers fusero tutto in un vaudeville sferzante di punk, funk e rap.
===[[Andrea Pezzi]]===
*A differenza di altre band della nostra generazione, che sono la testimonianza del Rock degli anni '90 e 2000, loro non si sono "youtubeizzati", non sono entrati in un mondo così largo come invece altri hanno fatto. Sono bravissimi, ma non hanno fatto quell'opera di "democratizzazione" del rock che è tipica di chi ha fatto epoca [...]. I Red Hot non hanno avuto il carisma di un leader come Bono: [...] li ho visti come un gruppo di amici, tutti uguali, nessuno che se la tirava più degli altri. Non c'era un leader vero. Credo che forse da qualche parte John Frusciante fosse veramente il leader, ma era un leader diverso, rivolto alla purezza della musica, non al mondo. E questo può essere un "pro" fino ad un certo punto, ma può essere un "contro" se devi fare quel salto di qualità che di solito nasce dall'ambizione individuale. Per questo non hanno saputo entrare dentro il tempo della storia, e quando il Rock non entra dentro la storia inevitabilmente diventa una parabola che punta verso il basso.
*Con Californication, [...] stavano facendo un bel salto in avanti. Guardando indietro certamente c'era una discografia rilevante, però personalmente li ho vissuti con particolare attenzione dalla nuova band in poi. Non ho avuto un effetto nostalgico, forse perché ho iniziato ad amarli proprio con questo album. Io sono per questa "seconda stagione": non che la prima non mi piacesse, ma con Californication sono diventati molto più rilevanti dal punto di vista della cultura pop. Hanno portato il rock in un luogo diverso. Non sarebbero mai stati i Red Hot Chili Peppers, secondo me, senza questo passaggio di allargamento.
*Mi ricordo benissimo la dinamica di gruppo dei Red Hot Chili Peppers, questo gruppo di ragazzi che assomigliava molto a un normale gruppo di amici. Erano molto "sani", molto più sani di quanto mi aspettassi [...]. Erano ordinati e disciplinati, dei professionisti veri, erano rockstar ma non nell'accezione che questo termine poteva avere negli anni '60 e '70, alla Frank Zappa per intenderci: non erano affatto sregolati o al di fuori da qualsiasi concetto di socialità, anzi. Loro sono stati, secondo me, negli anni '90, in assoluto, IL gruppo degli anni '90, così come lo erano stati gli U2 a cavallo fra gli '80 e i '90. Hanno traghettato il rock verso il nuovo millennio.
===[[Chad Smith]]===
[[File:2016 RiP Red Hot Chili Peppers - Chad Smith - by 2eight - DSC0184.jpg|thumb|Il batterista Chad Smith entrò nella band nel 1988, divenendo subito uno dei pilastri della formazione.]]
*Avere successo facendo musica onesta: questa è la fortuna che abbiamo e che ogni giorno apprezzo di più. Lo facciamo per noi e so che questo può sembrare egoista, ma la verità è che il giorno in cui non ci sentiremo più così smetteremo. Non continueremo a suonare soltanto perché la gente compra i nostri dischi, questo è sicuro.
*Crescendo e invecchiando, siamo diventati persone diverse e la musica che facciamo è inevitabilmente ispirata dalla nostra vita. Credo che l'onestà dei Peppers stia proprio in questo: non pretendiamo di fare le stesse cose di dieci o venti anni fa. Sarebbe patetico...
*I Chili Peppers non sono mai stati una band in cui c'è chi dice: "Ehi, ho questa demo completata o una parte di drum machine che voglio che tu faccia". Ognuno ha il proprio contributo creativo, che è gran parte del motivo per cui suoniamo nel modo in cui lo facciamo. Sono anche le forti personalità dei loro strumenti e la chimica che li unisce a creare il loro suono.
*La gente è legata alla nostra musica perché è vera e onesta, è emozionante ed abbiamo scritto pezzi rock, pezzi più lenti, pezzi più ritmati, copriamo una gamma piuttosto vasta.
*Nel terzo millennio un fenomeno come quello dei Chili Peppers è impensabile: se anche nascesse una band di quel genere, la caccerebbero via a calci nel culo dopo il primo disco... Cazzo, che tristezza!
*Noi non siamo i fottuti Eagles, che nella vita neanche si rivolgono la parola; noi siamo una banda, una tribù, una grande famiglia, un circolo esclusivo. Siamo diversi e facciamo cose diverse, a volte ci diamo sui nervi, e magari litighiamo, ma prima di tutto tra noi c'è sempre stato un fondo di rispetto.
*Quando suoniamo, in realtà, siamo degli attori, vogliamo che le persone che vengono a vederci si divertano. Ci divertiamo molto anche noi e continuerà ad essere così.
===[[Claudio Todesco]]===
*{{NDR|Nel 2023}} Avranno anche esaurito da tempo la loro, diciamo così, funzione storica, ma restano le canzoni e bastano e avanzano. Sono dei sopravvissuti e non è un modo di dire. [...] sono sempre in bilico tra trionfo e disfatta, e questo elemento di umanità, anche di fragilità li distingue da altri. E sono cambiati. C'è una cosa che Kiedis ha detto a proposito del senso ultimo della sua autobiografia che credo riassuma bene anche l'esperienza dei Peppers e la loro transizione da gang psico-sessuale a dispensatori di buone vibrazioni, e cioè che «va bene lottare e fallire miseramente, e comunque uscirne più o meno sani mentalmente e amando la vita».
*I Peppers sono Hollywood e i bassifondi, il culto del fisico e i morti, il successo e la droga, ''Playboy'' e i giornali controculturali, la stramberia e il commercio, le visioni psichedeliche e le fantasie sessuali, siringhe e manuali di autoaiuto, Ornette Coleman e i Lakers, la freakness e l'estasi.
*Sono strambi e assieme fighi. Anzi, hanno costruito il loro piccolo impero sull'eccentricità e sull'ostentazione della stupidità. Hanno legittimato il nonsense e le pulsioni sessuali nel rock alternativo, hanno mescolato i generi in un periodo in cui farlo non era scontato, hanno ribadito per una generazione che rischiava di scordarlo che la musica rock passa anche attraverso i corpi e la loro espressività.
*Sono una di quelle band in cui il cantante fatica a star dietro ai musicisti. È una questione di ritmo, elasticità, espressività, intonazione. Loro suonano fantasmagorici e lui a volte un po' piatto. In certi frangenti, la performance vocale non eccellente di Anthony Kiedis conta poco, specie quando ci sono decine di migliaia di persone che cantano assieme a lui.
*Un concerto dei Peppers è sempre inevitabilmente anche una storia di fratellanza e di dialogo fra i musicisti. L'immagine che meglio lo riassume è questa: Flea e Frusciante che suonano uno di fronte all'altro nelle loro brevi jam. Molto si basa sul loro interplay, ma a volte sembra che il bassista dialoghi col suo strumento con Smith lasciando a Frusciante lo spazio per divagare [...]. Finché riusciranno a tirare fuori questo suono plastico, questa materia sonora cangiante e instabile, questa miscela basso-chitarra-batteria che sta tra rock e funk e colpisce allo stomaco, i Red Hot avranno vita.
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte"/>
==Voci correlate==
*[[Anthony Kiedis]], cantante della band.
*[[Flea]], bassista della band.
*[[John Frusciante]], chitarrista della band.
*[[Chad Smith]], batterista della band
*[[Josh Klinghoffer]], ex chitarrista della band.
*[[Hillel Slovak]], ex chitarrista della band.
*[[Dave Navarro]], ex chitarrista della band.
*[[Jack Sherman]], ex chitarrista della band.
*[[Jack Irons]], ex batterista della band.
*[[Cliff Martinez]], ex batterista della band.
*[[Rick Rubin]], produttore della band.
*[[Michael Beinhorn]], ex produttore della band.
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante i|preposizione=sui}}
===Opere===
{{Pedia|The Red Hot Chili Peppers||(1984)}}
{{Pedia|Freaky Styley||(1985)}}
{{Pedia|The Uplift Mofo Party Plan||(1987)}}
{{Pedia|Mother's Milk||(1989)}}
{{Pedia|Blood Sugar Sex Magik||(1991)}}
{{Pedia|One Hot Minute||(1995)}}
{{Pedia|Californication (album)|''Californication''|(1999)}}
{{Pedia|By the Way (album Red Hot Chili Peppers)|''By the Way''|(2002)}}
{{Pedia|Stadium Arcadium||(2006)}}
{{Pedia|I'm with You (Red Hot Chili Peppers)|''I'm with You''|(2011)}}
{{Pedia|The Getaway (Red Hot Chili Peppers)|''The Getaway''|(2016)}}
{{Pedia|Unlimited Love||(2022)}}
{{Pedia|Return of the Dream Canteen||(2022)}}
{{Red Hot Chili Peppers}}
==Collegamenti esterni==
*[http://www.redhotchilipeppers.it/testi/ Testi delle canzoni], ''Redhotchilipeppers.it''.
*[http://www.redhotchilipeppers.it/traduzioni/ Traduzioni dei testi delle canzoni], ''Redhotchilipeppers.it''.
*[http://www.venicequeen.it/cms/Table/Testi-/-Traduzioni/ Testi e traduzioni delle canzoni], ''Venicequeen.it''
[[Categoria:Gruppi musicali statunitensi]]
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Tarcisio Burgnich
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Danyele
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[[File:Inter Milan 1966-1967 Tarcisio Burgnich.jpg|thumb|Tarcisio Burgnich nel 1966]]
'''Tarcisio Burgnich''' (1939 – 2021), calciatore e allenatore di calcio italiano.
==Citazioni di Tarcisio Burgnich==
{{cronologico}}
*[[Christian Riganò|Riganò]] è un giocatore completo. Purtroppo è arrivato tardi nel grande calcio ma sta dimostrando di poterci stare abbondantemente.<ref>Citato in Rosario Pasciuto, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/10/31/rigano-ex-muratore-di-lipari-adesso.html Riganò, l'ex muratore di Lipari adesso sogna la maglia azzurra]'', ''la Repubblica'', 31 ottobre 2006.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Grande Inter]]}} Noi, allora, siamo stati ai vertici per 5-6 anni perché c'era il gruppo compatto. Si vince solamente se tutta la squadra lavora per un obiettivo.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20100504205752/https://www.goal.com/it/news/173/champions-league/2010/04/29/1900837/il-grande-burgnich-promuove-il-catenaccio-normale-in-10-ma Il grande Burgnich promuove il catenaccio ("Normale in 10") ma boccia Balotelli: "Se batti la fiacca Milano ti fischia!"]'', ''goal.com'', 29 aprile 2010.</ref>
*Serve gente che abbia esperienza a livello internazionale, mentre vedo nella nostra [[Serie A]] stranieri inferiori a italiani che giocano in B. [...] Bisognerebbe fare come fece [[Artemio Franchi]] nel 1966 e mandare via gli stranieri. Tanti giovani di livello giocano in Serie B ma sarebbe meglio facessero esperienze anche in A, in modo da tornare utili per le Nazionali. Dopo quanto successo in Inghilterra si è deciso di chiudere le frontiere. Risultato: vittoria nell'Europeo del 1968 e secondo posto a Messico '70. E poi basta oriundi? A cosa mi serve naturalizzare un giocatore che non è nemmeno più forte di quelli che ho in rosa?<ref>Citato in Gaetano Mocciaro, ''[http://www.tuttomercatoweb.com/brasile-2014/esclusiva-tmw-burgnich-prandelli-scelta-giusta-ora-basta-con-gli-stranieri-567856 Burgnich: "Prandelli, scelta giusta. Ora basta con gli stranieri"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 24 giugno 2014.</ref>
{{Int|''Il gol di Pelé? Tutta colpa del mio volo...''|Intervista di Nicola Calzaretta, ''Guerin Sportivo'', 6 giugno 2018, pp. 85-91.}}
*{{NDR|Sulla vittoria degli [[Campionato europeo di calcio 1968|europei nel 1968]]}} Mi ha sempre colpito il fatto che di quel successo non se ne sia mai parlato abbastanza. Non ho mai ben capito il perché. Eppure è stata la prima affermazione internazionale del dopoguerra del calcio italiano. Due anni prima c'era stata addirittura la "Corea". Non lo so, forse la colpa è stata di Messico '70. Chissà.
*{{NDR|Parlando degli europei 1968}} [...] era una competizione diversa da quella di oggi per quel che riguarda il meccanismo. L'Europeo attuale è simile ad un Mondiale. In quegli anni, invece, la fase conclusiva in un'unica sede era limitata agli ultimi due atti: semifinali e finali. C'erano dei gironi di qualificazione, quindi i quarti con partite di andata e ritorno e poi la conclusione nel paese organizzatore che quell'anno lì era appunto l'Italia.
*{{NDR|Parlando della [[Finale del campionato europeo di calcio 1968|finale degli europei 1968]] contro la Jugoslavia}} Fu una partita durissima, soprattutto per me. Marcavo Dragan Dzajic, un vero fuoriclasse. Non lo presi mai. Il gol dell'1-0 lo fece lui. Ci salvammo a dieci minuti dalla fine con una grande fiondata di Domenghini su punizione dal limite. 1-1. Il pareggio ci portò ai supplementari, ma anche in quel caso, non successe altro.
*{{NDR|Sulla ripetizione della finale}} La Jugoslavia giocò grosso modo con gli stessi. Noi eravamo più freschi. A Dzajic presi le misure e stette buono. Riva e Anastasi pensarono ai gol. Poi ci fu la festa, con la Coppa alzata da Facchetti e il giro di campo. In quel momento ho sentito forte l'orgoglio e l'onore di vestire la maglia della nazionale.
*{{NDR|Su [[Armando Picchi]] ai tempi della Grande Inter}} Armando di quell'Inter era l'anima e il cuore. Non a caso era il nostro capitano. Aveva dialettica, Herrera lo temeva. Era sempre pronto a prendere le difese della squadra. Con lui ci si vedeva anche durante l'estate. Veniva qui a Viareggio per il torneo dei bagni [...]. La sua morte nel 1971 è stata per me una grande tragedia.
*{{NDR|Su [[Giacinto Facchetti]]}} Ho dormito più con lui che con mia moglie! Abbiamo sempre condiviso la camera, anche in Nazionale. Ci si intendeva con gli sguardi, si parlava poco. Alle dieci e mezzo si spegneva la luce. "Buonanotte Tarci. Notte Cipe". E così sia.
*{{NDR|Parlando della [[Grande Inter]]}} C'erano dei fuoriclasse assoluti come Suarez, Corso, Mazzola. C'era un presidente che ci voleva bene. C'era Italo Allodi, eccezionale dirigente. Ma per me l'uomo decisivo è stato [[Helenio Herrera]], un innovatore, colui che ha dato spessore al ruolo di allenatore, anche perché prima nelle squadre comandavano i giocatori più esperti. {{NDR|«Cosa ha portato di nuovo?»}} Gli allenamenti con la presenza costante del pallone. Correre con la palla è molto più faticoso che senza. Ricordo esercizi molto duri per migliorare la tecnica individuale. Si andava a coppie, poi in tre e anche in cinque, da una parte all'altra del campo, sempre palleggiando tra di noi di prima intenzione e a gran velocità. Poi c'era tutta la sua capacità dialettica e il carisma. Uno psicologo raffinato. E anche se eri una schiappa, per lui diventavi Pelé. Lo chiamavano Mago, infatti.
*{{NDR|Sulla [[Partita del secolo]]}} [...] i tempi supplementari sono stati come una partita tra scapoli e ammogliati. Giocammo con il cuore e le poche forze rimaste, chi aveva spendeva. Tutti avanti e tutti indietro, senza troppi pensieri, con l'unico desiderio di fare un gol in più dell'avversario.
*{{NDR|Sulla Partita del Secolo}} Dopo il 2-1 per loro, ci provo anch'io. Non sempre, ma ogni tanto sui calci da fermo mi sganciavo. Dopo la punizione di Rivera ribattuta da un tedesco, mi ritrovo il pallone sul sinistro, solo, in mezzo all'area. Tiro di prima intenzione, dritto per dritto. Maier è battuto. Io a mala pena esulto. Poi ricordo gli abbracci dei compagni e il ritorno nella nostra metà campo.
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1970]]}} Fino al loro 2-1 siamo stati in partita. Dico che senza i supplementari con la Germania, avremmo potuto vincere anche noi. Ma eravamo cotti, io stetti tre giorni a letto, con le gambe per aria dopo il 4-3. Recuperare in tempi brevi in altura era quasi impossibile.
*{{NDR|Sul gol di [[Pelé]] nella finale dei mondiali 1970}} Pelé era capace veramente di fare quelle cose lì. La verità è che io tentai un anticipo. Un attimo prima del cross, feci un mezzo passo verso il centro dell'area, convinto che Rivelino avrebbe messo una palla corta. Invece calciò alto e morbido e io, per ritrovare la posizione, saltai in diagonale con il braccio teso. Tutto inutile.
*{{NDR|«Cosa occorre per essere dei bravi marcatori?»}} La prima cosa è l'umiltà. Spesso al [[difensore]] tocca la seconda mossa, dopo quella dell'attaccante. Non c'è gioia nel difendere, ma spesso è così. Poi ci vuole la concentrazione [...]. E serve avere delle qualità fisiche. Per questo occorre fare una vita regolare, da atleti seri.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2021/05/27/news/burgnich_cuore_nella_roccia-302955101/ Burgnich, il cuore nella roccia: eroe nella partita del secolo]''|Citato in [[Emanuela Audisio]], ''repubblica.it'', 27 maggio 2021.}}
*Il successo sulla [[Germania]] {{NDR|[[Italia-Germania 4-3]]}} fu il nostro [[Risorgimento]]. Quella partita smise di essere solo un gioco per diventare altro, una rivincita di carattere, una prova di unità e d'identità. Finalmente un'Italia che le suonava ai tedeschi che ci consideravano molli, deboli, fannulloni.
*[[Pelé]]? Quello che io faccio con le mani lui lo faceva coi piedi.
*Una domenica a [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]] con una gomitata [[Luigi Riva|Riva]] mi ha buttato giù due incisivi e un premolare. Appena ho potuto gli ho reso il fallaccio, e poi mi sono scusato.
==Citazioni su Tarcisio Burgnich==
*In un Napoli-Roma feci involontariamente un tunnel al grande Tarcisio Burgnich, difensore del Napoli con un grande passato nella Nazionale azzurra, un personaggio straordinario, come uomo e come calciatore. Burgnich si avvicinò perentoriamente dicendomi: "Certe cose non si fanno!". All'epoca, noi pivellini, mai ci saremmo sognati di fare un tunnel a dei giocatori della portata di Burgnich. ([[Domenico Penzo]])
*Per me il più forte difensore che ci sia stato. Sbagliò davvero un solo stacco di testa, nella finale mondiale del 1970, ma stava marcando Pelè. ([[Mario Sconcerti]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Burgnich, Tarcisio}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Flea
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SirPsych0
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/* Red Hot Chili Peppers Live */
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[[File:FleaOxygen06.jpg|thumb|Flea nel 2006]]
'''Flea''', nome d'arte di '''Michael Peter Balzary''' (1962 – vivente), musicista e attore australiano naturalizzato statunitense, membro dei [[Red Hot Chili Peppers]].
==Citazioni di Flea==
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel 1984}} Suoniamo sempre al nostro peggio e cerchiamo sempre di non fare proprio lo spettacolo, non cerchiamo di intrattenere il pubblico, tentiamo di essere sempre un po' rozzi e non ci mettiamo energia. Non crediamo affatto a ciò che facciamo. Non abbiamo fede e non abbiamo integrità, speriamo di non fare soldi e non comprate il disco per nessun motivo!<ref name=mtv1/>
*Anche se spesso le nostre canzoni sono un inno alla donna e ad alcune parti della sua anatomia, alle sue belle forme, ciò non vuol dire che siamo maschilisti. Amiamo le donne, non siamo omofobi, amiamo i gay e sosteniamo l'orgoglio vaginale!<ref>Dal programma televisivo ''A Night With'', in onda su ''MTV '' nel 2001; ''[https://www.youtube.com/watch?v=qjBIuR3c7lc video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 09:00.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Ritorno al futuro - Parte II]]''}} [...] non ho molto apprezzato il film e non ero neanche contento della mia performance, ma sai com'è, in pratica è spazzatura da qualche milione di dollari.
:''[...] I didn't really like the film very much. I wasn't happy with my performance in it either, but, you know, it's basically a multi-million dollar piece of trash''. (da un'intervista tratta dallo speciale sui Red Hot Chili Peppers del programma televisivo olandese ''Nozems-a-gogo'' andato in onda il 14 febbraio 1990 sul canale ''VPRO''<ref>Visibile al minuto 17:00 di {{en}} ''[https://www.youtube.com/watch?v=F-7wNKHqAwo Red Hot Chili Peppers: 1990.02.14 - Nozems A Gogo TV]'', YouTube, 2 luglio 2015.</ref>)
*È per il mio amore verso la musica funk e le mie esperienze punk-rock, e l'aver spaziato dal punk al funk che è emerso questo modo di slappare duro e aggressivo, ci ho dato giù per tanto tempo [...]. L'ho usato molto, in tutto il mondo ed anche in molti dischi. Lo stile che mi ha reso famoso. Ma continuando a farlo ho incominciato a capire che mi stavo tendendo una trappola da solo [...]. Piuttosto che trattarsi di mettermi alla prova dicendo "ehi, sono il miglior bassista, posso fare quello e quell'altro, sono il più veloce e il più tosto" si trattava di ascoltare la musica invece di suonare e basta, ma di fare quello che meglio si adattava alla canzone .<ref>Dal documentario ''Funky Monks'', 1991, ''[https://www.youtube.com/watch?v=c8df8olpLiQ video]'' disponibile su ''YouTube.com'', min. 21:53</ref>
*Essere nei RHCP vuol dire essere liberi, non essere costretto a fare nulla o cercare di rientrare in alcun modello, stile o categoria. E... per quanto riguarda lo stile di vita, che poi influenza il tuo modo di apparire, di parlare, di comportarsi, chiunque applichi qualsiasi tipo di cliché rock 'n roll alla propria vita ovviamente non sarebbe adatto a stare nei RHCP.<ref>Dal documentario ''Funky Monks'', 1991, ''[https://www.youtube.com/watch?v=c8df8olpLiQ video]'' disponibile su ''YouTube.com'', min. 11:47</ref>
*{{NDR|Parlando di Rick Rubin}} Non cerca di usare una solita formula. Non ha una maniera fissa di lavorare e si lascia andare. Cerca semplicemente di catturare il più possibile da noi stessi, da quello che siamo e... sai, lui continua a mantenere l'emozione lontano dalla musica ed essere oggettivo, vale a dire sai quello che deve fare, specialmente perché noi siamo presi dall'emozione pura, è tutto ciò che siamo.<ref>Dal documentario ''Funky Monks'', 1991; ''[https://www.youtube.com/watch?v=c8df8olpLiQ video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 4:40</ref>
*{{NDR|Nel 1991}} Finché la longevità della band continuerà e noi staremo insieme come persone e come musicisti, continueremo a migliorare e credo che la gente apprezzerà. E finché staremo insieme e continueremo ad amarci e ad amare la musica, non c'è possibilità di fallimento.<ref>Dal documentario ''Funky Monks'', 1991, ''[https://www.youtube.com/watch?v=c8df8olpLiQ video]'' disponibile su ''YouTube.com'', min. 29:25</ref>
*Finché questa band esisterà, l'unica ragione d'esistere sarà il movimento, avanzare, espandersi, crescere, imparare, suonare, migliorare in quel che facciamo. Crescendo impariamo a conoscere la vita e ci concentriamo sempre di più sulla musica. Ed è meglio così, perché imparando non perdiamo nulla del nostro bagaglio, ma lo accresciamo.<ref>Dal documentario ''Funky Monks'', 1991, ''[https://www.youtube.com/watch?v=U42ioFQPczQ video]'' disponibile su ''YouTube.com'', min. 16:38</ref>
*{{NDR|Su ''One Hot Minute''}} Per me è un album molto dark, anche se la gente a volte non lo considera tale, per me, farlo mi ha intristito molto. E anche averlo finito è stato molto triste!<ref name=mtv3>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=BD27AmcD2KI YouTube.com]''.</ref>
*Il testo di ''My Friends'' è stato scritto da Anthony, ed è un pezzo al quale mi sento molto attaccato, è molto semplice, tratta del fatto che se ci si guarda in giro si nota molta tristezza e molta disperazione e che l'unica cosa importante, che ti possa aiutare a risolvere i problemi e che importi è l'amore.<ref name=mtv3/>
*{{NDR|Sull'album ''Californication''}} Credo che abbiamo fatto un buon lavoro, abbiamo fatto buona musica, curando ogni singola nota, ci siamo spesi completamente, per un tempo molto lungo e sono molto orgoglioso del disco che ne è venuto fuori.<ref name=mtv3/>
*{{NDR|Sulla loro esibizione al Festival di Woodstock nel 1999}} Non abbiamo preso parte alla totalità di Woodstock. Siamo arrivati giusto poco prima di suonare e siamo ripartiti poco dopo averlo fatto. Volevamo solo fare un buon concerto, che significava molto per noi, perché era un grosso show. L'ho rivisto su Mtv e credo che abbiamo fatto una buona prestazione. Per il resto non me ne frega niente del circo. La [[Festival di Woodstock|Woodstock]] della fine anni '60 riuniva buoni musicisti, ma gli organizzatori stavano lì solo per fare più soldi possibile. Stessa cosa oggi. Non c'è differenza, è sempre il dio dollaro che comanda. Il resto sono fesserie da dare in pasto alla gente. Per quanto concerne i problemi dovuti all'ordine pubblico, gli incendi e il resto... in questi grandi eventi sono episodi da mettere in conto. E non bisogna neanche sparare cazzate sul fatto che certi episodi dimostrano un cambio di cultura. Certo, le cose si sono evolute, ma paragonare le due epoche e concludere cosa è cambiato è troppo semplicistico.<ref name=mucchio/>
*Quando sei cresciuto negli Stati Uniti ti mettono in testa che la [[Russia]] è quella che ti vuole bombardare, che sono dei selvaggi bruti etc. etc. La situazione è fortunatamente cambiata e questo ci ha permesso di suonarci. Siamo stati contenti e credo si siano divertiti anche loro. Era un posto magnifico e ci sono entrate almeno 100.000 persone. Mi piacerebbe tornarci.<ref name=mucchio>Citato in Max Stèfani e Cico Casartelli; ''Californication intorno al mondo'', ''Mucchio Selvaggio'', gennaio 2000, p. 11</ref>
*{{NDR|Sull'album ''By the Way''}} Credo che la maggior parte dei testi siano canzoni d'amore, ma l'idea generale della musica, invece, descrive esattamente chi siamo come persone e deve avere, quindi, una gamma molto ampia di cose diverse.<ref name=mtv4/>
*{{NDR|Parlando dell'album ''Freaky Styley''}} So che la musica di questo album era troppo insolita e tetra per essere in grado di piacere al pubblico, ma ha saputo anticipare molte tendenze musicali di quel periodo, in modo definitivo e sostanziale. Molte nostre registrazioni di allora furono considerate "troppo funk per il pubblico bianco, troppo punk per quello di colore." Di sicuro i brani erano ancora lontani dalle connotazioni pop dei lavori successivi, e non credo che avesse contribuito qualche forma di segregazione al loro mancato successo.
:''I know the music on this record was just way too obscure to ever be popular in a mainstream kind of way, but to me it really holds its own as a definitive and substantial musical statement. More than any other record we ever made it falls into the category of "too funky for white radio, too punk rockin' for black." Of course, the songs were very far away from any pop format; I realise it is/was not just the racial segregation at radio that precluded it from being a popular record''.<ref>Dalle note contenute nella versione rimasterizzata del disco, uscita nel 2003.</ref>
*A conti fatti, ''Uplift'' è probabilmente il disco più potente che abbiamo fatto. Non dico il migliore, anche se per qualcuno potrebbe esserlo, ma sicuramente il più diretto, nel senso di suonare a manetta senza pensare a un cazzo, e fare arte. Quel disco mette insieme rock, funk e arte esattamente come volevamo noi all'epoca. Eravamo matti come cavalli e sulla via della perdizione, ma ce l'abbiamo fatta, abbiamo fatto un disco di cui siamo fieri.<ref>Citato in Jeff Apter, ''Fornication, la storia dei Red Hot Chili Peppers'', ed. Arcana, 2005. ISBN 88-7966-386-0, p. 149</ref>
*All'inizio, quando abbiamo messo su il gruppo, c'era un'energia incontrollabile, non riuscivamo a controllarla neanche noi, era molto più grande della somma delle sue parti. Eravamo come in cima ad un vulcano che ci scagliava nell'aria. Ho delle immagini di momenti in cui non riuscivamo a controllarci.<ref name=mtv1/>
*Abbiamo raggiunto un picco creativo, molto alto, secondo me registrando il disco ''Blood Sugar'' ! Le sensazioni erano veramente intense. Eravamo rimasti ad un livello medio di popolarità, lavorando e facendo tour per anni, e con quel disco siamo diventati una rock band importantissima.<ref name=mtv2/>
*Avere la possibilità di riprovare, conoscendosi meglio, avendo ancora il desiderio ardente di far musica mai sentita prima, è una cosa che ci fa sentire fortunati.<ref name=mtv3/>
*Credo che quando una [[Gruppo musicale|band]] si esibisce dev'essere divertente e deve comunicare eccitazione in quello che fanno. Dovrebbe essere uno show e ci tengo tanto a fare in modo che lo sia sempre quando mi esibisco.<ref name=mtv4/>
*Quando suoniamo in posti grandi, dobbiamo riempire gli spazi, con grandi azioni e cose del genere. In spazi più piccoli le azioni sono le stesse, ma sono indirizzate diversamente. Si tratta di arrendersi alle persone che ti guidano, lasciarsi andare e lasciare che sia la musica a muoverti, e creare una specie di santuario per la musica.<ref name=youtube/>
*Questo disco, ''Stadium Arcadium'', è la nostra grande affermazione, ed è il meglio che possiamo fare, il massimo di cui siamo capaci e se non vi piace questo disco, non vi piacciono i Red Hot Chili Peppers, punto.<ref name=mtv5>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=FINX_yyi-Kw YouTube.com]''.</ref>
*Ricordo la primissima volta che sono andato a New York per un seminario sulla musica nuova. Penso che fosse il 1984. Avevamo appena fatto il nostro primo album o stavamo per farlo, non so cosa diavolo stesse succedendo, ma in qualche modo non so chi ci fece andare a MTV, ma siamo andati a MTV e ancora una volta eravamo eccitatissimi, sentivamo di appartenere ad una comunità che ci accettava per quello che eravamo.<ref name=mtv1/>
*Siamo dei giullari, scherziamo sempre, la vita è divertimento, la gioia è divertimento, ma abbiamo sempre cercato di fare dell'arte, abbiamo sempre voluto far cose che fossero oneste nei confronti di tutti, senza conformarci a codici, anche se di moda, senza nessun tipo di look che fosse trendy.<ref name=mtv4/>
*Siamo persone molto diverse, abbiamo emozioni diverse, che vengono unite e ci rendono una band. Ci danno uno stile unico, è molto al di là di quanto ognuno di noi sia capace di dare da solo ed è davvero...magia! Odio dirlo, ma non è nient'altro che magia.<ref name=mtv5/>
*Siamo una band che c'è da veramente tanto tempo, e che ha vissuto tante cose. Cose belle e cose tragiche e drammatiche, feriti, ma in pace con noi stessi.<ref name=mtv4>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=CS8fM4xHJcc YouTube.com]''.</ref>
*{{NDR|Parlando dell'album ''Stadium Arcadium''}} Il processo è stato di iniziare a scrivere, e di essere abbastanza intelligenti da permettere a questa musica di fluire attraverso di noi. L'abbiamo scritto e inciso nel miglior modo di cui siamo capaci [...]. Sì, volevamo pubblicare 3 dischi, a sei mesi di distanza l'uno dall'altro; abbiamo deciso di non farlo, perché sarebbe stato strano e avrebbe generato confusione nella gente, che non avrebbe saputo quale scegliere. Una trilogia: sarebbe sembrata una fottuta cosa epica [...]. Circa un anno e mezzo fa ci siamo ritrovati, ci siamo rinchiusi in una stanza per 4 giorni alla settimana per sei mesi, e abbiamo composto il materiale. Alla fine avevamo 38 canzoni, le abbiamo registrate tutte, e 28 sono finite sul disco.<ref name=youtube/>
*Credo ci sia abbastanza [[violenza]] nel mondo, e che non ci sia bisogno di neanche un'altra singola violenza. Credo che tutte le pistole debbano essere fatte sparire. La violenza non è giustificata da nessun fine, forse l'unica eccezione è quella di fermare gente violenta. Ma solitamente è gente pazza, cresciuta proprio con la violenza.<ref name=youtube>Visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=E1TLRFjVgBo YouTube]''.</ref>
*In questo mondo, il dono e il lavoro che abbiamo come band è quello di fare la miglior fottuta musica che possiamo, di lavorare duramente per fare qualcosa di bello. Il nostro lavoro è la speranza di ispirare altre persone a offrire quello che possono, così come hanno fatto i nostri ispiratori, personaggi che noi ammiriamo, come [[Martin Luther King]] o [[John Coltrane]].<ref name=youtube/>
*Iniziare a lavorare con [[Rick Rubin|Rick]] {{NDR|Rubin}} è stato molto facile per noi, ci conosce molto bene, sa cosa c'è di eccezionale in noi.<ref name=mtv2>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=UFw9-WDT4DE YouTube.com]''.</ref>
*[[George W. Bush]] deve essere messo una volta per tutte sotto impeachment. È un bugiardo, ha portato miseria a milioni di persone e niente di buono a nessuno, fatta eccezione che per le grosse compagnie petrolifere, che stanno facendo una montagna di soldi. Bush ha reso il mondo molto più insicuro. Prima della guerra in Iraq non vi erano terroristi. [[Saddam Hussein]], pur essendo un brutale dittatore, non aveva nessun potere al di fuori della propria nazione. Ha spedito giovani soldati al fronte, dove sono stati feriti o uccisi, soltanto per avvantaggiare le sue aziende petrolifere e soddisfare il proprio ego. Le dichiarazioni che le forze americane sarebbero in Iraq per esportare la democrazia, non sono altro che balle.<ref>Dal sito ufficiale della band, citato in ''[http://www.indie-rock.it/news_look.php?id=603 Red Hot Chili Peppers contro Bush]'', ''Indierock.it'', 22 aprile 2006.</ref>
*{{NDR|Nel 2006}} Non ero così eccitato per la band da anni, da quando abbiamo iniziato nel 1983. Quando abbiamo iniziato c'era quella sensazione del tipo "stiamo per fare un disco, riesci a crederci? Andremo in TV! Metteranno le nostre foto sulle riviste. Oh mio Dio, la band è realtà: noi esistiamo!" Provo ancora quelle sensazioni, sono eccitato per il fatto che questa musica significhi così tanto per me.<ref name=mtv5/>
*La [[droga]] può anche essere divertente, non lo nego. Ti mette in contatto con gli altri, ti fa vivere scordandoti del resto. Ma bisogna sapere quando fermarsi e soprattutto sapere che le cose che puoi imparare attraverso la droga sono le stesse che puoi imparare benissimo senza. Anzi, senza impari addirittura meglio. Le droghe sono solo una scorciatoia.<ref>Dall'intervista di Simona Siri, ''RHCP - L'amore è un cane che viene dall'inferno. Ma il dolore ci fa più forti'', ''La Repubblica XL'', maggio 2006, p. 40.</ref>
*La [[musica]] è l'unica ragione per cui andavo a scuola, suonavo nell'orchestra, nel gruppo jazz, nel gruppo del coro, nella marching band, nella band, insomma, suonavo a tutte le lezioni di musica possibili ed è il motivo per cui andavo a scuola, era la cosa che mi faceva restare concentrato su qualcosa di produttivo.<ref name=mtv1>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=S8zumpbZtGg YouTube.com]''.</ref>
*Lo show è importante. Lo prendiamo sul serio e vogliamo creare la serata migliore che si possa far vivere ai fan [...]. Ad ogni show ci riuniamo, ci teniamo le mani e, prima di uscire, proviamo di brutto e ci diciamo: "Diamogli lo Show più bello che abbiamo mai fatto, stasera!" e succede tutte le sere. Lo prendiamo seriamente. Per noi è tutto! Non diciamo mai: "Chi se ne frega! Sono troppo figo!" Non siamo troppo fighi! Siamo qui per servire la gente.<ref name=mtv4/>
*[[Josh Klinghoffer|Josh]] è un musicista delicato, sublime e poetico. Non è un chitarrista virtuoso/un guitar hero. È un musicista a tutto tondo. Suona batteria e tastiere bene come la chitarra, così coglie un quadro reale della grande musica e ha un grande senso intuitivo su ciò che può essere utile o no ad una canzone. Colloca insieme gli accordi in un modo meraviglioso, unico, in un modo proprio di Josh. Allo stesso tempo è molto radicato in lui il songwriting tradizionale e il modo tradizionale di spostare gli accordi. Ha realmente un modo suo di utilizzarli e di immetterli nel sistema. La sua chitarra ha un suono molto caldo, veramente bello.<ref name=guitar>Dall'intervista rilasciata a ''Guitar World'', settembre 2011; citato in ''[http://www.venicequeen.it/cms/News/guitar-worl-magazine-tradotto-in-italiano-larticolo-sui-rhcp-parte-prima.html Guitar Worl Magazine: tradotto in italiano l'articolo sui RHCP (Parte Prima)]'', ''Venicequeen.it'', 12 settembre 2011.</ref>
*Josh è un musicista diverso da John. Il suo approccio è completamente diverso. Ma questo è stato anche un po' impegnativo all'inizio. John e io avevamo sviluppato un linguaggio musicale così approfondito che solo noi potevamo conoscere. Con Josh questo non c'è stato immediatamente. Dovevo imparare a lasciarmi andare e lasciare che Josh facesse altrettanto. E non appena mi fossi lasciato andare e avessi lasciato che Josh fosse Josh qualcosa di veramente bello sarebbe accaduto e avremmo avuto una grande canzone o un gran pezzo musicale.<ref name=guitar/>
*Oh, ho pensato di staccare la spina un milione di volte. Non è qualcosa di nuovo per me. Quando le cose cominciano ad essere una seccatura, io allora comincio con "Mmm, questo è un problema". E non avrei potuto neanche immaginare di fare qualcosa senza John. Quando invece John ci abbandonò, eppure, qualcosa se n'è andato ed io ho cominciato a sentire un profondo amore per la band e ho deciso di continuare. In più mi mancava Anthony. Così abbiamo preso Josh.<ref name=guitar/>
*[...] anche noi amiamo ballare e probabilmente questo è il segreto... Ma vedi, se un segreto deve essere "top secret" è giusto che resti così altrimenti chiunque potrebbe fare le cose che facciamo noi. Fondamentalmente il nostro segreto è l'amore... E trovarsi in una stanza a scrivere, a lavorare insieme...<ref>Dall'intervista di Francesco Allegretti, rilasciata per ''Radio Dimensione Suono'', Milano, settembre 2011; video disponibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=Q-S9hJIRB5E YouTube.com]''.</ref>
*Compiere [[cinquantenne|50 anni]] è un'occasione per riflettere. Mi sento probabilmente un po' più stupido. Non penso di essere furbo come quando ero giovane, ma sono sicuramente più saggio e meno incline a fare errori di natura intellettuale, spirituale, emotiva o fisica. È meno probabile che faccia qualcosa di stupido, ma sono meno veloce. Mi sento un po' più saggio e soprattutto la passione per le cose che mi piacciono, come suonare il piano, essere gentile, i bambini, e quelle che amo come lo sport, i libri e l'arte, la mia passione per tutte queste cose si è approfondita. È come se ci fosse un pozzo di infinita grandiosità al quale attingere. E mi sento come se mi stessi immergendo sempre più a fondo. E sento di avere anche una vita spirituale più profonda.<ref name=intervista>Citato in ''[http://www.venicequeen.it/cms/News/flea-loggi-che-ho-50-anni-sono-meno-furbo-che-in-passato-ma-sono-piu-saggior.html Flea: «oggi che ho 50 anni sono meno furbo che in passato, ma sono più saggio»]'', ''Venicequeen.it'', 11 novembre 2011.</ref>
*Sono sempre stato un tipo che pensa all'immediato. Non penso così in anticipo e non ho alcuna idea di cosa mi aspetti dietro l'angolo. E non l'ho mai fatto. Tento semplicemente di decidere per il meglio quando è il momento. E più vado avanti più ho fiducia in questa filosofia. Credo fermamente che ogni cosa che si presenta sia un dono, e sono grato dell'opportunità, sia quando si tratta di qualcosa di divertente che quando si tratta di qualcosa di difficile.<ref name=intervista/>
*Mi piacciono i soldi come a chiunque altro, ma non sono il fine ultimo da perseguire. Noi siamo nati e cresciuti in quel tipo di scena, immersi e circondati da determinate band e persone che ci hanno influenzati e plasmati. Il fatto che i Red Hot Chili Peppers siano un gruppo di grande successo non cambia il nostro approccio alla musica, né ciò che ci piace a livello personale [...]. [[Punk]] per me significa ragionare con la propria testa, fare quello che si vuole senza che nessuno interferisca, suonare ciò che si ama. Io l'ho sempre fatto, ho seguito le mie regole e ho avuto successo senza dover mai svendermi o fare musica di merda. In qualche modo sono rimasto lo stesso ragazzino di diciotto anni che girava disperato per le strade di Los Angeles in cerca di droghe, rock'n'roll ed emozioni forti. Per questo motivo, mi sento assolutamente in pace con me stesso.<ref name=stage>Citato in Marcello Marabotti, ''[http://www.onstageweb.com/interviste/red-hot-chili-peppers-intervista/ Red Hot Chili Peppers Intervista]'', ''Onstageweb.com'', 6 dicembre 2011</ref>
*È vero, abbiamo dei fan straordinari e sono orgoglioso di poter sfruttare la mia posizione come membro della band per esprimere ciò che sento nella maniera più genuina. Chi viene a vederci suonare sa che noi siamo esattamente in quel modo, quattro musicisti che si identificano nella propria musica, è una faccenda spirituale se devo dire la verità.<ref name=stage/>
*Sono un fottuto hippy! Credo veramente che la musica arrivi da un luogo divino e il meglio che posso fare è cercare di raggiungere quel posto e lasciare che scorra attraverso di me. La mia vita intera ruota attorno a quel luogo magico anche se non sono religioso.<ref name=stage/>
*Ho iniziato a suonare la tromba quando avevo 11 anni. Tutto quello che volevo, quando crescevo, era diventare un musicista jazz. Quello era il mio obiettivo nella vita. Più avanti, ho conosciuto Hillel Slovak, che era il primo chitarrista dei Chili Peppers, e siamo diventati molto amici. Avevamo una band e non ci piaceva il bassista, così ho iniziato a suonare il basso e ne ho comprato uno due settimane dopo.
:''I started playing trumpet when I was 11 years old. All I wanted to be was a jazz trumpet player when I grew up. That was my goal in life. Later in high school, I met Hillel Slovak, who was the original guitar player of the Chili Peppers, and we became really close. We had a band and we didn't like the bass player, so I started playing bass and I got a bass two weeks later.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Kory Grow, citato in ''[http://www.rollingstone.com/movies/features/flea-on-jazz-drugs-low-down-20141106 Bad Influence: Flea on Jazz, Drugs and His Role in 'Low Down']'', ''Rollingstone.com'', 6 novembre 2014.</ref>
*Lavorare con diversi musicisti influenza sicuramente il modo di fare musica. La [[musica]] è conversazione, è dialogo, perciò a seconda dell'interlocutore tutto cambia. Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con dei bravissimi musicisti, tra cui John Frusciante. È un chitarrista incredibile ed ha avuto un ruolo fondamentale nella band, e so che molti lo apprezzano, così come lo apprezzo io. Sono molto felice di avere Klinghoffer nella band ora, e sono eccitato riguardo la nuova musica che stiamo creando ora insieme.<ref name=venice>Da un'intervista al ''Lennonbus''; citato in ''[http://www.venicequeen.it/cms/News/flea-lstiamo-scrivendo-nuovi-pezzi-come-sempre-ci-metteremo-lanimar.html Flea: «Stiamo scrivendo nuovi pezzi. Come sempre, ci metteremo l'anima]'', ''Venicequeen.it'', 16 febbraio 2015.</ref>
*La cosa che preferisco, è quando andiamo tutti d'accordo, siamo uniti e c'è magia nel gruppo. Amo questo senso di unità, quando crediamo tutti nello stesso progetto.<ref name=venice/>
*Quando ho bisogno di allontanarmi dalla città vado a Big Sur, e mi avvicino alla natura. Più sto a contatto con la [[natura]], più mi rendo conto di quanto sono piccolo, e i miei problemi di conseguenza si rimpiccioliscono, diventano insignificanti. La natura ti insegna l'umiltà.<ref name=venice/>
*Quando penso a [[John Lennon|John]], vedo un artista integro, che non si sarebbe mai svenduto all'industria. Ha dato voce alla musica più vera, era un musicista completo. Quando penso a lui, vedo molta storia, molta forza e molta integritá.<ref name=venice/>
[[File:2016 RiP Red Hot Chili Peppers - Michael Flea Balzary - by 2eight - DSC0085.jpg|thumb|Flea, giugno 2016]]
*All'epoca ricordo di essere davvero entusiasta di suonare dal vivo con i [[Pearl Jam]] e gli [[Smashing Pumpkins]], perché pensavo che fosse un bel periodo per il rock. Spesso, e di recente mi è successo più volte, quando guardo al rock vedo una forma di espressione morta. Non è una cosa che ci riguardi, perché credo che la nostra rilevanza {{NDR|dei Red Hot Chili Peppers e dei Pearl Jam}} sia la conseguenza dell'energia genuina che proviene dai nostri gruppi. Quando ero un ragazzino e dicevo che avrei voluto far parte di una band da grande mi dicevano "Cazzo, sei pazzo, non troverai mai un lavoro decente in vita tua. Cosa vuoi fare, rovinarti la vita?". Io mandavo tutti affanculo e dicevo che non me ne importava, era quello che volevo fare, l'unica cosa che avesse valore per me. Sono stato un ragazzino strano, nevrotico e solitario, il classico tipo che alle superiori bollano come frocio, e il punk rock mi ha dato asilo. Se oggi un ragazzino decide di entrare in un gruppo, invece, i grandi gli dicono: "Bella idea: ti servirà un consulente di immagine, un avvocato e un manager, per vedere cosa si può fare. È una grande opportunità per fare un po' di soldi, ragazzo..."<ref>Dall'intervista rilasciata al canale radiofonico ''Sirius XM Pearl Jam Radio''; ''[http://www.rockol.it/news-657960/red-hot-chili-peppers-flea-dice-che-il-rock-e-morto?refresh_ce Red Hot Chili Peppers: Anthony Kiedis in via di guarigione dopo il ricovero. E Flea spiega perché il rock è morto con loro (e coi Pearl Jam)]'', ''Rockol.it'', 22 maggio 2016.</ref>
*Non credo ci siano persone diverse dentro di me. Cerco di esprimermi come artista. Anche il mio amore per l'umanità può dire chi sono, la quantità di amore che sei in grado di dare ti dice chi sei. Credo che esistano due me. Uno sono io e l'altro è colui che la gente pensa che io sia. Non posso controllarlo, ma quello sono l'altro io.<ref>Dall'intervista rilasciata per l'emittente radiofonica ''Rtl 102.5'' a Parigi, 13 giugno 2016; citato in Martina Dessì, ''[http://www.optimaitalia.com/blog/2016/06/28/i-red-hot-chili-peppers-in-italia-il-prossimo-ottobre-linaspettata-dichiarazione-a-rtl-102-5-video/323779 I Red Hot Chili Peppers in Italia il prossimo ottobre: l'inaspettata dichiarazione a RTL 102.5]'', ''Optimaitalia.com'', 28 giugno 2016.</ref>
*{{NDR|[[Donald Trump]]}} È terrificante ma la cosa più assurda per me è che c'è gente che lo ama. Capisco che siamo frustrati dai politici e dal loro modo di fare. Ma stiamo parlando di una persona nata ricca e che si interessa solo di diventarlo di più e di avere più potere. Non si è mai interessato a nessuno.<ref>Dall'intervista rilasciata a ''Classic Rock''; citato in ''[http://www.virginradio.it/news/rock-news/214199/red-hot-chili-peppers--i-rifiuti-di-david-bowie-a-lavorare-con-noi-ed-il-nostro-no-a-donald-trump--.html- Red Hot Chili Peppers: i rifiuti di David Bowie a lavorare con noi ed il nostro no a Donald Trump]'', ''VirginRadio.it'', 13 luglio 2016.</ref>
*Sono grato di essere dove sono, non per soldi o fama, ma perché sono vivo, ho una famiglia e continuo ad alzarmi al mattino con la voglia di fare qualcosa di nuovo. Nessuno mi impedirebbe di stare in spiaggia tutto il giorno a farmi le canne e giocare con il mio cane. Sia Anthony che io abbiamo avuto un'infanzia disgraziata e difficile, siamo fortunati a essere ancora vivi e grati di essere cambiati.<ref>Dall'intervista di Roberto Croci, ''[http://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/quegli-amorevoli-stronzi-dei-red-hot-chili-peppers/2016-08-10/#Part6 Quegli amorevoli stronzi dei Red Hot Chili Peppers]'', ''RollingStone.it'', 10 agosto 2016.</ref>
*Se c'è mai stata una sera in cui mi sono sentito come "Se suono la fottuta ''Give It Away'' ancora una volta mi cade il cazzo?" Sì. Ci sono volte in cui è difficile trovare l'essenza e lo spirito di una canzone, ma in generale lo si fa per le persone. Tutto gira intorno all'essere connessi con la gente. Cerco di estraniarmi e fare del mio meglio in ogni canzone, si tratti di una canzone che ho sentito un milione di volte oppure che sia una nuova, è un veicolo per collegarsi alla gente per farla sentire meno sola al mondo.
:''Has there ever been a night where I've been like "If I play fucking ''Give It Away'' again my cock's gonna fall off"? Yes. There are moments of having a hard time finding the essence and spirit of a song, but in general it's all about the people in the end. It's all about connecting with the people. I try to keep myself in a place of being completely selfless about it and doing my best to use every song, whether it's one I've heard a million times or a new one, as a vehicle for connecting with people and making them feel less alone in the world.''<ref> {{en}} Citato in Rhian Daly, ''[http://www.nme.com/news/music/red-hot-chili-peppers-8-1189744 Red Hot Chili Peppers' Flea says playing old songs make him feel like his "cock's gonna fall off"]'', ''Nme.com'', 28 agosto 2016.</ref>
*Penso di averlo conosciuto per la prima volta ad un festival a cui partecipavano le nostre band. Poi abbiamo cominciato a frequentarci, io andavo a vedere i suoi show e, a sorpresa, lui veniva a quelli dei Red Hot Chili Peppers. Perché a sorpresa? Facciamo parte di due tipi di band completamente diverse, ma lui trova nella nostra musica qualcosa che gli piace davvero. [[Thom Yorke|Thom]] è una persona che io ammiro tantissimo anche come musicista. Ed è stato un piacere suonare insieme a lui.<ref>Da un'intervista rilasciata alla ''BBC'', citato in ''[http://www.virginradio.it/news/rock-news/219808/red-hot-chili-peppers-flea-rimasi-sorpreso-quando-thom-yorke-mi-confido-che-amava-i-rhcp.html Red Hot Chili Peppers, Flea: "Rimasi sorpreso quando Thom Torke mi confidò che amava i RHCP"]'', ''Virginradio.it'', dicembre 2016.</ref>
*{{NDR|Nel 2022, riferendosi al licenziamento di Josh Klinghoffer e al rientro di John Frusciante nei Red Hot}} È stato con noi per 10 anni, una cosa emotivamente difficile da fare. Non era solo un grande musicista, ma anche un compagno di squadra premuroso e di supporto – una persona di mentalità comune, gentile e intelligente. Ma da un punto di vista artistico, in termini di capacità di parlare lo stesso linguaggio musicale, era più facile lavorare con John. Tornare in una stanza, iniziare a suonare e lasciare che le cose prendessero la loro strada... è stato eccitante.<ref>Dall'intervista rilasciata a ''NME.com'', citato in ''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/kiedis-a-nme-com-il-piu-grande-evento-e-stato-il-ritorno-di-john-frusciante/ Kiedis a NME.com: «Il più grande evento è stato il ritorno di John Frusciante»]'', ''venicequeen.it'', 5 febbraio 2022.</ref>
*John Frusciante è il miglior musicista con cui abbia mai suonato. È visibile ovunque, dai piccoli dettagli al quadro completo. Il suo rapporto con la musica è così puro, ha così tanta integrità, conoscenza, lavoro e pratica. Ogni nota che suona nasce da questo cuore immenso. È così bello.<ref name=classic/>
*{{NDR|Nel 2022, riferendosi al secondo rientro di John Frusciante nella band}} Non avevamo mai davvero parlato molto di quello {{NDR|l'abbandono di Frusciante nel 2009}}. Ad un tratto mia moglie e la sua fidanzata erano in un'altra stanza e noi eravamo seduti da soli e io ho detto: "John, a volte mi manca così tanto suonare con te". Ed ho iniziato a piangere quando l'ho detto e lui mi ha guardato e ho visto che aveva le lacrime agli occhi e ha detto: "Manca anche a me". C'è stato solo questo momento ma lì ho pensato "Cavolo, sai che..."<ref name=classic>Dall'intervista rilasciata a ''Classic Rock'', citato in ''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/john-frusciante-i-nostri-cuori-sono-dentro-questo-disco/ John Frusciante: «I nostri cuori sono dentro questo disco»]'', ''venicequeen.it'', 2 marzo 2022.</ref>
*Penso che [[Paul McCartney|Paul]] sia il più grande bassista rock di sempre. È semplicemente fantastico. Ci sono tanti altri bassisti bravissimi in diversi modi, ma il modo di suonare di Paul è così lirico e melodico, è bellissimo. Ho sentito dire che spesso aggiungeva il basso in un secondo momento durante la scrittura delle canzoni. In una band come la mia il basso molto spesso è il punto di partenza di una canzone, viene prima, o almeno la parte musicale del brano viene sviluppata per prima. Mentre credo che Paul, John e George quando scrivevano inserissero la parte di bassi in un secondo momento. Dopo l'introduzione in studio dei registratori multitraccia, all'inizio registravano ogni parte dal vivo e poi aggiungevano il basso, come avvenuto durante le registrazioni di 'Sgt. Pepper's', dove la melodia era già stata scritta. In quel brano Paul ha suonato una sorta di contro-canto con il basso facendo diventare la sua parte una melodia a sé stante e non solo ritmica. E questa è una cosa davvero incredibile.<ref>Dall'intervista di Ted Danson e Woody Harrelson per il podcast ''Where Everybody Knows Your Name''; citato in ''[https://www.virginradio.it/news/rock-news/1373221/red-hot-chili-peppers-flea-paul-mccartney-e-il-miglior-bassista-rock-al-mondo-ecco-perche-guarda-il-video.html Red Hot Chili Peppers, Flea: "Paul McCartney è il miglior bassista rock al mondo. Ecco perché".]'', ''virginradio.it'', 16 agosto 2024.</ref>
==Interviste==
{{cronologico}}
{{Int|''[http://archivio.panorama.it/cultura/musica/Red-Hot-Chili-Peppers-anche-noi-abbiamo-scoperto-la-sobrieta Red Hot Chili Peppers: anche noi abbiamo scoperto la sobrietà]''|Intervista di Gianni Poglio, ''panorama.it'', 2012}}
*Io non so che cosa sia una vita normale. Da quando ho 13 anni faccio questa. Il secondo marito di mia madre era un musicista jazz che usava la casa come una sala prove. Tornavo da scuola e trovavo il salotto invaso da tizi sballatissimi che suonavano. Spesso ognuno per conto suo. Un delirio sonoro. Quando il vecchio {{NDR|il patrigno}} venne coinvolto in una sparatoria con la polizia, iniziai a dormire in cortile. Temevo un'irruzione.
*Eravamo teneri io e Anthony: a 15 anni cercavamo con ogni mezzo di infilarci nei club dove suonavano le nostre punk band preferite. Non ci facevano entrare perché non eravamo abbastanza cool. Sgorbietti brufolosi, non si entra qui senza un look speciale, sembrate due studenti vestiti da homeless, ci dicevano. Allora ci siamo presentati completamente nudi con strisce di rossetto rosa verticali e orizzontali disegnate su tutto il corpo. Niente da fare, ci hanno lasciato fuori. Bacchettoni!
*Fumati, con gli occhi chiusi, i volumi al massimo e senza limiti di orario. Così sono nate le canzoni più importanti della nostra storia.
*Ho abbastanza denaro da mantenere anche le prossime due o tre generazioni. Continuo perché adoro questa vita. Che non è più pericolosamente selvaggia come quella di 10 anni fa. Ho iniziato a frequentare la sobrietà e una volta ogni due anni partecipo anche alla maratona di Los Angeles. Allenamenti? No, no, faccio solo un po' di yoga.
*Paura di morire? Non penso mai alla fine della vita. Ma se proprio devo immaginare il momento dell'addio, mi vedo in autostrada a 150 chilometri all'ora con una fanciulla di fianco che si dà un po' da fare. Chiedo troppo?
{{Int|''[http://www.corriere.it/spettacoli/16_giugno_14/red-hot-chili-peppers-no-rock-senz-anima-7e7937b0-3260-11e6-9479-1c0658e56669.shtml Red Hot Chili Peppers: «No al rock senz'anima»]''|Intervista di Stefano Montefiori, ''corriere.it'', 14 giugno 2016.}}
*[...] io seguo sempre la musica con il mio corpo, se comincio a far ruotare la testa vuol dire che sto suonando qualcosa di buono perché vado in una specie di trance ipnotica. È una cosa che non posso fingere.
*C'è sempre tristezza nella musica, è inevitabile [...]. Ma grazie a questa tristezza le cose belle mi sembrano ancora più belle. Si è più sensibili, si sentono le cose in modo molto profondo. Come gruppo ci siamo messi in una posizione meno confortevole, siamo più vulnerabili e questo a mio parere è servito.
*{{NDR|Alla domanda «Avete scritto le canzoni in studio?», riferita all'album ''The Getaway''}} Ne avevamo già composte molte ma Brian {{NDR|il produttore}} ci ha chiesto di scriverne di nuove in studio. Io ero molto scettico, mi sono detto che se nella prima settimana non veniva fuori grande musica era meglio mollare subito e tornare a Rick {{NDR|Rubin}}. Invece è andata bene dal primo giorno. Suonavo il piano, poi Brian diceva "Josh, prova ad aggiungere la chitarra", poi "Flea, il basso", insomma abbiamo creato canzoni per livelli successivi, in studio. Mai fatto prima.
*[...] è vero che sono cresciuto col jazz, suonando la tromba, e ammiro i grandi virtuosi come Miles Davis e Dizzy Gillespie, e poi musicisti strepitosi come [[Jimi Hendrix]] o quelli del prog rock. Ma a un certo punto mi sono appassionato al punk rock, adoravo questa band californiana, i Germs, avevano una tale energia, mi sembravano eccezionali come John Coltrane o Charlie Parker. Un grande appetito per la vita. Mi piace l'intensità, ballare, amare, cercare di creare amore attraverso la musica, imparare.
*I [[Nirvana]] sono stati i più grandi degli anni '90, lo pensavo prima che Kurt morisse, dopo e anche adesso. Noi ci siamo ancora e lo facciamo sul serio, creiamo musica nuova, non reunion per i soldi. A sentire certe band invece pensi che il rock sia morto.
*Ci sono immense rock band come i Radiohead, per esempio. Ma il rock muore quando è senz'anima, quando passa alla radio una canzone e pensi "questa l'ho sentita ten million fucking times", e la facevano meglio negli anni '90, negli '80, nei '70, nei '60 e persino nei dannati '50. La nostalgia non funziona, la musica è rivoluzione: sputare sopra quello che è stato fatto fino a quel momento.
{{Int|''[http://web.archive.org/web/20250128132830/https://www.venicequeen.it/in-evidenza/flea-amo-la-mia-band-voglio-essere-il-migliore/ Flea: «Amo la mia band, voglio essere il migliore»]''|Dall'intervista rilasciata a ''Bass Player'', ''venicequeen.it'', 11 marzo 2022.}}
*Ci piace registrare in diretta sul nastro, suonando tutti insieme nella stessa stanza, guardandoci e sentendoci suonare, come abbiamo sempre fatto. Stiamo in sala prove per mesi, jammiamo, scriviamo, ridiamo, discutiamo e ad un certo punto dopo averle levigate e sviluppate facciamo ascoltare le canzoni a Rick. Lui fa i suoi commenti e poi registriamo.
*John è stato via per dieci anni, e sin dal primo secondo in cui abbiamo ricominciato a suonare insieme, era come parlare. Entrambi vogliamo che succeda la stessa cosa, e quando succede, siamo entrambi completamente consci che stia succedendo. È così tra tutti e quattro, non solo tra me e John. Era così anche con Josh, che non è solo uno splendido musicista ma anche una splendida persona – gentile, premuroso, generoso e sempre d’aiuto, musicalmente e non. C'è solamente un diverso insieme di punti di riferimento, e modi diversi di guardare al progetto musicale. È una questione di linguaggio in comune, sai – e con John ne abbiamo da vendere. È lì, è chiaro, è semplice ed è facile.
*Concepisco il suonare il basso – in particolare in riferimento ai Red Hot Chili Peppers – come ad un fiume. Riguardo alle linee di basso e al modo in cui voglio suonarle, voglio vivere la mia vita in un modo che mi permetta di aprirmi a questo fiume cosmico, spirituale, abbastanza da far sì che mi attraversi. Posso liberarlo a seconda delle necessità – per esempio quando bisogna che sia violento, come delle rapide, o quando bisogna che sia calmo, uno specchio d’acqua fermo. In qualsiasi modo io possa mettermi al servizio degli accordi, della melodia, del ritmo e dell'armonia, sarò sciolto e libero, e lo farò fluire. Credo che ci siano molti ritmi, accordi e melodie e voglio solo scorrere attraverso di essi. Può essere un supporto, o qualcosa di ipnotico e ripetitivo che crea quella sensazione contemplativa di ipnosi che tutti cerchiamo nella musica, capisci cosa intendo? Sia che parli dei cazzo di Discharge, o degli Slayer, o di Erik Satie o di tutto ciò che c'è in mezzo, è quella sensazione umana che noi cerchiamo: l'essere connessi al genere umano, ciò che percepiamo quando ascoltiamo buona musica.
*Sto solo percependo la musica e ciò che funziona, e finché rimango concentrato e diligente come musicista, finché suono tanto, faccio attenzione e rimango umile, continuo a imparare. Quando arriva il momento di suonare, dopo una vita passata a suonare, ho tutti questi punti di riferimento e tutte queste sensazioni, che sono parte di chi sono, che mi costituiscono. Mi guidano costantemente e io mi fido di esse. Mi fido di tutte le cose che mi hanno attraversato nel tempo.
*Mi piace non sapere quello che suonerò. Conosco la sensazione di quello che suonerò, e conosco la sensazione che desidero, ma mi fiderò delle mie dita, del mio sistema nervoso, del mio cervello e del mio rapporto con Dio. Voglio solo spaccare. Voglio solo farlo succedere.
*[[John Frusciante|John]] è fottutamente bravo. Tecnicamente, adesso è meglio di quanto non sia mai stato. È capace di suonare qualsiasi cosa. La sua conoscenza della musica è enciclopedica. I suoi gusti sono splendidi. È sempre lì ad evolversi, crescere, cambiare. Lui proviene da un posto purissimo, è dotato della massima virtù, e ciononostante, ciò che mi ha reso più felice nel suonare con lui stavolta è l'umiltà che viene fuori da questo minimalismo. In nessuna parte di lui c'è desiderio di ostentare. Vuole solo creare buona musica. Scriverà una splendida progressione di accordi e una melodia e, al suo interno, si fiderà di me e mi lascerà fare il mio.
*Non credo di aver mai avuto, almeno consapevolmente, quel desiderio di essere un esibizionista. Naturalmente amavo Jaco, Stanley Clarke e Marcus Miller, tutti questi grandi bassisti, ma principalmente volevo avere il mio sound e il mio stile. Forse è proprio qui che stava la mia arroganza, soprattutto nei primi lavori coi Chili Peppers in cui ero molto occupato con veloci note sedicesime slappate aggressivamente. Mi piace il punk rock e sai, il funk che amo è un po' veicolato dal punk rock aggressivo che sentivo per le strade da bambino. Non saprei…ho sempre amato anche le linee di basso dolci e morbide. Semplicemente non aveva molto senso per me farle. Anche ai tempi in cui suonavo tutta quella roba veloce, talvolta facevamo canzoni come ''Baby Appeal'' [...] dove tutto era più semplice. Adoro le band con linee di basso molto semplici, come Gang Of Four o Echo & The Bunnymen. Più o meno nel periodo in cui registrammo Blood Sugar Sex Magik, ho decisamente capito il valore delle linee di basso semplici. A quel tempo ero in fissa con Neil Young e col sound del bassista dei Crazy Horse, Billy Talbot. Era così pesante. Suonava solo una fondamentale e una semiminima ma ti scuoteva le viscere con la loro bellezza e pesantezza. Ma allo stesso tempo non potrei mai separarmi dalla pesantezza dell'attacco più veloce e brutale di Charlie Mingus.
*Ogni tanto apro i social, vedo persone dire che è il 20° o il 30° anniversario di qualcosa e penso: "figo". Sai, sono grato che alle persone interessi, ma i miei pensieri sono più del tipo "merda, devo lavorare sui miei assoli, non mi sono esercitato abbastanza". La leggerezza e il peso del tempo sono cose che percepisco ogni giorno, come ogni essere umano, e soprattutto ora che sto invecchiando sono semplicemente grato di essere un umano [...].
*Spero di essere migliorato. Voglio dire, mi sento migliorato. Scopro sempre qualcosa di nuovo e cerco sempre di evolvermi. Mi piace pensare di aver conservato le parti migliori del me stesso del passato e di essermi sbarazzato di ciò che non mi serve. Proverò ad aggiungere altre parti essenziali e continuerò a migliorare. Per esempio, voglio davvero diventare un bravo bassista jazz – è qualcosa che voglio veramente fare, quando ne avrò il tempo. Ho studiato con qualcuno per un po', all'incirca nel periodo in cui finii di registrare l'ultimo album coi Chili Peppers. Studiavo jazz con una ragazza il cui marito suona il sassofono nel nostro disco, cercando di suonare attraverso i cambiamenti del walking bass, perché quello del contrabbasso è il suono più confortante per me.
*Quando siamo in tour suono molto. Facciamo concerti tutto il tempo ed eseguo scale per un'ora prima di ogni show. Se c'è una cosa che noi Peppers non abbiamo mai fatto è dare per scontato il pubblico o pensare "andiamo fuori e suoniamo le hit". Prendo ogni show come un momento sacro, come parte di una missione dell'essere vivi. Così mantengo vive le mie abilità.
*Mi esercito, ma so anche quando è tempo di riposarmi. Sono scrupoloso riguardo al fitness, credo sia una gran cosa. Non posso parlare per gli altri ma, per quanto mi riguarda, i miei sentimenti e il mio intuito diventano più profondi con l'età. Per essere in grado di gestire queste cose devi prenderti cura del tuo corpo. Penso sia valido per tutte le fasi della vita, ma ne divieni più cosciente con il passare degli anni. Compirò 60 anni al mio prossimo compleanno ed ho molti amici che non potranno prendere parte ad esso. Lo capisco, in fondo. Anche io ho i miei cazzo di momenti di pigrizia, ma se scegli di fare qualcosa, vuoi farla al meglio che puoi. Sono attento anche alla felicità e alla longevità.
*Gli obiettivi specifici che voglio raggiungere come bassista sono quelli di migliorare come solista e di espandere la mia conoscenza di progressione d'accordi e linee di basso, così da diventare un buon bassista jazz. Voglio suonare rock più forte che mai. Voglio agitare le anime della gente quando suoniamo. E voglio essere un buon compagno di band, un buon supporto per loro ed aiutare loro ad essere il meglio che possono. Amo la mia band e sono davvero orgoglioso della musica che abbiamo registrato. Ne percepisco la bellezza. Sento che è il meglio che possiamo fare. Sento come se stessimo bruciando tutti i nostri cilindri al massimo nella nostra partita, e voglio che tutto questo continui.
*Cerco di vivere una vita dove sono io il protagonista, dove costruisco ponti, anche con persone con cui sono davvero in disaccordo. Cerco di creare ponti con le comunità dove vivo, con persone diverse. È molto importante per me. Speriamo di poter creare ponti d'amore ovunque andiamo. È ciò che dovrà essere la felicità in futuro. Questa possibilità risiede in ognuno di noi.
{{Int|''[http://web.archive.org/web/20250210042518/https://www.venicequeen.it/in-evidenza/bass-magazine-agosto-2023-parte-1-di-2-flea-musicista-e-intrattenitore/ Bass Magazine (Agosto 2023), parte 1 di 2: Flea, musicista e intrattenitore]''|''venicequeen.it'', 23 agosto 2023.}}
*Io sono un intrattenitore. La maggior parte dei musicisti che apprezzo non ti danno solo un'esperienza cerebrale o emozionale, ma anche un'esperienza fisica e viscerale. Il modo in cui suono, anche quando nessuno mi guarda, è il modo in cui si muove il mio corpo – e dal vivo lo esagero in maniera teatrale. Magari non saltello mentre mi esercito a casa, ma di sicuro lo faccio in studio. Sono sempre consapevole del ritmo, e adoro suonare dietro la cassa e muovere il mio basso in tutto ciò che accade intorno a me. Amo J Dilla per come ha posizionato e spostato tutto avanti e indietro nei suoi beat, ma amo anche gli aggressivi musicisti punk-rock che suonano in anticipo rispetto al ritmo. Mi piacciono i professionisti da studio che si siedono nel bel mezzo della cassa senza sbagliare una singola volta, come Jamerson e Duck Dunn. Sono al corrente di cose del genere – ma per quanto mi riguarda, il modo in cui riesco ad articolare quei sentimenti musicali è fisico. Viene da un’unione olistica di mente, corpo e spirito che è essa stessa parte della performance. E soprattutto, è una roba tipo "hey amico, facciamo del fottuto rock!".
*[...] ho abbandonato i giorni in cui il tour era una festa senza sosta ormai molto tempo fa. Adesso è più un'esperienza da monaco per me. Faccio le mie passeggiate, visito i musei, altrimenti sono in una stanza ad esercitarmi e a meditare, facendo tutto il possibile per prepararmi. Prendo il tour e gli show molto seriamente. Suoni finché non crolli. Continui a muoverti, a saltare, a ballare e ad esibirti. Queste persone hanno lavorato sodo per venire al tuo show, quindi assicurati che per loro ogni centesimo sia valso la pena. È la mia missione di vita: onorare ed entusiasmare le persone che vengono a vederci. Parlo per tutta la band quando dico che siamo discepoli dello spettacolo. Una vita dedicata all'arte è una bella vita, e la mia è una vita dedicata al fare arte.
*La nostra band è una sorta di fenomeno, perché quando guardo il pubblico la prima fila è piena di adolescenti con l'acne che sono sempre stati lì per noi, ma ci sono anche nonni, bambini e persone di ogni età. Adoro questa cosa. Voglio suonare per tutti. Il mio unico desiderio è che si vada sempre più in questa direzione, etnicamente, razzialmente e culturalmente. Ho sempre pensato alla nostra band come ad una capsula del tempo in cui ci troviamo, ma una cosa su cui ho sempre riflettuto fin da bambino è il come connettere tutto questo. Crescendo volevo diventare un trombettista jazz come Louis Armstrong, ma la nostra scuola, come quasi tutte, era divisa tra ragazzini bianchi che ascoltavano i Led Zeppelin, i Kiss e David Bowie, e ragazzini neri a cui piacevano i P-Funk, i Cameo e i Bar-Kays – e io ho sempre amato entrambi. È per questo che ho amato gli Earth, Wind & Fire, perché piacevano a tutti. Questo è il potere della musica che trascende tutte le categorie, le quali spesso sono territoriali e meschine. Vorrei che la nostra musica facesse lo stesso.
*{{NDR|Riferendosi al ritorno di John Frusciante nel gruppo nel 2019}} L'impatto è stato enorme e profondo. Nel corso degli anni ci ha lasciato ed è ritornato più volte, ma quello che è sempre rimasto è stato quel linguaggio che abbiamo costruito insieme e che sappiamo parlare soltanto con lui. La band esisteva molto prima dell’arrivo di John, ma quello che abbiamo fatto con lui è davvero entusiasmante per me [...]. Il suo ritorno è stato un vero e proprio vortice di energia, lo amo tantissimo.
*Anthony non si definisce nemmeno un musicista – all'inizio voleva persino che chiamassimo la band "Tre Geni e un Idiota" . "Siete voi a creare la musica, io urlo e basta", diceva. Col tempo non ha fatto altro che migliorarsi. Per me il suo percorso di crescita è stato incredibile, specialmente se consideri che la maggior parte dei cantanti ci nascono con il talento; con lui invece è stato diverso. La band nacque quasi per gioco, e all'improvviso ci ritrovammo a riempire i locali losangelini ed Anthony divenne all'improvviso il frontman di una band di successo. Con il tempo non ha fatto altro che migliorarsi, a livello di tecnica, ritmo e musicalità. All'inizio rappava e basta, era quello il suo stile. Da quando John entrò nel gruppo e portò con se il suo modo di comporre, i suoi ritornelli e le sue melodie, fu allora che Anthony cominciò a seguirlo passo dopo passo, e da allora la nostra musica iniziò ad avere una sorta di struttura ben precisa. Oggi i pezzi che Anthony scrive sono un veicolo per dar sfogo alle sue tonalità, alla sua sensibilità canora e musicale. Sono cosi fiero di lui, della sua dedizione nel corso degli anni. Ha avuto un percorso non convenzionale, diverso da tutti gli altri. Adesso quello che scrive mi ispira tantissimo ed influenza anche il modo in cui suono.
{{Int|''[http://web.archive.org/web/20250326002359/https://www.venicequeen.it/in-evidenza/bass-magazine-agosto-2023-parte-2-di-2-il-basso-e-un-amore-infinito-voglio-rendere-felice-la-gente/ Bass Magazine (Agosto 2023), parte 2 di 2: «Il basso è un amore infinito, voglio rendere felice la gente»]''|''venicequeen.it'', 28 agosto 2023.}}
*Reagisco a ciò che succede intorno a me. Solitamente la musica arriva prima della parte vocale. A volte non sappiamo neanche come sarà quando è il momento di registrare perché lui la sta ancora scrivendo. Spesso suono una melodia con il basso e lui inizia a cantare da lì. Aggiungere John al mix ti dà infinite possibilità. Ovviamente, essendo un bassista, il mio compito è di preparare il letto per le loro melodie. Negli ultimi due album ho suonato più che mai in maniera melodica. Amo suonare il basso, amico. Non invecchia mai.
*Voglio soltanto suonare bene e creare delle belle sensazioni, amare e onorare i miei compagni di band, onorare la musica, onorare chi è venuto prima di me, onorare chi ascolta.
*{{NDR|Riferendosi ai social network}} [...] ne sono un po' dipendente, come tutti. Quando vado a fare pipì guardo il telefono, all'improvviso passano 30 minuti e mi chiedo "che diavolo sto facendo?". Può anche essere terribile e quando vedo qualcosa di brutto mi sembra di perdere una parte della mia anima che non riavrò mai più indietro [...]. Il grande svantaggio è che chiaramente la soglia d'attenzione delle persone si sta riducendo. Quando ero bambino uscivi, compravi un album perché ne avevi sentito parlare o perché ti piaceva la copertina, tornavi a casa, lo mettevi su, ti sedevi e lo ascoltavi dall'inizio alla fine. Oggi è raro che un giovane abbia la capacità e i mezzi per sedersi e ascoltare tutto. I giovani musicisti di oggi, per essere ascoltati, devono confezionare tutto in bocconi da 30 secondi. Hai bisogno di qualche trucco per farti notare, come mostrare il culo o qualcosa del genere. Io sono il primo a correre nudo sul palco e a mostrare il culo, quindi non sto giudicando in tal senso. Voglio solo dare profondità alle persone, voglio che abbiano l'opportunità di andare in profondità in qualcosa, perché più si va in profondità in qualcosa di bello, più si va in profondità in se stessi. Le persone che conoscono se stesse e affrontano i propri traumi hanno molte più probabilità di realizzare cose belle e di costruire ponti '’amore. È per questo che faccio fatica coi social.
*Ogni volta che facciamo un concerto, non dò per scontata nemmeno una persona del pubblico. Neanche una. Hanno comprato un biglietto, hanno trovato una babysitter o hanno liberato la loro serata e sono saliti in macchina, su un Uber o su un autobus per arrivarci. Hanno dovuto lavorare duramente e forse hanno tirato fuori soldi che stavano risparmiando per qualcosa di importante, scegliendo di spenderli per venirci a vedere, cazzo. Io li amo. Amo gli esseri umani, tengo a loro e la nostra musica è un'opportunità per sollevarli. Prendo la cosa molto sul serio. Darò tutto quello che ho finché non potrò più farlo. Il mio corpo è un tempio e faccio tutto il possibile per avere un corpo sano, una mente sana, uno spirito sano e un cuore sano, in modo da potermi esibire come faccio. Non mi esimo dal fumare una canna ogni tanto o dal bere qualcosa se ne ho voglia, ma potete scommettere che finché riuscirò a stare in piedi e a tenere il mio basso, salterò su quel palco come un figlio di puttana, rendendo felice la gente. Perché è questo che rende felice anche me.
{{Int|''Il cuore del ritmo''|Intervista di Nicholas David Altea e Andrea Prevignano, ''Rumore'', 410 - N. 03 2026, pp. 30, 31 e 32}}
*Suono molto la tromba e amo i trombettisti jazz. Credo che tutto sia ripartito circa tre anni fa. Ho iniziato a suonare la tromba da bambino, poi quando ho cominciato col basso l'ho messa da parte. E la mia vita con il basso è diventata molto intensa. Con i Red Hot Chili Peppers è successo tutto quello che è successo e la band ha preso il controllo della mia vita, così ho smesso di suonarla. Ogni tanto la riprendevo in mano, suonavo un po'. È uno strumento molto difficile: se non suoni tutti i giorni sei fottuto. Poi, circa tre anni fa, l'ho ripresa seriamente. Di solito ricomincio, magari suono per un mese al massimo, poi smetto e non la tocco più per anni. Però poi ci riprovo. Quella volta invece l'ho presa sul serio e mi sono detto: "Suonerò la tromba ogni giorno per due anni. E alla fine dei due anni farò un album". Ed è quello che ho fatto. Di solito, quando mi do una regola, la seguo. Sono abbastanza disciplinato e lavoro sodo. Così mi sono esercitato ogni giorno.
*[...] reagisco a quello che succede nel mondo, a modo mio. Mi importa molto di ciò che accade a livello politico. Cioè, non mi piace la politica in senso stretto, ma mi interessano le questioni, gli esseri umani, i diritti umani, l'uguaglianza. Non mi piace il modo in cui la politica e i politici sfruttano questi temi per ottenere potere a vari livelli, dedicandosi magari ad attività illegali, oppure fingono di essere sinceri e di possedere l'integrità e l'onestà in un mondo che è chiaramente segnato da disonestà e manipolazione.
*[...] io mi esprimo in senso più ampio: c'è una instabilità globale, è ovunque. Accadono cose orribili dappertutto. E a volte mi sembra - è qualcosa che mi pare di sfiorare anche quando ne parlo - che le persone abbraccino delle posizioni assolutamente terribili. E a volte è come se dicessero: "Ah, non ti concentri sulla mia causa, quindi sei una brutta persona". Ma sfogarsi su Instagram e parlare di qualcosa non serve a un cazzo. Semplicemente non credo che i social media siano la risposta ai mali del mondo.
*{{NDR|Sui [[social media]]}} Non so se li uso nel modo giusto oppure no. Cerco solo di dire le cose a cui tengo ma molte di queste, ovviamente, non le tratto sui social media, soprattutto perché, come dicevo, non credo che serva a qualcosa. Penso che tutti quelli che sono d'accordo con te dicano: "Oh sì, sei fantastico". E quelli dall'altra parte invece: "Vaffanculo, non sai niente. Sei un idiota!" Non credo che questo cambi qualcosa. Chi ha una certa idea non cambia opinione e chi non è d'accordo si irrigidisce ulteriormente. Tutti si trincerano sempre più nelle loro posizioni. Spero che in qualche modo, come esseri umani, possiamo evolverci verso una forma di comunicazione davvero produttiva, in grado di creare un ambiente più amorevole sul pianeta.
*Il mio patrigno era un musicista jazz e i suoi amici venivano a casa a suonare. Parliamo della fine degli anni 60, a New York. Era incredibile: mi ha aperto un mondo pieno di magia e possibilità. È stato uno shock e mi ha fatto capire che gli esseri umani possono davvero essere bravi a volte. È una sensazione che mi è rimasta per tutta la vita: quanto possano essere straordinari gli esseri umani tramite la musica, la letteratura, il cinema e l'arte in generale. È stata una delle prime volte in cui mi sono ritrovato esposto alla meraviglia assoluta delle possibilità umane. E poi la bellezza della musica, il modo in cui le persone interagiscono tra loro, il senso di comunità e quella energia... è qualcosa a cui ho sempre aspirato, mi faceva stare bene. Sentivo che ci sarebbe sempre stato un luogo magico in cui rifugiarmi, lontano dalla crudeltà e dall'ipocrisia del mondo.
*Dove studiavo, a Hollywood, alla Bancroft Junior High School, avevano una banda, mi diedero una cornetta e iniziai a suonarla. Mi piaceva davvero farne parte, mi rendeva felice. Mi veniva piuttosto naturale, e da quella esperienza ho ricavato le mie basi musicali. Poi, quando sono entrato alle superiori, sono diventato amico di Hillel Slovak, che mi ha chiesto di suonare il basso nel suo gruppo rock. E così, due settimane dopo, ero già su un palco.
*{{NDR|Parlando di [[Nick Cave]]}} Sono un suo fan da sempre, dai tempi dei Birthday Party. Ho sempre ammirato la sua passione e l'unicità della sua voce. La sua capacità di essere sé stesso e di evolversi e cambiare come essere umano nel corso della vita. È davvero emozionante e bellissimo per me vederlo, scalda il cuore e mi dà speranza. Lo conosco un po', nel senso che ho imparato a conoscerlo meglio col passare del tempo.
*{{NDR|Su [[Dizzy Gillespie]]}} Penso che sia uno dei miei trombettisti jazz preferiti. Quando ero un bambino lo amavo moltissimo, ma amavo altrettanto il suo modo di essere: il suo essere divertente, il modo in cui gli si gonfiavano le guance. La sua originalità, un personaggio incredibile, con la sua tromba rivolta verso l'alto, verso il cielo. Lo adoravo. Ascoltavo la sua musica e pensavo: "Com'è possibile che qualcuno faccia una cosa del genere?" È incredibile. Mia madre mi portò a vederlo, volevo andare in bagno prima che iniziasse a suonare. Ero piccolo, mi ritrovai nel backstage e lui era lì. Gli corsi incontro e gli dissi: 'Dizzy, ti voglio bene'. Non sapevo che cosa dire, non riuscivo nemmeno a parlare, e lui mi prese tra le braccia, mi abbracciò e mi strinse forte. Ricordo ancora l'odore del suo completo e la sua gentilezza. Mi teneva stretto. Stava parlando con qualcuno, ma mi tenne con sé per tutto il tempo. Poi fini di parlare, mi accarezzò la testa e sali sul palco a suonare. Non lo dimenticherò mai: sapeva che lo amavo.
==''Acid for the Children''==
*[[Etiopia]], mi manchi. Voglio ritrovarti, sentire di nuovo che mi ricordi chi sono e quali sono i miei valori. Sentire di nuovo il tuo buonsenso ridurmi a un relitto singhiozzante e lacrime di sollievo scorrermi lungo le guance stanche in un fiume di calore umano. L'odore dell'Etiopia, di foglie di qāt, di polvere e caffè mi ha pervaso appena sono arrivato, saziandomi, rinvigorendomi e regalandomi emozioni intense e una lucidità che mi hanno permesso di conoscere il popolo migliore che abbia mai incontrato: case in cui arde il fuoco, cibo che guarisce e musica (la ragione che mi ha spinto ad andare fin lì) che fa saltare sulla sedia il piccolo Flea, lo fa vibrare come un colibrì. Dalle antiche cripte scavate nella roccia al viaggio on the road insieme a un gruppo di colleghi musicisti attraverso un vasto territorio collinare, disteso sul tetto del bus con gli occhi colmi del cielo che scorre e dei profili morbidi delle colline dove le donne con cesti sulla testa si muovono sinuose al ritmo della loro vita, l'Etiopia mi ha accolto, mi ha protetto, ha danzato con me, mi ha nutrito con torta e caffè. (pp. 13-14)
*Ho passato la mia vita alla costante ricerca della versione migliore di me stesso, un viaggio nelle profondità dello spirito. Troppo spesso mi sono fatto distrarre da un mondo competitivo e ho inciampato nel mio stupido ego, ma guidato dalla bellezza mi sforzo di non smarrire la via, di lasciarmi andare e di vivere il momento. È questo fuoco che mi brucia dentro a mantenermi sempre curioso, proiettato verso qualcosa d'altro, nell'eterno tentativo di unirmi allo spirito infinito, con qualunque strumento a mia disposizione; è questo fuoco che mi ha catapultato in situazioni e posti assurdi e autodistruttivi, perché non sono stato in grado di capirlo o di controllarlo. (pp. 14-15)
*L'[[Australia]] è un posto strano: mi colpiscono gli spazi aperti e sconfinati, il cielo senza fine, la luce che insieme brucia e dà vita. Tutto lì è più vivo - il cibo, la natura, l'oceano -, ma allo stesso tempo sembra portatore di sventure, come se ogni cosa bella nascondesse in sé uno spirito malvagio che può ucciderti, stroncarti, ridurti a un mucchietto d'ossa [...]. È un luogo stupendo, rigenerante, ospitale, terribile, tossico [...]. È senza dubbio abitato dagli spettri. (pp. 24-25)
*[[Los Angeles]] era per me qualcosa di difficile da concepire, ma il cambiamento mi eccitava. La mia vita ideale era starmene sempre in giro all'aperto, mezzo nudo (ed è ancora così), e sembra proprio che lì ci fossero buone possibilità di farlo; senza contare che c'erano anche i Dodgers, i Lakers e i Rams, tutte cose molto fiche. La [[California]] era un altro mondo: palme, sole, spiagge, attori famosi, Jerry West, Anita Bryant, Mickey Mouse, succo d'arancia, orsi e sequoie giganti. (pp. 89-90)
*{{NDR|Parlando della [[tromba]]}} Questa incredibile invenzione di ottone è la regina degli strumenti, un congegno potente, con tubi curvi, pistoni e una campana che ricorda un fiore. È un intrico di metallo e grasso, ma non appena un essere umano la appoggia sulle labbra e ci soffia dentro l'amore diventa viva e infuocata, un sentiero verso Dio, un portavoce della divinità. Più amore entra, più calore esce, e i pistoni premuti dalle dita cambiano la forma e la velocità degli arcobaleni d'aria che ci passano attraverso. Distendere e contrarre i muscoli labiali è una prova di forza. (p. 121)
*Mi innamorai profondamente dei libri di [[Kurt Vonnegut]] [...]. Vonnegut mi insegnò che essere umili è bello e piacevole, che gli esseri umani non sono più importanti delle rape, che dobbiamo amare con tutto il cuore senza aspettarci una ricompensa ma esclusivamente per essere delle persone buone, e che la creatività è la parte più importante di noi stessi. Mi mostrò la vanità e l'insensibilità da cui era scaturita l'assurda crudeltà della guerra e il suo ironico distacco dalla violenza folle ed egoista del mondo [...]. Ancora oggi, i suoi libri influenzano la mia visione politica e sociale e la mia ironia, e mi toccano profondamente. Kurt Vonnegut mi ha cambiato la vita, ed è sempre attuale. (p. 168)
*Sarebbe facile dire che lui è un maschio alfa e io no, ma la realtà è molto più complessa: Anthony conviveva con la stessa paura e lo stesso senso di isolamento che mi impedivano di socializzare ma era capace di ribaltarli, e grazie a questo faceva cose che io non avrei mai osato fare. Nulla gli avrebbe impedito di provare a prendersi ciò che pensava di meritarsi e il disprezzo per i ragazzi popolari lo motivava ancora di più. Era deciso e sfidava il mondo esterno. Eravamo due facce della stessa medaglia [...]. Non appena lo incontrai, la mia vita cambiò totalmente, in virtù di una reazione chimica, del nostro legame profondo e delle nostre indoli spesso in contrasto. Avevo trovato il compagno perfetto, un tipo come me, a cui non importava nulla delle convenzioni. Anthony era un diavolo bellissimo e io un arcangelo eccentrico e spettrale, un folletto, un Puck, un Pan. (pp. 175-176)
*{{NDR|Riferendosi a [[Hillel Slovak]]}} Non sono in grado di scrivere con l'inchiostro di questa penna il ragazzo complicato e profondo che era: intelligente, bello, affettuoso, romantico, creativo, incredibilmente divertente. Un secco ragazzo ebreo, che indossava vestiti scuri e attillati, sapeva come rilassarsi, si abbandonava a danze strane, dipingeva quadri dal significato profondo e dotato di un gran senso dell'umorismo. Un ragazzo fantastico, un artista! La sua vita scorse in un lampo. All'epoca però non ci sembrava così breve, e ce ne godemmo ogni minuto. (p. 206)
*Ero affascinato dai romanzi di [[Charles Bukowski|Bukowski]], uno meglio dell'altro. Aveva l'abilità di descrivere un amore profondo senza necessariamente raggiungerlo: lo vedeva, lo contemplava, ne mostrava la bellezza a tutti quanti. Indagini sofisticate sull'essere umano espresse in un linguaggio semplice e scorrevole. Le pagine delle sue storie erano imbevute dell'unto del sangue delle strade in cui era cresciuto. Sarebbe stato perfetto come cantante di un gruppo punk. Mi aveva anche aperto le porte della poesia [...]. Come Basquiat con la pittura, il grande Buk me l'aveva proposta in termini da profano. Le sue poesie erano profonde e divertenti e me ne innamorai [...]. (pp. 283-284)
*L'[[LSD]] mi faceva bene, mi apriva a un'altra dimensione, mi mostrava il senso della vita e lo scopo dei desideri [...]. Dissolvendo il mio ego, l'LSD ingrandiva le cose veramente importanti e smascherava quelle che prosciugavano la mia energia vitale e mi allontanavano dalla via della bellezza divina [...]. l'LSD mi ha mostrato la profondità del mio io più puro e mi ha aiutato ad accedere alla ricchezza incredibile dell'inconscio. Le droghe psichedeliche, l'LSD e i funghetti allucinogeni sono un grande dono per l'umanità. Tuttavia non sono adatti a tutti, non devono essere presi alla leggera, ma studiati a fondo e da sobri prima dell'uso. (p. 292)
*[...] non invito nessuno a diventare un tossico, un fallito completo, un patetico coglione, perché ci si rovina soltanto la vita e si fanno soffrire le persone care, ma voglio essere sincero e ammettere che per un breve periodo mi piacque. Farsi di [[eroina]] è un piacere egoista, cieco, che ti isola, ma è comunque un piacere. Come un seducente angelo della morte. (p. 328)
*Non aver contratto l'[[AIDS|HIV]] nel periodo in cui mi drogavo è una delle circostanze più fortunate della mia vita. Dio, che ansia e paura avrei provato anni dopo, durante la settimana d'attesa per i risultati del test. Era l'epoca in cui l'HIV era una sentenza di morte. Fiuu, sono davvero fortunato a essere uscito vivo da quella tempesta di merda. Angeli custodi, miei dolci angeli, grazie. (p. 358)
*{{NDR|Riferendosi alla nascita dei Red Hot Chili Peppers}} Se non fossero stati i poteri divini ad architettare tutto, la band non sarebbe durata quasi quarant'anni. La sua essenza e la capacità di saper entrare in contatto con la gente sono direttamente collegate al modo in cui è nata. Eravamo lontani dalla natura venale e competitiva del mondo, e avevamo accettato di vivere autentiche vite da artisti. Non avevamo un "piano B". (p. 381)
*Dalle profondità della fratellanza nella mia vita arrivò Anthony Kiedis, l'anello mancante che non avevo mai considerato. Era il mio migliore amico, una persona che per tutto il tempo avevo avuto proprio davanti agli occhi, la chiave magica per il regno cosmico. Non avevo mai pensato di fare musica con lui, che pure aveva attraversato gli intricati sentieri della mia adolescenza. Avevamo scoperto tante cose, fallito e vinto così tante volte nella ricerca furtiva e goffa di una connessione per le strade di Hollywood. Era lui la scintilla che serviva per accendere il fuoco, e tutto era lì, pronto a bruciare... (p. 383)
*Ho combattuto tutta la mia vita contro la mia parte oscura, e a un certo punto, come per miracolo, sono stato salvato. Ho continuato a gettarmi in montagne di merda e il mio paziente angelo custode non ha mai smesso di tirarmene fuori, ripulirmi e mettermi in un posto in cui un infinito ritmo d'amore risuonava attraverso di me. Ogni volta sono migliorato un po', meno ombra e più luce. Non so se avrò mai abbastanza fiducia da vivere permanentemente in uno stato di grazia, ma mentre ci provo vivo a pieno, mi impegno nella battaglia e sono me stesso. (p. 391)
==''Red Hot Chili Peppers Live''==
[[File:Flea in skeleton t-shirt.jpg|thumb|Flea nel 2003]]
*I cinque anni tra l'album ''Stadium Arcadium'' [2006] e ''I'm With You'' [2011] sono stati il nostro break più lungo... Io sono ritornato a scuola a studiare musica, e in teoria ho imparato quello che avrei dovuto sapere vent'anni fa. Poi ho proseguito la collaborazione con il Silverlake Conservatory of Music, la scuola musicale no profit che ho fondato all'inizio del Duemila e dove i bambini sfortunati imparano a suonare.
*Mi ero lasciato con mia moglie, per cui a quel punto mi andava di scopare con chiunque capitava. In quella fase della mia vita vivevo ascoltando l'uccello, più che il cuore o la testa. Nella band nessuno di noi aveva una relazione stabile, e il sesso ce l'avevamo in testa.
*[[Dave Navarro|Dave]] andava bene, faceva la sua parte, era sempre all'altezza. Era adeguato alla situazione. Purtroppo, però, tra noi non si è mai creato nessun legame, quindi non avrebbe potuto funzionare troppo a lungo.
*Nella mia famiglia c'erano alcol e violenza, si litigava sempre, e mi trovavo alle prese con situazioni che un adolescente non dovrebbe mai vivere. Ho trascorso l'infanzia col terrore dei miei genitori, specialmente di mio padre e del mio patrigno, e questo mi ha provocato un bel po' di problemi psicologici.
*John ha organizzato l'audizione e [[Chad Smith|Chad]] si è presentato con una fascia tra i capelli lunghi, un gilè di pelle e un'aria da vecchio rockettaro da far venire il vomito. Ma cazzo, sembrava che stesse in un decennio diverso dal nostro... "Non ce la può fare", mi sono detto, ma poi ha cominciato a suonare, e ha scatenato il finimondo. Ricordo che sono scoppiato a ridere travolto da come suonava, e poi strillava, ruggiva, e ha pestato su quei tamburi finché li ha distrutti!
*Il punto di partenza dei RHCP è lo stretto rapporto che c'è fra sesso e musica, e il rapporto, ancora più stretto, che c'è tra sesso e musica funk. Negare questo collegamento sarebbe assurdo.
*A un certo punto abbiamo deciso di cacciare via Anthony e lo abbiamo fatto. Non lo sopportavamo più: era così fuori che nemmeno si presentava ai concerti, e non una volta tanto ma una su due, erano mesi che andavamo avanti così! La cosa ridicola, però, è che già stavamo di merda perché l'avevamo buttato fuori, quando la situazione è peggiorata, perché ci siamo resi conto che non potevamo fare a meno di lui. Abbiamo provato con un altro paio di cantanti, ma non c'era storia, così l'abbiamo ripreso.
*Non me ne frega un cazzo dell'opinione di un [[giornalista]], non mi interessa cosa possa pensare lui della mia band!... Certo, a chi non fa piacere una cazzo di recensione positiva, però non si può dipendere dalle opinioni altrui. E la maggioranza dei giornalisti che scrivono di musica sono dei poveracci.
*[[Hillel Slovak|Hillel]] era una persona divertente, anzi buffa, ed era un tipo sempre allegro. Aveva una valanga di soprannomi: appena qualcuno lo vedeva, gli veniva subito da dargli un nuovo soprannome. Tra noi, quello che usavamo di più era "Cowboy israeliano", che a lui piaceva moltissimo.
*Il [[funk]] è una musica sporca, deve avere un tocco sudicio e sporco, è musica per gente che vuole muovere il culo e darci dentro.
*All'inizio eravamo una band esplosiva, però il nostro primo album non era affatto un disco esplosivo.
*Una cosa in particolare mi preme dire. Sono profondamente grato a [[John Frusciante]], che ha dato tantissimo alla band. Tanto come amico, quanto come chitarrista della band, sarà una figura insostituibile. (dall'intervista a ''Q'', settembre 2011)
*{{NDR|Parlando di ''One Hot Minute''}} Dio benedica Dave Navarro, è stato un grande, ma non ci ha messo il cuore. Fare quel disco è stato come farsi cavare uno a uno tutti i fottuti denti che abbiamo in bocca... (dall'intervista a ''Q'', settembre 2011)
*Godo a [[Twitter|twittare]], è come se potessi succhiarmi il cazzo da solo! (dall'intervista a ''Q'', settembre 2011)
==Citazioni tratte da canzoni==
===''Honora''===
'''Etichetta''': Nonesuch, 2026, prodotto da Josh Johnson.
*''Crea qualcosa di bello | non mi interessa se è un pezzetto di pastello ondulato su un foglio | crea qualcosa di bello e vedi qualcuno | regalalo a qualcuno''.
:''Make something beautiful | I don't care if it's a little scrap of squiggly crayon on a paper | make something beautiful and see somebody | give it to somebody''. (da ''A Plea'', n. 2)
*''Tutti vogliono solo essere amati | vedi il Dio in ognuno | tutti non lasciano fuori nessuno | e tutto tranne l'amore è codardia | vuoi essere coraggioso, vuoi essere duro? | la pace e l'amore sono le cose più difficili che puoi fare | costruisci un ponte lì è dove sta il coraggio''.
:''Everyone just wants to be loved | everyone wants love | see the God in everyone | everyone leaves out no-one | and everything besides love is cowardice | you wanna be brave, you wanna be tough? | peace and love is the toughest, hardest thing you can do | build a bridge, it's where the courage is''. (da ''A Plea'', n. 2)
*''Come vivremo | sottosopra? | su una scala da uno a dieci | com'è questa esperienza? | E riesci a individuare l'idiota | che lancia finché qualcosa non si attacca? | Scegli i quadrati | dove vedi i semafori''.
:''How will we live | in the upside down? | on a scale of one to ten | how is this experience? | And can you spot the idiot | throwing until something sticks? | Choose the squares | where you see traffic lights''. (da ''Traffic Lights'', n. 3)<ref>Scritta insieme a [[Thom Yorke]].</ref>
==Citazioni su Flea==
[[File:Flea 1012 (2).jpg|thumb|Flea nel 2012]]
*{{NDR|Il giorno della sua audizione per entrare nei Red Hot Hot}} Abbiamo cominciato a suonare e facevano del funk piuttosto veloce; bene, era un po' come sentire James Brown dopo essersi fatto un acido, ma se era tutta lì, la difficoltà, per me non c'erano problemi. Poi Flea ha cominciato a tirare come un matto, e mi guardava dritto negli occhi; allora mi ha fatto incazzare sul serio, mi sono trasformato in una specie di gorilla scatenato, mentre pensavo: "Ah, vuoi giocare a chi spacca tutto, stronzetto? Puoi anche succhiarmelo: adesso ti faccio vedere io!!" ([[Chad Smith]])
*Amo lo stile di Flea. Amo il suo approccio, la sua abilità nel passare dal ruolo di bassista principale ad uno più sottomesso, e così avanti e indietro nella stessa canzone, nello spazio di 30 secondi. Io preferisco meno essere un chitarrista con il ruolo di primo piano, insomma non essere in prima linea. Così penso che il mio stile e le mie prerogative si adattino al modo di lavorare di Flea. ([[Josh Klinghoffer]])
*''{{sic|c}}on una mano spietata che come una foglia morta può cadere | eppure il fato ha toccato con un dito un bimbo in fasce | nato in terra d'Australia || germogliato dall'albero della vita, un essere selvaggio | leggero, rapido, uno sbuffo tenero di respiro | che giorno dopo giorno è cresciuto | e ha amato, sofferto, pescato insieme al padre ''[...]'' | {{sic|flea}} il ragazzo, l'adolescente vorace | con le braccia aperte in un impeto di gratitudine''. ([[Patti Smith]])
*Flea ed io abbiamo creato un rapporto tra chitarra e basso. È un rapporto veramente stretto, è un legame molto più stretto di quanto non avrei mai immaginato di poter avere. Siamo musicalmente così vicini e trovo che sia veramente raro riuscire a provare queste emozioni con un'altra persona. ([[John Frusciante]])
*– Non ti sembra di imitare un po' troppo il bassista dei Red Hot Chili Peppers?<br />– Io non imito nessuno!<br />– A chi pensi quando suoni?<br />– Ai Peppers... (''[[Bandslam - High School Band]]'')
*Ogni bassista suonava slap e pop, slap e pop. E poi c'era Flea, che sapeva fare slap, pop e suonare tutto ciò che stava nel mezzo, con una tale incredibile destrezza, che ho sentito che lo faceva in un modo brillante. Ha portato quella sensibilità di... suppongo, quello che in quel periodo si chiamava un tipo di stile R&B contemporaneo, all'interno di un genere rock. Ha sempre mantenuto il rock. Lo fa sempre. [...] E adoro il fatto che abbia tutti quegli strumenti nella sua cassetta degli attrezzi. Più strumenti di quanti ne abbiano la maggior parte degli altri bassisti, a mio parere. E ha sempre sperimentato con strumenti diversi, ottenendo un timbro un po' diverso. Ha prodotto molta musica pop, eppure quella musica aveva linee di basso molto aggressive, molto creative, molto melodiche. Quindi adoro proprio questo del suo modo di suonare, e negli anni ho imparato ad apprezzarlo sempre di più. È molto riconoscibile e ha uno stile unico. ([[Geddy Lee]])
===[[Anthony Kiedis]]===
[[File:RHChiliPeppersSpurs210723 (58 of 90) (53065772188).jpg|thumb|Flea e Anthony Kiedis in concerto a Londra nel 2023]]
*È ridicolo dirlo, ma il fatto è che io e Flea siamo uniti da uno strano legame dovuto ad un arcano potere. Una volta lui ha anche consultato una veggente, che gli ha raccontato un mare di stronzate sulle sue "vite passate"; la tipa gli ha poi descritto un personaggio che sembra una mia copia sputata, e ha concluso che nelle nostre "vite precedenti" ci siamo persi e ritrovati per secoli; addirittura gli avrei salvato la vita, uno-due secoli fa, durante una guerra in Italia. Cazzate, certo. Però tra noi un misterioso legame c'è, eccome: più di una volta ci è capitato che ci ritrovassimo vestiti con abiti uguali, eccentrici e identici, e questo è veramente strano.
*Flea, John e Chad sono il mio ponte verso Dio e non cambierei con nulla al mondo le esperienze che ho vissuto con loro. Ognuno di loro mi ha dato amore, musica e i momenti migliori che avrei mai potuto sperare di vivere.
*Io e Flea siamo sposati da 35 anni. Però non viviamo insieme, ognuno ha il suo spazio, non passiamo 24 ore su 24 sotto lo stesso tetto. Forse il segreto è lì: sposati, ma ognuno a casa propria. In realtà, non so neanche io come facciamo a durare, mettendo d'accordo le nostre personalità e i nostri egoismi. Ogni tanto litighiamo e urliamo, ogni tanto ci abbracciamo. Quello che non manca mai è il rispetto reciproco
*Lui per me è "Fratello Flea"... Ci siamo anche menati in passato, ma per colpa della droga. Quanto Lsd insieme! Il nostro segreto è il basket: siamo fan dei "Lakers", anche se non abbiamo più i posti vicino a Jack Nicholson e guardiamo le partite in tv. Lo sa che siamo stati i primi a fare il balconing che va tanto di moda. Ci buttavamo in piscina direttamente dalle finestre di un palazzo.
*Siamo come due strani fratelli. Siamo competitivi, però ci adoriamo. Siamo uno lo specchio dell'altro. Se sto bene con me stesso, sto bene con Flea e viceversa. A volte lo guardo e penso: "Che bastardo!", ma è come se lo dicessi a me.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Jeff Apter, ''Fornication, la storia dei Red Hot Chili Peppers'', ed. Arcana, 2005. ISBN 88-7966-386-0
*Michael Balzary, ''Acid for the Children'', traduzione di Stefano Chiapello, Harper Collins Italia, 2019. ISBN 978-88-6905-448-8
*''Red Hot Chili Peppers Live'', a cura di Alex Romeo, BluesBrothers, 2012. ISBN 9788880740940
==Film==
*''[[Ritorno al futuro - Parte II]]'' (1989)
*''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990)
*''[[Il grande Lebowski]]'' (1998)
==Altri progetti==
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{{Red Hot Chili Peppers}}
[[Categoria:Attori australiani]]
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Musicisti australiani]]
[[Categoria:Musicisti statunitensi]]
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Hasan Salihamidžić
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[[File:Hasan Salihamidzic 2006.jpg|thumb|Hasan Salihamidžić, 2006]]
'''Hasan Salihamidžić''' (1977 – vivente), ex calciatore bosniaco.
*La gente o ama la [[Juventus Football Club|Juve]] o l'odia. Non importa dove giochi, ha sempre dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] che la sostengono. Gli stadi sono sempre pieni ovunque vada. È un club che cerca di creare un'atmosfera speciale e tutti hanno un ruolo da svolgere in ciò.
:''People either love Juve or they hate them. No matter where they play, they always have fans supporting them. The stadiums are always full wherever they go. It's a club tries to create a special atmosphere and everyone has a part to play in it.''<ref>{{en}} Citato in ''[http://www.fifa.com/world-match-centre/uefachampionsleague/news/newsid/276/641/9/ Salihamidzic: Juve can cause Bayern problems]'', ''Fifa.com'', 22 febbraio 2016.</ref>
*Per me il termometro del calcio si chiama Juventus, la squadra che amo perché, voglio dirlo, sarò bianconero per la vita. Quando la ''Signora'' non è al massimo, anche la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] la segue ma, ovviamente, la stessa cosa funziona [[Juventus Football Club e nazionali di calcio|al contrario]].<ref>Citato in Filippo Conticello, ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Mondiali/31-03-2026/hasan-salihamidzic-intervista-italia-in-calo-la-bosnia-puo-fare-la-storia.shtml Salihamidzic: "Italia, non festeggiare! Azzurri in calo perché la Juve è più debole di un tempo"]'', ''gazzetta.it'', 31 marzo 2026.</ref>
==Note==
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[[Categoria:Calciatori bosniaci]]
[[Categoria:Calciatori jugoslavi]]
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[[File:Hasan Salihamidzic 2006.jpg|thumb|Hasan Salihamidžić, 2006]]
'''Hasan Salihamidžić''' (1977 – vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore bosniaco.
*La gente o ama la [[Juventus Football Club|Juve]] o l'odia. Non importa dove giochi, ha sempre dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] che la sostengono. Gli stadi sono sempre pieni ovunque vada. È un club che cerca di creare un'atmosfera speciale e tutti hanno un ruolo da svolgere in ciò.
:''People either love Juve or they hate them. No matter where they play, they always have fans supporting them. The stadiums are always full wherever they go. It's a club tries to create a special atmosphere and everyone has a part to play in it.''<ref>{{en}} Citato in ''[http://www.fifa.com/world-match-centre/uefachampionsleague/news/newsid/276/641/9/ Salihamidzic: Juve can cause Bayern problems]'', ''Fifa.com'', 22 febbraio 2016.</ref>
*Per me il termometro del calcio si chiama Juventus, la squadra che amo perché, voglio dirlo, sarò bianconero per la vita. Quando la ''Signora'' non è al massimo, anche la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] la segue ma, ovviamente, la stessa cosa funziona [[Juventus Football Club e nazionali di calcio|al contrario]].<ref>Citato in Filippo Conticello, ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Mondiali/31-03-2026/hasan-salihamidzic-intervista-italia-in-calo-la-bosnia-puo-fare-la-storia.shtml Salihamidzic: "Italia, non festeggiare! Azzurri in calo perché la Juve è più debole di un tempo"]'', ''gazzetta.it'', 31 marzo 2026.</ref>
==Note==
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[[File:Hasan Salihamidzic 2006.jpg|thumb|Hasan Salihamidžić, 2006]]
'''Hasan Salihamidžić''' (1977 – vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore bosniaco.
*La gente o ama la [[Juventus Football Club|Juve]] o l'odia. Non importa dove giochi, ha sempre dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] che la sostengono. Gli stadi sono sempre pieni ovunque vada. È un club che cerca di creare un'atmosfera speciale e tutti hanno un ruolo da svolgere in ciò.
:''People either love Juve or they hate them. No matter where they play, they always have fans supporting them. The stadiums are always full wherever they go. It's a club tries to create a special atmosphere and everyone has a part to play in it.''<ref>{{en}} Citato in ''[http://www.fifa.com/world-match-centre/uefachampionsleague/news/newsid/276/641/9/ Salihamidzic: Juve can cause Bayern problems]'', ''Fifa.com'', 22 febbraio 2016.</ref>
*Per me il termometro del calcio si chiama Juventus, la squadra che amo perché, voglio dirlo, sarò [[Tifoseria della Juventus Football Club|bianconero]] per la vita. Quando la ''Signora'' non è al massimo, anche la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] la segue ma, ovviamente, la stessa cosa funziona [[Juventus Football Club e nazionali di calcio|al contrario]].<ref>Citato in Filippo Conticello, ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Mondiali/31-03-2026/hasan-salihamidzic-intervista-italia-in-calo-la-bosnia-puo-fare-la-storia.shtml Salihamidzic: "Italia, non festeggiare! Azzurri in calo perché la Juve è più debole di un tempo"]'', ''gazzetta.it'', 31 marzo 2026.</ref>
==Note==
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[[Categoria:Calciatori jugoslavi]]
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[[File:Persepolis F.C. v FC Bayern Munich, 13 January 2006 5.jpg|thumb|Hasan Salihamidžić (terzo da sinistra) nel 2006]]
'''Hasan Salihamidžić''' (1977 – vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore bosniaco.
==Citazioni di Hasan Salihamidžić==
*La gente o ama la [[Juventus Football Club|Juve]] o l'odia. Non importa dove giochi, ha sempre dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] che la sostengono. Gli stadi sono sempre pieni ovunque vada. È un club che cerca di creare un'atmosfera speciale e tutti hanno un ruolo da svolgere in ciò.
:''People either love Juve or they hate them. No matter where they play, they always have fans supporting them. The stadiums are always full wherever they go. It's a club tries to create a special atmosphere and everyone has a part to play in it.''<ref>{{en}} Citato in ''[http://www.fifa.com/world-match-centre/uefachampionsleague/news/newsid/276/641/9/ Salihamidzic: Juve can cause Bayern problems]'', ''fifa.com'', 22 febbraio 2016.</ref>
*Per me il termometro del calcio si chiama Juventus, la squadra che amo perché, voglio dirlo, sarò bianconero per la vita. Quando la ''Signora'' non è al massimo, anche la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] la segue ma, ovviamente, la stessa cosa funziona [[Juventus Football Club e nazionali di calcio|al contrario]].<ref>Dall'intervista di Filippo Conticello, ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Mondiali/31-03-2026/hasan-salihamidzic-intervista-italia-in-calo-la-bosnia-puo-fare-la-storia.shtml Salihamidzic: "Italia, non festeggiare! Azzurri in calo perché la Juve è più debole di un tempo"]'', ''gazzetta.it'', 31 marzo 2026.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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Campionato italiano di calcio
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[[File:Velodromo Umberto I.PNG|thumb|upright=1.5|Un'immagine del primo campionato italiano di calcio, svoltosi l'8 maggio 1898 a Torino.]]
Citazioni sul '''campionato italiano di calcio'''.
*A livello tattico siamo all'avanguardia, l'organizzazione qui è ai massimi livelli, magari c'è meno intensità, ma vincere in Italia resta sempre difficilissimo. ([[Antonio Conte]])
*Alla fine il campionato è pulito solo se lo vince la tua squadra. Così ragionano quasi tutti i tifosi d’Italia. ([[Roberto Beccantini]])
*A me del calcio italiano colpiscono i vuoti negli stadi italiani. La gente non si diverte più col vostro calcio. Sono troppe 20 squadre, nate tutte per vincere qualcosa e alla fine una vince e le altre restano deluse. È tutto sbagliato. ([[Johan Cruijff]])
*Cento gol uguale scudetto. ([[Helenio Herrera]])
*Ci sono degli aspetti per cui i campionati esteri, probabilmente, sono migliori di quello italiano. I ritmi, per esempio. Quelli della Premier sono molto simili a quelli della Champions, ed è qualcosa che avverti tantissimo da giocatore. Ma alla fine si tratta di realtà diverse, con caratteristiche diverse, e non avrebbe senso portare qualcosa di un campionato come la Premier qui in Italia. ([[Federico Dimarco]])
*Classe, più preparazione atletica, più intelligenza, uguale scudetto. ([[Helenio Herrera]])
*Credo che la Premier League sia il campionato più bello in cui giocare, ma qui in Italia si corre di più ed è un calcio molto tattico. ([[Carlos Tévez]])
*Devo<br>''Devo fare una cura di [[calcio (sport)|calcio]] | imparare cioè | cos'è | e cercare di capire i segreti | del Campionato | o sarò radiato | dalla vita incivile.'' ([[Marcello Marchesi]])
*È difficile, terribilmente difficile vincere un campionato in Italia. Di questa competizione noi siamo riusciti a fare una fornace ardente. Una fornace che è una meravigliosa fucina di energie fisiche e morali, ma in cui il cammino da battere non si riesce a discernerlo se non si posseggono qualità di eccezione. Una compagine mediocre, il campionato italiano non lo vincerà mai. ([[Vittorio Pozzo]])
*È sbagliata la mentalità: si pensa solo a vincere, e quindi non si preferisce non correre rischi. Nella cultura italiana si è troppo legati ai successi del passato, c'è molta memoria storica. Ma servirebbe un rinnovamento generale come è successo negli altri campionati europei [...]. Qui è diverso: visto che il calcio italiano ha avuto molto successo si pensa sempre al passato. ([[Keisuke Honda]])
*Grande società, grandi giocatori, grande tifoseria. Tutti uniti verso un obbiettivo comune. Gli scudetti, in Italia, si vincono così da sempre. ([[Claudio Garella]])
*Ho sempre pensato che il calciatore del nostro campionato migliora, chiunque esso sia. ([[Vladimiro Caminiti]])
*Ho tifato per il Milan, per la Juve, per l'Inter e per la Roma. Tutto purché il campionato fosse vivace, nell'interesse della mia ditta, la Gazzetta dello Sport. ([[Candido Cannavò]])
*{{NDR|Nel 1988}} Il calcio è difficile, impegnativo. Non è assolutamente il campionato più bello del mondo. Molti stranieri, in Italia, e mi riferisco a quelli considerati bravi nel loro paese, falliscono o hanno fallito non perché in difficoltà con la lingua o con l'ambientamento, ma per una ragione molto più banale e cioè che a casa loro erano considerati dei re e potevano permettersi di fare ciò che volevano. Qui, invece, la musica è diversa. Qui sono sullo stesso piano di altri campioni anche italiani e, forse, questo finisce con l'indebolire quelle qualità agonistiche necessarie per emergere. Perché non si tratta nemmeno di abituarsi a maggiori sacrifici. No: gli allenamenti sono uguali in tutto il mondo. È proprio una questione di privilegi. ([[Daniel Passarella]])
*Il campionato italiano è più tattico, quello inglese più fisico. ([[Davide Santon]])
*In Italia c'è il calcio che mi piace, perché ogni giorno c'è una domanda a cui rispondere: bisogna essere svegli e preparati. ([[Paulo Sousa]])
*In Italia la cosa che mi ha dato più fastidio è il sole: si inizia a giocare il campionato che fa caldo e si finisce che fa sempre più caldo. ([[Aron Winter]])
*In Italia si bada al sodo e si gioca per vincere. È diverso. Non è una critica, si tratta semplicemente di un approccio differente. ([[Mark van Bommel]])
*In Serie A ho imparato cosa volesse dire marcare a uomo, e questo non ha fatto altro che accrescere il mio bagaglio tecnico di calciatore. Mi ha reso un giocatore migliore e mi ha mostrato come fosse il calcio fuori dall'Inghilterra. [...] Non bisogna mai sottostimare quello che si potrebbe ricevere da una nuova esperienza. ([[Luther Blissett (calciatore)|Luther Blissett]])
*Io vorrei rispondere alla gente che critica il calcio italiano e spero che questa gente venga a giocare. Ricordo Tevez mi diceva che in Italia per fare un gol dovevi creare 100 occasioni. In Italia sono pronti tatticamente e io a 34 anni sto imparando alla grande. ([[Patrice Evra]])
*La [[UEFA Champions League|Coppa]] ha un fascino particolare, lo so, ma lo scudetto ti dà qualcosa di diverso. [...] domeniche da protagonista, noi in testa e gli altri che non riuscivano a tenere il nostro passo. Il massimo della vita... ([[Giuseppe Bergomi]])
*La Serie A è il top per i difensori. ([[Gleison Bremer]])
*Lo scudetto importante è sempre quello ancora da conquistare, non quello conquistato. ([[Gianni Agnelli]])
*Mi sento bene nel campionato italiano, è un campionato difficile [...] soprattutto per gli attaccanti. È una lega con molta qualità. Non mi aspettavo che ne avesse così tanta. In Serie A è più difficile segnare, la [[Campionato spagnolo di calcio|Liga]] è più aperta e le squadre rischiano di più. Qui la priorità è difendere bene e poi attaccare. Ho giocato anche in [[Campionato inglese di calcio|Inghilterra]] [...] e credo che la Serie A sia il campionato dove è più difficile fare gol. ([[Cristiano Ronaldo]])
*{{NDR|Nel 2011}} Non la penso come [...] altri [...] che vorrebbero i club ricchi di Serie A sempre più ricchi e le società povere sempre più povere. Il più grande calcio italiano ha coinciso con la fioritura rigogliosa della media nobiltà. Gli anni della Fiorentina, del Verona, del Torino, dello stesso Napoli, della Roma, della Lazio da scudetto, ma persino del Perugia o del Vicenza di Rossi, piazze ormai ignorate dai giornali. Avevamo un campionato forte, combattuto, unico. Poi sono arrivati i soldi della tv, il dominio dei top club, le cene lussuose. E ora, ricoperti da una quantità di soldi mai vista, siamo retrocessi [...] per bellezza e importanza. ([[Matteo Marani]])
*{{NDR|Nel 1996}} Non siamo inglesi, siamo latini. Le faccio una domanda: se oggi, nel campionato italiano, un giocatore "vola" in area per procurarsi un rigore, perché non dovrebbe farlo? {{NDR|«Perché non è leale, perché tenta di ingannare l'arbitro»}} Giusto. Però un calciatore, nel campionato italiano, per non farsi tentare [...] dovrebbe avere, come dire, due palle così [con le mani indica la misura di un pompelmo!, ''ndr'']. [...] perché se riesce a procurarsi un rigore può vincere la partita e allora sono contenti i tifosi, i compagni, i dirigenti e i giornalisti dicono che è stato furbo, quasi un complimento! Come fa a non cadere in tentazione uno che vive in questo contesto? ([[Dino Zoff]])
*Quando venni qui gli amici mi avevano avvertito delle difficoltà di un calcio particolarmente agonistico e tatticamente complesso. Però ho potuto constatare che i problemi maggiori nascono fuori dal campo: ci sono troppa organizzazione e troppi interessi, alla fine quell'ora e mezza di calcio giocato diventa paradossalmente quasi un di più. ([[Júnior (calciatore 1954)|Júnior]])
*Qui ogni partita è un esame, ha una importanza enorme. [...] Il vostro campionato è il massimo per un allenatore, un banco di prova e di crescita ineguagliabile. ([[Sven-Göran Eriksson]])
*{{NDR|Nel 1986}} Sa qual è stato un guaio? Il [[Campionato mondiale di calcio 1982|''mundial'' dell'82]] e quello che è seguito. Campioni del mondo tutti quanti, e tutti a dire che questa era la miglior piazza del mondo, il miglior campionato, il miglior gioco. E non era vero, dall'Europa le nostre squadre erano sbattute fuori spesso e volentieri, non avevamo un gran gioco e intanto si esasperavano certe situazioni. [...] Sentirsi al centro del mondo può essere pericoloso, e certo non aiuta a migliorare. ([[Luigi Radice]])
*Un motivo determinante per la mia scelta di allenare in Italia è dipeso proprio dal fatto che qui posso confrontarmi con allenatori preparatissimi che ti mettono sempre in grossa difficoltà. La dinamica dei processi tattici e strategici è in continua evoluzione e questo è uno stimolo fondamentale per la crescita mia e dei miei giocatori. Ci saranno sempre mosse e contromosse. ([[Paulo Sousa]])
*Uno scudetto vinto da altre è sempre perso dalla [[Juventus Football Club|Juventus]]: e proprio questo è il fascino del campionato. ([[Gianni Brera]])
*{{NDR|Nel 1999}} Vincere in Italia è una cosa grossissima, è più facile vincere un Mondiale che vincere uno scudetto qui da voi. Io sono arrivato alla finale dell'Europeo [...] ma è niente rispetto al campionato italiano, dove devi essere al massimo per un anno intero e dove devi vincere sempre, soprattutto in trasferta. ([[Pavel Nedvěd]])
==Voci correlate==
*[[Coppa Italia]]
*[[Scudetto (sport)]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Campionato italiano di calcio]]
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Massimo Foschi
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Spinoziano
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/* Doppiatore */
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'''Massimo Foschi''' (1938 – vivente), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni di Massimo Foschi==
*Gli anni passati in teatro sono stati spesso intervallati da esperienze cinematografiche, solo che per me il cinema, nel momento iniziale della mia carriera, era qualche cosa di decisamente diverso dal teatro, assolutamente. Il teatro incarnava, assommava quello che era il pensiero, la parola, il corpo, la dimensione del cinema invece, pregno di quel realismo, mi allontanava, mi estraniava da questi concetti. Ma è stato poi il corso degli anni, e vedere al cinema l'interpretazione di [[Al Pacino]] che ha interpretato Shakespeare, nel Riccardo III cinematografico, soprattutto, che mi sono reso conto finalmente che i personaggi cinematografici hanno assolutamente lo stessissimo valore dei personaggi shakesperiani. Vedere al cinema Al Pacino è stato davvero il colpo di grazia in questo senso, lui mirabile nei personaggi dei gangster e dei farabutti che ha interpretato al cinema, era sublime anche nell'interpretare, al cinema, [[William Shakespeare]].<ref name=MF>Citato in Giovanni Berardi, ''[https://www.taxidrivers.it/55170/interviste/massimo-foschi-e-fu-ultimo-mondo-cannibale.html Massimo Foschi: E fu Ultimo mondo cannibale...]'', ''Taxidrivers.it'', 16 dicembre 2014.</ref>
*Io mi sono avvicinato alla carriera di attore attraverso un percorso che penso sia esclusivamente di amore. Amore tuttora incontaminato per la poesia e per la recitazione, dunque amore grandissimo per il teatro.<ref name=MF />
*[[Luchino Visconti]] era davvero una persona superiore per la cultura e la professionalità. Si stupiva che fino a quel momento facevo poco cinema. Mi prometteva, "te lo farò fare io il cinema", ma purtroppo è morto prima di conoscermi davvero a fondo.<ref name=MF />
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Il medico della mutua]]'' (1968)
*''[[Lucrezia giovane]]'' (1974)
*''[[Ultimo mondo cannibale]]'' (1977)
*''[[La città ideale]]'' (2012)
===Doppiatore===
{{div col|strette}}
*''[[1000 dollari sul nero]]'' (1966)
*''[[Django]]'' (1966)
*''[[I professionisti]]'' (1966)
*''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Arancia meccanica]]'' (1971)
*''[[Colombo (serie televisiva)|Colombo]]'' (1971)
*''[[Il dittatore dello stato libero di Bananas]]'' (1971)
*''[[Morte a Venezia (film)|Morte a Venezia]]'' (1971)
*''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'' (1972)
*''[[L'esorcista]]'' (1973)
*''[[Frankenstein Junior]]'' (1974)
*''[[Qualcuno volò sul nido del cuculo]]'' (1975)
*''[[Il presagio]]'' (1976)
*''[[Quinto potere]]'' (1976)
*''[[Guerre stellari (film 1977)|Guerre stellari]]'' (1977)
*''[[L'Impero colpisce ancora]]'' (1980)
*''[[Condannato a morte per mancanza di indizi]]'' (1983)
*''[[Il ritorno dello Jedi]]'' (1983)
*''[[Ghostbusters - Acchiappafantasmi]]'' (1984)
*''[[Scuola di polizia (film)|Scuola di polizia]]'' (1984)
*''[[Ladyhawke]]'' (1985)
*''[[Scuola di polizia 2 - Prima missione]]'' (1985)
*''[[Aliens - Scontro finale]]'' (1986)
*''[[Good Morning Babilonia]]'' (1987)
*''[[L'implacabile (film 1987)|L'implacabile]]'' (1987)
*''[[Wall Street (film)|Wall Street]]'' (1987)
*''[[Trappola di cristallo]]'' (1988)
*''[[Gli occhi del delitto]]'' (1992)
*''[[Bagliori nel buio]]'' (1993)
*''[[Eyes Wide Shut]]'' (1999)
*''[[Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith]]'' (2005)
*''[[Hunger Games (film)|Hunger Games]]'' (2012)
*''[[Hunger Games: La ragazza di fuoco]]'' (2013)
*''[[Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 1]]'' (2014)
*''[[Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2]]'' (2015)
*''[[Cats (film 2019)|Cats]]'' (2019)
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==Altri progetti==
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Oreste Baratieri
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Citazioni di Oreste Baratieri
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[[File:Oreste Baratieri.jpg|thumb|Oreste Baratieri]]
'''Oreste Baratieri''' (1841 – 1901), generale e politico italiano.
==Citazioni di Oreste Baratieri==
*{{NDR|Il [[carlismo]]}} Questo vecchio nemico, accampato sui monti che coronano il capo della penisola, da quattro anni spia ogni occasione per lanciarsi alla conquista di un trono, da cui lo escludono il suo contegno selvaggio, il suo cieco fanatismo e l'odio dell'immensa maggioranza della nazione. Se non è riuscito nel 1873, all'epoca del dissolvimento generale, non riescirà adesso. Pure il favore dei legittimisti stranieri e di porzione del clero, le condizioni del teatro della guerra, la debolezza dell'esercito, il rifinimento del paese, gli permettono di continuare una guerra crudele che rovina ogni fonte di ricchezza, che devasta orribilmente le provincie settentrionali, che prepara alla generazione avvenire un'angosciosa eredità di odii, di vendette, di inazione e di miseria.<ref>Da ''La guerra di Spagna. La parte carlista'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', volume XXVII, novembre 1874, p. 711.</ref>
==Citazioni su Oreste Baratieri==
*Baratieri, con quel suo pince-nez cerchiato d'oro e retto da un cordoncino nero – come lo ritraevano i fotografi e i caricaturisti dell'epoca – {{NDR|di fronte al Tribunale speciale di guerra che lo giudicava}} indossava l'alta uniforme con decorazioni su cui erano appuntate due medaglie d'argento guadagnate nell'impresa dei Mille e nella guerra del 1866<ref>Terza guerra d'indipendenza italiana.</ref>. Era disarmato. Questa l'umiliazione più cocente per un Soldato. ([[Cesare Rossi]])
*Il tenente generale, anzi Sua Eccellenza il tenente generale Oreste Baratieri, era certamente e sotto tutti gli aspetti un uomo di valore, colto, preparato, ben disposto ad apprendere e a capire, curioso del mondo e degli uomini, coraggioso perché aveva partecipato a molte campagne militari, e che campagne!, l'impresa dei Mille e quella del '66 che avevano fatto la patria libera, indipendente e una. Si poteva tranquillamente affermare, e su questo anche i suoi (pochi) nemici concordavano, che era un uomo di qualità. Ma purtroppo nel suo forbito curriculum si nascondeva un piccolo velenoso tarlo. [...] Ebbene, per farla corta, l'eccellentissimo Oreste Baratieri governatore di Eritrea, trionfatore delle armate dei dervisci e del Tigrè, non era un soldato di professione ma di occasione. Era inanzitutto un garibaldino. ([[Domenico Quirico]])
*In realtà, del soldato, Baratieri non aveva neanche il fisico. Grasso e sgraziato, con gli occhiali a ''pince-nez'', sembrava molto più vecchio dei suoi cinquant'anni e costruito più per la cattedra che per l'elmo. ([[Indro Montanelli]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[File:Oreste Baratieri.jpg|thumb|Oreste Baratieri]]
'''Oreste Baratieri''' (1841 – 1901), generale e politico italiano.
==Citazioni di Oreste Baratieri==
*{{NDR|Il [[carlismo]]}} Questo vecchio nemico, accampato sui monti che coronano il capo della penisola, da quattro anni spia ogni occasione per lanciarsi alla conquista di un trono, da cui lo escludono il suo contegno selvaggio, il suo cieco fanatismo e l'odio dell'immensa maggioranza della nazione. Se non è riuscito nel 1873, all'epoca del dissolvimento generale, non riescirà adesso. Pure il favore dei legittimisti stranieri e di porzione del clero, le condizioni del teatro della guerra, la debolezza dell'esercito, il rifinimento del paese, gli permettono di continuare una guerra crudele che rovina ogni fonte di ricchezza, che devasta orribilmente le provincie settentrionali, che prepara alla generazione avvenire un'angosciosa eredità di odii, di vendette, di inazione e di miseria.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1874-11_27/page/710/mode/1up La guerra di Spagna. La parte carlista]'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', volume XXVII, novembre 1874, p. 711.</ref>
==Citazioni su Oreste Baratieri==
*Baratieri, con quel suo pince-nez cerchiato d'oro e retto da un cordoncino nero – come lo ritraevano i fotografi e i caricaturisti dell'epoca – {{NDR|di fronte al Tribunale speciale di guerra che lo giudicava}} indossava l'alta uniforme con decorazioni su cui erano appuntate due medaglie d'argento guadagnate nell'impresa dei Mille e nella guerra del 1866<ref>Terza guerra d'indipendenza italiana.</ref>. Era disarmato. Questa l'umiliazione più cocente per un Soldato. ([[Cesare Rossi]])
*Il tenente generale, anzi Sua Eccellenza il tenente generale Oreste Baratieri, era certamente e sotto tutti gli aspetti un uomo di valore, colto, preparato, ben disposto ad apprendere e a capire, curioso del mondo e degli uomini, coraggioso perché aveva partecipato a molte campagne militari, e che campagne!, l'impresa dei Mille e quella del '66 che avevano fatto la patria libera, indipendente e una. Si poteva tranquillamente affermare, e su questo anche i suoi (pochi) nemici concordavano, che era un uomo di qualità. Ma purtroppo nel suo forbito curriculum si nascondeva un piccolo velenoso tarlo. [...] Ebbene, per farla corta, l'eccellentissimo Oreste Baratieri governatore di Eritrea, trionfatore delle armate dei dervisci e del Tigrè, non era un soldato di professione ma di occasione. Era inanzitutto un garibaldino. ([[Domenico Quirico]])
*In realtà, del soldato, Baratieri non aveva neanche il fisico. Grasso e sgraziato, con gli occhiali a ''pince-nez'', sembrava molto più vecchio dei suoi cinquant'anni e costruito più per la cattedra che per l'elmo. ([[Indro Montanelli]])
==Note==
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[[File:Oreste Baratieri.jpg|thumb|Oreste Baratieri]]
'''Oreste Baratieri''' (1841 – 1901), generale e politico italiano.
==Citazioni di Oreste Baratieri==
*{{NDR|Il [[carlismo]]}} Questo vecchio nemico, accampato sui monti che coronano il capo della penisola {{NDR|iberica}}, da quattro anni spia ogni occasione per lanciarsi alla conquista di un trono, da cui lo escludono il suo contegno selvaggio, il suo cieco fanatismo e l'odio dell'immensa maggioranza della nazione. Se non è riuscito nel 1873, all'epoca del dissolvimento generale, non riescirà adesso. Pure il favore dei legittimisti stranieri e di porzione del clero, le condizioni del teatro della guerra, la debolezza dell'esercito, il rifinimento del paese, gli permettono di continuare una guerra crudele che rovina ogni fonte di ricchezza, che devasta orribilmente le provincie settentrionali, che prepara alla generazione avvenire un'angosciosa eredità di odii, di vendette, di inazione e di miseria.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1874-11_27/page/710/mode/1up La guerra di Spagna. La parte carlista]'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', volume XXVII, novembre 1874, p. 711.</ref>
==Citazioni su Oreste Baratieri==
*Baratieri, con quel suo pince-nez cerchiato d'oro e retto da un cordoncino nero – come lo ritraevano i fotografi e i caricaturisti dell'epoca – {{NDR|di fronte al Tribunale speciale di guerra che lo giudicava}} indossava l'alta uniforme con decorazioni su cui erano appuntate due medaglie d'argento guadagnate nell'impresa dei Mille e nella guerra del 1866<ref>Terza guerra d'indipendenza italiana.</ref>. Era disarmato. Questa l'umiliazione più cocente per un Soldato. ([[Cesare Rossi]])
*Il tenente generale, anzi Sua Eccellenza il tenente generale Oreste Baratieri, era certamente e sotto tutti gli aspetti un uomo di valore, colto, preparato, ben disposto ad apprendere e a capire, curioso del mondo e degli uomini, coraggioso perché aveva partecipato a molte campagne militari, e che campagne!, l'impresa dei Mille e quella del '66 che avevano fatto la patria libera, indipendente e una. Si poteva tranquillamente affermare, e su questo anche i suoi (pochi) nemici concordavano, che era un uomo di qualità. Ma purtroppo nel suo forbito curriculum si nascondeva un piccolo velenoso tarlo. [...] Ebbene, per farla corta, l'eccellentissimo Oreste Baratieri governatore di Eritrea, trionfatore delle armate dei dervisci e del Tigrè, non era un soldato di professione ma di occasione. Era inanzitutto un garibaldino. ([[Domenico Quirico]])
*In realtà, del soldato, Baratieri non aveva neanche il fisico. Grasso e sgraziato, con gli occhiali a ''pince-nez'', sembrava molto più vecchio dei suoi cinquant'anni e costruito più per la cattedra che per l'elmo. ([[Indro Montanelli]])
==Note==
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==Altri progetti==
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[[File:Oreste Baratieri.jpg|thumb|Oreste Baratieri]]
'''Oreste Baratieri''' (1841 – 1901), generale e politico italiano.
==Citazioni di Oreste Baratieri==
*Ferdinando VII morì il 29 settembre 1833; il 9 ottobre a Bilbao i monaci proclamarono Don Carlos, ed un'Assemblea costituente decise che ogni tre ore la popolazione si sarebbe riunita per gridare ''viva l'inquisizione''.<br>Ecco il grido del [[Carlismo]] dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Ecco il grido che lo mise al bando dei governi civili, e che in momenti di tremenda anarchia gli tolse di afferrare il trono di Spagna. Viva l'inquisizione, morte al progresso ed alla libertà di coscienza! Il programma selvaggio detta la legge ai capi, esalta la folla e non solo giustifica, ma comanda il terrore.<br>Di fronte a quel grido sparisce la patria e l'umanità. Non si ha che due campi: ogni nemico deve essere spento; lo impone la religione. Così si spiegano le stragi pensatamente ordinate dai cabecilla, come si spiegano le stragi del 1793 e quelle della Comune di Parigi. Così si spiega come bande reclutate fra una popolazione d'indole buona e generosa seminino lungo i loro passi il saccheggio e la morte.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1874-11_27/page/710/mode/1up La guerra di Spagna. La parte carlista]'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', volume XXVII, novembre 1874, pp. 716-717.</ref>
*{{NDR|Il [[carlismo]]}} Questo vecchio nemico, accampato sui monti che coronano il capo della penisola {{NDR|iberica}}, da quattro anni spia ogni occasione per lanciarsi alla conquista di un trono, da cui lo escludono il suo contegno selvaggio, il suo cieco fanatismo e l'odio dell'immensa maggioranza della nazione. Se non è riuscito nel 1873, all'epoca del dissolvimento generale, non riescirà adesso. Pure il favore dei legittimisti stranieri e di porzione del clero, le condizioni del teatro della guerra, la debolezza dell'esercito, il rifinimento del paese, gli permettono di continuare una guerra crudele che rovina ogni fonte di ricchezza, che devasta orribilmente le provincie settentrionali, che prepara alla generazione avvenire un'angosciosa eredità di odii, di vendette, di inazione e di miseria.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1874-11_27/page/710/mode/1up La guerra di Spagna. La parte carlista]'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', volume XXVII, novembre 1874, p. 711.</ref>
==Citazioni su Oreste Baratieri==
*Baratieri, con quel suo pince-nez cerchiato d'oro e retto da un cordoncino nero – come lo ritraevano i fotografi e i caricaturisti dell'epoca – {{NDR|di fronte al Tribunale speciale di guerra che lo giudicava}} indossava l'alta uniforme con decorazioni su cui erano appuntate due medaglie d'argento guadagnate nell'impresa dei Mille e nella guerra del 1866<ref>Terza guerra d'indipendenza italiana.</ref>. Era disarmato. Questa l'umiliazione più cocente per un Soldato. ([[Cesare Rossi]])
*Il tenente generale, anzi Sua Eccellenza il tenente generale Oreste Baratieri, era certamente e sotto tutti gli aspetti un uomo di valore, colto, preparato, ben disposto ad apprendere e a capire, curioso del mondo e degli uomini, coraggioso perché aveva partecipato a molte campagne militari, e che campagne!, l'impresa dei Mille e quella del '66 che avevano fatto la patria libera, indipendente e una. Si poteva tranquillamente affermare, e su questo anche i suoi (pochi) nemici concordavano, che era un uomo di qualità. Ma purtroppo nel suo forbito curriculum si nascondeva un piccolo velenoso tarlo. [...] Ebbene, per farla corta, l'eccellentissimo Oreste Baratieri governatore di Eritrea, trionfatore delle armate dei dervisci e del Tigrè, non era un soldato di professione ma di occasione. Era inanzitutto un garibaldino. ([[Domenico Quirico]])
*In realtà, del soldato, Baratieri non aveva neanche il fisico. Grasso e sgraziato, con gli occhiali a ''pince-nez'', sembrava molto più vecchio dei suoi cinquant'anni e costruito più per la cattedra che per l'elmo. ([[Indro Montanelli]])
==Note==
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici italiani]]
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[[File:Oreste Baratieri.jpg|thumb|Oreste Baratieri]]
'''Oreste Baratieri''' (1841 – 1901), generale e politico italiano.
==Citazioni di Oreste Baratieri==
*[[Ferdinando VII di Spagna|Ferdinando VII]] morì il 29 settembre 1833; il 9 ottobre a Bilbao i monaci proclamarono [[Carlo Maria Isidoro di Borbone-Spagna|Don Carlos]], ed un'Assemblea costituente decise che ogni tre ore la popolazione si sarebbe riunita per gridare ''viva l'[[Inquisizione spagnola|inquisizione]]''.<br>Ecco il grido del [[Carlismo]] dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Ecco il grido che lo mise al bando dei governi civili, e che in momenti di tremenda anarchia gli tolse di afferrare il trono di Spagna. Viva l'inquisizione, morte al progresso ed alla libertà di coscienza! Il programma selvaggio detta la legge ai capi, esalta la folla e non solo giustifica, ma comanda il terrore.<br>Di fronte a quel grido sparisce la patria e l'umanità. Non si ha che due campi: ogni nemico deve essere spento; lo impone la religione. Così si spiegano le stragi pensatamente ordinate dai cabecilla, come si spiegano le stragi del 1793 e quelle della ''Comune'' di Parigi. Così si spiega come bande reclutate fra una popolazione d'indole buona e generosa seminino lungo i loro passi il saccheggio e la morte.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1874-11_27/page/710/mode/1up La guerra di Spagna. La parte carlista]'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', volume XXVII, novembre 1874, pp. 716-717.</ref>
*{{NDR|Il [[carlismo]]}} Questo vecchio nemico, accampato sui monti che coronano il capo della penisola {{NDR|iberica}}, da quattro anni spia ogni occasione per lanciarsi alla conquista di un trono, da cui lo escludono il suo contegno selvaggio, il suo cieco fanatismo e l'odio dell'immensa maggioranza della nazione. Se non è riuscito nel 1873, all'epoca del dissolvimento generale, non riescirà adesso. Pure il favore dei legittimisti stranieri e di porzione del clero, le condizioni del teatro della guerra, la debolezza dell'esercito, il rifinimento del paese, gli permettono di continuare una guerra crudele che rovina ogni fonte di ricchezza, che devasta orribilmente le provincie settentrionali, che prepara alla generazione avvenire un'angosciosa eredità di odii, di vendette, di inazione e di miseria.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1874-11_27/page/710/mode/1up La guerra di Spagna. La parte carlista]'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', volume XXVII, novembre 1874, p. 711.</ref>
==Citazioni su Oreste Baratieri==
*Baratieri, con quel suo pince-nez cerchiato d'oro e retto da un cordoncino nero – come lo ritraevano i fotografi e i caricaturisti dell'epoca – {{NDR|di fronte al Tribunale speciale di guerra che lo giudicava}} indossava l'alta uniforme con decorazioni su cui erano appuntate due medaglie d'argento guadagnate nell'impresa dei Mille e nella guerra del 1866<ref>Terza guerra d'indipendenza italiana.</ref>. Era disarmato. Questa l'umiliazione più cocente per un Soldato. ([[Cesare Rossi]])
*Il tenente generale, anzi Sua Eccellenza il tenente generale Oreste Baratieri, era certamente e sotto tutti gli aspetti un uomo di valore, colto, preparato, ben disposto ad apprendere e a capire, curioso del mondo e degli uomini, coraggioso perché aveva partecipato a molte campagne militari, e che campagne!, l'impresa dei Mille e quella del '66 che avevano fatto la patria libera, indipendente e una. Si poteva tranquillamente affermare, e su questo anche i suoi (pochi) nemici concordavano, che era un uomo di qualità. Ma purtroppo nel suo forbito curriculum si nascondeva un piccolo velenoso tarlo. [...] Ebbene, per farla corta, l'eccellentissimo Oreste Baratieri governatore di Eritrea, trionfatore delle armate dei dervisci e del Tigrè, non era un soldato di professione ma di occasione. Era inanzitutto un garibaldino. ([[Domenico Quirico]])
*In realtà, del soldato, Baratieri non aveva neanche il fisico. Grasso e sgraziato, con gli occhiali a ''pince-nez'', sembrava molto più vecchio dei suoi cinquant'anni e costruito più per la cattedra che per l'elmo. ([[Indro Montanelli]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Generali italiani]]
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[[File:Oreste Baratieri.jpg|thumb|Oreste Baratieri]]
'''Oreste Baratieri''' (1841 – 1901), generale e politico italiano.
==Citazioni di Oreste Baratieri==
*[[Ferdinando VII di Spagna|Ferdinando VII]] morì il 29 settembre 1833; il 9 ottobre a Bilbao i monaci proclamarono [[Carlo Maria Isidoro di Borbone-Spagna|Don Carlos]], ed un'Assemblea costituente decise che ogni tre ore la popolazione si sarebbe riunita per gridare ''viva l'[[Inquisizione spagnola|inquisizione]]''.<br>Ecco il grido del [[Carlismo]] dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Ecco il grido che lo mise al bando dei governi civili, e che in momenti di tremenda anarchia gli tolse di afferrare il trono di Spagna. Viva l'inquisizione, morte al progresso ed alla libertà di coscienza! Il programma selvaggio detta la legge ai capi, esalta la folla e non solo giustifica, ma comanda il terrore.<br>Di fronte a quel grido sparisce la patria e l'umanità. Non si ha che due campi: ogni nemico deve essere spento; lo impone la religione. Così si spiegano le stragi pensatamente ordinate dai cabecilla<ref>capi, comandanti.</ref>, come si spiegano le stragi del 1793 e quelle della [[Comune di Parigi (1871)|''Comune'' di Parigi]]. Così si spiega come bande reclutate fra una popolazione d'indole buona e generosa seminino lungo i loro passi il saccheggio e la morte.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1874-11_27/page/710/mode/1up La guerra di Spagna. La parte carlista]'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', volume XXVII, novembre 1874, pp. 716-717.</ref>
*{{NDR|Il [[carlismo]]}} Questo vecchio nemico, accampato sui monti che coronano il capo della penisola {{NDR|iberica}}, da quattro anni spia ogni occasione per lanciarsi alla conquista di un trono, da cui lo escludono il suo contegno selvaggio, il suo cieco fanatismo e l'odio dell'immensa maggioranza della nazione. Se non è riuscito nel 1873, all'epoca del dissolvimento generale, non riescirà adesso. Pure il favore dei legittimisti stranieri e di porzione del clero, le condizioni del teatro della guerra, la debolezza dell'esercito, il rifinimento del paese, gli permettono di continuare una guerra crudele che rovina ogni fonte di ricchezza, che devasta orribilmente le provincie settentrionali, che prepara alla generazione avvenire un'angosciosa eredità di odii, di vendette, di inazione e di miseria.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1874-11_27/page/710/mode/1up La guerra di Spagna. La parte carlista]'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', volume XXVII, novembre 1874, p. 711.</ref>
==Citazioni su Oreste Baratieri==
*Baratieri, con quel suo pince-nez cerchiato d'oro e retto da un cordoncino nero – come lo ritraevano i fotografi e i caricaturisti dell'epoca – {{NDR|di fronte al Tribunale speciale di guerra che lo giudicava}} indossava l'alta uniforme con decorazioni su cui erano appuntate due medaglie d'argento guadagnate nell'impresa dei Mille e nella guerra del 1866<ref>Terza guerra d'indipendenza italiana.</ref>. Era disarmato. Questa l'umiliazione più cocente per un Soldato. ([[Cesare Rossi]])
*Il tenente generale, anzi Sua Eccellenza il tenente generale Oreste Baratieri, era certamente e sotto tutti gli aspetti un uomo di valore, colto, preparato, ben disposto ad apprendere e a capire, curioso del mondo e degli uomini, coraggioso perché aveva partecipato a molte campagne militari, e che campagne!, l'impresa dei Mille e quella del '66 che avevano fatto la patria libera, indipendente e una. Si poteva tranquillamente affermare, e su questo anche i suoi (pochi) nemici concordavano, che era un uomo di qualità. Ma purtroppo nel suo forbito curriculum si nascondeva un piccolo velenoso tarlo. [...] Ebbene, per farla corta, l'eccellentissimo Oreste Baratieri governatore di Eritrea, trionfatore delle armate dei dervisci e del Tigrè, non era un soldato di professione ma di occasione. Era inanzitutto un garibaldino. ([[Domenico Quirico]])
*In realtà, del soldato, Baratieri non aveva neanche il fisico. Grasso e sgraziato, con gli occhiali a ''pince-nez'', sembrava molto più vecchio dei suoi cinquant'anni e costruito più per la cattedra che per l'elmo. ([[Indro Montanelli]])
==Note==
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/* Citazioni di Oreste Baratieri */ Tomás de Zumalacárregui
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[[File:Oreste Baratieri.jpg|thumb|Oreste Baratieri]]
'''Oreste Baratieri''' (1841 – 1901), generale e politico italiano.
==Citazioni di Oreste Baratieri==
*[[Ferdinando VII di Spagna|Ferdinando VII]] morì il 29 settembre 1833; il 9 ottobre a Bilbao i monaci proclamarono [[Carlo Maria Isidoro di Borbone-Spagna|Don Carlos]], ed un'Assemblea costituente decise che ogni tre ore la popolazione si sarebbe riunita per gridare ''viva l'[[Inquisizione spagnola|inquisizione]]''.<br>Ecco il grido del [[Carlismo]] dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Ecco il grido che lo mise al bando dei governi civili, e che in momenti di tremenda anarchia gli tolse di afferrare il trono di Spagna. Viva l'inquisizione, morte al progresso ed alla libertà di coscienza! Il programma selvaggio detta la legge ai capi, esalta la folla e non solo giustifica, ma comanda il terrore.<br>Di fronte a quel grido sparisce la patria e l'umanità. Non si ha che due campi: ogni nemico deve essere spento; lo impone la religione. Così si spiegano le stragi pensatamente ordinate dai cabecilla<ref>capi, comandanti.</ref>, come si spiegano le stragi del 1793 e quelle della [[Comune di Parigi (1871)|''Comune'' di Parigi]]. Così si spiega come bande reclutate fra una popolazione d'indole buona e generosa seminino lungo i loro passi il saccheggio e la morte.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1874-11_27/page/710/mode/1up La guerra di Spagna. La parte carlista]'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', volume XXVII, novembre 1874, pp. 716-717.</ref>
*{{NDR|Il [[carlismo]]}} Questo vecchio nemico, accampato sui monti che coronano il capo della penisola {{NDR|iberica}}, da quattro anni spia ogni occasione per lanciarsi alla conquista di un trono, da cui lo escludono il suo contegno selvaggio, il suo cieco fanatismo e l'odio dell'immensa maggioranza della nazione. Se non è riuscito nel 1873, all'epoca del dissolvimento generale, non riescirà adesso. Pure il favore dei legittimisti stranieri e di porzione del clero, le condizioni del teatro della guerra, la debolezza dell'esercito, il rifinimento del paese, gli permettono di continuare una guerra crudele che rovina ogni fonte di ricchezza, che devasta orribilmente le provincie settentrionali, che prepara alla generazione avvenire un'angosciosa eredità di odii, di vendette, di inazione e di miseria.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1874-11_27/page/710/mode/1up La guerra di Spagna. La parte carlista]'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', volume XXVII, novembre 1874, p. 711.</ref>
*[[Tomás de Zumalacárregui|Zumalacarreguy]], già soldato, poi guerrigliero nell’insurrezione contro i Francesi, si pose alla testa delle prime bande carliste.<br>Abilissimo nelle mosse fra i monti, trovando ovunque un appoggio, una base di operazione od una sicura ritirata, piombava ratto sopra le truppe di Isabella e ne menava scempio. Sempre pronto all’offesa od alla difesa, percorreva rapidamente tutte le provincie del Nord, di rado s'impegnava in combattimenti, mai attendeva di essere sconfitto.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1874-11_27/page/710/mode/1up La guerra di Spagna. La parte carlista]'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', volume XXVII, novembre 1874, p. 717.</ref>
==Citazioni su Oreste Baratieri==
*Baratieri, con quel suo pince-nez cerchiato d'oro e retto da un cordoncino nero – come lo ritraevano i fotografi e i caricaturisti dell'epoca – {{NDR|di fronte al Tribunale speciale di guerra che lo giudicava}} indossava l'alta uniforme con decorazioni su cui erano appuntate due medaglie d'argento guadagnate nell'impresa dei Mille e nella guerra del 1866<ref>Terza guerra d'indipendenza italiana.</ref>. Era disarmato. Questa l'umiliazione più cocente per un Soldato. ([[Cesare Rossi]])
*Il tenente generale, anzi Sua Eccellenza il tenente generale Oreste Baratieri, era certamente e sotto tutti gli aspetti un uomo di valore, colto, preparato, ben disposto ad apprendere e a capire, curioso del mondo e degli uomini, coraggioso perché aveva partecipato a molte campagne militari, e che campagne!, l'impresa dei Mille e quella del '66 che avevano fatto la patria libera, indipendente e una. Si poteva tranquillamente affermare, e su questo anche i suoi (pochi) nemici concordavano, che era un uomo di qualità. Ma purtroppo nel suo forbito curriculum si nascondeva un piccolo velenoso tarlo. [...] Ebbene, per farla corta, l'eccellentissimo Oreste Baratieri governatore di Eritrea, trionfatore delle armate dei dervisci e del Tigrè, non era un soldato di professione ma di occasione. Era inanzitutto un garibaldino. ([[Domenico Quirico]])
*In realtà, del soldato, Baratieri non aveva neanche il fisico. Grasso e sgraziato, con gli occhiali a ''pince-nez'', sembrava molto più vecchio dei suoi cinquant'anni e costruito più per la cattedra che per l'elmo. ([[Indro Montanelli]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[File:Oreste Baratieri.jpg|thumb|Oreste Baratieri]]
'''Oreste Baratieri''' (1841 – 1901), generale e politico italiano.
==''La guerra di Spagna. La parte carlista''==
*{{NDR|Il [[carlismo]]}} Questo vecchio nemico, accampato sui monti che coronano il capo della penisola {{NDR|iberica}}, da quattro anni spia ogni occasione per lanciarsi alla conquista di un trono, da cui lo escludono il suo contegno selvaggio, il suo cieco fanatismo e l'odio dell'immensa maggioranza della nazione. Se non è riuscito nel 1873, all'epoca del dissolvimento generale, non riescirà adesso. Pure il favore dei legittimisti stranieri e di porzione del clero, le condizioni del teatro della guerra, la debolezza dell'esercito, il rifinimento del paese, gli permettono di continuare una guerra crudele che rovina ogni fonte di ricchezza, che devasta orribilmente le provincie settentrionali, che prepara alla generazione avvenire un'angosciosa eredità di odii, di vendette, di inazione e di miseria. (p. 711)
*[[Ferdinando VII di Spagna|Ferdinando VII]] morì il 29 settembre 1833; il 9 ottobre a Bilbao i monaci proclamarono [[Carlo Maria Isidoro di Borbone-Spagna|Don Carlos]], ed un'Assemblea costituente decise che ogni tre ore la popolazione si sarebbe riunita per gridare ''viva l'[[Inquisizione spagnola|inquisizione]]''.<br>Ecco il grido del [[Carlismo]] dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Ecco il grido che lo mise al bando dei governi civili, e che in momenti di tremenda anarchia gli tolse di afferrare il trono di Spagna. Viva l'inquisizione, morte al progresso ed alla libertà di coscienza! Il programma selvaggio detta la legge ai capi, esalta la folla e non solo giustifica, ma comanda il terrore.<br>Di fronte a quel grido sparisce la patria e l'umanità. Non si ha che due campi: ogni nemico deve essere spento; lo impone la religione. Così si spiegano le stragi pensatamente ordinate dai cabecilla<ref>capi, comandanti.</ref>, come si spiegano le stragi del 1793 e quelle della [[Comune di Parigi (1871)|''Comune'' di Parigi]]. Così si spiega come bande reclutate fra una popolazione d'indole buona e generosa seminino lungo i loro passi il saccheggio e la morte. (pp. 716-717)
*[[Tomás de Zumalacárregui|Zumalacarreguy]], già soldato, poi guerrigliero nell’insurrezione contro i Francesi, si pose alla testa delle prime bande carliste.<br>Abilissimo nelle mosse fra i monti, trovando ovunque un appoggio, una base di operazione od una sicura ritirata, piombava ratto sopra le truppe di Isabella e ne menava scempio. Sempre pronto all’offesa od alla difesa, percorreva rapidamente tutte le provincie del Nord, di rado s'impegnava in combattimenti, mai attendeva di essere sconfitto. (p. 717)
==Citazioni su Oreste Baratieri==
*Baratieri, con quel suo pince-nez cerchiato d'oro e retto da un cordoncino nero – come lo ritraevano i fotografi e i caricaturisti dell'epoca – {{NDR|di fronte al Tribunale speciale di guerra che lo giudicava}} indossava l'alta uniforme con decorazioni su cui erano appuntate due medaglie d'argento guadagnate nell'impresa dei Mille e nella guerra del 1866<ref>Terza guerra d'indipendenza italiana.</ref>. Era disarmato. Questa l'umiliazione più cocente per un Soldato. ([[Cesare Rossi]])
*Il tenente generale, anzi Sua Eccellenza il tenente generale Oreste Baratieri, era certamente e sotto tutti gli aspetti un uomo di valore, colto, preparato, ben disposto ad apprendere e a capire, curioso del mondo e degli uomini, coraggioso perché aveva partecipato a molte campagne militari, e che campagne!, l'impresa dei Mille e quella del '66 che avevano fatto la patria libera, indipendente e una. Si poteva tranquillamente affermare, e su questo anche i suoi (pochi) nemici concordavano, che era un uomo di qualità. Ma purtroppo nel suo forbito curriculum si nascondeva un piccolo velenoso tarlo. [...] Ebbene, per farla corta, l'eccellentissimo Oreste Baratieri governatore di Eritrea, trionfatore delle armate dei dervisci e del Tigrè, non era un soldato di professione ma di occasione. Era inanzitutto un garibaldino. ([[Domenico Quirico]])
*In realtà, del soldato, Baratieri non aveva neanche il fisico. Grasso e sgraziato, con gli occhiali a ''pince-nez'', sembrava molto più vecchio dei suoi cinquant'anni e costruito più per la cattedra che per l'elmo. ([[Indro Montanelli]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Oreste Baratieri, [https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1874-11_27/page/710/mode/1up La guerra di Spagna. La parte carlista]'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', volume XXVII, novembre 1874.
==Altri progetti==
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/* Bibliografia */ riferimenti
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[[File:Oreste Baratieri.jpg|thumb|Oreste Baratieri]]
'''Oreste Baratieri''' (1841 – 1901), generale e politico italiano.
==''La guerra di Spagna. La parte carlista''==
*{{NDR|Il [[carlismo]]}} Questo vecchio nemico, accampato sui monti che coronano il capo della penisola {{NDR|iberica}}, da quattro anni spia ogni occasione per lanciarsi alla conquista di un trono, da cui lo escludono il suo contegno selvaggio, il suo cieco fanatismo e l'odio dell'immensa maggioranza della nazione. Se non è riuscito nel 1873, all'epoca del dissolvimento generale, non riescirà adesso. Pure il favore dei legittimisti stranieri e di porzione del clero, le condizioni del teatro della guerra, la debolezza dell'esercito, il rifinimento del paese, gli permettono di continuare una guerra crudele che rovina ogni fonte di ricchezza, che devasta orribilmente le provincie settentrionali, che prepara alla generazione avvenire un'angosciosa eredità di odii, di vendette, di inazione e di miseria. (p. 711)
*[[Ferdinando VII di Spagna|Ferdinando VII]] morì il 29 settembre 1833; il 9 ottobre a Bilbao i monaci proclamarono [[Carlo Maria Isidoro di Borbone-Spagna|Don Carlos]], ed un'Assemblea costituente decise che ogni tre ore la popolazione si sarebbe riunita per gridare ''viva l'[[Inquisizione spagnola|inquisizione]]''.<br>Ecco il grido del [[Carlismo]] dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Ecco il grido che lo mise al bando dei governi civili, e che in momenti di tremenda anarchia gli tolse di afferrare il trono di Spagna. Viva l'inquisizione, morte al progresso ed alla libertà di coscienza! Il programma selvaggio detta la legge ai capi, esalta la folla e non solo giustifica, ma comanda il terrore.<br>Di fronte a quel grido sparisce la patria e l'umanità. Non si ha che due campi: ogni nemico deve essere spento; lo impone la religione. Così si spiegano le stragi pensatamente ordinate dai cabecilla<ref>capi, comandanti.</ref>, come si spiegano le stragi del 1793 e quelle della [[Comune di Parigi (1871)|''Comune'' di Parigi]]. Così si spiega come bande reclutate fra una popolazione d'indole buona e generosa seminino lungo i loro passi il saccheggio e la morte. (pp. 716-717)
*[[Tomás de Zumalacárregui|Zumalacarreguy]], già soldato, poi guerrigliero nell’insurrezione contro i Francesi, si pose alla testa delle prime bande carliste.<br>Abilissimo nelle mosse fra i monti, trovando ovunque un appoggio, una base di operazione od una sicura ritirata, piombava ratto sopra le truppe di Isabella e ne menava scempio. Sempre pronto all’offesa od alla difesa, percorreva rapidamente tutte le provincie del Nord, di rado s'impegnava in combattimenti, mai attendeva di essere sconfitto. (p. 717)
==Citazioni su Oreste Baratieri==
*Baratieri, con quel suo pince-nez cerchiato d'oro e retto da un cordoncino nero – come lo ritraevano i fotografi e i caricaturisti dell'epoca – {{NDR|di fronte al Tribunale speciale di guerra che lo giudicava}} indossava l'alta uniforme con decorazioni su cui erano appuntate due medaglie d'argento guadagnate nell'impresa dei Mille e nella guerra del 1866<ref>Terza guerra d'indipendenza italiana.</ref>. Era disarmato. Questa l'umiliazione più cocente per un Soldato. ([[Cesare Rossi]])
*Il tenente generale, anzi Sua Eccellenza il tenente generale Oreste Baratieri, era certamente e sotto tutti gli aspetti un uomo di valore, colto, preparato, ben disposto ad apprendere e a capire, curioso del mondo e degli uomini, coraggioso perché aveva partecipato a molte campagne militari, e che campagne!, l'impresa dei Mille e quella del '66 che avevano fatto la patria libera, indipendente e una. Si poteva tranquillamente affermare, e su questo anche i suoi (pochi) nemici concordavano, che era un uomo di qualità. Ma purtroppo nel suo forbito curriculum si nascondeva un piccolo velenoso tarlo. [...] Ebbene, per farla corta, l'eccellentissimo Oreste Baratieri governatore di Eritrea, trionfatore delle armate dei dervisci e del Tigrè, non era un soldato di professione ma di occasione. Era inanzitutto un garibaldino. ([[Domenico Quirico]])
*In realtà, del soldato, Baratieri non aveva neanche il fisico. Grasso e sgraziato, con gli occhiali a ''pince-nez'', sembrava molto più vecchio dei suoi cinquant'anni e costruito più per la cattedra che per l'elmo. ([[Indro Montanelli]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Oreste Baratieri, ''[https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1874-11_27/page/710/mode/1up La guerra di Spagna. La parte carlista]'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', volume XXVII, novembre 1874, pp. 710-728.
==Altri progetti==
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/* La guerra di Spagna. La parte carlista */ Isabella II di Spagna, altro
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[[File:Oreste Baratieri.jpg|thumb|Oreste Baratieri]]
'''Oreste Baratieri''' (1841 – 1901), generale e politico italiano.
==''La guerra di Spagna. La parte carlista''==
*{{NDR|Il [[carlismo]]}} Questo vecchio nemico, accampato sui monti che coronano il capo della penisola {{NDR|iberica}}, da quattro anni spia ogni occasione per lanciarsi alla conquista di un trono, da cui lo escludono il suo contegno selvaggio, il suo cieco fanatismo e l'odio dell'immensa maggioranza della nazione. Se non è riuscito nel 1873, all'epoca del dissolvimento generale, non riescirà adesso. Pure il favore dei legittimisti stranieri e di porzione del clero, le condizioni del teatro della guerra, la debolezza dell'esercito, il rifinimento del paese, gli permettono di continuare una guerra crudele che rovina ogni fonte di ricchezza, che devasta orribilmente le provincie settentrionali, che prepara alla generazione avvenire un'angosciosa eredità di odii, di vendette, di inazione e di miseria. (p. 711)
*[[Ferdinando VII di Spagna|Ferdinando VII]] morì il 29 settembre 1833; il 9 ottobre a Bilbao i monaci proclamarono [[Carlo Maria Isidoro di Borbone-Spagna|Don Carlos]], ed un'Assemblea costituente decise che ogni tre ore la popolazione si sarebbe riunita per gridare ''viva l'[[Inquisizione spagnola|inquisizione]]''.<br>Ecco il grido del [[Carlismo]] dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Ecco il grido che lo mise al bando dei governi civili, e che in momenti di tremenda anarchia gli tolse di afferrare il trono di Spagna. Viva l'inquisizione, morte al progresso ed alla libertà di coscienza! Il programma selvaggio detta la legge ai capi, esalta la folla e non solo giustifica, ma comanda il terrore.<br>Di fronte a quel grido sparisce la patria e l'umanità. Non si ha che due campi: ogni nemico deve essere spento; lo impone la religione. Così si spiegano le stragi pensatamente ordinate dai cabecilla<ref>capi, comandanti.</ref>, come si spiegano le stragi del 1793 e quelle della [[Comune di Parigi (1871)|''Comune'' di Parigi]]. Così si spiega come bande reclutate fra una popolazione d'indole buona e generosa seminino lungo i loro passi il saccheggio e la morte. (pp. 716-717)
*[[Tomás de Zumalacárregui|Zumalacarreguy]], già soldato, poi guerrigliero nell'insurrezione contro i Francesi, si pose alla testa delle prime bande carliste.<br>Abilissimo nelle mosse fra i monti, trovando ovunque un appoggio, una base di operazione od una sicura ritirata, piombava ratto sopra le truppe di [[Isabella II di Spagna|Isabella]] e ne menava scempio. Sempre pronto all'offesa od alla difesa, percorreva rapidamente tutte le provincie del Nord, di rado s'impegnava in combattimenti, mai attendeva di essere sconfitto. (p. 717)
==Citazioni su Oreste Baratieri==
*Baratieri, con quel suo pince-nez cerchiato d'oro e retto da un cordoncino nero – come lo ritraevano i fotografi e i caricaturisti dell'epoca – {{NDR|di fronte al Tribunale speciale di guerra che lo giudicava}} indossava l'alta uniforme con decorazioni su cui erano appuntate due medaglie d'argento guadagnate nell'impresa dei Mille e nella guerra del 1866<ref>Terza guerra d'indipendenza italiana.</ref>. Era disarmato. Questa l'umiliazione più cocente per un Soldato. ([[Cesare Rossi]])
*Il tenente generale, anzi Sua Eccellenza il tenente generale Oreste Baratieri, era certamente e sotto tutti gli aspetti un uomo di valore, colto, preparato, ben disposto ad apprendere e a capire, curioso del mondo e degli uomini, coraggioso perché aveva partecipato a molte campagne militari, e che campagne!, l'impresa dei Mille e quella del '66 che avevano fatto la patria libera, indipendente e una. Si poteva tranquillamente affermare, e su questo anche i suoi (pochi) nemici concordavano, che era un uomo di qualità. Ma purtroppo nel suo forbito curriculum si nascondeva un piccolo velenoso tarlo. [...] Ebbene, per farla corta, l'eccellentissimo Oreste Baratieri governatore di Eritrea, trionfatore delle armate dei dervisci e del Tigrè, non era un soldato di professione ma di occasione. Era inanzitutto un garibaldino. ([[Domenico Quirico]])
*In realtà, del soldato, Baratieri non aveva neanche il fisico. Grasso e sgraziato, con gli occhiali a ''pince-nez'', sembrava molto più vecchio dei suoi cinquant'anni e costruito più per la cattedra che per l'elmo. ([[Indro Montanelli]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Oreste Baratieri, ''[https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1874-11_27/page/710/mode/1up La guerra di Spagna. La parte carlista]'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', volume XXVII, novembre 1874, pp. 710-728.
==Altri progetti==
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[[File:Oreste Baratieri.jpg|thumb|Oreste Baratieri]]
'''Oreste Baratieri''' (1841 – 1901), generale e politico italiano.
==''La guerra di Spagna. La parte carlista''==
*{{NDR|Il [[carlismo]]}} Questo vecchio nemico, accampato sui monti che coronano il capo della penisola {{NDR|iberica}}, da quattro anni spia ogni occasione per lanciarsi alla conquista di un trono, da cui lo escludono il suo contegno selvaggio, il suo cieco fanatismo e l'odio dell'immensa maggioranza della nazione. Se non è riuscito nel 1873, all'epoca del dissolvimento generale, non riescirà adesso. Pure il favore dei legittimisti stranieri e di porzione del clero, le condizioni del teatro della guerra, la debolezza dell'esercito, il rifinimento del paese, gli permettono di continuare una guerra crudele che rovina ogni fonte di ricchezza, che devasta orribilmente le provincie settentrionali, che prepara alla generazione avvenire un'angosciosa eredità di odii, di vendette, di inazione e di miseria. (p. 711)
*[[Ferdinando VII di Spagna|Ferdinando VII]] morì il 29 settembre 1833; il 9 ottobre a Bilbao i monaci proclamarono [[Carlo Maria Isidoro di Borbone-Spagna|Don Carlos]], ed un'Assemblea costituente decise che ogni tre ore la popolazione si sarebbe riunita per gridare ''viva l'[[Inquisizione spagnola|inquisizione]]''.<br>Ecco il grido del [[Carlismo]] dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Ecco il grido che lo mise al bando dei governi civili, e che in momenti di tremenda anarchia gli tolse di afferrare il trono di Spagna. Viva l'inquisizione, morte al progresso ed alla libertà di coscienza! Il programma selvaggio detta la legge ai capi, esalta la folla e non solo giustifica, ma comanda il terrore.<br>Di fronte a quel grido sparisce la patria e l'umanità. Non si ha che due campi: ogni nemico deve essere spento; lo impone la religione. Così si spiegano le stragi pensatamente ordinate dai cabecilla<ref>capi, comandanti.</ref>, come si spiegano le stragi del 1793 e quelle della [[Comune di Parigi (1871)|''Comune'' di Parigi]]. Così si spiega come bande reclutate fra una popolazione d'indole buona e generosa seminino lungo i loro passi il saccheggio e la morte. (pp. 716-717)
*[[Tomás de Zumalacárregui|Zumalacarreguy]], già soldato, poi guerrigliero nell'insurrezione contro i Francesi, si pose alla testa delle prime bande carliste.<br>Abilissimo nelle mosse fra i monti, trovando ovunque un appoggio, una base di operazione od una sicura ritirata, piombava ratto sopra le truppe di [[Isabella II di Spagna|Isabella]] e ne menava scempio. Sempre pronto all'offesa od alla difesa, percorreva rapidamente tutte le provincie del Nord, di rado s'impegnava in combattimenti, mai attendeva di essere sconfitto. Le sue bande si frazionavano, si disperdevano, si riunivano sempre ad un ordine del capo, sempre verso un punto decisivo. Ora penetrava incognito nel campo nemico ed astutamente ne studiava i piani e le forze; ora con impeto e vigore attaccava a viso aperto o si gettava sulle comunicazioni dei Cristini; ora dall'alto di un dirupo, gli approcci difesi da pochi suoi fidi, assisteva ghignando agli sforzi impotenti di chi cercava snidarlo. (pp. 717-718)
==Citazioni su Oreste Baratieri==
*Baratieri, con quel suo pince-nez cerchiato d'oro e retto da un cordoncino nero – come lo ritraevano i fotografi e i caricaturisti dell'epoca – {{NDR|di fronte al Tribunale speciale di guerra che lo giudicava}} indossava l'alta uniforme con decorazioni su cui erano appuntate due medaglie d'argento guadagnate nell'impresa dei Mille e nella guerra del 1866<ref>Terza guerra d'indipendenza italiana.</ref>. Era disarmato. Questa l'umiliazione più cocente per un Soldato. ([[Cesare Rossi]])
*Il tenente generale, anzi Sua Eccellenza il tenente generale Oreste Baratieri, era certamente e sotto tutti gli aspetti un uomo di valore, colto, preparato, ben disposto ad apprendere e a capire, curioso del mondo e degli uomini, coraggioso perché aveva partecipato a molte campagne militari, e che campagne!, l'impresa dei Mille e quella del '66 che avevano fatto la patria libera, indipendente e una. Si poteva tranquillamente affermare, e su questo anche i suoi (pochi) nemici concordavano, che era un uomo di qualità. Ma purtroppo nel suo forbito curriculum si nascondeva un piccolo velenoso tarlo. [...] Ebbene, per farla corta, l'eccellentissimo Oreste Baratieri governatore di Eritrea, trionfatore delle armate dei dervisci e del Tigrè, non era un soldato di professione ma di occasione. Era inanzitutto un garibaldino. ([[Domenico Quirico]])
*In realtà, del soldato, Baratieri non aveva neanche il fisico. Grasso e sgraziato, con gli occhiali a ''pince-nez'', sembrava molto più vecchio dei suoi cinquant'anni e costruito più per la cattedra che per l'elmo. ([[Indro Montanelli]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Oreste Baratieri, ''[https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1874-11_27/page/710/mode/1up La guerra di Spagna. La parte carlista]'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', volume XXVII, novembre 1874, pp. 710-728.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici italiani]]
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/* La guerra di Spagna. La parte carlista */ nota Cristini
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[[File:Oreste Baratieri.jpg|thumb|Oreste Baratieri]]
'''Oreste Baratieri''' (1841 – 1901), generale e politico italiano.
==''La guerra di Spagna. La parte carlista''==
*{{NDR|Il [[carlismo]]}} Questo vecchio nemico, accampato sui monti che coronano il capo della penisola {{NDR|iberica}}, da quattro anni spia ogni occasione per lanciarsi alla conquista di un trono, da cui lo escludono il suo contegno selvaggio, il suo cieco fanatismo e l'odio dell'immensa maggioranza della nazione. Se non è riuscito nel 1873, all'epoca del dissolvimento generale, non riescirà adesso. Pure il favore dei legittimisti stranieri e di porzione del clero, le condizioni del teatro della guerra, la debolezza dell'esercito, il rifinimento del paese, gli permettono di continuare una guerra crudele che rovina ogni fonte di ricchezza, che devasta orribilmente le provincie settentrionali, che prepara alla generazione avvenire un'angosciosa eredità di odii, di vendette, di inazione e di miseria. (p. 711)
*[[Ferdinando VII di Spagna|Ferdinando VII]] morì il 29 settembre 1833; il 9 ottobre a Bilbao i monaci proclamarono [[Carlo Maria Isidoro di Borbone-Spagna|Don Carlos]], ed un'Assemblea costituente decise che ogni tre ore la popolazione si sarebbe riunita per gridare ''viva l'[[Inquisizione spagnola|inquisizione]]''.<br>Ecco il grido del [[Carlismo]] dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Ecco il grido che lo mise al bando dei governi civili, e che in momenti di tremenda anarchia gli tolse di afferrare il trono di Spagna. Viva l'inquisizione, morte al progresso ed alla libertà di coscienza! Il programma selvaggio detta la legge ai capi, esalta la folla e non solo giustifica, ma comanda il terrore.<br>Di fronte a quel grido sparisce la patria e l'umanità. Non si ha che due campi: ogni nemico deve essere spento; lo impone la religione. Così si spiegano le stragi pensatamente ordinate dai cabecilla<ref>capi, comandanti.</ref>, come si spiegano le stragi del 1793 e quelle della [[Comune di Parigi (1871)|''Comune'' di Parigi]]. Così si spiega come bande reclutate fra una popolazione d'indole buona e generosa seminino lungo i loro passi il saccheggio e la morte. (pp. 716-717)
*[[Tomás de Zumalacárregui|Zumalacarreguy]], già soldato, poi guerrigliero nell'insurrezione contro i Francesi, si pose alla testa delle prime bande carliste.<br>Abilissimo nelle mosse fra i monti, trovando ovunque un appoggio, una base di operazione od una sicura ritirata, piombava ratto sopra le truppe di [[Isabella II di Spagna|Isabella]] e ne menava scempio. Sempre pronto all'offesa od alla difesa, percorreva rapidamente tutte le provincie del Nord, di rado s'impegnava in combattimenti, mai attendeva di essere sconfitto. Le sue bande si frazionavano, si disperdevano, si riunivano sempre ad un ordine del capo, sempre verso un punto decisivo. Ora penetrava incognito nel campo nemico ed astutamente ne studiava i piani e le forze; ora con impeto e vigore attaccava a viso aperto o si gettava sulle comunicazioni dei Cristini<ref>seguaci di Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie e della figlia Isabella.</ref>; ora dall'alto di un dirupo, gli approcci difesi da pochi suoi fidi, assisteva ghignando agli sforzi impotenti di chi cercava snidarlo. (pp. 717-718)
==Citazioni su Oreste Baratieri==
*Baratieri, con quel suo pince-nez cerchiato d'oro e retto da un cordoncino nero – come lo ritraevano i fotografi e i caricaturisti dell'epoca – {{NDR|di fronte al Tribunale speciale di guerra che lo giudicava}} indossava l'alta uniforme con decorazioni su cui erano appuntate due medaglie d'argento guadagnate nell'impresa dei Mille e nella guerra del 1866<ref>Terza guerra d'indipendenza italiana.</ref>. Era disarmato. Questa l'umiliazione più cocente per un Soldato. ([[Cesare Rossi]])
*Il tenente generale, anzi Sua Eccellenza il tenente generale Oreste Baratieri, era certamente e sotto tutti gli aspetti un uomo di valore, colto, preparato, ben disposto ad apprendere e a capire, curioso del mondo e degli uomini, coraggioso perché aveva partecipato a molte campagne militari, e che campagne!, l'impresa dei Mille e quella del '66 che avevano fatto la patria libera, indipendente e una. Si poteva tranquillamente affermare, e su questo anche i suoi (pochi) nemici concordavano, che era un uomo di qualità. Ma purtroppo nel suo forbito curriculum si nascondeva un piccolo velenoso tarlo. [...] Ebbene, per farla corta, l'eccellentissimo Oreste Baratieri governatore di Eritrea, trionfatore delle armate dei dervisci e del Tigrè, non era un soldato di professione ma di occasione. Era inanzitutto un garibaldino. ([[Domenico Quirico]])
*In realtà, del soldato, Baratieri non aveva neanche il fisico. Grasso e sgraziato, con gli occhiali a ''pince-nez'', sembrava molto più vecchio dei suoi cinquant'anni e costruito più per la cattedra che per l'elmo. ([[Indro Montanelli]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Oreste Baratieri, ''[https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1874-11_27/page/710/mode/1up La guerra di Spagna. La parte carlista]'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', volume XXVII, novembre 1874, pp. 710-728.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Baratieri, Oreste}}
[[Categoria:Generali italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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Federico Chiesa
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[[File:Federico Chiesa vs Zenit 2021-10-20 (cropped2).jpg|thumb|Federico Chiesa nel 2021]]
'''Federico Chiesa''' (1997 – vivente), calciatore italiano.
==Citazioni di Federico Chiesa==
{{cronologico}}
*Ho rivisto le foto di quando avevo due anni e in una piazza di Parma inseguivo i piccioni prendendo a calci una palla. Ecco, credo che la mia storia di calciatore sia iniziata lì.<ref>Dall'intervista di Benedetto Ferrara, ''[http://firenze.repubblica.it/sport/2016/12/17/news/chiesa_jr_l_antidivo_felice_senza_tatuaggi_e_macchine_di_lusso_-154298621/ Chiesa jr, l'antidivo: "Felice senza tatuaggi e macchine di lusso"]'', ''repubblica.it'', 17 dicembre 2016.</ref>
*{{NDR|«È un peso o uno stimolo essere figlio di?»}} Rispondo che mi è stato anche d'aiuto. Perché [[Enrico Chiesa|mio padre]] mi ha dato fin da subito tanti consigli utili per crescere come uomo e come giocatore. Però adesso a scendere in campo sono io, Federico Chiesa, non il figlio di.<ref name="Ciullini">Dall'intervista di Brunella Ciullini a ''Tuttosport''; citato in ''[http://www.fiorentina.it/federico-chiesa-punta-la-juventus-sogno-di-fare-un-gol-a-buffon/ Federico Chiesa punta la Juventus: "Sogno di fare un gol a Buffon"]'', ''fiorentina.it'', 14 gennaio 2017.</ref>
*So che il calcio di oggi sta diventando sempre più un fatto economico [...], però ci sono ancora giocatori che vivono il calcio come passione e amano legarsi per sempre ad una maglia. Io mi reputo fra questi.<ref name="Ciullini"/>
*{{NDR|Sul debutto in Serie A}} Ero allo Juventus Stadium, sono uscito alla fine del primo tempo, avevo da fare la doccia e ancora non capivo dov'ero. Faccio per rientrare in campo, ma c'erano le porte chiuse, allora chiedo di poter entrare. "Aspetta che chiamo il mio superiore che ti deve vedere, non possiamo far entrare in campo chiunque" mi risponde lo steward, e io replico: "Mi scusi ma io avevo giocato prima". È stato divertente.<ref>Da un'intervista a ''violachannel.tv''; citato in ''[https://web.archive.org/web/20170719171813/http://www.premiumsporthd.it/serie-a/news/chiesa-quella-volta-che-allo-stadium-non-volevano-farmi-entrare--2017_8645.shtml Chiesa: "Quella volta che allo Stadium non volevano farmi entrare..."]'', ''premiumsporthd.it'', 17 luglio 2017.</ref>
*Di [[Cristiano Ronaldo|Ronaldo]] apprezzo la devozione verso il lavoro: è una macchina perfetta, si è costruito pezzo dopo pezzo. Lui è la dimostrazione vivente di quanto in allenamento sia importante dare il cento per cento per arrivare preparati alla partita.<ref name="Salvio">Dall'intervista di Fabrizio Salvio, ''Cara Italia rialziamoci'', ''SportWeek'' n. 6 (871), 10 febbraio 2018, pp. 30-35.</ref>
*Il mio futuro è soltanto l'allenamento di domani.<ref name="Salvio"/>
{{Int|''Quant'è bella giovinezza''|Intervista di Francesco Ceniti, ''SportWeek'' n. 6 (923), 9 febbraio 2019, pp. 30-35.}}
*Diventare una ''bandiera''? Non lo so, credo che nel calcio attuale sia complicato.
*Fino ai 14-15 anni ho faticato parecchio a trovare spazio: davanti c'erano compagni già formati fisicamente, io ero piccolino e gracile. Insomma, non ero titolare. [...] Poi il tempo ha sistemato le cose. Che fine hanno fatto quelli che mi stavano davanti? Credo abbiano smesso oppure sono tra i dilettanti. Ecco perché non bisogna mai perdere la fiducia.
*{{NDR|«Il dribbling ce l'hai nel sangue?»}} Il mio istinto è quello, come un bomber vede subito la porta, io scovo gli spazi dove passare.
==Citazioni su Federico Chiesa==
*Chiesa si spara da solo come una donna cannone, oltrepassa il grande telo e sparisce nel vuoto. ([[Alessandro Bonan]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Chiesa, Federico}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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James Lovelock
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[[File:James Lovelock in 2005.jpg|thumb|James Lovelock (2005)]]
'''James Ephraim Lovelock''' (1919 – 2022), chimico britannico.
*L'evoluzione è un ballo di coppia a stretto contatto tra la vita e l'ambiente materiale. Dalla danza emerge l'entità Gaiiia.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della scienza'', traduzione di Martina Dominici e Olga Amagliani, Gribaudo, 2018, p. 315. ISBN 9788858015001</ref>
*Se vi fosse una guerra nucleare e l'umanità sparisse, la Terra tirerebbe un sospiro di sollievo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 216. ISBN 9788858024362</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Chimici britannici]]
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Glauco Onorato
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Spinoziano
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[[File:Glauco Onorato.jpg|thumb|Glauco Onorato in ''[[W Django!]]'' (1971)]]
'''Glauco Onorato''' (1936 – 2009), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni di Glauco Onorato==
*Ci aiuta molto l'attore che doppiamo [...] Io per esempio doppio [[Anthony Quinn]], doppiavo [[Lino Ventura]], doppio [[James Coburn]], [[Lee Marvin]]. Erano tutti attori talmente bravi loro in originale. Noi avendoli per in cuffia, perché sentivamo in cuffia l'originale, quando si doppia si usa la cuffia, no? E loro ci aiutavano molto. E poi istintivamente si è portati ad alzare o ad abbassare poi il tono della voce a seconda di com'è la voce originale dell'attore.<ref name= Fazio>Ripresa l'intervista di Fabio Fazio durante il programma radiofonico per RaiStereoUno “Musica ieri e oggi” , ''Enciclopedia del doppiaggio'', 23 giugno 2019. [https://www.youtube.com/watch?v=-_oHpt4KFMc Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Io avendo una voce abbastanza profonda, mi fanno sempre doppiare ruoli se non di duri anche di cattivi.<ref name=Fazio/>
*Noi doppiatori, anche se c'è un luogo comune di credere che siamo delle persone facoltose che guadagnano molto... noi guadagniamo pochissimo abbiamo delle paghe che risalgono dal '74 [...] Vabbè e quindi abbiamo bisogno di lavorare continuamente.<ref name=Fazio/>
*{{NDR|Alla domanda se la sua voce è stata sempre così}} No, no è proprio così romana da sempre, noi romani abbiamo la voce così.<ref name=Fazio/>
==Citazioni su Glauco Onorato==
*Uno dei suoi più grandi insegnamenti è stato quello di recitare come si parla nella vita. Lui era molto romano, era la voce di Bud Spencer, no? Per chi magari non lo sapesse e di tanti altri, anche di [[Arnold Schwarzenegger|Schwarzenegger]], eccetera. Lui mi diceva sempre, in romanaccio, me lo diceva: ''Ahó, a Riccà, se vuoi imparà a recità, devi parlà come magni''. Capito? Mi diceva così. Ed è vero. È un po' quello che dice [[William Shakespeare|Shakespeare]] nell'''Amleto'', quello che dice [[Carlo Goldoni|Goldoni]] nel ''Teatro comico'', è la stessa cosa. Bisogna imitare la natura, quindi bisogna essere naturali nella recitazione. Non bisogna mai recitare troppo.
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Giacobbe, l'uomo che lottò con Dio]]'' (1963)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Petrosino (miniserie televisiva)|Petrosino]]'' (1972)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]'' (1936)
*''[[Sfida infernale]]'' (1946)
*''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[Il grande paese]]'' (1958)
*''[[Il piccolo campo]]'' (1958)
*''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'' (1959)
*''[[Intrigo internazionale]]'' (1959)
*''[[L'albero della vendetta]]'' (1959)
*''[[La notte senza legge]]'' (1959)
*''[[Ossessione di donna]]'' (1959)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[L'appartamento]]'' (1960)
*''[[La valle dei mohicani]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Il diavolo alle 4]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963)
*''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964)
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965)
*''[[1000 dollari sul nero]]'' (1966)
*''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966)
*''[[Grand Prix]]'' (1966)
*''[[I professionisti]]'' (1966)
*''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Questa ragazza è di tutti]]'' (1966)
*''[[Dio perdona... io no!]]'' (1967)
*''[[Preparati la bara!]]'' (1968)
*''[[I quattro dell'Ave Maria]]'' (1968)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' (1970)
*''[[La casa che grondava sangue]]'' (1971)
*''[[...continuavano a chiamarlo Trinità]]'' (1971)
*''[[Rapina record a New York]]'' (1971)
*''[[Il violinista sul tetto]]'' (1971)
*''[[...Più forte ragazzi!]]'' (1972)
*''[[Una ragione per vivere e una per morire]]'' (1972)
*''[[Anche gli angeli mangiano fagioli]]'' (1973)
*''[[Il lungo addio]]'' (1973)
*''[[Il mondo dei robot]]'' (1973)
*''[[Piedone lo sbirro]]'' (1973)
*''[[...altrimenti ci arrabbiamo!]]'' (1974)
*''[[Il Corsaro Nero (film) |Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Missouri (film)|Missouri]]'' (1976)
*''[[Guerre stellari (film 1977)|Guerre stellari]]'' (1977)
*''[[La banda del trucido]]'' (1977)
*''[[Ridere per ridere]]'' (1977)
*''[[Assassinio sul Nilo]]'' (1978)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)
*''[[I guerrieri della notte]]'' (1979)
*''[[Il cacciatore]]'' (1978)
*''[[Pari e dispari (film)|Pari e dispari]]'' (1978)
*''[[Zombi (film)|Zombi]]'' (1978)
*''[[Io sto con gli ippopotami]]'' (1979)
*''[[L'uomo puma]]'' (1980)
*''[[The Blues Brothers]]'' (1980)
*''[[Rocky III]]'' (1982)
*''[[Cane e gatto (film)|Cane e gatto]]'' (1983)
*''[[Nati con la camicia]]'' (1983)
*''[[Ipotesi sopravvivenza]]'' (1984)
*''[[Non c'è due senza quattro]]'' (1984)
*''[[Terminator]]'' (1984)
*''[[Urla del silenzio]]'' (1984)
*''[[Commando]]'' (1985)
*''[[Tex e il signore degli abissi]]'' (1985)
*''[[Aliens - Scontro finale]]'' (1986)
*''[[Il nome della rosa (film)|Il nome della rosa]]'' (1986)
*''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'' (1986)
*''[[Platoon]]'' (1986)
*''[[Arma letale]]'' (1987)
*''[[Predator]]'' (1987)
*''[[Arma letale 2]]'' (1989)
*''[[Ghost - Fantasma]]'' (1990)
*''[[Revenge - Vendetta]]'' (1990)
*''[[Tartarughe Ninja alla riscossa (film)|Tartarughe Ninja alla riscossa]]'' (1990)
*''[[Il proiezionista]]'' (1991)
*''[[L'impero del crimine]]'' (1991)
*''[[1492 - La conquista del paradiso]]'' (1992)
*''[[Alien3]]'' (1992)
*''[[Nel centro del mirino]]'' (1993)
*''[[Sister Act 2 - Più svitata che mai]]'' (1993)
*''[[True Lies]]'' (1994)
*''[[GoldenEye (film 1995)|GoldenEye]]'' (1995)
*''[[Nome in codice: Broken Arrow]]'' (1996)
*''[[Space Jam]]'' (1996)
*''[[Il domani non muore mai]]'' (1997)
*''[[Linea di sangue (film 1997)|Linea di sangue]]'' (1997)
*''[[Arma letale 4]]'' (1998)
*''[[The Avengers - Agenti speciali]]'' (1998)
*''[[Ogni maledetta domenica - Any Given Sunday]]'' (1999)
*''[[Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma]]'' (1999)
*''[[Il gladiatore]]'' (2000)
*''[[A Beautiful Mind]]'' (2001)
*''[[Troy]]'' (2004)
*''[[L'ultimo regalo]]'' (2006)
*''[[Una notte al museo]]'' (2006)
*''[[La bussola d'oro (film)|La bussola d'oro]]'' (2007)
*''[[Shooter (film)|Shooter]]'' (2007)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
{{div col|strette}}
*''[[Le avventure di Peter Pan]]'' (1953; riddoppiaggio 1986)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973)
*''[[Basil l'investigatopo]]'' (1986)
*''[[Oliver & Company]]'' (1988)
*''[[Princess Mononoke]]'' (1997)
*''[[Dinosauri (film)|Dinosauri]]'' (2000)
*''[[Lilo & Stitch]]'' (2002)
*''[[Provaci ancora, Stitch!]]'' (2003)
{{div col end}}
====Serie televisive====
*''[[Gesù di Nazareth (sceneggiato televisivo)|Gesù di Nazareth]]'' (1977)
*''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998)
==Voci correlate==
*[[Riccardo Niseem Onorato]] – figlio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Onorato, Glauco}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Sergio Graziani
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Spinoziano
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[[Immagine:Sergio Graziani 1974.jpg|miniatura|Sergio Graziani nel 1974]]
'''Sergio Graziani''' (1930 – 2018), doppiatore, direttore del doppiaggio e attore italiano.
==Citazioni di Sergio Graziani==
*Con la [[Lydia Simoneschi|Simoneschi]] ho fatto tanti film ed era bravissima, bravissima e io cercavo di imparare da lei.<ref name= Cinema>Dal Festival Nazionale del doppiaggio “Le Voci Del Cinema” edizione 2018, ''Doppiatori Italiani'', 16 marzo 2018. [https://www.youtube.com/watch?v=PpuSgJiK_A8 Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*[[Via col vento]] aveva le voci originali di Lydia Simoneschi ed [[Emilio Cigoli]], nel ridoppiaggio del 1977 la voce di [[Ada Maria Serra Zanetti]] ha sostituito Lydia Simoneschi molto egregiamente, purtroppo Cigoli non ha avuto lo stesso trattamento dalla voce di Luigi Vannucchi.<ref name= Cinema/>
==Citazioni su Sergio Graziani==
*Graziani era ed è tuttora un attore. Io ho avuto la possibilità di lavorare con lui per la prima volta credo pochi anni fa , quindi insomma avevo già una trentina d'anni di carriera sulle spalle ... a me mi tremavano le gambe stare a leggere con lui, perché mi sentivo proprio sotto schiaffo, un mostro sacro. Sapevo che dovevo dare il 100% per tentare di arrivare alla sua altezza. Lui era un grandissimo. ([[Francesco Prando]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Il sogno della farfalla]]'' (1994)
*''[[Francesco (miniserie televisiva 2002)|Francesco]]'' (2002)
*''[[Bakhita - La santa africana]]'' (2009)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[Piccolo Cesare]]'' (1931)
*''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]'' (1932)
*''[[La mummia (film 1932)|La mummia]]'' (1932)
*''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]'' (1946)
*''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950)
*''[[Il posto delle fragole]]'' (1957)
*''[[Strategia di una rapina]]'' (1959)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[A 007, dalla Russia con amore (film)|A 007, dalla Russia con amore]]'' (1963)
*''[[Assassinio al galoppatoio]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Le folli notti del dottor Jerryll]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Assassinio sul palcoscenico]]'' (1964)
*''[[I patriarchi]]'' (1964)
*''[[La stirpe dei dannati]]'' (1964)
*''[[My Fair Lady (film)|My Fair Lady]]'' (1964)
*''[[Per un pugno di dollari]]'' (1964)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[Io la conoscevo bene]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Le cinque chiavi del terrore]]'' (1965)
*''[[Saul e David]]'' (1965)
*''[[Sherlock Holmes: notti di terrore]]'' (1965)
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965)
*''[[1000 dollari sul nero]]'' (1966)
*''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[I professionisti]]'' (1966)
*''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966)
*''[[La meravigliosa Angelica]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Quién sabe?]]'' (1966)
*''[[Un uomo, una donna]]'' (1966)
*''[[Dio perdona... io no!]]'' (1967)
*''[[La via del West]]'' (1967)
*''[[Il giorno della civetta]]'' (1968)
*''[[L'ora del lupo]]'' (1968)
*''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]'' (1968)
*''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968)
*''[[Preparati la bara!]]'' (1968)
*''[[Fellini Satyricon]]'' (1969)
*''[[Il pistolero dell'Ave Maria]]'' (1969)
*''[[L'albero di Natale]]'' (1969)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Il conformista (film)|Il conformista]]'' (1970)
*''[[Il piccolo grande uomo]]'' (1970)
*''[[Lo chiamavano Trinità]]'' (1970)
*''[[Socrate (film)|Socrate]]'' (1970)
*''[[Agente 007 - Una cascata di diamanti]]'' (1971)
*''[[Il gatto a nove code]]'' (1971)
*''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971)
*''[[Rapina record a New York]]'' (1971)
*''[[Sacco e Vanzetti (film 1971)|Sacco e Vanzetti]]'' (1971)
*''[[Dalla Cina con furore]]'' (1972)
*''[[Frenzy]]'' (1972)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Le cinque giornate]]'' (1973)
*''[[Le monache di Sant'Arcangelo]]'' (1973)
*''[[Storia di una monaca di clausura]]'' (1973)
*''[[Il bianco, il giallo, il nero]]'' (1974)
*''[[Non toccare la donna bianca]]'' (1974)
*''[[Emanuelle nera]]'' (1975)
*''[[Flic Story]]'' (1975)
*''[[Il Corsaro Nero (film)|Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Signore e signori, buonanotte]]'' (1976)
*''[[L'orca assassina]]'' (1977)
*''[[Quell'oscuro oggetto del desiderio]]'' (1977)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Superman (film)|Superman]]'' (1978)
*''[[Terrore dallo spazio profondo]]'' (1978)
*''[[Caligola (film)|Caligola]]'' (1979)
*''[[Giallo napoletano]]'' (1979)
*''[[Nosferatu, il principe della notte]]'' (1979)
*''[[007 - Bersaglio mobile]]'' (1985)
*''[[Phenomena]]'' (1985)
*''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]'' (1986)
*''[[Lo squalo 4 - La vendetta]]'' (1987)
*''[[Secondo Ponzio Pilato]]'' (1987)
*''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]'' (1988)
*''[[Cape Fear - Il promontorio della paura]]'' (1991)
*''[[JFK - Un caso ancora aperto]]'' (1991)
*''[[La notte e la città]]'' (1992)
*''[[Trappola in alto mare]]'' (1992)
*''[[Cronisti d'assalto]]'' (1994)
*''[[Giacobbe (film)|Giacobbe]]'' (1994)
*''[[I ricordi di Abbey]]'' (1994)
*''[[Dredd - La legge sono io]]'' (1995)
*''[[Gli intrighi del potere - Nixon]]'' (1995)
*''[[Virus letale]]'' (1995)
*''[[Daylight - Trappola nel tunnel]]'' (1996)
*''[[Larry Flynt - Oltre lo scandalo]]'' (1996)
*''[[Spy (film 1996)|Spy]]'' (1996)
*''[[Gattaca - La porta dell'universo]]'' (1997)
*''[[Il cavaliere di Lagardère (film 1997)|Il cavaliere di Lagardère]]'' (1997)
*''[[La maschera di Zorro]]'' (1998)
*''[[Vampires]]'' (1998)
*''[[Ester (film)|Ester]]'' (1999)
*''[[Giovanna d'Arco (film)|Giovanna d'Arco]]'' (1999)
*''[[Il miglio verde]]'' (1999)
*''[[Return to Me]]'' (2000)
*''[[Chiamatemi Babbo Natale]]'' (2001)
*''[[Blade II]]'' (2002)
*''[[Luther - Genio, ribelle, liberatore]]'' (2003)
*''[[Blade: Trinity]]'' (2004)
*''[[Evilenko]]'' (2004)
*''[[Troy]]'' (2004)
*''[[Oliver Twist (film 2005)|Oliver Twist]]'' (2005)
*''[[L'ultimo regalo]]'' (2006)
*''[[Stardust (film)|Stardust]]'' (2007)
*''[[Stargate: L'arca della verità]]'' (2008)
*''[[A Serious Man]]'' (2009)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1]]'' (2010)
*''[[Wall Street - Il denaro non dorme mai]]'' (2010)
*''[[Into Darkness - Star Trek]]'' (2013)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
*''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero]]'' (1999)
====Serie televisive====
{{div col|strette}}
*''[[Zorro (serie televisiva 1957)|Zorro]]'' (1957 - 1959)
*''[[Sandokan (miniserie televisiva)|Sandokan ]]'' (1976)
*''[[Gesù di Nazareth (sceneggiato televisivo)|Gesù di Nazareth]]'' (1977)
*''[[Olocausto (miniserie televisiva)|Olocausto]]'' (1978)
*''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985)
*''[[Giuseppe (miniserie televisiva)|Giuseppe]]'' (1995)
*''[[Mosè (miniserie televisiva 1995)|Mosè]]'' (1995)
*''[[Sansone e Dalila (miniserie televisiva)|Sansone e Dalila]]'' (1996)
*''[[Salomone (miniserie televisiva)|Salomone]]'' (1997)
*''[[Jesus (miniserie televisiva)|Jesus]]'' (1999)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Graziani, Sergio}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Nando Gazzolo
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Spinoziano
2297
/* Doppiatore */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Nando Gazzolo.jpg|miniatura|Nando Gazzolo]]
'''Ferdinando Gazzolo''' (1928 – 2015), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni di Nando Gazzolo==
*La grandezza e la bellezza del teatro è irragiungibile. Un vero attore deve amare soprattutto il teatro, secondo me. Poi il resto viene e si fa anche volentieri.<ref name= Razza>Dall'intervista di Andrea Razza e Gerardo di Cola, ''EnciclopediadelDoppiaggio.it '', 2011. [https://www.youtube.com/watch?v=DnuydNcLHJo Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*La voce per un attore è il 50% della sua espressività. Non è una cosa secondaria la voce. La voce è il 50% della sua bravura.<ref name= Razza/>
*Quando tu hai la gioia e il piacere di recitare [[William Shakespeare|Shakespeare]], hai fatto tutto. Hai completato il tuo amore per l'arte teatrale. Perché lui era un Dio.<ref name= Razza/>
==Note==
<references/>
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]'' (1961)
===Doppiatore===
{{div col|strette}}
*''[[Piccolo Cesare]]'' (1930)
*''[[Cortigiana (film)|Cortigiana]]'' (1931)
*''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'' (1931)
*''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]'' (1931)
*''[[Dies irae (film)|Dies irae]]'' (1943)
*''[[I figli della violenza]]'' (1950)
*''[[L'altro uomo]]'' (1951)
*''[[Rififi]]'' (1955)
*''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956)
*''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956)
*''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'' (1956)
*''[[La banda degli onesti]]'' (1956)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1956)
*''[[I vampiri dello spazio]]'' (1957)
*''[[Il fronte del silenzio]]'' (1957)
*''[[Il sole sorgerà ancora]]'' (1957)
*''[[Qualcosa che vale]]'' (1957)
*''[[Fluido mortale]]'' (1958)
*''[[I giovani leoni]]'' (1958)
*''[[Il piccolo campo]]'' (1958)
*''[[Infamia sul mare]]'' (1958)
*''[[Totò nella luna]]'' (1958)
*''[[La vendetta di Frankenstein]]'' (1958)
*''[[La furia dei Baskerville]]'' (1959)
*''[[Il giorno della vendetta]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Ultima notte a Warlock]]'' (1959)
*''[[Giuseppe venduto dai fratelli]]'' (1960)
*''[[Il segreto di Pollyanna]]'' (1960)
*''[[La storia di Ruth]]'' (1960)
*''[[Non mangiate le margherite]]'' (1960)
*''[[Psyco]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'' (1961)
*''[[Il diavolo alle 4]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[Splendore nell'erba]]'' (1961)
*''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' (1961)
*''[[Uno, due, tre!]]'' (1961)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Va' e uccidi]]'' (1962)
*''[[Giacobbe, l'uomo che lottò con Dio]]'' (1963)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Totò e Cleopatra]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[I patriarchi]]'' (1964)
*''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'' (1964)
*''[[My Fair Lady (film)|My Fair Lady]]'' (1964)
*''[[Per un pugno di dollari]]'' (1964)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[Django]]'' (1966)
*''[[I professionisti]]'' (1966)
*''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966)
*''[[Il sipario strappato]]'' (1966)
*''[[La meravigliosa Angelica]]'' (1966)
*''[[Quién sabe?]]'' (1966)
*''[[C'era una volta il West]]'' (1968)
*''[[Preparati la bara!]]'' (1968)
*''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]'' (1969)
*''[[Agente 007 - Una cascata di diamanti]]'' (1971)
*''[[Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!]]'' (1971)
*''[[Gesù di Nazareth (miniserie televisiva)|Gesù di Nazareth]]'' (1977)
*''[[Assassinio sul Nilo]]'' (1978)
*''[[Il mistero del cadavere scomparso]]'' (1982)
*''[[The Dark Crystal]]'' (1982)
*''[[Octopussy - Operazione piovra]]'' (1983)
*''[[Superman III]]'' (1983)
*''[[C'era una volta in America]]'' (1984)
*''[[Rombo di tuono]]'' (1984)
*''[[007 - Bersaglio mobile]]'' (1985)
*''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]'' (1988)
*''[[Enrico V (film 1989)|Enrico V]]'' (1989)
*''[[Sorvegliato speciale]]'' (1989)
*''[[Mamma, ho perso l'aereo]]'' (1990)
*''[[La bella e la bestia (film 1991)|La bella e la bestia]]'' (1991)
*''[[L'esercito delle 12 scimmie]]'' (1995)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Gazzolo, Nando}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Carlo Cavicchi
0
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Danyele
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text/x-wiki
[[File:Carlo Cavicchi (2011).jpg|thumb|Carlo Cavicchi nel 2011]]
'''Carlo Cavicchi''' (1947 – vivente), giornalista e scrittore italiano.
==Citazioni di Carlo Cavicchi==
*{{NDR|Su [[Daniele Audetto]]}} Il più grande attore che Hollywood si sia mai fatta scappare.<ref>Da ''Destra 3 lunga chiude. Quando i rally avevano un'anima'', Vimodrone, Giorgio Nada Editore, 2016, ISBN 9788879116664; citato in Lorenzo Rondelli, ''[https://www.automotivespace.it/destra-3-lunga-chiude/ Destra 3 lunga chiude]'', ''automotivespace.it'', 21 settembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Citroën 2CV]]}} [...] sarei anche pronto a decantarne gli enormi meriti, il peso che questa geniale vettura ha avuto nel tessuto sociale di un Paese come la Francia, l'immagine sbarazzina che l'ha accompagnata per oltre quattro decenni, sempre attuale anche quando ormai la sua tecnologia faceva tenerezza. Non lo faccio perché altri lo faranno molto meglio di me. Mi limito però a sintetizzarne un pregio che è virtù di poche cose buone nel mondo: tutti, nessuno escluso, quando ne vedono passare una sorridono. È la prova di qualche cosa che prima che nel cervello ha saputo entrare nel cuore.<ref>Citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://books.google.it/books?id=eY89DQAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false 101 storie sulla Citroën 2CV che non ti hanno mai raccontato]'', Roma, Newton Compton Editori, 2016, ISBN 978-88-227-0148-0</ref>
{{Int|''[https://www.forlitoday.it/sport/altro/carlo-cavicchi-racconta-automobilismo-ferrari-senna.html F1 tra passato e presente con Carlo Cavicchi: "La Ferrari con Marchionne sarebbe tornata al vertice. Senna? Poteva essere un grande giornalista"]''|Da un evento al Motoclub Paolo Tordi di Cesena; citato in Giovanni Petrillo, ''forlitoday.it'', 25 aprile 2023.}}
*Ho mangiato pane e auto per tutta la vita.
*Ho smesso di dirigere ''Autosprint'' nel 1999 [...] ma ricordo benissimo il [[Campionato mondiale di Formula 1 1988|1988]] quando la McLaren con Ayrton Senna e Alain Prost vinse quindici gran premi su sedici, ad eccezione del Gran Premio d'Italia a Monza, con un "miracolo" dal cielo a pochi giorni dalla scomparsa di Enzo Ferrari [vinse Gerhard Berger davanti a Michele Alboreto grazie ad un incidente di un Senna fin li dominatore della gara durante un doppiaggio, ''ndr'']. Da direttore mettere una McLaren sempre vincente in copertina era angosciante e dura.
*Chi è senza peccato in [[Formula 1|F1]] non c'è.
*{{NDR|Su [[Enzo Ferrari]]}} Era un genio, acuto, insomma unico. Gli davano fastidio i piloti che chiedevano soldi per correre con la Rossa. Lui voleva vedere vincere la Ferrari.
==Citazioni tratte da articoli==
*Ha fatto tutto di corsa [...]. [[Mauro Forghieri]] è diventato leggenda prima ancora di diventare un uomo fatto e finito. Troppo giovane per arrivare tanto in alto, troppo vecchio per essere considerato ancora una mente pensante, di quelle che non smetti mai di ascoltare perché c'è sempre da imparare.<ref>Da ''[https://www.quattroruote.it/news/eventi/2022/11/02/mauro_forghieri_il_ricordo_di_carlo_cavicchi.html Il ricordo di Carlo Cavicchi]'', ''quattroruote.it'', 3 novembre 2022.</ref>
===''Autosprint''===
{{cronologico}}
*[...] il [[Rally di Sanremo|Sanremo]] rientra tra quelle gare all'antica in cui vedere il traguardo è già una vittoria.<ref>Da ''Tony e... fulmini (inutili) di Rohrl'', ''Autosprint'', 1979.</ref>
*Molti anni fa un settimanale inglese definì [[Virgilio Conrero]] il più grande preparatore di tutti i tempi. Non si trattò di un complimento, bensì di una pura constatazione. Il «mago» è stato sicuramente quello che ha vinto di più e a più alto livello, ma la laurea ad honorem non gli deriva da questo, o solo da questo. E che lui è stato un preparatore nel senso più vero del termine. Un tempo abbondavano i re della lima, quelli che per tentativi arrivavano a risultati talvolta straordinari; oggi esistono solo i «montatori», abilissimi certosini cresciuti alla scuola del Lego, capaci di assemblare tutto ben attenti a non inventare nulla perché quello è compito delle Case e dei loro reparti corse. Il grande Virgilio, invece, ideava. Forte delle sue cognizioni di meccanica e della grande praticaccia con il regolo calcolatore studiava a tavolino le sue soluzioni. Non usava i prodotti lavorati dagli altri, si creava i suoi e quelli erano i suoi segreti, la «differenza», il suo quid in più. E spesso aveva avuto qualcosa in più delle vetture ufficiali. I cavalli, ad esempio.<ref name="Conrero">Da ''Addio mago'', ''Autosprint'' n. 2, 9-15 gennaio 1990, pp. 6-9.</ref>
*{{NDR|Su Virgilio Conrero}} Adorava i suoi piloti, ma era capace di insultarli senza pietà se non rispettavano la meccanica, se buttavano via un risultato in seguito a una sciocchezza. In compenso, se si dovevano ritirare per un problema tecnico si intristiva oltre misura e se ne faceva una colpa gravissima. Spesso i suoi piloti privati, ritirando la vettura nell'officina di Moncalieri, se ne andavano gridando: «Ricordati mago, se non vinco, non ti pago...». Ma pagavano tutti, comunque, e facevano anche la fila.<ref name="Conrero"/>
*[...] [[Jean-Marie Balestre|Balestrescu]] deve circondarsi di «signorsì» altrimenti non potrebbe imporre a piacimento i suoi voleri [...]<ref>''Il tiranno è alle strette'', dall'editoriale ''Monitor''; ''Autosprint'' n. 3, 16-22 gennaio 1990, p. 5.</ref>
*Credo di essere uno dei più grandi estimatori delle qualità di condottiero di [[Cesare Fiorio]] [...]; credo però di conoscerlo anche molto bene nei grandi amori e grandi odi che ne hanno costellato la vittoriosa carriera. Con me o contro di me, un rapporto, il suo, senza mezze misure. Ricordo quella fredda mattina del gennaio '73 sul molo di Montecarlo. [[Harry Källström|Källström]] aveva concluso con la sua Lancia ottavo, staccato di appena un misero secondo dalla Fiat di Pinto dopo una interminabile settimana di lotta. Lo svedese gia avanti negli anni, il pilota che con le sue grandi vittorie al Rac aveva contribuito fortissimamente alla nascita del mito [[Lancia nei rally]], fu apostrofato con un durissimo: «Non sei nemmeno più capace di stare davanti a Pinto!». Fu la sua ultima corsa con la Casa torinese. Due mesi dopo, con una ingombrante Datsun vinse il Safari [...]<ref>''Nel rush finale ogni mossa... vale'', dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 35, 28 agosto – 3 settembre 1990, p. 35.</ref>
*[...] il signor [[Tom Walkinshaw]], uno che sullo stomaco ha tanto pelo da far concorrenza alla Lana Gatto. Quello stinco di santo che nel mondo delle corse tutti conoscono benissimo da anni e la cui immagine molti sub attaccano al petto per tener lontani i pescecani.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 27, 4-10 luglio 1995, p. 11.</ref>
*Tutti conoscono i limiti e le virtù di [[Jean Alesi|Alesi]]. [...] Lui non si fa passare facilmente, lui si esalta nella lotta, lui ama la pioggia, il fondo infido, la sfida al limite perché quando è sotto pressione sbaglia pochissimo. I suoi limiti sono ben altri: messa a punto, strategia, anche a volte la semplice tattica. [...] una gara da affrontare all'arma bianca, il suo terreno di lotta ideale. Se fosse stato un pirata, si sarebbe messo il coltello tra i denti e sarebbe partito all'assalto. Ma è un pilota e anziché il coltello tra i denti gli serve un'auto sotto il sedere. Questa [...] gli manca.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 35, 29 agosto – 4 settembre 1995, p. 11.</ref>
*[[Damon Hill|Damon]], pilota sicuramente veloce e capace, ha mostrato [...] quelli che sono i suoi limiti [...]: proiettato nel firmamento della F.1 nell'era del dopo Senna, dopo Prost, dopo Mansell, dopo Piquet, ha avuto sulla sua strada un solo pilota da battere per vincere {{NDR|Schumacher}} e ha perso nettamente il confronto. [...] Ecco, probabilmente Hill con i [...] sopracitati campioni non ha nulla da spartire, pertanto non gli basta l'auto migliore per primeggiare [...]. Diciamola, allora, la verità: Hill, in questa F.1, pur guidando la Williams, è il numero due. Quando ha corso, sempre con la Williams tra le mani, con Senna e Prost [...] è stato il numero tre. E se avesse corso ancora prima, con Mansell, Senna, Prost e Piquet?<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 39, 26 settembre – 2 ottobre 1995, p. 11.</ref>
*Alesi è stato generoso e esaltante, sfortunato e polemico. [...] adorabile e insopportabile, con le stimmate dei grandi e la jella dei predestinati.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 44, 31 ottobre – 6 novembre 1995, p. 11.</ref>
===''la Repubblica''===
{{cronologico}}
*Dovevate essere al Salone di Francoforte nelle giornate riservate agli addetti ai lavori, cioè a quella gente che con le auto ci ha a che fare tutti i giorni e oramai non si emoziona più per nulla. O quasi per nulla, perché erano tutti allo stand italiano dove faceva bella mostra il [[Lancia Fulvia Concept|prototipo Fulvia Coupé]], una stupenda rivisitazione dell'auto che ha emozionato la generazione che ha fatto prima il '68 e poi il diavolo a quattro per potersela permettere. Non si impazzisce per una vettura di trenta anni fa, per quanto ottimamente attualizzata, se dietro non c'è una storia con tanto di anima annessa.<ref name="Automotori">Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/20aucupea.html Lancia, finalmente rispunta l'orgoglio]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 20; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*[...] I [[Lancia (azienda)|lancisti]] sono un popolo educato e mite, che ne ha sopportate tante perché, prima, aveva goduto tanto sia nel lusso che nell'innovazione o nello sport.<ref name="Automotori"/>
*Ci mancava solo l'autoalcova, così adesso noi vecchi delle quattro ruote possiamo dire di aver visto tutto. È arrivata con un nome riduttivo, [[Smart Forfour (W454)|Forfour]], che starebbe per quattro posti mentre in realtà ci si può stare anche in cinque senza incorrere in sanzioni, visto che ci sono cinque cinture di sicurezza a testimoniarlo. Beh, certo, vista da fuori questa microcar di poco più di tre metri e mezzo sembrerebbe fatta apposta per due, invece no, ti frega perché dentro è proprio grande al punto che ci si può stare persino distesi se non proprio sdraiati. La trovata, e da qui il concetto di vetturaalcova, è tutta nei sedili anteriori che si ripiegano in avanti e poi scorrono indietro allo stesso livello di quelli posteriori. Il risultato è una grande lettone dall'aspetto galeotto. Dai, l'occasione faceva l'uomo ladro anche quando non c'erano nemmeno i ribaltabili, figuriamoci con un metro quadro e mezzo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/26ausmarti.html Forfour, l'auto alcova. E la Smart raddoppia]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Nel 2003, sul futuro dello [[Progettazione di automobili|stile automobilistico]]}} [...] sembra che la traccia sia già netta: le auto di domani in gran parte saranno dolci da guidare e rotonde da ammirare. Tranne poche eccezioni, i più suggeriscono il rifiuto degli spigoli salvo che per una loro presenza furbetta proprio per accentuare l'armonia morbida dell'insieme. La ruga come il neo, insomma, per attirare l'attenzione e far apprezzare tutto il resto.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/32auconep.html Tonde al primo sguardo e così dolci da guidare]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 32; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Renault Modus]]}} [...] la nipotina dell'Espace, o se si preferisce la figlia della Scenic, è un'auto che riesce sicuramente, a dispetto delle sue dimensioni da citycar nutrita ad estrogeni, a riproporre tutto quanto già c'è sulle progenitrici. Lo spazio, innanzitutto. [...] sembra impossibile che sia possibile trovare una volumetria così ben fruibile. Un miracolo anche perché la linea esterna non è condizionata dalla cubatura interna ma esprime una piacevolezza indiscutibile. [...] La francese Modus è infatti un'auto che strizza l'occhiolino, ammicca, seduce e [...] va diritta al cuore del cliente. Il porta biciclette opzionale è un tocco magico che affascina l'ambientalista, il portellone posteriore con doppia apertura per caricare roba anche con l'auto parcheggiata a filo tra due Tir è una furbata unica [...]. L'accerchiamento alle berline si fa insomma più stretto e convinto perché adesso l'attacco più serio parte proprio dal basso e per l'auto tradizionale è un po' come se cominciassero a crollare le fondamenta. Avevano cominciato le citycar utili, adesso, con la Modus stanno arrivando anche quelle più sfiziose, quelle che potrebbero fare anche moda. E per avere successo [...] non c'è davvero niente di meglio.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/26aupic3.html Quando lo spazio è un gioco provateci con la Modus]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*Incapace di invecchiare, la [[Renault Scénic|Scenic]] continua a piacere come se fosse la prima volta. Succede, va detto, e la storia dell'auto è ricca di esempi illustri, di modelli che sono stati bestseller per tempi lunghissimi. Ma la Scenic fa più impressione perché quando ha preso forma [...] nemmeno in Renault parevano crederci troppo. Era, per loro, soltanto una versione della Megane che doveva esplorare se mai fosse possibile ripetere in scala ridotta il successo dell'Espace, il primo minibus tascabile all'europea. Il successo fu travolgente ed è stato subito riprodotto da tutti i concorrenti, in certi casi con ancora più coraggio, in altri con maggiore fantasia. Eppure il mercato premia ostinatamente la Scenic a dispetto degli anni e dell'evoluzione [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/28aumnv2.html Fantasia Scenic, l'originale]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 28; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*Mistero della fede. O della moda. O della fantasia. Pensatela come volete ma se c'era bisogno di una riprova che le idee pagano basta guardare alla [[Citroën C3 Pluriel|Citroen Pluriel]], al suo incredibile successo [...]. Un po' berlina, un po' coupé, un po' cabrio. Volendo anche un po' roadster: è soltanto una questione di pazienza (e nemmeno troppa) e si può avere quello che si vuole. Basta togliere un pezzetto qua e poi un pezzetto là e il gioco è fatto. Un'auto perfetta per la generazione Lego, quella che è cresciuta con i pezzetti di plastica con cui si fabbricava tutto a patto di avere manualità e inventiva. Si parte da una berlina a tre porte che è una C3 appena un po' più sbarazzina e si può arrivare a quasi un dune buggy di vecchia memoria perché il tetto si ripiega nel bagagliaio, perché poi i vetri scendono (anche quelli dietro) e infine perché gli archi sopra le porte scompaiono. Zac! Avete comprato un'auto, ve ne ritrovate la metà e siete pure felici di sfoggiare la vostra mezza macchina. Il segreto sta tutto in questa mutazione, nell'effetto sorpresa. [...] la Pluriel si acquista per poter andare a passo di lumaca sul lungomare e poi vedere l'effetto che fa.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/33aucabrio2.html Dossier]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 33; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Pininfarina]]}} C'è stato un momento [...] che dall'atelier torinese uscivano esclusivamente capolavori. Il mondo dell'auto era continuamente a bocca aperta e c’era la fila dei costruttori che sognavano di avere almeno una loro vettura disegnata, se non addirittura direttamente fabbricata, dalla carrozzeria torinese. Le [[Ferrari]] prima di tutto, ma non soltanto. Le spider [[Alfa Romeo]] Giulietta e la Duetto, le Fiat 124 spider e la Dino Spider, la Lancia Flavia Coupé oppure la strepitosa Peugeot 406 Coupé sono tra le figurine più belle dell'album, ma non le sole. Non importava il cliente, la soluzione era sempre magica.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/classic-cars/2020/01/28/news/pininfarina_90_anni_e_non_sentirli-246997482/ Pininfarina, 90 anni e non sentirli]'', ''repubblica.it'', 29 gennaio 2020.</ref>
{{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20001216/10vichi.html Tecnica e cuore: imbattibili si torna]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 16 dicembre 2000, p. 10; ripubblicato in ''repubblica.it''.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Ferrari F1-2000]]}}
*Pochi lo ricordano, parlando della trionfale annata 2000, ma in tutti i 17 Gran Premi disputati, almeno una monoposto modenese è salita sul podio, una marcia trionfale che si spiega con la qualità di base di un'auto costruita pescando il meglio dentro e fuori dal Reparto Corse. Fuori? Ma come, la Ferrari non si fa tutto in casa? Un tempo, forse, e sicuramente quando perdeva. [...] Una stima, mai smentita, fissa nel 70 per cento la percentuale di particolari costruiti all'esterno e montati assieme per realizzare l'indistruttibile ed efficace F1-2000. L'elenco è lungo e noioso, anche perché i contributi tecnici arrivano da mezzo mondo, persino dagli Stati Uniti con i dischi freno e le pastiglie prodotte dalla CCR. Scelte che vengono custodite gelosamente anche se si tratta spesso di segreti di Pulcinella, restando tali per gli appassionati o per la stampa, ma ben note ai rivali sul campo [...]. Tutti sanno, per esempio, che nel motore i pistoni sono della tedesca Mahle, che le frizioni sono Sachs o Ap, che l'impianto frenante è della Brembo, che da industrie molto vicine a McLaren e Williams arrivano gli ingranaggi del cambio e molti particolari in carbonio delle sospensioni. Ma non bisogna scandalizzarsi, anzi. Nessuno può illudersi di essere all'avanguardia in tutto e ci vuole molta abilità nello scoprire in giro che cosa c'è e capire se potrà funzionare bene una volta montato con altri particolari esistenti.
*[...] a creare quella meraviglia tecnica che è stata la F1- 2000, sempre competitiva e a volte persino più efficace della McLaren MP4-15 concepita dal geniale Adrian Newey, ci ha pensato una vera multinazionale di cervelli che a grandi linee comprende il sudafricano Rory Byrne che l'ha concepita, il britannico Ross Brown che ne ha coordinato la realizzazione [...], l'italiano Claudio Costa, che ha diretto tutto l'ufficio tecnico, e il greco Nick Tombasis che si è occupato della galleria del vento. Il loro lavoro ha prodotto una delle monoposto più innovative delle ultime stagioni, per quanto all'occhio sembri di fatto molto simile alla pur riuscita F399 dello scorso anno. Un'auto nata subito bene, tanto bene che non ha avuto nell'arco dell'anno grandi modifiche al di là delle normali evoluzioni normalmente preventivate in occasione dei Gran Premi di San Marino, prima gara europea dell'anno, Francia, metà stagione, e Monza, ultimo sviluppo in vista del rush finale. Proprio in Francia, in passato, si era sempre visto un grande cambiamento per correre dietro alle soluzioni degli avversari, quest'anno invece non è stato così e in quel momento si è capito davvero che erano gli altri, finalmente a inseguire. Lo sforzo grosso è stato fatto solo per Monza, quando è stato adottato un nuovo pacchetto aerodinamico che ha permesso il grande finale di stagione (solo vittorie di lì in avanti).
*[...] in quali particolari la F1- 2000 è stata migliore della concorrenza? Nel suo complesso, sostengono a Maranello. Nata bene, molto leggera, ben 50 chili sotto peso e quindi zavorrata puntualmente dove serviva (soprattutto davanti allorché si è capito che le gomme morbide della Bridgestone non venivano sfruttate al meglio), non ha mai mostrato cedimenti o difetti irrimediabili. Piuttosto i problemi sono stati evidenti nell'elettronica applicata alla trazione, un campo minato e sempre al limite del regolamento. La fatica di Schumacher a partire alla pari delle McLaren è sempre stata evidente [...] dando vita alla favola del pilota incapace di rilasciare la frizione. Di lì i continui test a Fiorano dove il pilota non faceva scuola di partenze, bensì provava sistemi diversi di differenziali. Per tanta gente era uno scolaretto con le orecchie da asino, in realtà era un professore che si ingegnava a tenere il passo di colleghi forse soltanto più furbi.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20020622/27tratti.html Fenomeno Panda, l'immortale è qui ]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 22 giugno 2002, p. 27; citato in ''repubblica.it''.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)]]}}
*Da sempre, chi sospira guardando alla gloriosa storia del Gruppo automobilistico nazionale sospira pronunciando i nomi delle varie Balilla, Topolino, Seicento, Cinquecento. Icone di un passato lontano a cavallo della seconda guerra o del boom economico, simboli di successi duraturi in anni in cui si costruivano pochi modelli differenti, vetture longeve sia per merito che per necessità. La Panda invece no, non viene mai ricordata [...]; eppure è nata che lo yuppismo non esisteva ancora (mentre da un bel pezzo è finito), in grande anticipo su Mani Pulite e la Seconda Repubblica, ha attraversato tutto il grande digiuno Ferrari in F.1 [...]. È, e rimarrà , una delle più grandi parentesi della nostra vita.
*Il lusso è come il profumo, evapora in fretta. Le cose essenziali, senza troppi fronzoli entrano invece nel sangue, diventano indispensabili. Come il pane appena sfornato, l'olio crudo, le lenzuola di lino. [...] per resistere nel tempo ci vuole una grande idea sposata a una realizzazione senza fronzoli. La Panda, quando nacque, aveva poco e niente di cui vantarsi: un retrotreno ad assale rigido con balestre a due foglie, una sorta di amaca per sedile posteriore, due sdraio per i passeggeri davanti e una mensola portaoggetti sotto una plancia appesa davanti al volante che era un incrocio tra il fai da te di un allievo della Scuola Radio Elettra e un videocitofono. Una vera miseria [...], però era un approccio simpatico ad un'automobile che prima di tutto voleva essere utile, economica, funzionale.
*Davanti aveva una previsione di durata di un decennio che sembrava viziata da un incrollabile ottimismo, invece si è rivelata [...] uno dei rarissimi casi di vetture che vengono tolte dal mercato quando ancora le loro vendite tirano [...]. Un fenomeno che, senza farsene vanto, ha diffuso anche grande tecnologia. La sua versione 4x4 resta un vero gioiello che ha motorizzato tutto l'arco alpino. Indistruttibile e capace di scalare qualsiasi pendio, la "integrale" è entrata nel paesaggio montano come le mucche nei quadri dell'Ottocento.
*Caso unico [...] di macchina che si è affrancata dalle etichette: non è mai stata né di sinistra né di destra, per mamme o per architetti, da ricchi o da poveri. È entrata in tutte le case, l'hanno venduta di tutti i colori, non è mai stata oggetto di culto e non ha mai corso in pista o nei rally. Una vita così apparentemente normale che di più non si può, proprio come quelle delle vecchiette ultracentenarie che però, puntualmente, finiscono celebrate sui giornali.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/prodotto/2022/07/06/news/lamborghini_la_carica_delle_112_countach-356850939/ Sorpresa Lamborghini, la carica delle 112 Countach]''|''repubblica.it'', 6 luglio 2022.|h=4}}
*[...] di certo la [[Lamborghini Countach (2021)|Countach Lpi 800-4]] [...] tocca il cuore dei vecchi appassionati di automobili. Pensata per glorificare i 50 anni del modello più iconico della Casa di Sant'Agata [...] la Countach attuale è più un pezzo imperdibile per i collezionisti più accaniti piuttosto che per chi vuole un'auto con cui andare per strada. D'altronde il suo prezzo parla chiaro, due milioni di euro [...] tanto per far capire quanto esclusiva sia, e non sorprende nemmeno che i soli 112 esemplari siano già stati tutti venduti.
*La Countach Lpi 800-4 è [...] ricca di fascino, frutto di un lavoro tutt'altro che semplice perché richiamare lo stile di una vettura di successo con già mezzo secolo sulle spalle è roba da mandare giù di testa chi deve disegnarla, con tutti i limiti che vengono dal cucire addosso un abito nuovo a una vettura che ha a sua volta storia e gloria [...]. Eppure la Countach piace da impazzire perché il design è tutto nuovo pur basandosi fortemente sulle caratteristiche distintive della Countach originale.
*Il tema minimalista ha tenuto banco e si esalta nella linea continua del tetto e nelle prese d'aria del motore integrate nelle fiancate posteriori dell'auto. Anche i magnifici cerchi non danno una calcio alla tradizione perché ripropongono i cinque grandi fori tipici di tutte le Countach dalla LP 400 S in poi. Riuscitissima è poi la parte posteriore, con i sei proiettori singoli racchiusi da forme esagonali tipicamente Countach e con lo spettacolo estetico che viene dal diffusore e dai quattro terminali di carico centrali. [...] un'auto già di per sé sbalorditiva seppure, per via dei pochi esemplari in cui sarà prodotta, non destinata come la sua progenitrice a finire sui poster che non mancavano mai nelle camerette dei baby boomers.
==Interviste==
{{cronologico}}
*{{NDR|«Gli anni 70/80 sono stati probabilmente la Golden era dei [[Rally]] [...]»}} Gare lunghissime, una valanga di piloti professionisti al via, una grande varietà di vetture ufficiali, coupé, spider, berline grosse e piccole, motori a 2, 4, 6 e 8 cilindri, trazione anteriore, posteriore, integrale e gomme di tanti costruttori diversi; poi il giorno e la notte, vetture che si rompevano e pneumatici che si bucavano. Bisognava prima di tutto arrivare in fondo e dopo essere anche più veloci degli avversari. Erano corse più umane, pur nella loro disumanità di fondo.<ref name="Secchi">Da Alessandro Secchi, ''[https://www.p300.it/f1-intervista-a-carlo-cavicchi/ F1 {{!}} Intervista a Carlo Cavicchi]'', ''p300.it'', 19 febbraio 2016.</ref>
*Sono stato molto fortunato e di momenti belli ne ho collezionati tanti. La chiamata alla direzione di ''Autosprint'' a soli 37 anni ne è un esempio. Non mi davano che 3 mesi di... vita sul ponte di comando, invece ci sono rimasto per 15 anni con risultati di vendite strepitosi pur con una Ferrari che le buscava sempre. Poi certo, la direzione di ''Quattroruote'' è stata la mia vera consacrazione professionale.<ref name="Secchi"/>
*Gli appassionati di rally hanno anche una buona cultura del passato, quindi il ricordo di [[Henri Toivonen|Toivonen]] è ancora fulgido perché è un pilota che in tutta Europa ha impressionato come nessun altro per la sua velocità. [...] nell'età d'oro tra gli anni '60 e i primi anni '90 Henri è stato sicuramente il pilota più veloce tra quelli di alto livello. Aveva un rapporto davvero unico con la velocità e soprattutto è l'unico pilota che riusciva a superare la "paura" di guidare la [[Lancia Delta S4|Delta S4]], mentre altri grandi campioni erano terrorizzati all'idea di doverci salire. Lui riusciva a stupire tutti alla guida, quella macchina era difficilissima da gestire, non c'era elettronica...<ref name="Ettori">Dall'intervista di Andrea Ettori, ''[https://www.p300.it/corsica-nera-carlo-cavicchi-ci-racconta-henri-toivonen-sergio-cresto-e-attilio-bettega/ Corsica nera: Carlo Cavicchi ci racconta Henri Toivonen, Sergio Cresto e Attilio Bettega]'', ''p300.it'', 2 maggio 2020.</ref>
*[[Attilio Bettega|Attilio]] andava fortissimo ma ha sempre corso in squadra con piloti straordinari. E soprattutto era una persona estremamente onesta, dal punto di vista intellettuale: ricordo che al termine di una prova speciale lunghissima, in Grecia, Markku Alén e Walter Röhrl fecero un tempo simile mentre Attilio si prese circa 10 secondi, su mezzora di tempo; [[Cesare Fiorio|Fiorio]] gli chiese cos'era successo e Bettega rispose che era andato semplicemente più piano. Fiorio, da lui, si aspettava le prestazioni di Röhrl e Alén. Generalmente sarebbe stata un'ottima prova, ma quelle parole erano indice sia della stima che Fiorio aveva per Bettega, sia dell'onestà di Attilio. Avrebbe potuto inventarsi qualsiasi scusa, ma era troppo onesto. Anche in quel Rally di Corsica che se lo portò via stava andando forte. Un grande dispiacere di Attilio, e ne parlammo all'inizio di quel 1985, era quello di non avere vinto nulla: è stato messo subito nella squadra ufficiale del mondiale, contro i numeri uno, dove vincere era molto faticoso, ma ad esempio non lo hanno mai fatto correre nel campionato italiano o nell'europeo, dove invece avrebbe stravinto come i vari Tabaton, Cerrato e Biasion. Proprio nel 1985 aveva iniziato anche l'europeo con il team Tre Gazzelle [...], con l'obiettivo di vincerlo. Lui era bravo, aveva fatto dei podi, lottava con i migliori del mondo, ma alla fine aveva vinto solo il Trofeo 112 Abarth nel 1977.<ref name="Ettori"/>
{{Int|''[https://www.p300.it/intervista-a-carlo-cavicchi-tra-osca-giornalismo-f1-e-rally/ Intervista a Carlo Cavicchi: tra Osca, giornalismo, F1 e Rally]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 26 febbraio 2020.}}
*La [[OSCA|Osca]] la gente l'ha dimenticata ma è stata una casa che in vent'anni ha vinto praticamente tutto; ci hanno corso piloti grandissimi, da Moss che ha vinto a Sebring a Castellotti, Scarfiotti, Behra, Farina, Chiron, Villoresi, Fagioli. Nonostante avessero motori piccolissimi battevano le Ferrari, le Maserati, le Aston Martin, le Connaught, insomma le grandi macchine dell'epoca.
*{{NDR|«Lei fa parte dei grandi maestri che hanno raccontato la storia del motorsport, che consiglio darebbe ad un giovane che vuole intraprendere la carriera da giornalista nel mondo di oggi?»}} Oggi è veramente difficile perché il mondo è molto ''liquido''. Una volta un giornale era un punto di arrivo, un riferimento. Oggi abbiamo un'informazione che gira per mille canali, non sempre accurata ma comunque immediata. Questo ha portato a svilire il lavoro della ricerca: è difficile crescere la gente perché oggi basta dire, urlare, arrivare prima. Allora succede che i giornali, quelli più importanti, che ancora tengono un po' di testa, sono restii a prendere chi non sa, perché devono allevarlo e non c'è tempo di allevare la gente. Gli altri li sfruttano e spesso non li pagano. Il vero problema della ''vostra'' generazione, dei giovani, è che è arrivata l'era digitale. Che non è un male, anzi, per tanti aspetti è un bene; ma mentre prima il mestiere del giornalista ti assicurava una vita serena, una famiglia da tirare su – se eri bravo facevi carriera, se lo eri meno restavi con un livello economico che ti permetteva di vivere dignitosamente – l'era digitale ha sostituito il vecchio giornalismo ma non ne ha presi i vantaggi economici, uccidendolo. I ragazzi sono sfruttati nella maggioranza dei casi. La rete ha insegnato che deve essere tutto gratis per forza e quindi c'è tanta gente che si offre volontaria e va avanti così finché ce la fa; poi deve trovarsi un altro lavoro e lascia il posto ad altri volontari. Non c'è la scuola, non ci sono i passaggi: io scrivevo qualcosa, un altro me lo leggeva, poi c'era un capo servizio o un capo redattore che lo leggeva ancora e poi finiva in pagina. Adesso bisogna andare fuori subito, chi scrive va direttamente su un sito. La scuola non c'è più, in questo senso è finita. Onestamente non saprei consigliare, anzi, mi verrebbe da dire ''cambia lavoro'', che è brutto detto da chi ha fatto sempre questo.
*[...] le macchine di oggi vanno più forte ma, parlando in generale, erano meno potenti in assoluto delle [[Gruppo B]]: quelle erano inguidabili perché non c'era l'elettronica, per cui i piloti avevano paura a guidare. Le reazioni erano lente, la potenza era esagerata, la macchina non aveva tutti quegli ausili che permettevano il controllo. A parte l'eccezione di [[Henri Toivonen|Toivonen]], che riusciva a guidare la [[Lancia Delta S4|S4]] in una maniera che agli altri, anche i grandi campioni, metteva terrore, oggi invece tutti guidano senza timore.
*Quando tutti fanno lo stesso tempo chi è il più bravo? {{NDR|«Forse chi ha la macchina migliore»}} Ma è sempre così nelle corse. La macchina migliore è fondamentale perché se tu, la macchina migliore, non la dai al pilota migliore, è molto difficile che vinca. Poi capitano le eccezioni come Vettel a Monza, Damon Hill a Spa ma sono situazioni che rimangono nella memoria. Se Hamilton guida tutte le gare la Toro Rosso non vince. Potrebbe vincere delle gare ma mai un campionato. La macchina nelle corse c'è sempre stata, non lamentiamoci. Oggi le gare sono molto più vivaci di un tempo, un tempo erano molto più noiose ma è tutto annegato nelle emozioni. Una volta il pilota era il cavaliere del rischio.
==''Via Mazzocchi 2.0 – blog''==
{{cronologico}}
*Gli anni di [[Gilles Villeneuve|Gilles]] li ho vissuti davvero da vicino, [...] lavoravo ad ''Autosprint'' e poi a ''Rombo'' sempre con il grande Marcello Sabbatini come direttore che con Villeneuve aveva un rapporto unico e aveva contribuito tantissimo a costruirne il mito. Fu Sabbatini ad avere l'idea di promuovere la "febbre Villeneuve" oppure a imbastire la celebre sfida [[Formula 1|F.1]] contro aereo da caccia sulla pista d'atterraggio di Istrana. Erano anni in cui accadevano cose incredibili, ad esempio con la Polstrada che ti invitava a farti da parte, fermandoti magari sulla corsia d'emergenza, sulla Ventimiglia-Genova perché stavano per arrivare Villeneuve e Pironi in corsa ravvicinata per arrivare per primo a Maranello. All'epoca c'era anche il doppio casello a Piacenza ma lì, sempre avvisato via radio dalla Stradale, il mitico Pupillo (casellante con il Cavallino impresso sul cuore) dava ordine di alzare le sbarre per non fare perdere tempo a nessuno dei due contendenti... Robe che a raccontarle adesso nessuno ci crede. Ma a Villeneuve era concesso di tutto, e ci si aspettava da lui proprio di tutto. Mio padre, buonanima, anche se Gilles a due giri dal traguardo era staccato di un giro diceva: "cosa c'entra? Con quello lì può sempre succedere che vinca...". Ovviamente non era vero, però nell'immaginario collettivo era così.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/gilles-e-quella-prima-intervista/ Gilles e quella prima intervista...]'', ''blog.quattroruote.it'', 7 maggio 2012.</ref>
*Sono un [[Lancia (azienda)|lancista]] di vecchissima data, uno di quelli che in gioventù si divideva in clan, quelli della Fulvia Coupé da una parte e quelli dell'Alfa Romeo Gt Junior dall'altra. Con la Lancia ho corso a lungo e mi sono divertito un sacco. E come tutti i lancisti di vecchia data ho visto sempre questo marchio glorioso soffrire (negli anni 50 ero troppo piccolo e prima della guerra non c'ero). Ricordo bene che ne parlai a lungo con [[Vittorio Ghidella]], probabilmente era il 1980, a un rally dei Mille Laghi in Finlandia dov’era venuto con la moglie. Proprio il manager forse più "automobilaro" della storia Fiat mi parlò preoccupato della difficoltà di imporre questo marchio al di fuori dei confini italiani. "Io ce la metterò tutta, può scommetterci – mi disse quasi a tranquillizzarmi, anche se non ero certamente io il suo problema – ma la Fiat deve pensare in grande e nel grande la Lancia farà sempre fatica". Io riportai su ''Autosprint'' quelle parole, con il mio indimenticato direttore, Marcello Sabbatini, che ci fece un titolo impietoso "Ghidella non vede un futuro per la Lancia". Allora arrivano molte lettere in redazione (le mail erano una cosa inimmaginabile) e in tutte c'era un livore incredibile contro in capo della Fiat che, peraltro, a breve andava sfornando il meglio del marchio, la Thema, la Delta e la Prisma. Riporto questo episodio per sottolineare come la Lancia sia stata sempre un cruccio per tutti gli uomini sul ponte di comando del Gruppo. Il suo limite stava sempre nell'inesistente penetrazione sui mercati esteri, e questo anche quando la Stratos e poi la Delta vincevano tutto nei rally.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/la-lancia-il-cuore-e-la-ragione/ La Lancia, il cuore e la ragione]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2012.</ref>
*{{NDR|Nel 2013, sulla crisi del [[coupé]]}} [...] è proprio questa concezione di vettura ad essere uscita dagli schemi mentali dei nuovi automobilisti, che a parole sognano bolidi accessibili, ma nell'intimo privilegiano altre necessità. Se oggi si vendono soltanto [[Sport Utility Vehicle|SUV]] oppure, in minor quantità, le piccole monovolume, significa che a vincere sono esigenze pratiche. L'acquisto di un'auto comporta un impegnativo investimento di denaro ed è finita l'epoca del piacere emozionale che non è più la prima motivazione d'acquisto e nemmeno la seconda e probabilmente nemmeno la terza. I più avanti nell'età sognano sempre un ritorno delle Gta, delle Fulvia Coupé, delle Clio Williams, ma al dunque sono poi i primi a orientarsi su altri modelli, meno fascinosi ma più coerenti con gli odierni stili di vita. Un peccato, perché se uno si fa un giretto su una GT86 o su una BRZ poi non vorrebbe più scendere in quanto, anche andando pianissimo, si riscopre il gusto dell'adrenalina alle stelle. Però s'è definitivamente chiusa una porta, e probabilmente i costruttori non ci cascheranno più. Il tempo delle coupé dal prezzo abbordabile pare proprio finito.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/le-coupe-davvero-non-piacciono-piu/ Le coupé davvero non piacciono più]'', ''blog.quattroruote.it'', 30 luglio 2013.</ref>
*Da quanto tempo non si vedeva [...] tanto entusiasmo per una vettura derivata dalle corse come la [[Toyota GR Yaris]] che tanto ricorda l'indimenticata Lancia Delta Integrale? Oggigiorno di solito le vetture "cattive" non suscitano più scalpore, non generano commenti entusiastici, scivolano via come l'acqua sulla pietra. Invece con la GR Yaris è successo il contrario: ne hanno parlato tutti [...]. Significa che in Toyota hanno colpito nel segno [...]. Sarà che la GR Yaris è piccola ma promette prestazioni esagerate, sarà che costa tutto sommato poco per quello che propone e per quello che lascia immaginare [...], sarà infine che un passaggio al contrario non si era preparati a vederlo (da un'auto da corsa a una di serie...) fatto sta che la scommessa dei giapponesi potrebbe aver centrato l'obiettivo vincendo anche lo scetticismo degli ultimi avversori del motore 3 cilindri. [...] Invidio chi, più giovane di me, potrà farci un pensiero. Soprattutto chi può vivere fuori dai grandi centri e magari vicino a colline e montagne [...]. Lontano dal traffico, guidarla promette un piacere assoluto, attaccandosi al cambio manuale come nel bel tempo che fu e godendo di reazioni cui non si è più abituati. Viene da una vettura che domina nel mondiale rally e già questo è un biglietto da visita niente male, se poi guidandola si potrà godere di prestazioni da vera supercar approfittando al contempo di dimensioni contenute e di un peso vettura attorno ai 1300 chili (anche qui come una volta, che bel passo indietro...) con un assetto rigido che ti fa credere di essere un pilota vero, bé c'è da brindare con bollicine di marca, altroché. Ma sì, una volta tanto, parliamo di adrenalina e non di infotainment, di differenziali autobloccanti e pure di sedili che ti stringono il bacino e ti obbligano a una postura vera: non eravamo più abituati a tanto ben di Dio!<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/lindimenticabile-delta-e-rinata-ma-e-una-toyota/ L'indimenticabile Delta è rinata, ma è una Toyota!]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 dicembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Smart Fortwo (W450)]]}} Ricordo [...] le difficoltà degli inizi, con la voglia della Swatch di mettere per strada una vettura che fosse rivoluzionaria come lo erano i suoi orologi di plastica che stavano spopolando, irriverenti, sul mercato mondiale. Purtroppo [...] progettare una vettura è molto più complesso perché se da un lato ci può essere il rischio di sbagliare l'ora, con le auto si possono mettere a rischio delle vite. [...] ci volle l'alleanza con la Mercedes [...] per arrivare all'impertinente creazione comune con un nome facile da capire ma impossibile da brevettare perché smart è un aggettivo che può essere tradotto dall'inglese in rapido, veloce, abile, acuto, brillante, sveglio, intelligente, ma anche alla moda ed elegante. [...] Così nacque il simil acronimo S.M.art che stava per Swatch Mercedes Art, sintetizzando il concetto che era un colpo d'ingegno delle due case. L'oggetto che venne fuori fu un vero shock per un mondo bigotto quale è sempre stato quello dell'auto, e impiegò tanto tempo ad imporsi perché sì va bene la colorazione sempre esagerata, le prestazioni subito sorprendenti e la sicurezza della cellula che proteggeva gli occupanti, però era una cosetta così piccola e così strana che non si poteva digerire. In Italia ci volle l'intuito di un grande dirigente come Maurizio Alagna a segnarne il destino di successo. S'inventò mille trovate geniali tanto che [...] nessun mercato al mondo ha visto un successo paragonabile a quello italiano. A Roma, dove più che in qualsiasi altro posto le due posti tedesche sono finite nel traffico cittadino, la moda del parcheggio ortogonale rispetto al senso di marcia è diventata una regola.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/aiuto-dove-finita-la-smart-che-abbiamo-nel-cuore/ Aiuto! Dov'è finita la Smart che abbiamo nel cuore?]'', ''blog.quattroruote.it'', 6 maggio 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} È incredibile l'interesse che suscitano sempre le auto del biscione al di là di quelli che sono poi i dati di vendita. [...] È evidente che il marchio Alfa possiede ancora, e verrebbe da dire nonostante tutto, un fascino unico sulla gente, figlio di radici lontane che ci portiamo dentro magari senza nemmeno sapere bene perché. Il passato di storia e gloria è dimenticato da un pezzo, però il brand resta appiccicato addosso e si trasferisce di padre in figlio. Da mezzo secolo le Alfa Romeo sono vetture che faticano a imporsi sul mercato con poche eccezioni, [...] tanto che la frase "Le Alfa sono come la bella Cecilia: tutti le vogliono e nessuno le piglia" ha tenuto banco tra gli addetti ai lavori. Però il fascino resiste [...]<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-fascino-delle-alfa-sulla-gente-sorprende-sempre/ Il fascino delle Alfa sulla gente sorprende sempre]'', ''blog.quattroruote.it'', 3 giugno 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} In un mercato dove i listini, trainati dai costi all'acquisto delle [[Auto elettrica|vetture elettriche]], sono saliti alle stelle tanto tutti i costruttori li hanno alzati senza ritegno perché le auto tradizionali costano comunque poco rispetto alle vetture alla spina che dovrebbero essere il futuro imposto dai Governi, succede che anche le utilitarie diventano inaccessibili. [...] Questo ci deve far capire quello che succederà negli anni a venire quando l'imposizione forzata delle auto elettriche, i cui prezzi non caleranno troppo (meglio non farsi esagerate illusioni), vedrà un fiorire di oggetti di pseudo lusso pressoché inarrivabili, con la massa che allora troverà sfogo nell'arrivo di proposte cinesi queste sì con listini accettabili. Il mercato della Grande Muraglia già oggi è fitto di vetture a batteria che costano poco e quando si decideranno ad esportarle, dopo anni di esperienza in loco, lo faranno con listini aggressivi. Saranno vetture di bassa qualità, di scarse prestazioni e con una sicurezza molto elementare ma saranno alla portata di tante tasche altrimenti escluse dalla mobilità privata. I grandi marchi diventeranno di nicchia e noi regaleremo un secolo e passa di storia e di gloria ai nuovi invasori. Come la chiama [[Beppe Grillo|Grillo]]? La decrescita felice. Eccola alle porte.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-meritato-successo-della-dr-ci-fa-capire-che-futuro-ci-aspetta/ Il meritato successo della DR ci fa capire che futuro ci aspetta]'', ''blog.quattroruote.it'', 15 luglio 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} Voi da che parte state, siete per il lavoro o per l'ambiente? La domanda è in apparenza provocatoria, ma è quello che ha portato a sua giustificazione la Ford per mettere a casa tremila dipendenti al fine di ridistribuire le risorse e destinarle alla costosissima svolta elettrica. [...] Gli americani, sul lavoro, sono estremamente pragmatici, e questo modo di operare li ha sempre caratterizzati. Al contrario che in Europa, dove in genere gli Stati intervengono dando soldi per evitare i licenziamenti, negli States il Governo mette fuori i quattrini se il piano aziendale contempla sacrifici ma rimette a posto i conti di una azienda. [...] In sintesi Ford dice che i costi per sviluppare le nuove vetture elettriche sono enormi e ci vorrà molto tempo per avere un ritorno economico, quindi non ci sono alternative: se si vuole un mondo più pulito bisogna fare sacrifici. [...] Insomma, stiamo arrivando al nocciolo della questione elettrica: la transizione sarà molto crudele anche se per adesso tanti governanti non se ne stanno rendendo conto. I sindacati e le varie associazioni di categoria lo stanno denunciando da anni: in Italia sono a rischio almeno 70 mila posti, un'intera città di media grandezza. Ma la questione ambientale [...] viene sempre prima del lavoro, fa più effetto, piace di più ai giovani che sono già rassegnati a non trovarlo il lavoro. Il tema è invece centrale per quanto scomodo, si tratta di scegliere da che parte stare ed è una questione estremamente seria che potrebbe in fretta rivelarsi drammatica. Perché non la si affronta invece che far finta che il problema non sia a un passo dal materializzarsi?<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/ambiente-o-lavoro-scelta-drammatica/ Ambiente o lavoro, scelta drammatica]'', ''blog.quattroruote.it'', 26 agosto 2022.</ref>
*Se un ubriaco va fuori strada e ammazza un povero innocente la prima reazione di chi amministra le città è di intervenire riducendo i [[Limite di velocità|limiti di velocità]] sulle strade e magari aumentando le sanzioni. Il problema è che la stragrande maggioranza degli automobilisti si muove usando la testa, ma sarà quella che ne pagherà direttamente le conseguenze: limiti di velocità a 30 all'ora in città [...], dissuasori sulla strada, autovelox [...], peso delle contravvenzioni aumentato. Tolleranza zero, insomma, così io che viaggio rispettando i limiti [...] dovrò sorbirmi la tortura di troppi dissuasori [...] per colpa di ubriacone se non peggio di un drogato. Probabilmente rischierò anche di essere multato per un eccesso di velocità minimo [...]. Il tutto senza arrivare alla soluzione perché quei delinquenti che guidano ubriachi, o peggio ancora impippati e spesso senza patente di guida, non si fermeranno certo se i limiti sono più bassi. Loro i limiti non li rispetteranno mai [...]. Il risultato è quello del vecchio cartello degli anni 50: per colpa di qualcuno non si farà più credito a nessuno. Finiremo incolonnati e viaggeremo come lumache col risultato che ci attaccheremo al più famoso apparecchio di distrazione di massa esistente, il telefonino, e peggioreremo ancora di più la situazione. Così dopo si stringeranno ancora di più i limiti fino a che non ci si potrà più spostare. Anzi no, i disgraziati non patentati ed ebbri o fatti continueranno a colpire vigliaccamente gli innocenti a bordo strada e chissà se allora si capirà che se al posto di vessare quelli ligi al codice della strada sarebbe stato meglio fermare quelli fuori regola. Non tutti, perché non è ovviamente possibile, ma un bel po' di più quello sì.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/per-colpa-di-qualcuno-pagheremo-tutti/ Per colpa di qualcuno pagheremo tutti]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2022.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cavicchi, Carlo}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Jack Palance
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
[[File:Jack Palance 1975.JPG|thumb|Jack Palance nel 1975]]
'''Jack Palance''', pseudonimo di '''Volodymyr Palahniuk''' (1919 – 2006), attore statunitense.
{{Int|Da ''Intervista con Jack Palance''|Sottotitolaggio italiano in materiale bonus, ''[[Il demone nero]]'', regia di Dan Curtis, 1974, DVD, Sinister Film, 2021.}}
*Era una sensazione strana. Credo che sia l'unico personaggio che abbia mai interpretato a farmi paura. Perfino durante la realizzazione del film, avevo una sensazione di diventare in alcune occasioni, troppo vicino a [[Conte Dracula|Dracula]]. Ero solito andarmene dal set sperando che la produzione finisse al più presto, perché non volevo diventare Dracula.
*È un personaggio piuttosto suggestivo. Lo è sempre stato e lo è ancora adesso. Quindi che piaccia al pubblico non sorprende affatto. Credo di essermi precipitato a farlo. A quei tempi ero solito credere che forse c'era un Dracula, non era solo una leggenda. Quell'uomo ha vissuto e mi ha osservato, forse mi osserva anche adesso, devo stare attento. È ancora nelle vicinanze ed esige una sfida con me, ma io ho perso i denti quindi ho delle difficoltà ad affrontarlo.
*Non l'ho mai considerato un personaggio cattivo. Qualcuno mi ha detto che è il personaggio più cattivo che abbia mai interpretato, ma per me accetto quell'opinione ma di certo non direi la stessa cosa. Dracula, secondo me, non era più cattivo di un uomo qualsiasi. Era una persona intrappolata in una situazione. "Cattivo" è un termine che gli è stato dato dagli altri. So che se [...] viene fatta quella domanda a Dracula, ovviamente ti direbbe che non c'era niente di cattivo in lui. Faceva quello che secondo lui era giusto.
*Credo che il fascino di personaggi come Dracula e altri di quel genere sia lo stupore che provocano: cosa potrebbe essere stato, come è stato? Questo è diverso, questo è un altro mondo. È davvero esistito? Potrei arrivare a farne parte per un periodo senza farmi del male o avere fatto del male?
*Da allora, mi è stato offerto di fare Dracula tante altre volte, ma non volevo più farlo. Credo che una volta sia abbastanza. Vediamo cosa fanno gli altri, come approcciano i risultati che ottengono.
*Ho visto tanti Dracula ma mai il mio. Forse avrò il coraggio di guardarlo, di vedere quanto ero crudele e cattivo.
==Citazioni su Jack Palance==
*Jack è il miglior Dracula che ci sia mai stato. ([[Dan Curtis]])
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]'' (1950)
*''[[So che mi ucciderai]]'' (1952)
*''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'' (1953)
*''[[Il calice d'argento]]'' (1954)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[Il giudizio universale]]'' (1961)
*''[[I professionisti]]'' (1966)
*''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]'' (1969)
*''[[Chato]]'' (1972)
*''[[Il demone nero]]'' (1973)
*''[[Tango & Cash]]'' (1989)
*''[[Batman (film 1989)|Batman]]'' (1989)
*''[[Scappo dalla città - La vita, l'amore e le vacche]]'' (1991)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Palance, Jack}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Premi Oscar]]
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Sophia Flörsch
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text/x-wiki
[[File:Let me introduce my simulator (Floersch on YouTube) 02 (cropped).jpg|thumb|Sophia Flörsch (2020)]]
'''Sophia Flörsch''' (2000 – vivente), pilota automobilistica tedesca.
==Citazioni di Sophia Flörsch==
{{cronologico}}
*{{NDR|«Ma quanto è difficile per lei che è una donna correre contro gli uomini?»}} Una ragazza deve dimostrare sempre di più, devi battere i maschi per essere rispettata. Se succede cambia tutto: quando ci riuscivo sui kart ci rimanevano troppo male, piangevano. {{NDR|«E adesso?»}} Sono cresciuti e lo accettano.<ref>Dall'intervista di Daniele Sparisci, ''[https://www.corriere.it/cronache/18_dicembre_16/sophia-floersch-salvata-angeli-f3-festeggio-macao-compleanni-4cf6bba0-016f-11e9-b86a-f4f8946764eb.shtml Sophia Flörsch: «Salvata dagli angeli, adesso festeggio due compleanni»]'', ''corriere.it'', 16 dicembre 2018.</ref>
*{{NDR|«Perché ami quello che fai? Perché una macchina e un casco?»}} È strano, ma quando mi infilo il [[Casco da corsa|casco]] non penso a nient'altro e solo a correre. Non ho mai avuto questa sensazione facendo altre cose e penso che possa dimostrare quanto amo quello che faccio. Amo la velocità ovviamente, trovare gli ultimi decimi anche nella frenata, fare le curve e sentire il carico è incredibile [...]. Per tutto questo amo correre.<ref>Dall'intervista di [[Mara Sangiorgio]], ''[https://sport.sky.it/motori/2018/12/17/intervista-sophia-floersch-viva-per-miracolo-incidente-macao Sophia Floersch, prime parole a Sky dopo l'incidente: "Sono viva per miracolo. L'obiettivo è tornare a guidare a marzo"]'', ''sport.sky.it'', 17 dicembre 2018.</ref>
*In passato c'erano alcune donne che erano supportati da team di Formula 1, ma erano li solo per far sorridere e sorridere davanti alle telecamere. Sarebbe importante che le ragazze ottengano le stesse opportunità e lo stesso sostegno dei ragazzi. Finché ci occuperemo solo di marketing, non cambierà nulla nel mondo delle corse. Devono esserci persone che credono nelle donne come piloti da corsa e non solo come fenomeno per attirare più attenzione.<ref>Da un'intervista a ''Bild''; citato in Ruggiero Dambra, ''[https://www.formularace.it/sophia-floersch-attacca-la-f1-i-team-dovrebbero-supportare-le-ragazze/ Sophia Floersch attacca la F1: "I team dovrebbero supportare le ragazze"]'', ''formularace.it'', 5 gennaio 2021.</ref>
*Ogni donna può fare uno sport legato ai motori. Non voglio distinguermi in quanto donna, voglio essere percepita come pilota. Esattamente come succede ai miei colleghi maschi.<ref>Da un'intervista a ''Welt''; citato in Elmar Bergonzini, ''[https://www.gazzetta.it/Auto/06-04-2021/sophia-floersch-dtm-pregiudizi-giudicatemi-pilota-non-perche-donna-4002109103380.shtml Sophia Floersch e i pregiudizi: "Nel Dtm da pilota, non voglio fare notizia perché donna"]'', ''gazzetta.it'', 6 aprile 2021.</ref>
*Le scuderie si "adornano" di piloti senza dare loro una reale possibilità. Così facendo giustificano luoghi comuni moderni e chic come "promuoviamo le donne e la diversità", ma è soltanto un'operazione di facciata a buon mercato senza dare nessun supporto reale a livello di inclusione sportiva in condizioni di parità.<ref>Da un'intervista a ''Munich Merkur''; citato in Marco Belloro, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/sophia-floersch-il-supporto-dei-team-alle-donne-non-e-reale-inclusione-diversita-macao-2018-606788.html Sophia Floersch: "Il supporto dei team alle donne non è reale"]'', ''formulapassion.it'', 3 marzo 2022.</ref>
*Per favore, giudicatemi solo dalle prestazioni. Si tratta di sport. Di risultati. A quello si dovrebbe dare valore. Voglio il massimo delle prestazioni. Voglio vincere. È questo il senso di tutto.
:''Please measure me by performance. It's about sport. About success. That should be valued. I want maximum performance. I want to win. That's what it's all about.''<ref>{{en}} Da un [https://x.com/SophiaFloersch/status/1762536085551259835 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 27 febbraio 2024.</ref>
{{Int|''[https://metropolitanmagazine.it/sophia-floersch-si-racconta-tra-sogni-desideri-e-cadute/ Sophia Floersch si racconta: tra sogni, desideri e cadute]''|Intervista di Maria Iuliano, ''metropolitanmagazine.it'', 9 febbraio 2021.}}
*{{NDR|«Preferisci guidare a ruote coperte o scoperte?»}} Sono due cose diverse, non si possono davvero paragonare formula ed [[Endurance (automobilismo)|endurance]]. Le formula sono qualcosa di speciale. L'endurance è diverso nel modo in cui siedi in macchina, condividi la vettura con i tuoi compagni e c'è più lavoro di squadra. Sono cose completamente diverse. Guidare entrambe le macchine è fantastico, ma a livello aerodinamico non c'è molta differenza.
*Per me il motorsport è fantastico perché puoi competere con uomini, anche se sei una donna. Non c'è distinzione di genere. Voglio competere con i migliori di questo sport e al momento sono ancora gli uomini. Imparo di più correndo contro di loro che contro le donne. Ecco perché continuo a fare le cose "normali" e non un campionato per sole donne.
*Ora ci sono molte più ragazze e donne nel nostro sport, non solo in pista, parlo in generale: giornaliste, meccanici, ingegneri e team manager. Intendo dire che ci sono molte opzioni per le donne nel mondo del motorsport e penso che sia davvero migliorato. [...] Penso, però, che ci sia ancora molto lavoro da fare. Siamo ancora in poche a competere con gli uomini in diversi tipi di corse. Credo che questo debba cambiare. Spero possa cambiare perché a volte quando parli di voler diventare un pilota sai quanti svantaggi hai essendo donna: è difficile trovare gli stessi sponsor e partners. [...] il motorsport è molto costoso: se tu o la tua famiglia non potete pagare gli sponsor è più difficile per le donne trovarli rispetto agli uomini. Questo perché loro [gli sponsor, ''ndr''] non credono veramente in noi ed è davvero triste onestamente. Sostengo che possiamo fare le stesse cose ed essere veloci quanto gli uomini, dobbiamo solo avere gli stessi mezzi per poterlo provare.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Florsch, Sophia}}
[[Categoria:Piloti automobilistici tedeschi]]
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Max Verstappen
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Danyele
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/* Citazioni di Max Verstappen */ +wikilink
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text/x-wiki
[[File:2024-08-25 Motorsport, Formel 1, Großer Preis der Niederlande 2024 STP 3973 by Stepro (medium crop).jpg|thumb|Max Verstappen (2024)]]
'''Max Emilian Verstappen''' (1997 – vivente), pilota automobilistico olandese.
==Citazioni di Max Verstappen==
{{cronologico}}
*{{NDR|«Max il pilota con più talento, [[Lewis Hamilton|Lewis]] il più completo: sei d'accordo?»}} Non sono d'accordo! Ma è la mia opinione...<ref>Dall'intervista di [[Mara Sangiorgio]], ''Leader Max'', Sky Sport F1, 3 giugno 2021; citato in ''[https://sport.sky.it/formula-1/2021/06/01/f1-gp-baku-verstappen-intervista F1, Verstappen a Sky: "Hamilton più esperto di me, ma non per questo più completo"]'', ''sport.sky.it'', 1º giugno 2021.</ref>
*La [[Formula 1]] è cambiata molto nel corso degli anni, si è trasformata in uno sport più atletico. Come piloti, siamo sottoposti ad alte temperature, a una forza di gravità da tre a sei volte maggiore, a molto rumore e vibrazioni. Durante la corsa, la frequenza cardiaca può arrivare al 90% del suo massimo e la temperatura corporea aumenta fino a un massimo di 39,8 gradi. Sono sicuramente tanti di numeri ma, in breve, durante una gara si bruciano circa lo stesso numero di calorie che bruceresti correndo una mezza maratona. {{NDR|«Qual è, dunque, la sfida più impegnativa?»}} Senz'altro mantenere la concentrazione durante la corsa. Questo significa prendere continuamente decisioni ad alto rischio per la guida, ma anche comunicare costantemente con il team per la strategia e premere oltre 20 diversi pulsanti del volante durante i giri. Direi quindi che bisogna essere sicuramente in forma per riuscirci.<ref>Dall'intervista di Pierfrancesco Catucci, ''[https://www.gazzetta.it/fitness/allenamento/11-09-2021/max-verstappen-intervista-esclusiva-ecco-come-alleno-corpo-mente-4201146777873.shtml Verstappen: "Ecco come alleno corpo e mente. E se devo scegliere tra cardio e pesi..."]'', ''gazzetta.it'', 11 settembre 2021.</ref>
*Una volta che finisco la gara mi concentro solo sulla famiglia e sugli amici. Se mi collego ai social, non voglio vedere nessuna vettura. E anche se ci sono polemiche dopo un Gran Premio, non influenzeranno nulla di ciò che faccio nel fine settimana, è solo una perdita di tempo.<ref>Da un'intervista al ''Telegraph''; citato in ''[https://www.eurosport.it/formula-1/max-verstappen-il-rapporto-con-hamilton-non-devo-andarci-a-cena.-c-e-stata-tensione-ma._sto8607127/story.shtml Max Verstappen: "Il rapporto con Hamilton? Non devo andarci a cena. C'è stata tensione, ma..."]'', ''eurosport.it'', 29 ottobre 2021.</ref>
*Non ho idoli, l'unica figura di riferimento è mio padre {{NDR|Jos, anche lui pilota di Formula 1}}. Sono qui per vincere, di assomigliare ad altri non mi interessa.<ref>Citato in Chiara Pizzimenti, ''[https://www.vanityfair.it/article/chi-e-max-verstappen-nuovo-campione-mondo-formula-1-battuto-lewis-hamilton Chi è Max Verstappen, il nuovo campione del mondo di Formula 1]'', ''vanityfair.it'', 12 dicembre 2021.</ref>
*I [[Circuito cittadino|circuiti stradali]] sono belli per le foto, ma non per le corse.<ref>Da un'intervista a ''formule1.nl''; citato in Valerio Barretta, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-piloti/verstappen-circuiti-stradali-buoni-per-le-foto-non-per-le-gare-642033.html Verstappen: "I cittadini? Buoni per le foto, non per le gare!"]'', ''formulapassion.it'', 27 novembre 2022.</ref>
*{{NDR|Sul [[Gran Premio di Las Vegas]], «quanto questo weekend credi sarà uno spettacolo e quanto è un evento sportivo?»}} 99% spettacolo e 1% evento sportivo. [...] non mi piace il contorno, ovviamente so che in alcuni casi ne fa parte, ma diciamo solo che non riscuote il mio interesse. [...] Ad alcune persone piace un po' di più lo spettacolo, a me non piace affatto. Sono cresciuto guardando solo il lato prestazionale delle cose ed è così che la vedo. Quindi mi piace essere a Las Vegas, ma non tanto per correrci.<ref name="Chinchero">Dall'intervista di Roberto Chinchero, ''[https://it.motorsport.com/f1/news/f1-verstappen-crudo-sullo-show-di-las-vegas-mi-sento-clown/10546995/ F1 {{!}} Verstappen crudo sullo show di Las Vegas: "Mi sento un clown"]'', ''motorsport.com'', 16 novembre 2023.</ref>
*{{NDR|Sul [[Las Vegas Strip Circuit]]}} Non penso che sia così emozionante, per quanto mi riguarda un circuito cittadino non è mai entusiasmante [...]. Lo scenario sarà fantastico guidando lungo la Strip, ma il layout in sé non è dei più entusiasmanti. Guidare una macchina di F1 è molto più divertente quando hai curve ad alta velocità, ma da queste parti non ce ne sono molte.<ref name="Chinchero"/>
*Con lo sport si possono ottenere molte cose nel mondo. Noi siamo qui per esibirci, non siamo interessati alla politica. Penso che sia molto importante che lo sport faccia lo sport e che la politica sia politica. A volte alle persone piace essere nel mezzo. Personalmente preferisco concentrarmi sullo sport, altrimenti avrei fatto il politico. Come sport, non possiamo cambiare il mondo, ma cerchiamo di condividere valori positivi.<ref>Dalla conferenza stampa del Gran Premio d'Arabia Saudita 2024; citato in Stefano Ollanu, ''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-commento/piloti-politica-verstappen-hamilton-gaza-visioni-diverse I piloti di F1 possono parlare di politica? Visioni differenti tra Hamilton e Verstappen]'', ''formulapassion.it'', 20 marzo 2024.</ref>
*A volte per ottenere il massimo da ogni situazione [...] devi essere disposto ad oltrepassare un limite o ad infrangere una regola ed è quello che ho fatto e che sempre farò, non tutti hanno questa mentalità e non tutti lo capiscono.<ref>Citato in Marco Belloro, ''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-news/verstappen-messico-norris-spietato-oltrepassare-limiti-infrangere-regole Verstappen: "In Messico ho guadagnato punti infrangendo una regola, non tutti hanno la mentalità per farlo"]'', ''formulapassion.it'', 22 dicembre 2024.</ref>
{{Int|''[https://www.gqitalia.it/sport/article/max-verstappen-pilota-formula-1-intervista Come Max Verstappen è diventato uno dei campioni più infallibili della Formula 1]''|Intervista di Daniel Riley, ''gqitalia.it'', 14 novembre 2022.}}
*Non penso sia possibile andare forte se dentro covi la paura.
*{{NDR|Sul padre [[Jos Verstappen]]}} Appena chiuse con la Formula 1 dedicò fondamentalmente il resto della carriera a farmi diventare una persona migliore e più veloce di lui.
*{{NDR|Parlando della sconfitta nel mondiale kart 2012 all'ultima gara}} Di fatto, feci una cazzata. Valutai male il punto del circuito dove volevo superare il pilota che era in testa e ne scelsi uno troppo rischioso. Avrei potuto aspettare ancora un giro o due, l'avrei superato senza problemi, ce l'avrei fatta. In realtà, andò male. Mi schiantai. Finì tutto lì, niente campionato del mondo. Mio padre ha investito ogni energia fisica e mentale nel corso degli anni per arrivare a quel punto. Tutto doveva essere pronto per cogliere l'occasione. Ed è per questo che era così arrabbiato. {{NDR|Sul furgone}} io continuavo a cercare di avviare una conversazione con lui riguardo al perché l'avevo fatto e che cosa pensavo della situazione. A un certo punto mi avvertì: "Max, se non chiudi il becco ti sbatto fuori". Naturalmente, non pensavo che l'avrebbe fatto. Così continuai a discutere, a tentare di parlare con lui. Alla stazione di servizio successiva si fermò e mi disse: "Fuori!". [...] {{NDR|Il ragazzo scese e chiamò la mamma che era venuta in Italia per la corsa e aveva lasciato il circuito dopo di loro. Alla fine, però, fu Jos a tornare a prenderlo}} Così guidammo fino a casa per 17 ore, senza parlare. Abbiamo mangiato, ignorandoci. Per fortuna pagò il conto. [...] non parlammo per qualcosa come una settimana intera. Era arrabbiatissimo e allo stesso tempo si rifiutava di parlare con me. Mi sono sentito malissimo per una situazione di cui ero responsabile. Eppure, in un certo senso, quel silenzio mi ha anche aiutato molto, perché ho iniziato a pensare di più alle conseguenze dell'esito negativo di una gara e a come debba essere gestita. Bisogna essere più pazienti.
*{{NDR|Su ''[[Formula 1: Drive to Survive]]''}} Capisco che vogliano attirare più tifosi verso la F1 e funziona. Però, molte scene sono fatte letteralmente con il copia e incolla, persino le frasi: cose dette che io so non sono state pronunciate all'epoca. Senza contare le riprese. In fin dei conti, sono dettagli poco importanti se vuoi creare entusiasmo in chi non capisce tanto di Formula 1. Ma se sei un tifoso incallito, non è realistico.
{{Int|''[https://it.motorsport.com/f1/news/f1-verstappen-cerco-le-emozioni-delle-corse-e-non-lo-show/10548439/ F1 {{!}} Verstappen: "Cerco le emozioni delle corse e non lo show"]''|Citato in Roberto Chinchero, ''motorsport.com'', 18 novembre 2023.}}
*{{NDR|Sulla [[Formula 1]] degli anni Duemilaventi}} Quando ero bambino mi sono innamorato delle emozioni che può dare questo sport, non dello spettacolo che lo circondava, e credo che da pilota questo aspetto non dovrebbe avere molta importanza. [...] Ovviamente capisco che anche i fan possano aver bisogno di qualcosa da fare in pista, ma penso che sia più importante far capire loro ciò che facciamo nel nostro sport. Non trovo molto senso nel venire ad un Gran Premio solo per fare festa o vedere lo spettacolo di un DJ, voglio dire, questo puoi farlo in tutto il mondo, puoi andare a Ibiza no? Onestamente non mi piace pensare che ci siano dei fan che vengono in pista a bere qualche drink con i loro amici senza in realtà capire cosa stiamo facendo e cosa stiamo mettendo in gioco per esibirci al nostro meglio.
*Una [[Vettura di Formula 1|monoposto di Formula 1]] non prende vita da sola, ma diventa speciale se puoi guidarla su piste speciali [...]
*Adoro [[Gran Premio di Las Vegas|Las Vegas]], ma non è qui che voglio guidare una macchina di F1. Mi piace uscire, bere qualche drink, puntare qualcosa sul rosso, divertirmi e andare ad una bella cena, ma non vedo in questo posto la passione che c'è sulle piste della vecchia scuola.
==Citazioni su Max Verstappen==
[[File:Podium 2017 Malaysia, Lewis Hamilton and Max Verstappen.jpg|thumb|«Per Max o la va o la spacca. Ti scontri o non lo sorpassi. Credo che si spinga sempre al limite e forse oltre» ([[Lewis Hamilton]])]]
*Devo dire che in tanti anni da inviato di F1, dove ho visto correre dal vero e battagliare piloti come [[Ayrton Senna|Senna]], [[Alain Prost|Prost]], [[Nigel Mansell|Mansell]], [[Michael Schumacher|Schumacher]] – e sentire pure a volte le loro giustificazioni per certi azzardi – io uno scorretto nella guida come Verstappen non l'avevo mai visto prima. Ogni volta che va dritto in staccata per un sorpasso insiste per spostare l'avversario e tenersi la posizione. È sempre al di là delle righe. Quelle metaforiche, ma anche quelle bianche che delimitano la pista. Verstappen è un pilota fantastico, lo riconosco. E lo ammiro. Uno col piede di Senna e la grinta di Mansell. Un campione di talento. È bravo bravo bravo. Ma per me è troppo scorretto. È come uno che grida sempre per avere ragione. Lui non duella e basta; lui aggredisce e spintona l'avversario. Tira delle staccate impossibili per resistere al rivale, va fuoripista e quando rientra ostruisce l'avversario pensando di avere il diritto di restare lì davanti. Nel duello con Verstappen è sempre "l'altro", è sempre il suo avversario del momento che deve preoccuparsi di evitare il contatto e l'incidente. Lui non ci pensa: si butta dentro e sta al suo avversario del momento evitare la collisione. Non si guida così. Anche se sei il più bravo del mondo! [...] Lui non desiste mai. Questo sentimento è bello in un pilota, ma fino a un certo punto. Quando la manovra va male, con la staccata finisci lungo oppure l'altro ti mette le ruote dentro, devi imparare a mollare. Fa parte del gioco delle corse. Invece Verstappen non desiste anche quando la partita è persa. E questo comportamento ne fa un irresponsabile in tante occasioni. ([[Alberto Sabbatini]])
*{{NDR|«Verstappen le ricorda Schumacher?»}} Gli assomiglia perché mette al centro tutto ciò che fa in pista. È maturato tanto, ha imparato a gestire le proprie emozioni. È un cannibale, non guarda in faccia nessuno. E in questo mi ricorda tanto Michael. ([[Stefano Domenicali]])
*Ha molti punti di forza, ma in particolare il fatto che non ha bisogno di riscaldarsi. Scende in pista e va forte, anche sul bagnato o su un circuito nuovo [...]. L'altra sua qualità è l'aggressività. Se c'è anche la minima possibilità di sorpasso non la spreca e poi ha un velocità naturale che è semplicemente incredibile. Sul giro secco mi ricorda Senna. Va oltre i limiti dell'auto. Assomiglia molto ad Ayrton, l'unico dei grandi con cui posso paragonarlo. ([[Helmut Marko]])
*Il suo approccio è quello di una persona gentile e tranquilla, sembra tutto il contrario di quello che è in pista nei momenti di trance agonistica. Grazie a Dio abbiamo Verstappen, averne due o tre come lui... ([[Mario Donnini]])
*Il talento del secolo. ([[Niki Lauda]])
*La miglior forma di difesa di Max è l'attacco. ([[Christian Horner]])
*Max dice sempre quello che pensa e non segue i temi politici nei paesi dove andiamo a correre [...]. Mio figlio è un pilota e fa il proprio mestiere, al contrario di qualcun altro. ([[Jos Verstappen]])
*Max è fondamentalmente un ragazzo molto simpatico e dolce. Molto più in controllo. Io ero molto più estremo, ma Max ha davvero un cuore. Quindi, quando si mette il casco, è un leone. Non spingere Max in un angolo o esploderà. ([[Jos Verstappen]])
*Max è un pilota molto speciale che, prima di tutto, è superiore agli altri in termini di velocità naturale. In secondo luogo, è così forte mentalmente da riuscire a mettere in pratica il suo talento soprannaturale nel momento decisivo. Ecco cosa lo rende così superiore. ([[Franz Tost]])
*Max ha alzato l'asticella da un punto di vista del pilotaggio e della preparazione fisica e mentale [...] c'è stato una volta Senna, durante i test, che ha alzato quest'asticella. Poi è arrivato Schumacher che ha portato questa preparazione per essere ulteriormente nel dettaglio all'interno della squadra. Max [...] è il prototipo del pilota futuro, che riesce a coinvolgere tutto nella sua preparazione e ha dato un'ulteriore step a questa preparazione mentale. ([[Ivan Capelli]])
*Max Verstappen sta alla F1 come Pelé stava al calcio. ([[Leo Turrini]])
*Non faccio proprio fatica a testimoniare che Verstappen merita di essere collocato allo stesso livello di Ayrton Senna e di Michael Schumacher. È un fantastico animale da competizione. Azzanna alla giugulare l'avversario quando ne coglie la difficoltà. E aggiungo che evidentemente come gli illustri predecessori, appunto Ayrton e Michelone, sa tenere unita la squadra nei frangenti delicati. ([[Leo Turrini]])
*Per Max o la va o la spacca. Ti scontri o non lo sorpassi. Credo che si spinga sempre al limite e forse oltre. ([[Lewis Hamilton]])
*Quando vinci troppo spesso e domini un campionato, diventi disturbante. Max fa parte di quei piloti che non vengono più sopportati perché la gente conosce il risultato della gara prima della partenza. ([[Jacky Ickx]])
*Verstappen ai miei tempi sarebbe già morto quattro volte... ([[Bruno Giacomelli]])
*Verstappen vincerebbe anche con un trattore! [...] Max ha un fiuto per la velocità, una visione incredibile, un controllo incredibile del veicolo e un feeling incredibile con qualsiasi auto, indipendentemente dalla vettura. ([[Franz Tost]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Jos Verstappen]] – padre
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Verstappen, Max}}
[[Categoria:Piloti di Formula 1 olandesi]]
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Sarah Valentina Winkhaus
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Danyele
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[[File:Portrait von Sarah Valentina Winkhaus.jpg|thumb|Sarah Valentina Winkhaus]]
'''Sarah Valentina Winkhaus''' (1979 – vivente), conduttrice televisiva tedesca.
==Citazioni di Sarah Valentina Winkhaus==
*{{NDR|Sulla sua doppia anima italo-tedesca}} Ammetto di essere un opportunista quando si tratta di [[Calcio (sport)|calcio]]. In [[Italia]] tifo per i tedeschi, in [[Germania]] per gli italiani. Mi piace stare dalla parte degli sfavoriti.
:''Zugegeben, beim Fußball bin ich Opportunistin. In Italien feuere ich die Deutschen an, in Deutschland die Italiener. Ich stehe gern zu den Underdogs.''<ref name="Playboy">{{de}} Dall'intervista ''[https://www.playboy.de/titelstars/sarah-valentina-winkhaus Sarah Valentina Winkhaus]'', ''playboy.de'', 22 ottobre 2015.</ref>
*{{NDR|Sul rapporto con il paddock della [[Formula 1]]}} Avevo già il rispetto dei team dopo un paio di gare. Facevo la track walk da sola e mi guardavo la pista, le curve, le zone che mi interessavano e dopo la seconda gara i primi team manager e anche piloti mi hanno detto "Sei l'unica giornalista che non fa jogging e fa la track walk guardandosi la pista. Allora ti interessa davvero!" Da quel momento [[Fernando Alonso|Alonso]], [[Sebastian Vettel|Vettel]] e anche Jules Bianchi mi hanno invitato a fare la track walk con loro qualche volta. Si sono accorti che non facevo finta, che non mi interessava stare davanti alla telecamera. Il mio interesse è nel raccontare quello che sento e vedo e portare questo feeling nei salotti agli spettatori. Voglio che riescano a sentire l'odore della benzina quando sono lì seduti sul divano e che percepiscano la passione.<ref name="Zamuner"/>
*Ho una specie di rapporto di amore-odio con i [[Mass media|media]] italiani. Ci sono programmi politici sofisticati — ma anche questi spesso non possono fare a meno delle donne che ballano sul tavolo in minigonna. Ma ho avuto successo nel mio lavoro anche senza tacchi alti e abiti corti e sono stata presa sul serio dai miei interlocutori.
:''Ich empfinde den italienischen Medien gegenüber eine Art Hassliebe. Es gibt anspruchsvolle politische Programme — doch auch die kommen oft nicht ohne Frauen aus, die in Miniröcken auf dem Tisch tanzen. Ich war durch meine Arbeit aber auch ohne hohe Schuhe und kurzes Kleidchen erfolgreich und wurde von meinen Interviewpartnern ernst genommen.''<ref name="Playboy"/>
*La sera quando ero dai nonni si andava alle "macchinine". Non volevo mai fare altro, anche se facevo danza classica e altre discipline tipiche femminili. Desideravo però fare il meccanico, addirittura chiedevo sempre a mio nonno di finanziarmi un corso da meccanico. Tra l'altro la mia serie preferita in TV era ''Supercar'', io la chiamavo sempre "macchina nera". Tutti amavano David Hasselhoff, mentre io amavo la macchina. Io da bambina, a sei anni, volevo anche andare al suo concerto e mia mamma mi ha portato a [[Francoforte sul Meno|Francoforte]], ma io mi aspettavo di vedere la macchina! Ero delusissima perché c'era solo David Hasselhoff e per un'ora di tragitto, al ritorno, ho pianto tutto il tempo.<ref name="Zamuner">Dall'intervento a ''[https://www.youtube.com/watch?v=WUi6lFd98RU LIVE con Sarah Winkhaus {{!}} Speedy Woman - Puntata 51]'', LiveGP, 15 settembre 2021; citato in Beatrice Zamuner, ''[https://www.livegp.it/sarah-winkhaus-si-racconta-a-speedy-woman-dallamore-per-la-serie-supercar-alla-f1/ Sarah Winkhaus si racconta a 'Speedy Woman': dall'amore per la serie "Supercar" alla F1]'', ''livegp.it'', 17 settembre 2021.</ref>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Winkhaus, Sarah Valentina}}
[[Categoria:Conduttori televisivi]]
[[Categoria:Tedeschi]]
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Premio
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{{voce tematica}}
Citazioni sul '''premio'''.
*I premi non sono mai dei punti di arrivo. Sono sempre un momento per festeggiare il proprio lavoro ma il mio percorso rimane sempre identico. ([[Barbara Ronchi]])
*I premi sono un punto e virgola, ti impongono una attenzione rispetto al tuo lavoro per renderti conto di quello che hai fatto e capire come puoi avanzare. ([[Leonardo Lidi]])
*Mai gli uomini indietreggiano davanti ad un ostacolo se saranno proposti grandi premi a chi tenta grandi imprese. ([[Tito Livio]])
*Non gioco per i premi, gioco per la gioia. ([[Dragan Džajić]])
*Premio che si tarda a concedere, disonora chi premia e offende il premiato. ([[Proverbi spagnoli|proverbio spagnolo]])
*Sono sempre graditi. Specialmente se immeritati. ([[Saverio Raimondo]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Premi]]
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Daniele Audetto
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Danyele
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[[File:Daniele Audetto (1974).jpg|thumb|Daniele Audetto nel 1974]]
'''Daniele Audetto''' (1943 – vivente), dirigente sportivo italiano.
==Citazioni di Daniele Audetto==
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel 1976}} Un vero DS sui campi di gara ha la responsabilità della squadra e soprattutto dei piloti. A questi ultimi bisogna stare molto vicini perché a volte possono avere dei problemi psicologici, dei travagli o delle piccole magagne e soprattutto si deve evitare che si creino delle incomprensioni tra la squadra all'esterno. Ci vuole tempismo per capire se un pilota che scende dalla macchina può avere uno scatto di reazione nei confronti di un collega e naturalmente occorre prevenirlo: noi vogliamo dare della [[Scuderia Ferrari|Ferrari]] non solo una immagine di squadra vincente ma anche una immagine di classe e signorilità perché non bisogna dimenticare che all'estero noi rappresentiamo in pratica tutta l'industria italiana... {{NDR|«Insomma, sono anche compiti di pubbliche relazioni...»}} In parte sì, ed è per questo che quando ci invitano ai parties dei fornitori, dei consolati o dei club io cerco sempre di essere presente e di portare anche i piloti. Sono insomma azioni promozionali perché naturalmente si cerca di vincere le corse per poi tradurle, commercialmente parlando, in un incremento ed in una migliore immagine del prodotto.<ref>Dall'intervista di Daniele Buzzonetti, ''Medico e radio per la Ferrari (e niente «pesi»)'', ''Autosprint'' n. 10, 2-9 marzo 1976, pp. 7-9.</ref>
*{{NDR|Sul [[Gran Premio di Germania 1976]]}} Niki {{NDR|[[Niki Lauda|Lauda]]}} arrivò in Germania fiducioso di convincere i suoi colleghi che il circuito dell'Eifel era anacronistico, troppo insicuro, illogico. Io feci l'impossibile per convincerlo che si trattava di una crociata destinata a fallire: non ci fu niente da fare. Lui chiamò una riunione e fece indire una votazione: la sua mozione fu sconfitta per un solo voto. L'atmosfera del weekend si era fatta pesante: la pole firmata da Hunt non rese le cose più serene. Il giorno della gara, venne a piovere poco prima del via. Tutti eccetto la McLaren di Mass partirono con gomme da bagnato; ma già nel corso del primo giro la situazione cambiò e quasi tutti rientrarono in pitlane per pneumatici slick. Niki non era partito bene ed era scivolato dalle retrovie. Il pit-stop non fu rapidissimo e lui si proiettò nuovamente in pista come un ossesso. Sapeva di dovere recuperare e che Hunt era invece nelle posizioni di testa: più tardi Carlos Pace mi raccontò che Lauda l'aveva raggiunto in poche curve e superato con un'aggressività che non gli conosceva. Al secondo giro, l'incidente nella zona di Bergwerk, la Ferrari distrutta e incendiata, il suo salvataggio a opera di altri piloti. Poi l'ospedale, il dramma, la vittoria di Hunt e un mondiale che, adesso sì, si stava davvero riaprendo, perché fu subito chiaro che Niki non sarebbe rientrato in gara rapidamente.<ref>Citato in Roberto Boccafogli, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/formula-1-f1-rivoluzione-inglese-lauda-hunt-brands-hatch-1976-audetto-ferrari-mclaren-silverstone-576033.html F1 / Rivoluzione inglese]'', ''formulapassion.it'', 18 luglio 2021.</ref>
*{{NDR|Sulle differenze tra [[Formula 1]] e [[IndyCar Series]]}} Sono due mondi completamente diversi, la F1 è l'apice della tecnologia, [[500 Miglia di Indianapolis|Indianapolis]] l'apice dello spettacolo. Diciamo che la percezione del pubblico americano è diversa da quella del pubblico europeo. Vedere vetture che vanno a quasi 400 all'ora per 500 Miglia è una cosa grandiosa, e diciamo la verità, lo è anche per gli incidenti che si verificano, i quali sono spettacolo puro visivamente parlando. In F1 oggi, e per fortuna dico perché non è che sono contrario, le misure di sicurezza, i disegni dei circuiti sono diversi, se c'è uno spigolo fuori norma fanno sciopero. È una filosofia diversa. Qui accettano molto di più il rischio, mentre la F1, giustamente perché i piloti hanno la loro pelle da salvare, è tutto molto più sicuro [...]. Certo che le Formula 1 come adesso, con tutti i crash test che ci sono, sono indistruttibili e le piste sono molto sicure, quindi lo spettacolo è più legato all'azione dei sorpassi. È la filosofia ad essere completamente diversa. Quindi direi che la tecnologia svetta in Europa e lo spettacolo in America.<ref>Dall'intervista di Matteo Novembrini, ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/2022/05/29-5432686/audetto_f1_apice_della_tecnologia_indy_dello_show_ma_il_circus_e_sempre_piu_americano_ Audetto: "F1 apice della tecnologia, Indy dello show: ma il Circus è sempre più americano"]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 29 maggio 2022.</ref>
{{Int|''[https://www.fcaheritage.com/it-it/heritage/storie/intervista-daniele-audetto Daniele Audetto di nuovo navigatore per FCA Heritage]''|Intervista a ''fcaheritage.com'', 2017.}}
*Diciamo pure, come spesso accadeva all'epoca, che al sedile di destra, quello del [[Navigatore (rally)|navigatore]], arrivai passando prima da quello di sinistra, cioè quello del pilota. E spesso i navigatori, proprio per il tipo di mestiere che devono svolgere, sono ancora più appassionati degli stessi piloti, che vivono maggior notorietà e un appagamento più immediato e diretto. Allora il navigatore aveva molte più responsabilità di quante ne abbia oggi, soprattutto nella gestione della gara che era più sulle sue spalle: io in quel ruolo trovai la mia giusta collocazione.
*Il Commendator Ferrari mi cercò sin dal 1973, ma la Direzione Lancia pose il veto, fino a quando non mi lasciarono "in prestito" per sostituire alla Direzione Sportiva Montezemolo, che nel frattempo era stato promosso Direttore delle Relazioni Esterne di tutto il gruppo Fiat. Il 1976 a Maranello fu un anno complicato: oltre alla difficile gestione di due piloti come Regazzoni e Lauda, ci fu il terribile incidente di Niki al Nürburgring che compromise la stagione; perdemmo il mondiale piloti per un punto, ma vincemmo il Campionato Marche. Lavorare per il Commendatore è stata un'esperienza speciale e anche la vicinanza a quel genio di Forghieri lasciò il segno: quando lavori per la [[Ferrari]], ti porti il Cavallino nel cuore per tutta la vita.
*Ho vissuto sia il periodo ancora "romantico" della F1, con tecnologie e mezzi molto inferiori a quelli di oggi, con i piloti veri "Cavalieri del rischio", con auto molto pericolose, sia il periodo dell'alta tecnologia e della super-sicurezza. Ebbene, debbo dire che nel primo periodo c'era più passione, e i piloti contavano di più, potevi vincere con un mezzo inferiore; oggi, anche se sei bravissimo, senza un mezzo competitivo, non puoi fare molto [...]. Poi c'è troppa tecnologia, i piloti sembrano telecomandati dai box, quasi conta di più l'ingegnere, lo stratega, che non il pilota, e questo non è giusto, perché penso che anche i piloti bravi vorrebbero più autonomia, e si divertirebbero e farebbero divertire di più.
*Il risveglio sportivo dell'era moderna in Casa Lancia arrivò proprio nel 1951 con l'[[Lancia Aurelia B20|Aurelia B20]], che dimostrò subito eccezionali doti sportive naturali. È con sette B20 speciali che nasce la Squadra Corse Lancia, che cominciò a inanellare vittorie, come la Targa Florio del 1952, la Liegi-Roma-Liegi nel 1953, il Rally di Montecarlo nel 1954 e quello dell'Acropoli nel '58. Le gare più vicine ai "miei" rally, corsi non molti anni dopo, quando Cesare Fiorio volle costituire l'HF Squadra Corse nel febbraio del 1963.
*Cesare {{NDR|[[Cesare Fiorio|Fiorio]]}} è stato il mio "scopritore", mio mentore e Maestro, senza Cesare non avrei potuto fare la carriera che poi ho fatto, "lanciato" da lui.
{{Int|''[https://it.motorsport.com/f1/news/audetto-lauda-dopo-il-ring-ce-laveva-con-me-ma-poi-ci-siamo-chiariti/4392960/ Audetto: "Lauda dopo il Ring ce l'aveva con me, ma ci siamo chiariti"]''|Intervista di Franco Nugnes, ''motorsport.com'', 21 maggio 2019.}}
{{NDR|Su [[Niki Lauda]]}}
*Niki è stato un grande campione, una persona eccezionale con un carattere forte e duro soprattutto con se stesso. È stato il pilota che ha cambiato l'approccio alla F1 con un atteggiamento più professionale: Niki curava molto la salute, la preparazione fisica, passava molto tempo con i tecnici e i meccanici per capire tutto della monoposto e del motore.
*{{NDR|«Daniele tu non hai avuto un rapporto troppo amichevole con Lauda...»}} In realtà non è così [...]. Certo, dopo l'incidente del Nurburgring, Niki se l'era presa perché io avevo contattato prima Emerson Fittipaldi e poi Ronnie Peterson per sostituirlo sulla Ferrari. Io mi ero limitato a eseguire quanto mi era stato chiesto da Enzo Ferrari. E, onestamente, nessuno si sarebbe aspettato una ripresa dell'austriaco così rapida. Il Commendatore pensava che difficilmente Niki avrebbe potuto ancora guidare una F1 ai suoi livelli e per questo intanto mi mandò a cercare un sostituto per quell'anno. Lauda se l'era presa molto con me e solo in un secondo tempo capì la situazione nella quale mi ero trovato. All'inizio non fu facile, ma poi comprese e già quando ero team principal dell'Aguri Suzuki non perdeva occasione per venire da noi a mangiare un piatto di spaghetti perché il nostro cuoco era un italiano molto bravo.
*{{NDR|«Il ritorno di Lauda sulla Ferrari 312 T2 a [[Gran Premio d'Italia 1976|Monza]] fa già parte della leggenda...»}} Niki si presentò a Maranello dicendo che voleva provare la macchina e Ferrari in modo crudo gli disse: "Dimostrami che sei ancora in grado di andare forte e che hai il fisico per farlo...". Lauda non aggiunse una parola e si infilò nell'abitacolo della macchina. Bastarono pochi giri per capire che non era solo velocissimo come prima, ma anche molto determinato, tanto che decise di correre il GP d'Italia a Monza a inizio settembre, quando ebbe l'incidente al Ring il 1º agosto. Niki si classificò quarto che ancora sanguinava dalle ferite alla testa e riprese il comando di un campionato che sicuramente avrebbe vinto [...] {{NDR|«In effetti è arrivato al [[Gran Premio del Giappone 1976|Fuji]] in testa alla classifica iridata con la Ferrari, ma poi c'è stato quello strano ritiro che è passato alla storia come il... coraggio di avere paura, durante un GP del Giappone partito sotto un diluvio universale...»}} Al Fuji Niki si era fermato dopo pochi giri fidandosi delle parole di Bernie Ecclestone e dell'accordo che aveva raggiunto con Emerson Fittipaldi, allora rappresentante della GPDA {{NDR|l'associazione dei piloti}}, che i piloti top si sarebbero ritirati via via perché pioveva a dirotto da ore e la pista non drenava più l'acqua, ma avevano garantito che sarebbero partiti nella gara, visto che Bernie per la prima volta aveva comprato i diritti per la diretta TV in Eurovisione. Peccato che James Hunt subì le minacce di Teddy Meyer {{NDR|il team manager McLaren}}, che gli disse che non avrebbe avuto scampo se si fosse fermato. Non avrebbe ricevuto alcun soldo e la sua carriera sarebbe stata messa a rischio. Non feci in tempo ad avvisare Lauda di quello che stava succedendo, per cui Niki si attenne al patto che aveva siglato con gli altri piloti e si fermò. [...] È stato un errore mio non convincerlo a stare in pista ancora qualche giro, giusto per capire quali intenzioni avesse James. Anche perché poi l'uragano si placò e sapete come poi è andata a finire... Niki era un uomo tutto di un pezzo: non me la sono sentita di costringerlo a continuare il GP perché solo qualche mese prima l'avevo visto in fin di vita al Nurburgring e, quindi, ho ritenuto che la vita fosse più importante di un titolo mondiale, per quanto importante come quello di F1...
{{Int|''[https://www.formulapassion.it/opinioni/interviste/daniele-audetto-racconta-indianapolis-spettacolo-pelle-oca Daniele Audetto racconta Indianapolis: "Uno spettacolo da pelle d'oca"]''|Intervista di Carlo Platella, ''formulapassion.it'', 19 maggio 2023.}}
{{NDR|Sulla [[500 Miglia di Indianapolis]]}}
*Indianapolis è una gara unica. La 500 Miglia ha un fascino particolare per diversi motivi. Il primo è l'antichità, la tradizione, i nomi che vi hanno corso, hanno vinto e che purtroppo si sono fatti anche male. Una gara con un alto rischio presenta una certa attrazione. Bisogna ammetterlo e bisogna dirlo. Queste sfide riguardano sia i piloti, che le vivono in prima persona, sia il pubblico che le segue.
*{{NDR|«Che atmosfera si respira nello Speedway?»}} La 500 Miglia è la corsa col più alto impatto emozionale. In questo catino altissimo il rumore riverbera ed è impressionante. Un altro fattore di fascino infatti sono le 33 macchine che viaggiano l'una attaccata all'altra, sempre in scia, con continui cambi di posizione, a una media di 370 km/h. [...] Il piede, il pelo e l'esperienza quindi contano ancora. In ogni caso però, vedere tutte queste macchine con l'eco delle tribune e 500 mila spettatori è uno spettacolo che la prima volta mi ha fatto venire la pelle d'oca. Questo è uno dei fattori di fascino di Indianapolis: vedere 33 macchine scatenate a 370 km/h di media per 500 miglia, quindi 800 chilometri, che si completano in poco più di due ore.
*Cinquecentomila spettatori è qualcosa di pazzesco. Sì, è vero, hanno delle tribune enormi, ma riescono anche a riempirle. Anzi, bisogna fare in fretta a procurarsi il biglietto per non pagarlo a caro prezzo dai bagarini. Gli americani prendono le corse, soprattutto Indianapolis, come un rodeo. Tutto attorno nel paddock ci sono le zone dove si riuniscono con i loro caravan e si mettono a grigliare. C'è sempre questo profumo di cotolette, costatine e spiedini, tutto accompagnato da grandi birre. È una grande festa in stile rodeo. Anche i piloti vivono nel loro motorhome assieme alla loro famiglia. Bisogna ricordarsi che è un evento che, tra test, prove libere, qualifiche e gara dura due settimane. Il venerdì prima della corsa poi c'è il Carburetion Day, nome rimasto dai tempi in cui si facevano le carburazioni. Poi c'è tutta la cerimonia di partenza, con l'inno degli Stati Uniti cantato da qualche star e con 500 mila persone in piedi con la mano sul cuore a cantare. È uno spettacolo globale [...]
*Indianapolis ha un approccio col pubblico molto più aperto della Formula 1. Io vado ancora a diversi Gran Premi e vedo che è diventato un club molto esclusivo e chiuso. A Indianapolis invece c'è un contatto enorme tra spettatori e piloti, che si fanno fotografare, chiacchierano e si mescolano con la gente. Questo contatto umano rende la partecipazione del pubblico più interessante. I piloti sono abituati ad essere così vicini ai fan.
*È più facile però per un europeo vincere in America che il contrario. [...] Dopo che [[Niki Lauda]] ha insegnato a fare il professionista per vincere, i piloti di Formula 1 ora sono molto più attenti alla salute, al fisico e alla preparazione mentale. Gli americani invece devo dire che non sono così raffinati nella preparazione e nell'alimentazione. Questo è un bene e un male, ma se vuoi vincere devi cambiare la tua vita e dedicarti al mille per mille. Oggi non lo puoi fare come gentleman driver.
*[...] i piloti di Formula 1 sono abituati a un livello di sicurezza molto elevato e credo che vadano malvolentieri in [[IndyCar Series|IndyCar]], per più motivi. Il primo è che c'è più pericolo di farsi male e il secondo è che sono molto meno pagati. I piloti IndyCar rischiano la pelle e guadagnano un quinto rispetto ai piloti di Formula 1, che fortunatamente la pelle la rischiano molto meno [...]. Il gioco non vale la candela.
==Citazioni su Daniele Audetto==
*Il più grande attore che Hollywood si sia mai fatta scappare. ([[Carlo Cavicchi]])
*{{NDR|È interessato solo alla parte mondana della Formula 1}}, le cene eleganti erano per lui della massima importanza. ([[Niki Lauda]])
*Prima di una corsa, mi ordinò, seriamente, di fare vincere il mio compagno di squadra, perché tu hai già vinto troppo. ([[Niki Lauda]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Audetto, Daniele}}
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
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Danyele
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[[File:Daniele Audetto (1974).jpg|thumb|Daniele Audetto nel 1974]]
'''Daniele Audetto''' (1943 – vivente), dirigente sportivo italiano.
==Citazioni di Daniele Audetto==
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel 1976}} Un vero DS sui campi di gara ha la responsabilità della squadra e soprattutto dei piloti. A questi ultimi bisogna stare molto vicini perché a volte possono avere dei problemi psicologici, dei travagli o delle piccole magagne e soprattutto si deve evitare che si creino delle incomprensioni tra la squadra all'esterno. Ci vuole tempismo per capire se un pilota che scende dalla macchina può avere uno scatto di reazione nei confronti di un collega e naturalmente occorre prevenirlo: noi vogliamo dare della [[Scuderia Ferrari|Ferrari]] non solo una immagine di squadra vincente ma anche una immagine di classe e signorilità perché non bisogna dimenticare che all'estero noi rappresentiamo in pratica tutta l'industria italiana... {{NDR|«Insomma, sono anche compiti di pubbliche relazioni...»}} In parte sì, ed è per questo che quando ci invitano ai parties dei fornitori, dei consolati o dei club io cerco sempre di essere presente e di portare anche i piloti. Sono insomma azioni promozionali perché naturalmente si cerca di vincere le corse per poi tradurle, commercialmente parlando, in un incremento ed in una migliore immagine del prodotto.<ref>Dall'intervista di Daniele Buzzonetti, ''Medico e radio per la Ferrari (e niente «pesi»)'', ''Autosprint'' n. 10, 2-9 marzo 1976, pp. 7-9.</ref>
*{{NDR|Sul [[Gran Premio di Germania 1976]]}} [[Niki Lauda|Niki]] arrivò in Germania fiducioso di convincere i suoi colleghi che il circuito dell'Eifel era anacronistico, troppo insicuro, illogico. Io feci l'impossibile per convincerlo che si trattava di una crociata destinata a fallire: non ci fu niente da fare. Lui chiamò una riunione e fece indire una votazione: la sua mozione fu sconfitta per un solo voto. L'atmosfera del weekend si era fatta pesante: la pole firmata da Hunt non rese le cose più serene. Il giorno della gara, venne a piovere poco prima del via. Tutti eccetto la McLaren di Mass partirono con gomme da bagnato; ma già nel corso del primo giro la situazione cambiò e quasi tutti rientrarono in pitlane per pneumatici slick. Niki non era partito bene ed era scivolato dalle retrovie. Il pit-stop non fu rapidissimo e lui si proiettò nuovamente in pista come un ossesso. Sapeva di dovere recuperare e che Hunt era invece nelle posizioni di testa: più tardi Carlos Pace mi raccontò che Lauda l'aveva raggiunto in poche curve e superato con un'aggressività che non gli conosceva. Al secondo giro, l'incidente nella zona di Bergwerk, la Ferrari distrutta e incendiata, il suo salvataggio a opera di altri piloti. Poi l'ospedale, il dramma, la vittoria di Hunt e un mondiale che, adesso sì, si stava davvero riaprendo, perché fu subito chiaro che Niki non sarebbe rientrato in gara rapidamente.<ref>Citato in Roberto Boccafogli, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/formula-1-f1-rivoluzione-inglese-lauda-hunt-brands-hatch-1976-audetto-ferrari-mclaren-silverstone-576033.html F1 / Rivoluzione inglese]'', ''formulapassion.it'', 18 luglio 2021.</ref>
*{{NDR|Sulle differenze tra [[Formula 1]] e [[IndyCar Series]]}} Sono due mondi completamente diversi, la F1 è l'apice della tecnologia, [[500 Miglia di Indianapolis|Indianapolis]] l'apice dello spettacolo. Diciamo che la percezione del pubblico americano è diversa da quella del pubblico europeo. Vedere vetture che vanno a quasi 400 all'ora per 500 Miglia è una cosa grandiosa, e diciamo la verità, lo è anche per gli incidenti che si verificano, i quali sono spettacolo puro visivamente parlando. In F1 oggi, e per fortuna dico perché non è che sono contrario, le misure di sicurezza, i disegni dei circuiti sono diversi, se c'è uno spigolo fuori norma fanno sciopero. È una filosofia diversa. Qui accettano molto di più il rischio, mentre la F1, giustamente perché i piloti hanno la loro pelle da salvare, è tutto molto più sicuro [...]. Certo che le Formula 1 come adesso, con tutti i crash test che ci sono, sono indistruttibili e le piste sono molto sicure, quindi lo spettacolo è più legato all'azione dei sorpassi. È la filosofia ad essere completamente diversa. Quindi direi che la tecnologia svetta in Europa e lo spettacolo in America.<ref>Dall'intervista di Matteo Novembrini, ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/2022/05/29-5432686/audetto_f1_apice_della_tecnologia_indy_dello_show_ma_il_circus_e_sempre_piu_americano_ Audetto: "F1 apice della tecnologia, Indy dello show: ma il Circus è sempre più americano"]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 29 maggio 2022.</ref>
{{Int|''[https://www.fcaheritage.com/it-it/heritage/storie/intervista-daniele-audetto Daniele Audetto di nuovo navigatore per FCA Heritage]''|Intervista a ''fcaheritage.com'', 2017.}}
*Diciamo pure, come spesso accadeva all'epoca, che al sedile di destra, quello del [[Navigatore (rally)|navigatore]], arrivai passando prima da quello di sinistra, cioè quello del pilota. E spesso i navigatori, proprio per il tipo di mestiere che devono svolgere, sono ancora più appassionati degli stessi piloti, che vivono maggior notorietà e un appagamento più immediato e diretto. Allora il navigatore aveva molte più responsabilità di quante ne abbia oggi, soprattutto nella gestione della gara che era più sulle sue spalle: io in quel ruolo trovai la mia giusta collocazione.
*Il Commendator Ferrari mi cercò sin dal 1973, ma la Direzione Lancia pose il veto, fino a quando non mi lasciarono "in prestito" per sostituire alla Direzione Sportiva Montezemolo, che nel frattempo era stato promosso Direttore delle Relazioni Esterne di tutto il gruppo Fiat. Il 1976 a Maranello fu un anno complicato: oltre alla difficile gestione di due piloti come Regazzoni e Lauda, ci fu il terribile incidente di Niki al Nürburgring che compromise la stagione; perdemmo il mondiale piloti per un punto, ma vincemmo il Campionato Marche. Lavorare per il Commendatore è stata un'esperienza speciale e anche la vicinanza a quel genio di Forghieri lasciò il segno: quando lavori per la [[Ferrari]], ti porti il Cavallino nel cuore per tutta la vita.
*Ho vissuto sia il periodo ancora "romantico" della F1, con tecnologie e mezzi molto inferiori a quelli di oggi, con i piloti veri "Cavalieri del rischio", con auto molto pericolose, sia il periodo dell'alta tecnologia e della super-sicurezza. Ebbene, debbo dire che nel primo periodo c'era più passione, e i piloti contavano di più, potevi vincere con un mezzo inferiore; oggi, anche se sei bravissimo, senza un mezzo competitivo, non puoi fare molto [...]. Poi c'è troppa tecnologia, i piloti sembrano telecomandati dai box, quasi conta di più l'ingegnere, lo stratega, che non il pilota, e questo non è giusto, perché penso che anche i piloti bravi vorrebbero più autonomia, e si divertirebbero e farebbero divertire di più.
*Il risveglio sportivo dell'era moderna in Casa Lancia arrivò proprio nel 1951 con l'[[Lancia Aurelia B20|Aurelia B20]], che dimostrò subito eccezionali doti sportive naturali. È con sette B20 speciali che nasce la Squadra Corse Lancia, che cominciò a inanellare vittorie, come la Targa Florio del 1952, la Liegi-Roma-Liegi nel 1953, il Rally di Montecarlo nel 1954 e quello dell'Acropoli nel '58. Le gare più vicine ai "miei" rally, corsi non molti anni dopo, quando Cesare Fiorio volle costituire l'HF Squadra Corse nel febbraio del 1963.
*[[Cesare Fiorio|Cesare]] è stato il mio "scopritore", mio mentore e Maestro, senza Cesare non avrei potuto fare la carriera che poi ho fatto, "lanciato" da lui.
{{Int|''[https://it.motorsport.com/f1/news/audetto-lauda-dopo-il-ring-ce-laveva-con-me-ma-poi-ci-siamo-chiariti/4392960/ Audetto: "Lauda dopo il Ring ce l'aveva con me, ma ci siamo chiariti"]''|Intervista di Franco Nugnes, ''motorsport.com'', 21 maggio 2019.}}
{{NDR|Su [[Niki Lauda]]}}
*Niki è stato un grande campione, una persona eccezionale con un carattere forte e duro soprattutto con se stesso. È stato il pilota che ha cambiato l'approccio alla F1 con un atteggiamento più professionale: Niki curava molto la salute, la preparazione fisica, passava molto tempo con i tecnici e i meccanici per capire tutto della monoposto e del motore.
*{{NDR|«Daniele tu non hai avuto un rapporto troppo amichevole con Lauda...»}} In realtà non è così [...]. Certo, dopo l'incidente del Nurburgring, Niki se l'era presa perché io avevo contattato prima Emerson Fittipaldi e poi Ronnie Peterson per sostituirlo sulla Ferrari. Io mi ero limitato a eseguire quanto mi era stato chiesto da Enzo Ferrari. E, onestamente, nessuno si sarebbe aspettato una ripresa dell'austriaco così rapida. Il Commendatore pensava che difficilmente Niki avrebbe potuto ancora guidare una F1 ai suoi livelli e per questo intanto mi mandò a cercare un sostituto per quell'anno. Lauda se l'era presa molto con me e solo in un secondo tempo capì la situazione nella quale mi ero trovato. All'inizio non fu facile, ma poi comprese e già quando ero team principal dell'Aguri Suzuki non perdeva occasione per venire da noi a mangiare un piatto di spaghetti perché il nostro cuoco era un italiano molto bravo.
*{{NDR|«Il ritorno di Lauda sulla Ferrari 312 T2 a [[Gran Premio d'Italia 1976|Monza]] fa già parte della leggenda...»}} Niki si presentò a Maranello dicendo che voleva provare la macchina e Ferrari in modo crudo gli disse: "Dimostrami che sei ancora in grado di andare forte e che hai il fisico per farlo...". Lauda non aggiunse una parola e si infilò nell'abitacolo della macchina. Bastarono pochi giri per capire che non era solo velocissimo come prima, ma anche molto determinato, tanto che decise di correre il GP d'Italia a Monza a inizio settembre, quando ebbe l'incidente al Ring il 1º agosto. Niki si classificò quarto che ancora sanguinava dalle ferite alla testa e riprese il comando di un campionato che sicuramente avrebbe vinto [...] {{NDR|«In effetti è arrivato al [[Gran Premio del Giappone 1976|Fuji]] in testa alla classifica iridata con la Ferrari, ma poi c'è stato quello strano ritiro che è passato alla storia come il... coraggio di avere paura, durante un GP del Giappone partito sotto un diluvio universale...»}} Al Fuji Niki si era fermato dopo pochi giri fidandosi delle parole di Bernie Ecclestone e dell'accordo che aveva raggiunto con Emerson Fittipaldi, allora rappresentante della GPDA {{NDR|l'associazione dei piloti}}, che i piloti top si sarebbero ritirati via via perché pioveva a dirotto da ore e la pista non drenava più l'acqua, ma avevano garantito che sarebbero partiti nella gara, visto che Bernie per la prima volta aveva comprato i diritti per la diretta TV in Eurovisione. Peccato che James Hunt subì le minacce di Teddy Meyer {{NDR|il team manager McLaren}}, che gli disse che non avrebbe avuto scampo se si fosse fermato. Non avrebbe ricevuto alcun soldo e la sua carriera sarebbe stata messa a rischio. Non feci in tempo ad avvisare Lauda di quello che stava succedendo, per cui Niki si attenne al patto che aveva siglato con gli altri piloti e si fermò. [...] È stato un errore mio non convincerlo a stare in pista ancora qualche giro, giusto per capire quali intenzioni avesse James. Anche perché poi l'uragano si placò e sapete come poi è andata a finire... Niki era un uomo tutto di un pezzo: non me la sono sentita di costringerlo a continuare il GP perché solo qualche mese prima l'avevo visto in fin di vita al Nurburgring e, quindi, ho ritenuto che la vita fosse più importante di un titolo mondiale, per quanto importante come quello di F1...
{{Int|''[https://www.formulapassion.it/opinioni/interviste/daniele-audetto-racconta-indianapolis-spettacolo-pelle-oca Daniele Audetto racconta Indianapolis: "Uno spettacolo da pelle d'oca"]''|Intervista di Carlo Platella, ''formulapassion.it'', 19 maggio 2023.}}
{{NDR|Sulla [[500 Miglia di Indianapolis]]}}
*Indianapolis è una gara unica. La 500 Miglia ha un fascino particolare per diversi motivi. Il primo è l'antichità, la tradizione, i nomi che vi hanno corso, hanno vinto e che purtroppo si sono fatti anche male. Una gara con un alto rischio presenta una certa attrazione. Bisogna ammetterlo e bisogna dirlo. Queste sfide riguardano sia i piloti, che le vivono in prima persona, sia il pubblico che le segue.
*{{NDR|«Che atmosfera si respira nello Speedway?»}} La 500 Miglia è la corsa col più alto impatto emozionale. In questo catino altissimo il rumore riverbera ed è impressionante. Un altro fattore di fascino infatti sono le 33 macchine che viaggiano l'una attaccata all'altra, sempre in scia, con continui cambi di posizione, a una media di 370 km/h. [...] Il piede, il pelo e l'esperienza quindi contano ancora. In ogni caso però, vedere tutte queste macchine con l'eco delle tribune e 500 mila spettatori è uno spettacolo che la prima volta mi ha fatto venire la pelle d'oca. Questo è uno dei fattori di fascino di Indianapolis: vedere 33 macchine scatenate a 370 km/h di media per 500 miglia, quindi 800 chilometri, che si completano in poco più di due ore.
*Cinquecentomila spettatori è qualcosa di pazzesco. Sì, è vero, hanno delle tribune enormi, ma riescono anche a riempirle. Anzi, bisogna fare in fretta a procurarsi il biglietto per non pagarlo a caro prezzo dai bagarini. Gli americani prendono le corse, soprattutto Indianapolis, come un rodeo. Tutto attorno nel paddock ci sono le zone dove si riuniscono con i loro caravan e si mettono a grigliare. C'è sempre questo profumo di cotolette, costatine e spiedini, tutto accompagnato da grandi birre. È una grande festa in stile rodeo. Anche i piloti vivono nel loro motorhome assieme alla loro famiglia. Bisogna ricordarsi che è un evento che, tra test, prove libere, qualifiche e gara dura due settimane. Il venerdì prima della corsa poi c'è il Carburetion Day, nome rimasto dai tempi in cui si facevano le carburazioni. Poi c'è tutta la cerimonia di partenza, con l'inno degli Stati Uniti cantato da qualche star e con 500 mila persone in piedi con la mano sul cuore a cantare. È uno spettacolo globale [...]
*Indianapolis ha un approccio col pubblico molto più aperto della Formula 1. Io vado ancora a diversi Gran Premi e vedo che è diventato un club molto esclusivo e chiuso. A Indianapolis invece c'è un contatto enorme tra spettatori e piloti, che si fanno fotografare, chiacchierano e si mescolano con la gente. Questo contatto umano rende la partecipazione del pubblico più interessante. I piloti sono abituati ad essere così vicini ai fan.
*È più facile però per un europeo vincere in America che il contrario. [...] Dopo che [[Niki Lauda]] ha insegnato a fare il professionista per vincere, i piloti di Formula 1 ora sono molto più attenti alla salute, al fisico e alla preparazione mentale. Gli americani invece devo dire che non sono così raffinati nella preparazione e nell'alimentazione. Questo è un bene e un male, ma se vuoi vincere devi cambiare la tua vita e dedicarti al mille per mille. Oggi non lo puoi fare come gentleman driver.
*[...] i piloti di Formula 1 sono abituati a un livello di sicurezza molto elevato e credo che vadano malvolentieri in [[IndyCar Series|IndyCar]], per più motivi. Il primo è che c'è più pericolo di farsi male e il secondo è che sono molto meno pagati. I piloti IndyCar rischiano la pelle e guadagnano un quinto rispetto ai piloti di Formula 1, che fortunatamente la pelle la rischiano molto meno [...]. Il gioco non vale la candela.
==Citazioni su Daniele Audetto==
*Il più grande attore che Hollywood si sia mai fatta scappare. ([[Carlo Cavicchi]])
*{{NDR|È interessato solo alla parte mondana della Formula 1}}, le cene eleganti erano per lui della massima importanza. ([[Niki Lauda]])
*Prima di una corsa, mi ordinò, seriamente, di fare vincere il mio compagno di squadra, perché tu hai già vinto troppo. ([[Niki Lauda]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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24 Ore di Le Mans
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Danyele
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[[File:24 Hours of Le Mans logo (since 2014).svg|thumb|Logo]]
Citazioni sulla '''24 Ore di Le Mans'''.
==Citazioni==
*A Le Mans la fatica è più mentale che fisica perché la pista è molto lunga, rettilinea e hai tempo per respirare. Però c'è tanto traffico, situazioni che cambiano velocemente e poi è molto vasta e quindi può piovere in alcune zone e non in altre. Quando è così il pilota non sa esattamente quanto e dove ha piovuto e diventa difficile capire come gestirsi, è la cosa più difficile. Spa ad esempio è più pericolosa e più buia, Le Mans è più chiara durante la notte. Fisicamente è comunque impegnativa e dobbiamo idratarci spesso, sia durante la gara che durante le soste. ([[Alessandro Pier Guidi]])
*All'inizio pensavo fosse una competizione per piloti molto esperti e a fine carriera ma non ho impiegato molto a rendermi conto che si trattava di una corsa davvero unica nel suo genere, praticamente una gara sprint che dura 24 ore e nella quale bisogna spingere al massimo dall'inizio alla fine. ([[Rinaldo Capello]])
*Andare a Le Mans è sempre diverso, prima bisogna preparare una serie di cose, poi si va in pista, ma ci sono anche le attività coi media, gli ospiti, la parata e via dicendo. È una settimana lunga, ma credo che Le Mans mostri che tipo di gara è proprio per tutte queste cose, non solo per i concorrenti presenti, ma anche per i tantissimi fan che vengono a sostenere piloti e team, numeri incredibili. ([[Nicklas Nielsen]])
*{{NDR|«Cosa vuol dire correre a Le Mans?»}} È magnifico perché ci sono i vecchi cordoli, l'asfalto singolare e curve da brivido. La velocità che raggiungiamo qui non la tocchi altrove. [...] Qui vivi la storia e la passione dei tifosi. Ieri mattina alle 9, in centro, mi hanno fermato e sono rimasto un'ora a fare autografi. Ed era lunedì. ([[Marco Bonanomi]])
*È una gara che ti distrugge, ma mentalmente, non fisicamente. La pista non è impegnativa fisicamente, perché ci sono tanti rettilinei, ma mentalmente ti uccide, perché non dormi e devi essere sempre concentrato. C'è sempre traffico, quindi la tua mente non ha mai riposo. Alla fine hai bisogno di un riposo totale di 3-4 giorni, anche se [...] è stata una delle sensazioni più belle della mia vita. ([[Antonio Giovinazzi]])
*La 24 Ore conta vincerla, il secondo o terzo posto ti rimane pure di trasverso. Un pizzico di fortuna ci vuole sempre [...]. Non ho mai amato [...] correre qui perché l'ho sempre ritenuta una gara inutilmente pericolosa. Poi salivi in macchina e non ci pensavi, ma sentivo un forte rischio. Era una gara che non si poteva saltare se eri un pilota di vertice del Mondiale prototipi e avvertivo il pericolo. Allo stesso tempo adoravo correre su questa pista. Le Mans mi regalava soddisfazioni enormi, specialmente di notte. Adoravo correre nel buio. È un rapporto di amore e odio il mio. ([[Mauro Baldi]])
*La cosa che mi sbalordì più di tutte è la passione che trovi in circuito. Vedi persone che rimangono lì 24 ore sugli spalti a guardarti. La passione che vedi a Le Mans secondo me la trovi veramente in pochissimi eventi motoristici: è uno di quegli eventi dove vedi solo tanti appassionati che sono lì soprattutto per guardare la gara perché hanno l'amore per questo sport. Tutto questo ti carica ancora di più. ([[Antonio Giovinazzi]])
*{{NDR|«Se dovessi spiegare a chi non ha mai guidato a Le Mans cosa significhi correre la 24 ore, cosa riterresti più impressionante?»}} La velocità. Normalmente un pilota dopo un giro si abitua. Qua invece passi tanto tempo oltre i 320 km/h e affronti numerose curve ad alta velocità. Bisogna essere davvero precisi e questo porta con sé una grande emozione. Il primo giro dopo la partenza inoltre, quando volgi lo sguardo ai lati, a bordo pista vedi 300.000 persone: è un'emozione pazzesca. I giri alla sera e all'alba poi sono i miei preferiti. ([[Gustavo Menezes]])
*Le Mans è Le Mans, 24 Ore di intrigo e di passione. ([[Leo Turrini]])
*Le Mans è un ottimo modo per parlare di noi, ma anche uno strumento tecnologico. ([[Linda Jackson]])
*Le Mans, ovviamente, è la gara che tutti vogliono vincere. È di gran lunga la gara più importante del calendario ed è molto più difficile di qualsiasi altra gara. È quella in cui la competizione è più agguerrita, con una griglia di partenza più ampia. Ed il fatto che duri 24 ore fa sì che, come si usa dire, Le Mans sceglie il suo vincitore. ([[Philip Hanson]])
*Nel 1949, il giorno della impresa di Chinetti, ero troppo piccolo per ricordare. Ma ho memoria della mia infanzia, le orecchie attaccate alla radio, la tv non c'era o non trasmetteva niente. Le Mans era una gara che per mio padre significava tantissimo. ([[Piero Ferrari]])
*Quando guidi la notte a Le Mans sei in una condizione molto particolare. Ci si sente soli ma anche più tranquilli in questa fase. La temperatura esterna è bassa e nell'abitacolo è molto fresco. La stessa cosa la avverto da parte dei tecnici al muretto box. Di giorno sono tutti molto agitati ma la sera sono rilassati anche loro. Insomma fare i turni di guida di notte mi piace molto anche perchè si tratta sempre di un momento chiave perché quando si esce dalla fase notturna si ha chiaro chi è in condizioni per vincere e come potrebbe essere la classifica finale in gara. Dunque quello che si ottiene durante la notte è un elemento chiave per la vittoria finale. ([[Frédéric Makowiecki]])
===[[Mario Donnini]]===
*La 24h è una gara terribilmente donna, concedendosi lascivamente ad alcuni, vedi Kristensen, Pirro, Derek Bell e Jackie Ickx, ovviamente con merito, ma anche vantando il maggior numero di piloti fortissimi che non sono mai riusciti a vincerla. Si pensi a Schumacher con Mercedes e, sempre parlando della casa tedesca, della coppia più forte di sempre, ovvero Fangio-Moss, che non riuscirono a vincere pur avendo due giri di vantaggio a causa della tragedia di Pierre Levegh nel 1955. Se il destino dice che non vinci Le Mans, non la vinci... Pensa a Wollek, Redman, Siffert, Elford! I più grandi dell'endurance non hanno mai vinto Le Mans perchè non era destino mentre magari hanno vinto degli sconosciuti gentlemen driver!
*LA CORSA. Sì. La più bella del mondo. [...] Centinaia di migliaia di tifosi per ogni giorno di racing weekend [...], le Case più belle e forti del mondo, gli investimenti più ingenti, le storie più belle.
*Le Mans insegna che il corteggiamento e l’inseguimento della vittoria, meglio se infiniti, sono ciò che appassiona. La consumazione di questo rapporto, specie se reiterata, stufa. Pensa alle storie di Audi, Peugeot e Porsche, nate come avvincenti sfide e finite per diventare noiosi monologhi. La magia di questa gara si racconta in storie non troppo esagerate.
*Le Mans racconta storie incredibili, tesse un ordito di vita che parla di chi vince e chi non ci riesce mai.
*Nelle corse di durata il vero mondiale è Le Mans. La maratona della Sarthe non solo da sola vale un titolo, ma la verità è che conta molto più dell'iride, perché secca, rifulgente prestigio, capricciosa, imprevedibile e ben più probante e priva d'appello di qualsiasi sfida o cimento a tappe.
*Qualcuno dice sia la corsa più bella del mondo, di certo è una gara che, insieme a Indianapolis e al Tourist Trophy, ti può cambiare la vita grazie alla vittoria o alla sola partecipazione. È unica perché a differenza delle altre si corre in equipaggio e non da soli. È la gara più struggente ed epica perché non caccia nessuno ma mette insieme il grande campione della F1 col panciuto commendatore che corre con le GT, il dilettante col professionista, il campionissimo col gentlemen driver.
*Viviamo un'epoca dominata da circuiti tutti uguali, gare tutte uguali e categorie quasi identiche tra loro. In un mondo fatto di monomarca, Le Mans rappresenta il trionfo della diversità per costruttori, piloti e marchi [...]. Così come i greci migliaia di anni fa hanno definito quasi tutto con la loro cultura letteraria e teatrale, allo stesso tempo Le Mans riesce a definire tutto del motorsport.
===[[Alberto Sabbatini]]===
*Le Mans è la gara più bella del mondo. Ma anche la più rischiosa, esaltante e nello stesso tempo crudele. Almeno per i piloti. [...] Purtroppo a Le Mans bisogna prevedere tutto quanto. E non basta perché l'imprevisto è sempre in agguato. E la corsa alla miniaturizzazione, all'alleggerimento può essere vitale per andare più forte ma ti espone sempre a possibili rischi. [...] alla fine ha ragione quel pilota che un giorno aveva detto: "Non sei tu – pilota o squadra – che vinci a Le Mans, ma è Le Mans che decide di sceglierti come vincitore".
*Per vincere a Le Mans non basta andare più forte di tutti [...]. Ma bisogna soprattutto andare forte tenendosi lontani dai guai. Sperare che non accadano problemi, imprevisti oppure avarie. Guadagnare mezzo secondo al giro sul tuo avversario durante uno stint di un'ora, che fa un totale di appena sette secondi, non serve a niente se poi ne perdi quindici di colpo andando dritto in una curva per eccesso di foga. O un minuto ai box se s'inceppa qualcosa al pit stop. [...] le macchine più lente sono un ostacolo imprevedibile e può capitare di farsi danneggiare nel doppiarle perché non ti vedono, ti chiudono e non ti danno strada, oppure frenano quando meno te l'aspetti e non riesci ad evitarle. [...] Perché a Le Mans la chiave è [...] non farsi doppiare dal leader. Se perdi uno, due o persino tre minuti dal leader di gara c'è sempre il margine per recuperare. Perché alla prima safety car che esce per incidente il plotone viene raggruppato e il distacco si azzera. A Le Mans capita spesso. Anzi, siccome la pista è lunga, ce ne sono addirittura tre di safety car [...]. L'importante però è non farsi doppiare. Perché se perdi il giro sul leader poi non lo recuperi più, a meno che il tuo avversario non subisca un grave imprevisto che lo attardi. [...] La 24 Ore di Le Mans si vince anche stando fermi meno possibile ai box. Il segreto è tenersi lontano da guai e imprevisti che ti costringano a lunghe riparazioni. [...] Quello che allunga il tempo di arresto ai box è il cambio gomme, che mediamente richiede una dozzina di secondi in più rispetto al semplice rifornimento. Perciò ogni team fa la propria strategia: allungare gli stint con le stesse gomme fa risparmiare tempo di sosta, ma se poi lo pneumatico si degrada nei giri successivi perché troppo consumato si perde ancora più tempo in pista che a cambiare le gomme. Per cui ogni squadra deve risolvere questa difficile equazione e capire quanti stint fare con ogni treno di gomme.
*Realmente Le Mans è la corsa più bella del mondo. Non c'è Montecarlo o Monza F1 che tenga, Le Mans è qualcosa di speciale perché coinvolge il pubblico in forma attiva. Andare a Le Mans è una festa per l'appassionato di motorsport perché non devi stare ore intere in tribuna a spaccarsi la testa sotto il sole per tenersi stretto il posto in modo da poter vedere passare solo un'ora e mezza le monoposto come accade in F1. A Le Mans puoi andartene ovunque con il biglietto circolare, oziare nei negozietti che vendono magliette, modellini e gadget senza timore di sprecare tempo perché la gara è sempre lì che va avanti e ti romba nelle orecchie. Rifarti gli occhi nei negozi di libri e memorabilia. E poi soprattutto puoi vedere le auto da vicino in azione. Con il semplice biglietto d'ingresso. Certo, in tribuna stai seduto comodo e asciutto quando piove (e un po' di pioggia te la becchi ogni anno!). Ma ti puoi anche vedere la gara da bordo pista. Anzi, è il circuito dove puoi stare pià vicino alle auto in azione. Puoi andare attaccato alla reti alla esse Ford, quelle che immettono sul traguardo. Quasi a ridosso dei fotografi a bordo pista. È un'emozione farlo, sopratutto di notte quando il fascio dei fari penetra il buio. Oppure puoi andare con le navette per il pubblico lungo la pista a vederti le macchine in azione nelle curve più leggendarie. Mulsanne, Indianapolis, le esse del ponte Dunlop. C'è il tempo di girare la pista e fare tutto perché anche se il circuito è lungo ben 13,6 km la gara è infinita. Nessuno ti corre dietro e non corri il rischio come in F1 che la sessione finisca e tu rimani a bocca asciutta senza aver visto passare il tuo idolo o la macchina del cuore. Se hai il fisico e per un volte rinunci alle ore di sonno, la notte di le Mans è uno spettacolo unico per il vero appassionato. Il più bello al mondo del motorsport. Perché fonde l'emozione delle festa di paese, con bancarelle, divertimenti e giostre, con quella dell'odore della benzina e il rombo del motore.
==Voci correlate==
*[[24 Ore di Daytona]]
*[[Circuit des 24 Heures du Mans]]
*[[Endurance (automobilismo)]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:24 Ore di Le Mans]]
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| Tematiche e affini 936 | | 2018 314 | 2018 96 | 2018 410 |
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| Disambigue 101 | | 2020 372 | 2020 103 | 2020 475 |
| Totale voci nuove 4022 | | 2021 501 | 2021 92 | 2021 593 |
| | | 2022 367 | 2022 105 | 2022 472 |
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| | | 2024 272 | 2024 101 | 2024 373 |
| | | 2025 236 | 2025 143 | 2025 379 |
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| 2020 | 40 voci nuove e 19 migliorate (da 05/12/20 a 20/12/20) |
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| 2021 | 83 voci nuove e 86 migliorate (da 21/10/21 a 20/12/21) |
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| 2022 | 153 voci nuove e 82 migliorate (da 20/10/22 a 20/12/22) |
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Mario Pisu
0
200601
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2026-09-05T07:48:01Z
Spinoziano
2297
/* Doppiatore */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Biraghin (film 1946) Mario Pisu (cropped).png|thumb|Mario Pisu in ''[[Biraghin]]'' (1946)]]
'''Mario Pisu''' (1910 – 1976), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni su Mario Pisu==
*Alto, di bella presenza ed elegante figura, è uno degli attori più stimati e quotati dapprima nel teatro poi nel cinema, settori in cui debutta pressoché contemporaneamente pur non giungendo mai al ruolo di protagonista. Da "primo attor giovane" in teatro ad antagonista sullo schermo, Mario Pisu si costruisce una carriera di tutto rispetto recitando in teatro [...]. Ma anche in campo cinematografico Pisu è richiesto da registi importanti e affermati [...]. Di notevole intensità è anche la sua attività nel doppiaggio, dove presta la sua voce calda e modulata. (''[[Dizionario del cinema italiano]]'')
==Filmografia==
===Attore===
{{div col}}
*''[[Il suo destino]]'' (1938)
*''[[Manovre d'amore]]'' (1941)
*''[[Noi vivi]]'' (1942)
*''[[Addio Kira!]]'' (1942)
*''[[Il ratto delle Sabine (film 1945)|Il ratto delle Sabine]]'' (1945)
*''[[Il canto della vita]]'' (1945)
*''[[Biraghin]]'' (1946)
*''[[Margherita da Cortona (film)|Margherita da Cortona]]'' (1950)
*''[[Cinque poveri in automobile]]'' (1952)
*''[[Gli uomini non guardano il cielo]]'' (1952)
*''[[Totò all'inferno]]'' (1955)
*''[[Anni ruggenti]]'' (1962)
*''[[8½]]'' (1963)
*''[[Giulietta degli spiriti]]'' (1965)
*''[[Detenuto in attesa di giudizio]]'' (1971)
*''[[Paolo il caldo]]'' (1973)
{{div col end}}
===Doppiatore===
{{div col|strette}}
*''[[Shanghai Express]]'' (1932)
*''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]'' (1937)
*''[[Alba di gloria]]'' (1939)
*''[[La grande pioggia]]'' (1939)
*''[[Partita d'azzardo]]'' (1939)
*''[[Il prigioniero di Amsterdam]]'' (1940)
*''[[La taverna dei sette peccati]]'' (1940)
*''[[I cacciatori dell'oro]]'' (1942)
*''[[La signora Miniver]]'' (1942)
*''[[Alba fatale]]'' (1943)
*''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'' (1944)
*''[[Settimo velo]]'' (1945)
*''[[Il cucciolo]]'' (1946)
*''[[Incatenata (film 1946)|Incatenata]]'' (1946)
*''[[Dietro la porta chiusa]]'' (1947)
*''[[La fuga (film 1947)|La fuga]]'' (1947)
*''[[Chiamate Nord 777]]'' (1948)
*''[[Il massacro di Fort Apache]]'' (1948)
*''[[Schiavo della furia]]'' (1948)
*''[[Bastogne (film 1949)|Bastogne]]'' (1949)
*''[[Gli amanti della città sepolta]]'' (1949)
*''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]'' (1949)
*''[[Peccato (film)|Peccato]]'' (1949)
*''[[Viale Flamingo]]'' (1949)
*''[[Donne e briganti]]'' (1950)
*''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]'' (1950)
*''[[L'amante indiana]]'' (1950)
*''[[Sui marciapiedi]]'' (1950)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[Figlio di ignoti]]'' (1951)
*''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[Gelosia (film 1953)|Gelosia]]'' (1953)
*''[[I vinti (film 1953)|I vinti]]'' (1953)
*''[[Io confesso]]'' (1953)
*''[[La tunica]]'' (1953)
*''[[Fronte del porto]]'' (1954)
*''[[Il calice d'argento]]'' (1954)
*''[[Il delitto perfetto]]'' (1954)
*''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954)
*''[[Magnifica ossessione]]'' (1954)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[Gli ultimi cinque minuti]]'' (1955)
*''[[L'uomo di Laramie]]'' (1955)
*''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[Baby Doll - La bambola viva]]'' (1956)
*''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956)
*''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'' (1956)
*''[[Le colline bruciano]]'' (1956)
*''[[Sentieri selvaggi]]'' (1956)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957)
*''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]'' (1957)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959)
*''[[La furia dei Baskerville]]'' (1959)
*''[[La guida indiana]]'' (1959)
*''[[La storia di una monaca]]'' (1959)
*''[[Ossessione di donna]]'' (1959)
*''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Splendore nell'erba]]'' (1961)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[L'uomo di Alcatraz]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Va' e uccidi]]'' (1962)
*''[[Ad ovest del Montana]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[Gli indomabili dell'Arizona]]'' (1965)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[I professionisti]]'' (1966)
*''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966)
*''[[Asterix e Cleopatra]]'' (1968)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Pisu, Mario}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Paola Cardullo
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2026-09-04T18:12:10Z
Danyele
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text/x-wiki
[[File:Paola Cardullo.jpg|thumb|Paola Cardullo nel 2008]]
'''Paola Cardullo''' (1982 – vivente), ex pallavolista italiana.
==Citazioni di Paola Cardullo==
*A 20 anni faticavo a ritrovarmi dopo un errore. L'[[esperienza]] ti aiuta a non farti prendere dal panico.<ref>Da un'intervista a ''Tuttosport''; citato in ''[https://www.overtheblock.it/news/paola-cardullo-infortuni-con-gli-alibi-non-vinci Paola Cardullo: infortuni? Con gli alibi non vinci]'', ''overtheblock.it'', 21 settembre 2014.</ref>
*{{NDR|«Come ci si approccia a una semifinale mondiale?»}} Nessuna paura o ansia. Le gare secche si vincono con la mente, restando serene. Poi serve la cura dei dettagli: devi conoscere tutto delle avversarie. [...] Fatto questo, si va in campo per spaccare il mondo.<ref>Da un'intervista a ''Tuttosport''; citato in ''[https://www.volleynews.it/55764/ Paola Cardullo: "Queste ragazze hanno entusiasmo e spavalderia, come noi nel 2002"]'', ''volleynews.it'', 18 ottobre 2018.</ref>
==Citazioni su Paola Cardullo==
*Ricordo molto bene che ci davano le foto della Cardullo per imparare la tecnica del bagher. L'ho studiata sulla ricezione, sulla difesa, sugli appoggi. Ci penso ancora adesso qualche volta a quelle foto. ([[Giorgia Zannoni]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cardullo, Paola}}
[[Categoria:Pallavolisti italiani]]
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Finale della Coppa dei Campioni 1990-1991
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2026-09-04T23:00:07Z
Danyele
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/* Voci correlate */ +1
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Ticket for final of CEC 1991.jpg|thumb|upright=1.2|Biglietto per la finale della Coppa dei Campioni tra Stella Rossa e Olympique Marsiglia, giocatasi a Bari il 29 maggio 1991]]
Citazioni sulla '''finale della Coppa dei Campioni 1990-1991'''.
==Citazioni==
*{{NDR|Nel 2022, «è vero che quando venne assegnata la finale di Coppa dei Campioni del '91, e le chiesero "perché Bari?", lei rispose "perché è la mia città"?»}} Quando si decise per la finale di Coppa dei Campioni, mi ricordo che nel comitato esecutivo della Uefa dissi che era giusto così, dopo i Mondiali di calcio a Bari e l'impegno di forti risorse per realizzare lo stadio. Però non c'era un aeroporto adeguato, insomma è stata una forzatura. Mi ricordo che l'allora direttore della ''Gazzetta dello Sport'', Candido Cannavò era piccato. Gli risposi "che Bari merita rispetto per quello che da al calcio. Io sono nato in questa terra". Ma è stata un battaglia facile da vincere. ([[Antonio Matarrese]])
===[[Carlo Felice Chiesa]]===
{{cronologico}}
*La partita dei fantasmi ha danzato il suo malinconico show nella notte affollata di Bari: non più intenzioni espresse a metà, guizzi brucianti rinfoderati prima ancora di divampare, uno squallido tran tran ritmato unicamente dal continuo sgolarsi del pubblico, appassionato e partecipe fino in fondo a dispetto della sostanza tecnica dell'evento.
*La Stella Rossa [...] puntava decisamente al testa o croce dal dischetto. Per giungere a undici metri dal traguardo, ha azzerato ogni velleità, consegnandosi a un arcigno controgioco, solo per eccezione vivacizzato da qualche timido acuto dei suoi [...] solisti. [...] Il resto del match ha pesato quasi esclusivamente sulle spalle dell'Olympique: e queste si sono rivelate assai fragili. La squadra brillante di altre occasioni era nascosta da uno spesso strato di emozione, timore, insicurezza. Paura di volare [...]; paura di affondare nella voglia di grandeur che premeva soffocante.
*Identici apici di noia si erano toccati, negli ultimi anni, nelle finali tra Steaua e Barcellona e tra PSV e Benfica, entrambe ugualmente protratte fino ai penalty. Questa volta, per soprammercato, le emozioni hanno latitato persino dal dischetto. Stojanovic ha irretito la serata mettendo in campo l'evidente esperienza specifica: spesa prima andando a disturbare psicologicamente il battitore del tiro [...], poi respingendo l'unico penalty sbagliato, cioè quello, invero centrale, di Amoros. Il suo dirimpettaio Olmeta, invece, si è arreso prima ancora di combattere: sull'esecuzione decisiva di Pancev ha addirittura alzato le braccia con largo anticipo. Niente suspence, dunque, nemmeno nell'atto conclusivo, degno suggello a un'autentica celebrazione della noia.
==Voci correlate==
*[[Fudbalski klub Crvena zvezda]]
*[[UEFA Champions League]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}}
[[Categoria:Eventi degli anni 1990]]
[[Categoria:Incontri di calcio storici]]
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Finale del campionato europeo di calcio 1968
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Danyele
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1425609
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text/x-wiki
{{Voce tematica}}
[[File:UEFA Euro 1968 Final - Italy v Yugoslavia - Ilija Petković and Giacinto Facchetti.jpg|thumb|Da sinistra: il centrocampista jugoslavo Ilija Petković e il terzino italiano Giacinto Facchetti in occasione della prima partita di finale, 8 giugno 1968]]
Citazioni sulla '''finale del campionato europeo di calcio 1968'''.
==Citazioni==
*Fu una partita durissima, soprattutto per me. Marcavo Dragan Dzajic, un vero fuoriclasse. Non lo presi mai. Il gol dell'1-0 lo fece lui. Ci salvammo a dieci minuti dalla fine con una grande fiondata di Domenghini su punizione dal limite. 1-1. Il pareggio ci portò ai supplementari, ma anche in quel caso, non successe altro. ([[Tarcisio Burgnich]])
*{{NDR|Sulla ripetizione della finale}} La Jugoslavia giocò grosso modo con gli stessi. Noi eravamo più freschi. A Dzajic presi le misure e stette buono. Riva e Anastasi pensarono ai gol. Poi ci fu la festa, con la Coppa alzata da Facchetti e il giro di campo. In quel momento ho sentito forte l'orgoglio e l'onore di vestire la maglia della nazionale. ([[Tarcisio Burgnich]])
===[[Dragan Džajić]]===
*Il titolo era già nostro. [...] E per di più con un gol del sottoscritto, in casa degli italiani e ad un portiere della bravura di Dino Zoff. [...] Nonostante l'incitamento dei 70 mila dello stadio Olimpico gli azzurri non riuscivano proprio ad impensierirci. Fino a quel maledetto calcio di punizione. Fummo ingenui due volte. La prima nel concederlo. Era solo una palla innocua, lanciata senza troppo criterio [...]. Giovanni Lodetti [...] cercò di colpire [...] di testa per prolungarne la sua traiettoria verso l'area di rigore. Era il massimo che poteva fare. Su di lui invece arrivò come una furia un nostro difensore che lo travolse [...]. Gli italiani confabulavano tra di loro. Mancavano meno di dieci minuti alla fine e sapevano che difficilmente avrebbero avuto un'occasione migliore. Angelo Domenghini calciò di potenza ma il pallone pareva destinato ad infrangersi contro la nostra barriera. ...che però si aprì, qualcuno saltò ...un altro aprì quel tanto le gambe per permettere al pallone di passare. [...] Ilija Pantelic non la vide neppure. [...] l'unica cosa che poté fare fu quella di mandare a quel paese i compagni della barriera e raccogliere il pallone in fondo alla rete. [...] Si dovette rigiocare due giorni dopo ma la sensazione quando tornammo negli spogliatoi era condivisa da tutti: avevamo sprecato un'occasione d'oro.
*L'arbitro della prima partita di finale contro l'Italia fu lo svizzero Dienst. Fu il loro dodicesimo uomo in campo. Era chiaro che dovessero essere gli "Azzurri" a vincere anche se quando arrivò il pareggio di Domenghini eravamo ormai convinti di avercela fatta. Nella seconda partita gli italiani, che misero forze fresche in campo, ci furono superiori anche se sono convinto che l'assenza in questa seconda partita di Ilija Petkovic sia stata per noi decisiva.
*Non abbiamo vinto, ma abbiamo mostrato al mondo chi siamo.
==Voci correlate==
*[[Nazionale di calcio dell'Italia]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}}
{{Campionato europeo di calcio}}
[[Categoria:Eventi degli anni 1960]]
[[Categoria:Incontri di calcio storici]]
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Mario Donnini
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2026-09-05T00:50:25Z
Danyele
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text/x-wiki
'''Mario Donnini''' (1965 – vivente), giornalista e scrittore italiano.
==Interviste==
{{Int|''[https://www.f1sport.it/2016/11/f1-mario-donnini-safety-first-e-una-follia/ F1 {{!}} Mario Donnini: "Safety first? È una follia"]''|Intervista di Alessandro Bucci, ''f1sport.it'', 24 novembre 2016.}}
*[...] la F1 è diventata sempre più simile al Wrestling? Con tutto il rispetto per il Wrestling, s'intende. La risposta è: sì. Certo è gravissimo che il proprietario della massima serie {{NDR|Bernie Ecclestone}} dichiari addirittura di volere un vincitore di un campionato adeguato alla mediaticità richiesta [...]. Il vincitore di un Campionato del Mondo è semplicemente colui che assomma più punti. [...] Se iniziamo ad auspicare, così come per l'elezione di un Pontefice, di un Presidente del Consiglio che sia uno piuttosto che un altro perché egli è più o meno adeguato siamo dinanzi ad una valutazione politica di un risultato. Nel caso F1, una valutazione sportiva ed addirittura pregressa. È diventata una strana partita di pallavolo nella quale si fa continuamente invasione, nella quale si gioca esclusivamente addirittura sul campo avversario quando basterebbe giocare nel proprio campo per vedere delle belle partite.
*Quando ero bambino, negli anni 70, le utopie / distopie dello sport recitavano che nel futuro lo sport sarebbe diventato molto più cupo, più terribile, come in "Rollerball" di Norman Jewison per intenderci. Era l'esempio di uno sport che in futuro, per "tirare", sarebbe diventato sempre più violento. C'era una specie di retro futuro che immaginava un'evoluzione di un ritorno alle origini primordiale e gladiatoriale. Qualcosa di terribile e che lo sarebbe diventato sempre di più per attirare maggior spettatori. Invece la realtà è stata opposta. Aumentando i soldi, lo sport si è "infighettato" ed ingentilito. Se quando prendevo il diploma al liceo mi avessero assegnato un tema sulle possibili evoluzioni, "strafatto" di Rollerball, avrei detto che saremmo andati incontro ad uno sport sempre più cattivo, gestito da multinazionali, rendendo i piloti bestie da macello, ecc. In realtà sono arrivati un oceano di soldi, in un clima da basso impero in cui gli imperatori e gli imperati sono grassi, flaccidi, stanchi e pigri, danno uno spettacolo di sé abbastanza risibile e addirittura pretenderebbero anche di essere attaccati sulle stanze altrui come dei miti. Questo non è possibile.
*Il suo approccio è quello di una persona gentile e tranquilla, sembra tutto il contrario di quello che è in pista nei momenti di trance agonistica. Grazie a Dio abbiamo [[Max Verstappen|Verstappen]], averne due o tre come lui...
*{{NDR|Su [[Juan Pablo Montoya]]}} Aveva davvero il sorpasso in canna.
*Il [[Drag Reduction System|DRS]] che cos'è? Hanno allargato le porte, così segna anche mia zia. Ma che senso ha? L'avessero fatto nel calcio, gli ultras sarebbero scesi dagli spalti, avrebbero invaso la sede della FIFA e avrebbero appeso Blatter per le orecchie alla scrivania.
*{{NDR|Sull'[[Halo (automobilismo)|Halo]]}} [...] è una vergogna anche scientifica. Il visus con qualcosa davanti è pericoloso. [...] Se ti arriva un comò in testa magari ti salva, ma se ti arriva addosso un oggetto più piccolo no. Al prezzo di vedere il mondo a scacchi o come in galera oltretutto. È assurdo! Dobbiamo tutelare il rischio, non la sicurezza.
*{{NDR|Su [[Felipe Massa]]}} [...] è davvero una gran bella persona. Molto umano, molto latino. Sembra un amico del liceo. È un pilota che è sempre stato chiamato alla grande impresa, il brasiliano che più di chiunque altro nel dopo Senna ha rischiato di vincere un Mondiale. Il vero campione del 2008, per quanto mi riguarda, è lui. Perché per quanto concerne ciò che faceva, la parte del suo impegno e nella sua rendita di pilota era avanti di una vittoria e mezzo su Hamilton.
*In certi momenti qualcuno è grande e merita di essere premiato. [[Jenson Button|Jenson]] è stato questo. [...] In certi momenti e in certe narrazioni qualcuno, improvvisamente, merita l'Oscar ed è questo il fascino [...] della F1 che, per certi versi, è una fiction seria, una narrazione che va anche al di là della realtà. E allora viva il Mondiale di Keke Rosberg, quello di Damon Hill, quello di Jenson Button e quello mancato da Massa! Se tutti i Mondiali li avessero vinti i più grandi [...] avremmo cinque papi e sarebbe molto noioso.
*{{NDR|Su [[Héctor Rebaque]]}} [...] mi piaceva questo messicano che mi sembrava uno tipo me, cioè umano. Ricco, ma umano. Mi sembrava uno che grazie ai miliardi riusciva a portare la sua normalità in F1 e questo mi affascinava. Quando mi arrivò dall'Inghilterra la sua foto autografata fu una gioia indescrivibile. Ce l'ho ancora attaccata al muro. Quando Héctor andò a punti per la prima volta al GP di Germania 1978 con la Lotus privata, per me fu uno dei momenti più belli. [...] era considerato un pilota che era in F1 perché aveva i soldi, il che era vero, ma in realtà aveva gli attributi e sapeva guidare. In quell'occasione Chapman al taglio del traguardo tirò due cappellini in aria, uno per Andretti ed uno per Peterson, poi aspettò e quando passò Rebaque tirò il terzo cappellino. Fantastico [...].
*Un [...] personaggio che mi ha segnato è stato [[Bob Wollek]] nella sua corsa infinita per vincere Le Mans, impresa che non gli è riuscita perché è morto travolto da un camperista a Sebring. Ma mi ha sempre colpito perché era un uomo che da più di trent'anni inseguiva un sogno e anche se era oltre i sessant'anni di età continuava ad inseguirlo ed era sempre veloce. Mi è sempre sembrata una cosa estremamente romantica. L'assolutizzazione del sogno.
{{Int|''[https://www.ciclootto.it/mario-donnini-24-h-le-mans/ La 24 Ore di Le Mans e Mario Donnini: la Mythique e il suo cantore]''|Intervista di Claudio Raspanti, ''ciclootto.it''.}}
{{NDR|Sulla [[24 Ore di Le Mans]]}}
*Qualcuno dice sia la corsa più bella del mondo, di certo è una gara che, insieme a Indianapolis e al Tourist Trophy, ti può cambiare la vita grazie alla vittoria o alla sola partecipazione. È unica perché a differenza delle altre si corre in equipaggio e non da soli. È la gara più struggente ed epica perché non caccia nessuno ma mette insieme il grande campione della F1 col panciuto commendatore che corre con le GT, il dilettante col professionista, il campionissimo col gentlemen driver.
*[...] la 24h è una gara terribilmente donna, concedendosi lascivamente ad alcuni, vedi Kristensen, Pirro, Derek Bell e Jackie Ickx, ovviamente con merito, ma anche vantando il maggior numero di piloti fortissimi che non sono mai riusciti a vincerla. Si pensi a Schumacher con Mercedes e, sempre parlando della casa tedesca, della coppia più forte di sempre, ovvero Fangio-Moss, che non riuscirono a vincere pur avendo due giri di vantaggio a causa della tragedia di Pierre Levegh nel 1955. Se il destino dice che non vinci Le Mans, non la vinci... Pensa a Wollek, Redman, Siffert, Elford! I più grandi dell'endurance non hanno mai vinto Le Mans perchè non era destino mentre magari hanno vinto degli sconosciuti gentlemen driver!
*[...] se [...] cerchi epopee all'interno di una tradizione quasi secolare e vai a Le Mans, sei nel posto giusto. Prendi l'esempio di [[Jean Rondeau]], pilota costruttore che si innamora della gara all'età di tre anni e decide che costruirà una macchina col suo nome per vincere a Le Mans con una sua vettura, riuscendoci 35 anni dopo. Per certi versi vale più una storia del genere che tutta la storia della F1 messa insieme! Le Mans racconta storie incredibili, tesse un ordito di vita che parla di chi vince e chi non ci riesce mai.
*[...] Le Mans insegna che il corteggiamento e l’inseguimento della vittoria, meglio se infiniti, sono ciò che appassiona. La consumazione di questo rapporto, specie se reiterata, stufa. Pensa alle storie di Audi, Peugeot e Porsche, nate come avvincenti sfide e finite per diventare noiosi monologhi. La magia di questa gara si racconta in storie non troppo esagerate [...]
*[...] viviamo un'epoca dominata da circuiti tutti uguali, gare tutte uguali e categorie quasi identiche tra loro. In un mondo fatto di monomarca, Le Mans rappresenta il trionfo della diversità per costruttori, piloti e marchi [...]. Così come i greci migliaia di anni fa hanno definito quasi tutto con la loro cultura letteraria e teatrale, allo stesso tempo Le Mans riesce a definire tutto del motorsport.
==''Autosprint''==
===Citazioni tratte da articoli===
{{cronologico}}
*Il problema, se così si può chiamare, [...] sicuramente riguarda anche – ma non soprattutto – i piloti. [...] Quanti sono gli italiani che hanno la residenza all'estero? tanti; troppi. [...] Sportivi, manager, uomini di affari. Persone in vista. Soprattutto per il portafoglio. È duro da recepire ma non è detto che se un cittadino italiano non paga le tasse nel suo Paese, allora, non ha assolutamente diritto di cantare l'Inno di Mameli. E per converso che diritto accampa Michael Schumacher, tedesco di Germania con residenza in Svizzera, quando va a tempo con le dita [...] quando suona il nostro Inno nazionale? Chi può stabilire, in questo contesto, dei parametri? Come si fa a dire se è giusto o non è giusto? Chi si prende la briga di stabilirlo? Inutile cavillare. Davanti al tricolore si può piangere. E allora: non sono italiani? Difficile poter dare dei giudizi. Magari molto più semplice potrebbe essere l'istituzione, una volta per tutte, di un sitema fiscale diverso, più equo e meno vessatorio [...]. Senza la caccia alle streghe. [...] Con buona pace e tanti saluti ai nostri connazionali, che alla fine sono anche poco residenti a Montecarlo, San Marino o alle isole Cayman.<ref>''Inno di Mameli solo con la residenza'', dalla rubrica ''Fermo posta''; ''Autosprint'' nº 24, 15-21 giugno 1999, p. 8.</ref>
*Un sorpasso non vale un [[gol]]. Un'infilata all'interno di una vettura sull'altra provoca boatos controllati, brividi inquieti, entusiasmo ammirato, ma non vale e non varrà mai il ruggito, lo scoppio dionisiaco della folla davanti a un calciatore che fora la rete. Perché un gol, se arbitro dà, è violento, incancellabile, liberatorio, definitivo. Invece un sorpasso è effimero, tant'è che la curva dopo se vai largo sei già bell'e risorpassato.<ref name="Zanardi">Da ''Autosprint'' nº 51-52, 18 dicembre 2001 – 1º gennaio 2002; ripubblicato in ''[https://www.autosprint.it/news/edicola/2026/05/04-8774253/la_sera_in_cui_alex_si_rialz_in_piedi Autosprint n.51 del 2001: La sera in cui Alex si rialzò in piedi]'', ''autosprint.it'', 4 maggio 2026.</ref>
*Che meraviglioso bugiardo, [[Claudio Costa (medico)|Claudio Costa]] fu Checco. [...] si finge interessato a tibie, peroni, malleoli, fasciature, protesi, gessi e rinforzi, ma in realtà i corpi e le finte corazze dei piloti feriti lo acchiappano fino a un certo punto. È un pescatore d'anime, lui. Raddrizzando clavicole, mettendo ginocchia in trazione, riallineando vertebre e immobilizzando costole offese, non ha mai smesso di cercare tutt'altro. Il cuore dei suoi ragazzi, sintonizzandolo al suo. I miracoli che fa nascono così, percorrendo insieme il sentiero del dolore all'inseguimento del sogno, come ama dire lui mulinando la favella alata, calda e profonda del guru. Un rito che si ripete dal 22 aprile 1957 a Imola, quando posò le mani sul centauro Geoff Duke disarcionato dalla sua Gilera alle Acque Minerali.<ref name="Zanardi"/>
*[...] l'[[automobilismo]] da corsa resta un fenomeno diversificato, multiforme, assai complesso e da godersi ben oltre le estremizzazioni, le massificazioni, le spettacolarizzazioni finte, le paperonate e le peperonate su Netflix, in ossequio alla tradizione dei marchi e dei luoghi in cui essi stessi si sfidano.<ref>Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/pista/endurance/2023/04/17-6281301/la_ferrari_499p_vale_anche_in_quanto_simbolo La Ferrari 499P vale anche in quanto simbolo]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 16 aprile 2023.</ref>
*Una meraviglia. Sorta di capolavoro d'arte moderna, contemplata staticamente da una fiumana di spettatori al villaggio della 24 Ore di Le Mans, e puntualmente immortalata quasi fosse un capolavoro d'arte moderna, con i race fans che fanno la fila per farse anche solo uno scatto da tenere per ricordo, comunque vada. Al villaggio del circuito è la maquette più ammirata e amata dagli sportivi francesi e non solo da loro, se è vero che la [[Peugeot 9X8|9X8]] [...] per i transalpini è veramente una macchina da corsa affascinante, aggressiva visualmente, oltre che ambiziosa e complessa.<ref name="9X8">Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/pista/endurance/2023/06/07-6432024/i_francesi_tifano_per_la_peugeot_9x8_nata_per_le_mans I francesi tifano per la Peugeot 9X8, nata per Le Mans]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 7 giugno 2023.</ref>
*{{NDR|Sulla Peugeot 9X8}} [...] questa è una Hypercar nata appositamente per Le Mans. Forse, anzi, con ogni probabilità quella studiata più per l'Hunaudieres, ovvero l'immenso rettilineo della matratona spezzato da due chicane. Di più: nata dichiaratamente più per la classica francese che non per puntare al campionato di riferimento, ossia il Wec. [...] deve il nome al fatto che il 9 caratterizza i modelli da competizione estremi del marchio, mentre la X rappresenta la tecnologia della trazione integrale e ibrida. Infine, l'8 corrisponde ai modelli contemporanei del marchio. Inoltre, moltiplicando 9 per 8, si ottiene 72, il numero del dipartimento della Sarthe, [...] dove è nato il marchio e anche la regione delle 24 Ore.<ref name="9X8"/>
*{{NDR|Su [[Riccardo Patrese]]}} Otto volte hai tagliato il traguardo in F.1 andando più veloce di tutti, ma sempre, in ogni giorno dei tuoi 256 Gp disputati, a lungo un record di fedeltà, hai dato un'immensa lezione di vita e di carattere a chi voleva affossarti, a chi non t'ha dato abbastanza fiducia, a chi, quando contava, non ha saputo credere in te. Per questo, guardando complessivamente la storia della tua carriera e della tua vita, viene tanto da dire che quanto a onore non sei mica vicecampione di niente, ma campione e basta. Campione, punto.<ref>Da ''[https://www.autosprint.it/news/formula1/2024/04/22-7168536/patrese_e_i_suoi_favolosi_anni_70 Patrese e i suoi favolosi anni 70]'', ''autosprint.it'', 22 aprile 2024.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Ferrari 499P]]}} L'Hypercar nata su misura per Le Mans, che [...] si fa rispettare ovunque, ma sui 13,6 km del lungo della [[Circuit des 24 Heures du Mans|Sarthe]] trova dentro quel soffio di vita in più per scrivere pagine di leggenda in diretta, mitografia live, saltando a pie' pari la cronaca per scolpire fatti e imprese tridimensionali e marmoree, come statue michelangiolesche.<ref name="LM">Da ''[https://www.autosprint.it/news/pista/endurance/2024/06/17-7312073/c_est_la_ferrari_ C'est la Ferrarì]'', ''autosprint.it'', 17 giugno 2024.</ref>
*{{NDR|Sulla [[24 Ore di Le Mans]]}} [...] LA CORSA. Sì. La più bella del mondo. Ha condiviso questa nomea per un secolo con la [[500 Miglia di Indianapolis|Indy 500]], ma ora [...] Indianapolis non attira più mezza Casa, è un semplice monomarca plurimotore, eccitando solo piloti. Le Mans, tutto il contrario. Centinaia di migliaia di tifosi per ogni giorno di racing weekend [...], le Case più belle e forti del mondo, gli investimenti più ingenti, le storie più belle.<ref name="LM"/>
*{{NDR|Nel 2024, sulla [[Renault in Formula 1]]}} con la chiusura certa del reparto motoristico di Viry Chatillon, il ruolo della Renault in F.1, anche se ribrandizzata Alpine, si chiude. Se non per sempre, per un numero indefinito di anni. [...] Termina un ciclo tecnico-sportivo che ebbe inizio addirittura nelle seconda metà degli Anni '70, con l'avventura del turbo V6, che nel giro di pochi anni cambiò il volto della F.1, portando in dote anche i radiali Michelin. Anche se i primi mondiali sarebbero arrivati da motoristi e grazie a propulsori aspirati, con la Williams nel 1992-1993 e da Costruttori completi con la Renault di Briatore nata sulle ceneri della ex Benetton, grazie a Fernando Alonso nel 2005-2006, per il successivo quadriennio di gloria delle unità francesi in chiave Red Bull, nel dominio di Vettel, 2010-2013. Quanto all'avventura brandizzata Alpine, poco da dire. Una girandola di team principal, tecnici e consiglieri vari per anni difficili, tumultuosi e rischiarati solo da una fortunosa vittoria di Ocon in un rocamblesco Gp d'Ungheria 2021. [...] ciò che resta di una discendenza nobile della bella F.1 che fu si sta sempre più preparando a finire in archivio.<ref>Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/2024/08/09-7443936/la_sola_cosa_certa_e_la_fine_del_sogno_renault_f_1 La sola cosa certa è la fine del sogno Renault F1]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 9 agosto 2024.</ref>
*Nell'era moderna, negli anni del computer e del turbo, ibrido e non, nessuno mai era riuscito a far suo in tre mesi il Triplete dell'automobilismo sportivo sui tre circuiti più antichi, immortali e iconici del Motorsport, ovvero Monza, Monaco e Le Mans. [...] Ecco il senso immenso del trionfo Ferrari a [[Gran Premio d'Italia 2024|Monza 2024]]. [...] la morale alta del trionfo sta nel ritorno prepotente dell'orgoglio d'essere Ferrari e ferraristi, nel senso di serena diversità che promana da raggiungimenti e sequenze di questo genere. [...] La Ferrari per anni ha fatto ridere nei piani gara? Stavolta no. A Monza si libera dal complesso, perché mai trionfo fu più tattico-strategico e creativamente rinascimentale. Leclerc era un braccino corto e una mente stretta per i piani di battaglia? No, Charles diventa il vincitore di Monza più algebrico della storia e con lui il riscattato muretto Rosso. Il monegasco aveva vinto nel 2019 in Brianza con un motore riscontrato poi segretamente, ehm, diciamo così, non esente da rilievi? Okay, questa power unit qui però passa pure l'elettrcardiogramma sotto sforzo e l'esame prostatico. La Ferrari sbagliava tutti gli aggiornamenti di pacchetto, addirittura autorifilandosi pacchi? Stavolta no. Pacchetto monzese e andare. [...] con questo centro sontuoso e indimenticabile di Leclerc, la Ferrari si toglie dalla spalla e di torno non una sola scimmia, ma lo zoo intero, compresi i guardiani e le banane.<ref name="Ferrari">Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/2024/09/02-7488640/quel_favoloso_triplete_ferrari Quel favoloso triplete Ferrari]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 2 settembre 2024.</ref>
*[...] la [[Ferrari]] è una Casa né migliore né peggiore delle altre, ma un pianeta particolare e splendente. Il solo dalle cui orbite hai vista piena su universi che motoristicamente guardano al paradiso dello Sport.<ref name="Ferrari"/>
*[...] Max Verstappen [...] è marziano, sì, ma specialmente se ha un'astronave sotto il sedere. Se si ritrova una monoposto decente, buona ma non più eccezionale, [...] pure lui non vince più [...]. Lontani appaiono i tempi in cui l'unica preoccupazione di Max era quella di vincere con la pipa in bocca, senza mostrare la vera entità del distacco dei rivali, distanti sono i momenti in cui il campione deliziava lo universo mondo con cazziatoni live in team radio al malcapitato muretto RBR, accusato di chissà quali nefandezze tattiche e tecniche. Adesso Newey non c'è più, la supremazia in pista è perduta, la [[Red Bull RB20|RB20]] si comporta come una cavalla imbizzarrita [...]<ref>Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/2024/09/16-7513875/max_soffre_ma_nessuno_lo_buca_davvero Max soffre ma nessuno lo buca davvero]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 16 settembre 2024.</ref>
*{{NDR|Su [[Oscar Piastri]]}} Velocissimo e talentuosissimo [...], ma ombroso, ghiaccio, mai empatico, quasi per niente uomo squadra e terribilmente discontinuo. Se si alza bene, ciao a tutti, se si alza male, si perde. [...] Con un'aggravante. Quella di apparire anaffettivo, distante, solo, scostato dal team.<ref>Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/2024/11/04-7677629/il_punto_debole_della_mclaren_e_nei_piloti Il punto debole della McLaren è nei piloti]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 4 novembre 2024.</ref>
*{{NDR|Sul [[campionato mondiale di Formula 1 2024]]}} A La Vegas [...] Max Verstappen perfeziona l'impresa più grande della Formula Uno moderna, vincendo un mondiale piloti con una monoposto che [...] da un bel pezzo va meno delle altre. Sarebbe bene sottolinearla mille volte, questa cosa, perché è decisamente anomala, all'interno di una stagione che più strana e inconsueta non si potrebbe reimmaginare. A due stadi, del tutto bipolare, con un inizio [...] di dominio totale di Max e della Red Bull sulla scorta delle due stagioni precedenti, salvo prendere una piega completamente diversa, da Miami in poi. Con l'addio alla squadra del genio Adrian Newey, che tramuta il dream team in drink team. Ecco è da Miami in poi che Max Verstappen compie l'impresa seriale più grande nella storia recente del Circus. [...] perché la F1 moderna è di regola contrassegnata dalla superiorità del pilota più bravo, invariabilmente al volante della macchina migliore. [...] No, stavolta Max vince il titolo con una monoposto, la RB20, che dal dopo Barcellona [...] fatica addirittura ad andare a podio, riprendendosi alla stragrande nella gara più bagnata dell'anno [...], a [[Gran Premio di San Paolo 2024|Interlagos]], laddove nell'uragano le prestazioni dell'uomo tutto finalmente possono. Con l'Olandese Vogante in grado di realizzare un'impresa che sembra tanto fare pari con quelle di Coppi al Giro, Pantani al Tour o Nuvolari alla Mille Miglia [...]. E questo avviene in parallelo alla parziale disgregazione del team Red Bull, che perde morale, a volte decenza, tranquillità, pezzi pregiati nell'organigramma, competitività e fiducia [...], rimanendo aggrappata solo al tetragono istinto d'autodifesa aggressiva tipico del suo pupillo...<ref name="pilota">Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/2024/11/28-7751463/verstappen_come_tazio_nuvolari_il_pilota_pi_forte_della_vettura_ Verstappen come Tazio Nuvolari? Il pilota è più forte della vettura!]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 27 novembre 2024.</ref>
*[...] se si può evidenziare un anno in cui al top iridato va un pilota con una vettura nettamente inferiore alle altre, il paradosso dice che quello è il [[Campionato mondiale di Formula 1 1982|1982]], con Keke Rosberg e la Williams. La stagione dell'ultimo centro mondiale del motore aspirato, il leggendario e vecchissimo Cosworth DFV, che aveva debuttato in campionato addirittura nel 1967 con le Lotus di Clark e Grahm Hill. Ma il 1982 non è certo l'anno dell'uomo che sopperisce alla macchina, ma il momento più buio e sfortunato per la Ferrari turbo, prima devastata dalla morte di Gilles Villeneuve in prova a Zolder, poi sfiancata dal crash di Didier Pironi ad Hockenheim e infine messa knock-out dall'infortunio alla spalla del supplente Patrick Tambay, nell'ultima parte della stagione. Cioè, quel mondiale se lo giocano al Caesar Palace Keke e John Watson con vetture che hanno in certe condizioni ben oltre cento cavalli in meno della Ferrari che ormai, per pura sfiga, nulla può più.<ref name="pilota"/>
*{{NDR|Su [[Stefan Bellof]]}} [...] il ragazzo era considerato a buona ragione un campione in divenire, secondo alcuni addirittura un campionissimo. Un mondiale endurance vinto nel 1984, 20 Gp disputati e quattro punti ottenuti nel Circus, più una carriera in primo piano in F.2, dicono molto e dicono niente. Forse, a spiegare tanto, aiuta il record ''in saecula saeculorum amen'' del [[Nürburgring Nordschleife|vecchio Nurburgring]], in 6'11"130.<ref>Da ''[https://www.autosprint.it/news/formula1/2025/09/01-8357183/gabbiani_ricorda_e_onora_bellof Gabbiani ricorda e onora Bellof]'', ''autosprint.it'', 1º settembre 2025.</ref>
{{Int|''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/2022/11/02-5862945/addio_forghieri_custode_dei_nostri_sogni Addio, Forghieri, custode dei nostri sogni]''|''autosprint.corrieredellosport.it'', 2 novembre 2022.|h=4}}
*Una volta, anni fa, ci dovevamo vedere per un'intervista e [[Mauro Forghieri]] mi dette appuntamento fuori dal casello di Modena Nord. All'ora convenuta pagai il pedaggio, vidi alzarsi la sbarra e sulla destra cercai l'ingegnere, che già era lì ad aspettarmi. Tirai giù il vetro e lui venne a parlarmi, appoggiandosi al montante della macchina. ''"Allora, tutto bene? Come è andata? Traffico?"''. Lo guardai e il cuore mi mancò un colpo. Ero al volante e lui chino a parlarmi, con quelle domande. Poco importa avessi una Skoda da 200mila chilometri e non una Ferrari 330 P4. Era la sua postura a mandarmi in orbita. Sai quando ti si apre un universo in due secondi? Col cuore a mille stavo pensando in diretta: ''"Forghieri chino a farmi domande mentre lo guardo dall'abitacolo. È una cosa sacrale, la porta del paradiso, vedere un uomo che per decenni è stato in questa posizione con i più grandi piloti del mondo facendoli vincere, è un'immagine laicamente messianica, il senso della passione di noi tutti. Il simbolo del cuore per le corse, delle emozioni più belle, di Clay, Niki, Gilles e Jody. Questo non è solo un genio, un vincente, un uomo piacevole, l'effige fosforica della Ferrari primordiale e verace e il testimone privilegiato e decisivo del suo tempo... No, Mauro Forghieri è anche molto di più, per tutti noi malati di corse, specie di una certa Ferrari di una certa epoca. È la romantica password della nostra passione, il custode di un paradiso nostalgicamente perduto, che quando vuole tira fuori le chiavi e ci riaccompagna amabilmente dentro. Tra i nostri sogni belli che furono realtà. Quest'uomo è magico, ora come allora. È magico e lo sarà per sempre, perché ha il potere di far viaggiare le anime nostre solo evocando un ricordo, un nome, una sigla di macchina. È uno degli uomini più importanti delle nostre vite di appassionati e di sicuro il più evocativo, il più caldo, il più vero".'' ''"Be', alora?'' – Con una elle sola, all'emiliana, mi disse lui –: ''che hai, lacrimi?"''. Ma no, ingegnere, sarà l'allergia.
*Maturo già quando era giovanissimo, fresco, freschissimo nel momento in cui l'anagrafe avrebbe potuto farlo vecchio. Lui è stato sempre lui, altroché. Il più rinascimentale dei geni ingegneristici della F.1, perché sapeva e sapeva fare tutto. Telaio, aerodinamica, motore, e che motori, sospensioni, viti, rondelle e prigionieri. Tutto. Come Pico della Mirandola. Dal foglio bianco alla macchina finita, passando per gestione in pista, sviluppo, tattiche, rapporto coi piloti e, ovviamente, litigate con Enzo Ferrari.
*Se la F.1 ha una effe davanti, bloccata da un punto, l'unica spiegazione possibile è che quella effe, nel cuore di noi tutti, vuol dire Forghieri.
{{Int|''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/pista/endurance/2023/06/10-6439431/l_incredibile_storia_della_ultima_vittoria_ferrari_a_le_mans L'incredibile storia della ultima vittoria Ferrari a Le Mans]''|''autosprint.corrieredellosport.it'', 10 giugno 2023.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[24 Ore di Le Mans 1965]]}}
*[...] la sfida al calor bianco tra Ferrari e Ford. Una delle più epiche e palpitanti, con ogni probabilità tra le dieci corse più importanti della storia. Vinta dalla Ferrari 275 LM della Scuderia NART di Luigi Chinetti con Jochen Rindt e Masten Gregory al volante. Ad una ad una le vetture ufficiali, favorite, togate e ultraveloci, progressivamente si ritirano e prende corpo l'ipotesi di vittoria di un'auto data solo per piazzata, guidata da un 23enne di belle speranze, Rindt, appunto, e da un 33enne reduce da mille battaglie, coperto più di ferite che di medaglie. Sì, lui, Gregory. Ma è proprio questo il punto. Solo da loro due?
*Alcuni [...] sussurrano [...] che [...] su quella Ferrari è salito un terzo uomo. Un pilota senza volto. Ma con un nome: [[Ed Hugus]]. [...] Valente e oscuro veterano di dieci 24 Ore, che nella notte tra il 19 e il 20 giugno 1965 avrebbe preso il volante [...] in una situazione d'emergenza, salvando capra e cavoli. Perché col buio e la nebbia Gregory, uno dei rari occhialuti nelle corse degli anni d'oro, non ci vede e Rindt in giro proprio non si trova. Insofferente ai saggi dettami delle corse di durata, il futuro iridato postumo di F.1 non vede l'ora di piantarla lì e accetta la sfida solo a patto di poter correre una 24 Ore a ritmo da Gran Premio. Il gioco riesce. Il pomeriggio di domenica Gregory e Rindt sono proclamati vincitori. Già, ma Ed Hugus dov’è finito? Perché non festeggia anche lui? Di più. Per quale motivo Rindt, Gregory e lo stesso Chinetti non riconoscono i suoi meriti, anzi, tengono le bocche ben cucite?
*Ed Hugus è regolarmente iscritto a quella 24 Ore, in un'altra 275 LM sempre della NART, che in prova dà forfait. Così lui resta a piedi. Ma in extremis [...] Chinetti lo iscrive come riserva sulla n. 21 di Gregory-Rindt. [...] Nel cuore della notte il pilota prende il volante e piazza uno stint di quelli buoni, poi, verso l'alba, riconsegna la 275 LM a Gregory [...]. Secondo il regolamento di Le Mans '65, ciascun equipaggio è formato da due piloti, più una riserva. Il panchinaro può prendere il posto di un titolare [...]. Quello che capita ai box della NART. Momento, però. [...] La sostituzione ammessa [...] è stile calcio: esce Totti, entra Del Piero, ma poi Totti non può rigiocare. E invece Gregory al volante ci torna, altroché. [...] emerge una tonitruante realtà che sconvolge e tritura il mito: la vincente Ferrari di Gregory-Rindt era [...] da squalificare [...]. Fermi sulle sedie, però: non passa mica la storia che la Ferrari abbia "rubato" una delle sue vittorie più belle. [...] perché dietro quella Rossa in classifica finale ce ne sono imbullonate altre due, quindi, comunque la si metta, il Cavallino stravince. Piuttosto in questa chiave i silenzi di tutti i protagonisti della faccenda da inspiegabili diventano spiegabilissimi. Addirittura surrettizi. E acquistano ciò che prima mancava: un movente. [...] Una sola parola sul caso Hugus e il trionfo NART si squaglierebbe, quindi zitti tutti [...]
===''Cuore da corsa – rubrica''===
{{Int|''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/notizie/cuore-da-corsa/2020/04/01-2888382/formula_1_amon_af101_brutta_e_impossibile Formula 1: Amon Af101, brutta e impossibile]''|''autosprint.corrieredellosport.it'', 1º aprile 2020.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Amon AF101]]}}
*Anno 1966. [[Chris Amon|Amon]] è a piedi e fa il collaudatore per la GoodYear [...]. Così, quando non corre, cioè spesso, da tester prova tutto il giorno decine, centinaia di gomme [...], dicendo la sua in modo sereno e chirurgicamente preciso. Fino a che, un bel giorno, ai box meccanici e ingegneri, annoiati, decidono di fargli uno scherzo, architettando la burla più atroce che si possa concepire [...] verso il più bravo tester di tutti i tempi. Sentite come. Amon rientra in pit-lane e si ferma, attendendo che montino un nuovo treno. Già che c'è, come sempre, dà al volo il feedback al tecnico, che prende appunti. Intanto i meccanici smontano le gomme, ma, ecco la carognata: le rimontano tali e quali, mentre Chris, ignaro, continua a parlare con l'ingegnere. Il neozelandese riparte, fa quattro giri e si riferma. Alza la visiera, con un cenno richiama il tecnico e dice a bassa voce: «Due possibilità: la prima è che siete coglioni perché vi siete confusi, rimontando la stessa mescola. Possibile. Oppure mi state facendo uno scherzo, allora siamo nella seconda ipotesi: non siete coglioni. Oh, no, siete molto coglioni».
*Quando toglie i veli, la Amon Af101 è non solo nuova, ma innovativa dalla punta del muso all'alettone posteriore. Tanto per cominciare, il serbatoio del carburante è posizionato tra cockpit e motore, a scomparto unico. Cosa che poi farà scuola, in F.1, abbassando il baricentro e aiutando a rendere la macchina più neutra, nel comportamento. Okay. Ma poi la famo strana pure troppo. Le barre di torsione sono in titanio, quindi i freni posteriori a disco si presentano in board e questo, da subito, si rivela un terribile tallone d'Achille. Poi c'è l'aspetto aerodinamico, curato dal professor Tom Boyce, che prevede uno strano alettone a sbalzo sul muso, più un'avveniristica presa d'aria per il motore, squadratissima e rettangolare. Morale della favola, al primo test a Goodwood la Af101 vibra come un martello pneumatico, ha semiassi di burro, va piano e si rompe spesso. [...] tutta la storia della Dalton-Amon in fondo sarà così.
*Il debutto iridato non è neanche orrendo. Il 7 aprile 1974 la Amon dovrebbe prendere il via nell'International Trophy a Silverstone, ma, con oltre trenta partenti, Chris è 28esimo in prova davanti solo a qualche F.5000 bolsa e messa lì per riempiticcio. La AF101 proprio non sta in strada e continua a rompersi, quindi meglio rinunciare al via. Gli va meglio il 28 aprile, nel Gp di Spagna 1974 a Jarama, 23esimo in griglia e regolarmente al via, tanto da percorrere 22 giri nelle retrovie, prima di ritirarsi per aver fatto fuori un semiasse. Che importa, Chris Amon è già nella storia. È riuscito a prendere il via in un Gp iridato con una monoposto che porta il suo nome!
*A Monaco prosegue la tormentata evoluzione aerodinamica, presentando un musone e, soprattutto, piantandosela con i dischi freno in board. [...] più si va avanti, più la Amon si sforza di diventare una F.1 simile alle altre, per cercare disperatamente prestazioni a livello col gruppone. In qualifica i riscontri non son male, perché un 20esimo posto a Montecarlo per un team debuttante è roba da applausi, ma le vibrazioni alle ruote e al semiasse anteriore sono martorianti e per motivi di sicurezza Chris preferisce dare forfait per la gara della domenica. [...] I tormentati rimaneggiamenti aerodinamici continuano, le fiancate evolvono, il muso ricambia e pure il pilota. Per il Gp di Germania al Nurburgring viene concessa una chance anche al giovane [...] Larry Perkins, che si alterna col boss Chris sulla monoposto [...], ma i ragguagli cronometrici sulla terribile Nordschleife paiono da torpedone. Perkins si ritrova a oltre 14" dall'ultimo dei qualificati [...], invece il crono di Amon è da maratoneta etiope. A Monza, infine, uno sfiduciato Chris tenta la qualificazione ma ormai è in smobilitazione psicologica, con una monoposto sfinita e un motore sfiatato. Stavolta resta a un secondo e mezzo dall'ammissione in griglia e la cosa quasi lo consola, perché non ha nessuna voglia di salire a bordo della AF101, per la corsa. E non lo farà mai più, nel mondiale. Fine della storia.
===''Le leggendarie – rubrica''===
{{Int|''Con la Rs01 la Renault aprì nel '77 l'era turbo''|''Autosprint'' nº 24, 15-21 giugno 1999, p. 14.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Renault RS01]]}}
*A volte una monoposto può passare alla storia non tanto per le vittorie ottenute in pista, quanto per essere portatrice di soluzioni tecniche che solo in seguito troveranno compiuta attuazione [...]. Tra le vetture «rompighiaccio» che hanno aperto un'epoca, un posto privilegiato spetta alla Renault Rs01, che portò al debutto il turbocompressore e i pneumatici radiali nel Mondiale di F.1. La casa francese utilizzò per questo programma un motore V6 [...] con le bancate cilindri a 90 gradi, sviluppato dalla Renault-Gordini a Viry Chatillon, nei pressi di Parigi, sotto la direzione tecnica dell'ingegnere Francois Castaign. La scelta della cilindrata di 1,5 litri fu imposta da regolamento che ammetteva il turbo, ma con un rapporto di cilindrata di 1 a 2 rispetto agli aspirati di 3000cc. Si trattava di una derivazione del propulsore atmosferico che aveva visto la luce nel '73, montato sulla biposto Alpine A440 e in seguito in F.2 sulla Elf Renault che conquistò il titolo europeo nel '76, con Jean-Pierre Jabouille, e nel '77, con Renè Arnoux su telaio Martini.
*Dopo un lungo periodo di sviluppo, la Rs01 debuttò nelle mani di Jabouille in occasione del Gp d'Inghilterra 1977, disputato sul circuito di Silverstone. Fu quella la prima volta in assoluto, almeno per quanto riguarda la F.1, di un motore azionato da un turbocompressore a gas di scarico. Il V6 sviluppava una potenza di 500 cavalli a 11.000 giri. In virtù della sua potenza, la Rs01 era una delle monoposto più veloce sui rettifili, ma soffriva di una cronica mancanza di risposta in fase di accelerazione e di un'altrettanto cronica carenza di affidabilità, oltre che pagare un peso eccessivo. Nei quattro Gp disputati nel '77, le colonne di fumo sprigionate dalla Rs01 di Jabouille, col V6 «arrostito», divennero proverbiali.
*[...] l'anno successivo le cose cominciarono a cambiare. A Montecarlo per la prima volta la Rs01 giunse al traguardo di una gara iridata, seppure con 4 giri di distacco dal vincitore e nel Gp Usa East, a Watkins Glen, Jabouille colse i primi punti iridati per un turbo, con un buon quarto posto. La carriera della gloriosa Rs01, ormai dotata di un motore vincente, di gomme performanti (i pneumatici a carcassa radiale si dimostrarono spesso più competitivi di quelli tradizionali a tele incrociate) e condotta da piloti esperti, si concluse al termine del Gp del Belgio 1979, per lasciare il posto alla Rs10. Vettura che nel Gp di Francia a Digione, avrebbe colto una vittoria storica con Jabouille. In quella gara, in pratica, si aprì l'era del turbo [...]
===''Sterzi a parte – rubrica''===
{{cronologico}}
*Ti ho visto debuttare in F.1 a Imola nel Gp del 1982. Eravamo due ragazzi. Tu [[Riccardo Paletti]] in pista con l'Osella, io dietro le reti alle Acque Minerali, da tifoso con lo zainetto. Ti vedevo sfrecciare, col Cosworth a lacerarmi i timpani e notavo che curvavi reclinando il casco e mi davi l'idea di godertela da matti. Ti sentivo vivo come mai.<ref>Da ''[https://www.autosprint.it/news/sterzi-a-parte/2022/06/13-5477122/speciale_sterzi_a_parte_ricordando_riccardo_paletti Speciale Sterzi a Parte: Ricordando Riccardo Paletti]'', ''autosprint.it'', 13 giugno 2022.</ref>
*Il successo di [[24 Ore di Le Mans 2023|Le Mans 2023]] è forse il conseguimento più inatteso ed entusiasmante in tutta la storia moderna delle attività sportive della Ferrari. Ed è anche la vittoria più complessivamente italiana nello sport del motore, unendo amministratori, dirigenti, tecnici, piloti e meccanici e perfino racing partner e aziende di supporto. In una vittoria ottenuta sul tracciato di quella che è considerata la gara più prestigiosa, bella e difficile del mondo, sconfiggendo una concorrenza di rilevanza planetaria [...]<ref name="Cavalieri">Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/sterzi-a-parte/2023/06/26-6480046/che_i_cavallini_diventino_cavalieri_ Che i Cavallini diventino Cavalieri!]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 25 giugno 2023.</ref>
*Nelle corse di durata il vero mondiale è [[24 Ore di Le Mans|Le Mans]]. La maratona della Sarthe non solo da sola vale un titolo, ma la verità è che conta molto più dell'iride, perché secca, rifulgente prestigio, capricciosa, imprevedibile e ben più probante e priva d'appello di qualsiasi sfida o cimento a tappe.<ref name="Cavalieri"/>
*La pressione dell'opinione pubblica è sempre a favore della Ferrari e mai a vantaggio dei piloti italiani. Quando, nel [[Gran Premio di San Marino 1983|Gp di San Marino 1983]] [...], Riccardo Patrese su Brabham uscì di pista scivolando sul breccino alle Acque Minerali aprendo la strada alla passerella trionfale del francese Tambay su Ferrari, quasi tutti i centomila italici ruggirono felici e tantissimi italioti in tribuna mostrarono a Riccardo il segno dell'ombrello.<ref name="Italia">Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/sterzi-a-parte/2023/08/07-6582854/il_peggior_digiuno_dello_sport_italiano_quelo_dal_mondiale_f_1 Il peggior digiuno dello Sport italiano è quello dal mondiale F.1]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 7 agosto 2023.</ref>
*Qualsiasi pilota italiano post-Ascari che ha provato o proverà a rivincere il mondiale lo ha fatto e lo farà non grazie alla [[Scuderia Ferrari|Ferrari]], ma malgrado la Ferrari. È stato così per Alboreto, dalle ali tarpate per virus tecnici aziendali, è andata in questo modo per Patrese, prima corteggiato e poi non preso dalla Rossa, e sarà così per chiunque altro che riuscirà a farsi strada, di certo non potendo contare, almeno a corto raggio, sull'aiuto concreto del Cavallino. Ed è tabù parlarne, perche farlo vuol dire toccare concetti scomodini. Pertanto, piano quando si parla di Nazionale Rossa.<ref name="Italia"/>
*[...] il Fuji resta a tutti gli effetti location e sinonimo della sconfitta più amara in tutta la storia del Cavallino Rampante. Ovvero l'esito dello shootout del mondiale 1976 datato [[Gran Premio del Giappone 1976|24 ottobre]] [...] tra Niki Lauda con la Ferrari 312 T2, reduce dai traumi del rogo del Nurburgring [...], e il britannico James Hunt, al volante della McLaren M23. Il resto è noto [...], con Niki Lauda che si ferma e rinuncia a proseguire la gara, disorientato dall'uragano iniziale, mentre il biondo rivale britannico non vince la battaglia ma si aggiudica la guerra, ghermendo i punti necessari per fare suo l'agognato titolo mondiale per un'incollatura. Lasciando il Drake e l'Italisportiva tutta nello sgomento. La corsa era partita alle cinque di mattina ora italiana, trasmessa dalla Rai in diretta [...]. Con uno share del 100%, milioni di sportivi tricolori vissero la più cocente delle delusioni, con un rovescio foriero, da lì a poco, di infinite polemiche sulla legittimità del cosiddetto coraggio d'avere paura mostrato dallo stesso Lauda. Una storiaccia che, alimentata e dilatata, porterà come esito finale al divorzio ricco di polemiche e recriminazioni tra il Drake e l'austriaco, il quale, dopo aver rivinto il mondiale e saldato il conto, a fine 1977 saluterà la compagnia, sbattendo la porta. [...] Di fatto segnando la fine dell'epoca felice della rinascita Rossa, inaugurata nel 1974, con l'arrivo del giovane Montezemolo artefice del rilancio e del lancio di Clay Regazzoni e dello stesso Lauda.<ref>Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/sterzi-a-parte/2023/09/04-6644417/per_favore_lavate_la_macchia_del_fuji Per favore, lavate la macchia del Fuji]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 4 settembre 2023.</ref>
*Vengo da un altro automobilismo. Portavo le braghe corte quando sentivo dire: le case si sfidano nell'[[Endurance (automobilismo)|endurance]] e là vige la logica corporate. Quello è uno sport di squadra. La [[Formula 1|Formula Uno]] no, è la massima disciplina dell'intero motorsport, utile a stabilire l'uomo più veloce del mondo: lì vige un Umanesimo garantito e necessario, la preponderanza del talento sulla discipilina, dell'estro sul calcoletto, del pilota su chi vorrebbe pilotarlo. Dell'Uomo sulla macchina. A meno che non abbia firmato un contratto dichiaratamente da seconda guida, da sottomesso, da gregario. Ma, attenzione, il secondo pilota non era sottomesso alla squadra, ma al primo. [...] Adesso, nella Formula Uno del terzo millennio, sono tutti secondi piloti, poiché chiunque deve obbedienza alla corporation che lo schiera.<ref>Da ''[https://www.autosprint.it/news/sterzi-a-parte/2025/10/27-8481417/max_l_unico_uomo_libero_in_una_f_1_di_secondi_piloti Max è l'unico uomo libero in una F.1 di secondi piloti]'', ''autosprint.it'', 27 ottobre 2025.</ref>
*C'era una volta la Formula Uno di [[Bernie Ecclestone]] e con essa il legame politico stretto, strettissimo col Cavallino, che aveva, come faccia oscura del pianeta, anche l'impegno esplicito e implicito della Ferrari a non militare in altri campionati attitudinalmente in grado di distogliere interesse e interessi dalla Formula Uno. La stessa [[Ferrari 333 SP|333 Sp]] dalla seconda metà degli Anni '90 era stata vista e vissuta dalle alte sfere [...] come fumo negli occhi e possibile elemento di disturbo. All'interno di un motorsport formulaunocentrico e non perturbabile in nessun modo dall'endurance [...]<ref name="499P">Da ''[https://www.autosprint.it/news/sterzi-a-parte/2025/11/03-8489038/la_ferrari_499p_la_sofia_loren_del_racing La Ferrari 499P è la Sofia Loren del racing]'', ''autosprint.it'', 3 novembre 2025.</ref>
*[...] l'italianissima [[Ferrari 499P|499P]] si impone per la sua striscia vincente nella corsa più bella e famosa del mondo e per una prospettiva di vita bella, rigogliosa e mondialmente riconosciuta, che ne fa la [[Sophia Loren|Sofia Loren]] del Motorsport [...]<ref name="499P"/>
{{Int|''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/sterzi-a-parte/2020/07/20-3187753/parlo_di_ferrari_ma_non_di_binotto Parlo di Ferrari ma non di Binotto]''|''autosprint.corrieredellosport.it'', 20 luglio 2020.|h=4}}
*Vedi, cara Ferrari, d'insopportabile [...] non c'è tanto il fatto che stai perdendo in pista. Quello può capitare [...]. No, a far uscire dai gangheri tanto da meritare l'appellativo di inaccettabile, è, piuttosto, l'eclettismo e l'interdisciplinarietà delle tue [...] lacune e debolezze. Perché la [[Ferrari SF1000|SF1000]] ha pochi cavalli e troppo drag, pecca di trazione, non ha velocità di punta, è mal bilanciata, non appare briosa e temibile nell'utilizzazione del potenziale di cavalleria né tantomeno nell'erogazione. Il muretto, poi, spesso non risulta al massimo delle lucidità tattico-strategiche e c'è da capirlo. [...] Tra accordi riservati e punizioni mascherate, regolamenti più subiti che congetturati e attesi fantomatici piani d'evoluzione tecnica della SF1000, non c'è niente che dia solido affidamento e aperture di fiducia illimitate, tanto da poter pensare che la prossima gara possa ragionevolmente risultare migliore di quella scorsa.
*Dal 1947 a oggi questa è non solo la Ferrari più distante dagli avversari, ma anche [...] quella inesorabilmente più distante dalla sua gente. Una Ferrari freddina, per niente italiana o neolatina nelle reazioni, taciturna, benaltrista e sostanzialmente priva di interessamento, dialogo ed empatia con e per l'opinione pubblica. [...] in Italia non si può non esser idealmente [[ferrari]]sti, così come Benedetto Croce sosteneva che non si può non essere culturalmente cristiani. Quindi percepirti silenziosa, altera, glaciale, impenetrabile se non addirittura lapalissiana, mai dialettica, totalmente priva di contraddittorio coi tifosi, con la stampa e soprattutto con te stessa, sinceramente fa un po' specie [...]. Con un lontano retrogusto di snobbante sgradevolezza. [...] forse, paradossalmente, non c'è alcuna fretta di tornare a vincere. Per ora l'emergenza vera è tutta nel comportamento.
*[...] ce lo ha insegnato Enzo Ferrari: una Ferrari è di chi se la compra, ma la Ferrari è di tutti.
{{Int|''[https://www.autosprint.it/news/sterzi-a-parte/2022/02/07-5130378/se_c_un_dio_dei_rally_la_lancia_deve_tornare_ Se c'è un dio dei rally, la Lancia deve tornare!]''|''autosprint.it'', 7 febbraio 2022.|h=4}}
*Il caso [[Lancia (azienda)|Lancia]] è unico all'interno dell'epopea delle corse e, soprattutto, nella percezione del marchio nell'animo degli appassionati, oltre che nella storia dell'imprenditoria italiana e non solo. Lancia è tutto ciò che gli altri non sono mai stati, un'industria importante ma mai elefantiaca e sempre dotata di un piglio caratterizzante e fascinoso, di classe ma non necessariamente da ricchi, ricconi o riccastri, capace di carezzare il fascino discreto della borghesia realizzando con la stessa lucentezza coupé, berline, presidenziali, camion, Formula Uno, prototipi e macchine da rally. Sempre cogliendo nel segno e dando un segnale di carattere, originalità e spessore.
*{{NDR|Sulla [[Lancia Stratos]]}} [...] la belva nata per vincere, che cambia letteralmente la storia delle competizioni a note navigate, esplodendo in faccia e nel cuore ai race fans di tutto il mondo con la sua eterna linea ininvecchiabile, innamorante e vasocostrittrice: perché da inizio Anni '70 a oggi, quando vedi una Stratos in Tv, sul telefono, o, rarissimamente per strada, se hai almeno un bicchiere di sangue nelle vene, si alza la pressione, il cuore ti manca un colpo e provi emozione, punto.
*{{NDR|Sulla [[Lancia Rally 037]]}} Due sole ruote motrici contro la sempre più imperante trazione integrale dell'Audi, ma cosa importa, quando una vettura sa essere inno di italianità, potenza, gestione geniale e trionfi a raffica?
*Il Grande [[Cesare Fiorio|Cesare]]. Perché molto, anche se non tutto, in Lancia, trae linfa e motivazioni dal suo impeto infinito d'agitatore d'uomini, d'avvelenatore mentale d'avversari e dal battitore di piste prima inesplorate. Da pioniere tattico di comunicazioni, strategie, alchimie, pieghe regolamentari e scelte strategiche. Con un genio vivissimo, creativo, ottimizzante mezzi e budget ma anche culturalmente e meravigliosamente italiano. Nostro. Nostrissimo.
*[...] [[Lancia (automobilismo)|Lancia]] non è solo un marchio, ma il nome attribuito a un modo bellissimo d'esercitare passione, talento e italianità nelle competizioni più estreme e affascinanti, con le livree più belle mai viste nel mondo delle corse, prime su tutte quelle Alitalia e Martini.
{{Int|''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/sterzi-a-parte/2024/01/10-6967438/byrne_larma_segreta_della_rossa_compie_80_anni Byrne, l'arma segreta della Rossa compie 80 anni]''|''autosprint.corrieredellosport.it'', 9 gennaio 2024.|h=4}}
*Uno capace di attraversare tutte le stagioni del Circus moderno, dalle minigonne scorrevoli ai fondi scalinati, passando per turbo, correttori d'assetto e chissà quante altre diavolerie. Lui c'era e non dormiva. Mai. E spesso vinceva. Sempre più spesso, per la verità. In F.1 ci sono i geni visibili e quelli invisibili. I primi appaiono istrionici, teatrali e fluviali sulla scena. Colin Chapman, Mauro Forghieri e Gordon Murray sono tra questi. Invece, tra color che nella civiltà della megainformazione iperconnessa manco lasciano traccia apparente, v'è [[Rory Byrne]] [...]
*Rory Byrne non è un rivoluzionario, ma un evoluzionista. Mai s'atteggia a massimalista ma sempre a riformista. [...] Se gli altri geni della F.1 hanno la scintilla dell'invenzione, il bagliore gnoseologico agostiniano, il cortocircuito, la folgorazione dopo la quale nulla è più come prima, Byrne no. Insomma, Forghieri mette l'ala in F.1, perfeziona a modo suo il 12 cilindri piatto, sublima il cambio trasversale, ne studia più di mille, Chapman introduce la monoscocca, la guida sdraiata, il motore portante, l'effetto Venturi, Murray s'esercita con la sezione trapezoidale, i radiatori a sfioramento, il ventilatore, la sogliola e Dio sa cosa, Barnard crea la F.1 tutta in carbonio e mette il cambio al volante. Byrne invece non innova apparentemente un bel niente. Eppure è con lui che Senna rischia di vincere il suo primo Gp, è con lui che Schumi li vincerà tutti, i suoi, ed è con lui che la Ferrari cambierà pelle, mentalità, approccio [...]. Solita storia. Byrne non inventa niente, ma sublima tutto. È puro postmoderno racing.
*Arriva a fine stagione la [[Toleman TG183|Tg183]] per la quale, per la prima volta in vita sua, Byrne tenta una soluzione ardita: il doppio alettone posteriore disassato. E [...] qui c'è un aneddoto meraviglioso. Rory chiama il manager Hawkridge e a matita gli spiega il sistema. Alla fine gli fa: «Domande?» Alex risponde: «Una. E il motore dove lo mettiamo?». Byrne, costernato, replica: «Ah, già...».
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Donnini, Mario}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Filippo Grassia
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Danyele
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/* Citazioni di Filippo Grassia */ fix
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text/x-wiki
'''Filippo Grassia''' (1950 – vivente), giornalista, scrittore e dirigente sportivo italiano.
==Citazioni di Filippo Grassia==
===''Guerin Sportivo''===
{{cronologico}}
*{{NDR|Sul [[campionato mondiale maschile di pallavolo 1978]]}} L'Italia, grazie ai Campionati del Mondo, ha scoperto in tutta la sua bellezza la [[pallavolo]], sport spettacolare e telegenico per eccellenza. È questa la prima verità che va evidenziata [...]. Merito precipuo di questo «boom» (senza precedenti anche in altre discipline) va ascritto alla Nazionale di casa nostra che rappresenta la rivelazione più bella e sincera del meeting iridato. Gli uomini di Pittera, l'allenatore, hanno fornito prestazioni eccellenti dimostrando sul campo di meritare la fiducia del tecnico siciliano che ha compiuto l'impresa di portare la Nazionale a clamorosi livelli (atipici e perciò piacevolmente sorprendenti) di rendimento. [...] Forti, decisi, determinati, sicuri dei propri mezzi: queste le qualità precipue dei magnifici «dodici» che hanno fornito esempio chiarissimo di lineare compattezza e omogeneità. [...] Il pubblico ha risposto in misura eccezionale, a Roma come in tutte le altre sedi. Si pensa che gli spettatori, al termine dei Mondiali, supereranno le duecentomila unità [...]. Cifre da capogiro che pongono il volley in posizione di assoluta preminenza anche nei confronti di altre attività più radicate negli umori degli sportivi.<ref>Da ''Un «boom» in chiave azzurra'', ''Guerin Sportivo'' n. 39 (204), 27 settembre – 3 ottobre 1978, pp. 60-62.</ref>
*[...] lo spettacolo non è subordinato solo ai moduli o alle strategie tattiche. Alla fine fanno la differenza quelli che vanno in campo e chi ha dei fuoriclasse può permettersi di giocare in tutti i modi. [[Arrigo Sacchi|Sacchi]] è un ottimo allenatore, che è riuscito in pochi anni a vincere tutto nel mondo con manovre e schemi di prim'ordine. Ma resto convinto che, senza Van Basten, Baresi, Gullit e soprattutto Rijkaard, anche per lui le cose sarebbero state difficili. [...] Non vorrei che [...] Berlusconi, nei suoi anni milanisti, avesse avuto un ruolo determinante al momento di «stendere» la formazione.<ref>''Sacchi, quale spettacolo?'', dalla rubrica ''La posta del Direttore''; ''Guerin Sportivo'' n. 26 (901), 24-30 giugno 1992, p. 5.</ref>
*Al di là della facile retorica, la vittoria della Danimarca agli [[Campionato europeo di calcio 1992|Europei]] [...] è la vittoria della semplicità, delle cose fatte in economia, della giusta misura in un ambiente che da qualche tempo pare conoscere solo lo spreco. [...] La Danimarca si è imposta con una serie di prove non trascendentali, ma oneste, caparbie, figlie d'una volontà comune e d'uno spirito di sacrificio sconosciuto a tanti nostri miliardari della pedata. [...] in Danimarca il calcio fatica a superare contorni semiprofessionistici per non dire dilettantistici con quel che segue di bello e di meno bello. Complimentiamoci allora con questo gruppo di ragazzi che ha reso al massimo: in caso contrario Laudrup e Larsen non avrebbero portato a casa quel trofeo e, tanto meno, avrebbero stupito tutta Europa.<ref>''La lezione danese va presto imparata'', dall'editoriale ''Gli intoccabili''; ''Guerin Sportivo'' n. 27 (902), 1-7 luglio 1992, p. 3.</ref>
===''il Giornale''===
{{cronologico}}
*Altro che intruso. [...] [[Nikolaj Davydenko|{{Sic|Nikolay Davydenko}}]] mette paura a tutti con il suo gioco potente, solido, regolare, fatto di anticipi sorprendenti e di assoluto sacrificio. [...] E poco conta che sia bruttino, pelato, piccolo, di scarne parole. O che non abbia il fascino di Federer, la bellezza di Nadal, la possenza di Del Potro. Se c'è da tirare forte, sempre più forte, arrivare su ogni pallina e compiere gesti estremi, Nikolay non si tira mai indietro. E chissenefrega, lo ammette lui stesso, se non è un divo, non solletica i gusti delle ragazzine, non entra nel gossip. L'anti personaggio per antonomasia.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/davydenko-brutto-anatroccolo-che-spaventa-federer-e-nadal.html Davydenko, il brutto anatroccolo che spaventa Federer e Nadal]'', ''ilgiornale.it'', 11 gennaio 2010.</ref>
*{{NDR|Sulla vittoria di Francesca Schiavone all'[[Open di Francia 2010 - Singolare femminile]]}} Mai come questa volta l'epica non è fuori luogo perché serve a sublimare un successo tanto legittimo quanto inatteso che entra di diritto nella storia del nostro sport. Lo ricorderemo per sempre. Al momento della premiazione non s'è limitata a baciare la coppa [...], ma l'ha coccolata e cullata, quasi avesse fra le braccia una creatura appena nata. L'ha fatto con tanta dolcezza e tenerezza da commuovere il pubblico, in grandissima parte a suo favore, e far piangere Mary Pierce [...], che ha avuto l'onore di consegnarle il trofeo.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/francesca-i-regina-francia-ho-superato-i-miei-limiti.html Francesca I, regina di Francia: «Ho superato i miei limiti»]'', ''ilgiornale.it'', 6 giugno 2010.</ref>
*Che sia uno [[Serie A 2005-2006|scudetto di cartone]] [...] cominciano a capirlo anche i tifosi dell'Inter. Del genere: vale la pena battersi per un triangolino tricolore che ha causato più dolori che gioie, più polemiche che soddisfazioni? Se Moratti vi rinunciasse, il problema sarebbe risolto. Ma il presidente non sembra di questa opinione perché lo ritiene una sorta di rivalsa rispetto ai torti e ai danni subiti nelle stagioni precedenti: primo fra tutti il celeberrimo rigore negato a Ronaldo per il fallo di Iuliano nella sfida fra Inter e Juventus del 26 aprile 1998.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/revoca-dello-scudetto-spacca-federazione-e-giuristi.html Ma la revoca dello scudetto spacca federazione e giuristi]'', ''ilgiornale.it'', 6 luglio 2011.</ref>
*[[Zdeněk Zeman|Zeman]] è una fede. Ma gli atei, calcisticamente parlando, sono in aumento.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/sempre-uguale-se-stesso-mondo-cambiato-842312.html Sempre uguale a se stesso ma il mondo è cambiato]'', ''ilgiornale.it'', 1º ottobre 2012.</ref>
*[[Flavia Pennetta]] [...] sarebbe piaciuta a Federico Fellini, il regista della Dolce Vita: sensuale ma anche sentimentale, pragmatica e pur sempre sognatrice: femmina più che donna.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/politica/pennetta-femmina-record-rinata-mille-volte-1170152.html Pennetta, la femmina da record rinata mille volte]'', ''ilgiornale.it'', 13 settembre 2015.</ref>
*{{NDR|Sul [[campionato europeo di calcio 1968]]}} [...] la Nazionale, che non aveva partecipato alle due precedenti edizioni, conquistò l'Europeo superando in semifinale la Russia al San Paolo di Napoli con la monetina [...]. I rigori non erano ancora stati inventati. [...] A fine partita l'arbitro tedesco Tschenscher convocò nel suo spogliatoio i capitani Facchetti e Shesternev. «Testa o croce?», chiese ai due. «Testa», rispose per primo Giacinto. Ci vollero due lanci per definire il passaggio alla finale: nel primo la monetina rimase in bilico in una fessura del pavimento, nel secondo diede ragione a Facchetti. «Grazie a San Gennaro», chiosarono i tifosi napoletani rimasti in religioso silenzio sulle gradinate.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/trionfo-48-anni-fa-poi-soltanto-delusioni-litalia-leuropeo-1269708.html Un trionfo 48 anni fa. Poi soltanto delusioni. Per l'Italia l'Europeo è più difficile del Mondiale]'', ''ilgiornale.it'', 10 giugno 2016.</ref>
*In una grande manifestazione, la novità dei tiri decisivi dal dischetto debuttò nell'Europeo del 1976 quando la Cecoslovacchia superò per [[Finale del campionato europeo di calcio 1976|5-3]] la Germania Ovest. Decisiva la sentenza di Panenka che ebbe il coraggio o la follia, forse entrambe, di beffare il portiere Maier con il cucchiaio. O meglio, quello che poi sarebbe stato chiamato cucchiaio.<ref name="rigori">Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/je-suis-europ-en-1278823.html Je suis européen]'', ''ilgiornale.it'', 4 luglio 2016.</ref>
*Una cosa è certa. Il calcio è un gioco di squadra che non c'entra niente con i [[Tiri di rigore|rigori finali]]. Qui il calcio diventa uno sport individuale, come il tennis, lo sci o la scherma. Un altro sport. Il giocatore che si presenta davanti al dischetto, è solo con se stesso, i suoi tormenti, lo stress a livelli bestiali. Mai come in quei momenti, l'appartenenza a una squadra non è più un valore aggiunto, ma diventa un peso per il timore di tradire una causa comune. Il gruppo [...] non conta più. [...] Ogni rigore fa storia a sé. E quello che batti alla fine dei supplementari non è uguale a quello a partita in corso.<ref name="rigori/>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Grassia, Filippo}}
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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[[Liam Brady]]{{,}}
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[[Enrico Bertolino]]{{,}}
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AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo).
Le voci ammesse sono:
- recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]];
- voci recentemente wikificate;
- voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici)
AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}"
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[[24 Ore di Le Mans]]{{,}}
[[Mario Donnini]]{{,}}
[[Finale del campionato europeo di calcio 1968]]{{,}}
[[Immacolata Sirressi]]{{,}}
[[Carlo Felice Chiesa]]{{,}}
[[Campionato mondiale di calcio 1998]]{{,}}
[[Gianni Mura]]{{,}}
[[Hena Kurtagić]]{{,}}
[[Roberto Beccantini]]{{,}}
[[Gaetano Scirea]]{{,}}
[[Matteo Marani]]{{,}}
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[[Giovanni Trapattoni]]{{,}}
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[[Gianfranco Zola]]
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[[Categoria:Template selezione]]
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Wikiquote:SheSaid 2026
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[[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]]
<div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;">
<br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce!
</div>
[[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]]
La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''.
A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia.
== Partecipanti==
# --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST)
== Voci scritte ==
=== Nuove ===
{{div col | 3}}
# [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}}
{{div col end}}
=== Migliorate ===
{{div col}}
{{div col end}}
== Risultati ==
TBD
== Risorse ==
* [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube
* [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women)
* [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons)
== Edizioni precedenti ==
* [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]]
==Altri progetti==
* [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta]
== Dashboard ==
* [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività
== Rassegna stampa ==
* [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023.
* [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023.
* [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne.
[[Categoria:Campagna SheSaid]]
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Danyele
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[[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]]
<div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;">
<br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce!
</div>
[[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]]
La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''.
A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia.
== Partecipanti==
# --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST)
# --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST)
== Voci scritte ==
=== Nuove ===
{{div col | 3}}
# [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}}
{{div col end}}
=== Migliorate ===
{{div col}}
{{div col end}}
== Risultati ==
TBD
== Risorse ==
* [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube
* [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women)
* [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons)
== Edizioni precedenti ==
* [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]]
==Altri progetti==
* [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta]
== Dashboard ==
* [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività
== Rassegna stampa ==
* [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023.
* [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023.
* [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne.
[[Categoria:Campagna SheSaid]]
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Oreste Baratieri
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{{voce tematica}}
[[File:Bandera_carlista.jpg|thumb|Bandiera carlista del XIX secolo]]
Citazioni sul '''carlismo'''.
*Per quanto riguarda il carlismo, senza entrare nel merito del complesso [[Legittimismo|movimento legittimista]], basterà ricordare che ben oltre la questione dinastica esso interpreta, mantiene viva e organizza la protesta di vasti settori popolari, particolarmente presenti proprio nella Navarra e nei Paesi baschi, espressione della società tradizionale dell'Antico Regime, fautori del primato della Chiesa e della religione cattolica. Si tratta di un movimento di resistenza alla modernizzazione, legato all'[[assolutismo]], che fa della difesa dell'autonomia amministrativa, garantita da un sistema di norme tradizionali (''fueros''), una delle proprie ragioni d'essere contro le pretese centralizzatrici dello [[Liberalismo|Stato liberale]]. ([[Alfonso Botti]])
*Questo vecchio nemico, accampato sui monti che coronano il capo della penisola {{NDR|iberica}}, da quattro anni spia ogni occasione per lanciarsi alla conquista di un trono, da cui lo escludono il suo contegno selvaggio, il suo cieco fanatismo e l'odio dell'immensa maggioranza della nazione. Se non è riuscito nel 1873, all'epoca del dissolvimento generale, non riescirà adesso. Pure il favore dei legittimisti stranieri e di porzione del clero, le condizioni del teatro della guerra, la debolezza dell'esercito, il rifinimento del paese, gli permettono di continuare una guerra crudele che rovina ogni fonte di ricchezza, che devasta orribilmente le provincie settentrionali, che prepara alla generazione avvenire un'angosciosa eredità di odii, di vendette, di inazione e di miseria. ([[Oreste Baratieri]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Ideologie politiche]]
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[[File:Bandera_carlista.jpg|thumb|Bandiera carlista del XIX secolo]]
Citazioni sul '''carlismo'''.
*[[Ferdinando VII di Spagna|Ferdinando VII]] morì il 29 settembre 1833; il 9 ottobre a Bilbao i monaci proclamarono [[Carlo Maria Isidoro di Borbone-Spagna|Don Carlos]], ed un'Assemblea costituente decise che ogni tre ore la popolazione si sarebbe riunita per gridare ''viva l'[[Inquisizione spagnola|inquisizione]]''.<br>Ecco il grido del Carlismo dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Ecco il grido che lo mise al bando dei governi civili, e che in momenti di tremenda anarchia gli tolse di afferrare il trono di Spagna. Viva l'inquisizione, morte al progresso ed alla libertà di coscienza! Il programma selvaggio detta la legge ai capi, esalta la folla e non solo giustifica, ma comanda il terrore.<br>Di fronte a quel grido sparisce la patria e l'umanità. Non si ha che due campi: ogni nemico deve essere spento; lo impone la religione. Così si spiegano le stragi pensatamente ordinate dai cabecilla<ref>capi, comandanti.</ref>, come si spiegano le stragi del 1793 e quelle della [[Comune di Parigi (1871)|''Comune'' di Parigi]]. Così si spiega come bande reclutate fra una popolazione d'indole buona e generosa seminino lungo i loro passi il saccheggio e la morte. ([[Oreste Baratieri]])
*Per quanto riguarda il carlismo, senza entrare nel merito del complesso [[Legittimismo|movimento legittimista]], basterà ricordare che ben oltre la questione dinastica esso interpreta, mantiene viva e organizza la protesta di vasti settori popolari, particolarmente presenti proprio nella Navarra e nei Paesi baschi, espressione della società tradizionale dell'Antico Regime, fautori del primato della Chiesa e della religione cattolica. Si tratta di un movimento di resistenza alla modernizzazione, legato all'[[assolutismo]], che fa della difesa dell'autonomia amministrativa, garantita da un sistema di norme tradizionali (''fueros''), una delle proprie ragioni d'essere contro le pretese centralizzatrici dello [[Liberalismo|Stato liberale]]. ([[Alfonso Botti]])
*Questo vecchio nemico, accampato sui monti che coronano il capo della penisola {{NDR|iberica}}, da quattro anni spia ogni occasione per lanciarsi alla conquista di un trono, da cui lo escludono il suo contegno selvaggio, il suo cieco fanatismo e l'odio dell'immensa maggioranza della nazione. Se non è riuscito nel 1873, all'epoca del dissolvimento generale, non riescirà adesso. Pure il favore dei legittimisti stranieri e di porzione del clero, le condizioni del teatro della guerra, la debolezza dell'esercito, il rifinimento del paese, gli permettono di continuare una guerra crudele che rovina ogni fonte di ricchezza, che devasta orribilmente le provincie settentrionali, che prepara alla generazione avvenire un'angosciosa eredità di odii, di vendette, di inazione e di miseria. ([[Oreste Baratieri]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Ideologie politiche]]
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Citazioni sul '''carlismo'''.
*[[Ferdinando VII di Spagna|Ferdinando VII]] morì il 29 settembre 1833; il 9 ottobre a Bilbao i monaci proclamarono [[Carlo Maria Isidoro di Borbone-Spagna|Don Carlos]], ed un'Assemblea costituente decise che ogni tre ore la popolazione si sarebbe riunita per gridare ''viva l'[[Inquisizione spagnola|inquisizione]]''.<br>Ecco il grido del Carlismo dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Ecco il grido che lo mise al bando dei governi civili, e che in momenti di tremenda anarchia gli tolse di afferrare il trono di Spagna. Viva l'inquisizione, morte al progresso ed alla libertà di coscienza! Il programma selvaggio detta la legge ai capi, esalta la folla e non solo giustifica, ma comanda il terrore.<br>Di fronte a quel grido sparisce la patria e l'umanità. Non si ha che due campi: ogni nemico deve essere spento; lo impone la religione. Così si spiegano le stragi pensatamente ordinate dai cabecilla<ref>capi, comandanti.</ref>, come si spiegano le stragi del 1793 e quelle della [[Comune di Parigi (1871)|''Comune'' di Parigi]]. Così si spiega come bande reclutate fra una popolazione d'indole buona e generosa seminino lungo i loro passi il saccheggio e la morte. ([[Oreste Baratieri]])
*Per quanto riguarda il carlismo, senza entrare nel merito del complesso [[Legittimismo|movimento legittimista]], basterà ricordare che ben oltre la questione dinastica esso interpreta, mantiene viva e organizza la protesta di vasti settori popolari, particolarmente presenti proprio nella Navarra e nei Paesi baschi, espressione della società tradizionale dell'Antico Regime, fautori del primato della Chiesa e della religione cattolica. Si tratta di un movimento di resistenza alla modernizzazione, legato all'[[assolutismo]], che fa della difesa dell'autonomia amministrativa, garantita da un sistema di norme tradizionali (''fueros''), una delle proprie ragioni d'essere contro le pretese centralizzatrici dello [[Liberalismo|Stato liberale]]. ([[Alfonso Botti]])
*Questo vecchio nemico, accampato sui monti che coronano il capo della penisola {{NDR|iberica}}, da quattro anni spia ogni occasione per lanciarsi alla conquista di un trono, da cui lo escludono il suo contegno selvaggio, il suo cieco fanatismo e l'odio dell'immensa maggioranza della nazione. Se non è riuscito nel 1873, all'epoca del dissolvimento generale, non riescirà adesso. Pure il favore dei legittimisti stranieri e di porzione del clero, le condizioni del teatro della guerra, la debolezza dell'esercito, il rifinimento del paese, gli permettono di continuare una guerra crudele che rovina ogni fonte di ricchezza, che devasta orribilmente le provincie settentrionali, che prepara alla generazione avvenire un'angosciosa eredità di odii, di vendette, di inazione e di miseria. ([[Oreste Baratieri]])
==Note==
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Ideologie politiche]]
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Categoria:Storia della Spagna
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{{voce tematica}}
[[File:Bandera_carlista.jpg|thumb|Bandiera carlista del XIX secolo]]
Citazioni sul '''carlismo'''.
*[[Ferdinando VII di Spagna|Ferdinando VII]] morì il 29 settembre 1833; il 9 ottobre a Bilbao i monaci proclamarono [[Carlo Maria Isidoro di Borbone-Spagna|Don Carlos]], ed un'Assemblea costituente decise che ogni tre ore la popolazione si sarebbe riunita per gridare ''viva l'[[Inquisizione spagnola|inquisizione]]''.<br>Ecco il grido del Carlismo dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Ecco il grido che lo mise al bando dei governi civili, e che in momenti di tremenda anarchia gli tolse di afferrare il trono di Spagna. Viva l'inquisizione, morte al progresso ed alla libertà di coscienza! Il programma selvaggio detta la legge ai capi, esalta la folla e non solo giustifica, ma comanda il terrore.<br>Di fronte a quel grido sparisce la patria e l'umanità. Non si ha che due campi: ogni nemico deve essere spento; lo impone la religione. Così si spiegano le stragi pensatamente ordinate dai cabecilla<ref>capi, comandanti.</ref>, come si spiegano le stragi del 1793 e quelle della [[Comune di Parigi (1871)|''Comune'' di Parigi]]. Così si spiega come bande reclutate fra una popolazione d'indole buona e generosa seminino lungo i loro passi il saccheggio e la morte. ([[Oreste Baratieri]])
*Per quanto riguarda il carlismo, senza entrare nel merito del complesso [[Legittimismo|movimento legittimista]], basterà ricordare che ben oltre la questione dinastica esso interpreta, mantiene viva e organizza la protesta di vasti settori popolari, particolarmente presenti proprio nella Navarra e nei Paesi baschi, espressione della società tradizionale dell'Antico Regime, fautori del primato della Chiesa e della religione cattolica. Si tratta di un movimento di resistenza alla modernizzazione, legato all'[[assolutismo]], che fa della difesa dell'autonomia amministrativa, garantita da un sistema di norme tradizionali (''fueros''), una delle proprie ragioni d'essere contro le pretese centralizzatrici dello [[Liberalismo|Stato liberale]]. ([[Alfonso Botti]])
*Questo vecchio nemico, accampato sui monti che coronano il capo della penisola {{NDR|iberica}}, da quattro anni spia ogni occasione per lanciarsi alla conquista di un trono, da cui lo escludono il suo contegno selvaggio, il suo cieco fanatismo e l'odio dell'immensa maggioranza della nazione. Se non è riuscito nel 1873, all'epoca del dissolvimento generale, non riescirà adesso. Pure il favore dei legittimisti stranieri e di porzione del clero, le condizioni del teatro della guerra, la debolezza dell'esercito, il rifinimento del paese, gli permettono di continuare una guerra crudele che rovina ogni fonte di ricchezza, che devasta orribilmente le provincie settentrionali, che prepara alla generazione avvenire un'angosciosa eredità di odii, di vendette, di inazione e di miseria. ([[Oreste Baratieri]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Ideologie politiche]]
[[Categoria:Storia della Spagna]]
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Strage di Qibya
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{{voce tematica}}
[[File:Qibya2.jpg|thumb|Abitanti palestinesi che tornano al villaggio di Qibya dopo il massacro perpetrato dagli israeliani, ottobre 1953]]
Citazioni sulla '''strage di Qibya'''.
==Citazioni==
*Il massacro di Qibya scatenò contro Israele una tempesta di proteste internazionali di una severità senza precedenti nella breve storia del paese. [...] [[David Ben Gurion|Ben-Gurion]] era contrario ad ammettere che fosse stato l'IDF a compiere l'azione e propose di rilasciare una dichiarazione per sostenere che a farsi giustizia fossero stati gli israeliani dei villaggi di confine, la cui pazienza era stata messa a dura prova dagli innumerevoli assassini. La maggioranza dei ministri sostenne Ben-Gurion e fu deciso che il primo ministro potesse redigere la dichiarazione. Il giorno seguente, durante una trasmissione radiofonica, Ben-Gurion rilasciò la versione ufficiale. Il leader israeliano negò qualsiasi coinvolgimento dell'IDF, attribuì la responsabilità dell'azione agli abitanti dei villaggi israeliani i quali erano stati provocati oltre misura ed espresse il rammarico del governo per le vittime innocenti. Questa non fu né la prima né l'ultima menzogna che Ben-Gurion ritenne utile dire per il bene del suo paese, ma certo fu una delle più eclatanti. La versione ufficiale non venne creduta e non contribuì a ridurre il danno all'immagine di Israele. ([[Avi Shlaim]])
*L'Unità 101 era comandata da un giovane maggiore, aggressivo e ambizioso, di nome [[Ariel Sharon|Ariel ("Arik") Sharon]]. Gli ordini di Sharon erano di penetrare a Qibya, far saltare in aria le abitazioni e infliggere pesanti perdite ai suoi abitanti. Il successo che riportò nel condurre a termine gli ordini superò ogni aspettativa. La macabra storia di ciò che era accaduto a Qibya venne rivelata soltanto la mattina seguente l'attacco. Il villaggio era stato ridotto a un ammasso di pietre; quarantacinque edifici erano stati fatti saltare in aria e sessantanove civili, due terzi dei quali donne e bambini, erano stati uccisi. Sharon e i suoi uomini dichiararono di non essere a conoscenza del fatto che alcuni abitanti si fossero nascosti all'interno delle abitazioni, credendo invece che tutti fossero fuggiti. L'osservatore dell'ONU che ispezionò il luogo dell'azione arrivò a una conclusione diversa: "La stessa storia si ripeteva di volta in volta: i proiettili avevano mandato in pezzi la porta, il corpo scomposto a cavallo della soglia indicava che gli abitanti erano stati costretti dal fuoco intenso a rimanere dentro finché le loro case non venivano fatte saltare in aria con loro all'interno". ([[Avi Shlaim]])
==Voci correlate==
*[[Ariel Sharon]]
*[[Cisgiordania]]
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Israele]]
*[[Stato di Palestina]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}}
{{s}}
[[Categoria:Eventi degli anni 1950]]
[[Categoria:Israele]]
[[Categoria:Palestina]]
[[Categoria:Stragi|Qibya]]
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Danyele
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non necessario per il momento
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Qibya2.jpg|thumb|Abitanti palestinesi che tornano al villaggio di Qibya dopo il massacro perpetrato dagli israeliani, ottobre 1953]]
Citazioni sulla '''strage di Qibya'''.
*Il massacro di Qibya scatenò contro Israele una tempesta di proteste internazionali di una severità senza precedenti nella breve storia del paese. [...] [[David Ben Gurion|Ben-Gurion]] era contrario ad ammettere che fosse stato l'IDF a compiere l'azione e propose di rilasciare una dichiarazione per sostenere che a farsi giustizia fossero stati gli israeliani dei villaggi di confine, la cui pazienza era stata messa a dura prova dagli innumerevoli assassini. La maggioranza dei ministri sostenne Ben-Gurion e fu deciso che il primo ministro potesse redigere la dichiarazione. Il giorno seguente, durante una trasmissione radiofonica, Ben-Gurion rilasciò la versione ufficiale. Il leader israeliano negò qualsiasi coinvolgimento dell'IDF, attribuì la responsabilità dell'azione agli abitanti dei villaggi israeliani i quali erano stati provocati oltre misura ed espresse il rammarico del governo per le vittime innocenti. Questa non fu né la prima né l'ultima menzogna che Ben-Gurion ritenne utile dire per il bene del suo paese, ma certo fu una delle più eclatanti. La versione ufficiale non venne creduta e non contribuì a ridurre il danno all'immagine di Israele. ([[Avi Shlaim]])
*L'Unità 101 era comandata da un giovane maggiore, aggressivo e ambizioso, di nome [[Ariel Sharon|Ariel ("Arik") Sharon]]. Gli ordini di Sharon erano di penetrare a Qibya, far saltare in aria le abitazioni e infliggere pesanti perdite ai suoi abitanti. Il successo che riportò nel condurre a termine gli ordini superò ogni aspettativa. La macabra storia di ciò che era accaduto a Qibya venne rivelata soltanto la mattina seguente l'attacco. Il villaggio era stato ridotto a un ammasso di pietre; quarantacinque edifici erano stati fatti saltare in aria e sessantanove civili, due terzi dei quali donne e bambini, erano stati uccisi. Sharon e i suoi uomini dichiararono di non essere a conoscenza del fatto che alcuni abitanti si fossero nascosti all'interno delle abitazioni, credendo invece che tutti fossero fuggiti. L'osservatore dell'ONU che ispezionò il luogo dell'azione arrivò a una conclusione diversa: "La stessa storia si ripeteva di volta in volta: i proiettili avevano mandato in pezzi la porta, il corpo scomposto a cavallo della soglia indicava che gli abitanti erano stati costretti dal fuoco intenso a rimanere dentro finché le loro case non venivano fatte saltare in aria con loro all'interno". ([[Avi Shlaim]])
==Voci correlate==
*[[Ariel Sharon]]
*[[Cisgiordania]]
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Israele]]
*[[Stato di Palestina]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Eventi degli anni 1950]]
[[Categoria:Israele]]
[[Categoria:Palestina]]
[[Categoria:Stragi|Qibya]]
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Guerra arabo-israeliana del 1948
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Danyele
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[[File:PikiWiki Israel 20804 The Palmach.jpg|thumb|Combattenti arabi davanti a un camion blindato in fiamme vicino alla città di Gerusalemme]]
Citazioni sulla '''guerra arabo-israeliana del 1948'''.
*Gli ebrei hanno preso le armi nel 1948 per rivendicare la terra che era stata loro offerta da una decisione delle Nazioni Unite di dividere quella che era stata la Palestina controllata dagli inglesi. I palestinesi, sostenuti dagli Stati arabi circostanti, non accettarono la spartizione e la dichiarazione di indipendenza di Israele. Egitto, Siria, Iraq, Libano e Transgiordania invasero il proto-Stato israeliano, dando inizio a quella che oggi Israele chiama Guerra d'Indipendenza. Centinaia di migliaia di palestinesi fuggirono dai combattimenti. Quelli che non lo fecero furono cacciati dai loro villaggi dalle forze israeliane. La maggior parte di loro non fu mai in grado di tornare. I palestinesi ricordano il 1948 come la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]], una parola che in arabo significa "catastrofe", così come Shoah significa "catastrofe" in ebraico. Il fatto che il paragone sia inevitabile ha spinto molti israeliani ad affermare che, a differenza degli ebrei, i palestinesi si sono procurati la catastrofe da soli. ([[Maša Gessen]])
*Il termine [[Palestina]] venne cancellato dalle mappe. È interessante notare come la situazione del dopoguerra si basasse sullo stesso principio su cui re Abdullah e Golda Meir si erano trovati d'accordo nel novembre 1947: la spartizione della Palestina a spese dei palestinesi. ([[Avi Shlaim]])
==Voci correlate==
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Israele]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Eventi degli anni 1940]]
[[Categoria:Giordania]]
[[Categoria:Guerre]]
[[Categoria:Libano]]
[[Categoria:Palestina]]
[[Categoria:Storia dell'Egitto]]
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[[Categoria:Storia di Israele]]
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Discussioni utente:Boltys
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M7
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Udiki
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Creata pagina con "{{benvenuto2|--~~~~}} ==[[Dario Pasquini]]== Ciao, chi sono gli autori di quelle citazioni su Dario Pasquini? Sono persone famose o no? --~~~~"
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==[[Dario Pasquini]]==
Ciao, chi sono gli autori di quelle citazioni su Dario Pasquini? Sono persone famose o no? --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:53, 4 set 2026 (CEST)
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Tomás de Zumalacárregui
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Gaux
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Tomás de Zumalacárregui
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'''Tomás de Zumalacárregui e Imaz''', noto anche con lo pseudonimo di '''Tío Tomás''' (1788 – 1835), generale spagnolo di origine basca.
==Citazioni su Tomás de Zumalacárregui==
*Zumalacarreguy, già soldato, poi guerrigliero nell'insurrezione contro i Francesi, si pose alla testa delle prime bande carliste.<br>Abilissimo nelle mosse fra i monti, trovando ovunque un appoggio, una base di operazione od una sicura ritirata, piombava ratto sopra le truppe di [[Isabella II di Spagna|Isabella]] e ne menava scempio. Sempre pronto all'offesa od alla difesa, percorreva rapidamente tutte le provincie del Nord, di rado s'impegnava in combattimenti, mai attendeva di essere sconfitto. Le sue bande si frazionavano, si disperdevano, si riunivano sempre ad un ordine del capo, sempre verso un punto decisivo. Ora penetrava incognito nel campo nemico ed astutamente ne studiava i piani e le forze; ora con impeto e vigore attaccava a viso aperto o si gettava sulle comunicazioni dei Cristini<ref>Seguaci di Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie e della figlia Isabella.</ref>; ora dall'alto di un dirupo, gli approcci difesi da pochi suoi fidi, assisteva ghignando agli sforzi impotenti di chi cercava snidarlo. ([[Oreste Baratieri]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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Gaux
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[[File:Tomás Zumalacárregui (portrait).jpg|thumb|Tomás de Zumalacárregui]]
'''Tomás de Zumalacárregui e Imaz''', noto anche con lo pseudonimo di '''Tío Tomás''' (1788 – 1835), generale spagnolo di origine basca.
==Citazioni su Tomás de Zumalacárregui==
*Zumalacarreguy, già soldato, poi guerrigliero nell'insurrezione contro i Francesi, si pose alla testa delle prime bande carliste.<br>Abilissimo nelle mosse fra i monti, trovando ovunque un appoggio, una base di operazione od una sicura ritirata, piombava ratto sopra le truppe di [[Isabella II di Spagna|Isabella]] e ne menava scempio. Sempre pronto all'offesa od alla difesa, percorreva rapidamente tutte le provincie del Nord, di rado s'impegnava in combattimenti, mai attendeva di essere sconfitto. Le sue bande si frazionavano, si disperdevano, si riunivano sempre ad un ordine del capo, sempre verso un punto decisivo. Ora penetrava incognito nel campo nemico ed astutamente ne studiava i piani e le forze; ora con impeto e vigore attaccava a viso aperto o si gettava sulle comunicazioni dei Cristini<ref>Seguaci di Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie e della figlia Isabella.</ref>; ora dall'alto di un dirupo, gli approcci difesi da pochi suoi fidi, assisteva ghignando agli sforzi impotenti di chi cercava snidarlo. ([[Oreste Baratieri]])
==Note==
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Gaux
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[[File:Tomás Zumalacárregui (portrait).jpg|thumb|Tomás de Zumalacárregui (Adolphe Jean-Baptiste Bayot, 1836)]]
'''Tomás de Zumalacárregui e Imaz''', noto anche con lo pseudonimo di '''Tío Tomás''' (1788 – 1835), generale spagnolo di origine basca.
==Citazioni su Tomás de Zumalacárregui==
*Zumalacarreguy, già soldato, poi guerrigliero nell'insurrezione contro i Francesi, si pose alla testa delle prime bande carliste.<br>Abilissimo nelle mosse fra i monti, trovando ovunque un appoggio, una base di operazione od una sicura ritirata, piombava ratto sopra le truppe di [[Isabella II di Spagna|Isabella]] e ne menava scempio. Sempre pronto all'offesa od alla difesa, percorreva rapidamente tutte le provincie del Nord, di rado s'impegnava in combattimenti, mai attendeva di essere sconfitto. Le sue bande si frazionavano, si disperdevano, si riunivano sempre ad un ordine del capo, sempre verso un punto decisivo. Ora penetrava incognito nel campo nemico ed astutamente ne studiava i piani e le forze; ora con impeto e vigore attaccava a viso aperto o si gettava sulle comunicazioni dei Cristini<ref>Seguaci di Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie e della figlia Isabella.</ref>; ora dall'alto di un dirupo, gli approcci difesi da pochi suoi fidi, assisteva ghignando agli sforzi impotenti di chi cercava snidarlo. ([[Oreste Baratieri]])
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'''Tomás de Zumalacárregui e Imaz''', noto anche con lo pseudonimo di '''Tío Tomás''' (1788 – 1835), generale spagnolo di origine basca.
==Citazioni su Tomás de Zumalacárregui==
*Zumalacarreguy, già soldato, poi guerrigliero nell'insurrezione contro i Francesi, si pose alla testa delle prime bande [[Carlismo|carliste]].<br>Abilissimo nelle mosse fra i monti, trovando ovunque un appoggio, una base di operazione od una sicura ritirata, piombava ratto sopra le truppe di [[Isabella II di Spagna|Isabella]] e ne menava scempio. Sempre pronto all'offesa od alla difesa, percorreva rapidamente tutte le provincie del Nord, di rado s'impegnava in combattimenti, mai attendeva di essere sconfitto. Le sue bande si frazionavano, si disperdevano, si riunivano sempre ad un ordine del capo, sempre verso un punto decisivo. Ora penetrava incognito nel campo nemico ed astutamente ne studiava i piani e le forze; ora con impeto e vigore attaccava a viso aperto o si gettava sulle comunicazioni dei Cristini<ref>Seguaci di Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie e della figlia Isabella.</ref>; ora dall'alto di un dirupo, gli approcci difesi da pochi suoi fidi, assisteva ghignando agli sforzi impotenti di chi cercava snidarlo. ([[Oreste Baratieri]])
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Voci correlate
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[[File:Tomás Zumalacárregui (portrait).jpg|thumb|Tomás de Zumalacárregui (Adolphe Jean-Baptiste Bayot, 1836)]]
'''Tomás de Zumalacárregui e Imaz''', noto anche con lo pseudonimo di '''Tío Tomás''' (1788 – 1835), generale spagnolo di origine basca.
==Citazioni su Tomás de Zumalacárregui==
*Zumalacarreguy, già soldato, poi guerrigliero nell'insurrezione contro i Francesi, si pose alla testa delle prime bande [[Carlismo|carliste]].<br>Abilissimo nelle mosse fra i monti, trovando ovunque un appoggio, una base di operazione od una sicura ritirata, piombava ratto sopra le truppe di [[Isabella II di Spagna|Isabella]] e ne menava scempio. Sempre pronto all'offesa od alla difesa, percorreva rapidamente tutte le provincie del Nord, di rado s'impegnava in combattimenti, mai attendeva di essere sconfitto. Le sue bande si frazionavano, si disperdevano, si riunivano sempre ad un ordine del capo, sempre verso un punto decisivo. Ora penetrava incognito nel campo nemico ed astutamente ne studiava i piani e le forze; ora con impeto e vigore attaccava a viso aperto o si gettava sulle comunicazioni dei Cristini<ref>Seguaci di Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie e della figlia Isabella.</ref>; ora dall'alto di un dirupo, gli approcci difesi da pochi suoi fidi, assisteva ghignando agli sforzi impotenti di chi cercava snidarlo. ([[Oreste Baratieri]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Carlismo]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Generali spagnoli]]
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Gran Premio del Belgio 1985
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Danyele
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:1985 European GP Senna.jpg|thumb|[[Ayrton Senna]], vincitore del Gran Premio del Belgio 1985 su Lotus 97T]] Citazioni sul '''Gran Premio del Belgio 1985'''. *Senna dormiva nell'albergo che era proprio all'interno del circuito, quindi non aveva la macchina a noleggio. Io arrivai prestissimo nel paddock, pioveva, con la mia macchina e vedo Senna che sta camminando per entrare nel circuito, mi ferma e vuole salire in macchina. Io pensavo che voless..."
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[[File:1985 European GP Senna.jpg|thumb|[[Ayrton Senna]], vincitore del Gran Premio del Belgio 1985 su Lotus 97T]]
Citazioni sul '''Gran Premio del Belgio 1985'''.
*Senna dormiva nell'albergo che era proprio all'interno del circuito, quindi non aveva la macchina a noleggio. Io arrivai prestissimo nel paddock, pioveva, con la mia macchina e vedo Senna che sta camminando per entrare nel circuito, mi ferma e vuole salire in macchina. Io pensavo che volesse guidare, quindi stavo per aprire la mia portiera e uscire. Lui mi fa: "No, guida tu". [...] pensavo [...] che volesse fare un giro di pista, ma guidando lui, come entrò in macchina subito mi disse, sillabandolo in maniera categorica, "guida pianissimo" [...]. Senna voleva semplicemente vedere tutte le pozzanghere [...], lui con la testa fuori dalla macchina e controllando proprio [...] la traiettoria che lui avrebbe dovuto fare in gara, studiandosi quindi tutto il circuito e tutte le caratteristiche. E a Spa bisogna ricordare che era molto importante [...], perché la pista era in definitiva una congiunzione anche di strade normali; quindi, i tipi di asfalto erano molto diversi. L'aderenza in una curva poteva essere buona, in un'altra invece pessima e saggiamente Senna voleva vedere tutte le soluzioni. Adesso potrei fare il ganassa perché poi Senna vinse e potrei dire ho contribuito alla sua vittoria, ma l'episodio che mi fece ridere di più è quel "guida pianissimo" sillabato. ([[Giorgio Piola]])
==Voci correlate==
*[[Circuito di Spa-Francorchamps]]
*[[Gran Premio di Formula 1]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Competizioni sportive]]
[[Categoria:Eventi degli anni 1980]]
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Dragan Džajić
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Danyele
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Creata pagina con "[[File:Dragan Džajić.jpg|thumb|Dragan Džajić nel 1970]] '''Dragan Džajić''' (1946 – vivente), ex calciatore jugoslavo. ==Citazioni di Dragan Džajić== *{{NDR|Su [[Robert Prosinečki]]}} Faceva delle cose con il pallone che solo i grandi calciatori sanno fare. E poi aveva quest'aria quasi disinteressata di chi si trova lì per caso... ma che una volta in campo diventa un'altra persona.<ref>Citato in ''[https://www.calciomercato.com/notizie/storia-di-prosinecki-s..."
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[[File:Dragan Džajić.jpg|thumb|Dragan Džajić nel 1970]]
'''Dragan Džajić''' (1946 – vivente), ex calciatore jugoslavo.
==Citazioni di Dragan Džajić==
*{{NDR|Su [[Robert Prosinečki]]}} Faceva delle cose con il pallone che solo i grandi calciatori sanno fare. E poi aveva quest'aria quasi disinteressata di chi si trova lì per caso... ma che una volta in campo diventa un'altra persona.<ref>Citato in ''[https://www.calciomercato.com/notizie/storia-di-prosinecki-senza-lo-spritzer-sarei-stato-il-piu-forte/924034 Storia di Prosinecki: 'Senza lo spritzer sarei stato il più forte del mondo']'', ''calciomercato.com'', 31 ottobre 2018.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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Danyele
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[[File:Dragan Džajić.jpg|thumb|Dragan Džajić nel 1970]]
'''Dragan Džajić''' (1946 – vivente), ex calciatore jugoslavo.
==Citazioni di Dragan Džajić==
*{{NDR|Su [[Robert Prosinečki]]}} Faceva delle cose con il pallone che solo i grandi calciatori sanno fare. E poi aveva quest'aria quasi disinteressata di chi si trova lì per caso... ma che una volta in campo diventa un'altra persona.<ref>Citato in ''[https://www.calciomercato.com/notizie/storia-di-prosinecki-senza-lo-spritzer-sarei-stato-il-piu-forte/924034 Storia di Prosinecki: 'Senza lo spritzer sarei stato il più forte del mondo']'', ''calciomercato.com'', 31 ottobre 2018.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato europeo di calcio 1968]]}} Il titolo era già nostro. [...] E per di più con un gol del sottoscritto, in casa degli italiani e ad un portiere della bravura di Dino Zoff. [...] Nonostante l'incitamento dei 70 mila dello stadio Olimpico gli azzurri non riuscivano proprio ad impensierirci. Fino a quel maledetto calcio di punizione. Fummo ingenui due volte. La prima nel concederlo. Era solo una palla innocua, lanciata senza troppo criterio [...]. Giovanni Lodetti [...] cercò di colpire [...] di testa per prolungarne la sua traiettoria verso l'area di rigore. Era il massimo che poteva fare. Su di lui invece arrivò come una furia un nostro difensore che lo travolse [...]. Gli italiani confabulavano tra di loro. Mancavano meno di dieci minuti alla fine e sapevano che difficilmente avrebbero avuto un'occasione migliore. Angelo Domenghini calciò di potenza ma il pallone pareva destinato ad infrangersi contro la nostra barriera. ...che però si aprì, qualcuno saltò ...un altro aprì quel tanto le gambe per permettere al pallone di passare. [...] Ilija Pantelic non la vide neppure. [...] l'unica cosa che poté fare fu quella di mandare a quel paese i compagni della barriera e raccogliere il pallone in fondo alla rete. [...] Si dovette rigiocare due giorni dopo ma la sensazione quando tornammo negli spogliatoi era condivisa da tutti: avevamo sprecato un'occasione d'oro.<ref name="calciomercato">Citato in ''[https://www.calciomercato.com/notizie/dzajic-genio-della-stella-rossa-prima-di-savicevic-nel-1968-megl/1257445 Dzajic, genio della Stella Rossa prima di Savicevic: nel 1968 meglio di lui solo Best e Charlton. Il match con Pelé...]'', ''calciomercato.com'', 8 maggio 2021.</ref>
*{{NDR|Sulla finale del campionato europeo di calcio 1968}} L'arbitro della prima partita di finale contro l'Italia fu lo svizzero Dienst. Fu il loro dodicesimo uomo in campo. Era chiaro che dovessero essere gli "Azzurri" a vincere anche se quando arrivò il pareggio di Domenghini eravamo ormai convinti di avercela fatta. Nella seconda partita gli italiani, che misero forze fresche in campo, ci furono superiori anche se sono convinto che l'assenza in questa seconda partita di Ilija Petkovic sia stata per noi decisiva.<ref name="calciomercato"/>
*La [[Fudbalski klub Crvena zvezda|Stella Rossa]] è la mia casa, i tifosi la mia famiglia.<ref name="Zerbo">Citato in Enrico Zerbo, ''[https://www.kulturjam.it/sport/icone-dragan-dzajic-il-mago-di-belgrado/ Icone: Dragan Džajić, il Mago di Belgrado]'', ''kulturjam.it'', 28 agosto 2025.</ref>
*{{NDR|Sulla finale del campionato europeo di calcio 1968}} Non abbiamo vinto, ma abbiamo mostrato al mondo chi siamo.<ref name="Zerbo"/>
*Non gioco per i [[Premio|premi]], gioco per la gioia.<ref name="Zerbo"/>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Dzajic, Dragan}}
[[Categoria:Calciatori jugoslavi]]
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Robert Prosinečki
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Danyele
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Creata pagina con "[[File:Robert Prosinečki (cropped).jpg|thumb|Robert Prosinečki]] '''Robert Prosinečki''' (1969 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore jugoslavo, poi croato. ==Citazioni di Robert Prosinečki== *Fumare non è certo il massimo per un atleta, lo so anche io, ma in fondo è l'unico vero vizio che ho. E comunque nessuno vive più di cento anni...<ref name="Graziano"/> *Se non fosse per lo spritzer {{NDR|vino bianco, bitter e acqua minerale}} sarei stato il pi..."
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[[File:Robert Prosinečki (cropped).jpg|thumb|Robert Prosinečki]]
'''Robert Prosinečki''' (1969 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore jugoslavo, poi croato.
==Citazioni di Robert Prosinečki==
*Fumare non è certo il massimo per un atleta, lo so anche io, ma in fondo è l'unico vero vizio che ho. E comunque nessuno vive più di cento anni...<ref name="Graziano"/>
*Se non fosse per lo spritzer {{NDR|vino bianco, bitter e acqua minerale}} sarei stato il più grande calciatore del mondo.<ref name="Graziano">Citato in Mirko Graziano, ''[https://web.archive.org/web/20190203025620/https://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/11-01-2019/prosinecki-compie-50-anni-ritratto-unico-uomo-che-segno-mondiali-due-nazionali-diverse-320293660585.shtml Prosinecki, il mito compie 50 anni. E poi sfida l'Italia per Euro 2020]'', ''gazzetta.it'', 12 gennaio 2019.</ref>
==Citazioni su Robert Prosinečki==
*Faceva delle cose con il pallone che solo i grandi calciatori sanno fare. E poi aveva quest'aria quasi disinteressata di chi si trova lì per caso... ma che una volta in campo diventa un'altra persona. ([[Dragan Džajić]])
*Genio acciaccato ma dai lampi accecanti. ([[Adalberto Bortolotti]])
*Non si può discutere il fatto che Robert sia un individualista e che sia innamorato del pallone. Spesso riceveva parecchi fischi per la sua mania di tenere a lungo il pallone tra i piedi... ma il più delle volte vi posso garantire che lo faceva perché non c'erano soluzioni migliori! ([[Vicente del Bosque]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Prosinecki, Robert}}
[[Categoria:Calciatori croati]]
[[Categoria:Calciatori jugoslavi]]
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Davor Šuker
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Danyele
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Creata pagina con "[[File:Турнір чемпіонів зірок Ліги чемпіонів УЄФА, Києв, 2018, 3.jpg|thumb|Davor Šuker nel 2018]] '''Davor Šuker''' (1968 – vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore jugoslavo, poi croato. ==Citazioni di Davor Šuker== *{{NDR|Su [[Diego Armando Maradona]]}} [...] mi ha insegnato il gusto della prodezza.<ref>Citato in Giuseppe Pastore, ''[https://ultimouomo.com/croazia-francia-1998 La prima grande Croazia]'', ''ultimouomo...."
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[[File:Турнір чемпіонів зірок Ліги чемпіонів УЄФА, Києв, 2018, 3.jpg|thumb|Davor Šuker nel 2018]]
'''Davor Šuker''' (1968 – vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore jugoslavo, poi croato.
==Citazioni di Davor Šuker==
*{{NDR|Su [[Diego Armando Maradona]]}} [...] mi ha insegnato il gusto della prodezza.<ref>Citato in Giuseppe Pastore, ''[https://ultimouomo.com/croazia-francia-1998 La prima grande Croazia]'', ''ultimouomo.com'', 11 luglio 2018.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Suker, Davor}}
[[Categoria:Calciatori croati]]
[[Categoria:Calciatori jugoslavi]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi jugoslavi]]
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Danyele
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[[File:Football against poverty 2014 - Davor Šuker (cropped).jpg|thumb|Davor Šuker nel 2014]]
'''Davor Šuker''' (1968 – vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore jugoslavo, poi croato.
==Citazioni di Davor Šuker==
*{{NDR|Su [[Luka Modrić]]}} Ha avuto una vita calcistica infinita, cominciata con la guerra. Gli sono accadute cose brutte e questo fa la differenza, Luka sa che la vita non è solo Ferrari e pallone.<ref name="Bianchin">Dall'intervista di Luca Bianchin, ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Mondiali/23-06-2026/mondiali-davor-suker-intervista-modric-il-miglior-croato-di-sempre-resti-al-milan.shtml Suker: "Modric il miglior croato di sempre. L'Italia? Forse con un progetto che duri 10 anni..."]'', ''gazzetta.it'', 23 giugno 2026.</ref>
*{{NDR|Su [[Diego Armando Maradona]]}} Il particolare più incredibile era l'amore della gente per lui. In aereo, se c'erano 170 persone, 169 gli chiedevano un autografo. Una volta arrivò tardi a un allenamento in cui c'erano 3-4.000 tifosi. Quando sentirono il suo Porsche, corsero tutti in strada per vederlo... e noi, rimanemmo ad allenarci da soli.<ref name="Bianchin"/>
*{{NDR|Su Diego Armando Maradona}} [...] mi ha insegnato il gusto della prodezza.<ref>Citato in Giuseppe Pastore, ''[https://ultimouomo.com/croazia-francia-1998 La prima grande Croazia]'', ''ultimouomo.com'', 11 luglio 2018.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Suker, Davor}}
[[Categoria:Calciatori croati]]
[[Categoria:Calciatori jugoslavi]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi jugoslavi]]
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Fudbalski klub Crvena zvezda
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Danyele
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:FK Crvena zvezda - 30.titula.jpg|thumb|Tifosi della Stella Rossa al ''Marakàna'' di Belgrado, 19 maggio 2019]] Citazioni sul '''Fudbalski klub Crvena zvezda''', meglio noto come '''Stella Rossa'''. *La Stella Rossa è la mia casa, i tifosi la mia famiglia. ([[Dragan Džajić]]) ==Voci correlate== *[[Finale della Coppa dei Campioni 1990-1991]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} [[Categoria:Calcio in Serbia]] Categoria:Società calcis..."
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{{voce tematica}}
[[File:FK Crvena zvezda - 30.titula.jpg|thumb|Tifosi della Stella Rossa al ''Marakàna'' di Belgrado, 19 maggio 2019]]
Citazioni sul '''Fudbalski klub Crvena zvezda''', meglio noto come '''Stella Rossa'''.
*La Stella Rossa è la mia casa, i tifosi la mia famiglia. ([[Dragan Džajić]])
==Voci correlate==
*[[Finale della Coppa dei Campioni 1990-1991]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Calcio in Serbia]]
[[Categoria:Società calcistiche]]
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Jean Rondeau
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Danyele
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Creata pagina con "[[File:Salon de l'auto de Genève 2014 - 20140305 - Expo Le Mans 10.jpg|thumb|La Rondeau M379 con cui Jean Rondeau vinse la 24 Ore di Le Mans 1980]] '''Jean Rondeau''' (1946 – 1985), pilota e costruttore automobilistico francese. ==Citazioni su Jean Rondeau== *Se [...] cerchi epopee all'interno di una tradizione quasi secolare e vai a [[24 Ore di Le Mans|Le Mans]], sei nel posto giusto. Prendi l'esempio di Jean Rondeau, pilota costruttore che si innamora della gara al..."
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[[File:Salon de l'auto de Genève 2014 - 20140305 - Expo Le Mans 10.jpg|thumb|La Rondeau M379 con cui Jean Rondeau vinse la 24 Ore di Le Mans 1980]]
'''Jean Rondeau''' (1946 – 1985), pilota e costruttore automobilistico francese.
==Citazioni su Jean Rondeau==
*Se [...] cerchi epopee all'interno di una tradizione quasi secolare e vai a [[24 Ore di Le Mans|Le Mans]], sei nel posto giusto. Prendi l'esempio di Jean Rondeau, pilota costruttore che si innamora della gara all'età di tre anni e decide che costruirà una macchina col suo nome per vincere a Le Mans con una sua vettura, riuscendoci 35 anni dopo. Per certi versi vale più una storia del genere che tutta la storia della F1 messa insieme! ([[Mario Donnini]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Piloti automobilistici francesi]]
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Mara Sangiorgio
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Danyele
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Creata pagina con "[[File:Mark Webber 2017 United States GP (37291085644).jpg|thumb|Mara Sangiorgio (a sinistra) intervista [[Mark Webber]] al Gran Premio degli Stati Uniti d'America 2017]] '''Mara Sangiorgio''' (1981 – vivente), giornalista, conduttrice televisiva e scrittrice italiana. ==Citazioni di Mara Sangiorgio== *In [[Formula 1]] la sfortuna non esiste. È un mondo talmente avanzato dal punto di vista tecnologico che non può esistere o, comunque, in qualche maniera la si gestis..."
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[[File:Mark Webber 2017 United States GP (37291085644).jpg|thumb|Mara Sangiorgio (a sinistra) intervista [[Mark Webber]] al Gran Premio degli Stati Uniti d'America 2017]]
'''Mara Sangiorgio''' (1981 – vivente), giornalista, conduttrice televisiva e scrittrice italiana.
==Citazioni di Mara Sangiorgio==
*In [[Formula 1]] la sfortuna non esiste. È un mondo talmente avanzato dal punto di vista tecnologico che non può esistere o, comunque, in qualche maniera la si gestisce.<ref>Dall'intervista di Andrea Soglio, ''[https://www.panorama.it/tempo-libero/televisione/mara-sangiorgio-sky-formula-1-intervista «La mia vita tra il rombo dei motori e quella canzone di Ligabue»]'', ''panorama.it'', 8 dicembre 2023.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto|commons=Category:Mara Sangiorgio}}
{{S}}
{{DEFAULTSORT:Sangiorgio, Mara}}
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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I professionisti
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Spinoziano
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Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = I professionisti |titolo alfabetico = Professionisti |genere = western |regista = [[Richard Brooks]] |soggetto = [[Frank O'Rourke (scrittore)|Frank O'Rourke]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore = Richard Brooks |produttore = Richard Brooks |attori = *[[Burt Lancaster]]: Bill Dolworth *[[Lee Marvin]]: Henry "Rico" Fardan *[[Robert Ryan]]: Hans Ehrengard *[[Woody Strode]]: Jake Sharp *[[Jack Palance]]: Jesus Raza *[[Claudia Cardinale]]: Maria Grant *..."
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{{Film
|titolo italiano = I professionisti
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|regista = [[Richard Brooks]]
|soggetto = [[Frank O'Rourke (scrittore)|Frank O'Rourke]] ''(romanzo)''
|sceneggiatore = Richard Brooks
|produttore = Richard Brooks
|attori =
*[[Burt Lancaster]]: Bill Dolworth
*[[Lee Marvin]]: Henry "Rico" Fardan
*[[Robert Ryan]]: Hans Ehrengard
*[[Woody Strode]]: Jake Sharp
*[[Jack Palance]]: Jesus Raza
*[[Claudia Cardinale]]: Maria Grant
*[[Ralph Bellamy]]: Joe Grant
*[[Joe De Santis]]: Ortega
*[[Rafael Bertrand]]: Fierro
*[[Jorge Martínez de Hoyos]]: Padilla
*Marie Gomez: Chiquita
*José Chávez: rivoluzionario
*[[Carlos Romero (attore)|Carlos Romero]]: rivoluzionario
*[[Vaughn Taylor]]: banchiere di Grant
|doppiatori italiani =
*[[Sergio Graziani]]: Bill Dolworth
*[[Mario Pisu]]: Henry "Rico" Fardan
*[[Bruno Persa]]: Hans Ehrengard
*[[Glauco Onorato]]: Jake Sharp
*[[Massimo Foschi]]: Jesus Raza
*[[Nando Gazzolo]]: Joe Grant
*[[Gianni Bonagura]]: Padilla
}}
'''''I professionisti''''', film statunitense del 1966 con [[Burt Lancaster]] e [[Lee Marvin]], regia di [[Richard Brooks]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Certe [[Donna|donne]] hanno il potere di fare diventare uomini i bambini e di fare diventare bambini gli uomini. ('''Rico''')
*La [[rivoluzione]] è sempre una, sempre la stessa: sono i buoni contro i cattivi. C'è solo un dubbio: quali sono i buoni. ('''Bill''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Rico''': Senti, che altro hai dentro la testa oltre alle donne, al whisky e alle barre d'oro zecchino?<br>'''Bill''': Nient'altro: hai scritto il mio epitaffio.
*'''Raza''': Quelli sono morti per l'ideale.<br>'''Bill''': La rivoluzione? Tanto appena i morti sono sotterrati, vengono a galla i politicanti. E allora si capisce tutto: che era inutile.
*'''Raza''': Per me la rivoluzione è come una grande avventura d'amore. Al principio sembra una dea, una causa santa, ma come tutti gli amori ha un terribile nemico.<br>'''Bill''': È il tempo.<br>'''Raza''': E allora uno la vede com'è. La rivoluzione non è una dea, è una baldracca: non è mai stata pura, mai santa, mai perfetta. Allora uno scappa, in cerca di un'altra amante, di un'altra causa, e si sporca negli amori più sordidi: piacere, non amore; passione, ma senza sentimento. Senza l'amore e senza una causa, noi non siamo niente! Noi restiamo perché crediamo e scappiamo quando siamo delusi, e torniamo quando siamo perduti, e moriamo perché abbiamo promesso.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Joe''': Tu sei un bastardo!<br>'''Rico''': È vero. Però io ci sono nato, mentre lei... lei si è fatto da solo.
==Citazioni su ''I professionisti''==
*Uno dei western memorabili degli anni '60, e uno dei migliori film "politici" di Hollywood in assoluto. [[Richard Brooks|Brooks]] (1912-92) ha fatto tutto lui, e l'ha fatto benissimo. Ritmo trascinante senza cadute. E uno splendido parco di attori. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film western]]
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