Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.18 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Vittoria 0 3518 1425911 1424484 2026-09-07T19:22:32Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1425911 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua}} {{voce tematica}} [[Immagine:Nike of Samothrake Louvre Ma2369 n4.jpg|thumb|La Nike di Samotracia]] Citazioni sulla '''vittoria''' e sui '''vincitori'''. ==Citazioni== *Alla fine puoi essere bravo, ma se non vinci perdi sicurezza. Le vittorie sono un nutrimento. ([[Massimo Barbolini]]) *Arrivare al primo posto è incredibile, ma bisogna celebrare anche le piccole vittorie, quelle dietro le quinte che non vede nessuno. [...] a volte devi fare un passo indietro e celebrare le piccole vittorie per arrivare a quelle più grandi. ([[Keely Hodgkinson]]) *Chi [[osare|osa]] vince. ([[Motti|motto]] dello [[Special Air Service]]) *''Chi vile ingiuria fa fuor di ragione | sua possanza adoprando in atto ingiusto, | non vince, no; poi che vittoria vera | è giustizia serbar schietta ed intera.'' ([[Luís de Camões]]) *Ciò che rende la vittoria nobile è poterla condividere con gli altri. Più della vittoria, sono importanti il viaggio e i viaggiatori. ([[Gian Paolo Montali]]) *Coloro che vincono, in qualunque modo vincono, mai non ne riportono [[vergogna]]. ([[Niccolò Machiavelli]]) *Cominciare a vincere aiuta a rifarlo [...]. Ci si sente più leggeri e la testa compie quel salto che fa la differenza. ([[Andrea Bertolini]]) *{{NDR|«È più importante vincere o partecipare?»}} È importante partecipare, ma se vinci è meglio ancora. ([[Patrizio Sala]]) *E voi chiedete: "Qual è il nostro obiettivo?" Vi posso rispondere con una sola parola. Vittoria! Vittoria ad ogni costo. Vittoria, a dispetto di tutto l'orrore. Vittoria per quanto lungo e arduo potrà essere il percorso. Perché senza vittoria non ci può essere sopravvivenza. (''[[L'ora più buia]]'') *{{NDR|«Che cosa significa essere una vincente?»}} Essere una che si pone gli obiettivi e li raggiunge. Ho vinto tanto, ma ho perso anche tanto. E le sconfitte mi hanno insegnato a dare di più, a migliorarmi. Anche quello penso che voglia dire essere una vincente: sapersi migliorare, capire dove si è sbagliato. Correggere il tiro. ([[Francesca Piccinini]]) *''Fu il vincer sempre mai laudabil cosa | Vincasi o per fortuna o per ingegno''. ([[Ludovico Ariosto]]) *Ho l'ossessione per la vittoria e non penso che sia qualcosa di brutto, penso che sia una cosa buona. Mi motiva. Se non sei motivato, è meglio fermarsi. ([[Cristiano Ronaldo]]) *I vincitori non sanno quello che perdono. ([[Gesualdo Bufalino]]) *Il momento della vittoria è troppo breve per vivere solo di quello e niente altro. ([[Martina Navrátilová]]) *Il profumo della vittoria acceca molti uomini. Il gioco non finisce finché la baionetta non viene affondata e rigirata nelle viscere. ([[Francis Urquhart]], [[Michael Dobbs]]) *Il sapore della vittoria è difficile da spiegare, come lo sono tutte le sensazioni interiori. ([[Irma Testa]]) *Il segreto delle vittorie in fondo sta tutto lì. Nel continuare a cercare la perfezione, anche se non esiste. ([[Monica De Gennaro]]) *Il vero vincente non è colui che vince tutti i giorni ma è quello che trova il giusto equilibrio tra un'esaltante vittoria e un momento difficile o una grande sconfitta. ([[Maurizia Cacciatori]]) *Io correvo per vincere, non mi è mai interessato niente oltre la vittoria: arrivare secondo mi dava una rabbia pazzesca. Oggi in tanti si dicono soddisfatti per il podio; non scherziamo, dai. ([[Giancarlo Falappa]]) *Io metto sempre in guardia gli atleti dalle illusioni e dall'ossessione per la vittoria. Le illusioni ti intrappolano, non ti permettono di vedere la realtà: non c'è cosa peggiore per un uomo. L'ossessione per la vittoria è cosa diversa dal voler vincere, che è buona dote per uno sportivo. Quando si è ossessionati dalla vittoria si perde lucidità, qualche volta si è disposti a commettere errori intollerabili, pur di vincere. In certi casi si arriva a giocare sporco. Ho sempre detto chiaramente ai miei ragazzi sino a dove, secondo me, sarebbero potuti arrivare. Alcuni lo hanno accettato, altri hanno preferito correre da chi assecondava quelle illusioni. Credo poi i risultati parlino chiaro. ([[Gianni Savio]]) *Io non mi permetterei mai di giocare, si figuri se mi permetterei di vincere, sire. (''[[Il secondo tragico Fantozzi]]'') *L'animo preferisce la vittoria alla pace. ([[Tito Livio]], attribuita ad [[Annibale]]) *L'importante non è vincere; è pensare in modo vincente. ([[Gianluca Vialli]]) *L'unico modo per vincere qualcosa è cercare di vincere tutto. ([[Marcello Lippi]]) *La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: vincere! ([[Benito Mussolini]]) *La vittoria alimenta inimicizia, perché chi è vinto giace dolente. Chi ha abbandonato vittoria e sconfitta, costui ristà tranquillo e felice. ([[Gautama Buddha]]) *La vittoria è del forte che ha fede. ([[Corrado Corradini]]) *La vittoria è il sorriso di Dio. ([[John Greenleaf Whittier]]) *La vittoria è sempre nel pugno di pochi. Provare a preparare questa pattuglia di eroi è il segreto di ogni vittoria. ([[Carlo Gnocchi]]) *La vittoria non ha valore se l'oscurità si impadronisce di te. (''[[Kingdom Hearts Birth by Sleep]]'') *La vittoria non sta semplicemente nel battere il proprio avversario. La vera vittoria significa battere i propri limiti. Solo accettando la sfida contro se stessi si può vincere veramente. (''[[Magica Doremì]]'') *Le vittorie consumano le forze al pari o poco meno delle disfatte, e le forze si perdono inutilmente se non prive di consiglio, o lo scopo è tale che non possa ottenersi. ([[Vincenzo Cuoco]]) *Le vittorie sono tutte incredibilmente belle, e non è vero che ci si annoia. È brutto da dire, ma diventa una specie di [[droga]]. Una cosa di cui hai bisogno, perché se uno prova una volta quelle emozioni, poi fa di tutto per tornare a provarle. Almeno, credo succeda questo a quelli che vincono molte volte. ([[Giorgio Chiellini]]) *Le vittorie ti dicono sempre la verità. Certificano se sei bravo o no. Sono orgoglioso di essere stato il migliore al mondo in qualche cosa, in un mestiere. La gente mi ammira, tutti ascoltano quello che ho da dire, osservano e giudicano ciò che faccio. Con gli anni ho capito che se hai preso tanto qualcosa devi restituire. ([[Roger Federer]]) *– Ma io non corro per essere battuto, io corro per vincere! Se non posso vincere non corro.<br>– E se non corri non puoi vincere. (''[[Momenti di gloria]]'') *{{NDR|«Un insegnamento per chi vuole essere un vincente?»}} Mai lasciare nulla al caso, mai cercare scorciatoie. Non un concetto facile da far passare nell'era dei social e in una società che vuole tutto e subito. [...] È importante comprendere che dietro ogni vittoria c'è un enorme sacrificio. Il successo, il lusso e la soddisfazione personale sono possibili solo se si è performanti nel proprio lavoro. ([[Gian Paolo Montali]]) *Nella mia carriera ho ricevuto tanto, ma il bilancio non si traccia solo attraverso le vittorie. Ci sono momenti che non vanno nell'albo d'oro ma che rimangono comunque importanti. ([[Angelo Lorenzetti]]) *Nella vita non basta vincere, ciò che fa la differenza è come si vince. ([[Vittoria Ferdinandi]]) *Non è la vittoria che conta ma quello che devi soffrire per ottenerla. (''[[Jeeg robot d'acciaio]]'') *Non è vittoria quella che non mette fine alla guerra. ([[Michel de Montaigne]]) *Non ricordo niente che valga più della prima vittoria... non c'è niente. Per me la vittoria più importante è quella che devo ancora conseguire. ([[Enzo Ferrari]]) *Ogni nuova vittoria è una gioia. Una volta entrati nel loop, perdere fa rosicare moltissimo. Per continuare a fare bene è necessario raggiungere un obiettivo, cancellarlo e pensare a quello dopo. Forse questo non è neanche un metodo così salutare: tante cose che ho vinto io non me le sono nemmeno godute. Però in questo modo si entra in un circolo vizioso, si arriva a volersi ripetere sempre di più. Non ci si abitua, vincere è vincere. ([[Sarah Fahr]]) *Partecipare è bellissimo, ma vincere è ancora meglio, è la legge imposta dal professionismo. ([[Gonzalo Quesada]]) *Per me vincere vuol dire vincere. Sono molto competitiva, quindi vincere per me significa battere qualcuno. ([[Allisha Gray]]) *Più vinci, più vuoi vincere, e più senti che dovresti vincere. ([[Michael Doohan]]) *Quando vinci, hai la sensazione di avere completato un ciclo. [...] Tutto il lavoro fatto, tutte le battaglie combattute, hanno acquistato un nuovo significato. Anche esausta, quando superi la linea di arrivo ti senti pervadere da una sensazione speciale di pace e felicità. ([[Melissa Jefferson]]) *Rivincere è la cosa più difficile. Per questo, da sempre, insisto su un concetto: il momento in cui arrivano i primi successi è quello in cui bisogna essere più esigenti. Ma spesso succede il contrario: le vittorie portano autocompiacimento ed è lì che si cade e bisogna ricominciare. [...] Hai vinto? Bravo. Ora, però, vai oltre, lavora sulle criticità, senza lasciarti distrarre dal resto, anche perché al prossimo torneo diranno che sei favorito. E la storia dello sport è piena di favoriti che non hanno vinto. ([[Julio Velasco]]) *Se in battaglia un uomo ne vincesse mille, e un altro vincesse se stesso, il vero vincitore sarebbe il secondo. ([[Gautama Buddha]]) *Se non gestisci stress e pressioni non puoi vincere, perché non gestirai neppure il successo. ([[Luciano Spalletti]]) *Se vincere non è importante, allora perché si segnano i punti? ([[Worf]], ''[[Star Trek: The Next Generation]]'') *Sono drogato. Drogato di vittoria. In questo momento sono totalmente dipendente dal successo: corro, vinco e dunque vivo. ([[Ayrton Senna]]) *Spesso la vittoria può dipendere soltanto da un cavallo molto veloce. (''[[L'attacco dei giganti (prima stagione)|L'attacco dei giganti]]'') *Spiegare come si può vincere è sempre facile, il problema è la pratica. ([[Valentina Arrighetti]]) *Tutti vogliono vincere, ma non tutti sono disposti a fare quello che ci vuole per vincere. E questo è il cambio di mentalità più importante che ci serve per prepararci allo stress dei momenti difficili. ([[Julio Velasco]]) *Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso. ([[Nelson Mandela]]) *Una vittoria senza merito non è una vittoria. ([[Arrigo Sacchi]]) *Vincere è difficile, per riuscirci bisogna sentirsi a proprio agio nelle difficoltà. ([[Karch Kiraly]]) *Vincere, non dico che è facile, ma ci si può riuscire, ma mantenersi è sempre più difficile. Perché diventi la squadra da battere. Se sbagli, ad esempio, sei, ovviamente, subito criticato. ([[Angelo Peruzzi]]) *Vincere non è importante: è la sola cosa che conti. ([[Giampiero Boniperti]]) *Vincere non è saper proclamare un'idea eclatante, ma saper farla propria e tradurla in atto. ([[Eduard Shevardnadze]]) *Vincere non è solo tagliare il traguardo per primi. ([[Lance Armstrong]]) *Vincere non è tutto, è l'unica cosa! (''[[Un'ottima annata]]'') *Vincere non ha sempre il sapore della vittoria. [...] Perché non vuol dire un bel niente se non la [[Condivisione|condividi]] con qualcuno. (''[[Non mollare mai]]'') ==''[[Star Trek: Deep Space Nine]]''== *Desideriamo gloria e onore più di ogni altra cosa, ma com'è amaro il sapore della vittoria se non si divide con qualcuno. ([[Martok]]) *Distruggere un impero solo per vincere una guerra non è una vittoria. *La vera vittoria è dimostrare ai tuoi nemici che hanno sbagliato ad opporsi alla tua grande potenza e costringerli a riconoscere la tua grandezza. ([[Gul Dukat]]) *Ricordatevi, la vittoria è vita. (Detto [[Jem'Hadar]]) ==[[Proverbi italiani]]== *Chi combatte con la spada d'oro, ha in mano la vittoria. *Gli uomini fanno la [[guerra]], e Dio dà la vittoria. *Grande vittoria è quella che si ottiene senza sangue. *Il senno più dell'[[ira]] ha la vittoria. *La maggior gloria del vincere è perdonare al vinto. ([[proverbi toscani|proverbio toscano]]) *La più gloriosa vittoria è vincere sé stesso. *La vittoria più splendida non è che il riflesso di un incendio. *Nella guerra non si cerca la causa della guerra, ma la vittoria. *Non convien cantare il trionfo prima della vittoria. *Non è vittoria, se il vinto non la confessa. ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Fallimento]] *[[Sconfitta]] *[[Successo]] *[[Vittoria e sconfitta]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|wikt}} [[Categoria:Casi]] [[Categoria:Terminologia sportiva]] qoli9l2j7gzi3tw69yhxe128ijcjs5x Cesare Cantù 0 3691 1425901 1412499 2026-09-07T14:41:33Z Gaux 18878 /* Citazioni di Cesare Cantù */ Camillo Laderchi 1425901 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Rossi, Giulio (1824-1884) - Cantù, Cesare.jpg|thumb|Cesare Cantù]] '''Cesare Cantù''' (1804 – 1895), storico, letterato e politico italiano. ==Citazioni di Cesare Cantù== *​{{NDR|Sul Collegio Papio}} Ad [[Ascona]] vi era un convento di frati. [[Carlo Borromeo|San Carlo]] li mandò via onde istituirvi scuole per l'educazione della gioventù, e diceva che la scuola è il sole dell'anima, e che fa gran peccato chi non fa ogni sforzo per approfittarne.<ref>Da ''Il buon fanciullo: racconti d'un maestro elementare'', tip. e lit. Carlo Colombi, Bellinzona, 1869, p. 97.</ref> *Con case affollate sì, che i tetti somigliano una scala, onde si dice per celia che il mugnaio, portandovi la molenda, non può voltare il somaro che conducendolo in piazza, e quivi ancora rizzandolo su due gambe.<ref>Da ''Grande illustrazione del Lombardo-Veneto'', p. 1147.</ref> *Di [[Hans Sachs|{{sic|Hans-Sachs}}]], calzolajo di Norimberga, fecondo ed energico fabbricatore di poesia popolare, [[Johann Wolfgang von Goethe|{{sic|Göthe}}]] vantò il genio che noi confessiamo non sapervi scorgere; bensì grande facilità, e immagini nuove e squisiti pensieri, alla rinfusa con strani e bislacchi.<ref>Da ''Storia universale'', Tomo V, Epoche XV, XVI, Cugini Pomba e C. editori, Torino, 1852<sup>7</sup>, [https://archive.org/details/bub_gb_YP_wkoZospYC/page/604/mode/1up p. 604].</ref> *Dov'è una [[donna]], il povero non patisce.<ref name="galantuomo">Da ''Il galantuomo''.</ref> *''Due d'agosto<ref>Il 2 agosto 1829, Giuditta Pasta cantò a Como.</ref>, bel dì! gran gente accorre | In barca, in cocchio, a piedi, ad uno, a torme, | Fortuna d'osti. — Oggi [[Giuditta Pasta|Giuditta]] bea | L'aure del Lario co' soavi accenti, | Onde incantata la città d'Insubria | Oro profuse, coniò bronzi, intanto | Che colui<ref>[[Melchiorre Gioia]], autore del ''Merito e le Ricompense'', morto nel 1829.</ref> che'' del Merto e del Compenso | ''In lavoro immortal librò le leggi, | Da niun saputo, in abbandon moriva.''<ref>Da ''Giuditta Pasta a Como'', in ''Posie'', Successori Le Monnier, Firenze, 1870, [https://archive.org/details/bub_gb_MEFPAAAAYAAJ/page/n156/mode/1up p. 155].</ref> *{{NDR|''[[Il Conciliatore]]''}} Era [...] un tentativo di ravvicinamento fra la scuola antica, che superbamente qualificavasi di ''classica'', e la nuova, detta ''romantica'' perché pareva attingere ispirazione principalmente dal medioevo, in cui nacquero le lingue romanze.<ref>Da ''Il Conciliatore e i carbonari'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1878, [https://archive.org/details/ilconciliatoreei00cantuoft/page/30 cap. 5, p. 30].</ref> *Fu chi sommò le vittime di [[Ezzelino III da Romano|{{sic|Ezelino}}]] a cinquantacinquemila: dei quali cinquantamila Padovani. Vedere le carni sbranate, le fiere satollarsi di pasto umano, il sangue scorrere a rivi, consumarsi le famiglie più illustri, donne e ragazzi gemere fra laidi ed inumani strazî, erano costui diletto: separava i matrimonî, non amava che spie e sicarî: perseguitava inesorabile i ladri, ma ne adempiva largamente le veci. Guai a chi non dicesse bene di lui e (adulazione più dotta) non dicesse male de' suoi nemici! guai a chi piangesse parenti proscritti!<br>Tale dipintura offertaci dagli storici farebbe {{sic|parerlo}} simile ad una tigre, la quale ammazza non per fame ma per istinto d'ammazzare; e che non desse al suo furore altro intervallo che il tempo richiesto a tender agguati.<br>Ma possiamo credere tutto?<ref>Da ''Ezelino da Romano. Storia d'un ghibellino'', Libreria di educazione e d'istruzione di Paolo Carrara, Milano, 1879, [https://archive.org/details/ezelinodaromanos00cant/page/234/mode/1up| cap. IX, p. 234].</ref> *{{NDR|[[Camillo Laderchi]]}} Fu di statura piccola e snella, di occhio vivacissimo, di facile sorriso, di parlar grazioso; ed era bello il confrontare la dolcezza del far suo, colla forza delle sue convinzioni. Agli scolari, quanto venerato per scienza, tanto rendeasi caro per affabilità, e chiara e gioconda esposizione.<ref>Da ''Alcuni italiani contemporanei'', pp. 264-265.</ref> *Guai se la [[plebe]] comincia a gustare il sangue! È un ubbriaco che più beve, più desidera il vino.<ref name="macello">Da ''Il sacro macello di Valtellina''.</ref> *{{NDR|Sul [[piano di Magadino]]}} ​Le devastazioni che il lago ed i torrenti hanno recato alla pianura non sono da raccontare. La via di distanza in distanza è recisa; e qui ci convenne sbalzarci a salti smisurati; là ci accoglieva una cassa che scusava di barca in que' tre passi di tragitto; altrove un cavallaccio bolso, orbo e pieno di guidaleschi ci portava amendue attraverso un esteso pantano; od un robusto Cristoforo ci alzava sulle spalle, e procedendo tentone con un baston ferrato, ne riduceva all'asciutto. In così strani tragitti io rideva smascellatamente; rideva anch'essa la mia compagna, ma quel suo ridere risolvevasi in un sospiro.<ref>Da ''Un viaggio piovoso'', in Antonio Corbellini (a cura di), ''Non ti scordar di me. Strenna per capo d'anno ovvero pei giorni onomastici'', Vallardi, Milano, 1836, [https://books.google.it/books?id=qNVaAAAAcAAJ&pg=PA53 pp. 53]-54.</ref> *Le [[ricchezza|ricchezze]] sono buoni servidori, ma cattivi padroni.<ref name="senso">Da ''Buon senso e buon cuore: conferenze popolari'', Giacomo Agnelli, Milano, 1870.</ref> *{{NDR|Su [[Giosafatte Biagioli]]}} Natogli un figliuolo a Parigi, lo presentò al battesimo col nome di Dante. Avvertendogli il prete che non v'era un santo di questo nome, esclamò: «Non so se vi sia un santo Dante, so che vi è un dio Dante».<ref>Da ''Monti e l'età che fu sua'', p. 126, nota.</ref> *Ogni potere minacciato diviene violento.<ref name="macello" /> *Quanto meno bisogni avete, più siete liberi.<ref name="galantuomo" /> *Se [[misantropia]] è quella che fa, non odiare gli uomini, ma negligerli, fin a quel punto che è neces­sario per non odiarli, me ne sento la mia dose.<ref>Da ''La fanciullezza'', in ''Romanzo autobiografico'', a cura di Adriano Bozzoli, Ricciardi, Milano-Napoli, 1969, p. 635.</ref> *Spendi sempre un soldo meno di quel che guadagni.<ref name="senso" /> *Tra le migliaja di giornali che nacquero e morirono, la Lombardia conservò speciale memoria di due, brevissimi di vita: il ''[[Il Caffè (Verri)|Caffè]]'' e il ''Conciliatore''.<ref>Da ''Il Conciliatore e i carbonari'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1878, [https://archive.org/details/ilconciliatoreei00cantuoft/page/2 cap. 1, p. 2].</ref> ==''Attenzione!''== *Eccellente modo di fare il [[bene e male|bene]] è la ferma risoluzione di combattere il [[bene e male|male]]. *Fare il proprio [[dovere]] val meglio dell'[[eroismo]]. *Il [[denaro]] consacrato alla [[beneficenza]] non ha merito se non rappresenta un sacrifizio, una privazione. *L'autorità non ragionevole è tirannia. *L'[[ignoranza|ignorante]] è non solo zavorra, ma pericolo della nave sociale. *L'opposto della [[verità e bugia|menzogna]] non è la [[verità e bugia|verità]]. *La [[carità]] è il solo tesoro che si aumenta col dividerlo. *La [[democrazia]] fondata sull'eguaglianza assoluta è la più assoluta tirannide. *La [[lode]] dei figli e principalmente delle figliuole ricade sulla madre. *La [[maldicenza]] rende peggiore chi la usa, chi la ascolta, e talora anche chi n'è l'oggetto.<ref>{{Cfr}} [[Alessandro Manzoni]], ''Osservazioni sulla morale cattolica'': «La maldicenza rende peggiore chi parla e chi ascolta, e per lo più anche chi n'è l'oggetto».</ref> *La peggior [[prodigalità]] è quella del [[tempo]]. *Le più grandi [[verità]] sono generalmente le più semplici. *Il peggio [[mestiere]] è quello di [[disoccupazione|non averne alcuno]]. (XIX) *Peste della patria è il [[giornalismo]] che accetta le notizie senza vagliarle, quando pur non le inventa. ==''Il Carlambrogio di Montevecchia''== *Chi non sa, è schiavo di chi sa. *Il [[buon senso]] è come un cannocchiale che fa vedere da lontano il male e il bene. *Molti si rovinano colla scelta sconsiderata degli amici e dei compagni. Non fate lega se non con quelli che vanno per la strada del bene. Gli altri vi pervertirebbero coi discorsi e cogli esempi; appassirebbero in voi il dilicato fiore dell'innocenza che sparge soave profumo sulla giovinezza. *Nella [[pazienza]] tutto va a puro guadagno. Il male sopportato con ragionevolezza e calma è già diminuito della metà, mentre l'impazienza raddoppia tutti i pesi, infistolisce tutte le piaghe. ==''Storia della letteratura italiana''== ===[[Incipit]]=== Anche nel maggior fondo del medioevo le scienze e le lettere non perirono in Italia; anzi qui può dirsi conservato quanto sopraviveva della antica coltura. Appena lo strepito delle armi si tacque, e i prelati e i Comuni prevalsero all'oppressione feudale, si apersero scuole per educare non i giovanetti, ma gente matura che andava a perfezionarvisi quando la scarsezza de' libri rendeva troppo difficile lo studio privato. A quelle Università venivano chiamati a gara coloro che più valessero in una scienza, e v'attiravano studenti, che formavano il disturbo e il prosperamento delle città. Primeggiava in Italia quella di Bologna per le leggi, la quale [[Papa Innocenzo VI|Innocenzo VI]] concesse poi anche la cattedra di teologia; altre a [[Roma]], a [[Piacenza]], a [[Pavia]], a [[Siena]], a [[Lucca]], a [[Perugia]], a [[Padova]], a [[Napoli]], a [[Salerno]] fin a [[Treviso]], e accidentalmente in altri luoghi. Presto cercaronsi i libri, che erano principalmente ricopiati ne' monasteri, e pagati a caro prezzo, non solo per la fatica del trascriverli, ma per le miniature di cui venivano ornati. Scriveansi su pergamena, il che contribuiva a renderli costosi; poi s'inventò la carta di cotone, e in fine quella di cenci di lino. ===Citazioni=== *Alla [[storia]] bastano i pochi eletti fra i tanti chiamati, come in una battaglia si tien conto de' generali e di quei pochi che si segnalarono, non della turba gregaria; vi sarà anzi chi creda doversi citare non coloro che s'hanno a leggere, ma coloro che s'hanno a studiare. (in prefazione p. IX) *In [[Italia]] la [[letteratura]] ebbe sempre grandissima importanza, e l'arte e il sentimento del bello furono gli stromenti della sua rinascenza, come della inglese la morale seria e positiva, della francese lo spirito e la ragione. (in prefazione p. X) *L'[[arte]] è espressione di verità generali in una lingua comune alla nazione e insiem particolare all'autore; e [[verità]] chiamiamo ciò che è, o ciò che dovrebb'essere. Dicano pure che la [[verità]] è oggetto della scienza, mentre l'arte attende alla [[bellezza]]; noi della bellezza crediamo materia la verità morale. (in prefazione p. X) *L'affettazione nello [[scrivere]] equivale all'ipocrisia nell'operare; la declamazione è il linguaggio delle idee e de' sentimenti falsi; né colla candida parola potrebbero accoppiarsi il magistrale ostentamento di concetti futili, la grande boria de' piccoli spiriti; il ghigno sistematico, l'epidemia di imprecazioni e d'ammirazioni arcadiche, le generalità ambiziose e inani, le idiote adulazioni a un pubblico stravagante, agl'ignoranti pretensivi, ai vili implacabili; le minacciose vanterie di eroiche paure. (in prefazione p. XII) *Una [[lingua]] si altera o nell'interna struttura delle parole, o nell'integrità delle sue forme grammaticali. Le parole antiquandosi tendono a surrogare alle consonanti gagliarde e dure le deboli e dolci, alle vocali sonore le sorde dapprima, poi le mute; i suoni pieni s'estinguono poc'a poco e si perdono, le finali dispajono, le parole si contraggono; in conseguenza le lingue divengono meno melodiose; voci che lusingavano e riempivano l'orecchio, non offrono più che un senso mnemonico e quasi una cifra. Né basta. Il cambiamento, oltre snaturar le voci, estendesi alle forme grammaticali, che sono l'anima delle lingue, di cui le parole non sono che il corpo. (p. 3) *Uno de' più nobili ed opportuni esercizj della penna è sempre la [[storia]]. (p. 79) *Ad accelerare ed assicurare i progressi dello spirito umano valse un'invenzione suprema di questo tempo, la [[stampa]]. (p. 100) ==''Biografie per corredo alla Storia universale''== ===[[Incipit]]=== Come nell'uomo l'età della ragione è preceduta da quella della fantasia, così alla storia di tutti i popoli precedono quei che si chiamano tempi eroici. L'uomo allora è tuttavia in immediata relazione colla divinità; la mitologia e le credenze religiose formano parte degli avvenimenti; invece dell'esistenza storica e dello sviluppo dei popoli, non compaiono che le azioni di alcuni grandi. Son favolosi, eppure meritano studio, perché già da que' portenti trapela l'indole futura del popolo.<br />Tenebrosi affatto vanno quei secoli fra i popoli più antichi e scomparsi; e il rintracciarvi qualche lume è più difficile perché nelle immigrazioni succedentisi, ogni nuovo popolo vi portava tradizioni, che mesceansi a segno, da toglier ogni modo di verificarle; la qual confusione mostrasi estrema nella mitologia romana, se si ponga al confronto anrhe soltanto della greca. ===Citazioni=== *È carattere comune agli uomini di genio il rappresentare quasi pienamente quel che il loro secolo porta di distintivo. La storia d'un popolo in certo qual modo si epiloga in quella del suo fondatore, il quale senza saperlo, posa il principio per cui quel popolo sussiste; e che i successori di esso non hanno che a comprendere e a sviluppare; per modo che se quel popolo se ne scosta, perisce. (in ''Proemio'', p. 9) *Nell'esporne la vita non basta descrivere e coordinare, ma bisogna ravvisare il posto che occupano, non nella storia d'un paese, ma nella storia dell'umanità, ma nei disegni della providenza, di cui sono grandi agenti nel governo del mondo. (in ''Proemio'', p. 10) *Degl'[[India|Indiani]] abbiam ricchissime arti, immensi poemi, ma storia no. L'idea della divinità connettesi talmente a quella dell'umanità, anzi dell'intera natura, che pare impossibile scrivere la storia, cioè sceverar le ragioni umane dalle divine. Wilfort adoprò caldamente per coordinare colle storie nostre alcuni nomi e tempi dei Purana, ma non giunse che a mostrarne l'incertezza: i punditi o dottori indiani pretesero avere estratta dai poemi la serie dei re, ma son nomi senza particolarità, o con assurde e discordanti. (p. 12) *Nella [[Cina|China]] manca la poesia, e non rimane che la storia positiva, senza tempi eroici. In paese dove l'imperatore è ogni cosa, è sovrano del cielo materiale, tipo stereotipo per tutti i tempi, non poteano darsi età eroiche, non altri eroi da esso in fuori; e la più antica mitologia comincia da un re che decreta il censimento, la misura dei terreni, lo scavo di canali, il catalogo delle stelle. (p. 13) *La storia de' popoli dell'[[Asia]] media comincia appena appena a stenebrarsi; quella dei [[Tibet|Tibetani]] non va più indietro del VII secolo; del XII quella dei Mongoli; la storia delle più importanti nazioni turche s'innestò su quella degli Arabi, e prese la tinta del corano. Il primo eroe storico de' Tibetani, re [[Songtsen Gampo|Strongdsan Gambo]], che propagò nel suo regno il [[buddismo]], è ritenuto emanazione della divinità buddista, non meno che i suoi successori. Anche fra i [[Mongolia|Mongoli]], [[Gengis Khan|Gengis-kan]] passa per figlio di Cormusda (Hormus?), signore del mondo materiale; ma Tibetani e Mongoli hanno antichi canti eroici, fra cui merita attenzione quello che parla in particolare del tibetano Gesser-kan, figliolo anch'egli di Cormusda, e rammentato pure negli annali chinesi. (p. 14) *Nelle prime tradizioni dell'[[Asia]] media scorgi la natura de' paesi i più esposti alle rivoluzioni; ed oggi ancora, come su que' primordi, la Persia e l'India sono preda del primo avventuriero che osi stendervi la mano. (p. 14) *Anche dopo tante scoperte, la storia di Mose rimane la prima d'età, e quella che contiene le nozioni più antiche ed autentiche sulla prima civiltà del mondo. In essa vediamo i potenti cacciatori dell'Assiria diventare conquistatori e re; i pastori della Caldea che studiano il cielo, e divengono astrologi e sacerdoti; i Fenici che s'avventurano al mare; i Cananei che vanno in carovane trafficando; insomma in qual modo un fondo di natura e di cognizioni comuni fosse modificato dalle circostanze locali, in maniera di costituire le differenti società. (p. 15) *Perché un branco di schiavi risalisse alla dignità di popolo, [[Mosè]] dovea insegnargli un passato, costituirne il presente, preparargli l'avvenire : e poiché senza storia non v'è popolo, il gran legislatore espose al suo le proprie origini. (p. 18) *Origini d'un popolo son quelle stesse del mondo, e [[Mosè]] le raccontò in undici brevi capitoli. Tutte le genti pretendono essere le più antiche; ma quando vengono a spiegarci i primitivi loro tempi, li riempiono di cicli astronomici e di mitologici avvenimenti. Mosè no. L'onnipotente e libera volontà di un Dio crea istantaneamente la materia; dappoi successivamente le dà ordine, e vita; e dopò i pesci e i rettili e i volatili e i quadrupedi, ultimo produce l'uomo, del quale sono annoverate le famiglie fino a quell'[[Abramo]] che è stipite della gente ebrea. (p. 18) *[[Mosè]] pregò da [[Dio]]: «Fammi passare sotto gli occhi quanto v'ha di buono; fatti conoscere a me; mostrami i tuoi sentieri»: e dalla verità de' dogmi dedusse la santità della morale. (p. 24) * Solo i [[Viltà|vili]] considerano nimicizia il dissenso; essi incapaci della verità, e perciò esecranti chiunque la dice. Io dunque non ho bisogno di scusa con [[Cesare Balbo]] su questo punto, uno de' pochi ch'io dissento da Lui. (p. 274) *[[Voltaire]], il quale, più della verità, cercava il paradossale e il nuovo, nel suo ''Discorso sulla poesia epica'' lodò gli ''Araucana'' di don [[Alonso de Ercilla]] come l'epopea della [[Spagna]]; non altrimenti che epopea dell'[[Italia]] pose la ''Gerusalemme liberata''. Incapace egli per indole e abitudine d'intendere il sublime, il semplice, il puro; angusto per pregiudizio di scuola e per culto della forma, badando alla distribuzione anziché al fondo, pretendeva restringere ogni poema nel preconizzato modello di [[Virgilio]]. Ma [[poema]] d'una nazione è quello dove trovansi ritratte la vita, la credenza, le cognizioni di essa in un dato tempo, e massime di que' tempi primitivi, dove la mistura eterogenea non alterò, né l'incivilimento spianò ancora le forme, che perpetuamente costituiranno il carattere di essa. (p. 310) *Buon politico e ignorante teologo, [[Costantino I|Costantino]] credette l'[[arianesimo]] niente più che una differenza esteriore, laonde comandò il silenzio: agli uni disse ''Avete fatto male a tirar in campo una questione irresolubile''; agli altri ''Avete fatto male col pretendere di risolverla; sono punti speculativi da lasciar da banda; non molestatevi l'un l'altro, ma vivete in armonia''. (p. 489) *{{NDR|[[Antonio abate]]}} L'opinione manifesta dell<nowiki>'</nowiki>''uomo di Dio'' valeva sulle moltitudini ancor più che gli argomenti dei dottori. E sempre umile, rispettoso ai sacerdoti, sereno come chi non è turbato da passione, coll'acume suppliva alla mancanza di educazione scientifica, e diceva che non l'alfabeto inventò la ragione, ma questa quello; e ad un filosofo che si maravigliava come potesse fare senza libri, rispose: ''Mio libro è la natura''. (p. 502) *Gli [[Arianesimo|Ariani]], fatti più baldi, più non mascherarono le loro intenzioni; e se prima simulavano una credenza, dissenziente solo in formole, tornarono affatto alle idee di [[Ario]], e nel concilio di [[Sirmio]], presente [[Costanzo II|Costanzo]], pubblicarono una formola di preciso [[arianesimo]]: il Padre esser maggiore del Figliolo in onore, in grado, in maestà; e proclamarono per bocca di [[Eunomio]], il principio dell'autorità esclusiva della santa Scrittura in opposizione colla tradizione dei Padri. (p. 507) *Negli scritti d'[[Atanasio di Alessandria|Atanasio]] non può cercarsi né grand'eloquenza, giacché scopo suo era di vincere, non di piacere; né una compiuta esposizione della fede, od un'artistica confutazione delle eresie; ma qualunque punto del dogma cristiano, egli lo ravvisa ne' rapporti coll'essenza del cristianesimo. (p. 508) *{{NDR|[[Atanasio di Alessandria]]}} Se, come i prudenti lo consigliavano forse, per amor di pace egli avesse ceduto, o per timore si fosse ritirato, la Chiesa non sarebbe no soccombuta, ma a lungo sarebbero gli [[Arianesimo|Ariani]] rimasti trionfanti. (p. 511) *Pei due golfi Arabico e Persico; pei due deserti, il paese l'israelitico dal lato di Suez, e l'arabico verso l'Eufrate, è l'[[Arabia]] da terra e mare sì isolata, che i suoi geografi opportunamente la nominano isola degli Arabi. Un viaggiatore ne fa il giro in tre mesi, o cento giorni. (p. 516) *Da antichissimo passava per l'[[Arabia]] il commercio [[India|Indiano]], [[Egitto|egizio]], [[Siria|siriaco]] e [[Iran|persiano]]. Nella parte meridionale approdavano le flotte indiane e persiane nei porti di [[Qatif|Katif]] e Gafr, e in quelli di [[Aden]] e di [[Moka|Mocca]], questa celebre ne' tempi più recenti pel suo caffé, quella ne' più remoti per la pesca delle perle. A Gidde facevano capo le carovane delle merci e de' pellegrini d'[[Africa]]; verso la [[Siria]] il deposito principale delle mercanzie era Dumetol-cendel, donde quelle andavano a [[Bassora]], a Corrasch, a [[Damasco]], a Tadmor. Madianiti e Edomiti erano i mediatori del commercio tra i Fenici e l'Egitto; le piazze principali degli Edomiti erano Aila -sull'estremità del golfo Arabico, ed [[Ezion -Gaber|Ezion -Geber]] situata s'un'isola vicina. Sul mercato di Mescar tutte le merci erano in prima esaminate per evitar le frodi; in quello di Iemana poi lavansi a vendere soltanto stuoie e pietre. D'una mezza dozzina d'altre fiere che tenevansi annualmente in giorni determinati, le più rinomate son quelle di [[San'a|Sanaa]] capitale dell'[[Iemen]], e di [[Okas Okkuf]], nobilitata nella storia dalle gare de' poeti e da' giudizi pronunciatine dalle tribù. (p. 521) *Rapace, bugiardo e fraudolento nel commercio, ma prode e generoso, mite e riconoscente, e innanzi tutto ospitale e fedele alla parola anche se data ad un nemico, sobrio e continente, compagnone, spiritoso, faceto, eloquente, poetico, caldo del suo onore, e particolarmente di quello dell'harem, ha anche oggidì il Beduino i pregi e i difetti de' suoi maggiori al tempo di [[Maometto]]; lava l'oltraggio nel sangue, e ne ha sete per vendicare quel d'un parente versato dal nemico; ''Il fuoco, il fuoco, ma non l'obbrobrio; la vendetta, la vendetta, ma non l'ignominia'' é anche oggidì il grido di guerra del Beduino, combattente per l'onor suo e delle sue donne; ciò non pertanto egli é ancor più ospitale che sanguinario, più generoso che implacabile. (p. 523) *A chi non è noto [[Harun al-Rashid|Aron al-Rascid]], se non altro per le ''Mille ed una notte'', come il sovrano de' credenti, lo sposo della sua parente Zobeide, il contemporaneo d'[[Irene di Bisanzio|Irene]] e di [[Carlo Magno]], lo splendido e potente califfo, il tirannico sterminatore della casa di Barmek? La soverchiante copia delle cose conosciute e ricantate ne dispensa da un circonstanziato racconto, non però da una breve memoria di esse; e ne mette di rimpatto in dovere di adoperare con tanto maggiore accuratezza nel dar luce a poco note, e nuove. (p. 695) ==''Storia degli Italiani''== ===[[Incipit]]=== La penisola italica, estesa su trentatre milioni di ettare fra il 24º e il 36º meridiano, e fra il 35º e il 47º parallelo, è chiusa a settentrione e ponente dalla giogaja delle Alpi, che col titolo di Marittime, Cozie, Graje, Pennine, Leponzie, Retiche, Carniche, Giulie, disegnano un semicerchio di 1562 chilometri dal Varo, confine di Francia, sin al golfo del Quarnero al lembo della Dalmazia. Centinaja di valli solcano que' monti, alcune leggermente, altre estesamente profonde, come la Valtellina, la Leventina, quelle del Piave e d'Aosta; e riescono in un ampio anfiteatro, che forma la parte continentale dell'Italia. ===Citazioni=== *[[Fulvia (moglie di Marco Antonio)|Fulvia]], nata da quel Flacco che deturpò la causa dei Gracchi, non vuole amori volgari, ma comandare a chi comanda: sposa Clodio, deforme, ma prepotente e facinoroso, e che la piglia per le sue ricchezze: lui assassinato, maritasi in Curione, fastoso dissolutissimo e perpetuo sommovitore della pubblica quiete: morto anche questo, diviene di Antonio, e si fa consigliera e ministra delle costui crudeltà; assiste al supplizio di trecento uffiziali ch'egli fa scannare nella sua tenda; {{sic|sevisce}} contro il teschio di Cicerone; lei presente, in casa di Gemello, uomo tribunizio, si dà una cena a Metello console ed ai tribuni, ove si gavazza tra nefandità da lupanare, e si prostituisce {{sic|il}} nobile giovinetto Saturnino. (Vol. II, cap. XXVIII, p. 268) *{{NDR|La vicenda biografia di [[Macalda di Scaletta|Macalda Scaletta]]}} Della vita di que' baroni ci è saggio la storia di [[Macalda di Scaletta]]. Vedova di un [[w:Guglielmo d'Amico|Guglielmo d'Amico]], esigliato al tempo degli Svevi, era andata profuga in abito di frate Minore, stette a [[Napoli]], a [[Messina]], e da [[Carlo d'Angiò]] ricuperò i beni confiscati al marito. Sposatasi ad [[w:Alaimo di Lentini|Alaimo di Lentini]], uno de' più fervorosi nel [[w:Vespri siciliani|Vespro]], tradì i Francesi che a lei, come beneficata da Carlo, rifuggiavano in [[Catania]], della qual città suo marito fu fatto governatore. Quand'egli andò alla guerra di Messina, essa ne tenne le veci; e sui quarant'anni, pure ancor bella, generosa net donare, vestiva piastre e maglie; e con una mazza d'argento alla mano, emulava i cavalieri ne' cimenti guerreschi. Di sua onestà chi bene disse, chi ogni male. Aspirò agli amori di [[w:Pietro III d'Aragona|re Pietro]], lo accompagnò, gli chiese ricovero; ma egli non volle comprenderla, di che essa pensò vendicarsi.<br/> Alaimo fu poi fatto maestro giustiziere, e valse a reprimere i molti che reluttavano alla nuova dominazione, e acquistò tal reputazione che eccitò la gelosia dell'infante [[w:Giacomo II d'Aragona|don Giacomo]]. La crescevano i superbi portamenti di Macalda, la quale tenevasi alta fin con [[w:Costanza di Hohenstaufen|Costanza]], e non volea dirle regina, ma solo madre di don Giacomo; se compariva alla Corte, era per isfoggiare abiti e gioie. Contro ogni decenza, volle in un convento passar la gravidanza e il parto, sol per godere l'amenità del luogo : Costanza fu a visitarla, e n'ebbe accoglienze sgarbate; offri di levar al battesimo il neonato, e Macalda rispose non voler esporlo a quel bagno freddo, poi tre giorni appresso vel fece tenere da popolani. Costanza, mal in salute, si fece portare in lettiga da Palermo al [[w:duomo di Monreale|duomo di Monreale]]; e Macalda essa pure, per le strade della città e fin a [[w:Nicosia|Nicosia]] in lettiga coperta di scarlatto, di che fu un gran mormorare. Re Giacomo viaggiava con trenta cavalli di scorta; e Macalda con trecento, e volea far da [[w:Giustiziere (funzionario)|giustiziere]], e apponeva a re Pietro di avere mal compensato coloro, che del resto l'aveano domandato compagno e non re.<br/> Alaimo condiscendeva alla moglie, e dicono le giurasse non dar mai consigli a danno de' Francesi, anzi procurarle il ritorno in Sicilia. Se il facesse noi sappiamo; certo i re aragonesi gli si avversarono, fors'anche per la solita ingratitudine a chi più beneficò. Giacomo finge spedire Alaimo in gran diligenza a suo padre in Catalogna per sollecitarne ajuti : Alaimo va, è accolto con ogni maniera di cortesia; ma appena egli partì, la plebe di Messina, sollecitata dal [[Ruggiero di Lauria|Loria]], lo grida traditore, affollasi alla sua casa ad ammazzare i Francesi prigionieri di guerra che vi tenea, e così quelli che stavano nelle carceri e che egli aveva salvati. Macalda accorse per sostenere i suoi fautori, ma vide il marito dichiarato fellone e confiscatigli i beni, Matteo Scaletta fratello di lei, decapitato; ella stessa chiusa in un castello, forse vi lini la vita. Alaimo, dopo alquanti anni, fu rimandato verso la Sicilia, e come fu in vista della patria isola, buttato in mare. (Vol. IV, cap. CII, p. 177) ==''Della indipendenza italiana''== *Il canonico Rosario Gregorio di Palermo (1753-1809) nelle ''Considerazioni sulla storia della Sicilia'' si valse insignemente dei documenti latini ed arabi per delineare il diritto pubblico di quel regno, che ebbe sempre parte così notevole nelle italiche vicende. Nella dedica al viceré principe di Caramanico loda questo e il re d'aver promosso gli studj della botanica e dell'astronomia, e insieme quelli che riguardano le forme e le origini del vivere civile, ergendo una cattedra, alla quale esso Gregorio fu destinato, oltre al titolo di storiografo regio. (Vol. I, cap. XVII, p. 590) ==''Italiani illustri''== *Avvertito dalla romba plebea, il [[Giuseppe Prina|Prina]], che non erasi mai preso paura del buon popolo meneghino, s'asconde: e subito il palazzo suo va a ruba e guasto. Egli stesso, scoperto, denudato, battuto, ferito, {{sic|gittato}} dalla finestra, fu afferrato dalla ciurma imbestialita, trascinato per la città colpendolo di parole e di punte quei che l'incontravano ({{sic|piovicchiava}}, e le puntate erano d'ombrelli di seta), gridandogli: − Questa è la carta bollata – Quest'è il dazio consumo – Tò il registro – Eccoti il macinato. Lo trafugano in una bottega, ma i casigliani lo respingono per paura della plebe: come per paura i generali e la guardia civica lasciano fare: appena a un sacerdote è permesso {{sic|accostarsegli}} e benedirlo; dopo quattro ore di ferini {{sic|strazj}} il misero spira, ed è lungamente ancora trascinato il suo cadavere; indi da due popolani trasportato nella vicina chiesa di San Tommaso, e registrato oscuramente fra i morti. (volume II, pp. 558-559) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Gli eretici d'Italia''=== L'uomo era stato creato di retta intelligenza, e favorito di superne comunicazioni, ma libero e però capace di errare<ref>''Hoc inveni quod fecerit Deus hominem rectum; et ipse se infinitis miscuerit quæstionibus''. Eccles. VII, 30. ''Deus constituit ab initio hominem, et reliquit illum in manu consilii sui... Ante hominem vita et mors, bonum et malum, quod placuerit ei dabitur''. Eccli. XV, 14-18. </ref>. In fatto, mutando la coscienza del somigliar a Dio colla pretensione d'esser identico ad esso, peccò di superbia e disobbedienza; e il reato di quella colpa, trasmesso per generazione dal primo stipite a tutta la sua discendenza, quasi al modo che ne' rami e ne' frutti della pianta trapassa il guasto della radice, costituisce il più profondo mistero, non accettando il quale si moltiplicherebbero altri misteri. ===''Il Sacro Macello di Valtellina''=== Intendo raccontare i turbamenti della Valtellina nel secolo XVII, abbaruffata religiosa che, come spesso, copriva una quistione di nazionalità, mista di eccessi dei popoli e di viluppi d'una politica ambidestra, fecondi di atroci successi, e dove andarono in un fascio le umane cose e le divine. Né forse è privo d'opportunità questo episodio in tempi di sette caldeggianti d'operoso contrasto fra le opinioni e la forza, di lotta fra la sublime ambizione di non sottomettersi che alla ragione pura, e il folle orgoglio di arrogare tutti i diritti di questa alla ragione individuale. ===''Margherita Pusterla: racconto storico''=== Entrando il marzo del 1340, i Gonzaga signori di Mantova avevano aperta una corte bandita nella loro città, con tavole disposte a chiunque venisse, con musici, saltambanchi, buffoni, fontane che sprizzavano vino, tutta insomma la pompa colla quale i tirannelli, surrogatisi ai liberi governi in Lombardia, procuravano di stordire i generosi, allettare i vani, ed abbagliare la plebe, sempre ingorda dietro a queste luccicanti apparenze. ==Citazioni su Cesare Cantù== *Come scrittore di Storie il Cantù ha due requisiti: il senno storico nel giudicare, la fantasia storica nel rappresentare. Egli afferra il vero spirito di un'epoca, lo deduce dai fatti particolari e lo esprime in una forma rettamente pensata e spesso arguta; non inventa il passato, ma lo cerca con paziente studio e lo spiega quale lo concepisce; bellamente giunge l'evidenza del vero, ma talvolta non riesce preciso, determinato, compiuto, ché anzi lascia sempre qualcosa ad aspettare; nei suoi giudizi è severo, onde ben si appose chi disse che il Cantù ammira e discute, ma non è mai l'idolatra del suo eroe. ([[Giuseppe Pitrè]]) *Il Cantù porta nella Storia il malessere proprio, il malessere cattolico e il malessere italiano. ([[Nicola Marselli]]) *Uno degli scrittori, la cui opera è stata più efficace nel dare agli studi storici il loro vero e luminoso indirizzo, è certamente Cesare Cantù, principe degli storici lombardi, fra i primi in Italia, ed uno degli ingegni più sintetici del secolo nostro. ([[Isidoro Carini]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Cesare Cantù, ''[https://www.gutenberg.org/files/47276/47276-h/47276-h.htm Gli eretici d'Italia]'', Unione Tipografico-Editrice, 1865. *Cesare Cantù, ''[http://www.gutenberg.org/etext/6887 Il Sacro Macello Di Valtellina]'', Project Gutenberg. *Cesare Cantù, ''[http://www.liberliber.it/libri/c/cantu/index.htm Il Sacro Macello di Valtellina]'', Alpinia editrice, 1999, ristampa non anastatica dell'edizione Sonzogno 1885. ISBN 8887584079 *Cesare Cantù, ''[http://www.gutenberg.org/etext/19039 Margherita Pusterla, racconto storico]'', Project Gutenberg. *Cesare Cantù, ''[http://www.liberliber.it/libri/c/cantu/index.htm Margherita Pusterla: racconto storico]'', Libreria di educazione e d'istruzione di Paolo Carrara, Milano, [1887?]. *Cesare Cantù, ''[https://www.gutenberg.org/files/49337/49337-h/49337-h.htm Storia degli Italiani]'', Unione Tipografico-Editrice, 1874. *Cesare Cantù, ''Storia della letteratura italiana'', Felice Le Monnier, Firenze 1865. *Cesare Cantù, ''[http://books.google.it/books?id=5K0WAAAAQAAJ&source=gbs_navlinks_s Biografie per corredo alla Storia universale, Volume I]'', Giuseppe Pompa Editori, Torino 1845. *Cesare Cantù, ''[http://www.archive.org/details/montieletchefu00cantuoft Monti e l'età che fu sua]'', F.lli Treves, Milano, 1879. *Cesare Cantù, ''Grande illustrazione del Lombardo-Veneto'', vol III, ed. Corona e Caimi, Milano, 1858. *Cesare Cantù, ''[https://archive.org/details/italianiillustr00cantgoog Italiani illustri {{small|ritratti da Cesare Cantù}}]'', volume II, Libreria Brigola, Milano, 1873. ==Voci correlate== *[[Ignazio Cantù]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cantù, Cesare}} [[Categoria:Aforisti italiani]] [[Categoria:Letterati italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] erhpi81ltssgtkke8km81kq77jn8h2t 1425902 1425901 2026-09-07T14:46:07Z Gaux 18878 /* Citazioni di Cesare Cantù */ riferimenti bibliografici 1425902 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Rossi, Giulio (1824-1884) - Cantù, Cesare.jpg|thumb|Cesare Cantù]] '''Cesare Cantù''' (1804 – 1895), storico, letterato e politico italiano. ==Citazioni di Cesare Cantù== *​{{NDR|Sul Collegio Papio}} Ad [[Ascona]] vi era un convento di frati. [[Carlo Borromeo|San Carlo]] li mandò via onde istituirvi scuole per l'educazione della gioventù, e diceva che la scuola è il sole dell'anima, e che fa gran peccato chi non fa ogni sforzo per approfittarne.<ref>Da ''Il buon fanciullo: racconti d'un maestro elementare'', tip. e lit. Carlo Colombi, Bellinzona, 1869, p. 97.</ref> *Con case affollate sì, che i tetti somigliano una scala, onde si dice per celia che il mugnaio, portandovi la molenda, non può voltare il somaro che conducendolo in piazza, e quivi ancora rizzandolo su due gambe.<ref>Da ''Grande illustrazione del Lombardo-Veneto'', p. 1147.</ref> *Di [[Hans Sachs|{{sic|Hans-Sachs}}]], calzolajo di Norimberga, fecondo ed energico fabbricatore di poesia popolare, [[Johann Wolfgang von Goethe|{{sic|Göthe}}]] vantò il genio che noi confessiamo non sapervi scorgere; bensì grande facilità, e immagini nuove e squisiti pensieri, alla rinfusa con strani e bislacchi.<ref>Da ''Storia universale'', Tomo V, Epoche XV, XVI, Cugini Pomba e C. editori, Torino, 1852<sup>7</sup>, [https://archive.org/details/bub_gb_YP_wkoZospYC/page/604/mode/1up p. 604].</ref> *Dov'è una [[donna]], il povero non patisce.<ref name="galantuomo">Da ''Il galantuomo''.</ref> *''Due d'agosto<ref>Il 2 agosto 1829, Giuditta Pasta cantò a Como.</ref>, bel dì! gran gente accorre | In barca, in cocchio, a piedi, ad uno, a torme, | Fortuna d'osti. — Oggi [[Giuditta Pasta|Giuditta]] bea | L'aure del Lario co' soavi accenti, | Onde incantata la città d'Insubria | Oro profuse, coniò bronzi, intanto | Che colui<ref>[[Melchiorre Gioia]], autore del ''Merito e le Ricompense'', morto nel 1829.</ref> che'' del Merto e del Compenso | ''In lavoro immortal librò le leggi, | Da niun saputo, in abbandon moriva.''<ref>Da ''Giuditta Pasta a Como'', in ''Posie'', Successori Le Monnier, Firenze, 1870, [https://archive.org/details/bub_gb_MEFPAAAAYAAJ/page/n156/mode/1up p. 155].</ref> *{{NDR|''[[Il Conciliatore]]''}} Era [...] un tentativo di ravvicinamento fra la scuola antica, che superbamente qualificavasi di ''classica'', e la nuova, detta ''romantica'' perché pareva attingere ispirazione principalmente dal medioevo, in cui nacquero le lingue romanze.<ref>Da ''Il Conciliatore e i carbonari'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1878, [https://archive.org/details/ilconciliatoreei00cantuoft/page/30 cap. 5, p. 30].</ref> *Fu chi sommò le vittime di [[Ezzelino III da Romano|{{sic|Ezelino}}]] a cinquantacinquemila: dei quali cinquantamila Padovani. Vedere le carni sbranate, le fiere satollarsi di pasto umano, il sangue scorrere a rivi, consumarsi le famiglie più illustri, donne e ragazzi gemere fra laidi ed inumani strazî, erano costui diletto: separava i matrimonî, non amava che spie e sicarî: perseguitava inesorabile i ladri, ma ne adempiva largamente le veci. Guai a chi non dicesse bene di lui e (adulazione più dotta) non dicesse male de' suoi nemici! guai a chi piangesse parenti proscritti!<br>Tale dipintura offertaci dagli storici farebbe {{sic|parerlo}} simile ad una tigre, la quale ammazza non per fame ma per istinto d'ammazzare; e che non desse al suo furore altro intervallo che il tempo richiesto a tender agguati.<br>Ma possiamo credere tutto?<ref>Da ''Ezelino da Romano. Storia d'un ghibellino'', Libreria di educazione e d'istruzione di Paolo Carrara, Milano, 1879, [https://archive.org/details/ezelinodaromanos00cant/page/234/mode/1up| cap. IX, p. 234].</ref> *{{NDR|[[Camillo Laderchi]]}} Fu di statura piccola e snella, di occhio vivacissimo, di facile sorriso, di parlar grazioso; ed era bello il confrontare la dolcezza del far suo, colla forza delle sue convinzioni. Agli scolari, quanto venerato per scienza, tanto rendeasi caro per affabilità, e chiara e gioconda esposizione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_8Mg5AAAAcAAJ/page/n6/mode/1up Alcuni italiani contemporanei]'', Corona e Caimi Editori, Milano, 1868, vol. II, pp. 264-265.</ref> *Guai se la [[plebe]] comincia a gustare il sangue! È un ubbriaco che più beve, più desidera il vino.<ref name="macello">Da ''Il sacro macello di Valtellina''.</ref> *{{NDR|Sul [[piano di Magadino]]}} ​Le devastazioni che il lago ed i torrenti hanno recato alla pianura non sono da raccontare. La via di distanza in distanza è recisa; e qui ci convenne sbalzarci a salti smisurati; là ci accoglieva una cassa che scusava di barca in que' tre passi di tragitto; altrove un cavallaccio bolso, orbo e pieno di guidaleschi ci portava amendue attraverso un esteso pantano; od un robusto Cristoforo ci alzava sulle spalle, e procedendo tentone con un baston ferrato, ne riduceva all'asciutto. In così strani tragitti io rideva smascellatamente; rideva anch'essa la mia compagna, ma quel suo ridere risolvevasi in un sospiro.<ref>Da ''Un viaggio piovoso'', in Antonio Corbellini (a cura di), ''Non ti scordar di me. Strenna per capo d'anno ovvero pei giorni onomastici'', Vallardi, Milano, 1836, [https://books.google.it/books?id=qNVaAAAAcAAJ&pg=PA53 pp. 53]-54.</ref> *Le [[ricchezza|ricchezze]] sono buoni servidori, ma cattivi padroni.<ref name="senso">Da ''Buon senso e buon cuore: conferenze popolari'', Giacomo Agnelli, Milano, 1870.</ref> *{{NDR|Su [[Giosafatte Biagioli]]}} Natogli un figliuolo a Parigi, lo presentò al battesimo col nome di Dante. Avvertendogli il prete che non v'era un santo di questo nome, esclamò: «Non so se vi sia un santo Dante, so che vi è un dio Dante».<ref>Da ''Monti e l'età che fu sua'', p. 126, nota.</ref> *Ogni potere minacciato diviene violento.<ref name="macello" /> *Quanto meno bisogni avete, più siete liberi.<ref name="galantuomo" /> *Se [[misantropia]] è quella che fa, non odiare gli uomini, ma negligerli, fin a quel punto che è neces­sario per non odiarli, me ne sento la mia dose.<ref>Da ''La fanciullezza'', in ''Romanzo autobiografico'', a cura di Adriano Bozzoli, Ricciardi, Milano-Napoli, 1969, p. 635.</ref> *Spendi sempre un soldo meno di quel che guadagni.<ref name="senso" /> *Tra le migliaja di giornali che nacquero e morirono, la Lombardia conservò speciale memoria di due, brevissimi di vita: il ''[[Il Caffè (Verri)|Caffè]]'' e il ''Conciliatore''.<ref>Da ''Il Conciliatore e i carbonari'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1878, [https://archive.org/details/ilconciliatoreei00cantuoft/page/2 cap. 1, p. 2].</ref> ==''Attenzione!''== *Eccellente modo di fare il [[bene e male|bene]] è la ferma risoluzione di combattere il [[bene e male|male]]. *Fare il proprio [[dovere]] val meglio dell'[[eroismo]]. *Il [[denaro]] consacrato alla [[beneficenza]] non ha merito se non rappresenta un sacrifizio, una privazione. *L'autorità non ragionevole è tirannia. *L'[[ignoranza|ignorante]] è non solo zavorra, ma pericolo della nave sociale. *L'opposto della [[verità e bugia|menzogna]] non è la [[verità e bugia|verità]]. *La [[carità]] è il solo tesoro che si aumenta col dividerlo. *La [[democrazia]] fondata sull'eguaglianza assoluta è la più assoluta tirannide. *La [[lode]] dei figli e principalmente delle figliuole ricade sulla madre. *La [[maldicenza]] rende peggiore chi la usa, chi la ascolta, e talora anche chi n'è l'oggetto.<ref>{{Cfr}} [[Alessandro Manzoni]], ''Osservazioni sulla morale cattolica'': «La maldicenza rende peggiore chi parla e chi ascolta, e per lo più anche chi n'è l'oggetto».</ref> *La peggior [[prodigalità]] è quella del [[tempo]]. *Le più grandi [[verità]] sono generalmente le più semplici. *Il peggio [[mestiere]] è quello di [[disoccupazione|non averne alcuno]]. (XIX) *Peste della patria è il [[giornalismo]] che accetta le notizie senza vagliarle, quando pur non le inventa. ==''Il Carlambrogio di Montevecchia''== *Chi non sa, è schiavo di chi sa. *Il [[buon senso]] è come un cannocchiale che fa vedere da lontano il male e il bene. *Molti si rovinano colla scelta sconsiderata degli amici e dei compagni. Non fate lega se non con quelli che vanno per la strada del bene. Gli altri vi pervertirebbero coi discorsi e cogli esempi; appassirebbero in voi il dilicato fiore dell'innocenza che sparge soave profumo sulla giovinezza. *Nella [[pazienza]] tutto va a puro guadagno. Il male sopportato con ragionevolezza e calma è già diminuito della metà, mentre l'impazienza raddoppia tutti i pesi, infistolisce tutte le piaghe. ==''Storia della letteratura italiana''== ===[[Incipit]]=== Anche nel maggior fondo del medioevo le scienze e le lettere non perirono in Italia; anzi qui può dirsi conservato quanto sopraviveva della antica coltura. Appena lo strepito delle armi si tacque, e i prelati e i Comuni prevalsero all'oppressione feudale, si apersero scuole per educare non i giovanetti, ma gente matura che andava a perfezionarvisi quando la scarsezza de' libri rendeva troppo difficile lo studio privato. A quelle Università venivano chiamati a gara coloro che più valessero in una scienza, e v'attiravano studenti, che formavano il disturbo e il prosperamento delle città. Primeggiava in Italia quella di Bologna per le leggi, la quale [[Papa Innocenzo VI|Innocenzo VI]] concesse poi anche la cattedra di teologia; altre a [[Roma]], a [[Piacenza]], a [[Pavia]], a [[Siena]], a [[Lucca]], a [[Perugia]], a [[Padova]], a [[Napoli]], a [[Salerno]] fin a [[Treviso]], e accidentalmente in altri luoghi. Presto cercaronsi i libri, che erano principalmente ricopiati ne' monasteri, e pagati a caro prezzo, non solo per la fatica del trascriverli, ma per le miniature di cui venivano ornati. Scriveansi su pergamena, il che contribuiva a renderli costosi; poi s'inventò la carta di cotone, e in fine quella di cenci di lino. ===Citazioni=== *Alla [[storia]] bastano i pochi eletti fra i tanti chiamati, come in una battaglia si tien conto de' generali e di quei pochi che si segnalarono, non della turba gregaria; vi sarà anzi chi creda doversi citare non coloro che s'hanno a leggere, ma coloro che s'hanno a studiare. (in prefazione p. IX) *In [[Italia]] la [[letteratura]] ebbe sempre grandissima importanza, e l'arte e il sentimento del bello furono gli stromenti della sua rinascenza, come della inglese la morale seria e positiva, della francese lo spirito e la ragione. (in prefazione p. X) *L'[[arte]] è espressione di verità generali in una lingua comune alla nazione e insiem particolare all'autore; e [[verità]] chiamiamo ciò che è, o ciò che dovrebb'essere. Dicano pure che la [[verità]] è oggetto della scienza, mentre l'arte attende alla [[bellezza]]; noi della bellezza crediamo materia la verità morale. (in prefazione p. X) *L'affettazione nello [[scrivere]] equivale all'ipocrisia nell'operare; la declamazione è il linguaggio delle idee e de' sentimenti falsi; né colla candida parola potrebbero accoppiarsi il magistrale ostentamento di concetti futili, la grande boria de' piccoli spiriti; il ghigno sistematico, l'epidemia di imprecazioni e d'ammirazioni arcadiche, le generalità ambiziose e inani, le idiote adulazioni a un pubblico stravagante, agl'ignoranti pretensivi, ai vili implacabili; le minacciose vanterie di eroiche paure. (in prefazione p. XII) *Una [[lingua]] si altera o nell'interna struttura delle parole, o nell'integrità delle sue forme grammaticali. Le parole antiquandosi tendono a surrogare alle consonanti gagliarde e dure le deboli e dolci, alle vocali sonore le sorde dapprima, poi le mute; i suoni pieni s'estinguono poc'a poco e si perdono, le finali dispajono, le parole si contraggono; in conseguenza le lingue divengono meno melodiose; voci che lusingavano e riempivano l'orecchio, non offrono più che un senso mnemonico e quasi una cifra. Né basta. Il cambiamento, oltre snaturar le voci, estendesi alle forme grammaticali, che sono l'anima delle lingue, di cui le parole non sono che il corpo. (p. 3) *Uno de' più nobili ed opportuni esercizj della penna è sempre la [[storia]]. (p. 79) *Ad accelerare ed assicurare i progressi dello spirito umano valse un'invenzione suprema di questo tempo, la [[stampa]]. (p. 100) ==''Biografie per corredo alla Storia universale''== ===[[Incipit]]=== Come nell'uomo l'età della ragione è preceduta da quella della fantasia, così alla storia di tutti i popoli precedono quei che si chiamano tempi eroici. L'uomo allora è tuttavia in immediata relazione colla divinità; la mitologia e le credenze religiose formano parte degli avvenimenti; invece dell'esistenza storica e dello sviluppo dei popoli, non compaiono che le azioni di alcuni grandi. Son favolosi, eppure meritano studio, perché già da que' portenti trapela l'indole futura del popolo.<br />Tenebrosi affatto vanno quei secoli fra i popoli più antichi e scomparsi; e il rintracciarvi qualche lume è più difficile perché nelle immigrazioni succedentisi, ogni nuovo popolo vi portava tradizioni, che mesceansi a segno, da toglier ogni modo di verificarle; la qual confusione mostrasi estrema nella mitologia romana, se si ponga al confronto anrhe soltanto della greca. ===Citazioni=== *È carattere comune agli uomini di genio il rappresentare quasi pienamente quel che il loro secolo porta di distintivo. La storia d'un popolo in certo qual modo si epiloga in quella del suo fondatore, il quale senza saperlo, posa il principio per cui quel popolo sussiste; e che i successori di esso non hanno che a comprendere e a sviluppare; per modo che se quel popolo se ne scosta, perisce. (in ''Proemio'', p. 9) *Nell'esporne la vita non basta descrivere e coordinare, ma bisogna ravvisare il posto che occupano, non nella storia d'un paese, ma nella storia dell'umanità, ma nei disegni della providenza, di cui sono grandi agenti nel governo del mondo. (in ''Proemio'', p. 10) *Degl'[[India|Indiani]] abbiam ricchissime arti, immensi poemi, ma storia no. L'idea della divinità connettesi talmente a quella dell'umanità, anzi dell'intera natura, che pare impossibile scrivere la storia, cioè sceverar le ragioni umane dalle divine. Wilfort adoprò caldamente per coordinare colle storie nostre alcuni nomi e tempi dei Purana, ma non giunse che a mostrarne l'incertezza: i punditi o dottori indiani pretesero avere estratta dai poemi la serie dei re, ma son nomi senza particolarità, o con assurde e discordanti. (p. 12) *Nella [[Cina|China]] manca la poesia, e non rimane che la storia positiva, senza tempi eroici. In paese dove l'imperatore è ogni cosa, è sovrano del cielo materiale, tipo stereotipo per tutti i tempi, non poteano darsi età eroiche, non altri eroi da esso in fuori; e la più antica mitologia comincia da un re che decreta il censimento, la misura dei terreni, lo scavo di canali, il catalogo delle stelle. (p. 13) *La storia de' popoli dell'[[Asia]] media comincia appena appena a stenebrarsi; quella dei [[Tibet|Tibetani]] non va più indietro del VII secolo; del XII quella dei Mongoli; la storia delle più importanti nazioni turche s'innestò su quella degli Arabi, e prese la tinta del corano. Il primo eroe storico de' Tibetani, re [[Songtsen Gampo|Strongdsan Gambo]], che propagò nel suo regno il [[buddismo]], è ritenuto emanazione della divinità buddista, non meno che i suoi successori. Anche fra i [[Mongolia|Mongoli]], [[Gengis Khan|Gengis-kan]] passa per figlio di Cormusda (Hormus?), signore del mondo materiale; ma Tibetani e Mongoli hanno antichi canti eroici, fra cui merita attenzione quello che parla in particolare del tibetano Gesser-kan, figliolo anch'egli di Cormusda, e rammentato pure negli annali chinesi. (p. 14) *Nelle prime tradizioni dell'[[Asia]] media scorgi la natura de' paesi i più esposti alle rivoluzioni; ed oggi ancora, come su que' primordi, la Persia e l'India sono preda del primo avventuriero che osi stendervi la mano. (p. 14) *Anche dopo tante scoperte, la storia di Mose rimane la prima d'età, e quella che contiene le nozioni più antiche ed autentiche sulla prima civiltà del mondo. In essa vediamo i potenti cacciatori dell'Assiria diventare conquistatori e re; i pastori della Caldea che studiano il cielo, e divengono astrologi e sacerdoti; i Fenici che s'avventurano al mare; i Cananei che vanno in carovane trafficando; insomma in qual modo un fondo di natura e di cognizioni comuni fosse modificato dalle circostanze locali, in maniera di costituire le differenti società. (p. 15) *Perché un branco di schiavi risalisse alla dignità di popolo, [[Mosè]] dovea insegnargli un passato, costituirne il presente, preparargli l'avvenire : e poiché senza storia non v'è popolo, il gran legislatore espose al suo le proprie origini. (p. 18) *Origini d'un popolo son quelle stesse del mondo, e [[Mosè]] le raccontò in undici brevi capitoli. Tutte le genti pretendono essere le più antiche; ma quando vengono a spiegarci i primitivi loro tempi, li riempiono di cicli astronomici e di mitologici avvenimenti. Mosè no. L'onnipotente e libera volontà di un Dio crea istantaneamente la materia; dappoi successivamente le dà ordine, e vita; e dopò i pesci e i rettili e i volatili e i quadrupedi, ultimo produce l'uomo, del quale sono annoverate le famiglie fino a quell'[[Abramo]] che è stipite della gente ebrea. (p. 18) *[[Mosè]] pregò da [[Dio]]: «Fammi passare sotto gli occhi quanto v'ha di buono; fatti conoscere a me; mostrami i tuoi sentieri»: e dalla verità de' dogmi dedusse la santità della morale. (p. 24) * Solo i [[Viltà|vili]] considerano nimicizia il dissenso; essi incapaci della verità, e perciò esecranti chiunque la dice. Io dunque non ho bisogno di scusa con [[Cesare Balbo]] su questo punto, uno de' pochi ch'io dissento da Lui. (p. 274) *[[Voltaire]], il quale, più della verità, cercava il paradossale e il nuovo, nel suo ''Discorso sulla poesia epica'' lodò gli ''Araucana'' di don [[Alonso de Ercilla]] come l'epopea della [[Spagna]]; non altrimenti che epopea dell'[[Italia]] pose la ''Gerusalemme liberata''. Incapace egli per indole e abitudine d'intendere il sublime, il semplice, il puro; angusto per pregiudizio di scuola e per culto della forma, badando alla distribuzione anziché al fondo, pretendeva restringere ogni poema nel preconizzato modello di [[Virgilio]]. Ma [[poema]] d'una nazione è quello dove trovansi ritratte la vita, la credenza, le cognizioni di essa in un dato tempo, e massime di que' tempi primitivi, dove la mistura eterogenea non alterò, né l'incivilimento spianò ancora le forme, che perpetuamente costituiranno il carattere di essa. (p. 310) *Buon politico e ignorante teologo, [[Costantino I|Costantino]] credette l'[[arianesimo]] niente più che una differenza esteriore, laonde comandò il silenzio: agli uni disse ''Avete fatto male a tirar in campo una questione irresolubile''; agli altri ''Avete fatto male col pretendere di risolverla; sono punti speculativi da lasciar da banda; non molestatevi l'un l'altro, ma vivete in armonia''. (p. 489) *{{NDR|[[Antonio abate]]}} L'opinione manifesta dell<nowiki>'</nowiki>''uomo di Dio'' valeva sulle moltitudini ancor più che gli argomenti dei dottori. E sempre umile, rispettoso ai sacerdoti, sereno come chi non è turbato da passione, coll'acume suppliva alla mancanza di educazione scientifica, e diceva che non l'alfabeto inventò la ragione, ma questa quello; e ad un filosofo che si maravigliava come potesse fare senza libri, rispose: ''Mio libro è la natura''. (p. 502) *Gli [[Arianesimo|Ariani]], fatti più baldi, più non mascherarono le loro intenzioni; e se prima simulavano una credenza, dissenziente solo in formole, tornarono affatto alle idee di [[Ario]], e nel concilio di [[Sirmio]], presente [[Costanzo II|Costanzo]], pubblicarono una formola di preciso [[arianesimo]]: il Padre esser maggiore del Figliolo in onore, in grado, in maestà; e proclamarono per bocca di [[Eunomio]], il principio dell'autorità esclusiva della santa Scrittura in opposizione colla tradizione dei Padri. (p. 507) *Negli scritti d'[[Atanasio di Alessandria|Atanasio]] non può cercarsi né grand'eloquenza, giacché scopo suo era di vincere, non di piacere; né una compiuta esposizione della fede, od un'artistica confutazione delle eresie; ma qualunque punto del dogma cristiano, egli lo ravvisa ne' rapporti coll'essenza del cristianesimo. (p. 508) *{{NDR|[[Atanasio di Alessandria]]}} Se, come i prudenti lo consigliavano forse, per amor di pace egli avesse ceduto, o per timore si fosse ritirato, la Chiesa non sarebbe no soccombuta, ma a lungo sarebbero gli [[Arianesimo|Ariani]] rimasti trionfanti. (p. 511) *Pei due golfi Arabico e Persico; pei due deserti, il paese l'israelitico dal lato di Suez, e l'arabico verso l'Eufrate, è l'[[Arabia]] da terra e mare sì isolata, che i suoi geografi opportunamente la nominano isola degli Arabi. Un viaggiatore ne fa il giro in tre mesi, o cento giorni. (p. 516) *Da antichissimo passava per l'[[Arabia]] il commercio [[India|Indiano]], [[Egitto|egizio]], [[Siria|siriaco]] e [[Iran|persiano]]. Nella parte meridionale approdavano le flotte indiane e persiane nei porti di [[Qatif|Katif]] e Gafr, e in quelli di [[Aden]] e di [[Moka|Mocca]], questa celebre ne' tempi più recenti pel suo caffé, quella ne' più remoti per la pesca delle perle. A Gidde facevano capo le carovane delle merci e de' pellegrini d'[[Africa]]; verso la [[Siria]] il deposito principale delle mercanzie era Dumetol-cendel, donde quelle andavano a [[Bassora]], a Corrasch, a [[Damasco]], a Tadmor. Madianiti e Edomiti erano i mediatori del commercio tra i Fenici e l'Egitto; le piazze principali degli Edomiti erano Aila -sull'estremità del golfo Arabico, ed [[Ezion -Gaber|Ezion -Geber]] situata s'un'isola vicina. Sul mercato di Mescar tutte le merci erano in prima esaminate per evitar le frodi; in quello di Iemana poi lavansi a vendere soltanto stuoie e pietre. D'una mezza dozzina d'altre fiere che tenevansi annualmente in giorni determinati, le più rinomate son quelle di [[San'a|Sanaa]] capitale dell'[[Iemen]], e di [[Okas Okkuf]], nobilitata nella storia dalle gare de' poeti e da' giudizi pronunciatine dalle tribù. (p. 521) *Rapace, bugiardo e fraudolento nel commercio, ma prode e generoso, mite e riconoscente, e innanzi tutto ospitale e fedele alla parola anche se data ad un nemico, sobrio e continente, compagnone, spiritoso, faceto, eloquente, poetico, caldo del suo onore, e particolarmente di quello dell'harem, ha anche oggidì il Beduino i pregi e i difetti de' suoi maggiori al tempo di [[Maometto]]; lava l'oltraggio nel sangue, e ne ha sete per vendicare quel d'un parente versato dal nemico; ''Il fuoco, il fuoco, ma non l'obbrobrio; la vendetta, la vendetta, ma non l'ignominia'' é anche oggidì il grido di guerra del Beduino, combattente per l'onor suo e delle sue donne; ciò non pertanto egli é ancor più ospitale che sanguinario, più generoso che implacabile. (p. 523) *A chi non è noto [[Harun al-Rashid|Aron al-Rascid]], se non altro per le ''Mille ed una notte'', come il sovrano de' credenti, lo sposo della sua parente Zobeide, il contemporaneo d'[[Irene di Bisanzio|Irene]] e di [[Carlo Magno]], lo splendido e potente califfo, il tirannico sterminatore della casa di Barmek? La soverchiante copia delle cose conosciute e ricantate ne dispensa da un circonstanziato racconto, non però da una breve memoria di esse; e ne mette di rimpatto in dovere di adoperare con tanto maggiore accuratezza nel dar luce a poco note, e nuove. (p. 695) ==''Storia degli Italiani''== ===[[Incipit]]=== La penisola italica, estesa su trentatre milioni di ettare fra il 24º e il 36º meridiano, e fra il 35º e il 47º parallelo, è chiusa a settentrione e ponente dalla giogaja delle Alpi, che col titolo di Marittime, Cozie, Graje, Pennine, Leponzie, Retiche, Carniche, Giulie, disegnano un semicerchio di 1562 chilometri dal Varo, confine di Francia, sin al golfo del Quarnero al lembo della Dalmazia. Centinaja di valli solcano que' monti, alcune leggermente, altre estesamente profonde, come la Valtellina, la Leventina, quelle del Piave e d'Aosta; e riescono in un ampio anfiteatro, che forma la parte continentale dell'Italia. ===Citazioni=== *[[Fulvia (moglie di Marco Antonio)|Fulvia]], nata da quel Flacco che deturpò la causa dei Gracchi, non vuole amori volgari, ma comandare a chi comanda: sposa Clodio, deforme, ma prepotente e facinoroso, e che la piglia per le sue ricchezze: lui assassinato, maritasi in Curione, fastoso dissolutissimo e perpetuo sommovitore della pubblica quiete: morto anche questo, diviene di Antonio, e si fa consigliera e ministra delle costui crudeltà; assiste al supplizio di trecento uffiziali ch'egli fa scannare nella sua tenda; {{sic|sevisce}} contro il teschio di Cicerone; lei presente, in casa di Gemello, uomo tribunizio, si dà una cena a Metello console ed ai tribuni, ove si gavazza tra nefandità da lupanare, e si prostituisce {{sic|il}} nobile giovinetto Saturnino. (Vol. II, cap. XXVIII, p. 268) *{{NDR|La vicenda biografia di [[Macalda di Scaletta|Macalda Scaletta]]}} Della vita di que' baroni ci è saggio la storia di [[Macalda di Scaletta]]. Vedova di un [[w:Guglielmo d'Amico|Guglielmo d'Amico]], esigliato al tempo degli Svevi, era andata profuga in abito di frate Minore, stette a [[Napoli]], a [[Messina]], e da [[Carlo d'Angiò]] ricuperò i beni confiscati al marito. Sposatasi ad [[w:Alaimo di Lentini|Alaimo di Lentini]], uno de' più fervorosi nel [[w:Vespri siciliani|Vespro]], tradì i Francesi che a lei, come beneficata da Carlo, rifuggiavano in [[Catania]], della qual città suo marito fu fatto governatore. Quand'egli andò alla guerra di Messina, essa ne tenne le veci; e sui quarant'anni, pure ancor bella, generosa net donare, vestiva piastre e maglie; e con una mazza d'argento alla mano, emulava i cavalieri ne' cimenti guerreschi. Di sua onestà chi bene disse, chi ogni male. Aspirò agli amori di [[w:Pietro III d'Aragona|re Pietro]], lo accompagnò, gli chiese ricovero; ma egli non volle comprenderla, di che essa pensò vendicarsi.<br/> Alaimo fu poi fatto maestro giustiziere, e valse a reprimere i molti che reluttavano alla nuova dominazione, e acquistò tal reputazione che eccitò la gelosia dell'infante [[w:Giacomo II d'Aragona|don Giacomo]]. La crescevano i superbi portamenti di Macalda, la quale tenevasi alta fin con [[w:Costanza di Hohenstaufen|Costanza]], e non volea dirle regina, ma solo madre di don Giacomo; se compariva alla Corte, era per isfoggiare abiti e gioie. Contro ogni decenza, volle in un convento passar la gravidanza e il parto, sol per godere l'amenità del luogo : Costanza fu a visitarla, e n'ebbe accoglienze sgarbate; offri di levar al battesimo il neonato, e Macalda rispose non voler esporlo a quel bagno freddo, poi tre giorni appresso vel fece tenere da popolani. Costanza, mal in salute, si fece portare in lettiga da Palermo al [[w:duomo di Monreale|duomo di Monreale]]; e Macalda essa pure, per le strade della città e fin a [[w:Nicosia|Nicosia]] in lettiga coperta di scarlatto, di che fu un gran mormorare. Re Giacomo viaggiava con trenta cavalli di scorta; e Macalda con trecento, e volea far da [[w:Giustiziere (funzionario)|giustiziere]], e apponeva a re Pietro di avere mal compensato coloro, che del resto l'aveano domandato compagno e non re.<br/> Alaimo condiscendeva alla moglie, e dicono le giurasse non dar mai consigli a danno de' Francesi, anzi procurarle il ritorno in Sicilia. Se il facesse noi sappiamo; certo i re aragonesi gli si avversarono, fors'anche per la solita ingratitudine a chi più beneficò. Giacomo finge spedire Alaimo in gran diligenza a suo padre in Catalogna per sollecitarne ajuti : Alaimo va, è accolto con ogni maniera di cortesia; ma appena egli partì, la plebe di Messina, sollecitata dal [[Ruggiero di Lauria|Loria]], lo grida traditore, affollasi alla sua casa ad ammazzare i Francesi prigionieri di guerra che vi tenea, e così quelli che stavano nelle carceri e che egli aveva salvati. Macalda accorse per sostenere i suoi fautori, ma vide il marito dichiarato fellone e confiscatigli i beni, Matteo Scaletta fratello di lei, decapitato; ella stessa chiusa in un castello, forse vi lini la vita. Alaimo, dopo alquanti anni, fu rimandato verso la Sicilia, e come fu in vista della patria isola, buttato in mare. (Vol. IV, cap. CII, p. 177) ==''Della indipendenza italiana''== *Il canonico Rosario Gregorio di Palermo (1753-1809) nelle ''Considerazioni sulla storia della Sicilia'' si valse insignemente dei documenti latini ed arabi per delineare il diritto pubblico di quel regno, che ebbe sempre parte così notevole nelle italiche vicende. Nella dedica al viceré principe di Caramanico loda questo e il re d'aver promosso gli studj della botanica e dell'astronomia, e insieme quelli che riguardano le forme e le origini del vivere civile, ergendo una cattedra, alla quale esso Gregorio fu destinato, oltre al titolo di storiografo regio. (Vol. I, cap. XVII, p. 590) ==''Italiani illustri''== *Avvertito dalla romba plebea, il [[Giuseppe Prina|Prina]], che non erasi mai preso paura del buon popolo meneghino, s'asconde: e subito il palazzo suo va a ruba e guasto. Egli stesso, scoperto, denudato, battuto, ferito, {{sic|gittato}} dalla finestra, fu afferrato dalla ciurma imbestialita, trascinato per la città colpendolo di parole e di punte quei che l'incontravano ({{sic|piovicchiava}}, e le puntate erano d'ombrelli di seta), gridandogli: − Questa è la carta bollata – Quest'è il dazio consumo – Tò il registro – Eccoti il macinato. Lo trafugano in una bottega, ma i casigliani lo respingono per paura della plebe: come per paura i generali e la guardia civica lasciano fare: appena a un sacerdote è permesso {{sic|accostarsegli}} e benedirlo; dopo quattro ore di ferini {{sic|strazj}} il misero spira, ed è lungamente ancora trascinato il suo cadavere; indi da due popolani trasportato nella vicina chiesa di San Tommaso, e registrato oscuramente fra i morti. (volume II, pp. 558-559) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Gli eretici d'Italia''=== L'uomo era stato creato di retta intelligenza, e favorito di superne comunicazioni, ma libero e però capace di errare<ref>''Hoc inveni quod fecerit Deus hominem rectum; et ipse se infinitis miscuerit quæstionibus''. Eccles. VII, 30. ''Deus constituit ab initio hominem, et reliquit illum in manu consilii sui... Ante hominem vita et mors, bonum et malum, quod placuerit ei dabitur''. Eccli. XV, 14-18. </ref>. In fatto, mutando la coscienza del somigliar a Dio colla pretensione d'esser identico ad esso, peccò di superbia e disobbedienza; e il reato di quella colpa, trasmesso per generazione dal primo stipite a tutta la sua discendenza, quasi al modo che ne' rami e ne' frutti della pianta trapassa il guasto della radice, costituisce il più profondo mistero, non accettando il quale si moltiplicherebbero altri misteri. ===''Il Sacro Macello di Valtellina''=== Intendo raccontare i turbamenti della Valtellina nel secolo XVII, abbaruffata religiosa che, come spesso, copriva una quistione di nazionalità, mista di eccessi dei popoli e di viluppi d'una politica ambidestra, fecondi di atroci successi, e dove andarono in un fascio le umane cose e le divine. Né forse è privo d'opportunità questo episodio in tempi di sette caldeggianti d'operoso contrasto fra le opinioni e la forza, di lotta fra la sublime ambizione di non sottomettersi che alla ragione pura, e il folle orgoglio di arrogare tutti i diritti di questa alla ragione individuale. ===''Margherita Pusterla: racconto storico''=== Entrando il marzo del 1340, i Gonzaga signori di Mantova avevano aperta una corte bandita nella loro città, con tavole disposte a chiunque venisse, con musici, saltambanchi, buffoni, fontane che sprizzavano vino, tutta insomma la pompa colla quale i tirannelli, surrogatisi ai liberi governi in Lombardia, procuravano di stordire i generosi, allettare i vani, ed abbagliare la plebe, sempre ingorda dietro a queste luccicanti apparenze. ==Citazioni su Cesare Cantù== *Come scrittore di Storie il Cantù ha due requisiti: il senno storico nel giudicare, la fantasia storica nel rappresentare. Egli afferra il vero spirito di un'epoca, lo deduce dai fatti particolari e lo esprime in una forma rettamente pensata e spesso arguta; non inventa il passato, ma lo cerca con paziente studio e lo spiega quale lo concepisce; bellamente giunge l'evidenza del vero, ma talvolta non riesce preciso, determinato, compiuto, ché anzi lascia sempre qualcosa ad aspettare; nei suoi giudizi è severo, onde ben si appose chi disse che il Cantù ammira e discute, ma non è mai l'idolatra del suo eroe. ([[Giuseppe Pitrè]]) *Il Cantù porta nella Storia il malessere proprio, il malessere cattolico e il malessere italiano. ([[Nicola Marselli]]) *Uno degli scrittori, la cui opera è stata più efficace nel dare agli studi storici il loro vero e luminoso indirizzo, è certamente Cesare Cantù, principe degli storici lombardi, fra i primi in Italia, ed uno degli ingegni più sintetici del secolo nostro. ([[Isidoro Carini]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Cesare Cantù, ''[https://www.gutenberg.org/files/47276/47276-h/47276-h.htm Gli eretici d'Italia]'', Unione Tipografico-Editrice, 1865. *Cesare Cantù, ''[http://www.gutenberg.org/etext/6887 Il Sacro Macello Di Valtellina]'', Project Gutenberg. *Cesare Cantù, ''[http://www.liberliber.it/libri/c/cantu/index.htm Il Sacro Macello di Valtellina]'', Alpinia editrice, 1999, ristampa non anastatica dell'edizione Sonzogno 1885. ISBN 8887584079 *Cesare Cantù, ''[http://www.gutenberg.org/etext/19039 Margherita Pusterla, racconto storico]'', Project Gutenberg. *Cesare Cantù, ''[http://www.liberliber.it/libri/c/cantu/index.htm Margherita Pusterla: racconto storico]'', Libreria di educazione e d'istruzione di Paolo Carrara, Milano, [1887?]. *Cesare Cantù, ''[https://www.gutenberg.org/files/49337/49337-h/49337-h.htm Storia degli Italiani]'', Unione Tipografico-Editrice, 1874. *Cesare Cantù, ''Storia della letteratura italiana'', Felice Le Monnier, Firenze 1865. *Cesare Cantù, ''[http://books.google.it/books?id=5K0WAAAAQAAJ&source=gbs_navlinks_s Biografie per corredo alla Storia universale, Volume I]'', Giuseppe Pompa Editori, Torino 1845. *Cesare Cantù, ''[http://www.archive.org/details/montieletchefu00cantuoft Monti e l'età che fu sua]'', F.lli Treves, Milano, 1879. *Cesare Cantù, ''Grande illustrazione del Lombardo-Veneto'', vol III, ed. Corona e Caimi, Milano, 1858. *Cesare Cantù, ''[https://archive.org/details/italianiillustr00cantgoog Italiani illustri {{small|ritratti da Cesare Cantù}}]'', volume II, Libreria Brigola, Milano, 1873. ==Voci correlate== *[[Ignazio Cantù]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cantù, Cesare}} [[Categoria:Aforisti italiani]] [[Categoria:Letterati italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] sf6zr8qm4yb6yeif0b3d9r1oxf930j4 Template:SelezioneNuove 10 4465 1425905 1425884 2026-09-07T14:59:52Z Gaux 18878 Camillo Laderchi 1425905 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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Ma tutto il resto ormai rema contro quello che nella mia generazione e nella tua secondo me è molto diverso, che so, da quello dei nostri nonni: un'immensa, divorante, lancinante fame di piacere, e un vero senso di privazione quando non lo provi. Io non credo che lo farei, però credo che mi organizzerei in modo da avere intorno un sacco di amici che mi impediscano di farlo. <ref name="Minnesota Daily"/> *{{NDR|Riferito alla nascita della struttura di un libro}} E tantissimo è viscerale e «questo sa di vero / questo non sa di vero; questo ha il sapore giusto / questo no», ed è solo quando arrivi più o meno a metà libro che secondo me cominci a vedere emergere il barlume di una struttura. Poi, certo, il grande incubo è che la struttura la vedi solo tu tu mentre per gli altri è un gran casino. <ref name="bookworm"> Dall'intervista dell'11/04/96 a [https://www.kcrw.com/news-culture/shows/bookworm/david-foster-wallace-infinite-jest Bookworm]. L'intervista integrale tradotta è stata pubblicata da Einaudi in aggiunta ai dodici saggi di [[w:en:Both Flesh and Not|''Both flash and not'']] in [https://www.ibs.it/di-carne-di-nulla-libro-david-foster-wallace/e/9788806214791?gclid=EAIaIQobChMIku704siX3AIVxlQYCh2rnAlvEAAYAyAAEgL0ZfD_BwE ''Di carne e di nulla'']. </ref> *''Infinite Jest'' è stato immaginato come un libro triste. Non so come sia per voi e i vostri amici, ma so che la maggior parte degli amici miei è molto infelice.<ref>Citato in [[Fernanda Pivano]], ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2008/settembre/15/Foster_Wallace_addio_mago_della_co_9_080915066.shtml Foster Wallace : addio al mago della giovane prosa]'', ''Corriere della Sera'', 15 settembre 2008.</ref> *Insomma... come lavorare sodo quanto basta e investire quanto basta di te stesso per ottenere davvero dei risultati e allo stesso tempo preservare il genere di integrità che ti permette di avere un io diverso da ciò che ottieni. <ref name="bookworm"/> *L'arte seria dovrebbe farci affrontare cose che sono difficili dentro di noi e nel mondo. E il pericolo è che se ci esercitiamo ad affrontare sempre meno e a provare sempre più piacere, la daremo vinta alle cose commerciali. <ref name="Minnesota Daily"/> *{{NDR|Riferito alle difficoltà incontrate nello scrivere [[w:Infinite Jest|''Infinite Jest'']]}} Non sembrava una difficoltà fine a sé stessa; sembrava una difficoltà enorme spesa perché era necessario dire qualcosa di importante su quanto sia diventato difficile essere umani, e che non ci fossero altri modi per dirlo. <ref name="bookworm"/> *Non ti conosco bene, e non so come sono fatti i tuoi amici. Ma a me sembra che questa sia una generazione più triste, e più affamata. E la cosa che mi fa paura è che, quando arriveremo noi al potere, quando saremo noi quelli di quarantacinque, cinquant'anni, non ci sarà nessuno... nessuno più anziano... non ci saranno persone più anziane di noi che si ricorderanno la Grande Depressione, o la guerra, persone che hanno alle spalle sacrifici considerevoli. E non ci sarà nessun limite ai nostri, come dire, appetiti. E anche alla nostra smania di sperperare le cose. (da ''Come diventare se stessi'') *Per me la realtà attualmente è frammentata, o almeno questo è quello che sto vivendo. La difficoltà nello scrivere della realtà è che il testo è molto lineare e unificato. Io cerco sempre un modo per fratturare il testo, in modi che non sono completamente disorientati: si può prendere le righe e metterle in ordine diverso e questa sarebbe una bella frattura, ma nessuno leggerebbe, no? Perciò ci deve essere qualche interazione tra quanto è difficile e quanto è seducente per il lettore, così il lettore sarà disposto a farlo. Le note, per me, sono un buon compromesso. :''It seems to me that reality's fractured right now, at least the reality that I live in. And the difficulty about writing one of those writing about that reality, is that text is very linear and it's very unified. I, anyway, am constantly on the lookout for ways to fracture the text that aren't totally disoriented. I mean, you can, you know, you can take the lines and jumble them up and that's nicely fractured, but nobody nobody's going to read it, right? So you've got, here's got to be some interplay between how difficult you make it for the reader and how seductive it is for the reader so the reader's willing to do it. The end notes were, for me, a useful compromise.''<ref name=CharlieRose>{{en}} Dall'intervista di Charlie Rose in occasione dell'uscita del libro ''Una cosa divertente che non farò mai più'', 27 marzo 1997. Intervista completa in lingua originale disponibile su ''[https://charlierose.com/videos/23311 CharlieRose.com]''. Versione sottotitolata disponibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=9lVHhliP5s4 YouTube.com]''.</ref> *Qualcuno magari vuole avere veramente successo come contabile e magari essere socio di un'impresa di contabilità. Arrivano i cinquant'anni e cade in depressione: "l'anello di ottone" a cui aveva puntato non ha messo le cose a posto. Quindi è per questo che mi vergogno a parlare di ciò {{NDR|riferito alla sua vita personale}}: non è molto interessante ed è molto comune. Quello che è veramente interessante è che c'è una parte di me che vuole attenzione e rispetto, ma è una mezza verità, alla fine per me questo non fa molta differenza, e l'ho imparato a vent'anni, non cambia nulla. Al di là della ragione per cui ti prestano attenzione, non è mai il motivo per cui è importante per te stesso. In ogni caso molti dei miei problemi di adesso riguardano il fatto che non ho un anello da raggiungere e spero in un suggerimento. [...] Le persone che ora mi interessano sono le persone che sono cresciute, che hanno una specie di crisi dei mezza età e tendono a diventare strane, perché il normale incentivo per alzarsi dal letto la mattina non vale più molto. Non ho ancora trovato nessuna motivazione soddisfacente però non sono ancora pronto a buttarmi giù da un edificio o cose del genere. :''Somebody who wants to be a really successful cost accountant, right and be a partner of his accounting firm and achieves that at 50 and goes into something like a depression. "The brass ring I've been chasing does not make everything okay". So that's why I'm embarrassed to talk about it. It's just not particularly interesting. It's – what it is, is very, very average. I, this is what's very interesting is I,there's part of me that wants to get attention and respect. It doesn't really make very much difference to me because I learned in my 20s that it just doesn't change anything and that whatever you get paid attention for is never the stuff that you think is important about yourself anyway. So a lot of my problem right now is that I don't really have a brass ring and I'm kind of open to suggestions.'' [...] ''the people who most interest me now are the people, are people who are older and who have sort of been through a mid-life crisis. They tend to get weird because the normal incentives for getting out of bed don't tend to apply anymore. I have not found any satisfactory new ones, but I'm also not getting ready to, you know, jump off a building or anything.''<ref name=CharlieRose/> *{{NDR|Alla domanda su come abbia intenzione di trascorrere l'anno sabbatico}} Se le esperienze passate contano qualcosa, probabilmente scriverò per un'ora al giorno e passerò tipo le restanti otto ore al giorno mordendomi le nocchie preoccupato di non star scrivendo. :''I will, if past, if past experience holds true, I will probably write an hour a day and spend eight hours a day biting my knuckle and worrying about not writing.''<ref name=CharlieRose/> *Secondo me in chiunque faccia satira, e probabilmente io ne ho fatta parecchia... c'è l'idea implicita, tacita che satireggiando qualcosa si crei forza motrice per il cambiamento. Cosa che di fatto non succede. Ma se non altro usi la satira come indicazione: metto questa cosa in ridicolo per dimostrare che è grottesca e inaccettabile, motivando così le persone a cambiare le cose. Ma quando satira e ironia non rispondono a quell'intervento, diventano un semplice strumento discorsivo fine a se stesso. Allora sì che le acqua si confondono. <ref name="Minnesota Daily"> Tratto dall'intervista realizzata di David Wiley per il ''Minnesota Daily'' del 27 febbraio 1997. L'intervista integrale in lingua originale è [http://www.badgerinternet.com/~bobkat/jestwiley2.html qui] disponibile. L'intervista integrale tradotta è stata pubblicata da Einaudi in aggiunta ai dodici saggi di [[w:en:Both Flesh and Not|''Both flash and not'']] in [https://www.ibs.it/di-carne-di-nulla-libro-david-foster-wallace/e/9788806214791?gclid=EAIaIQobChMIku704siX3AIVxlQYCh2rnAlvEAAYAyAAEgL0ZfD_BwE ''Di carne e di nulla''].</ref> *Venire a uno show televisivo stimola la ghiandola del "come sembrerò" come nessuna altra esperienza. :''Coming on a television show stimulates your "What am I going to look like?" gland like no other experience.''<ref name=CharlieRose/> ==''Brevi interviste con uomini schifosi''== ===''Una storia ridotta all'osso della vita postindustriale''=== ====[[Incipit]]==== Quando vennero presentati, lui fece una battuta, sperando di piacere. Lei rise a crepapelle, sperando di piacere. Poi se ne tornarono a casa in macchina, ognuno per conto suo, lo sguardo fisso davanti a sé, la stessa identica smorfia sul viso. A quello che li aveva presentati nessuno dei due piaceva troppo, anche se faceva finta di sì, visto che ci teneva tanto a mantenere sempre buoni rapporti con tutti. Sai, non si sa mai, in fondo, o invece sì, o invece sì. ===''Per sempre lassù''=== *Non puoi uccidere il tempo col cuore. (p. 19) ===''Brevi interviste con uomini schifosi''=== *Si credono generosi a letto. No, la fregatura è che hanno ''l'egoismo'' di essere ''generosi''. Non sono meglio del porco, sono solo più subdoli. (p. 35) *Succedono cose davvero terribili. L'esistenza e la vita spezzano continuamente le persone in tutti i cazzo di modi possibili e immaginabili. (p. 125) *Di vederti come una cosa, sono capaci di vederti come una cosa. Lo sai che vuol dire? È spaventoso, noi sappiamo quant'è spaventosa come idea, e che è sbagliato, e ci crediamo di sapere tutte queste cose sui diritti umani e la dignità umana e quant'è terribile privare qualcuno della propria umanità di quella che noi chiamiamo umanità di qualcuno, ma metti che ''succede'' a te, allora sì che lo ''sai'' per davvero. Adesso non è più solo un'idea o una causa da reazioni sterotipate. Aspetta che succeda a te e allora sì che assapori il Lato Oscuro. Non l<nowiki>'</nowiki>''idea'' di oscurità, l'autentico Lato Oscuro. E adesso ne conosci il potere. Il potere assoluto. Perché se sei davvero capace di vedere un altro soltanto come una cosa allora sei capace di fargli qualsiasi cosa, non si accettano più scommesse, umanità e dignità e diritti e correttezza...non si accettano più scommesse. Io dico...e se lei dicesse che è come un rapido costoso giretto su un versante della condizione umana di cui tutti parlano come se lo conoscessero ma in realtà manco se lo immaginano, non per davvero, a meno di non esserci passati. E se tutto si riducesse al fatto che la sua visione del mondo si è ''ampliata'', se ti dicessi questo? Che ne diresti? E di se stessa, di come considerava se stessa. Che adesso capiva di poter essere considerata come una cosa. Ti rendi conto di quanto questo le cambierebbe...strapperebbe, di quanto questo strapperebbe via? Di se stessa, di te, di quella che pensavi fosse te stessa? Strapperebbe via tutto quanto. E poi che resterebbe? (p. 126) *E neanche mai gli passa per la testa che è la loro certezza di essere [[diversi]] a renderli uguali. (p. 255) *[...] lei disse di aver capito all'istante in fondo all'anima che quel tipo aveva intenzione di violentarla brutalmente, torturarla e ucciderla, disse. E in questo le credevo, che uno può capire intuitivamente gli epifenomeni del pericolo, avvertire la psicosi nell'aspetto di qualcuno – non c'è bisogno di sottoscrivere i campi di energia o le [[percezione extrasensoriale|percezioni extrasensoriali]] per ammettere l'intuizione mortale. (p. 260) *Che naturalmente a livello psicologico non è poi così implausibile, visto che è cosa nota che gli [[psicopatia|psicopatici]] sessuali depersonalizzano le loro vittime paragonandole a oggetti o bambole, cose e non persone per così dire, che spesso è la spiegazione fornita per la loro capacità di infliggere una brutalità tanto immaginabile sugli essere umani, cioè non li vedono affatto come esser umani ma semplicemente come oggetti per i loro bisogni e propositi psicopatici. (p. 267) *E come tutti sanno un motivo primario che spinge l'[[assassino|omicida]] prototipico a stuprare e uccidere è che considera lo stupro e l'uccisione come l'unico mezzo possibile per stabilire un contatto significativo con la vittima. Che è un bisogno umano basilare. Voglio dire un contatto di qualche tipo naturalmente. Ma anche terrorizzante e soggetto a manie e psicosi. È il suo modo di aver un, tra virgolette, rapporto. I rapporti convenzionali lo terrorizzano. Ma con una vittima, stuprando e torturando e uccidendo, lo psicotico sessuale riesce a creare una sorta di aperte e chiuse virgolette contatto grazie alla facoltà di farle sentire paura e un dolore intensi, mentre l'esaltante sensazione di totale controllo divino su di lei – su quello che prova, se lo prova, se respira, se vive – questo gli consente un certo margine di sicurezza nel rapporto. (p. 269) *Uccidere letteralmente invece di limitarsi a scappare per l'assassino è psicoticamente il modo letterale di risolvere il conflitto tra il bisogno di contatto e il terrore di stabilire in qualche modo quel contatto. Soprattutto, sì, con una donna, che la stragrande degli psicotici sessuali odia e teme, spesso a causa del rapporto contorto avuto nell'infanzia con la [[madre]]. Perciò il criminale sessuale psicotico spesso tra virgolette uccide simbolicamente la madre, che odia e teme ma che naturalmente non può uccidere letteralmente perché è ancora invischiato nella condizione infantile che senza il suo amore lui morirebbe. Con la madre lo psicotico ha un rapporto tanto di odio terrorizzato e di terrore quanto di struggente e disperato bisogno. Per lui è un conflitto insopportabile e perciò lo deve risolvere simbolicamente con crimini sessuali psicotici. (p. 271) ===''La persona depressa''=== *La terapeuta, alla quale in quella fase restava meno di un anno di vita, a quel punto aveva fatto una breve interruzione per esternare ancora una volta alla persona [[depressione|depressa]] la sua (cioè della terapeuta) convinzione che odio verso se stessi, colpa tossica, narcisismo, auto commiserazione, bisogno, manipolazione, e molti altri comportamenti basati sulla vergogna che presentavano tipicamente gli adulti endogenamente depressi andavano meglio interpretati come difese psicologiche erette da un residuale Bambino ferito che c'è in Te contro la possibilità di trauma e abbandono. Tali comportamenti, in altre parole, erano primitive profilassi emotive la cui vera funzione era di precludere l'intimità; erano corazze psichiche per mantenere gli altri a distanza in modo che loro (cioè gli altri) non si avvicinassero emotivamente alla persona depressa tanto da infliggerle ferite che potevano fare da eco e specchio delle profonde ferite residuali risalenti all'infanzia della persona depressa, ferite che la persona depressa era inconsciamente decisa a tenere a tutti i costi represse. (p. 53) *[...] gli squilibri della personalità acuti e cronici della persona depressa andavano in realtà visti come un meccanismo autodifensivo: cioè, finché la persona depressa aveva il disagio affettivo acuto della depressione a preoccuparla e ad assorbire la sua attenzione emotiva, poteva evitare di sentire o di stabilire un contatto con le profonde ferite residuali infantili che lei (cioè la persona depressa) sembrava ancora determinata a tenere represse. (p. 54) ===''Ottetto''=== *Può darsi benissimo che avrà il solo effetto di farti sembrare un babbeo ripiegato con impaccio su se stesso, sono dei tanti Artisti Cazzari manipolatori pseudopostmoderni che cerca di rimediare a un fiasco ritirandosi in una metadimensionalità a commentare il fallimento stesso. (p. 160) ===''Mondo adulto (I)''=== *Giunse così alla conclusione che qualcosa in lei non andava: o in lei c'era qualcosa che non andava per via del timore irrazionale che qualcosa in lei non andasse. (p. 171) ===''Il diavolo è un tipo impegnato''=== *Perciò, dimostrai un'abilità inconscia e, a quanto pare, naturale, automatica, nell'ingannare sia me stesso sia gli altri, che, a «livello motivazionale», non solo privava completamente la cosa generosa che avevo cercato di fare di qualsiasi autentico valore, facendomi fallire, ancora una volta, nei miei tentativi di essere sinceramente quello che qualcuno avrebbe classificato come una persona autenticamente [[bontà e cattiveria|«buona» o «brava»]], ma mi metteva, pericolosamente, in una luce tale da poter essere classificato come «tenebroso», [[bontà e cattiveria|«malvagio»]], o «senza alcuna speranza di diventare sinceramente buono». (p. 195) ===''Chiesa fatta senza le mani''=== *Yang si siede a gambe incrociate tangenzialmente rispetto all'ombra inginocchiata, fuma. La sua T-shirt dice CHIEDETEMI DEI MIEI NEMICI INVISIBILI. (p. 207) ===''Sul letto di morte''=== *È questa la vera [[malvagità]], non sapere nemmeno che si è malvagi, no? (''Sul letto di morte'' p. 244) ===Citazioni su ''Brevi interviste con uomini schifosi''=== *Qualunque nome scegliamo, sta a indicare ciò che consente ai pochi eroi delle ''Brevi interviste'' di compiere i loro gesti in virtù dell'assurdo, creando arte che nessuno vuole, amando senza essere riamati, dando senza la speranza di ricevere. Dave è risalito a questo valore supremo passando per la bellezza di un [[Jan Vermeer|Vermeer]] e spingendosi fino al concetto di infinito, fino al servizio di [[Roger Federer|Federer]]... e oltre. ([[Zadie Smith]]) *Secondo i critici, ''Brevi interviste'' era un libro ironico sulla [[misoginia]]. Leggerlo era come essere intrappolati in una stanza con dei misogini ironici e impasticcati, o qualcosa di simile. Secondo me, leggere ''Brevi interviste'' non era affatto come essere intrappolati. Era come essere in chiesa. E la parola importante non era ironia ma dono. ([[Zadie Smith]]) ==''Considera l'aragosta''== ===''Il figlio grosso e rosso''=== *L'industria del porno è volgare. Chi lo negherebbe? [...] L'industria non è solo volgare, ma lo è ''in maniera prevedibile''. I cliché sono tutti veri. [...] Ma naturalmente dovremmo tenere a mente che ''volgare'' ha molte definizioni nel dizionario, e che solo un paio di esse hanno a che fare con l'oscenità o il cattivo gusto. Dal punto di vista etimologico, ''volgare'' significa solo popolare su scala di massa. E' il contrario semantico di ''pretenzioso'' e ''snob''. E' l'umiltà col riporto. Significa indici d'ascolto e assioma di Barnum e il vero nocciolo della questione. Significa affari, affari d'oro. (p. 7-8) *Dentro il ''Caesars Palace'' c'è l'America concepita come una nuova Roma: conquistatrice del suo stesso popolo. Un impero del Sé. (p. 10) ===''Alcune considerazioni sulla comicità di Kafka che forse dovevano essere tagliate ulteriormente''=== *Una mia grande frustrazione quando cerco di leggere [[Franz Kafka|Kafka]] con gli studenti è che mi è impossibile far loro capire che Kafka è comico. Né tantomeno apprezzare il modo in cui questa comicità è intimamente legata alla potenza dei suoi racconti. (p. 64) ===''La vista da casa della sig.ra Thompson''=== *Tutti quei morti, e io vado in palla per una bandierina di plastica. (p. 142) *In realtà queste signore di Bloomington sono, o quanto meno cominciano a sembrarmi, innocenti. Nella stanza c'è quello che colpirebbe molti americani come un'assenza di cinismo. A nessuno per esempio viene in mente di commentare che è forse un po' strano che ''tutti e tre'' i conduttori televisivi sono in maniche di camicia, né di considerare la possibilità che forse non è un caso se i capelli di Dan Rather sono scompigliati, né che se continuano a ritrasmettere orribili filmati forse non è solo per quegli spettatori che si sono appena collegati e non li hanno ancora visti. Nessuna delle signore sembra notare che gli strani occhietti spenti del presidente sembrano diventare sempre più vicini tra loro durante il suo discorso registrato, né che alcune frasi che pronuncia sono di una somiglianza quasi plagiaria a quelle pronunciate da Bruce Willis (come invasato di destra, ricordate) in ''Attacco al potere'' un paio di anni fa. Né che almeno in parte l'assoluta stranezza di assistere al compimento dell'Orrore sta nella precisione con cui certe inquadrature e scene rispecchiano la trama di un sacco di film, da ''Die Hard I-III'' a ''Air Force One''. Nessuna è abbastanza scafata da avanzare la scontata e perversa lagnanza postmoderna: Già Visto. (p. 151-152) *La gente davvero perbene, la gente innocente, può mettere a dura prova. (p. 152) ===''Come Tracy Austin mi ha spezzato il cuore''=== *Ottenere il massimo a diciassette anni e perderlo a ventuno a causa di eventi che sono al di fuori del tuo controllo è esattamente come morire solo che poi devi continuare a vivere. (p. 163) *Una persona è forse stupida o superficiale perché dice a se stessa che non c'è niente che possa fare rispetto a una disgrazia e che quindi le conviene accettarla, e da lì in poi la accetta senza ulteriori lotte interne? O quella persona è in qualche modo istintivamente saggia e profonda, illuminata nel modo infantile in cui sono illuminati certi santi e monaci? E' questo, per me, il vero mistero: se una persona del genere sia un'idiota o una mistica o entrambe e/o nessuna delle due. (p. 167-168) *E che coloro i quali ricevono e mettono in pratica il dono del genio atletico debbano, di necessità, essere ciechi e muti al riguardo, e non perché la cecità e il mutismo siano il prezzo di quel dono, ma perché ne sono l'essenza. (p. 168) ===''Forza, Simba''=== *È difficile ottenere risposte convincenti alla domanda «Perché ai giovani elettori importa così poco della politica?» E questo probabilmente per via che è quasi impossibile spingere una persona a riflettere con attenzione sui motivi per cui una cosa non gli interessa. È la noia in sé a vanificare la ricerca di risposte; l'esistenza della sensazione è più che sufficiente.(p. 205) *Chi non sceglierebbe l'apatia e il cinismo al posto del dolore che provoca il sentirsi trattati con [[accondiscendenza|condiscendenza]]? E chi non si entusiasmerebbe per un politico che dia l'impressione di rivolgersi davvero a te come se fossi una persona, un adulto intelligente e degno di rispetto? (p. 209) *Ed è facile (o almeno relativamente facile) dire la verità quando non hai niente da perdere. (p. 210) *Se siete annoiati e disgustati dalla politica e non vi disturbate a [[Voto (elezione)|votare]], di fatto votate per gli arroccati establishment dei due principali partiti, i quali, potete starne certi, stupidi non sono, ma anzi hanno una consapevolezza profonda di quanto gli convenga mantenervi in una condizione di disgusto e noia e cinismo, fornendovi ogni possibile motivazione psicologica perché il giorno delle primarie ve ne stiate in casa a farvi i cilum guardando Mtv. Sia chiaro: avete tutto il diritto di stare a casa, se volete, ma non prendetevi in giro pensando di non votare. In realtà, non votare è impossibile: si può votare votando, oppure votare rimanendo a casa e raddoppiando tacitamente il valore del voto di un irriducibile. (p. 231) *Il punto, quando si tratta di un leader, è la differenza tra il limitarsi a credere ''a'' qualcuno e il credere ''in'' lui. (p. 255) *Però, certo, se si trasforma in un candidato vero poi continua a essere un anticandidato? E' possibile vendere il rifiuto di mettersi in vendita? (p. 255-256) *Il nocciolo della questione è che, se siete giovani elettori tutti d'un pezzo e rotti ai meccanismi del marketing, l'unica cosa che potete stare sicuri di provare nei confronti della campagna di John McCain è una forma moderna e molto americana di ambivalenza, una sorta di dissidio interiore tra il bisogno profondo di credere e la convinzione profonda che il bisogno di credere sia una stronzata. (p. 257) *Il fatto che lui sia davvero «reale» dipende meno da ciò che c'è nel suo cuore che da ciò che c'è nel vostro. (p. 262) ===''Considera l'aragosta''=== *La democratizzazione dell'aragosta del Festival dell'aragosta del Maine comporta tutti gli inconvenienti di massa e il compromesso estetico propri di una vera democrazia. (p. 267) *E' possibile che le generazioni future guarderanno alle nostre attuali agroindustrie e pratiche mangerecce in modo del tutto simile a come oggi noi vediamo gli spettacoli di Nerone o gli esperimenti di Mengele? (p. 283) *Ci sono dei limiti a quello che ci si può chiedere, persino fra persone interessate.(p. 284) ===''Commentatore''=== *Perché lo si può quasi sentire, in che mondo squallido e spietato vive questo commentatore - crede, anzi no, sa per certo di viverci. Quanto a me, sono più tipo da dubbi. (p. 382) ==''Di carne e di nulla''== ===''Di nuovo fuoco e fiamme''=== ====[[Incipit]]==== È una storia d'amore che conoscete già. Un prode cavaliere scorge una gentil pulzella alla lontana finestra di un castello minaccioso. I loro sguardi si incrociano, separati dalle brume della brughiera riarsa. Chimica istantanea. E così il bravo cavaliere va dritto sparato al castello, brandendo la lancia. Può sopraggiungere al galoppo e rapire la pulzella? Macché. Deve prima superare il drago. Giusto? C'è sempre un odiosissimo drago a guardia del castello e, se rapimento dev'esserci, il cavaliere deve sempre affrontare e uccidere il drago. Com'è, come non è, al pari di ogni fido cavaliere al sodo della passione, il cavaliere combatte il drago, tutto per amore della gentil pulzella. «Gentil pulzella» significa «vergine piacente», a proposito. Perciò c'è poco da fare gli ingenui: sappiamo per che cosa si batte il cavaliere. State pur certi che dopo aver scannato il drago non si accontenterà di un:«Mio eroe» ansimato dalla pulzella. Anzi, considerato l'andazzo, il baldo cavaliere mette vita e lancia a repentaglio contro il drago non per «salvare» la vergine piacente ma per «''conquistarla''». E ogni cavaliere, di ogni epoca, sa dirvi cosa cosa significa in questo caso «conquistare». ====Citazioni==== *Ogni animale è capace di scopare. Ma solo gli umani sanno cos'è la passione sessuale, tutt'altra cosa rispetto all'impulso biologico di accoppiarsi. E la passione sessuale ha resistito per millenni come forza psichica vitale nell'esistenza umana - non ''nonostante'' gli intralci ma ''grazie'' a loro. (p.5) *Il sesso importante è sia vittoria sia resa, trascendenza e trasgressione, trionfante, terribile, estetico e triste. Tartarughe e moscerini sono capaci di accoppiarsi ma solo la volontà umana sa sfidare, trasgredire, vincere, amare: scegliere. (p. 5) *Certo, visti dalla prospettiva del 1966 i vecchi draghi sessuali sembrano quasi tutti stupidi e crudeli. Ma dobbiamo renderci conto che avevano un grosso elemento a favore: finché regnavano loro, il sesso non era spensierato, non sempre. (p. 5) *Io mi sono fatto quasi tutta la Rivoluzione {{NDR|riferito alla [[w:Rivoluzione sessuale|Rivoluzione sessuale]]}} sdentato e incontinente, ma dev'essere sembrata una specie di paradiso istantaneo. Per un po'. (p. 6) *A ripensarci, mi accorgo di essere diventato sessualmente maggiorenne in una cultura che cominciava a sentire la mancanza di quegli stessi draghi che morendo avrebbero dovuto liberarla. (pp. 6-7) *Nessun direbbe che un'epidemia letale è una cosa buona. Niente di quanto viene dalla natura è buono o cattivo. Le cose naturali ''sono'' e basta; le uniche cose buone o cattive sono le scelte delle persone poste di fronte a ciò che è. (p. 7) *Un'esistenza umana eroticamente intensa richiede intralci alla passione, prezzi per le scelte. (p. 7) *C'è un nuovo drago da affrontare. Ma affrontare un drago non significa andargli incontro spavaldi, disarmati e insultando sua madre. E l'intensità erotica del rischio che circonda il sesso e l'HIV non significa che possiamo continuare a scopazzare in nome del «coraggio» o della «volontà» romantica. Anzi, il dono che ci ha fatto l'Aids sta nel ricordarci a gran voce che non c'è proprio niente di spensierato nel sesso. È un dono perché il potere e il significato della sessualità umana aumentano man mano che ne riconosciamo la serietà. (pp. 7-8) *Per quanto (potesse sembrare) scontato, la vera sessualità riguarda lo sforzo di stabilire un contatto fra noi, di erigere ponti sui baratri che separano un io dall'altro. La sessualità riguarda, in definitiva, l<nowiki>'</nowiki>''immaginazione''. (p. 8) *Il sesso può essere ovunque siamo ''noi'', sempre. (p. 8) *Il drago, in cambio, può aiutarci a imparare di nuovo cosa significhi essere veramente erotici. Non è cosa da poco, né accessoria. Il fuoco è letale, ma ci serve. Tutto sta a capire come arrivarci. Non sono solo gli altri a meritare rispetto. (p. 8-9) ===''L'importanza (per così dire) seminale di [[w:Terminator 2 - Il giorno del giudizio|Terminator 2]]''=== *Notate, per esempio, il fatto che ''Terminator 2 - Il giorno del giudizio'', un film sulle conseguenze disastrose dell'eccessivo affidarsi alla tecnologia informatica da parte degli umani, mostra a sua volta una dipendenza dall'informatica mai vista. (p. 14) ===''La natura del divertimento''=== *All'inizio, quando cominci a cercare di scrivere narrativa, tutto lo sforzo si impernia sul divertimento. Non ti aspetti che qualcuno ti legga. Scrivi quasi esclusivamente per farti una sega. Per attivare fantasie e logiche devianti e per eludere o trasformare parti di te che non ti piacciono. E funziona - e ti diverti da morire. (p. 24) *L'[[onanismo]], come motivazione, cede il passo alla tentata seduzione. Ora, la tentata seduzione non è uno sforzo da poco, e il divertimento è compensato da una paura terribile del rifiuto. [...] Perché ti accorgi che ormai buona parte di quello che scrivi è diventato fondamentalmente [[esibizionismo]], il tentativo di far pensare agli altri che sei bravo. È comprensibile. (p. 25) *Sotto il nuovo governo del divertimento, scrivere narrativa diventa un modo per penetrare a fondo dentro te stesso e illuminare proprio le cose che non vuoi vedere o non lasci vedere a nessuno. (p. 26) *È un dono, ecco cos'è, una specie di miracolo, e il premio dell'affetto degli estranei in confronto è polvere, filaccia. (p. 27) ===''La retorica e il melodramma matematico''=== *Il paradosso è che il tipo di pubblico più propenso ad accogliere e apprezzare la visione altera ed encomiastica della matematica pura fornita da questi libri è anche il pubblico più portato a essere deluso dai modi ora vaghi, ora riduttivi o inconsistenti in cui i romanzi trattano la matematica vera che costituisce il loro argomento. (p. 33) *La matematica moderna è come una piramide, e la larga base spesso non è divertente. È a livello più alti e apicali di geometria, topologia, analisi, teoria dei numeri e logica matematica che cominciano il divertimento e la profondità, quando calcolatrici e formule decontestualizzate svaniscono e restano solo carte & matita e ciò che viene chiamato «genio», vale a dire quella particolare miscela di ragione e creatività estatica che caratterizza la parte migliore della mente umana. (p. 34) ===''Notazioni su ventiquattro parole''=== *«Scrittura forbita» non significa scrittura ornata in modo gratuito; significa scrittura pulita, chiara, massimamente rispettosa. (p. 69) *''Pulchritude'' [Avvenenza] Sostantivo paradossale perché si riferisce ad un certo tipo di bellezza pur essendo una della parole più brutte della lingua. [...] Rientrano in quella minuscola schiera elitaria di parole dotate di qualità opposte a quelle che denotano. (p. 70-71) ===''Futuri narrativi e i vistosamente giovani''=== *E il popolare non solo plasma il modo che la nostra generazione ha di vedere e leggere il mondo, ma condiziona anche naturalmente i nostri valori artistici e le nostre aspettative. (p. 99) *Il pubblico trova deprimente la morte di quelli con i quali si è identificato ed è meno portato a guardare gli sceneggiati in cui il pericolo è legato in modo creativo alla morte che rende il pericolo pericoloso. La conseguenza naturale è che i protagonisti degli sceneggiati moderni tendono ad essere «immortali» [...]. Io sostengo che il fatto che siamo fortemente incoraggiarti a identificarci con personaggi per i quali la morte non è un'eventualità creativa sostanziale ha costi reali. [...] Se siamo gli unici animali a sapere in anticipo che moriremo, siamo anche probabilmente gli unici animali a sottometterci tanto allegramente alla prolungata negazione di questa verità importantissima e innegabile. Il pericolo è che, mano a mano che nell'intrattenimento le negazioni della verità diventano sempre più efficaci, pervasive e seducenti, finiremo col dimenticare ''che cose'' negano. È spaventoso. Perché a me sembra cristallino che, se dimentichiamo come morire, finiremo col dimenticare come vivere. (p. 103-104) *La più grande attrattiva della televisione è che avvince senza pretendere nulla. (p. 105) *Noi come generazione corriamo il pericolo di giustificare l'Eliot più delirante se tramite un misto di stasi accademica e disinteresse intellettuale dimostriamo con insoddisfazione di tutti che la cultura o è cumulativa o è morta, vuota ai due lati di un Adesso sociale che non ammette passione per il futuro né curiosità per il passato. (p. 116) *E niente è cambiato sul perché gli scrittori che non lo fanno per soldi scrivano: è arte, e l'arte è significato, e il significato è potere: il potere di colorare i gatti, di mettere ordine nel caos, di trasformare il vuoto in terreno solido e il debito in tesoro. (p. 122) ===''Decisorizzazione 2007 - un resoconto particolare''=== *La sensazione di essere l'ultimo o il meno probabile concede certe libertà. (p. 164) *Perciò una componente della verità riguardo alla copertina è che il vostro curatore esterno non sa nemmeno bene cosa sia una saggio. Niente di strano. (p. 165) *Scrittorialmente parlando, la narrativa fa più paura, ma la saggistica è più difficile - perché la saggistica si basa sulla realtà, e la realtà che percepiamo oggi è schiacciante, talmente enorme e complessa da far saltare tutti i circuiti. La narrativa invece sgorga dal nulla. Anzi, aspettate un attimo: la verità è che tutti e due i generi fanno paura; tutti e due sembrano realizzati camminando sul filo, sopra l'abisso - sono gli abissi a essere diversi. L'abisso della narrativa è il silenzio, ''nada''. Mentre l'abisso della saggistica è il Rumore Totale, l'interferenza gracchiante di ogni cosa ed esperienza particolare, e la totale libertà di scelta infinita su ciò che il singolo sceglie di trattare, rappresentare, collegare, e sul come, il perché, &cc. (p. 167) *Cominciamo a diventare più consapevoli di quanti subappalti, esternalizzazioni e sottomissioni ad altri Decisori siamo ormai costretti a fare, che è una minaccia alla concezione di noi stessi come spiriti liberi intelligenti. Eppure non esiste un'alternativa visibile a queste esternalizzazioni e sottomissioni. Può anche darsi che l'acume e il gusto nello scegliere a quali Decisori sottomettersi dia ormai la vera misura della maturità informata. (p. 169) *Avendo grossi problemi a essere chiaro, conciso e/o calzante, tendo a essere allergico alla scrittura accademica, che per lo più mi pare volutamente oscura e pretenziosa. (p. 173) *L'alternativa è avere a che fare con enormi quantità super entropiche di informazioni, ambiguità, conflitto e fluttuazione; è scoprire di continuo nuovi panorami di ignoranza e illusione personali. In sostanza, cercare davvero di essere informati e colti oggi significa sentirsi quasi sempre stupidi, e aver bisogno di aiuto. (p. 180) ===''Borges sul lettino''=== *Il fascino che l'opera dello scrittore esercita su questi cultori deriverà in parte da personalità, preferenze, stile, tic e ossessioni che contraddistinguono quello scrittore - dalla sensazione che a scrivere ''quei'' racconti sia stato ''quell<nowiki>'</nowiki>''autore e che non avrebbe potuto farlo nessun altro. (p. 182) *[[Jorge Luis Borges|Borges]] comprime lettore e scrittore dentro un nuovo tipo di agente estetico, un agente che produce racconti dai racconti, per il quale leggere è essenzialmente - consapevolmente - un atto creativo. Questo, però, non perché Borges sia un metanarratore o un critico abilmente travestito, ma perché sa che alla fine non c'è differenza - che assassino e vittima, poliziotto e fuggiasco, attore e pubblico sono la stessa cosa. (p. 189) ===''Chiedo soltanto''=== ====[[Incipit]]==== D: Per certe cose vale la pensa morire? L'idea americana è una di queste? Chi è pronto per un esperimento mentale? E se scegliessimo di considerare i 2973 innocenti uccisi nell'attacco terroristico dell'undici settembre come eroi e martiri «sacrifici sull'altare della libertà»? Cioè, e se decidessimo che una certa vulnerabilità minima di base agli attacchi terroristici rientra nel prezzo dell'idea americana? ====Citazioni==== *E se scegliessimo di accettare il fatto che ogni qualche anno, anche se ce la mettiamo tutta, qualche centinaio di migliaia di noi muore nel genere di attacco suicida atroce dal quale una repubblica democratica non può proteggersi al cento per cento senza sovvertire i principi stessi per i quali vale la pena proteggerla? (p. 191) *Sarebbe mostruoso fare riferimento ai quarantamila e passa morti sulle [[autostrada|autostrade]] nazionali che accettiamo ogni anno perché la mobilità e l'autonomia automobilistica valgono il prezzo? (p. 191-192) *È per mostruosità che nessuna figura pubblica seria ormai parlerà dell'ingannevole baratto della libertà in cambio della sicurezza dal quale Ben Franklin ci ha messo in guardia più di duecento anni fa? (p.192) *Quali sono gli effetti sull'idea americana di cose come Guantanamo, Abu Ghraib, Patriot Act I e II, sorveglianza senza garanzie, ordine esecutivo 13233, soldati a contratto che svolgono funzioni militari, Military Commission Act, National Security Presidential Directive 51, ecc., ecc.? Ipotizziamo per un istante che alcune di queste cose abbiano contribuito davvero a rendere la nostra persona e le nostre proprietà più sicure - ne vale la pena? (p. 192) *Siamo diventati così egoisti e spaventati da non volerci porre nemmeno il dubbio che certe cose abbiano la meglio sulla sicurezza? Questo che tipo di futuro presagisce? (p.192) ==''Il rap spiegato ai bianchi''== *Chi ha il diritto di sentenziare su fonti di luce troppo lontane dall'umana portata? Be', chiunque. Lo spruzzo di luci nel cielo notturno è lassù, in lontananza: tutti possono vederle e invocarle. Il più splendido dei [[Chiaroscuro|chiaroscuri]], il firmamento, non riconosce le differenze di colore. Non altrettanto si può dire della cultura e della razza negli Stati Uniti al momento attuale. (1B, p. 55) *I testi, quasi sempre autoreferenziali, tendono a essere variazioni su una mezza dozzina circa di temi fondamentali, temi che al primo ascolto, più che estranei e scioccanti, puramente noiosi. Es.: quanto sono tosti/fichi/mitici/cazzuti il rapper e i suoi testi, quanto i suoi rivali sono ugualmente privi di queste sue doti; quanto siano fastidiose, stupide e avide le donne; quanto sia splendido essere «pagati a dovere» per rappare invece di dover rubare o spacciare; come le gang siano famiglie a tutti gli effetti, e come la coca porti con sé sempre brutte notizie. E, in particolare, come il sesso, la violenza e i giocattoli da yuppie rappresentino perfettamente il cammino di vita del ragazzo nero metropolitano verso la gloria americana dei tardi anni Ottanta. (1B, p. 62) *Il fascino che l'aspetto vagamente minaccioso del [[rap]] porta con sé. Il fatto che i pochi bianchi affacciati a quella finestra amino il rap non senza imbarazzo e ambivalenza nulla toglie all'autenticità dell'amore. È una forma di perversione? Una specie di masochismo extralusso da yuppie? Una sorta di «non c'è rosa senza spine»? O è un po' come fare la corte a una ragazza non malgrado ma ''per'' il fatto che lei non vuole avere niente a che fare con te -e in particolare ''con una certa parte'' di te? (1B, p. 70) *I dati di fine millennio indicano chiaramente che, laddove l'amore, la devozione e la passione sembrano solo in grado di dividere, ora sono la paura e la stranezza che legano le folle, riempiono le sale, e in qualche modo uniscono Noi, il pubblico, sotto il grande tendone. (1B, pp. 70-71) *E perfino Barnum, che sapeva bene che la paura vende, sapeva anche che i fenomeni da baraccone non sono spaventosi quando la mostruosità soppianta completamente l'umana somiglianza. 0% di affinità = 0% di empatia. E perché si provi paura c'è bisogno di empatia almeno tanto quanto di minaccia e pericolo [...] È qui che il rap si colloca a un livello superiore rispetto al puro spettacolo: nel rap hardcore l'ideologia nasce sempre da un episodio o da una condizione ben precisa, e la rabbia, dunque, da una causa, la minaccia da qualche forma di provocazione riconoscibile (almeno agli occhi di chi è interno alla Scena). E questo rende il rap non solo migliore del punk, ma anche molto più spaventoso. (1B, p. 75) *«''Harvard'', prego», mi dice uno.<br/> Alzo lo sguardo dall'ombelico che mi sto contemplando. «Come dice, scusi?»<br/> «Dov'è ''Harvard''», dice il tipo, mentre i turisti alle sue spalle annuiscono tutti con educata serietà.<br/> Ora, la Widener Library è la biblioteca centrale di Harvard, situata nel bel mezzo di Harvard Yard, che è a sua volta al centro geografico dell'università di Harvard. Perciò, inclino un po'la testa e gli dico:«Be', è tutto intorno a voi, tutto questo è Harvard, ci state camminando proprio in mezzo».<br/> Tengono un consulto. «Ma noi stiamo cercando ''Harvard''», mi dice infine un altro membro del gruppo, con enfasi che implica: lei non ha capito! Resto sconcertato [...]. Ovviamente, dopo una serie di sforzi semiotici, viene fuori che stanno cercando un singolo -un qualunque- punto di Harvard univocamente identificabile come tale, una buona vecchia venerabile sineddoche, un qualche tipo di souvenir visivo di Harvard che possano fotografare e poi,una volta a casa, mettere sotto il naso agli amici e che non distinguerebbero Harvard da un fosso, dicendo:«Guarda, questa è ''Harvard''». (1B, pp. 79-80) *Per la gente che non ne fa parte, una comunità è una ''cosa'', non un ''luogo''. (1B, p. 80) *D:«Qual è la differenza fra un telescopio e uno stereotipo?»<br/> R:«Dipende da che parte del telescopio stai guardando». (1B, p. 80) *Sembra che lo stereotipo e la sineddoche funzionino più o meno secondo la stessa procedura di editing a distanza, gonfiando una Parte unitaria fino a elevarla a rappresentante di un Tutto complesso; l'unica vera e definitiva differenza sta nella quantità di aria usata per gonfiare la Parte. (1B, p. 81) *Anche l'arte più potente può muovere solo ciò che è mobile. (1B, p. 91) *La gente ci urtava senza ostilità e senza chiedere scusa. [...] Non raggiungevamo neppure la dignità di intrusi: la nostra presenza era così vistosa che diventavamo invisibili. E provavamo una strana delusione. Avevamo scaricato le ragazze, ci eravamo vestiti da duri, ci eravamo preparati ad andare incontro a Seri Guai in nome dell'Arte. Eravamo abituati a ''esistere'', che cazzo. Sì, siamo riusciti a farci squarciare le gomme della macchina in nome dell'Arte, ma ciò significa soltanto che avevano notato la nostra Ford Pinto bianca. O forse neanche quello: i vandali hanno colpito tutto il parcheggio. (2A, pp. 100-101) *Il gruppo rap quintessenziale è del tutto anti-quintessenziale e camaleontico. O questo accade per qualche strano progetto, o è un sintomo e un simbolo di quella impersonalità che va attualmente tanto di moda... o, più verosimilmente, è solo una buona vecchia venerabile sineddoche della musica rap come genere: un genere che si sta evolvendo così velocemente che non riesce neppure a stabilire davvero la propria identità. (2E, p. 146) *Non solo il rap serio è vera poesia, ma, considerando la vastità del suo pubblico, la sua rilevanza all'interno del Grande Mercato Americano, il suo potere di stimolare e legittimare le iniziative artistiche di una giovane cultura urbana demotivata e poco scolarizzata che siamo stati tristemente incoraggiati a considerare inservibile, è molto probabilmente il fenomeno più importante nel panorama della poesia americana contemporanea. (3E, p. 177) *La chiave era compiere azioni innocenti che per qualche motivo provocassero scontri e attentati altrimenti estranei alla quotidianità del regime di segregazione, ma impliciti nell'abiezione del sistema. «Per porre rimedio alla ingiustizie», diceva [[w:Martin Luther King Jr.|King]],«occorre smascherarle di fronte alla luce della coscienza umana...» Occorre, in parole povere, provocare la brutalità per renderla drammatica. La drammaticità dà potere. (3F, p. 185) *Perché i simboli forti devono partecipare della realtà. Chiedete a [[w:Tommaso d'Aquino|Tommaso d'Aquino]]: l'eucarestia non rappresenta Dio, è Dio. Com'è nella messa, così nei mass media. (3F, p. 192) *Una vergogna doppia: la prima, per il desiderio in sé e per sé, la seconda per l'incapacità di soddisfarlo. (3F, p. 197) *Per il pubblico, in altre parole, il rapper deve essere letteralmente il fratello nero della porta accanto... solo che ora è un vicino di casa finito su un palco e diventato ricco e famoso, grazie al suo ''diritto'' di parlare a, di e per la comunità cui appartiene. (3G, p. 200) *Ma ora provate a immaginare che il buon vecchio affidabile [[w:Lionel Richie|Lionel]] canti in qualche modo di quanti soldi, quanta fica, quanto successo e prestigio spettino di diritto a lui e alle sue canzoni: una sorta di inno del tutto nuovo al ''giusto valore di mercato'' dell'inno stesso... be', scusatemi , ma questo sembrerebbe proprio al di là dei confini letterali di ciò che è arte, di ciò che ha qualche diritto di popolarità, e anche solo di ciò a cui valga la pena dedicare un po' del proprio tempo e del proprio udito, per non parlare del proprio denaro. O no? Probabilmente no, è questo il punto [...]. Sembra che nei bianchi ci sia da lungo tempo una certa reticenza caratteriale di stampo puritano che Ci mette a disagio di fronte all'aperta menzione degli stipendi e dei patrimoni, dei prezzi o del valore delle Nostre ''cose''. All'epoca dei miei genitori era semplicemente considerata una cosa volgare, una specie di grattata di palle verbale. È stato soltanto sotto la guida dei timonieri politici degli ultimi dieci anni che negli Stati Uniti le nuove generazioni bianche hanno cominciato a considerare la palese, famelica avidità come un atteggiamento di alla moda, a vedere il consumo come valore, e non solo come misura grezza del valore [...]. (3G, pp. 203-204) *La musica leggera, e forse qualunque forma d'[[arte popolare]], non può più fungere da palliativo, dal momento che, alla fine, tutti i surrogati di «libertà» che tale arte inventa, sfrutta, plagia e logora assomigliano sempre più, oggi, alla COMPLETA LIBERTÀ di un carcerato di sbattere la testa finché vuole contro il muro della cella. (3G, p. 208) *La «libertà» diventa una non più un fatto qualitativo, ma quantitativo, quantificabile, una fredda funzione logica del luogo in cui ti trovi e di ciò su cui la puoi esercitare. (3G, p. 208) *In questo momento, negli Stati Uniti, per i cittadini non liberi la libertà si identifica col «potere». (3G, p. 208) *Ma se la vera libertà deve ancora essere intesa come qualcosa di più di questo, qualcosa di più della Ricerca della ''Yuppiness'', della felicità consumistica, allora questi sono tempi davvero patetici e intollerabili- specie per le comunità emarginate, cui l'iniqua mancanza di libertà ha imposto la convinzione che la libertà sia solo abbondanza. (3G, pp. 208-209) *Il rap, nel bene e nel male, non è che uno specchio. (3H, p. 218) ==''Il re pallido''== ===[[Incipit]]=== Di là dalle pianure di flanella, i grafici d'asfalto e gli orizzonti di ruggine sbilenca, e al di là dal fiume tabacco sormontato da alberi piangenti e monetine di sole che filtrano sull'acqua alla foce, nel punto oltre il frangivento, dove i campi incolti rosolano striduli al caldo antimeridiano: sorgo, farinello, leersia, salsapariglia, cipero, stramonio, menta selvatica, soffione, setaria, uva muscadina, verza, verga aurea, edera terrestre, acero da fiore, solano, ambrosia, avena folle, veccia, gramigna, fagiolini spontanei invaginati, tutte teste che annuiscono dolcemente a una brezza mattutina che è la morbida mano di una madre sulla guancia. ===Citazioni=== *La ragazza indossava una vecchia camicia a scacchi di cotone liso con i bottoni automatici color perla e le maniche lunghe abbassate e aveva sempre un buonissimo odore di pulito, quello di chi merita tutta la tua fiducia e il tuo affetto anche se non ne sei innamorato. (p. 47, cap. 6) *Ho una soglia di tolleranza al dolore straordinariamente alta. (p. 148, cap. 14) *Il fatto è che qui le dichiarazioni dei [[reddito|redditi]] non si esauriscono mai. Ce n'è sempre un'altra da fare. In realtà non finisci mai. Ma del resto col prato era lo stesso, ha presente? Almeno quando pioveva a sufficienza. Appena portato a termine l'ultimo pezzettino che aveva ritagliato, era già ora di falciare di nuovo la prima parte. Gli piaceva il prato corto e curato. Ci passava tantissimo tempo, ora che ci penso. Tantissimo tempo. (p. 149, cap. 14) *Il cane odiava quella catena. Ma aveva una sua dignità. Quello che faceva era non tendere mai la catena del tutto. Non si allontanava mai nemmeno quel tanto da sentire che tirava. Nemmeno se arrivava il postino, o un rappresentante. Per dignità, il cane fingeva di aver scelto di stare entro quello spazio che guarda caso rientrava nella lunghezza della catena. Niente al di fuori di quello spazio lo interessava. Interesse zero. Perciò non si accorgeva mai della catena. Non la odiava. La catena. L'aveva privata della sua importanza. Forse non fingeva, forse aveva davvero scelto di restringere il suo mondo a quel piccolo cerchio. Aveva un potere tutto suo. Una vita intera legato a quella catena. Quanto volevo bene a quel maledetto cane. (p. 152, cap. 14) *«La nostra piccolezza, la nostra insignificanza e natura mortale, mia e vostra, la cosa a cui per tutto il tempo cerchiamo di non pensare direttamente, che siamo minuscoli e alla mercé di grandi forze e che il tempo passa incessantemente e che ogni giorno abbiamo perso un altro giorno che non tornerà più e la nostra infanzia è finita e con lei l'adolescenza e il vigore della gioventù e presto anche l'età adulta, che tutto quello che vediamo intorno a noi non fa che decadere e andarsene, tutto se ne va e anche noi, anch'io, da come sono sfrecciati via questi primi quarantadue anni tra non molto me ne andrò anch'io, chi avrebbe mai immaginato che esistesse un modo più veritiero di dire "morire", "andarsene", il solo suono mi fa sentire come mi sento al crepuscolo di una domenica d'inverno...». (p. 184, cap. 19) *In sostanza, ero uno di quelli che hanno il terrore di essere in ritardo ma non si sa come sono sempre in ritardo. (p. 243, cap. 22) *Anche se a un certo punto devi fare buon viso e giocare le carte che ti hanno servito e continuare a vivere, seconde me. (p. 270, cap. 22) *I consigli - anche quelli saggi - in realtà non servono a niente a chi li riceve, non gli cambiano niente dentro, e anzi possono confonderli le idee se gli fanno sentire il grande divario tra la relativa semplicità del consiglio e la complessità incasinatissima della sua situazione e del suo percorso. (p. 270, cap. 22) *A differenza della ragazza cristiana, si direbbe che io non riconosca mai i momenti importanti quando capitano, sembrano sempre distrazioni da quello che dovrei fare. (p. 283, cap. 22) *Signori, benvenuti nel mondo della realtà: non c'è pubblico. Nessuno che applauda, che ammiri. Nessuno che vi veda. Capite? Ecco la verità: il vero [[eroismo]] non riceve ovazioni, non intrattiene nessuno. Nessuno fa la fila per vederlo. Nessuno se ne interessa. (p. 299, cap. 22) *Quello che i colleghi come Fogle non hanno capito è che esistono verità diversissime, alcune incompatibili tra loro. (p. 337, cap. 24) *A rendere una verità significativa, meritevole &cc. è la sua pertinenza, che a sua volta richiede estremo discernimento e sensibilità al contesto, alle questioni di valore e al punto generale. (p. 337, cap. 24) *L'idea che la gente provi una sola emozione per volta è l'ennesimo artificio dei ricordi. (p. 391, cap. 24) *Dire la verità è molto più insidioso di quanto la maggior parte delle persone normali non creda. (p. 392, cap. 24) *I diavoli in realtà sono angeli. (p. 403, cap. 25) *Ogni storia d'amore è una storia di fantasmi. (p. 404, cap. 25) *{{NDR|Riferito a Blumquist}} I brulicanti lo considerano socievole. Ma nessuno gli rivolge mai la parola. (p. 409, cap. 26) *Prestare attenzione a qualcosa che non fosse la paura era come sollevare un oggetto pesante con una puleggia e una corda: si poteva fare, ma richiedeva sforzo, ti stancavi, e al minimo cedimento ecco che la tua attenzione tornava dove non avresti mai voluto. (p. 411, cap. 27) * -Non dovrete passare ogni singola dichiarazione dei redditi al microscopio.<br/>-Dovrete essere arguiti e veloci. [...]<br/>-È questo il criterio: un accertamento produrrà un incremento massimale una volta sottratto il costo dell'accertamento?<br/>-Ecco una cosa da eliminare: l'idea che voi siate i guardiani della virtù civica. (p.440, cap. 27) * -Dimenticate l'dea che le informazioni siano un bene.<br/>-Solo certe informazioni sono un bene.<br/>-''Certe'' nel senso di poche, non nel senso di confermate al cento per cento. (p.441, cap. 27) *E a un tratto gli venne in mente che in realtà gli uccelli, i cui cinguettii e canti ripetuti risultavano tanto graziosi nell'esaltare la natura e l'arrivo del giorno, forse dicevano, in un codice noto solo agli altri uccelli:«Vattene!» oppure:«Questo ramo è mio!» oppure:«Questo albero è mio! Ti uccido! Uccido, uccido!» O cose cupe, brutali e autoprotettive d'ogni genere: forse quelle che si sentivano erano urla di guerra. Il pensiero sorse dal nulla e chissà perché lo mise di pessimo umore. (p. 483, cap. 31) *Immaginò che la seconda lancetta dell'orologio fosse dotata di consapevolezza e sapesse di essere una lancetta e che il suo compito era girare e rigirare all'infinito dentro un cerchio di numeri con la stessa andatura lenta e invariata di una macchina, senza mai andare da nessuna parte se non dove era già stata un milione di volte, e immaginare la seconda lancetta fu così orribile che il fiato gli rimase strozzato in gola [...]. (p. 495, cap. 33) *Quando l'esperienza di cui hai un assaggio a misura d'uomo diventa possibile, la parole si inventa da sola. Il termine. (p. 499, cap. 33) *Ho imparato che il mondo degli uomini così com'è oggi è una burocrazia. È una verità ovvia, certo, per quanto ignorarla provochi grandi sofferenze. Ma ho anche scoperto, nell'unico modo in cui un uomo impara sul serio le cose importanti, la vera dote richiesta per fare strada in una burocrazia. Per fare strada sul serio, dico: fai bene, distinguiti, servi. Ho scoperto la chiave. La chiave non è l'efficienza, o la rettitudine, o l'intuizione, o la saggezza. Non è l'astuzia politica, la capacità di relazione, la pura intelligenza, la lealtà, la lungimiranza o una qualsiasi delle qualità che il mondo burocratico chiama virtù e mette alla prova. La chiave è una certa capacità alla base di tutte queste qualità, più o meno come la capacità di respirare e pompare il sangue sta alla base di tutti i pensieri e le azioni. La chiave burocratica alla base di tutto è la capacità di avere a che fare con la noia. Di operare efficacemente in un ambiente che preclude tutto quanto è vitale e umano. Di respirare, per così dire, senz'aria. La chiave è la capacità, innata o acquisita, di trovare l'altra faccia della ripetizione meccanica, dell'inezia, dell'insignificante, del ripetitivo, dell'inutilmente complesso. Essere, in una parola, inannoiabile. Ho conosciuto, tra il 1984 e l'85, due uomini così. È la chiave della vita moderna. Se sei immune alla noia, non c'è letteralmente nulla che tu non possa fare. (p. 566-567, cap. 44) *La bellezza, almeno quando hai quell'età, è una specie di trappola. A una parte avida di te in realtà piace quell'attenzione. Sei speciale, sei desiderabile. Ci metti un attimo a identificarti con la bellezza, come se non avessi altro, è la cosa che ti rende speciale. [...] Il rovescio della medaglia è che cominci anche a capire che in realtà sei un pezzo di carne. Ecco cosa sei. Carne estremamente desiderabile, ma nessuno ti prenderà mai sul serio e non diventerai mai, che so, presidente di una banca perché nessuno guarderà mai al di là della bellezza, la bellezza è ciò che colpisce gli altri e ottunde la sensibilità, a loro interessa solo quella, ed è difficile non farti risucchiare e non cominciare, che so, ad adattarti e a vederti nello stesso modo. (p. 623, cap. 46) *È la sensazione, che per gli adolescenti è veramente terribile, di sentire che nessuno è veramente in grado di conoscerti o di amarti per quello che sei perché non è capace di vederti né tu glielo permetti anche se ti sembra di volere che lo faccia. Ma allo stesso tempo è anche la sensazione di sapere che è un problema noioso e immaturo da brutto film:«Ohi ohi, nessuno sa amarmi per quello che sono», perciò sei consapevole che il tuo senso di solitudine è stupido e banale anche se lo provi, il senso di solitudine, perciò non hai nemmeno un briciolo di comprensione per te stessa. (p. 625, cap. 46) *E per la prima volta ho pensato alle cicatrici e ai tagli come a un modo per far venire fuori la verità interiore tutt'altro che bella, per farla diventare esteriore. (p. 626, cap. 46) *Come se sapendo perché lo facevi potessi come per incanto non farlo più. E questo secondo lui era una grossa balla che si bevevano tutti e che rendeva i dottori e la terapia standard un'enorme perdita di tempo per quelli come noi: secondo loro diagnosi e cura erano la stessa cosa. Se sapevi il perché avresti smesso. Che è una stronzata. [...] Smetti soltanto se smetti. (p. 626-627, cap. 46) *-Non guardavano oltre la superficie [...]. Ma in realtà era tutto superficie.<br/>-La tua superficie?<br/>-Sì, perché sotto la superficie c'erano solo le sensazioni e i conflitti relativi alla superficie, e la rabbia, per il mio aspetto fisico e l'effetto che provocavo sugli altri, e in realtà dentro ero sempre imbestialita. (p. 644, cap. 46) *{{NDR|Riferito ad alcune canzoni country}} Capisci che quei cantanti parlano di perdere una parte di sé o di tradire continuamente se stessi in nome di quello che secondo loro gli altri vogliono finché muoiono dentro e non sanno nemmeno più cosa significhi ''io''. (p. 655, cap. 46) *Avevo diciassette anni, per la miseria. Facevo una tempesta in un bicchier d'acqua. (p. 656, cap. 46) *L'idea che tutti siano come te. Che tu sia il mondo. La malattia del capitalismo consumista. Il solipsismo compiaciuto. (p. 662, cap. 47) *Sono nudo, sapete. Sotto tutta questa roba. (p. 678, cap. 48) *Siccome respiriamo tutti, tutto il tempo, è sbalorditivo quando qualcuno ti indica come e quando devi respirare. E con quale chiarezza uno totalmente privo di immaginazione veda una certa cosa se gli dicono che ce l'ha davanti, corredata di ringhiera e guide di gomma, che curva a destra sul fondo inoltrandosi in un'oscurità che si ritrae davanti a te. Non è come dormire. Né la sua voce si modifica o sembra ritirarsi. Lei è lì, parla con calma, e anche tu. (p. 695, cap. 50) ===Citazioni su ''Il re pallido''=== *In questo romanzo compaiono dei miracoli, ma solo quando il personaggio che li compie riversa altrove tutta la propria attenzione; ''Il re pallido'' è esso stesso un miracolo, ma l'autore nostro fratello non ne era consapevole, tutto preso com'era a sentirsi male attrezzato. ([[Sandro Veronesi]]) *In questo senso va detto che ''Il re pallido'', negli Stati Uniti dove le tasse sono una cosa seria, è stato classificato come un romanzo politico, ma la cosa più importante è che si tratta di un romanzo straordinariamente ricco e rigoglioso, pieno di storie terribili e meravigliose e soprattutto pieno di quel dolore la cui sopportazione fa dei suoi protagonisti – prima di diventare agenti del fisco, ma anche dopo – per l'appunto degli eroi. ([[Sandro Veronesi]]) *Si può ben dire d'altronde che Il re pallido sia un romanzo sulla consapevolezza. Ma si può dire anche che sia un romanzo sull'attenzione – e ovviamente anche sull'inconsapevolezza e sulla distrazione. Soprattutto, si può dire che sia un grandioso, inaudito monumento alla Noia intesa però non in senso [[Alberto Moravia|moraviano]], cioè esistenziale, cioè sociale, ma proprio nel suo senso letterale, filologico, chimico, nella sua essenza di prodotto di, per l'appunto, attenzione e consapevolezza in dosi molto alte. Un gesto che nessuno aveva mai nemmeno concepito e che, viene da credere, sarebbe rimasto incompiuto comunque, nel senso che DFW non avrebbe probabilmente mai saputo terminarlo anche se il 12 settembre del 2008 non si fosse tolto la vita. In realtà, così come lo leggiamo, il romanzo è più che altro il frutto delle decisioni di Michael Pietsch, suo amico ed editor di Little, Brown che ha letto, studiato, filtrato e selezionato le oltre tremila cartelle lasciate da Wallace in hard disk, raccoglitori, quadernoni, notes, floppy disk, fasci di pagine stampate e fasci di pagine scritte a mano, per ricaravarne le – in lingua originale – circa cinquecento pagine che poi, divise in cinquanta capitoli compongono il romanzo inteso come prodotto editoriale. ([[Sandro Veronesi]]) ==''Il tennis come esperienza religiosa''== ===''Democrazia e commercio agli US Open''=== *Sembra brutale, [[Mark Philippoussis|Philippoussis]], spartano, uno grosso e lento che gioca meccanicamente di potenza da fondocampo, con una cattiveria gelida negli occhi, e a paragone [[Pete Sampras|Sampras]], che non è esattamente un pallettaro, appare quasi fragile, cerebrale, un poeta, saggio e triste allo stesso tempo, stanco come solo le democrazie sanno esserlo, l'espressione impaurita e la stessa strana malinconia post-Wimbledon che l'ha perseguitato per tutta l'estate a Montreal, Cincinnati, eccetera. (pp. 11-12) *Gli [[US Open|Us Open]] sono un grande evento per NYC. Il sindaco Dinkins non c'è più – quel Dinkins che faceva deviare le rotte di atterraggio all'aeroporto LaGuardia apposta per gli Open – ma anche sotto Rudy Giuliani, per due settimane una città che di norma non darebbe un soldo bucato per uno sport aristocraticamente privo di contatto fisico come il tennis mostra una grande partecipazione. (p. 18) *Un paio di scarpe incredibilmente grosse sotto la protezione del Campo 16 appartiene – poco ma sicuro – a [[Richard Krajicek]], l'olandese alto due metri che gioca come una gru impazzita. Saranno come minimo un 54; roba da non credersi. (pp. 32-33) ===''Federer come esperienza religiosa''=== [[Immagine:Roger Federer at the 2009 Wimbledon Championships 12.jpg|thumb|«La spiegazione metafisica è che [[Roger Federer]] è uno di quei rari atleti preternaturali che sembrano essere esenti, almeno in parte, da certe leggi fisiche.»]] *Quasi tutti gli amanti del tennis che seguono il circuito maschile in televisione hanno avuto, negli ultimi anni, quello che si potrebbero definire «Momenti [[Roger Federer|Federer]]». Certe volte, guardando il giovane svizzero giocare, spalanchi la bocca, strabuzzi gli occhi e ti lasci sfuggire versi che spingono tua moglie ad accorrere da un'altra stanza per controllare se stai bene. I Momenti sono tanto più intensi se un minimo di esperienza diretta del gioco ti permette di comprendere l'impossibilità di quello che gli hai appena visto fare. (p. 43) *Scopo degli [[sport]] agonistici non è la [[bellezza]], anche se gli sport ad alto livello sono luogo deputato per l'espressione della bellezza umana. Il rapporto è pressappoco quello che intercorre fra il [[coraggio]] e la [[guerra]]. La bellezza umana in questione è una bellezza di tipo particolare; si potrebbe definire bellezza cinetica. La sua forza e la sua attrattiva sono universali. Sesso o modelli culturali non c'entrano. C'entra, piuttosto, la riconciliazione degli [[Uomo|esseri umani]] e il fatto di avere un [[corpo]]. Negli sport maschili non si parla mai di bellezza, di [[Grazia (qualità)|grazia]] o del corpo. I maschi possono professare il loro «amore» per gli sport ma è un amore che deve sempre improntato e applicato alla simbologia della guerra: eliminazione contro promozione, gerarchia di rango e livello, statistiche ossessive, analisi tecniche, fervore tribale e/o nazionalista, uniformi, rumore di massa, striscioni, pugni battuti sul petto, facce dipinte, eccetera. Per motivi non del tutto chiari, molti di noi trovano i codici della guerra più sicuri di quelli dell'amore. (pp. 46-47) *Impossibile da descrivere concretamente la bellezza di un fuoriclasse. O evocarla. Il dritto di [[Roger Federer|Federer]] è una possente scudisciata liquida, il rovescio è un colpo a una mano che lui sa tirare di piatto, caricare di topspin o tagliare – quello tagliato ha un tale nerbo che la palla cambia forma nell'aria e rasenta l'erba più o meno all'altezza della caviglia. Il servizio ha una velocità e un grado inarrivabile di varietà e precisione; i movimenti del servizio sono flessuosi e sobri, si distinguono (in tv) solo per il guizzo anguillaceo dell'intero corpo al momento dell'impatto. L'intuizione e il suo senso del campo sono portentosi, il gioco di gambe non ha eguali nel tennis: da piccolo era anche un prodigio del calcio. Tutto vero, eppure non spiega niente né evoca l'esperienza di guardare questo giocatore in azione. Di assistere, con i propri occhi, alla bellezza e al genio del suo tennis. Meglio arrivare alla questione estetica per vie traverse, girarci intorno, o – come faceva [[Tommaso d'Aquino]] col il suo soggetto ineffabile – cercare di definirla in termini di ciò che non è. (pp. 53-54) *[[Torneo di Wimbledon|Wimbledon]] è strana. In verità è la mecca di questo gioco, la cattedrale del tennis; ma la giusta dose di venerazione ''in loco'' risulterebbe meno indigesta se il torneo non si prodigasse a ribadire di continuo che è la cattedrale del tennis. C'è un misto di autocompiacimento stucchevole e di implacabilità nel promuovere e nel vendere se stessi. (p. 56) *La spiegazione metafisica è che [[Roger Federer]] è uno di quei rari atleti preternaturali che sembrano essere esenti, almeno in parte, da certe leggi fisiche. Validi equivalenti sono [[Michael Jordan]], che non solo saltava a un'altezza sovraumana ma restava a mezz'aria un paio di istanti in più di quelli consentiti dalla gravità, e [[Muhammad Ali]], che sapeva davvero «aleggiare» sul ring e sferrare due o tre jam nel tempo richiesto da uno solo. Dal 1960 in qua ci saranno altri cinque o sei esempi. E Federer rientra nel novero: nel novero di quelli che si potrebbero definire geni, mutanti o avatar. Non è mai in affanno né sbilanciato. La palla che gli va incontro rimane a mezz'aria, per lui, una frazione di secondo più del dovuto. I suoi movimenti sono flessuosi più che atletici. Come Ali, Jordan, [[Diego Armando Maradona|Maradona]] e Gretzky, pare allo stesso tempo più e meno concreto dei suoi avversari. Specie nel completo tutto bianco che Wimbledon ancora si diverte impunemente a imporre, sembra quello che (secondo me) potrebbe benissimo essere: una creatura con il corpo fatto sia di carne sia, in un certo senso, di luce. (pp. 58-59) *Dicono spesso che il [[tennis]] si gioca sui centimetri, un cliché riferito soprattutto a dove cade la palla. Se si tratta invece di rispondere a una palla, il tennis si gioca sui micrometri: minuscoli cambiamenti evanescenti intorno al momento dell'impatto, avranno grosse ripercussioni su come e dove viaggia la palla. Il medesimo principio spiega come mai la benché minima imprecisione nel puntare il fucile non manderà il colpo a segno se il bersaglio è a una certa distanza. (p. 61) *[[Jimmy Connors|Connors]], a proposito, non è stato il padre del gioco di potenza. Sparava cannonate da fondocampo, questo sì, ma i suoi palleggi erano piatti e privi d'effetto e dovevano per forza rasentare la rete. (p. 70) *[[Ivan Lendl]] è stato il primo fuoriclasse a dare l'impressione che le sue tattiche e i suoi colpi si costruissero intorno alle particolari capacità delle racchette composte. Il suo scopo era fare punto da fondocampo con i passanti o direttamente con i colpi vincenti. La sua arma era il palleggio, specie il dritto, che doveva la sua velocità impressionante alla quantità di topspin che lui riusciva a dare alla palla. La fusione di velocità, topspin e angolazioni gli consentiva anche di fare una cosa che si è rivelata fondamentale per l'avvento del gioco di potenza da fondocampo. Lendl sapeva creare angolazioni radicali, straordinarie con i palleggi violenti, soprattutto per via della velocità a cui un forte topspin fa piombare e atterrare la palla impedendole di allargarsi. (pp. 70-71) *La grandezza di [[Ivan Lendl]] non rimarrà immortale. È stato semplicemente il primo campione a dimostrare quello che un forte topspin e la potenza bruta ti permettono di conquistare da fondocampo. (pp. 71-72) *La particolarità di [[Roger Federer|Federer]] è che è [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]] e i [[Metallica]] allo stesso tempo, e l'armonia è sopraffina. (p. 73) *Con [[Roger Federer|Federer]] la scelta non si pone. Lo svizzero ha tutta la velocità di [[Ivan Lendl|Lendl]] e [[Andre Agassi|Agassi]] nel palleggio, durante l'oscillazione si solleva da terra e con i tiri da fondocampo batte perfino [[Rafael Nadal|Nadal]]. [...] Sottigliezze, tocco e raffinatezza non sono morti nell'era della potenza da fondocampo. Perché il 2006 è un'era in cui vige, ancora, quel tipo di gioco: Roger Federer gioca di potenza da fondocampo che è una meraviglia, da vero fuoriclasse. Ma non fa solo questo. Ci mette anche l'intelligenza, l'intuitività occulta, il senso del campo, la capacità di interpretare e manovrare gli avversari, di combinare effetto e velocità, di fuorviare e dissimulare, di usare il fiuto tattico, la visione periferica e la portata cinestetica anziché soltanto la velocità meccanica: tutto questo ha svelato i limiti, e le possibilità, del tennis maschile com'è giocato adesso. (pp. 73-74) *Nello stesso modo enfatico, empirico, dominante in cui Lendl impartiva la sua lezione, [[Roger Federer]] dimostra che la velocità e la potenza del gioco professionistico odierno sono lo [[scheletro]], non la carne. Ha, in senso figurato e letterale, ridato corpo al tennis maschile e per la prima volta da anni il futuro di questo sport è imprevedibile. (p. 74) ==== Citazioni su ''Federer come esperienza religiosa'' ==== *A Wimbledon ho conosciuto Foster Wallace, abbiamo preso un tè insieme. Era pagato per fare un articolo al giorno e lo faceva. Ma ha compiuto un'operazione molto giornalistica, dico giornalistica nell'aspetto negativo del termine, come di quelli che scrivono articoli scopiazzando. Cerchiamo di essere seri, per favore: Wallace ha scritto delle cose incomprensibili su Federer. ([[Gianni Clerici]]) *{{NDR|Riferito a Wallace e al suo saggio}} Lasciategli la certezza che nessuno potrà mai incastrare [[Roger Federer]]. Lui ed il suo segreto inaccessibile, "''qualcosa che ha che fare col mistero e la metafisica''". Qualcosa che gli ipertrofici pettorali di Nadal non potranno mai custodire. ([[Giorgio Porrà]]) *Non dite a David che il suo [[Roger Federer|Roger]] è ruzzolato a valle. Travolto dai macigni scagliati da Djokovic e Nadal, un po' come [[Buster Keaton]] in quella celebre gag. Non dite a David Foster Wallace [...] che Roger Federer è ormai solo in terza fila nel ranking mondiale dopo la bocciatura nei quarti a Wimbledon, il giardino di casa. Per i devoti solo appannamento, per la critica più severa il principio della fine. Comunque sia, solo a tratti il suo tennis riesce a ritrovare l'antica perfezione. Quella attorno alla quale investiga lo scrittore americano, ex tennista a buoni livelli, nel saggio narrativo "''Federer come esperienza religiosa''", strumento utilissimo anche per provare a interpretare la flessione del fuoriclasse svizzero. ([[Giorgio Porrà]]) ==''Infinite Jest''== [[Immagine:David Foster Wallace headshot 2006.jpg|thumb|David Foster Wallace]] ===[[Incipit]]=== Siedo in un ufficio, circondato da teste e corpi. La mia postura segue consciamente la forma della sedia. Sono in una stanza fredda nel reparto Amministrazione dell'Università, dei Remington sono appesi alle pareti rivestite di legno, i doppi vetri ci proteggono dal caldo novembrino e ci isolano dai rumori Amministrativi che vengono dall'area reception, dove poco fa siamo stati accolti io, lo zio Charles e il Sig. deLint. ===Citazioni=== *Può darsi che vi giunga nuova, ma nella vita c'è di più che starsene seduti a stabilire contatti. (p. 20) *Io sono decisamente antimorte. Dio sembra essere sotto ogni profilo promorte. Non vedo come potremmo andare d'accordo sulla questione, lui e io. (p. 51) *Definirsi in opposizione a qualcosa significa essere ancora anaclitico nei confronti di quella cosa, giusto? [...] E gli uomini che pensano di odiare ciò di cui in realtà hanno paura di avere bisogno non sono molto interessanti, credo io. *Sono così bella che sono deforme. *Il completo insieme delle sue relazioni interpersonali consisteva di persone a cui non importava niente di lui e di persone che volevano il suo male. (p. 403) *La verità ti renderà libero. Ma solo quando avrà finito con te. (p. 527) *L'esperienza americana sembra suggerire che, a vari livelli, il bisogno della gente di dedicarsi anima e corpo a qualcosa è praticamente illimitato. Solo che qualcuno preferisce farlo in segreto. *Marathe era pronto a morire di morte violenta in qualsiasi momento, il che lo rendeva libero di scegliere tra le emozioni. *Stavo riflettendo su quella specie di [[filantropo]] che sembra repellente sul piano umano non malgrado la sua carità, ma per via di essa: a un certo livello si capisce che lui vede coloro che ricevono la sua carità non come persone, ma piuttosto come strumenti attraverso i quali può sviluppare la sua virtù. *La persona che ha una così detta "[[depressione]] psicotica" e cerca di uccidersi non lo fa aperte le virgolette "per sfiducia" o per qualche altra convinzione astratta che il dare e avere nella vita non sono in pari. E sicuramente non lo fa perché improvvisamente la morte comincia a sembrarle attraente. La persona in cui l'invisibile agonia della Cosa raggiunge un livello insopportabile si ucciderà proprio come una persona intrappolata si butterà da un palazzo in fiamme. Non vi sbagliate sulle persone che si buttano dalle finestre in fiamme. Il loro terrore di cadere da una grande altezza è lo stesso che proveremmo voi o io se ci trovassimo davanti alla finestra per dare un'occhiata al paesaggio; cioè la paura di cadere rimane una costante. Qui la variabile è l'altro terrore, le fiamme del fuoco: quando le fiamme sono vicine, morire per una caduta diventa il meno terribile dei due terrori. Non è il desiderio di buttarsi; è il terrore delle fiamme. Eppure nessuno di quelli in strada che guardano in su e urlano "No!" e "Aspetta!" riesce a capire il salto. Dovresti essere stato intrappolato anche tu e aver sentito le fiamme per capire davvero un terrore molto peggiore di quello della caduta. *La vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi. *È possibile che gli angeli non esistano, però ci sono persone che potrebbero essere angeli. *Dio, – a meno che non siate [[Charlton Heston]], o fuori di testa, o entrambe le cose – parla e agisce interamente tramite degli esseri umani, ammesso che poi ci sia un Dio. *Dio potrebbe inserire la questione se crediate nell'esistenza di un Dio o meno piuttosto in basso nella lista della cose sul vostro conto che a lui/lei/esso interessano. *Se in virtù di carità o disperazione doveste mai trovarvi a passare del tempo in una struttura statale di recupero da Sostanze come la EH, verrete a sapere molte cose nuove e curiose. Scoprirete che [...]. O, per esempio, che le persone dipendenti da una Sostanza che smettono all'improvviso di assumere quella Sostanza soffrono spesso di una forma perversa di acne papulosa che può durare mesi in attesa che gli accumuli di Sostanza abbandonino lentamente il corpo. Lo Staff vi farà sapere che questo accade perché la pelle è effettivamente il più grosso organo escretivo del corpo. [...] Che (un sollievo ma allo stesso tempo una delusione) i peni dei neri tendono ad aver misure nel complesso uguali a quelle dei peni bianchi.[...] Che si riesce ad avvertire una specie di microsballo anfetaminico se si consumano in rapida successione tre Millennial Fizzy e una confezione di biscotti Oreo a stomaco vuoto. [...]Che riguardo alle funzioni sessuali ed escretive le persone di sesso femminile sanno essere volgari quanto quelle di sesso maschile. [...] Che un [[paradossi dai libri|paradosso]] poco menzionato della dipendenza da una Sostanza è il seguente: una volta che siete così schiavi di una Sostanza da doverla abbandonare per salvarvi la vita, la Sostanza schiavizzante è diventata per voi così profondamente importante che uscirete di senno quando ve la porteranno via. Oppure che a volte, dopo che la vostra Sostanza vi è stata portata via per salvarvi la vita, mentre siete inginocchiati per le preghiere obbligatorie della mattina o della sera, vi troverete a pregare perché vi sia consentito di perdere letteralmente il senno, di avvolgere la vostra mente in un vecchio giornale e lasciarla in un vicolo a cavarsela senza di voi. [...] Che oltre il cinquanta per cento delle persone con una dipendenza da Sostanza è contemporaneamente affetto da qualche altra forma di disturbo psichiatrico. [...] Che la validità logica di un argomento non ne garantisce la verità. [..] Che statisticamente è più facile liberarsi da una dipendenza per le persone con un basso QI che per quelle con un QI più alto. [...] Che è possibile abusare fino all'assuefazione di antinfluenzali e antistaminici da banco. Che le attività noiose diventano perversamente molto meno noiose se ci si concentra molto su di esse. [...] Che esiste una cosa come la cruda, incontaminata, immotivata gentilezza. Che è possibile addormentarsi di botto durante un attacco d'ansia. [...] Che la maggioranza delle persone con una dipendenza da Sostanza è anche dipendente dal pensare, nel senso che ha un rapporto compulsivo e insano con il proprio pensiero. [...]Che ci vuole un grande coraggio per dimostrarsi deboli. Che nessun singolo momento individuale è in sé insopportabile. [...]Che è possibile fumare così tante sigarette da farsi delle piccole ulcerazioni bianche sulla lingua. Che il cliché "Non so chi sono" sfortunatamente si rivela più di un cliché. Che provare a ballare da sobri è tutto un altro paio di maniche. Che per qualche perversa ragione, è spesso più divertente desiderare qualcosa che averlo. Che è consentito VOLERE. Che tutti sono identici nella segreta tacita convinzione di essere, in fondo, diversi dagli altri. Che questo non è necessariamente perverso. (pp. 239-245) *Gli era già successo di perdere la testa per qualcuna, ma mai di sentirsi decapitato. [...] Gli ci vollero tre feste solo per capire che il suo nome non era Joel. (p. 347) *"Dov'è allora la loro linea retta più breve, si? Dov'è la linea efficientemente e rapidamente retta di Euclide allora, si? E quanti due punti esistono senza che ci sia qualcosa in mezzo?" (p. 96) *" Sono tremendamente spiacente di importunarla. Posso ripassare. Mi stavo solo chiedendo se in un Programma speciale ci fosse una preghiera per quando ci si vuole impiccare". (p. 212) *Solo agli Aa (Alcolisti anonimi) di Boston si può sentire la storia di un immigrante di cinquant'anni che racconta in maniera lirica la sua prima [[defecazione]] solida da adulto. (p. 421) *"Non chiedere PERCHÈ / se non vuoi MORIRE / fai quello che ti viene DETTO / Se non vuoi MORIRE." (p. 450) *[...] ma invece Lenz sulla via del ritorno si ritrova in preda a un'enorme compulsione idrolitica ad avere Green al suo fianco – o qualsiasi altra persona che non possa o non voglia andare via – vicino a sé, e a confidare a Green o a qualsiasi altro orecchio compiacente ogni esperienza e pensiero abbia mai provato. [...] Lenz racconta a Green di quanto spettacolarmente obesa era sua madre, e usa le braccia per illustrare drammaticamente le dimensioni di cui sta parlando. Respira ogni terzo o quarto fatto, ergo circa una volta ogni isolato. Lenz racconta a Green le trame di molti libri che ha letto, ricamandoci sopra. [...] Lenz racconta con euforia a Green che una volta gli successe di tranciarsi di netto la punta di un dito con la catena di un motorino e dopo pochi giorni di intensa concentrazione il dito gli era ricresciuto rigenerandosi come le code delle lucertole e disorientando le autorità mediche. [...] Lenz spiega a Green che è una leggenda che il coccodrillo del Nilo sia il coccodrillo più temuto perché il coccodrillo dell'Estuario che può vivere anche in acque salate è un miliardo di volte più temuto da chi conosce queste cose. [...] Segue un'analisi del termine ''disfunzione'' e la sua importanza nelle differenze tra, diciamo, la psicologia e la religione naturale. [...] Lenz racconta il suo sogno ricorrente nel quale si trova seduto sotto uno di quei ventilatori tropicali da soffitto su una sedia di bambù e indossa un cappello da safari di L.L. Bean e ha una valigetta di vimini sulle ginocchia, e questo è tutto, questo è il suo sogno ricorrente. [...] Lenz dice di ricordarsi alcuni fatti che sostiene gli siano capitati ''in vitro''. (pp. 667-670) *Se una donna appena attraente fa tanto di sorridere a Don Gately quando gli passa accanto in una strada affollata, Don Gately, come quasi tutti i tossicodipendenti eterosessuali, nello spazio di un paio di isolati le ha già confessato eterno amore nella sua mente, l'ha scopata, si è sposato e ha avuto figli da quella donna, tutto nel futuro, tutto nella sua testa, e sta coccolando un piccolo Gately sulle ginocchia mentre questa Sig.ra G. mentale spolvera in giro con un grembiule addosso che certe notti indossa senza niente sotto. Quando arriva dove doveva andare, il tossicodipendente ha già divorziato dalla donna e si sta battendo come un leone per la custodia dei figlio oppure è ancora mentalmente felice insieme a lei negli anni del tramonto, seduti insieme in mezzo ai nipotini con le teste grosse sotto il portico su un dondolo speciale modificato per sostenere la mole di Gately, lei con le calze elastiche e le scarpe ortopediche, ancora maledettamente bellissima, e non hanno bisogno di parlare per capirsi, e si chiamano 'Mamma' e 'Papà', sapendo che tireranno il calzino a poche settimane l'uno dall'altra perché nessuno dei due può assolutamente vivere senza l'altro, e questo è il legame che li unisce dopo tutti questi anni. (p. 1037) *È difficile notare quello che vedi tutti i giorni. (p. 1146) *Ogni palla che atterra nella vostra parte di campo ma non siete sicuri se è dentro o fuori: datela buona. Ecco come rendervi invulnerabili da chi usa mezzucci. Come non perdere mai la concentrazione. Ecco come ripetersi, quando l'avversario ruba punti, che una volta corre il cane e una volta la lepre. Che la punizione di un gioco poco sportivo è sempre autoinflitta. Provate a imparare dalle ingiustizie. (p. 207) *L'ingiustizia è una maestra rigida ma impareggiabile. *Cercate di vedere voi stessi nei vostri avversari. Vi porteranno a capire il Gioco. Ad accettare il fatto che il Gioco riguarda la gestione della paura. ==''La ragazza dai capelli strani''== ===''Piccoli animali senza espressione''=== *Esaminano e riesaminano, con una sorta di entusiasmo infelice, le piccole ignoranze che necessariamente, dice Julie, delimitano la strada che porta a un qualunque vero legame fra due persone. (p. 9) *«Tua madre beve troppo», dice Julie Smith a Faye.<br/> «Lo fa per il dolore», dice Faye, osservando lo schermo.<br/> Julie guarda dentro l'ufficio di Faye dal monitor interno. «Per eliminarlo o per tenerlo vivo?» (p.15) *È convinta che due persone innamorate attraversino tre fasi distinte prima due arrivare a conoscersi davvero. All'inizio si raccontano aneddoti e gusti personali. Poi ciascuno dei due dice all'altro in che cosa crede. E poi ciascuno osserva la relazione che c'è fra quello in cui l'altro ha detto di credere e quello che in effetti ''fa''.(p. 16) *Fra le cose che Julie Smith odia di più ci sono: i biglietti di auguri, i genitori adottivi che adottano senza prima guardarsi dentro e valutare la propria capacità di amare, l'odore di zolfo, John Updike, gli insetti con le antenne e gli animali in genere. (p. 19) *Ma considera che pochi, pochissimi di noi sono in grado di affrontare l'ovvio. (p. 21) *Lo share di ascolto [...] è un bel cinquanta per cento: al pari del Super Bowl e degli attentati eccellenti. (p. 29) *Per come la vedo io: Faye è il genere di ragazza che cavalca costantemente l'onda delle proprie emozioni. Hai presente ? Non ha veramente il controllo di dove la portano, ma non si lascia mai nemmeno azzerare del tutto. È una surfista della psiche. (p. 33) *Passa troppo tempo a ossessionarsi con l'idea di non lasciarsi ossessionare dal fatto che la regista è la moglie del suo ex marito. (p. 33) *O siete parte delle soluzione, o siete parte del precipitato. (p. 42) *Un paio di giorni dopo ricevi una cartolina frettolosa dalla Francia, che lui ti ha spedito il giorno che è arrivato. Dice:"Il panorama è qui. Vorrei che tu fossi bellissima". (p. 59) *L'intensità del tuo amore crea quella che si potrebbe chiamare una situazione organica: un corpo non può camminare senza gambe, due gambe non possono camminare senza un corpo. Lui diventa il tuo corpo. (p. 51) *È una piccola comunità, minuscola e sordida e claustrofobica, dove nessuno può sfuggire alle zappe che si è tirato sui piedi. (p. 56) *«I mari sono mari solo quando si muovono» sussurra Julie. «Sono le onde a impedire che i mari sembrino semplicemente delle enormi pozzanghere. I mari sono fatti soltanto dalle loro onde. E ogni onda del mare alla fine è destinata a incontrare ciò verso cui si muove, e a infrangersi. [...] Un'onda che si infrange su uno scoglio e abbandona la sua forma in un gesto che ''esprime'' quella forma. Capisci?» (p. 61) ===''Per fortuna il Funzionario Commerciale sapeva fare il massaggio cardiaco''=== ====[[Incipit]]==== Un Funzionario Commerciale, divorziato di fresco, terminò l'ennesima serata di straordinari nel suo ufficio, nel reparto Commerciale. Erano le dieci passate. In un altro ufficio, all'estremità opposta di un altro piano, il Vicepresidente Responsabile della Produzione Estera della stessa ditta, sposato da quasi trent'anni, nonno di un nipotino, finì anche lui di lavorare molto tardi. Tutti e due se ne andarono. C'erano fra questi ultimi due funzionari a lasciarle l'Edificio lo stesso tipo di somiglianze di cui godo le rette parallele. ====Citazioni==== *Si stava preparando a prova quella sensazione maschile e particolare associata con l'obbligo di conversazione a cui si trovano sottoposti due uomini con qualche relazione professionale che si incrociano in ore notturne dentro un luogo sotterraneo altrimenti deserto e silenzioso ma di un silenzio fragile, molto al di sotto della sede altissima e vagamente pulsante di quella che è stata per entrambi una lunga e faticosa giornata di lavoro. Condividevano lo stesso dolore, anche se ovviamente nessuno dei due lo sapeva. (p. 68) ===''La ragazza dai capelli strani''=== ====[[Incipit]]==== Gin Fizz aveva sognato che se ieri sera non vedeva un concerto sarebbe diventata una qualche specie di liquido, perciò ieri sera io e i miei amici Mister Wonderful, Big e Gin Fizz siamo andati a vedere Keith Jarrett che suonava un concerto per pianoforte all'Auditorium di Irvine. È stato un concerto così bello! Keith Jarrett è un negro che suona il pianoforte. A me piace moltissimo vedere i negri esibirsi in tutti i campi delle arti dello spettacolo. Trovo che siano una razza talentuosa e incantevole di artisti, che sono spesso molto divertenti. In particolare mi piace guardare le esibizioni dei negri a una certa distanza, perché da vicino spesso hanno un odore sgradevole. ====Citazioni==== *Il profano medio sarebbe sorpreso di sapere quante [[giuria|giurie]] si lasciano suggestionare dall'apparenza. (p. 88) *Ha manifestato l'opinione che i punk fossero bambini nati in un posticino minuscolo, senza finestre, e inoltre chiuso su ogni lato da pareti di cemento e metallo, spesso devastate da graffiti, e che da adulti stessero cercando di aprirsi un varco fra quelle pareti. (pp. 91-92) *Cacio ha dichiarato che tutti i membri della mia combriccola di punk sentivano di non avere nulla e di non poter mai avere nulla perciò trasformavano il nulla in tutto. D'altra parte Cacio ha dichiarato che io era un Cucciolo Rabbioso che aveva già tutto, quindi avrebbe voluto domandarmi come mai avevo scambiato il mio bel tutto con un bel niente. (p. 92) ===''Lyndon''=== ====[[Incipit]]==== «Mi chiamo Lyndon Baines Johnson. Quel cazzo di pavimento che hai sotto i piedi è mio, ragazzo» ====Citazioni==== *Se dedichi la vita ad altre persone, se dedichi la salute fisica e le rotelle che hai in testa e i tuoi concetti intellettuali al servizio della gente, tu e tua moglie vi dovete portare l'uno dentro l'altra, fa niente anche se siete lontani, distanti o soli. (p. 120) *Darei tutto quello che ho al mondo pur di non dovermi mettere sull'attenti e accettare un incarico che non mi spetta di diritto o per volontà del popolo. Una persona intelligente evita le scorciatoie. La carità. Le umiliazioni. La sfiducia. Le responsabilità che non hai mai neanche avuto tempo di prepararti ad aspettare. (p. 140) *«Ragazzo mio, però nella loro arrabbiatura io ci sento un profumo di contentezza. Secondo me gli piace sentirsi indignati e sviliti e ingiustamente ignorati. Ecco come la vede il qui presente leader del mondo libero, ragazzo». (p. 145) *«Giustizia e ingiustizia non sono mica parole», disse. «Sono cose che uno sente dentro. Nelle budella, nell'intestino, da quelle parti lì. Non sono parole. Non sono canzoni con le chitarre. Sono le cose che ti fanno sentire in un certo modo piuttosto che in un altro. Sono dentro di te. Nel tuo cuore e nel tuo apparato digerente. Come la gente che personalmente ami». Si tastò l'avambraccio e chiuse il pugno. «Fa'che quei poveri disgraziati laggiù in fondo si assumano la ''responsabilità'' di qualcosa per un attimo, ragazzo mio. Fa'che siano responsabili di qualcun altro e poi vediamo se mi vengono a parlare, a me, al loro presidente, a Lyndon Baines Johnson, di giustizia e ingiustizia e via dicendo». (p. 147) *«Ho detto al mio uccellino che la responsabilità è come il cielo, ragazzo. Così le ho detto. Tu cosa mi rispondi se ti vengo a chiedere che ''sensazione'' ti dà il cielo? Il cielo non è una sensazione, ragazzo mio». [...] «Ma sta lì, amico mio. Il cielo sta lì. Ti sta sopra la zucca ogni cazzo di giorno che Dio manda in terra. Puoi andare dove ti pare e piace, ragazzo, ma se alzi gli occhi, in cima a ogni altra dannatissima cosa c'è lui.E il giorno in cui non ci sarà più il cielo...» (p. 149) *«L'amore è soltanto una parola. Congiunge cose che sono separate. Io e Lyndon, anche se tu non sarai d'accordo, siamo d'accordo sul fatto che quello che c'è fra noi non si può più chiamare propriamente ''amore''. Perché abbiamo smesso molto tempo fa di essere abbastanza ''separati'' perché ci sia un "amore" a coprire una distanza. Lyndon dice che non vede l'ora che arrivi il giorno in cui ''amore'' e ''giustizia'' e ''ingiustizia'' e ''responsabilità'', il giorno un cui voi giovani d'America, dice, capirete che quelle parole non sono altro che maniere di affrontare la distanza». (p. 159) ===''John Billy''=== *«A Chuck Junior gli venne paura di se stesso».<br/> Mai avuto paura di voi stessi? Fa parecchio male. (p. 180) *«Divenne prezioso e di gran valore per noi, come può diventarlo solo una cosa che uno è spaventato a morte all'idea di perderla» (p. 181) ===''Da una parte e dall'altra''=== *«Ero convinto di poter cantare come un filo metallico allo zero assoluto, acutissimo e pallido, di poter bruciare senza accensione o frizione, di poter brillare a freddo come una luna color limone, abbracciato a una griglia di puro significato. Trasferimento privo di interferenze. Ma poi un piccolo, silenzioso, educato, profumato, odoratissimo sistema di nuovi segnali mi ha in qualche modo sparato alla testa. Con le parole e le lacrime mi ha amputato qualcosa. Io le avevo donato la mia più intima importanza, e il suo autobus è ripartito, lasciando una qualche parte fondamentale di me dentro di lei come un pungiglione di un'ape. Adesso l'unica cosa che voglio è salire in macchina e andarmene molto lontano. a sanguinare». (p. 210) *Nell'agenzia dove lavorava ha visto un sacco di deficienti che per tutta la vita sono stati dietro soltanto alla carriera, alla caccia, al golf o al loro uccello, e alla fine che cosa si sono ritrovati in mano, quand'è arrivato l'inverno e il mondo intero è rimasto isolato dalla neve? (p. 222) *«Non ho paura delle cose nuove. Ho soltanto paura di sentirmi sola anche quando ho qualcun altro vicino. Ho paura di soffrire. Forse è una cosa egoista, ma è così che mi sento». (p. 228) *«Credo, inginocchiato dietro la cucina, con mia zia che si accovaccia a posarmi una mano sulla spalla, che mi faccia assolutamente paura tutto ciò che esiste».<br/> "Allora accomodati pure". (p. 233) ===''La mia apparizione''=== ====[[Incipit]]==== Sono una donna che è apparsa in pubblico al talk show di David Letterman il 22 marzo del 1989. Per dirla con mio marito Rudy, sono una donna la cui faccia e i cui modi sono noti a qualcosa come metà della popolazione misurabile degli Stati Uniti, il cui nome è su bocche, copertine e schermi. E il cui profondo del cuore è invisibile, e nascosto in maniera irraggiungibile. Ed è questo che secondo Rudy mi avrebbe potuto salvare da tutto ciò che quell'apparizione comportava. ====Citazioni==== *«Non voglio che tu pensi che la messinscena sia reale.»<br/> «Pensavo che fosse praticamente sottinteso che una messinscena non può essere reale», dissi io. (p. 236) *«Edilyn», disse,«non è questione di cattiveria. È questione di ''ridicolo''. Quel bastardo si nutre di ridicolo come un enorme parassita con le lentiggini. Tutto il programma si nutre di queste cose: quando le situazioni diventano assurde, si gonfia e monta. Letterman assume quell'aria sazia, oscura e raggiante.» (p. 241) *«L'intera trasmissione si nutre della ridicolaggine ''di tutti''. È il fatto che il pubblico capisce che lui ''sceglie consapevolmente'' di rendersi ridicolo a renderlo immune dall'essere ridicolo, quel figlio di puttana non è scemo». (p. 242) *«La sincerità è passata di moda», disse Ron. «Adesso si ride ''proprio'' della gente che è sincera».<br/> «O di chi sembra sincero, di chi crede di essere sincero, direbbe Letterman», disse mio marito.(p. 244) *«Sta facendo soldi ridicolizzando la stessa identica cosa che l'ha messo nella posizione di poter far soldi ridicolizzando qualcosa». (p. 252) *«Quello che lo ha fatto arrivare lì, in quel posto, in quel momento, perché tu lo vedessi, è proprio che è ''impossibile'' vederlo. Il nocciolo della questione è tutto qui, capisci? Che nessuno è veramente come deve farsi vedere».<br/> Lo guardai. «E tu pensi che questa cosa sia vera».<br/> La sua sigaretta sfrigolò. «Non importa come la penso io. Quello è il presupposto su cui si basa il programma. La gente lo rende vero. Guardandolo». (p. 269) ===''Direi mai''=== ====[[Incipit]]==== Una cosa che non è divertente ? ''Il mal di stomaco'' Se non mi credere, chiedete alla signora Tagus, qui, che vi illuminerà sulla questione. Io, mal di stomaco, niente. Artrite sì, mal di stomaco no. ====Citazioni==== *Ho detto alla ragazza sapor di cannella che questo non mi verrà mai perdonato. Mai. Che quando raggiungi un certo punto della tua storia e una certa situazione sei legato a della gente, sei parte di qualcosa di più grande. Che tutta la costellazione diventa come un liquido, e qualunque tipo di agitazione la fa increspare tutta. Mi ha chiesto chi è stato il primo a dire mai dire mai. Le ho detto che dev'essere stata una persona molto sola. (p. 287) *Contro, contro, contro: le ragioni che si basano sugli altri sono facili da manipolare. Tutte le cose cave sono leggere. Perché il fatto è che mi sono stancato di stare bene. Di essere buono. Forse sono solo stanco di non sapere dove finiscono, in me, le aspettative millenarie di una costellazione, dov'è che la mia volontà può appendere il suo cappello di pelo. (p. 296) *Eppure perfino un principiante da solo riesce ben presto a capire che una vita condotta, temporaneamente o meno, come una semplice rinuncia a ogni valore diventa nella migliore delle ipotesi una cosa senza sbocco e nella peggiore una cosa vuota: una vita di attesa del non-sarà-mai. Seduti ad accettare passivamente (non a giudicare) l'accadere e il finire delle cose. (pp. 297-298) ===''È tutto verde''=== ====[[Incipit]]==== Lei dice non mi importa se mi credi o no, è la verità, poi tu credi pure quello che ti pare. Quindi è sicuro che mente. Quando è la verità si fa in quattro per cercare di farti credere quello che dice. Perciò sento di non avere dubbi. ====Citazioni==== *È tutto verde, dice. [...] La finestra sopra il lavello del mio cucinino è stata ripulita dal violento acquazzone di stanotte e ora è una mattina di sole, è ancora presto, e fuori c'è un casino di verde. Gli alberi sono verdi e quel po' d'erba che c'è oltre i dossi rallentatori è verde e allisciata. Ma non è tutto verde. Le altre roulotte non sono verdi e il mio tavolino lì fuori con le pozzanghere allineate e le lattine di birra e le cicche che galleggiano nei portacenere non è verde, né il mio furgone, o la ghiaia della piazzola, o il triciclo che sta rovesciato su un fianco sotto un filo per il bucato senza bucato sopra accanto alla roulotte vicina, dove c'è uno che ha fatto dei bambini. È tutto verde sta dicendo lei. Lo sta sussurrando e il sussurro non è più rivolto a me lo so. Getto la sigaretta e volto bruscamente le spalle al mattino con il sapore di qualcosa di vero in bocca. (p. 302) ==''La scopa del sistema''== ===[[Incipit]]=== Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti, e Mindy Metalman non fa eccezione, pensa Lenore, all'improvviso. Sono piatti e lunghi, con le dita strombate e i mignoli afflitti da bottoni di una callosità giallognola che riappare a mo' di battiscopa lungo i calcagni, e sul dosso dei piedi sbucano peluzzi neri arricciati, e lo smalto rosso è screpolato e si scrosta a boccoli per quant'è vecchio, mostrando qua e là striature bianchicce. Lenore se ne accorge solo perché Mindy si è chinata in avanti sulla sedia accanto al minifrigo per staccare dalle unghie dei piedi appunto un paio di fiocchi di smalto; i lembi dell'accappatoio si dischiudono su un generoso scorcio di scollatura, decisamente più sostanziosa di quella di Lenore, e lo spesso asciugamano bianco che cinge la chioma zuppa e shampizzata di Mindy si è allentato e una ciocca di capelli scuri è sgusciata tra le pieghe e scende leggiadra incorniciandole la guancia fin sul mento. ===Citazioni=== *Mettiamo che Nonna mi abbia detto in maniera parecchio convincente che tutto ciò che davvero esiste della mia vita è limitato a quello che se ne può raccontare. [...] Be', credo che non sia esattamente che la vita va raccontata anziché vissuta; è piuttosto che la vita è il suo racconto, e che in me non c'è niente che non sia o raccontato o raccontabile. Ma se è davvero così, allora che differenza c'è, perché vivere? *a Lenore era apparso che nell'enorme atrio l'ombra fosse balzata in avanti per ghermirlo. *Si rimetta seduto, coglione. Le faccio presente che quella che lei sta fottendo al momento è la mia vita. *Piantala con questa smania di volermi inchiodare, mi sento come una farfalla da collezione. *Vuoi sapere cos'è che veramente non amo? Non amo questa morbosa ossessione di misurare, e di chiedere che si dicano cose, e di inchiodare, e di avere e di raccontare. È una specie di mania ossessiva che mi soffoca, per non parlare di quanto mi deprime. *Olaf Blenter mi disse che quando la realtà è sgradevole i realisti tendono a essere sgraditi. *Ironia della sorte, un uomo, il cui istinto d'amore è quanto più forte e naturale e istintivo possibile, è incapace di trovare qualcuno da poter veramente amare. *La magia di quella sera fu che la magia abbia retto. *Soltanto scorci di musica trapelati dalla porta della stanza di Vance, e gesso colorato sui suoi polpastrelli, e cerchi neri intorno ai suoi occhi neri, e i suoi bei, proprio bei disegni- piatti e neutri e tristi come l'asfalto del nostro vialetto, morbidi e etersi e privi di interstizi proprio come sua madre. *Esatto. Intendo svilupparmi all'infinito e raggiungere dimensioni incommensurabili. *Rick qui urge dichiarare una moratoria degli attacchi isterici. *Pensi ai mondi di cui queste persone hanno fatto parte. ''Mondi''. Sono letteralmente passati dalla stalla alle stelle. C'è da tremare già al semplice pensiero dei cambiamenti tecnologici cui hanno assistito. Come si può pretendere che una persona riesca anche solo a ''cominciare'' a orientarsi, rispetto a una simile serie di cambiamenti nelle caratteristiche fondamentali del mondo? Come si può anche solo cominciare a capire qualcosa della proprio collocazione in un sistema, quando si fa parte di una regione che ha un rapporto così problematico con il resto del mondo, un mondo cui a sua volta è negata qualunque caratteristica stabile e comprensibile per il semplice fatto di dover continuamente cambiare, e cambiare radicalmente? (2014, p. 172) ==''Questa è l'acqua''== ===''Altra matematica''=== *'''Nonno''': Che classe fai, a scuola, Joseph? La quinta elementare?<br />'''Nipote''': La prima media. <br />'''Nonno''': La prima media.<br />'''Nipote''': Sì.<br />'''Nonno''': E sei innamorato di me.<br />'''Nipote''': Sì.<br />'''Nonno''': Credo di non sapere proprio cosa dire. Non so nemmeno che giorno della settimana è. Come potrei sapere cosa dire?.<br />'''Nipote''': Non dire nulla, nonno. Resta lì seduto. Così. E' perfetto. (p. 56) ===''Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta''=== ====[[Incipit]]==== Prendo degli antidepressivi da, quanto sarà, un anno, e ritengo di avere i numeri per dire come sono. Sono straordinari, davvero, ma sono straordinari come sarebbe straordinario vivere, che so, su un altro pianeta caldo e comodo fornito di cibo e acqua fresca: sarebbe straordinario, ma non sarebbe la cara vecchia Terra. ====Citazioni==== *Non so davvero se la Cosa Brutta sia davvero depressione. Prima avevo sempre pensato che la depressione fosse come una tristezza davvero profonda, tipo quella che ti prede quando muore il tuo bravo cagnolino, o quando in ''Bambi'' uccidono la madre di Bambi. [...] La Cosa Brutta - e mi sa che la depressione è questo e nient'altro - è molto diversa, e indescrivibilmente peggio. (p. 67) *E siccome l'unica conoscenza che si ha del mondo intero passa attraverso le varie parti del corpo - tipo gli organi sensoriali, la mente, ecc. - e siccome queste parti hanno una nausea da morire, il mondo intero che voi percepite, conoscete e abitate vi arriva filtrato da questa brutta nausea e diventa brutto. E tutto diventa brutto in voi, tutto il bello esce dal mondo come l'aria esce da un pallone rotto. (p. 69) *Perché la Cosa Brutta attacca non solo te facendoti sentire male e mettendoti fuori uso, ma attacca in special modo, fa sentire male e mette fuori uso proprio le cose che ti servono a combattere la Cosa Brutta, a sentirti magari meglio, a restare vivo. (p. 69) *Essere lontani aiuta rispetto alla Cosa Brutta. Solo che è sommamente idiota se si pensa a quello che dice prima riguardo al fatto che la Cosa Brutta è davvero (p. 82) ===''Questa è l'acqua''=== ====[[Incipit]]==== Saluti, ringraziamenti e congratulazioni ai laureandi dell'anno accademico 2005. Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: – Salve, ragazzi, com'è l'acqua? – I due pesci giovani nuotano un altro po', poi uno guarda l'altro e fa: – Che cavolo è l'acqua? ====Citazioni==== *Ci sono due tizi seduti a un bar nel cuore selvaggio dell'Alaska. Uno è credente, l'altro è ateo, e stanno discutendo l'esistenza di Dio con quella foga tutta speciale che viene fuori dopo la quarta birra. L'ateo dice: - Guarda che ho le mie buone ragioni per non credere in Dio. Ne so qualcosa anch'io di Dio e della preghiera. Appena un mese fa mi sono lasciato sorprendere da quella spaventosa tormenta di neve lontano dall'accampamento, non vedevo niente, non sapevo più dove ero, c'erano quarantacinque gradi sottozero e così ho fatto un tentativo: mi sono inginocchiato nella neve e ho urlato:«Dio, sempre ammesso che Tu esista, mi sono perso nella tormenta e morirò se non mi aiuti!» - A quel punto il credente guarda l'ateo confuso: - Allora non hai più scuse per non credere, - dice. - Sei qui vivo e vegeto -. L'ateo sbuffa come se il credente fosse uno scemo integrale: - Non è successo un bel niente, a parte il fatto che due eschimesi di passaggio mi hanno indicato la strada per l'accampamento. (pp.144-145) *Pensateci: non avete vissuto una sola esperienza che non vi vedesse al suo centro esatto. (p. 146) *Il segreto consiste nel dare un ruolo di primo piano alla verità nella [[consapevolezza]] quotidiana. (p. 153) *La vostra [[cultura]] è realmente il lavoro di una vita, e comincia... adesso. Augurarvi buona fortuna sarebbe troppo poco. (p. 155) ==''Tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più)''== [[Immagine:The best people you will ever know.jpg|thumb|David Foster Wallace con due fan]] ===''Tennis, trigonometria e tornado''=== ====[[Incipit]]==== Quando lasciai il mio distretto squadrato in mezzo alla campagna dell'Illinois per andare a frequentare l'università dove si era laureato mio padre fra i vivaci rilievi delle Berkshires nel Massachusetts occidentale, sviluppai un'improvvisa fissazione per la matematica. Comincio adesso a capirne il motivo. Per uno del Midwest, la matematica del college produce un'evocazione catartica della nostalgia di casa. Io ero cresciuto in mezzo a vettori, rette, rette che intersecano rette, griglie – e, all'altezza dell'orizzonte, le ampie linee curve delle forze della natura, il bizzarro assetto topografico a spirale di un immenso lotto di terra stirata dalle glaciazioni, che si poggia e ruota su placche geologiche. ====Citazioni==== *Io e Antitoi spaziavamo esattamente sullo stesso territorio agonistico; lui era il mio amico, il mio nemico e la mia rovina. (p. 19) *Alienazione-dal-Midwest-in-quanto-paradigma-della-fertilità può essere un concetto un tantino ipermetafisico, per non dire tendente all'autocommiserazione. (p. 23) *Una volta che arrivai a un certo livello di impianti da torneo, mi sentii handicappato perché non ero capace di adattarmi alla mancanza di difficoltà cui adattarmi. Se questa cosa ha un senso. Anche senza l'ostacolo dell'inquietudine adolescenziale e dell'alienazione dalla realtà fisica, la mia carriera tennistica nel Midwest si arrestò nel momento in cui vidi il mio primo tendone antivento. (p. 25) *In seguito, il tennis di Antitoi continuò a migliorare, il mio no. (p. 34) ===''E Unibus Pluram: Gli scrittori americani e la televisione''=== ====[[Incipit]]==== Gli scrittori tendono a essere una razza di guardoni. Tendono ad appostarsi e a spiare. Sono osservatori nati. Sono spettatori. Sono quelli sulla metropolitana il cui sguardo indifferente ha qualcosa dentro che in un certo senso mette i brividi. Qualcosa di rapace. Questo è perché gli scrittori si nutrono delle situazioni della vita. Gli scrittori guardano gli altri esseri umani un po' come gli automobilisti che rallentano e restano a bocca aperta se vedono un incidente stradale: ci tengono molto a una concezione di se stessi come testimoni.<br /> Ma allo stesso tempo gli scrittori tendono ad avere un'ossessiva consapevolezza di sé. Dal momento che dedicano molto del loro tempo produttivo a studiare attentamente le impressioni che ricavano dalle persone, gli scrittori passano anche un sacco di tempo, meno produttivo, a chiedersi nervosamente che impressione fanno loro agli altri. ====Citazioni==== *La televisione ha a che fare in tutto e per tutto con il desiderio. E, letterariamente parlando, se gli scrittoti si nutrono delle vicende umane, il desiderio non è altro che lo zucchero. (p. 37) *Perché le persone che noi ci mettiamo a guardare attraverso lo schermo di vetro della TV non sono davvero inconsapevoli del fatto che qualcuno li stia guardando; [...] In realtà la gente che sta in televisione sa che è in virtù di questa folla davvero enorme di anonimi guardoni che loro stanno sullo schermo impegnati in insolite performance di pessimo gusto. La televisione non permette di spiare veramente perché la televisione è esibizione, spettacolo, il che per definizione richiede un pubblico. (p. 39) *E con questo non sto dicendo che la televisione sia volgare e stupida perché le persone che compongono il Pubblico sono volgari e stupide. La televisione è ciò che è per il semplice motivo che la gente tende ad assomigliarsi terribilmente proprio nei suoi interessi volgari, morbosi e stupidi, e a essere estremamente diversa per quanto riguarda gli interessi raffinati, estetici e nobili. (p. 61-62) ===''Invadenti evasioni''=== ====[[Incipit]]==== 05/08/93 h. 08:00. Il Giorno della Stampa precede più o meno di una settimana l'inaugurazione della Fiera. Per le 09:00 dovrei trovarmi dentro la Fiera all'Illinois Building per ritirare l'accredito stampa. Mi immagino l'accredito come una tesserina bianca che si infila nel nastro del feltro floscio. È la prima volta che qualcuno mi chiama "stampa". L'accredito mi fa gola soprattutto per le giostre e la roba gratis.<br /> Sono qui da poco. Vengo dall'East Coast, e vado alla Fiera Statale dell'Illinois per conto di una rivista fighetta dell'East Coast. L'esatto motivo per cui una rivista fighetta dell'East Coast sia interessata alla Fiera Statale dell'Illinois mi rimane oscuro. ====Citazioni==== *Sono l'unico che da bambino provava questa bizzarra, profonda sensazione? - che ogni oggetto esterno esistesse solo in quanto influiva su di me in qualche modo? - che ogni singola cosa fosse, per il tramite di una qualche misteriosa attività adulta, disposta unicamente a mio beneficio? Non c'è nessuno che si identifica in questo ricordo? Eco, il bambino esce dalla stanza, e tutto quello che c'era nella stanza, una volta che non è più lì a vederlo, si liquefa in una sorta di vuoto potenziale, oppure (come ella mia teoria infantile) qualche adulto prima nascosto l'arrotola e lo stipa fino a che il prossimo ingresso del bambino richiama il tutto in animato servizio. Ero matto? (p. 138-139) *Da queste parti, la folla è un lumino da notte per adulti. E dunque la sacralità dello ''Spectaculum'', dell'evento pubblico. (p. 167) *E appena il biondo in cabina allunga la mano e tira la leva, e la folla prende un respiro potente, io perdo il controllo, proprio nel mio ultimo istante qui alla Fiera [...] e mi rifiuto di prendere parte a tutto questo, foss'anche come testimone - e accedo nuovamente, ''in extremis'', all'altro incubo bruttissimo d'infanzia, l'unico modo certo di cancellare tutto; e il sole e il cielo e lo yuppie in caduta libera si spengono come si spegne il lumino. (p. 212) ===''Che esagerazione''=== ====[[Incipit]]==== Negli anni '60 sono arrivati i metacritici poststrutturalisti, hanno capovolto gli assunti dell'estetica letteraria, quegli assunti che i suoi maestri avevano considerato come autoevidenti e, fondendo teorie del discorso creativo e posizioni metafisiche radicali, hanno reso l'interpretazione dei testi molto più complicata. Che si sia o meno fan di Barthes, Foucault, de Man, Derrida, occorre almeno riconoscergli il merito di un fertile meticciato fra critica e filosofia: per un giovane filosofo americano che si interessi tanto di poetica continentale quanto di pratica analitica di stampo angloamericano, la teoria della critica costituisce oggi un degno campo di studio. H.L. Hix è uno di questi giovani filosofi americani (a giudicare dalla foto, ha dodici anni), e sono certo che la sua dissertazione di dottorato, ''Morthe d'Author: An Autopsy'' ("Morte d'autore. Un'autopsia"), del 1992, ha più che meritato di vedere la luce nella collana "The Arts and Their Philosophies" della Temple University Press. ====Citazioni==== *Un autore è una scimmia dotata di ''intenzioni''. (p. 215) *A noi civili che abbiamo la viscerale certezza che la scrittura sia un atto di comunicare fra un essere umano e un altro, l'intera questione appare piuttosto arcana. Come osserva William Grass in ''Habitation of the Word'', i critici posso cercare di eliminare o iperdefinire l'autore fino all'anonimia, per ogni genere di ragioni, tecniche, politiche o filosofiche, e «quest'anonimia» può voler dire molte cose, ma di certo non che quel testo ''non l'ha scritto nessuno''. (p. 223) ===''David Lynch non perde la testa''=== ====[[Incipit]]==== ;1. di quale film parla questo articolo ''Strade perdute'' di [[David Lynch]], scritto da Lynch e [[Barry Gifford]]; con [[Bill Pullman]], [[Patricia Arquette]], [[Balthazar Getty]]. prodotto da CIBY 2000, Francia. © 1996 di una certa Asymmetrical Productions, la società di Lynch, i cui uffici sono proprio a fianco della casa di Lynch sulle colline di Hollywood e il cui logo, disegnato da Lynch stesso, è un simboletto molto carino, fatto così: {{centrato|''[Simbolo]''}} ''Strade perdute'' è girato a Los Angeles e nel territorio desertico subito alle sue spalle. Le riprese vere e proprie durano dal dicembre '95 al febbraio '96. Normalmente Lynch non apre il set al pubblico, prende misure di sicurezza ridondanti e crea un'aria di segretezza quasi massonica intorno alla produzione dei suoi film, ma io dall'8 al 10 gennaio 1996 sono ammesso sul set di ''Strade perdute''. ====Citazioni==== *{{NDR|A proposito dei film ''[[Le iene (film)|Le iene]]'' e ''[[Velluto blu]]''}} A [[Quentin Tarantino]] interessa guardare uno a cui stanno tagliando un [[orecchio]]; a [[David Lynch]] interessa l'orecchio. (p. 253) ===''L'abilità professionistica del tennista Michael Joyce...''=== ====[[Incipit]]==== Quando [[Michael Joyce]] di Los Angeles effettua un servizio, quando lancia la palla e il suo viso si alza a seguirla, sembra che sorrida, ma non sta davvero sorridendo – i muscoli circumorali della sua faccia si stanno tendendo insieme al resto del corpo per raggiungere la palla nel punto più alto del lancio. Vuole colpirla in massima distensione e leggermente davanti a sé; vuole riuscire a darle un colpo ben deciso, a imprimerle una velocità sufficiente a evitare una risposta aggressiva da parte dell'avversario. In questo momento sono le 13:00 di sabato 22 luglio 1995, sul campo principale, lo Stadium Court, del complesso dello Stade Jarry di Montreal. ====Citazioni==== *La testa di serie n. 1 questa settimana è [[Richard Krajicek]], un olandese di 1 metro e 90 che porta un cappellino bianco con la visiera quando c'è il sole, si lancia verso la rete come se questa gli dovesse dei soldi, e in generale gioca come una gru impazzita. Ha tutte e due le ginocchia bendate. (p. 334) *Non so se lo sapete, ma [[Jimmy Connors|Connors]] aveva uno dei modi di giocare più eccentrici che la storia del tennis ricordi – era un giocatore aggressivo "di potenza" che scendeva raramente a rete, aveva il servizio di una ragazza rachitica, e colpiva sempre in maniera piatta e assolutamente senza effetto. (p. 347) *[[John McEnroe]] non era tanto alto, eppure si può ragionevolmente affermare che sia stato il miglior giocatore di serve and volley di tutti i tempi; ma d'altronde, McEnroe era un'eccezione rispetto a tutti o quasi gli schemi di prevedibilità esistenti. Al suo apice (diciamo dal 1980 al 1984) è stato il più grande tennista di sempre – e il più dotato, il più bello, il più tormentato: un genio. Per me, guardare McEnroe che indossa una giacca blu in sintetico e fa quelle ignobili telecronache colorite, zeppe di luoghi comuni idioti, è come guardare [[William Faulkner|Faulkner]] che fa uno spot pubblicitario per una catena di negozi di abbigliamento. (p. 348) *Guardate [[Andre Agassi|Agassi]] da vicino qualche volta – per essere un uomo così piccolo e un giocatore così grande, è sorprendentemente privo di finezza, con movimenti che assomigliano più a quelli di un musicista heavy-metal che a quelli di un atleta. (p. 349) *Quando il dritto di Joyce entra in contatto con la palla, la sua mano sinistra dietro di lui si apre, come se stesse lasciando una presa, un gesto decorativo che non ha niente a che fare con la meccanica del colpo. Michael Joyce non lo sa, ma la sua mano sinistra si apre nel momento dell'impatto sul dritto: è una cosa inconscia, un tic estetico che è cominciato quando era bambino e che ora è inestricabilmente connesso con un colpo che esso stesso è ormai automatico per il ventiduenne Joyce, dopo anni passati a colpire molti, molti più dritti di quanti uno ne potrebbe mai contare. (p. 351) *{{NDR|Sui tic dei tennisti}} Lo strano movimento da sindrome di Tourette in cui [[Vitas Gerulaitis|Gerulaitis]] scuoteva la testa da destra a sinistra mentre faceva rimbalzare la palla prima del lancio, come se stesse avendo un piccolo attacco di epilessia. (p. 351) *{{NDR|Sui tic dei tennisti}} La bizzarra posizione di servizio di McEnroe, aperta e con le braccia rigide, con entrambi i piedi paralleli alla linea di fondo e il fianco rivolto così rigorosamente alla rete che sembra una figura su un fregio egizio. (p. 351) *{{NDR|Sui tic dei tennisti}} Il modo in cui Agassi sposta il peso ripetutamente da un piede all'altro mentre si prepara per il lancio, come se avesse un disperato bisogno di pisciare. (p. 351) *I colpi di Agassi sembrano più quello che sarebbero stati i colpi di [[Björn Borg|Borg]] se Borg si fosse sottoposto per un anno a un trattamento di steroidi e metanfetamine, e avesse colpito ogni cazzo di palla quanto più forte poteva – Agassi dà dei colpi su rimbalzo più forti di chiunque altro abbia mai giocato a tennis, tanto forti che stenti a crederci, se sei proprio lì a bordo campo. (p. 353) *Però Agassi ha un movimento di chiusura esagerato, in cui tiene entrambe la mani sulla racchetta e chiude il colpo quasi come un battitore nel baseball, il che fa sollevare la sua maglietta sul davanti e mette in bella vista il suo pancino villoso – qui a Montreal, questo lo trovo repellente, sebbene le donne sedute intorno a me sembrino pronte a dare la vita per un'occhiata al pancino di Agassi. (p. 354) *Agassi è in tutto e per tutto veloce quanto Chang, e guardate A.A. in tv, ogni tanto, mentre cammina tra un punto e l'altro: fa questi passetti minuscoli, con le punte decisamente in dentro, il passo di un uomo i cui piedi sono praticamente senza peso. (p. 354) *Mi sento di affermare che il tennis è lo sport più bello che esista e anche il più impegnativo. Richiede controllo sul proprio corpo, coordinazione naturale, prontezza, assoluta velocità, resistenza e quello strano miscuglio di prudenza e abbandono che chiamano coraggio. Richiede anche intelligenza. Anche un singolo colpo in un dato scambio di un punto di un incontro professionistico è un incubo di variabili meccaniche. (p. 356) *[[Jim Courier]], ex n. 1 ma ora in fase calante, e qui solo decima testa di serie, 153 in tv assomiglia a Howdy Doody con un cappello in testa, ma qui si rivela essere un ragazzone – la «Guide Média» gli attribuisce un peso di 79 kg, ma lui lo supera di gran lunga, e ha muscoli lunghi e lisci e l'andatura e l'espressione di un guardaspalle della mafia. (p. 380) *[[Michael Chang]], ventitré anni e n. 5 del mondo, sembra composto di due persone diverse cucite insieme grossolanamente: un tronco normale appollaiato su delle enormi gambe muscolose e completamente prive di peli. Ha la testa a fungo, capelli neri come l'inchiostro e un'espressione di profonda e ostinata infelicità, la faccia più infelice che io abbia mai visto al di fuori di un corso post-laurea di scrittura creativa. (p. 380) *[[Pete Sampras|P. Sampras]], di persona, è quasi tutto denti e sopracciglia, ha delle gambe e degli avambracci incredibilmente pelosi, peli in abbondanza tale da permettermi di scommettere a colpo sicuro che il ragazzo ne ha pure sulla schiena, e dunque, almeno, non è al 100% benedetto e baciato dalla sorte. (pp. 380-381) *[[Goran Ivanišević|Goran Ivanisevic]] è alto e abbronzato e sorprendentemente carino – almeno per un Croato; io i Croati me li immagino sempre devastati ed emotivamente compressi, come usciti da una litografia di [[Edvard Munch|Munch]] – se non fosse per un taglio di capelli a scodella incongruo e totalmente assurdo che lo fa assomigliare a un membro di una ''coverband'' dei [[The Beatles|Beatles]]. (p. 381) *Il ceco [[Petr Korda]], un tempo fra i primi dieci del mondo, è un altro esempio di conglomerato clastico male assortito: 1 metro e 88 per 72 kg, ha la corporatura di un levriero in posizione eretta e la faccia di – cosa inquietante e misteriosa – un pulcino appena uscito dall'uovo (e in più, degli occhi assenti che non riflettono nessuna luce e sembrano «vedere» solo nel senso in cui «vedono» gli occhi dei pesci e degli uccelli). (p. 381) *Una delle cose che rendono Agassi tanto forte è che riesce a mettere a segno colpi vincenti da ogni parte del campo – non ha restrizioni geometriche. (p. 383) *I nervi e gli intoppi sono importantissimi in uno sport basato sulla precisione e il tempismo, come il tennis, e il «perdere la testa» spazza via tennisti juniores dall'agonismo più di qualunque altro tipo di mancanza di talento o di motivazione. (p. 384) *Michael Joyce è, in altre parole, un uomo completo (anche se in una maniera grottescamente limitata). Ma vuole di più. Non maggiore completezza, non pensa in termini di virtù o di trascendenza. Vuole essere il migliore, vuole che il suo nome sia famoso, vuole sollevare trofei da professionista sopra la propria testa voltandosi pazientemente in ogni direzione verso i fotografi e le telecamere. È un americano e vuole vincere. (p. 385) ==''Tutto e di più – storia compatta dell'infinito''== *Il Matematico Mentalmente Instabile sembra oggi in un certo senso essere ciò che il Cavaliere Errante, il Santo Mortificantesi, l'Artista Tormentato, e lo Scienziato Pazzo sono stati durante altre epoche: una sorta di Prometeo, colui che va in luoghi proibiti e ritorna con doni che tutti noi potremo usare, ma per i quali lui sarà l'unico a pagare. Questo è probabilmente un po' esagerato, almeno in molti casi: ma [[Georg Cantor|Cantor]] corrisponde allo stampo meglio di tanti altri. (p. 8) *Ma la conclusione, per quanto astratta, sembra ineludibile: ciò che giustifica la nostra fiducia nel Principio di Induzione è il fatto che ha sempre funzionato benissimo in passato, almeno finora. Ovvero: la nostra unica vera giustificazione del Principio di Induzione è il Principio di Induzione, il che non suona certo rassicurante. (p. 15) *Ed è vero: non vi è nulla di più astratto dell’infinito. O quantomeno del nostro concetto confuso, intuitivo e legato al linguaggio naturale di ∞. È tipo il massimo della separatezza dall’esperienza reale. Prendete la caratteristica più onnipresente e opprimente del mondo concreto (ovvero il fatto che tutto ha una fine, è limitato, si esaurisce) e poi concepite astrattamente qualcosa che sia privo di questa caratteristica. (p. 19) *È in aree come la matematica e la metafisica che incontriamo uno degli attributi più strani della mente umana media: la capacità di concepire cose che, in senso stretto, non siamo in grado di concepire. (p. 20) *”Un essere onnipotente può creare qualcosa di troppo pesante perché possa sollevarlo ?” (p. 20) *Mai in passato vi è stato uno iato tanto immenso tra come il mondo appare e come la scienza ci dice che esso è. (p. 20) *”Sappiamo” una semi-infinità di verità che contraddicono la nostra esperienza immediata e ragionevole del mondo. Però noi dobbiamo vivere e funzionare nel mondo. E quindi astraiamo, compartimentiamo: ci sono cose che sappiamo e cose che “sappiamo”. [...] Da un punto di vista oggettivo tutta questa faccenda è profondamente schizoide, ma il fatto è che -in quanto profani soggettivi- non percepiamo spesso questo conflitto. Perché naturalmente le nostre vite sono concretamente operative al 99.9% e noi operiamo concretamente sulla base di ciò che sappiamo e non di ciò che “sappiamo”. (p. 21) *Ai babilonesi e agli egizi, in altre parole, interessavano più le cinque arance che il 5. (p. 26) *Non dimenticate che un linguaggio è sia una mappa del mondo sia un mondo in sé, con le proprie zone d’ombra e i propri orridi, luoghi dove persino le affermazioni che sembrano obbedire a tutte le regole del linguaggio sono impossibili da gestire. (p. 27) *Come la maggior parte dei giganti che hanno rivoluzionato la matematica o le scienze, Cantor era al 100% un uomo del suo spaziotempo e i suoi risultati furono l'insolita congiunzione di un’intelligenza e un coraggio personali straordinari e del contesto giusto di problemi e condizioni generali che, con il senno di poi, tendono a far sembrare inevitabili i progressi intellettuali e quasi incidentali i loro autori. (p. 37) *La bordata di Berkeley è per certi versi la contropernacchia del cristianesimo a Galileo e alla scienza moderna. Il punto fondamentale di Berkeley è che la matematica del XVIII secolo, nonostante le sue pretese deduttive, poggiava di fatto sulla fede non meno della religione. (p. 117) *Gödel e Cantor sono entrambi morti in manicomio, lasciandosi alle spalle un mondo senza una circonferenza finita. Un mondo che oggi ruota in un nuovo tipo di Vuoto, tutto formale. La matematica continua ad alzarsi dal letto. (p. 250) *Di rado i corsi di matematica ci dicono se una data formula è davvero significativa, o perché lo è, o da dove è arrivata, o cosa c'era in gioco. C'è evidentemente una differenza tra essere in grado di usare correttamente una formula e sapere davvero come risolvere un problema, sapere perché un problema è un vero problema matematico e non solo un esercizio. E naturalmente anche gli studenti pensano raramente di chiederlo: ci vuole già tanto lavoro per "capire" le formule (ovvero per essere in grado di usarle per risolvere correttamente dei problemi) che spesso non ci rendiamo conto di non capirle affatto. *Estensioni e modifiche successive della teoria russelliana dei tipi, fatta da logici come F.P. Ramsey e A. Tarski, sono un incubo di complicazione e confusione tale che la maggior parte dei matematici fingerà di non sentirvi nemmeno se tentate di portare il discorso su di esse. *I testi di matematica sono simili a documenti legali e spesso altrettanto divertenti da leggere. *Non basta che le teorie matematiche funzionino: si suppone anche che siano definite in maniera rigorosa e dimostrate in modo adeguato ai grandi standard deduttivi greci. Ciò non è però capitato per la maggior parte del '700. Era come una bolla speculativa del mercato azionario. E per un po' è sembrato favoloso. *Questi [[numero irrazionale|numeri]] {{NDR|irrazionali}}, scoperti non essere esprimibili per mezzo di quantità finite, furono così letali per i Pitagorici che la loro scoperta divenne l'equivalente greco del [[Scandalo Watergate|Watergate]]. ==''Una cosa divertente che non farò mai più''== ===[[Incipit]]=== E allora oggi è sabato 18 marzo e sono seduto nel bar strapieno di gente dell'aeroporto di Fort Lauderdale, e dal momento in cui sono sceso dalla nave da crociera al momento in cui salirò sull'aereo per Chicago devono passare quattro ore che sto cercando di ammazzare facendo il punto su quella specie di puzzle ipnotico-sensoriale di tutte le cose che ho visto, sentito e fatto per il reportage che mi hanno commissionato.<br />Ho visto spiagge di zucchero e un'acqua di un blu limpidissimo. Ho visto in completo casual da uomo tutto rosso col bavero svasato. Ho sentito il profumo che ha l'olio abbronzante quando è spalmato su oltre dieci tonnellate di carne umana bollente. Sono stato chiamato «Mister» in tre diverse nazioni. Ho guardato cinquecento americani benestanti muoversi a scatti ballando l'Electric Slide. Ho visto tramonti che sembravano disegnati al computer e una luna tropicale che assomigliava più a una specie di limone dalle dimensioni gigantesche sospeso in aria che alla cara vecchia luna di pietra degli Stati Uniti d'America che ero abituato a vedere.<br />Ho partecipato (molto brevemente) a un trenino a ritmo di conga. <!-- pp. 5-6 --> ===Citazioni=== *Ho sentito cittadini americani maggiorenni e benestanti che chiedevano all’Ufficio Relazioni con gli Ospiti se per fare snorkeling c'è bisogno di bagnarsi, se il tiro al piattello si fa all'aperto, se l'equipaggio dorme a bordo e a che ora è previsto il Buffet di Mezzanotte. (p. 7) *Quanto tempo è che non fate ''Assolutamente Niente''? Per quanto riguarda me, lo so con precisione. So con precisione quanto tempo è passato dall'ultima volta che ogni mio bisogno è stato esaudito senza possibilità di scelta da qualche forza esterna, senza che dovessi farne richiesta o addirittura ammettere di avere alcun bisogno. E anche quella volta galleggiavo nell'acqua, in un liquido salato, e caldo, ma poi nemmeno troppo – e se per caso ero cosciente, sono sicuro che non avevo paura e che mi stavo divertendo un sacco e che avrei spedito cartoline dicendo a chiunque «vorrei che fossi qui». (p. 25) *La coppia di pensionati di Chicago, ormai astuti veterani delle code, visto che è la loro quarta crociera extralusso, spintonando a destra e a manca sono molto più avanti di me. Una seconda signora addetta al Controllo Folle della Celebrity ha un megafono e continua a ripetere instancabilmente di non preoccuparci delle valigie, che ci raggiungeranno più tardi, e sono il solo, a quanto pare, a trovare la cosa agghiacciante nel suo involontario richiamo alla scena della partenza per Auschwitz di ''[[Schindler's List - La lista di Schindler|Schindler's List]]''. (p. 28) *Quando il mare è agitato, gli ipocondriaci sono occupati a misurarsi le pulsazioni gastriche ogni due secondi e a chiedersi se quel che avvertono può essere l'inizio di un attacco di mal di mare e/o a calcolare l'intensità precisa del mal di mare. Per quanto concerne il [[mal di mare]], però, viene fuori che il mare agitato è più o meno come una battaglia: non puoi mai sapere in anticipo quale sarà la tua reazione. Mette alla prova la parte più istintiva e profonda di un uomo. (p. 44) *Un [[annuncio pubblicitario]] che fa finta di essere arte è – quando va bene – come quando qualcuno vi sorride cordialmente solo perché vuole qualcosa da voi. Questo è già disonesto, ma il peggio è l'effetto finale che tale disonestà suscita in noi: poiché esso offre un perfetto facsimile o simulacro di buona fede senza il vero spirito della buona fede, produce confusione nella nostra mente e alla fine la nostra guardia si alza anche di fronte ai sorrisi sinceri e all'arte vera e alla buona fede. Ci fa sentire confusi, soli, impotenti, arrabbiati e impauriti. Ci fa sentire disperati. (p. 58) *[...] se il viziare, se la gentilezza radicale non sono motivate da un affetto forte e quindi né ti danno la certezza né ti aiutano a rassicurarti che insomma non sei un coglione, quale profondo e significativo valore vuole avere tutta questa [[accondiscendenza|condiscendenza]] e pulizia? (p. 72) *Il tema del giorno al caro vecchio tavolo 64 ieri sera era che nella primitiva e povera Cozumel il [[Dollaro statunitense|dollaro americano]] è trattato come gli UFO: «Quando atterra, entrano tutti in adorazione». (p. 88) *C'è qualcosa di inequivocabilmente ''capronesco'' in un turista americano che si muove all'interno di un gruppo. Hanno una certa flemma avida. Anzi, ''abbiamo''. Nel porto diventiamo automaticamente ''Peregrinatores Americani, Die Lumpenamerikaner''. Gli orrendi. Per me, la caproscopofobia<ref>(= terrore patologico di essere considerato un caprone) {{NDR|nota presente nel testo originale}}</ref> è una ragione persino più forte della semi-agorafobia per decidere di restare sulla nave quando attracchiamo nel porto. (p. 90) *Una parte della mia diffusa disperazione in questa crociera extralusso è che, a prescindere da come mi comporto, non posso sfuggire alla mia sostanziale e sgradevole [[Stati Uniti d'America|americanità]]. Questa disperazione raggiunge il suo apice nel porto, sul ponte, mentre guardo il gruppo di cui non posso fare a meno di far parte. Se rimango quassù o vado anch'io laggiù, non importa, sono un turista americano, e quindi sono ''ex officio'' grasso, flaccido, rosso in viso, rumoroso, volgare, autoindulgente, narcisista, viziato, esibizionista, vergognoso, disperato e ingordo: l'unica specie al mondo di caprone carnivoro. (pp. 92-93) *È da notare che la vera illusione, qui, non è che questa promessa sarà mantenuta, ma che sia possibile mantenerla. Questa è una grande, gigantesca menzogna. (pp. 99-100) *Ma la mia parte infantile è insaziabile – e anzi, la sua essenza, il suo ''Dasein'' o quant'altro, sta proprio nella sua insaziabilità a priori. In risposta alla prospettiva di una gratificazione e un accudimento straordinari, la mia insaziabile parte infantile non farà che accrescere la soglia di soddisfazione fino a conseguire di nuovo la sua omeostasi di grave insoddisfazione. (p. 100) *Oggi, comunque, è il giorno in cui ho subito uno scacco matto in ventitré mosse da una bambina di nove anni. Ma su questo non vorrei dilungarmi. [...] Per ricaricarmi psicologicamente ritorno nella mia cara 1009 {{NDR|La sua cabina}}. Mangio quattro frutti che assomigliano a minuscoli mandarini, ma sono più dolci, e guardo per la quinta volta questa settimana la parte di ''J.P.'' {{NDR|''[[Jurassic Park (film)|Jurassic Park]]''}} quando i Velociraptor tendono un agguato ai bambini superdotati nella cucina specchiata e istituzionale, e mi accorgo di nutrire per i Velociraptor una simpatia prima insospettabile. (pp. 113-115) *E infine, [...] sappiate che il movimento di un piattello non colpito in movimento contro l'immensa volta di lapislazzuli del cielo in mare aperto assomiglia al cammino del sole – vale a dire arancione e parabolico e da destra a sinistra – e che quando il piattello sparisce nell'acqua tocca prima col bordo, non fa schizzi ed è triste. (p. 142) *Qui viene alla luce un tratto essenziale delle [[Crociera|crociere]] extralusso: si viene intrattenuti da qualcuno a cui state chiaramente antipatici e si ha la sensazione di meritare l'antipatia nel momento stesso in cui ci si sente offesi. (p. 149) *[...] il conseguente reinserimento nelle richieste adulte della vita reale, senza sbocco al mare, non è stato così brutto come mi aveva fatto temere una settimana di Assolutamente Niente. (p. 151) ==''Verso Occidente l'Impero dirige il suo corso''== *Anche perché sembrava pure avida ed egoista, e troppo poco ingenua per farsi perdonare ciò che sembrava. (p.26) *Uno di quei tipi dolorosamente brillanti la cui evidente cecità rispetto alla propria brillantezza rende soltanto più doloroso l'acuto bagliore della luce che emana. (p.28) *Cominciarono soltanto a frequentarsi, in quel territorio crepuscolare che sta fra l'essere solo amici e quello che, qualunque cosa sia, non è amicizia. (p.32) *Le critiche sono reazioni. E quindi fanno solo bene. Se per una campagna pubblicitaria J.D. crea una strategia che nessuno critica, allora J.D. capisce subito che la sua idea è una stronzata, un matrimonio malriuscito fra il jingle e l'immagine, un matrimonio che non darà frutti, che resta lì inerte, senza nessun copulatorio ingranare di marce, senza nessun nuovo movimento all'interno dei movimenti del mercato. Delle critiche hai bisogno. Nutriente. Significano attenzione. Fanno lavorare l'immaginazione. Fanno vendere. Danno sfogo al desiderio, e fanno vendere. (pp.35-36) *È questo che fanno i pubblicitari. Scommettono la propria vita sulle critiche, sull'attenzione, sul desiderio, la paura, l'amore, il matrimonio fra i diritti di concessione e il mercato. Sulla persistenza dell'immagine nella memoria del pubblico. Sulla fedeltà alla marca. Sull'empatia col cliente. Sulle vendite. Sulla vita. (p.36) *L'elemento di tragicità ''contemporanea'', in Sternberg, è che ha un fatele difetto ''fisico''. Ha un occhio completamente rivoltato verso l'interno della faccia. [...] Di quello che veda l'occhio rivolto all'indietro non parla. (pp.53-54) *È infelice, ma è l'infelicità relativamente lucida e agevole di chi è almeno abbastanza sicuro del motivo per cui è infelice, e sa che cosa maledirebbe da qui all'eternità. (p.71) *Il problema dei giovani, a partire da un certo momento degli anni Sessanta, è che tendono a vivere troppo intensamente all'interno del proprio momento sociale, e quindi a vedere tutta l'esistenza dopo i trent'anni o giù di lì come una fase in un certo senso postcoitale. (p.73) *E imparano, come Ambrose, stesso disse di aver imparata dalla sua dura esperienza artistica e accademica, che la vita, invece di essere un film vietato ai minori di diciotto anni, o anche solo ai minori di quattordici, in realtà il più delle volte non arriva nemmeno a essere distribuita nelle sale. Tende a essere troppo lenta. (pp.73-74) *Il contadino possiede solo cereali grezzi, e (paradossalmente) in quantità tale da perdere ogni valore. (p.80) *Nei momenti meno adatti c'è sempre un [[Mormonismo|mormone]] in giro, a mettere alla prova la pazienza della gente con la sua gentilezza non richiesta. (p.92) *Chiunque sia disposto ad accettare soldi da un estraneo, in un aeroporto, gratis, senza minimamente sapere chi siamo o se c'è sotto qualche imbroglio, e riveli la sua paura e il suo desiderio numero uno a un blocco di fogli, per quei soldi, è un consumatore nato, un micromercato a sé stante, pieno di desiderio e paura e viceversa, l'obiettivo perfetto per la prossima ondata di campagne pubblicitarie mirate. (p.104) *Certe persone riescono a chiedere se c'è qualche problema in un modo che assicura un'appropriata risposta negativa. (p.116) *Sembra, ogni anno, che la violenza si riveli sempre meno come la capacità, e sempre più come la pura e semplice opportunità, di fare del male. (pp.130-131) *Essere un soggetto significa essere Soli. Intrappolati. Tenuti a distanza da se stessi. [...] Puoi baciare la schiena di chiunque, tranne che la tua. Puoi fare l'amore con chiunque o qualunque cosa, tranne... (p.134) *Se i giovano compagni hanno ciascuno le proprie false convinzioni - D.L. che il cinismo e l'ingenuità si escludano a vicenda, Stenberg che il corpo sia una prigione e non un rifugio - quella di Mark è di essere la sola persona al mondo che si sente la sola persona la mondo. È un'illusione solipsistica. (p.135) *Lo fa sentire speciale, è vero. Ma essere speciali non è molto lontano dall'essere soli. (p.140) *L'industria pubblicitaria sarà finalmente arrivata alla morte che è stata il suo obiettivo fin dall'inizio. E, nella Morte, ovviamente diventerà Vita. L'ultimo spot di tutti i tempi. La cultura d massa, la grande ninna-nanna che culla gli Stati Uniti d'America col suo affettato '''la la la''', la grossa lavagnetta per i messaggi appiccicata sul frigorifero dove conserviamo le Cose In Cui Credere, privata per sempre di sponsor precipiterà al suolo, un suolo accuratamente ricoperto di sale. Il pubblico, quell'unica grande massa di bisogno, non sentirà la mancanza di qualcuno che gli ricordi in che cosa crede. Dubiteranno delle proprie paure; crederanno ciò che desiderano. (p.143) *«La politica è ovunque. Tranne nella cultura pop e cose del genere, grazie a Dio.»[...] Steelritter non riesce proprio a credere a quanto siano ingenui questi ragazzi così cinici. (pp.153-154) *Per lei, il Vietnam non esiste se non sotto forma di lettere piene di cancellature complicate e telefonate dal collegamento disturbato, di un padre dallo sguardo completamente assente che ha visto per la prima volta su una pista di aeroporto, a nove anni. Che aveva un uncino. Che si gettava a terra quando il motore di un'automobile aveva un ritorno di fiamma (alle Datsun non capita mai: hanno troppa poca potenza), che fissava con occhi spenti e rassegnati la zanzara che gli pungeva l'unico grosso bicipite. Che se n'è andato da un pezzo ormai. (p.156) *«Mio padre se n'è andato da un pezzo. Gli ha dato do volta il cervello. È impazzito. È completamente partito. Ora sta dove tutte le stanze sono bianche e tutte le scarpe non fanno rumore. Mio padre ha lasciato il pianeta Terra.»<br/>«Be', finché ogni tanto ti fa ciao con la mano...»<br/>«Credo che l'unica cosa a cui fa ciao con la mano sia la roba che gli danno da mangiare.»<br/>«Be', finché il piatto non lo saluta anche lui...»<br/>«Credo che sia proprio quello il motivo per cui mio padre gli fa ciao». (p.157) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Oblio''=== Fortuna che io e il patrigno di Hope avevamo appena completato le nove "frontali" e stavamo lavando le palle nel marchingegno del decimo tee quando scoppiò il temporale, così riuscii a portarlo dentro il circolo prima che il vento e la pioggia cominciassero a infuriare, e a riconsegnare il cart in deposito mentre mio suocero si asciugava, si cambiava d'abito e telefonava alla moglie per comunicarle un'altra variazione nel suo programma mattutino visto che avevamo "fatto" solo nove buche. ==Citazioni su David Foster Wallace== *Artisti come lui hanno ideali di un livello troppo alto, che spesso non reggono, purtroppo, il confronto con la vita. Lui ha scritto un saggio meraviglioso su di me. Anche grazie a lui il mondo è per me un posto migliore. ([[Roger Federer]]) *[Sono rimasto folgorato] Dalla sua intelligenza dissacrante, dalla sua ferocia, dall'architettura linguistica composita dove spesso le note sovrastano il testo principale. E soprattutto dalla sua ossessione per il dettaglio, che sento molto vicina. ([[Gioele Dix]]) *Ho fatto con lui a Wimbledon un'intervista di mezz'ora, una delle più strane che abbia mai fatto. Mentre me ne andavo ero lì che mi chiedevo ancora di cosa avessimo parlato. Mi ha molto colpito il suo suicidio. ([[Roger Federer]]) *Nel suo stile massimalista, reazione al minimalismo caro a Raymond Carver, David Foster Wallace si abbandona a frasi lunghe, complesse, a volte sonore, a volte satiriche, e passa da monologhi analfabeti dei poverissimi alle spiegazioni tecniche ad esempio di certi medicinali, con un linguaggio base che è casuale e complesso, ricco di slang e anche di erudizione, capace di alternare precisione e imprecisione a proposito di uno stesso argomento. ([[Fernanda Pivano]]) *Non riuscirò mai a capire l'entusiasmo per David Foster Wallace e [[Jonathan Franzen]]. Ho finito da poco Freedom e mi sembra Pynchon in versione annacquata. ([[Harold Bloom]]) *Si appassiona alle inezie, al particolare che illumina l'universale allargando e registrando all'infinito il campo del racconto. Come quando descrive minuziosamente il sistema "ad alto tiraggio" del water della sua cabina per poi immaginare i suoi escrementi volare proiettati nell'iperspazio. Straordinario. ([[Gioele Dix]]) ===[[Bret Easton Ellis]]=== *Chiunque giudichi Foster Wallace un genio letterario dovrebbe essere incluso nel Pantheon degli imbecilli. *David Foster Wallace possedeva una tale pretenziosità letteraria da farmi vergognare di appartenere alla stessa industria editoriale. *Foster Wallace è il migliore esempio di scrittore contemporaneo che sbava per raggiungere il tipo di spaventosa grandezza culturale che non è mai riuscito a conseguire. Un impostore. *Il più sopravvalutato scrittore della nostra generazione è David Foster Wallace. *Non ho stima per lui. ''Infinite Jest'' è illeggibile. Il suo stile è mediocre, le storie confuse e piene di quel finto sentimentalismo del Midwest. ===[[Jonathan Franzen]]=== *Non esisteva scrittore vivente dotato di un virtuosismo retorico più autorevole, entusiasmante e inventivo del suo. Arrivato alla parola numero 70 o 100 o 140 di una frase sprofondata dentro un paragrafo lungo tre pagine e intriso di umorismo macabro o di autocoscienza favolosamente reticolata, sentivi l'odore di ozono esalare dalla precisione scoppiettante del costrutto che lui impartiva alle frasi, dal destreggiarsi fluido e calibratissimo tra dieci livelli di dizione: alta, bassa, media, tecnica, avanguardistica, secchiona, filosofica, gergale, farsesca, esortativa, teppistica, sdolcinata o lirica. Quelle frasi e quelle pagine, quando riusciva a crearle, erano una dimora sincera, sicura e felice quanto ogni altra avuta in quasi tutti i venti della nostra conoscenza. *Perché in quasi tutto il periodo della nostra conoscenza, l'interazione forse più intensa che ho avuto con Dave è stata quando ho letto da solo sulla mia poltrona, per dieci sere di fila, il manoscritto di ''Infinite Jest''. È in quel libro che Dave, per la prima volta, ha orchestrato se stesso e il mondo secondo i suoi dettami. A livello più microscopico: sulla faccia della terra non si è mai visto un prosatore che usasse la punteggiatura con la passione e la minuzia di Dave Wallace. A livello più globale: ha sfornato un migliaio di pagine di amenità che, pur non mostrando mai un cedimento nella forma e nella qualità dell'umorismo, diventavano sempre meno spiritose, sezione dopo sezione finché, verso la fine, ti ritrovavi a pensare che tanto valeva intitolare il libro ''Infinite Sadness''. Nessuno come Dave ha colpito nel segno. *Quando indossava i panni del giornalista, Dave dava il meglio di sé se riusciva a trovare un tecnico – un cameraman al seguito di John McCain, un operatore in un programma radiofonico – elettrizzato all'idea di conoscere uno sinceramente interessato ai misteri del suo lavoro. Dave adorava i particolari in quanto tali, ma i particolari erano anche una valvola di sfogo per l'amore che teneva imbottigliato nel cuore: un modo per stabilire un legame, su un terreno intermedio relativamente sicuro, con un altro essere umano. Il che equivale, grosso modo, alla definizione di letteratura a cui io e lui siamo giunti tra una chiacchierata e uno scambio di lettere all' inizio degli anni Novanta. ===[[Zadie Smith]]=== *Chiunque consideri Dave innanzitutto un ironista dovrebbe far caso alla scelta. La sua è una satira seria, se con satira intendiamo «la lode indiretta di ciò che è buono». Ma non voglio sostituire un Ironista con uno ossessionato da Dio. *Dave ha detto cose geniali sul dono: sulla nostra incapacità di dare gratuitamente, o di accettare quello che ci viene dato gratis. Nei suoi racconti, dare è diventato impossibile: la logica di mercato permea ogni aspetto della vita. Un tizio non riesce a regalare un vecchio attrezzo agricolo; deve dire che costa cinque dollari perché qualcuno si decida a prenderlo. *In una cultura che priva quotidianamente della capacità di usare l'immaginazione, il linguaggio e il pensiero autonomo, una complessità come quella di Dave è un dono. Le sue frasi ricorrenti, meandriche, richiedono una seconda lettura. Al pari del ragazzino che aspetta di tuffarsi, la loro osticità spezza «il ritmo che esclude il pensiero». Ogni parola che cerchiamo sul dizionario, ogni tortuosa nota che seguiamo a piè di pagina, ogni concetto che mette a dura prova cuore e cervello: tutto contribuisce a spezzare il ritmo dell'assenza di pensiero – e ci vediamo restituire i nostri doni. A chiunque è stato dato assai, assai sarà ridomandato. Dave scriveva così, come se il suo talento fosse una responsabilità. *L'unica di cui disponiamo è irrimediabilmente deturpata dall'uso improprio che se ne fa. La parola è preghiera. Per essere un rinomato ironista, Dave ha scritto molto di preghiera. Un uomo sposato, al cospetto di una seduttrice adolescente, si inginocchia e prega, ma non per l'ovvia ragione. «''Non ho paura per quello che pensi''» dice. La sgranocchiatrice di cereali prega mentre viene stuprata, ma non per ricevere soccorso. Un tizio che ha causato per sbaglio dei danni cerebrali alla figlia prega con un gesuita pazzo in mezzo a un campo, mentre una chiesa fatta senza le mani si erge intorno a loro. Quando succede l'incomprensibile e l'imperdonabile, i personaggi di Dave ricorrono all'impossibile. Le loro preghiere sono irrazionali, assurde, lasciate cadere in un vuoto, ed è da lì, paradossalmente, che traggono il loro potere. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *David Foster Wallace, ''Brevi interviste con uomini schifosi'', traduzione di Ottavio Fatica e Giovanna Granata, Einaudi, 2007. ISBN 9788806185374 *David Foster Wallace, ''Di carne e di nulla '', traduzione di Giovanna Granato, Einaudi, 2018. ISBN 978-88-06-23768-4. *David Foster Wallace & Mark Costello, ''Il rap spiegato ai bianchi'', traduzione di Christian Raimo e Martina Testa, Minimum Fax, 2019. ISBN 978-88-3389-056-2. *David Foster Wallace, ''Il re pallido'', traduzione di Giovanna Granato, Einaudi, 2011. ISBN 978880620335 *David Foster Wallace, ''Il re pallido'', traduzione di Giovanna Granato, Einaudi, 2011. ISBN 9788806203351 *David Foster Wallace, ''Il tennis come esperienza religiosa'', traduzione di Giovanna Granato, Giulio Einaudi Editore, 2012. ISBN 88-06-21092-2. *David Foster Wallace, ''Infinite Jest'', traduzione di [[Edoardo Nesi]], Fandango. ISBN 888751710X *David Foster Wallace, ''La ragazza dai capelli strani'', traduzione di Martina Testa, Minimum Fax, 2017. ISBN 978-88-7521-869-0 *David Foster Wallace, ''La scopa del sistema'', traduzione di Sergio Claudio Perroni, Fandango, Roma. *David Foster Wallace, ''La scopa del sistema'', traduzione di Sergio Claudio Perroni, Einaudi, 2014. ISBN 978-88-06-22094-5 *David Foster Wallace, ''Oblio'', traduzione di Giovanna Granato, Einaudi. *David Foster Wallace, ''Questa è l'acqua'', traduzione di Giovanna Granato, Einaudi, 2009. ISBN 978-88-06-19969-2 *David Foster Wallace, ''Tennis, tv, trigonometria, tornado'', traduzione di Vincenzo Ostuni, Christian Raimo, Martina Testa, Minimum Fax, 2018. ISBN 978-88-7521-916-1. *David Foster Wallace, ''Tutto e di più: storia compatta dell'∞'', traduzione di Giuseppe Strazzeri e Fabio Paracchini, Codice, 2017. ISBN 9788875786984. *David Foster Wallace, ''Una cosa divertente che non farò mai più'', traduzione di Gabriella D'Angelo e Francesco Piccolo, Minimum Fax, 2017. ISBN 9788875218379 *David Foster Wallace, ''Verso Occidente l'Impero dirige il suo corso'', traduzione Martina Testa, Minimum Fax, 2019. ISBN 978-88-3389-009-8 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Brevi interviste con uomini schifosi|''Brevi interviste con uomini schifosi''|(1999)}} {{Pedia|Considera l'aragosta|''Considera l'aragosta''|(2005)}} {{Pedia|Infinite Jest|''Infinite Jest''|(1996)}} {{Pedia|La ragazza con i capelli strani|''La ragazza con i capelli strani''|(1997)}} {{Pedia|Questa è l'acqua|''Questa è l'acqua''|(2009)}} {{Pedia|Una cosa divertente che non farò mai più|''Una cosa divertente che non farò mai più''|(1997)}} ==Collegamenti esterni== *''[http://www.nytimes.com/2006/08/20/sports/playmagazine/20federer.html?pagewanted=all Federer as Religious Experience]'', lungo articolo scritto da Wallace per il ''New York Times'' e pubblicato il 20 agosto 2006, rappresenta la versione originale del saggio ''Federer come esperienza religiosa''. {{DEFAULTSORT:Wallace, David Foster}} [[Categoria:Saggisti statunitensi]] [[Categoria:Scrittori statunitensi]] nx6y9tzg1zdgnfahd3hhvon4da268yf 1425907 1425906 2026-09-07T15:01:24Z Sunekuita 97846 /* Considera l'aragosta */ 1425907 wikitext text/x-wiki [[Immagine:David Foster Wallace in 2006.jpg|miniatura|upright=1.5|David Foster Wallace nel 2006]] '''David Foster Wallace''' (1962 – 2008), scrittore e saggista statunitense. ==Citazioni di David Foster Wallace== *A me sembra che quasi tutte le cose interessanti e vere nella mia vita e in quella dei miei amici implichino doppi vincoli o trappole in cui ti vengono offerte due alternative che si escludono a vicenda e tutt'e due implicano sacrifici che sembrano inaccettabili. <ref name="bookworm"/> *''American Psycho'' si può considerare una sorta di compendio performativo sui problemi sociali di fine anni Ottanta, ma non è nulla di più.<ref>Citato in Alessandra Farkas, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2012/settembre/07/Foster_Wallace_impostore__co_9_120907076.shtml «Foster Wallace: impostore»]'', ''Corriere della Sera'', 7 settembre 2012.</ref> *C'è la gioia di imparare e la gioia di conoscere gli altri, e c'è tutta la roba religiosa e tutto il resto. Ma tutto il resto ormai rema contro quello che nella mia generazione e nella tua secondo me è molto diverso, che so, da quello dei nostri nonni: un'immensa, divorante, lancinante fame di piacere, e un vero senso di privazione quando non lo provi. Io non credo che lo farei, però credo che mi organizzerei in modo da avere intorno un sacco di amici che mi impediscano di farlo. <ref name="Minnesota Daily"/> *{{NDR|Riferito alla nascita della struttura di un libro}} E tantissimo è viscerale e «questo sa di vero / questo non sa di vero; questo ha il sapore giusto / questo no», ed è solo quando arrivi più o meno a metà libro che secondo me cominci a vedere emergere il barlume di una struttura. Poi, certo, il grande incubo è che la struttura la vedi solo tu tu mentre per gli altri è un gran casino. <ref name="bookworm"> Dall'intervista dell'11/04/96 a [https://www.kcrw.com/news-culture/shows/bookworm/david-foster-wallace-infinite-jest Bookworm]. L'intervista integrale tradotta è stata pubblicata da Einaudi in aggiunta ai dodici saggi di [[w:en:Both Flesh and Not|''Both flash and not'']] in [https://www.ibs.it/di-carne-di-nulla-libro-david-foster-wallace/e/9788806214791?gclid=EAIaIQobChMIku704siX3AIVxlQYCh2rnAlvEAAYAyAAEgL0ZfD_BwE ''Di carne e di nulla'']. </ref> *''Infinite Jest'' è stato immaginato come un libro triste. Non so come sia per voi e i vostri amici, ma so che la maggior parte degli amici miei è molto infelice.<ref>Citato in [[Fernanda Pivano]], ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2008/settembre/15/Foster_Wallace_addio_mago_della_co_9_080915066.shtml Foster Wallace : addio al mago della giovane prosa]'', ''Corriere della Sera'', 15 settembre 2008.</ref> *Insomma... come lavorare sodo quanto basta e investire quanto basta di te stesso per ottenere davvero dei risultati e allo stesso tempo preservare il genere di integrità che ti permette di avere un io diverso da ciò che ottieni. <ref name="bookworm"/> *L'arte seria dovrebbe farci affrontare cose che sono difficili dentro di noi e nel mondo. E il pericolo è che se ci esercitiamo ad affrontare sempre meno e a provare sempre più piacere, la daremo vinta alle cose commerciali. <ref name="Minnesota Daily"/> *{{NDR|Riferito alle difficoltà incontrate nello scrivere [[w:Infinite Jest|''Infinite Jest'']]}} Non sembrava una difficoltà fine a sé stessa; sembrava una difficoltà enorme spesa perché era necessario dire qualcosa di importante su quanto sia diventato difficile essere umani, e che non ci fossero altri modi per dirlo. <ref name="bookworm"/> *Non ti conosco bene, e non so come sono fatti i tuoi amici. Ma a me sembra che questa sia una generazione più triste, e più affamata. E la cosa che mi fa paura è che, quando arriveremo noi al potere, quando saremo noi quelli di quarantacinque, cinquant'anni, non ci sarà nessuno... nessuno più anziano... non ci saranno persone più anziane di noi che si ricorderanno la Grande Depressione, o la guerra, persone che hanno alle spalle sacrifici considerevoli. E non ci sarà nessun limite ai nostri, come dire, appetiti. E anche alla nostra smania di sperperare le cose. (da ''Come diventare se stessi'') *Per me la realtà attualmente è frammentata, o almeno questo è quello che sto vivendo. La difficoltà nello scrivere della realtà è che il testo è molto lineare e unificato. Io cerco sempre un modo per fratturare il testo, in modi che non sono completamente disorientati: si può prendere le righe e metterle in ordine diverso e questa sarebbe una bella frattura, ma nessuno leggerebbe, no? Perciò ci deve essere qualche interazione tra quanto è difficile e quanto è seducente per il lettore, così il lettore sarà disposto a farlo. Le note, per me, sono un buon compromesso. :''It seems to me that reality's fractured right now, at least the reality that I live in. And the difficulty about writing one of those writing about that reality, is that text is very linear and it's very unified. I, anyway, am constantly on the lookout for ways to fracture the text that aren't totally disoriented. I mean, you can, you know, you can take the lines and jumble them up and that's nicely fractured, but nobody nobody's going to read it, right? So you've got, here's got to be some interplay between how difficult you make it for the reader and how seductive it is for the reader so the reader's willing to do it. The end notes were, for me, a useful compromise.''<ref name=CharlieRose>{{en}} Dall'intervista di Charlie Rose in occasione dell'uscita del libro ''Una cosa divertente che non farò mai più'', 27 marzo 1997. Intervista completa in lingua originale disponibile su ''[https://charlierose.com/videos/23311 CharlieRose.com]''. Versione sottotitolata disponibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=9lVHhliP5s4 YouTube.com]''.</ref> *Qualcuno magari vuole avere veramente successo come contabile e magari essere socio di un'impresa di contabilità. Arrivano i cinquant'anni e cade in depressione: "l'anello di ottone" a cui aveva puntato non ha messo le cose a posto. Quindi è per questo che mi vergogno a parlare di ciò {{NDR|riferito alla sua vita personale}}: non è molto interessante ed è molto comune. Quello che è veramente interessante è che c'è una parte di me che vuole attenzione e rispetto, ma è una mezza verità, alla fine per me questo non fa molta differenza, e l'ho imparato a vent'anni, non cambia nulla. Al di là della ragione per cui ti prestano attenzione, non è mai il motivo per cui è importante per te stesso. In ogni caso molti dei miei problemi di adesso riguardano il fatto che non ho un anello da raggiungere e spero in un suggerimento. [...] Le persone che ora mi interessano sono le persone che sono cresciute, che hanno una specie di crisi dei mezza età e tendono a diventare strane, perché il normale incentivo per alzarsi dal letto la mattina non vale più molto. Non ho ancora trovato nessuna motivazione soddisfacente però non sono ancora pronto a buttarmi giù da un edificio o cose del genere. :''Somebody who wants to be a really successful cost accountant, right and be a partner of his accounting firm and achieves that at 50 and goes into something like a depression. "The brass ring I've been chasing does not make everything okay". So that's why I'm embarrassed to talk about it. It's just not particularly interesting. It's – what it is, is very, very average. I, this is what's very interesting is I,there's part of me that wants to get attention and respect. It doesn't really make very much difference to me because I learned in my 20s that it just doesn't change anything and that whatever you get paid attention for is never the stuff that you think is important about yourself anyway. So a lot of my problem right now is that I don't really have a brass ring and I'm kind of open to suggestions.'' [...] ''the people who most interest me now are the people, are people who are older and who have sort of been through a mid-life crisis. They tend to get weird because the normal incentives for getting out of bed don't tend to apply anymore. I have not found any satisfactory new ones, but I'm also not getting ready to, you know, jump off a building or anything.''<ref name=CharlieRose/> *{{NDR|Alla domanda su come abbia intenzione di trascorrere l'anno sabbatico}} Se le esperienze passate contano qualcosa, probabilmente scriverò per un'ora al giorno e passerò tipo le restanti otto ore al giorno mordendomi le nocchie preoccupato di non star scrivendo. :''I will, if past, if past experience holds true, I will probably write an hour a day and spend eight hours a day biting my knuckle and worrying about not writing.''<ref name=CharlieRose/> *Secondo me in chiunque faccia satira, e probabilmente io ne ho fatta parecchia... c'è l'idea implicita, tacita che satireggiando qualcosa si crei forza motrice per il cambiamento. Cosa che di fatto non succede. Ma se non altro usi la satira come indicazione: metto questa cosa in ridicolo per dimostrare che è grottesca e inaccettabile, motivando così le persone a cambiare le cose. Ma quando satira e ironia non rispondono a quell'intervento, diventano un semplice strumento discorsivo fine a se stesso. Allora sì che le acqua si confondono. <ref name="Minnesota Daily"> Tratto dall'intervista realizzata di David Wiley per il ''Minnesota Daily'' del 27 febbraio 1997. L'intervista integrale in lingua originale è [http://www.badgerinternet.com/~bobkat/jestwiley2.html qui] disponibile. L'intervista integrale tradotta è stata pubblicata da Einaudi in aggiunta ai dodici saggi di [[w:en:Both Flesh and Not|''Both flash and not'']] in [https://www.ibs.it/di-carne-di-nulla-libro-david-foster-wallace/e/9788806214791?gclid=EAIaIQobChMIku704siX3AIVxlQYCh2rnAlvEAAYAyAAEgL0ZfD_BwE ''Di carne e di nulla''].</ref> *Venire a uno show televisivo stimola la ghiandola del "come sembrerò" come nessuna altra esperienza. :''Coming on a television show stimulates your "What am I going to look like?" gland like no other experience.''<ref name=CharlieRose/> ==''Brevi interviste con uomini schifosi''== ===''Una storia ridotta all'osso della vita postindustriale''=== ====[[Incipit]]==== Quando vennero presentati, lui fece una battuta, sperando di piacere. Lei rise a crepapelle, sperando di piacere. Poi se ne tornarono a casa in macchina, ognuno per conto suo, lo sguardo fisso davanti a sé, la stessa identica smorfia sul viso. A quello che li aveva presentati nessuno dei due piaceva troppo, anche se faceva finta di sì, visto che ci teneva tanto a mantenere sempre buoni rapporti con tutti. Sai, non si sa mai, in fondo, o invece sì, o invece sì. ===''Per sempre lassù''=== *Non puoi uccidere il tempo col cuore. (p. 19) ===''Brevi interviste con uomini schifosi''=== *Si credono generosi a letto. No, la fregatura è che hanno ''l'egoismo'' di essere ''generosi''. Non sono meglio del porco, sono solo più subdoli. (p. 35) *Succedono cose davvero terribili. L'esistenza e la vita spezzano continuamente le persone in tutti i cazzo di modi possibili e immaginabili. (p. 125) *Di vederti come una cosa, sono capaci di vederti come una cosa. Lo sai che vuol dire? È spaventoso, noi sappiamo quant'è spaventosa come idea, e che è sbagliato, e ci crediamo di sapere tutte queste cose sui diritti umani e la dignità umana e quant'è terribile privare qualcuno della propria umanità di quella che noi chiamiamo umanità di qualcuno, ma metti che ''succede'' a te, allora sì che lo ''sai'' per davvero. Adesso non è più solo un'idea o una causa da reazioni sterotipate. Aspetta che succeda a te e allora sì che assapori il Lato Oscuro. Non l<nowiki>'</nowiki>''idea'' di oscurità, l'autentico Lato Oscuro. E adesso ne conosci il potere. Il potere assoluto. Perché se sei davvero capace di vedere un altro soltanto come una cosa allora sei capace di fargli qualsiasi cosa, non si accettano più scommesse, umanità e dignità e diritti e correttezza...non si accettano più scommesse. Io dico...e se lei dicesse che è come un rapido costoso giretto su un versante della condizione umana di cui tutti parlano come se lo conoscessero ma in realtà manco se lo immaginano, non per davvero, a meno di non esserci passati. E se tutto si riducesse al fatto che la sua visione del mondo si è ''ampliata'', se ti dicessi questo? Che ne diresti? E di se stessa, di come considerava se stessa. Che adesso capiva di poter essere considerata come una cosa. Ti rendi conto di quanto questo le cambierebbe...strapperebbe, di quanto questo strapperebbe via? Di se stessa, di te, di quella che pensavi fosse te stessa? Strapperebbe via tutto quanto. E poi che resterebbe? (p. 126) *E neanche mai gli passa per la testa che è la loro certezza di essere [[diversi]] a renderli uguali. (p. 255) *[...] lei disse di aver capito all'istante in fondo all'anima che quel tipo aveva intenzione di violentarla brutalmente, torturarla e ucciderla, disse. E in questo le credevo, che uno può capire intuitivamente gli epifenomeni del pericolo, avvertire la psicosi nell'aspetto di qualcuno – non c'è bisogno di sottoscrivere i campi di energia o le [[percezione extrasensoriale|percezioni extrasensoriali]] per ammettere l'intuizione mortale. (p. 260) *Che naturalmente a livello psicologico non è poi così implausibile, visto che è cosa nota che gli [[psicopatia|psicopatici]] sessuali depersonalizzano le loro vittime paragonandole a oggetti o bambole, cose e non persone per così dire, che spesso è la spiegazione fornita per la loro capacità di infliggere una brutalità tanto immaginabile sugli essere umani, cioè non li vedono affatto come esser umani ma semplicemente come oggetti per i loro bisogni e propositi psicopatici. (p. 267) *E come tutti sanno un motivo primario che spinge l'[[assassino|omicida]] prototipico a stuprare e uccidere è che considera lo stupro e l'uccisione come l'unico mezzo possibile per stabilire un contatto significativo con la vittima. Che è un bisogno umano basilare. Voglio dire un contatto di qualche tipo naturalmente. Ma anche terrorizzante e soggetto a manie e psicosi. È il suo modo di aver un, tra virgolette, rapporto. I rapporti convenzionali lo terrorizzano. Ma con una vittima, stuprando e torturando e uccidendo, lo psicotico sessuale riesce a creare una sorta di aperte e chiuse virgolette contatto grazie alla facoltà di farle sentire paura e un dolore intensi, mentre l'esaltante sensazione di totale controllo divino su di lei – su quello che prova, se lo prova, se respira, se vive – questo gli consente un certo margine di sicurezza nel rapporto. (p. 269) *Uccidere letteralmente invece di limitarsi a scappare per l'assassino è psicoticamente il modo letterale di risolvere il conflitto tra il bisogno di contatto e il terrore di stabilire in qualche modo quel contatto. Soprattutto, sì, con una donna, che la stragrande degli psicotici sessuali odia e teme, spesso a causa del rapporto contorto avuto nell'infanzia con la [[madre]]. Perciò il criminale sessuale psicotico spesso tra virgolette uccide simbolicamente la madre, che odia e teme ma che naturalmente non può uccidere letteralmente perché è ancora invischiato nella condizione infantile che senza il suo amore lui morirebbe. Con la madre lo psicotico ha un rapporto tanto di odio terrorizzato e di terrore quanto di struggente e disperato bisogno. Per lui è un conflitto insopportabile e perciò lo deve risolvere simbolicamente con crimini sessuali psicotici. (p. 271) ===''La persona depressa''=== *La terapeuta, alla quale in quella fase restava meno di un anno di vita, a quel punto aveva fatto una breve interruzione per esternare ancora una volta alla persona [[depressione|depressa]] la sua (cioè della terapeuta) convinzione che odio verso se stessi, colpa tossica, narcisismo, auto commiserazione, bisogno, manipolazione, e molti altri comportamenti basati sulla vergogna che presentavano tipicamente gli adulti endogenamente depressi andavano meglio interpretati come difese psicologiche erette da un residuale Bambino ferito che c'è in Te contro la possibilità di trauma e abbandono. Tali comportamenti, in altre parole, erano primitive profilassi emotive la cui vera funzione era di precludere l'intimità; erano corazze psichiche per mantenere gli altri a distanza in modo che loro (cioè gli altri) non si avvicinassero emotivamente alla persona depressa tanto da infliggerle ferite che potevano fare da eco e specchio delle profonde ferite residuali risalenti all'infanzia della persona depressa, ferite che la persona depressa era inconsciamente decisa a tenere a tutti i costi represse. (p. 53) *[...] gli squilibri della personalità acuti e cronici della persona depressa andavano in realtà visti come un meccanismo autodifensivo: cioè, finché la persona depressa aveva il disagio affettivo acuto della depressione a preoccuparla e ad assorbire la sua attenzione emotiva, poteva evitare di sentire o di stabilire un contatto con le profonde ferite residuali infantili che lei (cioè la persona depressa) sembrava ancora determinata a tenere represse. (p. 54) ===''Ottetto''=== *Può darsi benissimo che avrà il solo effetto di farti sembrare un babbeo ripiegato con impaccio su se stesso, sono dei tanti Artisti Cazzari manipolatori pseudopostmoderni che cerca di rimediare a un fiasco ritirandosi in una metadimensionalità a commentare il fallimento stesso. (p. 160) ===''Mondo adulto (I)''=== *Giunse così alla conclusione che qualcosa in lei non andava: o in lei c'era qualcosa che non andava per via del timore irrazionale che qualcosa in lei non andasse. (p. 171) ===''Il diavolo è un tipo impegnato''=== *Perciò, dimostrai un'abilità inconscia e, a quanto pare, naturale, automatica, nell'ingannare sia me stesso sia gli altri, che, a «livello motivazionale», non solo privava completamente la cosa generosa che avevo cercato di fare di qualsiasi autentico valore, facendomi fallire, ancora una volta, nei miei tentativi di essere sinceramente quello che qualcuno avrebbe classificato come una persona autenticamente [[bontà e cattiveria|«buona» o «brava»]], ma mi metteva, pericolosamente, in una luce tale da poter essere classificato come «tenebroso», [[bontà e cattiveria|«malvagio»]], o «senza alcuna speranza di diventare sinceramente buono». (p. 195) ===''Chiesa fatta senza le mani''=== *Yang si siede a gambe incrociate tangenzialmente rispetto all'ombra inginocchiata, fuma. La sua T-shirt dice CHIEDETEMI DEI MIEI NEMICI INVISIBILI. (p. 207) ===''Sul letto di morte''=== *È questa la vera [[malvagità]], non sapere nemmeno che si è malvagi, no? (''Sul letto di morte'' p. 244) ===Citazioni su ''Brevi interviste con uomini schifosi''=== *Qualunque nome scegliamo, sta a indicare ciò che consente ai pochi eroi delle ''Brevi interviste'' di compiere i loro gesti in virtù dell'assurdo, creando arte che nessuno vuole, amando senza essere riamati, dando senza la speranza di ricevere. Dave è risalito a questo valore supremo passando per la bellezza di un [[Jan Vermeer|Vermeer]] e spingendosi fino al concetto di infinito, fino al servizio di [[Roger Federer|Federer]]... e oltre. ([[Zadie Smith]]) *Secondo i critici, ''Brevi interviste'' era un libro ironico sulla [[misoginia]]. Leggerlo era come essere intrappolati in una stanza con dei misogini ironici e impasticcati, o qualcosa di simile. Secondo me, leggere ''Brevi interviste'' non era affatto come essere intrappolati. Era come essere in chiesa. E la parola importante non era ironia ma dono. ([[Zadie Smith]]) ==''Considera l'aragosta''== ===''Il figlio grosso e rosso''=== *L'industria del porno è volgare. Chi lo negherebbe? [...] L'industria non è solo volgare, ma lo è ''in maniera prevedibile''. I cliché sono tutti veri. [...] Ma naturalmente dovremmo tenere a mente che ''volgare'' ha molte definizioni nel dizionario, e che solo un paio di esse hanno a che fare con l'oscenità o il cattivo gusto. Dal punto di vista etimologico, ''volgare'' significa solo popolare su scala di massa. E' il contrario semantico di ''pretenzioso'' e ''snob''. E' l'umiltà col riporto. Significa indici d'ascolto e assioma di Barnum e il vero nocciolo della questione. Significa affari, affari d'oro. (p. 7-8) *Dentro il ''Caesars Palace'' c'è l'America concepita come una nuova Roma: conquistatrice del suo stesso popolo. Un impero del Sé. (p. 10) ===''Alcune considerazioni sulla comicità di Kafka che forse dovevano essere tagliate ulteriormente''=== *Una mia grande frustrazione quando cerco di leggere [[Franz Kafka|Kafka]] con gli studenti è che mi è impossibile far loro capire che Kafka è comico. Né tantomeno apprezzare il modo in cui questa comicità è intimamente legata alla potenza dei suoi racconti. (p. 64) ===''La vista da casa della sig.ra Thompson''=== *Tutti quei morti, e io vado in palla per una bandierina di plastica. (p. 142) *In realtà queste signore di Bloomington sono, o quanto meno cominciano a sembrarmi, innocenti. Nella stanza c'è quello che colpirebbe molti americani come un'assenza di cinismo. A nessuno per esempio viene in mente di commentare che è forse un po' strano che ''tutti e tre'' i conduttori televisivi sono in maniche di camicia, né di considerare la possibilità che forse non è un caso se i capelli di Dan Rather sono scompigliati, né che se continuano a ritrasmettere orribili filmati forse non è solo per quegli spettatori che si sono appena collegati e non li hanno ancora visti. Nessuna delle signore sembra notare che gli strani occhietti spenti del presidente sembrano diventare sempre più vicini tra loro durante il suo discorso registrato, né che alcune frasi che pronuncia sono di una somiglianza quasi plagiaria a quelle pronunciate da Bruce Willis (come invasato di destra, ricordate) in ''Attacco al potere'' un paio di anni fa. Né che almeno in parte l'assoluta stranezza di assistere al compimento dell'Orrore sta nella precisione con cui certe inquadrature e scene rispecchiano la trama di un sacco di film, da ''Die Hard I-III'' a ''Air Force One''. Nessuna è abbastanza scafata da avanzare la scontata e perversa lagnanza postmoderna: Già Visto. (p. 151-152) *La gente davvero perbene, la gente innocente, può mettere a dura prova. (p. 152) ===''Come Tracy Austin mi ha spezzato il cuore''=== *Ottenere il massimo a diciassette anni e perderlo a ventuno a causa di eventi che sono al di fuori del tuo controllo è esattamente come morire solo che poi devi continuare a vivere. (p. 163) *Una persona è forse stupida o superficiale perché dice a se stessa che non c'è niente che possa fare rispetto a una disgrazia e che quindi le conviene accettarla, e da lì in poi la accetta senza ulteriori lotte interne? O quella persona è in qualche modo istintivamente saggia e profonda, illuminata nel modo infantile in cui sono illuminati certi santi e monaci? E' questo, per me, il vero mistero: se una persona del genere sia un'idiota o una mistica o entrambe e/o nessuna delle due. (p. 167-168) *E che coloro i quali ricevono e mettono in pratica il dono del genio atletico debbano, di necessità, essere ciechi e muti al riguardo, e non perché la cecità e il mutismo siano il prezzo di quel dono, ma perché ne sono l'essenza. (p. 168) ===''Forza, Simba''=== *È difficile ottenere risposte convincenti alla domanda «Perché ai giovani elettori importa così poco della politica?» E questo probabilmente per via che è quasi impossibile spingere una persona a riflettere con attenzione sui motivi per cui una cosa non gli interessa. È la noia in sé a vanificare la ricerca di risposte; l'esistenza della sensazione è più che sufficiente.(p. 205) *Chi non sceglierebbe l'apatia e il cinismo al posto del dolore che provoca il sentirsi trattati con [[accondiscendenza|condiscendenza]]? E chi non si entusiasmerebbe per un politico che dia l'impressione di rivolgersi davvero a te come se fossi una persona, un adulto intelligente e degno di rispetto? (p. 209) *Ed è facile (o almeno relativamente facile) dire la verità quando non hai niente da perdere. (p. 210) *Se siete annoiati e disgustati dalla politica e non vi disturbate a [[Voto (elezione)|votare]], di fatto votate per gli arroccati establishment dei due principali partiti, i quali, potete starne certi, stupidi non sono, ma anzi hanno una consapevolezza profonda di quanto gli convenga mantenervi in una condizione di disgusto e noia e cinismo, fornendovi ogni possibile motivazione psicologica perché il giorno delle primarie ve ne stiate in casa a farvi i cilum guardando Mtv. Sia chiaro: avete tutto il diritto di stare a casa, se volete, ma non prendetevi in giro pensando di non votare. In realtà, non votare è impossibile: si può votare votando, oppure votare rimanendo a casa e raddoppiando tacitamente il valore del voto di un irriducibile. (p. 231) *Il punto, quando si tratta di un leader, è la differenza tra il limitarsi a credere ''a'' qualcuno e il credere ''in'' lui. (p. 255) *Però, certo, se si trasforma in un candidato vero poi continua a essere un anticandidato? E' possibile vendere il rifiuto di mettersi in vendita? (p. 255-256) *Il nocciolo della questione è che, se siete giovani elettori tutti d'un pezzo e rotti ai meccanismi del marketing, l'unica cosa che potete stare sicuri di provare nei confronti della campagna di John McCain è una forma moderna e molto americana di ambivalenza, una sorta di dissidio interiore tra il bisogno profondo di credere e la convinzione profonda che il bisogno di credere sia una stronzata. (p. 257) *Il fatto che lui sia davvero «reale» dipende meno da ciò che c'è nel suo cuore che da ciò che c'è nel vostro. (p. 262) ===''Considera l'aragosta''=== *La democratizzazione dell'aragosta del Festival dell'aragosta del Maine comporta tutti gli inconvenienti di massa e il compromesso estetico propri di una vera democrazia. (p. 267) *È possibile che le generazioni future guarderanno alle nostre attuali agroindustrie e pratiche mangerecce in modo del tutto simile a come oggi noi vediamo gli spettacoli di Nerone o gli esperimenti di Mengele? (p. 283) *Ci sono dei limiti a quello che ci si può chiedere, persino fra persone interessate.(p. 284) ===''Commentatore''=== *Perché lo si può quasi sentire, in che mondo squallido e spietato vive questo commentatore - crede, anzi no, sa per certo di viverci. Quanto a me, sono più tipo da dubbi. (p. 382) ==''Di carne e di nulla''== ===''Di nuovo fuoco e fiamme''=== ====[[Incipit]]==== È una storia d'amore che conoscete già. Un prode cavaliere scorge una gentil pulzella alla lontana finestra di un castello minaccioso. I loro sguardi si incrociano, separati dalle brume della brughiera riarsa. Chimica istantanea. E così il bravo cavaliere va dritto sparato al castello, brandendo la lancia. Può sopraggiungere al galoppo e rapire la pulzella? Macché. Deve prima superare il drago. Giusto? C'è sempre un odiosissimo drago a guardia del castello e, se rapimento dev'esserci, il cavaliere deve sempre affrontare e uccidere il drago. Com'è, come non è, al pari di ogni fido cavaliere al sodo della passione, il cavaliere combatte il drago, tutto per amore della gentil pulzella. «Gentil pulzella» significa «vergine piacente», a proposito. Perciò c'è poco da fare gli ingenui: sappiamo per che cosa si batte il cavaliere. State pur certi che dopo aver scannato il drago non si accontenterà di un:«Mio eroe» ansimato dalla pulzella. Anzi, considerato l'andazzo, il baldo cavaliere mette vita e lancia a repentaglio contro il drago non per «salvare» la vergine piacente ma per «''conquistarla''». E ogni cavaliere, di ogni epoca, sa dirvi cosa cosa significa in questo caso «conquistare». ====Citazioni==== *Ogni animale è capace di scopare. Ma solo gli umani sanno cos'è la passione sessuale, tutt'altra cosa rispetto all'impulso biologico di accoppiarsi. E la passione sessuale ha resistito per millenni come forza psichica vitale nell'esistenza umana - non ''nonostante'' gli intralci ma ''grazie'' a loro. (p.5) *Il sesso importante è sia vittoria sia resa, trascendenza e trasgressione, trionfante, terribile, estetico e triste. Tartarughe e moscerini sono capaci di accoppiarsi ma solo la volontà umana sa sfidare, trasgredire, vincere, amare: scegliere. (p. 5) *Certo, visti dalla prospettiva del 1966 i vecchi draghi sessuali sembrano quasi tutti stupidi e crudeli. Ma dobbiamo renderci conto che avevano un grosso elemento a favore: finché regnavano loro, il sesso non era spensierato, non sempre. (p. 5) *Io mi sono fatto quasi tutta la Rivoluzione {{NDR|riferito alla [[w:Rivoluzione sessuale|Rivoluzione sessuale]]}} sdentato e incontinente, ma dev'essere sembrata una specie di paradiso istantaneo. Per un po'. (p. 6) *A ripensarci, mi accorgo di essere diventato sessualmente maggiorenne in una cultura che cominciava a sentire la mancanza di quegli stessi draghi che morendo avrebbero dovuto liberarla. (pp. 6-7) *Nessun direbbe che un'epidemia letale è una cosa buona. Niente di quanto viene dalla natura è buono o cattivo. Le cose naturali ''sono'' e basta; le uniche cose buone o cattive sono le scelte delle persone poste di fronte a ciò che è. (p. 7) *Un'esistenza umana eroticamente intensa richiede intralci alla passione, prezzi per le scelte. (p. 7) *C'è un nuovo drago da affrontare. Ma affrontare un drago non significa andargli incontro spavaldi, disarmati e insultando sua madre. E l'intensità erotica del rischio che circonda il sesso e l'HIV non significa che possiamo continuare a scopazzare in nome del «coraggio» o della «volontà» romantica. Anzi, il dono che ci ha fatto l'Aids sta nel ricordarci a gran voce che non c'è proprio niente di spensierato nel sesso. È un dono perché il potere e il significato della sessualità umana aumentano man mano che ne riconosciamo la serietà. (pp. 7-8) *Per quanto (potesse sembrare) scontato, la vera sessualità riguarda lo sforzo di stabilire un contatto fra noi, di erigere ponti sui baratri che separano un io dall'altro. La sessualità riguarda, in definitiva, l<nowiki>'</nowiki>''immaginazione''. (p. 8) *Il sesso può essere ovunque siamo ''noi'', sempre. (p. 8) *Il drago, in cambio, può aiutarci a imparare di nuovo cosa significhi essere veramente erotici. Non è cosa da poco, né accessoria. Il fuoco è letale, ma ci serve. Tutto sta a capire come arrivarci. Non sono solo gli altri a meritare rispetto. (p. 8-9) ===''L'importanza (per così dire) seminale di [[w:Terminator 2 - Il giorno del giudizio|Terminator 2]]''=== *Notate, per esempio, il fatto che ''Terminator 2 - Il giorno del giudizio'', un film sulle conseguenze disastrose dell'eccessivo affidarsi alla tecnologia informatica da parte degli umani, mostra a sua volta una dipendenza dall'informatica mai vista. (p. 14) ===''La natura del divertimento''=== *All'inizio, quando cominci a cercare di scrivere narrativa, tutto lo sforzo si impernia sul divertimento. Non ti aspetti che qualcuno ti legga. Scrivi quasi esclusivamente per farti una sega. Per attivare fantasie e logiche devianti e per eludere o trasformare parti di te che non ti piacciono. E funziona - e ti diverti da morire. (p. 24) *L'[[onanismo]], come motivazione, cede il passo alla tentata seduzione. Ora, la tentata seduzione non è uno sforzo da poco, e il divertimento è compensato da una paura terribile del rifiuto. [...] Perché ti accorgi che ormai buona parte di quello che scrivi è diventato fondamentalmente [[esibizionismo]], il tentativo di far pensare agli altri che sei bravo. È comprensibile. (p. 25) *Sotto il nuovo governo del divertimento, scrivere narrativa diventa un modo per penetrare a fondo dentro te stesso e illuminare proprio le cose che non vuoi vedere o non lasci vedere a nessuno. (p. 26) *È un dono, ecco cos'è, una specie di miracolo, e il premio dell'affetto degli estranei in confronto è polvere, filaccia. (p. 27) ===''La retorica e il melodramma matematico''=== *Il paradosso è che il tipo di pubblico più propenso ad accogliere e apprezzare la visione altera ed encomiastica della matematica pura fornita da questi libri è anche il pubblico più portato a essere deluso dai modi ora vaghi, ora riduttivi o inconsistenti in cui i romanzi trattano la matematica vera che costituisce il loro argomento. (p. 33) *La matematica moderna è come una piramide, e la larga base spesso non è divertente. È a livello più alti e apicali di geometria, topologia, analisi, teoria dei numeri e logica matematica che cominciano il divertimento e la profondità, quando calcolatrici e formule decontestualizzate svaniscono e restano solo carte & matita e ciò che viene chiamato «genio», vale a dire quella particolare miscela di ragione e creatività estatica che caratterizza la parte migliore della mente umana. (p. 34) ===''Notazioni su ventiquattro parole''=== *«Scrittura forbita» non significa scrittura ornata in modo gratuito; significa scrittura pulita, chiara, massimamente rispettosa. (p. 69) *''Pulchritude'' [Avvenenza] Sostantivo paradossale perché si riferisce ad un certo tipo di bellezza pur essendo una della parole più brutte della lingua. [...] Rientrano in quella minuscola schiera elitaria di parole dotate di qualità opposte a quelle che denotano. (p. 70-71) ===''Futuri narrativi e i vistosamente giovani''=== *E il popolare non solo plasma il modo che la nostra generazione ha di vedere e leggere il mondo, ma condiziona anche naturalmente i nostri valori artistici e le nostre aspettative. (p. 99) *Il pubblico trova deprimente la morte di quelli con i quali si è identificato ed è meno portato a guardare gli sceneggiati in cui il pericolo è legato in modo creativo alla morte che rende il pericolo pericoloso. La conseguenza naturale è che i protagonisti degli sceneggiati moderni tendono ad essere «immortali» [...]. Io sostengo che il fatto che siamo fortemente incoraggiarti a identificarci con personaggi per i quali la morte non è un'eventualità creativa sostanziale ha costi reali. [...] Se siamo gli unici animali a sapere in anticipo che moriremo, siamo anche probabilmente gli unici animali a sottometterci tanto allegramente alla prolungata negazione di questa verità importantissima e innegabile. Il pericolo è che, mano a mano che nell'intrattenimento le negazioni della verità diventano sempre più efficaci, pervasive e seducenti, finiremo col dimenticare ''che cose'' negano. È spaventoso. Perché a me sembra cristallino che, se dimentichiamo come morire, finiremo col dimenticare come vivere. (p. 103-104) *La più grande attrattiva della televisione è che avvince senza pretendere nulla. (p. 105) *Noi come generazione corriamo il pericolo di giustificare l'Eliot più delirante se tramite un misto di stasi accademica e disinteresse intellettuale dimostriamo con insoddisfazione di tutti che la cultura o è cumulativa o è morta, vuota ai due lati di un Adesso sociale che non ammette passione per il futuro né curiosità per il passato. (p. 116) *E niente è cambiato sul perché gli scrittori che non lo fanno per soldi scrivano: è arte, e l'arte è significato, e il significato è potere: il potere di colorare i gatti, di mettere ordine nel caos, di trasformare il vuoto in terreno solido e il debito in tesoro. (p. 122) ===''Decisorizzazione 2007 - un resoconto particolare''=== *La sensazione di essere l'ultimo o il meno probabile concede certe libertà. (p. 164) *Perciò una componente della verità riguardo alla copertina è che il vostro curatore esterno non sa nemmeno bene cosa sia una saggio. Niente di strano. (p. 165) *Scrittorialmente parlando, la narrativa fa più paura, ma la saggistica è più difficile - perché la saggistica si basa sulla realtà, e la realtà che percepiamo oggi è schiacciante, talmente enorme e complessa da far saltare tutti i circuiti. La narrativa invece sgorga dal nulla. Anzi, aspettate un attimo: la verità è che tutti e due i generi fanno paura; tutti e due sembrano realizzati camminando sul filo, sopra l'abisso - sono gli abissi a essere diversi. L'abisso della narrativa è il silenzio, ''nada''. Mentre l'abisso della saggistica è il Rumore Totale, l'interferenza gracchiante di ogni cosa ed esperienza particolare, e la totale libertà di scelta infinita su ciò che il singolo sceglie di trattare, rappresentare, collegare, e sul come, il perché, &cc. (p. 167) *Cominciamo a diventare più consapevoli di quanti subappalti, esternalizzazioni e sottomissioni ad altri Decisori siamo ormai costretti a fare, che è una minaccia alla concezione di noi stessi come spiriti liberi intelligenti. Eppure non esiste un'alternativa visibile a queste esternalizzazioni e sottomissioni. Può anche darsi che l'acume e il gusto nello scegliere a quali Decisori sottomettersi dia ormai la vera misura della maturità informata. (p. 169) *Avendo grossi problemi a essere chiaro, conciso e/o calzante, tendo a essere allergico alla scrittura accademica, che per lo più mi pare volutamente oscura e pretenziosa. (p. 173) *L'alternativa è avere a che fare con enormi quantità super entropiche di informazioni, ambiguità, conflitto e fluttuazione; è scoprire di continuo nuovi panorami di ignoranza e illusione personali. In sostanza, cercare davvero di essere informati e colti oggi significa sentirsi quasi sempre stupidi, e aver bisogno di aiuto. (p. 180) ===''Borges sul lettino''=== *Il fascino che l'opera dello scrittore esercita su questi cultori deriverà in parte da personalità, preferenze, stile, tic e ossessioni che contraddistinguono quello scrittore - dalla sensazione che a scrivere ''quei'' racconti sia stato ''quell<nowiki>'</nowiki>''autore e che non avrebbe potuto farlo nessun altro. (p. 182) *[[Jorge Luis Borges|Borges]] comprime lettore e scrittore dentro un nuovo tipo di agente estetico, un agente che produce racconti dai racconti, per il quale leggere è essenzialmente - consapevolmente - un atto creativo. Questo, però, non perché Borges sia un metanarratore o un critico abilmente travestito, ma perché sa che alla fine non c'è differenza - che assassino e vittima, poliziotto e fuggiasco, attore e pubblico sono la stessa cosa. (p. 189) ===''Chiedo soltanto''=== ====[[Incipit]]==== D: Per certe cose vale la pensa morire? L'idea americana è una di queste? Chi è pronto per un esperimento mentale? E se scegliessimo di considerare i 2973 innocenti uccisi nell'attacco terroristico dell'undici settembre come eroi e martiri «sacrifici sull'altare della libertà»? Cioè, e se decidessimo che una certa vulnerabilità minima di base agli attacchi terroristici rientra nel prezzo dell'idea americana? ====Citazioni==== *E se scegliessimo di accettare il fatto che ogni qualche anno, anche se ce la mettiamo tutta, qualche centinaio di migliaia di noi muore nel genere di attacco suicida atroce dal quale una repubblica democratica non può proteggersi al cento per cento senza sovvertire i principi stessi per i quali vale la pena proteggerla? (p. 191) *Sarebbe mostruoso fare riferimento ai quarantamila e passa morti sulle [[autostrada|autostrade]] nazionali che accettiamo ogni anno perché la mobilità e l'autonomia automobilistica valgono il prezzo? (p. 191-192) *È per mostruosità che nessuna figura pubblica seria ormai parlerà dell'ingannevole baratto della libertà in cambio della sicurezza dal quale Ben Franklin ci ha messo in guardia più di duecento anni fa? (p.192) *Quali sono gli effetti sull'idea americana di cose come Guantanamo, Abu Ghraib, Patriot Act I e II, sorveglianza senza garanzie, ordine esecutivo 13233, soldati a contratto che svolgono funzioni militari, Military Commission Act, National Security Presidential Directive 51, ecc., ecc.? Ipotizziamo per un istante che alcune di queste cose abbiano contribuito davvero a rendere la nostra persona e le nostre proprietà più sicure - ne vale la pena? (p. 192) *Siamo diventati così egoisti e spaventati da non volerci porre nemmeno il dubbio che certe cose abbiano la meglio sulla sicurezza? Questo che tipo di futuro presagisce? (p.192) ==''Il rap spiegato ai bianchi''== *Chi ha il diritto di sentenziare su fonti di luce troppo lontane dall'umana portata? Be', chiunque. Lo spruzzo di luci nel cielo notturno è lassù, in lontananza: tutti possono vederle e invocarle. Il più splendido dei [[Chiaroscuro|chiaroscuri]], il firmamento, non riconosce le differenze di colore. Non altrettanto si può dire della cultura e della razza negli Stati Uniti al momento attuale. (1B, p. 55) *I testi, quasi sempre autoreferenziali, tendono a essere variazioni su una mezza dozzina circa di temi fondamentali, temi che al primo ascolto, più che estranei e scioccanti, puramente noiosi. Es.: quanto sono tosti/fichi/mitici/cazzuti il rapper e i suoi testi, quanto i suoi rivali sono ugualmente privi di queste sue doti; quanto siano fastidiose, stupide e avide le donne; quanto sia splendido essere «pagati a dovere» per rappare invece di dover rubare o spacciare; come le gang siano famiglie a tutti gli effetti, e come la coca porti con sé sempre brutte notizie. E, in particolare, come il sesso, la violenza e i giocattoli da yuppie rappresentino perfettamente il cammino di vita del ragazzo nero metropolitano verso la gloria americana dei tardi anni Ottanta. (1B, p. 62) *Il fascino che l'aspetto vagamente minaccioso del [[rap]] porta con sé. Il fatto che i pochi bianchi affacciati a quella finestra amino il rap non senza imbarazzo e ambivalenza nulla toglie all'autenticità dell'amore. È una forma di perversione? Una specie di masochismo extralusso da yuppie? Una sorta di «non c'è rosa senza spine»? O è un po' come fare la corte a una ragazza non malgrado ma ''per'' il fatto che lei non vuole avere niente a che fare con te -e in particolare ''con una certa parte'' di te? (1B, p. 70) *I dati di fine millennio indicano chiaramente che, laddove l'amore, la devozione e la passione sembrano solo in grado di dividere, ora sono la paura e la stranezza che legano le folle, riempiono le sale, e in qualche modo uniscono Noi, il pubblico, sotto il grande tendone. (1B, pp. 70-71) *E perfino Barnum, che sapeva bene che la paura vende, sapeva anche che i fenomeni da baraccone non sono spaventosi quando la mostruosità soppianta completamente l'umana somiglianza. 0% di affinità = 0% di empatia. E perché si provi paura c'è bisogno di empatia almeno tanto quanto di minaccia e pericolo [...] È qui che il rap si colloca a un livello superiore rispetto al puro spettacolo: nel rap hardcore l'ideologia nasce sempre da un episodio o da una condizione ben precisa, e la rabbia, dunque, da una causa, la minaccia da qualche forma di provocazione riconoscibile (almeno agli occhi di chi è interno alla Scena). E questo rende il rap non solo migliore del punk, ma anche molto più spaventoso. (1B, p. 75) *«''Harvard'', prego», mi dice uno.<br/> Alzo lo sguardo dall'ombelico che mi sto contemplando. «Come dice, scusi?»<br/> «Dov'è ''Harvard''», dice il tipo, mentre i turisti alle sue spalle annuiscono tutti con educata serietà.<br/> Ora, la Widener Library è la biblioteca centrale di Harvard, situata nel bel mezzo di Harvard Yard, che è a sua volta al centro geografico dell'università di Harvard. Perciò, inclino un po'la testa e gli dico:«Be', è tutto intorno a voi, tutto questo è Harvard, ci state camminando proprio in mezzo».<br/> Tengono un consulto. «Ma noi stiamo cercando ''Harvard''», mi dice infine un altro membro del gruppo, con enfasi che implica: lei non ha capito! Resto sconcertato [...]. Ovviamente, dopo una serie di sforzi semiotici, viene fuori che stanno cercando un singolo -un qualunque- punto di Harvard univocamente identificabile come tale, una buona vecchia venerabile sineddoche, un qualche tipo di souvenir visivo di Harvard che possano fotografare e poi,una volta a casa, mettere sotto il naso agli amici e che non distinguerebbero Harvard da un fosso, dicendo:«Guarda, questa è ''Harvard''». (1B, pp. 79-80) *Per la gente che non ne fa parte, una comunità è una ''cosa'', non un ''luogo''. (1B, p. 80) *D:«Qual è la differenza fra un telescopio e uno stereotipo?»<br/> R:«Dipende da che parte del telescopio stai guardando». (1B, p. 80) *Sembra che lo stereotipo e la sineddoche funzionino più o meno secondo la stessa procedura di editing a distanza, gonfiando una Parte unitaria fino a elevarla a rappresentante di un Tutto complesso; l'unica vera e definitiva differenza sta nella quantità di aria usata per gonfiare la Parte. (1B, p. 81) *Anche l'arte più potente può muovere solo ciò che è mobile. (1B, p. 91) *La gente ci urtava senza ostilità e senza chiedere scusa. [...] Non raggiungevamo neppure la dignità di intrusi: la nostra presenza era così vistosa che diventavamo invisibili. E provavamo una strana delusione. Avevamo scaricato le ragazze, ci eravamo vestiti da duri, ci eravamo preparati ad andare incontro a Seri Guai in nome dell'Arte. Eravamo abituati a ''esistere'', che cazzo. Sì, siamo riusciti a farci squarciare le gomme della macchina in nome dell'Arte, ma ciò significa soltanto che avevano notato la nostra Ford Pinto bianca. O forse neanche quello: i vandali hanno colpito tutto il parcheggio. (2A, pp. 100-101) *Il gruppo rap quintessenziale è del tutto anti-quintessenziale e camaleontico. O questo accade per qualche strano progetto, o è un sintomo e un simbolo di quella impersonalità che va attualmente tanto di moda... o, più verosimilmente, è solo una buona vecchia venerabile sineddoche della musica rap come genere: un genere che si sta evolvendo così velocemente che non riesce neppure a stabilire davvero la propria identità. (2E, p. 146) *Non solo il rap serio è vera poesia, ma, considerando la vastità del suo pubblico, la sua rilevanza all'interno del Grande Mercato Americano, il suo potere di stimolare e legittimare le iniziative artistiche di una giovane cultura urbana demotivata e poco scolarizzata che siamo stati tristemente incoraggiati a considerare inservibile, è molto probabilmente il fenomeno più importante nel panorama della poesia americana contemporanea. (3E, p. 177) *La chiave era compiere azioni innocenti che per qualche motivo provocassero scontri e attentati altrimenti estranei alla quotidianità del regime di segregazione, ma impliciti nell'abiezione del sistema. «Per porre rimedio alla ingiustizie», diceva [[w:Martin Luther King Jr.|King]],«occorre smascherarle di fronte alla luce della coscienza umana...» Occorre, in parole povere, provocare la brutalità per renderla drammatica. La drammaticità dà potere. (3F, p. 185) *Perché i simboli forti devono partecipare della realtà. Chiedete a [[w:Tommaso d'Aquino|Tommaso d'Aquino]]: l'eucarestia non rappresenta Dio, è Dio. Com'è nella messa, così nei mass media. (3F, p. 192) *Una vergogna doppia: la prima, per il desiderio in sé e per sé, la seconda per l'incapacità di soddisfarlo. (3F, p. 197) *Per il pubblico, in altre parole, il rapper deve essere letteralmente il fratello nero della porta accanto... solo che ora è un vicino di casa finito su un palco e diventato ricco e famoso, grazie al suo ''diritto'' di parlare a, di e per la comunità cui appartiene. (3G, p. 200) *Ma ora provate a immaginare che il buon vecchio affidabile [[w:Lionel Richie|Lionel]] canti in qualche modo di quanti soldi, quanta fica, quanto successo e prestigio spettino di diritto a lui e alle sue canzoni: una sorta di inno del tutto nuovo al ''giusto valore di mercato'' dell'inno stesso... be', scusatemi , ma questo sembrerebbe proprio al di là dei confini letterali di ciò che è arte, di ciò che ha qualche diritto di popolarità, e anche solo di ciò a cui valga la pena dedicare un po' del proprio tempo e del proprio udito, per non parlare del proprio denaro. O no? Probabilmente no, è questo il punto [...]. Sembra che nei bianchi ci sia da lungo tempo una certa reticenza caratteriale di stampo puritano che Ci mette a disagio di fronte all'aperta menzione degli stipendi e dei patrimoni, dei prezzi o del valore delle Nostre ''cose''. All'epoca dei miei genitori era semplicemente considerata una cosa volgare, una specie di grattata di palle verbale. È stato soltanto sotto la guida dei timonieri politici degli ultimi dieci anni che negli Stati Uniti le nuove generazioni bianche hanno cominciato a considerare la palese, famelica avidità come un atteggiamento di alla moda, a vedere il consumo come valore, e non solo come misura grezza del valore [...]. (3G, pp. 203-204) *La musica leggera, e forse qualunque forma d'[[arte popolare]], non può più fungere da palliativo, dal momento che, alla fine, tutti i surrogati di «libertà» che tale arte inventa, sfrutta, plagia e logora assomigliano sempre più, oggi, alla COMPLETA LIBERTÀ di un carcerato di sbattere la testa finché vuole contro il muro della cella. (3G, p. 208) *La «libertà» diventa una non più un fatto qualitativo, ma quantitativo, quantificabile, una fredda funzione logica del luogo in cui ti trovi e di ciò su cui la puoi esercitare. (3G, p. 208) *In questo momento, negli Stati Uniti, per i cittadini non liberi la libertà si identifica col «potere». (3G, p. 208) *Ma se la vera libertà deve ancora essere intesa come qualcosa di più di questo, qualcosa di più della Ricerca della ''Yuppiness'', della felicità consumistica, allora questi sono tempi davvero patetici e intollerabili- specie per le comunità emarginate, cui l'iniqua mancanza di libertà ha imposto la convinzione che la libertà sia solo abbondanza. (3G, pp. 208-209) *Il rap, nel bene e nel male, non è che uno specchio. (3H, p. 218) ==''Il re pallido''== ===[[Incipit]]=== Di là dalle pianure di flanella, i grafici d'asfalto e gli orizzonti di ruggine sbilenca, e al di là dal fiume tabacco sormontato da alberi piangenti e monetine di sole che filtrano sull'acqua alla foce, nel punto oltre il frangivento, dove i campi incolti rosolano striduli al caldo antimeridiano: sorgo, farinello, leersia, salsapariglia, cipero, stramonio, menta selvatica, soffione, setaria, uva muscadina, verza, verga aurea, edera terrestre, acero da fiore, solano, ambrosia, avena folle, veccia, gramigna, fagiolini spontanei invaginati, tutte teste che annuiscono dolcemente a una brezza mattutina che è la morbida mano di una madre sulla guancia. ===Citazioni=== *La ragazza indossava una vecchia camicia a scacchi di cotone liso con i bottoni automatici color perla e le maniche lunghe abbassate e aveva sempre un buonissimo odore di pulito, quello di chi merita tutta la tua fiducia e il tuo affetto anche se non ne sei innamorato. (p. 47, cap. 6) *Ho una soglia di tolleranza al dolore straordinariamente alta. (p. 148, cap. 14) *Il fatto è che qui le dichiarazioni dei [[reddito|redditi]] non si esauriscono mai. Ce n'è sempre un'altra da fare. In realtà non finisci mai. Ma del resto col prato era lo stesso, ha presente? Almeno quando pioveva a sufficienza. Appena portato a termine l'ultimo pezzettino che aveva ritagliato, era già ora di falciare di nuovo la prima parte. Gli piaceva il prato corto e curato. Ci passava tantissimo tempo, ora che ci penso. Tantissimo tempo. (p. 149, cap. 14) *Il cane odiava quella catena. Ma aveva una sua dignità. Quello che faceva era non tendere mai la catena del tutto. Non si allontanava mai nemmeno quel tanto da sentire che tirava. Nemmeno se arrivava il postino, o un rappresentante. Per dignità, il cane fingeva di aver scelto di stare entro quello spazio che guarda caso rientrava nella lunghezza della catena. Niente al di fuori di quello spazio lo interessava. Interesse zero. Perciò non si accorgeva mai della catena. Non la odiava. La catena. L'aveva privata della sua importanza. Forse non fingeva, forse aveva davvero scelto di restringere il suo mondo a quel piccolo cerchio. Aveva un potere tutto suo. Una vita intera legato a quella catena. Quanto volevo bene a quel maledetto cane. (p. 152, cap. 14) *«La nostra piccolezza, la nostra insignificanza e natura mortale, mia e vostra, la cosa a cui per tutto il tempo cerchiamo di non pensare direttamente, che siamo minuscoli e alla mercé di grandi forze e che il tempo passa incessantemente e che ogni giorno abbiamo perso un altro giorno che non tornerà più e la nostra infanzia è finita e con lei l'adolescenza e il vigore della gioventù e presto anche l'età adulta, che tutto quello che vediamo intorno a noi non fa che decadere e andarsene, tutto se ne va e anche noi, anch'io, da come sono sfrecciati via questi primi quarantadue anni tra non molto me ne andrò anch'io, chi avrebbe mai immaginato che esistesse un modo più veritiero di dire "morire", "andarsene", il solo suono mi fa sentire come mi sento al crepuscolo di una domenica d'inverno...». (p. 184, cap. 19) *In sostanza, ero uno di quelli che hanno il terrore di essere in ritardo ma non si sa come sono sempre in ritardo. (p. 243, cap. 22) *Anche se a un certo punto devi fare buon viso e giocare le carte che ti hanno servito e continuare a vivere, seconde me. (p. 270, cap. 22) *I consigli - anche quelli saggi - in realtà non servono a niente a chi li riceve, non gli cambiano niente dentro, e anzi possono confonderli le idee se gli fanno sentire il grande divario tra la relativa semplicità del consiglio e la complessità incasinatissima della sua situazione e del suo percorso. (p. 270, cap. 22) *A differenza della ragazza cristiana, si direbbe che io non riconosca mai i momenti importanti quando capitano, sembrano sempre distrazioni da quello che dovrei fare. (p. 283, cap. 22) *Signori, benvenuti nel mondo della realtà: non c'è pubblico. Nessuno che applauda, che ammiri. Nessuno che vi veda. Capite? Ecco la verità: il vero [[eroismo]] non riceve ovazioni, non intrattiene nessuno. Nessuno fa la fila per vederlo. Nessuno se ne interessa. (p. 299, cap. 22) *Quello che i colleghi come Fogle non hanno capito è che esistono verità diversissime, alcune incompatibili tra loro. (p. 337, cap. 24) *A rendere una verità significativa, meritevole &cc. è la sua pertinenza, che a sua volta richiede estremo discernimento e sensibilità al contesto, alle questioni di valore e al punto generale. (p. 337, cap. 24) *L'idea che la gente provi una sola emozione per volta è l'ennesimo artificio dei ricordi. (p. 391, cap. 24) *Dire la verità è molto più insidioso di quanto la maggior parte delle persone normali non creda. (p. 392, cap. 24) *I diavoli in realtà sono angeli. (p. 403, cap. 25) *Ogni storia d'amore è una storia di fantasmi. (p. 404, cap. 25) *{{NDR|Riferito a Blumquist}} I brulicanti lo considerano socievole. Ma nessuno gli rivolge mai la parola. (p. 409, cap. 26) *Prestare attenzione a qualcosa che non fosse la paura era come sollevare un oggetto pesante con una puleggia e una corda: si poteva fare, ma richiedeva sforzo, ti stancavi, e al minimo cedimento ecco che la tua attenzione tornava dove non avresti mai voluto. (p. 411, cap. 27) * -Non dovrete passare ogni singola dichiarazione dei redditi al microscopio.<br/>-Dovrete essere arguiti e veloci. [...]<br/>-È questo il criterio: un accertamento produrrà un incremento massimale una volta sottratto il costo dell'accertamento?<br/>-Ecco una cosa da eliminare: l'idea che voi siate i guardiani della virtù civica. (p.440, cap. 27) * -Dimenticate l'dea che le informazioni siano un bene.<br/>-Solo certe informazioni sono un bene.<br/>-''Certe'' nel senso di poche, non nel senso di confermate al cento per cento. (p.441, cap. 27) *E a un tratto gli venne in mente che in realtà gli uccelli, i cui cinguettii e canti ripetuti risultavano tanto graziosi nell'esaltare la natura e l'arrivo del giorno, forse dicevano, in un codice noto solo agli altri uccelli:«Vattene!» oppure:«Questo ramo è mio!» oppure:«Questo albero è mio! Ti uccido! Uccido, uccido!» O cose cupe, brutali e autoprotettive d'ogni genere: forse quelle che si sentivano erano urla di guerra. Il pensiero sorse dal nulla e chissà perché lo mise di pessimo umore. (p. 483, cap. 31) *Immaginò che la seconda lancetta dell'orologio fosse dotata di consapevolezza e sapesse di essere una lancetta e che il suo compito era girare e rigirare all'infinito dentro un cerchio di numeri con la stessa andatura lenta e invariata di una macchina, senza mai andare da nessuna parte se non dove era già stata un milione di volte, e immaginare la seconda lancetta fu così orribile che il fiato gli rimase strozzato in gola [...]. (p. 495, cap. 33) *Quando l'esperienza di cui hai un assaggio a misura d'uomo diventa possibile, la parole si inventa da sola. Il termine. (p. 499, cap. 33) *Ho imparato che il mondo degli uomini così com'è oggi è una burocrazia. È una verità ovvia, certo, per quanto ignorarla provochi grandi sofferenze. Ma ho anche scoperto, nell'unico modo in cui un uomo impara sul serio le cose importanti, la vera dote richiesta per fare strada in una burocrazia. Per fare strada sul serio, dico: fai bene, distinguiti, servi. Ho scoperto la chiave. La chiave non è l'efficienza, o la rettitudine, o l'intuizione, o la saggezza. Non è l'astuzia politica, la capacità di relazione, la pura intelligenza, la lealtà, la lungimiranza o una qualsiasi delle qualità che il mondo burocratico chiama virtù e mette alla prova. La chiave è una certa capacità alla base di tutte queste qualità, più o meno come la capacità di respirare e pompare il sangue sta alla base di tutti i pensieri e le azioni. La chiave burocratica alla base di tutto è la capacità di avere a che fare con la noia. Di operare efficacemente in un ambiente che preclude tutto quanto è vitale e umano. Di respirare, per così dire, senz'aria. La chiave è la capacità, innata o acquisita, di trovare l'altra faccia della ripetizione meccanica, dell'inezia, dell'insignificante, del ripetitivo, dell'inutilmente complesso. Essere, in una parola, inannoiabile. Ho conosciuto, tra il 1984 e l'85, due uomini così. È la chiave della vita moderna. Se sei immune alla noia, non c'è letteralmente nulla che tu non possa fare. (p. 566-567, cap. 44) *La bellezza, almeno quando hai quell'età, è una specie di trappola. A una parte avida di te in realtà piace quell'attenzione. Sei speciale, sei desiderabile. Ci metti un attimo a identificarti con la bellezza, come se non avessi altro, è la cosa che ti rende speciale. [...] Il rovescio della medaglia è che cominci anche a capire che in realtà sei un pezzo di carne. Ecco cosa sei. Carne estremamente desiderabile, ma nessuno ti prenderà mai sul serio e non diventerai mai, che so, presidente di una banca perché nessuno guarderà mai al di là della bellezza, la bellezza è ciò che colpisce gli altri e ottunde la sensibilità, a loro interessa solo quella, ed è difficile non farti risucchiare e non cominciare, che so, ad adattarti e a vederti nello stesso modo. (p. 623, cap. 46) *È la sensazione, che per gli adolescenti è veramente terribile, di sentire che nessuno è veramente in grado di conoscerti o di amarti per quello che sei perché non è capace di vederti né tu glielo permetti anche se ti sembra di volere che lo faccia. Ma allo stesso tempo è anche la sensazione di sapere che è un problema noioso e immaturo da brutto film:«Ohi ohi, nessuno sa amarmi per quello che sono», perciò sei consapevole che il tuo senso di solitudine è stupido e banale anche se lo provi, il senso di solitudine, perciò non hai nemmeno un briciolo di comprensione per te stessa. (p. 625, cap. 46) *E per la prima volta ho pensato alle cicatrici e ai tagli come a un modo per far venire fuori la verità interiore tutt'altro che bella, per farla diventare esteriore. (p. 626, cap. 46) *Come se sapendo perché lo facevi potessi come per incanto non farlo più. E questo secondo lui era una grossa balla che si bevevano tutti e che rendeva i dottori e la terapia standard un'enorme perdita di tempo per quelli come noi: secondo loro diagnosi e cura erano la stessa cosa. Se sapevi il perché avresti smesso. Che è una stronzata. [...] Smetti soltanto se smetti. (p. 626-627, cap. 46) *-Non guardavano oltre la superficie [...]. Ma in realtà era tutto superficie.<br/>-La tua superficie?<br/>-Sì, perché sotto la superficie c'erano solo le sensazioni e i conflitti relativi alla superficie, e la rabbia, per il mio aspetto fisico e l'effetto che provocavo sugli altri, e in realtà dentro ero sempre imbestialita. (p. 644, cap. 46) *{{NDR|Riferito ad alcune canzoni country}} Capisci che quei cantanti parlano di perdere una parte di sé o di tradire continuamente se stessi in nome di quello che secondo loro gli altri vogliono finché muoiono dentro e non sanno nemmeno più cosa significhi ''io''. (p. 655, cap. 46) *Avevo diciassette anni, per la miseria. Facevo una tempesta in un bicchier d'acqua. (p. 656, cap. 46) *L'idea che tutti siano come te. Che tu sia il mondo. La malattia del capitalismo consumista. Il solipsismo compiaciuto. (p. 662, cap. 47) *Sono nudo, sapete. Sotto tutta questa roba. (p. 678, cap. 48) *Siccome respiriamo tutti, tutto il tempo, è sbalorditivo quando qualcuno ti indica come e quando devi respirare. E con quale chiarezza uno totalmente privo di immaginazione veda una certa cosa se gli dicono che ce l'ha davanti, corredata di ringhiera e guide di gomma, che curva a destra sul fondo inoltrandosi in un'oscurità che si ritrae davanti a te. Non è come dormire. Né la sua voce si modifica o sembra ritirarsi. Lei è lì, parla con calma, e anche tu. (p. 695, cap. 50) ===Citazioni su ''Il re pallido''=== *In questo romanzo compaiono dei miracoli, ma solo quando il personaggio che li compie riversa altrove tutta la propria attenzione; ''Il re pallido'' è esso stesso un miracolo, ma l'autore nostro fratello non ne era consapevole, tutto preso com'era a sentirsi male attrezzato. ([[Sandro Veronesi]]) *In questo senso va detto che ''Il re pallido'', negli Stati Uniti dove le tasse sono una cosa seria, è stato classificato come un romanzo politico, ma la cosa più importante è che si tratta di un romanzo straordinariamente ricco e rigoglioso, pieno di storie terribili e meravigliose e soprattutto pieno di quel dolore la cui sopportazione fa dei suoi protagonisti – prima di diventare agenti del fisco, ma anche dopo – per l'appunto degli eroi. ([[Sandro Veronesi]]) *Si può ben dire d'altronde che Il re pallido sia un romanzo sulla consapevolezza. Ma si può dire anche che sia un romanzo sull'attenzione – e ovviamente anche sull'inconsapevolezza e sulla distrazione. Soprattutto, si può dire che sia un grandioso, inaudito monumento alla Noia intesa però non in senso [[Alberto Moravia|moraviano]], cioè esistenziale, cioè sociale, ma proprio nel suo senso letterale, filologico, chimico, nella sua essenza di prodotto di, per l'appunto, attenzione e consapevolezza in dosi molto alte. Un gesto che nessuno aveva mai nemmeno concepito e che, viene da credere, sarebbe rimasto incompiuto comunque, nel senso che DFW non avrebbe probabilmente mai saputo terminarlo anche se il 12 settembre del 2008 non si fosse tolto la vita. In realtà, così come lo leggiamo, il romanzo è più che altro il frutto delle decisioni di Michael Pietsch, suo amico ed editor di Little, Brown che ha letto, studiato, filtrato e selezionato le oltre tremila cartelle lasciate da Wallace in hard disk, raccoglitori, quadernoni, notes, floppy disk, fasci di pagine stampate e fasci di pagine scritte a mano, per ricaravarne le – in lingua originale – circa cinquecento pagine che poi, divise in cinquanta capitoli compongono il romanzo inteso come prodotto editoriale. ([[Sandro Veronesi]]) ==''Il tennis come esperienza religiosa''== ===''Democrazia e commercio agli US Open''=== *Sembra brutale, [[Mark Philippoussis|Philippoussis]], spartano, uno grosso e lento che gioca meccanicamente di potenza da fondocampo, con una cattiveria gelida negli occhi, e a paragone [[Pete Sampras|Sampras]], che non è esattamente un pallettaro, appare quasi fragile, cerebrale, un poeta, saggio e triste allo stesso tempo, stanco come solo le democrazie sanno esserlo, l'espressione impaurita e la stessa strana malinconia post-Wimbledon che l'ha perseguitato per tutta l'estate a Montreal, Cincinnati, eccetera. (pp. 11-12) *Gli [[US Open|Us Open]] sono un grande evento per NYC. Il sindaco Dinkins non c'è più – quel Dinkins che faceva deviare le rotte di atterraggio all'aeroporto LaGuardia apposta per gli Open – ma anche sotto Rudy Giuliani, per due settimane una città che di norma non darebbe un soldo bucato per uno sport aristocraticamente privo di contatto fisico come il tennis mostra una grande partecipazione. (p. 18) *Un paio di scarpe incredibilmente grosse sotto la protezione del Campo 16 appartiene – poco ma sicuro – a [[Richard Krajicek]], l'olandese alto due metri che gioca come una gru impazzita. Saranno come minimo un 54; roba da non credersi. (pp. 32-33) ===''Federer come esperienza religiosa''=== [[Immagine:Roger Federer at the 2009 Wimbledon Championships 12.jpg|thumb|«La spiegazione metafisica è che [[Roger Federer]] è uno di quei rari atleti preternaturali che sembrano essere esenti, almeno in parte, da certe leggi fisiche.»]] *Quasi tutti gli amanti del tennis che seguono il circuito maschile in televisione hanno avuto, negli ultimi anni, quello che si potrebbero definire «Momenti [[Roger Federer|Federer]]». Certe volte, guardando il giovane svizzero giocare, spalanchi la bocca, strabuzzi gli occhi e ti lasci sfuggire versi che spingono tua moglie ad accorrere da un'altra stanza per controllare se stai bene. I Momenti sono tanto più intensi se un minimo di esperienza diretta del gioco ti permette di comprendere l'impossibilità di quello che gli hai appena visto fare. (p. 43) *Scopo degli [[sport]] agonistici non è la [[bellezza]], anche se gli sport ad alto livello sono luogo deputato per l'espressione della bellezza umana. Il rapporto è pressappoco quello che intercorre fra il [[coraggio]] e la [[guerra]]. La bellezza umana in questione è una bellezza di tipo particolare; si potrebbe definire bellezza cinetica. La sua forza e la sua attrattiva sono universali. Sesso o modelli culturali non c'entrano. C'entra, piuttosto, la riconciliazione degli [[Uomo|esseri umani]] e il fatto di avere un [[corpo]]. Negli sport maschili non si parla mai di bellezza, di [[Grazia (qualità)|grazia]] o del corpo. I maschi possono professare il loro «amore» per gli sport ma è un amore che deve sempre improntato e applicato alla simbologia della guerra: eliminazione contro promozione, gerarchia di rango e livello, statistiche ossessive, analisi tecniche, fervore tribale e/o nazionalista, uniformi, rumore di massa, striscioni, pugni battuti sul petto, facce dipinte, eccetera. Per motivi non del tutto chiari, molti di noi trovano i codici della guerra più sicuri di quelli dell'amore. (pp. 46-47) *Impossibile da descrivere concretamente la bellezza di un fuoriclasse. O evocarla. Il dritto di [[Roger Federer|Federer]] è una possente scudisciata liquida, il rovescio è un colpo a una mano che lui sa tirare di piatto, caricare di topspin o tagliare – quello tagliato ha un tale nerbo che la palla cambia forma nell'aria e rasenta l'erba più o meno all'altezza della caviglia. Il servizio ha una velocità e un grado inarrivabile di varietà e precisione; i movimenti del servizio sono flessuosi e sobri, si distinguono (in tv) solo per il guizzo anguillaceo dell'intero corpo al momento dell'impatto. L'intuizione e il suo senso del campo sono portentosi, il gioco di gambe non ha eguali nel tennis: da piccolo era anche un prodigio del calcio. Tutto vero, eppure non spiega niente né evoca l'esperienza di guardare questo giocatore in azione. Di assistere, con i propri occhi, alla bellezza e al genio del suo tennis. Meglio arrivare alla questione estetica per vie traverse, girarci intorno, o – come faceva [[Tommaso d'Aquino]] col il suo soggetto ineffabile – cercare di definirla in termini di ciò che non è. (pp. 53-54) *[[Torneo di Wimbledon|Wimbledon]] è strana. In verità è la mecca di questo gioco, la cattedrale del tennis; ma la giusta dose di venerazione ''in loco'' risulterebbe meno indigesta se il torneo non si prodigasse a ribadire di continuo che è la cattedrale del tennis. C'è un misto di autocompiacimento stucchevole e di implacabilità nel promuovere e nel vendere se stessi. (p. 56) *La spiegazione metafisica è che [[Roger Federer]] è uno di quei rari atleti preternaturali che sembrano essere esenti, almeno in parte, da certe leggi fisiche. Validi equivalenti sono [[Michael Jordan]], che non solo saltava a un'altezza sovraumana ma restava a mezz'aria un paio di istanti in più di quelli consentiti dalla gravità, e [[Muhammad Ali]], che sapeva davvero «aleggiare» sul ring e sferrare due o tre jam nel tempo richiesto da uno solo. Dal 1960 in qua ci saranno altri cinque o sei esempi. E Federer rientra nel novero: nel novero di quelli che si potrebbero definire geni, mutanti o avatar. Non è mai in affanno né sbilanciato. La palla che gli va incontro rimane a mezz'aria, per lui, una frazione di secondo più del dovuto. I suoi movimenti sono flessuosi più che atletici. Come Ali, Jordan, [[Diego Armando Maradona|Maradona]] e Gretzky, pare allo stesso tempo più e meno concreto dei suoi avversari. Specie nel completo tutto bianco che Wimbledon ancora si diverte impunemente a imporre, sembra quello che (secondo me) potrebbe benissimo essere: una creatura con il corpo fatto sia di carne sia, in un certo senso, di luce. (pp. 58-59) *Dicono spesso che il [[tennis]] si gioca sui centimetri, un cliché riferito soprattutto a dove cade la palla. Se si tratta invece di rispondere a una palla, il tennis si gioca sui micrometri: minuscoli cambiamenti evanescenti intorno al momento dell'impatto, avranno grosse ripercussioni su come e dove viaggia la palla. Il medesimo principio spiega come mai la benché minima imprecisione nel puntare il fucile non manderà il colpo a segno se il bersaglio è a una certa distanza. (p. 61) *[[Jimmy Connors|Connors]], a proposito, non è stato il padre del gioco di potenza. Sparava cannonate da fondocampo, questo sì, ma i suoi palleggi erano piatti e privi d'effetto e dovevano per forza rasentare la rete. (p. 70) *[[Ivan Lendl]] è stato il primo fuoriclasse a dare l'impressione che le sue tattiche e i suoi colpi si costruissero intorno alle particolari capacità delle racchette composte. Il suo scopo era fare punto da fondocampo con i passanti o direttamente con i colpi vincenti. La sua arma era il palleggio, specie il dritto, che doveva la sua velocità impressionante alla quantità di topspin che lui riusciva a dare alla palla. La fusione di velocità, topspin e angolazioni gli consentiva anche di fare una cosa che si è rivelata fondamentale per l'avvento del gioco di potenza da fondocampo. Lendl sapeva creare angolazioni radicali, straordinarie con i palleggi violenti, soprattutto per via della velocità a cui un forte topspin fa piombare e atterrare la palla impedendole di allargarsi. (pp. 70-71) *La grandezza di [[Ivan Lendl]] non rimarrà immortale. È stato semplicemente il primo campione a dimostrare quello che un forte topspin e la potenza bruta ti permettono di conquistare da fondocampo. (pp. 71-72) *La particolarità di [[Roger Federer|Federer]] è che è [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]] e i [[Metallica]] allo stesso tempo, e l'armonia è sopraffina. (p. 73) *Con [[Roger Federer|Federer]] la scelta non si pone. Lo svizzero ha tutta la velocità di [[Ivan Lendl|Lendl]] e [[Andre Agassi|Agassi]] nel palleggio, durante l'oscillazione si solleva da terra e con i tiri da fondocampo batte perfino [[Rafael Nadal|Nadal]]. [...] Sottigliezze, tocco e raffinatezza non sono morti nell'era della potenza da fondocampo. Perché il 2006 è un'era in cui vige, ancora, quel tipo di gioco: Roger Federer gioca di potenza da fondocampo che è una meraviglia, da vero fuoriclasse. Ma non fa solo questo. Ci mette anche l'intelligenza, l'intuitività occulta, il senso del campo, la capacità di interpretare e manovrare gli avversari, di combinare effetto e velocità, di fuorviare e dissimulare, di usare il fiuto tattico, la visione periferica e la portata cinestetica anziché soltanto la velocità meccanica: tutto questo ha svelato i limiti, e le possibilità, del tennis maschile com'è giocato adesso. (pp. 73-74) *Nello stesso modo enfatico, empirico, dominante in cui Lendl impartiva la sua lezione, [[Roger Federer]] dimostra che la velocità e la potenza del gioco professionistico odierno sono lo [[scheletro]], non la carne. Ha, in senso figurato e letterale, ridato corpo al tennis maschile e per la prima volta da anni il futuro di questo sport è imprevedibile. (p. 74) ==== Citazioni su ''Federer come esperienza religiosa'' ==== *A Wimbledon ho conosciuto Foster Wallace, abbiamo preso un tè insieme. Era pagato per fare un articolo al giorno e lo faceva. Ma ha compiuto un'operazione molto giornalistica, dico giornalistica nell'aspetto negativo del termine, come di quelli che scrivono articoli scopiazzando. Cerchiamo di essere seri, per favore: Wallace ha scritto delle cose incomprensibili su Federer. ([[Gianni Clerici]]) *{{NDR|Riferito a Wallace e al suo saggio}} Lasciategli la certezza che nessuno potrà mai incastrare [[Roger Federer]]. Lui ed il suo segreto inaccessibile, "''qualcosa che ha che fare col mistero e la metafisica''". Qualcosa che gli ipertrofici pettorali di Nadal non potranno mai custodire. ([[Giorgio Porrà]]) *Non dite a David che il suo [[Roger Federer|Roger]] è ruzzolato a valle. Travolto dai macigni scagliati da Djokovic e Nadal, un po' come [[Buster Keaton]] in quella celebre gag. Non dite a David Foster Wallace [...] che Roger Federer è ormai solo in terza fila nel ranking mondiale dopo la bocciatura nei quarti a Wimbledon, il giardino di casa. Per i devoti solo appannamento, per la critica più severa il principio della fine. Comunque sia, solo a tratti il suo tennis riesce a ritrovare l'antica perfezione. Quella attorno alla quale investiga lo scrittore americano, ex tennista a buoni livelli, nel saggio narrativo "''Federer come esperienza religiosa''", strumento utilissimo anche per provare a interpretare la flessione del fuoriclasse svizzero. ([[Giorgio Porrà]]) ==''Infinite Jest''== [[Immagine:David Foster Wallace headshot 2006.jpg|thumb|David Foster Wallace]] ===[[Incipit]]=== Siedo in un ufficio, circondato da teste e corpi. La mia postura segue consciamente la forma della sedia. Sono in una stanza fredda nel reparto Amministrazione dell'Università, dei Remington sono appesi alle pareti rivestite di legno, i doppi vetri ci proteggono dal caldo novembrino e ci isolano dai rumori Amministrativi che vengono dall'area reception, dove poco fa siamo stati accolti io, lo zio Charles e il Sig. deLint. ===Citazioni=== *Può darsi che vi giunga nuova, ma nella vita c'è di più che starsene seduti a stabilire contatti. (p. 20) *Io sono decisamente antimorte. Dio sembra essere sotto ogni profilo promorte. Non vedo come potremmo andare d'accordo sulla questione, lui e io. (p. 51) *Definirsi in opposizione a qualcosa significa essere ancora anaclitico nei confronti di quella cosa, giusto? [...] E gli uomini che pensano di odiare ciò di cui in realtà hanno paura di avere bisogno non sono molto interessanti, credo io. *Sono così bella che sono deforme. *Il completo insieme delle sue relazioni interpersonali consisteva di persone a cui non importava niente di lui e di persone che volevano il suo male. (p. 403) *La verità ti renderà libero. Ma solo quando avrà finito con te. (p. 527) *L'esperienza americana sembra suggerire che, a vari livelli, il bisogno della gente di dedicarsi anima e corpo a qualcosa è praticamente illimitato. Solo che qualcuno preferisce farlo in segreto. *Marathe era pronto a morire di morte violenta in qualsiasi momento, il che lo rendeva libero di scegliere tra le emozioni. *Stavo riflettendo su quella specie di [[filantropo]] che sembra repellente sul piano umano non malgrado la sua carità, ma per via di essa: a un certo livello si capisce che lui vede coloro che ricevono la sua carità non come persone, ma piuttosto come strumenti attraverso i quali può sviluppare la sua virtù. *La persona che ha una così detta "[[depressione]] psicotica" e cerca di uccidersi non lo fa aperte le virgolette "per sfiducia" o per qualche altra convinzione astratta che il dare e avere nella vita non sono in pari. E sicuramente non lo fa perché improvvisamente la morte comincia a sembrarle attraente. La persona in cui l'invisibile agonia della Cosa raggiunge un livello insopportabile si ucciderà proprio come una persona intrappolata si butterà da un palazzo in fiamme. Non vi sbagliate sulle persone che si buttano dalle finestre in fiamme. Il loro terrore di cadere da una grande altezza è lo stesso che proveremmo voi o io se ci trovassimo davanti alla finestra per dare un'occhiata al paesaggio; cioè la paura di cadere rimane una costante. Qui la variabile è l'altro terrore, le fiamme del fuoco: quando le fiamme sono vicine, morire per una caduta diventa il meno terribile dei due terrori. Non è il desiderio di buttarsi; è il terrore delle fiamme. Eppure nessuno di quelli in strada che guardano in su e urlano "No!" e "Aspetta!" riesce a capire il salto. Dovresti essere stato intrappolato anche tu e aver sentito le fiamme per capire davvero un terrore molto peggiore di quello della caduta. *La vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi. *È possibile che gli angeli non esistano, però ci sono persone che potrebbero essere angeli. *Dio, – a meno che non siate [[Charlton Heston]], o fuori di testa, o entrambe le cose – parla e agisce interamente tramite degli esseri umani, ammesso che poi ci sia un Dio. *Dio potrebbe inserire la questione se crediate nell'esistenza di un Dio o meno piuttosto in basso nella lista della cose sul vostro conto che a lui/lei/esso interessano. *Se in virtù di carità o disperazione doveste mai trovarvi a passare del tempo in una struttura statale di recupero da Sostanze come la EH, verrete a sapere molte cose nuove e curiose. Scoprirete che [...]. O, per esempio, che le persone dipendenti da una Sostanza che smettono all'improvviso di assumere quella Sostanza soffrono spesso di una forma perversa di acne papulosa che può durare mesi in attesa che gli accumuli di Sostanza abbandonino lentamente il corpo. Lo Staff vi farà sapere che questo accade perché la pelle è effettivamente il più grosso organo escretivo del corpo. [...] Che (un sollievo ma allo stesso tempo una delusione) i peni dei neri tendono ad aver misure nel complesso uguali a quelle dei peni bianchi.[...] Che si riesce ad avvertire una specie di microsballo anfetaminico se si consumano in rapida successione tre Millennial Fizzy e una confezione di biscotti Oreo a stomaco vuoto. [...]Che riguardo alle funzioni sessuali ed escretive le persone di sesso femminile sanno essere volgari quanto quelle di sesso maschile. [...] Che un [[paradossi dai libri|paradosso]] poco menzionato della dipendenza da una Sostanza è il seguente: una volta che siete così schiavi di una Sostanza da doverla abbandonare per salvarvi la vita, la Sostanza schiavizzante è diventata per voi così profondamente importante che uscirete di senno quando ve la porteranno via. Oppure che a volte, dopo che la vostra Sostanza vi è stata portata via per salvarvi la vita, mentre siete inginocchiati per le preghiere obbligatorie della mattina o della sera, vi troverete a pregare perché vi sia consentito di perdere letteralmente il senno, di avvolgere la vostra mente in un vecchio giornale e lasciarla in un vicolo a cavarsela senza di voi. [...] Che oltre il cinquanta per cento delle persone con una dipendenza da Sostanza è contemporaneamente affetto da qualche altra forma di disturbo psichiatrico. [...] Che la validità logica di un argomento non ne garantisce la verità. [..] Che statisticamente è più facile liberarsi da una dipendenza per le persone con un basso QI che per quelle con un QI più alto. [...] Che è possibile abusare fino all'assuefazione di antinfluenzali e antistaminici da banco. Che le attività noiose diventano perversamente molto meno noiose se ci si concentra molto su di esse. [...] Che esiste una cosa come la cruda, incontaminata, immotivata gentilezza. Che è possibile addormentarsi di botto durante un attacco d'ansia. [...] Che la maggioranza delle persone con una dipendenza da Sostanza è anche dipendente dal pensare, nel senso che ha un rapporto compulsivo e insano con il proprio pensiero. [...]Che ci vuole un grande coraggio per dimostrarsi deboli. Che nessun singolo momento individuale è in sé insopportabile. [...]Che è possibile fumare così tante sigarette da farsi delle piccole ulcerazioni bianche sulla lingua. Che il cliché "Non so chi sono" sfortunatamente si rivela più di un cliché. Che provare a ballare da sobri è tutto un altro paio di maniche. Che per qualche perversa ragione, è spesso più divertente desiderare qualcosa che averlo. Che è consentito VOLERE. Che tutti sono identici nella segreta tacita convinzione di essere, in fondo, diversi dagli altri. Che questo non è necessariamente perverso. (pp. 239-245) *Gli era già successo di perdere la testa per qualcuna, ma mai di sentirsi decapitato. [...] Gli ci vollero tre feste solo per capire che il suo nome non era Joel. (p. 347) *"Dov'è allora la loro linea retta più breve, si? Dov'è la linea efficientemente e rapidamente retta di Euclide allora, si? E quanti due punti esistono senza che ci sia qualcosa in mezzo?" (p. 96) *" Sono tremendamente spiacente di importunarla. Posso ripassare. Mi stavo solo chiedendo se in un Programma speciale ci fosse una preghiera per quando ci si vuole impiccare". (p. 212) *Solo agli Aa (Alcolisti anonimi) di Boston si può sentire la storia di un immigrante di cinquant'anni che racconta in maniera lirica la sua prima [[defecazione]] solida da adulto. (p. 421) *"Non chiedere PERCHÈ / se non vuoi MORIRE / fai quello che ti viene DETTO / Se non vuoi MORIRE." (p. 450) *[...] ma invece Lenz sulla via del ritorno si ritrova in preda a un'enorme compulsione idrolitica ad avere Green al suo fianco – o qualsiasi altra persona che non possa o non voglia andare via – vicino a sé, e a confidare a Green o a qualsiasi altro orecchio compiacente ogni esperienza e pensiero abbia mai provato. [...] Lenz racconta a Green di quanto spettacolarmente obesa era sua madre, e usa le braccia per illustrare drammaticamente le dimensioni di cui sta parlando. Respira ogni terzo o quarto fatto, ergo circa una volta ogni isolato. Lenz racconta a Green le trame di molti libri che ha letto, ricamandoci sopra. [...] Lenz racconta con euforia a Green che una volta gli successe di tranciarsi di netto la punta di un dito con la catena di un motorino e dopo pochi giorni di intensa concentrazione il dito gli era ricresciuto rigenerandosi come le code delle lucertole e disorientando le autorità mediche. [...] Lenz spiega a Green che è una leggenda che il coccodrillo del Nilo sia il coccodrillo più temuto perché il coccodrillo dell'Estuario che può vivere anche in acque salate è un miliardo di volte più temuto da chi conosce queste cose. [...] Segue un'analisi del termine ''disfunzione'' e la sua importanza nelle differenze tra, diciamo, la psicologia e la religione naturale. [...] Lenz racconta il suo sogno ricorrente nel quale si trova seduto sotto uno di quei ventilatori tropicali da soffitto su una sedia di bambù e indossa un cappello da safari di L.L. Bean e ha una valigetta di vimini sulle ginocchia, e questo è tutto, questo è il suo sogno ricorrente. [...] Lenz dice di ricordarsi alcuni fatti che sostiene gli siano capitati ''in vitro''. (pp. 667-670) *Se una donna appena attraente fa tanto di sorridere a Don Gately quando gli passa accanto in una strada affollata, Don Gately, come quasi tutti i tossicodipendenti eterosessuali, nello spazio di un paio di isolati le ha già confessato eterno amore nella sua mente, l'ha scopata, si è sposato e ha avuto figli da quella donna, tutto nel futuro, tutto nella sua testa, e sta coccolando un piccolo Gately sulle ginocchia mentre questa Sig.ra G. mentale spolvera in giro con un grembiule addosso che certe notti indossa senza niente sotto. Quando arriva dove doveva andare, il tossicodipendente ha già divorziato dalla donna e si sta battendo come un leone per la custodia dei figlio oppure è ancora mentalmente felice insieme a lei negli anni del tramonto, seduti insieme in mezzo ai nipotini con le teste grosse sotto il portico su un dondolo speciale modificato per sostenere la mole di Gately, lei con le calze elastiche e le scarpe ortopediche, ancora maledettamente bellissima, e non hanno bisogno di parlare per capirsi, e si chiamano 'Mamma' e 'Papà', sapendo che tireranno il calzino a poche settimane l'uno dall'altra perché nessuno dei due può assolutamente vivere senza l'altro, e questo è il legame che li unisce dopo tutti questi anni. (p. 1037) *È difficile notare quello che vedi tutti i giorni. (p. 1146) *Ogni palla che atterra nella vostra parte di campo ma non siete sicuri se è dentro o fuori: datela buona. Ecco come rendervi invulnerabili da chi usa mezzucci. Come non perdere mai la concentrazione. Ecco come ripetersi, quando l'avversario ruba punti, che una volta corre il cane e una volta la lepre. Che la punizione di un gioco poco sportivo è sempre autoinflitta. Provate a imparare dalle ingiustizie. (p. 207) *L'ingiustizia è una maestra rigida ma impareggiabile. *Cercate di vedere voi stessi nei vostri avversari. Vi porteranno a capire il Gioco. Ad accettare il fatto che il Gioco riguarda la gestione della paura. ==''La ragazza dai capelli strani''== ===''Piccoli animali senza espressione''=== *Esaminano e riesaminano, con una sorta di entusiasmo infelice, le piccole ignoranze che necessariamente, dice Julie, delimitano la strada che porta a un qualunque vero legame fra due persone. (p. 9) *«Tua madre beve troppo», dice Julie Smith a Faye.<br/> «Lo fa per il dolore», dice Faye, osservando lo schermo.<br/> Julie guarda dentro l'ufficio di Faye dal monitor interno. «Per eliminarlo o per tenerlo vivo?» (p.15) *È convinta che due persone innamorate attraversino tre fasi distinte prima due arrivare a conoscersi davvero. All'inizio si raccontano aneddoti e gusti personali. Poi ciascuno dei due dice all'altro in che cosa crede. E poi ciascuno osserva la relazione che c'è fra quello in cui l'altro ha detto di credere e quello che in effetti ''fa''.(p. 16) *Fra le cose che Julie Smith odia di più ci sono: i biglietti di auguri, i genitori adottivi che adottano senza prima guardarsi dentro e valutare la propria capacità di amare, l'odore di zolfo, John Updike, gli insetti con le antenne e gli animali in genere. (p. 19) *Ma considera che pochi, pochissimi di noi sono in grado di affrontare l'ovvio. (p. 21) *Lo share di ascolto [...] è un bel cinquanta per cento: al pari del Super Bowl e degli attentati eccellenti. (p. 29) *Per come la vedo io: Faye è il genere di ragazza che cavalca costantemente l'onda delle proprie emozioni. Hai presente ? Non ha veramente il controllo di dove la portano, ma non si lascia mai nemmeno azzerare del tutto. È una surfista della psiche. (p. 33) *Passa troppo tempo a ossessionarsi con l'idea di non lasciarsi ossessionare dal fatto che la regista è la moglie del suo ex marito. (p. 33) *O siete parte delle soluzione, o siete parte del precipitato. (p. 42) *Un paio di giorni dopo ricevi una cartolina frettolosa dalla Francia, che lui ti ha spedito il giorno che è arrivato. Dice:"Il panorama è qui. Vorrei che tu fossi bellissima". (p. 59) *L'intensità del tuo amore crea quella che si potrebbe chiamare una situazione organica: un corpo non può camminare senza gambe, due gambe non possono camminare senza un corpo. Lui diventa il tuo corpo. (p. 51) *È una piccola comunità, minuscola e sordida e claustrofobica, dove nessuno può sfuggire alle zappe che si è tirato sui piedi. (p. 56) *«I mari sono mari solo quando si muovono» sussurra Julie. «Sono le onde a impedire che i mari sembrino semplicemente delle enormi pozzanghere. I mari sono fatti soltanto dalle loro onde. E ogni onda del mare alla fine è destinata a incontrare ciò verso cui si muove, e a infrangersi. [...] Un'onda che si infrange su uno scoglio e abbandona la sua forma in un gesto che ''esprime'' quella forma. Capisci?» (p. 61) ===''Per fortuna il Funzionario Commerciale sapeva fare il massaggio cardiaco''=== ====[[Incipit]]==== Un Funzionario Commerciale, divorziato di fresco, terminò l'ennesima serata di straordinari nel suo ufficio, nel reparto Commerciale. Erano le dieci passate. In un altro ufficio, all'estremità opposta di un altro piano, il Vicepresidente Responsabile della Produzione Estera della stessa ditta, sposato da quasi trent'anni, nonno di un nipotino, finì anche lui di lavorare molto tardi. Tutti e due se ne andarono. C'erano fra questi ultimi due funzionari a lasciarle l'Edificio lo stesso tipo di somiglianze di cui godo le rette parallele. ====Citazioni==== *Si stava preparando a prova quella sensazione maschile e particolare associata con l'obbligo di conversazione a cui si trovano sottoposti due uomini con qualche relazione professionale che si incrociano in ore notturne dentro un luogo sotterraneo altrimenti deserto e silenzioso ma di un silenzio fragile, molto al di sotto della sede altissima e vagamente pulsante di quella che è stata per entrambi una lunga e faticosa giornata di lavoro. Condividevano lo stesso dolore, anche se ovviamente nessuno dei due lo sapeva. (p. 68) ===''La ragazza dai capelli strani''=== ====[[Incipit]]==== Gin Fizz aveva sognato che se ieri sera non vedeva un concerto sarebbe diventata una qualche specie di liquido, perciò ieri sera io e i miei amici Mister Wonderful, Big e Gin Fizz siamo andati a vedere Keith Jarrett che suonava un concerto per pianoforte all'Auditorium di Irvine. È stato un concerto così bello! Keith Jarrett è un negro che suona il pianoforte. A me piace moltissimo vedere i negri esibirsi in tutti i campi delle arti dello spettacolo. Trovo che siano una razza talentuosa e incantevole di artisti, che sono spesso molto divertenti. In particolare mi piace guardare le esibizioni dei negri a una certa distanza, perché da vicino spesso hanno un odore sgradevole. ====Citazioni==== *Il profano medio sarebbe sorpreso di sapere quante [[giuria|giurie]] si lasciano suggestionare dall'apparenza. (p. 88) *Ha manifestato l'opinione che i punk fossero bambini nati in un posticino minuscolo, senza finestre, e inoltre chiuso su ogni lato da pareti di cemento e metallo, spesso devastate da graffiti, e che da adulti stessero cercando di aprirsi un varco fra quelle pareti. (pp. 91-92) *Cacio ha dichiarato che tutti i membri della mia combriccola di punk sentivano di non avere nulla e di non poter mai avere nulla perciò trasformavano il nulla in tutto. D'altra parte Cacio ha dichiarato che io era un Cucciolo Rabbioso che aveva già tutto, quindi avrebbe voluto domandarmi come mai avevo scambiato il mio bel tutto con un bel niente. (p. 92) ===''Lyndon''=== ====[[Incipit]]==== «Mi chiamo Lyndon Baines Johnson. Quel cazzo di pavimento che hai sotto i piedi è mio, ragazzo» ====Citazioni==== *Se dedichi la vita ad altre persone, se dedichi la salute fisica e le rotelle che hai in testa e i tuoi concetti intellettuali al servizio della gente, tu e tua moglie vi dovete portare l'uno dentro l'altra, fa niente anche se siete lontani, distanti o soli. (p. 120) *Darei tutto quello che ho al mondo pur di non dovermi mettere sull'attenti e accettare un incarico che non mi spetta di diritto o per volontà del popolo. Una persona intelligente evita le scorciatoie. La carità. Le umiliazioni. La sfiducia. Le responsabilità che non hai mai neanche avuto tempo di prepararti ad aspettare. (p. 140) *«Ragazzo mio, però nella loro arrabbiatura io ci sento un profumo di contentezza. Secondo me gli piace sentirsi indignati e sviliti e ingiustamente ignorati. Ecco come la vede il qui presente leader del mondo libero, ragazzo». (p. 145) *«Giustizia e ingiustizia non sono mica parole», disse. «Sono cose che uno sente dentro. Nelle budella, nell'intestino, da quelle parti lì. Non sono parole. Non sono canzoni con le chitarre. Sono le cose che ti fanno sentire in un certo modo piuttosto che in un altro. Sono dentro di te. Nel tuo cuore e nel tuo apparato digerente. Come la gente che personalmente ami». Si tastò l'avambraccio e chiuse il pugno. «Fa'che quei poveri disgraziati laggiù in fondo si assumano la ''responsabilità'' di qualcosa per un attimo, ragazzo mio. Fa'che siano responsabili di qualcun altro e poi vediamo se mi vengono a parlare, a me, al loro presidente, a Lyndon Baines Johnson, di giustizia e ingiustizia e via dicendo». (p. 147) *«Ho detto al mio uccellino che la responsabilità è come il cielo, ragazzo. Così le ho detto. Tu cosa mi rispondi se ti vengo a chiedere che ''sensazione'' ti dà il cielo? Il cielo non è una sensazione, ragazzo mio». [...] «Ma sta lì, amico mio. Il cielo sta lì. Ti sta sopra la zucca ogni cazzo di giorno che Dio manda in terra. Puoi andare dove ti pare e piace, ragazzo, ma se alzi gli occhi, in cima a ogni altra dannatissima cosa c'è lui.E il giorno in cui non ci sarà più il cielo...» (p. 149) *«L'amore è soltanto una parola. Congiunge cose che sono separate. Io e Lyndon, anche se tu non sarai d'accordo, siamo d'accordo sul fatto che quello che c'è fra noi non si può più chiamare propriamente ''amore''. Perché abbiamo smesso molto tempo fa di essere abbastanza ''separati'' perché ci sia un "amore" a coprire una distanza. Lyndon dice che non vede l'ora che arrivi il giorno in cui ''amore'' e ''giustizia'' e ''ingiustizia'' e ''responsabilità'', il giorno un cui voi giovani d'America, dice, capirete che quelle parole non sono altro che maniere di affrontare la distanza». (p. 159) ===''John Billy''=== *«A Chuck Junior gli venne paura di se stesso».<br/> Mai avuto paura di voi stessi? Fa parecchio male. (p. 180) *«Divenne prezioso e di gran valore per noi, come può diventarlo solo una cosa che uno è spaventato a morte all'idea di perderla» (p. 181) ===''Da una parte e dall'altra''=== *«Ero convinto di poter cantare come un filo metallico allo zero assoluto, acutissimo e pallido, di poter bruciare senza accensione o frizione, di poter brillare a freddo come una luna color limone, abbracciato a una griglia di puro significato. Trasferimento privo di interferenze. Ma poi un piccolo, silenzioso, educato, profumato, odoratissimo sistema di nuovi segnali mi ha in qualche modo sparato alla testa. Con le parole e le lacrime mi ha amputato qualcosa. Io le avevo donato la mia più intima importanza, e il suo autobus è ripartito, lasciando una qualche parte fondamentale di me dentro di lei come un pungiglione di un'ape. Adesso l'unica cosa che voglio è salire in macchina e andarmene molto lontano. a sanguinare». (p. 210) *Nell'agenzia dove lavorava ha visto un sacco di deficienti che per tutta la vita sono stati dietro soltanto alla carriera, alla caccia, al golf o al loro uccello, e alla fine che cosa si sono ritrovati in mano, quand'è arrivato l'inverno e il mondo intero è rimasto isolato dalla neve? (p. 222) *«Non ho paura delle cose nuove. Ho soltanto paura di sentirmi sola anche quando ho qualcun altro vicino. Ho paura di soffrire. Forse è una cosa egoista, ma è così che mi sento». (p. 228) *«Credo, inginocchiato dietro la cucina, con mia zia che si accovaccia a posarmi una mano sulla spalla, che mi faccia assolutamente paura tutto ciò che esiste».<br/> "Allora accomodati pure". (p. 233) ===''La mia apparizione''=== ====[[Incipit]]==== Sono una donna che è apparsa in pubblico al talk show di David Letterman il 22 marzo del 1989. Per dirla con mio marito Rudy, sono una donna la cui faccia e i cui modi sono noti a qualcosa come metà della popolazione misurabile degli Stati Uniti, il cui nome è su bocche, copertine e schermi. E il cui profondo del cuore è invisibile, e nascosto in maniera irraggiungibile. Ed è questo che secondo Rudy mi avrebbe potuto salvare da tutto ciò che quell'apparizione comportava. ====Citazioni==== *«Non voglio che tu pensi che la messinscena sia reale.»<br/> «Pensavo che fosse praticamente sottinteso che una messinscena non può essere reale», dissi io. (p. 236) *«Edilyn», disse,«non è questione di cattiveria. È questione di ''ridicolo''. Quel bastardo si nutre di ridicolo come un enorme parassita con le lentiggini. Tutto il programma si nutre di queste cose: quando le situazioni diventano assurde, si gonfia e monta. Letterman assume quell'aria sazia, oscura e raggiante.» (p. 241) *«L'intera trasmissione si nutre della ridicolaggine ''di tutti''. È il fatto che il pubblico capisce che lui ''sceglie consapevolmente'' di rendersi ridicolo a renderlo immune dall'essere ridicolo, quel figlio di puttana non è scemo». (p. 242) *«La sincerità è passata di moda», disse Ron. «Adesso si ride ''proprio'' della gente che è sincera».<br/> «O di chi sembra sincero, di chi crede di essere sincero, direbbe Letterman», disse mio marito.(p. 244) *«Sta facendo soldi ridicolizzando la stessa identica cosa che l'ha messo nella posizione di poter far soldi ridicolizzando qualcosa». (p. 252) *«Quello che lo ha fatto arrivare lì, in quel posto, in quel momento, perché tu lo vedessi, è proprio che è ''impossibile'' vederlo. Il nocciolo della questione è tutto qui, capisci? Che nessuno è veramente come deve farsi vedere».<br/> Lo guardai. «E tu pensi che questa cosa sia vera».<br/> La sua sigaretta sfrigolò. «Non importa come la penso io. Quello è il presupposto su cui si basa il programma. La gente lo rende vero. Guardandolo». (p. 269) ===''Direi mai''=== ====[[Incipit]]==== Una cosa che non è divertente ? ''Il mal di stomaco'' Se non mi credere, chiedete alla signora Tagus, qui, che vi illuminerà sulla questione. Io, mal di stomaco, niente. Artrite sì, mal di stomaco no. ====Citazioni==== *Ho detto alla ragazza sapor di cannella che questo non mi verrà mai perdonato. Mai. Che quando raggiungi un certo punto della tua storia e una certa situazione sei legato a della gente, sei parte di qualcosa di più grande. Che tutta la costellazione diventa come un liquido, e qualunque tipo di agitazione la fa increspare tutta. Mi ha chiesto chi è stato il primo a dire mai dire mai. Le ho detto che dev'essere stata una persona molto sola. (p. 287) *Contro, contro, contro: le ragioni che si basano sugli altri sono facili da manipolare. Tutte le cose cave sono leggere. Perché il fatto è che mi sono stancato di stare bene. Di essere buono. Forse sono solo stanco di non sapere dove finiscono, in me, le aspettative millenarie di una costellazione, dov'è che la mia volontà può appendere il suo cappello di pelo. (p. 296) *Eppure perfino un principiante da solo riesce ben presto a capire che una vita condotta, temporaneamente o meno, come una semplice rinuncia a ogni valore diventa nella migliore delle ipotesi una cosa senza sbocco e nella peggiore una cosa vuota: una vita di attesa del non-sarà-mai. Seduti ad accettare passivamente (non a giudicare) l'accadere e il finire delle cose. (pp. 297-298) ===''È tutto verde''=== ====[[Incipit]]==== Lei dice non mi importa se mi credi o no, è la verità, poi tu credi pure quello che ti pare. Quindi è sicuro che mente. Quando è la verità si fa in quattro per cercare di farti credere quello che dice. Perciò sento di non avere dubbi. ====Citazioni==== *È tutto verde, dice. [...] La finestra sopra il lavello del mio cucinino è stata ripulita dal violento acquazzone di stanotte e ora è una mattina di sole, è ancora presto, e fuori c'è un casino di verde. Gli alberi sono verdi e quel po' d'erba che c'è oltre i dossi rallentatori è verde e allisciata. Ma non è tutto verde. Le altre roulotte non sono verdi e il mio tavolino lì fuori con le pozzanghere allineate e le lattine di birra e le cicche che galleggiano nei portacenere non è verde, né il mio furgone, o la ghiaia della piazzola, o il triciclo che sta rovesciato su un fianco sotto un filo per il bucato senza bucato sopra accanto alla roulotte vicina, dove c'è uno che ha fatto dei bambini. È tutto verde sta dicendo lei. Lo sta sussurrando e il sussurro non è più rivolto a me lo so. Getto la sigaretta e volto bruscamente le spalle al mattino con il sapore di qualcosa di vero in bocca. (p. 302) ==''La scopa del sistema''== ===[[Incipit]]=== Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti, e Mindy Metalman non fa eccezione, pensa Lenore, all'improvviso. Sono piatti e lunghi, con le dita strombate e i mignoli afflitti da bottoni di una callosità giallognola che riappare a mo' di battiscopa lungo i calcagni, e sul dosso dei piedi sbucano peluzzi neri arricciati, e lo smalto rosso è screpolato e si scrosta a boccoli per quant'è vecchio, mostrando qua e là striature bianchicce. Lenore se ne accorge solo perché Mindy si è chinata in avanti sulla sedia accanto al minifrigo per staccare dalle unghie dei piedi appunto un paio di fiocchi di smalto; i lembi dell'accappatoio si dischiudono su un generoso scorcio di scollatura, decisamente più sostanziosa di quella di Lenore, e lo spesso asciugamano bianco che cinge la chioma zuppa e shampizzata di Mindy si è allentato e una ciocca di capelli scuri è sgusciata tra le pieghe e scende leggiadra incorniciandole la guancia fin sul mento. ===Citazioni=== *Mettiamo che Nonna mi abbia detto in maniera parecchio convincente che tutto ciò che davvero esiste della mia vita è limitato a quello che se ne può raccontare. [...] Be', credo che non sia esattamente che la vita va raccontata anziché vissuta; è piuttosto che la vita è il suo racconto, e che in me non c'è niente che non sia o raccontato o raccontabile. Ma se è davvero così, allora che differenza c'è, perché vivere? *a Lenore era apparso che nell'enorme atrio l'ombra fosse balzata in avanti per ghermirlo. *Si rimetta seduto, coglione. Le faccio presente che quella che lei sta fottendo al momento è la mia vita. *Piantala con questa smania di volermi inchiodare, mi sento come una farfalla da collezione. *Vuoi sapere cos'è che veramente non amo? Non amo questa morbosa ossessione di misurare, e di chiedere che si dicano cose, e di inchiodare, e di avere e di raccontare. È una specie di mania ossessiva che mi soffoca, per non parlare di quanto mi deprime. *Olaf Blenter mi disse che quando la realtà è sgradevole i realisti tendono a essere sgraditi. *Ironia della sorte, un uomo, il cui istinto d'amore è quanto più forte e naturale e istintivo possibile, è incapace di trovare qualcuno da poter veramente amare. *La magia di quella sera fu che la magia abbia retto. *Soltanto scorci di musica trapelati dalla porta della stanza di Vance, e gesso colorato sui suoi polpastrelli, e cerchi neri intorno ai suoi occhi neri, e i suoi bei, proprio bei disegni- piatti e neutri e tristi come l'asfalto del nostro vialetto, morbidi e etersi e privi di interstizi proprio come sua madre. *Esatto. Intendo svilupparmi all'infinito e raggiungere dimensioni incommensurabili. *Rick qui urge dichiarare una moratoria degli attacchi isterici. *Pensi ai mondi di cui queste persone hanno fatto parte. ''Mondi''. Sono letteralmente passati dalla stalla alle stelle. C'è da tremare già al semplice pensiero dei cambiamenti tecnologici cui hanno assistito. Come si può pretendere che una persona riesca anche solo a ''cominciare'' a orientarsi, rispetto a una simile serie di cambiamenti nelle caratteristiche fondamentali del mondo? Come si può anche solo cominciare a capire qualcosa della proprio collocazione in un sistema, quando si fa parte di una regione che ha un rapporto così problematico con il resto del mondo, un mondo cui a sua volta è negata qualunque caratteristica stabile e comprensibile per il semplice fatto di dover continuamente cambiare, e cambiare radicalmente? (2014, p. 172) ==''Questa è l'acqua''== ===''Altra matematica''=== *'''Nonno''': Che classe fai, a scuola, Joseph? La quinta elementare?<br />'''Nipote''': La prima media. <br />'''Nonno''': La prima media.<br />'''Nipote''': Sì.<br />'''Nonno''': E sei innamorato di me.<br />'''Nipote''': Sì.<br />'''Nonno''': Credo di non sapere proprio cosa dire. Non so nemmeno che giorno della settimana è. Come potrei sapere cosa dire?.<br />'''Nipote''': Non dire nulla, nonno. Resta lì seduto. Così. E' perfetto. (p. 56) ===''Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta''=== ====[[Incipit]]==== Prendo degli antidepressivi da, quanto sarà, un anno, e ritengo di avere i numeri per dire come sono. Sono straordinari, davvero, ma sono straordinari come sarebbe straordinario vivere, che so, su un altro pianeta caldo e comodo fornito di cibo e acqua fresca: sarebbe straordinario, ma non sarebbe la cara vecchia Terra. ====Citazioni==== *Non so davvero se la Cosa Brutta sia davvero depressione. Prima avevo sempre pensato che la depressione fosse come una tristezza davvero profonda, tipo quella che ti prede quando muore il tuo bravo cagnolino, o quando in ''Bambi'' uccidono la madre di Bambi. [...] La Cosa Brutta - e mi sa che la depressione è questo e nient'altro - è molto diversa, e indescrivibilmente peggio. (p. 67) *E siccome l'unica conoscenza che si ha del mondo intero passa attraverso le varie parti del corpo - tipo gli organi sensoriali, la mente, ecc. - e siccome queste parti hanno una nausea da morire, il mondo intero che voi percepite, conoscete e abitate vi arriva filtrato da questa brutta nausea e diventa brutto. E tutto diventa brutto in voi, tutto il bello esce dal mondo come l'aria esce da un pallone rotto. (p. 69) *Perché la Cosa Brutta attacca non solo te facendoti sentire male e mettendoti fuori uso, ma attacca in special modo, fa sentire male e mette fuori uso proprio le cose che ti servono a combattere la Cosa Brutta, a sentirti magari meglio, a restare vivo. (p. 69) *Essere lontani aiuta rispetto alla Cosa Brutta. Solo che è sommamente idiota se si pensa a quello che dice prima riguardo al fatto che la Cosa Brutta è davvero (p. 82) ===''Questa è l'acqua''=== ====[[Incipit]]==== Saluti, ringraziamenti e congratulazioni ai laureandi dell'anno accademico 2005. Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: – Salve, ragazzi, com'è l'acqua? – I due pesci giovani nuotano un altro po', poi uno guarda l'altro e fa: – Che cavolo è l'acqua? ====Citazioni==== *Ci sono due tizi seduti a un bar nel cuore selvaggio dell'Alaska. Uno è credente, l'altro è ateo, e stanno discutendo l'esistenza di Dio con quella foga tutta speciale che viene fuori dopo la quarta birra. L'ateo dice: - Guarda che ho le mie buone ragioni per non credere in Dio. Ne so qualcosa anch'io di Dio e della preghiera. Appena un mese fa mi sono lasciato sorprendere da quella spaventosa tormenta di neve lontano dall'accampamento, non vedevo niente, non sapevo più dove ero, c'erano quarantacinque gradi sottozero e così ho fatto un tentativo: mi sono inginocchiato nella neve e ho urlato:«Dio, sempre ammesso che Tu esista, mi sono perso nella tormenta e morirò se non mi aiuti!» - A quel punto il credente guarda l'ateo confuso: - Allora non hai più scuse per non credere, - dice. - Sei qui vivo e vegeto -. L'ateo sbuffa come se il credente fosse uno scemo integrale: - Non è successo un bel niente, a parte il fatto che due eschimesi di passaggio mi hanno indicato la strada per l'accampamento. (pp.144-145) *Pensateci: non avete vissuto una sola esperienza che non vi vedesse al suo centro esatto. (p. 146) *Il segreto consiste nel dare un ruolo di primo piano alla verità nella [[consapevolezza]] quotidiana. (p. 153) *La vostra [[cultura]] è realmente il lavoro di una vita, e comincia... adesso. Augurarvi buona fortuna sarebbe troppo poco. (p. 155) ==''Tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più)''== [[Immagine:The best people you will ever know.jpg|thumb|David Foster Wallace con due fan]] ===''Tennis, trigonometria e tornado''=== ====[[Incipit]]==== Quando lasciai il mio distretto squadrato in mezzo alla campagna dell'Illinois per andare a frequentare l'università dove si era laureato mio padre fra i vivaci rilievi delle Berkshires nel Massachusetts occidentale, sviluppai un'improvvisa fissazione per la matematica. Comincio adesso a capirne il motivo. Per uno del Midwest, la matematica del college produce un'evocazione catartica della nostalgia di casa. Io ero cresciuto in mezzo a vettori, rette, rette che intersecano rette, griglie – e, all'altezza dell'orizzonte, le ampie linee curve delle forze della natura, il bizzarro assetto topografico a spirale di un immenso lotto di terra stirata dalle glaciazioni, che si poggia e ruota su placche geologiche. ====Citazioni==== *Io e Antitoi spaziavamo esattamente sullo stesso territorio agonistico; lui era il mio amico, il mio nemico e la mia rovina. (p. 19) *Alienazione-dal-Midwest-in-quanto-paradigma-della-fertilità può essere un concetto un tantino ipermetafisico, per non dire tendente all'autocommiserazione. (p. 23) *Una volta che arrivai a un certo livello di impianti da torneo, mi sentii handicappato perché non ero capace di adattarmi alla mancanza di difficoltà cui adattarmi. Se questa cosa ha un senso. Anche senza l'ostacolo dell'inquietudine adolescenziale e dell'alienazione dalla realtà fisica, la mia carriera tennistica nel Midwest si arrestò nel momento in cui vidi il mio primo tendone antivento. (p. 25) *In seguito, il tennis di Antitoi continuò a migliorare, il mio no. (p. 34) ===''E Unibus Pluram: Gli scrittori americani e la televisione''=== ====[[Incipit]]==== Gli scrittori tendono a essere una razza di guardoni. Tendono ad appostarsi e a spiare. Sono osservatori nati. Sono spettatori. Sono quelli sulla metropolitana il cui sguardo indifferente ha qualcosa dentro che in un certo senso mette i brividi. Qualcosa di rapace. Questo è perché gli scrittori si nutrono delle situazioni della vita. Gli scrittori guardano gli altri esseri umani un po' come gli automobilisti che rallentano e restano a bocca aperta se vedono un incidente stradale: ci tengono molto a una concezione di se stessi come testimoni.<br /> Ma allo stesso tempo gli scrittori tendono ad avere un'ossessiva consapevolezza di sé. Dal momento che dedicano molto del loro tempo produttivo a studiare attentamente le impressioni che ricavano dalle persone, gli scrittori passano anche un sacco di tempo, meno produttivo, a chiedersi nervosamente che impressione fanno loro agli altri. ====Citazioni==== *La televisione ha a che fare in tutto e per tutto con il desiderio. E, letterariamente parlando, se gli scrittoti si nutrono delle vicende umane, il desiderio non è altro che lo zucchero. (p. 37) *Perché le persone che noi ci mettiamo a guardare attraverso lo schermo di vetro della TV non sono davvero inconsapevoli del fatto che qualcuno li stia guardando; [...] In realtà la gente che sta in televisione sa che è in virtù di questa folla davvero enorme di anonimi guardoni che loro stanno sullo schermo impegnati in insolite performance di pessimo gusto. La televisione non permette di spiare veramente perché la televisione è esibizione, spettacolo, il che per definizione richiede un pubblico. (p. 39) *E con questo non sto dicendo che la televisione sia volgare e stupida perché le persone che compongono il Pubblico sono volgari e stupide. La televisione è ciò che è per il semplice motivo che la gente tende ad assomigliarsi terribilmente proprio nei suoi interessi volgari, morbosi e stupidi, e a essere estremamente diversa per quanto riguarda gli interessi raffinati, estetici e nobili. (p. 61-62) ===''Invadenti evasioni''=== ====[[Incipit]]==== 05/08/93 h. 08:00. Il Giorno della Stampa precede più o meno di una settimana l'inaugurazione della Fiera. Per le 09:00 dovrei trovarmi dentro la Fiera all'Illinois Building per ritirare l'accredito stampa. Mi immagino l'accredito come una tesserina bianca che si infila nel nastro del feltro floscio. È la prima volta che qualcuno mi chiama "stampa". L'accredito mi fa gola soprattutto per le giostre e la roba gratis.<br /> Sono qui da poco. Vengo dall'East Coast, e vado alla Fiera Statale dell'Illinois per conto di una rivista fighetta dell'East Coast. L'esatto motivo per cui una rivista fighetta dell'East Coast sia interessata alla Fiera Statale dell'Illinois mi rimane oscuro. ====Citazioni==== *Sono l'unico che da bambino provava questa bizzarra, profonda sensazione? - che ogni oggetto esterno esistesse solo in quanto influiva su di me in qualche modo? - che ogni singola cosa fosse, per il tramite di una qualche misteriosa attività adulta, disposta unicamente a mio beneficio? Non c'è nessuno che si identifica in questo ricordo? Eco, il bambino esce dalla stanza, e tutto quello che c'era nella stanza, una volta che non è più lì a vederlo, si liquefa in una sorta di vuoto potenziale, oppure (come ella mia teoria infantile) qualche adulto prima nascosto l'arrotola e lo stipa fino a che il prossimo ingresso del bambino richiama il tutto in animato servizio. Ero matto? (p. 138-139) *Da queste parti, la folla è un lumino da notte per adulti. E dunque la sacralità dello ''Spectaculum'', dell'evento pubblico. (p. 167) *E appena il biondo in cabina allunga la mano e tira la leva, e la folla prende un respiro potente, io perdo il controllo, proprio nel mio ultimo istante qui alla Fiera [...] e mi rifiuto di prendere parte a tutto questo, foss'anche come testimone - e accedo nuovamente, ''in extremis'', all'altro incubo bruttissimo d'infanzia, l'unico modo certo di cancellare tutto; e il sole e il cielo e lo yuppie in caduta libera si spengono come si spegne il lumino. (p. 212) ===''Che esagerazione''=== ====[[Incipit]]==== Negli anni '60 sono arrivati i metacritici poststrutturalisti, hanno capovolto gli assunti dell'estetica letteraria, quegli assunti che i suoi maestri avevano considerato come autoevidenti e, fondendo teorie del discorso creativo e posizioni metafisiche radicali, hanno reso l'interpretazione dei testi molto più complicata. Che si sia o meno fan di Barthes, Foucault, de Man, Derrida, occorre almeno riconoscergli il merito di un fertile meticciato fra critica e filosofia: per un giovane filosofo americano che si interessi tanto di poetica continentale quanto di pratica analitica di stampo angloamericano, la teoria della critica costituisce oggi un degno campo di studio. H.L. Hix è uno di questi giovani filosofi americani (a giudicare dalla foto, ha dodici anni), e sono certo che la sua dissertazione di dottorato, ''Morthe d'Author: An Autopsy'' ("Morte d'autore. Un'autopsia"), del 1992, ha più che meritato di vedere la luce nella collana "The Arts and Their Philosophies" della Temple University Press. ====Citazioni==== *Un autore è una scimmia dotata di ''intenzioni''. (p. 215) *A noi civili che abbiamo la viscerale certezza che la scrittura sia un atto di comunicare fra un essere umano e un altro, l'intera questione appare piuttosto arcana. Come osserva William Grass in ''Habitation of the Word'', i critici posso cercare di eliminare o iperdefinire l'autore fino all'anonimia, per ogni genere di ragioni, tecniche, politiche o filosofiche, e «quest'anonimia» può voler dire molte cose, ma di certo non che quel testo ''non l'ha scritto nessuno''. (p. 223) ===''David Lynch non perde la testa''=== ====[[Incipit]]==== ;1. di quale film parla questo articolo ''Strade perdute'' di [[David Lynch]], scritto da Lynch e [[Barry Gifford]]; con [[Bill Pullman]], [[Patricia Arquette]], [[Balthazar Getty]]. prodotto da CIBY 2000, Francia. © 1996 di una certa Asymmetrical Productions, la società di Lynch, i cui uffici sono proprio a fianco della casa di Lynch sulle colline di Hollywood e il cui logo, disegnato da Lynch stesso, è un simboletto molto carino, fatto così: {{centrato|''[Simbolo]''}} ''Strade perdute'' è girato a Los Angeles e nel territorio desertico subito alle sue spalle. Le riprese vere e proprie durano dal dicembre '95 al febbraio '96. Normalmente Lynch non apre il set al pubblico, prende misure di sicurezza ridondanti e crea un'aria di segretezza quasi massonica intorno alla produzione dei suoi film, ma io dall'8 al 10 gennaio 1996 sono ammesso sul set di ''Strade perdute''. ====Citazioni==== *{{NDR|A proposito dei film ''[[Le iene (film)|Le iene]]'' e ''[[Velluto blu]]''}} A [[Quentin Tarantino]] interessa guardare uno a cui stanno tagliando un [[orecchio]]; a [[David Lynch]] interessa l'orecchio. (p. 253) ===''L'abilità professionistica del tennista Michael Joyce...''=== ====[[Incipit]]==== Quando [[Michael Joyce]] di Los Angeles effettua un servizio, quando lancia la palla e il suo viso si alza a seguirla, sembra che sorrida, ma non sta davvero sorridendo – i muscoli circumorali della sua faccia si stanno tendendo insieme al resto del corpo per raggiungere la palla nel punto più alto del lancio. Vuole colpirla in massima distensione e leggermente davanti a sé; vuole riuscire a darle un colpo ben deciso, a imprimerle una velocità sufficiente a evitare una risposta aggressiva da parte dell'avversario. In questo momento sono le 13:00 di sabato 22 luglio 1995, sul campo principale, lo Stadium Court, del complesso dello Stade Jarry di Montreal. ====Citazioni==== *La testa di serie n. 1 questa settimana è [[Richard Krajicek]], un olandese di 1 metro e 90 che porta un cappellino bianco con la visiera quando c'è il sole, si lancia verso la rete come se questa gli dovesse dei soldi, e in generale gioca come una gru impazzita. Ha tutte e due le ginocchia bendate. (p. 334) *Non so se lo sapete, ma [[Jimmy Connors|Connors]] aveva uno dei modi di giocare più eccentrici che la storia del tennis ricordi – era un giocatore aggressivo "di potenza" che scendeva raramente a rete, aveva il servizio di una ragazza rachitica, e colpiva sempre in maniera piatta e assolutamente senza effetto. (p. 347) *[[John McEnroe]] non era tanto alto, eppure si può ragionevolmente affermare che sia stato il miglior giocatore di serve and volley di tutti i tempi; ma d'altronde, McEnroe era un'eccezione rispetto a tutti o quasi gli schemi di prevedibilità esistenti. Al suo apice (diciamo dal 1980 al 1984) è stato il più grande tennista di sempre – e il più dotato, il più bello, il più tormentato: un genio. Per me, guardare McEnroe che indossa una giacca blu in sintetico e fa quelle ignobili telecronache colorite, zeppe di luoghi comuni idioti, è come guardare [[William Faulkner|Faulkner]] che fa uno spot pubblicitario per una catena di negozi di abbigliamento. (p. 348) *Guardate [[Andre Agassi|Agassi]] da vicino qualche volta – per essere un uomo così piccolo e un giocatore così grande, è sorprendentemente privo di finezza, con movimenti che assomigliano più a quelli di un musicista heavy-metal che a quelli di un atleta. (p. 349) *Quando il dritto di Joyce entra in contatto con la palla, la sua mano sinistra dietro di lui si apre, come se stesse lasciando una presa, un gesto decorativo che non ha niente a che fare con la meccanica del colpo. Michael Joyce non lo sa, ma la sua mano sinistra si apre nel momento dell'impatto sul dritto: è una cosa inconscia, un tic estetico che è cominciato quando era bambino e che ora è inestricabilmente connesso con un colpo che esso stesso è ormai automatico per il ventiduenne Joyce, dopo anni passati a colpire molti, molti più dritti di quanti uno ne potrebbe mai contare. (p. 351) *{{NDR|Sui tic dei tennisti}} Lo strano movimento da sindrome di Tourette in cui [[Vitas Gerulaitis|Gerulaitis]] scuoteva la testa da destra a sinistra mentre faceva rimbalzare la palla prima del lancio, come se stesse avendo un piccolo attacco di epilessia. (p. 351) *{{NDR|Sui tic dei tennisti}} La bizzarra posizione di servizio di McEnroe, aperta e con le braccia rigide, con entrambi i piedi paralleli alla linea di fondo e il fianco rivolto così rigorosamente alla rete che sembra una figura su un fregio egizio. (p. 351) *{{NDR|Sui tic dei tennisti}} Il modo in cui Agassi sposta il peso ripetutamente da un piede all'altro mentre si prepara per il lancio, come se avesse un disperato bisogno di pisciare. (p. 351) *I colpi di Agassi sembrano più quello che sarebbero stati i colpi di [[Björn Borg|Borg]] se Borg si fosse sottoposto per un anno a un trattamento di steroidi e metanfetamine, e avesse colpito ogni cazzo di palla quanto più forte poteva – Agassi dà dei colpi su rimbalzo più forti di chiunque altro abbia mai giocato a tennis, tanto forti che stenti a crederci, se sei proprio lì a bordo campo. (p. 353) *Però Agassi ha un movimento di chiusura esagerato, in cui tiene entrambe la mani sulla racchetta e chiude il colpo quasi come un battitore nel baseball, il che fa sollevare la sua maglietta sul davanti e mette in bella vista il suo pancino villoso – qui a Montreal, questo lo trovo repellente, sebbene le donne sedute intorno a me sembrino pronte a dare la vita per un'occhiata al pancino di Agassi. (p. 354) *Agassi è in tutto e per tutto veloce quanto Chang, e guardate A.A. in tv, ogni tanto, mentre cammina tra un punto e l'altro: fa questi passetti minuscoli, con le punte decisamente in dentro, il passo di un uomo i cui piedi sono praticamente senza peso. (p. 354) *Mi sento di affermare che il tennis è lo sport più bello che esista e anche il più impegnativo. Richiede controllo sul proprio corpo, coordinazione naturale, prontezza, assoluta velocità, resistenza e quello strano miscuglio di prudenza e abbandono che chiamano coraggio. Richiede anche intelligenza. Anche un singolo colpo in un dato scambio di un punto di un incontro professionistico è un incubo di variabili meccaniche. (p. 356) *[[Jim Courier]], ex n. 1 ma ora in fase calante, e qui solo decima testa di serie, 153 in tv assomiglia a Howdy Doody con un cappello in testa, ma qui si rivela essere un ragazzone – la «Guide Média» gli attribuisce un peso di 79 kg, ma lui lo supera di gran lunga, e ha muscoli lunghi e lisci e l'andatura e l'espressione di un guardaspalle della mafia. (p. 380) *[[Michael Chang]], ventitré anni e n. 5 del mondo, sembra composto di due persone diverse cucite insieme grossolanamente: un tronco normale appollaiato su delle enormi gambe muscolose e completamente prive di peli. Ha la testa a fungo, capelli neri come l'inchiostro e un'espressione di profonda e ostinata infelicità, la faccia più infelice che io abbia mai visto al di fuori di un corso post-laurea di scrittura creativa. (p. 380) *[[Pete Sampras|P. Sampras]], di persona, è quasi tutto denti e sopracciglia, ha delle gambe e degli avambracci incredibilmente pelosi, peli in abbondanza tale da permettermi di scommettere a colpo sicuro che il ragazzo ne ha pure sulla schiena, e dunque, almeno, non è al 100% benedetto e baciato dalla sorte. (pp. 380-381) *[[Goran Ivanišević|Goran Ivanisevic]] è alto e abbronzato e sorprendentemente carino – almeno per un Croato; io i Croati me li immagino sempre devastati ed emotivamente compressi, come usciti da una litografia di [[Edvard Munch|Munch]] – se non fosse per un taglio di capelli a scodella incongruo e totalmente assurdo che lo fa assomigliare a un membro di una ''coverband'' dei [[The Beatles|Beatles]]. (p. 381) *Il ceco [[Petr Korda]], un tempo fra i primi dieci del mondo, è un altro esempio di conglomerato clastico male assortito: 1 metro e 88 per 72 kg, ha la corporatura di un levriero in posizione eretta e la faccia di – cosa inquietante e misteriosa – un pulcino appena uscito dall'uovo (e in più, degli occhi assenti che non riflettono nessuna luce e sembrano «vedere» solo nel senso in cui «vedono» gli occhi dei pesci e degli uccelli). (p. 381) *Una delle cose che rendono Agassi tanto forte è che riesce a mettere a segno colpi vincenti da ogni parte del campo – non ha restrizioni geometriche. (p. 383) *I nervi e gli intoppi sono importantissimi in uno sport basato sulla precisione e il tempismo, come il tennis, e il «perdere la testa» spazza via tennisti juniores dall'agonismo più di qualunque altro tipo di mancanza di talento o di motivazione. (p. 384) *Michael Joyce è, in altre parole, un uomo completo (anche se in una maniera grottescamente limitata). Ma vuole di più. Non maggiore completezza, non pensa in termini di virtù o di trascendenza. Vuole essere il migliore, vuole che il suo nome sia famoso, vuole sollevare trofei da professionista sopra la propria testa voltandosi pazientemente in ogni direzione verso i fotografi e le telecamere. È un americano e vuole vincere. (p. 385) ==''Tutto e di più – storia compatta dell'infinito''== *Il Matematico Mentalmente Instabile sembra oggi in un certo senso essere ciò che il Cavaliere Errante, il Santo Mortificantesi, l'Artista Tormentato, e lo Scienziato Pazzo sono stati durante altre epoche: una sorta di Prometeo, colui che va in luoghi proibiti e ritorna con doni che tutti noi potremo usare, ma per i quali lui sarà l'unico a pagare. Questo è probabilmente un po' esagerato, almeno in molti casi: ma [[Georg Cantor|Cantor]] corrisponde allo stampo meglio di tanti altri. (p. 8) *Ma la conclusione, per quanto astratta, sembra ineludibile: ciò che giustifica la nostra fiducia nel Principio di Induzione è il fatto che ha sempre funzionato benissimo in passato, almeno finora. Ovvero: la nostra unica vera giustificazione del Principio di Induzione è il Principio di Induzione, il che non suona certo rassicurante. (p. 15) *Ed è vero: non vi è nulla di più astratto dell’infinito. O quantomeno del nostro concetto confuso, intuitivo e legato al linguaggio naturale di ∞. È tipo il massimo della separatezza dall’esperienza reale. Prendete la caratteristica più onnipresente e opprimente del mondo concreto (ovvero il fatto che tutto ha una fine, è limitato, si esaurisce) e poi concepite astrattamente qualcosa che sia privo di questa caratteristica. (p. 19) *È in aree come la matematica e la metafisica che incontriamo uno degli attributi più strani della mente umana media: la capacità di concepire cose che, in senso stretto, non siamo in grado di concepire. (p. 20) *”Un essere onnipotente può creare qualcosa di troppo pesante perché possa sollevarlo ?” (p. 20) *Mai in passato vi è stato uno iato tanto immenso tra come il mondo appare e come la scienza ci dice che esso è. (p. 20) *”Sappiamo” una semi-infinità di verità che contraddicono la nostra esperienza immediata e ragionevole del mondo. Però noi dobbiamo vivere e funzionare nel mondo. E quindi astraiamo, compartimentiamo: ci sono cose che sappiamo e cose che “sappiamo”. [...] Da un punto di vista oggettivo tutta questa faccenda è profondamente schizoide, ma il fatto è che -in quanto profani soggettivi- non percepiamo spesso questo conflitto. Perché naturalmente le nostre vite sono concretamente operative al 99.9% e noi operiamo concretamente sulla base di ciò che sappiamo e non di ciò che “sappiamo”. (p. 21) *Ai babilonesi e agli egizi, in altre parole, interessavano più le cinque arance che il 5. (p. 26) *Non dimenticate che un linguaggio è sia una mappa del mondo sia un mondo in sé, con le proprie zone d’ombra e i propri orridi, luoghi dove persino le affermazioni che sembrano obbedire a tutte le regole del linguaggio sono impossibili da gestire. (p. 27) *Come la maggior parte dei giganti che hanno rivoluzionato la matematica o le scienze, Cantor era al 100% un uomo del suo spaziotempo e i suoi risultati furono l'insolita congiunzione di un’intelligenza e un coraggio personali straordinari e del contesto giusto di problemi e condizioni generali che, con il senno di poi, tendono a far sembrare inevitabili i progressi intellettuali e quasi incidentali i loro autori. (p. 37) *La bordata di Berkeley è per certi versi la contropernacchia del cristianesimo a Galileo e alla scienza moderna. Il punto fondamentale di Berkeley è che la matematica del XVIII secolo, nonostante le sue pretese deduttive, poggiava di fatto sulla fede non meno della religione. (p. 117) *Gödel e Cantor sono entrambi morti in manicomio, lasciandosi alle spalle un mondo senza una circonferenza finita. Un mondo che oggi ruota in un nuovo tipo di Vuoto, tutto formale. La matematica continua ad alzarsi dal letto. (p. 250) *Di rado i corsi di matematica ci dicono se una data formula è davvero significativa, o perché lo è, o da dove è arrivata, o cosa c'era in gioco. C'è evidentemente una differenza tra essere in grado di usare correttamente una formula e sapere davvero come risolvere un problema, sapere perché un problema è un vero problema matematico e non solo un esercizio. E naturalmente anche gli studenti pensano raramente di chiederlo: ci vuole già tanto lavoro per "capire" le formule (ovvero per essere in grado di usarle per risolvere correttamente dei problemi) che spesso non ci rendiamo conto di non capirle affatto. *Estensioni e modifiche successive della teoria russelliana dei tipi, fatta da logici come F.P. Ramsey e A. Tarski, sono un incubo di complicazione e confusione tale che la maggior parte dei matematici fingerà di non sentirvi nemmeno se tentate di portare il discorso su di esse. *I testi di matematica sono simili a documenti legali e spesso altrettanto divertenti da leggere. *Non basta che le teorie matematiche funzionino: si suppone anche che siano definite in maniera rigorosa e dimostrate in modo adeguato ai grandi standard deduttivi greci. Ciò non è però capitato per la maggior parte del '700. Era come una bolla speculativa del mercato azionario. E per un po' è sembrato favoloso. *Questi [[numero irrazionale|numeri]] {{NDR|irrazionali}}, scoperti non essere esprimibili per mezzo di quantità finite, furono così letali per i Pitagorici che la loro scoperta divenne l'equivalente greco del [[Scandalo Watergate|Watergate]]. ==''Una cosa divertente che non farò mai più''== ===[[Incipit]]=== E allora oggi è sabato 18 marzo e sono seduto nel bar strapieno di gente dell'aeroporto di Fort Lauderdale, e dal momento in cui sono sceso dalla nave da crociera al momento in cui salirò sull'aereo per Chicago devono passare quattro ore che sto cercando di ammazzare facendo il punto su quella specie di puzzle ipnotico-sensoriale di tutte le cose che ho visto, sentito e fatto per il reportage che mi hanno commissionato.<br />Ho visto spiagge di zucchero e un'acqua di un blu limpidissimo. Ho visto in completo casual da uomo tutto rosso col bavero svasato. Ho sentito il profumo che ha l'olio abbronzante quando è spalmato su oltre dieci tonnellate di carne umana bollente. Sono stato chiamato «Mister» in tre diverse nazioni. Ho guardato cinquecento americani benestanti muoversi a scatti ballando l'Electric Slide. Ho visto tramonti che sembravano disegnati al computer e una luna tropicale che assomigliava più a una specie di limone dalle dimensioni gigantesche sospeso in aria che alla cara vecchia luna di pietra degli Stati Uniti d'America che ero abituato a vedere.<br />Ho partecipato (molto brevemente) a un trenino a ritmo di conga. <!-- pp. 5-6 --> ===Citazioni=== *Ho sentito cittadini americani maggiorenni e benestanti che chiedevano all’Ufficio Relazioni con gli Ospiti se per fare snorkeling c'è bisogno di bagnarsi, se il tiro al piattello si fa all'aperto, se l'equipaggio dorme a bordo e a che ora è previsto il Buffet di Mezzanotte. (p. 7) *Quanto tempo è che non fate ''Assolutamente Niente''? Per quanto riguarda me, lo so con precisione. So con precisione quanto tempo è passato dall'ultima volta che ogni mio bisogno è stato esaudito senza possibilità di scelta da qualche forza esterna, senza che dovessi farne richiesta o addirittura ammettere di avere alcun bisogno. E anche quella volta galleggiavo nell'acqua, in un liquido salato, e caldo, ma poi nemmeno troppo – e se per caso ero cosciente, sono sicuro che non avevo paura e che mi stavo divertendo un sacco e che avrei spedito cartoline dicendo a chiunque «vorrei che fossi qui». (p. 25) *La coppia di pensionati di Chicago, ormai astuti veterani delle code, visto che è la loro quarta crociera extralusso, spintonando a destra e a manca sono molto più avanti di me. Una seconda signora addetta al Controllo Folle della Celebrity ha un megafono e continua a ripetere instancabilmente di non preoccuparci delle valigie, che ci raggiungeranno più tardi, e sono il solo, a quanto pare, a trovare la cosa agghiacciante nel suo involontario richiamo alla scena della partenza per Auschwitz di ''[[Schindler's List - La lista di Schindler|Schindler's List]]''. (p. 28) *Quando il mare è agitato, gli ipocondriaci sono occupati a misurarsi le pulsazioni gastriche ogni due secondi e a chiedersi se quel che avvertono può essere l'inizio di un attacco di mal di mare e/o a calcolare l'intensità precisa del mal di mare. Per quanto concerne il [[mal di mare]], però, viene fuori che il mare agitato è più o meno come una battaglia: non puoi mai sapere in anticipo quale sarà la tua reazione. Mette alla prova la parte più istintiva e profonda di un uomo. (p. 44) *Un [[annuncio pubblicitario]] che fa finta di essere arte è – quando va bene – come quando qualcuno vi sorride cordialmente solo perché vuole qualcosa da voi. Questo è già disonesto, ma il peggio è l'effetto finale che tale disonestà suscita in noi: poiché esso offre un perfetto facsimile o simulacro di buona fede senza il vero spirito della buona fede, produce confusione nella nostra mente e alla fine la nostra guardia si alza anche di fronte ai sorrisi sinceri e all'arte vera e alla buona fede. Ci fa sentire confusi, soli, impotenti, arrabbiati e impauriti. Ci fa sentire disperati. (p. 58) *[...] se il viziare, se la gentilezza radicale non sono motivate da un affetto forte e quindi né ti danno la certezza né ti aiutano a rassicurarti che insomma non sei un coglione, quale profondo e significativo valore vuole avere tutta questa [[accondiscendenza|condiscendenza]] e pulizia? (p. 72) *Il tema del giorno al caro vecchio tavolo 64 ieri sera era che nella primitiva e povera Cozumel il [[Dollaro statunitense|dollaro americano]] è trattato come gli UFO: «Quando atterra, entrano tutti in adorazione». (p. 88) *C'è qualcosa di inequivocabilmente ''capronesco'' in un turista americano che si muove all'interno di un gruppo. Hanno una certa flemma avida. Anzi, ''abbiamo''. Nel porto diventiamo automaticamente ''Peregrinatores Americani, Die Lumpenamerikaner''. Gli orrendi. Per me, la caproscopofobia<ref>(= terrore patologico di essere considerato un caprone) {{NDR|nota presente nel testo originale}}</ref> è una ragione persino più forte della semi-agorafobia per decidere di restare sulla nave quando attracchiamo nel porto. (p. 90) *Una parte della mia diffusa disperazione in questa crociera extralusso è che, a prescindere da come mi comporto, non posso sfuggire alla mia sostanziale e sgradevole [[Stati Uniti d'America|americanità]]. Questa disperazione raggiunge il suo apice nel porto, sul ponte, mentre guardo il gruppo di cui non posso fare a meno di far parte. Se rimango quassù o vado anch'io laggiù, non importa, sono un turista americano, e quindi sono ''ex officio'' grasso, flaccido, rosso in viso, rumoroso, volgare, autoindulgente, narcisista, viziato, esibizionista, vergognoso, disperato e ingordo: l'unica specie al mondo di caprone carnivoro. (pp. 92-93) *È da notare che la vera illusione, qui, non è che questa promessa sarà mantenuta, ma che sia possibile mantenerla. Questa è una grande, gigantesca menzogna. (pp. 99-100) *Ma la mia parte infantile è insaziabile – e anzi, la sua essenza, il suo ''Dasein'' o quant'altro, sta proprio nella sua insaziabilità a priori. In risposta alla prospettiva di una gratificazione e un accudimento straordinari, la mia insaziabile parte infantile non farà che accrescere la soglia di soddisfazione fino a conseguire di nuovo la sua omeostasi di grave insoddisfazione. (p. 100) *Oggi, comunque, è il giorno in cui ho subito uno scacco matto in ventitré mosse da una bambina di nove anni. Ma su questo non vorrei dilungarmi. [...] Per ricaricarmi psicologicamente ritorno nella mia cara 1009 {{NDR|La sua cabina}}. Mangio quattro frutti che assomigliano a minuscoli mandarini, ma sono più dolci, e guardo per la quinta volta questa settimana la parte di ''J.P.'' {{NDR|''[[Jurassic Park (film)|Jurassic Park]]''}} quando i Velociraptor tendono un agguato ai bambini superdotati nella cucina specchiata e istituzionale, e mi accorgo di nutrire per i Velociraptor una simpatia prima insospettabile. (pp. 113-115) *E infine, [...] sappiate che il movimento di un piattello non colpito in movimento contro l'immensa volta di lapislazzuli del cielo in mare aperto assomiglia al cammino del sole – vale a dire arancione e parabolico e da destra a sinistra – e che quando il piattello sparisce nell'acqua tocca prima col bordo, non fa schizzi ed è triste. (p. 142) *Qui viene alla luce un tratto essenziale delle [[Crociera|crociere]] extralusso: si viene intrattenuti da qualcuno a cui state chiaramente antipatici e si ha la sensazione di meritare l'antipatia nel momento stesso in cui ci si sente offesi. (p. 149) *[...] il conseguente reinserimento nelle richieste adulte della vita reale, senza sbocco al mare, non è stato così brutto come mi aveva fatto temere una settimana di Assolutamente Niente. (p. 151) ==''Verso Occidente l'Impero dirige il suo corso''== *Anche perché sembrava pure avida ed egoista, e troppo poco ingenua per farsi perdonare ciò che sembrava. (p.26) *Uno di quei tipi dolorosamente brillanti la cui evidente cecità rispetto alla propria brillantezza rende soltanto più doloroso l'acuto bagliore della luce che emana. (p.28) *Cominciarono soltanto a frequentarsi, in quel territorio crepuscolare che sta fra l'essere solo amici e quello che, qualunque cosa sia, non è amicizia. (p.32) *Le critiche sono reazioni. E quindi fanno solo bene. Se per una campagna pubblicitaria J.D. crea una strategia che nessuno critica, allora J.D. capisce subito che la sua idea è una stronzata, un matrimonio malriuscito fra il jingle e l'immagine, un matrimonio che non darà frutti, che resta lì inerte, senza nessun copulatorio ingranare di marce, senza nessun nuovo movimento all'interno dei movimenti del mercato. Delle critiche hai bisogno. Nutriente. Significano attenzione. Fanno lavorare l'immaginazione. Fanno vendere. Danno sfogo al desiderio, e fanno vendere. (pp.35-36) *È questo che fanno i pubblicitari. Scommettono la propria vita sulle critiche, sull'attenzione, sul desiderio, la paura, l'amore, il matrimonio fra i diritti di concessione e il mercato. Sulla persistenza dell'immagine nella memoria del pubblico. Sulla fedeltà alla marca. Sull'empatia col cliente. Sulle vendite. Sulla vita. (p.36) *L'elemento di tragicità ''contemporanea'', in Sternberg, è che ha un fatele difetto ''fisico''. Ha un occhio completamente rivoltato verso l'interno della faccia. [...] Di quello che veda l'occhio rivolto all'indietro non parla. (pp.53-54) *È infelice, ma è l'infelicità relativamente lucida e agevole di chi è almeno abbastanza sicuro del motivo per cui è infelice, e sa che cosa maledirebbe da qui all'eternità. (p.71) *Il problema dei giovani, a partire da un certo momento degli anni Sessanta, è che tendono a vivere troppo intensamente all'interno del proprio momento sociale, e quindi a vedere tutta l'esistenza dopo i trent'anni o giù di lì come una fase in un certo senso postcoitale. (p.73) *E imparano, come Ambrose, stesso disse di aver imparata dalla sua dura esperienza artistica e accademica, che la vita, invece di essere un film vietato ai minori di diciotto anni, o anche solo ai minori di quattordici, in realtà il più delle volte non arriva nemmeno a essere distribuita nelle sale. Tende a essere troppo lenta. (pp.73-74) *Il contadino possiede solo cereali grezzi, e (paradossalmente) in quantità tale da perdere ogni valore. (p.80) *Nei momenti meno adatti c'è sempre un [[Mormonismo|mormone]] in giro, a mettere alla prova la pazienza della gente con la sua gentilezza non richiesta. (p.92) *Chiunque sia disposto ad accettare soldi da un estraneo, in un aeroporto, gratis, senza minimamente sapere chi siamo o se c'è sotto qualche imbroglio, e riveli la sua paura e il suo desiderio numero uno a un blocco di fogli, per quei soldi, è un consumatore nato, un micromercato a sé stante, pieno di desiderio e paura e viceversa, l'obiettivo perfetto per la prossima ondata di campagne pubblicitarie mirate. (p.104) *Certe persone riescono a chiedere se c'è qualche problema in un modo che assicura un'appropriata risposta negativa. (p.116) *Sembra, ogni anno, che la violenza si riveli sempre meno come la capacità, e sempre più come la pura e semplice opportunità, di fare del male. (pp.130-131) *Essere un soggetto significa essere Soli. Intrappolati. Tenuti a distanza da se stessi. [...] Puoi baciare la schiena di chiunque, tranne che la tua. Puoi fare l'amore con chiunque o qualunque cosa, tranne... (p.134) *Se i giovano compagni hanno ciascuno le proprie false convinzioni - D.L. che il cinismo e l'ingenuità si escludano a vicenda, Stenberg che il corpo sia una prigione e non un rifugio - quella di Mark è di essere la sola persona al mondo che si sente la sola persona la mondo. È un'illusione solipsistica. (p.135) *Lo fa sentire speciale, è vero. Ma essere speciali non è molto lontano dall'essere soli. (p.140) *L'industria pubblicitaria sarà finalmente arrivata alla morte che è stata il suo obiettivo fin dall'inizio. E, nella Morte, ovviamente diventerà Vita. L'ultimo spot di tutti i tempi. La cultura d massa, la grande ninna-nanna che culla gli Stati Uniti d'America col suo affettato '''la la la''', la grossa lavagnetta per i messaggi appiccicata sul frigorifero dove conserviamo le Cose In Cui Credere, privata per sempre di sponsor precipiterà al suolo, un suolo accuratamente ricoperto di sale. Il pubblico, quell'unica grande massa di bisogno, non sentirà la mancanza di qualcuno che gli ricordi in che cosa crede. Dubiteranno delle proprie paure; crederanno ciò che desiderano. (p.143) *«La politica è ovunque. Tranne nella cultura pop e cose del genere, grazie a Dio.»[...] Steelritter non riesce proprio a credere a quanto siano ingenui questi ragazzi così cinici. (pp.153-154) *Per lei, il Vietnam non esiste se non sotto forma di lettere piene di cancellature complicate e telefonate dal collegamento disturbato, di un padre dallo sguardo completamente assente che ha visto per la prima volta su una pista di aeroporto, a nove anni. Che aveva un uncino. Che si gettava a terra quando il motore di un'automobile aveva un ritorno di fiamma (alle Datsun non capita mai: hanno troppa poca potenza), che fissava con occhi spenti e rassegnati la zanzara che gli pungeva l'unico grosso bicipite. Che se n'è andato da un pezzo ormai. (p.156) *«Mio padre se n'è andato da un pezzo. Gli ha dato do volta il cervello. È impazzito. È completamente partito. Ora sta dove tutte le stanze sono bianche e tutte le scarpe non fanno rumore. Mio padre ha lasciato il pianeta Terra.»<br/>«Be', finché ogni tanto ti fa ciao con la mano...»<br/>«Credo che l'unica cosa a cui fa ciao con la mano sia la roba che gli danno da mangiare.»<br/>«Be', finché il piatto non lo saluta anche lui...»<br/>«Credo che sia proprio quello il motivo per cui mio padre gli fa ciao». (p.157) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Oblio''=== Fortuna che io e il patrigno di Hope avevamo appena completato le nove "frontali" e stavamo lavando le palle nel marchingegno del decimo tee quando scoppiò il temporale, così riuscii a portarlo dentro il circolo prima che il vento e la pioggia cominciassero a infuriare, e a riconsegnare il cart in deposito mentre mio suocero si asciugava, si cambiava d'abito e telefonava alla moglie per comunicarle un'altra variazione nel suo programma mattutino visto che avevamo "fatto" solo nove buche. ==Citazioni su David Foster Wallace== *Artisti come lui hanno ideali di un livello troppo alto, che spesso non reggono, purtroppo, il confronto con la vita. Lui ha scritto un saggio meraviglioso su di me. Anche grazie a lui il mondo è per me un posto migliore. ([[Roger Federer]]) *[Sono rimasto folgorato] Dalla sua intelligenza dissacrante, dalla sua ferocia, dall'architettura linguistica composita dove spesso le note sovrastano il testo principale. E soprattutto dalla sua ossessione per il dettaglio, che sento molto vicina. ([[Gioele Dix]]) *Ho fatto con lui a Wimbledon un'intervista di mezz'ora, una delle più strane che abbia mai fatto. Mentre me ne andavo ero lì che mi chiedevo ancora di cosa avessimo parlato. Mi ha molto colpito il suo suicidio. ([[Roger Federer]]) *Nel suo stile massimalista, reazione al minimalismo caro a Raymond Carver, David Foster Wallace si abbandona a frasi lunghe, complesse, a volte sonore, a volte satiriche, e passa da monologhi analfabeti dei poverissimi alle spiegazioni tecniche ad esempio di certi medicinali, con un linguaggio base che è casuale e complesso, ricco di slang e anche di erudizione, capace di alternare precisione e imprecisione a proposito di uno stesso argomento. ([[Fernanda Pivano]]) *Non riuscirò mai a capire l'entusiasmo per David Foster Wallace e [[Jonathan Franzen]]. Ho finito da poco Freedom e mi sembra Pynchon in versione annacquata. ([[Harold Bloom]]) *Si appassiona alle inezie, al particolare che illumina l'universale allargando e registrando all'infinito il campo del racconto. Come quando descrive minuziosamente il sistema "ad alto tiraggio" del water della sua cabina per poi immaginare i suoi escrementi volare proiettati nell'iperspazio. Straordinario. ([[Gioele Dix]]) ===[[Bret Easton Ellis]]=== *Chiunque giudichi Foster Wallace un genio letterario dovrebbe essere incluso nel Pantheon degli imbecilli. *David Foster Wallace possedeva una tale pretenziosità letteraria da farmi vergognare di appartenere alla stessa industria editoriale. *Foster Wallace è il migliore esempio di scrittore contemporaneo che sbava per raggiungere il tipo di spaventosa grandezza culturale che non è mai riuscito a conseguire. Un impostore. *Il più sopravvalutato scrittore della nostra generazione è David Foster Wallace. *Non ho stima per lui. ''Infinite Jest'' è illeggibile. Il suo stile è mediocre, le storie confuse e piene di quel finto sentimentalismo del Midwest. ===[[Jonathan Franzen]]=== *Non esisteva scrittore vivente dotato di un virtuosismo retorico più autorevole, entusiasmante e inventivo del suo. Arrivato alla parola numero 70 o 100 o 140 di una frase sprofondata dentro un paragrafo lungo tre pagine e intriso di umorismo macabro o di autocoscienza favolosamente reticolata, sentivi l'odore di ozono esalare dalla precisione scoppiettante del costrutto che lui impartiva alle frasi, dal destreggiarsi fluido e calibratissimo tra dieci livelli di dizione: alta, bassa, media, tecnica, avanguardistica, secchiona, filosofica, gergale, farsesca, esortativa, teppistica, sdolcinata o lirica. Quelle frasi e quelle pagine, quando riusciva a crearle, erano una dimora sincera, sicura e felice quanto ogni altra avuta in quasi tutti i venti della nostra conoscenza. *Perché in quasi tutto il periodo della nostra conoscenza, l'interazione forse più intensa che ho avuto con Dave è stata quando ho letto da solo sulla mia poltrona, per dieci sere di fila, il manoscritto di ''Infinite Jest''. È in quel libro che Dave, per la prima volta, ha orchestrato se stesso e il mondo secondo i suoi dettami. A livello più microscopico: sulla faccia della terra non si è mai visto un prosatore che usasse la punteggiatura con la passione e la minuzia di Dave Wallace. A livello più globale: ha sfornato un migliaio di pagine di amenità che, pur non mostrando mai un cedimento nella forma e nella qualità dell'umorismo, diventavano sempre meno spiritose, sezione dopo sezione finché, verso la fine, ti ritrovavi a pensare che tanto valeva intitolare il libro ''Infinite Sadness''. Nessuno come Dave ha colpito nel segno. *Quando indossava i panni del giornalista, Dave dava il meglio di sé se riusciva a trovare un tecnico – un cameraman al seguito di John McCain, un operatore in un programma radiofonico – elettrizzato all'idea di conoscere uno sinceramente interessato ai misteri del suo lavoro. Dave adorava i particolari in quanto tali, ma i particolari erano anche una valvola di sfogo per l'amore che teneva imbottigliato nel cuore: un modo per stabilire un legame, su un terreno intermedio relativamente sicuro, con un altro essere umano. Il che equivale, grosso modo, alla definizione di letteratura a cui io e lui siamo giunti tra una chiacchierata e uno scambio di lettere all' inizio degli anni Novanta. ===[[Zadie Smith]]=== *Chiunque consideri Dave innanzitutto un ironista dovrebbe far caso alla scelta. La sua è una satira seria, se con satira intendiamo «la lode indiretta di ciò che è buono». Ma non voglio sostituire un Ironista con uno ossessionato da Dio. *Dave ha detto cose geniali sul dono: sulla nostra incapacità di dare gratuitamente, o di accettare quello che ci viene dato gratis. Nei suoi racconti, dare è diventato impossibile: la logica di mercato permea ogni aspetto della vita. Un tizio non riesce a regalare un vecchio attrezzo agricolo; deve dire che costa cinque dollari perché qualcuno si decida a prenderlo. *In una cultura che priva quotidianamente della capacità di usare l'immaginazione, il linguaggio e il pensiero autonomo, una complessità come quella di Dave è un dono. Le sue frasi ricorrenti, meandriche, richiedono una seconda lettura. Al pari del ragazzino che aspetta di tuffarsi, la loro osticità spezza «il ritmo che esclude il pensiero». Ogni parola che cerchiamo sul dizionario, ogni tortuosa nota che seguiamo a piè di pagina, ogni concetto che mette a dura prova cuore e cervello: tutto contribuisce a spezzare il ritmo dell'assenza di pensiero – e ci vediamo restituire i nostri doni. A chiunque è stato dato assai, assai sarà ridomandato. Dave scriveva così, come se il suo talento fosse una responsabilità. *L'unica di cui disponiamo è irrimediabilmente deturpata dall'uso improprio che se ne fa. La parola è preghiera. Per essere un rinomato ironista, Dave ha scritto molto di preghiera. Un uomo sposato, al cospetto di una seduttrice adolescente, si inginocchia e prega, ma non per l'ovvia ragione. «''Non ho paura per quello che pensi''» dice. La sgranocchiatrice di cereali prega mentre viene stuprata, ma non per ricevere soccorso. Un tizio che ha causato per sbaglio dei danni cerebrali alla figlia prega con un gesuita pazzo in mezzo a un campo, mentre una chiesa fatta senza le mani si erge intorno a loro. Quando succede l'incomprensibile e l'imperdonabile, i personaggi di Dave ricorrono all'impossibile. Le loro preghiere sono irrazionali, assurde, lasciate cadere in un vuoto, ed è da lì, paradossalmente, che traggono il loro potere. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *David Foster Wallace, ''Brevi interviste con uomini schifosi'', traduzione di Ottavio Fatica e Giovanna Granata, Einaudi, 2007. ISBN 9788806185374 *David Foster Wallace, ''Di carne e di nulla '', traduzione di Giovanna Granato, Einaudi, 2018. ISBN 978-88-06-23768-4. *David Foster Wallace & Mark Costello, ''Il rap spiegato ai bianchi'', traduzione di Christian Raimo e Martina Testa, Minimum Fax, 2019. ISBN 978-88-3389-056-2. *David Foster Wallace, ''Il re pallido'', traduzione di Giovanna Granato, Einaudi, 2011. ISBN 978880620335 *David Foster Wallace, ''Il re pallido'', traduzione di Giovanna Granato, Einaudi, 2011. ISBN 9788806203351 *David Foster Wallace, ''Il tennis come esperienza religiosa'', traduzione di Giovanna Granato, Giulio Einaudi Editore, 2012. ISBN 88-06-21092-2. *David Foster Wallace, ''Infinite Jest'', traduzione di [[Edoardo Nesi]], Fandango. ISBN 888751710X *David Foster Wallace, ''La ragazza dai capelli strani'', traduzione di Martina Testa, Minimum Fax, 2017. ISBN 978-88-7521-869-0 *David Foster Wallace, ''La scopa del sistema'', traduzione di Sergio Claudio Perroni, Fandango, Roma. *David Foster Wallace, ''La scopa del sistema'', traduzione di Sergio Claudio Perroni, Einaudi, 2014. ISBN 978-88-06-22094-5 *David Foster Wallace, ''Oblio'', traduzione di Giovanna Granato, Einaudi. *David Foster Wallace, ''Questa è l'acqua'', traduzione di Giovanna Granato, Einaudi, 2009. ISBN 978-88-06-19969-2 *David Foster Wallace, ''Tennis, tv, trigonometria, tornado'', traduzione di Vincenzo Ostuni, Christian Raimo, Martina Testa, Minimum Fax, 2018. ISBN 978-88-7521-916-1. *David Foster Wallace, ''Tutto e di più: storia compatta dell'∞'', traduzione di Giuseppe Strazzeri e Fabio Paracchini, Codice, 2017. ISBN 9788875786984. *David Foster Wallace, ''Una cosa divertente che non farò mai più'', traduzione di Gabriella D'Angelo e Francesco Piccolo, Minimum Fax, 2017. ISBN 9788875218379 *David Foster Wallace, ''Verso Occidente l'Impero dirige il suo corso'', traduzione Martina Testa, Minimum Fax, 2019. ISBN 978-88-3389-009-8 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Brevi interviste con uomini schifosi|''Brevi interviste con uomini schifosi''|(1999)}} {{Pedia|Considera l'aragosta|''Considera l'aragosta''|(2005)}} {{Pedia|Infinite Jest|''Infinite Jest''|(1996)}} {{Pedia|La ragazza con i capelli strani|''La ragazza con i capelli strani''|(1997)}} {{Pedia|Questa è l'acqua|''Questa è l'acqua''|(2009)}} {{Pedia|Una cosa divertente che non farò mai più|''Una cosa divertente che non farò mai più''|(1997)}} ==Collegamenti esterni== *''[http://www.nytimes.com/2006/08/20/sports/playmagazine/20federer.html?pagewanted=all Federer as Religious Experience]'', lungo articolo scritto da Wallace per il ''New York Times'' e pubblicato il 20 agosto 2006, rappresenta la versione originale del saggio ''Federer come esperienza religiosa''. {{DEFAULTSORT:Wallace, David Foster}} [[Categoria:Saggisti statunitensi]] [[Categoria:Scrittori statunitensi]] 5kme43lq2wpefzz4s1jo3rypo7e9yce 1425908 1425907 2026-09-07T15:02:21Z Sunekuita 97846 /* Incipit */ 1425908 wikitext text/x-wiki [[Immagine:David Foster Wallace in 2006.jpg|miniatura|upright=1.5|David Foster Wallace nel 2006]] '''David Foster Wallace''' (1962 – 2008), scrittore e saggista statunitense. ==Citazioni di David Foster Wallace== *A me sembra che quasi tutte le cose interessanti e vere nella mia vita e in quella dei miei amici implichino doppi vincoli o trappole in cui ti vengono offerte due alternative che si escludono a vicenda e tutt'e due implicano sacrifici che sembrano inaccettabili. <ref name="bookworm"/> *''American Psycho'' si può considerare una sorta di compendio performativo sui problemi sociali di fine anni Ottanta, ma non è nulla di più.<ref>Citato in Alessandra Farkas, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2012/settembre/07/Foster_Wallace_impostore__co_9_120907076.shtml «Foster Wallace: impostore»]'', ''Corriere della Sera'', 7 settembre 2012.</ref> *C'è la gioia di imparare e la gioia di conoscere gli altri, e c'è tutta la roba religiosa e tutto il resto. Ma tutto il resto ormai rema contro quello che nella mia generazione e nella tua secondo me è molto diverso, che so, da quello dei nostri nonni: un'immensa, divorante, lancinante fame di piacere, e un vero senso di privazione quando non lo provi. Io non credo che lo farei, però credo che mi organizzerei in modo da avere intorno un sacco di amici che mi impediscano di farlo. <ref name="Minnesota Daily"/> *{{NDR|Riferito alla nascita della struttura di un libro}} E tantissimo è viscerale e «questo sa di vero / questo non sa di vero; questo ha il sapore giusto / questo no», ed è solo quando arrivi più o meno a metà libro che secondo me cominci a vedere emergere il barlume di una struttura. Poi, certo, il grande incubo è che la struttura la vedi solo tu tu mentre per gli altri è un gran casino. <ref name="bookworm"> Dall'intervista dell'11/04/96 a [https://www.kcrw.com/news-culture/shows/bookworm/david-foster-wallace-infinite-jest Bookworm]. L'intervista integrale tradotta è stata pubblicata da Einaudi in aggiunta ai dodici saggi di [[w:en:Both Flesh and Not|''Both flash and not'']] in [https://www.ibs.it/di-carne-di-nulla-libro-david-foster-wallace/e/9788806214791?gclid=EAIaIQobChMIku704siX3AIVxlQYCh2rnAlvEAAYAyAAEgL0ZfD_BwE ''Di carne e di nulla'']. </ref> *''Infinite Jest'' è stato immaginato come un libro triste. Non so come sia per voi e i vostri amici, ma so che la maggior parte degli amici miei è molto infelice.<ref>Citato in [[Fernanda Pivano]], ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2008/settembre/15/Foster_Wallace_addio_mago_della_co_9_080915066.shtml Foster Wallace : addio al mago della giovane prosa]'', ''Corriere della Sera'', 15 settembre 2008.</ref> *Insomma... come lavorare sodo quanto basta e investire quanto basta di te stesso per ottenere davvero dei risultati e allo stesso tempo preservare il genere di integrità che ti permette di avere un io diverso da ciò che ottieni. <ref name="bookworm"/> *L'arte seria dovrebbe farci affrontare cose che sono difficili dentro di noi e nel mondo. E il pericolo è che se ci esercitiamo ad affrontare sempre meno e a provare sempre più piacere, la daremo vinta alle cose commerciali. <ref name="Minnesota Daily"/> *{{NDR|Riferito alle difficoltà incontrate nello scrivere [[w:Infinite Jest|''Infinite Jest'']]}} Non sembrava una difficoltà fine a sé stessa; sembrava una difficoltà enorme spesa perché era necessario dire qualcosa di importante su quanto sia diventato difficile essere umani, e che non ci fossero altri modi per dirlo. <ref name="bookworm"/> *Non ti conosco bene, e non so come sono fatti i tuoi amici. Ma a me sembra che questa sia una generazione più triste, e più affamata. E la cosa che mi fa paura è che, quando arriveremo noi al potere, quando saremo noi quelli di quarantacinque, cinquant'anni, non ci sarà nessuno... nessuno più anziano... non ci saranno persone più anziane di noi che si ricorderanno la Grande Depressione, o la guerra, persone che hanno alle spalle sacrifici considerevoli. E non ci sarà nessun limite ai nostri, come dire, appetiti. E anche alla nostra smania di sperperare le cose. (da ''Come diventare se stessi'') *Per me la realtà attualmente è frammentata, o almeno questo è quello che sto vivendo. La difficoltà nello scrivere della realtà è che il testo è molto lineare e unificato. Io cerco sempre un modo per fratturare il testo, in modi che non sono completamente disorientati: si può prendere le righe e metterle in ordine diverso e questa sarebbe una bella frattura, ma nessuno leggerebbe, no? Perciò ci deve essere qualche interazione tra quanto è difficile e quanto è seducente per il lettore, così il lettore sarà disposto a farlo. Le note, per me, sono un buon compromesso. :''It seems to me that reality's fractured right now, at least the reality that I live in. And the difficulty about writing one of those writing about that reality, is that text is very linear and it's very unified. I, anyway, am constantly on the lookout for ways to fracture the text that aren't totally disoriented. I mean, you can, you know, you can take the lines and jumble them up and that's nicely fractured, but nobody nobody's going to read it, right? So you've got, here's got to be some interplay between how difficult you make it for the reader and how seductive it is for the reader so the reader's willing to do it. The end notes were, for me, a useful compromise.''<ref name=CharlieRose>{{en}} Dall'intervista di Charlie Rose in occasione dell'uscita del libro ''Una cosa divertente che non farò mai più'', 27 marzo 1997. Intervista completa in lingua originale disponibile su ''[https://charlierose.com/videos/23311 CharlieRose.com]''. Versione sottotitolata disponibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=9lVHhliP5s4 YouTube.com]''.</ref> *Qualcuno magari vuole avere veramente successo come contabile e magari essere socio di un'impresa di contabilità. Arrivano i cinquant'anni e cade in depressione: "l'anello di ottone" a cui aveva puntato non ha messo le cose a posto. Quindi è per questo che mi vergogno a parlare di ciò {{NDR|riferito alla sua vita personale}}: non è molto interessante ed è molto comune. Quello che è veramente interessante è che c'è una parte di me che vuole attenzione e rispetto, ma è una mezza verità, alla fine per me questo non fa molta differenza, e l'ho imparato a vent'anni, non cambia nulla. Al di là della ragione per cui ti prestano attenzione, non è mai il motivo per cui è importante per te stesso. In ogni caso molti dei miei problemi di adesso riguardano il fatto che non ho un anello da raggiungere e spero in un suggerimento. [...] Le persone che ora mi interessano sono le persone che sono cresciute, che hanno una specie di crisi dei mezza età e tendono a diventare strane, perché il normale incentivo per alzarsi dal letto la mattina non vale più molto. Non ho ancora trovato nessuna motivazione soddisfacente però non sono ancora pronto a buttarmi giù da un edificio o cose del genere. :''Somebody who wants to be a really successful cost accountant, right and be a partner of his accounting firm and achieves that at 50 and goes into something like a depression. "The brass ring I've been chasing does not make everything okay". So that's why I'm embarrassed to talk about it. It's just not particularly interesting. It's – what it is, is very, very average. I, this is what's very interesting is I,there's part of me that wants to get attention and respect. It doesn't really make very much difference to me because I learned in my 20s that it just doesn't change anything and that whatever you get paid attention for is never the stuff that you think is important about yourself anyway. So a lot of my problem right now is that I don't really have a brass ring and I'm kind of open to suggestions.'' [...] ''the people who most interest me now are the people, are people who are older and who have sort of been through a mid-life crisis. They tend to get weird because the normal incentives for getting out of bed don't tend to apply anymore. I have not found any satisfactory new ones, but I'm also not getting ready to, you know, jump off a building or anything.''<ref name=CharlieRose/> *{{NDR|Alla domanda su come abbia intenzione di trascorrere l'anno sabbatico}} Se le esperienze passate contano qualcosa, probabilmente scriverò per un'ora al giorno e passerò tipo le restanti otto ore al giorno mordendomi le nocchie preoccupato di non star scrivendo. :''I will, if past, if past experience holds true, I will probably write an hour a day and spend eight hours a day biting my knuckle and worrying about not writing.''<ref name=CharlieRose/> *Secondo me in chiunque faccia satira, e probabilmente io ne ho fatta parecchia... c'è l'idea implicita, tacita che satireggiando qualcosa si crei forza motrice per il cambiamento. Cosa che di fatto non succede. Ma se non altro usi la satira come indicazione: metto questa cosa in ridicolo per dimostrare che è grottesca e inaccettabile, motivando così le persone a cambiare le cose. Ma quando satira e ironia non rispondono a quell'intervento, diventano un semplice strumento discorsivo fine a se stesso. Allora sì che le acqua si confondono. <ref name="Minnesota Daily"> Tratto dall'intervista realizzata di David Wiley per il ''Minnesota Daily'' del 27 febbraio 1997. L'intervista integrale in lingua originale è [http://www.badgerinternet.com/~bobkat/jestwiley2.html qui] disponibile. L'intervista integrale tradotta è stata pubblicata da Einaudi in aggiunta ai dodici saggi di [[w:en:Both Flesh and Not|''Both flash and not'']] in [https://www.ibs.it/di-carne-di-nulla-libro-david-foster-wallace/e/9788806214791?gclid=EAIaIQobChMIku704siX3AIVxlQYCh2rnAlvEAAYAyAAEgL0ZfD_BwE ''Di carne e di nulla''].</ref> *Venire a uno show televisivo stimola la ghiandola del "come sembrerò" come nessuna altra esperienza. :''Coming on a television show stimulates your "What am I going to look like?" gland like no other experience.''<ref name=CharlieRose/> ==''Brevi interviste con uomini schifosi''== ===''Una storia ridotta all'osso della vita postindustriale''=== ====[[Incipit]]==== Quando vennero presentati, lui fece una battuta, sperando di piacere. Lei rise a crepapelle, sperando di piacere. Poi se ne tornarono a casa in macchina, ognuno per conto suo, lo sguardo fisso davanti a sé, la stessa identica smorfia sul viso. A quello che li aveva presentati nessuno dei due piaceva troppo, anche se faceva finta di sì, visto che ci teneva tanto a mantenere sempre buoni rapporti con tutti. Sai, non si sa mai, in fondo, o invece sì, o invece sì. ===''Per sempre lassù''=== *Non puoi uccidere il tempo col cuore. (p. 19) ===''Brevi interviste con uomini schifosi''=== *Si credono generosi a letto. No, la fregatura è che hanno ''l'egoismo'' di essere ''generosi''. Non sono meglio del porco, sono solo più subdoli. (p. 35) *Succedono cose davvero terribili. L'esistenza e la vita spezzano continuamente le persone in tutti i cazzo di modi possibili e immaginabili. (p. 125) *Di vederti come una cosa, sono capaci di vederti come una cosa. Lo sai che vuol dire? È spaventoso, noi sappiamo quant'è spaventosa come idea, e che è sbagliato, e ci crediamo di sapere tutte queste cose sui diritti umani e la dignità umana e quant'è terribile privare qualcuno della propria umanità di quella che noi chiamiamo umanità di qualcuno, ma metti che ''succede'' a te, allora sì che lo ''sai'' per davvero. Adesso non è più solo un'idea o una causa da reazioni sterotipate. Aspetta che succeda a te e allora sì che assapori il Lato Oscuro. Non l<nowiki>'</nowiki>''idea'' di oscurità, l'autentico Lato Oscuro. E adesso ne conosci il potere. Il potere assoluto. Perché se sei davvero capace di vedere un altro soltanto come una cosa allora sei capace di fargli qualsiasi cosa, non si accettano più scommesse, umanità e dignità e diritti e correttezza...non si accettano più scommesse. Io dico...e se lei dicesse che è come un rapido costoso giretto su un versante della condizione umana di cui tutti parlano come se lo conoscessero ma in realtà manco se lo immaginano, non per davvero, a meno di non esserci passati. E se tutto si riducesse al fatto che la sua visione del mondo si è ''ampliata'', se ti dicessi questo? Che ne diresti? E di se stessa, di come considerava se stessa. Che adesso capiva di poter essere considerata come una cosa. Ti rendi conto di quanto questo le cambierebbe...strapperebbe, di quanto questo strapperebbe via? Di se stessa, di te, di quella che pensavi fosse te stessa? Strapperebbe via tutto quanto. E poi che resterebbe? (p. 126) *E neanche mai gli passa per la testa che è la loro certezza di essere [[diversi]] a renderli uguali. (p. 255) *[...] lei disse di aver capito all'istante in fondo all'anima che quel tipo aveva intenzione di violentarla brutalmente, torturarla e ucciderla, disse. E in questo le credevo, che uno può capire intuitivamente gli epifenomeni del pericolo, avvertire la psicosi nell'aspetto di qualcuno – non c'è bisogno di sottoscrivere i campi di energia o le [[percezione extrasensoriale|percezioni extrasensoriali]] per ammettere l'intuizione mortale. (p. 260) *Che naturalmente a livello psicologico non è poi così implausibile, visto che è cosa nota che gli [[psicopatia|psicopatici]] sessuali depersonalizzano le loro vittime paragonandole a oggetti o bambole, cose e non persone per così dire, che spesso è la spiegazione fornita per la loro capacità di infliggere una brutalità tanto immaginabile sugli essere umani, cioè non li vedono affatto come esser umani ma semplicemente come oggetti per i loro bisogni e propositi psicopatici. (p. 267) *E come tutti sanno un motivo primario che spinge l'[[assassino|omicida]] prototipico a stuprare e uccidere è che considera lo stupro e l'uccisione come l'unico mezzo possibile per stabilire un contatto significativo con la vittima. Che è un bisogno umano basilare. Voglio dire un contatto di qualche tipo naturalmente. Ma anche terrorizzante e soggetto a manie e psicosi. È il suo modo di aver un, tra virgolette, rapporto. I rapporti convenzionali lo terrorizzano. Ma con una vittima, stuprando e torturando e uccidendo, lo psicotico sessuale riesce a creare una sorta di aperte e chiuse virgolette contatto grazie alla facoltà di farle sentire paura e un dolore intensi, mentre l'esaltante sensazione di totale controllo divino su di lei – su quello che prova, se lo prova, se respira, se vive – questo gli consente un certo margine di sicurezza nel rapporto. (p. 269) *Uccidere letteralmente invece di limitarsi a scappare per l'assassino è psicoticamente il modo letterale di risolvere il conflitto tra il bisogno di contatto e il terrore di stabilire in qualche modo quel contatto. Soprattutto, sì, con una donna, che la stragrande degli psicotici sessuali odia e teme, spesso a causa del rapporto contorto avuto nell'infanzia con la [[madre]]. Perciò il criminale sessuale psicotico spesso tra virgolette uccide simbolicamente la madre, che odia e teme ma che naturalmente non può uccidere letteralmente perché è ancora invischiato nella condizione infantile che senza il suo amore lui morirebbe. Con la madre lo psicotico ha un rapporto tanto di odio terrorizzato e di terrore quanto di struggente e disperato bisogno. Per lui è un conflitto insopportabile e perciò lo deve risolvere simbolicamente con crimini sessuali psicotici. (p. 271) ===''La persona depressa''=== *La terapeuta, alla quale in quella fase restava meno di un anno di vita, a quel punto aveva fatto una breve interruzione per esternare ancora una volta alla persona [[depressione|depressa]] la sua (cioè della terapeuta) convinzione che odio verso se stessi, colpa tossica, narcisismo, auto commiserazione, bisogno, manipolazione, e molti altri comportamenti basati sulla vergogna che presentavano tipicamente gli adulti endogenamente depressi andavano meglio interpretati come difese psicologiche erette da un residuale Bambino ferito che c'è in Te contro la possibilità di trauma e abbandono. Tali comportamenti, in altre parole, erano primitive profilassi emotive la cui vera funzione era di precludere l'intimità; erano corazze psichiche per mantenere gli altri a distanza in modo che loro (cioè gli altri) non si avvicinassero emotivamente alla persona depressa tanto da infliggerle ferite che potevano fare da eco e specchio delle profonde ferite residuali risalenti all'infanzia della persona depressa, ferite che la persona depressa era inconsciamente decisa a tenere a tutti i costi represse. (p. 53) *[...] gli squilibri della personalità acuti e cronici della persona depressa andavano in realtà visti come un meccanismo autodifensivo: cioè, finché la persona depressa aveva il disagio affettivo acuto della depressione a preoccuparla e ad assorbire la sua attenzione emotiva, poteva evitare di sentire o di stabilire un contatto con le profonde ferite residuali infantili che lei (cioè la persona depressa) sembrava ancora determinata a tenere represse. (p. 54) ===''Ottetto''=== *Può darsi benissimo che avrà il solo effetto di farti sembrare un babbeo ripiegato con impaccio su se stesso, sono dei tanti Artisti Cazzari manipolatori pseudopostmoderni che cerca di rimediare a un fiasco ritirandosi in una metadimensionalità a commentare il fallimento stesso. (p. 160) ===''Mondo adulto (I)''=== *Giunse così alla conclusione che qualcosa in lei non andava: o in lei c'era qualcosa che non andava per via del timore irrazionale che qualcosa in lei non andasse. (p. 171) ===''Il diavolo è un tipo impegnato''=== *Perciò, dimostrai un'abilità inconscia e, a quanto pare, naturale, automatica, nell'ingannare sia me stesso sia gli altri, che, a «livello motivazionale», non solo privava completamente la cosa generosa che avevo cercato di fare di qualsiasi autentico valore, facendomi fallire, ancora una volta, nei miei tentativi di essere sinceramente quello che qualcuno avrebbe classificato come una persona autenticamente [[bontà e cattiveria|«buona» o «brava»]], ma mi metteva, pericolosamente, in una luce tale da poter essere classificato come «tenebroso», [[bontà e cattiveria|«malvagio»]], o «senza alcuna speranza di diventare sinceramente buono». (p. 195) ===''Chiesa fatta senza le mani''=== *Yang si siede a gambe incrociate tangenzialmente rispetto all'ombra inginocchiata, fuma. La sua T-shirt dice CHIEDETEMI DEI MIEI NEMICI INVISIBILI. (p. 207) ===''Sul letto di morte''=== *È questa la vera [[malvagità]], non sapere nemmeno che si è malvagi, no? (''Sul letto di morte'' p. 244) ===Citazioni su ''Brevi interviste con uomini schifosi''=== *Qualunque nome scegliamo, sta a indicare ciò che consente ai pochi eroi delle ''Brevi interviste'' di compiere i loro gesti in virtù dell'assurdo, creando arte che nessuno vuole, amando senza essere riamati, dando senza la speranza di ricevere. Dave è risalito a questo valore supremo passando per la bellezza di un [[Jan Vermeer|Vermeer]] e spingendosi fino al concetto di infinito, fino al servizio di [[Roger Federer|Federer]]... e oltre. ([[Zadie Smith]]) *Secondo i critici, ''Brevi interviste'' era un libro ironico sulla [[misoginia]]. Leggerlo era come essere intrappolati in una stanza con dei misogini ironici e impasticcati, o qualcosa di simile. Secondo me, leggere ''Brevi interviste'' non era affatto come essere intrappolati. Era come essere in chiesa. E la parola importante non era ironia ma dono. ([[Zadie Smith]]) ==''Considera l'aragosta''== ===''Il figlio grosso e rosso''=== *L'industria del porno è volgare. Chi lo negherebbe? [...] L'industria non è solo volgare, ma lo è ''in maniera prevedibile''. I cliché sono tutti veri. [...] Ma naturalmente dovremmo tenere a mente che ''volgare'' ha molte definizioni nel dizionario, e che solo un paio di esse hanno a che fare con l'oscenità o il cattivo gusto. Dal punto di vista etimologico, ''volgare'' significa solo popolare su scala di massa. E' il contrario semantico di ''pretenzioso'' e ''snob''. E' l'umiltà col riporto. Significa indici d'ascolto e assioma di Barnum e il vero nocciolo della questione. Significa affari, affari d'oro. (p. 7-8) *Dentro il ''Caesars Palace'' c'è l'America concepita come una nuova Roma: conquistatrice del suo stesso popolo. Un impero del Sé. (p. 10) ===''Alcune considerazioni sulla comicità di Kafka che forse dovevano essere tagliate ulteriormente''=== *Una mia grande frustrazione quando cerco di leggere [[Franz Kafka|Kafka]] con gli studenti è che mi è impossibile far loro capire che Kafka è comico. Né tantomeno apprezzare il modo in cui questa comicità è intimamente legata alla potenza dei suoi racconti. (p. 64) ===''La vista da casa della sig.ra Thompson''=== *Tutti quei morti, e io vado in palla per una bandierina di plastica. (p. 142) *In realtà queste signore di Bloomington sono, o quanto meno cominciano a sembrarmi, innocenti. Nella stanza c'è quello che colpirebbe molti americani come un'assenza di cinismo. A nessuno per esempio viene in mente di commentare che è forse un po' strano che ''tutti e tre'' i conduttori televisivi sono in maniche di camicia, né di considerare la possibilità che forse non è un caso se i capelli di Dan Rather sono scompigliati, né che se continuano a ritrasmettere orribili filmati forse non è solo per quegli spettatori che si sono appena collegati e non li hanno ancora visti. Nessuna delle signore sembra notare che gli strani occhietti spenti del presidente sembrano diventare sempre più vicini tra loro durante il suo discorso registrato, né che alcune frasi che pronuncia sono di una somiglianza quasi plagiaria a quelle pronunciate da Bruce Willis (come invasato di destra, ricordate) in ''Attacco al potere'' un paio di anni fa. Né che almeno in parte l'assoluta stranezza di assistere al compimento dell'Orrore sta nella precisione con cui certe inquadrature e scene rispecchiano la trama di un sacco di film, da ''Die Hard I-III'' a ''Air Force One''. Nessuna è abbastanza scafata da avanzare la scontata e perversa lagnanza postmoderna: Già Visto. (p. 151-152) *La gente davvero perbene, la gente innocente, può mettere a dura prova. (p. 152) ===''Come Tracy Austin mi ha spezzato il cuore''=== *Ottenere il massimo a diciassette anni e perderlo a ventuno a causa di eventi che sono al di fuori del tuo controllo è esattamente come morire solo che poi devi continuare a vivere. (p. 163) *Una persona è forse stupida o superficiale perché dice a se stessa che non c'è niente che possa fare rispetto a una disgrazia e che quindi le conviene accettarla, e da lì in poi la accetta senza ulteriori lotte interne? O quella persona è in qualche modo istintivamente saggia e profonda, illuminata nel modo infantile in cui sono illuminati certi santi e monaci? E' questo, per me, il vero mistero: se una persona del genere sia un'idiota o una mistica o entrambe e/o nessuna delle due. (p. 167-168) *E che coloro i quali ricevono e mettono in pratica il dono del genio atletico debbano, di necessità, essere ciechi e muti al riguardo, e non perché la cecità e il mutismo siano il prezzo di quel dono, ma perché ne sono l'essenza. (p. 168) ===''Forza, Simba''=== *È difficile ottenere risposte convincenti alla domanda «Perché ai giovani elettori importa così poco della politica?» E questo probabilmente per via che è quasi impossibile spingere una persona a riflettere con attenzione sui motivi per cui una cosa non gli interessa. È la noia in sé a vanificare la ricerca di risposte; l'esistenza della sensazione è più che sufficiente.(p. 205) *Chi non sceglierebbe l'apatia e il cinismo al posto del dolore che provoca il sentirsi trattati con [[accondiscendenza|condiscendenza]]? E chi non si entusiasmerebbe per un politico che dia l'impressione di rivolgersi davvero a te come se fossi una persona, un adulto intelligente e degno di rispetto? (p. 209) *Ed è facile (o almeno relativamente facile) dire la verità quando non hai niente da perdere. (p. 210) *Se siete annoiati e disgustati dalla politica e non vi disturbate a [[Voto (elezione)|votare]], di fatto votate per gli arroccati establishment dei due principali partiti, i quali, potete starne certi, stupidi non sono, ma anzi hanno una consapevolezza profonda di quanto gli convenga mantenervi in una condizione di disgusto e noia e cinismo, fornendovi ogni possibile motivazione psicologica perché il giorno delle primarie ve ne stiate in casa a farvi i cilum guardando Mtv. Sia chiaro: avete tutto il diritto di stare a casa, se volete, ma non prendetevi in giro pensando di non votare. In realtà, non votare è impossibile: si può votare votando, oppure votare rimanendo a casa e raddoppiando tacitamente il valore del voto di un irriducibile. (p. 231) *Il punto, quando si tratta di un leader, è la differenza tra il limitarsi a credere ''a'' qualcuno e il credere ''in'' lui. (p. 255) *Però, certo, se si trasforma in un candidato vero poi continua a essere un anticandidato? E' possibile vendere il rifiuto di mettersi in vendita? (p. 255-256) *Il nocciolo della questione è che, se siete giovani elettori tutti d'un pezzo e rotti ai meccanismi del marketing, l'unica cosa che potete stare sicuri di provare nei confronti della campagna di John McCain è una forma moderna e molto americana di ambivalenza, una sorta di dissidio interiore tra il bisogno profondo di credere e la convinzione profonda che il bisogno di credere sia una stronzata. (p. 257) *Il fatto che lui sia davvero «reale» dipende meno da ciò che c'è nel suo cuore che da ciò che c'è nel vostro. (p. 262) ===''Considera l'aragosta''=== *La democratizzazione dell'aragosta del Festival dell'aragosta del Maine comporta tutti gli inconvenienti di massa e il compromesso estetico propri di una vera democrazia. (p. 267) *È possibile che le generazioni future guarderanno alle nostre attuali agroindustrie e pratiche mangerecce in modo del tutto simile a come oggi noi vediamo gli spettacoli di Nerone o gli esperimenti di Mengele? (p. 283) *Ci sono dei limiti a quello che ci si può chiedere, persino fra persone interessate.(p. 284) ===''Commentatore''=== *Perché lo si può quasi sentire, in che mondo squallido e spietato vive questo commentatore - crede, anzi no, sa per certo di viverci. Quanto a me, sono più tipo da dubbi. (p. 382) ==''Di carne e di nulla''== ===''Di nuovo fuoco e fiamme''=== ====[[Incipit]]==== È una storia d'amore che conoscete già. Un prode cavaliere scorge una gentil pulzella alla lontana finestra di un castello minaccioso. I loro sguardi si incrociano, separati dalle brume della brughiera riarsa. Chimica istantanea. E così il bravo cavaliere va dritto sparato al castello, brandendo la lancia. Può sopraggiungere al galoppo e rapire la pulzella? Macché. Deve prima superare il drago. Giusto? C'è sempre un odiosissimo drago a guardia del castello e, se rapimento dev'esserci, il cavaliere deve sempre affrontare e uccidere il drago. Com'è, come non è, al pari di ogni fido cavaliere al sodo della passione, il cavaliere combatte il drago, tutto per amore della gentil pulzella. «Gentil pulzella» significa «vergine piacente», a proposito. Perciò c'è poco da fare gli ingenui: sappiamo per che cosa si batte il cavaliere. State pur certi che dopo aver scannato il drago non si accontenterà di un: «Mio eroe» ansimato dalla pulzella. Anzi, considerato l'andazzo, il baldo cavaliere mette vita e lancia a repentaglio contro il drago non per «salvare» la vergine piacente ma per «''conquistarla''». E ogni cavaliere, di ogni epoca, sa dirvi cosa significa in questo caso «conquistare». ====Citazioni==== *Ogni animale è capace di scopare. Ma solo gli umani sanno cos'è la passione sessuale, tutt'altra cosa rispetto all'impulso biologico di accoppiarsi. E la passione sessuale ha resistito per millenni come forza psichica vitale nell'esistenza umana - non ''nonostante'' gli intralci ma ''grazie'' a loro. (p.5) *Il sesso importante è sia vittoria sia resa, trascendenza e trasgressione, trionfante, terribile, estetico e triste. Tartarughe e moscerini sono capaci di accoppiarsi ma solo la volontà umana sa sfidare, trasgredire, vincere, amare: scegliere. (p. 5) *Certo, visti dalla prospettiva del 1966 i vecchi draghi sessuali sembrano quasi tutti stupidi e crudeli. Ma dobbiamo renderci conto che avevano un grosso elemento a favore: finché regnavano loro, il sesso non era spensierato, non sempre. (p. 5) *Io mi sono fatto quasi tutta la Rivoluzione {{NDR|riferito alla [[w:Rivoluzione sessuale|Rivoluzione sessuale]]}} sdentato e incontinente, ma dev'essere sembrata una specie di paradiso istantaneo. Per un po'. (p. 6) *A ripensarci, mi accorgo di essere diventato sessualmente maggiorenne in una cultura che cominciava a sentire la mancanza di quegli stessi draghi che morendo avrebbero dovuto liberarla. (pp. 6-7) *Nessun direbbe che un'epidemia letale è una cosa buona. Niente di quanto viene dalla natura è buono o cattivo. Le cose naturali ''sono'' e basta; le uniche cose buone o cattive sono le scelte delle persone poste di fronte a ciò che è. (p. 7) *Un'esistenza umana eroticamente intensa richiede intralci alla passione, prezzi per le scelte. (p. 7) *C'è un nuovo drago da affrontare. Ma affrontare un drago non significa andargli incontro spavaldi, disarmati e insultando sua madre. E l'intensità erotica del rischio che circonda il sesso e l'HIV non significa che possiamo continuare a scopazzare in nome del «coraggio» o della «volontà» romantica. Anzi, il dono che ci ha fatto l'Aids sta nel ricordarci a gran voce che non c'è proprio niente di spensierato nel sesso. È un dono perché il potere e il significato della sessualità umana aumentano man mano che ne riconosciamo la serietà. (pp. 7-8) *Per quanto (potesse sembrare) scontato, la vera sessualità riguarda lo sforzo di stabilire un contatto fra noi, di erigere ponti sui baratri che separano un io dall'altro. La sessualità riguarda, in definitiva, l<nowiki>'</nowiki>''immaginazione''. (p. 8) *Il sesso può essere ovunque siamo ''noi'', sempre. (p. 8) *Il drago, in cambio, può aiutarci a imparare di nuovo cosa significhi essere veramente erotici. Non è cosa da poco, né accessoria. Il fuoco è letale, ma ci serve. Tutto sta a capire come arrivarci. Non sono solo gli altri a meritare rispetto. (p. 8-9) ===''L'importanza (per così dire) seminale di [[w:Terminator 2 - Il giorno del giudizio|Terminator 2]]''=== *Notate, per esempio, il fatto che ''Terminator 2 - Il giorno del giudizio'', un film sulle conseguenze disastrose dell'eccessivo affidarsi alla tecnologia informatica da parte degli umani, mostra a sua volta una dipendenza dall'informatica mai vista. (p. 14) ===''La natura del divertimento''=== *All'inizio, quando cominci a cercare di scrivere narrativa, tutto lo sforzo si impernia sul divertimento. Non ti aspetti che qualcuno ti legga. Scrivi quasi esclusivamente per farti una sega. Per attivare fantasie e logiche devianti e per eludere o trasformare parti di te che non ti piacciono. E funziona - e ti diverti da morire. (p. 24) *L'[[onanismo]], come motivazione, cede il passo alla tentata seduzione. Ora, la tentata seduzione non è uno sforzo da poco, e il divertimento è compensato da una paura terribile del rifiuto. [...] Perché ti accorgi che ormai buona parte di quello che scrivi è diventato fondamentalmente [[esibizionismo]], il tentativo di far pensare agli altri che sei bravo. È comprensibile. (p. 25) *Sotto il nuovo governo del divertimento, scrivere narrativa diventa un modo per penetrare a fondo dentro te stesso e illuminare proprio le cose che non vuoi vedere o non lasci vedere a nessuno. (p. 26) *È un dono, ecco cos'è, una specie di miracolo, e il premio dell'affetto degli estranei in confronto è polvere, filaccia. (p. 27) ===''La retorica e il melodramma matematico''=== *Il paradosso è che il tipo di pubblico più propenso ad accogliere e apprezzare la visione altera ed encomiastica della matematica pura fornita da questi libri è anche il pubblico più portato a essere deluso dai modi ora vaghi, ora riduttivi o inconsistenti in cui i romanzi trattano la matematica vera che costituisce il loro argomento. (p. 33) *La matematica moderna è come una piramide, e la larga base spesso non è divertente. È a livello più alti e apicali di geometria, topologia, analisi, teoria dei numeri e logica matematica che cominciano il divertimento e la profondità, quando calcolatrici e formule decontestualizzate svaniscono e restano solo carte & matita e ciò che viene chiamato «genio», vale a dire quella particolare miscela di ragione e creatività estatica che caratterizza la parte migliore della mente umana. (p. 34) ===''Notazioni su ventiquattro parole''=== *«Scrittura forbita» non significa scrittura ornata in modo gratuito; significa scrittura pulita, chiara, massimamente rispettosa. (p. 69) *''Pulchritude'' [Avvenenza] Sostantivo paradossale perché si riferisce ad un certo tipo di bellezza pur essendo una della parole più brutte della lingua. [...] Rientrano in quella minuscola schiera elitaria di parole dotate di qualità opposte a quelle che denotano. (p. 70-71) ===''Futuri narrativi e i vistosamente giovani''=== *E il popolare non solo plasma il modo che la nostra generazione ha di vedere e leggere il mondo, ma condiziona anche naturalmente i nostri valori artistici e le nostre aspettative. (p. 99) *Il pubblico trova deprimente la morte di quelli con i quali si è identificato ed è meno portato a guardare gli sceneggiati in cui il pericolo è legato in modo creativo alla morte che rende il pericolo pericoloso. La conseguenza naturale è che i protagonisti degli sceneggiati moderni tendono ad essere «immortali» [...]. Io sostengo che il fatto che siamo fortemente incoraggiarti a identificarci con personaggi per i quali la morte non è un'eventualità creativa sostanziale ha costi reali. [...] Se siamo gli unici animali a sapere in anticipo che moriremo, siamo anche probabilmente gli unici animali a sottometterci tanto allegramente alla prolungata negazione di questa verità importantissima e innegabile. Il pericolo è che, mano a mano che nell'intrattenimento le negazioni della verità diventano sempre più efficaci, pervasive e seducenti, finiremo col dimenticare ''che cose'' negano. È spaventoso. Perché a me sembra cristallino che, se dimentichiamo come morire, finiremo col dimenticare come vivere. (p. 103-104) *La più grande attrattiva della televisione è che avvince senza pretendere nulla. (p. 105) *Noi come generazione corriamo il pericolo di giustificare l'Eliot più delirante se tramite un misto di stasi accademica e disinteresse intellettuale dimostriamo con insoddisfazione di tutti che la cultura o è cumulativa o è morta, vuota ai due lati di un Adesso sociale che non ammette passione per il futuro né curiosità per il passato. (p. 116) *E niente è cambiato sul perché gli scrittori che non lo fanno per soldi scrivano: è arte, e l'arte è significato, e il significato è potere: il potere di colorare i gatti, di mettere ordine nel caos, di trasformare il vuoto in terreno solido e il debito in tesoro. (p. 122) ===''Decisorizzazione 2007 - un resoconto particolare''=== *La sensazione di essere l'ultimo o il meno probabile concede certe libertà. (p. 164) *Perciò una componente della verità riguardo alla copertina è che il vostro curatore esterno non sa nemmeno bene cosa sia una saggio. Niente di strano. (p. 165) *Scrittorialmente parlando, la narrativa fa più paura, ma la saggistica è più difficile - perché la saggistica si basa sulla realtà, e la realtà che percepiamo oggi è schiacciante, talmente enorme e complessa da far saltare tutti i circuiti. La narrativa invece sgorga dal nulla. Anzi, aspettate un attimo: la verità è che tutti e due i generi fanno paura; tutti e due sembrano realizzati camminando sul filo, sopra l'abisso - sono gli abissi a essere diversi. L'abisso della narrativa è il silenzio, ''nada''. Mentre l'abisso della saggistica è il Rumore Totale, l'interferenza gracchiante di ogni cosa ed esperienza particolare, e la totale libertà di scelta infinita su ciò che il singolo sceglie di trattare, rappresentare, collegare, e sul come, il perché, &cc. (p. 167) *Cominciamo a diventare più consapevoli di quanti subappalti, esternalizzazioni e sottomissioni ad altri Decisori siamo ormai costretti a fare, che è una minaccia alla concezione di noi stessi come spiriti liberi intelligenti. Eppure non esiste un'alternativa visibile a queste esternalizzazioni e sottomissioni. Può anche darsi che l'acume e il gusto nello scegliere a quali Decisori sottomettersi dia ormai la vera misura della maturità informata. (p. 169) *Avendo grossi problemi a essere chiaro, conciso e/o calzante, tendo a essere allergico alla scrittura accademica, che per lo più mi pare volutamente oscura e pretenziosa. (p. 173) *L'alternativa è avere a che fare con enormi quantità super entropiche di informazioni, ambiguità, conflitto e fluttuazione; è scoprire di continuo nuovi panorami di ignoranza e illusione personali. In sostanza, cercare davvero di essere informati e colti oggi significa sentirsi quasi sempre stupidi, e aver bisogno di aiuto. (p. 180) ===''Borges sul lettino''=== *Il fascino che l'opera dello scrittore esercita su questi cultori deriverà in parte da personalità, preferenze, stile, tic e ossessioni che contraddistinguono quello scrittore - dalla sensazione che a scrivere ''quei'' racconti sia stato ''quell<nowiki>'</nowiki>''autore e che non avrebbe potuto farlo nessun altro. (p. 182) *[[Jorge Luis Borges|Borges]] comprime lettore e scrittore dentro un nuovo tipo di agente estetico, un agente che produce racconti dai racconti, per il quale leggere è essenzialmente - consapevolmente - un atto creativo. Questo, però, non perché Borges sia un metanarratore o un critico abilmente travestito, ma perché sa che alla fine non c'è differenza - che assassino e vittima, poliziotto e fuggiasco, attore e pubblico sono la stessa cosa. (p. 189) ===''Chiedo soltanto''=== ====[[Incipit]]==== D: Per certe cose vale la pensa morire? L'idea americana è una di queste? Chi è pronto per un esperimento mentale? E se scegliessimo di considerare i 2973 innocenti uccisi nell'attacco terroristico dell'undici settembre come eroi e martiri «sacrifici sull'altare della libertà»? Cioè, e se decidessimo che una certa vulnerabilità minima di base agli attacchi terroristici rientra nel prezzo dell'idea americana? ====Citazioni==== *E se scegliessimo di accettare il fatto che ogni qualche anno, anche se ce la mettiamo tutta, qualche centinaio di migliaia di noi muore nel genere di attacco suicida atroce dal quale una repubblica democratica non può proteggersi al cento per cento senza sovvertire i principi stessi per i quali vale la pena proteggerla? (p. 191) *Sarebbe mostruoso fare riferimento ai quarantamila e passa morti sulle [[autostrada|autostrade]] nazionali che accettiamo ogni anno perché la mobilità e l'autonomia automobilistica valgono il prezzo? (p. 191-192) *È per mostruosità che nessuna figura pubblica seria ormai parlerà dell'ingannevole baratto della libertà in cambio della sicurezza dal quale Ben Franklin ci ha messo in guardia più di duecento anni fa? (p.192) *Quali sono gli effetti sull'idea americana di cose come Guantanamo, Abu Ghraib, Patriot Act I e II, sorveglianza senza garanzie, ordine esecutivo 13233, soldati a contratto che svolgono funzioni militari, Military Commission Act, National Security Presidential Directive 51, ecc., ecc.? Ipotizziamo per un istante che alcune di queste cose abbiano contribuito davvero a rendere la nostra persona e le nostre proprietà più sicure - ne vale la pena? (p. 192) *Siamo diventati così egoisti e spaventati da non volerci porre nemmeno il dubbio che certe cose abbiano la meglio sulla sicurezza? Questo che tipo di futuro presagisce? (p.192) ==''Il rap spiegato ai bianchi''== *Chi ha il diritto di sentenziare su fonti di luce troppo lontane dall'umana portata? Be', chiunque. Lo spruzzo di luci nel cielo notturno è lassù, in lontananza: tutti possono vederle e invocarle. Il più splendido dei [[Chiaroscuro|chiaroscuri]], il firmamento, non riconosce le differenze di colore. Non altrettanto si può dire della cultura e della razza negli Stati Uniti al momento attuale. (1B, p. 55) *I testi, quasi sempre autoreferenziali, tendono a essere variazioni su una mezza dozzina circa di temi fondamentali, temi che al primo ascolto, più che estranei e scioccanti, puramente noiosi. Es.: quanto sono tosti/fichi/mitici/cazzuti il rapper e i suoi testi, quanto i suoi rivali sono ugualmente privi di queste sue doti; quanto siano fastidiose, stupide e avide le donne; quanto sia splendido essere «pagati a dovere» per rappare invece di dover rubare o spacciare; come le gang siano famiglie a tutti gli effetti, e come la coca porti con sé sempre brutte notizie. E, in particolare, come il sesso, la violenza e i giocattoli da yuppie rappresentino perfettamente il cammino di vita del ragazzo nero metropolitano verso la gloria americana dei tardi anni Ottanta. (1B, p. 62) *Il fascino che l'aspetto vagamente minaccioso del [[rap]] porta con sé. Il fatto che i pochi bianchi affacciati a quella finestra amino il rap non senza imbarazzo e ambivalenza nulla toglie all'autenticità dell'amore. È una forma di perversione? Una specie di masochismo extralusso da yuppie? Una sorta di «non c'è rosa senza spine»? O è un po' come fare la corte a una ragazza non malgrado ma ''per'' il fatto che lei non vuole avere niente a che fare con te -e in particolare ''con una certa parte'' di te? (1B, p. 70) *I dati di fine millennio indicano chiaramente che, laddove l'amore, la devozione e la passione sembrano solo in grado di dividere, ora sono la paura e la stranezza che legano le folle, riempiono le sale, e in qualche modo uniscono Noi, il pubblico, sotto il grande tendone. (1B, pp. 70-71) *E perfino Barnum, che sapeva bene che la paura vende, sapeva anche che i fenomeni da baraccone non sono spaventosi quando la mostruosità soppianta completamente l'umana somiglianza. 0% di affinità = 0% di empatia. E perché si provi paura c'è bisogno di empatia almeno tanto quanto di minaccia e pericolo [...] È qui che il rap si colloca a un livello superiore rispetto al puro spettacolo: nel rap hardcore l'ideologia nasce sempre da un episodio o da una condizione ben precisa, e la rabbia, dunque, da una causa, la minaccia da qualche forma di provocazione riconoscibile (almeno agli occhi di chi è interno alla Scena). E questo rende il rap non solo migliore del punk, ma anche molto più spaventoso. (1B, p. 75) *«''Harvard'', prego», mi dice uno.<br/> Alzo lo sguardo dall'ombelico che mi sto contemplando. «Come dice, scusi?»<br/> «Dov'è ''Harvard''», dice il tipo, mentre i turisti alle sue spalle annuiscono tutti con educata serietà.<br/> Ora, la Widener Library è la biblioteca centrale di Harvard, situata nel bel mezzo di Harvard Yard, che è a sua volta al centro geografico dell'università di Harvard. Perciò, inclino un po'la testa e gli dico:«Be', è tutto intorno a voi, tutto questo è Harvard, ci state camminando proprio in mezzo».<br/> Tengono un consulto. «Ma noi stiamo cercando ''Harvard''», mi dice infine un altro membro del gruppo, con enfasi che implica: lei non ha capito! Resto sconcertato [...]. Ovviamente, dopo una serie di sforzi semiotici, viene fuori che stanno cercando un singolo -un qualunque- punto di Harvard univocamente identificabile come tale, una buona vecchia venerabile sineddoche, un qualche tipo di souvenir visivo di Harvard che possano fotografare e poi,una volta a casa, mettere sotto il naso agli amici e che non distinguerebbero Harvard da un fosso, dicendo:«Guarda, questa è ''Harvard''». (1B, pp. 79-80) *Per la gente che non ne fa parte, una comunità è una ''cosa'', non un ''luogo''. (1B, p. 80) *D:«Qual è la differenza fra un telescopio e uno stereotipo?»<br/> R:«Dipende da che parte del telescopio stai guardando». (1B, p. 80) *Sembra che lo stereotipo e la sineddoche funzionino più o meno secondo la stessa procedura di editing a distanza, gonfiando una Parte unitaria fino a elevarla a rappresentante di un Tutto complesso; l'unica vera e definitiva differenza sta nella quantità di aria usata per gonfiare la Parte. (1B, p. 81) *Anche l'arte più potente può muovere solo ciò che è mobile. (1B, p. 91) *La gente ci urtava senza ostilità e senza chiedere scusa. [...] Non raggiungevamo neppure la dignità di intrusi: la nostra presenza era così vistosa che diventavamo invisibili. E provavamo una strana delusione. Avevamo scaricato le ragazze, ci eravamo vestiti da duri, ci eravamo preparati ad andare incontro a Seri Guai in nome dell'Arte. Eravamo abituati a ''esistere'', che cazzo. Sì, siamo riusciti a farci squarciare le gomme della macchina in nome dell'Arte, ma ciò significa soltanto che avevano notato la nostra Ford Pinto bianca. O forse neanche quello: i vandali hanno colpito tutto il parcheggio. (2A, pp. 100-101) *Il gruppo rap quintessenziale è del tutto anti-quintessenziale e camaleontico. O questo accade per qualche strano progetto, o è un sintomo e un simbolo di quella impersonalità che va attualmente tanto di moda... o, più verosimilmente, è solo una buona vecchia venerabile sineddoche della musica rap come genere: un genere che si sta evolvendo così velocemente che non riesce neppure a stabilire davvero la propria identità. (2E, p. 146) *Non solo il rap serio è vera poesia, ma, considerando la vastità del suo pubblico, la sua rilevanza all'interno del Grande Mercato Americano, il suo potere di stimolare e legittimare le iniziative artistiche di una giovane cultura urbana demotivata e poco scolarizzata che siamo stati tristemente incoraggiati a considerare inservibile, è molto probabilmente il fenomeno più importante nel panorama della poesia americana contemporanea. (3E, p. 177) *La chiave era compiere azioni innocenti che per qualche motivo provocassero scontri e attentati altrimenti estranei alla quotidianità del regime di segregazione, ma impliciti nell'abiezione del sistema. «Per porre rimedio alla ingiustizie», diceva [[w:Martin Luther King Jr.|King]],«occorre smascherarle di fronte alla luce della coscienza umana...» Occorre, in parole povere, provocare la brutalità per renderla drammatica. La drammaticità dà potere. (3F, p. 185) *Perché i simboli forti devono partecipare della realtà. Chiedete a [[w:Tommaso d'Aquino|Tommaso d'Aquino]]: l'eucarestia non rappresenta Dio, è Dio. Com'è nella messa, così nei mass media. (3F, p. 192) *Una vergogna doppia: la prima, per il desiderio in sé e per sé, la seconda per l'incapacità di soddisfarlo. (3F, p. 197) *Per il pubblico, in altre parole, il rapper deve essere letteralmente il fratello nero della porta accanto... solo che ora è un vicino di casa finito su un palco e diventato ricco e famoso, grazie al suo ''diritto'' di parlare a, di e per la comunità cui appartiene. (3G, p. 200) *Ma ora provate a immaginare che il buon vecchio affidabile [[w:Lionel Richie|Lionel]] canti in qualche modo di quanti soldi, quanta fica, quanto successo e prestigio spettino di diritto a lui e alle sue canzoni: una sorta di inno del tutto nuovo al ''giusto valore di mercato'' dell'inno stesso... be', scusatemi , ma questo sembrerebbe proprio al di là dei confini letterali di ciò che è arte, di ciò che ha qualche diritto di popolarità, e anche solo di ciò a cui valga la pena dedicare un po' del proprio tempo e del proprio udito, per non parlare del proprio denaro. O no? Probabilmente no, è questo il punto [...]. Sembra che nei bianchi ci sia da lungo tempo una certa reticenza caratteriale di stampo puritano che Ci mette a disagio di fronte all'aperta menzione degli stipendi e dei patrimoni, dei prezzi o del valore delle Nostre ''cose''. All'epoca dei miei genitori era semplicemente considerata una cosa volgare, una specie di grattata di palle verbale. È stato soltanto sotto la guida dei timonieri politici degli ultimi dieci anni che negli Stati Uniti le nuove generazioni bianche hanno cominciato a considerare la palese, famelica avidità come un atteggiamento di alla moda, a vedere il consumo come valore, e non solo come misura grezza del valore [...]. (3G, pp. 203-204) *La musica leggera, e forse qualunque forma d'[[arte popolare]], non può più fungere da palliativo, dal momento che, alla fine, tutti i surrogati di «libertà» che tale arte inventa, sfrutta, plagia e logora assomigliano sempre più, oggi, alla COMPLETA LIBERTÀ di un carcerato di sbattere la testa finché vuole contro il muro della cella. (3G, p. 208) *La «libertà» diventa una non più un fatto qualitativo, ma quantitativo, quantificabile, una fredda funzione logica del luogo in cui ti trovi e di ciò su cui la puoi esercitare. (3G, p. 208) *In questo momento, negli Stati Uniti, per i cittadini non liberi la libertà si identifica col «potere». (3G, p. 208) *Ma se la vera libertà deve ancora essere intesa come qualcosa di più di questo, qualcosa di più della Ricerca della ''Yuppiness'', della felicità consumistica, allora questi sono tempi davvero patetici e intollerabili- specie per le comunità emarginate, cui l'iniqua mancanza di libertà ha imposto la convinzione che la libertà sia solo abbondanza. (3G, pp. 208-209) *Il rap, nel bene e nel male, non è che uno specchio. (3H, p. 218) ==''Il re pallido''== ===[[Incipit]]=== Di là dalle pianure di flanella, i grafici d'asfalto e gli orizzonti di ruggine sbilenca, e al di là dal fiume tabacco sormontato da alberi piangenti e monetine di sole che filtrano sull'acqua alla foce, nel punto oltre il frangivento, dove i campi incolti rosolano striduli al caldo antimeridiano: sorgo, farinello, leersia, salsapariglia, cipero, stramonio, menta selvatica, soffione, setaria, uva muscadina, verza, verga aurea, edera terrestre, acero da fiore, solano, ambrosia, avena folle, veccia, gramigna, fagiolini spontanei invaginati, tutte teste che annuiscono dolcemente a una brezza mattutina che è la morbida mano di una madre sulla guancia. ===Citazioni=== *La ragazza indossava una vecchia camicia a scacchi di cotone liso con i bottoni automatici color perla e le maniche lunghe abbassate e aveva sempre un buonissimo odore di pulito, quello di chi merita tutta la tua fiducia e il tuo affetto anche se non ne sei innamorato. (p. 47, cap. 6) *Ho una soglia di tolleranza al dolore straordinariamente alta. (p. 148, cap. 14) *Il fatto è che qui le dichiarazioni dei [[reddito|redditi]] non si esauriscono mai. Ce n'è sempre un'altra da fare. In realtà non finisci mai. Ma del resto col prato era lo stesso, ha presente? Almeno quando pioveva a sufficienza. Appena portato a termine l'ultimo pezzettino che aveva ritagliato, era già ora di falciare di nuovo la prima parte. Gli piaceva il prato corto e curato. Ci passava tantissimo tempo, ora che ci penso. Tantissimo tempo. (p. 149, cap. 14) *Il cane odiava quella catena. Ma aveva una sua dignità. Quello che faceva era non tendere mai la catena del tutto. Non si allontanava mai nemmeno quel tanto da sentire che tirava. Nemmeno se arrivava il postino, o un rappresentante. Per dignità, il cane fingeva di aver scelto di stare entro quello spazio che guarda caso rientrava nella lunghezza della catena. Niente al di fuori di quello spazio lo interessava. Interesse zero. Perciò non si accorgeva mai della catena. Non la odiava. La catena. L'aveva privata della sua importanza. Forse non fingeva, forse aveva davvero scelto di restringere il suo mondo a quel piccolo cerchio. Aveva un potere tutto suo. Una vita intera legato a quella catena. Quanto volevo bene a quel maledetto cane. (p. 152, cap. 14) *«La nostra piccolezza, la nostra insignificanza e natura mortale, mia e vostra, la cosa a cui per tutto il tempo cerchiamo di non pensare direttamente, che siamo minuscoli e alla mercé di grandi forze e che il tempo passa incessantemente e che ogni giorno abbiamo perso un altro giorno che non tornerà più e la nostra infanzia è finita e con lei l'adolescenza e il vigore della gioventù e presto anche l'età adulta, che tutto quello che vediamo intorno a noi non fa che decadere e andarsene, tutto se ne va e anche noi, anch'io, da come sono sfrecciati via questi primi quarantadue anni tra non molto me ne andrò anch'io, chi avrebbe mai immaginato che esistesse un modo più veritiero di dire "morire", "andarsene", il solo suono mi fa sentire come mi sento al crepuscolo di una domenica d'inverno...». (p. 184, cap. 19) *In sostanza, ero uno di quelli che hanno il terrore di essere in ritardo ma non si sa come sono sempre in ritardo. (p. 243, cap. 22) *Anche se a un certo punto devi fare buon viso e giocare le carte che ti hanno servito e continuare a vivere, seconde me. (p. 270, cap. 22) *I consigli - anche quelli saggi - in realtà non servono a niente a chi li riceve, non gli cambiano niente dentro, e anzi possono confonderli le idee se gli fanno sentire il grande divario tra la relativa semplicità del consiglio e la complessità incasinatissima della sua situazione e del suo percorso. (p. 270, cap. 22) *A differenza della ragazza cristiana, si direbbe che io non riconosca mai i momenti importanti quando capitano, sembrano sempre distrazioni da quello che dovrei fare. (p. 283, cap. 22) *Signori, benvenuti nel mondo della realtà: non c'è pubblico. Nessuno che applauda, che ammiri. Nessuno che vi veda. Capite? Ecco la verità: il vero [[eroismo]] non riceve ovazioni, non intrattiene nessuno. Nessuno fa la fila per vederlo. Nessuno se ne interessa. (p. 299, cap. 22) *Quello che i colleghi come Fogle non hanno capito è che esistono verità diversissime, alcune incompatibili tra loro. (p. 337, cap. 24) *A rendere una verità significativa, meritevole &cc. è la sua pertinenza, che a sua volta richiede estremo discernimento e sensibilità al contesto, alle questioni di valore e al punto generale. (p. 337, cap. 24) *L'idea che la gente provi una sola emozione per volta è l'ennesimo artificio dei ricordi. (p. 391, cap. 24) *Dire la verità è molto più insidioso di quanto la maggior parte delle persone normali non creda. (p. 392, cap. 24) *I diavoli in realtà sono angeli. (p. 403, cap. 25) *Ogni storia d'amore è una storia di fantasmi. (p. 404, cap. 25) *{{NDR|Riferito a Blumquist}} I brulicanti lo considerano socievole. Ma nessuno gli rivolge mai la parola. (p. 409, cap. 26) *Prestare attenzione a qualcosa che non fosse la paura era come sollevare un oggetto pesante con una puleggia e una corda: si poteva fare, ma richiedeva sforzo, ti stancavi, e al minimo cedimento ecco che la tua attenzione tornava dove non avresti mai voluto. (p. 411, cap. 27) * -Non dovrete passare ogni singola dichiarazione dei redditi al microscopio.<br/>-Dovrete essere arguiti e veloci. [...]<br/>-È questo il criterio: un accertamento produrrà un incremento massimale una volta sottratto il costo dell'accertamento?<br/>-Ecco una cosa da eliminare: l'idea che voi siate i guardiani della virtù civica. (p.440, cap. 27) * -Dimenticate l'dea che le informazioni siano un bene.<br/>-Solo certe informazioni sono un bene.<br/>-''Certe'' nel senso di poche, non nel senso di confermate al cento per cento. (p.441, cap. 27) *E a un tratto gli venne in mente che in realtà gli uccelli, i cui cinguettii e canti ripetuti risultavano tanto graziosi nell'esaltare la natura e l'arrivo del giorno, forse dicevano, in un codice noto solo agli altri uccelli:«Vattene!» oppure:«Questo ramo è mio!» oppure:«Questo albero è mio! Ti uccido! Uccido, uccido!» O cose cupe, brutali e autoprotettive d'ogni genere: forse quelle che si sentivano erano urla di guerra. Il pensiero sorse dal nulla e chissà perché lo mise di pessimo umore. (p. 483, cap. 31) *Immaginò che la seconda lancetta dell'orologio fosse dotata di consapevolezza e sapesse di essere una lancetta e che il suo compito era girare e rigirare all'infinito dentro un cerchio di numeri con la stessa andatura lenta e invariata di una macchina, senza mai andare da nessuna parte se non dove era già stata un milione di volte, e immaginare la seconda lancetta fu così orribile che il fiato gli rimase strozzato in gola [...]. (p. 495, cap. 33) *Quando l'esperienza di cui hai un assaggio a misura d'uomo diventa possibile, la parole si inventa da sola. Il termine. (p. 499, cap. 33) *Ho imparato che il mondo degli uomini così com'è oggi è una burocrazia. È una verità ovvia, certo, per quanto ignorarla provochi grandi sofferenze. Ma ho anche scoperto, nell'unico modo in cui un uomo impara sul serio le cose importanti, la vera dote richiesta per fare strada in una burocrazia. Per fare strada sul serio, dico: fai bene, distinguiti, servi. Ho scoperto la chiave. La chiave non è l'efficienza, o la rettitudine, o l'intuizione, o la saggezza. Non è l'astuzia politica, la capacità di relazione, la pura intelligenza, la lealtà, la lungimiranza o una qualsiasi delle qualità che il mondo burocratico chiama virtù e mette alla prova. La chiave è una certa capacità alla base di tutte queste qualità, più o meno come la capacità di respirare e pompare il sangue sta alla base di tutti i pensieri e le azioni. La chiave burocratica alla base di tutto è la capacità di avere a che fare con la noia. Di operare efficacemente in un ambiente che preclude tutto quanto è vitale e umano. Di respirare, per così dire, senz'aria. La chiave è la capacità, innata o acquisita, di trovare l'altra faccia della ripetizione meccanica, dell'inezia, dell'insignificante, del ripetitivo, dell'inutilmente complesso. Essere, in una parola, inannoiabile. Ho conosciuto, tra il 1984 e l'85, due uomini così. È la chiave della vita moderna. Se sei immune alla noia, non c'è letteralmente nulla che tu non possa fare. (p. 566-567, cap. 44) *La bellezza, almeno quando hai quell'età, è una specie di trappola. A una parte avida di te in realtà piace quell'attenzione. Sei speciale, sei desiderabile. Ci metti un attimo a identificarti con la bellezza, come se non avessi altro, è la cosa che ti rende speciale. [...] Il rovescio della medaglia è che cominci anche a capire che in realtà sei un pezzo di carne. Ecco cosa sei. Carne estremamente desiderabile, ma nessuno ti prenderà mai sul serio e non diventerai mai, che so, presidente di una banca perché nessuno guarderà mai al di là della bellezza, la bellezza è ciò che colpisce gli altri e ottunde la sensibilità, a loro interessa solo quella, ed è difficile non farti risucchiare e non cominciare, che so, ad adattarti e a vederti nello stesso modo. (p. 623, cap. 46) *È la sensazione, che per gli adolescenti è veramente terribile, di sentire che nessuno è veramente in grado di conoscerti o di amarti per quello che sei perché non è capace di vederti né tu glielo permetti anche se ti sembra di volere che lo faccia. Ma allo stesso tempo è anche la sensazione di sapere che è un problema noioso e immaturo da brutto film:«Ohi ohi, nessuno sa amarmi per quello che sono», perciò sei consapevole che il tuo senso di solitudine è stupido e banale anche se lo provi, il senso di solitudine, perciò non hai nemmeno un briciolo di comprensione per te stessa. (p. 625, cap. 46) *E per la prima volta ho pensato alle cicatrici e ai tagli come a un modo per far venire fuori la verità interiore tutt'altro che bella, per farla diventare esteriore. (p. 626, cap. 46) *Come se sapendo perché lo facevi potessi come per incanto non farlo più. E questo secondo lui era una grossa balla che si bevevano tutti e che rendeva i dottori e la terapia standard un'enorme perdita di tempo per quelli come noi: secondo loro diagnosi e cura erano la stessa cosa. Se sapevi il perché avresti smesso. Che è una stronzata. [...] Smetti soltanto se smetti. (p. 626-627, cap. 46) *-Non guardavano oltre la superficie [...]. Ma in realtà era tutto superficie.<br/>-La tua superficie?<br/>-Sì, perché sotto la superficie c'erano solo le sensazioni e i conflitti relativi alla superficie, e la rabbia, per il mio aspetto fisico e l'effetto che provocavo sugli altri, e in realtà dentro ero sempre imbestialita. (p. 644, cap. 46) *{{NDR|Riferito ad alcune canzoni country}} Capisci che quei cantanti parlano di perdere una parte di sé o di tradire continuamente se stessi in nome di quello che secondo loro gli altri vogliono finché muoiono dentro e non sanno nemmeno più cosa significhi ''io''. (p. 655, cap. 46) *Avevo diciassette anni, per la miseria. Facevo una tempesta in un bicchier d'acqua. (p. 656, cap. 46) *L'idea che tutti siano come te. Che tu sia il mondo. La malattia del capitalismo consumista. Il solipsismo compiaciuto. (p. 662, cap. 47) *Sono nudo, sapete. Sotto tutta questa roba. (p. 678, cap. 48) *Siccome respiriamo tutti, tutto il tempo, è sbalorditivo quando qualcuno ti indica come e quando devi respirare. E con quale chiarezza uno totalmente privo di immaginazione veda una certa cosa se gli dicono che ce l'ha davanti, corredata di ringhiera e guide di gomma, che curva a destra sul fondo inoltrandosi in un'oscurità che si ritrae davanti a te. Non è come dormire. Né la sua voce si modifica o sembra ritirarsi. Lei è lì, parla con calma, e anche tu. (p. 695, cap. 50) ===Citazioni su ''Il re pallido''=== *In questo romanzo compaiono dei miracoli, ma solo quando il personaggio che li compie riversa altrove tutta la propria attenzione; ''Il re pallido'' è esso stesso un miracolo, ma l'autore nostro fratello non ne era consapevole, tutto preso com'era a sentirsi male attrezzato. ([[Sandro Veronesi]]) *In questo senso va detto che ''Il re pallido'', negli Stati Uniti dove le tasse sono una cosa seria, è stato classificato come un romanzo politico, ma la cosa più importante è che si tratta di un romanzo straordinariamente ricco e rigoglioso, pieno di storie terribili e meravigliose e soprattutto pieno di quel dolore la cui sopportazione fa dei suoi protagonisti – prima di diventare agenti del fisco, ma anche dopo – per l'appunto degli eroi. ([[Sandro Veronesi]]) *Si può ben dire d'altronde che Il re pallido sia un romanzo sulla consapevolezza. Ma si può dire anche che sia un romanzo sull'attenzione – e ovviamente anche sull'inconsapevolezza e sulla distrazione. Soprattutto, si può dire che sia un grandioso, inaudito monumento alla Noia intesa però non in senso [[Alberto Moravia|moraviano]], cioè esistenziale, cioè sociale, ma proprio nel suo senso letterale, filologico, chimico, nella sua essenza di prodotto di, per l'appunto, attenzione e consapevolezza in dosi molto alte. Un gesto che nessuno aveva mai nemmeno concepito e che, viene da credere, sarebbe rimasto incompiuto comunque, nel senso che DFW non avrebbe probabilmente mai saputo terminarlo anche se il 12 settembre del 2008 non si fosse tolto la vita. In realtà, così come lo leggiamo, il romanzo è più che altro il frutto delle decisioni di Michael Pietsch, suo amico ed editor di Little, Brown che ha letto, studiato, filtrato e selezionato le oltre tremila cartelle lasciate da Wallace in hard disk, raccoglitori, quadernoni, notes, floppy disk, fasci di pagine stampate e fasci di pagine scritte a mano, per ricaravarne le – in lingua originale – circa cinquecento pagine che poi, divise in cinquanta capitoli compongono il romanzo inteso come prodotto editoriale. ([[Sandro Veronesi]]) ==''Il tennis come esperienza religiosa''== ===''Democrazia e commercio agli US Open''=== *Sembra brutale, [[Mark Philippoussis|Philippoussis]], spartano, uno grosso e lento che gioca meccanicamente di potenza da fondocampo, con una cattiveria gelida negli occhi, e a paragone [[Pete Sampras|Sampras]], che non è esattamente un pallettaro, appare quasi fragile, cerebrale, un poeta, saggio e triste allo stesso tempo, stanco come solo le democrazie sanno esserlo, l'espressione impaurita e la stessa strana malinconia post-Wimbledon che l'ha perseguitato per tutta l'estate a Montreal, Cincinnati, eccetera. (pp. 11-12) *Gli [[US Open|Us Open]] sono un grande evento per NYC. Il sindaco Dinkins non c'è più – quel Dinkins che faceva deviare le rotte di atterraggio all'aeroporto LaGuardia apposta per gli Open – ma anche sotto Rudy Giuliani, per due settimane una città che di norma non darebbe un soldo bucato per uno sport aristocraticamente privo di contatto fisico come il tennis mostra una grande partecipazione. (p. 18) *Un paio di scarpe incredibilmente grosse sotto la protezione del Campo 16 appartiene – poco ma sicuro – a [[Richard Krajicek]], l'olandese alto due metri che gioca come una gru impazzita. Saranno come minimo un 54; roba da non credersi. (pp. 32-33) ===''Federer come esperienza religiosa''=== [[Immagine:Roger Federer at the 2009 Wimbledon Championships 12.jpg|thumb|«La spiegazione metafisica è che [[Roger Federer]] è uno di quei rari atleti preternaturali che sembrano essere esenti, almeno in parte, da certe leggi fisiche.»]] *Quasi tutti gli amanti del tennis che seguono il circuito maschile in televisione hanno avuto, negli ultimi anni, quello che si potrebbero definire «Momenti [[Roger Federer|Federer]]». Certe volte, guardando il giovane svizzero giocare, spalanchi la bocca, strabuzzi gli occhi e ti lasci sfuggire versi che spingono tua moglie ad accorrere da un'altra stanza per controllare se stai bene. I Momenti sono tanto più intensi se un minimo di esperienza diretta del gioco ti permette di comprendere l'impossibilità di quello che gli hai appena visto fare. (p. 43) *Scopo degli [[sport]] agonistici non è la [[bellezza]], anche se gli sport ad alto livello sono luogo deputato per l'espressione della bellezza umana. Il rapporto è pressappoco quello che intercorre fra il [[coraggio]] e la [[guerra]]. La bellezza umana in questione è una bellezza di tipo particolare; si potrebbe definire bellezza cinetica. La sua forza e la sua attrattiva sono universali. Sesso o modelli culturali non c'entrano. C'entra, piuttosto, la riconciliazione degli [[Uomo|esseri umani]] e il fatto di avere un [[corpo]]. Negli sport maschili non si parla mai di bellezza, di [[Grazia (qualità)|grazia]] o del corpo. I maschi possono professare il loro «amore» per gli sport ma è un amore che deve sempre improntato e applicato alla simbologia della guerra: eliminazione contro promozione, gerarchia di rango e livello, statistiche ossessive, analisi tecniche, fervore tribale e/o nazionalista, uniformi, rumore di massa, striscioni, pugni battuti sul petto, facce dipinte, eccetera. Per motivi non del tutto chiari, molti di noi trovano i codici della guerra più sicuri di quelli dell'amore. (pp. 46-47) *Impossibile da descrivere concretamente la bellezza di un fuoriclasse. O evocarla. Il dritto di [[Roger Federer|Federer]] è una possente scudisciata liquida, il rovescio è un colpo a una mano che lui sa tirare di piatto, caricare di topspin o tagliare – quello tagliato ha un tale nerbo che la palla cambia forma nell'aria e rasenta l'erba più o meno all'altezza della caviglia. Il servizio ha una velocità e un grado inarrivabile di varietà e precisione; i movimenti del servizio sono flessuosi e sobri, si distinguono (in tv) solo per il guizzo anguillaceo dell'intero corpo al momento dell'impatto. L'intuizione e il suo senso del campo sono portentosi, il gioco di gambe non ha eguali nel tennis: da piccolo era anche un prodigio del calcio. Tutto vero, eppure non spiega niente né evoca l'esperienza di guardare questo giocatore in azione. Di assistere, con i propri occhi, alla bellezza e al genio del suo tennis. Meglio arrivare alla questione estetica per vie traverse, girarci intorno, o – come faceva [[Tommaso d'Aquino]] col il suo soggetto ineffabile – cercare di definirla in termini di ciò che non è. (pp. 53-54) *[[Torneo di Wimbledon|Wimbledon]] è strana. In verità è la mecca di questo gioco, la cattedrale del tennis; ma la giusta dose di venerazione ''in loco'' risulterebbe meno indigesta se il torneo non si prodigasse a ribadire di continuo che è la cattedrale del tennis. C'è un misto di autocompiacimento stucchevole e di implacabilità nel promuovere e nel vendere se stessi. (p. 56) *La spiegazione metafisica è che [[Roger Federer]] è uno di quei rari atleti preternaturali che sembrano essere esenti, almeno in parte, da certe leggi fisiche. Validi equivalenti sono [[Michael Jordan]], che non solo saltava a un'altezza sovraumana ma restava a mezz'aria un paio di istanti in più di quelli consentiti dalla gravità, e [[Muhammad Ali]], che sapeva davvero «aleggiare» sul ring e sferrare due o tre jam nel tempo richiesto da uno solo. Dal 1960 in qua ci saranno altri cinque o sei esempi. E Federer rientra nel novero: nel novero di quelli che si potrebbero definire geni, mutanti o avatar. Non è mai in affanno né sbilanciato. La palla che gli va incontro rimane a mezz'aria, per lui, una frazione di secondo più del dovuto. I suoi movimenti sono flessuosi più che atletici. Come Ali, Jordan, [[Diego Armando Maradona|Maradona]] e Gretzky, pare allo stesso tempo più e meno concreto dei suoi avversari. Specie nel completo tutto bianco che Wimbledon ancora si diverte impunemente a imporre, sembra quello che (secondo me) potrebbe benissimo essere: una creatura con il corpo fatto sia di carne sia, in un certo senso, di luce. (pp. 58-59) *Dicono spesso che il [[tennis]] si gioca sui centimetri, un cliché riferito soprattutto a dove cade la palla. Se si tratta invece di rispondere a una palla, il tennis si gioca sui micrometri: minuscoli cambiamenti evanescenti intorno al momento dell'impatto, avranno grosse ripercussioni su come e dove viaggia la palla. Il medesimo principio spiega come mai la benché minima imprecisione nel puntare il fucile non manderà il colpo a segno se il bersaglio è a una certa distanza. (p. 61) *[[Jimmy Connors|Connors]], a proposito, non è stato il padre del gioco di potenza. Sparava cannonate da fondocampo, questo sì, ma i suoi palleggi erano piatti e privi d'effetto e dovevano per forza rasentare la rete. (p. 70) *[[Ivan Lendl]] è stato il primo fuoriclasse a dare l'impressione che le sue tattiche e i suoi colpi si costruissero intorno alle particolari capacità delle racchette composte. Il suo scopo era fare punto da fondocampo con i passanti o direttamente con i colpi vincenti. La sua arma era il palleggio, specie il dritto, che doveva la sua velocità impressionante alla quantità di topspin che lui riusciva a dare alla palla. La fusione di velocità, topspin e angolazioni gli consentiva anche di fare una cosa che si è rivelata fondamentale per l'avvento del gioco di potenza da fondocampo. Lendl sapeva creare angolazioni radicali, straordinarie con i palleggi violenti, soprattutto per via della velocità a cui un forte topspin fa piombare e atterrare la palla impedendole di allargarsi. (pp. 70-71) *La grandezza di [[Ivan Lendl]] non rimarrà immortale. È stato semplicemente il primo campione a dimostrare quello che un forte topspin e la potenza bruta ti permettono di conquistare da fondocampo. (pp. 71-72) *La particolarità di [[Roger Federer|Federer]] è che è [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]] e i [[Metallica]] allo stesso tempo, e l'armonia è sopraffina. (p. 73) *Con [[Roger Federer|Federer]] la scelta non si pone. Lo svizzero ha tutta la velocità di [[Ivan Lendl|Lendl]] e [[Andre Agassi|Agassi]] nel palleggio, durante l'oscillazione si solleva da terra e con i tiri da fondocampo batte perfino [[Rafael Nadal|Nadal]]. [...] Sottigliezze, tocco e raffinatezza non sono morti nell'era della potenza da fondocampo. Perché il 2006 è un'era in cui vige, ancora, quel tipo di gioco: Roger Federer gioca di potenza da fondocampo che è una meraviglia, da vero fuoriclasse. Ma non fa solo questo. Ci mette anche l'intelligenza, l'intuitività occulta, il senso del campo, la capacità di interpretare e manovrare gli avversari, di combinare effetto e velocità, di fuorviare e dissimulare, di usare il fiuto tattico, la visione periferica e la portata cinestetica anziché soltanto la velocità meccanica: tutto questo ha svelato i limiti, e le possibilità, del tennis maschile com'è giocato adesso. (pp. 73-74) *Nello stesso modo enfatico, empirico, dominante in cui Lendl impartiva la sua lezione, [[Roger Federer]] dimostra che la velocità e la potenza del gioco professionistico odierno sono lo [[scheletro]], non la carne. Ha, in senso figurato e letterale, ridato corpo al tennis maschile e per la prima volta da anni il futuro di questo sport è imprevedibile. (p. 74) ==== Citazioni su ''Federer come esperienza religiosa'' ==== *A Wimbledon ho conosciuto Foster Wallace, abbiamo preso un tè insieme. Era pagato per fare un articolo al giorno e lo faceva. Ma ha compiuto un'operazione molto giornalistica, dico giornalistica nell'aspetto negativo del termine, come di quelli che scrivono articoli scopiazzando. Cerchiamo di essere seri, per favore: Wallace ha scritto delle cose incomprensibili su Federer. ([[Gianni Clerici]]) *{{NDR|Riferito a Wallace e al suo saggio}} Lasciategli la certezza che nessuno potrà mai incastrare [[Roger Federer]]. Lui ed il suo segreto inaccessibile, "''qualcosa che ha che fare col mistero e la metafisica''". Qualcosa che gli ipertrofici pettorali di Nadal non potranno mai custodire. ([[Giorgio Porrà]]) *Non dite a David che il suo [[Roger Federer|Roger]] è ruzzolato a valle. Travolto dai macigni scagliati da Djokovic e Nadal, un po' come [[Buster Keaton]] in quella celebre gag. Non dite a David Foster Wallace [...] che Roger Federer è ormai solo in terza fila nel ranking mondiale dopo la bocciatura nei quarti a Wimbledon, il giardino di casa. Per i devoti solo appannamento, per la critica più severa il principio della fine. Comunque sia, solo a tratti il suo tennis riesce a ritrovare l'antica perfezione. Quella attorno alla quale investiga lo scrittore americano, ex tennista a buoni livelli, nel saggio narrativo "''Federer come esperienza religiosa''", strumento utilissimo anche per provare a interpretare la flessione del fuoriclasse svizzero. ([[Giorgio Porrà]]) ==''Infinite Jest''== [[Immagine:David Foster Wallace headshot 2006.jpg|thumb|David Foster Wallace]] ===[[Incipit]]=== Siedo in un ufficio, circondato da teste e corpi. La mia postura segue consciamente la forma della sedia. Sono in una stanza fredda nel reparto Amministrazione dell'Università, dei Remington sono appesi alle pareti rivestite di legno, i doppi vetri ci proteggono dal caldo novembrino e ci isolano dai rumori Amministrativi che vengono dall'area reception, dove poco fa siamo stati accolti io, lo zio Charles e il Sig. deLint. ===Citazioni=== *Può darsi che vi giunga nuova, ma nella vita c'è di più che starsene seduti a stabilire contatti. (p. 20) *Io sono decisamente antimorte. Dio sembra essere sotto ogni profilo promorte. Non vedo come potremmo andare d'accordo sulla questione, lui e io. (p. 51) *Definirsi in opposizione a qualcosa significa essere ancora anaclitico nei confronti di quella cosa, giusto? [...] E gli uomini che pensano di odiare ciò di cui in realtà hanno paura di avere bisogno non sono molto interessanti, credo io. *Sono così bella che sono deforme. *Il completo insieme delle sue relazioni interpersonali consisteva di persone a cui non importava niente di lui e di persone che volevano il suo male. (p. 403) *La verità ti renderà libero. Ma solo quando avrà finito con te. (p. 527) *L'esperienza americana sembra suggerire che, a vari livelli, il bisogno della gente di dedicarsi anima e corpo a qualcosa è praticamente illimitato. Solo che qualcuno preferisce farlo in segreto. *Marathe era pronto a morire di morte violenta in qualsiasi momento, il che lo rendeva libero di scegliere tra le emozioni. *Stavo riflettendo su quella specie di [[filantropo]] che sembra repellente sul piano umano non malgrado la sua carità, ma per via di essa: a un certo livello si capisce che lui vede coloro che ricevono la sua carità non come persone, ma piuttosto come strumenti attraverso i quali può sviluppare la sua virtù. *La persona che ha una così detta "[[depressione]] psicotica" e cerca di uccidersi non lo fa aperte le virgolette "per sfiducia" o per qualche altra convinzione astratta che il dare e avere nella vita non sono in pari. E sicuramente non lo fa perché improvvisamente la morte comincia a sembrarle attraente. La persona in cui l'invisibile agonia della Cosa raggiunge un livello insopportabile si ucciderà proprio come una persona intrappolata si butterà da un palazzo in fiamme. Non vi sbagliate sulle persone che si buttano dalle finestre in fiamme. Il loro terrore di cadere da una grande altezza è lo stesso che proveremmo voi o io se ci trovassimo davanti alla finestra per dare un'occhiata al paesaggio; cioè la paura di cadere rimane una costante. Qui la variabile è l'altro terrore, le fiamme del fuoco: quando le fiamme sono vicine, morire per una caduta diventa il meno terribile dei due terrori. Non è il desiderio di buttarsi; è il terrore delle fiamme. Eppure nessuno di quelli in strada che guardano in su e urlano "No!" e "Aspetta!" riesce a capire il salto. Dovresti essere stato intrappolato anche tu e aver sentito le fiamme per capire davvero un terrore molto peggiore di quello della caduta. *La vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi. *È possibile che gli angeli non esistano, però ci sono persone che potrebbero essere angeli. *Dio, – a meno che non siate [[Charlton Heston]], o fuori di testa, o entrambe le cose – parla e agisce interamente tramite degli esseri umani, ammesso che poi ci sia un Dio. *Dio potrebbe inserire la questione se crediate nell'esistenza di un Dio o meno piuttosto in basso nella lista della cose sul vostro conto che a lui/lei/esso interessano. *Se in virtù di carità o disperazione doveste mai trovarvi a passare del tempo in una struttura statale di recupero da Sostanze come la EH, verrete a sapere molte cose nuove e curiose. Scoprirete che [...]. O, per esempio, che le persone dipendenti da una Sostanza che smettono all'improvviso di assumere quella Sostanza soffrono spesso di una forma perversa di acne papulosa che può durare mesi in attesa che gli accumuli di Sostanza abbandonino lentamente il corpo. Lo Staff vi farà sapere che questo accade perché la pelle è effettivamente il più grosso organo escretivo del corpo. [...] Che (un sollievo ma allo stesso tempo una delusione) i peni dei neri tendono ad aver misure nel complesso uguali a quelle dei peni bianchi.[...] Che si riesce ad avvertire una specie di microsballo anfetaminico se si consumano in rapida successione tre Millennial Fizzy e una confezione di biscotti Oreo a stomaco vuoto. [...]Che riguardo alle funzioni sessuali ed escretive le persone di sesso femminile sanno essere volgari quanto quelle di sesso maschile. [...] Che un [[paradossi dai libri|paradosso]] poco menzionato della dipendenza da una Sostanza è il seguente: una volta che siete così schiavi di una Sostanza da doverla abbandonare per salvarvi la vita, la Sostanza schiavizzante è diventata per voi così profondamente importante che uscirete di senno quando ve la porteranno via. Oppure che a volte, dopo che la vostra Sostanza vi è stata portata via per salvarvi la vita, mentre siete inginocchiati per le preghiere obbligatorie della mattina o della sera, vi troverete a pregare perché vi sia consentito di perdere letteralmente il senno, di avvolgere la vostra mente in un vecchio giornale e lasciarla in un vicolo a cavarsela senza di voi. [...] Che oltre il cinquanta per cento delle persone con una dipendenza da Sostanza è contemporaneamente affetto da qualche altra forma di disturbo psichiatrico. [...] Che la validità logica di un argomento non ne garantisce la verità. [..] Che statisticamente è più facile liberarsi da una dipendenza per le persone con un basso QI che per quelle con un QI più alto. [...] Che è possibile abusare fino all'assuefazione di antinfluenzali e antistaminici da banco. Che le attività noiose diventano perversamente molto meno noiose se ci si concentra molto su di esse. [...] Che esiste una cosa come la cruda, incontaminata, immotivata gentilezza. Che è possibile addormentarsi di botto durante un attacco d'ansia. [...] Che la maggioranza delle persone con una dipendenza da Sostanza è anche dipendente dal pensare, nel senso che ha un rapporto compulsivo e insano con il proprio pensiero. [...]Che ci vuole un grande coraggio per dimostrarsi deboli. Che nessun singolo momento individuale è in sé insopportabile. [...]Che è possibile fumare così tante sigarette da farsi delle piccole ulcerazioni bianche sulla lingua. Che il cliché "Non so chi sono" sfortunatamente si rivela più di un cliché. Che provare a ballare da sobri è tutto un altro paio di maniche. Che per qualche perversa ragione, è spesso più divertente desiderare qualcosa che averlo. Che è consentito VOLERE. Che tutti sono identici nella segreta tacita convinzione di essere, in fondo, diversi dagli altri. Che questo non è necessariamente perverso. (pp. 239-245) *Gli era già successo di perdere la testa per qualcuna, ma mai di sentirsi decapitato. [...] Gli ci vollero tre feste solo per capire che il suo nome non era Joel. (p. 347) *"Dov'è allora la loro linea retta più breve, si? Dov'è la linea efficientemente e rapidamente retta di Euclide allora, si? E quanti due punti esistono senza che ci sia qualcosa in mezzo?" (p. 96) *" Sono tremendamente spiacente di importunarla. Posso ripassare. Mi stavo solo chiedendo se in un Programma speciale ci fosse una preghiera per quando ci si vuole impiccare". (p. 212) *Solo agli Aa (Alcolisti anonimi) di Boston si può sentire la storia di un immigrante di cinquant'anni che racconta in maniera lirica la sua prima [[defecazione]] solida da adulto. (p. 421) *"Non chiedere PERCHÈ / se non vuoi MORIRE / fai quello che ti viene DETTO / Se non vuoi MORIRE." (p. 450) *[...] ma invece Lenz sulla via del ritorno si ritrova in preda a un'enorme compulsione idrolitica ad avere Green al suo fianco – o qualsiasi altra persona che non possa o non voglia andare via – vicino a sé, e a confidare a Green o a qualsiasi altro orecchio compiacente ogni esperienza e pensiero abbia mai provato. [...] Lenz racconta a Green di quanto spettacolarmente obesa era sua madre, e usa le braccia per illustrare drammaticamente le dimensioni di cui sta parlando. Respira ogni terzo o quarto fatto, ergo circa una volta ogni isolato. Lenz racconta a Green le trame di molti libri che ha letto, ricamandoci sopra. [...] Lenz racconta con euforia a Green che una volta gli successe di tranciarsi di netto la punta di un dito con la catena di un motorino e dopo pochi giorni di intensa concentrazione il dito gli era ricresciuto rigenerandosi come le code delle lucertole e disorientando le autorità mediche. [...] Lenz spiega a Green che è una leggenda che il coccodrillo del Nilo sia il coccodrillo più temuto perché il coccodrillo dell'Estuario che può vivere anche in acque salate è un miliardo di volte più temuto da chi conosce queste cose. [...] Segue un'analisi del termine ''disfunzione'' e la sua importanza nelle differenze tra, diciamo, la psicologia e la religione naturale. [...] Lenz racconta il suo sogno ricorrente nel quale si trova seduto sotto uno di quei ventilatori tropicali da soffitto su una sedia di bambù e indossa un cappello da safari di L.L. Bean e ha una valigetta di vimini sulle ginocchia, e questo è tutto, questo è il suo sogno ricorrente. [...] Lenz dice di ricordarsi alcuni fatti che sostiene gli siano capitati ''in vitro''. (pp. 667-670) *Se una donna appena attraente fa tanto di sorridere a Don Gately quando gli passa accanto in una strada affollata, Don Gately, come quasi tutti i tossicodipendenti eterosessuali, nello spazio di un paio di isolati le ha già confessato eterno amore nella sua mente, l'ha scopata, si è sposato e ha avuto figli da quella donna, tutto nel futuro, tutto nella sua testa, e sta coccolando un piccolo Gately sulle ginocchia mentre questa Sig.ra G. mentale spolvera in giro con un grembiule addosso che certe notti indossa senza niente sotto. Quando arriva dove doveva andare, il tossicodipendente ha già divorziato dalla donna e si sta battendo come un leone per la custodia dei figlio oppure è ancora mentalmente felice insieme a lei negli anni del tramonto, seduti insieme in mezzo ai nipotini con le teste grosse sotto il portico su un dondolo speciale modificato per sostenere la mole di Gately, lei con le calze elastiche e le scarpe ortopediche, ancora maledettamente bellissima, e non hanno bisogno di parlare per capirsi, e si chiamano 'Mamma' e 'Papà', sapendo che tireranno il calzino a poche settimane l'uno dall'altra perché nessuno dei due può assolutamente vivere senza l'altro, e questo è il legame che li unisce dopo tutti questi anni. (p. 1037) *È difficile notare quello che vedi tutti i giorni. (p. 1146) *Ogni palla che atterra nella vostra parte di campo ma non siete sicuri se è dentro o fuori: datela buona. Ecco come rendervi invulnerabili da chi usa mezzucci. Come non perdere mai la concentrazione. Ecco come ripetersi, quando l'avversario ruba punti, che una volta corre il cane e una volta la lepre. Che la punizione di un gioco poco sportivo è sempre autoinflitta. Provate a imparare dalle ingiustizie. (p. 207) *L'ingiustizia è una maestra rigida ma impareggiabile. *Cercate di vedere voi stessi nei vostri avversari. Vi porteranno a capire il Gioco. Ad accettare il fatto che il Gioco riguarda la gestione della paura. ==''La ragazza dai capelli strani''== ===''Piccoli animali senza espressione''=== *Esaminano e riesaminano, con una sorta di entusiasmo infelice, le piccole ignoranze che necessariamente, dice Julie, delimitano la strada che porta a un qualunque vero legame fra due persone. (p. 9) *«Tua madre beve troppo», dice Julie Smith a Faye.<br/> «Lo fa per il dolore», dice Faye, osservando lo schermo.<br/> Julie guarda dentro l'ufficio di Faye dal monitor interno. «Per eliminarlo o per tenerlo vivo?» (p.15) *È convinta che due persone innamorate attraversino tre fasi distinte prima due arrivare a conoscersi davvero. All'inizio si raccontano aneddoti e gusti personali. Poi ciascuno dei due dice all'altro in che cosa crede. E poi ciascuno osserva la relazione che c'è fra quello in cui l'altro ha detto di credere e quello che in effetti ''fa''.(p. 16) *Fra le cose che Julie Smith odia di più ci sono: i biglietti di auguri, i genitori adottivi che adottano senza prima guardarsi dentro e valutare la propria capacità di amare, l'odore di zolfo, John Updike, gli insetti con le antenne e gli animali in genere. (p. 19) *Ma considera che pochi, pochissimi di noi sono in grado di affrontare l'ovvio. (p. 21) *Lo share di ascolto [...] è un bel cinquanta per cento: al pari del Super Bowl e degli attentati eccellenti. (p. 29) *Per come la vedo io: Faye è il genere di ragazza che cavalca costantemente l'onda delle proprie emozioni. Hai presente ? Non ha veramente il controllo di dove la portano, ma non si lascia mai nemmeno azzerare del tutto. È una surfista della psiche. (p. 33) *Passa troppo tempo a ossessionarsi con l'idea di non lasciarsi ossessionare dal fatto che la regista è la moglie del suo ex marito. (p. 33) *O siete parte delle soluzione, o siete parte del precipitato. (p. 42) *Un paio di giorni dopo ricevi una cartolina frettolosa dalla Francia, che lui ti ha spedito il giorno che è arrivato. Dice:"Il panorama è qui. Vorrei che tu fossi bellissima". (p. 59) *L'intensità del tuo amore crea quella che si potrebbe chiamare una situazione organica: un corpo non può camminare senza gambe, due gambe non possono camminare senza un corpo. Lui diventa il tuo corpo. (p. 51) *È una piccola comunità, minuscola e sordida e claustrofobica, dove nessuno può sfuggire alle zappe che si è tirato sui piedi. (p. 56) *«I mari sono mari solo quando si muovono» sussurra Julie. «Sono le onde a impedire che i mari sembrino semplicemente delle enormi pozzanghere. I mari sono fatti soltanto dalle loro onde. E ogni onda del mare alla fine è destinata a incontrare ciò verso cui si muove, e a infrangersi. [...] Un'onda che si infrange su uno scoglio e abbandona la sua forma in un gesto che ''esprime'' quella forma. Capisci?» (p. 61) ===''Per fortuna il Funzionario Commerciale sapeva fare il massaggio cardiaco''=== ====[[Incipit]]==== Un Funzionario Commerciale, divorziato di fresco, terminò l'ennesima serata di straordinari nel suo ufficio, nel reparto Commerciale. Erano le dieci passate. In un altro ufficio, all'estremità opposta di un altro piano, il Vicepresidente Responsabile della Produzione Estera della stessa ditta, sposato da quasi trent'anni, nonno di un nipotino, finì anche lui di lavorare molto tardi. Tutti e due se ne andarono. C'erano fra questi ultimi due funzionari a lasciarle l'Edificio lo stesso tipo di somiglianze di cui godo le rette parallele. ====Citazioni==== *Si stava preparando a prova quella sensazione maschile e particolare associata con l'obbligo di conversazione a cui si trovano sottoposti due uomini con qualche relazione professionale che si incrociano in ore notturne dentro un luogo sotterraneo altrimenti deserto e silenzioso ma di un silenzio fragile, molto al di sotto della sede altissima e vagamente pulsante di quella che è stata per entrambi una lunga e faticosa giornata di lavoro. Condividevano lo stesso dolore, anche se ovviamente nessuno dei due lo sapeva. (p. 68) ===''La ragazza dai capelli strani''=== ====[[Incipit]]==== Gin Fizz aveva sognato che se ieri sera non vedeva un concerto sarebbe diventata una qualche specie di liquido, perciò ieri sera io e i miei amici Mister Wonderful, Big e Gin Fizz siamo andati a vedere Keith Jarrett che suonava un concerto per pianoforte all'Auditorium di Irvine. È stato un concerto così bello! Keith Jarrett è un negro che suona il pianoforte. A me piace moltissimo vedere i negri esibirsi in tutti i campi delle arti dello spettacolo. Trovo che siano una razza talentuosa e incantevole di artisti, che sono spesso molto divertenti. In particolare mi piace guardare le esibizioni dei negri a una certa distanza, perché da vicino spesso hanno un odore sgradevole. ====Citazioni==== *Il profano medio sarebbe sorpreso di sapere quante [[giuria|giurie]] si lasciano suggestionare dall'apparenza. (p. 88) *Ha manifestato l'opinione che i punk fossero bambini nati in un posticino minuscolo, senza finestre, e inoltre chiuso su ogni lato da pareti di cemento e metallo, spesso devastate da graffiti, e che da adulti stessero cercando di aprirsi un varco fra quelle pareti. (pp. 91-92) *Cacio ha dichiarato che tutti i membri della mia combriccola di punk sentivano di non avere nulla e di non poter mai avere nulla perciò trasformavano il nulla in tutto. D'altra parte Cacio ha dichiarato che io era un Cucciolo Rabbioso che aveva già tutto, quindi avrebbe voluto domandarmi come mai avevo scambiato il mio bel tutto con un bel niente. (p. 92) ===''Lyndon''=== ====[[Incipit]]==== «Mi chiamo Lyndon Baines Johnson. Quel cazzo di pavimento che hai sotto i piedi è mio, ragazzo» ====Citazioni==== *Se dedichi la vita ad altre persone, se dedichi la salute fisica e le rotelle che hai in testa e i tuoi concetti intellettuali al servizio della gente, tu e tua moglie vi dovete portare l'uno dentro l'altra, fa niente anche se siete lontani, distanti o soli. (p. 120) *Darei tutto quello che ho al mondo pur di non dovermi mettere sull'attenti e accettare un incarico che non mi spetta di diritto o per volontà del popolo. Una persona intelligente evita le scorciatoie. La carità. Le umiliazioni. La sfiducia. Le responsabilità che non hai mai neanche avuto tempo di prepararti ad aspettare. (p. 140) *«Ragazzo mio, però nella loro arrabbiatura io ci sento un profumo di contentezza. Secondo me gli piace sentirsi indignati e sviliti e ingiustamente ignorati. Ecco come la vede il qui presente leader del mondo libero, ragazzo». (p. 145) *«Giustizia e ingiustizia non sono mica parole», disse. «Sono cose che uno sente dentro. Nelle budella, nell'intestino, da quelle parti lì. Non sono parole. Non sono canzoni con le chitarre. Sono le cose che ti fanno sentire in un certo modo piuttosto che in un altro. Sono dentro di te. Nel tuo cuore e nel tuo apparato digerente. Come la gente che personalmente ami». Si tastò l'avambraccio e chiuse il pugno. «Fa'che quei poveri disgraziati laggiù in fondo si assumano la ''responsabilità'' di qualcosa per un attimo, ragazzo mio. Fa'che siano responsabili di qualcun altro e poi vediamo se mi vengono a parlare, a me, al loro presidente, a Lyndon Baines Johnson, di giustizia e ingiustizia e via dicendo». (p. 147) *«Ho detto al mio uccellino che la responsabilità è come il cielo, ragazzo. Così le ho detto. Tu cosa mi rispondi se ti vengo a chiedere che ''sensazione'' ti dà il cielo? Il cielo non è una sensazione, ragazzo mio». [...] «Ma sta lì, amico mio. Il cielo sta lì. Ti sta sopra la zucca ogni cazzo di giorno che Dio manda in terra. Puoi andare dove ti pare e piace, ragazzo, ma se alzi gli occhi, in cima a ogni altra dannatissima cosa c'è lui.E il giorno in cui non ci sarà più il cielo...» (p. 149) *«L'amore è soltanto una parola. Congiunge cose che sono separate. Io e Lyndon, anche se tu non sarai d'accordo, siamo d'accordo sul fatto che quello che c'è fra noi non si può più chiamare propriamente ''amore''. Perché abbiamo smesso molto tempo fa di essere abbastanza ''separati'' perché ci sia un "amore" a coprire una distanza. Lyndon dice che non vede l'ora che arrivi il giorno in cui ''amore'' e ''giustizia'' e ''ingiustizia'' e ''responsabilità'', il giorno un cui voi giovani d'America, dice, capirete che quelle parole non sono altro che maniere di affrontare la distanza». (p. 159) ===''John Billy''=== *«A Chuck Junior gli venne paura di se stesso».<br/> Mai avuto paura di voi stessi? Fa parecchio male. (p. 180) *«Divenne prezioso e di gran valore per noi, come può diventarlo solo una cosa che uno è spaventato a morte all'idea di perderla» (p. 181) ===''Da una parte e dall'altra''=== *«Ero convinto di poter cantare come un filo metallico allo zero assoluto, acutissimo e pallido, di poter bruciare senza accensione o frizione, di poter brillare a freddo come una luna color limone, abbracciato a una griglia di puro significato. Trasferimento privo di interferenze. Ma poi un piccolo, silenzioso, educato, profumato, odoratissimo sistema di nuovi segnali mi ha in qualche modo sparato alla testa. Con le parole e le lacrime mi ha amputato qualcosa. Io le avevo donato la mia più intima importanza, e il suo autobus è ripartito, lasciando una qualche parte fondamentale di me dentro di lei come un pungiglione di un'ape. Adesso l'unica cosa che voglio è salire in macchina e andarmene molto lontano. a sanguinare». (p. 210) *Nell'agenzia dove lavorava ha visto un sacco di deficienti che per tutta la vita sono stati dietro soltanto alla carriera, alla caccia, al golf o al loro uccello, e alla fine che cosa si sono ritrovati in mano, quand'è arrivato l'inverno e il mondo intero è rimasto isolato dalla neve? (p. 222) *«Non ho paura delle cose nuove. Ho soltanto paura di sentirmi sola anche quando ho qualcun altro vicino. Ho paura di soffrire. Forse è una cosa egoista, ma è così che mi sento». (p. 228) *«Credo, inginocchiato dietro la cucina, con mia zia che si accovaccia a posarmi una mano sulla spalla, che mi faccia assolutamente paura tutto ciò che esiste».<br/> "Allora accomodati pure". (p. 233) ===''La mia apparizione''=== ====[[Incipit]]==== Sono una donna che è apparsa in pubblico al talk show di David Letterman il 22 marzo del 1989. Per dirla con mio marito Rudy, sono una donna la cui faccia e i cui modi sono noti a qualcosa come metà della popolazione misurabile degli Stati Uniti, il cui nome è su bocche, copertine e schermi. E il cui profondo del cuore è invisibile, e nascosto in maniera irraggiungibile. Ed è questo che secondo Rudy mi avrebbe potuto salvare da tutto ciò che quell'apparizione comportava. ====Citazioni==== *«Non voglio che tu pensi che la messinscena sia reale.»<br/> «Pensavo che fosse praticamente sottinteso che una messinscena non può essere reale», dissi io. (p. 236) *«Edilyn», disse,«non è questione di cattiveria. È questione di ''ridicolo''. Quel bastardo si nutre di ridicolo come un enorme parassita con le lentiggini. Tutto il programma si nutre di queste cose: quando le situazioni diventano assurde, si gonfia e monta. Letterman assume quell'aria sazia, oscura e raggiante.» (p. 241) *«L'intera trasmissione si nutre della ridicolaggine ''di tutti''. È il fatto che il pubblico capisce che lui ''sceglie consapevolmente'' di rendersi ridicolo a renderlo immune dall'essere ridicolo, quel figlio di puttana non è scemo». (p. 242) *«La sincerità è passata di moda», disse Ron. «Adesso si ride ''proprio'' della gente che è sincera».<br/> «O di chi sembra sincero, di chi crede di essere sincero, direbbe Letterman», disse mio marito.(p. 244) *«Sta facendo soldi ridicolizzando la stessa identica cosa che l'ha messo nella posizione di poter far soldi ridicolizzando qualcosa». (p. 252) *«Quello che lo ha fatto arrivare lì, in quel posto, in quel momento, perché tu lo vedessi, è proprio che è ''impossibile'' vederlo. Il nocciolo della questione è tutto qui, capisci? Che nessuno è veramente come deve farsi vedere».<br/> Lo guardai. «E tu pensi che questa cosa sia vera».<br/> La sua sigaretta sfrigolò. «Non importa come la penso io. Quello è il presupposto su cui si basa il programma. La gente lo rende vero. Guardandolo». (p. 269) ===''Direi mai''=== ====[[Incipit]]==== Una cosa che non è divertente ? ''Il mal di stomaco'' Se non mi credere, chiedete alla signora Tagus, qui, che vi illuminerà sulla questione. Io, mal di stomaco, niente. Artrite sì, mal di stomaco no. ====Citazioni==== *Ho detto alla ragazza sapor di cannella che questo non mi verrà mai perdonato. Mai. Che quando raggiungi un certo punto della tua storia e una certa situazione sei legato a della gente, sei parte di qualcosa di più grande. Che tutta la costellazione diventa come un liquido, e qualunque tipo di agitazione la fa increspare tutta. Mi ha chiesto chi è stato il primo a dire mai dire mai. Le ho detto che dev'essere stata una persona molto sola. (p. 287) *Contro, contro, contro: le ragioni che si basano sugli altri sono facili da manipolare. Tutte le cose cave sono leggere. Perché il fatto è che mi sono stancato di stare bene. Di essere buono. Forse sono solo stanco di non sapere dove finiscono, in me, le aspettative millenarie di una costellazione, dov'è che la mia volontà può appendere il suo cappello di pelo. (p. 296) *Eppure perfino un principiante da solo riesce ben presto a capire che una vita condotta, temporaneamente o meno, come una semplice rinuncia a ogni valore diventa nella migliore delle ipotesi una cosa senza sbocco e nella peggiore una cosa vuota: una vita di attesa del non-sarà-mai. Seduti ad accettare passivamente (non a giudicare) l'accadere e il finire delle cose. (pp. 297-298) ===''È tutto verde''=== ====[[Incipit]]==== Lei dice non mi importa se mi credi o no, è la verità, poi tu credi pure quello che ti pare. Quindi è sicuro che mente. Quando è la verità si fa in quattro per cercare di farti credere quello che dice. Perciò sento di non avere dubbi. ====Citazioni==== *È tutto verde, dice. [...] La finestra sopra il lavello del mio cucinino è stata ripulita dal violento acquazzone di stanotte e ora è una mattina di sole, è ancora presto, e fuori c'è un casino di verde. Gli alberi sono verdi e quel po' d'erba che c'è oltre i dossi rallentatori è verde e allisciata. Ma non è tutto verde. Le altre roulotte non sono verdi e il mio tavolino lì fuori con le pozzanghere allineate e le lattine di birra e le cicche che galleggiano nei portacenere non è verde, né il mio furgone, o la ghiaia della piazzola, o il triciclo che sta rovesciato su un fianco sotto un filo per il bucato senza bucato sopra accanto alla roulotte vicina, dove c'è uno che ha fatto dei bambini. È tutto verde sta dicendo lei. Lo sta sussurrando e il sussurro non è più rivolto a me lo so. Getto la sigaretta e volto bruscamente le spalle al mattino con il sapore di qualcosa di vero in bocca. (p. 302) ==''La scopa del sistema''== ===[[Incipit]]=== Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti, e Mindy Metalman non fa eccezione, pensa Lenore, all'improvviso. Sono piatti e lunghi, con le dita strombate e i mignoli afflitti da bottoni di una callosità giallognola che riappare a mo' di battiscopa lungo i calcagni, e sul dosso dei piedi sbucano peluzzi neri arricciati, e lo smalto rosso è screpolato e si scrosta a boccoli per quant'è vecchio, mostrando qua e là striature bianchicce. Lenore se ne accorge solo perché Mindy si è chinata in avanti sulla sedia accanto al minifrigo per staccare dalle unghie dei piedi appunto un paio di fiocchi di smalto; i lembi dell'accappatoio si dischiudono su un generoso scorcio di scollatura, decisamente più sostanziosa di quella di Lenore, e lo spesso asciugamano bianco che cinge la chioma zuppa e shampizzata di Mindy si è allentato e una ciocca di capelli scuri è sgusciata tra le pieghe e scende leggiadra incorniciandole la guancia fin sul mento. ===Citazioni=== *Mettiamo che Nonna mi abbia detto in maniera parecchio convincente che tutto ciò che davvero esiste della mia vita è limitato a quello che se ne può raccontare. [...] Be', credo che non sia esattamente che la vita va raccontata anziché vissuta; è piuttosto che la vita è il suo racconto, e che in me non c'è niente che non sia o raccontato o raccontabile. Ma se è davvero così, allora che differenza c'è, perché vivere? *a Lenore era apparso che nell'enorme atrio l'ombra fosse balzata in avanti per ghermirlo. *Si rimetta seduto, coglione. Le faccio presente che quella che lei sta fottendo al momento è la mia vita. *Piantala con questa smania di volermi inchiodare, mi sento come una farfalla da collezione. *Vuoi sapere cos'è che veramente non amo? Non amo questa morbosa ossessione di misurare, e di chiedere che si dicano cose, e di inchiodare, e di avere e di raccontare. È una specie di mania ossessiva che mi soffoca, per non parlare di quanto mi deprime. *Olaf Blenter mi disse che quando la realtà è sgradevole i realisti tendono a essere sgraditi. *Ironia della sorte, un uomo, il cui istinto d'amore è quanto più forte e naturale e istintivo possibile, è incapace di trovare qualcuno da poter veramente amare. *La magia di quella sera fu che la magia abbia retto. *Soltanto scorci di musica trapelati dalla porta della stanza di Vance, e gesso colorato sui suoi polpastrelli, e cerchi neri intorno ai suoi occhi neri, e i suoi bei, proprio bei disegni- piatti e neutri e tristi come l'asfalto del nostro vialetto, morbidi e etersi e privi di interstizi proprio come sua madre. *Esatto. Intendo svilupparmi all'infinito e raggiungere dimensioni incommensurabili. *Rick qui urge dichiarare una moratoria degli attacchi isterici. *Pensi ai mondi di cui queste persone hanno fatto parte. ''Mondi''. Sono letteralmente passati dalla stalla alle stelle. C'è da tremare già al semplice pensiero dei cambiamenti tecnologici cui hanno assistito. Come si può pretendere che una persona riesca anche solo a ''cominciare'' a orientarsi, rispetto a una simile serie di cambiamenti nelle caratteristiche fondamentali del mondo? Come si può anche solo cominciare a capire qualcosa della proprio collocazione in un sistema, quando si fa parte di una regione che ha un rapporto così problematico con il resto del mondo, un mondo cui a sua volta è negata qualunque caratteristica stabile e comprensibile per il semplice fatto di dover continuamente cambiare, e cambiare radicalmente? (2014, p. 172) ==''Questa è l'acqua''== ===''Altra matematica''=== *'''Nonno''': Che classe fai, a scuola, Joseph? La quinta elementare?<br />'''Nipote''': La prima media. <br />'''Nonno''': La prima media.<br />'''Nipote''': Sì.<br />'''Nonno''': E sei innamorato di me.<br />'''Nipote''': Sì.<br />'''Nonno''': Credo di non sapere proprio cosa dire. Non so nemmeno che giorno della settimana è. Come potrei sapere cosa dire?.<br />'''Nipote''': Non dire nulla, nonno. Resta lì seduto. Così. E' perfetto. (p. 56) ===''Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta''=== ====[[Incipit]]==== Prendo degli antidepressivi da, quanto sarà, un anno, e ritengo di avere i numeri per dire come sono. Sono straordinari, davvero, ma sono straordinari come sarebbe straordinario vivere, che so, su un altro pianeta caldo e comodo fornito di cibo e acqua fresca: sarebbe straordinario, ma non sarebbe la cara vecchia Terra. ====Citazioni==== *Non so davvero se la Cosa Brutta sia davvero depressione. Prima avevo sempre pensato che la depressione fosse come una tristezza davvero profonda, tipo quella che ti prede quando muore il tuo bravo cagnolino, o quando in ''Bambi'' uccidono la madre di Bambi. [...] La Cosa Brutta - e mi sa che la depressione è questo e nient'altro - è molto diversa, e indescrivibilmente peggio. (p. 67) *E siccome l'unica conoscenza che si ha del mondo intero passa attraverso le varie parti del corpo - tipo gli organi sensoriali, la mente, ecc. - e siccome queste parti hanno una nausea da morire, il mondo intero che voi percepite, conoscete e abitate vi arriva filtrato da questa brutta nausea e diventa brutto. E tutto diventa brutto in voi, tutto il bello esce dal mondo come l'aria esce da un pallone rotto. (p. 69) *Perché la Cosa Brutta attacca non solo te facendoti sentire male e mettendoti fuori uso, ma attacca in special modo, fa sentire male e mette fuori uso proprio le cose che ti servono a combattere la Cosa Brutta, a sentirti magari meglio, a restare vivo. (p. 69) *Essere lontani aiuta rispetto alla Cosa Brutta. Solo che è sommamente idiota se si pensa a quello che dice prima riguardo al fatto che la Cosa Brutta è davvero (p. 82) ===''Questa è l'acqua''=== ====[[Incipit]]==== Saluti, ringraziamenti e congratulazioni ai laureandi dell'anno accademico 2005. Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: – Salve, ragazzi, com'è l'acqua? – I due pesci giovani nuotano un altro po', poi uno guarda l'altro e fa: – Che cavolo è l'acqua? ====Citazioni==== *Ci sono due tizi seduti a un bar nel cuore selvaggio dell'Alaska. Uno è credente, l'altro è ateo, e stanno discutendo l'esistenza di Dio con quella foga tutta speciale che viene fuori dopo la quarta birra. L'ateo dice: - Guarda che ho le mie buone ragioni per non credere in Dio. Ne so qualcosa anch'io di Dio e della preghiera. Appena un mese fa mi sono lasciato sorprendere da quella spaventosa tormenta di neve lontano dall'accampamento, non vedevo niente, non sapevo più dove ero, c'erano quarantacinque gradi sottozero e così ho fatto un tentativo: mi sono inginocchiato nella neve e ho urlato:«Dio, sempre ammesso che Tu esista, mi sono perso nella tormenta e morirò se non mi aiuti!» - A quel punto il credente guarda l'ateo confuso: - Allora non hai più scuse per non credere, - dice. - Sei qui vivo e vegeto -. L'ateo sbuffa come se il credente fosse uno scemo integrale: - Non è successo un bel niente, a parte il fatto che due eschimesi di passaggio mi hanno indicato la strada per l'accampamento. (pp.144-145) *Pensateci: non avete vissuto una sola esperienza che non vi vedesse al suo centro esatto. (p. 146) *Il segreto consiste nel dare un ruolo di primo piano alla verità nella [[consapevolezza]] quotidiana. (p. 153) *La vostra [[cultura]] è realmente il lavoro di una vita, e comincia... adesso. Augurarvi buona fortuna sarebbe troppo poco. (p. 155) ==''Tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più)''== [[Immagine:The best people you will ever know.jpg|thumb|David Foster Wallace con due fan]] ===''Tennis, trigonometria e tornado''=== ====[[Incipit]]==== Quando lasciai il mio distretto squadrato in mezzo alla campagna dell'Illinois per andare a frequentare l'università dove si era laureato mio padre fra i vivaci rilievi delle Berkshires nel Massachusetts occidentale, sviluppai un'improvvisa fissazione per la matematica. Comincio adesso a capirne il motivo. Per uno del Midwest, la matematica del college produce un'evocazione catartica della nostalgia di casa. Io ero cresciuto in mezzo a vettori, rette, rette che intersecano rette, griglie – e, all'altezza dell'orizzonte, le ampie linee curve delle forze della natura, il bizzarro assetto topografico a spirale di un immenso lotto di terra stirata dalle glaciazioni, che si poggia e ruota su placche geologiche. ====Citazioni==== *Io e Antitoi spaziavamo esattamente sullo stesso territorio agonistico; lui era il mio amico, il mio nemico e la mia rovina. (p. 19) *Alienazione-dal-Midwest-in-quanto-paradigma-della-fertilità può essere un concetto un tantino ipermetafisico, per non dire tendente all'autocommiserazione. (p. 23) *Una volta che arrivai a un certo livello di impianti da torneo, mi sentii handicappato perché non ero capace di adattarmi alla mancanza di difficoltà cui adattarmi. Se questa cosa ha un senso. Anche senza l'ostacolo dell'inquietudine adolescenziale e dell'alienazione dalla realtà fisica, la mia carriera tennistica nel Midwest si arrestò nel momento in cui vidi il mio primo tendone antivento. (p. 25) *In seguito, il tennis di Antitoi continuò a migliorare, il mio no. (p. 34) ===''E Unibus Pluram: Gli scrittori americani e la televisione''=== ====[[Incipit]]==== Gli scrittori tendono a essere una razza di guardoni. Tendono ad appostarsi e a spiare. Sono osservatori nati. Sono spettatori. Sono quelli sulla metropolitana il cui sguardo indifferente ha qualcosa dentro che in un certo senso mette i brividi. Qualcosa di rapace. Questo è perché gli scrittori si nutrono delle situazioni della vita. Gli scrittori guardano gli altri esseri umani un po' come gli automobilisti che rallentano e restano a bocca aperta se vedono un incidente stradale: ci tengono molto a una concezione di se stessi come testimoni.<br /> Ma allo stesso tempo gli scrittori tendono ad avere un'ossessiva consapevolezza di sé. Dal momento che dedicano molto del loro tempo produttivo a studiare attentamente le impressioni che ricavano dalle persone, gli scrittori passano anche un sacco di tempo, meno produttivo, a chiedersi nervosamente che impressione fanno loro agli altri. ====Citazioni==== *La televisione ha a che fare in tutto e per tutto con il desiderio. E, letterariamente parlando, se gli scrittoti si nutrono delle vicende umane, il desiderio non è altro che lo zucchero. (p. 37) *Perché le persone che noi ci mettiamo a guardare attraverso lo schermo di vetro della TV non sono davvero inconsapevoli del fatto che qualcuno li stia guardando; [...] In realtà la gente che sta in televisione sa che è in virtù di questa folla davvero enorme di anonimi guardoni che loro stanno sullo schermo impegnati in insolite performance di pessimo gusto. La televisione non permette di spiare veramente perché la televisione è esibizione, spettacolo, il che per definizione richiede un pubblico. (p. 39) *E con questo non sto dicendo che la televisione sia volgare e stupida perché le persone che compongono il Pubblico sono volgari e stupide. La televisione è ciò che è per il semplice motivo che la gente tende ad assomigliarsi terribilmente proprio nei suoi interessi volgari, morbosi e stupidi, e a essere estremamente diversa per quanto riguarda gli interessi raffinati, estetici e nobili. (p. 61-62) ===''Invadenti evasioni''=== ====[[Incipit]]==== 05/08/93 h. 08:00. Il Giorno della Stampa precede più o meno di una settimana l'inaugurazione della Fiera. Per le 09:00 dovrei trovarmi dentro la Fiera all'Illinois Building per ritirare l'accredito stampa. Mi immagino l'accredito come una tesserina bianca che si infila nel nastro del feltro floscio. È la prima volta che qualcuno mi chiama "stampa". L'accredito mi fa gola soprattutto per le giostre e la roba gratis.<br /> Sono qui da poco. Vengo dall'East Coast, e vado alla Fiera Statale dell'Illinois per conto di una rivista fighetta dell'East Coast. L'esatto motivo per cui una rivista fighetta dell'East Coast sia interessata alla Fiera Statale dell'Illinois mi rimane oscuro. ====Citazioni==== *Sono l'unico che da bambino provava questa bizzarra, profonda sensazione? - che ogni oggetto esterno esistesse solo in quanto influiva su di me in qualche modo? - che ogni singola cosa fosse, per il tramite di una qualche misteriosa attività adulta, disposta unicamente a mio beneficio? Non c'è nessuno che si identifica in questo ricordo? Eco, il bambino esce dalla stanza, e tutto quello che c'era nella stanza, una volta che non è più lì a vederlo, si liquefa in una sorta di vuoto potenziale, oppure (come ella mia teoria infantile) qualche adulto prima nascosto l'arrotola e lo stipa fino a che il prossimo ingresso del bambino richiama il tutto in animato servizio. Ero matto? (p. 138-139) *Da queste parti, la folla è un lumino da notte per adulti. E dunque la sacralità dello ''Spectaculum'', dell'evento pubblico. (p. 167) *E appena il biondo in cabina allunga la mano e tira la leva, e la folla prende un respiro potente, io perdo il controllo, proprio nel mio ultimo istante qui alla Fiera [...] e mi rifiuto di prendere parte a tutto questo, foss'anche come testimone - e accedo nuovamente, ''in extremis'', all'altro incubo bruttissimo d'infanzia, l'unico modo certo di cancellare tutto; e il sole e il cielo e lo yuppie in caduta libera si spengono come si spegne il lumino. (p. 212) ===''Che esagerazione''=== ====[[Incipit]]==== Negli anni '60 sono arrivati i metacritici poststrutturalisti, hanno capovolto gli assunti dell'estetica letteraria, quegli assunti che i suoi maestri avevano considerato come autoevidenti e, fondendo teorie del discorso creativo e posizioni metafisiche radicali, hanno reso l'interpretazione dei testi molto più complicata. Che si sia o meno fan di Barthes, Foucault, de Man, Derrida, occorre almeno riconoscergli il merito di un fertile meticciato fra critica e filosofia: per un giovane filosofo americano che si interessi tanto di poetica continentale quanto di pratica analitica di stampo angloamericano, la teoria della critica costituisce oggi un degno campo di studio. H.L. Hix è uno di questi giovani filosofi americani (a giudicare dalla foto, ha dodici anni), e sono certo che la sua dissertazione di dottorato, ''Morthe d'Author: An Autopsy'' ("Morte d'autore. Un'autopsia"), del 1992, ha più che meritato di vedere la luce nella collana "The Arts and Their Philosophies" della Temple University Press. ====Citazioni==== *Un autore è una scimmia dotata di ''intenzioni''. (p. 215) *A noi civili che abbiamo la viscerale certezza che la scrittura sia un atto di comunicare fra un essere umano e un altro, l'intera questione appare piuttosto arcana. Come osserva William Grass in ''Habitation of the Word'', i critici posso cercare di eliminare o iperdefinire l'autore fino all'anonimia, per ogni genere di ragioni, tecniche, politiche o filosofiche, e «quest'anonimia» può voler dire molte cose, ma di certo non che quel testo ''non l'ha scritto nessuno''. (p. 223) ===''David Lynch non perde la testa''=== ====[[Incipit]]==== ;1. di quale film parla questo articolo ''Strade perdute'' di [[David Lynch]], scritto da Lynch e [[Barry Gifford]]; con [[Bill Pullman]], [[Patricia Arquette]], [[Balthazar Getty]]. prodotto da CIBY 2000, Francia. © 1996 di una certa Asymmetrical Productions, la società di Lynch, i cui uffici sono proprio a fianco della casa di Lynch sulle colline di Hollywood e il cui logo, disegnato da Lynch stesso, è un simboletto molto carino, fatto così: {{centrato|''[Simbolo]''}} ''Strade perdute'' è girato a Los Angeles e nel territorio desertico subito alle sue spalle. Le riprese vere e proprie durano dal dicembre '95 al febbraio '96. Normalmente Lynch non apre il set al pubblico, prende misure di sicurezza ridondanti e crea un'aria di segretezza quasi massonica intorno alla produzione dei suoi film, ma io dall'8 al 10 gennaio 1996 sono ammesso sul set di ''Strade perdute''. ====Citazioni==== *{{NDR|A proposito dei film ''[[Le iene (film)|Le iene]]'' e ''[[Velluto blu]]''}} A [[Quentin Tarantino]] interessa guardare uno a cui stanno tagliando un [[orecchio]]; a [[David Lynch]] interessa l'orecchio. (p. 253) ===''L'abilità professionistica del tennista Michael Joyce...''=== ====[[Incipit]]==== Quando [[Michael Joyce]] di Los Angeles effettua un servizio, quando lancia la palla e il suo viso si alza a seguirla, sembra che sorrida, ma non sta davvero sorridendo – i muscoli circumorali della sua faccia si stanno tendendo insieme al resto del corpo per raggiungere la palla nel punto più alto del lancio. Vuole colpirla in massima distensione e leggermente davanti a sé; vuole riuscire a darle un colpo ben deciso, a imprimerle una velocità sufficiente a evitare una risposta aggressiva da parte dell'avversario. In questo momento sono le 13:00 di sabato 22 luglio 1995, sul campo principale, lo Stadium Court, del complesso dello Stade Jarry di Montreal. ====Citazioni==== *La testa di serie n. 1 questa settimana è [[Richard Krajicek]], un olandese di 1 metro e 90 che porta un cappellino bianco con la visiera quando c'è il sole, si lancia verso la rete come se questa gli dovesse dei soldi, e in generale gioca come una gru impazzita. Ha tutte e due le ginocchia bendate. (p. 334) *Non so se lo sapete, ma [[Jimmy Connors|Connors]] aveva uno dei modi di giocare più eccentrici che la storia del tennis ricordi – era un giocatore aggressivo "di potenza" che scendeva raramente a rete, aveva il servizio di una ragazza rachitica, e colpiva sempre in maniera piatta e assolutamente senza effetto. (p. 347) *[[John McEnroe]] non era tanto alto, eppure si può ragionevolmente affermare che sia stato il miglior giocatore di serve and volley di tutti i tempi; ma d'altronde, McEnroe era un'eccezione rispetto a tutti o quasi gli schemi di prevedibilità esistenti. Al suo apice (diciamo dal 1980 al 1984) è stato il più grande tennista di sempre – e il più dotato, il più bello, il più tormentato: un genio. Per me, guardare McEnroe che indossa una giacca blu in sintetico e fa quelle ignobili telecronache colorite, zeppe di luoghi comuni idioti, è come guardare [[William Faulkner|Faulkner]] che fa uno spot pubblicitario per una catena di negozi di abbigliamento. (p. 348) *Guardate [[Andre Agassi|Agassi]] da vicino qualche volta – per essere un uomo così piccolo e un giocatore così grande, è sorprendentemente privo di finezza, con movimenti che assomigliano più a quelli di un musicista heavy-metal che a quelli di un atleta. (p. 349) *Quando il dritto di Joyce entra in contatto con la palla, la sua mano sinistra dietro di lui si apre, come se stesse lasciando una presa, un gesto decorativo che non ha niente a che fare con la meccanica del colpo. Michael Joyce non lo sa, ma la sua mano sinistra si apre nel momento dell'impatto sul dritto: è una cosa inconscia, un tic estetico che è cominciato quando era bambino e che ora è inestricabilmente connesso con un colpo che esso stesso è ormai automatico per il ventiduenne Joyce, dopo anni passati a colpire molti, molti più dritti di quanti uno ne potrebbe mai contare. (p. 351) *{{NDR|Sui tic dei tennisti}} Lo strano movimento da sindrome di Tourette in cui [[Vitas Gerulaitis|Gerulaitis]] scuoteva la testa da destra a sinistra mentre faceva rimbalzare la palla prima del lancio, come se stesse avendo un piccolo attacco di epilessia. (p. 351) *{{NDR|Sui tic dei tennisti}} La bizzarra posizione di servizio di McEnroe, aperta e con le braccia rigide, con entrambi i piedi paralleli alla linea di fondo e il fianco rivolto così rigorosamente alla rete che sembra una figura su un fregio egizio. (p. 351) *{{NDR|Sui tic dei tennisti}} Il modo in cui Agassi sposta il peso ripetutamente da un piede all'altro mentre si prepara per il lancio, come se avesse un disperato bisogno di pisciare. (p. 351) *I colpi di Agassi sembrano più quello che sarebbero stati i colpi di [[Björn Borg|Borg]] se Borg si fosse sottoposto per un anno a un trattamento di steroidi e metanfetamine, e avesse colpito ogni cazzo di palla quanto più forte poteva – Agassi dà dei colpi su rimbalzo più forti di chiunque altro abbia mai giocato a tennis, tanto forti che stenti a crederci, se sei proprio lì a bordo campo. (p. 353) *Però Agassi ha un movimento di chiusura esagerato, in cui tiene entrambe la mani sulla racchetta e chiude il colpo quasi come un battitore nel baseball, il che fa sollevare la sua maglietta sul davanti e mette in bella vista il suo pancino villoso – qui a Montreal, questo lo trovo repellente, sebbene le donne sedute intorno a me sembrino pronte a dare la vita per un'occhiata al pancino di Agassi. (p. 354) *Agassi è in tutto e per tutto veloce quanto Chang, e guardate A.A. in tv, ogni tanto, mentre cammina tra un punto e l'altro: fa questi passetti minuscoli, con le punte decisamente in dentro, il passo di un uomo i cui piedi sono praticamente senza peso. (p. 354) *Mi sento di affermare che il tennis è lo sport più bello che esista e anche il più impegnativo. Richiede controllo sul proprio corpo, coordinazione naturale, prontezza, assoluta velocità, resistenza e quello strano miscuglio di prudenza e abbandono che chiamano coraggio. Richiede anche intelligenza. Anche un singolo colpo in un dato scambio di un punto di un incontro professionistico è un incubo di variabili meccaniche. (p. 356) *[[Jim Courier]], ex n. 1 ma ora in fase calante, e qui solo decima testa di serie, 153 in tv assomiglia a Howdy Doody con un cappello in testa, ma qui si rivela essere un ragazzone – la «Guide Média» gli attribuisce un peso di 79 kg, ma lui lo supera di gran lunga, e ha muscoli lunghi e lisci e l'andatura e l'espressione di un guardaspalle della mafia. (p. 380) *[[Michael Chang]], ventitré anni e n. 5 del mondo, sembra composto di due persone diverse cucite insieme grossolanamente: un tronco normale appollaiato su delle enormi gambe muscolose e completamente prive di peli. Ha la testa a fungo, capelli neri come l'inchiostro e un'espressione di profonda e ostinata infelicità, la faccia più infelice che io abbia mai visto al di fuori di un corso post-laurea di scrittura creativa. (p. 380) *[[Pete Sampras|P. Sampras]], di persona, è quasi tutto denti e sopracciglia, ha delle gambe e degli avambracci incredibilmente pelosi, peli in abbondanza tale da permettermi di scommettere a colpo sicuro che il ragazzo ne ha pure sulla schiena, e dunque, almeno, non è al 100% benedetto e baciato dalla sorte. (pp. 380-381) *[[Goran Ivanišević|Goran Ivanisevic]] è alto e abbronzato e sorprendentemente carino – almeno per un Croato; io i Croati me li immagino sempre devastati ed emotivamente compressi, come usciti da una litografia di [[Edvard Munch|Munch]] – se non fosse per un taglio di capelli a scodella incongruo e totalmente assurdo che lo fa assomigliare a un membro di una ''coverband'' dei [[The Beatles|Beatles]]. (p. 381) *Il ceco [[Petr Korda]], un tempo fra i primi dieci del mondo, è un altro esempio di conglomerato clastico male assortito: 1 metro e 88 per 72 kg, ha la corporatura di un levriero in posizione eretta e la faccia di – cosa inquietante e misteriosa – un pulcino appena uscito dall'uovo (e in più, degli occhi assenti che non riflettono nessuna luce e sembrano «vedere» solo nel senso in cui «vedono» gli occhi dei pesci e degli uccelli). (p. 381) *Una delle cose che rendono Agassi tanto forte è che riesce a mettere a segno colpi vincenti da ogni parte del campo – non ha restrizioni geometriche. (p. 383) *I nervi e gli intoppi sono importantissimi in uno sport basato sulla precisione e il tempismo, come il tennis, e il «perdere la testa» spazza via tennisti juniores dall'agonismo più di qualunque altro tipo di mancanza di talento o di motivazione. (p. 384) *Michael Joyce è, in altre parole, un uomo completo (anche se in una maniera grottescamente limitata). Ma vuole di più. Non maggiore completezza, non pensa in termini di virtù o di trascendenza. Vuole essere il migliore, vuole che il suo nome sia famoso, vuole sollevare trofei da professionista sopra la propria testa voltandosi pazientemente in ogni direzione verso i fotografi e le telecamere. È un americano e vuole vincere. (p. 385) ==''Tutto e di più – storia compatta dell'infinito''== *Il Matematico Mentalmente Instabile sembra oggi in un certo senso essere ciò che il Cavaliere Errante, il Santo Mortificantesi, l'Artista Tormentato, e lo Scienziato Pazzo sono stati durante altre epoche: una sorta di Prometeo, colui che va in luoghi proibiti e ritorna con doni che tutti noi potremo usare, ma per i quali lui sarà l'unico a pagare. Questo è probabilmente un po' esagerato, almeno in molti casi: ma [[Georg Cantor|Cantor]] corrisponde allo stampo meglio di tanti altri. (p. 8) *Ma la conclusione, per quanto astratta, sembra ineludibile: ciò che giustifica la nostra fiducia nel Principio di Induzione è il fatto che ha sempre funzionato benissimo in passato, almeno finora. Ovvero: la nostra unica vera giustificazione del Principio di Induzione è il Principio di Induzione, il che non suona certo rassicurante. (p. 15) *Ed è vero: non vi è nulla di più astratto dell’infinito. O quantomeno del nostro concetto confuso, intuitivo e legato al linguaggio naturale di ∞. È tipo il massimo della separatezza dall’esperienza reale. Prendete la caratteristica più onnipresente e opprimente del mondo concreto (ovvero il fatto che tutto ha una fine, è limitato, si esaurisce) e poi concepite astrattamente qualcosa che sia privo di questa caratteristica. (p. 19) *È in aree come la matematica e la metafisica che incontriamo uno degli attributi più strani della mente umana media: la capacità di concepire cose che, in senso stretto, non siamo in grado di concepire. (p. 20) *”Un essere onnipotente può creare qualcosa di troppo pesante perché possa sollevarlo ?” (p. 20) *Mai in passato vi è stato uno iato tanto immenso tra come il mondo appare e come la scienza ci dice che esso è. (p. 20) *”Sappiamo” una semi-infinità di verità che contraddicono la nostra esperienza immediata e ragionevole del mondo. Però noi dobbiamo vivere e funzionare nel mondo. E quindi astraiamo, compartimentiamo: ci sono cose che sappiamo e cose che “sappiamo”. [...] Da un punto di vista oggettivo tutta questa faccenda è profondamente schizoide, ma il fatto è che -in quanto profani soggettivi- non percepiamo spesso questo conflitto. Perché naturalmente le nostre vite sono concretamente operative al 99.9% e noi operiamo concretamente sulla base di ciò che sappiamo e non di ciò che “sappiamo”. (p. 21) *Ai babilonesi e agli egizi, in altre parole, interessavano più le cinque arance che il 5. (p. 26) *Non dimenticate che un linguaggio è sia una mappa del mondo sia un mondo in sé, con le proprie zone d’ombra e i propri orridi, luoghi dove persino le affermazioni che sembrano obbedire a tutte le regole del linguaggio sono impossibili da gestire. (p. 27) *Come la maggior parte dei giganti che hanno rivoluzionato la matematica o le scienze, Cantor era al 100% un uomo del suo spaziotempo e i suoi risultati furono l'insolita congiunzione di un’intelligenza e un coraggio personali straordinari e del contesto giusto di problemi e condizioni generali che, con il senno di poi, tendono a far sembrare inevitabili i progressi intellettuali e quasi incidentali i loro autori. (p. 37) *La bordata di Berkeley è per certi versi la contropernacchia del cristianesimo a Galileo e alla scienza moderna. Il punto fondamentale di Berkeley è che la matematica del XVIII secolo, nonostante le sue pretese deduttive, poggiava di fatto sulla fede non meno della religione. (p. 117) *Gödel e Cantor sono entrambi morti in manicomio, lasciandosi alle spalle un mondo senza una circonferenza finita. Un mondo che oggi ruota in un nuovo tipo di Vuoto, tutto formale. La matematica continua ad alzarsi dal letto. (p. 250) *Di rado i corsi di matematica ci dicono se una data formula è davvero significativa, o perché lo è, o da dove è arrivata, o cosa c'era in gioco. C'è evidentemente una differenza tra essere in grado di usare correttamente una formula e sapere davvero come risolvere un problema, sapere perché un problema è un vero problema matematico e non solo un esercizio. E naturalmente anche gli studenti pensano raramente di chiederlo: ci vuole già tanto lavoro per "capire" le formule (ovvero per essere in grado di usarle per risolvere correttamente dei problemi) che spesso non ci rendiamo conto di non capirle affatto. *Estensioni e modifiche successive della teoria russelliana dei tipi, fatta da logici come F.P. Ramsey e A. Tarski, sono un incubo di complicazione e confusione tale che la maggior parte dei matematici fingerà di non sentirvi nemmeno se tentate di portare il discorso su di esse. *I testi di matematica sono simili a documenti legali e spesso altrettanto divertenti da leggere. *Non basta che le teorie matematiche funzionino: si suppone anche che siano definite in maniera rigorosa e dimostrate in modo adeguato ai grandi standard deduttivi greci. Ciò non è però capitato per la maggior parte del '700. Era come una bolla speculativa del mercato azionario. E per un po' è sembrato favoloso. *Questi [[numero irrazionale|numeri]] {{NDR|irrazionali}}, scoperti non essere esprimibili per mezzo di quantità finite, furono così letali per i Pitagorici che la loro scoperta divenne l'equivalente greco del [[Scandalo Watergate|Watergate]]. ==''Una cosa divertente che non farò mai più''== ===[[Incipit]]=== E allora oggi è sabato 18 marzo e sono seduto nel bar strapieno di gente dell'aeroporto di Fort Lauderdale, e dal momento in cui sono sceso dalla nave da crociera al momento in cui salirò sull'aereo per Chicago devono passare quattro ore che sto cercando di ammazzare facendo il punto su quella specie di puzzle ipnotico-sensoriale di tutte le cose che ho visto, sentito e fatto per il reportage che mi hanno commissionato.<br />Ho visto spiagge di zucchero e un'acqua di un blu limpidissimo. Ho visto in completo casual da uomo tutto rosso col bavero svasato. Ho sentito il profumo che ha l'olio abbronzante quando è spalmato su oltre dieci tonnellate di carne umana bollente. Sono stato chiamato «Mister» in tre diverse nazioni. Ho guardato cinquecento americani benestanti muoversi a scatti ballando l'Electric Slide. Ho visto tramonti che sembravano disegnati al computer e una luna tropicale che assomigliava più a una specie di limone dalle dimensioni gigantesche sospeso in aria che alla cara vecchia luna di pietra degli Stati Uniti d'America che ero abituato a vedere.<br />Ho partecipato (molto brevemente) a un trenino a ritmo di conga. <!-- pp. 5-6 --> ===Citazioni=== *Ho sentito cittadini americani maggiorenni e benestanti che chiedevano all’Ufficio Relazioni con gli Ospiti se per fare snorkeling c'è bisogno di bagnarsi, se il tiro al piattello si fa all'aperto, se l'equipaggio dorme a bordo e a che ora è previsto il Buffet di Mezzanotte. (p. 7) *Quanto tempo è che non fate ''Assolutamente Niente''? Per quanto riguarda me, lo so con precisione. So con precisione quanto tempo è passato dall'ultima volta che ogni mio bisogno è stato esaudito senza possibilità di scelta da qualche forza esterna, senza che dovessi farne richiesta o addirittura ammettere di avere alcun bisogno. E anche quella volta galleggiavo nell'acqua, in un liquido salato, e caldo, ma poi nemmeno troppo – e se per caso ero cosciente, sono sicuro che non avevo paura e che mi stavo divertendo un sacco e che avrei spedito cartoline dicendo a chiunque «vorrei che fossi qui». (p. 25) *La coppia di pensionati di Chicago, ormai astuti veterani delle code, visto che è la loro quarta crociera extralusso, spintonando a destra e a manca sono molto più avanti di me. Una seconda signora addetta al Controllo Folle della Celebrity ha un megafono e continua a ripetere instancabilmente di non preoccuparci delle valigie, che ci raggiungeranno più tardi, e sono il solo, a quanto pare, a trovare la cosa agghiacciante nel suo involontario richiamo alla scena della partenza per Auschwitz di ''[[Schindler's List - La lista di Schindler|Schindler's List]]''. (p. 28) *Quando il mare è agitato, gli ipocondriaci sono occupati a misurarsi le pulsazioni gastriche ogni due secondi e a chiedersi se quel che avvertono può essere l'inizio di un attacco di mal di mare e/o a calcolare l'intensità precisa del mal di mare. Per quanto concerne il [[mal di mare]], però, viene fuori che il mare agitato è più o meno come una battaglia: non puoi mai sapere in anticipo quale sarà la tua reazione. Mette alla prova la parte più istintiva e profonda di un uomo. (p. 44) *Un [[annuncio pubblicitario]] che fa finta di essere arte è – quando va bene – come quando qualcuno vi sorride cordialmente solo perché vuole qualcosa da voi. Questo è già disonesto, ma il peggio è l'effetto finale che tale disonestà suscita in noi: poiché esso offre un perfetto facsimile o simulacro di buona fede senza il vero spirito della buona fede, produce confusione nella nostra mente e alla fine la nostra guardia si alza anche di fronte ai sorrisi sinceri e all'arte vera e alla buona fede. Ci fa sentire confusi, soli, impotenti, arrabbiati e impauriti. Ci fa sentire disperati. (p. 58) *[...] se il viziare, se la gentilezza radicale non sono motivate da un affetto forte e quindi né ti danno la certezza né ti aiutano a rassicurarti che insomma non sei un coglione, quale profondo e significativo valore vuole avere tutta questa [[accondiscendenza|condiscendenza]] e pulizia? (p. 72) *Il tema del giorno al caro vecchio tavolo 64 ieri sera era che nella primitiva e povera Cozumel il [[Dollaro statunitense|dollaro americano]] è trattato come gli UFO: «Quando atterra, entrano tutti in adorazione». (p. 88) *C'è qualcosa di inequivocabilmente ''capronesco'' in un turista americano che si muove all'interno di un gruppo. Hanno una certa flemma avida. Anzi, ''abbiamo''. Nel porto diventiamo automaticamente ''Peregrinatores Americani, Die Lumpenamerikaner''. Gli orrendi. Per me, la caproscopofobia<ref>(= terrore patologico di essere considerato un caprone) {{NDR|nota presente nel testo originale}}</ref> è una ragione persino più forte della semi-agorafobia per decidere di restare sulla nave quando attracchiamo nel porto. (p. 90) *Una parte della mia diffusa disperazione in questa crociera extralusso è che, a prescindere da come mi comporto, non posso sfuggire alla mia sostanziale e sgradevole [[Stati Uniti d'America|americanità]]. Questa disperazione raggiunge il suo apice nel porto, sul ponte, mentre guardo il gruppo di cui non posso fare a meno di far parte. Se rimango quassù o vado anch'io laggiù, non importa, sono un turista americano, e quindi sono ''ex officio'' grasso, flaccido, rosso in viso, rumoroso, volgare, autoindulgente, narcisista, viziato, esibizionista, vergognoso, disperato e ingordo: l'unica specie al mondo di caprone carnivoro. (pp. 92-93) *È da notare che la vera illusione, qui, non è che questa promessa sarà mantenuta, ma che sia possibile mantenerla. Questa è una grande, gigantesca menzogna. (pp. 99-100) *Ma la mia parte infantile è insaziabile – e anzi, la sua essenza, il suo ''Dasein'' o quant'altro, sta proprio nella sua insaziabilità a priori. In risposta alla prospettiva di una gratificazione e un accudimento straordinari, la mia insaziabile parte infantile non farà che accrescere la soglia di soddisfazione fino a conseguire di nuovo la sua omeostasi di grave insoddisfazione. (p. 100) *Oggi, comunque, è il giorno in cui ho subito uno scacco matto in ventitré mosse da una bambina di nove anni. Ma su questo non vorrei dilungarmi. [...] Per ricaricarmi psicologicamente ritorno nella mia cara 1009 {{NDR|La sua cabina}}. Mangio quattro frutti che assomigliano a minuscoli mandarini, ma sono più dolci, e guardo per la quinta volta questa settimana la parte di ''J.P.'' {{NDR|''[[Jurassic Park (film)|Jurassic Park]]''}} quando i Velociraptor tendono un agguato ai bambini superdotati nella cucina specchiata e istituzionale, e mi accorgo di nutrire per i Velociraptor una simpatia prima insospettabile. (pp. 113-115) *E infine, [...] sappiate che il movimento di un piattello non colpito in movimento contro l'immensa volta di lapislazzuli del cielo in mare aperto assomiglia al cammino del sole – vale a dire arancione e parabolico e da destra a sinistra – e che quando il piattello sparisce nell'acqua tocca prima col bordo, non fa schizzi ed è triste. (p. 142) *Qui viene alla luce un tratto essenziale delle [[Crociera|crociere]] extralusso: si viene intrattenuti da qualcuno a cui state chiaramente antipatici e si ha la sensazione di meritare l'antipatia nel momento stesso in cui ci si sente offesi. (p. 149) *[...] il conseguente reinserimento nelle richieste adulte della vita reale, senza sbocco al mare, non è stato così brutto come mi aveva fatto temere una settimana di Assolutamente Niente. (p. 151) ==''Verso Occidente l'Impero dirige il suo corso''== *Anche perché sembrava pure avida ed egoista, e troppo poco ingenua per farsi perdonare ciò che sembrava. (p.26) *Uno di quei tipi dolorosamente brillanti la cui evidente cecità rispetto alla propria brillantezza rende soltanto più doloroso l'acuto bagliore della luce che emana. (p.28) *Cominciarono soltanto a frequentarsi, in quel territorio crepuscolare che sta fra l'essere solo amici e quello che, qualunque cosa sia, non è amicizia. (p.32) *Le critiche sono reazioni. E quindi fanno solo bene. Se per una campagna pubblicitaria J.D. crea una strategia che nessuno critica, allora J.D. capisce subito che la sua idea è una stronzata, un matrimonio malriuscito fra il jingle e l'immagine, un matrimonio che non darà frutti, che resta lì inerte, senza nessun copulatorio ingranare di marce, senza nessun nuovo movimento all'interno dei movimenti del mercato. Delle critiche hai bisogno. Nutriente. Significano attenzione. Fanno lavorare l'immaginazione. Fanno vendere. Danno sfogo al desiderio, e fanno vendere. (pp.35-36) *È questo che fanno i pubblicitari. Scommettono la propria vita sulle critiche, sull'attenzione, sul desiderio, la paura, l'amore, il matrimonio fra i diritti di concessione e il mercato. Sulla persistenza dell'immagine nella memoria del pubblico. Sulla fedeltà alla marca. Sull'empatia col cliente. Sulle vendite. Sulla vita. (p.36) *L'elemento di tragicità ''contemporanea'', in Sternberg, è che ha un fatele difetto ''fisico''. Ha un occhio completamente rivoltato verso l'interno della faccia. [...] Di quello che veda l'occhio rivolto all'indietro non parla. (pp.53-54) *È infelice, ma è l'infelicità relativamente lucida e agevole di chi è almeno abbastanza sicuro del motivo per cui è infelice, e sa che cosa maledirebbe da qui all'eternità. (p.71) *Il problema dei giovani, a partire da un certo momento degli anni Sessanta, è che tendono a vivere troppo intensamente all'interno del proprio momento sociale, e quindi a vedere tutta l'esistenza dopo i trent'anni o giù di lì come una fase in un certo senso postcoitale. (p.73) *E imparano, come Ambrose, stesso disse di aver imparata dalla sua dura esperienza artistica e accademica, che la vita, invece di essere un film vietato ai minori di diciotto anni, o anche solo ai minori di quattordici, in realtà il più delle volte non arriva nemmeno a essere distribuita nelle sale. Tende a essere troppo lenta. (pp.73-74) *Il contadino possiede solo cereali grezzi, e (paradossalmente) in quantità tale da perdere ogni valore. (p.80) *Nei momenti meno adatti c'è sempre un [[Mormonismo|mormone]] in giro, a mettere alla prova la pazienza della gente con la sua gentilezza non richiesta. (p.92) *Chiunque sia disposto ad accettare soldi da un estraneo, in un aeroporto, gratis, senza minimamente sapere chi siamo o se c'è sotto qualche imbroglio, e riveli la sua paura e il suo desiderio numero uno a un blocco di fogli, per quei soldi, è un consumatore nato, un micromercato a sé stante, pieno di desiderio e paura e viceversa, l'obiettivo perfetto per la prossima ondata di campagne pubblicitarie mirate. (p.104) *Certe persone riescono a chiedere se c'è qualche problema in un modo che assicura un'appropriata risposta negativa. (p.116) *Sembra, ogni anno, che la violenza si riveli sempre meno come la capacità, e sempre più come la pura e semplice opportunità, di fare del male. (pp.130-131) *Essere un soggetto significa essere Soli. Intrappolati. Tenuti a distanza da se stessi. [...] Puoi baciare la schiena di chiunque, tranne che la tua. Puoi fare l'amore con chiunque o qualunque cosa, tranne... (p.134) *Se i giovano compagni hanno ciascuno le proprie false convinzioni - D.L. che il cinismo e l'ingenuità si escludano a vicenda, Stenberg che il corpo sia una prigione e non un rifugio - quella di Mark è di essere la sola persona al mondo che si sente la sola persona la mondo. È un'illusione solipsistica. (p.135) *Lo fa sentire speciale, è vero. Ma essere speciali non è molto lontano dall'essere soli. (p.140) *L'industria pubblicitaria sarà finalmente arrivata alla morte che è stata il suo obiettivo fin dall'inizio. E, nella Morte, ovviamente diventerà Vita. L'ultimo spot di tutti i tempi. La cultura d massa, la grande ninna-nanna che culla gli Stati Uniti d'America col suo affettato '''la la la''', la grossa lavagnetta per i messaggi appiccicata sul frigorifero dove conserviamo le Cose In Cui Credere, privata per sempre di sponsor precipiterà al suolo, un suolo accuratamente ricoperto di sale. Il pubblico, quell'unica grande massa di bisogno, non sentirà la mancanza di qualcuno che gli ricordi in che cosa crede. Dubiteranno delle proprie paure; crederanno ciò che desiderano. (p.143) *«La politica è ovunque. Tranne nella cultura pop e cose del genere, grazie a Dio.»[...] Steelritter non riesce proprio a credere a quanto siano ingenui questi ragazzi così cinici. (pp.153-154) *Per lei, il Vietnam non esiste se non sotto forma di lettere piene di cancellature complicate e telefonate dal collegamento disturbato, di un padre dallo sguardo completamente assente che ha visto per la prima volta su una pista di aeroporto, a nove anni. Che aveva un uncino. Che si gettava a terra quando il motore di un'automobile aveva un ritorno di fiamma (alle Datsun non capita mai: hanno troppa poca potenza), che fissava con occhi spenti e rassegnati la zanzara che gli pungeva l'unico grosso bicipite. Che se n'è andato da un pezzo ormai. (p.156) *«Mio padre se n'è andato da un pezzo. Gli ha dato do volta il cervello. È impazzito. È completamente partito. Ora sta dove tutte le stanze sono bianche e tutte le scarpe non fanno rumore. Mio padre ha lasciato il pianeta Terra.»<br/>«Be', finché ogni tanto ti fa ciao con la mano...»<br/>«Credo che l'unica cosa a cui fa ciao con la mano sia la roba che gli danno da mangiare.»<br/>«Be', finché il piatto non lo saluta anche lui...»<br/>«Credo che sia proprio quello il motivo per cui mio padre gli fa ciao». (p.157) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Oblio''=== Fortuna che io e il patrigno di Hope avevamo appena completato le nove "frontali" e stavamo lavando le palle nel marchingegno del decimo tee quando scoppiò il temporale, così riuscii a portarlo dentro il circolo prima che il vento e la pioggia cominciassero a infuriare, e a riconsegnare il cart in deposito mentre mio suocero si asciugava, si cambiava d'abito e telefonava alla moglie per comunicarle un'altra variazione nel suo programma mattutino visto che avevamo "fatto" solo nove buche. ==Citazioni su David Foster Wallace== *Artisti come lui hanno ideali di un livello troppo alto, che spesso non reggono, purtroppo, il confronto con la vita. Lui ha scritto un saggio meraviglioso su di me. Anche grazie a lui il mondo è per me un posto migliore. ([[Roger Federer]]) *[Sono rimasto folgorato] Dalla sua intelligenza dissacrante, dalla sua ferocia, dall'architettura linguistica composita dove spesso le note sovrastano il testo principale. E soprattutto dalla sua ossessione per il dettaglio, che sento molto vicina. ([[Gioele Dix]]) *Ho fatto con lui a Wimbledon un'intervista di mezz'ora, una delle più strane che abbia mai fatto. Mentre me ne andavo ero lì che mi chiedevo ancora di cosa avessimo parlato. Mi ha molto colpito il suo suicidio. ([[Roger Federer]]) *Nel suo stile massimalista, reazione al minimalismo caro a Raymond Carver, David Foster Wallace si abbandona a frasi lunghe, complesse, a volte sonore, a volte satiriche, e passa da monologhi analfabeti dei poverissimi alle spiegazioni tecniche ad esempio di certi medicinali, con un linguaggio base che è casuale e complesso, ricco di slang e anche di erudizione, capace di alternare precisione e imprecisione a proposito di uno stesso argomento. ([[Fernanda Pivano]]) *Non riuscirò mai a capire l'entusiasmo per David Foster Wallace e [[Jonathan Franzen]]. Ho finito da poco Freedom e mi sembra Pynchon in versione annacquata. ([[Harold Bloom]]) *Si appassiona alle inezie, al particolare che illumina l'universale allargando e registrando all'infinito il campo del racconto. Come quando descrive minuziosamente il sistema "ad alto tiraggio" del water della sua cabina per poi immaginare i suoi escrementi volare proiettati nell'iperspazio. Straordinario. ([[Gioele Dix]]) ===[[Bret Easton Ellis]]=== *Chiunque giudichi Foster Wallace un genio letterario dovrebbe essere incluso nel Pantheon degli imbecilli. *David Foster Wallace possedeva una tale pretenziosità letteraria da farmi vergognare di appartenere alla stessa industria editoriale. *Foster Wallace è il migliore esempio di scrittore contemporaneo che sbava per raggiungere il tipo di spaventosa grandezza culturale che non è mai riuscito a conseguire. Un impostore. *Il più sopravvalutato scrittore della nostra generazione è David Foster Wallace. *Non ho stima per lui. ''Infinite Jest'' è illeggibile. Il suo stile è mediocre, le storie confuse e piene di quel finto sentimentalismo del Midwest. ===[[Jonathan Franzen]]=== *Non esisteva scrittore vivente dotato di un virtuosismo retorico più autorevole, entusiasmante e inventivo del suo. Arrivato alla parola numero 70 o 100 o 140 di una frase sprofondata dentro un paragrafo lungo tre pagine e intriso di umorismo macabro o di autocoscienza favolosamente reticolata, sentivi l'odore di ozono esalare dalla precisione scoppiettante del costrutto che lui impartiva alle frasi, dal destreggiarsi fluido e calibratissimo tra dieci livelli di dizione: alta, bassa, media, tecnica, avanguardistica, secchiona, filosofica, gergale, farsesca, esortativa, teppistica, sdolcinata o lirica. Quelle frasi e quelle pagine, quando riusciva a crearle, erano una dimora sincera, sicura e felice quanto ogni altra avuta in quasi tutti i venti della nostra conoscenza. *Perché in quasi tutto il periodo della nostra conoscenza, l'interazione forse più intensa che ho avuto con Dave è stata quando ho letto da solo sulla mia poltrona, per dieci sere di fila, il manoscritto di ''Infinite Jest''. È in quel libro che Dave, per la prima volta, ha orchestrato se stesso e il mondo secondo i suoi dettami. A livello più microscopico: sulla faccia della terra non si è mai visto un prosatore che usasse la punteggiatura con la passione e la minuzia di Dave Wallace. A livello più globale: ha sfornato un migliaio di pagine di amenità che, pur non mostrando mai un cedimento nella forma e nella qualità dell'umorismo, diventavano sempre meno spiritose, sezione dopo sezione finché, verso la fine, ti ritrovavi a pensare che tanto valeva intitolare il libro ''Infinite Sadness''. Nessuno come Dave ha colpito nel segno. *Quando indossava i panni del giornalista, Dave dava il meglio di sé se riusciva a trovare un tecnico – un cameraman al seguito di John McCain, un operatore in un programma radiofonico – elettrizzato all'idea di conoscere uno sinceramente interessato ai misteri del suo lavoro. Dave adorava i particolari in quanto tali, ma i particolari erano anche una valvola di sfogo per l'amore che teneva imbottigliato nel cuore: un modo per stabilire un legame, su un terreno intermedio relativamente sicuro, con un altro essere umano. Il che equivale, grosso modo, alla definizione di letteratura a cui io e lui siamo giunti tra una chiacchierata e uno scambio di lettere all' inizio degli anni Novanta. ===[[Zadie Smith]]=== *Chiunque consideri Dave innanzitutto un ironista dovrebbe far caso alla scelta. La sua è una satira seria, se con satira intendiamo «la lode indiretta di ciò che è buono». Ma non voglio sostituire un Ironista con uno ossessionato da Dio. *Dave ha detto cose geniali sul dono: sulla nostra incapacità di dare gratuitamente, o di accettare quello che ci viene dato gratis. Nei suoi racconti, dare è diventato impossibile: la logica di mercato permea ogni aspetto della vita. Un tizio non riesce a regalare un vecchio attrezzo agricolo; deve dire che costa cinque dollari perché qualcuno si decida a prenderlo. *In una cultura che priva quotidianamente della capacità di usare l'immaginazione, il linguaggio e il pensiero autonomo, una complessità come quella di Dave è un dono. Le sue frasi ricorrenti, meandriche, richiedono una seconda lettura. Al pari del ragazzino che aspetta di tuffarsi, la loro osticità spezza «il ritmo che esclude il pensiero». Ogni parola che cerchiamo sul dizionario, ogni tortuosa nota che seguiamo a piè di pagina, ogni concetto che mette a dura prova cuore e cervello: tutto contribuisce a spezzare il ritmo dell'assenza di pensiero – e ci vediamo restituire i nostri doni. A chiunque è stato dato assai, assai sarà ridomandato. Dave scriveva così, come se il suo talento fosse una responsabilità. *L'unica di cui disponiamo è irrimediabilmente deturpata dall'uso improprio che se ne fa. La parola è preghiera. Per essere un rinomato ironista, Dave ha scritto molto di preghiera. Un uomo sposato, al cospetto di una seduttrice adolescente, si inginocchia e prega, ma non per l'ovvia ragione. «''Non ho paura per quello che pensi''» dice. La sgranocchiatrice di cereali prega mentre viene stuprata, ma non per ricevere soccorso. Un tizio che ha causato per sbaglio dei danni cerebrali alla figlia prega con un gesuita pazzo in mezzo a un campo, mentre una chiesa fatta senza le mani si erge intorno a loro. Quando succede l'incomprensibile e l'imperdonabile, i personaggi di Dave ricorrono all'impossibile. Le loro preghiere sono irrazionali, assurde, lasciate cadere in un vuoto, ed è da lì, paradossalmente, che traggono il loro potere. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *David Foster Wallace, ''Brevi interviste con uomini schifosi'', traduzione di Ottavio Fatica e Giovanna Granata, Einaudi, 2007. ISBN 9788806185374 *David Foster Wallace, ''Di carne e di nulla '', traduzione di Giovanna Granato, Einaudi, 2018. ISBN 978-88-06-23768-4. *David Foster Wallace & Mark Costello, ''Il rap spiegato ai bianchi'', traduzione di Christian Raimo e Martina Testa, Minimum Fax, 2019. ISBN 978-88-3389-056-2. *David Foster Wallace, ''Il re pallido'', traduzione di Giovanna Granato, Einaudi, 2011. ISBN 978880620335 *David Foster Wallace, ''Il re pallido'', traduzione di Giovanna Granato, Einaudi, 2011. ISBN 9788806203351 *David Foster Wallace, ''Il tennis come esperienza religiosa'', traduzione di Giovanna Granato, Giulio Einaudi Editore, 2012. ISBN 88-06-21092-2. *David Foster Wallace, ''Infinite Jest'', traduzione di [[Edoardo Nesi]], Fandango. ISBN 888751710X *David Foster Wallace, ''La ragazza dai capelli strani'', traduzione di Martina Testa, Minimum Fax, 2017. ISBN 978-88-7521-869-0 *David Foster Wallace, ''La scopa del sistema'', traduzione di Sergio Claudio Perroni, Fandango, Roma. *David Foster Wallace, ''La scopa del sistema'', traduzione di Sergio Claudio Perroni, Einaudi, 2014. ISBN 978-88-06-22094-5 *David Foster Wallace, ''Oblio'', traduzione di Giovanna Granato, Einaudi. *David Foster Wallace, ''Questa è l'acqua'', traduzione di Giovanna Granato, Einaudi, 2009. ISBN 978-88-06-19969-2 *David Foster Wallace, ''Tennis, tv, trigonometria, tornado'', traduzione di Vincenzo Ostuni, Christian Raimo, Martina Testa, Minimum Fax, 2018. ISBN 978-88-7521-916-1. *David Foster Wallace, ''Tutto e di più: storia compatta dell'∞'', traduzione di Giuseppe Strazzeri e Fabio Paracchini, Codice, 2017. ISBN 9788875786984. *David Foster Wallace, ''Una cosa divertente che non farò mai più'', traduzione di Gabriella D'Angelo e Francesco Piccolo, Minimum Fax, 2017. ISBN 9788875218379 *David Foster Wallace, ''Verso Occidente l'Impero dirige il suo corso'', traduzione Martina Testa, Minimum Fax, 2019. ISBN 978-88-3389-009-8 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Brevi interviste con uomini schifosi|''Brevi interviste con uomini schifosi''|(1999)}} {{Pedia|Considera l'aragosta|''Considera l'aragosta''|(2005)}} {{Pedia|Infinite Jest|''Infinite Jest''|(1996)}} {{Pedia|La ragazza con i capelli strani|''La ragazza con i capelli strani''|(1997)}} {{Pedia|Questa è l'acqua|''Questa è l'acqua''|(2009)}} {{Pedia|Una cosa divertente che non farò mai più|''Una cosa divertente che non farò mai più''|(1997)}} ==Collegamenti esterni== *''[http://www.nytimes.com/2006/08/20/sports/playmagazine/20federer.html?pagewanted=all Federer as Religious Experience]'', lungo articolo scritto da Wallace per il ''New York Times'' e pubblicato il 20 agosto 2006, rappresenta la versione originale del saggio ''Federer come esperienza religiosa''. {{DEFAULTSORT:Wallace, David Foster}} [[Categoria:Saggisti statunitensi]] [[Categoria:Scrittori statunitensi]] 8wx3h5eedjq68wql7bdf6mplxzpdd3h Merry Christmas 0 8332 1425935 978918 2026-09-08T10:37:05Z ~2026-48592-60 108335 1425935 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Merry Christmas |titolooriginale= Merry Christmas |paese= Italia |anno= 2001 |genere= comico |regista= [[Neri Parenti]] |sceneggiatore= [[Fausto Brizzi]], [[Lorenzo De Luca]], [[Marco Martani]] |attori= *[[Massimo Boldi]]: Enrico Carli *[[Christian De Sica]]: Fabio Trivellone *[[Biagio Izzo]]: Portiere *[[Enzo Salvi]]: Cesare *[[Bruno Arena]]: Bruno *[[Sarah Calogero]]: Martina *[[Marco Iannone]]: Matteo Trivellone *[[Max Cavallari]]: Max *[[Paula Vázquez]]: Selvaggia, prima moglie di Trivellone *[[Emanuela Folliero]]: seconda moglie di Trivellone |note= }} '''''Merry Christmas''''', film italiano del 2001 con [[Christian De Sica]] e [[Massimo Boldi]]. Regia di [[Neri Parenti]]. ==Frasi== *Pagare le scommesse a Selvaggia è sempre un piacere. Solo che preferisce essere pagata nei posti più strani. ('''Fabio Trivellone''') *Non s'ha da fare questo matrimonio, monio monio monio, monio monio monio! ('''Enrico Carli''') *{{NDR|al figlio, all'arrivo ad [[Amsterdam]]}} La cosa fondamentale è che, se non riesci a scopa' qua, la "mazza da baseball" la puoi pure attacca' al chiodo! ('''Fabio Trivellone''') *{{NDR|al figlio}} Ma da chi l'hai preso st'uccellone, dai cugini de mamma? Quelli so' sardi! ('''Fabio Trivellone''') *Io non ho mai visto nella mia vita un vaso così bello. ('''Max''') *{{NDR|vedendo il futuro genero che fa le flessioni senza mani...}} Ma questo qui trafora anche il pavimento! E anche la tusa! ('''Enrico Carli''') *{{NDR|al ristorante giapponese}} E tu chi sei? 'Na ''geisha''? Ma rifatte i denti! ('''Fabio Trivellone''') *{{NDR|in un locale di Amsterdam}} Evvai a chicca c'ho na fame! Aparecchia er culo per due! ('''Cesare''') *Ah, Chicco, mo' te ' dico: c'ho il "tronchetto della felicità" che grida vendetta! ('''Cesare''') *Te lo sei fatto un bell'incontro ravvicinato de la terza topa? ('''Cesare''') *{{NDR|cantando alla maniera dei [[Neri per caso]]}} ''Ho avuto una storia con una [[bambola sessuale|bambola gonfiabile]] | ma poi è finita perché ha cominciato a bucarsi...'' ('''Max''') *{{NDR|Alla futura sposa}} Io non ho mai visto nella mia vita delle scarpe così belle! ('''Max''') *A chicca quanto sei bella! Sembri na bambola! Ma 'ndove hai parcheggiata 'a scatola? Ma n'è che te droghi eh? N'è che te sei presa le sostanze ''topantiiii''? ('''Cesare''') *{{NDR|Rivolto alle sue mogli e figli}} Dovreste amarmi come io vi amo! Perché amare è anche dare, è anche... {{NDR|resosi conto che è rimasto da solo nella stanza}} Se ne so' andati! Ma annate a mori' ammazzati! Ma che se fa così co' 'na persona? {{NDR|osservando una prugna nella fruttiera }} Che è 'na prugna questa? {{NDR|mentre la mastica}} Che angoscia! Ma è 'na merda, ma che è fracida? ('''Fabio Trivellone''') ==Dialoghi== *'''Portiere''': L'uccello è bellisimo! <br /> '''Fabio Trivellone''': Eh certo! <br /> '''Portiere''': In fondo io lei abbiamo delle cose in comune... <br /> '''Fabio Trivellone''': Ehi! <br /> '''Portiere''': Nooo, volevo dire che anche io una volta... volavo! <br /> '''Fabio Trivellone''': Volavo... sui cazzi! *{{NDR|Bruno rimane steso al suolo dopo aver preso in testa un vaso}} <br /> '''Portiere''': No, non si avvicini. Non è un bello spettacolo. <br /> '''Max''': E lo so, lo conosco da trent'anni. <br /> '''Portiere''': Era già così? <br /> '''Max''': Eh anche peggio! <br /> '''Maitre''': Dio, che schifo! <br /> '''Max''': Bruno, ma perché sei sdraiato per terra? <br /> '''Bruno''': Allora sei scemo! *'''Cesare''': Tra un mese me sposo, mica tradisco tu' fìa! E poi ho fatto pure un fioretto a San Francesco... <br /> '''Enrico Carli''': D'Assisi?<br /> '''Cesare''': No, de Trigoria! San Francesco Totti. *'''Enrico Carli''' {{NDR|Parlando alla figlia del futuro genero}}: Adesso siamo come culo e [[camicia]]! E io sono la camicia! <br /> '''Cesare''': So' soddisfazioni! *'''Fabio Trivellone''': Ma che te stai a fa' le pippe su internet? <br /> '''Matteo''': Ma no, sto giocando a ''PC Calcio'', che è pronto? <br />'''Fabio Trivellone''': ''PC Calcio''?! Ma 'n ce sei andato su quel sito che t'ho dato, "www.bellechiappe.org"? <br /> '''Matteo''': Ma è un sito porno! <br />'''Fabio Trivellone''' {{NDR|facendo il verso al figlio}}: Ma porno! <br /> '''Matteo''': E m'ha pure beccato la mamma. <br />'''Fabio Trivellone''': Ma pure la mamma? Ma so' cose naturali! Ma mettilo in moto 'sto motore, c'hai 'n esercito di ormoni in panchina, te chiami pure Trivellone! ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film comici]] [[Categoria:Film natalizi]] qpa0s5qqblgzfy2pfa4h2yv516ju0za Harry Potter e l'Ordine della Fenice 0 14557 1425918 1309394 2026-09-07T23:25:44Z ~2026-48592-60 108335 aggiunti dialoghi 1425918 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Harry Potter e l'Ordine della Fenice |immagine = |titolooriginale = Harry Potter and the Order of the Phoenix |anno = 2007 |paese= Regno Unito/USA |genere = Avventura, fantastico |regista = [[David Yates]] |soggetto = [[J. K. Rowling]] |sceneggiatore = [[Michael Goldenberg]] |attori= * [[Daniel Radcliffe]]: [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]] * [[Rupert Grint]]: Ron Weasley * [[Emma Watson]]: Hermione Granger * [[Tom Felton]]: Draco Malfoy * [[Evanna Lynch]]: Luna Lovegood * [[Bonnie Wright]]: Ginny Weasley * [[Matthew Lewis]]: Neville Paciock * [[James Phelps]]: Fred Weasley * [[Oliver Phelps]]: George Weasley * [[Mark Williams]]: Arthur Weasley * [[Julie Walters]]: Molly Weasley * [[Shefali Chowdhury]]: Calì Patil * [[Afshan Azad]]: Padma Patil * [[Katie Leung]]: Cho Chang * [[Robert Hardy]]: Cornelius Caramell * [[Maggie Smith]]: Prof.ssa Minerva McGranitt * [[Alan Rickman]]: Prof. Severus Piton * [[Robbie Coltrane]]: Rubeus Hagrid * [[David Bradley]]: Argus Gazza * [[Michael Gambon]]: Albus Silente * [[Brendan Gleeson]]: Alastor "Malocchio" Moody * [[Natalia Tena]]: Ninfadora Tonks * [[Imelda Staunton]] : Dolores Umbridge * [[David Thewlis]]: Remus Lupin * [[Gary Oldman]]: Sirius Black * [[Helena Bonham Carter]]: Bellatrix Lestrange * [[Ralph Fiennes]]: Lord Voldemort * [[Emma Thompson]]: Sibilla Cooman |doppiatoriitaliani = *[[Alessio Puccio]]: Harry Potter *[[Giulio Renzi Ricci]]: Ron Weasley *[[Letizia Ciampa]]: Hermione Granger *[[Flavio Aquilone]]: Draco Malfoy *[[Veronica Puccio]]: Luna Lovegood *[[Erica Necci]]: Ginny Weasley *[[Gabriele Patriarca]]: Neville Paciock *[[Lorenzo De Angelis]]: Fred e George Weasley *[[Mino Caprio]]: Arthur Weasley *[[Anna Rita Pasanisi]]: Molly Weasley *[[Jun Ichikawa]]: Cho Chang *[[Sandro Pellegrini]]: Cornelius Caramell *[[Paola Mannoni]]: Minerva McGranitt *[[Francesco Vairano]]: Severus Piton *[[Francesco Pannofino]]: Rubeus Hagrid *[[Gianni Musy]]: Albus Silente *[[Paolo Buglioni]]: Alastor Moody *[[Domitilla D'Amico]]: Ninfadora Tonks *[[Ida Sansone]]: Dolores Umbridge *[[Danilo De Girolamo]]: Remus Lupin *[[Massimo Venturiello]]: Sirius Black *[[Laura Boccanera]]: Bellatrix Lestrange *[[Massimo Popolizio]]: Lord Voldemort *[[Emanuela Rossi]]: Sibilla Cooman }} '''''Harry Potter e l'Ordine della Fenice''''', film anglo-statunitense del 2007 con [[Daniel Radcliffe]], [[Rupert Grint]] e [[Emma Watson]], regia di [[David Yates]]. == Frasi == {{cronologico}} *Non mettere via la bacchetta, Harry. {{NDR|I Dissennatori}} Potrebbero tornare. ('''Arabella Figg''') *Non rompete le righe se uno di noi viene ucciso. ('''Alastor Moody''') *Preserviamo ciò che deve essere preservato, perfezioniamo ciò che può essere perfezionato e sfrondiamo pratiche che dovrebbero essere proibite. ('''Dolores Umbridge''') *{{NDR|Rivolta a Harry riferendosi a lei stessa e al padre}} Ti crediamo tutti e due, a proposito. Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato è tornato, l'hai affrontato, e il Ministero e la Gazzetta cospirano contro di te e Silente. ('''Luna Lovegood''') *Be', se io fossi Tu-Sai-Chi vorrei che ti sentissi tagliato fuori da tutti gli altri; perché se tu sei da solo, non sei una grande minaccia. ('''Luna Lovegood''') *Sta cambiando là fuori, proprio come l'ultima volta. Arriva una tempesta, Harry. Faremo meglio a essere pronti quando arriverà! ('''Hagrid''') *Pretendo che ci sia ordine! ('''Dolores Umbridge''') *Voglio che tu mi ascolti molto attentamente, Harry. Tu non sei una persona cattiva, sei una persona buonissima a cui sono capitate cose cattive. Mi capisci? E poi il mondo non è diviso in persone buone e Mangiamorte, tutti abbiamo sia luce che oscurità dentro di noi. Ciò che conta è da che parte scegliamo di agire. È questo quello che siamo. ('''Sirius Black''') *Tutti i più grandi maghi della storia hanno iniziato essendo niente di più di quello che siamo noi: studenti. Se loro ce l'hanno fatta, perché noi no? ('''Harry''') *{{NDR|A Harry Potter}} Pare che ci sia un collegamento tra la mente dell'Oscuro Signore e la tua. Se lui sia consapevole o meno di tale collegamento, per il momento non è chiaro. Prega che lui resti nell'ignoranza! ('''Severus Piton''') *{{NDR|A Cornelius Caramell dopo che Silente si è materializzato per sfuggire alla detenzione ad Azkaban}} Non le piacerà, ministro. Ma non può negare che Silente abbia stile. ('''Kingsley Shacklebolt''') *Mia mamma diceva sempre che le cose che perdiamo trovano sempre il modo di tornare da noi... Anche se non sempre come noi ce l'aspettiamo. ('''Luna Lovegood''') *Ho ucciso Sirius Black! ('''Bellatrix Lestrange''') *Devi volerlo davvero, Harry! L'ha ucciso! Se lo merita! Conosci l'incanto, Harry. Ahhhh! Fallo! Così debole! ('''Lord Voldemort''') *{{NDR|Nel corpo di Harry, rivolto a Silente}} Tu hai perso, vecchio mio! ('''Lord Voldemort''') *{{NDR|Dopo aver visto Voldemort materializzarsi al Ministero della Magia}} È tornato! ('''Cornelius Caramell''') *{{NDR|Riferita alla Umbridge}} Laida, malvagia, vecchia gargoyle! Noi non stiamo imparando a difenderci! Non stiamo imparando come superare i G.U.F.O.! Si sta impadronendo di tutta la scuola! ('''Hermione Granger''') *{{NDR|A Harry Potter}} In passato spesso l'Oscuro Signore traeva piacere nell'invadere le menti delle sue vittime, creando visioni destinate a torturarle fino alla pazzia. Solo dopo aver estratto l'ultimo, intenso, grammo di agonia, solo quando letteralmente invocavano la morte, lui finalmente le uccideva. Usata correttamente, l'Occlumanzia può farti scudo contro ogni accesso e influenza. In queste lezioni, io tenterò di penetrare la tua mente, tu tenterai di resistermi. Preparati! ('''Severus Piton''') == Dialoghi == {{cronologico}} *'''Arabella Figg''': Dissennatori a Little Whinging! Che altro ancora? Il mondo sta andando a catafascio! <br />'''Harry''': Non capisco, come fa a sapere dei...<br /> '''Arabella Figg''': Silente mi ha chiesto di tenerti d'occhio. <br />'''Harry''': Silente gliel'ha chiesto? Lei conosce Silente? <br />'''Arabella Figg''': Ah-ah. Dopo che Tu-Sai-Chi ha ucciso quel povero Diggory l'anno scorso ti aspettavi che ti permettesse di andare in giro da solo? Buon Dio, ragazzo, mi avevano detto che eri intelligente. Ora, va dentro e restaci. Qualcuno si metterà presto in contatto con te. Qualunque cosa accada, non uscire di casa. *'''Harry Potter''': Dove andiamo? La lettera diceva che mi hanno espulso da Hogwarts.<br />'''Alastor Moody''': Be', non l'hanno fatto, non ancora. Kingsley, vai in testa tu.<br />'''Kingsley''': D'accordo.<br />'''Harry Potter''': Ma la lettera diceva...<br />'''Kingsley Shacklebolt''': Silente ha persuaso il Ministro a sospendere la tua espulsione in vista di un'udienza formale. <br />'''Harry''': Un'udienza?<br />'''Kingsley Shacklebolt''': Ah-ah.<br />'''Ninfadora Tonks''': Sta' tranquillo, Harry. Ti spiegheremo tutto al Quartier Generale.<br />'''Alastor Moody''': Shh! Non qui, Ninfadora!<br />'''Ninfadora Tonks''': Non-chiamarmi-Ninfadora! *'''Albus Silente''': Testimone per la difesa: Albus Percival Wulfric Brian Silente. <br />'''Cornelius Caramell''': Hai... Hai ricevuto il nostro messaggio sul fatto che orario e luogo dell'udienza erano stati cambiati, vero? <br />'''Albus Silente''': Devo averlo perso, ma per un fortunato errore sono arrivato al Ministero con tre ore di anticipo. *'''Albus Silente''': Cornelius, ti imploro di sentir ragione. La prova che l'Oscuro Signore è tornato è incontrovertibile. <br />'''Cornelius Caramell''': Lui-non è-tornato! <br />'''Albus Silente''': Per la faccenda di Harry Potter, la legge stabilisce chiaramente che la magia può essere usata davanti ai Babbani in situazioni di vita o di morte.<br />'''Cornelius Caramell''': Le leggi possono essere cambiate se è necessario, Silente!<br />'''Albus Silente''': Ma certo! È diventato uso corrente tenere un processo criminale per affrontare un semplice caso di magia minorile?! *'''Dolores Umbridge''': Sono certa che tutti diventeremo degli ottimi amici! <br /> '''Fred e George Weasley''': Garantito. *'''Dolores Umbridge''': All'inizio ha fatto domanda per la cattedra di Difesa Contro le Arti Oscure, è esatto? <br />'''Severus Piton''': Sì.<br /> '''Dolores Umbridge''': Ma non ha avuto successo? <br />'''Severus Piton''': Ovviamente. *'''Dolores Umbridge''': Potrebbe, per favore, predire qualcosa per me? <br />'''Sibilla Cooman''': ...Come scusi? <br /> [...] <br /> '''Dolores Umbridge''': Una profezia piccina piccina? {{NDR|La prof. Cooman non risponde}} Peccato. <br />'''Sibilla Cooman''': No aspetti, aspetti, no, credo di vedere qualcosa! Sì, la vedo, qualcosa di oscuro! Lei... è in grave... pericolo! <br />'''Dolores Umbridge''': Incantevole. *'''Dolores Umbridge''': Vuole dire qualcosa, cara? {{NDR|in merito al licenziamento della professoressa Cooman}} <br /> '''Prof. McGranitt''': Oh, ci sono parecchie cose che vorrei dire! *'''Hermione Granger''': {{NDR|rivolta agli studenti di Hogwarts riunitisi in una casupola lontana dalle vie principali del castello}} Ehm, salve! Dunque, tutti sapete perché siamo qui. Ci occorre un insegnante, un insegnante come si deve, uno che ha avuto delle vere esperienze nella Difesa contro le Arti Oscure.<br/>'''Studente 1''': Perché?<br/>'''Ron Weasley''': Perché?! Perché Tu-Sai-Chi è tornato, salame!<br/>'''Studente 1''': Così dice lui.<br/>'''Hermione Granger''': Così dice Silente.<br/>'''Studente 1''': Silente dice così perché lui lo dice. Il punto è: dove sono le prove?<br/>'''Studente 2''': Se Potter potesse dirci di più su come Diggory è stato ucciso...<br/>'''Harry''': {{NDR|seccato}} Non voglio parlare di Diggory, quindi se siete qui per questo potete anche sgombrare. Andiamo, Hermione. Sono qui solo perché mi vedono come un fenomeno.<br/>'''Hermione Granger''': Harry, aspetta!<br/>'''Luna Lovegood''': È vero che sai produrre un Incanto Patronus?<br/>'''Hermione Granger''': Sì. L'ho visto io.<br/>'''Dean Thomas''': Accidenti, Harry! Non ne sapevo niente!<br/>'''Neville Paciock''': E ha ucciso un Basilico. Con una spada, nell'ufficio di Silente.<br/>'''Ginny Weasley''': È vero!<br/>'''Ron Weasley''': E il terzo anno ha lottato contro 100 Dissennatori in una volta.<br/>'''Hermione Granger''': E l'anno scorso ha affrontato Voi-Sapete-Chi in carne e ossa.<br/>'''Harry''': Aspetta. Sentite, sembra tutto grandioso a sentirlo così, ma la verità è che ho avuto fortuna. Non sapevo quello che facevo metà del tempo, ho avuto quasi sempre un aiuto.<br/>'''Hermione Granger''': Sta facendo il modesto.<br/>'''Harry''': No, Hermione. Non è vero. Affrontare queste cose nella vita reale non è come a scuola, a scuola quando commetti un errore puoi sempre riprovare il giorno dopo, ma lì fuori quando sei a un istante dall'essere ucciso o vedi un amico morire davanti ai tuoi occhi... non sapete che cos'è.<br/>'''Hermione Granger''': Hai ragione, Harry, non lo sappiamo. Per questo ci occorre il tuo aiuto. Perché se avremo la possibilità di sconfiggere... Voldemort...<br/>'''Nigel''': È tornato davvero? {{NDR|Harry annuisce}} *'''Hermione Granger''': È piuttosto eccitante, no? Infrangere le regole.<br/>'''Ron Weasley''': Chi sei tu? Che ne hai fatto di Hermione Granger? *'''Harry Potter''': Stai bene? Ho saputo che la Umbridge ti ha dato del filo da torcere.<br/>'''Cho''': Sì, sto bene. Comunque, ne vale la pena? {{NDR|ricambia i sentimenti di Harry, ma pensa ancora a Cedric}} È solo che imparando tutto questo mi fa pensare: se lui l'avesse saputo?<br/>'''Harry Potter''': Cedric... Cedric conosceva quesa roba. Lui era molto bravo. È... è solo che Voldemort era più bravo.<br/>'''Cho''': Sei davvero un bravo insegnante, Harry. Non ero mai riuscita a schiantare nulla prima. {{NDR|vede del vischio magico allungarsi gradualmente sotto di loro}} Vischio...<br/>'''Harry Potter''': Probabilmente è pieno di Nargilli.<br/>'''Cho''': Cosa sono i Nargilli?<br/>'''Harry Potter''': Non ne ho idea. {{NDR|si baciano}} *'''Severus Piton''': Sei proprio come tuo padre! Pigro, arrogante!<br />'''Harry Potter''': Non dica una parola contro mio padre!<br />'''Severus Piton''': Debole!<br />'''Harry Potter''': Io non sono debole!<br />'''Severus Piton''': Allora provalo! Controlla le tue emozioni! Disciplina la tua mente! *'''Severus Piton''': Tu e Black siete due ragazzini sentimentali, sempre a frignare su quanto amaramente ingiusta è stata la vostra vita. Be', non l'avrai notato, ma la vita non è giusta! Il tuo beato padre lo sapeva e infatti frequentemente provvedeva a questo!<br/>'''Harry''': Mio padre era un grand'uomo!<br/>'''Severus Piton''' {{NDR|scaraventando Harry}}: Tuo padre era un maiale!! *'''Bellatrix Lestrange''': Lui sa come si gioca! Piccino, piccino, piccolo Potter.<br/>'''Neville Paciock''': Bellatrix Lestrange!<br/>'''Bellatrix Lestrange''': Neville Paciock, vero? Come vanno mamma e papà? {{NDR|È stata Bellatrix a rendere pazzi i genitori di Neville con la Maledizione Cruciatus}}<br/>'''Neville Paciock''': Meglio ora, stanno per essere vendicati! *'''Harry Potter''' {{NDR|disarmando Lucius Malfoy}}: ''Expelliarmus''!<br />'''Sirius Black''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Bel colpo, James! *'''Albus Silente''': Sciocco da parte tua venire qui stanotte, Tom. Gli Auror stanno per arrivare!<br />'''Lord Voldemort''': Per allora me ne sarò già andato e tu... sarai morto! {{NDR|iniziano a combattersi}} *'''Lord Voldemort''' {{NDR|dopo aver preso possesso del corpo di Harry}}: Così debole, così... vulnerabile. Guardami!<br />'''Albus Silente''': Harry, non conta quanto siete simili, ma quanto non lo siete. Harry!<br/>'''Harry Potter''' {{NDR|rivolto a Voldemort}}: Tu sei il debole! E non conoscerai mai l'amore... o l'amicizia... e mi dispiace per te! {{NDR|Voldemort viene smaterializzato fuori dal suo corpo}}<br />'''Lord Voldemort''' {{NDR|avvicinandosi con tono tranquillamente minaccioso}}: Sei uno sciocco, Harry Potter... e perderai... ogni cosa. *'''Albus Silente''': So cosa provi, Harry.<br />'''Harry Potter''': No, non lo sa. È colpa mia.<br />'''Albus Silente''': No, la colpa è mia. Sapevo che era solo questione di tempo prima che Voldemort stabilisse un legame tra voi due. Ho pensato che tenendomi a distanza da te, come ho fatto tutto l'anno, sarebbe stato meno tentato e tu saresti stato più protetto.<br />'''Harry Potter''': La profezia ha detto: "Nessuno dei due può vivere se l'altro sopravvive". Vuol dire che uno di noi dovrà uccidere l'altro... alla fine?<br />'''Albus Silente''': Sì.<br />'''Harry Potter''': Perché non me l'ha detto?<br />'''Albus Silente''': Per lo stesso motivo per cui hai cercato di salvare Sirius, lo stesso per cui i tuoi amici ti hanno salvato. Dopo tutti questi anni, dopo tutto quello che hai sofferto, non volevo causarti altro dolore. Sono troppo affezionato a te. == [[Explicit]] == '''Harry Potter''': Stavo pensando a una cosa che mi ha detto Silente.<br />'''Hermione Granger''': Che cosa?<br />'''Harry''': Anche se ci aspetta una lotta, noi abbiamo una cosa che Voldemort non ha.<br />'''Ron Weasley''': Cioè?<br />'''Harry''': Qualcosa per cui vale lottare. == Altri progetti == {{interprogetto|etichetta=''Harry Potter e l'Ordine della Fenice''|w=Harry Potter e l'Ordine della Fenice (film)|commons=Harry Potter and the Order of the Phoenix (film)}} {{Harry Potter}} [[Categoria:Film d'avventura]] [[Categoria:Film fantasy]] [[Categoria:Harry Potter]] qtrqwxncaqw1owbhiv5orrig4d91sey Tokyo 0 19870 1425929 969618 2026-09-08T01:10:59Z Danyele 19198 +voci correlate 1425929 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Skyscrapers of Shinjuku 2009 January.jpg|thumb|upright=1.4|Veduta del quartiere di Shinjuku a Tokyo]] Citazioni su '''Tokyo'''. *Ci sono stato a Tokyo. Vendono mutandine di giovinette nei distributori automatici nella via principale, la Ginza mi pare. Signori in giacca e cravatta che comprano slip usati di ragazzine. Va bene questo? Non va bene per niente. (''[[The Informant!]]'') *Il palazzo imperiale di Tokyo, città a forma di ruota, è il mozzo intorno al quale tutto gira. La muraglia grigia, i larghi fossati d'acqua stagnante, non lasciano mai intravedere il Mikado. Se viaggia, tra il Palazzo e la stazione, la folla s'inginocchia e abbassa gli occhi. […] Il palazzo imperiale è il Vaticano di quella religione del dovere. ([[Jean Cocteau]]) *{{NDR|Maraini descrive ciò che vide di [[Tokyo]] nel 1945}} Intorno a Marunouchi, il centro finanziario della metropoli, restavano in piedi alcune grandi costruzioni di cemento armato (sembra che gli alleati le avessero appositamente risparmiate per non mancare di uffici, e poter cosf governare efficientemente il paese al loro arrivo), ma i vastissimi quartieri costituiti da abitazioni, da piccoli negozi, da magazzini, della Tokyo bassa ed alta erano stati completamente rasi al suolo. Non restavano neppure le montagne di macerie delle città tedesche; il legno si era consumato in fiamme e fumo lasciando un terreno cosparso di polvere nera e brace spenta. L'occhio spaziava per ettari ed ettari d'un deserto bigio, dove ognitanto trovavi dei cocci, degli strani sassi verdi (mucchi di bottiglie fuse), dei pezzi di latta contorta ricoperta appena da qualche rampicante fiorito, che aveva fatto in tempo a germogliare fra un bombardamento e l'altro. ([[Fosco Maraini]]) *La cosa più bella di Tokyo è McDonald's. La cosa più bella di Stoccolma è McDonald's. La cosa più bella di Firenze è McDonald's. A Pechino e a Mosca non c'è ancora niente di bello. ([[Andy Warhol]]) *– Tokyo? Che cos'è?</br>– Beh, è una specie... una specie di giungla fatta dall'uomo. (''[[Il figlio di Godzilla]]'') *Stanno, com'era prevedibile, facendo la loro comparsa {{NDR|le strade eleganti}}. A Tokyo una delle più cospicue è costituita da quel bel vialone alberato, vagamente parigino, di nome Omote-sandô, che mette in comunicazione il viale d'Aoyama col parco del sacrario Meiji. Il viale Omote-sandô, lungo circa un chilometro, prima in lieve discesa, poi in graduale risalita, riunisce due colline. Gli edifici che lo fiancheggiano vanno dal mostruoso al neutro, ed in qualche caso dal neutro al notevole, all'interessante, al quasi bello, ma nel complesso ci offrono un altro esempio, forse un po' più ricercato del solito, di quel caos architettonico che predomina sfacciato in tutte le città giapponesi. ([[Fosco Maraini]]) *Tokyo la distrutta e la ricostruita è una piovra dagli elastici tentacoli. ([[Jean Cocteau]]) ==Voci correlate== *[[Giochi della XXXII Olimpiade]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Tokyo]] 8eqxcgnlvhf41qa9hylus1pzfqtq6pz Aurelio Bertola de' Giorgi 0 40060 1425937 1425865 2026-09-08T11:29:08Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1425937 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Aurelio Bertola.png|thumb|Aurelio Bertola de' Giorgi]] '''Aurelio Bertola de' Giorgi''' (1753 – 1798), poeta e scrittore italiano. ==Citazioni di Aurelio Bertola de' Giorgi== *''Chi la tua vana ambizion fomenta, | spesso a tuo danno i suoi vantaggi tenta.'' (da ''La volpe e il cervo'', in ''Poesie'') *''I precetti non son nulla, | se l'esempio non si dà.'' (da ''Un savio e Galatea'', in ''Poesie'') ==''Rime e prose d'amore''== *Io prego tutta la rispettabile famiglia dei severi Filosofi a non aprire questo libretto. Non aspiro alla gloria di meritare la lor lettura: siccome non voglio la fredda lor critica, e i loro profani rimproveri. Mi basta il voto di qualche amabile Epicureo. Mi basta il sorriso approvatore della Bellezza. Ecco la mia ambizione, ecco la mia immortalità. (da ''Premessa'', p. 31) *La delicata semplicità, e a fronte lo spirito del bel mondo sono il chiaroscuro di [[Rembrandt]]. E chi è che non ami di abbracciare col sentimento quella libera innocenza, la prima incantatrice natura? Tutto questo non è morale? Ben è da compiangersi chi non sa, o non può sentirla. (da ''Premessa'', p. 32) *Pittore, ov'è la tela? apprestala e pingimi il [[Pudore]]. Riempiti l'anima delle più tenere e più delicate sensazioni. Sai tu bene che sia il Pudore? Il più soave condimento del piacere: ciò che è la primavera per gli augelli che cantano, è il Pudore per l'amor che sospira: ciò che a' fiori fa la rugiada; egli lo fa al desiderio. (da ''Il pudore'', p. 86) *Non vi prendete pena dei danni del [[tempo]]: grato l'amore ad un cuor costante ve li spargerà di fiori. Le grazie della parola, qualche bellezza presa accortamente in imprestito, una {{sic|riputazione}} assicurata, una buona dose di spirito daranno un lustro uniforme a tutte le età della vostra vita. (da ''Filosofia per Giulietta'', pp. 88-89) *Fra tutte le fattezze e tutte le parti di un bel viso non ve n'ha alcuna che piaccia quanto una [[bocca]] graziosa. Restiamo soavemente sorpresi dai vezzi che regnano intorno alle labbra di certe persone, scoprendo ora un sorriso che va fino all'anima; ora due pozzette che compariscono e dispariscono con una successione che rapisce. (da ''La danza'', p. 96) ==''Viaggio sul Reno e ne' suoi contorni''== ===[[Incipit]]=== Io potrei quasi dire di aver con voi fatto il mio viaggio sul [[Reno]], su questo fiume, le cui rive già alquanto prima di Magonza formano una delle più pittoresche terre d'Europa. <!--(''Lettera I'', p. 1)--> ===Citazioni=== *Le catene montane, di che il Reno è stretto da preso, o via via corteggiato da lunge, sono alpi Elvetiche, monti Vogesi, Hundsruk, Meliboco, Odenwald, Spessart, e alquante diramazioni inferiori de' monti settentrionali della Germania. Or tutte queste catene possono rispetto al fiume dividersi in due parti principali, a dritta l'una, l'altra a sinistra. (''Lettera II'', p. 5) *Al nord del Meno incomincia colla [[Spessart|Selva Spessart]] una serie montana, donde scaturiscono e da un lato e dall'altro molti fiumi, fra i quali la Lana, e la Fulda. Parecchi de' medesimi non si fanno tributarj del Reno; e son protetti ne' lor capricciosi deviamenti fra il nord e il sud da immensi baluardi di rocce. La stessa serie va a terminare nelle più alte montagne settentrionali della Germania, toccando perfino il Fichtelberg in Franconia, i monti della Selva Ercinia e quelli della Turingia; ed è pur anche dalla medesima che spiccasi la specie di tettoja frapposta tra il Weser e l'Elba fino al mare: maravigliose intrecciature e protendimenti. Le montagne che fiancheggiano il nostro fiume a diritta, sono propriamente diramazioni dello Spessart. (''Lettera II'', p. 6) *Dai contorni del borgo di [[Weyer (Germania)|Wejer]] signoreggiasi una deliziosa gradazione di pendii, l'ultimo de' quali ci rappresentava l'immagine di una marina dolcemente agitata. Salendo ancora, ed è il salir sempre facile e sempre per mezzo a vigneti, il teatro che apresi sotto, è ricco e vario oltre modo: le catene di là dal Reno ma distintissime, e questo gran fiume in più punti; di qua e monti e colli di cento aspetti e colori, e foreste e boschetti; e oltre le città di Spira e Landau, quanti borghi e villaggi contansi mai di là, o a dir meglio non si contano, tanti pur sono! (''Lettera IV'', p. 18) *Continuando i nostri passeggi campestri, scendemmo a [[Neustadt an der Weinstraße|Neustat]] popolata da mille cattolici, due mila calvinisti, e d'alcune centinaja di luterani; fra i quali tutti era una volta un feroce mal animo, e ne sarà prova bastevole il ricordare come l'Elettore Carlo Filippo venne in persona in questa città a dimandare un cimitero per la comunione Romana da lui professata; e gli fu negato da prima. Né per la stessa ragione vedevansi una volta granfatto in concordia tra loro gli altri abitanti ancora di queste colline.</br>La foce, sul cui ingresso siede Neustat, alza in qualche modo prospettive per contro a quella, onde apron varco, le catene montane di là dal Reno. Un miglio oltre per questa foce ove regna un certo orror che soddisfa, fa inaspettato incontro un mulino destinato a lavorare le agate, che traggonsi intorno a trenta miglia discosto di là. (''Lettera IV'', p. 20) *Giace [[Heidelberg|Heidelberga]] a 17 miglia da Spira. La villa Elettorale di Schwezinghen che incontrasi dopo due terzi circa di cammino, ridonda di tutte le delizie e di tutti gli ornamenti più nobili e più sottili dell'arte; ma giace in pianura umida e malinconica: eppure appartiene ad un principe, il quale possiede intorno al Reno i più ameni e salubri paesetti del mondo. (''Lettera V'', p. 22) *Finalmente apresi la gola per cui scende il [[Neckar|Neker]], e dove siede la città, alla quale fan vario corteggio e molli pendii e disagevoli alture, dove la industria mostra aver consumato l'estremo delle sue forze.</br>Balsamiche sono l'aria e l'acqua di questa città, che contiene fra cattolici, luterani e calvinisti dieci mila abitanti: è angusta, stringendola il monte da un lato, il Neker dall'altro. Il ponte di pietra ch'è Stato novellamente gittato sopra questo, non sarebbe indegno di una capitale: Heidelberga cessò di esser tale a cagione di dissidj in materia di religione; vecchia e fatal malattìa di queste contrade. (''Lettera V'', pp. 22-23) *E la veduta della città e de' contorni, da questa stessa banda del levante, è forse la più pittoresca delle altre sì per la forza e singolarità de' contrasti, come per la gradazione di tutti gli oggetti che vanno via sfumando e perdendosi nell'orizzonte. Lo sguardo in oltre è qui più raccolto, mercè la lunga gola dentro cui spazia; e può a sua posta fissarsi in molti quadri successivamente o in un solo, questo e quelli del pari intorniati da una cornice. (''Lettera V'', p. 23) *Tutte le alture Heidelberghesi sono di pietra [[arenaria]]; e questa ha sotto un bel granito, di cui veggonsi nella città alquante colonne: e granitose altresì sono le rocce, di cui il Neker è seminato. L'arenaria vien molto adoperata nelle fabbriche. Il rosseggiar ch'essa fa tratto tratto nuda e squarciata per mezzo a' boschi e a' vigneti, concorre non poco ai mutamenti di scena di questo teatro. (''Lettera V'', p. 25) *La serie di colli che occupa di là dal Neker a sinistra lo spazio frapposto tra Heidelberga e il borgo di Heppenheim, e tra questo e i terreni magri e sabbiosi verso Darmstat, è notissima sotto il nome di [[Bergstraße|Bergstras]], ch'è quanto dire la via del monte. Siepi, filari d'alberi, campetti, viti a cocchio e a festoni, piante fruttifere, ancor di quelle che direbbesi mal comportare quel clima, questi ed altri modi di cultura e prodotti mi rappresentavano in più luoghi una viva immagine delle nostre colline. Ben disse l'imperatore Giuseppe II. sul primo vedere il Bergstras: eccomi in Italia. (''Lettera VI'', p. 27) *[[Heppenheim]] giace alle falde: la sua rocca che torreggia in cima a un monte sporgente in fuori, è un bel solo in quella musica pittoresca. In questo come negli altri borghi e villaggi l'agiatezza è quasi comune; e gli abitanti danno quella grande e rara prova di essere contenti, facendo vedere di voler contento anche altrui: certo sono umani ed anche leali più che non prometterebbe un paese sì di continuo battuto. Parecchi viaggiatori si lagnano aspramente de' postiglioni di colà: sonomi anch'io imbattuto in alcuni che avrebbero voluto essere inquieti e fraudolenti; ma un mezzo boccal di vino facevagli tosto cangiar voglia. Or non so se sia permesso di dichiarare malvagia una plebe, che si lascia condurre al buono con così poco. (''Lettera VI'', p. 28) *Chi ha veduto Manheim allorché vi risedeva la Corte, a stento la riconoscerebbe oggi. Sotto questa città entra nel Reno il Neker, superbo di trentacinque influenti; quanti non ne vanta altro maggior tributario Renano. Nasce nella Selvanera non così discosto dalle sorgenti del Danubio: e verso la città di Tubinga si torce in modo per contro a questo, che si direbbe incerto di morire Svevo, o di andare a portar le sue acque fuori della sua patria. (''Lettera VII'', p. 29) *A [[Wicker (Flörsheim am Main)|Wickeard]] villaggio situato a sei miglia da [[Magonza]], balza agli occhi una più nuova forma di paese. Parte del monte detto Wetteraw vien giù stendendosi fino alle rive del Meno, e forma due colline, sopra una delle quali è lo stesso Wickeard, e sull'altra [[Hochheim am Main|Hocheim]]. I contorni del primo producono vini eccellenti; ma ancor più squisiti si hanno dai vigneti di Hocheim; quindi dal suo nome danno gl'Inglesi il nome di Hock a tutti i vini Renani. La strada che da questo villaggio conduce a Magonza, offre così deliziosa varietà di vedute, come se si distendesse a molte miglia, e non è che di tre sole: il confluente del Reno e del Meno è uno de' più bei punti che vi si godano, grande e maestoso, dove gli altri sono gentili ed ameni. Gli abitanti di questi luoghi son robusti, ben fatti, e di un'indole gaja. (''Lettera VIII'', p. 33) *La sera del dì diciotto settembre giunsi a Magonza, la cui situazione è incomparabile, la popolazione di oltre a venticinque mila abitanti; né il fabbricato in generale da biasimarsi: molto vi si lavora colla pietra arenaria, e parecchie delle sue case minori son tinte del suo colore. E quì e altrove ho trovato giustissima l'osservazione da altri già fatta, che dal color delle case di un paese si può spesso argomentare la qualità delle pietre dei monti vicini. Magnifiche sono le fortificazioni di questa città: v'ha chi sostiene, non so con quanta ragione, non essere tenute nel miglior modo. Il Reno è il suo gran baluardo. Se non che contraddice veramente ad ogni feroce idea di assedj e di assalti il soave del pari che ricco prospetto de' circostanti suoi poggi. (''Lettera VIII'', pp. 33-34) *La piccola città di [[Bingen am Rhein|Bingen]], che ebbe l'onore di essere ampliata da Druso, e fu restaurata dall'imperatore [[Flavio Claudio Giuliano|Giuliano]], siede presso la foce della Nae. Nel breve spazio frapposto ad essa foce e a quella del Meno è a notarsi il numero degli influenti, alcuni de' quali sembrano tanti svariati golfi disposti lungo l'amabil mare che si va solcando. Più considerabile ancora è il numero delle isolette da contarsi forse fino a venti. Vuolsi ancora in così adorno tratto del Reno por mente alla magnifica svolta che esso fa al settentrione dall'occidente, sulla qual direzione si era messo alquanto oltre Spira: si direbbe rinchiusa tra le foci del Meno è della Nae; ed è la più grande a che si arrischj da Basilea fino alla sua di visione. (''Lettera XI'', p. 44) *{{NDR|Il fiume [[Nahe (Reno)|Nae]]}} Uscito dai Vosgj della Lorena, si fa poi grande mercé il tributo di quattordici fiumicelli. Or dilata il suo letto fra dipinte freschissime valli, or lo strigne fra montagne altissime e tagliate a piombo, or rallenta, or affretta il cammino, diverso di colore, di suono, di figura. Vien giù portando quantità di pietre verdi, e frantumi di pietre brune, in cui trovansi grani e globetti di color grigio o di verde pallido. Benché le sue rive spesso ridenti, feraci, ben coltivate mal si agguaglino in generale alle Renane, tuttavia la forma delle vallate e i legami e l'andamento delle sue montagne e le diverse sostanze che in queste tratto tratto si osservano, non han già un carattere comune, e in alcun luogo l'han tutto nuovo. (''Lettera XI'', p. 45) *Il gruppo degli scogli si viene rinnovellando indi a non molto; e un vecchio castello in cima a un di essi ne rileva la prospettiva prolungata fin giù in fondo dal villaggio di [[Assmannshausen|Asmanshausen]], le cui terre vantano uno squisito vin rosso: e tutto il tratto di paese dalla banda orientale sotto a cui si tragitta da Magonza fin quì, e che prolungasi ancora per alquante miglia, è quel Ringau sì famoso pe' suoi vini, e sparso tutto di una felice popolazione di vignajuoli. (''Lettera XII'', p. 48) *Giù in fondo la città di [[Oberwesel]], a cui sull'alto aggiugne ornamento una rocca, le rupi vicine, diversi villaggi attorno, il fortino in mezzo al Reno, Caub e la sua fortezza, alcuni villaggi che dubbiamente si presentano in lontananza, il culto, il deserto, l'orrido, il gentile, tutto ciò apparve ai nostri occhi in un punto, e fortunatamente apparve rinchiuso entro uno spazio orlato da una parte del più puro azzurro del cielo, e dall'altra di una fascia di nuvolette radenti le cime de' monti, e pompeggianti di più colori. (''Lettera XIV'', p. 57) *Come uscivamo il dì appresso dalle rive di San Goar, ecco poco oltre grandeggiarci sugli occhi quel castello che avevamo già contemplato da San Goar, ma non più tale quale allor ei comparve. Siede a diritta il borgo di Welmich: e questo e il castello prendono quasi rilievo dal prospetto di una superba gradazione di monti, appiè de' quali caccia se stessa in fuori una serpeggiante lingua di terra: i folti alberi di che è inghirlandata, spandono deliziosi e mobili padiglioni sopra le acque. Ma tutto ciò tacque entro e d'intorno a noi alla pittoresca eloquenza della stessa San Goar veduta di contro la corrente, e quasi a rovescio: eravi il patetico caratteristico di questo sito, eravi inoltre un non so che di più vario e di più grande. (''Lettera XXII'', p. 90) ==Bibliografia== *Aurelio Bertola de' Giorgi, ''Rime e poesie d'amore'', a cura di Luigi Tassoni, Salerno Editrice, Roma, stampa 1992. ISBN 88-8402-098-0 *Aurelio Bertola de' Giorgi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE3406618 Viaggio sul Reno e ne' suoi contorni]'', Albertini, Rimini, 1795. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bertola de' Giorgi, Aurelio}} [[Categoria:Favolisti italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 7dg2yuxr7vh1s5xfbprjhusl2lnd51y 1425938 1425937 2026-09-08T11:29:33Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1425938 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Aurelio Bertola.png|thumb|Aurelio Bertola de' Giorgi]] '''Aurelio Bertola de' Giorgi''' (1753 – 1798), poeta e scrittore italiano. ==Citazioni di Aurelio Bertola de' Giorgi== *''Chi la tua vana ambizion fomenta, | spesso a tuo danno i suoi vantaggi tenta.'' (da ''La volpe e il cervo'', in ''Poesie'') *''I precetti non son nulla, | se l'esempio non si dà.'' (da ''Un savio e Galatea'', in ''Poesie'') ==''Rime e prose d'amore''== *Io prego tutta la rispettabile famiglia dei severi Filosofi a non aprire questo libretto. Non aspiro alla gloria di meritare la lor lettura: siccome non voglio la fredda lor critica, e i loro profani rimproveri. Mi basta il voto di qualche amabile Epicureo. Mi basta il sorriso approvatore della Bellezza. Ecco la mia ambizione, ecco la mia immortalità. (da ''Premessa'', p. 31) *La delicata semplicità, e a fronte lo spirito del bel mondo sono il chiaroscuro di [[Rembrandt]]. E chi è che non ami di abbracciare col sentimento quella libera innocenza, la prima incantatrice natura? Tutto questo non è morale? Ben è da compiangersi chi non sa, o non può sentirla. (da ''Premessa'', p. 32) *Pittore, ov'è la tela? apprestala e pingimi il [[Pudore]]. Riempiti l'anima delle più tenere e più delicate sensazioni. Sai tu bene che sia il Pudore? Il più soave condimento del piacere: ciò che è la primavera per gli augelli che cantano, è il Pudore per l'amor che sospira: ciò che a' fiori fa la rugiada; egli lo fa al desiderio. (da ''Il pudore'', p. 86) *Non vi prendete pena dei danni del [[tempo]]: grato l'amore ad un cuor costante ve li spargerà di fiori. Le grazie della parola, qualche bellezza presa accortamente in imprestito, una {{sic|riputazione}} assicurata, una buona dose di spirito daranno un lustro uniforme a tutte le età della vostra vita. (da ''Filosofia per Giulietta'', pp. 88-89) *Fra tutte le fattezze e tutte le parti di un bel viso non ve n'ha alcuna che piaccia quanto una [[bocca]] graziosa. Restiamo soavemente sorpresi dai vezzi che regnano intorno alle labbra di certe persone, scoprendo ora un sorriso che va fino all'anima; ora due pozzette che compariscono e dispariscono con una successione che rapisce. (da ''La danza'', p. 96) ==''Viaggio sul Reno e ne' suoi contorni''== ===[[Incipit]]=== Io potrei quasi dire di aver con voi fatto il mio viaggio sul [[Reno]], su questo fiume, le cui rive già alquanto prima di Magonza formano una delle più pittoresche terre d'Europa. <!--(''Lettera I'', p. 1)--> ===Citazioni=== *Le catene montane, di che il Reno è stretto da preso, o via via corteggiato da lunge, sono alpi Elvetiche, monti Vogesi, Hundsruk, Meliboco, Odenwald, Spessart, e alquante diramazioni inferiori de' monti settentrionali della Germania. Or tutte queste catene possono rispetto al fiume dividersi in due parti principali, a dritta l'una, l'altra a sinistra. (''Lettera II'', p. 5) *Al nord del Meno incomincia colla [[Spessart|Selva Spessart]] una serie montana, donde scaturiscono e da un lato e dall'altro molti fiumi, fra i quali la Lana, e la Fulda. Parecchi de' medesimi non si fanno tributarj del Reno; e son protetti ne' lor capricciosi deviamenti fra il nord e il sud da immensi baluardi di rocce. La stessa serie va a terminare nelle più alte montagne settentrionali della Germania, toccando perfino il Fichtelberg in Franconia, i monti della Selva Ercinia e quelli della Turingia; ed è pur anche dalla medesima che spiccasi la specie di tettoja frapposta tra il Weser e l'Elba fino al mare: maravigliose intrecciature e protendimenti. Le montagne che fiancheggiano il nostro fiume a diritta, sono propriamente diramazioni dello Spessart. (''Lettera II'', p. 6) *Dai contorni del borgo di [[Weyer (Germania)|Wejer]] signoreggiasi una deliziosa gradazione di pendii, l'ultimo de' quali ci rappresentava l'immagine di una marina dolcemente agitata. Salendo ancora, ed è il salir sempre facile e sempre per mezzo a vigneti, il teatro che apresi sotto, è ricco e vario oltre modo: le catene di là dal Reno ma distintissime, e questo gran fiume in più punti; di qua e monti e colli di cento aspetti e colori, e foreste e boschetti; e oltre le città di Spira e Landau, quanti borghi e villaggi contansi mai di là, o a dir meglio non si contano, tanti pur sono! (''Lettera IV'', p. 18) *Continuando i nostri passeggi campestri, scendemmo a [[Neustadt an der Weinstraße|Neustat]] popolata da mille cattolici, due mila calvinisti, e d'alcune centinaja di luterani; fra i quali tutti era una volta un feroce mal animo, e ne sarà prova bastevole il ricordare come l'Elettore Carlo Filippo venne in persona in questa città a dimandare un cimitero per la comunione Romana da lui professata; e gli fu negato da prima. Né per la stessa ragione vedevansi una volta granfatto in concordia tra loro gli altri abitanti ancora di queste colline.</br>La foce, sul cui ingresso siede Neustat, alza in qualche modo prospettive per contro a quella, onde apron varco, le catene montane di là dal Reno. Un miglio oltre per questa foce ove regna un certo orror che soddisfa, fa inaspettato incontro un mulino destinato a lavorare le agate, che traggonsi intorno a trenta miglia discosto di là. (''Lettera IV'', p. 20) *Giace [[Heidelberg|Heidelberga]] a 17 miglia da Spira. La villa Elettorale di Schwezinghen che incontrasi dopo due terzi circa di cammino, ridonda di tutte le delizie e di tutti gli ornamenti più nobili e più sottili dell'arte; ma giace in pianura umida e malinconica: eppure appartiene ad un principe, il quale possiede intorno al Reno i più ameni e salubri paesetti del mondo. (''Lettera V'', p. 22) *Finalmente apresi la gola per cui scende il [[Neckar|Neker]], e dove siede la città, alla quale fan vario corteggio e molli pendii e disagevoli alture, dove la industria mostra aver consumato l'estremo delle sue forze.</br>Balsamiche sono l'aria e l'acqua di questa città, che contiene fra cattolici, luterani e calvinisti dieci mila abitanti: è angusta, stringendola il monte da un lato, il Neker dall'altro. Il ponte di pietra ch'è Stato novellamente gittato sopra questo, non sarebbe indegno di una capitale: Heidelberga cessò di esser tale a cagione di dissidj in materia di religione; vecchia e fatal malattìa di queste contrade. (''Lettera V'', pp. 22-23) *E la veduta della città e de' contorni, da questa stessa banda del levante, è forse la più pittoresca delle altre sì per la forza e singolarità de' contrasti, come per la gradazione di tutti gli oggetti che vanno via sfumando e perdendosi nell'orizzonte. Lo sguardo in oltre è qui più raccolto, mercè la lunga gola dentro cui spazia; e può a sua posta fissarsi in molti quadri successivamente o in un solo, questo e quelli del pari intorniati da una cornice. (''Lettera V'', p. 23) *Tutte le alture Heidelberghesi sono di pietra [[arenaria]]; e questa ha sotto un bel granito, di cui veggonsi nella città alquante colonne: e granitose altresì sono le rocce, di cui il Neker è seminato. L'arenaria vien molto adoperata nelle fabbriche. Il rosseggiar ch'essa fa tratto tratto nuda e squarciata per mezzo a' boschi e a' vigneti, concorre non poco ai mutamenti di scena di questo teatro. (''Lettera V'', p. 25) *La serie di colli che occupa di là dal Neker a sinistra lo spazio frapposto tra Heidelberga e il borgo di Heppenheim, e tra questo e i terreni magri e sabbiosi verso Darmstat, è notissima sotto il nome di [[Bergstraße|Bergstras]], ch'è quanto dire la via del monte. Siepi, filari d'alberi, campetti, viti a cocchio e a festoni, piante fruttifere, ancor di quelle che direbbesi mal comportare quel clima, questi ed altri modi di cultura e prodotti mi rappresentavano in più luoghi una viva immagine delle nostre colline. Ben disse l'imperatore Giuseppe II. sul primo vedere il Bergstras: eccomi in Italia. (''Lettera VI'', p. 27) *[[Heppenheim]] giace alle falde: la sua rocca che torreggia in cima a un monte sporgente in fuori, è un bel solo in quella musica pittoresca. In questo come negli altri borghi e villaggi l'agiatezza è quasi comune; e gli abitanti danno quella grande e rara prova di essere contenti, facendo vedere di voler contento anche altrui: certo sono umani ed anche leali più che non prometterebbe un paese sì di continuo battuto. Parecchi viaggiatori si lagnano aspramente de' postiglioni di colà: sonomi anch'io imbattuto in alcuni che avrebbero voluto essere inquieti e fraudolenti; ma un mezzo boccal di vino facevagli tosto cangiar voglia. Or non so se sia permesso di dichiarare malvagia una plebe, che si lascia condurre al buono con così poco. (''Lettera VI'', p. 28) *Chi ha veduto Manheim allorché vi risedeva la Corte, a stento la riconoscerebbe oggi. Sotto questa città entra nel Reno il Neker, superbo di trentacinque influenti; quanti non ne vanta altro maggior tributario Renano. Nasce nella Selvanera non così discosto dalle sorgenti del Danubio: e verso la città di Tubinga si torce in modo per contro a questo, che si direbbe incerto di morire Svevo, o di andare a portar le sue acque fuori della sua patria. (''Lettera VII'', p. 29) *A [[Wicker (Flörsheim am Main)|Wickeard]] villaggio situato a sei miglia da [[Magonza]], balza agli occhi una più nuova forma di paese. Parte del monte detto Wetteraw vien giù stendendosi fino alle rive del Meno, e forma due colline, sopra una delle quali è lo stesso Wickeard, e sull'altra [[Hochheim am Main|Hocheim]]. I contorni del primo producono vini eccellenti; ma ancor più squisiti si hanno dai vigneti di Hocheim; quindi dal suo nome danno gl'Inglesi il nome di Hock a tutti i vini Renani. La strada che da questo villaggio conduce a Magonza, offre così deliziosa varietà di vedute, come se si distendesse a molte miglia, e non è che di tre sole: il confluente del Reno e del Meno è uno de' più bei punti che vi si godano, grande e maestoso, dove gli altri sono gentili ed ameni. Gli abitanti di questi luoghi son robusti, ben fatti, e di un'indole gaja. (''Lettera VIII'', p. 33) *La sera del dì diciotto settembre giunsi a Magonza, la cui situazione è incomparabile, la popolazione di oltre a venticinque mila abitanti; né il fabbricato in generale da biasimarsi: molto vi si lavora colla pietra arenaria, e parecchie delle sue case minori son tinte del suo colore. E quì e altrove ho trovato giustissima l'osservazione da altri già fatta, che dal color delle case di un paese si può spesso argomentare la qualità delle pietre dei monti vicini. Magnifiche sono le fortificazioni di questa città: v'ha chi sostiene, non so con quanta ragione, non essere tenute nel miglior modo. Il Reno è il suo gran baluardo. Se non che contraddice veramente ad ogni feroce idea di assedj e di assalti il soave del pari che ricco prospetto de' circostanti suoi poggi. (''Lettera VIII'', pp. 33-34) *La piccola città di [[Bingen am Rhein|Bingen]], che ebbe l'onore di essere ampliata da Druso, e fu restaurata dall'imperatore [[Flavio Claudio Giuliano|Giuliano]], siede presso la foce della Nae. Nel breve spazio frapposto ad essa foce e a quella del Meno è a notarsi il numero degli influenti, alcuni de' quali sembrano tanti svariati golfi disposti lungo l'amabil mare che si va solcando. Più considerabile ancora è il numero delle isolette da contarsi forse fino a venti. Vuolsi ancora in così adorno tratto del Reno por mente alla magnifica svolta che esso fa al settentrione dall'occidente, sulla qual direzione si era messo alquanto oltre Spira: si direbbe rinchiusa tra le foci del Meno è della Nae; ed è la più grande a che si arrischj da Basilea fino alla sua di visione. (''Lettera XI'', p. 44) *{{NDR|Il fiume [[Nahe (Reno)|Nae]]}} Uscito dai Vosgj della Lorena, si fa poi grande mercé il tributo di quattordici fiumicelli. Or dilata il suo letto fra dipinte freschissime valli, or lo strigne fra montagne altissime e tagliate a piombo, or rallenta, or affretta il cammino, diverso di colore, di suono, di figura. Vien giù portando quantità di pietre verdi, e frantumi di pietre brune, in cui trovansi grani e globetti di color grigio o di verde pallido. Benché le sue rive spesso ridenti, feraci, ben coltivate mal si agguaglino in generale alle Renane, tuttavia la forma delle vallate e i legami e l'andamento delle sue montagne e le diverse sostanze che in queste tratto tratto si osservano, non han già un carattere comune, e in alcun luogo l'han tutto nuovo. (''Lettera XI'', p. 45) *Il gruppo degli scogli si viene rinnovellando indi a non molto; e un vecchio castello in cima a un di essi ne rileva la prospettiva prolungata fin giù in fondo dal villaggio di [[Assmannshausen|Asmanshausen]], le cui terre vantano uno squisito vin rosso: e tutto il tratto di paese dalla banda orientale sotto a cui si tragitta da Magonza fin quì, e che prolungasi ancora per alquante miglia, è quel Ringau sì famoso pe' suoi vini, e sparso tutto di una felice popolazione di vignajuoli. (''Lettera XII'', p. 48) *Giù in fondo la città di [[Oberwesel]], a cui sull'alto aggiugne ornamento una rocca, le rupi vicine, diversi villaggi attorno, il fortino in mezzo al Reno, Caub e la sua fortezza, alcuni villaggi che dubbiamente si presentano in lontananza, il culto, il deserto, l'orrido, il gentile, tutto ciò apparve ai nostri occhi in un punto, e fortunatamente apparve rinchiuso entro uno spazio orlato da una parte del più puro azzurro del cielo, e dall'altra di una fascia di nuvolette radenti le cime de' monti, e pompeggianti di più colori. (''Lettera XIV'', p. 57) *Come uscivamo il dì appresso dalle rive di [[Sankt Goar|San Goar]], ecco poco oltre grandeggiarci sugli occhi quel castello che avevamo già contemplato da San Goar, ma non più tale quale allor ei comparve. Siede a diritta il borgo di Welmich: e questo e il castello prendono quasi rilievo dal prospetto di una superba gradazione di monti, appiè de' quali caccia se stessa in fuori una serpeggiante lingua di terra: i folti alberi di che è inghirlandata, spandono deliziosi e mobili padiglioni sopra le acque. Ma tutto ciò tacque entro e d'intorno a noi alla pittoresca eloquenza della stessa San Goar veduta di contro la corrente, e quasi a rovescio: eravi il patetico caratteristico di questo sito, eravi inoltre un non so che di più vario e di più grande. (''Lettera XXII'', p. 90) ==Bibliografia== *Aurelio Bertola de' Giorgi, ''Rime e poesie d'amore'', a cura di Luigi Tassoni, Salerno Editrice, Roma, stampa 1992. ISBN 88-8402-098-0 *Aurelio Bertola de' Giorgi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE3406618 Viaggio sul Reno e ne' suoi contorni]'', Albertini, Rimini, 1795. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bertola de' Giorgi, Aurelio}} [[Categoria:Favolisti italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] fzgg8qrh03d4k6g1057c1o4bjv4z0be Utente:Spinoziano/Sandbox 2 64607 1425898 1425867 2026-09-07T14:18:45Z Spinoziano 2297 svuoto 1425898 wikitext text/x-wiki phoiac9h4m842xq45sp7s6u21eteeq1 Pretty Cure 0 67279 1425933 1408833 2026-09-08T09:44:19Z Manami 50665 /* Pretty Cure */ + cit. 1425933 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |tipofiction = Serie TV anime |immagine = |didascalia = |titoloitaliano = Pretty Cure |titolooriginale = プリキュア |titolotraslitterato = Purikyua |paese = Giappone |anno = 2004 – in corso |genere = ''mahō shōjo'' |stagioni = 23+ |episodi = 1118+ |ideatore = Izumi Tōdō, Toei Animation |doppiatoriitaliani = *[[Perla Liberatori]]: Nagisa Misumi / Cure Black *[[Monica Vulcano]]: Honoka Yukishiro / Cure White *[[Letizia Scifoni]]: Hikari Kujo / Shiny Luminous *[[Eva Padoan]]: Saki Hyuga / Cure Bloom/Bright *[[Joy Saltarelli]]: Mai Mishou / Cure Egret/Windy *[[Monica Bertolotti]]: Nozomi Yumehara / Cure Dream *[[Gaia Bolognesi]]: Rin Natsuki / Cure Rouge *[[Barbara Pitotti]]: Urara Kasugano / Cure Lemonade *[[Eleonora Reti]]: Komachi Akimoto / Cure Mint *[[Rachele Paolelli]]: Karen Minazuki / Cure Aqua *[[Valentina Mari]]: Milk/Kurumi Mimino / Milky Rose *[[Emanuela Damasio]]: Love Momozono / Cure Peach *[[Valentina Favazza]]: Miki Aono / Cure Berry *[[Benedetta Ponticelli]]: Inori Yamabuki / Cure Pine *[[Benedetta Degli Innocenti]]: Setsuna Higashi / Cure Passion *[[Joy Saltarelli]]: Tsubomi Hanasaki / Cure Blossom *[[Monica Volpe]]: Erika Kurumi / Cure Marine *[[Tatiana Dessi]]: Itsuki Myōdōin / Cure Sunshine *[[Chiara Gioncardi]]: Yuri Tsukikage / Cure Moonlight |note = Nº episodi aggiornato alla fine della ventitreesima serie }} {{Film |immagine = 26th Tokyo International Film Festival DOKIDOKI PRETTY CURE! THE MOVIE.jpg |didascalia = I kigurumi con il cast dei doppiatori di ''Dokidoki! Pretty Cure'' alla prima del film durante la 26esima edizione del Tokyo International Film Festival |titoloitaliano = Pretty Cure |titolooriginale = プリキュア |paese = Giappone |anno = 2005 – in corso |genere = ''mahō shōjo'' |film = 34 }} '''''Pretty Cure''''' (プリキュア, ''Purikyua'', Precure), serie di anime, manga e film d'animazione giapponese creata da Izumi Tōdō e prodotta da Toei Animation. ==''Pretty Cure''== ===Frasi ricorrenti=== *Non posso crederci! (ありえな~い!, ''Ariena~i!'') (frase simbolo di '''Nagisa Misumi''') *Io sono Cure Black, la protettrice della Luce! (光の使者、キュアブラック!, ''Hikari no shisha, Kyua Burakku!'') (frase di presentazione di '''Cure Black''') *Io sono Cure White, la protettrice della Luce! (光の使者、キュアホワイト!, ''Hikari no shisha, Kyua Howaito!'') (frase di presentazione di '''Cure White''') ===Episodio 1, ''Una sorpresa piovuta dal cielo''=== *{{NDR|Durante la trasformazione per la prima volta}}<br />'''Nagisa e Honoka''': Doppia Aurora Boreale!<br />'''Nagisa''' {{NDR|perplessa}}: Mi chiedo perché abbiamo gridato questa stranissima frase. […]<br />'''Cure Black e Cure White''': Siamo le Pretty Cure!<br />'''Cure White''': Soldato dell'esercito delle tenebre,<br />'''Cure Black''': tornatene subito da dove sei venuto! {{NDR|Di nuovo perplessa}} Ma che sto dicendo!? *{{NDR|In seguito al primo combattimento}}<br />'''Nagisa''': Scusate se vi disturbiamo in un momento così tenero, ma anche noi vorremmo capirci qualcosa, sapete.<br />'''Mepple''': Semplicissimo. Voi avete appena ricevuto i poteri della luce. […]<br />'''Mipple''': D'ora in poi, voi due combatterete insieme a noi contro le tenebre. Noi quattro siamo i protettori della luce.<br />'''Nagisa''': Combattere? Non se ne parla! Quello che è successo oggi ci è bastato, grazie.<br />'''Mepple''': E vi dovrete prendere cura anche di noi, eh.<br />'''Mipple''': Siete le prescelte, non potete sottrarvi.<br />'''Nagisa''' {{NDR|sorpresa}}: Eh!? Ma di che parlate!? ===Episodio 2, ''Il Giardino della Luce''=== *'''Nagisa''': Mi auguro che quello che è successo ieri {{NDR|Si riferisce al primo scontro come Pretty Cure}} non accada mai più. […] Voglio dire che se raccontassi in giro la nostra avventura, mi prenderebbero per matta. E poi non ho davvero nessuna intenzione di occuparmi di lui {{NDR|Mepple}}.<br />'''Honoka''': Io lo farò.<br />'''Nagisa''' {{NDR|sorpresa}}: Oh! Come sarebbe a dire lo farai?<br />'''Honoka''': Il destino vuole che io mi prenda cura di lei {{NDR|Mipple}} e io lo farò. Tutto qui.<br />'''Nagisa''': Ah, fammi capire: quindi secondo te il nostro destino è quello di combattere insieme tutta la vita per salvare la Terra dai mostri!?<br />'''Honoka''': Ovviamente non sono in grado di essere così precisa, però devo ammettere che ieri mi sono divertita moltissimo.<br />'''Nagisa''': Ieri potevamo lasciarci le penne, forse non te ne sei resa conto.<br />'''Honoka''': È stato così eccitante! E ho scoperto di essere portata per l'acrobatica.<br />'''Nagisa''': Ma che dici? Non posso crederci! Quello che è successo ieri è assurdo e pericolosissimo, non deve succedere mai più! E se ti piace l'acrobatica, iscriviti in palestra! ===Episodio 8, ''Una vera amica''=== *Lascia che ti dica che secondo me non conta quanto voi due siate diverse. L'importante è capire se vuoi andarci d'accordo o no. E ancora più importante è capire se si tratta di una persona che ti è cara. ('''Sanae Yukishiro''' a Honoka Yukishiro sul suo rapporto con Nagisa Misumi) *Non ti preoccupare, non è una cosa così brutta {{NDR|il [[litigio]]}}. Rifletti: perderesti tempo a litigare con una persona a cui non vuoi bene? ('''Rie Misumi''' a Nagisa Misumi sul suo rapporto con Honoka Yukishiro) *{{NDR|Pensiero di Nagisa}} I dolci al cioccolato mi fanno impazzire. Una cosa che non sopporto, invece, sono le cipolle. {{NDR|Pensiero di Honoka}} Io e Nagisa siamo completamente diverse: la personalità, il modo di pensare, i nostri valori. Non riesco a capire cosa vuole veramente. {{NDR|Pensiero di Nagisa}} Mi piace sentirmi attiva, la scuola mi annoia, mi piace l'odore dell'erba. I miei calzettoni invece puzzano un po'… {{NDR|si mette a ridere}} ma che sto dicendo? […] {{NDR|Pensiero di Honoka}} Con il mio amico {{NDR|Fuji-P}} volevo solo farle un favore, ma si è arrabbiata oltremisura. […] {{NDR|Pensiero di Nagisa}} Il sole mi rallegra, la pioggia mi rattrista. Voglio bene alle mie amiche e non mi piace litigare, non lo sopporto. {{NDR|Pensiero di Honoka}} Anche se siamo tanto diverse, mi diverto quando sono con lei. Vorrei tanto aver modo di conoscerla meglio. {{NDR|Pensiero di Nagisa}} Vorrei che diventassimo amiche, vere amiche. {{NDR|Pensiero di Honoka}} Spero che si aggiusti tutto il più presto possibile. {{NDR|Pensiero di entrambe}} Portarci rancore e tenerci il muso in questo modo è davvero stupido! ('''Nagisa Misumi''' e '''Honoka Yukishiro''' nei diari personali sulla loro amicizia) ===Episodio 9, ''Mepple sta male''=== *'''Honoka''': Per certi versi, conoscere persone nuove è come una sfida.<br />'''Nagisa''': A volte mi domando come saranno quelle che conosceremo con il tempo. Sicuramente alcune rimpiangeremo di averle incontrate. ===Episodio 11, ''Terrore all'acquario. Salvate Ryota!''=== *{{NDR|Gekidrago coinvolge Ryota in un attacco, mettendolo in pericolo}}<br />'''Cure Black''': Ryota non ha niente a che fare con tutta questa storia, non deve pagare un prezzo così alto. Se gli succede qualcosa, io ti uccido!<br />'''Gekidrago''': Dovete darmi immediatamente le Pietre Prismatiche!<br />'''Cure Black''': Se le vuoi così tanto, vieni pure a prendertele. Io sono qui!<br />'''Mepple''' {{NDR|basito}}: Che cosa!? Starai scherzando!? ===Episodio 18, ''Questioni di cuore''=== *'''Kiriya''': È strano, ma non riesco a capire in che modo pensa la gente. […] Ci sono tante cose che mi sfuggono. Chissà, forse succede quando le persone non sono sulla stessa lunghezza d'onda.<br />'''Honoka''': O forse succede quando non ci si impegna a fondo per comprendersi ed è molto più frequente. Per esempio, certe volte non capiamo che qualcuno ha un forte bisogno di dirci cosa sente per noi. Se invece lo capissimo, potremmo costruire con quella persona uno splendido rapporto fatto di [[sincerità]]. E da quel momento ci si conoscerebbe davvero e il rapporto potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto più serio e profondo. In altre parole, ci potremmo voler bene e sarebbe una cosa molto bella. ===Episodio 20, ''Il mistero delle due Honoka''=== *Dovete sapere che le cose che contano sono la conoscenza, la forza e soprattutto l'[[esperienza]]. Si cresce davvero solo imparando a difendersi nei momenti di crisi. Non potete pensare di sconfiggere un nemico contando solo sul coraggio e sulla fortuna. […] Il [[coraggio]] senza il potere è più debole del male. ('''Poisonny''' a Cure Black e Cure White) ===Episodio 21, ''La scelta di Kiriya''=== *Io non ho la forza per cambiare il mio [[destino]], ma sembra che voi due l'abbiate. L'incredibile energia che vi lega è così potente che riesce a guidarvi verso il vostro destino. Sento la forza di attrazione che c'è tra le Pietre Prismatiche: sono certo che è merito vostro se riesce a scaturire. Queste pietre è con voi che devono stare. Continuate il vostro cammino. […] Devo andare. So bene cosa mi aspetta e non posso fare niente per cambiare il mio destino. […] Addio. ('''Kiriya''' a Cure Black e Cure White, [[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]) ===Episodio 26, ''La sconfitta di Re Jaaku''=== *'''Re Jaaku''': Perché rischiare tanto? Cosa vi spinge a combattere così?<br />'''Cure Black''': Non mi sembra difficile da comprendere: loro sono nostri amici!<br />'''Re Jaaku''': Vostri amici?<br />'''Cure White''': Vederti distruggere il Giardino della Luce spezza il cuore a Mepple e a Mipple! […]<br />'''Re Jaaku''': Povere sciocche. È davvero questa la vera ragione per cui combattete?<br />'''Cure Black''': Per noi è sufficiente. L'amicizia è un grande valore!<br />'''Cure White''': Ha ragione, ma tu che ne sai dei valori? A te non importa niente dei tuoi amici!<br />'''Re Jaaku''': La luce scompare, il mondo sarà presto avvolto nell'oscurità: questo è il destino.<br />'''Cure Black''': A noi non spaventa l'oscurità: siamo pronte a sfidarlo, il destino!<br />'''Cure White''': È vero, e a qualunque costo! L'unica cosa che conta per noi è proteggere coloro che amiamo!<br />'''Cure Black''': Il nostro mondo è troppo bello, non deve essere inghiottito dalle tenebre. Non ci sconfiggerai.<br />'''Cure Black e Cure White''': Non te lo permetteremo! *[…] Loro sono le Pretty Cure, le Leggendarie Guerriere della salvezza. […] Posseggono la volontà e il potere della salvezza. Danno speranza a me e al Giardino della Luce. ('''Regina della Luce''' a Re Jaaku su Cure Black e Cure White) ===Episodio 28, ''Il valore della speranza''=== *Mai perdere la speranza. Non importa quanto avrai sudato per arrivare dove sei, ci sarà sempre qualcosa che ti ripagherà della fatica. Basta non perdere la speranza e vedrai che il domani sarà sempre un giorno bellissimo, che ti regalerà sorprese su sorprese. La speranza e la sfiducia sono soltanto le due facce della stessa medaglia. ('''Sanae Yukishiro''') *'''Cure Black''' {{NDR|vedendo il nemico ai piedi della collina}}: Arrivate qui sopra non dovevamo essere ripagate delle nostre fatiche con una visuale meravigliosa? No, basta, mi dispiace, io non ci sto più. Ne ho abbastanza di tutto questo. E non ho più tempo da perdere dietro a queste assurde storie di mostri. Sono un'adolescente, e voglio pensare solo ed esclusivamente alle vacanze estive.<br />'''Cure White''': Che dici, Nagisa?<br />'''Cure Black''' {{NDR|inizia a piangere}}: Devo ancora fare un sacco di cose, visitare un miliardo di posti, e come se… come se non bastasse rischio di non trovare più quel meraviglioso variegato al cioccolato.<br />'''Cure White''' {{NDR|basita}}: Che!?<br />'''Cure Black''': Lo fanno solo d'estate e va a ruba.<br />'''Cure White''': Che c'entra con la nostra missione!?<br />'''Cure Black''': E non so neppure se riuscirò a finire per tempo tutti i compiti che la professoressa Yoshimi ci ha assegnato.<br />'''Mipple''': Qual è il problema? Tu falli un po' per volta.<br />'''Cure Black''' {{NDR|imbronciata}}: Il pensiero di tutte queste cose mi rende molto, molto irritabile! Quindi, ridicoli mostri, vi consiglio di tornarvene di corsa a Dotsuku!<br />'''Cure White''': Non è facile capirti, sai?<br />'''Cure Black''': Poche storie, diamoci dentro!<br />'''Cure White''': Sì! ===Episodio 40, ''Un invito a casa di Honoka''=== *'''Nagisa''': Era carino se dormivano qui anche le altre {{NDR|amiche}}. […] Mi sembra così strano che tu mi abbia addirittura invitata a casa tua e che dorma nel tuo letto. Se ti ricordi all'inizio non avevamo molta confidenza. Ci siamo conosciute diventando le Pretty Cure.<br />'''Honoka''': È vero. Abbiamo trovato Mepple e Mipple e ci siamo trasformate nelle Pretty Cure. Non è passato neanche un anno, ma è come se ci conoscessimo da sempre.<br />'''Nagisa''': Anche per me. Abbiamo affrontato insieme tante di quelle difficoltà.<br />'''Honoka''': Solo una volta siamo state davvero in crisi.<br />'''Nagisa''': Quando? {{NDR|Ricorda il litigio con l'amica}} Scusa, ero proprio arrabbiata.<br />'''Honoka''': Non fa niente. In fondo, è proprio da quel giorno che siamo diventate amiche sul serio. Abbiamo fatto tante cose insieme. Siamo andate nel Giardino della Luce e a Dotsuku.<br />'''Nagisa''': E abbiamo conosciuto tantissime persone interessanti: la Regina, il Gran Consigliere…<br />'''Honoka''' {{NDR|rattristandosi}}: Alcune non le vedremo più… {{NDR|Si riferisce a Kiriya}}<br />'''Nagisa''': Honoka… Senti mai la mancanza di Kiriya? Scusa, lascia perdere. Ho fatto una domanda stupida. Non sentirti obbligata a rispondere.<br />'''Honoka''': Non lo so. Sono sicura che se lo rivedessi, sarei felice, eppure per qualche motivo non voglio incontrarlo ancora. Tu che dici: credi che noi riusciremo a rimanere amiche per sempre?<br />'''Nagisa''': Dipende da te, se mi sopporti. Lo sai come sono: non mi piace studiare, non so cucinare e spesso e volentieri combino guai di tutti i generi. Ma se vorrai, sarò sempre qui per te. ===Episodio 42, ''Il rapimento di Honoka''=== * Per prenderti cura degli altri, prima di tutto, devi aver cura di te stessa e rispettare i tuoi sentimenti. […] Non puoi fare niente per gli altri se ti senti sola e indifesa. ('''Nagisa Misumi''' a Honoka Yukishiro) ===Episodio 49, ''L'ultimo giorno delle Pretty Cure''=== *'''Re Jaaku''': Vi ho detto che è tutto inutile. Il vostro potere non potrà mai competere col mio!<br />'''Cure Black''': È vero, tu sei molto potente, sicuramente più di noi, ma noi non perderemo, non possiamo permettercelo! Continueremo a lottare finché non avremo vinto questo combattimento, forse sottovaluti le Pretty Cure!<br />'''Cure White''': Abbiamo molte cose da proteggere qui sulla Terra: tutte le persone che amiamo… Mipple e Mepple… Pollun… La forza vitale di queste creature ci sostiene e riesce a trasmetterci la carica di energia del potere dell'amore!<br />'''Cure Black''': Ecco perché…<br />'''Cure White''': …noi due insieme…<br />'''Cure Black e Cure White''': …riusciremo a sconfiggerti!<br />'''Re Jaaku''': Questo è il potere più grande, il potere della distruzione! Non mi sconfiggerete mai, rassegnatevi. È impossibile!<br />'''Cure White''': Sì, lo sappiamo che può sembrare impossibile…<br />'''Cure Black''': …ma dobbiamo provare. Non possiamo lasciare nulla d'intentato!<br />'''Re Jaaku''': Ah… ma… com'è possibile…<br />'''Cure Black''': Spinte dal desiderio di proteggere il mondo…<br />'''Cure White''': …noi ti sconfiggeremo per sempre!<br />'''Cure Black e Cure White''': Riusciremo ad annientarti!<br />'''Re Jaaku''': Voi non avete il potere per sconfiggermi! Regina, è questo il potere che hai dato loro? Il tuo massimo potere? {{NDR|Ormai sconfitto, [[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}} Regina, tornerò! *Tutti quanti noi, al termine dell'anno scolastico, sappiamo di avere imparato molto. Indubbiamente lo dobbiamo agli insegnanti, ma anche al nostro impegno. Abbiamo avuto anche l'opportunità di stringere nuove amicizie, di scoprire lo spirito di gruppo, di confrontare le capacità e di imparare ad apprezzare i semplici eventi giornalieri, quanto quelli straordinari. Talvolta, i momenti tristi si sono avvicendati a quelli dove abbiamo toccato il cielo con un dito, ma ogni volta siamo stati in grado di superare i nostri problemi perché voi della terza media eravate sempre pronti a darci il vostro sostegno. Siamo tutti molto onorati di essere stati le vostre matricole e di aver trascorso il tempo con voi in questa scuola. Non dimenticheremo quello che ci avete tramandato e lo trasmetteremo a tutti qui, alla Verone Academy. Vi auguriamo di proseguire il cammino con successo. Congratulazioni per il vostro diploma! A nome del comitato studentesco, Honoka Yukishiro. ('''Honoka Yukishiro''' agli studenti appena diplomati) ==''Pretty Cure Max Heart''== ===Frasi ricorrenti=== *Io sono Cure Black, la protettrice della Luce! (光の使者、キュアブラック!, ''Hikari no shisha, Kyua Burakku!'') (frase di presentazione di '''Cure Black''') *Io sono Cure White, la protettrice della Luce! (光の使者、キュアホワイト!, ''Hikari no shisha, Kyua Howaito!'') (frase di presentazione di '''Cure White''') *Potenza della Luce, vieni a me! Ho tutto lo splendore della luce… perché io ora sono Shiny Luminous! (輝く生命、シャイニールミナス! 光の心と光の意志、総てをひとつにするために!, ''Kagayaku inochi, Shainī Ruminasu! Hikari no kokoro to hikari no ishi, subete wo hitotsu ni suru tame ni!'') (frase di presentazione di '''Shiny Luminous''') ===Episodio 8, ''Il regno di Akane''=== *Spesso ci arrabbiamo proprio con le persone a cui teniamo di più. Ma questo non vuol dire che non gli vogliamo bene, anzi, dimostra l'esatto contrario. A tutti capita prima o poi di discutere, l'importante è chiarirsi e dimostrare il proprio amore giornalmente. ('''Honoka Yukishiro''' a Pollun) ===Episodio 20, ''Rina ha un segreto''=== *La felicità non è nell'oscurità. Il nostro futuro sarà dominato da una luce pura e brillante. ('''Cure White''') ===Episodio 25, ''Il valore della speranza''=== *Il viso racconta tutto quello che sentiamo, basta leggerlo. ('''Sanae Yukishiro''') *Anche nelle maggiori difficoltà non perdere mai la speranza. Custodisci la speranza e domani sarà un bellissimo giorno. ('''Shiny Luminous''') ===Episodio 33, ''Il compleanno di Nagisa''=== *Bisogna avere [[coraggio]] nella vita. Più si ha coraggio, più facilmente si superano tutte le difficoltà. ('''Braven''') ===Episodio 36, ''Alla ricerca di Pollun e Lulun''=== *È molto importante sapere aiutare gli altri. Bisogna credere nell'[[amicizia]]. E in un mondo fatto d'amicizia e aiuto per il prossimo, ci sarà posto solo per la pace e l'amore. ('''Prosun''') ===Episodio 38, ''Honoka se ne va?''=== *Il nostro destino lo decidiamo solo noi e non smetteremo mai di lottare. ('''Cure White''') *Prendi il tempo che vuoi per capire ciò che desideri. ('''Sanae Yukishiro''') *Quando un ostacolo ti sembra insuperabile, l'unico modo per riconquistare la felicità è non smettere di dare il meglio di te e assaporare ogni momento della tua vita. ('''Happinen''') ===Episodio 42, ''La vigilia di Natale''=== *Non avevo mai sentito il mio cuore battere ad un ritmo così veloce. Il fatto è che sono sempre talmente nervosa quando sono insieme a te, ma anche se oggi non siamo stati da soli come desideravo, ho passato una bellissima giornata, perché c'eri tu. Stanotte spero tanto di addormentarmi il più tardi possibile per conservare questa emozione, e domattina quando mi sveglierò la felicità sarà ancora più intensa. È molto tempo ormai che provo tutti questi sentimenti e finalmente ho capito una cosa: che continuano a crescere ogni giorno e diventano sempre più forti. E sei solo tu che riesci a farmi sentire così bene. Volevo dirtelo. Ci provo da tantissimo tempo, ma non sono mai riuscita a farlo, e non m'importa se mi sentiranno tutti perché devo gridarlo, non ce la faccio più a tenermelo dentro: {{NDR|Urlando}} Fuji-P mi sono innamorata, capito? Mi sono innamorata di te! ('''Nagisa Misumi''' rivolgendosi a Shogo Fujimura "Fuji-P") ===Episodio 45, ''La scelta di Hikari''=== *Quando tieni così tanto a un'altra persona, il sentimento che ti lega a lei è un sentimento eterno, che oltrepassa innumerevoli mondi e dimensioni lontane. […] Sappiamo già qualcosa di molto importante: dobbiamo sempre cercare la passione, l'armonia, la purezza, l'intelligenza, la felicità, la speranza, la verità, il coraggio, la prosperità, l'amore, l'eternità. Desiderando queste cose con tutta la forza che avete nel cuore, esse vi mostreranno il loro vero potere. ('''Eternalun''') ===Episodio 47, ''Pretty Cure alla riscossa''=== *Noi siamo libere. Ma certo, siamo libere. Nonostante tutte le disavventure che ci stanno capitando, nessuno potrà mai impadronirsi di quello che abbiamo dentro al nostro cuore. Nei nostri cuori l'universo è ancora libero e lo rimarrà per sempre! […] Finché la speranza e il coraggio c'accompagneranno nel nostro cammino, {{NDR|Cure Black prende la parola}} neanche il più forte dei soldati delle tenebre ci potrà sconfiggere! ('''Cure White''') ==''Pretty Cure Max Heart 2 – Amici per sempre''== *Io credo che, nella vita di tutte noi, esistano vere amiche e [[Falsa amicizia|false amiche]]. È facile andare d'accordo quando va tutto bene e ci si diverte. Purtroppo le cose non vanno sempre per il verso giusto. Ci sono anche difficoltà da superare e problemi seri da affrontare. Ed è proprio in quei momenti, quando si ha bisogno di conforto, che si può capire se l'amicizia è vera o meno. […] Se vi comportate in questo modo per una banale discussione, allora la vostra è un'amicizia falsa. ('''Rina Takashimizu''' a Nagisa Misumi sul suo rapporto con Honoka Yukishiro) *{{NDR|A Freezen e Frozen}}<br />'''Super Cure Black''': Quando per voi le cose non vanno nel verso giusto, iniziate subito a darvi la colpa: i veri amici non lo farebbero per nessuna ragione!<br />'''Super Cure White''': Forse non sapete che gli amici si aiutano tra loro, uniscono le loro forze e restano insieme nelle difficoltà, specialmente nei momenti peggiori! *Io ancora non conosco bene quale sia il significato del mio essere Regina della Vita. Comunque, se può servire, posso tentare il tutto per tutto, credimi. Non smetterò mai di provarci! Hinata, tu mi hai dato coraggio, mi hai mostrato la tua tenacia: ti ricordi quando volevi volare a tutti i costi? Sbattevi quelle piccole alucce senza sosta, provando e riprovando, e nonostante i continui fallimenti non ti sei mai arresa. Osservarti è stato un dono per me. Tu sei giovane e forte, non è da te una vile resa, senza reagire, sapendo che il nostro futuro dipende da te, che l'universo dipende da te. Hai ricevuto molto e tanti si sono impegnati per proteggerti: ti hanno dato speranza, fiducia, ti hanno sostenuta. Quindi, adesso, per te, amica mia, è arrivato il momento decisivo di restituire quei doni. Io so che in te c'è una forza che può salvarci. Non ci abbandonare, ti prego! ('''Shiny Luminous''' nel tentativo di risvegliare Hinata) *Hinata, i veri amici non hanno bisogno di molte belle parole. Rimangono legati per sempre, sono amici che credono l'uno nell'altro nonostante le avversità, che mettono in comunicazione i loro cuori nonostante la distanza. Anche la nostra amicizia durerà in eterno. ('''Hikari Kujo''' a Hinata) ==''Pretty Cure Splash☆Star''== ===Frasi ricorrenti=== *Mi sento in forma! (絶好調ナリ!, ''Zekkōchō nari!'') (frase simbolo di '''Saki Hyuga''') *Fiore dorato splendente, io sono Cure Bloom! (輝く金の花、キュアブルーム!, ''Kagayaku kin no hana, Kyua Burūmu!'') (frase di presentazione di '''Cure Bloom''') *Ali d'argento scintillante, io sono Cure Egret! (煌めく銀の翼、キュアイーグレット!, ''Kirameku gin no tsubasa, Kyua Īguretto!'') (frase di presentazione di '''Cure Egret''') *Luna dorata splendente, io sono Cure Bright! (天空に満ちる月、キュアブライト!, ''Tenkū ni michiru tsuki, Kyua Buraito!'') (frase di presentazione di '''Cure Bright''') *Vento fatato dei cieli, io sono Cure Windy! (大地に薫る風、キュアウィンディ!, ''Daichi ni kaoru kaze, Kyua Windi!'') (frase di presentazione di '''Cure Windy''') ===Episodio 21, ''Amiche stelle''=== *Tutto è effimero, mie carissime ragazze: ciò significa che ogni cosa alla fine, prima si distrugge e poi svanisce. Per questo motivo, dobbiamo sempre agire con molta attenzione e dobbiamo trattare gli oggetti delicatamente e con amore per tutto il tempo della loro durata. ('''Kanako Mishō''' a Saki Hyuga, Mai Mishō, Michiru Kiryū e Kaoru Kiryū) ===Episodio 23, ''Il sacrificio di Michiru e Kaoru''=== *Chiunque conosca il reale valore della vita, non oserebbe mai, non potrebbe desiderare di distruggere la Terra. ('''Cure Egret''') *Con la volontà il destino si può cambiare. ('''Cure Bloom''') ===Episodio 25, ''Granite fuori dal normale''=== *'''Shitataare''' {{NDR|urlando}}: […] Che cosa è capitato a quelle {{NDR|Michiru e Kaoru}} che voi definite forti? Impossibile! Nessuno può sfuggire al potere del male e cambiare il proprio destino!<br />'''Cure Bloom e Cure Egret''': Questo non è vero!<br />'''Cure Egret''': Se si mantiene forte il proprio cuore e non ci si arrende mai,<br />'''Cure Bloom''': Tutto quello che si desidera veramente…<br />'''Cure Bloom e Cure Egret''': Diventerà realtà! ===Episodio 29, ''Mupu e Fupu e le bolle di sapone''=== *Usa ogni mezzo pur di ottenere ciò che vuoi. ('''Shitataare''') ===Episodio 35, ''La finale di softball''=== *Forse sarà anche bello vincere, però prima il capitano Izumida ha detto… ha detto a tutte noi che è ancora più importante fare del proprio meglio, impegnarsi e mettercela tutta. [...] E io so di aver fatto del mio meglio. Me la sono presa perché abbiamo perso per poco, ma le nostre avversarie erano fortissime. C'hanno sconfitte, è vero, però non è stata affatto una tragedia. Nella vita c'è qualcosa di molto più speciale, di più importante che vincere una partita di [[softball]]: è il lavoro fatto per raggiungere un obiettivo. Una per tutte, tutte per una! ('''Cure Bloom''') {{NDR|a Kintreski}} ===Episodio 37, ''Uno per tutti, tutti per uno''=== *Se lavori con passione insieme a qualcuno, il ricordo ti rimarrà nel cuore. ('''Cure Bright''') *Sbagliare non significa perdere. ('''Cure Bright''') ===Episodio 44, ''La scelta di Michiru e Kaoru''=== *Solo continuando a sperare, possiamo realizzare i nostri sogni. ('''Michiru Kiryū''') ===Episodio 45, ''Un regalo per Kazuya''=== *'''Kaoru''': Il nostro destino è come un fiocco di neve.<br />'''Michiru''': E come un fiocco di neve, ci dissolveremo nel nulla. ===Episodio 47, ''Il grande inganno''=== *'''Cure Bright''': Non si sfugge al proprio destino. Purtroppo per tutti arriverà inevitabilmente il giorno della fine! È per questo che dobbiamo amare e proteggere la vita!<br />'''Cure Windy''': Se tutti imparassero a rispettarla, e riuscissero ad apprezzare anche la più piccola cosa, ogni giorno sarebbe vissuto pienamente e così tutto avrebbe un senso! ===Episodio 48, ''La grande forza della vita''=== *'''Cure Bloom''': Per tutti i fiori della Terra…<br />'''Cure Egret''': Per tutti gli aironi del Cielo…<br />'''Kaoru''': Per il soffio fatato del Vento…<br />'''Michiru''': Per la luce splendente della Luna…<br />'''Cure Bloom''': Questa terra risplende…<br />'''Cure Egret''': Grazie alla luce brillante della vita!<br />'''Cure Bloom e Cure Egret''': Questo è il nostro mondo! E con la forza delle nostre mani, noi ricostruiremo…<br />'''Michiru e Kaoru''': Questa meravigliosa terra! ===Episodio 49, ''Amiche del cielo stellato''=== *'''Goyan''': Il potere della distruzione è infinito! Niente e nessuno lo potrà mai fermare! Sono troppo forte per voi, è impossibile sconfiggermi!<br />'''Cure Bloom''': Goyan… lo ammetto, sei veramente forte, ma, per quanto sia letale il potere dell'oscurità, c'è qualcosa che non riuscirai mai a distruggere!<br />'''Cure Egret''': E si tratta della speranza che si trova nei cuori di tutte noi!<br />'''Kaoru''': Del futuro che ci attende!<br />'''Michiru''': E dei nostri sogni preziosi!<br />'''Cure Bloom, Cure Egret, Michiru e Kaoru''': Questo è il nostro mondo, non riuscirai a portarcelo via! *Il grande potere della malvagità è immenso, ma non riesco a sconfiggere definitivamente le Pretty Cure. {{NDR|Ormai sconfitto}} Ah, non può essere… non può essere… ah, non può essere vero! […] Ho deciso che non me ne andrò da solo. Perciò adesso voi {{NDR|Cure Bloom e Cure Egret}} verrete con me! […] Siete troppo forti… Avete un grande potere: siete unite dal vincolo della speranza. ('''Goyan''', [[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]) ==''Pretty Cure Splash☆Star – Le leggendarie guerriere''== *'''Sirlon''': Sono imbattibile. Due scriccioli come voi non potranno sconfiggermi!<br />'''Cure Windy''': Hai ragione, sei molto più forte di ognuna di noi, perché noi da sole non siamo perfette!<br />'''Cure Bright''': Ma è proprio per questo che noi ci sosteniamo e ci completiamo reciprocamente!<br />'''Cure Windy''': Anche se a volte non andiamo d'accordo, potenziamo il nostro coraggio unendo le mani. Quando sfioro la sua mano, so che avrò una forza che da sola non avrei! Ed è per questo che…<br />'''Cure Bright e Cure Windy''': Insieme siamo le Pretty Cure! ==''Yes! Pretty Cure 5''== ===Frasi ricorrenti=== *È deciso, sì! (けって~い!, ''Kette~i!'') (frase simbolo di '''Nozomi Yumehara''') *Il grande potere del Sogno di una fanciulla, Cure Dream! (大いなる希望の力、キュアドリーム!, ''Ōinaru kibō no chikara, Kyua Dorīmu!'') (frase di presentazione di '''Cure Dream''') *Pretty Cure della Passione, Cure Rouge! (情熱の赤い炎、キュアルージュ!, ''Jōnetsu no akai honō, Kyua Rūju!'') (frase di presentazione di '''Cure Rouge''') *Il potere della Freschezza di una fanciulla, Cure Lemonade! (はじけるレモンの香り、キュアレモネード!, ''Hajikeru remon no kaori, Kyua Remonēdo!'') (frase di presentazione di '''Cure Lemonade''') *Il potere della Tranquillità di una fanciulla, Cure Mint! (安らぎの緑の大地、キュアミント!, ''Yasuragi no midori no daichi, Kyua Minto!'') (frase di presentazione di '''Cure Mint''') *Il potere dell'Intelligenza di una fanciulla, Cure Aqua! (知性の青き泉、キュアアクア!, ''Chisei no aoki izumi, Kyua Akua!'') (frase di presentazione di '''Cure Aqua''') ===Episodio 1, ''Una nuova Pretty Cure''=== *Avere uno scopo nella vita è uno stimolo per migliorare se stessi. ('''Nozomi Yumehara''') *No, non farlo… Il tuo scopo è quello di realizzare il tuo sogno, non è così? E per riuscirci hai per forza bisogno del Dream Collet, non è vero? E allora non devi darglielo per nessun motivo! […] Quest'essere {{NDR|Girinma}} insulso e spregevole che si prende gioco dei sogni degli altri non riuscirà a sconfiggermi! Le creature aride come voi non riusciranno mai e poi mai a battermi! ('''Cure Dream''' a Coco sul ricatto propostogli da Girinma) ===Episodio 4, ''Cure Mint''=== *Non devi arrenderti, se questo {{NDR|fare la scrittrice}} è il sogno della tua vita! Non si può rinunciare così facilmente ai propri sogni. Devi essere tenace, anche se la gente ride di te. Che importa che cosa dicono? Devi continuare a seguire le tue inclinazioni e credere in te stessa! […] Devi continuare a pensare positivo se vuoi che il tuo sogno possa tramutarsi in realtà. ('''Nozomi Yumehara''' a Komachi Akimoto) *Chi si impegna al massimo per il proprio ideale, ha sempre molte capacità. ('''Cure Dream''') ===Episodio 11, ''Problemi scolastici per Nozomi''=== *'''Kokoda''': Domanda: cos'è che fa volare le mongolfiere? Avanti Nozomi.<br />'''Nozomi''': Ah! Vediamo… Volano perché vengono gonfiate con aria calda…<br />'''Kokoda''': Sì, esatto! La tua risposta era perfetta. […] Sai, è molto più facile ricordare le cose che ti interessano o che ti colpiscono in qualche modo. Non è vero che non sei una cima. […]<br />'''Nozomi''': Però io non riesco… Non riesco a trovare niente di interessante nei compiti, mi annoio e mi passa la voglia di studiare.<br />'''Kokoda''': Vedi Nozomi, in questo preciso momento, la tua mongolfiera si sta riempiendo di aria calda.<br />'''Nozomi''': Eh? Che cosa vuoi dire? Non capisco.<br />'''Kokoda''': La mongolfiera delle tue possibilità. Si riempie quando osservi, ascolti, impari e assorbi tante cose nella tua mente. Studiare a scuola è soltanto uno dei tanti modi che hai a disposizione per ampliare la tua conoscenza. Ti sarà utile per volare sempre più in alto quando realizzerai il tuo sogno.<br />'''Nozomi''': Ah… la mia mongolfiera… riuscirò a volare…<br />'''Kokoda''': Dipenderà da te, Nozomi. Ti attende un futuro radioso, proprio come questo panorama. *Il dolore si sopporta se si ha un obiettivo. ('''Cure Dream''') ===Episodio 13, ''La squadra di calcetto''=== *Certo, è bello poter fare tante esperienze diverse, ma è altrettanto bello poter fare bene una cosa alla volta. ('''Otaka''') ===Episodio 14, ''L'unione fa la forza''=== *'''Cure Aqua''': Anche se ognuna di noi da sola non può fare molto…<br />'''Cure Mint''': …mettiamo insieme le nostre forze…<br />'''Cure Lemonade''': …e le nostre idee e lottiamo per far vincere il bene sul male!<br />'''Cure Rouge''': Se da sole non siamo abbastanza forti, tutte insieme lo diventeremo.<br />'''Cure Dream''': La cosa fondamentale è sostenerci l'una con l'altra! ===Episodio 17, ''Rin è innamorata''=== *Essere altruisti, provare un sentimento d'amore per qualcuno non è mai inutile! L'amore è un sentimento prezioso! E solo chi sa amare sa davvero vivere! ('''Nozomi Yumehara''') *La speranza è l'ultima a morire. E anche se mi capita spesso di illudermi di poter ottenere delle cose impossibili, sono molto realista e spero sempre in un futuro migliore: per questa ragione io non mi darò mai per vinta. ('''Cure Rouge''' a Girinma) ===Episodio 20, ''Le Pretty Cure 5 diventano cantanti''=== *Ci ho pensato a lungo prima di decidermi a salire su questo palco. Mi chiedevo perché avrei dovuto cantare e non trovavo la risposta. Alla fine, con il prezioso aiuto delle mie amiche più care, sono riuscita a chiarirmi le idee. La mia speranza è che queste mie parole riescano a raggiungere i vostri cuori. {{NDR|Si esibisce cantando il suo nuovo brano}} Grazie mille a tutti, è stato bellissimo stare con voi e ricordate che i sogni possono diventare realtà. ('''Urara Kasugano''' al pubblico) ===Episodio 21, ''Una nuova amica''=== *I sogni si avverano se credi in loro. ('''Nozomi Yumehara''') ===Episodio 23, ''Le Pretty Cure si separano''=== *Tutti commettono degli errori nella vita. La cosa più importante è come ti comporterai d'ora in poi. […] Se insisti, se non ti arrendi, puoi realizzare qualsiasi cosa nella vita, come creare un piccolo oggetto oppure riappacificarti con le tue amiche. ('''Kokoda''' a Nozomi Yumehara) ===Episodio 24, ''Le cinque Sfere di Luce''=== *{{NDR|Ripensando ai consigli di Kokoda sul suo rapporto con le amiche}} Nella vita non c'è soltanto il divertimento, perciò non possiamo arrenderci proprio adesso. Dobbiamo cercare di dare sempre il meglio! ('''Nozomi Yumehara''' a Rin Natsuki, Urara Kasugano, Komachi Akimoto e Karen Minazuki per destarle dall'influenza nemica) ===Episodio 28, ''Lo stand di granite''=== *{{NDR|Vedendo la sua amica triste}} Non fare così, non devi arrenderti. […] Prima devi essere sicura di aver fatto ogni tentativo, altrimenti prima o poi lo rimpiangerai. ('''Karen Minazuki''' a Komachi Akimoto) ===Episodio 33, ''Un vero scoop''=== *'''Bunbee''' {{NDR|rivolgendosi a Mika Masuko}}: Ecco che cosa succede quando confidi nell'aiuto degli altri! Se non ce la fate da sole, per quante voi siate, il risultato sarà sempre lo stesso: fallimento totale!<br />'''Cure Dream''': E allora…? A noi non importa se non riusciamo ad ottenere qualcosa da sole. […] Se una di noi ha un problema, lo affronta e s'impegna per risolverlo!<br />'''Cure Rouge''': E quando non riesce a trovare una soluzione, ci sono sempre le amiche che possono darle una mano!<br />'''Cure Lemonade''': Quando proviamo affetto e comprensione per qualcuno, ci viene spontaneo stargli accanto e aiutarlo!<br />'''Cure Mint''': Quando non riesci a farcela da solo…<br />'''Cure Aqua''': Insieme agli altri, puoi realizzare qualunque impresa!<br />'''Cure Dream''': È a questo che servono gli amici! ===Episodio 36, ''L'importante è partecipare''=== *Impegnarsi seriamente in qualcosa e non arrendersi fino alla fine… non è inutile, anzi è molto costruttivo! ('''Cure Dream''') ===Episodio 39, ''Appare Desparaia''=== *Spesso le emozioni possono essere piccole e brevi, ma sono comunque tesori e come tali rimarranno indelebili nei nostri cuori per sempre! ('''Kokoda''') *'''Desparaia''': Che senso ha far avverare i sogni degli altri?<br />'''Cure Rouge''': Per renderli felici! Ma è ovvio che lei non può capire!<br />'''Cure Aqua''': È difficile da comprendere, ma non tutti agiscono solo per i loro interessi!<br />'''Cure Mint''': Noi cerchiamo di essere gentili con tutto il cuore!<br />'''Cure Lemonade''': In questo modo si formano legami indissolubili!<br />'''Cure Rouge''': È questo che ci dà la forza di…<br />'''Cure Rouge, Cure Lemonade, Cure Mint e Cure Aqua''': …piegarci, ma non spezzarci mai! *'''Desparaia''': Perché mi resistete, quando non avete alcuna possibilità di sconfiggermi?<br />'''Cure Rouge''': Ancora ti chiedi il perché? La nostra specialità è quella di resistere sempre!<br />'''Cure Lemonade''': Combatteremo per proteggere i nostri amici anche se di noi ne rimanesse una sola!<br />'''Cure Mint''': Quello che importa non è soltanto il risultato!<br />'''Cure Aqua''': È affrontare al meglio quello che accade durante il percorso! ==''Yes! Pretty Cure 5 – Le Pretty Cure nel Regno degli Specchi''== *'''Nozomi''': Quello che hai detto poco fa, è vero? Il fatto che puoi percepire dove sono.<br />'''Kokoda''': Ma certo che è vero. Anche se tu dovessi essere in un luogo invisibile, Nozomi, io riuscirei a trovarti. […] E tu, invece? Se io dovessi trasformarmi in qualcosa che non conosci o se dovessi andare via, verresti a cercarmi?<br />'''Nozomi''': Senza alcun dubbio! Sarei disposta a esplorare ogni angolo della Terra pur di trovarti. *Tutti abbiamo bisogno di amici sinceri con i quali condividere le gioie e le difficoltà che la vita ci riserva. È questa la reale essenza della speranza. Non c'è alcun futuro nella solitudine. È nell'amicizia che troveremo sempre la forza di reagire! ('''Cure Aqua''' a Dark Aqua) *Quando si lotta per coloro che si amano, non è possibile essere sconfitti! ('''Cure Dream''' a Dark Dream) *L'energia che scaturisce dal desiderio di difendere coloro che si amano è una delle forze più potenti che esistano nell'universo. ('''Cure Mint''' a Dark Mint) *'''Dark Dream''': Quando sono stata creata, Shadow mi ha solo detto che dovevo sconfiggerti. Capisci? È questa l'unica cosa che so. Invece divertirmi e sorridere, apprezzare il valore dell'amicizia, prendermi cura delle persone che amo, sono cose che nessuno mi ha mai insegnato!<br />'''Cure Dream''': Non preoccuparti, riuscirai a impararle. Perché anche dentro di te c'è un cuore che batte e che ha bisogno di amore. *{{NDR|In seguito a un attacco di Shadow}}<br />'''Cure Dream''': Perché mi hai salvata, Dark Dream?<br />'''Dark Dream''' {{NDR|ferita}}: Me lo chiedo anch'io, in effetti. Forse perché… ti ritengo un'amica. Avrei voluto avere la possibilità di conoscerti meglio, sai? Purtroppo però io sono solamente un'immagine.<br />'''Cure Dream''': Che tu sia reale o meno, non conta nulla! L'unica cosa che conta è che provi dei sentimenti!<br />'''Dark Dream''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Prima di incontrarti non sapevo che si potesse ridere, ti ringrazio per avermelo insegnato. *{{NDR|A Shadow}}<br />'''Super Cure Rouge''': La grande energia che stai sentendo non proviene solamente da noi.<br />'''Super Cure Lemonade''': Ma da tutti coloro che vogliono che il bene vinca contro il male.<br />'''Super Cure Mint''': Quando tutti uniamo le nostre forze per uno scopo…<br />'''Super Cure Aqua''': …e raccogliamo il nostro coraggio per raggiungerlo…<br />'''Super Cure Dream''': …allora nessuno è in grado di batterci! ==''Yes! Pretty Cure 5 GoGo!''== ===Frasi ricorrenti=== *Il potere della Speranza di una fanciulla, Cure Dream! (大いなる希望の力、キュアドリーム!, ''Ōinaru kibō no chikara, Kyua Dorīmu!'') (frase di presentazione di '''Cure Dream''') *Il potere della Passione di una fanciulla, Cure Rouge! (情熱の赤い炎、キュアルージュ!, ''Jōnetsu no akai honō, Kyua Rūju!'') (frase di presentazione di '''Cure Rouge''') *Il potere della Freschezza di una fanciulla, Cure Lemonade! (はじけるレモンの香り、キュアレモネード!, ''Hajikeru remon no kaori, Kyua Remonēdo!'') (frase di presentazione di '''Cure Lemonade''') *Il potere della Tranquillità di una fanciulla, Cure Mint! (安らぎの緑の大地、キュアミント!, ''Yasuragi no midori no daichi, Kyua Minto!'') (frase di presentazione di '''Cure Mint''') *Il potere dell'Intelligenza di una fanciulla, Cure Aqua! (知性の青き泉、キュアアクア!, ''Chisei no aoki izumi, Kyua Akua!'') (frase di presentazione di '''Cure Aqua''') *La Rosa Blu è il sigillo segreto, Milky Rose! (青いバラは秘密の印、ミルキィローズ!, ''Aoi Bara wa himitsu no shirushi, Mirukī Rōzu!'') (frase di presentazione di '''Milky Rose''') ===Episodio 1, ''Una nuova missione per le Pretty Cure''=== *Se davvero ci tieni a qualcosa non devi perderla mai di vista. Più tieni a una cosa o a una persona e più è facile perderla per sempre. ('''Shiroh Amai''' a Nozomi Yumehara) ===Episodio 10, ''Il potere della Rosa Blu''=== *Più teniamo a qualcosa e più rischiamo di perderla. Se per noi è davvero importante, dobbiamo proteggerla con le nostre forze. ('''Milky Rose''') ===Episodio 11, ''L'ultima battaglia di Scorpion''=== *Non è la forza, no, ciò che attrae il potere della Rosa non è l'arroganza dei forti, ma il [[coraggio]]. Il potere si allea con chi dimostra di avere più coraggio! ('''Cure Dream''') *Il potere non è attratto dalla forza bruta che poi diventa violenza, ma solo dalla forza d'animo. E esiste nel mondo grazie a mille pensieri e speranze! ('''Milky Rose''') ===Episodio 15, ''Rin e il fagiolo magico''=== *Essere al corrente di un problema e saperlo eliminare sono due cose ben diverse. ('''Shibiretta''') *Ammiro la tua capacità di abbracciare la causa degli altri e gettarti in imprese pericolose pensando solo al loro bene. ('''Cure Rouge''' a Cure Dream) ===Episodio 18, ''Il grande sogno di Urara''=== *Se ora rinuncio a lottare, se mi dò per vinta, non sarò mai capace di superare i miei limiti e le mie paure. […] Io voglio realizzare il mio sogno. […] Le luci della ribalta… mia madre era felice e realizzata come attrice. Anche io scoprirò cosa si prova a salire su un palcoscenico, cosa si prova ad avere di fronte centinaia di spettatori. I miei sogni sono la mia forza. […] Ecco perché, finché non diventerò un'attrice… finché non sarò brava e bella come mia madre, non mi arrenderò per nessun motivo! È la mia ragione di vita! ('''Cure Lemonade''') *Abbiamo grandi sogni da realizzare e finché non diverranno realtà non smetteremo mai di combattere! ('''Cure Lemonade''') ===Episodio 20, ''I sogni di due sorelle''=== *Poche cose sono irrisolvibili se riusciamo a farci capire dalle persone che amiamo. ('''Karen Minazuki''') ===Episodio 22, ''Nozomi insegnante''=== *"Non importa quanto lunga sia la strada, è importante che s'inizi facendo un passo alla volta. Anche un viaggio lungo mille miglia inizia facendo un passo alla volta". Ragazze, cercate di ricordarvene quando affronterete un impegno e, credetemi, per quanto difficile possa essere un percorso, soltanto facendo un passo alla volta si potrà arrivare alla fine. ('''Kokoda''') *Dunque, voi mi avevate chiesto perché le persone devono studiare, ve lo ricordate? Il motivo è che solo studiando ognuno di voi, un giorno, potrà far sbocciare il proprio fiore speciale! […] I girasoli, come tutti gli altri fiori, crescono grazie al fatto che esistono l'acqua, il sole, il vento e la terra, giusto? E studiare non solo farà sì che voi possiate dare una risposta alle vostre domande, ma permetterà anche al vostro cervello di crescere meglio. E quando un giorno avrete un sogno o un desiderio sarete in grado di realizzarlo. E sarà come far sbocciare un bellissimo fiore. […] Sapete bambini, questo è stato detto anche a me, da un maestro molto, molto speciale… {{NDR|si volta verso Kokoda}} […] Quindi studiate molto e crescerete sani e forti. E quando sarà giunto il momento sarete in grado di sbocciare come un bel fiore, siete d'accordo? […] Allora adesso, ripetete insieme a me "Faremo del nostro meglio"! ('''Nozomi Yumehara''' a Yu e Ai Natsuki) ===Episodio 24, ''Il nuovo potere delle Pretty Cure 5''=== *Non è il posto in cui sei nato o cresciuto quello in cui devi tornare, ma è quello in cui vive chi ti vuole bene e ti apprezza per quello che sei. ('''Kokoda''' a Shiroh Amai) *Vivere insieme a chi vuoi bene, sorridere pensando ai tuoi amici, aiutare ed essere aiutato. Questo è un tesoro il cui valore non può essere quantificato! ('''Coco''') ===Episodio 33, ''Urara e il ristorante di Yoshimi''=== *A volte si può vegliare anche da lontano sul benessere di chi ti sta a cuore. ('''Komachi Akimoto''') *Per quanto sia limitato il potere del singolo, le azioni di un solo individuo possono rappresentare un esempio per un'enorme quantità di persone. ('''Cure Aqua''') ===Episodio 38, ''La leggenda della Rosa Blu''=== *'''Yadokan''': Chi cerca trova.<br />'''Isogin''': C'è chi trova anche senza cercare. ===Episodio 45, ''La porta del Giardino delle Cure Rose''=== *Non lasciare che ciò a cui tieni si allontani da te. ('''Cure Dream''' a Syrup) *Finora avevo paura, i miei ricordi potrebbero portarmi via da voi, via da te {{NDR|Nozomi Yumehara}}, però abbiamo fatto una promessa: saremmo entrati insieme nel Giardino delle Cure Rose. Non lasciare che ciò a cui tieni si allontani da te. Non ho idea di cosa mi aspetta, ma quello che abbiamo costruito qui insieme è ciò a cui tengo. Lo Scrigno della Rosa, i Re dei Quattro Regni… e questa casa, dove tutti ritorneremo… mai… mai e poi mai… lascerò che cadano nelle tue mani. ('''Shiroh Amai''' a Mucardia) ===Episodio 47, ''Il prodigio della Rosa Blu''=== *Pretty Cure, so che mi sentite. Ho un messaggio per il cuore di ciascuna di voi-rup. {{NDR|Si rivolge a Cure Aqua}} Sei la persona più calma che conosca, Karen. So che si può sempre contare su di te, perché possiedi un cuore ardente e nobile-rup. Continua a sostenerci con il tuo coraggio e la tua intelligenza-rup. {{NDR|Si rivolge a Cure Mint}} Grazie a te amo la lettura, Komachi. I personaggi delle tue storie sono sinceri e profondi, proprio come te. Scrivine ancora tante. Voglio leggerle, perché sanno scaldare il cuore. {{NDR|Si rivolge a Cure Lemonade}} Urara… la strada per diventare attrice sarà lunga e impegnativa, ma so che il tuo sorriso fresco e contagioso non si spegnerà mai. Continua a portare il buonumore a tutti noi-rup. {{NDR|Si rivolge a Cure Rouge}} Ti conosco, Rin: metti tutta te stessa nello sport e nel lavoro con i tuoi genitori. Difendi gli amici e insegui il tuo sogno con tutte le tue forze. È questo che ti rende eccezionale. {{NDR|Si rivolge a Cure Dream}} Nozomi… è iniziato tutto grazie a te. Sei stata la prima ad accogliermi e a credere in me. Sei tenace, e soprattutto non perdi mai la speranza. Regali il tuo sorriso a tutti quelli che incontri. È per questo che ti voglio bene-rup. {{NDR|Inizia a piangere}} Non posso perdervi. Voglio che siate parte della mia vita-rup. Il Giardino delle Cure Rose ci aspetta: mantenete la promessa! ('''Syrup''' a Karen Minazuki, Komachi Akimoto, Urara Kasugano, Rin Natsuki e Nozomi Yumehara per destarle dall'influenza nemica) ===Episodio 48, ''Le Pretty Cure custodi della vita''=== *I semi sono come i sogni: bisogna saper aspettare e accudirli con amore, poi farli crescere, fin quando non diventano realtà, e tutti ci stiamo impegnando al massimo. ('''Nozomi Yumehara''') ==''Yes! Pretty Cure 5 GoGo! – Buon compleanno carissima Nozomi''== *'''Kokoda''': Stamattina sei arrivata davvero prestissimo. Quindi ho pensato di lasciarti dormire un po'. […] {{NDR|In tono scherzoso}} Sai che sei rumorosa quando dormi? Parli nel sonno e russi, non me lo sarei mai aspettato da te. […] Quando dormi è difficile svegliarti. Proprio come ''La bella addormentata''. […] Dormiva per colpa di un incantesimo che una strega aveva formulato alla sua nascita. Solo un principe poteva svegliarla, con un bacio pieno d'amore.<br />'''Nozomi''': Sì, mi ci vedo proprio con un vestito splendido, sdraiata sul letto di fiori e un bellissimo principe che rompe l'incantesimo e mi sveglia. È così romantico! Non sai quanto mi piacerebbe…<br />'''Kokoda''': Volevi essere svegliata con un bacio anche tu? *{{NDR|Pensando}} Come era iniziata bene quest'avventura. Eravamo felici… volevamo solo festeggiare, stare in compagnia… organizzare un compleanno speciale. Mi sentivo così allegra. Ci sarebbero stati brindisi, festeggiamenti, ma il regalo più bello sarebbe stato il sorriso sui volti dei miei amici. Dovete resistere a tutti i costi! Vi do la mia parola che troverò il modo di salvarvi, torneremo a casa sani e salvi. Rin… Urara… Komachi… Karen… vi prometto solennemente che festeggeremo tutti insieme! ('''Cure Dream''') *Il nostro prossimo è importante come e più di noi stessi. ('''Cure Lemonade''') *La Miracle Light lascia fiorire i sentimenti, Shining Dream! (想いを咲かせる奇跡の光、シャイニングドリーム!, ''Omoi wo sakaseru kiseki no hikari, Shainingu Dorīmu!'') (frase di presentazione di '''Shining Dream''') *La felicità è nel donare, nel condividere, rendere partecipi gli altri della tristezza e della tua allegria. ('''Shining Dream''') ==''Fresh Pretty Cure!''== ===Frasi ricorrenti=== *Afferra la felicità! (幸せゲットだよ!, ''Shiawase getto da yo!'') (frase simbolo di '''Love Momozono''') *Dopotutto, sono perfetta! (あたし、完璧!, ''Atashi, kanpeki!'') (frase simbolo di '''Miki Aono''') *Io ci credo! (わたし、信じてる!, ''Watashi, shinjiteru!'') (frase simbolo di '''Inori Yamabuki''') *Farò del mio meglio! (精一杯、がんばるわ!, ''Seiippai, ganbaru wa!'') (frase simbolo di '''Setsuna Higashi''') *Il cuore rosa è il simbolo dell'Amore! Appena colta, è nata Cure Peach! (ピンクのハートは愛あるしるし!もぎたてフレッシュ、キュアピーチ!, ''Pinku no hāto wa ai aru shirushi! Mogitate furesshu, Kyua Pīchi!'') (frase di presentazione di '''Cure Peach''') *Il cuore blu è il simbolo della Speranza! Appena raccolta, è nata Cure Berry! (ブルーのハートは希望のしるし!つみたてフレッシュ、キュアベリー!, ''Burū no hāto wa kibō no shirushi! Tsumitate furesshu, Kyua Berī!'') (frase di presentazione di '''Cure Berry''') *Il cuore giallo è il simbolo della Preghiera! Appena mietuta, è nata Cure Pine! (イエローハートは祈りのしるし!とれたてフレッシュ、キュアパイン!, ''Ierō hāto wa inori no shirushi! Toretate furesshu, Kyua Pain!'') (frase di presentazione di '''Cure Pine''') *Il cuore scarlatto è la prova della Felicità! Appena maturata, è nata Cure Passion! (真っ赤なハートは幸せの証!熟れたてフレッシュ、キュアパッション!, ''Makka na hāto wa shiawase no akashi! Uretate furesshu, Kyua Passhon!'') (frase di presentazione di '''Cure Passion''') ===Episodio 1, ''È nata Cure Peach''=== *'''Eas''': E tu, ragazzina, chi saresti?<br />'''Cure Peach''': Cure Peach è appena nata… la Leggendaria Guerriera Pretty Cure! […] Da oggi, non ti permetterò più di fare del male al prossimo! ===Episodio 11, ''L'amicizia trionfa''=== * La felicità si ottiene impegnandosi al massimo. E lavorando sodo dimostrerò di averla meritata. ('''Love Momozono''') ===Episodio 16, ''Il festival culturale della paura!''=== *Rimangiati quello che hai detto! Daisuke non è un "ragazzino miserabile". E ti dirò anche un'altra cosa: rispetto a te, che esprimi opinioni su cose che neanche capisci, ti garantisco che lui è molto, ma molto, più forte e coraggioso, credimi! ('''Cure Peach''' a Wester su Daisuke Chinen) ===Episodio 21, ''Una scelta impossibile''=== *Se insegui due conigli, ti sfuggiranno entrambi. Cioè, chi fa due cose contemporaneamente, alla fine non riuscirà a realizzarne nessuna delle due. ('''Setsuna Higashi''' a Love Momozono) *Sapete, è capriccioso il destino e può anche cambiare secondo il momento. Non è immutabile come si ritiene. ('''Setsuna Higashi''' a Love Momozono, Miki Aono e Inori Yamabuki) ===Episodio 22, ''Setsuna si toglie la maschera''=== *{{NDR|Cure Peach s'avvicina a Eas durante un combattimento}}<br />'''Eas''': Che fai!? Lasciami!<br />'''Cure Peach''': No, io non ti lascio! E sai perché? Perché sono arrabbiata con te. Hai spaventato tutti e mandato a monte il concerto, sei imperdonabile! Ma ora tu stai piangendo.<br />'''Eas''': Non è vero. Io riesco a sopportare molto bene il dolore, non sto piangendo affatto!<br />'''Cure Peach''': Invece stai piangendo. Quel mostro sei tu, no? È il tuo cuore che piange straziato dal dolore. Tu piangi perché non credi che sia giusto sacrificare la vita per Labyrinth. […] Ora fermati, basta! *{{NDR|Dopo che Cure Peach sconfigge il Nakisakebe che procura dolore fisico a Eas}}<br />'''Cure Peach''': Sei salva! Per fortuna stai meglio.<br />'''Eas''': Zitta… zitta, zitta, zitta! Switch Over! {{NDR|Assume i panni di Setsuna}}<br />'''Cure Peach''' {{NDR|sconvolta}}: Eh!? Setsuna… Allora eri tu…<br />'''Cure Berry''': Attenta, è una nemica! Setsuna fa parte di Labyrinth.<br />'''Cure Pine''' {{NDR|incredula}}: Oh no…<br />'''Cure Peach''' {{NDR|sconvolta}}: Che cosa? Non è vero. Setsuna è sempre stata al mio fianco, è mia amica. […] Non è vero…<br />'''Setsuna''': Io vivo per un unico scopo: io vivo per schiacciarvi! ===Episodio 23, ''La nascita di Cure Passion!''=== *Quando sono con te, sento che c'è qualcosa che non va e non riesco a capire più chi sono! Quando io ti feci quella falsa previsione, eri così felice! […] Ti predissi che di lì a poco una piacevole sorpresa ti avrebbe dato una gioia immensa… Eri insopportabile! E poi, il giorno della pesca miracolosa, mi hai regalato il tuo quadrifoglio. Anche quando ho provato a ingannarti, non hai mai mostrato nemmeno un'ombra di amarezza, di rancore… Sempre pronta a ridere come una povera idiota. Eri insopportabile. {{NDR|Urlando}} Sei insopportabile! Ero così invidiosa di te! […] Ero così invidiosa della tua felicità. ('''Eas''' a Cure Peach) ===Episodio 32, ''Le Pretty Cure nel Paese dei Dolci''=== *È un istinto incontrollabile cercare di proteggere le persone a cui vuoi bene. ('''Tart''' ad Azukina) ===Episodio 33, ''Le paure di Miki e Setsuna''=== *È una ragazza gentile, onesta e molto affidabile. Forse è un po' chiusa, ma è una brava persona. Setsuna ha anche scelto di diventare una Pretty Cure, perciò ho piena fiducia in lei. {{NDR|Si rivolge a Cure Passion}} Ricordati che comunque non sei sola, e ti assicuro che non lo sarai mai. Non devi avere paura di perderci. Noi ci saremo per sempre. ('''Cure Berry''' a Wester su Setsuna Higashi) ===Episodio 36, ''Una nuova nemica!''=== *La sventura della gente ha il sapore di un dolce nettare allevato nel dolore, allevato nello sconforto. ('''Northa''') ===Episodio 39, ''In gita a Okinawa''=== *Chiffon, piccola mia, quando hai detto che volevi stare con me, mi hai resa felice. […] Anch'io voglio stare con te. Voglio sorridere… e vedere tante cose insieme. Vedrai che ci divertiremo ancora. Saremo unite per sempre, Chiffon. ('''Cure Peach''' a Chiffon nel tentativo di riportarla alla normalità dallo stato di Infinity) ===Episodio 46, ''L'ultimo combattimento di Soular e Wester''=== *La felicità della gente dovrebbe avere forme diverse. Un mondo in cui tutti sono volti a un unico ideale è sbagliato. ('''Cure Berry''' a Soular) ===Episodio 47, ''Il mondo sta cambiando!''=== *Sono proprio le scelte che facciamo ogni giorno a renderci delle persone migliori e sempre più forti. ('''Cure Peach''') *'''Cure Peach''': Le difficoltà sono un bene per tutti noi perché più si sperimentano tristezza e sofferenza,<br />'''Cure Pine''': Più si comprende il significato della felicità! ===Episodio 48, ''La battaglia finale!''=== *'''Angel Berry''': Con i sentimenti di tutti…<br />'''Angel Pine''': E con il cuore di tutti,<br />'''Angel Passion''': Che abbiamo sentito dolce e sincero,<br />'''Angel Peach''': Le Pretty Cure trionferanno. Con la forza dell'unione, vinceremo sempre! ===Episodio 49, ''La vera identità di Moebius!''=== *Dopo aver lasciato Labyrinth ho imparato tanto. Ho potuto assaporare la grande gioia che scaturisce dalla vicinanza con il prossimo, la dolcezza infinita che sprigiona una mano tesa, e ho capito l'importanza dei sentimenti nella vita di ciascuno. Tutto questo non è mai esistito a Labyrinth. E sono convinta che tu, da essere umano, riesca a capire. È così, maestro Moebius? ('''Angel Passion''' a Moebius) ===Episodio 50, ''Un mondo pieno di gioia!''=== *'''Angel Berry''': A volte le persone commettono degli errori.<br />'''Angel Pine''': Sperimentano tristezza e fallimento.<br />'''Angel Passion''': Cadono in preda alla disperazione.<br />'''Angel Peach''': Comunque la fiducia di poter superare gli ostacoli riempie il cuore di felicità e rinnova la gioia!<br />'''Soular''': […] Se sbagli, non arrenderti. Continua a provare e sperimenterai la gioia della perseveranza.<br />'''Wester''': È per questa ragione che non vogliamo che finisca tutto.<br />'''Angel Pine''': È vero. Perseguiremo il nostro obiettivo senza sosta. Io ci credo!<br />'''Angel Berry''': Ha ragione. Dopotutto io sono perfetta.<br />'''Angel Passion''': Anche io darò il massimo e combatterò con tutta me stessa!<br />'''Angel Peach''': E alla fine un giorno avremo tutti la nostra felicità! ==''Fresh Pretty Cure! – Le Pretty Cure nel Regno dei Giocattoli''== *'''Tart''': Ma come, un coniglietto di pezza {{NDR|Usapyon}} che parla?<br />'''Setsuna''': Incredibile, ma senti un po' chi ha il coraggio di parlare.<br />'''Tart''' {{NDR|urlando}}: Che dici! Io sono un furetto magico, carino, simpatico e in carne ed ossa! *{{NDR|Dopo averle dato uno schiaffo per farla ravvedere dall'aver visto il pupazzo di pezza con cui giocava da piccola insieme al nemico}} Devi tornare in te, chi sei tu adesso? Non sei più Love Momozono, sei Cure Peach! Hai promesso a quel bambino che le Pretty Cure avrebbero riportato indietro i giocattoli, ricordi? E allora fai il tuo dovere di Pretty Cure. Non puoi lasciare le cose a metà! ('''Cure Berry''' a Cure Peach) *Il cuore bianco è il cuore di tutti! Le ali appena agitate, Cure Angel! (ホワイトハートはみんなの心!羽ばたけフレッシュ、キュアエンジェル!, ''Howaito hāto wa minna no kokoro! Habatake furesshu, Kyua Enjeru'') (frase di presentazione di '''Cure Angel''') ==''HeartCatch Pretty Cure!''== ===Frasi ricorrenti=== *Adesso basta. Ne ho avuto abbastanza, sono stufa! (私、堪忍袋の緒が切れました!, ''Watashi, kanninbukuro no o ga kiremashita!'') (frase simbolo di '''Cure Blossom''') *Persino una persona come me con il cuore vasto come l'oceano è arrivata al limite! (海より広いあたしの心も、ここらが我慢の限界よ!, ''Umi yori hiroi atashi no kokoro mo, kokora ga gaman no genkai yo!'') (frase simbolo di '''Cure Marine''') *Illuminerò l'oscurità nel tuo cuore, con la mia luce rischiarerò le tue tenebre! (その心の闇、私の光で照らしてみせる!, ''Sono kokoro no yami, watashi no hikari de terashite miseru!'') (frase simbolo di '''Cure Sunshine''') *Finché esisteranno cuori colmi di sentimenti, io continuerò a combattere per loro! (全ての心が満ちるまで、私は戦い続ける!, ''Subete no kokoro ga michiru made, watashi wa tatakai tsuzukeru!'') (frase simbolo di '''Cure Moonlight''') *Il fiore che sboccia dalla grande terra, Cure Blossom! (大地に咲く一輪の花、キュアブロッサム!, ''Daichi ni saku ichirin no hana, Kyua Burossamu!'') (frase di presentazione di '''Cure Blossom''') *Il fiore che ondeggia al vento dell'oceano, Cure Marine! (海風に揺れる一輪の花、キュアマリン!, ''Umikaze ni yureru ichirin no hana, Kyua Marin!'') (frase di presentazione di '''Cure Marine''') *Il fiore bagnato dai raggi del sole, Cure Sunshine! (陽の光浴びる一輪の花、キュアサンシャイン!, ''Hi no hikari abiru ichirin no hana, Kyua Sanshain!'') (frase di presentazione di '''Cure Sunshine''') *Il fiore sfolgorante al chiaro di luna, Cure Moonlight! (月光に冴える一輪の花、キュアムーンライト!, ''Gekkō ni saeru ichirin no hana, Kyua Mūnraito!'') (frase di presentazione di '''Cure Moonlight''') ===Episodio 4, ''La fiducia del cuore''=== *Tsubomi, ci sono cose davvero indispensabili per diventare una Pretty Cure: una natura gentile, forza d'animo, la percezione che tutto quello che hai intorno è prezioso e la capacità di non demordere quando la situazione si fa difficile. ('''Kaoruko Hanasaki''' a Tsubomi Hanasaki) *Un combattente affronta da solo le difficoltà della vita. ('''Kumojacky''') ===Episodio 17, ''Dolcetti prelibati''=== *Qualche volta, anche se fai il massimo, non è mai abbastanza ed è molto triste. Però… ogni sforzo fatto non andrà sprecato! Sono sicura che un giorno darà i suoi frutti, basta solo saper aspettare! ('''Cure Blossom''' a Sasorina) ===Episodio 26, ''Una ragazza timida''=== *Fare amicizia è facile, devi credermi! Perché è un desiderio del tuo cuore che puoi condividere con il tuo prossimo. ('''Cure Marine''') ===Episodio 31, ''La forza del legame delle Pretty Cure''=== *La cosa importante è non arrendersi, anche se perdi, devi migliorare te stesso e provare ancora. Devi avere un cuore forte. ('''Cure Blossom''') ===Episodio 33, ''Il ritorno di Cure Moonlight''=== *Coraggio, amore, amicizia, gentilezza, dolore, gioia, felicità: quanti sentimenti in un cuore… Io combatterò per questi sentimenti… e per difendere tutti questi cuori! ('''Yuri Tsukikage''') ===Episodio 34, ''Le due facce della luna''=== *'''Cure Moonlight''': Quello che non capisco è da dove nasce tutto il tuo astio per me, Dark Pretty Cure!<br />'''Dark Pretty Cure''': Nasce dal fatto che io e te siamo la stessa persona, Cure Moonlight. […] Se tu sei la faccia luminosa della [[luna]], io sono il suo lato oscuro. Solo quando l'oscurità assorbirà tutta la luce, io sarò completa. […] È giunto il momento che le due facce della luna diventino una. ===Episodio 36, ''Panico da palcoscenico''=== *La fiducia dei nostri cari ci aiuta ad andare avanti e a seguire le nostre aspirazioni. ('''Cure Blossom''') ===Episodio 38, ''L'ultima prova per Cure Blossom''=== *Superare la prova del Miraggio HeartCatch consiste nel guardare dentro se stessi. Tutti hanno paura di scoprire chi sono in realtà; scoprire di essere deboli, meschini, gretti non fa piacere, e questo rende la gente molto triste. Ma tutti possono cambiare, non si può scappare dal proprio essere. È necessario accettare come si è davvero, anche se non ci piace, e ritrovarci a pensare "Che cosa vogliamo fare? Che cosa dovremmo fare?". Tutti noi abbiamo temuto, sofferto e poi trovato la luce nell'oscurità della disperazione e continuato la catena della speranza. Adesso è il turno di Tsubomi. L'unica che può vincere la battaglia contro te stessa sei tu, e Tsubomi deve imparare a far crescere il suo cuore da sola. ('''Kaoruko Hanasaki''') *Io odiavo il fatto di essere timida e introversa, non mi sopportavo. Ma adesso, la mia vita è cambiata. Ho incontrato delle amiche che mi vogliono bene per come sono. Le mie amiche sono generose, sono gentili e forti, e gliene sono davvero molto grata, le adoro con tutta me stessa, e insieme a loro io posso dare il meglio di me perché siamo unite. Lo sento: un poco alla volta penso di essere cambiata, e ormai sono sicura di poter dar vita a una nuova Tsubomi! Tu sei quella che io ero fino a poco tempo fa. Rappresenti me stessa quando avevo paura, paura di diventare qualcos'altro. Ma adesso io cambierò, diventerò una persona nuova. ('''Cure Blossom''' a Ombra di Cure Blossom) ===Episodio 46, ''Il segreto del Professor Sabaku''=== *Parli sempre e solamente di questo {{NDR|[[forza]]}}, ma non hai la minima idea di cosa sia la vera forza interiore. […] Se conoscessi la forza interiore, non avresti mai detto che Coffret è debole. Lui ti ha sfidato! Ha combattuto con tutte le forze, ha affrontato il pericolo perché voleva proteggermi, e anche se non possiede tutti i tuoi poteri, senza dubbio Coffret è comunque molto più forte di te. È disposto a rischiare per le persone che ama: ecco che cosa significa avere un cuore davvero forte! ('''Cure Marine''' a Kumojacky su Coffret) ===Episodio 47, ''La vera identità del Professor Sabaku''=== *Ci è voluto molto tempo e molta fatica, ma sono cambiata. Non sono più la ragazza di prima. […] Prima ero una ragazza debole, impaurita e molto introversa. Avevo difficoltà a farmi degli amici. Ma alla fine ho incontrato Erika e sono diventata una Pretty Cure, sembrava incredibile! Allora ho capito: alcuni sono forti e calorosi come il Sole, altri profondi e taciturni come la Luna, e tutti quanti hanno dentro al cuore qualcosa che li fa soffrire e di cui non parlano. Ma, nonostante questo, cercano la luce e s'impegnano al massimo ogni giorno. Ora sono diversa: ho imparato a capire le persone e i loro sentimenti. E per farlo, sono dovuta uscire dal mio guscio. ('''Cure Blossom''' al Professor Sabaku) *'''Cure Moonlight''': Facciamola finita una volta per tutte.<br />'''Dark Pretty Cure''': Non attendo altro. Il destino vuole che questa lotta si concluda con la scomparsa di una di noi.<br />'''Cure Moonlight''': Anche se io avessi la peggio in questa battaglia, ci saranno ancora Cure Blossom, Cure Marine e Cure Sunshine.<br />'''Dark Pretty Cure''': Dopo di te, riserverò la stessa fine anche a loro.<br />'''Cure Moonlight''': Non sarà così facile sconfiggerle. Quando sono unite, le Pretty Cure sono imbattibili! ===Episodio 48, ''La trasformazione finale''=== *{{NDR|In seguito alla rottura della maschera del male che lo controllava}} Tutto questo è stato causato dalla debolezza del mio cuore. L'Albero del Cuore che protegge tutte le vite e tutti i cuori… io credevo di poter risolvere i suoi misteri e di poter rendere tutti felici. Come per magia. Le parole che mi avvertivano che non c'è un modo per rendere tutti felici non hanno raggiunto le mie orecchie. La felicità è qualcosa che ciascuno deve trovare da sé, a poco a poco. ('''Professor Sabaku''') *{{NDR|In seguito alla morte del padre, il Professor Sabaku, per mano di Dune}}<br />'''Yuri''' {{NDR|rivolgendosi a Tsubomi Hanasaki}}: Lasciami andare.<br />'''Tsubomi''' {{NDR|piangendo}}: No! Ti scongiuro, fallo per me. Non combattere spinta soltanto dalla rabbia.<br />'''Yuri''': Io non lo sopporto {{NDR|Dune}}. Lo voglio sconfiggere a tutti i costi. {{NDR|Inizia a piangere}} A causa sua ho perso Cologne e mio padre. Se la rabbia mi darà la possibilità di riuscire a sconfiggerlo, allora così sia!<br />'''Tsubomi''': Smettila, ti prego, non dire cose così patetiche! La Yuri a cui voglio bene non avrebbe mai detto una cosa del genere. Ti prego, ascoltami. Se combatterai in preda alla rabbia, di sicuro, perderai. Noi siamo qui per altro. Qualcuno si deve pur battere per mettere fine alla tristezza e all'oscurità. Perché ci siamo impegnate tanto a diventare delle Pretty Cure? Spiegamelo, per cosa? Pensa a ciò che ti hanno affidato Cologne e tuo padre, non lo ricordi?<br />'''Yuri''' {{NDR|piangendo}}: Ma io… ma io…<br />'''Tsubomi''': Yuri Tsukikage! Ti prego, torna ad essere la Cure Moonlight che io ammiravo tanto. Ciò che vuoi fare e ciò che dovresti fare sono due cose molto diverse. Per favore, pensa a ciò che è giusto fare!<br />'''Yuri''' {{NDR|ravvedendosi}}: Dobbiamo combattere con amore, non con rabbia! Forza Tsubomi, trasformiamoci!<br />'''Tsubomi''' {{NDR|piangendo}}: D'accordo! ===Episodio 49, ''La vita è una cosa straordinaria''=== *Il rancore ferisce soltanto chi ce l'ha. ('''Infinita Silhouette''') *Ah, che gran bel dono che è la vita! Non bisogna mai sottovalutare la profondità dell'esistenza. ('''Erika Kurumi''') *Ricorda sempre che andare avanti nella vita significa inseguire i sogni con tutte le forze. ('''Itsuki Myōdōin''' a Erika Kurumi) ====[[Explicit]]==== {{Explicit serie televisive}} *Noi Pretty Cure, tutte e quattro insieme, abbiamo sconfitto i Messaggeri del Deserto e abbiamo protetto la Terra, una cosa straordinaria. Col passare del tempo, la gente lo dimenticherà, ma io non dimenticherò mai Erika, Itsuki, Yuri, e questo anno passato da Pretty Cure insieme a loro, perché mi ha fatto cambiare, sono cresciuta. Mi ha insegnato ad inseguire i miei sogni, mostrandomi la strada per il futuro. È un grande tesoro, il più grande che abbia mai avuto. ('''Tsubomi Hanasaki''') ==''HeartCatch Pretty Cure! – Un lupo mannaro a Parigi''== *Sai, mi stavo chiedendo: hai mai sentito l'espressione "Anche un incontro fortuito è un segno del destino"? […] È un [[proverbio]] giapponese. Significa che anche solo sfiorare un'altra persona è qualcosa che il destino ha già deciso prima che tu nascessi. […] Inizialmente quando incontri una persona tu non la conosci, ma pian piano il rapporto cambia e ci si influenza a vicenda. È questo che rende ogni incontro preziosissimo. ('''Tsubomi Hanasaki''' a Olivier "Loup-garou") *Un bel vestito ha il potere magico di illuminare il cuore di chi lo indossa. […] Certo, cambiare personalità è difficile, ma se cambi vestiti ti senti un po' come se fossi un'altra persona. È una cosa superficiale ma secondo me aiuta, sai. […] I vestiti possono cambiare il modo in cui appari all'esterno, ma cambiare interiormente non è così semplice. ('''Erika Kurumi''' a Olivier "Loup-garou") *L'irascibilità è solo un segno di immaturità. ('''Barone Salamandra''') ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Pretty Cure''}} [[Categoria:Serie televisive anime]] [[Categoria:Manga]] [[Categoria:Anime]] [[Categoria:Film d'animazione]] 3rteqou9ndc387end4hujgyzdq9o3st 1425934 1425933 2026-09-08T09:52:25Z Manami 50665 fix 1425934 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |tipofiction = Serie TV anime |immagine = |didascalia = |titoloitaliano = Pretty Cure |titolooriginale = プリキュア |titolotraslitterato = Purikyua |paese = Giappone |anno = 2004 – in corso |genere = ''mahō shōjo'' |stagioni = 23+ |episodi = 1118+ |ideatore = Izumi Tōdō, Toei Animation |doppiatoriitaliani = *[[Perla Liberatori]]: Nagisa Misumi / Cure Black *[[Monica Vulcano]]: Honoka Yukishiro / Cure White *[[Letizia Scifoni]]: Hikari Kujo / Shiny Luminous *[[Eva Padoan]]: Saki Hyuga / Cure Bloom/Bright *[[Joy Saltarelli]]: Mai Mishou / Cure Egret/Windy *[[Monica Bertolotti]]: Nozomi Yumehara / Cure Dream *[[Gaia Bolognesi]]: Rin Natsuki / Cure Rouge *[[Barbara Pitotti]]: Urara Kasugano / Cure Lemonade *[[Eleonora Reti]]: Komachi Akimoto / Cure Mint *[[Rachele Paolelli]]: Karen Minazuki / Cure Aqua *[[Valentina Mari]]: Milk/Kurumi Mimino / Milky Rose *[[Emanuela Damasio]]: Love Momozono / Cure Peach *[[Valentina Favazza]]: Miki Aono / Cure Berry *[[Benedetta Ponticelli]]: Inori Yamabuki / Cure Pine *[[Benedetta Degli Innocenti]]: Setsuna Higashi / Cure Passion *[[Joy Saltarelli]]: Tsubomi Hanasaki / Cure Blossom *[[Monica Volpe]]: Erika Kurumi / Cure Marine *[[Tatiana Dessi]]: Itsuki Myōdōin / Cure Sunshine *[[Chiara Gioncardi]]: Yuri Tsukikage / Cure Moonlight |note = Nº episodi aggiornato alla fine della ventitreesima serie }} {{Film |immagine = 26th Tokyo International Film Festival DOKIDOKI PRETTY CURE! THE MOVIE.jpg |didascalia = I kigurumi con il cast dei doppiatori di ''Dokidoki! Pretty Cure'' alla prima del film durante la 26esima edizione del Tokyo International Film Festival |titoloitaliano = Pretty Cure |titolooriginale = プリキュア |paese = Giappone |anno = 2005 – in corso |genere = ''mahō shōjo'' |film = 34 }} '''''Pretty Cure''''' (プリキュア, ''Purikyua'', Precure), serie di anime, manga e film d'animazione giapponese creata da Izumi Tōdō e prodotta da Toei Animation. ==''Pretty Cure''== ===Frasi ricorrenti=== *Non posso crederci! (ありえな~い!, ''Ariena~i!'') (frase simbolo di '''Nagisa Misumi''') *Io sono Cure Black, la protettrice della Luce! (光の使者、キュアブラック!, ''Hikari no shisha, Kyua Burakku!'') (frase di presentazione di '''Cure Black''') *Io sono Cure White, la protettrice della Luce! (光の使者、キュアホワイト!, ''Hikari no shisha, Kyua Howaito!'') (frase di presentazione di '''Cure White''') ===Episodio 1, ''Una sorpresa piovuta dal cielo''=== *{{NDR|Durante la trasformazione per la prima volta}}<br />'''Nagisa e Honoka''': Doppia Aurora Boreale!<br />'''Nagisa''' {{NDR|perplessa}}: Mi chiedo perché abbiamo gridato questa stranissima frase. […]<br />'''Cure Black e Cure White''': Siamo le Pretty Cure!<br />'''Cure White''': Soldato dell'esercito delle tenebre,<br />'''Cure Black''': tornatene subito da dove sei venuto! {{NDR|Di nuovo perplessa}} Ma che sto dicendo!? *{{NDR|In seguito al primo combattimento}}<br />'''Nagisa''': Scusate se vi disturbiamo in un momento così tenero, ma anche noi vorremmo capirci qualcosa, sapete.<br />'''Mepple''': Semplicissimo. Voi avete appena ricevuto i poteri della luce. […]<br />'''Mipple''': D'ora in poi, voi due combatterete insieme a noi contro le tenebre. Noi quattro siamo i protettori della luce.<br />'''Nagisa''': Combattere? Non se ne parla! Quello che è successo oggi ci è bastato, grazie.<br />'''Mepple''': E vi dovrete prendere cura anche di noi, eh.<br />'''Mipple''': Siete le prescelte, non potete sottrarvi.<br />'''Nagisa''' {{NDR|sorpresa}}: Eh!? Ma di che parlate!? ===Episodio 2, ''Il Giardino della Luce''=== *'''Nagisa''': Mi auguro che quello che è successo ieri {{NDR|Si riferisce al primo scontro come Pretty Cure}} non accada mai più. […] Voglio dire che se raccontassi in giro la nostra avventura, mi prenderebbero per matta. E poi non ho davvero nessuna intenzione di occuparmi di lui {{NDR|Mepple}}.<br />'''Honoka''': Io lo farò.<br />'''Nagisa''' {{NDR|sorpresa}}: Oh! Come sarebbe a dire lo farai?<br />'''Honoka''': Il destino vuole che io mi prenda cura di lei {{NDR|Mipple}} e io lo farò. Tutto qui.<br />'''Nagisa''': Ah, fammi capire: quindi secondo te il nostro destino è quello di combattere insieme tutta la vita per salvare la Terra dai mostri!?<br />'''Honoka''': Ovviamente non sono in grado di essere così precisa, però devo ammettere che ieri mi sono divertita moltissimo.<br />'''Nagisa''': Ieri potevamo lasciarci le penne, forse non te ne sei resa conto.<br />'''Honoka''': È stato così eccitante! E ho scoperto di essere portata per l'acrobatica.<br />'''Nagisa''': Ma che dici? Non posso crederci! Quello che è successo ieri è assurdo e pericolosissimo, non deve succedere mai più! E se ti piace l'acrobatica, iscriviti in palestra! ===Episodio 8, ''Una vera amica''=== *Lascia che ti dica che secondo me non conta quanto voi due siate diverse. L'importante è capire se vuoi andarci d'accordo o no. E ancora più importante è capire se si tratta di una persona che ti è cara. ('''Sanae Yukishiro''' a Honoka Yukishiro sul suo rapporto con Nagisa Misumi) *Non ti preoccupare, non è una cosa così brutta {{NDR|il [[litigio]]}}. Rifletti: perderesti tempo a litigare con una persona a cui non vuoi bene? ('''Rie Misumi''' a Nagisa Misumi sul suo rapporto con Honoka Yukishiro) *{{NDR|Pensiero di Nagisa}} I dolci al cioccolato mi fanno impazzire. Una cosa che non sopporto, invece, sono le cipolle. {{NDR|Pensiero di Honoka}} Io e Nagisa siamo completamente diverse: la personalità, il modo di pensare, i nostri valori. Non riesco a capire cosa vuole veramente. {{NDR|Pensiero di Nagisa}} Mi piace sentirmi attiva, la scuola mi annoia, mi piace l'odore dell'erba. I miei calzettoni invece puzzano un po'… {{NDR|si mette a ridere}} ma che sto dicendo? […] {{NDR|Pensiero di Honoka}} Con il mio amico {{NDR|Fuji-P}} volevo solo farle un favore, ma si è arrabbiata oltremisura. […] {{NDR|Pensiero di Nagisa}} Il sole mi rallegra, la pioggia mi rattrista. Voglio bene alle mie amiche e non mi piace litigare, non lo sopporto. {{NDR|Pensiero di Honoka}} Anche se siamo tanto diverse, mi diverto quando sono con lei. Vorrei tanto aver modo di conoscerla meglio. {{NDR|Pensiero di Nagisa}} Vorrei che diventassimo amiche, vere amiche. {{NDR|Pensiero di Honoka}} Spero che si aggiusti tutto il più presto possibile. {{NDR|Pensiero di entrambe}} Portarci rancore e tenerci il muso in questo modo è davvero stupido! ('''Nagisa Misumi''' e '''Honoka Yukishiro''' nei diari personali sulla loro amicizia) ===Episodio 9, ''Mepple sta male''=== *'''Honoka''': Per certi versi, conoscere persone nuove è come una sfida.<br />'''Nagisa''': A volte mi domando come saranno quelle che conosceremo con il tempo. Sicuramente alcune rimpiangeremo di averle incontrate. ===Episodio 11, ''Terrore all'acquario. Salvate Ryota!''=== *{{NDR|Gekidrago coinvolge Ryota in un attacco, mettendolo in pericolo}}<br />'''Cure Black''': Ryota non ha niente a che fare con tutta questa storia, non deve pagare un prezzo così alto. Se gli succede qualcosa, io ti uccido!<br />'''Gekidrago''': Dovete darmi immediatamente le Pietre Prismatiche!<br />'''Cure Black''': Se le vuoi così tanto, vieni pure a prendertele. Io sono qui!<br />'''Mepple''' {{NDR|basito}}: Che cosa!? Starai scherzando!? ===Episodio 18, ''Questioni di cuore''=== *'''Kiriya''': È strano, ma non riesco a capire in che modo pensa la gente. […] Ci sono tante cose che mi sfuggono. Chissà, forse succede quando le persone non sono sulla stessa lunghezza d'onda.<br />'''Honoka''': O forse succede quando non ci si impegna a fondo per comprendersi ed è molto più frequente. Per esempio, certe volte non capiamo che qualcuno ha un forte bisogno di dirci cosa sente per noi. Se invece lo capissimo, potremmo costruire con quella persona uno splendido rapporto fatto di [[sincerità]]. E da quel momento ci si conoscerebbe davvero e il rapporto potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto più serio e profondo. In altre parole, ci potremmo voler bene e sarebbe una cosa molto bella. ===Episodio 20, ''Il mistero delle due Honoka''=== *Dovete sapere che le cose che contano sono la conoscenza, la forza e soprattutto l'[[esperienza]]. Si cresce davvero solo imparando a difendersi nei momenti di crisi. Non potete pensare di sconfiggere un nemico contando solo sul coraggio e sulla fortuna. […] Il [[coraggio]] senza il potere è più debole del male. ('''Poisonny''' a Cure Black e Cure White) ===Episodio 21, ''La scelta di Kiriya''=== *Io non ho la forza per cambiare il mio [[destino]], ma sembra che voi due l'abbiate. L'incredibile energia che vi lega è così potente che riesce a guidarvi verso il vostro destino. Sento la forza di attrazione che c'è tra le Pietre Prismatiche: sono certo che è merito vostro se riesce a scaturire. Queste pietre è con voi che devono stare. Continuate il vostro cammino. […] Devo andare. So bene cosa mi aspetta e non posso fare niente per cambiare il mio destino. […] Addio. ('''Kiriya''' a Cure Black e Cure White, [[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]) ===Episodio 26, ''La sconfitta di Re Jaaku''=== *'''Re Jaaku''': Perché rischiare tanto? Cosa vi spinge a combattere così?<br />'''Cure Black''': Non mi sembra difficile da comprendere: loro sono nostri amici!<br />'''Re Jaaku''': Vostri amici?<br />'''Cure White''': Vederti distruggere il Giardino della Luce spezza il cuore a Mepple e a Mipple! […]<br />'''Re Jaaku''': Povere sciocche. È davvero questa la vera ragione per cui combattete?<br />'''Cure Black''': Per noi è sufficiente. L'amicizia è un grande valore!<br />'''Cure White''': Ha ragione, ma tu che ne sai dei valori? A te non importa niente dei tuoi amici!<br />'''Re Jaaku''': La luce scompare, il mondo sarà presto avvolto nell'oscurità: questo è il destino.<br />'''Cure Black''': A noi non spaventa l'oscurità: siamo pronte a sfidarlo, il destino!<br />'''Cure White''': È vero, e a qualunque costo! L'unica cosa che conta per noi è proteggere coloro che amiamo!<br />'''Cure Black''': Il nostro mondo è troppo bello, non deve essere inghiottito dalle tenebre. Non ci sconfiggerai.<br />'''Cure Black e Cure White''': Non te lo permetteremo! *[…] Loro sono le Pretty Cure, le Leggendarie Guerriere della salvezza. […] Posseggono la volontà e il potere della salvezza. Danno speranza a me e al Giardino della Luce. ('''Regina della Luce''' a Re Jaaku su Cure Black e Cure White) ===Episodio 28, ''Il valore della speranza''=== *Mai perdere la speranza. Non importa quanto avrai sudato per arrivare dove sei, ci sarà sempre qualcosa che ti ripagherà della fatica. Basta non perdere la speranza e vedrai che il domani sarà sempre un giorno bellissimo, che ti regalerà sorprese su sorprese. La speranza e la sfiducia sono soltanto le due facce della stessa medaglia. ('''Sanae Yukishiro''') *'''Cure Black''' {{NDR|vedendo il nemico ai piedi della collina}}: Arrivate qui sopra non dovevamo essere ripagate delle nostre fatiche con una visuale meravigliosa? No, basta, mi dispiace, io non ci sto più. Ne ho abbastanza di tutto questo. E non ho più tempo da perdere dietro a queste assurde storie di mostri. Sono un'adolescente, e voglio pensare solo ed esclusivamente alle vacanze estive.<br />'''Cure White''': Che dici, Nagisa?<br />'''Cure Black''' {{NDR|inizia a piangere}}: Devo ancora fare un sacco di cose, visitare un miliardo di posti, e come se… come se non bastasse rischio di non trovare più quel meraviglioso variegato al cioccolato.<br />'''Cure White''' {{NDR|basita}}: Che!?<br />'''Cure Black''': Lo fanno solo d'estate e va a ruba.<br />'''Cure White''': Che c'entra con la nostra missione!?<br />'''Cure Black''': E non so neppure se riuscirò a finire per tempo tutti i compiti che la professoressa Yoshimi ci ha assegnato.<br />'''Mipple''': Qual è il problema? Tu falli un po' per volta.<br />'''Cure Black''' {{NDR|imbronciata}}: Il pensiero di tutte queste cose mi rende molto, molto irritabile! Quindi, ridicoli mostri, vi consiglio di tornarvene di corsa a Dotsuku!<br />'''Cure White''': Non è facile capirti, sai?<br />'''Cure Black''': Poche storie, diamoci dentro!<br />'''Cure White''': Sì! ===Episodio 40, ''Un invito a casa di Honoka''=== *'''Nagisa''': Era carino se dormivano qui anche le altre {{NDR|amiche}}. […] Mi sembra così strano che tu mi abbia addirittura invitata a casa tua e che dorma nel tuo letto. Se ti ricordi all'inizio non avevamo molta confidenza. Ci siamo conosciute diventando le Pretty Cure.<br />'''Honoka''': È vero. Abbiamo trovato Mepple e Mipple e ci siamo trasformate nelle Pretty Cure. Non è passato neanche un anno, ma è come se ci conoscessimo da sempre.<br />'''Nagisa''': Anche per me. Abbiamo affrontato insieme tante di quelle difficoltà.<br />'''Honoka''': Solo una volta siamo state davvero in crisi.<br />'''Nagisa''': Quando? {{NDR|Ricorda il litigio con l'amica}} Scusa, ero proprio arrabbiata.<br />'''Honoka''': Non fa niente. In fondo, è proprio da quel giorno che siamo diventate amiche sul serio. Abbiamo fatto tante cose insieme. Siamo andate nel Giardino della Luce e a Dotsuku.<br />'''Nagisa''': E abbiamo conosciuto tantissime persone interessanti: la Regina, il Gran Consigliere…<br />'''Honoka''' {{NDR|rattristandosi}}: Alcune non le vedremo più… {{NDR|Si riferisce a Kiriya}}<br />'''Nagisa''': Honoka… Senti mai la mancanza di Kiriya? Scusa, lascia perdere. Ho fatto una domanda stupida. Non sentirti obbligata a rispondere.<br />'''Honoka''': Non lo so. Sono sicura che se lo rivedessi, sarei felice, eppure per qualche motivo non voglio incontrarlo ancora. Tu che dici: credi che noi riusciremo a rimanere amiche per sempre?<br />'''Nagisa''': Dipende da te, se mi sopporti. Lo sai come sono: non mi piace studiare, non so cucinare e spesso e volentieri combino guai di tutti i generi. Ma se vorrai, sarò sempre qui per te. ===Episodio 42, ''Il rapimento di Honoka''=== * Per prenderti cura degli altri, prima di tutto, devi aver cura di te stessa e rispettare i tuoi sentimenti. […] Non puoi fare niente per gli altri se ti senti sola e indifesa. ('''Nagisa Misumi''' a Honoka Yukishiro) ===Episodio 49, ''L'ultimo giorno delle Pretty Cure''=== *'''Re Jaaku''': Vi ho detto che è tutto inutile. Il vostro potere non potrà mai competere col mio!<br />'''Cure Black''': È vero, tu sei molto potente, sicuramente più di noi, ma noi non perderemo, non possiamo permettercelo! Continueremo a lottare finché non avremo vinto questo combattimento, forse sottovaluti le Pretty Cure!<br />'''Cure White''': Abbiamo molte cose da proteggere qui sulla Terra: tutte le persone che amiamo… Mipple e Mepple… Pollun… La forza vitale di queste creature ci sostiene e riesce a trasmetterci la carica di energia del potere dell'amore!<br />'''Cure Black''': Ecco perché…<br />'''Cure White''': …noi due insieme…<br />'''Cure Black e Cure White''': …riusciremo a sconfiggerti!<br />'''Re Jaaku''': Questo è il potere più grande, il potere della distruzione! Non mi sconfiggerete mai, rassegnatevi. È impossibile!<br />'''Cure White''': Sì, lo sappiamo che può sembrare impossibile…<br />'''Cure Black''': …ma dobbiamo provare. Non possiamo lasciare nulla d'intentato!<br />'''Re Jaaku''': Ah… ma… com'è possibile…<br />'''Cure Black''': Spinte dal desiderio di proteggere il mondo…<br />'''Cure White''': …noi ti sconfiggeremo per sempre!<br />'''Cure Black e Cure White''': Riusciremo ad annientarti!<br />'''Re Jaaku''': Voi non avete il potere per sconfiggermi! Regina, è questo il potere che hai dato loro? Il tuo massimo potere? {{NDR|Ormai sconfitto, [[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}} Regina, tornerò! *Tutti quanti noi, al termine dell'anno scolastico, sappiamo di avere imparato molto. Indubbiamente lo dobbiamo agli insegnanti, ma anche al nostro impegno. Abbiamo avuto anche l'opportunità di stringere nuove amicizie, di scoprire lo spirito di gruppo, di confrontare le capacità e di imparare ad apprezzare i semplici eventi giornalieri, quanto quelli straordinari. Talvolta, i momenti tristi si sono avvicendati a quelli dove abbiamo toccato il cielo con un dito, ma ogni volta siamo stati in grado di superare i nostri problemi perché voi della terza media eravate sempre pronti a darci il vostro sostegno. Siamo tutti molto onorati di essere stati le vostre matricole e di aver trascorso il tempo con voi in questa scuola. Non dimenticheremo quello che ci avete tramandato e lo trasmetteremo a tutti qui, alla Verone Academy. Vi auguriamo di proseguire il cammino con successo. Congratulazioni per il vostro diploma! A nome del comitato studentesco, Honoka Yukishiro. ('''Honoka Yukishiro''' agli studenti appena diplomati) ==''Pretty Cure Max Heart''== ===Frasi ricorrenti=== *Io sono Cure Black, la protettrice della Luce! (光の使者、キュアブラック!, ''Hikari no shisha, Kyua Burakku!'') (frase di presentazione di '''Cure Black''') *Io sono Cure White, la protettrice della Luce! (光の使者、キュアホワイト!, ''Hikari no shisha, Kyua Howaito!'') (frase di presentazione di '''Cure White''') *Potenza della Luce, vieni a me! Ho tutto lo splendore della luce… perché io ora sono Shiny Luminous! (輝く生命、シャイニールミナス! 光の心と光の意志、総てをひとつにするために!, ''Kagayaku inochi, Shainī Ruminasu! Hikari no kokoro to hikari no ishi, subete wo hitotsu ni suru tame ni!'') (frase di presentazione di '''Shiny Luminous''') ===Episodio 8, ''Il regno di Akane''=== *Spesso ci arrabbiamo proprio con le persone a cui teniamo di più. Ma questo non vuol dire che non gli vogliamo bene, anzi, dimostra l'esatto contrario. A tutti capita prima o poi di discutere, l'importante è chiarirsi e dimostrare il proprio amore giornalmente. ('''Honoka Yukishiro''' a Pollun) ===Episodio 20, ''Rina ha un segreto''=== *La felicità non è nell'oscurità. Il nostro futuro sarà dominato da una luce pura e brillante. ('''Cure White''') ===Episodio 25, ''Il valore della speranza''=== *Il viso racconta tutto quello che sentiamo, basta leggerlo. ('''Sanae Yukishiro''') *Anche nelle maggiori difficoltà non perdere mai la speranza. Custodisci la speranza e domani sarà un bellissimo giorno. ('''Shiny Luminous''') ===Episodio 33, ''Il compleanno di Nagisa''=== *Bisogna avere [[coraggio]] nella vita. Più si ha coraggio, più facilmente si superano tutte le difficoltà. ('''Braven''') ===Episodio 36, ''Alla ricerca di Pollun e Lulun''=== *È molto importante sapere aiutare gli altri. Bisogna credere nell'[[amicizia]]. E in un mondo fatto d'amicizia e aiuto per il prossimo, ci sarà posto solo per la pace e l'amore. ('''Prosun''') ===Episodio 38, ''Honoka se ne va?''=== *Il nostro destino lo decidiamo solo noi e non smetteremo mai di lottare. ('''Cure White''') *Prendi il tempo che vuoi per capire ciò che desideri. ('''Sanae Yukishiro''') *Quando un ostacolo ti sembra insuperabile, l'unico modo per riconquistare la felicità è non smettere di dare il meglio di te e assaporare ogni momento della tua vita. ('''Happinen''') ===Episodio 42, ''La vigilia di Natale''=== *Non avevo mai sentito il mio cuore battere ad un ritmo così veloce. Il fatto è che sono sempre talmente nervosa quando sono insieme a te, ma anche se oggi non siamo stati da soli come desideravo, ho passato una bellissima giornata, perché c'eri tu. Stanotte spero tanto di addormentarmi il più tardi possibile per conservare questa emozione, e domattina quando mi sveglierò la felicità sarà ancora più intensa. È molto tempo ormai che provo tutti questi sentimenti e finalmente ho capito una cosa: che continuano a crescere ogni giorno e diventano sempre più forti. E sei solo tu che riesci a farmi sentire così bene. Volevo dirtelo. Ci provo da tantissimo tempo, ma non sono mai riuscita a farlo, e non m'importa se mi sentiranno tutti perché devo gridarlo, non ce la faccio più a tenermelo dentro: {{NDR|Urlando}} Fuji-P mi sono innamorata, capito? Mi sono innamorata di te! ('''Nagisa Misumi''' rivolgendosi a Shogo Fujimura "Fuji-P") ===Episodio 45, ''La scelta di Hikari''=== *Quando tieni così tanto a un'altra persona, il sentimento che ti lega a lei è un sentimento eterno, che oltrepassa innumerevoli mondi e dimensioni lontane. […] Sappiamo già qualcosa di molto importante: dobbiamo sempre cercare la passione, l'armonia, la purezza, l'intelligenza, la felicità, la speranza, la verità, il coraggio, la prosperità, l'amore, l'eternità. Desiderando queste cose con tutta la forza che avete nel cuore, esse vi mostreranno il loro vero potere. ('''Eternalun''') ===Episodio 47, ''Pretty Cure alla riscossa''=== *Noi siamo libere. Ma certo, siamo libere. Nonostante tutte le disavventure che ci stanno capitando, nessuno potrà mai impadronirsi di quello che abbiamo dentro al nostro cuore. Nei nostri cuori l'universo è ancora libero e lo rimarrà per sempre! […] Finché la speranza e il coraggio c'accompagneranno nel nostro cammino, {{NDR|Cure Black prende la parola}} neanche il più forte dei soldati delle tenebre ci potrà sconfiggere! ('''Cure White''') ==''Pretty Cure Max Heart 2 – Amici per sempre''== *Io credo che, nella vita di tutte noi, esistano vere amiche e [[Falsa amicizia|false amiche]]. È facile andare d'accordo quando va tutto bene e ci si diverte. Purtroppo le cose non vanno sempre per il verso giusto. Ci sono anche difficoltà da superare e problemi seri da affrontare. Ed è proprio in quei momenti, quando si ha bisogno di conforto, che si può capire se l'amicizia è vera o meno. […] Se vi comportate in questo modo per una banale discussione, allora la vostra è un'amicizia falsa. ('''Rina Takashimizu''' a Nagisa Misumi sul suo rapporto con Honoka Yukishiro) *{{NDR|A Freezen e Frozen}}<br />'''Super Cure Black''': Quando per voi le cose non vanno nel verso giusto, iniziate subito a darvi la colpa: i veri amici non lo farebbero per nessuna ragione!<br />'''Super Cure White''': Forse non sapete che gli amici si aiutano tra loro, uniscono le loro forze e restano insieme nelle difficoltà, specialmente nei momenti peggiori! *Io ancora non conosco bene quale sia il significato del mio essere Regina della Vita. Comunque, se può servire, posso tentare il tutto per tutto, credimi. Non smetterò mai di provarci! Hinata, tu mi hai dato coraggio, mi hai mostrato la tua tenacia: ti ricordi quando volevi volare a tutti i costi? Sbattevi quelle piccole alucce senza sosta, provando e riprovando, e nonostante i continui fallimenti non ti sei mai arresa. Osservarti è stato un dono per me. Tu sei giovane e forte, non è da te una vile resa, senza reagire, sapendo che il nostro futuro dipende da te, che l'universo dipende da te. Hai ricevuto molto e tanti si sono impegnati per proteggerti: ti hanno dato speranza, fiducia, ti hanno sostenuta. Quindi, adesso, per te, amica mia, è arrivato il momento decisivo di restituire quei doni. Io so che in te c'è una forza che può salvarci. Non ci abbandonare, ti prego! ('''Shiny Luminous''' nel tentativo di risvegliare Hinata) *Hinata, i veri amici non hanno bisogno di molte belle parole. Rimangono legati per sempre, sono amici che credono l'uno nell'altro nonostante le avversità, che mettono in comunicazione i loro cuori nonostante la distanza. Anche la nostra amicizia durerà in eterno. ('''Hikari Kujo''' a Hinata) ==''Pretty Cure Splash☆Star''== ===Frasi ricorrenti=== *Mi sento in forma! (絶好調ナリ!, ''Zekkōchō nari!'') (frase simbolo di '''Saki Hyuga''') *Fiore dorato splendente, io sono Cure Bloom! (輝く金の花、キュアブルーム!, ''Kagayaku kin no hana, Kyua Burūmu!'') (frase di presentazione di '''Cure Bloom''') *Ali d'argento scintillante, io sono Cure Egret! (煌めく銀の翼、キュアイーグレット!, ''Kirameku gin no tsubasa, Kyua Īguretto!'') (frase di presentazione di '''Cure Egret''') *Luna dorata splendente, io sono Cure Bright! (天空に満ちる月、キュアブライト!, ''Tenkū ni michiru tsuki, Kyua Buraito!'') (frase di presentazione di '''Cure Bright''') *Vento fatato dei cieli, io sono Cure Windy! (大地に薫る風、キュアウィンディ!, ''Daichi ni kaoru kaze, Kyua Windi!'') (frase di presentazione di '''Cure Windy''') ===Episodio 21, ''Amiche stelle''=== *Tutto è effimero, mie carissime ragazze: ciò significa che ogni cosa alla fine, prima si distrugge e poi svanisce. Per questo motivo, dobbiamo sempre agire con molta attenzione e dobbiamo trattare gli oggetti delicatamente e con amore per tutto il tempo della loro durata. ('''Kanako Mishō''' a Saki Hyuga, Mai Mishō, Michiru Kiryū e Kaoru Kiryū) ===Episodio 23, ''Il sacrificio di Michiru e Kaoru''=== *Chiunque conosca il reale valore della vita, non oserebbe mai, non potrebbe desiderare di distruggere la Terra. ('''Cure Egret''') *Con la volontà il destino si può cambiare. ('''Cure Bloom''') ===Episodio 25, ''Granite fuori dal normale''=== *'''Shitataare''' {{NDR|urlando}}: […] Che cosa è capitato a quelle {{NDR|Michiru e Kaoru}} che voi definite forti? Impossibile! Nessuno può sfuggire al potere del male e cambiare il proprio destino!<br />'''Cure Bloom e Cure Egret''': Questo non è vero!<br />'''Cure Egret''': Se si mantiene forte il proprio cuore e non ci si arrende mai,<br />'''Cure Bloom''': Tutto quello che si desidera veramente…<br />'''Cure Bloom e Cure Egret''': Diventerà realtà! ===Episodio 29, ''Mupu e Fupu e le bolle di sapone''=== *Usa ogni mezzo pur di ottenere ciò che vuoi. ('''Shitataare''') ===Episodio 35, ''La finale di softball''=== *Forse sarà anche bello vincere, però prima il capitano Izumida ha detto… ha detto a tutte noi che è ancora più importante fare del proprio meglio, impegnarsi e mettercela tutta. [...] E io so di aver fatto del mio meglio. Me la sono presa perché abbiamo perso per poco, ma le nostre avversarie erano fortissime. C'hanno sconfitte, è vero, però non è stata affatto una tragedia. Nella vita c'è qualcosa di molto più speciale, di più importante che vincere una partita di [[softball]]: è il lavoro fatto per raggiungere un obiettivo. Una per tutte, tutte per una! ('''Cure Bloom''' a Kintreski) ===Episodio 37, ''Uno per tutti, tutti per uno''=== *Se lavori con passione insieme a qualcuno, il ricordo ti rimarrà nel cuore. ('''Cure Bright''') *Sbagliare non significa perdere. ('''Cure Bright''') ===Episodio 44, ''La scelta di Michiru e Kaoru''=== *Solo continuando a sperare, possiamo realizzare i nostri sogni. ('''Michiru Kiryū''') ===Episodio 45, ''Un regalo per Kazuya''=== *'''Kaoru''': Il nostro destino è come un fiocco di neve.<br />'''Michiru''': E come un fiocco di neve, ci dissolveremo nel nulla. ===Episodio 47, ''Il grande inganno''=== *'''Cure Bright''': Non si sfugge al proprio destino. Purtroppo per tutti arriverà inevitabilmente il giorno della fine! È per questo che dobbiamo amare e proteggere la vita!<br />'''Cure Windy''': Se tutti imparassero a rispettarla, e riuscissero ad apprezzare anche la più piccola cosa, ogni giorno sarebbe vissuto pienamente e così tutto avrebbe un senso! ===Episodio 48, ''La grande forza della vita''=== *'''Cure Bloom''': Per tutti i fiori della Terra…<br />'''Cure Egret''': Per tutti gli aironi del Cielo…<br />'''Kaoru''': Per il soffio fatato del Vento…<br />'''Michiru''': Per la luce splendente della Luna…<br />'''Cure Bloom''': Questa terra risplende…<br />'''Cure Egret''': Grazie alla luce brillante della vita!<br />'''Cure Bloom e Cure Egret''': Questo è il nostro mondo! E con la forza delle nostre mani, noi ricostruiremo…<br />'''Michiru e Kaoru''': Questa meravigliosa terra! ===Episodio 49, ''Amiche del cielo stellato''=== *'''Goyan''': Il potere della distruzione è infinito! Niente e nessuno lo potrà mai fermare! Sono troppo forte per voi, è impossibile sconfiggermi!<br />'''Cure Bloom''': Goyan… lo ammetto, sei veramente forte, ma, per quanto sia letale il potere dell'oscurità, c'è qualcosa che non riuscirai mai a distruggere!<br />'''Cure Egret''': E si tratta della speranza che si trova nei cuori di tutte noi!<br />'''Kaoru''': Del futuro che ci attende!<br />'''Michiru''': E dei nostri sogni preziosi!<br />'''Cure Bloom, Cure Egret, Michiru e Kaoru''': Questo è il nostro mondo, non riuscirai a portarcelo via! *Il grande potere della malvagità è immenso, ma non riesco a sconfiggere definitivamente le Pretty Cure. {{NDR|Ormai sconfitto}} Ah, non può essere… non può essere… ah, non può essere vero! […] Ho deciso che non me ne andrò da solo. Perciò adesso voi {{NDR|Cure Bloom e Cure Egret}} verrete con me! […] Siete troppo forti… Avete un grande potere: siete unite dal vincolo della speranza. ('''Goyan''', [[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]) ==''Pretty Cure Splash☆Star – Le leggendarie guerriere''== *'''Sirlon''': Sono imbattibile. Due scriccioli come voi non potranno sconfiggermi!<br />'''Cure Windy''': Hai ragione, sei molto più forte di ognuna di noi, perché noi da sole non siamo perfette!<br />'''Cure Bright''': Ma è proprio per questo che noi ci sosteniamo e ci completiamo reciprocamente!<br />'''Cure Windy''': Anche se a volte non andiamo d'accordo, potenziamo il nostro coraggio unendo le mani. Quando sfioro la sua mano, so che avrò una forza che da sola non avrei! Ed è per questo che…<br />'''Cure Bright e Cure Windy''': Insieme siamo le Pretty Cure! ==''Yes! Pretty Cure 5''== ===Frasi ricorrenti=== *È deciso, sì! (けって~い!, ''Kette~i!'') (frase simbolo di '''Nozomi Yumehara''') *Il grande potere del Sogno di una fanciulla, Cure Dream! (大いなる希望の力、キュアドリーム!, ''Ōinaru kibō no chikara, Kyua Dorīmu!'') (frase di presentazione di '''Cure Dream''') *Pretty Cure della Passione, Cure Rouge! (情熱の赤い炎、キュアルージュ!, ''Jōnetsu no akai honō, Kyua Rūju!'') (frase di presentazione di '''Cure Rouge''') *Il potere della Freschezza di una fanciulla, Cure Lemonade! (はじけるレモンの香り、キュアレモネード!, ''Hajikeru remon no kaori, Kyua Remonēdo!'') (frase di presentazione di '''Cure Lemonade''') *Il potere della Tranquillità di una fanciulla, Cure Mint! (安らぎの緑の大地、キュアミント!, ''Yasuragi no midori no daichi, Kyua Minto!'') (frase di presentazione di '''Cure Mint''') *Il potere dell'Intelligenza di una fanciulla, Cure Aqua! (知性の青き泉、キュアアクア!, ''Chisei no aoki izumi, Kyua Akua!'') (frase di presentazione di '''Cure Aqua''') ===Episodio 1, ''Una nuova Pretty Cure''=== *Avere uno scopo nella vita è uno stimolo per migliorare se stessi. ('''Nozomi Yumehara''') *No, non farlo… Il tuo scopo è quello di realizzare il tuo sogno, non è così? E per riuscirci hai per forza bisogno del Dream Collet, non è vero? E allora non devi darglielo per nessun motivo! […] Quest'essere {{NDR|Girinma}} insulso e spregevole che si prende gioco dei sogni degli altri non riuscirà a sconfiggermi! Le creature aride come voi non riusciranno mai e poi mai a battermi! ('''Cure Dream''' a Coco sul ricatto propostogli da Girinma) ===Episodio 4, ''Cure Mint''=== *Non devi arrenderti, se questo {{NDR|fare la scrittrice}} è il sogno della tua vita! Non si può rinunciare così facilmente ai propri sogni. Devi essere tenace, anche se la gente ride di te. Che importa che cosa dicono? Devi continuare a seguire le tue inclinazioni e credere in te stessa! […] Devi continuare a pensare positivo se vuoi che il tuo sogno possa tramutarsi in realtà. ('''Nozomi Yumehara''' a Komachi Akimoto) *Chi si impegna al massimo per il proprio ideale, ha sempre molte capacità. ('''Cure Dream''') ===Episodio 11, ''Problemi scolastici per Nozomi''=== *'''Kokoda''': Domanda: cos'è che fa volare le mongolfiere? Avanti Nozomi.<br />'''Nozomi''': Ah! Vediamo… Volano perché vengono gonfiate con aria calda…<br />'''Kokoda''': Sì, esatto! La tua risposta era perfetta. […] Sai, è molto più facile ricordare le cose che ti interessano o che ti colpiscono in qualche modo. Non è vero che non sei una cima. […]<br />'''Nozomi''': Però io non riesco… Non riesco a trovare niente di interessante nei compiti, mi annoio e mi passa la voglia di studiare.<br />'''Kokoda''': Vedi Nozomi, in questo preciso momento, la tua mongolfiera si sta riempiendo di aria calda.<br />'''Nozomi''': Eh? Che cosa vuoi dire? Non capisco.<br />'''Kokoda''': La mongolfiera delle tue possibilità. Si riempie quando osservi, ascolti, impari e assorbi tante cose nella tua mente. Studiare a scuola è soltanto uno dei tanti modi che hai a disposizione per ampliare la tua conoscenza. Ti sarà utile per volare sempre più in alto quando realizzerai il tuo sogno.<br />'''Nozomi''': Ah… la mia mongolfiera… riuscirò a volare…<br />'''Kokoda''': Dipenderà da te, Nozomi. Ti attende un futuro radioso, proprio come questo panorama. *Il dolore si sopporta se si ha un obiettivo. ('''Cure Dream''') ===Episodio 13, ''La squadra di calcetto''=== *Certo, è bello poter fare tante esperienze diverse, ma è altrettanto bello poter fare bene una cosa alla volta. ('''Otaka''') ===Episodio 14, ''L'unione fa la forza''=== *'''Cure Aqua''': Anche se ognuna di noi da sola non può fare molto…<br />'''Cure Mint''': …mettiamo insieme le nostre forze…<br />'''Cure Lemonade''': …e le nostre idee e lottiamo per far vincere il bene sul male!<br />'''Cure Rouge''': Se da sole non siamo abbastanza forti, tutte insieme lo diventeremo.<br />'''Cure Dream''': La cosa fondamentale è sostenerci l'una con l'altra! ===Episodio 17, ''Rin è innamorata''=== *Essere altruisti, provare un sentimento d'amore per qualcuno non è mai inutile! L'amore è un sentimento prezioso! E solo chi sa amare sa davvero vivere! ('''Nozomi Yumehara''') *La speranza è l'ultima a morire. E anche se mi capita spesso di illudermi di poter ottenere delle cose impossibili, sono molto realista e spero sempre in un futuro migliore: per questa ragione io non mi darò mai per vinta. ('''Cure Rouge''' a Girinma) ===Episodio 20, ''Le Pretty Cure 5 diventano cantanti''=== *Ci ho pensato a lungo prima di decidermi a salire su questo palco. Mi chiedevo perché avrei dovuto cantare e non trovavo la risposta. Alla fine, con il prezioso aiuto delle mie amiche più care, sono riuscita a chiarirmi le idee. La mia speranza è che queste mie parole riescano a raggiungere i vostri cuori. {{NDR|Si esibisce cantando il suo nuovo brano}} Grazie mille a tutti, è stato bellissimo stare con voi e ricordate che i sogni possono diventare realtà. ('''Urara Kasugano''' al pubblico) ===Episodio 21, ''Una nuova amica''=== *I sogni si avverano se credi in loro. ('''Nozomi Yumehara''') ===Episodio 23, ''Le Pretty Cure si separano''=== *Tutti commettono degli errori nella vita. La cosa più importante è come ti comporterai d'ora in poi. […] Se insisti, se non ti arrendi, puoi realizzare qualsiasi cosa nella vita, come creare un piccolo oggetto oppure riappacificarti con le tue amiche. ('''Kokoda''' a Nozomi Yumehara) ===Episodio 24, ''Le cinque Sfere di Luce''=== *{{NDR|Ripensando ai consigli di Kokoda sul suo rapporto con le amiche}} Nella vita non c'è soltanto il divertimento, perciò non possiamo arrenderci proprio adesso. Dobbiamo cercare di dare sempre il meglio! ('''Nozomi Yumehara''' a Rin Natsuki, Urara Kasugano, Komachi Akimoto e Karen Minazuki per destarle dall'influenza nemica) ===Episodio 28, ''Lo stand di granite''=== *{{NDR|Vedendo la sua amica triste}} Non fare così, non devi arrenderti. […] Prima devi essere sicura di aver fatto ogni tentativo, altrimenti prima o poi lo rimpiangerai. ('''Karen Minazuki''' a Komachi Akimoto) ===Episodio 33, ''Un vero scoop''=== *'''Bunbee''' {{NDR|rivolgendosi a Mika Masuko}}: Ecco che cosa succede quando confidi nell'aiuto degli altri! Se non ce la fate da sole, per quante voi siate, il risultato sarà sempre lo stesso: fallimento totale!<br />'''Cure Dream''': E allora…? A noi non importa se non riusciamo ad ottenere qualcosa da sole. […] Se una di noi ha un problema, lo affronta e s'impegna per risolverlo!<br />'''Cure Rouge''': E quando non riesce a trovare una soluzione, ci sono sempre le amiche che possono darle una mano!<br />'''Cure Lemonade''': Quando proviamo affetto e comprensione per qualcuno, ci viene spontaneo stargli accanto e aiutarlo!<br />'''Cure Mint''': Quando non riesci a farcela da solo…<br />'''Cure Aqua''': Insieme agli altri, puoi realizzare qualunque impresa!<br />'''Cure Dream''': È a questo che servono gli amici! ===Episodio 36, ''L'importante è partecipare''=== *Impegnarsi seriamente in qualcosa e non arrendersi fino alla fine… non è inutile, anzi è molto costruttivo! ('''Cure Dream''') ===Episodio 39, ''Appare Desparaia''=== *Spesso le emozioni possono essere piccole e brevi, ma sono comunque tesori e come tali rimarranno indelebili nei nostri cuori per sempre! ('''Kokoda''') *'''Desparaia''': Che senso ha far avverare i sogni degli altri?<br />'''Cure Rouge''': Per renderli felici! Ma è ovvio che lei non può capire!<br />'''Cure Aqua''': È difficile da comprendere, ma non tutti agiscono solo per i loro interessi!<br />'''Cure Mint''': Noi cerchiamo di essere gentili con tutto il cuore!<br />'''Cure Lemonade''': In questo modo si formano legami indissolubili!<br />'''Cure Rouge''': È questo che ci dà la forza di…<br />'''Cure Rouge, Cure Lemonade, Cure Mint e Cure Aqua''': …piegarci, ma non spezzarci mai! *'''Desparaia''': Perché mi resistete, quando non avete alcuna possibilità di sconfiggermi?<br />'''Cure Rouge''': Ancora ti chiedi il perché? La nostra specialità è quella di resistere sempre!<br />'''Cure Lemonade''': Combatteremo per proteggere i nostri amici anche se di noi ne rimanesse una sola!<br />'''Cure Mint''': Quello che importa non è soltanto il risultato!<br />'''Cure Aqua''': È affrontare al meglio quello che accade durante il percorso! ==''Yes! Pretty Cure 5 – Le Pretty Cure nel Regno degli Specchi''== *'''Nozomi''': Quello che hai detto poco fa, è vero? Il fatto che puoi percepire dove sono.<br />'''Kokoda''': Ma certo che è vero. Anche se tu dovessi essere in un luogo invisibile, Nozomi, io riuscirei a trovarti. […] E tu, invece? Se io dovessi trasformarmi in qualcosa che non conosci o se dovessi andare via, verresti a cercarmi?<br />'''Nozomi''': Senza alcun dubbio! Sarei disposta a esplorare ogni angolo della Terra pur di trovarti. *Tutti abbiamo bisogno di amici sinceri con i quali condividere le gioie e le difficoltà che la vita ci riserva. È questa la reale essenza della speranza. Non c'è alcun futuro nella solitudine. È nell'amicizia che troveremo sempre la forza di reagire! ('''Cure Aqua''' a Dark Aqua) *Quando si lotta per coloro che si amano, non è possibile essere sconfitti! ('''Cure Dream''' a Dark Dream) *L'energia che scaturisce dal desiderio di difendere coloro che si amano è una delle forze più potenti che esistano nell'universo. ('''Cure Mint''' a Dark Mint) *'''Dark Dream''': Quando sono stata creata, Shadow mi ha solo detto che dovevo sconfiggerti. Capisci? È questa l'unica cosa che so. Invece divertirmi e sorridere, apprezzare il valore dell'amicizia, prendermi cura delle persone che amo, sono cose che nessuno mi ha mai insegnato!<br />'''Cure Dream''': Non preoccuparti, riuscirai a impararle. Perché anche dentro di te c'è un cuore che batte e che ha bisogno di amore. *{{NDR|In seguito a un attacco di Shadow}}<br />'''Cure Dream''': Perché mi hai salvata, Dark Dream?<br />'''Dark Dream''' {{NDR|ferita}}: Me lo chiedo anch'io, in effetti. Forse perché… ti ritengo un'amica. Avrei voluto avere la possibilità di conoscerti meglio, sai? Purtroppo però io sono solamente un'immagine.<br />'''Cure Dream''': Che tu sia reale o meno, non conta nulla! L'unica cosa che conta è che provi dei sentimenti!<br />'''Dark Dream''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Prima di incontrarti non sapevo che si potesse ridere, ti ringrazio per avermelo insegnato. *{{NDR|A Shadow}}<br />'''Super Cure Rouge''': La grande energia che stai sentendo non proviene solamente da noi.<br />'''Super Cure Lemonade''': Ma da tutti coloro che vogliono che il bene vinca contro il male.<br />'''Super Cure Mint''': Quando tutti uniamo le nostre forze per uno scopo…<br />'''Super Cure Aqua''': …e raccogliamo il nostro coraggio per raggiungerlo…<br />'''Super Cure Dream''': …allora nessuno è in grado di batterci! ==''Yes! Pretty Cure 5 GoGo!''== ===Frasi ricorrenti=== *Il potere della Speranza di una fanciulla, Cure Dream! (大いなる希望の力、キュアドリーム!, ''Ōinaru kibō no chikara, Kyua Dorīmu!'') (frase di presentazione di '''Cure Dream''') *Il potere della Passione di una fanciulla, Cure Rouge! (情熱の赤い炎、キュアルージュ!, ''Jōnetsu no akai honō, Kyua Rūju!'') (frase di presentazione di '''Cure Rouge''') *Il potere della Freschezza di una fanciulla, Cure Lemonade! (はじけるレモンの香り、キュアレモネード!, ''Hajikeru remon no kaori, Kyua Remonēdo!'') (frase di presentazione di '''Cure Lemonade''') *Il potere della Tranquillità di una fanciulla, Cure Mint! (安らぎの緑の大地、キュアミント!, ''Yasuragi no midori no daichi, Kyua Minto!'') (frase di presentazione di '''Cure Mint''') *Il potere dell'Intelligenza di una fanciulla, Cure Aqua! (知性の青き泉、キュアアクア!, ''Chisei no aoki izumi, Kyua Akua!'') (frase di presentazione di '''Cure Aqua''') *La Rosa Blu è il sigillo segreto, Milky Rose! (青いバラは秘密の印、ミルキィローズ!, ''Aoi Bara wa himitsu no shirushi, Mirukī Rōzu!'') (frase di presentazione di '''Milky Rose''') ===Episodio 1, ''Una nuova missione per le Pretty Cure''=== *Se davvero ci tieni a qualcosa non devi perderla mai di vista. Più tieni a una cosa o a una persona e più è facile perderla per sempre. ('''Shiroh Amai''' a Nozomi Yumehara) ===Episodio 10, ''Il potere della Rosa Blu''=== *Più teniamo a qualcosa e più rischiamo di perderla. Se per noi è davvero importante, dobbiamo proteggerla con le nostre forze. ('''Milky Rose''') ===Episodio 11, ''L'ultima battaglia di Scorpion''=== *Non è la forza, no, ciò che attrae il potere della Rosa non è l'arroganza dei forti, ma il [[coraggio]]. Il potere si allea con chi dimostra di avere più coraggio! ('''Cure Dream''') *Il potere non è attratto dalla forza bruta che poi diventa violenza, ma solo dalla forza d'animo. E esiste nel mondo grazie a mille pensieri e speranze! ('''Milky Rose''') ===Episodio 15, ''Rin e il fagiolo magico''=== *Essere al corrente di un problema e saperlo eliminare sono due cose ben diverse. ('''Shibiretta''') *Ammiro la tua capacità di abbracciare la causa degli altri e gettarti in imprese pericolose pensando solo al loro bene. ('''Cure Rouge''' a Cure Dream) ===Episodio 18, ''Il grande sogno di Urara''=== *Se ora rinuncio a lottare, se mi dò per vinta, non sarò mai capace di superare i miei limiti e le mie paure. […] Io voglio realizzare il mio sogno. […] Le luci della ribalta… mia madre era felice e realizzata come attrice. Anche io scoprirò cosa si prova a salire su un palcoscenico, cosa si prova ad avere di fronte centinaia di spettatori. I miei sogni sono la mia forza. […] Ecco perché, finché non diventerò un'attrice… finché non sarò brava e bella come mia madre, non mi arrenderò per nessun motivo! È la mia ragione di vita! ('''Cure Lemonade''') *Abbiamo grandi sogni da realizzare e finché non diverranno realtà non smetteremo mai di combattere! ('''Cure Lemonade''') ===Episodio 20, ''I sogni di due sorelle''=== *Poche cose sono irrisolvibili se riusciamo a farci capire dalle persone che amiamo. ('''Karen Minazuki''') ===Episodio 22, ''Nozomi insegnante''=== *"Non importa quanto lunga sia la strada, è importante che s'inizi facendo un passo alla volta. Anche un viaggio lungo mille miglia inizia facendo un passo alla volta". Ragazze, cercate di ricordarvene quando affronterete un impegno e, credetemi, per quanto difficile possa essere un percorso, soltanto facendo un passo alla volta si potrà arrivare alla fine. ('''Kokoda''') *Dunque, voi mi avevate chiesto perché le persone devono studiare, ve lo ricordate? Il motivo è che solo studiando ognuno di voi, un giorno, potrà far sbocciare il proprio fiore speciale! […] I girasoli, come tutti gli altri fiori, crescono grazie al fatto che esistono l'acqua, il sole, il vento e la terra, giusto? E studiare non solo farà sì che voi possiate dare una risposta alle vostre domande, ma permetterà anche al vostro cervello di crescere meglio. E quando un giorno avrete un sogno o un desiderio sarete in grado di realizzarlo. E sarà come far sbocciare un bellissimo fiore. […] Sapete bambini, questo è stato detto anche a me, da un maestro molto, molto speciale… {{NDR|si volta verso Kokoda}} […] Quindi studiate molto e crescerete sani e forti. E quando sarà giunto il momento sarete in grado di sbocciare come un bel fiore, siete d'accordo? […] Allora adesso, ripetete insieme a me "Faremo del nostro meglio"! ('''Nozomi Yumehara''' a Yu e Ai Natsuki) ===Episodio 24, ''Il nuovo potere delle Pretty Cure 5''=== *Non è il posto in cui sei nato o cresciuto quello in cui devi tornare, ma è quello in cui vive chi ti vuole bene e ti apprezza per quello che sei. ('''Kokoda''' a Shiroh Amai) *Vivere insieme a chi vuoi bene, sorridere pensando ai tuoi amici, aiutare ed essere aiutato. Questo è un tesoro il cui valore non può essere quantificato! ('''Coco''') ===Episodio 33, ''Urara e il ristorante di Yoshimi''=== *A volte si può vegliare anche da lontano sul benessere di chi ti sta a cuore. ('''Komachi Akimoto''') *Per quanto sia limitato il potere del singolo, le azioni di un solo individuo possono rappresentare un esempio per un'enorme quantità di persone. ('''Cure Aqua''') ===Episodio 38, ''La leggenda della Rosa Blu''=== *'''Yadokan''': Chi cerca trova.<br />'''Isogin''': C'è chi trova anche senza cercare. ===Episodio 45, ''La porta del Giardino delle Cure Rose''=== *Non lasciare che ciò a cui tieni si allontani da te. ('''Cure Dream''' a Syrup) *Finora avevo paura, i miei ricordi potrebbero portarmi via da voi, via da te {{NDR|Nozomi Yumehara}}, però abbiamo fatto una promessa: saremmo entrati insieme nel Giardino delle Cure Rose. Non lasciare che ciò a cui tieni si allontani da te. Non ho idea di cosa mi aspetta, ma quello che abbiamo costruito qui insieme è ciò a cui tengo. Lo Scrigno della Rosa, i Re dei Quattro Regni… e questa casa, dove tutti ritorneremo… mai… mai e poi mai… lascerò che cadano nelle tue mani. ('''Shiroh Amai''' a Mucardia) ===Episodio 47, ''Il prodigio della Rosa Blu''=== *Pretty Cure, so che mi sentite. Ho un messaggio per il cuore di ciascuna di voi-rup. {{NDR|Si rivolge a Cure Aqua}} Sei la persona più calma che conosca, Karen. So che si può sempre contare su di te, perché possiedi un cuore ardente e nobile-rup. Continua a sostenerci con il tuo coraggio e la tua intelligenza-rup. {{NDR|Si rivolge a Cure Mint}} Grazie a te amo la lettura, Komachi. I personaggi delle tue storie sono sinceri e profondi, proprio come te. Scrivine ancora tante. Voglio leggerle, perché sanno scaldare il cuore. {{NDR|Si rivolge a Cure Lemonade}} Urara… la strada per diventare attrice sarà lunga e impegnativa, ma so che il tuo sorriso fresco e contagioso non si spegnerà mai. Continua a portare il buonumore a tutti noi-rup. {{NDR|Si rivolge a Cure Rouge}} Ti conosco, Rin: metti tutta te stessa nello sport e nel lavoro con i tuoi genitori. Difendi gli amici e insegui il tuo sogno con tutte le tue forze. È questo che ti rende eccezionale. {{NDR|Si rivolge a Cure Dream}} Nozomi… è iniziato tutto grazie a te. Sei stata la prima ad accogliermi e a credere in me. Sei tenace, e soprattutto non perdi mai la speranza. Regali il tuo sorriso a tutti quelli che incontri. È per questo che ti voglio bene-rup. {{NDR|Inizia a piangere}} Non posso perdervi. Voglio che siate parte della mia vita-rup. Il Giardino delle Cure Rose ci aspetta: mantenete la promessa! ('''Syrup''' a Karen Minazuki, Komachi Akimoto, Urara Kasugano, Rin Natsuki e Nozomi Yumehara per destarle dall'influenza nemica) ===Episodio 48, ''Le Pretty Cure custodi della vita''=== *I semi sono come i sogni: bisogna saper aspettare e accudirli con amore, poi farli crescere, fin quando non diventano realtà, e tutti ci stiamo impegnando al massimo. ('''Nozomi Yumehara''') ==''Yes! Pretty Cure 5 GoGo! – Buon compleanno carissima Nozomi''== *'''Kokoda''': Stamattina sei arrivata davvero prestissimo. Quindi ho pensato di lasciarti dormire un po'. […] {{NDR|In tono scherzoso}} Sai che sei rumorosa quando dormi? Parli nel sonno e russi, non me lo sarei mai aspettato da te. […] Quando dormi è difficile svegliarti. Proprio come ''La bella addormentata''. […] Dormiva per colpa di un incantesimo che una strega aveva formulato alla sua nascita. Solo un principe poteva svegliarla, con un bacio pieno d'amore.<br />'''Nozomi''': Sì, mi ci vedo proprio con un vestito splendido, sdraiata sul letto di fiori e un bellissimo principe che rompe l'incantesimo e mi sveglia. È così romantico! Non sai quanto mi piacerebbe…<br />'''Kokoda''': Volevi essere svegliata con un bacio anche tu? *{{NDR|Pensando}} Come era iniziata bene quest'avventura. Eravamo felici… volevamo solo festeggiare, stare in compagnia… organizzare un compleanno speciale. Mi sentivo così allegra. Ci sarebbero stati brindisi, festeggiamenti, ma il regalo più bello sarebbe stato il sorriso sui volti dei miei amici. Dovete resistere a tutti i costi! Vi do la mia parola che troverò il modo di salvarvi, torneremo a casa sani e salvi. Rin… Urara… Komachi… Karen… vi prometto solennemente che festeggeremo tutti insieme! ('''Cure Dream''') *Il nostro prossimo è importante come e più di noi stessi. ('''Cure Lemonade''') *La Miracle Light lascia fiorire i sentimenti, Shining Dream! (想いを咲かせる奇跡の光、シャイニングドリーム!, ''Omoi wo sakaseru kiseki no hikari, Shainingu Dorīmu!'') (frase di presentazione di '''Shining Dream''') *La felicità è nel donare, nel condividere, rendere partecipi gli altri della tristezza e della tua allegria. ('''Shining Dream''') ==''Fresh Pretty Cure!''== ===Frasi ricorrenti=== *Afferra la felicità! (幸せゲットだよ!, ''Shiawase getto da yo!'') (frase simbolo di '''Love Momozono''') *Dopotutto, sono perfetta! (あたし、完璧!, ''Atashi, kanpeki!'') (frase simbolo di '''Miki Aono''') *Io ci credo! (わたし、信じてる!, ''Watashi, shinjiteru!'') (frase simbolo di '''Inori Yamabuki''') *Farò del mio meglio! (精一杯、がんばるわ!, ''Seiippai, ganbaru wa!'') (frase simbolo di '''Setsuna Higashi''') *Il cuore rosa è il simbolo dell'Amore! Appena colta, è nata Cure Peach! (ピンクのハートは愛あるしるし!もぎたてフレッシュ、キュアピーチ!, ''Pinku no hāto wa ai aru shirushi! Mogitate furesshu, Kyua Pīchi!'') (frase di presentazione di '''Cure Peach''') *Il cuore blu è il simbolo della Speranza! Appena raccolta, è nata Cure Berry! (ブルーのハートは希望のしるし!つみたてフレッシュ、キュアベリー!, ''Burū no hāto wa kibō no shirushi! Tsumitate furesshu, Kyua Berī!'') (frase di presentazione di '''Cure Berry''') *Il cuore giallo è il simbolo della Preghiera! Appena mietuta, è nata Cure Pine! (イエローハートは祈りのしるし!とれたてフレッシュ、キュアパイン!, ''Ierō hāto wa inori no shirushi! Toretate furesshu, Kyua Pain!'') (frase di presentazione di '''Cure Pine''') *Il cuore scarlatto è la prova della Felicità! Appena maturata, è nata Cure Passion! (真っ赤なハートは幸せの証!熟れたてフレッシュ、キュアパッション!, ''Makka na hāto wa shiawase no akashi! Uretate furesshu, Kyua Passhon!'') (frase di presentazione di '''Cure Passion''') ===Episodio 1, ''È nata Cure Peach''=== *'''Eas''': E tu, ragazzina, chi saresti?<br />'''Cure Peach''': Cure Peach è appena nata… la Leggendaria Guerriera Pretty Cure! […] Da oggi, non ti permetterò più di fare del male al prossimo! ===Episodio 11, ''L'amicizia trionfa''=== * La felicità si ottiene impegnandosi al massimo. E lavorando sodo dimostrerò di averla meritata. ('''Love Momozono''') ===Episodio 16, ''Il festival culturale della paura!''=== *Rimangiati quello che hai detto! Daisuke non è un "ragazzino miserabile". E ti dirò anche un'altra cosa: rispetto a te, che esprimi opinioni su cose che neanche capisci, ti garantisco che lui è molto, ma molto, più forte e coraggioso, credimi! ('''Cure Peach''' a Wester su Daisuke Chinen) ===Episodio 21, ''Una scelta impossibile''=== *Se insegui due conigli, ti sfuggiranno entrambi. Cioè, chi fa due cose contemporaneamente, alla fine non riuscirà a realizzarne nessuna delle due. ('''Setsuna Higashi''' a Love Momozono) *Sapete, è capriccioso il destino e può anche cambiare secondo il momento. Non è immutabile come si ritiene. ('''Setsuna Higashi''' a Love Momozono, Miki Aono e Inori Yamabuki) ===Episodio 22, ''Setsuna si toglie la maschera''=== *{{NDR|Cure Peach s'avvicina a Eas durante un combattimento}}<br />'''Eas''': Che fai!? Lasciami!<br />'''Cure Peach''': No, io non ti lascio! E sai perché? Perché sono arrabbiata con te. Hai spaventato tutti e mandato a monte il concerto, sei imperdonabile! Ma ora tu stai piangendo.<br />'''Eas''': Non è vero. Io riesco a sopportare molto bene il dolore, non sto piangendo affatto!<br />'''Cure Peach''': Invece stai piangendo. Quel mostro sei tu, no? È il tuo cuore che piange straziato dal dolore. Tu piangi perché non credi che sia giusto sacrificare la vita per Labyrinth. […] Ora fermati, basta! *{{NDR|Dopo che Cure Peach sconfigge il Nakisakebe che procura dolore fisico a Eas}}<br />'''Cure Peach''': Sei salva! Per fortuna stai meglio.<br />'''Eas''': Zitta… zitta, zitta, zitta! Switch Over! {{NDR|Assume i panni di Setsuna}}<br />'''Cure Peach''' {{NDR|sconvolta}}: Eh!? Setsuna… Allora eri tu…<br />'''Cure Berry''': Attenta, è una nemica! Setsuna fa parte di Labyrinth.<br />'''Cure Pine''' {{NDR|incredula}}: Oh no…<br />'''Cure Peach''' {{NDR|sconvolta}}: Che cosa? Non è vero. Setsuna è sempre stata al mio fianco, è mia amica. […] Non è vero…<br />'''Setsuna''': Io vivo per un unico scopo: io vivo per schiacciarvi! ===Episodio 23, ''La nascita di Cure Passion!''=== *Quando sono con te, sento che c'è qualcosa che non va e non riesco a capire più chi sono! Quando io ti feci quella falsa previsione, eri così felice! […] Ti predissi che di lì a poco una piacevole sorpresa ti avrebbe dato una gioia immensa… Eri insopportabile! E poi, il giorno della pesca miracolosa, mi hai regalato il tuo quadrifoglio. Anche quando ho provato a ingannarti, non hai mai mostrato nemmeno un'ombra di amarezza, di rancore… Sempre pronta a ridere come una povera idiota. Eri insopportabile. {{NDR|Urlando}} Sei insopportabile! Ero così invidiosa di te! […] Ero così invidiosa della tua felicità. ('''Eas''' a Cure Peach) ===Episodio 32, ''Le Pretty Cure nel Paese dei Dolci''=== *È un istinto incontrollabile cercare di proteggere le persone a cui vuoi bene. ('''Tart''' ad Azukina) ===Episodio 33, ''Le paure di Miki e Setsuna''=== *È una ragazza gentile, onesta e molto affidabile. Forse è un po' chiusa, ma è una brava persona. Setsuna ha anche scelto di diventare una Pretty Cure, perciò ho piena fiducia in lei. {{NDR|Si rivolge a Cure Passion}} Ricordati che comunque non sei sola, e ti assicuro che non lo sarai mai. Non devi avere paura di perderci. Noi ci saremo per sempre. ('''Cure Berry''' a Wester su Setsuna Higashi) ===Episodio 36, ''Una nuova nemica!''=== *La sventura della gente ha il sapore di un dolce nettare allevato nel dolore, allevato nello sconforto. ('''Northa''') ===Episodio 39, ''In gita a Okinawa''=== *Chiffon, piccola mia, quando hai detto che volevi stare con me, mi hai resa felice. […] Anch'io voglio stare con te. Voglio sorridere… e vedere tante cose insieme. Vedrai che ci divertiremo ancora. Saremo unite per sempre, Chiffon. ('''Cure Peach''' a Chiffon nel tentativo di riportarla alla normalità dallo stato di Infinity) ===Episodio 46, ''L'ultimo combattimento di Soular e Wester''=== *La felicità della gente dovrebbe avere forme diverse. Un mondo in cui tutti sono volti a un unico ideale è sbagliato. ('''Cure Berry''' a Soular) ===Episodio 47, ''Il mondo sta cambiando!''=== *Sono proprio le scelte che facciamo ogni giorno a renderci delle persone migliori e sempre più forti. ('''Cure Peach''') *'''Cure Peach''': Le difficoltà sono un bene per tutti noi perché più si sperimentano tristezza e sofferenza,<br />'''Cure Pine''': Più si comprende il significato della felicità! ===Episodio 48, ''La battaglia finale!''=== *'''Angel Berry''': Con i sentimenti di tutti…<br />'''Angel Pine''': E con il cuore di tutti,<br />'''Angel Passion''': Che abbiamo sentito dolce e sincero,<br />'''Angel Peach''': Le Pretty Cure trionferanno. Con la forza dell'unione, vinceremo sempre! ===Episodio 49, ''La vera identità di Moebius!''=== *Dopo aver lasciato Labyrinth ho imparato tanto. Ho potuto assaporare la grande gioia che scaturisce dalla vicinanza con il prossimo, la dolcezza infinita che sprigiona una mano tesa, e ho capito l'importanza dei sentimenti nella vita di ciascuno. Tutto questo non è mai esistito a Labyrinth. E sono convinta che tu, da essere umano, riesca a capire. È così, maestro Moebius? ('''Angel Passion''' a Moebius) ===Episodio 50, ''Un mondo pieno di gioia!''=== *'''Angel Berry''': A volte le persone commettono degli errori.<br />'''Angel Pine''': Sperimentano tristezza e fallimento.<br />'''Angel Passion''': Cadono in preda alla disperazione.<br />'''Angel Peach''': Comunque la fiducia di poter superare gli ostacoli riempie il cuore di felicità e rinnova la gioia!<br />'''Soular''': […] Se sbagli, non arrenderti. Continua a provare e sperimenterai la gioia della perseveranza.<br />'''Wester''': È per questa ragione che non vogliamo che finisca tutto.<br />'''Angel Pine''': È vero. Perseguiremo il nostro obiettivo senza sosta. Io ci credo!<br />'''Angel Berry''': Ha ragione. Dopotutto io sono perfetta.<br />'''Angel Passion''': Anche io darò il massimo e combatterò con tutta me stessa!<br />'''Angel Peach''': E alla fine un giorno avremo tutti la nostra felicità! ==''Fresh Pretty Cure! – Le Pretty Cure nel Regno dei Giocattoli''== *'''Tart''': Ma come, un coniglietto di pezza {{NDR|Usapyon}} che parla?<br />'''Setsuna''': Incredibile, ma senti un po' chi ha il coraggio di parlare.<br />'''Tart''' {{NDR|urlando}}: Che dici! Io sono un furetto magico, carino, simpatico e in carne ed ossa! *{{NDR|Dopo averle dato uno schiaffo per farla ravvedere dall'aver visto il pupazzo di pezza con cui giocava da piccola insieme al nemico}} Devi tornare in te, chi sei tu adesso? Non sei più Love Momozono, sei Cure Peach! Hai promesso a quel bambino che le Pretty Cure avrebbero riportato indietro i giocattoli, ricordi? E allora fai il tuo dovere di Pretty Cure. Non puoi lasciare le cose a metà! ('''Cure Berry''' a Cure Peach) *Il cuore bianco è il cuore di tutti! Le ali appena agitate, Cure Angel! (ホワイトハートはみんなの心!羽ばたけフレッシュ、キュアエンジェル!, ''Howaito hāto wa minna no kokoro! Habatake furesshu, Kyua Enjeru'') (frase di presentazione di '''Cure Angel''') ==''HeartCatch Pretty Cure!''== ===Frasi ricorrenti=== *Adesso basta. Ne ho avuto abbastanza, sono stufa! (私、堪忍袋の緒が切れました!, ''Watashi, kanninbukuro no o ga kiremashita!'') (frase simbolo di '''Cure Blossom''') *Persino una persona come me con il cuore vasto come l'oceano è arrivata al limite! (海より広いあたしの心も、ここらが我慢の限界よ!, ''Umi yori hiroi atashi no kokoro mo, kokora ga gaman no genkai yo!'') (frase simbolo di '''Cure Marine''') *Illuminerò l'oscurità nel tuo cuore, con la mia luce rischiarerò le tue tenebre! (その心の闇、私の光で照らしてみせる!, ''Sono kokoro no yami, watashi no hikari de terashite miseru!'') (frase simbolo di '''Cure Sunshine''') *Finché esisteranno cuori colmi di sentimenti, io continuerò a combattere per loro! (全ての心が満ちるまで、私は戦い続ける!, ''Subete no kokoro ga michiru made, watashi wa tatakai tsuzukeru!'') (frase simbolo di '''Cure Moonlight''') *Il fiore che sboccia dalla grande terra, Cure Blossom! (大地に咲く一輪の花、キュアブロッサム!, ''Daichi ni saku ichirin no hana, Kyua Burossamu!'') (frase di presentazione di '''Cure Blossom''') *Il fiore che ondeggia al vento dell'oceano, Cure Marine! (海風に揺れる一輪の花、キュアマリン!, ''Umikaze ni yureru ichirin no hana, Kyua Marin!'') (frase di presentazione di '''Cure Marine''') *Il fiore bagnato dai raggi del sole, Cure Sunshine! (陽の光浴びる一輪の花、キュアサンシャイン!, ''Hi no hikari abiru ichirin no hana, Kyua Sanshain!'') (frase di presentazione di '''Cure Sunshine''') *Il fiore sfolgorante al chiaro di luna, Cure Moonlight! (月光に冴える一輪の花、キュアムーンライト!, ''Gekkō ni saeru ichirin no hana, Kyua Mūnraito!'') (frase di presentazione di '''Cure Moonlight''') ===Episodio 4, ''La fiducia del cuore''=== *Tsubomi, ci sono cose davvero indispensabili per diventare una Pretty Cure: una natura gentile, forza d'animo, la percezione che tutto quello che hai intorno è prezioso e la capacità di non demordere quando la situazione si fa difficile. ('''Kaoruko Hanasaki''' a Tsubomi Hanasaki) *Un combattente affronta da solo le difficoltà della vita. ('''Kumojacky''') ===Episodio 17, ''Dolcetti prelibati''=== *Qualche volta, anche se fai il massimo, non è mai abbastanza ed è molto triste. Però… ogni sforzo fatto non andrà sprecato! Sono sicura che un giorno darà i suoi frutti, basta solo saper aspettare! ('''Cure Blossom''' a Sasorina) ===Episodio 26, ''Una ragazza timida''=== *Fare amicizia è facile, devi credermi! Perché è un desiderio del tuo cuore che puoi condividere con il tuo prossimo. ('''Cure Marine''') ===Episodio 31, ''La forza del legame delle Pretty Cure''=== *La cosa importante è non arrendersi, anche se perdi, devi migliorare te stesso e provare ancora. Devi avere un cuore forte. ('''Cure Blossom''') ===Episodio 33, ''Il ritorno di Cure Moonlight''=== *Coraggio, amore, amicizia, gentilezza, dolore, gioia, felicità: quanti sentimenti in un cuore… Io combatterò per questi sentimenti… e per difendere tutti questi cuori! ('''Yuri Tsukikage''') ===Episodio 34, ''Le due facce della luna''=== *'''Cure Moonlight''': Quello che non capisco è da dove nasce tutto il tuo astio per me, Dark Pretty Cure!<br />'''Dark Pretty Cure''': Nasce dal fatto che io e te siamo la stessa persona, Cure Moonlight. […] Se tu sei la faccia luminosa della [[luna]], io sono il suo lato oscuro. Solo quando l'oscurità assorbirà tutta la luce, io sarò completa. […] È giunto il momento che le due facce della luna diventino una. ===Episodio 36, ''Panico da palcoscenico''=== *La fiducia dei nostri cari ci aiuta ad andare avanti e a seguire le nostre aspirazioni. ('''Cure Blossom''') ===Episodio 38, ''L'ultima prova per Cure Blossom''=== *Superare la prova del Miraggio HeartCatch consiste nel guardare dentro se stessi. Tutti hanno paura di scoprire chi sono in realtà; scoprire di essere deboli, meschini, gretti non fa piacere, e questo rende la gente molto triste. Ma tutti possono cambiare, non si può scappare dal proprio essere. È necessario accettare come si è davvero, anche se non ci piace, e ritrovarci a pensare "Che cosa vogliamo fare? Che cosa dovremmo fare?". Tutti noi abbiamo temuto, sofferto e poi trovato la luce nell'oscurità della disperazione e continuato la catena della speranza. Adesso è il turno di Tsubomi. L'unica che può vincere la battaglia contro te stessa sei tu, e Tsubomi deve imparare a far crescere il suo cuore da sola. ('''Kaoruko Hanasaki''') *Io odiavo il fatto di essere timida e introversa, non mi sopportavo. Ma adesso, la mia vita è cambiata. Ho incontrato delle amiche che mi vogliono bene per come sono. Le mie amiche sono generose, sono gentili e forti, e gliene sono davvero molto grata, le adoro con tutta me stessa, e insieme a loro io posso dare il meglio di me perché siamo unite. Lo sento: un poco alla volta penso di essere cambiata, e ormai sono sicura di poter dar vita a una nuova Tsubomi! Tu sei quella che io ero fino a poco tempo fa. Rappresenti me stessa quando avevo paura, paura di diventare qualcos'altro. Ma adesso io cambierò, diventerò una persona nuova. ('''Cure Blossom''' a Ombra di Cure Blossom) ===Episodio 46, ''Il segreto del Professor Sabaku''=== *Parli sempre e solamente di questo {{NDR|[[forza]]}}, ma non hai la minima idea di cosa sia la vera forza interiore. […] Se conoscessi la forza interiore, non avresti mai detto che Coffret è debole. Lui ti ha sfidato! Ha combattuto con tutte le forze, ha affrontato il pericolo perché voleva proteggermi, e anche se non possiede tutti i tuoi poteri, senza dubbio Coffret è comunque molto più forte di te. È disposto a rischiare per le persone che ama: ecco che cosa significa avere un cuore davvero forte! ('''Cure Marine''' a Kumojacky su Coffret) ===Episodio 47, ''La vera identità del Professor Sabaku''=== *Ci è voluto molto tempo e molta fatica, ma sono cambiata. Non sono più la ragazza di prima. […] Prima ero una ragazza debole, impaurita e molto introversa. Avevo difficoltà a farmi degli amici. Ma alla fine ho incontrato Erika e sono diventata una Pretty Cure, sembrava incredibile! Allora ho capito: alcuni sono forti e calorosi come il Sole, altri profondi e taciturni come la Luna, e tutti quanti hanno dentro al cuore qualcosa che li fa soffrire e di cui non parlano. Ma, nonostante questo, cercano la luce e s'impegnano al massimo ogni giorno. Ora sono diversa: ho imparato a capire le persone e i loro sentimenti. E per farlo, sono dovuta uscire dal mio guscio. ('''Cure Blossom''' al Professor Sabaku) *'''Cure Moonlight''': Facciamola finita una volta per tutte.<br />'''Dark Pretty Cure''': Non attendo altro. Il destino vuole che questa lotta si concluda con la scomparsa di una di noi.<br />'''Cure Moonlight''': Anche se io avessi la peggio in questa battaglia, ci saranno ancora Cure Blossom, Cure Marine e Cure Sunshine.<br />'''Dark Pretty Cure''': Dopo di te, riserverò la stessa fine anche a loro.<br />'''Cure Moonlight''': Non sarà così facile sconfiggerle. Quando sono unite, le Pretty Cure sono imbattibili! ===Episodio 48, ''La trasformazione finale''=== *{{NDR|In seguito alla rottura della maschera del male che lo controllava}} Tutto questo è stato causato dalla debolezza del mio cuore. L'Albero del Cuore che protegge tutte le vite e tutti i cuori… io credevo di poter risolvere i suoi misteri e di poter rendere tutti felici. Come per magia. Le parole che mi avvertivano che non c'è un modo per rendere tutti felici non hanno raggiunto le mie orecchie. La felicità è qualcosa che ciascuno deve trovare da sé, a poco a poco. ('''Professor Sabaku''') *{{NDR|In seguito alla morte del padre, il Professor Sabaku, per mano di Dune}}<br />'''Yuri''' {{NDR|rivolgendosi a Tsubomi Hanasaki}}: Lasciami andare.<br />'''Tsubomi''' {{NDR|piangendo}}: No! Ti scongiuro, fallo per me. Non combattere spinta soltanto dalla rabbia.<br />'''Yuri''': Io non lo sopporto {{NDR|Dune}}. Lo voglio sconfiggere a tutti i costi. {{NDR|Inizia a piangere}} A causa sua ho perso Cologne e mio padre. Se la rabbia mi darà la possibilità di riuscire a sconfiggerlo, allora così sia!<br />'''Tsubomi''': Smettila, ti prego, non dire cose così patetiche! La Yuri a cui voglio bene non avrebbe mai detto una cosa del genere. Ti prego, ascoltami. Se combatterai in preda alla rabbia, di sicuro, perderai. Noi siamo qui per altro. Qualcuno si deve pur battere per mettere fine alla tristezza e all'oscurità. Perché ci siamo impegnate tanto a diventare delle Pretty Cure? Spiegamelo, per cosa? Pensa a ciò che ti hanno affidato Cologne e tuo padre, non lo ricordi?<br />'''Yuri''' {{NDR|piangendo}}: Ma io… ma io…<br />'''Tsubomi''': Yuri Tsukikage! Ti prego, torna ad essere la Cure Moonlight che io ammiravo tanto. Ciò che vuoi fare e ciò che dovresti fare sono due cose molto diverse. Per favore, pensa a ciò che è giusto fare!<br />'''Yuri''' {{NDR|ravvedendosi}}: Dobbiamo combattere con amore, non con rabbia! Forza Tsubomi, trasformiamoci!<br />'''Tsubomi''' {{NDR|piangendo}}: D'accordo! ===Episodio 49, ''La vita è una cosa straordinaria''=== *Il rancore ferisce soltanto chi ce l'ha. ('''Infinita Silhouette''') *Ah, che gran bel dono che è la vita! Non bisogna mai sottovalutare la profondità dell'esistenza. ('''Erika Kurumi''') *Ricorda sempre che andare avanti nella vita significa inseguire i sogni con tutte le forze. ('''Itsuki Myōdōin''' a Erika Kurumi) ====[[Explicit]]==== {{Explicit serie televisive}} *Noi Pretty Cure, tutte e quattro insieme, abbiamo sconfitto i Messaggeri del Deserto e abbiamo protetto la Terra, una cosa straordinaria. Col passare del tempo, la gente lo dimenticherà, ma io non dimenticherò mai Erika, Itsuki, Yuri, e questo anno passato da Pretty Cure insieme a loro, perché mi ha fatto cambiare, sono cresciuta. Mi ha insegnato ad inseguire i miei sogni, mostrandomi la strada per il futuro. È un grande tesoro, il più grande che abbia mai avuto. ('''Tsubomi Hanasaki''') ==''HeartCatch Pretty Cure! – Un lupo mannaro a Parigi''== *Sai, mi stavo chiedendo: hai mai sentito l'espressione "Anche un incontro fortuito è un segno del destino"? […] È un [[proverbio]] giapponese. Significa che anche solo sfiorare un'altra persona è qualcosa che il destino ha già deciso prima che tu nascessi. […] Inizialmente quando incontri una persona tu non la conosci, ma pian piano il rapporto cambia e ci si influenza a vicenda. È questo che rende ogni incontro preziosissimo. ('''Tsubomi Hanasaki''' a Olivier "Loup-garou") *Un bel vestito ha il potere magico di illuminare il cuore di chi lo indossa. […] Certo, cambiare personalità è difficile, ma se cambi vestiti ti senti un po' come se fossi un'altra persona. È una cosa superficiale ma secondo me aiuta, sai. […] I vestiti possono cambiare il modo in cui appari all'esterno, ma cambiare interiormente non è così semplice. ('''Erika Kurumi''' a Olivier "Loup-garou") *L'irascibilità è solo un segno di immaturità. ('''Barone Salamandra''') ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Pretty Cure''}} [[Categoria:Serie televisive anime]] [[Categoria:Manga]] [[Categoria:Anime]] [[Categoria:Film d'animazione]] 4oqfhuqdmnwtelgauq13t61d8drbd3u Discussioni utente:Lguerzon91 3 94169 1425899 611066 2026-09-07T14:41:08Z M7 14 M7 ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Lguerzon]] a [[Discussioni utente:Lguerzon91]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Lguerzon|Lguerzon]]" a "[[Special:CentralAuth/Lguerzon91|Lguerzon91]]" 611066 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 00:45, 30 dic 2013 (CET)}} j4bw57vc7lmqeuc6919x37c5hpo97zr Julio Velasco 0 97533 1425910 1400395 2026-09-07T19:20:28Z Danyele 19198 /* Citazioni su Julio Velasco */ +1 1425910 wikitext text/x-wiki [[File:Julio Velasco 2016.jpg|thumb|upright=1.2|Julio Velasco nel 2016]] '''Julio Velasco''' (1952 – vivente), allenatore di pallavolo e dirigente sportivo argentino naturalizzato italiano. ==Citazioni di Julio Velasco== {{cronologico}} *L'Argentina è come la mamma, che non si giudica, e l'Italia è la bella ragazza di cui mi sono innamorato e con cui voglio vivere [...]<ref>Alla viglia di Italia – Argentina, quarti di finale del torneo maschile di pallavolo ai Giochi della XXVI Olimpiade di Atlante 1996; citato in Alessandra Giardini, ''[https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/velasco-lultimo-tango-e-a-parigi-ma-non-sara-un-oro-a-cambiare-la-sua-storia-lj8pt6x4 Velasco, l'ultimo tango è a Parigi: ma non sarà un oro a cambiare la sua storia]'', ''editorialedomani.it'', 10 agosto 2024.</ref> *Le [[Giochi olimpici|olimpiadi]] sono ricordate per le storie umane che raccontano.<ref>Durante i Giochi della XXVI Olimpiade di Atlante 1996; citato in ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/07/30/velasco-percorso-netto.html Velasco, percorso netto]'', ''la Repubblica'', 30 luglio 1996.</ref> *[...] l'[[allenatore]] conta poco o [...], se conta abbastanza, potrebbe vincere con qualsiasi giocatore. Beh, non è così. Si deve credere nel gioco di squadra. E in questo contesto è l'allenatore il punto fisso, l'unica garanzia di coerenza.<ref name="Briani">Dopo avere lasciato la guida tecnica della nazionale di pallavolo maschile italiana; citato in Lorenzo Briani, ''[https://web.archive.org/web/20240226154834/https://archivio.unita.news/assets/main/1996/12/04/page_033.pdf Velasco passa e chiude «Ora devo voltare pagina»]'', ''l'Unità'', sez. ''l'Unità2'', 4 dicembre 1996, p. 11.</ref> *Ricordo ancora tutte le spiegazioni che si davano nell'89, che gli italiani non potevano vincere. La [[Generazione di fenomeni|nazionale maschile]] [...] è la dimostrazione che, invece, non è facile ma è sempre possibile arrivare primi.<ref name="Briani"/> *Si diventa fenomeni quando si ha un grandissimo talento e si lavora come se non lo si avesse.<ref>Da un intervento alla presentazione del campionato di Serie A1 2023-2024; citato in Pierfrancesco Catucci, ''[https://www.corriere.it/sport/23_novembre_08/velasco-nuovo-ct-dell-italia-femminile-volley-3291e6e6-7e46-11ee-b4e1-753cfb3840d0.shtml Julio Velasco nuovo c.t. dell'Italia femminile di volley]'', ''corriere.it'', 8 novembre 2023.</ref> *Tutti parliamo di gioco di squadra, però poi il gioco di squadra lo fanno pochissimi, si pensa ai personaggi.<ref name="Peralta">Dalla conferenza stampa di presentazione della stagione 2024 delle nazionali pallavolistiche italiane, Milano, 2 maggio 2024; citato in Eugenio Peralta, ''[https://www.volleynews.it/julio-velasco-alle-ragazze-consigliero-di-non-farsi-mettere-sotto-pressione-video/ Julio Velasco: "Alle ragazze consiglierò di non farsi mettere sotto pressione"]'', ''volleynews.it''.</ref> *Io non vieto niente [...], tranne di [[Allenamento|allenarsi]] male.<ref name="Peralta"/> {{Int|''[https://www.volleynews.it/estate-azzurra-al-via-obiettivo-parigi-anna-danesi-nuova-capitana/ Estate azzurra al via, obiettivo Parigi. Anna Danesi nuova capitana]''|Dalla conferenza stampa di presentazione della stagione 2024 delle nazionali pallavolistiche italiane, Milano, 2 maggio 2024; citato in Eugenio Peralta, ''volleynews.it''.|h=4}} *Non ho convocato nessuna giocatrice che non giocasse titolare nel club, prima di tutto perché non è positivo stabilire criteri di selezione in base alle potenzialità, bisogna dimostrare sul campo quello che si sa fare. E poi è anche un deterrente per le giovani che preferiscono andare in una big per restare in panchina invece di mettersi in gioco da titolare in una squadra più piccola. Una libera scelta, ma io scelgo di non convocarle. *[...] non è tanto importante il gruppo, la cosa decisiva è la [[Squadra (sport)|squadra]]. La differenza è che nelle squadre ci sono dei ruoli: è meglio avere come riserva la seconda migliore dopo la titolare o una giocatrice che è più contenta di fare la riserva? *[...] tutti vogliono [[Vittoria|vincere]], ma non tutti sono disposti a fare quello che ci vuole per vincere. E questo è il cambio di mentalità più importante che ci serve per prepararci allo stress dei momenti difficili. ===Citazioni non datate=== *{{NDR|Su [[vittoria e sconfitta]]}} Chi vince festeggia, chi perde spiega.<ref>Citato in [[Leo Turrini]], ''Pazza Inter: cento anni di una squadra da amare'', Mondadori, 2007, [https://books.google.it/books?id=jNdYJDB8EG4C&pg=PA154 p. 154]. ISBN 8804567015</ref> *I miei giocatori che sono diventati allenatori, da De Giorgi a Bernardi, da Giani a Gardini, da Tofoli a Bracci e Cantagalli e tutti gli altri, tu non li vedrai mai alzare le braccia al cielo e sbuffare per un errore di un loro giocatore.<ref>Citato in Giuliano Bindoni, ''[https://www.volleynews.it/la-reunion-dei-fenomeni-a-parigi-portera-a-unaltra-rivoluzione-epocale-nella-pallavolo-italiana/ La reunion dei 'Fenomeni' a Parigi porterà a un'altra rivoluzione epocale nella pallavolo italiana?]'', ''volleynews.it'', 23 luglio 2024.</ref> *In partita non si molla mai, questa è una regola. Secondo, no alibi: non spiegatemi perché non potete fare le cose. Terza, l'errore è parte dell'apprendimento. Perché se non metto anche questa, siamo i [[Marines]]. E a me i Marines non mi piacciono. Come modo didattico, parlo.<ref name="YT"/> *{{NDR|Sulla [[Processo di riorganizzazione nazionale|dittatura militare argentina]]}} In quel periodo ho imparato a pensare una cosa e a dirne un'altra.<ref name="Masala"/> *L'intuizione non è consapevole, è più veloce del pensiero: il giocatore riconosce una situazione e la interpreta, il suo cervello va a cercare una soluzione, apre il file giusto in un millisecondo. Poi lo deve fare bene, e questa è tecnica, che è quello che si vede. Ma è quello che non si vede che è decisivo.<ref>Citato in Alessandra Giardini, ''[https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/velasco-lultimo-tango-e-a-parigi-ma-non-sara-un-oro-a-cambiare-la-sua-storia-lj8pt6x4 Velasco, l'ultimo tango è a Parigi: ma non sarà un oro a cambiare la sua storia]'', ''editorialedomani.it'', 10 agosto 2024.</ref> *La prima regola che io metto è "Non si molla". Mai. Possiamo giocare male, possiamo avere una brutta giornata, però non si molla. Se si molla sono dolori. Una volta con la Nazionale siamo andati negli [[Stati Uniti]]: giocavamo con gli Stati Uniti due partite di World League, vincendo la prima eravamo già qualificati per le finali. Siccome io combattevo questa cosa ho detto: «Abbiamo vinto la prima, la seconda la giochiamo» che in gergo vuol dire "la giochiamo", non "stiamo in campo": la giochiamo, come le altre. {{NDR|mima la risposta dei giocatori}} «Sì, sì, sì, sì.» Siamo entrati in campo e tic, tic, tic {{NDR|mima l'atteggiamento svogliato dei giocatori}} perdiamo 3-0 la domenica. Martedì avevamo il volo, eravamo in [[California]] a [[Los Angeles]], lunedì era programmata visita a Disneyland, che io non conoscevo. Abbiamo fatto pesi in albergo, lunedì. E Disneyland non l'abbiamo vista. Perché io metto poche regole, ma quelle lì sono sacrosante. Non si molla mai. Che vuol dire? Mai. Mai si molla. In partita, mai.<ref name="YT">[https://www.youtube.com/watch?v=BKMEvIgamvA Video] disponibile su ''youtube.com''.</ref> *Le giocatrici e i giocatori non sono tutti uguali: ci sono giocatori più importanti, giocatrici meno importanti, la prima cosa chiara in questo è il conto in banca.<ref>Citato in [[Guia Soncini]], ''[https://www.linkiesta.it/2024/08/velasco-pallavolo-cultura-alibi-scemi/ Velasco contro la cultura del piagnisteo, e il desiderio di essere scemi come tutti]'', ''linkiesta.it'', 14 agosto 2024.</ref> *Non saprei che fare senza la genuinità, vivacità dello sport, cosi come senza la riflessione, i libri, lo studio.<ref name="Masala">Citato in Vanni Masala, ''[https://web.archive.org/web/20240226191132/https://archivio.unita.news/assets/main/1990/10/31/page_028.pdf In Argentina contro i Generali. A Modena amico degli immigrati]'', ''l'Unità'', 31 ottobre 1990, p. 28.</ref> *Rivendico il mio diritto alla contraddizione.<ref>Citato in [[Leo Turrini]], ''Moratti, quale Velasco hai preso?'', ''Guerin Sportivo'' nº 23 (1299), 7-13 giugno 2000, pp. 32-33.</ref> {{Int|''[https://www.corriere.it/sport/olimpiadi/24_agosto_12/egonu-icona-tecnica-mente-politica-cosi-velasco-ha-ri-lanciato-paola-b2333f2c-781e-4e4a-bcfe-6a402eaebxlk.shtml Egonu e Velasco, l'incontro tra due numeri uno (e la genesi di un capolavoro): «Paola è un'icona. Con lei ho gestito tre punti»]''|Citato in [[Aldo Cazzullo]], ''corriere.it'', 12 agosto 2024.|h=4}} *Paola {{NDR|[[Paola Egonu|Egonu]]}} è un personaggio. E quando diventi un personaggio, il personaggio vive di vita propria. Non sei più tu. Non lo controlli. Appartiene ad altri. E questo può essere un problema. Paola forse è ancora di più: è un'icona. *[...] il peggior [[Dittatura|regime]] è il regime che funziona. *Sono ancora un uomo di sinistra, ma non ideologico; forse perché lo sono stato troppo in gioventù. Non voglio stare tra le veline intellettuali: per questo in Italia non ho mai fatto politica [...]. C'è un errore che la sinistra non dovrebbe commettere: rinunciare al merito, e anche all'autorità. In Italia se un maestro sequestra il telefonino all'allievo gli danno del fascista. Ci si atteggia ad anarchici, per poi rifugiarsi nell'autocrazia: vent'anni di Duce, vent'anni di Togliatti, vent'anni di Berlusconi... {{Int|''[https://www.corriere.it/sport/cards/julio-velasco-ha-70-anni-mondiali-volley-gli-occhi-tigre-tv-comunismo-de-gregori/vate-ha-70-anni_principale.shtml Julio Velasco ha 70 anni: i Mondiali di volley, «gli occhi della tigre», la tv, il comunismo, Dalla e De Gregori]''|Citato in Flavio Vanetti, ''corriere.it'', 9 febbraio 2022.|h=4}} *[...] un [[allenatore]] non è altro che la propria squadra. Tutto quello che un allenatore fa è aiutare i propri giocatori in modo che siano loro a fare. [...] mi ricordo di ognuno di loro. Non solo di quelli più forti. Perché molte volte un allenatore impara di più insegnando ai quei giocatori a cui le cose non vengono facilmente. *Di Velasco avete costruito un personaggio. Io devo "uccidere" quel personaggio. *L'attaccante schiaccia fuori perché la palla non è alzata bene. A sua volta l'alzatore non è stato preciso per colpa della ricezione. A questo punto i ricettori si girano a guardare su chi scaricare la responsabilità. Ma non possono chiedere all'avversario di battere facile, in modo da ricevere bene. Così dicono di esser stati accecati dal faretto sul soffitto, collocato dall'elettricista in un punto sbagliato. In pratica, se perdiamo è colpa dell'elettricista. *[...] la politica è mediazione, io amo le scelte decise. *Basta pensare che il [[patriottismo]] odora di fascismo: dovrebbe anzi essere una bandiera della sinistra. {{Int|''[https://www.ultimouomo.com/italia-pallavolo-generazione-fenomeni/ Quando eravamo re]''|Citato in Giuseppe Pastore, ''ultimouomo.com'', 9 agosto 2019.|h=4}} *{{NDR|Nel 1989, all'inizio del ciclo della [[Generazione di fenomeni]]}} Voi italiani siete i migliori del mondo per ciò che riguarda mangiare, bere e vivere bene. O almeno credete di esserlo. Ma tra queste righe gialle qui, quelle che racchiudono i 18 metri del campo, le beccate sempre dai sovietici, dai bulgari, dai polacchi, dalla Germania Est. Il vostro primo nemico siete voi. Da adesso si gioca per vincere. *Gli [[Argentina|argentini]] sono italiani che parlano spagnolo, pensano in francese e vorrebbero essere inglesi. *Il mondo non si divide tra vincenti e perdenti, ma tra brave e cattive persone: tra le brave persone ci sono anche dei perdenti, tra le cattive persone ci sono anche dei vincenti. ==Interviste== {{cronologico}} *A me piace proprio scandagliare l'animo umano, amo la psiche dei campioni, cerco di interpretarla il più a fondo possibile. Mi documento molto, ma con questo approccio. [...] comunque tengo per me queste valutazioni. Non voglio ridurre tutto a chiacchiere da bar, non mi piacciono i paragoni, le banalizzazioni.<ref name="Zagnoli">Dall'intervista di Vanni Zagnoli, ''[http://web.archive.org/web/20240226175302/https://archivio.unita.news/assets/derived/2009/09/01/issue_full.pdf «In vent'anni sottorete è cambiato tutto intorno non solo la pallavolo»]'', ''l'Unità'', 1º settembre 2009, pp. 46-47.</ref> *Nel [[Calcio (sport)|calcio]] è tutto più difficile rispetto alla pallavolo, non c'è confronto. Ci sono esasperazioni, i praticanti a livello planetario sono infinitamente di più. Ovunque i bambini hanno il pallone fra i piedi, a qualsiasi latitudine e in ogni contesto socio-economico.<ref name="Zagnoli"/> *Si vede sempre quello che manca, è uno sport tutto italiano, l'erba del vicino è sempre più verde. È una filosofia di vita [...]: ci sono tante squadre forti, si può vincere e si può perdere [...], godiamoci [...] quello che abbiamo e non quello che non abbiamo, poi è chiaro che daremo tutto quello che abbiamo per fare di più.<ref>Da un'intervista al termine di Italia – Turchia 3-0, semifinale del torneo femminile di pallavolo ai Giochi della XXXIII Olimpiade, 8 agosto 2024; citato in Giuliana Lorenzo, ''[https://www.rivistaundici.com/2024/08/11/italia-volley-femminile-oro-parigi-2024-velasco/ Il miracolo di Velasco è stato far giocare l'Italia come poteva e sapeva fare]'', ''rivistaundici.com'', 11 agosto 2024.</ref> *{{NDR|Su [[vittoria e sconfitta]]}} Non mi piace la retorica secondo cui se si fanno le cose per bene, si vince. Si può anche perdere facendo tutto bene, solo perché l'avversario ha fatto un po' meglio. Avere cultura sportiva significa accettare anche questo.<ref name="Catucci">Dall'intervista di Pierfrancesco Catucci, ''[https://www.corriere.it/sport/25_settembre_09/julio-velasco-intervista-7bfdade1-0f63-4831-85fe-6922690a2xlk.shtml Julio Velasco, ct del volley: «Le mie ragazze sono autonome, non è detto che chi vince fa tutto bene. A noi è stata questione di centimetri»]'', ''corriere.it'', 9 settembre 2025.</ref> *Le [[Squadra (sport)|squadre]] che vincono molto hanno giocatori con grande talento che si allenano come se fossero giocatori normali.<ref name="Catucci"/> {{Int|''Il vittorioso''|Intervista di Pier Paolo Cioni, ''Guerin Sportivo'' nº 25 (647), 17-23 giugno 1987, pp. 94-95.}} *Prima della pallavolo avevo praticato altri sport come il rugby, il nuoto, un po' di basket e soprattutto il calcio. Ho giocato fino al livello più alto delle giovanili dello Estudiandes de La Plata. [...] {{NDR|«Come sei arrivato alla pallavolo?»}} Quando avevo 15 anni frequentavo il club privato della Plata, in cui c'erano diversi impianti sportivi dove mi cimentavo per pura passione. E questo finché non arrivò un allenatore, oggi il mio più caro amico, Jorge Taboada. Fu lui a prospettare a me e ad altri miei coentanei la possibilità di costituire una vera squadra di volley. Mi ricordo che molti di noi accettarono l'invito per poter giocare prima e battere poi un gruppo di ragazzi più grandi che ci impediva costantemente di usufruire del rettangolo da pallavolo del circolo. Infatti, dopo solo un mese li abbiamo sfidati e battuti. *{{NDR|«Per quale motivo, secondo te, molti [[Palleggiatore|alzatori]] diventano tecnici?»}} Sicuramente il regista ha più predisposizione a ragionare sul gioco perché, molto spesso, parla più degli altri con l'allenatore ed è quello che si interessa maggiormente delle varie tematiche. Il mio caso è stato doppiamente motivato. Infatti, oltre alla mia naturale predisposizione che mi aveva portato [...], inevitabilmente, a diventare un buon frequentatore di tavole rotonde, è intervenuto anche il caso: avevo perso il mio lavoro. Trovatomi disoccupato per un'epurazione politica (lavoravo come insegnante in una scuola molto affiatata e sindacalmente molto compatta), partecipai e superai il mio primo corso da c.t. Era il 1974 e questo attestato mi permise di trovare subito lavoro. *{{NDR|«Quali sono le caratteristiche di un c.t. perfetto?»}} Deve amare pazzamente la sua professione. Non si deve porre limiti di orario. Deve essere mosso da un'autentica passione. La dedizione deve essere totale. Per diventare bravi bisogna investire molto, molto tempo e fare immensi sacrifici. Parlare di volley deve essere un piacere come andare a ballare. Non bisogna essere dei ragionieri. Un giovane che vuole diventare un buon c.t. deve essere sempre disposto, e ben volentieri, a rinunciare al suo tempo libero per partecipare a discussioni tecniche anche improvvisate. Questi "comandamenti" – chiaramente – vengono per tutti gli sport. *Dovremo smettere di giustificare l'[[errore]] e pensare solo a correggerlo. *[...] con i grandi mezzi di comunicazione, lo [[sport]] si è trasformato in un grande spettacolo. [...] Sotto questa nuova luce si è avuta una trasformazione generale e tutti sono diventati professionisti al servizio del diletto del pubblico. Del resto ora lo sport è un prodotto da commercializzare. Un'altra conseguenza dirivata da questi mutamenti, è la sparizione delle scuole come caratteristica di gioco. Ora come ora tutti copiano il meglio dagli altri Paesi. Fatto sta che ormai tutti giocano quasi alla stessa maniera. *{{NDR|Ai prodromi della [[Generazione di fenomeni]]}} Ci sono atleti che in Italia non ci sono, tipo uno schiacciatore puro [...]. Solo recentemente anche qui da voi stanno crescendo un maggior numero di atleti di caratura mondiale moderna. Avete pochi pallavolisti specialisti in un ruolo e tanti universali. Sono convinto che l'Italia possa e debba entrare nelle prime quattro nazioni del mondo. E questo lo dico non per gratitudine, bensì per convinzione. Del resto non ho mai visto un paese che abbia un tale patrimonio di giocatori. *{{NDR|«Cosa rispondi a chi dice che sei molto fortunato?»}} Che è vero. Del resto la fortuna ha sempre aiutato le grosse imprese. {{Int|''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/04/06/comando-cosi-il-senor-volley-le.html "Comando così". Il señor volley e le sue regole]''|Intervista di Corrado Sannucci, ''la Repubblica'', 6 aprile 1989.}} *Ricordo il mio capodanno come allenatore, il mio primo giorno come allenatore del Ferrocarril. I giocatori volevano accogliermi bene e mi trattarono come un amicone. Tutti i gruppi mettono l'allenatore alla prova. Avevo 27 anni, ero più giovane di molti di loro, li ho radunati e ho detto: io non sono vostro amico, io sono qui per far vincere una squadra. *A cambiare tutto, nella pallavolo, sono stati gli americani. Sono i più forti perché hanno tutte le condizioni del benessere e in più l'aggressività e la fame di chi non ha nulla e deve ancora conquistare il West. [...] Hanno fatto più loro in questi anni nella pallavolo che l'Olanda nel calcio. Hanno inventato la grande specializzazione, per sfruttare le capacità dei giocatori più che modificarli. Hai un deficit? Ti alleni il doppio per annullarlo? No. Fai un'altra cosa, e la squadra cambia con lui, con i suoi movimenti, le sue qualità, cambia in funzione del valore dei giocatori. *Vorrei che ogni giocatore fosse come [[Karch Kiraly|Kiraly]]: sembra che ti mangi, ha le vene gonfie, non molla mai, ti urla in faccia, ti fa sentire che è lui il più forte. *Qual è la funzione dello [[sport]] in una società? Ci vuole la musica per un popolo, così è lo sport. Lo sport è simulazione di altre avventure, è orgoglio, è conoscenza di sé: è importante anche in una società consumistica [...]. La felicità è un mistero. Ma lo sport può dare sensazioni che non danno i soldi. Giocarsi tutto è una sensazione unica. E ad alto livello [[Sconfitta|perdere]] è terribile: ma a quel livello puoi riconoscere i tuoi limiti e accettare che c'è un altro migliore. *Da piccolo non mi sentivo sicuro, ma da ragazzo non ho avuto dubbi di farcela. Chi passa alla storia è chi ha risolto giorno per giorno piccoli problemi. *Io punisco i giocatori, ma non per far loro del male. Sono sempre io a rischiare più di tutti, questa è la loro garanzia. *Per [[Processo di riorganizzazione nazionale|anni]] abbiamo parlato a bassa voce in Argentina. {{Int|''Cuor di computer''|Intervista di Simonetta Martellini, ''Guerin Sportivo'' nº 42 (766), 18-24 ottobre 1989, pp. 125-127.}} *Non sono io ad usarlo {{NDR|il computer}}, è il mio collaboratore Paolo Giardinieri. A Jesi, lo stesso lavoro veniva svolto a mano da due persone. Il metodo non l'ho inventato io. Però il computer è una prerogativa degli americani e nostra. Certo, fa notizia: noi, figli della cultura calcistica, non siamo abituati. [...] {{NDR|«[...] si narra di un utilizzo molto... latino delle statistiche, nel corso dei recenti Europei»}} Siamo stati tanto ingenui da chiedere il permesso di usufruire dei dati durante le partite, a ogni time out e alla fine del set. Prima ci hanno detto sì, poi una protesta, non si sa di chi, li ha fatti tornare sulle loro decisioni. Allora per tre giorni abbiamo ricevuto i fogli della stampante di nascosto, i giocatori in panchina li mettevano sotto la maglia... dopodiché gli svedesi che dovevano giocare con noi la quarta partita ci hanno marcato stretto, ci hanno denunciato... Allora siamo andati a comprare una piccola radio, Giardinieri trasmetteva dalla postazione di Telemontecarlo, il secondo allenatore ascoltava da una ricevente sistemata nel polsino. *Quando ho un'impressione, chiedo sempre aiuto alle cifre. E poi sono io a decidere. Ma non bisogna fidarsi della soggettività, ecco tutto. *Non dico: possiamo? Questo va fatto, così e così. *Basta poco per far emergere le risorse morali che hanno i giocatori [...]. Io credo nell'uomo, nelle cose inspiegabili. Credo nella volontà, in particolare, nel carattere, nell'energia che viene fuori nei momenti meno pensabili. *[...] io sono fermamente convinto che non si debba mollare mai, è la mia mentalità. *{{NDR|«Cosa si nasconde dietro il – dichiarato – rifiuto di essere amico dei giocatori?»}} "Amico", per me, ha un solo significato. Se io sono amico di uno, lo difendo perfino quando ha torto, non mi interessa se ha ragione o no. Se fossi amico-amico di un giocatore non lascerei che la società lo mandasse via, anche in caso di scarso rendimento. Molte volte ho avuto voglia di approfondire la conoscenza con un giocatore, e mi sono detto "no": perché quell'amicizia avrebbe potuto condizionare il mio lavoro. *{{NDR|«Se non è amico dei giocatori, come si pone nei loro confronti?»}} Il rapporto con l'allenatore deve essere di rispetto, anche di affetto. È importante, tuttavia, che i giocatori siano uniti tra loro. Uniti perfino contro l'allenatore. A volte faccio arrabbiare la squadra apposta, quando vedo che molla. In questo ho anche ecceduto, è stato il gruppo a dirmi: stai esagerando. E io sono tornato sui miei passi. Si riallaccia tutto al discorso dell'amicizia: il nostro è un lavoro di stress, ma non basta fare le cose per bene, bisogna farle meglio degli altri. Come posso essere amico e mettere sotto stress i giocatori? Magari uno non ha voglia, ha appena vinto e vorrebbe riposare, ha problemi familiari, ha problemi personali... Ecco, io non devo ascoltare niente. Io devo mettere i ragazzi sotto pressione, sia quel che sia: perché devono giocare, devono vincere. *Lo sport ad alto livello è spettacolo, come la musica. Se uno vuole che i bambini facciano sport, bisogna poter disporre di strutture, di scuole. Però il giovane deve essere entusiasmato, incentivato dal grande spettacolo sportivo. E lo spettacolo ha bisogno di bravi (e ben pagati) professionisti, di soldi, del grande palazzetto, delle ragazze pon pon. Lo sponsor consente di realizzare proprio questo. Poi il problema della deformazione del messaggio sportivo non riguarda i finanziatori. E comunque non è problema solo dello sport. È l'essere umano, a rivelarsi spesso poco puro. {{Int|''Un uomo solo ai comandi''|Intervista di Marco Strazzi, ''Guerin Sportivo'' nº 32-33 (1008), 10-23 agosto 1994, pp. 56-59.}} *Mi ritengo un grande lavoratore, che cerca sempre di approfondire e di imparare. [...] Poi sono un tipo determinato, che conosce le proprie responsabilità e non delega nulla agli altri. Quando dicono "vuole fare tutto lui", posso rispondere solo che è vero. E aggiungo: ci mancherebbe altro. Sono l'[[allenatore]], le decisioni spettano a me. *{{NDR|«Viene accusato anche di scarsa propensione alla diplomazia...»}} È l'aspetto negativo di un carattere forte. È un'arma da usare con cautela: ci sono giocatori che vanno trattati con durezza, altri che richiedono un approccio più tranquillo, altri ancora che a volte devono essere avvicinati in un modo, a volte in un modo diverso. Non è facile, a volte si sbaglia. Però cerco di rispettare sempre questa regola: mai essere duro con i deboli e diplomatico con i forti. *L'errore più comune, nel presentare un personaggio dello sport, è la semplificazione, il volerlo far sembrare un uomo speciale. Nessuno è perfetto, tanto meno nello sport. Il problema è che, anche quando abbiamo dei dubbi, dobbiamo cercare di nasconderli. Spesso capita di dover prendere decisioni importanti in poco tempo. Per esempio, escludere un giocatore forte quasi quanto quelli che occuperanno il suo posto. In Nazionale capita frequentemente. Ma è una cosa normale, anche i dirigenti d'azienda sono costretti a prendere iniziative delicate senza poter riflettere a lungo. I [[Dubbio|dubbi]] sono positivi se servono a meditare con più attenzione; ma diventano un handicap se impediscono di decidere. *Ho sempre detto che ammiro molto i miei colleghi del calcio. Operano in un mondo totalmente irrazionale, dove nessuno vive lo spettacolo solo per divertirsi. C'è spazio solo per il primo, gli altri non contano niente. Nella pallavolo non è così, le esasperazioni sono lontane. *Chi "fa" lo sport è portato a giudicare in modo assai diverso da chi se ne sta comodamente seduto in poltrona e magari inveisce contro un calciatore perché "un gol così non si può sbagliare". Se avesse giocato, anche a livelli bassi, saprebbe che invece "si può"; e che chi ha fatto un buon campionato non necessariamente si ripeterà sugli stessi livelli per tutta la carriera. Altrimenti, mi chiedo, come mai Dante ha scritto un solo capolavoro come la ''Divina Commedia'' e non altri dieci? Perché certi musicisti jazz sono fantastici in alcuni concerti e solo "normali" in altri? L'uomo è fatto così, non è perfetto; [...] questo vale anche per lo sport. *Il problema è che in Italia si tende a confondere gli obiettivi con i pronostici. Siamo presuntuosi, insomma. [...] La vittoria non è certa nemmeno se si è fatto il possibile per conquistarla. Ci sono altri fattori: la fortuna, il rendimento degli avversari. *Secondo me, i giocatori hanno già anche troppi privilegi rispetto ai tecnici: dopo l'allenamento si riposano, noi continuiamo a lavorare; hanno fama, soldi, contratti pubblicitari; la loro attività è più divertente della nostra. E allora che ci lascino almeno prendere le decisioni! [...] trovo comprensibile che un giocatore manifesti il proprio disappunto; ma entro certi limiti. *[...] le ditte che investono nello sport cercano di esercitare un'influenza anche sulla parte tecnica. Sono loro, in un certo senso, a decidere quali sono i campioni. Per questo, togliere Lucchetta {{NDR|dalla Nazionale}}, significa scatenare un casino; mentre escludendo Cantagalli non succede niente, anche se Luca ha vinto quanto Lucchetta, alla Panini e poi in Nazionale. Trovo giusto che i giocatori diventino famosi se sono bravi. Ma non posso accettare che li si voglia far credere bravi solo perché sono famosi. *Mi ritengo di sinistra, anche se non condivido in pieno le idee e i programmi di chi rappresenta la sinistra in Italia. Da giovane ero un marxista convinto; poi ho cambiato idea, molto prima che il sistema comunista crollasse, e – come altri che hanno vissuto la stessa esperienza – sono diventato decisamente contrario a certi aspetti del comunismo. Aspetti che, temo, non sono semplici degenerazioni di natura staliniana, ma caratteristiche innate. In realtà, quando parlo con gente di sinistra, mi trovo spesso in disaccordo; non come se l'interlocutore fosse di destra, ma quasi. E allora preferisco fare a meno delle etichette: non mi servono [...]. {{Int|''Ridatemi il calcio''|Intervista di Emilio Marrese, ''Guerin Sportivo'' nº 45 (1270), 10-16 novembre 1999, pp. 26-30.}} *[...] l'[[allenatore]] non deve più essere considerato parte della squadra: è invece il dirigente più importante dopo il presidente. [...] l'allenatore è come il capo del personale di un'azienda, non solo un uomo di campo. *[...] non sono deluso dal [[Calcio (sport)|calcio]]. La mia scelta di uscire è stata poco compresa perché in questo mondo il denaro è la cosa più importante e se uno vi rinuncia commette un fatto gravissimo, folle. *Essere professionisti non significa essere senza cuore. *[...] in qualsiasi altro ambiente di lavoro, se qualsiasi episodio quotidiano finisse in prima pagina, com'è nel calcio, nessuna azienda durerebbe più di una settimana. *Un problema del calcio è che non ha concorrenza, c'è una cultura monopolista. È lo sport numero uno incontrastato. Nel calcio la mela non cade: le leggi fisiche valide universalmente, nel calcio non valgono. Però non vuole dire che non abbia stimolo a migliorarsi: il calcio fa concorrenza a se stesso. *[...] ormai, ci sono io e c'è il mio personaggio. E il mio personaggio si fa i cazzi suoi. Ha una vita sua e io ho rinunciato a interferire, ho smesso di preoccuparmi dell'immagine che gli altri hanno creato di me. Per assurdo mi hanno danneggiato più quelli che mi hanno esaltato, perché poi, per dimostrare di non essere succubi, mi hanno dato addosso con più veemenza degli altri. *Se ho [[Generazione di fenomeni|formato]] giocatori con certe idee, indipendenti e autorevoli, era perché poi riuscissero a vincere anche senza di me. Un po' come un padre coi figli: si educa e ci si fa da parte. Sennò mi sarei tenuto per me tutte le mie conoscenze. [...] il [[Sport|giocatore]] è quello che sa tutto quello che sa l'allenatore ma in più lo fa. Nella mia idea di sport allenare non è solo gestire la squadra del momento. *Il [[doping]] nello sport non è diverso dal problema della droga nella società: è la stessa voglia di andare oltre i limiti. Credere che basti qualche misura correttiva per cancellarlo è folle, come se bastasse un buon governo per eliminare la corruzione o i ladri. Una società senza corruzione è utopia, l'importante è che non diventi sistema, normalità, maggioranza. Né che si dica "è inevitabile". {{Int|''[https://web.archive.org/web/20221130114550/https://dal15al25.gazzetta.it/2022/08/04/velasco-dare-fiducia-ai-giovani/ Dare fiducia ai giovani]''|Intervista di Gian Luca Pasini, ''dal15al25.gazzetta.it'', 4 agosto 2022.}} *[...] si può [[Vittoria e sconfitta|vincere o perdere]]: dato che anche gli avversari fanno le cose per bene. *Il volley femminile [...] rappresenta per le ragazze quello che per i maschi è il calcio. Ed è così a livello mondiale. Oggi sembra scontato, ma non lo era. *Lo dico da anni: se tratti i [[giovani]] da deboli, saranno deboli. Dobbiamo trattare i giovani avendo fiducia in loro: tutti. Figli, nipoti e giocatori. Dobbiamo avere fiducia che siano forti, anche a livello mentale. Poi gli va detta la verità: qui si fa sport di competizione, prevarranno i migliori. Il nostro compito è prepararli. Quello che noto e non è cambiato dagli anni 80, nei giovani italiani si notano molto più i difetti di quanto non si esaltino i pregi. Cosa che in altri Paesi [...] non accade. E questo fa parte della cultura generale italiana, non solo dello sport. Ma quello che non può accadere è che i giovani di casa nostra non credano in loro stessi per primi. Questo è un tema centrale nei discorsi che faccio con loro. *Bisogna sviluppare l'orgoglio, la fiducia, la competitività, senza superbia. Ne parlo spesso con gli allenatori. È come si trattano gli atleti, come li correggi. Questo non vuole dire vinceremo sempre, ma che saremo sempre competitivi sì. {{Int|''[https://www.corriere.it/sport/22_agosto_06/julio-velasco-volley-da-mancini-jacobs-tamberi-ecco-perche-rivincere-cosi-difficile-968d4f42-14ec-11ed-ba37-430604c4cd74.shtml Julio Velasco, volley: «Da Mancini a Jacobs e Tamberi: ecco perché rivincere è così difficile»]''|Intervista di Pierfrancesco Catucci, ''corriere.it'', 6 agosto 2022.}} *[...] bisogna insistere e lavorare ancora di più sul reclutamento. Lo so che gli allenatori preferiscono tecnica e tattica, ma se non hai a chi insegnarle, a che servono? *[[Vittoria|Rivincere]] è la cosa più difficile. Per questo, da sempre, insisto su un concetto: il momento in cui arrivano i primi successi è quello in cui bisogna essere più esigenti. Ma spesso succede il contrario: le vittorie portano autocompiacimento ed è lì che si cade e bisogna ricominciare. Quando vinci, sei osannato; [[Vittoria e sconfitta|quando perdi]], sono tutti pronti a evidenziare ciò che non ha funzionato e a discutere di massimi sistemi per suggerirti come ricostruire. {{NDR|«Quindi, qual è la ricetta per rivincere?»}} Lo sport è scienza complessa e semplificarla è ingiusto e inutile. Hai vinto? Bravo. Ora, però, vai oltre, lavora sulle criticità, senza lasciarti distrarre dal resto, anche perché al prossimo torneo diranno che sei favorito. E la storia dello sport è piena di favoriti che non hanno vinto. *La missione di chiunque insegni qualcosa è produrre allievi che lo superino. *È difficile definire il [[talento]]. L'immagine più comune è di chi riesce a fare in maniera naturale anche le cose più complesse, ma secondo me non basta. Credo che il talento sia chi, oltre a questo, abbia una spiccata capacità di apprendimento. {{Int|''[https://www.sportmediaset.mediaset.it/volley/velasco-egonu-icona-come-totti-e-maradona-ma-nessun-privilegio-in-campo_81254275-202402k.shtml Velasco: "Egonu? Icona come Totti e Maradona, ma nessun privilegio in campo"]''|Intervista di Alberto Brandi, ''sportmediaset.mediaset.it'', 25 aprile 2024.}} *Nessuno è uguale all'altro. Non ci sono privilegi per questo, ma sì, ci sono differenze. Come può essere successo con Totti, Platini o Maradona, non si può pretendere che [[Paola Egonu|Egonu]] faccia la stessa vita delle compagne, tra attenzioni, procuratori, sponsor e tutto quello che gira intorno. Ma niente favoritismi, quando è l'ora dell'allenamento e di giocare lì tutti devono dare il loro massimo. Fuori dal campo... la libertà va concessa, gli sportivi importanti sono personaggi come non sono mai stati in passato. *{{NDR|«È arrivato in [[Italia]] nell'83, come sono cambiati i [[Giovinezza|giovani]]?»}} Il nostro è un paese saggio, ricco, straordinario a cui piace l'autocritica. I giovani sono quelli di sempre, ma vivono in un mondo diverso. I giovani non sono una categoria. È un errore considerarli così. Come quando li giudichiamo dicendo "ai miei tempi..." facendo passare il messaggio che eravamo meglio di loro. Come può sentirsi un adolescente sentendo questo? Io sarei arrabbiatissimo. Come la storia dei giovani che in quest'epoca non parlano e non comunicano tra di loro... ma chi lo ha detto? *{{NDR|«Lei è famoso per le sue massime, le sue frasi sono diventate di culto sul web e sui social...»}} Pensi che alcune di quelle che mi attribuiscono, bellissime, non sono nemmeno mie! {{Int|''[https://www.corriere.it/sport/24_luglio_19/julio-velasco-olimpiadi-volley-femminile-intervista-46f5921b-a77f-4b55-a633-13c545149xlk.shtml Velasco alle Olimpiadi dopo la morte del fratello: «Con le ragazze non posso essere triste»]''|Intervista di Pierfrancesco Catucci, ''corriere.it'', 19 luglio 2024.}} *[...] non serve essere amiche per vincere. Serve lavorare di [[Squadra (sport)|squadra]], aiutarsi. Quando sento il ritornello "abbiamo vinto perché siamo un bel gruppo" mi viene da ridere: e se avessi giocato male, il gruppo non sarebbe bastato? La verità è che bisogna essere squadra, non andare a cena insieme. *A volte girare troppo attorno alle cose alla ricerca delle cause le complica, anziché risolverle. Non sempre serve la psicanalisi. *{{NDR|«[...] ha capito perché la pallavolo femminile non riesce ad avere allenatrici di livello?»}} È più complicato da spiegare ed è un problema globale. Forse perché bisogna avere sempre la valigia pronta. O anche per questioni culturali: gli allenatori devono decidere anche quando non sono sicuri e non possono mostrare insicurezza. Certo, ci sono tante straordinarie donne manager o in ruoli apicali della politica, ma in generale l'uomo si assolve più facilmente, la donna fatica di più a perdonarsi per un errore. *{{NDR|Sulla gestione dell'errore}} [...] ho detto che non avrei più voluto vederle autoaccusarsi di un errore perché vuol dire portarselo nell'azione successiva. Bisogna essere concentrati solo sul qui e ora e imparare a vincere anche quando si gioca male. *[...] spesso i genitori giustificano e difendono troppo i figli, rallentando l'allenamento alla vita vera. {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/25_settembre_07/julio-velasco-mio-fratello-torturato-gli-amici-assassinati-paola-egonu-era-stata-esclusa-dalla-nazionale-rispetto-le-scelte-altrui-5caf02d9-483c-483c-a3f3-da8a5d1fbxlk.shtml Julio Velasco: «L'allenatore deve convincere e uccidere il giocatore che è in lui. Alle ragazze dico che siamo forti ma dobbiamo sempre dimostrarlo»]''|Intervista di [[Aldo Cazzullo]] al ''Corriere della Sera'', estate 2024; ripubblicato in ''corriere.it'', 7 settembre 2025.}} *{{NDR|«Lei si sente [[Argentina|argentino]] o [[italia]]no?»}} Entrambi. Non è difficile: al mondo non esistono due popoli più simili. La differenza è che gli italiani hanno la saggezza ma anche il pessimismo dei vecchi. Gli argentini sono sognatori come gli adolescenti. Hanno l'ottimismo dei popoli giovani. *Tra il '73 e il '76 ci fu una parentesi democratica, con fortissime tensioni politiche tra l'ala di destra del peronismo e l'ala diciamo di sinistra. C'è stata moltissima violenza. {{NDR|«Poi, il [[Colpo di Stato in Argentina del 1976|24 marzo 1976]], il golpe»}} Il peggiore della nostra storia, il più spietato, sanguinoso, retrogrado. I militari iniziarono ad arrestare persone, a torturarle, a farsi dare nomi di altre persone e a farle scomparire. Facevano partorire le ragazze incinte, ammazzavano la mamma e regalavano o vendevano i bimbi. Arrestavano illegalmente le persone delle liste che davano i torturati, le torturavano e si facevano dare altri nomi. Qualcuno indicò ex militanti che ormai avevano lasciato: mio fratello Luis fu preso così. [...] Uno studente di medicina. Scomparve per un mese e mezzo. Fu terribile, ne uscì devastato. Quando tornò non era più lo stesso. [...] Luis si esiliò prima in Perù e dopo in Spagna. È morto giovane, per malattie che secondo me erano anche causate da qualcosa che si era rotto dentro di lui. *Avere un [[Campionato mondiale di calcio 1978|Mondiale]] in casa, assegnato prima del golpe, era un sogno per tutti noi che amavamo il calcio. Boicottarlo sarebbe stato un errore: lo sport appartiene al popolo, non ai politici, tanto meno ai dittatori [...]. Da tifoso scesi anch'io per strada a festeggiare la vittoria ai Mondiali. Ma appena vidi le bandiere argentine al vento, ripensai che le ultime le avevo viste ai funerali degli amici ammazzati. Rientrai a casa. *Era un uomo pieno di difetti, e proprio per questo vicino alle persone normali. Non era facile essere [[Diego Armando Maradona|Maradona]]. *Non bisogna mai pensare che la [[felicità]] sia legata al fare una cosa importante, all'essere in un posto importante: la felicità è dove ti trovi bene. *Un [[allenatore]], e in genere un leader, non fa nulla. Fa fare le cose agli altri. E deve convincerli. L'allenatore è prima di tutto un insegnante; per questo deve uccidere il giocatore che è stato. Se non lo fa, rischia di fallire; e più forte è stato, più il rischio è alto. Capello, Cruijff, Guardiola, Ancelotti ci sono riusciti; Maradona e Platini no. *{{NDR|«Si è discusso molto se gli atleti debbano essere "cattivi", aggressivi, agonisticamente feroci»}} Non so se cattivi; aggressivi sì. Il bello dello sport è che l'aggressività è delimitata dal tempo e dalle regole [...]. Ma l'aggressività è importante e utile. [...] Perché toglie dubbi, elimina l'insicurezza. È giusto insegnare a competere in modo educativo, fin da bambini, perché la competizione fa parte della vita. *L'[[Pallavolo ai Giochi della XXVI Olimpiade - Torneo maschile|argento di Atlanta]] è stata l'unica medaglia nella storia olimpica italiana a non essere stata festeggiata. *Io con gli atleti metto una certa distanza. L'allenatore non deve essere amico dei suoi giocatori. Non devono fare come i genitori che vanno alle feste dei figli e si mettono a ballare pure loro. {{Int|''[https://www.corrieredellosport.it/news/volley/2025/09/11-143069010/velasco_esclusivo_sono_solo_un_allenatore_fuggo_dal_personaggio_su_di_me_troppe_invenzioni Velasco esclusivo: "Sono solo un allenatore. Fuggo dal personaggio, su di me troppe invenzioni"]''|Intervista di [[Ivan Zazzaroni]], ''corrieredellosport.it'', 11 settembre 2025.}} *Io sono semplicemente un allenatore di pallavolo, questo è ciò che so fare. Quando mi dipingono come una specie di guru mi rompo i coglioni di quel me stesso. *Se ci si sofferma sul personaggio si perde di vista il senso dell'impresa e dello [[sport]], bisogna giudicare lo specifico, la squadra, l'atteggiamento che ha tenuto. *[...] io sono un [[Allenatore|tecnico]] pragmatico, non un ideologico. Insistere su un'idea anche quando non funziona è sbagliato. Il nostro è un mestiere nel quale dobbiamo far funzionare le cose. Le idee, il metodo, la tattica... penso che la parte più importante sia l'adattamento ai gruppi e al momento. Alla squadra parlo in modo semplice e chiaro. *Nello sport è difficile capire se sei buono o non buono, di solito te lo fa sapere l'[[avversario]]. ==Citazioni su Julio Velasco== *{{NDR|«Cosa vi ha insegnato Julio Velasco?»}} Ci ha insegnato l'obiettività. Lui sa tutto di tutto. Alle volte anche eccede. Ma quando lui ti parla e vede una cosa di te, te la dice profonda. Può essere anche negativa. Poi sta a te elaborarla. ([[Andrea Giani]]) *Diciamo che a capirne la grandezza ho impiegato un po' di tempo. Sai, Julio è uno che si ama e al tempo stesso si odia, perché lui, se lo ritiene opportuno, si fa detestare dai suoi giocatori, per arrivare al risultato... Mi ci è voluto a capirlo, sì. Ma tra noi è nato un rapporto splendido. È suo il merito della mia longevità. [...] È stato lui a trasmettermi stimoli nuovi, con quelle frasi che magari oggi fanno sorridere, le vene gonfie nel collo, gli occhi della tigre, e che però ascoltate per la prima volta erano messaggi che colpivano, slogan che arrivavano a bersaglio... ([[Franco Bertoli]]) *È capace di farti sentire una fiducia incredibile, te la trasmette con ogni parola o gesto. ([[Gaia Giovannini]]) *È una figura che si sente, anche se non parla, lo senti che è lì. ([[Alessia Orro]]) *Esiste un prima e un dopo rispetto all'arrivo dell'allenatore argentino in Italia e non è un tema cronologico. Il "prima" era fatto di tecnici e ottimi istruttori, persone in grado di trasmettere competenze. [...] certo c'era stata qualche figura atipica, soprattutto nel calcio. Penso ad allenatori come [[Helenio Herrera]], [[Nereo Rocco]], per i più romantici [[Manlio Scopigno]], ma l'arrivo di Velasco alla Nazionale italiana di pallavolo (e naturalmente i suoi successi, altrimenti tutto sarebbe rimasto come prima) ebbe due effetti collaterali: il primo fu quello di modificare completamente il ruolo dell'allenatore e il modo di essere inteso dai rispettivi presidenti di club o di Federazioni. A valle degli anni di Velasco in azzurro si iniziarono a vedere [...] coach capaci di occuparsi di programmazione in modo molto più ampio e trasversale, di organizzazione societaria, di costruire staff con professionalità molto specifiche, di gestire competenze non solo fisiche e tecniche, ma anche psicologiche e mentali dei propri atleti, di intervenire su argomenti e contesti non necessariamente relativi solo al campo di gioco, di esprimere opinioni perfino sulla gestione dei budget. Il secondo effetto post-Velasco fu una luce e un'attenzione mai vista prima su quegli sport, soprattutto di squadra, che tutti definivano "minori". Il basket, la pallanuoto, il rugby così come quelle figure di allenatori-pensanti come [[Gian Paolo Montali]], [[Ettore Messina]], Ratko Rudic, Sandro Campagna devono riconoscere a Julio Velasco di aver aperto una strada, scardinato un muro, cambiato un paradigma. ([[Mauro Berruto]]) *Julio è [...] bravo nello scegliere le giocatrici più funzionali per i vari ruoli, non necessariamente le più forti. ([[Sarah Fahr]]) *Lui è un maestro nello sviluppo di determinate dinamiche e nel fare scelte difficili in momenti altrettanto complessi. ([[Lorenzo Bernardi]]) *Prima che la tecnica, insegnava la tattica, la preparazione fisica, la mentalità. Riuscì a cambiare lo spirito e l'energia di [[Modena Volley|quella squadra]] fantastica. ([[Franco Bertoli]]) *Sa spronarci, porta a pensare partita per partita, un pallone alla volta. Può sembrare banale, ma le cose semplici sono le più complicate. [...] In questo è un allenatore eccezionale, trasmette serenità. ([[Anna Danesi]]) *Un allenatore autorevole senza essere autoritario. ([[Alice Degradi]]) *Una delle grandi doti da intervistato di Velasco è la capacità di dirottare con grande garbo la domanda sbagliata dando la risposta che avrebbe dato se avessero saputo fargli la domanda giusta. ([[Guia Soncini]]) *Velasco è una delle tre persone più intelligenti con cui abbia avuto il privilegio di parlare, nella mia vita; ed è un'intelligenza meravigliosa perché è un'intelligenza portata sempre e in maniera inesauribile a "costruire", e non a distruggere. ([[Paolo Condò]]) *Velasco insegna tanto di tecnico-tattico, ma è anche un grande maestro di vita, per quello che trasmette a livello di mentalità. Tutti parlano di mentalità vincente. Ma non serve recitare una frase o due per infonderla. Julio ha cercato di trasmetterci ogni piccola esperienza che lui ha vissuto. ([[Eleonora Fersino]]) ===[[Maurizia Cacciatori]]=== *È un tecnico attento, preciso. Devo essere sincera, non ha migliorato il nostro bagher o la nostra schiacciata, ha migliorato proprio il nostro modo di approcciarci al team, alla squadra, a collaborare. *Il cambiamento nasce dalla volontà di capire chi siamo in quel momento e dalla capacità di capire come possiamo diventare grandi. Quando arrivò Velasco noi eravamo una nazionale che non aveva nulla da invidiare alle cosiddette grandi del momento, Cuba, gli Stati Uniti, la Cina, la Russia. Quello che Julio fece fu un cambio soprattutto mentale. Con lui ci allenavamo moltissimo e facevamo molti sacrifici che ci consentirono di diventare un gruppo. Prima eravamo un po' come quei turisti che vedi spesso a Venezia, tutti in fila diligentemente a seguire il capo gruppo con l'ombrello, e che sembrano un gruppo ma che in realtà sono solo tante persone che eseguono tutte la stessa cosa. Senza contare che mancava comunicazione, intesa come comunicazione assertiva, efficace. Velasco lavorò molto più sulla nostra testa che sui nostri bagher, voleva che noi giocatrici trovassimo proprio quella comunicazione assertiva che ci mancava. All'inizio noi eravamo un po' resilienti a questo nuovo approccio, dire pubblicamente alle compagne cose come "Francesca ([[Francesca Piccinini|Piccinini]]), hai schiacciato male" mi sembrava quasi offensivo. Invece col tempo mi resi conto che quelli erano i primi fondamentali passi per migliorarci come gruppo, perché fino ad allora i silenzi non ci avevano portato da nessuna parte. Il nostro è stato un percorso lungo ma che ci ha portato nel giro di un anno a competere con le nazionali al top a livello mondiale. E quando dico competere intendo anche perdendo, ma era una maniera differente di perdere, molto più matura. *Velasco mentalmente è un uomo che ha una marcia in più. È anche uno straordinario speaker per le aziende, un motivatore, un uomo molto intelligente e di grandissima cultura. È una persona che ti insegna veramente tanto. ===[[Leo Turrini]]=== *{{NDR|Nel 1992}} A rigor di logica, l'intero volley peninsulare dovrebbe mobilitarsi per incatenare alla panca l'argentino diventato italiano, il coach che [...] ha davvero riscritto la storia di uno sport [...]. Partendo, beninteso, dallo zero assoluto: prima di Velasco, l'Italvolley arrivava undicesimo ai Mondiali, nono agli Europei, eccetera eccetera. [...] Perché, all'estero, non hanno dubbi: Julio è il miglior tecnico del pianeta. O quasi. [...] La verità, paradossale fin che si vuole ma verità, è che Velasco non è amato da un ambiente che ha reso grande. È tollerato a fatica. Forse ha esagerato con metodi da Conducador che hanno indispettito chi caccia la grana. Sicuramente ha esagerato con le vittorie [...]. Troppe, per un mondo che resta malato di provincialismo. *Carismatico guru che ad una grandissima competenza tecnica somma una capacità di affabulazione degna di Cicerone. *{{NDR|Nel 2000}} Nel 1996, l'allora commissario tecnico dell'Italvolley era l'idolo degli opinionisti di grido [...]. Stava per vincere l'Olimpiade. Firmava dotte articolesse [...]. Pontificava su tutto e tutti. [...] Lassù, nell'Empireo, l'oriundo Velasco era arrivato grazie alle sue eccezionali qualità pallavolistiche: mai visto, in quello sport, un tecnico così preparato, moderno, accorto, duttile. Era [...] il Velasco numero uno: intelligente ma umile, raffinato nelle analisi culturali ma non spocchioso. Sorretto da una straordinaria [[Generazione di fenomeni|generazione di campioni]], il ct aveva vinto tutto il possibile, fallendo però l'occasione più preziosa: l'Olimpiade. [...] La reazione allo smacco fu funesta: fattosi nominare allenatore della nazionale femminile, in realtà Giulietto aveva già la mente altrove. A furia di sentirsi dire dagli adulatori che era sprecato per certi ambienti, purtroppo ci aveva creduto. Il virus del calcio lo aveva infettato. [...] Dopo Atlanta, si fecero vivi i Tanzi, da Parma. Ma sbagliarono l'approccio: invece di mandargli l'aereo personale [...] lo invitarono a presentarsi a Collecchio in automobile. [...] Velasco non gradì [...] e si mise ad attendere. L'aereo personale di Cragnotti. [...] Giulietto vinceva e tutto gli si perdonava. Non gli avrebbero perdonato, i pallavolisti, quell'aereo. Arrivato quando l'argentino era in ritiro con le ragazze del volley [...]. Dalla sera alla mattina, ciao a tutte e manco un grazie. [...] il trionfo del Velasco numero due, quello che ha sempre ragione [...]. Da Roma e dal calcio, Giulietto voleva scappare dopo un mese. [...] agli analisti finanziari di una società quotata in Borsa mica si potevano fare discorsi sugli "occhi della tigre", né a Piazza Affari erano molto interessati alle velaschiane suggestioni sulla "cultura degli alibi". [...] Anche la pallavolo l'aveva tradito: gli azzurri hanno continuato a vincere anche senza di lui, ohibò. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Generazione di fenomeni]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Velasco, Julio}} [[Categoria:Allenatori di pallavolo argentini]] [[Categoria:Allenatori di pallavolo italiani]] [[Categoria:Dirigenti sportivi argentini]] [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] 1so4v5g71ocb337ivvzn8shz9nm6axk Testamento 0 109248 1425915 1331628 2026-09-07T21:18:07Z IppolitoN 23099 1425915 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:La lecture du testament.jpg|thumb|''La lettura del testamento'' (L.L. Boilly)]] Citazioni sul '''testamento'''. *Anche per morire serve un avvocato. (''[[NCIS - Unità anticrimine (quarta stagione)|NCIS - Unità anticrimine]]'') *Bisogna parlare come si parla quando si fa testamento: meno parole, meno contestazioni. ([[Baltasar Gracián]]) *Chissà se tutti sentono così, davanti al foglio bianco del loro testamento. Io sono incredulo al cospetto d'una fine da tenere per scelta in preventivo. ([[Giulio Angioni]]) *Ho fatto [[testamento]] venticinque anni fa, quando mi sposai per la seconda volta. Anche se non lascio grandi beni, volevo che questi fossero divisi equamente. A differenza del mio bisnonno Isidoro, che scrisse un atto di trentasette pagine, nel quale specificava persino il numero e il tipo di messe che desiderava fossero officiate alla sua memoria, il mio testamento olografo è di ventidue righe, compresa la firma, redatto nel più disadorno dei linguaggi notarili. Penso, a volte, che dovrei aggiungere a questo freddo atto ufficiale una lettera di addio, come ha fatto mia madre, che “supplicava” noi figli di volerci bene. Forse questo libro {{NDR|''Il mio novecento''}} può fare le veci di quella lettera. Contiene alcuni messaggi. Non dovrebbe essere difficile scoprirli. ([[Angelo Del Boca]]) *Non si apriva la successione legittima, se non dopo lunghe e infruttuose ricerche dell'atto di ultima volontà; la qual cosa significa che era regola, quasi costante, la devoluzione ereditaria dei beni, per via di testamento. Di qui una conseguenza semplicissima, ma pure importante: la volontà del testatore, pure osservando i limiti che la legge imponeva al suo arbitrio, e che una tecnica furbesca (non osiamo dire giuridica) insegnava a varcare impunemente, poteva manifestarsi in tutta la sua ampiezza, dettando le norme pel passaggio dei beni, e dando così alla famiglia quella configurazione particolare che meglio andava a genio. ([[Nino Tamassia]]) *Sono già due anni che ho fatto testamento. Veramente, sai? Tanto a fare testamento non si muore mica prima! (''[[8½]]'') *''Testamento è atto grande, | che fa l'uom presso alla morte.'' ([[Francesco Paolo Ruggiero]]) ==Voci correlate== *[[Eredità]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sul}} [[Categoria:Diritto civile]] ttacr9pszz43gasei2lcy56e7o414ug Scalpo 0 109665 1425887 1398327 2026-09-07T13:06:46Z Spinoziano 2297 +1 1425887 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:ApacheScalpingengraving.jpg|thumb|Un guerriero Apache con lo scalpo di un soldato americano]] Citazioni sullo '''scalpo'''. *– C'è da vergognarsi ad essere bianchi: gli [[Nativi americani|indiani]] le cose le fanno diversamente. Certo, anche loro si facevano la guerra prima che noi arrivassimo nel loro Paese, ma erano guerre regolate dall'onore.<br>– Scotennare tu lo chiami un onore?<br>– Be', c'erano solo un paio di tribù del nord che praticavano il rito dello scalpo, ma c'è voluto l'uomo bianco per insegnare agli indiani a praticarlo su larga scala. (''[[Alla conquista del West]]'') *– Ho sempre avuto un'insana fascinazione per lo scalpo. Diciamo, non ho mai capito bene la tecnica.<br />– Immaginate una persona che vi odia con la più veemente intensità, che afferra una ciocca dei vostri capelli mentre giacete prostrato e inerme... e che vi sfrega la lama spuntata di un coltello arrugginito sullo scalpo come per segare. Lasciate che l'immaginazione colga, se vi è possibile, l'effetto di un rapido, deciso strattone all'attaccatura dei capelli per staccare eventuali brandelli ancora legati al sistema nervoso.. e avrete una vaga idea di com'è subire uno scalpo, signor Graham. (''[[L'ultimo samurai]]'') *Ho una parola di avvertimento per gli aspiranti guerrieri. Quando sarete al mio comando avrete un debito, un debito con me personalmente. Ogni uomo sotto il mio comando mi dovrà cento scalpi di nazisti e io li voglio i miei scalpi! E ciascuno di voi mi darà cento scalpi nazisti strappati dalla testa di cento nazisti morti. O ci resterà secco nel farlo... (''[[Bastardi senza gloria]]'') *Sono tentata di spacciare il tuo scalpo al mercato nero come esclusivo cappottino di pelliccia riservato alle bambine premature più alla moda. (''[[Glee (seconda stagione)|Glee]]'') *Vedi questa cosa preziosa? Tu ammiri la vita che essa contiene, perché il [[Cheyenne|Popolo degli Uomini]], figlio mio, è convinto che ogni cosa sia viva: non solo gli uomini e gli animali, ma anche l'acqua, la terra, le pietre, e tutto ciò che da essi proviene, come i capelli. L'uomo al quale sono stati strappati ha perso un poco di sé stesso: parte della sua vita la possiedo io col suo scalpo. (''[[Il piccolo grande uomo]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sullo|w_preposizione=riguardante lo}} [[Categoria:Corpo]] [[Categoria:Guerra]] 54jugr5bp3kiagpn9xu6b7ylm8u20ip Utente:Skekzilla 2 110782 1425931 1425512 2026-09-08T06:22:35Z Skekzilla 17056 /* Explicit */ 1425931 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo = Odissea |titolo originale = The Odyssey |immagine = Odissea.png |didascalia = |lingua originale = Inglese |paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito |anno uscita = 2026 |genere = epico, fantastico, avventura, azione |regista = [[Christopher Nolan]] |soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]] |sceneggiatore = Christopher Nolan |produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan |produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]] |attori = * [[Matt Damon]]: [[Ulisse]] * [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]] * [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]] * [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]] * [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]] * [[Samantha Morton]]: [[Circe]] * [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]] * [[Zendaya]]: [[Atena]] * [[Charlize Theron]]: [[Calipso]] * [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]] * [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]] * [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]] * [[Elliot Page]]: [[Sinone]] * [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]] |doppiatori italiani = * [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse * [[Alex Polidori]]: Telemaco * [[Domitilla D'Amico]]: Penelope * [[Stefano Crescentini]]: Antinoo * [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra * [[Ilaria Stagni]]: Circe * [[Stefano Thermes]]: Eumeo * [[Lucrezia Marricchi]]: Atena * [[Claudia Catani]]: Calipso * [[Simone D'Andrea]]: Menelao * [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco * [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone * [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone |note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]] }} '''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]]. {{tagline|Sfida gli dei}} ==[[Incipit]]== {{incipit film}} <center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center> ==Frasi== {{cronologico}} *A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''') *[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7 *After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32 *I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67 *Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77 *Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77 *Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81 *He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86 *You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102 *Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107 *Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115 *The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116 *For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136 *My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138 *When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144 *We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144 ==Dialoghi== {{cronologico}} [[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]] *'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over. *'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he? *'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine. *'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble. *'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest. *'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty... *'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything. [[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]] *'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it. *'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying. *'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child. *'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner. *'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive. *'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us. *'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned. *'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law. *'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping. *'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed. *'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices. *'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask. *'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest. *'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t. *'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough. *'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes. *'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will. *'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods. *'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them. *'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains... *'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own. *'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law. *'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first. *'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home. *'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home? *'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now. *'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died. *'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all. *'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing. *'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus. *'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud. *'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast? *'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades. *'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything. *'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our age of bronze is collapsing. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home. *'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn. ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} '''Penelope''': {{NDR|Sul [[collasso dell'Età del Bronzo]]}} Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten. ==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''== *Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]]) *Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]]) *Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]]) *Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]]) *La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]]) *La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]]) *Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]]) *Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]]) *Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]]) *Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]]) *Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]]) *Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) *Sfida gli dei<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref> *Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]]) *Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) ===[[Alberto Angela]]=== {{cronologico}} *C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi. *Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani. *All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci. *Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica. *Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi. *Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene. ===[[Corrado Augias]]=== *Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa. *Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi. *Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''. ===[[Cristina Battocletti]]=== *Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante. *Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto. *Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra. *Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme. ===[[Peter Bradshaw]]=== {{cronologico}} *Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite. *È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi. *Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe. *Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita. ===[[Matt Damon]]=== [[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]] *[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare. *Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico. *È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato. *Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando. *Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato. *Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set. *Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente. *Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te. *Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco. *Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere. ===[[Manohla Dargis]]=== {{cronologico}} *L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune. *Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine. *Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza. *Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica. ===[[Nicola Gardini]]=== *Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione. *Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza? *Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi. *L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica. *Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore... *Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato. *Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa. ===[[Marco Giusti]]=== *Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà. *Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro. *Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro. *Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile. *Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini. ===[[Ludwig Göransson]]=== *Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza. *L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani. *Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta. ===[[Milo Manara]]=== *{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando. *Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo. *Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa. ===[[Mariarosa Mancuso]]=== *Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo. *Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero. *Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire? ===[[Daniel Mendelsohn]]=== *A fronte della grande ricchezza tematica del poema [...], il film si concentra praticamente su un unico messaggio: l'orrore della guerra, una realtà totalmente esecrabile, terribile. Una posizione questa, oggi pienamente condivisibile ma che gli eroi di Omero, che esultano in battaglia, avrebbero trovato quanto meno strana. L'altro tema che emerge, la violazione delle norme civili — simboleggiate nel film dalla "legge di Zeus" (come Nolan definisce la ''xenia'', la legge dell'ospitalità greca) — ci dice che tale violazione porta inevitabilmente alla fine della civiltà stessa. Ora, sono certamente d'accordo con queste idee e penso che il film, a modo suo, sia una esplorazione convincente di questi temi, anche se, ripeto, il protagonista che ci presenta e il messaggio che ci ripete in modo così incessante hanno ben poco a che vedere con il poema di Omero. *L'Odisseo di Nolan non ha praticamente nessuna somiglianza con quello di Omero: il personaggio di Omero è astuto, ingegnoso, affascinante, seducente, divertente e manipolatore; chi ha letto l'Odissea noterà che Nolan taglia quasi ogni scena che mostra queste qualità del suo eroe. L'immagine che Nolan dà di Odisseo, di fatto, è quella di un personaggio molto più simile all'[[Enea]] di [[Virgilio]] di qualsiasi altro personaggio di Omero: tormentato dal suo dovere divinamente decretato, distrutto dal senso di colpa, vittima di una sorta di disturbo post-traumatico da stress, e tristemente privo di senso dell'umorismo. Secondo me è una vera perdita: gran parte del divertimento nel poema di Omero è vedere con quanto ingegno Odisseo riesca continuamente a tirarsi fuori dai pericoli usando il suo straordinario ingegno. Il personaggio di Matt Damon a confronto è troppo tormentato, al punto di diventare noioso. *Le vendite del poema omerico, in tutte le traduzioni, sono andate alle stelle in tutto il mondo [...], Il mio editore mi dice che negli Stati Uniti le vendite sono aumentate dell'80 percento rispetto allo scorso anno. E non solo l'Odissea, ma anche qualsiasi libro collegato al poema (ad esempio Circe di Madeline Miller, o il mio libro autobiografico ''Un'Odissea'' [...]) ha visto una grande crescita nelle vendite. È una notizia fantastica. Qualunque merito possa avere il film, ha suscitato uno straordinario nuovo interesse per Omero. So che porterà tanti giovani verso i classici. *Si può dire che il film fallisce come adattamento del testo di Omero, dall'altra riesce come interessante commento sulla politica e sulla società contemporanee. ===[[Giulio Meotti]]=== *Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice. *Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici. *Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale. ===[[Paolo Mereghetti]]=== *Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi. *In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali. *Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai. ===[[Samantha Morton]]=== *Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. *Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia. *Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. *Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante. ===[[Christopher Nolan]]=== [[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]] *Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile. *{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa. *{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film. *In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi. *Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico. *Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''. *Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo. *Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone. ===[[Matteo Nucci]]=== *È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini. *Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore. *Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn. ===[[Lupita Nyong'o]]=== *È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo. *Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata. *Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno. ===[[Elliot Page]]=== *Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. *Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris. *{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza. ===[[Francesco Piccolo]]=== *Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente. *Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista. *Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema. *È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan. *Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza. *''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà. *Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada. ===[[Massimiliano Smeriglio]]=== {{cronologico}} *La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori. *L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada. *È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank. ===[[Guia Soncini]]=== *Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare? *Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining». *Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza. ===[[Claudio Strinati]]=== *A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla! *Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi. *Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso. ===[[Emma Thomas]]=== *La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro... *Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione. *Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta. *Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia. ===[[Emily Wilson]]=== {{cronologico}} *La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature. *Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità. *Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi. *Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus. *Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto. *Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso. *Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più. *[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici. *All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile. *Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia. ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) lwdwtt5dzq18gsisoxj80q4viz93su1 1425932 1425931 2026-09-08T06:23:21Z Skekzilla 17056 /* Dialoghi */ 1425932 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo = Odissea |titolo originale = The Odyssey |immagine = Odissea.png |didascalia = |lingua originale = Inglese |paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito |anno uscita = 2026 |genere = epico, fantastico, avventura, azione |regista = [[Christopher Nolan]] |soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]] |sceneggiatore = Christopher Nolan |produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan |produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]] |attori = * [[Matt Damon]]: [[Ulisse]] * [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]] * [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]] * [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]] * [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]] * [[Samantha Morton]]: [[Circe]] * [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]] * [[Zendaya]]: [[Atena]] * [[Charlize Theron]]: [[Calipso]] * [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]] * [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]] * [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]] * [[Elliot Page]]: [[Sinone]] * [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]] |doppiatori italiani = * [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse * [[Alex Polidori]]: Telemaco * [[Domitilla D'Amico]]: Penelope * [[Stefano Crescentini]]: Antinoo * [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra * [[Ilaria Stagni]]: Circe * [[Stefano Thermes]]: Eumeo * [[Lucrezia Marricchi]]: Atena * [[Claudia Catani]]: Calipso * [[Simone D'Andrea]]: Menelao * [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco * [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone * [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone |note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]] }} '''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]]. {{tagline|Sfida gli dei}} ==[[Incipit]]== {{incipit film}} <center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center> ==Frasi== {{cronologico}} *A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''') *[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7 *After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32 *I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67 *Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77 *Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77 *Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81 *He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86 *You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102 *Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107 *Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115 *The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116 *For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136 *My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138 *When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144 *We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144 ==Dialoghi== {{cronologico}} [[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]] *'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over. *'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he? *'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine. *'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble. *'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest. *'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty... *'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything. [[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]] *'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it. *'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying. *'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child. *'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner. *'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive. *'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us. *'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned. *'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law. *'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping. *'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed. *'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices. *'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask. *'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest. *'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t. *'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough. *'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes. *'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will. *'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods. *'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them. *'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains... *'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own. *'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law. *'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first. *'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home. *'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home? *'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now. *'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died. *'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all. *'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing. *'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus. *'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud. *'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast? *'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades. *'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything. *'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our [[Collasso dell'Età del Bronzo|age of bronze is collapsing]]. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home. *'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn. ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} '''Penelope''': {{NDR|Sul [[collasso dell'Età del Bronzo]]}} Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten. ==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''== *Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]]) *Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]]) *Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]]) *Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]]) *La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]]) *La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]]) *Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]]) *Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]]) *Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]]) *Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]]) *Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]]) *Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) *Sfida gli dei<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref> *Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]]) *Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) ===[[Alberto Angela]]=== {{cronologico}} *C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi. *Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani. *All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci. *Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica. *Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi. *Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene. ===[[Corrado Augias]]=== *Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa. *Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi. *Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''. ===[[Cristina Battocletti]]=== *Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante. *Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto. *Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra. *Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme. ===[[Peter Bradshaw]]=== {{cronologico}} *Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite. *È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi. *Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe. *Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita. ===[[Matt Damon]]=== [[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]] *[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare. *Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico. *È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato. *Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando. *Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato. *Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set. *Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente. *Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te. *Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco. *Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere. ===[[Manohla Dargis]]=== {{cronologico}} *L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune. *Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine. *Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza. *Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica. ===[[Nicola Gardini]]=== *Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione. *Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza? *Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi. *L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica. *Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore... *Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato. *Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa. ===[[Marco Giusti]]=== *Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà. *Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro. *Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro. *Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile. *Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini. ===[[Ludwig Göransson]]=== *Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza. *L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani. *Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta. ===[[Milo Manara]]=== *{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando. *Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo. *Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa. ===[[Mariarosa Mancuso]]=== *Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo. *Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero. *Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire? ===[[Daniel Mendelsohn]]=== *A fronte della grande ricchezza tematica del poema [...], il film si concentra praticamente su un unico messaggio: l'orrore della guerra, una realtà totalmente esecrabile, terribile. Una posizione questa, oggi pienamente condivisibile ma che gli eroi di Omero, che esultano in battaglia, avrebbero trovato quanto meno strana. L'altro tema che emerge, la violazione delle norme civili — simboleggiate nel film dalla "legge di Zeus" (come Nolan definisce la ''xenia'', la legge dell'ospitalità greca) — ci dice che tale violazione porta inevitabilmente alla fine della civiltà stessa. Ora, sono certamente d'accordo con queste idee e penso che il film, a modo suo, sia una esplorazione convincente di questi temi, anche se, ripeto, il protagonista che ci presenta e il messaggio che ci ripete in modo così incessante hanno ben poco a che vedere con il poema di Omero. *L'Odisseo di Nolan non ha praticamente nessuna somiglianza con quello di Omero: il personaggio di Omero è astuto, ingegnoso, affascinante, seducente, divertente e manipolatore; chi ha letto l'Odissea noterà che Nolan taglia quasi ogni scena che mostra queste qualità del suo eroe. L'immagine che Nolan dà di Odisseo, di fatto, è quella di un personaggio molto più simile all'[[Enea]] di [[Virgilio]] di qualsiasi altro personaggio di Omero: tormentato dal suo dovere divinamente decretato, distrutto dal senso di colpa, vittima di una sorta di disturbo post-traumatico da stress, e tristemente privo di senso dell'umorismo. Secondo me è una vera perdita: gran parte del divertimento nel poema di Omero è vedere con quanto ingegno Odisseo riesca continuamente a tirarsi fuori dai pericoli usando il suo straordinario ingegno. Il personaggio di Matt Damon a confronto è troppo tormentato, al punto di diventare noioso. *Le vendite del poema omerico, in tutte le traduzioni, sono andate alle stelle in tutto il mondo [...], Il mio editore mi dice che negli Stati Uniti le vendite sono aumentate dell'80 percento rispetto allo scorso anno. E non solo l'Odissea, ma anche qualsiasi libro collegato al poema (ad esempio Circe di Madeline Miller, o il mio libro autobiografico ''Un'Odissea'' [...]) ha visto una grande crescita nelle vendite. È una notizia fantastica. Qualunque merito possa avere il film, ha suscitato uno straordinario nuovo interesse per Omero. So che porterà tanti giovani verso i classici. *Si può dire che il film fallisce come adattamento del testo di Omero, dall'altra riesce come interessante commento sulla politica e sulla società contemporanee. ===[[Giulio Meotti]]=== *Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice. *Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici. *Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale. ===[[Paolo Mereghetti]]=== *Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi. *In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali. *Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai. ===[[Samantha Morton]]=== *Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. *Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia. *Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. *Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante. ===[[Christopher Nolan]]=== [[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]] *Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile. *{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa. *{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film. *In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi. *Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico. *Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''. *Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo. *Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone. ===[[Matteo Nucci]]=== *È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini. *Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore. *Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn. ===[[Lupita Nyong'o]]=== *È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo. *Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata. *Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno. ===[[Elliot Page]]=== *Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. *Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris. *{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza. ===[[Francesco Piccolo]]=== *Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente. *Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista. *Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema. *È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan. *Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza. *''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà. *Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada. ===[[Massimiliano Smeriglio]]=== {{cronologico}} *La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori. *L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada. *È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank. ===[[Guia Soncini]]=== *Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare? *Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining». *Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza. ===[[Claudio Strinati]]=== *A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla! *Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi. *Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso. ===[[Emma Thomas]]=== *La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro... *Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione. *Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta. *Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia. ===[[Emily Wilson]]=== {{cronologico}} *La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature. *Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità. *Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi. *Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus. *Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto. *Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso. *Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più. *[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici. *All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile. *Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia. ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) ptacp994cvw13yqycubopoyd9rf1m7j Gianmarco Tamberi 0 122903 1425925 1349752 2026-09-08T00:50:43Z Danyele 19198 fix 1425925 wikitext text/x-wiki [[File:Gimbo Tamberi (Roma 2024).jpg|thumb|Gianmarco Tamberi nel 2024]] '''Gianmarco Tamberi''' (1992 – vivente), altista italiano. ==Citazioni di Gianmarco Tamberi== *In uno sport come l'atletica in cui la serietà regna sovrana il pubblico vede di buon occhio uno come me che esce dalle regole e che cerca di far divertire.<ref name=vanity/> *Io parto dal presupposto che il fumo è una malattia sociale. È una cosa sbagliata. È successo anche a me a 17 anni. Volevo sentirmi grande. Bisogna aiutare i ragazzi a capire che non è la sigaretta in bocca che fa di loro un adulto.<ref>Dall'intervista di Agostino Gramigna, ''«La sigaretta per sentirmi grande. Il mio errore a diciassette anni»'', ''Corriere della Sera'', 29 gennaio 2022.</ref> *Non ho mai conosciuto [[Alex Schwazer]], né personalmente né sui social network, quanto ho scritto su Facebook non è frutto di un mio accanimento contro Schwazer,<ref>Riferendosi al post pubblicato sul profilo ufficiale ''facebook.com'' il 28 aprile 2016, cfr.: «Vergogna d'Italia, squalificatelo a vita. La nostra forza è essere puliti! Noi non lo vogliamo in nazionale!»</ref> può essere una persona meravigliosa fuori dallo sport. Credo però che chi fa un errore, un errore non casuale, con il doping, non vada reinserito nella squadra nazionale. Tutto qui. Non va condannato a morte un atleta per questo.<ref>Durante la conferenza stampa di presentazione del ''Golden Gala''; citato in Valerio Piccioni, ''[http://www.gazzetta.it/Atletica/01-06-2016/atletica-golden-gala-prove-giochi-contano-solo-medaglie-150919889553.shtml Atletica, Golden Gala, Tamberi conferma: "No all'azzurro per Schwazer"]'', ''gazzetta.it'', 1º giugno 2016.</ref> *Rado sempre la parte destra. La prima volta che l'ho fatto, nel 2011, avevo forse due peli e neanche si vedeva che avevo fatto metà barba. Era per stemperare la tensione in una gara importante. Mi sono migliorato di 11 centimetri allora, l'ho ripetuto agli Europei Junior e ho preso la medaglia e dopo... ciao [...]. Lo faccio come una specie di rito, mi metto davanti allo specchio, mi concentro per la gara. Un po' come nei film sulla boxe vedi che fanno con i guantoni. Devo essere solo con la porta chiusa quando lo faccio. È l'ultima cosa che faccio prima di una finale.<ref name=vanity>Dall'intervista di Chiara Pizzimenti, ''[http://www.vanityfair.it/news/italia/16/03/20/tamberi-oro-mondiale-indoor-salto-alto Gianmarco Tamberi, Oro nel salto a Portland: «La barba a metà è un rito»]'', ''vanityfair.it'', 20 marzo 2016.</ref> *Non c’era una persona con cui avrei voluto condividere l’oro più di [[Mutaz Essa Barshim|Barshim]], con cui siamo passati attraverso lo stesso problema.<ref>Nell'intervista post gara alla televisione italiana dopo la vittoria ex aequo dell'oro olimpico con Mutaz Essa Barshim, 1º agosto 2021; citato in ''[https://www.ilpost.it/2021/08/02/tamberi-barshim-oro-salto-in-alto/ «Possiamo avere due ori?»]'', ''ilpost.it'', 2 agosto 2021.</ref> *La gioia più grande della vita: non potevamo togliere l’uno all’altro la gioia più grande della vita.<ref>Nell'intervista post gara alla televisione italiana dopo la vittoria ex aequo dell'oro olimpico con Mutaz Essa Barshim, 1º agosto 2021; citato in Luca Covino, ''[https://www.open.online/2021/08/02/tokyo-2020-tamberi-barshim-trattativa-oro-video/ Com'è andata davvero la trattativa (senza precedenti) per l’oro di Tamberi e Barshim – Il video]'', ''open.online'', 2 agosto 2021.</ref> *Quando vedo la [[maglia azzurra]] sento sempre il fuoco dentro di me [...]<ref>Citato in ''[https://www.oasport.it/2023/03/atletica-giulio-ciotti-e-il-nuovo-allenatore-di-gianmarco-tamberi-subito-in-sintonia-mio-padre-andava-sostituito/ Atletica, Giulio Ciotti è il nuovo allenatore di Gianmarco Tamberi: “Subito in sintonia, mio padre andava sostituito”]'', ''oasport'', 1º marzo 2023.</ref> ==Citazioni su Gianmarco Tamberi== *È un ragazzo estroso cresciuto in un mondo diverso dal mio. Con i suoi atteggiamenti si carica e ha trovato una sua dimensione. Ha anche capito che così attrae più interesse attorno a sé. ([[Sara Simeoni]]) *Tamberi è un istrione che qualcuno mal sopporta, per via di una certa propensione all'estremo, ma nessuno può discutere la forza di quello che fa e che dice. C'è pienezza nei suoi gesti, nei suoi pensieri, una vitalità quasi imbarazzante, se confrontata con la nostra pigrizia. Tamberi sorride, e tra i suoi denti si intravede la tentazione del prossimo morso alla vita. ([[Alessandro Bonan]]) ===[[Mutaz Essa Barshim]]=== *Nessuno dei due meritava l'argento. Abbiamo subìto entrambi un infortunio che avrebbe potuto fermare le nostre carriere. È stata dura già riprendere a camminare, quindi allenarsi, competere con i migliori del mondo e batterli in un'[[Olimpiade]]. Insomma, dovevamo tornare a casa da [[Giochi della XXXII Olimpiade|Tokyo]] con l'oro. Quando ci hanno risposto che se eravamo d'accordo saremmo stati campioni sia io sia lui, è stata un'emozione pazzesca. *Per primi abbiamo abbracciato il nuovo motto dei Giochi: dopo Faster, Higher e Stronger, ora c'è Together, insieme. È un esempio di quello che significa la vita. *{{NDR|Quando hai incontrato Gianmarco Tamberi per la prima volta?}} Ai mondiali juniores del 2010 in Canada. Avevo un po' di tempo libero e stavo camminando verso il ristorante quando mi si parò davanti un ragazzo agitatissimo: "Ehi, tu sei Barshim, un mito!". Pensai: "chi è questo matto?". In seguito siamo diventati amici di famiglia, lui viene a casa mia o io vado da lui. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tamberi, Gianmarco}} [[Categoria:Altisti italiani]] f4dj2jfzxxd0rl3vnk3cv2yzfwv3pvh Angelo Del Boca 0 129279 1425914 1196293 2026-09-07T20:43:51Z IppolitoN 23099 1425914 wikitext text/x-wiki '''Angelo Del Boca''' (1925 – 2021), giornalista, scrittore e storico italiano. ==Citazioni di Angelo Del Boca== *{{NDR|Il generale Pietro Maletti rinunciò}} a servirsi dei battaglioni eritrei, composti in gran parte da cristiani, e utilizzava ascari libici e somali, di fede musulmana, e soprattutto — parole sue — "i feroci eviratori della banda Mohamed Sultan".<ref>La citazione si riferisce alla strage di Debrà Libanòs che seguì l'attentato contro il viceré italiano ad Addis Abeba, [[Rodolfo Graziani]].</ref> (da ''Italiani, brava gente?''<ref>Citato in [[Gian Antonio Stella]], ''E Graziani massacrò i monaci etiopi'', ''Corriere della Sera'', 18 febbraio 2017, p. 45.</ref>) *[[Luigi Cadorna|Cadorna]] è stato per ventinove mesi il vero, indiscusso padrone dell'Italia. Nessuno, prima di lui e dopo di lui ([[Benito Mussolini|Mussolini]]<nowiki/> compreso), si è arrogato il diritto di vita e di morte su tutti gli abitanti della penisola. Disponeva, a suo piacimento, di uno degli eserciti più potenti del mondo, continuamente rafforzato con immani trasfusioni di sangue. Disponeva di propri tribunali di guerra, che imponevano la sua legge. Attraverso la censura militare metteva un bavaglio a combattenti e a civili. In accordo con [[Sidney Sonnino]], poteva senza battere ciglio decretare la morte per fame di 100.000 prigionieri. Per finire, era l'uomo che non aveva il minimo imbarazzo nel diramare direttive di questo tenore: «Deve ogni soldato essere certo di trovare, all'occorrenza, nel superiore il fratello o il padre, ma anche deve essere convinto che il superiore ha il sacro potere di passare immediatamente per le armi i recalcitranti ed i vigliacchi» (da ''Italiani, brava gente?'' Neri Pozza,, Vicenza, 2005, p. 67) *La verità è che la [[Battaglia di Adua|sconfitta di Adua]] brucia più ai Savoia che al popolo italiano.<ref>Citato in [[Romano Bracalini]], ''Vittorio Emanuele III il re "vittorioso"'', I edizione Oscar Biografie e storia, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1987, ISBN 88-04-29770-0, cap. XVIII, p. 233.</ref> *{{NDR|Sul film ''[[Africa addio]]''}} Non c'è un istante, in due ore e mezzo di proiezione, in cui un africano sia innalzato alla dignità di uomo. Si sottolineano i particolari più disgustosi, i denti cariati, le bocche parte in atteggiamento ferino per passare con uno stacco allusivo alle fauci delle belve.<ref name="Hollywood sul Tevere">Citato in Sansonna Giuseppe, ''Hollywood sul Tevere. Storie scellerate'', Minimum Fax, Roma, 2016.</ref> *Non dimentichiamoci che la sua vittoria alle ultime elezioni è stata contestata dall'opposizione dell'etnia Oromo che è maggioranza nel paese mentre lui appartiene a una minoranza, i Tigrini. Zenawi è sempre più fragile. Per questo non lo vedo cacciarsi in una guerra.<ref name="offensiva">Citato in ''L'offensiva è solo all'inizio: le Corti islamiche avanzeranno'', ''La Repubblica'', 21 luglio 2006.</ref> *Gli Stati Uniti, che hanno aiutato Zenawi fino ad oggi, potrebbero chiedergli di intervenire in Somalia. Si sa che l' America è molto preoccupata per l'avanzata di queste Corti Islamiche, che rappresenterebbero una possibile base per Al Qaeda.<ref name="offensiva"/> *Andarsi a scontrare contro un gigante come l'Etiopia che ha settanta milioni di abitanti non ha senso. Anche l'Eritrea lo ha capito a sue spese.<ref name="offensiva"/> *Per la Somalia vedo soltanto un futuro di guerra civile, come è stato per gli ultimi quindici anni, ma non estesa a tutto il Corno d' Africa. A meno che non entrino in gioco interessi superiori internazionali.<ref name="offensiva"/> {{Int|Da ''Dalla guerra nell'Ogaden alla battaglia per Mogadiscio''|''Studi piacentini'', 1991, 9, 1:35-100}} *{{NDR|Sulla [[Guerra dell'Ogaden]]}} Aggredita a nord dagli eritrei e a sud dai somali e minata al centro da una furibonda lotta per il potere, l'Etiopia andava alla deriva, incapace da sola di reagire ai colpi che le venivano inferti. Fu a questo punto che, in risposta ad un disperato appello del ''Derg'' etiopico, l'Unione Sovietica intervenne nel conflitto, coinvolgendo anche Cuba. Il 22 gennaio 1978, dopo essere stato rifornito di armi con un gigantesco ponte aereo e rafforzato da truppe scelte cubane, l'esercito etiopico passava alla controffensiva sotto la direzione di generali sovietici. E in meno di due mesi, dopo aver battuto duramente le forze somale, soprattutto nella piana di Giggiga, le costrinse alla ritirata da tutto l'Ogaden. Il disastro per Mogadiscio avrebbe potuto essere anche di più vaste proporzioni se non fosse intervenuto un accordo fra Mosca e Washington che consentiva ai resti dell'esercito somalo di salvarsi dall'accerchiamento e dalla distruzione e di mettersi in salvo in Somalia. Sempre in base all'accordo sopraccitato, gli etiopici rinunciavano al diritto all'inseguimento. *Gli effetti devastanti dell'avventura somala nell'Ogaden indussero Siad Barre a compiere, tra il 1978 e il 1982, alcune scelte ideologiche e di campo, non sempre coerenti e sovente di facciata. Così, mentre con il congresso straordinario del ''Somali Revolutionary Socialist Party'' (SRSP) ribadiva che la scelta socialista era ormai irreversibile, con l'accordo siglato a Washington il 21 agosto 1980 concedeva in affitto alla nazione più capitalista del mondo la base aeronavale di Berbera. E mentre rilanciava lo slogan «il socialismo unisce, il tribalismo divide», in realtà, sotto i primi colpi dell'opposizione armata, si trincerava sempre di più nella propria fortezza clanica non fidandosi che dei Marrehan. In effetti tutti i mutamenti che si sono verificati dopo il 1978 hanno più il marchio delle concessioni formali che di un aumento significativo della sovranità popolare. Siad Barre metteva soltanto in pratica quella «strategia della sopravvivenza», di cui si era rivelato anche in precedenza un maestro. *Che la [[Repubblica Democratica Somala|Somalia]] fosse già, all'inizio degli anni '80, e anche prima, uno Stato di polizia, era noto a tutti. Che le sue carceri fossero sovraffollate e agghiaccianti non era un mistero per nessuno. Che fosse stata inclusa nella lista nera di Amnesty International era altrettanto noto. Che il suo regime fosse, infine, corrotto e inaffidabile, era di dominio pubblico. La Somalia di Siad Barre, dunque, godeva di una pessima reputazione e se c'era una nazione al mondo che, più delle altre, doveva possedere le prove delle iniquità del regime somalo, questa era l'Italia. *La guerra del Golfo, vissuta in diretta sugli schermi televisivi dall'intero pianeta, annullava, con la sua straordinaria ricchezza di mezzi di sterminio, la guerra fra poveri che si combatteva in Somalia. Una guerra, peraltro, non meno sanguinosa di quella del Golfo anche se combattuta con vecchie armi scartate da altri eserciti. *Sull'utilità dell'opera di mediazione italiana si possono nutrire molti dubbi. Intanto va detto che avrebbe avuto più credibilità se fosse stata condotta da diplomatici non compromessi con il regime di Siad Barre e capaci di un linguaggio nuovo, più persuasivo. {{Int|Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/2000/02/20/page_026.pdf «L'Etiopia sogna il mare» Del Boca: con Asmara non è solo guerra di confine]''|''L'Unità'', 20 febbraio 2000}} *La grande guerra di Hailè Selassiè è stata fatta per questa ragione, per i porti eritrei che l'Etiopia perse solo all'ultimo. Ma non si tratta solamente di questo è chiaro che è in gioco l'egemonia nell'area. *Il [[Sudafrica]] controlla le economie dei paesi vicini. Solo il 2% del commercio mondiale riguarda l'Africa e il Sudafrica controlla la metà degli scambi. *[[Meles Zenawi|Zenawi]] era stato accusato di aver ceduto agli eritrei solo perché questi ultimi lo avevamo aiutato nella guerra contro Menghistu e così ha ceduto per poter governare. *{{NDR|Sulla [[Guerra Etiopia-Eritrea]]}} Non si tratta di una guerra intertribale come poteva essere quella nel Biafra all'interno della Nigeria, ma di una guerra dichiarata combattuta con grandi mezzi, cannoni, carri armati. È la prima guerra africana combattuta con metodi europei. {{Int|Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/2000/05/14/page_017.pdf «Così si affossano le speranze dell’Africa»]''|''L'Unità'', 14 maggio 2000}} *La maggioranza degli etiopici non ha visto di buon occhio la separazione dall’Eritrea e la perdita dei porti di Massawa e Assab e Zenawi, in difficoltà, sta cercando di ottenere appoggi. *Non è un conflitto simile a quella che abbiamo visto in passato in Etiopia ed oggi in Sierra Leone, non c’è guerriglia, ma guerra di posizione come in Africa non si era mai visto. Sia Zenawi che Afeworki, con i loro nazionalismi, stanno dando un cattivissimo esempio a tutta l’Africa, sono stati mobilitati 600.000 uomini nelle trincee. *La gran parte delle armi arriva dalla Russia. Se si blocca da una parte, le armi arrivano dall’altra. In una guerra come questa vengono utilizzati grandi quantitativi esplosivi e i mercanti d’armi le benedicono, forse sono loro a soffiare sul fuoco. {{Int|Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/2005/07/31/page_005.pdf «Al Qaeda punta sulla Somalia terra di nessuno»]''|''L'Unità'', 31 luglio 2005}} *Stiamo parlando di un Paese che da 13 anni non ha un governo, non ha più nulla, è un autentico “deserto”. Per questo motivo è l’ambiente più adatto per creare scuole di terrorismo come è già stato più volte accertato. *La storia della crisi della Somalia nasce con la caduta di Siad Barre nel 1981: da allora si sono fatti diversi tentativi di riportare la legalità in Somalia: non dimentichiamo la missione appoggiata anche dall’Onu, la Restore Hope, che purtroppo, nonostante avesse mobilitato oltre 30mila soldati, è fallita miseramente. Da allora si sono fatti tentativi di riconciliazione non più militari ma politici. Siamo arrivati al quattordicesimo tentativo che ha portato alla indicazione di un presidente, un governo e un parlamento. Peccato che però non possono operare nel paese e vivono in un albergo di Nairobi. La Somalia è come si fosse staccata dal Continente africano e andasse alla deriva nell’Oceano indiano. *Il fatto è che la Somalia era e resta un coacervo di clan in lotta da sempre. E in questa lotta Al Qaeda si è incuneata stabilendo legami ideologici e operativi con i gruppi più legati all’Islam radicale. {{Int|Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/2010/08/14/page_040.pdf Menghistu l'uomo che uccise il suo Paese]''|''L'Unità'', 14 agosto 2010}} *Tra il 1974 e il 1991 l'Etiopia conobbe il suo periodo più infausto, tanto da far impallidire le sanguinose scorrerie di Gragne, detto il Mancino, e la stessa brutale aggressione dell'Italia fascista. Il colpo di Stato, operato dai militari del Derg, che avrebbe dovuto far crollare l'antico impero di Hailè Selassié, giudicato troppo lento nel realizzare le necessarie riforme, in realtà non generava affatto libertà e democrazia, ma soltanto un nuovo ordine contrassegnato dalle peggiori brutalità e da una [[Guerra civile in Etiopia|guerra civile]] che avrebbe spento intere generazioni. *Dapprincipio il suo solo scopo è quello di far ricadere l'intera responsabilità dell'atroce carestia che ha devastato il paese sull'imperatore Hailè Selassiè, e quando si accorge che è impossibile demolire l'immagine del Negus, lo sopprime soffocandolo con un cuscino. *Di recente, ad Addis Abeba, lo hanno condannato a morte, in contumacia, ma questa sentenza non sana alcuna piaga. Ha soltanto il sapore di un'assurda ed atroce beffa. ==''Il Negus''== *{{NDR|Su [[Menghistu Hailè Mariàm]]}} Era lui che il 23 novembre 1974, nel cortile della prigione di Akaki, aveva aperto il fuoco per primo per sterminare i 60 massimi dignitari dell'impero. Era lui che, il 3 febbraio 1977, aveva abbattuto con raffiche di mitra il capo provvisorio dello Stato, generale Taferi Bante. Era lui che aveva deciso l'eliminazione di un altro rivale, Atnafu Abate, e che, in nome del socialismo, aveva distrutto gran parte dell'intellighenzia etiopica progressista. (p. 9) *{{NDR|Sul rapporto tra [[Haile Selassie]] e [[ligg Iasù]]}} Fra i due giovani, pur cresciuti insieme alla Corte di Menelik, non c'era mai stata una grande simpatia. Erano troppo diversi, fisicamente e intellettualmente, per intendersi: Ligg Jasu era alto, forte, con lineamenti belli e regolari, mentre Tafari era piccolo, gracile, con un naso rilevante che, con gli anni, si sarebbe fatto sempre più adunco. Il primo era un perfetto cavaliere, un eccellente atleta e aveva un debole per le donne e l'idromele. Il secondo amava le buone letture e avrebbe avuto una sola donna nella vita, l'imperatrice Menen. Ligg Jasu era indeciso fra il cristianesimo e l'islam, tanto che sarebbe stato accusato di essersi convertito alla religione del Profeta. Tafari, al contrario, era uno scrupoloso osservante della fede dei suoi padri. Infine, Ligg Jasu amava il potere, ma non sopportava di esercitarlo all'interno del ''Ghebì'', che sentiva stretto come una gabbia. Tafari era invece affascinato dal ''Ghebì'', dal suo complicato cerimoniale, dai simboli del potere, dalla stessa corte dei miracoli che lo popolava. (p. 35) *Secondo il documento segreto compilato in occasione della sua deposizione, l'imperatore si era convertito all'islam e le prove, a riguardo, erano schiaccianti: si era unito in matrimonio con quattro donne, precisando che il Corano glielo consentiva; aveva costruito una moschea a Giggiga con i fondi dello Stato; era stato visto pregare in una moschea indossando abiti e turbante musulmani; sul copricapo delle sue guardie del corpo aveva fatto ricamare la scritta «non c'è altro Dio all'infuori di Allah»; aveva infine convocato ad Harar i più importanti sceicchi della regione per convincerli, tavole genealogiche alla mano, che egli discendeva direttamente dal profeta Maometto. (p. 37) *Da quel poco che Ligg Jasu è riuscito a realizzare nel suo breve e contestato regno si ricava invece l'impressione che egli abbia cercato di eliminare le ingiustizie più evidenti ponendo sullo stesso piano tutti i popoli dell'impero. (pp. 38-39) *[[Haile Selassie|Hailè Selassiè]] non aveva mai molto amato l'Africa, anzi si può dire che sino al 1955 l'avesse quasi ignorata. Del resto, non era un mistero per nessuno che la classe dominante etiopica non si considerasse affatto africana, ma indo-europea. (p. 235) *{{NDR|Sull'appoggio di [[Amhà Selassié]] per il [[Colpo di Stato in Etiopia del 1960]]}} Su questo episodio non è mai stata fatta chiarezza. Asfa Wossen dirà più tardi di aver letto il proclama alla radio mentre un ufficiale ribelle gli teneva puntata una pistola alla tempia. Ma l'ufficiale in questione, capitano Asrat Deferresu, smentirà molti anni dopo questa circostanza precisando che il principe ereditario non aveva opposto alcun rifiuto all'invito degli insorti. Comunque siano andate le cose, Asfa Wossen annunciava al popolo etiope la fine della tirannide e l'inizio di una nuova era, di libertà e di benessere. (p. 252) *{{NDR|Sul fallimento del [[Colpo di Stato in Etiopia del 1960]]}} Troppe forze, nel paese, erano ancora contrarie ai cambiamenti radicali: non soltanto l'esercito, saldamente in pugno a uomini devoti all'imperatore, e la Chiesa copta, che si era affrettata a condannare i «traditori», ma lo stesso popolo etiopico, che pure soffriva in silenzio. [[Germame Neway|Germamè Neway]] si era illuso che i tempi fossero maturi per la rivolta ed era uscito allo scoperto, innalzando pateticamente, lo stendardo della rivoluzione. In questo errore non cadranno, tredici anni dopo, i militari del ''[[Derg]]'', i quali agiranno con un'esasperante gradualità servendosi persino dell'imperatore per svuotare il regime sino a farlo morire. (p. 255) *Il principe {{NDR|[[Amhà Selassié]]}} non sarebbe stato coinvolto nell'inchiesta sul fallito colpo di Stato e gli sarebbe stata risparmiata la vergogna di sedere in tribunale accanto agli altri imputati, ma i suoi rapporti con il padre, già difficili fino a quel momento, si sarebbero compromessi definitivamente. (p. 257) *Il colpo di Stato era fallito, ma le idee che lo avevano originato continuavano inesorabilmente a circolare e nessuno sarebbe più riuscito a sradicarle dalle coscienze. L'Etiopia aveva superato decine di complotti negli ultimi cinquant'anni, ma quello del dicembre 1960 era il solo ad aver avuto un chiaro contenuto ideologico, avanzando una proposta autenticamente riformatrice e rivoluzionaria. (p. 258) *L'eredità dei fratelli Neway e di Workeneh Gebeyehu sarebbe stata raccolta dalla generazione più giovane, quella che sedeva ancora nei banchi delle scuole, che non aveva ancora sperimentato le attrattive e le delusioni del ''shum-shir'' imperiale e che guardava alla rinascita dell'Africa come a un momento sublime che non avrebbe potuto non riguardare anche l'Etiopia. (p. 258) *La rivolta del 13 dicembre 1960, dunque, non era stata come le altre. Anche se era fallita, la carica di proteste e di speranze di cui era portatrice non si era esaurita. Molti in Etiopia lo avevano capito e, a seconda della loro posizione sociale, avevano esultato oppure trepidato. Chi invece sembrava non aver capito nulla della lezione del 13 dicembre era proprio l'imperatore. (p. 259) *Il colpo di Stato in [[Eritrea]], meditato da [[Haile Selassie|Hailè Selassiè]] sin dal giorno in cui aveva ratificato ad Addis Abeba l'atto federale, era tanto più grave in quanto in palese contraddizione con la politica che egli aveva inaugurato, a partire dalla seconda metà degli anni '50, nei confronti del continente africano e dei paesi non allineati. In poco tempo si era conquistato una solida reputazione di «pelegrino della pace», predicando l'unità degli africani, la moderazione, la concordia, le virtù del negoziato, e condannando severamente l'impiego della forza come mezzo di risoluzione delle controversie e intervenendo più volte come abile, ostinato e fortunato mediatore. Ma questa volontà di conciliazione, che egli manifestava nei riguardi di tutti i problemi esterni all'Etiopia, evidentemente non doveva ritenerla valida per le questioni interne dell'interne dell'impero, se è vero che egli decideva di rispondere con la repressione alle richieste di autonomia prima degli eritrei e poi dei somali, degli oromo e dei sidamo. (p. 274) *Se il problema eritreo angustiava l'imperatore, [[Asrate Kassa|Asserate Kassa]], che lo viveva giorno dopo giorno, ne era ancor più angosciato. (p. 307) *Il programma di [[Endelkachew Makonnen|Endelcacciù Maconnen]], pur essendo corposo e innovativo, giungeva troppo tardi e si rivelava incapace di bloccare le manifestazioni popolari e gli ammutinamenti dei militari, che continuavano per tutto il mese di marzo e oltre, coinvolgendo persino gli strati inferiori della gerarchia ecclesiastica. (p. 319) *Mentre Endelcacciù Maconnen, per poter governare, si mostrava disposto a sacrificare tutti gli uomini del vecchio regime, diventando in pratica una marionetta nelle mani dell'esercito, l'imperatore stava a guardare e non sembrava particolarmente scosso dagli avvenimenti. (p. 320) *Per [[Asrate Kassa|Asserate Kassa]], dunque, era la vecchiaia che impediva ad Hailè Selassiè di valutare con la prontezza e la lucidità di un tempo una situazione estremamente intricata e con aspetti del tutto inediti. Vivendo più nel passato che nel presente, più nel sogno che nella realtà, gli si era sicuramente difficile affrontare avversari astuti ed aggressivi, che per di più non avevano un nome, non avevano un volto, non potevano essere comprati o promossi con il collaudato sistemo dello ''shum-shir'', non potevano nemmeno essere liquidati fisicamente. E anche la loro tecnica era nuova per l'Etiopia. Memori degli errori commessi nel dicembre del 1960, essi tendevano a non abbattere subito l'imperatore. Volevano anzi sfruttarne ancora l'autorità e il carisma per indebolire il regime, e nello stesso tempo gli facevano intorno il vuoto, per isolarlo e renderlo inoffensivo; il tutto senza correre il rischio di scatenare una guerra civile. (pp. 322-323) *{{NDR|Su [[Asrate Kassa]]}} Esattamente come il padre ''ras'' Kassa Hailù - che era l'erede in linea diretta del capostipite della dinastia scioana, re Sahle Selassie - egli aveva sempre preferito esercitare il ruolo di «creatore di re» piuttosto che quello di «aspirante al trono». (p. 330) ===[[Explicit]]=== [[Haile Selassie|Hailè Selassiè]] ha sicuramente commesso molti errori durante il suo lunghissimo regno, prima fra tutti quello di essere stato sempre in bilico tra riforma e conservazione, senza mai operare una scelta risolutiva. Ma la rivoluzione che lo ha travolto nel nome della libertà e del progresso, si è rivelata cento volte più infausta del suo regime; ha causato all'Etiopia danni irreparabili; l'ha sprofondata in quella [[Guerra civile in Etiopia|guerra civile]] che Hailè Selassiè aveva sempre cercato di scongiurare; ha accelerato, anziché bloccare, il processo di disintegrazione del paese. [...] Qualunque sia il giudizio definitivo su Hailè Selassiè, la sua figura merita rispetto e considerazione. È impossibile non provare un sentimento di grande ammirazione e di riconoscenza verso l'uomo che il 30 giugno 1936, dalla tribuna ginevrina della Società delle Nazioni, denunciava al mondo i crimini del fascismo e avvertiva che l'Etiopia non sarebbe stata che la prima vittima di quella funesta ideologia. Per questo suo messaggio, malauguratamente non ascoltato, gli siamo un po' tutti debitori. (p. 336) ==''Gli italiani in Africa orientale I. Dall'unità alla marcia su Roma''== *Sin dall'inizio del suo regno [...] [[Teodoro II d'Etiopia|Teodoro]] si sforza di riportare l'ordine nel paese devastato da un secolo di guerre e di dargli un assetto più moderno con una serie di riforme sociali e amministrative. Memore delle discordie fra i prìncipi, egli cerca innanzitutto di sostituire i grandi feudatari con governatori di nomina imperiale e ligi al potere centrale. Con la stessa Chiesa copta, che gode di privilegi immensi e sazia, in una terra di miserabili, centinaia di migliaia di chierici e di monaci parassiti, non ha riguardi e presto decide di incamerarne i beni accumulati lungo i secoli. (p. 9) *{{NDR|Su [[Taitù Batùl]]}} Donna di rara intelligenza e di grande energia, non deluderà Menelik né i suoi sudditi. Non solo diventerà il più ascoltato consigliere del re scioano, ma sarà spesso al suo fianco nelle campagne militari con un comando effettivo di truppe. [...] Verrà considerata al momento dell'attrito con l'Italia, come l'avversaria più temibile e crudele. (p. 142) *Con la conquista dei paesi galla, di parte degli Arussi ed ora anche dell'Harrarino, il regno di Menelik equivale ormai in superficie a quello di Johannes, ma è molto più ricco e popolato e tale da poter mantenere un esercito più potente. (p. 228) *{{NDR|Sulla [[battaglia di Adua]]}} La realtà è che brucia terribilmente agli italiani di essere stati battuti da un popolo che hanno sempre considerato barbaro, incapace, inetto, militarmente fiacco, inadatto a sfruttare le moderne tecnologie, e avallano ogni genere di panzane nella speranza di salvare un minimo di prestigio. Invece gli abissini, non soltanto hanno saputo vincere da soli, senza l'apporto «tecnico» di nessuno, ma dopo la vittoria sanno anche agire con prudenza, con moderazione, con lungimiranza per non guastare un successo che è costato tanto sangue. (pp. 699-700) *Con Adua ha voltato una pagina della storia, ha messo in moto un meccanismo che non si arresterà più, ha riacceso focolai del nazionalismo africano che sembravano spenti per sempre, ha intaccato i reticolati del più vasto campo di concentramento della terra, ha inferto un colpo mortale all'imperialismo contemporaneo e ai protocolli di Berlino. (p. 701) == ''Il mio Novecento'' == * Sin dall’inizio della mia indagine sul campo mi resi conto che la “guerra dei sette mesi” {{NDR|[[Guerra d'Etiopia]]}} non era stata una semplice guerra di conquista, ma una guerra di annientamento, di sterminio. A [[Pietro Badoglio|Badoglio]] e a [[Rodolfo Graziani|Graziani]], infatti, era stato concesso l’utilizzo di qualsiasi tipo di armi, comprese quelle proibite, le armi chimiche. Quando rivelai, in uno dei primi articoli, che l’impiego dei gas letali era stata una pratica quotidiana, la reazione dei lettori fu di stupore e di sdegno, ma anche di incredulità e di rabbia. Si cercò anche di trascinarmi in tribunale con l’accusa di vilipendio delle forze armate. Ero di nuovo, a tutti gli effetti, un testimone scomodo. (p. 184) * La principale accusa che avevo cominciato a formulare, a partire dal 1965, contro il regime fascista, era quella di aver usato l’arma chimica nelle sue guerre africane. Non era soltanto un delitto condannato dal [[Convenzioni di Ginevra|trattato internazionale di Ginevra]], lo era anche in quanto violenza premeditata e pianificata contro popolazioni considerate inferiori e comunque “diverse”. I gas erano stati usati sporadicamente in [[Libia]] nel 1928 e nel 1930, durante le campagne per la riconquista della colonia, e sistematicamente in [[Etiopia]] fra il 1935 e il 1939. Consideravo questo intervento bellico un atto gravissimo, anche perché era stato praticato nel più assoluto segreto, a conoscenza soltanto degli alti comandi dell'esercito e dell’aviazione. (p. 330) * Fu soltanto nel febbraio 1996 che il ministro della Difesa, generale Domenico Corcione, rispondendo ad alcune interrogazioni parlamentari, ammise l’uso dell'arma chimica in [[Etiopia]] e corredò la dichiarazione con alcuni documenti firmati da [[Pietro Badoglio|Badoglio]]. In uno di questi, il maresciallo certificava che nella sola battaglia dell’Endertà erano state impiegate 60 tonnellate di iprite. (p. 330) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Angelo Del Boca, ''Italiani, brava gente?'', Neri Pozza, Vicenza, 2005. *Angelo Del Boca, ''Il Negus'', Editori Laterza, 2007. *Angelo Del Boca, ''Gli italiani in Africa orientale I. Dall'unità alla marcia su Roma'', Oscar Mondadori, 2015. *Angelo Del Boca, ''Il mio Novecento'', Neri Pozza, Vicenza, 2008. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Del Boca, Angelo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] ad2xngimuyjmsrw95cx5zciew6xcugk 1425916 1425914 2026-09-07T21:19:39Z IppolitoN 23099 /* Il mio Novecento */ 1425916 wikitext text/x-wiki '''Angelo Del Boca''' (1925 – 2021), giornalista, scrittore e storico italiano. ==Citazioni di Angelo Del Boca== *{{NDR|Il generale Pietro Maletti rinunciò}} a servirsi dei battaglioni eritrei, composti in gran parte da cristiani, e utilizzava ascari libici e somali, di fede musulmana, e soprattutto — parole sue — "i feroci eviratori della banda Mohamed Sultan".<ref>La citazione si riferisce alla strage di Debrà Libanòs che seguì l'attentato contro il viceré italiano ad Addis Abeba, [[Rodolfo Graziani]].</ref> (da ''Italiani, brava gente?''<ref>Citato in [[Gian Antonio Stella]], ''E Graziani massacrò i monaci etiopi'', ''Corriere della Sera'', 18 febbraio 2017, p. 45.</ref>) *[[Luigi Cadorna|Cadorna]] è stato per ventinove mesi il vero, indiscusso padrone dell'Italia. Nessuno, prima di lui e dopo di lui ([[Benito Mussolini|Mussolini]]<nowiki/> compreso), si è arrogato il diritto di vita e di morte su tutti gli abitanti della penisola. Disponeva, a suo piacimento, di uno degli eserciti più potenti del mondo, continuamente rafforzato con immani trasfusioni di sangue. Disponeva di propri tribunali di guerra, che imponevano la sua legge. Attraverso la censura militare metteva un bavaglio a combattenti e a civili. In accordo con [[Sidney Sonnino]], poteva senza battere ciglio decretare la morte per fame di 100.000 prigionieri. Per finire, era l'uomo che non aveva il minimo imbarazzo nel diramare direttive di questo tenore: «Deve ogni soldato essere certo di trovare, all'occorrenza, nel superiore il fratello o il padre, ma anche deve essere convinto che il superiore ha il sacro potere di passare immediatamente per le armi i recalcitranti ed i vigliacchi» (da ''Italiani, brava gente?'' Neri Pozza,, Vicenza, 2005, p. 67) *La verità è che la [[Battaglia di Adua|sconfitta di Adua]] brucia più ai Savoia che al popolo italiano.<ref>Citato in [[Romano Bracalini]], ''Vittorio Emanuele III il re "vittorioso"'', I edizione Oscar Biografie e storia, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1987, ISBN 88-04-29770-0, cap. XVIII, p. 233.</ref> *{{NDR|Sul film ''[[Africa addio]]''}} Non c'è un istante, in due ore e mezzo di proiezione, in cui un africano sia innalzato alla dignità di uomo. Si sottolineano i particolari più disgustosi, i denti cariati, le bocche parte in atteggiamento ferino per passare con uno stacco allusivo alle fauci delle belve.<ref name="Hollywood sul Tevere">Citato in Sansonna Giuseppe, ''Hollywood sul Tevere. Storie scellerate'', Minimum Fax, Roma, 2016.</ref> *Non dimentichiamoci che la sua vittoria alle ultime elezioni è stata contestata dall'opposizione dell'etnia Oromo che è maggioranza nel paese mentre lui appartiene a una minoranza, i Tigrini. Zenawi è sempre più fragile. Per questo non lo vedo cacciarsi in una guerra.<ref name="offensiva">Citato in ''L'offensiva è solo all'inizio: le Corti islamiche avanzeranno'', ''La Repubblica'', 21 luglio 2006.</ref> *Gli Stati Uniti, che hanno aiutato Zenawi fino ad oggi, potrebbero chiedergli di intervenire in Somalia. Si sa che l' America è molto preoccupata per l'avanzata di queste Corti Islamiche, che rappresenterebbero una possibile base per Al Qaeda.<ref name="offensiva"/> *Andarsi a scontrare contro un gigante come l'Etiopia che ha settanta milioni di abitanti non ha senso. Anche l'Eritrea lo ha capito a sue spese.<ref name="offensiva"/> *Per la Somalia vedo soltanto un futuro di guerra civile, come è stato per gli ultimi quindici anni, ma non estesa a tutto il Corno d' Africa. A meno che non entrino in gioco interessi superiori internazionali.<ref name="offensiva"/> {{Int|Da ''Dalla guerra nell'Ogaden alla battaglia per Mogadiscio''|''Studi piacentini'', 1991, 9, 1:35-100}} *{{NDR|Sulla [[Guerra dell'Ogaden]]}} Aggredita a nord dagli eritrei e a sud dai somali e minata al centro da una furibonda lotta per il potere, l'Etiopia andava alla deriva, incapace da sola di reagire ai colpi che le venivano inferti. Fu a questo punto che, in risposta ad un disperato appello del ''Derg'' etiopico, l'Unione Sovietica intervenne nel conflitto, coinvolgendo anche Cuba. Il 22 gennaio 1978, dopo essere stato rifornito di armi con un gigantesco ponte aereo e rafforzato da truppe scelte cubane, l'esercito etiopico passava alla controffensiva sotto la direzione di generali sovietici. E in meno di due mesi, dopo aver battuto duramente le forze somale, soprattutto nella piana di Giggiga, le costrinse alla ritirata da tutto l'Ogaden. Il disastro per Mogadiscio avrebbe potuto essere anche di più vaste proporzioni se non fosse intervenuto un accordo fra Mosca e Washington che consentiva ai resti dell'esercito somalo di salvarsi dall'accerchiamento e dalla distruzione e di mettersi in salvo in Somalia. Sempre in base all'accordo sopraccitato, gli etiopici rinunciavano al diritto all'inseguimento. *Gli effetti devastanti dell'avventura somala nell'Ogaden indussero Siad Barre a compiere, tra il 1978 e il 1982, alcune scelte ideologiche e di campo, non sempre coerenti e sovente di facciata. Così, mentre con il congresso straordinario del ''Somali Revolutionary Socialist Party'' (SRSP) ribadiva che la scelta socialista era ormai irreversibile, con l'accordo siglato a Washington il 21 agosto 1980 concedeva in affitto alla nazione più capitalista del mondo la base aeronavale di Berbera. E mentre rilanciava lo slogan «il socialismo unisce, il tribalismo divide», in realtà, sotto i primi colpi dell'opposizione armata, si trincerava sempre di più nella propria fortezza clanica non fidandosi che dei Marrehan. In effetti tutti i mutamenti che si sono verificati dopo il 1978 hanno più il marchio delle concessioni formali che di un aumento significativo della sovranità popolare. Siad Barre metteva soltanto in pratica quella «strategia della sopravvivenza», di cui si era rivelato anche in precedenza un maestro. *Che la [[Repubblica Democratica Somala|Somalia]] fosse già, all'inizio degli anni '80, e anche prima, uno Stato di polizia, era noto a tutti. Che le sue carceri fossero sovraffollate e agghiaccianti non era un mistero per nessuno. Che fosse stata inclusa nella lista nera di Amnesty International era altrettanto noto. Che il suo regime fosse, infine, corrotto e inaffidabile, era di dominio pubblico. La Somalia di Siad Barre, dunque, godeva di una pessima reputazione e se c'era una nazione al mondo che, più delle altre, doveva possedere le prove delle iniquità del regime somalo, questa era l'Italia. *La guerra del Golfo, vissuta in diretta sugli schermi televisivi dall'intero pianeta, annullava, con la sua straordinaria ricchezza di mezzi di sterminio, la guerra fra poveri che si combatteva in Somalia. Una guerra, peraltro, non meno sanguinosa di quella del Golfo anche se combattuta con vecchie armi scartate da altri eserciti. *Sull'utilità dell'opera di mediazione italiana si possono nutrire molti dubbi. Intanto va detto che avrebbe avuto più credibilità se fosse stata condotta da diplomatici non compromessi con il regime di Siad Barre e capaci di un linguaggio nuovo, più persuasivo. {{Int|Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/2000/02/20/page_026.pdf «L'Etiopia sogna il mare» Del Boca: con Asmara non è solo guerra di confine]''|''L'Unità'', 20 febbraio 2000}} *La grande guerra di Hailè Selassiè è stata fatta per questa ragione, per i porti eritrei che l'Etiopia perse solo all'ultimo. Ma non si tratta solamente di questo è chiaro che è in gioco l'egemonia nell'area. *Il [[Sudafrica]] controlla le economie dei paesi vicini. Solo il 2% del commercio mondiale riguarda l'Africa e il Sudafrica controlla la metà degli scambi. *[[Meles Zenawi|Zenawi]] era stato accusato di aver ceduto agli eritrei solo perché questi ultimi lo avevamo aiutato nella guerra contro Menghistu e così ha ceduto per poter governare. *{{NDR|Sulla [[Guerra Etiopia-Eritrea]]}} Non si tratta di una guerra intertribale come poteva essere quella nel Biafra all'interno della Nigeria, ma di una guerra dichiarata combattuta con grandi mezzi, cannoni, carri armati. È la prima guerra africana combattuta con metodi europei. {{Int|Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/2000/05/14/page_017.pdf «Così si affossano le speranze dell’Africa»]''|''L'Unità'', 14 maggio 2000}} *La maggioranza degli etiopici non ha visto di buon occhio la separazione dall’Eritrea e la perdita dei porti di Massawa e Assab e Zenawi, in difficoltà, sta cercando di ottenere appoggi. *Non è un conflitto simile a quella che abbiamo visto in passato in Etiopia ed oggi in Sierra Leone, non c’è guerriglia, ma guerra di posizione come in Africa non si era mai visto. Sia Zenawi che Afeworki, con i loro nazionalismi, stanno dando un cattivissimo esempio a tutta l’Africa, sono stati mobilitati 600.000 uomini nelle trincee. *La gran parte delle armi arriva dalla Russia. Se si blocca da una parte, le armi arrivano dall’altra. In una guerra come questa vengono utilizzati grandi quantitativi esplosivi e i mercanti d’armi le benedicono, forse sono loro a soffiare sul fuoco. {{Int|Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/2005/07/31/page_005.pdf «Al Qaeda punta sulla Somalia terra di nessuno»]''|''L'Unità'', 31 luglio 2005}} *Stiamo parlando di un Paese che da 13 anni non ha un governo, non ha più nulla, è un autentico “deserto”. Per questo motivo è l’ambiente più adatto per creare scuole di terrorismo come è già stato più volte accertato. *La storia della crisi della Somalia nasce con la caduta di Siad Barre nel 1981: da allora si sono fatti diversi tentativi di riportare la legalità in Somalia: non dimentichiamo la missione appoggiata anche dall’Onu, la Restore Hope, che purtroppo, nonostante avesse mobilitato oltre 30mila soldati, è fallita miseramente. Da allora si sono fatti tentativi di riconciliazione non più militari ma politici. Siamo arrivati al quattordicesimo tentativo che ha portato alla indicazione di un presidente, un governo e un parlamento. Peccato che però non possono operare nel paese e vivono in un albergo di Nairobi. La Somalia è come si fosse staccata dal Continente africano e andasse alla deriva nell’Oceano indiano. *Il fatto è che la Somalia era e resta un coacervo di clan in lotta da sempre. E in questa lotta Al Qaeda si è incuneata stabilendo legami ideologici e operativi con i gruppi più legati all’Islam radicale. {{Int|Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/2010/08/14/page_040.pdf Menghistu l'uomo che uccise il suo Paese]''|''L'Unità'', 14 agosto 2010}} *Tra il 1974 e il 1991 l'Etiopia conobbe il suo periodo più infausto, tanto da far impallidire le sanguinose scorrerie di Gragne, detto il Mancino, e la stessa brutale aggressione dell'Italia fascista. Il colpo di Stato, operato dai militari del Derg, che avrebbe dovuto far crollare l'antico impero di Hailè Selassié, giudicato troppo lento nel realizzare le necessarie riforme, in realtà non generava affatto libertà e democrazia, ma soltanto un nuovo ordine contrassegnato dalle peggiori brutalità e da una [[Guerra civile in Etiopia|guerra civile]] che avrebbe spento intere generazioni. *Dapprincipio il suo solo scopo è quello di far ricadere l'intera responsabilità dell'atroce carestia che ha devastato il paese sull'imperatore Hailè Selassiè, e quando si accorge che è impossibile demolire l'immagine del Negus, lo sopprime soffocandolo con un cuscino. *Di recente, ad Addis Abeba, lo hanno condannato a morte, in contumacia, ma questa sentenza non sana alcuna piaga. Ha soltanto il sapore di un'assurda ed atroce beffa. ==''Il Negus''== *{{NDR|Su [[Menghistu Hailè Mariàm]]}} Era lui che il 23 novembre 1974, nel cortile della prigione di Akaki, aveva aperto il fuoco per primo per sterminare i 60 massimi dignitari dell'impero. Era lui che, il 3 febbraio 1977, aveva abbattuto con raffiche di mitra il capo provvisorio dello Stato, generale Taferi Bante. Era lui che aveva deciso l'eliminazione di un altro rivale, Atnafu Abate, e che, in nome del socialismo, aveva distrutto gran parte dell'intellighenzia etiopica progressista. (p. 9) *{{NDR|Sul rapporto tra [[Haile Selassie]] e [[ligg Iasù]]}} Fra i due giovani, pur cresciuti insieme alla Corte di Menelik, non c'era mai stata una grande simpatia. Erano troppo diversi, fisicamente e intellettualmente, per intendersi: Ligg Jasu era alto, forte, con lineamenti belli e regolari, mentre Tafari era piccolo, gracile, con un naso rilevante che, con gli anni, si sarebbe fatto sempre più adunco. Il primo era un perfetto cavaliere, un eccellente atleta e aveva un debole per le donne e l'idromele. Il secondo amava le buone letture e avrebbe avuto una sola donna nella vita, l'imperatrice Menen. Ligg Jasu era indeciso fra il cristianesimo e l'islam, tanto che sarebbe stato accusato di essersi convertito alla religione del Profeta. Tafari, al contrario, era uno scrupoloso osservante della fede dei suoi padri. Infine, Ligg Jasu amava il potere, ma non sopportava di esercitarlo all'interno del ''Ghebì'', che sentiva stretto come una gabbia. Tafari era invece affascinato dal ''Ghebì'', dal suo complicato cerimoniale, dai simboli del potere, dalla stessa corte dei miracoli che lo popolava. (p. 35) *Secondo il documento segreto compilato in occasione della sua deposizione, l'imperatore si era convertito all'islam e le prove, a riguardo, erano schiaccianti: si era unito in matrimonio con quattro donne, precisando che il Corano glielo consentiva; aveva costruito una moschea a Giggiga con i fondi dello Stato; era stato visto pregare in una moschea indossando abiti e turbante musulmani; sul copricapo delle sue guardie del corpo aveva fatto ricamare la scritta «non c'è altro Dio all'infuori di Allah»; aveva infine convocato ad Harar i più importanti sceicchi della regione per convincerli, tavole genealogiche alla mano, che egli discendeva direttamente dal profeta Maometto. (p. 37) *Da quel poco che Ligg Jasu è riuscito a realizzare nel suo breve e contestato regno si ricava invece l'impressione che egli abbia cercato di eliminare le ingiustizie più evidenti ponendo sullo stesso piano tutti i popoli dell'impero. (pp. 38-39) *[[Haile Selassie|Hailè Selassiè]] non aveva mai molto amato l'Africa, anzi si può dire che sino al 1955 l'avesse quasi ignorata. Del resto, non era un mistero per nessuno che la classe dominante etiopica non si considerasse affatto africana, ma indo-europea. (p. 235) *{{NDR|Sull'appoggio di [[Amhà Selassié]] per il [[Colpo di Stato in Etiopia del 1960]]}} Su questo episodio non è mai stata fatta chiarezza. Asfa Wossen dirà più tardi di aver letto il proclama alla radio mentre un ufficiale ribelle gli teneva puntata una pistola alla tempia. Ma l'ufficiale in questione, capitano Asrat Deferresu, smentirà molti anni dopo questa circostanza precisando che il principe ereditario non aveva opposto alcun rifiuto all'invito degli insorti. Comunque siano andate le cose, Asfa Wossen annunciava al popolo etiope la fine della tirannide e l'inizio di una nuova era, di libertà e di benessere. (p. 252) *{{NDR|Sul fallimento del [[Colpo di Stato in Etiopia del 1960]]}} Troppe forze, nel paese, erano ancora contrarie ai cambiamenti radicali: non soltanto l'esercito, saldamente in pugno a uomini devoti all'imperatore, e la Chiesa copta, che si era affrettata a condannare i «traditori», ma lo stesso popolo etiopico, che pure soffriva in silenzio. [[Germame Neway|Germamè Neway]] si era illuso che i tempi fossero maturi per la rivolta ed era uscito allo scoperto, innalzando pateticamente, lo stendardo della rivoluzione. In questo errore non cadranno, tredici anni dopo, i militari del ''[[Derg]]'', i quali agiranno con un'esasperante gradualità servendosi persino dell'imperatore per svuotare il regime sino a farlo morire. (p. 255) *Il principe {{NDR|[[Amhà Selassié]]}} non sarebbe stato coinvolto nell'inchiesta sul fallito colpo di Stato e gli sarebbe stata risparmiata la vergogna di sedere in tribunale accanto agli altri imputati, ma i suoi rapporti con il padre, già difficili fino a quel momento, si sarebbero compromessi definitivamente. (p. 257) *Il colpo di Stato era fallito, ma le idee che lo avevano originato continuavano inesorabilmente a circolare e nessuno sarebbe più riuscito a sradicarle dalle coscienze. L'Etiopia aveva superato decine di complotti negli ultimi cinquant'anni, ma quello del dicembre 1960 era il solo ad aver avuto un chiaro contenuto ideologico, avanzando una proposta autenticamente riformatrice e rivoluzionaria. (p. 258) *L'eredità dei fratelli Neway e di Workeneh Gebeyehu sarebbe stata raccolta dalla generazione più giovane, quella che sedeva ancora nei banchi delle scuole, che non aveva ancora sperimentato le attrattive e le delusioni del ''shum-shir'' imperiale e che guardava alla rinascita dell'Africa come a un momento sublime che non avrebbe potuto non riguardare anche l'Etiopia. (p. 258) *La rivolta del 13 dicembre 1960, dunque, non era stata come le altre. Anche se era fallita, la carica di proteste e di speranze di cui era portatrice non si era esaurita. Molti in Etiopia lo avevano capito e, a seconda della loro posizione sociale, avevano esultato oppure trepidato. Chi invece sembrava non aver capito nulla della lezione del 13 dicembre era proprio l'imperatore. (p. 259) *Il colpo di Stato in [[Eritrea]], meditato da [[Haile Selassie|Hailè Selassiè]] sin dal giorno in cui aveva ratificato ad Addis Abeba l'atto federale, era tanto più grave in quanto in palese contraddizione con la politica che egli aveva inaugurato, a partire dalla seconda metà degli anni '50, nei confronti del continente africano e dei paesi non allineati. In poco tempo si era conquistato una solida reputazione di «pelegrino della pace», predicando l'unità degli africani, la moderazione, la concordia, le virtù del negoziato, e condannando severamente l'impiego della forza come mezzo di risoluzione delle controversie e intervenendo più volte come abile, ostinato e fortunato mediatore. Ma questa volontà di conciliazione, che egli manifestava nei riguardi di tutti i problemi esterni all'Etiopia, evidentemente non doveva ritenerla valida per le questioni interne dell'interne dell'impero, se è vero che egli decideva di rispondere con la repressione alle richieste di autonomia prima degli eritrei e poi dei somali, degli oromo e dei sidamo. (p. 274) *Se il problema eritreo angustiava l'imperatore, [[Asrate Kassa|Asserate Kassa]], che lo viveva giorno dopo giorno, ne era ancor più angosciato. (p. 307) *Il programma di [[Endelkachew Makonnen|Endelcacciù Maconnen]], pur essendo corposo e innovativo, giungeva troppo tardi e si rivelava incapace di bloccare le manifestazioni popolari e gli ammutinamenti dei militari, che continuavano per tutto il mese di marzo e oltre, coinvolgendo persino gli strati inferiori della gerarchia ecclesiastica. (p. 319) *Mentre Endelcacciù Maconnen, per poter governare, si mostrava disposto a sacrificare tutti gli uomini del vecchio regime, diventando in pratica una marionetta nelle mani dell'esercito, l'imperatore stava a guardare e non sembrava particolarmente scosso dagli avvenimenti. (p. 320) *Per [[Asrate Kassa|Asserate Kassa]], dunque, era la vecchiaia che impediva ad Hailè Selassiè di valutare con la prontezza e la lucidità di un tempo una situazione estremamente intricata e con aspetti del tutto inediti. Vivendo più nel passato che nel presente, più nel sogno che nella realtà, gli si era sicuramente difficile affrontare avversari astuti ed aggressivi, che per di più non avevano un nome, non avevano un volto, non potevano essere comprati o promossi con il collaudato sistemo dello ''shum-shir'', non potevano nemmeno essere liquidati fisicamente. E anche la loro tecnica era nuova per l'Etiopia. Memori degli errori commessi nel dicembre del 1960, essi tendevano a non abbattere subito l'imperatore. Volevano anzi sfruttarne ancora l'autorità e il carisma per indebolire il regime, e nello stesso tempo gli facevano intorno il vuoto, per isolarlo e renderlo inoffensivo; il tutto senza correre il rischio di scatenare una guerra civile. (pp. 322-323) *{{NDR|Su [[Asrate Kassa]]}} Esattamente come il padre ''ras'' Kassa Hailù - che era l'erede in linea diretta del capostipite della dinastia scioana, re Sahle Selassie - egli aveva sempre preferito esercitare il ruolo di «creatore di re» piuttosto che quello di «aspirante al trono». (p. 330) ===[[Explicit]]=== [[Haile Selassie|Hailè Selassiè]] ha sicuramente commesso molti errori durante il suo lunghissimo regno, prima fra tutti quello di essere stato sempre in bilico tra riforma e conservazione, senza mai operare una scelta risolutiva. Ma la rivoluzione che lo ha travolto nel nome della libertà e del progresso, si è rivelata cento volte più infausta del suo regime; ha causato all'Etiopia danni irreparabili; l'ha sprofondata in quella [[Guerra civile in Etiopia|guerra civile]] che Hailè Selassiè aveva sempre cercato di scongiurare; ha accelerato, anziché bloccare, il processo di disintegrazione del paese. [...] Qualunque sia il giudizio definitivo su Hailè Selassiè, la sua figura merita rispetto e considerazione. È impossibile non provare un sentimento di grande ammirazione e di riconoscenza verso l'uomo che il 30 giugno 1936, dalla tribuna ginevrina della Società delle Nazioni, denunciava al mondo i crimini del fascismo e avvertiva che l'Etiopia non sarebbe stata che la prima vittima di quella funesta ideologia. Per questo suo messaggio, malauguratamente non ascoltato, gli siamo un po' tutti debitori. (p. 336) ==''Gli italiani in Africa orientale I. Dall'unità alla marcia su Roma''== *Sin dall'inizio del suo regno [...] [[Teodoro II d'Etiopia|Teodoro]] si sforza di riportare l'ordine nel paese devastato da un secolo di guerre e di dargli un assetto più moderno con una serie di riforme sociali e amministrative. Memore delle discordie fra i prìncipi, egli cerca innanzitutto di sostituire i grandi feudatari con governatori di nomina imperiale e ligi al potere centrale. Con la stessa Chiesa copta, che gode di privilegi immensi e sazia, in una terra di miserabili, centinaia di migliaia di chierici e di monaci parassiti, non ha riguardi e presto decide di incamerarne i beni accumulati lungo i secoli. (p. 9) *{{NDR|Su [[Taitù Batùl]]}} Donna di rara intelligenza e di grande energia, non deluderà Menelik né i suoi sudditi. Non solo diventerà il più ascoltato consigliere del re scioano, ma sarà spesso al suo fianco nelle campagne militari con un comando effettivo di truppe. [...] Verrà considerata al momento dell'attrito con l'Italia, come l'avversaria più temibile e crudele. (p. 142) *Con la conquista dei paesi galla, di parte degli Arussi ed ora anche dell'Harrarino, il regno di Menelik equivale ormai in superficie a quello di Johannes, ma è molto più ricco e popolato e tale da poter mantenere un esercito più potente. (p. 228) *{{NDR|Sulla [[battaglia di Adua]]}} La realtà è che brucia terribilmente agli italiani di essere stati battuti da un popolo che hanno sempre considerato barbaro, incapace, inetto, militarmente fiacco, inadatto a sfruttare le moderne tecnologie, e avallano ogni genere di panzane nella speranza di salvare un minimo di prestigio. Invece gli abissini, non soltanto hanno saputo vincere da soli, senza l'apporto «tecnico» di nessuno, ma dopo la vittoria sanno anche agire con prudenza, con moderazione, con lungimiranza per non guastare un successo che è costato tanto sangue. (pp. 699-700) *Con Adua ha voltato una pagina della storia, ha messo in moto un meccanismo che non si arresterà più, ha riacceso focolai del nazionalismo africano che sembravano spenti per sempre, ha intaccato i reticolati del più vasto campo di concentramento della terra, ha inferto un colpo mortale all'imperialismo contemporaneo e ai protocolli di Berlino. (p. 701) == ''Il mio Novecento'' == * Sin dall’inizio della mia indagine sul campo mi resi conto che la “guerra dei sette mesi” {{NDR|[[Guerra d'Etiopia]]}} non era stata una semplice guerra di conquista, ma una guerra di annientamento, di sterminio. A [[Pietro Badoglio|Badoglio]] e a [[Rodolfo Graziani|Graziani]], infatti, era stato concesso l’utilizzo di qualsiasi tipo di armi, comprese quelle proibite, le armi chimiche. Quando rivelai, in uno dei primi articoli, che l’impiego dei gas letali era stata una pratica quotidiana, la reazione dei lettori fu di stupore e di sdegno, ma anche di incredulità e di rabbia. Si cercò anche di trascinarmi in tribunale con l’accusa di vilipendio delle forze armate. Ero di nuovo, a tutti gli effetti, un testimone scomodo. (p. 184) * La principale accusa che avevo cominciato a formulare, a partire dal 1965, contro il regime fascista, era quella di aver usato l’arma chimica nelle sue guerre africane. Non era soltanto un delitto condannato dal [[Convenzioni di Ginevra|trattato internazionale di Ginevra]], lo era anche in quanto violenza premeditata e pianificata contro popolazioni considerate inferiori e comunque “diverse”. I gas erano stati usati sporadicamente in [[Libia]] nel 1928 e nel 1930, durante le campagne per la riconquista della colonia, e sistematicamente in [[Etiopia]] fra il 1935 e il 1939. Consideravo questo intervento bellico un atto gravissimo, anche perché era stato praticato nel più assoluto segreto, a conoscenza soltanto degli alti comandi dell'esercito e dell’aviazione. (p. 330) * Fu soltanto nel febbraio 1996 che il ministro della Difesa, generale Domenico Corcione, rispondendo ad alcune interrogazioni parlamentari, ammise l’uso dell'arma chimica in [[Etiopia]] e corredò la dichiarazione con alcuni documenti firmati da [[Pietro Badoglio|Badoglio]]. In uno di questi, il maresciallo certificava che nella sola battaglia dell’Endertà erano state impiegate 60 tonnellate di iprite. (p. 330) === [[Explicit]] === Ho fatto [[testamento]] venticinque anni fa, quando mi sposai per la seconda volta. Anche se non lascio grandi beni, volevo che questi fossero divisi equamente. A differenza del mio bisnonno Isidoro, che scrisse un atto di trentasette pagine, nel quale specificava persino il numero e il tipo di messe che desiderava fossero officiate alla sua memoria, il mio testamento olografo è di ventidue righe, compresa la firma, redatto nel più disadorno dei linguaggi notarili. Penso, a volte, che dovrei aggiungere a questo freddo atto ufficiale una lettera di addio, come ha fatto mia madre, che “supplicava” noi figli di volerci bene. Forse questo libro può fare le veci di quella lettera. Contiene alcuni messaggi. Non dovrebbe essere difficile scoprirli. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Angelo Del Boca, ''Italiani, brava gente?'', Neri Pozza, Vicenza, 2005. *Angelo Del Boca, ''Il Negus'', Editori Laterza, 2007. *Angelo Del Boca, ''Gli italiani in Africa orientale I. Dall'unità alla marcia su Roma'', Oscar Mondadori, 2015. *Angelo Del Boca, ''Il mio Novecento'', Neri Pozza, Vicenza, 2008. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Del Boca, Angelo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] bvrjkvyx88v23igllgjc7dg6gatne0f Template:Lingue/Dati 10 148341 1425917 1425839 2026-09-07T21:58:18Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1425917 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 70243 |lingua2 = it |voci2 = 55879 |lingua3 = pl |voci3 = 31857 |lingua4 = ru |voci4 = 18048 |lingua5 = cs |voci5 = 16314 |lingua6 = et |voci6 = 13699 |lingua7 = uk |voci7 = 12422 |lingua8 = pt |voci8 = 12083 }} jo134q9ibm5w13cmuvele2e3nv1c9l9 Friedrich Overbeck 0 181235 1425891 1140093 2026-09-07T14:03:01Z Gaux 18878 /* Citazioni su Friedrich Overbeck */ Camillo Laderchi 1425891 wikitext text/x-wiki [[File:Johann Friedrich Overbeck Selbstbildnis 1830.jpg|thumb|Friedrich Overbeck, ''Autoritratto'' (1830 circa)]] '''Johann Friedrich Overbeck''' (1789 – 1869), pittore tedesco. ==Citazioni su Friedrich Overbeck== *La potenza dell'artista si moltiplica, per così dire, nell'Overbeck, e tocca il grado supremo, per l'armonia ed unità dello scopo; cui tendono i lavori e la vita. Tutte le volte ch'io entro nel suo studio mi sembra di porre il piede in una specie di santuario. Gli oggetti che lo riempiono, la persona sua, le sue parole, tutto spira un profumo di {{sic|divozione}} tale, che mi sembra, nell'uscirne; di trovarmi miglior di quel ch'era quando v'entrai. ([[Camillo Laderchi]]) *Una vivente espressione della Roma ''divota'' io l'ebbi, venti anni fa, in una visita che feci allo studio del pittore Overbeck. Disegnava quel giorno un cartone di soggetto evangelico – la vocazione di San Matteo. Non scorderò mai quella figura tedesca, severa ed ascetica; in perfetta armonia con le linee un po' dure, ma caste e spirituali dei suoi disegni. Mi parve un Santo di {{sic|Alberto Durero}}<ref>[[Albrecht Dürer]].</ref>, o della vecchia scuola senese. Egli ci illustrò il suo cartone in tono quasi compunto, ma nobile nell'accento e nel gesto. Aveva un lungo soprabito nero, i capelli lunghi raccolti dietro le orecchie sotto una papalina di velluto. I suoi occhi verdi-grigi mi rammentaron quelli di San Luca di Velasquez. Fu gentile con tutti i numerosi visitatori: ma in special modo con un povero cappuccino che pareva proprio mortificato di tanto onore.... e che non sapendo come corrispondervi in miglior modo, offrì al pio artista una presa di tabacco. Overbeck accettò, e gli sorrise con un sorriso fine di prete e d'artista – degno di esser notato da Sterne. ([[Enrico Nencioni]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Nazareni]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Overbeck, Friedrich}} [[Categoria:Pittori tedeschi]] nw2t99p2632j94s1lgs3960goxlpcop 1425894 1425891 2026-09-07T14:09:59Z Gaux 18878 /* Citazioni su Friedrich Overbeck */ altra di Laderchi 1425894 wikitext text/x-wiki [[File:Johann Friedrich Overbeck Selbstbildnis 1830.jpg|thumb|Friedrich Overbeck, ''Autoritratto'' (1830 circa)]] '''Johann Friedrich Overbeck''' (1789 – 1869), pittore tedesco. ==Citazioni su Friedrich Overbeck== *La potenza dell'artista si moltiplica, per così dire, nell'Overbeck, e tocca il grado supremo, per l'armonia ed unità dello scopo; cui tendono i lavori e la vita. Tutte le volte ch'io entro nel suo studio mi sembra di porre il piede in una specie di santuario. Gli oggetti che lo riempiono, la persona sua, le sue parole, tutto spira un profumo di {{sic|divozione}} tale, che mi sembra, nell'uscirne; di trovarmi miglior di quel ch'era quando v'entrai. ([[Camillo Laderchi]]) *Pensando alle parole, che udii dal suo labbro, non mi scorderò mai di quelle, che fur, delle prime, sull'efficacia della [[pittura]], considerata come {{sic|istromento}} di perfezionamento morale, più potente fors'anche, diceva, della parola predicata; poiché questa parla alla ragione, quella al cuore e all'immaginazione; questa suppone il dubbio e la negazione; che combatte con polemica più o meno manifesta; quella non ne ammette di sorte alcuna, ed espone le verità mistiche come effettiva realtà. L'accento di persuasione, con cui proferiva cotesta sua dottrina, rivelava bastantemente una convinzione già antica e meditata. ([[Camillo Laderchi]]) *Una vivente espressione della Roma ''divota'' io l'ebbi, venti anni fa, in una visita che feci allo studio del pittore Overbeck. Disegnava quel giorno un cartone di soggetto evangelico – la vocazione di San Matteo. Non scorderò mai quella figura tedesca, severa ed ascetica; in perfetta armonia con le linee un po' dure, ma caste e spirituali dei suoi disegni. Mi parve un Santo di {{sic|Alberto Durero}}<ref>[[Albrecht Dürer]].</ref>, o della vecchia scuola senese. Egli ci illustrò il suo cartone in tono quasi compunto, ma nobile nell'accento e nel gesto. Aveva un lungo soprabito nero, i capelli lunghi raccolti dietro le orecchie sotto una papalina di velluto. I suoi occhi verdi-grigi mi rammentaron quelli di San Luca di Velasquez. Fu gentile con tutti i numerosi visitatori: ma in special modo con un povero cappuccino che pareva proprio mortificato di tanto onore.... e che non sapendo come corrispondervi in miglior modo, offrì al pio artista una presa di tabacco. Overbeck accettò, e gli sorrise con un sorriso fine di prete e d'artista – degno di esser notato da Sterne. ([[Enrico Nencioni]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Nazareni]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Overbeck, Friedrich}} [[Categoria:Pittori tedeschi]] k9xa44f2dssrq5710fmblkdsnh3dbne 1425895 1425894 2026-09-07T14:10:30Z Gaux 18878 no stub 1425895 wikitext text/x-wiki [[File:Johann Friedrich Overbeck Selbstbildnis 1830.jpg|thumb|Friedrich Overbeck, ''Autoritratto'' (1830 circa)]] '''Johann Friedrich Overbeck''' (1789 – 1869), pittore tedesco. ==Citazioni su Friedrich Overbeck== *La potenza dell'artista si moltiplica, per così dire, nell'Overbeck, e tocca il grado supremo, per l'armonia ed unità dello scopo; cui tendono i lavori e la vita. Tutte le volte ch'io entro nel suo studio mi sembra di porre il piede in una specie di santuario. Gli oggetti che lo riempiono, la persona sua, le sue parole, tutto spira un profumo di {{sic|divozione}} tale, che mi sembra, nell'uscirne; di trovarmi miglior di quel ch'era quando v'entrai. ([[Camillo Laderchi]]) *Pensando alle parole, che udii dal suo labbro, non mi scorderò mai di quelle, che fur, delle prime, sull'efficacia della [[pittura]], considerata come {{sic|istromento}} di perfezionamento morale, più potente fors'anche, diceva, della parola predicata; poiché questa parla alla ragione, quella al cuore e all'immaginazione; questa suppone il dubbio e la negazione; che combatte con polemica più o meno manifesta; quella non ne ammette di sorte alcuna, ed espone le verità mistiche come effettiva realtà. L'accento di persuasione, con cui proferiva cotesta sua dottrina, rivelava bastantemente una convinzione già antica e meditata. ([[Camillo Laderchi]]) *Una vivente espressione della Roma ''divota'' io l'ebbi, venti anni fa, in una visita che feci allo studio del pittore Overbeck. Disegnava quel giorno un cartone di soggetto evangelico – la vocazione di San Matteo. Non scorderò mai quella figura tedesca, severa ed ascetica; in perfetta armonia con le linee un po' dure, ma caste e spirituali dei suoi disegni. Mi parve un Santo di {{sic|Alberto Durero}}<ref>[[Albrecht Dürer]].</ref>, o della vecchia scuola senese. Egli ci illustrò il suo cartone in tono quasi compunto, ma nobile nell'accento e nel gesto. Aveva un lungo soprabito nero, i capelli lunghi raccolti dietro le orecchie sotto una papalina di velluto. I suoi occhi verdi-grigi mi rammentaron quelli di San Luca di Velasquez. Fu gentile con tutti i numerosi visitatori: ma in special modo con un povero cappuccino che pareva proprio mortificato di tanto onore.... e che non sapendo come corrispondervi in miglior modo, offrì al pio artista una presa di tabacco. Overbeck accettò, e gli sorrise con un sorriso fine di prete e d'artista – degno di esser notato da Sterne. ([[Enrico Nencioni]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Nazareni]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Overbeck, Friedrich}} [[Categoria:Pittori tedeschi]] pf8nxqemmw1g9n2x6bjyeinbv3fgqf2 1425896 1425895 2026-09-07T14:12:22Z Gaux 18878 /* Citazioni su Friedrich Overbeck */ Laurence Sterne 1425896 wikitext text/x-wiki [[File:Johann Friedrich Overbeck Selbstbildnis 1830.jpg|thumb|Friedrich Overbeck, ''Autoritratto'' (1830 circa)]] '''Johann Friedrich Overbeck''' (1789 – 1869), pittore tedesco. ==Citazioni su Friedrich Overbeck== *La potenza dell'artista si moltiplica, per così dire, nell'Overbeck, e tocca il grado supremo, per l'armonia ed unità dello scopo; cui tendono i lavori e la vita. Tutte le volte ch'io entro nel suo studio mi sembra di porre il piede in una specie di santuario. Gli oggetti che lo riempiono, la persona sua, le sue parole, tutto spira un profumo di {{sic|divozione}} tale, che mi sembra, nell'uscirne; di trovarmi miglior di quel ch'era quando v'entrai. ([[Camillo Laderchi]]) *Pensando alle parole, che udii dal suo labbro, non mi scorderò mai di quelle, che fur, delle prime, sull'efficacia della [[pittura]], considerata come {{sic|istromento}} di perfezionamento morale, più potente fors'anche, diceva, della parola predicata; poiché questa parla alla ragione, quella al cuore e all'immaginazione; questa suppone il dubbio e la negazione; che combatte con polemica più o meno manifesta; quella non ne ammette di sorte alcuna, ed espone le verità mistiche come effettiva realtà. L'accento di persuasione, con cui proferiva cotesta sua dottrina, rivelava bastantemente una convinzione già antica e meditata. ([[Camillo Laderchi]]) *Una vivente espressione della Roma ''divota'' io l'ebbi, venti anni fa, in una visita che feci allo studio del pittore Overbeck. Disegnava quel giorno un cartone di soggetto evangelico – la vocazione di San Matteo. Non scorderò mai quella figura tedesca, severa ed ascetica; in perfetta armonia con le linee un po' dure, ma caste e spirituali dei suoi disegni. Mi parve un Santo di {{sic|Alberto Durero}}<ref>[[Albrecht Dürer]].</ref>, o della vecchia scuola senese. Egli ci illustrò il suo cartone in tono quasi compunto, ma nobile nell'accento e nel gesto. Aveva un lungo soprabito nero, i capelli lunghi raccolti dietro le orecchie sotto una papalina di velluto. I suoi occhi verdi-grigi mi rammentaron quelli di San Luca di Velasquez. Fu gentile con tutti i numerosi visitatori: ma in special modo con un povero cappuccino che pareva proprio mortificato di tanto onore.... e che non sapendo come corrispondervi in miglior modo, offrì al pio artista una presa di tabacco. Overbeck accettò, e gli sorrise con un sorriso fine di prete e d'artista – degno di esser notato da [[Laurence Sterne|Sterne]]. ([[Enrico Nencioni]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Nazareni]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Overbeck, Friedrich}} [[Categoria:Pittori tedeschi]] sgjywdqyu3nyd7fqf8lh4zomjx7lv4b Marcell Jacobs 0 182209 1425919 1161062 2026-09-08T00:13:40Z Danyele 19198 /* Citazioni di Marcell Jacobs */ typo 1425919 wikitext text/x-wiki [[File:Marcell_Jacobs.jpg|miniatura|Marcell Jacobs]] '''Lamont Marcell Jacobs''' (1994 – vivente), velocista e lunghista italiano. == Citazioni di Marcell Jacobs == * {{NDR|Dopo la vittoria nei 100 metri alle Olimpiadi di Tokyo 2020}} Ci metterò una settimana più o meno a capire quello che ho fatto. Vedere [[Gianmarco Tamberi|Tamberi]] vincere mi ha gasato un sacco ho pensato di potercela fare anche io. Dopo Bolt c'è Jacobs? È reale e bisogna crederci. È una emozione fantastica, sono corso ad abbracciare subito Tamberi. Forse stanotte guardando il soffitto senza riuscire a prendere sonno capirò cosa ho fatto.<ref>Citato in Fabio Tonacci, ''[https://www.repubblica.it/dossier/sport/olimpiadi-tokyo-2020/2021/08/01/news/atletica_jacobs_tortu_semifinali_100_metri-312569124/?ref=RHTP-BH-I310107497-P1-S1-T1 Marcell Jacobs medaglia d'oro nei 100 metri alle Olimpiadi]'', ''Repubblica.it'', 1 agosto 2021.</ref> {{Int|Da ''«Veloce perché ho trovato l'equilibrio fuori e dentro me»''|Intervista di Gaia Piccardi, ''Corriere della sera'', 15 maggio 2021, p. 25}} * Tutta la famiglia di mamma Viviana faceva motocross, ma lei da subito mi ha detto che non mi avrebbe lasciato andare in moto. Troppo pericoloso. E allora io imitavo gli altri: correvo in giro, simulavo i salti sulla rampa del garage, facevo il matto e i suoni con la bocca. Brrruumm! * {{NDR|[[Livio Berruti]] e [[Pietro Mennea]]}} Non li ho vissuti né conosciuti. Ma so bene quello che hanno fatto in pista e non mi sento proprio di mettermi a paragone: io ho scritto una pagina, loro tutto il libro. * Mi tolgo spesso gli sfizi: non perché me lo merito ma perché lo voglio fare. Mi piacciono le macchine, i vestiti trendy, i locali chic. Amo i tatuaggi, che raccontano la storia della mia vita: la frase sull'amicizia nata da un patto con chi mi conosce da più tempo, le date di nascita dei figli e dei fratelli, la rosa dei venti che è la mia bussola, il Colosseo perché a Roma devo tanto, la tigre che è il mio animale e mi rappresenta. == Note == <references /> == Altri progetti == {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Jacobs, Marcell}} [[Categoria:Velocisti italiani]] 952sthoqkl7acqxxno1ow2xintchaiu 1425921 1425919 2026-09-08T00:18:25Z Danyele 19198 fix di stile 1425921 wikitext text/x-wiki [[File:Marcell Jacobs 2021.jpg|thumb|Marcell Jacobs nel 2021]] '''Lamont Marcell Jacobs''' (1994 – vivente), velocista ed ex lunghista italiano. ==Citazioni di Marcell Jacobs== *{{NDR|Dopo la vittoria nei 100 metri ai [[Giochi della XXXII Olimpiade]]}} Ci metterò una settimana più o meno a capire quello che ho fatto. Vedere [[Gianmarco Tamberi|Tamberi]] vincere mi ha gasato un sacco ho pensato di potercela fare anche io. Dopo Bolt c'è Jacobs? È reale e bisogna crederci. È una emozione fantastica, sono corso ad abbracciare subito Tamberi. Forse stanotte guardando il soffitto senza riuscire a prendere sonno capirò cosa ho fatto.<ref>Citato in Fabio Tonacci, ''[https://www.repubblica.it/dossier/sport/olimpiadi-tokyo-2020/2021/08/01/news/atletica_jacobs_tortu_semifinali_100_metri-312569124/?ref=RHTP-BH-I310107497-P1-S1-T1 Marcell Jacobs medaglia d'oro nei 100 metri alle Olimpiadi]'', ''repubblica.it'', 1º agosto 2021.</ref> {{Int|Da ''«Veloce perché ho trovato l'equilibrio fuori e dentro me»''|Intervista di Gaia Piccardi, ''Corriere della sera'', 15 maggio 2021, p. 25}} *Tutta la famiglia di mamma Viviana faceva motocross, ma lei da subito mi ha detto che non mi avrebbe lasciato andare in moto. Troppo pericoloso. E allora io imitavo gli altri: correvo in giro, simulavo i salti sulla rampa del garage, facevo il matto e i suoni con la bocca. Brrruumm! *{{NDR|[[Livio Berruti]] e [[Pietro Mennea]]}} Non li ho vissuti né conosciuti. Ma so bene quello che hanno fatto in pista e non mi sento proprio di mettermi a paragone: io ho scritto una pagina, loro tutto il libro. *Mi tolgo spesso gli sfizi: non perché me lo merito ma perché lo voglio fare. Mi piacciono le macchine, i vestiti trendy, i locali chic. Amo i tatuaggi, che raccontano la storia della mia vita: la frase sull'amicizia nata da un patto con chi mi conosce da più tempo, le date di nascita dei figli e dei fratelli, la rosa dei venti che è la mia bussola, il Colosseo perché a Roma devo tanto, la tigre che è il mio animale e mi rappresenta. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Jacobs, Marcell}} [[Categoria:Velocisti italiani]] kayjuw5vx4std6g8vhdkm46jb2e4h1b Arianna Errigo 0 185621 1425920 1249146 2026-09-08T00:15:17Z Danyele 19198 fix di stile 1425920 wikitext text/x-wiki [[File:Arianna Errigo podium 2013 Fencing WCH FFS-IN t204404.jpg|thumb|Arianna Errigo nel 2013]] '''Arianna Errigo''' (1988 – vivente), schermitrice italiana. ==Citazioni di Arianna Errigo== *{{NDR|In riferimento all'argento vinto al campionato mondiale di scherma 2022}} Grazie a [[Stefano Cerioni]] che ha creduto in me, quando venivo trattata come l'ultima ruota del carro. Lui è l'allenatore più bravo del mondo, sentire la fiducia del migliore è stato importante.<ref>Citato in Mattia Chiusano, ''[https://www.repubblica.it/sport/vari/2022/07/19/news/arianna_errigo_finale_oro_mondiali_scherma_fioretto-358390360/ Arianna Errigo argento ai Mondiali di scherma: "Grazie Cerioni, ero trattata come l'ultima ruota del carro"]'', ''repubblica.it'', 19 giugno 2022.</ref> *Ora so che capita a tante donne, è quasi un fenomeno fisiologico, ma quando ti succede resti spaesata, non hai strumenti per gestire tutto quel dolore, ti senti sbagliata, incapace. Ci sono ancora troppi [[tabù]] sul tema e non aiutano le donne a superare un momento comunque difficile e doloroso. Io poi ero stata molto male in quella [[gravidanza]]: nausee, vomito, stanchezza oltre il dovuto, poi l'[[aborto]] e un principio di [[depressione]]. E nessuno ti spiega che anche quello può capitare per via degli [[ormoni]]. Cosa mi ha aiutato? Tornare in palestra<ref>Citato in Stefano Villa, ''[https://www.oasport.it/2022/12/scherma-arianna-errigo-aspetta-due-gemelli-partoriro-a-marzo-ho-vinto-i-mondiali-da-incinta/ Scherma, Arianna Errigo aspetta due gemelli: “Partorirò a marzo, ho vinto i Mondiali da incinta”]'', ''oasport.it'', 28 dicembre 2022.</ref> {{Int|1=''[https://www.fanpage.it/sport/altri-sport/arianna-errigo-a-fanpage-il-segreto-della-scherma-italiana-sono-i-maestri-i-migliori-al-mondo/ Arianna Errigo a Fanpage: "Il segreto della scherma italiana sono i maestri, i migliori al mondo"]''|2=Intervista di Alessio Mora, ''fanpage.it'', 24 luglio 2021.}} *{{NDR|Sui [[Giochi della XXXII Olimpiade]], disputati senza pubblico a causa della [[pandemia di COVID-19]]}} L'Olimpiade senza pubblico sinceramente mi mette tristezza devo essere onesta, la sensazione di entrare la mattina nel palazzetto e vedere tutto pieno, sentire il boato di tante persone è bello, e noi non siamo abituati, noi facciamo scherma ed è difficile vivere un'emozione del genere, aspettiamo quattro anni anche per il contesto. *Ho iniziato quando avevo 6 anni perché ho avuto la fortuna che mia mamma guardando le Olimpiadi si era appassionata alla scherma. Della mia famiglia nessuno aveva mai praticato questo sport, quindi è stata una fortuna ma anche qualcosa di casuale, in realtà quando mia madre me l'ha proposto io non sapevo neanche cosa fosse la scherma quindi non c'è né Zorro né nessun altro eroe che mi ha portato a questo sport. E poi è stato subito amore a prima vista e la sfida mi ha subito entusiasmato. *Il segreto della scherma italiana credo sia stato la fortuna di avere dei grandi maestri che sono sempre stati avanti, ma avanti anni luce rispetto a tutti i maestri del resto del mondo. Ciò significa che noi partiamo con un vantaggio tecnico veramente grande. E poi noi italiani abbiamo della caratteristiche che nella scherma ci aiutano, come la furbizia, ma in generale credo che siano i maestri che ci abbiano avvantaggiato per tanti anni. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Errigo, Arianna}} [[Categoria:Schermidori italiani]] s6ia9e83eh3a3dbc4i6cofu3tmkk43y 1425923 1425920 2026-09-08T00:46:54Z Danyele 19198 +1 1425923 wikitext text/x-wiki [[File:Arianna Errigo podium 2013 Fencing WCH FFS-IN t204404.jpg|thumb|Arianna Errigo nel 2013]] '''Arianna Errigo''' (1988 – vivente), schermitrice italiana. ==Citazioni di Arianna Errigo== *{{NDR|In riferimento all'argento vinto al campionato mondiale di scherma 2022}} Grazie a [[Stefano Cerioni]] che ha creduto in me, quando venivo trattata come l'ultima ruota del carro. Lui è l'allenatore più bravo del mondo, sentire la fiducia del migliore è stato importante.<ref>Citato in Mattia Chiusano, ''[https://www.repubblica.it/sport/vari/2022/07/19/news/arianna_errigo_finale_oro_mondiali_scherma_fioretto-358390360/ Arianna Errigo argento ai Mondiali di scherma: "Grazie Cerioni, ero trattata come l'ultima ruota del carro"]'', ''repubblica.it'', 19 giugno 2022.</ref> *Ora so che capita a tante donne, è quasi un fenomeno fisiologico, ma quando ti succede resti spaesata, non hai strumenti per gestire tutto quel dolore, ti senti sbagliata, incapace. Ci sono ancora troppi [[tabù]] sul tema e non aiutano le donne a superare un momento comunque difficile e doloroso. Io poi ero stata molto male in quella [[gravidanza]]: nausee, vomito, stanchezza oltre il dovuto, poi l'[[aborto]] e un principio di [[depressione]]. E nessuno ti spiega che anche quello può capitare per via degli [[ormoni]]. Cosa mi ha aiutato? Tornare in palestra<ref>Citato in Stefano Villa, ''[https://www.oasport.it/2022/12/scherma-arianna-errigo-aspetta-due-gemelli-partoriro-a-marzo-ho-vinto-i-mondiali-da-incinta/ Scherma, Arianna Errigo aspetta due gemelli: “Partorirò a marzo, ho vinto i Mondiali da incinta”]'', ''oasport.it'', 28 dicembre 2022.</ref> {{Int|1=''[https://www.fanpage.it/sport/altri-sport/arianna-errigo-a-fanpage-il-segreto-della-scherma-italiana-sono-i-maestri-i-migliori-al-mondo/ Arianna Errigo a Fanpage: "Il segreto della scherma italiana sono i maestri, i migliori al mondo"]''|2=Intervista di Alessio Mora, ''fanpage.it'', 24 luglio 2021.}} *{{NDR|Sui [[Giochi della XXXII Olimpiade]], disputati senza pubblico a causa della [[pandemia di COVID-19]]}} L'Olimpiade senza pubblico sinceramente mi mette tristezza devo essere onesta, la sensazione di entrare la mattina nel palazzetto e vedere tutto pieno, sentire il boato di tante persone è bello, e noi non siamo abituati, noi facciamo scherma ed è difficile vivere un'emozione del genere, aspettiamo quattro anni anche per il contesto. *Ho iniziato quando avevo 6 anni perché ho avuto la fortuna che mia mamma guardando le Olimpiadi si era appassionata alla scherma. Della mia famiglia nessuno aveva mai praticato questo sport, quindi è stata una fortuna ma anche qualcosa di casuale, in realtà quando mia madre me l'ha proposto io non sapevo neanche cosa fosse la scherma quindi non c'è né Zorro né nessun altro eroe che mi ha portato a questo sport. E poi è stato subito amore a prima vista e la sfida mi ha subito entusiasmato. *Il segreto della scherma italiana credo sia stato la fortuna di avere dei grandi maestri che sono sempre stati avanti, ma avanti anni luce rispetto a tutti i maestri del resto del mondo. Ciò significa che noi partiamo con un vantaggio tecnico veramente grande. E poi noi italiani abbiamo della caratteristiche che nella scherma ci aiutano, come la furbizia, ma in generale credo che siano i maestri che ci abbiano avvantaggiato per tanti anni. ==Citazioni su Arianna Errigo== *Con Arianna abbiamo tirato tantissime volte in questi anni. A volte ho vinto io, a volte ha vinto lei. È sempre stata una sfida difficile. La prima volta che l'ho battuta è stato emozionante, per il fatto di essere riuscita a competere con uno dei miei idoli. ([[Martina Favaretto]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Errigo, Arianna}} [[Categoria:Schermidori italiani]] lrd8s8bdoivu6iph2vfidxb8g7eyq5o Wikiquote:GLAM/BEIC/Voci 4 185964 1425939 1425864 2026-09-08T11:30:39Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1425939 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''1063 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - <small>2021-10-11</small> #[[Giovanni Biagio Amico‎]] - <small>2021-10-11</small> #[[Stefano degli Angeli]] - <small>2021-10-12</small> #[[Benedetto degli Alessandri]] - <small>2021-10-14</small> #[[Angelo da Vallombrosa]] - <small>2021-10-14</small> #[[Domenico Benivieni]] - <small>2021-10-14</small> #[[Pietro di Fabrizio Accolti]] - <small>2021-10-15</small> #[[Antonio Adamucci]] - <small>2021-10-15</small> #[[Bernardino Baldi]] - <small>2021-10-15</small> #[[Cosimo Bartoli]] - <small>2021-10-15</small> #[[Giusto Bellavitis]] - <small>2021-10-15</small> #[[Silvio Belli]] - <small>2021-10-15</small> #[[Abū-Ṭālib Ḫān]] - <small>2021-10-15</small> #[[Antonio Maria Bordoni]] - <small>2021-10-18</small> #[[Francesco Saverio Brunetti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Filippo Calandri]] - <small>2021-10-18</small> #[[Stanislao Canovai]] - <small>2021-10-18</small> #[[Sigismondo Alberghetti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Giuseppe Antonio Alberti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Giuseppe Averani]] - 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<small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> #[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small> #[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small> #[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small> #[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small> #[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small> #[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small> #[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small> #[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small> #[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small> #[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small> #[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small> #[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small> #[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small> #[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small> #[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small> #[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small> #[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small> #[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small> #[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small> #[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small> #[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small> #[[Caterina Santoro]] - <small>2026-06-09</small> #[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small> #[[Giacomo Carlo Bascapè]] - <small>2026-06-09</small> #[[Ginevra Zanetti]] - <small>2026-06-09</small> #[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small> #[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small> #[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small> #[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small> #[[Enrico Carli]] - <small>2026-06-16</small> #[[Bartolomeo Borghi]] - <small>2026-06-16</small> #[[Giovan Battista Nicolosi]] - <small>2026-06-16</small> #[[Laurence Echard]] - <small>2026-06-16</small> #[[Pomponio Mela]] - <small>2026-06-16</small> #[[Carlo Alfonso Nallino]] - <small>2026-06-17</small> #[[Rina Monti]] - <small>2026-06-17</small> #[[Ermanno Giglio-Tos]] - <small>2026-06-17</small> #[[Giandomenico Nardo]] - <small>2026-06-17</small> #[[Galeazzo Gualdo Priorato]] - <small>2026-06-17</small> #[[Ferdinando Cavalli]] - <small>2026-06-17</small> #[[Sandro Spinsanti]] - <small>2026-06-23</small> #[[Tullio Seppilli]] - <small>2026-06-23</small> #[[Adriano Bompiani]] - <small>2026-06-23</small> #[[Jean-François Malherbe]] - <small>2026-06-23</small> #[[Loris Premuda]] - <small>2026-06-23</small> #[[Sebastiano Maffettone]] - <small>2026-06-24</small> #[[Gennaro Sasso]] - <small>2026-06-24</small> #[[Bernardo Colombo]] - <small>2026-06-24</small> #[[Christoph Wilhelm Hufeland]] - <small>2026-06-24</small> #[[Antoine Louis]] - <small>2026-06-24</small> #[[Noris Siliprandi]] - <small>2026-06-25</small> #[[Gabriele Falloppio]] - <small>2026-06-25</small> #[[Mariano Santo]] - <small>2026-06-25</small> #[[Giulio di Orta]] - <small>2026-06-26</small> #[[Giovanni Battista Manzini]] - <small>2026-06-29</small> #[[Salvatore Ventimiglia]] - <small>2026-07-07</small> #[[Urbano Tosetti]] - <small>2026-07-10</small> #[[Tolomeo da Lucca]] - <small>2026-07-10</small> #[[Sebastiano Ziani]] - <small>2026-07-10</small> #[[Raffaele Maffei]] - <small>2026-07-10</small> #[[Filippo Beroaldo il Vecchio]] - <small>2026-07-10</small> #[[Achille De Zigno]] - <small>2026-07-21</small> #[[Roberto de Visiani]] - <small>2026-07-21</small> #[[Lodovico Menin]] - <small>2026-07-21</small> #[[Angelo Minich]] - <small>2026-07-21</small> #[[Quirino Majorana]] - <small>2026-07-22</small> #[[Antonio Era]] - <small>2026-07-22</small> #[[Enselmino da Montebelluna]] - <small>2026-07-22</small> #[[Agostino Fapanni]] - <small>2026-07-29</small> #[[Emmanuele Antonio Cicogna]] - <small>2026-07-29</small> #[[Sara Copio]] - <small>2026-07-29</small> #[[Pietro Michiele]] - <small>2026-07-29</small> #[[Francesco Marzolo (chirurgo)]] - <small>2026-07-29</small> #[[Giuseppe Gola]] - <small>2026-07-30</small> #[[Luigi Marangoni (ingegnere)]] - <small>2026-07-30</small> #[[Davide Giordano]] - <small>2026-07-30</small> #[[Pietro Canal]] - <small>2026-07-30</small> #[[Sordello da Goito]] - <small>2026-07-30</small> #[[Giulio Andrea Pirona]] - <small>2026-07-30</small> #[[Franco Fornari]] - <small>2026-07-31</small> #[[Oskar Lange]] - <small>2026-07-31</small> #[[Joseph Lieutaud]] - <small>2026-08-21</small> #[[Nicolas Lémery]] - <small>2026-08-21</small> #[[Michel-Jean Borch]] - <small>2026-08-24</small> #[[Antoine Baumé]] - <small>2026-08-24</small> #[[Marin Cureau de La Chambre]] - <small>2026-08-24</small> #[[Lorenz Heister]] - <small>2026-08-25</small> #[[Gaetano Cantoni (agronomo)]] - <small>2026-09-02</small> #[[Alberto Fortis (scienziato)]] - <small>2026-09-02</small> #[[Giovanni Francesco Gemelli Careri]] - <small>2026-09-03</small> #[[Carlo Salvioni]] - <small>2026-09-03</small> #[[Giovanni Battista Angelini]] - <small>2026-09-03</small> #[[Vincenzo Auria]] - <small>2026-09-03</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small> #[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small> #[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small> #[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small> #[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small> #[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small> #[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small> #[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small> #[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small> #[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small> #[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small> #[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small> #[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small> #[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small> #[[Traci]] - <small>2024-06-25</small> #[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small> #[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small> #[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small> #[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small> #[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small> #[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small> #[[Salmonide]] - 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<small>2026-04-21</small> #[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small> #[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small> #[[Acradina]] - <small>2026-04-22</small> #[[Epipoli]] - <small>2026-04-22</small> #[[Mombasa]] - <small>2026-04-29</small> #[[Lago Vittoria]] - <small>2026-04-29</small> #[[Kavirondo]] - <small>2026-04-29</small> #[[Kisumu]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small> #[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small> #[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small> #[[Carbonifero]] - <small>2026-05-08</small> #[[Isole Ssese]] - <small>2026-05-19</small> #[[Kampala]] - <small>2026-05-20</small> #[[Erba elefante]] - <small>2026-05-21</small> #[[Fort Portal]] - <small>2026-05-21</small> #[[Bahima]] - <small>2026-05-22</small> #[[Konjo]] - <small>2026-06-03</small> #[[Monte Speke]] - <small>2026-06-03</small> #[[Monte Baker (Uganda)]] - <small>2026-06-03</small> #[[Canale artificiale]] - <small>2026-06-05</small> #[[Senecio]] - <small>2026-06-08</small> #[[Masera]] - 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<small>2026-06-26</small> #[[Valle Strona]] - <small>2026-06-26</small> #[[Quarna Sotto]] - <small>2026-06-26</small> #[[Santuario della Madonna del Sasso (Madonna del Sasso)]] - <small>2026-06-26</small> #[[Ossido arsenioso]] - <small>2026-07-01</small> #[[Sciroppo]] - <small>2026-07-01</small> #[[Cinchona]] - <small>2026-07-01</small> #[[Cobalto]] - <small>2026-07-01</small> #[[Bismuto]] - <small>2026-07-01</small> #[[Simeto]] - <small>2026-07-07</small> #[[Nicolosi]] - <small>2026-07-08</small> #[[Monti Rossi]] - <small>2026-07-09</small> #[[Eruzione dell'Etna del 1669]] - <small>2026-07-09</small> #[[Centuripe]] - <small>2026-07-10</small> #[[Agira]] - <small>2026-07-10</small> #[[Nichel]] - <small>2026-07-10</small> #[[Allume]] - <small>2026-07-10</small> #[[Nefelina]] - <small>2026-07-10</small> #[[Borace]] - <small>2026-07-10</small> #[[Tellurio]] - <small>2026-07-10</small> #[[Torba]] - <small>2026-07-10</small> #[[Zinco]] - <small>2026-07-10</small> #[[Acireale]] - <small>2026-07-13</small> #[[Paternò]] - <small>2026-07-14</small> #[[Collegio dei gesuiti (Messina)]] - <small>2026-07-15</small> #[[Nerčinsk]] - <small>2026-07-21</small> #[[Orano]] - <small>2026-07-21</small> #[[Alessandria (Italia)]] - <small>2026-07-28</small> #[[Colle del Monginevro]] - <small>2026-07-28</small> #[[Salses-le-Château]] - <small>2026-07-28</small> #[[Saragozza]] - <small>2026-07-28</small> #[[Ebro]] - <small>2026-07-28</small> #[[Santo Sepolcro]] - <small>2026-07-30</small> #[[Spessart]] - <small>2026-08-26</small> #[[Weyer (Germania)]] - <small>2026-08-27</small> #[[Heidelberg]] - <small>2026-08-27</small> #[[Arenaria]] - <small>2026-08-27</small> #[[Bergstraße]] - <small>2026-08-27</small> #[[Neustadt an der Weinstraße]] - <small>2026-08-28</small> #[[Heppenheim]] - <small>2026-08-31</small> #[[Neckar]] - <small>2026-08-31</small> #[[Magonza]] - <small>2026-09-02</small> #[[Wicker (Flörsheim am Main)]] - <small>2026-09-02</small> #[[Hochheim am Main]] - <small>2026-09-02</small> #[[Bingen am Rhein]] - <small>2026-09-02</small> #[[Assmannshausen]] - 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Abbiamo subìto entrambi un infortunio che avrebbe potuto fermare le nostre carriere. È stata dura già riprendere a camminare, quindi allenarsi, competere con i migliori del mondo e batterli in un'[[Olimpiade]]. Insomma, dovevamo tornare a casa da [[Giochi della XXXII Olimpiade|Tokyo]] con l'oro. Quando ci hanno risposto che se eravamo d'accordo saremmo stati campioni sia io sia lui, è stata un'emozione pazzesca.<ref name="gemello">Dall'intervista di Stefano Mancini, ''Gemello d'oro'', ''La Stampa'', 27 dicembre 2021, p. 37.</ref> *{{NDR|Riferndosi a lui e [[Gianmarco Tamberi]].}} Per primi abbiamo abbracciato il nuovo motto dei Giochi: dopo Faster, Higher e Stronger, ora c'è Together, insieme. È un esempio di quello che significa la vita.<ref name="gemello"/> *{{NDR|Quando hai incontrato [[Gianmarco Tamberi]] per la prima volta?}} Ai mondiali juniores del 2010 in Canada. Avevo un po' di tempo libero e stavo camminando verso il ristorante quando mi si parò davanti un ragazzo agitatissimo: "Ehi, tu sei Barshim, un mito!". Pensai: "chi è questo matto?". In seguito siamo diventati amici di famiglia, lui viene a casa mia o io vado da lui.<ref name="gemello"/> *Pazzesco, possiamo dire che abbiamo fatto la storia? Mai successo prima che due [[atletica leggera|atleti]] decidessero di condividere il titolo, la gente ne parlerà per sempre. In tanti e da tutto il mondo hanno celebrato e condiviso quell'istante di cui ricordano ogni dettaglio: dov'erano, con chi, cosa facevano. Ci hanno ringraziato per aver regalato loro un sogno, per averli ispirati, per averli fatti piangere. È stato un momento che ha toccato il cuore di molte persone, non posso che essere più felice per aver provocato tutto questo.<ref name="riscritto">Dall'intervista di Alessandra Retico, ''Mutaz Barshim “Il nostro oro vale di più l’amicizia con Tamberi ha riscritto la storia”'', ''la Repubblica'', 27 dicembre 2021, p. 37.</ref> *Vincere un [[oro olimpico]] ti cambia la vita e a me lo ha fatto, in meglio. Ma vincerlo insieme, farlo così, ha reso tutto più grande, più importante, ha allargato il senso del tutto. Abbiamo vissuto momenti molto importanti alle Olimpiadi, ma credo che la nostra storia cambi lo stesso motto olimpico dove va aggiunta la parola “insieme” e il nostro è un esempio vivente di cosa significhi.<ref name="riscritto"/> *Il prossimo anno i [[Campionato mondiale di calcio|Mondiali di calcio]], mio fratello [[Mishaal Barshim|Mishaal]] è portiere della nazionale del Qatar, farò il tifo per lui e per le buone vibrazioni del [[calcio (sport)|calcio]] e dello sport in generale che è uno strumento potente per unire le persone. Non importa da dove vieni, qual è la tua religione, di che etnia sei, chi fa sport fa parte di una grande famiglia, lo sport è un posto grande dove essere felici insieme.<ref name="riscritto"/> ==Citazione su Mutaz Essa Barshim== *Non c’era una persona con cui avrei voluto condividere l’oro più di Barshim, con cui siamo passati attraverso lo stesso problema. ([[Gianmarco Tamberi]]) * La gioia più grande della vita: non potevamo togliere l’uno all’altro la gioia più grande della vita. ([[Gianmarco Tamberi]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Barshim, Mutaz Essa}} [[Categoria:Altisti qatarioti]] nq6h481p24oxwn73noi14836t9bi4mi Mario Castelnuovo-Tedesco 0 190597 1425930 1423658 2026-09-08T04:04:22Z CommonsDelinker 1592 Rimuovo l'immagine "Castelnuovo-Tedesco.jpg", cancellata in Commons da [[commons:User:Krd|Krd]] perché No license since 31 August 2026. 1425930 wikitext text/x-wiki '''Mario Castelnuovo-Tedesco''' (1895 – 1968), compositore italiano naturalizzato statunitense. == Citazioni di Mario Castelnuovo-Tedesco == Ci fermammo a Milano (era il 2 settembre 1938) leggemmo lì, sui giornali, la prima delle cosiddette [[Leggi razziali fasciste|leggi razziali]]: era contro i ragazzi!, era quella che vietava ai fanciulli di frequentare le scuole pubbliche, e ne faceva, fin dall'infanzia, dei paria, dei fuorilegge! Neanche in Germania si era cominciato così! E fu un colpo terribile: qualunque cosa avrei potuto sopportare, la fine della mia attività professionale, l'esproprio dei beni, ma non questo! Rivedo ancora l'espressione disperata sul volto di Pietro quando lesse "la condanna", e, se c'è una cosa che non posso perdonare al [[Fascismo]], è proprio questo dolore muto, chiuso, profondo che lessi sulla faccia del mio bambino [...] Se si comincia così ''qualunque cosa è possibile''! E non resta da fare che una sola cosa: partire!<ref>Mario Castelnuovo-Tedesco, ''Una vita di musica (un libro di ricordi)'', a cura di J. Westby, introd. di M. De Santis, cura ed. di U. Casalini, Fiesole, Cadmo 2005, v. 1, pp. 301-302. </ref> == Note == <references /> == Altri progetti == {{Interprogetto}} {{S}} [[Categoria:Compositori italiani]] [[Categoria:Compositori statunitensi]] {{DEFAULTSORT:Castelnuovo-Tedesco, Mario}} juqgnaonv4kopeipp0frhmkv74vdw3e Maglia azzurra 0 200088 1425926 1425723 2026-09-08T00:51:19Z Danyele 19198 +1 1425926 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Italia flanelka.jpg|thumb|La maglia azzurra della [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale calcistica italiana]]]] Citazioni sulla '''maglia azzurra''', uniforme adottata da quasi tutte le compagini sportive che rappresentano l'Italia in ambito internazionale. *Ci sono al giorno d'oggi coloro che rifiutano l'onore della maglia azzurra. Inaudito! Occorre sentirsi onorati di rappresentare l'Italia nel mondo sportivo. Quanto darei per riavere i miei vent'anni e indossare ancora quella maglia. ([[Silvio Piola]]) *È la più bella maglia che si possa indossare, la più importante, quella che ti regala più emozioni. Sei incaricato di rappresentare il tuo paese [...], in Europa e nel mondo, di onorarlo e di renderlo quanto meno orgoglioso di te. Essere dei prescelti è un grande privilegio, ma anche un'enorme responsabilità e ci vanno sacrificio, dedizione e costanza per mantenere questo ruolo. ([[Martina Rosucci]]) *Io penso che la maglia azzurra non può essere onorata se la indossa un atleta che è stato squalificato pesantemente per doping. ([[Valeria Straneo]]) *La maglia azzurra è la più bella del mondo. Non dimenticherò mai la prima convocazione: avevo 15 anni e non riuscivo a smettere di guardare la divisa. Ancora oggi provo quella sensazione ogni volta che la indosso. ([[Francesca Pan]]) *La maglia azzurra è speciale. Non ti identifichi in un club ma rappresenti la tua nazione, vivi delle emozioni in prima persona e le fai vivere a tutta la nazione, è qualcosa di impareggiabile. ([[Giorgio Chiellini]]) *La maglia azzurra è un sogno, è un privilegio, una responsabilità [...]. Rappresenti l'Italia e non puoi sbagliare, devi essere felice e cercare di andare avanti con il sorriso. ([[Elisa Bartoli]]) *Ogni volta che indosso la maglia azzurra è il coronamento di un sogno del bambino Manuel. ([[Manuel Locatelli]]) *Per me ha sempre avuto un significato particolare. Quando mi hanno dato la possibilità di indossarla, a 15 anni, mi stavano dicendo che ero italiana, visto che avevo ancora il passaporto verde quando gli altri ce l'avevano rosso, anche se ero nata a Palermo e avevo sempre vissuto in Italia: mi ero data un'identità, sapevo chi ero, quello che potevo e avrei potuto fare da quel momento. Ovviamente adesso non è più così perché sono passati [...] anni, ma ogni volta che la indosso provo tanto orgoglio, sono proprio fiera. E so che non sono sola: magari sono troppo patriota, ma io penso all'intera nazione. In quel momento lì non sono solo Miriam, sono tutta l'Italia. ([[Miriam Sylla]]) *Quando indossi la maglia dell'Italia non pensi più di tanto a quello che ti viene da fare, a cosa stai facendo. Rappresenti la tua nazione a livello internazionale, non c'è nient'altro di più emozionante e bello di indossare la divisa che davanti ha scritto "Italia". Secondo me è un'emozione che con le altre maglie non si prova, penso che sia così in tutti gli sport. ([[Francesca Pan]]) *Quando posso rappresentare la mia nazione in qualche manifestazione mi sento già più competitivo e più in forma di quando non indosso la maglia azzurra. ([[Filippo Tortu]]) *Quando si dice che la maglia azzurra è il punto di arrivo per ogni giocatore si dice solo la verità. ([[Roberto Baggio]]) *Quando vedo la maglia azzurra sento sempre il fuoco dentro di me. ([[Gianmarco Tamberi]]) *Ricordo fortemente l'esordio con la maglia azzurra a ventun anni e la settimana in cui mi sono preparato a vestirla, per un calciatore la nazionale è probabilmente il traguardo più emozionante. Quando però sei nel vortice non riesci a fermarti e a gustare queste emozioni, adesso quanto ci ripenso è straordinario rivivere quei momenti. ([[Alessio Tacchinardi]]) ==Voci correlate== *[[Scudetto (sport)]] *[[Sport in Italia]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Sport in Italia]] rj43fkqjp9wymn5awpcjqo0l24et5o5 Sarah Fahr 0 205989 1425909 1376544 2026-09-07T19:19:26Z Danyele 19198 /* Citazioni di Sarah Fahr */ +3 1425909 wikitext text/x-wiki [[File:Sarah Fahr.jpg|thumb|Sarah Fahr (2024)]] '''Sarah Luisa Fahr''' (2001 – vivente), pallavolista italiana. ==Citazioni di Sarah Fahr== {{cronologico}} *A 4 anni facevo ginnastica artistica. Quando sono diventata troppo alta però l'insegnante non mi faceva più gareggiare, io mi sono arrabbiata e, seguendo un'amica che già faceva pallavolo, ho iniziato così, per caso.<ref>Dall'intervista di Francesca Lenzi, ''[https://web.archive.org/web/20180324161434/https://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2017/08/31/piombino-elba-ero-troppo-alta-e-scelsi-la-pallavolo-quasi-per-rabbia-40.html «Ero troppo alta e scelsi la pallavolo quasi per rabbia»]'', ''Il Tirreno'', 31 agosto 2017.</ref> *Quando ti fai male, ricevi messaggi del tipo "tranquilla, vedrai che tornerai più forte di prima": è proprio vero, perché gli infortuni ti insegnano a tenere la testa alta anche nei momenti più difficili e ti obbligano a percorrere una strada in salita ma che, una volta rientrata, sarà utile per il prosieguo della carriera.<ref>Dall'intervista di Alessandro Garotta, ''[https://www.volleynews.it/sarah-fahr-gli-infortuni-ti-insegnano-a-tenere-sempre-la-testa-alta/ Sarah Fahr: "Gli infortuni ti insegnano a tenere sempre la testa alta"]'', ''volleynews.it'', 25 agosto 2022.</ref> *Al giorno d'oggi il rapporto con il pubblico è fondamentale. Le persone ti vedono come atleta però vogliono sapere di più su di te e sulla persona che sei. Cerco di interagire sempre molto sui social e nella vita reale, mi fermo a fare autografi, saluti o anche due chiacchiere con le persone che incontriamo per strada e che ci fermano.<ref name="Pasquali">Da Valentina Pasquali, ''[https://www.kosmomagazine.it/intervista-alla-pallavolista-sarah-fahr-la-positivita-che-mi-ha-sempre-contraddistinta/ Intervista alla pallavolista Sarah Fahr. "La positività che mi ha sempre contraddistinta!"]'', ''kosmomagazine.it'', 19 ottobre 2022.</ref> *L'unione e il senso di collaborazione sono due aspetti fondamentali in ogni sport di squadra. Nella [[pallavolo]] la squadra è composta da 14 ragazze e diciamo che non è sempre facile andare d'accordo. In qualche modo si riesce sempre, perché abbiamo un obiettivo comune e lavoriamo per questo obiettivo. Quando stiamo in campo diamo tutte il 100% senza pensare alle dinamiche che si possono creare al di fuori del campo, però non nascondo il fatto che quando tutte e 14 vanno d'accordo anche al di fuori questo rappresenta un punto di forza per la squadra perché se c'è un senso di unione anche fuori dal campo è importante.<ref name="Pasquali"/> *A 13 anni ho scelto che sarei stata italiana, sul piano sportivo. In realtà mi sento tutte e due, il tedesco è la prima lingua che ho imparato. Diciamo che la mentalità è tedesca, il modo di vivere italiano al 100%.<ref name="Nazione">Da un'intervista a ''La Nazione'', 22 gennaio 2023; citato in ''[https://www.labrosport.it/volley-sarah-fahr-vuol-riprendersi-la-nazionale/ Volley: Sarah Fahr vuol riprendersi la nazionale]'', ''labrosport.it''.</ref> *La prima volta lo stop {{NDR|per infortunio}} non mi era pesato, anche se fu lunga. Ma dopo la riabilitazione, alla quinta partita con il club di Conegliano mi sono rotta di nuovo lo stesso legamento crociato. E lì mi è crollato il mondo addosso, vedevo tutto nero. Chi mi dice che tornerò come prima, mi chiedevo? [...] Stavo andando a Roma per la seconda operazione. In treno un signore si accorge che sto leggendo un libro e inizia a parlarmi. Era un libraio di Conegliano, coincidenza. Mentre gli raccontavo la mia storia, vedevo che non faceva le facce degli altri, che mostravano tutti compassione. Lui non era dispiaciuto. Ho capito perché quando mi ha raccontato la sua storia. Era nato semiparalizzato e ci aveva messo 18 anni di fisioterapia per camminare. Ho pensato: io dopo un mese tornerò a fare una vita normale, e mi lamento? Stai zitta e mettiti lì con la testa.<ref name="Nazione"/> *Giocare per una squadra come Conegliano comporta sicuramente grandi responsabilità. Essere qui mi ha fatto crescere. A Conegliano si vuole vincere e quindi noi giocatrici dobbiamo fare di tutto per ottenere risultati.<ref>Dall'intervista di Marco Boldini, ''[https://www.romanews-lasupervisione24.com/index.php/sports/volley-supervision-a-tu-per-tu-con-sarah-fahr/ Volley Supervision – A tu per tu con Sarah Fahr]'', ''romanews-lasupervisione24.com'', 20 maggio 2023.</ref> *A volte si sente gli atleti dire di esser rientrati dagli infortuni anche migliori rispetto a prima. Può sembrare una banalità, ma nel mio caso vi assicuro che è stato vero. L'infortunio ha la capacità di metterti di fronte enormi difficoltà, ma ti permette anche di crescere sotto molti aspetti. Ti dà innanzitutto un sacco di tempo per pensare a cosa vorresti fare, cosa ti rende davvero felice; pensieri che magari, durante una stagione sportiva vissuta tutta di corsa, non avresti avuto il tempo di elaborare. Poi ti permette di lavorare nel dettaglio su particolari che magari prima avevi trascurato; banalmente il bagher e il palleggio, i fondamentali del gioco della pallavolo.<ref name="VW">Dall'intervista ''[https://it.volleyballworld.com/volleyball/competitions/legavolley-femminile-a1-2023/news/dal-buio-allo-scudetto-il-viaggio-di-sarah-fahr Dal buio allo Scudetto: il viaggio di Sarah Fahr]'', ''volleyballworld.com'', 23 novembre 2023.</ref> *{{NDR|«Ma come fa [[Imoco Volley|Conegliano]] a vincere sempre in Italia, anno dopo anno, pur cambiando le giocatrici in squadra e confrontandosi contro avversarie sempre più temibili?»}} Credo che gran parte del merito sia della società, che ogni stagione sceglie le proprie atlete guardando alle caratteristiche che ci rendono complementari; ma anche alle giocatrici come persone, con caratteristiche umane che ci rendano più facile lavorare in gruppo. Il lato umano a volte è davvero sottovalutato, eppure è molto importante quando ci si ritrova a dover passare tanto tempo insieme e inseguire obiettivi di lungo termine.<ref name="VW"/> {{Int|''[https://www.corriere.it/sette/attualita/24_maggio_25/sarah-fahr-intervista-e5932aa1-eeb0-497b-afab-591cf0314xlk.shtml Sarah Fahr: «Nessun infortunio mi fermerà, il mio fidanzato mi ha insegnato a rispettare i tempi del mio corpo. Sto male quando mio fratello dice: "Ti conosco poco"»]''|Dall'intervista di Manuela Croci a ''Sette'', Corriere della Sera; ripubblicato in ''corriere.it'', 25 maggio 2024.}} *Il primo amore? La ginnastica artistica. Avevo solo 5 anni. Per me era tutto. Guardavo il docu-reality con Carlotta Ferlito, mi immaginavo a volteggiare come lei. Stavo bene. A un certo punto il mio fisico ha iniziato a prevalere, ero decisamente più alta delle altre ragazze con cui facevo ginnastica [...] e ho capito che quella non era la mia strada [...] *Sembrava tutto perfetto, ma dopo l'Olimpiade di Tokyo – mentre ero all'Europeo – mi sono fatta male al legamento crociato del ginocchio destro. [...] L'ho presa da subito piuttosto bene, ogni atleta deve mettere in conto di farsi male prima o poi. [...] L'ho presa come un'opportunità per capire chi ero fuori dalla pallavolo. {{NDR|«Cosa ha capito?»}} Che non è sempre tutto o bianco o nero. Che si può godersi un po' la vita pur essendo sportivi di alto livello: ci sono amici, affetti e un mondo da scoprire. E ho capito che ci sono anch'io, che voglio crescere e pensare al mio futuro. *{{NDR|Sull'[[Imoco Volley]]}} Più che una squadra siamo una famiglia: le giocatrici vengono scelte non solo per le loro doti tecniche, si guarda molto all'aspetto umano: c'è la ragazza pazza scatenata, quella più tranquilla, quella che mette pace... si crea un legame e quando finisce una stagione è un disastro. [...] giorni di lacrime. *C'è stato un momento, quando sono uscita da casa, in cui lo sport è stata una via di fuga: sentivo la necessità di lasciare Piombino, era un ambiente che mi stava stretto. Stare lontana e da sola è stato formativo: lo sport è stata la mia scuola di vita. {{Int|''[https://www.gazzetta.it/Volley/17-05-2025/sarah-fahr-intervista-schiaccio-sul-mondo.shtml Sarah Fahr, dalle vittorie con Conegliano alla Nazionale con Velasco: "Schiaccio sul mondo"]''|''gazzetta.it'', 17 maggio 2025.}} *{{NDR|«Vincere sempre è qualcosa cui ci si abitua?»}} Mai, anche perché più lo fai più è difficile mantenere un certo livello, quindi ogni trofeo ha sempre quel gusto in più. E poi diventa sempre più dura: tutti vogliono batterci [...] *[...] ho capito che la vita da atleta e quella da persona "normale" potevano coesistere. Prima non mi concedevo distrazioni. Però non sono cambiata io: resto una persona solare e positiva, un atteggiamento che mi ha aiutata anche nei momenti più difficili, e molto dedita al lavoro. {{NDR|«Che è il tuo "lato tedesco"...»}} E che è stato fondamentale anche solo per uscire di casa a 13 anni, perché sono stata cresciuta con una mentalità molto aperta: da piccola passavo l'estate dai nonni, a 5 anni ho preso il mio primo aereo da sola per andare in Germania. Sono sempre stata autonoma, anche a casa: sapevo di dover fare i compiti, apparecchiare la tavola, pulire la mia stanza. I miei mi hanno cresciuta col senso del dovere: "Se non vai bene a scuola la pallavolo te la scordi!". Perciò sono organizzata, inquadrata, ma ho anche il lato italiano, quello dei nonni e degli zii, del posto in cui sono cresciuta: lo stile di vita, il modo di esprimermi, la gioia, l'essere aperta. Ho un bel mix nel sangue. *[...] a me non piace il termine sacrifici perché la nostra è una vita da privilegiati e dobbiamo sempre ricordarcelo. Sì, è vero, non siamo a casa durante le feste, non vediamo spesso i nostri cari, però lavorare sodo e fare sacrifici è un'altra cosa. E comunque certe vittorie ripagano di tutto. {{NDR|«Anche delle sofferenze che hai patito dopo gli infortuni?»}} Sì, ma nel senso che secondo me alcune cose accadono per una ragione. Prima vivevo tutto con tanto peso addosso e poca leggerezza ma proprio grazie agli infortuni ho scoperto che io in realtà ho bisogno di buttare fuori. Credo di essermi fatta male perché somatizzavo troppo. Tutti parlano del recupero come la parte più difficile, che invece arriva quando rientri e vedi che le cose non ti vengono come prima. Però ci ho lavorato e sono tornata cento volte più sicura di me, ora se sbaglio mi dico ok, fa parte del percorso, sono umana. {{Int|''[https://www.tgcom24.mediaset.it/sport/sarah-fahr-italia-pallavolo-europei-velasco-intervista_115605580-202602k.shtml Sarah Fahr a Tgcom24: "Contro questa Italvolley diventano tutte agguerrite {{!}} Per il futuro sogno un B&B fra le colline"]''|Intervista di Matteo Gentili, ''tgcom24.mediaset.it'', 19 agosto 2026.}} *[[Julio Velasco|Julio]] è [...] bravo nello scegliere le giocatrici più funzionali per i vari ruoli, non necessariamente le più forti. *{{NDR|«Cosa significa indossare la [[Maglia azzurra|maglia dell'Italia]]?»}} Quando canto l'inno chiudo gli occhi o guardo la bandiera. Lì visualizzo i volti dei grandi e dei piccoli, della gente appassionata e di chi non conosce la pallavolo. Mi immagino tutti loro e questo mi fa venire voglia di renderli orgogliosi e di fargli vivere un momento di spensieratezza. Rappresentiamo il sogno di tante persone ed è giusto onorare questo sogno. *[...] ogni nuova [[vittoria]] è una gioia. Una volta entrati nel loop, perdere fa rosicare moltissimo. Per continuare a fare bene è necessario raggiungere un obiettivo, cancellarlo e pensare a quello dopo. Forse questo non è neanche un metodo così salutare: tante cose che ho vinto io non me le sono nemmeno godute. Però in questo modo si entra in un circolo vizioso, si arriva a volersi ripetere sempre di più. Non ci si abitua, vincere è vincere. ===Citazioni non datate=== *I miei genitori sono tedeschi, si erano già trasferiti all'Isola d'Elba, io sono nata in Germania solo per avere la famiglia vicina per il parto. Ma pochi mesi dopo ero già a Piombino... Mio padre faceva lo skipper, una volta partendo dalla Germania superò la Francia, in Spagna caricò mio nonno e poi arrivò fino all'Elba. Io in barca ci sono nata, fino ai 12 anni uscivo anche da sola [...]. Ho scelto la pallavolo perché avevo fifa delle onde grosse.<ref>Citato in Doriano Rabotti, ''[https://sport.quotidiano.net/olimpiadi/sarah-fahr-chi-e-italia-volley-oxd8yili Sarah Fahr, chi è la stella dell'Italvolley: le origini tedesche, il padre skipper e quell'incontro in treno che le cambiò la vita]'', ''sport.quotidiano.net'', 11 agosto 2024.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Fahr, Sarah}} [[Categoria:Pallavolisti italiani]] 9jwzv2jbvj4xcs4ypo3llt7xu4xcr5j 1425912 1425909 2026-09-07T19:23:01Z Danyele 19198 fix 1425912 wikitext text/x-wiki [[File:Sarah Fahr.jpg|thumb|Sarah Fahr nel 2024]] '''Sarah Luisa Fahr''' (2001 – vivente), pallavolista italiana. ==Citazioni di Sarah Fahr== {{cronologico}} *A 4 anni facevo ginnastica artistica. Quando sono diventata troppo alta però l'insegnante non mi faceva più gareggiare, io mi sono arrabbiata e, seguendo un'amica che già faceva pallavolo, ho iniziato così, per caso.<ref>Dall'intervista di Francesca Lenzi, ''[https://web.archive.org/web/20180324161434/https://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2017/08/31/piombino-elba-ero-troppo-alta-e-scelsi-la-pallavolo-quasi-per-rabbia-40.html «Ero troppo alta e scelsi la pallavolo quasi per rabbia»]'', ''Il Tirreno'', 31 agosto 2017.</ref> *Quando ti fai male, ricevi messaggi del tipo "tranquilla, vedrai che tornerai più forte di prima": è proprio vero, perché gli infortuni ti insegnano a tenere la testa alta anche nei momenti più difficili e ti obbligano a percorrere una strada in salita ma che, una volta rientrata, sarà utile per il prosieguo della carriera.<ref>Dall'intervista di Alessandro Garotta, ''[https://www.volleynews.it/sarah-fahr-gli-infortuni-ti-insegnano-a-tenere-sempre-la-testa-alta/ Sarah Fahr: "Gli infortuni ti insegnano a tenere sempre la testa alta"]'', ''volleynews.it'', 25 agosto 2022.</ref> *Al giorno d'oggi il rapporto con il pubblico è fondamentale. Le persone ti vedono come atleta però vogliono sapere di più su di te e sulla persona che sei. Cerco di interagire sempre molto sui social e nella vita reale, mi fermo a fare autografi, saluti o anche due chiacchiere con le persone che incontriamo per strada e che ci fermano.<ref name="Pasquali">Da Valentina Pasquali, ''[https://www.kosmomagazine.it/intervista-alla-pallavolista-sarah-fahr-la-positivita-che-mi-ha-sempre-contraddistinta/ Intervista alla pallavolista Sarah Fahr. "La positività che mi ha sempre contraddistinta!"]'', ''kosmomagazine.it'', 19 ottobre 2022.</ref> *L'unione e il senso di collaborazione sono due aspetti fondamentali in ogni sport di squadra. Nella [[pallavolo]] la squadra è composta da 14 ragazze e diciamo che non è sempre facile andare d'accordo. In qualche modo si riesce sempre, perché abbiamo un obiettivo comune e lavoriamo per questo obiettivo. Quando stiamo in campo diamo tutte il 100% senza pensare alle dinamiche che si possono creare al di fuori del campo, però non nascondo il fatto che quando tutte e 14 vanno d'accordo anche al di fuori questo rappresenta un punto di forza per la squadra perché se c'è un senso di unione anche fuori dal campo è importante.<ref name="Pasquali"/> *A 13 anni ho scelto che sarei stata italiana, sul piano sportivo. In realtà mi sento tutte e due, il tedesco è la prima lingua che ho imparato. Diciamo che la mentalità è tedesca, il modo di vivere italiano al 100%.<ref name="Nazione">Da un'intervista a ''La Nazione'', 22 gennaio 2023; citato in ''[https://www.labrosport.it/volley-sarah-fahr-vuol-riprendersi-la-nazionale/ Volley: Sarah Fahr vuol riprendersi la nazionale]'', ''labrosport.it''.</ref> *La prima volta lo stop {{NDR|per infortunio}} non mi era pesato, anche se fu lunga. Ma dopo la riabilitazione, alla quinta partita con il club di Conegliano mi sono rotta di nuovo lo stesso legamento crociato. E lì mi è crollato il mondo addosso, vedevo tutto nero. Chi mi dice che tornerò come prima, mi chiedevo? [...] Stavo andando a Roma per la seconda operazione. In treno un signore si accorge che sto leggendo un libro e inizia a parlarmi. Era un libraio di Conegliano, coincidenza. Mentre gli raccontavo la mia storia, vedevo che non faceva le facce degli altri, che mostravano tutti compassione. Lui non era dispiaciuto. Ho capito perché quando mi ha raccontato la sua storia. Era nato semiparalizzato e ci aveva messo 18 anni di fisioterapia per camminare. Ho pensato: io dopo un mese tornerò a fare una vita normale, e mi lamento? Stai zitta e mettiti lì con la testa.<ref name="Nazione"/> *Giocare per una squadra come Conegliano comporta sicuramente grandi responsabilità. Essere qui mi ha fatto crescere. A Conegliano si vuole vincere e quindi noi giocatrici dobbiamo fare di tutto per ottenere risultati.<ref>Dall'intervista di Marco Boldini, ''[https://www.romanews-lasupervisione24.com/index.php/sports/volley-supervision-a-tu-per-tu-con-sarah-fahr/ Volley Supervision – A tu per tu con Sarah Fahr]'', ''romanews-lasupervisione24.com'', 20 maggio 2023.</ref> *A volte si sente gli atleti dire di esser rientrati dagli infortuni anche migliori rispetto a prima. Può sembrare una banalità, ma nel mio caso vi assicuro che è stato vero. L'infortunio ha la capacità di metterti di fronte enormi difficoltà, ma ti permette anche di crescere sotto molti aspetti. Ti dà innanzitutto un sacco di tempo per pensare a cosa vorresti fare, cosa ti rende davvero felice; pensieri che magari, durante una stagione sportiva vissuta tutta di corsa, non avresti avuto il tempo di elaborare. Poi ti permette di lavorare nel dettaglio su particolari che magari prima avevi trascurato; banalmente il bagher e il palleggio, i fondamentali del gioco della pallavolo.<ref name="VW">Dall'intervista ''[https://it.volleyballworld.com/volleyball/competitions/legavolley-femminile-a1-2023/news/dal-buio-allo-scudetto-il-viaggio-di-sarah-fahr Dal buio allo Scudetto: il viaggio di Sarah Fahr]'', ''volleyballworld.com'', 23 novembre 2023.</ref> *{{NDR|«Ma come fa [[Imoco Volley|Conegliano]] a vincere sempre in Italia, anno dopo anno, pur cambiando le giocatrici in squadra e confrontandosi contro avversarie sempre più temibili?»}} Credo che gran parte del merito sia della società, che ogni stagione sceglie le proprie atlete guardando alle caratteristiche che ci rendono complementari; ma anche alle giocatrici come persone, con caratteristiche umane che ci rendano più facile lavorare in gruppo. Il lato umano a volte è davvero sottovalutato, eppure è molto importante quando ci si ritrova a dover passare tanto tempo insieme e inseguire obiettivi di lungo termine.<ref name="VW"/> {{Int|''[https://www.corriere.it/sette/attualita/24_maggio_25/sarah-fahr-intervista-e5932aa1-eeb0-497b-afab-591cf0314xlk.shtml Sarah Fahr: «Nessun infortunio mi fermerà, il mio fidanzato mi ha insegnato a rispettare i tempi del mio corpo. Sto male quando mio fratello dice: "Ti conosco poco"»]''|Dall'intervista di Manuela Croci a ''Sette'', Corriere della Sera; ripubblicato in ''corriere.it'', 25 maggio 2024.}} *Il primo amore? La ginnastica artistica. Avevo solo 5 anni. Per me era tutto. Guardavo il docu-reality con Carlotta Ferlito, mi immaginavo a volteggiare come lei. Stavo bene. A un certo punto il mio fisico ha iniziato a prevalere, ero decisamente più alta delle altre ragazze con cui facevo ginnastica [...] e ho capito che quella non era la mia strada [...] *Sembrava tutto perfetto, ma dopo l'Olimpiade di Tokyo – mentre ero all'Europeo – mi sono fatta male al legamento crociato del ginocchio destro. [...] L'ho presa da subito piuttosto bene, ogni atleta deve mettere in conto di farsi male prima o poi. [...] L'ho presa come un'opportunità per capire chi ero fuori dalla pallavolo. {{NDR|«Cosa ha capito?»}} Che non è sempre tutto o bianco o nero. Che si può godersi un po' la vita pur essendo sportivi di alto livello: ci sono amici, affetti e un mondo da scoprire. E ho capito che ci sono anch'io, che voglio crescere e pensare al mio futuro. *{{NDR|Sull'[[Imoco Volley]]}} Più che una squadra siamo una famiglia: le giocatrici vengono scelte non solo per le loro doti tecniche, si guarda molto all'aspetto umano: c'è la ragazza pazza scatenata, quella più tranquilla, quella che mette pace... si crea un legame e quando finisce una stagione è un disastro. [...] giorni di lacrime. *C'è stato un momento, quando sono uscita da casa, in cui lo sport è stata una via di fuga: sentivo la necessità di lasciare Piombino, era un ambiente che mi stava stretto. Stare lontana e da sola è stato formativo: lo sport è stata la mia scuola di vita. {{Int|''[https://www.gazzetta.it/Volley/17-05-2025/sarah-fahr-intervista-schiaccio-sul-mondo.shtml Sarah Fahr, dalle vittorie con Conegliano alla Nazionale con Velasco: "Schiaccio sul mondo"]''|''gazzetta.it'', 17 maggio 2025.}} *{{NDR|«Vincere sempre è qualcosa cui ci si abitua?»}} Mai, anche perché più lo fai più è difficile mantenere un certo livello, quindi ogni trofeo ha sempre quel gusto in più. E poi diventa sempre più dura: tutti vogliono batterci [...] *[...] ho capito che la vita da atleta e quella da persona "normale" potevano coesistere. Prima non mi concedevo distrazioni. Però non sono cambiata io: resto una persona solare e positiva, un atteggiamento che mi ha aiutata anche nei momenti più difficili, e molto dedita al lavoro. {{NDR|«Che è il tuo "lato tedesco"...»}} E che è stato fondamentale anche solo per uscire di casa a 13 anni, perché sono stata cresciuta con una mentalità molto aperta: da piccola passavo l'estate dai nonni, a 5 anni ho preso il mio primo aereo da sola per andare in Germania. Sono sempre stata autonoma, anche a casa: sapevo di dover fare i compiti, apparecchiare la tavola, pulire la mia stanza. I miei mi hanno cresciuta col senso del dovere: "Se non vai bene a scuola la pallavolo te la scordi!". Perciò sono organizzata, inquadrata, ma ho anche il lato italiano, quello dei nonni e degli zii, del posto in cui sono cresciuta: lo stile di vita, il modo di esprimermi, la gioia, l'essere aperta. Ho un bel mix nel sangue. *[...] a me non piace il termine sacrifici perché la nostra è una vita da privilegiati e dobbiamo sempre ricordarcelo. Sì, è vero, non siamo a casa durante le feste, non vediamo spesso i nostri cari, però lavorare sodo e fare sacrifici è un'altra cosa. E comunque certe vittorie ripagano di tutto. {{NDR|«Anche delle sofferenze che hai patito dopo gli infortuni?»}} Sì, ma nel senso che secondo me alcune cose accadono per una ragione. Prima vivevo tutto con tanto peso addosso e poca leggerezza ma proprio grazie agli infortuni ho scoperto che io in realtà ho bisogno di buttare fuori. Credo di essermi fatta male perché somatizzavo troppo. Tutti parlano del recupero come la parte più difficile, che invece arriva quando rientri e vedi che le cose non ti vengono come prima. Però ci ho lavorato e sono tornata cento volte più sicura di me, ora se sbaglio mi dico ok, fa parte del percorso, sono umana. {{Int|''[https://www.tgcom24.mediaset.it/sport/sarah-fahr-italia-pallavolo-europei-velasco-intervista_115605580-202602k.shtml Sarah Fahr a Tgcom24: "Contro questa Italvolley diventano tutte agguerrite {{!}} Per il futuro sogno un B&B fra le colline"]''|Intervista di Matteo Gentili, ''tgcom24.mediaset.it'', 19 agosto 2026.}} *[[Julio Velasco|Julio]] è [...] bravo nello scegliere le giocatrici più funzionali per i vari ruoli, non necessariamente le più forti. *{{NDR|«Cosa significa indossare la [[Maglia azzurra|maglia dell'Italia]]?»}} Quando canto l'inno chiudo gli occhi o guardo la bandiera. Lì visualizzo i volti dei grandi e dei piccoli, della gente appassionata e di chi non conosce la pallavolo. Mi immagino tutti loro e questo mi fa venire voglia di renderli orgogliosi e di fargli vivere un momento di spensieratezza. Rappresentiamo il sogno di tante persone ed è giusto onorare questo sogno. *[...] ogni nuova [[vittoria]] è una gioia. Una volta entrati nel loop, perdere fa rosicare moltissimo. Per continuare a fare bene è necessario raggiungere un obiettivo, cancellarlo e pensare a quello dopo. Forse questo non è neanche un metodo così salutare: tante cose che ho vinto io non me le sono nemmeno godute. Però in questo modo si entra in un circolo vizioso, si arriva a volersi ripetere sempre di più. Non ci si abitua, vincere è vincere. ===Citazioni non datate=== *I miei genitori sono tedeschi, si erano già trasferiti all'Isola d'Elba, io sono nata in Germania solo per avere la famiglia vicina per il parto. Ma pochi mesi dopo ero già a Piombino... Mio padre faceva lo skipper, una volta partendo dalla Germania superò la Francia, in Spagna caricò mio nonno e poi arrivò fino all'Elba. Io in barca ci sono nata, fino ai 12 anni uscivo anche da sola [...]. Ho scelto la pallavolo perché avevo fifa delle onde grosse.<ref>Citato in Doriano Rabotti, ''[https://sport.quotidiano.net/olimpiadi/sarah-fahr-chi-e-italia-volley-oxd8yili Sarah Fahr, chi è la stella dell'Italvolley: le origini tedesche, il padre skipper e quell'incontro in treno che le cambiò la vita]'', ''sport.quotidiano.net'', 11 agosto 2024.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Fahr, Sarah}} [[Categoria:Pallavolisti italiani]] k1wwr27kqppghak9r1ue3ne0t3xwv8s Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1425897 1425646 2026-09-07T14:14:29Z Gaux 18878 Friedrich Overbeck: destub 1425897 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). Le voci ammesse sono: - recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]]; - voci recentemente wikificate; - voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici) AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Friedrich Overbeck]]{{,}} [[24 Ore di Le Mans]]{{,}} [[Mario Donnini]]{{,}} [[Finale del campionato europeo di calcio 1968]]{{,}} [[Immacolata Sirressi]]{{,}} [[Carlo Felice Chiesa]]{{,}} [[Campionato mondiale di calcio 1998]]{{,}} [[Gianni Mura]]{{,}} [[Hena Kurtagić]]{{,}} [[Roberto Beccantini]]{{,}} [[Gaetano Scirea]]{{,}} [[Matteo Marani]]{{,}} [[Adalberto Bortolotti]]{{,}} [[Giovanni Trapattoni]]{{,}} [[Daniele Santarelli]]{{,}} [[Pietro Vierchowod]]{{,}} [[Liam Brady]]{{,}} [[Vladimiro Caminiti]]{{,}} [[Enrico Bertolino]]{{,}} [[Simona Quadarella]]{{,}} [[Giovanni Stroppa]]{{,}} [[Nikolay Karpol]]{{,}} [[Luigi Meroni]]{{,}} [[Adalberto Bortolotti]]{{,}} [[Giorgio Tosatti]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> ff9orqsfun7racg0kxorvbf1r5s512p Wikiquote:SheSaid 2026 4 226621 1425913 1425852 2026-09-07T19:23:37Z Danyele 19198 /* Migliorate */ +1 1425913 wikitext text/x-wiki [[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]] <div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;"> <br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce! </div> [[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]] La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''. A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia. == Partecipanti== # --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST) # --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST) # -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST) == Voci scritte == === Nuove === {{div col | 3}} # [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}} # [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}} # [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}} # [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}} # [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}} # [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}} # [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}} {{div col end}} === Migliorate === {{div col}} # [[Cecilia Zandalasini]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Matilde Villa]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni, sistemazioni # [[Martina Bestagno]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni # [[Sarah Fahr]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni {{div col end}} == Risultati == TBD == Risorse == * [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube * [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women) * [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons) == Edizioni precedenti == * [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]] ==Altri progetti== * [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta] == Dashboard == * [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività == Rassegna stampa == * [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023. * [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023. * [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne. [[Categoria:Campagna SheSaid]] pt4him8tbi3nqod9ccocne8654lgamm 1425924 1425913 2026-09-08T00:48:01Z Danyele 19198 /* Voci scritte */ +1 / +1 1425924 wikitext text/x-wiki [[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]] <div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;"> <br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce! </div> [[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]] La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''. A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia. == Partecipanti== # --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST) # --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST) # -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST) == Voci scritte == === Nuove === {{div col | 3}} # [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}} # [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}} # [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}} # [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}} # [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}} # [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}} # [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}} # [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}} {{div col end}} === Migliorate === {{div col}} # [[Cecilia Zandalasini]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Matilde Villa]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni, sistemazioni # [[Martina Bestagno]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni # [[Sarah Fahr]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni # [[Arianna Errigo]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni {{div col end}} == Risultati == TBD == Risorse == * [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube * [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women) * [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons) == Edizioni precedenti == * [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]] ==Altri progetti== * [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta] == Dashboard == * [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività == Rassegna stampa == * [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023. * [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023. * [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne. [[Categoria:Campagna SheSaid]] gtn9kck788wdaxm9pk7pzxsgxtsb4r3 Alla conquista del West 0 226704 1425886 1425882 2026-09-07T13:06:25Z Spinoziano 2297 1425886 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titoloitaliano = Alla conquista del West |titolo originale = How the West Was Won |tipofiction = serie TV |immagine = James Arness Zeb Macahan 1975.JPG |didascalia = Zeb Macahan (James Arness) in una foto di scena |genere = western |regista = [[Bernard McEveety]] e altri |sceneggiatore = Jim Byrnes e altri |attori = *[[James Arness]]: Zeb Macahan *[[Bruce Boxleitner]]: Luke Macahan *[[Kathryn Holcomb]]: Lara Macahan *[[William Kirby Cullen]]: Josh Macahan *[[Vicki Schreck]]: Jessie Macahan *[[Eva Marie Saint]]: Kate Macahan *[[Fionnula Flanagan]]: Molly Culhane |doppiatori italiani = *[[Giuseppe Rinaldi]]: Zeb Macahan *[[Massimo Giuliani]]: Luke Macahan *[[Emanuela Rossi]]: Lara Macahan *[[Sandro Acerbo]]: Josh Macahan *[[Silvia Tognoloni]]: Jessie Macahan *[[Vittoria Febbi]]: Kate Macahan *[[Maria Pia Di Meo]]: Molly Culhane *[[Pino Locchi]]: voce narrante }} '''''Alla conquista del West''''', serie televisiva statunitense prodotta tra il 1976 e il 1979. ==Prima stagione== ===[[Incipit]]=== {{Incipit serie televisive}} Dicono che il [[West]] fu conquistato con la forza delle armi, ma non è così. Fu conquistato grazie al coraggio della povera gente che spinse i suoi carri sempre più ad Ovest attraverso centinaia di miglia di terre selvagge. Alcuni erano attratti dal miraggio dell'oro, ma la maggior parte dei pionieri era costituita da famiglie spinte dalla speranza di una vita migliore. Questa è la storia di una di quelle famiglie: i Macahans. I figli e le figlie di Kate Macahan scrissero una pagina importante nella storia del West. Ma all'inizio l'unico della famiglia il cui nome era entrato nella leggenda di quelle terre era un uomo forte come una roccia e coraggioso come un leone: il suo nome era Zebulon Macahan. ('''Voce narrante''') ===Episodio 1, ''The Macahans''=== *L'ingegnosità dei pionieri era leggendaria. Quando la natura non provvedeva alle loro necessità quotidiane, essi trovavano il modo di modificarle. In mancanza di mattoni e di assi di legno, si costruivano la casa con i tronchi d'albero. E nelle aride praterie dove non crescevano gli alberi, usavano zolle di terra, erba e fango, e costruivano con questi materiali primitivi delle case fresche d'estate e calde d'inverno, le quali potevano essere ingrandite con il minimo sforzo man mano che la famiglia cresceva. La costruzione di questi rifugi chiamati [[Sod house|soddy]] richiedeva l'unica cosa che al pioniere non mancava: un'inesauribile energia. E così i coloni, la cui giornata cominciava prima dell'alba e finiva molto dopo il tramonto, riuscivano a costruire le loro case nella prateria nel giro di pochi giorni. ('''Voce narrante''') ===Episodio 2, ''Provost Marshall''=== *'''Zeb''': C'è da vergognarsi ad essere bianchi: gli [[Nativi americani|indiani]] le cose le fanno diversamente. Certo, anche loro si facevano la guerra prima che noi arrivassimo nel loro Paese, ma erano guerre regolate dall'onore.<br>'''Lara''': Scotennare tu lo chiami un onore?<br>'''Zeb''': Be', c'erano solo un paio di tribù del nord che praticavano il rito dello [[scalpo]], ma c'è voluto l'uomo bianco per insegnare agli indiani a praticarlo su larga scala. *Gli americani, per generazioni, avevano guardato all'indiano come al nobile pellerossa, innocente creatura, puro come la terra selvaggia in cui viveva; oppure come a un selvaggio la cui crudeltà non aveva limiti. Ma erano tutte e due concezioni sbagliate: l'indiano, come qualsiasi altro uomo o nazione, era un insieme di molte qualità. Prima che le sue terre gli venissero strappate e la sua gente decimata, era un fedele amico dell'uomo bianco. ('''Voce narrante''') ==Voci correlate== *''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Serie televisive western]] kb4grr0a1j2hz8gltr764uv5cawswbt Camillo Laderchi 0 226707 1425888 2026-09-07T13:53:50Z Gaux 18878 Camillo Laderchi 1425888 wikitext text/x-wiki '''Camillo Laderchi''' (1800 – 1867), giurista, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Camillo Laderchi== *La potenza dell'artista si moltiplica, per così dire, nell'[[Friedrich Overbeck|Overbeck]], e tocca il grado supremo, per l'armonia ed unità dello scopo; cui tendono i lavori e la vita. Tutte le volte ch'io entro nel suo studio mi sembra di porre il piede in una specie di santuario. Gli oggetti che lo riempiono, la persona sua, le sue parole, tutto spira un profumo di divozione tale, che mi sembra, nell'uscirne; di trovarmi miglior di quel ch'era quando v'entrai.<ref>Da ''Sulla vita e sulle opere di Federico Overbeck'', p. 23.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Laderchi, Colombo}} [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] olffbdbufk4gti1dup8wy909s39xozz 1425889 1425888 2026-09-07T13:57:33Z Gaux 18878 riferimenti bibliografici 1425889 wikitext text/x-wiki '''Camillo Laderchi''' (1800 – 1867), giurista, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Camillo Laderchi== *La potenza dell'artista si moltiplica, per così dire, nell'[[Friedrich Overbeck|Overbeck]], e tocca il grado supremo, per l'armonia ed unità dello scopo; cui tendono i lavori e la vita. Tutte le volte ch'io entro nel suo studio mi sembra di porre il piede in una specie di santuario. Gli oggetti che lo riempiono, la persona sua, le sue parole, tutto spira un profumo di divozione tale, che mi sembra, nell'uscirne; di trovarmi miglior di quel ch'era quando v'entrai.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laderchi-overbeck/mode/1up Sulla vita e sulle opere di Federico Overbeck]'', Tipografia Menicanti, Roma, 1848, p. 23.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Laderchi, Colombo}} [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] h789phdtyf780dkn4cc0sexlemday0l 1425890 1425889 2026-09-07T14:00:50Z Gaux 18878 /* Citazioni di Camillo Laderchi */ sic forma desueta 1425890 wikitext text/x-wiki '''Camillo Laderchi''' (1800 – 1867), giurista, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Camillo Laderchi== *La potenza dell'artista si moltiplica, per così dire, nell'[[Friedrich Overbeck|Overbeck]], e tocca il grado supremo, per l'armonia ed unità dello scopo; cui tendono i lavori e la vita. Tutte le volte ch'io entro nel suo studio mi sembra di porre il piede in una specie di santuario. Gli oggetti che lo riempiono, la persona sua, le sue parole, tutto spira un profumo di {{sic|divozione}} tale, che mi sembra, nell'uscirne; di trovarmi miglior di quel ch'era quando v'entrai.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laderchi-overbeck/mode/1up Sulla vita e sulle opere di Federico Overbeck]'', Tipografia Menicanti, Roma, 1848, p. 23.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Laderchi, Colombo}} [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 9vsejpuuhpvqurajb4l1r8e1r8wpydy 1425892 1425890 2026-09-07T14:07:34Z Gaux 18878 /* Citazioni di Camillo Laderchi */ altra su Overbeck 1425892 wikitext text/x-wiki '''Camillo Laderchi''' (1800 – 1867), giurista, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Camillo Laderchi== *La potenza dell'artista si moltiplica, per così dire, nell'[[Friedrich Overbeck|Overbeck]], e tocca il grado supremo, per l'armonia ed unità dello scopo; cui tendono i lavori e la vita. Tutte le volte ch'io entro nel suo studio mi sembra di porre il piede in una specie di santuario. Gli oggetti che lo riempiono, la persona sua, le sue parole, tutto spira un profumo di {{sic|divozione}} tale, che mi sembra, nell'uscirne; di trovarmi miglior di quel ch'era quando v'entrai.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laderchi-overbeck/mode/1up Sulla vita e sulle opere di Federico Overbeck]'', Tipografia Menicanti, Roma, 1848, p. 23.</ref> *{{NDR|Friedrich Overbeck}} Pensando alle parole, che udii dal suo labbro, non mi scorderò mai di quelle, che fur, delle prime, sull'efficacia della pittura, considerata come istromento di perfezionamento morale, più potente fors'anche, diceva, della parola predicata; poichè questa parla alla ragione, quella al cuore e all'immaginazione; questa suppone il dubbio e la negazione; che combatte con polemica più o meno manifesta; quella non ne ammette di sorte alcuna, ed espone le verità mistiche come effettiva realtà. L'accento di persuasione, con cui proferiva cotesta sua dottrina, rivelava bastantemente una convinzione già antica e meditata.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laderchi-overbeck/mode/1up Sulla vita e sulle opere di Federico Overbeck]'', Tipografia Menicanti, Roma, 1848, p. 24.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Laderchi, Colombo}} [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 7m37izlymp8yxwtcof5fj863lcb3fbt 1425893 1425892 2026-09-07T14:08:55Z Gaux 18878 /* Citazioni di Camillo Laderchi */ wlink e NDR 1425893 wikitext text/x-wiki '''Camillo Laderchi''' (1800 – 1867), giurista, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Camillo Laderchi== *La potenza dell'artista si moltiplica, per così dire, nell'[[Friedrich Overbeck|Overbeck]], e tocca il grado supremo, per l'armonia ed unità dello scopo; cui tendono i lavori e la vita. Tutte le volte ch'io entro nel suo studio mi sembra di porre il piede in una specie di santuario. Gli oggetti che lo riempiono, la persona sua, le sue parole, tutto spira un profumo di {{sic|divozione}} tale, che mi sembra, nell'uscirne; di trovarmi miglior di quel ch'era quando v'entrai.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laderchi-overbeck/mode/1up Sulla vita e sulle opere di Federico Overbeck]'', Tipografia Menicanti, Roma, 1848, p. 23.</ref> *{{NDR|Friedrich Overbeck}} Pensando alle parole, che udii dal suo labbro, non mi scorderò mai di quelle, che fur, delle prime, sull'efficacia della [[pittura]], considerata come {{sic|istromento}} di perfezionamento morale, più potente fors'anche, diceva, della parola predicata; poiché questa parla alla ragione, quella al cuore e all'immaginazione; questa suppone il dubbio e la negazione; che combatte con polemica più o meno manifesta; quella non ne ammette di sorte alcuna, ed espone le verità mistiche come effettiva realtà. L'accento di persuasione, con cui proferiva cotesta sua dottrina, rivelava bastantemente una convinzione già antica e meditata.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laderchi-overbeck/mode/1up Sulla vita e sulle opere di Federico Overbeck]'', Tipografia Menicanti, Roma, 1848, p. 24.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Laderchi, Colombo}} [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 39qy9h6y4efb5kv3gyg4az1jpoqa0ho 1425903 1425893 2026-09-07T14:49:23Z Gaux 18878 Cesare Cantù: citazioni su 1425903 wikitext text/x-wiki '''Camillo Laderchi''' (1800 – 1867), giurista, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Camillo Laderchi== *La potenza dell'artista si moltiplica, per così dire, nell'[[Friedrich Overbeck|Overbeck]], e tocca il grado supremo, per l'armonia ed unità dello scopo; cui tendono i lavori e la vita. Tutte le volte ch'io entro nel suo studio mi sembra di porre il piede in una specie di santuario. Gli oggetti che lo riempiono, la persona sua, le sue parole, tutto spira un profumo di {{sic|divozione}} tale, che mi sembra, nell'uscirne; di trovarmi miglior di quel ch'era quando v'entrai.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laderchi-overbeck/mode/1up Sulla vita e sulle opere di Federico Overbeck]'', Tipografia Menicanti, Roma, 1848, p. 23.</ref> *{{NDR|Friedrich Overbeck}} Pensando alle parole, che udii dal suo labbro, non mi scorderò mai di quelle, che fur, delle prime, sull'efficacia della [[pittura]], considerata come {{sic|istromento}} di perfezionamento morale, più potente fors'anche, diceva, della parola predicata; poiché questa parla alla ragione, quella al cuore e all'immaginazione; questa suppone il dubbio e la negazione; che combatte con polemica più o meno manifesta; quella non ne ammette di sorte alcuna, ed espone le verità mistiche come effettiva realtà. L'accento di persuasione, con cui proferiva cotesta sua dottrina, rivelava bastantemente una convinzione già antica e meditata.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laderchi-overbeck/mode/1up Sulla vita e sulle opere di Federico Overbeck]'', Tipografia Menicanti, Roma, 1848, p. 24.</ref> ==Citazioni su Camillo Laderchi== *Fu di statura piccola e snella, di occhio vivacissimo, di facile sorriso, di parlar grazioso; ed era bello il confrontare la dolcezza del far suo, colla forza delle sue convinzioni. Agli scolari, quanto venerato per scienza, tanto rendeasi caro per affabilità, e chiara e gioconda esposizione. ([[Cesare Cantù]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Laderchi, Colombo}} [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] r2l17qep0ewxoy8rxk4vgo7s5y0i9fa 1425904 1425903 2026-09-07T14:57:48Z Gaux 18878 no stub 1425904 wikitext text/x-wiki '''Camillo Laderchi''' (1800 – 1867), giurista, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Camillo Laderchi== *La potenza dell'artista si moltiplica, per così dire, nell'[[Friedrich Overbeck|Overbeck]], e tocca il grado supremo, per l'armonia ed unità dello scopo; cui tendono i lavori e la vita. Tutte le volte ch'io entro nel suo studio mi sembra di porre il piede in una specie di santuario. Gli oggetti che lo riempiono, la persona sua, le sue parole, tutto spira un profumo di {{sic|divozione}} tale, che mi sembra, nell'uscirne; di trovarmi miglior di quel ch'era quando v'entrai.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laderchi-overbeck/mode/1up Sulla vita e sulle opere di Federico Overbeck]'', Tipografia Menicanti, Roma, 1848, p. 23.</ref> *{{NDR|Friedrich Overbeck}} Pensando alle parole, che udii dal suo labbro, non mi scorderò mai di quelle, che fur, delle prime, sull'efficacia della [[pittura]], considerata come {{sic|istromento}} di perfezionamento morale, più potente fors'anche, diceva, della parola predicata; poiché questa parla alla ragione, quella al cuore e all'immaginazione; questa suppone il dubbio e la negazione; che combatte con polemica più o meno manifesta; quella non ne ammette di sorte alcuna, ed espone le verità mistiche come effettiva realtà. L'accento di persuasione, con cui proferiva cotesta sua dottrina, rivelava bastantemente una convinzione già antica e meditata.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laderchi-overbeck/mode/1up Sulla vita e sulle opere di Federico Overbeck]'', Tipografia Menicanti, Roma, 1848, p. 24.</ref> ==Citazioni su Camillo Laderchi== *Fu di statura piccola e snella, di occhio vivacissimo, di facile sorriso, di parlar grazioso; ed era bello il confrontare la dolcezza del far suo, colla forza delle sue convinzioni. Agli scolari, quanto venerato per scienza, tanto rendeasi caro per affabilità, e chiara e gioconda esposizione. ([[Cesare Cantù]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Laderchi, Colombo}} [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] s7s1vp0ghd24whnk22hjha76cp6035t Discussioni utente:Lguerzon 3 226708 1425900 2026-09-07T14:41:08Z M7 14 M7 ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Lguerzon]] a [[Discussioni utente:Lguerzon91]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Lguerzon|Lguerzon]]" a "[[Special:CentralAuth/Lguerzon91|Lguerzon91]]" 1425900 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Discussioni utente:Lguerzon91]] 8nxc2ns5ttcgllgueux6okqws01jbj6 Martina Favaretto 0 226709 1425922 2026-09-08T00:38:19Z Danyele 19198 Creata pagina con "[[File:Fencing at the 2018 Summer Youth Olympics – Girls' foil medal ceremony 057 (cropped).jpg|thumb|Martina Favaretto nel 2018]] '''Martina Favaretto''' (2001 – vivente), schermitrice italiana. ==Citazioni di Martina Favaretto== *Con [[Arianna Errigo|Arianna]] abbiamo tirato tantissime volte in questi anni. A volte ho vinto io, a volte ha vinto lei. È sempre stata una sfida difficile. La prima volta che l'ho battuta è stato emozionante, per il fatto di essere ri..." 1425922 wikitext text/x-wiki [[File:Fencing at the 2018 Summer Youth Olympics – Girls' foil medal ceremony 057 (cropped).jpg|thumb|Martina Favaretto nel 2018]] '''Martina Favaretto''' (2001 – vivente), schermitrice italiana. ==Citazioni di Martina Favaretto== *Con [[Arianna Errigo|Arianna]] abbiamo tirato tantissime volte in questi anni. A volte ho vinto io, a volte ha vinto lei. È sempre stata una sfida difficile. La prima volta che l'ho battuta è stato emozionante, per il fatto di essere riuscita a competere con uno dei miei idoli.<ref>Dall'intervista di Matteo Gentili, ''[https://www.tgcom24.mediaset.it/sport/martina-favaretto-oro-mondiali-fioretto-scherma-intervista_115221225-202602k.shtml La fiorettista Martina Favaretto a Tgcom24: "L'oro mondiale è un sogno {{!}} La scherma non è tutto, voglio anche la toga"]'', ''tgcom24.mediaset.it'', 6 agosto 2026.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Favaretto, Martina}} [[Categoria:Schermidori italiani]] p5ewrlu8yzs57hzakilxhza1xcbxyu8 Giochi della XXXII Olimpiade 0 226710 1425928 2026-09-08T01:07:45Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Fogos durante a abertura de Tóquio 2020.jpg|thumb|La cerimonia di apertura dei Giochi della XXXII Olimpiade di Tokyo, 23 luglio 2021]] Citazioni sui '''Giochi della XXXII Olimpiade''', svoltisi a Tokyo nel 2021. *L'Olimpiade senza pubblico sinceramente mi mette tristezza devo essere onesta, la sensazione di entrare la mattina nel palazzetto e vedere tutto pieno, sentire il boato di tante persone è bello, e noi non siamo abituati, noi facciamo..." 1425928 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Fogos durante a abertura de Tóquio 2020.jpg|thumb|La cerimonia di apertura dei Giochi della XXXII Olimpiade di Tokyo, 23 luglio 2021]] Citazioni sui '''Giochi della XXXII Olimpiade''', svoltisi a Tokyo nel 2021. *L'Olimpiade senza pubblico sinceramente mi mette tristezza devo essere onesta, la sensazione di entrare la mattina nel palazzetto e vedere tutto pieno, sentire il boato di tante persone è bello, e noi non siamo abituati, noi facciamo scherma ed è difficile vivere un'emozione del genere, aspettiamo quattro anni anche per il contesto. ([[Arianna Errigo]]) ==Voci correlate== *[[Giochi olimpici]] *[[Pandemia di COVID-19]] *[[Tokyo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante i|preposizione=sui}} {{S}} [[Categoria:Competizioni sportive]] [[Categoria:Eventi degli anni 2020]] [[Categoria:Sport in Giappone]] 5pkzcrfxznal4bfmzpi4uw96fyuscug Sankt Goar 0 226711 1425936 2026-09-08T11:29:05Z Marcella Medici (BEIC) 84396 creazione voce 1425936 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Asbach (ship, 1996) 001.jpg|thumb|Sankt Goar]] Citazioni su '''Sankt Goar'''. *Come uscivamo il dì appresso dalle rive di San Goar, ecco poco oltre grandeggiarci sugli occhi quel castello che avevamo già contemplato da San Goar, ma non più tale quale allor ei comparve. Siede a diritta il borgo di Welmich: e questo e il castello prendono quasi rilievo dal prospetto di una superba gradazione di monti, appiè de' quali caccia se stessa in fuori una serpeggiante lingua di terra: i folti alberi di che è inghirlandata, spandono deliziosi e mobili padiglioni sopra le acque. Ma tutto ciò tacque entro e d'intorno a noi alla pittoresca eloquenza della stessa San Goar veduta di contro la corrente, e quasi a rovescio: eravi il patetico caratteristico di questo sito, eravi inoltre un non so che di più vario e di più grande. ([[Aurelio Bertola de' Giorgi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Città della Germania]] ss3ugqk01rlwxoeqt43ojo0ch0mm3xg