Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.19 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Aristotele 0 83 1426286 1366251 2026-09-12T13:54:13Z Micione 5365 +1 1426286 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Aristotle 1.jpg|thumb|Aristotele]] '''Aristotele''' (384/3 – 322 a.C.), filosofo greco antico. ==Citazioni di Aristotele== *[...] anche la vita (come il dramma) è fondata sull'azione, e lo scopo della vita è un'azione e non una condizione. I caratteri determinano la differenza, ma l'azione la felicità o la sventura.<ref>Citato in [[Hugo von Hofmannsthal]], ''L'ignoto che appare, Scritti 1891 – 1914'', a cura di [[Gabriella Bemporad]], traduzione di Gabriella Bemporad, Adelphi, Milano, 1991, p. 95. ISBN 88-459-0713-9</ref> *Si deve dunque [[Filosofia|filosofare]], oppure congedarsi dalla vita e dipartirsi di qui; perché ogni altra cosa appare soltanto chiacchiera insensata e vana diceria.<ref>Da ''Protreptico o Esortazione alla filosofia'', B110, traduzione di [[Diego Fusaro]]. </ref> *Chi si accinge a diventare un buon capo deve prima essere stato sotto un capo.<ref>Citato in Giuseppe Bellandi ''Il talento del leader: crescere nella vita professionale e personale'', p. 153.</ref> *Chiunque può arrabbiarsi, questo è facile; ma arrabbiarsi con la persona giusta, e nel grado giusto, ed al momento giusto, e per lo scopo giusto, e nel modo giusto: questo non è nelle possibilità di chiunque e non è facile.<ref>Citato in Michele Carbone, [https://www.google.it/books/edition/Verso_il_crollo_dell_impero/sJGMCwAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&dq=Chiunque+pu%C3%B2+arrabbiarsi,+questo+%C3%A8+facile%3B+ma+arrabbiarsi+con+lapersona+giusta,+e+nel+grado+giusto,+ed+al+momento+giusto,+e+per+loscopo+giusto,+e+nel+modo+giusto:+questo+non+%C3%A8+nelle+possibilit%C3%A0+dichiunque+e+non+%C3%A8+facile.&pg=PT54&printsec=frontcover Verso il crollo dell’impero: Tempus edax rerum], ISBN 9788869500190</ref> *Contro chi solleva delle obiezioni a proposito di tutto bisogna schierarsi con ogni mezzo.<ref name=Organon>Da ''Organon''.</ref> *Così ogni azione dipende da una o più delle seguenti sette cause: le possibilità, la natura, le costrizioni, l'abitudine, il ragionamento, la rabbia e l'appetito.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 62. ISBN 9788858014165</ref> *Dunque, è meglio, come ben si vede, che la proprietà sia privata, ma si faccia comune nell'uso: abituare i cittadini a tale modo di pensare è compito particolare del legislatore.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'economia'', traduzione di Olga Amagliani e Martina Dominici, Gribaudo, 2018, p. 21. ISBN 9788858014158</ref> *E alcuni affermano che l'anima è mescolata proprio nell'universo, per cui – forse – anche [[Talete]] ritenne che tutte le cose sono piene di [[dèi|dei]].<ref name=anima>Da ''Sull'anima''.</ref> *E sembra che anche [[Talete]] – secondo quanto tramandato – abbia supposto che l'anima sia qualcosa di motore, se davvero egli disse che il magnete possiede anima, dato che muove il ferro.<ref name=anima/> *Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la vera felicità.<ref>Citato in Luciano Verdone, ''Un brindisi con Socrate'', p. 19.</ref> *Essere irragionevoli è un diritto umano.<ref>Citato in Fabio Cappelli, ''Diventare giovani'', p. 79.</ref> :''Deficere est iuris gentium''. *Gli inferiori si ribellano per ottenere l'uguaglianza e coloro che hanno ottenuto l'uguaglianza si ribellano per ottenere dei privilegi.<ref>Da ''Politica e Costituzione di Atene''.</ref> *{{NDR|Sui pitagorici}} Hanno visto nei numeri gli attributi e i rapporti delle scale musicali.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della fisica'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2021, p. 167. ISBN 9788858029589</ref> *Il discorso falso trae le mosse da una falsa premessa.<ref>''Analitica priora'', 66a, 16.</ref> :''Ο δέ ψευδής λόγος γίνεται παρά τό πρώτον ψέυδος''. *Il [[proverbio]] è un avanzo dell'antica filosofia, conservatosi fra molte rovine per la sua brevità ed opportunità.<ref>Citato in Giulio Franceschi, ''Proverbi e modi proverbiali italiani''.</ref> *In tutte le realtà [[Natura|naturali]] v'è qualcosa di meraviglioso.<ref>Da ''Le parti degli animali'', I, 645a, in ''Opere biologiche'', a cura di Diego Lanza e Mario Vegetti, UTET, 1971.</ref> *La cultura è il miglior viatico per la vecchiaia.<ref>Citato in Diogene Laerzio, ''Vite dei filosofi''Aristotele, V, 21; citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> *La cultura è un ornamento nella buona sorte ma un rifugio nell'avversa.<ref name=Laerzio>Citato in Diogene Laerzio, ''Vite dei filosofi''.</ref> *La [[dignità]] non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli.<ref>Citato in Marcello Marino, ''Leadership filosofica'', Morlacchi editore, Perugia, 2008, p. 56.</ref> *La sfortuna rivela quelli che non sono effettivamente [[Amicizia|amici]], ma che lo sono stati solo per interesse: il tempo rileva entrambi.<ref>Da ''Etica Eudemia'', VII, 1238a, 20.</ref> *La società politica esiste per perseguire azioni nobili e non per pura compagnia.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della politica'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2018, p. 12. ISBN 9788858019429</ref> *Le radici della cultura sono amare, ma i frutti sono dolci.<ref name=Laerzio/> *Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il [[tempo libero]].<ref>Citato in Marcello Marino, ''Leadership filosofica''.</ref> *Lo studio è la migliore previdenza per la vecchiaia.<ref>Citato in ''Nuova antologia'', Volume 187, p. 5.</ref> *Nel concepire un ideale possiamo presumere quel che vogliamo, ma dovremmo evitare le impossibilità.<ref>Citato in [[Aldous Huxley]], ''L'isola'', traduzione di Bruno Oddera, Oscar Mondadori, 1977, p. 11.</ref> *Non bisogna dunque porre ad un qualsiasi scienziato ogni possibile domanda, né uno scienziato dovrà rispondere a ogni domanda su qualsiasi argomento.<ref>Da ''Analitici Secondi''.</ref> *Non s'ha da cercare se [[anima e corpo|l'anima e il corpo]] sono uno, come non lo si fa per la cera e la impronta.<ref>Da ''Dell'anima'', II, 412b.</ref> *Non si deve nutrire un infantile disgusto verso lo studio dei viventi più umili: [...] occorre affrontare senza disgusto l'indagine su ognuno degli animali, giacché in tutti vi è qualche cosa di naturale e di bello.<ref>Da ''Parti degli animali'', I, 5, 15, Bari, 1973; citato in Gino Ditadi, ''Introduzione: L'animale buono da pensare'', in ''I filosofi e gli animali'', vol. 1, Isonomia editrice, Este, 1994, p. 36. ISBN 88-85944-12-4</ref> *Non si potrà mai dimostrare una proposizione di una certa [[scienza]] mediante un'altra scienza.<ref name=Organon/> *Ogni azione prodotta dalla natura, per natura non può essere migliore.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 59. ISBN 9788858014165</ref> *{{NDR|Sugli [[assioma|assiomi]]}} Proposizioni immediate che occorre necessariamente conoscere per apprendere qualche cosa.<ref>Da ''Anal. Post.'', I, 2 (9); citato in Federico Enriques, ''[https://www.treccani.it/enciclopedia/assioma_%28Enciclopedia-Italiana%29/ Assioma]'', in ''Enciclopedia italiana'', Istituto dell'enciclopedia italiana, Roma, 1930.</ref> *Quale vantaggio hanno i bugiardi? Che quando dicono la verità non sono creduti.<ref>Citato in Mario Grasso, ''Punti di vista. Raccolta di pensieri profondi, gemme di saggezza, paradossi''.</ref> *Pensate da uomini saggi, ma parlate come la gente comune.<ref>Citato in Luciano Verdone, ''Un brindisi con Socrate''.</ref> *Prima bisogna vivere, e dopo si può filosofare.<ref>Citato in Giovanni Chimirri, ''Trattato filosofico sulla libertà. Etica della persona e teoria dell'agire''.</ref> *{{NDR|Sul [[sillogismo]]}} Ragionamento nel quale, poste alcune premesse, deriva da queste, e in forza di queste, necessariamente qualcosa d'altro.<ref>Da ''Analitici primi'', I, 24 b, 18; citato in Guido Calogero, ''[https://www.treccani.it/enciclopedia/sillogistica_(Enciclopedia-Italiana)/ Sillogistica]'', in ''Enciclopedia Italiana'', Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma, 1936.</ref> *Sanza tristizia è la morte ch'è ne la vecchiezza.<ref>Da ''De iuventute et senectute''; citato in [[Dante Alighieri]], ''Convivio'', {{Source|Convivio/Trattato quarto|sanza tristizia|Trattato IV, capitolo XXVIII, 4}}</ref> *Sedendo e riposando, l'anima diventa sapiente.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 562.</ref> :''Sedendo et quiescendo anima efficitur sapiens''. ===Attribuite=== *Cos'è un [[Amicizia|amico]]? Una singola [[anima]] che vive in due corpi. :Citato in modo non esplicito in [[Diogene Laerzio]], ''Vite dei filosofi'': "Interrogato che cosa sia un amico, rispose: «Un'anima sola in due corpi»" (V, 20). *Gli Ateniesi hanno inventato il frumento e le leggi: del frumento hanno poi sempre fatto uso, delle leggi mai. :Citato in modo non esplicito in [[Diogene Laerzio]], ''Vite dei filosofi'': "Non si stancava di ripetere ad ogni occasione che gli Ateniesi avevano inventato frumento e leggi e che del frumento facevano uso, delle leggi no" (V, 17). *Gli uomini colti sono superiori agli incolti nella stessa misura in cui i vivi sono superiori ai morti. :Citato in modo non esplicito in [[Diogene Laerzio]], ''Vite dei filosofi'': "Gli fu domandato quanto differiscano gli uomini colti dagli incolti e la sua risposta fu: «Tanto, quanto i vivi dai morti»" (V, 19). *La [[bellezza]] è il dono di [[Dio]]. :Citato in modo non esplicito in [[Diogene Laerzio]], ''Vite dei filosofi'': "Aristotele definì la bellezza fisica dono di dio" (V, 19). *La [[bellezza]] è la miglior lettera di raccomandazione. :Citato in modo non esplicito in [[Diogene Laerzio]], ''Vite dei filosofi'': "Era solito dire che la bellezza vale più di qualsiasi lettera di raccomandazione" (V, 18); tuttavia, secondo Laerzio, altri attribuiscono tale definizione a [[Diogene di Sinope|Diogene]]. *La gratitudine è un sentimento che invecchia presto. :Citato in modo non esplicito in [[Diogene Laerzio]], ''Vite dei filosofi'': "Interrogato su che cosa invecchi presto, rispondeva: «La gratitudine»" (V, 18). *La speranza è un sogno ad occhi aperti. :Citato in modo non esplicito in [[Diogene Laerzio]], ''Vite dei filosofi'': "Gli fu chiesto che cosa sia la speranza e la sua risposta fu: «Sogno di uomo sveglio»" (V, 18). *Tra corpo e anima vige un rapporto materia-forma, come se l'anima fosse la vera forma del corpo. Chiedersi se corpo e anima siano la stessa cosa è una domanda priva di senso: è come domandarsi se sono la stessa cosa la cera e la forma della candela. :È in realtà una citazione di [[Luciano De Crescenzo]], ''Storia della filosofia greca. Da Socrate in poi'', Mondadori, 1988. La seconda parte corrisponde a ''Dell'anima'', II, 412b ([[#anima|vedi]]). *Uno stato è governato meglio da un uomo ottimo che da una ottima legge. :Aristotele non afferma ciò, ma pone piuttosto la questione «se è più conveniente essere governati dall'uomo migliore o dalle leggi migliori» (''Politica'', III, 15, 1286a). Nella citazione errata in lingua inglese, lo "stato" è sostituito una "città": «''It is better for a city to be governed by a good man, than by good laws''.» ==''Etica Nicomachea''== ===[[Incipit]]=== Ogni arte e ogni indagine, come pure ogni azione e scelta, a quanto si crede, persegue un qualche bene, e per questo il bene è stato definito, in modo appropriato, come ciò cui tutto tende. Ma appare evidente che vi è una certa differenza tra i fini: alcuni sono attività, altri sono opere che stanno al di là di quelle, e, quando si danno dei fini al di là dell'azione, in questo caso le opere sono migliori delle attività. {{NDR|Aristotele, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}7oqxDwAAQBAJ Etica Nicomachea]'', traduzione di Carlo Natali, in ''Opere'', vol. VI, Laterza, Bari, 2019. ISBN 9788858135976}} ===Citazioni=== <!-- In ordine di capitolo --> *[[Platone]] è mio amico, ma la [[verità]] è ancora più mia amica. (I, 6, 1)<ref>Citato in ''Medioevo, Volume 16'', Università di Padova. Centro per ricerche di filosofia medioevale.</ref> :''Amicus Plato, sed magis amica veritas''. *Noi diciamo dunque che è più perfetto il fine che si persegue di per se stesso che non quello che si persegue per un altro motivo e che ciò che non è scelto mai in vista d'altro è più perfetto dei beni scelti contemporaneamente per se stessi e per queste altre cose, e insomma il bene perfetto è ciò che deve esser sempre scelto di per sé e mai per qualcosa d'altro. Tali caratteristiche sembra presentare soprattutto la felicità; infatti noi la desideriamo sempre di per se stessa e mai per qualche altro fine; mentre invece l'onore e il piacere e la ragione e ogni altra virtù li perseguiamo bensì di per se stessi (infatti se anche essi dovessero esser privi di ulteriori effetti, noi desidereremmo ugualmente ciascuno di essi), tuttavia li scegliamo anche in vista della felicità, immaginando di poter esser felici attraverso questi mezzi. (I, 7, 1097a-b) *Come nelle [[Giochi olimpici antichi|Olimpiadi]] sono incoronati non i più belli e i più forti, ma quelli che partecipano alla gara (e tra di essi infatti vi sono i vincitori), così nella vita chi agisce giustamente diviene partecipe del bello e del buono. (I, 8, 1099a) *Le [[virtù]] noi le acquistiamo se prima ci siamo esercitati, come accade anche nelle arti. Ciò che infatti dobbiamo fare quando le abbiamo imparate, ciò lo impariamo attraverso la [[pratica]]. (II, 1, 1103a)<ref>Riportata spesso come: «Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo».</ref> *L'[[errore]] avviene in molti modi (infatti il male è proprio dell'infinito, come raffigurano i Pitagorici, mentre il bene è proprio del finito), mentre l'esser retti avviene in un sol modo. (II, 6, 1106b) *È cosa propria di ciascuno e facile l'adirarsi, il donar denaro e lo spendere: invece il sapere con chi e quanto e quando e perché e come si deve far ciò, questo non è né proprio di ciascuno, né facile. (II, 9, 1109a) *Nessuno incolpi un uomo di essere brutto. (III, 5).<ref name="sordi">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> *Sembra che il millantatore sia uno che simuli cose illustri, che in realtà non possiede, o maggiori di quelle che possiede; l'ironico al contrario nega d'avere ciò che ha e cerca di diminuirlo. (IV, 7, 1127a) *Della verecondia non conviene parlare come di una virtù: infatti essa è più simile ad un sentimento che non a una disposizione d'animo. (IV, 9, 1128b) *La giustizia è la virtù più efficace, e né la stella della sera, né quella del mattino sono così meravigliose, e citando il proverbio diciamo: nella giustizia ogni virtù si raccoglie in una sola. Ed è una virtù perfetta al più alto grado perché chi la possiede è in grado di usare la virtù anche verso gli altri e non soltanto verso se stesso. (V, I, 1129b) *Sarebbe assurdo [...] se qualcuno credesse che fosse la più eccellente o la politica o la saggezza, a meno che l'uomo non sia l'essere migliore del mondo. [...] Infatti vi sono altre cose molto più divine dell'uomo per natura, come le splendidissime luci di cui si compone il mondo. (VI, 7, 1141a-b) *Non è possibile essere virtuosi senza la saggezza, né essere saggi senza la virtù etica (VI, 13) *Senza amici nessuno sceglierebbe di vivere, anche se avesse tutti gli altri beni. (VIII, 1) *Facciamo [[pace e guerra|guerra]] per essere poi in [[pace e guerra|pace]]. (X, 7, 1177b) *Il non risentirsi delle offese è da uomo vile e schiavo.<ref>Citato in [[Giovanni Papini]], ''Storia di Cristo''.</ref> *La virtù è in nostro potere, al pari del vizio, poiché quando agire è in nostro potere è in nostro potere anche il non agire.<ref>Citato in ''Come funziona la filosofia'', a cura di Marcus Weeks, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2020, p. 181. ISBN 9788858025598</ref> *Non è possibile o non è facile mutare col ragionamento ciò che da molto tempo si è impresso nel carattere. ==''Fisica''== *E poiché il [[tempo]] è misura [...] del [[movimento]] e dell'esser mosso, il tempo misura il movimento con il determinare un certo movimento che misurerà l'intero, così come il cubito misura la lunghezza con il determinare una certa grandezza che misurerà l'intero. Per il movimento «essere nel tempo» è essere misurato [...]. (IV, 11, 217-221<ref>Citato in Paolo Agnoli, ''Il senso della misura'', Armando, Roma, 2004, [//books.google.it/books?id=Yr6lLFUC2ggC&pg=PA192 p. 192]. ISBN 88-8358-532-1</ref>) *È [...] sempre necessario indagare sulla causa suprema di ogni cosa.<ref>Citato in ''Come funziona la filosofia'', a cura di Marcus Weeks, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2020, p. 45. ISBN 9788858025598</ref> *Il quarto ragionamento {{NDR|di [[Zenone di Elea]]}} è quello delle masse uguali che si muovono in senso contrario, le une dalla fine dello stadio, e le altre dalla metà con uguale [[velocità]]. In esso crede che si provi che sono un tempo uguale il tempo metà e il tempo doppio. Il paralogismo consiste in questo, nel ritenere che con la stessa velocità si percorra nello stesso tempo la stessa grandezza presa in un caso lungo un mosso e nell'altro lungo un immobile. Questo invece è falso.<br />Siano ad esempio, &Alpha;&Alpha; le masse uguali fisse di cui si parla, e le altre siano &Beta;&Beta; che cominciano dal mezzo delle &Alpha;, pari a queste in numero e grandezza, e le altre ancora ΓΓ, che cominciano dall'estremo, pari a queste in numero e grandezza e dotate della stessa velocità delle &Beta;. Avviene che il primo &Beta; e il primo Γ giungano insieme all'estremo, muovendosi gli uni lungo gli altri. Avviene inoltre che Γ abbia trascorso lungo tutti i &Beta; e i &Beta; invece lungo la metà. Di conseguenza il tempo è la metà; infatti ugual tempo sta ciascuno lungo ciascuno. Insieme avviene che i &Beta; sono passati lungo tutti i Γ infatti saranno insieme il primo Γ e il primo &Beta; agli estremi contrari, stando {{NDR|Γ}} lungo ciascuno degli &Alpha;, come dice, in quanto gli uni e gli altri sono per un tempo uguale lungo gli &Alpha;. *Secondo è l'argomento {{NDR|di [[Zenone di Elea]]}} detto ''Achille''. Questo sostiene che il più lento non sarà mai raggiunto nella sua corsa dal più veloce. Infatti è necessario che chi insegue giunga in precedenza là di dove si mosse chi fugge, di modo che necessariamente il più lento avrà sempre un qualche vantaggio. Questo ragionamento è lo stesso della dicotomia, ma ne differisce per il fatto che la grandezza successivamente assunta non viene divisa per due. Dunque il ragionamento ha per conseguenza che il più lento non viene raggiunto ed ha lo stesso fondamento della dicotomia (nell'un ragionamento e nell'altro infatti la conseguenza è che non si arriva al termine, divisa che si sia in qualche modo la grandezza data; ma c'è di più nel secondo che la cosa non può essere realizzata neppure dal più veloce corridore immaginato drammaticamente nell'inseguimento del più lento), di modo che la soluzione sarà, per forza, la stessa. *Terzo è questo argomento {{NDR|di [[Zenone di Elea]]}}: che la freccia in moto sta ferma. Esso poggia sull'assunzione che il tempo sia composto di istanti: se infatti non si concede questo il ragionamento non corre. ==''Historia animalium''== *Sono infatti presenti nella maggior parte degli [[animale|esseri animati]] tracce delle disposizioni dell'anima che negli uomini presentano tuttavia differenze più evidenti: in effetti, la mansuetudine e la selvatichezza, la docilità e l'aggressività, l'indole coraggiosa e la codardia, le paure e gli atteggiamenti audaci, gli impulsi e le astuzie e certi tratti di intelligenza applicati alla facoltà di comprendere che si presentano simili a quelli dell'uomo si trovano in molti di essi, in maniera analoga a come è per le parti del corpo. Alcuni animali, infatti, differiscono dagli uomini per il più e il meno, e così avviene per l'uomo se paragonato con molti degli animali (giacché alcune delle dette disposizioni sono presenti in misura superiore nell'uomo, alcune negli altri animali); altri animali invece differiscono in base all'analogia. Come infatti nell'uomo ci sono l'arte, la saggezza e la capacità di comprendere, così in alcuni animali c'è una facoltà diversa ma rapportabile a queste che è insita per natura. (VIII, 1; 2015, p. 15) *Nei [[bambino|bambini]], benché si possano vedere peculiari disposizioni che avranno sviluppo in seguito, si nota tuttavia come il loro spirito, in questo periodo {{NDR|dell'[[infanzia]]}}, non sia praticamente differente da quello degli animali selvatici, da che non è illogico dedurre che alcuni caratteri sono i medesimi in tutti gli animali. (VIII, 1<ref>Da ''Vita, attività e carattere degli animali: historia animalium'', a cura di A.L. Carbone, Duepunti edizioni, Palermo, 2008, p. 37; citato in Aa. Vv., ''Emotività animali: ricerche e discipline a confronto'', LED, Milano, 2013, [http://books.google.it/books?id=RpBvAwAAQBAJ&pg=PA31 p. 31].</ref>) *Ciò che è conforme a [[natura]] è dolce. (VIII, 1; 2015, p. 17) *Il [[delfino]], infatti, tende a entrambe le nature {{NDR|acquatica e terricola}}. E infatti immette nel corpo l'acqua marina, che poi espelle dallo sfiatatoio, e, al contempo, immette aria per mezzo dei polmoni. Questi animali, in effetti, posseggono questo organo e respirano. Perciò, quando viene catturato con le reti, il delfino soffoca velocemente perché non riesce più a respirare. E quando si trova fuori dall'acqua rimane in vita per molto tempo gemendo e mugghiando, proprio come fanno gli altri animali che respirano. E ancora, quando dorme, fa emergere il muso al di sopra della superficie dell'acqua per respirare. (VIII, 2; 2015, p. 18) *Le [[attinia|attinie]] si nutrono di piccoli pesci che corrono loro incontro. Questo animale ha la bocca in mezzo al corpo. La cosa si vede chiaramente soprattutto negli esemplari di grande taglia. Questi esseri hanno, come le conchiglie, un orifizio attraverso cui viene espulso il nutrimento. Questo orifizio si trova nella parte superiore del corpo. Sembra infatti che l'attinia – in maniera analoga alle conchiglie che hanno la parte carnosa all'interno – si serva di una roccia come valva. (VIII, 2; 2015, p. 19) *Fra gli esseri dotati di valve che hanno capacità di movimento, quelli che si cibano di animali si nutrono di piccoli pesciolini, come per esempio il [[murice]] (è infatti carnivoro, e per questo viene catturato con esche simili a questi animaletti), gli altri invece si nutrono di piante marine. (VIII, 2; 2015, pp. 19-20) *Le [[Tartaruga marina|tartarughe di mare]] si cibano di piccole conchiglie (la loro bocca è infatti la più potente fra quella di tutti gli altri animali: qualsiasi cosa prendano con questa parte del corpo, sia essa una pietra o qualsiasi altra cosa, la mangiano e la fanno a pezzi) e, quando escono dall'acqua, brucano l'erba. Tuttavia, entrano in ambasce e spesso muoiono quando, emerse in superficie, si disseccano sotto i raggi del sole. Il che fa sì che difficilmente riescano a reimmergersi. (VIII, 2; 2015, p. 20) *Le [[aragosta|aragoste]] hanno la meglio anche sui grandi pesci. Eppure anche a loro capitano alcuni rivolgimenti della sorte. I [[polpo|polipi]], infatti, hanno la meglio sulle aragoste, al punto che, presi nella stessa rete, quando l'aragosta si dovesse accorgere di avere vicino un polipo, sarebbe capace di morire di paura. Le aragoste, comunque, prevalgono sui [[grongo|gronghi]]. Dal momento che le prime sono ruvide, i secondi non riescono a sgusciare via. I gronghi, però, si mangiano i polipi. Questi ultimi, infatti, non possono nulla contro di loro, perché la superficie del loro corpo è levigatissima. [...] Fra i molluschi i [[calamaro|calamari]] e le [[seppia|seppie]] prevalgono sui pesci di grossa taglia. [...] Quanto a quello che alcuni dicono – ovvero che il polipo è capace di mangiare se stesso –, è falso. In realtà, i tentacoli mancanti che si notano in alcuni esemplari sono stati mangiati dai gronghi. (VIII, 2; 2015, p. 20) *Le [[triglia|triglie]], oltre che mangiare carne, si nutrono anche di alghe, di conchiglie e di fango. I [[cefalo|cefali]] si nutrono di fango, [...] la [[salpa]] di escrementi e di alghe. Quest'ultimo si alimenta comunque anche con il marrobbio, ed è l'unico fra i pesci a essere pescato con una zucca.<br />A eccezione della cestra, tutti {{NDR|i pesci}} si divorano fra loro, soprattutto i gronghi. In generale, solo il cefalo e la cestra non sono carnivori. Una prova, in questo senso, è costituita dal fatto che negli stomaci degli esemplari catturati non si trovano mai pezzi di carne, così come, per catturarli, non si usano esche con carne di animali, bensì pezzi di focaccia. [...] I cefali brucano il limo – per questo motivo sono pesanti e coperti di mucillagine – e in generale non mangiano affatto altri pesci. [...] Altri pesci si nutrono, per lo più, di melma, di alghe, di licheni, del cosiddetto caulio e di piante legnose, come il [[labro]], il ghiozzo e i pesci di scoglio. Il labro non tocca altra carne se non quelle delle squille. (VIII, 2; 2015, p. 21) *Il [[sarago]] va a nutrirsi assieme alla triglia, e quando questa esce dal fango dopo averlo smosso (è infatti capace di scavare), il sarago vi piomba addosso per cercare cibo e impedisce ai pesci più deboli di mangiare insieme a lui. (VIII, 2; 2015, p. 22) *Altri uccelli si nutrono degli insetti delle piante, vale a dire che vivono, soprattutto, cacciandoli, come per esempio il [[picchio]], sia quello più grande che quello più piccolo. Alcuni chiamano entrambe queste varietà «beccaquercia». Sono infatti simili l'uno all'altro, ed emettono lo stesso verso, se non che quello che ha dimensioni più grandi è anche più forte. Entrambi comunque si nutrono volando sugli alberi. (VIII, 3; 2015, p. 24) *I [[serpente|serpenti]], in particolare, sono i più voraci fra gli animali. Essi bevono molto poco, [...] comunque, non riescono a trattenersi dal bere [[vino]]. Per questo motivo alcuni cacciano le [[vipera|vipere]] versando del vino in piccoli recipienti collocati in fori fatti nelle pareti. In questo modo rendono le vipere ubriache. [...] I serpenti, che sono carnivori, prima privano di tutti gli umori vitali l'animale che catturano e poi lo espellono dall'orifizio posteriore. Fanno una cosa analoga altri animali simili, come per esempio i [[ragno|ragni]]. Questi ultimi però traggono i liquidi dall'esterno, mentre i serpenti lo fanno all'interno del proprio stomaco. (VIII, 4; 2015, pp. 25-26) *Fra gli animali quadrupedi e vivipari, quelli che sono selvatici e muniti di denti aguzzi sono tutti carnivori. Fa eccezione il [[lupo]] che, solo fra questi animali, quando ha molta fame, mangia – almeno così dicono – determinati tipi di terra. [...] A essere antropofagi sono i lupi che vanno a caccia da soli piuttosto che quelli che vanno a caccia in branco. L'animale che alcuni chiamano glano e altri chiamano [[iena]] è di dimensioni non inferiori a quelle del lupo, è però munito di una criniera come il cavallo, ma i suoi crini sono più rigidi e più fitti e sono disposti lungo tutta la spina dorsale. Questo animale tende insidie agli uomini e dà loro la caccia. Dà la caccia anche ai cani, imitando il verso di un uomo che vomita. Seguendo il proprio impulso a divorare carne umana, profana anche i sepolcri. (VIII, 5; 2015, p. 26) *{{NDR|Il [[leone]]}} Consuma i suoi pasti con voracità e inghiotte molte cose per intero senza farle a pezzi. Poi rimane a digiuno per due o tre giorni, cosa che può fare perché si è rimpinzato oltre misura. [...] I suoi escrementi sono duri e secchi, come quelli del cane. Emette anche una flatulenza molto acre e la sua urina fa molto odore. Per questo motivo annusa gli alberi come fanno i cani. Come i cani, inoltre, urina sollevando la zampa. [...] Morde gli uomini anche la [[lontra]], e non lascia la presa – almeno così dicono – fino a quando non ha sentito il rumore dell'osso che si rompe. (VIII, 5; 2015, pp. 26-27) *{{NDR|Il [[maiale]]}} è un animale che si nutre prevalentemente di radici, proprio perché il suo grugno è naturalmente conformato per questo tipo di attività. [...] Vogliono pascolare, del resto, con altri esemplari della stessa età. Il maiale, comunque, si batte anche con il lupo. (VIII, 6; 2015, pp. 27-28) *Il [[cammello]] preferisce bere un'acqua torbida e limacciosa. E infatti non beve l'acqua di fiume se prima non è stata sporcata. (VIII, 8; 2015, p. 29) *Le [[pecora|pecore]] godono di una salute migliore delle [[capra|capre]], ma le capre sono più resistenti delle pecore. (VIII, 10; 2015, p. 30) *{{NDR|Tra gli animali}} alcuni fanno i loro spostamenti da luoghi vicini, altri – per così dire – dai margini del mondo, come ad esempio le [[gru]]. Esse [[migrazione|migrano]] dalle pianure della Scizia verso i bassopiani dell'alto Egitto, da dove fluisce il Nilo. Qui si racconta che assalgano i [[Pigmei]]. E non è un racconto favoloso: è conforme a verità che si tratta di una stirpe di uomini di piccole dimensioni – così come si dice –, e di piccole dimensioni sono anche i loro cavalli. Quanto al genere di vita, poi, questo popolo passa la propria esistenza nelle caverne. [...] In ogni caso, sono sempre gli animali più deboli che migrano per primi in coincidenza degli eccessi sia di caldo che di freddo. Pertanto gli sgombri migrano prima dei tonni e le quaglie migrano prima delle gru. (VIII, 12; 2015, pp. 30-31) *L'[[allocco]] è simile alla [[civetta]] [...]. Alcuni comunque lo chiamano «corvo notturno». È un animale astuto e abile nelle imitazioni e, per l'appunto, viene catturato mentre imita i passi di danza di un cacciatore. Nell'atto in cui fa queste cose arriva un altro cacciatore che lo prende da dietro, come avviene per la civetta. (VIII, 12; 2015, p. 32) *Solo le [[acciuga|acciughe]] vengono catturate mentre confluiscono dentro {{NDR|il Ponto}} e non vengono viste uscire. Quando però qualcuna di esse viene pescata nei pressi di Bisanzio, i pescatori compiono un rito per purificare le loro reti, perché non è una cosa usuale che le acciughe escano. La causa di questo fenomeno sta nel fatto che solo questi pesci risalgono l'Istro nuotando controcorrente, e, nel punto in cui il fiume si biforca, si immettono nell'Adriatico. La prova di ciò è che lì accade l'esatto contrario. Le acciughe infatti non sono mai pescate quando confluiscono nelle acque dell'Adriatico, ma quando ne escono. (VIII, 13; 2015, p. 33) *I [[tonno|tonni]] confluiscono nel Ponto tenendo la riva sulla sinistra, ne escono, invece, tenendola sulla destra. Alcuni dicono che lo fanno perché vedono meglio con l'occhio destro (per natura infatti non hanno una vista acuta). A ogni modo, i banchi si spostano durante il giorno, mentre di notte riposano e si mettono a mangiare, a meno che non ci sia la luna. In quel caso procedono senza riposare. Alcune persone che vivono nei pressi del mare dicono che al momento del solstizio d'inverno smettono di muoversi e stanno a riposo nel luogo dove sono stati colti dal mutamento di stagione. Questo fino all'equinozio. (VIII, 13; 2015, pp. 33-34) *Vanno in letargo anche molti pesci: la cosa è evidentissima, in inverno, per la [[lampuga|corifena]] e il corvo di mare. In effetti, questi pesci sono i soli che non vengono pescati in alcun luogo se non in alcuni periodi dell'anno ben delimitati, mentre per il resto del tempo quasi tutti sono in letargo. (VIII, 15; 2015, p. 35) *Un'[[orso|orsa]] incinta non è mai stata catturata da nessuno – o almeno, da pochi. [...] Si dice anche che, poiché non vi è alcun apporto di cibo {{NDR|durante il letargo}}, il loro intestino un po' si restringa e che per questo motivo, una volta uscite dal letargo, mangino l'[[gigaro|aro]] per distenderlo e dilatarlo. Ad andare in letargo, negli alberi, c'è anche il [[ghiro]], che diventa grassissimo. (VIII, 17; 2015, p. 37) *I tonni e i [[pesce spada|pesci spada]] danno in smanie all'inizio della canicola. In questo periodo, infatti, entrambi i generi hanno tra le pinne una specie di larva, chiamata «estro», che è simile allo scorpione e ha le dimensioni di un ragno. Questo fastidio da cui sono affetti spinge talvolta questi pesci a saltare non meno del delfino. Per questo, spesso, questi animali piombano sulle imbarcazioni. Più di tutti gli altri pesci, i tonni amano il calore. Per trovarlo si dirigono verso la sabbia che sta sulla riva, dove si riscaldano emergendo in superficie. (VIII, 19; 2015, p. 40) *Anche i pesci dei fiumi e delle paludi sono esenti da malattie pestilenziali. Alcuni di loro, però, sono colpiti da malattie specifiche. Per esempio, il [[siluro d'Europa|siluro]], soprattutto nel periodo della canicola, viene colpito da insolazione perché nuota in superficie e rimane paralizzato a seguito di un tuono violento. Soffre della medesima affezione, a volte, anche la carpa, ma in misura minore. Molti siluri, inoltre, se colpiti dal serpente dragone, nelle acque basse, muoiono. (VIII, 20; 2015, p. 41) *Come tutti gli altri esseri animati, il [[maiale]] ama cambiare. (VIII, 21; 2015, p. 43) *Quanto agli [[elefante|elefanti]], si dice che siano immuni da tutte le altre malattie, ma che siano afflitti dalle [[flatulenza|flatulenze]]. (VIII, 22; 2015, p. 43) *I [[cavallo|cavalli]], poi, riconoscono gli altri cavalli con i quali è capitato loro di combattere anche solo sentendone il verso. A questi animali piacciono i prati e le paludi. E infatti bevono l'acqua fangosa. E se essa è pura, essi stessi la intorbidano con gli zoccoli per poi bagnarsi in essa dopo averla bevuta. E infatti, in generale, questo animale è amico dell'uomo così come lo è dell'acqua. (VIII, 24; 2015, p. 45) *Nel complesso, le bestie feroci sono tutte più feroci in Asia, più audaci in Europa e più varie nell'aspetto in [[Libia]]. Esiste anche un proverbio, secondo il quale la Libia produce sempre qualcosa di nuovo. Sembra infatti che, in conseguenza della scarsità delle piogge, gli animali che si imbattono l'uno nell'altro nei pressi dei corsi d'acqua si accoppino anche se non fanno parte dello stesso genere. (VIII, 28; 2015, p. 47) *L'[[aspide]] si trova in Libia. Da questo serpente si ricava un veleno a cui, peraltro, non è possibile trovare rimedio. [...] In alcune zone dell'Italia anche i morsi dei [[geco|gechi]] sono mortali. (VIII, 29; 2015, p. 48) *I caratteri degli [[animale|animali]] più difficili da avvistare e meno longevi sono per noi più oscuri alla percezione, mentre sono maggiormente evidenti quelli degli animali più longevi. Sembra infatti che possiedano una certa facoltà naturale in relazione a ciascuna delle affezioni dell'anima, così come in relazione alla saggezza e alla semplicità di carattere, al coraggio e alla viltà, alla docilità e alla ferocia e ad altre disposizioni simili. Alcuni di loro, poi, partecipano, al contempo, della capacità di apprendere e di insegnare. Alcuni imparano e apprendono tra loro, altri dagli uomini. Si tratta, in particolare, di quanti sono dotati di udito: non solo di quelli che percepiscono le differenze fra le voci, ma anche di quelli che percepiscono le differenze dei segni. (IX, 1; 2015, p. 51) *Le femmine sono tutte meno impetuose dei maschi. Fanno però eccezione la femmina dell'[[orso]] e la femmina della [[leopardo|pantera]], che sembrano essere più coraggiose dei loro maschi. (IX, 1; 2015, p. 51) *Vengono [[addomesticamento|addomesticati]] {{NDR|gli animali}} per mezzo dei vantaggi che si concedono loro. Per esempio, il genere dei [[coccodrillo|coccodrilli]] si abitua a convivere pacificamente, in alcune regioni, con i sacerdoti a seguito delle cure che questi ultimi riservano loro nutrendoli. (IX, 1; 2015, p. 52) *Sono poi in rapporti di ostilità la [[berta maggiore|berta]] e la [[civetta]]. La berta, infatti, nel bel mezzo del giorno (poiché la civetta non ci vede bene quando c'è luce) le sottrae tutte le uova e se le mangia. Al contrario, la civetta, nel pieno della notte, fa lo stesso con le uova della berta: insomma, una è avvantaggiata di giorno, l'altra di notte. (IX, 1; 2015, p. 53) *Il [[nibbio]] infatti sottrae al [[corvo]] tutto ciò che lui afferra perché vola meglio di lui ed è più forte con gli artigli. (IX, 1; 2015, p. 53) *Ma c'è guerra anche fra il [[geco]] e il [[ragno]], poiché il geco si mangia i ragni. Sono nemici, poi, il [[cavallo]] e l'[[airone]], perché il cavallo mangia le uova e i piccoli dell'airone. C'è poi guerra anche tra il [[fanello eurasiatico|fanello]] e l'[[asino]], perché l'asino si gratta le piaghe passando tra i cardi. Così facendo, quando per giunta si mette a ragliare, fa precipitare le uova e i piccoli dell'uccello. Questi, infatti, spaventati, cadono giù, e il fanello, per reagire a questo disastro, piomba in volo sull'asino e gli becca le piaghe. [...] sono nemici la [[volpe]] e lo [[sparviero]]: essendo quest'ultimo carnivoro, attacca la volpe e, colpendola con il becco, le procura delle piaghe. (IX, 1; 2015, pp. 53-54) *La [[cutrettola|cutrettola gialla]] è ostile al cavallo. Il cavallo, in effetti, la scaccia dal pascolo, perché la cutrettola, che è affetta da albugine e non ha vista acuta, si nutre di erba. Questo uccello imita il nitrito del cavallo e lo spaventa avventandosi in volo su di lui. Il cavallo, però, lo scaccia, e, se riesce a prenderlo, lo uccide. La cutrettola gialla vive presso i fiumi e gli stagni. Ha un bel colore e prospera facilmente. (IX, 1; 2015, p. 54) *Lo [[Falco smeriglio|smeriglio]] ha rapporti ostili con la volpe. La colpisce e le strappa i peli, e poi uccide i suoi cuccioli (del resto è un uccello con gli artigli ricurvi). Il corvo e la volpe, dal canto loro, sono amici fra loro. Il corvo, infatti, combatte con lo smeriglio, ed è per questo che, quando la volpe viene colpita da questo uccello, corre in suo soccorso. Anche [[avvoltoio]] e smeriglio sono in rapporti di ostilità. Entrambi, infatti, sono uccelli con gli artigli ricurvi. (IX, 1; 2015, p. 54) *L'asino e i [[cardellino|cardellini]] sono in guerra fra loro. Questi ultimi trovano il loro nutrimento sugli acanti, mentre il primo si ciba degli acanti quando sono morbidi. Sono in rapporti ostili anche la cutrettola gialla, il cardellino e il fanello. Del resto, si dice che il sangue del fanello e il sangue della cutrettola gialla si mischino fra loro. (IX, 1; 2015, pp. 54-55) *Fra i pesci, alcuni si radunano in [[Banco (pesci)|banchi]] e hanno rapporti di amicizia fra loro. Quelli che non si radunano in banchi, invece, sono in rapporti di ostilità. [...] Il [[spigola|branzino]] e la cestra, che sono fieri nemici, in alcune circostanze procedono insieme in gruppo. Questo perché formano banchi comuni non soltanto i pesci che hanno una discendenza comune, ma anche quelli che, qualora sia illimitata, condividono una pastura identica o simile. (IX, 2; 2015, pp. 55-56) *Fra gli animali selvatici che hanno quattro zampe, il [[cervo]] sembra non sia fra i meno intelligenti. Questo animale, infatti, genera nei pressi delle strade (dove le bestie feroci, per via degli uomini, non si avvicinano) e, quando partorisce, la prima cosa che fa è mangiarsi la placenta. [...] Inoltre abbandonano le corna in luoghi impervi e difficili da scovare (da qui viene anche il proverbio «dove i cervi perdono le corna») perché, avendo perduto le armi con cui difendersi, hanno cura di non farsi vedere. (IX, 5; 2015, p. 57) *Sono comunque molti gli animali a quattro zampe che agiscono in modo assennato per soccorrere se stessi. Si dice, infatti, che a Creta le capre selvatiche, quando vengono colpite da una freccia, cerchino il [[dittamo]]. Sembra, infatti, che questa pianta abbia la capacità di espellere le frecce che le si sono conficcate nel corpo. (IX, 6; 2015, p. 58) *L'[[icneumone|icneumone egiziano]], non appena vede il serpente chiamato [[aspide]], non lo attacca prima di avere chiamato in suo aiuto altri icneumoni. Per difendersi dai morsi e dai colpi del nemico, gli icneumoni si coprono di fango. Quindi, dapprima si immergono nell'acqua e poi si rotolano sulla terra. (IX, 6; 2015, p. 59) *La [[tartaruga]], se ha ingoiato una [[vipera]], mangia l'[[origano]] (anche questo fatto è stato osservato). È capitato che un tale, vedendo una tartaruga fare più volte questa cosa (ovvero ingoiare l'origano e poi andare di nuovo dalla vipera), estirpasse la pianta di origano. Ebbene, una volta fatto questo, la tartaruga morì.<br />La [[donnola]], quando combatte con un serpente, mangia la [[ruta]]. L'odore di questa pianta, infatti, è nocivo per i serpenti. [...] Le [[cicogna|cicogne]] e gli altri uccelli, quando sono feriti in un combattimento, si fanno applicazioni di origano. (IX, 6; 2015, p. 59) *A proposito della capacità dei [[riccio|ricci]] di percepire certe cose, è capitato di vedere in molti luoghi che, quando mutano i venti del Nord e del Sud, quelli che vivono sottoterra spostano l'imboccatura delle loro tane, mentre quelli che sono allevati a casa si spostano a seconda delle pareti, al punto che si racconta che un tale di Bisanzio si fece una reputazione predicendo il tempo, proprio perché si era accorto che il riccio si comportava in questo modo. (IX, 6; 2015, p. 59) *La [[martora]] ha una taglia simile a uno di quei piccoli cagnolini di Melite. Tuttavia è simile a una donnola per il manto, per l'aspetto, perché la sua parte inferiore è di colore bianco e per il suo carattere subdolo. La si può addomesticare molto bene, e tuttavia danneggia le arnie (ama, infatti, il miele). (IX, 6; 2015, p. 60) *Nel complesso, in relazione ai generi di vita, è possibile osservare molti esempi di imitazioni, da parte degli altri animali, dell'animale umano. In particolare negli animali di dimensioni più piccole, più che nei più grandi, è possibile vedere all'opera l'esattezza del ragionamento. Per cominciare, si può prendere a esempio, fra gli uccelli, la capacità della [[rondine]] di costruire i nidi. [...] Riguardo al nutrimento dei figli, poi, sia il padre che la madre si danno pena. Offrono il cibo a ognuno, sapendo discernere, sulla base di una certa abitudine, quello che ha già avuto la sua parte, perché non la prenda due volte. (IX, 7; 2015, p. 60) *Sia la femmina della [[tortora]] che la femmina del [[colombaccio|palombo]] hanno lo stesso maschio, e non ammettono l'accoppiamento con un altro. Inoltre, sia il maschio sia la femmina covano le uova, e non è facile distinguere il maschio dalla femmina [...]. Si sono visti palombi raggiungere l'età di venticinque e di trent'anni. Alcuni arrivano anche a quarant'anni. Quando sono in avanti con l'età, crescono loro gli artigli. Gli allevatori, però, glieli tagliano. A ogni modo, giunta la vecchiaia, non soffrono di alcuna malattia in particolare. (IX, 7; 2015, p. 61) *Quando devono riposarsi, sia le [[quaglia|quaglie]] che le [[pernice|pernici]] raccolgono intorno a sé i loro piccoli, proprio come fanno i polli. E il luogo dove depongono le uova e quello dove le covano non sono gli stessi. Questo perché nessuno riesca a scovare il posto per il fatto che ci passano troppo tempo. (IX, 8; 2015, p. 62) *{{NDR|La pernice}} è un uccello malizioso e astuto. In primavera ogni esemplare maschio si separa dal gruppo e, dopo canti e combattimenti, si mette a vivere in coppia con la femmina che si è scelto. Poiché sono uccelli estremamente lascivi, poi, i maschi, quando scovano le uova, le rompono facendole rotolare. Questo perché la femmina non se ne stia a covarle. Quest'ultima, però, dal canto suo, escogita uno stratagemma. Infatti depone le uova mentre scappa via. Spesso, se il maschio è presente, presa dalla fretta, le lascia dove le capita. E, perché tutte sfuggano insieme al pericolo, non si reca a trovarle. Se poi viene vista da un uomo, fa come per i piccoli. Si fa cioè notare dall'uomo apparendo davanti ai suoi piedi, fin quando non lo ha allontanato dalle uova. (IX, 8; 2015, p. 62) *A nidificare nei luoghi scoscesi c'è anche lo [[sparviero]]. Questo uccello, pur essendo carnivoro, non mangia il cuore degli uccelli che ha ucciso. (IX, 11; 2015, p. 64) *Ci sono alcuni uccelli che vivono nei pressi del mare, come per esempio la [[strolaga]]. Quanto al carattere, è un uccello astuto e difficile da catturare. Quando però viene catturato è facilissimo da addomesticare. Si dà il caso, comunque, che presenti un difetto. Ha infatti difficoltà a controllare le sue parti posteriori. (IX, 12; 2015, p. 65) *{{NDR|I [[cigno|cigni]]}} Sono esseri che hanno facilità a prosperare e buon carattere. Si prendono cura dei loro piccoli e invecchiano bene. Quando li attacca, essi sono capaci di difendersi anche dall'aquila, sortendo la vittoria. Non sono mai loro, però, a ingaggiare battaglia per primi. Sono inoltre uccelli canterini e cantano, soprattutto, quando la morte si avvicina. Volano in mare aperto, e in passato è capitato, a chi naviga lungo le coste della Libia, di averne incontrati molti, in mare, che cantavano con voce lamentevole. (IX, 12; 2015, p. 65) *La [[ghiandaia]] cambia parecchie volte voce (per così dire, emette un verso diverso ogni giorno). Depone intorno a nove uova e fa il suo nido sugli alberi usando crini e pezzi di lana. Quando cominciano a mancare le ghiande, ne fa una provvista e le nasconde.<br />Quanto alle [[cicogna|cicogne]], è una voce che gira di bocca in bocca quella secondo la quale si fanno nutrire dai propri piccoli. Alcuni dicono che anche le [[gruccione|meropi]] fanno la stessa cosa. Anzi, di questi uccelli si dice che si facciano nutrire dai propri figli non solo quando sono diventati vecchi, ma anche non appena i piccoli sono divenuti capaci di prendersi cura del padre e della madre, che se ne stanno ad aspettarli dentro il nido. (IX, 13; 2015, p. 66) *Il [[verdone comune|verdone]] è chiamato così perché le sue parti inferiori sono verdastre, ed è grande quanto un'allodola. Depone quattro o cinque uova e fabbrica il suo nido estirpando fin dalle radici la pianta della consolida e facendo un letto con crini e lana. Fanno le stesse cose il merlo e la ghiandaia, che utilizzano gli stessi materiali per fabbricare il nido. Anche il [[cardellino]] costruisce con arte e perizia il nido. Intreccia, infatti, come una palla di lino nella quale predispone un ingresso stretto. (IX, 13; 2015, p. 66) *Quelli che vivono nei luoghi dove si produce la [[cannella]] dicono che esiste anche un uccello della cannella. Affermano che la cannella viene trasportata da questo uccello dai luoghi da dove la prende per costruirsi il nido, che fa su alberi alti e sui loro ramoscelli. Si racconta che gli abitanti del luogo tirino contro questi nidi frecce alle cui punte è stato applicato del piombo. In tal modo li fanno cadere giù e dai trucioli prendono la cannella. (IX, 13; 2015, p. 66) *L'[[martin pescatore|alcione]] non è più grande di un passero. I suoi colori sono ceruleo, verdolino e porpora chiaro. Tutto il corpo – anche le ali e le parti intorno al collo – presenta mescolati fra loro questi colori, che risulta impossibile distinguere l'uno dall'altro. [...] Vi è una discussione aperta sul materiale con cui è costruito il nido. Sembra comunque sia fatto, soprattutto, con spine di aguglia. L'alcione, del resto, si procura da vivere cibandosi di pesce. Risale anche la corrente dei fiumi. (IX, 14; 2015, pp. 66-67) *L'[[upupa]] fabbrica il nido utilizzando escrementi umani. Cambia aspetto in inverno e in estate, come fanno anche la maggior parte degli uccelli selvatici. La [[cinciallegra|cingallegra]] – a quanto si dice – depone più uova di tutti gli altri uccelli. (IX, 15; 2015, p. 67) *Il [[rigogolo]] è ben disposto ad apprendere e industrioso. Ha però difficoltà nel volo e un manto di colore non bello. (IX, 15; 2015, p. 67) *Il [[porciglione|rallo]] ha un carattere combattivo. Quanto alla sua intelligenza, è un uccello che si procura da vivere industriosamente. D'altra parte, però, è anche un uccello che porta male. (IX, 17; 2015, p. 67) *L'uccello chiamato «[[picchio muratore|sitta]]» ha un carattere combattivo, ma ha un'intelligenza acuta. Ama l'ordine e ha facilità a prosperare. Inoltre si dice sia un uccello incantatore, proprio perché sa molte cose. Depone molte uova e ha un buon rapporto con i figli. Vive beccando gli alberi.<br />Il [[barbagianni]] cerca cibo di notte e raramente lo si avvista durante il giorno. Pure questo uccello vive nelle rocce e nelle spelonche. È un animale che ha due tipi di alimentazione e, quanto a intelligenza, è industrioso e ingegnoso. (IX, 17; 2015, p. 68) *Fra gli aironi, quello [[airone cenerino|cinerino]] [...] ha difficoltà nell'accoppiarsi, ma è industrioso, va a caccia di prede e le trasporta. È attivo durante il giorno. Quanto al suo colorito, ha un pessimo aspetto e ha il ventre sempre umido. [...] Dell'[[tarabuso|airone stellato]], che è anche soprannominato «il riluttante», si favoleggia sia stato generato, anticamente, da schiavi. Conformemente al suo soprannome, infatti, è il meno operoso fra gli aironi. (IX, 18; 2015, p. 68) *L'[[averla]] si posa sempre nello stesso posto, dove viene catturata. Quanto al suo aspetto, ha la testa grande e cartilaginosa. Le sue dimensioni sono di poco inferiori a quelle di un tordo. Il becco è forte, piccolo e arrotondato. Il colore è interamente cinerino. La si cattura soprattutto con una civetta. (IX, 22; 2015, p. 69) *{{NDR|La [[beccaccia]]}} Quanto a dimensioni, è grande come una gallina, ma il suo becco è lungo e il suo colore è simile a quello del francolino. Corre velocissima, ed è abbastanza amica degli uomini. (IX, 26; 2015, pp. 69-70) *In tutto l'Egitto si trovano gli [[ibis]] bianchi, salvo che a [[Pelusio]], dove non ci sono. Quelli neri non si trovano in tutto il resto dell'Egitto, ma ci sono a Pelusio. (IX, 27; 2015, p. 70) *{{NDR|L'[[aquila]]}} Vola in alto per potere abbracciare con lo sguardo una visuale più ampia sulle zone sottostanti. Ed è per questo che gli uomini dicono dell'aquila che, fra tutti gli uccelli, è l'unico a essere divino. (IX, 32; 2015, p. 73) *Il cosiddetto «[[gipeto]]» è un uccello che si prende cura dei figli, prospera facilmente, trasporta le sue prede, ha buon carattere e alleva sia i propri piccoli sia quelli dell'aquila. Infatti, quando quest'ultima li espelle dal nido, il gipeto li accoglie e li alleva. (IX, 34; 2015, p. 73) *Le cose che si vanno dicendo di continuo sulla [[rana pescatrice|rana di mare]], chiamata «pescatrice», sono vere, così come sono vere quelle che si dicono sulla [[torpedine]]. La rana pescatrice lascia pendere, davanti ai suoi occhi, lunghe appendici che hanno una conformazione simile a quella dei peli, ma che si presentano arrotondate all'estremità. Le dispone su due lati come se fossero esche e, dopo averla smossa, si nasconde sotto una superficie sabbiosa o fangosa. Quindi solleva queste appendici e, quando i pesci le mordicchiano, le ritira fino a portarsele alla bocca. La torpedine, dal canto suo, paralizza i piccoli pesci sui quali si vuole imporre e, prendendoli con il modo tipico in cui muove la bocca, se li mangia. Si nasconde nella sabbia o nel fango e cattura tutti i pesci che le nuotano incontro, che rimangono paralizzati non appena le si avvicinano. [...] Anche la [[Pastinaca (zoologia)|pastinaca]] si nasconde, solo che lo fa diversamente. Una prova del fatto che le pastinache vivono in questo modo è la seguente: pur essendo lentissime, spesso vengono catturate con alcune cestre nello stomaco. E le cestre sono i pesci più veloci di tutti. (IX, 37; 2015, p. 75) *[...] dove ci sono le [[lumaca|lumache]] non ci sono il maiale e la pernice. Sia il maiale che la pernice, infatti, mangiano le lumache. (IX, 37; 2015, p. 76) *Il [[serpente di mare|serpente marino]] ha il colore e la conformazione del corpo simili a quelli del grongo. Tuttavia, rispetto al grongo, è più affusolato e con un'indole più impetuosa. Se viene spaventato e lo si lascia andare, si infila sotto la sabbia che perfora con la punta del muso. Il suo muso, infatti, è più appuntito di quello dei serpenti normali. (IX, 37; 2015, p. 76) *Per il resto, fra i pesci, quelli chiamati «[[squalo volpe|pesci volpe]]», quando si accorgono di avere abboccato all'amo, come le scolopendre, cercano soccorso. Infatti, rosicchiando la lenza, risalgono su per tutta la sua lunghezza, e di molto. (IX, 37; 2015, p. 76) *Per parte loro, anche le [[amia|amie]], si raggruppano quando vedono un pesce feroce. Le più grandi nuotano in circolo e, se questo si avventa su una di loro, lo scacciano. Hanno denti robusti e in passato è già capitato di vedere altri pesci – e persino una lamia – uscire pieni di piaghe dopo essersi imbattuti in esse. (IX, 37; 2015, p. 76) *Fra i pesci di fiume, il [[siluro d'Europa|siluro]] maschio si prende molta cura dei figli. (IX, 37; 2015, p. 76) *Fra i molluschi la più astuta di tutti è la [[seppia]]. Essa si avvale soltanto dell'inchiostro per nascondersi e non solo quando è spaventata. Il [[polpo|polipo]] e il [[calamaro]], invece, emettono l'inchiostro perché spaventati. Tutti questi animali non espellono mai l'inchiostro tutto in una volta. Inoltre, dopo che lo hanno espulso, lo secernono nuovamente. (IX, 37; 2015, pp. 77-78) *Anche il [[nautilo]] è un polipo del tutto straordinario, sia per la sua conformazione naturale sia per le cose che fa. Naviga sulla superficie del mare, dopo essere salito dal basso dei fondali. Sale in superficie con la corazza rovesciata, per potervi montare meglio e per navigare senza imbarcare acqua; quindi, una volta giunto in superficie, la ribalta. La membrana posta in mezzo fra un tentacolo e l'altro si presenta fino a un certo punto come un tessuto continuo [...]. Il nautilo, quando soffiano brezze leggere, si serve di questa parte come di una vela e, al posto del timone, lascia cadere giù in acqua i tentacoli. Se poi viene spaventato da qualcosa, si immerge riempiendo d'acqua il guscio. (IX, 37; 2015, p. 79) *L'operosità delle [[formica|formiche]] è facilmente visibile a tutti, così come è evidente il fatto che tutte percorrono sempre un solo sentiero e che sistemano il cibo in dispense costruendo depositi. (IX, 38; 2015, p. 79) *Il [[ragno]] si avventa anche sugli animali più grandi e li avviluppa. Infatti attacca anche le [[lucertola|lucertole]] di piccole dimensioni. Lo fa correndo intorno alla loro bocca ed emettendo la ragnatela fino a quando non gliel'ha chiusa intorno. Allora finalmente attacca e morde. (IX, 39; 2015, p. 81) *Alcuni dicono che i [[fuco|fuchi]] modellano da soli le celle e che lo fanno nella stessa arnia e nello stesso favo e che le condividono con le api. Dicono anche che i fuchi, così come i piccoli, non producono il miele, ma che si nutrono di quello delle api. I fuchi, inoltre, conducono in genere la loro esistenza dentro i favi, ma se prendono il volo si sollevano in cielo molto in alto e in gruppi, facendo giravolte come per esercitarsi. Quando hanno finito questo loro esercizio, ritornano dentro i favi a fare lauti banchetti. Le [[ape regina|regine]] non volano all'esterno – a meno che non lo facciano con tutto quanto lo sciame – né per andare a cibarsi né per altri motivi. Dicono anche che, se la regina lascia il favo senza lo sciame, allora lo sciame, inseguendola, le voli dietro fino a quando non ha ritrovato il suo capo grazie all'odore. Si dice anche che la regina venga trasportata dallo sciame quando non riesce più a volare e che, se muore, muoia anche lo sciame. (IX, 40; 2015, p. 82) *Eccetto che davanti a se stesse, le [[ape|api]] non fuggono davanti a nessun altro animale. I combattimenti, poi, li fanno o le une contro le altre o contro le vespe. Fuori dalle arnie non si fanno mai alcun male né attaccano gli altri animali. Nelle vicinanze dell'arnia, invece, uccidono tutti gli esseri sui quali riescono a prevalere. Quelle che pungono, muoiono, perché non riescono a estrarre il [[pungiglione]] senza estrarre anche l'intestino. Spesso capita che si salvino nel caso in cui la persona che è stata punta ha cura di spremere fuori il pungiglione. (IX, 40; 2015, p. 86) *A uccidere le api c'è anche il [[rospo]]. Si avvicina agli ingressi delle arnie e si mette a soffiare. Quindi sta fermo ad aspettare che le api volino via e se le mangia. Le api non riescono a difendersi contro questo animale; chi si prende cura delle arnie, però, lo uccide. (IX, 40; 2015, p. 86) *Una pianta dove trovare cibo, per le api, è il [[timo]]. Quello bianco è migliore di quello rosso. (IX, 40; 2015, p. 87) *I [[calabrone|calabroni]] non vivono, come le api, raccogliendo il succo dei fiori, bensì, per lo più, mangiano carne (anche per questo motivo conducono la propria esistenza intorno agli escrementi. Vanno infatti a caccia di mosche di grandi dimensioni e, quando le hanno afferrate, staccano loro la testa e trasportano il resto del corpo in volo). A ogni modo, vanno ad attingere anche a frutti dal sapore dolce. (IX, 42; 2015, pp. 91-92) *Anche il [[leone]], quando sta consumando il suo pasto, è molto aggressivo, ma se non è morso dalla fame, e se ha già mangiato, è docilissimo. Quanto al carattere, non è affatto sospettoso, né ha timore di alcunché; è perfino molto giocoso e affettuoso nei confronti degli animali che sono stati allevati insieme a lui e che frequenta abitualmente. (IX, 44; 2015, p. 93) *Gli [[sciacallo|sciacalli]] sono amici degli uomini, non fanno loro alcun male né li temono particolarmente; combattono con i cani e i leoni, ed è per questo che non si trovano nello stesso luogo. (IX, 44; 2015, p. 94) *Il loro verso {{NDR|dei [[bisonte|bisonti]]}} è simile a quello del bue; le corna sono ricurve, piegate una verso l'altra e dunque inutilizzabili per le azioni di difesa [...]. Il colore nero del corno è bello e splendente. Il ciuffo arriva fino agli occhi, ed è in conseguenza di ciò che l'animale tende a slanciarsi obliquamente [...]. Quando viene colpito, fugge, e continua fino a quando riesce a resistere. Si difende tirando calci ed espellendo escrementi che scaglia anche fino ad arrivare a quattro tese. È con facilità e spesso che si avvale di quest'arma di difesa, che ha il potere di bruciare ciò che tocca, tanto che il pelo dei cani ne viene spazzato via. Gli escrementi, comunque, producono questo effetto quando il bisonte è turbato e spaventato, mentre, se l'animale è tranquillo, non infiammano. (IX, 45; 2015, pp. 94-95) *Il più mansueto e il più docile fra gli animali selvatici è l'[[elefante]]. Questo animale, infatti, impara e capisce molte cose e viene perfino addestrato a fare l'inchino al cospetto del re. È dotato di buona sensibilità e si distingue, per il resto, per la sua capacità di comprensione. (IX, 46; 2015, p. 95) *I [[cammello|cammelli]] non montano le loro madri, e anche se qualcuno tenta di convincerli con la forza, si rifiutano. Qualche tempo fa, poiché non aveva un cammello da monta, un allevatore, dopo avere avvolto una madre dentro un telo, fece portare accanto a lei suo figlio. Mentre i due si accoppiavano, però, il velo che copriva la madre cadde a terra; il cammello allora portò a termine l'unione, ma poco dopo uccise l'allevatore mordendolo. (IX, 46; 2015, p. 95) *[...] sono molti gli indizi della docilità e della mansuetudine del [[delfino]], su cui circolano molti racconti. [...] si racconta che, in seguito alla cattura e al ferimento di un delfino [...] un gran numero di delfini sia entrato nel porto fino a quando il pescatore non lo lasciò andare. Allora i delfini se ne tornarono indietro tutti quanti insieme. Ad accompagnare i delfini piccoli al fine di proteggerli, del resto, c'è sempre uno dei delfini grandi. È capitato, una volta, di vedere un gruppo di delfini grandi e piccoli che nuotavano insieme. Dietro di loro, a poca distanza, ne apparvero due che nuotavano in disparte sotto un piccolo delfino morto, che altrimenti sarebbe precipitato nell'abisso. Lo portavano sul dorso, come se lo stessero compiangendo, per far sì che non fosse divorato da qualche altra bestia.<br />Si raccontano pure cose incredibili sulla velocità di questo animale, che sembra essere il più spedito fra tutti gli esseri animati, sia acquatici che terrestri. (IX, 48; 2015, p. 96) *A tutti gli animali che [[ruminazione|ruminano]] giova, e piace, ruminare, e per loro ruminare è come mangiare. [...] Tutti ruminano soprattutto se sdraiati su un fianco. Ruminano soprattutto in inverno [...]. (IX, 48; 2015, p. 98) *Fra gli uccelli, molti mutano, in base alle stagioni, il colore e il verso. È il caso, ad esempio, del [[merlo]], che diventa fulvo anziché nero e che cambia completamente il suo verso. Questo uccello, infatti, in estate canta, invece in inverno strepita ed emette un suono sgradevole e rumoroso. Anche il [[Tordo (uccello)|tordo]] muta colore. In inverno ha il colore pezzato, mentre in estate assume un colore variopinto intorno al collo. La voce, tuttavia, non la muta. (IX, 49; 2015, p. 99) *Mutano anche i [[pettirosso|pettirossi]] e gli uccelli chiamati «[[codirosso|codirossi]]», che si trasformano gli uni negli altri. Il pettirosso fa la sua apparizione in inverno, i codirossi invece sono estivi. Non differiscono in nulla fra loro se non – diciamo così – per il colore. (IX, 49; 2015, p. 99) *Si dà il caso che una peculiarità di certi uccelli sia quella di [[flatulenza|scoreggiare]]. È il caso, per esempio, delle [[tortora|tortore]]. Uccelli simili, nel momento stesso in cui emettono il suono, producono un forte movimento nella zona del sedere. (IX, 49; 2015, p. 100) ==''Metafisica''== *Tutti gli uomini per natura tendono al sapere. (I, 1, 980a 21) *Gli uomini, sia nel nostro tempo sia dapprincipio, hanno preso dalla [[meraviglia]] lo spunto per filosofare, poiché dapprincipio essi si stupivano dei fenomeni che erano a portata di mano e di cui essi non sapevano rendersi conto, e in un secondo momento, a poco a poco, procedendo in questo stesso modo, si trovarono di fronte a maggiori difficoltà, quali le affezioni<ref>Le eclissi, il sorgere e il tramonto.</ref> della luna e del sole e delle stelle e l'origine dell'universo. (I, 2, 982b) *Chiamiamo libero un uomo che vive per sé e non per un altro. (I, 2, 982b) *Sembra adunque che questi filosofi {{NDR|[[Scuola pitagorica|pitagorici]]}} nel considerare il [[numero]] come principio delle cose esistenti ne facciano una causa materiale come proprietà e come modo. Come elementi del numero fissano il pari e il dispari, il primo infinito, l'altro finito. L'[[uno]] partecipa di ambedue questi caratteri (essendo insieme pari e dispari). Ogni numero proviene dall'uno e l'intero universo, come già ho detto, è numeri. Altri fra di loro dicono che i principi sono dieci [...]. (I, 5, 986a<ref>Citato in Pier Michele Giordano, ''I presocratici'', Edizioni ARS G. L., Vercelli, 1996, pp. 103-104.</ref>) *Noi reputiamo di sapere, solo quando siamo riusciti a discernere le cause. (II, 2, 994b) *Se, pertanto, [[Dio]] è sempre in quello stato di beatitudine in cui noi veniamo a trovarci solo talvolta, un tale stato è meraviglioso; e se la beatitudine di Dio è ancora maggiore, essa è oggetto di meraviglia ancora più grande. Ma Dio è, appunto, in tale stato! Ed è sua proprietà la vita, perché l'atto dell'intelletto è vita, ed egli appunto è quest'atto, e l'atto divino, nella sua essenza, è vita ottima ed eterna. Noi affermiamo, allora, che Dio è un essere vivente, sicché a Dio appartengono vita e durata continua ed eterna: tutto questo, appunto, è Dio! (XII, 7, 1072b) *Se, in effetti, ci fosse un movimento avente per fine un altro movimento, questo dovrebbe avere, a sua volta, qualche altro fine; ma, poiché è impossibile andare all'infinito, il fine di ogni movimento dovrà essere qualcuno dei corpi divini che si muovono nel [[cielo]]. (XII 8, 1074a 28-31) *Dei primi filosofi, i più hanno pensato che vi siano solo principi materiali delle cose. Ciò da cui le cose hanno il loro essere e da cui si originano e in cui corrompendosi si risolvono – poiché la sostanza permane pur mutando negli accidenti – dicono sia l'elemento primordiale e, essa sostanza, il principio delle cose; per questo pensano che niente si generi o perisca in assoluto, dato che tale sostanza permane in eterno... Ci dev'essere infatti una qualche sostanza, una o più d'una, da cui si generi il resto pur restando essa immutata. Quanto poi al numero e alla forma di tale principio non hanno tutti la stessa opinione: Talete, l'iniziatore di questa filosofia, dice per parte sua che esso è l'acqua (e per questo sostiene che la terra poggia sull'acqua) e tale opinione gli viene forse dall'aver osservato che il nutrimento di tutte le cose è umido e che perfino il caldo si genera dall'acqua e vive di essa (ma ciò onde tutte le cose si originano è il loro principio); da questo era stato indotto a tale opinione e anche dal fatto che ogni germe ha una natura umida; e anche l'acqua è il principio della natura di ciò che è umido. Vi sono poi alcuni che credono che i primi antichissimi teologi, vissuti molto prima del nostro tempo, abbiano avuto la stessa opinione sulla sostanza primordiale perché chiamavano Oceano e Teti i padri della generazione e perché dicevano che gli dei giurano per l'acqua, che quei poeti chiamavano [[Stige]]. Si onora sempre ciò che è più antico e niente è più onorato del giuramento. Non è poi sicuro che quest'opinione sulla sostanza primordiale delle cose sia talmente antica, ma si dice tuttavia, che questo fosse il pensiero di Talete sulla causa prima. *È il valore dell'oggetto proprio della conoscenza quello che determina la superiorità di una scienza, o la sua inferiorità. *Grazie all'[[esperienza]] progrediscono la scienza e l'arte. *I cosiddetti pitagorici, che furono i primi a fare matematica, non solo la svilupparono ma vi si immersero completamente, credendo che i principi della matematica fossero i principi di tutte le cose. *I vecchi sono due volte bambini. *Il tutto è maggiore della somma delle sue parti.(VIII,1045 9-10)<ref>Il testo completo di Aristotele: "Di tutte le cose infatti che hanno più parti e il cui insieme non è come un mucchio, ma è qualcosa di intero oltre le parti, c'è una qualche causa" Aristotele, ''Metafisica'', con testo greco a fronte. Traduzione, introduzione e note di Enrico Berti, Bari-Roma, Laterza, 2017, p. 359.</ref> *Le scienze matematiche in particolare mostrano ordine, simmetria e limite: e queste sono le più grandi istanze del bello. *Non conosciamo il vero se non conosciamo la causa. *Se [[Dio]] esiste dobbiamo riconoscerlo nella natura immobile e indipendente. ==''Poetica''== *La tragedia è imitazione di un'azione seria e compiuta in se stessa...; la quale mediante una serie di casi che suscitano pietà e terrore ha per effetto di sollevare e purificare l'animo da siffatte passioni. (6)<ref name=sordi/> *Lo scopo dell'arte non consiste nel rappresentare l'aspetto esteriore delle cose, ma il loro significato interiore.<ref>Citato in ''Come funziona la filosofia'', a cura di Marcus Weeks, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2020, p. 41. ISBN 9788858025598</ref> *Riguardo alle esigenze della poesia, bisogna tener presente che cosa impossibile ma credibile, è sempre da preferire a cosa incredibile anche se possibile. (25, 1461b) *Un tutto è ciò che è ha principio e mezzo e fine.(7, 1450b) ==''Politica''== *Il motivo per cui tutti dicono che anche gli dèi sono soggetti a un re è questo, che sono soggetti a un re essi stessi, taluni ancora adesso, altri lo furono un tempo, e, come le forme degli dèi le immaginano simili alle loro, così pure la vita. (I, 2, 1252b) *L'[[uomo]] per natura è un essere socievole. (I, 2, 1253a)<ref>Si veda anche «Per natura l'uomo è un essere politico» (''Etica Nicomachea'', I, 1097b) e «L'uomo infatti è un essere politico e portato naturalmente alla vita in società» (''Etica Nicomachea'', IX, 1169).</ref> *La [[natura]] [...] non fa niente senza scopo. (I, 2, 1253a) *È schiavo per natura chi può appartenere a un altro (per cui è di un altro) e chi in tanto partecipa di ragione in quanto può apprenderla, ma non averla: gli altri animali non sono soggetti alla ragione, ma alle impressioni. Quanto all'utilità, la differenza è minima: entrambi prestano aiuto con le forze fisiche per le necessità della vita, sia gli schiavi, sia gli animali domestici. Perciò la natura vuol segnalare una differenza nel corpo dei liberi e degli schiavi: gli uni l'hanno robusto per i servizi necessari, gli altri eretto e inutile a siffatte attività, ma adatto alla vita politica (e questa si trova distinta tra le occupazioni di guerra e pace): spesso però accade anche il contrario, taluni, cioè, hanno il corpo di liberi, altri l'anima, ché certo, se i liberi avessero un fisico tanto diverso quanto le statue degli dèi, tutti, è evidente, ammetterebbero che gli altri meritano di essere loro schiavi: e se questo è vero nei riguardi del corpo, tanto più giusto sarebbe porlo nei riguardi dell'anima: invece non è ugualmente facile vedere la bellezza dell'anima e quella del corpo. Dunque, è evidente che taluni sono per natura liberi, altri, schiavi, e che per costoro è giusto essere schiavi. (I, 5, 1254b-1255a) *Nessuno si fa tiranno per ripararsi dal freddo. (II, 7, 1267a) *È nella natura del [[desiderio]] di non poter essere soddisfatto, e la maggior parte degli uomini vive solo per soddisfarlo. (II, 7, 1267b.4) *Neppure le leggi scritte è bene lasciare inalterate. (II, 8, 1269a) *L'[[animosità]] è quella cosa, che genera l'amore, e ella è quella parte dello animo, mediante la quale noi amiamo. (IV, 7; 1905) *La comunità statale migliore è quella fondata sul ceto medio. (IV, 11, 1295b) *Le rivoluzioni dunque non riguardano piccole questioni, ma nascono da piccole questioni e mettono in gioco grandi questioni. (V, 3, 1) *Base della costituzione democratica è la [[libertà]]. (VI, 2, 1317a) *La [[legge]] è ordine e, di necessità, la buona legge è buon ordine. (VII, 4, 1326a) *{{NDR|[[Talete]]}} [...] siccome, povero com'era, gli rinfacciavano l'inutilità della filosofia, avendo previsto in base a calcoli astronomici un'abbondante raccolta di olive, ancora in pieno inverno, pur disponendo di poco denaro, si accaparrò tutti i frantoi di Mileto e di Chio per una cifra irrisoria, dal momento che non ve n'era alcuna richiesta; quando giunse il tempo della raccolta, cercando in tanti urgentemente tutti i frantoi disponibili, egli li affittò al prezzo che volle imporre, raccogliendo così molte [[ricchezza|ricchezze]] e dimostrando che per i filosofi è molto facile arricchirsi, ma tuttavia non si preoccupano di questo. (A 11, 1259 a) *Chi è incapace di vivere in [[società]], o non ne ha bisogno perché è sufficiente a se stesso, deve essere una bestia o un dio. (I, 2, 1253a) ==''Retorica''== ===[[Incipit]]=== La [[oratoria|Retorica]] è corrispondente alla [[Dialettica]]; perciocché l'una e l'altra si travaglia intorno a certe cose, le quali si può veder che sono in un certo modo comuni a tutti, e non ad alcuna determinata scienza sottoposte. Onde che tutti ancora partecipano in un certo modo d'ambidue; perché non è persona, che fino a un certo che, non si metta dall'un canto a cercar di contraddire alle ragioni altrui, e mantener le sue: e dall'altro ad accusare e difendere. ===Citazioni=== *L'[[abitudine]] diventa come qualcosa di innato.<ref name="multi">Citato in Paola Mastellaro, ''Il libro delle citazioni latine e greche'', Mondadori, Milano, 2012, p. 9. ISBN 978-88-04-47133-2.</ref> (I, 1) *Esiste davvero, come da tutti percepito, qualcosa di giusto per natura e comune a tutti. (1, 13)<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della legge'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 33. ISBN 9788858029596</ref> *I [[mali]] congiungono gli uomini. (I, 1362b) *È impossibile che una cosa sia o divenga senza una causa o un principio. (I, 7, 1364a) *Fare il peggio sembra la migliore decisione. (II, 24)<ref name=sordi/> *Così quello che disse Policrate di [[Trasibulo|Trasibolo]], che avesse spenti trenta tiranni, avendo estinta una tirannide sola, che era di trenta. (II, 1401a; traduzione di [[Annibal Caro]]) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Trattato dei governi''=== Perché eʹ si vede, che ogni città è una certa compagnia; e perché ogni compagnia è costituita per fine di conseguir qualche bene, chè in vero ogni cosa, che sʹopera, è operata per cagione di quello che par bene, è però manifesto, che ogni compagnia ha in considerazione, e in fine qualche bene: e che quella, che infra tutte lʹaltre è la principalissima, e che tutte lʹaltre contiene, ha per fine il bene, che è principalissimo; e tale non è altra, che la città, e la compagnia civile. ==Citazioni su Aristotele== *Aristotele, come tutti gli antichi, era politeista, cioè ammetteva una pluralità di dèi, e "praticava" la sua religione, cioè pregava gli dèi e faceva voti, come risulta dal suo testamento. Tuttavia egli criticò gli aspetti antropomorfici del politeismo, interpretando gli dèi come intelligenze motrici dei cieli, e riconobbe tra essi un "primo", aprendo così la strada, ripresa poi dagli [[Stoicismo|Stoici]], verso il monoteismo. ([[Enrico Berti]]) *Aristotele era talmente bravo nel suo mestiere che ancorò il pensiero umano per duemila anni. ([[Ezra Pound]]) *Aristotile con molto senno incomincia dall'insegnar quello che spetta al buono stato della [[famiglia]], perché della comunanza umana l'individuo compiuto non è lo scapolo, ma l'ammogliato con prole o vogliam dire la famiglia, rimossa la quale, come fu scritto nell'aforismo ''XIV'', non rimane intermezzo alcuno che tempri l'amor proprio e la fiera e violenta natura nostra. ([[Terenzio Mamiani]]) *Aristotile, doppo haver ne gli otto libri della sua Fisica trattato di principij cagioni, & affetti communi delle cose naturali, intende ne i quattro del Cielo venire à trattar delle parti principali dell'Universo, cioè del Cielo e de gli elementi: di quello (per quanto è concesso all'intelletto humano), pienamente; di questi, solo in quanto sono parti del Mondo, & appartengono all'ordine, & integrità di esso, riserbandosi di ragionarne esattamente ne i libri della Generatione, e Corruttione. ([[Antonio Rocco]]) *Benché il suo debito verso Platone sia evidente in tutta la sua opera, Aristotele rifiutò le Forme del maestro per un empirismo radicale: ciò che si deve comprendere è il mondo dell'esperienza, e perciò bisogna partire da esso: da tutta l'esperienza; egli infatti aveva un'energia e una curiosità intellettuale che non sono mai state superate e alle quali poco si sono avvicinati. ([[Moses Israel Finley]]) *Ci si immagina [[Platone]] e Aristotele tutti paludati nei loro abiti da pedanti. Erano uomini di mondo come gli altri, che ridevano coi loro amici. E quando si sono divertiti a fare le loro leggi e la loro politica, è stato per gioco. Era l'aspetto meno filosofico e meno serio della loro vita; l'aspetto più filosofico consisteva nel vivere in modo semplice e sereno. Quando hanno scritto di politica, l'hanno fatto come per porre delle regole in un ricovero di pazzi. E se hanno mostrato di parlarne come fosse una gran cosa, è stato perché essi sapevano che i pazzi a cui parlavano credevano di essere re e imperatori. Essi entrano nei loro princìpi per moderare la loro follia e renderla più innocua che possono. ([[Blaise Pascal]]) *Ho provato a leggere a mia sorella qualcosa dell'opera filosofica di Aristotele. In tutta franchezza: una delusione completa. Non fosse stata così oscura, così astrusa, questa pseudofilosofia non sarebbe durata così a lungo. Ma la maggior parte delle persone, per le parole che non riesce a comprendere, prova un sacro rispetto, e taccia invece di superficialità chi ha il torto di parlar chiaro. Quale toccante segno di modestia. ([[Albert Einstein]]) *Hora, quantunque il Sig. [[Galileo Galilei|Galileo]], quasi in tutte le cose mostri di contrariare ad Aristotile, nel quale è la somma delle filosofiche verità, rinovando molte delle antiche opinioni; non credo già che egli debba annoverarsi trà quegli; stimando io, che egli il faccia solo per esercizio di ingegno. Imperoche, se altrimenti fosse, avvenga che per molti suoi meriti, e ragioni, io il reverisca, e reverirò sempre, parendomi, che a torto sia doventato un'Antiperipatetico; in questo particolare, io vorrei poter doventare, un'Antigalileo, per gratitudine di quel gran principe di tante accademie, capo di tante scuole, soggetto di tanti poeti, fatica di tanti storici, il qual lesse più libri, che non hebbe giorni, conposene più, che non hebbe anni; novello, e divin Briareo, che par, che con cento mani, e penne dettasse sempre cento opere. ([[Lodovico delle Colombe]]) *I due filosofi sono immortali, e ciascuno dei due ha i suoi pregi. Preferiamo sceglierci Aristotele come guida nella vita, e [[Platone]] come ispiratore dei nostri sogni. Ma sarebbe una triste vita quella in cui fossimo costretti a rinunciare all'uno o all'altro. ([[Henry Furst]]) *Il sistema aristotelico è variamente giudicato e denominato. Lo si qualifica per dinamismo, per energismo, per dualismo, da alcuni financo per materialismo superiore. Sarebbe assai più esatto denominarlo uno spiritualismo superiore. In poche dottrine, per certo, il pensiero quale attività suprema dell'esistenza celebra i suoi trionfi come nell'aristotelica. ([[Cesare Ranzoli]]) *La [[nebbia]] era una nube infeconda, così la pensava Aristotele, non fidatevi del suo carattere avvolgente, pervadente, quell'acqua è solo umidità, non è pregnanza di [[pioggia]] che feconda i campi e gonfia il corso dei fiumi. La nebbia è arredamento, la nebbia si appoggia: sui campi, nello spazio tra terra e cielo, buona per i delitti. E inconsapevoli, ad essa indifferenti. Ma sono delitti quelli che commette. ([[Daniele Del Giudice]]) *[[Linneo]] e [[Georges Cuvier|Cuvier]] sono stati in modo diverso le mie due divinità, ma essi non sono che scolaretti in confronto al vecchio Aristotele. ([[Charles Darwin]]) *Nell'era dell'informazione, non si insegna filosofia allo stesso modo in cui si faceva dopo il feudalesimo. La si recita. Se Aristotele fosse vivo oggi, avrebbe un talk show. ([[Timothy Leary]]) *''O Dio, che crudeltà, che non compose | un'operetta sopra la cucina, | fra l'infinite sue miracolose!'' ([[Francesco Berni]]) *Per vivere soli bisogna essere o un animale o un dio, dice Aristotele. Manca il terzo caso: bisogna essere l'uno e l'altro, un filosofo. ([[Friedrich Nietzsche]]) *''Poi ch'innalzai un poco più le ciglia, | vidi 'l maestro di color che sanno | seder tra filosofica famiglia''. ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'') *Prevaleva l'opinione di Aristotele secondo cui le comete non erano altre che vapori sublunari, al punto che questa parte sublime dell'astronomia rimaneva del tutto trascurata. ([[Edmond Halley]]) *Quando nella sua ''Poetica'', Aristotele scrive che il fine della tragedia (cioè del teatro) è la ''catarsi'', egli afferma soprattutto questo, che la tragedia ha un fine pratico, la purificazione del corpo sociale, ossia la conoscenza e quindi la difesa dai mali che lo turbano, attraverso la loro rappresentazione in pubblico. ([[Luciano Lucignani]]) *[[Socrate]] è il filosofo: Aristotele professa il sistema della propria filosofia. ([[Carlo Michelstaedter]]) *Venga dunque alla sbarra Aristotele, il peggiore dei Sofisti, stordito da un'inutile sottigliezza, spregevole ludibrio delle parole. Ha osato persino, se la mente umana si fermasse per caso e quasi spinta da un buon vento sulla spiaggia di qualche verità, stringerle attorno durissimi ceppi, e mettere insieme una specie di arte fatta di pazzia per asservirci alle parole. [...] pur essendosi rivolto alle libere ricerche della storia, ha conservato intatti gli idoli più oscuri di qualche caverna sotterranea, e ha costruito sopra la sua storia delle cose particolari una specie di tela di ragno, che vuol far apparire come la trama delle cause, mentre è affatto priva di forza e di pregio. ([[Francesco Bacone]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Aristotele, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/aristoteles/la-rettorica/ La rettorica d'Aristotile fatta in lingua toscana dal commendatore Annibal Caro]'', Felice Rusconi, Milano, 1826. *Aristotele, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/aristoteles/trattato-dei-governi/ Trattato dei governi]'', traduzione di Bernardo Segni, Sonzogno, 1905. *Aristotele, ''Dell'anima'', ''Metafisica'', in ''Aristotele. Volume primo'', traduzione di Renato Laurenti, Antonio Russo, I Classici del pensiero, Mondadori, 2008. *Aristotele, ''Etica Nicomachea'', ''Etica Eudemia'', ''Politica'', ''Retorica'', ''Poetica'', in ''Aristotele. Volume secondo'', traduzione di Armando Plebe, Renato Laurenti, Manara Valgimigli, I Classici del pensiero, Mondadori, 2008. *Aristotele, ''Historia animalium'' [libri VIII e IX], traduzione di Pietro Li Causi, in Aristotele, frammenti stoici, Plutarco, Porfirio, ''L'anima degli animali'', a cura di Pietro Li Causi e Roberto Pomelli, Einaudi, Torino, 2015. ISBN 978-88-06-21101-1 *[[Diogene Laerzio]], ''Vite dei filosofi'', a cura di Marcello Gigante, Laterza, 1983³. ==Voci correlate== *[[Alessandro Magno]] *''[[Costituzione degli Ateniesi]]'' *[[Scuola peripatetica]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Historia animalium||(343 a.C. circa)}} [[Categoria:Filosofi greci antichi]] [[Categoria:Logici greci antichi]] [[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno)]] [[Categoria:Scrittori greci antichi]] a26nn3hvudqoxvcov2xrrojye38zw96 Dante Alighieri 0 162 1426287 1420519 2026-09-12T14:01:30Z Micione 5365 /* Convivio */ +1 1426287 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Portrait de Dante.jpg|thumb|Dante Alighieri]] {{indicedx}} '''Dante Alighieri''' (1265 – 1321), il ''Sommo poeta'' italiano. ==Citazioni di Dante Alighieri== *Che se in Fiorenza per via onorata non s'entra, io non entrerovvi giammai. E che? non potrò io da qualunque angolo della terra mirare il sole e le stelle? non potrò io sotto ogni plaga del cielo meditare le dolcissime verità, se pria non mi renda uom senza gloria, anzi d'ignominia, in faccia al popolo e alla città di Fiorenza? (dall'[[s:la:Epistulae (Dante Alighieri)#XII.|epistola XII]]; citato in Piero Fraticelli (a cura di), ''La Divina Commedia di Dante Alighieri col comento di Pietro Fraticelli'', G. Barbèra, Firenze, 1881, [http://www.archive.org/stream/ladivinacommedi03fratgoog#page/n35/mode/2up p. 20]) *Il volgare [[Sicilia|siciliano]] si attribuisce fama superiore a tutti gli altri per queste ragioni: che tutto quanto gli Italiani producono in fatto di poesia si chiama siciliano; e che troviamo che molti maestri nativi dell'isola hanno cantato con solennità [...] E in verità quegli uomini grandi e illuminati, Federico Cesare e il suo degno figlio Manfredi, seppero esprimere tutta la nobiltà e dirittura del loro spirito, e finché la fortuna lo permise si comportarono da veri uomini, sdegnando di vivere da bestie. Ed è per questo che quanti avevano in sé nobiltà di cuore e ricchezza di doni divini si sforzarono di rimanere a contatto con la maestà di quei grandi principi, cosicché tutto ciò che a quel tempo producevano gli Italiani più nobili d'animo vedeva dapprima la luce nella reggia di quei sovrani così insigni; e poiché sede del trono regale era la Sicilia, ne è venuto che tutto quanto i nostri predecessori hanno prodotto in volgare si chiama siciliano: ciò che anche noi teniamo per fermo, e che i nostri posteri non potranno mutare. (da ''De vulgari eloquentia'', I libro, XII cap.<ref>Traduzione di Pier Vincenzo Mengaldo in ''[http://www.danteonline.it/italiano/opere2.asp?idcod=000&idope=3&idliv1=1&idliv2=12&idliv3=1&idlang=IT DanteOnline.it]''.</ref>) *Venendo subito al punto, che chiamo lingua volgare quella che i bambini apprendono da chi sta loro intorno dal momento che cominciano ad articolare i suoni; oppure per esser più brevi, la lingua volgare è quella che, senza bisogno di regole, impariamo imitando la nostra nutrice. (da ''De vulgari eloquentia'', Milano, Garzanti, 2009, p. 3) ===Attribuite=== *[[Dio]] è Uno; l'[[Universo]] è un pensiero di Dio; l'Universo è dunque Uno esso pure. Tutte le [[cose]] vengono da Dio. Tutte partecipano, più o meno, della natura divina, a seconda del fine pel quale sono create. L'[[uomo]] è nobilissimo fra tutte le cose: Dio ha versato in lui più della sua natura che non sull'altre. Ogni cosa che viene da Dio tende al [[perfezionamento]] del quale è capace. La capacità di perfezionamento nell'uomo è indefinita. L'Umanità è Una. Dio non ha fatto cosa inutile; e poiché esiste una Umanità, deve esistere uno scopo unico per ''tutti'' gli uomini, un lavoro da compirsi per opera d'essi tutti. Il genere umano dovrebbe dunque lavorare unito sì che tutte le forze intellettuali diffuse in esso ottengano il più alto sviluppo possibile nella sfera del pensiero e dell'azione. Esiste dunque una Religione universale della natura umana.<ref name=maz>Citato in [[Giuseppe Mazzini]], ''Dei doveri dell'uomo'', in ''Dei doveri dell'uomo – Fede e avvenire'', a cura di Paolo Rossi, Mursia, Milano, cap. VII, p. 78.</ref> :Mazzini cita queste parole fra virgolette, come scritte da Dante. Si tratta di «una libera esposizione mazziniana del pensiero dantesco», secondo la nota del curatore.<ref name=maz/> *[[Genova]], aria senza uccelli, mare senza pesci, monti senza legna, uomini senza onore e donne senza pudore.<ref name=martigli>Citato in Carlo A. Martigli, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/05/31/il-papa-genovese-mancato-alla-storiaGenova06.html Il Papa genovese mancato alla storia]'', ''la Repubblica'', 31 maggio 2017.</ref> :{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} La paternità di questo proverbio è ignota.<ref name=martigli/> *''Non ti curar di loro, ma guarda e passa.'' :{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} La citazione corretta è: «''Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.''»<ref>{{Cfr}} ''[http://www.corriere.it/solferino/severgnini/07-01-06/01.spm Ragioniamo di Dante (ma senza sbagliare citazione!)]'', ''Corriere.it'', 7 gennaio 2006.</ref> ==''Divina Commedia''== {{Vedi anche|Divina Commedia}} ==''Vita nuova''== ===[[Incipit]]=== In quella parte del libro de la mia memoria dinanzi a la quale poco si potrebbe leggere, si trova una rubrica la quale dice: ''Incipit''<ref>Questo incipit costituisce anche l'incipit del libro di [[Fruttero & Lucentini]], appunto ''Íncipit'', Mondadori, 1993.</ref>'' vita nova''. Sotto la quale rubrica io trovo scritte le parole le quali è mio intendimento d'assemplare in questo libello; e se non tutte, almeno la loro sentenzia.<br /> Nove fiate già appresso lo mio nascimento era tornato lo cielo de la luce quasi a uno medesimo punto, quanto a la sua propria girazione, quando a li miei occhi apparve prima la gloriosa donna de la mia mente, la quale fu chiamata da molti [[Beatrice Portinari|Beatrice]] li quali non sapeano che si chiamare.<br /> Ella era in questa vita già stata tanto, che ne lo suo tempo lo cielo stellato era mosso verso la parte d'oriente de le dodici parti l'una d'un grado, sì che quasi dal principio del suo anno nono apparve a me, ed io la vidi quasi da la fine del mio nono.<br /> Apparve vestita di nobilissimo colore, umile e onesto, sanguigno, cinta e ornata a la guisa che a la sua giovanissima etade si convenia. ===Citazioni=== *Ecco un iddio più forte di me, che viene a signoreggiarmi. (1857<ref>Traduzione di Pietro Fraticelli, [http://books.google.it/books?id=D80OAAAAIAAJ&pg=PA56 p. 56]. Tale ''iddio'' è [[Amore]].</ref>) :''Ecce deus fortior me, qui veniens dominabitur michi''. (''[[s:Vita nuova/Capitolo II#capitolo 2 versetto4|Capitolo II]]'') *L'anima era tutta data nel pensare di questa gentilissima; onde io divenni in picciolo tempo poi di sì fraile e debole condizione, che a molti amici pesava de la mia vista; e molti pieni d'invidia già si procacciavano di sapere di me quello che io volea del tutto celare ad altrui.<br />Ed io, accorgendomi del malvagio domandare che mi faceano [...] rispondea loro che Amore era quelli che così m'avea governato. [...]<br />E quando mi domandavano "Per cui t'ha così distrutto questo [[Amore]]?", ed io sorridendo li guardava, e nulla dicea loro. (da [[s:Vita nuova/Capitolo IV|''Capitolo IV'']]) *''Lo viso mostra lo color del core.'' (da [[s:Vita nuova/Capitolo XV|''Capitolo XV'']]) *''Ingégnati, se puoi, d'esser palese.'' (da [[s:Vita nuova/Capitolo XIX|''Capitolo XIX'']]) *''Tanto [[gentilezza|gentile]] e tanto onesta pare | la donna mia quand'ella altrui saluta, | ch'ogne lingua deven tremando muta, | e li occhi no l'ardiscon di guardare.'' (da [[s:Vita nuova/Capitolo XXVI|''Capitolo XXVI'']]) ===[[Explicit]]=== Appresso questo sonetto apparve a me una mirabile visione, ne la quale io vidi cose che mi fecero proporre di non dire più di questa benedetta infino a tanto che io potesse più degnamente trattare di lei.<br /> E di venire a ciò io studio quanto posso, sì com'ella sae veracemente. Sì che, se piacere sarà di colui a cui tutte le cose vivono, che la mia vita duri per alquanti anni, io spero di dicer di lei quello che mai non fue detto d'alcuna.<br /> E poi piaccia a colui che è sire de la cortesia, che la mia anima se ne possa gire a vedere la gloria de la sua donna, cioè di quella benedetta Beatrice, la quale gloriosamente mira ne la faccia di colui ''qui est per omnia secula benedictus''. Amen. ===Citazioni sulla ''Vita nuova''=== *Dante dopo la Pasqua del 1300 imprese a scrivere la Vita Nuova a fine di far conoscere le fasi che la sua Musa aveva percorso sino al 1300, e ciò a che ella intendeva: cioè per far conoscere il suo carattere poetico, di poeta lirico erotico, di poeta lirico filosofo e morale, e di poeta epico; cosi però che, mentre gli ultimi due erano soltanto indicati, il primo era perfettamente sviluppato, come quello che, essendo l'espressione della prima età dell'uomo, ''dell'Adolescenza'', doveva essere completamente trattato in questo libro, in cui si conveniva pur indicare come una nobile natura possa essere mediante Amore preparata e condotta alla virtù. Ond'è che la ''Vita Nuova'' sarà la storia di ciò che la nobile sua natura preparò nella prima etade a perfezionamento delle susseguenti: la storia dell'intellettuale e morale perfezionamento di Dante, iniziato dall'Amore suo per Beatrice Portinari, continuato dall'Amore suo per le scienze filosofiche e teologiche; la prima delle quali avevagli dettato il canto della ''Rettitudine'', e la seconda stava preparandolo al Canto della ''Restaurazione sociale'' [...].<br>Ond'è che a ragione potrà anche dirsi, che la Vita Nuova sia l'Introduzione alla Divina Commedia, e in pari tempo il Proemio al Convito; mentre senza di essa non potremmo di certo farci un'idea né dell' essere di Beatrice né della ragione delle due opere. ([[Antonio Lubin]]) *Il libro della V. N. non è una storia degli anni giovanili di Dante, come fu detto da alcuno; e quindi, sebbene presso [[Francesco Petrarca|Petrarca]], [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]] e Dante stesso si trovino le parole ''vita nuova'' nel senso di ''età giovanile'', di ''prima età''; non è per questo a dirsi che queste parole nel titolo di quel libro abbiano lo stesso valore, e {{sic|sieno}} da prendersi nella piena estensione del loro significato comune; mentre e da quelle parole, di già riportate: ''in una parte del libro della mia memoria si trova un rubrica, la quale dice: incipit Vita Nova''; e dall'intendimento espresso di voler assemprare in esso libro quelle delle sue poesie che potessero farne conoscere ''la sentenzia di tutte'' – intendimento che gl'impedì il trattar di proposito in questo libro della morte di Beatrice – e finalmente dal contenuto stesso del libro si vede apertamente che la ''Vita Nuova'' non contiene la storia dell'adolescenza e della prima gioventù di Dante; ma soltanto la storia e il carattere della sua Musa, inspirata da amore nella sua adolescenza. ([[Antonio Lubin]]) ==''Convivio''== ===[[Incipit]]=== Sì come dice lo Filosofo nel principio de la Prima Filosofia, tutti li uomini naturalmente desiderano di sapere. La ragione di che puote essere ed è che ciascuna cosa, da providenza di propria natura impinta è inclinabile a la sua propria perfezione; onde, acciò che la scienza è ultima perfezione de la nostra anima, ne la quale sta la nostra ultima felicitade, tutti naturalmente al suo desiderio semo subietti. ===Citazioni=== *Dispregiar se medesimo è per sè biasimevole, però che a l'amico dee l'uomo lo suo [[difetto]] contare strettamente, e nullo è più amico che l'uomo a sè; onde ne la camera de' suoi pensieri se medesimo riprender dee e piangere li suoi difetti, e non palese. ({{Source|Convivio/Trattato primo|Dispregiar se medesimo|Trattato I, capitolo II, 5}}) *[...] lo consentire è uno confessare, villania fa chi loda o chi biasima dinanzi al viso alcuno, perché né consentire né negare puote lo così estimato sanza cadere in colpa di lodarsi o di biasimare. ({{Source|Convivio/Trattato primo|lo consentire è uno confessare|Trattato I, capitolo II, 11}}) *[...] nulla cosa per legame musaico armonizzata si può de la sua loquela in altra [[Traduzione|transmutare]] sanza rompere tutta sua dolcezza e armonia. ({{Source|Convivio/Trattato primo|transmutare|Trattato I, capitolo VII, 14}}) *Questi {{NDR|"gli uomini mutevoli e facili a giudicare"}} sono da chiamare pecore, e non uomini; ché se una pecora si gittasse da una ripa di mille passi, tutte l'altre andrebbero dietro; e se una pecora per alcuna cagione al passare d'una strada salta, tutte l'altre saltano, eziandio nulla veggendo da saltare. E io ne vidi già molte in uno pozzo saltare per una che dentro vi saltò, forse credendo saltare uno muro, non ostante che 'l pastore, piangendo e gridando, con le braccia e col petto dinanzi a esse si parava. ({{Source|Convivio/Trattato primo|questi sono da chiamare pecore|Trattato I, capitolo XI, 9}}) *''Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete, | udite il ragionar ch'è nel mio core, | ch'io nol so dire altrui, sì mi par novo.'' ({{Source|Convivio/Trattato secondo|Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete|Trattato II, canzone prima, 1-3}}<ref name=c1>Presente anche in ''Rime'', LXXIX, ''[[s:Rime (Dante)/LXXIX - Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete|Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete]]''.</ref>) *''Chi veder vuol la salute, | faccia che li occhi d'esta donna miri, | sed e' non teme angoscia di sospiri''. ({{Source|Convivio/Trattato secondo|Chi veder vuol la salute|Trattato II, canzone prima, 24-26}}<ref name=c1/>) *Ma però che non subitamente nasce amore e fassi grande e viene perfetto, ma vuole tempo alcuno e nutrimento di pensieri, massimamente là dove sono pensieri contrari che lo 'mpediscano, convenne, prima che questo nuovo amore fosse perfetto, molta battaglia intra lo pensiero del suo nutrimento e quello che li era contraro, lo quale per quella gloriosa Beatrice tenea ancora la rocca de la mia mente. ({{Source|Convivio/Trattato secondo|Ma però che non subitamente|Trattato II, capitolo II, 3}}) *Dico che intra tutte le bestialitadi quella è stoltissima, vilissima e dannosissima, chi crede dopo questa vita non essere altra vita; però che, se noi rivolgiamo tutte le scritture, sì de' filosofi come de li altri savi scrittori, tutti concordano in questo, che in noi sia parte alcuna perpetuale. ({{Source|Convivio/Trattato secondo|bestialitadi|Trattato II, capitolo VIII [IX], 8}}) *[...] la [[Cristianesimo|dottrina veracissima]] di Cristo, la quale è via, verità e luce: via, perché per essa sanza impedimento andiamo a la felicitade di quella immortalitade; verità, perché non soffera alcuno errore; luce, perché allumina noi ne la tenebra de la ignoranza mondana. ({{Source|Convivio/Trattato secondo|la dottrina veracissima di Cristo|Trattato II, capitolo VIII [IX], 14}}) *[...] essere suole che l'uomo va cercando argento e fuori de la 'ntenzione truova oro, lo quale occulta cagione presenta, non forse sanza divino imperio [...]. ([[s:Convivio/Trattato secondo|Trattato II]], capitolo XII [XIII], 5) *[...] non dee l'uomo, per maggiore [[amicizia|amico]], dimenticare li servigi ricevuti dal minore. ({{Source|Convivio/Trattato secondo|Non dee l'uomo|Trattato II, capitolo XV [XVI], 6}}) *''[[Amore|Amor]] che ne la mente mi ragiona | de la mia donna disiosamente, | move cose di lei meco sovente, | che lo 'ntelletto sovr'esse disvia.'' ({{Source|Convivio/Trattato terzo|Amor che ne la mente mi ragiona|Trattato III, canzone seconda, 1-4}}<ref name=c2>Presente anche in ''Rime'', LXXXI, ''[[s:Rime (Dante)/LXXXI - Amor che ne la mente mi ragiona|Amor che ne la mente mi ragiona]]''.</ref>) *''Non vede il sol, che tutto 'l mondo gira, | cosa tanto gentil, quanto in quell'ora | che luce ne la parte ove dimora | la donna di cui dire Amor mi face.'' ({{Source|Convivio/Trattato terzo|Non vede il sol|Trattato III, canzone seconda, 19-22}}<ref name=c2/>) *[...] [[Filosofia]] non è altro che amistanza a sapienza. ({{Source|Convivio/Trattato terzo|Filosofia non è|Trattato III, capitolo XI, 6}}) *Nullo sensibile in tutto lo mondo è più degno di farsi essemplo di Dio che 'l [[sole]]. ({{Source|Convivio/Trattato terzo|sole|Trattato III, capitolo XII, 7}}) *[...] la [[moralità|moralitade]] è bellezza de la filosofia. ({{Source|Convivio/Trattato terzo|la moralitade è bellezza de la filosofia|Trattato III, capitolo XV, 11}}) *''Le dolci rime d'amor ch'i' solia | cercar ne' miei pensieri, | convien ch'io lasci; non perch'io non speri | ad esse ritornare, | ma perché li atti [[sdegno|disdegnosi]] e feri | che ne la donna mia | sono appariti m'han chiusa la via | de l'usato parlare.'' ({{Source|Convivio/Trattato quarto|Le dolci rime d'amor ch'i' solia|Trattato IV, canzone terza, 1-8}}<ref name=c3>Presente anche in ''Rime'', LXXXII, ''[[s:Rime (Dante)/LXXXII - Le dolci rime d'amor ch'i' solia|Le dolci rime d'amor ch'i' solia]]''.</ref>) *''[[Federico II di Svevia|Tale imperò]] che gentilezza''<ref>Qui "gentilezza" ha il significato di [[nobiltà]]. Il tale che imperò, a cui è attribuita la convinzione è [[Federico II di Svevia]].</ref>'' volse, | secondo 'l suo parere, | che fosse antica possession d'avere | con reggimenti belli''. ({{Source|Convivio/Trattato quarto|Federico II di Svevia|Trattato IV, canzone terza, 21-24}}<ref name=c3/>) *''È gentilezza dovunqu'è [[virtù|vertute]], | ma non vertute ov'ella; | sì com'è 'l cielo dovunqu'è la stella, | ma ciò non e converso. | E noi in donna e in età novella | vedem questa salute, | in quanto vergognose son tenute, | ch'è da vertù diverso.'' ({{Source|Convivio/Trattato quarto|È gentilezza dovunqu'è vertute|Trattato IV, canzone terza, 101-108}}<ref name=c3/>) *Veramente [[Aristotele|Aristotile]], che Stagirite ebbe sopranome, e [[Senocrate|Zenocrate Calcedonio]], suo compagnone, [e per lo studio loro], e per lo 'ngegno [singulare] e quasi divino che la natura in Aristotile messo avea, questo fine conoscendo per lo modo socratico quasi e academico, limaro e a perfezione la filosofia morale redussero, e massimamente Aristotile. E però che Aristotile cominciò a disputare andando in qua e in lae, chiamati furono – lui dico, e li suoi compagni – [[Scuola peripatetica|Peripatetici]], che tanto vale quanto 'deambulatori'. E però che la perfezione di questa moralitade per Aristotile terminata fue, lo nome de li Academici si spense, e tutti quelli che a questa setta si presero Peripatetici sono chiamati; e tiene questa gente oggi lo reggimento del mondo in dottrina per tutte parti, e puotesi appellare quasi cattolica oppinione. Per che vedere si può, Aristotile essere additatore e conduttore de la gente a questo segno. E questo mostrare si volea. ({{Source|Convivio/Trattato quarto|Veramente Aristotile|Trattato IV, capitolo VI, 15-16}}) *Conviensi adunque essere prudente, cioè [[Saggezza|savio]]: e a ciò essere si richiede buona memoria de le vedute cose, buona conoscenza de le presenti e buona provedenza de le future. ({{Source|Convivio/Trattato quarto|Conviensi adunque essere prudente|Trattato IV, capitolo XXVII, 5}}) *E quale uomo terreno più degno fu di significare Iddio, che [[Marco Porcio Catone Uticense|Catone]]? Certo nullo. ({{Source|Convivio/Trattato quarto|E quale uomo terreno|Trattato IV, capitolo XXVIII, 15}}) ==''Le Rime''== *''[[Guido Cavalcanti|Guido]], i' vorrei che tu [[Lapo Gianni|Lapo]] ed io | fossimo presi per incantamento | e messi in un vasel, ch'ad ogni vento | per mare andasse al voler vostro e mio''. (da ''Guido, i' vorrei che tu Lapo ed io'') *''Se io sarò là dove sia | Fioretta mia bella'' [a sentire], | ''allor dirò la donna mia | che port'in testa i miei sospire. | Ma per crescer disire | mia donna verrà | coronata da Amore''. (da ''Per una ghirlandetta'') *''Tu, Violetta, in forma più che umana, | foco mettesti dentro in la mia mente | col tuo piacer ch'io vidi; | poi con atto di spirito cocente | creasti speme, che in parte mi sana''. (da ''Deh, Violetta, che in ombra d'Amore'') *''«Or ecco leggiadria di gentil core, | per una sì delvaggia dilettanza | lasciar le donne e lor gaia sembianza!» | Allor, temendo non che senta Amore, | prendo vergogna, onde mi ven pesanza''. (da ''Sonar brachetti, e cacciatori aizzare''.) *''Un dì si venne a me [[Malinconia]] | e disse: «Io voglio un poco stare teco»; | e parve a me ch'ella menasse seco | [[Dolore]] e [[Ira]] per sua compagnia''. (da ''Un dì si venne a me Malinconia'') {{NDR|Dante Alighieri, ''Rime'', ''Opere Minori'', in ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano 1965}} ==''De Monarchia''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== Omnium hominum quos ad amorem veritatis natura superior impressit hoc maxime interesse videtur: ut, quemadmodum de labore antiquorum ditati sunt, ita et ipsi posteris prolaborent, quatenus ab eis posteritas habeat quo ditetur. ====Traduzione==== El principale huficio di tutti gli huomini, i quali dalla natura superiore sono tirati ad amare la verità, pare che ·ssia questo: che ·ccome loro sono aricchiti per la fatica degli antichi, così s'affatichino di dare delle medesime riccheze a quelli che dopo loro verranno. ([[s:Monarchia/Libro I/Capitolo I|I, I]]) ===Citazioni=== *Dovunque può essere [[lite|litigio]], ivi debbe essere g[i]udicio. ([[s:Monarchia/Libro I/Capitolo XII|I, XII]]) *L'umana generatione, quando è massime libera, hottimamente vive. ([[s:Monarchia/Libro I/Capitolo XIV|I, XIV]]) {{NDR|''Monarchia'', a cura di Prudence Shaw, traduzione di [[Marsilio Ficino]], in «Studi Danteschi», LI (1978)}} ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''De vulgari eloquentia''=== [[File:De vulgari eloquentia.tif|thumb|''De vulgari eloquentia'', 1577]] Cum neminem ante nos de vulgaris eloquentie doctrina quicquam inveniamus tractasse, atque talem scilicet eloquentiam penitus omnibus necessariam videamus, cum ad eam non tantum viri sed etiam mulieres et parvuli nitantur, in quantum natura permictit, volentes discretionem aliqualiter lucidare illorum qui tanquam ceci ambulant per plateas, plerunque anteriora posteriora putantes, – Verbo aspirante de celis – locutioni vulgarium gentium prodesse temptabimus, non solum aquam nostri ingenii ad tantum poculum aurientes, sed, accipiendo vel compilando ab aliis, potiora miscentes, ut exinde potionare possimus dulcissimum ydromellum. ===''Egloghe''=== ====Originale==== <poem>Vidimus in nigris albo patiente lituris Pyerio demulsa sinu modulamina nobis. Forte recensentes pastas de more capellas tunc ego sub quercu meus et Melibeus eramus.</poem> ====Traduzione==== :Sul foglio bianco deturpato dai neri segni ho visto un carme, spremuto per me dal seno delle Muse. Eravamo soli, io e Melibeo, sotto una quercia, intenti come al solito a contare le sazie caprette.<ref name=Ope>da ''Dante Alighieri Opere Minori'', ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano 1965.</ref> ===''Epistole''=== Reverendissimo in Christo patri dominorum suorum carissimo domino Nicholao miseratione celesti Ostiensi et Vallatrensi episcopo, Apostolice Sedis legato, necnon in Tuscia Romaniola et Marchia Tervisina et partibus circum adiacentibus paciario per sacrosanctam Ecclesiam ordinato, devotissimi filii A. capitaneus Consilium et Universitas partis Alborum de Florentia semetipsos devotissime atque promptissime recommendant. ===''Quaestio de aqua et de terra''=== ====Originale==== Universis et singulis presentes litteras inspecturis, Dantes Alagherii de Florentia inter vere phylosophantes minimus, in Eo salutem qui est principium veritatis et lumen. ====Traduzione==== :A tutti, uno per uno, quelli sotto gli occhi dei quali cadrà questo scritto, Dante Alighieri di [[Firenze]], il più insignificante di tutti i filosofi, augura salute in Colui che è principio e luce di verità.<ref name=Ope /> ==Citazioni su Dante Alighieri== *Ai tempi nostri, se lo sono conteso cattolici e protestanti, liberi pensatori e bigotti, demagoghi e codini; e noi tuttora assistiamo al curioso spettacolo dello psichiatra che vi va rintracciando l'equazione del genio e della delinquenza colla follia<ref>Allusione a [[Cesare Lombroso]].</ref>; del clericale, che lo allega a conforto dei diritti papali su Roma; del socialista, che vi scorge adombrati i principi di Marx e di [[August Bebel|Bebel]]. «Giuochi di lanterna magica, per cui Dante si fa servire a tutti i partiti, a tutte le idee»<ref>G. Carducci, ''Studi letterari'', Livorno 1880, p. 241. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Paolo Bellezza]]) *Alle creature sue Dante dava, d'abitudine, con pochi e gagliardi tratti, un'attitudine sintetica; abbozzava con michelangiolesca foga; ma non compiva; lasciava che l'immaginazione, possentemente scossa e ravvivata, facesse per conto proprio il minuto disegno. Uno schizzo fugace rinchiudeva il corpo, l'anima di un mondo determinatissimo. ([[Arturo Farinelli]]) *''Allor che Amore, ne' desiri errante, | portando al cuore il sovvenir di lei, | coronò di martir li occhi di Dante, || ed ei parlava ai pallidi romei | e lo traeva intelligenza nuova | là, dove pura luce, da te sei. || Era il suo canto come di chi trova | nel solo esilio, ed era il suo pensiero | come cielo che in mare immenso piova.'' ([[Giovanni Pascoli]]) *''Amore, e Carità suo fuoco accese | Dante a cantare i tristi, e lieti Regni, | fior di virtù, e fior di tutti ingegni, | che dall'empireo Ciel fra noi discese.'' ([[Burchiello]]) *''Altissimo | signor del sommo canto''. ([[Ugo Foscolo]]) *Che Dante non amasse l'[[Italia]], chi vorrà dirlo? Anch'ei fu costretto, come qualunque altro l'ha mai veracemente amata, o mai l'amerà, a flagellarla a sangue, e mostrarle tutta la sua nudità, sì che ne senta vergogna. ([[Ugo Foscolo]]) *Conoscere e descrivere la mente di Dante sarà mai possibile? Egli eclissa nella profondità del suo pensiero: volontariamente eclissa. ([[Giovanni Pascoli]]) *Conosceva tutte le passioni umane, proprio tutte. Attratto dalle cose bellissime e dalle cose bassissime. Stava attento ma era attratto anche dal fascino del male. [...] Ma a parte tutte le innovazioni si ama Dante, proprio perché parla di noi, di ognuno di noi. Nessuno conosce meglio le passioni umane, il profondo dell'animo umano come lo conosce Dante. ([[Roberto Benigni]]) *Credo che tutti i lettori di Dante siano in qualche modo viziati dalla giovanile lettura parcellare imposta dalla scuola. […] Leggendo la Divina Commedia d'un fiato, mi rendevo conto di contrastare una antica malsana usanza; ma di meglio non potevo fare. […] Dante è un enigmatico, e almeno una volta accettiamolo per quel che è. Ha i suoi motivi per non farsi capire subito, e qualche volta per essere assolutamente impenetrabile. È una corsa stremante tra luci e tenebre, stelle, lune, soli, misteriosi frammenti di edifici regali e sacri, con mutile, occulte scritte. Il percorso è talora nitido, geometrico; talora è paludoso, è uno strisciar tra cunicoli ed antri. Non capire è importante. ([[Giorgio Manganelli]]) *''Dante Alighier, s'i' so' bon begolardo, | tu mi tien' bene la lancia a le reni; | s'eo desno con altrui, e tu vi ceni; | s'eo mordo 'l grasso, tu ne sugi 'l lardo; | s'eo cimo 'l panno, e tu vi freghi 'l cardo.'' ([[Cecco Angiolieri]]) *''Dante Alighieri che sorresse il mondo | in suo pugno ed i fonti | dell'universa vita ebbe in suo cuore''. ([[Gabriele D'Annunzio]]) *''Dante alla porta di Paolo e Francesca | spia chi fa meglio di lui: | lì dietro si racconta un amore normale | ma lui saprà poi renderlo tanto geniale. | E il viaggio all'inferno ora fallo da solo | con l'ultima invidia lasciata là sotto un lenzuolo''. ([[Fabrizio De André]]) *Dante, altiero e ghibellino, ritraeva schifamente l'animo da chiunque non fosse conosciuto per fama o per infamia. Il suo cuore era in Alemagna: officina d'ogni tirannia e d'ogni vassallaggio, che per secoli hanno afflitto tutta Europa. E chi, in quella barbarie di tempi, cercava gli abituri della povera plebe, quando non fosse per manometterla o farnela uscire a parteggiare? Dante pellegrinava da castello a castello; né altro vedeva nel mondo fuorché imperatori, e re, e papi; e Cane, e Meroello, e Guido. I villani «gli puzzavano»; e gli doleva di veder «cambiare e mercare» colui il cui avolo aveva limosinato; né gli sarebbe paruto di mal fare, potendo pur rendere la religione stromento di vendette e di carneficine. ([[Giovita Scalvini]]) *Dante, che è Dante, non ebbe sempre lo stesso culto, stando al numero delle edizioni della sua ''Commedia'', il quale nel sec. XVII fu scarsissimo, a cagione del cattivo gusto predominante.<br />La civiltà italiana si può misurare alla stregua della ''varia fortuna di Dante'', come direbbe il [[Giosuè Carducci|Carducci]], ossia del culto di Dante rivelato principalmente dalle edizioni e dalle illustrazioni del suo poema. ([[Carlo Lozzi]]) *Dante ci invita a guardare in alto, ma ci spinge anche a vedere quanto siamo schifosi. Per questo che nel primo girone ci mette i lussuriosi: io mi ci vedrei bene. ([[Roberto Benigni]]) *Dante, come ogni altro grand'uomo, era pieno di sé – chè senza intima fiducia a nulla di sommo si arriva – e non solo tradisce questo in molte frasi della sua ''Divina Comedia'', ma lo confessa francamente nel C. XIII del ''Purgatorio'' (dal v. 133 al 138) dove dice che non ha tanto paura di passare un po' di tempo nel luogo degli invidiosi, quanto in quello de' superbi. ([[Carlo Dossi]]) *Dante è medioevale per la forma del suo poema (visione), per la struttura ternaria di esso, per il {{sic|sustrato}} teologico e filosofico; ma per l'umanità profonda di alcuni episodi, per lo squisito senso della vita e della natura (chi non ricorda le sue marine, i suoi prati fioriti?) annunzia già luminosamente i tempi nuovi. ([[Domenico Alaleona]]) *Dante è tal poeta che non sarà mai popolare, né potrà mai destare entusiasmo nelle masse. La natura schiva del suo ingegno lo apparta, lo segrega, e se lo rende più caro a chi s'interna nelle latebre del suo carattere, fa sì però che pel volgo rimanga sempre un libro chiuso con sette suggelli. ([[Vittorio Imbriani]]) *''Dante | era molto arrogante. | Di parlare coi santi assumeva il diritto. | Solo col Padre Eterno è stato un poco zitto.'' ([[Guido Almansi]]) *Dante era tutt'altro che mansueto: e non era certo la rassegnazione il suo difetto principale. ([[Raffaele Garofalo]]) *Dante insegna la strada maestra della norma: l'inferno, il paradiso, il limbo, il premio o la punizione. È la grancassa del cattolicesimo, è un poeta funzionale, bravino ma interessato a compiacere, insomma, spera di essere ben presto a busta paga per i servigi resi. È critico ma solo quel tantino che fa birichino e niente più, in effetti è ligio e monolitico. In altre parole, insegna a piegare il capo e a inginocchiarsi. Tutto in lui è funzionale al potere. ([[Aldo Busi]]) *Dante mio, io voglio che tu t'emendi e che tu consideri meglio il parlar Fiorentino, e la tua opera, e vedrai, che se alcuno s'arà da vergognare, sarà piuttosto Firenze, che tu; perché se considererai bene a quel che tu hai detto, tu vedrai come ne' tuoi versi non hai fuggito il goffo, come quello: ''Poi ci partimmo, e n'andavamo introque''<ref>{{cfr}} ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', XX canto, v. 130.</ref>; non hai fuggito il porco, com'è quello: ''Che merda fa di quel che si trangugia''<ref>{{cfr}} ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', XXVIII canto, v. 27.</ref>; non hai fuggito l'osceno, come è: ''Le mani alzò con ambedue le fiche''<ref>{{cfr}} ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', XXV canto, v. 2.</ref>; e non avendo fuggito questo che disonora tutta l'opera tua, tu non puoi aver fuggito infiniti vocaboli patrj, che non s'usano altrove, che in quella, perché l'arte non può mai in tutto repugnare alla natura. ([[Niccolò Machiavelli]]) *Dante non sarebbe forse partito mai da Verona, se il suo costume alquanto aspro e feroce, e il suo parlare troppo libero e franco non l'avessero a poco a poco fatto decadere dalla grazia di Can Grande I, che per un pezzo l'avea avuto carissimo e in sommo onore. [...] Tra la turba d'istrioni e d'altre persone festevoli che lo Scaligero teneva in corte, uno essendone che riusciva a tutti sommamente caro, di lui disse un giorno in presenza di molti Cangrande a Dante: ''Come sta egli mai, che costui, il quale è un balordo, sia grato a tutti, e tu che vieni riputato sapiente, nol sia?'' Al che Dante subito rispose: ''Non è meraviglia, perché la similitudine e l'uniformità de' costumi partorisce grazia e amicizia!'' ([[Gaetano Moroni]]) *Dante [...], pur essendo, come poeta, un grande innovatore, fu, come pensatore, alquanto indietro sui tempi. [...] Il pensiero di Dante è interessante, non solo per sé, ma perché è il pensiero d'un laico; ma non ebbe ripercussioni, ed era inoltre disperatamente fuori moda. ([[Bertrand Russell]]) *Dante sembra il poeta della nostra epoca. ([[Alphonse de Lamartine]]) *Dell'Italiano che più di niun altro raccolse in sé l'ingegno, le virtù, i vizi, le fortune della patria. Egli ad un tempo uomo d'azioni e di lettere, come furono i migliori nostri; egli uomo di parte; egli esule, ramingo, povero, traente dall'avversità nuove forze e nuova gloria; egli portato dalle ardenti passioni meridionali fuori di quella moderazione che era nella sua altissima mente; egli, più che da niun altro pensiero, accompagnato lungo tutta la vita sua dall'amore; egli, insomma, l'Italiano più italiano che sia stato mai. ([[Cesare Balbo]]) *Dopo [[Omero]] nessun poeta, per mio giudicio, può alzarsi a competere con l'Alighieri, salvo [[William Shakespeare|Guglielmo Shakspeare]], gloria massima dell'[[Inghilterra]]. E per fermo, ne' drammi di lui l'animo e la vita umana vengon ritratti così al vero e scandagliati e disaminati così nel profondo, che mai nol saranno di più. Ma le condizioni peculiari della drammatica e l'indole propria degl'ingegni settentrionali impedirono a Shakspeare di raggiungere quella perfetta unione sì delle diverse materie poetiche e sì di tutte l'eccellenze e prerogative onde facciamo discorso. E veramente nelle composizioni sue la religione si mostra sol di lontano e molto di rado; e tra le specie differenti e delicatissime d'amore ivi entro significate, manca quella eccelsa e spiritualissima di cui si scaldò l'amante di Beatrice. ([[Terenzio Mamiani]]) *E Dante, che sviene ogni momento! ([[Jules Renard]]) *È indiscutibile che a Dante spettano i meriti di un demiurgo. Prima di lui alla preponderanza schiacciante del [[Lingua latina|latino]], e all'uso occasionale delle due lingue di [[Francia]] {{NDR|lingua d'oc e lingua d'oïl}}, letterariamente insigni, non si contrapponevano che dialetti in via di dirozzamento, e tentativi sporadici di assurgere all'arte e alla bellezza. Tutta l'opera di Dante ha una «carica» spirituale nuova e potente, che in breve tempo opera un rivolgimento nell'opinione pubblica in [[Toscana]] e fuori, e fa d'un balzo assurgere l'italiano al livello di grande lingua, capace di alta poesia e di speculazioni filosofiche. ([[Bruno Migliorini]]) *E voi, cari ragazzi, di chi è stato il promotore dell'apprendimento sotto la guida del Magistero della Chiesa, continuate come state facendo ad amare e ad interessarvi del nobile poeta, di colui che Noi non esitiamo a chiamare il più eloquente cantante dell'ideale Cristiano. ([[Papa Benedetto XV]]) *Fu adunque questo nostro poeta di mediocre statura, e, poi che alla matura età fu pervenuto, andò alquanto curvetto, e era il suo andare grave e mansueto, d'onestissimi panni sempre vestito in quell'abito che era alla sua maturità convenevole. Il suo volto fu lungo, e il naso aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccioli, le mascelle grandi, e dal labbro di sotto era quel di sopra avanzato; e il colore era bruno, e i capelli e la barba spessi, neri e crespi, e sempre nella faccia malinconico e pensoso. ([[Giovanni Boccaccio]]) *Ho sempre provato un segreto rammarico al pensare che Dante non abbia mai visitato la parte meridionale di Italia. La Divina Commedia, considerata sotto questo aspetto, potrebbe forse sembrare opera cui non tutta Italia die' eguale tributo. Ora chi potrebbe dire quali e quante immagini, e motivi, e ispirazioni, egli avrebbe tratte dalla visione di questo mare e di questo cielo, egli che per le descrizioni e cenni, mirabili d'evidenza, dei luoghi da lui visti, ci dà quasi l'itinerario del suo esilio? Chi pensi all'entusiasmo onde Boccaccio e il Petrarca s'accesero al veder questa eletta parte dell'umile Italia, non può se non dolersi che al gran padre Dante non fosse concesso dalle condizioni dei tempi e dall'ira degli uomini di esserne ospite, come i suoi grandi amici Giotto e Cino, e di attinger qui qualcuna delle sue ispirazioni immortali. Forse alla sua fiera anima di Ghibellino la Napoli Angioina sarebbe parsa, come a Cino, terra servile. Ma qual parte o qual città di Italia fu immune dalle sue fiere rampogne? E tutte quelle ch'ei maledisse, non l'hanno forse poi benedetto e salutato padre? ([[Alessandro Chiappelli]]) *I fiorentini amano il vino. Dante medesimo fu altissimo poeta e grande bevitore. ([[Vasco Pratolini]]) *Il Boccaccio {{NDR|nella sua ''La vita di Dante''}} vede in Dante un uomo straordinario per la grandezza dell'ingegno e per la smisurata dottrina acquisita con lunghi, pazienti, profondi studi, per l'altissimo valore poetico; un eroe degno d'una statua monumentale per la glorificazione che fece di Firenze, della sua ingrata patria; un eroe che sarebbe in terra divenuto un Iddio, se quant'ebbe impedimenti avesse avuto favori, se quant'ebbe impedimenti avesse avuto agevolezze. ([[Ciro Trabalza]]) *Il poeta fiorentino è l'inizio dell'Umanesimo; l'arte lascia con lui le nebbie del passato e scende sulla terra a guardare, il poeta fiorentino è l'Uomo, e non l'Uomo-idea o l'Uomo-simbolo, o l'Uomo-astrazione, ma l'Uomo-argilla, l'Uomo-carne, l'Uomo-materia. ([[Alfredo Niceforo]]) *Il poeta nel significato più alto e più nobile del termine non è un facitore di versi, ma un essere ispirato, un veggente: nelle cui parole non è tanto la rappresentazione delle cose visibili, quanto la rivelazione delle invisibili. Tale, e più di ogni altro, è Dante. ([[Sebastiano Arturo Luciani]]) *Il [[poeta]] reinventa la lingua perché reinventa lo sguardo, dandogli la profondità insondabile del senso, che è dono di Dio all’uomo, evento di bellezza, giustizia e verità. Questa passione poetica della parola come specchio profetico del mistero dell'uomo io la trovo in Dante inestinguibilmente accesa. Ogni lettore di poesia ha, presto o tardi, un incontro destinato da sempre con Dante. ([[José Tolentino de Mendonça]]) *Il rapporto di Dante con le donne è molto complesso, perché il ventaglio delle donne reali nella vita di Dante e nella vita immaginata di Dante Alighieri è molto difforme. C’è un’idealizzazione della donna che avviene quando lui ha nove anni. Lui la madre vera l’ha persa quando aveva cinque anni, per cui lui è figlio di un padre e di una madre matrigna. I vicini di casa della famiglia Portinari avevano sei figlie femmine e una di queste è Beatrice, una bambina di nove anni, sua coetanea. Dante incontra lo sguardo di Lei e da quel momento diventa quasi prigioniero di quello sguardo, ecco perché nove è il numero magico di Beatrice, perché la incontra a nove anni. Il Poeta per altri nove anni la segue a Firenze, senza ottenere mai da lei un incoraggiamento, fin quando a diciotto anni, prima di entrare nella chiesa dove la ragazza va tutte le sere a Santa Margherita dei Cerchi che è la chiesa dei Portinari, improvvisamente decide di fermarsi, di guardarlo e di sorridergli e gli dice “vi saluto” che è l’unica frase che Dante sentirà da Beatrice. Dante rimane completamente appagato da questo sorriso e lo considera il suggellarsi di un rapporto che non ha avuto nessun altro tipo di concretizzazione, nient’altro, solo questo sguardo e questo saluto. Lui questa storia la racconta in questo diario meraviglioso che è la ''Vita Nova'', un insieme di poesie e scritti in prosa che scrive all’indomani della morte di Beatrice. ([[Pupi Avati]]) *'''Incipit vita nova'''. Comincia la vita nuova: così, con solenne ed occulto parlare, l'Alighieri comincia l'opera sua "La Vita Nuova". Come molti versi danteschi anche questo diventò popolare, e si usa per significare un mutamento di male in bene nelle operazioni dell'esistenza. ([[Alfredo Panzini]]) *Io cercavo una più profonda esperienza, e pensavo a Dante mistico e sentimentale, innamorato e tremebondo, poeta e uomo politico, piccolo borghese e filosofo, patriota ed esiliato: pensavo a Dante che in esilio dà la scalata al trono di Dio, Dante che tenta di fissare i suoi occhi d'aquila in Dio, Dante che ricrea la beata Beatrice ghermitagli, che plasma il suo mondo morale, che calca il suo piede sulla vanità, che par persona, delle ombre terrene e sotterranee, Dante romantico in una parola, il primo romantico del nostro mondo neolatino. ([[Francesco Piccolo (filologo)|Francesco Piccolo]]) *Io so di poter dire con sicurezza che la grandezza umana si spiega o con la prevalenza delle influenze esterne o sociali o con quella della personalità.<br>Dante è capito con le prime: non lo si pensa senza tutta la storia politica, morale, artistica, religiosa del suo tempo. [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] con la seconda. ([[Paolo Orano]]) *La cristianità ha un esempio ammirevole del connaturale connubio tra fede e libertà in Dante Alighieri. Proprio la sua indubitabile adesione alla verità cattolica consente e illumina la sua perfetta autonomia di giudizio, svincolata da ogni timore o condizionamento umano. Dante non teme di criticare l'operato dei papi e le loro scelte operative, fino a collocarne diversi nel profondo dell'inferno. Ma in lui non viene mai meno e mai minimamente s'attenua "la reverenza delle somme chiavi" (Inf. XIX, 101). Quando si tratta di esprimere riserve o biasimi che egli ritiene dovuti, non ci sono sconti né per i laici, né per gli ecclesiastici, né per i monarchi, né per i semplici cittadini... tenuti tutti, senza eccezioni, ad attenersi alla legge evangelica. ([[Giacomo Biffi]]) *La maggior parte degli Italiani conosce Dante attraverso l'episodio del Conte Ugolino e di Francesca da Rimini; e gli stessi dantisti di professione che sanno a memoria la ''Divina Commedia'', conoscono il parallelismo delle opere dantesche e tutta l'immensa letteratura che fiorisce ogni giorno intorno al Poema, si appassionano di più per le piccole questioni filologiche, esegetiche, cronologiche, che per i grandi concetti i quali stanno al centro della concezione dantesca e della vita di Dante. Si potrebbe fare una biblioteca raccogliendo ''questioni disputate'' e non risolte dalla dantologia antica e moderna; ma non così feconda è l'indagine psicologica e teologica della ''Commedia'', non così studiato quello che per il poeta fu sostanziale e sovrano, il concetto di Dio. E tuttavia è indiscutibile che il Poema è tutto un grande sforzo di Dante per salire a Dio attraverso la scienza e la rettitudine, tutto un magistero per condurre a salvezza l'umanità intera, tutto un fuoco di purificazione dagli abissi all'empireo. ([[Mariano Cordovani]]) *La poesia di Dante non è soltanto espressione di passione o d'immaginazione, ma volo di pensiero e onda di amore, poesia di scienza e di fede, che ha solo degno riscontro nella Bibbia; è davvero "quella voce meravigliata e commossa che tramanda l'anima umana" , non già "nella perpetuamente ricorrente creazione del mondo" che noi non possiamo creare nulla; ma nella vampa di una libertà combattente, per assorgere alla somiglianza di Dio nella santità. Comprendo che questa poesia non rientri nelle categorie del moderno idealismo, ma Dante non si è contentato di essere un costruttore di versi e di poesie, piuttosto aspirando a un rinnovamento di anime, facendo della poesia una forza di civiltà. ([[Mariano Cordovani]]) *La provenienza di Dante è aristotelica: scuola, dunque, d'uno che ha prepotentemente creduto nell'uomo animale politico, nella città, nel cittadino... Dire "civis" è lo stesso che dire "civilitas" e difatti su codesti termini punta Dante, assertore della società civile: d'una civiltà ch'è, insieme, ordine giuridico politico religioso, Stato. Viceversa, nel [[Francesco Petrarca|Petrarca]] è l'"homo" che trova la sua celebrazione, l'individuo che, in quanto creatura, prima ancora che farsi membro di consociazione politica, ha in sé la sua possibilità di redenzione e di perfezione, magari al di fuori della società. E quasi contro la "civilitas" dantesca, è l'"humanitas" che viene rivendicata e curata, quella condizione primaria ed ultima che consente, al di fuori delle strutture sociali, la parentela dell'uomo col [[Gesù|Figliuol dell'Uomo]]. ([[Rodolfo De Mattei]]) *Legger Dante è un dovere; rileggerlo è bisogno: sentirlo è presagio di grandezza. ([[Niccolò Tommaseo]]) *L'Omero del medioevo. ([[Abel-François Villemain]]) *Lo stesso Dante, come è ben noto, dimostrò di conoscere perfettamente il [[Scacchi|gioco degli scacchi]], paragonando il moltiplicarsi delle schiere angeliche al «doppiar degli scacchi»:<br><div align=left>Lo incendio lor seguiva ogni scintilla;<br>Ed eran tante, che il numero loro<br>Più che il doppiar degli scacchi si immilla. (''[[Storia degli scacchi in Italia]]'')</div> *Mi fermerò sopra di Dante, il quale in ogni parte mostrò d'essere per ingegno, per dottrina, e per giudizio uomo eccellente, eccettoché dove egli ebbe a ragionar della patria sua, la quale fuori di ogni umanità e filosofico istituto perseguitò con ogni specie d'ingiuria, e non potendo altro fare che infamarla, accusò quella di ogni vizio, dannò gli uomini, biasimò il sito, disse male de' costumi, e delle leggi di lei, e questo fece non solo in una parte della sua Cantica, ma in tutta, e diversamente, e in diversi modi; tanto l'offese l'ingiuria dell'esilio, tanta vendetta ne desiderava, e però ne fece tanta quanta egli poté; e se per sorte de' mali ch'egli le predisse, le ne fosse accaduto alcuno, Firenze arebbe più da dolersi d'aver nutrito quell'uomo, che d'alcuna altra sua rovina. ([[Niccolò Machiavelli]]) *''O gran padre Alighier...'' ([[Vittorio Alfieri]]) *Ognuno ha la sua droga. La droga di Dante è l'Allegoria. ([[Marcello Marchesi]]) *Orma di Dante non si cancella. ([[Achille Pellizzari]]) *Proteo del medioevo che riveste tutte le forme del mondo civilizzato e del mondo barbaro. ([[Abel-François Villemain]]) *Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva Dante per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br />''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br />Oh settentrional vedovo sito,<br />Poi che privato se' di mirar quelle!'' ([[Luigi Russo]]) *''Quel Dante, sai, lo qual «[[Omero|Omer]] toscano» | appellar deggio sempre, come ancora | [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]] è detto «Omero mantovano», | per cui la patria mia tanto s'onora; | e chi 'l [[Francesco Petrarca|Petrarca]] fa di lui soprano, | ne l'arte matematica lavora, | ché Dante vola più alto, e questo dico | col testimonio di [[Giovanni Pico della Mirandola|Giovanni Pico]].'' ([[Teofilo Folengo]]) *Sa in quante lingue è tradotto Dante all'interno dell'Urss? In settanta. ([[Michail Gorbačëv]]) *Sfuggire a Dante è impossibile, come sfuggire alla propria coscienza. ([[Ismail Kadare]]) *Solo là dove il bambino e l'uomo coesistono, in forme il più possibile estreme, nella stessa persona, nasce – molte altre circostanze aiutando – il miracolo: nasce Dante. Dante è un piccolo bambino, continuamente stupito di quello che avviene a un uomo grandissimo; sono veramente «due in uno». ([[Umberto Saba]]) *Soltanto l'artista universale, il moralista intransigente attirano il lettore moderno, meravigliato che ci sia stato al mondo un carattere così potente. ([[Giuseppe Prezzolini]]) *Un giovane e intelligente gentiluomo, ammiratore sincero di quella straordinaria figura, non prese per buoni il mio plauso e i miei riconoscimenti e mi disse chiaro e tondo che, secondo lui, uno straniero doveva rinunciare a capire un genio così eccezionale che gli stessi italiani non potevano tenergli dietro fino in fondo. Dopo un po' di botta e risposta finii per seccarmi: dovevo ammettere, gli dissi, d'essere incline a condividere tal giudizio, giacché non ero mai riuscito a comprendere che interesse si trovava in quei poemi: l'''Inferno'' mi pareva repellente, il ''Purgatorio'' ambiguo e il ''Paradiso'' noioso; dichiarazioni che lo soddisfecero pienamente in quanto suffragarono la sua tesi, dimostrando la mia incapacità intellettuale d'afferrare la profondità all'altezza della poesia dantesca. ([[Johann Wolfgang von Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'') *– Vi piace Dante?<br />– Un inferno assai affollato quello che descrive.<br />– Oppositori politici, gente che gli aveva fatto torto. La sua penna taglia quanto una lama.<br />– Sì. Un modo sottile di ottenere vendetta. (''[[Assassin's Creed: Revelations]]'') *Voi già vi beffate di me; ma vi siete accorti che questa religione dantesca, creata da me solo, giovinetto non filologo, non erudito, io me la reco a non piccola gloria. E avrete anco ragione. Ed io me ne glorio di più ancora, giacché più che i versi, più che la poesia, amava l'anima e il cuore di Dante. Quanto alle sue passioni, erano grandi forti intellettuali e mi piacevano in ragione di queste qualità, fatte omai tanto rare. ([[Ippolito Nievo]]) ===[[Giosuè Carducci]]=== *''Anch'ei, tra 'l dubbio giorno d'un gotico | tempio avvolgendosi, l'Alighier trepido | cercò l'immagine di Dio nel gemmeo | pallore d'una femina''. *''Dante, onde avvien che i vóti e la favella | levo adorando al tuo fier simulacro, | e me sul verso che ti fè già macro | lascia il sol, trova ancor l'alba novella? |'' [...] ''| Son chiesa e impero una ruina mesta | cui sorvola il tuo canto e al ciel risona: | muor Giove, e l'inno del poeta resta''. *''Forti sembianze di novella vita | circondar la tua cuna, | o re del canto che più alto mira. | Gentil virago ardita, | quale non vider mai le argive sponde | né le latine, e d'amor balda e d'ira, | te venìa la bella | Toscana libertade; e il pargoletto | già magnanimo petto | ti confortava de la sua mammella. | Tutta accesa ne' raggi di sua sfera, | mite insieme ed austera, | venne la fede; e per un popoloso | di visioni e d'ombre oscuro lito | la porta ti mostrò dell'infinito''. ===[[Antonio Lubin]]=== *''Dante spiegato con Dante'' per me significa che, in ogni questione dantesca, quella soluzione è la vera, la quale si ottiene da Dante; e che quindi necessariamente cadono a fronte di essa tutte le altre, siano di chi si sia, dal più antico al più moderno degli interpreti, si chiami esso l'Ottimo o Pietro o Iacopo di Dante, della Lana, Boccaccio, Buti, Landino, Vellutello, Lombardi, Foscolo, Rossetti, Filalete, Blanc, Witte, Tommaseo, Giuliani ecc, ecc., non {{sic|monta}}: ove sia Dante spiegato ''veramente'' con Dante, la questione è finita e la controversia cessa. *È ben naturale che Dante da principio esitasse a lasciare, per darsi a nuovi studj, le poesie, nelle quali egli aveva riposto sua beatitudine e che lo avevano già fatto noto tra li poeti; ma è pur naturale che, gustato ch'ebbe Filosofia, questa gli abbia ispirato qualche bella Canzone. Che quindi, inebriato del piacere dei primi saggi, siasi proposto di far un corpo di poesie nello scopo di chiamare gli uomini alla Rettitudine, e che, intendendo a ciò con amore, abbia dimenticato affatto Beatrice. *Invitato {{NDR|Dante}} da un amico alle nozze di una gentildonna per servire alle donne ivi raccolte, come tra quelle vide Beatrice (e il presentimento gliel'aveva di già annunciata) tramortì, usci di sé, fu trasfigurato in modo che fatto scopo dei ragionari e delle risa di quelle donne e di Beatrice stessa, l'amico credette bene di trarlo fuori della sala. Da ciò le doglianze contro Beatrice, i rimproveri a se stesso di volerla vedere, mentre non poteva sostenerne la vista, e le ragioni a propria discolpa, e le riflessioni sul proprio stato. ===[[Giuseppe Mazzini]]=== *Ogni città d'Italia quando l'Italia sarà libera ed una, dovrebbe innalzargli una statua. *Un uomo Italiano, il più grande fra gl'Italiani che io mi conosca. *Volete voi, Operai Italiani, onorare davvero la memoria de' vostri Grandi e dar pace all'anima di Dante Allighieri? Verificate il concetto che lo affaticò nella sua vita terrestre. Fate U<small>NA</small> e potente e libera la vostra contrada. Spegnete fra voi tutte quelle meschinissime divisioni contro le quali Dante predicò tanto, che condannarono lui, l'uomo che più di tutti sentiva ed amava il vostro avvenire, alla sventura e all'esilio, e voi a una impotenza di secoli che ancor dura. Liberate le sepolture de' vostri Grandi, degli uomini che hanno messo una corona di gloria sulla vostra Patria, dall'onta d'essere calpeste dal piede d'un soldato straniero. E quando sarete fatti degni di Dante nell'amore e nell'odio — quando la terra vostra sarà ''vostra'' e non d'altri — quando l'anima di Dante potrà guardare in voi senza dolore e lieta di tutto il santo orgoglio Italiano — noi innalzeremo la statua del Poeta sulla maggiore altezza di Roma, e scriveremo sulla base: A<small>L</small> P<small>ROFETA DELLA</small> N<small>AZIONE</small> I<small>TALIANA</small> <small>GLI</small> I<small>TALIANI DEGNI DI LUI</small>. ===[[Ezra Pound]]=== *[[Geoffrey Chaucer|Chaucer]] aveva una conoscenza della vita più profonda di [[William Shakespeare|Shakespeare]]... Era più comprendioso di Dante. *Ci sono voluti due secoli di [[Provenza]] e uno di [[Toscana]] per sviluppare i mezzi del capolavoro di Dante. *Il Dio di Dante è divinità ineffabile, Il Dio di [[John Milton|Milton]] è un essere pignolo con un ''hobby'', Dante è metafisico, mentre Milton è solamente settario. *La visione di Dante è reale, perché egli la vide; la poesia di [[François Villon|Villon]] è reale, perché egli la visse. ===[[Vittorio Sermonti]]=== *[Dante] addita la letteratura come ruffiana. *Dante che, povero e vagabondo, verosimilmente scriveva su cartaccia, non ci ha lasciato un verso autografo, non una parola, non una lettera, e tanto meno una virgola. *Per quanto costi di tormento a Dante-pellegrino abiurare ai dolci pensieri in rima della propria adolescenza [...], il sacro scrivano della Commedia crede di sapere, sa, che in eterno non si può amare che l'Eterno. E solo una fede così dura gli consente di cantare questo morbido, rapinoso ed estremo canto d'amor profano. *Quanti racconti, invece, condivideva Dante con gli osti e i tintori suoi contemporanei! L'intelligenza psicologica, la moralità, il comune sentimento della storia e della vita si abbeveravano nel Medioevo avanzato ad una inesauribile falda di narrazioni. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Dante Alighieri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/dante-alighieri/convivio-g-busnelli-e-g-vandelli/ Convivio]'', (edizione critica di G. Busnelli e G. Vandelli), Le Monnier, 1964. *Dante Alighieri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/dante-alighieri/de-vulgari-eloquentia/ De vulgari eloquentia]'', a cura di Aristide Marigo, Le Monnier, 1948. *Dante Alighieri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/dante-alighieri/egloghe/ Egloghe]'', in "Tutte le opere" di Dante Alighieri, Newton Compton. *Dante Alighieri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/dante-alighieri/epistole/ Epistole]'', in "Dante-Tutte le opere", a cura di Luigi Blasucci, Sansoni editore, 1965. *Dante Alighieri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/dante-alighieri/monarchia/ Monarchia]'', tratto da "Enciclopedia Dantesca. Appendice: biografia, lingua e stile, opere", Istituto dell'Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani, Roma, 1978. *Dante Alighieri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/dante-alighieri/quaestio-de-aqua-et-de-terra/ Quaestio de aqua et de terra]'', in "Tutte le opere" di Dante Alighieri, Newton Compton. *Dante Alighieri, ''Opere Minori'', ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano 1965. *Dante Alighieri, ''Vita nuova'', in ''Opere minori di Dante Alighieri, volume II'', commento e traduzione di Pietro Fraticelli, Barbèra, Bianchi e comp., Firenze, 1857. ==Voci correlate== *[[Gemma Donati]] *[[Beatrice Portinari]] *[[Ciriatto]] *[[Jacopo Alighieri]] *''[[Dante's Inferno]]'' – videogioco ==Altri progetti== {{Interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Le Rime||}} {{Pedia|Vita nuova||(1293-1295)}} {{Pedia|De vulgari eloquentia||(1303-1305)}} {{Pedia|Convivio||(1304-1307)}} {{Pedia|Divina Commedia||(1304-1321)}} {{Pedia|De Monarchia||(1312-1313 ca.)}} {{Pedia|Egloghe (Dante Alighieri)|''Egloghe''|(1319-1320)}} {{Pedia|Quaestio de aqua et terra||(1320)}} {{Pedia|Epistole (Dante Alighieri)|''Epistole''|}} {{DEFAULTSORT:Alighieri, Dante}} [[Categoria:Persone del Medioevo]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] mtnwfdsq0jw9b0ffucxp40dd8c6t59c Recitazione 0 2755 1426313 1397332 2026-09-12T17:55:01Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1426313 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:The Actor, 1893.jpg|thumb|''L'attore'' (F. von Uhde, 1893)]] Citazioni sulla '''recitazione'''. ==Citazioni== *A me non interessa recitare, ma sedurre. ([[Giorgio Albertazzi]]) *Ah, il teatro! Come non mi è mai piaciuto! Viva il cinema, dove basta recitare una volta, non a ogni spettacolo! (''[[Dylan Dog]]'') *Bisogna cambiare sempre, è questa la gioia del nostro mestiere. ([[Denise Capezza]]) *C'è chi nasce per recitare: gente che ha la passione per il teatro nel sangue, e si applica per tutta la vita a perfezionare la propria arte, raggiungendo talvolta la grandezza. Altri iniziano a recitare per puro caso, dopo anni di ricerca di un mezzo per esprimere la propria personalità, anche fra questi qualcuno raggiunge la grandezza. Stroheim appartiene alla seconda categoria. ([[Peter Noble]]) *Cercare dentro di sè quei sentimenti che si devono esprimere attraverso il personaggio. Offrire al pubblico la propria verità e non accettare di offrire al pubblico la propria capacità tecnica. ([[Pupella Maggio]]) *{{NDR|«Quale é il valore più importante che ti ha insegnato la recitazione?»}} Credo un amore profondo verso l'essere umano, una comprensione maggiore delle persone e un rispetto verso le loro vite e le loro scelte. Quando studi per interpretare e metterti nei panni e nelle personalità dei più diversi personaggi, senza giudicarli, hai la possibilità di scoprire quanto sia sottile, debole, bisognoso, infinito e meraviglioso l'animo umano. Studiando i meccanismi per cui una persona si comporta in un modo piuttosto che in un altro a me ha aperto il cuore ancora di più alla tenerezza. Certo questo non rende nessuno immune dall'arrabbiarsi o ad essere tendente a giustificare qualsiasi comportamento, ma ti permette di conoscere meglio te stesso e gli altri. Sostengo fortemente che la recitazione sia la miglior terapia per essere indipendenti nel comprendersi. ([[Federica Sabatini]]) *{{NDR|«Quando e come è iniziato il tuo rapporto con la recitazione?»}} Da bambina mio padre mi raccontava storie, favole della buonanotte. Io chiudevo gli occhi, ma non riuscivo a fermare la testa, che rincorreva il profilo dei personaggi e la trama della storia. Invece di dormire, fantasticavo all'infinito. Con il senno di poi, posso dire che quello è stato il vero inizio della mia passione. ([[Elena Cucci]]) *"Entrare" nelle vite degli altri: "staccarsi" per un certo tempo da se stessi avendo la possibilità di vivere storie nuove e distanti da me, con la consapevolezza di affrontarle come un gioco, da approcciare seriamente però, perché implica anche delle responsabilità. Sono sempre stata stimolata da questo aspetto dell'essere attore/attrice. ([[Serena Iansiti]]) *Esistono varie scuole di pensiero: alcune prevedono il totale trasfigurarsi dell'io nel personaggio, altre il contrario. Io sostengo e difendo la grande personalità dell'attore. ([[Enzo Garinei]]) *{{NDR|A proposito della recitazione cinematografica}} Fissa l'attore che hai di fronte nell'occhio più vicino alla macchina da presa, e dì la verità! ([[James Cagney]]) *Ho letto con avidita tutto ciò che riguarda l'arte drammatica. E soprattutto ho visto la recitazione di tutti gli attori grandi e piccoli, buoni e cattivi, compatrioti e stranieri. Dalla loro attività scenica, dalla loro recitazione abbiamo staccato analiticamente le esigenze più imperative dell'arte dell'attore, e abbiamo percepito la validità o la falsità delle interpretazioni, delle intonazioni e delle procedure. Ho capito che sia la cultura senza talento che il talento senza cultura non possono fare un attore perfetto. ([[Lucia Sturdza-Bulandra]]) *Ho qualche teoria radicale sulla differenza tra recitare sul palcoscenico e recitare davanti alla macchina da presa. [...] In uno spettacolo teatrale il punto focale – e l'obiettivo in ogni momento – consiste nel privare l'attore della dipendenza dal suo regista, perché il regista è inutile una volta alzato il sipario. Al cinema è il contrario. Nel momento veramente importante, è il regista che si ritrova solo, con le sue bobine, al momento del montaggio finale. [...] Non penso che si possa parlare di una vera e propria performance di attori durante le riprese cinematografiche. Ci sono solo delle ripetizioni, è meccanico, frammentario, perché si può sempre rifare e rifare ancora. ([[Sydney Pollack]]) *Il comico ti da una soddisfazione immediata perché vedi il risultato subito, se porti il pubblico dalla tua parte facendolo ridere. Con il drammatico senti la tensione, ma non avverti in realtà il contatto con il pubblico. ([[Paola Gassman]]) *Il mestiere dell'attore mette insieme logica e ricerca: è un processo intimo, che ha bisogno di curiosità. ([[Ella Rumpf]]) *Il modo migliore per recitare una parte è quello di viverla. ([[Arthur Conan Doyle]]) *Io credo che un po' di scuola faccia bene, però credo anche che l'istinto è quello che vince. ([[Gina Lollobrigida]]) *Io credo molto a un metodo di prova di recitazione che consiste nel domandare agli attori di pronunciare le parole senza recitarle, nel non permettere loro di pensarci, se non dopo numerose letture del testo, in modo tale che nel momento in cui applicano certe teorie, o in cui hanno certe reazioni davanti al testo, essi li abbiamo per un testo che conoscono e non per uno che potrebbero non aver compreso, perché una frase si capisce solo dopo averla ripetuta molte volte. Anche il modo di recitare deve essere scoperto dagli attori e quando l'hanno scoperto, io chiedo loro di frenarsi, di non recitare tutto subito, di procedere con prudenza, di non aggiungere gesti se non più tardi, di possedere tutto il senso della scena prima di permettersi di spostare un posacenere, afferrare una matita o accendere una sigaretta. ([[Jean Renoir]]) *Io non ho un metodo perché non ci credo: per me il metodo è un qualcosa che ci identifica, attraverso il quale si è universalmente riconosciuti e che, alla fine, può trasformarsi in una prigione. ([[Mamadou Dioume]]) *John, [[Flash Gordon]] è colui che ha influito maggiormente nella nostra formazione. Ci ha insegnato il giusto e lo sbagliato, il bene e il male, e che la parola "recitare" ha una definizione estremamente ampia. (''[[Ted]]'') *L'aspetto più divertente di questo mestiere sta nello sforzo di calarsi in qualcosa di completamente distante dalla mia personalità e dal mio mondo interiore. ([[Stella Egitto]]) *L'atto dell'attore, questo rifiuto delle mezze misure, la penetrazione, l'apertura, l'uscir fuori da se stesso invece di chiudercisi, costituisce un invito rivolto allo spettatore. ([[Jerzy Grotowski]]) *L'immagine suscitata nella mente dello spettatore dalla recitazione si realizza con l'espressione; nasce attraverso l'espressione visiva, si chiarisce attraverso l'espressione uditiva, diventando più forte. ([[Lucia Sturdza-Bulandra]]) *La cosa bella del nostro lavoro è la testimonianza di quello che realizziamo [...]. Non solo non invecchi, ma non muori mai. È come una sospensione senza tempo. ([[Massimiliano Gallo]]) *La cosa più difficile è far sorridere il pubblico in modo intelligente e importante, per i ruoli brillanti ci vuole una proprietà di tempi e di tecnica. ([[Erika Blanc]]) *La recitazione è un'arte collettiva, non è un lavoro che si fa da soli. Si esce di casa per incontrare una nuova squadra con cui creare un'intesa comune. Un progetto è interessante quando quest'incontro è sorprendente e inatteso. ([[Irène Jacob]]) *La recitazione è una grande forma d'arte e una professione di merda! ([[Montgomery Clift]]) *Ma vanno così le cose della vita: uno pensa di recitare la sua parte in uno spettacolo e nemmeno si immagina che sul palcoscenico nel frattempo, di soppiatto, hanno cambiato lo scenario e senza saperlo si ritrova nel bel mezzo di uno spettacolo completamente diverso. ([[Milan Kundera]]) *Mamma mia con questa storia della recitazione naturalistica, Alfredo! Alfredo! Due attori si devono guardare negli occhi e dire le battute chiare. Non mi fare cazzate politiche! Alfredo, li mortacci tua! Che poi me la rimandano indietro e mi tocca rigirarla. La gente la vuole così e tu me la fai così. Chiaro? ([[René Ferretti]], ''[[Boris (prima stagione)|Boris]]'') *Molti, quando dico che ho venticinque anni e lavoro da venti, fanno molta fatica a crederci; alle elementari venivo persino sgridata, le maestre mi dicevano che dovevo lasciare il lavoro, che non era giusto lavorare a quell'età e che loro erano contrarie. Se gli avessi dato retta non avrei mai appreso la tecnica come solo i bambini fanno: per me è automatico. Chi incomincia tardi si distrae dalla recitazione per stare attento agli attacchi, alle lunghezze, alla cuffia, al copione o allo schermo. ([[Elena Perino]]) *Non ho scelto di fare l'attore per recitare con belle donne e vivere nel lusso. La recitazione mi dà equilibrio, mi ha insegnato a studiare i personaggi ed entrare nelle loro anime. Sono grato al mio mestiere, che ancora oggi mi riempie di interessi, mi arricchisce con gli incontri e mi ha permesso di essere diretto da uomini straordinari. ([[Clive Owen]]) *Non occorre essere intelligenti per recitare – prendete l'[[Ronald Reagan|ex presidente]] degli Stati Uniti. ([[Cher]]) *Non recito per dimostrare che sono bravo, ma sono convinto di poter essere d'aiuto a qualcuno: tutte le arti contribuiscono all'arte più grande di tutte, quella di vivere. Con i capelli bianchi e gli acciacchi mi sento ricco di quest'arte che mi fa giocare con la fantasia. ([[Glauco Mauri]]) *Non ricordo chi ha detto: grande è la conoscenza, infinito è il dolore. [[Herman Melville|Melville]] ci ha messo di fronte a questo. E la balena è la nostra ossessione dell'abisso, la nostra paura di perderci. L'esorcizzo recitando, fino in fondo appunto. ([[Arnoldo Foà]]) *Non so, questa cosa della [[televisione|tv]] non mi convince: gente che recita tutto il tempo, ti rendi conto? Girano un bottone, e tac, c'è qualcuno che recita per loro. Mah. Farà bene, alla gente, tutto questo recitare? ([[James Stewart]]) *Oggi spesso la gente chiede a mia moglie Joan: "Come fa a capire quando Larry sta recitando e quando no?" e mia moglie risponde sempre: "Larry? Oh, ma lui recita sempre". In fondo al cuore so soltanto di non capire bene quando recito e quando no o meglio, per essere ancora più sincero, quando mento e quando no. Perché, cosa è la recitazione se non menzogna e cosa è la buona recitazione se non menzogna convincente? ([[Laurence Oliver]]) *Oh, recitare non è poi una cosa tanto difficile, basta alzarsi e cominciare. ([[Dan O'Herlihy]]) *Per me è come dragare un fiume. È un'esperienza penosa. Io semplicemente non ho talento intuitivo. Recitare mi è sempre faticoso e compiango sempre me stesso per le mie interpretazioni. ([[Paul Newman]]) *Per me, il cinema è recitazione. Quando tiri le somme, la qualità di un film è tutta questione di quali attori hai, e di come recitano. ([[Orson Welles]]) *Per me questo mestiere è come una di quelle storie d'amore e pazzia, in alcuni momenti tutta dolcezza e in altri una brutalità che annienta. ([[Juno Temple]]) *Per me recitare è diventare qualcuno che non sono. ([[Chloë Grace Moretz]]) *Per me recitare significa recitare, indipendentemente dal genere che vado ad affrontare: che tu interpreti un'adolescente, una moglie, una donna asburgica, devi essere dentro il personaggio. Non è questione dell'involucro-film: hai l'indicazione di un regista che ti porta in una certa strada, certo, ma la concentrazione e la professionalità rimangono le stesse. ([[Carolina Crescentini]]) *Per recitare bisogna usare la fantasia... è reinventarsi in ogni ruolo che ci viene proposto. È divertente interpretare una regina, o credersi di essere [[Cameron Diaz]], o [[Marisa Tomei]] per qualche ora e poi tornare alla propria vita di tutti i giorni. ([[Francesca Guadagno]]) *Per recitare bene devi imparare l'arte di vivere. Sei obbligato. ([[Sabina Guzzanti]]) *Quando mi trovo nel mondo reale, anche a me sembra di interpretare un ruolo diverso, di non essere me stessa. Non volevo che papà e mamma fossero tristi, così ho deciso che dovevo essere felice in ogni momento. Comunque, secondo me, non c'è nulla di male nel recitare una parte: se questo aumenta il numero di occasioni in cui puoi sorridere, va benissimo così. ([[Yūki (Sword Art Online)|Yūki]], ''[[Sword Art Online II]]'') *Quando reciti da un po' di tempo, diventa piuttosto facile accendersi e spegnersi! Quando sei all'inizio, senti il bisogno di rimanere nel personaggio il più a lungo possibile. Come attore devi pagare un certo prezzo per tornare al mondo reale, tanto che diventa quasi più facile rimanere nella parte per tutto il tempo. ([[Al Pacino]]) *Quando reciti, devi imparare a fidarti degli istinti. Devi imparare ad ascoltare una parte di te che in qualche modo è più intelligente e presente, e che sa, quasi intimamente, dove andare. In scena, vince quello ciò che questa parte nascosta ti dice di fare. ([[Lucia Mascino]]) *Quando recito sono felice perché è liberatorio, fa stare bene, direi quasi che mi rilassa. Essere un altro per una buona parte della giornata aiuta a stare in pace e andare d'accordo con se stessi. ([[Jean Dujardin]]) *Quanto coraggio ci vuole per recitare nei secoli, come recitano i burroni, come recita il fiume. ([[Boris Pasternak]]) *Questo è il tuo compito, recitare nobilmente la parte che ti è stata assegnata; quanto alla scelta di essa, questo è compito di un Altro. ([[Epitteto]]) *Questo lavoro io lo faccio non per manie di protagonismo ma per raccontare storie. ([[Ludovica Martino]]) *Questo lavoro si fonda sullo studio, il talento e l'esperienza sul set. [...] Con l'esperienza impari a nasconderti perfettamente dietro il personaggio, anche attraverso il trucco e i capelli. ([[Ludovica Martino]]) *"Recita come un cane." Ma tutti i cani che ho visto recitare erano bravissimi. ([[Roberto Gervaso]]) *''Recitar! Mentre preso dal delirio | non so più quel che dico e quel che faccio!'' (''[[Pagliacci (opera)|Pagliacci]]'') *Recitare consiste in gran parte nel liberarsi dell'insicurezza e della coscienza di sé. Quando devi saltare da un aereo o su una macchina in corsa, è molto più facile lasciarsi andare. ([[Phoebe Waller-Bridge]]) *Recitare costringe alla sincerità: a riprodurre sentimenti vissuti. ([[Ilenia Pastorelli]]) *Recitare è come fare i pugili. Puoi studiare la storia della boxe, chi ha combattuto prima di te, i grandi commentatori, ma non ti rendi conto di cosa voglia dire finché non vieni presa a pugni in faccia e capisci cosa devi fare. ([[Mia Goth]]) *Recitare è dolore, estasi del movimento, affettazione del divenire, occultazione del presentare. Recitare è entrare nel personaggio e uscire, entrare e uscire, avanti e indietro, e non vorrei andare oltre in questa similitudine... ([[Roberto Benigni]]) *Recitare è giocare. A tutti gli effetti. Un gioco meraviglioso, con regole ben precise. Imparare quelle regole è fondamentale, ma se non ci si diverte, è meglio lasciar stare. ([[Daniele Giuliani]]) *Recitare è il contrario della menzogna, è cogliere la verità. ([[Daisy Edgar-Jones]]) *Recitare è un affondo nello spirito, è un atto religioso, come... una specie di liberazione subcosciente. Un poema visuale. (''[[Io e Annie]]'') *Recitare in [[teatro]] significa essere votati al martirio. ([[Renzo Montagnani]]) *Recitare significa iniziare una ricerca dentro di sé. ([[Andy Serkis]]) *Se recitare significa raccontare storie sulla vita, è importante viverla pienamente. ([[Sasha Alexander]]) *Sono favorevole a qualsiasi tipo di teatro purché sia conoscenza di vita. La mia preferenza va al teatro della tradizione, ma quando è fatto bene. Il teatro di innovazione non sempre è comprensibile. ([[Luigi De Filippo]]) *{{NDR|«Che consiglio daresti a un giovane che vuole recitare?»}} Studiare, mettersi alla prova, rischiare. E poi non si può fare questo mestiere se non si prova calore umano, se non si ha empatia verso gli altri. È un sopralluogo emotivo continuo. Tutto quello che si vive, gli incontri, le persone, per l'attore diventano materiale utile. ([[Valentina Lodovini]]) *Talvolta si può sapere che parte si è recitata solo dopo essere usciti di scena. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *Tutti pensano che gli attori sono dei bugiardi. Si dice: "smettila di recitare". Ma io credo che si reciti solo nella vita, mentre nell'arte si persegue solo la verità. ([[Al Pacino]]) *Tutti tendono a recitare di cervello, pochi pensano al cuore. Ma è lì la strada, la grande strada: l'uomo non è mica una scrivania od una macchina, perdio. ([[Renzo Ricci]]) *– Un momento. Così io non sono un attore. La pantomima per lei non è recitare.<br>– Neanche per sogno! Recitare è parlare, declamare parole immortali. (''[[Cantando sotto la pioggia]]'') *Un tempo sia il doppiaggio che la recitazione erano discipline che venivano studiate molto e la voce aveva un ruolo importante, infatti veniva "lavorata", "elaborata", perché non c'era solo bisogno di fisicità, ma forte era la necessità di una vocalità; a testimonianza di questo basta risentire i grandi sceneggiati di una volta in cui gli attori erano tutti dotati vocalmente, a differenza di oggi, periodo in cui talvolta non capisci nemmeno quello che dicono. Per me è sempre stato fondamentale il lavoro sulla voce, sia nel doppiaggio, per assecondare la mimica dell'attore, sia nella recitazione, e lo è tuttora. ([[Luca Ward]]) ===[[Gary Cooper]]=== *Ho sviluppato un stile, qualunque esso sia, solo perché recitare mi imbarazzava. Per me era doloroso fare un gesto più ampio del minimo indispensabile. Ma un attore deve enfatizzare i propri movimenti se vuole "farli arrivare"" al pubblico. Ero così timido che persino alzare un braccio per indicare qualcosa richiedeva tutto il mio coraggio. *La voglia di recitare non ti abbandona. A volte nel bel mezzo di una scena mi sorprendo a dire battute di dialogo di quindici anni fa. Le situazioni tendono a ripetersi, e c'è un limite alle cose che puoi fare con una faccia e una carcassa. Per un po' ho pensato di ritirarmi. A volte lo penso ancora, di solito verso le cinque del pomeriggio. Ma darei di matto. *Lo chiamavano ''"underplaying"''. Non voglio dire che stessi facendo qualcosa di nuovo nel campo della recitazione. Dal momento che non mi ero mai trovato a dover raggiungere l'ultima fila di un teatro, non avevo mai imparato a iperenfatizzare un gesto o a urlare una battuta. *Vorrei tanto aver studiato recitazione, dopo tutti questi anni passati a brancicare in quest'arte. [...] Gli studenti di mister Strasberg danno delle interpretazioni realistiche perché credono in quello che fanno. Alcuni attori del Metodo caricano le loro performance di infiorettature. [...] Ma trucchetti del genere sono irrilevanti in confronto all'effetto che ha il Metodo sui ragazzi di talento. Quei giovani si emancipano da quei trucchi. ===[[Gael García Bernal]]=== *Con la recitazione ho trovato la mia libertà. Ho trovato il modo di essere libero. E adesso non riesco più a farne a meno. *Mettete in discussione le vostre certezze. Siate aperti e interessati alle idee degli altri senza innervosirvi. Prendetele in considerazione senza che vi sentiate aggrediti. Perché, davvero, è questa la natura della recitazione. *Recitare ti obbliga a un'empatia emotiva con l'altro, questo grande "altro". Gli attori devono partire dall'amore. *Questa parola, empatia, è forse l'unica ragione per cui continuo a recitare. [...] Se sono chiamato a interpretare una persona che ha uscciso qualcuno, non posso identificarmi con lei ma posso empatizzare emotivamente. Qualsiasi sia la sua motivazione ho il compito di trovarla. ===[[Eva Green]]=== *Ho veramente bisogno di questo lavoro, è molto importante per la mia salute mentale: recitare mi permette di esprimermi e tirare fuori in modo catartico quello che ho dentro, ma in un ambiente protetto. Le parti che interpreto sono una corazza, una maschera dietro cui mi nascondo. *Una danza in continua evoluzione. Ci offre la possibilità di usare il corpo per esplorare le emozioni umane e comprendere la nostra identità e tutto quanto contiene, di buono e anche di cattivo. *Vivo la recitazione come una specie di terapia, è il modo in cui tiro fuori tutto quello che mi tormenta e angoscia. Urlare, piangere e ridere davanti alle telecamere è come la magia nera. Sono davvero me stessa solo sul set. E anche quando torno a casa, continuo a vivere nel mio mondo di fantasia dove immagino di essere altre persone. Sono una sognatrice. E ho scelto l'unico mestiere adatto a me. ==Voci correlate== *[[Attore]] *[[Attore cinematografico]] *[[Attrice]] *[[Method acting]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Azioni]] [[Categoria:Cinema]] [[Categoria:Hobby]] [[Categoria:Teatro]] kars19hwefrniwakn3jvstulphb3nmp Moda 0 3247 1426312 1388059 2026-09-12T17:54:17Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1426312 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:E1266601 (5398889640).jpg|thumb|Una modella]] Citazioni sulla '''moda'''. ==Citazioni== *A New York la moda è un business. La gente cerca il nuovo look, non necessariamente la buona qualità. A Parigi la moda è arte. ([[Hanae Mori]]) *C'è una sola grande moda: la [[giovinezza]]. ([[Leo Longanesi]]) *''Chi teme la moda è immerso in essa comunque | e d'essa intriso come un cardo dal gambo reciso.'' ([[Lucio Battisti]]) *Con la moda ho un rapporto meraviglioso, mi diverto a interpretare i vestiti perché è come fare l'attrice per gioco. ([[Carlotta Antonelli]]) *Credo che la moda possa essere una forma di espressione della nostra personalità e del nostro gusto, deve essere una nostra alleata, un'amica. ([[Elisa Sednaoui]]) *È da moltissimo tempo che sono in questo campo, e so perfettamente che non c'è niente di peggio che seguire una moda sbagliata. ([[Elim Garak]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine]]'') *È quasi impossibile individuare con esattezza l'inizio di una moda. Quando una tendenza comincia a sembrare una moda, ormai non ha più origini chiare e il tentativo di rintracciarle nel passato risulta di gran lunga più difficile che non, poniamo, trovare le sorgenti del Nilo. In primo luogo una moda ha probabilmente più sorgenti, e in secondo luogo riguarda il comportamento umano. ([[Connie Willis]]) *{{NDR|Nel 2017}} In tutta onestà, trovo che la moda di oggi sia il più delle volte ridicola. ([[Gaia Weiss]]) *'''Moda''': Io sono la Moda, tua sorella.<br>'''Morte''': Mia sorella?<br>'''Moda''': Sì: non ti ricordi che tutte e due siamo nate dalla Caducità? ([[Giacomo Leopardi]], ''[[Operette morali]]'') *L'alta moda è morta. ([[Roberto Capucci]]) *L'uomo ha maggior desiderio di bellezza che non ne abbia la conoscenza: onde i capricci della moda. ([[Ximénès Doudan]]) *La bellezza della moda è proprio questo, che puoi raccontare chi sei, come ti senti, mettendo dei vestiti, no? Quindi scegliendo un outfit in qualche modo. E puoi raccontare, "aumentare" il tuo messaggio, che è importante e utile, soprattutto per chi fa il mio lavoro. Sul palco un vestito ti aiuta a raccontarti meglio, a sentirti più a tuo agio, più forte o più fragile o più dolce. In qualche modo racconta un tuo essere, un tuo sentire. Il rovescio della medaglia è che ti intrappola. La moda può diventare anche un nemico, no? Perché quello che indossi racconta qualcosa di te. Sempre. Quindi puoi anche diventarne schiavo. Alla fine è uno schema, è uno schema che ti metti addosso e che quindi può rischiare di comunicare solo una certa cosa, no? ([[Elodie (cantante)|Elodie]]) *La mia palestra è stata la moda: sempre in giro, è una lotta tu sola contro il mondo. Non è esattamente l'immagine glamour e patinata che passa. ([[Laura Barriales]]) *La moda? La odio. Fa schifo e fa schifo tutto quello che c'è intorno. Pippavi per dimagrire. Pippavi per non mangiare e andavi in palestra per sudare. Lo fanno tutte. Inutile che facciano le santarelline. Io per otto anni ho mantenuto dei ritmi infernali. Non dormivo quasi mai. Però viaggiavo in prima classe e guadagnavo venti milioni di lire per sfilare tre minuti. A un certo punto il mio conto aveva sei zeri. Che cazzo m'importava. Ero su un treno in corsa e basta. ([[Fernanda Lessa]]) *La moda deforma. ([[Davide Rondoni]]) *La moda dovrebbe avere rilevanza e proporre nuove proporzioni, materiali e tagli. Se sembra e si sente contemporanea e rispetta il corpo individuale, la moda può darci l'ottimismo necessario per affrontare i nostri problemi collettivamente e andare avanti. ([[Jil Sander]]) *La moda è donna, perché la moda è l’incostanza del non-senso, la quale conosce soltanto una conseguenza, quella di diventare sempre più folle. ([[Søren Kierkegaard]]) *La moda è sempre in contatto con la vita e la realtà. È un’espressione della società contemporanea. Che cosa è capace di riflette oggi? Una realtà complessa e caotica in cui la politica e le questioni ambientali sono decisamente essenziali. Il mio lavoro è sempre stato quello di sentire e percepire quello che succede nella società. ([[Jean-Paul Gaultier]]) *La moda è story telling, è storia del costume, è design, è teatro, è cinema, letteratura, poesia, musica e danza. Non si tratta quindi solo di abiti, di colori, di linee e volumi ma un'interpretazione personale del modo di vivere nel mondo. Il concetto di eleganza, il senso del bello, i valori della vita, la concezione di diversità, l'importanza della cultura e l'intersecazione fra le arti sono degli elementi che stanno nelle fondamenta del mio lavoro e che racconto attraverso gli abiti. ([[Antonio Marras]]) *La moda è un atto di resistenza. E poi, come dicevo al mio amico [[Hideo Kojima]] possiamo creare tutta l'intelligenza artificiale del mondo, ma i computer non riusciranno mai a piangere. ([[Nicolas Winding Refn]]) *La moda è una cosa seria, un business, però spesso c'è grande superficialità nei rapporti. ([[Bianca Balti]]) *La moda, l'unica forma d'arte che contribuisce al prodotto interno lordo e che, se si presta a fare da traino a commerci minori quali i biglietti d'un museo, deve pure prendersi gli insulti come una zia ricca e magnanima che t'abbia pagato gli studi e perciò – giacché la gratitudine è un peso insostenibile – sia oggetto di sempiterno rancore. ([[Guia Soncini]]) *La moda per me è un po' come portare la propria pelle al contrario. Significa indossare le tue emozioni, le sensazioni di pancia, i tuoi valori, la tua identità. È come "avere addosso" il proprio dolore e la propria gioia. È un processo quasi fanciullesco. Quando ti vesti, da bambino, ti senti portentoso. Non presti attenzione a cosa penserà di te la gente o a come ti giudicherà. Vestirsi è una semplice espressione di te stesso e di come ti senti quel giorno. Quindi, quando mi vesto, cerco di mettermi nei panni del fanciullino che è dentro di me e di essere onesta e autentica indipendentemente da cosa indosso. ([[Miley Cyrus]]) *Le stylist stanno distruggendo la moda. Vestono le star per i red carpet e le ragazze pensano che per essere vestite bene bisogna agghindarsi così. Vedi donne bellissime che sembrano vecchie, dei manichini. [[Gwyneth Paltrow]] è fantastica ma il giorno dopo è tremenda. E in giro vedi solo ragazze indottrinate. ([[Barbara Hulanicki]]) *Ma le mode sono come gli esseri umani. Vengono, nessuno sa quando, perché, o come. ([[Charles Dickens]]) *Moda: personalità che puoi comprare. ([[John Oliver]]) *Nella moda non esistono i passi falsi. Anche se a volte ci capita di commettere qualche errore, è bene andare oltre e farci una bella risata. Non è una questione di vita o di morte. Direi che è il caso di evitare tutto quello che è troppo dozzinale o da ragazzina. Alle mamme consiglio di non vestirsi come le proprie figlie. E soprattutto di trovare un proprio equilibrio. ([[Anja Rubik]]) *Nella moda, o sei ''in'' o vieni fatto a pezzetti. La migliore in questo è Heidi Klum. (''[[Lobo (fumetto DC Comics)|Lobo]]'') *Non esiste più la moda, esistono tendenze. ([[Hubert de Givenchy]]) *Non tutto ciò che è "di moda" è davvero "attuale". ([[Paolo Rossi (filosofo)|Paolo Rossi]]) *{{NDR|Nel 2009}} Oggi le donne vogliono qualcosa di bello e originale ma che duri nel tempo, non necessariamente legato a un'effimera tendenza di stagione [...] la moda oggi è una sorta di bene-rifugio o se vogliamo un investimento che lascia però spazio alla creatività individuale. ([[Tory Burch]]) *Ogni [[generazione]] ride delle mode vecchie, ma segue religiosamente quelle nuove. ([[Henry David Thoreau]]) *Ogni occasione è buona per autogratificarsi con la moda. (''[[Glee (prima stagione)|Glee]]'') *''Perché non chiedete ai bambini di [[Protesta di piazza Tienanmen|piazza Tienanmen]] | se era la moda il motivo per cui erano lì?'' ([[System of a Down]]) *Poche, perché poche hanno personalità. Una davvero elegante è [[Kate Moss]], capace di mescolare un capo di H&M con un pezzo d'alta moda. Ha educazione alla moda. Dote rara. Che spesso non hanno nemmeno gli stilisti. ([[Barbara Hulanicki]]) *Se moda significa non imitare la propria vicina, allora la amo. ([[Christian Lacroix]]) *Si rinunci per moda, per smania di [[novità]], per affettazione di scienza, si rinneghi l'arte nostra, il nostro istinto, quel nostro fare sicuro spontaneo naturale sensibile abbagliante di luce, è assurdo e stupido. ([[Giuseppe Verdi]]) *Talvolta continua ad alimentare molta misoginia al suo interno, ed è una parte che non mi piace. Oggi c'è la sensazione che tu abbia valore solo se indossi bei vestiti, lo trovo totalmente sopravvalutato [...]. Ma allo stesso tempo è diventata uno strumento di comunicazione enorme. [...] La moda oggi è diventata anche un modo per giocare, dire ciò che si vuole. ([[Ella Rumpf]]) *Tutti i [[vizio|vizi]], quando sono di moda, passano per [[virtù]]. ([[Molière]]) *Una moda è caduca, non perché sia arbitraria e capricciosa, sì perché rappresentava qualche cosa di fugace, ma non perciò meno vero ed esatto, dell'anima collettiva ch'essa è destinata a rappresentare nella sua continuità.<br>La donna, andando dal sarto a scegliersi un vestito, non veste sé, veste il proprio tempo. Anzi, tutt'insieme la donna col suo vestito, è ella stessa veste alla nudità del suo tempo. ([[Massimo Bontempelli]]) ===[[Karl Lagerfeld]]=== *La moda è come la musica: tante note con cui giocare. E ognuno può comporre la sua melodia. *La moda è superficiale. Bisogna accettare questo dato di fatto se si sceglie di lavorarci. *La moda è un gioco che va preso molto sul serio. *Nella moda bisogna sempre abbattere per poi ricostruire, amare ciò che si è detestato e detestare ciò che si è amato. ==[[Proverbi italiani]]== *Ben puoi mangiare a modo tuo, ma devi vestire a modo altrui. *Chi serve la moda, serve una gran tiranna. *I pazzi inventano la moda e i savi la adottano. *I vestiti si portano il primo anno per amore e il secondo per forza. *Il diavolo va sempre all'ultima moda. *Il mantello copre il brutto e il bello. *La moda determina il prezzo delle merci e il valore delle virtù. *La moda è la maggior tiranna del mondo. *La moda entra dappertutto. *La moda va e viene. *Ogni moda passa per bella. *Piuttosto fuor del mondo, che fuor di moda. *Se andar nudo fosse di moda, nessuna fanciulla porterebbe camicia. ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Modello (professione)|Modello]] *[[Settimana della moda]] *[[Sfilata di moda]] *[[Stilista]] *[[Vestito]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla}} [[Categoria:Antropologia culturale]] [[Categoria:Moda]] [[Categoria:Sociologia della cultura]] ti6q4iq7xqpwkv2a32f1w21mcv6thqm Biblioteca 0 3969 1426296 1392642 2026-09-12T16:52:11Z ~2026-49409-98 108368 /* Citazioni */ 1426296 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Arcimboldo_Librarian_Stokholm.jpg|thumb|''Il bibliotecario'' ([[Giuseppe Arcimboldo]], 1570 circa)]] Citazioni sulla '''biblioteca''' e i '''bibliotecari'''. ==Citazioni== *Bibliotecario! È uno che si occupa di libri. [...] Ma dato che non esistono più i libri, non esistono più le biblioteche, per cui i servizi di un bibliotecario sono di ben poca utilità. Prendiamo, per esempio, un prete. Se ce ne fosse uno, ci direbbe che il suo compito è divulgare la parola di Dio. Ma poiché lo Stato ha provato definitivamente che Dio non esiste la funzione del prete risulta essere superflua! (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (seconda stagione)|Ai confini della realtà]], episodio 29'') *Coloro (''gl'illustri scrittori'') dei quali le anime immortali parlano nelle biblioteche ([[Plinio il Vecchio]]) *Cosa è più importante delle biblioteche, se non il fatto che esistono? ([[Archibald Macleish]]) *– Devo fare una ricerca. Dove sono finiti tutti i libri?<br>– Libri?! Ormai sono per gente antiquata. Ora siamo un centro istruttivo multimediale per ragazzi di ogni età. Ma per lo più per barboni... ([[I Simpson (quindicesima stagione)|''I Simpson'']]) *Fondare biblioteche è un po' come costruire ancora granai pubblici: ammassare riserve contro l'inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire. ([[Marguerite Yourcenar]]) *Il destino di molti uomini dipese dall'esserci o non esserci stata una biblioteca nella loro casa paterna. ([[Edmondo De Amicis]]) *Il [[world wide web]] ha le potenzialità per svilupparsi in un'[[enciclopedia]] universale che copra tutti i campi della conoscenza e in una biblioteca completa di corsi per la formazione. ([[Richard Stallman]]) *Io sono cresciuta in biblioteca in un periodo in cui le biblioteche fuori e dentro facevano schifo, ma contenevano milioni di libri. Oggi quelle che sopravvivono sono tutte dipinte di rosa, hanno i computer e i cuscini, ma solo 20 libri e sono tutti ''Cinquanta sfumature di grigio''. Un [[libro]] buono può insegnarti tanto. [[Leggere]] è come ingerire un'altra vita. ([[Caitlin Moran]]) *La Biblioteca perdurerà: illuminata, solitaria, infinita, perfettamente immobile, armata di volumi preziosi, inutile, incorruttibile, segreta. ([[Jorge Luis Borges]]) *La mia biblioteca era per me un ducato grande abbastanza. ([[William Shakespeare]]) *Le biblioteche non custodiscono i segreti: li rivelano. (''[[Il labirinto del fauno (romanzo)|Il labirinto del fauno]]'') *Le biblioteche non si fanno; crescono. ([[Augustine Birrell]]) *Narra la voce pubblica che il senatore Portas riceveva i postulanti in una biblioteca sempre chiusa (mai aprire le finestre, di giorno perché la luce del sole guasta le coste dei libri, di notte perché entra la Manduria Tiriaca, orribile farfallina divoratrice di antiche carte e legature in pelle). ([[Sergio Atzeni]]) *Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria. ([[Filippo Tommaso Marinetti]]) *Non c'è nulla che mi faccia sentir male come la porta chiusa di una biblioteca. ([[Barbara Tuchman]]) *Ora, cos'è importante nel problema dell'accessibilità agli scaffali? È che uno dei malintesi che dominano la nozione di biblioteca è che si vada in biblioteca per cercare un libro di cui si conosce il titolo. In verità accade sovente di andare in biblioteca perché si vuole un libro di cui si conosce il titolo, ma la principale funzione della biblioteca, almeno la funzione della biblioteca di casa mia e di qualsiasi amico che possiamo andare a visitare, è di scoprire dei libri di cui non si sospettava l'esistenza, e che tuttavia si scoprono essere di estrema importanza per noi. ([[Umberto Eco]]) *Più oltre era la biblioteca sacra {{NDR|[[biblioteca di Alessandria]]}}, colla iscrizione, {{maiuscoletto|Spezieria dell'anima}} ([[Diodoro Siculo]]) *Quanto più estesa è una biblioteca, più si avvicina a una cosmogonia. ([[Juan Villoro]]) *Se presso alla biblioteca ci sarà un giardino, nulla ci mancherà. ([[Marco Tullio Cicerone]]) *Sovente guardo la mia biblioteca come alla raffigurazione casalinga di un cimitero. La grande scaffalatura a parete è un superbo colombario senza un fine riconoscibile. I nomi degli autori impressi sui dorsi sono il paradigma immaginario delle epigrafi di un cinerario. I libri "morti" stanno lì per anni, non cercati, dimenticati. Dietro a ogni dorso, in polvere cartacea, persiste il riassunto delle esistenze. Silenziose. Beato l'uomo capace di risvegliare un testo. Che equivale a resuscitare un morto. ([[Giuseppe Marcenaro]]) *Su quante biblioteche di persone private, come sulle bottiglie del farmacista, si dovrebbe scrivere: "Solo per uso esterno"! ([[Alphonse Daudet]]) *Trebbiare le biblioteche per vedere quanto grano e quanto [[loglio]] contengono. ([[Anacleto Verrecchia]]) *"Una biblioteca", dice [[Ralph Waldo Emerson]], "è un harem". E se fosse una polveriera? ([[Gesualdo Bufalino]]) *Una biblioteca è il punto di confluenza di tutti i sogni dell'umanità. ([[Julien Green]]) *Una casa senza libreria è una casa senza dignità, — ha qualcosa della locanda, — è come una città senza librai, — un villaggio senza scuole, — una lettera senza ortografia. ([[Edmondo De Amicis]]) ===[[Alberto Manguel]]=== *Ci sono notti in cui sogno una biblioteca completamente anonima, nella quale i libri, privi di titolo e di autore, formano un torrente narrativo ininterrotto nel quale tutti i generi, gli stili e le storie confluiscono, dove nessun protagonista e nessun luogo vengono identificati, un torrente dove posso immergermi sempre, in qualunque punto. [...] In una biblioteca così esisterebbe un unico libro suddiviso in qualche migliaia di volumi e, con buona pace di Callimaco e di Dewey, nessun catalogo. *In una biblioteca, non c'è scaffale che rimanga vuoto a lungo. Come la Natura, le biblioteche aborriscono il ''vacuum'', e il problema dello spazio è implicito nella natura stessa di ogni collezione di libri. È questo il paradosso di ogni biblioteca. Se infatti da un lato si prefigge, in misura maggiore o minore, di raccogliere e conservare una testimonianza del mondo, la più esaustiva possibile, questo compito risulterà alla fine ridondante, perché si potrebbe attuare soltanto quando i confini della biblioteca coincidessero con quelli del mondo intero. *Le biblioteche continueranno a sopravvivere finché noi continueremo ad attribuire parole al mondo che ci circonda, e a conservarle per i futuri lettori. *Ogni biblioteca accoglie e rifiuta. Ogni biblioteca è per definizione il risultato di una scelta, ed è necessariamente limitata nel suo ambito. Ed ogni scelta ne esclude un'altra, quella non fatta. L'atto della lettura corre sempre parallelo a quello della censura. *Ogni biblioteca, per il fatto stesso di esistere, evoca il suo doppio, proibito o dimenticato: una biblioteca invisibile ma formidabile di libri che, per ragioni convenzionali di qualità, soggetto e perfino di dimensioni, non sono stati ritenuti degni di dimorare sotto questo tetto. ==Voci correlate== *[[Lettore]] *[[Lettura]] *[[Libro]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla|wikt}} [[Categoria:Biblioteche| ]] 7yx66d5df2a0lhb1j3fzm0siuveh2ll 1426297 1426296 2026-09-12T16:59:46Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-49409-98|~2026-49409-98]] ([[User talk:~2026-49409-98|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] 1392642 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Arcimboldo_Librarian_Stokholm.jpg|thumb|''Il bibliotecario'' ([[Giuseppe Arcimboldo]], 1570 circa)]] Citazioni sulla '''biblioteca''' e i '''bibliotecari'''. ==Citazioni== *Bibliotecario! È uno che si occupa di libri. [...] Ma dato che non esistono più i libri, non esistono più le biblioteche, per cui i servizi di un bibliotecario sono di ben poca utilità. Prendiamo, per esempio, un prete. Se ce ne fosse uno, ci direbbe che il suo compito è divulgare la parola di Dio. Ma poiché lo Stato ha provato definitivamente che Dio non esiste la funzione del prete risulta essere superflua! (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (seconda stagione)|Ai confini della realtà]]'') *Coloro (''gl'illustri scrittori'') dei quali le anime immortali parlano nelle biblioteche ([[Plinio il Vecchio]]) *Cosa è più importante delle biblioteche, se non il fatto che esistono? ([[Archibald Macleish]]) *– Devo fare una ricerca. Dove sono finiti tutti i libri?<br>– Libri?! Ormai sono per gente antiquata. Ora siamo un centro istruttivo multimediale per ragazzi di ogni età. Ma per lo più per barboni... ([[I Simpson (quindicesima stagione)|''I Simpson'']]) *Fondare biblioteche è un po' come costruire ancora granai pubblici: ammassare riserve contro l'inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire. ([[Marguerite Yourcenar]]) *Il destino di molti uomini dipese dall'esserci o non esserci stata una biblioteca nella loro casa paterna. ([[Edmondo De Amicis]]) *Il [[world wide web]] ha le potenzialità per svilupparsi in un'[[enciclopedia]] universale che copra tutti i campi della conoscenza e in una biblioteca completa di corsi per la formazione. ([[Richard Stallman]]) *Io sono cresciuta in biblioteca in un periodo in cui le biblioteche fuori e dentro facevano schifo, ma contenevano milioni di libri. Oggi quelle che sopravvivono sono tutte dipinte di rosa, hanno i computer e i cuscini, ma solo 20 libri e sono tutti ''Cinquanta sfumature di grigio''. Un [[libro]] buono può insegnarti tanto. [[Leggere]] è come ingerire un'altra vita. ([[Caitlin Moran]]) *La Biblioteca perdurerà: illuminata, solitaria, infinita, perfettamente immobile, armata di volumi preziosi, inutile, incorruttibile, segreta. ([[Jorge Luis Borges]]) *La mia biblioteca era per me un ducato grande abbastanza. ([[William Shakespeare]]) *Le biblioteche non custodiscono i segreti: li rivelano. (''[[Il labirinto del fauno (romanzo)|Il labirinto del fauno]]'') *Le biblioteche non si fanno; crescono. ([[Augustine Birrell]]) *Narra la voce pubblica che il senatore Portas riceveva i postulanti in una biblioteca sempre chiusa (mai aprire le finestre, di giorno perché la luce del sole guasta le coste dei libri, di notte perché entra la Manduria Tiriaca, orribile farfallina divoratrice di antiche carte e legature in pelle). ([[Sergio Atzeni]]) *Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria. ([[Filippo Tommaso Marinetti]]) *Non c'è nulla che mi faccia sentir male come la porta chiusa di una biblioteca. ([[Barbara Tuchman]]) *Ora, cos'è importante nel problema dell'accessibilità agli scaffali? È che uno dei malintesi che dominano la nozione di biblioteca è che si vada in biblioteca per cercare un libro di cui si conosce il titolo. In verità accade sovente di andare in biblioteca perché si vuole un libro di cui si conosce il titolo, ma la principale funzione della biblioteca, almeno la funzione della biblioteca di casa mia e di qualsiasi amico che possiamo andare a visitare, è di scoprire dei libri di cui non si sospettava l'esistenza, e che tuttavia si scoprono essere di estrema importanza per noi. ([[Umberto Eco]]) *Più oltre era la biblioteca sacra {{NDR|[[biblioteca di Alessandria]]}}, colla iscrizione, {{maiuscoletto|Spezieria dell'anima}} ([[Diodoro Siculo]]) *Quanto più estesa è una biblioteca, più si avvicina a una cosmogonia. ([[Juan Villoro]]) *Se presso alla biblioteca ci sarà un giardino, nulla ci mancherà. ([[Marco Tullio Cicerone]]) *Sovente guardo la mia biblioteca come alla raffigurazione casalinga di un cimitero. La grande scaffalatura a parete è un superbo colombario senza un fine riconoscibile. I nomi degli autori impressi sui dorsi sono il paradigma immaginario delle epigrafi di un cinerario. I libri "morti" stanno lì per anni, non cercati, dimenticati. Dietro a ogni dorso, in polvere cartacea, persiste il riassunto delle esistenze. Silenziose. Beato l'uomo capace di risvegliare un testo. Che equivale a resuscitare un morto. ([[Giuseppe Marcenaro]]) *Su quante biblioteche di persone private, come sulle bottiglie del farmacista, si dovrebbe scrivere: "Solo per uso esterno"! ([[Alphonse Daudet]]) *Trebbiare le biblioteche per vedere quanto grano e quanto [[loglio]] contengono. ([[Anacleto Verrecchia]]) *"Una biblioteca", dice [[Ralph Waldo Emerson]], "è un harem". E se fosse una polveriera? ([[Gesualdo Bufalino]]) *Una biblioteca è il punto di confluenza di tutti i sogni dell'umanità. ([[Julien Green]]) *Una casa senza libreria è una casa senza dignità, — ha qualcosa della locanda, — è come una città senza librai, — un villaggio senza scuole, — una lettera senza ortografia. ([[Edmondo De Amicis]]) ===[[Alberto Manguel]]=== *Ci sono notti in cui sogno una biblioteca completamente anonima, nella quale i libri, privi di titolo e di autore, formano un torrente narrativo ininterrotto nel quale tutti i generi, gli stili e le storie confluiscono, dove nessun protagonista e nessun luogo vengono identificati, un torrente dove posso immergermi sempre, in qualunque punto. [...] In una biblioteca così esisterebbe un unico libro suddiviso in qualche migliaia di volumi e, con buona pace di Callimaco e di Dewey, nessun catalogo. *In una biblioteca, non c'è scaffale che rimanga vuoto a lungo. Come la Natura, le biblioteche aborriscono il ''vacuum'', e il problema dello spazio è implicito nella natura stessa di ogni collezione di libri. È questo il paradosso di ogni biblioteca. Se infatti da un lato si prefigge, in misura maggiore o minore, di raccogliere e conservare una testimonianza del mondo, la più esaustiva possibile, questo compito risulterà alla fine ridondante, perché si potrebbe attuare soltanto quando i confini della biblioteca coincidessero con quelli del mondo intero. *Le biblioteche continueranno a sopravvivere finché noi continueremo ad attribuire parole al mondo che ci circonda, e a conservarle per i futuri lettori. *Ogni biblioteca accoglie e rifiuta. Ogni biblioteca è per definizione il risultato di una scelta, ed è necessariamente limitata nel suo ambito. Ed ogni scelta ne esclude un'altra, quella non fatta. L'atto della lettura corre sempre parallelo a quello della censura. *Ogni biblioteca, per il fatto stesso di esistere, evoca il suo doppio, proibito o dimenticato: una biblioteca invisibile ma formidabile di libri che, per ragioni convenzionali di qualità, soggetto e perfino di dimensioni, non sono stati ritenuti degni di dimorare sotto questo tetto. ==Voci correlate== *[[Lettore]] *[[Lettura]] *[[Libro]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla|wikt}} [[Categoria:Biblioteche| ]] oca0qzy7cch1dn94xm8nh8emjnlcylu Template:SelezioneNuove 10 4465 1426311 1426209 2026-09-12T17:53:33Z Danyele 19198 +1 1426311 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Ella Rumpf]]{{,}} [[Zaynab Dosso]]{{,}} [[Scampia]]{{,}} [[Assunta Scutto]]{{,}} [[Arturo Salucci]]{{,}} [[Filosseno Luzzatto]]{{,}} [[Giuseppe Moretti (botanico)]]{{,}} [[Carlo Ottavio Castiglioni]]{{,}} [[Carlo Vittadini]]{{,}} [[Francesco Rossi (egittologo)]]{{,}} [[Giuseppe Antonio Borgnis]]{{,}} [[Eloisa Coiro]]{{,}} [[Micol Majori]]{{,}} [[Giuseppe Arcangeli]]{{,}} [[Camillo Laderchi]]{{,}} [[Alla conquista del West]]{{,}} [[Pallacanestro femminile]]{{,}} [[Ginnastica artistica]]{{,}} [[Playmaker]]{{,}} [[Jasmine Keys]]{{,}} [[Governo Netanyahu VI]]{{,}} [[Mizrahì]]{{,}} [[Susanna (Antico Testamento)]]{{,}} [[Sara (moglie di Tobia)]]{{,}} [[Tobia (personaggio biblico)]]{{,}} [[Anna (moglie di Tobi)]]{{,}} [[Francesca Pan]]{{,}} [[Giuseppe Bevione]]{{,}} [[Joanne Lee Molinaro]]{{,}} [[I professionisti]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> qnjepzsnba83nidd2y62cec6im8acw6 Andrea De Carlo 0 7044 1426281 1379651 2026-09-12T13:28:56Z ~2026-49340-06 108364 1426281 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Andrea De Carlo.jpg|thumb|Andrea De Carlo]] '''Andrea De Carlo''' (1952 – vivente), scrittore italiano. ==Citazioni di Andrea De Carlo== *I [[Libro|libri]] sono di chi li legge.<ref>Da ''Tecniche di seduzione''.</ref> *Sospesi sulla superficie salata, si lasciano oscillare, con gli occhi socchiusi e gocce d'acqua sulle ciglia. Macno dice "ti rendi conto?" <br />"Sì", dice Liza, senza sapere esattamente a cosa si riferisce ma pensando che si rende conto. <br />[...] "Ti rendi conto? Come siamo schiacciati dalla forza di gravità di solito? Come siamo contratti per resistere alla pressione? La ''fatica'' terribile che facciamo per stare in piedi e camminare e sollevare oggetti, sostenere un ruolo e convincere e sedurre, far stare insieme gli elementi di un modo di essere, il punto di vista e l'angolazione e tutto il resto?" La sua voce riverbera rallentata e acquatica, ma ansiosa, anche. <br />Liza lo guarda, e le sembra di capire quello che lui dice indipendentemente dalle sue parole. <br />Macno dice "Ti rendi conto dello schifo di vita ''rigida'' che dobbiamo fare di solito, di come tutto quello che si costruisce è fatto di materiali duri e freddi, di linee violente. Da quando nasciamo siamo scaraventati tra piani angolati privi di flessibilità, noi che siamo così morbidi ed elastici di natura. Pensa a cos'é una città, o una strada, o una casa. Per trovar scampo non facciamo che passare da un sedile di automobile a una poltrona a un letto. Possiamo lasciarci andare solo lì, in spazi inerti e confinati." <br />"E non siamo mai abbastanza vicini all'acqua", dice Liza, le labbra a pelo d'acqua. <br />"No", dice Macno. Scrolla la testa, si lascia galleggiare. Dice "In epoche lontane ci sono state civiltà d'acqua. C'erano vasche, piscine, fontane nelle città e nelle case. Un tempo anche questa città era piena di luoghi d'acqua, e ci si andava anche per discutere di politica, prendere decisioni e altro." [...] "Poi è venuto il cristianesimo" [...] "I cristiani avevano orrore dell'acqua. Avevano orrore della natura morbida ed elastica dell'uomo. Così ci sono stati secoli e secoli di sporco rigido e asciutto. La gente era tenuta dalla religione lontano dai fiumi e dai laghi e dal mare, non poteva più usare l'acqua nemmeno per lavarsi."[...]"Ci pensi , l'orrore sporco del Medioevo, del Quattrocento, del Cinquecento, del Seicento e del Settecento e dell'Ottocento, di questo secolo fino a pochi anni fa?" <br />Liza respira immersa nel liquido tiepido, attenta all'ansia di Macno e ai suoi pensieri.<br />Macno dice "Pensa a cosa sono ancora oggi i bagni nelle case della gente. Le piccole stanze rigide dove adempiere alle necessità corporali e rimuovere in fretta lo sporco. Pensa a come tutti cercano di strappare il piacere che possono dalle vasche strette e corte e poco profonde. A come a volte due amanti ci si infilano insieme e cercano di rimanerci più a lungo possibile, schiacciati tra i bordi, con le ginocchia sollevate, senza riuscire a muoversi né girarsi, guardando le piastrelle fredde e il gabinetto poco lontano. E fuori ci sono pavimenti e muri, mobili e scale e marciapiedi e strade duri e privi di flessibilità. E rumori violenti e aria difficile da respirare." <br />Stanno immobili nell'acqua, assorti nel leggero ronzìo delle lampade, nello sgocciolio lento.<br />Liza si avvicina a Macno; gli dice "Ma adesso siamo qua, e siamo scampati."<ref>Da ''Macno''.</ref> *Vivrei solo negli stadi intermedi, se potessi, senza punti di partenza e di arrivo o scopi da raggiungere; me ne starei immerso in un continuo traballamento provvisorio riparato dal mondo, con pensieri circolanti non focalizzati, in attesa di niente. (O in attesa di tutto: cambiamenti e trasformazioni e aperture di nuovi orizzonti sorprendenti da un secondo all'altro.)<ref>Da ''Uto'', Bompiani.</ref> ==''Arcodamore''== ===[[Incipit]]=== Mio cugino compiva gli anni dieci giorni prima di Natale, e sua moglie gli aveva organizzato una festa a sorpresa, ha telefonato per dirmi che dovevo assolutamente andarci. Da quando mi ero separato e vivevo solo avevano preso a farsi vivi almeno un paio di volte al mese, erano sempre pronti a offrirmi assistenza organizzativa e consigli esistenziali e inviti mondani. Io non facevo niente per scoraggiarli, anche se per anni non ci eravamo frequentati né avevamo mai avuto molto in comune: ogni tanto andavo a trovarli nella loro bella casa in centro, cenavo con loro o bevevo qualcosa e li aggiornavo sullo stato della mia vita. Facevo il fratello minore, anche se avevamo più o meno la stessa età; la natura apparentemente indistruttibile del loro rapporto e la qualità dell'arredamento del loro soggiorno mi confortavano, la curiosità che leggevo nei loro sguardi mi faceva sentire in movimento malgrado tutto. ===Citazioni=== *Avrei voluto stare sveglio ma non ci riuscivo: piccole onde di lago mi riverberavano attraverso cerchi concentrici che si allontanavano e ripartivano dall'inizio, il [[tempo]] vibrava quasi immobile. ==''Di noi tre''== ===[[Incipit]]=== Misia Mistrani l'ho conosciuta il 12 febbraio del 1978. Al mattino mi ero laureato in storia antica, con una tesi sulla Quarta Crociata che aveva provocato una quasi-rissa con la commissione per come mi era venuta polemica e coinvolta, dopo di che ero stato liquidato con 110 senza lode, anche se avevo lavorato un anno e scritto duecentocinquanta pagine abbastanza appassionate e documentate. Il presidente mi aveva detto nella sua voce monocroma "La Storia è prospettiva. Non si può parlare di eventi di sette secoli fa come se fossero successi l'altro ieri e lei ci fosse stato in mezzo. Le mancano totalmente il distacco e l'equilibrio, la capacità di una valutazione a mente fredda". Non aveva torto, su questo: mi sembrava che non mi bastassero le scorte di indignazione e di rabbia e di paura e di parzialità per tornare indietro nel tempo, altro che distacco. ===Citazioni=== *Eravamo percorsi da impulsi opposti, caldo e gelo e distacco e frenesia; ci sembrava di essere in ritardo su tutto e di essere ancora in tempo per qualsiasi cosa, di andare molto veloci e di restare incollati all'asfalto. *Mi chiedevo come mai persone così simili possano farsi danni gravi, e persone apparentemente lontanissime, migliorarsi in modo così spettacolare; mi chiedevo se c'era una regola dietro tutto questo o solo il caso, se era un effetto permanente o temporaneo. *Mi è sempre sembrato che ci sia una parte di slealtà nella nostalgia, come quando dopo che è successo qualcosa, qualcuno dice "te l'avevo detto" o "lo sapevo", e non è mai vero e non aveva detto e non sapeva niente prima che succedesse. *Mi sembrava che solo le cose brutte avessero una loro consistenza permanente, che quelle belle tendessero dissolversi con una rapidità imprevedibile. *Che poi è così patetico affannarsi ad inseguire dati di fatto in trasformazione continua e pretendere di riportarli indietro alla loro origine per dare adesso le risposte che avresti dovuto dare allora. Appena ti riesci a vedere da una minima distanza ti vergogni, invece di farti tanta pena. *È ridicolo. Pensiamo di essere i padroni delle nostre vite, e non è vero. Le uniche cose che possiamo controllare sono marginali, rispetto al resto. Ti fa ridere, altro che piangere, se solo riesci a vederti da una minima distanza. Ti fa venire voglia di muoverti, porca miseria, staccarti di dosso tutta questa lacca di autocompassione. *Che poi basterebbe avere una specie di autolimitatore di pensieri per stare meglio. Una specie di autolimitatore di sentimenti. Basterebbe non lasciarsi andare proprio a picco nella vita di un'altra persona, no? *Cerchiamo di divertirci, Livio eh? Cerchiamo di esserci e di sentire e di pizzicare e raccogliere quello che c'è finché c'è, senza fare i sognatori e i distratti e gli autolesionisti, eh? *"L'importante è pensare meno, ricordare e immaginare e aspettare meno. Prendere subito quello che c'è e basta. Vivere il momento, Livio" "Il momento è tutto, Livio! Ed è l'unica cosa che abbiamo davvero." *Ci vuole una catastrofe o un miracolo, per venirne fuori. *Uno il senso dovrebbe darlo o toglierlo dentro di sé invece di aspettarsi che qualcosa gli succeda per osmosi da un'immersione in una situazione estrema. ==''Due di due''== ===[[Incipit]]=== La prima volta che ho visto Guido Laremi eravamo tutti e due così magri e perplessi, così provvisori nelle nostre vite, da stare a guardare come spettatori mentre quello che ci succedeva entrava a far parte del passato, schiacciato senza la minima prospettiva. Il ricordo che ho del nostro primo incontro è in realtà una ricostruzione, fatta di dettagli cancellati e aggiunti e modificati per liberare un solo episodio dal tessuto di episodi insignificanti a cui apparteneva allora.<br /> In questo ricordo ricostruito io sono in piedi dall'altra parte della strada, a guardare il brulichìo di ragazzi e ragazze che sciamano fuori da un vecchio edificio grigio, appena arginati da una transenna di metallo che corre per una decina di metri lungo il marciapiede. Ho le mani in tasca e il bavero del cappotto alzato, e cerco disperatamente di assumere un atteggiamento di non appartenenza alla scena, anche se sono uscito dallo stesso portone e ho fatto lo stesso percorso faticoso solo un quarto d'ora prima. Ma ho quattordici anni e odio i vestiti che ho addosso, odio il mio aspetto in generale, e l'idea di essere qui in questo momento. ===Citazioni=== *Diceva che i musicisti rock erano le uniche persone giovani che potevano fare esattamente quello che volevano. *È che non bisognerebbe mai immaginarsi qualcosa troppo nel dettaglio perché l'immaginazione finisce per mangiarsi tutto il terreno su cui una cosa potrebbe accadere. *È come quando pensi a una parola e continui a pensarci finché non è altro che un suono. Solo che mi succede con la vita. *È inutile che fai finta di essere così perfettamente candido verso il mondo, quando ti prendi tutto quello che vuoi come se ti fosse dovuto. *E la gente accetta di adattare i propri [[desideri]], farseli snaturare e indirizzare su oggetti, su automobili e vestiti e apparecchi elettronici e giocattoli inutili che servono a far dimenticare cosa è diventato il [[mondo]]. *E questo è possibile perché la gente è costretta a vivere in luoghi dove non ha più il minimo controllo su quello che mangia e quello che si mette addosso, sullo spazio che occupa. Tutti sono in prestito tutto il tempo, devono comprare quello che gli serve e non gli basta mai, gli sembra di avere sempre bisogno di altro. *La vita è uno schifo, ma è confortante come continua a migliorare man mano che vai avanti. *Lo so come ti senti. È come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finché ho capito che l'unico modo è romperlo. E se hai paura di farti male, prova a immaginarti di essere già vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti. *Magari uno rimpiange di aver perso qualcosa, e l'ha perso solo per trovare di meglio. *Ma non voleva imparare a suonare la chitarra. Diceva che in Italia il rock non si poteva fare; che l'italiano era una lingua troppo rigida e artificiale per cantarla su una musica diversa dall'opera, quelli che ci provavano lo riempivano di imbarazzo e tristezza. *Mi fa impazzire pensare alle persone sensibili e piene di qualità che odiano il denaro e le industrie e le macchine e il potere, e perché sono sole pensano di essere malate, si sforzano di adattarsi alla [[realtà]] e se ne fanno schiacciare. Dobbiamo trovare il modo di raggiungerle, mettere annunci sui giornali di tutto il mondo e parlarne con tutti i mezzi possibili, stabilire contatti. *Non c'è niente di inevitabile nel [[mondo]] così com'è adesso. È solo una dei milioni di forme possibili, ed è venuta fuori sgradevole e ostile e rigida per chi ci vive. Ma possiamo inventarcene di completamente diverse, se vogliamo. Possiamo smantellare tutto quello che abbiamo intorno così com'è, le città come sono e le famiglie come sono e i modi di lavorare e di studiare e le strade e le case e gli uffici e i luoghi pubblici e le automobili e i vestiti e i modi di parlarci e guardarci come sono. *Perché tutte le situazioni finiscono, prima o poi, è lo schifo imperfetto della vita. *Possiamo trasformare la [[vita]] in una specie d'avventura da libro illustrato, se vogliamo. Non c'è nessun limite a quello che si può inventare, se solo usiamo le risorse che adesso vengono rovesciate per alimentare questo mondo detestabile. *Quasi tutto quello che viene prodotto dalle industrie serve solo a dare alla gente ragioni di spendere i soldi che guadagna con lavori che non farebbe mai se non dovesse guadagnare. I negozi sono pieni di accessori inutili e giocattoli che si rompono e vestiti che passano di moda, pure calamite messe sotto gli occhi di chi passa per tenere in movimento la macchina, fare entrare [[energia]] umana in circolo. *[[Scrivere]] è un po' come fare i minatori di se stessi: si attinge a quello che si ha dentro, se si è sinceri non si bada al rischio di farsi crollare tutto addosso. ===[[Explicit]]=== Nei giorni dopo io e Paolo abbiamo sgombrato le pietre e i mattoni anneriti, li abbiamo disposti in pile dietro alla stalletta delle capre, bene ordinate per possibili usi futuri. Abbiamo zappato la terra e l'abbiamo concimata con cenere e letame, ci abbiamo piantato lavanda e rosmarino che Martina voleva da tempo.<br /> Quando abbiamo finito sono andato a fare una passeggiata da solo, fino alla collina che anni prima in un giorno di neve io e Guido avevamo risalito per contemplare il paesaggio. Ho cercato il punto preciso in cui ci eravamo fermati e ho guardato in basso come avevamo fatto allora, ed era strano vedere una casa sola dove ce n'erano state due. ==''Leielui''== ===[[Incipit]]=== L'aspetto più esilarante del volare senza ali è la sua assoluta semplicità: basta muovere braccia e gambe come per nuotare, solo che ci si muove nell'aria. È facile, non richiede sforzo fisico né mentale, solo un certo grado di focalizzazione. Basta essere convinti di riuscirci, e ci si riesce.<br> Per esempio adesso lei sale per gradi sopra le colline dense di vegetazione, sopra i filari di piante di caffè che formano strisce verde intenso, sopra i bananeti dalle foglie quasi gialle, sopra la strada sottile che asseconda a curve le pieghe di ogni salita e avvallamento. ===Citazioni=== *Sotto tutta questa esuberanza c'è una cautela misuratrice, gliela si vede negli occhi: insicurezza di fondo, valutazioni di opportunità, gelosia latente pronta ad attivarsi. (p. 55) *Non riesce a credere a quanto siano infantili i nostri impulsi di base: inseguire quello che ci viene negato, scappare da quello che ci viene offerto. (p. 74) *Continua a guardarsi intorno e a raccogliere dettagli senza volerlo, e non riesce a fare a meno di pensare che comprare un appartamento è anche un po' comprare la tristezza di chi ci abitava. (p. 111) *Ordina un [[Negroni (cocktail)|Negroni]] sbagliato, che le piace per il nome forse ancora di più che per il sapore. Il fatto è che si è sempre sentita sbagliata lei stessa, fin da quando era bambina e viveva con le sorelle nel quartiere sbagliato di Rochester, con una mamma sbagliata e un padre sbagliato che avevano la combinazione etnica sbagliata e i lavori sbagliati. Ha scoperto ben presto di non essere conforme a nessuno standard, e di non poterci rientrare neanche volendo: è una questione mentale e fisica, viene fuori ogni volta che si sforza di appartenere a un contesto. (p. 115) *Gli [[Aeroporto|aeroporti]] un tempo gli piacevano molto per la loro natura di punti nodali, per gli incroci che rendono possibili tra le intenzioni e il caso. (p. 126) *Pensa a tutte le intenzioni altrui che nel corso del tempo sono entrate nella sua vita e ci sono restate e infine se ne sono uscite, portate via dalla delusione o dall'esasperazione, rallentate dal rimpianto, accelerate dal risentimento. (p. 152) *L'abitudine italiana degli scambi di abbracci e baci anche tra semplici conoscenti continua a lasciarla leggermente perplessa, non ci si è mai abituata del tutto. All'inizio le sembrava una manifestazione calorosa di espansività mediterranea, ma col tempo ha cominciato a pensare che in fondo si dovrebbero abbracciare e baciare solo le persone con cui esistono autentici legami d'affetto, e che farlo in modo indiscriminato tende a essere una pantomima esasperante, fatta di gesti che evocano sentimenti e li fanno scomparire nello spazio di due secondi. (p. 159) *E dai dubbi che nascono le idee più interessanti. (p. 199) *Il fatto è che la famiglia è un'istituzione orribile. È un luogo di crimini, riparato dalla legge. (p. 227) *Le persone più interessanti sono sempre il frutto di situazioni complicate. (p. 228) *L'assenza di difficoltà produce solo cretini. (p. 228) *"Siamo stati insieme cinque anni" dice lei. "Succede" dice lui. "Sopratutto quando si ha la tendenza ad attribuire ad altri qualità che non hanno. E quando si investe in qualcuno rinunciando a qualcun altro, e all'intera vita che avevi con lui. Non sei disposta a riconoscere di aver fatto l'investimento sbagliato, neanche di fronte all'evidenza. (p. 238) *"Ma non esiste una qualità che non abbia un costo. Più bella e rara la qualità, più alto il costo". (p. 248) *"Non ho sensi di colpa" dice lei, con un breve sollievo che non compensa minimamente il resto. In realtà ne ha una moltiplicazione di sensi di colpa. Ne ha sempre avuti, fin da bambina, per tutte le cose che avrebbe dovuto o potuto o voluto fare, per come le ha fatte o non fatte; le sembra che i sensi di colpa siano tra i suoi compagni di viaggio più assidui, non si stancano mai di seguirla. (p. 248) *"È una cosa che fa in modo ricorrente: affacciarsi su mondi, uscire da mondi". (p. 265) *"Le famiglie "minuscoli teatrini in cui attori scadenti continuano a mettere in scena la stessa pessima rappresentazione, davanti a spettatori ammanettati alle loro sedie". (pp. 295-296) ==''Nel momento''== ===[[Incipit]]=== La mattina del cinque marzo sono uscito da solo e di umore sospeso perché il tempo era brutto e perché avevo una strana curva nei pensieri, e il cavallo mi ha preso la mano. Non era uno dei miei: un purosangue inglese scartato alle corse di nome Duane, mille volte più instabile dei meticci tozzi di campagna con cui mi ero messo in testa di ritrovare la naturalezza equina perduta. Aveva un muso tutto narici dilatate e occhi bianchi pazzi allontanato da un collo stretto e lungo, un corpo levrettato di ossa sottili e muscoli a fior di pelle e nervi tirati come corde di chitarra elettrica; potevo sentire attraverso le gambe e il bacino e le braccia la paura e il bisogno frustrato di movimento che gli passavano dentro come una corrente, lo facevano fremere e recalcitrare ogni pochi passi. ===Citazioni=== *Mi venivano delle riflessioni sulla lentezza degli esseri umani a piedi rispetto alle loro necessità o alle loro ambizioni di spostamento. Pensavo che qualsiasi altro animale ha un rapporto più equilibrato tra la propria velocità e l'estensione del territorio di cui ha bisogno o voglia. Pensavo a come si muove rapida una formica attraverso una stanza che per lei è grande quanto la distesa dei pascoli lo era per me; e a come per converso è contento un bradipo di starsene quasi fermo sui rami del suo albero a mangiare foglie. Avevo la testa piena di salti di scoiattoli e di scimmie, corse di lepri e leoni e daini ed elefanti e gazzelle e zebre e topi, indugiamenti di lumache e di tartarughe. Pensavo al modo orgoglioso in cui avevo esplorato gli stessi identici spazi in groppa a un cavallo, alto e a mio agio sopra il terreno, padrone della distanza a un semplice tocco di talloni. Pensavo a tutti i panzoni e le culone e le magrette secchette e i tozzi inquartati che si sentivano nobili e agili come centauri e amazzoni mentre mi venivano dietro su zampe altrui; me li immaginavo a piedi come me, schiacciati dalla pressione atmosferica e limitati dalla pretesa di camminare eretti, umiliati dai loro stessi corpi. Mi veniva da ridere, ma questo non attenuava la mia infelicità né il mio malessere fisico né la mia sensazione di svantaggio profondo, la frustrazione che mi si distillava insieme al sudore mentre andavo avanti come se avessi le gambe in una corrente contraria.<br>Pensavo a quanto la storia degli esseri umani è stata influenzata dal desiderio di affrancarsi da questa frustrazione di fondo, in una linea ossessiva che ha portato grado a grado all'addomesticamento dell'asino all'invenzione della ruota alla scoperta della staffa alle orde barbariche dell'Asia alle crociate all'invasione delle Americhe al motore a scoppio alle guerre mondiali al turismo di massa al dominio delle macchine alla cementificazione del mondo alla sua distruzione progressiva. Mi chiedevo come sarebbero andate le cose se la nostra specie avesse avuto in dotazione una velocità naturale più gratificante: se avremmo fatto meno danni o invece ancora di più; se la lentezza era un tentativo patetico della natura di tenere a freno le nostre tendenze aggressive e devastatorie. *«Ma come succedono queste cose?» ha detto.<br>«Perché le donne sono sceme»[...]Sorrideva, ma era furiosa, nel suo modo da orsa-bambina comunicativa e aperta; ha detto «perché crediamo a tutte le balle che voi ci raccontate.»<br>«E perché vi raccontiamo balle?» ho detto.<br>«Per scoparci e tenerci buone e farvi riempire di attenzioni» ha detto Alberta. «Poi vi stancate anche di raccontare balle, però. Una volta che siete sicuri della situazione. Vi costa troppa fatica anche quello, dopo un po'.»<br>«Ma non è sempre così» ho detto, «Non è che siamo proprio come due specie animali diverse.»<br>«Mia sorella dice di sì» ha detto Alberta. «Dice che alla fine siamo totalmente incompatibili, se guardiamo sotto a tutte le parole e gli atteggiamenti e lo smalto finto dei primi tempi.»<br>«Incompatibili in che senso?» ho detto, anche se avevo i nervi acustici e ottici saturi di esempi di incompatibilità molto recenti.<br>Alberta mi ha guardato di taglio, cercava di capire se le mie erano domande autentiche. Ha detto «Mia sorella dice che gli uomini hanno bisogno di agire continuamente ''contro '' le cose e le donne invece cercano di capirle, e tutto quello che c'è di mezzo sono solo degli sforzi di adattamento da una parte o dall'altra.»<br>«In che senso agire contro le cose?» ho detto, perché mi sembrava una distinzione strana, di tutte quelle che si potrebbero fare.<br>«Lei dice che tutto lo scavare e cercare e rivoltare e cacciare e sfidare ed esplorare e scoprire e modificare e trafficare che fate» ha detto Alberta. «Tutte le vostre intenzioni e invasioni e guerre e sfide e competizioni e tutto il resto.»<br>Ho detto «Però conosco un sacco di donne che agiscono contro le cose quanto un uomo, non riesci a fermarle un istante.»<br>Alberta ha alzato le spalle di nuovo, ha detto «Secondo mia sorella sono sforzi di adattamento. Per sopravvivere e non farsi schiacciare completamente dagli uomini».<br>E secondo te? ho detto. Nello stato danneggiato in cui ero avevo un bisogno intenso di essere trattato con benevolenza: di essere giudicato meglio dei miei consimili, considerato attraente.<br>«Io sono ancora qui che aspetto» ha detto Alberta. Ha detto «Come una scema». ha detto «Continuo a farmi imbrogliare».<br>Ho detto «Però non è ''sempre'' un imbroglio». Ho detto «O almeno un imbroglio ''consapevole''». Ho detto «Qualche volta uno ci crede davvero. Ci credono tutti e due, sono convinti di avere trovato la persona meravigliosa della loro vita».[...]<br>Ho detto «E ognuno dei due cerca davvero di corrispondere a quello che l'altro si aspetta, no? Come se potesse chiedere alla vita una chance di essere migliore o comunque diverso da quello che è sempre stato». Ho detto «Fa questo sforzo estremo, più grande che per adattarsi a qualsiasi nuova scuola o nuovo lavoro o nuova città».[...]<br>«Poi è come se ci fosse una calamita gigante che lo riporta indietro a quello che è davvero. A quello che è inevitabile che sia. E l'altro quando se ne rende conto pensa di essere stato imbrogliato, o si riempie di rabbia per tutta la fatica che ha fatto».<br>«Forse» ha detto lei; [...]<br>Ho detto «Succede così, no?»<br>Lei si è girata a guardarmi. Sembrava incerta; ha detto «A me quasi sempre. E a te?»<br>«Anche a me» ho detto.<br>Subito dopo ci siamo messi a ridere. Ero stupito dall'assenza di ruoli tra noi: da come non c'erano posizioni da difendere né tesi da dimostrare né atteggiamenti da sostenere. Non riuscivo a ricordarmi da quando non avevo una comunicazione così fluida e libera con qualcuno; da quanti anni. *Maria Chiara ha detto «i [[Cavallo|cavalli]] sono molto diversi tra loro?» [...] «Di carattere?»<br>«Incredibilmente diversi» ho detto. «Come le persone, più o meno.» Ero grato alla sua curiosità non prevedibile; mi sentivo più leggero, percorso da nuova elettricità. [...] «Hanno un solo codice, e abbastanza forte, ma appena guardi sotto la superficie, c'è una complicazione sorprendente di rapporti e di combinazioni».<br>«Sì?» ha detto lei; la luce nel suo sguardo mi faceva quasi male.<br>«Sì» ho detto, e non ero neanche sicuro che le interessasse davvero, ma andavo avanti comunque. Ho detto «Lo scopri quando devi metterli insieme in uno stesso recinto». [...]«Non parliamo di quando devi cercare di accoppiarli». Mi sembrava di muovermi in un campo minato, dove un solo passo o una sola parola potevano risultare fatali; ma era un campo morbido nello stesso tempo, invitava ad attraversarlo. Ho detto «Hanno una varietà straordinaria di ragioni caratteriali e fisiche per piacersi o non piacersi. Può essere il colore del pelo o la rapidità o la lentezza, o l'attaccamento della coda, o il modo di accostarsi all'acqua o di piegare il collo, non so.» [...]«Basta per farli diventare nemici inavvicinabili, o per attrarli con tanta intensità che non riesci più a separarli.»<br>Lei ha detto «Davvero?», sembrava stupita dal mio modo di parlare e forse da quello che dicevo.<br>Ho detto «Sì». [...] «Diventano pazzi, se solo provi a separarli. Cominciano a correre tutto intorno al recinto e a nitrire con la testa alta e le orecchie dritte e le narici dilatate, sono capaci di saltare qualunque recinzione. Di buttarla giù, anche». [...] «Dal di fuori se non ne sai niente ti sembra che un cavallo sia un cavallo, più o meno, e che anche per loro dovrebbe essere la stessa cosa, e invece ci sono mille motivi follemente intensi e sottili che fanno la differenza tra uno e l'altro.»<br>«E tu riesci a vederli?» ha detto lei, mi guardava fisso.<br>«A volte riesco a intuirli» [...] «Ma non sempre.» [...] «Non sono cose evidenti, se non sei quello specifico cavallo o quella specifica cavalla.» ===[[Explicit]]=== Ho ingranato la prima e ho girato il volante e sono andato verso il cancello; ho fatto un gesto di saluto ad Anna attraverso il vetro del finestrino, con tutta la riconoscenza e la debolezza e l'inutilità e l'ansia e il rimorso e la noia e la memoria di cui ero capace. Ero già al cancello e già sulla strada per la città, già in corsa folle verso il momento. ==''Treno di panna''== *{{NDR|[[Lettere dai libri|Lettera]]}} ''Caro Giovanni,<br>abbiamo ricevuto la tua lettera da Haleiwa ieri, certo che ti invidiamo da pazzi per le tue vacanze e i posti che vedi! Noi non possiamo neanche pensare di andare via prima di quest’estate anche se lo so che è un peccato che non riusciamo a incontrarci lì, perché è vero che non siamo così lontani, o per lo meno non lontani come quando eri in Italia. Il tempo qui è uno schifo perché ha piovuto anche ieri e l’altro ieri e sembra che continuerà così per sempre, speriamo di no. A proposito grazie per la lettera dalla Nuova Guinea, che viaggio emozionante deve essere stato, mi sembrava di guardare il National Geographic a leggere la tua lettera! Spero che siamo riusciti a fare delle foto super anche se il fotografo il Signor Formaro era così stupido, ci hai fatto morire dal ridere a raccontarci le vostre discussioni. Ron dice che devi metterti anche tu a scrivere perché hai un modo comico di raccontare, io gli do ragione, non ho mai riso così tanto con una lettera, davvero. Deve essere stata certo un’esperienza emozionante, poter girare quei paesi misteriosi e anche essere pagati anche se immagino che non è tutto rose e fiori perché è un vero lavoro come qualunque altro.'' (p. 15) ===[[Explicit]]=== Ho guardato in basso, e di colpo c'era la città, come un immenso lago nero pieno di plancton luminoso, esteso fino ai margini dell'orizzonte. Ho guardato i punti di luce che vibravano nella distanza: quelli che formavano un'armatura sottile di paesaggio, fragile, tremante. Quelli in movimento lungo percorsi ondulati, lungo traiettorie semicircolari, lungo linee intersecate. C'erano punti che lasciavano tracce filanti, bave di luce liquida; punti che si aggregavano in concentrazioni intense, fino a disegnare i contorni di un frammento di città e poi scomporli di nuovo, per separarsi e allontanarsi e perdersi sempre più nel buio. Li guardavo solcare gli spazi del tutto neri che colmavano inerti il vuoto, in attesa di assorbire qualche riflesso nella notte umida. ==''Villa Metaphora''== ===[[Incipit]]=== Lara Laremi guarda la distesa scintillante del mare dal ponte della nave. La luce violenta si moltiplica sulla superficie dell’acqua, trapassa le lenti scure dei suoi occhiali, le invade i pensieri. ===Citazioni=== * “Lei pensa che ci sia ancora una qualche possibilità di recuperare la situazione, signor Neckhart?”<br>[...] “Nessuna situazione può essere recuperata, signor Baumgartner.” <br>[…] “Ma lei nel sito di LifeSolving™ dice che per ogni situazione c’è una soluzione…”<br>“Una soluzione, sì.” <br>“E dunque?” <br>“Risolvere una situazione non vuole dire affatto recuperarla. Proprio il contrario. Vuol dire costruirne una migliore. Ha in mente la storia dei tre porcellini, signor Baumgartner?” <br>“Credo di sì…” Il giovane assume un’espressione così perplessa che farebbe ridere, in altre circostanze. <br>“Quello che intendo è, lasciar perdere la casa di paglia ormai devastata, dimenticarsela, metterne in piedi una di mattoni al suo posto.” <br>L’assistente non sembra a suo agio con questa metafora, probabilmente perché non deve affatto sembrargli di essere stato per anni in una casa di paglia: semmai in un incrollabile palazzo di granito. “Lei pensa che sia possibile, in questo caso?” <br>Brian Neckhart mantiene il contatto d’occhi, annuisce piano. Occuparsi della situazione Reitt in effetti potrebbe essere una bella sfida, con ricadute ad ampio raggio, non solo finanziarie. Potrebbe aprire a LifeSolving™ la porta del mercato europeo, e una porta bella grande, anche. Per non dire che sarebbe un ottimo modo di occupare lo spazio mentale ed emotivo che tra pochissimo sarà liberato dalla fine del matrimonio con Lynn Lou.<br>“Ma in che modo?” L’assistente lotta contro un flusso di considerazioni pessimistiche, cerca disperatamente di valutare se ci sia davvero una via per portare il suo caso e se stesso fuori dal disastro.<br>“Direi costruendo un bunker di cemento armato, più che una casa di mattoni. Del resto voi tedeschi siete abbastanza bravi con quel tipo di costruzioni.” *Qualunque situazione può essere risolta. [...] Basta trovare l’angolo di attacco giusto. Sono le ''persone'' che non si possono risolvere.” *È pazzesco quanto possano andare storte le cose, una volta che cominciano ad andare storte, e quanto possano ''continuare'' ad andare storte. La [[sfortuna]] non conosce nessunissimo senso della misura, questo appare evidente. Bisognerebbe aggiungere un corollario alla [[legge di Murphy]], vale a dire che tutto quello che potrebbe andare storto non solo andrà storto, ma andrà storto proprio nel momento in cui farà il massimo danno. Di fronte a un accanimento così perverso della sfortuna uno può perfino capire le barbariche superstizioni animiste dei taresi, il loro attribuire una volontà alle forze della natura e agli oggetti inanimati. ===[[Explicit]]=== All'orizzonte c'è un raggio di luce bianco, che sale poco a poco e cresce d'intensità, sembra venire dritto verso di loro.<br>Sì, sono qui, per adesso. ==''Yucatan''== ===[[Incipit]]=== È abbastanza tipico aspettare Dru Resnik, qui a Heathrow, adesso.<ref name=incipit>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===Citazioni=== * Uno ci mette un po' a capire che fare un film è come scoprire durante una passeggiata un angolo che ti piace, e metterti in testa di volerci riportare un intero pullman di turisti paganti. E prima ci sono i proprietari del pullman da convincere, quelli che comprano la benzina e pagano l'assicurazione e gonfiano le gomme. Devi trasferire i tuoi percorsi mentali su mappe millimetrate e allegare foto e didascalie, dare garanzie sulla percorribilità dell'itinerario e la bellezza della regione, sulla replicabilità e accessibilità delle tue impressioni originali. E alla fine se non ti sei del tutto logorato nell'attrito puoi tornare nell'angolo che ti era tanto piaciuto e lasciarlo invadere e calpestare e riempire di carta straccia.<ref>Da ''Yucatan''. Einaudi, nuova edizione, 1996, p. 62.</ref> ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Uccelli da gabbia e da voliera''=== Alle tre di pomeriggio sto guidando la mia MG bianca lungo Goldfinch Avenue verso le colline, con una cassetta dei Rolling Stones a tutto volume sullo stereo, e salto uno stop senza accorgermene. Vedo una Chevette verde chiaro che mi arriva da destra, scivola verso me come un piccolo cetaceo sott'onda. Non cerco di frenare, o di girare il volante, o. Guardo il verde chiaro che si avvicina, senza togliere il piede dall'acceleratore. ===''I veri nomi''=== Damiano Diamantini<br> Quando avevo ventitré anni una tipa di nome Enrica Rivatti con le labbra pallide e gli occhi acquosi e i capelli fritti color paglia mi ha telefonato una sera tutta concitata per dirmi di chiamare al più presto il suo amico Damiano Diamantini che cercava un esperto di rock per una collana di libri sulla musica. L'avevo conosciuta all'università, e dovevo essere l'unica persona associabile al rock che le era venuta in mente, per come manifestavo estraneità tutto il tempo e per come ogni tanto mi portavo dietro una brutta chitarra acustica giapponese con le corde troppo alte e la suonavo nei chiostri tra una lezione e l'altra. ===''Giro di vento''=== Alessio Cingaro è nel suo bagno, su una poltroncina dallo schienale ultrabasso vista e comprata d’impulso in un negozio di arredamento del centro non tanto perché gli piacesse o ne avesse bisogno ma perché la sua forma suggeriva un’idea di non funzionalità che lo attirava come un lusso. In ogni caso va bene per starci sopra adesso con la schiena dritta, la faccia a cento centimetri dallo schermo irradiante di una lampada a raggi UVA di ultima generazione, garantita a furia di sigle e acronimi secondo le più recenti norme europee. Sugli occhi un paio di gusci di plastica gialli da pollo d’allevamento che dovrebbero salvargli la vista senza lasciare aloni chiari troppo evidenti, e che come beneficio collaterale gli danno una buona simulazione di palpebre chiuse sotto il sole di una spiaggia tropicale. A portata della mano destra c’è un vaporizzatore pieno di acqua demineralizzata, da afferrare a tentoni ogni pochi minuti per idratare la faccia e il collo. Nel frattempo le ventose di un elettrostimolatore gli fanno contrarre i muscoli addominali, con un ritmo regolare abbastanza piacevole. È presto per dire se funzioni davvero, perché l’ha ricevuto contrassegno solo una settimana fa, dopo essersi fatto tentare da infinite telepromozioni in cui lo si vede applicato alla pancia di culturisti gonfi di estrogeni e al sedere di ragazzotte apparentemente inconsapevoli dell’effetto erotico dei loro glutei vibranti in primo piano. Dai due altoparlanti preamplificati ai lati della mensola esce musica scaricata la notte scorsa da internet, anche se non saprebbe dire di chi è perché tende a fare i download troppo in fretta per ricordarsi i nomi dei musicisti. È una specie di ritmo medio della vita, gli fa oscillare la testa e muovere le ginocchia, batticchiare le mani alla base del collo dove le tiene incrociate per abbronzarle sui dorsi; lo aiuta a non rilassarsi troppo né diventare troppo ansioso. Una volta ha letto che un miliardario greco famoso per la montatura dei suoi occhiali sosteneva che il segreto del suo enorme successo era riconducibile a due punti fissi: alzarsi alle sei di mattina ed essere sempre abbronzato. L’ha trovata una dritta preziosa proprio perché abbastanza semplice da applicare; e i risultati finora ci sono stati. Basta non farsi ingannare dal senso di frescura della ventola che gli soffia in faccia, rispettare i tempi di esposizione per non rischiare danni dermatologici permanenti e la perdita di credibilità che ne conseguirebbe. ===''Durante''=== Il diciannove maggio alle quattro e venti del pomeriggio ero seduto nel prato davanti a casa in una pausa dal lavoro, senza un solo pensiero attivo in testa. Il termometro appeso sotto l'arco tra la casa e il laboratorio segnava ventisette gradi all'ombra, ma al sole ce n'erano almeno trenta. La testa mi scottava, gli occhi mi facevano quasi male. L'erba già in parte secca mi pizzicava le piante dei piedi e le caviglie mosche e api e altri insetti di varie dimensioni mi si posavano addosso o ronzavano intorno. Muovevo le mani a intervalli per scacciarli, respiravo lento. C'era anche una lieve brezza intermittente, che creava venature nell'aria densa e increspava l'onda tenue di blues elettrico che usciva dalle finestre. Cardellini e fringuelli e tortore dal collare cantavano melodiosi sugli alberi e tra i cespugli; la distesa delle colline tutto intorno era incantevole come sempre, benchè i colori fossero un po' sbiaditi dal secco prolungato e dall'intensità della luce. Nell'insieme avrei potuto dire che le sensazioni negative e quelle positive si bilanciavano, con forse una debole prevalenza di quelle negative dovuta al caldo e alla noia ristagnante nel retroterra dei miei non-pensieri. ===''L'imperfetta meraviglia''=== Nella tarda mattinata del 18 novembre 2015 c'è stato un blackout in tutta la circoscrizione di Fayence, dipartimento del Var, regione Provence-Alpes-Côte d'Azur, con ripercussioni sull'intero sistema di trasporti, telecomunicazioni, diffusione radio-tv, conservazione dei cibi, sistemi di sicurezza, reti informatiche e attività commerciali di vario tipo, compresa la gelateria ''La Merveille Imparfaite'', all'inizio del vicolo selciato e scalettato che da rue Saint-Clair scende verso la piazza del mercato davanti alla chiesa. ===''Suspiria de Profundis''=== Nel 1821 come collaborazione ad un periodico e nel 1822 come volume a sé, comparvero le Confessioni di un oppiomane. Scopo di quell'opera era di rivelare parte della grandiosità che è potenzialmente insita nei sogni umani.<ref name=incipit/> ==[[Explicit]] di ''Pura vita''== E il loro viaggio insieme è già quasi finito, a parte qualche centinaio di chilometri che tra un giorno cominceranno a essere un ricordo destinato a perdersi in una sovrapposizione di mille altri ritorni e partenze, collegamenti neutri di asfalto e guard-rail tra un punto e un altro e un momento e un altro e uno stato d'animo e un altro. Lui si gira a guardarla a intervalli, e pensa a quanti errori ha fatto rispetto a lei e rispetto a M. e rispetto alle altre donne della sua vita e rispetto ai suoi amici e parenti e conoscenti e animali e luoghi e lavori e rispetto alla vita in generale. Poi pensa che il filo così imperfetto che c'è tra loro è forse la cosa più sorprendente che gli sia capitata. Non sa come si modificherà nel tempo; ma pensa che è una delle pochissime indicazioni certe che riuscirebbe a dare, se qualcuno gli chiedesse il senso della strada che ha fatto fin qui. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Andrea De Carlo, ''Arcodamore'', Mondadori, 2004. ISBN 8804512970 *Andrea De Carlo, ''Di noi tre'', Arnoldo Mondadori Editore. *Andrea De Carlo, ''Due di due'', Edizioni Einaudi. *Andrea De Carlo, ''I veri nomi'', Mondadori, Milano, 2002. ISBN 880451017X *Andrea De Carlo, ''Leielui'', Bompiani, 2010. ISBN 8845265633 *Andrea De Carlo, ''Nel momento'', Arnoldo Mondadori Editore. *Andrea De Carlo, ''Pura vita'', Mondadori, Milano. ISBN 8804507993 *Andrea De Carlo, ''Tecniche di seduzione'', Bompiani, 1991. *Andrea De Carlo, ''Treno di panna'', Einaudi, Torino, 1981. ISBN 8806141171 *Andrea De Carlo, ''Uccelli da gabbia e da voliera'', Bompiani. *Andrea De Carlo, ''Villa Metaphora'', Bompiani collana Vintage, 2013. EAN 9788845276798 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Due di due||(1989)}} {{Pedia|Leielui||(2010)}} {{DEFAULTSORT:De Carlo, Andrea}} [[Categoria:Scrittori italiani]] kccasm59vgpmfbapjpt7tiygd8vz876 1426282 1426281 2026-09-12T13:30:51Z ~2026-49340-06 108364 1426282 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Andrea De Carlo.jpg|thumb|Andrea De Carlo]] '''Andrea De Carlo''' (1952 – vivente), scrittore italiano. ==Citazioni di Andrea De Carlo== *I [[Libro|libri]] sono di chi li legge.<ref>Da ''Tecniche di seduzione''.</ref> *Sospesi sulla superficie salata, si lasciano oscillare, con gli occhi socchiusi e gocce d'acqua sulle ciglia. Macno dice "ti rendi conto?" <br />"Sì", dice Liza, senza sapere esattamente a cosa si riferisce ma pensando che si rende conto. <br />[...] "Ti rendi conto? Come siamo schiacciati dalla forza di gravità di solito? Come siamo contratti per resistere alla pressione? La ''fatica'' terribile che facciamo per stare in piedi e camminare e sollevare oggetti, sostenere un ruolo e convincere e sedurre, far stare insieme gli elementi di un modo di essere, il punto di vista e l'angolazione e tutto il resto?" La sua voce riverbera rallentata e acquatica, ma ansiosa, anche. <br />Liza lo guarda, e le sembra di capire quello che lui dice indipendentemente dalle sue parole. <br />Macno dice "Ti rendi conto dello schifo di vita ''rigida'' che dobbiamo fare di solito, di come tutto quello che si costruisce è fatto di materiali duri e freddi, di linee violente. Da quando nasciamo siamo scaraventati tra piani angolati privi di flessibilità, noi che siamo così morbidi ed elastici di natura. Pensa a cos'é una città, o una strada, o una casa. Per trovar scampo non facciamo che passare da un sedile di automobile a una poltrona a un letto. Possiamo lasciarci andare solo lì, in spazi inerti e confinati." <br />"E non siamo mai abbastanza vicini all'acqua", dice Liza, le labbra a pelo d'acqua. <br />"No", dice Macno. Scrolla la testa, si lascia galleggiare. Dice "In epoche lontane ci sono state civiltà d'acqua. C'erano vasche, piscine, fontane nelle città e nelle case. Un tempo anche questa città era piena di luoghi d'acqua, e ci si andava anche per discutere di politica, prendere decisioni e altro." [...] "Poi è venuto il cristianesimo" [...] "I cristiani avevano orrore dell'acqua. Avevano orrore della natura morbida ed elastica dell'uomo. Così ci sono stati secoli e secoli di sporco rigido e asciutto. La gente era tenuta dalla religione lontano dai fiumi e dai laghi e dal mare, non poteva più usare l'acqua nemmeno per lavarsi."[...]"Ci pensi , l'orrore sporco del Medioevo, del Quattrocento, del Cinquecento, del Seicento e del Settecento e dell'Ottocento, di questo secolo fino a pochi anni fa?" <br />Liza respira immersa nel liquido tiepido, attenta all'ansia di Macno e ai suoi pensieri.<br />Macno dice "Pensa a cosa sono ancora oggi i bagni nelle case della gente. Le piccole stanze rigide dove adempiere alle necessità corporali e rimuovere in fretta lo sporco. Pensa a come tutti cercano di strappare il piacere che possono dalle vasche strette e corte e poco profonde. A come a volte due amanti ci si infilano insieme e cercano di rimanerci più a lungo possibile, schiacciati tra i bordi, con le ginocchia sollevate, senza riuscire a muoversi né girarsi, guardando le piastrelle fredde e il gabinetto poco lontano. E fuori ci sono pavimenti e muri, mobili e scale e marciapiedi e strade duri e privi di flessibilità. E rumori violenti e aria difficile da respirare." <br />Stanno immobili nell'acqua, assorti nel leggero ronzìo delle lampade, nello sgocciolio lento.<br />Liza si avvicina a Macno; gli dice "Ma adesso siamo qua, e siamo scampati."<ref>Da ''Macno''.</ref> *Vivrei solo negli stadi intermedi, se potessi, senza punti di partenza e di arrivo o scopi da raggiungere; me ne starei immerso in un continuo traballamento provvisorio riparato dal mondo, con pensieri circolanti non focalizzati, in attesa di niente. (O in attesa di tutto: cambiamenti e trasformazioni e aperture di nuovi orizzonti sorprendenti da un secondo all'altro.)<ref>Da ''Uto'', Bompiani.</ref> ==''Arcodamore''== ===[[Incipit]]=== Mio cugino compiva gli anni dieci giorni prima di Natale, e sua moglie gli aveva organizzato una festa a sorpresa, ha telefonato per dirmi che dovevo assolutamente andarci. Da quando mi ero separato e vivevo solo avevano preso a farsi vivi almeno un paio di volte al mese, erano sempre pronti a offrirmi assistenza organizzativa e consigli esistenziali e inviti mondani. Io non facevo niente per scoraggiarli, anche se per anni non ci eravamo frequentati né avevamo mai avuto molto in comune: ogni tanto andavo a trovarli nella loro bella casa in centro, cenavo con loro o bevevo qualcosa e li aggiornavo sullo stato della mia vita. Facevo il fratello minore, anche se avevamo più o meno la stessa età; la natura apparentemente indistruttibile del loro rapporto e la qualità dell'arredamento del loro soggiorno mi confortavano, la curiosità che leggevo nei loro sguardi mi faceva sentire in movimento malgrado tutto. ===Citazioni=== *Avrei voluto stare sveglio ma non ci riuscivo: piccole onde di lago mi riverberavano attraverso cerchi concentrici che si allontanavano e ripartivano dall'inizio, il [[tempo]] vibrava quasi immobile. ==''Di noi tre''== ===[[Incipit]]=== Misia Mistrani l'ho conosciuta il 12 febbraio del 1978. Al mattino mi ero laureato in storia antica, con una tesi sulla Quarta Crociata che aveva provocato una quasi-rissa con la commissione per come mi era venuta polemica e coinvolta, dopo di che ero stato liquidato con 110 senza lode, anche se avevo lavorato un anno e scritto duecentocinquanta pagine abbastanza appassionate e documentate. Il presidente mi aveva detto nella sua voce monocroma "La Storia è prospettiva. Non si può parlare di eventi di sette secoli fa come se fossero successi l'altro ieri e lei ci fosse stato in mezzo. Le mancano totalmente il distacco e l'equilibrio, la capacità di una valutazione a mente fredda". Non aveva torto, su questo: mi sembrava che non mi bastassero le scorte di indignazione e di rabbia e di paura e di parzialità per tornare indietro nel tempo, altro che distacco. ===Citazioni=== *Eravamo percorsi da impulsi opposti, caldo e gelo e distacco e frenesia; ci sembrava di essere in ritardo su tutto e di essere ancora in tempo per qualsiasi cosa, di andare molto veloci e di restare incollati all'asfalto. *Mi chiedevo come mai persone così simili possano farsi danni gravi, e persone apparentemente lontanissime, migliorarsi in modo così spettacolare; mi chiedevo se c'era una regola dietro tutto questo o solo il caso, se era un effetto permanente o temporaneo. *Mi è sempre sembrato che ci sia una parte di slealtà nella nostalgia, come quando dopo che è successo qualcosa, qualcuno dice "te l'avevo detto" o "lo sapevo", e non è mai vero e non aveva detto e non sapeva niente prima che succedesse. *Mi sembrava che solo le cose brutte avessero una loro consistenza permanente, che quelle belle tendessero dissolversi con una rapidità imprevedibile. *Che poi è così patetico affannarsi ad inseguire dati di fatto in trasformazione continua e pretendere di riportarli indietro alla loro origine per dare adesso le risposte che avresti dovuto dare allora. Appena ti riesci a vedere da una minima distanza ti vergogni, invece di farti tanta pena. *È ridicolo. Pensiamo di essere i padroni delle nostre vite, e non è vero. Le uniche cose che possiamo controllare sono marginali, rispetto al resto. Ti fa ridere, altro che piangere, se solo riesci a vederti da una minima distanza. Ti fa venire voglia di muoverti, porca miseria, staccarti di dosso tutta questa lacca di autocompassione. *Che poi basterebbe avere una specie di autolimitatore di pensieri per stare meglio. Una specie di autolimitatore di sentimenti. Basterebbe non lasciarsi andare proprio a picco nella vita di un'altra persona, no? *Cerchiamo di divertirci, Livio eh? Cerchiamo di esserci e di sentire e di pizzicare e raccogliere quello che c'è finché c'è, senza fare i sognatori e i distratti e gli autolesionisti, eh? *"L'importante è pensare meno, ricordare e immaginare e aspettare meno. Prendere subito quello che c'è e basta. Vivere il momento, Livio" "Il momento è tutto, Livio! Ed è l'unica cosa che abbiamo davvero." *Ci vuole una catastrofe o un miracolo, per venirne fuori. *Uno il senso dovrebbe darlo o toglierlo dentro di sé invece di aspettarsi che qualcosa gli succeda per osmosi da un'immersione in una situazione estrema. ==''Due di due''== ===[[Incipit]]=== La prima volta che ho visto Guido Laremi eravamo tutti e due così magri e perplessi, così provvisori nelle nostre vite, da stare a guardare come spettatori mentre quello che ci succedeva entrava a far parte del passato, schiacciato senza la minima prospettiva. Il ricordo che ho del nostro primo incontro è in realtà una ricostruzione, fatta di dettagli cancellati e aggiunti e modificati per liberare un solo episodio dal tessuto di episodi insignificanti a cui apparteneva allora.<br /> In questo ricordo ricostruito io sono in piedi dall'altra parte della strada, a guardare il brulichìo di ragazzi e ragazze che sciamano fuori da un vecchio edificio grigio, appena arginati da una transenna di metallo che corre per una decina di metri lungo il marciapiede. Ho le mani in tasca e il bavero del cappotto alzato, e cerco disperatamente di assumere un atteggiamento di non appartenenza alla scena, anche se sono uscito dallo stesso portone e ho fatto lo stesso percorso faticoso solo un quarto d'ora prima. Ma ho quattordici anni e odio i vestiti che ho addosso, odio il mio aspetto in generale, e l'idea di essere qui in questo momento. ===Citazioni=== *Diceva che i musicisti rock erano le uniche persone giovani che potevano fare esattamente quello che volevano. *È che non bisognerebbe mai immaginarsi qualcosa troppo nel dettaglio perché l'immaginazione finisce per mangiarsi tutto il terreno su cui una cosa potrebbe accadere. *È come quando pensi a una parola e continui a pensarci finché non è altro che un suono. Solo che mi succede con la vita. *È inutile che fai finta di essere così perfettamente candido verso il mondo, quando ti prendi tutto quello che vuoi come se ti fosse dovuto. *E la gente accetta di adattare i propri [[desideri]], farseli snaturare e indirizzare su oggetti, su automobili e vestiti e apparecchi elettronici e giocattoli inutili che servono a far dimenticare cosa è diventato il [[mondo]]. *E questo è possibile perché la gente è costretta a vivere in luoghi dove non ha più il minimo controllo su quello che mangia e quello che si mette addosso, sullo spazio che occupa. Tutti sono in prestito tutto il tempo, devono comprare quello che gli serve e non gli basta mai, gli sembra di avere sempre bisogno di altro. *La vita è uno schifo, ma è confortante come continua a migliorare man mano che vai avanti. *Lo so come ti senti. È come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finché ho capito che l'unico modo è romperlo. E se hai paura di farti male, prova a immaginarti di essere già vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti. *Magari uno rimpiange di aver perso qualcosa, e l'ha perso solo per trovare di meglio. *Ma non voleva imparare a suonare la chitarra. Diceva che in Italia il rock non si poteva fare; che l'italiano era una lingua troppo rigida e artificiale per cantarla su una musica diversa dall'opera, quelli che ci provavano lo riempivano di imbarazzo e tristezza. *Mi fa impazzire pensare alle persone sensibili e piene di qualità che odiano il denaro e le industrie e le macchine e il potere, e perché sono sole pensano di essere malate, si sforzano di adattarsi alla [[realtà]] e se ne fanno schiacciare. Dobbiamo trovare il modo di raggiungerle, mettere annunci sui giornali di tutto il mondo e parlarne con tutti i mezzi possibili, stabilire contatti. *Non c'è niente di inevitabile nel [[mondo]] così com'è adesso. È solo una dei milioni di forme possibili, ed è venuta fuori sgradevole e ostile e rigida per chi ci vive. Ma possiamo inventarcene di completamente diverse, se vogliamo. Possiamo smantellare tutto quello che abbiamo intorno così com'è, le città come sono e le famiglie come sono e i modi di lavorare e di studiare e le strade e le case e gli uffici e i luoghi pubblici e le automobili e i vestiti e i modi di parlarci e guardarci come sono. *Perché tutte le situazioni finiscono, prima o poi, è lo schifo imperfetto della vita. *Possiamo trasformare la [[vita]] in una specie d'avventura da libro illustrato, se vogliamo. Non c'è nessun limite a quello che si può inventare, se solo usiamo le risorse che adesso vengono rovesciate per alimentare questo mondo detestabile. *Quasi tutto quello che viene prodotto dalle industrie serve solo a dare alla gente ragioni di spendere i soldi che guadagna con lavori che non farebbe mai se non dovesse guadagnare. I negozi sono pieni di accessori inutili e giocattoli che si rompono e vestiti che passano di moda, pure calamite messe sotto gli occhi di chi passa per tenere in movimento la macchina, fare entrare [[energia]] umana in circolo. *[[Scrivere]] è un po' come fare i minatori di se stessi: si attinge a quello che si ha dentro, se si è sinceri non si bada al rischio di farsi crollare tutto addosso. ===[[Explicit]]=== Nei giorni dopo io e Paolo abbiamo sgombrato le pietre e i mattoni anneriti, li abbiamo disposti in pile dietro alla stalletta delle capre, bene ordinate per possibili usi futuri. Abbiamo zappato la terra e l'abbiamo concimata con cenere e letame, ci abbiamo piantato lavanda e rosmarino che Martina voleva da tempo.<br /> Quando abbiamo finito sono andato a fare una passeggiata da solo, fino alla collina che anni prima in un giorno di neve io e Guido avevamo risalito per contemplare il paesaggio. Ho cercato il punto preciso in cui ci eravamo fermati e ho guardato in basso come avevamo fatto allora, ed era strano vedere una casa sola dove ce n'erano state due. ==''Leielui''== ===[[Incipit]]=== L'aspetto più esilarante del volare senza ali è la sua assoluta semplicità: basta muovere braccia e gambe come per nuotare, solo che ci si muove nell'aria. È facile, non richiede sforzo fisico né mentale, solo un certo grado di focalizzazione. Basta essere convinti di riuscirci, e ci si riesce.<br> Per esempio adesso lei sale per gradi sopra le colline dense di vegetazione, sopra i filari di piante di caffè che formano strisce verde intenso, sopra i bananeti dalle foglie quasi gialle, sopra la strada sottile che asseconda a curve le pieghe di ogni salita e avvallamento. ===Citazioni=== *Sotto tutta questa esuberanza c'è una cautela misuratrice, gliela si vede negli occhi: insicurezza di fondo, valutazioni di opportunità, gelosia latente pronta ad attivarsi. (p. 55) *Non riesce a credere a quanto siano infantili i nostri impulsi di base: inseguire quello che ci viene negato, scappare da quello che ci viene offerto. (p. 74) *Continua a guardarsi intorno e a raccogliere dettagli senza volerlo, e non riesce a fare a meno di pensare che comprare un appartamento è anche un po' comprare la tristezza di chi ci abitava. (p. 111) *Ordina un [[Negroni (cocktail)|Negroni]] sbagliato, che le piace per il nome forse ancora di più che per il sapore. Il fatto è che si è sempre sentita sbagliata lei stessa, fin da quando era bambina e viveva con le sorelle nel quartiere sbagliato di Rochester, con una mamma sbagliata e un padre sbagliato che avevano la combinazione etnica sbagliata e i lavori sbagliati. Ha scoperto ben presto di non essere conforme a nessuno standard, e di non poterci rientrare neanche volendo: è una questione mentale e fisica, viene fuori ogni volta che si sforza di appartenere a un contesto. (p. 115) *Gli [[Aeroporto|aeroporti]] un tempo gli piacevano molto per la loro natura di punti nodali, per gli incroci che rendono possibili tra le intenzioni e il caso. (p. 126) *Pensa a tutte le intenzioni altrui che nel corso del tempo sono entrate nella sua vita e ci sono restate e infine se ne sono uscite, portate via dalla delusione o dall'esasperazione, rallentate dal rimpianto, accelerate dal risentimento. (p. 152) *L'abitudine italiana degli scambi di abbracci e baci anche tra semplici conoscenti continua a lasciarla leggermente perplessa, non ci si è mai abituata del tutto. All'inizio le sembrava una manifestazione calorosa di espansività mediterranea, ma col tempo ha cominciato a pensare che in fondo si dovrebbero abbracciare e baciare solo le persone con cui esistono autentici legami d'affetto, e che farlo in modo indiscriminato tende a essere una pantomima esasperante, fatta di gesti che evocano sentimenti e li fanno scomparire nello spazio di due secondi. (p. 159) *E dai dubbi che nascono le idee più interessanti. (p. 199) *Il fatto è che la famiglia è un'istituzione orribile. È un luogo di crimini, riparato dalla legge. (p. 227) *Le persone più interessanti sono sempre il frutto di situazioni complicate. (p. 228) *L'assenza di difficoltà produce solo cretini. (p. 228) *"Siamo stati insieme cinque anni" dice lei. "Succede" dice lui. "Sopratutto quando si ha la tendenza ad attribuire ad altri qualità che non hanno. E quando si investe in qualcuno rinunciando a qualcun altro, e all'intera vita che avevi con lui. Non sei disposta a riconoscere di aver fatto l'investimento sbagliato, neanche di fronte all'evidenza. (p. 238) *"Ma non esiste una qualità che non abbia un costo. Più bella e rara la qualità, più alto il costo". (p. 248) *"Non ho sensi di colpa" dice lei, con un breve sollievo che non compensa minimamente il resto. In realtà ne ha una moltiplicazione di sensi di colpa. Ne ha sempre avuti, fin da bambina, per tutte le cose che avrebbe dovuto o potuto o voluto fare, per come le ha fatte o non fatte; le sembra che i sensi di colpa siano tra i suoi compagni di viaggio più assidui, non si stancano mai di seguirla. (p. 248) *"È una cosa che fa in modo ricorrente: affacciarsi su mondi, uscire da mondi". (p. 265) *"Le famiglie "minuscoli teatrini in cui attori scadenti continuano a mettere in scena la stessa pessima rappresentazione, davanti a spettatori ammanettati alle loro sedie". (pp. 295-296) ==''Nel momento''== ===[[Incipit]]=== La mattina del cinque marzo sono uscito da solo e di umore sospeso perché il tempo era brutto e perché avevo una strana curva nei pensieri, e il cavallo mi ha preso la mano. Non era uno dei miei: un purosangue inglese scartato alle corse di nome Duane, mille volte più instabile dei meticci tozzi di campagna con cui mi ero messo in testa di ritrovare la naturalezza equina perduta. Aveva un muso tutto narici dilatate e occhi bianchi pazzi allontanato da un collo stretto e lungo, un corpo levrettato di ossa sottili e muscoli a fior di pelle e nervi tirati come corde di chitarra elettrica; potevo sentire attraverso le gambe e il bacino e le braccia la paura e il bisogno frustrato di movimento che gli passavano dentro come una corrente, lo facevano fremere e recalcitrare ogni pochi passi. ===Citazioni=== *Mi venivano delle riflessioni sulla lentezza degli esseri umani a piedi rispetto alle loro necessità o alle loro ambizioni di spostamento. Pensavo che qualsiasi altro animale ha un rapporto più equilibrato tra la propria velocità e l'estensione del territorio di cui ha bisogno o voglia. Pensavo a come si muove rapida una formica attraverso una stanza che per lei è grande quanto la distesa dei pascoli lo era per me; e a come per converso è contento un bradipo di starsene quasi fermo sui rami del suo albero a mangiare foglie. Avevo la testa piena di salti di scoiattoli e di scimmie, corse di lepri e leoni e daini ed elefanti e gazzelle e zebre e topi, indugiamenti di lumache e di tartarughe. Pensavo al modo orgoglioso in cui avevo esplorato gli stessi identici spazi in groppa a un cavallo, alto e a mio agio sopra il terreno, padrone della distanza a un semplice tocco di talloni. Pensavo a tutti i panzoni e le culone e le magrette secchette e i tozzi inquartati che si sentivano nobili e agili come centauri e amazzoni mentre mi venivano dietro su zampe altrui; me li immaginavo a piedi come me, schiacciati dalla pressione atmosferica e limitati dalla pretesa di camminare eretti, umiliati dai loro stessi corpi. Mi veniva da ridere, ma questo non attenuava la mia infelicità né il mio malessere fisico né la mia sensazione di svantaggio profondo, la frustrazione che mi si distillava insieme al sudore mentre andavo avanti come se avessi le gambe in una corrente contraria.<br>Pensavo a quanto la storia degli esseri umani è stata influenzata dal desiderio di affrancarsi da questa frustrazione di fondo, in una linea ossessiva che ha portato grado a grado all'addomesticamento dell'asino all'invenzione della ruota alla scoperta della staffa alle orde barbariche dell'Asia alle crociate all'invasione delle Americhe al motore a scoppio alle guerre mondiali al turismo di massa al dominio delle macchine alla cementificazione del mondo alla sua distruzione progressiva. Mi chiedevo come sarebbero andate le cose se la nostra specie avesse avuto in dotazione una velocità naturale più gratificante: se avremmo fatto meno danni o invece ancora di più; se la lentezza era un tentativo patetico della natura di tenere a freno le nostre tendenze aggressive e devastatorie. *«Ma come succedono queste cose?» ha detto.<br>«Perché le donne sono sceme»[...]Sorrideva, ma era furiosa, nel suo modo da orsa-bambina comunicativa e aperta; ha detto «perché crediamo a tutte le balle che voi ci raccontate.»<br>«E perché vi raccontiamo balle?» ho detto.<br>«Per scoparci e tenerci buone e farvi riempire di attenzioni» ha detto Alberta. «Poi vi stancate anche di raccontare balle, però. Una volta che siete sicuri della situazione. Vi costa troppa fatica anche quello, dopo un po'.»<br>«Ma non è sempre così» ho detto, «Non è che siamo proprio come due specie animali diverse.»<br>«Mia sorella dice di sì» ha detto Alberta. «Dice che alla fine siamo totalmente incompatibili, se guardiamo sotto a tutte le parole e gli atteggiamenti e lo smalto finto dei primi tempi.»<br>«Incompatibili in che senso?» ho detto, anche se avevo i nervi acustici e ottici saturi di esempi di incompatibilità molto recenti.<br>Alberta mi ha guardato di taglio, cercava di capire se le mie erano domande autentiche. Ha detto «Mia sorella dice che gli uomini hanno bisogno di agire continuamente ''contro '' le cose e le donne invece cercano di capirle, e tutto quello che c'è di mezzo sono solo degli sforzi di adattamento da una parte o dall'altra.»<br>«In che senso agire contro le cose?» ho detto, perché mi sembrava una distinzione strana, di tutte quelle che si potrebbero fare.<br>«Lei dice che tutto lo scavare e cercare e rivoltare e cacciare e sfidare ed esplorare e scoprire e modificare e trafficare che fate» ha detto Alberta. «Tutte le vostre intenzioni e invasioni e guerre e sfide e competizioni e tutto il resto.»<br>Ho detto «Però conosco un sacco di donne che agiscono contro le cose quanto un uomo, non riesci a fermarle un istante.»<br>Alberta ha alzato le spalle di nuovo, ha detto «Secondo mia sorella sono sforzi di adattamento. Per sopravvivere e non farsi schiacciare completamente dagli uomini».<br>E secondo te? ho detto. Nello stato danneggiato in cui ero avevo un bisogno intenso di essere trattato con benevolenza: di essere giudicato meglio dei miei consimili, considerato attraente.<br>«Io sono ancora qui che aspetto» ha detto Alberta. Ha detto «Come una scema». ha detto «Continuo a farmi imbrogliare».<br>Ho detto «Però non è ''sempre'' un imbroglio». Ho detto «O almeno un imbroglio ''consapevole''». Ho detto «Qualche volta uno ci crede davvero. Ci credono tutti e due, sono convinti di avere trovato la persona meravigliosa della loro vita».[...]<br>Ho detto «E ognuno dei due cerca davvero di corrispondere a quello che l'altro si aspetta, no? Come se potesse chiedere alla vita una chance di essere migliore o comunque diverso da quello che è sempre stato». Ho detto «Fa questo sforzo estremo, più grande che per adattarsi a qualsiasi nuova scuola o nuovo lavoro o nuova città».[...]<br>«Poi è come se ci fosse una calamita gigante che lo riporta indietro a quello che è davvero. A quello che è inevitabile che sia. E l'altro quando se ne rende conto pensa di essere stato imbrogliato, o si riempie di rabbia per tutta la fatica che ha fatto».<br>«Forse» ha detto lei; [...]<br>Ho detto «Succede così, no?»<br>Lei si è girata a guardarmi. Sembrava incerta; ha detto «A me quasi sempre. E a te?»<br>«Anche a me» ho detto.<br>Subito dopo ci siamo messi a ridere. Ero stupito dall'assenza di ruoli tra noi: da come non c'erano posizioni da difendere né tesi da dimostrare né atteggiamenti da sostenere. Non riuscivo a ricordarmi da quando non avevo una comunicazione così fluida e libera con qualcuno; da quanti anni. *Maria Chiara ha detto «i [[Cavallo|cavalli]] sono molto diversi tra loro?» [...] «Di carattere?»<br>«Incredibilmente diversi» ho detto. «Come le persone, più o meno.» Ero grato alla sua curiosità non prevedibile; mi sentivo più leggero, percorso da nuova elettricità. [...] «Hanno un solo codice, e abbastanza forte, ma appena guardi sotto la superficie, c'è una complicazione sorprendente di rapporti e di combinazioni».<br>«Sì?» ha detto lei; la luce nel suo sguardo mi faceva quasi male.<br>«Sì» ho detto, e non ero neanche sicuro che le interessasse davvero, ma andavo avanti comunque. Ho detto «Lo scopri quando devi metterli insieme in uno stesso recinto». [...]«Non parliamo di quando devi cercare di accoppiarli». Mi sembrava di muovermi in un campo minato, dove un solo passo o una sola parola potevano risultare fatali; ma era un campo morbido nello stesso tempo, invitava ad attraversarlo. Ho detto «Hanno una varietà straordinaria di ragioni caratteriali e fisiche per piacersi o non piacersi. Può essere il colore del pelo o la rapidità o la lentezza, o l'attaccamento della coda, o il modo di accostarsi all'acqua o di piegare il collo, non so.» [...]«Basta per farli diventare nemici inavvicinabili, o per attrarli con tanta intensità che non riesci più a separarli.»<br>Lei ha detto «Davvero?», sembrava stupita dal mio modo di parlare e forse da quello che dicevo.<br>Ho detto «Sì». [...] «Diventano pazzi, se solo provi a separarli. Cominciano a correre tutto intorno al recinto e a nitrire con la testa alta e le orecchie dritte e le narici dilatate, sono capaci di saltare qualunque recinzione. Di buttarla giù, anche». [...] «Dal di fuori se non ne sai niente ti sembra che un cavallo sia un cavallo, più o meno, e che anche per loro dovrebbe essere la stessa cosa, e invece ci sono mille motivi follemente intensi e sottili che fanno la differenza tra uno e l'altro.»<br>«E tu riesci a vederli?» ha detto lei, mi guardava fisso.<br>«A volte riesco a intuirli» [...] «Ma non sempre.» [...] «Non sono cose evidenti, se non sei quello specifico cavallo o quella specifica cavalla.» ===[[Explicit]]=== Ho ingranato la prima e ho girato il volante e sono andato verso il cancello; ho fatto un gesto di saluto ad Anna attraverso il vetro del finestrino, con tutta la riconoscenza e la debolezza e l'inutilità e l'ansia e il rimorso e la noia e la memoria di cui ero capace. Ero già al cancello e già sulla strada per la città, già in corsa folle verso il momento. ==''Treno di panna''== *{{NDR|[[Lettere dai libri|Lettera]]}} ''Caro Giovanni,<br>abbiamo ricevuto la tua lettera da Haleiwa ieri, certo che ti invidiamo da pazzi per le tue vacanze e i posti che vedi! Noi non possiamo neanche pensare di andare via prima di quest’estate anche se lo so che è un peccato che non riusciamo a incontrarci lì, perché è vero che non siamo così lontani, o per lo meno non lontani come quando eri in Italia. Il tempo qui è uno schifo perché ha piovuto anche ieri e l’altro ieri e sembra che continuerà così per sempre, speriamo di no. A proposito grazie per la lettera dalla Nuova Guinea, che viaggio emozionante deve essere stato, mi sembrava di guardare il National Geographic a leggere la tua lettera! Spero che siamo riusciti a fare delle foto super anche se il fotografo il Signor Formaro era così stupido, ci hai fatto morire dal ridere a raccontarci le vostre discussioni. Ron dice che devi metterti anche tu a scrivere perché hai un modo comico di raccontare, io gli do ragione, non ho mai riso così tanto con una lettera, davvero. Deve essere stata certo un’esperienza emozionante, poter girare quei paesi misteriosi e anche essere pagati anche se immagino che non è tutto rose e fiori perché è un vero lavoro come qualunque altro.'' (p. 15) ===[[Explicit]]=== Ho guardato in basso, e di colpo c'era la città, come un immenso lago nero pieno di plancton luminoso, esteso fino ai margini dell'orizzonte. Ho guardato i punti di luce che vibravano nella distanza: quelli che formavano un'armatura sottile di paesaggio, fragile, tremante. Quelli in movimento lungo percorsi ondulati, lungo traiettorie semicircolari, lungo linee intersecate. C'erano punti che lasciavano tracce filanti, bave di luce liquida; punti che si aggregavano in concentrazioni intense, fino a disegnare i contorni di un frammento di città e poi scomporli di nuovo, per separarsi e allontanarsi e perdersi sempre più nel buio. Li guardavo solcare gli spazi del tutto neri che colmavano inerti il vuoto, in attesa di assorbire qualche riflesso nella notte umida. ==''Villa Metaphora''== ===[[Incipit]]=== Lara Laremi guarda la distesa scintillante del mare dal ponte della nave. La luce violenta si moltiplica sulla superficie dell’acqua, trapassa le lenti scure dei suoi occhiali, le invade i pensieri. ===Citazioni=== * “Lei pensa che ci sia ancora una qualche possibilità di recuperare la situazione, signor Neckhart?”<br>[...] “Nessuna situazione può essere recuperata, signor Baumgartner.” <br>[…] “Ma lei nel sito di LifeSolving™ dice che per ogni situazione c’è una soluzione…”<br>“Una soluzione, sì.” <br>“E dunque?” <br>“Risolvere una situazione non vuole dire affatto recuperarla. Proprio il contrario. Vuol dire costruirne una migliore. Ha in mente la storia dei tre porcellini, signor Baumgartner?” <br>“Credo di sì…” Il giovane assume un’espressione così perplessa che farebbe ridere, in altre circostanze. <br>“Quello che intendo è, lasciar perdere la casa di paglia ormai devastata, dimenticarsela, metterne in piedi una di mattoni al suo posto.” <br>L’assistente non sembra a suo agio con questa metafora, probabilmente perché non deve affatto sembrargli di essere stato per anni in una casa di paglia: semmai in un incrollabile palazzo di granito. “Lei pensa che sia possibile, in questo caso?” <br>Brian Neckhart mantiene il contatto d’occhi, annuisce piano. Occuparsi della situazione Reitt in effetti potrebbe essere una bella sfida, con ricadute ad ampio raggio, non solo finanziarie. Potrebbe aprire a LifeSolving™ la porta del mercato europeo, e una porta bella grande, anche. Per non dire che sarebbe un ottimo modo di occupare lo spazio mentale ed emotivo che tra pochissimo sarà liberato dalla fine del matrimonio con Lynn Lou.<br>“Ma in che modo?” L’assistente lotta contro un flusso di considerazioni pessimistiche, cerca disperatamente di valutare se ci sia davvero una via per portare il suo caso e se stesso fuori dal disastro.<br>“Direi costruendo un bunker di cemento armato, più che una casa di mattoni. Del resto voi tedeschi siete abbastanza bravi con quel tipo di costruzioni.” *Qualunque situazione può essere risolta. [...] Basta trovare l’angolo di attacco giusto. Sono le ''persone'' che non si possono risolvere.” *È pazzesco quanto possano andare storte le cose, una volta che cominciano ad andare storte, e quanto possano ''continuare'' ad andare storte. La [[sfortuna]] non conosce nessunissimo senso della misura, questo appare evidente. Bisognerebbe aggiungere un corollario alla [[legge di Murphy]], vale a dire che tutto quello che potrebbe andare storto non solo andrà storto, ma andrà storto proprio nel momento in cui farà il massimo danno. Di fronte a un accanimento così perverso della sfortuna uno può perfino capire le barbariche superstizioni animiste dei taresi, il loro attribuire una volontà alle forze della natura e agli oggetti inanimati. ===[[Explicit]]=== All'orizzonte c'è un raggio di luce bianco, che sale poco a poco e cresce d'intensità, sembra venire dritto verso di loro.<br>Sì, sono qui, per adesso. ==''Yucatan''== ===[[Incipit]]=== È abbastanza tipico aspettare Dru Resnik, qui a Heathrow, adesso.<ref name=incipit>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===Citazioni=== * Uno ci mette un po' a capire che fare un film è come scoprire durante una passeggiata un angolo che ti piace, e metterti in testa di volerci riportare un intero pullman di turisti paganti. E prima ci sono i proprietari del pullman da convincere, quelli che comprano la benzina e pagano l'assicurazione e gonfiano le gomme. Devi trasferire i tuoi percorsi mentali su mappe millimetrate e allegare foto e didascalie, dare garanzie sulla percorribilità dell'itinerario e la bellezza della regione, sulla replicabilità e accessibilità delle tue impressioni originali. E alla fine se non ti sei del tutto logorato nell'attrito puoi tornare nell'angolo che ti era tanto piaciuto e lasciarlo invadere e calpestare e riempire di carta straccia.<ref>Da ''Yucatan''. Einaudi, nuova edizione, 1996, p. 62.</ref> ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Uccelli da gabbia e da voliera''=== Alle tre di pomeriggio sto guidando la mia MG bianca lungo Goldfinch Avenue verso le colline, con una cassetta dei Rolling Stones a tutto volume sullo stereo, e salto uno stop senza accorgermene. Vedo una Chevette verde chiaro che mi arriva da destra, scivola verso me come un piccolo cetaceo sott'onda. Non cerco di frenare, o di girare il volante, o. Guardo il verde chiaro che si avvicina, senza togliere il piede dall'acceleratore. ===''I veri nomi''=== Damiano Diamantini<br> Quando avevo ventitré anni una tipa di nome Enrica Rivatti con le labbra pallide e gli occhi acquosi e i capelli fritti color paglia mi ha telefonato una sera tutta concitata per dirmi di chiamare al più presto il suo amico Damiano Diamantini che cercava un esperto di rock per una collana di libri sulla musica. L'avevo conosciuta all'università, e dovevo essere l'unica persona associabile al rock che le era venuta in mente, per come manifestavo estraneità tutto il tempo e per come ogni tanto mi portavo dietro una brutta chitarra acustica giapponese con le corde troppo alte e la suonavo nei chiostri tra una lezione e l'altra. ===''Giro di vento''=== Alessio Cingaro è nel suo bagno, su una poltroncina dallo schienale ultrabasso vista e comprata d’impulso in un negozio di arredamento del centro non tanto perché gli piacesse o ne avesse bisogno ma perché la sua forma suggeriva un’idea di non funzionalità che lo attirava come un lusso. In ogni caso va bene per starci sopra adesso con la schiena dritta, la faccia a cento centimetri dallo schermo irradiante di una lampada a raggi UVA di ultima generazione, garantita a furia di sigle e acronimi secondo le più recenti norme europee. Sugli occhi un paio di gusci di plastica gialli da pollo d’allevamento che dovrebbero salvargli la vista senza lasciare aloni chiari troppo evidenti, e che come beneficio collaterale gli danno una buona simulazione di palpebre chiuse sotto il sole di una spiaggia tropicale. A portata della mano destra c’è un vaporizzatore pieno di acqua demineralizzata, da afferrare a tentoni ogni pochi minuti per idratare la faccia e il collo. Nel frattempo le ventose di un elettrostimolatore gli fanno contrarre i muscoli addominali, con un ritmo regolare abbastanza piacevole. È presto per dire se funzioni davvero, perché l’ha ricevuto contrassegno solo una settimana fa, dopo essersi fatto tentare da infinite telepromozioni in cui lo si vede applicato alla pancia di culturisti gonfi di estrogeni e al sedere di ragazzotte apparentemente inconsapevoli dell’effetto erotico dei loro glutei vibranti in primo piano. Dai due altoparlanti preamplificati ai lati della mensola esce musica scaricata la notte scorsa da internet, anche se non saprebbe dire di chi è perché tende a fare i download troppo in fretta per ricordarsi i nomi dei musicisti. È una specie di ritmo medio della vita, gli fa oscillare la testa e muovere le ginocchia, batticchiare le mani alla base del collo dove le tiene incrociate per abbronzarle sui dorsi; lo aiuta a non rilassarsi troppo né diventare troppo ansioso. Una volta ha letto che un miliardario greco famoso per la montatura dei suoi occhiali sosteneva che il segreto del suo enorme successo era riconducibile a due punti fissi: alzarsi alle sei di mattina ed essere sempre abbronzato. L’ha trovata una dritta preziosa proprio perché abbastanza semplice da applicare; e i risultati finora ci sono stati. Basta non farsi ingannare dal senso di frescura della ventola che gli soffia in faccia, rispettare i tempi di esposizione per non rischiare danni dermatologici permanenti e la perdita di credibilità che ne conseguirebbe. ===''Durante''=== Il diciannove maggio alle quattro e venti del pomeriggio ero seduto nel prato davanti a casa in una pausa dal lavoro, senza un solo pensiero attivo in testa. Il termometro appeso sotto l'arco tra la casa e il laboratorio segnava ventisette gradi all'ombra, ma al sole ce n'erano almeno trenta. La testa mi scottava, gli occhi mi facevano quasi male. L'erba già in parte secca mi pizzicava le piante dei piedi e le caviglie mosche e api e altri insetti di varie dimensioni mi si posavano addosso o ronzavano intorno. Muovevo le mani a intervalli per scacciarli, respiravo lento. C'era anche una lieve brezza intermittente, che creava venature nell'aria densa e increspava l'onda tenue di blues elettrico che usciva dalle finestre. Cardellini e fringuelli e tortore dal collare cantavano melodiosi sugli alberi e tra i cespugli; la distesa delle colline tutto intorno era incantevole come sempre, benchè i colori fossero un po' sbiaditi dal secco prolungato e dall'intensità della luce. Nell'insieme avrei potuto dire che le sensazioni negative e quelle positive si bilanciavano, con forse una debole prevalenza di quelle negative dovuta al caldo e alla noia ristagnante nel retroterra dei miei non-pensieri. ===''L'imperfetta meraviglia''=== Nella tarda mattinata del 18 novembre 2015 c'è stato un blackout in tutta la circoscrizione di Fayence, dipartimento del Var, regione Provence-Alpes-Côte d'Azur, con ripercussioni sull'intero sistema di trasporti, telecomunicazioni, diffusione radio-tv, conservazione dei cibi, sistemi di sicurezza, reti informatiche e attività commerciali di vario tipo, compresa la gelateria ''La Merveille Imparfaite'', all'inizio del vicolo selciato e scalettato che da rue Saint-Clair scende verso la piazza del mercato davanti alla chiesa. ===''Suspiria de Profundis''=== Nel 1821 come collaborazione ad un periodico e nel 1822 come volume a sé, comparvero le Confessioni di un oppiomane. Scopo di quell'opera era di rivelare parte della grandiosità che è potenzialmente insita nei sogni umani.<ref name=incipit/> ==[[Explicit]] di ''Pura vita''== E il loro viaggio insieme è già quasi finito, a parte qualche centinaio di chilometri che tra un giorno cominceranno a essere un ricordo destinato a perdersi in una sovrapposizione di mille altri ritorni e partenze, collegamenti neutri di asfalto e guard-rail tra un punto e un altro e un momento e un altro e uno stato d'animo e un altro. Lui si gira a guardarla a intervalli, e pensa a quanti errori ha fatto rispetto a lei e rispetto a M. e rispetto alle altre donne della sua vita e rispetto ai suoi amici e parenti e conoscenti e animali e luoghi e lavori e rispetto alla vita in generale. Poi pensa che il filo così imperfetto che c'è tra loro è forse la cosa più sorprendente che gli sia capitata. Non sa come si modificherà nel tempo; ma pensa che è una delle pochissime indicazioni certe che riuscirebbe a dare, se qualcuno gli chiedesse il senso della strada che ha fatto fin qui. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Andrea De Carlo, ''Arcodamore'', Mondadori, 2004. ISBN 8804512970 *Andrea De Carlo, ''Di noi tre'', Arnoldo Mondadori Editore. *Andrea De Carlo, ''Due di due'', Edizioni Einaudi. *Andrea De Carlo, ''I veri nomi'', Mondadori, Milano, 2002. ISBN 880451017X *Andrea De Carlo, ''Leielui'', Bompiani, 2010. ISBN 8845265633 *Andrea De Carlo, ''Nel momento'', Arnoldo Mondadori Editore. *Andrea De Carlo, ''Pura vita'', Mondadori, Milano. ISBN 8804507993 *Andrea De Carlo, ''Tecniche di seduzione'', Bompiani, 1991. *Andrea De Carlo, ''Treno di panna'', Einaudi, Torino, 1981. ISBN 8806141171 *Andrea De Carlo, ''Uccelli da gabbia e da voliera'', Bompiani. *Andrea De Carlo, ''Villa Metaphora'', Bompiani collana Vintage, 2013. EAN 9788845276798 *Andrea De Carlo, ''L'imperfetta meraviglia'', Giunti Le chiocciole, 2016. ISBN 9788809855489 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Due di due||(1989)}} {{Pedia|Leielui||(2010)}} {{DEFAULTSORT:De Carlo, Andrea}} [[Categoria:Scrittori italiani]] oxhwxp80wej1xbnzqolhqunwa4hc5f2 Wolfgang Amadeus Mozart 0 7478 1426356 1408497 2026-09-13T01:30:19Z ~2026-49399-11 108374 /* Citazioni di Wolfgang Amadeus Mozart */ 1426356 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Wolfgang-amadeus-mozart 1.jpg|thumb|Wolfgang Amadeus Mozart]] '''Wolfgang Amadeus Mozart''' (1756 – 1791), compositore austriaco. == Citazioni di Wolfgang Amadeus Mozart == *Assicuro Vostra Altezza {{NDR|Maxmilian III di Baviera}} che farei certamente onore a [[Monaco di Baviera|Monaco]]. – Sì, ma non c'è niente da fare: non ci sono posti liberi. Disse questo andandosene, e a me non rimase che accomiatarmi.<ref name=res>Citato in [[Eduardo Rescigno]], ''Wolfgang Amadeus Mozart'', Grandi Operisti Europei, Periodici San Paolo, 1977.</ref> *Cara sorella mia, oggi il [[Vesuvio]] fuma parecchio, accidenti a tutto spiano.<ref>Dalla ''Lettera alla sorella del 5 giugno 1770'', in ''Lettere'', a cura di E. Ranucci.</ref> *Che cosa intende con 'sogni di felicità'? Non mi offende il riferimento ai sogni, perché non c'è mortale sulla faccia della terra che qualche volta non sogni. Ma 'sogni di felicità'! Sogni pacifici, rasserenanti, dolci sogni! Ecco quello che sono: sogni che si avvereranno, mi renderanno la vita, oggi più triste che non allegra, più tollerabile.<ref name=s/> *[...] con i protettori che ho qui potrei star sicuro per il presente e per il futuro.<ref name=res/> *[[Muzio Clementi|Clementi]] suona bene, se nella esecuzione si tratta solo della mano destra. La forza sono le terze e i passaggi. Del resto, non ha neppure un briciolo di sentimento né di gusto. Insomma è puramente un ''mechanicus''.<ref name=fus>Citato in Clemente Fusero, ''Mozart'', SEI, Torino, 1947.</ref> *[[Händel]] comprende gli effetti speciali molto meglio di noi, e con essi colpisce come una saetta.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della musica classica'', traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2019, p. 88. ISBN 9788858022894</ref> *È solo il momento che ignoriamo, ma ciò non mi fa paura: quando Dio lo vorrà, anch'io lo vorrò.<ref name=s/> *Il nodo nuziale ti insegnerà cose che oggi ti sembreranno misteriose; presto saprai per tua esperienza ciò che anche Eva ebbe a imparare onde a Caino la vita donare. Ma tali doveri sono sì lievi che a te appariranno come piaceri.<ref name=s/> *Io sono un compositore e sono nato per fare il maestro di cappella. Non devo e non posso seppellire in questo modo il mio talento di compositore, quel talento di cui il buon Dio mi ha così generosamente dotato.<ref name=s/> *La gente si profonde in [[complimento|complimenti]] e tutto finisce lì. Mi si prenota per questo o per quel giorno; io suono, mi sento dire: – Oh, c'est un prodige, c'est inconcevable, c'est étonnant! – E buona notte.<ref name=res/> *La nostra ricchezza muore con noi, poiché l'abbiamo tutta nella nostra testa e nessuno potrà sottrarcela, a meno che non ci taglino la testa e allora... non ci occorre più nulla.<ref name=s/> *Mi dispiace vedere che lei fa più affidamento sui pettegolezzi e le sciocchezze di altre persone che non su di me e che, anzi, non ha alcuna fiducia in me. Le garantisco però che questo non mi turba; che scrivano pure fino a diventare ciechi e lei creda pure loro, se così le piace, ma io non cambierò di un capello.<ref name=s/> *Non appena uniti in matrimonio, sia io sia mia moglie scoppiammo a piangere.<ref name=s/> *Non credo che l'opera italiana si sosterrà molto ed io m'attengo alle tedesche. Anche se mi costan più fatica, mi è più simpatico. Ogni nazione ha la sua opera: perché noi tedeschi non dovremmo averla? Non si può forse cantare in tedesco come in francese e in inglese?<ref name=fus/> *Ogni tanto ho qualche crisi di malinconia, ma le supero con la massima facilità grazie alle lettere, quelle che scrivo e quelle che ricevo: mi ridanno coraggio. Stia comunque certo che non mi succede mai senza una ragione. Spesso mi chiedo se vale la pena di vivere. Non sono né caldo, né freddo e non trovo piacere in nulla.<ref name=s/> *Pensano che, essendo piccolo e giovane, da me non possa venire niente di grande.<ref name=s/> *Quando si tratta di [[beffa|beffarmi]] di qualcuno, non posso resistere.<ref name=s/> *Qui ho amici davvero gentili. È proprio in momenti come questi che se ne riconosce il valore.<ref name=s/> *[[Antonio Salieri|Salieri]] ascoltava e guardava con molta attenzione... non c'era passaggio che non gli facesse esclamare 'bravo' o 'bello'.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della musica classica'', traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2019, p. 137. ISBN 9788858022894</ref> *Se un pittore volesse dipingere il diavolo al naturale, potrebbe ispirarsi al suo aspetto. È grossa come una contadina, suda da far vomitare e se ne va in giro così scollata che sembra di leggervi a chiari note 'vi prego, guardate qua'. È vero che da vedere ce n'è abbastanza, tanto che si vorrebbe diventar ciechi. Ma [...] si è puniti a sufficienza se gli occhi hanno la sventura di volgersi da quella parte. [...] Così stomachevole, così sporca, così orrenda.<ref name=s/> *Sono appena tornato dall'opera; era pieno come sempre... si vede che ha sempre più estimatori.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della musica classica'', traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2019, p. 135. ISBN 9788858022894</ref> *Sono sempre molto allegro, perché da quando mi sono allontanato da quella trappola il mio cuore è leggero come una piuma.<ref name=s/> *Sono stupefatto! Non sapevo fossi in grado di comporre in modo così grazioso. In una parola, il tuo ''Lied'' è bello. Ti prego, cerca di fare più spesso queste cose.<ref>Biglietto consegnato alla sorella [[Maria Anna Mozart]]. Citato in [[Beatrice Venezi]], ''Le sorelle di Mozart: {{small|storie di interpreti dimenticate, compositrici geniali e musiciste ribelli}}'', Utet, Milano, 2020, [https://books.google.it/books?id=V_YFEAAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT33&dq=&pg=PT33#v=onepage&q&f=false p. 33]. ISBN 978-88-511-8404-9</ref> *Subito dopo Dio, viene Papà.<ref name=s>Citato in Maynard Solomon, ''Mozart'', traduzione di Andrea Buzzi, consulenza musicologica di Daniele Sabaino, Oscar Saggi Mondadori, Milano, 1996.</ref> *Ti prego, fidati di me assolutamente e non pensare mai che ti dimenticherò. Ricorda che non sempre le cose vanno come si vuole, o quantomeno non esattamente.<ref name=s/> *Tre cose sono necessarie per un esecutore: l'intelligenza, il cuore, le dita.<ref name=fus/> *Troppo per quel che faccio, troppo poco per quel che potrei fare.<ref>In un biglietto inviato all'imperatore Giuseppe II.</ref><ref name=fus/> *Voi sapete che in quasi tutte le arti sono stati i tedeschi ad eccellere di più. Ma dove hanno trovato la loro fortuna? In Germania, certamente no!<ref name=fus/> ==''Lettere''== *Sono un giovane che può sbagliare, come tutti, ma a mia consolazione posso dire che magari lo facessero tutti così poco come me... Forse lei sul mio conto immagina cose inesatte. Il mio difetto principale è che in apparenza non agisco mai sempre come dovrei... *Non so scrivere in modo poetico: non sono un poeta. Non so distribuire le frasi con tanta arte da far loro gettare ombra e luce: non sono un pittore. Non so neppure esprimere i miei sentimenti e i miei pensieri con i gesti e con la pantomima: non sono un ballerino. Ma posso farlo con i suoni: sono un [[musicista]]. *Morte, amica sincera e carissima dell'uomo. La sua immagine non solo non ha per me nulla di terrificante, ma mi appare addirittura molto tranquillizzante e consolante! E ringrazio il mio Dio di avermi concesso la fortuna di procurarmi l'occasione di riconoscere in essa la chiave della nostra vera felicità. *Oui, par ma la foi, ti cacherò sul naso così che ti coli sul mento. *Eh sì, così vanno le cose a questo mondo, uno ha i soldi e l'altro ha la borsa. *Buona notte, cara la mia ragazza, cachi nel letto finché non si scassa, stia chiotta chiotta, si stiri il culo fino alla bocca; io vo al paese di cuccagna, per fare anche io un poco di nanna. *Ahi, il mio culo brucia come il fuoco! Che vorrà mai dire? Forse è la merda che vuole uscire? Sì, sì, merda ti riconosco, ti vedo, ti sento... E... Cos'è? Possibile? O dei! Orecchio mio, non m'inganni? No, è proprio così. Che suono lungo e triste! *Non sono incosciente, sono soltanto pronto a tutto, e perciò posso tutto attendere e sopportare con pazienza, purché non ne soffrano il mio onore e il mio buon nome di Mozart. Ma se così ha da essere, sia. [...] Qualunque cosa accada, andrà per il meglio, purché ci sia la salute. *Insomma, quando ci si è svuotati, la vita torna a sorridere. *Avrei ricevuto regolarmente la sua lettera il 25 novembre se lei non avesse scritto di aver avuto male alla testa, alla gola e alle braccia, mentre adesso, al momento, attualmente, ora come ora, al presente, non ha nessun dolore, sicché ho ricevuto regolarmente la sua lettera del 26 novembre. *Chi crede sarà beato e chi non crede andrà in cielo, ma diritto difilato e non come scrivo io. Vede dunque che so scrivere come voglio, bello e chiaro e ingarbugliato, dritto e storto. *Signora mamma! Mi piace la panna! *Amo tanto questa famiglia così oppressa che altro non desidero se non di poterla rendere felice. *Ci sono gli invidiosi, ma quando viene il momento sono costretti a dire la verità. L'onestà ha l'ultima parola. *Contro il caso non si può fare nulla e solo Dio può prevedere il futuro. *Viviamo in questo mondo per imparare e per illuminarci l'un l'altro. *Della salvezza della mia anima non preoccupatevi. (dalla lettera al padre del 13 giugno 1781) *Ai miei occhi ed alle mie orecchie l'organo è il re di tutti gli strumenti. (dalla lettera al padre del 18 ottobre 1777) ==Citazioni su Wolfgang Amadeus Mozart== *Ah, se avesse avuto un sintetizzatore! Si sarebbe divertito un mondo. ([[Carl Craig]]) *''Avrà un sepolcro di malachite, | la corona di traverso | sul testone di nonna ricca, | la regina rimasta viva | nell'argento del tallero | mentre tu, Amadeo, | in nessun luogo mai muori. || Continui a volare, | sulla cenere delle regine | come un angelo che ride | nei risvolti della luce.'' ([[Raffaele Carrieri]]) *[[BÄrenreiter|Barenreiter]], il celebre editore, pubblicò le indicazioni di Mozart alla sua stessa musica; ebbene, smise di farlo perché non le comprava nessuno: ma ci pensa? Poter avere Mozart come insegnante e a nessuno interessa! ([[Murray Perahia]]) *[[Ludwig van Beethoven|Beethoven]] è la retorica della nostra anima, [[Richard Wagner|Wagner]] è la sua sensibilità, [[Robert Schumann|Schumann]] forse il suo pensiero: Mozart è di più, è la forma. ([[Hugo von Hofmannsthal]]) *Bologna, lì 12 ottobre 1770. – Avevo io infrascritto, come avendo avuto sotto gli occhi alcune posizioni musicali di vario stile, e avendo più volte ascoltato suonare il cembalo, il violino e cantare il Sig. Cav. Giovanni Amedeo Wolfango Mozart di Salisburgo, M.ro di Musica della Camera di Sua Altezza l'eccelso principe Arcivescovo di Salisburgo, in età d'anni 14, con mia singolar ammirazione l'ho ritrovato versatissimo in ognuna delle accennate qualità di musica, fatta qualunque prova, sopra tutto nel suo cembalo, con dargli vari soggetti all'improvviso, quali con tutta maestria ha condotti con qualunque condizione che richiede l'Arte. ([[Giambattista Martini]]) *Ciò che è divenuto non lo possiamo comprendere; può darci solo la volontà di diventare un giorno anche noi qualcosa di compiuto.<br />Movimento è tutto: ma il luminoso insegnamento di Mozart è morto, morto come lo splendido cristallo lucente. Contro questo non si può lottare. È così.<br />Per questo cose minori ci prendono più nel profondo, cose meno perfette in modo più vivo; e ciò che di lui in noi opera e vive non è quanto ha di meglio, è l'incompiuto, quello che ancora fermenta. ([[Hugo von Hofmannsthal]]) *Da Mozart al romanticismo, il passo rimane lungo là dove egli s'abbandona con più accoramento al dolore. Il «patetico» mozartiano sottostà sempre alla misura espressiva ed alla padronanza delle proprie emozioni che s'addicono ad uno spirito ellenico, adoratore della simmetria e della bella forma; un'aura di attica serenità accoglie, avvolge ed attenua ogni accento sospiroso. Manca a Mozart, tanto nella vita quanto nell'arte, quella propensione ad insistere sulla propria sofferenza, che è propria dei romantici. Spirito arrendevole e fiducioso, fondamentalmente ottimista, amabilmente ironico verso sé e verso gli altri, negato alle tempeste della tragedia, ha ancora la lacrima tremolante sul ciglio, e già ritorna a sorridere. ([[Clemente Fusero]]) *Dal momento in cui per la prima volta il mio animo commosso s'inchinò in umile ammirazione davanti alla musica di Mozart, è stata spesso per me una cara e consolante occupazione meditare come quella gioiosa visione ellenica della vita che chiama il mondo Kosmos, perché lo rappresenta come un tutto per ordinato, come uno squisito e trasparente ornamento di quello spirito che in esso agisce e vive..., come quella gioiosa visione si possa trasportare in un ordine superiore di cose, cioè nel mondo degli ideali; poiché anche qui si rileva una suprema mirabile saggezza, che si manifesta splendidamente nel riunire le cose che si appartengono: Omero e la guerra di Troia, Raffaello ed il cattolicesimo, Mozart e il "Don Giovanni"... Mozart immortale! A te devo tutto, è per te che ho perso il senno, che il mio spirito è stato colpito da meraviglia ed è stato scosso nelle sue profondità; devo a te se non ho trascorso la vita senza che nulla fosse capace di scuotermi. ([[Søren Kierkegaard]]) *È negli abissi del regno degli spiriti che Mozart ci conduce. Il timore ci avvolge; ma, senza tortura, è come un presentimento dell'infinito. Amore e mestizia risuonano in voci leggiadre, la forza del regno degli spiriti si rivela in un un bagliore purpureo, e in uno struggi ento indicibile inseguiamo le forme che volteggiando tra le nuvole nell'eterna danza delle sfere, ci fanno cenno amichevolmente di unirci alle loro fila. ([[Ernst Theodor Amadeus Hoffmann]]) *E per me un mondo senza Mozart sarebbe ancora più povero di un mondo senza Socrate. ([[Hermann Hesse]]) *È una musica generosa ed essenziale, mai ridondante, limitata al numero necessario di note. Delicata e molto esposta. Per questo è tanto difficile da eseguire. ([[Anne-Sophie Mutter]]) *Egli ha colto l'armonia della creazione, ha udito che in essa c'è anche l'oscurità, ma l'oscurità non è tenebre, c'è anche il bisogno, ma il bisogno non è difetto, c'è anche la tristezza, ma non può trasformarsi in disperazione, e anche ciò che vi è di fosco non degenera in tragedia. ([[Karl Barth]]) *Egli tende sempre a "mettere" in scena quel che riferisce. Recita ciò che racconta. ([[Roman Vlad]]) *Forse gli angeli, quando sono intenti a rendere lode a Dio, suonano musica di [[Johann Sebastian Bach|Bach]], ma non ne sono sicuro; sono certo invece, che quando si trovano tra di loro suonano Mozart ed allora anche il Signore trova diletto nell'ascoltarli. ([[Karl Barth]]) *In relazione a Dio è come un bambino che porta ogni cosa a suo padre: pietre della strada, particolari legnetti, piccole piante e un giorno anche una coccinella; e insieme a lui tutte queste cose sono melodie, melodie che egli porta a Dio, melodie che egli improvvisamente ''conosce'' mentre si trova in preghiera. E quando ha finito di pregare e non è più in ginocchio e non ha più le mani giunte, allora si siede lì al pianoforte, o canta con incredibile fanciullezza, e così facendo non ha più idea se stia suonando qualcosa per Dio o se sia Dio che si serve di lui per suonare qualcosa per sé e per lo stesso Mozart. C'è una grande conversazione tra Mozart e Dio, che è la preghiera più pura, e questa intera conversazione non è altro che musica. ([[Adrienne von Speyr]]) *Infaticabile assimilatore di tutte le mode e maniere musicali del suo tempo, da [[Luigi Boccherini|Boccherini]] a [[Joahnn Cristian Bach]] a [[Franz Joseph Haydn|Haydn]], per non parlare di compositori assai minori ai quali largamente attinge, Mozart, come [[Johann Sebastian Bach|Bach]], trasforma a sua immagine e somiglianza tutta la materia musicale con la quale viene a contatto in una sintesi di meravigliosa originalità. ([[Gianfranco Maselli]]) *Io credo che Mozart sia il maestro di tutti noi, quindi Mozart va fatto sempre. Mi ricordo che c'era una persona che diceva sempre: "''Io ascolto Mozart quasi tutti i giorni''". Ed io rispondevo: "''Male, perché andrebbe ascoltato tutti i giorni.''" ([[Pietro Mianiti]]) *Io so, come diceva [[Pasolini]], so e so perfettamente che potrebbe esserci un presidente della repubblica che corrisponde a quello a cui nessuno può dire di no, perché che cos'è che è considerato e ammirato in [[Italia]] da tutto il mondo, conosciuto? [[Pierluigi Bersani|Bersani]]? [[Beppe Grillo|Grillo]]? [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]? No, [[Donatello]], [[Giotto]], [[Michelangelo]], [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]], [[Giuseppe Verdi|Verdi]], Mozart e [[Lorenzo Da Ponte|Da Ponte]]. ([[Vittorio Sgarbi]]) *L'arte, che è sacra non dovrebbe mai lasciarsi disonorare sino alla [[follia]] d'un così scandaloso soggetto. Io non sarei mai stato capace di musicare un libretto come quelli su cui Mozart ha potuto lavorare. Non potrei comporre opere come il ''Don Giovanni'' e il ''Figaro'': ho un'avversione per questo genere. Non avrei potuto scegliere soggetti simili: sono troppo leggeri per me. ([[Ludwig van Beethoven]]) *L'ultima lettera (italiana) di Mozart è un esempio quasi terribile dello stile quando sia integralmente divenuto natura. Si ricorderà la grande frase centrale, il reiterato lamento sulla morte vicina, avviluppata nel manto nero dello sconosciuto del ''Requiem''. E: «...La vita era pur sì bella...», egli prorompe. Si provi, di queste sei piccole parole, a rimuoverne una. Ecco la formula feriale: la vita era bella; o la nostalgica: la vita era pur bella; o la candida: la vita era sì bella. Ma «La vita era pur sì bella...». Questo solo è il pugnale che trafigge: uscito dal fodero in virtù di due monosillabi, disposti secondo un ordine semplice e imperscrutabile. ([[Cristina Campo]]) *La grande rivoluzione musicale del mondo moderno viene da Mozart, io ne sono convinto. È il punto di passaggio fra un vecchio e nuovo tipo di armonia; senza di lui probabilmente non avremmo mai avuto il jazz. ([[Francesco Grisi]]) *La musica di Mozart è così pura e bella che la considero un riflesso della bellezza interna dell'universo stesso. ([[Albert Einstein]]) *Mentre la lotta sul concetto informativo del melodramma ardeva vivissima tra il [[Christoph Willibald Gluck|Gluck]] e il [[Niccolò Piccinni|Piccinni]] e tra i rispettivi loro partigiani, nasceva a Salisburgo un fanciullo {{NDR|Mozart}} che doveva riunire in sé la potenza, la ricchezza, la sensibilità, la grazia del genio italiano, la scienza e la melanconia tedesca, la gaiezza francese, e che doveva, rispetto al tempo in cui visse, risolvere senza sistematici preconcetti l'arduo problema. ([[Arnaldo Bonaventura]]) *Mi allarga il cuore e mi fa sentire un'eletta. Difficile spiegare quanto mi emozionino la purezza e la linearità del suo linguaggio. Ha una levità fantastica, con addensamenti improvvisi e zone d'ombra: la notte e il giorno, l'intimamente umano e il senso del divino, ambivalenze che appartengono a noi tutti. ([[Anne-Sophie Mutter]]) *Mi chiesero cosa ne pensassi dell'illustre Mozart e dei suoi peccati. Risposi che avrei rinunciato volentieri a tutte le mie virtù per i peccati di Mozart. ([[Felix Mendelssohn]]) *Mozart è l'amore di Dio al suo massimo, il genio che con la propria spensieratezza spezza il cuore e sparge la sua invidiabile luce intorno a sé. ([[Torsten Pettersson]]) *Mozart è una delle nature musicali più eminenti che siano mai esistite. Se vi era un maestro, per il quale la creazione musicale fosse veramente un bisogno del cuore, era lui; egli componeva perché non poteva fare a meno di comporre, e come l'anima gli dettava. La schietta naturalezza, la spontaneità dell'invenzione, in cui non v'ha ombra di riflessione, sono per lo meno altrettanto caratteristiche per lui che per [[Franz Joseph Haydn|Haydn]], al disopra del quale però egli si eleva per la maggiore nobiltà del sentimento e per la più raffinata educazione psichica. ([[Hugo Riemann]]) *Mozart morì di causa naturale: di più cause naturali combinate insieme: una malformazione congenita del tratto uretrale o renale; una epidemia diffusa a Vienna; l'eccesso dei [[Salasso|salassi]] prescritti dai medici. [...] questo autentico flagello terapeutico che tolse dal mondo migliaia di malati non gravi. ([[Piero Buscaroli]]) *Mozart per contro ed i successori {{NDR|a differenza di [[Muzio Clementi]]}} si perfezionavano sui pianoforti viennesi, più dolci e carezzevoli {{NDR|di quelli inglesi}} e siffattamente sensibili al tocco, da rispondere alla minima pressione del tasto. Qualche cosa dell'antico clavicembalo, per quanto si riflette alla grazia femminile delle sonorità, riviveva in questi prodotti: e mentre la cedevolezza somma del tasto guidava spontanea alla leggerezza del tocco, la minor tenuta di voce delle corde suggeriva una maggior rapidità nelle successioni del canto, un alternare di arpeggi, un giocherellare di abbellimenti che con grazia squisita trillavano nella vocina gentile di quegli strumenti, e circondavano di sonorità ideali le pagine eseguite. ([[Luigi Alberto Villanis]]) *Nei manoscritti del Mozart non s'incontra quasi mai una cancellatura, quasi mai un pentimento; quelli del [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]] sono quasi illeggibili per la fitta rete di correzioni che tutti li involge. ([[Arnaldo Bonaventura]]) *Nella tempesta di passioni che, dopo la Rivoluzione, ha investito tutte le arti e sconvolto la musica, è dolce rifugiarsi talvolta nella sua serenità come sulla cima di un Olimpo dalle linee armoniose e contemplare lontani, nella pianura, i combattimenti degli eroi e degli Dei di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]] e di [[Richard Wagner|Wagner]] e il mondo come un vasto mare dai flutti frementi. ([[Romain Rolland]]) *''Non è la droga a darmi la pelle d'oca ma | pensare a Mozart in mano la penna d'oca là | sullo scrittoio a disegnare quella nota fa | la storia senza disco né video né social.'' ([[Caparezza]]) *Per me la musica di Mozart è un po' come il lavoro e le donne. Una specie di malattia. Ma, a differenza del lavoro, è una malattia dolcissima che, a differenza delle donne, non pretende di essere curata. Grazie a Dio la musica di Mozart è perfetta, basta a se stessa e non ha alcun bisogno di me per essere quello che è. ([[Bruno Morchio]]) *Per noi Mozart rimane colui che tace sempre, loquace solo nella diversione ed eloquente nella sua arte, che parla poi di tutt'altre cose, non del suo artefice. ([[Wolfgang Hildesheimer]]) *Se tornasse in vita Mozart resterebbe impressionato dalle possibilità che i moderni strumenti ci forniscono. Credo si innamorerebbe dell'indie. ([[Carl Craig]]) *Vi sono, nella storia, uomini che sembrano destinati a segnare, nella loro sfera, il punto oltre cui non ci si può innalzare: così Fidia nell'arte della cultura, [[Molière]] in quella della commedia. Mozart è uno di quegli uomini: il ''Don Giovanni'' è un vertice. ([[Charles Gounod]]) ===[[Ferruccio Busoni]]=== {{Vedi anche|sezione=s|[[Ferruccio_Busoni#Scritti_e_pensieri_sulla_musica|Scritti e pensieri sulla musica]]}} *Ha in suo potere luce e ombra: ma la sua luce non offende mai, e la sua tenebra lascia vedere ancora chiari i contorni. *La sua arte è simile al capolavoro di uno scultore, è un'immagine finita da qualsiasi lato la si contempli. *La sua breve vita e la sua fertilità portano la sua perfezione all'altezza del fenomeno. *Penso di Mozart: egli è finora la più compiuta apparizione di talento musicale che si sia avuta. *Sta così in alto, che vede più lontano di tutti, e per ciò fa apparire tutto un poco più piccolo. ===[[Guido Pannain]]=== *In Mozart è predominante l'intuizione melodica, predominio che nello sviluppo della sinfonia lo differenzia da [[Franz Joseph Haydn|Haydn]]. Poiché Haydn sviluppa tematicamente e precorre Beethoven nella dialettica dei temi, laddove Mozart tende sempre verso le riprese melodiche che annoda con modulazioni di ritmi e di armonie. *L'opera musicale di Volfango Mozart è compiuta, in senso assoluto. In ogni varietà di forma; nella sinfonia come nell'opera, nella musica strumentale da camera, a solo o concertante, nella lirica religiosa; il solo musicista, senza precedenti e senza seguito, che sia riuscito alla stessa importanza d'arte nel teatro e nella sinfonia. La musica è moto primo e spontaneo della sua personalità, è la realtà della sua esistenza. *Mozart è puro artista; tutto immediatezza d'ispirazione; egli non ha programmi estetici ed innovazioni teoriche da applicare e va dritto al suo scopo che è quello di far musica, ma una musica sensata, non da virtuoso; e perché lo raggiunga tutto è buono: orchestra, canto, sviluppo tematico, pezzi staccati all'italiana, recitativi e perfino le ''roulades'', i gorgheggi dei cantanti, che egli eleva a dignità d'arte, come nell'aria della ''Regina della notte'' al secondo atto del ''Flauto magico''. Con la sua opera multiforme ed ingenua, Mozart dimostra in modo pieno ed assoluto quanto vana sia la critica delle forme astratte e come tutti i mezzi riescano opportuni all'espressione quando vi è un'anima che dia loro la vita. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Wolfgang Amadeus Mozart, ''Lettere'', Ugo Guanda Editore, Parma, 1981. ==Voci correlate== *''[[Amadeus]]'' – film 1984 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== *''[[Concerto per pianoforte e orchestra n. 21]]'' (1785) *''[[Le nozze di Figaro]]'' (1786) *''[[Don Giovanni (opera)|Don Giovanni]]'' (1787) *''[[Così fan tutte]]'' (1790) *''[[Il flauto magico]]'' (1791) {{DEFAULTSORT:Mozart, Wolfgang Amadeus}} [[Categoria:Compositori austriaci]] [[Categoria:Epistolografi]] 06g9ctzblbyf20yrqzsv2ohkr5fci0w Alessandro Barbero 0 7768 1426341 1394747 2026-09-12T19:24:04Z Udiki 86035 1426341 wikitext text/x-wiki [[File:Alessandro Barbero at FestivalCom (cropped).jpg|thumb|Alessandro Barbero (2015)]] '''Alessandro Barbero''' (1959 – vivente), storico e scrittore italiano. ==Citazioni di Alessandro Barbero== {{cronologico}} *Quando si tratta di grandi avvenimenti come il nostro [[Risorgimento]] c'è rischio che la storia venga mitizzata, che la retorica e la propaganda di parte semplifichino eventi e conflitti di non facile interpretazione. Gli storici di mestiere sanno che il Risorgimento è un fenomeno più complesso di quello che si legge sui libri di testo o che si vede sui monumenti nelle strade e nelle piazze. Non c'è niente di nuovo, è risaputo che il Risorgimento è stato gestito da personalità in forte contrasto fra loro... [...] Cavour è stato lì per lì per impiccare Garibaldi che se avesse potuto avrebbe fatto altrettanto. [...] I tempi sono maturi perché si possa guardare a quegli eventi con l'occhio della storia che non ha paura di rilevare contraddizioni e realtà e non quello della retorica e della propaganda. Non c'è nessun problema per l'identità nazionale perché se si va a vedere le condizioni dell'epoca è stata una stagione straordinaria. Seppur con tutti i difetti hanno avuto un'abilità e una fortuna miracolose [...] hanno preso decisioni difficilissime per lo più senza sbagliare col coraggio di sacrificare le proprie posizioni per raggiungere un compromesso quando c'era bisogno. L'impressione è quella di una stagione memorabile della nostra storia con tutti i limiti che tutti gli uomini politici hanno, che magari li avessimo oggi...<ref name="AI">Dall'intervista ''[https://www.affaritaliani.it/coffeebreak/barbero_unita_vera_impresa_politica080910.html Barbero: "L'Unità? Una vera impresa politica"]'', ''affaritaliani.it'', 8 settembre 2010.</ref> *{{NDR|Sul [[neoborbonismo]]}} Il revisionismo di oggi è [...] mitologico [....] propagandistico e di parte, non serio, non critico. È semplicemente il piacere di reinventare il passato, mentendo quando c'è bisogno, per servire a fini ideologici attuali. [...] L'unico punto su cui si può dibattere è in realtà un equivoco. È vero che l'industria al sud non era in ritardo rispetto al nord in quel momento. Il problema è che industria era insignificante dappertutto in Italia. Il meridione era entrato già dal tardo medioevo in declino. Coloro che hanno piacere di raccontare queste fregnacce diranno che a Napoli è stata costruita la prima ferrovia d'Italia la Napoli – Portici, ma nel 1860 non c'era nient'altro, la rete stradale del mezzogiorno erano insignificanti rispetto a ciò che c'era al nord semplicemente perché un governo passivo e spaventato del progresso non aveva voluto proseguire in quella direzione. L'analfabetizzazione era 10 volte superiore alle zone più avanzate del nord un abisso. Tutti altri elementi statistici danno senso di divario abissale.<ref name="AI"/> *Si può raccontare la [[storia]] in forma lieve, senza essere troppo ponderosi, rispettando tuttavia le fonti e la verità storica. [[Indro Montanelli|Montanelli]] era molto bravo a scrivere, ma in fondo ne sapeva poco, gli piaceva gigioneggiare, sprofondava nell'anacronismo. Oggi ci si è accorti che, nel raccontare la storia, essere rigorosi ed essere divertenti non è conflittuale.<ref>Dall'intervista ''[http://www.lastampa.it/2011/01/30/cultura/alessandro-barbero-levate-la-polvere-alla-storia-e-vi-divertirete-ffoK10ZxRPl5FtO9ztKVhP/pagina.html Alessandro Barbero: levate la polvere alla storia e vi divertirete]'', ''lastampa.it'', 30 gennaio 2011.</ref> *La gente crede che a chiedere un favore si indebolisca, perché poi si rimane in debito verso quelli che te l'hanno fatto... non è affatto così. Chiedere un favore è come chiedere un prestito per investirlo in un grosso affare. Poi si rimane in debito, certo, e prima o poi bisogna restituirlo. Ma intanto quello che ti ha fatto il prestito è diventato diciamo così, il tuo socio. Ha interesse che le cose ti vadano bene, non che ti vadano male. Ti ha fatto un favore, e vuole che tu ti trovi in condizione di restituirlo. Vuole che si sappia che quelli a cui lui fa dei favori, hanno successo.<ref>Da ''Gli occhi di Venezia'', p. 315</ref> *Scoprii così che il [[forte di Fenestrelle]] [...] è considerato da molti, nel Sud, un antesignano di Auschwitz, dove migliaia, o fors'anche decine di migliaia, di reduci meridionali dell'esercito borbonico sarebbero stati fatti morire di fame e freddo e gettati nella calce viva, all'indomani dell'Unità. Questa storia è riportata, con particolari spaventosi, in innumerevoli siti; esistono comitati "Pro vittime di Fenestrelle" e celebrazioni annuali in loro memoria [...]. Che il governo e l'esercito italiano, fra 1860 e 1861, avessero deliberatamente sterminato migliaia di italiani in Lager allestiti in Piemonte, nel totale silenzio dell'opinione pubblica, della stampa di opposizione e della Chiesa, mi pareva inconcepibile. Ma come facevo a esserne sicuro fino in fondo? Avevo davvero la certezza che Fenestrelle non fosse stato un campo di sterminio, e Cavour un precursore di Himmler e Pol Pot? Ero in grado di dimostrarlo, quando mi fossi trovato a discutere con quegli interlocutori in buona fede? Perché proprio con loro è indispensabile confrontarsi: con chi crede ai Lager dei Savoia e allo sterminio dei soldati borbonici perché è giustamente orgoglioso d'essere del Sud, e non si è reso conto che chi gli racconta queste favole sinistre lo sta prendendo in giro. L'unica cosa era andare a vedere i documenti, vagliare le pezze d'appoggio citate nei libri e nei siti che parlano dei morti di Fenestrelle, e una volta constatato che di pezze d'appoggio non ce n'è nemmeno una, cercare di capire cosa fosse davvero accaduto ai soldati delle Due Sicilie fatti prigionieri fra la battaglia del Volturno e la resa di Messina. [...] Col mestiere che faccio, dovrei aver imparato a non farmi illusioni; e invece finisco sempre per farmene. Forse, dopo tutto, sta tramontando la stagione in cui in Italia si poteva impunemente stravolgere il passato, reinventarlo a proprio piacimento per seminare odio e sfasciare il Paese, senza che questo provocasse reazioni pubbliche e senza doverne pagare le conseguenze in termini di credibilità e di onore.<ref name="Fenestrelle">Da ''[https://www.lastampa.it/cultura/2012/10/22/news/ma-fenestrelle-non-fu-come-auschwitz-1.36371150/ Ma Fenestrelle non fu come Auschwitz]'', ''lastampa.it'', 22 ottobre 2012.</ref> *{{NDR|Sui neoborbonici}} [...] erano convinti, e me lo dicevano in tono sincero e accorato, che il Sud fino all'[[Unità d'Italia]] fosse stato un paese felice, molto più progredito del Nord, addirittura in pieno sviluppo industriale, e che l'unificazione – ma per loro la conquista piemontese – fosse stata una violenza senza nome, imposta dall'esterno a un paese ignaro e ostile. È un fatto che mistificazioni di questo genere hanno presa su moltissime persone in buona fede, esasperate dalle denigrazioni sprezzanti di cui il Sud è stato oggetto; e che la leggenda di una Borbonia felix, ricca, prospera e industrializzata, messa a sacco dalla conquista piemontese, serve anche a ridare orgoglio e identità a tanta gente del Sud. Peccato che attraverso queste leggende consolatorie passi un messaggio di odio e di razzismo, come ho toccato con mano sulla mia pelle quando i messaggi che ricevevo mi davano del piemontese come se fosse un insulto.<ref name="Fenestrelle"/> *{{NDR|Sulle mistificazioni pseudostoriche circa il Forte di Fenestrelle}} Sono andato a vedere se la documentazione immensa – perché ogni burocrazia, ogni Stato, ogni esercito produce un'immensa documentazione – prodotta in quegli anni permette davvero di ricostruire cosa è successo a quei {{formatnum:100000}} uomini, a quegli {{formatnum:8000}} fra loro che sono stati effettivamente portati al nord come [[Prigioniero di guerra|prigionieri di guerra]] alla fine del 1860, e a tutti gli altri. La documentazione {{NDR|sabauda}} permette di ricostruire in modo molto dettagliato cosa volevano fare di loro le autorità sabaude, cosa gli hanno fatto e cosa è accaduto a questa gente... è la storia di un'epoca di conflitto, di guerre, di traumi, non è in nessun modo una storia di sterminio... il punto che a me interessa è: si dice, si scrive e si crede che lo Stato italiano tra il 1860 e il 1861 ha scientificamente sterminato migliaia di italiani, facendoli morire di fame e di freddo. Questo non è vero.<ref>Estratto dalla videopresentazione ''Barbero vs Neoborbonici - La sfida di Fenestrelle'', Bari, Libreria Laterza, 5 dicembre 2012; [https://www.youtube.com/watch?v=QvPwhRhcRmY/ video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 13:10-14:08).</ref> *Quando una cosa comincia a essere necessaria, di solito qualcuno la inventa.<ref>Dall'intervento a ''Superquark'', Rai 1, 8 agosto 2013; [http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-83cd90c6-17ca-4828-99b2-137050abe1ae.html video] disponibile su ''rai.tv'' (min. 1:28:50).</ref> *Lo ''Ius primae noctis'' è una straordinaria fantasia che il medioevo ha creato, che è nata alla fine del medioevo, ed a cui hanno creduto così tanto, che c'era quasi il rischio che qualcuno volesse metterlo in pratica davvero, anche se non risulta che sia mai successo davvero. In realtà è una fantasia: non è mai esistito.<ref>Dalla conferenza ''[http://www.festivaldellamente.it/it/2291-Medioevodanoncredere-Loiusprimaenoctis/ Medioevo da non credere. Lo ius primae noctis]'', Festival della Mente, Sarzana, 31 agosto 2013.</ref> *Da molti anni ci hanno fatto il lavaggio del cervello dicendoci che i totalitarismi son tutti uguali, che l'[[Unione Sovietica]] di [[Stalin]] e la [[Germania nazista|Germania]] di [[Hitler]] erano la stessa cosa... e allora anche il loro accordo {{NDR|il [[Patto Molotov-Ribbentrop]]}} sembra meno strano. La realtà è che per allora, per la gente di allora, è uno shock immenso. Perché la Germania nazista e l'Unione Sovietica comunista appaiono come i due paesi più contrari e nemici che ci siano. E lo sono! È una prova del cinismo, dell'astuzia, e della freddezza straordinarie sia dei nazisti, sia di Stalin e del suo gruppo, il fatto che facciano questo accordo, da cui il mondo rimane esterrefatto. Stalin ha deciso che gli inglesi e i francesi son troppo molli, non lo vogliono l'accordo {{NDR|l'alleanza antinazista proposta dall'URSS}}, "perciò lo faccio coi nazisti, alla faccia loro, perché io ho bisogno di essere sicuro! [...] Tanto poi non lo manterremo il patto, ma per il momento ci serve!".<ref>Dalla conferenza ''Come scoppiano le guerre? La seconda guerra mondiale'', Festival della Mente, Sarzana, 2014; [https://youtu.be/fQOSrP1nHko?t=2787 video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 46:27).</ref> *{{NDR|Sul concetto di "egemonia culturale" di [[Antonio Gramsci]]}} Oggi si vede benissimo, c'è un gruppo sociale - che è la grande finanza, i grandi imprenditori - che è al potere, ma non perché mette i carri armati per le strade: quello, avrebbe detto Gramsci, sarebbe "il dominio con la forza", che non basta. Un gruppo sociale è forte e comanda quando fa pensare anche gli altri come lui. E oggi tutti pensiamo quello: l'imprenditore è la figura più ammirata, il profitto è fondamentale... e gli intellettuali ripetono queste cose oggi. [...] In ogni società c'è un gruppo che domina. Poteva essere la cavalleria nel [[Medioevo]] supponiamo, o la borghesia dopo la [[Rivoluzione francese]]. Questo gruppo domina e dirige. Dominare vuol dire "avere la forza", dice Gramsci. Dirigere è qualcosa di più. Dirigere vuol dire che in realtà gli altri gruppi sociali son d'accordo che sia quel gruppo lì a comandare, in sostanza, o non si pongono neanche il problema. E vedono il mondo così come lo vedono i membri della classe dirigente. "Quando le cose stanno così", dice Gramsci, "un regime è solido" una società è solida. Comincia ad andare verso la rivoluzione quando le forze al potere non hanno più questa egemonia culturale e la società gli scappa da tutte le parti ed è solo con la forza che si riesce a mantenere il regime. Quindi, diciamo che è un concetto complesso ma è utile perché uno guarda tante società umane e dice "vedi, funziona anche lì". Tant'è vero che secondo me funziona anche nella nostra oggi.<ref>Dall'intervista a ''Quante storie'', Rai 3, 8 giugno 2017; [https://www.raiplay.it/video/2017/06/Quante-storie-b0d29bb8-2e10-4d34-bf03-cee249627323.html video] disponibile su ''raiplay.it'' (min. 14:15)</ref> *Sarebbe bene se, diversamente da [[Roberto Benigni]] nel suo film {{NDR|''[[La vita è bella]]''}}, ci ricordassimo che a liberare [[Auschwitz]] e le sue vittime sono stati i "malvagi [[Comunismo|comunisti]] sovietici" e non i "buoni americani" [...]. Ecco, vedete come si sfuma tra la memoria vera, la memoria ricostruita? Quanta gente ha visto il film e si ricorderà per sempre che Auschwitz è stata liberata dagli [[Stati Uniti|americani]]? Ecco, la storia è un'altra cosa.<ref>Dalla conferenza ''L'eredità di Roma'' con Nicola Gardini e Alessio Sokol, Festival èStoria, 12 giugno 2017; [https://www.youtube.com/watch?v=_VAVBSaf1Hc video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 33:11).</ref> *I ragazzi dei [[Gruppi_di_Azione_Patriottica|GAP]] sono partigiani improvvisati, senza nessuna esperienza, a corto di armi, a corto di munizioni. Quelle poche armi e munizioni che hanno, le hanno perché a Roma esiste anche una resistenza militare monarchica, organizzata da ufficiali del Regio Esercito [...], solo gli ufficiali dell'esercito riescono a rimediare armi ed esplosivi e, ovviamente - fornirle ai partigiani comunisti - qualche discussione c'è; però poi alla fine le danno, perché gli ufficiali hanno le armi e gli esplosivi ma i [[Comunismo|comunisti]] le usano.<ref>Dalla conferenza ''Le reti clandestine. Una rete di partigiani: i GAP di Roma e l'attentato di via Rasella'', Festival della Mente, 2 settembre 2017; [https://www.youtube.com/watch?v=BM62adfs3gQ video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 25:32).</ref> *Furono i nostri alleati francesi e britannici a pretendere la testa di un comandante che aveva subito una disfatta così rovinosa {{NDR|a Caporetto}}. E i politici, che non amavano affatto il comandante supremo, furono ben felici di cogliere l'occasione per sostituirlo con [[Armando Diaz]]. In particolare il nuovo presidente del Consiglio [[Vittorio Emanuele Orlando]], ex ministro degli Interni, era da tempo in rapporti gelidi con [[Luigi Cadorna|Cadorna]].<ref name="Caporetto">Dall'intervista di Antonio Carioti, ''[http://www.corriere.it/cultura/17_ottobre_12/caporetto-isonzo-cadorna-diaz-saggio-laterza-alessandro-barbero-f0ee4314-af58-11e7-be55-08dc7ea09b29.shtml Caporetto, l'arma segreta tedesca. Sull'Isonzo trionfarono i tenenti]'', ''corriere.it'', 12 ottobre 2017.</ref> *{{NDR|Su [[Armando Diaz]]}} Non è poi così diverso dal suo predecessore, i due sono il prodotto di uno stesso sistema. Di certo Diaz migliora il trattamento delle truppe, anche se qualche misura per sollevarne il morale era già stata presa. Inoltre la situazione sul Piave è diversa da quella che si era creata sull'Isonzo per oltre due anni. [[Luigi Cadorna|Cadorna]] doveva attaccare, mandando i soldati al macello in territorio asburgico. Invece a Diaz basta respingere gli assalti di un nemico ormai esausto. E può fare appello al sentimento nazionale di soldati che adesso si battono per difendere la patria.<ref name="Caporetto"/> *I [[Nazionalsocialismo|tedeschi]] uno può pensare quello che vuole, ma la guerra la sapevano fare. Hanno fermato di netto lo sbarco [[Stati Uniti|americano]]. Gli americani sono inchiodati sulle spiagge di Anzio, non si muovono più. Su un muro di Trastevere compare una scritta {{NDR|dei partigiani}} "Americani resistete, veniamo noi a liberarvi".<ref>Dalla conferenza al Festival della Mente, 24 marzo 2018; [https://www.youtube.com/watch?v=QYzV2IunqaM video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 12:16). {{collegamento interrotto}}</ref> *La storia è diversa della memoria: la memoria è infatti soggettiva e non può essere condivisa ma pacificata. La memoria è una trappola. La storia è ricostruire i fatti all'interno del loro contesto, a volte è l'interpretazione dei fatti se i fatti sono acclarati. Non esiste una storia oggettiva, proprio perché l'orientamento personale rischia di offuscare il giudizio.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20181220205733/http://www.sermig.org/ospiti/ultimo-ospite/20409-alessandro-barbero-all-universit%C3%A0-del-dialogo-2 Alessandro Barbero all'Università del Dialogo]'', ''sermig.org'', 14 novembre 2018.</ref> *Gli Stati Uniti dal 1945 a oggi non sono mai stati, credo, in [[pace]] in senso stretto. Nel senso che non ci fosse qualche posto del mondo dove dei soldati americani stavano combattendo e morendo.<ref>Dall'incontro ''Facciamo pace'' all'Università del Dialogo, 14 novembre 2018; [https://www.youtube.com/watch?v=lImjqBCfPOE video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 1:27:38).</ref> *L'idea che dopotutto la [[Resistenza italiana|Resistenza]] abbia avuto poco o nessun peso, in termini strettamente militari, è da relegare nell'armamentario dei luoghi comuni, apparentemente così veri e invece imprecisi e faziosi.<ref>Dal discorso per il giorno della Liberazione a Vercelli, 25 aprile 2019; [https://www.youtube.com/watch?v=Q3x9hRLWZYw video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 20:43).</ref> *Siamo un Paese {{NDR|l'Italia}} particolarmente variegato e frazionato e litigioso e spaccato, più della Francia di sicuro, o della Germania che è comunque un Paese di grandi diversità e che però non è così profondamente litigioso. E in più c'è la grande diversità geografica... Al di là del pittoresco, l'Italia è tuttora un Paese per metà fascista e per metà antifascista. E lo è sempre stato, salvo che si è fatto finta che i fascisti non fossero proprio la metà, che fossero una minoranza, invece sono chiaramente la metà del Paese.<ref>Dall'intervista di Matteo De Giuli e Stella Succi, ''[https://www.iltascabile.com/linguaggi/storia-barbero/ La storia secondo Alessandro Barbero]'', ''iltascabile.com'', 26 luglio 2019.</ref> *{{NDR|Parlando del [[Movimento delle sardine]]}} Si va troppo in fretta a dare importanza a queste cose. Il movimento esisteva da qualche settimana e già ci si chiedeva quale fosse il loro programma; ma sono solo un'increspatura nella storia.<ref>Dall'intervista di Giulia Ricci, ''[https://torino.corriere.it/politica/20_gennaio_08/alessandro-barbero-a-torino-partiti-non-rappresentano-piu-nessuno-0f845284-31f0-11ea-bc0f-5b1ee8f7f455.shtml Alessandro Barbero: «A Torino i partiti non rappresentano più nessuno»]'', ''torino.corriere.it'', 8 gennaio 2020.</ref> *Non c'è stata alcuna risposta europea a questa emergenza {{NDR|il [[Pandemia di COVID-19 del 2019-2020|Coronavirus]]}}. Da questo punto di vista l'Europa non esiste, l'[[Unione Europea]] è inesistente. Oltre a essere inesistente negli spiriti, nel senso che si è visto che ogni Paese comunque pensa esclusivamente a sé stesso, con la meravigliosa eccezione della [[Cina]] che ci manda medici [...], tutte le decisioni sono prese a livello del singolo Paese, i dati vengono raccolti e comunicati con criteri che ogni Paese ha scelto, e che non sono per nulla trasparenti fra l'altro. L'inesistenza totale dell'Europa in questo che è il più grande avvenimento storico degli ultimi 20 o 30 anni è qualcosa su cui bisognerà evidentemente poi riflettere a cose finite, perché è drammatica.<ref>Dalla diretta social con [[Giuseppe Laterza]], #CasaLaterza, 19 marzo 2020; [https://youtu.be/tj-O3lzqTYM?t=1472 video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 24:31).</ref> *La guerra, [[Hitler]], l'ha persa nel momento stesso in cui ha attaccato l'[[Unione Sovietica]], nel giugno del 1941, perché si è messo contro un nemico di cui non immaginava la potenza, i tedeschi avevano sottovalutato clamorosamente la potenza industriale, le capacità organizzative, la volontà di resistenza e la forza militare dell'Unione Sovietica.<ref>Da un audiolibro, 11 maggio 2020; [https://youtu.be/7ghvgZbzAyI?t=139 video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 2:19).</ref> *La Germania di Hitler era un Paese fondato su una concezione razziale, sull'idea del popolo eletto, i tedeschi, e gli altri popoli inferiori, fra cui noi italiani, naturalmente, e poi i subumani da eliminare: gli ebrei, gli zingari, ecco... in [[Unione Sovietica]] non c'era niente del genere. E se uno invece uno va a cercare un Paese che negli anni 30 aveva una politica razziale molto precisa e ufficiale, ecco con grande sorpresa scopriamo che gli [[Stati Uniti]], la più grande democrazia del mondo di allora, erano un paese ufficialmente razzista, dove c'era una politica razziale, dove la popolazione era censita per razze, tutt'ora {{NDR|lo è}} fra parentesi, ma dove soprattutto, in una parte dell'unione, i neri erano discriminati concretamente, non avevano diritti politici.<ref>Dall'intervento ''I totalitarismi nel XX secolo'' a ''#Maestri'', Rai 3, 2020; [https://www.raiplay.it/video/2020/04/Maestri--Alessandro-Barbero-I-totalitarismi-nel-XX-secolo--Chiara-Saraceno-Storia-della-famiglia-9a8ac6ba-b8ad-4a4f-91e0-c5bdc35b4746.html video] disponibile su ''raiplay.it''.</ref> *Allora, io devo confessare che i libri di [[Giampaolo Pansa]] non li ho mica letti tutti e a fondo perché mi prende un rigurgito a prendere in mano quei libri, tuttavia so più o meno come vengono vissuti da quelli che li leggono. Noi non possiamo essere nella testa di Giampaolo Pansa e quindi non possiamo sapere se quest'uomo, che era stato di sinistra, a un certo punto ha avuto una conversione e davvero si è detto: i vinti meritano di essere ricordati... è stata fatta un'ingiustizia in Italia... Se non si è reso conto dell'effetto che stava provocando con i suoi libri, o se se ne è reso conto ma è cinicamente andato avanti perché gli rendevano un sacco di soldi. Noi questo non possiamo più dirlo; certamente i libri sono spregevoli, non perché possano contenere delle inesattezze [...]. Ma non mi stupirei per niente neanche se questi libri riportassero soltanto episodi autentici, perché si sa da sempre in Italia che ovviamente nella Resistenza è potuto succedere di tutto. Son cose che già negli anni '50 i fascisti, che per inciso erano perfettamente liberi in democrazia di pubblicare libri in cui raccontavano queste cose, per cui queste cose le sapevano già tutti anche prima. [...] Dopodiché appunto, episodi drammatici? Tragici? Crimini? Crimini dei partigiani con l'autorizzazione delle autorità alleate, che in genere dicevano ai partigiani "Fate pulizia"? Chi può dire non importa? Certo che è sempre una tragedia, però appunto se andiamo a vedere i crimini che hanno commesso i liberatori allora? Gli eserciti che risalivano la penisola ne hanno commesso di crimini, contro la popolazione civile, contro i prigionieri di guerra... Fin da quando sono sbarcati in Sicilia, e tuttavia le popolazioni delle città italiane li accoglievano festanti, felici che fossero arrivati. Quindi appunto, il problema è che di singoli episodi se ne potranno sempre trovare in qualunque contesto per mettere in buona o cattiva luce chiunque: quello che conta è chi stava dalla parte giusta e chi stava dalla parte sbagliata. E io sfido chiunque oggi arriccia il naso davanti ai partigiani o ha i libri di Pansa sullo scaffale in bella vista a dire: "Ma tu avresti preferito che vincessero quegli altri? Ma tu vorresti vivere in un mondo in cui avrebbe vinto Hitler? E in cui le camere a gas avrebbero continuato a funzionare? Davvero?". Se tu me lo dici sinceramente mi sta bene, d'accordo. Ma io voglio vedere quali lettori dei libri di Pansa risponderebbero sì a questa domanda.<ref>Dalla diretta social con Anna Credendino, ''[https://www.facebook.com/Funambolisaperidalbasso/videos/533012464531641/ Resistenze di ieri e di oggi]'', Funamboli - Saperi dal basso, 14 maggio 2021; citato in ''[https://www.vassallidibarbero.it/2021/05/26/barbero-pansa-mi-viene-un-rigurgito-a-vedere-quei-libri/ Barbero: "Pansa? Mi viene un rigurgito a vedere quei libri"]'', ''vassallidibarbero.it''.</ref> *Sono sempre stato orgogliosamente di [[sinistra]] e continuo a esserlo. Ma la sinistra, oggi, è rimasta ingabbiata nel mondo intellettuale e nei salotti [[Borghesia|borghesi]]: non è più radicata, come un tempo, tra le fasce popolari. È una sinistra più attenta ai [[diritti umani]], temi comunque nobilissimi, che non al conflitto economico e sociale. Ma è un problema della sinistra di tutto l'Occidente.<ref>Dall'intervista di Filippo Femia a ''La Stampa'', 23 giugno 2021; citato in ''[https://www.vassallidibarbero.it/2021/06/24/alessandro-barbero-il-reddito-di-cittadinanza-va-fortificato/ Alessandro Barbero: "Il reddito di cittadinanza va fortificato"]'', ''vassallidibarbero.it''.</ref> *Il sogno che gli operai potessero diventare la parte più avanzata, più consapevole della società, e prendere il potere nelle loro mani, è fallito; il risultato è che nei Paesi occidentali non c'è più nessun partito che si presenti alle elezioni dicendo "noi rappresentiamo gli operai e vogliamo portarli al potere". Ma la sinistra era quello, nient'altro. Invece la destra, cioè la rappresentanza politica di chi vuole legge e ordine, rispetto dell'autorità e libertà d'azione per i ricchi, e non si sente offeso dalle disuguaglianze sociali ed economiche, è ben viva. E in un mondo dove la destra è molto più vitale della sinistra è inevitabile che la lettura del passato vada di conseguenza, e che si possano diffondere enormità come quella per cui il [[comunismo]] sarebbe stato ben peggio del [[fascismo]].<ref>Da Daniela Ranieri, ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/09/01/intervista-ad-alessandro-barbero-le-foibe-furono-un-orrore-ma-ricordare-quei-morti-e-non-altri-e-una-scelta-solo-politica-il-giorno-del-ricordo-e-una-tappa-di-una-falsificazione-storica/6306663/ Intervista ad Alessandro Barbero {{!}} "Le foibe furono un orrore, ma ricordare quei morti e non altri è una scelta solo politica. Il Giorno del Ricordo? È una tappa di una falsificazione storica"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 1º settembre 2021.</ref> *La lotta di classe c'è stata e l'hanno vinta i ricchi... e non hanno preso prigionieri.<ref>Citato in Marcello Colasanti, ''[https://www.agoravox.it/Barbero-e-le-donne-l-ennesima.html Barbero e le donne: l'ennesima polemica inutile (e voluta)]'', ''agoravox.it'', 26 ottobre 2021.</ref> *Nella [[Seconda guerra mondiale]] i vincitori erano dalla parte giusta, ma non faccio fatica a dire che hanno commesso orrori. Che i sovietici hanno sterminato gli ufficiali polacchi nelle fosse di Katyn, che Churchill ha fatto morire milioni di indiani ai tempi della carestia del Bengala, non faccio fatica a dire che i bombardamenti aerei degli alleati sulle città italiane e tedesche siano stati indiscriminati.<ref>Dall'intervista al liceo Torricelli di Somma Vesuviana; citato in [[Selvaggia Lucarelli]], ''[https://www.editorialedomani.it/fatti/la-lezione-dello-storico-alessandro-barbero-che-tra-putin-e-zelensky-non-si-schiera-yka6ctb2 La lezione dello storico Alessandro Barbero che tra Putin e Zelensky non si schiera]'', ''editorialedomani.it'', 19 maggio 2022.</ref> *Io penso che essere [[Destra e sinistra|di destra o di sinistra]], a volte, è una cosa proprio banalmente viscerale. Gli studenti manifestano in piazza: ti fanno simpatia, e ti vien voglia di capire cosa vogliono questi ragazzi, o ti danno fastidio, ti fanno rabbia, e speri che arrivi la polizia a bastonarli?<ref>Dall'intervista di Gregorio Romeo, ''Piazzapulita'', LA7, 3 novembre 2022; video disponibile in ''[https://tg.la7.it/cultura-e-societa/fascismo-barbero-sul-rischio-di-una-deriva-autoritaria-in-italia-e-sui-conti-con-il-passato-della-04-11-2022-177292 Fascismo, Barbero sul rischio di una deriva autoritaria in Italia e sui conti con il passato della Meloni]'', ''la7.it'', 4 novembre 2022, min. 4:33-4:48.</ref> *Dov'è il confine tra immaginario e reale? [...] La storia è sempre fatta da due elementi che bisogna far stare insieme anche se in realtà sono come l'acqua e l'olio. Da una parte i fatti oggettivi che succedono, dall'altra i riflessi che provocano nella testa della gente.<ref name="Sandrucci">Da un intervento al Salone del Libro di Torino; citato in Chiara Sandrucci, ''[https://torino.corriere.it/notizie/salone-del-libro/24_maggio_10/salone-del-libro-70-metri-di-fila-per-alessandro-barbero-all-oval-b6c40cf5-937f-45e8-835a-24bc15111xlk.shtml Salone del libro, 70 metri di fila per Alessandro Barbero. Firmacopie da record]'', ''torino.corriere.it'', 10 maggio 2024.</ref> *Il [[romanzo]] può fare quello che alla storia è vietato.<ref name="Sandrucci"/> *{{NDR|Sugli «ingredienti per una lezione di storia accattivante e godibile»}} Il primo è essere appassionati di quello che si sta per raccontare e poi essere onesti intellettualmente: dire la verità facendo capire ai propri studenti che non è sempre facile farlo.<ref>Dall'intervista di Ludovica Passeri, ''[https://tg24.sky.it/mondo/2024/05/10/alessandro-barbero-salone-del-libro Alessandro Barbero: "L'università? Non mi manca perché sono circondato da giovani"]'', ''tg24.sky.it'', 10 maggio 2024.</ref> *Storia e filosofia continuano a essere insegnate dallo stesso docente. È ancora dalla [[riforma Gentile]] che [...] ci si illudeva che si potessero mettere insieme le due cose. In realtà la riforma Gentile dava il primato alla storia, e pensava che anche della filosofia si dovesse insegnare la storia. Non so quanto voi percepite se il vostro docente è laureato in storia o filosofia, di solito l'approccio cambia molto. Noi storici la pensiamo come Salvemini: la filosofia non sarebbe dannosa, sarebbe solo inutile, se non fosse che fa perdere tempo. È uno scherzo, la filosofia serve molto, ma è una cosa diversa dalla storia.<ref>Da un intervento al Salone del Libro di Torino; citato in ''[https://www.orizzontescuola.it/barbero-storia-e-filosofia-continuano-a-essere-insegnate-dallo-stesso-docente-ma-sono-diverse/ Barbero: "Storia e filosofia continuano a essere insegnate dallo stesso docente, ma sono diverse"]'', ''orizzontescuola.it'', 11 maggio 2024.</ref> *È legittimo dire che nei [[Occidente|nostri paesi]] il tasso di democrazia e benessere è incomparabile con altri. L'errore logico, invece, è dire che questi Paesi vogliono il bene del mondo e che gli altri, illiberali e malvagi, sono un pericolo per il resto del mondo. Non c'è nessun motivo di pensare che un Paese democratico non sia un pericolo per altri Paesi e che invece uno autoritario lo sia automaticamente. È un pregiudizio privo di senso. È poi sbagliato pensare che il mondo sia cominciato ieri.<ref name="Petrizzelli">Dall'intervento alla "Festa del Fatto Quotidiano", Roma, 9 settembre 2025; citato in Davide Petrizzelli, ''[https://www.torinotoday.it/attualita/barbero-armamenti-russia-festa-fatto-quotidiano-2025.html Barbero sul rischio invasione dalla Russia: "Un errore logico che non giustifica l'aumento delle spese per le armi"]'', ''torinotoday.it'', 15 settembre 2025.</ref> *Dire che l'[[Europa]] è moralmente superiore alla [[Cina]] funzionerebbe se anche i cinesi la pensassero così. Invece i cinesi conoscono la propria storia e la nostra. Quante volte la Cina ha invaso l'Inghilterra? Mai. Quante volte l'Inghilterra ha invaso la Cina? Come minimo tre negli ultimi due secoli. Due volte per evitare la proibizione dell'oppio coltivato in India, imponendo le proprie regole. La terza volta insieme agli altri europei per sedare la rivolta dei boxer. La storia insegna che noi siamo sempre stati una minaccia per loro, non viceversa.<ref name="Petrizzelli"/> {{Int|''[http://www.tusciaweb.eu/2017/11/va-incoraggiato-promuove-un-islam-tollerante/ "Va incoraggiato chi promuove un Islam tollerante..."]''|Intervista di David Crescenzi, ''tusciaweb.eu'', novembre 2017.}} *Non sono sicuro che un cristiano o un musulmano, dalla totale e perfetta appartenenza alla propria religione, possano dirsi pienamente compatibili con dei cittadini laici. Ma la Repubblica è fatta per tener dentro tutti. Purché si rispettino principi di fondo, come l'uguaglianza, il rispetto delle regole da parte di tutti e l'impegno a non sollevare gli uni contro gli altri. *L'[[Islam]] in senso religioso è certamente diviso, come lo è anche il Cristianesimo. Oggi siamo abituati a una visione irenica in cui tutte le varie fedi cristiane coesistono abbastanza bene e dove solo una, quella cattolica, ha un leader di statura internazionale come il papa. Quindi, soprattutto noi che viviamo in un paese cattolico, tendiamo a pensare che il cristianesimo sia più unitario, cosa che non è, e ad immaginarci un Islam monolitico, quando in realtà non lo è affatto. *Nella tradizione islamica non c'è una sola interpretazione. O meglio, un maestro può anche dire che l'interpretazione vera sia la sua, ma il maestro della moschea accanto può sostenere il contrario. E poi c'è da dire che, anche laddove i testi sacri sono estremamente espliciti, i fedeli di ogni religione, storicamente, hanno sempre avuto una grandissima capacità di dimenticarseli e di considerarli tacitamente decaduti. Per cui, quand'anche qualcuno dimostrasse che un certo passo del [[Corano]] inciti a fare la guerra agli "infedeli", la questione diventerebbe quella di aiutare il mondo musulmano a non pensare più a quel versetto. Così come è accaduto per noi nel mondo cristiano, che certo non andiamo più ripetendo la massima di San Paolo "La donna taccia nell'assemblea!". Sta scritta nel [[Nuovo Testamento]], ma fingiamo che non ci sia. Insomma, in tutte le religioni, un conto sono i libri sacri con le loro contraddizioni, dove si può trovare tutto ciò che si vuole. Un altro è l'atteggiamento dell'interprete. Qui, la sfida è incoraggiare chi trova significati che facilitano convivenza e tolleranza anziché chi trova messaggi aggressivi, che pure ci sono. *È indubbio che esista un Islam intollerante, come del resto è esistito un [[Cristianesimo]] intollerante. Anzi, per gran parte della sua storia, il Cristianesimo è stato molto intollerante. Però, oggi, noi viviamo in una fase felice perché il Cristianesimo, nel suo insieme, è molto più tollerante di una volta, pur avendo le sue sacche di intolleranza, specie in materia di vita sessuale. *[...] noi italiani viviamo in una [[democrazia]] in cui una maggioranza cattolica, dal concordato del '29, impone al paese leggi che ne mutuano la visione confessionale. È un fatto di cui molti nemmeno si accorgono, mentre ad altri dà un po' fastidio. Ora, dal punto di vista teorico, per uno stato [[laicità|laico]] questo non sta in cielo né in terra. Però, in pratica, sappiamo tutti che nella nostra repubblica si può convivere. Avere una maggioranza cattolica che in Italia vieta certe leggi e ne impone certe altre è una seccatura, è un fastidio, è un limite della nostra [[libertà]]. {{Int|''Le "visioni" di uno storico''|Dalla conferenza al Festival della Comunicazione, Camogli, 2018; [http://youtu.be/10KJ_EcnlxA video] disponibile su ''youtube.com''.}} *[...] la [[storia]] non ha leggi, non ha certezze, la storia è caotica come la vita di ciascuno di noi, è influenzata da mille cose che non possiamo prevedere, va in direzioni che non ci aspettiamo, non si può irrigidire in leggi. Però, secondo me, una legge della storia c'è: non bisogna invadere la Russia. Ebbene, anche questa legge così semplice, evidente, facile da capire, i più potenti politici degli ultimi secoli l'hanno ignorata alla grande! Io per me sarei tentato di aggiungere anche l'Afghanistan, devo confessarvi... (min. 06:26-07:08) *La storia potrebbe anche essere ''magistra vitae'', però bisogna che ci sia qualcuno che vuole imparare. (min. 08:38-08:44) *Finché una cosa sta succedendo, avviene nella totale incertezza, nella totale fluidità. Poi una volta che una cosa è successa, acquista una forza spaventosa, acquista la stabilità di un macigno. Sono successe le cose. Sono quelle. Ed è allora che noi, per una stortura che è comune a tutti noi, diciamo: ah be', doveva andare a finire così per forza! Capite il problema logico: lo dici solo dopo. Prima non lo dici mai [...] (min. 13:43-14:15) *Per tanto tempo gli storici [...] hanno raccontato del grande [[Regno Unito di Israele|Regno di Israele]], che mille anni prima di Cristo esisteva in [[Palestina]], un grande e potente regno, con una grande città come capitale: [[Gerusalemme]]. Grandiosi edifici, il [[tempio di Salomone]], i suoi gloriosi [[Davide|Re Davide]], [[Salomone]]. Gli storici raccontavano questo, perché le uniche fonti che avevamo erano i racconti dell'Antico Testamento. Poi gli archeologi israeliani hanno cominciato a scavare alla ricerca di questo grande regno e della sua grande capitale. Hanno cominciato a scavare, hanno continuato a scavare, dopo un po' hanno cominciato a dirsi "Mah, sai che qui non viene mica fuori niente?! Veramente siamo arrivati allo strato di mille anni fa", non c'era niente. Qualche focolare di nomadi. Dopo un po' gli storici e gli archeologi israeliani hanno cominciato a dirlo che loro stavano trovando questo. Ovviamente i politici israeliani non sono stati contenti, e neanche l'opinione pubblica, ma — e va detto a imperituro onore degli archeologi israeliani — gli archeologi israeliani sono andati avanti e hanno dimostrato che il grande Regno di Israele mille anni prima di Cristo non è mai esistito. Non c'era Gerusalemme, non c'era il tempio di Salomone, non c'era niente. Solo dei nomadi che vagavano nella steppa. (min. 56:10-57:38) {{Int|''[https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/01/23/i-parlamenti-non-dovrebbero-esprimersi-sulla-storia-mai/5682465/ Alessandro Barbero: "La Ue che equipara nazismo e comunismo? I Parlamenti non dovrebbero esprimersi sulla storia"]''|Intervista di Daniela Ranieri, ''ilfattoquotidiano.it'', 23 gennaio 2020.}} *Il [[nazismo]] è un'ideologia inventata in Germania da [[Hitler]] e i suoi soci, è durata 20 anni; essere nazista vuol dire essere d'accordo con quella cosa. Il [[comunismo]] è esistito per 150 anni, in tutto il mondo, ha avuto milioni di fedeli e militanti. In alcuni casi questi sono andati al potere e hanno commesso delitti. Ma il comunismo non ha mai voluto dire prendere il potere per mandare la gente nei lager. Erano quelli che lottavano per i diritti della povera gente, e finivano loro nei lager. *In qualche cassetto ho una tessera del [[Partito Comunista Italiano|PCI]] firmata da [[Enrico Berlinguer]], con la falce e il martello; voglio vedere chi venga a dirmi che me ne devo vergognare. *Alcuni volutamente confondono [[antisemitismo]] e opposizione alla politica israeliana. [...] C'è chi ha interesse a impedire che si critichi lo Stato di [[Israele]]. Questo è un antisemitismo inventato. *Possono passare secoli in cui un sistema iniquo riesce a farsi accettare, magari anche a creare consenso, e poi esplode. Non c'è motivo di pensare che questo [[capitalismo]] disgraziato stia per finire, ma non c'è nemmeno certezza che un giorno la [[Rivoluzione]] non arrivi. *{{NDR|In [[Polonia]]}} Si ostinano a pensare che i nazisti erano meglio dei comunisti, [...] si cerca di non far ricordare l'entusiasmo con cui molti polacchi hanno partecipato allo sterminio degli ebrei. Nella loro concezione distorta può nascere l'idea che la falce e martello faccia orrore quanto la [[svastica]]. {{Int|''Diego Bianchi intervista il Prof. Alessandro Barbero''|Da ''Propaganda Live'', LA7, 12 febbraio 2021; [https://www.la7.it/propagandalive/video/diego-bianchi-intervista-il-prof-alessandro-barbero-12-02-2022-422892 video] disponibile su ''la7.it''.}} *{{NDR|«Qual è la cosa del mondo intorno che più ti angoscia?»}} È un lungo elenco. Io in genere sono uno che non fa classifiche. [...] Siamo entrati in una lunga epoca in cui ormai la [[Lotta di classe|guerra di classe]] l'hanno vinta i ricchi, e i ricchi saranno sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri. Quella è una cosa grossa effettivamente, e a me angoscia. Io sono abbastanza egoista e autistico da dire: «Vabbè, io vivo la mia vita». Però se ci penso quella è la cosa che fa più rabbia, ecco, più che angoscia la cosa che fa più rabbia del mondo di oggi. Perché poi non lo dice nessuno, lo dicono quelli che tanto nessuno sta a sentire. Però ufficialmente va tutto a meraviglia: viviamo in democrazia. [...] Adesso esce qualche articolo su come i miliardari in Italia si sono raddoppiati negli anni della pandemia {{NDR|di COVID-19}}. Però [...] non è colpa della pandemia: è proprio che l'Occidente ha preso quel giro lì. Ma noi ce lo ricordiamo: è tutta colpa di Margaret Thatcher e Ronald Reagan, che brucino all'inferno. (min. 1:50-2:50) *{{NDR|Sull'alternanza scuola-lavoro}} La scuola serve a fare sì che gli esseri umani abbiano tutti un terreno comune, ricco, complesso; imparino a confrontarsi con situazioni diverse, con vite diverse. {{NDR|Quando}} tu studi letteratura, impari a vivere altre vite oltre alla tua; studi la storia, ed è la stessa cosa. E anche lo studio scientifico, che a me personalmente è alieno – strappavo la sufficienza a gran fatica –, anche quello ti apre la testa e ti aiuta a pensare. [...] È chiaro, ci sono indirizzi di scuola che ti insegnano anche i fondamenti del tuo futuro mestiere. Meno male che l'alberghiero ti insegna a cucinare! Però anche all'alberghiero si studia anche la letteratura, e la storia: questo significa aprire le teste delle persone. Ora la sensazione che il discorso sia: «Siccome l'economia è l'unica cosa che importa, il profitto è l'unica cosa che importa; e l'economia ha bisogno di tecnici, di esecutori, non di gente che critica! Magari forse andare a scuola troppo a lungo a cosa serve, se non a creare appunto della gente che poi non ubbidisce?». Io ogni tanto ho l'impressione che poi inconsciamente le classi dirigenti nostre di oggi, dell'Occidente di oggi, abbiano un po' in testa questa cosa qui. È chiaro che se invece che a scuola per un po' di ore li mandi a lavorare, sotto un capo che li dà degli ordini, con cui non è che discuti ma ubbidisci, cominci [...] prima. (min. 13:40-15:20) * [...] benché le foibe siano chiaramente una tragedia, uno dei tanti episodi spaventosi della seconda guerra mondiale, stabilire per legge che in Italia quello specifico episodio, quella specifica tragedia viene trasformata in un giorno {{NDR|[[Giorno del ricordo]]}} che tutti devono ricordare è una scelta politica, forzata; è una scelta ideologica, è una scelta divisiva [...]. (min. 16:40-17:22) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo''=== L'anno 1848 finirà presto. Le foglie degli aceri sono morte, e il vento che le spazza via odora già di neve. Ho settantotto anni, che sono una bella età anche in questo secolo di progresso, e credo che anch'io finirò presto. Può darsi che l'elettricità, il vapore e la strada ferrata permettano un giorno agli uomini di vivere più a lungo, ma mi sembra più probabile il contrario, nonostante le chiacchiere dei giornalisti; ad ogni modo, io non lo saprò mai. La [[gotta]] ha preso possesso del mio piede sinistro, e sta scavandosi la via verso l'alto, sicché un giorno o l'altro arriverà a bussare al cuore; non lo rimpiango, perché penso a tutto il roast-beef che ho mangiato, a tutto il Bordeaux che ho bevuto, e credo che ne sia valsa la pena, ma non posso nascondermi che sarò fortunato se arriverò a vedere un altro autunno. ===''Carlo Magno''=== È il luglio del 799, e il re dei Franchi, [[Carlo Magno|Carlo]], è accampato a Paderborn, nel cuore della Sassonia conquistata. C'è gran traffico di muratori e falegnami, convogli di carri carichi di mattoni e calcina giungono ogni giorno lungo le piste di terra battuta, altri materiali arrivano per via d'acqua, risalendo i fiumi su chiatte e barconi: in mezzo alle foreste e alle paludi il re sta costruendo una nuova città, che sarà l'avamposto della Cristianità in mezzo ai pagani da poco convertiti, con un palazzo e una basilica capaci di rivaleggiare con quelli di Aquisgrana. ===''Gli occhi di Venezia''=== C'era stato il sole per tutto il giorno, ma adesso il vento dalla laguna si era rinfrescato e il cielo su Venezia cominciava a intorbidire. Matteo, ritto sul ponteggio principale del palazzo in costruzione, si asciugò il sudore con la manica fradicia della camicia, per l'ennesima volta: d'estate le giornate di lavoro cominciavano presto e non finivano mai. Guardò il sole per valutare quanto mancava al tramonto; nessuna chiesa aveva ancora suonato il vespro, nemmeno quella dei Frari che da un po' di tempo, per chissà quale mania del campanaro, lo suonava sempre prima delle altre. ===''L'ultimo rosa di Lautrec''=== Il nano procedeva cautamente, puntando davanti a sé il bastone da passeggio, come se sperasse di tenere a distanza l'acciottolato. Ci voleva poco per inciamparci, del resto: la ripida stradina di periferia scendeva a precipizio verso la place Blanche, e alzando gli occhi da terra ci si smarriva subito nel candore ovattato d'un cielo invernale, striato dal fumo dei camini. Poco sicuro delle proprie gambe, il nano cercava di tenersi accostato alle case, ma senza sfiorarle, per non sporcarsi; perché erano assai sudicie. ===''Romanzo russo''=== Quando si atterra a [[Mosca (Russia)|Mosca]] col buio, mentre l'aeroplano vira lentamente sulla città in attesa che trasmettano il segnale di via libera, è facile che l'occhio incontri dal finestrino il grattacielo dell'Università, sui Monti dei Passeri. Le luci sono accese dietro innumerevoli finestre, fioche, è vero, ma nella notte brillano; e sulla guglia più alta brucia ancora la stella rossa, come una volta. Per adesso il grattacielo sta lì può anche darsi che un giorno lo facciano saltare con la dinamite, e al suo posto scavino, chissà, una piscina, ma non mi pare che se ne sia ancora parlato seriamente, e del resto sarebbe un peccato. ===''Brick for stone'' === ''Tames Square stamattina è deserta. Le strade sono ricoperte di cartacce e coriandoli, palloncini afflosciati, cicche di sigarette e vetri rotti. Ogni tanto passa un taxi vuoto o una macchina della polizia, a passo d'uomo; ma non c'è niente da controllare, a quest'ora stanno dormendo tutti e il loro fiato sa di alcol. Secondo la televisione, ieri sera c'era un milione di persone a festeggiare il Capodanno, e io ero uno di loro. [...] Nessuno mi riconosceva per quello che ero''. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro Barbero, ''Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo'', ''L'ultimo rosa di Lautrec'', ''Romanzo russo'', Mondadori. *Alessandro Barbero, ''Carlo Magno: un padre dell'Europa'', Laterza, 2004. ISBN 8842072125 *Alessandro Barbero, ''Gli occhi di Venezia'', Mondadori, 2011. ISBN 9788804595434 ==Voci correlate== *''[[Dietro le quinte della Storia]]'' (scritto con Piero Angela, 2012) ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo}} (1995) {{Pedia|Romanzo russo}} (1998) {{Pedia|Gli occhi di Venezia}} (2011) {{DEFAULTSORT:Barbero, Alessandro}} [[Categoria:Saggisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] nhgwiune5vta3r00pes4oedibwu6y9q 1426345 1426341 2026-09-12T19:30:42Z Udiki 86035 1426345 wikitext text/x-wiki [[File:Alessandro Barbero at FestivalCom (cropped).jpg|thumb|Alessandro Barbero (2015)]] '''Alessandro Barbero''' (1959 – vivente), storico e scrittore italiano. ==Citazioni di Alessandro Barbero== {{cronologico}} *Quando si tratta di grandi avvenimenti come il nostro [[Risorgimento]] c'è rischio che la storia venga mitizzata, che la retorica e la propaganda di parte semplifichino eventi e conflitti di non facile interpretazione. Gli storici di mestiere sanno che il Risorgimento è un fenomeno più complesso di quello che si legge sui libri di testo o che si vede sui monumenti nelle strade e nelle piazze. Non c'è niente di nuovo, è risaputo che il Risorgimento è stato gestito da personalità in forte contrasto fra loro... [...] Cavour è stato lì per lì per impiccare Garibaldi che se avesse potuto avrebbe fatto altrettanto. [...] I tempi sono maturi perché si possa guardare a quegli eventi con l'occhio della storia che non ha paura di rilevare contraddizioni e realtà e non quello della retorica e della propaganda. Non c'è nessun problema per l'identità nazionale perché se si va a vedere le condizioni dell'epoca è stata una stagione straordinaria. Seppur con tutti i difetti hanno avuto un'abilità e una fortuna miracolose [...] hanno preso decisioni difficilissime per lo più senza sbagliare col coraggio di sacrificare le proprie posizioni per raggiungere un compromesso quando c'era bisogno. L'impressione è quella di una stagione memorabile della nostra storia con tutti i limiti che tutti gli uomini politici hanno, che magari li avessimo oggi...<ref name="AI">Dall'intervista ''[https://www.affaritaliani.it/coffeebreak/barbero_unita_vera_impresa_politica080910.html Barbero: "L'Unità? Una vera impresa politica"]'', ''affaritaliani.it'', 8 settembre 2010.</ref> *{{NDR|Sul [[neoborbonismo]]}} Il revisionismo di oggi è [...] mitologico [....] propagandistico e di parte, non serio, non critico. È semplicemente il piacere di reinventare il passato, mentendo quando c'è bisogno, per servire a fini ideologici attuali. [...] L'unico punto su cui si può dibattere è in realtà un equivoco. È vero che l'industria al sud non era in ritardo rispetto al nord in quel momento. Il problema è che industria era insignificante dappertutto in Italia. Il meridione era entrato già dal tardo medioevo in declino. Coloro che hanno piacere di raccontare queste fregnacce diranno che a Napoli è stata costruita la prima ferrovia d'Italia la Napoli – Portici, ma nel 1860 non c'era nient'altro, le reti stradali del mezzogiorno erano insignificanti rispetto a ciò che c'era al nord semplicemente perché un governo passivo e spaventato del progresso non aveva voluto proseguire in quella direzione. L'analfabetizzazione era 10 volte superiore alle zone più avanzate del nord un abisso. Tutti altri elementi statistici danno senso di divario abissale.<ref name="AI"/> *Si può raccontare la [[storia]] in forma lieve, senza essere troppo ponderosi, rispettando tuttavia le fonti e la verità storica. [[Indro Montanelli|Montanelli]] era molto bravo a scrivere, ma in fondo ne sapeva poco, gli piaceva gigioneggiare, sprofondava nell'anacronismo. Oggi ci si è accorti che, nel raccontare la storia, essere rigorosi ed essere divertenti non è conflittuale.<ref>Dall'intervista ''[http://www.lastampa.it/2011/01/30/cultura/alessandro-barbero-levate-la-polvere-alla-storia-e-vi-divertirete-ffoK10ZxRPl5FtO9ztKVhP/pagina.html Alessandro Barbero: levate la polvere alla storia e vi divertirete]'', ''lastampa.it'', 30 gennaio 2011.</ref> *La gente crede che a chiedere un favore si indebolisca, perché poi si rimane in debito verso quelli che te l'hanno fatto... non è affatto così. Chiedere un favore è come chiedere un prestito per investirlo in un grosso affare. Poi si rimane in debito, certo, e prima o poi bisogna restituirlo. Ma intanto quello che ti ha fatto il prestito è diventato diciamo così, il tuo socio. Ha interesse che le cose ti vadano bene, non che ti vadano male. Ti ha fatto un favore, e vuole che tu ti trovi in condizione di restituirlo. Vuole che si sappia che quelli a cui lui fa dei favori, hanno successo.<ref>Da ''Gli occhi di Venezia'', p. 315</ref> *Scoprii così che il [[forte di Fenestrelle]] [...] è considerato da molti, nel Sud, un antesignano di Auschwitz, dove migliaia, o fors'anche decine di migliaia, di reduci meridionali dell'esercito borbonico sarebbero stati fatti morire di fame e freddo e gettati nella calce viva, all'indomani dell'Unità. Questa storia è riportata, con particolari spaventosi, in innumerevoli siti; esistono comitati "Pro vittime di Fenestrelle" e celebrazioni annuali in loro memoria [...]. Che il governo e l'esercito italiano, fra 1860 e 1861, avessero deliberatamente sterminato migliaia di italiani in Lager allestiti in Piemonte, nel totale silenzio dell'opinione pubblica, della stampa di opposizione e della Chiesa, mi pareva inconcepibile. Ma come facevo a esserne sicuro fino in fondo? Avevo davvero la certezza che Fenestrelle non fosse stato un campo di sterminio, e Cavour un precursore di Himmler e Pol Pot? Ero in grado di dimostrarlo, quando mi fossi trovato a discutere con quegli interlocutori in buona fede? Perché proprio con loro è indispensabile confrontarsi: con chi crede ai Lager dei Savoia e allo sterminio dei soldati borbonici perché è giustamente orgoglioso d'essere del Sud, e non si è reso conto che chi gli racconta queste favole sinistre lo sta prendendo in giro. L'unica cosa era andare a vedere i documenti, vagliare le pezze d'appoggio citate nei libri e nei siti che parlano dei morti di Fenestrelle, e una volta constatato che di pezze d'appoggio non ce n'è nemmeno una, cercare di capire cosa fosse davvero accaduto ai soldati delle Due Sicilie fatti prigionieri fra la battaglia del Volturno e la resa di Messina. [...] Col mestiere che faccio, dovrei aver imparato a non farmi illusioni; e invece finisco sempre per farmene. Forse, dopo tutto, sta tramontando la stagione in cui in Italia si poteva impunemente stravolgere il passato, reinventarlo a proprio piacimento per seminare odio e sfasciare il Paese, senza che questo provocasse reazioni pubbliche e senza doverne pagare le conseguenze in termini di credibilità e di onore.<ref name="Fenestrelle">Da ''[https://www.lastampa.it/cultura/2012/10/22/news/ma-fenestrelle-non-fu-come-auschwitz-1.36371150/ Ma Fenestrelle non fu come Auschwitz]'', ''lastampa.it'', 22 ottobre 2012.</ref> *{{NDR|Sui neoborbonici}} [...] erano convinti, e me lo dicevano in tono sincero e accorato, che il Sud fino all'[[Unità d'Italia]] fosse stato un paese felice, molto più progredito del Nord, addirittura in pieno sviluppo industriale, e che l'unificazione – ma per loro la conquista piemontese – fosse stata una violenza senza nome, imposta dall'esterno a un paese ignaro e ostile. È un fatto che mistificazioni di questo genere hanno presa su moltissime persone in buona fede, esasperate dalle denigrazioni sprezzanti di cui il Sud è stato oggetto; e che la leggenda di una Borbonia felix, ricca, prospera e industrializzata, messa a sacco dalla conquista piemontese, serve anche a ridare orgoglio e identità a tanta gente del Sud. Peccato che attraverso queste leggende consolatorie passi un messaggio di odio e di razzismo, come ho toccato con mano sulla mia pelle quando i messaggi che ricevevo mi davano del piemontese come se fosse un insulto.<ref name="Fenestrelle"/> *{{NDR|Sulle mistificazioni pseudostoriche circa il Forte di Fenestrelle}} Sono andato a vedere se la documentazione immensa – perché ogni burocrazia, ogni Stato, ogni esercito produce un'immensa documentazione – prodotta in quegli anni permette davvero di ricostruire cosa è successo a quei {{formatnum:100000}} uomini, a quegli {{formatnum:8000}} fra loro che sono stati effettivamente portati al nord come [[Prigioniero di guerra|prigionieri di guerra]] alla fine del 1860, e a tutti gli altri. La documentazione {{NDR|sabauda}} permette di ricostruire in modo molto dettagliato cosa volevano fare di loro le autorità sabaude, cosa gli hanno fatto e cosa è accaduto a questa gente... è la storia di un'epoca di conflitto, di guerre, di traumi, non è in nessun modo una storia di sterminio... il punto che a me interessa è: si dice, si scrive e si crede che lo Stato italiano tra il 1860 e il 1861 ha scientificamente sterminato migliaia di italiani, facendoli morire di fame e di freddo. Questo non è vero.<ref>Estratto dalla videopresentazione ''Barbero vs Neoborbonici - La sfida di Fenestrelle'', Bari, Libreria Laterza, 5 dicembre 2012; [https://www.youtube.com/watch?v=QvPwhRhcRmY/ video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 13:10-14:08).</ref> *Quando una cosa comincia a essere necessaria, di solito qualcuno la inventa.<ref>Dall'intervento a ''Superquark'', Rai 1, 8 agosto 2013; [http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-83cd90c6-17ca-4828-99b2-137050abe1ae.html video] disponibile su ''rai.tv'' (min. 1:28:50).</ref> *Lo ''Ius primae noctis'' è una straordinaria fantasia che il medioevo ha creato, che è nata alla fine del medioevo, ed a cui hanno creduto così tanto, che c'era quasi il rischio che qualcuno volesse metterlo in pratica davvero, anche se non risulta che sia mai successo davvero. In realtà è una fantasia: non è mai esistito.<ref>Dalla conferenza ''[http://www.festivaldellamente.it/it/2291-Medioevodanoncredere-Loiusprimaenoctis/ Medioevo da non credere. Lo ius primae noctis]'', Festival della Mente, Sarzana, 31 agosto 2013.</ref> *Da molti anni ci hanno fatto il lavaggio del cervello dicendoci che i totalitarismi son tutti uguali, che l'[[Unione Sovietica]] di [[Stalin]] e la [[Germania nazista|Germania]] di [[Hitler]] erano la stessa cosa... e allora anche il loro accordo {{NDR|il [[Patto Molotov-Ribbentrop]]}} sembra meno strano. La realtà è che per allora, per la gente di allora, è uno shock immenso. Perché la Germania nazista e l'Unione Sovietica comunista appaiono come i due paesi più contrari e nemici che ci siano. E lo sono! È una prova del cinismo, dell'astuzia, e della freddezza straordinarie sia dei nazisti, sia di Stalin e del suo gruppo, il fatto che facciano questo accordo, da cui il mondo rimane esterrefatto. Stalin ha deciso che gli inglesi e i francesi son troppo molli, non lo vogliono l'accordo {{NDR|l'alleanza antinazista proposta dall'URSS}}, "perciò lo faccio coi nazisti, alla faccia loro, perché io ho bisogno di essere sicuro! [...] Tanto poi non lo manterremo il patto, ma per il momento ci serve!".<ref>Dalla conferenza ''Come scoppiano le guerre? La seconda guerra mondiale'', Festival della Mente, Sarzana, 2014; [https://youtu.be/fQOSrP1nHko?t=2787 video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 46:27).</ref> *{{NDR|Sul concetto di "egemonia culturale" di [[Antonio Gramsci]]}} Oggi si vede benissimo, c'è un gruppo sociale - che è la grande finanza, i grandi imprenditori - che è al potere, ma non perché mette i carri armati per le strade: quello, avrebbe detto Gramsci, sarebbe "il dominio con la forza", che non basta. Un gruppo sociale è forte e comanda quando fa pensare anche gli altri come lui. E oggi tutti pensiamo quello: l'imprenditore è la figura più ammirata, il profitto è fondamentale... e gli intellettuali ripetono queste cose oggi. [...] In ogni società c'è un gruppo che domina. Poteva essere la cavalleria nel [[Medioevo]] supponiamo, o la borghesia dopo la [[Rivoluzione francese]]. Questo gruppo domina e dirige. Dominare vuol dire "avere la forza", dice Gramsci. Dirigere è qualcosa di più. Dirigere vuol dire che in realtà gli altri gruppi sociali son d'accordo che sia quel gruppo lì a comandare, in sostanza, o non si pongono neanche il problema. E vedono il mondo così come lo vedono i membri della classe dirigente. "Quando le cose stanno così", dice Gramsci, "un regime è solido" una società è solida. Comincia ad andare verso la rivoluzione quando le forze al potere non hanno più questa egemonia culturale e la società gli scappa da tutte le parti ed è solo con la forza che si riesce a mantenere il regime. Quindi, diciamo che è un concetto complesso ma è utile perché uno guarda tante società umane e dice "vedi, funziona anche lì". Tant'è vero che secondo me funziona anche nella nostra oggi.<ref>Dall'intervista a ''Quante storie'', Rai 3, 8 giugno 2017; [https://www.raiplay.it/video/2017/06/Quante-storie-b0d29bb8-2e10-4d34-bf03-cee249627323.html video] disponibile su ''raiplay.it'' (min. 14:15)</ref> *Sarebbe bene se, diversamente da [[Roberto Benigni]] nel suo film {{NDR|''[[La vita è bella]]''}}, ci ricordassimo che a liberare [[Auschwitz]] e le sue vittime sono stati i "malvagi [[Comunismo|comunisti]] sovietici" e non i "buoni americani" [...]. Ecco, vedete come si sfuma tra la memoria vera, la memoria ricostruita? Quanta gente ha visto il film e si ricorderà per sempre che Auschwitz è stata liberata dagli [[Stati Uniti|americani]]? Ecco, la storia è un'altra cosa.<ref>Dalla conferenza ''L'eredità di Roma'' con Nicola Gardini e Alessio Sokol, Festival èStoria, 12 giugno 2017; [https://www.youtube.com/watch?v=_VAVBSaf1Hc video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 33:11).</ref> *I ragazzi dei [[Gruppi_di_Azione_Patriottica|GAP]] sono partigiani improvvisati, senza nessuna esperienza, a corto di armi, a corto di munizioni. Quelle poche armi e munizioni che hanno, le hanno perché a Roma esiste anche una resistenza militare monarchica, organizzata da ufficiali del Regio Esercito [...], solo gli ufficiali dell'esercito riescono a rimediare armi ed esplosivi e, ovviamente - fornirle ai partigiani comunisti - qualche discussione c'è; però poi alla fine le danno, perché gli ufficiali hanno le armi e gli esplosivi ma i [[Comunismo|comunisti]] le usano.<ref>Dalla conferenza ''Le reti clandestine. Una rete di partigiani: i GAP di Roma e l'attentato di via Rasella'', Festival della Mente, 2 settembre 2017; [https://www.youtube.com/watch?v=BM62adfs3gQ video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 25:32).</ref> *Furono i nostri alleati francesi e britannici a pretendere la testa di un comandante che aveva subito una disfatta così rovinosa {{NDR|a Caporetto}}. E i politici, che non amavano affatto il comandante supremo, furono ben felici di cogliere l'occasione per sostituirlo con [[Armando Diaz]]. In particolare il nuovo presidente del Consiglio [[Vittorio Emanuele Orlando]], ex ministro degli Interni, era da tempo in rapporti gelidi con [[Luigi Cadorna|Cadorna]].<ref name="Caporetto">Dall'intervista di Antonio Carioti, ''[http://www.corriere.it/cultura/17_ottobre_12/caporetto-isonzo-cadorna-diaz-saggio-laterza-alessandro-barbero-f0ee4314-af58-11e7-be55-08dc7ea09b29.shtml Caporetto, l'arma segreta tedesca. Sull'Isonzo trionfarono i tenenti]'', ''corriere.it'', 12 ottobre 2017.</ref> *{{NDR|Su [[Armando Diaz]]}} Non è poi così diverso dal suo predecessore, i due sono il prodotto di uno stesso sistema. Di certo Diaz migliora il trattamento delle truppe, anche se qualche misura per sollevarne il morale era già stata presa. Inoltre la situazione sul Piave è diversa da quella che si era creata sull'Isonzo per oltre due anni. [[Luigi Cadorna|Cadorna]] doveva attaccare, mandando i soldati al macello in territorio asburgico. Invece a Diaz basta respingere gli assalti di un nemico ormai esausto. E può fare appello al sentimento nazionale di soldati che adesso si battono per difendere la patria.<ref name="Caporetto"/> *I [[Nazionalsocialismo|tedeschi]] uno può pensare quello che vuole, ma la guerra la sapevano fare. Hanno fermato di netto lo sbarco [[Stati Uniti|americano]]. Gli americani sono inchiodati sulle spiagge di Anzio, non si muovono più. Su un muro di Trastevere compare una scritta {{NDR|dei partigiani}} "Americani resistete, veniamo noi a liberarvi".<ref>Dalla conferenza al Festival della Mente, 24 marzo 2018; [https://www.youtube.com/watch?v=QYzV2IunqaM video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 12:16). {{collegamento interrotto}}</ref> *La storia è diversa della memoria: la memoria è infatti soggettiva e non può essere condivisa ma pacificata. La memoria è una trappola. La storia è ricostruire i fatti all'interno del loro contesto, a volte è l'interpretazione dei fatti se i fatti sono acclarati. Non esiste una storia oggettiva, proprio perché l'orientamento personale rischia di offuscare il giudizio.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20181220205733/http://www.sermig.org/ospiti/ultimo-ospite/20409-alessandro-barbero-all-universit%C3%A0-del-dialogo-2 Alessandro Barbero all'Università del Dialogo]'', ''sermig.org'', 14 novembre 2018.</ref> *Gli Stati Uniti dal 1945 a oggi non sono mai stati, credo, in [[pace]] in senso stretto. Nel senso che non ci fosse qualche posto del mondo dove dei soldati americani stavano combattendo e morendo.<ref>Dall'incontro ''Facciamo pace'' all'Università del Dialogo, 14 novembre 2018; [https://www.youtube.com/watch?v=lImjqBCfPOE video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 1:27:38).</ref> *L'idea che dopotutto la [[Resistenza italiana|Resistenza]] abbia avuto poco o nessun peso, in termini strettamente militari, è da relegare nell'armamentario dei luoghi comuni, apparentemente così veri e invece imprecisi e faziosi.<ref>Dal discorso per il giorno della Liberazione a Vercelli, 25 aprile 2019; [https://www.youtube.com/watch?v=Q3x9hRLWZYw video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 20:43).</ref> *Siamo un Paese {{NDR|l'Italia}} particolarmente variegato e frazionato e litigioso e spaccato, più della Francia di sicuro, o della Germania che è comunque un Paese di grandi diversità e che però non è così profondamente litigioso. E in più c'è la grande diversità geografica... Al di là del pittoresco, l'Italia è tuttora un Paese per metà fascista e per metà antifascista. E lo è sempre stato, salvo che si è fatto finta che i fascisti non fossero proprio la metà, che fossero una minoranza, invece sono chiaramente la metà del Paese.<ref>Dall'intervista di Matteo De Giuli e Stella Succi, ''[https://www.iltascabile.com/linguaggi/storia-barbero/ La storia secondo Alessandro Barbero]'', ''iltascabile.com'', 26 luglio 2019.</ref> *{{NDR|Parlando del [[Movimento delle sardine]]}} Si va troppo in fretta a dare importanza a queste cose. Il movimento esisteva da qualche settimana e già ci si chiedeva quale fosse il loro programma; ma sono solo un'increspatura nella storia.<ref>Dall'intervista di Giulia Ricci, ''[https://torino.corriere.it/politica/20_gennaio_08/alessandro-barbero-a-torino-partiti-non-rappresentano-piu-nessuno-0f845284-31f0-11ea-bc0f-5b1ee8f7f455.shtml Alessandro Barbero: «A Torino i partiti non rappresentano più nessuno»]'', ''torino.corriere.it'', 8 gennaio 2020.</ref> *Non c'è stata alcuna risposta europea a questa emergenza {{NDR|il [[Pandemia di COVID-19 del 2019-2020|Coronavirus]]}}. Da questo punto di vista l'Europa non esiste, l'[[Unione Europea]] è inesistente. Oltre a essere inesistente negli spiriti, nel senso che si è visto che ogni Paese comunque pensa esclusivamente a sé stesso, con la meravigliosa eccezione della [[Cina]] che ci manda medici [...], tutte le decisioni sono prese a livello del singolo Paese, i dati vengono raccolti e comunicati con criteri che ogni Paese ha scelto, e che non sono per nulla trasparenti fra l'altro. L'inesistenza totale dell'Europa in questo che è il più grande avvenimento storico degli ultimi 20 o 30 anni è qualcosa su cui bisognerà evidentemente poi riflettere a cose finite, perché è drammatica.<ref>Dalla diretta social con [[Giuseppe Laterza]], #CasaLaterza, 19 marzo 2020; [https://youtu.be/tj-O3lzqTYM?t=1472 video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 24:31).</ref> *La guerra, [[Hitler]], l'ha persa nel momento stesso in cui ha attaccato l'[[Unione Sovietica]], nel giugno del 1941, perché si è messo contro un nemico di cui non immaginava la potenza, i tedeschi avevano sottovalutato clamorosamente la potenza industriale, le capacità organizzative, la volontà di resistenza e la forza militare dell'Unione Sovietica.<ref>Da un audiolibro, 11 maggio 2020; [https://youtu.be/7ghvgZbzAyI?t=139 video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 2:19).</ref> *La Germania di Hitler era un Paese fondato su una concezione razziale, sull'idea del popolo eletto, i tedeschi, e gli altri popoli inferiori, fra cui noi italiani, naturalmente, e poi i subumani da eliminare: gli ebrei, gli zingari, ecco... in [[Unione Sovietica]] non c'era niente del genere. E se uno invece uno va a cercare un Paese che negli anni 30 aveva una politica razziale molto precisa e ufficiale, ecco con grande sorpresa scopriamo che gli [[Stati Uniti]], la più grande democrazia del mondo di allora, erano un paese ufficialmente razzista, dove c'era una politica razziale, dove la popolazione era censita per razze, tutt'ora {{NDR|lo è}} fra parentesi, ma dove soprattutto, in una parte dell'unione, i neri erano discriminati concretamente, non avevano diritti politici.<ref>Dall'intervento ''I totalitarismi nel XX secolo'' a ''#Maestri'', Rai 3, 2020; [https://www.raiplay.it/video/2020/04/Maestri--Alessandro-Barbero-I-totalitarismi-nel-XX-secolo--Chiara-Saraceno-Storia-della-famiglia-9a8ac6ba-b8ad-4a4f-91e0-c5bdc35b4746.html video] disponibile su ''raiplay.it''.</ref> *Allora, io devo confessare che i libri di [[Giampaolo Pansa]] non li ho mica letti tutti e a fondo perché mi prende un rigurgito a prendere in mano quei libri, tuttavia so più o meno come vengono vissuti da quelli che li leggono. Noi non possiamo essere nella testa di Giampaolo Pansa e quindi non possiamo sapere se quest'uomo, che era stato di sinistra, a un certo punto ha avuto una conversione e davvero si è detto: i vinti meritano di essere ricordati... è stata fatta un'ingiustizia in Italia... Se non si è reso conto dell'effetto che stava provocando con i suoi libri, o se se ne è reso conto ma è cinicamente andato avanti perché gli rendevano un sacco di soldi. Noi questo non possiamo più dirlo; certamente i libri sono spregevoli, non perché possano contenere delle inesattezze [...]. Ma non mi stupirei per niente neanche se questi libri riportassero soltanto episodi autentici, perché si sa da sempre in Italia che ovviamente nella Resistenza è potuto succedere di tutto. Son cose che già negli anni '50 i fascisti, che per inciso erano perfettamente liberi in democrazia di pubblicare libri in cui raccontavano queste cose, per cui queste cose le sapevano già tutti anche prima. [...] Dopodiché appunto, episodi drammatici? Tragici? Crimini? Crimini dei partigiani con l'autorizzazione delle autorità alleate, che in genere dicevano ai partigiani "Fate pulizia"? Chi può dire non importa? Certo che è sempre una tragedia, però appunto se andiamo a vedere i crimini che hanno commesso i liberatori allora? Gli eserciti che risalivano la penisola ne hanno commesso di crimini, contro la popolazione civile, contro i prigionieri di guerra... Fin da quando sono sbarcati in Sicilia, e tuttavia le popolazioni delle città italiane li accoglievano festanti, felici che fossero arrivati. Quindi appunto, il problema è che di singoli episodi se ne potranno sempre trovare in qualunque contesto per mettere in buona o cattiva luce chiunque: quello che conta è chi stava dalla parte giusta e chi stava dalla parte sbagliata. E io sfido chiunque oggi arriccia il naso davanti ai partigiani o ha i libri di Pansa sullo scaffale in bella vista a dire: "Ma tu avresti preferito che vincessero quegli altri? Ma tu vorresti vivere in un mondo in cui avrebbe vinto Hitler? E in cui le camere a gas avrebbero continuato a funzionare? Davvero?". Se tu me lo dici sinceramente mi sta bene, d'accordo. Ma io voglio vedere quali lettori dei libri di Pansa risponderebbero sì a questa domanda.<ref>Dalla diretta social con Anna Credendino, ''[https://www.facebook.com/Funambolisaperidalbasso/videos/533012464531641/ Resistenze di ieri e di oggi]'', Funamboli - Saperi dal basso, 14 maggio 2021; citato in ''[https://www.vassallidibarbero.it/2021/05/26/barbero-pansa-mi-viene-un-rigurgito-a-vedere-quei-libri/ Barbero: "Pansa? Mi viene un rigurgito a vedere quei libri"]'', ''vassallidibarbero.it''.</ref> *Sono sempre stato orgogliosamente di [[sinistra]] e continuo a esserlo. Ma la sinistra, oggi, è rimasta ingabbiata nel mondo intellettuale e nei salotti [[Borghesia|borghesi]]: non è più radicata, come un tempo, tra le fasce popolari. È una sinistra più attenta ai [[diritti umani]], temi comunque nobilissimi, che non al conflitto economico e sociale. Ma è un problema della sinistra di tutto l'Occidente.<ref>Dall'intervista di Filippo Femia a ''La Stampa'', 23 giugno 2021; citato in ''[https://www.vassallidibarbero.it/2021/06/24/alessandro-barbero-il-reddito-di-cittadinanza-va-fortificato/ Alessandro Barbero: "Il reddito di cittadinanza va fortificato"]'', ''vassallidibarbero.it''.</ref> *Il sogno che gli operai potessero diventare la parte più avanzata, più consapevole della società, e prendere il potere nelle loro mani, è fallito; il risultato è che nei Paesi occidentali non c'è più nessun partito che si presenti alle elezioni dicendo "noi rappresentiamo gli operai e vogliamo portarli al potere". Ma la sinistra era quello, nient'altro. Invece la destra, cioè la rappresentanza politica di chi vuole legge e ordine, rispetto dell'autorità e libertà d'azione per i ricchi, e non si sente offeso dalle disuguaglianze sociali ed economiche, è ben viva. E in un mondo dove la destra è molto più vitale della sinistra è inevitabile che la lettura del passato vada di conseguenza, e che si possano diffondere enormità come quella per cui il [[comunismo]] sarebbe stato ben peggio del [[fascismo]].<ref>Da Daniela Ranieri, ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/09/01/intervista-ad-alessandro-barbero-le-foibe-furono-un-orrore-ma-ricordare-quei-morti-e-non-altri-e-una-scelta-solo-politica-il-giorno-del-ricordo-e-una-tappa-di-una-falsificazione-storica/6306663/ Intervista ad Alessandro Barbero {{!}} "Le foibe furono un orrore, ma ricordare quei morti e non altri è una scelta solo politica. Il Giorno del Ricordo? È una tappa di una falsificazione storica"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 1º settembre 2021.</ref> *La lotta di classe c'è stata e l'hanno vinta i ricchi... e non hanno preso prigionieri.<ref>Citato in Marcello Colasanti, ''[https://www.agoravox.it/Barbero-e-le-donne-l-ennesima.html Barbero e le donne: l'ennesima polemica inutile (e voluta)]'', ''agoravox.it'', 26 ottobre 2021.</ref> *Nella [[Seconda guerra mondiale]] i vincitori erano dalla parte giusta, ma non faccio fatica a dire che hanno commesso orrori. Che i sovietici hanno sterminato gli ufficiali polacchi nelle fosse di Katyn, che Churchill ha fatto morire milioni di indiani ai tempi della carestia del Bengala, non faccio fatica a dire che i bombardamenti aerei degli alleati sulle città italiane e tedesche siano stati indiscriminati.<ref>Dall'intervista al liceo Torricelli di Somma Vesuviana; citato in [[Selvaggia Lucarelli]], ''[https://www.editorialedomani.it/fatti/la-lezione-dello-storico-alessandro-barbero-che-tra-putin-e-zelensky-non-si-schiera-yka6ctb2 La lezione dello storico Alessandro Barbero che tra Putin e Zelensky non si schiera]'', ''editorialedomani.it'', 19 maggio 2022.</ref> *Io penso che essere [[Destra e sinistra|di destra o di sinistra]], a volte, è una cosa proprio banalmente viscerale. Gli studenti manifestano in piazza: ti fanno simpatia, e ti vien voglia di capire cosa vogliono questi ragazzi, o ti danno fastidio, ti fanno rabbia, e speri che arrivi la polizia a bastonarli?<ref>Dall'intervista di Gregorio Romeo, ''Piazzapulita'', LA7, 3 novembre 2022; video disponibile in ''[https://tg.la7.it/cultura-e-societa/fascismo-barbero-sul-rischio-di-una-deriva-autoritaria-in-italia-e-sui-conti-con-il-passato-della-04-11-2022-177292 Fascismo, Barbero sul rischio di una deriva autoritaria in Italia e sui conti con il passato della Meloni]'', ''la7.it'', 4 novembre 2022, min. 4:33-4:48.</ref> *Dov'è il confine tra immaginario e reale? [...] La storia è sempre fatta da due elementi che bisogna far stare insieme anche se in realtà sono come l'acqua e l'olio. Da una parte i fatti oggettivi che succedono, dall'altra i riflessi che provocano nella testa della gente.<ref name="Sandrucci">Da un intervento al Salone del Libro di Torino; citato in Chiara Sandrucci, ''[https://torino.corriere.it/notizie/salone-del-libro/24_maggio_10/salone-del-libro-70-metri-di-fila-per-alessandro-barbero-all-oval-b6c40cf5-937f-45e8-835a-24bc15111xlk.shtml Salone del libro, 70 metri di fila per Alessandro Barbero. Firmacopie da record]'', ''torino.corriere.it'', 10 maggio 2024.</ref> *Il [[romanzo]] può fare quello che alla storia è vietato.<ref name="Sandrucci"/> *{{NDR|Sugli «ingredienti per una lezione di storia accattivante e godibile»}} Il primo è essere appassionati di quello che si sta per raccontare e poi essere onesti intellettualmente: dire la verità facendo capire ai propri studenti che non è sempre facile farlo.<ref>Dall'intervista di Ludovica Passeri, ''[https://tg24.sky.it/mondo/2024/05/10/alessandro-barbero-salone-del-libro Alessandro Barbero: "L'università? Non mi manca perché sono circondato da giovani"]'', ''tg24.sky.it'', 10 maggio 2024.</ref> *Storia e filosofia continuano a essere insegnate dallo stesso docente. È ancora dalla [[riforma Gentile]] che [...] ci si illudeva che si potessero mettere insieme le due cose. In realtà la riforma Gentile dava il primato alla storia, e pensava che anche della filosofia si dovesse insegnare la storia. Non so quanto voi percepite se il vostro docente è laureato in storia o filosofia, di solito l'approccio cambia molto. Noi storici la pensiamo come Salvemini: la filosofia non sarebbe dannosa, sarebbe solo inutile, se non fosse che fa perdere tempo. È uno scherzo, la filosofia serve molto, ma è una cosa diversa dalla storia.<ref>Da un intervento al Salone del Libro di Torino; citato in ''[https://www.orizzontescuola.it/barbero-storia-e-filosofia-continuano-a-essere-insegnate-dallo-stesso-docente-ma-sono-diverse/ Barbero: "Storia e filosofia continuano a essere insegnate dallo stesso docente, ma sono diverse"]'', ''orizzontescuola.it'', 11 maggio 2024.</ref> *È legittimo dire che nei [[Occidente|nostri paesi]] il tasso di democrazia e benessere è incomparabile con altri. L'errore logico, invece, è dire che questi Paesi vogliono il bene del mondo e che gli altri, illiberali e malvagi, sono un pericolo per il resto del mondo. Non c'è nessun motivo di pensare che un Paese democratico non sia un pericolo per altri Paesi e che invece uno autoritario lo sia automaticamente. È un pregiudizio privo di senso. È poi sbagliato pensare che il mondo sia cominciato ieri.<ref name="Petrizzelli">Dall'intervento alla "Festa del Fatto Quotidiano", Roma, 9 settembre 2025; citato in Davide Petrizzelli, ''[https://www.torinotoday.it/attualita/barbero-armamenti-russia-festa-fatto-quotidiano-2025.html Barbero sul rischio invasione dalla Russia: "Un errore logico che non giustifica l'aumento delle spese per le armi"]'', ''torinotoday.it'', 15 settembre 2025.</ref> *Dire che l'[[Europa]] è moralmente superiore alla [[Cina]] funzionerebbe se anche i cinesi la pensassero così. Invece i cinesi conoscono la propria storia e la nostra. Quante volte la Cina ha invaso l'Inghilterra? Mai. Quante volte l'Inghilterra ha invaso la Cina? Come minimo tre negli ultimi due secoli. Due volte per evitare la proibizione dell'oppio coltivato in India, imponendo le proprie regole. La terza volta insieme agli altri europei per sedare la rivolta dei boxer. La storia insegna che noi siamo sempre stati una minaccia per loro, non viceversa.<ref name="Petrizzelli"/> {{Int|''[http://www.tusciaweb.eu/2017/11/va-incoraggiato-promuove-un-islam-tollerante/ "Va incoraggiato chi promuove un Islam tollerante..."]''|Intervista di David Crescenzi, ''tusciaweb.eu'', novembre 2017.}} *Non sono sicuro che un cristiano o un musulmano, dalla totale e perfetta appartenenza alla propria religione, possano dirsi pienamente compatibili con dei cittadini laici. Ma la Repubblica è fatta per tener dentro tutti. Purché si rispettino principi di fondo, come l'uguaglianza, il rispetto delle regole da parte di tutti e l'impegno a non sollevare gli uni contro gli altri. *L'[[Islam]] in senso religioso è certamente diviso, come lo è anche il Cristianesimo. Oggi siamo abituati a una visione irenica in cui tutte le varie fedi cristiane coesistono abbastanza bene e dove solo una, quella cattolica, ha un leader di statura internazionale come il papa. Quindi, soprattutto noi che viviamo in un paese cattolico, tendiamo a pensare che il cristianesimo sia più unitario, cosa che non è, e ad immaginarci un Islam monolitico, quando in realtà non lo è affatto. *Nella tradizione islamica non c'è una sola interpretazione. O meglio, un maestro può anche dire che l'interpretazione vera sia la sua, ma il maestro della moschea accanto può sostenere il contrario. E poi c'è da dire che, anche laddove i testi sacri sono estremamente espliciti, i fedeli di ogni religione, storicamente, hanno sempre avuto una grandissima capacità di dimenticarseli e di considerarli tacitamente decaduti. Per cui, quand'anche qualcuno dimostrasse che un certo passo del [[Corano]] inciti a fare la guerra agli "infedeli", la questione diventerebbe quella di aiutare il mondo musulmano a non pensare più a quel versetto. Così come è accaduto per noi nel mondo cristiano, che certo non andiamo più ripetendo la massima di San Paolo "La donna taccia nell'assemblea!". Sta scritta nel [[Nuovo Testamento]], ma fingiamo che non ci sia. Insomma, in tutte le religioni, un conto sono i libri sacri con le loro contraddizioni, dove si può trovare tutto ciò che si vuole. Un altro è l'atteggiamento dell'interprete. Qui, la sfida è incoraggiare chi trova significati che facilitano convivenza e tolleranza anziché chi trova messaggi aggressivi, che pure ci sono. *È indubbio che esista un Islam intollerante, come del resto è esistito un [[Cristianesimo]] intollerante. Anzi, per gran parte della sua storia, il Cristianesimo è stato molto intollerante. Però, oggi, noi viviamo in una fase felice perché il Cristianesimo, nel suo insieme, è molto più tollerante di una volta, pur avendo le sue sacche di intolleranza, specie in materia di vita sessuale. *[...] noi italiani viviamo in una [[democrazia]] in cui una maggioranza cattolica, dal concordato del '29, impone al paese leggi che ne mutuano la visione confessionale. È un fatto di cui molti nemmeno si accorgono, mentre ad altri dà un po' fastidio. Ora, dal punto di vista teorico, per uno stato [[laicità|laico]] questo non sta in cielo né in terra. Però, in pratica, sappiamo tutti che nella nostra repubblica si può convivere. Avere una maggioranza cattolica che in Italia vieta certe leggi e ne impone certe altre è una seccatura, è un fastidio, è un limite della nostra [[libertà]]. {{Int|''Le "visioni" di uno storico''|Dalla conferenza al Festival della Comunicazione, Camogli, 2018; [http://youtu.be/10KJ_EcnlxA video] disponibile su ''youtube.com''.}} *[...] la [[storia]] non ha leggi, non ha certezze, la storia è caotica come la vita di ciascuno di noi, è influenzata da mille cose che non possiamo prevedere, va in direzioni che non ci aspettiamo, non si può irrigidire in leggi. Però, secondo me, una legge della storia c'è: non bisogna invadere la Russia. Ebbene, anche questa legge così semplice, evidente, facile da capire, i più potenti politici degli ultimi secoli l'hanno ignorata alla grande! Io per me sarei tentato di aggiungere anche l'Afghanistan, devo confessarvi... (min. 06:26-07:08) *La storia potrebbe anche essere ''magistra vitae'', però bisogna che ci sia qualcuno che vuole imparare. (min. 08:38-08:44) *Finché una cosa sta succedendo, avviene nella totale incertezza, nella totale fluidità. Poi una volta che una cosa è successa, acquista una forza spaventosa, acquista la stabilità di un macigno. Sono successe le cose. Sono quelle. Ed è allora che noi, per una stortura che è comune a tutti noi, diciamo: ah be', doveva andare a finire così per forza! Capite il problema logico: lo dici solo dopo. Prima non lo dici mai [...] (min. 13:43-14:15) *Per tanto tempo gli storici [...] hanno raccontato del grande [[Regno Unito di Israele|Regno di Israele]], che mille anni prima di Cristo esisteva in [[Palestina]], un grande e potente regno, con una grande città come capitale: [[Gerusalemme]]. Grandiosi edifici, il [[tempio di Salomone]], i suoi gloriosi [[Davide|Re Davide]], [[Salomone]]. Gli storici raccontavano questo, perché le uniche fonti che avevamo erano i racconti dell'Antico Testamento. Poi gli archeologi israeliani hanno cominciato a scavare alla ricerca di questo grande regno e della sua grande capitale. Hanno cominciato a scavare, hanno continuato a scavare, dopo un po' hanno cominciato a dirsi "Mah, sai che qui non viene mica fuori niente?! Veramente siamo arrivati allo strato di mille anni fa", non c'era niente. Qualche focolare di nomadi. Dopo un po' gli storici e gli archeologi israeliani hanno cominciato a dirlo che loro stavano trovando questo. Ovviamente i politici israeliani non sono stati contenti, e neanche l'opinione pubblica, ma — e va detto a imperituro onore degli archeologi israeliani — gli archeologi israeliani sono andati avanti e hanno dimostrato che il grande Regno di Israele mille anni prima di Cristo non è mai esistito. Non c'era Gerusalemme, non c'era il tempio di Salomone, non c'era niente. Solo dei nomadi che vagavano nella steppa. (min. 56:10-57:38) {{Int|''[https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/01/23/i-parlamenti-non-dovrebbero-esprimersi-sulla-storia-mai/5682465/ Alessandro Barbero: "La Ue che equipara nazismo e comunismo? I Parlamenti non dovrebbero esprimersi sulla storia"]''|Intervista di Daniela Ranieri, ''ilfattoquotidiano.it'', 23 gennaio 2020.}} *Il [[nazismo]] è un'ideologia inventata in Germania da [[Hitler]] e i suoi soci, è durata 20 anni; essere nazista vuol dire essere d'accordo con quella cosa. Il [[comunismo]] è esistito per 150 anni, in tutto il mondo, ha avuto milioni di fedeli e militanti. In alcuni casi questi sono andati al potere e hanno commesso delitti. Ma il comunismo non ha mai voluto dire prendere il potere per mandare la gente nei lager. Erano quelli che lottavano per i diritti della povera gente, e finivano loro nei lager. *In qualche cassetto ho una tessera del [[Partito Comunista Italiano|PCI]] firmata da [[Enrico Berlinguer]], con la falce e il martello; voglio vedere chi venga a dirmi che me ne devo vergognare. *Alcuni volutamente confondono [[antisemitismo]] e opposizione alla politica israeliana. [...] C'è chi ha interesse a impedire che si critichi lo Stato di [[Israele]]. Questo è un antisemitismo inventato. *Possono passare secoli in cui un sistema iniquo riesce a farsi accettare, magari anche a creare consenso, e poi esplode. Non c'è motivo di pensare che questo [[capitalismo]] disgraziato stia per finire, ma non c'è nemmeno certezza che un giorno la [[Rivoluzione]] non arrivi. *{{NDR|In [[Polonia]]}} Si ostinano a pensare che i nazisti erano meglio dei comunisti, [...] si cerca di non far ricordare l'entusiasmo con cui molti polacchi hanno partecipato allo sterminio degli ebrei. Nella loro concezione distorta può nascere l'idea che la falce e martello faccia orrore quanto la [[svastica]]. {{Int|''Diego Bianchi intervista il Prof. Alessandro Barbero''|Da ''Propaganda Live'', LA7, 12 febbraio 2021; [https://www.la7.it/propagandalive/video/diego-bianchi-intervista-il-prof-alessandro-barbero-12-02-2022-422892 video] disponibile su ''la7.it''.}} *{{NDR|«Qual è la cosa del mondo intorno che più ti angoscia?»}} È un lungo elenco. Io in genere sono uno che non fa classifiche. [...] Siamo entrati in una lunga epoca in cui ormai la [[Lotta di classe|guerra di classe]] l'hanno vinta i ricchi, e i ricchi saranno sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri. Quella è una cosa grossa effettivamente, e a me angoscia. Io sono abbastanza egoista e autistico da dire: «Vabbè, io vivo la mia vita». Però se ci penso quella è la cosa che fa più rabbia, ecco, più che angoscia la cosa che fa più rabbia del mondo di oggi. Perché poi non lo dice nessuno, lo dicono quelli che tanto nessuno sta a sentire. Però ufficialmente va tutto a meraviglia: viviamo in democrazia. [...] Adesso esce qualche articolo su come i miliardari in Italia si sono raddoppiati negli anni della pandemia {{NDR|di COVID-19}}. Però [...] non è colpa della pandemia: è proprio che l'Occidente ha preso quel giro lì. Ma noi ce lo ricordiamo: è tutta colpa di Margaret Thatcher e Ronald Reagan, che brucino all'inferno. (min. 1:50-2:50) *{{NDR|Sull'alternanza scuola-lavoro}} La scuola serve a fare sì che gli esseri umani abbiano tutti un terreno comune, ricco, complesso; imparino a confrontarsi con situazioni diverse, con vite diverse. {{NDR|Quando}} tu studi letteratura, impari a vivere altre vite oltre alla tua; studi la storia, ed è la stessa cosa. E anche lo studio scientifico, che a me personalmente è alieno – strappavo la sufficienza a gran fatica –, anche quello ti apre la testa e ti aiuta a pensare. [...] È chiaro, ci sono indirizzi di scuola che ti insegnano anche i fondamenti del tuo futuro mestiere. Meno male che l'alberghiero ti insegna a cucinare! Però anche all'alberghiero si studia anche la letteratura, e la storia: questo significa aprire le teste delle persone. Ora la sensazione che il discorso sia: «Siccome l'economia è l'unica cosa che importa, il profitto è l'unica cosa che importa; e l'economia ha bisogno di tecnici, di esecutori, non di gente che critica! Magari forse andare a scuola troppo a lungo a cosa serve, se non a creare appunto della gente che poi non ubbidisce?». Io ogni tanto ho l'impressione che poi inconsciamente le classi dirigenti nostre di oggi, dell'Occidente di oggi, abbiano un po' in testa questa cosa qui. È chiaro che se invece che a scuola per un po' di ore li mandi a lavorare, sotto un capo che li dà degli ordini, con cui non è che discuti ma ubbidisci, cominci [...] prima. (min. 13:40-15:20) * [...] benché le foibe siano chiaramente una tragedia, uno dei tanti episodi spaventosi della seconda guerra mondiale, stabilire per legge che in Italia quello specifico episodio, quella specifica tragedia viene trasformata in un giorno {{NDR|[[Giorno del ricordo]]}} che tutti devono ricordare è una scelta politica, forzata; è una scelta ideologica, è una scelta divisiva [...]. (min. 16:40-17:22) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo''=== L'anno 1848 finirà presto. Le foglie degli aceri sono morte, e il vento che le spazza via odora già di neve. Ho settantotto anni, che sono una bella età anche in questo secolo di progresso, e credo che anch'io finirò presto. Può darsi che l'elettricità, il vapore e la strada ferrata permettano un giorno agli uomini di vivere più a lungo, ma mi sembra più probabile il contrario, nonostante le chiacchiere dei giornalisti; ad ogni modo, io non lo saprò mai. La [[gotta]] ha preso possesso del mio piede sinistro, e sta scavandosi la via verso l'alto, sicché un giorno o l'altro arriverà a bussare al cuore; non lo rimpiango, perché penso a tutto il roast-beef che ho mangiato, a tutto il Bordeaux che ho bevuto, e credo che ne sia valsa la pena, ma non posso nascondermi che sarò fortunato se arriverò a vedere un altro autunno. ===''Carlo Magno''=== È il luglio del 799, e il re dei Franchi, [[Carlo Magno|Carlo]], è accampato a Paderborn, nel cuore della Sassonia conquistata. C'è gran traffico di muratori e falegnami, convogli di carri carichi di mattoni e calcina giungono ogni giorno lungo le piste di terra battuta, altri materiali arrivano per via d'acqua, risalendo i fiumi su chiatte e barconi: in mezzo alle foreste e alle paludi il re sta costruendo una nuova città, che sarà l'avamposto della Cristianità in mezzo ai pagani da poco convertiti, con un palazzo e una basilica capaci di rivaleggiare con quelli di Aquisgrana. ===''Gli occhi di Venezia''=== C'era stato il sole per tutto il giorno, ma adesso il vento dalla laguna si era rinfrescato e il cielo su Venezia cominciava a intorbidire. Matteo, ritto sul ponteggio principale del palazzo in costruzione, si asciugò il sudore con la manica fradicia della camicia, per l'ennesima volta: d'estate le giornate di lavoro cominciavano presto e non finivano mai. Guardò il sole per valutare quanto mancava al tramonto; nessuna chiesa aveva ancora suonato il vespro, nemmeno quella dei Frari che da un po' di tempo, per chissà quale mania del campanaro, lo suonava sempre prima delle altre. ===''L'ultimo rosa di Lautrec''=== Il nano procedeva cautamente, puntando davanti a sé il bastone da passeggio, come se sperasse di tenere a distanza l'acciottolato. Ci voleva poco per inciamparci, del resto: la ripida stradina di periferia scendeva a precipizio verso la place Blanche, e alzando gli occhi da terra ci si smarriva subito nel candore ovattato d'un cielo invernale, striato dal fumo dei camini. Poco sicuro delle proprie gambe, il nano cercava di tenersi accostato alle case, ma senza sfiorarle, per non sporcarsi; perché erano assai sudicie. ===''Romanzo russo''=== Quando si atterra a [[Mosca (Russia)|Mosca]] col buio, mentre l'aeroplano vira lentamente sulla città in attesa che trasmettano il segnale di via libera, è facile che l'occhio incontri dal finestrino il grattacielo dell'Università, sui Monti dei Passeri. Le luci sono accese dietro innumerevoli finestre, fioche, è vero, ma nella notte brillano; e sulla guglia più alta brucia ancora la stella rossa, come una volta. Per adesso il grattacielo sta lì può anche darsi che un giorno lo facciano saltare con la dinamite, e al suo posto scavino, chissà, una piscina, ma non mi pare che se ne sia ancora parlato seriamente, e del resto sarebbe un peccato. ===''Brick for stone'' === ''Tames Square stamattina è deserta. Le strade sono ricoperte di cartacce e coriandoli, palloncini afflosciati, cicche di sigarette e vetri rotti. Ogni tanto passa un taxi vuoto o una macchina della polizia, a passo d'uomo; ma non c'è niente da controllare, a quest'ora stanno dormendo tutti e il loro fiato sa di alcol. Secondo la televisione, ieri sera c'era un milione di persone a festeggiare il Capodanno, e io ero uno di loro. [...] Nessuno mi riconosceva per quello che ero''. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro Barbero, ''Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo'', ''L'ultimo rosa di Lautrec'', ''Romanzo russo'', Mondadori. *Alessandro Barbero, ''Carlo Magno: un padre dell'Europa'', Laterza, 2004. ISBN 8842072125 *Alessandro Barbero, ''Gli occhi di Venezia'', Mondadori, 2011. ISBN 9788804595434 ==Voci correlate== *''[[Dietro le quinte della Storia]]'' (scritto con Piero Angela, 2012) ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo}} (1995) {{Pedia|Romanzo russo}} (1998) {{Pedia|Gli occhi di Venezia}} (2011) {{DEFAULTSORT:Barbero, Alessandro}} [[Categoria:Saggisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 4f3pib82gqsbt14fvektx2lj38zf8tx Divina Commedia 0 9966 1426305 1426245 2026-09-12T17:22:10Z Micione 5365 +1 e amplio 1 1426305 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua|descrizione=altri significati|titolo=[[La Divina Commedia (disambigua)]]}} [[File:Divina Commedia 1555 Edition.png|thumb|Frontespizio dell'edizione giolitina, la prima intitolata ''La Divina Comedia'' (1555)]] {{Torna a|Dante Alighieri}} '''''Divina Commedia''''', conosciuta anche come '''''Comedìa''''' o '''''Commedia''''', poema allegorico-didascalico di [[Dante Alighieri]] scritto tra il 1304 e il 1321. ==''Inferno''== [[File:Alighieri - Divina Commedia, Nel mille quatro cento septe et due nel quarto mese adi cinque et sei - 2384293 id00022000 Scan00006.jpg|miniatura|Incipit dell'''editio princeps'' (1472)]] ===[[Incipit]]=== <poem> Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita. </poem> ===Citazioni=== *''Allor fu la [[paura]] un poco queta, | che nel lago del cor m'era durata | la [[notte]] ch'i' passai con tanta pieta.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|paura|I, 19-21}}) *''Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta | una lonza {{NDR|lince o leopardo}}''<ref>La lonza, nella simbologia medievale dantesca, rappresenta la [[lussuria]].</ref>'' leggiera e presta molto, | che di pel maculato era coverta; | e non mi si partìa dinanzi al volto, | anzi 'mpediva tanto il mio cammino, | ch'i' fui per ritornar più volte vòlto''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|Ed ecco|I, 31-36}}) *''Ma non sì che [[paura]] non mi desse | la vista che m'apparve d'un [[leone]]''<ref>Rappresenta qui la [[superbia]].</ref>''. | Questi parea che contra me venisse | con la test'alta e con rabbiosa [[fame]], | sì che parea che l'aere ne tremesse. | Ed una [[lupo|lupa]]''<ref>La lupa è per Dante il simbolo dell'[[avarizia]].</ref>'', che di tutte brame | sembrava carca ne la sua magrezza, | e molte genti fè già viver grame, | questa mi porse tanto di gravezza | con la paura ch'uscìa di sua vista, | ch'io perdei la [[speranza]] de l'altezza.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|ma non sì che paura non mi desse|I, 44-54}}) *''O de li altri poeti onore e lume, | vagliami 'l lungo studio e 'l grande amore | che m' ha fatto cercar lo tuo volume. | Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore, | tu se' solo colui da cu' io tolsi | lo bello stilo che m' ha fatto onore. | Vedi la bestia per cu' io mi volsi; | aiutami da lei, famoso saggio, | ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi.'' (Dante a Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|altri poeti|I, 82-90}}) *[...] ''ché questa bestia, per la qual tu gride, | non lascia altrui passar per la sua via, | ma tanto lo 'mpedisce che l'uccide; || e ha natura sì malvagia e ria, | che mai non empie la bramosa voglia, | e dopo 'l pasto ha più fame che pria. || Molti son li animali a cui s'ammoglia | e più saranno ancora, infin che 'l [[veltro]] | verrà, che la farà morir con doglia. || Questi non ciberà terra né peltro, | ma sapïenza, amore e virtute, | e sua nazion sarà tra feltro e feltro. || Di quella umile Italia fia salute | per cui morì la vergine Cammilla, | Eurialo e Turno e Niso di ferute. || Questi la caccerà per ogne villa | fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno | là ove 'nvidia prima dipartilla.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|altro viaggio|I, 94-111}}) *''O muse, o alto ingegno, or m'aiutate; | o mente che scrivesti ciò ch'io vidi, | qui si parrà la tua nobilitate.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|O muse, o alto ingegno, or m'aiutate|II, 7-9}}) *''Se' savio; intendi me' ch'i' non ragiono.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Intendi me' ch'i' non ragiono|II, 36}}) *[...] ''l'anima tua è da viltade offesa; | la qual molte fïate l'omo ingombra | sì che d'onrata impresa lo rivolve, | come falso veder bestia quand'ombra.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|L'anima tua è da viltade offesa|II, 45-48}}) *[...] ''l'amico mio, e non de la ventura'' [...]. (Beatrice su Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|l'amico mio, e non de la ventura|II, 61}})<ref>{{Cfr.}} [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/53|p. 21]].</ref> *''Temer si dee di sole quelle cose | c'hanno potenza di fare altrui male; | de l'altre no, ché non son [[paura|paurose]].'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Temer si dee di sole quelle cose|II, 88-90}}) *''[[Maria|Donna]] è gentil nel ciel che si compiange | di questo 'mpedimento ov'io ti mando, | sì che duro giudicio là sù frange.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Donna è gentil nel ciel che si compiange|II, 94-96}}) *''[[Santa Lucia|Lucia]], nimica di ciascun crudele'' [...]. (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Lucia|II, 100}}) *''Or va, ch'un sol volere è d'ambedue: | tu duca, tu segnore e tu maestro.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Or va, ch'un sol volere è d'ambedue|II, 139-140}}) *''Per me si va ne la [[inferno|città dolente]], | per me si va ne l'etterno dolore, | per me si va tra la perduta gente. | [[Giustizia]] mosse il mio alto fattore; | fecemi la divina podestate, | la somma sapïenza e 'l primo amore. | Dinanzi a me non fuor cose create | se non etterne, e io etterno duro. | Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Per me si va ne la città dolente|III, 1-9}}) *''Non ragioniam di lor, ma guarda e passa''.<ref>Vedi ''[[w:Non ragioniam di lor, ma guarda e passa|Non ragioniam di lor, ma guarda e passa]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|non ragioniam di lor, ma guarda e passa|III, 51}}) *{{NDR|Su [[papa Celestino V]]<ref>Dante non indica espressamente il nome dell'anima a cui si riferisce. La maggior parte dei critici concorda sul fatto che si tratti di Pietro da Morrone (ovvero Celestino V), ma altre teorie propendono per [[Esaù]] o [[Ponzio Pilato]]. Per approfondire vedi ''[[w:Che fece per viltade il gran rifiuto|Che fece per viltade il gran rifiuto]]'' su Wikipedia.</ref>}} [...] ''colui | che fece per viltade il gran rifiuto''. (III, 59-60) *''A Dio spiacenti e a' nemici sui''. (III, 63) *''Ed ecco verso noi venir per nave | un vecchio {{NDR|[[Caronte]]}}, bianco per antico pelo, | gridando: "Guai a voi, anime prave! || Non isperate mai veder lo cielo: | i' vegno per menarvi a l'altra riva | ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo. || E tu che se' costì, anima viva, | pàrtiti da cotesti che son morti". | Ma poi che vide ch'io non mi partiva, || disse: "Per altra via, per altri porti | verrai a piaggia, non qui, per passare: | più lieve legno convien che ti porti".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Ed ecco|III, 82-93}}) *''Vuolsi così colà dove si puote | ciò che si vuole, e più non dimandare.''<ref name=vuolsi>Vedi ''[[w:Vuolsi così colà dove si puote|Vuolsi così colà dove si puote]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|vuolsi così colà dove si puote|III, 95-96}}) *''Quinci fuor quete le lanose gote | al nocchier de la livida palude, | che 'ntorno a li occhi avea di fiamme rote.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|nocchier|III, 97-99}}) *''[[Caronte|Caron]] dimonio, con [[occhio|occhi]] di bragia | loro accennando, tutte le raccoglie; | batte col remo qualunque s'adagia.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Caron dimonio|III, 109-111}}) *''«Figliuol mio», disse 'l maestro cortese, | «quelli che muoion nell'[[ira di Dio]] | tutti convegno qui d'ogni paese; e pronti sono a trapassar lo rio | ché la divina giustizia li sprona, sì che la tema si volve in disìo».'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Figliuol mio|III, 121–125}}) *{{NDR|Su [[Virgilio]]}} ''Onorate l'altissimo poeta''. (IV, 80) *''Mira colui con quella spada in mano, | che vien dinanzi ai tre sì come sire: | quelli è [[Omero]] poeta sovrano''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Mira colui|IV, 86–88}}) *''Poi ch'innalzai un poco più le ciglia, | vidi 'l maestro di color che sanno {{NDR|[[Aristotele]]}} | seder tra filosofica famiglia''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Poi ch'innalzai|IV, 130-132}}) *''[[Democrito]], che 'l mondo a caso pone.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Democrito|IV, 136}}) *''E vidi il buono accoglitor del quale, | [[Dioscoride|Dïascoride]] dico''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|E vidi|IV, 139-140}}) *''Così discesi del cerchio primaio | giù nel secondo, che men loco cinghia | e tanto più dolor, che punge a guaio. | Stavvi [[Minosse|Minòs]] orribilmente, e ringhia: | essamina le colpe ne l'intrata; | giudica e manda secondo ch'avvinghia.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Così discesi|V, 1-6}}) *''"O tu che vieni al doloroso ospizio", | disse Minòs a me quando mi vide, | lasciando l'atto di cotanto offizio, | "guarda com'entri e di cui tu ti fide; | non t'inganni l'ampiezza de l'intrare!". | E 'l duca mio a lui: "Perché pur gride? | Non impedir lo suo fatale andare: | vuolsi così colà dove si puote | ciò che si vuole, e più non dimandare".''<ref name=vuolsi/> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|O tu che vieni|V, 16-21}}) *''«La prima di color di cui novelle | tu vuo' saper» mi disse quelli {{NDR|Virgilio}} allotta, | «fu imperadrice di molte favelle. | A vizio di [[lussuria]] fu sì rotta, | che lìbito fé licito in sua legge | per tòrre il biasimo in che era condotta. | Ell'è [[Semiramide|Semiramis]], di cui si legge | che succedette a Nino e fu sua sposa: | tenne la terra che 'l Soldan corregge. | L'altra è [[Didone|colei]] che s'ancise amorosa | e ruppe fede al cener di Sicheo; | poi è [[Cleopatra|Cleopatràs]] lussurïosa''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|La prima di color di cui novelle|V, 52–63}}) *''Siede [[Romagna|la terra]] dove nata fui | su la marina dove 'l Po discende | per aver pace co' seguaci sui.'' ([[Francesca da Rimini]]: V, 97-99) *''[[Amore|Amor]], ch'al cor gentil ratto s'apprende, | prese costui de la bella persona | che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. | Amor, ch'a nullo amato amar perdona, | mi prese del costui piacer sì forte, | che, come vedi, ancor non m'abbandona. | Amor condusse noi ad una morte. | Caina attende chi a vita ci spense.''<ref>Vedi ''[[w:Amor, ch'a nullo amato amar perdona|Amor, ch'a nullo amato amar perdona]]'' su Wikipedia.</ref> (Francesca da Rimini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Amor|V, 100-107}}) *''E quella {{NDR|Francesca}} a me: «Nessun maggior [[dolore]] | che ricordarsi del tempo [[felicità e infelicità|felice]] | ne la [[felicità e infelicità|miseria]]; e ciò sa 'l tuo dottore».'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|E quella a me|V, 121-123}}) *''Quando leggemmo il disïato riso | esser basciato da cotanto amante, | questi, che mai da me non fia diviso, | la bocca mi basciò tutto tremante.''<ref>Secondo [[Umberto Saba]] (''Scorciatoie e raccontini'') il verso «''La bocca mi baciò tutto tremante''» è uno dei due più belli della letteratura italiana insieme a «''L'uno buggera l'altro, Santità''», tratto da un sonetto classicamente attribuito a [[Giuseppe Gioachino Belli]] ma probabilmente apocrifo.</ref>'' | Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse: | quel giorno più non vi leggemmo avante.''<ref>Vedi ''[[w:Galeotto fu il libro|Galeotto fu il libro]]'' su Wikipedia.</ref> (Francesca da Rimini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Quando leggemmo|V, 133-138}}) *''Mentre che l'uno spirto questo disse, | l'altro piangëa, sì che di pietade | io venni men così com'io morisse. | E caddi come corpo morto cade.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Mentre che l'uno spirto questo disse|V, 139-142}}) *''Voi cittadini mi chiamaste Ciacco: | per la dannosa colpa della [[Gola (ingordigia)|gola]], | come tu vedi, alla pioggia mi fiacco''. (Ciacco: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VI|Voi cittadini mi chiamaste Ciacco|VI, 52–54}}) *''Giusti son due, e non vi sono intesi; | superbia, invidia e avarizia sono | le tre faville c'hanno i cuori accesi.'' (Ciacco: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VI|Giusti son due, e non vi sono intesi|VI, 73-75}}) *''Pape Satàn, pape Satàn aleppe!''<ref>Vedi ''[[w:Pape Satàn, pape Satàn aleppe|Pape Satàn, pape Satàn aleppe]]'' su Wikipedia.</ref> (Pluto: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Pape Satàn|VII, 1}}) *''Questi fuor cerchi, che non han coperchio | piloso al capo, e [[papa|papi]] e [[cardinale|cardinali]], | in cui usa [[avarizia]] il suo soperchio.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Questi fuor cherci|VII, 46–48}}) *''E quelli a me: Oh creature sciocche, | quanta ignoranza è quella che v'offende!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|E quelli a me: Oh creature sciocche|VII, 70-71}}) *''Fitti nel limo dicon:'' {{NDR|gli [[ira]]condi}}'' "Tristi fummo | ne l'aere dolce che dal sol s'allegra, | portando dentro accidïoso fummo: | or ci attristiam ne la belletta negra". | Quest'inno si gorgoglian ne la strozza, | ché dir nol posson con parola integra.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Fitti nel limo|VII, 121–126}}) *''Or se' giunta, anima fella!'' (il demone [[Flegias|Flegiàs]] a Dante; {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Or se' giunta|VIII, 18}}) *''Quanti si tegnon or là sù gran regi | che qui staranno come porci in brago, | di sé lasciando orribili dispregi!'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Quanti si tegnon|VIII, 49-51}}) *''Chi è costui che sanza morte | va per lo regno de la morta gente?'' (demoni: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Chi è costui che sanza morte|VIII, 84-85}}) *''Chi m' ha negate le dolenti case!'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Chi m' ha negate|VIII, 120}}) *''O voi ch'avete li 'ntelletti sani, | mirate la dottrina che s'asconde | sotto 'l velame de li versi strani.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IX|O voi|IX, 61-63}}) *''Però a la dimanda che mi faci | quinc'entro satisfatto sarà tosto, | e al disio ancor che tu mi taci. || E io: «Buon duca, non tegno riposto | a te mio cuor se non per dicer poco, | e tu m'hai non pur mo a ciò disposto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto X|Però a la dimanda che mi faci|X, 16-21}}) *''Ed el mi disse: "Volgiti! Che fai? | Vedi là Farinata che s'è dritto: | da la cintola in sù tutto 'l vedrai". || Io avea già il mio viso nel suo fitto; | ed el s'ergea col petto e con la fronte | com'avesse l'inferno a gran dispitto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto X|Ed el mi disse|X, 31-36}}) *''D'ogne malizia, ch'odio in cielo acquista, | ingiuria è 'l fine, ed ogne fin cotale | o con forza o con frode altrui contrista. | Ma perché frode è de l'uom proprio male, | più spiace a Dio; e però stan di sotto | li frodolenti, e più dolor li assale.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|D'ogne malizia|XI, 22-27}}) *''Puossi far forza ne la deïtade, | col cor negando e [[bestemmia]]ndo quella, | e spregiando natura e sua bontade; | e però lo minor giron suggella | del segno suo e Soddoma e Caorsa | e chi, spregiando Dio col cor, favella.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|Puossi far forza|XI, 46-51}}) *''La [[frode]], ond'ogne coscïenza è morsa, | può l'omo usare in colui che 'n lui fida | e in quel che fidanza non imborsa. | Questo modo di retro par ch'incida | pur lo vinco d'amor che fa natura; | onde nel cerchio secondo s'annida | ipocresia, lusinghe e chi affattura, | falsità, ladroneccio e simonia, | ruffian, baratti e simile lordura.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|La frode|XI, 52-60}}) *''O sol che sani ogne vista turbata, | tu mi contenti sì quando tu solvi, | che, non men che saver, dubbiar m'aggrata.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|O sol che sani|XI, 91-93}}) *''Da queste due, se tu ti rechi a mente | lo Genesì dal principio, convene | prender sua vita e avanzar la gente | e perché l'[[usura|usuriere]] altra via tene, | per sé natura e per la sua seguace | dispregia, poi ch'in altro pon la spene.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|Da queste due, se|XI, 106-111}}) *[...] ''e 'n su la punta de la rotta lacca | l'infamïa di [[Creta|Creti]] era distesa || che fu concetta ne la falsa vacca; | e quando vide noi, sé stesso morse, | sì come quei cui l'ira dentro fiacca. || Lo savio mio inver' lui gridò: "Forse | tu credi che qui sia 'l [[Teseo|duca d'Atene]], | che sù nel mondo la morte ti porse? || Pàrtiti, bestia, ché questi non vene | ammaestrato da la tua sorella, | ma vassi per veder le vostre pene". || Qual è quel toro che si slaccia in quella | c'ha ricevuto già 'l colpo mortale, | che gir non sa, ma qua e là saltella, || vid'io lo [[Minotauro]] far cotale; | e quello accorto gridò: "Corri al varco; | mentre ch'e' 'nfuria, è buon che tu ti cale"''. ([[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XII|XII, 11-27]]) *''Non han sì aspri sterpi né sì folti | quelle fiere selvagge che 'n odio hanno | tra Cecina e Corneto i luoghi cólti.'' ([[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 7-9]]) *''[[Credere|Cred]]'io ch'ei credette ch'io credesse'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|Cred'io ch'ei credette ch'io credesse|XIII, 25}}) *''Io son colui che tenni ambo le chiavi | del cor di Federigo, e che le volsi, | serrando e disserrando''. ([[Pier della Vigna]]: [[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 58-60]]) *''L'animo mio, per disdegnoso gusto, | credendo col morir fuggir disdegno, | ingiusto fece me contra me giusto''. (Pier della Vigna: [[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 70-72]]) *[...] ''Siete voi qui, [[Brunetto Latini|ser Brunetto]]?'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Siete voi qui, ser Brunetto?|XV, 30}}) *[...] ''Se tu segui tua stella, | non puoi fallire a glorïoso porto, | se ben m'accorsi ne la vita bella; | e s'io non fossi sì per tempo morto, | veggendo il cielo a te così benigno, | dato t'avrei a l'opera conforto. | Ma quello ingrato popolo maligno | che discese di Fiesole ab antico, | e tiene ancor del monte e del macigno, | ti si farà, per tuo ben far, nimico; | ed è ragion, ché tra li lazzi sorbi | si disconvien fruttare al dolce fico. | Vecchia fama nel mondo li chiama orbi; | gent'è avara, invidiosa e superba: | dai lor costumi fa che tu ti forbi. | La tua fortuna tanto onor ti serba, | che l'una parte e l'altra avranno fame | di te; ma lungi fia dal becco l'erba. | Faccian le bestie fiesolane strame | di lor medesme, e non tocchin la pianta, | s'alcuna surge ancora in lor letame, | in cui riviva la sementa santa | di que' Roman che vi rimaser quando | fu fatto il nido di malizia tanta.'' (Brunetto Latini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Se tu segui tua stella|XV, 55-78}}) *''"Se fosse tutto pieno il mio dimando", | rispuos'io lui, "voi non sareste ancora | de l'umana natura posto in bando; | ché 'n la mente m'è fitta, e or m'accora, | la cara e buona imagine paterna | di voi quando nel mondo ad ora ad ora | m'insegnavate come l'uom s'etterna: | e quant'io l'abbia in grado, mentr'io vivo | convien che ne la mia lingua si scerna.'' | [...] | ''Tanto vogl'io che vi sia manifesto, | pur che mia coscïenza non mi garra, | ch'a la Fortuna, come vuol, son presto. | Non è nuova a li orecchi miei tal arra: | però giri Fortuna la sua rota | come le piace, e 'l villan la sua marra".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Se fosse tutto pieno il mio dimando|XV, 79-96}}) *[...] ''Bene ascolta chi la nota.'' (Brunetto Latini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Bene ascolta chi la nota|XV, 99}}) *''Poi si rivolse, e parve di coloro | che [[corsa|corrono]] a Verona il drappo verde | per la campagna; e parve di costoro | quelli che vince, non colui che perde.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Poi si rivolse|XV, 121-124}}) *''Ahi quanto cauti li uomini esser dienno | presso a color che non veggion pur l'ovra, | ma per entro i pensier miran col senno!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVI|Ahi quanto cauti|XVI, 118-120}}) *''Sempre a quel ver c' ha faccia di menzogna | de' l'uom chiuder le labbra fin ch'el puote, | però che sanza colpa fa vergogna''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVI|Sempre a quel ver|XVI, 124-126}}) *''Ecco la fiera con la coda aguzza, | che passa i monti e rompe i muri e l'armi! | Ecco colei che tutto 'l mondo appuzza!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVII|Ecco la fiera con la coda aguzza|XVII, 1-3}}) *''O Simon mago, o miseri seguaci | che le cose di Dio, che di bontate | deon essere spose, e voi rapaci | per oro e per argento avolterate, | or convien che per voi suoni la tromba, | però che ne la terza bolgia state.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|O Simon mago|XIX, 1-6}}) *''O somma sapïenza, quanta è l'arte | che mostri in cielo, in terra e nel mal mondo, | e quanto giusto tua virtù comparte!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|O somma sapïenza|XIX, 10-12}}) *''E io: "Tanto m'è bel, quanto a te piace: | tu se' segnore, e sai ch'i' non mi parto | dal tuo volere, e sai quel che si tace".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Tanto m'è bel|XIX, 37-39}}) *''Ed el'' {{NDR|[[papa Niccolò III]]}} ''gridò: "Se' tu già costì ritto, | se' tu già costì ritto, [[Papa Bonifacio VIII|Bonifazio]]? | Di parecchi anni mi mentì lo scritto. | Se' tu sì tosto di quell'aver sazio | per lo qual non temesti tòrre a 'nganno | la bella donna'' {{NDR|la Chiesa}}'', e poi di farne strazio?".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Ed el gridò|XIX, 52-57}}) *''Nuovo Iasón sarà, di cui si legge | ne' Maccabei; e come a quel fu molle | suo re, così fia [[Papa Clemente V|lui]] chi Francia regge. {{NDR|[[Filippo il bello]]}}'' (papa Niccolò III: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Nuovo Iasón sarà|XIX, 85-87}}) *''Deh, or mi dì: quanto tesoro volle | Nostro Segnore in prima da san Pietro | ch'ei ponesse le chiavi in sua balìa? | Certo non chiese se non "Viemmi retro". [...] E se non fosse ch'ancor lo mi vieta | la reverenza de le somme chiavi | che tu tenesti ne la vita lieta, | io userei parole ancor più gravi; | ché la vostra avarizia il mondo attrista, | calcando i buoni e sollevando i pravi. [...] Fatto v'avete dio d'oro e d'argento; | e che altro è da voi a l'idolatre, | se non ch'elli uno, e voi ne orate cento? | Ahi, [[Costantino I|Costantin]], di quanto mal fu matre, | non la tua conversion, ma quella dote | che da te prese il primo ricco patre!'' (Dante a papa Niccolò III: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Deh, or mi dì|XIX, 90-117}}) *''Se Dio ti lasci, lettor, prender frutto | di tua lezione, or pensa per te stesso | com'io potea tener lo viso asciutto''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Se Dio ti lasci|XX, 19-21}}) *''Ancor se' tu de li altri sciocchi? | Qui vive la pietà quand'è ben morta; | chi è più scellerato che colui | che al giudicio divin passion comporta?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Ancor se' tu|XX, 27-30}}) *''Mira c' ha fatto petto de le spalle; | perché [[divinazione|volse veder troppo davante]], | di retro guarda e fa retroso calle.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Mira c' ha fatto|XX, 37-39}}) *''Suso in Italia bella giace un laco, | a piè de l'Alpe che serra Lamagna | sovra Tiralli, c'ha nome [[Lago di Garda|Benaco]]''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Suso in Italia bella|XX, 61-63}}) *''Fer la città sovra quell'ossa morte; | e per colei che 'l loco prima elesse, | Mantüa l'appellar sanz'altra sorte''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Fer la città sovra|XX, 91-93}}) *''E io: "Maestro, i tuoi ragionamenti | mi son sì certi e prendon sì mia fede, | che li altri mi sarien carboni spenti"''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Maestro, i tuoi ragionamenti|XX, 100-102}}) *''Quell'altro che ne' fianchi è così poco, | [[Michele Scoto|Michele Scotto]] fu, che veramente | de le magiche frode seppe 'l gioco.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Michele Scotto|XX, 115-117}}) *[...] ''O Malebranche, | ecco un de li anzïan di Santa Zita! | Mettetel sotto, ch'i' torno per anche | a [[Lucca|quella terra]] ch'i' ho ben fornita: | Ogn'uom v'è barattier, fuor che Bonturo; | del no, per li [[denaro|denar]], vi si fa ita.''<ref>''Ita'' in latino significa "sì".</ref> (un diavolo: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|O Malebranche|XXI, 37-42}}) *''Quel s'attuffò, e tornò sù convolto; | ma i demon che del ponte avean coperchio, | gridar: "Qui non ha loco il Santo Volto! | qui si nuota altrimenti che nel Serchio! | Però, se tu non vuo' di nostri graffi, | non far sopra la pegola soverchio". | Poi l'addentar con più di cento raffi, | disser: "Coverto convien che qui balli, | sì che, se puoi, nascosamente accaffi".''<ref>Vedi ''[[w:Qui non ha loco il Santo Volto!|Qui non ha loco il Santo Volto!]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|Quel s'attuffò|XXI, 46-54}}) *''Ed elli avea [[Flatulenza|del cul]] [[Trombettiere|fatto trombetta]].'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|ed elli|XXI, 139}}) *''Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa | coi santi, e in taverna coi ghiottoni.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXII|Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa|XXII, 14-15}}) *''Tra male gatte era venuto 'l sorco.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXII|Tra male gatte era venuto 'l sorco|XXII, 58}}) *''Ahi [[Pistoia]], Pistoia, ché non stanzi | d'incenerarti sì che più non duri, | poi che 'n mal fare il [[seme]] tuo avanzi?'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|Ahi Pistoia|XXV, 10-12}}) *''come procede innanzi da l'ardore, | per lo papiro suso, un color [[marrone|bruno]] | che non è nero ancora e 'l bianco more.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|come procede innanzi da l'ardore|XXV, 64-66}}) *''Come 'l [[ramarro]] sotto la gran fersa | dei [[giorno|dì]] canicular, cangiando sepe, | folgore par se la via attraversa, | sì pareva, venendo verso l'[[pancia|epe]] | de li altri due, un serpentello acceso, | livido e nero come gran di pepe; | e quella parte onde prima è preso | nostro [[cibo|alimento]], a l'un di lor trafisse; | poi cadde giuso innanzi lui disteso. | Lo trafitto 'l mirò, ma nulla disse; | anzi, co' piè fermati, sbadigliava | pur come sonno o febbre l'assalisse. | Elli 'l [[serpente]] e quei lui riguardava; | l'un per la piaga e l'altro per la bocca | fummavan forte, e 'l [[fumo|fummo]] si scontrava. | Taccia [[Marco Anneo Lucano|Lucano]] omai là dov'e' tocca | del misero Sabello e di Nasidio, | e attenda a udir quel ch'or si scocca. | Taccia di Cadmo e d'Aretusa [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]], | ché se quello in serpente e quella in fonte | converte [[poesia|poetando]], io non lo 'nvidio; | ché due nature mai a fronte a fronte | non trasmutò sì ch'amendue le forme | a cambiar lor matera fosser pronte. | Insieme si rispuosero a tai norme, | che 'l serpente la coda in forca fesse, | e 'l feruto ristrinse insieme l'orme. | Le gambe con le cosce seco stesse | s'appiccar sì, che 'n poco la giuntura | non facea segno alcun che si paresse. | Togliea la coda fessa la figura | che si perdeva là, e la sua pelle | si facea molle, e quella di là dura. | Io vidi intrar le braccia per l'ascelle, | e i due piè de la fiera, ch'eran corti, | tanto allungar quanto accorciavan quelle. | Poscia li piè di rietro, insieme attorti, | diventaron lo membro che l'uom cela, | e 'l misero del suo n'avea due porti. | Mentre che 'l fummo l'uno e l'altro vela | di color novo, e genera 'l pel suso | per l'una parte e da l'altra il dipela, | l'un si levò e l'altro cadde giuso, | non torcendo però le [[occhio|lucerne]] empie, | sotto le quai ciascun cambiava muso. | Quel ch'era dritto, il trasse ver' le tempie, | e di troppa matera ch'in là venne | uscir li orecchi de le gote scempie; | ciò che non corse in dietro e si ritenne | di quel soverchio, fé naso a la faccia | e le labbra ingrossò quanto convenne. | Quel che giacëa, il muso innanzi caccia, | e li orecchi ritira per la testa | come face le corna la lumaccia; | e la lingua, ch'avëa unita e presta | prima a parlar, si fende, e la forcuta | ne l'altro si richiude; e 'l fummo resta.''<ref>Nella settima bolgia delle [[w:Malebolge|Malebolge]] sono puniti i [[ladro|ladri]]. La metà di questi ha sembianze di serpente, mentre l'altra metà vanta aspetto umano, e quando un serpente morde un uomo, questo diventa serpente e l'altro diviene uomo, si scambiano i ruoli: nei versi proposti, Dante descrive la raccapricciante metamorfosi di ambedue le specie, definendosi in ciò superiore a [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]], autore delle celebri ''[[Publio Ovidio Nasone#Metamorfosi|Metamorfosi]]'', e a [[Marco Anneo Lucano|Lucano]], nipote di [[Lucio Anneo Seneca|Seneca]] e autore del ''[[Marco Anneo Lucano#Pharsalia|Bellum civile]]''. Ovidio e Lucano sono già stati visti da Dante e [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]] sua guida nel Limbo ([[s:Divina Commedia/Inferno/Canto IV|IV]], v. 90).</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|Come 'l ramarro sotto la gran fersa|XXV, 79-135}}) *''Godi, [[Firenze|Fiorenza]], poi che se' sì grande | che per mare e per terra batti l'ali, | e per lo 'nferno tuo nome si spande!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Godi, Fiorenza|XXVI, 1-3}}) *''Là dentro si martira | [[Ulisse]] e Dïomede, e così insieme | a la vendetta vanno come a l'ira; | e dentro da la lor fiamma si geme | l'agguato del caval che fé la porta | onde uscì de' Romani il gentil seme.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Rispuose a me: "Là dentro si martira|XXVI, 55-60}}) *''Considerate la vostra semenza: | fatti non foste a viver come bruti, | ma per seguir virtute e [[conoscenza|canoscenza]].'' ([[Ulisse]]: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Considerate la vostra semenza|XXVI, 118-120}}) *''Li miei compagni fec'io sì aguti, | con questa orazion picciola, al cammino, | che a pena poscia li avrei ritenuti; | e volta nostra poppa nel mattino, | de' remi facemmo ali al folle volo, | sempre acquistando dal lato mancino.'' (Ulisse: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Li miei compagni fec'io sì aguti|XXVI, 121-126}}) *''Cinque volte racceso e tante casso | lo lume era di sotto dalla [[luna]] | poi ch'entrati eravam nell'alto passo,'' [...] (Ulisse: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Cinque volte racceso|XXVI, 130-132}}) *[...] ''infin che 'l mar fu sovra noi richiuso.''<ref>Vedi ''[[w:Infin che 'l mar fu sovra noi richiuso|Infin che 'l mar fu sovra noi richiuso]]'' su Wikipedia.</ref> (Ulisse: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|infin che 'l mar fu sovra noi richiuso|XXVI, 142}}) *''Romagna tua non è, e non fu mai, | sanza guerra ne' cuor de' suoi tiranni; ma 'n palese nessuna or vi lasciai. | Ravenna sta come stata è molt'anni: | l'aguglia da Polenta la si cova, sì che Cervia ricuopre co' suoi vanni. | La terra che fé già la lunga prova | e di Franceschi sanguinoso mucchio, | sotto le branche verdi si ritrova. | E 'l mastin vecchio e 'l nuovo da Verrucchio, | che fecer di Montagna il mal governo, | là dove soglion fan d'i denti succhio. | Le città di Lamone e di Santerno | conduce il lïoncel dal nido bianco, | che muta parte da la state al verno. | E quella cu' il Savio bagna il fianco,'' {{NDR|[[Cesena]]}} ''| così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte, | tra tirannia si vive e stato franco.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|E quella|XXVII, 37-54}}) *''Io fui uom d'arme, e poi fui cordigliero, | credendomi, sì cinto, fare ammenda; | e certo il creder mio venìa intero, | se non fosse il gran prete ''{{NDR|papa Bonifacio VIII}}'', a cui mal prenda!'' (Guido da Montefeltro: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|Io fui uom d'arme|XXVII, 67-70}}) *''Ch'assolver non si può chi non si [[pentimento|pente]], | né pentere e volere insieme puossi | per la contradizion che nol consente.'' (un diavolo: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|assolver non si può chi non si pente|XXVII, 118-120}}) *''Già [[Botte|veggia]], per mezzul perdere o lulla, | com'io vidi un, così non si pertugia, | rotto dal mento infin dove si trulla. | Tra le gambe pendevan le minugia; | la corata pareva e 'l tristo sacco | che merda fa di quel che si trangugia. | Mentre che tutto in lui veder m'attacco, | guardommi e con le man s'aperse il petto, | dicendo: "Or vedi com'io mi dilacco! | vedi come storpiato è [[Maometto|Mäometto]]! | Dinanzi a me sen va piangendo [[ʿAlī ibn ʾAbī Ṭālib|Alì]], | fesso nel volto dal mento al ciuffetto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Già veggia|XXVIII, 22-33}}) *[...] ''rimembriti di Pier da Medicina, | se mai torni a veder lo dolce piano | che da Vercelli a Marcabò dichina.'' (Pier da Medicina: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Pier da Medicina|XXVIII, 73-75}}) *[...] ''Questi è desso, e non favella. | Questi, scacciato, il dubitar sommerse | in [[Gaio Giulio Cesare|Cesare]], affermando che 'l fornito | sempre con danno l'attender sofferse.'' (Pier da Medicina su Gaio Scribonio Curione: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Questi è desso|XXVIII, 98-99}}) *''E un ch'avea l'una e l'altra man mozza, | levando i moncherin per l'aura fosca, | sì che [[Emorragia|'l sangue facea la faccia sozza]], | gridò: "Ricordera' ti anche del [[Mosca dei Lamberti|Mosca]], | che disse, lasso!, 'Capo ha cosa fatta', | che fu mal seme per la gente tosca". | E io li aggiunsi: "E morte di tua schiatta"; | per ch'elli, accumulando duol con duolo, | sen gio come persona trista e matta.''<ref>Vedi ''[[w:Cosa fatta capo ha|Cosa fatta capo ha]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Mosca dei Lamberti|XXVIII, 103-111}}) *''[[coscienza morale|Coscïenza]] m'assicura, | la buona compagnia che l'uom francheggia | sotto l'asbergo del sentirsi pura.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|coscienza m'assicura|XXVIII, 115-117}}) *''«Io fui d'[[Arezzo]], e Albero da [[Siena]]», | rispuose l'un, «mi fé mettere al foco; | ma quel per ch'io mori' qui non mi mena»''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXIX|Io fui d'Arezzo|XXIX, 109-111}}) *''Or fu già mai | gente sì vana come la [[Siena|sanese]]? | Certo non la francesca sì d'assai!'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXIX|Or fu già mai|XXIX, 121-123}}) *''E io a lui: "Chi son li due tapini | che fumman come man bagnate 'l verno, | giacendo stretti a' tuoi destri confini?". || "Qui li trovai – e poi volta non dierno –", | rispuose, "quando piovvi in questo greppo, | e non credo che dieno in sempiterno. || L'una è [[Moglie di Putifarre|la falsa]] ch'accusò [[Giuseppe (patriarca)|Gioseppo]]; | l'altr'è 'l falso [[Sinone|Sinon]] greco di Troia: | per febbre aguta gittan tanto leppo".'' (XXX, 91-99) *''Maggior difetto men vergogna lava''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|Maggior difetto men vergogna lava|XXX, 142}}) *''Ché voler ciò udire è bassa voglia''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|Ché voler ciò udire è bassa voglia|XXX, 148}}) *''Dove l'argomento de la mente | s'aggiugne al mal volere e a la possa, | nessun riparo vi può far la gente''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXI|Dove l'argomento de la mente|XXXI, 55-57}}) *''"Raphèl maì amècche zabì almi", | cominciò a gridar la fiera bocca, | cui non si convenia più dolci salmi. || E 'l duca mio ver' lui: "Anima sciocca, | tienti col corno, e con quel ti disfoga | quand'ira o altra passïon ti tocca! || Cércati al collo, e troverai la soga | che 'l tien legato, o anima confusa, | e vedi lui che 'l gran petto ti doga". || Poi disse a me: "Elli stessi s'accusa; | questi è [[Nimrod|Nembrotto]] per lo cui mal coto | pur un linguaggio nel mondo non s'usa. || Lasciànlo stare e non parliamo a vòto; | ché così è a lui ciascun linguaggio | come 'l suo ad altrui, ch'a nullo è noto".''<ref>Vedi ''[[w:Raphèl maí amècche zabí almi|Raphèl maí amècche zabí almi]]'' su Wikipedia.</ref> (XXXI, 67-81) *''Qual pare a riguardar la [[Bologna|Garisenda]] | 'sotto 'l chinato, quando un nuvol vada | sovr'essa sí, che ella incontro penda | tal parve [[Anteo]] a me che stava a bada | di vederlo chinare.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXI|Garisenda|XXXI, 136 – 138}}) *''La bocca sollevò dal fiero pasto | quel peccator, forbendola a' capelli | del capo ch'elli avea di retro guasto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|La bocca sollevò dal fiero pasto|XXXIII, 1-3}}) *[...] ''Tu vuo' ch'io rinovelli | disperato dolor che 'l cor mi preme | già pur pensando, pria ch'io ne favelli.'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Tu vuo' ch'io rinovelli|XXXIII, 4-6}}) *''Questi pareva a me maestro e donno, | cacciando il lupo e' lupicini al monte | per che i Pisan veder Lucca non ponno.'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Questi|XXXIII, 28-30}}) *''Ben se' crudel, se tu già non ti duoli | pensando ciò che 'l mio cor s'annunziava; | e se non piangi, di che pianger suoli?'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ben se' crudel, se tu già non ti duoli|XXXIII, 40-42}}) *''Poscia, più che 'l dolor, poté 'l [[digiuno]]''.<ref>Vedi ''[[w:Poscia, più che 'l dolor poté 'l digiuno|Poscia, più che 'l dolor poté 'l digiuno]]'' su Wikipedia.</ref> (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Poscia|XXXIII, 75}}) *''Ahi [[Pisa]], vituperio de le genti | del bel paese là dove 'l [[sì]] suona, | poi che i vicini a te punir son lenti, | muovasi la Capraia e la Gorgona, | e faccian siepe ad Arno in su la foce, | sì ch'elli annieghi in te ogne persona! | Che se 'l conte Ugolino aveva voce | d'aver tradita te de le castella, | non dovei tu i figliuoi porre a tal croce.''<ref>Vedi ''[[w:Bel paese|Bel paese]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ahi Pisa|XXXIII, 79-87}}) *''Ahi [[Genovesi]], uomini diversi | d'ogni costume e pien d'ogni magagna, | perché non siete voi del mondo spersi? | Che col peggior spirto di Romagna | trovai di voi un tal {{NDR|Branca d'Oria}}, che, per sua opra, | in anima in Cocito già si bagna | ed in corpo par vivo ancor di sopra''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ahi Genovesi|XXXIII, 151 – 157}}) *''Vexilla regis prodeunt inferni'' [...].<ref>Vedi ''[[w:Vexilla regis prodeunt inferni|Vexilla regis prodeunt inferni]]'' su Wikipedia.</ref> (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIV|Vexilla regis prodeunt inferni|XXXIV, 1}}) *''Io non mori' e non rimasi vivo: | pensa oggimai per te, s'hai fior d'ingegno, | qual io divenni, d'uno e d'altro privo.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIV|Io non mori' e non rimasi vivo|XXXIV, 25-27}}) *''Lo [[Lucifero|'mperador del doloroso regno]] | da mezzo 'l petto uscia fuor de la ghiaccia'' [...]. (XXXIV, 28-29) *''S'el fu sì bel com'elli è ora brutto, | e contra 'l suo fattore alzò le ciglia, | ben dee da lui procedere ogne lutto.'' (XXXIV, 34-36) *''Da ogne bocca dirompea co' denti | un peccatore, a guisa di maciulla, | sì che tre ne facea così dolenti. || A quel dinanzi il mordere era nulla | verso 'l graffiar, che talvolta la schiena | rimanea de la pelle tutta brulla. || "Quell'anima là sù c'ha maggior pena", | disse 'l maestro, "è [[Giuda Iscariota|Giuda Scarïotto]], | che 'l capo ha dentro e fuor le gambe mena. || De li altri due c' hanno il capo di sotto, | quel che pende dal nero ceffo è [[Marco Giunio Bruto|Bruto]]: | vedi come si storce, e non fa motto!; || e l'altro è [[Gaio Cassio Longino|Cassio]], che par sì membruto".'' (XXXIV, 55-67) ===[[Explicit]]=== <poem> Salimmo sù, el primo e io secondo, tanto ch'i' vidi de le cose belle che porta 'l ciel, per un pertugio tondo. E quindi uscimmo a riveder le stelle. </poem> ===Citazioni sull<nowiki>'</nowiki>''Inferno''=== ====[[Vittorio Sermonti]]==== *All'inferno nessuno ha rimorsi, fuorché Dante; tutti, semmai, hanno rimpianti. *E se l'Ottocento diffidò di questo canto {{NDR|canto VII}}, dove trovava «il descrittivo» ma non «il drammatico», sarà anche perché non praticava le euforiche mortificazioni della società affluente, i processi di identificazione collettiva nei simboli del consumo, e tanto meno (se possiamo permetterci la spudoratezza dell'anacronismo) la coazione all'improperio, alla rissa, allo scontro frontale che tiranneggia il nostro Sisifo di massa negli ingorghi di traffico. *Fatto è, che in nessun altro canto come in questo {{NDR|canto III}} (e nel successivo) Dante si tiene tanto addossato al suo Virgilio: Non si contano i versi che meriterebbero di esser letti con il testo del VI libro dell'Eneide a fronte. Meriterebbero: infatti, le variazioni che Dante apporta nel travaso da lingua a lingua, da cultura a cultura, minime spesso, sono sempre, comunque, decisive. *{{NDR|Sul canto IV}} Non c'è canto della Commedia così gremito di nomi propri: 48, uno ogni tre versi. ==''Purgatorio''== ===[[Incipit]]=== <poem> Per correr miglior acque alza le vele omai la navicella del mio ingegno, che lascia dietro a sé mar sì crudele; </poem> ===Citazioni=== *''[[Cielo|Dolce color d'orïental zaffiro,]] | che s'accoglieva nel sereno aspetto | del mezzo, puro infino al primo giro, | a li occhi miei ricominciò diletto, | tosto ch'io usci' fuor de l'aura morta | che m'avea contristati li occhi e 'l petto. | [[Venere (astronomia)|Lo bel pianeto]] che d'amar conforta | faceva tutto rider l'orïente, | velando i Pesci ch'erano in sua scorta.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|riga12|I, 13-21}}) *''Lo duca mio allor mi diè di piglio, | e con parole e con mani e con cenni | reverenti mi fé le gambe e ‘l ciglio.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|Lo duca mio allor mi diè di piglio|I, 49-51}}) *''[[Libertà]] va cercando, ch'è sì cara, | come sa chi per lei vita rifiuta.''<ref>Vedi ''[[w:Libertà va cercando, ch'è sì cara|Libertà va cercando, ch'è sì cara]]'' su Wikipedia.</ref> (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|libertà va cercando|I, 71-72}}) *''Già era 'l [[sole]] a l'orizzonte giunto | lo cui meridïan cerchio coverchia | [[Gerusalemme|Ierusalèm]] col suo più alto punto.''<ref>Qui Dante si rifà alla credenza medievale che Gerusalemme fosse al centro della terra, sita fra il meridiano del fiume [[Gange]] e la [[Spagna]] occidentale e che, ritenendo la terra abitata tutta nell'emisfero boreale, l'isola del paradiso si trovasse al punto opposto rispetto a Gerusalemme, con la quale condivideva quindi l'orizzonte astronomico.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto II|Già era 'l sole|II, 1-3}}) *''Noi eravam lunghesso mare ancora, | come gente che pensa a suo cammino, | che va col cuore e col corpo dimora.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto II|Noi eravam lunghesso mare ancora|II, 10-12}}) *''O dignitosa coscïenza e netta, | come t'è picciol fallo amaro morso!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|o dignitosa coscïenza|III, 8-9}}) *''E 'l mio conforto: «Perché pur diffidi?», | a dir mi cominciò tutto rivolto; | «non credi tu me teco e ch'io ti guidi?»'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|E ‘l mio conforto: «Perché pur diffidi?»|III, 22-24}}) *''State contenti, umana gente, al ''quia''; | ché, se potuto aveste veder tutto, | mestier non era parturir [[Maria]]''.<ref>Vedi ''[[w:State contenti, umana gente, al quia|State contenti, umana gente, al quia]]'' su Wikipedia.</ref> (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|State contenti|III, 37-39}}) *''Ché perder tempo a chi più sa più spiace''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|ché perder tempo|III, 78}}) *''Come le [[pecora|pecorelle]] escon del chiuso | a una, a due, a tre, e l'altre stanno | timidette atterrando l'occhio e 'l muso; | e ciò che fa la prima, e l'altre fanno, | addossandosi a lei, s'ella s'arresta, | semplici e quete, e lo 'mperché non sanno''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Come le pecorelle|III, 79-84}}) *{{NDR|Incontro con [[Manfredi di Sicilia]]}} ''Biondo era e bello e di gentile aspetto, | ma l'un de' cigli un colpo avea diviso.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|biondo era e bello|III, 107-108}}) *''Poscia ch'io ebbi rotta la persona | di due punte mortali, io mi rendei, | piangendo, a quei che volontier perdona. || Orribil furon li peccati miei; | ma la bontà infinita ha sì gran braccia, | che prende ciò che si rivolge a lei.'' (Manfredi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Poscia ch'io ebbi rotta la persona|III, 118-123}}) *''Or le bagna la pioggia e move il vento'' [...].<ref>Vedi ''[[w:Or le bagna la pioggia e move il vento|Or le bagna la pioggia e move il vento]]'' su Wikipedia.</ref> (Manfredi, riferendosi al destino delle sue spoglie: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|verso 130|III, 130}}) *''Per lor maladizion sì non si perde, | che non possa tornar, l'etterno amore, | mentre che la speranza ha fior del verde.'' (Manfredi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Per lor maladizion|III, 133-135}}) *''Che ti fa ciò che quivi si pispiglia?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|che ti fa|V, 12}}) *''Vien dietro a me, e lascia dir le genti: | sta come torre ferma, che non crolla | già mai la cima per soffiar di venti; | ché sempre l'omo in cui pensier rampolla | sovra pensier, da sé dilunga il segno, | perché la foga l'un de l'altro insolla.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Vien dietro a me|V, 13-18}}) *''Ond'io, che solo innanzi a li altri parlo, | ti priego, se mai vedi quel paese | che siede tra [[Romagna]] e quel di Carlo,'' {{NDR|Carlo II d'Angiò}} ''| che tu mi sie di tuoi prieghi cortese | in Fano, sì che ben per me s'adori | pur ch'i' possa purgar le gravi offese.'' (Jacopo del Cassero: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Ond'io, che solo innanzi a li altri parlo|V, 67-72}}) *''Vid'io | [[Emorragia|de le mie vene farsi in terra laco]].'' (Jacopo del Cassero: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|vid'io|V, 83-84}}) *''"Deh, quando tu sarai tornato al mondo | e riposato de la lunga via", | seguitò 'l terzo spirito al secondo, | "ricorditi di me, che son [[Pia de' Tolomei|la Pia]]; | [[Siena]] mi fé, disfecemi [[Maremma]]: | salsi colui che 'nnanellata pria | disposando m'avea con la sua gemma".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Deh, quando tu sarai tornato al mondo|V, 130-136}}) *''Pur Virgilio si trasse a lei, pregando | che ne mostrasse la miglior salita; | e quella non rispuose al suo dimando, | ama di nostro paese e de la vita | ci 'nchiese; e 'l dolce duca incominciava | "[[Mantova|Mantüa]] ...", e l'ombra, tutta in sé romita, | surse ver' lui del loco ove pria stava, | dicendo: "O Mantoano, io son Sordello | de la tua terra!"; e l'un l'altro abbracciava.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ama di nostro paese|VI, 67-75}}) *''Ahi serva [[Italia]], di dolore ostello, | nave sanza nocchiere in gran tempesta, | non donna di provincie, ma bordello!''<ref>Vedi ''[[w:Ahi serva Italia, di dolore ostello|Ahi serva Italia, di dolore ostello]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ahi serva Italia|VI, 76-78}}) *''Ahi gente che dovresti esser devota, | e lasciar seder Cesare in la sella, | se bene intendi ciò che Dio ti nota, | guarda come esta fiera è fatta fella | per non esser corretta da li sproni, | poi che ponesti mano a la predella.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ahi gente che dovresti esser devota|VI, 91-96}}) *''Rade volte risurge per li rami ''{{NDR|figli}}'' | l'umana probitate; e questo vole | quei che la dà, perché da lui si chiami.'' (Sordello: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VII|Rade volte|VII, 121-123}}) *''Era già [[tramonto|l'ora che volge il disio]] | ai navicanti e 'ntenerisce il core | lo dì c' han detto ai dolci amici addio; | e che lo novo peregrin d'amore | punge, se ode squilla di lontano | che paia il giorno pianger che si more''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VIII|Era già l'ora che volge il disio|VIII, 1-6}}) *''Per lei''<ref>[[w:Beatrice d'Este (giudicessa di Gallura)|Beatrice d'Este]], moglie di [[w:Nino Visconti|Nino Visconti]].</ref>'' assai di lieve si comprende | quanto in [[donna|femmina]] foco d'amor dura, | se l'occhio o 'l tatto spesso non l'accende.'' (Nino Visconti: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VIII|Per lei assai di lieve si comprende|VIII, 76-78}}) *''Oh vana gloria de l'umane posse! | com' poco verde in su la cima dura, | se non è giunta da l'etati grosse! | Credette [[Cimabue]] ne la pittura | tener lo campo, e ora ha [[Giotto]] il grido, | sì che la fama di colui è scura. | Così ha tolto [[Guido Cavalcanti|l'uno]] a l'[[Guido Guinizelli|altro Guido]] | la gloria de la lingua; e forse è nato | chi l'uno e l'altro caccerà del nido. | Non è il mondan romore altro ch'un fiato | di vento, ch'or vien quinci e or vien quindi, | e muta nome perché muta lato.'' (Oderisi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Oh vana gloria de l'umane posse!|XI, 91-102}}) *''Colui {{NDR|Provenzano Salvani}} che del cammin sì poco piglia | dinanzi a me, Toscana sonò tutta; | e ora a pena in Siena sen pispiglia, | ond'era sire quando fu distrutta | la rabbia fiorentina, che superba | fu a quel tempo sì com'ora è putta.'' (Oderisi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Colui che del cammin sì poco piglia|XI, 109-114}}) *{{NDR|Su Provenzano Salvani}} ''"Quando vivea più glorïoso", disse, | "liberamente nel [[Piazza del Campo|Campo di Siena]], | ogne vergogna diposta, s'affisse.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Colui che del cammin sì poco piglia|XI, 133-135}}) *''Mostrava come i figli si gittaro | sovra [[Sennacherìb]] dentro dal tempio, | e come, morto lui, quivi il lasciaro'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Mostrava come i figli si gittaro|XII, 52-54}}) *''Or [[superbia|superbite]], e via col viso altero, | figliuoli d'Eva, e non chinate il volto | sì che veggiate il vostro mal sentero!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Or superbite|XII, 70-72}}) *''A noi venìa la [[angelo|creatura bella]], | biancovestito e ne la faccia quale | par tremolando mattutina stella.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|A noi venìa la creatura bella|XII, 88-90}}) *''O gente umana, per volar sù nata, | perché a poco vento così cadi?'' (l'Angelo dell'umiltà: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|o gente umana|XII, 95-96}}) *''Ahi quanto son diverse quelle foci | da l'infernali! ché quivi per canti | s'entra, e là giù per lamenti feroci.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Ahi quanto son diverse quelle foci|XII, 112-114}}) *''Tu li vedrai tra quella gente vana | che spera in Talamone, e perderagli | più di speranza ch'a trovar la Diana''. (Sapìa Salvani: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIII|Tu li vedrai tra quella gente vana|XIII, 151-153}}) *[...] ''Per mezza Toscana si spazia | [[Arno|un fiumicel]] che nasce in Falterona, | e cento miglia di corso nol sazia. | Di sovr'esso rech'io questa persona: | dirvi ch'i' sia, saria parlare indarno, | ché 'l nome mio ancor molto non suona.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Per mezza Toscana si spazia|XIV, 16-21}}) *[...] ''ma degno | ben è che 'l nome di tal valle pèra; | ché dal principio [[Arno|suo]],'' [...] | ''infin là 've si rende per ristoro'' | [...] | ''vertù così per nimica si fuga | da tutti come biscia, o per sventura | del luogo, o per mal uso che li fruga: | ond' hanno sì mutata lor natura | li abitator de la misera valle, | che par che Circe li avesse in pastura. | Tra [[Casentino|brutti porci]], più degni di galle | che d'altro cibo fatto in uman uso, | dirizza prima il suo povero calle. | [[Arezzo|Botoli]] trova poi, venendo giuso, | ringhiosi più che non chiede lor possa, | e da lor disdegnosa torce il muso. | Vassi caggendo; e quant'ella più 'ngrossa, | tanto più trova di can farsi [[Firenze|lupi]] | la maladetta e sventurata fossa. | Discesa poi per più pelaghi cupi, | trova le [[Pisa|volpi]] sì piene di froda, | che non temono ingegno che le occùpi. | Né lascerò di dir perch'altri m'oda; | e buon sarà costui, s'ancor s'ammenta | di ciò che vero spirto mi disnoda. | Io veggio [[Fulcieri da Calboli|tuo nepote]] che diventa | cacciator di quei lupi in su la riva | del fiero fiume, e tutti li sgomenta. | Vende la carne loro essendo viva; | poscia li ancide come antica belva; | molti di vita e sé di pregio priva. | Sanguinoso esce de la trista selva; | lasciala tal, che di qui a mille anni | ne lo stato primaio non si rinselva.'' (Guido del Duca: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Non so; ma degno|XIV, 29-66}}) *''Fu il sangue mio d'invidia sì rïarso, | che se veduto avesse uom farsi lieto, | visto m'avresti di livore sparso. | Di mia semente cotal paglia mieto; | o gente umana, perché poni 'l core | là 'v'è mestier di consorte divieto? | Questi è [[Rinieri di Calboli|Rinier]]; questi è 'l pregio e l'onore | de la casa da Calboli, ove nullo | fatto s'è reda poi del suo valore. | E non pur lo suo sangue è fatto brullo, | [[Romagna|tra 'l Po e 'l monte e la marina e 'l Reno]], | del ben richesto al vero e al trastullo; | ché dentro a questi termini è ripieno | di venenosi sterpi, sì che tardi | per coltivare omai verrebber meno. | Ov'è 'l buon Lizio e Arrigo Mainardi? | Pier Traversaro e Guido di Carpigna? | Oh [[Romagna|Romagnuoli]] tornati in bastardi! | Quando in Bologna un Fabbro si ralligna? | quando in Faenza un Bernardin di Fosco, | verga gentil di picciola gramigna?'' (Guido del Duca: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Fu il sangue mio d'invidia sì rïarso|XIV, 82-102}}) *[...] ''Quel fu 'l duro camo | che dovria l'uom tener dentro a sua meta. | Ma voi prendete l'esca, sì che l'amo | de l'antico avversaro a sé vi tira; | e però poco val freno o richiamo. | Chiamavi 'l cielo e 'ntorno vi si gira, | mostrandovi le sue bellezze etterne, | e l'occhio vostro pur a terra mira; | onde vi batte chi tutto discerne.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Quel fu 'l duro camo|XIV, 143-151}}) *''Che volse dir lo spirto di Romagna'' {{NDR|Guido del Duca}}'', | e 'divieto' e 'consorte' menzionando?'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XV|Che volse dir lo spirto di Romagna|XV, 44-45}}) *''Lume v'è dato a bene e a malizia''. (Marco Lombardo: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI|lume v'è dato a bene e a malizia|XVI, 75}}) *''L'anima semplicetta che sa nulla, | salvo che, mossa da lieto fattore, | volontier torna a ciò che la trastulla.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI||XVI, 88-90}})<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/43|p. 11]].</ref> *''Le [[legge|leggi]] son, ma chi pon mano ad esse? | Nullo, però che 'l pastor che procede, | rugumar può, ma non ha l'unghie fesse; | per che la gente, che sua guida vede | pur a quel ben fedire ond'ella è ghiotta, | di quel si pasce, e più oltre non chiede. | Ben puoi veder che la mala [[comportamento|condotta]] | è la cagion che 'l mondo ha fatto reo, | e non natura che 'n voi sia corrotta.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI|Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?|XVI, 97-105}}) *[...] ''quale aspetta prego e l'uopo vede, | malignamente già si mette al nego.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|riga57|XVII, 59-60}}) *''Ciascun confusamente un bene apprende | nel qual si queti l'animo, e disira; | per che di giugner lui ciascun contende.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|Ciascun confusamente un bene apprende|XVII, 127-129}}) *''Fino a quel punto misera e partita | da Dio anima fui'' {{NDR|[[papa Adriano V]]}}'', del tutto [[avarizia|avara]]; | or, come vedi, qui ne son punita.''<ref>Secondo molti commentatori qui Dante attribuisce a papa Adriano V, Ottobuono dei Fieschi (conti di Lavagna), papa dal 11 luglio 1276 al 18 agosto (giorno del suo decesso) dello stesso anno, caratteristiche che pare appartenessero invece ad uno dei suoi predecessori ed omonimo, Adriano IV, l'inglese Nicola Breakspear, papa dal dicembre 1154 al settembre 1159.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIX|Fino a quel punto misera e partita|XIX, 112-114}}) *''Contra miglior voler voler mal pugna; | onde contra 'l piacer mio, per piacerli, | trassi de l'acqua non sazia la spugna.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Contra miglior voler voler mal pugna|XX, 1-3}}) *''Maladetta sie tu, [[Cupidigia|antica lupa]], | che più che tutte l'altre bestie hai preda | per la tua fame sanza fine cupa! | O ciel, nel cui girar par che si creda | le condizion di qua giù trasmutarsi, | quando verrà per cui questa disceda?'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Maladetta sie tu, antica lupa|XX, 10-15}}) *''Queste parole m'eran sì piaciute, | ch'io mi trassi oltre per aver [[contezza]] | di quello spirto onde parean venute.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Queste parole|XX, 28-30}}) *''O avarizia, che puoi tu più farne, | poscia c' ha' il mio sangue a te sì tratto, | che non si cura de la propria carne? | Perché men paia il mal futuro e 'l fatto, | veggio in [[Anagni|Alagna]] intrar lo fiordaliso, | e nel [[Papa Bonifacio VIII|vicario suo]] Cristo esser catto. | Veggiolo un'altra volta esser deriso; | veggio rinovellar l'aceto e 'l fiele, | e tra vivi ladroni<ref>[[w:Guglielmo di Nogaret|Guglielmo di Nogaret]] e [[w:Giacomo Sciarra Colonna|Giacomo Sciarra Colonna]].</ref> esser anciso. | Veggio [[Filippo IV di Francia|il novo Pilato]] sì crudele, | che ciò nol sazia, ma sanza decreto | portar nel Tempio le cupide vele. | O Segnor mio, quando sarò io lieto | a veder la vendetta che, nascosa, | fa dolce l'ira tua nel tuo secreto?'' (Ugo Capeto sullo schiaffo di Anagni: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|O avarizia, che puoi tu più farne|XX, 82-96}}) *''Ma perché lei che dì e notte fila | non li avea tratta ancora la conocchia | che Cloto impone a ciascuno e compila,'' | [...]. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXI|Ma perché lei che dì e notte fila|XXI, 25-27}}) *''De l'[[Eneide|Eneïda]] dico, la qual mamma | fummi, e fummi nutrice, poetando: | sanz'essa non fermai peso di dramma.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXI|de l'Eneïda dico|XXI, 97-99}}) *''Veramente più volte [[Apparenza|appaion]] cose | che danno a dubitar falsa matera | per le vere ragion che son nascose.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Veramente più volte appaion cose|XXII, 28-30}}) *''Facesti come quei che va di notte, | che porta il lume dietro e sé non giova, | ma dopo sé fa le persone dotte''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Facesti come quei che va di notte|XXII, 67-69}}) *''Più pensava [[Maria]] onde | fosser [[Tramutazione dell'acqua in vino|le nozze]] orrevoli e intere, | ch'a la sua bocca, ch'or per voi risponde. || E le Romane antiche, per lor bere, | contente furon d'acqua; e [[Daniele (profeta)|Danïello]] | dispregiò cibo e acquistò savere. || Lo [[Età dell'oro|secol primo]], quant'oro fu bello, | fé savorose con fame le ghiande, | e nettare con sete ogne ruscello. || Mele e locuste furon le vivande | che nodriro il [[Giovanni Battista|Batista]] nel diserto; | per ch'elli è glorïoso e tanto grande || quanto per lo Vangelio v'è aperto.'' (Stazio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Poi disse|XXII, 142-154}}) *''Io dicea fra me stesso pensando: "Ecco | la gente che perdé [[Gerusalemme|Ierusalemme]], | quando Maria nel figlio diè di becco!".''<ref>Qui Dante fa riferimento a quanto [[Flavio Giuseppe]] narra nella sua ''Guerra giudaica'' a proposito della guerra di Roma contro gli ebrei: l'assedio di Gerusalemme fu così lungo e duro per gli assediati che una certa Maria avrebbe ucciso il figlio per cibarsi delle sue carni.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIII|Io dicea fra me stesso pensando|XXIII, 28-30}}) *''Tutta esta gente che piangendo canta | per seguitar la [[Gola (ingordigia)|gola]] oltra misura, | in fame e 'n sete qui si rifà santa.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIII|Tutta esta gente che piangendo canta|XXIII, 64-66}}) *''"O frate, issa vegg'io", diss'elli, "il nodo | che [[Giacomo da Lentini|'l Notaro]] e [[Guittone d'Arezzo|Guittone]] e [[Bonagiunta Orbicciani|me]] ritenne | di qua dal [[dolce stil novo]] ch'i' odo! || Io veggio ben come le vostre penne | di retro al dittator sen vanno strette, | che de le nostre certo non avvenne; || e qual più a gradire oltre si mette, | non vede più da l'uno a l'altro stilo"; | e, quasi contentato, si tacette.''<ref>Vedi ''[[w:Dolce stil novo|Dolce stil novo]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|O frate|XXIV, 55-63}}) *''Sì accostati a l'un d'i due vivagni ''{{NDR|orli del cerchio}}'' | passammo, udendo colpe de la gola | seguite già da miseri guadagni.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|Sì accostati|XXIV, 127-129}}) *''Così per entro loro schiera bruna | s'mmusa l'una con l'altra [[formica]], | forse a spïar lor via e lor fortuna.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVI|così per entro|XXVI, 34-36}}) *''La nova gente: "Soddoma e Gomorra"; | e l'altra: "Ne la vacca entra Pasife, | perché 'l torello a sua [[lussuria]] corra".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVI|la nova gente|XXVI, 40-42}}) *[...] ''giovane e bella in sogno mi parea | donna vedere andar per una landa | cogliendo fiori; e cantando dicea: || "Sappia qualunque il mio nome dimanda | ch'i' mi son [[Lia (Bibbia)|Lia]], e vo movendo intorno | le belle mani a farmi una ghirlanda. || Per piacermi a lo specchio, qui m'addorno; | ma mia suora [[Rachele|Rachel]] mai non si smaga | dal suo miraglio, e siede tutto giorno. || Ell'è d'i suoi belli occhi veder vaga | com'io de l'addornarmi con le mani; | lei lo vedere, e me l'ovrare appaga".'' (XXVII, 97-108) *''Non aspettar mio dir più né mio cenno; | libero, dritto e sano è tuo [[Libero arbitrio|arbitrio]], | e fallo fora non fare a suo senno: | per ch'io te sovra te corono e mitrio.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVII|Non aspettar mio dir più né mio cenno;|XXVII, 139-142}}) *''Sovra candido vel cinta d'uliva | donna m'apparve, sotto verde manto | vestita di color di fiamma viva.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|Sovra candido vel cinta d'uliva|XXX, 31-33}}) *''"Conosco i segni de l'antica fiamma". | Ma Virgilio n'avea lasciati scemi | di sé, Virgilio dolcissimo patre, | Virgilio a cui per mia salute die'mi.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|Conosco i segni de l'antica fiamma|XXX, 48-51}})<ref>{{Cfr|m}} ''Adgnosco veteris vestigia flammae'' ([[Publio Virgilio Marone]], ''[[Eneide]]''). Vedi ''[[w:Conosco i segni de l'antica fiamma|Conosco i segni de l'antica fiamma]]'' su Wikipedia.</ref> *''Ché pianger ti conven per altra spada.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|ché pianger ti conven per altra spada.|XXX, 57}}) ===[[Explicit]]=== <poem> Io ritornai da la santissima onda rifatto sì come piante novelle rinovellate di novella fronda, puro e disposto a salire a le stelle. </poem> ===Citazioni sul ''Purgatorio''=== *Nel canto XI, la parafrasi del ''Pater'' è d'una bellezza che ha del prodigioso; il linguaggio umano si eleva d'un tratto a un'altezza che noi non raggiungiamo più; si direbbe che la grazia {{sic|inebbrii}} tale linguaggio, ma d'un'ebbrezza divina che conserva tutta la sua lucidità. Manca a Dante il balbettamento del mistico che esce dall'estasi; questo uomo cammina nell'azzurro come su una strada. ([[Julien Green]]) ==''Paradiso''== ===[[Incipit]]=== <poem> La [[Gloria di Dio|gloria]] di colui che tutto move per l'universo penetra, e risplende in una parte più e meno altrove. </poem> ===Citazioni=== *''Entra nel petto mio, e spira tue | sì come quando [[Marsia|Marsïa]] traesti | de la vagina de le membra sue.''<ref>Vedi ''[[w:Entra nel petto mio, e spira tue|Entra nel petto mio, e spira tue]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Entra nel petto mio, e spira tue|I, 19-21}}) *''Poca favilla gran fiamma seconda: | forse di retro a me con miglior voci | si pregherà perché Cirra risponda.''<ref>Vedi ''[[w:Poca favilla gran fiamma seconda|Poca favilla gran fiamma seconda]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Poca favilla gran fiamma seconda|I, 34-36}}) *''Trasumanar significar per verba | non si poria; però l'essemplo basti | a cui esperïenza grazia serba.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Trasumanar|I, 70-72}}) *''Intra due cibi, distanti e moventi | d'un modo, prima si morria di fame, | che liber'omo l'un recasse ai [[dente|denti]]''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IV|Intra due cibi|IV, 1-3}}) *''[[Volontà]], se non vuol, non s'ammorza, | ma fa come natura face in foco, | se mille volte vïolenza il torza.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IV|volontà|IV, 76-78}}) *''Apri la mente a quel ch'io ti paleso | e fermalvi entro; ché non fa [[conoscenza|scïenza]], | sanza lo [[memoria|ritenere]], avere inteso.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto V|Apri la mente|V, 40-42}}) *''Siate, [[Cristiano (religione)|Cristiani]], a muovervi più gravi: | non siate come penna ad ogne vento, | e non crediate ch'ogne acqua vi lavi. | Avete il novo e 'l vecchio Testamento, | e 'l pastor de la Chiesa che vi guida; | questo vi basti a vostro salvamento. | Se mala cupidigia altro vi grida, | uomini siate, e non pecore matte, | sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto V|Siate, Cristiani|V, 73-81}}) *{{NDR|Sulla [[Provenza]]}} ''Quella sinistra riva che si lava | di Rodano poi ch'è misto con Sorga'' [...]. ([[:s:Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|VIII, 58-59]]) *[...] ''e quel [[Reggio Calabria|corno d'Ausonia]] che s'imborga | di Bari e di Gaeta e di Catona, | da ove Tronto e Verde in mare sgorga.''<ref>Il poeta si riferisce alla fortificazione che sorgeva nel quartiere di Catona.</ref> ([[:s:Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|VIII, 61-63]]) *''E la bella [[Sicilia|Trinacria]], che caliga | tra Pachino e Peloro, sopra 'l golfo | che riceve da Euro maggior briga, | non per Tifeo ma per nascente solfo, | attesi avrebbe li suoi regi ancora, | nati per me di Carlo e di Ridolfo, | se mala segnoria, che sempre accora | li popoli suggetti, non avesse | mosso [[Palermo]] a gridar: "Mora, mora!".''<ref>Riferimento ai [[Vespri Siciliani]].</ref> (Carlo Martello: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|E la bella Trinacria|VIII, 67-75}}) *''E non pur le nature [[Provvidenza|provedute]] | sono in la mente ch'è da sé perfetta, | ma esse insieme con la lor salute: | per che quantunque quest'arco saetta | disposto cade a proveduto [[Scopo|fine]], | sì come cosa in suo segno diretta.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII||VIII, 100-105}}) *[...] ''ma tosto fia che [[Padova]] al palude | cangerà l'acqua che Vincenza bagna, | per essere al dover le genti crude; | e [[Treviso|dove]] Sile e Cagnan s'accompagna, | [[Rizzardo II da Camino|tal]] signoreggia e va con la testa alta, | che già per lui carpir si fa la ragna.'' (Cunizza da Romano: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX|ma tosto fia che Padova|IX, 46-51}}) *''Tu vuo' saper chi è in questa lumera | che qui appresso me così scintilla | come raggio di sole in acqua mera. || Or sappi che là entro si tranquilla | [[Raab]]; e a nostr'ordine congiunta, | di lei nel sommo grado si sigilla.'' (Folchetto di Marsiglia: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX||IX, 112-117}}) *''[[Firenze|La tua città]], che di [[Lucifero|colui]] è pianta | che pria volse le spalle al suo fattore | e di cui è la 'nvidia tanto pianta, | produce e spande il [[Fiorino|maladetto fiore]] | c'ha disvïate le pecore e li agni, | però che fatto ha lupo del pastore. | Per questo l'Evangelio e i dottor magni | son derelitti, e solo ai Decretali | si studia, sì che pare a' lor vivagni. | A questo intende il [[papa]] e' cardinali; | non vanno i lor pensieri a Nazarette, | là dove Gabrïello aperse l'ali. | Ma Vaticano e l'altre parti elette | di Roma che son state cimitero | a la milizia che Pietro seguette, | tosto libere fien de l'avoltero.'' (Folchetto di Marsiglia: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX|La tua città|IX, 127-142}}) *''Guardando nel suo Figlio con l'Amore | che l'uno e l'altro etternalmente spira, | lo primo e ineffabile Valore | quanto per mente e per loco si gira | con tant'ordine fé, ch'esser non puote | sanza gustar di lui chi ciò rimira.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|Guardando nel suo Figlio con l'Amore|X, 1-6}}) *''Lo [[sole|ministro maggior de la natura]], | che del valor del ciel lo mondo imprenta | e col suo lume il tempo ne misura, | con quella parte che sù si rammenta | congiunto, si girava per le spire | in che più tosto ognora s'appresenta'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|riga27|X, 28-33}}) *''E se le [[fantasia|fantasie]] nostre son basse | a tanta altezza, non è maraviglia; | ché sopra 'l sol non fu [[occhio]] ch'andasse.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|E se le fantasie nostre|X, 46-48}}) *''Ne la corte del cielo, ond'io rivegno, | si trovan molte gioie care e belle | tanto che non si posson trar del regno; | e 'l canto di quei lumi era di quelle; | chi non s'impenna sì che là sù voli, | dal muto aspetti quindi le novelle.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|Ne la corte del cielo|X, 70-75}}) *''O insensata cura de' mortali, | quanto son difettivi silogismi | quei che ti fanno in basso batter l'ali! | Chi dietro a iura e chi ad amforismi | sen giva, e chi seguendo sacerdozio, | e chi regnar per forza o per sofismi, | e chi rubare e chi civil negozio, | chi nel diletto de la carne involto | s'affaticava e chi si dava a l'ozio, | quando, da tutte queste cose sciolto, | con Bëatrice m'era suso in cielo | cotanto glorïosamente accolto.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|O insensata cura de' mortali|XI, 1-12}}) *{{NDR|Su [[Francesco d'Assisi|Francesco]] e [[Domenico di Guzmán|Domenico]]}} ''L'un fu tutto serafico in ardore; | l'altro per sapïenza in terra fue | di cherubica luce uno splendore.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|san Francesco e san Domenico|XI, 37-39}}) *''Intra Tupino e l'acqua che discende | del colle eletto dal beato Ubaldo, | fertile costa d'alto monte pende, | onde [[Perugia]] sente freddo e caldo | da Porta Sole; e di rietro le piange | per grave giogo Nocera con Gualdo. | Di questa costa, là dov'ella frange | più sua rattezza, nacque al mondo un sole, | come fa questo talvolta di Gange. | Però chi d'esso loco fa parole, | non dica [[Assisi|Ascesi]], ché direbbe corto, | ma Orïente, se proprio dir vuole.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|Intra Tupino|XI, 43-54}}) *''Oh ignota ricchezza! oh ben ferace! | Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro | dietro a [[Francesco d'Assisi|lo sposo]], sì [[Povertà|la sposa]] piace.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!|XI, 82-84}}) *''E questo ti sia sempre piombo a' piedi, | per farti mover lento com'uom lasso | e al sì e al no che tu non vedi: | ché quelli è tra li stolti bene a basso, | che sanza distinzione afferma e nega | ne l'un così come ne l'altro passo; | perch'elli 'ncontra che più volte piega | l'oppinïon corrente in falsa parte, | e poi l'affetto l'intelletto lega. | Vie più che 'ndarno da riva si parte, | perché non torna tal qual e' si move, | chi pesca per lo vero e non ha l'arte. | E di ciò sono al mondo aperte prove | [[Parmenide]], [[Melisso di Samo|Melisso]] e [[Brisso]] e molti, | li quali andaro e non sapëan dove; | sì fé [[Sabellius|Sabellio]] e [[Ario|Arrio]] e quelli stolti | che furon come spade a le Scritture | in render torti li diritti volti. | Non sien le genti, ancor, troppo sicure | a giudicar, sì come quei che stima | le biade in campo pria che sien mature; | ch'i' ho veduto tutto 'l verno prima | lo prun mostrarsi rigido e feroce, | poscia portar la rosa in su la cima; | e legno vidi già dritto e veloce | correr lo mar per tutto suo cammino, | perire al fine a l'intrar de la foce. | Non creda donna Berta e ser Martino, | per vedere un furare, altro offerere, | vederli dentro al consiglio divino; | ché quel può surgere, e quel può cadere.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIII|E questo|XIII, 112-142}}) *''Qual si lamenta perché qui si moia | per viver colà sù, non vide quive | lo refrigerio de l'etterna ploia. | Quell'uno e due e tre che sempre vive | e regna sempre in tre e 'n due e 'n uno, | non circunscritto, e tutto circunscrive, | tre volte era cantato da ciascuno | di quelli spirti con tal melodia, | ch'ad ogne merto saria giusto muno.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIV|Qual si lamenta perché qui si moia|XIV, 25-33}}) *[...] ''distinta da minori e maggi | lumi biancheggia tra' poli del mondo | [[Via Lattea|Galassia]] sì, che fa dubbiar ben saggi'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIV||XIV, 97-99}}) *''Ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso | tal, ch'io pensai co' miei toccar lo fondo | de la mia gloria e del mio paradiso.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XV|ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso|XV, 34-36}}) *''Sempre la [[confusione|confusion]] de le persone | principio fu del mal de la cittade.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVI|Sempre la confusion de le persone|XVI, 67-68}}) *''E come 'l volger del ciel de la [[luna]] | cuopre e discuopre i liti sanza posa, | così fa di [[Firenze|Fiorenza]] la Fortuna: | per che non dee parer mirabil cosa | ciò ch'io dirò de li alti Fiorentini | onde è la fama nel tempo nascosa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVI|E come 'l volger del ciel de la luna|XVI, 82-87}}) *''Tu proverai sì come sa di [[sale]] | lo [[pane]] altrui, e come è duro calle | lo scendere e 'l salir per l'altrui scale.'' (Cacciaguida: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVII|Tu proverai sì come sa di sale|XVII, 58-60}}) *''{{NDR|Su Bartolomeo della Scala}} [...] in te avrà sì benigno riguardo, | che del fare e del chieder, tra voi due, | fia primo quel che tra li altri è più tardo.'' (Cacciaguida: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVII|Tu proverai sì come sa di sale|XVII, 74-75}}) *''O milizia del ciel cu' io contemplo, | adora per color che sono in terra | tutti svïati dietro al malo essemplo! | Già si solea con le spade far guerra; | ma or si fa togliendo or qui or quivi | [[Eucaristia|lo pan]] che 'l pïo Padre a nessun serra. | Ma [[Papa Giovanni XXII|tu]] che sol per cancellare scrivi, | pensa che [[Pietro apostolo|Pietro]] e [[Paolo di Tarso|Paulo]], che moriro | per la vigna che guasti, ancor son vivi. | Ben puoi tu dire: «I' ho fermo 'l disiro | sì a [[Giovanni Battista|colui]] che volle viver solo | e che per salti fu tratto al martiro, | ch'io non conosco il pescator né Polo».''<ref>Vedi ''[[w:Ma tu che sol per cancellare scrivi|Ma tu che sol per cancellare scrivi]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVIII|O milizia del ciel|XVIII, 124-136}}) *''E quel che mi convien ritrar testeso ''{{NDR|subito}}'', | non portò voce mai, né scrisse [[inchiostro|incostro]], | né fu per [[fantasia]] già mai compreso''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIX|E quel che mi convien ritrar testeso|XIX, 7-9}}) *''Or tu chi se', che vuo' sedere a scranna, | per giudicar di lungi mille miglia | con la veduta corta d'una spanna?'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIX|Or tu chi se|XIX, 79-81}}) *''E quel che vedi ne l'arco declivo, | [[Guglielmo II di Sicilia|Guglielmo]] fu, cui quella terra plora | che piagne Carlo e Federigo vivo: | ora conosce come s'innamora | lo ciel del giusto rege, e al sembiante | del suo fulgore il fa vedere ancora.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XX|E quel che vedi|XX, 61-66}}) *''Quale [[allodola|allodetta]] che 'n aere si spazia | prima cantando, e poi tace contenta | de l'ultima dolcezza che la sazia, | tal mi sembiò l'imago de la 'mprenta | de l'etterno piacere, al cui disio | ciascuna cosa qual ell'è diventa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XX|Quale allodetta|XX, 73-78}}) *''In quel loco fu' io [[Pietro Damiano]], | e Pietro Peccator fu' ne la casa | di Nostra Donna in sul lito adriano. | Poca vita mortal m'era rimasa, | quando fui chiesto e tratto a quel cappello, | che pur di male in peggio si travasa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXI|Pietro Damiano|XXI, 121-126}}) *''L'aiuola che ci fa tanto feroci, | volgendom'io con li etterni Gemelli, | tutta m'apparve da' colli a le foci; | poscia rivolsi li occhi a li occhi belli.''<ref>Vedi ''[[w:L'aiuola che ci fa tanto feroci|L'aiuola che ci fa tanto feroci]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXII|L'aiuola che ci fa tanto feroci|XXII, 151-154}}) *[...] ''fede è sustanza di cose sperate | e argomento de le non parventi; | e questa pare a me sua quiditate''.<ref>Vedi ''[[w:Fede è sustanza di cose sperate|Fede è sustanza di cose sperate]]'' su Wikipedia.</ref> (Dante: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXIV|fede è sustanza di cose sperate|XXIV, 64-66}}) *{{NDR|Sulla ''Commedia''}} [...] ''{{'}}l poema sacro | al quale ha posto mano e cielo e terra'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXV||XXV, 1-2}})<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/37|p. 5]].</ref> *''La Chiesa militante alcun figliuolo | non ha con più [[speranza]], com'è scritto | nel Sol che raggia tutto nostro stuolo: | però li è conceduto che d'Egitto | vegna in [[Gerusalemme|Ierusalemme]]''<ref>Qui Dante intende per Ierusalemme la cosiddetta "Gerusalemme celeste", cioè il [[paradiso]].</ref>'' per vedere, | anzi che 'l militar li sia prescritto.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXV|La Chiesa militante|XXV, 52-57}}) *''Opera naturale è ch'uom favella; | ma così o così, natura lascia | poi fare a voi secondo che v'abbella.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXVI|Opera naturale è ch'uom favella|XXVI, 130-132}}) *''Quand'ïo udi': «Se io ''{{NDR|[[Pietro apostolo|San Pietro]]}}'' mi trascoloro, | non ti maravigliar, ché, dicend'io, | vedrai trascolorar tutti costoro. | Quelli ch'usurpa in terra il luogo mio, | il luogo mio, il luogo mio che vaca | ne la presenza del [[Gesù|Figliuol di Dio]], | fatt' ha del cimitero mio cloaca | del sangue e de la puzza; onde 'l perverso | che cadde di qua sù, là giù si placa».'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXVII|San Pietro|XXVII, 19-27}}) *''La piaga che [[Maria]] richiuse e unse, | quella ch'è tanto bella da' suoi piedi | è [[Eva|colei]] che l'aperse e che la punse. || Ne l'ordine che fanno i terzi sedi, | siede [[Rachele|Rachel]] di sotto da costei | con Bëatrice, sì come tu vedi. || [[Sara (Bibbia)|Sarra]] e [[Rebecca (Bibbia)|Rebecca]], [[Giuditta|Iudìt]] e [[Rut (personaggio biblico)|colei]] | che fu bisava al [[Davide|cantor]] che per doglia | del fallo disse "Miserere mei", || puoi tu veder così di soglia in soglia | giù digradar, com'io ch'a proprio nome | vo per la rosa giù di foglia in foglia.'' (Bernardo: XXXII, 4-15) *''[[Maria|Vergine Madre]], figlia del tuo figlio, | umile e alta più che creatura, | termine fisso d'etterno consiglio, | tu se' colei che l'[[uomo|umana natura]] | nobilitasti sì, che 'l suo fattore | non disdegnò di farsi sua fattura.'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII|Vergine Madre|XXXIII, 1-6}}) *''Nel ventre tuo si raccese l'[[rima fiore-amore|amore]], | per lo cui caldo ne l'etterna pace | così è germinato questo [[rima fiore-amore|fiore]].'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII||XXXIII, 7-9}}) *''La tua benignità non pur soccorre | a chi domanda, ma molte fïate | liberamente al dimandar precorre.'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII||XXXIII, 16-18}}) ===[[Explicit]]=== <poem> A l'alta fantasia qui mancò possa; ma già volgeva il mio disio e 'l velle, sì come rota ch'igualmente è mossa, [[Dio|l'amor]] che move il [[sole]] e l'altre [[stella|stelle]]. </poem> ===Citazioni sul ''Paradiso''=== *Il paradiso dantesco è l'apoteosi del virtuale, degli immateriali, del puro software, senza il peso dello hardware terrestre e infernale, di cui rimangono i cascami nel purgatorio. Il ''Paradiso'' è più che moderno, può diventare, per il lettore che abbia dimenticato la storia, tremendamente futuribile. È il trionfo di una energia pura, ciò che la ragnatela del [[Internet|Web]] ci promette e non saprà mai darci, è una esaltazione di flussi, di corpi senz'organi, un poema fatto di novae e stelle nane, un [[Big Bang]] ininterrotto, un racconto le cui vicende corrono per la lunghezza di anni luce e, se proprio volete ricorrere a esempi familiari, una trionfale [[2001: Odissea nello spazio|odissea nello spazio]], a lietissimo fine. Se volete, leggete il ''Paradiso'' anche così, male non potrà farvi e sarà meglio di una discoteca stroboscopica e dell'ecstasy. Perché, quanto a estasi, la terza cantica mantiene le sue promesse. ([[Umberto Eco]]) *Subito, nei primi versi del ''Paradiso'', nell'invocazione ad Apollo, [[Dante Alighieri|Dante]] chiarisce perché la sfida sia estrema:<br><br>{{Centrato|''Entra nel petto mio, e spira tue {{!}} sì come quando [[Marsia|Marsïa]] traesti {{!}} de la vagina de le membra sue.''}}<br>[[Dio]], l'ispiratore della poesia sacra, viene paragonato ad Apollo, quando spellò vivo Marsia, che aveva osato sfidarlo, e ne estrasse il corpo scorticato dalla pelle – la guaina, la «vagina» delle sue membra. Dunque la poesia sacra, che Dante sta per iniziare, porta con sé l'ombra di un delitto mitico: è essa stessa un delitto; ci distrugge, ci annichila, ci uccide, sia pure per farci uscire da noi e farci conoscere la rivelazione. Dante ci mette sull'avviso: il suo libro sacro sarà tremendo, molto più dell<nowiki>'</nowiki>''Inferno'', e chi oserà leggerlo dovrà contare su un coraggio intellettuale, che nemmeno per un attimo potrà distendersi e rallentare. Tutta quella luce non ci illuda. Tutto quell'amore non ci incanti. Se il libro di Dante è tremendo, se senza fine l'Apollo cristiano spellerà davanti ai nostri occhi il corpo vivo di Marsia, è per una ragione evidente. Dio è tremendo. Come i veri credenti sanno, Dio non è nulla di misurato o tranquillo o ragionevole o pacato: è un «infinito eccesso», una fatale sovrabbondanza rispetto a tutti gli uomini e alle cose create. ([[Pietro Citati]]) ==Similitudini== *''E come quei che con lena affannata | uscito fuor del pelago a la riva | si volge a l'acqua perigliosa e guata, | così l'animo mio, ch'ancor fuggiva, | si volse a retro a rimirar lo passo | che non lasciò già mai persona viva.'' (da ''Inferno, I, 22-27'') *''E qual è quei che volontieri acquista, | e giugne 'l tempo che perder lo face, | che 'n tutti suoi pensier piange e s'attrista; | tal mi fece la bestia sanza pace, | che, venendomi 'ncontro, a poco a poco | mi ripigneva là dove 'l sol tace.'' (da ''Inferno, I, 55-60'') *''E qual è quei che disvuol ciò che volle | e per novi pensier cangia proposta, | sì che dal cominciar tutto si tolle, | tal mi fec'ïo 'n quella oscura costa, | perché, pensando, consumai la 'mpresa | che fu nel cominciar cotanto tosta.'' (da ''Inferno, II, 37-42'') *''Quali i fioretti, dal notturno gelo | chinati e chiusi, poi che 'l sol li 'mbianca | si drizzan tutti aperti in loro stelo, | tal mi fec'io di mia virtute stanca.'' (da ''Inferno, II, 127-130'') *''Diverse lingue, orribili favelle, | parole di dolore, accenti d'ira, | voci alte e fioche, e suon di man con elle | facevano un tumulto, il qual s'aggira | sempre in quell'aura sanza tempo tinta, | come la rena quando turbo spira.'' (da ''Inferno, III, 25-30'') *''Come d'[[autunno]] si levan le [[foglia|foglie]] | l'una appresso de l'altra, fin che 'l ramo | vede a la terra tutte le sue spoglie, | similmente il mal seme d'Adamo | gittansi di quel lito ad una ad una, | per cenni come augel per suo richiamo.'' (da ''Inferno, III, 112-117'') *''Io venni in luogo d'ogni luce muto, | che mugghia come fa mar per tempesta, | se da contrari venti è combattuto.'' (da ''Inferno, V, 28-30'') *''E come li stornei ne portan l'ali | nel freddo tempo a schiera larga e piena, | così quel fiato li spiriti mali | di qua, di là, di giù, di su li mena; | nulla speranza li conforta mai, | non che di posa, ma di minor pena. | E come i gru van cantando lor lai, | faccendo in aere di sé lunga riga, | così vidi venir, traendo guai, | ombre portate da la detta briga;'' (da ''Inferno, V, 40-49'') *''Quali [[colomba|colombe]], dal disio chiamate, | con l'ali alzate e ferme al dolce nido | vegnon per l'aere, dal voler portate; | cotali uscir de la schiera ov'è Dido, | a noi venendo per l'aere maligno, | sì forte fu l'affettüoso grido.'' (da ''Inferno, V, 82-87'') *''Qual è quel [[cane]] ch'abbaiando agogna, | e si racqueta poi che 'l pasto morde, | ché solo a divorarlo intende e pugna, | cotai si fecer quelle facce lorde | de lo demonio [[Cerbero]], che 'ntrona | l'anime sì, ch'esser vorrebber sorde.'' (da ''Inferno, VI, 28-33'') *''Quali dal [[vento]] le gonfiate [[vela (sistema di propulsione)|vele]] | caggiono avvolte, poi che l'alber fiacca, | tal cadde a terra la fiera crudele.'' (da ''Inferno, VII, 13-15'') *''Come fa l'onda là sovra Cariddi, | che si frange con quella in cui s'intoppa, | così convien che qui la gente riddi.'' (da ''Inferno, VII, 22-24'') ===Citazioni sulle similitudini=== *La similitudine in Dante, pur nella sua immediatezza e nel suo realismo, si carica sempre di accenti morali. (dalle note curate da Emilio Alessandro Panaitescu a ''La Divina Commedia'', Fabbri, Milano, 1982) *Delle similitudini e immagini è me' tacere che dirne poco, perché in queste non ha avuto mai pari; così nell'appropriarle maravigliosamente a proposito, come nell'esprimere felicemente, e secondo la propria natura loro, le {{sic|imagini}} brevissimamente, quell'altre più largamente, e non però di soperchio. ([[Vincenzo Borghini]]) ==Citazioni sulla ''Divina Commedia''== *[[Gotico]] significava goffo, rozzo, informe. Ad un edificio gotico presto s'avvezzarono i Britanni ad eguagliare la «Commedia», ritengo dietro l'esempio dei Francesi, dimentichi delle marmoree commedie sollevate al cielo dagli avi loro, nelle età barbare e caotiche, e spasimanti dietro le forme elleniche, classiche, luminosissime. ([[Arturo Farinelli]]) *Il Divino Poema fu ed è anch'oggi per tutti noi codice di civiltà, fulgore di scienza razionale e {{sic|dommatica}}, dove fede e ragione mostrano al mondo la loro potenza suprema, quando, distinte, pur s'accordano e s'avvalorano a vicenda nell'acquisto del vero e del bene. ([[Augusto Alfani]]) *In Dante veggo essere grandissime e bellissime parti, e le principali tutte che si richieggon a un gran Poema. Che vi sia poi qualche difettuzzo o mancamento, io non lo niego: sia dell'uomo o dell'età, non rileva a questo punto di qual sia più perfetto e migliore, se ben serve o per iscusa o per qualche altra cosa: come non servirebbe a fare che una figura di [[Giotto]] fusse più bella d'una d'[[Andrea del Sarto]], il dire che nell'età di colui l'arte della Pittura non era tanto inluminata, quanto ella fu poi; servirà bene a dire che Giotto in tante tenebre fece miracoli, e non ebbe pari; dove questo altro ebbe manco difficultà assai, e de' pari, e forse de' superiori qualcuno. Ma io non credo che il punto in Dante consista qui, se bene questa scusa ci bisognerà in alcune poche voci solamente quanto attiene alla comparazione del Petrarca. Ma il punto vero sarà qual sia di maggior lode degno o un Epico o Eroico poema grande, non interamente perfetto, o un piccolo e minuto che sia perfetto: perché può bene stare che si truovi una cosa piccola bellissima, pogniam caso una cappellina con bellissima proporzione d'architettura e ricchezza di cornici, che nondimeno non {{sic|arà}} a fare con la {{sic|fabrica}} d'un gran tempio con pochi ornamenti; e in simili comparazione sogliono dire i nostri uomini a tanto per tanto, o pur del tanto, come disse il Villani... ([[Vincenzo Borghini]]) *L'oggetto della Commedia, anche se essa raffigura lo stato delle anime dopo la morte, rimane la vita terrena in tutta la sua ampiezza e il suo contenuto; tutto quanto avviene in alto o in basso nel regno dell'aldilà, si riferisce al dramma dell'uomo nell'aldiquà. ([[Erich Auerbach]]) *La «Commedia» è una gran boscaglia, fitta, densa intricata, che sgomenta al primo entrarvi, e dove non risplende sole. Più franco e sicuro è il passo negli orti ameni, offerti dai poemi allegorici di Francia. I cristianissimi di Spagna, quando vanno in sogno all'altro mondo, e vedono e descrivono gli abissi infernali, chiedono, come i fratelli di Francia, soccorso d'immaginazione a Virgilio più che a Dante. ([[Arturo Farinelli]]) *La Commedia ha rappresentato l'unità fisica, etica e politica del cosmo scolastico-cristiano in un'epoca in cui essa cominciava a perdere la sua invulnerabilità ideologica: l'atteggiamento concettuale di Dante è quello difensivo di un conservatore e la sua lotta tende alla riconquista di ciò che è già perduto. ([[Erich Auerbach]]) *La "Commedia" non è un'opera, è un lungo monologo che mette il lettore di fronte a scelte radicali legate alla tragedia dello stare al mondo e alla speranza di salvezza. ([[Vittorio Sermonti]]) *La {{sic|divina}} Commedia è con ragione chiamata la Bibbia nazionale, è il vero poema cosmopolitico insieme ed italiano. ([[Licurgo Cappelletti]]) *La {{sic|divina commedia}} non è veramente il libro del perdono. ([[Raffaele Garofalo]]) *La [[Norvegia]] è uno dei pochissimi Paesi che non abbiano la ''Commedia'' di Dante tradotta (esclusa solo un'avara e discontinua antologia del 1965, che mi viene fatta vedere all'Istituto di cultura). Penso a [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]] che mi ricordava con una punta di orgoglio le settanta traduzioni di Dante – dico settanta – nelle varie lingue della [[Unione Sovietica|federazione]] (e capisco il dramma dell'impero sovietico!). ([[Giovanni Spadolini]]) *La preferenza dello [[Percy Bysshe Shelley|Shelley]] riguardo al valore estetico delle tre Cantiche, paragonate fra loro, parrebbe rivolta al Paradiso, in cui le immagini radiose, la gemmea colorazione, il perenne fulgore dello sfondo, dovevano particolarmente gradire al suo spirito sì propenso alle vive irradiazioni, agli effetti di luce e di tinte trasparenti. Inoltre egli osserva come, nell'apprezzamento delle Cantiche, i critici più acuti abbiano invertito il giudizio del volgo ammirando assai più i pregi dell'ultima parte di quelli delle altre. La terza Cantica gli offriva insuperabili splendori d'arte; quell'ascensione del poeta di stella in stella apparivagli come la più fulgida manifestazione della poesia moderna. ([[Federico Olivero]]) *Nell'origin sua la [[poesia]] è la scienza delle umane e divine cose, convertita in immagine fantastica ed armoniosa.<br/>La quale immagine noi, sopra ogn'altro poema italiano ravvisiamo vivamente nella Divina Commedia di Dante, il quale s'innalzò al sommo nell'esprimere, ed alla maggior vivezza pervenne, perché più largamente e più profondamente d'ogni altro nella nostra lingua concepiva: essendo la locuzione immagine dell'intelligenza, da cui il favellare trae la forza e il calore. E giunse egli a sì alto segno d'intendere e profferire, perché dedusse la sua scienza dalla cognizione delle cose divine, in cui le naturali, e le umane e civili, come in terso cristallo, riflettono... ([[Giovanni Vincenzo Gravina]]) *''Officio è del poeta | giovar e dilettar con tal maniera | di stile, che 'l lettore non s'attedia; | e ciò fa Dante ne la sua ''Comedia''.'' ([[Teofilo Folengo]]) *Per la Francia, come per la Spagna, la Germania e l'Inghilterra, la lingua di Dante doveva offrire gravissimi ostacoli ad ognuno che voleva pur internarsi in quel singolarissimo mondo della «Commedia». La lingua e l'afflato della poesia medesima; se non l'intendi in ogni sfumatura più delicata, e non l'hai chiara e vibrante nel cuore, non giungerai alla sua anima; e ti fluttuerà innanzi, sempre velata di mistero. I traduttori più abili non suppliscono alla tua propria virtù di penetrazione, e ridanno infiacchito e travisato l'originale, che pur si rispetta. ([[Arturo Farinelli]]) *Se si facesse il censimento di quanti dantisti laureati hanno letto la ''Divina Commedia'' da capo a fondo, senza interruzione, come si legge un romanzo moderno, non sappiamo quanti potrebbero in coscienza rispondere all'appello. Se non fosse così non si sarebbero versati fiumi d'inchiostro per dire tante scempiaggini, attaccandosi ai particolari più insignificanti e trascurando la visione generale del poema.<br>Perché la ''Divina Commedia'' – l'immagine è vecchia, ma in fondo esatta – è come una cattedrale gotica piena di simboli e di rappresentazioni di ogni genere, conchiusi tuttavia in una cornice, che dà una potente unità ai particolari, fino al punto che questi perdono gran parte della loro importanza considerati separatamente. Se l'immagine non piace, si potrà non meno esattamente paragonare il poema alla volta della Sistina in cui nessuno si sognerebbe di considerare separate dal tutto le varie figure. Ora i dantisti hanno fatto proprio così. Hanno costruita una impalcatura e ciascuno si è messo col naso su di un particolare, perdendo di vista l'insieme dell'opera. La conseguenza più grave di tutto questo è che essi impediscono agli altri di vedere. Fuori di metafora, tutti esitano ad accostarsi alla ''Divina Commedia'' tanto è spaventosa la mole dei commenti che l'ingombra. ([[Sebastiano Arturo Luciani]]) ===[[Roberto Benigni]]=== *Dante ci fa entrare in quello che solo l'intelligenza è in grado di cercare ma, da sola, non è capace di trovare. La sua forza è essere profondamente laico. Non ha atteggiamenti pappalardeschi, come direbbe lui, da falsi devoti. È religioso senza essere mai pretesco, bigotto. Non si rivolge a Dio, alla Madonna, ai santi. Si rivolge alle Muse, ad Apollo. Il suo universo è la poesia. Si può leggere la Divina commedia senza credere in Dio, ma non senza conoscere il cristianesimo. *Dopo la Divina Commedia c'è di più Dio. C'è proprio, lo si sente, lo si vede. Tutto ciò che è bello è vicino a Dio. È proprio la bellezza che ci porta vicino a Dio. Ci ha portato quasi a guardarlo, a vederlo. *La ''Divina Commedia'' è il libro più giustificabile, più limpido, più grande, più straordinario di tutte le letterature; ma non di dopo Dante, anche di prima. *Perché non ho scritto ''La Divina Commedia''? Perché non c'ho pensato. *Quando si parla della ''Divina Commedia'' o di Dante, bisogna non tanto capire, perché è semplice anche se non è sempre facile. Come è semplice l'universo, la musica di Bach: semplice ma non facilissima. È tutto vero; siamo lì, è come una rosa. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{Interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Divina Commedia| ]] [[Categoria:Poemi]] 4fabje2mhp6lf9ga464ws19tul48nag 1426379 1426305 2026-09-13T11:13:40Z Micione 5365 +1 e amplio 2 1426379 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua|descrizione=altri significati|titolo=[[La Divina Commedia (disambigua)]]}} [[File:Divina Commedia 1555 Edition.png|thumb|Frontespizio dell'edizione giolitina, la prima intitolata ''La Divina Comedia'' (1555)]] {{Torna a|Dante Alighieri}} '''''Divina Commedia''''', conosciuta anche come '''''Comedìa''''' o '''''Commedia''''', poema allegorico-didascalico di [[Dante Alighieri]] scritto tra il 1304 e il 1321. ==''Inferno''== [[File:Alighieri - Divina Commedia, Nel mille quatro cento septe et due nel quarto mese adi cinque et sei - 2384293 id00022000 Scan00006.jpg|miniatura|Incipit dell'''editio princeps'' (1472)]] ===[[Incipit]]=== <poem> Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita. </poem> ===Citazioni=== *''Allor fu la [[paura]] un poco queta, | che nel lago del cor m'era durata | la [[notte]] ch'i' passai con tanta pieta.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|paura|I, 19-21}}) *''Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta | una lonza {{NDR|lince o leopardo}}''<ref>La lonza, nella simbologia medievale dantesca, rappresenta la [[lussuria]].</ref>'' leggiera e presta molto, | che di pel maculato era coverta; | e non mi si partìa dinanzi al volto, | anzi 'mpediva tanto il mio cammino, | ch'i' fui per ritornar più volte vòlto''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|Ed ecco|I, 31-36}}) *''Ma non sì che [[paura]] non mi desse | la vista che m'apparve d'un [[leone]]''<ref>Rappresenta qui la [[superbia]].</ref>''. | Questi parea che contra me venisse | con la test'alta e con rabbiosa [[fame]], | sì che parea che l'aere ne tremesse. | Ed una [[lupo|lupa]]''<ref>La lupa è per Dante il simbolo dell'[[avarizia]].</ref>'', che di tutte brame | sembrava carca ne la sua magrezza, | e molte genti fè già viver grame, | questa mi porse tanto di gravezza | con la paura ch'uscìa di sua vista, | ch'io perdei la [[speranza]] de l'altezza.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|ma non sì che paura non mi desse|I, 44-54}}) *''O de li altri poeti onore e lume, | vagliami 'l lungo studio e 'l grande amore | che m' ha fatto cercar lo tuo volume. | Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore, | tu se' solo colui da cu' io tolsi | lo bello stilo che m' ha fatto onore. | Vedi la bestia per cu' io mi volsi; | aiutami da lei, famoso saggio, | ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi.'' (Dante a Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|altri poeti|I, 82-90}}) *[...] ''ché questa bestia, per la qual tu gride, | non lascia altrui passar per la sua via, | ma tanto lo 'mpedisce che l'uccide; || e ha natura sì malvagia e ria, | che mai non empie la bramosa voglia, | e dopo 'l pasto ha più fame che pria. || Molti son li animali a cui s'ammoglia | e più saranno ancora, infin che 'l [[veltro]] | verrà, che la farà morir con doglia. || Questi non ciberà terra né peltro, | ma sapïenza, amore e virtute, | e sua nazion sarà tra feltro e feltro. || Di quella umile Italia fia salute | per cui morì la vergine Cammilla, | Eurialo e Turno e Niso di ferute. || Questi la caccerà per ogne villa | fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno | là ove 'nvidia prima dipartilla.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|altro viaggio|I, 94-111}}) *''O muse, o alto ingegno, or m'aiutate; | o mente che scrivesti ciò ch'io vidi, | qui si parrà la tua nobilitate.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|O muse, o alto ingegno, or m'aiutate|II, 7-9}}) *''Se' savio; intendi me' ch'i' non ragiono.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Intendi me' ch'i' non ragiono|II, 36}}) *[...] ''l'anima tua è da viltade offesa; | la qual molte fïate l'omo ingombra | sì che d'onrata impresa lo rivolve, | come falso veder bestia quand'ombra.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|L'anima tua è da viltade offesa|II, 45-48}}) *[...] ''l'amico mio, e non de la ventura'' [...]. (Beatrice su Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|l'amico mio, e non de la ventura|II, 61}})<ref>{{Cfr.}} [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/53|p. 21]].</ref> *''Temer si dee di sole quelle cose | c'hanno potenza di fare altrui male; | de l'altre no, ché non son [[paura|paurose]].'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Temer si dee di sole quelle cose|II, 88-90}}) *''[[Maria|Donna]] è gentil nel ciel che si compiange | di questo 'mpedimento ov'io ti mando, | sì che duro giudicio là sù frange.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Donna è gentil nel ciel che si compiange|II, 94-96}}) *''[[Santa Lucia|Lucia]], nimica di ciascun crudele'' [...]. (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Lucia|II, 100}}) *''Or va, ch'un sol volere è d'ambedue: | tu duca, tu segnore e tu maestro.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Or va, ch'un sol volere è d'ambedue|II, 139-140}}) *''Per me si va ne la [[inferno|città dolente]], | per me si va ne l'etterno dolore, | per me si va tra la perduta gente. | [[Giustizia]] mosse il mio alto fattore; | fecemi la divina podestate, | la somma sapïenza e 'l primo amore. | Dinanzi a me non fuor cose create | se non etterne, e io etterno duro. | Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Per me si va ne la città dolente|III, 1-9}}) *''Ed elli a me: "Questo misero modo | tegnon l'anime triste di coloro | che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.''<ref>Vedi ''[[w:Senza infamia e senza lode|Senza infamia e senza lode]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Senza infamia e senza lode|III, 34-36}}) *''Questi non hanno speranza di morte, | e la lor cieca vita è tanto bassa, | che 'nvidïosi son d'ogne altra sorte. | Fama di loro il mondo esser non lassa; | misericordia e giustizia li sdegna: | non ragioniam di lor, ma guarda e passa.''<ref>Vedi ''[[w:Non ragioniam di lor, ma guarda e passa|Non ragioniam di lor, ma guarda e passa]]'' su Wikipedia.</ref> (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Questi non hanno speranza di morte|III, 46-51}}) *{{NDR|Su [[papa Celestino V]]<ref>Dante non indica espressamente il nome dell'anima a cui si riferisce. La maggior parte dei critici concorda sul fatto che si tratti di Pietro da Morrone (ovvero Celestino V), ma altre teorie propendono per [[Esaù]] o [[Ponzio Pilato]]. Per approfondire vedi ''[[w:Che fece per viltade il gran rifiuto|Che fece per viltade il gran rifiuto]]'' su Wikipedia.</ref>}} [...] ''colui | che fece per viltade il gran rifiuto''. (III, 59-60) *[...] ''a Dio spiacenti e a' nemici sui''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Incontanente intesi e certo fui|III, 63}}) *''Ed ecco verso noi venir per nave | [[Caronte|un vecchio]], bianco per antico pelo, | gridando: "Guai a voi, anime prave! || Non isperate mai veder lo cielo: | i' vegno per menarvi a l'altra riva | ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo. || E tu che se' costì, anima viva, | pàrtiti da cotesti che son morti". | Ma poi che vide ch'io non mi partiva, || disse: "Per altra via, per altri porti | verrai a piaggia, non qui, per passare: | più lieve legno convien che ti porti".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Ed ecco|III, 82-93}}) *''Vuolsi così colà dove si puote | ciò che si vuole, e più non dimandare.''<ref name=vuolsi>Vedi ''[[w:Vuolsi così colà dove si puote|Vuolsi così colà dove si puote]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|vuolsi così colà dove si puote|III, 95-96}}) *''Quinci fuor quete le lanose gote | al nocchier de la livida palude, | che 'ntorno a li occhi avea di fiamme rote.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|nocchier|III, 97-99}}) *''[[Caronte|Caron]] dimonio, con [[occhio|occhi]] di bragia | loro accennando, tutte le raccoglie; | batte col remo qualunque s'adagia.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Caron dimonio|III, 109-111}}) *''"Figliuol mio", disse 'l maestro cortese, | "quelli che muoion ne l'[[ira di Dio]] | tutti convegnon qui d'ogne paese; | e pronti sono a trapassar lo rio, | ché la divina giustizia li sprona, | sì che la tema si volve in disio.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Figliuol mio|III, 121–125}}) *''Intanto voce fu per me udita: | "Onorate [[Publio Virgilio Marone|l'altissimo poeta]]; | l'ombra sua torna, ch'era dipartita".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Onorate l'altissimo poeta|IV, 79-81}}) *''Mira colui con quella spada in mano, | che vien dinanzi ai tre sì come sire: | quelli è [[Omero]] poeta sovrano''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Mira colui|IV, 86–88}}) *''Poi ch'innalzai un poco più le ciglia, | vidi 'l maestro di color che sanno {{NDR|[[Aristotele]]}} | seder tra filosofica famiglia''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Poi ch'innalzai|IV, 130-132}}) *''[[Democrito]], che 'l mondo a caso pone.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Democrito|IV, 136}}) *''E vidi il buono accoglitor del quale, | [[Dioscoride|Dïascoride]] dico''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|E vidi|IV, 139-140}}) *''Così discesi del cerchio primaio | giù nel secondo, che men loco cinghia | e tanto più dolor, che punge a guaio. | Stavvi [[Minosse|Minòs]] orribilmente, e ringhia: | essamina le colpe ne l'intrata; | giudica e manda secondo ch'avvinghia.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Così discesi|V, 1-6}}) *''"O tu che vieni al doloroso ospizio", | disse Minòs a me quando mi vide, | lasciando l'atto di cotanto offizio, | "guarda com'entri e di cui tu ti fide; | non t'inganni l'ampiezza de l'intrare!". | E 'l duca mio a lui: "Perché pur gride? | Non impedir lo suo fatale andare: | vuolsi così colà dove si puote | ciò che si vuole, e più non dimandare".''<ref name=vuolsi/> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|O tu che vieni|V, 16-21}}) *''«La prima di color di cui novelle | tu vuo' saper» mi disse quelli {{NDR|Virgilio}} allotta, | «fu imperadrice di molte favelle. | A vizio di [[lussuria]] fu sì rotta, | che lìbito fé licito in sua legge | per tòrre il biasimo in che era condotta. | Ell'è [[Semiramide|Semiramis]], di cui si legge | che succedette a Nino e fu sua sposa: | tenne la terra che 'l Soldan corregge. | L'altra è [[Didone|colei]] che s'ancise amorosa | e ruppe fede al cener di Sicheo; | poi è [[Cleopatra|Cleopatràs]] lussurïosa''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|La prima di color di cui novelle|V, 52–63}}) *''Siede [[Romagna|la terra]] dove nata fui | su la marina dove 'l Po discende | per aver pace co' seguaci sui.'' ([[Francesca da Rimini]]: V, 97-99) *''[[Amore|Amor]], ch'al cor gentil ratto s'apprende, | prese costui de la bella persona | che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. | Amor, ch'a nullo amato amar perdona, | mi prese del costui piacer sì forte, | che, come vedi, ancor non m'abbandona. | Amor condusse noi ad una morte. | Caina attende chi a vita ci spense.''<ref>Vedi ''[[w:Amor, ch'a nullo amato amar perdona|Amor, ch'a nullo amato amar perdona]]'' su Wikipedia.</ref> (Francesca da Rimini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Amor|V, 100-107}}) *''E quella {{NDR|Francesca}} a me: «Nessun maggior [[dolore]] | che ricordarsi del tempo [[felicità e infelicità|felice]] | ne la [[felicità e infelicità|miseria]]; e ciò sa 'l tuo dottore».'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|E quella a me|V, 121-123}}) *''Quando leggemmo il disïato riso | esser basciato da cotanto amante, | questi, che mai da me non fia diviso, | la bocca mi basciò tutto tremante.''<ref>Secondo [[Umberto Saba]] (''Scorciatoie e raccontini'') il verso «''La bocca mi baciò tutto tremante''» è uno dei due più belli della letteratura italiana insieme a «''L'uno buggera l'altro, Santità''», tratto da un sonetto classicamente attribuito a [[Giuseppe Gioachino Belli]] ma probabilmente apocrifo.</ref>'' | Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse: | quel giorno più non vi leggemmo avante.''<ref>Vedi ''[[w:Galeotto fu il libro|Galeotto fu il libro]]'' su Wikipedia.</ref> (Francesca da Rimini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Quando leggemmo|V, 133-138}}) *''Mentre che l'uno spirto questo disse, | l'altro piangëa, sì che di pietade | io venni men così com'io morisse. | E caddi come corpo morto cade.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Mentre che l'uno spirto questo disse|V, 139-142}}) *''Voi cittadini mi chiamaste Ciacco: | per la dannosa colpa della [[Gola (ingordigia)|gola]], | come tu vedi, alla pioggia mi fiacco''. (Ciacco: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VI|Voi cittadini mi chiamaste Ciacco|VI, 52–54}}) *''Giusti son due, e non vi sono intesi; | superbia, invidia e avarizia sono | le tre faville c'hanno i cuori accesi.'' (Ciacco: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VI|Giusti son due, e non vi sono intesi|VI, 73-75}}) *''Pape Satàn, pape Satàn aleppe!''<ref>Vedi ''[[w:Pape Satàn, pape Satàn aleppe|Pape Satàn, pape Satàn aleppe]]'' su Wikipedia.</ref> (Pluto: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Pape Satàn|VII, 1}}) *''Questi fuor cerchi, che non han coperchio | piloso al capo, e [[papa|papi]] e [[cardinale|cardinali]], | in cui usa [[avarizia]] il suo soperchio.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Questi fuor cherci|VII, 46–48}}) *''E quelli a me: Oh creature sciocche, | quanta ignoranza è quella che v'offende!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|E quelli a me: Oh creature sciocche|VII, 70-71}}) *''Fitti nel limo dicon:'' {{NDR|gli [[ira]]condi}}'' "Tristi fummo | ne l'aere dolce che dal sol s'allegra, | portando dentro accidïoso fummo: | or ci attristiam ne la belletta negra". | Quest'inno si gorgoglian ne la strozza, | ché dir nol posson con parola integra.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Fitti nel limo|VII, 121–126}}) *''Or se' giunta, anima fella!'' (il demone [[Flegias|Flegiàs]] a Dante; {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Or se' giunta|VIII, 18}}) *''Quanti si tegnon or là sù gran regi | che qui staranno come porci in brago, | di sé lasciando orribili dispregi!'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Quanti si tegnon|VIII, 49-51}}) *''Chi è costui che sanza morte | va per lo regno de la morta gente?'' (demoni: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Chi è costui che sanza morte|VIII, 84-85}}) *''Chi m' ha negate le dolenti case!'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Chi m' ha negate|VIII, 120}}) *''O voi ch'avete li 'ntelletti sani, | mirate la dottrina che s'asconde | sotto 'l velame de li versi strani.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IX|O voi|IX, 61-63}}) *''Però a la dimanda che mi faci | quinc'entro satisfatto sarà tosto, | e al disio ancor che tu mi taci. || E io: «Buon duca, non tegno riposto | a te mio cuor se non per dicer poco, | e tu m'hai non pur mo a ciò disposto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto X|Però a la dimanda che mi faci|X, 16-21}}) *''Ed el mi disse: "Volgiti! Che fai? | Vedi là Farinata che s'è dritto: | da la cintola in sù tutto 'l vedrai". || Io avea già il mio viso nel suo fitto; | ed el s'ergea col petto e con la fronte | com'avesse l'inferno a gran dispitto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto X|Ed el mi disse|X, 31-36}}) *''D'ogne malizia, ch'odio in cielo acquista, | ingiuria è 'l fine, ed ogne fin cotale | o con forza o con frode altrui contrista. | Ma perché frode è de l'uom proprio male, | più spiace a Dio; e però stan di sotto | li frodolenti, e più dolor li assale.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|D'ogne malizia|XI, 22-27}}) *''Puossi far forza ne la deïtade, | col cor negando e [[bestemmia]]ndo quella, | e spregiando natura e sua bontade; | e però lo minor giron suggella | del segno suo e Soddoma e Caorsa | e chi, spregiando Dio col cor, favella.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|Puossi far forza|XI, 46-51}}) *''La [[frode]], ond'ogne coscïenza è morsa, | può l'omo usare in colui che 'n lui fida | e in quel che fidanza non imborsa. | Questo modo di retro par ch'incida | pur lo vinco d'amor che fa natura; | onde nel cerchio secondo s'annida | ipocresia, lusinghe e chi affattura, | falsità, ladroneccio e simonia, | ruffian, baratti e simile lordura.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|La frode|XI, 52-60}}) *''O sol che sani ogne vista turbata, | tu mi contenti sì quando tu solvi, | che, non men che saver, dubbiar m'aggrata.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|O sol che sani|XI, 91-93}}) *''Da queste due, se tu ti rechi a mente | lo Genesì dal principio, convene | prender sua vita e avanzar la gente | e perché l'[[usura|usuriere]] altra via tene, | per sé natura e per la sua seguace | dispregia, poi ch'in altro pon la spene.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|Da queste due, se|XI, 106-111}}) *[...] ''e 'n su la punta de la rotta lacca | l'infamïa di [[Creta|Creti]] era distesa || che fu concetta ne la falsa vacca; | e quando vide noi, sé stesso morse, | sì come quei cui l'ira dentro fiacca. || Lo savio mio inver' lui gridò: "Forse | tu credi che qui sia 'l [[Teseo|duca d'Atene]], | che sù nel mondo la morte ti porse? || Pàrtiti, bestia, ché questi non vene | ammaestrato da la tua sorella, | ma vassi per veder le vostre pene". || Qual è quel toro che si slaccia in quella | c'ha ricevuto già 'l colpo mortale, | che gir non sa, ma qua e là saltella, || vid'io lo [[Minotauro]] far cotale; | e quello accorto gridò: "Corri al varco; | mentre ch'e' 'nfuria, è buon che tu ti cale"''. ([[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XII|XII, 11-27]]) *''Non han sì aspri sterpi né sì folti | quelle fiere selvagge che 'n odio hanno | tra Cecina e Corneto i luoghi cólti.'' ([[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 7-9]]) *''[[Credere|Cred]]'io ch'ei credette ch'io credesse'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|Cred'io ch'ei credette ch'io credesse|XIII, 25}}) *''Io son colui che tenni ambo le chiavi | del cor di Federigo, e che le volsi, | serrando e disserrando''. ([[Pier della Vigna]]: [[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 58-60]]) *''L'animo mio, per disdegnoso gusto, | credendo col morir fuggir disdegno, | ingiusto fece me contra me giusto''. (Pier della Vigna: [[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 70-72]]) *[...] ''Siete voi qui, [[Brunetto Latini|ser Brunetto]]?'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Siete voi qui, ser Brunetto?|XV, 30}}) *[...] ''Se tu segui tua stella, | non puoi fallire a glorïoso porto, | se ben m'accorsi ne la vita bella; | e s'io non fossi sì per tempo morto, | veggendo il cielo a te così benigno, | dato t'avrei a l'opera conforto. | Ma quello ingrato popolo maligno | che discese di Fiesole ab antico, | e tiene ancor del monte e del macigno, | ti si farà, per tuo ben far, nimico; | ed è ragion, ché tra li lazzi sorbi | si disconvien fruttare al dolce fico. | Vecchia fama nel mondo li chiama orbi; | gent'è avara, invidiosa e superba: | dai lor costumi fa che tu ti forbi. | La tua fortuna tanto onor ti serba, | che l'una parte e l'altra avranno fame | di te; ma lungi fia dal becco l'erba. | Faccian le bestie fiesolane strame | di lor medesme, e non tocchin la pianta, | s'alcuna surge ancora in lor letame, | in cui riviva la sementa santa | di que' Roman che vi rimaser quando | fu fatto il nido di malizia tanta.'' (Brunetto Latini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Se tu segui tua stella|XV, 55-78}}) *''"Se fosse tutto pieno il mio dimando", | rispuos'io lui, "voi non sareste ancora | de l'umana natura posto in bando; | ché 'n la mente m'è fitta, e or m'accora, | la cara e buona imagine paterna | di voi quando nel mondo ad ora ad ora | m'insegnavate come l'uom s'etterna: | e quant'io l'abbia in grado, mentr'io vivo | convien che ne la mia lingua si scerna.'' | [...] | ''Tanto vogl'io che vi sia manifesto, | pur che mia coscïenza non mi garra, | ch'a la Fortuna, come vuol, son presto. | Non è nuova a li orecchi miei tal arra: | però giri Fortuna la sua rota | come le piace, e 'l villan la sua marra".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Se fosse tutto pieno il mio dimando|XV, 79-96}}) *[...] ''Bene ascolta chi la nota.'' (Brunetto Latini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Bene ascolta chi la nota|XV, 99}}) *''Poi si rivolse, e parve di coloro | che [[corsa|corrono]] a Verona il drappo verde | per la campagna; e parve di costoro | quelli che vince, non colui che perde.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Poi si rivolse|XV, 121-124}}) *''Ahi quanto cauti li uomini esser dienno | presso a color che non veggion pur l'ovra, | ma per entro i pensier miran col senno!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVI|Ahi quanto cauti|XVI, 118-120}}) *''Sempre a quel ver c' ha faccia di menzogna | de' l'uom chiuder le labbra fin ch'el puote, | però che sanza colpa fa vergogna''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVI|Sempre a quel ver|XVI, 124-126}}) *''Ecco la fiera con la coda aguzza, | che passa i monti e rompe i muri e l'armi! | Ecco colei che tutto 'l mondo appuzza!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVII|Ecco la fiera con la coda aguzza|XVII, 1-3}}) *''O Simon mago, o miseri seguaci | che le cose di Dio, che di bontate | deon essere spose, e voi rapaci | per oro e per argento avolterate, | or convien che per voi suoni la tromba, | però che ne la terza bolgia state.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|O Simon mago|XIX, 1-6}}) *''O somma sapïenza, quanta è l'arte | che mostri in cielo, in terra e nel mal mondo, | e quanto giusto tua virtù comparte!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|O somma sapïenza|XIX, 10-12}}) *''E io: "Tanto m'è bel, quanto a te piace: | tu se' segnore, e sai ch'i' non mi parto | dal tuo volere, e sai quel che si tace".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Tanto m'è bel|XIX, 37-39}}) *''Ed el'' {{NDR|[[papa Niccolò III]]}} ''gridò: "Se' tu già costì ritto, | se' tu già costì ritto, [[Papa Bonifacio VIII|Bonifazio]]? | Di parecchi anni mi mentì lo scritto. | Se' tu sì tosto di quell'aver sazio | per lo qual non temesti tòrre a 'nganno | la bella donna'' {{NDR|la Chiesa}}'', e poi di farne strazio?".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Ed el gridò|XIX, 52-57}}) *''Nuovo Iasón sarà, di cui si legge | ne' Maccabei; e come a quel fu molle | suo re, così fia [[Papa Clemente V|lui]] chi Francia regge. {{NDR|[[Filippo il bello]]}}'' (papa Niccolò III: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Nuovo Iasón sarà|XIX, 85-87}}) *''Deh, or mi dì: quanto tesoro volle | Nostro Segnore in prima da san Pietro | ch'ei ponesse le chiavi in sua balìa? | Certo non chiese se non "Viemmi retro". [...] E se non fosse ch'ancor lo mi vieta | la reverenza de le somme chiavi | che tu tenesti ne la vita lieta, | io userei parole ancor più gravi; | ché la vostra avarizia il mondo attrista, | calcando i buoni e sollevando i pravi. [...] Fatto v'avete dio d'oro e d'argento; | e che altro è da voi a l'idolatre, | se non ch'elli uno, e voi ne orate cento? | Ahi, [[Costantino I|Costantin]], di quanto mal fu matre, | non la tua conversion, ma quella dote | che da te prese il primo ricco patre!'' (Dante a papa Niccolò III: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Deh, or mi dì|XIX, 90-117}}) *''Se Dio ti lasci, lettor, prender frutto | di tua lezione, or pensa per te stesso | com'io potea tener lo viso asciutto''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Se Dio ti lasci|XX, 19-21}}) *''Ancor se' tu de li altri sciocchi? | Qui vive la pietà quand'è ben morta; | chi è più scellerato che colui | che al giudicio divin passion comporta?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Ancor se' tu|XX, 27-30}}) *''Mira c' ha fatto petto de le spalle; | perché [[divinazione|volse veder troppo davante]], | di retro guarda e fa retroso calle.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Mira c' ha fatto|XX, 37-39}}) *''Suso in Italia bella giace un laco, | a piè de l'Alpe che serra Lamagna | sovra Tiralli, c'ha nome [[Lago di Garda|Benaco]]''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Suso in Italia bella|XX, 61-63}}) *''Fer la città sovra quell'ossa morte; | e per colei che 'l loco prima elesse, | Mantüa l'appellar sanz'altra sorte''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Fer la città sovra|XX, 91-93}}) *''E io: "Maestro, i tuoi ragionamenti | mi son sì certi e prendon sì mia fede, | che li altri mi sarien carboni spenti"''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Maestro, i tuoi ragionamenti|XX, 100-102}}) *''Quell'altro che ne' fianchi è così poco, | [[Michele Scoto|Michele Scotto]] fu, che veramente | de le magiche frode seppe 'l gioco.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Michele Scotto|XX, 115-117}}) *[...] ''O Malebranche, | ecco un de li anzïan di Santa Zita! | Mettetel sotto, ch'i' torno per anche | a [[Lucca|quella terra]] ch'i' ho ben fornita: | Ogn'uom v'è barattier, fuor che Bonturo; | del no, per li [[denaro|denar]], vi si fa ita.''<ref>''Ita'' in latino significa "sì".</ref> (un diavolo: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|O Malebranche|XXI, 37-42}}) *''Quel s'attuffò, e tornò sù convolto; | ma i demon che del ponte avean coperchio, | gridar: "Qui non ha loco il Santo Volto! | qui si nuota altrimenti che nel Serchio! | Però, se tu non vuo' di nostri graffi, | non far sopra la pegola soverchio". | Poi l'addentar con più di cento raffi, | disser: "Coverto convien che qui balli, | sì che, se puoi, nascosamente accaffi".''<ref>Vedi ''[[w:Qui non ha loco il Santo Volto!|Qui non ha loco il Santo Volto!]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|Quel s'attuffò|XXI, 46-54}}) *''Ed elli avea [[Flatulenza|del cul]] [[Trombettiere|fatto trombetta]].'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|ed elli|XXI, 139}}) *''Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa | coi santi, e in taverna coi ghiottoni.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXII|Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa|XXII, 14-15}}) *''Tra male gatte era venuto 'l sorco.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXII|Tra male gatte era venuto 'l sorco|XXII, 58}}) *''Ahi [[Pistoia]], Pistoia, ché non stanzi | d'incenerarti sì che più non duri, | poi che 'n mal fare il [[seme]] tuo avanzi?'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|Ahi Pistoia|XXV, 10-12}}) *''come procede innanzi da l'ardore, | per lo papiro suso, un color [[marrone|bruno]] | che non è nero ancora e 'l bianco more.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|come procede innanzi da l'ardore|XXV, 64-66}}) *''Come 'l [[ramarro]] sotto la gran fersa | dei [[giorno|dì]] canicular, cangiando sepe, | folgore par se la via attraversa, | sì pareva, venendo verso l'[[pancia|epe]] | de li altri due, un serpentello acceso, | livido e nero come gran di pepe; | e quella parte onde prima è preso | nostro [[cibo|alimento]], a l'un di lor trafisse; | poi cadde giuso innanzi lui disteso. | Lo trafitto 'l mirò, ma nulla disse; | anzi, co' piè fermati, sbadigliava | pur come sonno o febbre l'assalisse. | Elli 'l [[serpente]] e quei lui riguardava; | l'un per la piaga e l'altro per la bocca | fummavan forte, e 'l [[fumo|fummo]] si scontrava. | Taccia [[Marco Anneo Lucano|Lucano]] omai là dov'e' tocca | del misero Sabello e di Nasidio, | e attenda a udir quel ch'or si scocca. | Taccia di Cadmo e d'Aretusa [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]], | ché se quello in serpente e quella in fonte | converte [[poesia|poetando]], io non lo 'nvidio; | ché due nature mai a fronte a fronte | non trasmutò sì ch'amendue le forme | a cambiar lor matera fosser pronte. | Insieme si rispuosero a tai norme, | che 'l serpente la coda in forca fesse, | e 'l feruto ristrinse insieme l'orme. | Le gambe con le cosce seco stesse | s'appiccar sì, che 'n poco la giuntura | non facea segno alcun che si paresse. | Togliea la coda fessa la figura | che si perdeva là, e la sua pelle | si facea molle, e quella di là dura. | Io vidi intrar le braccia per l'ascelle, | e i due piè de la fiera, ch'eran corti, | tanto allungar quanto accorciavan quelle. | Poscia li piè di rietro, insieme attorti, | diventaron lo membro che l'uom cela, | e 'l misero del suo n'avea due porti. | Mentre che 'l fummo l'uno e l'altro vela | di color novo, e genera 'l pel suso | per l'una parte e da l'altra il dipela, | l'un si levò e l'altro cadde giuso, | non torcendo però le [[occhio|lucerne]] empie, | sotto le quai ciascun cambiava muso. | Quel ch'era dritto, il trasse ver' le tempie, | e di troppa matera ch'in là venne | uscir li orecchi de le gote scempie; | ciò che non corse in dietro e si ritenne | di quel soverchio, fé naso a la faccia | e le labbra ingrossò quanto convenne. | Quel che giacëa, il muso innanzi caccia, | e li orecchi ritira per la testa | come face le corna la lumaccia; | e la lingua, ch'avëa unita e presta | prima a parlar, si fende, e la forcuta | ne l'altro si richiude; e 'l fummo resta.''<ref>Nella settima bolgia delle [[w:Malebolge|Malebolge]] sono puniti i [[ladro|ladri]]. La metà di questi ha sembianze di serpente, mentre l'altra metà vanta aspetto umano, e quando un serpente morde un uomo, questo diventa serpente e l'altro diviene uomo, si scambiano i ruoli: nei versi proposti, Dante descrive la raccapricciante metamorfosi di ambedue le specie, definendosi in ciò superiore a [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]], autore delle celebri ''[[Publio Ovidio Nasone#Metamorfosi|Metamorfosi]]'', e a [[Marco Anneo Lucano|Lucano]], nipote di [[Lucio Anneo Seneca|Seneca]] e autore del ''[[Marco Anneo Lucano#Pharsalia|Bellum civile]]''. Ovidio e Lucano sono già stati visti da Dante e [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]] sua guida nel Limbo ([[s:Divina Commedia/Inferno/Canto IV|IV]], v. 90).</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|Come 'l ramarro sotto la gran fersa|XXV, 79-135}}) *''Godi, [[Firenze|Fiorenza]], poi che se' sì grande | che per mare e per terra batti l'ali, | e per lo 'nferno tuo nome si spande!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Godi, Fiorenza|XXVI, 1-3}}) *''Là dentro si martira | [[Ulisse]] e Dïomede, e così insieme | a la vendetta vanno come a l'ira; | e dentro da la lor fiamma si geme | l'agguato del caval che fé la porta | onde uscì de' Romani il gentil seme.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Rispuose a me: "Là dentro si martira|XXVI, 55-60}}) *''Considerate la vostra semenza: | fatti non foste a viver come bruti, | ma per seguir virtute e [[conoscenza|canoscenza]].'' ([[Ulisse]]: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Considerate la vostra semenza|XXVI, 118-120}}) *''Li miei compagni fec'io sì aguti, | con questa orazion picciola, al cammino, | che a pena poscia li avrei ritenuti; | e volta nostra poppa nel mattino, | de' remi facemmo ali al folle volo, | sempre acquistando dal lato mancino.'' (Ulisse: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Li miei compagni fec'io sì aguti|XXVI, 121-126}}) *''Cinque volte racceso e tante casso | lo lume era di sotto dalla [[luna]] | poi ch'entrati eravam nell'alto passo,'' [...] (Ulisse: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Cinque volte racceso|XXVI, 130-132}}) *[...] ''infin che 'l mar fu sovra noi richiuso.''<ref>Vedi ''[[w:Infin che 'l mar fu sovra noi richiuso|Infin che 'l mar fu sovra noi richiuso]]'' su Wikipedia.</ref> (Ulisse: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|infin che 'l mar fu sovra noi richiuso|XXVI, 142}}) *''Romagna tua non è, e non fu mai, | sanza guerra ne' cuor de' suoi tiranni; ma 'n palese nessuna or vi lasciai. | Ravenna sta come stata è molt'anni: | l'aguglia da Polenta la si cova, sì che Cervia ricuopre co' suoi vanni. | La terra che fé già la lunga prova | e di Franceschi sanguinoso mucchio, | sotto le branche verdi si ritrova. | E 'l mastin vecchio e 'l nuovo da Verrucchio, | che fecer di Montagna il mal governo, | là dove soglion fan d'i denti succhio. | Le città di Lamone e di Santerno | conduce il lïoncel dal nido bianco, | che muta parte da la state al verno. | E quella cu' il Savio bagna il fianco,'' {{NDR|[[Cesena]]}} ''| così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte, | tra tirannia si vive e stato franco.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|E quella|XXVII, 37-54}}) *''Io fui uom d'arme, e poi fui cordigliero, | credendomi, sì cinto, fare ammenda; | e certo il creder mio venìa intero, | se non fosse il gran prete ''{{NDR|papa Bonifacio VIII}}'', a cui mal prenda!'' (Guido da Montefeltro: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|Io fui uom d'arme|XXVII, 67-70}}) *''Ch'assolver non si può chi non si [[pentimento|pente]], | né pentere e volere insieme puossi | per la contradizion che nol consente.'' (un diavolo: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|assolver non si può chi non si pente|XXVII, 118-120}}) *''Già [[Botte|veggia]], per mezzul perdere o lulla, | com'io vidi un, così non si pertugia, | rotto dal mento infin dove si trulla. | Tra le gambe pendevan le minugia; | la corata pareva e 'l tristo sacco | che merda fa di quel che si trangugia. | Mentre che tutto in lui veder m'attacco, | guardommi e con le man s'aperse il petto, | dicendo: "Or vedi com'io mi dilacco! | vedi come storpiato è [[Maometto|Mäometto]]! | Dinanzi a me sen va piangendo [[ʿAlī ibn ʾAbī Ṭālib|Alì]], | fesso nel volto dal mento al ciuffetto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Già veggia|XXVIII, 22-33}}) *[...] ''rimembriti di Pier da Medicina, | se mai torni a veder lo dolce piano | che da Vercelli a Marcabò dichina.'' (Pier da Medicina: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Pier da Medicina|XXVIII, 73-75}}) *[...] ''Questi è desso, e non favella. | Questi, scacciato, il dubitar sommerse | in [[Gaio Giulio Cesare|Cesare]], affermando che 'l fornito | sempre con danno l'attender sofferse.'' (Pier da Medicina su Gaio Scribonio Curione: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Questi è desso|XXVIII, 98-99}}) *''E un ch'avea l'una e l'altra man mozza, | levando i moncherin per l'aura fosca, | sì che [[Emorragia|'l sangue facea la faccia sozza]], | gridò: "Ricordera' ti anche del [[Mosca dei Lamberti|Mosca]], | che disse, lasso!, 'Capo ha cosa fatta', | che fu mal seme per la gente tosca". | E io li aggiunsi: "E morte di tua schiatta"; | per ch'elli, accumulando duol con duolo, | sen gio come persona trista e matta.''<ref>Vedi ''[[w:Cosa fatta capo ha|Cosa fatta capo ha]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Mosca dei Lamberti|XXVIII, 103-111}}) *[...] ''[[coscienza morale|coscïenza]] m'assicura, | la buona compagnia che l'uom francheggia | sotto l'asbergo del sentirsi pura.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|coscienza m'assicura|XXVIII, 115-117}}) *''"Io fui d'[[Arezzo]], e Albero da [[Siena]]", | rispuose l'un, "mi fé mettere al foco; | ma quel per ch'io mori' qui non mi mena.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXIX|Io fui d'Arezzo|XXIX, 109-111}}) *''Or fu già mai | gente sì vana come la [[Siena|sanese]]? | Certo non la francesca sì d'assai!'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXIX|Or fu già mai|XXIX, 121-123}}) *''E io a lui: "Chi son li due tapini | che fumman come man bagnate 'l verno, | giacendo stretti a' tuoi destri confini?". || "Qui li trovai – e poi volta non dierno –", | rispuose, "quando piovvi in questo greppo, | e non credo che dieno in sempiterno. || L'una è [[Moglie di Putifarre|la falsa]] ch'accusò [[Giuseppe (patriarca)|Gioseppo]]; | l'altr'è 'l falso [[Sinone|Sinon]] greco di Troia: | per febbre aguta gittan tanto leppo".'' (XXX, 91-99) *''Maggior difetto men vergogna lava''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|Maggior difetto men vergogna lava|XXX, 142}}) *''Ché voler ciò udire è bassa voglia''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|Ché voler ciò udire è bassa voglia|XXX, 148}}) *''Dove l'argomento de la mente | s'aggiugne al mal volere e a la possa, | nessun riparo vi può far la gente''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXI|Dove l'argomento de la mente|XXXI, 55-57}}) *''"Raphèl maì amècche zabì almi", | cominciò a gridar la fiera bocca, | cui non si convenia più dolci salmi. || E 'l duca mio ver' lui: "Anima sciocca, | tienti col corno, e con quel ti disfoga | quand'ira o altra passïon ti tocca! || Cércati al collo, e troverai la soga | che 'l tien legato, o anima confusa, | e vedi lui che 'l gran petto ti doga". || Poi disse a me: "Elli stessi s'accusa; | questi è [[Nimrod|Nembrotto]] per lo cui mal coto | pur un linguaggio nel mondo non s'usa. || Lasciànlo stare e non parliamo a vòto; | ché così è a lui ciascun linguaggio | come 'l suo ad altrui, ch'a nullo è noto".''<ref>Vedi ''[[w:Raphèl maí amècche zabí almi|Raphèl maí amècche zabí almi]]'' su Wikipedia.</ref> (XXXI, 67-81) *''Qual pare a riguardar la [[Bologna|Garisenda]] | 'sotto 'l chinato, quando un nuvol vada | sovr'essa sí, che ella incontro penda | tal parve [[Anteo]] a me che stava a bada | di vederlo chinare.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXI|Garisenda|XXXI, 136 – 138}}) *''La bocca sollevò dal fiero pasto | quel peccator, forbendola a' capelli | del capo ch'elli avea di retro guasto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|La bocca sollevò dal fiero pasto|XXXIII, 1-3}}) *[...] ''Tu vuo' ch'io rinovelli | disperato dolor che 'l cor mi preme | già pur pensando, pria ch'io ne favelli.'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Tu vuo' ch'io rinovelli|XXXIII, 4-6}}) *''Questi pareva a me maestro e donno, | cacciando il lupo e' lupicini al monte | per che i Pisan veder Lucca non ponno.'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Questi|XXXIII, 28-30}}) *''Ben se' crudel, se tu già non ti duoli | pensando ciò che 'l mio cor s'annunziava; | e se non piangi, di che pianger suoli?'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ben se' crudel, se tu già non ti duoli|XXXIII, 40-42}}) *''Poscia, più che 'l dolor, poté 'l [[digiuno]]''.<ref>Vedi ''[[w:Poscia, più che 'l dolor poté 'l digiuno|Poscia, più che 'l dolor poté 'l digiuno]]'' su Wikipedia.</ref> (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Poscia|XXXIII, 75}}) *''Ahi [[Pisa]], vituperio de le genti | del bel paese là dove 'l [[sì]] suona, | poi che i vicini a te punir son lenti, | muovasi la Capraia e la Gorgona, | e faccian siepe ad Arno in su la foce, | sì ch'elli annieghi in te ogne persona! | Che se 'l conte Ugolino aveva voce | d'aver tradita te de le castella, | non dovei tu i figliuoi porre a tal croce.''<ref>Vedi ''[[w:Bel paese|Bel paese]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ahi Pisa|XXXIII, 79-87}}) *''Ahi [[Genovesi]], uomini diversi | d'ogni costume e pien d'ogni magagna, | perché non siete voi del mondo spersi? | Che col peggior spirto di Romagna | trovai di voi un tal {{NDR|Branca d'Oria}}, che, per sua opra, | in anima in Cocito già si bagna | ed in corpo par vivo ancor di sopra''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ahi Genovesi|XXXIII, 151 – 157}}) *''Vexilla regis prodeunt inferni'' [...].<ref>Vedi ''[[w:Vexilla regis prodeunt inferni|Vexilla regis prodeunt inferni]]'' su Wikipedia.</ref> (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIV|Vexilla regis prodeunt inferni|XXXIV, 1}}) *''Io non mori' e non rimasi vivo: | pensa oggimai per te, s'hai fior d'ingegno, | qual io divenni, d'uno e d'altro privo.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIV|Io non mori' e non rimasi vivo|XXXIV, 25-27}}) *''Lo [[Lucifero|'mperador del doloroso regno]] | da mezzo 'l petto uscia fuor de la ghiaccia'' [...]. (XXXIV, 28-29) *''S'el fu sì bel com'elli è ora brutto, | e contra 'l suo fattore alzò le ciglia, | ben dee da lui procedere ogne lutto.'' (XXXIV, 34-36) *''Da ogne bocca dirompea co' denti | un peccatore, a guisa di maciulla, | sì che tre ne facea così dolenti. || A quel dinanzi il mordere era nulla | verso 'l graffiar, che talvolta la schiena | rimanea de la pelle tutta brulla. || "Quell'anima là sù c'ha maggior pena", | disse 'l maestro, "è [[Giuda Iscariota|Giuda Scarïotto]], | che 'l capo ha dentro e fuor le gambe mena. || De li altri due c' hanno il capo di sotto, | quel che pende dal nero ceffo è [[Marco Giunio Bruto|Bruto]]: | vedi come si storce, e non fa motto!; || e l'altro è [[Gaio Cassio Longino|Cassio]], che par sì membruto".'' (XXXIV, 55-67) ===[[Explicit]]=== <poem> Salimmo sù, el primo e io secondo, tanto ch'i' vidi de le cose belle che porta 'l ciel, per un pertugio tondo. E quindi uscimmo a riveder le stelle. </poem> ===Citazioni sull<nowiki>'</nowiki>''Inferno''=== ====[[Vittorio Sermonti]]==== *All'inferno nessuno ha rimorsi, fuorché Dante; tutti, semmai, hanno rimpianti. *E se l'Ottocento diffidò di questo canto {{NDR|canto VII}}, dove trovava «il descrittivo» ma non «il drammatico», sarà anche perché non praticava le euforiche mortificazioni della società affluente, i processi di identificazione collettiva nei simboli del consumo, e tanto meno (se possiamo permetterci la spudoratezza dell'anacronismo) la coazione all'improperio, alla rissa, allo scontro frontale che tiranneggia il nostro Sisifo di massa negli ingorghi di traffico. *Fatto è, che in nessun altro canto come in questo {{NDR|canto III}} (e nel successivo) Dante si tiene tanto addossato al suo Virgilio: Non si contano i versi che meriterebbero di esser letti con il testo del VI libro dell'Eneide a fronte. Meriterebbero: infatti, le variazioni che Dante apporta nel travaso da lingua a lingua, da cultura a cultura, minime spesso, sono sempre, comunque, decisive. *{{NDR|Sul canto IV}} Non c'è canto della Commedia così gremito di nomi propri: 48, uno ogni tre versi. ==''Purgatorio''== ===[[Incipit]]=== <poem> Per correr miglior acque alza le vele omai la navicella del mio ingegno, che lascia dietro a sé mar sì crudele; </poem> ===Citazioni=== *''[[Cielo|Dolce color d'orïental zaffiro,]] | che s'accoglieva nel sereno aspetto | del mezzo, puro infino al primo giro, | a li occhi miei ricominciò diletto, | tosto ch'io usci' fuor de l'aura morta | che m'avea contristati li occhi e 'l petto. | [[Venere (astronomia)|Lo bel pianeto]] che d'amar conforta | faceva tutto rider l'orïente, | velando i Pesci ch'erano in sua scorta.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|riga12|I, 13-21}}) *''Lo duca mio allor mi diè di piglio, | e con parole e con mani e con cenni | reverenti mi fé le gambe e ‘l ciglio.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|Lo duca mio allor mi diè di piglio|I, 49-51}}) *''[[Libertà]] va cercando, ch'è sì cara, | come sa chi per lei vita rifiuta.''<ref>Vedi ''[[w:Libertà va cercando, ch'è sì cara|Libertà va cercando, ch'è sì cara]]'' su Wikipedia.</ref> (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|libertà va cercando|I, 71-72}}) *''Già era 'l [[sole]] a l'orizzonte giunto | lo cui meridïan cerchio coverchia | [[Gerusalemme|Ierusalèm]] col suo più alto punto.''<ref>Qui Dante si rifà alla credenza medievale che Gerusalemme fosse al centro della terra, sita fra il meridiano del fiume [[Gange]] e la [[Spagna]] occidentale e che, ritenendo la terra abitata tutta nell'emisfero boreale, l'isola del paradiso si trovasse al punto opposto rispetto a Gerusalemme, con la quale condivideva quindi l'orizzonte astronomico.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto II|Già era 'l sole|II, 1-3}}) *''Noi eravam lunghesso mare ancora, | come gente che pensa a suo cammino, | che va col cuore e col corpo dimora.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto II|Noi eravam lunghesso mare ancora|II, 10-12}}) *''O dignitosa coscïenza e netta, | come t'è picciol fallo amaro morso!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|o dignitosa coscïenza|III, 8-9}}) *''E 'l mio conforto: «Perché pur diffidi?», | a dir mi cominciò tutto rivolto; | «non credi tu me teco e ch'io ti guidi?»'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|E ‘l mio conforto: «Perché pur diffidi?»|III, 22-24}}) *''State contenti, umana gente, al ''quia''; | ché, se potuto aveste veder tutto, | mestier non era parturir [[Maria]]''.<ref>Vedi ''[[w:State contenti, umana gente, al quia|State contenti, umana gente, al quia]]'' su Wikipedia.</ref> (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|State contenti|III, 37-39}}) *''Ché perder tempo a chi più sa più spiace''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|ché perder tempo|III, 78}}) *''Come le [[pecora|pecorelle]] escon del chiuso | a una, a due, a tre, e l'altre stanno | timidette atterrando l'occhio e 'l muso; | e ciò che fa la prima, e l'altre fanno, | addossandosi a lei, s'ella s'arresta, | semplici e quete, e lo 'mperché non sanno''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Come le pecorelle|III, 79-84}}) *{{NDR|Incontro con [[Manfredi di Sicilia]]}} ''Biondo era e bello e di gentile aspetto, | ma l'un de' cigli un colpo avea diviso.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|biondo era e bello|III, 107-108}}) *''Poscia ch'io ebbi rotta la persona | di due punte mortali, io mi rendei, | piangendo, a quei che volontier perdona. || Orribil furon li peccati miei; | ma la bontà infinita ha sì gran braccia, | che prende ciò che si rivolge a lei.'' (Manfredi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Poscia ch'io ebbi rotta la persona|III, 118-123}}) *''Or le bagna la pioggia e move il vento'' [...].<ref>Vedi ''[[w:Or le bagna la pioggia e move il vento|Or le bagna la pioggia e move il vento]]'' su Wikipedia.</ref> (Manfredi, riferendosi al destino delle sue spoglie: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|verso 130|III, 130}}) *''Per lor maladizion sì non si perde, | che non possa tornar, l'etterno amore, | mentre che la speranza ha fior del verde.'' (Manfredi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Per lor maladizion|III, 133-135}}) *''Che ti fa ciò che quivi si pispiglia?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|che ti fa|V, 12}}) *''Vien dietro a me, e lascia dir le genti: | sta come torre ferma, che non crolla | già mai la cima per soffiar di venti; | ché sempre l'omo in cui pensier rampolla | sovra pensier, da sé dilunga il segno, | perché la foga l'un de l'altro insolla.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Vien dietro a me|V, 13-18}}) *''Ond'io, che solo innanzi a li altri parlo, | ti priego, se mai vedi quel paese | che siede tra [[Romagna]] e quel di Carlo,'' {{NDR|Carlo II d'Angiò}} ''| che tu mi sie di tuoi prieghi cortese | in Fano, sì che ben per me s'adori | pur ch'i' possa purgar le gravi offese.'' (Jacopo del Cassero: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Ond'io, che solo innanzi a li altri parlo|V, 67-72}}) *''Vid'io | [[Emorragia|de le mie vene farsi in terra laco]].'' (Jacopo del Cassero: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|vid'io|V, 83-84}}) *''"Deh, quando tu sarai tornato al mondo | e riposato de la lunga via", | seguitò 'l terzo spirito al secondo, | "ricorditi di me, che son [[Pia de' Tolomei|la Pia]]; | [[Siena]] mi fé, disfecemi [[Maremma]]: | salsi colui che 'nnanellata pria | disposando m'avea con la sua gemma".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Deh, quando tu sarai tornato al mondo|V, 130-136}}) *''Pur Virgilio si trasse a lei, pregando | che ne mostrasse la miglior salita; | e quella non rispuose al suo dimando, | ama di nostro paese e de la vita | ci 'nchiese; e 'l dolce duca incominciava | "[[Mantova|Mantüa]] ...", e l'ombra, tutta in sé romita, | surse ver' lui del loco ove pria stava, | dicendo: "O Mantoano, io son Sordello | de la tua terra!"; e l'un l'altro abbracciava.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ama di nostro paese|VI, 67-75}}) *''Ahi serva [[Italia]], di dolore ostello, | nave sanza nocchiere in gran tempesta, | non donna di provincie, ma bordello!''<ref>Vedi ''[[w:Ahi serva Italia, di dolore ostello|Ahi serva Italia, di dolore ostello]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ahi serva Italia|VI, 76-78}}) *''Ahi gente che dovresti esser devota, | e lasciar seder Cesare in la sella, | se bene intendi ciò che Dio ti nota, | guarda come esta fiera è fatta fella | per non esser corretta da li sproni, | poi che ponesti mano a la predella.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ahi gente che dovresti esser devota|VI, 91-96}}) *''Rade volte risurge per li rami ''{{NDR|figli}}'' | l'umana probitate; e questo vole | quei che la dà, perché da lui si chiami.'' (Sordello: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VII|Rade volte|VII, 121-123}}) *''Era già [[tramonto|l'ora che volge il disio]] | ai navicanti e 'ntenerisce il core | lo dì c' han detto ai dolci amici addio; | e che lo novo peregrin d'amore | punge, se ode squilla di lontano | che paia il giorno pianger che si more''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VIII|Era già l'ora che volge il disio|VIII, 1-6}}) *''Per lei''<ref>[[w:Beatrice d'Este (giudicessa di Gallura)|Beatrice d'Este]], moglie di [[w:Nino Visconti|Nino Visconti]].</ref>'' assai di lieve si comprende | quanto in [[donna|femmina]] foco d'amor dura, | se l'occhio o 'l tatto spesso non l'accende.'' (Nino Visconti: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VIII|Per lei assai di lieve si comprende|VIII, 76-78}}) *''Oh vana gloria de l'umane posse! | com' poco verde in su la cima dura, | se non è giunta da l'etati grosse! | Credette [[Cimabue]] ne la pittura | tener lo campo, e ora ha [[Giotto]] il grido, | sì che la fama di colui è scura. | Così ha tolto [[Guido Cavalcanti|l'uno]] a l'[[Guido Guinizelli|altro Guido]] | la gloria de la lingua; e forse è nato | chi l'uno e l'altro caccerà del nido. | Non è il mondan romore altro ch'un fiato | di vento, ch'or vien quinci e or vien quindi, | e muta nome perché muta lato.'' (Oderisi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Oh vana gloria de l'umane posse!|XI, 91-102}}) *''Colui {{NDR|Provenzano Salvani}} che del cammin sì poco piglia | dinanzi a me, Toscana sonò tutta; | e ora a pena in Siena sen pispiglia, | ond'era sire quando fu distrutta | la rabbia fiorentina, che superba | fu a quel tempo sì com'ora è putta.'' (Oderisi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Colui che del cammin sì poco piglia|XI, 109-114}}) *{{NDR|Su Provenzano Salvani}} ''"Quando vivea più glorïoso", disse, | "liberamente nel [[Piazza del Campo|Campo di Siena]], | ogne vergogna diposta, s'affisse.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Colui che del cammin sì poco piglia|XI, 133-135}}) *''Mostrava come i figli si gittaro | sovra [[Sennacherìb]] dentro dal tempio, | e come, morto lui, quivi il lasciaro'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Mostrava come i figli si gittaro|XII, 52-54}}) *''Or [[superbia|superbite]], e via col viso altero, | figliuoli d'Eva, e non chinate il volto | sì che veggiate il vostro mal sentero!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Or superbite|XII, 70-72}}) *''A noi venìa la [[angelo|creatura bella]], | biancovestito e ne la faccia quale | par tremolando mattutina stella.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|A noi venìa la creatura bella|XII, 88-90}}) *''O gente umana, per volar sù nata, | perché a poco vento così cadi?'' (l'Angelo dell'umiltà: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|o gente umana|XII, 95-96}}) *''Ahi quanto son diverse quelle foci | da l'infernali! ché quivi per canti | s'entra, e là giù per lamenti feroci.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Ahi quanto son diverse quelle foci|XII, 112-114}}) *''Tu li vedrai tra quella gente vana | che spera in Talamone, e perderagli | più di speranza ch'a trovar la Diana''. (Sapìa Salvani: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIII|Tu li vedrai tra quella gente vana|XIII, 151-153}}) *[...] ''Per mezza Toscana si spazia | [[Arno|un fiumicel]] che nasce in Falterona, | e cento miglia di corso nol sazia. | Di sovr'esso rech'io questa persona: | dirvi ch'i' sia, saria parlare indarno, | ché 'l nome mio ancor molto non suona.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Per mezza Toscana si spazia|XIV, 16-21}}) *[...] ''ma degno | ben è che 'l nome di tal valle pèra; | ché dal principio [[Arno|suo]],'' [...] | ''infin là 've si rende per ristoro'' | [...] | ''vertù così per nimica si fuga | da tutti come biscia, o per sventura | del luogo, o per mal uso che li fruga: | ond' hanno sì mutata lor natura | li abitator de la misera valle, | che par che Circe li avesse in pastura. | Tra [[Casentino|brutti porci]], più degni di galle | che d'altro cibo fatto in uman uso, | dirizza prima il suo povero calle. | [[Arezzo|Botoli]] trova poi, venendo giuso, | ringhiosi più che non chiede lor possa, | e da lor disdegnosa torce il muso. | Vassi caggendo; e quant'ella più 'ngrossa, | tanto più trova di can farsi [[Firenze|lupi]] | la maladetta e sventurata fossa. | Discesa poi per più pelaghi cupi, | trova le [[Pisa|volpi]] sì piene di froda, | che non temono ingegno che le occùpi. | Né lascerò di dir perch'altri m'oda; | e buon sarà costui, s'ancor s'ammenta | di ciò che vero spirto mi disnoda. | Io veggio [[Fulcieri da Calboli|tuo nepote]] che diventa | cacciator di quei lupi in su la riva | del fiero fiume, e tutti li sgomenta. | Vende la carne loro essendo viva; | poscia li ancide come antica belva; | molti di vita e sé di pregio priva. | Sanguinoso esce de la trista selva; | lasciala tal, che di qui a mille anni | ne lo stato primaio non si rinselva.'' (Guido del Duca: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Non so; ma degno|XIV, 29-66}}) *''Fu il sangue mio d'invidia sì rïarso, | che se veduto avesse uom farsi lieto, | visto m'avresti di livore sparso. | Di mia semente cotal paglia mieto; | o gente umana, perché poni 'l core | là 'v'è mestier di consorte divieto? | Questi è [[Rinieri di Calboli|Rinier]]; questi è 'l pregio e l'onore | de la casa da Calboli, ove nullo | fatto s'è reda poi del suo valore. | E non pur lo suo sangue è fatto brullo, | [[Romagna|tra 'l Po e 'l monte e la marina e 'l Reno]], | del ben richesto al vero e al trastullo; | ché dentro a questi termini è ripieno | di venenosi sterpi, sì che tardi | per coltivare omai verrebber meno. | Ov'è 'l buon Lizio e Arrigo Mainardi? | Pier Traversaro e Guido di Carpigna? | Oh [[Romagna|Romagnuoli]] tornati in bastardi! | Quando in Bologna un Fabbro si ralligna? | quando in Faenza un Bernardin di Fosco, | verga gentil di picciola gramigna?'' (Guido del Duca: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Fu il sangue mio d'invidia sì rïarso|XIV, 82-102}}) *[...] ''Quel fu 'l duro camo | che dovria l'uom tener dentro a sua meta. | Ma voi prendete l'esca, sì che l'amo | de l'antico avversaro a sé vi tira; | e però poco val freno o richiamo. | Chiamavi 'l cielo e 'ntorno vi si gira, | mostrandovi le sue bellezze etterne, | e l'occhio vostro pur a terra mira; | onde vi batte chi tutto discerne.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Quel fu 'l duro camo|XIV, 143-151}}) *''Che volse dir lo spirto di Romagna'' {{NDR|Guido del Duca}}'', | e 'divieto' e 'consorte' menzionando?'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XV|Che volse dir lo spirto di Romagna|XV, 44-45}}) *''Lume v'è dato a bene e a malizia''. (Marco Lombardo: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI|lume v'è dato a bene e a malizia|XVI, 75}}) *''L'anima semplicetta che sa nulla, | salvo che, mossa da lieto fattore, | volontier torna a ciò che la trastulla.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI||XVI, 88-90}})<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/43|p. 11]].</ref> *''Le [[legge|leggi]] son, ma chi pon mano ad esse? | Nullo, però che 'l pastor che procede, | rugumar può, ma non ha l'unghie fesse; | per che la gente, che sua guida vede | pur a quel ben fedire ond'ella è ghiotta, | di quel si pasce, e più oltre non chiede. | Ben puoi veder che la mala [[comportamento|condotta]] | è la cagion che 'l mondo ha fatto reo, | e non natura che 'n voi sia corrotta.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI|Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?|XVI, 97-105}}) *[...] ''quale aspetta prego e l'uopo vede, | malignamente già si mette al nego.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|riga57|XVII, 59-60}}) *''Ciascun confusamente un bene apprende | nel qual si queti l'animo, e disira; | per che di giugner lui ciascun contende.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|Ciascun confusamente un bene apprende|XVII, 127-129}}) *''Fino a quel punto misera e partita | da Dio anima fui'' {{NDR|[[papa Adriano V]]}}'', del tutto [[avarizia|avara]]; | or, come vedi, qui ne son punita.''<ref>Secondo molti commentatori qui Dante attribuisce a papa Adriano V, Ottobuono dei Fieschi (conti di Lavagna), papa dal 11 luglio 1276 al 18 agosto (giorno del suo decesso) dello stesso anno, caratteristiche che pare appartenessero invece ad uno dei suoi predecessori ed omonimo, Adriano IV, l'inglese Nicola Breakspear, papa dal dicembre 1154 al settembre 1159.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIX|Fino a quel punto misera e partita|XIX, 112-114}}) *''Contra miglior voler voler mal pugna; | onde contra 'l piacer mio, per piacerli, | trassi de l'acqua non sazia la spugna.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Contra miglior voler voler mal pugna|XX, 1-3}}) *''Maladetta sie tu, [[Cupidigia|antica lupa]], | che più che tutte l'altre bestie hai preda | per la tua fame sanza fine cupa! | O ciel, nel cui girar par che si creda | le condizion di qua giù trasmutarsi, | quando verrà per cui questa disceda?'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Maladetta sie tu, antica lupa|XX, 10-15}}) *''Queste parole m'eran sì piaciute, | ch'io mi trassi oltre per aver [[contezza]] | di quello spirto onde parean venute.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Queste parole|XX, 28-30}}) *''O avarizia, che puoi tu più farne, | poscia c' ha' il mio sangue a te sì tratto, | che non si cura de la propria carne? | Perché men paia il mal futuro e 'l fatto, | veggio in [[Anagni|Alagna]] intrar lo fiordaliso, | e nel [[Papa Bonifacio VIII|vicario suo]] Cristo esser catto. | Veggiolo un'altra volta esser deriso; | veggio rinovellar l'aceto e 'l fiele, | e tra vivi ladroni<ref>[[w:Guglielmo di Nogaret|Guglielmo di Nogaret]] e [[w:Giacomo Sciarra Colonna|Giacomo Sciarra Colonna]].</ref> esser anciso. | Veggio [[Filippo IV di Francia|il novo Pilato]] sì crudele, | che ciò nol sazia, ma sanza decreto | portar nel Tempio le cupide vele. | O Segnor mio, quando sarò io lieto | a veder la vendetta che, nascosa, | fa dolce l'ira tua nel tuo secreto?'' (Ugo Capeto sullo schiaffo di Anagni: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|O avarizia, che puoi tu più farne|XX, 82-96}}) *''Ma perché lei che dì e notte fila | non li avea tratta ancora la conocchia | che Cloto impone a ciascuno e compila,'' | [...]. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXI|Ma perché lei che dì e notte fila|XXI, 25-27}}) *''De l'[[Eneide|Eneïda]] dico, la qual mamma | fummi, e fummi nutrice, poetando: | sanz'essa non fermai peso di dramma.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXI|de l'Eneïda dico|XXI, 97-99}}) *''Veramente più volte [[Apparenza|appaion]] cose | che danno a dubitar falsa matera | per le vere ragion che son nascose.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Veramente più volte appaion cose|XXII, 28-30}}) *''Facesti come quei che va di notte, | che porta il lume dietro e sé non giova, | ma dopo sé fa le persone dotte''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Facesti come quei che va di notte|XXII, 67-69}}) *''Più pensava [[Maria]] onde | fosser [[Tramutazione dell'acqua in vino|le nozze]] orrevoli e intere, | ch'a la sua bocca, ch'or per voi risponde. || E le Romane antiche, per lor bere, | contente furon d'acqua; e [[Daniele (profeta)|Danïello]] | dispregiò cibo e acquistò savere. || Lo [[Età dell'oro|secol primo]], quant'oro fu bello, | fé savorose con fame le ghiande, | e nettare con sete ogne ruscello. || Mele e locuste furon le vivande | che nodriro il [[Giovanni Battista|Batista]] nel diserto; | per ch'elli è glorïoso e tanto grande || quanto per lo Vangelio v'è aperto.'' (Stazio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Poi disse|XXII, 142-154}}) *''Io dicea fra me stesso pensando: "Ecco | la gente che perdé [[Gerusalemme|Ierusalemme]], | quando Maria nel figlio diè di becco!".''<ref>Qui Dante fa riferimento a quanto [[Flavio Giuseppe]] narra nella sua ''Guerra giudaica'' a proposito della guerra di Roma contro gli ebrei: l'assedio di Gerusalemme fu così lungo e duro per gli assediati che una certa Maria avrebbe ucciso il figlio per cibarsi delle sue carni.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIII|Io dicea fra me stesso pensando|XXIII, 28-30}}) *''Tutta esta gente che piangendo canta | per seguitar la [[Gola (ingordigia)|gola]] oltra misura, | in fame e 'n sete qui si rifà santa.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIII|Tutta esta gente che piangendo canta|XXIII, 64-66}}) *''"O frate, issa vegg'io", diss'elli, "il nodo | che [[Giacomo da Lentini|'l Notaro]] e [[Guittone d'Arezzo|Guittone]] e [[Bonagiunta Orbicciani|me]] ritenne | di qua dal [[dolce stil novo]] ch'i' odo! || Io veggio ben come le vostre penne | di retro al dittator sen vanno strette, | che de le nostre certo non avvenne; || e qual più a gradire oltre si mette, | non vede più da l'uno a l'altro stilo"; | e, quasi contentato, si tacette.''<ref>Vedi ''[[w:Dolce stil novo|Dolce stil novo]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|O frate|XXIV, 55-63}}) *''Sì accostati a l'un d'i due vivagni ''{{NDR|orli del cerchio}}'' | passammo, udendo colpe de la gola | seguite già da miseri guadagni.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|Sì accostati|XXIV, 127-129}}) *''Così per entro loro schiera bruna | s'mmusa l'una con l'altra [[formica]], | forse a spïar lor via e lor fortuna.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVI|così per entro|XXVI, 34-36}}) *''La nova gente: "Soddoma e Gomorra"; | e l'altra: "Ne la vacca entra Pasife, | perché 'l torello a sua [[lussuria]] corra".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVI|la nova gente|XXVI, 40-42}}) *[...] ''giovane e bella in sogno mi parea | donna vedere andar per una landa | cogliendo fiori; e cantando dicea: || "Sappia qualunque il mio nome dimanda | ch'i' mi son [[Lia (Bibbia)|Lia]], e vo movendo intorno | le belle mani a farmi una ghirlanda. || Per piacermi a lo specchio, qui m'addorno; | ma mia suora [[Rachele|Rachel]] mai non si smaga | dal suo miraglio, e siede tutto giorno. || Ell'è d'i suoi belli occhi veder vaga | com'io de l'addornarmi con le mani; | lei lo vedere, e me l'ovrare appaga".'' (XXVII, 97-108) *''Non aspettar mio dir più né mio cenno; | libero, dritto e sano è tuo [[Libero arbitrio|arbitrio]], | e fallo fora non fare a suo senno: | per ch'io te sovra te corono e mitrio.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVII|Non aspettar mio dir più né mio cenno;|XXVII, 139-142}}) *''Sovra candido vel cinta d'uliva | donna m'apparve, sotto verde manto | vestita di color di fiamma viva.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|Sovra candido vel cinta d'uliva|XXX, 31-33}}) *''"Conosco i segni de l'antica fiamma". | Ma Virgilio n'avea lasciati scemi | di sé, Virgilio dolcissimo patre, | Virgilio a cui per mia salute die'mi.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|Conosco i segni de l'antica fiamma|XXX, 48-51}})<ref>{{Cfr|m}} ''Adgnosco veteris vestigia flammae'' ([[Publio Virgilio Marone]], ''[[Eneide]]''). Vedi ''[[w:Conosco i segni de l'antica fiamma|Conosco i segni de l'antica fiamma]]'' su Wikipedia.</ref> *''Ché pianger ti conven per altra spada.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|ché pianger ti conven per altra spada.|XXX, 57}}) ===[[Explicit]]=== <poem> Io ritornai da la santissima onda rifatto sì come piante novelle rinovellate di novella fronda, puro e disposto a salire a le stelle. </poem> ===Citazioni sul ''Purgatorio''=== *Nel canto XI, la parafrasi del ''Pater'' è d'una bellezza che ha del prodigioso; il linguaggio umano si eleva d'un tratto a un'altezza che noi non raggiungiamo più; si direbbe che la grazia {{sic|inebbrii}} tale linguaggio, ma d'un'ebbrezza divina che conserva tutta la sua lucidità. Manca a Dante il balbettamento del mistico che esce dall'estasi; questo uomo cammina nell'azzurro come su una strada. ([[Julien Green]]) ==''Paradiso''== ===[[Incipit]]=== <poem> La [[Gloria di Dio|gloria]] di colui che tutto move per l'universo penetra, e risplende in una parte più e meno altrove. </poem> ===Citazioni=== *''Entra nel petto mio, e spira tue | sì come quando [[Marsia|Marsïa]] traesti | de la vagina de le membra sue.''<ref>Vedi ''[[w:Entra nel petto mio, e spira tue|Entra nel petto mio, e spira tue]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Entra nel petto mio, e spira tue|I, 19-21}}) *''Poca favilla gran fiamma seconda: | forse di retro a me con miglior voci | si pregherà perché Cirra risponda.''<ref>Vedi ''[[w:Poca favilla gran fiamma seconda|Poca favilla gran fiamma seconda]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Poca favilla gran fiamma seconda|I, 34-36}}) *''Trasumanar significar per verba | non si poria; però l'essemplo basti | a cui esperïenza grazia serba.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Trasumanar|I, 70-72}}) *''Intra due cibi, distanti e moventi | d'un modo, prima si morria di fame, | che liber'omo l'un recasse ai [[dente|denti]]''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IV|Intra due cibi|IV, 1-3}}) *''[[Volontà]], se non vuol, non s'ammorza, | ma fa come natura face in foco, | se mille volte vïolenza il torza.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IV|volontà|IV, 76-78}}) *''Apri la mente a quel ch'io ti paleso | e fermalvi entro; ché non fa [[conoscenza|scïenza]], | sanza lo [[memoria|ritenere]], avere inteso.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto V|Apri la mente|V, 40-42}}) *''Siate, [[Cristiano (religione)|Cristiani]], a muovervi più gravi: | non siate come penna ad ogne vento, | e non crediate ch'ogne acqua vi lavi. | Avete il novo e 'l vecchio Testamento, | e 'l pastor de la Chiesa che vi guida; | questo vi basti a vostro salvamento. | Se mala cupidigia altro vi grida, | uomini siate, e non pecore matte, | sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto V|Siate, Cristiani|V, 73-81}}) *{{NDR|Sulla [[Provenza]]}} ''Quella sinistra riva che si lava | di Rodano poi ch'è misto con Sorga'' [...]. ([[:s:Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|VIII, 58-59]]) *[...] ''e quel [[Reggio Calabria|corno d'Ausonia]] che s'imborga | di Bari e di Gaeta e di Catona, | da ove Tronto e Verde in mare sgorga.''<ref>Il poeta si riferisce alla fortificazione che sorgeva nel quartiere di Catona.</ref> ([[:s:Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|VIII, 61-63]]) *''E la bella [[Sicilia|Trinacria]], che caliga | tra Pachino e Peloro, sopra 'l golfo | che riceve da Euro maggior briga, | non per Tifeo ma per nascente solfo, | attesi avrebbe li suoi regi ancora, | nati per me di Carlo e di Ridolfo, | se mala segnoria, che sempre accora | li popoli suggetti, non avesse | mosso [[Palermo]] a gridar: "Mora, mora!".''<ref>Riferimento ai [[Vespri Siciliani]].</ref> (Carlo Martello: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|E la bella Trinacria|VIII, 67-75}}) *''E non pur le nature [[Provvidenza|provedute]] | sono in la mente ch'è da sé perfetta, | ma esse insieme con la lor salute: | per che quantunque quest'arco saetta | disposto cade a proveduto [[Scopo|fine]], | sì come cosa in suo segno diretta.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII||VIII, 100-105}}) *[...] ''ma tosto fia che [[Padova]] al palude | cangerà l'acqua che Vincenza bagna, | per essere al dover le genti crude; | e [[Treviso|dove]] Sile e Cagnan s'accompagna, | [[Rizzardo II da Camino|tal]] signoreggia e va con la testa alta, | che già per lui carpir si fa la ragna.'' (Cunizza da Romano: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX|ma tosto fia che Padova|IX, 46-51}}) *''Tu vuo' saper chi è in questa lumera | che qui appresso me così scintilla | come raggio di sole in acqua mera. || Or sappi che là entro si tranquilla | [[Raab]]; e a nostr'ordine congiunta, | di lei nel sommo grado si sigilla.'' (Folchetto di Marsiglia: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX||IX, 112-117}}) *''[[Firenze|La tua città]], che di [[Lucifero|colui]] è pianta | che pria volse le spalle al suo fattore | e di cui è la 'nvidia tanto pianta, | produce e spande il [[Fiorino|maladetto fiore]] | c'ha disvïate le pecore e li agni, | però che fatto ha lupo del pastore. | Per questo l'Evangelio e i dottor magni | son derelitti, e solo ai Decretali | si studia, sì che pare a' lor vivagni. | A questo intende il [[papa]] e' cardinali; | non vanno i lor pensieri a Nazarette, | là dove Gabrïello aperse l'ali. | Ma Vaticano e l'altre parti elette | di Roma che son state cimitero | a la milizia che Pietro seguette, | tosto libere fien de l'avoltero.'' (Folchetto di Marsiglia: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX|La tua città|IX, 127-142}}) *''Guardando nel suo Figlio con l'Amore | che l'uno e l'altro etternalmente spira, | lo primo e ineffabile Valore | quanto per mente e per loco si gira | con tant'ordine fé, ch'esser non puote | sanza gustar di lui chi ciò rimira.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|Guardando nel suo Figlio con l'Amore|X, 1-6}}) *''Lo [[sole|ministro maggior de la natura]], | che del valor del ciel lo mondo imprenta | e col suo lume il tempo ne misura, | con quella parte che sù si rammenta | congiunto, si girava per le spire | in che più tosto ognora s'appresenta'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|riga27|X, 28-33}}) *''E se le [[fantasia|fantasie]] nostre son basse | a tanta altezza, non è maraviglia; | ché sopra 'l sol non fu [[occhio]] ch'andasse.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|E se le fantasie nostre|X, 46-48}}) *''Ne la corte del cielo, ond'io rivegno, | si trovan molte gioie care e belle | tanto che non si posson trar del regno; | e 'l canto di quei lumi era di quelle; | chi non s'impenna sì che là sù voli, | dal muto aspetti quindi le novelle.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|Ne la corte del cielo|X, 70-75}}) *''O insensata cura de' mortali, | quanto son difettivi silogismi | quei che ti fanno in basso batter l'ali! | Chi dietro a iura e chi ad amforismi | sen giva, e chi seguendo sacerdozio, | e chi regnar per forza o per sofismi, | e chi rubare e chi civil negozio, | chi nel diletto de la carne involto | s'affaticava e chi si dava a l'ozio, | quando, da tutte queste cose sciolto, | con Bëatrice m'era suso in cielo | cotanto glorïosamente accolto.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|O insensata cura de' mortali|XI, 1-12}}) *{{NDR|Su [[Francesco d'Assisi|Francesco]] e [[Domenico di Guzmán|Domenico]]}} ''L'un fu tutto serafico in ardore; | l'altro per sapïenza in terra fue | di cherubica luce uno splendore.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|san Francesco e san Domenico|XI, 37-39}}) *''Intra Tupino e l'acqua che discende | del colle eletto dal beato Ubaldo, | fertile costa d'alto monte pende, | onde [[Perugia]] sente freddo e caldo | da Porta Sole; e di rietro le piange | per grave giogo Nocera con Gualdo. | Di questa costa, là dov'ella frange | più sua rattezza, nacque al mondo un sole, | come fa questo talvolta di Gange. | Però chi d'esso loco fa parole, | non dica [[Assisi|Ascesi]], ché direbbe corto, | ma Orïente, se proprio dir vuole.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|Intra Tupino|XI, 43-54}}) *''Oh ignota ricchezza! oh ben ferace! | Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro | dietro a [[Francesco d'Assisi|lo sposo]], sì [[Povertà|la sposa]] piace.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!|XI, 82-84}}) *''E questo ti sia sempre piombo a' piedi, | per farti mover lento com'uom lasso | e al sì e al no che tu non vedi: | ché quelli è tra li stolti bene a basso, | che sanza distinzione afferma e nega | ne l'un così come ne l'altro passo; | perch'elli 'ncontra che più volte piega | l'oppinïon corrente in falsa parte, | e poi l'affetto l'intelletto lega. | Vie più che 'ndarno da riva si parte, | perché non torna tal qual e' si move, | chi pesca per lo vero e non ha l'arte. | E di ciò sono al mondo aperte prove | [[Parmenide]], [[Melisso di Samo|Melisso]] e [[Brisso]] e molti, | li quali andaro e non sapëan dove; | sì fé [[Sabellius|Sabellio]] e [[Ario|Arrio]] e quelli stolti | che furon come spade a le Scritture | in render torti li diritti volti. | Non sien le genti, ancor, troppo sicure | a giudicar, sì come quei che stima | le biade in campo pria che sien mature; | ch'i' ho veduto tutto 'l verno prima | lo prun mostrarsi rigido e feroce, | poscia portar la rosa in su la cima; | e legno vidi già dritto e veloce | correr lo mar per tutto suo cammino, | perire al fine a l'intrar de la foce. | Non creda donna Berta e ser Martino, | per vedere un furare, altro offerere, | vederli dentro al consiglio divino; | ché quel può surgere, e quel può cadere.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIII|E questo|XIII, 112-142}}) *''Qual si lamenta perché qui si moia | per viver colà sù, non vide quive | lo refrigerio de l'etterna ploia. | Quell'uno e due e tre che sempre vive | e regna sempre in tre e 'n due e 'n uno, | non circunscritto, e tutto circunscrive, | tre volte era cantato da ciascuno | di quelli spirti con tal melodia, | ch'ad ogne merto saria giusto muno.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIV|Qual si lamenta perché qui si moia|XIV, 25-33}}) *[...] ''distinta da minori e maggi | lumi biancheggia tra' poli del mondo | [[Via Lattea|Galassia]] sì, che fa dubbiar ben saggi'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIV||XIV, 97-99}}) *''Ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso | tal, ch'io pensai co' miei toccar lo fondo | de la mia gloria e del mio paradiso.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XV|ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso|XV, 34-36}}) *''Sempre la [[confusione|confusion]] de le persone | principio fu del mal de la cittade.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVI|Sempre la confusion de le persone|XVI, 67-68}}) *''E come 'l volger del ciel de la [[luna]] | cuopre e discuopre i liti sanza posa, | così fa di [[Firenze|Fiorenza]] la Fortuna: | per che non dee parer mirabil cosa | ciò ch'io dirò de li alti Fiorentini | onde è la fama nel tempo nascosa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVI|E come 'l volger del ciel de la luna|XVI, 82-87}}) *''Tu proverai sì come sa di [[sale]] | lo [[pane]] altrui, e come è duro calle | lo scendere e 'l salir per l'altrui scale.'' (Cacciaguida: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVII|Tu proverai sì come sa di sale|XVII, 58-60}}) *''{{NDR|Su Bartolomeo della Scala}} [...] in te avrà sì benigno riguardo, | che del fare e del chieder, tra voi due, | fia primo quel che tra li altri è più tardo.'' (Cacciaguida: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVII|Tu proverai sì come sa di sale|XVII, 74-75}}) *''O milizia del ciel cu' io contemplo, | adora per color che sono in terra | tutti svïati dietro al malo essemplo! | Già si solea con le spade far guerra; | ma or si fa togliendo or qui or quivi | [[Eucaristia|lo pan]] che 'l pïo Padre a nessun serra. | Ma [[Papa Giovanni XXII|tu]] che sol per cancellare scrivi, | pensa che [[Pietro apostolo|Pietro]] e [[Paolo di Tarso|Paulo]], che moriro | per la vigna che guasti, ancor son vivi. | Ben puoi tu dire: «I' ho fermo 'l disiro | sì a [[Giovanni Battista|colui]] che volle viver solo | e che per salti fu tratto al martiro, | ch'io non conosco il pescator né Polo».''<ref>Vedi ''[[w:Ma tu che sol per cancellare scrivi|Ma tu che sol per cancellare scrivi]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVIII|O milizia del ciel|XVIII, 124-136}}) *''E quel che mi convien ritrar testeso ''{{NDR|subito}}'', | non portò voce mai, né scrisse [[inchiostro|incostro]], | né fu per [[fantasia]] già mai compreso''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIX|E quel che mi convien ritrar testeso|XIX, 7-9}}) *''Or tu chi se', che vuo' sedere a scranna, | per giudicar di lungi mille miglia | con la veduta corta d'una spanna?'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIX|Or tu chi se|XIX, 79-81}}) *''E quel che vedi ne l'arco declivo, | [[Guglielmo II di Sicilia|Guglielmo]] fu, cui quella terra plora | che piagne Carlo e Federigo vivo: | ora conosce come s'innamora | lo ciel del giusto rege, e al sembiante | del suo fulgore il fa vedere ancora.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XX|E quel che vedi|XX, 61-66}}) *''Quale [[allodola|allodetta]] che 'n aere si spazia | prima cantando, e poi tace contenta | de l'ultima dolcezza che la sazia, | tal mi sembiò l'imago de la 'mprenta | de l'etterno piacere, al cui disio | ciascuna cosa qual ell'è diventa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XX|Quale allodetta|XX, 73-78}}) *''In quel loco fu' io [[Pietro Damiano]], | e Pietro Peccator fu' ne la casa | di Nostra Donna in sul lito adriano. | Poca vita mortal m'era rimasa, | quando fui chiesto e tratto a quel cappello, | che pur di male in peggio si travasa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXI|Pietro Damiano|XXI, 121-126}}) *''L'aiuola che ci fa tanto feroci, | volgendom'io con li etterni Gemelli, | tutta m'apparve da' colli a le foci; | poscia rivolsi li occhi a li occhi belli.''<ref>Vedi ''[[w:L'aiuola che ci fa tanto feroci|L'aiuola che ci fa tanto feroci]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXII|L'aiuola che ci fa tanto feroci|XXII, 151-154}}) *[...] ''fede è sustanza di cose sperate | e argomento de le non parventi; | e questa pare a me sua quiditate''.<ref>Vedi ''[[w:Fede è sustanza di cose sperate|Fede è sustanza di cose sperate]]'' su Wikipedia.</ref> (Dante: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXIV|fede è sustanza di cose sperate|XXIV, 64-66}}) *{{NDR|Sulla ''Commedia''}} [...] ''{{'}}l poema sacro | al quale ha posto mano e cielo e terra'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXV||XXV, 1-2}})<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/37|p. 5]].</ref> *''La Chiesa militante alcun figliuolo | non ha con più [[speranza]], com'è scritto | nel Sol che raggia tutto nostro stuolo: | però li è conceduto che d'Egitto | vegna in [[Gerusalemme|Ierusalemme]]''<ref>Qui Dante intende per Ierusalemme la cosiddetta "Gerusalemme celeste", cioè il [[paradiso]].</ref>'' per vedere, | anzi che 'l militar li sia prescritto.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXV|La Chiesa militante|XXV, 52-57}}) *''Opera naturale è ch'uom favella; | ma così o così, natura lascia | poi fare a voi secondo che v'abbella.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXVI|Opera naturale è ch'uom favella|XXVI, 130-132}}) *''Quand'ïo udi': «Se io ''{{NDR|[[Pietro apostolo|San Pietro]]}}'' mi trascoloro, | non ti maravigliar, ché, dicend'io, | vedrai trascolorar tutti costoro. | Quelli ch'usurpa in terra il luogo mio, | il luogo mio, il luogo mio che vaca | ne la presenza del [[Gesù|Figliuol di Dio]], | fatt' ha del cimitero mio cloaca | del sangue e de la puzza; onde 'l perverso | che cadde di qua sù, là giù si placa».'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXVII|San Pietro|XXVII, 19-27}}) *''La piaga che [[Maria]] richiuse e unse, | quella ch'è tanto bella da' suoi piedi | è [[Eva|colei]] che l'aperse e che la punse. || Ne l'ordine che fanno i terzi sedi, | siede [[Rachele|Rachel]] di sotto da costei | con Bëatrice, sì come tu vedi. || [[Sara (Bibbia)|Sarra]] e [[Rebecca (Bibbia)|Rebecca]], [[Giuditta|Iudìt]] e [[Rut (personaggio biblico)|colei]] | che fu bisava al [[Davide|cantor]] che per doglia | del fallo disse "Miserere mei", || puoi tu veder così di soglia in soglia | giù digradar, com'io ch'a proprio nome | vo per la rosa giù di foglia in foglia.'' (Bernardo: XXXII, 4-15) *''[[Maria|Vergine Madre]], figlia del tuo figlio, | umile e alta più che creatura, | termine fisso d'etterno consiglio, | tu se' colei che l'[[uomo|umana natura]] | nobilitasti sì, che 'l suo fattore | non disdegnò di farsi sua fattura.'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII|Vergine Madre|XXXIII, 1-6}}) *''Nel ventre tuo si raccese l'[[rima fiore-amore|amore]], | per lo cui caldo ne l'etterna pace | così è germinato questo [[rima fiore-amore|fiore]].'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII||XXXIII, 7-9}}) *''La tua benignità non pur soccorre | a chi domanda, ma molte fïate | liberamente al dimandar precorre.'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII||XXXIII, 16-18}}) ===[[Explicit]]=== <poem> A l'alta fantasia qui mancò possa; ma già volgeva il mio disio e 'l velle, sì come rota ch'igualmente è mossa, [[Dio|l'amor]] che move il [[sole]] e l'altre [[stella|stelle]]. </poem> ===Citazioni sul ''Paradiso''=== *Il paradiso dantesco è l'apoteosi del virtuale, degli immateriali, del puro software, senza il peso dello hardware terrestre e infernale, di cui rimangono i cascami nel purgatorio. Il ''Paradiso'' è più che moderno, può diventare, per il lettore che abbia dimenticato la storia, tremendamente futuribile. È il trionfo di una energia pura, ciò che la ragnatela del [[Internet|Web]] ci promette e non saprà mai darci, è una esaltazione di flussi, di corpi senz'organi, un poema fatto di novae e stelle nane, un [[Big Bang]] ininterrotto, un racconto le cui vicende corrono per la lunghezza di anni luce e, se proprio volete ricorrere a esempi familiari, una trionfale [[2001: Odissea nello spazio|odissea nello spazio]], a lietissimo fine. Se volete, leggete il ''Paradiso'' anche così, male non potrà farvi e sarà meglio di una discoteca stroboscopica e dell'ecstasy. Perché, quanto a estasi, la terza cantica mantiene le sue promesse. ([[Umberto Eco]]) *Subito, nei primi versi del ''Paradiso'', nell'invocazione ad Apollo, [[Dante Alighieri|Dante]] chiarisce perché la sfida sia estrema:<br><br>{{Centrato|''Entra nel petto mio, e spira tue {{!}} sì come quando [[Marsia|Marsïa]] traesti {{!}} de la vagina de le membra sue.''}}<br>[[Dio]], l'ispiratore della poesia sacra, viene paragonato ad Apollo, quando spellò vivo Marsia, che aveva osato sfidarlo, e ne estrasse il corpo scorticato dalla pelle – la guaina, la «vagina» delle sue membra. Dunque la poesia sacra, che Dante sta per iniziare, porta con sé l'ombra di un delitto mitico: è essa stessa un delitto; ci distrugge, ci annichila, ci uccide, sia pure per farci uscire da noi e farci conoscere la rivelazione. Dante ci mette sull'avviso: il suo libro sacro sarà tremendo, molto più dell<nowiki>'</nowiki>''Inferno'', e chi oserà leggerlo dovrà contare su un coraggio intellettuale, che nemmeno per un attimo potrà distendersi e rallentare. Tutta quella luce non ci illuda. Tutto quell'amore non ci incanti. Se il libro di Dante è tremendo, se senza fine l'Apollo cristiano spellerà davanti ai nostri occhi il corpo vivo di Marsia, è per una ragione evidente. Dio è tremendo. Come i veri credenti sanno, Dio non è nulla di misurato o tranquillo o ragionevole o pacato: è un «infinito eccesso», una fatale sovrabbondanza rispetto a tutti gli uomini e alle cose create. ([[Pietro Citati]]) ==Similitudini== *''E come quei che con lena affannata | uscito fuor del pelago a la riva | si volge a l'acqua perigliosa e guata, | così l'animo mio, ch'ancor fuggiva, | si volse a retro a rimirar lo passo | che non lasciò già mai persona viva.'' (da ''Inferno, I, 22-27'') *''E qual è quei che volontieri acquista, | e giugne 'l tempo che perder lo face, | che 'n tutti suoi pensier piange e s'attrista; | tal mi fece la bestia sanza pace, | che, venendomi 'ncontro, a poco a poco | mi ripigneva là dove 'l sol tace.'' (da ''Inferno, I, 55-60'') *''E qual è quei che disvuol ciò che volle | e per novi pensier cangia proposta, | sì che dal cominciar tutto si tolle, | tal mi fec'ïo 'n quella oscura costa, | perché, pensando, consumai la 'mpresa | che fu nel cominciar cotanto tosta.'' (da ''Inferno, II, 37-42'') *''Quali i fioretti, dal notturno gelo | chinati e chiusi, poi che 'l sol li 'mbianca | si drizzan tutti aperti in loro stelo, | tal mi fec'io di mia virtute stanca.'' (da ''Inferno, II, 127-130'') *''Diverse lingue, orribili favelle, | parole di dolore, accenti d'ira, | voci alte e fioche, e suon di man con elle | facevano un tumulto, il qual s'aggira | sempre in quell'aura sanza tempo tinta, | come la rena quando turbo spira.'' (da ''Inferno, III, 25-30'') *''Come d'[[autunno]] si levan le [[foglia|foglie]] | l'una appresso de l'altra, fin che 'l ramo | vede a la terra tutte le sue spoglie, | similmente il mal seme d'Adamo | gittansi di quel lito ad una ad una, | per cenni come augel per suo richiamo.'' (da ''Inferno, III, 112-117'') *''Io venni in luogo d'ogni luce muto, | che mugghia come fa mar per tempesta, | se da contrari venti è combattuto.'' (da ''Inferno, V, 28-30'') *''E come li stornei ne portan l'ali | nel freddo tempo a schiera larga e piena, | così quel fiato li spiriti mali | di qua, di là, di giù, di su li mena; | nulla speranza li conforta mai, | non che di posa, ma di minor pena. | E come i gru van cantando lor lai, | faccendo in aere di sé lunga riga, | così vidi venir, traendo guai, | ombre portate da la detta briga;'' (da ''Inferno, V, 40-49'') *''Quali [[colomba|colombe]], dal disio chiamate, | con l'ali alzate e ferme al dolce nido | vegnon per l'aere, dal voler portate; | cotali uscir de la schiera ov'è Dido, | a noi venendo per l'aere maligno, | sì forte fu l'affettüoso grido.'' (da ''Inferno, V, 82-87'') *''Qual è quel [[cane]] ch'abbaiando agogna, | e si racqueta poi che 'l pasto morde, | ché solo a divorarlo intende e pugna, | cotai si fecer quelle facce lorde | de lo demonio [[Cerbero]], che 'ntrona | l'anime sì, ch'esser vorrebber sorde.'' (da ''Inferno, VI, 28-33'') *''Quali dal [[vento]] le gonfiate [[vela (sistema di propulsione)|vele]] | caggiono avvolte, poi che l'alber fiacca, | tal cadde a terra la fiera crudele.'' (da ''Inferno, VII, 13-15'') *''Come fa l'onda là sovra Cariddi, | che si frange con quella in cui s'intoppa, | così convien che qui la gente riddi.'' (da ''Inferno, VII, 22-24'') ===Citazioni sulle similitudini=== *La similitudine in Dante, pur nella sua immediatezza e nel suo realismo, si carica sempre di accenti morali. (dalle note curate da Emilio Alessandro Panaitescu a ''La Divina Commedia'', Fabbri, Milano, 1982) *Delle similitudini e immagini è me' tacere che dirne poco, perché in queste non ha avuto mai pari; così nell'appropriarle maravigliosamente a proposito, come nell'esprimere felicemente, e secondo la propria natura loro, le {{sic|imagini}} brevissimamente, quell'altre più largamente, e non però di soperchio. ([[Vincenzo Borghini]]) ==Citazioni sulla ''Divina Commedia''== *[[Gotico]] significava goffo, rozzo, informe. Ad un edificio gotico presto s'avvezzarono i Britanni ad eguagliare la «Commedia», ritengo dietro l'esempio dei Francesi, dimentichi delle marmoree commedie sollevate al cielo dagli avi loro, nelle età barbare e caotiche, e spasimanti dietro le forme elleniche, classiche, luminosissime. ([[Arturo Farinelli]]) *Il Divino Poema fu ed è anch'oggi per tutti noi codice di civiltà, fulgore di scienza razionale e {{sic|dommatica}}, dove fede e ragione mostrano al mondo la loro potenza suprema, quando, distinte, pur s'accordano e s'avvalorano a vicenda nell'acquisto del vero e del bene. ([[Augusto Alfani]]) *In Dante veggo essere grandissime e bellissime parti, e le principali tutte che si richieggon a un gran Poema. Che vi sia poi qualche difettuzzo o mancamento, io non lo niego: sia dell'uomo o dell'età, non rileva a questo punto di qual sia più perfetto e migliore, se ben serve o per iscusa o per qualche altra cosa: come non servirebbe a fare che una figura di [[Giotto]] fusse più bella d'una d'[[Andrea del Sarto]], il dire che nell'età di colui l'arte della Pittura non era tanto inluminata, quanto ella fu poi; servirà bene a dire che Giotto in tante tenebre fece miracoli, e non ebbe pari; dove questo altro ebbe manco difficultà assai, e de' pari, e forse de' superiori qualcuno. Ma io non credo che il punto in Dante consista qui, se bene questa scusa ci bisognerà in alcune poche voci solamente quanto attiene alla comparazione del Petrarca. Ma il punto vero sarà qual sia di maggior lode degno o un Epico o Eroico poema grande, non interamente perfetto, o un piccolo e minuto che sia perfetto: perché può bene stare che si truovi una cosa piccola bellissima, pogniam caso una cappellina con bellissima proporzione d'architettura e ricchezza di cornici, che nondimeno non {{sic|arà}} a fare con la {{sic|fabrica}} d'un gran tempio con pochi ornamenti; e in simili comparazione sogliono dire i nostri uomini a tanto per tanto, o pur del tanto, come disse il Villani... ([[Vincenzo Borghini]]) *L'oggetto della Commedia, anche se essa raffigura lo stato delle anime dopo la morte, rimane la vita terrena in tutta la sua ampiezza e il suo contenuto; tutto quanto avviene in alto o in basso nel regno dell'aldilà, si riferisce al dramma dell'uomo nell'aldiquà. ([[Erich Auerbach]]) *La «Commedia» è una gran boscaglia, fitta, densa intricata, che sgomenta al primo entrarvi, e dove non risplende sole. Più franco e sicuro è il passo negli orti ameni, offerti dai poemi allegorici di Francia. I cristianissimi di Spagna, quando vanno in sogno all'altro mondo, e vedono e descrivono gli abissi infernali, chiedono, come i fratelli di Francia, soccorso d'immaginazione a Virgilio più che a Dante. ([[Arturo Farinelli]]) *La Commedia ha rappresentato l'unità fisica, etica e politica del cosmo scolastico-cristiano in un'epoca in cui essa cominciava a perdere la sua invulnerabilità ideologica: l'atteggiamento concettuale di Dante è quello difensivo di un conservatore e la sua lotta tende alla riconquista di ciò che è già perduto. ([[Erich Auerbach]]) *La "Commedia" non è un'opera, è un lungo monologo che mette il lettore di fronte a scelte radicali legate alla tragedia dello stare al mondo e alla speranza di salvezza. ([[Vittorio Sermonti]]) *La {{sic|divina}} Commedia è con ragione chiamata la Bibbia nazionale, è il vero poema cosmopolitico insieme ed italiano. ([[Licurgo Cappelletti]]) *La {{sic|divina commedia}} non è veramente il libro del perdono. ([[Raffaele Garofalo]]) *La [[Norvegia]] è uno dei pochissimi Paesi che non abbiano la ''Commedia'' di Dante tradotta (esclusa solo un'avara e discontinua antologia del 1965, che mi viene fatta vedere all'Istituto di cultura). Penso a [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]] che mi ricordava con una punta di orgoglio le settanta traduzioni di Dante – dico settanta – nelle varie lingue della [[Unione Sovietica|federazione]] (e capisco il dramma dell'impero sovietico!). ([[Giovanni Spadolini]]) *La preferenza dello [[Percy Bysshe Shelley|Shelley]] riguardo al valore estetico delle tre Cantiche, paragonate fra loro, parrebbe rivolta al Paradiso, in cui le immagini radiose, la gemmea colorazione, il perenne fulgore dello sfondo, dovevano particolarmente gradire al suo spirito sì propenso alle vive irradiazioni, agli effetti di luce e di tinte trasparenti. Inoltre egli osserva come, nell'apprezzamento delle Cantiche, i critici più acuti abbiano invertito il giudizio del volgo ammirando assai più i pregi dell'ultima parte di quelli delle altre. La terza Cantica gli offriva insuperabili splendori d'arte; quell'ascensione del poeta di stella in stella apparivagli come la più fulgida manifestazione della poesia moderna. ([[Federico Olivero]]) *Nell'origin sua la [[poesia]] è la scienza delle umane e divine cose, convertita in immagine fantastica ed armoniosa.<br/>La quale immagine noi, sopra ogn'altro poema italiano ravvisiamo vivamente nella Divina Commedia di Dante, il quale s'innalzò al sommo nell'esprimere, ed alla maggior vivezza pervenne, perché più largamente e più profondamente d'ogni altro nella nostra lingua concepiva: essendo la locuzione immagine dell'intelligenza, da cui il favellare trae la forza e il calore. E giunse egli a sì alto segno d'intendere e profferire, perché dedusse la sua scienza dalla cognizione delle cose divine, in cui le naturali, e le umane e civili, come in terso cristallo, riflettono... ([[Giovanni Vincenzo Gravina]]) *''Officio è del poeta | giovar e dilettar con tal maniera | di stile, che 'l lettore non s'attedia; | e ciò fa Dante ne la sua ''Comedia''.'' ([[Teofilo Folengo]]) *Per la Francia, come per la Spagna, la Germania e l'Inghilterra, la lingua di Dante doveva offrire gravissimi ostacoli ad ognuno che voleva pur internarsi in quel singolarissimo mondo della «Commedia». La lingua e l'afflato della poesia medesima; se non l'intendi in ogni sfumatura più delicata, e non l'hai chiara e vibrante nel cuore, non giungerai alla sua anima; e ti fluttuerà innanzi, sempre velata di mistero. I traduttori più abili non suppliscono alla tua propria virtù di penetrazione, e ridanno infiacchito e travisato l'originale, che pur si rispetta. ([[Arturo Farinelli]]) *Se si facesse il censimento di quanti dantisti laureati hanno letto la ''Divina Commedia'' da capo a fondo, senza interruzione, come si legge un romanzo moderno, non sappiamo quanti potrebbero in coscienza rispondere all'appello. Se non fosse così non si sarebbero versati fiumi d'inchiostro per dire tante scempiaggini, attaccandosi ai particolari più insignificanti e trascurando la visione generale del poema.<br>Perché la ''Divina Commedia'' – l'immagine è vecchia, ma in fondo esatta – è come una cattedrale gotica piena di simboli e di rappresentazioni di ogni genere, conchiusi tuttavia in una cornice, che dà una potente unità ai particolari, fino al punto che questi perdono gran parte della loro importanza considerati separatamente. Se l'immagine non piace, si potrà non meno esattamente paragonare il poema alla volta della Sistina in cui nessuno si sognerebbe di considerare separate dal tutto le varie figure. Ora i dantisti hanno fatto proprio così. Hanno costruita una impalcatura e ciascuno si è messo col naso su di un particolare, perdendo di vista l'insieme dell'opera. La conseguenza più grave di tutto questo è che essi impediscono agli altri di vedere. Fuori di metafora, tutti esitano ad accostarsi alla ''Divina Commedia'' tanto è spaventosa la mole dei commenti che l'ingombra. ([[Sebastiano Arturo Luciani]]) ===[[Roberto Benigni]]=== *Dante ci fa entrare in quello che solo l'intelligenza è in grado di cercare ma, da sola, non è capace di trovare. La sua forza è essere profondamente laico. Non ha atteggiamenti pappalardeschi, come direbbe lui, da falsi devoti. È religioso senza essere mai pretesco, bigotto. Non si rivolge a Dio, alla Madonna, ai santi. Si rivolge alle Muse, ad Apollo. Il suo universo è la poesia. Si può leggere la Divina commedia senza credere in Dio, ma non senza conoscere il cristianesimo. *Dopo la Divina Commedia c'è di più Dio. C'è proprio, lo si sente, lo si vede. Tutto ciò che è bello è vicino a Dio. È proprio la bellezza che ci porta vicino a Dio. Ci ha portato quasi a guardarlo, a vederlo. *La ''Divina Commedia'' è il libro più giustificabile, più limpido, più grande, più straordinario di tutte le letterature; ma non di dopo Dante, anche di prima. *Perché non ho scritto ''La Divina Commedia''? Perché non c'ho pensato. *Quando si parla della ''Divina Commedia'' o di Dante, bisogna non tanto capire, perché è semplice anche se non è sempre facile. Come è semplice l'universo, la musica di Bach: semplice ma non facilissima. È tutto vero; siamo lì, è come una rosa. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{Interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Divina Commedia| ]] [[Categoria:Poemi]] hy03cep3mwct35o43inpin2ead8ijz1 Bell hooks 0 10193 1426324 1293136 2026-09-12T18:27:57Z Danyele 19198 /* Citazioni di bell hooks */ +wikilink 1426324 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} [[Immagine:Bellhooks.jpg|thumb|bell hooks nel 2009]] '''bell hooks''', pseudonimo di '''Gloria Jean Watkins''', (1952 – 2021) insegnante universitaria, femminista, scrittrice statunitense. ==Citazioni di bell hooks== *Fintantoché le donne usano il potere della classe e della razza per dominare altre donne, la sorellanza femminista non potrà essere realizzata appieno.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro del femminismo'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2019, p. 205. ISBN 9788858022900</ref> *I tentativi delle femministe bianche di ridurre al silenzio le donne nere compaiono raramente negli scritti... dove una donna nera s'imbatte nell'ostilità razzista delle donne bianche.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro del femminismo'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2019, p. 214. ISBN 9788858022900</ref> *Il femminismo è un movimento che mira a porre fine al sessismo, allo sfruttamento sessista e all'oppressione.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della sociologia'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2018, p. 95. ISBN 9788858015827</ref> *Per la maggior parte degli uomini è difficile essere [[Patriarcato (sociologia)|patriarchi]]... ma temono di rinunciare ai benefici.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della sociologia'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2018, p. 89. ISBN 9788858015827</ref> *Per le donne nere era evidente... che non avrebbero mai ottenuto la parità all'interno dell'attuale patriarcato suprematista bianco e capitalista.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della sociologia'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2018, p. 93. ISBN 9788858015827</ref> *Solo le donne privilegiate potevano permettersi il lusso di immaginare che lavorare fuori casa avrebbe procurato loro un reddito... per essere economicamente autosufficienti.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della sociologia'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2018, p. 94. ISBN 9788858015827</ref> ==''Insegnare a trasgredire''== *Quando la nostra esperienza vissuta della teoria critica è fondamentalmente legata a processi di autoguarigione e di liberazione collettiva, non esiste alcun divario tra teoria e pratica. In effetti, ciò che tale esperienza rende ancor più evidente è il legame tra questi due aspetti quel processo reciproco in cui una rende possibile l'altra. *Nell'ambito dei movimenti femministi rivoluzionari e delle lotte rivoluzionarie per la liberazione nera, dobbiamo continuamente rivendicare la teoria come pratica necessaria all'interno di un quadro olistico di attivismo libertario. *Sono giunta alla teoria attraverso la sofferenza:il dolore dentro di me era così intenso che non potevo più sopportarlo. Sono arrivata alla teoria disperata, bisognosa di comprendere, comprendere cosa stesse accadendo intorno a me e nel mio intimo. Più di ogni altra cosa, desideravo che il dolore sparisse. La teoria ha rappresentato per me un luogo di guarigione. ==''Elogio del margine''== *Dobbiamo e possiamo riarticolare la base del patto collettivo. *Gli [[Oppressione|oppressi]] lottano con la lingua per riprendere possesso di sé stessi, per riconoscersi, per riunirsi, per ricominciare. Le nostre parole sono azioni, resistenza. *Razzismo e [[sessismo]] sono sistemi interconnessi di dominio che si rafforzano e si sostengono a vicenda. ==''Tutto sull'amore''== *È da [[bambino|bambini]] che si impara cos'è l'[[amore]]. Che in casa ci sia un'atmosfera felice o un clima di tensione, che la [[famiglia]] sia funzionale o disfunzionale, è da lì che ci vengono le prime lezioni d'amore. Non ricordo di aver mai provato il desiderio di chiedere ai miei genitori una definizione dell'amore. Per la mia mente di bambina amore era il benessere che si provava quando in famiglia ti facevano capire che eri importante e tu trattavi gli altri come persone che contavano. L'amore coincideva sempre e solo con il benessere. *Ho l'impressione che il mondo stia voltando le spalle all'[[amore]] e ne soffro... in questo modo rischiamo di inoltrarci in un deserto dello spirito, potremmo non ritrovare mai più la via del ritorno. *Tutti affermano che l'amore è importante, eppure siamo bombardati da ogni parte dall'evidenza del suo fallimento. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *bell hooks, ''Insegnare a trasgredire. L'educazione come pratica della libertà'', traduzione di feminoska, Meltemi, Milano 2021 *bell hooks, ''Elogio del margine. Razza, sesso e mercato culturale'', traduzione di Maria Nadotti, Feltrinelli, Milano 1998. *bell hooks, ''Tutto sull'amore. Nuove visioni'', traduzione di Lucia Cornalba, Feltrinelli, Milano 2003. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:hooks, bell}} [[Categoria:Femministe statunitensi]] [[Categoria:Scrittori statunitensi]] te55zqec4b45ca2k0nugf0zvslyu6zc Prima lettera ai Corinzi 0 29424 1426370 1392949 2026-09-13T07:30:34Z Spinoziano 2297 wlink 1426370 wikitext text/x-wiki {{Nuovo Testamento}} '''''Prima lettera ai Corinzi''''', testo contenuto nella Bibbia cristiana e attribuito a [[Paolo di Tarso]]. ==[[Incipit]]== [[Paolo di Tarso|Paolo]], chiamato ad essere apostolo di [[Gesù|Gesù Cristo]] per volontà di Dio, e il fratello [[Sostene da Corinto|Sòstene]], alla Chiesa di Dio che è in Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, chiamati ad essere santi insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo. {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni== [[File:File"-Saint Paul Writing His Epistles" by Valentin de Boulogne.jpg|miniatura|upright=1.2|''San Paolo scrive le sue lettere'' (Valentin de Boulogne, 1619 ca.)]] *Ringrazio Dio di non aver [[Battesimo|battezzato]] nessuno di voi, se non [[Crispo (discepolo di Paolo)|Crispo]] e Gaio, perché nessuno possa dire che siete stati battezzati nel mio nome. Ho battezzato, è vero, anche la famiglia di [[Stefana]], ma degli altri non so se abbia battezzato alcuno. Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il vangelo; non però con un discorso sapiente, perché non venga resa vana la [[Croce cristiana|croce]] di Cristo. La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio. Sta scritto infatti: ''Distruggerò la sapienza dei sapienti | e annullerò l'intelligenza degli intelligenti.''<ref>{{Cfr}} ''[[Libro di Isaia]]'': «''Perirà la sapienza dei suoi sapienti | e si eclisserà l'intelligenza dei suoi intelligenti''».</ref> (1, 14 – 19; 1974) *Dov'è il [[sapienza|sapiente]]? Dov'è il dotto? Dove mai il sottile ragionatore di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo? (1, 20; 1974) *E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è [[Forza e debolezza|debolezza]] di Dio è più forte degli uomini. (1, 22 – 25; 1974) *Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio. Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, ''chi si vanta, si vanti nel Signore''.<ref>Cfr. ''[[Libro di Geremia]]'': «''Non si vanti il saggio della sua saggezza | e non si vanti il forte della sua forza, | non si vanti il ricco delle sue ricchezze. | Ma chi vuol gloriarsi si vanti di questo, | di avere senno e di conoscere me, | perché io sono il Signore che agisce con misericordia, | con diritto e con giustizia sulla terra''».</ref> (1, 27 – 31; 2008) *Io venni in mezzo a voi in debolezza e con molto timore e trepidazione; e la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio. (2, 3 – 5; 1974) *Quando uno dice: "Io sono di Paolo", e un altro: "Io sono di [[Apollo (Nuovo Testamento)|Apollo]]", non vi dimostrate semplicemente uomini? Ma che cosa è mai Apollo? Cosa è Paolo? Ministri attraverso i quali siete venuti alla fede e ciascuno secondo che il Signore gli ha concesso. Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto crescere. (3, 4 – 6; 1974) *Se l'opera che uno costruì sul fondamento resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; ma se l'opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco. (3, 14 – 15; 1974) *Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia [[stoltezza|stolto]] per diventare sapiente; perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti: Egli prende i sapienti per mezzo della loro astuzia. E ancora: Il Signore sa che i disegni dei sapienti sono vani. (3, 18 – 20; 1974) *Ritengo infatti che Dio abbia messo noi, gli [[Apostolo|apostoli]], all'ultimo posto, come condannati a morte, poiché siamo diventati spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini. Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti; voi onorati, noi disprezzati. Fino a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità, veniamo schiaffeggiati, andiamo vagando di luogo in luogo, ci affatichiamo lavorando con le nostre mani. Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, confortiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi. (4, 9 – 13; 1974) *Per questo appunto vi ho mandato [[Timoteo (discepolo di Paolo)|Timòteo]], mio figlio diletto e fedele nel Signore: egli vi richiamerà alla memoria le vie che vi ho indicato in Cristo, come insegno dappertutto in ogni Chiesa. (4, 17; 1974) *Si sente dovunque parlare di immoralità tra voi, e di una immoralità tale che non si riscontra neanche tra i pagani, al punto che uno convive con la moglie di suo padre. [...] questo individuo venga consegnato a Satana a rovina della carne, affinché lo spirito possa essere salvato nel giorno del Signore. (5, 1 – 5; 2008) *Togliete via il [[lievito]] vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete [[Pane azzimo|azzimi]]. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità. (5, 7 – 8; 1974) *V'è tra voi chi, avendo una questione con un altro, osa farsi giudicare dagli ingiusti anziché dai [[santo|santi]]? O non sapete che i santi giudicheranno il mondo? (6, 1 – 2; 1974) *O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il [[regno di Dio]]? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio. (6, 9 – 10; 1974) *"Tutto mi è lecito!". Ma non tutto giova. "Tutto mi è lecito!". Ma io non mi lascerò dominare da nulla. "I cibi sono per il [[ventre]] e il ventre per i cibi!". Ma Dio distruggerà questo e quelli; il [[corpo]] poi non è per l'[[impudicizia]], ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio poi, che ha [[risurrezione|risuscitato]] il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza. (6, 12 – 14; 1974) *Fuggite la [[fornicazione]]! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo. O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo! (6, 18 – 20; 1974) *Il [[marito e moglie|marito]] dia alla [[marito e moglie|moglie]] ciò che le è dovuto; ugualmente anche la moglie al marito. La moglie non è padrona del proprio corpo, ma lo è il marito; allo stesso modo anche il marito non è padrone del proprio corpo, ma lo è la moglie. Non rifiutatevi l'un l'altro, se non di comune accordo e temporaneamente, per dedicarvi alla preghiera. Poi tornate insieme, perché Satana non vi tenti mediante la vostra incontinenza. (7, 3 – 5; 2008) *Vorrei che tutti fossero come me; ma ciascuno ha il proprio dono da Dio, chi in un modo, chi in un altro. Ai non sposati e alle vedove dico: è cosa buona per loro rimanere come sono io; ma se non sanno vivere in [[castità|continenza]], si [[matrimonio|sposino]]; è meglio sposarsi che ardere. (7, 7 – 9; 1974) *Agli sposati poi ordino, non io, ma il Signore: la moglie non si separi dal marito – e qualora si separi, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito – e il marito non ripudi la moglie. Agli altri dico io, non il Signore: se un nostro fratello ha la moglie non credente e questa consente a rimanere con lui, non la ripudi; e una donna che abbia il marito non credente, se questi consente a rimanere con lei, non lo ripudi: perché il marito non credente viene reso santo dalla moglie credente e la moglie non credente viene resa santa dal marito credente; altrimenti i vostri figli sarebbero impuri, mentre invece sono santi. (7, 10 – 14; 1974) *La [[circoncisione]] non conta nulla, e la non circoncisione non conta nulla; conta invece l'osservanza dei comandamenti di Dio. (7, 19; 1974) *Siete stati comprati a caro prezzo: non fatevi schiavi degli uomini! (7, 23; 1974) *Ma la [[conoscenza]] riempie di orgoglio, mentre l'amore edifica. Se qualcuno crede di conoscere qualcosa, non ha ancora imparato come bisogna conoscere. Chi invece [[Amor di Dio|ama Dio]], è da lui conosciuto. (8, 2 – 3; 2008) *Non sapete che coloro che celebrano il culto traggono il vitto dal culto, e coloro che attendono all'[[altare]] hanno parte dell'altare? Così anche il Signore ha disposto che quelli che annunziano il [[vangelo]] vivano del vangelo. Ma io non mi sono avvalso di nessuno di questi diritti, né ve ne scrivo perché ci si regoli in tal modo con me; preferirei piuttosto morire. Nessuno mi toglierà questo vanto! Non è infatti per me un vanto predicare il vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi il vangelo! (9, 13 – 16; 1974) *Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno. (9, 22; 1974) *Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l'aria, anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato. (9, 26 – 27; 1974) *Nessuna [[tentazione]], superiore alle forze umane, vi ha sorpresi; Dio infatti è degno di fede e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze ma, insieme con la tentazione, vi darà anche il modo di uscirne per poterla sostenere. (10, 13; 2008) *[...] il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il [[Eucaristia|pane che noi spezziamo]], non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane. (10, 16 – 17; 1974) *"Tutto è lecito!". Ma non tutto è [[utile]]! "Tutto è lecito!". Ma non tutto edifica. Nessuno cerchi l'utile proprio, ma quello altrui. (10, 23 – 24; 1974) *Non date motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare l'utile mio ma quello di molti, perché giungano alla salvezza. (10, 32 – 33; 1974) *Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della [[Maschio e femmina|donna]] è l'[[Maschio e femmina|uomo]], e capo di Cristo è Dio. (11, 3; 1974) *L'uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell'uomo. E infatti non l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo; né l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. (11, 7 – 9; 1974) *Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l'uomo lasciarsi crescere i [[capelli]], mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo. (11, 14 – 15; 1974) *Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: "Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me". Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me". Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga. Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. È per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono morti. (11, 23 – 30; 1974) *Vi sono diversi [[Carisma (cristianesimo)|carismi]], ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. (12, 4 – 6; 2008) *Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il [[corpo]]? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l'occhio dire alla mano: "Non ho bisogno di te"; né la testa ai piedi: "Non ho bisogno di voi". Anzi quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono più necessarie; e quelle parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggior rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggior decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava, perché non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte. (12, 19 – 27; 1974) *Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la [[carità]], sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. (13, 1 – 8; 1974) :Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi [[amore]], sarei un rame risonante o uno squillante cembalo. Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla. Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente.<br />L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.<br />L'amore non verrà mai meno. (1994) *Quand'ero [[bambino]], parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. Ora vediamo come in uno [[specchio]], in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto. (13, 11 – 12; 1974) *Queste dunque le tre cose che rimangono: la [[fede]], la [[speranza]] e la [[carità]]; ma di tutte più grande è la carità! (13, 13; 1974) *Chi infatti parla con il [[Glossolalia|dono delle lingue]] non parla agli uomini ma a Dio poiché, mentre dice per ispirazione cose misteriose, nessuno comprende. Chi [[Profeta|profetizza]], invece, parla agli uomini per loro edificazione, esortazione e conforto. Chi parla con il dono delle lingue edifica se stesso, chi profetizza edifica l'assemblea. Vorrei vedervi tutti parlare con il dono delle lingue, ma preferisco che abbiate il dono della profezia. In realtà colui che profetizza è più grande di colui che parla con il dono delle lingue, a meno che le interpreti, perché l'assemblea ne riceva edificazione. (14, 2 – 5; 2008) *Perciò chi parla con il dono delle lingue, preghi di saperle interpretare. Quando infatti prego con il dono delle lingue, il mio spirito prega, ma la mia intelligenza rimane senza frutto. Che fare dunque? Pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con l'intelligenza; canterò con lo spirito, ma canterò anche con l'intelligenza. Altrimenti, se tu dai lode a Dio soltanto con lo spirito, in che modo colui che sta fra i non iniziati potrebbe dire l'Amen al tuo ringraziamento, dal momento che non capisce quello che dici? Tu, certo, fai un bel ringraziamento, ma l'altro non viene edificato. Grazie a Dio, io parlo con il dono delle lingue più di tutti voi; ma in assemblea preferisco dire cinque parole con la mia intelligenza per istruire anche gli altri, piuttosto che diecimila parole con il dono delle lingue. (14, 13 – 19; 2008) *Quando vi radunate, uno ha un salmo, un altro ha un insegnamento; uno ha una rivelazione, uno ha il dono delle lingue, un altro ha quello di interpretarle: tutto avvenga per l'edificazione. Quando si parla con il dono delle lingue, siano in due, o al massimo in tre, a parlare, uno alla volta, e vi sia uno che faccia da interprete. Se non vi è chi interpreta, ciascuno di loro taccia nell'assemblea e parli solo a se stesso e a Dio. (14, 26 – 28; 2008) *Come in tutte le comunità dei fedeli, le [[donna|donne]] nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea. (14, 34 – 35; 1974) *Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che [[Apparizioni di Gesù|apparve]] a [[Pietro apostolo|Cefa]] e quindi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a [[Giacomo il Giusto|Giacomo]], e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. Io infatti sono l'infimo degli apostoli, e non sono degno neppure di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me. (15, 3 – 10; 1974) *Ma se Cristo non [[Risurrezione di Gesù|è risuscitato]], allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede. (15, 14; 1974) *Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in [[Adamo]], così tutti riceveranno la vita in Cristo. (15, 20 – 22; 1974) *L'ultimo nemico che sarà distrutto sarà la [[morte]]. Difatti, Dio ''ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi''; ma quando dice che ogni cosa gli è sottoposta, è chiaro che colui che gli ha sottoposto ogni cosa, ne è eccettuato. Quando ogni cosa gli sarà stata sottoposta, allora anche il Figlio stesso sarà sottoposto a colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti. (15, 26 – 28; 1994) *Se soltanto per ragioni umane io avessi combattuto a Efeso contro le belve, a che mi gioverebbe? Se i morti non [[Risurrezione|risorgono]], ''mangiamo e beviamo, perché domani moriremo''.<ref>Cfr. ''[[Libro di Isaia]]'': «''Ecco invece si gode e si sta allegri, | si sgozzano buoi e si scannano greggi, | si mangia carne e si beve vino: | "Si mangi e si beva, perché domani moriremo!"''».</ref> (15, 32; 1974) *Ma qualcuno dirà: «Come risorgono i morti? Con quale corpo verranno?». Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore. Quanto a ciò che semini, non semini il corpo che nascerà, ma un semplice chicco di grano o di altro genere. E Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme il proprio corpo. [...] Così anche la risurrezione dei morti: è seminato nella corruzione, risorge nell'incorruttibilità; è seminato nella miseria, risorge nella gloria; è seminato nella debolezza, risorge nella potenza; è seminato corpo animale, risorge corpo spirituale. (15, 35 – 44; 2008) *Se c'è un corpo animale, vi è anche un corpo spirituale. Sta scritto infatti che il primo ''uomo'', Adamo, ''divenne un essere vivente'',<ref>Cfr. ''[[Genesi]]'': «Allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente».</ref> ma l'ultimo Adamo divenne spirito datore di vita. Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale. Il primo uomo, tratto dalla terra, è fatto di terra; il secondo uomo viene dal cielo. (15, 44 – 47; 2008) *''La morte è stata ingoiata per la vittoria. | Dov'è, o morte, la tua vittoria? | Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?''<ref>Cfr. ''[[Libro di Osea]]'': «''Li strapperò di mano agli inferi, | li riscatterò dalla morte? | Dov'è, o morte, la tua peste? | Dov'è, o inferi, il vostro sterminio?''».</ref> Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la [[Legge mosaica|legge]]. Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! (15, 54 – 57; 1974) *Quando verrà [[Timoteo (discepolo di Paolo)|Timòteo]], fate che non si trovi in soggezione presso di voi, giacché anche lui lavora come me per l'opera del Signore. Nessuno dunque gli manchi di riguardo; al contrario, accomiatatelo in pace, perché ritorni presso di me: io lo aspetto con i fratelli. Quanto poi al fratello [[Apollo (Nuovo Testamento)|Apollo]], l'ho pregato vivamente di venire da voi con i fratelli, ma non ha voluto assolutamente saperne di partire ora; verrà tuttavia quando gli si presenterà l'occasione. (16, 10 – 12; 1974) *Vigilate, state saldi nella fede, comportatevi da uomini, siate forti. Tutto si faccia tra voi nella [[carità]]. (16, 13 – 14; 1974) *Una raccomandazione ancora, o fratelli: conoscete la famiglia di [[Stefana]], che è primizia dell'Acaia; hanno dedicato se stessi a servizio dei fedeli; siate anche voi deferenti verso di loro e verso quanti collaborano e si affaticano con loro. Io mi rallegro della visita di Stefana, di Fortunato e di Acàico, i quali hanno supplito alla vostra assenza; essi hanno allietato il mio spirito e allieteranno anche il vostro. Sappiate apprezzare siffatte persone. Le comunità dell'Asia vi salutano. Vi salutano molto nel Signore [[Aquila e Priscilla|Aquila e Prisca]], con la comunità che si raduna nella loro casa. (16, 15 – 19; 1974) ==[[Explicit]]== Il saluto è di mia mano, di Paolo. Se qualcuno non ama il Signore sia anàtema. ''Marana tha'': vieni, o Signore! La grazia del Signore Gesù sia con voi. Il mio amore con tutti voi in Cristo Gesù! {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Note== <references /> ==Bibliografia== *''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974. *''[https://www.laparola.net/testo.php?riferimento=1cor&versioni%5B%5D=Nuova+Riveduta Prima lettera ai Corinzi]'', edizione Nuova Riveduta, 1994. *''[http://www.lachiesa.it/bibbia/cei2008/index.htm La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 2008. ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla}} [[Categoria:Lettere di Paolo|Corinzi 1]] 6n30v9bni5rhiqo5vhvzerjurchfhao Paolo Attivissimo 0 35191 1426316 1426105 2026-09-12T17:59:37Z Danyele 19198 /* 2022 */ limature 1426316 wikitext text/x-wiki [[File:Paolo Attivissimo-Trento.jpg|thumb|Paolo Attivissimo (2011)]] '''Paolo Attivissimo''' (1963 – vivente), giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e traduttore italiano con cittadinanza britannica e svizzera. ==Citazioni di Paolo Attivissimo== *{{NDR|Su [[Mastodon (software)|Mastodon]]}} Social senza padroni unici, senza pubblicità e senza utenti di serie A e di serie B.<ref>Da un [https://mastodon.uno/@ildisinformatico/111551192066454557 post] sul profilo ufficiale ''mastodon.uno'', 9 dicembre 2023.</ref> *{{NDR|Su [[Kevin Mitnick]]}} Uno dei nomi più controversi della storia della Rete (a causa della sua leggendaria abilità nel penetrare i più sofisticati sistemi informatici aziendali e governativi), incarcerato per cinque anni e in libertà vigilata con il divieto assoluto [...] di toccare un computer [...]. Ora fa il consulente di sicurezza. Kevin ha commesso crimini secondo la legge USA, ma non ha mai tratto guadagno dalle proprie scorribande e nei suoi libri ha spiegato eloquentemente quanto sia vulnerabile e ingenuo il mondo dell'informatica aziendale, educando una generazione di informatici (me compreso).<ref>Dalla newsletter ''Internet x Tutti''; disponibile in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2003/01/ixt-2003-005-2212003-antibufale.html <nowiki>[IxT]</nowiki> #2003-005 (22/1/2003). Antibufale, astrologia, PC spenti ma spioni, Pete Townshend]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 22 gennaio 2003.</ref> {{Int|1=''[https://www.youtube.com/watch?v=qnNJycdeDvk GLI SPECIALI DI A.R.I.A "Missioni Lunari: come gli esperti asfaltano i complottisti"]''|2=Dall'intervento alla diretta organizzata dall'Associazione Italiana Risoluzione delle Anomalie, ''youtube.com'', 22 settembre 2023.}} *{{NDR|Sulla [[teoria del complotto lunare]]}} Ricordiamoci che in tutta questa questione del viaggio verso la Luna non è che gli americani hanno fatto tutto, ma anche i sovietici all'epoca fecero le loro missioni – senza equipaggi –: girarono intorno alla Luna con delle sonde, fecero delle fotografie; la prima immagine della faccia nascosta della Luna è di origine sovietica, non americana [...] Le prove sono assolutamente schiaccianti del fatto che ci siamo andati. [...] non dobbiamo dipendere solo da qualche fotografia, da qualche dichiarazione di qualcuno... abbiamo soprattutto le conferme degli altri paesi: la Russia ha sorvegliato, aveva addirittura un veicolo spaziale in viaggio verso la Luna (''Luna 15'') [...] proprio mentre ci stavano andando gli astronauti {{NDR|americani}}; da Terra il viaggio delle missioni Apollo è stato osservato, fotografato, ascoltato – anche in Italia, l'osservatorio di Arcetri ascoltò puntando il radiotelescopio verso la Luna, scoprì che da lì arrivavano i segnali radio, le voci degli astronauti e anche la telemetria –, quindi non è un «ti devi fidare perché [...] l'ha detto qualcuno dalla CIA». Abbiamo le prove. Cioè, è un fenomeno talmente ben documentato che è abbastanza ridicolo inventarsi queste teorie. Capisco il divertimento di raccontare una storia fantastica, di pensare ai complotti, ma io penserei più che altro ai complotti "reali" senza andare a inventarsi questi qui. (da 10 min 46 sec a 12 min 38 sec) *{{NDR|Sulla teoria del complotto lunare}} A me in realtà piacerebbe sapere una cosa dai complottisti: quando sarebbe cominciata la messa in scena? [...] sono solo le missioni Apollo? Quali? La 11... e invece quelle prima sono vere... o addirittura le missioni spaziali precedenti... o sono tutte finte? Quanto diventa grande questo complotto? Cioè, più si teorizza che sia una messa in scena, più si aumenta il numero delle persone che dovrebbero essere coinvolte – nessuna delle quali in tutti questi anni è venuta fuori a dire «ma guarda, no, è stata una messa in scena, abbiamo finto, abbiamo fatto così...», nessuno ha mai spiegato quale sarebbero state le incredibili tecnologie (anche cinematografiche) usate per simulare, secondo l'accusa, le riprese lunari. Cioè, ancora oggi se andate a vedere ''First Man'', per esempio, non è male come effetti speciali ma non corrisponde esattamente a quello che vediamo nelle riprese spaziali "vere". [...] a me è capitata una cosa molto particolare alcuni anni fa: è venuto a Locarno [...] Douglas Trumbull, il maestro degli effetti speciali di ''2001: Odissea nello spazio'', che era il top degli effetti speciali all'epoca dei viaggi verso la Luna, e gli ho chiesto molto candidamente «Senti, ma se a te avessero chiesto all'epoca di simulare le riprese lunari, quale sarebbe stata la cosa più difficile da simulare?» e lui mi ha risposto che la cosa più difficile sarebbe stata la polvere; quando hai gli astronauti che camminano... il Rover [...] che si sposta, solleva questa polvere e fa una traiettoria parabolica che si può fare solo nel vuoto e che non puoi simulare con gli effetti digitali. (da 15 min 07 sec a 16 min 52 sec) *{{NDR|Partendo dalla [[teoria del complotto sull'Apollo 20]]}} [...] questa missione misteriosa è un'invenzione, non è mai esistita... sappiamo in questo caso chi se l'è fabbricata [...], si chiama Thierry Speth, è un artista francese e ha costruito un falso per diventare famoso: e questa purtroppo è una cosa che capita molto spesso nel [[Teoria del complotto|cospirazionismo]] [...]. Se tu fai una teoria strampalata – dalla Luna piatta alla Terra concava, quello che vuoi –, la metti su YouTube, la monetizzi e incassi sicuramente molto di più di qualunque libro serio di fantascienza [...] per cui non c'è convenienza; oltretutto, scrivere un racconto è impegnativo mentre fare una teoria richiede poca fatica. Infatti è il [[debunking]] che richiede molto più impegno: perché devi portare fatti, dati, devi conoscere benissimo la materia... mentre chi fabbrica teorie lo fa in pochi secondi, ne può inventare 10 in dieci secondi; debunkarle, cioè trovare le prove per dire «sì è vero, no non è vero» richiede molto più impegno. [...] c'è questo desiderio di dimostrare di saperne di più degli altri, cosa che invece, normalmente, chi lavora nel settore non ha bisogno di fare: perché ne sa a pacchi, e lo sa e basta. Non va in giro ostentando sapere per dimostrare di essere superiore agli altri. Invece molto spesso nel cospirazionismo vedo che c'è questo bisogno di dimostrare «ah, io ho capito tutto! Voi popolo di capre non avete capito niente!», quindi c'è questa gratificazione. E poi c'è sicuramente anche [...] il fascino di raccontare una bella storia: perché in effetti [...] se la prendiamo come una fiction diventa un bel racconto; c'è una bellissima serie televisiva che si chiama ''For All Mankind'' che, prendendo spunto dagli sbarchi sulla Luna, immagina un futuro alternativo [...]: immagina che siano arrivati primi i sovietici e da lì succede tutta una storia bellissima, molto affascinante... Ecco, si può fare, non è un problema fantasticare sulla realtà, il problema è riuscire a ricordarsi che la fiction è una cosa e la realtà è un'altra. E purtroppo sembra che ci sia un po' di scollamento fra queste due cose in alcune teste. (da 30 min 00 sec a 32 min 42 sec) *[[Programma test Apollo-Sojuz|Apollo-Sojuz]], 1975. Abbiamo un incontro in orbita intorno alla Terra fra astronauti americani e cosmonauti russi: quindi Deke Slayton, Tom Stafford e Vance Brand da parte americana, Aleksej Leonov e Valerij Kubasov da parte russa, ed è uno scambio soprattutto di tipo politico. E... se vogliamo essere un pochino "complottisti" da questo punto di vista, saltò fuori poi che Kubasov era un agente del KGB che era "diventato" astronauta, perché l'obiettivo era quello [...] di acquisire conoscenze tecnologiche americane; perché tecnicamente i veicoli americani erano superiori – [...] d'altronde la capsula Apollo era la stessa che era stata usata per andare fino alla Luna –, e quindi... [...] Terry Watson, che all'epoca era [...] uno degli addetti al controllo alla navigazione delle missioni Apollo, racconta che durante il progetto Apollo-Sojuz ovviamente c'erano moltissime riunioni, e molte si svolgevano in Russia, e [...] stranamente [...] quando si andava al ristorante – quindi con un po' di vodka, ci si lasciava andare, si raccontavano un po' più le cose liberamente – c'era sempre sul tavolo questo bellissimo coso di fiori con le bandierine... Una volta per scherzo hanno detto «sì, qui sicuramente c'è dentro il microfono!»; han fatto la prova, han detto «mah, oggi la carne non era molto buona, sarebbe bello se domani fosse cotta meglio...». Guarda caso il giorno successivo dalla cucina è arrivato un piatto di carne strepitoso... ma non c'erano microfoni! Quindi sì, in un certo senso il cospirazionismo, volendo, si può prendere anche nella realtà – e a quel punto non è più cospirazionismo, è storia. Perché andare a prendere, inventarsi storie quando si può tranquillamente trovare nello studio della realtà tantissima meraviglia, tante storie meravigliose. (da 55 min 48 sec a 57 min 51 sec) ===Citazioni non datate=== *{{NDR|Sulla [[steganografia]]}} Tecnica per comunicare in segreto [...] che consiste nel nascondere il messaggio reale all'interno di un messaggio fittizio dall'aria innocente. Soltanto le persone che conoscono bene l'autore del messaggio sanno decodificare qual è il vero significato trasmesso, mentre le altre colgono il significato alternativo fittizio. [...] La steganografia è [...] un'arte antichissima, ma la sua applicazione nei social network introduce una sfumatura nuova, perché consente di suddividere i lettori in base a criteri culturali invece che in base ai consueti filtri di età o di privacy e crea messaggi che confondono i sistemi automatici di profilazione degli utenti che sono uno dei principali motori economici dei social network.<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20130608093438/http://retetre.rtsi.ch/index.php?option=com_content&task=view&id=4834&Itemid=62 Le parole di Internet: steganografia sociale]'', ''retetre.rtsi.ch''.</ref> ==Citazioni tratte da articoli== {{cronologico}} {{Int|''[http://www.attivissimo.net/antibufala/luna/luna_in_sintesi.htm Siamo mai andati sulla Luna?]''|Da ''attivissimo.net'', 6 settembre 2002.}} {{NDR|Sulla [[teoria del complotto lunare]]}} *[...] c'è il piccolo problema che per far funzionare tutta questa messinscena bisognerebbe riuscire a tenere vincolate alla consegna al silenzio per decenni le centinaia di migliaia di persone (non esagero, sono cifre di dominio pubblico) che hanno lavorato al progetto. [...] non c'è stata neppure una confessione in punto di morte di un ex dipendente della NASA o di una delle tantissime società private coinvolte nel progetto. Pensate quanto avrebbe dato il KGB per trovare una talpa che le vendesse la soffiata del secolo, ossia che era tutta una finta. Niente da fare. Se volete un esempio notevole di come sia difficile mantenere un segreto anche quando la posta in gioco è altissima, leggetevi la storia della nave Glomar Explorer. L'11 aprile 1968, un sottomarino sovietico di classe Golf-II, armato di missili balistici nucleari, affondò circa 750 miglia a nord ovest delle Hawaii, depositandosi sul fondo marino a 5200 metri di profondità. Le navi sovietiche tentarono invano di trovarlo. Gli americani, invece, sapevano esattamente dov'era situato, ma si guardarono bene dal dirlo ai sovietici: l'occasione di mettere le mani su una delle armi di punta dell'arsenale nemico era troppo ghiotta. Infatti commissionarono una nave, la Glomar Explorer, che fu spacciata per una nave per la ricerca mineraria sottomarina: scusa plausibile, dato che è noto che il fondo del Pacifico è lastricato di noduli preziosissimi di manganese, ferro, nichel e cobalto. Nel 1974, la nave andò sul luogo della tragedia e ripescò alcuni componenti del sottomarino sovietico. Il segreto fu spiattellato nemmeno un anno dopo dal ''Los Angeles Times''. *Perché si sospetta la messinscena da parte statunitense, mentre non si solleva alcuna obiezione sulle missioni [[luna]]ri sovietiche, che non portarono cosmonauti ma comunque andarono sulla Luna e ne riportarono campioni di roccia? Perché i sovietici, che pure avevano un sistema di spionaggio sofisticatissimo, non si accorsero della messinscena e non la denunciarono al mondo? Ne avrebbero avuto tutti i motivi. Far fare una figuraccia ai rivali capitalisti degenerati sarebbe stata un'occasione ghiottissima. Eppure rimasero zitti. Come mai? Una delle risposte preferite dei complottisti a questa domanda è "perché avevano anche loro i loro scheletri nell'armadio". Dicono che prima del famoso "primo uomo nello spazio" ([[Yuri Gagarin]]) ci furono altre missioni che fallirono. Gagarin sarebbe stato semplicemente il primo a tornare vivo. A parte il fatto che usare un'ipotesi di complotto per giustificarne un'altra non è il massimo del rigore scientifico (non ci sono conferme autorevoli di queste missioni pre-Gagarin), durante la [[Guerra Fredda]] gli USA non si fecero scrupolo di denunciare le falsità della propaganda sovietica e viceversa, per cui sembra assai implausibile che si siano fatti questa reciproca cortesia di stare zitti soltanto per i voli spaziali, così carichi di prestigio politico. *C'è una sola foto decente di [[Neil Armstrong]] sulla Luna, e anche in quella lo si vede di spalle. Se le foto sono state fatte in studio, come mai non hanno pensato a farne un po' anche ad Armstrong, visto che tutto sommato era il personaggio più "storico", essendo il primo uomo sulla Luna? *I veicoli usati per le missioni furono progettati e fabbricati da società commerciali, nelle quali notoriamente la segretezza non è mai perfetta. Come mai, in tutti questi anni, nessuno dei cinquecentomila dipendenti della Boeing, della Grumman e delle altre società coinvolte (subappaltatrici comprese) si è mai fatto avanti per denunciare la truffa, per dire "guardate che questo veicolo è finto, non funziona e se va sulla Luna si sfracella"? Come mai non c'è stata nessuna confessione in punto di morte, quando non c'era più nulla da perdere? Allora avrebbero costruito dei veicoli perfettamente funzionanti, fino all'ultimo bullone, e non li avrebbero usati? *Il filmato della ripartenza del modulo lunare dalla superficie della Luna, ripreso dalla telecamera automatica, mostra chiaramente che non c'è aria, perché polvere e frammenti vengono proiettati secondo linee rette invece di formare sbuffi o volute. Come sarebbe stato possibile ricreare un effetto del genere in studio, negli anni Sessanta? {{Int|1=''[https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=274077 Apollo 20 - Alla ricerca dell'astronave aliena]''|2=Da ''Scienza & Paranormale'' nº 86, CICAP, luglio-agosto 2009; ripubblicato in ''cicap.org'', 29 novembre 2009.}} {{NDR|Sulla [[teoria del complotto sull'Apollo 20]]}} *Circolano da tempo, soprattutto su Internet, tesi secondo le quali vi sarebbe stata una missione Apollo segreta, denominata "Apollo 20", svolta congiuntamente da astronauti statunitensi e cosmonauti sovietici per recuperare un'astronave extraterrestre scoperta sulla Luna. [...] Secondo la narrazione di tale William Rutledge, che asserisce di essere stato uno degli astronauti di questa missione insieme all'americana Leona Snyder e al russo Alexei Leonov, un vettore Saturn V sarebbe partito di nascosto nel 1976 dalla base militare di Vandenberg, in California, diretto verso la faccia non visibile della Luna. Là, infatti, le ricognizioni dell'Apollo 15 avevano scoperto un gigantesco vascello alieno. La presenza del veicolo sarebbe confermata da immagini pubblicate negli atlanti fotografici lunari [...]. Già questo aspetto dovrebbe far riflettere sulla plausibilità della storia: se l'esistenza di un veicolo extraterrestre sulla Luna è così top secret da motivare addirittura una missione congiunta russo-americana segreta, bisogna chiedersi come mai l'astronave è stata invece lasciata in bella mostra nelle fotografie pubblicate. E dato che le immagini della faccia nascosta della Luna erano disponibili all'epoca soltanto se la NASA o l'Unione Sovietica le rilasciavano, come mai non sono state ritoccate prima di diffonderle, in modo da non rivelare il ritrovamento? *[...] la storia di Rutledge è corredata di molti dettagli narrativi ricchi di riferimenti tecnici e da video impressionanti, che mostrano addirittura un cadavere alieno umanoide e delle immagini ravvicinate del veicolo extraterrestre e possono facilmente distogliere dall'esame sereno dei fatti. Infatti se si mette da parte l'impatto emotivo della crudezza delle immagini e si svolge una ricerca attenta, emerge chiaramente che la storia è in realtà un falso piuttosto ben costruito, realizzato dall'artista francese Thierry Speth e sbugiardato anche dagli ufologi [...]. Una delle principali obiezioni è l'assurdità di pensare che si possa far partire un missile alto più di cento metri dalla California senza che nessuno lo veda decollare e senza che gli astronomi e gli astrofili di tutto il mondo lo avvistino durante il tragitto verso la Luna, come avvenne per le altre missioni Apollo. [...] inoltre [...] l'esame dei video presentati da Rutledge riserva sorprese rivelatrici, come la scoperta di una ben poco futuristica molla in una delle riprese della presunta astronave [...]. [...] in uno dei video di Rutledge, che mostra l'interno del modulo lunare, uno degli astronauti è stato sovrapposto allo sfondo con un mascherino sbagliato, per cui a un certo punto risulta essere un torso fluttuante [...]. Questo rivela il trucco: si tratta di immagini prodotte con effetti speciali. *Su un piano più tecnico, [...] lanciare un vettore da Vandenberg, sulla costa occidentale degli Stati Uniti, anziché da Cape Canaveral, sulla costa orientale, avrebbe comportato una drastica modifica del piano di volo standard dei missili Saturn V. Lanciato in direzione est, infatti, il gigantesco primo stadio sarebbe ricaduto sul suolo statunitense, con il rischio evidente e intollerabile di danni a cose e persone, invece di cadere nell'Atlantico come consueto. Lanciare in direzione ovest, ossia sopra il Pacifico, avrebbe comportato un'enorme penalizzazione. I missili orbitali vengono lanciati sempre verso est perché in questo modo sfruttano la velocità di rotazione della Terra, che a Cape Canaveral è di circa 1470 km/h. Questo significa che un missile che deve raggiungere la velocità orbitale di 28.000 km/h e viene lanciato verso est non deve accelerare da 0 a 28.000 km/h, ma da 1470 a 28.000 km/h: deve insomma accelerare di 26.530 km/h. Lanciarlo in direzione opposta, verso il Pacifico, significherebbe lottare contro la medesima velocità di rotazione terrestre: il missile partirebbe in retromarcia, per così dire, con una penalità di 1470 km/h, per cui dovrebbe accelerare di 29.470 km/h, con consumi di carburante molto superiori. {{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2019/09/1973-missione-impossibile-un-equipaggio.html 1973, missione impossibile: un equipaggio Apollo intorno a Venere]''|Da ''Spazio Magazine'' nº 1, Associazione ADAA, 2018; ripubblicato in ''attivissimo.blogspot.com'', 12 settembre 2019.}} {{NDR|Sul progetto ''[[Manned Venus flyby]]''}} *31 ottobre 1973: un enorme vettore Saturn V decolla dal Kennedy Space Center trasportando tre uomini verso una destinazione [...] che viene raggiunta dopo quattro mesi di viaggio, il 3 marzo 1974. La destinazione è il pianeta Venere, per il primo volo spaziale interplanetario con equipaggio: una missione estrema [...] ma che è un trionfo politico d'immagine e un'altra dimostrazione della capacità di coordinamento della NASA, reduce dal successo storico degli sbarchi sulla Luna fra il 1969 e il 1972. La ricognizione ravvicinata di Venere effettuata dagli astronauti statunitensi rivela una messe di dati sconosciuti su un mondo rovente e inospitale e riporta sulla Terra fotografie indimenticabili quando si conclude, un anno dopo la partenza, con un ammaraggio nell’Oceano Pacifico. Se state pensando che non vi ricordate di questa missione [...] non vi preoccupate: non è mai avvenuta. Ma era stata studiata e pianificata molto dettagliatamente dalla NASA [...]. Può sembrare incredibile, ma quando gli astronauti non erano neanche andati intorno alla Luna [...] la NASA pensava già al futuro post-lunare. *Può sembrare strano che la NASA avesse scelto Venere e non Marte come destinazione per questo primo viaggio interplanetario umano. Dopotutto, grazie alle sonde Mariner e Venera, si sapeva già dall'inizio degli anni Sessanta che le condizioni al suolo di Venere [...] rendevano assolutamente impensabile uno sbarco con equipaggio sul pianeta. Ma [...] in termini di propulsione, Venere è più facile da raggiungere rispetto a Marte. La NASA aveva infatti calcolato una traiettoria ottimale che avrebbe consentito di usare un singolo vettore Saturn V, identico a quelli utilizzati per la Luna, non solo per effettuare questo volo inaugurale di passaggio ravvicinato, senza inserimento in orbita (''flyby'') e con ritorno spontaneo verso la Terra (''free return''), ma anche per compiere una successiva missione con inserimento in orbita di parcheggio intorno a Venere. Una missione orbitale intorno a Marte, invece, avrebbe richiesto un veicolo ancora più grande del già gigantesco Saturn V (circa il 60% in più) o l'uso di motori nucleari ancora da collaudare e politicamente controversi. In sostanza, un volo umano verso Venere era fattibile negli anni Sessanta e Settanta semplicemente tenendo aperta la linea di produzione dei vettori esistenti, senza i costi, i problemi e i rischi di un nuovo lanciatore o di un lancio doppio coordinato con assemblaggio in orbita. Ma la Storia decise altrimenti: l'assassinio del presidente Kennedy, l'uomo che aveva lanciato la sfida spaziale [...] per dimostrare pacificamente al mondo la superiorità del modello sociale americano, l'elezione dei suoi successori assai meno innamorati [...] dello spazio, il pantano politico ed economico della guerra in Vietnam e la crisi petrolifera degli anni Settanta cospirarono per causare tagli drastici ai budget della NASA e alla disponibilità a correre rischi del Congresso statunitense. *[...] la missione verso Venere si sarebbe svolta in questo modo: il Saturn V avrebbe portato in orbita intorno alla Terra un modulo di comando e servizio (CSM) Apollo, sostanzialmente identico a quelli usati per raggiungere la Luna, che sarebbe stato il veicolo principale, con le funzioni di navigazione e propulsione. Al posto del modulo lunare [...] usato per scendere sulla Luna e ripartirne, vi sarebbe stato un ''Environmental Service Module'' (ESM), un modulo abitabile al quale il CSM si sarebbe agganciato mediante una manovra effettuata durante il volo spaziale, esattamente come faceva con il modulo lunare. Il terzo stadio del Saturn V avrebbe fornito la spinta iniziale per uscire dall'orbita terrestre e dirigersi verso Venere e poi sarebbe stato trasformato dagli astronauti in un ulteriore spazio abitabile usando i componenti e le attrezzature trasportate nell'ESM: un concetto ripreso in parte con la stazione spaziale Skylab [...]. L'energia di bordo sarebbe stata fornita da alcuni pannelli solari invece di dipendere dalle celle a combustibile usate per le missioni lunari: anche quest'idea verrà ripresa per lo Skylab. Durante i 123 giorni di volo verso Venere, i tre uomini dell'equipaggio [...] avrebbero dedicato dieci ore di ogni giorno alle osservazioni scientifiche usando gli strumenti installati nell'ESM. Per la prima volta nella storia dell'astronautica statunitense, avrebbero avuto due ore di tempo libero ogni giorno. [...] Il passaggio ravvicinato intorno a Venere, invece, sarebbe stato frenetico: circa 45 minuti per le osservazioni a breve distanza (6200 km nel momento di massima vicinanza, correndo a 16.500 km/h), per una mappatura radar delle altimetrie della zona sorvolata e per il lancio di sonde che avrebbero trasmesso dati sulle condizioni atmosferiche del pianeta. [...] per la prima volta, sia pure fugacemente, degli esseri umani avrebbero visto da vicino, con i propri occhi, un altro pianeta [...]. Il viaggio di ritorno avrebbe richiesto [...] 273 giorni, con una traiettoria che avrebbe portato i tre astronauti più lontano dal Sole rispetto alla Terra (a 1,24 unità astronomiche) e poi si sarebbe conclusa [...] con l'eliminazione di tutto il veicolo tranne la capsula conica Apollo [...] e con un rientro nell'atmosfera terrestre a velocità ancora più elevata rispetto ai 40.000 km/h del ritorno dalla Luna. *Oggi pensare di rischiare la vita di astronauti mandandoli verso Venere per compiere rilevamenti scientifici sembra assolutamente insensato, ma occorre considerare lo stato dei sistemi automatici dell'epoca, molto meno affidabile e flessibile rispetto a quello delle sonde spaziali di oggi, aggiornabili via software. Con la tecnologia di allora c'era il rischio concreto che una sonda senza equipaggio si guastasse o subisse un imprevisto banale, che una persona sul posto avrebbe potuto compensare ma che una sonda avrebbe trovato insormontabile. Molte missioni senza equipaggio erano già fallite per motivi ignoti o banali. La NASA, oltretutto, avrebbe dimostrato la superiorità delle missioni con equipaggio proprio con gli sbarchi lunari fra il 1969 e il 1972 [...]. Il progetto ''Manned Venus Flyby'' era anche figlio di un'epoca nella quale le vite degli astronauti erano considerate politicamente e socialmente più sacrificabili di quanto lo sono oggi e quindi si accettavano consapevolmente rischi elevati in nome del prestigio nazionale. *[...] il volo umano interplanetario verso Venere rimase sulla carta, non solo per [...] motivi storici e politici [...] ma anche per via del grande progresso avvenuto negli anni successivi nella progettazione di sonde automatiche potenti, versatili e flessibili, i cui costi furono enormemente inferiori a quelli di una missione con equipaggio. La NASA esplorò Venere con la sonda orbitale Pioneer 12 nel 1978 e l'Unione Sovietica riuscì a scattare foto sulla superficie del pianeta, raccogliere dati scientifici e trasmettere il tutto a Terra con le sonde della serie Venera fra il 1961 e il 1983. E per quanto sia affascinante l'idea di dove saremmo arrivati con un po' di coraggio e di ingegno, è un bene che il ''Manned Venus Flyby'' non sia avvenuto: il 5 e 6 luglio 1974 la Terra fu investita da una grande tempesta di elettroni e protoni emessi dal Sole (una ''Coronal Mass Ejection''), che non ebbe effetti sulla popolazione grazie alla protezione offerta dal campo magnetico terrestre ma avrebbe investito gli astronauti di ritorno da Venere, esponendoli a una dose di radiazioni elevatissima e potenzialmente fatale nonostante la schermatura rinforzata prevista a bordo del veicolo interplanetario Apollo. ==Interviste== {{cronologico}} {{Int|''[https://web.archive.org/web/20100324023755/http://www.wittgenstein.it/2009/07/17/ghostbuster/ Ghostbuster]''|Dall'intervista di [[Luca Sofri]] a ''Wired Italia'', luglio 2009; riportata in forma estesa su ''wittgenstein.it'', 17 luglio 2009.}} *{{NDR|«[...] quando hai cominciato a incuriosirti alle bufale e alle teorie dei complotti?»}} Credo da sempre: i misteri mi hanno intrigato sin da bambino, quando ho divorato tutti i libri di fantarcheologia di Peter Kolosimo e ''Bermuda, il Triangolo Maledetto'' di Charles Berlitz. Vedevo Uri Geller in televisione che piegava i cucchiai, i guaritori filippini che operavano a mani nude... e poi ho visto Silvan fare la stessa cosa. E [[Debunker|ho scoperto]] che erano fandonie fabbricate per fare soldi. [...] Forse per reazione ho cominciato a studiare la scienza vera e a informarmi sui trucchi che usavano questi ciarlatani. Ma era una passione puramente personale. Quando ho scritto ''Internet per tutti'' ho incluso una pagina con le quattro o cinque bufale più ricorrenti in Internet per mettere in guardia i primi navigatori di allora. Non l'avessi mai fatto: hanno cominciato ad arrivarmi mail che chiedevano lumi su altre storie che giravano in Rete. Per un po' sono riuscito a rispondere personalmente, poi ho aperto una pagina Web per ospitarvi le spiegazioni delle storie più diffuse, in modo da non dover ripetere a ciascun lettore la stessa storia. {{NDR|«Ha funzionato?»}} Non è andata come pensavo. Invece di ridurre il carico di lavoro [...] lo ha fatto aumentare. "Bravo, Paolo", mi scrivevano, "hai indagato su questa e questa e quella; adesso che ne dici di quest'altra storia? E questa? E che mi dici di questa?". {{NDR|«E tu ci sei cascato»}} Io non so resistere a una storia intrigante, vera o falsa che sia [...] *{{NDR|«Quali sono i temi di maggior successo tra le dietrologie in rete?»}} Sicuramente l'11 settembre e [...] lo sbarco sulla Luna. Ma affiorano periodicamente i catastrofismi intorno al 2012 e i Maya, il paranormale, i cerchi nel grano, le "scie chimiche", a seconda di come vengono lanciati dai vari programmi televisivi, con il loro corredo di libri e DVD da vendere. La paura, l'intrigo e il [[Teoria del complotto|complotto]] rendono, alimentati da un clima di sfiducia verso tutto e tutti: si cerca una grande teoria unificatrice che dia senso all'esistenza, e molti la trovano nel Grande Vecchio che tirerebbe le fila di tutto. Dan Brown docet: ma lui, perlomeno, ha il buon gusto di precisare che si tratta di un romanzo, non di un libro di fatti. O almeno questo è quello che vogliono farci credere... *{{NDR|«C'è più di vero nella teoria sulle scie chimiche o nel complotto sull'11 settembre?»}} Decisamente nell'[[Teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre 2001|11 settembre]]: lì almeno un complotto vero c'è stato, quello dei dirottatori. E ci sono delle zone grigie che andrebbero investigate; ma non è possibile perché i complottisti fanno troppo baccano. È come studiare Mozart in una segheria. Le [[Teoria del complotto sulle scie chimiche|"scie chimiche"]], invece, sono una fandonia totale, che trovo interessante proprio perché assurda: m'intrigano i processi mentali che possono spingere una persona a credere che ogni giorno migliaia di aerei, pilotati e mantenuti e riforniti da decine di migliaia di persone, spicchino il volo e spruzzino veleni nell'aria e nessuno mai spifferi nulla o si tradisca. Uno dei più presenzialisti fra i sostenitori di questa teoria, oltretutto, sostiene che quest'immenso, costosissimo complotto, che va avanti da decenni, fa crescere peli di plastica sottopelle, influenza il clima, consente il controllo mentale delle popolazioni... eppure si può contrastare semplicemente con l'alga spirulina che si compra in erboristeria. Ma allora è il complotto dei cretini? Affascinante. *{{NDR|«[...] chi è che si fa fregare davvero dalle truffe online?»}} Gente di ogni genere, di ogni ceto sociale e di ogni preparazione scolastica: l'ingenuità non conosce barriere. Percentualmente i truffati non sono tantissimi, ma sono comunque un numero sufficiente ad alimentare questo settore del crimine organizzato. Del resto, il truffatore ha di norma costi di gestione bassissimi e lavora col metodo della pesca a strascico: lanciando milioni di esche, è statisticamente sicuro che qualche pesce abbocchi. *[...] so bene che i complotti esistono: il mio obiettivo non è di smentirne l'esistenza, ma di scremare quelli reali da quelli immaginari, e di offrire a tutti gli strumenti per fare altrettanto. I complotti fasulli seguono degli schemi piuttosto precisi e ripetitivi: una volta capiti, è abbastanza facile fiutarne le trappole. *Più che dietrologia e sospetto, credo sia il desiderio di semplificazione e di ordine ad alimentare il complottismo. Le teorie di complotto evitano la fatica di dover studiare, capire, approfondire. "L'11 settembre? È stata la CIA, fine della storia. Perché sono crollate le Torri Gemelle? Ci hanno messo le bombe, è ovvio." dice il pensiero cospirazionista. Non gli serve capire l'ingegneria strutturale. Nulla avviene per caso nel suo mondo: tutto ha un ordine. E il complotto gli offre una scusa facile per i propri fallimenti: non è lui che è incapace, sono gli altri che ce l'hanno con lui. E al tempo stesso offre una visione salvifica della propria esistenza. il complottista si vede come un paladino della verità, un avanguardista, un baluardo della società contro i cattivoni di turno. Fa proseliti, crea interesse intorno a sé, raduna seguaci che lo stimano e lo venerano. È gratificante. {{NDR|«Una vecchia storia...»}} Aspetta, però: il complottismo è anche diventato più diffuso. Forse perché i media lo alimentano (i complotti fanno audience, sono storie intriganti; la realtà spesso non è avvincente, e pochi la sanno raccontare in modo che lo diventi), forse perché più il mondo diventa complesso e più tendiamo a rifugiarci nell'apparente semplicità del messaggio complottista. Forse il cospirazionismo sta diventando una sorta di religione new age: di certo ne condivide molti aspetti psicologici. *Raramente le dietrologie sono costruite a tavolino. Quelle che prosperano lo fanno perché trovano un substrato psicologico fertile di sospetto. Un esempio per tutti: lo sbarco sulla Luna degli americani [[Teoria del complotto lunare|è al centro di una teoria di complotto]]. Il tentativo lunare russo no. Anzi, molti non sanno neppure che ci fu. Come mai? Forse perché c'è un diffuso antiamericanismo (meritato o meno) mentre manca un "antisovietismo" (addirittura non esiste neppure la parola). Lo stesso vale per le teorie sull'11 settembre. Le teorie sull'AIDS o l'influenza suina come malattie inventate in laboratorio prosperano grazie alla diffidenza verso le società farmaceutiche (che effettivamente sono state colte spesso a combinare sconcezze). {{Int|''[https://consumatori.coop.it/attualita/intervista-al-cacciatore-di-bufale-paolo-attivissimo/ Intervista al cacciatore di bufale Paolo Attivissimo]''|''consumatori.coop.it'', 16 dicembre 2013.}} *Le [[Fake news|bufale]] che persistono nel tempo anche a fronte di smentite, sono quelle che suscitano un'emozione intensa, per esempio la paura, e toccano un argomento vicino a noi e delicato, come l'alimentazione o la salute. Gioca un ruolo importante anche il pregiudizio [...]. Non si tratta però soltanto di paura: c'è di mezzo anche un sentimento positivo come l'altruismo, che spinge chi in buona fede abbocca alla falsa notizia a mettere in guardia gli amici. Proprio perché c'è di mezzo l'emozione, dobbiamo sforzarci di essere razionali nell'esaminare gli allarmi che ci arrivano. *{{NDR|«Che percentuali di successo hanno i [[Debunker|cacciatori di bufale]]? E i normali navigatori del web?»}} Se il successo è scoprire l'origine e la veridicità o meno di un appello, allora la percentuale è altissima: sono rari i casi irrisolti per i quali non si riesce a determinare perlomeno se l'appello dice il vero o no. Ma se il successo è far cessare la circolazione di una bufala, allora le cose cambiano: è un risultato molto raro. Fra gli internauti domina invece l'insuccesso in entrambi i sensi: purtroppo sono pochissimi coloro che si soffermano a valutare razionalmente gli appelli ricevuti [...]. Purtroppo anche la sensibilizzazione del pubblico da parte dei cacciatori di bufale riesce poco, anche per via dello spazio sproporzionato che viene concesso dai media a panzane e allarmismi. *{{NDR|«Perché il pensiero [[Antiscienza|anti-scientifico]] ha tanta presa?»}} Perché è facile e ci fa sentire parte di un gruppo. È molto più facile dire "le cose chimiche fanno male" che rendersi conto che tutto, in natura, è chimica [...]; è molto più facile dire di no a tutto ciò che è nuovo invece di chiedersi quali novità sono positive e quali aspetti consolidati della nostra vita sono in realtà dannosi. Viviamo in un’era totalmente tecnologica, eppure spesso le persone si vantano di non avere alcuna competenza nelle materie scientifiche. Il pensiero anti-scientifico mette al riparo dalla meravigliosa complessità dell'esistenza e riduce tutto a bianco e nero, buono e cattivo, "chimico" e "naturale", amico o nemico. Fondamentalmente, l'anti-scienza è pigrizia. {{Int|''[https://www.bergamoeconomia.it/personaggi/23-agosto-2017/intervista-esclusiva-a-paolo-attivissimo-201.html Intervista esclusiva a Paolo Attivissimo]''|''bergamoeconomia.it'', 23 agosto 2017.}} *[...] oggi si può fare informazione – o disinformazione – commerciale e politica: oggi un'agenzia, un'ente o un governo può sapere di qualcuno chi è su Facebook, Twitter, Instagram e gli altri social media, sa dove abita, deduce quale sia la sua fascia di reddito, combina i dati con la sua professione, con i suoi consumi, con i suoi "mi piace", si fa un'idea delle persone a lui collegate e gli manda una pubblicità iper personalizzata. Il problema dell'internet oggi è questa raccolta massiva di dati che non si sa bene dove vadano, cosa se ne faccia e come vengano gestiti ed analizzati anche in modo automatico. Incrociare i dati e fornire delle informazioni mirate che possano influenzare, ad esempio, un voto politico, è una cosa banale dal punto di vista informatico, ma così si sfugge completamente agli organismi di controllo. *[...] noi ci aspettavamo che il [[1984|Grande Fratello di Orwell]] venisse fuori da uno stato totalitario; nessuno si aspettava che noi stessi avremmo speso soldi per acquistare oggetti fatti apposta per tracciarci. [...] Gli oggetti tecnologici sono tramutati in oggetti per la sorveglianza da parte di chi vuole sorvegliare. Questi oggetti ci danno delle capacità operative enormi ma possono essere un po' troppo invasive per la nostra privacy e per la nostra vita, quindi si dovrebbe imparare a reimpostarli perché facciano quello che vogliamo noi e non quello che vogliono gli altri. *{{NDR|Sulle [[fake news]]}} [Nascono per tre motivi:] per propaganda, quindi con una ideologia dietro, e per ideologia spicciola: vuoi che il mondo vada in un certo modo, vuoi credere ad una determinata cosa e scegli solo le informazioni che sostengono il tuo punto di vista. Per buona fede che ha dietro un equivoco o un'errata comprensione di una notizia per cui una persona divulga una cosa che non ha capito appieno o su cui non ha competenze [...]. Da non molto anche per arricchimento: ci sono piccoli imprenditori che aprono una serie di siti, si affiliano ad una catena pubblicitaria [...] o altri inserzionisti, pubblicano notizie false, scioccanti che inducono la gente a cliccarci. In questo modo quando il lettore visualizza la pagina il gestore del sito incassa. {{Int|''[https://www.open.online/2019/08/01/si-sulla-luna-ci-siamo-andati-e-le-prove-sono-impossibili-da-falsificare-lintervista/ Sì, sulla Luna ci siamo andati, e le prove sono impossibili da falsificare – L'intervista]''|Juanne Pili, ''open.online'', 1º agosto 2019.}} {{NDR|Sulla [[teoria del complotto lunare]]}} *{{NDR|«Chi è il tipico negazionista degli allunaggi?»}} C'è da una parte il guru, quello che crea proseliti, pubblica contenuti e fa video, e cerca anche di monetizzare questi contenuti. Dall'altra c'è una seconda categoria di persone che hanno preso una decisione, ma non fanno proselitismo, hanno solo deciso che l'allunaggio è finto e che è stata tutta una messa in scena. Le due categorie si distinguono soprattutto per la questione del proselitismo. C'è il negazionista che dice "io so che non siamo mai andati sulla Luna, ma me la tengo per me, al massimo vado a scriverlo sui Social e non vado in giro a dimostrare chissà cosa": è semplicemente una sua opinione personale. Invece il guru vero e proprio va a caccia di contenuti e li posta. La differenza tra i due è anche nell'atteggiamento. Il complottista che monetizza, il guru, è anche quello che conosce le furbizie del mestiere. Quello che non fa proseliti è invece una persona male informata che ha abbracciato una visione cospirazionista della vita. *[...] supponiamo che alla Nasa avessero deciso di simulare gli allunaggi; cosa avrebbero dovuto falsificare? Ci sono i razzi che devono partire dalla Terra, quelli devi farli partire per forza, quindi sono 12 razzi giganti che devono essere costruiti, devono funzionare e andare nello Spazio. Magari li facevano cadere da qualche parte, ma almeno fino alla quota di 70 chilometri dovevano farli arrivare. Poi devono esserci dei veicoli che attraversano lo Spazio tra la Terra e la Luna, perché gli astronomi hanno seguito le missioni Apollo. Una volta arrivato sulla Luna devi mettere qualcosa che lasci le impronte degli astronauti. Aggiungi che ci vogliono le comunicazioni radio perfettamente simulate. Bisogna avere un copione nel quale ci sono 11 mila ore di conversazioni tra i tecnici a Terra. Tutte queste cose sono pubbliche. Bisogna falsificare 6500 fotografie scattate sulla Luna, decine di ore di diretta televisiva, riprese cinematografiche, le rocce lunari, eccetera. Alla fine la lista è talmente lunga che sarebbe costato meno andarci sul serio, ed è infatti quello che è successo. *[...] i complottisti spesso accusano la Nasa di non avere avuto la tecnologia per andare sulla Luna, ma di avere avuto quelle segrete per falsificare le riprese e addirittura realizzare missioni segrete senza che nessuno se ne accorgesse. Si decidessero una buona volta: qual è la versione complottista reale? Dopo 50 anni non sono arrivati neanche a questo punto. Non hanno saputo costruire una versione alternativa unica e coerente. *{{NDR|«[...] quali sono quelle [tecnologie] usate nelle missioni Apollo che utilizziamo tutt'oggi?»}} Tutti i chip elettronici che usiamo adesso sono nati grazie all'impulso tecnologico dato dalle missioni Apollo. Per andare sulla Luna bisognava avere un computer, quel computer doveva essere leggero – almeno per gli standard dell'epoca – quindi non poteva essere fatto con dei circuiti normali, con transistor come si usava all'epoca. Era necessario miniaturizzarlo con quelli che all'epoca erano una novità: i circuiti integrati. Quei circuiti integrati furono usati per la prima volta in una missione operativa con equipaggio per andare sulla Luna, e questo ha dato via a tutta l'elettronica che abbiamo adesso. I telefonini in sostanza sono figli delle missioni Apollo. Così anche il Gps (Global positioning system), i nostri navigatori che ci indicano così precisamente dove siamo e dove vorremmo andare. Sono tutti figli delle equazioni sviluppate per la navigazione spaziale. Gli aerei di linea come gli Airbus hanno un sistema di volo computerizzato, il Fly-by-wire (Fbw), la cui tecnologia venne sviluppata usando come prototipo il computer utilizzato nelle missioni Apollo. *{{NDR|Sugli astronauti delle missioni Apollo}} Tutti quelli che ho incontrato devo dire che si sono rivelate persone estremamente disponibili, aperte, soprattutto quando devi fare loro domande un po' tecniche. Hanno tantissima voglia di raccontare tutti gli aspetti meno conosciuti delle loro missioni. Sono invece riluttanti a parlare dei propri sentimenti. Erano talmente presi dalla loro missione, e dalla difficoltà di quel che stavano facendo, che non hanno avuto molto tempo di riflettere sui loro sentimenti durante la missione. Dopo magari sono venute fuori anche delle riflessioni spirituali, alcuni di loro hanno avuto anche una svolta religiosa. Andare così lontano da poter coprire con un dito tutti gli esseri umani che hanno vissuto sulla Terra ti fa riflettere sul nostro ruolo nell'Universo. Eppure sono persone paradossalmente "terra-terra", alle quali puoi rivolgerti chiamandole per nome. Ho avuto modo di conoscerli anche dietro le quinte. Si sono tutte confermate persone normali nella loro straordinarietà. Quelli vedovi o separati sono pure dei donnaioli, hanno tutti ancora l'occhio vispo. {{Int|''[https://www.open.online/2022/08/13/luna-negazionismo-intervista-paolo-attivissimo/ No! Non serve giurare sulla Bibbia per dimostrare di essere stati sulla Luna – Intervista a Paolo Attivissimo]''|Juanne Pili, ''open.online'', 13 agosto 2022.}} {{NDR|Sulla [[teoria del complotto lunare]]}} *{{NDR|Sul ritorno degli astronauti dell'Apollo 11 sulla Terra, «i loro volti appaiono tesi. Ci si aspetterebbe invece di vederli radiosi e festanti»}} Questa può essere una bella lezione su come creare un complotto dal nulla [...]. Sei appena tornato dalla Luna; hai i giornalisti di tutto il mondo che ti guardano; hai l'opinione pubblica dell'intero pianeta che ti guarda; hai la responsabilità del tuo paese, che stai rappresentando. [...] Il loro compito era quello di non dire stupidaggini e non fare gaffe. [...] Non erano ancora celebrità. Non erano abituate come le persone di spettacolo a stare davanti alla telecamera. Erano piloti e ingegneri il cui compito era quello di pilotare un veicolo spaziale. *{{NDR|«[...] gli astronauti di Apollo 11 non continuarono a lavorare per l'Agenzia spaziale, licenziandosi e isolandosi dall'opinione pubblica»}} Vorrei ricordare che stiamo parlando di piloti, gente che viveva per volare. Cosa dovevano fare, promuoverli a direttore e metterli dietro a una scrivania? Se fossero stati davvero degli attori allora avrebbero fatto risultare un curriculum più "coerente". Invece ognuno andò avanti per la propria strada [...]. Dopo che hai fatto la cosa più grande che potevi realizzare nella tua vita, per altro prima dei 40 anni, cos'altro puoi fare? Niente, cambierai settore. Collins finì per diventare il direttore di uno dei più prestigiosi musei americani; Armstrong tornò a fare l'ingegnere e a insegnare l'aeronautica. Immagina quelli che se lo sono trovati come insegnante. Non è vero che rifiutava ''tutte'' le interviste, se non gli facevano domande banali ("cosa hai provato? avevi paura? eccetera") era ben felice di rispondere, specialmente se riguardavano il suo lavoro. *{{NDR|Sulle dichiarazioni degli astronauti dell'Apollo 11, circa il non avere visto stelle a occhio nudo dalla superficie della Luna}} [...] non c'è atmosfera, quindi sulla Luna il cielo è nero anche di giorno. Gli occhi si adattano alla luminosità intensa del Sole. Anche Collins, che si trovava in orbita lunare, non ricorda di aver visto delle stelle. Tuttavia noi sappiamo che gli astronauti dovevano usare le stelle per navigare, mediante un sestante collegato al computer di bordo. [...] non le hanno viste a occhio nudo, ma solo attraverso il sestante. {{NDR|«Allora perché gli astronauti delle precedenti missioni Gemini hanno affermato di aver visto le stelle?»}} Sì, quando si trovavano all'altezza della parte non illuminata della Terra [...], attraverso un finestrino che non era illuminato dal Sole, riuscivano a osservare alcune stelle. Può succedere anche oggi con gli astronauti a bordo della Stazione spaziale. {{NDR|«Anche credendo al complotto, perché avrebbero dovuto censurare le stelle o negare di averle viste?»}} È ridicolo: così sembra che alla Nasa lavorassero dei cretini, i quali si dimenticavano di mettere le stelle nei fondali. ===Interviste non datate=== *{{NDR|«Da dove nasce la tua passione per la [[Auto elettrica|mobilità elettrica]]?»}} È nata quando provai una delle prime [[Smart]] elettriche, aveva una strana batteria a sale che era completamente ecologica. L'effetto immediato fu la sensazione di essere salito a bordo di una macchina dell'autopista. Aveva un'accelerazione straordinaria, una ripresa entusiasmante ed uno spazio di manovra minuscolo, tipico di queste micro automobili. La prima emozione fu quella di sentirsi nel futuro – era ora – pensai.<ref name="emoti">Dall'intervista ''[https://www.emoti.swiss/paolo-attivissimo/ Guidare un'auto elettrica: finalmente siamo nel futuro]'', ''emoti.swiss''.</ref> *{{NDR|«Come ti trovi a guidare un'automobile elettrica?»}} Per me è naturale girare in elettrico, viaggiare senza rumore né scatti durante le cambiate, perché non c'è il cambio. Non vado mai al distributore a far benzina, perché arrivo a casa, collego l'auto alla presa e ho fatto. Oggi, mi sembra strano guidare l'altra macchina a benzina e sentire le vibrazioni, gli scossoni. Mi sembra di passare dal jet al biplano [...].<ref name="emoti"/> ==''Attivissimo.me – blog''== *{{NDR|Nel 2025}} Cinque anni fa [...] abbiamo deciso di abbandonare definitivamente le auto a carburante e abbiamo acquistato una [[Tesla (azienda)|Tesla]] [...]. Cinque anni fa [[Elon Musk]] sembrava davvero un genio innovatore, eccentrico ma animato da intenti positivi. Oggi risulta essere un pazzo pericoloso con deliri di onnipotenza. [...] Di certo continueremo a usare auto elettriche [...]. Ma non credo che prenderemo un'altra Tesla: [...] il marchio oggi è legato troppo strettamente a una persona totalmente tossica e socialmente disastrosa.<ref>Da ''[https://attivissimo.me/2025/03/09/si-ho-una-tesla-non-vuol-dire-che-approvo-i-deliri-di-elon-musk/ Sì, ho una Tesla. Non vuol dire che approvo i deliri di Elon Musk]'', ''attivissimo.me'', 9 marzo 2025.</ref> *{{NDR|Su [[Jim Lovell]]}} Fece parte dell'equipaggio della missione più rischiosa della NASA negli anni della corsa alla Luna, ''Apollo 8'' [...], nel 1968: insieme ai suoi compagni di viaggio [[Frank Borman]] e Bill Anders, fu il primo essere umano nella storia a superare l'abisso di quattrocentomila chilometri [...] e a vedere la faccia nascosta del nostro satellite [...] su un veicolo il cui unico motore doveva funzionare perfettamente per permettere ai tre di tornare a casa. [...] Mentre sorvolavano quella faccia nascosta erano completamente isolati dal resto dell'umanità [...]. Lovell tornò a volare verso la Luna nel 1970 per un'altra missione storica: ''[[Apollo 13]]''. [...] uno scoppio di un serbatoio vitale trasformò un volo che prevedeva che Lovell camminasse sul suolo lunare [...] in una vera e propria ''Odissea'' nello spazio: tre giorni al freddo e al buio su un veicolo che non sapevano quanto fosse stato danneggiato e a corto di ossigeno, di cibo e di acqua. Quel veicolo spaziale ferito e menomato li riportò a casa grazie alla sua progettazione robusta e grazie ai nervi saldi e alla competenza tecnica straordinaria degli uomini a bordo [...] e dei tecnici sulla Terra. [...] Gli altri due voli spaziali erano stati forse meno storici ma comunque fondamentali: insieme a Borman, a bordo della ''Gemini 7'' era rimasto in orbita intorno alla Terra per due settimane, in una cabina strettissima, per dimostrare che il corpo umano poteva funzionare nello spazio per il tempo necessario per arrivare fino alla Luna, soggiornarvi e tornare indietro. Poi era tornato a volare nello spazio con la missione ''Gemini 12'', insieme a un certo [[Buzz Aldrin]], al suo primo volo.<ref name="Lovell">Da ''[https://attivissimo.me/2025/08/08/ci-ha-lasciato-jim-lovell-astronauta-lunare/ Ci ha lasciato Jim Lovell, astronauta lunare]'', ''attivissimo.me'', 8 agosto 2025.</ref> *{{NDR|Su'' [[Apollo 13 (film)|Apollo 13]]''}} Il film omonimo di Ron Howard [...] è una ricostruzione piuttosto fedele (con qualche licenza narrativa) di quel "disastro di grande successo". [...] Nel film che celebra la sua missione, Jim Lovell ebbe una piccola parte: lo si vede nelle scene finali, a bordo della portaerei, in divisa, mentre stringe la mano a Tom Hanks, l'attore che lo interpreta. Il regista [...] offrì a Lovell una divisa da ammiraglio; l'astronauta rifiutò e tirò fuori la propria vecchia divisa da capitano. Aveva lasciato la Marina degli Stati Uniti con il grado di capitano, disse, e con quel grado voleva essere immortalato. Uno stile d'altri tempi.<ref name="Lovell"/> {{Int|''[https://attivissimo.me/60-anni-di-star-trek-li-festeggio-in-tv/ 60 anni di Star Trek, li festeggio in TV]''|''attivissimo.me'', 8 settembre 2026.}} *Sono appassionato di fantascienza in generale, ma ''[[Star Trek (serie classica)|Star Trek]]'' occupa un posto speciale nel mio cuore perché è una serie positiva: diversamente da tante altre serie tetre e distopiche, ''Star Trek'' mostra un futuro nel quale i problemi si risolvono con l'ingegno e non con la violenza, dove le differenze e le diversità non sono tollerate ma sono anzi apprezzate, e dove il denaro non è l'unico valore fondante della società e della vita. Mostra un futuro nel quale, insomma, ce l'abbiamo fatta a [...] diventare esseri umani migliori. *È ben più di una serie con astronavi e pigiamini spaziali: quasi ogni puntata è, a modo suo, un dramma morale, nel quale i problemi della società di oggi vengono rappresentati in veste fantascientifica e allegorica per renderli presentabili e accessibili nonostante le censure o il rifiuto sociale di parlarne [...]. Il primo ufficiale vulcaniano Spock era l'estraneo che commentava le assurdità della società umana; il dottor McCoy incarnava l'emotività; e il capitano Kirk fondeva la logica del primo con i sentimenti del secondo per arrivare a una soluzione che esprimesse giustizia. *''Star Trek'' parlava di razzismo quando era ancora un tabù. Parlava di discriminazione delle donne quando era ancora considerata normale e inevitabile. Parlava di questioni di genere e di rispetto di ogni forma di vita (anche quella artificiale) quando farlo esplicitamente era proibito o semplicemente inconcepibile. Siete voi che siete rimasti [...] fermi alle orecchie a punta, alle battaglie fra astronavi e alle tutine attillate, e avete guardato senza vedere. E senza ascoltare. ==''Il Disinformatico – blog e podcast''== {{cronologico}} *[[John Titor|Titor]] ha previsto erroneamente che vi sarebbe stata una guerra civile in USA dal 2004 al 2015 e che l'edizione finale delle Olimpiadi sarebbe stata nel 2004 [...]; ma si è coperto le spalle "spiegando" che esistono molti mondi paralleli al nostro e che in ciascuno di questi mondi gli eventi sono leggermente differenti; lui proverrebbe in realtà da uno di questi mondi e avrebbe raccontato la cronologia di quel mondo, che può essere divergente rispetto alla nostra. Le previsioni di Titor sono piuttosto catastrofiche, come si conviene al buon profeta: la Terza Guerra Mondiale fa 3 miliardi di morti nel 2015, la Russia bombarda le città americane, europee e cinesi, e la [[Microsoft]] non esiste più (non tutto il male vien per nuocere, insomma).<ref name="Titor">Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2007/01/il-caso-john-titor.html Antibufala: il caso John Titor]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 22 gennaio 2007.</ref> *{{NDR|Su John Titor}} [...] la storia è con tutta probabilità una bella bufala perché sarebbe stato facilissimo per Titor autenticarla, per esempio lasciando nel nostro tempo un oggetto fabbricato con la tecnologia del 2030. In questo modo, anche se le sue previsioni fossero risultate sballate a causa delle linee temporali divergenti, avremmo comunque avuto sempre un oggetto verificabile e studiabile. [...] Vera o falsa, la storia è indubbiamente abbastanza accattivante, con il suo misto di catastrofismo con possibilità di redenzione, ''[[Terminator]]'', ''[[L'esercito delle 12 scimmie]]'' e complottismo [...], da attirare certamente la curiosità di Hollywood.<ref name="Titor"/> *{{NDR|in riferimento ad uno "sciopero" dei blog e a come protestare efficacemente contro iniziative di leggi su Internet in Italia}} Impariamo le tecniche di anonimizzazione e di occultamento. Impariamo la crittografia, lo scambio di file non tracciabile, la steganografia, il ripping dei nostri DVD e dei Blu-Ray, l'hacking dei dispositivi che ci circondano, il blogging anonimo, l'hosting sicuro. Impariamo a difenderci dai soprusi e a far valere il nostro diritto di esprimerci civilmente, usando le tecniche che il nostro ottuso antagonista non ha speranza di capire. Portiamo la contesa su un terreno che ci è familiare, invece di camminare allegramente sul campo minato dell'avversario. Il contrasto alla stupidità non si fa adottando le regole degli stupidi. Si fa diventando più intelligenti, più svelti, più preparati. Si fa sfruttando le debolezze dell'avversario. Ma bisogna volerlo fare. Sempre che non pensiate che quando un topolino e un gatto si siedono a discutere in casa del gatto, il topolino possa averla vinta per pura forza dialettica.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2009/07/sciopero-dei-blog-il-147.html Sciopero dei blog il 14/7: perché non aderirò]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 13 luglio 2009.</ref> *Il mito dei [[Teschio di cristallo|Teschi di Cristallo Maya]] è stato riportato alla ribalta dal quarto film della saga di Indiana Jones e dal delirio collettivo intorno alle presunte profezie Maya sulla fine del mondo nel 2012, ma è da decenni uno dei capisaldi della cultura ''new age'' e del paranormale. Peccato che sia, per dirla senza troppi giri di parole, una fregatura. [...] le principali asserzioni [...] riguardano il più famoso di questi teschi, quello che l'esploratore Frederick Albert Mitchell-Hedges [...] diceva di aver scoperto nelle rovine di un tempio Maya da lui trovato a Lubaantun [...] nel 1927 ma descritto soltanto molti anni più tardi. Il teschio in questione [...] è ricavato da un blocco unico di cinque chili di quarzo ialino [...], tanto che secondo i sostenitori delle sua origine paranormale sarebbe impossibile crearne un duplicato. Secondo la prima edizione dell'autobiografia di Mitchell-Hedges (''Danger My Ally'', 1954), il teschio [...] avrebbe almeno 3600 anni e sarebbe stato usato dai sacerdoti Maya, che con i suoi poteri sarebbero stati in grado di uccidere con la sola forza del pensiero. A suo dire, sarebbe stato fabbricato a mano dai Maya lavorandolo per abrasione con la sabbia [...] ininterrottamente per circa trecento anni. [...] Negli anni Settanta iniziò a circolare l'asserzione che radunando i tredici teschi di cristallo in un unico luogo sarebbero accaduti eventi portentosi o calamità planetarie. [...] Una storia affascinante, ma i fatti la smentiscono inesorabilmente. [...] Blocchi unici di quarzo ialino delle giuste dimensioni si trovano e si possono lavorare con mezzi più che normali [...]. Basta avere un bel po' di soldi, perché blocchi del genere sono molto costosi (alcune migliaia di dollari) e la loro lavorazione è altrettanto impegnativa e delicata. Inoltre nella cultura Maya [...] non c'è alcun riferimento a oggetti di questo genere. C'è da aggiungere, poi, che il teschio di Mitchell-Hedges ha vari dettagli anatomici tipici di un cranio europeo, ben diverso da quelli degli abitanti dell'America latina precolombiana. Perché i Maya avrebbero dovuto scolpire pazientemente un teschio europeo? Cosa più importante, il presunto teschio Maya ha segni di lavorazione meccanica moderna che non hanno nulla di insolito [...]. Tutto punta, insomma, verso una fabbricazione con mezzi tecnologici contemporanei sul modello di un cranio europeo. [...] i fatti restano quelli che sono, e ce n'è uno che [...] condanna senza appello tutta la leggenda dei teschi: un catalogo del 1943 della casa d'aste Sotheby's, che offre un teschio di cristallo identico a quello "scoperto" da Mitchell-Hedges. L'acquirente? Frederick Albert Mitchell-Hedges stesso. E che dire degli altri teschi analoghi esposti nei musei del mondo? [...] quelli al British Museum londinese, al Musée du quai Branly parigino e allo Smithsonian di Washington sono presentati etichettandoli chiaramente come falsi. [...] L'unica cosa davvero portentosa di tutta questa faccenda, insomma, è la disonestà di questi imbroglioni e l'ingenuità di chi vuole credere a tutti i costi senza mai dubitare.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2011/11/il-mistero-dei-teschi-di-cristallo.html Il "mistero" dei Teschi di Cristallo]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 23 novembre 2011.</ref> *Intorno alla [[Giornata internazionale della donna|Festa della Donna]] [...] circola una storia agghiacciante a proposito delle sue origini: la data dell'8 marzo sarebbe stata scelta per ricordare le oltre cento operaie tessili morte nel rogo della fabbrica Cotton a New York quel giorno nel 1908. Qualche giorno prima avevano iniziato un coraggioso sciopero contro le condizioni disumane in cui erano costrette a lavorare. Per tutta risposta il proprietario della fabbrica, il signor Johnson, ne aveva bloccato le uscite. Quando scoppiò l'incendio, appiccato forse dallo stesso Johnson, avvenne una strage terrificante. Questa è la storia che tuttora viene proposta dal passaparola e anche da alcune testate giornalistiche [...]. Ma senza voler sminuire l'importanza della celebrazione, va chiarito che '''in realtà l'8 marzo 1908 a New York non vi fu nessuna carneficina e non vi fu nessun incendio. Anzi, non esisteva neppure la fabbrica tessile Cotton.''' Le immagini che a volte accompagnano la storia sono infatti riferite all'incendio avvenuto a New York il 25 marzo 1911, non l'8 marzo 1908, presso la fabbrica tessile Triangle Waist Factory, nel quale perirono in 18 minuti 146 persone (129 donne e 17 uomini) a causa delle pessime condizioni di sicurezza. L'incendio portò alla definizione di norme più sensate per la sicurezza sui luoghi di lavoro e aiutò a organizzare gli sforzi per migliorare le condizioni effettivamente vergognose nelle quali lavoravano le operaie e gli operai tessili, ma non contribuì all'emancipazione femminile. [...] La vera origine dell'8 marzo è parecchio diversa: la prima Giornata Nazionale della Donna fu indetta nel 1909 negli Stati Uniti; nel 1911, poco prima dell'incendio alla Triangle Waist Factory, divenne Giornata Internazionale e fu celebrata in Germania, Austria, Danimarca e Svizzera. Inizialmente fu scelta la data del 19 marzo, che fu poi spostata all'8 nel 1921.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2013/03/antibufala-lorigine-della-festa-della.html Antibufala: l'origine della Festa della Donna]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 8 marzo 2013.</ref> *Avreste mai detto che il [[Storia della videotelefonia|primo videotelefono]] risale al 1964? [...] Il Bell PicturePhone [...] debuttò [...] alla World Fair, collegando New York con Disneyland [...]. Tecnicamente era geniale: riusciva a trasmettere sulle normali linee telefoniche in rame [...] un'immagine video in bianco e nero insieme all'audio della chiamata. Non c'erano schermi piatti, per cui usava un piccolo tubo catodico televisivo. A partire dalla versione del 1970, quella messa in vendita al pubblico, aveva già incorporata una videocamera CCD per riprendere gli interlocutori [...]. La Bell installò cabine per le videochiamate in vari luoghi pubblici [...] negli Stati Uniti per promuovere il servizio. Si aspettava che entro il 2000 avrebbe avuto una dozzina di milioni di abbonati al videotelefono. Ma le cose andarono malissimo. La Bell chiedeva circa 160 dollari di allora [...] di canone mensile e le chiamate costavano 20 dollari al minuto [...]. E così nel 1964 c'erano in tutti gli Stati Uniti solo una settantina di utenti; sei anni dopo non ce n'era più neanche uno. Nel 1978 la Bell ritirò il prodotto dal mercato dopo aver speso circa 500 milioni di dollari in ricerca. Nessuno voleva videochiamare, specialmente non a questi prezzi [...] imposti dalle norme antimonopolio dell'epoca, che [...] impedirono di immettere il PicturePhone sul mercato offrendolo sottocosto per stimolarne la diffusione, come si fa spesso con le tecnologie innovative. Peccato, perché il videotelefono doveva essere il primo di una serie di servizi telematici che sarebbero stati veicolati tramite la rete telefonica, rendendo economicamente conveniente la modernizzazione dell'infrastruttura [...]. In altre parole, c'era chi concepiva e costruiva Skype e Internet già negli anni Sessanta. È per questo che chi ha qualche anno sulle spalle si lamenta che il futuro non è più quello di una volta.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2014/06/la-strana-storia-del-videotelefono-che.html La strana storia del videotelefono che compie... cinquant'anni?]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 20 giugno 2014.</ref> *Sapete perché non sopporto gli [[Ufologia|ufologi]]? Perché con rarissime eccezioni sono stupendamente, irrimediabilmente, spettacolarmente incompetenti. E con la loro rumorosa incompetenza non fanno altro che rendere ridicolo un campo d'indagine che potrebbe essere serio se solo la piantassero di dire corbellerie e scambiare ogni pixel sfuocato per una gita fuori porta dei venusiani. Se poi i giornalisti, invece di riportare acriticamente le suddette corbellerie, si degnassero di avere un attimo di senso critico invece di fare le puttane del clic, l'ufologia potrebbe finalmente diventare una scienza anziché una scemenza. Macché. [...] Formulare ipotesi è dovere di ogni ricercatore; ma il vero ricercatore fa anche un passo in più, che è quello di cercare di scartare le ipotesi non supportate dai fatti e di metterle alla prova, invece di saltare alle conclusioni [...]. È proprio questo quello che non va nell'ufologia: è propagandata chiassosamente da persone che sono talmente innamorate della propria visione del mondo da ignorare i metodi di verifica più elementari; talmente infervorate da essere capaci di mettere nero su bianco quello che dovrebbero fare e poi non farlo; talmente fissate sul binario unico del proprio pensiero da non accorgersi dei propri sbagli e accusare invece gli altri di non avere una mente aperta; talmente egocentriche da incazzarsi quando qualcuno osa far notare i loro errori. Pochi si sottraggono a questo modello [...]. Incazzatevi pure, fufologi [...], ma non è colpa mia se scrivete cialtronerie e vi rendete ridicoli. E incazzatevi pure, giornalisti, ma non è colpa mia se pubblicate qualunque cialtroneria senza verificarla.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2014/12/antibufala-lufo-decollato-dalla-luna.html Antibufala: l'UFO "decollato dalla Luna"]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 30 dicembre 2014.</ref> *Ogni tanto mi chiedono perché mi dedico al debunking dei complottismi e in particolare dei lunacomplottismi. C'è chi dice che non serve a niente; tanto gli irriducibili non cambieranno mai idea. Ma non è per loro che scrivo; si tengano pure le loro idiozie, l'astio invidioso, l'incapacità di accettare che ci sia al mondo gente meno piccola di loro. Scrivo per i dubbiosi che vogliono saperne di più, per gli appassionati, per le persone che condividono con me l'entusiasmo per una delle pagine più belle e pure della storia dell'esplorazione e dell'avventura. Scrivo perché spesso vedo, negli occhi delle persone che incontro dopo una conferenza sulle missioni lunari, la stessa meraviglia ed emozione che persone come Neil Armstrong hanno regalato a me e che cerco di regalare a mia volta.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2015/10/perche-si-scrive-un-libro-di-debunking.html Perché si scrive un libro di debunking? Per momenti come questo]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 13 ottobre 2015.</ref> *Sì, la [[Reichskriegsflagge|bandiera di guerra imperiale tedesca]] è da considerare simbolo neonazista perché oggi è usata prevalentemente dai neonazisti. La usano per eludere i divieti di usare la svastica e per far finta (anche a se stessi) di non essere nazisti di seconda mano [...]. Questo uso frequente e predominante da parte dei neonazisti, ampiamente documentato, ha trasformato il significato corrente di quella bandiera, esattamente come l'uso della svastica da parte dei nazisti ha trasformato il significato di un simbolo che ha una storia plurimillenaria, come l'uso di falce e martello da parte del comunismo li ha trasformati da semplici strumenti agricoli e industriali in simboli di oppressione. [...] Sembra che molti facciano fatica a capire il concetto che il significato di un simbolo dipende dal contesto e dal suo uso predominante. O forse quei molti sono solo imbecilli neonazisti che si sono visti togliere la foglia di fico e si sono accorti che ora tutti vedono le loro pochezze.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2017/12/bandiera-neonazista-in-caserma-due.html Bandiera neonazista in caserma, due parole di debunking]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 4 dicembre 2017.</ref> *Se un video riceve tante visualizzazioni, i social network e i siti come Youtube pagano i suoi creatori in cambio del diritto di inserirvi pubblicità. Questo meccanismo di monetizzazione dei video ha creato una vera e propria industria amatoriale di video falsi, con contenuti spesso scioccanti o demenziali, costruiti a tavolino per far parlare di sé ed essere condivisi, che non esisterebbero se non ci fosse l'incentivo del guadagno. E ci sono anche sciacalli che rubano i video virali altrui per monetizzarli. [...] La monetizzazione su Internet di video falsi o fabbricati è una delle ragioni del boom delle [[Fake news|notizie false]] basate su questi video: costano poco e rendono molto, anche per le testate giornalistiche che le ripubblicano senza verificarle. I social network stanno correndo ai ripari togliendo le pubblicità, e quindi l'incentivo economico, ai video che incoraggiano o promuovono comportamenti dannosi o pericolosi, ma questa rimozione avviene soltanto se un video viene segnalato dagli utenti (è successo per il video della testa nel microonde). Spetta quindi a noi utenti, insomma, agire per disincentivare questa forma di fake news.<ref>''[https://attivissimo.blogspot.com/2017/12/video-monetizzabili-motore-di-fake-news.html Video monetizzabili, motore di fake news]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 14 dicembre 2017.</ref> *La tecnica della falsa citazione consiste nell'attribuire a una persona autorevole o molto conosciuta il concetto che si vuole esprimere e che normalmente sarebbe impresentabile, ma che se viene espresso tramite quel personaggio storico o celebre diventa subito sdoganabile e anzi rimane impresso e rafforzato nella propria efficacia. [...] Le citazioni falsamente attribuite, insomma, funzionano molto bene, specialmente nei social network, dove la concisione è fondamentale e circolano sotto forma di meme, ossia di un'immagine del personaggio accompagnata da una didascalia che riporta la citazione. Materiale facile da produrre e condividere e adatto a qualunque social network. Verificare l'autenticità di una citazione celebre non è affatto facile, anche perché digitarla in Google non fa altro che evocare i tantissimi siti che la riportano. Bisogna esplorare gli archivi storici, che spesso non sono disponibili via Internet. [...] Di conseguenza conviene partire dal presupposto che ogni citazione sia falsa fino a prova contraria: se non ne viene indicata la fonte e la data precisa e verificata, è probabilmente apocrifa e quindi è meglio non usarla per sostenere le proprie argomentazioni, che se sono buone possono benissimo reggersi senza queste grucce d'argilla.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2018/06/fake-news-e-false-citazioni.html Fake news e false citazioni]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 28 giugno 2018.</ref> *C'è un mito molto diffuso in informatica, secondo il quale il termine ''"[[bug]]"'' (letteralmente "insetto") usato per descrivere i difetti di un computer o del suo software sarebbe stato coniato nel 1947, esattamente alle 15.45 del 9 settembre, da parte di Grace Murray Hopper, una delle pioniere dell'informatica, creatrice dei compilatori e di gran parte dei linguaggi di programmazione COBOL e FORTRAN, matematica laureatasi a Yale nel 1934, ricercatrice informatica e anche ufficiale della Marina degli Stati Uniti, promossa poi al grado di contrammiraglio. Quel giorno Grace Hopper lavorava al calcolatore elettromeccanico Mark II, un bestione lungo circa 16 metri, alto due metri e quaranta e profondo altrettanto installato alla Harvard University, e trovò nelle sue viscere elettroniche un insetto alato, incastrato in un relé. Lo appiccicò con un pezzo di nastro adesivo al suo quaderno di appunti di lavoro, con il commento ''"First actual case of bug being found"'' (''"primo caso concreto di ritrovamento di un «bug»"''). Ma in realtà il termine inglese ''bug'' era già in uso in altri campi almeno sin dai tempi di Edison, nel 1889, per indicare un difetto di un circuito o di una macchina. La ''Pall Mall Gazette'' dell'11 marzo di quell'anno, infatti, riporta che ''"Il signor Edison... ha trascorso in bianco le due notti precedenti per scoprire un «bug» nel suo fonografo – un'espressione che indica la risoluzione di un problema e sottintende che ci sia un insetto immaginario che si è nascosto dentro e sta causando tutti i problemi."'' Nella sua lunghissima carriera, Grace Hopper raccontò spesso l'episodio, rendendo popolare il termine ''"bug"'' anche fra gli informatici, ma non fu lei a coniarlo: anzi, leggendo le sue annotazioni è chiaro che il termine era già in uso e lei era divertita alla scoperta di un "bug" fisico vero e proprio.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2020/09/perche-chiamiamo-bug-i-difetti-dei.html Perché chiamiamo "bug" i difetti dei computer?]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 18 settembre 2020.</ref> *Se avete un indirizzo di mail avete ricevuto almeno una volta nella vita un messaggio contenente la classica "[[truffa alla nigeriana]]": uno sconosciuto si presenta dicendo di essere un membro di una famiglia nobile vittima di una persecuzione e aggiungendo di avere un'ingente somma di denaro, alcuni milioni di dollari, che può recuperare soltanto con il vostro aiuto. Il vostro nome gli è stato raccomandato da un amico che avete in comune ma che non viene nominato per prudenza. In cambio della vostra assistenza è disposto a darvi una percentuale molto consistente di quei milioni. Per avviare la procedura di recupero, però, ha bisogno che gli anticipiate una piccola somma. La truffa è diventata particolarmente popolare in Nigeria, dove operano molti dei truffatori che la praticano. Da questa diffusione nel paese è nato il soprannome [...] e dal numero della sezione pertinente del codice penale nigeriano è nato il nome alternativo di questo raggiro, ossia ''419 scam''. Tuttavia questa truffa non è affatto nata con Internet, come molti pensano. Girava già su carta negli anni Novanta, chiedendo risposta tramite l'allora modernissimo fax [...]. Ma [...] il ''New York Times'' del 1898 (sì, ''milleottocentonovantotto'') parlava già della faccenda dicendo che era una truffa ''"comune"'' e ''"vecchia"'' che stava riemergendo. Ovviamente non c'era Internet nel 1898, per cui i truffatori comunicavano per posta cartacea. [...] Ma si può andare ancora più indietro nel tempo, alla fine del Settecento. Eugène François Vidocq (1775-1857), uno dei padri della criminologia, racconta nelle sue memorie di quando fu condannato a otto anni di carcere per ''"falso in conti pubblici ed autentici"'', nel 1797. In prigione a Bicêtre [...] i carcerati scrivevano le cosiddette ''"lettere di Gerusalemme"'', con la complicità dei carcerieri, [...] lo scrivente diceva sempre di essere il cameriere personale di un noto marchese che aveva dovuto abbandonare il proprio tesoro in un luogo ben occultato per evitare che finisse nelle mani dei malfattori. Il luogo era nelle vicinanze del destinatario della lettera. [...] in cambio di un piccola somma si sarebbe potuto liberare dal carcere e avrebbe potuto così condurre il destinatario al tesoro per dividerselo. [...] di cento lettere di questo tipo, venti ricevevano sempre risposta. I carcerati si procuravano gli indirizzi delle persone ricche della provincia dai nuovi prigionieri. I ricchi abboccavano a questa storia improbabile, mandando a volte fino a 1500 franchi dell'epoca. E non c'era verso di far capire alle vittime che erano state raggirate: Vidocq racconta del ''"mercante di stoffe della Rue des Prouvaires, che fu colto a scavare sotto un arco del Pont Neuf'' [a Parigi]'', dove si aspettava di trovare i diamanti della duchessa di Bouillon"''. Ma [...] si può andare ancora più indietro nel tempo, fino al sedicesimo secolo, quando prosperava la truffa della "prigioniera spagnola": la lettera del truffatore parlava di una principessa (inesistente) che era prigioniera dei turchi, che chiedevano un riscatto per liberarla. La principessa, diceva la lettera, aveva inoltre promesso di sposare chiunque l'avesse liberata, e quindi si chiedeva al ricco che riceveva la missiva di contribuire alla liberazione della prigioniera. I secoli passano, le tecnologie cambiano, ma le debolezze umane sono sempre le stesse.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2021/02/la-truffa-alla-nigeriana-e-un-classico.html La "truffa alla nigeriana" è un classico. Un classico del sedicesimo secolo]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 26 febbraio 2021.</ref> *[[Tilly Norwood]] è [...] probabilmente il nome più odiato a Hollywood [...]. La narrazione [...] è che si sia di fronte a una svolta epocale nel cinema e nella televisione, e che ben presto attori e attrici umani verranno sostituiti da personaggi sintetici che non sbagliano le battute, non hanno comportamenti discutibili, non hanno rivendicazioni salariali, non invecchiano e non si stancano mai: delle marionette perfette per l'industria dell'intrattenimento. [...] Ma dal punto di vista tecnico le cose non stanno affatto come sono state raccontate comunemente. [...] Tilly Norwood non è una persona fisica: è un costrutto digitale, una serie di pixel su uno schermo, un fantoccio animato da una serie di comandi, o ''prompt'', impartiti da un animatore. Pertanto non può essere rappresentata da un'agenzia per artisti [...] così come non può esserlo per esempio Biancaneve, intesa come personaggio d'animazione. Le eventuali case di produzione che fossero interessate a usare Tilly Norwood [...] dovrebbero semmai ingaggiare lo studio di produzione che gestisce il software che genera le immagini di questo personaggio digitale, esattamente come si assolda una società di effetti speciali [...]<ref>Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 6 ottobre 2025; trascritto in ''[https://attivissimo.me/2025/10/08/podcast-rsi-tilly-norwood-attrice-sintetica-o-beffa-virale/ Podcast RSI – Tilly Norwood, attrice sintetica o beffa virale?]'', ''attivissimo.me'', 8 ottobre 2025.</ref> ===2008=== *I casi sono due. Alla redazione di ''[[Voyager (programma televisivo)|Voyager]]'' non sanno cos'è Google, oppure prendono volutamente per i fondelli i creduloni che seguono la trasmissione. Questa è disinformazione pagata dai contribuenti. E poi ci chiediamo perché girano le storie più sceme sui pianeti in collisione e i calendari Maya e i giovani non conoscono la scienza e s'angosciano per i video dei cellulari che fanno il popcorn. Semplice: perché trasmissioni come ''Voyager'' imbottiscono loro la testa di cretinate. Perché ''Voyager'' non alza le chiappe e va ad indagare i misteri veri della scienza? Luci di Hessdalen [...], i risultati delle sonde Viking su Marte che sembravano indicare tracce chimiche di vita, le sonde Pioneer deviate fuori rotta da una forza sconosciuta, la macchina di Anticitera... queste sono solo le prime che mi vengono in mente. No, eh? Troppa fatica. Molto più comodo riciclare la pappa pronta rigurgitata da qualche sito o libercolo di pseudoscienza, senza neppure fare una Googlata preliminare prima di aprir bocca, e al diavolo le conseguenze.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2008/09/voyager-e-larea-51.html Voyager, ai confini dell'incoscienza: l'Area 51 (con contorno di api e scie chimiche)]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 24 settembre 2008.</ref> {{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2008/10/antibufala-le-pietre-di-ica.html Antibufala: le "pietre di Ica"]''|''attivissimo.blogspot.com'', 17 ottobre 2008.|h=4}} *Secondo il suo modello ben collaudato, ''[[Voyager (programma televisivo)|Voyager]]'' si para le spalle mettendo il tutto in forma interrogativa, dimenticandosi che il compito del [[giornalismo]] non è fare domande, ma trovare risposte. Le domande le fanno anche i bambini. *{{NDR|Sulle [[pietre di Ica]]}} Si tratta di falsi, realizzati da artigiani del posto per venderli ai polli. Se fossero autentici e quindi antichi di millenni, le incisioni non avrebbero spigoli netti, perché sarebbero stati smussati dall'erosione naturale. Spigoli netti, come se fossero stati incisi l'altroieri. Appunto. Il pollo, nello specifico, è un medico, Javier Cabrera Darquea [...], che negli anni Sessanta ricevette in regalo una pietra sulla quale era inciso un pesce che, a suo avviso, apparteneva a una specie estinta. Cabrera andò alla ricerca di altre pietre simili e gli abitanti del posto furono sorprendentemente più che lieti di "fornirgliele" dietro compenso, raffiguranti uomini insieme a dinosauri e tutte le altre sciccherie tecnologiche anacronistiche [...]. Cabrera, a quanto pare, non si chiese come mai una civiltà così tecnologicamente avanzata da fabbricare telescopi e macchine volanti e realizzare trapianti non avesse lasciato ''alcuna traccia'' di sé a parte qualche sasso. Diamine, troviamo le pietre di selce degli uomini primitivi, e invece di questa civiltà evolutissima non troviamo una valvola, uno spinterogeno, un cuscinetto a sfere, le rovine di un ospedale o di un palazzo? Il medico peruviano, evidentemente, non si chiese neppure se per caso il suo interesse per le pietre incise avesse spinto qualche artigiano intraprendente a realizzare l'equivalente locale della proverbiale fabbrica di mobili antichi. Fatto sta che la sua collezione ha superato i 15.000 esemplari, tanto da permettergli di aprire un museo a Ica. *Le pietre di Ica, fatte di andesite, non possono essere datate usando la datazione al radiocarbonio, che si applica soltanto alla materia organica. Le pietre si datano di solito guardando gli strati in cui sono sepolte, ma nessuno sa da dove provengano esattamente. In ogni caso, qualsiasi datazione di questo genere indicherebbe l'età del sasso, ma non direbbe nulla sull'epoca in cui sono state realizzate le incisioni. La datazione delle incisioni è possibile osservando, appunto, l'erosione: se non c'è, vuol dire che sono recentissime. E infatti hanno bordi netti. Cosa ancora più importante, il ricercatore spagnolo Vicente Paris [...] scoprì, con un esame approfondito, che le incisioni contenevano ''tracce di moderna carta vetrata'' [...]. Ci sono poi altre considerazioni di ordine puramente logico. [...] Come mai la vendita di reperti archeologici è proibita in Perù, eppure queste pietre sono in libera vendita ai turisti ingenui? Forse perché Basilio Uschuya, il principale fornitore di Cabrera, fu arrestato nel 1996 per questo presunto crimine e fu poi rilasciato quando confessò che le pietre se le fabbricava da solo prendendo spunto dai fumetti, dai libri di scuola e dalle riviste. Le pietre venivano poi ricoperte di una patina di invecchiamento ottenuta lasciandole per qualche giorno nel pollaio a ricevere gli escrementi delle galline. Se per prendere un ladro ci vuole un ladro, forse ci vuole una gallina per prendere un pollo. Infine, per i cocciuti che sostengono che l'andesite è durissima e quindi non può essere lavorata senza strumenti particolari, ergo le pietre devono essere autentiche, va chiarito che non si tratta di sculture, ma di semplici incisioni superficiali, che rimuovono lo strato superficiale ossidato. Uschuya mostrò [...] come realizzarle usando un semplice trapano da dentista. ===2010=== *Nello studio dei [[teoria del complotto|cospirazionismi]] esiste da tempo quella che piuttosto coloritamente viene denominata la Teoria della Montagna di M...: spalare il letame mentale prodotto da una qualunque tesi di complotto o credenza pseudoscientifica richiede sempre molta, molta più energia e sofferenza di quanta ne occorre per generare quel letame. In forma più garbata, per inventare un mistero ci vogliono tre secondi: per smontarlo ci vuole a volte una vita.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2010/03/complottismo-quiz-la-teoria-della.html Complottismo-quiz: tre secondi per creare una tesi di complotto, anni per smontarla. La teoria della montagna di m...]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 24 marzo 2010.</ref> *[...] la British Medical Association ha definito "stregoneria" l'[[omeopatia]] e l'ha denunciata come uno spreco di soldi: 4 milioni di sterline l'anno (4,6 milioni di euro, 6,5 milioni di franchi) per prodotti che sono, in sostanza, acqua fresca. L'omeopatia, infatti, si basa sul principio della diluizione estrema del principio attivo. Così estrema che nel "medicinale" omeopatico non c'è neppure una molecola di questo principio. Pseudofarmaci del genere dovrebbero costare praticamente zero, eppure l'industria del settore vale 40 milioni di sterline solo nel Regno Unito.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2010/05/medici-gb-omeopatia-stregoneria.html La bufala dell'omeopatia: denuncia dei medici britannici, test di James Randi]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 16 maggio 2010.</ref> *{{NDR|Su [[Stonehenge]]}} C'è chi ci va per ammirare l'ingegno dell'uomo di cinquemila anni fa, capace di muovere macigni di decine di tonnellate per lasciare un segno della propria esistenza, e c'è chi ci va per seguire varie credenze mistiche, incentrate solitamente su presunti allineamenti incredibilmente precisi delle pietre che testimonierebbero interventi soprannaturali o extraterrestri o conoscenze straordinarie dimenticate. I fatti, però, smentiscono la precisione magica degli allineamenti che vengono "scoperti" oggi guardando la disposizione delle pietre, per una ragione molto semplice: le pietre di Stonehenge non sono più al loro posto originale. Per esempio, uno dei triliti crollò nel 1797 e fu restaurato soltanto nel 1958. Nel corso dei restauri effettuati nel 1901, la pietra numero 56, che minacciava di cadere, fu raddrizzata e collocata nel cemento, spostandola di mezzo metro. Altri lavori furono effettuati negli anni Venti del secolo scorso. I restauri del 1958 risollevarono e fissarono nel moderno cemento tre altre pietre, e altre quattro furono riposizionate nel 1964 per evitare che cadessero. [...] Molti turisti visitano Stonehenge credendo che si tratti di un sito archeologico ancora intatto dopo millenni, ma non è così. [...] Prima di trarre conclusioni affrettate e attribuire poteri incredibili a questo monumento, insomma, è opportuno informarsi bene. Anch'io, quando ho visitato Stonehenge, non sapevo nulla dei restauri, che non si notano se non si prenota la visita speciale che permette di entrare nel monumento. [...] Saperlo rovina il fascino di Stonehenge? No, perché non cambia il fatto che quelle pietre furono spostate a mani nude da una cultura che non aveva ancora sviluppato la scrittura ma sapeva organizzarsi per creare un'opera stupefacente. Sapere che le pietre sono state poi riposizionate spazza via solo la patina falsa di pseudoscienze e di credenze new age che offusca il vero splendore di Stonehenge.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2010/06/solstizio-destate-la-bufala-di.html Solstizio d'estate, la bufala di Stonehenge: le pietre sono state riposizionate nel Novecento]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 21 giugno 2010.</ref> {{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2010/06/auto-elettriche-boicottate.html Antibufala: auto elettriche boicottate da petrolieri e banchieri?]''|''attivissimo.blogspot.com'', 19 giugno 2010.|h=4}} *'''La [[General Motors EV1|EV-1]] era un'auto a due posti''': totalmente inutile per una famiglia.<br/>Aveva un '''prezzo altissimo''': 34.000 dollari dell'epoca (1996, Los Angeles Times) [...] per un'auto con la capienza di una Smart.<br/>'''L'autonomia: non più di 209 chilometri per il modello migliore in condizioni ottimali''' (batterie NiMH e perfettamente caricate, senza usare l'aria condizionata o il riscaldamento, senza fare salite e a seconda della temperatura ambiente). Esaurita l'autonomia, l'auto ci metteva da 6 a 8 ore per "fare il pieno".<br/>Seriamente: spendereste 38.000 euro per una due posti che dopo duecento chilometri deve stare ferma sei ore? Certo, potreste usarla per tratte relativamente brevi, per esempio per andare al lavoro: ma sarebbe inservibile per qualunque viaggio lungo. Dovreste quindi acquistarla come seconda auto, oppure noleggiarne una a benzina o diesel per i viaggi lunghi. Addio risparmi. Sono questi i problemi pratici per i quali l'auto elettrica fatica a decollare tuttora: non per fantasiosi complotti di lobby mafiose. La EV-1 se la potevano permettere persone come l'attore Tom Hanks, per le quali usare un'auto elettrica aveva anche un ritorno d'immagine ecologista, ma restava al di fuori della portata economica e delle esigenze della famiglia media. È per questi motivi che la EV-1 fu data in leasing e non venduta. [...] Il programma EV-1 fu cancellato nel 2003 perché la General Motors lo ritenne economicamente insostenibile: per legge avrebbe dovuto gestire ricambi e riparazioni per anni, per un parco complessivo di meno di milleduecento esemplari. La GM preferì ritirare le auto e distruggerle o donarle ad alcuni musei, concentrando i propri investimenti sulle auto ibride. *{{NDR|Sulla [[Nissan Hypermini]]}} [...] era una vettura a due posti con un bagagliaio inesistente: l'equivalente di una Smart. L'autonomia era di circa 110 chilometri con una carica completa della batteria in condizioni ottimali e il prezzo era intorno ai 36.000 dollari [...]. Ne furono prodotte in tutto 219: troppo poche per mantenere assistenza e ricambi. [...] fu questo il motivo che spinse la Nissan a ritirarla. *{{NDR|Sulla [[Toyota RAV4 EV]]}} [...] l'auto fu immessa sperimentalmente sul mercato nel 1997 e offerta al pubblico per il leasing o l'acquisto nel 2003. Fu ritirata dal mercato lo stesso anno. Il motivo? Secondo Toyota, le vendite scarse: soltanto 300 in un anno, e il costo della sostituzione della batteria era superiore a quello dell'acquisto dell'auto. Le tecnologie della RAV4-EV furono riciclate per la Prius. E perché non la comprava nessuno? Perché costava 42.000 dollari [...]. In compenso portava cinque persone, aveva un'autonomia massima di 190 chilometri e richiedeva cinque ore per la ricarica: limitazioni [...] meno penalizzanti (soprattutto in termini di numero di passeggeri), tanto che il veicolo suscitò notevole entusiasmo fra gli appassionati, molto più di quanto previsto da Toyota, ma non abbastanza da vendere i numeri necessari per essere economicamente sostenibile per il fabbricante. *Il problema di fondo [...] è che l'idrogeno non è una fonte di energia; è un ''vettore'' di energia, e per di più inefficiente. L'energia che si consuma per produrre e distribuire idrogeno è infatti molto superiore a quella che si estrae dall'idrogeno prodotto: tanto vale usare quest'energia per caricare delle batterie. La distribuzione dell'idrogeno è un incubo, a causa della sua bassissima densità (che ne esige la pressurizzazione o la liquefazione a temperature bassissime, con tutto quello che ne deriva) e della sua estrema infiammabilità. Le opinioni e gli esperimenti sull'effettiva pericolosità dell'idrogeno per auto rispetto alla benzina sembrano indicare una maggiore sicurezza dell'idrogeno, ma voi ve la sentireste di andare in giro con una bombola di idrogeno liquido e/o pressurizzato nella vostra auto e rischiare un tamponamento esplosivo? Appunto. Inoltre attualmente l'idrogeno viene prodotto principalmente estraendolo dagli idrocarburi, per cui l'[[Veicolo a idrogeno|auto a idrogeno]] dipende dal petrolio esattamente come quelle a benzina o diesel [...]. Certo l'idrogeno riduce o elimina l'inquinamento da gas di scarico, ma non fa nulla per la dipendenza dalle ''"lobbies delle grandi compagnie petrolifere"''. Proporre l'idrogeno come soluzione ecologica che ci libera dalla schiavitù del petrolio è quindi un miope controsenso. ===2016=== *Ora magari anche ai più cocciuti sarà chiaro il motivo per il quale così tanti governi se la prendono con la [[crittografia]] forte e la vogliono bandire. Non è questione di lotta al terrorismo, come dicono continuamente: i terroristi difficilmente rispetteranno un divieto di usare la crittografia. È questione di controllare il dissenso. Se i giornalisti non sono più in grado di comunicare in modo riservato, se non possono più contattare le proprie fonti confidenziali, se sanno che tutto quello che dicono è intercettato e intercettabile, non possono più fare il proprio lavoro fondamentale di criticare chi è al potere e smascherarne gli abusi e le bugie.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/04/i-panama-papers-dimostrano-il-bisogno.html I Panama Papers dimostrano il bisogno di crittografia libera per avere giornalismo libero]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 5 aprile 2016.</ref> *[...] vanità di dire "solo io ho capito la Verità". Il complottismo, in ultima analisi, è megalomania.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/06/come-nascono-le-teorie-di-falsi.html Come nascono le teorie di falsi attentati e messinscene? Così: per superficialità dei giornalisti]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 28 giugno 2016.</ref> *8 settembre 1966: una data impressa a fuoco nella memoria di ogni vero cultore di ''[[Star Trek (serie classica)|Star Trek]]''. È la data di nascita ufficiale della celeberrima, citatissima saga di fantascienza, perché in quella data, alle 19:30 locali, ''Star Trek'' andò in onda per la prima volta, trasmessa dalla rete televisiva statunitense NBC. [...] Ma non è corretto. La vera data di debutto di ''Star Trek'' è il 6 settembre 1966, non l'8. La prima puntata (''The Man Trap'', in italiano ''Trappola umana'') fu infatti trasmessa per la prima volta in assoluto due giorni prima della data ufficiale dalla rete televisiva nazionale canadese CTV. Lo documenta, per esempio, la ''Gazette di Montreal'' del 6 settembre 1966 a pagina 36 [...]. Tuttavia, siccome il Canada per gli americani è irrilevante, la data ufficiale di nascita è l'8 settembre.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/09/antibufala-buon-cinquantesimo.html Antibufala: buon cinquantesimo (non)compleanno, Star Trek!]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 8 settembre 2016.</ref> *Il blocco delle vendite e il richiamo di 2,5 milioni di esemplari non hanno risolto il problema: anche la nuova versione ha lo stesso problema di autocombustione [...]. Per cui Samsung ha deciso che il [[Samsung Galaxy Note 7|Galaxy Note 7]] verrà ritirato [...] dal commercio [...]. Ma come ha fatto un difetto [...] del genere a superare i controlli e i test interni prima della messa in vendita? [...] questi guai derivano dalla tecnologia troppo spinta e dalla paura individuale e aziendale di conseguenze legali. La prima versione [...] è stata tradita da un errore di fabbricazione delle batterie, [...] troppo grandi per il loro alloggiamento: l'installazione ne comprimeva un angolo, producendo un corto circuito fra i componenti [...] che portava al surriscaldamento. [...] la seconda versione ha invece manifestato problemi incendiari analoghi probabilmente per via del tentativo [...] di ridurre i tempi di ricarica [...]. Ma il doppio ''flop'' è dovuto anche al fatto che i [...] tecnici di collaudo [...] incaricati di scoprire la causa dei primi incendi, temendo conseguenze legali e sequestri di documentazione, non lasciavano traccia scritta dei propri risultati, su ordine di Samsung, per cui coordinare le informazioni raccolte era [...] impossibile. Per evitare guai ipotetici, insomma, Samsung si è cacciata in un guaio reale ben peggiore, e non ha tenuto conto di un fatto tristemente noto agli informatici: l'unico vero ambiente di test è la produzione. Finché un prodotto non è in mano agli utenti, pasticcioni, distratti e maldestri, capaci di creare situazioni che non verrebbero mai in mente ai collaudatori, non c'è alcuna certezza che sia privo di difetti [...]<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/10/perche-gli-smartphone-prendono-fuoco-il.html Perché gli smartphone prendono fuoco? il disastro del Samsung Galaxy Note 7]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 14 ottobre 2016.</ref> {{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/02/50-anni-fa-la-nasa-perdeva-due.html 50 anni fa la NASA perdeva due astronauti: Charles Bassett ed Elliott See]''|''attivissimo.blogspot.com'', 28 febbraio 2016.|h=4}} {{NDR|Sull'[[incidente del T-38 della NASA]]}} *È il 28 febbraio 1966. La NASA, con il programma ''Gemini'', sta imparando tutto quello che serve sapere per poter mandare degli astronauti sulla Luna [...]. Ma l'equipaggio della ''Gemini IX'', costituito da Elliot See e Charles Bassett II, non avrà questa possibilità. [...] partono intorno alle sette di mattina dalla base di Ellington, diretti allo stabilimento della McDonnell a St. Louis, a bordo di un addestratore T-38, accompagnati dall'equipaggio di riserva, Tom Stafford e Gene Cernan, su un altro T-38. Devono trascorrere a St. Louis una decina di giorni per ispezionare la loro capsula ''Gemini'' ed addestrarsi nel simulatore. Alla partenza il tempo è ottimo, ma a St. Louis piove; le nuvole sono basse [...] e la visibilità è scarsa. All'arrivo sopra la base aerea di Lambert Field, poco prima delle nove, i due jet si trovano troppo vicini alla fine della pista d'atterraggio e così See vira a sinistra, stando sotto le nuvole, mentre Stafford si arrampica e rientra nelle nubi per tentare un altro avvicinamento, cosa che gli riesce senza problemi. Ma la virata di See porta il suo T-38 vicino all'Edificio 101 della McDonnell, dove i tecnici stanno lavorando proprio alla capsula Gemini [...]. Rendendosi forse conto di star perdendo quota troppo rapidamente, See accende i postbruciatori e tenta di virare bruscamente a destra, ma è troppo tardi: l'aereo colpisce il tetto dell'edificio con un'ala e si schianta, incendiandosi e uccidendo Bassett e See. Frammenti del loro aereo colpiscono la capsula ''Gemini''. [...] Se l'aereo fosse stato leggermente più basso, avrebbe distrutto la capsula e soprattutto ucciso decine di specialisti che vi lavoravano, mettendo in crisi l'intero progetto di arrivare alla Luna. *Non è il primo incidente che tronca la vita di un astronauta [...]. Ma è la la prima volta che la NASA si trova costretta a rimpiazzare l'equipaggio primario di una missione con quello di riserva. [...] L'incidente aereo innesca un effetto domino che cambia il corso della storia: senza la morte di Bassett e See, per esempio, Buzz Aldrin non sarebbe stato scelto come membro di riserva per ''Gemini IX'' e non avrebbe volato con la ''Gemini XII'' a novembre del 1966; probabilmente non sarebbe stato il pilota del modulo lunare di ''Apollo 11'' e quindi non sarebbe stato il secondo uomo a camminare sulla Luna. [...] Aldrin, amico e vicino di casa di Bassett, non dimenticherà mai che la sua presenza nei libri di storia è frutto di questa tragedia. *See e Bassett verranno sepolti al Cimitero Nazionale di Arlington, uno vicino all’altro. I loro nomi non sono noti ai più, forse perché sono morti prima di andare nello spazio, ma sono incisi nello Space Mirror Memorial al Centro Spaziale Kennedy, insieme a tutti gli altri astronauti deceduti nello svolgimento del proprio compito, e sono stati portati sulla Luna dagli astronauti di ''Apollo 15'' nella targa che accompagna la statuetta ''Fallen Astronaut'' collocata nei pressi della Hadley Rille. {{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/06/45-anni-fa-lincubo-della-soyuz-11.html 45 anni fa l'incubo della Soyuz 11]''|''attivissimo.blogspot.com'', 30 giugno 2016.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Sojuz 11]]}} *30 giugno 1971: la ''Soyuz 11'' rientra sulla Terra, in Kazakistan, dopo un viaggio spaziale trionfale. Georgi Dobrovolski, Vladislav Volkov e Viktor Patsayev sono rimasti nello spazio per 23 giorni, battendo il record mondiale di durata e hanno effettuato la prima visita a una stazione spaziale. [...] Il rientro procede in maniera automatica, come consueto. Le squadre di recupero si avvicinano alla capsula, coricata sul terreno, accompagnata dal suo grande paracadute, che si è aperto regolarmente. I razzi di frenata hanno agito come previsto. Le condizioni meteorologiche al suolo sono perfette. Ma gli uomini che arrivano per accogliere i tre cosmonauti sono costretti a trasmettere ai responsabili del programma spaziale un messaggio in codice scioccante: le tre cifre ''1-1-1''. Nella procedura di comunicazione dell'epoca, le condizioni dei cosmonauti vengono annunciate usando [...] cifre [...]. Un 5 indica condizioni di salute ottime; 4 indica condizioni buone; 3 segnala ferite; 2 riferisce ferite gravi; e 1 annuncia il decesso. Dobrovolski, Volkov e Patsayev sono morti. Sul viso hanno segni bluastri; è colato sangue dal naso e dalle orecchie. [...] I tre sono morti per asfissia da decompressione da oltre mezz'ora e sono rimasti esposti al vuoto dello spazio per almeno undici minuti. È la prima volta nella storia dell'esplorazione spaziale che un equipaggio muore nello spazio. *Durante il ritorno a Terra, al momento della [...] separazione del modulo orbitale della ''Soyuz'' dal modulo di rientro, lo scossone del distacco ha aperto erroneamente in anticipo uno sfiato e l'aria della piccola cabina è sfuggita rapidamente nel vuoto dello spazio, a oltre 100 chilometri di quota. I tre cosmonauti non indossano una tuta pressurizzata, che li salverebbe, perché nella ''Soyuz'' di allora [...] non c'è spazio per tre persone in tuta. L'equipaggio ha avuto meno di un minuto per tentare di individuare la causa della fuga d'aria prima di essere sopraffatto dagli inevitabili effetti della decompressione. I registratori di bordo documentano [...] che 50 secondi dopo il distacco del modulo orbitale il battito cardiaco di Patsayev è precipitato da oltre 90 a 42 pulsazioni al minuto, segno inequivocabile di privazione d'ossigeno, e che 110 secondi dopo l'apertura accidentale dello sfiato i cuori dei tre cosmonauti hanno cessato di battere. L'Unione Sovietica è scossa dalla tragedia [...] ma le cause precise del disastro vengono tenute segrete. [...] Il difetto fatale dello sfiato verrà reso pubblico, perlomeno in Occidente, soltanto due anni più tardi. I russi svilupperanno rapidamente una tuta pressurizzata compatta e leggera, la ''Sokol-K'', che verrà usata per tutti i voli spaziali successivi, e lo sfiato verrà riprogettato. *Il disastro della ''Soyuz 11'' scuote anche il programma spaziale statunitense. Inizialmente il segreto assoluto sulle cause della morte dei tre cosmonauti fa sospettare che la lunga permanenza nello spazio abbia influito in qualche modo sulle loro condizioni fisiche: [...] si teme che la permanenza da record dei tre [...] abbia raggiunto un limite fisiologico invalicabile [...]. Una volta rivelate le reali cause della morte di Dobrovolski, Volkov e Patsayev, la missione lunare ''Apollo 15'', che deve partire qualche settimana dopo, verrà cambiata per tenerne conto: Scott e Irwin dovranno indossare le tute pressurizzate durante il decollo dalla Luna, la progettazione dei finestrini, dei portelli, delle valvole e dei cablaggi del modulo lunare e del modulo di comando verrà riesaminata a fondo e verranno studiati i possibili effetti di una depressurizzazione del modulo di comando durante il rientro nell'atmosfera terrestre. {{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/10/lastrologa-di-reagan-quando-la.html L'astrologa di Reagan: pseudoscienza al potere]''|''attivissimo.blogspot.com'', 9 ottobre 2016.|h=4}} *Nel 1986 il summit di Reykjavik fra il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan e il premier sovietico Mikhail Gorbaciov decise i destini del mondo. In quell'incontro giocò un ruolo fondamentale una donna, [[Joan Quigley]]. Fu lei a scegliere l'orario della partenza di Reagan per Reykjavik. Il capo di gabinetto della Casa Bianca di allora, Donald Regan, racconta che quasi ogni decisione e ogni spostamento importante, compresa la firma dei trattati sulle armi nucleari, dipendeva dall'approvazione dalla Quigley, che aveva potere di veto sugli orari di tutte le conferenze stampa presidenziali e indicava quando era sicuro viaggiare e quando organizzare un summit. Joan Quigley era l'astrologa di Ronald Reagan. L'uomo più potente del mondo, l'uomo che aveva il dito sul pulsante di lancio dei missili nucleari capaci di distruggere l'umanità, si faceva consigliare da una donna che arrivò a dirgli di evitare l'antagonismo con Gorbaciov perché i due avevano in armonia un pianeta in Acquario. Quando la CIA venne a sapere che la moglie di Reagan, Nancy, discuteva le relazioni fra Stati Uniti e Unione Sovietica con la Quigley su linee telefoniche non protette ci fu il panico. *Winston Churchill, primo ministro britannico dell'epoca (1940-45), era devoto seguace di [[Helen Duncan]], l'ultima donna processata e incarcerata per stregoneria in Inghilterra. La Duncan era una medium scozzese molto popolare, che sembrava avere poteri paranormali straordinari. Uno dei suoi più clamorosi successi fu la visione remota dell'affondamento da parte di un U-Boot tedesco della grande nave da battaglia ''HMS Barham'', nel quale erano periti 861 marinai il 25 novembre 1941. La Duncan annunciò pubblicamente il disastro, tenuto segretissimo dalle autorità britanniche, pochi giorni dopo, durante una seduta spiritica, dicendo che glielo aveva comunicato il fantasma di uno dei marinai della nave affondata. La Marina Britannica fu talmente scossa dalla rivelazione che temette che la Duncan fosse una spia tedesca. Helen Duncan fu processata sulla base del ''Witchcraft Act'' (letteralmente ''Legge sulla Stregoneria''), datata 1735. Churchill in persona intervenne contestando l'uso di questa legge arcaica contro la medium che lui tanto stimava, ma la Duncan fu comunque condannata e trascorse nove mesi in carcere. Si scoprì poi che quando la Duncan aveva fatto la sensazionale rivelazione dell'affondamento della ''HMS Barham'', la Marina Britannica aveva già informato i familiari dei marinai morti ma aveva chiesto loro di mantenere riservata la notizia dell'affondamento, per non informare i tedeschi dell'entità del colpo inflitto alla Marina di Sua Maestà. C'erano insomma alcune migliaia di civili che sapevano della tragedia, ed è molto probabile che la Duncan abbia saputo da loro della notizia per poi spacciarla come rivelazione paranormale. *[...] l'agricoltura sovietica era in profondissima crisi a causa della rapidissima transizione forzata a un'economia di tipo industriale, che aveva portato a una prima carestia nel 1921 e poi a una seconda, di proporzioni spaventose, nel 1932-33, che era costata la vita a circa 8 milioni di persone [...]. Un agronomo russo affermò di aver trovato un modo per triplicare o quadruplicare i raccolti di grano: la ''vernalizzazione'', ossia il trattamento delle piante con basse temperature e umidità elevate, che ne abbreviava il tempo di coltivazione. In realtà la tecnica era nota dalla metà dell'Ottocento e offriva soltanto miglioramenti marginali nella produttività. Ma il governo russo, disperato, si affidò alle promesse dell'agronomo, facendone un eroe dell'agricoltura sovietica. Il suo nome era Trofim Lysenko. La sua teoria biologica pseudoscientifica, il ''[[lysenkoismo]]'', sosteneva che la selezione naturale e la genetica erano panzane capitaliste e che le caratteristiche acquisite di un organismo potevano essere ereditate dai suoi discendenti. Per esempio, secondo il lysenkoismo strappare le foglie a una pianta avrebbe indotto le figlie di quella pianta a nascere già senza foglie. Per far crescere il grano in Siberia bastava esporlo al freddo per "rieducarlo" e farlo diventare resistente al gelo. Un concetto ideologicamente molto appetibile per il dittatore dell'epoca, Stalin, perché significava che erano possibili miglioramenti biologici rapidi e rivoluzionari come quelli necessari per risollevare l'agricoltura sovietica e soprattutto perché, secondo gli ideologi del Cremlino, comportava che un uomo esposto sufficientemente a lungo agli effetti del comunismo avrebbe generato automaticamente figli intrinsecamente comunisti [...]. Con il sostegno di Stalin, Lysenko fu messo a capo dell'agricoltura del paese. Era un uomo d'azione, e questo lo rendeva popolare, a differenza degli scienziati veri, che raccomandavano cautela, rigore, lunga sperimentazione in laboratorio [...]. Le sue teorie causarono un ulteriore declino dei raccolti in tutta l'Unione Sovietica, con conseguenti morti per carestia, ma la propaganda governativa nascose gli insuccessi ed esagerò i pochi risultati positivi. Nessuno osava contraddire Lysenko e inimicarsi Stalin. Nel 1948 l'Accademia delle Scienze Agricole dell'Unione Sovietica decretò che il lysenkoismo era ''"l'unica teoria corretta"'' e che criticarla era un atto ''"fascista"'', mentre la genetica fu dichiarata ufficialmente una ''"pseudoscienza borghese"''. La dittatura del lysenkoismo portò all'arresto, al licenziamento o alla messa a morte di circa 3000 biologi che si opponevano a questa ciarlataneria. La ricerca genetica in Russia fu completamente soppressa fino al 1953, quando Stalin morì. Se riuscite a immaginare un mondo in cui nelle facoltà di medicina s'insegnano esclusivamente l'omeopatia, i fiori di Bach e il creazionismo e chi osa proporre terapie farmacologiche, test in doppio cieco o l'evoluzione viene arrestato o fucilato, questo è quello che succedeva in Unione Sovietica in quegli anni, con il pieno sostegno del governo. {{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/12/faq-perche-ce-lho-con-trump-presidente.html FAQ: perché ce l'ho con Trump presidente? Perché sono un debunker]''|''attivissimo.blogspot.com'', 11 dicembre 2016.|h=4}} {{NDR|Sulla [[prima presidenza di Donald Trump]]}} *Molti mi chiedono come mai twitto spesso di Trump e che c'entra con me, che sono un ''debunker'', un cacciatore di bufale, uno che si occupa di scienza, non di politica. Semplice: Donald J. Trump è una bufala vivente. È un complottista alla Casa Bianca. Le sue decisioni influenzano l'intero pianeta. Le sue scelte per lo staff che lo circonderà sono antiscienza pura. È un idiota circondato da furbi: per un ''debunker'' è inevitabile occuparsene. E preoccuparsene. *[...] documentatevi su cosa dice e fa e soprattutto su chi sono e cosa dicono i membri del suo staff. Leggete le loro dichiarazioni dirette, non filtrate. In confronto, George Bush Jr. era un genio circondato da sommi sapienti. Forse chi non conosce l'inglese è un po' schermato dalla barriera linguistica e non riesce a cogliere l'intonazione boriosa dell'imbecille che pensa di sapere tutto e in realtà non sa niente. Ma il modo di parlare, il modo di gesticolare, il modo di twittare di Trump ricorda senza ambiguità quello di tanti complottisti, sciachimisti, antivaccinisti con i quali ho avuto a che fare in questi anni di debunking. Il suo modo di fare è quello di chi dice ''"Non mi serve la scienza, non mi servono gli esperti, mi basta quello che so e quello che vedo"''. *Come ''debunker'', vedere l'antiscienza al potere, assistere al trionfo strafottente di chi pensa che le proprie opinioni contino più dei fatti, che studiare e prepararsi non serva, mi mette paura. Sì, paura: perché la storia è già abbastanza ricolma dei danni causati quando una nazione ha abbracciato l'antiscienza e l'ha portata al potere. Non abbiamo bisogno di ''"dargli una possibilità"'', come sento dire a tanti. Sappiamo già come va a finire. [...] Se quello che dico vi scoccia, siete liberi di non seguirmi e di non leggermi. Fate pure. Ma non siete liberi di sfuggire alle decisioni della presidenza Trump. *Ci aspettano almeno quattro anni di antiscienza pura al potere in America, che avrà effetto su di noi, perché le decisioni prese là, ci piacciano o no, influenzano anche noi; influenzano il mondo. Forse non dovrei chiamarla ''antiscienza'', perché la scienza viene spesso percepita come fredda, astratta, soggetta a ripensamenti: dovrei chiamarla, molto semplicemente, ''antirealtà''. Non ne faccio questione di politica: i fatti non sono né di destra né di sinistra, sono fatti e basta, e sono quelli che sono. [...] la realtà ha da tempo immemorabile questo sublime difetto di infischiarsene delle opinioni e delle ideologie e di tutti gli idioti che pensano di poterla piegare al loro volere, e poi presentare il conto. Come ''debunker'', insomma, non posso stare a guardare mentre si fa scempio della scienza e del mondo. {{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/12/boldrini-bufale-e-debunker-di-stato.html Boldrini, bufale e "debunker di stato": vediamo di capirci]''|''attivissimo.blogspot.com'', 20 dicembre 2016.|h=4}} *Faccio ''[[Debunker|debunking]]'' da anni non per denaro, ma perché mi piace farlo e spero di poter essere utile. Lo faccio perché mi preoccupa la marea di cazzate socialmente pericolose diffuse dai complottisti e dagli speculatori acchiappaclic, dentro e fuori dai giornali e dalle TV, spesso con la complicità consapevole o inconsapevole dei politici. Cazzate che per esempio fanno crollare le vaccinazioni, creano paure infondate e fanno arricchire i truffatori. Sì, avete capito bene: non faccio ''debunking'' per i soldi. Anche perché ci si guadagna poco. Oltretutto fare ''debunking'' non è il mio lavoro principale: mi guadagno da vivere principalmente facendo tutt'altro (il traduttore tecnico brevettuale, se proprio volete saperlo). Questo mi consente di essere indipendente e di dire le cose come stanno anche quando ci sono di mezzo le bufale pubblicate da politici o dai giornali o dai canali TV. *Se vi sembra strano che ci sia di colpo tutto questo interesse per le bufale da parte dei governi e dei media tradizionali, non siete i soli. Non siete i soli a sospettare che si tratti di una manovra per avere consenso popolare per introdurre nuove forme di censura e controllo di Internet, oppure per dare la colpa delle false notizie agli utenti di Internet e distrarre da un fatto fondamentale: '''i più grandi propagatori di balle sono i media tradizionali''', per incompetenza o per calcolo [...]. Programmi di panzane totali come ''[[Voyager (programma televisivo)|Voyager]]'' o ''Mistero'' non sono video fatti da acerbi Youtuber: sono produzioni professionali delle reti televisive ''mainstream''. E raggiungono, ad ogni puntata, un numero di persone che fa impallidire qualunque sito Internet. *C'è chi s'inviperisce perché non ho una laurea apposita per fare ''debunking'' (sono diplomato in lingue, se ci tenete a saperlo; ho iniziato a lavorare come traduttore ancora prima di diplomarmi) dimenticandosi che non esiste una Facoltà di Debunking e che quindi lamentarsi che non ho titoli per fare debunking è una stupidaggine. Io ho oltre vent'anni d'esperienza nel settore, ho lavorato con alcuni fra i più grandi esperti del campo e comunque mi appoggio sempre a esperti degli specifici argomenti di cui mi occupo. Se avete di meglio da offrire, fatevi avanti. ===2022=== *[...] pochi sanno cosa sia il ''[[real-time bidding]]''. Molti non sanno neanche che esiste e quanto possa essere invadente. [...] Quando vediamo una pubblicità su un sito Web, spesso quella pubblicità è stata inserita nel sito automaticamente al termine di un'asta silenziosa che è durata qualche millisecondo: il tempo che passa fra l'istante in cui clicchiamo su un link e l'istante in cui la pagina desiderata corrispondente compare sul nostro schermo. Quella velocissima asta in tempo reale, gestita dai grandi operatori pubblicitari di Internet [...], è il ''real-time bidding''. [...] Detto così sembra tutto abbastanza innocuo, ma c'è un problema. [...] Le società che gestiscono il ''real-time bidding'' [...] raccolgono infatti molti dati su ciascun utente: non solo la localizzazione e il nome del sito che sta visitando, ma anche altre informazioni, per esempio tramite i ''cookie'', e questo permette di costruire un profilo del valore pubblicitario di ciascun utente. Non ci sono salvaguardie tecniche che impediscano ad altre aziende senza scrupoli di utilizzare questi profili. [...] esiste un mercato illegale di scambio dei dati più sensibili, come l'appartenenza a un'etnia, l'orientamento sessuale, lo stato di salute e le opinioni politiche. [...] Anche se i dati non sono esplicitamente associati al nome e cognome di un utente [...] è tecnicamente molto facile fare ''reidentificazione'', ossia riassociare un profilo a una persona specifica, usando informazioni come gli identificativi unici dei nostri dispositivi e la geolocalizzazione. [...] Per esempio, i venditori di dati hanno usato questo ''real-time bidding'' per profilare chi partecipava alle proteste del movimento attivista Black Lives Matter e il Dipartimento per la Sicurezza Interna statunitense lo ha usato per il tracciamento dei telefonini senza chiedere mandato. [...] ricordatevi che quando navigate in Internet non siete mai veramente soli.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2022/05/le-parole-di-internet-real-time-bidding.html Le parole di Internet: real-time bidding. Un rapporto rivela quanto è invasiva la pubblicità online]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 19 maggio 2022.</ref> *[[Alex Jones]], il sostenitore di infinite tesi di complotto [...], deve pagare il conto per le fandonie oscene che ha smerciato in questi anni. Fandonie oscene come quella [...] che i bambini uccisi nel 2012 nella strage della scuola elementare di Sandy Hook [...] e i loro genitori sarebbero tutti in realtà attori pagati dal governo americano. Ora Alex Jones è sotto processo e una giuria lo ha condannato all'unanimità a pagare oltre 45 milioni di dollari di danni come punizione e in parte come risarcimento a una di quelle famiglie. Famiglie che, nei dieci anni passati dopo la tragedia nella quale hanno perso i propri figli, spesso hanno dovuto scappare e cambiare casa, perché i seguaci di Alex Jones li perseguitavano, grazie anche al fatto che Jones divulgava nei suoi video i loro indirizzi di abitazione. Ma lo faceva intanto che vendeva kit di sopravvivenza e prodotti pseudomedicinali [...]. Eh sì: quello che molti pensano sia una "voce libera", uno che "dice le cose come stanno", uno che "parla fuori dal coro" ha ammassato oltre 130 milioni di dollari dicendo le stesse fesserie di Napalm 51 {{NDR|personaggio comico di Maurizio Crozza, parodia di un complottista}} ma parlando sul serio. Così sul serio da essere stato anche elogiato da Donald Trump. [...] le sue aziende (sì, il guru complottista che lotta contro il potere e che si atteggia a "uno di noi" è un imprenditore che ha una rete di aziende) nel 2018 incassavano fino a 800 mila dollari al giorno.<ref name="Jones">Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2022/08/alex-jones-milionario-della-menzogna-e.html Alex Jones, milionario della menzogna, condannato]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 6 agosto 2022.</ref> *Se vi chiedete come mai ci sono così tante notizie false in giro, questo è uno dei motivi: raccontar balle, aizzare l'odio, fa diventare milionari. Non sono pensatori indipendenti o combattenti contro il sistema: sono ciarlatani arraffasoldi. La loro ambizione non è salvare il mondo, ma fare soldi [...]. Li ospitate in TV? Siete complici.<ref name="Jones"/> *{{NDR|Su [[Piero Angela]]}} Una persona squisita, un signore della divulgazione e della comunicazione. Ha fatto la storia del giornalismo, con mano precisa e garbata; ha ispirato tantissimi ad appassionarsi alla scienza e al piacere della conoscenza. [...] Io sono uno dei suoi tanti figli culturali. Gli devo praticamente tutta la mia ''forma mentis'' e la mia carriera: leggere da ragazzino il suo ''Viaggio nel mondo del paranormale'' mi aprì un universo di conoscenza e di metodo investigativo che non avevo nemmeno sognato potesse esistere. [...] Mai avrei immaginato che io, cresciuto come milioni di telespettatori "a pane e Piero Angela", un giorno avrei avuto l'onore non solo di incontrarlo, chiacchierare con lui e sentire la sua forte, ruvida stretta di mano e il suo spiazzante "diamoci del tu", ma anche di collaborare con lui in varie occasioni [...]. Piero Angela mancherà immensamente a tutta la divulgazione scientifica, ma ci lascia un modello di stile e di comunicazione chiara e precisa a cui ambire ogni giorno e un'eredità inestimabile di persone e di istituzioni [...] che continuano il suo lavoro paziente di scoperta e di gioiosa condivisione del sapere e di contrasto ai ciarlatani e ai manipolatori.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2022/08/piero-angela-1928-2022.html Piero Angela, 1928-2022. Settant'anni di divulgazione della conoscenza]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 13 agosto 2022.</ref> *[...] sono cittadino britannico [...]. Non sono mai stato un fan della famiglia reale e personalmente trovo che una monarchia sia una delle tante istituzioni insostenibilmente sfarzose e prive di senso nell'era moderna. Ma non posso che ammirare il garbo, la tenacia, la serietà e il pizzico di controllato umorismo con cui [[Elisabetta II del Regno Unito|Elizabeth Alexandra Mary Windsor]] ha vissuto sotto i riflettori svolgendo per sette decenni un lavoro difficile che non si era neanche scelta.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2022/09/elisabetta-ii-1926-2022.html Elisabetta II, 1926-2022]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 9 settembre 2022.</ref> *{{NDR|Sull'[[incoronazione della regina Elisabetta II]]}} [...] quando fu incoronata, a giugno del 1953, non esisteva la TV via satellite (anzi, non esistevano proprio i satelliti, visto che il primo, lo [[Sputnik 1|Sputnik]], fu lanciato nel 1957). I segnali televisivi britannici non erano ricevibili nel continente americano se non in rare occasioni di riflessione sulla ionosfera e comunque con qualità scarsissima. Per far vedere alla TV americana e canadese la cerimonia della sua incoronazione con il minimo ritardo possibile, fu necessario realizzare una staffetta tecnica senza precedenti: le immagini televisive, rigorosamente in bianco e nero, furono riprese con una cinepresa, su pellicola 35 mm (perché all'epoca non esistevano i videoregistratori su nastro), e le pellicole furono caricate man mano su bombardieri militari Canberra della RAF. Le pellicole furono sviluppate durante il volo transatlantico e poi, una volta arrivate a terra, proiettate davanti a una telecamera per diffonderle ai telespettatori d'oltreoceano qualche ora dopo l'evento. [...] Può sembrare strano con gli occhi ipermediatici di oggi, ma all'epoca la trasmissione televisiva dell'incoronazione fu accompagnata da alcune polemiche, perché si riteneva poco dignitoso aprire al pubblico questo momento così rituale della monarchia. Alcuni membri del Parlamento e della famiglia reale britannica si opposero a questa presunta mancanza di rispetto e all'idea che qualche suddito potesse, per dirla con le parole di un membro del Parlamento, ''"assistere a questa Cerimonia solenne e significativa tenendo al gomito una tazza di tè"''. Ma la regina in persona insistette per fare la diretta TV.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2022/09/la-strana-storia-dellutente-hme2-di.html La strana storia dell'utente HME2 di Arpanet]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 14 settembre 2022.</ref> ===2023=== *[[Walter Cunningham|Walt Cunningham]], uno dei tre protagonisti della storica missione ''[[Apollo 7]]'' che a ottobre del 1968 segnò la ripresa dei voli spaziali umani statunitensi dopo la tragedia di ''Apollo 1'' [...]. Cunningham fece un solo volo spaziale in tutta la propria carriera, ma quegli undici giorni che trascorse in orbita intorno alla Terra, a bordo di una capsula mai collaudata prima, insieme al suo comandante Wally Schirra e al pilota del Modulo di Comando Donn Eisele, furono una tappa fondamentale del Progetto Apollo che rese possibile, già l'anno successivo, l'atterraggio dei primi due esseri umani sulla Luna. Se qualcosa fosse andato storto, se qualcuno dei tanti sistemi della navicella della cui gestione era responsabile Cunningham avesse funzionato male, quell'allunaggio sarebbe avvenuto ben più tardi e forse sarebbero arrivati per primi sulla Luna i sovietici con il loro vettore N-1 e il loro veicolo lunare LK [...]. Senza il successo di ''Apollo 7'', nessuno avrebbe osato l'incredibile balzo di ''Apollo 8'', la prima missione umana intorno alla Luna, alla fine del 1968. Quel successo, però, fu accompagnato dal primo "ammutinamento" nello spazio, quando i tre astronauti, afflitti da un sovraccarico di lavoro e da un raffreddore che in assenza di peso causava congestioni dolorose e altri problemi, a un certo punto decisero di respingere alcune delle richieste insistenti del Controllo Missione, e lo fecero con parole decisamente pesanti, mai sentite prima in una missione spaziale. Al momento del ritorno sulla Terra, Schirra, come comandante, decise di rifiutare l'ordine di indossare i caschi per il rientro, come previsto invece dalle procedure per poter affrontare un'eventuale depressurizzazione della capsula, perché temeva che affrontare il normale cambio di pressione di rientro mentre erano congestionati dal raffreddore e senza poter fare la manovra manuale di bilanciamento della pressione intraauricolare (il classico tapparsi il naso e soffiare dal naso) avrebbe portato alla rottura dei timpani dell'equipaggio. La NASA non perdonò queste trasgressioni; conferì ai tre la ''Exceptional Service Medal'' e la ''Distinguished Service Medal'', ma nessuno di loro volò più nello spazio [...]. Uomo dei suoi tempi, non era il tipo da dire le cose a metà: era ben conosciuto per la sua posizione estremamente scettica sul ruolo umano nei cambiamenti climatici, considerava eccessivamente cauti gli astronauti Shuttle e i piani della NASA degli anni Duemila, e non nascondeva la sua intolleranza totale per la presidenza Obama e per le sue riforme sanitarie.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/01/walt-cunningham-astronauta-di-apollo-7.html Walt Cunningham, astronauta di Apollo 7, 1932-2023]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 3 gennaio 2023.</ref> *{{NDR|Nel 2023}} Come preannunciato dall'azienda il 2 febbraio scorso, [[Twitter]] sta disattivando l'accesso gratuito alla sua API e lo sta facendo diventare a pagamento. Di conseguenza, molti servizi informativi di Twitter chiuderanno o stanno già chiudendo. La API (Application Programming Interface) è, semplificando, un linguaggio comune che permette ai programmi di parlarsi tra loro. Consente per esempio di creare programmi che mandino automaticamente istruzioni a Twitter per pubblicare un post o rispondere con dei dati a un tweet. Moltissimi servizi amatoriali e accademici usano questa tecnica per diffondere le proprie informazioni. Si va dal frivolo [...] all'essenziale [...]. Tantissimi account di comunicazione scientifica e accademica in generale, di arte, di poesia, di assistenza ai disabili, di allerta sismica dovranno sospendere le pubblicazioni perché non possono permettersi di pagare o hanno restrizioni legali che impediscono di farlo [...]. Tutto dipende dalle decisioni di Twitter, che vengono prese caso per caso e piuttosto arbitrariamente, a quanto pare, e vengono cambiate solo su protesta: un allarme tsunami governativo statunitense, per esempio, si è visto riattivare l'accesso all'API dopo che ha denunciato pubblicamente il blocco del servizio da parte di Twitter. [...] Ancora una volta, Elon Musk sembra non capire che l'essenza del valore di Twitter sta negli utenti e nei loro contenuti. Se fa di tutto per farli scappare invece di agevolarli, Twitter diventerà un guscio vuoto.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/04/twitterremoto-sesta-puntata-lenta-purga.html Twitterremoto, sesta puntata: lenta purga delle spunte blu originali e degli account di servizio automatizzati]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 16 aprile 2023.</ref> *[...] la [[sicurezza informatica]] non è un prodotto, è un processo. [...] Faccio un esempio pratico. Anni fa, mentre ero in vacanza nel Regno Unito, mi misi a lavorare con il mio computer portatile nell'accoglientissima sala del piccolo albergo a conduzione famigliare che avevo scelto. Seduto comodamente accanto al caminetto acceso, riuscii nel giro di pochi minuti a procurarmi i dati delle carte di credito di alcuni clienti: nomi e cognomi, numeri, codici di sicurezza e date di scadenza. Eppure il computer dell'albergo era moderno e aggiornato, con un browser che sicuramente usava HTTPS per tutte le transazioni commerciali, e non era neppure collegato al Wi-Fi accessibile agli ospiti. Ma l'albergatore aveva la brutta abitudine che quando prendeva una prenotazione per telefono, per essere sicuro di aver capito bene ripeteva ad alta voce tutti i dati delle carte di credito da usare.<ref>Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 16 giugno 2023; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/06/podcast-rsi-story-tutti-pazzi-per-le.html Podcast RSI - Story: Tutti pazzi per le VPN, fra sponsor, fatti e miti]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref> *[[Threads (social network)|Threads]] è un nuovo social network basato sulla pubblicazione e condivisione di brevi testi, eventualmente accompagnati da un'immagine o da un video. È insomma molto simile a Twitter ed è il contrario di Instagram o TikTok, dove l'immagine è al centro e il testo è secondario. [...] Già nelle prime ore dopo il suo debutto in oltre 100 paesi ha raccolto oltre 10 milioni di utenti [...]. Questa crescita esplosiva è facilitata dal fatto che chi ha un account Instagram ha automaticamente già un account Threads riservato con il suo nome, che può scegliere di attivare, e l’accesso a questo account avviene tramite il suo account Instagram. Questo vuol dire che oltre un miliardo di persone nel mondo ha già tutto quello che serve per entrare in Threads [...]. Lo scopo dichiarato di Threads è rimpiazzare Twitter, che per anni è stato un punto di riferimento fondamentale per avere notizie di qualunque genere in tempo reale, ma è ora in serie difficoltà [...] da quando è stato acquistato da Elon Musk: i ricavi pubblicitari sono crollati, gli inserzionisti sono più che dimezzati, la campagna di abbonamenti a pagamento annaspa, molti account di alto profilo sono stati chiusi [...]. Questo limite rende Twitter quasi inutilizzabile per gli utenti non paganti e scoraggia ulteriormente gli inserzionisti, che difficilmente pagheranno per pubblicità che gli utenti non possono vedere. Threads, invece, è gratuito, perlomeno in termini monetari. [...] i numeri sono a favore di Threads, perché avendo una base di oltre un miliardo di utenti già pronta grazie a Instagram, basta che un utente Instagram su dieci attivi Threads per creare un mercato di cento milioni di utenti, capace di competere significativamente con Twitter [...]. Mark Zuckerberg, insomma, sembra aver trovato la maniera di risolvere il problema tipico di ogni nuovo social network: la cosiddetta ''massa critica''. Normalmente nessuno si iscrive perché non c'è nessuno da seguire o con cui comunicare, e non c'è nessuno da seguire o con cui comunicare perché nessuno si iscrive, e tutti così se ne stanno invece nei social network preesistenti, perché lì ci sono già tutti i loro amici. [...] Con Threads, invece, un miliardo di utenti e passa è già potenzialmente iscritto e pronto a migrare in massa con tutti i propri amici [...].<ref name="Threads">Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 6 luglio 2023; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/07/podcast-rsi-threads-le-cose-da-sapere-e.html Podcast RSI - Threads, le cose da sapere e da evitare]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 6 luglio 2023.</ref> *Nel mirino di Threads ci sono [...] anche le altre piattaforme social basate sul testo, come Mastodon, Bluesky, T2 e altre ancora, che hanno raccolto molti utenti fuggiti da Twitter. Una delle risorse che Threads metterà in campo per battere queste alternative è la semplice massa dei suoi utenti: se centinaia di milioni di persone adotteranno Threads, queste alternative smetteranno di crescere e resteranno delle nicchie meno allettanti. L'altra risorsa, invece, è più sottile e complessa, ma è importante conoscerla [...] perché potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui noi tutti usiamo Internet. Questa risorsa si chiama ''ActivityPub'', e in gergo tecnico è un ''protocollo aperto di interoperabilità social''. [...] vuol dire che Threads userà uno standard aperto per lo scambio di dati fra i vari social network. Per noi utenti, questo ha un'importanza enorme: vuol dire che potremo comunicare con gli utenti di Threads e seguirli anche senza iscriverci a Threads e quindi senza dover cedere montagne di dati personali. [...] Non sarà neanche necessario installare l'app ufficiale: si potrà usare qualunque app compatibile con questo protocollo. Non solo: se per qualunque motivo ci dovessimo stancare di Threads, potremo trasferire facilmente tutti i nostri dati e contatti altrove [...]. L'idea non è nuova: la ''decentralizzazione'' viene già adottata da social network come Mastodon, Medium, Flipboard e Bluesky. E se ci si pensa un momento, è quello che fa da sempre la mail. Ed è un'idea che abbatte i giardini cintati, o se volete i ghetti, nei quali ci siamo abituati a stare: oggi se vuoi comunicare con qualcuno su Twitter devi iscriverti a Twitter, se vuoi dialogare con un utente su Instagram devi avere Instagram, per Facebook devi stare in Facebook, e così via, con tutte le scomodità e i tracciamenti pubblicitari multipli che tutto questo comporta. Con un social network basato su un protocollo aperto, invece, tutti possono parlare con tutti [...] e tutti possono seguire tutti. Lo standard aperto consente ai servizi di competere sulla qualità invece di intrappolare gli utenti, creando quello che viene chiamato ''fediverso'': un universo di servizi distinti ma federati, dove ognuno può scegliere quello che gli calza meglio senza rinunciare a nulla o sacrificare informazioni personali. È importante sottolineare, però, che tutto questo è previsto per il futuro [...]. Ma già il fatto di aver annunciato questa intenzione è una novità importante per il futuro di Internet, perché è un primo passo verso la riduzione del potere accentrante delle grandi aziende.<ref name="Threads"/> *{{NDR|Sugli [[UFO]]}} La prima obiezione è che [...] gli extraterrestri schianterebbero regolarmente le proprie astronavi sulla Terra. Ma se sono sufficientemente evoluti da avere veicoli interstellari (o interdimensionali [...]), come mai continuano a sfracellarsi? Sono incapaci di pilotare? Anzi, perché mai dovrebbero avere a bordo degli equipaggi? Già adesso noi facciamo ricognizione con i droni. La seconda obiezione è che [...] da questi ipotetici veicoli schiantati sarebbero state estratte delle tecnologie che oggi vengono usate in segreto dai potenti di turno. Ma è un'idea idiota e arrogante, perché parliamoci chiaro: il divario tecnologico fra noi e qualunque civiltà capace di viaggi interstellari è equivalente a quello fra noi e un abitante dell'antica Roma. Le speranze di poter decifrare e addirittura usare tecnologie così avanzate sono nulle. Immaginate Giulio Cesare che vede sfracellarsi un Boeing 757, e ditemi se sarebbe capace di dedurne i principi dei motori a reazione o anche solo di capire cos'è lo smartphone trovato tra i rottami. Le tecnologie elettroniche sarebbero totalmente incomprensibili per qualunque persona dell'antichità. Sarebbero indistinguibili dalla magia.<ref name="UFO">Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/07/ufologia-come-al-solito-zero-prove.html Ufologia: come al solito, zero prove concrete nelle audizioni al Congresso USA]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 27 luglio 2023.</ref> *L'interesse del Congresso {{NDR|degli Stati Uniti}} per gli UFO o UAP che dir si voglia non è dettato dalla credenza negli alieni, ma nella preoccupazione molto concreta che dietro questi avvistamenti insoliti ci possano essere veicoli molto terrestri e molto poco americani, che qualche potenza straniera userebbe per sorvegliare le attività militari. Ma ai giornalisti in cerca di clamore e clic interessa solo parlare di omini verdi.<ref name="UFO"/> *Un'altra delle critiche tediosamente frequenti, soprattutto fra chi non si informa prima di sentenziare, è che fabbricare un'[[auto elettrica]] inquina molto di più che fabbricarne una tradizionale. In realtà l'impatto ambientale della fabbricazione di un'automobile elettrica è ''leggermente'' maggiore di quello di una singola auto a carburante, ma viene recuperato in media dopo 30.000 km di marcia (perché quella a carburante continua a inquinare anche dopo la fabbricazione). E se salta fuori che in media le auto elettriche durano molto di più di quelle a carburante, allora dobbiamo fare il confronto non fra un'elettrica e una termica, ma fra un'elettrica e le ''due-tre'' termiche che sostituisce.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/08/500000-km-in-auto-elettrica-con-la.html 500.000 km in auto elettrica, con la batteria originale. Per fortuna che gli umarell dicevano che le elettriche non sarebbero durate]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 6 agosto 2023.</ref> *{{NDR|Su [[Ken Mattingly]]}} Molti lo ricordano per un episodio reso celebre dal film ''Apollo 13'' di Ron Howard: Mattingly (interpretato da Gary Sinise nel film) era stato assegnato alla missione da cui trae nome il film, con il ruolo delicatissimo di pilota del modulo di comando, ma fu tolto dall'equipaggio tre giorni prima della partenza, dopo anni di addestramento, perché risultò che era stato esposto a un possibile contagio di rosolia, malattia che non aveva già fatto, dal collega astronauta Charlie Duke. Se Mattingly si fosse contagiato, la rosolia lo avrebbe debilitato proprio nei giorni cruciali della missione, per cui la NASA prese la decisione senza precedenti di sostituirlo con la sua riserva, Jack Swigert. Mattingly rimase a terra e si trovò ad aiutare via radio con la propria competenza tecnica l'equipaggio dell'Apollo 13 dopo lo scoppio che danneggiò gravemente il veicolo durante il viaggio di andata verso la Luna. Ken Mattingly non si prese mai la rosolia, e fu assegnato alla missione Apollo 16 nel 1972 insieme a John Young e a quello stesso Charlie Duke che involontariamente gli aveva fatto perdere il volo precedente.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/11/e-morto-ken-mattingly-astronauta-lunare.html È morto Ken Mattingly, astronauta lunare reso celebre dalla rosolia che non prese]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 3 novembre 2023.</ref> *{{NDR|Sul ''[[Sorgere della Terra]]''}} Nel dicembre del 1968 {{NDR|Frank Borman}} fu comandante della missione ''Apollo 8'' e volò intorno alla Luna insieme a Jim Lovell [...] e Bill Anders. Durante questa missione, i tre uomini trasmisero immagini televisive in diretta della Terra vista dalla Luna e furono i primi nella storia dell'umanità a vedere la Luna con i propri occhi da una distanza di circa cento chilometri, fotografandola in dettaglio e catturando la storica immagine della Terra che si staglia nel nero dello spazio sopra l'orizzonte lunare. Non era la prima foto del suo genere, ma era la più bella della prima serie scattata da ''persone'' che erano lì a vedere quel panorama, e questo fece tutta la differenza. La foto divenne, ed è tuttora, uno dei simboli di quello che allora era il nascente movimento ecologista: aiutò a diffondere senza parole il concetto che la Terra è un gioiello fragile, un'oasi di vita in un universo ostile e inabitabile, e che se lo roviniamo non c'è nessun altro posto dove possiamo andare a ripararci. Non tutti, ancora oggi, sono riusciti a ficcarsi in testa questo semplice concetto.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/11/ci-ha-lasciato-lastronauta-lunare-frank.html Ci ha lasciato l'astronauta lunare Frank Borman]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 10 novembre 2023.</ref> {{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/04/podcast-rsi-story-drake-e-weeknd.html Podcast RSI - Story: "Drake" e "The Weeknd" banditi da YouTube, Spotify e TikTok: artisti sintetici e intelligenza artificiale nella musica online]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 21 aprile 2023; trascritto in ''attivissimo.blogspot.com''.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[storia dei supporti musicali]]}} Siamo ormai abituati da tempo ad avere migliaia di brani musicali nelle memorie dei nostri smartphone e milioni di altri a portata di mano grazie ai servizi di streaming audio e video. Poter riascoltare qualunque artista, compresi quelli del passato, ci sembra normalissimo, e ci sembra altrettanto normale che un artista si guadagni da vivere andando in sala di registrazione, incidendo dei brani e vendendo copie di quelle registrazioni, magari senza mai esibirsi in pubblico. Ma in realtà questo modello commerciale è un'anomalia, ed è anche un'anomalia relativamente recente. Per secoli, l'unico modo in cui un cantante o un suonatore di strumenti musicali poteva campare era cantare o suonare dal vivo. Mecenatismi a parte, se non si esibiva, non veniva pagato. Le registrazioni semplicemente non esistevano. Se la cavavano un po' meglio i compositori, che potevano scrivere un brano o un'opera su commissione o comporre uno spartito e venderne copie, oppure i fabbricanti di ''carillon'' o di ''pianole''. Ma [...] i carillon portatili nacquero negli ultimi anni del Settecento, la pianola fu inventata alla fine dell'Ottocento, e la vendita di massa degli spartiti iniziò nel Novecento. Prima di queste invenzioni, o si cantava e suonava dal vivo, o niente. E la voce dell'artista era legata indissolubilmente alla sua presenza fisica. Anche quando arrivarono il fonografo di Edison, nel 1877, e il grammofono di Berliner, nel 1894, questi apparecchi meccanici in grado di registrare suoni, strumenti e voci furono visti inizialmente come delle trovate frivole per via del loro suono gracchiante e poco fedele. Ci volle una celebrità assoluta come il tenore italiano Enrico Caruso per dare loro rispettabilità: fu lui il primo cantante a rendersi conto del "potere mediatico", come si dice oggi, delle tecnologie di registrazione e fu il primo a usarle per guadagnare milioni di dollari [...] vendendo le registrazioni della sua voce fatte fra il 1904 e il 1920. Poi vennero tutti gli altri, e il resto è storia: storia dell'industria musicale. Grazie a dischi, nastri e poi supporti digitali e ora lo streaming, la voce di un cantante è diventata un'entità distinta dal cantante stesso, un prodotto commerciale separato che viene protetto da leggi specifiche e gestito da un'industria, ma tutto questo soltanto da poco più di cent'anni. Per tutto il resto della storia della cultura umana non è stato così. Su scala storica, le case discografiche sono un fenomeno passeggero. E con l'arrivo dell'elaborazione digitale e dell'intelligenza artificiale potrebbero essere soppiantate. *La [[Music piracy|pirateria musicale]] non è un'invenzione dell'era digitale: già nel 1906 nel Regno Unito furono adottate leggi per proteggere i compositori di musica popolare da coloro che duplicavano abusivamente i loro spartiti e li rivendevano a metà prezzo. La pirateria degli spartiti era un problema talmente serio da giustificare irruzioni di polizia nelle tipografie e nei negozi. Nei decenni successivi, il fenomeno dei ''bootleg'', ossia delle copie abusive dei dischi, divenne più vasto; ma si trattava comunque di attività che richiedevano macchinari complessi e ingombranti e quindi piuttosto difficili da nascondere a lungo alle autorità. Gli utenti erano tanti, ma i produttori di musica contraffatta erano relativamente pochi e quindi abbastanza facili da tenere sotto controllo. Anche con l'avvento degli impianti stereo personali e dei radioregistratori a doppia piastra che consentivano di duplicare dischi e cassette a livello amatoriale, negli anni Ottanta del secolo scorso, la pirateria rimase un fenomeno tutto sommato modesto per via della scomodità del procedimento [...]. Il vero shock, però, arrivò con la diffusione di massa della musica digitale e poi di Internet. I CD erano in sostanza delle raccolte di file audio, pronte da duplicare ad alta velocità e senza la perdita di qualità tipica delle copie analogiche. E a giugno del 1999 nacque Napster, il primo circuito di scambio musicale ''peer-to-peer'' [...]. Di colpo [...] duplicare la musica, legalmente o meno, richiedeva soltanto un computer, un accesso a Internet e del software gratuito. [...] la pirateria musicale divenne un fenomeno di massa, incontrollabile e su vasta scala. Ciascun utente scaricava centinaia o migliaia di brani e li condivideva con tutti. Le case discografiche, allarmatissime, agirono prontamente e drasticamente, avviando una causa già a dicembre del 1999, e Napster chiuse a luglio del 2001. Ma altri sistemi ''peer-to-peer'' ne presero il posto, e ancora oggi i vari circuiti Torrent fanno circolare musica, video e film tra milioni di persone al di fuori di ogni controllo significativo dei titolari dei diritti. [...] il crollo dei prezzi e della difficoltà d'uso di questa tecnologia ha avuto l'effetto inatteso di far diventare sostanzialmente impossibili il controllo [...] di questi scambi e scaricamenti. Scaricare e ''conservare'' la musica, però, sta passando di moda. Oggi prosperano servizi commerciali e legali di streaming [...] che in sostanza mandano al singolo utente in tempo reale il brano desiderato di volta in volta e riportano gli utenti a dipendere da un sistema di distribuzione centralizzato, opposto a quello decentrato dei circuiti ''peer-to-peer''. Questo stesso modello centralizzato è attualmente usato dai sistemi di intelligenza artificiale più popolari [...]: normalmente l'utente li adopera collegandosi ai loro siti, senza dover installare nulla. Questo permette alle aziende e alle autorità di esercitare un controllo centrale sulle attività degli utenti [...]. Certo, esistono delle versioni installabili di questi prodotti, ma sono complicate da installare e configurare e richiedono computer potenti e lunghi tempi di addestramento ed elaborazione e quindi sono al di fuori della portata di moltissimi utenti non esperti. Almeno per ora. Ma le cose stanno cambiando in fretta. Molto in fretta. *A fine marzo uno YouTuber, Roberto Nickson, ha trovato su Reddit un modello della voce di Kanye West generato tramite intelligenza artificiale da ignoti. Nel giro di due ore e mezza ha scritto, registrato e diffuso un video nel quale ha prima eseguito con la propria voce uno spezzone di rap inventato da lui e poi ha applicato a quello spezzone il modello vocale trovato su Reddit. Il risultato è quello che sembra un brano originale inedito di Kanye West. [...] Secondo Nickson sono già in lavorazione modelli vocali di altri artisti [...] tutti assolutamente non autorizzati e tutti man mano più facili da utilizzare. E la tecnologia galoppa, per cui i modelli diventano anche man mano più fedeli. Di questo passo, dice Nickson, tra pochi mesi potremo ascoltare brani inediti cantati dalle voci di artisti famosi, senza neppure sapere che sono in realtà generati da software. Frank Sinatra che canta una canzone di Adele? Rihanna che canta in perfetto italiano? Si può fare, fuori da ogni controllo. Basta che ci sia in giro un numero sufficiente di campioni vocali di buona qualità. [...] Per ora le case discografiche hanno reagito con interventi centralizzati: nel caso del finto brano di Drake e The Weeknd, hanno tentato di bloccare la sua circolazione agendo sui gestori dei sistemi di intelligenza artificiale e sui grandi distributori di contenuti, ossia i social network e i servizi di streaming. Ma la canzone sintetica continua a circolare lo stesso attraverso mille altri canali [...]. Quando questi software saranno disponibili sotto forma di app da installare sullo smartphone, il controllo e la repressione saranno impraticabili e qualunque intervento legislativo sarà sostanzialmente inapplicabile. E l'incentivo economico non manca: quel finto brano di Drake e The Weeknd, nei pochi giorni in cui è rimasto online, ha fruttato al suo creatore quasi duemila dollari [...]. In sintesi: questa tecnologia sta per trasformare completamente l'industria musicale, e sta per farlo a una velocità infinitamente superiore a quella di qualunque provvedimento di legge. Anzi, lo sta ''già'' facendo. {{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/09/podcast-rsi-confederazione-e-fediverso.html Podcast RSI - Confederazione e fediverso: perché il governo svizzero è su Mastodon, e perché è così importante?]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 15 settembre 2023; trascritto in ''attivissimo.blogspot.com''.|h=4}} *Nel [[fediverso]] [...] non ci sono i cosiddetti ''algoritmi social'', quei complicati e oscuri meccanismi in base ai quali certi contenuti vengono fatti circolare più di altri. Nei sistemi federati è l'utente che sceglie cosa vuole vedere e chi vuole seguire. Non c'è pubblicità, non c’è tracciamento e si può comunicare facilmente con gli amministratori, nella propria lingua, in caso di problemi. Non ci sono censure, perlomeno finché si rispettano le regole di moderazione dell'istanza dove si è aperto l'account. E non c'è niente da pagare, visto che tutto si regge sul volontariato e sulle donazioni degli utenti. *È [...] molto probabile che i vostri amici non siano su [[Mastodon (software)|Mastodon]]. Non ci sono per un'ottima ragione: non è lì che trovano i ''loro'' amici, che sono invece tutti sui social network commerciali e da lì non si muovono per la stessa ragione: non vogliono andare via dal social in cui si trovano i ''loro'' amici. Siamo, in un certo senso, ostaggi gli uni degli altri. Questo fenomeno si chiama ''network effect, effetto rete'', o anche ''effetto carrozzone'', ed è tipico di qualunque prodotto o servizio di rete: il suo valore per gli utenti aumenta man mano che aumenta il numero degli utenti, e viceversa. Per fare un esempio, è inutile avere un fax se nessun altro ha più un fax, come è inutile essere su Telegram se tutti gli amici sono su WhatsApp. Per spezzare questo stallo ci sono due modi fondamentali: rendere il prodotto nuovo compatibile con quello vecchio, come è successo per esempio con la telefonia mobile, che permetteva sin da subito di chiamare numeri della rete fissa esistente e viceversa, oppure rendere il prodotto nuovo così interessante, e quello attuale così frustrante, da spingere gli utenti a superare la naturale resistenza al cambiamento. Gli account su Mastodon sono pochi, ma quei pochi sono costituiti da numerosissime testate giornalistiche, radio e TV, bot informativi automatici, istituzioni e adesso anche governi. Se usate i social network per informarvi presso fonti di questo tipo, allora su Mastodon troverete già un buon numero di account interessanti da seguire. [...] Sul versante frustrazione non occorre fare nulla: molti utenti di spicco hanno già abbandonato Twitter, rendendolo meno appetibile, e la gestione di Elon Musk sembra voler fare di tutto per rendere difficile la vita di chi resta. *Certo, Mastodon non è per ora il posto per chi aspira ai grandi numeri o a diventare ''influencer'': per quello ci sono i social network commerciali, e comunque si può anche tenere il piede in due scarpe, come fanno molti utenti, molte organizzazioni e molti governi [...]. Ma se si cerca gente interessante da leggere o servizi d'informazione utili da seguire, e se si vuole provare il piacere un po' ruspante di usare Internet così com'era stata concepita in origine, con software e servizi creati dagli utenti per gli utenti, senza gestori miliardari dispotici e capricciosi e senza algoritmi o che amplificano l'odio, Mastodon e tutto il fediverso sono un'occasione ghiotta, anche per ricordare [...] che Internet può essere molto più che ''"cinque siti web giganti, pieni di screenshot degli altri quattro"''. ===2024=== *I [[Intelligenza artificiale generativa|generatori di immagini basati sull'intelligenza artificiale]], comandabili dando semplicemente una descrizione di cosa si vuole ottenere, sono ormai dappertutto [...]. Le grandi società del software fanno a gara a chi offre quello migliore, quello più realistico, quello più facile, e offrono questi prodotti gratuitamente, perché hanno visto che generano moltissime visite ai loro siti, e le visite significano guadagni, diretti o indiretti. Questa facilità d'uso [...] ha reso questa tecnologia accessibile a un numero enorme di persone, comprese ovviamente quelle malintenzionate. Oggi non serve più saper usare Photoshop o avere un computer potente [...]: basta visitare con uno smartphone qualsiasi un sito apposito e scrivere qualche parola ben scelta. [...] In questa corsa al guadagno i rischi di abuso sono stati messi però in secondo piano [...]. Molte grandi società del settore informatico si sono parate le spalle dal punto di vista legale pubblicando dei codici di condotta che vietano [...] la creazione di contenuti intimi non consensuali. [...] ma mettere un codice di condotta a protezione di un software capace di generare gratuitamente qualunque immagine di qualunque cosa o persona è come lasciare un orologio d'oro davanti alla porta di casa e "proteggerlo" con un cartello che dice "Vietato rubare". Altre società, invece, prosperano proprio grazie al traffico di utenti, spesso paganti, che le adoperano per generare immagini estremamente esplicite e violente di qualunque genere, e al diavolo le conseguenze. [...] Il problema, insomma, è vasto. Servono delle soluzioni, e servirebbero anche in fretta. [...] il danno causato dalla circolazione di quelle immagini è reale. Lo sa bene qualunque ragazza o donna che sia stata bersaglio di queste immagini, create magari dai compagni di scuola o dai colleghi di lavoro, quelli con i quali ci si trova a dover poi condividere un banco o un ufficio.<ref>Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 1º febbraio 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/02/anteprima-podcast-rsi-taylor-swift.html Podcast RSI - Taylor Swift attaccata online con foto falsificate usando l'IA]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref> *Il nostro cervello ha milioni di anni di esperienza e di evoluzione su cui contare per il riconoscimento dei movimenti delle persone e degli animali familiari, e per ora i video sintetici, a differenza delle foto sintetiche, sono nel pieno della cosiddetta ''[[uncanny valley]]'' o ''valle inquietante'', ossia quella teoria, proposta dal professore di robotica Masahiro Mori [...] nel 1970, secondo la quale un oggetto animato produce una risposta emotiva favorevole se non somiglia affatto a un essere umano o a un animale reale oppure se è assolutamente identico a quello reale, ma produce invece repulsione, inquietudine e rifiuto se è molto simile ma non identico all'originale. Quella zona di quasi-somiglianza è la Valle Inquietante, situata fra i due pianori della credibilità. I personaggi digitali di ''Toy Story'', per esempio, funzionano emotivamente perché non hanno la pretesa di essere persone reali: sono giocattoli e quindi i loro movimenti possono essere innaturali e anche caricaturali senza causare disagio o disorientamento. Gli animali sintetici fantastici di ''Avatar'' e di altri film risultano credibili perché non abbiamo alcun termine di paragone con la realtà. Invece gli animali fotorealistici del remake del ''Re Leone'' o della ''Sirenetta'', o anche l'Indiana Jones ringiovanito del ''Quadrante del Destino'', per quanto siano il frutto di immense fatiche di tecnici e animatori, spesso stentano a convincerci: basta un minimo movimento innaturale per spezzare la magia, l'empatia e l'immedesimazione.<ref name="Sora">Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 23 febbraio 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/02/podcast-rsi-sora-genera-video-sintetici.html Podcast RSI - Sora genera video sintetici perfetti in HD]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref> *Se vogliamo sfruttare i benefici dell'intelligenza artificiale {{NDR|generativa}} senza farci travolgere dai rischi, non ci servono mirabolanti tecnologie o gadget salvifici per rivelare quando un'immagine o un video sono sintetici [...]. Ci basta creare una filiera di autenticazione e controllo, gestita da esseri umani competenti, con procedure redazionali rigorose, e abituarci all'idea che d'ora in poi tutto quello che vediamo muoversi sullo schermo rischia di essere falso se non è stato verificato da questa filiera. In altre parole, ci basta cambiare metodo di lavoro, e questa è una decisione che non dipende né dalla potenza di calcolo né dalla tecnologia, ma dipende dalla nostra volontà. Il modo in cui reagiremo alla sfida dell'intelligenza artificiale sarà un perfetto indicatore della nostra intelligenza naturale.<ref name="Sora"/> *''[[Cookie]]'', che in inglese americano vuol dire letteramente "biscotto", è un termine informatico che arriva dagli anni Ottanta [...], quando lo si usava nei sistemi UNIX per indicare un pacchetto di dati ricevuto da un programma e restituito intatto al sistema informatico che glielo aveva mandato. La stessa idea fu adottata anche per Internet e in particolare per il Web: nel 1994 [...] i cookie furono usati per la prima volta da uno dei primissimi browser, Netscape (ve lo ricordate?). Servivano per sapere se un utente aveva già visitato il sito [...] in precedenza. Il cookie era, ed è tuttora, semplicemente un file che viene scritto sul computer dell'utente dal sito visitato da quell'utente e contiene delle informazioni che quel sito può leggere in un secondo momento. [...] All'epoca [...] l'esistenza dei cookie era sconosciuta alla maggior parte degli utenti. I cookie erano soltanto una soluzione tecnica, per addetti ai lavori: una delle tante che venivano sviluppate in quel periodo frenetico di evoluzione di Internet. [...] Da quel debutto lontano i cookie hanno fatto molta strada, e sono diventati utilissimi per ricordare per esempio le preferenze di lingua o di aspetto di un sito [...], ma sono diventati anche una delle forme di tracciamento più usate su Internet per la profilazione commerciale degli utenti. [...] Il rischio di abuso era troppo alto, e così nel corso degli anni sono state emesse varie direttive [...] sulla privacy digitale [...]. Ed è a quel punto che sono comparse in massa nei siti le finestre di richiesta di accettare o rifiutare i cookie. [...] Dal punto di vista degli utenti [...] questa finestra incomprensibile [...] è stata percepita principalmente come una scocciatura, anche perché alla fine per poter usare i siti era quasi sempre necessario accettare questi benedetti cookie e quindi c'era ben poca scelta concreta. E così siamo diventati un po' tutti bravi cliccatori automatici [...] ma in sostanza non è cambiato nulla e continuiamo a essere profilati nelle nostre navigazioni.<ref>Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 19 aprile 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/04/podcast-rsi-story-la-beffa-dei-cookie.html Podcast RSI - Story: La beffa dei cookie rifiutati]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref> *Il ''[[Ingegneria sociale|social engineering]]'' è quella tecnica di attacco informatico che si basa sul conquistare la fiducia della vittima mostrando di conoscere informazioni che in apparenza solo un vero impiegato di banca o di un'azienda potrebbe avere. Ma le nostre vite sono sempre più pubbliche e condivise, grazie anche alla quantità di informazioni che noi stessi riversiamo nei social network, e i criminali sanno come trovarle e sfruttarle contro di noi. [...] sapere che i criminali non pescano a caso ma anzi spesso si studiano bene la vittima è il primo passo verso la prevenzione.<ref>Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 10 maggio 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/05/podcast-rsi-svizzera-rapporto-federale.html Podcast RSI - Svizzera, rapporto federale: raddoppiano gli incidenti informatici. Come rimediare (prima parte)]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref> *La pubblicazione di immagini sintetiche fotorealistiche, senza avvisare esplicitamente che si tratta di qualcosa che è stato generato completamente da zero e non esiste nella realtà fisica, è [...] chiaramente ingannevole, specialmente quando l'immagine generata rappresenta una situazione plausibile nel mondo reale. Il rischio che i professionisti delle ''fake news'' usino i generatori di immagini basati sull'intelligenza artificiale per produrre immagini false di persone conosciute, allo scopo per esempio di ridicolizzarle o screditarle, è fin troppo evidente [...]. C'è anche il problema che i generatori di immagini finiscono per svilire il lavoro e la fatica dei fotografi professionisti, perché invece di comporre pazientemente la scena, mettere in posa il soggetto, regolare le luci e tutte le altre cose che un fotografo è costretto a fare fisicamente per ottenere una certa immagine, oggi si può ottenere un risultato più che paragonabile usando l'intelligenza artificiale, standosene comodamente al computer. Instagram è invaso, infatti, dalle foto di "modelle" che sono in realtà immagini generate dal computer, e le fotomodelle reali si vedono scavalcate da immagini sintetiche che possono essere fabbricate in una manciata di secondi, non si stancano, non invecchiano, non cambiano forme o peso e non hanno spese di trasferta o compensi da pretendere. E gran parte degli utenti (e anche dei committenti) non è in grado di accorgersi della differenza.<ref name="IA">Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 14 giugno 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/06/podcast-rsi-instagram-letichetta-creato.html Podcast RSI - Instagram, l'etichetta "Creato con IA" fa infuriare i fotografi veri; aggiornamento su Windows Recall]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref> *Ovviamente c'è una differenza enorme fra un'immagine fotorealistica completamente generata al computer e una fotografia tradizionale alla quale è stato fatto un piccolo ritocco digitale per rimuovere, che so, un dettaglio antiestetico [...]. Fate attenzione, insomma, a non farvi coinvolgere in discussioni e polemiche interminabili sulla "autenticità" di una foto [...]: il rischio di trovarsi dalla parte del torto è molto alto. Anche perché forse state creando anche voi immagini sintetiche [...]. Se fate foto con il vostro smartphone, infatti, è molto probabile che alcuni dei filtri automatici presenti in questi dispositivi si basino sull'intelligenza artificiale. Per esempio, una foto di gruppo in cui tutti hanno miracolosamente gli occhi aperti o sorridono viene ottenuta [...] facendo una [...] raffica di foto e poi usando il riconoscimento delle immagini e dei volti per prendere dai vari scatti le facce venute bene e sovrapporle a quelle che hanno gli occhi chiusi o le espressioni serie. E tutto questo avviene direttamente a bordo dello smartphone, senza che ve ne accorgiate. Questa tecnica viene chiamata [[Fotografia digitale|fotografia computazionale]], e moltissime persone la usano senza nemmeno saperlo [...]. Una foto ottenuta in questo modo è "falsa", dato che non rappresenta un momento realmente esistito [...]? Oppure rappresenta la nostra intenzione o la nostra percezione della realtà come vorremmo che fosse, e quindi va accettata come "reale"? Chiaramente la questione dell'autenticità e del realismo di un'immagine è molto più complessa e ricca di sfumature rispetto al banale "sì" oppure "no" [...]. E questa necessità di sfumature, forse, è la lezione di realtà più importante di tutte.<ref name="IA"/> *[[Telegram]] è diverso dagli altri sistemi di messaggistica [...] per due ragioni principali. La prima è che offre i cosiddetti ''canali'', ai quali può iscriversi un numero sostanzialmente illimitato di persone per seguire i messaggi pubblicati da un singolo utente o da una specifica organizzazione. Questa capacità di far arrivare un messaggio anche a milioni di persone, senza nessuna delle restrizioni o dei filtraggi tipici di altre piattaforme, rende Telegram più allettante rispetto alla concorrenza, per esempio per i criminali informatici e anche per quelli non informatici, dai trafficanti di droga ai terroristi ai pedofili, che possono usarlo (e lo usano) per pubblicizzare i propri prodotti e servizi o le proprie terribili azioni e gestire la propria clientela in modo efficiente e discreto. Ovviamente queste stesse caratteristiche sono utili anche per chi lotta contro censure, persecuzioni o restrizioni delle libertà. [...] La seconda ragione è che Telegram, intesa come azienda, si è sempre vantata di rifiutare qualunque collaborazione con le forze di polizia di qualunque paese e di non fare moderazione [...]. Il risultato è che oggi 900 milioni e passa di persone in tutto il mondo si affidano a Telegram per comunicare di tutto, dagli annunci di estorsione informatica ai consigli delle mamme appassionate di rimedi naturali alle malattie, dagli amori clandestini ai film piratati [...]<ref name="Telegram">Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 13 settembre 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/09/podcast-rsi-telegram-cambia-le-proprie.html Podcast RSI - Telegram cambia le proprie regole, terremoto di sicurezza]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref> *A modo suo, [[Pavel Durov]] ha esibito dei princìpi etici molto saldi: non collaborare con ''nessuna'' autorità, perché chi per un certo governo è un sovversivo per un altro governo è un dissidente, e chi è considerato terrorista da una parte è visto come combattente per la libertà dall'altra.<ref name="Telegram"/> *[...] una persona che ha chiaramente dei gravi problemi di rapporti sociali e sta usando il suo immenso patrimonio per infliggere quei problemi al resto del mondo. [...] Vedere [[Elon Musk]], quello che una volta sembrava essere un visionario con un piano d'azione concreto per un futuro migliore per l'umanità, scendere progressivamente al livello di Donald Trump e poi andare ancora più in basso sposando le teorie di complotto più idiote [...], è una scena di deludente squallore che non mi sento più di sostenere in alcun modo.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/09/non-ce-la-faccio-piu-turarmi-il-naso-ho.html Non ce la faccio più a turarmi il naso. Ho mollato X/Twitter, passo a Instagram (e resto su Mastodon). Sarà meno peggio?]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 14 settembre 2024.</ref> {{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/01/podcast-rsi-topolino-fuori-copyright-ia.html Podcast RSI - Topolino fuori copyright, IA negli smartphone, navigazione anonima che non lo è]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 19 gennaio 2024; trascritto in ''attivissimo.blogspot.com''.|h=4}} {{NDR|Su ''[[Steamboat Willie]]''}} *[...] è un cartone animato importante per un [...] motivo [...] oggi [...] quasi dimenticato: fu il primo cortometraggio animato di successo distribuito con il cosiddetto ''sonoro sincronizzato''. Cent'anni fa i film erano muti. Non si sentivano le voci degli attori, non c'erano effetti sonori e la colonna sonora musicale veniva eseguita dal vivo da un'orchestra o da un pianista o un organista. Erano stati fatti vari esperimenti per accoppiare il suono alle immagini, per esempio facendo partire un disco contenente l'audio nel momento in cui iniziava il film, ma si trattava di una sincronizzazione rudimentale che veniva persa facilmente, con risultati comici e imbarazzanti. Walt Disney, però, era rimasto affascinato dal successo del film ''Il cantante di jazz'', uscito l'anno precedente con una colonna sonora sincronizzata tramite disco, e decise di sonorizzare i propri cartoni animati, usando tuttavia una tecnica molto differente: l’audio veniva registrato ''sulla pellicola'', insieme alle immagini, sotto forma di variazioni di trasparenza di una banda laterale della pellicola stessa, usando un ingegnosissimo sistema elettromeccanico molto ''steampunk'', e quindi non si perdeva mai la sincronizzazione precisa. *Un'altra innovazione di ''Steamboat Willie'' fu l'uso di una cosiddetta ''click track'': segni ottici sulla pellicola di lavorazione che davano ai musicisti il tempo esatto. Una sorta di metronomo visivo. Questo permise a Disney di far iniziare e terminare la musica proprio nell'istante desiderato, mentre nei film precedenti l'orchestra spesso finiva comicamente fuori tempo, non solo quando suonava dal vivo ma anche quando veniva preregistrata. *La reazione del pubblico e della critica alle novità tecniche di ''Steamboat Willie'' fu entusiasta e contribuì non poco alla fine dell'epoca del cinema muto. La storia che raccontava non era un granché, e i suoi personaggi non avevano molto spessore, ma il progresso tecnico che mostrava era evidente, coinvolgente e innegabile anche per i non esperti, come lo sarà qualche decennio più tardi il passaggio dal bianco e nero al colore, quello al formato 16:9 o IMAX, o quello al 3D. In altre parole, ''Steamboat Willie'' è l{{'}}''Avatar'' di cento anni fa. {{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/02/podcast-rsi-antibufala-flipper-zero-non.html Podcast RSI - Antibufala: Flipper Zero non è un gadget per "hackerare tutto"]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 16 febbraio 2024; trascritto in ''attivissimo.blogspot.com''.|h=4}} {{NDR|Sul [[Flipper Zero]]}} *[...] un piccolo dispositivo elettronico multifunzione tascabile che, [...] secondo quello che raccontano molti YouTuber, sarebbe una sorta di vietatissimo grimaldello universale in grado di "hackerare" praticamente qualunque cosa. [...] è in grado di leggere, duplicare e emulare i dispositivi [...] incorporati in molti oggetti elettronici, dalle carte di credito alle tessere delle camere d'albergo, è capace di leggere i microchip di identificazione degli animali e di ricevere e registrare segnali radio, e può duplicare anche molte chiavi elettroniche usate per aprire porte o gestire accessi. Ha un ricevitore e un emettitore a infrarossi che gli permette di fare da telecomando universale e un ricetrasmettitore Bluetooth per collegarsi senza fili ad altri dispositivi. Inoltre è espandibile grazie a schede elettroniche esterne. In altre parole, è una specie di coltellino svizzero per informatici [...]. Con tutti i suoi sensori, ricevitori e trasmettitori programmabili [...] è un gioiello di versatilità per chiunque sia interessato a studiare il funzionamento dei dispositivi informatici e le loro comunicazioni senza fili. *Le prodezze che vengono mostrate da tanti video su YouTube sono in realtà frutto di montaggi o messinscene: Flipper Zero è stato progettato [...] in modo da non poter fare cose particolarmente pericolose. [...] non è fisicamente in grado di leggere i dati crittografici delle carte di credito e quindi non può clonarle: può solo acquisirne per contatto il numero e la data di scadenza, cosa che può fare qualunque persona semplicemente ''guardando'' una carta di credito o appoggiandola contro molti smartphone [...]. Lo stesso vale per i biglietti dei mezzi di trasporto: può copiarli, ma non può generarli. [...] non è in grado di comandare i semafori e la sua sezione a infrarossi è semplicemente un telecomando universale per televisori e altri apparecchi, come quelli acquistabili in qualunque negozio di elettronica. [...] Le cose cambiano per la sua parte radio: questo dispositivo è in effetti in grado di registrare i segnali degli apricancelli standard e ripeterli, e questo significa che in teoria potrebbe essere usato per aprire un cancello senza autorizzazione. Ma in pratica [...] usare un Flipper Zero in questo modo richiederebbe l'accesso a uno dei telecomandi originali oppure una lunga sessione di tentativi alla cieca fino a trovare il codice dello specifico apricancello. Inoltre il suo asserito potere di trovare le password dei Wi-Fi funziona soltanto se la password è una parola del dizionario, e se un malintenzionato ha queste mire può semplicemente usare un normale personal computer [...]. In altre parole, non ne vale la pena. *[...] la sua capacità di consentire i furti d'auto [...] è [...] stata gonfiata dalle spettacolarizzazioni pubblicate dai TikToker e dagli YouTuber per ottenere più ascolti. È vero che un Flipper Zero può essere usato per memorizzare il segnale inviato dal telecomando della chiave all'auto e quindi aprirne le portiere, ma questo segnale cambia ogni volta, secondo il principio dei [...] ''rolling code''. Di conseguenza, bisognerebbe procurarsi la chiave originale dell'auto, azionarne il telecomando mentre la chiave è fuori dalla portata radio dell'auto, registrare il segnale e il relativo codice usa e getta con il Flipper Zero e poi usare questo dispositivo per trasmettere all'auto il segnale registrato, e comunque non sarebbe possibile avviare l'automobile. Divertente e educativa, come dimostrazione, ma assolutamente inutile come strumento per i ladri professionisti di auto, che infatti non usano affatto apparecchi limitati come questo ma sfruttano dei ben più sofisticati ripetitori radio [...]. *L'accanimento [...] contro il Flipper Zero [...] è tecnicamente infondato, frutto della poca conoscenza dell'argomento da parte dei governanti e delle esagerazioni fatte da chi pubblica video sensazionali per fare soldi: questo dispositivo è troppo limitato per fare danni reali. Ma allora [...] a cosa serve esattamente? [...] è nato con lo scopo specifico di dare agli hobbisti e agli appassionati uno strumento semplice e ragionevolmente economico per studiare il modo in cui funzionano i sistemi di trasmissione di dati, sempre più presenti nelle nostre vite [...], e per capire se i prodotti che acquistiamo sono realmente sicuri e ben progettati. Se una tessera elettronica o una chiave di un'auto o una serratura elettronica sono attaccabili con un dispositivo di base come un Flipper Zero, il problema non è il Flipper Zero: è il fabbricante della tessera, auto o serratura, che sta usando tecnologie obsolete e insicure [...], e continua a farlo perché nessuno ha modo di accorgersene. Smascherare questo approccio incosciente alla sicurezza è un gesto socialmente utile, e impedire [...] di imparare la vera sicurezza rendendo difficile l'accesso a dispositivi come Flipper Zero non fa altro che frenare i ricercatori di sicurezza informatica e le persone ben intenzionate che vorrebbero diventare ricercatori di sicurezza, mentre i malviventi continuano ad agire indisturbati usando tutt'altre apparecchiature. *{{NDR|Sul [[teatrino della sicurezza]]}} [...] un problema preoccupa l'opinione pubblica, che quindi chiede che la politica faccia qualcosa, e la politica risponde facendo ''qualcosa'', preferibilmente qualcosa di costoso e vistoso, che in realtà non risolve affatto il problema ma dà l'impressione che ''qualcosa'' sia stato fatto. Tutti sono soddisfatti, ma il problema rimane. Se state pensando che questo modo di fare non si applica solo all'informatica, avete perfettamente ragione. Il termine ''security theater'' fu infatti coniato dall'esperto di sicurezza Bruce Schneier nel 2003, per il suo libro ''Beyond Fear'', non per questioni informatiche, ma per descrivere alcune misure di sicurezza aeroportuale introdotte dopo gli attentati dell'11 settembre 2001. {{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/04/podcast-rsi-whatsapp-abbassa-leta.html Podcast RSI - WhatsApp abbassa l'età limite, navigazione anonima che non lo è, Playmate come standard tecnico]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 5 aprile 2024; trascritto in ''attivissimo.blogspot.com''.|h=4}} {{NDR|Su [[Lenna (immagine)|Lenna]]}} *Uno dei miti più tenaci e durevoli fra gli utenti di Internet è l'idea che la [[Navigazione privata|navigazione in incognito]] sia, appunto, in incognito. Il nome di questa modalità di navigazione nel Web è infatti molto ingannevole e viene spesso frainteso. [...] è in realtà semplicemente un modo per visitare siti senza lasciare tracce ''sul dispositivo che state usando''. Non rimane memoria nella cronologia di navigazione, non vengono salvati cookie o file temporanei su quel dispositivo, tablet, computer o telefonino che sia. Ma i siti che visitate si ricordano eccome della vostra visita e sono perfettamente in grado di identificarvi. [...] resterà a molti l'amaro in bocca, perché solitamente la navigazione in incognito si usa proprio per visitare i siti di cui non si vuole lasciare traccia. In realtà la navigazione in incognito serve per una sola cosa: per usare il dispositivo di qualcun altro senza lasciarvi tracce, per esempio per consultare la propria mail usando il computer di qualcun altro. A parte questo, la navigazione in incognito è sostanzialmente inutile per difendere la propria privacy. *Siamo nell'estate nel 1973, alla University of Southern California, dove un ricercatore in campo informatico sta cercando un'immagine da usare come riferimento per i suoi test di digitalizzazione. Roba assolutamente sperimentale per l'epoca. [...] gli serve un'immagine su carta patinata che includa un volto umano da scansionare. Guarda caso, arriva qualcuno con una copia di ''Playboy''. Viene strappata la parte superiore del paginone centrale della rivista, che raffigura una giovane donna che indossa solo un cappello e una piuma viola [...], e ne viene fatta la scansione con i metodi primitivi di allora: lo scanner è uno di quelli per le telefoto, quelli che richiedono che l'immagine venga montata su un cilindro rotante, e la scansione viene fatta nei tre colori primari, a una risoluzione di 100 linee per pollice [...]. I dati risultanti vengono poi elaborati con un minicomputer Hewlett Packard 2100. Questo procedimento complicato produce un'immagine da soli 512x512 pixel, che oggi fa sorridere ma che per l'epoca è un risultato davvero notevole. *Il ricercatore sceglie solo la porzione dell'immagine che include le spalle nude e il volto della donna, perché questa porzione ha un contrasto elevato e una notevole ricchezza di dettagli che la rendono ideale per i test [...]. O perlomeno è questa la giustificazione ufficiale per l'uso del volto di una Playmate in un mondo quasi esclusivamente maschile come quello dell'informatica degli anni Settanta. Sia come sia, la soluzione improvvisata piace e diventa popolare, per cui altri ricercatori iniziano a usare questa foto come campione di riferimento [...]. In breve tempo quella fotografia di ''Playboy'' diventerà lo standard tecnico di tutto il campo nascente della fotografia digitale e verrà pubblicata in moltissimi articoli tecnici nelle riviste di settore nei decenni successivi. [...] Se oggi abbiamo GIF, JPEG, PNG e tanti altri formati per la trasmissione di immagini lo dobbiamo anche a quest'improvvisazione californiana, fatta oltretutto in violazione del copyright e poi accettata di buon grado [...]. *Ma chi è la ragazza in questione? È nota fra i ricercatori semplicemente come "Lena" o "Lenna", ma la rivista dalla quale fu prelevata la sua immagine la presentò come Lenna Sjööblom, Playmate di novembre 1972. Il suo vero nome è Lena [...] Forsén, e all'epoca lavorava come modella. Non capita spesso che una foto di una Playmate diventi uno standard tecnico, ma è andata così. Tuttavia le sensibilità sono cambiate [...] e in effetti questa foto ha contribuito allo stereotipo della donna oggetto in un campo nel quale le donne, pur avendo fatto la storia dell'informatica, non venivano ben viste come colleghe dagli informatici di sesso maschile. [...] E così le riviste del prestigioso gruppo Nature hanno iniziato a rifiutarla già nel 2018. E la IEEE Computer Society [...] dal primo aprile 2024 non accetta più articoli scientifici che usino questa fotografia. [...] ma se vi capita di consultare qualche articolo d'informatica d’epoca e vi chiedete chi sia la graziosa fanciulla che spicca nelle pagine piene di grafici e tabelle, ora sapete chi è e conoscete la sua strana storia. {{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/07/due-parole-sul-caos-informatico.html Due parole sul caos informatico mondiale di ieri]''|''attivissimo.blogspot.com'', 21 luglio 2024.|h=4}} {{NDR|Sul [[guasto informatico di CrowdStrike del 2024]]}} *[...] '''la colpa primaria, qui, non è di Microsoft''' [...] '''ma di CrowdStrike''' [...] che ha realizzato maldestramente e rilasciato incautamente l'aggiornamento [...]. Non ha senso che un aggiornamento di un software così vitale sia stato distribuito in massa a tutto il mondo pressoché contemporaneamente, invece di testarlo fornendolo a un gruppo ristretto di clienti [...]. La colpa secondaria è degli amministratori dei sistemi informatici e dei dirigenti che troppo spesso impongono a loro software e ambienti operativi inadatti e forniscono risorse insufficienti per fare bene il loro lavoro, fregandosene della ridondanza e dei piani di ''disaster management''. *Più in generale, c'è un problema di monocultura e di eccessiva interdipendenza. Monocultura nel senso che è pericoloso che oltre la metà delle principali aziende mondiali usi lo stesso software, qualunque esso sia, perché se per caso quel software risulta danneggiato o vulnerabile gli effetti sono globali [...]. Eccessiva interdipendenza nel senso che avere i dati nel cloud è comodo, avere un controllo centralizzato dei dati è comodo, e tutto questo riduce i costi, ma significa anche che le singole filiali dipendono totalmente dalla possibilità di collegarsi ai sistemi centrali [...]. E questo è un problema di architettura software ma anche di mentalità aziendale, che aspira al controllo e non riesce a delegare. *I risultati di queste scelte si sono visti ampiamente in questo sconquasso planetario. Avete voluto mettere tutto nel cloud? Avete voluto mettere tutto su macchine con un unico sistema operativo? Ve l’avevamo detto che farlo senza un Piano B era da incoscienti. Ma tanto sono gli utenti a pagare e penare per i disservizi, e sono gli amministratori di sistema a dover impazzire per ripristinare, spesso uno per uno, tutti i computer [...]. Mentre le aziende che hanno causato tutto questo la passeranno liscia [...] soprattutto perché tanto il costo operativo di migrare a un prodotto concorrente è troppo elevato per le aziende clienti e quindi tutti continueranno a usare CrowdStrike esattamente come prima. {{Int|''[https://attivissimo.me/2024/09/19/podcast-rsi-no-i-telefonini-non-esplodono-spontaneamente/ Podcast RSI – No, i telefonini non esplodono spontaneamente]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 20 settembre 2024; trascritto in ''attivissimo.me''.|h=4}} *Un ''[[supply chain attack]]'' è un attacco, fisico o informatico, a un elemento della catena di approvvigionamento di un avversario. Invece di attaccare i carri armati del nemico, per esempio, si colpiscono i loro depositi di carburante o le loro fabbriche di componenti. In campo informatico, invece di attaccare direttamente l'azienda bersaglio, che è troppo ben difesa, si prende di mira un suo fornitore meno attento alla sicurezza e lo si usa come cavallo di Troia per aggirare le difese entrando dall'accesso riservato ai fornitori, per così dire. Anzi, si potrebbe dire che proprio il celebre cavallo di Troia fu il primo caso, sia pure mitologico, di ''supply chain attack'', visto che i troiani si fidarono decisamente troppo del loro fornitore. *Difendersi da questo tipo di attacchi non è facile, perché spesso il committente non conosce bene il fornitore, e a sua volta quel fornitore deve conoscere bene i ''propri'' fornitori, perché non è la prima volta che un governo o un'organizzazione criminale costituiscono ditte fittizie e si piazzano sul mercato offrendo prodotti o servizi di cui il bersaglio ha bisogno. Gli esperti raccomandano di ridurre al minimo indispensabile il numero dei fornitori, di visitarli spesso per verificare che siano autentici e non delle semplici scatole cinesi di copertura, di instillare in ogni fornitore [...] una cultura della sicurezza che invece spesso manca completamente, e di adottare hardware e software che incorporino direttamente delle funzioni di verifica e di sicurezza contro le manomissioni. Ma per la maggior parte delle organizzazioni tutto questo ha costi insostenibili, e così gli attacchi alla catena di approvvigionamento prosperano [...] *Lo schema di questi attacchi ha tre caratteristiche particolari che lo distinguono da altri tipi di attacco: la prima caratteristica è la necessità di disporre di risorse tecniche e logistiche enormi. [...] La seconda caratteristica è invece più sottile. [...] questi attacchi hanno il risultato di creare angoscia e sfiducia diffusa in tutta l'opinione pubblica verso ogni sorta di tecnologia, creando falsi miti e diffidenze inutili e devastando la reputazione delle marche coinvolte. Ma la terza caratteristica è quella più pericolosa [...]. Chi si inserisce di nascosto in una catena di approvvigionamento raramente ne ha il pieno controllo, per cui non può essere certo che qualcuno dei prodotti che ha sabotato non finisca in mani innocenti invece che in quelle dei bersagli designati, e agisca colpendo chi non c'entra nulla [...] ==''Twitter.com – profilo ufficiale''== {{cronologico}} *{{NDR|Dopo l'attentato alla sede di Charlie Hebdo}} Se sei disposto a uccidere per la tua religione, comincia da te stesso. E fai un favore all'umanità.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20150429193150/https://twitter.com/disinformatico/status/552820609840082945 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 7 gennaio 2015.</ref> *Se un [[Teoria del complotto|complottista]] dice che "ha scoperto la terribile verità" ed è ancora vivo, non ha scoperto nulla.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20230421200402/https://twitter.com/disinformatico/status/906880221730701313 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 10 settembre 2017.</ref> *{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Questo è il tipo di persona che sul ponte del Titanic correrebbe ad annunciare "Grande notizia, ghiaccio gratis per tutti!"<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20200309153110/https://twitter.com/disinformatico/status/1237027782179389441 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 9 marzo 2020.</ref> *Ai gatti non frega nulla del colore del pelo degli altri gatti. Siate gatti.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20200605054128/https://twitter.com/disinformatico/status/1268778293668560896 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 5 giugno 2020.</ref> *Tanta gente dice che fermarsi mezz'ora per ricaricare un'[[auto elettrica]] in viaggio è intollerabile. Ieri ho visto probabilmente la stessa gente fare allegramente mezz'ora di coda ai caselli pur di non comprare un Telepass da un euro al mese.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20200906080609/https://twitter.com/disinformatico/status/1302518239617003520 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 6 settembre 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[disinformazione sul SARS-CoV-2]]}} Giusto per ricordarlo: la scienza che ci permette di far appoggiare dolcemente su Marte un robot grosso come un'auto è la stessa che ti dice che le mascherine funzionano per non diffondere virus.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20210218222014/https://twitter.com/disinformatico/status/1362527232317673472 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 18 febbraio 2021.</ref> *{{NDR|Sulla disinformazione sul SARS-CoV-2}} Prima dose di vaccino fatta! Per ora però ricevo il 5G esattamente come prima. In compenso Bill Gates mi sta più simpatico e ho una gran voglia di comprare un PC con Windows Vista.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20210507125801/https://twitter.com/disinformatico/status/1390649938959273986 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 7 maggio 2021.</ref> *{{NDR|Sulla disinformazione sul SARS-CoV-2}} Non vaccinarsi perché "tanto lo fanno gli altri, vedi che la gente ora muore meno" è un po' come non mettersi la cintura di sicurezza perché tanto la mettono gli altri e quindi la gente muore meno.<br />Sì, certo. Muore meno quella che mette la cintura.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20210611115718/https://twitter.com/disinformatico/status/1403319957291679748 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 11 giugno 2021.</ref> *Colleghi [[giornalisti]] che avete dato ampio spazio a ciarlatani, cialtroni, imbroglioni, sedicenti sensitivi, cartomanti, ipnotisti, promotori di cure "alternative" con la scusa di "far sentire l'altra campana", compiacetevi. Avete fatto un grande lavoro.<br />Ora godetene i risultati.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20211203100829/https://twitter.com/disinformatico/status/1466710286413488134 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 3 dicembre 2021.</ref> *Come avere successo nel [[giornalismo]] in tre facili passi:<br />1. Trova un utile idiota che dica minchiate colossali, ma le dica bene e faccia indignare.<br />2. Invece di cestinarlo e passare ad altro, ospitalo in TV, cita ogni sua minchiata.<br />3. Incassa gli assegni dagli inserzionisti.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20220430093050/https://twitter.com/disinformatico/status/1520334688140906496 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 30 aprile 2022.</ref> *Molti si chiedono dove troveremo l'energia per caricare le auto quando saranno tutte elettriche.<br />Però nessuno si chiede dove prendiamo tutta l'energia per tenere accese inutilmente le insegne tutta la notte.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20220710150317/https://twitter.com/disinformatico/status/1546147847661387777 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 10 luglio 2022.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{interprogetto/notizia|Paolo Attivissimo: dai complottismi alle libertà digitali|data=21 gennaio 2008}} {{interprogetto/notizia|Paolo Attivissimo: i miei "2 cents" su giornalismo, Wikipedia e progetti fratelli|data=11 febbraio 2008}} {{DEFAULTSORT:Attivissimo, Paolo}} [[Categoria:Blogger italiani]] [[Categoria:Conduttori radiofonici britannici]] [[Categoria:Conduttori radiofonici italiani]] [[Categoria:Giornalisti britannici]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti svizzeri]] [[Categoria:Scrittori britannici]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Scrittori svizzeri]] [[Categoria:Traduttori britannici]] [[Categoria:Traduttori italiani]] [[Categoria:Traduttori svizzeri]] 5jy1il3adu0tdevyw3rtu6w8dhnl517 Roberto Formigoni 0 40829 1426354 1338227 2026-09-13T00:07:40Z Udiki 86035 1426354 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Roberto Formigoni 2009 (2).jpg|thumb|Roberto Formigoni nel 2009]] '''Roberto Formigoni''' (1947 – vivente), politico italiano. ==Citazioni di Roberto Formigoni== *{{NDR|sulla vendita di Alitalia ad Air France}} Il governo rischia di scherzare con il fuoco perché se avalla l'abbandono del territorio più importante del paese che è il nord, rinuncia ad uno dei propri compiti che è quello di garantire l'uguaglianza dei cittadini. (citato in ''[//www.repubblica.it/2007/12/sezioni/economia/alitalia-13/alitalia-13/alitalia-13.html la Repubblica]'', 22 dicembre 2007). *{{NDR|sul caso di [[Eluana Englaro]]}} Non possiamo mandare con leggerezza alla morte una persona che è tenuta in vita non attraverso cure intrusive ma semplicemente dandole da mangiare e da bere [...] il problema è che c'è una vita che è in grado di andare avanti a vivere, una ragazza che vive seppure in condizioni molto difficili, c'è chi vuole continuare ad assisterla, a coltivare le speranze, pur poche che esistono, per una sua ripresa, e c'è invece una sentenza tribunalizia che dice "mandatela a morte". (citato in ''[//www.openpolis.it/dichiarazione/383155 Openpolis]'', 18 dicembre 2008) *{{NDR|sulla pillola RU486}} Io non credo che queste siano le esigenze, non tutto ciò che gli altri paesi fanno è positivo, e soprattutto ci sono ancora molti dubbi dal punto di vista della salute della donna che non pare affatto tutelata. (citato in ''[//www.openpolis.it/dichiarazione/383155 Openpolis]'', 18 dicembre 2008) *{{NDR|sull'alleanza CAI-Air France}} Difenderemo i nostri aeroporti, perché sono un elemento essenziale di lavoro e di sviluppo. Cai sbaglierebbe a scegliere Air France che la costringe ad abbandonare l'area più importante e produttiva del Paese e quindi e ridursi ad una piccola compagnia. (citato in ''[//www.ilgiornale.it/economia/alitalia_aut_aut_lega_difesa_malpensa/06-01-2009/articolo-id=318821-page=0-comments=1 Il Giornale]'', 6 gennaio 2009). *{{NDR|sul caso di [[Eluana Englaro]]}} Come si fa a dire che è un vegetale? Se esiste una minima possibilità di risveglio, non si perde la speranza [...] a gente sa che Eluana morirà con una lunghissima e dolorosissima agonia? Morirà di fame e di sete, con dolori, crampi muscolari, generalizzati e dolorosi, le mucose si seccheranno e ci saranno ulcere, il corpo subirà crisi convulsive generalizzate [...] Ma la certezza che non si soffre non c'è. E poi Eluana è lì, la sua vita non è zero, viene accudita da persone che non chiedono altro, ha senso darle questa morte artificiale anticipata? (citato in ''[//www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/eluana-eutanasia-6/formigoni-eluana/formigoni-eluana.html la Repubblica]'', 31 gennaio 2009) *{{NDR|In occasione dell'avviso di garanzia per inquinamento}} Eccolo, eccolo il tanto desiderato, agognato, scongiurato avviso di garanzia al presidente Formigoni è arrivato. Consegnato stamattina in base a presunte violazioni dell'articolo 674 intitolato "getto pericoloso di cose in luogo pubblico" [...] Io queste cose non le ho mai fatte, sono un ragazzo educato. (citato in ''[//milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_dicembre_1/formigoni-avviso-garanzia-1602090470469.shtml la Repubblica]'', 1 dicembre 2009) *Abbiamo ufficialmente appurato che [[Franz Kafka|Kafka]] è un dilettante, l'Italia del 2009 è molto più avanti [...] Ma in che Paese ci troviamo? Siamo in presenza di magistrature che si contraddicono tra di loro e contraddicono se stesse! (citato in ''[//www.ilgiornale.it/milano/formigoni_kafka_rispetto_magistrati_era_dilettante/17-12-2009/articolo-id=407635-page=0-comments=1 Il Giornale]'', 17 dicembre 2009) *Tutti conoscono [[Pier Gianni Prosperini|Prosperini]]. Se c'è una persona che appare limpida e trasparente, che ha la passione della politica, e che ci mette del suo, è proprio Prosperini. Non credo che sarà facile per i magistrati dimostrare la sua colpevolezza. Com'è noto è il magistrato inquirente che deve dimostrare la colpevolezza dell'indagato, e non viceversa. Prosperini come tutti gli indagati è e resta innocente fino a dimostrazione del contrario. È giusto che la magistratura compia il suo corso, ma mi auguro che sia molto rapido, perché il momento è delicato. (citato in ''[//milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_dicembre_17/intercettazioni-prosperini-arrestato-odeon-tv-boss-1602169652091.shtml Corriere della Sera]'', 17 dicembre 2009) *{{NDR|Sulle primarie per il candidato sindaco di Milano}} Con le primarie di oggi il centrosinistra sceglie il candidato che sarà sconfitto.<ref name="Post14Nov2010">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2010/11/14/formigoni-a-milano-il-centrosinistra-sceglie-lo-sconfitto/ Formigoni: «A Milano il centrosinistra sceglie lo sconfitto»]'', ''ilpost.it'', 14 novembre 2010.</ref> *Lei è la prima volta che viene in Regione Lombardia, qui ci sono delle regole. Si lombardizzi un pochino. Sto per rispondere alle domande dei suoi colleghi, sia cortese e non aggressivo come vostro solito. (ad un cronista di ''Annozero''; citato in ''[//affaritaliani.libero.it/milano/formigoni_feste_arcore_ruby310111.html Affari Italiani]'', 31 gennaio 2011) *[[Nichi Vendola]], in evidente asfissia per drammatico decremento di consensi elettorali, cerca visibilità a tutti i prezzi ricorrendo spesso all'insulto.<ref name="corriere16mar2011">Citato in ''[https://www.corriere.it/politica/11_marzo_16/vendola-porta-a-porta-ignobile_07b9f000-4ff9-11e0-acff-d18cea4068c4.shtml «Porta a Porta è ignobile, non ci vado»]'', ''corriere.it'', 16 marzo 2011.</ref> *[[Nichi Vendola]] è un miserabile, probabilmente sotto effetto di qualche sostanza (citato in ''[//milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_marzo_25/vendola-formigoni-insulti-replica-190306145446.shtml Corriere della Sera]'', 25 marzo 2011) *Il [[Il Popolo della Libertà|Pdl]] è in agonia. Elettori e militanti ci hanno voltato le spalle. Servono subito le dimissioni dei vertici e le primarie a ottobre. O il Pdl è morto.<ref>Intervista a ''Libero''. Citato in ''[https://www.ilpost.it/2011/08/20/formigoni-il-pdl-e-morto/ Formigoni: «Il PdL è morto»]'', ''ilpost.it'', 20 agosto 2011.</ref> *{{NDR|Al consigliere regionale UDC Quadrini}} La sinistra ti applaude e tu li hai inculati, fantastico. (citato in ''[//tv.ilfattoquotidiano.it/2012/03/13/formigoni-allucd-inculata-sinistra/192390/ Il Fatto Quotidiano]'', 13 marzo 2012) *Leggo l'annuncio delle dimissioni di [[Renzo Bossi]] dal Consiglio regionale della Lombardia. Bene così. (su [[twitter]], citato da [//www.linkiesta.it/blogs/post-silvio/formigoni-chi-ha-candidato-la-minetti-stia-zitto-sul-trota Linkiesta], 9 aprile 2012) *Sono a volte caduto e cado in qualche eccesso di [[narcisismo]] o di personalismo? È così. E allora? C'entra qualcosa il mio personale modo di atteggiarmi, i miei limiti personali, i miei gusti o non gusti, con l'oggetto proprio della valutazione di un buono o cattivo amministratore? Che cosa si deve giudicare: le mie camicie o i miei atti di governo? Le mie giacche o le mie leggi? (Intervista a ''[//www.tempi.it/formigoni-tempiit-cosa-ho-da-dire-sullamicizia-con-dacc-e-simone Tempi]'', 20 aprile 2012) *Inutile dire che non mi dimetterò: sarebbe da irresponsabili piegarsi al ricatto dei calunniatori e dare soddisfazione a lobby a cui sembra non importare niente del dramma della crisi che sta devastando l'Italia e a cui interessa soltanto la mia poltrona per i loro affari di potere. (''Ibidem'') ==Citazioni su Roberto Formigoni== *Era un semplice minuscolo democristiano quando arrivò [[Berlusconi]] e lo creò, e gli dette prestigio. ([[Giorgio Stracquadanio]]) *Sequestrati beni per 49 milioni di euro a Roberto Formigoni. La domanda sorge spontanea e precede qualsiasi vicenda giudiziaria: come fa una persona che nella sua vita ha fatto solo politica ad avere beni per 49 milioni di euro? Così, per sapere. ([[Giuseppe Civati]]) *Un uomo che si era insediato all'ultimo piano del "Formigone", il nuovo grattacielo che aveva voluto come segno del suo potere e che si è invece trasformato nella sua Torre di Babele. ([[Gianni Barbacetto]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Formigoni, Roberto}} [[Categoria:Politici italiani]] tis8le4xt89ooflhotcltlfyy5lrgqd Amor di Dio 0 48586 1426371 1413872 2026-09-13T07:33:15Z Spinoziano 2297 amplio e raggruppo Paolo di Tarso 1426371 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Santa Maria della Vittoria - 7.jpg|thumb|Il volto dell'angelo nell'''Estasi di santa Teresa d'Avila'' di [[Gian Lorenzo Bernini|Bernini]]]] Citazioni sull''''amor di Dio''' (amore di Dio verso l'uomo o dell'uomo verso Dio). ==Citazioni== *Amarlo questo Dio, con tutto il trasporto dell'anima. Amare lui solo, Bene supremo, Padre amorevole, unico fine. E per amore piegarsi, adorando, alla sua volontà sempre e in tutto! ([[Eugenia Ravasco]]) *Amiamo Dio senza misura, senza misura nell'amore, senza misura nel dolore. ([[Giuseppe Moscati]]) *Chi ama Dio con purità di cuore, vive felice e poi contento muore. ([[Crispino da Viterbo]]) *Chi si denuda per amore di Dio, Dio lo rivestirà di una veste di gloria. ([[Isacco di Ninive]]) *Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Giovanni]]'') *''Del tuo amore, Signore, è piena la terra; | insegnami il tuo volere.'' (''[[Salmo 119]]'') *Dio si ama da un capo all'altro del mondo, e si ama infinitamente. Dio si ama in un francese, in un turco e in un giapponese: si ama infinitamente in loro. E l'anima resa partecipe di questo amore che Dio si porta nel prossimo ama infinitamente il prossimo in Dio, poiché ama Dio infinitamente amabile. ([[Jean-Jacques Olier]]) *Dobbiamo essere degli accumulatori dell'Amore di Dio attraverso una vita intensa di unione con lui, attraverso la preghiera, attraverso i sacramenti, attraverso la vita nella Chiesa. ([[Pietro Parolin]]) *Fra le altre parole, che ricorrevano spesso nel parlare, {{NDR|[[Francesco d'Assisi]]}} non poteva udire l'espressione «amore di Dio» senza provare una certa commozione. Subito infatti, al suono di questa espressione «amore di Dio» si eccitava, si commoveva e si infiammava, come se venisse toccata con il plettro della voce la corda interiore del cuore. [...] Da parte sua, osservò infallibilmente sino alla morte il proposito, che aveva fatto quando era ancora nel mondo, di non respingere alcun povero che gli chiedesse per amore di Dio. ([[Tommaso da Celano]]) *I tuoi pensieri siano semplici e umili; sollecita sempre la tua attenzione su te stesso, ed il tuo amor di Dio sopra tutte le cose come profumo che si spande. ([[Pasquale Baylón]]) *Il divino amore operò tanto, che parevo impazzita; chiedevo pene e dolori; ma il penare facevami più pazza, essendo proprio dell'amore crescere nel patire. Tutto ciò era nell'intimo dell'anima la quale stava in quel mare immenso ed infinito di Dio che non è capito, e di cui non si può comprendere la grandezza ed immensità. Tenendo Esso, in sé, questa anima, ella vi si perde, vi sta nuotando, come il pesce nell'acqua, e non trova altra via che in Dio, per Dio, con Dio. Il cuore amoroso comunica, allora, all'anima l'istesso suo amore, la spoglia da tutto, e vuole essere solo operante [in lei].<br>Le sue operazioni non si possono raccontare con parole; esso non sta mai, mai ozioso; si manifesta sempre più con modi segreti; ma la sua vista non è visibile agli occhi del corpo, e solo serve a questo di pena e di tormento. Si sente consumare, come cera al fuoco; non sa che cosa sia; l'umanità non è capace di sostenere il divino amore. ([[Veronica Giuliani]]) *Il mio tenor di vita consiste soprattutto in amare e soffrire in [[contemplazione]] e adorare e contemplare e ammirare l'amore senza nome per noi povere creature. In questo amore del mio Dio io non giungo mai alla fine, poiché nulla mi fa ostacolo; così sempre sono unito intimamente col mio amore, e nelle mie molte occupazioni sono spesso tanto più intimamente unito con lui che gli parlo, e con tutta confidenza che ha un bimbo col padre gli espongo i miei bisogni, le mie preghiere, quello che più mi preme... Sono sempre felice e contento in Dio. Prendo tutto con gratitudine dal caro Padre Celeste, siano pene o gioie. Egli sa bene ciò che è meglio per noi, e così sono sempre felice in Dio. Mi sforzo di amarlo assai. Ah! Questo è tanto spesso il mio unico affanno, che lo ami così poco. Sì, vorrei proprio essere un [[serafino]] d'amore, vorrei invitare tutte le creature ad aiutarmi ad amare il mio Dio. ([[Corrado da Parzham]]) *In verità l'amore di Dio non è uno scudo che ci protegge dal male: è la sua promessa di rimanerci accanto quando accade. (''[[L'amore arriva dolcemente]]'') *Infatti, ciascuno è ciò che ama. Ami la terra? Sarai terra. Ami Dio? Che cosa devo dire? Che tu sarai Dio? Io non oso dirlo per conto mio. Ascoltiamo piuttosto le Scritture: ''Io ho detto: "voi siete dèi, e figli tutti dell'Altissimo"''. Se, dunque, volete essere dèi e figli dell'Altissimo, non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. ([[Agostino d'Ippona]]) *''L'amore del Signore è sapienza che dà gloria, | a quanti egli appare, la dona perché lo contemplino.'' (''[[Siracide]]'') *L'amore di Dio non consiste in grandi sentimenti, ma in una grande nudità e pazienza per l'amato Dio. ([[Innocenzo da Berzo]]) *L'amore di Dio non si sottrae al sottrarsi dell'uomo: noi abbiamo questa certezza. ([[Franco Giulio Brambilla]]) *L'amore di Dio... per amare veramente si devono percorrere strette valli, sentieri difficili, dare la scalata ad alti monti, sino a raggiungere la più alta vetta: il Crocifisso. ([[Cecilio Maria Cortinovis]]) *L'amore di Dio per Israele è paragonato all'amore di un padre per il proprio figlio. È un amore più forte dell'amore di una madre per i suoi bambini. Dio ama il suo popolo più di quanto uno sposo ami la propria sposa; questo amore vincerà anche le più gravi infedeltà; arriverà fino al dono più prezioso: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito» (Gv 3,16). L'amore di Dio è «eterno» (Is 54,8): «Anche se i monti si spostassero e i colli vacillassero, non si allontanerebbe da te il mio affetto» (Is 54,10). «Ti ho amato di un amore eterno, per questo ti conservo ancora pietà» (Ger 31,3). (''[[Catechismo della Chiesa cattolica]]'') *L'amore di Dio, quando brucia, produce della cenere: è l'[[umiltà]]. ([[Madeleine Delbrêl]]) *L'amore di Nostro Signore si rivela altrettanto bene nell'anima più semplice la quale non resista affatto alla grazia, quanto nell'anima più sublime. ([[Teresa di Lisieux]]) *L'amore intellettuale della mente per Dio è lo stesso amore di Dio, con cui Dio ama se stesso, non in quanto è infinito, ma in quanto può essere manifestato attraverso l'essenza della mente umana, considerata sotto specie di eternità; ossia l'amore intellettuale della nostra mente per Dio è parte dell'infinito amore con cui Dio ama se stesso. [...] Ne segue che Dio, in quanto ama se stesso, ama gli uomini, e quindi che l'amore di Dio per gli uomini e l'amore intellettuale della mente per Dio, sono una sola e medesima cosa. ([[Ethica|Baruch Spinoza, ''Ethica'']]) *La nostra massima perfezione e il nostro bene supremo stanno nella conoscenza e nell'amore intellettuale di Dio. [...] Finché l'uomo non ha una conoscenza intellettiva di Dio, egli apprende le sue volontà come precetti; ma quando ne ha penetrato la natura, l'obbedienza fa posto all'amore che nasce dalla conoscenza vera così necessariamente come la luce nasce dal sole. ([[Piero Martinetti]]) *La gente può togliermi tutto, ma non il cuore per amare Dio. (''[[Tralci d'una terra forte]]'') *Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui. Per questo l'amore ha raggiunto in noi la sua perfezione, perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio; perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo. Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore. Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo. Se uno dicesse: "Io amo Dio", e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello. ([[Giovanni apostolo ed evangelista|Giovanni apostolo]], ''[[Prima lettera di Giovanni]]'') *Non c'è altro amore che l'amore di Dio. Non c'è altro amore che l'amore. Non c'è altro amore. Non c'è altro. (''[[Salomè (film 1972)|Salomè]]'') *''O mirabile Amor del nostro Dio, | che per poter morir, già si fece huomo, | accioché l'huom si trasformasse in Dio.'' ([[Leonora della Genga]]) *Ogni uomo agli occhi di lui è il mondo intero. Dio ci ama come se ognuno di noi fosse solo sulla terra. (''[[Barabba (film)|Barabba]]'') *''Passanti, ecco un antico monito: | se volete che vostra sia la via della concordia, | e vostri i sentieri della pace, | amate Dio e osservate i suoi comandamenti''. ([[Edgar Lee Masters]]) *Per me amare Dio vuol dire amare la [[verità]]; amare il [[prossimo]] come se stessi è riconoscere l'unità della propria anima e della propria vita con ogni altra vita umana e con la Verità eterna – Dio. ([[Lev Tolstoj]]) *Poiché dunque l'amor di Dio è la felicità e la beatitudine somma dell'uomo, nonché il fine ultimo e lo scopo di ogni azione umana, ne viene che osserva la legge divina solo chi si preoccupa di amare Dio. ([[Baruch Spinoza]]) *Siamo ciò che è più remoto da Dio, al limite estremo; da cui non sia però totalmente impossibile tornare a lui. Nel nostro essere, Dio è lacerato. Siamo la crocifissione di Dio. L'amor di Dio per noi è passione. Come il bene potrebbe amare il male senza soffrire? Anche il male soffre amando il bene. L'amore reciproco di Dio e dell'uomo è sofferenza. ([[Simone Weil]]) *Siate fiaccole e roghi ardenti che dove toccano mettono il fuoco dell'amore di Dio. ([[Paola Frassinetti (santa)|Paola Frassinetti]]) *Siccome Dio ci ha amati per primo, l'amore adesso non è più solo un «comandamento», ma è la risposta al dono dell'amore, col quale Dio ci viene incontro. ([[Papa Benedetto XVI]]) *Soltanto l'amore divino concede le chiavi della scienza. ([[Arthur Rimbaud]]) *Sta bene aver peso e misura in tutte le cose... meno che nell'Amore di Dio. ([[Teresa di Lisieux]]) *Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. (''[[Deuteronomio]]'') *Tutte le [[Bibbia|Scritture]] sono state scritte per questo: perché l'uomo capisse quanto Dio lo ama e, capendolo, s'infiammasse d'amore verso di lui. ([[Agostino d'Ippona]]) *Veramente, amare Dio, più che un comandamento, è un privilegio, una concessione. Se un giorno lo scoprissimo, non cesseremmo di ringraziare Dio per il fatto che ci comanda di amarlo e non vorremmo far altro che coltivare questo amore. Esso è l'unico amore che non delude mai, che è in grado di soddisfare appieno il bisogno infinito d'amore che c'è nel cuore umano. L'esperienza mi ha convinto che la causa più universale di sofferenza nel mondo non è la malattia, o altre cose del genere, ma la mancanza di amore [...] Imparare ad amare Dio — e, con lui, il [[prossimo]] — significa aver trovato finalmente il luogo del proprio riposo, la fonte stessa della [[felicità]]. ([[Raniero Cantalamessa]]) *Voi dovete adorar Dio per sottrarvi all'arbitrio e alla prepotenza degli uomini. ([[Giuseppe Mazzini]]) ===[[Massimo il Confessore]]=== *Chi ama Dio, ama totalmente anche il prossimo, e chi ha una tale disposizione non si affanna ad accumulare denaro, tutto per sé, ma pensa anche a coloro che ne hanno bisogno. *Chi ama Dio, antepone la conoscenza e la scienza di lui a tutte le cose create, e ricorre continuamente a lui con il desiderio e con l'amore dell'animo. *Chi possiede dentro di sé l'amore divino, non si stanca e non viene mai meno nel seguire il Signore Dio suo, ma sopporta con animo forte ogni sacrificio e ingiuria e offesa, non augurando affatto il male a nessuno. ===[[Paolo di Tarso]]=== *Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: ''Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, | siamo trattati come pecore da macello.'' Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore. (''[[Lettera ai Romani]]'') *La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. (''[[Lettera ai Romani]]'') *Ma la conoscenza riempie di orgoglio, mentre l'amore edifica. Se qualcuno crede di conoscere qualcosa, non ha ancora imparato come bisogna conoscere. Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto. (''[[Prima lettera ai Corinzi]]'') ==Voci correlate== *[[Amore]] *[[Carità]] *[[Dio]] *[[Mistica]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} [[Categoria:Amore]] [[Categoria:Concetti del cristianesimo]] [[Categoria:Concetti dell'ebraismo]] [[Categoria:Escatologia]] tizzfc50uj6a31etfecae1eexkg9i6t La strada 0 51930 1426315 1341986 2026-09-12T17:56:04Z Danyele 19198 /* Citazioni su La strada */ +1 1426315 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua|il romanzo di [[Cormac McCarthy]]|[[Cormac McCarthy#La strada|La strada]]}} {{Film |titolo italiano= La strada |immagine= La strada film.jpg |didascalia= Una scena del film in cui Zampanò ([[Anthony Quinn]]) suona la tromba e Gelsomina ([[Giulietta Masina]]) lo ascolta |paese= Italia |anno= 1954 |genere = drammatico |regista= [[Federico Fellini]] |soggetto= Federico Fellini, [[Tullio Pinelli]] |sceneggiatore= Federico Fellini, Tullio Pinelli, [[Ennio Flaiano]] |produttore = [[Dino De Laurentiis]], [[Carlo Ponti]] |attori= *[[Giulietta Masina]]: Gelsomina *[[Anthony Quinn]]: Zampanò *[[Richard Basehart]]: il Matto *[[Aldo Silvani]]: il signor Giraffa *[[Marcella Rovere]]: la vedova *[[Lidia Venturini]]: la suora *[[Mario Passante]]: cameriere *[[Anna Primula]]: madre di Gelsomina *[[Pietro Ceccarelli (attore)|Pietro Ceccarelli]]: oste *[[Nazareno Zamperla]]: Neno *[[Giovanna Galli]]: la prostituta all'osteria *[[Yami Kamedeva]]: prostituta |doppiatori originali= *[[Arnoldo Foà]]: Zampanò *[[Stefano Sibaldi]]: il Matto *[[Cesare Polacco]]: il signor Giraffa *[[Franca Dominici]]: madre di Gelsomina *[[Nino Bonanni]]: oste *[[Marina Dolfin]]: moglie del Sig. Giraffa *[[Alfredo Censi]]: cameriere *[[Giotto Tempestini]]: la guardia |note= *'''Musiche''': [[Nino Rota]] Vincitore di 1 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]] (1957)''': *Miglior film straniero }} '''''La strada''''', film italiano del 1954 con [[Giulietta Masina]] e [[Anthony Quinn]], regia di [[Federico Fellini]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Questo qui è un pezzo di catena dello spessore di mezzo centimetro, di ferro crudo, più forte dell'acciaio. Con la semplice espansione dei muscoli pettorali, ossia del petto, io spezzerò il gancio. Grazie, grazie. Grazie siore e siori. Per fare questo dovrò gonfiare i polmoni come una camera d'aria. Potrebbe rompersi una vena e io sputerei sangue. Una volta, a Milano, un uomo che pesava un quintale e venti chili ha perso la vista facendo questo esercizio. Questo perché è il nervo ottico che fa tutto lo sforzo e quando si è persa la vita, è finita. Se c'è qualche persona delicata tra il pubblico è meglio che non guardi. Potrebbe uscire del sangue. ('''Zampanò''') {{NDR|presentando il numero}} *Devi essere elegante. Con Zampanò stracci in giro non ne voglio. Le mie donne hanno sempre fatto la {{sic|sua}} figura. ('''Zampanò''') {{NDR|a Gelsomina}} *Io sono un artista viaggiante e quella è la mia assistente: ci ho insegnato tutto io, quando l'ho presa non sapeva neanche ragliare. ('''Zampanò''') {{NDR|riferito a Gelsomina}} *Io me ne vado. Torno al mio paese perché me so proprio stufata. E non è per il lavoro, perché il lavoro mi piacerebbe. A me mi piace a far l'artista. Siete voi che non mi piacete. ('''Gelsomina''') {{NDR|a Zampanò}} *Sta tranquilla, tanto andrà malissimo! ('''il Matto''') {{NDR|a Gelsomina prima del numero al circo}} *Siore e siori, ecco a voi una catena di più di mezzo centimetro. È di ferro crudo e più forte dell'acciaio. Voi mi vedrete passare la catena attorno al petto e chiuderla solidamente con questo gancio. Con la semplice espansione dei muscoli pettorali, ovverosia del petto io spezzerò il gancio. Qualcuno in mezzo a voi può dire che il gancio è segato nel mezzo. Un momento. Controllate con i vostri occhi. Signora Gelsomina, prego. {{NDR|consegna a Gelsomina la catena in modo che tutto il pubblico possa vederla e toccarla}} Questo pezzo di stoffa non è per proteggermi [...] ma per evitare a voi la vita del sangue nel caso dovesse infilarsi nella carne. Io non vi dirò che ci vuole la forza di due paia di buoi. Forse non siete tutti professori ma una qualunque persona intelligente capisce che ci vogliono tre cose: polmoni sani, costole d'acciaio e forza sovraumana. ('''Zampanò''') {{NDR|presentando il numero al circo}} *Ah, che gli fa bene stare un po' dentro, ha tanti anni da campare quello lì. {{NDR|Zampanò}} Sono io che muoio presto. ('''Il Matto''') {{NDR|a Gelsomina}} *Che faccia buffa che hai! Ma sei sicura di essere una donna? Sembri un [[carciofo]]! ('''Il Matto''') {{NDR|a Gelsomina}} *M'hai rotto l'orologio... ('''Il Matto''') {{NDR|[[ultime parole dai film|ultime parole]] a Zampanò}} *Il Matto sta male! ('''Gelsomina''') {{NDR|ripetendolo continuamente a Zampanò}} *Io non volevo ammazzarlo, gli ho dato solo due pugni e non aveva niente, solo un po' di sangue al naso. Poi me ne vado e lui casca in terra. Ma devo passare la mia vita in galera per un paio di pugni?! Io voglio solo lavorare in pace! Avrò il diritto di vivere no?! ('''Zampanò''') {{NDR|a Gelsomina}} ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Zampanò''': Non la facevi mai la [[minestra]] a casa tua, eh?<br>'''Gelsomina''': No.<br>'''Zampanò''': Buona per i maiali! *'''Il Matto''' {{NDR|riferito a Zampanò}}: Uhuhuhuh! Guarda chi c'è: Ciufile! {{NDR|al signor Giraffa}} Avete fatto benissimo a prenderlo: in un circo c'è bisogno d'animali! {{NDR|ride; poi a Zampanò}} Scherzo! Lo sai che scherzo sempre. Vuoi una cicca? Ah no ce l'hai già! {{NDR|al signor Giraffa}} Veramente devo dire che è un grande artista e poi che varietà di programmi! {{NDR|a Zampanò}} Dovresti fare... ah sì, quello della catena! È un pezzo che non lo fai più.<br>'''Zampanò''': Senti, voglio darti un consiglio d'amico a te. Non parlare mai. Non parlare mai con me! Altrimenti va a finire molto male. *'''Il Matto''': Ehi, che ha fatto quella volta che sei scappata?<br>'''Gelsomina''': Tanti schiaffi...<br>'''Il Matto''': Ma perché 'un t'ha lasciato andar via? Non lo capisco. Io 'un ti terrei con me ma neanche per un giorno. Chissà, forse... forse ti vuole bene.<br>'''Gelsomina''': Zampanò? A me?<br>'''Il Matto''': Eh. E perché no? Lui è come i cani. Li hai mai visti i cani che ci guardano perché vogliono parlare e invece abbaiano soltanto?<br>'''Gelsomina''': Poveraccio... eh?<br>'''Il Matto''': Eh... E già, poveraccio. Ma se non ci stai te con lui, chi ci sta? Io so 'gnorante, però ho letto qualche libro. Tu 'un ci crederai ma tutto quello che c'è a questo mondo serve a qualcosa. Ecco prendi quel sasso lì, per esempio.<br>'''Gelsomina''': Quale?<br>'''Il Matto''' {{NDR|prendendo un sasso da terra}}: Questo... uno qualunque. Be', anche questo serve a qualcosa, anche questo sassetto.<br>'''Gelsomina''': E a cosa serve?<br>'''Il Matto''': Serve... Ma che ne so io? Se lo sapessi sai chi sarei?<br>'''Gelsomina''': Chi?<br>'''Il Matto''': Il Padreterno che sa tutto... quando nasci, quando muori e chi può saperlo? No. 'Un lo so a cosa serve questo sasso qui ma a qualcosa deve servire, perché se questo è inutile, allora è inutile tutto. Anche le stelle. Almeno credo. E anche tu... anche tu servi a qualcosa con la tu' testa di carciofo. *'''La suora''': Eh, ma anche noi giriamo, cambiamo di convento ogni due anni, questo per me è già il secondo.<br>'''Gelsomina''': E perché?<br>'''La suora''': Così non ci attacchiamo troppo alle cose del mondo. Uno si affeziona al posto dove abita, no? Anche a una pianta uno s'affeziona. E si rischia di dimenticare il più importante che è Dio. {{NDR|ride}} Giriamo tutte e due: voi seguite il vostro sposo, io il mio.<br>'''Gelsomina''': Eh già... Ciascuna il suo. ==Citazioni su ''La strada''== *Ci sembra [...] che il fenomeno Fellini riguardi più il costume, più la psicologia e la sociologia che non l'arte del film: esso va comunque ricollegato con tutto un modo di concepire e intendere l'arte, di assumere verso di essa e la vita un atteggiamento simile a quello della nostra letteratura d'anteguerra, e anche in parte e per molti versi, di quella contemporanea. In questo senso Fellini appare come un regista anacronistico, irretito com'è in problemi e dimensioni umane largamente superate. [...]. In ''La strada'', troviamo in maggior misura altri motivi ambigui: il simbolismo, il lirismo, l'angelismo, il misticismo, l'autobiografia sentimentale. [...] Se una cultura esiste in Fellini, questa è più specificatamente cinematografica, trae origine dall'ammirazione per film e motivi chapliniani [...]. Ma [...] [[Charlie Chaplin|Chaplin]] non isola i suoi personaggi, li fa agire e muovere nella società, nel mondo. [...] Fellini continua a vagheggiare esperienze trascorse, contentandosi di vagheggiarle. ([[Guido Aristarco]]) [[File:Anthony-quinn-as-zampano.jpg|thumb|upright=1.3|[[Anthony Quinn]] in una scena del trailer]] *Credo che il film l'ho fatto perché mi sono innamorato di quella bambina-vecchina un po' matta e un po' santa, di quell'arruffato, buffo, sgraziato e tenerissimo clown che ho chiamato Gelsomina e che ancora oggi riesce a farmi ingobbire di malinconia quando sento il motivo della sua tromba. ([[Federico Fellini]]) *Ho visto l'ultimo Fellini giusto martedì scorso... non è uno dei suoi migliori. È mancante di strutture coesive, si ha la sensazione che non sia del tutto sicuro di quello che vuole dire. Oddio, io l'ho sempre definito essenzialmente "un grande tecnico del cinema". D'accordo, ''La strada'' era un buon grandissimo film. Grandissimo nell'uso dell'energia negativa... (''[[Io e Annie]]'') *''La strada'' dà la sensazione d'essere una pellicola abbozzata, sembra soltanto accennare ai suoi temi. [...] Fellini è stato sinceramente, teneramente, affettuoso con Zampanò e Gelsomina ma forse, a furia di rinunciare ai compromessi, ha avuto il torto di avvolgere la sua elegia in una sorta di caligine grigia, senza dare rilievo ai fatti, specialmente senza differenziare i personaggi. [...] Quasi temerariamente. Fellini ha preferito le penombre là dove gli sarebbe stato agevole trovare contrasti più spiccati, illuminazioni più precise e gradevoli. Si tratta di un dramma romanticamente picaresco, che conteneva gli elementi delle narrazioni fortemente colorite; non basta dire che Fellini li ha evitati, per dargli lode. ([[Arturo Lanocita]]) *''La strada'' di [[Federico Fellini|Fellini]] è il film che forse ho amato di più. M'identifico molto in quel film, in cui troviamo un implicito riferimento a [[Francesco d'Assisi|san Francesco]]. Fellini ha saputo donare una luce inedita allo sguardo sugli ultimi. In quel film il racconto sugli ultimi è esemplare ed è un invito a preservare il loro prezioso sguardo sulla realtà. ([[Papa Francesco]]) *''La strada'' è un'opera che presuppone dal suo autore, oltre alla genialità d'espressione, una perfetta conoscenza di certi problemi spirituali ed una riflessione su di essi. Questo film, infatti, tratta del sacro, non dico del religioso né della religione. Parlo di quel bisogno primitivo e specifico all'uomo che ci spinge ad andare oltre, all'attività metafisica, sia sotto forma religiosa che sotto quella artistica, bisogno fondamentale come quello della "durata". Sembra che Federico Fellini sappia perfettamente che questo istinto è all'origine sia delle religioni che dell'arte. Ce lo mostra allo stato puro in Gelsomina. Ricordiamoci di una delle prime immagini del film. Gelsomina ha due volti, uno triste e uno gioioso, quello gioioso si volge verso il mare in un sorriso di soddisfazione solitaria e irreprensibile. "A me piace fare l'artista!", dichiara poco dopo. ([[Dominique Aubier]]) *''La strada'' è un sorprendente e misterioso film; soggioga e turba lo spettatore, anche se questi fatica a capirne le ragioni profonde; là dove lo stesso Fellini è arrivato più con la forza dei sentimenti che con la chiarezza dell'intelletto. Gelsomina è nata dentro di lui molto tempo fa, prima dello ''Sceicco bianco'', prima dei ''Vitelloni'', e vi ha dipanato lentamente la sua storia con la chiaroveggente libertà propria appunto dei folli. Molte cose di Gelsomina, Fellini non è riuscito, mi sembra, a dire;ma tale reticenza ha qualcosa di nobile, di alto, questo lo indoviniamo e ci riempie di rispetto. Comunque, soltanto Gelsomina resta vagamente irreale; Zampanò è uno dei più poderosi, corposi e drammatici personaggi del cinema contemporaneo; e lo stile del film tra i più puri e più lucidi del neorealismo (si rammenti la lievità, l'intensità, l'immediato calore dei personaggi e l'immediata definizione di essi nella sequenza del pranzo nuziale e della escursione di Gelsomina nella grande casa campestre, fino allo scoprimento del bambino malato). E penso peraltro sia ingiusto dire che Fellini ha costruito un film di evasione dalla realtà. Si potrà se mai discutere la natura dell'uomo Fellini, quella sua ben reale inclinazione alla creatura eccezionalmente "innocente", nel senso dostojewskiano. ([[Vittorio Bonicelli]]) *''La strada'' inizia come una sorta di farsa stridente e nostalgica (su un motivo musicale di Nino Rota preso a prestito al primo movimento della sinfonia Il titano di Mahler) per scivolare poco alla volta verso una tragedia quasi scespiriana. Più che a Charlot, al quale è stata frettolosamente paragonata, Gelsomina, creatura lunare interpretata con grazia un po' maldestra dalla moglie del regista Giulietta Masina, fa pensare ad [[Harpo Marx]]. Fa parte di quella famiglia di "clown bianchi" cari a Fellini, con Zampanò che è un crudele Augusto, e con un Matto filosofo che deve dare alla favola la sua morale: "Tutto serve a qualcosa, nell'universo. Anche un sassolino". Fellini ha dato opere più importanti, ma non ha ritrovato la purezza di questo sogno infantile. ([[Claude Beylie]]) *''Le notti di Cabiria'' e ''La strada'' di Fellini sono film in piena sintonia con lo spirito del cattolicesimo. ([[Krzysztof Zanussi]]) *Quando per la prima volta ho visto sul grande schermo ''La strada'' ho pianto, aveva una melodia così bella e straziante. ([[Ella Rumpf]]) *Vivevo di danza a Parigi, poi vidi ''La strada'' e decisi che il mio futuro era da attrice, avrei lavorato con Fellini o almeno nel cinema. ([[Milena Vukotic]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film premi Oscar]] 7tdomjn42ven5n9xmow6g87nbrknscy Eve Ensler 0 62421 1426328 1180271 2026-09-12T18:44:33Z Danyele 19198 /* Citazioni di Eve Ensler */ fix 1426328 wikitext text/x-wiki [[File:Eve_Ensler_at_a_Hudson_Union_Society_event_in_March_2011.jpg|thumb|Eve Ensler nel 2011]] '''Eve Ensler''' (1953 – vivente), drammaturga statunitense. ==Citazioni di Eve Ensler== *Lei {{NDR|il parlamentare repubblicano [[Todd Akin]]}} ha usato l'espressione [[violenza sessuale|stupro]] "legittimo" come se esistesse anche lo stupro "illegittimo". Cercherò di spiegarle l'effetto che ha sulle menti, cuori e anime dei milioni di donne che vengono stuprate su questo pianeta. È una forma di stupro reiterato. Il presupposto alla base della sua affermazione è che non ci si deve fidare delle donne e delle loro esperienze. Che la loro comprensione di cosa è lo stupro deve essere stabilita da un'autorità superiore, più qualificata. Così facendo vengono delegittimati, minati e sminuiti l'orrore, l'invasività, la profanazione che hanno sperimentato. Questo le fa sentire sole e impotenti tanto quando si sentivano al momento dello stupro.<ref name=lettera>Da ''[http://www.huffingtonpost.com/eve-ensler/todd-akin-rape_b_1812930.html Dear Mr. Akin, I Want You to Imagine...]'', ''The Huffington Post'', 20 agosto 2012; citato in [http://giulia.globalist.it/Detail_News_Display?ID=33040 ''Mister Todd, le spiego lo stupro cos'è''], Giulia Globalist.it, traduzione di Flavia Vendittelli, 27 agosto 2012.</ref> *Il vostro giocare con parole come "forzato" e "legittimo" è giocare con le nostre anime che sono state spezzate da peni non voluti che ci entravano dentro, strappando la nostra carne, le nostre vagine, la nostra coscienza, la nostra fiducia in noi stesse, il nostro orgoglio, il nostro futuro.<ref name=lettera/> {{Int|Da ''Ragazze, non lasciatevi sabotare''|Intervista di Monica Capuani, ''iO Donna'', 5 marzo 2011.}} *È una stagione pericolosa per le italiane. Da anni [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] costruisce per le giovani un modello fuorviante. Il messaggio è che, se sei potente, puoi comprarti le ragazze. Le quali, di conseguenza, diventano oggetti che possono essere acquistati e venduti per servire vecchi ricchi e autoritari. Il rischio è che le giovani comincino a trasformarsi in oggetti sessuali senza neppure che qualcuno lo chieda loro e accettino di prestarsi a quel circo sessuale perché pensano che sia l'unico modo per acquistare potere. La manifestazione del 13 febbraio è stata un segno potente. Le donne non devono cedere, questo è il momento di resistere: senza di loro, non esisterebbe l'Italia. *{{NDR|Dai 13 ai 19}} Sono gli anni in cui ci viene detto: "Non essere troppo estrema, intensa, emotiva". Bisogna conformarsi, vengono scoraggiate originalità, bontà, nobiltà, devozione, ossessività, emotività, diminuendo ogni potenziale. Mi ci è voluta una vita per ricatturare, ripristinare e "riabitare" quella parte di me ragazza che è stata soffocata, ridicolizzata e sminuita. Assistendo alle umiliazioni inflitte alle ragazze in tutto il mondo, ho capito che si cerca di sabotarle ovunque, disattivando la forza delle emozioni. *Il [[mondo]] è così scollegato dalle emozioni, così dissociato dal suo cuore. Sono convinta che se il legame venisse riallacciato, molti orrori non accadrebbero più. *Tutta la mia vita è stata un tentativo di resistere alla tirannia del [[Patriarcato (sociologia)|patriarcato]]. *L'[[Africa]] è il cuore nevralgico del mondo, e il [[Repubblica Democratica del Congo|Congo]] è il cuore del cuore. Saranno le donne congolesi a curare quel cuore. =='' I Monologhi della vagina''== ===[[Incipit]]=== "Vagina". Ecco, l'ho detto. "Vagina". L'ho ripetuto. Sono tre anni che pronuncio questa parola. L'ho detta in teatri, università, salotti, caffè, cene mondane, programmi radiofonici in tutto il paese. La direi in televisione se qualcuno me lo permettesse. La pronuncio centoventotto volte ogni sera quando rappresento il mio spettacolo, ''I monologhi della vagina'', che si basa su interviste a un gruppo eterogeneo di più di duecento donne. L'argomento è la vagina. La pronuncio nel sonno. La dico perché non è previsto che la dica. La dico perché è una parola invisibile – una parola che suscita ansia, imbarazzo, disprezzo e disgusto. ===Citazioni=== *Credo che ciò che non si dice non venga visto, riconosciuto e ricordato. Ciò che non diciamo diventa un segreto, e i segreti spesso creano vergogna, paura e miti. (p. 15) *Fa paura pronunciare questa parola. "[[Vagina]]". All'inizio hai l'impressione di sfondare un muro invisibile. "Vagina". Ti senti in colpa, a disagio, come se qualcuno stesse per colpirti. Poi, dopo che l'hai detta per la centesima o la millesima volta, ti viene in mente che è la ''tua'' parola, il ''tuo'' corpo, la ''tua'' parte più essenziale. All'improvviso ti rendi conto che la vergogna e l'imbarazzo che provavi pronunciandola miravano a mettere a tacere il tuo desiderio, a erodere la tua ambizione. (p. 16) *La mia vagina è una conchiglia, una tenera conchiglia rosa rotonda, che si apre e si chiude. La mia vagina è un fiore, un tulipano eccentrico, dal centro acuto e profondo, il profumo tenue, i petali delicati ma robusti. (p. 49) *La mia vagina è una conchiglia, un tulipano e un destino. Arrivo mentre incomincio già a partire. La mia vagina, la mia vagina, io. (p. 54) *Amare le [[donna|donne]], amare le vagine, conoscerle e toccarle ed avere familiarità con noi stesse, cioè sapere chi siamo e di cosa abbiamo bisogno. Soddisfarci da sole, insegnare ai nostri amanti a soddisfarci, essere presenti nelle nostre vagine, parlarne ad alta voce, parlare della loro fame e solitudine e del loro dolore e senso dell'umorismo, per renderle visibili, in modo che non possano venire impunemente depredate nel buio, in modo che il nostro centro, il nostro punto, il nostro motore, il nostro sogno non sia più staccato, mutilato, paralizzato, rotto, reso invisibile o coperto di vergogna. (p. 109) *''Il [[cuore]] è capace di sacrificio. | E così la vagina. | Il cuore è capace di perdonare e riparare. | Può cambiare forma per farci entrare. | Può allargarsi per farci uscire. | E così la vagina. | Può soffrire per noi e tendersi per noi, | morire per noi e sanguinare | e sanguinolenti immetterci | in questo difficile mondo meraviglioso. | E così la vagina. | Io ero lì nella stanza. | Io ricordo.'' (p. 115) *Lentamente compresi come nulla fosse più importante del porre fine alla [[violenza contro le donne|violenza nei confronti delle donne]], che in verità la dissacrazione delle donne rivelava il fallimento degli esseri umani nell'onorare e proteggere la vita; e questo fallimento, se non l'avessimo rettificato, avrebbe significato la fine di tutti noi. Non penso di essere estremista. Quando si violentano, picchiano, storpiano, mutilano, bruciano, seppelliscono, terrorizzano le donne, si distrugge l'energia essenziale della vita su questo pianeta. Si forza quanto è nato per essere aperto, fiducioso, caloroso, creativo e vivo a essere piegato, sterile e domato. (p. 124) *Per la sopravvivenza della razza umana, le donne devono essere al sicuro e dotate di potere. È un'idea ovvia ma, come una vagina, ha bisogno di grande attenzione e amore per essere rivelata. (p. 127) ==''Io sono Emozione''== ===[[Incipit]]=== Cara Creatura Emotiva,<br/>io so chi sei. Ho scritto questo libro perché credo in te. Credo nella tua autenticità, nella tua unicità, nella tua intensità, nella tua irruenza. Amo il fatto che ti tingi i capelli di viola, o ti tiri su la minigonna, o ascolti musica a tutto volume canticchiando in playback le parole di tutte le canzoni che hai imparato a memoria. Amo la tua inquietudine e la forza del tuo desiderio. Sei una delle nostre più grandi risorse naturali. Possiedi una capacità d'azione e un'energia irriducibili che se liberate potrebbero trasformare, ispirare e guarire il mondo. ===Citazioni=== *Accontentare, incarnare il desiderio o la volontà di qualcuno che non sei tu. [...] Se cerchi di accontentare gli altri, come puoi prenderti la responsabilità dei tuoi bisogni? Come fai anche solo a capire quali sono? Cosa devi soffocare dentro di te per accontentare gli altri? Io penso che questo renda tutto confuso. Perdiamo di vista noi stesse. Smettiamo di prendere posizione. Smettiamo di dirigere le nostre vite. Aspettiamo di essere salvate. Dimentichiamo ciò che sappiamo. Prendiamo per buono ciò che non lo è. (p. 16) *''Perché tutti hanno molta più paura del [[sesso]] | che dei missili SCUD? | E chi ha detto che Dio non amava il piacere? | E se la famiglia nucleare [[eterosessualità|eterosessuale]] è così meravigliosa | perché tutti la fuggono | o spendono i risparmi di una vita | per piangerci sopra chiusi in una stanza con uno sconosciuto?'' (p. 22) *''La [[Guerra d'Iraq|guerra in Iraq]] costa quasi tremila miliardi di dollari. | Non so nemmeno contare fin lì | ma so | che il denaro avrebbe potuto cancellare | avrebbe cancellato | la povertà in generale | e questo avrebbe cancellato il terrorismo. | Com'è che abbiamo i soldi per uccidere | ma non per sfamare o per guarire? | Com'è che abbiamo i soldi per distruggere | ma non per l'arte e per le scuole?'' (p. 22) *''Perché nessuno ricorda nulla? | E come mai i delinquenti ricchi | sono pagati profumatamente per tenere discorsi | mentre i delinquenti poveri sono torturati | e chiusi in prigione? | C'è qualcuno che se ne occupa? | O tutto questo sta sfuggendo al controllo e finirà per | esplodere o dissolversi? | E se c'è qualcosa che possiamo fare | perché non lo facciamo? | Che fine ha fatto la rabbia? | Che fine hanno fatto la correttezza | o la responsabilità? | Che fine ha fatto il pudore nell'esibire la propria ricchezza? | Che fine ha fatto la bontà? | Che ne è stato degli adolescenti che si ribellavano | invece di comprare e vendere? | Che ne è stato degli adolescenti che si baciavano | invece di scrivere blog e dire malignità? | Che ne è stato degli adolescenti che marciavano | e si opponevano | invece di sfruttare e utilizzare?'' (p. 25) *''Dammi qualcosa in cui credere | che non sia la marca di un prodotto.'' (p. 26) *''Io dico proviamoci | se tutto sta andando in malora. | Io dico parliamone | lottiamo | raddrizziamo le cose | prima che non ci sia più nulla | cui aggrapparsi. | Sta a noi farlo. | È uno schifo, ma è così. | Sta a te e a me, piccola.'' (p. 26) *''Grandi aspettative | Ne ho tradite tante | Non sono la persona che vorrebbero | Mia madre vuole una famiglia perfetta | Io non credo nella perfezione | Perfetta nel mondo di mia madre: | Tutti dieci | Magrissima | Intelligente e felice | Bravissima in tutto | Io non so chi sono | Tagliarsi | Cercare di controllare | Tutto quello che mi crolla addosso | È diventato un sollievo'' (p. 36) *''Non lo aggredirei mica. | Lo toglierei e basta. | Non gli farei del male, | lo metterei solo da qualche altra parte. | Non è proprio una persona. | È un problema | che diventa sempre più grosso. | La mia amica Juicy mi ha detto di fare la cosa giusta. | Pensa se la tua mamma l'avesse fatto a te, ha detto. | Be', se così fosse ora non avrei un problema che mi | cresce dentro | e non avrei voglia di ammazzarmi. | Mi piace la scuola. | Voglio diventare una persona importante. | Ho detto a Juicy che non è un figlio. | È un forse.'' (p. 42) *''Mio padre odia le ragazze | Dice che una volta le seppellivano | alla nascita. | Nessun valore | Nessuna personalità | Questa non è casa tua | Non puoi uscire | Pulisci. Strofina. Metti in ordine. | Non sperare in qualcosa di più | Non stare sul balcone | Non perdere la verginità | Non guardare fuori dalla finestra | Mia madre mi tiene in casa | Mio padre mi butta fuori | Mio fratello mi picchia | Il dottore mi taglia | Non. Non.'' (p. 47) *''Una cosa era bella solo se piaceva a lei | Una cosa era divertente solo se lei voleva farla con me | Diceva che devi dare i tuoi soldi a chi ne ha bisogno | Diceva che era importante prepararsi a morire | Stavamo stese immobili trattenendo il respiro | Disse che dovevamo imparare a baciare | Mi disse di mettere la mia lingua nella sua bocca | È più bello se lo fai con calma | Diceva che si può amare qualcuno | solo se è tuo amico. | Io non sono omosessuale | Io non sono eterosessuale | Io sono Stephanie-sessuale.'' (p. 53) *SOPHIE<br/>''Ho cominciato a una festa | Volevo partecipare | Volevo fare quel che facevano tutti | All'inizio non intendevo fumare | per sempre''<br/>APOLLINE<br/>''Il futuro mi angoscia | I miei studi | Il lavoro | Costa molto | Come farò a vivere a [[Parigi]]? | Come troverò qualcosa che mi va di fare? | Fumo per evitare il futuro'' (p. 60) *APOLLINE<br/>''Mio padre pensa che sua figlia sia la ragazza perfetta | Il che significa brava a scuola | Niente ragazzi | Niente sesso | Niente fumo | Niente droga | La prima volta che ho fatto sesso avevo sedici anni | È stato molto brutto | Lui non era il mio ragazzo | Solo un amico | Non volevo fare sesso | Ero un po' brilla | Peccato che non fosse uno che mi piaceva | Ora sto col mio ragazzo | Lui è dolce. È attento con me. | Facciamo sesso un paio di volte alla settimana.''<br/>SOPHIE<br/>''La prima volta che sono stata con un ragazzo non sapevo | È stato molto bello | Lui mi voleva bene | Diceva di non essere vergine | ma credo che lo fosse | Era timido e non sapeva cosa fare | È stato carino con me | Io parlo del sesso con mio padre | Lui mi fa delle domande | Mi chiede se mi è piaciuto e | cos'abbiamo fatto. | A volte non rispondo | Lui dice che devo stare attenta | A non restare incinta e alle malattie'' (p. 61) *''È volgare e spaventoso | Una volta mio padre e mia madre lo stavano facendo nella stanza accanto | Credevo che mia madre stesse morendo | Può ucciderti | Può liberarti | Basta dire di no | Puoi dire di no | Non vorrai dire di no | È naturale | È sano | È peccato | I ragazzi lo vogliono più delle ragazze | Le ragazze lo vogliono più dei ragazzi | I ragazzi non sanno quel che fanno | È permesso solo quando si fanno i figli | Mia madre dice che è mistico | Vorrei che mia madre non dicesse niente | Conosci la tua vagina | È tua'' (p. 65) *''Io ballo per scomparire | Io ballo per sapere che sono qui | Io ballo perché sono arrapata | Perché è sacro | Perché voglio dimenticare |'' [...] ''| Io ballo perché tutto è possibile | Io ballo perché mi fa sballare | Perché è l'unica cosa | che non puoi togliermi | Io ballo perché mi tiene | lontana | dalle opinioni e dalle idee | di tutti gli altri | Io ballo perché | sanguino | sanguino | divento'' (p. 68) *''Io ballo alla fine della crudeltà | Io ballo oltre i campi di sterminio | Io ballo oltre Wounded Knee | Io ballo oltre gli scheletri e le ossa | Io ballo oltre i marchi degli schiavi | e i tatuaggi dell'Olocausto | Io ballo oltre le identità inflitte | e gli sguardi di disprezzo | Io ballo oltre i limiti ristretti delle mie capacità e del mio valore | Io ballo oltre i vostri sguardi lussuriosi | Le vostre sudicie interpretazioni del mio corpo adolescente | Mi scrollo di dosso i burqa e i legami | e i busti e le diete | Mi scrollo di dosso le restrizioni e le regole arbitrarie | Mi scrollo di dosso i vostri moniti opprimenti | Io ballo al pulsare della vita | Io ballo perché le ragazze sono le ultime sopravvissute'' (p. 69) *''Leggo tutte le poesie | Recito tutte le parole | Guardo tutti i film | Conosco tutte le tue mosse | Metto su il tuo video e memorizzo tutti i passi che fai | Ricevo i tuoi tweets | Conosco il tuo dolore | Canto le tue canzoni | Ti preparo doni con ramoscelli, conchiglie e piume | Li lascio ai piedi del palco | Strillo quando si accendono le luci | Ti chiamo e riaggancio sette volte | So che puoi vedere il mio numero di telefono | Sto cercando | una madre | delle risposte | una ragione | un domani'' (p. 74) *BLOG 2<br/>ce l'hanno tutti con me. questa è una foto dei miei fianchi. ossa sporgenti. amo queste due parole: ossa sporgenti. perfette per i jeans. sade, musica sexy e caffè aiutano molto. combinazione ideale. musica lenta e [[caffeina]] annientano la [[fame]]. (p. 77) *BLOG 9<br/>il terapeuta non capisce. non è che io ci penso a questa cosa. c'è e basta. devi essere magra. è un marchio impresso sulla mia coscienza, come un ordine permanente, come una macchia di caffè mentale. magari tutto questo sistema salterà e dovranno programmarmi con qualcos'altro. per esempio?, chiede lo strizzacervelli. non lo so. il seccatore insiste. okay, okay. forse il nuovo marchio dirà: non deve fare così male. dev'essere PIÙ PROFONDO. dev'essere facile. non deve riguardare solo me. non deve richiedere tutto questo tempo. non deve farmi sentire tagliata fuori. NON DEVE FARMI VENIRE VOGLIA DI AMMAZZARMI. devo avere usato un tono aggressivo. per un bel po' nessuno parla. poi la cinese dice che forse non ci sono più marchi o ordini. forse lo scopriremo cammin facendo quindi è inutile fare pressioni. siamo qui e basta, okay?, a fare cose, insieme. (p. 79) *Non ricordo nulla. Quando mi sono svegliata avevo una forte nausea e stranamente tutti erano chini su di me e ho capito che era successo qualcosa di terribile. Ho cominciato a vomitare carne, ossa e sangue. Il mio naso mi si rovesciava addosso, sfasciato martellato distrutto. Piangevo e non sapevo nemmeno come fare a piangere senza un naso. E mio padre mi ha preso la mano e ha detto: «Ora sarai una principessa» e io ho risposto: «Non voglio essere una principessa. Ero contenta di essere un pagliaccio. Il mio naso era pronunciato ma grazie a lui avevo un passato e un mistero. Faceva di me quello che ero. Ora non c'è più niente. Solo questo assurdo casino in mezzo alla mia faccia. Ero la Mesopotamia e adesso sono un centro commerciale». (p. 83) *So che è difficile da credere ma non ho mai sognato di essere carina. Le ragazze carine mi facevano pena perché tutti le guardavano in continuazione. Non parlavano mai, non facevano niente. Stavano lì e basta, a fare... le carine. Come un pesce rosso in una boccia di vetro. Non fa che nuotare, e farsi guardare. Ogni tanto spilluzzica un po' di mangime per i pesci, ma poco, perché sappiamo tutti che magro è sinonimo di carino. È questo il problema nell'essere carine. [...] È il cibo che fa funzionare il cervello. Quindi le persone carine sono più lente. Non possono fare granché. Non hanno pensieri molto ambiziosi. Del resto, non ne hanno bisogno. Sono carine. (p. 83) *''Ho sedici anni. | Sto tremando. | Tremo sempre. | Tremo come | un corpo che sussulta | dopo che gli hanno sparato | Sono morta | dentro. | Lui tornerà. | Devo sbrigarmi a parlare | Odio i miei capelli. | Mi hanno venduta due anni fa. | Non posso uscire. | Sono carne. | Sono un animale. | Ho sedici anni. | Appartengo a loro. | Loro sanno cosa vogliono. | Sono alta.'' (p. 91) *''Voglio ancora bene alla mia [[famiglia]]. | I poliziotti | Mi hanno legato a un letto | per sette ore | mi hanno messo le manette | mi hanno spogliato | e sei di loro... | Sono un secchio dell'immondizia. | Sono un contenitore. | Ho vomitato | Non c'è tempo | ''5 minuti'' | Non so perché sono nata. | Non provo piacere | Sono volgare | Solo carne | Se qualcuno potesse vedere il mio cuore | Si accorgerebbe che non c'è'' (p. 94) *''Sono una fessura stuprata | Sto per estinguermi | Non resterà niente di me | Elefante | Aquila | Ragazza'' (p. 95) *Mi sono messa a pensare a quanto sia difficile voler bene a Barbie così com'è adesso. È così rigida, con tutta quella plastica. Non ispira nessuna [[tenerezza]]. Non riesce nemmeno ad abbracciarti. Tu devi darti da fare per lei: devi adorarla, vestirla, comprarle delle cose. Lei vuole tutto. È avida e bisognosa. È così che ti inducono a spendere altri soldi.<br/>Non è colpa di Barbie, sapete; lei non ha scelta. Tante persone la controllano, dal primo stampo in plastica fino all'ultimo accessorio. Per molti versi è persino meno libera di me. Lei non è in grado di andarsene. (p. 99) *[[Barbie]] non è quella che credete. È molto più in gamba di come la lasciano essere. Ha enormi poteri ed è una specie di genio.<br/>Ci sono più di un miliardo di Barbie nel mondo. Pensate se le liberassimo. Pensate se prendessero vita in ogni paesino, città, camera da letto, discarica e casa da sogno. Pensate se invece di rifarsi il trucco rifacessero il mondo. Pensate se cominciassero a dire ciò che sentono davvero. Facciamole parlare. (p. 100) *''Caro Khalid, | Quand'ero accanto alla tua tomba | li ho immaginati mentre ricomponevano | i pezzi del tuo corpo come un puzzle. | C'era sempre quel pezzo che mancava | e la tua mano | continuavo a pensare alla tua mano | che stringeva la mia quando credevi | in qualcosa per cui valeva la pena | di morire. | Ti esaltavi. | Non un'esaltazione allegra come quando ricevi un regalo. | Più una specie di determinazione. | Nessuno ti avrebbe privato | del tuo futuro. | Ho continuato a pensare ai pezzi | del tuo corpo | e a come amavo ciascuno di essi | ma non separati in questo modo.'' (p. 102) *''Caro Khalid, | Avrebbe potuto essere tuo figlio | quello che avevo a contatto della pelle | agganciato così | a succhiare la vita da me | e invece era una bomba | delle dimensioni di un torso | che si allargava come un mostruoso tumore | a succhiare la vita | avrebbero potuto esserci | piccole dita al posto dei chiodi | il frutto | del nostro amore | e invece era una cosa per far esplodere | la gente.'' (p. 104) *''Non voglio imparare a sparare. | Vado in galera. | Rifiuto di indossare l'uniforme dell'esercito/prigione. | Mi mettono in isolamento. | Non dico quanto questo mi terrorizza. | Ogni notte | una ragazza della mia età, sui diciott'anni, | entra nella mia cella. | Ha la testa rasata. | È nuda e affamata. | Vuole farmi sapere qualcosa. | Poi si sente soffocare. | Le sue mani ossute | artigliano il muro. | Non capisco se è un sogno | o un ricordo. | Che mi ossessiona | o mi libera.'' (p. 108) *REGOLA 8. NESSUNO PUÒ TOGLIERTI NULLA SE NON SEI TU A DARGLIELA (p. 115) *''Io ballo nel cerchio di tutti quei popoli | Io ballo per dire sì alla mia cultura | Io ballo perché mia nonna | e mio nonno me l'hanno insegnato | Io ballo per non dimenticare | Io ballo perché in me c'è un uccello | A volte è un uccello lento nel mio corpo | A volte è rapido | come una [[ghiandaia azzurra americana|ghiandaia azzurra]] | Non puoi fermarne una | nemmeno se cerchi di ammazzarla | Punta un fucile contro una ghiandaia azzurra | Volerà via veloce | Oltre la tua portata'' (p. 116) *''Siamo tutte quelle che hanno dovuto rinunciare a mariti fidanzati e corteggiatori | perché abbiamo sposato la nostra missione. | Sappiamo che l'amore arriva da ogni direzione e in varie forme. | Siamo Malalai Joya, che ha risposto ai membri della Loya Jirga afghana | chiamandoli "signori della guerra e razziatori" e che | ha continuato a parlare anche quando loro hanno tentato di far saltare in aria la sua casa. | E siamo Zoya, che dopo l'omicidio della madre uccisa | per le sue idee radicali quando lei era bambina | si è nutrita di [[rivoluzione]], che è più forte del latte.'' (p. 122) *''E siamo quelle che hanno temuto e amato i propri figli | anche se hanno il volto di chi le ha violentate. | Siamo le ragazze che hanno smesso di tagliarsi per sfogare il proprio dolore | E siamo le ragazze che non hanno voluto farsi togliere il clitoride e rinunciare al piacere. | Siamo: | Rachel Corrie, che non ha voluto/potuto sfuggire al bulldozer israeliano. | [[Aung San Suu Kyi]], che sorride ancora dopo anni di reclusione nella propria stanza. | [[Anna Frank]], che sopravvive perché ha scritto la propria storia. | E siamo Neda Soltani, uccisa da un cecchino per le strade di Teheran mentre invocava una nuova libertà e un nuovo corso.'' (p. 122) *''Siamo freegane, vegane, trans, | ma soprattutto siamo donne che dicono di no. | Non accettiamo il vostro mondo | le vostre regole le vostre guerre | Non accettiamo la vostra crudeltà e la vostra insensibilità. | Non crediamo che alcuni debbano soffrire perché altri sopravvivano | o che non ci sia abbastanza per tutti | o che le [[multinazionale|multinazionali]] siano l'unico e il migliore sistema economico. | E non odiamo i ragazzi, okay? | Questa è un'altra stronzata. | Diciamo di no | ma abbiamo fame di baci. | Non faremo nulla finché non siamo pronte | ma potrebbe accadere prima di quanto pensiate | e sappiamo prendere una decisione | e non abbiamo paura di quel che ci pulsa dentro. | Ci rende vive.'' (p. 123) *''Perché non ne ha parlato per primo? | Forse intendeva metterlo | all'ultimo momento. | Forse ha una tecnica per farlo | senza guastare l'atmosfera. | Quante volte l'ha già fatto? | Con quante ragazze è andato a letto? | E lui dice, semplicemente, | «Questa è la mia prima volta, | sono un po' impacciato», | e io scoppio a ridere | e lui fa «Stai ridendo di me?» | e io rispondo | «No, sto ridendo perché | sono impacciata anch'io e sono contenta | che tu sia come me.» | E ci baciamo ancora un po' | e poi lui tira fuori il [[preservativo]] | e ci ridiamo sopra | perché i preservativi sono proprio buffi | e diventa una cosa | che facciamo insieme | e ognuno di noi protegge se stesso | e l'altro | e per questo sono contenta di lui | e di me.'' (p. 130) *''La mia [[Minigonna|gonna corta]] | non è una supplica | non vi chiede | di essere strappata | o tirata su o giù. | La mia gonna corta | non è un motivo legittimo | per violentarmi | anche se prima lo era | è una tesi che non regge più | in tribunale. | La mia gonna corta, che voi ci crediate o no, | non ha niente a che fare con voi.'' (p. 136) *''La mia gonna corta è la mia sfida. | Non vi permetterò di farmi paura. | La mia gonna corta non è un'esibizione, | è ciò che sono | prima che mi obbligaste a nasconderlo | o a soffocarlo. | Fateci l'abitudine. | La mia gonna corta è felicità. | Mi sento in contatto con la terra. | Sono qui. Sono bella. | La mia gonna corta è una bandiera | di liberazione nell'esercito delle donne. | Dichiaro queste strade, tutte le strade, | patria della mia vagina.'' (p. 137) *''Io amo essere una ragazza. | Posso sentire quello che senti | mentre lo senti dentro | quel sentimento | da prima. | Io sono una creatura emotiva. | Non percepisco le cose | come costruzioni intellettuali o idee preconfezionate. | Pulsano nei miei organi e nelle mie gambe | e mi infiammano le orecchie. |'' [...] ''| Io sono una creatura emotiva. | Sono in comunicazione con tutto e con tutti. | Sono nata così. | Non azzardarti a liquidarla come una cosa da adolescenti | o a dire che è solo perché sono una ragazza. | Queste sensazioni mi rendono migliore. | Mi rendono pronta. | Mi rendono presente. | Mi rendono forte.'' (p. 147) *''Io sono una creatura emotiva. | Perché vuoi chiudermi | o spegnermi? | Io sono ciò che resta della tua memoria. | Ti metto in comunicazione con la tua origine. | Nulla è stato annacquato. | Nulla si è perso. | Io posso riportarti indietro. | Amo sentire ciò che provi | dentro di te, | anche se blocca la mia vita | anche se fa troppo male | o mi porta fuori strada | anche se mi spezza il cuore. | Mi rende responsabile. | Io sono emotiva | Io sono una creatura emotiva, | introspettiva, incondizionata. | E amo, capisci, | io amo amo amo | essere una ragazza.'' (p. 149) *''Sono tutte balle | Non c'è responsabile tranne quelli che fingono di esserlo | Nessuno verrà a salvarti | Nessuno | Capirà d'istinto i tuoi bisogni | Conoscerà il tuo corpo meglio di te'' (p. 153) *''Allontanati finché non avrai più paura di | non tornare indietro | Di' di no quando non vuoi fare una cosa | Di' di sì se il tuo istinto è forte | anche se qualcuno intorno a te non è d'accordo | Decidi se vuoi essere amata o ammirata | Decidi se farti accettare è più importante che scoprire | cosa ci fai qui | Credi nei baci | Lotta per la tenerezza | Non reprimere i tuoi sentimenti | Piangi quanto vuoi | Fa' del mondo un teatro | e appassionati alla vicenda'' (p. 154) ==''Se Non Ora Quando?''== ===[[Incipit]]=== Parole. Parole. Questo libro è incentrato sulle parole. Parlare del non detto. Parlare del già detto in un modo nuovo e vitale, parlare del dolore, parlare della fame. Parlare. Parlare della [[violenza contro le donne|violenza sulle donne]] non perché sia l'unico problema, ma perché è un problema centrale nel mondo e tuttavia si continua a non parlarne, a non vederlo, a non dargli peso o importanza. Affinché le parole rompano il torpore e la negazione, la dissociazione e la distanza, l'inganno. Parlare affinché si crei una comunità, una coscienza, un interesse. ===Citazioni=== *Parlare della violenza sulle donne perché la storia delle donne è la storia della vita stessa. Parlandone non si può evitare di parlare di razzismo e supremazia, povertà e patriarcato, costruzione di imperi, guerra, sessualità, desiderio, immaginazione. Il meccanismo della violenza è ciò che distrugge le donne, le controlla, le sminuisce e le tiene al loro cosiddetto posto. Parlare della violenza, raccontare le storie, perché nel raccontare legittimiamo l'esperienza femminile. Riveliamo ciò che accade nell'oscurità, nel sottoscala, lontano dagli sguardi. Nel raccontare, le donne si riappropriano del loro potere. Della loro voce. Dei loro ricordi. Del loro futuro. (p. 8) *Abbiamo bisogno di scrittori in quest'epoca terribile di inganno, manipolazione, frasi a effetto e mezze verità, in quest'epoca in cui la brama di potere ha sconfitto la fame di giustizia, in quest'epoca di santi e malfattori. Non abbiamo molti veri leader, non abbiamo molti politici di cui ci possiamo fidare. Ma possiamo fidarci degli scrittori. Invece di venderci qualcosa, esplorano qualcosa; invece di dominarci, ci aprono la mente; invece di conquistare o detenere una posizione, ci invitano a fare domande. (p. 8) *Io non vengo invitata alle [[Festa|feste]]. Cioè, non più. All'inizio sì. Avevo un certo fascino, un certo stile. La gente mi credeva divertente finché non scopriva che ero la persona che guasta la festa. Interrompe il piacere, fa entrare il resto del mondo come una raffica di vento invernale a Chicago. Io sono il tipo che, per qualche motivo, deve vederlo, dirlo, e farlo sapere a tutti. (p. 201) *Tornano le [[Pelliccia|pellicce]]. Non è fantastico? Tornano le mutilazioni. Tornano gli omicidi. Tornano i [[Visone|visoni]]. I visoni mi fanno sempre pensare alle donne. Non solo perché le donne indossano i visoni, ma perché c'entra con il modo in cui le donne sono allevate per servire. Destinate al massacro. C'entra con il fatto di essere così bella, così morbida e calda, che la gente deve indossarti, avvolgerti intorno al collo o prenderti da dietro o spararti alla testa o straziarti o picchiarti o farti morire di fame. Tornano le pellicce. Tornano le pellicce. Non è fantastico, tornano le pellicce? Lo stesso, evidentemente, vale per gli stupri. Tornano gli stupri. Tornano i talebani. Torna O.J. Tornano le pellicce. Tornano tornano tornano. Ma quando mai queste cose sono andate via? Non se ne sono mai andate. Sono semplicemente ignorate e sepolte e accettate da quelli che vanno alle feste, da quelli che non possono smettere di festeggiare, che pensano che la vita sia un'unica grande festa, e in effetti per loro lo è perché hanno tutto, perché sono ricchi privilegiati perfetti e festeggiano festeggiano. Smettetela. Smettetela. Vi prego, vi prego smettetela. Le donne stanno morendo. (p. 203) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Eve Ensler, ''I Monologhi della vagina'', traduzione di Margherita Bignardi, Marco Tropea Editore, 2000. ISBN 88-438-0218-6 *Eve Ensler, ''Io sono Emozione'', traduzione di Annalisa Carena, Piemme, 2011. ISBN 978-88-566-1643-9 *Eve Ensler e Mollie Doyle (a cura di), ''Se Non Ora Quando?'', traduzione di Annalisa Carena, Piemme, 2012. ISBN 978-88-566-2563-9 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ensler, Eve}} [[Categoria:Drammaturghi statunitensi]] 7pswqrxy8dqh52lfvzt9vie51rp7ptk Pretty Cure 0 67279 1426367 1425934 2026-09-13T07:16:47Z Manami 50665 + cit. 1426367 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |tipofiction = Serie TV anime |immagine = |didascalia = |titoloitaliano = Pretty Cure |titolooriginale = プリキュア |titolotraslitterato = Purikyua |paese = Giappone |anno = 2004 – in corso |genere = ''mahō shōjo'' |stagioni = 23+ |episodi = 1118+ |ideatore = Izumi Tōdō, Toei Animation |doppiatoriitaliani = *[[Perla Liberatori]]: Nagisa Misumi / Cure Black *[[Monica Vulcano]]: Honoka Yukishiro / Cure White *[[Letizia Scifoni]]: Hikari Kujo / Shiny Luminous *[[Eva Padoan]]: Saki Hyuga / Cure Bloom/Bright *[[Joy Saltarelli]]: Mai Mishou / Cure Egret/Windy *[[Monica Bertolotti]]: Nozomi Yumehara / Cure Dream *[[Gaia Bolognesi]]: Rin Natsuki / Cure Rouge *[[Barbara Pitotti]]: Urara Kasugano / Cure Lemonade *[[Eleonora Reti]]: Komachi Akimoto / Cure Mint *[[Rachele Paolelli]]: Karen Minazuki / Cure Aqua *[[Valentina Mari]]: Milk/Kurumi Mimino / Milky Rose *[[Emanuela Damasio]]: Love Momozono / Cure Peach *[[Valentina Favazza]]: Miki Aono / Cure Berry *[[Benedetta Ponticelli]]: Inori Yamabuki / Cure Pine *[[Benedetta Degli Innocenti]]: Setsuna Higashi / Cure Passion *[[Joy Saltarelli]]: Tsubomi Hanasaki / Cure Blossom *[[Monica Volpe]]: Erika Kurumi / Cure Marine *[[Tatiana Dessi]]: Itsuki Myōdōin / Cure Sunshine *[[Chiara Gioncardi]]: Yuri Tsukikage / Cure Moonlight |note = Nº episodi aggiornato alla fine della ventitreesima serie }} {{Film |immagine = 26th Tokyo International Film Festival DOKIDOKI PRETTY CURE! THE MOVIE.jpg |didascalia = I kigurumi con il cast dei doppiatori di ''Dokidoki! Pretty Cure'' alla prima del film durante la 26esima edizione del Tokyo International Film Festival |titoloitaliano = Pretty Cure |titolooriginale = プリキュア |paese = Giappone |anno = 2005 – in corso |genere = ''mahō shōjo'' |film = 34 }} '''''Pretty Cure''''' (プリキュア, ''Purikyua'', Precure), serie di anime, manga e film d'animazione giapponese creata da Izumi Tōdō e prodotta da Toei Animation. ==''Pretty Cure''== ===Frasi ricorrenti=== *Non posso crederci! (ありえな~い!, ''Ariena~i!'') (frase simbolo di '''Nagisa Misumi''') *Io sono Cure Black, la protettrice della Luce! (光の使者、キュアブラック!, ''Hikari no shisha, Kyua Burakku!'') (frase di presentazione di '''Cure Black''') *Io sono Cure White, la protettrice della Luce! (光の使者、キュアホワイト!, ''Hikari no shisha, Kyua Howaito!'') (frase di presentazione di '''Cure White''') ===Episodio 1, ''Una sorpresa piovuta dal cielo''=== *{{NDR|Durante la trasformazione per la prima volta}}<br />'''Nagisa e Honoka''': Doppia Aurora Boreale!<br />'''Nagisa''' {{NDR|perplessa}}: Mi chiedo perché abbiamo gridato questa stranissima frase. […]<br />'''Cure Black e Cure White''': Siamo le Pretty Cure!<br />'''Cure White''': Soldato dell'esercito delle tenebre,<br />'''Cure Black''': tornatene subito da dove sei venuto! {{NDR|Di nuovo perplessa}} Ma che sto dicendo!? *{{NDR|In seguito al primo combattimento}}<br />'''Nagisa''': Scusate se vi disturbiamo in un momento così tenero, ma anche noi vorremmo capirci qualcosa, sapete.<br />'''Mepple''': Semplicissimo. Voi avete appena ricevuto i poteri della luce. […]<br />'''Mipple''': D'ora in poi, voi due combatterete insieme a noi contro le tenebre. Noi quattro siamo i protettori della luce.<br />'''Nagisa''': Combattere? Non se ne parla! Quello che è successo oggi ci è bastato, grazie.<br />'''Mepple''': E vi dovrete prendere cura anche di noi, eh.<br />'''Mipple''': Siete le prescelte, non potete sottrarvi.<br />'''Nagisa''' {{NDR|sorpresa}}: Eh!? Ma di che parlate!? ===Episodio 2, ''Il Giardino della Luce''=== *'''Nagisa''': Mi auguro che quello che è successo ieri {{NDR|Si riferisce al primo scontro come Pretty Cure}} non accada mai più. […] Voglio dire che se raccontassi in giro la nostra avventura, mi prenderebbero per matta. E poi non ho davvero nessuna intenzione di occuparmi di lui {{NDR|Mepple}}.<br />'''Honoka''': Io lo farò.<br />'''Nagisa''' {{NDR|sorpresa}}: Oh! Come sarebbe a dire lo farai?<br />'''Honoka''': Il destino vuole che io mi prenda cura di lei {{NDR|Mipple}} e io lo farò. Tutto qui.<br />'''Nagisa''': Ah, fammi capire: quindi secondo te il nostro destino è quello di combattere insieme tutta la vita per salvare la Terra dai mostri!?<br />'''Honoka''': Ovviamente non sono in grado di essere così precisa, però devo ammettere che ieri mi sono divertita moltissimo.<br />'''Nagisa''': Ieri potevamo lasciarci le penne, forse non te ne sei resa conto.<br />'''Honoka''': È stato così eccitante! E ho scoperto di essere portata per l'acrobatica.<br />'''Nagisa''': Ma che dici? Non posso crederci! Quello che è successo ieri è assurdo e pericolosissimo, non deve succedere mai più! E se ti piace l'acrobatica, iscriviti in palestra! ===Episodio 8, ''Una vera amica''=== *Lascia che ti dica che secondo me non conta quanto voi due siate diverse. L'importante è capire se vuoi andarci d'accordo o no. E ancora più importante è capire se si tratta di una persona che ti è cara. ('''Sanae Yukishiro''' a Honoka Yukishiro sul suo rapporto con Nagisa Misumi) *Non ti preoccupare, non è una cosa così brutta {{NDR|il [[litigio]]}}. Rifletti: perderesti tempo a litigare con una persona a cui non vuoi bene? ('''Rie Misumi''' a Nagisa Misumi sul suo rapporto con Honoka Yukishiro) *{{NDR|Pensiero di Nagisa}} I dolci al cioccolato mi fanno impazzire. Una cosa che non sopporto, invece, sono le cipolle. {{NDR|Pensiero di Honoka}} Io e Nagisa siamo completamente diverse: la personalità, il modo di pensare, i nostri valori. Non riesco a capire cosa vuole veramente. {{NDR|Pensiero di Nagisa}} Mi piace sentirmi attiva, la scuola mi annoia, mi piace l'odore dell'erba. I miei calzettoni invece puzzano un po'… {{NDR|si mette a ridere}} ma che sto dicendo? […] {{NDR|Pensiero di Honoka}} Con il mio amico {{NDR|Fuji-P}} volevo solo farle un favore, ma si è arrabbiata oltremisura. […] {{NDR|Pensiero di Nagisa}} Il sole mi rallegra, la pioggia mi rattrista. Voglio bene alle mie amiche e non mi piace litigare, non lo sopporto. {{NDR|Pensiero di Honoka}} Anche se siamo tanto diverse, mi diverto quando sono con lei. Vorrei tanto aver modo di conoscerla meglio. {{NDR|Pensiero di Nagisa}} Vorrei che diventassimo amiche, vere amiche. {{NDR|Pensiero di Honoka}} Spero che si aggiusti tutto il più presto possibile. {{NDR|Pensiero di entrambe}} Portarci rancore e tenerci il muso in questo modo è davvero stupido! ('''Nagisa Misumi''' e '''Honoka Yukishiro''' nei diari personali sulla loro amicizia) ===Episodio 9, ''Mepple sta male''=== *'''Honoka''': Per certi versi, conoscere persone nuove è come una sfida.<br />'''Nagisa''': A volte mi domando come saranno quelle che conosceremo con il tempo. Sicuramente alcune rimpiangeremo di averle incontrate. ===Episodio 11, ''Terrore all'acquario. Salvate Ryota!''=== *{{NDR|Gekidrago coinvolge Ryota in un attacco, mettendolo in pericolo}}<br />'''Cure Black''': Ryota non ha niente a che fare con tutta questa storia, non deve pagare un prezzo così alto. Se gli succede qualcosa, io ti uccido!<br />'''Gekidrago''': Dovete darmi immediatamente le Pietre Prismatiche!<br />'''Cure Black''': Se le vuoi così tanto, vieni pure a prendertele. Io sono qui!<br />'''Mepple''' {{NDR|basito}}: Che cosa!? Starai scherzando!? ===Episodio 18, ''Questioni di cuore''=== *'''Kiriya''': È strano, ma non riesco a capire in che modo pensa la gente. […] Ci sono tante cose che mi sfuggono. Chissà, forse succede quando le persone non sono sulla stessa lunghezza d'onda.<br />'''Honoka''': O forse succede quando non ci si impegna a fondo per comprendersi ed è molto più frequente. Per esempio, certe volte non capiamo che qualcuno ha un forte bisogno di dirci cosa sente per noi. Se invece lo capissimo, potremmo costruire con quella persona uno splendido rapporto fatto di [[sincerità]]. E da quel momento ci si conoscerebbe davvero e il rapporto potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto più serio e profondo. In altre parole, ci potremmo voler bene e sarebbe una cosa molto bella. ===Episodio 20, ''Il mistero delle due Honoka''=== *Dovete sapere che le cose che contano sono la conoscenza, la forza e soprattutto l'[[esperienza]]. Si cresce davvero solo imparando a difendersi nei momenti di crisi. Non potete pensare di sconfiggere un nemico contando solo sul coraggio e sulla fortuna. […] Il [[coraggio]] senza il potere è più debole del male. ('''Poisonny''' a Cure Black e Cure White) ===Episodio 21, ''La scelta di Kiriya''=== *Io non ho la forza per cambiare il mio [[destino]], ma sembra che voi due l'abbiate. L'incredibile energia che vi lega è così potente che riesce a guidarvi verso il vostro destino. Sento la forza di attrazione che c'è tra le Pietre Prismatiche: sono certo che è merito vostro se riesce a scaturire. Queste pietre è con voi che devono stare. Continuate il vostro cammino. […] Devo andare. So bene cosa mi aspetta e non posso fare niente per cambiare il mio destino. […] Addio. ('''Kiriya''' a Cure Black e Cure White, [[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]) ===Episodio 26, ''La sconfitta di Re Jaaku''=== *'''Re Jaaku''': Perché rischiare tanto? Cosa vi spinge a combattere così?<br />'''Cure Black''': Non mi sembra difficile da comprendere: loro sono nostri amici!<br />'''Re Jaaku''': Vostri amici?<br />'''Cure White''': Vederti distruggere il Giardino della Luce spezza il cuore a Mepple e a Mipple! […]<br />'''Re Jaaku''': Povere sciocche. È davvero questa la vera ragione per cui combattete?<br />'''Cure Black''': Per noi è sufficiente. L'amicizia è un grande valore!<br />'''Cure White''': Ha ragione, ma tu che ne sai dei valori? A te non importa niente dei tuoi amici!<br />'''Re Jaaku''': La luce scompare, il mondo sarà presto avvolto nell'oscurità: questo è il destino.<br />'''Cure Black''': A noi non spaventa l'oscurità: siamo pronte a sfidarlo, il destino!<br />'''Cure White''': È vero, e a qualunque costo! L'unica cosa che conta per noi è proteggere coloro che amiamo!<br />'''Cure Black''': Il nostro mondo è troppo bello, non deve essere inghiottito dalle tenebre. Non ci sconfiggerai.<br />'''Cure Black e Cure White''': Non te lo permetteremo! *[…] Loro sono le Pretty Cure, le Leggendarie Guerriere della salvezza. […] Posseggono la volontà e il potere della salvezza. Danno speranza a me e al Giardino della Luce. ('''Regina della Luce''' a Re Jaaku su Cure Black e Cure White) ===Episodio 28, ''Il valore della speranza''=== *Mai perdere la speranza. Non importa quanto avrai sudato per arrivare dove sei, ci sarà sempre qualcosa che ti ripagherà della fatica. Basta non perdere la speranza e vedrai che il domani sarà sempre un giorno bellissimo, che ti regalerà sorprese su sorprese. La speranza e la sfiducia sono soltanto le due facce della stessa medaglia. ('''Sanae Yukishiro''') *'''Cure Black''' {{NDR|vedendo il nemico ai piedi della collina}}: Arrivate qui sopra non dovevamo essere ripagate delle nostre fatiche con una visuale meravigliosa? No, basta, mi dispiace, io non ci sto più. Ne ho abbastanza di tutto questo. E non ho più tempo da perdere dietro a queste assurde storie di mostri. Sono un'adolescente, e voglio pensare solo ed esclusivamente alle vacanze estive.<br />'''Cure White''': Che dici, Nagisa?<br />'''Cure Black''' {{NDR|inizia a piangere}}: Devo ancora fare un sacco di cose, visitare un miliardo di posti, e come se… come se non bastasse rischio di non trovare più quel meraviglioso variegato al cioccolato.<br />'''Cure White''' {{NDR|basita}}: Che!?<br />'''Cure Black''': Lo fanno solo d'estate e va a ruba.<br />'''Cure White''': Che c'entra con la nostra missione!?<br />'''Cure Black''': E non so neppure se riuscirò a finire per tempo tutti i compiti che la professoressa Yoshimi ci ha assegnato.<br />'''Mipple''': Qual è il problema? Tu falli un po' per volta.<br />'''Cure Black''' {{NDR|imbronciata}}: Il pensiero di tutte queste cose mi rende molto, molto irritabile! Quindi, ridicoli mostri, vi consiglio di tornarvene di corsa a Dotsuku!<br />'''Cure White''': Non è facile capirti, sai?<br />'''Cure Black''': Poche storie, diamoci dentro!<br />'''Cure White''': Sì! ===Episodio 32, ''Pollun va alla fiera''=== *'''Pollun''': ''Fritti'' Cure!<br />'''Cure Black''': Di nuovo con questi fritti, Pollun. Noi siamo le ''Pretty'' Cure!<br />'''Pollun''': ''Fritti''! ===Episodio 40, ''Un invito a casa di Honoka''=== *'''Nagisa''': Era carino se dormivano qui anche le altre {{NDR|amiche}}. […] Mi sembra così strano che tu mi abbia addirittura invitata a casa tua e che dorma nel tuo letto. Se ti ricordi all'inizio non avevamo molta confidenza. Ci siamo conosciute diventando le Pretty Cure.<br />'''Honoka''': È vero. Abbiamo trovato Mepple e Mipple e ci siamo trasformate nelle Pretty Cure. Non è passato neanche un anno, ma è come se ci conoscessimo da sempre.<br />'''Nagisa''': Anche per me. Abbiamo affrontato insieme tante di quelle difficoltà.<br />'''Honoka''': Solo una volta siamo state davvero in crisi.<br />'''Nagisa''': Quando? {{NDR|Ricorda il litigio con l'amica}} Scusa, ero proprio arrabbiata.<br />'''Honoka''': Non fa niente. In fondo, è proprio da quel giorno che siamo diventate amiche sul serio. Abbiamo fatto tante cose insieme. Siamo andate nel Giardino della Luce e a Dotsuku.<br />'''Nagisa''': E abbiamo conosciuto tantissime persone interessanti: la Regina, il Gran Consigliere…<br />'''Honoka''' {{NDR|rattristandosi}}: Alcune non le vedremo più… {{NDR|Si riferisce a Kiriya}}<br />'''Nagisa''': Honoka… Senti mai la mancanza di Kiriya? Scusa, lascia perdere. Ho fatto una domanda stupida. Non sentirti obbligata a rispondere.<br />'''Honoka''': Non lo so. Sono sicura che se lo rivedessi, sarei felice, eppure per qualche motivo non voglio incontrarlo ancora. Tu che dici: credi che noi riusciremo a rimanere amiche per sempre?<br />'''Nagisa''': Dipende da te, se mi sopporti. Lo sai come sono: non mi piace studiare, non so cucinare e spesso e volentieri combino guai di tutti i generi. Ma se vorrai, sarò sempre qui per te. ===Episodio 42, ''Il rapimento di Honoka''=== * Per prenderti cura degli altri, prima di tutto, devi aver cura di te stessa e rispettare i tuoi sentimenti. […] Non puoi fare niente per gli altri se ti senti sola e indifesa. ('''Nagisa Misumi''' a Honoka Yukishiro) ===Episodio 49, ''L'ultimo giorno delle Pretty Cure''=== *'''Re Jaaku''': Vi ho detto che è tutto inutile. Il vostro potere non potrà mai competere col mio!<br />'''Cure Black''': È vero, tu sei molto potente, sicuramente più di noi, ma noi non perderemo, non possiamo permettercelo! Continueremo a lottare finché non avremo vinto questo combattimento, forse sottovaluti le Pretty Cure!<br />'''Cure White''': Abbiamo molte cose da proteggere qui sulla Terra: tutte le persone che amiamo… Mipple e Mepple… Pollun… La forza vitale di queste creature ci sostiene e riesce a trasmetterci la carica di energia del potere dell'amore!<br />'''Cure Black''': Ecco perché…<br />'''Cure White''': …noi due insieme…<br />'''Cure Black e Cure White''': …riusciremo a sconfiggerti!<br />'''Re Jaaku''': Questo è il potere più grande, il potere della distruzione! Non mi sconfiggerete mai, rassegnatevi. È impossibile!<br />'''Cure White''': Sì, lo sappiamo che può sembrare impossibile…<br />'''Cure Black''': …ma dobbiamo provare. Non possiamo lasciare nulla d'intentato!<br />'''Re Jaaku''': Ah… ma… com'è possibile…<br />'''Cure Black''': Spinte dal desiderio di proteggere il mondo…<br />'''Cure White''': …noi ti sconfiggeremo per sempre!<br />'''Cure Black e Cure White''': Riusciremo ad annientarti!<br />'''Re Jaaku''': Voi non avete il potere per sconfiggermi! Regina, è questo il potere che hai dato loro? Il tuo massimo potere? {{NDR|Ormai sconfitto, [[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}} Regina, tornerò! *Tutti quanti noi, al termine dell'anno scolastico, sappiamo di avere imparato molto. Indubbiamente lo dobbiamo agli insegnanti, ma anche al nostro impegno. Abbiamo avuto anche l'opportunità di stringere nuove amicizie, di scoprire lo spirito di gruppo, di confrontare le capacità e di imparare ad apprezzare i semplici eventi giornalieri, quanto quelli straordinari. Talvolta, i momenti tristi si sono avvicendati a quelli dove abbiamo toccato il cielo con un dito, ma ogni volta siamo stati in grado di superare i nostri problemi perché voi della terza media eravate sempre pronti a darci il vostro sostegno. Siamo tutti molto onorati di essere stati le vostre matricole e di aver trascorso il tempo con voi in questa scuola. Non dimenticheremo quello che ci avete tramandato e lo trasmetteremo a tutti qui, alla Verone Academy. Vi auguriamo di proseguire il cammino con successo. Congratulazioni per il vostro diploma! A nome del comitato studentesco, Honoka Yukishiro. ('''Honoka Yukishiro''' agli studenti appena diplomati) ==''Pretty Cure Max Heart''== ===Frasi ricorrenti=== *Io sono Cure Black, la protettrice della Luce! (光の使者、キュアブラック!, ''Hikari no shisha, Kyua Burakku!'') (frase di presentazione di '''Cure Black''') *Io sono Cure White, la protettrice della Luce! (光の使者、キュアホワイト!, ''Hikari no shisha, Kyua Howaito!'') (frase di presentazione di '''Cure White''') *Potenza della Luce, vieni a me! Ho tutto lo splendore della luce… perché io ora sono Shiny Luminous! (輝く生命、シャイニールミナス! 光の心と光の意志、総てをひとつにするために!, ''Kagayaku inochi, Shainī Ruminasu! Hikari no kokoro to hikari no ishi, subete wo hitotsu ni suru tame ni!'') (frase di presentazione di '''Shiny Luminous''') ===Episodio 8, ''Il regno di Akane''=== *Spesso ci arrabbiamo proprio con le persone a cui teniamo di più. Ma questo non vuol dire che non gli vogliamo bene, anzi, dimostra l'esatto contrario. A tutti capita prima o poi di discutere, l'importante è chiarirsi e dimostrare il proprio amore giornalmente. ('''Honoka Yukishiro''' a Pollun) ===Episodio 20, ''Rina ha un segreto''=== *La felicità non è nell'oscurità. Il nostro futuro sarà dominato da una luce pura e brillante. ('''Cure White''') ===Episodio 25, ''Il valore della speranza''=== *Il viso racconta tutto quello che sentiamo, basta leggerlo. ('''Sanae Yukishiro''') *Anche nelle maggiori difficoltà non perdere mai la speranza. Custodisci la speranza e domani sarà un bellissimo giorno. ('''Shiny Luminous''') ===Episodio 33, ''Il compleanno di Nagisa''=== *Bisogna avere [[coraggio]] nella vita. Più si ha coraggio, più facilmente si superano tutte le difficoltà. ('''Braven''') ===Episodio 36, ''Alla ricerca di Pollun e Lulun''=== *È molto importante sapere aiutare gli altri. Bisogna credere nell'[[amicizia]]. E in un mondo fatto d'amicizia e aiuto per il prossimo, ci sarà posto solo per la pace e l'amore. ('''Prosun''') ===Episodio 38, ''Honoka se ne va?''=== *Il nostro destino lo decidiamo solo noi e non smetteremo mai di lottare. ('''Cure White''') *Prendi il tempo che vuoi per capire ciò che desideri. ('''Sanae Yukishiro''') *Quando un ostacolo ti sembra insuperabile, l'unico modo per riconquistare la felicità è non smettere di dare il meglio di te e assaporare ogni momento della tua vita. ('''Happinen''') ===Episodio 42, ''La vigilia di Natale''=== *Non avevo mai sentito il mio cuore battere ad un ritmo così veloce. Il fatto è che sono sempre talmente nervosa quando sono insieme a te, ma anche se oggi non siamo stati da soli come desideravo, ho passato una bellissima giornata, perché c'eri tu. Stanotte spero tanto di addormentarmi il più tardi possibile per conservare questa emozione, e domattina quando mi sveglierò la felicità sarà ancora più intensa. È molto tempo ormai che provo tutti questi sentimenti e finalmente ho capito una cosa: che continuano a crescere ogni giorno e diventano sempre più forti. E sei solo tu che riesci a farmi sentire così bene. Volevo dirtelo. Ci provo da tantissimo tempo, ma non sono mai riuscita a farlo, e non m'importa se mi sentiranno tutti perché devo gridarlo, non ce la faccio più a tenermelo dentro: {{NDR|Urlando}} Fuji-P mi sono innamorata, capito? Mi sono innamorata di te! ('''Nagisa Misumi''' rivolgendosi a Shogo Fujimura "Fuji-P") ===Episodio 45, ''La scelta di Hikari''=== *Quando tieni così tanto a un'altra persona, il sentimento che ti lega a lei è un sentimento eterno, che oltrepassa innumerevoli mondi e dimensioni lontane. […] Sappiamo già qualcosa di molto importante: dobbiamo sempre cercare la passione, l'armonia, la purezza, l'intelligenza, la felicità, la speranza, la verità, il coraggio, la prosperità, l'amore, l'eternità. Desiderando queste cose con tutta la forza che avete nel cuore, esse vi mostreranno il loro vero potere. ('''Eternalun''') ===Episodio 47, ''Pretty Cure alla riscossa''=== *Noi siamo libere. Ma certo, siamo libere. Nonostante tutte le disavventure che ci stanno capitando, nessuno potrà mai impadronirsi di quello che abbiamo dentro al nostro cuore. Nei nostri cuori l'universo è ancora libero e lo rimarrà per sempre! […] Finché la speranza e il coraggio c'accompagneranno nel nostro cammino, {{NDR|Cure Black prende la parola}} neanche il più forte dei soldati delle tenebre ci potrà sconfiggere! ('''Cure White''') ==''Pretty Cure Max Heart 2 – Amici per sempre''== *Io credo che, nella vita di tutte noi, esistano vere amiche e [[Falsa amicizia|false amiche]]. È facile andare d'accordo quando va tutto bene e ci si diverte. Purtroppo le cose non vanno sempre per il verso giusto. Ci sono anche difficoltà da superare e problemi seri da affrontare. Ed è proprio in quei momenti, quando si ha bisogno di conforto, che si può capire se l'amicizia è vera o meno. […] Se vi comportate in questo modo per una banale discussione, allora la vostra è un'amicizia falsa. ('''Rina Takashimizu''' a Nagisa Misumi sul suo rapporto con Honoka Yukishiro) *{{NDR|A Freezen e Frozen}}<br />'''Super Cure Black''': Quando per voi le cose non vanno nel verso giusto, iniziate subito a darvi la colpa: i veri amici non lo farebbero per nessuna ragione!<br />'''Super Cure White''': Forse non sapete che gli amici si aiutano tra loro, uniscono le loro forze e restano insieme nelle difficoltà, specialmente nei momenti peggiori! *Io ancora non conosco bene quale sia il significato del mio essere Regina della Vita. Comunque, se può servire, posso tentare il tutto per tutto, credimi. Non smetterò mai di provarci! Hinata, tu mi hai dato coraggio, mi hai mostrato la tua tenacia: ti ricordi quando volevi volare a tutti i costi? Sbattevi quelle piccole alucce senza sosta, provando e riprovando, e nonostante i continui fallimenti non ti sei mai arresa. Osservarti è stato un dono per me. Tu sei giovane e forte, non è da te una vile resa, senza reagire, sapendo che il nostro futuro dipende da te, che l'universo dipende da te. Hai ricevuto molto e tanti si sono impegnati per proteggerti: ti hanno dato speranza, fiducia, ti hanno sostenuta. Quindi, adesso, per te, amica mia, è arrivato il momento decisivo di restituire quei doni. Io so che in te c'è una forza che può salvarci. Non ci abbandonare, ti prego! ('''Shiny Luminous''' nel tentativo di risvegliare Hinata) *Hinata, i veri amici non hanno bisogno di molte belle parole. Rimangono legati per sempre, sono amici che credono l'uno nell'altro nonostante le avversità, che mettono in comunicazione i loro cuori nonostante la distanza. Anche la nostra amicizia durerà in eterno. ('''Hikari Kujo''' a Hinata) ==''Pretty Cure Splash☆Star''== ===Frasi ricorrenti=== *Mi sento in forma! (絶好調ナリ!, ''Zekkōchō nari!'') (frase simbolo di '''Saki Hyuga''') *Fiore dorato splendente, io sono Cure Bloom! (輝く金の花、キュアブルーム!, ''Kagayaku kin no hana, Kyua Burūmu!'') (frase di presentazione di '''Cure Bloom''') *Ali d'argento scintillante, io sono Cure Egret! (煌めく銀の翼、キュアイーグレット!, ''Kirameku gin no tsubasa, Kyua Īguretto!'') (frase di presentazione di '''Cure Egret''') *Luna dorata splendente, io sono Cure Bright! (天空に満ちる月、キュアブライト!, ''Tenkū ni michiru tsuki, Kyua Buraito!'') (frase di presentazione di '''Cure Bright''') *Vento fatato dei cieli, io sono Cure Windy! (大地に薫る風、キュアウィンディ!, ''Daichi ni kaoru kaze, Kyua Windi!'') (frase di presentazione di '''Cure Windy''') ===Episodio 21, ''Amiche stelle''=== *Tutto è effimero, mie carissime ragazze: ciò significa che ogni cosa alla fine, prima si distrugge e poi svanisce. Per questo motivo, dobbiamo sempre agire con molta attenzione e dobbiamo trattare gli oggetti delicatamente e con amore per tutto il tempo della loro durata. ('''Kanako Mishō''' a Saki Hyuga, Mai Mishō, Michiru Kiryū e Kaoru Kiryū) ===Episodio 23, ''Il sacrificio di Michiru e Kaoru''=== *Chiunque conosca il reale valore della vita, non oserebbe mai, non potrebbe desiderare di distruggere la Terra. ('''Cure Egret''') *Con la volontà il destino si può cambiare. ('''Cure Bloom''') ===Episodio 25, ''Granite fuori dal normale''=== *'''Shitataare''' {{NDR|urlando}}: […] Che cosa è capitato a quelle {{NDR|Michiru e Kaoru}} che voi definite forti? Impossibile! Nessuno può sfuggire al potere del male e cambiare il proprio destino!<br />'''Cure Bloom e Cure Egret''': Questo non è vero!<br />'''Cure Egret''': Se si mantiene forte il proprio cuore e non ci si arrende mai,<br />'''Cure Bloom''': Tutto quello che si desidera veramente…<br />'''Cure Bloom e Cure Egret''': Diventerà realtà! ===Episodio 29, ''Mupu e Fupu e le bolle di sapone''=== *Usa ogni mezzo pur di ottenere ciò che vuoi. ('''Shitataare''') ===Episodio 35, ''La finale di softball''=== *Forse sarà anche bello vincere, però prima il capitano Izumida ha detto… ha detto a tutte noi che è ancora più importante fare del proprio meglio, impegnarsi e mettercela tutta. […] E io so di aver fatto del mio meglio. Me la sono presa perché abbiamo perso per poco, ma le nostre avversarie erano fortissime. C'hanno sconfitte, è vero, però non è stata affatto una tragedia. Nella vita c'è qualcosa di molto più speciale, di più importante che vincere una partita di [[softball]]: è il lavoro fatto per raggiungere un obiettivo. Una per tutte, tutte per una! ('''Cure Bloom''' a Kintreski) ===Episodio 37, ''Uno per tutti, tutti per uno''=== *Se lavori con passione insieme a qualcuno, il ricordo ti rimarrà nel cuore. ('''Cure Bright''') *Sbagliare non significa perdere. ('''Cure Bright''') ===Episodio 44, ''La scelta di Michiru e Kaoru''=== *Solo continuando a sperare, possiamo realizzare i nostri sogni. ('''Michiru Kiryū''') ===Episodio 45, ''Un regalo per Kazuya''=== *'''Kaoru''': Il nostro destino è come un fiocco di neve.<br />'''Michiru''': E come un fiocco di neve, ci dissolveremo nel nulla. ===Episodio 47, ''Il grande inganno''=== *'''Cure Bright''': Non si sfugge al proprio destino. Purtroppo per tutti arriverà inevitabilmente il giorno della fine! È per questo che dobbiamo amare e proteggere la vita!<br />'''Cure Windy''': Se tutti imparassero a rispettarla, e riuscissero ad apprezzare anche la più piccola cosa, ogni giorno sarebbe vissuto pienamente e così tutto avrebbe un senso! ===Episodio 48, ''La grande forza della vita''=== *'''Cure Bloom''': Per tutti i fiori della Terra…<br />'''Cure Egret''': Per tutti gli aironi del Cielo…<br />'''Kaoru''': Per il soffio fatato del Vento…<br />'''Michiru''': Per la luce splendente della Luna…<br />'''Cure Bloom''': Questa terra risplende…<br />'''Cure Egret''': Grazie alla luce brillante della vita!<br />'''Cure Bloom e Cure Egret''': Questo è il nostro mondo! E con la forza delle nostre mani, noi ricostruiremo…<br />'''Michiru e Kaoru''': Questa meravigliosa terra! ===Episodio 49, ''Amiche del cielo stellato''=== *'''Goyan''': Il potere della distruzione è infinito! Niente e nessuno lo potrà mai fermare! Sono troppo forte per voi, è impossibile sconfiggermi!<br />'''Cure Bloom''': Goyan… lo ammetto, sei veramente forte, ma, per quanto sia letale il potere dell'oscurità, c'è qualcosa che non riuscirai mai a distruggere!<br />'''Cure Egret''': E si tratta della speranza che si trova nei cuori di tutte noi!<br />'''Kaoru''': Del futuro che ci attende!<br />'''Michiru''': E dei nostri sogni preziosi!<br />'''Cure Bloom, Cure Egret, Michiru e Kaoru''': Questo è il nostro mondo, non riuscirai a portarcelo via! *Il grande potere della malvagità è immenso, ma non riesco a sconfiggere definitivamente le Pretty Cure. {{NDR|Ormai sconfitto}} Ah, non può essere… non può essere… ah, non può essere vero! […] Ho deciso che non me ne andrò da solo. Perciò adesso voi {{NDR|Cure Bloom e Cure Egret}} verrete con me! […] Siete troppo forti… Avete un grande potere: siete unite dal vincolo della speranza. ('''Goyan''', [[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]) ==''Pretty Cure Splash☆Star – Le leggendarie guerriere''== *'''Sirlon''': Sono imbattibile. Due scriccioli come voi non potranno sconfiggermi!<br />'''Cure Windy''': Hai ragione, sei molto più forte di ognuna di noi, perché noi da sole non siamo perfette!<br />'''Cure Bright''': Ma è proprio per questo che noi ci sosteniamo e ci completiamo reciprocamente!<br />'''Cure Windy''': Anche se a volte non andiamo d'accordo, potenziamo il nostro coraggio unendo le mani. Quando sfioro la sua mano, so che avrò una forza che da sola non avrei! Ed è per questo che…<br />'''Cure Bright e Cure Windy''': Insieme siamo le Pretty Cure! ==''Yes! Pretty Cure 5''== ===Frasi ricorrenti=== *È deciso, sì! (けって~い!, ''Kette~i!'') (frase simbolo di '''Nozomi Yumehara''') *Il grande potere del Sogno di una fanciulla, Cure Dream! (大いなる希望の力、キュアドリーム!, ''Ōinaru kibō no chikara, Kyua Dorīmu!'') (frase di presentazione di '''Cure Dream''') *Pretty Cure della Passione, Cure Rouge! (情熱の赤い炎、キュアルージュ!, ''Jōnetsu no akai honō, Kyua Rūju!'') (frase di presentazione di '''Cure Rouge''') *Il potere della Freschezza di una fanciulla, Cure Lemonade! (はじけるレモンの香り、キュアレモネード!, ''Hajikeru remon no kaori, Kyua Remonēdo!'') (frase di presentazione di '''Cure Lemonade''') *Il potere della Tranquillità di una fanciulla, Cure Mint! (安らぎの緑の大地、キュアミント!, ''Yasuragi no midori no daichi, Kyua Minto!'') (frase di presentazione di '''Cure Mint''') *Il potere dell'Intelligenza di una fanciulla, Cure Aqua! (知性の青き泉、キュアアクア!, ''Chisei no aoki izumi, Kyua Akua!'') (frase di presentazione di '''Cure Aqua''') ===Episodio 1, ''Una nuova Pretty Cure''=== *Avere uno scopo nella vita è uno stimolo per migliorare se stessi. ('''Nozomi Yumehara''') *No, non farlo… Il tuo scopo è quello di realizzare il tuo sogno, non è così? E per riuscirci hai per forza bisogno del Dream Collet, non è vero? E allora non devi darglielo per nessun motivo! […] Quest'essere {{NDR|Girinma}} insulso e spregevole che si prende gioco dei sogni degli altri non riuscirà a sconfiggermi! Le creature aride come voi non riusciranno mai e poi mai a battermi! ('''Cure Dream''' a Coco sul ricatto propostogli da Girinma) ===Episodio 4, ''Cure Mint''=== *Non devi arrenderti, se questo {{NDR|fare la scrittrice}} è il sogno della tua vita! Non si può rinunciare così facilmente ai propri sogni. Devi essere tenace, anche se la gente ride di te. Che importa che cosa dicono? Devi continuare a seguire le tue inclinazioni e credere in te stessa! […] Devi continuare a pensare positivo se vuoi che il tuo sogno possa tramutarsi in realtà. ('''Nozomi Yumehara''' a Komachi Akimoto) *Chi si impegna al massimo per il proprio ideale, ha sempre molte capacità. ('''Cure Dream''') ===Episodio 11, ''Problemi scolastici per Nozomi''=== *'''Kokoda''': Domanda: cos'è che fa volare le mongolfiere? Avanti Nozomi.<br />'''Nozomi''': Ah! Vediamo… Volano perché vengono gonfiate con aria calda…<br />'''Kokoda''': Sì, esatto! La tua risposta era perfetta. […] Sai, è molto più facile ricordare le cose che ti interessano o che ti colpiscono in qualche modo. Non è vero che non sei una cima. […]<br />'''Nozomi''': Però io non riesco… Non riesco a trovare niente di interessante nei compiti, mi annoio e mi passa la voglia di studiare.<br />'''Kokoda''': Vedi Nozomi, in questo preciso momento, la tua mongolfiera si sta riempiendo di aria calda.<br />'''Nozomi''': Eh? Che cosa vuoi dire? Non capisco.<br />'''Kokoda''': La mongolfiera delle tue possibilità. Si riempie quando osservi, ascolti, impari e assorbi tante cose nella tua mente. Studiare a scuola è soltanto uno dei tanti modi che hai a disposizione per ampliare la tua conoscenza. Ti sarà utile per volare sempre più in alto quando realizzerai il tuo sogno.<br />'''Nozomi''': Ah… la mia mongolfiera… riuscirò a volare…<br />'''Kokoda''': Dipenderà da te, Nozomi. Ti attende un futuro radioso, proprio come questo panorama. *Il dolore si sopporta se si ha un obiettivo. ('''Cure Dream''') ===Episodio 13, ''La squadra di calcetto''=== *Certo, è bello poter fare tante esperienze diverse, ma è altrettanto bello poter fare bene una cosa alla volta. ('''Otaka''') ===Episodio 14, ''L'unione fa la forza''=== *'''Cure Aqua''': Anche se ognuna di noi da sola non può fare molto…<br />'''Cure Mint''': …mettiamo insieme le nostre forze…<br />'''Cure Lemonade''': …e le nostre idee e lottiamo per far vincere il bene sul male!<br />'''Cure Rouge''': Se da sole non siamo abbastanza forti, tutte insieme lo diventeremo.<br />'''Cure Dream''': La cosa fondamentale è sostenerci l'una con l'altra! ===Episodio 17, ''Rin è innamorata''=== *Essere altruisti, provare un sentimento d'amore per qualcuno non è mai inutile! L'amore è un sentimento prezioso! E solo chi sa amare sa davvero vivere! ('''Nozomi Yumehara''') *La speranza è l'ultima a morire. E anche se mi capita spesso di illudermi di poter ottenere delle cose impossibili, sono molto realista e spero sempre in un futuro migliore: per questa ragione io non mi darò mai per vinta. ('''Cure Rouge''' a Girinma) ===Episodio 20, ''Le Pretty Cure 5 diventano cantanti''=== *Ci ho pensato a lungo prima di decidermi a salire su questo palco. Mi chiedevo perché avrei dovuto cantare e non trovavo la risposta. Alla fine, con il prezioso aiuto delle mie amiche più care, sono riuscita a chiarirmi le idee. La mia speranza è che queste mie parole riescano a raggiungere i vostri cuori. {{NDR|Si esibisce cantando il suo nuovo brano}} Grazie mille a tutti, è stato bellissimo stare con voi e ricordate che i sogni possono diventare realtà. ('''Urara Kasugano''' al pubblico) ===Episodio 21, ''Una nuova amica''=== *I sogni si avverano se credi in loro. ('''Nozomi Yumehara''') ===Episodio 23, ''Le Pretty Cure si separano''=== *Tutti commettono degli errori nella vita. La cosa più importante è come ti comporterai d'ora in poi. […] Se insisti, se non ti arrendi, puoi realizzare qualsiasi cosa nella vita, come creare un piccolo oggetto oppure riappacificarti con le tue amiche. ('''Kokoda''' a Nozomi Yumehara) ===Episodio 24, ''Le cinque Sfere di Luce''=== *{{NDR|Ripensando ai consigli di Kokoda sul suo rapporto con le amiche}} Nella vita non c'è soltanto il divertimento, perciò non possiamo arrenderci proprio adesso. Dobbiamo cercare di dare sempre il meglio! ('''Nozomi Yumehara''' a Rin Natsuki, Urara Kasugano, Komachi Akimoto e Karen Minazuki per destarle dall'influenza nemica) ===Episodio 28, ''Lo stand di granite''=== *{{NDR|Vedendo la sua amica triste}} Non fare così, non devi arrenderti. […] Prima devi essere sicura di aver fatto ogni tentativo, altrimenti prima o poi lo rimpiangerai. ('''Karen Minazuki''' a Komachi Akimoto) ===Episodio 33, ''Un vero scoop''=== *'''Bunbee''' {{NDR|rivolgendosi a Mika Masuko}}: Ecco che cosa succede quando confidi nell'aiuto degli altri! Se non ce la fate da sole, per quante voi siate, il risultato sarà sempre lo stesso: fallimento totale!<br />'''Cure Dream''': E allora…? A noi non importa se non riusciamo ad ottenere qualcosa da sole. […] Se una di noi ha un problema, lo affronta e s'impegna per risolverlo!<br />'''Cure Rouge''': E quando non riesce a trovare una soluzione, ci sono sempre le amiche che possono darle una mano!<br />'''Cure Lemonade''': Quando proviamo affetto e comprensione per qualcuno, ci viene spontaneo stargli accanto e aiutarlo!<br />'''Cure Mint''': Quando non riesci a farcela da solo…<br />'''Cure Aqua''': Insieme agli altri, puoi realizzare qualunque impresa!<br />'''Cure Dream''': È a questo che servono gli amici! ===Episodio 36, ''L'importante è partecipare''=== *Impegnarsi seriamente in qualcosa e non arrendersi fino alla fine… non è inutile, anzi è molto costruttivo! ('''Cure Dream''') ===Episodio 39, ''Appare Desparaia''=== *Spesso le emozioni possono essere piccole e brevi, ma sono comunque tesori e come tali rimarranno indelebili nei nostri cuori per sempre! ('''Kokoda''') *'''Desparaia''': Che senso ha far avverare i sogni degli altri?<br />'''Cure Rouge''': Per renderli felici! Ma è ovvio che lei non può capire!<br />'''Cure Aqua''': È difficile da comprendere, ma non tutti agiscono solo per i loro interessi!<br />'''Cure Mint''': Noi cerchiamo di essere gentili con tutto il cuore!<br />'''Cure Lemonade''': In questo modo si formano legami indissolubili!<br />'''Cure Rouge''': È questo che ci dà la forza di…<br />'''Cure Rouge, Cure Lemonade, Cure Mint e Cure Aqua''': …piegarci, ma non spezzarci mai! *'''Desparaia''': Perché mi resistete, quando non avete alcuna possibilità di sconfiggermi?<br />'''Cure Rouge''': Ancora ti chiedi il perché? La nostra specialità è quella di resistere sempre!<br />'''Cure Lemonade''': Combatteremo per proteggere i nostri amici anche se di noi ne rimanesse una sola!<br />'''Cure Mint''': Quello che importa non è soltanto il risultato!<br />'''Cure Aqua''': È affrontare al meglio quello che accade durante il percorso! ==''Yes! Pretty Cure 5 – Le Pretty Cure nel Regno degli Specchi''== *'''Nozomi''': Quello che hai detto poco fa, è vero? Il fatto che puoi percepire dove sono.<br />'''Kokoda''': Ma certo che è vero. Anche se tu dovessi essere in un luogo invisibile, Nozomi, io riuscirei a trovarti. […] E tu, invece? Se io dovessi trasformarmi in qualcosa che non conosci o se dovessi andare via, verresti a cercarmi?<br />'''Nozomi''': Senza alcun dubbio! Sarei disposta a esplorare ogni angolo della Terra pur di trovarti. *Tutti abbiamo bisogno di amici sinceri con i quali condividere le gioie e le difficoltà che la vita ci riserva. È questa la reale essenza della speranza. Non c'è alcun futuro nella solitudine. È nell'amicizia che troveremo sempre la forza di reagire! ('''Cure Aqua''' a Dark Aqua) *Quando si lotta per coloro che si amano, non è possibile essere sconfitti! ('''Cure Dream''' a Dark Dream) *L'energia che scaturisce dal desiderio di difendere coloro che si amano è una delle forze più potenti che esistano nell'universo. ('''Cure Mint''' a Dark Mint) *'''Dark Dream''': Quando sono stata creata, Shadow mi ha solo detto che dovevo sconfiggerti. Capisci? È questa l'unica cosa che so. Invece divertirmi e sorridere, apprezzare il valore dell'amicizia, prendermi cura delle persone che amo, sono cose che nessuno mi ha mai insegnato!<br />'''Cure Dream''': Non preoccuparti, riuscirai a impararle. Perché anche dentro di te c'è un cuore che batte e che ha bisogno di amore. *{{NDR|In seguito a un attacco di Shadow}}<br />'''Cure Dream''': Perché mi hai salvata, Dark Dream?<br />'''Dark Dream''' {{NDR|ferita}}: Me lo chiedo anch'io, in effetti. Forse perché… ti ritengo un'amica. Avrei voluto avere la possibilità di conoscerti meglio, sai? Purtroppo però io sono solamente un'immagine.<br />'''Cure Dream''': Che tu sia reale o meno, non conta nulla! L'unica cosa che conta è che provi dei sentimenti!<br />'''Dark Dream''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Prima di incontrarti non sapevo che si potesse ridere, ti ringrazio per avermelo insegnato. *{{NDR|A Shadow}}<br />'''Super Cure Rouge''': La grande energia che stai sentendo non proviene solamente da noi.<br />'''Super Cure Lemonade''': Ma da tutti coloro che vogliono che il bene vinca contro il male.<br />'''Super Cure Mint''': Quando tutti uniamo le nostre forze per uno scopo…<br />'''Super Cure Aqua''': …e raccogliamo il nostro coraggio per raggiungerlo…<br />'''Super Cure Dream''': …allora nessuno è in grado di batterci! ==''Yes! Pretty Cure 5 GoGo!''== ===Frasi ricorrenti=== *Il potere della Speranza di una fanciulla, Cure Dream! (大いなる希望の力、キュアドリーム!, ''Ōinaru kibō no chikara, Kyua Dorīmu!'') (frase di presentazione di '''Cure Dream''') *Il potere della Passione di una fanciulla, Cure Rouge! (情熱の赤い炎、キュアルージュ!, ''Jōnetsu no akai honō, Kyua Rūju!'') (frase di presentazione di '''Cure Rouge''') *Il potere della Freschezza di una fanciulla, Cure Lemonade! (はじけるレモンの香り、キュアレモネード!, ''Hajikeru remon no kaori, Kyua Remonēdo!'') (frase di presentazione di '''Cure Lemonade''') *Il potere della Tranquillità di una fanciulla, Cure Mint! (安らぎの緑の大地、キュアミント!, ''Yasuragi no midori no daichi, Kyua Minto!'') (frase di presentazione di '''Cure Mint''') *Il potere dell'Intelligenza di una fanciulla, Cure Aqua! (知性の青き泉、キュアアクア!, ''Chisei no aoki izumi, Kyua Akua!'') (frase di presentazione di '''Cure Aqua''') *La Rosa Blu è il sigillo segreto, Milky Rose! (青いバラは秘密の印、ミルキィローズ!, ''Aoi Bara wa himitsu no shirushi, Mirukī Rōzu!'') (frase di presentazione di '''Milky Rose''') ===Episodio 1, ''Una nuova missione per le Pretty Cure''=== *Se davvero ci tieni a qualcosa non devi perderla mai di vista. Più tieni a una cosa o a una persona e più è facile perderla per sempre. ('''Shiroh Amai''' a Nozomi Yumehara) ===Episodio 10, ''Il potere della Rosa Blu''=== *Più teniamo a qualcosa e più rischiamo di perderla. Se per noi è davvero importante, dobbiamo proteggerla con le nostre forze. ('''Milky Rose''') ===Episodio 11, ''L'ultima battaglia di Scorpion''=== *Non è la forza, no, ciò che attrae il potere della Rosa non è l'arroganza dei forti, ma il [[coraggio]]. Il potere si allea con chi dimostra di avere più coraggio! ('''Cure Dream''') *Il potere non è attratto dalla forza bruta che poi diventa violenza, ma solo dalla forza d'animo. E esiste nel mondo grazie a mille pensieri e speranze! ('''Milky Rose''') ===Episodio 15, ''Rin e il fagiolo magico''=== *Essere al corrente di un problema e saperlo eliminare sono due cose ben diverse. ('''Shibiretta''') *Ammiro la tua capacità di abbracciare la causa degli altri e gettarti in imprese pericolose pensando solo al loro bene. ('''Cure Rouge''' a Cure Dream) ===Episodio 18, ''Il grande sogno di Urara''=== *Se ora rinuncio a lottare, se mi dò per vinta, non sarò mai capace di superare i miei limiti e le mie paure. […] Io voglio realizzare il mio sogno. […] Le luci della ribalta… mia madre era felice e realizzata come attrice. Anche io scoprirò cosa si prova a salire su un palcoscenico, cosa si prova ad avere di fronte centinaia di spettatori. I miei sogni sono la mia forza. […] Ecco perché, finché non diventerò un'attrice… finché non sarò brava e bella come mia madre, non mi arrenderò per nessun motivo! È la mia ragione di vita! ('''Cure Lemonade''') *Abbiamo grandi sogni da realizzare e finché non diverranno realtà non smetteremo mai di combattere! ('''Cure Lemonade''') ===Episodio 20, ''I sogni di due sorelle''=== *Poche cose sono irrisolvibili se riusciamo a farci capire dalle persone che amiamo. ('''Karen Minazuki''') ===Episodio 22, ''Nozomi insegnante''=== *"Non importa quanto lunga sia la strada, è importante che s'inizi facendo un passo alla volta. Anche un viaggio lungo mille miglia inizia facendo un passo alla volta". Ragazze, cercate di ricordarvene quando affronterete un impegno e, credetemi, per quanto difficile possa essere un percorso, soltanto facendo un passo alla volta si potrà arrivare alla fine. ('''Kokoda''') *Dunque, voi mi avevate chiesto perché le persone devono studiare, ve lo ricordate? Il motivo è che solo studiando ognuno di voi, un giorno, potrà far sbocciare il proprio fiore speciale! […] I girasoli, come tutti gli altri fiori, crescono grazie al fatto che esistono l'acqua, il sole, il vento e la terra, giusto? E studiare non solo farà sì che voi possiate dare una risposta alle vostre domande, ma permetterà anche al vostro cervello di crescere meglio. E quando un giorno avrete un sogno o un desiderio sarete in grado di realizzarlo. E sarà come far sbocciare un bellissimo fiore. […] Sapete bambini, questo è stato detto anche a me, da un maestro molto, molto speciale… {{NDR|si volta verso Kokoda}} […] Quindi studiate molto e crescerete sani e forti. E quando sarà giunto il momento sarete in grado di sbocciare come un bel fiore, siete d'accordo? […] Allora adesso, ripetete insieme a me "Faremo del nostro meglio"! ('''Nozomi Yumehara''' a Yu e Ai Natsuki) ===Episodio 24, ''Il nuovo potere delle Pretty Cure 5''=== *Non è il posto in cui sei nato o cresciuto quello in cui devi tornare, ma è quello in cui vive chi ti vuole bene e ti apprezza per quello che sei. ('''Kokoda''' a Shiroh Amai) *Vivere insieme a chi vuoi bene, sorridere pensando ai tuoi amici, aiutare ed essere aiutato. Questo è un tesoro il cui valore non può essere quantificato! ('''Coco''') ===Episodio 33, ''Urara e il ristorante di Yoshimi''=== *A volte si può vegliare anche da lontano sul benessere di chi ti sta a cuore. ('''Komachi Akimoto''') *Per quanto sia limitato il potere del singolo, le azioni di un solo individuo possono rappresentare un esempio per un'enorme quantità di persone. ('''Cure Aqua''') ===Episodio 38, ''La leggenda della Rosa Blu''=== *'''Yadokan''': Chi cerca trova.<br />'''Isogin''': C'è chi trova anche senza cercare. ===Episodio 45, ''La porta del Giardino delle Cure Rose''=== *Non lasciare che ciò a cui tieni si allontani da te. ('''Cure Dream''' a Syrup) *Finora avevo paura, i miei ricordi potrebbero portarmi via da voi, via da te {{NDR|Nozomi}}, però abbiamo fatto una promessa: saremmo entrati insieme nel Giardino delle Cure Rose. Non lasciare che ciò a cui tieni si allontani da te. Non ho idea di cosa mi aspetta, ma quello che abbiamo costruito qui insieme è ciò a cui tengo. Lo Scrigno della Rosa, i Re dei Quattro Regni… e questa casa, dove tutti ritorneremo… mai… mai e poi mai… lascerò che cadano nelle tue mani. ('''Shiroh Amai''' a Mucardia) ===Episodio 47, ''Il prodigio della Rosa Blu''=== *Pretty Cure, so che mi sentite. Ho un messaggio per il cuore di ciascuna di voi-rup. {{NDR|Si rivolge a Cure Aqua}} Sei la persona più calma che conosca, Karen. So che si può sempre contare su di te, perché possiedi un cuore ardente e nobile-rup. Continua a sostenerci con il tuo coraggio e la tua intelligenza-rup. {{NDR|Si rivolge a Cure Mint}} Grazie a te amo la lettura, Komachi. I personaggi delle tue storie sono sinceri e profondi, proprio come te. Scrivine ancora tante. Voglio leggerle, perché sanno scaldare il cuore. {{NDR|Si rivolge a Cure Lemonade}} Urara… la strada per diventare attrice sarà lunga e impegnativa, ma so che il tuo sorriso fresco e contagioso non si spegnerà mai. Continua a portare il buonumore a tutti noi-rup. {{NDR|Si rivolge a Cure Rouge}} Ti conosco, Rin: metti tutta te stessa nello sport e nel lavoro con i tuoi genitori. Difendi gli amici e insegui il tuo sogno con tutte le tue forze. È questo che ti rende eccezionale. {{NDR|Si rivolge a Cure Dream}} Nozomi… è iniziato tutto grazie a te. Sei stata la prima ad accogliermi e a credere in me. Sei tenace, e soprattutto non perdi mai la speranza. Regali il tuo sorriso a tutti quelli che incontri. È per questo che ti voglio bene-rup. {{NDR|Inizia a piangere}} Non posso perdervi. Voglio che siate parte della mia vita-rup. Il Giardino delle Cure Rose ci aspetta: mantenete la promessa! ('''Syrup''' a Karen Minazuki, Komachi Akimoto, Urara Kasugano, Rin Natsuki e Nozomi Yumehara per destarle dall'influenza nemica) ===Episodio 48, ''Le Pretty Cure custodi della vita''=== *I semi sono come i sogni: bisogna saper aspettare e accudirli con amore. Poi farli crescere, fin quando non diventano realtà. E tutti ci stiamo impegnando al massimo. ('''Nozomi Yumehara''') ==''Yes! Pretty Cure 5 GoGo! – Buon compleanno carissima Nozomi''== *'''Kokoda''': Stamattina sei arrivata davvero prestissimo. Quindi ho pensato di lasciarti dormire un po'. […] {{NDR|In tono scherzoso}} Sai che sei rumorosa quando dormi? Parli nel sonno e russi, non me lo sarei mai aspettato da te. […] Quando dormi è difficile svegliarti. Proprio come ''La bella addormentata''. […] Dormiva per colpa di un incantesimo che una strega aveva formulato alla sua nascita. Solo un principe poteva svegliarla, con un bacio pieno d'amore.<br />'''Nozomi''': Sì, mi ci vedo proprio con un vestito splendido, sdraiata sul letto di fiori e un bellissimo principe che rompe l'incantesimo e mi sveglia. È così romantico! Non sai quanto mi piacerebbe…<br />'''Kokoda''': Volevi essere svegliata con un bacio anche tu? *{{NDR|Pensando}} Come era iniziata bene quest'avventura. Eravamo felici… volevamo solo festeggiare, stare in compagnia… organizzare un compleanno speciale. Mi sentivo così allegra. Ci sarebbero stati brindisi, festeggiamenti, ma il regalo più bello sarebbe stato il sorriso sui volti dei miei amici. Dovete resistere a tutti i costi! Vi do la mia parola che troverò il modo di salvarvi, torneremo a casa sani e salvi. Rin… Urara… Komachi… Karen… vi prometto solennemente che festeggeremo tutti insieme! ('''Cure Dream''') *Il nostro prossimo è importante come e più di noi stessi. ('''Cure Lemonade''') *La Miracle Light lascia fiorire i sentimenti, Shining Dream! (想いを咲かせる奇跡の光、シャイニングドリーム!, ''Omoi wo sakaseru kiseki no hikari, Shainingu Dorīmu!'') (frase di presentazione di '''Shining Dream''') *La felicità è nel donare, nel condividere, rendere partecipi gli altri della tristezza e della tua allegria. ('''Shining Dream''') ==''Fresh Pretty Cure!''== ===Frasi ricorrenti=== *Afferra la felicità! (幸せゲットだよ!, ''Shiawase getto da yo!'') (frase simbolo di '''Love Momozono''') *Dopotutto, sono perfetta! (あたし、完璧!, ''Atashi, kanpeki!'') (frase simbolo di '''Miki Aono''') *Io ci credo! (わたし、信じてる!, ''Watashi, shinjiteru!'') (frase simbolo di '''Inori Yamabuki''') *Farò del mio meglio! (精一杯、がんばるわ!, ''Seiippai, ganbaru wa!'') (frase simbolo di '''Setsuna Higashi''') *Il cuore rosa è il simbolo dell'Amore! Appena colta, è nata Cure Peach! (ピンクのハートは愛あるしるし!もぎたてフレッシュ、キュアピーチ!, ''Pinku no hāto wa ai aru shirushi! Mogitate furesshu, Kyua Pīchi!'') (frase di presentazione di '''Cure Peach''') *Il cuore blu è il simbolo della Speranza! Appena raccolta, è nata Cure Berry! (ブルーのハートは希望のしるし!つみたてフレッシュ、キュアベリー!, ''Burū no hāto wa kibō no shirushi! Tsumitate furesshu, Kyua Berī!'') (frase di presentazione di '''Cure Berry''') *Il cuore giallo è il simbolo della Preghiera! Appena mietuta, è nata Cure Pine! (イエローハートは祈りのしるし!とれたてフレッシュ、キュアパイン!, ''Ierō hāto wa inori no shirushi! Toretate furesshu, Kyua Pain!'') (frase di presentazione di '''Cure Pine''') *Il cuore scarlatto è la prova della Felicità! Appena maturata, è nata Cure Passion! (真っ赤なハートは幸せの証!熟れたてフレッシュ、キュアパッション!, ''Makka na hāto wa shiawase no akashi! Uretate furesshu, Kyua Passhon!'') (frase di presentazione di '''Cure Passion''') ===Episodio 1, ''È nata Cure Peach''=== *'''Eas''': E tu, ragazzina, chi saresti?<br />'''Cure Peach''': Cure Peach è appena nata… la Leggendaria Guerriera Pretty Cure! […] Da oggi, non ti permetterò più di fare del male al prossimo! ===Episodio 11, ''L'amicizia trionfa''=== * La felicità si ottiene impegnandosi al massimo. E lavorando sodo dimostrerò di averla meritata. ('''Love Momozono''') ===Episodio 16, ''Il festival culturale della paura!''=== *Rimangiati quello che hai detto! Daisuke non è un "ragazzino miserabile". E ti dirò anche un'altra cosa: rispetto a te, che esprimi opinioni su cose che neanche capisci, ti garantisco che lui è molto, ma molto, più forte e coraggioso, credimi! ('''Cure Peach''' a Wester su Daisuke Chinen) ===Episodio 21, ''Una scelta impossibile''=== *Se insegui due conigli, ti sfuggiranno entrambi. Cioè, chi fa due cose contemporaneamente, alla fine non riuscirà a realizzarne nessuna delle due. ('''Setsuna Higashi''' a Love Momozono) *Sapete, è capriccioso il destino e può anche cambiare secondo il momento. Non è immutabile come si ritiene. ('''Setsuna Higashi''' a Love Momozono, Miki Aono e Inori Yamabuki) ===Episodio 22, ''Setsuna si toglie la maschera''=== *{{NDR|Cure Peach s'avvicina a Eas durante un combattimento}}<br />'''Eas''': Che fai!? Lasciami!<br />'''Cure Peach''': No, io non ti lascio! E sai perché? Perché sono arrabbiata con te. Hai spaventato tutti e mandato a monte il concerto, sei imperdonabile! Ma ora tu stai piangendo.<br />'''Eas''': Non è vero. Io riesco a sopportare molto bene il dolore, non sto piangendo affatto!<br />'''Cure Peach''': Invece stai piangendo. Quel mostro sei tu, no? È il tuo cuore che piange straziato dal dolore. Tu piangi perché non credi che sia giusto sacrificare la vita per Labyrinth. […] Ora fermati, basta! *{{NDR|Dopo che Cure Peach sconfigge il Nakisakebe che procura dolore fisico a Eas}}<br />'''Cure Peach''': Sei salva! Per fortuna stai meglio.<br />'''Eas''': Zitta… zitta, zitta, zitta! Switch Over! {{NDR|Assume i panni di Setsuna}}<br />'''Cure Peach''' {{NDR|sconvolta}}: Eh!? Setsuna… Allora eri tu…<br />'''Cure Berry''': Attenta, è una nemica! Setsuna fa parte di Labyrinth.<br />'''Cure Pine''' {{NDR|incredula}}: Oh no…<br />'''Cure Peach''' {{NDR|sconvolta}}: Che cosa? Non è vero. Setsuna è sempre stata al mio fianco, è mia amica. […] Non è vero…<br />'''Setsuna''': Io vivo per un unico scopo: io vivo per schiacciarvi! ===Episodio 23, ''La nascita di Cure Passion!''=== *Quando sono con te, sento che c'è qualcosa che non va e non riesco a capire più chi sono! Quando io ti feci quella falsa previsione, eri così felice! […] Ti predissi che di lì a poco una piacevole sorpresa ti avrebbe dato una gioia immensa… Eri insopportabile! E poi, il giorno della pesca miracolosa, mi hai regalato il tuo quadrifoglio. Anche quando ho provato a ingannarti, non hai mai mostrato nemmeno un'ombra di amarezza, di rancore… Sempre pronta a ridere come una povera idiota. Eri insopportabile. {{NDR|Urlando}} Sei insopportabile! Ero così invidiosa di te! […] Ero così invidiosa della tua felicità. ('''Eas''' a Cure Peach) ===Episodio 32, ''Le Pretty Cure nel Paese dei Dolci''=== *È un istinto incontrollabile cercare di proteggere le persone a cui vuoi bene. ('''Tart''' ad Azukina) ===Episodio 33, ''Le paure di Miki e Setsuna''=== *È una ragazza gentile, onesta e molto affidabile. Forse è un po' chiusa, ma è una brava persona. Setsuna ha anche scelto di diventare una Pretty Cure, perciò ho piena fiducia in lei. {{NDR|Si rivolge a Cure Passion}} Ricordati che comunque non sei sola, e ti assicuro che non lo sarai mai. Non devi avere paura di perderci. Noi ci saremo per sempre. ('''Cure Berry''' a Wester su Setsuna Higashi) ===Episodio 36, ''Una nuova nemica!''=== *La sventura della gente ha il sapore di un dolce nettare allevato nel dolore, allevato nello sconforto. ('''Northa''') ===Episodio 39, ''In gita a Okinawa''=== *Chiffon, piccola mia, quando hai detto che volevi stare con me, mi hai resa felice. […] Anch'io voglio stare con te. Voglio sorridere… e vedere tante cose insieme. Vedrai che ci divertiremo ancora. Saremo unite per sempre, Chiffon. ('''Cure Peach''' a Chiffon nel tentativo di riportarla alla normalità dallo stato di Infinity) ===Episodio 46, ''L'ultimo combattimento di Soular e Wester''=== *La felicità della gente dovrebbe avere forme diverse. Un mondo in cui tutti sono volti a un unico ideale è sbagliato. ('''Cure Berry''' a Soular) ===Episodio 47, ''Il mondo sta cambiando!''=== *Sono proprio le scelte che facciamo ogni giorno a renderci delle persone migliori e sempre più forti. ('''Cure Peach''') *'''Cure Peach''': Le difficoltà sono un bene per tutti noi perché più si sperimentano tristezza e sofferenza,<br />'''Cure Pine''': Più si comprende il significato della felicità! ===Episodio 48, ''La battaglia finale!''=== *'''Angel Berry''': Con i sentimenti di tutti…<br />'''Angel Pine''': E con il cuore di tutti,<br />'''Angel Passion''': Che abbiamo sentito dolce e sincero,<br />'''Angel Peach''': Le Pretty Cure trionferanno. Con la forza dell'unione, vinceremo sempre! ===Episodio 49, ''La vera identità di Moebius!''=== *Dopo aver lasciato Labyrinth ho imparato tanto. Ho potuto assaporare la grande gioia che scaturisce dalla vicinanza con il prossimo, la dolcezza infinita che sprigiona una mano tesa, e ho capito l'importanza dei sentimenti nella vita di ciascuno. Tutto questo non è mai esistito a Labyrinth. E sono convinta che tu, da essere umano, riesca a capire. È così, maestro Moebius? ('''Angel Passion''' a Moebius) ===Episodio 50, ''Un mondo pieno di gioia!''=== *'''Angel Berry''': A volte le persone commettono degli errori.<br />'''Angel Pine''': Sperimentano tristezza e fallimento.<br />'''Angel Passion''': Cadono in preda alla disperazione.<br />'''Angel Peach''': Comunque la fiducia di poter superare gli ostacoli riempie il cuore di felicità e rinnova la gioia!<br />'''Soular''': […] Se sbagli, non arrenderti. Continua a provare e sperimenterai la gioia della perseveranza.<br />'''Wester''': È per questa ragione che non vogliamo che finisca tutto.<br />'''Angel Pine''': È vero. Perseguiremo il nostro obiettivo senza sosta. Io ci credo!<br />'''Angel Berry''': Ha ragione. Dopotutto io sono perfetta.<br />'''Angel Passion''': Anche io darò il massimo e combatterò con tutta me stessa!<br />'''Angel Peach''': E alla fine un giorno avremo tutti la nostra felicità! ==''Fresh Pretty Cure! – Le Pretty Cure nel Regno dei Giocattoli''== *'''Tart''': Ma come, un coniglietto di pezza {{NDR|Usapyon}} che parla?<br />'''Setsuna''': Incredibile, ma senti un po' chi ha il coraggio di parlare.<br />'''Tart''' {{NDR|urlando}}: Che dici! Io sono un furetto magico, carino, simpatico e in carne ed ossa! *{{NDR|Dopo averle dato uno schiaffo per farla ravvedere dall'aver visto il pupazzo di pezza con cui giocava da piccola insieme al nemico}} Devi tornare in te, chi sei tu adesso? Non sei più Love Momozono, sei Cure Peach! Hai promesso a quel bambino che le Pretty Cure avrebbero riportato indietro i giocattoli, ricordi? E allora fai il tuo dovere di Pretty Cure. Non puoi lasciare le cose a metà! ('''Cure Berry''' a Cure Peach) *Il cuore bianco è il cuore di tutti! Le ali appena agitate, Cure Angel! (ホワイトハートはみんなの心!羽ばたけフレッシュ、キュアエンジェル!, ''Howaito hāto wa minna no kokoro! Habatake furesshu, Kyua Enjeru'') (frase di presentazione di '''Cure Angel''') ==''HeartCatch Pretty Cure!''== ===Frasi ricorrenti=== *Adesso basta. Ne ho avuto abbastanza, sono stufa! (私、堪忍袋の緒が切れました!, ''Watashi, kanninbukuro no o ga kiremashita!'') (frase simbolo di '''Cure Blossom''') *Persino una persona come me con il cuore vasto come l'oceano è arrivata al limite! (海より広いあたしの心も、ここらが我慢の限界よ!, ''Umi yori hiroi atashi no kokoro mo, kokora ga gaman no genkai yo!'') (frase simbolo di '''Cure Marine''') *Illuminerò l'oscurità nel tuo cuore, con la mia luce rischiarerò le tue tenebre! (その心の闇、私の光で照らしてみせる!, ''Sono kokoro no yami, watashi no hikari de terashite miseru!'') (frase simbolo di '''Cure Sunshine''') *Finché esisteranno cuori colmi di sentimenti, io continuerò a combattere per loro! (全ての心が満ちるまで、私は戦い続ける!, ''Subete no kokoro ga michiru made, watashi wa tatakai tsuzukeru!'') (frase simbolo di '''Cure Moonlight''') *Il fiore che sboccia dalla grande terra, Cure Blossom! (大地に咲く一輪の花、キュアブロッサム!, ''Daichi ni saku ichirin no hana, Kyua Burossamu!'') (frase di presentazione di '''Cure Blossom''') *Il fiore che ondeggia al vento dell'oceano, Cure Marine! (海風に揺れる一輪の花、キュアマリン!, ''Umikaze ni yureru ichirin no hana, Kyua Marin!'') (frase di presentazione di '''Cure Marine''') *Il fiore bagnato dai raggi del sole, Cure Sunshine! (陽の光浴びる一輪の花、キュアサンシャイン!, ''Hi no hikari abiru ichirin no hana, Kyua Sanshain!'') (frase di presentazione di '''Cure Sunshine''') *Il fiore sfolgorante al chiaro di luna, Cure Moonlight! (月光に冴える一輪の花、キュアムーンライト!, ''Gekkō ni saeru ichirin no hana, Kyua Mūnraito!'') (frase di presentazione di '''Cure Moonlight''') ===Episodio 4, ''La fiducia del cuore''=== *Tsubomi, ci sono cose davvero indispensabili per diventare una Pretty Cure: una natura gentile, forza d'animo, la percezione che tutto quello che hai intorno è prezioso e la capacità di non demordere quando la situazione si fa difficile. ('''Kaoruko Hanasaki''' a Tsubomi Hanasaki) *Un combattente affronta da solo le difficoltà della vita. ('''Kumojacky''') ===Episodio 17, ''Dolcetti prelibati''=== *Qualche volta, anche se fai il massimo, non è mai abbastanza ed è molto triste. Però… ogni sforzo fatto non andrà sprecato! Sono sicura che un giorno darà i suoi frutti, basta solo saper aspettare! ('''Cure Blossom''' a Sasorina) ===Episodio 26, ''Una ragazza timida''=== *Fare amicizia è facile, devi credermi! Perché è un desiderio del tuo cuore che puoi condividere con il tuo prossimo. ('''Cure Marine''') ===Episodio 31, ''La forza del legame delle Pretty Cure''=== *La cosa importante è non arrendersi, anche se perdi, devi migliorare te stesso e provare ancora. Devi avere un cuore forte. ('''Cure Blossom''') ===Episodio 33, ''Il ritorno di Cure Moonlight''=== *Coraggio, amore, amicizia, gentilezza, dolore, gioia, felicità: quanti sentimenti in un cuore… Io combatterò per questi sentimenti… e per difendere tutti questi cuori! ('''Yuri Tsukikage''') ===Episodio 34, ''Le due facce della luna''=== *'''Cure Moonlight''': Quello che non capisco è da dove nasce tutto il tuo astio per me, Dark Pretty Cure!<br />'''Dark Pretty Cure''': Nasce dal fatto che io e te siamo la stessa persona, Cure Moonlight. […] Se tu sei la faccia luminosa della [[luna]], io sono il suo lato oscuro. Solo quando l'oscurità assorbirà tutta la luce, io sarò completa. […] È giunto il momento che le due facce della luna diventino una. ===Episodio 36, ''Panico da palcoscenico''=== *La fiducia dei nostri cari ci aiuta ad andare avanti e a seguire le nostre aspirazioni. ('''Cure Blossom''') ===Episodio 38, ''L'ultima prova per Cure Blossom''=== *Superare la prova del Miraggio HeartCatch consiste nel guardare dentro se stessi. Tutti hanno paura di scoprire chi sono in realtà; scoprire di essere deboli, meschini, gretti non fa piacere, e questo rende la gente molto triste. Ma tutti possono cambiare, non si può scappare dal proprio essere. È necessario accettare come si è davvero, anche se non ci piace, e ritrovarci a pensare "Che cosa vogliamo fare? Che cosa dovremmo fare?". Tutti noi abbiamo temuto, sofferto e poi trovato la luce nell'oscurità della disperazione e continuato la catena della speranza. Adesso è il turno di Tsubomi. L'unica che può vincere la battaglia contro te stessa sei tu, e Tsubomi deve imparare a far crescere il suo cuore da sola. ('''Kaoruko Hanasaki''') *Io odiavo il fatto di essere timida e introversa, non mi sopportavo. Ma adesso, la mia vita è cambiata. Ho incontrato delle amiche che mi vogliono bene per come sono. Le mie amiche sono generose, sono gentili e forti, e gliene sono davvero molto grata, le adoro con tutta me stessa, e insieme a loro io posso dare il meglio di me perché siamo unite. Lo sento: un poco alla volta penso di essere cambiata, e ormai sono sicura di poter dar vita a una nuova Tsubomi! Tu sei quella che io ero fino a poco tempo fa. Rappresenti me stessa quando avevo paura, paura di diventare qualcos'altro. Ma adesso io cambierò, diventerò una persona nuova. ('''Cure Blossom''' a Ombra di Cure Blossom) ===Episodio 46, ''Il segreto del Professor Sabaku''=== *Parli sempre e solamente di questo {{NDR|[[forza]]}}, ma non hai la minima idea di cosa sia la vera forza interiore. […] Se conoscessi la forza interiore, non avresti mai detto che Coffret è debole. Lui ti ha sfidato! Ha combattuto con tutte le forze, ha affrontato il pericolo perché voleva proteggermi, e anche se non possiede tutti i tuoi poteri, senza dubbio Coffret è comunque molto più forte di te. È disposto a rischiare per le persone che ama: ecco che cosa significa avere un cuore davvero forte! ('''Cure Marine''' a Kumojacky su Coffret) ===Episodio 47, ''La vera identità del Professor Sabaku''=== *Ci è voluto molto tempo e molta fatica, ma sono cambiata. Non sono più la ragazza di prima. […] Prima ero una ragazza debole, impaurita e molto introversa. Avevo difficoltà a farmi degli amici. Ma alla fine ho incontrato Erika e sono diventata una Pretty Cure, sembrava incredibile! Allora ho capito: alcuni sono forti e calorosi come il Sole, altri profondi e taciturni come la Luna, e tutti quanti hanno dentro al cuore qualcosa che li fa soffrire e di cui non parlano. Ma, nonostante questo, cercano la luce e s'impegnano al massimo ogni giorno. Ora sono diversa: ho imparato a capire le persone e i loro sentimenti. E per farlo, sono dovuta uscire dal mio guscio. ('''Cure Blossom''' al Professor Sabaku) *'''Cure Moonlight''': Facciamola finita una volta per tutte.<br />'''Dark Pretty Cure''': Non attendo altro. Il destino vuole che questa lotta si concluda con la scomparsa di una di noi.<br />'''Cure Moonlight''': Anche se io avessi la peggio in questa battaglia, ci saranno ancora Cure Blossom, Cure Marine e Cure Sunshine.<br />'''Dark Pretty Cure''': Dopo di te, riserverò la stessa fine anche a loro.<br />'''Cure Moonlight''': Non sarà così facile sconfiggerle. Quando sono unite, le Pretty Cure sono imbattibili! ===Episodio 48, ''La trasformazione finale''=== *{{NDR|In seguito alla rottura della maschera del male che lo controllava}} Tutto questo è stato causato dalla debolezza del mio cuore. L'Albero del Cuore che protegge tutte le vite e tutti i cuori… io credevo di poter risolvere i suoi misteri e di poter rendere tutti felici. Come per magia. Le parole che mi avvertivano che non c'è un modo per rendere tutti felici non hanno raggiunto le mie orecchie. La felicità è qualcosa che ciascuno deve trovare da sé, a poco a poco. ('''Professor Sabaku''') *{{NDR|In seguito alla morte del padre, il Professor Sabaku, per mano di Dune}}<br />'''Yuri''' {{NDR|rivolgendosi a Tsubomi Hanasaki}}: Lasciami andare.<br />'''Tsubomi''' {{NDR|piangendo}}: No! Ti scongiuro, fallo per me. Non combattere spinta soltanto dalla rabbia.<br />'''Yuri''': Io non lo sopporto {{NDR|Dune}}. Lo voglio sconfiggere a tutti i costi. {{NDR|Inizia a piangere}} A causa sua ho perso Cologne e mio padre. Se la rabbia mi darà la possibilità di riuscire a sconfiggerlo, allora così sia!<br />'''Tsubomi''': Smettila, ti prego, non dire cose così patetiche! La Yuri a cui voglio bene non avrebbe mai detto una cosa del genere. Ti prego, ascoltami. Se combatterai in preda alla rabbia, di sicuro, perderai. Noi siamo qui per altro. Qualcuno si deve pur battere per mettere fine alla tristezza e all'oscurità. Perché ci siamo impegnate tanto a diventare delle Pretty Cure? Spiegamelo, per cosa? Pensa a ciò che ti hanno affidato Cologne e tuo padre, non lo ricordi?<br />'''Yuri''' {{NDR|piangendo}}: Ma io… ma io…<br />'''Tsubomi''': Yuri Tsukikage! Ti prego, torna ad essere la Cure Moonlight che io ammiravo tanto. Ciò che vuoi fare e ciò che dovresti fare sono due cose molto diverse. Per favore, pensa a ciò che è giusto fare!<br />'''Yuri''' {{NDR|ravvedendosi}}: Dobbiamo combattere con amore, non con rabbia! Forza Tsubomi, trasformiamoci!<br />'''Tsubomi''' {{NDR|piangendo}}: D'accordo! ===Episodio 49, ''La vita è una cosa straordinaria''=== *Il rancore ferisce soltanto chi ce l'ha. ('''Infinita Silhouette''') *Ah, che gran bel dono che è la vita! Non bisogna mai sottovalutare la profondità dell'esistenza. ('''Erika Kurumi''') *Ricorda sempre che andare avanti nella vita significa inseguire i sogni con tutte le forze. ('''Itsuki Myōdōin''' a Erika Kurumi) ====[[Explicit]]==== {{Explicit serie televisive}} *Noi Pretty Cure, tutte e quattro insieme, abbiamo sconfitto i Messaggeri del Deserto e abbiamo protetto la Terra, una cosa straordinaria. Col passare del tempo, la gente lo dimenticherà, ma io non dimenticherò mai Erika, Itsuki, Yuri, e questo anno passato da Pretty Cure insieme a loro, perché mi ha fatto cambiare, sono cresciuta. Mi ha insegnato ad inseguire i miei sogni, mostrandomi la strada per il futuro. È un grande tesoro, il più grande che abbia mai avuto. ('''Tsubomi Hanasaki''') ==''HeartCatch Pretty Cure! – Un lupo mannaro a Parigi''== *Sai, mi stavo chiedendo: hai mai sentito l'espressione "Anche un incontro fortuito è un segno del destino"? […] È un [[proverbio]] giapponese. Significa che anche solo sfiorare un'altra persona è qualcosa che il destino ha già deciso prima che tu nascessi. […] Inizialmente quando incontri una persona tu non la conosci, ma pian piano il rapporto cambia e ci si influenza a vicenda. È questo che rende ogni incontro preziosissimo. ('''Tsubomi Hanasaki''' a Olivier "Loup-garou") *Un bel vestito ha il potere magico di illuminare il cuore di chi lo indossa. […] Certo, cambiare personalità è difficile, ma se cambi vestiti ti senti un po' come se fossi un'altra persona. È una cosa superficiale ma secondo me aiuta, sai. […] I vestiti possono cambiare il modo in cui appari all'esterno, ma cambiare interiormente non è così semplice. ('''Erika Kurumi''' a Olivier "Loup-garou") *L'irascibilità è solo un segno di immaturità. ('''Barone Salamandra''') ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Pretty Cure''}} [[Categoria:Serie televisive anime]] [[Categoria:Manga]] [[Categoria:Anime]] [[Categoria:Film d'animazione]] ldusq7fq79ko226rpglqcdjniwk3jj1 Bret Easton Ellis 0 67762 1426343 1383703 2026-09-12T19:29:05Z Danyele 19198 /* Citazioni di Bret Easton Ellis */ limature 1426343 wikitext text/x-wiki [[File:Ellis.jpg|thumb|Bret Easton Ellis (2010)]] '''Bret Easton Ellis''' (1964 – vivente), scrittore statunitense. ==Citazioni di Bret Easton Ellis== {{cronologico}} *Mio padre era un uomo violento, collerico, interessato solo ai soldi. In realtà è a lui che mi sono ispirato per la figura di [[Patrick Bateman]]. Ed è per questo che Bateman doveva ritornare nelle pagine di ''Lunar Park''. Sentivo il bisogno di liberarmi una volta per tutte dal fantasma dell'uno e dell'altro: e così è stato.<ref name=tradito>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,0244_01_2005_0291_0031_1875336/ Lo scrittore cult, tradito dalle femministe]'', ''La Stampa'', 25 ottobre 2005.</ref> *{{NDR|Su [[Stephen King]]}} Ho letto tutto di lui, e all'inizio, quando dopo aver terminato ''American Psycho'' ho cominciato ad abbozzare ''Lunar Park'', volevo scrivere semplicemente un romanzo horror, di genere. Poi è morto mio padre, e ho accantonato il progetto per scrivere ''Glamorama'', che invece è una sorta di romanzo alla Ludlum.<ref name=tradito/> *Non c'era nessuno come lei nell'universo letterario americano: [[Fernanda Pivano|Fernanda]] era «vera».<ref>Traduzione di Maria Sepa. Da ''Nanda per noi'', ''Corriere della Sera'', 19 agosto 2009, p. 33; [http://www.arte.it/file/approfondimenti_mostre/21/approfondimenti.txt citato] in ''arte.it''.</ref> *{{NDR|Nel 2018}} [...] la gente comincia ad avere seri problemi col movimento [[Me Too (hashtag)|#MeToo]] [...] che ha trasformato in una casa infestata di paranoie non solo Hollywood, ma anche Washington [...]. Stavolta però si trattava dei ricordi nebulosi di una festa di liceali ubriachi avvenuta più di trent'anni fa [...], e che oggi avrebbero potuto far escludere un uomo dalla Corte Suprema. La prossima volta cosa sarà? Il fatto di aver chiesto a una massaggiatrice di massaggiarti la coscia «un po' più su» nel 1993? Una battuta sessuale fatta in ascensore durante l'amministrazione Obama? Un polso afferrato nel 2005? Un'avance indesiderata nel 1976? Ecco in cosa sembra si stia trasformando il #MeToo: in una caccia agli stronzi, agli sfigati, agli studenti ottusi, ma soprattutto agli uomini di potere bianchi, e la lista delle infrazioni si andava allungando – troppo ubriaco, un po' aggressivo – in base all'urgenza con cui bisogna spazzarti via. [...] Il movimento #MeToo è partito da Hollywood con intenzioni lodevoli: compensi equi, lo smantellamento delle molestie sessuali sistemiche che caratterizzano la città. [...] a Washington [...] si è trasformato in un'arma politicizzata [...] per abbattere un candidato sgradito a una parte, macchiandone la reputazione; si è trattato di un gioco di potere che riproduceva in modo sconvolgente l'atteggiamento di quelle stesse persone che inizialmente si volevano screditare. All'improvviso il #MeToo è parso un movimento autoritario, convinto che non esista altra opinione all'infuori della sua e, cosa ancor più discutibile, che si debba credere a qualsiasi accusa formulata da qualsiasi donna, anche se alcune vicende [...] lasciano intendere il contrario [...]. Le intenzioni iniziali del #MeToo sono insomma degenerate in una caccia alle streghe, volta a spazzar via chiunque faccia parte del patriarcato per malefatte che, molto semplicemente, alla definizione di violenza sessuale, stupro o molestia sistemica non si avvicinano nemmeno.<ref>Da ''Vanity Fair Italia'' n. 41, 10 ottobre 2018; citato in ''[https://www.vanityfair.it/news/diritti/2018/10/09/lassurdita-del-metoo L'«assurdità» del #Metoo]'', ''vanityfair.it'', 9 ottobre 2018.</ref> *Ciò che le persone sembrano dimenticare tra questi miasmi di narcisismo fasullo, e nella nostra nuova cultura dell'ostentazione, è che l'autoaffermazione non deriva dal mettere un “mi piace” a questo o a quello, ma dall'essere fedele al tuo incasinato e contraddittorio io – il che talvolta, in realtà, significa essere un ''[[Hater (Internet)|hater]]''.<ref>Da ''Bianco'' (''White''), traduzione di Giuseppe Culicchia, Einaudi, Torino, 2019; citato in ''[https://www.ilpost.it/2019/11/25/bianco-bret-easton-ellis/ Non affidarti ai Like]'', ''ilpost.it'', 25 novembre 2019.</ref> *{{NDR|Su [[Patrick Bateman]]}} Farebbe il troll sui social media usando account falsi? Si vanterebbe su Twitter dei suoi successi? Userebbe Instagram per ostentare la sua ricchezza, i suoi addominali, le sue potenziali vittime? È possibile. Negli anni '80, ai tempi di Patrick Bateman c'era una possibilità di nascondersi che ora non c'è, viviamo in una cultura completamente esibizionista. Per me non era tanto un personaggio quanto un'idea e anche ora lo avvicinerei nello stesso modo di allora per affrontare la sua paura più grande: qualcuno gli presterebbe attenzione? È una delle cose che lo manda più ai matti perché a causa del conformismo della vita aziendale, nessuno può davvero distinguere una persona dall'altra (e in fondo che differenza c'è, si chiede il romanzo). Le persone sono così perse nel loro narcisismo che non sono in grado di distinguere un individuo dall'altro (e per questo Patrick se la cava nonostante i suoi crimini): è un atteggiamento che mostra quant'è cambiata poco l'America dalla fine degli anni Ottanta: molte cose sono state semplicemente amplificate e accettate. L'ossessione che ha Patrick per sé stesso, con le sue antipatie e simpatie, con la sua attenzione dettagliata e ossessiva per tutto quello possiede, indossa, mangia, guarda, ha certamente raggiunto una nuova apoteosi. Per molti versi il testo di ''American Psycho'' è la più completa serie di selfie di un uomo.<ref>Citato in ''[https://www.ilpost.it/2016/03/14/american-psycho-ellis/ American Psycho è un selfie]'', ''ilpost.it'', 14 marzo 2016.</ref> {{Int2|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,14/articleid,0880_01_1991_0221_0014_12263728/ «Ma non sono un mostro»]''|Intervista di Claudia Altarocca, ''La Stampa'', 18 settembre 1991.}} *Io non sono [[Patrick Bateman]], il protagonista del libro, lo psicopatico che alcoltella cani e barboni, taglia la gola a un bimbo allo zoo, tortura, squarta e brucia e cerca di mangiare femmine bellissime nel suo appartamento di lusso sulla 81ª strada a Manhattan, lo stesso stabile dove abita l'attore Tom Cruise. *Sono abituato alle accuse: depravato, perverso. Fin dal mio primo romanzo, ''Meno di zero''. Lascio dire. Semplicemente io racconto ciò di cui ho conoscenza, cioè le giovani generazioni americane allo sbaraglio nelle grandi città. *Non so perché Bateman uccide. Chi lo può sapere? Io so solo che queste cose accadono, si leggono ogni giorno sulle pagine dei giornali, si vedono nei film. Io rappresento questa vita assurda, della mia America. {{Int2|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,0470_01_1999_0010_0015_6132333/ Bret Easton Ellis. Abuso di libertà]''|Intervista di Giuseppe Culicchia, ''La Stampa'', 11 gennaio 1999.}} *{{NDR|Su ''American Psycho''}} Scrivendolo pensavo sarebbe stato letto come una satira, nonostante ci fossero dei lati oscuri nel racconto della vita di uno psicopatico. Credevo che lo humor potesse prevalere sulla violenza. *Alla critica ''American Psycho'' non è piaciuto per due motivi: innanzitutto, lo stile. Semplice, disadorno, privo di giudizi. Se scrivi così non sei considerato un buon narratore. Non adoperi quattordici metafore per descrivere un albero e allora stabiliscono che non sei bravo. Poi c'è la questione del soggetto. I critici pensano che un serial killer non possa essere un buon soggetto per un romanzo. Inoltre nel mio romanzo non c'è un'esplicita condanna morale. Ho lasciato che il narratore parlasse per se stesso. *È la società che lo circonda a creare [[Patrick Bateman]], senza preoccuparsi di fermarlo ma anzi incoraggiandolo. Bateman e gli altri protagonisti dei miei libri hanno tutto, questo è il punto. Quando si è in una posizione nella quale si possiede tutto e tutto ti è dato e non devi lottare per ottenere niente, una certa noia ti assale, molto pericolosa. È una noia che può condurti a commettere stupri, omicidi, ogni genere di orrori. Si tratta di un abuso di libertà, che esiste nel mio paese e in molti altri, dove la gente pensa per il solo fatto di essere ricca di potersi permettere qualsiasi cosa: se hai abbastanza denaro puoi assassinare qualcuno sapendo che dopo potrai comprarti i migliori avvocati, e così via. {{Int2|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,27/articleid,0324_01_2001_0179_0029_2172205/ Caro Bret, il tuo Psycho è come un rock]''|Intervista di Giuseppe Culicchia, ''La Stampa'', 1 luglio 2001.}} *{{NDR|Su ''American Psycho''}} Ho riletto quel romanzo per la prima volta sei mesi fa [...]. E la cosa che mi ha sorpreso di più è che non mi ha sorpreso di più è che non mi ha imbarazzato. Quando l'ho scritto ero molto giovane, molto arrabbiato. Temevo che dopo tanto tempo non mi sarei sentito troppo a mio agio. Invece ho scoperto che quel libro non è niente male. È un pezzo di storia, ed è divertente, anche se all'epoca questo aspetto non venne assolutamente capito. Ma la cosa che mi dà più soddisfazione è che al libro non importa nulla dei lettori. Non gli interessa farsi amare, non desidera piacere a ogni costo. Ha un suo anti-stile, che poi ovviamente è uno stile, ma non si preoccupa delle reazioni del pubblico. È un romanzo molto duro. Non scende a compromessi. E sono orgoglioso di averlo scritto a quel modo, giovane com'ero. *Gli Anni 80 non sono mai finiti. Quello che ora definisce un'epoca, al contrario del passato, quando a contare era la politica, è la cultura pop. Musica, modelle, cose del genere. Durante le scorse elezioni in USA alla maggioranza degli americani non importava nulla della controversia Gore/Bush. Piuttosto, erano interessati all'ultima boy-band o allo sport. La nostra vita è sempre più governata dall'industria dello spettacolo. Riviste come ''Time'' o ''Newsweek'' hanno regolarmente in copertina le attrici di ''Sex and the City''. E credo che gli Anni 80 si siano insinuati segretamente nei '90, per vincere nel 2000. *Di sicuro [...] oggi la ricezione di ''American Psycho'' è radicalmente cambiata. Per me, nel '91, fu un'esperienza tremenda; tutti lo odiavano, ricevevo minacce di morte. Se allora mi avessero detto che ''American Psycho'' sarebbe diventato quello che è mi sarei messo a ridere. La sua crescente popolarità tuttavia dimostra che non sono state le polemiche a farlo vendere, ma il passaparola dei lettori. *{{NDR|«Ho letto che a Hollywood qualcuno sta pensando a realizzare ''American Psycho 2'', ovvero Bateman ai tempi del college».}}<br>Lasciamo perdere. Non avrei mai autorizzato un sequel, se la mia agente non mi avesse fatto firmare un contratto sbagliato. Hanno in programma anche ''American Psycho 3'' e ''4'', ambientati a Las Vegas e Hollywood. Roba da matti. {{Int2|''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2012/settembre/07/Foster_Wallace_impostore__co_9_120907076.shtml «Foster Wallace: impostore»]''|Citato in Alessandra Farkas, ''Corriere della Sera'', 7 settembre 2012.}} *Chiunque giudichi [[David Foster Wallace|Foster Wallace]] un genio letterario dovrebbe essere incluso nel Pantheon degli imbecilli. *[[David Foster Wallace]] possedeva una tale pretenziosità letteraria da farmi vergognare di appartenere alla stessa industria editoriale. *Foster Wallace è il migliore esempio di scrittore contemporaneo che sbava per raggiungere il tipo di spaventosa grandezza culturale che non è mai riuscito a conseguire. Un impostore. *Il più sopravvalutato scrittore della nostra generazione è David Foster Wallace. *{{NDR|Riferito a Wallace}} Non ho stima per lui. ''Infinite Jest'' è illeggibile. Il suo stile è mediocre, le storie confuse e piene di quel finto sentimentalismo del Midwest. {{Int2|1=''[http://www.youtube.com/watch?v=BATcGAhm0tc Hangout with Bret Easton Ellis]''|2=Da ''The Canyons - Il film'', ''Youtube.com'', 6 novembre 2013.}} *Ho scritto ''[[The Canyons]]'' nel gennaio-febbraio 2012 e nella mia vita stavano succedendo tante cose che ho inserito nella sceneggiatura del film. Certo, la mia vita non è così complicata come quella dei protagonisti di ''The Canyons''. *Mi piace questa sensazione angosciante, nichilista di ''The Canyons'' e anche a [[Paul Schrader]], è nel nostro Dna, questi sono i personaggi che vogliamo esplorare. Siamo affascinati da Christian, siamo interessati alla ragione che porta Tara-[[Lindsay Lohan]] a fare quello che fa. *Quando scrivi una scena di sesso in una sceneggiatura non stai scrivendo un porno, stai scrivendo un dramma. In ''The Canyons'' ci sono tre o quattro scene di sesso, ma sono state inserite perché funzionali allo sviluppo della storia, non per incuriosire le persone. Se vuoi eccitarti guardi un porno, questo non è un film porno, è un dramma, ed è un puro caso che parli di relazioni sessuali tra ragazzi di [[Los Angeles]]. Mentre scrivevo le scene di sesso mi facevo delle domande, mi chiedevo: "In che modo questo porta avanti la trama del film?", "Come condizionerà i personaggi?", "Quali rivelazioni potrebbero emergere grazie a queste scene?". ==''American Psycho''== {{Vedi anche|American Psycho (romanzo)}} ==''Lunar Park''== *«Papà, mi dai un succo di frutta?» «Che ne dici di un bicchiere d'acqua, tesoro?» «Papà?» «Sì?» «Mi dai un succo di frutta?» «Che ne dici invece di un bicchiere d'acqua, tesoro?» «Papà, mi dai un succo di frutta?» «Okay, tesoro, vuoi un succo di frutta?» «No, fa lo stesso, dammi solo un bicchiere d'acqua». È come provare e riprovare di continuo una pièce di [[Beckett]], cazzo. (Bret: II; p. 49) *Il [[matrimonio]] è una figata. Sesso senza limiti. Risate. Ah, già, e compagnia assicurata. (Bret: II; p. 51) *Nella [[scrittura]] si adatta l'evidenza alla conclusione cui si vuole arrivare e raramente si dice la verità. (XIII; p. 163) *Prima l'uomo prende un [[Bevanda alcolica|drink]], poi il drink prende un drink, poi il drink prende l'uomo. (Jayne: XVIII; p. 221) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Imperial Bedrooms''=== Su di noi avevano fatto un film. Il film era tratto da un libro scritto da una persona che conoscevamo. Il libro era il semplice racconto di quattro settimane trascorse nella città in cui siamo cresciuti e in linea di massima era un ritratto fedele. Venne catalogato come romanzo, ma solo pochi dettagli avevano subito modifiche e i nostri nomi erano quelli veri e non conteneva nulla che non fosse accaduto veramente. Per esempio, c'era davvero stata la proiezione di un film di genere snuff in quella camera da letto di Malibu un pomeriggio di gennaio, e sì, ero uscito sulla terrazza che dava sul Pacifico dove l'autore aveva cercato di confortarmi, assicurandomi che le urla dei minorenni torturati erano finte, ma mentre me lo diceva aveva il sorriso stampato in faccia e io avevo preferito allontanarmi. ===''Meno di zero''=== La gente ha paura di buttarsi nel traffico delle autostrade di Los Angeles.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ==Citazioni su Bret Easton Ellis== ===[[Giuseppe Culicchia]]=== *Ellis scrive libri che sono cataloghi. È la sua forza. Come David Hockney, quello delle piscine, che cita: ti sembra di vedere un suo quadro, dove i particolari sono molto nitidi. Anche le descrizioni dei delitti. Certe immagini non mi lasciano più. *Spesso Ellis non è stato capito. È successo a [[Jonathan Swift]], quando scrisse che per risolvere il problema della fame bastava mangiarsi i bambini. Era il '700, però. Sono passati invano alcune centinaia di anni. *Temo che Ellis non sia tra gli scrittori più amati della scena letteraria americana: non è in linea con il pensiero dominante, non scrive storie consolatorie, non sa cosa sia un lieto fine, se ne sbatte delle aspettative di critica e pubblico scrivendo solo e sempre quello che vuole e quando ha voglia di farlo. Naturalmente, ne paga le conseguenze. *Una delle cose più difficili da rendere in un romanzo sono i dialoghi. I suoi sono sempre credibili. Ti sembra di sentire la voce dei personaggi. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Bret Easton Ellis, ''American Psycho'' (1991), traduzione di Pier Francesco Paolini, Bompiani, Milano, 1998<sup>11</sup>. ISBN 8845219720 *Bret Easton Ellis, ''Imperial Bedrooms'', traduzione di Giuseppe Culicchia, Einaudi, 2010. ISBN 8806205250 *Bret Easton Ellis, ''Lunar Park'', traduzione di [[Giuseppe Culicchia]], Einaudi, Torino, 2005. ISBN 8806176366 ==Voci correlate== *[[Le regole dell'attrazione]] *[[Los Angeles]] *[[Lindsay Lohan]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Imperial Bedrooms}} {{DEFAULTSORT:Ellis, Bret Easton}} [[Categoria:Scrittori statunitensi]] 9d95xvkmt4vhduoi183t44oc2ckr1sm Timore di Dio 0 67978 1426369 1425297 2026-09-13T07:22:42Z Spinoziano 2297 amplio e raggruppo Giobbe 1426369 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sul '''timore di Dio'''. ==Citazioni== *Attraverso il dono del timore di Dio, Maria ama la sua piccolezza, la sua nullità, perché solo Dio è degno di ricevere tutte la gloria. ([[Marie-Dominique Philippe]]) *Felix Nurroi era un uomo grandemente timorato di Dio. Teneva il suo ovile vicino al fiume Tirso, nelle tancas del suo padrone, un giovine cavaliere del Marghine. Felix era un uomo sui cinquant'anni, piccolo, sbarbato e calvo. Siccome soffriva mal d'occhi, teneva un paio d'occhiali neri a reticella; inoltre indossava quasi sempre un gabbano turchino, da soldato, stretto alla vita da una corda. Pareva un frate. Egli era uno di quegli uomini ai quali il timor di Dio impedisce di far fortuna. Lavorava come un cane e dava scrupolosamente la metà, e forse più, al padrone. ([[Grazia Deledda]]) *''I monti sulle loro basi insieme con le acque sussulteranno, | davanti a te le rocce si struggeranno come cera; | ma a coloro che ti temono | tu sarai sempre propizio. | Poca cosa è per te ogni sacrificio in soave odore, | non basta quanto è pingue per farti un olocausto; | ma chi teme il Signore è sempre grande.'' (''[[Libro di Giuditta]]'') *Il timore del Signore è il principio della scienza. (''[[Libro dei Proverbi]]'') *''Il timore del Signore'': nella Bibbia (cf. [[Libro dell'Esodo|Es]] 20,20+; [[Deuteronomio|Dt]] 6,2+) corrisponde quasi a ciò che noi chiamiamo religione o pietà verso Dio. Esso è, nello stesso tempo, l'inizio ({{NDR|[[Libro dei Proverbi|Pr]]}} 9,10; 15,33; [[Libro di Giobbe|Gb]] 28,28; [[Salmi|Sal]] 111,10; [[Siracide|Sir]] 1,14.20) e il coronamento (Sir 1,18; 19,20; 25,10-11; 40,25-27) di una saggezza profondamente religiosa, in cui si sviluppa una relazione interpersonale con il Dio dell'alleanza, in modo tale che timore e amore, sottomissione e confidenza coincidono (cf. Sal 25,12-14; 112,1; 128,1; [[Qoelet|Qo]] 12,13; Sir 1,27-28; 2,7-9.15-18, ecc.). (''[[La Bibbia di Gerusalemme]]'') *La religione è un freno soltanto per coloro che sono stati già ridotti alla ragione, o dal loro temperamento o dalle circostanze della vita. Il timore di Dio non impedisce di peccare se non a quelli che non hanno una forte volontà di peccare, o che non sono più in grado di farlo. ([[Paul Henri Thiry d'Holbach]]) *''Nel timore del Signore sta la fiducia del forte; | anche per i suoi figli egli sarà un rifugio. | Il timore del Signore è fonte di vita | per sfuggire ai lacci della morte.'' (''[[Libro dei Proverbi]]'') *Niente manca a coloro che hanno il timor di Dio. ([[Francesco di Paola]]) *''Principio di ogni educazione è il timor di Dio.'' ([[Dante Leonardi]]) *Si attenda non solo alle lettere ma, principalmente, al santo timor di Dio. ([[Giuseppe Calasanzio]]) *Si dice timor di Dio ma non si dice timor della Ragione. ([[Luigi Pintor]]) *Vedi tu: costoro si sonno levati con timore servile dal bòmico del peccato mortale; ma se essi non si levano con amore della virtù, non è sufficiente il timore servile a dar lo' vita durabile. Ma l'amore col sancto timore è sufficiente, perché la legge è fondata in amore con timore sancto. ([[Caterina da Siena]]) ===''[[Libro di Giobbe]]''=== *''A chi è sfinito è dovuta pietà dagli amici, | anche se ha abbandonato il timore di Dio.'' *''Ecco, temere Dio, questo è sapienza | e schivare il male, questo è intelligenza.'' *''Perché mi incute timore la mano di Dio | e davanti alla sua maestà non posso resistere.'' ===''[[Siracide]]''=== *''Coloro che temono il Signore non disobbediscono alle sue parole; | e coloro che lo amano seguono le sue vie. | Coloro che temono il Signore cercano di piacergli; | e coloro che lo amano si saziano della legge. | Coloro che temono il Signore tengono pronti i loro cuori | e umiliano l'anima loro davanti a lui.'' *''Il timore del Signore è gloria e vanto, | gioia e corona d'esultanza. | Il timore del Signore allieta il cuore, | dà gioia, diletto e lunga vita. | Il timore del Signore è dono del Signore, | esso conduce sui sentieri dell'amore. | Chi teme il Signore avrà un esito felice, | nel giorno della sua morte sarà benedetto. | Principio di sapienza è temere il Signore.'' *''Il timore del Signore è sapienza e istruzione, | si compiace della fiducia e della mansuetudine. | Non essere disobbediente al timore del Signore | e non avvicinarti ad esso con doppiezza di cuore.'' *''Lo spirito di coloro che temono il Signore vivrà, | perché la loro speranza è posta in colui che li salva. | Chi teme il Signore non ha paura di nulla, | e non teme perché egli è la sua speranza.'' *''Quanto è grande chi ha trovato la sapienza, | ma nessuno supera chi teme il Signore.'' *''Quelli che temono il Signore sanno giudicare, | i loro giudizi brillano come luce.'' ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Concetti del cristianesimo]] [[Categoria:Concetti dell'ebraismo]] [[Categoria:Virtù]] g7jr7n8z3pgqv6l5am4y4o89d2dq86t Attrice 0 73762 1426314 1397334 2026-09-12T17:55:28Z Danyele 19198 +1 1426314 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Jean-Baptiste Santerre - Two Actresses - WGA20816.jpg|thumb|upright=1.2|''Due attrici'' (J.-B. Santerre, 1699)]] Citazioni sulle '''attrici'''. *Agli americani piace che un'attrice abbia famiglia e sia rispettabile: avere un marito, essergli fedele, avere un figlio, amarlo, qui è una cosa che ti fa onore. ([[Virna Lisi]]) *Attrice (''s.f.''). Donna il cui nome risulta contaminato perché ricorre troppo spesso sulle nostre labbra. ([[Ambrose Bierce]]) *Ciò che ammiro delle grande attrici è la loro capacità di dominare il tempo, in modo naturale, non cercano di rimanere giovani a tutti i costi, esplorano i ruoli, ma anche se stesse. ([[Ella Rumpf]]) *Era un'attrice! Ora capisco tutto! Questo spiega la dizione impeccabile e la maialaggine! ([[Barney Stinson]], ''[[How I Met Your Mother (quinta stagione)|How I Met Your Mother]]'') *Essere un'attrice oggi significa mettersi in discussione su ogni fronte: significa rischiare, significa viaggiare, logisticamente e non solo. Significa palpitare per ogni traguardo raggiunto e non lasciarsi scoraggiare dalle delusioni e dagli ostacoli al percorso. Significa aggiornarsi per stare al passo col mercato: allenare l'inglese per le nuove produzioni internazionali, significa prendersi cura di se più che mai perché il primo strumento del mestiere sei tu, e tu sei fatto di cuore, anima e corpo da coccolare e rendere felice. ([[Stella Egitto]]) *Faccio l'attrice non per diventare una super star ma perché voglio essere tante cose. ([[Melania Dalla Costa]]) *Fare l'attrice e indossare i panni di diversi personaggi, mi ha permesso di realizzare tanti sogni, anche se in formato mignon. ([[Elena Cucci]]) *Il mio è un mestiere, più che una professione. È artigianato puro che si mescola con l'arte e la passione. ([[Isa Danieli]]) *Il mio lavoro di attrice è entrare così tanto nel cervello del regista da sapere cosa vuole e cosa gli piace ancor prima che me lo dica esplicitamente. ([[Anya Taylor-Joy]]) *Io ho proprio l'urgenza, il bisogno di fare questo lavoro. Lo amo profondamente, è una fede. ([[Valentina Lodovini]]) *L'attrice che si marita pare che faccia divorzio dal pubblico. ([[Alphonse Karr]]) *La [[guerra]] è come un'attrice che invecchia. È sempre meno fotogenica e sempre più pericolosa. ([[Robert Capa]]) *Le attrici, in Italia, non possono essere brutte. Solo belle. Belle e, si aggiunge subito dopo, brave. ([[Lucia Mascino]]) *Nel corso della mia carriera mi sono cimentata in diversi ruoli, la dark lady, la suora, la prostituta, la svanita. Il bello di fare l'attrice è togliersi il proprio essere e i propri vestiti e dimenticarsi, per quel periodo, chi sei e giochi a essere qualcun altro. ([[Elisabetta Pellini]]) *Noi attrici, quando non siamo brutte, possediamo due bellezze, una composita e una naturale: la maschera e il volto. Spesso, la gente preferisce la maschera, anche se il volto è grazioso. ([[Théophile Gautier]]) *Non farò l'attrice da adulta, perché ci si deve tingere i capelli di verde. ([[Anna Paquin]]) *Non ho scelto il mestiere più facile per invecchiare [...]: domani mi vorranno ancora? Tra due mesi o due anni, il telefono squillerà ancora? ([[Marie Gillain]]) *Non possiamo permetterci di perdere un treno e di mandare a monte la carriera di anni. Se sparisci dalla circolazione, sparisci per sempre. Per le donne è così, in tutti i campi. ([[Serena Autieri]]) *Quando un'attrice si ostina a non rivelare per anni il nome del padre di suo figlio è proprio perché non lo sa. ([[Antonio Amurri]]) *Quello dell'attrice è un mestiere in cui tutto dipende dal desiderio di qualcun altro. ([[Marlène Jobert]]) *Sì, sono vanitosa. Ma quale attrice non lo è? ([[Giuliana De Sio]]) *Si tratta di vedere in che misura la revoca di quel divieto alla donna d'essere ''attrice'' abbia contribuito al definitivo smarrimento del ''riso'' sulle scene. A mio avviso, non vi ha soltanto contribuito: ha addirittura rovinato la festa, o almeno quel che ne sarebbe potuto avanzare. ([[Carmelo Bene]]) *Un'attrice che non lavora, gli sventoli davanti quattro euro, ti fa pure un balletto, ti fa. ([[René Ferretti]], ''[[Boris (prima stagione)|Boris]]'') *Un'attrice deve soffrire o gioire solo quando è in scena. La vita, con i suoi piccoli desideri, deve servirci da esercizio, da prova generale per interpretare le grandi passioni che noi mostriamo al pubblico. (''[[Il viaggio di Capitan Fracassa]]'') *Un'attrice più matura è, più cose vive, più è brava. ([[Vittoria Puccini]]) *Una attrice che si ripete continuamente e non si mette in discussione, non osa, non potrà mai essere apprezzata. ([[Ugo Pagliai]]) *Una grande attrice è una donna capace di incarnare un gran numero di personaggi dissimili fra loro; una [[diva]] è una donna capace di provocare un gran numero di sceneggiature simili fra loro. ([[André Malraux]]) *Una volta le attrici nascondevano i loro anni, e una volta invecchiate non volevano farsi più vedere. Ma oggi si vantano di quanto si siano mantenute bene senza ricorrere a operazioni chirurgiche e di essere invecchiate, anzi maturate, mostrando un fascino adeguato all'età. Questo atteggiamento affascina e incoraggia le donne comuni. ([[Keiko Ichiguchi]]) ===[[Jules Renard]]=== *Attrici. Bisogna sempre imparare l'arte di scavalcare le mani che vi porgono da baciare. *Le attrici sono dispostissime a recitare una parte di donna vecchia ma non una parte di donna matura. *La vecchia attrice con la faccia di pesce cerca sempre di parlarvi in controluce. ==Voci correlate== *[[Attore]] *[[Attore cinematografico]] *[[Divo]] *[[Recitazione]] ==Altri progetti== {{interprogetto|commons_etichetta=attrici|preposizione=sulle|commons=Category:Actresses|wikt}} {{Portale|donne}} [[Categoria:Professioni del cinema]] [[Categoria:Professioni del teatro]] ica56rda6ny2vgu7lxa2p7de29rb8bx Il cavaliere oscuro - Il ritorno 0 77719 1426350 1379515 2026-09-12T21:33:54Z ~2026-49596-98 108372 /* Dialoghi */ Ho corretto un nome. 1426350 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Il cavaliere oscuro - Il ritorno |titoloalfabetico= Cavaliere oscuro - Il ritorno, Il |titolooriginale= The Dark Knight Rises |paese=Stati Uniti d'America |anno=2012 |genere=azione, drammatico, thriller |regista= [[Christopher Nolan]] |soggetto=Christopher Nolan |sceneggiatore= Christopher Nolan, [[Jonathan Nolan]] |attori= *[[Christian Bale]]: [[Bruce Wayne]]/[[Batman]] *[[Anne Hathaway]]: [[Catwoman|Selina Kyle]] *[[Tom Hardy]]: [[Bane (DC Comics)|Bane]] *[[Michael Caine]]: [[Alfred Pennyworth]] *[[Marion Cotillard]]: Miranda Tate/Talia al Ghul *[[Joseph Gordon-Levitt]]: John Blake *[[Gary Oldman]]: [[James Gordon]] *[[Morgan Freeman]]: [[Lucius Fox]] *[[Nestor Carbonell]]: Sindaco Anthony Garcia *[[Liam Neeson]]: [[Ra's al Ghul]] *[[Cillian Murphy]]: [[Spaventapasseri (DC Comics)|Jonathan Crane]] *[[Matthew Modine]]: Vice Commissario Peter Foley *[[Alon Aboutboul]]: Dr. Leonid Pavel *[[Josh Pence]]: Ra's al Ghul da giovane *[[Juno Temple]]: Jen *[[Ben Mendelsohn]]: John Daggett *[[Daniel Sunjata]]: Capitano Jones *[[Burn Gorman]]: Stryver *[[Josh Stewart]]: Barsad *[[Tomas Arana]]: avvocato *[[Tom Conti]]: detenuto *[[William Devane]]: Presidente degli Stati Uniti |doppiatoriitaliani = *[[Claudio Santamaria]]: Bruce Wayne/Batman *[[Domitilla D'Amico]]: Selina Kyle *[[Filippo Timi]]: Bane *[[Dario Penne]]: Alfred Pennyworth *[[Claudia Catani]]: Miranda Tate/Talia al Ghul *[[Andrea Mete]]: John Blake *[[Angelo Maggi]]: James Gordon *[[Ugo Maria Morosi]]: Lucius Fox *[[Roberto Gammino]]: Sindaco Anthony Garcia *[[Alessandro Rossi]]: Ra's al Ghul *[[Simone D'Andrea]]: Jonathan Crane *[[Antonio Sanna]]: Vice commissario Peter Foley *[[Radislav Gillonsky]]: Dr. Leonid Pavel *[[Rossa Caputo]]: Jen *[[Franco Mannella]]: John Daggett *[[Simone Mori]]: Capitano Jones *[[Massimiliano Manfredi]]: Stryver *[[Marco Vivio]]: Barsad *[[Rodolfo Bianchi]]: avvocato *[[Carlo Cosolo]]: detenuto *[[Omero Antonutti]]: detenuto cieco *[[Michele Gammino]]: Presidente degli Stati Uniti |note= }} '''''Il cavaliere oscuro - Il ritorno''''', film statunitense del 2012 con [[Christian Bale]], [[Anne Hathaway]], [[Tom Hardy]], [[Marion Cotillard]], [[Michael Caine]], [[Gary Oldman]] e [[Morgan Freeman]], regia di [[Christopher Nolan]]. {{tagline|La speranza è perduta, la fede è spezzata, un fuoco risorgerà.}} ==[[Incipit]]== {{incipit film}} Ho conosciuto [[Due Facce|Harvey Dent]]. Era un amico, e dovremmo aspettare molto tempo prima di ritrovare una guida e un esempio di tale livello. Io ho creduto in Harvey Dent. ('''James Gordon''') ==Frasi== {{cronologico}} *{{NDR|A Pavel}} Calma, dottore, ora non c'è da aver paura! Le dirò io quando! ('''Bane''') *{{NDR|Vedendo Bruce uscire dalla macchina}} Chi è? Un altro imbalsamato che non sa uscire dalla macchina sportiva... ('''Giornalista''') *{{NDR|Rivolto a Bruce, che si è fatto rubare le chiavi della macchina}} È solo, signore? Non si preoccupi, signor Wayne, ci vuole un po' di tempo per rimettersi in carreggiata. ('''Alfred''') *Non rischio i miei uomini per i vostri soldi. ('''Peter Foley''') *Chi preferisci prendere, eh? Un rapinatore o il figlio di puttana che ha ucciso Dent? ('''Peter Foley''') *{{NDR|Parlando di Bruce}} Non è un bersaglio... e non gli è rimasto più un centesimo, comunque... ('''Selina Kyle''') *{{NDR|Riferendosi a Talia e Lucius}} Portateli in superficie: le persone del loro rango meritano di vivere la prossima era della civiltà occidentale. ('''Bane''') *I [[detective]] non hanno il permesso di credere alle coincidenze. ('''Blake''') *{{NDR|[[Ultime parole da Batman|Ultime parole]]}} È solo un'esercitazione: ora, se volete scusarmi, vado a vedere i nostri ragazzi che distruggono i Rapid City. ('''Sindaco Anthony Garcia''') *{{NDR|Prima di far crollare il campo di football americano}} Che la partita cominci! ('''Bane''') *Dietro di voi c'è il simbolo dell'oppressione. La prigione di Blackgate, dove mille uomini si stanno consumando a causa di quest'uomo: Harvey Dent! Che vi è stato presentato come il più fulgido esempio della vera giustizia! Vi hanno fatto adorare un falso idolo, per impedirvi di distruggere questa città corrotta! Voglio dirvi la verità riguardo Harvey Dent, con le parole del commissario della polizia di Gotham, James Gordon: "''Batman non ha ucciso Harvey Dent, ha salvato mio figlio. Poi si è preso la colpa degli orrendi crimini di Harvey, affinché io potessi per mia vergogna costruire un falso mito su quell'idolo caduto. Ho esaltato il folle che aveva tentato di uccidere mio figlio. Non posso più convivere con questa menzogna. È ora di affidare la verità alla popolazione di Gotham, ed è ora che io mi dimetta.''" ...E voi le accettate, le dimissioni di quest'uomo? E accettate le dimissioni di tutti questi impostori? Di tutti i corrotti? [...] Noi togliamo Gotham ai corrotti! Ai ricchi! Ai persecutori di generazioni che vi hanno sottomesso con la chimera di un'opportunità! La restituiamo a voi... il popolo. Gotham è vostra! Nessuno potrà interferire, fate quello che volete! Ma cominciate abbattendo Blackgate e liberate gli oppressi! Si faccia avanti chi si vuole arruolare, perché si formerà un esercito! I potenti verranno strappati ai loro opulenti nidi, e scacciati nel gelido mondo che noi conosciamo bene, a soffrire! Verranno istituiti dei tribunali! E ci godremo il bottino! Verrà versato del sangue! La polizia sopravviverà e imparerà a servire la vera giustizia! Questa grande città... resisterà. Gotham sopravviverà. ('''Bane''') *{{NDR|Rivolta a Selina Kyle}} Sta arrivando una tempesta, ricordi? Era quello che volevi... ('''Jen''') *Bruce, sai perché cadiamo? ('''Thomas Wayne''') *{{NDR|Rivolta ad un bambino che aveva rubato una mela}} Non rubare mai ad uno che non puoi seminare, ragazzino. ('''Selina Kyle''') *C'è una sola polizia in questa città. ('''Peter Foley''') *{{NDR|Rivolta ai suoi scagnozzi}} Preparate il convoglio. Mettiamo in sicurezza la bomba prima dell'esplosione. {{NDR|si rivolge a Bane, riferendosi a Batman}} Non ucciderlo. Voglio che senta il calore. Sentirai il fuoco delle dodici milioni di anime che hai tradito. Addio, amico mio. ('''Talia al Ghul/Miranda Tate''') *{{NDR|[[Ultime parole da Batman|Ultime parole]]}} Non fermatevi, andate avanti! Bloccateli sulle scale! ('''Peter Foley''') *{{NDR|A Catwoman}} Dobbiamo spingere il convoglio verso il reattore. Tu mi servi a terra, e io sarò in aria. ('''Batman''') *Non c'è niente come la superiorità aerea... ('''Lucius Fox''') *È questo che gli dobbiamo dire? Li lasciamo morire senza speranza? ('''Blake''') *{{NDR|[[Ultime parole da Batman|Ultime parole]] rivolta a Batman, Catwoman e Gordon}} Preparatevi, ora. Il lavoro di mio padre è concluso. ('''Talia al Ghul/Miranda Tate''') *{{NDR|Leggendo l'[[elegie funebri dai film|elegia funebre]] a Bruce Wayne}} Vedo una magnifica città e uno splendido popolo sollevarsi da questo abisso. Vedo le vite per le quali sacrifico la mia, pacifiche, utili, prospere e felici. Vedo che nell'intimo del loro cuore essi hanno per me un santuario e l'hanno i loro discendenti, generazione dopo generazione. "Quel che faccio è certo il meglio, di gran lunga, di quanto abbia mai fatto e quel che mi attende è di gran lunga il riposo più dolce che abbia mai conosciuto".<ref>{{cfr}} [[Charles Dickens]], ''[[Charles Dickens#Racconto di due città|Racconto di due città]]'', [[explicit]]: «Quel che faccio è il meglio, di gran lunga il meglio che io abbia mai fatto; e il riposo che m'attende è il più dolce, di gran lunga il più dolce che io abbia mai conosciuto».</ref> ('''James Gordon''') *{{NDR|Alla bara di Bruce Wayne, singhiozzando disperatamente}} Mi dispiace tanto, io l'ho abbandonata! Lei si fidava di me... e io l'ho abbandonata! ('''Alfred''') *{{NDR|Leggendo il testamento di Bruce Wayne}} Il testamento del signor Wayne non è stato corretto dopo il ridimensionamento del suo patrimonio. Ma vi sono consistenti beni nelle sue disposizioni. Gli arredi della casa devono essere venduti per saldare i debiti, il resto è stato lasciato interamente ad Alfred J. Pennyworth. La casa e il giardino vengono lasciati alla città di Gotham, a condizioni che non vengano mai demoliti, ancorati o altrimenti modificati, e che vengano usati per uno scopo e uno solamente: dare dimora ed assistenza agli orfani e ai ragazzi a rischio della città. La mia assistente è qui per delle disposizioni di minore importanza e istruzioni. ('''Notaio''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Agente della CIA''': Dottor Pavel, sono della [[Central Intelligence Agency|CIA]].<br>'''Barsad''': Non era da solo.<br>'''Agente della CIA''': Ah, non si possono portare gli amici.<br>'''Pavel''': Non sono degli amici.<br>'''Barsad''': Non si preoccupi, sono un regalo.<br>'''Agente della CIA''': E perché dovrei volerli?<br>'''Barsad''': Stavano cercando di rubarle la preda. Lavorano per il mercenario. L'uomo con la maschera.<br>'''Agente della CIA''': Bane? {{NDR|Barsad annuisce}} Fateli salire, do la comunicazione. *'''Agente della CIA''': Il piano di volo che ho inviato alla CIA comprende me, i miei uomini, il dottor Pavel, ma soltanto uno di voi. Il primo che parlerà potrà venire con me sul mio aereo. {{NDR|interroga un ostaggio}} Chi ti ha pagato per rapire il dottor Pavel? {{NDR|spara un colpo a vuoto, facendo credere agli altri di averlo ucciso e buttato giù dall'aereo}} Non sapeva volare tanto bene. Chi vuole provare ora? {{NDR|interroga un altro ostaggio}} Parlami di Bane! Perché porta la maschera? Quanta fedeltà per uno che serve solo a sparare.<br>'''Bane''': Be', forse si chiede perché sparare a un uomo prima di buttarlo giù da un aereo.<br>'''Agente della CIA''': Almeno tu sai parlare. Chi sei?<br>'''Bane''': Non importa chi siamo, conta solo il nostro [[Piani dai film|piano]]. {{NDR|l'agente della CIA toglie il cappuccio all'ostaggio, che si scopre essere Bane}} Non interessavo a nessuno finché non ho messo la maschera.<br>'''Agente della CIA''': Se però te la tolgo, tu muori?<br>'''Bane''': Sarebbe molto doloroso...<br>'''Agente della CIA''': Sei bello grosso!<br>'''Bane''' {{NDR|finendo la sua frase precedente}}: ...per te. <br>'''Agente della CIA''': Farti catturare faceva parte del piano?<br>'''Bane''': È ovvio. Il dottor Pavel ha rifiutato la nostra offerta, ha preferito voi. Dobbiamo sapere cosa vi ha detto.<br>'''Leonid Pavel''': Niente! Non ho detto niente!<br>'''Agente della CIA''': Be', congratulazioni! Ti sei fatto catturare!<br>'''Agente della CIA #2''': Signore...<br>'''Agente della CIA''' {{NDR|[[Ultime parole da Batman|ultime parole]]}}: E qual è il prossimo passo del tuo grande piano?<br>'''Bane''': Far schiantare l'aereo! Senza superstiti! *'''Sindaco''': La giornata in onore di Harvey Dent forse non è la festa più antica, ma è sicuramente una delle nostre feste più importanti. L'inflessibile lotta di Harvey contro il crimine ha reso Gotham più sicura di quanto non fosse al momento della sua morte otto anni fa. La nostra città ha assistito ad una svolta storica. Nessuna città è priva di crimini, ma qui non c'è criminalità organizzata, il decreto Dent ha dato all'ordine pubblico i mezzi per lottare contro la malavita. Ora, alcuni vorrebbero revocare il decreto Dent, e a costoro io dico: non finché ci sono io. Voglio ringraziare la Wayne Foundation per aver ospitato questo evento. Mi dicono che il signor Wayne non è potuto venire, ma sono certo che abbiamo il suo appoggio. E ora voglio lasciare spazio ad una voce importante... [...] Alcune persone hanno riposto la loro fiducia in un delinquente omicida con la maschera e il mantello. Un delinquente, che ha mostrato la sua vera natura quando ha tradito la fiducia di un grande uomo, eliminandolo a sangue freddo. [...] Jim Gordon può dirvi la verità su Harvey Dent, lui sa... ma no lascio che ve ne parli lui, il commissario Gordon.<br>'''James Gordon''': La verità... In effetti ho scritto un discorso, in cui c'è la verità sulla storia di Harvey Dent... Ma forse non è il momento giusto... Forse per adesso vi basterà sapere che ci sono mille detenuti nella prigione di Blackgate come risultato del decreto Dent. Sono criminali violenti, ingranaggi essenziali nella macchina della criminalità organizzata. Forse per ora l'unica cosa da dire sulla morte di Harvey Dent è questa: non è avvenuta invano. *'''Alfred''': Mi dispiace signorina Tate, ho tentato, ma non vuole riceverla.<br>'''John Daggett''': E non la prenda come un fatto personale. Lo sanno tutti che Wayne si è rintanato lì dentro, con unghie lunghe venti centimetri e fa pipì nei barattoli. È stato gentile a farmi entrare. *'''John Daggett''': Perché perde tempo a tentare di parlare con un uomo che ha gettato via il suo investimento su un inutile progetto per salvare il mondo? Lui non può ridarle i suoi soldi, io sì.<br>'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': Adesso potrei spiegarle che quel progetto per salvare il mondo, inutile o no, vale l'investimento, signor Daggett. Ma lei capisce solo i soldi e il potere che possono comprare. Quindi perché perdere il mio tempo? Ha ragione. *'''Gordon''': Abbiamo i rapporti del secondo turno?<br>'''Peter Foley''': Dovresti passare più tempo con il sindaco.<br>'''Gordon''': Quella è una tua specialità. {{NDR|Gordon si allontana}}<br>'''Deputato''': Non le vede le statistiche sulla criminalità?<br>'''Peter Foley''': Segue il suo istinto, che gli dà il mal di stomaco nonostante i numeri.<br>'''Deputato''': Pensi come è contenta sua moglie.<br>'''Peter Foley''': Non direi: ha preso i figli e se ne è andata a Cleveland.<br>'''Deputato''': Avrà tutto il tempo per andarla a trovare: il sindaco lo scaricherà in primavera.<br>'''Peter Foley''': Davvero? {{NDR|il senatore annuisce}} Ma è un eroe ...<br>'''Senatore''': Un eroe di guerra. Siamo in tempo di pace. *'''Bruce Wayne''': Bella, quella collana. Mi ricorda il filo di perle di mia madre, ma non può certo essere la stessa. Perché le sue perle sono in questa cassaforte, e il fabbricante mi ha garantito personalmente che... non è scassinabile.<br>'''Selina Kyle''': Oops... Non me l'hanno detto che non era scassinabile...<br>'''Bruce Wayne''': Non posso lasciargliele prendere...<br>'''Selina Kyle''': Senta, lei non picchierebbe una donna e io non farei uno sgambetto a uno zoppo... {{NDR|da un calcio al bastone di Bruce, facendolo cadere}} Ovviamente, a volte bisogna fare delle eccezioni. Buona notte, signor Wayne. *'''Alfred''': La signorina Tate ha insistito, vorrebbe incontrarla.<br>'''Bruce Wayne''': È molto ostinata.<br>'''Alfred''': È molto carina, nel caso volesse saperlo.<br>'''Bruce Wayne''': Non volevo.<br>'''Alfred''': Che sta facendo?<br>'''Bruce Wayne''': Sto esaminando la polvere delle impronte: siamo stati rapinati.<br>'''Alfred''': E questa è la sua idea di dare l'allarme, vero?<br>'''Bruce Wayne''': Quella donna ha preso le perle e il localizzatore.<br>'''Alfred''': Donna?<br>'''Bruce Wayne''': Una delle cameriere. Forse dovresti smettere di farle venire in quest'ala.<br>'''Alfred''': Forse è lei che dovrebbe imparare a farsi il letto per conto proprio... Perché prendeva le impronte digitali?<br>'''Bruce Wayne''': Non io... Le ha prese lei. *'''Blake''': Signore, la moglie del deputato Gil ha chiamato più volte, il deputato non è mai arrivato a casa dopo l'evento alla fondazione Wayne.<br>'''Gordon''': Ormai fa questo, la polizia.<br>'''Blake''': Lei e Dent avete davvero ripulito le strade: fra poco daremo la caccia a chi non restituisce i libri alle biblioteche...<br>'''Gordon''': Ah..<br>'''Blake''': Eppure, lei è ancora qui. Come fossimo sempre in guerra.<br>'''Gordon''': Come ti chiami, figliolo?<br>'''Blake''': Blake, signore.<br>'''Gordon''': Hai qualcosa da chiedermi, agente Blake?<br>'''Blake''': Sì. Quella notte, questa notte di otto anni fa, quando Dent è morto, l'ultimo avvistamento di Batman. Uccide quelle persone, fa fuori due squadre SWAT, spezza il collo a Dent e poi sparisce così...<br>'''Gordon''': E qual è la domanda, figliolo?<br>'''Blake''': Non vuole sapere chi era?<br>'''Gordon''': Io so esattamente chi era... Era Batman! Andiamo a parlare con la moglie del deputato... *'''Alfred''': Dovremo mandarle la polizia prima che rivenda le perle.<br>'''Bruce Wayne''': Non lo farà, le piacciono troppo. E non stava cercando quelle.<br>'''Alfred''': E cosa cercava, allora?<br>'''Bruce Wayne''': Le mie impronte. C'era toner per stampante misto a grafite sulla cassaforte, le rivela facilmente e non è rintracciabile.<br>'''Alfred''': Affascinante, dovreste scambiarvi gli appunti davanti a un caffè.<br>'''Bruce Wayne''': Ora vuoi sistemarmi con una ladra di gioielli?<br>'''Alfred''': A questo punto la sistemerei con uno scimpanzé, se la facesse tornare nel mondo.<br>'''Bruce Wayne''': Non c'è niente nel mondo per me.<br>'''Alfred''': Ed è questo il problema, ha appeso maschera e mantello ma non è andato avanti, non ha provato a rifarsi una vita, a cercare qualcun altro...<br>'''Bruce Wayne''': Alfred, io avevo trovato una persona.<br>'''Alfred''': Lo so, e l'ha perduta, ma questo fa parte della vita, signore. Però lei non sta vivendo, sta aspettando nella speranza che le cose peggiorino. Ricorda quando ha lasciato Gotham, prima di tutto questo, prima di Batman? È stato via sette anni, per sette anni l'ho aspettata sperando che non tornasse più. Ogni anno facevo una vacanza, andavo, andavo a Firenze, c'è un caffè sulle rive dell'Arno. Ogni sera andavo a sedermi lì e ordinavo un Fernet Branca. E avevo un sogno: che un giorno, guardando tra la gente ai tavoli, l'avrei vista lì, con, con sua moglie e magari con un paio di marmocchi. Lei non mi avrebbe detto una parola e nemmeno io a lei. Ma entrambi avremmo saputo che ce l'aveva fatta, che era felice. Io non volevo che lei ritornasse a Gotham. Ho sempre saputo che non c'era niente per lei qui, solo drammi e sofferenze. E volevo che avesse qualcosa di più di questo... E lo voglio ancora. *'''Bruce Wayne''': Cosa posso fare per lei, agente?<br>'''Blake''': Il commissario Gordon è stato ferito. Ha inseguito un delinquente nelle fognature. Quando l'ho tirato fuori farneticava su un esercito sotterraneo, un uomo con la maschera, Bane.<br>'''Bruce Wayne''': Non dovrebbe fare rapporto ai suoi superiori?<br>'''Blake''': Loro mi hanno chiesto se ho visto degli alligatori giganti. Ha bisogno di lei. Ha bisogno di Batman.<br>'''Bruce Wayne''': Se il commissario Gordon pensa...<br>'''Blake''': Lui non lo sa chi è lei e non gli interessa. Ma noi ci siamo già visti. Da bambino io stavo al St. Swithin. Era sovvenzionato dalla Wayne Foundation. È un orfanotrofio. Mia madre è morta quando ero piccolo in un incidente d'auto, non me lo ricordo nemmeno. Ma mio padre è stato ucciso un paio di anni dopo per un debito di gioco. Quello me lo ricordo... molto bene. Non sono in tanti a sapere che si prova, vero? Quella rabbia... fin dentro le ossa. Voglio dire, lo capiscono. I genitori adottivi, tutti "lo capiscono". Per un po'. Poi vogliono che quel bambino arrabbiato faccia qualcosa che non può fare: ricominciare. Perciò dopo un po' smettono di capire e mandano il bambino arrabbiato in un istituto. Io l'ho capito troppo tardi. La devi nascondere, la rabbia. Devi provare a sorridere allo specchio. È come mettere una maschera. Poi un giorno è arrivato lei, con un'auto pazzesca, una bella ragazza al fianco. Eravamo così eccitati. Bruce Wayne, il miliardario orfano. Noi inventavamo storie su di lei, leggende, e per gli altri ragazzi non erano che questo, solo storie. Ma appena l'ho vista, ho capito chi era veramente. Le avevo già visto fare quell'espressione: è quella che ho insegnato a me stesso. Non so perché si è incolpato dell'omicidio di Dent, ma io credo ancora in Batman. Anche se lei non ci crede.<br>'''Bruce Wayne''': Perché ha detto che l'istituto per ragazzi "era" sovvenzionato dalla Wayne Foundation?<br>'''Blake''': Perché i soldi non sono più arrivati. Forse dovrebbe prendere un po' d'aria fresca e fare attenzione ai dettagli. Potrebbe esserci bisogno del suo aiuto. *'''Bruce Wayne''': Hai controllato quel nome, "Bane"?<br>'''Alfred''': È un mercenario, non ha altri nomi conosciuti. Con i suoi uomini era dietro a un colpo di mano in Africa occidentale che ha assicurato due operazioni minerarie al nostro amico John Daggett.<br>'''Bruce Wayne''': E ora Daggett li ha portati qui.<br>'''Alfred''': E così sembra... Continuerò a scavare.<br>'''Bruce Wayne''': Sì. Alfred! Perché la Wayne Foundation ha smesso di sovvenzionare gli istituti per ragazzi?<br>'''Alfred''': La fondazione è finanziata dai profitti della Wayne Enterprises... Sempre se ce ne siano...<br>'''Bruce Wayne''': È ora di parlare con il signor Fox, credo.<br>'''Alfred''': Lo chiamo al telefono.<br>'''Bruce Wayne''': No no no no. Non ho ancora qualche auto nei paraggi?<br>'''Alfred''': Si, una o due...<br>'''Bruce Wayne''': Voglio un appuntamento all'ospedale, per la gamba.<br>'''Alfred''': Quale ospedale?<br>'''Bruce Wayne''': Quello in cui si trova Jim Gordon. *'''Dottore''': Ho visto delle ginocchia messe peggio con la cartilagine.<br>'''Bruce Wayne''': Bene.<br>'''Dottore''': No, perché nel suo ginocchio non ce n'è di cartilagine, e non ce n'è molta utilizzabile nei gomiti e nelle spalle. Fra questo e il tessuto cicatriziale nei reni, danni residui di una commozione cerebrale e le cicatrici sparse su tutto il corpo, non posso raccomandarle di andare a fare eliski, signor Wayne.<br>'''Bruce Wayne''': Certo. *'''Gordon''': Abbiamo lottato insieme... e poi sei scomparso.<br>'''Bruce Wayne''' {{NDR|con un cappuccio che non lo fa riconoscere}}: Batman non serviva più. Avevamo vinto.<br>'''Gordon''': Grazie a una bugia... E adesso il male risorge lì dove abbiamo cercato di seppellirlo... Batman deve tornare a combattere.<br>'''Bruce Wayne''': E se invece non esistesse più?<br>'''Gordon''': Deve esistere... Deve... *'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': Bruce Wayne, ad un ballo di beneficenza.<br>'''Bruce Wayne''': La signorina Tate, vero?<br>'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': Neanche prima di diventare un eremita partecipava a queste serate.<br>'''Bruce Wayne''': Il ricavato serve per il buffet pantagruelico. Non c'entra la beneficenza, c'entra l'ego della gran dama di turno che l'ha organizzata.<br>'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': Veramente questa è la mia festa, signor Wayne...<br>'''Bruce Wayne''': Ah...<br>'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': E il ricavato andrà dove deve andare, perché il buffet pantagruelico l'ho pagato di tasca mia.<br>'''Bruce Wayne''': È stata molto generosa.<br>'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': Bisogna investire, se si vuole ristabilire l'equilibrio del mondo. Il nostro progetto è ad energia pulita.<br>'''Bruce Wayne''': A volte alcuni investimenti non pagano, mi dispiace.<br>'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': Lei indossa una maschera di apatia, signor Wayne, ma un uomo a cui non importa del mondo non spende metà della propria fortuna per salvarlo. E quando fallisce non rimane così ferito da andare a nascondersi. *'''Selina Kyle''': Non faccia il superiore, signor Wayne. Lei non sa proprio niente di me.<br>'''Bruce Wayne''': Be', Selina Kyle, so che arriva da una piccionaia della città vecchia, un posto modesto per una super ladra, quindi o sta mettendo da parte per la pensione o... ha pestato i piedi alle persone sbagliate.<br>'''Selina Kyle''': Lei non può giudicarmi solo perché è nato nella camera patronale di Wayne Manor.<br>'''Bruce Wayne''': Veramente sono nato nella sala Regency.<br>'''Selina Kyle''': Io ho iniziato facendo quello che dovevo fare, ma una volta che fai quello che devi non ti lasciano mai più [[fare]] quello che vuoi.<br>'''Bruce Wayne''': Ricominci da capo.<br>'''Selina Kyle''': Non esiste ricominciare, nel mondo di oggi. Qualunque dodicenne con un cellulare può sapere cosa hai fatto. Ogni nostra azione è documentata e archiviata, rimane tutto.<br>'''Bruce Wayne''': È così che giustifica i suoi furti?<br>'''Selina Kyle''': Prendo quello che mi serve da chi ne ha più che in abbondanza, non approfitto delle persone che hanno meno...<br>'''Bruce Wayne''': Robin Hood?<br>'''Selina Kyle''': Farei di più per aiutare gli altri della maggior parte dei presenti. O di lei...<br>'''Bruce''': Non le sembra di essere un po' troppo presuntuosa?<br>'''Selina Kyle''': Forse lei si illude troppo di quello che ha veramente nei pantaloni, oltre al portafoglio...<br>'''Bruce Wayne''': Ahi...<br>'''Selina Kyle''': Quanto pensa che possa durare? Sta arrivando una tempesta, signor Wayne. È meglio che lei e i suoi amici vi prepariate al peggio, perché quando arriverà... vi chiederete come avete potuto pensare di vivere così alla grande, lasciando così poco per tutti noi.<br>'''Bruce Wayne''': Sembra che lei non aspetti altro.<br>'''Selina Kyle''': Io so adattarmi.<br>'''Bruce Wayne''': Quelle perle stanno meglio su di lei che nella mia cassaforte... Però non posso lasciargliele. *'''Lucius Fox''': Bruce Wayne? Non credo ai miei occhi. Cosa la porta ad uscire dall'ibernazione, signor Wayne?<br>'''Bruce Wayne''': Vedo che non ha perso il senso dell'umorismo, anche se ha perso la maggior parte dei miei soldi.<br>'''Lucius Fox''': Be', veramente è stato lei. Se concentra l'intero budget su un progetto di un reattore che poi mette in naftalina, è improbabile che il bilancio sia fiorente.<br>'''Bruce Wayne''': Che alternative ho?<br>'''Lucius Fox''': Be', se non è disposto ad accendere il reattore...<br>'''Bruce Wayne''': Non posso. Non posso, Lucius...<br>'''Lucius Fox''': E allora stia fermo. I suoi azionisti di maggioranza terranno a bada Daggett mentre noi cercheremo un futuro con Miranda. Lei ha appoggiato il progetto per tutto il suo corso. È in gamba. Molto carina. Vogliamo tutti il meglio per lei, Bruce. Le mostri il reattore.<br>'''Bruce Wayne''': Ci penserò.<br>'''Lucius Fox''': Non c'è altro?<br>'''Bruce Wayne''': No, perché?<br>'''Lucius Fox''': Le nostre conversazioni in genere finivano sempre con una richiesta insolita.<br>'''Bruce Wayne''': Mi sono ritirato.<br>'''Lucius Fox''': Be', le mostro comunque alcune cose. In memoria dei vecchi tempi. *'''Bruce Wayne''': Pensavo che avesse chiuso tutto, qui.<br>'''Lucius Fox''': Oh, è stato sempre chiuso... ufficialmente.<br>'''Bruce Wayne''': Quanta roba nuova...<br>'''Lucius Fox''': Dopo la morte di suo padre, la Wayne Enterprises ha avviato quattordici consociate per la difesa. Per anni ho raccolto e nascosto tutti i prototipi sotto un solo tetto. Il mio tetto.<br>'''Bruce Wayne''': Perché?<br>'''Lucius Fox''': Perché non finissero nelle mani sbagliate. {{NDR|apre una saracinesca che rivela un enorme macchinario}}<br>'''Bruce Wayne''': Ah, adesso mi vuole impressionare.<br>'''Lucius Fox''': Un progetto per l'ordine pubblico in zone di alta densità urbanistica. I rotori sono configurati per manovre fra palazzi senza ricircolo.<br>'''Bruce Wayne''': Come si chiama?<br>'''Lucius Fox''': Ha un nome lungo e poco interessante, che la Wayne Enterprise gli hanno affibiato. Io ho deciso di chiamarlo "BatWing". E sì, signor Wayne, si può avere nero. Funziona bene, eccetto il pilota automatico. Serve un cervello migliore per metterlo a punto.<br>'''Bruce Wayne''': Migliore del suo?<br>'''Lucius Fox''': Be', volevo essere modesto... un cervello meno impegnato: il suo... *'''Alfred''': Se sta pensando seriamente di tornare in attività, dovrà sentire le voci che corrono su Bane.<br>'''Bruce Wayne''': Sono tutto orecchie.<br>'''Alfred''': C'è una prigione, in una parte più antica del mondo. Un pozzo, dove gettano gli uomini per farli soffrire e morire. Ma, a volte, qualcuno risorge dalle tenebre. A volte, quell'inferno risputa qualcuno: Bane, nato e cresciuto in un inferno sulla terra.<br>'''Bruce Wayne''': Nato in prigione?<br>'''Alfred''': Nessuno sa perché e ne come sia scappato, ma quello che si sa, è che una volta fuori è stato addestrato da Ra's al Ghul, il suo mentore.<br>'''Bruce Wayne''': Bane faceva parte della Setta delle Ombre?<br>'''Alfred''': E poi è stato scomunicato. E chi sia troppo estremo per Ra's al Ghul non è da prendere alla leggera.<br>'''Bruce Wayne''': Non sapevo di essere noto per prendere alla leggera i criminali.<br>'''Alfred''': Un tempo non lo era. Ora può usare un tutore, rimettere la maschera, ma non per questo tornerà quello di prima.<br>'''Bruce Wayne''': Se quell'uomo è davvero pericoloso come dici, la città ha bisogno di me.<br>'''Alfred''': La città ha bisogno di Bruce Wayne, delle sue risorse, della sua competenza, non ha bisogno del suo corpo, né della sua vita. Quel tempo è passato.<br>'''Bruce Wayne''': Hai paura che se io mi rimetto in moto, posso fallire?<br>'''Alfred''': No. Ho paura che lei voglia farlo... *'''Azionista #1''': Non si può fare una vendita allo scoperto solo perché Bruce Wayne va ad una festa.<br>'''Azionista #2''': Mal che torna è un cambiamento, può essere positivo o negativo: io dico negativo.<br>'''Azionista #1''': Ma su che base?<br>'''Azionista #2''': Ho tirato una monetina! *'''Azionista #2''': Questa è una borsa valori, non ci sono soldi da rubare.<br>'''Bane''': Davvero? E voi allora perché siete qui? *'''Peter Foley''': Andiamo. Tu, sali in macchina. Hanno intercettato Batman. Richiamate tutti, le auto di pattuglia, uomini in missione fuori servizio, fateli venire. Farò quello che non ha potuto fare Jim Gordon.<br/>'''Blake''': E sarebbe?<br/>'''Peter Foley''': Riuscirò a catturare Batman. *'''Philip Stryver''': Bane dice che Batman ha interferito, ma la missione è compiuta.<br/>'''John Daggett''': E gli uomini che hanno arrestato?<br/>'''Philip Stryver''': Ha detto testualmente: morirebbero, piuttosto che parlare.<br/>'''John Daggett''' {{NDR|ridacchia}}: Dove li trova, questi uomini... Stappate dello champagne. E possiamo avere anche qualche ragazza, magari?<br/>'''Catwoman''': Attento a quello che desideri. {{NDR|immobilizza Daggett}} Il gatto ti ha mangiato la lingua, eh?<br/>'''John Daggett''': Tu, stupida puttana...<br/>'''Catwoman''': Nessuno mi ha mai dato della stupida.<br/>'''John Daggett''': Ma lo sei... Sei venuta qui stasera...<br/>'''Catwoman''' Voglio quello che devi darmi...<br/>'''John Daggett''': Volere non è ottenere. {{NDR|l'assistente di Daggett le punta una pistola in testa da dietro}}<br/>'''Philip Stryver''': Bel vestitino... Non è pericoloso girare con quei tacchi?<br/>'''Catwoman''': Per me no. {{NDR|colpisce Philip con un calcio}} Tu che dici? Allora, dov'è?<br/>'''John Daggett''': Dov'è cosa?<br/>'''Catwoman''': Il programma, lo Smacchiatore...<br/>'''John Daggett''': Lo strumento ideale per una super ladra con dei precedenti... [...]<br/>'''Catwoman''': Dimmi dov'è.<br/>'''John Daggett''': Vuoi lo Smacchiatore? Digiti un nome e una data, e il programma, in pochi minuti, fa scomparire quella persona da tutti i database della Terra. Troppo bello per essere vero.<br/>'''Catwoman''': Stai mentendo! La Rykin Data è riuscita ad arrivare ad un prototipo.<br/>'''John Daggett''': Per questo li ho comprati, ma non avevano niente. Era una leggenda della malavita.<br/>'''Catwoman''' {{NDR|viene circondata dagli uomini di Bane}}: Indietro! Non sto bluffando!<br/>'''Batman''': Lo sanno... ma non gli importa! {{NDR|iniziano a combattere con gli uomini di Bane}}<br/>'''Catwoman''' {{NDR|Batman toglie una pistola dalle mani di Catwoman}}: Non è possibile.<br/>'''Batman''': Niente armi, niente morti.<br/>'''Catwoman''': E il divertimento dov'è? *'''Catwoman''': Mia madre lo diceva, di non salire in auto con degli estranei.<br/>'''Batman''' {{NDR|accendendo il BatWing}}: Questa non è un' auto. *'''Catwoman''': Ci vediamo.<br/>'''Batman''': Non c'è di che, prego.<br/>'''Catwoman''': Avevo tutto sotto controllo.<br/>'''Batman''' Non erano delinquenti comuni, erano killer professionisti. Ti ho salvato la vita. Ora in cambio devi dirmi cosa hai fatto con le impronte di Bruce Wayne.<br/>'''Catwoman''': Wayne non scherzava quando ha parlato di un amico potente... Ho venduto le sue impronte a Daggett, per avere una cosa che neanche esiste...<br/>'''Batman''': Non saranno in molti ad averla vinta con te.<br/>'''Catwoman''': Sai, quando una è disperata...<br/>'''Batman''': Che cosa vuole fare con le impronte?<br/>'''Catwoman''': Non lo so, ma Daggett sembrava interessato all'attacco al palazzo della Borsa.<br/>'''Batman''': Signorina Kyle... {{NDR|si gira per vedere un elicottero della polizia, ma quando si rivolta verso Catwoman, non c'è più}} È questo l'effetto che fa... *'''Alfred''': Ho notato dal servizio alla televisione che ha ritrovato il gusto della distruzione gratuita.<br>'''Bruce Wayne''': Ho recuperato questa.<br>'''Alfred''': Non dovrebbe essere la polizia ad investigare?<br>'''Bruce Wayne''': Non hanno i mezzi per analizzarla.<br>'''Alfred''': Li avrebbero, se lei glieli desse.<br>'''Bruce Wayne''': Quello che per ora è uno strumento, per qualcun altro è un' [[arma]].<br>'''Alfred''': Nella sua immaginazione, forse. E poi cos'è che non si trasforma in un'arma?<br>'''Bruce Wayne''': Basta, Alfred! La polizia non li stava catturando.<br>'''Alfred''': Forse lo avrebbe fatto, se non fosse comparso lei per dare spettacolo.<br>'''Bruce Wayne''': Credevi che non avessi più la forza.<br>'''Alfred''': Non ce l'ha: si è fatto inseguire da un esercito di poliziotti con tanti bei giocattoli nuovi di Fox, ma come andrà quando avrà di fronte lui? Che farà?<br>'''Bruce Wayne''': Combatterò con più forza, come sempre.<br>'''Alfred''': Dia un'occhiata, la sua rapidità, la sua ferocia, il suo addestramento. Io vedo in lui il potere della fede. Vedo la Setta delle Ombre che risorge.<br>'''Bruce Wayne''': Hai detto che è stato scomunicato.<br>'''Alfred''': Da Ra's al Ghul. Chi la comanda, adesso?<br>'''Bruce Wayne''': Ra's al Ghul era la Setta delle Ombre, io l'ho sconfitto. Bane è solo un mercenario. Dobbiamo scoprire cosa ha in mente. Degli scambi azionari in codice. E le mie impronte, per gentile concessione di Selina Kyle. Portala a Fox, può craccare il codice e dirci su quali azioni operavano. *'''Alfred''': Porterò questo al signor Fox, ma niente di più. L'ho ricucita, le ho sistemato le ossa, ma non voglio seppellirla. Ho seppellito fin troppi membri della famiglia Wayne.<br>'''Bruce Wayne''': Vuoi lasciarmi?<br>'''Alfred''': Lei vede solamente una fine per il suo viaggio. Andarmene è l'unico mezzo che ho per aprirle gli occhi. Lei non è più Batman, deve trovare un'altra strada. Un tempo voleva farla finita, parlava di una vita fuori da quella grotta.<br>'''Bruce Wayne''': Alfred, Rachel è morta sapendo che avevamo deciso di stare insieme. Quella era la mia vita fuori dalla grotta, ora non posso ricominciare... Lei non l'ha fatto, non ha potuto.<br>'''Alfred''': E se avesse potuto?<br>'''Bruce Wayne'''. Lei non può più, è così e basta.<br>'''Alfred''': E se prima di morire avesse scritto una lettera in cui diceva di avere scelto Harvey Dent e non lei? E se poi io... per risparmiarle il dolore... avessi bruciato quella lettera?<br>'''Bruce Wayne''': Come osi usare Rachel per cercare di fermarmi?<br>'''Alfred''': Sto usando la verità, signor Wayne. Forse dovremmo smettere tutti di nascondere la verità e dichiararla apertamente. Mi dispiace.<br>'''Bruce Wayne''': Ti dispiace? Pensi che dopo che hai distrutto il mio mondo... io possa anche stringerti la mano?<br>'''Alfred''': No, no, no. Lo so cosa significa, questo.<br>'''Bruce Wayne''': Che significa?<br>'''Alfred''': Significa il suo odio. E significa anche perdere una persona che ho amato e accudito dal primo giorno in cui ho sentito echeggiare i suoi vagiti... in questa casa. Ma può anche significare... salvare la sua vita. E questa è la cosa più importante.<br>'''Bruce Wayne''': Addio, Alfred. *'''Lucius Fox''': Apre lei la porta, adesso?<br>'''Bruce Wayne''': Sì...<br>'''Lucius Fox''': Terza pagina. Lei avrebbe fatto consistenti acquisti di opzioni sul mercato dei Futures, confermati da una sua impronta. Quelle opzioni sono scadute ieri a mezzanotte. Col tempo saremo in grado di dimostrare la frode, ma per adesso lei è sul lastrico, e la Wayne Enterprises sta per cadere nelle mani di John Daggett.<br>'''Bruce Wayne''': Le armi... Non possiamo lasciare a Daggett "Scienze Applicate".<br>'''Lucius Fox''': Scienze Applicate è chiusa, ufficialmente non esiste. Però il progetto energetico è un'altra storia.<br>'''Bruce Wayne''': Miranda Tate. Dobbiamo convincere il consiglio a sostenerla. Facciamole vedere il reattore.<br>'''Lucius Fox''': La incontreremo fra trentacinque minuti, è meglio che si vesta. *'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': È qui, non è vero?<br>'''Lucius Fox''': Il reattore è sotto il fiume, in modo da essere inondato nel caso di una violazione di sicurezza.<br>'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': Bruce Wayne è davvero così paranoico?<br>'''Lucius Fox''': Ha un'altra domanda? *'''John Daggett''': Come ha fatto Miranda Tate ad avere una posizione predominante nel consiglio delle Wayne?! Si è incontrata con lui? Ci è andata a letto? Come ha fatto?!<br>'''Philip Stryver''': No, che noi sappiamo.<br>'''John Daggett''': Ah, si vede che non sapete praticamente niente! Dov'è Bane?<br>'''Philip Stryver''': Gli abbiamo detto che...<br>'''John Daggett''': Dov'è quel...<br>'''Bane''': Parli del [[diavolo]] e spuntano le corna.<br>'''John Daggett''': Insomma, si può sapere che cosa è successo?!<br>'''Bane''': Tutto procede secondo i piani.<br>'''John Daggett''': Ah, davvero? Ti sembra che io stia dirigendo la Wayne Enterprises, adesso? Il tuo attacco al palazzo della Borsa non ha funzionato, amico mio! E intanto le mie squadre di operai vanno in giro perforando la città, senza sosta, ventiquattro ore al giorno! Adesso devi spiegarmi in che modo questo aiuta la mia impresa ad assorbire quella di Wayne!<br>'''Bane''' {{NDR|a Philip}}: Esci.<br>'''John Daggett''': No, resta qui. Comando io.<br>'''Bane''' {{NDR|gli mette minacciosamente la sua mano sulla spalla sinistra di Daggett}}: Ti senti al comando? {{NDR|Philip esce lo stesso impaurito}}<br>'''John Daggett''': Ti ho pagato una piccola fortuna...<br>'''Bane''': E questo ti dà... potere su di me?<br>'''John Daggett''': Che significa?<br>'''Bane''': I tuoi soldi e la tua struttura sono stati importanti... finora...<br>'''John Daggett''': Che cosa sei tu?<br>'''Bane''': La resa dei conti di Gotham. Sono qui per porre fine al tempo rubato che avete vissuto.<br>'''John Daggett''' {{NDR|[[Ultime parole da Batman|ultime parole]]}}: Sei... il male assoluto...<br>'''Bane''': Sono il male "necessario". {{NDR|lo uccide}} *'''Blake''': Quando ha cominciato, perché la maschera?<br>'''Bruce Wayne''': Per proteggere le persone vicine a me.<br>'''Blake''': Ma lei era un solitario, giusto? Niente famiglia.<br>'''Bruce Wayne''': Ci sono sempre persone a cui voler bene, solo che non te ne accorgi finché non ci sono più. L'idea era essere un simbolo. Batman poteva essere chiunque, era quello il punto.<br>'''Blake''': È stato bello vederlo tornare.<br>'''Bruce Wayne''': Non tutti sono d'accordo.<br>'''Blake''': Lo capiranno, alla fine.<br>'''Bruce Wayne''': Hai qualche idea su dove si trovi Bane?<br>'''Blake''': Sì, ho cinquecento pagine di documenti sui tunnel e una torcia. Mi farebbe comodo una mano.<br>'''Bruce Wayne''': Va bene, lasciami nella città vecchia. *'''Selina Kyle''': Si, non è un granché... È più di quanto abbia tu adesso.<br>'''Bruce Wayne''': Veramente mi lasciano tenere la casa.<br>'''Selina Kyle''': I ricchi non finiscono neanche al verde come tutti noi, eh?<br>'''Bruce Wayne''': Il mio amico potente spera di farti cambiare idea sul fatto di andar via.<br>'''Selina Kyle''': E come pensa di farlo?<br>'''Bruce Wayne''': Dandoti quello che vuoi.<br>'''Selina Kyle''': Non può, perché non esiste.<br>'''Bruce Wayne''': Lui dice di sì. Vuole incontrarti stanotte.<br>'''Selina Kyle''': Perché?<br>'''Bruce Wayne''': Ha bisogno di trovare Bane e tu sai come fare.<br>'''Selina Kyle''': Digli che ci penserò.<br>'''Bruce Wayne''': Ok... È carino, questo posto...<br>'''Selina Kyle''': Signor Wayne... mi dispiace per il tuo patrimonio.<br>'''Bruce Wayne''': ...Non è vero. *'''Peter Foley''': Possiamo aiutarti, agente?<br>'''Blake''': Sì, il corpo di John Daggett è stato trovato in un cassonetto circa un'ora fa, ho pensato che dovesse saperlo.<br>'''Gordon''': Perché?<br>'''Blake''': Be', il suo nome è su tutti questi permessi che ho appena preso per tracciare una mappa dei tunnel, manutenzione trasporti pubblici, scavo fognature e un paio di altre cose.<br>'''Gordon''': Tu dove sei arrivato con le ricerche nei tunnel?<br>'''Peter Foley''': Ricordami di dire al reparto di tenere fuori le teste calde... Abbiamo varie pattuglie, è un groviglio immenso...<br>'''Gordon''': Prendete altri uomini, stringetelo in una rete, voglio che lo troviate.<br>'''Peter Foley''': Sì, certo, è l'uomo con la maschera, d'accordo.<br>'''Gordon''': Via quell'uniforme, lavori per me adesso: ci fa comodo qualche testa più calda, qui.<br>'''Blake''': Signore, magari è una [[coincidenza]].<br>'''Gordon''': Ora sei un detective, ragazzo. Non puoi più credere alle coincidenze, non ne hai il permesso. *'''Talia al Ghul/Miranda Tate''' {{NDR|Bruce e Tate si incontrano davanti casa di Bruce, sotto la pioggia}}: Non le apre nessuno?<br>'''Bruce Wayne''': No. Sono... da solo, adesso.<br>'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': Ha le chiavi?<br>'''Bruce Wayne''': ...Mai usate. *'''Bruce Wayne''': Spero che non ti piacessi per i miei soldi...<br>'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': La sofferenza tempra il carattere. Mi occuperò io dell'eredità dei tuoi genitori, Bruce. {{NDR|Talia prende una foto di Rachel}} Chi è questa? Dov'è Alfred?<br>'''Bruce Wayne''': Se ne è andato. Si è portato via tutto. {{NDR|i due si baciano, quando all'improvviso va via la luce}}<br>'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': Ma che cos'è?<br>'''Bruce Wayne''': Mh, mi hanno staccato la corrente... *'''Bruce Wayne''': Sei brava.<br>'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': Quando ero bambina, non avevamo quasi niente. Ma nelle sere in cui avevamo un fuoco acceso, ci sentivamo molto più ricchi.<br>'''Bruce Wayne''': Pensavo che la tua famiglia fosse facoltosa.<br>'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': Non sempre. Non quando ero piccola. {{NDR|Bruce accarezza una cicatrice sulla schiena di Talia}} Un antico errore.<br>'''Bruce Wayne''': Ne ho fatto qualcuno anch'io.<br>'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': Più di qualcuno. Potremmo andarcene. Stasera. Prendiamo il mio aereo. Andiamo dove vogliamo.<br>'''Bruce Wayne''': Un giorno, magari... Non stanotte. *'''Catwoman''': Non essere timido... Wayne dice che puoi darmi lo Smacchiatore.<br>'''Batman''': Dipende.<br>'''Catwoman''': Da cosa?<br>'''Batman''': Da quello che ne vuoi fare. L'ho comprato perché non finisse nelle mani sbagliate.<br>'''Catwoman''': Ancora non ti fidi di me, eh? Posso farti cambiare idea.<br>'''Batman''': Comincia portandomi da Bane.<br>'''Catwoman''': L'hai voluto tu. Da qui gli uomini di Bane pattugliano i tunnel e non sono dei semplici attaccabrighe.<br>'''Batman''': Nemmeno io. *'''Catwoman''': Poco più avanti. {{NDR|lascia che Batman cada nella trappola}} Dovevo convincerli a non uccidermi.<br>'''Batman''': Hai commesso un grave errore.<br>'''Bane''': Non grave quanto il tuo, temo.<br>'''Batman''': Bane.<br>'''Bane''': Non atteniamoci al cerimoniale, Signor Wayne... {{NDR|iniziano a combattersi}} Questi ti sono costati la tua forza, la vittoria ti ha sconfitto. {{NDR|continuano a combattere}} La teatralità e l'inganno sono strumenti potenti per i non iniziati. Ma noi siamo iniziati, non è vero, Bruce? Membri della Setta delle Ombre. E tu ci hai traditi.<br>'''Batman''': "Ci"?! Tu sei stato scomunicato da una banda di psicopatici.<br>'''Bane''': Sono io la Setta delle Ombre. E sono qui per compiere il destino di Ra's Al Ghul! Combatti come un giovane, senza risparmiarti. Ammirevole ma inappropriato. {{NDR|Batman oscura le luci}} Ooh, pensi che l'oscurità sia tua alleata, ma tu hai solo adottato le tenebre. Io ci sono nato, mi hanno plasmato. Ho visto la luce quando ero già un uomo, a quel punto per me era solo accecante!!! L'ombra ti tradisce... perché appartiene a me!!! Ti farò vedere dov'era la mia casa, mentre mi preparavo a riportare la giustizia. Poi ti spezzerò. {{NDR|Bane fa esplodere il soffitto facendo cadere la Tubler}} Il tuo prezioso arsenale, accetto con gratitudine. Ci servirà... Ah sì, mi chiedevo cosa avrebbe ceduto prima. Se il tuo spirito... o il tuo corpo! {{NDR|solleva in su, e rompe la schiena a Batman con un ginocchio}} *'''Blake''': Ho mostrato la sua foto al deputato, e indovini un po'?<br/>'''Selina Kyle''': Non mi dica... È ancora innamorato?<br/>'''Blake''': Ah, sì, come un gatto in calore... Però l'ha denunciata lo stesso. Ha commesso qualche errore, signorina Kyle.<br/>'''Selina Kyle''': Una ragazza deve pur mangiare.<br/>'''Blake''': E lei ha un bell' appetito...<br/>'''Blake''': Perché vuole scappare? Non può nascondersi con questa fedina.<br/>'''Selina Kyle''': Forse non è da voi che sto scappando.<br/>'''Blake''': E da chi? Da Bane? Che cosa sa di lui?<br/>'''Selina Kyle''': Che dovreste temerlo almeno quanto lo temo io...<br/>'''Blake''': Possiamo darle protezione. Ok... Quando l'ha individuata stavo cercando un amico, Bruce Wayne... L'hanno ucciso?<br/>'''Selina Kyle''': Non ne sono sicura... *'''Bruce Wayne''': Perché non ti limiti... a uccidermi?<br/>'''Bane''': Tu non temi la morte, anzi, la accogli! La tua punizione deve essere più severa.<br/>'''Bruce Wayne''': Tortura?<br/>'''Bane''': Si, ma non del tuo corpo... della tua anima.<br/>'''Bruce Wayne''': Dove siamo?<br/>'''Bane''': A casa, dove ho appreso la verità sulla disperazione, come la apprenderai tu. C'è una ragione per cui questa prigione è il peggiore inferno sulla terra: la speranza! Ogni uomo che è marcito qui nei secoli, ha guardato la luce e immaginato di arrampicarsi verso la libertà. Così facile, così semplice. E come naufraghi che si gettano in mare per la sete incontrollabile... molti sono morti nel tentativo. Qui ho imparato che non ci può essere disperazione senza speranza. E così, mentre terrorizzerò Gotham, le darò in pasto la speranza per avvelenarle l'anima. Lascerò che credano di poter sopravvivere, li vedrai arrampicarsi l'uno sull'altro, per restare al sole. Potrai assistere mentre torturo un'intera città. E poi, quando avrai capito la profondità del tuo fallimento, compiremo il destino di Ra's al Ghul. Distruggeremo Gotham. E dopo, quando avremo finito e Gotham sarà... cenere... avrai il mio permesso di morire. *'''Medico detenuto''': Chiede quanto pagheresti per farti morire. Gli ho detto, gli ho detto che non hai niente.<br>'''Bruce Wayne''': È il gusto di farlo.<br>'''Medico detenuto''': Mi pagano molto di più per tenerti in vita. Proverà ad arrampicarsi. {{NDR|riferendosi all'uomo che scala il pozzo}}<br>'''Bruce Wayne''': Qualcuno ce l'ha mai fatta?<br>'''Medico detenuto''': Ma certo che no. {{NDR|l'uomo inizia a parlare in lingua straniera}} Dice che qualcuno ci è riuscito. Un innocente. Era nato qui, in questo inferno.<br>'''Bruce Wayne''': Bane...<br>'''Medico detenuto''': Un'antica leggenda. Niente di più. {{NDR|accende una tv}}<br>'''Bruce Wayne''': Cos'è?<br>'''Medico detenuto''': Quello che vogliono che tu veda succederà presto. *'''Bane''': Gotham, prendi il controllo. Prendete il controllo della vostra città... [...] Questo è lo strumento della vostra liberazione... Riveli la sua identità al mondo.<br>'''Pavel''': Dottor Leonid Pavel, fisico nucleare. [...]<br>'''Bane''': E cosa... cos'è questa?<br>'''Pavel''': È una bomba a neutroni completamente armata, con un raggio di esplosione di sei miglia.<br>'''Bane''': E chi è in grado di disarmare un tale dispositivo?<br>'''Pavel''' {{NDR|[[Ultime parole da Batman|ultime parole]]}}: Io solamente.<br>'''Bane''': Solo lei. Grazie, caro dottore. {{NDR|spezza il collo a Pavel}} Ora, questa bomba è armata, e questa bomba è mobile! E l'identità di chi la farà esplodere è un mistero, perché uno di voi ha in mano l'innesco. Noi non siamo qui come conquistatori, ma come liberatori, per restituire il controllo della città ai suoi abitanti. E al primo segno di interferenza del mondo esterno... O se qualcuno dovesse tentare di fuggire, questa persona qualunque, questo cittadino, questo oscuro eroe... farà esplodere la bomba. Da ora è in vigore la legge marziale, tornate alle vostre case, stringetevi alle vostre famiglie e aspettate. Domani reclamerete ciò che è vostro di diritto. *'''Blake''': Quegli uomini sono rinchiusi da otto anni a Blackgate senza condizionale per il decreto Dent, basato su una bugia?<br/>'''Gordon''': Gotham aveva bisogno di un eroe.<br/>'''Blake''': Ora ne ha bisogno più che mai, ma lei ha tradito tutto quello per cui si era battuto.<br/>'''Gordon''': Arriva un punto, molto estremo, in cui le strutture ti abbandonano e le regole non sono più un'arma, sono catene che imprigionano te ma non un criminale. Un giorno forse affronterai un simile momento di crisi. In quel momento spero che tu abbia un amico come l'ho avuto io, che affondi le sue mani nel fango in modo che le tue possano restare pulite!<br/>'''Blake''': Le sue mani mi sembrano piene di fango, commissario. *'''Medico detenuto''': Dice che prima devi.. guarire la schiena.<br>'''Bruce Wayne''': Come lo sa?<br>'''Medico detenuto''': Lui è il medico della prigione. Morfinomane che si è inimicato delle persone, compreso il tuo amico con la maschera.<br>'''Bruce Wayne''': Come?<br>'''Medico detenuto''': Molti anni fa ci fu una pestilenza. Alcuni detenuti aggredirono Bane, i maldestri tentativi del dottore di porre riparo ai danni lo lasciarono in perenne agonia, la maschera gli tiene a bada il dolore.<br>'''Bruce Wayne''': Bane è l'innocente di cui parlavi? È nato qui?<br>'''Medico detenuto''': La leggenda dice che c'era un mercenario al servizio di un signore della guerra, si innamorò della figlia di questo signore e la sposò in gran segreto. Quando il signore lo scoprì, il mercenario fu condannato a questo pozzo. Ma poi la sua condanna fu mutata in esilio, il mercenario capì che era stata la moglie a intercedere per lui. Quello che non poteva sapere era il vero prezzo della sua libertà: lei prese il suo posto nel pozzo. La donna era gravida del mercenario. Il [[candore]] non può fiorire sotto terra, deve essere schiacciato. Un giorno il dottore dimenticò di chiudere la cella. {{NDR|viene mostrata la morte della donna, uccisa dai detenuti che irrompono nella cella aperta}} Ma l'innocente trovò un amico, un protettore che spiegò agli altri che la sua purezza era la loro redenzione, andava apprezzata. La madre fu meno fortunata... Questa prigione è di Bane, ora. Non vuole che si sappia questa storia. *'''Ra's al Ghul/Henri Ducard''': Tsk, tsk, tsk. Non pensavi che sarei tornato, Bruce? Mmh? {{NDR|ridacchia}} Te l'ho detto che sono immortale.<br>'''Bruce Wayne''': Ti ho visto... Ti ho visto morire.<br>'''Ra's al Ghul/Henri Ducard''': Oh, ci sono molte forme di immortalità. Un tempo avevo una moglie, il mio grande amore. Un giorno me la portarono via.<br>'''Bruce Wayne''': Eri tu il mercenario... Bane è tuo figlio! Il tuo erede...<br>'''Ra's al Ghul/Henri Ducard''': Un erede che si assicuri che la Setta delle Ombre compia il suo dovere di ristabilire l'equilibrio nella civiltà.<br>'''Bruce Wayne''': No...<br>'''Ra's al Ghul/Henri Ducard''': Tu stesso hai combattuto la decadenza di [[Gotham City|Gotham]] per anni. Con tutte le tue forze, con tutte le tue risorse, tutta la tua autorità morale. E la tua unica vittoria è stata una bugia. Adesso puoi capirlo: Gotham non si può più salvare, bisogna aiutarla a morire... {{NDR|la sua allucinazione svanisce}}<br />'''Bruce Wayne''': Nooooo!!! *'''Medico detenuto''': Perché ti fai i muscoli?<br>'''Bruce Wayne''': Non devo morire qui dentro.<br>'''Medico detenuto''': Qui, lì... che differenza fa? *'''Medico detenuto''': Te lo avevo detto che non era possibile.<br>'''Bruce Wayne''': Avevi detto che un innocente ce l'ha fatta.<br>'''Medico detenuto''': Ma non era una creatura qualunque. Era nata all'inferno, forgiata nella sofferenza, temprata dal dolore... Non un uomo nato nel privilegio. *'''Capitano Jones''' {{NDR|[[Ultime parole da Batman|ultime parole]]}}: Morirò, piuttosto che parlare!<br>'''Bane''': Siamo in sintonia, capitano. {{NDR|lo uccide premendo sulla sua gola con il ginocchio}}<br>'''Mercenario''': C'erano persone che vivevano di sopra.<br>'''Bane''': Radunatele per il giudizio. E impiccatele, in modo che il mondo le veda. *'''Medico detenuto''': Dice che il salto per la libertà non si fa con la forza.<br>'''Bruce Wayne''': È il mio corpo a fare il salto.<br/>'''Detenuto cieco''': Sopravvivenza e spirito. L'anima.<br>'''Bruce Wayne''': La mia anima è pronta ad evadere quanto il mio corpo.<br/>'''Detenuto cieco''': La paura ti fa fallire.<br>'''Bruce Wayne''': No, non ho paura. Sono furioso... *'''Detenuto cieco''': Tu non temi la morte. Credi che questo ti renda forte, ma ti indebolisce.<br/>'''Bruce Wayne''': Perché?<br/>'''Detenuto cieco''': Come puoi muoverti più veloce possibile, lottare il più a lungo possibile, senza la più potente spinta dello spirito: la [[tanatofobia|paura della morte]]?<br/>'''Bruce Wayne''': Io ho paura della morte. Ho paura di morire qui, mentre la mia città brucia... Non c'è nessuno a salvarla.<br/>'''Detenuto cieco''': Allora vai e fallo!<br/>'''Bruce Wayne''': Come?<br/>'''Detenuto cieco''': Come ha fatto l'Innocente: senza corda. E la paura tornerà a te. *'''Crane''': Non c'è nessun errore, signor Stryver... Lei è Philip Stryver, vice presidente esecutivo delle Daggett Industries. Per anni ha vissuto speculando su sangue e sudore di persone più deboli di lui.<br>'''Stryver''': Chiamatemi Bane. Io non ho... sono uno di voi.<br>'''Crane''': Bane non ha nessuna autorità, qui. Qui si decide la pena. Allora, a lei la scelta: Esilio o morte.[...] Ordine!<br>'''Stryver''': Es... esilio.<br>'''Crane''': Andata! All'uomo che suda freddo. *'''Scagnozzo di Bane''': Segui le lastre più spesse: se provi a nuotare, muori in un minuto. <br/>'''Philip Stryver''' {{NDR|[[Ultime parole da Batman|ultime parole]]}}: Qualcuno ce l'ha mai fatta? *'''Gordon''': Che cosa hai fatto? Hai sepolto l'uniforme in giardino?<br>'''Foley''': Hai visto cosa hanno fatto alle forze speciali.<br>'''Gordon''': Ti sei dimenticato di tutti gli anni di pattuglia, quando ogni criminale ci sparava appena gli voltavamo le spalle?<br>'''Foley''': Ma era diverso, e tu lo sai. Questi comandano la città, il governo ha fatto un accordo con loro.<br>'''Gordon''': Bane gli tiene le palle in una morsa, non è un accordo!<br>'''Foley''': Se tocchiamo Bane, l'uomo con l'innesco ci farà esplodere.<br>'''Gordon''': Pensi che abbia dato il controllo di quella bomba a uno dei suoi uomini? Pensi che questo sia parte di una rivoluzione? C'è solo un uomo che ha il dito sul pulsante, ed è Bane.<br>'''Foley''': Senti, dobbiamo abbassare la testa finché non si risolve la situazione, se tu avessi una famiglia...<br>'''Gordon''': Questa cosa si può risolvere solo dall'interno della città. Senti, Peter... Non ti sto chiedendo di scendere lungo la Grand in alta uniforme, ma bisogna fare qualcosa.<br>'''Foley''': Mi dispiace, Jim, ma devo...<br>'''Gordon''': Abbassare la testa? A che ti sarà servito domani, quando la città esploderà?<br>'''Foley''': Non puoi sapere se succederà. *'''Bruce Wayne''': Sei generosa per essere una ladra...<br>'''Selina Kyle''': Credevo ti avessero ucciso.<br>'''Bruce Wayne''': Non ancora.<br>'''Selina Kyle''': Se ti aspetti delle scuse non...<br>'''Bruce Wayne''': No, non ti si addicono. Mi serve il tuo aiuto.<br>'''Selina''': E perché dovrei disturbarmi?<br>'''Bruce Wayne''': Per questo, lo Smacchiatore.<br>'''Selina Kyle''': E ti fideresti a darmelo? Dopo quello che ti ho fatto?<br>'''Bruce Wayne''': Ammetto che sono rimasto un po' deluso. Ma credo che tu abbia un potenziale, anzi, io credo che per te questo non sia solo uno strumento, ma una via di fuga. Tu vuoi scomparire e ricominciare daccapo.<br>'''Selina Kyle''': Non posso neanche andare via dall'isola.<br>'''Bruce Wayne''': Io ti do una via d'uscita se mi trovi Lucius Fox. Devi scoprire dove lo tengono e portarmi da lui.<br>'''Selina Kyle''': Perché ti serve Fox?<br>'''Bruce Wayne''': Per salvare la città.<br>'''Selina Kyle''': Chi ti dice che va salvata? Forse a me piace così...<br>'''Bruce Wayne''': Può anche darsi, ma domani quella bomba esploderà.<br>'''Selina Kyle''': Hai arruolato il tuo amico potente?<br>'''Bruce Wayne''': Ci sto provando, ma mi serve Fox. *'''Gordon''': Senza avvocato, senza testimoni? Che razza di processo è questo?<br>'''Crane''': La sua colpa è già stabilita, siamo qui solo per emettere la sentenza. Che cosa scegliamo? La morte o... l'esilio?<br>'''Gordon''': Crane, se credi che andremo volontariamente lì fuori su quel ghiaccio, ti stai sbagliando di grosso.<br>'''Crane''': La morte, allora.<br>'''Gordon''': Così sembra.<br>'''Crane''': Molto bene: la morte... per esilio! *'''Bruce Wayne''': Stasera ho bisogno di lei?<br>'''Lucius Fox''': Per cosa?<br>'''Bruce Wayne''': Per rimettermi in gioco. *'''Lucius Fox''': Funziona bene?<br>'''Bruce Wayne''': Sì, anche senza il pilota automatico, grazie...<br>'''Lucius Fox''': Pilota automatico? E lei che ci sta a fare? *'''Gordon''': Quando comincerà cosa?<br>'''Batman''': La guerra... *'''Batman''': Se ti muovi da solo, metti una maschera.<br>'''Blake''': Non ho paura che mi vedano combattere questi uomini.<br>'''Batman''': La maschera non è per te, è per proteggere le persone che ami. Conta fino a cinque e lancialo.<br>'''Blake''': {{NDR|lancia una piccola granata verso le macerie che bloccano il passaggio, senza causare alcun danno}} Ehi, senza offesa, in quella cintura hai qualcosa di meglio? {{NDR|Batman arriva pilotando il BatWing, e distrugge le macerie}} *'''Blake''': Che facciamo?<br>'''Batman''': Un assalto totale a Bane, ma devi mandare tutti al di là del ponte.<br>'''Blake''': Perché?<br>'''Batman''': Se dovessimo fallire devi guidare l'esodo, metti in salvo più persone che puoi.<br>'''Blake''': Non ti servo qui?<br>'''Batman''': Mi hai dato un esercito, ora vai.<br>'''Blake''': Ehi, grazie.<br>'''Batman''': Non ringraziarmi ancora.<br>'''Blake''': Potrei non averne più l'occasione. *'''Batman''': Abbiamo quarantacinque minuti per salvare una città.<br/>'''Selina Kyle''': No, io ho quarantacinque minuti per allontanarmi dall'esplosione, tu non hai speranze contro quella gente.<br/>'''Batman''': Con il tuo aiuto le avrei.<br/>'''Selina Kyle''': Io libero quel tunnel e poi me ne vado.<br/>'''Batman''': C'è di meglio in te.<br/>'''Selina Kyle''': Ti deludo sempre, mi dispiace. Vieni con me. Mettiti in salvo. Non devi più niente a queste persone, non lo capisci? Hai dato già tutto.<br/>'''Batman''': No, non tutto. Non ancora. *'''Bane''': Sei tornato per morire con la tua città!<br>'''Batman''': No. Sono tornato per fermare te! {{NDR|inizia il combattimento finale}} *'''Batman''': Controlla le porte. Dov'è il tuo innesco?! Dov'è?! Dimmelo! Non lo avresti mai dato ad una persona qualunque! Dove lo ha messo?! Dov'è?! Dov'è l'innesco?! Dimmi dov'è! Dimmi dov'è l'innesco, poi avrai il mio permesso di morire. [...]<br>'''Bane''': Ti ho sconfitto... come hai fatto a tornare?<br>'''Batman''': Pensavi di essere l'unico che potesse conquistare la forza per scappare? Dov'è l'innesco?<br>'''Bane''': Io non sono mai scappato.<br>'''Batman''': Il bambino... Il figlio di Ra's al Ghul ha fatto la scalata.<br>'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': Ma non è lui il figlio di Ra's Al Ghul. {{NDR|pugnala Batman all'addome}} Sono io. E anche se non sono una persona qualunque, sono una cittadina. [...]<br>'''Batman''': Miranda? Perché?<br>'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': Talia. Mia madre mi diede il nome Talia prima di essere uccisa. E sarei morta anch'io se non fosse stato per il mio protettore: Bane. [...] Io sono fuggita dal pozzo. Ho trovato mio padre... e l'ho portato indietro per esigere una terribile vendetta. Ma ormai i detenuti e il dottore avevano fatto scempio del mio amico. Il mio protettore. La Setta ci ha accolti, ci ha addestrati. Ma mio padre non poteva accettare Bane. Vedeva in lui solo un mostro. La sua esistenza lo riportava all'inferno in cui aveva lasciato morire sua moglie. Ha scomunicato Bane dalla Setta delle Ombre. Il suo unico crimine... era stato amare me. Non sono riuscita a perdonare mio padre... finché non lo hai ucciso. [...]<br>'''Batman''': Lui voleva uccidere milioni di persone innocenti.<br>'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': "Innocenti" è una parola forte per gli abitanti di Gotham, Bruce. Io rendo onore a mio padre compiendo il suo lavoro. La vendetta contro l'uomo che l'ha ucciso è solo il premio per la mia pazienza. Vedi, è il [[coltello]] più lento, il coltello che si prende il suo tempo. Il coltello che aspetta anni senza dimenticare, e poi morbidamente penetra fra le ossa. È quello il coltello... che ferisce di più. <br>'''Batman''': Ti prego... {{NDR|Talia al Ghul preme il pulsante ma non accade niente}} Forse il tuo coltello è stato troppo lento.<br>'''Talia al Ghul/Miranda Tate''': Gordon... gli hai detto come bloccare il mio segnale... Ma non importa. Ha regalato a Gotham undici minuti... *'''Bane''' {{NDR|[[Ultime parole da Batman|ultime parole]], rivolto a Batman}}: Sappiamo tutti e due che ora devo ucciderti. Dovrai immaginarlo, il fuoco! {{NDR|viene improvvisamente colpito a morte da Catwoman con il Batpod}}<br/>'''Catwoman''': A proposito del fatto "niente armi"... non penso di volerlo applicare rigidamente come fai tu. *'''Gordon''': Che fai?<br/>'''Batman''': Posso portarlo oltre la baia!<br/>'''Catwoman''': Lo prepari per volare sull'acqua e poi ti lanci?<br/>'''Batman''': Non c'è il pilota automatico.<br/>'''Catwoman''': Potevi andare ovunque, essere qualunque cosa, ma sei tornato qui.<br/>'''Batman''': Anche tu.<br/>'''Catwoman''': Si vede che siamo due idioti... {{NDR|lo bacia}} *'''Gordon''': Non mi è mai importato sapere chi fossi.<br/>'''Batman''': E hai fatto bene.<br/>'''Gordon''': Ma Gotham dovrebbe conoscere l'eroe che l'ha salvata dalla morte!<br/>'''Batman''': Chiunque può essere un [[Eroismo|eroe]]. Anche un uomo che fa una cosa semplice e rassicurante, come mettere un cappotto sulle spalle di un bambino per fargli capire che il mondo non è finito.<br/>'''Gordon''': Bruce Wayne... *'''Gordon''': Posso farti cambiare idea? Sulle tue dimissioni.<br>'''Blake''': Sa quando ha parlato delle strutture che diventano catene? Aveva ragione, io non posso accettare... le ingiustizie. Insomma, nessuno saprà mai chi ha salvato la città.<br>'''Gordon''': Lo sanno. È stato Batman. *'''Blake''': Blake, John.<br>'''Assistente''': Non c'è niente.<br>'''Blake''': Eh, già, provi il mio nome legale.<br>'''Assistente''': Dovrebbe usarlo sempre. Mi piace questo nome: Robin.<br>'''Blake''': Grazie. *'''Ingegnere #1''': Perché preoccuparsi del software della stabilizzazione? Il sistema del pilota automatico è obsoleto.<br>'''Lucius Fox''': La prego, devo sapere cosa potevo fare per correggerlo.<br>'''Ingegnere #2''': Ma, signor Fox, è già stato corretto. Una patch del software, sei mesi fa.<br>'''Lucius Fox''': Controlli l'identificativo.<br>'''Ingegnere #2''': Mh, Bruce Wayne... *'''Notaio''': Notizie sull'oggetto mancante?<br>'''Assistente''': Non ancora.<br>'''Notaio''': Sarà meglio che controllino dappertutto, non possiamo dare per perso un filo di perle... ==Citazioni su ''Il cavaliere oscuro – Il ritorno''== ===Frasi promozionali=== *Ogni eroe compie un viaggio e ogni viaggio ha una fine.<ref name=traita>Dal trailer del film in lingua italiana.</ref> *L'epico finale della saga del cavaliere oscuro.<ref name=traita/> *La leggenda del cavaliere oscuro giunge a conclusione.<ref name=traita/> *Il fuoco divamperà.<ref>Dalla copertina del DVD.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{batman}} [[Categoria:Film d'azione]] [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film thriller]] [[Categoria:Film di Batman]] t9b10cja8oj4i50gic7kqbjmdfzyzwr Marion Cotillard 0 80819 1426301 1289203 2026-09-12T17:19:06Z Danyele 19198 immagine di qualità migliore 1426301 wikitext text/x-wiki [[File:Marion Cotillard-1061 (cropped).jpg|thumb|Marion Cotillard nel 2026]] {{Premio|Oscar|'''[[La vie en rose]]''' *Miglior attrice protagonista (2008)}} '''Marion Cotillard''' (1975 – vivente), attrice francese. == Citazioni di Marion Cotillard == {{cronologico}} * Tutti i filmati sui [[Teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre 2001|complotti relativi all'11 settembre]] si possono trovare su internet: è emozionante, coinvolgente [...] C'è una torre, credo fosse in Spagna, che si è incendiata per 24 ore. E non è mai crollata! E in quel caso [al World Trade Center], in pochi minuti, è crollata l'intera struttura. :''On peut voir sur internet tous les films du 11-Septembre sur la théorie du complot. C'est passionnant, c'est addictif, même. [...] il y a une tour, je crois que c'est en Espagne, qui a brûlé pendant 24 heures. Elle ne s'est jamais effondrée! Et là, en quelques minutes, le truc s'effondre.''<ref>{{fr}} Citato in [http://obsession.nouvelobs.com/people/20080301.OBS2991/11-septembre-l-affaire-cotillard.html ''11-septembre: l'affaire Cotillard''], ''Le Nouvel Observateur'', 5 marzo 2008.</ref> *{{NDR|Sulla sceneggiatura di ''[[Inception]]''}} Non ne avevo mai letto una simile prima. È così complessa emotivamente che ho dovuto leggerla una seconda volta, ma rimasi affascinata dai diversi livelli della storia e volli far parte di essa. :''I had never read a script like it before. It is so emotionally complex I had to read it a second time. But I was touched by the different layers of the story and I wanted to be a part of it.''<ref>{{en}} Citato in John Hiscock, [http://www.telegraph.co.uk/culture/film/7885296/Inception-Marion-Cotillard-interview.html ''Inception: Marion Cotillard interview''], ''The Daily Telegraph'', 12 luglio 2010.</ref> * È molto difficile descrive la relazione che si instaura tra una musa e un artista: [[Woody Allen]] lo fa a meraviglia [...] Avevo visto tutti i suoi film, letto tutti i suoi libri: volevo talmente conquistarlo, essere all'altezza delle sue aspettative, che sentivo una pressione terribile. :''Il est très difficile de décrire la relation qui s'instaure entre une muse et un créateur : Woody Allen le fait à merveille. [...] J'avais vu tous ses films, lu tous ses livres : je voulais tellement lui plaire, être à la hauteur de ses attentes, que je me suis mis une pression terrible.''<ref>{{fr}} Citato in Paola Genone, [http://www.lexpress.fr/culture/cinema/marion-cotillard-j-aurais-adore-monter-les-marches-avec-woody-allen_990888.html ''Marion Cotillard: J'aurais adoré monter les marches avec Woody Allen''], ''L'Express'', 10 maggio 2011.</ref> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Taxxi]]'' (1998) *''[[Big Fish - Le storie di una vita incredibile]]'' (2003) *''[[Amami se hai coraggio]]'' (2003) *''[[Un'ottima annata]]'' (2006) *''[[Nemico pubblico - Public Enemies]]'' (2009) *''[[Nine (film)|Nine]]'' (2009) *''[[Inception]]'' (2010) *''[[Contagion]]'' (2011) *''[[Midnight in Paris]]'' (2011) *''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012) *''[[Il piccolo principe (film 2015)|Il piccolo principe]]'' (2015) – voce *''[[Assassin's Creed (film)|Assassin's Creed]]'' (2016) {{div col end}} == Note == <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Cotillard, Marion}} [[Categoria:Attori francesi]] 0xr3h5cb8elr4qydz21tvs8es66jb0r 1426302 1426301 2026-09-12T17:20:41Z Danyele 19198 fix di stile 1426302 wikitext text/x-wiki [[File:Marion Cotillard-1061 (cropped).jpg|thumb|Marion Cotillard nel 2026]] {{Premio|Oscar|'''[[La vie en rose]]''' *Miglior attrice protagonista (2008)}} '''Marion Cotillard''' (1975 – vivente), attrice francese. ==Citazioni di Marion Cotillard== *È molto difficile descrive la relazione che si instaura tra una musa e un artista: [[Woody Allen]] lo fa a meraviglia [...] Avevo visto tutti i suoi film, letto tutti i suoi libri: volevo talmente conquistarlo, essere all'altezza delle sue aspettative, che sentivo una pressione terribile. :''Il est très difficile de décrire la relation qui s'instaure entre une muse et un créateur : Woody Allen le fait à merveille. [...] J'avais vu tous ses films, lu tous ses livres : je voulais tellement lui plaire, être à la hauteur de ses attentes, que je me suis mis une pression terrible.''<ref>{{fr}} Citato in Paola Genone, [http://www.lexpress.fr/culture/cinema/marion-cotillard-j-aurais-adore-monter-les-marches-avec-woody-allen_990888.html ''Marion Cotillard: J'aurais adoré monter les marches avec Woody Allen''], ''L'Express'', 10 maggio 2011.</ref> *{{NDR|Sulla sceneggiatura di ''[[Inception]]''}} Non ne avevo mai letto una simile prima. È così complessa emotivamente che ho dovuto leggerla una seconda volta, ma rimasi affascinata dai diversi livelli della storia e volli far parte di essa. :''I had never read a script like it before. It is so emotionally complex I had to read it a second time. But I was touched by the different layers of the story and I wanted to be a part of it.''<ref>{{en}} Citato in John Hiscock, [http://www.telegraph.co.uk/culture/film/7885296/Inception-Marion-Cotillard-interview.html ''Inception: Marion Cotillard interview''], ''The Daily Telegraph'', 12 luglio 2010.</ref> *Tutti i filmati sui [[Teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre 2001|complotti relativi all'11 settembre]] si possono trovare su internet: è emozionante, coinvolgente [...] C'è una torre, credo fosse in Spagna, che si è incendiata per 24 ore. E non è mai crollata! E in quel caso [al World Trade Center], in pochi minuti, è crollata l'intera struttura. :''On peut voir sur internet tous les films du 11-Septembre sur la théorie du complot. C'est passionnant, c'est addictif, même. [...] il y a une tour, je crois que c'est en Espagne, qui a brûlé pendant 24 heures. Elle ne s'est jamais effondrée! Et là, en quelques minutes, le truc s'effondre.''<ref>{{fr}} Citato in [http://obsession.nouvelobs.com/people/20080301.OBS2991/11-septembre-l-affaire-cotillard.html ''11-septembre: l'affaire Cotillard''], ''Le Nouvel Observateur'', 5 marzo 2008.</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Taxxi]]'' (1998) *''[[Big Fish - Le storie di una vita incredibile]]'' (2003) *''[[Amami se hai coraggio]]'' (2003) *''[[Un'ottima annata]]'' (2006) *''[[Nemico pubblico - Public Enemies]]'' (2009) *''[[Nine (film)|Nine]]'' (2009) *''[[Inception]]'' (2010) *''[[Contagion]]'' (2011) *''[[Midnight in Paris]]'' (2011) *''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012) *''[[Il piccolo principe (film 2015)|Il piccolo principe]]'' (2015) – voce *''[[Assassin's Creed (film)|Assassin's Creed]]'' (2016) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Cotillard, Marion}} [[Categoria:Attori francesi]] 3prno0ftpl5vo7r73ubb7m5d565nqku 1426304 1426302 2026-09-12T17:21:15Z Danyele 19198 idem 1426304 wikitext text/x-wiki [[File:Marion Cotillard-1061 (cropped).jpg|thumb|Marion Cotillard nel 2026]] {{Premio|Oscar|'''[[La vie en rose]]''' *Miglior attrice protagonista (2008)}} '''Marion Cotillard''' (1975 – vivente), attrice francese. ==Citazioni di Marion Cotillard== *È molto difficile descrive la relazione che si instaura tra una musa e un artista: [[Woody Allen]] lo fa a meraviglia [...] Avevo visto tutti i suoi film, letto tutti i suoi libri: volevo talmente conquistarlo, essere all'altezza delle sue aspettative, che sentivo una pressione terribile. :''Il est très difficile de décrire la relation qui s'instaure entre une muse et un créateur : Woody Allen le fait à merveille.'' [...] ''J'avais vu tous ses films, lu tous ses livres : je voulais tellement lui plaire, être à la hauteur de ses attentes, que je me suis mis une pression terrible.''<ref>{{fr}} Citato in Paola Genone, [http://www.lexpress.fr/culture/cinema/marion-cotillard-j-aurais-adore-monter-les-marches-avec-woody-allen_990888.html ''Marion Cotillard: J'aurais adoré monter les marches avec Woody Allen''], ''L'Express'', 10 maggio 2011.</ref> *{{NDR|Sulla sceneggiatura di ''[[Inception]]''}} Non ne avevo mai letto una simile prima. È così complessa emotivamente che ho dovuto leggerla una seconda volta, ma rimasi affascinata dai diversi livelli della storia e volli far parte di essa. :''I had never read a script like it before. It is so emotionally complex I had to read it a second time. But I was touched by the different layers of the story and I wanted to be a part of it.''<ref>{{en}} Citato in John Hiscock, [http://www.telegraph.co.uk/culture/film/7885296/Inception-Marion-Cotillard-interview.html ''Inception: Marion Cotillard interview''], ''The Daily Telegraph'', 12 luglio 2010.</ref> *Tutti i filmati sui [[Teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre 2001|complotti relativi all'11 settembre]] si possono trovare su internet: è emozionante, coinvolgente [...] C'è una torre, credo fosse in Spagna, che si è incendiata per 24 ore. E non è mai crollata! E in quel caso [al World Trade Center], in pochi minuti, è crollata l'intera struttura. :''On peut voir sur internet tous les films du 11-Septembre sur la théorie du complot. C'est passionnant, c'est addictif, même.'' [...] ''il y a une tour, je crois que c'est en Espagne, qui a brûlé pendant 24 heures. Elle ne s'est jamais effondrée! Et là, en quelques minutes, le truc s'effondre.''<ref>{{fr}} Citato in [http://obsession.nouvelobs.com/people/20080301.OBS2991/11-septembre-l-affaire-cotillard.html ''11-septembre: l'affaire Cotillard''], ''Le Nouvel Observateur'', 5 marzo 2008.</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Taxxi]]'' (1998) *''[[Big Fish - Le storie di una vita incredibile]]'' (2003) *''[[Amami se hai coraggio]]'' (2003) *''[[Un'ottima annata]]'' (2006) *''[[Nemico pubblico - Public Enemies]]'' (2009) *''[[Nine (film)|Nine]]'' (2009) *''[[Inception]]'' (2010) *''[[Contagion]]'' (2011) *''[[Midnight in Paris]]'' (2011) *''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012) *''[[Il piccolo principe (film 2015)|Il piccolo principe]]'' (2015) – voce *''[[Assassin's Creed (film)|Assassin's Creed]]'' (2016) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Cotillard, Marion}} [[Categoria:Attori francesi]] 71rgm7103c8mu4dd07p64wp4vqrv5q6 Libro di Giobbe 0 87170 1426368 1402210 2026-09-13T07:21:45Z Spinoziano 2297 wlink, +1 1426368 wikitext text/x-wiki {{Antico Testamento}} '''''Libro di Giobbe''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana. ==[[Incipit]]== C'era nella terra di Uz un uomo chiamato [[Giobbe]]: uomo integro e retto, temeva Dio ed era alieno dal male. Gli erano nati sette figli e tre figlie; possedeva settemila pecore e tremila cammelli, cinquecento paia di buoi e cinquecento asine, e molto numerosa era la sua servitù. Quest'uomo era il più grande fra tutti i figli d'oriente. Ora i suoi figli solevano andare a fare banchetti in casa di uno di loro, ciascuno nel suo giorno, e mandavano a invitare anche le loro tre sorelle per mangiare e bere insieme. Quando avevano compiuto il turno dei giorni del banchetto, Giobbe li mandava a chiamare per purificarli; si alzava di buon mattino e offriva olocausti secondo il numero di tutti loro. Giobbe infatti pensava: "Forse i miei figli hanno peccato e hanno offeso Dio nel loro cuore". Così faceva Giobbe ogni volta. {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni== *Un giorno avvenne che i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e tra di essi venne anche [[Satana]]. Il Signore disse a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Dal percorrere la terra e dall'aggirarmi su di essa». (1, 6 – 7; 2010) *Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male». Satana rispose al Signore: «Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non sei forse tu che hai messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quello che è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e i suoi possedimenti si espandono sulla terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha, e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stendere la mano su di lui». (1, 8 – 12; 2008) *''[[Nudità |Nudo]] uscii dal seno di mia madre, | e nudo vi ritornerò. | Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, | sia benedetto il nome del Signore!'' ([[Giobbe]]: 1, 21; 1974) *Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male. Egli è ancora saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di lui per rovinarlo, senza ragione». Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quello che possiede, l'uomo è pronto a darlo per la sua vita. Ma stendi un poco la mano e colpiscilo nelle ossa e nella carne e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita». (2, 3 – 6; 2008) *Allora Giobbe aprì la bocca e [[Maledizioni dai libri|maledisse]] il suo giorno. Prese a dire: "''Perisca il giorno in cui nacqui | e la notte in cui si disse: "È stato concepito un maschio!"''. (3, 1 – 3; 2008) *''Poiché allo [[stoltezza|stolto]] dà morte lo sdegno | e la collera fa morire lo sciocco. | Io ho visto lo stolto metter radici, | ma imputridire la sua dimora all'istante.'' (5, 2 – 3; 1974) *''Infatti, la sventura non spunta dalla terra, | né il dolore germina dal suolo; | ma l'uomo nasce per [[sofferenza|soffrire]], | come la favilla per volare in alto.'' (5, 6 – 7; 1994) :''L'uomo nasce al travaglio, | come l'uccello per il volo.'' (5, 7; 1959) *''Beato l'uomo che Dio corregge! | Tu non disprezzare la lezione dell'Onnipotente; | perché egli fa la piaga, ma poi la fascia; | egli ferisce, ma le sue mani guariscono.'' (5, 17 – 18; 1994) *''A chi è sfinito è dovuta pietà dagli [[amicizia|amici]], | anche se ha abbandonato il [[timore di Dio]].'' (6, 14; 1974) *''Non ha forse un duro lavoro l'uomo sulla terra | e i suoi giorni non sono come quelli d'un [[mercenario]]? | Come lo schiavo sospira l'ombra | e come il mercenario aspetta il suo salario, | così a me son toccati mesi d'illusione | e notti di dolore mi sono state assegnate.'' (Giobbe: 7, 1 – 3; 1974) *''Se ho [[peccato]], che cosa ti ho fatto, | o custode dell'uomo? | Perché m'hai preso a bersaglio | e ti son diventato di peso? | Perché non cancelli il mio peccato | e non dimentichi la mia iniquità? | Ben presto giacerò nella [[polvere]], | mi cercherai, ma più non sarò!'' (Giobbe: 7, 20 – 21; 1974) *''Dio non ritira la sua collera: | sotto di lui sono fiaccati i sostenitori di [[Raab (mitologia)|Raab]].'' (Giobbe: 9, 13; 1974) *''L'uomo insensato si leva in superbia, | e qual giovane [[onagro]] si stima nato indipendente''. (11, 12; 1959) *''Le tende dei ladri sono tranquille, | c'è sicurezza per chi provoca Dio, | per chi vuol ridurre Dio in suo potere. | Ma interroga pure le [[animale|bestie]], perché ti ammaestrino, | gli uccelli del cielo, perché ti informino, | o i rettili della terra, perché ti istruiscano | o i pesci del mare perché te lo faccian sapere. | Chi non sa, fra tutti questi esseri, | che la mano del Signore ha fatto questo? | Egli ha in mano l'anima di ogni vivente | e il soffio d'ogni carne umana.'' (12, 6 – 10; 1974) *''Ma io all'Onnipotente vorrei parlare, | a Dio vorrei fare rimostranze.'' (Giobbe: 13, 3; 1974) *''Ma io so che il mio Redentore vive | e che alla fine si alzerà sulla polvere. | E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, | senza la mia carne, vedrò Dio. | Io lo vedrò a me favorevole; | lo contempleranno i miei occhi, | non quelli d'un altro; | il cuore, dal desiderio, mi si consuma!'' (Giobbe: 19, 25 – 27; 1994) *''Se ti rivolgerai all'Onnipotente con umiltà, | se allontanerai l'iniquità dalla tua tenda, | se stimerai come polvere l'[[oro]] | e come ciottoli dei fiumi l'oro di Ofir, | allora sarà l'Onnipotente il tuo oro | e sarà per te argento a mucchi.'' (22, 23 – 25; 1974) *''Come può giustificarsi un [[uomo]] davanti a Dio | e apparire [[purezza|puro]] un nato di donna? | Ecco, la luna stessa manca di chiarore | e le stelle non sono pure ai suoi occhi: | quanto meno l'uomo, questo verme, | l'essere umano, questo bruco!'' (25, 4 – 6; 1974) *''Con forza agita il mare | e con intelligenza doma [[Raab (mitologia)|Raab]]. | Al suo soffio si rasserenano i cieli, | la sua mano trafigge il serpente tortuoso.'' (Giobbe: 26, 12-13; 1974) *''Ma la [[saggezza]], dove trovarla? | Dov'è il luogo dell'intelligenza? | L'uomo non ne sa la via, | non la si trova sulla terra dei viventi. | L'abisso dice: "Non è in me"; | il mare dice: "Non sta da me". | Non la si ottiene in cambio d'oro, | né la si compra a peso d'argento.'' (Giobbe: 28, 12 – 15; 1994) *''Ecco, [[Timore di Dio|temere Dio]], questo è sapienza | e schivare il male, questo è intelligenza.'' (Giobbe: 28, 28; 1974) *''Sono divenuto fratello degli [[sciacallo|sciacalli]] | e compagno degli struzzi.'' (Giobbe: 30, 29; 1974) *''La mia [[cetra]] non dà più che accenti di lutto, | e la mia zampogna voce di pianto.'' (Giobbe: 30, 31; 1994) *[...] ''perché mi incute timore la mano di Dio | e davanti alla sua maestà non posso resistere.'' (Giobbe: 31, 23; 1974) *''Chi ha chiuso tra due porte il [[mare]], | quando erompeva uscendo dal seno materno, | quando lo circondavo di nubi per veste | e per fasce di caligine folta? | Poi gli ho fissato un limite | e gli ho messo chiavistello e porte | e ho detto: "Fin qui giungerai e non oltre | e qui s'infrangerà l'orgoglio delle tue onde".'' ([[Yahweh]]: 38, 8 – 11; 1974) *''Da quando vivi, hai mai comandato al mattino | e assegnato il posto all'[[aurora]], | perché essa afferri i lembi della terra | e ne scuota i malvagi? | Si trasforma come creta da sigillo | e si colora come un vestito.'' (Yahweh: 38, 12 – 14; 1974) *''Sai tu quando figliano le [[camoscio|camozze]] | e assisti al parto delle [[cervo|cerve]]? | Conti tu i mesi della loro gravidanza | e sai tu quando devono figliare? | Si curvano e depongono i figli, | metton fine alle loro doglie. | Robusti sono i loro figli, crescono in campagna, | partono e non tornano più da esse.'' (Yahweh: 39, 1 – 4; 1974) *''Chi ha mandato libero l'[[onagro]], | e i suoi legami chi li ha sciolti? | Ad esso io diedi il deserto quale casa | e qual sua dimora la terra di salsuggine. | Disprezza egli il tumulto della città, | e urla di mandriano non ascolta; | visita torno torno i monti del suo pascolo, | e ogni verde zolla egli ricerca.'' (Yahweh: 39, 5 – 8; 1959) *''Il [[bufalo]] si lascerà piegare a servirti | o a passar la notte presso la tua greppia? | Potrai legarlo con la corda per fare il solco | o fargli erpicare le valli dietro a te? | Ti fiderai di lui, perché la sua forza è grande | e a lui affiderai le tue fatiche? | Conterai su di lui, che torni | e raduni la tua messe sulla tua aia?'' (Yahweh: 39, 9 – 12; 1974) *''L'ala dello [[struzzo]] batte festante, | ma è forse penna e piuma di cicogna? | Abbandona infatti alla terra le uova | e sulla polvere le lascia riscaldare. | Dimentica che un piede può schiacciarle, | una bestia selvatica calpestarle. | Tratta duramente i figli, come se non fossero suoi, | della sua inutile fatica non si affanna, | perché Dio gli ha negato la saggezza | e non gli ha dato in sorte discernimento. | Ma quando giunge il saettatore, fugge agitando le ali: | si beffa del cavallo e del suo cavaliere.'' (Yahweh: 39, 13 – 18; 1974) *''È forse al tuo comando che l'[[aquila]] si alza in alto | e fa il suo nido nei luoghi elevati? | Abita nelle rocce e vi pernotta; | sta sulla punta delle rupi, sulle vette scoscese; | di là spia la preda | e i suoi occhi mirano lontano. | I suoi piccini si abbeverano di sangue, | e dove sono i corpi morti, là essa si trova.'' (Yahweh: 39, 27 – 30; 1994) *''Ecco, l'[[ippopotamo]], che io ho creato al pari di te, | mangia l'erba come il bue. | Guarda, la sua forza è nei fianchi | e il suo vigore nel ventre. | Rizza la coda come un cedro, | i nervi delle sue cosce s'intrecciano saldi, | le sue vertebre, tubi di bronzo, | le sue ossa come spranghe di ferro. | Esso è la prima delle opere di Dio; | il suo creatore lo ha fornito di difesa. | I monti gli offrono i loro prodotti | e là tutte le bestie della campagna si trastullano. | Sotto le piante di [[fior di loto|loto]] si sdraia, | nel folto del canneto della palude. | Lo ricoprono d'ombra i loti selvatici, | lo circondano i salici del torrente. | Ecco, si gonfi pure il fiume: egli non trema, | è calmo, anche se il [[Giordano (fiume)|Giordano]] gli salisse fino alla bocca. | Chi potrà afferrarlo per gli occhi, | prenderlo con lacci e forargli le narici?'' (Yahweh: 40, 15 – 24; 1974) *''Puoi tu pescare il [[Leviatano|Leviatan]] con l'amo | e tener ferma la sua lingua con una corda, | ficcargli un giunco nelle narici | e forargli la mascella con un uncino? | Ti farà forse molte suppliche | e ti rivolgerà dolci parole? | Stipulerà forse con te un'alleanza, | perché tu lo prenda come servo per sempre? | Scherzerai con lui come un passero, | legandolo per le tue fanciulle? | Lo metteranno in vendita le compagnie di pesca, | se lo divideranno i commercianti? | Crivellerai di dardi la sua pelle | e con la fiocina la sua testa? | Metti su di lui la mano: | al ricordo della lotta, non rimproverai!'' (Yahweh: 40, 25 – 32; 1974) *''Prenderai forse il [[coccodrillo]] all'amo? | Gli assicurerai la lingua con la corda? | Gli passerai un giunco per le narici? | Gli forerai le mascelle con l'uncino? | Ti rivolgerà esso molte suppliche? | Ti dirà delle parole dolci? | Farà esso alleanza con te, | perché tu lo prenda per sempre al tuo servizio? | Scherzerai con lui come fosse un uccello? | Lo attaccherai a un filo per divertire le tue ragazze? | Ne trafficheranno forse i pescatori? | Lo spartiranno essi fra i negozianti? | Gli coprirai la pelle di frecce | e la testa di ramponi? | Mettigli un po' le mani addosso! | Ti ricorderai del combattimento e non ci tornerai!'' (Yahweh: 40, 25 – 32; 1994) ==[[Explicit]]== Il Signore benedisse la nuova condizione di Giobbe più della prima ed egli possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. Ebbe anche sette figli e tre figlie. A una mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio. In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell'eredità insieme con i loro fratelli. Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant'anni e vide figli e nipoti di quattro generazioni. Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni. {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni sul Libro di Giobbe== *Animato da ansiosa ricerca di verità e da umanità profonda, è giudicato concordemente un vero capolavoro di tutti i tempi e di tutti i paesi, ed è cosparso di sublimi bellezze letterarie. [...] Il poema fu sempre di conforto agli afflitti dalle miserie della vita. ([[Giuseppe Ricciotti]]) *''Giobbe'' è un'opera formidabile della letteratura ebraica. Con la sola eccezione di ''[[Libro di Isaia|Isaia]]'', nessun altro libro della Bibbia è scritto con un tale altissimo livello di potente eloquenza, come del resto si addice al suo argomento, la giustizia di Dio. Come opera di teologia morale, il libro è un fallimento perché l'autore, come tutti gli altri, è sconcertato dal problema della teodicea. ([[Paul Johnson]]) *Giobbe sopportò tutto – ma quando vennero i suoi amici... a consolarlo, allora perse la pazienza. ([[Søren Kierkegaard]]) *Il ''Libro di Giobbe'' è ricco di storia naturale in forma poetica: presenta un catalogo affascinante di fenomeni organici, cosmici e meteorologici. Nel capitolo 28, per esempio, c'è una straordinaria descrizione di una miniera. Attraverso questa immagine, ci viene presentata una visione del potenziale scientifico e tecnologico quasi illimitato del genere umano, in contrasto con le capacità morali incorreggibilmente deboli dell'uomo. ([[Paul Johnson]]) *Interessante [...] il fatto che Dio alla fine premia Giobbe, che pure si era ribellato, e redarguisce invece i tre amici di Giobbe, che avevano cercato di convincerlo che la punizione divina cui era sottoposto era probabilmente dovuta a qualche suo cattivo comportamento. Ma Dio sapeva che questa non era la ragione e con la punizione dei tre amici voleva sottolineare che il potere di Dio è assolutamente imperscrutabile. ([[Una carezza per guarire|Umberto Veronesi e Mario Pappagallo]]) ===[[Antonio Girlanda]]=== *''Giobbe'': il poema grandioso dell'innocente oppresso dalla sofferenza immeritata, ma che non cessa di cercare Dio. *Il libro di Giobbe è un capolavoro della letteratura universale, sia per l'eterno problema che agita, il dolore dell'innocente, ma anche per la smagliante veste letteraria che l'anonimo autore ebreo del V secolo ha saputo dargli. *L'autore di Giobbe non accetta un Dio automa che garantisce disgrazie ai malvagi e successo ai buoni. Egli ha assunto il problema del dolore innocente come il caso limite per scuotere certezze che non rispondono alla realtà né stimolano quella fede che si affida a Dio, certa che la sua ultima volontà è la felicità della creatura che lo cerca. L'epilogo lo dimostra. ===[[Simone Weil]]=== *È necessario che l'anima continui ad amare a vuoto, o per lo meno a voler amare, anche soltanto con una parte infinitamente piccola di se stessa. Allora un giorno Dio stesso viene a rivelarsi a lei e a mostrarle la bellezza del mondo, come avvenne per Giobbe. *Giobbe grida la propria sventura con tale accento di disperazione proprio perché lui stesso non riesce a credervi, perché nel fondo dell'anima parteggia per i suoi amici. Egli implora la testimonianza di Dio stesso, perché non sente più quella della propria coscienza. *La sventura ha costretto Cristo a supplicare di essere risparmiato, a cercare conforto fra gli uomini, a credersi abbandonato dal Padre. Ha costretto un giusto a imprecare contro Dio, un giusto perfetto, quanto almeno può esserlo una natura soltanto umana, e forse anche di più, se Giobbe non è tanto un personaggio storico quanto una immagine di Cristo. «Egli si fa gioco della sventura degli innocenti». Non è una bestemmia, è un autentico grido strappato al dolore. Il libro di Giobbe è dall'inizio alla fine una pura meraviglia di verità e di autenticità. Se si parla di sventura, tutto ciò che si discosta da quell'esempio è, più o meno, macchiato di menzogna. ==Bibliografia== <!-- Per anno --> *''La sacra Bibbia'', traduzione di G. Bonaccorsi, G. Castoldi, G. Giovannozzi, G. Mezzacasa, F. Ramorino, G. Ricciotti, G. M. Zampini, Salani Editore, Firenze, 1959. *''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974. *''[https://www.laparola.net/testo.php?riferimento=giobbe&versioni%5B%5D=Nuova+Riveduta Giobbe]'', edizione Nuova Riveduta, 1994. *''[https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/Gb/1/ La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 2008. *''La Bibbia'', Edizioni San Paolo, 2010. ISBN 978-88-215-6777-3 ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Antico Testamento|Giobbe]] fnw5de5l9bsfhaobsgjyb8yzoksiynd Epigrafi 0 100569 1426338 1374463 2026-09-12T19:18:32Z Udiki 86035 Superfluo e non neutrale, il lettore decide da sé 1426338 wikitext text/x-wiki [[File:Roman - Funeral Stele - Walters 2316 - Three Quarter.jpg|thumb|Stele funeraria romana.]] Raccolta di '''epigrafi''' ==Citazioni== *''A forza di vendere nocciole e canestrelli | all'Acquasanta, al Garbo e a San Cipriano, | col sole, col vento e l'acqua a catinelle | per assicurarmi il pane per la mia vecchiaia | tra i pochi soldi mi ammucchiavo quelli | per tramandarmi al tempo più lontano | mentre son viva, vegeta e sana | Caterina Campodonico, la paesana | Se questa mia memoria vi piace | voialtri che passate pregatemi pace.'' :''A sun de vende reste e canestrelli | a l'Aegua Santa, au Garbu e a San Ceprian, | co u so, co u ventu, e l'aegua zü a tinelli | pe a mae veggiaia assegüame u pan || tra i pochi sodi m'ammüggiava quelli | pe tramandame au tempu ciü lontan | mentre sun viva, vegeta e sann-a | Catainin Campodonico a paisann-a | MDCCCLXXXI | Se questa mae memoja a ve piaxe | vüatri che passae, preghaeme paxe.'' ::{{spiegazione|Epigrafe incisa sul monumento funebre di [[Caterina Campodonico]], nel [[cimitero di Staglieno]] di Genova.}} *A tanto nome, nessun elogio adeguato.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli, 1921, § 201, [[s:Pagina:Chi_l%27ha_detto.djvu/84|p. 52]].</ref> :''Tanto nomini nullum par elogium.'' ::{{spiegazione|Inciso nel monumento eretto a [[Niccolò Machiavelli]] nel 1787 per pubblica sottoscrizione in Santa Croce, il Pantheon delle glorie italiane.}} *Essi parlano, invocando pace dalla [[Hatshepsut|Sua Maestà]]: salute a te, re dell'Egitto, Sole femmina che brilli come il disco solare.<ref>Citato in Giorgio Leonardi, ''Hatshepsut (ca. 1505-ca. 1458 a.C.). "Sole femmina che brilli come il disco solare"'', in ''Le signore dei signori della storia'', a cura di Annamaria Laserra, Franco Angeli, Milano, 2013, [https://books.google.it/books?id=YcOZDwAAQBAJ&lpg=PA15&dq=&pg=PA15#v=onepage&q&f=false p. 15]. ISBN 9788856848328.</ref> ::{{spiegazione|Iscrizione del tempio di Deir el-Bahari.}} *''Guglielmo Oberdan | morto santamente per l'Italia | terrore ammonimento rimprovero | ai tiranni di fuori | ai vigliacchi di dentro.''<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli, 1921, § 1255, [[s:Pagina:Chi_l%27ha_detto.djvu/457|p. 425]].</ref> ::{{spiegazione|Scritta da [[Carducci]] e incisa su una lapide a Bologna in memoria di [[Guglielmo Oberdan]].}} *Nell'[[Moti di Genova|aprile 1849]] – le truppe del Re di Sardegna Vittorio Emanuele II – al comando del generale Alfonso La Marmora – sottoposero l'inerme popolazione genovese – a saccheggi bombardamenti e crudeli violenze – provocando la morte di molti pacifici cittadini – aggiungendo così alla forzata annessione – della Repubblica di Genova al Regno di Sardegna del 1814 – un ulteriore motivo di biasimo – affinché ciò che è stato troppo a lungo rimosso – non venga più dimenticato – il Comune di Genova pose.<ref>Citato in [[Piero Ottone]], ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/11/29/perche–una–targa–contro–savoia.html Perché una targa contro i Savoia?]'', ''repubblica.it'', 29 novembre 2008.</ref> ::{{spiegazione|Targa commemorativa collocata a Genova in Piazza Corvetto.}} *Qui uomini del pianeta Terra per la prima volta misero piede sulla Luna, nel luglio del 1969 d.C. Siamo venuti in pace per tutta l'umanità.<ref>Citato in Massimo Guarnieri, ''[https://ilbolive.unipd.it/index.php/it/news/21-luglio-1969-lessere-umano-sulla-luna 21 luglio 1969: l'essere umano sulla Luna]'', ''unipd.it'', 21 luglio 2019.</ref> ::{{spiegazione|Targa commemorativa collocata sulla parte del Modulo Lunare rimasto sulla Luna nell'ambito della missione spaziale [[Apollo 11]].}} *''Se, o [[Demostene]], la tua forza fosse stata pari al tuo senno | mai l'Ares macedone avrebbe comandato sui Greci.''<ref>Citato in [[Plutarco]], ''Vita di Demostene'', 30, 5, traduzione di Chiara Pecorella Longo, Beatrice Mugelli e Lucia Ghilli, BUR, 1995. ISBN 978-88-17-17052-9</ref> :''Eἴπερ ἴσην ῥώμην γνώμῃ, Δημόσθενες, εἶχες, | οὔποτ᾽ ἂν Ἑλλήνων ἦρξεν Ἄρης Μακεδών.'' ::{{spiegazione|Epigrafe incisa sulla statua di bronzo di Demostene erettagli dopo la morte dagli Ateniesi.}} *Tra il 1860 e il 1861 vennero segregati nella [[Forte di Fenestrelle|fortezza di Fenestrelle]] migliaia di soldati dell'esercito delle Due Sicilie che si erano rifiutati di rinnegare il [[Francesco II delle Due Sicilie|re]] e l'[[Regno di Napoli|antica patria]]. Pochi tornarono a casa, i più morirono di stenti. I pochi che sanno s'inchinano.<ref>Citato in [[Gigi Di Fiore]], ''[https://www.ilmattino.it/blog/controstorie/fortezza_di_fenestrelle_basta_la_lapide_distrutto_ricordo_prigionieri_meridionali-1372222.html Fortezza di Fenestrelle, basta con la lapide! Distrutto il ricordo dei prigionieri meridionali]'', ''ilmattino.it'', 8 luglio 2013.</ref> ::{{spiegazione|Lapide – ora rimossa – che era stata affissa presso la Fortezza.}} *''[[Voltri]] l'industre, dove il vento regna, | dell'Europa central l'ora ti segna.'' ::{{spiegazione|Epigrafe di [[Bartolomeo D'Albertis]] del 1916, presente su una parete della chiesa dei santi Nicolò ed Erasmo a Genova Voltri.}} ==Citazioni sulle epigrafi== *Non è possibile coltivare con profitto gli studi storici se non si tien conto sia dei monumenti archeologici sia dei papiri sia e specialmente delle epigrafi, immenso e prezioso patrimonio da cui emerge la vita degli antichi in tutta la sua variopinta e – vorrei dire – divina multiformità. ([[Margherita Guarducci]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt=epigrafe|preposizione=sulle|etichetta=epigrafi}} [[Categoria:Cultura popolare]] [[Categoria:Epigrafi]] ncry0woifhfj8ot3dxpif6w90f5sqmi Alessandro Di Battista 0 101545 1426378 1325308 2026-09-13T10:16:46Z Traiano91 70758 /* Citazioni di Alessandro Di Battista */ 1426378 wikitext text/x-wiki [[File:Alessandro Di Battista in Piazza del Popolo (Rome) March 2 2018 (cropped).jpg|thumb|Alessandro Di Battista (2018)]] '''Alessandro Di Battista''' (1978 – vivente), politico italiano. ==Citazioni di Alessandro Di Battista== {{cronologico}} *{{NDR|Rivolto a [[Giulio Terzi di Sant'Agata]], ministro degli Esteri del [[governo Monti]], dimessosi dopo lo scandalo dei due ''[[Caso Marò|Marò]]''}} Noi siamo nuovi, signori Ministri, siamo nuovi e siamo giovani. Ci siamo chiesti, in questi primi giorni di lavoro, se saremo all'altezza del compito che il popolo ci ha affidato. Beh, se voi siete i tecnici, se voi siete i cosiddetti esperti, non abbiamo dubbi che i cittadini nelle istituzioni sapranno fare molto meglio.<ref>Dal suo primo discorso alla Camera dei deputati durante la seduta n. 4 di martedì 26 marzo 2013; trascritto in ''[http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0004&tipo=stenografico#sed0004.stenografico.tit00070 Resoconto stenografico dell'Assemblea]'', ''Camera.it''. [https://www.youtube.com/watch?v=zVo66Ugqu68 Video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref> *[...] sappiamo perfettamente che la [[guerra]] c'è solo ed esclusivamente per interessi economici che sono sempre gli stessi e che sono sempre poche persone che determinano le scelte di interi popoli!<ref>Da un suo discorso alla Camera dei deputati durante la seduta n. 32 di mercoledì 12 giugno 2013; trascritto in ''[http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0032&tipo=stenografico#sed0032.stenografico.tit00020 Resoconto stenografico dell'Assemblea]'', ''Camera.it''.</ref> *Non riesco ad essere [[vegetarianismo|vegetariano]] del tutto. Riesco a rinunciare alla carne per mesi ma poi, puntualmente, ci ricasco. Ciononostante ho ridotto il consumo considerevolmente ed è un bene dal punto di vista fisico, mentale e politico. Fisico perché se mangi poca carne stai meglio, mentale perché ingerire animali morti non è il massimo per l'anima e politico perché le conseguenze sociali ed economiche dell'abuso di carne sono inimmaginabili. [...] Mangiare meno carne è una scelta politica che ognuno di noi deve fare. È difficile, per lo meno per me lo è ed è proprio per questo che il legislatore (le commissioni ambiente e agricoltura M5S si stanno occupando del tema con diverse proposte di legge) deve trattare urgentemente la questione.<ref>Dal post ''[https://www.facebook.com/dibattista.alessandro/photos/a.310988455679892.65829.299413980170673/549529655159103/?type=1&theater Vegetarianismo, povertà e immigrazione]'', ''Facebook.com'', 24 giugno 2014.</ref> *L'Italia dovrebbe trattare il [[terrorismo]] come il cancro. Il cancro si combatte eliminandone le cause non occupandosi esclusivamente degli effetti.<ref name=terrore>Da ''[http://www.beppegrillo.it/2014/08/isis_che_fare.html ISIS: Che fare?]'', ''BeppeGrillo.it'', 16 agosto 2014.</ref> *Dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione. Questo è un punto complesso ma decisivo. Nell'era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella. [...] Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana. Non sto né giustificando né approvando, lungi da me. Sto provando a capire. Per la sua natura di soggetto che risponde ad un'azione violenta subita il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore. Compito difficile ma necessario, altrimenti non si farà altro che far crescere il fenomeno.<ref name=terrore/> *{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}}[[Nigeria]], vai su Wikipedia: 60% del territorio è in mano ai fondamentalisti islamici di Boko Haram, la restante parte Ebola.<ref name=nigeria>Durante la festa ''Italia5stelle''; citato in Ma. Mu., ''[http://espresso.repubblica.it/palazzo/2015/02/16/news/e-di-battista-m5s-fini-sul-new-york-times-con-la-balla-su-nigeria-ebola-e-boko-haram-1.199452 La balla su Nigeria, Ebola e Boko Haram]'', ''Espresso.repubblica.it'', 16 febbraio 2015.</ref> *Per noi è importante individuare oggi un nemico assieme, e il nemico oggi è il potere centrale: una sorta di nazismo centrale, nordeuropeo, che ci sta distruggendo. Stanno proprio creando – anche con il Jobs Act, il TTIP – una sorta di generazione Walmart, o generazione 300 euro, che produrranno sempre più schiavi. Vogliono sostanzialmente colonizzare il Sud Europa.<ref>Citato in ''[http://www.ilpost.it/2015/03/13/di-battista-nazismo-nordeuropeo/ Di Battista dice che c'è un «nazismo nordeuropeo»]'', ''Il Post.it'', 13 marzo 2015.</ref> *{{NDR|Dopo l'annuncio delle dimissioni di [[Maurizio Lupi]] dall'incarico di ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti}} Sa cosa significa [[corruzione]]? Significa rompere in tanti pezzi. La corruzione ha rotto in tanti pezzi questo Paese, l'ha sbriciolato garantendo abbondanti mangiatoie a pochi e briciole a tutti gli altri. La corruzione ha prodotto il cancro nella «terra dei fuochi» e l'abbandono dell'Italia da parte dei suoi giovani migliori; ha provocato notti insonni a padri che non sanno come pagare gli studi a figli, attacchi di panico di neolaureati che non sanno come trovare lavoro. La corruzione ha prodotto il dramma di imprenditori che preferiscono mettersi il cappio al collo piuttosto che dire in giro che stanno fallendo, le lacrime di malati costretti ad aspettare mesi per trovare un posto letto in un ospedale. La corruzione ha trasformato l'Italia in una giungla dove delinquenti ottengono appalti, conti correnti milionari, case da sogno, barche di lusso che attraccano sulle coste liguri, sarde o in qualche porto nel Gargano. La Liguria, la Sardegna, il Gargano, dove migliaia di italiani aspettano le briciole da uno Stato corrotto che non sa proteggerli neppure dalla pioggia.<ref>Dall'intervento alla Camera dei Deputati durante la seduta n. 396 del 20 marzo 2015 della XVII Legislatura; trascritto in ''[http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?idLegislatura=17&sezione=assemblea&tipoDoc=alfabetico_stenografico&idSeduta=0396 Resoconto stenografico dell'Assemblea]''.</ref> *Se i poveri o i migranti fossero banche li avreste già salvati.<ref name="Il Foglio,8gennaio2019">Intervento a Montecitorio del 22 dicembre 2015. Citato in Enrico Cicchetti, [https://www.ilfoglio.it/politica/2019/01/08/video/il-caso-carige-dibba-e-di-maio-ecco-cosa-dicevano-gli-smemorati-di-casaleggio-sulle-banche-231943/ ''Il caso Carige, Dibba e Di Maio. Ecco cosa dicevano gli “smemorati di Casaleggio” sulle banche''], ''il Foglio'', 8 gennaio 2019.</ref> *{{NDR|Rivolto ai parlamentari del [[Partito Democratico]]}} Vorrei ricordare che il Movimento 5 Stelle non si becca un euro di [[finanziamento pubblico ai partiti]]. Zero! Quello che voi vi siete fottuti, e non siete neanche capaci di pagare le sedi di partito a Roma. E dite a quello scroccone di [[Matteo Orfini|Orfini]] di cacciare i soldi. E secondo, vogliamo sapere quanti soldi il [[Salvatore Buzzi|criminale Buzzi]] ha dato al Partito Democratico con Mafia Capitale e se era presente alle vostre cene di finanziamento. Finché non rispondete state zitti. ''Pezzenti!''<ref>[https://www.youtube.com/watch?v=ALjbjwgAYtc Video] disponibile su ''YouTube.com'', 24 febbraio 2016.</ref> *{{NDR|Rivolto al [[Paolo Gentiloni|Ministro Gentiloni]], su un eventuale intervento militare in [[Libia]]}} Un Paese sovrano, Ministro Gentiloni, dice la verità anche se sono verità scomode, non è che pensa di nascondere sott'acqua, sotto il tappeto la polvere provando come sempre a dare delle menzogne comode, come se fosse metadone che voi date ad un'[[opinione pubblica]] di fatto dormiente, anestetizzata, che si abitua a tutto.<ref name= guerralibia >Dall'intervento alla Camera dei Deputati durante la seduta n. 586 del 9 marzo 2016 della XVII Legislatura; trascritto in ''[http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0586&tipo=stenografico Resoconto stenografico dell'Assemblea]''. [https://www.youtube.com/watch?v=ynLj2bGPOKA Video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref> *Non si deve andare in guerra in Libia perché se si va in guerra in Libia l'unico risultato che si ottiene è ricompattare frange terroristiche, tribù, controtribù, tutti contro l'Italia, che già ha tradito una volta e il secondo tradimento non verrebbe mai perdonato. Per cui, se volete un altro Vietnam, andate in Libia, la responsabilità sarà soltanto vostra, altrimenti non si va in guerra in Libia e ancor di più se non c'è un Governo di unità nazionale.<ref name= guerralibia/> *In questo Parlamento anche per essere sudditi degli Stati Uniti d'America è stato teorizzato e avallato il concetto di ''guerra preventiva'', che è una schifezza internazionale, che ha causato i danni in [[Afghanistan]], in Libia, in [[Iraq]] e dovunque. Oggi voi passate dal concetto di guerra preventiva alla guerra ''all'insaputa del popolo italiano'', tutto all'insaputa, e non ci fidiamo di alcune parole del Presidente del Consiglio che ha sempre smentito sé stesso, non possiamo neanche fidarci delle vostre parole, ci fidiamo però quanto meno del popolo italiano, che è più sveglio di voi e che sa che questa guerra sarebbe l'ennesima guerra infame e potrebbe portare a un nuovo Vietnam. Non la vuole, il popolo italiano non vuole questa guerra.<ref name= guerralibia/> *{{NDR|L'[[Isis]]}} Si sa perfettamente chi li finanzia, come li finanziano, quali sono le industrie belliche che gli danno una mano, chi gli dà i soldi, ma non si può intervenire perché avete le mani legate, perché vi hanno messo lì gli stessi poteri forti che controllano questi traffici internazionali. Si chiama [[conflitto di interessi]], siete regolarmente il conflitto d'interessi e non fate mai gli interessi del popolo italiano.<ref name= guerralibia/> *Se la prima vittima appunto della guerra è la verità, la vagonata di menzogne che vengono dette quotidianamente sulla questione libica ci dimostrano che siamo in guerra e il MoVimento 5 Stelle si opporrà a questa guerra in ogni modo.<ref name= guerralibia/> *Qual è oggi la differenza tra il [[Partito Democratico|PD]] e una banca? Le banche gestiscono in maniera torbida i nostri soldi così come i partiti che si sono intascati miliardi di finanziamento pubblico cambiando il nome in "rimborsi elettorali". Le banche poi vendono prodotti tossici prendendo per il culo i cittadini dicendo "tranquilli questa obbligazione è sicura" e poi in tanti hanno perso tutti i risparmi. E il PD non fa la stessa cosa? Non piazza prodotti tossici spacciandoli per roba sicura? Non è un prodotto tossico il jobsact? Non sono prodotti tossici la "Buona scuola" o il Bail-In? Non è un prodotto tossico la riforma costituzionale made in Renzi-Boschi-Verdini?<br />Non ci prende in giro Renzi quando dice: "aboliremo Equitalia?". La legge per abolire Equitalia il M5S l'ha presentata in Parlamento e il PD l'ha bocciata.<ref>Dal post ''[https://www.facebook.com/dibattista.alessandro/videos/921591071286291/ Facebook.com]'', 27 luglio 2016.</ref> *{{NDR|Rivolto al [[Governo Renzi]]}} Con questo ordine del giorno, che per voi è populismo e per noi, invece, è concretezza noi chiediamo che i parlamentari della Repubblica debbano guadagnare 5 mila euro lordi, quindi circa 3.100 euro netti al mese, con i quali si vive una vita più che dignitosa. [...] Questa è un'idea diversa che noi abbiamo di Paese rispetto a voi. Non vi lamentate, però, se non avete più consenso, non vi lamentate se [[Matteo Renzi|Renzi]] deve essere ogni giorno difeso dalla scorta, lui che diceva: «mi difende la gente», ma forse intendeva: «l'agente». Non vi lamentate più se vi tirano anche del letame – e noi condanniamo, per l'amor di Dio –, se non vi fanno entrare in una piazza senza scorta. Non vi lamentate! Noi camminiamo a testa alta e portiamo avanti questa battaglia. Vi chiediamo di far parte di questo progetto, di destinare questi soldi alle piccole e medie imprese, perché aumenta la qualità della vita se fai il tuo dovere. Se lo volete fare bene, altrimenti vi assumete la vostra responsabilità, ma sappiate che quando ci saremo noi in quei banchi, come forza di governo, la prima cosa che faremo in un giorno solo sarà questo taglio e vedervi minoranza quel giorno sarà un piacere.<ref>Dall'intervento alla Camera dei Deputati durante la seduta n. 667 del 3 agosto 2016 della XVII Legislatura; trascritto in ''[http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0667&tipo=stenografico Resoconto stenografico dell'Assemblea]''.</ref> *Il [[viaggio]] è un investimento in felicità.<ref name="la7">Dall'intervista nel programma televisivo ''Faccia a Faccia''', La7, 11 dicembre 2016.</ref> *{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Io voglio votare... io voglio votare perché non li sopporto più... io non li sopporto più! [...] È grazie al Movimento 5 Stelle che qui non c'è... noi abbiamo incanalato la partecipazione su percorsi democratici belli belli! [...] Io voglio che i cittadini devono votare!<ref>Da un'intervista a Rai News; video disponibile in ''[http://video.repubblica.it/dossier/movimento-5-stelle-beppe-grillo/io-voglio-che-i-cittadini-devono-votare--lo-sfogo-di-di-battista-diventa-un-trailer/262272/262620 "Io voglio che i cittadini devono votare", lo sfogo di Di Battista diventa un trailer]'', ''Repubblica.it'', 12 dicembre 2016.</ref> *Il problema, non so se lo sanno gli italiani, è che oggi [[Banca d'Italia]], che dovrebbe controllare le banche private ed evitare che possano fallire, non è più una banca pubblica, perché è una banca controllata da quelle stesse banche private che dovrebbe controllare.<ref>Citato in Alessandro di Meo, [https://www.ilpost.it/2017/01/25/banca-d-italia-privata/ ''La Banca d’Italia è privata?''], ''Il Post'', 25 gennaio 2017.</ref> *A me della carriera politica in sé non frega niente. È proprio così. Ciò che mi interessa è dare un contributo, fin quando sto in Parlamento e quindi rappresento l'interesse generale, per migliorare questo paese. Anche perché io del M5S non potrò stare tutta la vita in parlamento – grazie a Dio – e dovrò tornare nel mondo reale. È nel mio stesso interesse migliorare il mondo reale, proprio perché sarò costretto a farvi ritorno.<ref>Dall'intervista nel programma televisivo ''DiMartedì'', La7, 6 giugno 2017.</ref> *Voi stessi siete ormai diventati vittime di un determinato sistema perché non avete più la minima libertà di opporvi appunto al capitalismo finanziario. Perché? Perché la "bancocrazia" di fatto ha piazzato i suoi uomini all'interno delle istituzioni, ed è per questo che soltanto negli ultimi quattro anni sono stati approvati decine di decreti a favore delle banche private e nessun decreto a favore dei cittadini che soffrono.<ref name="Il Foglio,8gennaio2019" /> *{{NDR|[[Ultime parole famose]], rispondendo all'affermazione: “Le alleanze di sicuro non ne fate”}} Il giorno in cui il Movimento 5 Stelle (ma non succederà mai) si dovesse alleare con i partiti responsabili della distruzione dell’Italia, io lascerei il Movimento 5 Stelle. <ref>Dall'intervista visibile su ''[https://video.repubblica.it/politica/di-battista--se-m5s-fara-alleanze-con-i-partiti-che-hanno-distrutto-l-italia-lascero-il-movimento/289926/290541]'', 17 novembre 2017.</ref> *Io la [[Maria Elena Boschi|Boschi]] la vorrei sempre al governo, imbullonata sulla poltrona, così il Pd perde voti.<ref name="blitzquotidiano.it,20 dicembre 2017">Citato in [https://archivio.blitzquotidiano.it/politica-italiana/alessandro-di-battista-boschi-pd-2803649/ ''Alessandro Di Battista: “Boschi sempre al governo, così Pd perde voti”''], ''Blitz Quotidiano'', 20 dicembre 2017.</ref> *[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] ce l’ha con i 5 stelle perché con la nostra legge anticorruzione gli svuotiamo il partito.<ref name="blitzquotidiano.it,20 dicembre 2017" /> *[...] è lecito domandarsi quali siano state le leggi, le mozioni, gli emendamenti approvati dal Movimento 5 Stelle al governo che hanno pregiudicato l'interesse collettivo. Non ve ne sono. Nessun favore alle lobbies, anzi. Nessun beneficio alle banche d'affari. Nessun taglio allo Stato sociale. D’altronde se tutto questo non fosse vero non avremmo un banchiere sull'uscio di Palazzo Chigi.<br />Un banchiere. Competente, ma pur sempre un banchiere. Ognuno avrà la sua opinione su [[Mario Draghi]]. La mia è molto negativa. Di lui si dicono le stesse cose che dissero di Monti quando venne incaricato da Napolitano. Credibile, preparato, inserito negli ambienti giusti. Di lui si dice che abbia "salvato l'Italia". Sciocchezze. Ha salvato l'euro-zona.<ref>Da ''[https://www.tpi.it/opinioni/perche-bisogna-dire-no-a-draghi-alessandro-di-battista-20210203737241/ Perché bisogna dire no a Draghi]'', ''tpi.it'', 3 febbraio 2021.</ref> *Il M5S è una tappa superata della mia vita, poi se dovessero tornare in auge, dipenderà dalle linee politiche del Movimento. Evidentemente battaglie che per me erano prioritarie per altri non lo erano. Io mi colloco all'interno dell'attivismo politico. L'uscita dal M5S mi ha dato uno spazio di libertà che prima non avevo. Penso che sia un mio dovere e diritto esercitare tale libertà e prendere posizioni politiche spesso e volentieri contro.<ref name="Sconamiglio">Citato in Rosa Scognamiglio, ''[https://www.ilgiornale.it/news/politica/dibba-choc-su-israele-politica-apartheid-contro-i-1947097.html Dibba choc su Israele: "Politica di apartheid contro i palestinesi" ]'', ''ilGiornale.it'', 16 maggio 2021.</ref> *Mi sono reso conto che quasi nessuno ha il coraggio in televisione di prendere una posizione netta a favore del popolo palestinese perché vi è un conformismo che non c'è nemmeno negli Stati Uniti. [...] La politica di Israele verso i palestinesi è una politica di apartheid. A oggi non esistono due Stati, Letta lo dice, ma perchè non sa che dire, non ha coraggio di prendere posizione. Non lo ha fatto neanche il Ministro degli Esteri Di Maio? Gliel'ho detto pubblicamente, sono in disaccordo con la politica estera del Movimento. Se io oggi fosse parte delle Istituzioni italiane riconoscerei immediatamente lo Stato di Palestina. C'era più libertà nei politici della prima Repubblica che in quelli di ora.<ref name="Sconamiglio" /> *{{NDR|Rispondendo a «Ha intenzione di fondare un suo partito?»}} Non ci ho ancora pensato. A chi mi dice di tornare nel M5S, rispondo che mi siederei al tavolo solo se uscissero dal governo {{NDR|Governo Draghi}}. [...] Se non torna a fare battaglie politiche rischia solo di trasformarsi in un partito di potere.<ref>Dall'intervista di Emanuele Buzzi, ''[https://www.corriere.it/politica/21_maggio_25/di-battista-5-stelle-rischiano-piegarsi-potere-non-so-ancora-se-faro-mio-movimento-751cef56-bcc4-11eb-abb7-46b8b952d96c.shtml Di Battista: «I 5 Stelle rischiano di piegarsi al potere, non so se farò un mio movimento. Virginia Raggi? La sosterrei»]'', ''corriere.it'', 25 maggio 2021.</ref> ==Citazioni su Alessandro Di Battista== *Non vedevo l'ora di sentire di nuovo Di Battista, il villeggiante eterno. In qualche modo, Di Battista è un simbolo dell'Italia attuale: gente che si sveglia la mattina e che parla a capocchia, fra una villeggiatura e un'altra, al di fuori di ogni principio di responsabilità e di logica. ([[Vincenzo De Luca]]) *Quando pensi che si sia toccato il fondo, proprio allora Dibba inizia a scavare. ([[Michele Dalai]]) *Sono amico di Alessandro Di Battista. Mi ha anche proposto un seggio al Senato; ma la politica non fa per me, e forse neanche per lui. ([[Zdeněk Zeman]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Di Battista, Alessandro}} [[Categoria:Politici italiani]] tkanxiilqu2u7sd6zfsprej8a88uzd4 Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (seconda stagione) 0 107163 1426298 1308170 2026-09-12T17:04:15Z Udiki 86035 1426298 wikitext text/x-wiki {{torna a|Ai confini della realtà (serie televisiva 1959)}} [[Immagine:The Twilight Zone logo.svg|right|thumb]] {{TOCright}} '''''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959)|Ai confini della realtà]]''''', seconda stagione. ==Episodio 1, ''Re Nove non tornerà''== {{cronologico}} *Africa, 1943. La guerra manifesta in cielo la sua violenza e una tomba di sabbia la inghiotte. Si chiama Re 9, è un bombardiere B-25 del XII stormo. Un caldo mattino era decollato per bombardare la Sicilia Meridionale ma ogni suo tentativo di seguire la rotta fallì perché colpito al serbatoio ausiliario, come un animale ferito cadde qui e non si risollevò mai più. ('''Narratore''') *Questo punto di domanda giace silenziosamente con le ali spezzate come una tomba nel deserto. La realtà corrisponde all'immaginario, il presente si fonde col passato. Come può succedere? La domanda è archiviata nel silenzio del deserto. La risposta ci attende ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 2, ''La vecchia bottiglia''== {{cronologico}} *Non è solo un negozio di [[Antiquariato|antiquario]] dove raccogli i fallimenti degli altri, è un reliquiario del fallimento umano, ecco cos'è! È un mausoleo, una terra per seppellire le speranze della gente. ('''Arthur Castle''') *Il signore e la signora Castle, persone garbate e miti le cui vite sono un forziere di speranze dal lucchetto arrugginito e di cui sono state smarrite le chiavi. Ma tra un attimo il forziere verrà aperto e un inverosimile fantasma cercherà di ornare il grigiore di queste due vite con la dorata e preziosa pietra del successo. Il signore e la signora Castle stanno per avventurarsi ai confini della realtà. ('''Narratore''') :''Mr. and Mrs. Arthur Castle, gentle and infinitely patient people whose lives have been a hope chest with a rusty lock and a lost set of keys. But, in just a moment, that hope chest will be opened, and an improbable phantom will try to bedeck the drabness of these two people's failure-laden lives with the gold and precious stones of fulfillment. Mr. and Mrs. Arthur Castle, standing on the outskirts, and about to enter, the twilight zone.'' *Capo di una nazione dove non si tengono elezioni! Sono [[Hitler]], sono in un bunker, e alla fine della guerra! ('''Arthur Castle''') *E ora un consiglio a chi ama collezionare le beffe della vita agli antiquari del destino, a chi va a caccia di miracoli: controllate sempre le [[bottiglia|bottiglie]] vecchie prima di gettarle via. Il genio che vi è dentro potrebbe essere vostro come il caso dei signori Castle che hanno appena terminato il loro breve viaggio ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 3, ''La decisione''== {{cronologico}} *Questo è Jackie Rhoades, 34 anni. C'è chi lascia un segno a testimonianza della propria esistenza sulla Terra, ma quest'uomo lascia una macchia, una sporca chiazza scolorita a ricordare una squallida e mediocre permanenza tra gli uomini. Quella che tra poco vedrete in questa stanza è una lotta mortale tra un uomo e il suo se stesso perché tra un attimo Jackie Rhoades, la cui vita è sempre stata in balia dei suoi nemici, incontrerà l'avversario più temibile in uno squallido albergo che effettivamente si trova ai confini della realtà. ('''Narratore''') *'''Jackie Rhoades''': Sigarette senza fiammiferi, questo sono. Questo è Jackie Rhoades, uno a metà. È la storia della mia vita. {{NDR|Vede allo specchio se stesso mentre fuma}} Eh?<br>'''Jackie allo specchio''': Ciao, Jackie! {{NDR|Cerca di scappare ma la porta è bloccata}} Stai fermo! Questa volta non mi sfuggirai!<br>'''Jackie Rhoades''': Parli con me? Stai parlando con me? Aspetta, è impossibile. Uno specchio non può parlare e...Sono fatto, eh? La mia testa è andata, è così che succede.<br>'''Jackie allo specchio''': Sì, è così che succede, ma tu non hai perso la testa, io sono qui apposta.<br>'''Jackie Rhoades''': Chi sei?<br>'''Jackie allo specchio''': Sono te, Jackie. E tu sei me.<br>'''Jackie Rhoades''': Cosa?! Tu me e io te? Ma non può! È assurdo, no! È assurdo! È assurdo!<br>'''Jackie allo specchio''': Jackie, sono parte di te, un'altra parte di te. Proprio non riesci a ricordare? Tu mi conoscevi molto tempo fa, Jackie. Molto molto tempo fa eri a una svolta, potevi essere uno o l'altro, potevi essere a modo mio o a modo tuo. Sei a modo tuo. Sai cosa vuol dire?<br>'''Jackie Rhoades''': No, non lo so.<br>'''Jackie allo specchio''': A modo tuo: un ometto debole, codardo, mezzo avvoltoio, mezzo coniglio ecco cosa sei, Jackie.<br>'''Jackie Rhoades''': Bene, criticami. "Io sono questo, io sono quello." Okay, amico. Qualunque cosa io sia, sono di carne e ossa e respiro. E vedrai che da qui a un paio d'ore farò fuori la mia vittima designata. Allora, ah-ah, tu cosa fai nella vita? Spaventi la gente? Eh? Aspetta, aspetta un momento, cosa faccio? Sto discutendo con un pezzo di vetro! Senti, senti, specchio, io me ne vado, vedi? Sto uscendo! Sto uscendo, ne ho abbastanza, io sarò un coniglio, ma tu non sei niente! *Uscendo, John Rhoades lascia nello [[specchio]] un riflesso: il frammento della [[coscienza]] di un altro alla ricerca di una vita migliore di quella che ha già vissuto. John Rhoades ha un piede sulla soglia e l'altro appena fuori ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio, ''Antipatia per le macchine''== {{cronologico}} *'''Tecnico''': Mi dica, perché questa antipatia per le macchine?<br>'''Bartlett Finchley''': Una domanda così idiota merita di essere ricordata per quando scriverò le mie memorie. A lei, caro amico, dedicherò un intero capitolo dal titolo ''La persona più insopportabile che abbia incontrato''! *Bartlett Finchley, 48 anni, cultore di ogni raffinatezza pubblica articoli di grande cucina sulle riviste specializzate. Non è sposato, conduce una vita solitaria e ha pochissimi amici tutti appartenenti a una cerchia di raffinati snob. Non ha altro interesse, se non arrabbiarsi in continuazione. Non ha altro scopo nella vita se non crearsi buone occasioni per sfogare la propria rabbia sugli apparecchi meccanici di un'epoca che disprezza. In poche parole, è uno scontento nato in un secolo non proprio fatto per lui. Ma ora sta per entrare in un'altra dimensione, dove ogni azione e suono non sono più solo umani. Bartlett Finchley si trova ai confini della realtà. ('''Narratore''') *'''Bartlett Finchley''': Ha fatto solo questo?<br>'''Dattilografa''': Sì, solo questo. Vale a dire 40 pagine in 3 ore e mezza. Più di così non posso fare, signor Finchley.<br>'''Bartlett Finchley''': Tutta colpa di quella stupida macchina da scrivere! [[Thomas Jefferson]] scrisse l'intera Dichiarazione d'Indipendenza con una penna d'oca soltanto in mezza giornata!<br>'''Dattilografa''': Perché non ha assunto lui, allora? *Un [[medico|dottore]]?! La panacea universale, sì! La grande magia del XX secolo! Sei [[depressione|depresso]]? Dal dottore! Sei [[felicità|felice]]? Dal dottore! Le [[tasse]] sono alte? Lo stipendio è basso? Dal dottore! ('''Bartlett Finchley''') *Vattene via, Finchley! ('''Macchina da scrivere, televisore e telefono''') *Sì, è probabile che Bartlett Finchley soffrisse di allucinazioni e sia rimasto vittima di un infarto. È probabile che lo tormentasse un'immaginazione mordente come il suo sarcasmo, acuta come il suo disprezzo. Ma, come si diceva prima, non sapremo mai la verità che è scomparsa, sfumando ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 5, ''Ululati nella notte''== {{cronologico}} *Quello che vedete è David Ellington, uno studioso. Un uomo alla ricerca di una verità che per sua sfortuna sta per scoprire. Un uomo che tra poco dovrà confrontarsi con un problema che da sempre ossessiona il genere umano. Un uomo che ha bussato qui in cerca di un rifugio trovando, invece, una via di accesso ai confini della realtà. ('''Narratore''') *Da allora decisi di dedicare il resto della mia vita a rintracciarlo per imprigionare il male che avevo rimesso in libertà e che ben presto causò la [[seconda guerra mondiale]], la [[guerra di Corea]] e le nuove, terribili armi. Giurai di rinchiuderlo come aveva fatto fratello Jerome. Mi ci vollero molti anni, ma ci sono riuscito. ('''David Ellington''') *Un vecchio [[proverbi dalle serie televisive|proverbio]] dice: "Puoi prendere il [[Diavolo]], ma non tenerlo a lungo". Chiedetelo al fratello Jerome o a David Ellington. Loro lo sanno. E continueranno a saperlo fino alla fine dei loro giorni e oltre ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 6, ''È bello quel che piace''== {{cronologico}} *'''Infermiera #2''': Hai mai visto in faccia la 307?<br>'''Infermiera #1''': L'ho vista, sì. Se fossi in lei, mi sarei già buttata sotto un treno.<br>'''Infermiera #2''': Poveretta! C'è gente che vuole vivere proprio a tutti i costi. *In un tempo e in un luogo non bene determinati facciamo la conoscenza di Janet Tyler che vive in un proprio mondo fatto di ombra, un universo le cui dimensioni sono la lunghezza, l'altezza e la consistenza delle bende sul suo viso. Tra poco noi rientreremo in quella stanza e tra poco guarderemo sotto quelle bende ricordandoci che non dobbiamo sorprenderci di quello che vedremo. Questo non è un ospedale qualsiasi, la 307 non è una donna qualsiasi. Siamo ai confini della realtà dove Janet Tyler, insieme a voi, sta per entrare. ('''Narratore''') *'''Janet Tyler''': {{NDR|Piangendo}} Se potessi star fuori al buio e fingere che tutto il mondo è buio e che io ne faccio parte e che non sono una donna mostruosa col volto nascosto nelle bende, ma che è solo buio e nient'altro. Io voglio vivere, voglio essere come gli altri! La prego, dottore, la prego, mi aiuti!<br>'''Dott. Bernardi''': Esistono molte altre persone nelle sue condizioni, persone dall'aspetto molto simile al suo. E una delle alternative, qualora l'ultima cura non dia un esito positivo è quella di andare a vivere in una delle zone designate dove le persone simili a lei sono state radunate.<br>'''Janet Tyler''': "Persone simili a me"? "Radunate"? Lei voleva dire "segregate"! Lei voleva dire "imprigionate", "annullate"! Lei mi sta parlando di rinchiudermi in un ghetto! Un ghetto per mostri!<br>'''Dott. Bernardi''': Signorina Tyler, lo Stato non è indifferente al suo dramma. La sua presenza in quest'ospedale ne è una prova! Stiamo facendo il possibile per lei, ma lei deve essere razionale. Non pretenderà certo, se non ci saranno cambiamenti, di vivere in mezzo alle persone normali?<br>'''Janet Tyler''': Io potrei provarci. Potrei indossare una maschera o tenermi le bende. Non darei fastidio a nessuno, glielo posso assicurare. Mi troverò un lavoro, un lavoro qualsiasi. E poi chi siete voi, chi siete voi per imporre queste regole, per...per stabilire che le persone che non hanno il vostro aspetto debbano vivere ai margini della società? Lo Stato non è Dio!<br>'''Dott. Bernardi''': Signorina...<br>'''Janet Tyler''': Lo [[Stato]] non è [[Dio]]! Non ha nessun diritto di punire una persona per un difetto di nascita! Non ha nessun diritto di fare della [[bruttezza]] un crimine! *'''Dott. Bernardi''': Il fatto è che ho guardato sotto quelle bende. [...] Ho guardato in modo più profondo. Oltre a quel pietoso ammasso di carne e alla deforme ossatura facciale ho visto il vero volto di quella donna, infermiera...il volto della sua vera [[identità]]. Ed è bello, è un volto umano.<br>'''Infermiera''': Sì, capisco. Ma le confesso che trovo più semplice considerarla un essere umano con il volto coperto dalle bende.<br>'''Dott. Bernardi''': Ma perché? Perché dobbiamo sentirci così, infermiera? Qual è la differenza concreta tra un volto bello e uno repellente? La forma? La pelle? Tutto qui. Perché qualcuno non può essere [[diversità|diverso]]? *Buonasera, cittadine e cittadini! Stasera vi parlerò del glorioso concetto di [[conformismo|conformità]], della gioia e dell'immenso piacere di vivere in una [[società]] uguale a se stessa. [...] E in tutto il mondo ci sarà la conformità assoluta! Sappiamo bene che se vogliamo raggiungere un unico obiettivo, un'unica norma, un'unica mentalità, un'unica identità di popolo, un'unica virtù, un'unica morale, un'unica scala di valori, un unico governo, dobbiamo liberarci di tutte le differenze minaccia della conformità! Perché è basilare per la società che noi tutti ci conformiamo ad una norma! Che noi tutti ci conformiamo alla norma! La [[differenza]] porta alla confusione! La differenza porta all'[[anarchia]]! Conformità: questa è la sola soluzione! Conformità! Conformità: è la nostra salvezza! E alla fine marceremo assieme verso la felicità! Conformità! Nessuno deve distinguersi! La [[bellezza]] è essere conformi a un solo modello! ('''Capo di stato''') *'''Janet Tyler''': Signor Smith, perché noi due abbiamo questo aspetto?<br>'''Walter Smith''': Non lo so, signorina Tyler. Non lo so. Ma creda a me, non ha importanza. Esiste un [[proverbi dalle serie televisive|detto]], molto molto antico: "È bello soltanto quello che piace". Quando sarà lontana da qui e arriveremo al villaggio pensi a questo detto, se lo ripeta in continuazione e la bellezza le apparirà sotto altre forme. *La domanda che nasce spontanea è questa: dov'è questo luogo? In che epoca siamo? Che mondo è mai questo dove essere brutti è bene e essere belli è male? Non è questo il punto. Il punto è che il vecchio proverbio è vero e che la bellezza è un concetto molto relativo. Adesso o tra cent'anni, su questo pianeta o dovunque altrove sia presente la vita umana non è bello quel che è bello, ma è bello quel che piace. Questa è la lezione che dobbiamo imparare ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 7, ''Appena in tempo''== {{cronologico}} *La mano appartiene a Don Carter, elemento maschile di una coppia in luna di miele in viaggio dalla campagna dell'Ohio verso New York. Tra qualche istante riceveranno un regalo che la maggior parte degli esseri umani non riceve mai: una monetina. E potranno vedere nel futuro. Il momento è oggi, il luogo è un localino di Ridgeview, Ohio. Ma la cosa che questa coppia non sa è che questa cittadina si trova molto vicina ai confini della realtà. ('''Narratore''') *Hai intenzione di lasciare che quella cosa ti condizioni la vita? [...] È come se tutte le paure della tua vita siano contenute in quell'unica macchina. Non ha importanza se sappia prevedere il [[futuro]]! Importa che tu, ora, credi di più nella [[fortuna]] e nel [[destino]] che in te stesso. Devi decidere tu della tua vita. Tu hai una mente, una mente meravigliosa. Non distruggerla cercando di giustificare le risposte di quella stupida macchinetta davanti a te stesso. ('''Pat Carter''') *L'altra faccia della realtà, a Ridgeview, Ohio. Due persone soggette alla tirannia della paura e della [[superstizione]] affrontano il futuro con un senso di terrore impotente. Questi due, invece, affrontano il futuro con fiducia. Sono riusciti a fuggire da un angolo oscuro ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 8, ''Ora tarda''== {{cronologico}} *La residenza del Dottor William Loren sebbene, in realtà, sia la dimora delle sue macchine. Tra poco scopriremo che, tra di noi, ciò che deriva dal talento e dal genio umano, si muove indisturbato dalle normali ingiurie del tempo. È questo il caso dei robot del Dottor Loren, progettati per essere funzionali ed eleganti. Ma in un batter d'occhio il Dottor Loren, sua moglie e sua figlia scopriranno che la perfezione è relativa. Che anche per quei robot c'è un prezzo da pagare. E, a breve, capiremo esattamente a quanto ammonta. ('''Narratore''') *'''Jana Loren''': Quello che avete fatto a voi stesso è un'atrocità ma ciò che avete fatto a me è peggio, mi avete trasformata in un mostro, un'asociale, isolata sotto una campana di vetro!<br>'''William Loren''': Posso aggiungere qualche dettaglio, Jana? Ho tenuto lontano il male e ti ho protetto dalla malattia. E l'[[isolamento]] nel XX secolo non è un crimine, è un servizio. Non sei mai stata faccia a faccia con la guerra, la povertà, il pregiudizio. È vero, ti abbiamo isolata, ma perché pensi sia come la prigionia? Tu, Jana, sei stata messa in salvo ed è così che sei sopravvissuta!<br>'''Jana Loren''': In salvo in questa casa? Protetta in un mausoleo? Vivendo in una serra come vivono i vegetali. Quello che sei divenuta tu, quello che sto diventando io: un vegetale! *'''Jana Loren''': La governante è stata realizzata per fare la governante, il maggiordomo per fare il maggiordomo, e così il tutto fare, il cuoco. Tutti costruiti per una funzione specifica. E una figlia! Voi mi avete costruito!<br>'''William Loren''': Jana, io ti ho costruito con amore! *Ed ecco il post scriptum. Dovreste essere esausti di vivere in un mondo così rigido e competitivo. Se siete turbati dai rumori e dello stress del XX secolo, se ciò che desiderate è un po' di serenità senza costrizioni fatevi lo studio nel seminterrato, poi scrivete una lettera alla famiglia Loren. È una coppia senza figli che ha fatto della serenità il lavoro di un'intera vita. Forse possiedono ancora qualche manuale fai-da-te su questo argomento ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 9, ''Problemi con Templeton''== [[File:Brian Aherne Pippa Scott The Twilight Zone 1960.jpg|thumb|[[Brian Aherne]] e [[Pippa Scott]] in una foto promozionale per l'episodio]] {{cronologico}} *Sono lieto di presentarvi il signor Booth Templeton attore di successo, protagonista a [[Broadway]] di più di trenta commedie che però oggi non sta troppo bene. I suoi [[ricordi]] sono tutto ciò che desidera ed è ciò che avrà. Presto i suoi anni e i suoi problemi gli cadranno addosso come una valanga. Per non farsi schiacciare, il nostro Booth Templeton fuggirà dal teatro e dal mondo e debutterà su un altro palcoscenico in un altro mondo, che si trova ai confini della realtà. ('''Narratore''') *Ci sono tre date significative nella vita di uno [[teatro|spettacolo]]: il primo giorno di prove, il debutto e l'ultima sera. Le ultime due sono collegate e dipendono dalla prima perciò il primo giorno di [[prova (spettacolo)|prove]] è un giorno estremamente importante! ('''Arthur Willis''') *Come quasi tutti, il signor Booth Templeton aveva il desiderio di rivivere i ricordi del [[passato]], quelli che con gli anni si addolciscono. Ma nel suo caso i personaggi del passato l'hanno respinto e rimandato nel suo tempo, dove ora lo ritroviamo. Booth Templeton ha avuto un biglietto di andata e ritorno ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 10, ''Un'insolita macchina fotografica''== {{cronologico}} *La stanza di un albergo che serve da covo di ladri. Un evento insignificante da registrare tra le scartoffie della polizia e dell'assicurazione. Forse, in un articolo interno del giornale della sera. Appendice da aggiungere alla lista del bottino: una macchina fotografica. È un'aggiunta trascurabile alle cianfrusaglie tra le quali si trovava. Neppure degna di menzione perché le macchine fotografiche sono quello che sono alcune costose, altre da pochi soldi ma questa macchina, questa è insolita perché tra qualche attimo la vedremo determinare il destino di tre persone. Si dà il caso infatti che le sue fotografie si sviluppino solo ai confini della realtà. ('''Narratore''') *L'umanità?! Che ha fatto l'umanità per noi? ('''Chester''') *Oggetto denominato "macchina fotografica", data di fabbricazione incerta, origine sconosciuta. Agli avidi, agli avari, ai lesti di gamba che sanno fare un miglio in quattro minuti per rincorrere un facile guadagno fa credere di essere un'alleata, ma non lo è affatto. È un allettante incitamento a cercare la propria fine ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 11, ''La notte degli umili''== {{cronologico}} *Questo è il signor Henry Corwin. Nella sua vita ha fatto un po' di tutto e tutto un po'. Un filosofo da strapazzo e una volta all'anno ha il ruolo principale nel più originale spettacolo itinerante americano: Babbo Natale nei grandi magazzini. Ma in un attimo il signor Henry Corwin, nei panni di Babbo Natale si ritroverà in un Polo Nord molto particolare intriso del meraviglioso spirito natalizio e della magica atmosfera che si trova solo ai confini della realtà. ('''Narratore''') *Ogni tanto bisognerebbe ricordarsi che [[Natale]] non significa solo farsi largo tra i reparti di un grande magazzino e spintonarsi con gli altri! Qualcuno dovrebbe spiegarle che il Natale è una cosa diversa. Migliore di questa più importante, più bella, più autentica e ha a che fare con la passione, l'amore la carità, la compassione. ('''Henry Corwin''') *A tutti i bambini del XX secolo, a coloro che sono malati, a coloro che ancora si muovono a carponi e indossano dei pannolini o a tutti quelli che camminano con un bastone e si pettinano la barba. Questa è la meravigliosa magia di Natale. I più poveri hanno una forza speciale. L'umiltà è la virtù dei forti. Che sia un felice Natale per ognuno di loro. ('''Narratore''') ==Episodio 12, ''La polvere''== {{cronologico}} *Un villaggio di argilla screpolata e di legno marcio acquattato sotto il sole rovente come un animale malato che si lascia morire. Tra gli abitanti del villaggio serpeggia un virus, il germe dello squallore, della disperazione, della mancanza di fede. Per chi non ha speranza né fede, ma è carico di miseria non c'è tempo, non c'è mai tempo di dedicarsi alle altre attività degli uomini e comincia l'autodistruzione. ('''Narratore''') *Quand'è che [[Dio]] creò l'uomo? È stato il sesto giorno? Be', doveva fermarsi al quinto. ('''Sceriffo''') *'''Sceriffo''': Non c'è un parco giochi, Rogers! C'è una forca!<br>'''Rogers''': Per i figli? Non ne hanno mai viste e io penso ormai che sia ora.<br>'''Sceriffo''': Perché?<br>'''Rogers''': Perché no? Impareranno che cosa succede a uno ubriaco che ammazza una bambina.<br>'''Sceriffo''': E non ti sembra un po' stupido? Come glielo spieghi il dolore? Gli spari in un braccio? *'''Signor Gallegos''': Lei ha venduto la corda per impiccare mio figlio, perché ora mi vende la polvere per salvare mio figlio?<br>'''Sykes''': Io faccio [[affari]], signor Gallegos. Vendo tutto quello che serve. *Un villaggio piccolissimo, pieno di miseria nel giorno di un'impiccagione di un evento insignificante per la storia. Ma se c'è una morale in tutto questo, diciamo che prima di rivolgersi alla [[magia]], al sortilegio, all'inganno, bisogna guardare nel cuore dell'uomo perché in quel luogo profondo c'è un incantesimo che vale molto più di qualche moneta d'oro. Lo abbiamo dimostrato stasera ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 13, ''Viaggio nel tempo''== {{cronologico}} *'''Peter Corrigan''': Insomma, qual è il punto? Che se una persona potesse tornare indietro nel tempo niente al mondo gli permetterebbe di alterare il corso della storia. È così?<br>'''Uomo #1''': Esatto. Faccia conto che lei sia tornato indietro nel tempo nell'ottobre del 1929, il giorno precedente il crollo in borsa.<ref>{{Cfr}} [[w:Martedì nero|Martedì nero]].</ref> Lei saprebbe che la mattina dopo le azioni sarebbero precipitate di colpo. Ora, usando questa sua conoscenza, lei potrebbe fare mille cose per mettersi al sicuro.<br>'''Peter Corrigan''': Ma sarei un anacronismo. Non saprei assolutamente che fare.<br>'''Uomo #1''': Potrebbe vendere tutto prima del crollo.<br>'''Peter Corrigan''': E se facendo così anticipassi questo crollo? La storia dice che il 24 ottobre 1929 le azioni crollarono come un castello di carte. È una data precisa, esiste, ed è riportata anche dai libri di storia. Non può venire alterata.<br>'''Uomo #1''': E io, invece, dico di sì. Cosa mi impedirebbe di andare da un agente di borsa la mattina del 23 ottobre o anche del 22? *Stiamo assistendo a una discussione accademica che ha luogo a Washington ai giorni nostri. Quattro persone intelligenti discutono dell'ipotesi di tornare indietro nel tempo. Due chiacchiere amichevoli sopra una semplice questione. Potrebbe un essere umano cambiare quello che è già avvenuto? Interessante ma accademica, perché chi mai ha potuto tornare indietro nel tempo prima di stasera, voglio dire? Perché qui siamo ai confini della realtà. ('''Narratore''') *{{NDR|14 aprile 1965, sera dell'assassinio di [[Abraham Lincoln]]}}<br>'''Peter Corrigan''': Gli spareranno alle spalle, così avverrà. L'assassino salterà dal palco sul palcoscenico e fuggirà tra le quinte!<br>'''Poliziotto''': Lo racconta come se fosse già accaduto.<br>'''Peter Corrigan''': È già accaduto, cento anni fa! E io sono tornato per non farlo accadere! *Il mio metodo di fare denaro è certo il migliore... [[eredità|ereditarlo]]! È anche il meno faticoso. ('''William''') *Peter Corrigan è appena tornato da un [[viaggio nel tempo]] che ha dimostrato da una parte che il tessuto della [[storia]] è troppo solido e compatto e che gli avvenimenti non possono essere cambiati ma che d'altra parte, a volte qualche piccolo filo di quel tessuto può venire alterato. Naturalmente sono cose che avvengono solo ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 14, ''Tutta la verità''== {{cronologico}} *Quest'uomo è Harvey Hunnicut. Un esperto venditore, e piccolo truffatore. Un trafficante senza scrupoli, che quando Dio elargì le coscienze era probabilmente uscito a farsi un caffè. Questi, invece, sono altri due protagonisti della nostra storia. Un anziano signore e una vecchia macchina. Due protagonisti molto speciali, che tra qualche minuto faranno vivere a Harvey Hunnicut un'esperienza che quest'ultimo non si aspetta di certo. Grazie a un pizzico di magia investiranno Harvey Hunnicut con l'assoluta necessità di dire la verità. Da dove provengano non è importante. Ma dove sono diretti, questo lo sappiamo. Perché sia loro che voi, siete sulla soglia dei confini della realtà. ('''Narratore''') *Non potrebbe mai accadere? Si tratta di una storia troppo irreale? È possibile, ma la prossima volta che acquisterete una macchina anche se pare sopravvissuta alla prima guerra mondiale e il rivenditore sembra disposto a tagliarsi un braccio per vendervela state attenti prima di raccontare al capo che eravate al funerale della nonna quando invece eravate allo stadio. Non vorreste ritrovarvi proprietari di uno strumento di verità fabbricato e distribuito da un venditore d'eccezione ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 15, ''Gli invasori''== {{cronologico}} *Questo è uno dei tanti luoghi lontanissimi e irraggiungibili. Luoghi mai visitati. Squallido, devastato, morente. È una fattoria, una casa senza gas né elettricità non contaminata dal progresso. E questa è la donna che abita nella fattoria. Una donna sola da molti anni. Una donna semplice, forte, il cui unico problema finora è stato procurarsi cibo a sufficienza. Tra poco affronterà il terrore. Il terrore che proprio ora le verrà addosso dai confini della realtà. ('''Narratore''') *La base a controllo centrale! Mi sentite? Passo! È finita! Gresham è morto! Ripeto, è morto! La nave è stata distrutta! Qui c'è una razza composta da giganti! Sono giganti! State lontani! Non attaccate! Ripeto: non attaccate! Sono troppo forti! Non ce la fareste mai! State lontani! Ascoltatemi: non attaccate! Ascoltatemi! Non... attaccate! È... fini... ('''Astronauta''') {{NDR|[[Ultime parole da Ai confini della realtà|ultime parole]]}} *Questi sono gli invasori. Piccoli esseri provenienti da un pianetino chiamato Terra. Hanno deciso di affrontare e risolvere il gigantesco dilemma della conoscenza rappresentato dall'Universo. Gli invasori hanno staccato un biglietto di sola andata per le stelle e l'hanno pagato con la vita. Li abbiamo appena visti entrare nella leggenda che comprende tutte le grandi migrazioni dell'Universo. Una leggenda che da sempre vive nei cuori degli esseri umani e che si può ritrovare intatta ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 16, ''I pensieri degli altri''== {{cronologico}} *Il signor Ettore Poole, residente ai confini della realtà. Butta una moneta e raccoglila in mano. Cosa ti aspetta? Col 50% di probabilità, [[Testa o croce|testa]]; con l'altro 50, [[Testa o croce|croce]]. Ma con un'eccezionale probabilità su un milione resterà ritta su un lato. Il signor Ettore Poole, mentre corre al suo lavoro non sa cosa lo aspetta. ('''Narratore''') *{{NDR|[[telepatia|Leggere nel pensiero]]}} È un po' come vedere la gente senza vestiti addosso. Non avrei mai creduto che gli uomini fossero così. Noi facciamo moltissime cose senza pensarci sopra. Oppure pensiamo le cose senza la minima intenzione di farle. Be', almeno avrò imparato una cosa utile: le persone non sono affatto come uno pensa che siano. ('''Ettore Poole''') *Una volta su un milione una moneta cadrà di taglio. Ma basterà un soffio di vento, una piccola scossa per farla tornare in piano. Il signor Ettore Poole: una monetina umana in equilibrio per un momento ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 17, ''Ventidue''== [[File:Barbara Nichols Fredd Wayne Twilight Zone 1961.jpg|thumb|[[Barbara Nichols]] e [[Fredd Wayne]] in una foto promozionale per l'episodio]] {{cronologico}} *Questa è la signorina Liz Powell, ballerina. Si trova in ospedale a causa di un esaurimento nervoso da super lavoro e ora abbiamo appena fatto un giro con lei all'interno di un incubo. Tra un attimo si sveglierà e noi resteremo al suo fianco. Il problema in questo caso è che tanto la signorina Powell quanto voi arriverete a un punto in cui potrebbe essere difficile decidere quale sia la realtà e quale l'incubo. Un problema non comune probabilmente, ma piuttosto normale ai confini della realtà. ('''Narratore''') *'''Dottore''': Io sostengo che è un [[sogno]]. Ripercorriamolo insieme. Lei dice che tutto avviene secondo lo stesso ordine cronologico: si sveglia di colpo, ha sete, cerca di afferrare il bicchiere, sente l'orologio che scandisce i secondi...<br>'''Liz Powell''': Lo sento bene. <br>'''Dottore''': La infastidisce, il bicchiere le scivola di mano e si frantuma sul pavimento.<br>'''Liz Powell''': E poi sento i passi nel corridoio.<br>'''Barney Kamener''': Quali passi? I passi di chi?<br>'''Dottore''': La signorina crede che siano i passi di un'infermiera.<br>'''Liz Powell''': Sono i passi di un'infermiera! Sono chiarissimi. Viene giù per il corridoio, arriva alla mia porta, allora salto fuori dal letto.<br>'''Dottore''': Ora! Come se avvenisse ora!<br>'''Liz Powell''': Apro la porta e vedo quest'infermiera entrare nell'ascensore. Io la seguo. L'ascensore scende fino al piano seminterrato. Alla fine del corridoio c'è una stanza, ha il numero 22.<br>'''Barney Kamener''': Che genere di stanza?<br>'''Dottore''': È la camera mortuaria. E secondo la signorina Powell, l'infermiera esce dall'obitorio, la guarda negli occhi e dice: "C'è posto ancora per uno."<br>'''Liz Powell''': È quello che dice, Barney: "C'è posto ancora per uno"! Dopodiché indica quella stanza, quella stanza con tutte le bare! *Tu non riusciresti a sollevare il morale neanche se pesasse un etto! ('''Liz Powell''') *Elizabeth Powell, professione ballerina. Diagnosi dell'ospedale: acuta forma ansiosa dovuta a super lavoro e affaticamento. Prognosi: un periodo di riposo dovrebbe bastare per il ristabilimento. Ma la cura per certi [[incubo|incubi]] non si trova sui manuali di medicina. Cercatela alla voce "Pozioni contro i brutti sogni" in un luogo ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 18, ''L'Odissea del volo 33''== {{cronologico}} *Quello che vedete è un aviogetto in volo da Londra a New York. Si trova a 11.000 metri, al di sopra delle nubi e a circa 55 minuti di volo dall'aeroporto di Idlewild. Ma quanto è accaduto nella cabina di pilotaggio non è dovuto al velivolo né all'equipaggio. Si tratta di un aviogetto sicuro e progettato perfettamente. E gli uomini che avete appena visto sono esperti ed estremamente capaci. Il problema è che l'aviogetto viaggia a una velocità troppo elevata e niente, nel mondo del sapere, o della logica può fornirci una spiegazione per ciò. All'insaputa dei passeggeri e dell'equipaggio l'aviogetto sta per approdare in una regione inesplorata ben lontana dalle rotte abitualmente battute. Sta per arrivare ai confini della realtà. Ciò che state per vedere è da noi chiamato "L'odissea del volo 33". ('''Narratore''') :''You're riding on a jet airliner en route from London to New York. You're at 35,000 feet atop an overcast and roughly 55 minutes from Idlewild airport but what you've seen occur inside the cockpit of this plane is no reflection on the aircraft or the crew. It's a safe, well-engineered, perfectly designed machine and the men you've just met are a trained, cool, highly efficient team. The problem is simply that the plane is going too fast and there is nothing within the realm of knowledge or at least logic to explain it. Unbeknownst to passenger and crew this airplane is heading into an uncharted region well-off the beaten track of commercial travelers. It's moving into the twilight zone. What you're about to see we call "the odyssey of flight 33".'' *Un aviogetto Global in viaggio da Londra a New York in un pomeriggio qualunque del 1961. Un aereo ormai dichiarato scomparso ricercato per terra, per mare e per aria da gente angosciata e senza più speranza. Ma voi e io sappiamo dove si trova. Voi e io sappiamo quello che è successo. Perciò, se un giorno, in qualsiasi momento sentirete il frastuono delle turbine di un aviogetto che vola al di sopra delle nubi, turbine che sembrano sperdute e disperate, lanciate un razzo in aria, fate qualcosa perché quello è il Global 33 che tenta di tornare a casa dal confine della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 19, ''L'Ercole''== {{cronologico}} *Ecco una straordinaria istituzione americana: il [[Bar (pubblico esercizio)|bar]] del quartiere. Vi incontriamo il signor Anthony O'Toole, il proprietario, che si batte a spada tratta per la pace e la tranquillità del suo bar. Questo è il signor Joseph Callahan, allibratore non iscritto la cui intera vita potrebbe essere rappresentata da un qualsiasi evento sportivo, dove vi siano due avversari e dove ci sia la possibilità di quotarli. E questo cittadino tanto eccitato è uno qualsiasi dei tanti scommettitori che hanno puntato i soldi dell'affitto su una corsa di cavalli, un incontro di pugilato o qualcosa del genere. È uno che, per sfogare le sue frustrazioni saprebbe prendersela con il primo avventore a tiro di pugno. Infine, questo è il signore Luther Dingle, venditore porta a porta di aspirapolvere. È il classico fallito in tutti i campi, ma è uno disposto ad ascoltare e, soprattutto, ha la mascella prominente. ('''Narratore''') *E questi invisibili gentiluomini sono visitatori dallo spazio. Stanno per cambiare il destino di Luther Dingle lasciandogli qualcosa che è difficile ricevere oggigiorno. Tra alcuni istanti questo viso triste, perennemente maltrattato che ha perso tutti i treni della sua vita si prenderà una piccola rivincita, in quella regione imprevedibile che è conosciuta come i confini della realtà. ('''Narratore''') *Ma li hai mai visti degli esseri così [[bruttezza|brutti]]? Con una sola testa! ('''Marziano a due teste''') *Dobbiamo esaminare tre pianeti domani e uno mi pare che sia molto interessante: ci sono solo femmine. ('''Marziano a due teste''') *{{NDR|Guardando una partita di [[baseball]]}} È bene aggiungere in questi caso che le leggi della casualità sono intrecciate a maglie strette con le leggi della fortuna a noi note e quindi anche con un calcolo di procedimenti matematici che chiama in causa le leggi che si basano sulla condizione di relazione tra i vari corpi fisici che presentino postille anti divisionali per cui, usando x e y come incognite credo che presto faranno un punto con una casa base. [...] È presumibile che su una pianificazione matematica anteriore l'insieme della teoria dei quanti della relatività di spazio e tempo debba essere posta in equazione secondo la legge parallela della dialettica algebrica. ('''Luther Dingle''') *Luther Dingle, ex venditore porta a porta, ex uomo più forte della terra e ora gigante dell'intelligenza mentale. Presumibilmente anche quest'ultimo potere gli verrà tolto ben presto, ma il nostro Dingle è capace di farsi notare tanto dagli osservatori extraterrestri quanto dagli scommettitori falliti. Non è difficile prevedere per lui infinite altre possibilità di fortuna visto che il nostro caro Dingle vive con un piede sulla Terra e l'altro ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 20, ''Un vecchio apparecchio radio''== [[File:Dean Jagger The Twilight Zone 1961.JPG|thumb|[[Dean Jagger]] in una foto promozionale dell'episodio]] {{cronologico}} *Fresca come l'erba dei campi. Fumate anche voi le deliziose sigarette Green. Le uniche sigarette alla clorofilla che non sanno di tabacco ma che hanno il profumo e l'aroma dell'erba fresca dei campi. Green. La [[sigaretta]] che ha il profumo della primavera. ('''[[Pubblicità dalle serie televisive|Spot pubblicitario]]''') *Nessuno aveva mai visto una radio come quella. Quello era un tipo di radio molto particolare. All'epoca, intorno al 1935 era uno dei più eleganti oggetti sul mercato. Oggi con i suoi altoparlanti ricoperti di tessuto la tipica scala parlante gialla, quelle manopole ha un aspetto bizzarro e un po' strano. Ed Lindsay scoprirà presto cosa c'è di strano quando si sintonizzerà ai confini della realtà. ('''Narratore''') :''No one ever saw one quite like that. Because that's a very special sort of radio. In its day, circa 1935 its type was one of the most elegant consoles on the market. Now, with its fabric-covered speakers its peculiar yellow dial, its serrated knobs it looks quaint and a little strange. Mr. Ed Lindsay is going to find out how strange very soon when he tunes in to the twilight zone.'' *La prima volta che ho riascoltato quella [[radio]] mi sono chiesto dove fosse finito il quadro del video. Poi ho capito che il quadro del video sta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} Perché io vi dico che la radio è una cosa in cui bisogna credere per goderne. ('''Ed Lindsay''') *"Gira di qua e gira di là, dove si ferma nessuno lo sa". Ed Lindsay desiderava disperatamente che il destino gli fornisse una seconda occasione e finalmente l'ha avuta grazie a una strana e meravigliosa macchina del tempo che si chiama "radio" e che lo ha portato ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 21, ''Testa o croce''== [[File:Prime Mover Twilight Zone 1961.jpg|thumb|[[Christine Moore]], [[Dane Clark]], [[Buddy Ebsen]] e [[Jane Burgess]] in una foto promozionale per l'episodio|left]] {{cronologico}} *Ritratto di un uomo che fa le cose col pensiero. Jimbo Cobb può essere definito "il motore primo", un talento che dev'essere visto per crederci. Fra poco, mostrerà ai suoi amici e a voi come tiene entrambi i piedi per terra e la testa ai confini della realtà. ('''Narratore''') :''Portrait of a man who thinks and thereby gets things done. Mr. Jimbo Cobb might be called a prime mover, a talent which has to be seen to be believed. In just a moment, he'll show his friends and you how he keeps both feet on the ground and his head in the Twilight Zone.'' *Certe persone possiedono il [[talento]]. Altre ne sono possedute. Quand'è così, il talento diventa una maledizione. Questo Jimbo Cobb lo sapeva fin dall'inizio. Ma prima che Asso Larsen imparasse questa semplice verità doveva fare un breve viaggio ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 22, ''Chiamata a lunga distanza''== [[File:The Twilight Zone Lili Darvas Billy Mumy 1961.jpg|thumb|[[Lili Darvas]] e [[Billy Mumy]] in una scena dell'episodio]] {{cronologico}} *Come avrete capito, in questa casa si aggira la [[morte]], l'attrice che entra in scena al terzo e ultimo atto della vita di ognuno di noi. E si dice, probabilmente con ragione, che ciò che segue questa vita è un mistero insondabile, una zona oscura che noi viventi riserviamo alla morte. O almeno così si dice. Perché tra un momento un bambino cercherà di attraversare quel ponte che separa luce e ombra. E, com'è ovvio, dovrà prendere l'unica via conosciuta: quella strada indistinta, attraverso una regione ai confini della realtà. ('''Narratore''') *Un telefono giocattolo, un atto di fede, una serie di improbabili circostanze combinate per sondare un mistero, per indagare nelle profondità, mandare un raggio di luce nell'oscura regione dell'aldilà. Crederci o non crederci dipende solo da voi; se sia realtà o fantasia, sostanza oppure ombra. Perché avete appena fatto un viaggio ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 23, ''Oltre la duna''== {{cronologico}} *Nuovo Messico, 1847. Questo pugno di uomini e donne è spinto da un sogno. Undici mesi fa hanno lasciato l'Ohio per andare nel West. Hanno sentito parlare di un luogo chiamato California dove il sole è caldo e il cielo azzurro, la terra ricca e l'aria fresca, ma da quasi un anno hanno patito solo freddo, caldo, stanchezza fame e malattie. Quest'uomo si chiama Christian Horn, ha un figlio di otto anni che sta morendo e una moglie disperata. Fra tutti è l'unico che ancora conservi un frammento del vecchio sogno. Christian Horn, in cerca di acqua e cibo sta per varcare oltre questa duna i confini della realtà. ('''Narratore''') *C'erano un sacco di cose dall'altra parte della duna. O meglio, ci saranno cose incredibili, una terra nuova. E sai una cosa, Charlie? Sarà grazie a noi che nascerà quel mondo. ('''Christian Horn''') *Christian Horn, uno dei tanti uomini coraggiosi alla ricerca del West in un'epoca in cui non esistevano le autostrade e le altre comodità della nostra vita. Christian Horn, in viaggio verso la California dopo una breve deviazione ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 24, ''Il colpo della bella addormentata''== {{cronologico}} *Vi presentiamo quattro esperti nell'arte del crimine: il signor Farwell, esperto di gas tossici, ex professore con due lauree in chimica e in fisica; il signor Erbie, esperto di ingegneria meccanica; il signor Brooks, esperto di armi da fuoco; il signor DeCruz, esperto in demolizioni e altre forme di distruzione. L'azione è oggi in una grotta della Valle della Morte negli Stati Uniti d'America. Tra pochi istanti questi uomini abbandoneranno quintali d'oro per entrare in bare di vetro. Calmeranno la loro bramosia con un secolo di sonno e si inoltreranno ai confini della realtà. ('''Narratore''') *Com'è possibile, signor DeCruz, che gli uomini più avidi siano poco fantasiosi e stupidi? ('''Farwell''') *Per la prima volta nella storia dell'uomo ci siamo presi un secolo e ce lo siamo messo in tasca! Siamo usciti dalla nostra vita e siamo sopravvissuti! ('''Farwell''') *Questi uomini sono tutti morti come erano vissuti: all'inseguimento di un idolo. E sono morti sotto il sole torrido, sui bagliori della sabbia dorata. E tutto per dei lingotti senza alcun valore. Questa la lezione di stasera, ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 25, ''Il Silenzio''== [[File:Franchot Tone Twilight Zone 1961.jpg|thumb|[[Franchot Tone]] interpreta Archie Taylor.]] {{cronologico}} *Il biglietto che quest'uomo sta portando attraverso la stanza del club è la proposta per una scommessa. Ma è il genere di scommessa che non ha precedenti. Si staglia sola negli annali delle puntate al gioco quale più strana opportunità mai offerta da un uomo ad un altro. Tra pochi attimi ne conosceremo i termini e cosa deciderà il giovane signor Tennyson. Durante gli avvenimenti, osserveremo tutte le parti fare il loro gioco in un casinò davvero bizzarro, ai confini della realtà. ('''Narratore''') *'''Archie Taylor''': Ho proposto una scommessa al signor Tennyson e la scommessa è formulata come nel seguente modo. Ho deciso di puntare la somma di 500.000 dollari sul fatto che non riuscirà a tacere per un anno. La scommessa si sviluppa alle seguenti condizioni: verrà sistemato in una stanza per essere osservato da me o da chiunque di noi, a nostra discrezione. Gli verrà fornito tutto ciò che desidera come passatempo, ma non potrà pronunciare nemmeno una sola parola per dodici mesi. Nemmeno una sola parola. Farà sapere le sue richieste per iscritto, non a voce. Che ne dice, Tennyson?<br>'''Jamie Tennyson''': Posso sapere il motivo di questa scommessa?<br>'''Archie Taylor''': Quello che sto per dire potrebbe far inorridire le persone comuni, ma a una persona insensibile come lei probabilmente non farà alcun effetto. Lei mi è profondamente antipatico, Tennyson. La cosa va oltre l'ordinaria antipatia che provo per qualcuno senza educazione, senza principi, senza buone maniere. La sua voce mi è diventata intollerabile. Mi siedo qui ogni sera e quel suono mi fa sussultare. Non posso chiederle di andarsene dal club, non ho questo diritto. Tuttavia sono nella condizione di poterle offrire una lauta somma di denaro...solo per avere un po' di pace. Vede, Tennyson, non c'è possibilità che lei rimanga in silenzio per un anno, non è nella sua natura. Lei è superficiale, chiacchierone e con la testa vuota, per dirla tutta. E rimanere in silenzio la distruggerebbe. Quindi ecco cosa penso che accadrà. Riuscirà a sopportare la pressione per tre o quattro settimane magari un paio di mesi, e poi soccomberà. Questo è di nuovo nella sua natura. Nel frattempo, io ne trarrò...Oh, parecchi mesi di squisito e confortante silenzio. *Ci sarà un monolocale di vetro con salotto e camera da letto. Ci saranno microfoni tutto intorno alla stanza e lei non dovrà toccarli. Ogni momento verrà registrato e anche la sua voce quando deciderà di abbandonare. Permetterà a me, o a ognuno di noi, di osservarla in ogni momento. ('''Archie Taylor''') *Il signor Jim Tennyson ha quasi vinto una scommessa, ma ha scoperto troppo tardi che l'azzardo può essere improduttivo anche con i dadi truccati, le carte segnate o, come nel suo caso, con le corde vocali asportate. Perché qualcuno ha fatto girare la ruota e il suo numero è risultato essere un 13 nero. Se non ci credete chiedete al croupier, quello speciale, ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 26, ''Il teatro delle ombre''== {{cronologico}} *Adam Grant, un uomo indefinibile, giudicato colpevole e condannato alla sedia elettrica. Come ogni criminale travolto dalla ruota della giustizia ha paura, giù, fino al midollo delle ossa. Ma a spaventarlo non sono la prigione, le notti silenziose, il cammino verso la stanza della morte o la morte stessa. È qualcos'altro che tiene Adam Grant nell'agghiacciante morsa della paura, una cosa peggiore di qualsiasi punizione che si possa infliggere, una cosa che si trova solo ai confini della realtà. ('''Narratore''') *{{NDR|Raccontando la propria [[pena di morte|esecuzione]] sulla [[sedia elettrica]]}} Esci dalla cella, passi due porte, 78 passi fino alla terza porta dipinta di verde. Lì c'è una guardia che ti apre, tu entri in una stanza...marrone, tutta marrone. Dentro non c'è niente, tranne una sedia, come quelle che usavamo da bambini, dure e robuste. [...] Ti legano braccia e gambe poi ti attaccano gli elettrodi. È buffo, sono sempre freddi al tatto all'inizio. [...] Poi ti mettono la maschera. Sa di muffa, ha l'odore di un vecchio divano. E poi aspetti. Ogni muscolo è teso, contratto. Ogni secondo...ogni secondo e poi quasi li senti. Tirano la leva. ('''Adam Grant''') *Quando muoio io, muore anche lei. Tutti in questo mondo muoiono nello stesso momento perché questo mondo non esiste, è un mio [[sogno]], anzi, un mio [[incubo]]. ('''Adam Grant''') *Ogni [[sogno]] si costruisce il suo mondo particolare, è completo. Completo di [[passato]] e, finché si continua a dormire, di [[futuro]]. ('''Adam Grant''') *'''Procuratore''': Se siamo personaggi dei tuoi sogni, come facciamo noi a dormire e a sognare?<br>'''Adam Grant''': Voi dormite e sognate solo perché io sogno che lo state facendo! *È un arrosto! ('''Procuratore''') {{NDR|verificando che Adam Grant ha detto la verità}} *Sappiamo che un [[sogno e realtà|sogno]] può essere [[sogno e realtà|realtà]], ma chi avrebbe mai detto che la realtà poteva essere un sogno? Noi [[esistenza|esistiamo]], certo, ma come? In che modo? Da esseri umani in carne e ossa? O facciamo parte del febbrile e complicato incubo di qualcun altro? Pensateci, e poi chiedetevi se vivete qui in questo paese, in questo mondo o se non vivete piuttosto ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 27, ''La mente e la materia''== {{cronologico}} *Una breve presentazione di Archibald Beechcroft: figlio del XX secolo, prodotto dell'esplosione demografica ed erede del retaggio del progresso. Ancora il signor Beechcroft qui al secondo round della sua giornaliera lotta per la sopravvivenza. Tra pochi minuti il nostro eroe inizierà una ribellione personale contro i meccanismi della sua epoca. Per farlo, si avvarrà di certi aiuti disponibili solo ai confini della realtà. ('''Narratore''') *Mi controllerò quando potrò raggiungere quella felicità quella perfezione assoluta che accompagna la [[solitudine]]! Mi capisce? Gente, gente, gente! Se solo potessi farlo, ecco come sistemerei l'universo: eliminerei la gente, la cancellerei, me ne libererei, la distruggerei, la decimerei. Alla fine rimarrebbe un uomo solo: io! Archibald Beecroft, qui presente. ('''Archibald Beecroft''') *La [[concentrazione]] è la più sottovalutata e sconosciuta forza dell'universo! Cioè, una persona potrebbe muovere le montagne! Non c'è limite a ciò che l'uomo potrebbe fare usando correttamente questa forza, nessun limite! ('''Archibald Beecroft''') *Sono francamente e sinceramente soddisfatto per la prima volta in vita mia! Mi sono liberato del peggiore flagello che ci sia: la [[gente|massa]]! ('''Archibald Beecroft''') *"Qualcuno" significa "tutti quanti" e io non li sopporto tutti quanti! Quindi, meglio nessuno! Francamente non esiste un tipo o una razza di esseri umani che mi vada a genio! ('''Archibald Beecroft''') *Archibald Beechcroft, figlio del XX secolo ha scoperto tentando e sbagliando, soprattutto sbagliando, che con tutti i suoi difetti, probabilmente questo è il migliore dei mondi possibili. Una dimostrazione stasera, ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 28, ''Chi è il vero marziano?''== {{cronologico}} *Oggi, una gelida notte di febbraio. Tutto ha inizio dalla telefonata di una donna spaventata che dice di aver visto cadere un [[UFO|oggetto volante non identificato]]. I due agenti che avete visto fanno un sopralluogo ma non trovano nulla di particolarmente illuminante se non delle impronte che conducono a un caffè. Beh, sapete quant'è difficile trovare un ago in un pagliaio! State con noi e farete parte di una squadra investigativa la cui missione non è quella di trovare quel proverbiale ago! Il loro compito è ben più difficile! Devono trovare un marziano all'interno di un caffè. E tra poco condurrete l'indagine con loro, perché siete appena giunti ai confini della realtà. ('''Narratore''') :''Wintry February night, the present. Order of events: a phone call from a frightened woman notating the arrival of an unidentified flying object, then the checkout you've just witnessed, with two state troopers verifying the event – but with nothing more enlightening to add beyond evidence of some tracks leading across the highway to a diner. You've heard of trying to find a needle in a haystack? Well, stay with us now, and you'll be part of an investigating team whose mission is not to find that proverbial needle, no, their task is even harder. They've got to find a Martian in a diner, and in just a moment you'll search with them, because you've just landed – in The Twilight Zone.'' ('''Narratore''') *Questa è come un'avventura di [[fantascienza]], un'avventura in piena regola! Sei esseri umani e un mostro spaziale! Lei ha un occhio dietro la testa per caso? ('''Avery''') :''She's just like a science fiction, that's what she is! A regular [[Ray Bradbury]]!<ref>Lo scrittore di fantascienza [[Ray Bradbury]] sarà anche sceneggiatore dell'episodio ''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (terza stagione)#Il corpo elettrico|Il corpo elettrico]]'' (''I Sing the Body Electric''), tratto da un suo racconto.</ref> Six humans and one monster from outer space. You wouldn't happen to have an eye in the back of your head, would you?'' *Un fatto accaduto in una zona qualunque. Si può credere e si può anche non credere. Comunque, se un tipo imbronciato che si chiama Ross o un barista simpatico che sa prendersela sempre allegramente... se uno di questi due capitasse dalle parti vostre fareste bene a stringergli la mano, anzi tutte e tre, o a guardarlo bene negli occhi, in tutti e tre, perché questo signore potrebbe trascinarvi al di là dei confini della realtà. ('''Narratore''') ==Episodio 29, ''Un uomo obsoleto''== [[File:Burgess Meredith The Twilight Zone 1961.JPG|thumb|[[Burgess Meredith]] interpreta il bibliotecario Romney Wordsworth.]] {{cronologico}} *In questa sala entrate a vostro rischio e pericolo. Perché qui siamo nel futuro. Non il futuro che sarà, ma il futuro ipotetico. Questo non è un mondo nuovo, ma solo la continuazione di quello del passato. È il risultato di tutte le infinite impronte di distruzione lasciate dai vari dittatori sulle pagine della storia dall'inizio dei secoli. Si è rafforzato, progredito tecnologicamente ed ha acquisito metodi più sofisticati per distruggere la [[libertà]] dell'uomo. E, alla pari delle [[dittatura|dittature]] che l'hanno preceduta anche qui una [[regole dalle serie televisive|regola]] è di ferro: la logica è un nemico e la verità una minaccia. Questi è Romney Wordsworth nelle sue ultime quarantotto ore di vita. È un cittadino dello Stato, ma hanno deciso di toglierlo di mezzo perché è fatto di carne e perché ha un cervello. Romney Wordsworth, una vita appesa a un filo ai confini della realtà. ('''Narratore''') *'''Cancelliere''': [[Biblioteca|Bibliotecario]]! È uno che si occupa di [[libri]].<br>'''Romney Wordsworth''': Sì, signore, di libri.<br>'''Cancelliere''': Ma dato che non esistono più i libri, non esistono più le biblioteche, per cui i servizi di un bibliotecario sono di ben poca utilità. Prendiamo, per esempio, un prete. Se ce ne fosse uno, ci direbbe che il suo compito è divulgare la parola di [[Dio]]. Ma poiché lo Stato ha provato definitivamente che Dio non esiste la funzione del prete risulta essere superflua!<br>'''Romney Wordsworth''': Ma Dio esiste!<br>'''Cancelliere''': Lei è in grave errore, signor Wordsworth. Dio non è esistito mai! Lo Stato ha dimostrato che Dio non esiste!<br>'''Romney Wordsworth''': Non basta un editto per eliminarlo! *Io sono un essere umano, io esisto! E quando dico un pensiero a voce alta quel pensiero vive! Anche se mi hanno già messo sotto terra! ('''Romney Wordsworth''') *Romney Wordsworth, venga avanti. La giuria la dichiara obsoleto! ('''Il subalterno''') *Io non corrispondo ai vostri schemi. Vi disturba che si sia prodotta una deviazione dalla norma. Il vostro governo ha classificato tutto e l'ha inquadrato. Voi siete la forza, io rappresento la debolezza. Lei controlla, emana, ordina. Quelli come me, invece, obbediscono e basta. Ma io non seguo il vostro copione, io gli sfuggo. ('''Romney Wordsworth''') *'''Romney Wordsworth''': Non imparerete mai, vero? La storia non vi ha insegnato nulla.<br>'''Cancelliere''': Al contrario, ci ha insegnato moltissimo! Alcuni uomini illustri che ci hanno preceduto hanno avuto delle idee proprio giuste.<br>'''Romney Wordsworth''': Già, [[Hitler]].<br>'''Cancelliere''': Hitler per esempio.<br>'''Romney Wordsworth''': [[Stalin]].<br>'''Cancelliere''': Anche Stalin! Hanno sbagliato perché hanno agito con moderatezza, invece dovevano andare molto oltre! Hanno lasciato in vita troppi indesiderabili che hanno formato un nucleo di resistenza. I vecchi, per esempio, fedeli al passato e restii ad accettare il nuovo. I malati, i menomati, gli anormali. Si attaccano al corpo sano e lo corrompono. Quindi, noi li elimineremo! Le persone come lei, che non hanno utilità per lo Stato vanno tolte di mezzo. *Il Signore è il mio pastore, con lui non manco di nulla. Ha cura di condurmi sempre nei verdi pascoli. Egli mi conduce ad acque di ristoro e ristora l'anima mia. Mi guida per retti sentieri per amore del suo nome. Anche se io vado per la funerea valle della morte non temo alcun male, perché tu sei con me con la mazza e il vincastro, e mi conforti. Tu prepari dinnanzi a me la mensa di fronte ai miei nemici. Tu ungi d'unguento il mio capo. Tu riempi il mio calice all'orlo. Solo di beni e favori mi colmi in tutta la mia vita. Difendimi da quanti insorgono contro di me. Liberami da tutti coloro che operano il male e dai sanguinari fammi salvo perché la mia anima entrambi insidiano. I potenti sono contro di me, non per le mie trasgressioni non per i miei peccati, oh Signore. Ecco, vanno appostandosi all'assalto senza che ne abbia colpa. Non vi è in me alcun delitto. Sorgi in mio soccorso, Signore delle schiere. Lo stolto disse: "Dio non esiste" ed egli guardò dal cielo per cercare tra gli uomini chi capisse e aspirasse al suo regno. E la voce dei giusti si innalzò invocando il tuo nome. Signore, ascolta la mia voce, ascolta il mio grido, porgi orecchio alla mia [[preghiere dalle serie televisive|preghiera]]! ('''Romney Wordsworth''') *Sì, giudice, nel nome di Dio la farò uscire. ('''Romney Wordsworth''') {{NDR|[[Ultime parole da Ai confini della realtà|ultime parole]]}} *Il giudice, l'ex giudice solo in parte aveva ragione: era obsoleto. Ma lo era anche lo Stato, il sistema che idolatrava. Ogni Stato, ogni sistema, ogni ideologia che non riconosca il valore, la dignità e i diritti dell'uomo non può essere che obsoleto. Un caso da archiviare sotto la lettera "U", come "[[umanità]]", ai confini della realtà. ('''Narratore''') ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Ai confini della realtà}} {{DEFAULTSORT:Ai confini della realtà (serie televisiva 1959), 2}} [[Categoria:Ai confini della realtà (serie televisiva 1959)]] 7so2cvvgntiiziqpa161eznxmbdggr7 Hayao Miyazaki 0 111911 1426357 1322861 2026-09-13T01:38:26Z ~2026-49399-11 108374 /* Citazioni su Hayao Miyazaki */ 1426357 wikitext text/x-wiki [[Immagine:HayaoMiyazakiCCJuly09.jpg|thumb|Hayao Miyazaki nel 2009]] {{Premio|Oscar| '''[[La città incantata]]''' *Miglior film d'animazione (2003) '''Premio alla carriera''' (2015) }} '''Hayao Miyazaki''' (1941 – vivente), regista, sceneggiatore, animatore, fumettista e produttore cinematografico giapponese. ==Citazioni su Hayao Miyazaki== *Alla Pixar, quando abbiamo un problema che sembra irrisolvibile, guardiamo un film qualsiasi di Hayao Miyazaki e ci sono sempre scene in particolare che ci ispirano! ''[[Toy Story - Il mondo dei giocattoli|Toy Story]]'' è debitore ai film di Miyazaki, in questo senso. ([[John Lasseter]]) *Ammiro l'intero mondo di Miyazaki, il suo gusto e le sue abilità narrative. ''[[La città incantata]]'' è uno dei più grandi film d'animazione mai realizzati e potrebbe essere meglio di qualsiasi film Disney che abbia mai visto. Mi ha influenzato profondamente. ([[Steven Spielberg]]) *Come in tutti i film del regista colpisce {{NDR|in ''[[Laputa - Castello nel cielo]]''}} l'approfondimento psicologico dei personaggi, la sublime tecnica realizzativa e l'abilità di Miyazaki nell'alternare scene drammatiche e momenti leggeri e divertenti. (''[[il Farinotti]]'') *Dopo più di vent'anni di carriera c'è veramente da togliersi il cappello davanti ad un uomo, prima ancora che regista, capace come nessuno mai prima nel campo del cinema d'animazione (e non solo) di riuscire a centrare sempre e comunque l'obiettivo che ogni cineasta dovrebbe avere come scopo unico: emozionare. (''[[il Farinotti]]'') *Talvolta lo paragonano a me. Mi dispiace per lui perché lo abbassano di livello. ([[Akira Kurosawa]]) ==Film== *''[[Conan il ragazzo del futuro]]'' (1978) – serie TV *''[[Lupin III - Il castello di Cagliostro]]'' (1979) *''[[Nausicaä della Valle del vento]]'' (1984) *''[[Laputa - Castello nel cielo]]'' (1986) *''[[Il mio vicino Totoro]]'' (1988) *''[[Kiki - Consegne a domicilio]]'' (1989) *''[[Pioggia di ricordi]]'' (1991) – produzione *''[[Porco Rosso]]'' (1992) *''[[Pom Poko]]'' (1994) – soggetto *''[[I sospiri del mio cuore]]'' (1995) – sceneggiatura *''[[Princess Mononoke]]'' (1997) *''[[La città incantata]]'' (2001) *''[[Il castello errante di Howl]]'' (2005) *''[[Ponyo sulla scogliera]]'' (2008) *''[[Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento]]'' (2010) – sceneggiatura *''[[La collina dei papaveri]]'' (2011) – sceneggiatura *''[[Si alza il vento]]'' (2013) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Miyazaki, Hayao}} [[Categoria:Animatori giapponesi]] [[Categoria:Fumettisti giapponesi]] [[Categoria:Produttori cinematografici giapponesi]] [[Categoria:Registi giapponesi]] [[Categoria:Sceneggiatori giapponesi]] j877bhduo3d8h4cpr1lbotxgnbc45tf 1426372 1426357 2026-09-13T07:36:44Z Spinoziano 2297 Annullata la modifica [[Special:Diff/1426357|1426357]] di [[Special:Contributions/~2026-49399-11|~2026-49399-11]] ([[User talk:~2026-49399-11|discussione]]) si può scrivere in entrambi i modi e nella fonte è così 1426372 wikitext text/x-wiki [[Immagine:HayaoMiyazakiCCJuly09.jpg|thumb|Hayao Miyazaki nel 2009]] {{Premio|Oscar| '''[[La città incantata]]''' *Miglior film d'animazione (2003) '''Premio alla carriera''' (2015) }} '''Hayao Miyazaki''' (1941 – vivente), regista, sceneggiatore, animatore, fumettista e produttore cinematografico giapponese. ==Citazioni su Hayao Miyazaki== *Alla Pixar, quando abbiamo un problema che sembra irrisolvibile, guardiamo un film qualsiasi di Hayao Miyazaki e ci sono sempre scene in particolare che ci ispirano! ''[[Toy Story - Il mondo dei giocattoli|Toy Story]]'' è debitore ai film di Miyazaki, in questo senso. ([[John Lasseter]]) *Ammiro l'intero mondo di Miyazaki, il suo gusto e le sue abilità narrative. ''[[La città incantata]]'' è uno dei più grandi film d'animazione mai realizzati e potrebbe essere meglio di qualsiasi film Disney che abbia mai visto. Mi ha influenzato profondamente. ([[Steven Spielberg]]) *Come in tutti i film del regista colpisce {{NDR|in ''[[Laputa - Castello nel cielo]]''}} l'approfondimento psicologico dei personaggi, la sublime tecnica realizzativa e l'abilità di Miyazaki nell'alternare scene drammatiche e momenti leggeri e divertenti. (''[[il Farinotti]]'') *Dopo più di vent'anni di carriera c'è veramente da togliersi il cappello davanti ad un uomo, prima ancora che regista, capace come nessuno mai prima nel campo del cinema d'animazione (e non solo) di riuscire a centrare sempre e comunque l'obbiettivo che ogni cineasta dovrebbe avere come scopo unico: emozionare. (''[[il Farinotti]]'') *Talvolta lo paragonano a me. Mi dispiace per lui perché lo abbassano di livello. ([[Akira Kurosawa]]) ==Film== *''[[Conan il ragazzo del futuro]]'' (1978) – serie TV *''[[Lupin III - Il castello di Cagliostro]]'' (1979) *''[[Nausicaä della Valle del vento]]'' (1984) *''[[Laputa - Castello nel cielo]]'' (1986) *''[[Il mio vicino Totoro]]'' (1988) *''[[Kiki - Consegne a domicilio]]'' (1989) *''[[Pioggia di ricordi]]'' (1991) – produzione *''[[Porco Rosso]]'' (1992) *''[[Pom Poko]]'' (1994) – soggetto *''[[I sospiri del mio cuore]]'' (1995) – sceneggiatura *''[[Princess Mononoke]]'' (1997) *''[[La città incantata]]'' (2001) *''[[Il castello errante di Howl]]'' (2005) *''[[Ponyo sulla scogliera]]'' (2008) *''[[Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento]]'' (2010) – sceneggiatura *''[[La collina dei papaveri]]'' (2011) – sceneggiatura *''[[Si alza il vento]]'' (2013) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Miyazaki, Hayao}} [[Categoria:Animatori giapponesi]] [[Categoria:Fumettisti giapponesi]] [[Categoria:Produttori cinematografici giapponesi]] [[Categoria:Registi giapponesi]] [[Categoria:Sceneggiatori giapponesi]] su87zi90501c3ngfz8abrd0ji0s2nnk Proverbi burkinabè 0 113274 1426377 933435 2026-09-13T10:07:08Z CommonsDelinker 1592 Replacing Coat_of_arms_of_Burkina_Faso.svg with [[File:Coat_of_arms_of_Burkina_Faso_(1984-2025).svg]] (by [[:c:User:CommonsDelinker|CommonsDelinker]] because: [[:c:COM:FR|File renamed]]: [[:c:COM:FR#FR4|Criterion 4]] (harmonizing names of file set) · The 1426377 wikitext text/x-wiki [[File:Coat of arms of Burkina Faso (1984-2025).svg|thumb|Stemma del Burkina Faso con il motto «Unità, progresso, giustizia»]] Raccolta di '''[[Burkina Faso|proverbi burkinabè]]'''. *Le [[disgrazia|disgrazie]] non cadono sugli alberi, cadono sugli uomini.<ref>Citato in AA.VV., ''I Proverbi dell'Africa Nera'', Giovane Africa Edizioni, Pontedera, 2011. ISBN 978-88-97707-06-6</ref> ==Note== <references /> {{s}} [[Categoria:Burkina Faso]] [[Categoria:Proverbi africani|Burkinabè]] aoionn6bu44qqh2nux5wki7i14jmswb Elegie funebri dalle serie televisive 0 116434 1426375 1413268 2026-09-13T08:24:38Z Spinoziano 2297 +1, typo 1426375 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} Raccolta di '''elegie funebri''' tratte '''dalle serie televisive'''. ==Elegie funebri dalle serie televisive== *Addio, mio piccolo Anthony, che il Signore ti accolga fra le sue braccia nella sua misericordia infinita e spalanchi davanti a te le porte della vita eterna. Il vuoto che lasci in mezzo a noi sarà colmato dalla sicura speranza che il tuo sguardo dal cielo vigilerà su noi. (''[[Candy Candy]]'') *Allora, Charlie, scusa se mi sono permesso di ficcarti sottoterra qui, ma in fondo non è tanto male. Capisci che non aveva senso portarti in città, tanto non hai nessuno, e una cassa da morto costerà cinque dollari almeno. [...] Signore, non c'è alcun dubbio che Charlie fosse un peccatore, ma non era certo dei peggiori, e credo sarebbe giusto se gli aprissi le porte del Paradiso. Amen. (''[[Alla conquista del West]]'') *Amico mio, va' con lo spirito del gufo: lui vedrà per te ogni cosa. Va' con lo spirito del falco: lui ti proteggerà nel tuo ultimo viaggio. Va' con lo spirito dell'aquila: ti porterà in alto, da tuo padre; tuo padre ti sta aspettando. (''[[Walker Texas Ranger]]'') *– Datele il vostro addio e chiediamo al Signore di perdonarla per ciò che ha fatto!<br>– Signore, perdonala.<br>– Signore, perdonala per quello che ha fatto.<br>– Non sapeva quello che stava facendo, Signore.<br>– E invece lo sapeva! Molto meglio di tutto il resto di noi!<br>– È un funerale, Al!<br>– È la nona in meno di sei mesi! Questa donna e gli altri si sono uccisi perché la vita è diventata insopportabile! Io dico che ne avevano il diritto!<br>– Non essere blasfemo!<br>– È la verità! La vita è troppo dura e non aiutano più le Scritture! La vita qui è misera e non valgono più le regole! Così non saremo costretti a soffrire! Non vi rendete conto che questa è l'unica fine che ci libererà da tutto questo? Che è l'unico modo per raggiungere la pace dell'anima? Qui c'è soltanto angoscia! Capitano Benteen, ci faccia decidere da soli! E chi vuole morire possa farlo! (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quarta stagione)|Ai confini della realtà]]'') *Diamo l'estremo saluto al nostro adorato animaletto Mordicchio che è andato in un posto dove un giorno o l'altro spero di andare anch'io: al gabinetto. (''[[Futurama (seconda stagione)|Futurama]]'') *Dio eterno, nostra speranza nello sconforto, manda il tuo santo Spirito a confortarci e a darci la forza, così che possiamo sperare nella vita eterna e credere nella tua bontà e misericordia. Per favore, facciamo un minuto di silenzio per ricordare i vostri cari. (''[[Quando chiama il cuore]]'') *– Elfo e io eravamo amici soltanto da pochi mesi, ma sono stati i migliori mesi della mia vita. Anche se ha trascorso buona parte del suo tempo come cavia per barbari esperimenti medici.<br>– Sta parlando di me!<br>– Ha cambiato il mio modo di vedere le cose. In un regno di gatti parlanti e maiali stregati e fate squillo, Elfo mi ha ancorata alla realtà. Sentirò davvero molto la sua mancanza.<br>– Riposa in pace, amico. Mi spiace che ti abbiano seppellito in quest'acquario. (''[[Disincanto (serie animata)|Disincanto]]'') *– Fratelli e sorelle, siamo qui riuniti oggi per rendere omaggio al nostro caro fratello Jefferson Myrtlebank. Sappiamo tutti che Jeff Myrtlebank era un bravo ragazzo. Non sempre veniva al catechismo la domenica, ma è vero che non l'abbiamo mai visto bere alcol di contrabbando il sabato sera.<br>– Amen.<br>– Questo bravo giovanotto mancherà a tutti noi. Il buon Dio deve aver avuto un buon motivo per averlo chiamato a sé così giovane.<br>– Alleluia.<br>– Ma sappiamo tutti che il Signore a volte opera in modo misterioso. E oggi siamo qui riuniti per ricordare questa giovane anima che il Cielo ha volut...<br>{{NDR|Jeff Myrtlebank si risveglia e solleva il coperchio della bara facendo scappare tutti dalla cappella}} (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (terza stagione)‎|Ai confini della realtà]]'') *Guardate questo fiore nell'oscurità e apprendete la gioia della vita, esso è pura forza vitale. Abbiate rispetto dell'oscurità, chiudete gli occhi e pensate alle tenebre, l'oscurità è la signora dell'inquietudine, l'oscurità è il regno della morte. Non dimenticate l'oscurità nella luce, non dimenticate il fiore nell'oscurità, non dimenticate l'impietosa e crudele natura quando guardate nel buio del vostro cuore. Rispettate l'oscurità, chiudete gli occhi e pensate alle tenebre. E adesso, cari amici, riposate sereni nel sonno eterno, finché torneremo a casa, oltre le stelle. Da questo momento, tutti noi siamo diventati abitanti delle tenebre, dove siamo sprofondati. Offriamo dunque dei fiori e cerchiamo la pace nel profondo dei nostri cuori. (''[[Nadia - Il mistero della pietra azzurra]]'') *Il vostro Dio vince sempre imbattuto da tempo immemore nella storia del mondo, ma in quella battaglia J. M. Christiansen ha imbracciato le armi per opporsi all'inevitabile. Si è scagliato contro un nemico che non conosce sconfitta e che mai la conoscerà. Ora ci chiediamo se fosse arrivato a considerare il lavoro di una vita come quello di uno stupido, di un provinciale che capisce che il gioco a cui sta giocando gli si rivolterà sempre contro. No, amici, Jules era un brav'uomo e sena dubbio non era né provinciale né stupido. Io e lui abbiamo speso la vita a lottare contro gli stessi mulini a vento, solo che io sono sorretto dalla speranza, poiché quei mulini a vento sono stati creati dagli uomini per girare la mola che ha trasformato l'abbondanza della terra in farina. Da quelle umili scaturigini è cresciuto l'incredibile mondo moderno in cui viviamo. Non possiamo conquistare le montagne, ma le nostre ferrovie le attraversano. Non possiamo fermare il fiume, ma possiamo cambiare il suo corso a nostro piacimento e arginarlo per i nostri scopi. Viviamo in un'epoca di possibilità illimitate. Si è appreso di più sulla cura del corpo umano in questi cinque anni di ricerca che negli ultimi cinquecento. Vent'anni fa erano trentanove gli anni che un uomo si aspettava di vivere, adesso sono più di quarantasette. Un giorno le gallerie crolleranno rovinosa, ente, le grande dighe verranno distrutte, anche i cuori dei nostri pazienti smetteranno di battere! Ma prima di arrenderci riusciremo ad assestare dei buoni colpi in battaglia. Catherine, non smetterò di camminare verso un futuro pieno di speranza... e a ogni respiro donato, a ogni anno extra concesso a un paziente, ricorderò il mio amico caduto con dignità, Jules Michael Christiansen, sapendo che qualche traguardo è stato temporaneamente conseguito. (''[[The Knick]]'') *– Innocenti e colpevoli, buoni e cattivi, giusti e peccatori, tutti fanno la stessa fine, per tutti c'è uno stesso destino.<br>– L'amore, l'odio e le passioni umane finiscono con la morte perciò godi la vita, mangia serenamente il tuo pane e bevi con gioia il tuo vino. Godi la vita con la donna che ami per questi vuoti e brevi anni che Dio ti lascia vivere.<br>– Sii felice finché sei ancora giovane. Fa tutto quello che ti piace e segui i desideri del tuo cuore. La vita finirà. Tutto è come un soffio di vento. Vanità. Vanità. Tutto è vanità.<ref>{{Cfr}} ''[[Qoelet]]''.</ref> (''[[1992 (serie televisiva)|1992]]'') *Insomma, il nome della nonna era "Celeste"! Per l'amor di Dio! Oh, scusi... scusi, scusi, padre. Il suo nome richiama un meraviglioso strumento. Non so se qualcuno lo ha mai sentito, ma ascoltarlo è davvero una magica, eterea esperienza. Tutte quelle lamelle di metallo che tintinnano e suonano come, non so, se all'improvviso l'oceano si mettesse a fare musica! Be', stare con la nonna era così perché lei era speciale. Ti faceva sentire una persona importante anche se sapevi di essere solo un polipo nel mare dell'umana mondanità. Ci sarebbe ancora tanto da dire, ma... ecco, il fatto è che la nonna era una donna meravigliosa. Questo è il punto che vorrei ribadire. E dev'essere celebrata. (''[[Orange Is the New Black (seconda stagione)|Orange Is the New Black]]'') *Jean Valjean, finalmente la tua anima riposa. Grazie a te la mia vita è cambiata e ora posso solo dire: che la terra ti sia lieve. (''[[Il cuore di Cosette]]'') *Liz Forbes era mia amica. Negli ultimi istanti di vita voleva che io riferissi un messaggio a sua figlia, ma io l'ho interrotta prima che lo facesse, dicendole che sarebbe stata lei stessa a dirglielo... ma non è stato possibile. Tua madre voleva che tu sapessi quanto fosse orgogliosa di te, e faceva bene ad esserlo. Sei bellissima e molto forte, un'amica generosa, una luce intensa in un mare di oscurità. Ha detto che sei straordinaria, e lo sei... come lo era Liz. Lei era un'eroina per questa città. Era un'eroina per tutti voi e... lo era anche per me. Addio sceriffo... ci mancherai molto. (''[[The Vampire Diaries]]'') *Mamma era così: bella e fragile. Era una luce che nessuno poteva trattenersi dal guardare. Forse per questo non siamo in molti qui oggi. Nessuno vuole scoprire davvero che quella luce si è spenta. Ciao, mamma. (''[[1992 (serie televisiva)|1992]]'') *Mammà teneva sirece anne quanno m'ha fatto, a patemo nun l'aggio mai conosciuto. Songo figlio 'e nu sbaglio, figlio 'e nu "malammore". Je e Don Pietro ce sapevamo da quanno eramo piccirielli, eramo comme a duje frate. Ma isso è stato comm'a nu patre pe mme. Diceva sempe: "la vita nisciuno c' 'a regala, c'avimm' 'a ji' a piglia'." E accussì avimmo fatto, sempre 'nziemme. Mo nuje però c'amm' 'a cumpurta' buono, tutte quante, perché isso sta cca e guarda tutte cose. Sempe. Sempe. (''[[Gomorra - La serie (terza stagione)|Gomorra - La serie]]'') *O Signore, con la tua misericordia il riposo viene dato alle anime dei fedeli. Benedici quindi questa tomba e incarica i tuoi angeli di sorvegliarla e libera dalle pesanti catene del peccato l'anima di colei le cui spoglie qui riposano. Fa in modo che insieme ai tuoi santi possa ricongiungerti a te per sempre. Per Cristo nostro Signore, amen. (''[[The Knick]]'') *O Signore misericordioso, che dall'alto dei cieli con la tua immensa bontà vegli sui tuoi umili figli, abbi pietà di noi peccatori e liberaci dal male nel momento della nostra morte terrena, affinché la nostra anima possa vivere eternamente accanto a te nella luce. Poiché hai voluto chiamare a te il nostro amato fratello Thomas, è con immensa fede nel tuo amore che affidiamo alla terra le sue spoglie. (''[[Pollyanna (serie animata)|Pollyanna]]'') *Oggi è stato meraviglioso sentire così tante persone parlare di Avery. Voi non mi conoscete, ma a me sembra di conoscervi tutti. Io ero la psicoterapeuta si Avery. Mi raccontava delle persone importanti per lei. Come Melody e Rain, che l'hanno abbracciata il primo giorno che ha indossato una gonna per andare a scuola. Avery è stata sostenuta dalla comprensione dei suoi compagni di classe, dei suoi insegnanti, addirittura della polizia. Avery ci lascia la sua eredità: tolleranza, amore, perdono. (''[[Law & Order - Unità vittime speciali]]'') *Oggi siamo qui riuniti per ricordare la vita di Ed Paskowitz che ha vissuto sempre con dignità, benevolenza e rispetto anche quando la malattia peggiorava è rimasto meravigliosamente positivo e so per certo che amava molto la sua famiglia. Per questo oggi celebreremo la sua vita. (''[[Transparent]]'') *Padre misericordioso, tu che conosci nell'intimo i tuoi fedeli, abbi pietà di noi e nella tua immensa benevolenza ascolta le nostre preghiere. Nostro Signore, dall'alto della tua divina sapienza concedici il tuo perdono e accoglici nel tuo regno di eterna beatitudine, affinché la morte sia l'inizio di una nuova vita. O Dio onnipotente che hai voluto presso di te il nostro amato fratello John, alla terra affidiamo il suo corpo e a te la sua anima. (''[[Pollyanna (serie animata)|Pollyanna]]'') *Preghiamo perché alla tua anima sia donata la pace eterna. Ti prego, Signore, accogli in te la tua serva fedele. Sorella Mary Paindavoine qui sepolta, possa tu essere sciolta da qualsiasi vincolo e godere l'eterno gaudio che è promesso in cielo ai puri di cuore. (''[[Peline Story]]'') *"Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi santi". Beh, Elliot Grote non era un santo. Era un uomo imperfetto. Ogni domenica senza eccezioni lui veniva qui, tutto solo, e sedeva sopra a quella panca. Spesso vedevo che prendeva quello che aveva in tasca, un biglietto da cento, qualche spicciolo, una volta perfino un rolex... e li metteva nel cesto delle offerte, sperando inutilmente nella redenzione. Cercava la luce, ma Elliot è morto nelle tenebre. Nessuno lo piange al funerale, tranne voi tre. Ora, potremmo dire che si è spenta una vita dedita ai peccati, ma una persona non è solo una persona; dentro ognuno di noi c'è un mondo che si intreccia con quello degli altri creando reazioni a volte uguali altre volte opposte. Si fa presto a dire "una vita si è spenta" ma ognuno ha un mondo in sè e oggi un mondo è andato perduto. (''[[Daredevil (serie televisiva)|Daredevil]]'') *– Siamo qui riuniti per piangere la morte di Calculon, industriale, detective privato, amico.<br>– Vi dispiace se lo faccio io l'elogio funebre?<br>– Calculon, sei vivo! (''[[Futurama (prima stagione)|Futurama]]'') *Tutti sappiamo che oggi non è morto un eroe, ma per quante responsabilità possa davvero avere Daniele, restano i suoi sedici anni. I figli delle famiglie che nascono in altri luoghi d'Italia hanno opportunità che qui sono state negate. Qui non ci sono colori, qui tutto è grigio. Qui non ci sono luoghi dove far sviluppare nel bene i talenti dei nostri figli. Questo è il quartiere "dormitorio", qui vogliono che la gente resti tappata in casa: non deve uscire, non deve intromettersi. Hanno voluto un'intera zona ad esclusivo uso dello spaccio a cielo aperto. Il Padre Eterno terrà conto del fatto che se Daniele ha commesso degli errori, sono stati errori commessi da un ragazzo di sedici anni. Un ragazzo che certamente era responsabile di quello che stava facendo, ma sedici anni... sedici anni sono così pochi che ti costringono a guardare meglio cosa c'è dietro! Che ti obbligano a distribuire le responsabilità! Quella di Daniele è un'età che bussa alla coscienza di chi ciancia di legalità, d'impegno, di lavoro e non bussa con le nocche, ma bussa con le unghie. (''[[Gomorra - La serie (prima stagione)|Gomorra - La serie]]'') ===''[[American Horror Story]]''=== *– Meep adorava Halloween. Mascherarsi e sentire le grida dei ragazzini quando infilava una testa di gallina fra i dolcetti. Era l'unico giorno in cui si sentiva uguale a loro. Ma noi lo conoscevamo e non era come loro. Era molto meglio. Ci mancherai, Meep.<br>– Per te, Meep. È il nostro modo di accompagnarti verso la valle delle ombre. {{NDR|buttano alcool e teste di gallina sulla bara}}<br>– Amen. *Quella donna era mia amica. Era una tosta, simpatica. Non aveva bisogno di un uomo che si prendesse cura di lei o di suo figlio. era una sopravvissuta dal giorno in cui era nata. Nessuno le ha mai regalato niente. Non abbiamo avuto una vita facile, nessuno di noi. Soprattutto noi donne. *Una ruota sgonfia, un rubinetto che perde, mia madre sapeva aggiustare tutto. Era famosa per le sue barzellette sconce, ma era anche una donna di cultura. Amava la poesia. Mi leggeva sempre qualcosa da piccolo prima di andare a letto. [[Emily Dickinson]] era la sua preferita. "Io sono nessuno, tu chi sei? Sei nessuno anche tu? Allora siamo in due. Non dirlo, potrebbero spargere la voce." Non eri nessuno, mamma. ===''[[I Simpson]]''=== *Axel all'Axel e ruggine alla ruggine. Amen. ([[I Simpson (ventitreesima stagione)|ventitreesima stagione]]) {{NDR|al funerale dei robot}} *Coltrane, sei stato con noi solo per poco, ma non scorderò mai il viaggio in auto dal rifugio a casa. Ehm, pare che sia tutto. Amen. ([[I Simpson (quindicesima stagione)|quindicesima stagione]]) {{NDR|al funerale di un gatto}} *– Goldie, tu eri più di un pesce rosso. Tu facevi parte della famiglia.<br>– Riposa in pace, vecchio mio. ([[I Simpson (quattordicesima stagione)|quattordicesima stagione]]) *– Martin Prince era conosciuto con molti nomi: Martin femminuccia, Martin principessina, Merdin Prince, Martin la renna leccafondo...<br>– Quello era mio!<br>– Martin era un bambino timido e strano che non ha mai mantenuto la promessa di diventare un adulto spostato e non amato. ([[I Simpson (diciannovesima stagione)|diciannovesima stagione]]) *Palla di neve II, non puoi andare via così! Questa [[poesie dalle serie televisive|poesia]] è per te. Si chiama ''Micio problematico''. ''Quattro zampe, più una coda, più nove vite, uguale: un gatto speciale. | Un gatto speciale, meno nove vite, uguale: una bimba molto triste.'' ([[I Simpson (quindicesima stagione)|quindicesima stagione]]) *Sotto molti aspetti Maude Flanders è stata una vera protagonista della nostra vita. Non attirava mai la nostra attenzione con slogan memorabili o accenti comici, era una ragazza tranquilla. [...] Ma comunque, cari fratelli, che l'abbiate notata o meno, Maude era sempre lì, e credevamo ci sarebbe rimasta per sempre. "Vita" significa "mutamento". ([[I Simpson (undicesima stagione)|undicesima stagione]]) ===''[[La signora del West]]''=== *La parola di nostro Signore è più affilata del pugnale più affilato, e arriva rapida e profonda nei nostri pensieri più reconditi, mettendoli a nudo. Non ci sono segreti per il buon Dio: è a lui che dovremo rispondere nel giorno del giudizio. E nulla può essergli celato. Ruby Johnson ora è dinnanzi a lui e Dio sa che ella seguiva la sua parola, che amava il prossimo suo come sé stessa e che aveva raccolto una pecorella, una pecorella smarrita. Amen. *La vita è un fragile dono del Signore, e nulla ce lo fa capire così chiaramente come quando assistiamo al trapasso di un giovane. È un monito per tutti quanti noi, affinché assaporiamo ogni momento di ogni giorno, e gioiamo dell'amore della famiglia e degli amici. Che il nostro dolore sia alleviato dalla consapevolezza che Ingrid era amata da tutti noi. Possa la sua anima e le anime di tutti i defunti chiamati a Dio riposare in pace. Amen. *Nel nostro dolore, dacci la forza di affidarci, insieme con coloro che amiamo, alle tue cure infallibili. Nella nostra perplessità, aiutaci a credere in ciò che non comprendiamo. E nella nostra solitudine, aiutaci a ricordare Becky con amore. Noi la affidiamo alle tue cure, fino all'arrivo del giorno del giudizio. Amen. *O Signore, con la tua pietà, tu che vegli dall'alto, assicura il riposo e la pace all'anima di Charlotte Cooper, che ha lasciato questo mondo. O Signore, aiutaci a comprendere che il dolore per questa perdita è la misura di un amore che è più forte della morte. Amen. *Questo è un giorno decisamente triste, visto che siamo qui per dire addio a un nostro caro amico. Ma siamo qui anche per ricordarci della sua vita e del suo grandissimo spirito. Sully era un uomo di grande dignità, onesto, leale. E noi dovremo batterci per difendere la sua memoria e mantenerlo vivo nei nostri cuori. ===''[[South Park]]''=== *Il Signore dona, il Signore prende a suo piacimento. A volte il prendere sembra un tantino sproporzionato in confronto al donare. Pare che si dia più da fare nel prendere. Ma che vogliamo farci? Forse se foste venuti più numerosi la domenica in chiesa il Signore non ci avrebbe punito portandoci via questo bambino. ([[South Park (terza stagione)|terza stagione]]) *"Sì, portaci davanti al Signore" disse una volta un tizio ebreo. Cenere alla cenere, polvere alla polvere. {{NDR|un suonatore di cornamusa attacca con la canzone ebraica ''Hava Nagila''}} ([[South Park (seconda stagione)|seconda stagione]]) *Siamo qui per dire addio a quattro amici, quattro ragazzi che abbiamo cercato di aiutare senza riuscirci, fino all'ultimo. Ma dove ci sono perdite c'è speranza. L'Uomorsomaiale è stato sconfitto! [...] Finalmente quel mostro è stato annientato e non scorderò mai i nomi di quei ragazzi coraggiosi che hanno sacrificato la loro vita: "ragazzo uno", "ragazzo due", "ragazzo tre" e ovviamente "ragazzo quattro". Ricordo come "ragazzo uno" rideva e giocava, e come il "due" c'era sempre quando gli amici avevano bisogno... e il "ragazzo tre" con quel suo modo enigmatico di esprimersi. ([[South Park (decima stagione)|decima stagione]]) ==Note== <references /> {{Raccolte dai media|Elegie funebri|dalle serie televisive}} [[Categoria:Raccolte dalle serie televisive]] [[Categoria:Elegie funebri dai media|Serie televisive]] 76rf5mh2isuw86nh0mdz0b3wikmfa83 Mariano Rumor 0 118005 1426307 929577 2026-09-12T17:32:18Z Danyele 19198 /* Citazioni di Mariano Rumor */ typo 1426307 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Mariano Rumor daticamera.jpg|thumb|Mariano Rumor nel 1968]] '''Mariano Rumor''' (1915 – 1990), politico italiano. ==Citazioni di Mariano Rumor== {{cronologico}} {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,8/articleid,0125_01_1969_0070_0008_24806062/ L'eccidio delle Ardeatine commemorato da Rumor]''|Citato in ''La Stampa'', 25 marzo 1969.}} *L'ispirazione fondamentale della [[Resistenza italiana|Resistenza]] è stata la conquista della libertà. Libertà per tutti e di tutti. *L'[[ordine]] è necessario per garantire la [[libertà]], ma non è sufficiente. Bisogna garantirla anche dalla stanchezza morale, dall'egoismo, dalla paura. *Una libertà che garantisca tutto, che doni tutto, che non chieda assunzioni di responsabilità, spirito di servizio, gerarchia di valori, finisce per deludere l'attesa della coscienza umana. {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0027_0003_5583009/ Dicono di lei: "L'on. Rumor"]''|Intervista di [[Enzo Biagi]], ''La Stampa'', 1º febbraio 1973.}} *{{NDR|Se non avesse seguito la carriera politica}} Avrei continuato a fare il professore di liceo. E magari, se ci fossi riuscito, la libera docenza e magari l'Università. [...] La [[Resistenza italiana|Resistenza]] mi rivelò una vocazione che non credevo di avere. *{{NDR|Sul personaggio della Storia che maggiormente ammira}} Difficile rispondere. Di quella recente? [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] e, subito dopo, [[Palmiro Togliatti|Togliatti]]. *{{NDR|Sulle difficoltà di essere primo ministro e segretario della [[Democrazia Cristiana]]}} Ho fatto tutte e due le esperienze; molto, molto più scomodo manovrare la Democrazia Cristiana. *{{NDR|Sulla strage di piazza Fontana}} I funerali, il silenzio nel Duomo, le spoglie, il cardinale vestito di rosso, i parenti dei morti erano quasi tutti contadini, senza odio, non chiedevano nemmeno giustizia. *{{NDR|Sul potere}} Obiettivamente, è lo strumento della politica. Ma per me è il mezzo per fare alcune cose che io desidero siano buone. La posizione di rilievo, l'elemento vanità, non mi importa: è una risposta presuntuosa, me ne rendo conto, ma è proprio così. ==Citazioni su Mariano Rumor== *[[Giulio Andreotti|Andreotti]], [[Amintore Fanfani|Fanfani]], Rumor, e almeno una dozzina di altri potenti democristiani, dovrebbero essere trascinati sul banco degli imputati. E quivi accusati di una quantità sterminata di reati: indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con gli industriali, con i [[banchiere|banchieri]], collaborazione con la [[Central Intelligence Agency|Cia]], uso illegale di enti come il [[Servizio informazioni difesa|Sid]], responsabilità nelle stragi di Milano, Brescia e Bologna (almeno in quanto colpevole incapacità di colpirne gli esecutori), distruzione paesaggistica e urbanistica dell'Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani, responsabilità dell'esplosione "selvaggia" della cultura di massa e dei mass-media, corresponsabilità della stupidità delittuosa della televisione.<br />Senza un simile processo penale, è inutile sperare che ci sia qualcosa da fare per il nostro paese. È chiaro infatti che la rispettabilità di alcuni democristiani ([[Aldo Moro|Moro]], [[Benigno Zaccagnini|Zaccagnini]]) o la moralità dei comunisti non servono a nulla. ([[Pier Paolo Pasolini]]) *Il partito era squassato dal primo grande scandalo della politica italiana, quello della Lockheed. Vi erano rimasti impigliati un socialdemocratico, Mario Tanassi gia ministro della difesa, e due democristiani, Mariano Rumor e Luigi Gui. Uno scandalo, mondiale per la verità, che travolse la corona olandese e anche il primo ministro del Giappone. ([[Giancarlo Santalmassi]]) *[[Indro Montanelli|Montanelli]] lo ha definito "un trapezista". Gigi Ghirotti, suo biografo, informa che "i giornali lo descrivono morbido, affettuoso, sfumato, guardingo, tergiversante, duttile, colorito, garbato". C'è da scegliere. ([[Enzo Biagi]]) *Personaggio da commedia [[Carlo Goldoni|goldoniana]] più che da tragedia contemporanea. ([[Indro Montanelli]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Rumor, Mariano}} [[Categoria:Politici italiani]] jo142e3e2uisif1o8vmkit5vrekjcyr Kate Millett 0 125947 1426322 984468 2026-09-12T18:20:43Z Danyele 19198 /* Citazioni di Kate Millett */ +wikilink 1426322 wikitext text/x-wiki [[File:Kate millet 1.jpg|miniatura|Kate Millett]] '''Kate Millett''' (1934 – 2017), scrittrice e femminista statunitense. ==Citazioni di Kate Millett== *Il [[Patriarcato (sociologia)|patriarcato]], riformato o non riformato, è sempre patriarcato.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro del femminismo'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2019, p. 144. ISBN 9788858022900</ref> *Il sesso è una categoria di status con implicazioni politiche.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro del femminismo'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2019, p. 145. ISBN 9788858022900</ref> *Una rivoluzione sessuale inizia con l'emancipazione delle donne, le vittime principali del patriarcato.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro del femminismo'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2019, p. 145. ISBN 9788858022900</ref> == ''Prostituzione. Quartetto per voci femminili'' == === [[Incipit]] === Ho l'impressione che chi lotta per venire a galla abbia molta difficoltà con la forma. I romanzi di Baldwin sono del tutto convenzionali. Le poesie di [[Edna St Vincent Millay]] e di [[Elizabeth Barrett]] sembrano prese a prestito da [[John Keats|Keats]] o da [[William Shakespeare|Shakespeare]]; camuffate da «classiche», imitano i modi dei migliori poeti maschi. In realtà ''dicono'' qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo. Ma lo dicono con una forma vecchia. Il loro carattere derivato rende più facile all'''establishment'' accademico maschile denigrarne o perfino ignorarne la sostanza. Esistono anche delle figure eccentriche, come [[Gertrude Stein]], che dicono cose nuove in modi così insoliti che nessuno se ne accorge. Poi c'è [[Virginia Woolf]], che combina i due approcci in maniera equilibrata. Non ho mai fatto una scelta tra le due scrittrici ma, se dovessi farlo, credo che preferirei la Stein. ===Citazioni=== * Mi piacerebbe che il nuovo movimento desse alle donne artiste la [[fiducia]] nel valore della loro cultura (nel senso che le donne sono una classe con una sottocultura propria) e il [[rispetto]] per la sua esperienza, insieme alla [[libertà]], anzi alla spontaneità di esprimerla in modi nuovi, in forme nuove. Dico questo perché amo vedere la forma che diventa contenuto. E se riusciamo davvero a dire qualcosa di nuovo, mi sembra che dovremmo dirlo in un modo nuovo. * Amare qualcuno significa volerlo conoscere. E più impareremo a conoscerci, meglio riusciremo a riconoscere, e perfino a integrare nella nostra vita immaginativa le mille differenze che sono sempre state utilizzate come dei cunei per separarci. Così che l'esperienza di tutte le donne ovunque diventi, in un certo senso, un nostro bene comune, un'eredità da trasmettere le une alle altre, la consapevolezza di che cosa ha significato essere [[donna]], una donna in questo mondo di uomini. * Si è lentamente obbligati a renderci conto che per secoli l'intero problema {{NDR|della prostituzione}} è stato circondato da una tremenda confusione morale e sociologica, un fenomeno spiegabile soltanto con l'enorme repressione sessuale esercitata dalla nostra cultura, e l'incapacità che questa ha sempre avuto, dopo aver creato tanto la prostituta che la sua condizione, di riconoscerla come un essere umano nel senso autentico del termine. La presuntuosa stupidità con la quale la gente parla abitualmente dell'argomento è assolutamente scandalosa: è la vittima, la prostituta, e non l'istituzione che la rende vittima, che loro condannano. * È difficile non trovare particolarmente irritanti le impressioni dell'uomo di lettere sulla [[prostituzione]]. Si pensa a [[Charles Baudelaire|Baudelaire]] e al suo gusto per il «male». La glorificazione della puttana dal cuore d'oro è una trovata facile e a buon mercato; identificandosi con lei, il poeta alimenta la propria autocommiserazione; abbassandosi fino a lei si congratula con se stesso per la propria umanità, per la propria straordinaria capacità d'intuito nel riuscire a intravedere l'immagine di una [[Maria Maddalena]] sofferente in una semplice donna del popolo, in una creatura della strada. * Mi sembra che la prostituzione sia una specie di paradigma, che sia, in qualche modo, il centro stesso della condizione sociale femminile. Non soltanto la soggezione della donna è resa manifesta, e i rapporti di denaro tra i sessi sono dichiarati in moneta corrente piuttosto che dissimulati sotto un contratto di matrimonio (che riconosce ancora il principio dello scambio sesso – sicurezza economica e lo sostiene storicamente), ma l'atto stesso della prostituzione è in sé una dichiarazione del nostro valore commerciale, della nostra reificaione. Non è il [[sesso]], in realtà, che si fa vendere alla prostituta: è la sua degradazione. E il compratore, il cliente, non sta comprando la sessualità, ma il potere, il potere sopra un altro essere umano, l'inebriante ambizione di signoreggiare sulla volontà di un'altra persona per un determinato periodo di tempo, l'euforizzante facoltà di dirigere e comandare un'attività che dovrebbe essere la meno soggetta alla coercizione ed è certamente la più soggetta alla vergogna e ai tabù. * Il [[masochismo]] fa parte del ruolo femminile. È un tratto femminile e io sono stata condizionata a farlo mio, anche inconsciamente. Tuttavia, masochismo è un termine assolutamente inesatto. Se veniamo spinte a un comportamento così autodistruttivo, è perché la nostra società è decisa a distruggere qualcosa nelle donne, a distruggere il loro io, il rispetto di se stesse, la loro speranza, il loro ottimismo, la loro immaginazione, la loro sicurezza, la loro volontà. Questo «masochismo» in realtà, non è che un meccanismo d'adattamento, come lo si crea in ogni gruppo oppresso per farlo sopravvivere. Perché, se i membri di questo gruppo non cooperano alla propria oppressione interiorizzando l'odio e il disprezzo del loro oppressore, la loro insubordinazione diventerà evidente ed essi verranno puniti e forse periranno. Questo non è molto difficile da capire se si osserva il comportamento di altri gruppi socialmente subordinati. * L'ignoranza non è una buona scusa, ma è almeno qualcosa. Quando la si perde, si diventa responsabili. ==Note== <references/> == Bibliografia == *Kate Millett, ''Prostituzione. Quartetto per voci femminili'', in Vivian Gornick e Barbara K. Moran (a cura di), ''La donna in una società sessista'', traduzione di Laura Comoglio, Einaudi, 1975. ISBN 88-06-04752-3 == Altri progetti == {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Millett, Kate}} [[Categoria:Femministe statunitensi]] [[Categoria:Scrittori statunitensi]] dl1opdq3dej21u98cth017izzvro9e6 Francesca Michielin 0 126159 1426333 1398839 2026-09-12T19:01:33Z Danyele 19198 fix 1426333 wikitext text/x-wiki [[File:ESC2016 - Italy Meet & Greet 02 - Francesca Michielin (cropped).jpg|thumb|Francesca Michielin nel 2016]] '''Francesca Michielin''' (1995 – vivente), cantautrice e polistrumentista italiana. ==Citazioni di Francesca Michielin== {{cronologico}} *Spesso l'errore che si fa con le [[Donna|donne]] è rifiutare che abbiano la loro complessità come ce l'hanno gli uomini. Le donne possono anche parlare di femminismo e andare alle sfilate di Moschino. Dipende come si usa il privilegio di essere una donna che può andarci.<ref>Citato in Andrea Parrella (a cura di), ''[https://music.fanpage.it/francesca-michielin-le-mie-parole-sulla-resistenza-fraintese-non-mi-riferivo-ai-partigiani/ Francesca Michielin: "Le mie parole sulla resistenza fraintese, non mi riferivo ai partigiani"]'', ''music.fanpage.it'', 20 febbraio 2023.</ref> *La mia fragilità c'è, ma crescendo diventa un'arma. [...] La fragilità è la risposta. Ti senti fragile? Porta la tua fragilità. Ti senti forte, la tua forza, sexy, la tua sensualità. Non c'è una regola, conta portare se stessi. Il lavoro è capire chi siamo.<ref>Citato in Silvia Gianatti, ''[https://www.vanityfair.it/article/francesca-michielin-nuovo-album-cani-sciolti Francesca Michielin: «Artisti, basta con il populismo: schieratevi»]'', ''vanityfair.it'', 23 febbraio 2023.</ref> *{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]], rivolta a [[Colapesce Dimartino]] nel 2023}} Ho visto che nel vostro album c'è un duetto pazzesco con Ivan Graziani: com'è stato lavorare con lui?<ref>Dalla terza puntata della diciassettesima edizione di ''X Factor'', Sky Uno e Now, 9 novembre 2023; citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/11/10/x-factor-la-gaffe-di-francesca-michielin-su-ivan-graziani-chiede-a-colapesce-e-dimartino-come-stato-collaborare-con-lui-ma-e-morto-nel-1997/7349585/ X Factor, la gaffe di Francesca Michielin su Ivan Graziani: chiede a Colapesce e Dimartino com'è stato collaborare con lui, ma è morto nel 1997]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 10 novembre 2023.</ref> {{Int|''[https://www.rockol.it/news-735415/michielin-intervista-cani-sciolti-gli-artisti-devono-stare-sul-cazzo Michielin: "A volte gli artisti devono anche stare sul cazzo"]''|Dalla conferenza stampa di presentazione dell'album ''Cani sciolti''; citato in Claudio Cabona, ''rockol.it'', 20 febbraio 2023.}} *[...] chi fa musica pop non deve perdersi a parlare solo di se stesso, deve dare dei messaggi perché la musica può aiutare e salvare. E lo si capisce interagendo con il proprio pubblico per cui una canzone può essere qualche cosa a cui attaccarsi nei momenti di profonda difficoltà. I cantautori, ma anche gli interpreti, non devono dimenticare il ruolo che hanno. Non dobbiamo solo compiacere. A volte un'artista deve anche stare sul cazzo. Certo, si possono scrivere pezzi per baciarsi e ballare, anche io li ho realizzati, ma non ci devono essere solo quelli. Bisogna scrivere anche per trasmettere qualche cosa di più, per scuotere. *[...] i numeri dell'industria musicale spiegano chiaramente come le donne occupino meno posizioni e ricevano meno supporto. Alla base di tutto c'è della misoginia, un problema di meritocrazia e un lungo e profondo tema culturale per cui l'uomo è visto come "più rassicurante e autorevole". È lo stesso motivo per cui vediamo poche donne direttrici d'orchestra. *[...] non ha senso andare in [[Chiesa (architettura)|chiesa]], ma poi essere razzisti e non pensare che se Gesù fosse stato un migrante sarebbe stato respinto come lo sono tanti oggi. E tutto questo ragionamento lo faccio da credente. {{Int|''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/05/24/francesca-michielin-ogni-artista-deve-essere-libero-di-esprimere-anche-il-suo-lato-non-politically-correct-la-vita-non-e-una-lista-di-successi/7561092/ Francesca Michielin: "Ogni artista deve essere libero di esprimere anche il suo lato non politically correct. La vita non è una lista di successi"]''|Da un intervento al Festival dell'Economia di Trento; citato in ''ilfattoquotidiano.it'', 24 maggio 2024.}} *Dopo il Covid ho provato un senso di sopraffazione perché in qualche modo dovevamo recuperare il tempo perso. Mi sembra che anche in musica sia così: c'è ansia e foga di fare tante cose, di non perdersi nulla, escono tante canzoni ma durano poco e molte non se lo meritano. Bisogna allenarsi alla lentezza e prendersi il proprio tempo perché le cose belle resistono. *Penso che ogni artista debba essere libero di esprimere anche il suo lato non politically correct, ma non posso fare a meno di chiedermi a chi sto parlando, per chi faccio le canzoni e quindi cresce sempre più in me la voglia di raccontare qualcosa affinché possa essere utile. La vita non è una lista di successi ma quello che vivi ogni giorno, un artista deve quindi raccontare tutto, anche le proprie cadute e le proprie debolezze. *Sto entrando nel mondo degli adulti e vedere ai concerti bambini che cantano le mie canzoni è strano, mi sento molto responsabile nei loro confronti anche se mi chiedo quanto sia giusto visto che non salvo delle vite. ==Interviste== *{{NDR|Sui [[Red Hot Chili Peppers]]}} Li conobbi con "By the Way", la svolta pop. Andando a ritroso scoprii il loro rock funkadelico che all'inizio mi turbava ma in cui imparai a vedere la loro storia, i loro travagli. E anche nell'ultimo "The Getaway" vedo dei 50enni davanti all'Oceano che fanno il bilancio della vita. Coerenti.<ref>Dall'intervista di Andrea Laffranchi, ''[http://www.corriere.it/spettacoli/16_settembre_27/michielin-tour-svelo-mia-anima-rock-d20dbb0c-8414-11e6-b7a9-74dcfa8f2989.shtml Francesca Michielin: in tour svelo la mia anima rock]'', ''corriere.it'', 27 settembre 2016.</ref> *Alla fine l'unica cosa importante oggi è entrare in contatto con le persone, ascoltarsi, capirsi.<ref name="Gianatti">Dall'intervista di Silvia Gianatti, ''[https://www.vanityfair.it/music/storie-music/2018/01/09/francesca-michielin-2640-intervista-canzoni-nuovo-disco Francesca Michielin: «Volevo scappare da tutto, invece ho scritto un disco»]'', ''vanityfair.it'', 9 gennaio 2018.</ref> *C'è una ricerca esagerata della velocità nella nostra società, ma comunichiamo sempre peggio. È più facile fraintenderci. Oggi possiamo prendere un biglietto e andare dove vogliamo. Comunicando con tutti istantaneamente. Eppure abbiamo qualcosa che abbiamo perso. Mi sono chiesta che cosa non voglio perdere. La risposta è il senso di appartenenza. Non solo parlarsi ma anche sentirsi, essere in connessione.<ref name="Gianatti"/> *E più semplice scontrarsi, elencare le differenze, usarle per allontanarsi. Credo, però, non ci sia specchio migliore se non nell'altro. Le differenze sono ancora belle. Secondo me, quando non sai bene da che parte andare il contrasto e il confronto – che hanno la stessa radice – vanno in collisione per evidenziare il concetto dell'identità. Se non ti fai "contaminare", non sei completa. *Il ruolo dell'[[artista]] è anche, a volte, quello di disorientare {{NDR|i propri fan}}. La cosa importante è dare sempre un senso alla ricerca e alla sperimentazione.<ref>Dall'intervista di Dario Morciano, ''«Il mio stato di natura»'', ''AM - Motori e stili di vita'', aprile 2020, pp. 28-31.</ref> *Sono una grande appassionata di timbri musicali e mi affascina l'aspetto dello spazio sonoro, lo spettro che uno strumento può dare.<ref name="Visentin">Dall'intervista di Barbara Visentin, ''Francesca Michielin: «Il mio tour ambientalista»'', ''Corriere della Sera'', 15 agosto 2020.</ref> *Faccio volontariato da quanto avevo 12 anni. Mi affascina il tema delle migrazioni, così come la filiera etica. Non sono cose che posto sui social, però nei testi cerco sempre di inserire certi argomenti perché il ruolo dell'artista è questo: esporsi.<ref name="Visentin"/> *La [[musica]] serve quanto i medicinali, quanto il cibo: cura e nutre in un'altra maniera.<ref name="Lamartina">Dall'intervista di Manfredi Lamartina, ''Michielin: "Senza Milano non sarei quella che sono"'', ''la Repubblica'', sez. Milano, 27 agosto 2020, p. 12.</ref> *{{NDR|Su [[Fabri Fibra]]}} Ha un rapporto distaccato con la fama. Sa mettersi in discussione, non è "sborone", a differenza di molti suoi colleghi.<ref name="Lamartina"/> *Viviamo in un paese in cui si confonde la spontaneità con la preparazione. {{NDR|«Spiegati meglio»}} Se sei preparato, non sei spontaneo. C'è questa cosa un po' alla ''Boris'', "a cazzo di cane", anche nella vita vera. E invece non è così. Prima di arrivare sul palco bisogna prepararsi molto.<ref name="Marzi-2021">Dall'intervista di Mattia Marzi, ''[https://www.rockol.it/news-720802/francesca-michielin-dopo-sanremo-feat-intervista-donne-sottovalutate L'attitudine riot di Francesca Michielin]'', ''rockol.it'', 15 marzo 2021.</ref> *Penso di essere stata molto fortunata nel mio percorso, perché ho avuto un sacco di opportunità.<ref name="Marzi-2021"/> *Sognavo di fare questo lavoro, ma volevo fare la bassista e vivere di musica in giro per il mondo. Quando un fonico del mio coro gospel mi ha iscritto a ''X Factor'' l'ho presa come un'esperienza, senza particolari aspettative. Poi quando ho vinto, ho provato la classica sindrome dell'impostore, l'insicurezza di chi pensa di non meritarsi il successo che ha. Per non farmi travolgere da quel successo ho lavorato con lentezza, facendo un passo alla volta. E ho detto tantissimi no. {{NDR|«La sindrome dell’impostore come l'hai superata?»}} Cercando di accettare la mia sensibilità e la mia fragilità e di farne la mia forza, usando queste insicurezze come uno stimolo per studiare, migliorarmi e così sentirmi più serena.<ref name="Venco">Dall'intervista di Elisa Venco, ''[https://www.donnamoderna.com/news/cultura-e-spettacolo/francesca-michielin-tour-intervista Francesca Michielin: «La mia fragilità è la mia forza»]'', ''donnamoderna.com'', 23 luglio 2021.</ref> *La musica pop è comunicazione, un linguaggio universale che arriva alla gente in mille modi diversi, persino con gli abiti. Penso ai Queen, che hanno dettato legge anche nell'ambito del costume, ai Beatles. Parlare con il look non esclude di farlo anche con la musica e viceversa. Io mi vesto per esprimere parti di me, e questo mi fa stare bene e mi dà una femminilità nuova, autentica. Però è vero che dovunque, incluso nella musica, vige un doppio standard: se sei donna, è più frequente che si parli di una scollatura sexy o delle tue gambe, se sei uomo ci si concentra sulle tue canzoni.<ref name="Venco"/> *Chi fa il mio mestiere è fortunato, ha una voce che può essere ascoltata. La mia filosofia di vita è sempre stata quella di utilizzarla al meglio, di usare la mia voce per dare voce e coprire degli spazi. Il tema dello spazio è fondamentale anche nella mia musica. Allo stesso tempo, però, credo che qualunque azione o messaggio si decida di trasmettere, questo debba essere libero e consapevole, nulla può minare la libertà di un artista nell'esprimersi, ma anche nel non farlo. Io non condivido chi chiede agli artisti di "schierarsi" per forza. Sono contro la "politicizzazione" della sua figura. Non si può chiedere a un artista di fare quello che non fanno i politici. È giusto e bello creare nuovi spazi di confronto con la propria voce, ma non bisogna avere paura di rimanere quello che si è: una persona che fa musica.<ref>Dall'intervista di Claudio Cabona, ''[https://www.rockol.it/news-728751/francesca-michielin-nuovo-programma-sky-un-artista-non-e-un-politico Francesca Michielin: "Un artista non è un politico"]'', ''rockol.it'', 5 marzo 2022.</ref> *{{NDR|«Lei è vegana?»}} Vegetariana imperfetta. Cioè di mio non consumo carne né pesce. Ma se sono ospite e me li trovo davanti, li mangio. Come capita quando vado a pranzo da mia nonna: se mi prepara l'arrosto non mi sogno di sprecare la mia porzione.<ref>Dall'intervista di Alessandra Cipelli, ''[https://www.donnamoderna.com/news/cultura-e-spettacolo/francesca-michielin-intervista-ambiente Francesca Michielin: «Resisti Terra!»]'', ''donnamoderna.com'', 23 marzo 2022.</ref> *{{NDR|«Ha raccontato che in alcuni momenti si è fatta aiutare da uno psicologo, che non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto»}} Se ti rompi una gamba vai dall'ortopedico? Se senti che qualcosa non va, è giusto farsi aiutare. Si deve parlare di salute mentale. [...] La depressione esiste anche da giovani. Non c'è solo la salute fisica, se uno va dallo psicologo non è matto. Non vanno confusi i ruoli delle persone. Ci sono le amiche, i genitori: ma non posso parlare con mia madre di certe cose.<ref>Dall'intervista di Silvia Fumarola, ''Francesca Michielin: "Il futuro fa paura ma troverò il mio spazio di felicità"'', ''la Repubblica'', 15 luglio 2022, p. 46.</ref> *Ho un po' questa cosa da quando ho iniziato a scrivere, sono una persona che tende a rendere tutto quello che compone cinematografico. Forse anche perché mi piace la classica musica che ascolti nei viaggi, quella che ti fa proprio immaginare ciò che ascolti. Trovo che adesso si tende a fare musica più per macro concetti, quasi a spot, invece a me piace quella un po' più discorsiva, un po' più immaginosa.<ref>Dall'intervista di Federico Ledda, ''[http://theeyesfashion.com/francesca-michielin-dont-worry-franci/ Don't Worry Franci]'', ''theeyesfashion.com'', luglio-agosto 2023.</ref> *{{NDR|Su [[Carmen Consoli]]}} Lei per me rappresenta la cantautrice dissidente, il cane sciolto. È come se lei riuscisse sempre a portare la sua cifra stilistica, non è attenta alle mode, non strizza l'occhio a nessuno. Ha una serenità nel modo di vedere le cose davvero bella.<ref>Da un'intervista a ''FQMagazine'', 2023; citato in Emanuele Corbo, ''[https://www.gay.it/francesca-michielin-gaffe-dopo-il-duetto-con-carmen-consoli Francesca Michielin, la gaffe dopo il duetto emozionante con Carmen Consoli, il suo "spirito guida"]'', ''gay.it'', 22 luglio 2024.</ref> *Quando ho vinto ''X Factor'', mi sono dovuta confrontare per la prima volta con l'immagine dell'artista pop e in quel momento mi sono detta "ma perché non posso essere solo voce, piuttosto che corpo che si espone?" A un certo punto ero convita che la bellezza fosse veramente riuscire a passare inosservata, essere talmente invisibile così nessuno mi avrebbe notata. Mi vergognavo. A 17 anni feci il grandissimo errore di fare una ricerca su di me su Internet e scoprii che alla domanda "secondo voi Francesca Michielin è bella" apparvero tutti commenti negativi "non è bella", "ha i denti un po' storti", "non è snella". Rimasi pietrificata e provai una sensazione fortissima di disagio. Se potessi fare qualcosa per la me di allora, mi abbraccerei e mi direi che "la bellezza è un percorso che fai con te stesso, dove il giudizio degli altri va silenziato e anche quello che noi diamo su noi stessi", è difficilissimo, ma bisogna provarci.<ref name="Paudice">Dall'intervista di Alessandra Paudice, ''[https://www.vanityfair.it/article/francesca-michielin-da-adolescente-volevo-essere-invisibile-cosi-nessuno-mi-avrebbe-notata Francesca Michielin: «Quando ho vinto X Factor a 16 anni, volevo essere invisibile, essere solo una voce e non un corpo che si espone»]'', ''vanityfair.it'', 21 giugno 2024.</ref> *Anche io forse a quattordici o quindici anni avrei rinunciato a un anno della mia vita per sentirmi accettata. La pensavo così perché non c'era rappresentazione pluralistica della bellezza, quello che i social, nel bene e nel male, ci hanno regalato. Bisogna riconoscere che ci hanno fatto vedere che siamo tutti diversi. In alcuni casi possono aver creato problemi, ma ci hanno anche aiutato, perché hanno permesso di parlare di ogni corpo come valido.<ref name="Paudice"/> *Le scuole medie sono state un periodo un po' particolare per tutti. Molti decidono di uniformarsi agli altri. Io però non ci riuscivo. Volevo capire che persona diventare. E sentivo per esempio il bisogno di esprimermi con un certo modo di vestire. Erano gli anni di ''Girlfriend'' di Avril Lavigne e a me piaceva indossare gonne scozzesi con le catene. Alcuni compagni di classe dicevano che mi vestivo con le tovaglie da picnic. Ora rido all'epoca ci rimanevo male.<ref name="Grazia">Da un'intervista a ''Grazia''; citato in Cristina Siciliano, ''[https://www.ilgazzettino.it/nordest/vicenza_bassano/francesca_michielin_bullismo_scuola-8318891.html Francesca Michielin: «Alle medie volevo capire che persone diventare, sono stata vittima di bullismo, dicevano che mi vestivo con le tovaglie da picnic»]'', ''ilgazzettino.it'', 27 agosto 2024.</ref> *L'impatto più forte l'ho avuto con [[Adele]]. Ricordo qualcuno che nella discografia disse: "se vuoi fare pop devi essere magra". Adele ha spostato questo paradigma inutile.<ref name="Grazia"/> *[...] tutti gli artisti che mi hanno ispirata, da Carmen Consoli a Dan Black [...], al netto dei numeri hanno lasciato un segno. E ho capito che le [[Carriera|carriere]] sono percorsi: non si tratta di collezionare successi o flop.<ref name="Marzi-2025">Dall'intervista di Mattia Marzi, ''[https://www.rockol.it/news-754335/francesca-michielin-intervista-ritiro-concerto-arena-di-verona Francesca Michielin: "Volevo ritirarmi. Salvata dai miei miti"]'', ''rockol.it'', 1º ottobre 2025.</ref> *Non è vero che non esistono musiciste: ne esistono eccome. Il problema è che a queste ragazze non viene mai dato spazio. È come se avere nella band musicisti uomini desse un'autorevolezza in più. [...] Il potere della rappresentazione è fondamentale.<ref name="Marzi-2025"/> {{Int|''[https://www.iodonna.it/personaggi/interviste-gallery/2016/12/16/francesca-michielin-sono-pronta-per-imparare-ad-amare/ Francesca Michielin: «Ora sono pronta per imparare anche ad amare»]''|Intervista di [[Candida Morvillo]], ''iodonna.it'', 16 dicembre 2016.}} *{{NDR|«Sul blog che tiene [...] scrive di palloncini rossi che si faceva scappare da bambina. Che cosa sono?»}} I sogni che mi lasciavo sfuggire. Crescendo, me li immaginavo di notte sul soffitto, fermi. Sono la consapevolezza che crescere fa paura, poi arriva il giorno che li lasci volare via, perché crescere è anche essere felici di diventare. *Cantare così presto è stato bello, ma complesso. Hai 16 anni, ma non ti è perdonato nulla, perché comunque fai un lavoro. Intanto, prendevo treni da sola, studiavo di notte, con voti alti ma più bassi di prima, vedevo poco gli amici. E la musica non si fa in orari definiti, non è che stacchi a una certa ora e studi. *{{NDR|«[...] leggo nel suo blog: "Per fare musica bisogna essere musica, cioè vivere"»}} Bisogna stare attenti, infatti. Se lavori e basta, è come mangiare al fast food da solo. Produci tre sentimenti in serie al giorno. Io ho imparato a prendermi anche mesi con un tempo diverso ed è un serbatoio per vivere meglio i periodi di frenesia. *[...] "ora", l'"adesso" è tutto quello che hai, tutto quello di cui ti devi preoccupare. *{{NDR|«I sogni stropicciati del suo blog cosa sono?»}} Sono quelli che, come i calzini, si stropicciano se li lasci nel cassetto per paura. {{Int|''[https://www.vanityfair.it/music/storie-music/2017/07/22/francesca-michielin-intervista-vulcano-amore-album-foto Francesca Michielin, piccoli vulcani crescono]''|Dall'intervista di Lavinia Farnese a ''Vanity Fair Italia'' nº 29, 2017; citato in ''vanityfair.it'', 22 luglio 2017.}} *Dopo un 2016 da boato sono tornata a casa. Di colpo, il vuoto: di adrenalina, di desideri, di idee. Era evidentemente un capolinea, la fine di un capitolo. Non ero più un'adolescente, e neanche una giovane donna. Mi sono spaventata: e adesso come mi rimetto in gioco? Che cosa scrivo? Come mi risiedo al pianoforte? {{NDR|«Che cosa si è risposta?»}} Che era sbagliata la domanda. Mi sono rivista nelle esibizioni: buone, ma sempre come fossi prigioniera di una perfezione da raggiungere, come se qualcosa mi tenesse legata. Allora mi sono detta: hai 22 anni, smettila di girare intorno alle cose. Basta storie eteree, prenderla larga nell'universo. Di' esattamente quello che c'è da dire. Verità contro vanità: stupisci te stessa, prima di volere stupire gli altri, fai qualcosa che non ti aspetti prima di qualcosa che non si aspettano. E basta chiederti: che cosa faccio oggi? Come lo faccio? Chiediti piuttosto perché fai quello che fai. *{{NDR|«Che cosa conta per lei oggi?»}} Essere vera nel lavoro. Smettere di guardare alla musica come fossi sempre "la provinciale rimandata a settembre", e di portare la croce della "veneta senza il fascino del cantautore genovese, romano, napoletano". Ho accettato la mia terra per quello che mi ha dato e soprattutto per quello che non mi ha dato. {{NDR|«Tipo?»}} Bassano del Grappa non ha il mare, ma vallate pigre. E i Colli Euganei non sono l'Etna o il Vesuvio, ma vulcani estinti. A scuola eravamo un po' tutti montanari, culturalmente ci sottostimiamo. Non me ne vergogno più. *Se mai dovessi sposarmi non lo direi a nessuno e non metterei nemmeno la fede ma... no. Sono giovane, non ho voglia di ansie, di qualcuno al fianco che non capisce: i tempi, i cambi di programma, la mancanza di attenzione. È un gesto di altruismo. E soli si sta bene. Anche se non si può dire. *[...] mi sono iscritta al liceo classico per ''Hercules'' [...] Ero una patita. Amavo tutti questi tempietti greci, le colonne con i capitelli ionici. Primo giorno di ginnasio. L'insegnante di latino: "Perché siete qui?". Mica potevo dirgli: colpa di ''Hercules''. Risposi: per avere una certa forma mentis. "Ottimo". E iniziammo con le declinazioni. {{Int|''[https://www.vice.com/it/article/francesca-michielin-canzoni-stato-natura/ Non conosci davvero la storia di Francesca Michielin]''|Intervista di Patrizio Ruviglioni, ''vice.com'', 26 marzo 2020.}} *A sei anni cantavo nel coro parrocchiale, a nove ho iniziato a studiare il pianoforte. A dodici gli ho affiancato il basso elettrico, perché mi annoiavo. Amavo i Red Hot Chili Peppers e il basso mi distingueva. Le ragazze studiavano canto o chitarra. Differenziarmi, tra l'altro, mi aiutò con l'autostima: prima ero una nerd impresentabile, presa in giro dai compagni. *Essendo cresciuta con interpreti dalle voci assurde, tipo Celine Dion, io – che ascoltavo jazz e avevo un timbro scuro – mi sentivo fuori posto. Con [[Amy Winehouse|Amy]] capii che potevo cantare anch'io [...] *Papà ha una collezione di dischi progressive, mamma della Motown Records, mio fratello più grande viene dal grunge. Io sono rockettara, metallara, ho amato il crossover e il funk rock. In prima superiore ho scoperto ''For Emma, Forever Ago'' dei Bon Iver, che mi ha cambiato la vita. Poi [...] sono arrivata all'indie italiano: Maria Antonietta, Dente, Brunori. E poi [[Lucio Battisti]], che per la sua attualità resta il massimo del pop. *Bassano è un posto multietnico, che mi ha resa ciò che sono. Io sono cresciuta nella comunità ghanese del posto, ho avuto fratelli in affido dal Senegal e facevo il ramadan coi miei amici musulmani. Ma nello spettacolo ho sofferto il pregiudizio per cui, se sei veneta, bestemmi, ti ubriachi e sei "fredda". Sono luoghi comuni, siamo solidali anche fra culture diverse. *Della [[Trap (genere musicale)|trap]] apprezzo il minimalismo delle basi, le progressioni armoniche, l'uso dell'autotune. [...] I pezzi pop di solito sono iper-prodotti, con soluzioni che secondo me neanche servono. Io cercavo una direzione moderna, e quindi ho pensato alla trap, dove si lavora per sintesi. *Bisogna far capire alle bambine come lo ero io che la bassista ''esiste'', è una professione: non è una roba da maschi. Credo che le quote rose siano un concetto sbagliato in sé: una persona deve stare dove merita, indipendentemente dal sesso. Però a livello formativo servono. Quando vedo line-up con tre donne piuttosto che dieci... non posso credere che non ci fossero dieci artiste valide da inserire. *Degli esordi mi rimane la centralità di comunicare, la necessità di farmi capire. Non è detto che una canzone debba piacere davvero a tutti, ma posso partire da un qualcosa di "mio" e riempirla di significati, appunto, trasversali. Per il resto, odio le etichette, l'omogeneità. Da piccola chiedevo a mio fratello: "Secondo te si può fare un album di dieci tracce di altrettanti generi diversi?". Devo muovermi: se mi chiudessero in un genere solo, morirei. {{Int|''[https://www.vanityfair.it/music/concerti-eventi/2020/08/27/francesca-michielin-intervista-musica-carriera Francesca Michielin: «Così prendo la patente verso la maturità»]''|Intervista di Mario Manca, ''vanityfair.it'', 27 agosto 2020.}} *{{NDR|«Lei è un "cuore impavido"?»}} Sì, sono un cuore coraggioso. Anche perché, se ci pensa, cuore e coraggio hanno la stessa radice etimologica. {{NDR|«In cosa si manifesta il coraggio?»}} Nel fare delle scelte anche scomode che ti mettano di fronte alla tua fragilità, non stare sempre nella tua ''comfort zone'' e mettere gli altri al primo posto. Devo ricordarmi che faccio musica per gli altri, perché arrivino dei messaggi [...]. Sono molto fortunata perché ho l'occasione di suonare per gli altri ed è per questo che penso di essere impavida, così come sono impavide le persone che lavorano con me. *{{NDR|«Che bambina era?»}} Abbastanza arrogante e un po' strafottente. Ero nel mio mondo magico che capivo solo io, ero una bambina ermetica, molto riflessiva, pensierosa, rintanata nella lettura e nella musica: sentivo che non tutti mi capivano. Anche le amicizie più solide le ho strette tardi. *{{NDR|«C'è stato un momento che ha segnato il suo ingresso nella realtà?»}} Quando ho iniziato a studiare pianoforte in quarta elementare non riuscivo a suonare in pubblico e saltavo i saggi di fine anno: mi sentivo un po' sfigata per questo. Alle medie, il professore mi chiese di accompagnare l'orchestra della scuola al pianoforte e lì mi sono sentita come di fronte a un bivio: espormi oppure rimanere dov'ero. Ho accettato e questa cosa mi ha aperta al mondo, la musica è bella perché la puoi condividere e non la tieni solo per te. *{{NDR|«Quanto è importante superare i limiti, per lei?»}} La gente della mia generazione ha questo compito: fossilizzarsi su un'idea o uno stile non è sempre una cosa giusta da fare. Avere dei punti fissi è importante, ma sapersi mettere in ascolto è un atto di grande maturità, secondo me. *Sono cresciuta nella città del ponte {{NDR|Bassano del Grappa}}, e questo mi ha sempre messo in una prospettiva particolare. Viaggio da quando sono piccola, per lavoro ho vissuto in tante città diverse e ho sempre cercato di mettermi in ascolto e di uscire dalla mia cerchia di sicurezze. Credo che sia questo il mio stato di natura. {{Int|''[https://www.vanityfair.it/music/storie-music/2021/03/26/francesca-michielin-chiamami-per-nome-fedez-podcast-intervista-foto Francesca Michielin: «Maschiaccio a chi?»]''|Intervista di Lavinia Farnese, ''vanityfair.it'', 26 marzo 2021.}} *Conviviamo negli stereotipi che ci inculcano senza intenzione di cattiveria, nei limiti culturali di cui siamo tutti portatori sani, nel [[Patriarcato (sociologia)|patriarcato]] che è un virus, il cui vaccino è dialogare, esprimersi liberamente, pure nella musica che quando si esprime senza limiti diventa un po' anche politica. [...] Donne sessualizzate da mattina a sera: ho amiche che, nel buio, accelerano il passo con le chiavi di casa in mezzo alle dita. Ti danno della puttana se indossi quel jeans così stretto, se metti una maglietta senza reggiseno, e anche il twerking è diventato porno, quando ha origini culturali in danze africane antichissime. *{{NDR|«Perché gira tutto intorno al [[Sessualità|sesso]]?»}} Bisognerebbe chiederlo a Freud. Forse perché è la cosa più naturale che viviamo ma non facciamo che reprimerla? *{{NDR|Sulla nonna}} [...] in veneto mi ripeteva: "Ascolta tutti, sorridi sempre e manda in mona", che significa sia spedire a quel paese qualcuno sia augurargli di vivere con più leggerezza. Farsi scivolare addosso le cose: conquista del secolo. {{Int|''L'educazione alla diversità di una rockstar del profondo Veneto che pensa il femminismo al plurale''|Intervista di Massimo Coppola, ''Domani'', 9 aprile 2021, pp. 14-15.}} *A casa mia non ho mai percepito quella forma malsana e divisiva in cui la donna fa certe cose e l'uomo altre. Ho però avuto una formazione piuttosto rigida su alcune cose; l'educazione, non tirarsela mai, testa bassa e pedalare, avere sempre rispetto per gli altri in tutte le forme possibili. [...] Mi ricordo mio padre alle medie mi disse «Non me ne frega niente del voto che hai in pagella, per me è fondamentale che tu ti ricordi sempre che esistono anche gli altri». *L'educazione è tutto, soprattutto quella scolastica, proprio perché non tutti nascono in famiglie libere e aperte. [...] ho avuto la fortuna di vivere in un'isola felice veneta. La mia [...] era una scuola multietnica e multireligiosa, si faceva educazione sessuale nel modo giusto e gli insegnanti erano davvero ''open-minded''. La scuola, a prescindere dalla provenienza e dal ceto, dovrebbe dare la possibilità di rielaborare con gli altri l'idea di sé; è il primo strumento per abbattere l'individualismo. Io in quarta superiore non riuscii a frequentare la scuola e studiando da sola mi sono resa conto che non era tanto quello che studiavo, era come lo studiavo in classe, con chi lo studiavo in classe, la cosa importante. *Io ho iniziato a fare volontariato l'estate dopo la terza media, a Parigi, per un progetto di distribuzione alimentare per le famiglie indigenti. [...] a 19 anni sarei dovuta andare in Mozambico ma il mio formatore mi disse di stare in Italia, nel foggiano, a Borgo Mezzanone dove ci sono i braccianti sfruttati. [...] Ho conosciuto realtà durissime, dalla prostituzione, ai braccianti, ai rom. Ho insegnato italiano, ho fatto formazione sanitaria e giuridica, abbiamo messo in piedi una ciclo-officina per i migranti, perché siano autonomi e non debbano pagare il caporale per raggiungere il posto di lavoro. La frustrazione più grande è sempre quella: dov'è lo stato? [...] Grazie ai migranti ho capito cosa fosse la dignità. Ho sempre in testa le immagini dell'incendio nel ghetto di Rignano del 2017. Morirono due migranti, molti altri non sono mai tornati, ed erano tutti miei studenti nel 2016. È stato il mio primo vero confronto con la morte. Mi ricordo queste persone che dopo ore e ore sotto il sole arrivavano profumate, con la camicia bianca, per fare lezione con me. Per me quello è il simbolo della dignità. [...] andavamo avanti finché non tramontava il sole [...]. Poi spesso mi invitavano a cena, volevano a tutti i costi offrirmi la cena! La dignità è anche questo. Sembra davvero che meno hai e più sei generoso. *[...] le donne devono occupare più ruoli di potere. Non per una questione meritocratica ma di semplice parità. Non credo che non ci siano tante donne quanti uomini in grado di fare la cosa X. *Non esiste il [[femminismo]] ma i femminismi [...]: non si può parlare in nome del femminismo. Puoi parlare a nome di quello che tu ritieni giusto fare. È un tema politico. {{Int|''[https://music.fanpage.it/10-anni-di-francesca-michielin-dopo-x-factor-ho-preso-molti-rischi-ma-oggi-sono-piu-consapevole/ 10 anni di Francesca Michielin: "Dopo X Factor ho preso molti rischi ma oggi sono più consapevole"]''|Intervista di Francesco Raiola (a cura di), ''music.fanpage.it'', 5 gennaio 2022.}} *Ci ho molto ragionato su questa cosa, sul perché soprattutto il pubblico maschile ce l'abbia così tanto con una ragazza {{NDR|come me}} che parla di calcio, Formula 1, ma anche di assorbenti stessi, e penso che sia una questione di invidia inconscia che nasce dal fatto che alcune cose erano sempre viste come terreno loro. Io manco ce l'ho con queste persone perché sono meccanismi inconsci che hai fin da piccolissimo: pensa a quando si dice "professioni maschili", non è che è una professione è maschile ma spesso è solo che storicamente l'hanno sempre fatta gli uomini e quindi fa un po' strano se fatta da una donna e così se ne parla in un certo modo. Le shitstorm avvengono perché alcune persone si meravigliano, si rendono conto che un certo contesto sfugge dalla loro esperienza, dal loro controllo, per questo dà fastidio che io, donna, parli della Juve, della Ferrari e di tutto... Ma ripeto non gliene faccio una colpa perché sono cose a cui pian piano bisogna educarli, poi spesso sono commenti che arrivano da persone che hanno una certa età, per questo confido molto nelle nove generazioni. *{{NDR|«Pensi di essere apprezzata e stimata quanto meriteresti?»}} Spesso leggo "Francesca Michielin è troppo sottovalutata" e non so se prenderlo come un complimento o meno. Quando inizi molto giovane, fai cose di un certo tipo, è tosta imporsi, specie quando hai tante cose differenti da raccontare, non sei un'unica cosa, è sempre più difficile, secondo me, arrivare a tantissime persone. Penso a tanti artisti che mi piacciono e che sostanzialmente hanno fatto della loro nicchia una specie di vallata di gente che li segue. Secondo me, soprattutto quando sei una donna, il pubblico che si affeziona a te non ti molla facilmente e te lo dico io che non sono né sono mai stata una teen idol, però quello per ampliare il proprio pubblico è proprio un percorso molto lungo e in salita. So, però, che chi mi segue mia apprezza. Poi sai ci sono i classici preconcetti da abbattere perché sei una ragazza, ma questa cosa ci sarà sempre. *{{NDR|«Possiamo dire che siete la generazione della precarietà musicale?»}} Sì, tantissimo, anche il pubblico ha una cultura differente, non è tanto perché siamo persone che pensano alla musica in una maniera precaria, quanto perché il pubblico che usufruisce di questa musica ha un'idea molto usa e getta delle canzoni: metti le playlist, ti ascolti i singoli, raramente ascolti gli album, anche se sappiamo che si sta cercando di tornare a quel concetto più analogico della musica, pensa al vinile, ma viviamo un periodo storico difficile. Penso anche ad artisti come Beatrice Antolini che ascoltavo molto quando era più piccola e che a modo suo, anche se non faceva gli stessi numeri di un'artista come Elisa, aveva comunque il suo pubblico e sto prendendo proprio l'indie vero. Adesso è molto più difficile essere "indie", perché è come se ci fosse spazio per tutti, ma al contempo lo spazio di fruizione è molto stretto, quindi è difficilissimo. Secondo me il futuro sono i live, bisogna fare molti concerti. {{Int|''[https://www.cosmopolitan.com/it/star/a42004011/francesca-michielin-intervista-cosmopolitan-gossip/ Francesca Michielin, occhi grandi come sogni]''|Intervista di Elisabetta Moro, ''cosmopolitan.com'', 21 novembre 2022.}} *{{NDR|«Cosa non c'è più di quella Francesca di dieci anni fa e cosa, invece, è rimasto?»}} Sono abbastanza introspettiva, mi piace usare l'aggettivo "umbratile". Però in passato ero quasi ermetica. [...] Nessuno riusciva a entrare del tutto nel mio mondo, il che può essere salvifico, ma negli anni ho imparato a condividere di più. La curiosità, invece, quella è sempre rimasta. A tratti anche lo stakanovismo e uno spirito di adattamento che mi porta a non bloccarmi davanti a cose nuove da fare, da imparare. Non sono mai stata una persona radicale, ma sempre idealista. Fin da piccola ho creduto in quell'attitudine inconsapevolmente rock 'n' roll di vedere le cose da più prospettive. Questo mi ha sempre salvata dal ridurmi a uno schema che mi definisse a tutti i costi. *Facendo il mio lavoro, ma vale anche in altri casi, hai un'esposizione abbastanza importante, sei sempre oggetto di critica e quindi diventi anche soggetto di autocritica. Inizi a dire "Sicuramente sono io il problema. Sicuramente io non vado bene". Perché è un mondo molto polarizzante, quindi o fai le cose bene o fai le cose male. E invece poi ci sono sempre mille sfumature e complessità da abbracciare. [...] Non dobbiamo vivere la vita come un esame da superare. C'è un po' questa cultura che bisogna distruggere i limiti, alzare l'asticella ed essere sempre più ambiziosi. Però questa cosa a volte ci fa distanziare dalla felicità, che non è quanto sei performante ma quanto riesci ad amare e lasciarti amare. *Desiderio, etimologicamente, è "de-sidera", essere lontani dalle stelle [...]. Ti mancano le stelle perché hai bisogno di loro. Spesso il termine desiderio acquisisce a livello sociale delle accezioni che possono essere sporche, negative, ma in realtà non è mai così. È puntare in alto, raggiungere un obiettivo elevato, nobile. {{NDR|«Come donna desiderare è più difficile? Sembra sempre che vogliamo troppo, tutto»}} È il rifiuto della complessità. Un uomo può fare tante cose, una donna se fa tante cose è negativamente ambiziosa e vuole troppo. C'è proprio un limite culturale. [...] Mi dicono "Ma quante cose vuoi fare? Ma sei sicura che ce la fai?". Poi mi chiedono "Ma quindi li vorrai i figli?", come se le cose dovessero escludersi a vicenda, come se non si potessero avere delle multipotenzialità come abbiamo tutti. La complessità fa paura, per questo le persone vengono discriminate in base all'orientamento sessuale e all'identità di genere. {{Int|''[https://music.fanpage.it/francesca-michielin-in-cani-sciolti-sono-piu-incazzata-fare-questo-lavoro-da-donna-e-complicato/ Francesca Michielin: "In Cani sciolti sono più incazzata, fare questo lavoro da donna è complicato"]''|Intervista di Francesco Raiola (a cura di), ''music.fanpage.it'', 22 febbraio 2023.}} *Non sono una persona che fa le cose a tavolino e forse sbaglio, perché chi ha successo, in questo momento, lo fa. *Ogni volta che faccio un disco penso che nel successivo dovrò fare tutt'altro, e non so dirti perché ma è sempre stato così. [...] sono stata sempre così nelle scelte, ogni volta che pubblico un album parte in me l'esigenza di alzare ancora di più l'asticella, a mio rischio e pericolo. Però secondo me, in ambito artistico, le scelte coraggiose non sono semplicemente manierismo, ma ha senso seguire questo istinto di provare a stupire e anche di disattendere il pubblico. *[...] da quando sono piccola mi succede questa cosa, ovvero che scrivo un pezzo – è successo anche con ''Vulcano'' e quelli che ho seguito in prima persona – e mi parte l'arrangiamento già in testa: sono in auto, per esempio, e penso all'orchestrazione degli archi. Dove non arriva la mia competenza – ho studiato composizione, ma non so suonare un arco – canto la linea e la mando al musicista, è una cosa che mi è sempre venuta facile quella della produzione e dell'arrangiamento, mi viene istintivo immaginare gli arrangiamenti, è una delle poche cose che in questo processo mi viene velocemente. *[...] non bisogna avere paura della propria cifra stilistica, ma deve essere una cosa da difendere sempre, anche se i tempi richiedono altro. Bisogna sempre ascoltare tutto, qual è la corrente, la wave, però non bisogna mai fermarsi e dire "non vado più di moda", perché chi fa musica non deve fare moda, deve tracciare un percorso e questo percorso è fatto anche di scelte coraggiose come magari questo disco sarà per molti. *Penso che siccome c'è sempre stato poco spazio per le donne, le donne stesse sono state involontariamente educate a pensare di dover sgomitare perché quel posto se non lo prendi tu lo prende un'altra. Invece non funziona così, non è che se Elodie è prima in radio e io sono quinta, lei mi sta togliendo un posto, non si deve ragionare così, mentre tanti discografici inculcano questo pensiero nelle artiste e succede anche ad alcuni fandom, che spesso sono frustrati nel vedere che X è lì e Y è là, ma non è che una è lì perché sta spodestando l'altra. È questo che deve cambiare nelle nostre teste, non esiste una quota femminile su dieci maschili. {{Int|''[https://www.gqitalia.it/article/francesca-michielin-intervista-tour-teatro Il segreto di Francesca Michielin]''|Intervista di Tommaso Naccari, ''gqitalia.it'', 31 marzo 2023.}} *È come se ci fossero delle tappe obbligate quando si fa questo mestiere. Soprattutto dal punto di vista della musica pop, ci si aspetta che si facciano sempre determinate cose. Io ho sempre creduto molto nel concreto: anche se faccio musica, sono una persona molto pragmatica e molto metodica. Credo che ogni tanto si facciano delle scelte per pura comunicazione, per pura enfasi [...]. Non credo in questa metodologia per me e per il mio pubblico, perché sono partita dai club super rock dove suonavo da sola la loop station [...] e da lì ho sempre creduto nella filosofia del passettino alla volta. Questo è anche il motivo per cui non ho mai fatto teatri prima [...], perché per me il palco teatrale è un luogo sacro, un luogo in cui vai quando hai una storia da raccontare veramente. Perché il teatro è una delle dimensioni più antiche dell'espressione artistica e quindi dev'essere fatto in un certo modo. *Di solito dicono che il nodo principale di una persona, cioè quello che la annoda di più, sia l'invidia. L'[[invidia]] si può sostituire al senso di stupore per ciò che non è come te. Non ho mai provato invidia nei confronti di colleghe, perché ho sempre coltivato quello che era il mio mood, anche a costo di vendere dischi meno di altri. La mia strada non era la competitività, volevo sempre tenere conto di ciò che mi fa stare bene. *C’è molta differenza tra l'applicazione, la mestieranza e quella che poi è la performatività. Se tu mi dici ti va di fare un programma? Io posso studiare giorno e notte, studio dizione, studio staging e dopo conduco al meglio di quello che riesco [...]. Faccio un [[Podcasting|podcast]] perché ho voglia di dire certe cose, lo faccio perché mi diverte, studio come migliorarmi. Mi piace scrivere, scrivo un romanzo, ci metto una vita perché volevo fosse un bel romanzo. Faccio tante cose, mi espongo, però poi non mi va che questo esporsi diventi sempre una cosa di successo numerico. Una volta una persona faceva bene tante cose ed era brava, oggi si è bravi solo per un algoritmo. Una volta ti esponevi perché avevi voglia di esporti, adesso lo fai perché hai un hype sui social. Io condanno fortemente questa performatività, che [...] sta distruggendo la musica pop che [...] aveva avuto un bel momento in cui mi sembrava ci fosse un fervore culturale; c'era l'ITpop, il rap fatto in un certo modo, il pop anche al femminile – passami questo termine orribile – fatto in un certo modo. Adesso è diventato tutto relazionato alla FIMI, lo streaming... A me affascina la voglia di fare le cose, tante cose, fatte bene, mettersi e studiare. *Esce un pezzo e già i magazine di settore chiedono alle persone di commentare, chiedono un parere ancor prima della musica, semplificando. La cosa più importante è rivendicare la propria complessità, siamo sempre stati complessi nella ricerca della nostra identità. Non possiamo dopo questo momento storico essere radicali, binari e polarizzati. Io stessa mi rendo conto che a molte persone sto sul cazzo perché non capiscono cosa voglia fare. Ho avuto una discussione molto forte con un direttore artistico di un Festival, perché mi diceva che non capiva dove volessi andare: a volte ero una brava ragazza, a volte ero tutta in tiro, a volte ero molto pop, a volte più sperimentale. Per le donne è ancora più difficile, quasi che una donna debba essere rassicurante. [...] Io credo di non avere assolutamente voglia di trovare una sintesi. Questa sintesi per me è ascoltare quello che ho dentro senza reprimerlo. {{Int|''«Metafore e stile unico. Non insegue facili hit»''|Intervista di Andrea Laffranchi, ''Corriere della Sera'', 14 luglio 2024, p. 35.}} {{NDR|Su [[Taylor Swift]]}} *{{NDR|«Il punto di forza?»}} I testi. [...] Lei ha una capacità unica di usare metafore e giochi di parole, pur restando pop. [...] L'unico limite che può incontrare Swift è la necessità di essere pop, di doversi esprimere in modo semplificato. Ma sta già portando il pop a un livello di complessità più elevato: un giorno le diremo grazie. *Lei è uscita dal concetto della ricerca della hit. La ami non per un brano, ma perché ti piacciono il linguaggio e l'estetica che sono qualcosa di organico in cui tutto si lega. Ha creato una nicchia gigante, un universo in cui da fan ci puoi sguazzare dentro. *Lei incarna lo spirito del tempo, è quindi è un ''role model'' per la GenZ, ma allo stesso tempo ha una nostalgia che colpisce noi Millennials, generazione che non è nata con internet, i social, i cellulari. [...] In carriera lei ha raccontato le diverse fasi della vita, fregandosene della coerenza che a volte limita gli artisti, perché la coerenza non esiste nella vita di tutti noi. {{Int|''[https://www.harpersbazaar.com/it/lifestyle/musica/a63081181/francesca-michielin-intervista-2024/ Francesca Michielin è la Music Director di dicembre 2024]''|Intervista di Simona Dell'Unto, ''harpersbazaar.com'', 6 dicembre 2024.}} *Le strutture della [[Colonna sonora|musica per cinema]] ti portano a svincolarti da molti registri, devi essere anche in grado di scrivere dieci minuti di musica continua, magari per ogni personaggio con le sue caratteristiche ed è estremamente sfidante, complesso. Quando frequentavo il conservatorio, spesso prendevo dei film che mi piacevano e mi allenavo a comporci sopra una colonna sonora nuova, l'ho fatto con "Il Favoloso Mondo di Amélie", l'ho fatto con "The Shining", mi divertiva e mi affascina da sempre. *L'immagine è molto intersecata con la musica e va curata moltissimo. Questa cosa un po' mi pesa, perché è come se ci fosse una sovrastruttura che diventa a volte più importante della musica stessa. Penso che tutto ciò che è arte, sia anche immagine; pensare ad esempio a una copertina o a un video musicale o a un look è fondamentale, perché comunichi. Non si deve sostituire però al senso del nostro lavoro, deve essere un mezzo. *[[Freddie Mercury]] non era un cantante accademico, però è il cantante che più di tutti ha insegnato come si sta sul palco, la sua postura era magistrale. *La bellezza è un valore fondante. È una forma di resistenza all'orrore, alla pochezza, all'ignoranza e al pressappochismo. Il problema di oggi è che dimostrarsi superficiali è quasi un vanto, per cui chi promuove bellezza o profondità è visto come pesante. Rivendico la libertà degli artisti, il poter procedere senza limitazioni o imposizioni. Gli artisti possono e devono avere una responsabilità, perché hanno un pubblico. Se puoi dire certe cose, meglio che lo fai. Anche la musica è politica, perché tutto lo è, il corpo, l'amore, i gesti e i pensieri: gli artisti possono e devono continuare a fare bellezza anche in momenti così difficili. Il mio modo di fare musica è questo [...] *Il [[femminismo]] non è mettersi in cattedra, ma una pratica collettiva. ==Citazioni tratte da canzoni== {{Autori testi}} ===''Di20are''=== '''Etichetta''': Sony Music, 2015, prodotto da Michele Canova Iorfida. *''Nessun grado di separazione, | nessun tipo di esitazione, | non c'è più nessuna divisione tra di noi, | siamo una sola direzione in questo universo | che si muove, | non c'è nessun grado di separazione.'' (da ''Nessun grado di separazione''<ref name=micheogargi>Testo di Francesca Michielin, [[Cheope (paroliere)|Cheope]] e [[Fabio Gargiulo]].</ref>, n. 1) *''E guardavo il mondo da una porta | mai completamente aperta | e non da vicino.'' (da ''Nessun grado di separazione''<ref name=micheogargi/>, n. 1) ===''2640''=== '''Etichetta''': Sony Music, 2018, prodotto da Michele Canova Iorfida. *''Queste cose vorrei dirtele all'orecchio | mentre urlano e mi spingono ad un concerto, | gridarle dentro un bosco, nel vento | per vedere se mi stai ascoltando.'' (da ''Io non abito al mare''<ref name=michielincalcutta>Testo di Francesca Michielin e [[Calcutta (cantante)|Calcutta]].</ref>, n. 4) *''Queste cose vorrei dirtele sopra la techno, | accartocciarle dentro un foglio e poi centrare un secchio, | stasera non mi trucco che sto anche meglio, | voglio vedere se mi stai ascoltando, | se mi stai ascoltando.'' (da ''Io non abito al mare''<ref name=michielincalcutta/>, n. 4) ==''Instagram – profilo ufficiale''== {{cronologico}} *Alla fine i testi arrivano sempre, le parole di un disco che ti spingono la porta del cuore e la forzano di peso ma non riescono ad uscire, alla fine escono e ti travolgono. I testi arrivano sempre [...]. Se non vivi, nessun racconto si manifesta, ti viene a trovare, si presenta a te con gli occhiali da sole e ti rapisce. Al massimo ti metti a fare filosofie. Alla fine i testi li porta sempre il vento. Il vento. E perché non ci sia nebbia, c'è vento. Punto. Alla fine quando ti chiedi perché sei in un posto, perché ci sei finito, scopri che era tutto sotto i tuoi piedi e mentre camminavi la strada, come una linea di inchiostro simpatico, sarebbe stata leggibile solo dopo. Quando faccio un respiro profondo, scopro che sta andando tutto bene e che il rischio è il mio mestiere, come quando mio nonno artigiano rischiava di tagliarsi un dito mentre lavorava il legno. E quando mi chiedono ancora perché studio pianoforte jazz, che tanto "la musica la fai in altri modi", rispondo che sto imparando una cosa in questi tempi poco nota: l'armonia.<ref>Da un [https://www.instagram.com/francesca_michielin/p/BxmtYiwCi5I/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 18 maggio 2019.</ref> *Ai cuori selvatici non spaventano i tempi lunghi, i sogni ambiziosi, le settimane erranti, ai cuori selvaggi spaventano le cose più piccole di quanto sembrino.<ref>Da un [https://www.instagram.com/francesca_michielin/p/B3MZ4zgoGkl/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 4 ottobre 2019.</ref> *Spesso quando vinci nessuno capisce, perché non sempre è evidente quello che riesci a fare. Tu lo sai perché sai cos'eri prima e quanta strada hai percorso. Quindi che cosa conta? Il risultato o l'evoluzione?<ref>Da un [https://www.instagram.com/francesca_michielin/p/B4AcHm4K9PD/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 24 ottobre 2019.</ref> *[...] è lunedì. E mi hanno chiamata ancora MICHELIN.<ref>Da un [https://www.instagram.com/francesca_michielin/p/CAm77LwqyVk/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 25 maggio 2020.</ref> *[[Aufheben|Aufhebung]] è una delle mie parole preferite (e una delle poche parole tedesche che conosco). Significa sia "conservare" sia "togliere", vuol dire "mantenimento" ma anche "superamento". Come si fa a mantenersi ma anche a superarsi? Come si fa a conservare il proprio stile ma al contempo a rinunciare a parte di esso per qualcosa di nuovo? La risposta siamo sempre noi. Noi diamo coerenza anche quando siamo apparentemente incoerenti. Perché solo chi si supera, sperimentando anche ciò che è più distante, poi riesce ad evolversi. Mi piace lavorare in quest'ottica, scrivere senza paura di non assomigliarmi, perché, alla fine, sono fatta di moltitudini. Non mi assomiglio mai ma sono sempre io.<ref>Da un [https://www.instagram.com/p/CGZuXkbpho2/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 16 ottobre 2020.</ref> *Noi ragazze venete semplici poniamo sempre una domanda al primo appuntamento: "tu come lo bevi lo [[spritz]]?" (che, vi giuro, è la domanda fondamentale per capire se è la persona giusta!).<ref>Da un [https://www.instagram.com/francesca_michielin/p/Cstm8n9Ks7u/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 26 maggio 2023.</ref> *[...] ho capito che non sempre possiamo avere il controllo su tutto, anzi: ho capito, o meglio, ho accettato che spesso la vita ci chiede di lasciare andare, anche quando le domande sono più delle risposte, ma ancora di più, ho compreso che dobbiamo dare dignità e abbracciare i nostri corpi anche e soprattutto nei momenti di "imperfezione", di profonda insicurezza e vulnerabilità, anche e soprattutto quando non ci possono sostenere come vorremmo.<ref>Da un [https://www.instagram.com/francesca_michielin/p/Cw7GXs1qR0n/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 8 settembre 2023.</ref> *A volte è difficile tornare a casa perché nel frattempo la casa si sposta. Diventa altro. E il tuo cuore non è più quello di prima.<ref>Da un [https://www.instagram.com/francesca_michielin/p/C_DGzgiq4Nd/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 24 agosto 2024.</ref> ==''X/Twitter – profilo ufficiale''== {{cronologico}} *{{NDR|Durante la [[pandemia di COVID-19]]}} Di questo periodo mi ricorderò il silenzio, e il fatto che il silenzio non vada per forza riempito con le parole. Spesso ascoltare e ascoltarsi è la cosa migliore, i boati non sono un modo per stare vicini: lo sono gli abbracci, anche se distanti, lo sono il chiedere "come stai?".<ref>Da un [https://twitter.com/francescacheeks/status/1246409172893212673 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 4 aprile 2020.</ref> *E anche oggi, come ogni mese, ho speso i miei 15 euro di assorbenti [...]. Del resto, avere il ciclo è un lusso, è uno sfizio, come voler bere spumante, andare in vacanza, comprarsi le sigarette o un nuovo smartphone, no?<ref>Da un [https://twitter.com/francescacheeks/status/1457306795098116100 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 7 novembre 2021.</ref> *Un buongiorno affettuoso e un buffetto sulla guancia al troll della mia pagina Wikipedia che modifica costantemente "cantautrice" con "cantante". Sei forte.<ref>Da un [https://twitter.com/francescacheeks/status/1472844736083935233 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 20 dicembre 2021.</ref> *[[Juventus Football Club 2021-2022|Quest'anno]] la Juve trasuda disagio e io rega la amo ancora di più.<ref>Da un [https://twitter.com/francescacheeks/status/1482467603448844290 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 15 gennaio 2022.</ref> *{{NDR|Sull'errore ricorrente nello scrivere il suo cognome}} Comunque per la cronaca si scrive Michielin. Nonostante la passione per la F1, non sono (ancora) uno pneumatico.<ref>Da un [https://twitter.com/francescacheeks/status/1531308947197595654 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 30 maggio 2022.</ref> *Accogliere un [[fallimento]], accettarlo, permettere e permettersi di fallire è fondamentale; ma ultimamente la parola fallimento è usata anche per ciò che non lo è, è tutto un "flop". Si urla al fallimento quando si potrebbe parlare di naturali tappe di un percorso. Non esistono per forza passi falsi, ma passi, che si percorrono per forza di cose. Nella società della performance sembra che tutto sia relazionato a termini quantitativi, quando spesso felicità e bellezza non rispondono a questi termini, anche se il capitalismo così vorrebbe. [...] se sempre più persone chiedono di ammorbidire e ridimensionare, se sempre più persone sono esasperate da questo concetto, chiediamoci se ci fa bene che la nostra visione delle cose sia così spesso relazionata ad un'ottica competitiva. Si può fallire come persone quando facciamo del male agli altri, quando mettiamo muri, quando dimentichiamo di utilizzare empatia e compassione. Quello sì, che è fallire, ma si può comunque guarire. Per il resto, scialliamoci un po', e usciamo dalla partita di calcetto.<ref>Da un [https://twitter.com/francescacheeks/status/1641074483292151810 thread] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 29 marzo 2023.</ref> *Non tanto cosa vuoi fare da grande, ma come vuoi diventare grande.<ref>Da un [https://x.com/francescacheeks/status/1699002258929623370 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 5 settembre 2023.</ref> *[[Annalisa (cantante)|Annalisa]]: controllo nelle note basse [...] ASSURDO, controllo nelle note medie ASSURDO, controllo nelle note alte ASSURDO. Dio santo sta donna è un fottuto fenomeno.<ref>Da un [https://x.com/francescacheeks/status/1756046045090386307 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 9 febbraio 2024.</ref> ==Citazioni su Francesca Michielin== *Ha una freschezza nella voce che rende tutto cristallino. Vedo in lei una purezza e una limpidezza interpretativa quasi adolescenziale e, nel contempo, una grande forza espressiva. ([[Cheope (paroliere)|Cheope]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|di20||(2015)}} {{DEFAULTSORT:Michielin, Francesca}} [[Categoria:Cantautori italiani]] [[Categoria:Polistrumentisti italiani]] 9u2kz5tvlnp9vvpfsmrb387jf4d5mcv ʿAlī ibn ʾAbī Ṭālib 0 129626 1426299 1290956 2026-09-12T17:18:51Z Micione 5365 Micione ha spostato la pagina [[ʿAlī ibn Abī Ṭālib]] a [[ʿAlī ibn ʾAbī Ṭālib]]: Allineamento a Wikipedia 1290956 wikitext text/x-wiki '''Ali ibn Abi Talib''' (599 – 661), primo imam dello sciismo. ==Citazioni di Ali ibn Abi Talib== *Non esiste versetto [[Corano|coranico]] che non abbia quattro sensi: l'[[Exoterismo|essoterico]] (''zâhir''), l'[[Esoterismo|esoterico]] (''bâtin'') il limite (''hadd''), il disegno divino (''mottala''). L'essoterico è per la recitazione orale; l'esoterico per la comprensione interiore; il limite sono gli enunciati che stabiliscono il lecito e l'illecito; il disegno divino è ciò che Dio si propone di realizzare nell'uomo con ogni versetto.<ref>Citato in [[Henry Corbin]], ''Storia della filosofia islamica'', Adelphi, p. 23. ISBN 88-459-0141-6</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Imam]] [[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno)]] a5qv1im4tzncpo9g4r1gpc36qmfxlxk Me Too (hashtag) 0 141783 1426326 1386447 2026-09-12T18:32:49Z Danyele 19198 fix / overlinking 1426326 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:MeToo hashtag digital text on RGB screen 2017-12-09 version 14 (pattern).jpg|thumb|L'hashtag #MeToo]] Citazioni su '''#MeToo'''. ==Citazioni== *All'inizio si trattava di denunciare gravi abusi di potere [...] Ma con il tempo questa vena militante si è dilapidata. #Metoo è diventato un prodotto hollywoodiano, qualcosa che instupidisce, di un po' finto e bigotto. Un pass, un vestito da sera e basta. La [[Democrazia Cristiana]] in tutto il suo splendore. ([[Asia Argento]]) *Certamente il caso Weinstein ha portato a galla situazioni gravi, poi però il livello del dibattito è sceso. Di certi argomenti bisogna parlarne nelle sedi giuste, non farne pettegolezzo. Si sarebbe dovuto fare anche un discorso sulla cultura della violenza e sul fascino del potere, che tutti subiscono. È stata un po' un'occasione persa. Queste cose non vanno affrontate solo inventandosi slogan per i social. ([[Valentina Lodovini]]) *{{NDR|«Del MeToo si discute molto. È giusto denunciare anni o appunto decenni dopo?»}} Certo che è giusto! A volte occorre molto tempo per elaborare quel che è accaduto, per trovare il coraggio di raccontarlo. Spesso la donna è vittima due volte: dell'uomo e del senso di vergogna che prova, come se fosse lei la colpevole. ([[Cristina Comencini]]) *{{NDR|«Lei che cosa pensò quando scoppiò il MeToo?»}} Che finalmente qualcuno denunciava. Ai miei tempi, la parola di una ragazza non aveva valore. A me è successo più volte di essere molestata da chi aveva il potere di farmi lavorare e non ho denunciato: chi mi avrebbe creduto? Però, anche in situazioni pesanti in cui ho corso il rischio di essere violentata, sono riuscita a uscirne indenne: ho un riflesso col ginocchio che è una roba micidiale. Alle attrici di oggi consiglio di mirare col ginocchio dove sappiamo. ([[Edwige Fenech]]) *Credo che le intenzioni del MeToo fossero assolutamente nobili, che il fenomeno delle molestie e della prevaricazione maschile dovesse venire alla luce. Il tempo era scaduto, ''time is out''. {{NDR|«E poi?»}} Qualcosa è andato storto, qualcuno si è fatto prendere la mano. E quindi ecco i processi mediatici, questa denuncia in massa. Attenzione, sono sacrosante le denunce e sono l'arma per sconfiggere i soprusi, ma farle televisive e nel modo in cui s'è visto, non so quanto bene abbiano portato. ([[Paola Turci]]) *Il #metoo? C'è stato un momento in cui sembrava una caccia alle streghe. Poi si è ridimensionato, ma ha insegnato qualcosa. Tanto anche ai ragazzi, ai giovani. Ha smosso delle idee, ha sottolineato delle situazioni. È stato importante. ([[Nancy Brilli]]) *Il Me Too non mi piace dall'inizio, non mi convince che sia la strada giusta per certe battaglie. Ho sempre creduto che dovessimo aiutarci a vicenda. ([[Marina Cicogna]]) *Il movimento #MeToo è sintomo di un sistema giuridico inceppato. Troppo spesso le rimostranze delle donne e di altre vittime di abuso non ricevono la giusta attenzione da parte delle istituzioni, quindi si è usato un nuovo strumento: internet. [...] Se il sistema giuridico viene aggirato perché considerato inefficace, cosa prenderà il suo posto? ([[Margaret Atwood]]) *Io ho iniziato la mia carriera poco prima della nascita del #MeToo. Ricordo che ai provini erano tutti un po’ terrorizzati. Credo che la mia generazione sia stata salvata dal #MeToo, siamo state salvaguardate da chi ha denunciato. ([[Ludovica Martino]]) *<nowiki>#MeToo</nowiki> ci ha mostrato che potrebbe succedere al tuo amico, a tua sorella, alle donne che ti servono cibo in un ristorante, non succede solo nei film. ([[Kaya Scodelario]]) *Non bisogna esagerare con la demonizzazione: se uno ti mette la mano sul ginocchio, gentilmente gliela sposti, non occorre denuncia. Però il problema non è il sesso, è l'esercizio del potere. Siamo in una società maschilista. {{NDR|«Ne ricorderà di avance moleste»}} Ah sì, però io ero vaccinata, venivo dal [[Sessantotto|'68]], dalla lotta studentesca: ero abituata a reagire. Una diciottenne oggi non ha la fiducia in se stessa e le armi per un "no". C'è un unico modo per cambiare la situazione: dare alle donne la possibilità di crescere nel potere. ([[Stefania Casini]]) *{{NDR|Nel 2018}} Parliamoci chiaro: la gente comincia ad avere seri problemi col movimento #MeToo [...] che ha trasformato in una casa infestata di paranoie non solo Hollywood, ma anche Washington, grazie al circo delle udienze Ford-Kavanaugh che il mese scorso ha tenuto inchiodati gli Stati Uniti. Stavolta però si trattava dei ricordi nebulosi di una festa di liceali ubriachi avvenuta più di trent'anni fa, durante la quale una donna si è sentita minacciata da un ragazzo fradicio d'alcol e non c'è stato sesso, e che oggi avrebbero potuto far escludere un uomo dalla Corte Suprema. La prossima volta cosa sarà? Il fatto di aver chiesto a una massaggiatrice di massaggiarti la coscia «un po' più su» nel 1993? Una battuta sessuale fatta in ascensore durante l'amministrazione Obama? Un polso afferrato nel 2005? Un'avance indesiderata nel 1976? Ecco in cosa sembra si stia trasformando il #MeToo: in una caccia agli stronzi, agli sfigati, agli studenti ottusi, ma soprattutto agli uomini di potere bianchi, e la lista delle infrazioni si andava allungando — troppo ubriaco, un po' aggressivo — in base all'urgenza con cui bisogna spazzarti via. [...] Il movimento #MeToo è partito da Hollywood con intenzioni lodevoli: compensi equi, lo smantellamento delle molestie sessuali sistemiche che caratterizzano la città. [...] Ciò che si è visto succedere a Washington è che il movimento si è trasformato in un'arma politicizzata usata per abbattere un candidato sgradito a una parte, macchiandone la reputazione; si è trattato di un gioco di potere che riproduceva in modo sconvolgente l'atteggiamento di quelle stesse persone che inizialmente si volevano screditare. All'improvviso il #MeToo è parso un movimento autoritario, convinto che non esista altra opinione all'infuori della sua e, cosa ancor più discutibile, che si debba credere a qualsiasi accusa formulata da qualsiasi donna, anche se alcune vicende di rilievo coperte dai media lasciano intendere il contrario [...]. Le intenzioni iniziali del #MeToo sono insomma degenerate in una caccia alle streghe, volta a spazzar via chiunque faccia parte del patriarcato per malefatte che, molto semplicemente, alla definizione di violenza sessuale, stupro o molestia sistemica non si avvicinano nemmeno. ([[Bret Easton Ellis]]) *Penso anche al MeToo, che è nato come protesta e denuncia contro la violenza ma sempre più spesso agisce in conflitto con l'ordine patriarcale che sta avvelenando il mondo, e lo rende visibile. Ho fiducia in loro. ([[Maristella Lippolis]]) *Per quanto la fobia del regime di Putin per le rivoluzioni colorate sia ben nota, non ho ancora visto alcun servizio giornalistico o ricerca che abbia parlato della sua insofferenza per un'altra rivoluzione occidentale, il fenomeno #MeToo sulla violenza sessuale che ha dato forza alle donne e spogliato del loro potere uomini considerati fino a quel momento intoccabili. Nel 2017, la tempesta di accuse sul magnate del cinema statunitense Harvey Weinstein ha destato enorme interesse in tutto il mondo dopo che una serie di donne ha denunciato i suoi crimini. In Russia, invece, il dibattito pubblico ha trasformato Weinstein in un eroe, una macchina del sesso ossessionata dalle ragazze, e Dmitrij Peskov ha definito le sue vittime prostitute che si ripromettono di intascare milioni di dollari con le loro dichiarazioni. Il movimento #MeToo non è stato ignorato in Russia, ma ne è stata offerta al pubblico un'immagine speculare, distorta. Le donne dell'industrai cinematografica sono state ascoltate, ma soprattutto per esprimere opiniono opposte a quelle dell'Occidente. Celebri attrici russe hanno difeso Weinstein e incolpato le vittime. Ksenja Aleksandrova, Miss Russia, ha dichiarato che in Russia non esistono molestie sessuali, «grazie al presidente Vladimir Putin». Quello stesso anno, Putin ha elogiato le prostitute russe, definendole le migliori del mondo. ([[Sofi Oksanen]]) *Poteva essere un movimento fortissimo, ma è finito in "Al lupo, al lupo", facendo perdere potere alle donne che, mi dice un magistrato, in un caso su due denunciano abusi che non sono stati fatti, il che danneggia le vittime vere. ([[Claudia Zanella]]) *Quante donne subiscono abusi, e non parlo solo di Harvey Weinstein e dello showbusiness? [...] riflette come sia una condizione quasi epidemica nella società: chi ha il potere ne abusa, facendo leva su persone giovani e insicure. C'è ancora una strada lunga da percorrere [...]. Parlare dell'argomento lo rende meno tabù e abbiamo l'obbligo di parlarne. ([[Erin Moriarty]]) *Se ci fosse un metoo delle commesse ne sentiremmo delle belle. Non è solo il mestiere di attrice, poi certo nel cinema ci sono zone d'ombra dove i molestatori sguazzano. (Roberta Lena) ===[[Léa Seydoux]]=== *{{NDR|Nel 2019, «come vede il #MeToo?»}} È un movimento importante, è positivo che le cose migliorino, ma sarebbe importante anche evitare che il #MeToo possa essere usato da alcune donne soltanto per mettersi in mostra. Per questo di fronte ad ogni accusa bisogna sempre procedere con estrema cautela. *{{NDR|Nel 2018, «lei ha testimoniato contro Harvey Weinstein: le cose sono cambiate?»}} Sulla parità di salari resta ancora molto da fare. E dobbiamo rimboccarci ancora le maniche anche sul concetto di solidarietà femminile. Si sono levate troppe voci contrastanti. Cinque anni fa, quando ho sostenuto che Adèle ([[Adèle Exarchopoulos|Exarchopoulos]]) e io eravamo state maltrattate sul set di ''[[La vita di Adele]]'', alcune attrici famose mi hanno criticata. [[Abdellatif Kechiche]] ha detto che mi lamentavo solo perché ero una ragazzina viziata... Io credo che oggi {{NDR|dopo il #MeToo}} la testimonianza mia e di Adèle sarebbe accolta con maggiore benevolenza. *{{NDR|Nel 2018}} Tu appartieni a te stessa. Credo molto nella libertà personale e odio le persone che cercano di sfruttarti e manipolarti. Non solo nel lavoro, anche in famiglia. Non sopporto chi cerca di farti sentire inferiore o fa la vittima per avere la tua attenzione. Ti devi difendere sempre. È vero, però, che nel mondo del cinema accade spesso ed è un ambiente duro per una donna. ==Voci correlate== *[[Molestie sessuali]] *[[Violenza sessuale]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=su|w_preposizione=riguardante}} [[Categoria:Eventi degli anni 2010]] [[Categoria:Scandali]] [[Categoria:Sessualità]] [[Categoria:Violenza]] kfggh0e4nyqeifet6bczyewoc2n6whw 1426344 1426326 2026-09-12T19:29:38Z Danyele 19198 /* Citazioni */ limature 1426344 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:MeToo hashtag digital text on RGB screen 2017-12-09 version 14 (pattern).jpg|thumb|L'hashtag #MeToo]] Citazioni su '''#MeToo'''. ==Citazioni== *All'inizio si trattava di denunciare gravi abusi di potere [...] Ma con il tempo questa vena militante si è dilapidata. #Metoo è diventato un prodotto hollywoodiano, qualcosa che instupidisce, di un po' finto e bigotto. Un pass, un vestito da sera e basta. La [[Democrazia Cristiana]] in tutto il suo splendore. ([[Asia Argento]]) *Certamente il caso Weinstein ha portato a galla situazioni gravi, poi però il livello del dibattito è sceso. Di certi argomenti bisogna parlarne nelle sedi giuste, non farne pettegolezzo. Si sarebbe dovuto fare anche un discorso sulla cultura della violenza e sul fascino del potere, che tutti subiscono. È stata un po' un'occasione persa. Queste cose non vanno affrontate solo inventandosi slogan per i social. ([[Valentina Lodovini]]) *{{NDR|«Del MeToo si discute molto. È giusto denunciare anni o appunto decenni dopo?»}} Certo che è giusto! A volte occorre molto tempo per elaborare quel che è accaduto, per trovare il coraggio di raccontarlo. Spesso la donna è vittima due volte: dell'uomo e del senso di vergogna che prova, come se fosse lei la colpevole. ([[Cristina Comencini]]) *{{NDR|«Lei che cosa pensò quando scoppiò il MeToo?»}} Che finalmente qualcuno denunciava. Ai miei tempi, la parola di una ragazza non aveva valore. A me è successo più volte di essere molestata da chi aveva il potere di farmi lavorare e non ho denunciato: chi mi avrebbe creduto? Però, anche in situazioni pesanti in cui ho corso il rischio di essere violentata, sono riuscita a uscirne indenne: ho un riflesso col ginocchio che è una roba micidiale. Alle attrici di oggi consiglio di mirare col ginocchio dove sappiamo. ([[Edwige Fenech]]) *Credo che le intenzioni del MeToo fossero assolutamente nobili, che il fenomeno delle molestie e della prevaricazione maschile dovesse venire alla luce. Il tempo era scaduto, ''time is out''. {{NDR|«E poi?»}} Qualcosa è andato storto, qualcuno si è fatto prendere la mano. E quindi ecco i processi mediatici, questa denuncia in massa. Attenzione, sono sacrosante le denunce e sono l'arma per sconfiggere i soprusi, ma farle televisive e nel modo in cui s'è visto, non so quanto bene abbiano portato. ([[Paola Turci]]) *Il #metoo? C'è stato un momento in cui sembrava una caccia alle streghe. Poi si è ridimensionato, ma ha insegnato qualcosa. Tanto anche ai ragazzi, ai giovani. Ha smosso delle idee, ha sottolineato delle situazioni. È stato importante. ([[Nancy Brilli]]) *Il Me Too non mi piace dall'inizio, non mi convince che sia la strada giusta per certe battaglie. Ho sempre creduto che dovessimo aiutarci a vicenda. ([[Marina Cicogna]]) *Il movimento #MeToo è sintomo di un sistema giuridico inceppato. Troppo spesso le rimostranze delle donne e di altre vittime di abuso non ricevono la giusta attenzione da parte delle istituzioni, quindi si è usato un nuovo strumento: internet. [...] Se il sistema giuridico viene aggirato perché considerato inefficace, cosa prenderà il suo posto? ([[Margaret Atwood]]) *Io ho iniziato la mia carriera poco prima della nascita del #MeToo. Ricordo che ai provini erano tutti un po’ terrorizzati. Credo che la mia generazione sia stata salvata dal #MeToo, siamo state salvaguardate da chi ha denunciato. ([[Ludovica Martino]]) *<nowiki>#MeToo</nowiki> ci ha mostrato che potrebbe succedere al tuo amico, a tua sorella, alle donne che ti servono cibo in un ristorante, non succede solo nei film. ([[Kaya Scodelario]]) *Non bisogna esagerare con la demonizzazione: se uno ti mette la mano sul ginocchio, gentilmente gliela sposti, non occorre denuncia. Però il problema non è il sesso, è l'esercizio del potere. Siamo in una società maschilista. {{NDR|«Ne ricorderà di avance moleste»}} Ah sì, però io ero vaccinata, venivo dal [[Sessantotto|'68]], dalla lotta studentesca: ero abituata a reagire. Una diciottenne oggi non ha la fiducia in se stessa e le armi per un "no". C'è un unico modo per cambiare la situazione: dare alle donne la possibilità di crescere nel potere. ([[Stefania Casini]]) *{{NDR|Nel 2018}} La gente comincia ad avere seri problemi col movimento #MeToo [...] che ha trasformato in una casa infestata di paranoie non solo Hollywood, ma anche Washington [...]. Stavolta però si trattava dei ricordi nebulosi di una festa di liceali ubriachi avvenuta più di trent'anni fa [...], e che oggi avrebbero potuto far escludere un uomo dalla Corte Suprema. La prossima volta cosa sarà? Il fatto di aver chiesto a una massaggiatrice di massaggiarti la coscia «un po' più su» nel 1993? Una battuta sessuale fatta in ascensore durante l'amministrazione Obama? Un polso afferrato nel 2005? Un'avance indesiderata nel 1976? Ecco in cosa sembra si stia trasformando il #MeToo: in una caccia agli stronzi, agli sfigati, agli studenti ottusi, ma soprattutto agli uomini di potere bianchi, e la lista delle infrazioni si andava allungando – troppo ubriaco, un po' aggressivo – in base all'urgenza con cui bisogna spazzarti via. [...] Il movimento #MeToo è partito da Hollywood con intenzioni lodevoli: compensi equi, lo smantellamento delle molestie sessuali sistemiche che caratterizzano la città. [...] a Washington [...] si è trasformato in un'arma politicizzata [...] per abbattere un candidato sgradito a una parte, macchiandone la reputazione; si è trattato di un gioco di potere che riproduceva in modo sconvolgente l'atteggiamento di quelle stesse persone che inizialmente si volevano screditare. All'improvviso il #MeToo è parso un movimento autoritario, convinto che non esista altra opinione all'infuori della sua e, cosa ancor più discutibile, che si debba credere a qualsiasi accusa formulata da qualsiasi donna, anche se alcune vicende [...] lasciano intendere il contrario [...]. Le intenzioni iniziali del #MeToo sono insomma degenerate in una caccia alle streghe, volta a spazzar via chiunque faccia parte del patriarcato per malefatte che, molto semplicemente, alla definizione di violenza sessuale, stupro o molestia sistemica non si avvicinano nemmeno. ([[Bret Easton Ellis]]) *Penso anche al MeToo, che è nato come protesta e denuncia contro la violenza ma sempre più spesso agisce in conflitto con l'ordine patriarcale che sta avvelenando il mondo, e lo rende visibile. Ho fiducia in loro. ([[Maristella Lippolis]]) *Per quanto la fobia del regime di Putin per le rivoluzioni colorate sia ben nota, non ho ancora visto alcun servizio giornalistico o ricerca che abbia parlato della sua insofferenza per un'altra rivoluzione occidentale, il fenomeno #MeToo sulla violenza sessuale che ha dato forza alle donne e spogliato del loro potere uomini considerati fino a quel momento intoccabili. Nel 2017, la tempesta di accuse sul magnate del cinema statunitense Harvey Weinstein ha destato enorme interesse in tutto il mondo dopo che una serie di donne ha denunciato i suoi crimini. In Russia, invece, il dibattito pubblico ha trasformato Weinstein in un eroe, una macchina del sesso ossessionata dalle ragazze, e Dmitrij Peskov ha definito le sue vittime prostitute che si ripromettono di intascare milioni di dollari con le loro dichiarazioni. Il movimento #MeToo non è stato ignorato in Russia, ma ne è stata offerta al pubblico un'immagine speculare, distorta. Le donne dell'industrai cinematografica sono state ascoltate, ma soprattutto per esprimere opiniono opposte a quelle dell'Occidente. Celebri attrici russe hanno difeso Weinstein e incolpato le vittime. Ksenja Aleksandrova, Miss Russia, ha dichiarato che in Russia non esistono molestie sessuali, «grazie al presidente Vladimir Putin». Quello stesso anno, Putin ha elogiato le prostitute russe, definendole le migliori del mondo. ([[Sofi Oksanen]]) *Poteva essere un movimento fortissimo, ma è finito in "Al lupo, al lupo", facendo perdere potere alle donne che, mi dice un magistrato, in un caso su due denunciano abusi che non sono stati fatti, il che danneggia le vittime vere. ([[Claudia Zanella]]) *Quante donne subiscono abusi, e non parlo solo di Harvey Weinstein e dello showbusiness? [...] riflette come sia una condizione quasi epidemica nella società: chi ha il potere ne abusa, facendo leva su persone giovani e insicure. C'è ancora una strada lunga da percorrere [...]. Parlare dell'argomento lo rende meno tabù e abbiamo l'obbligo di parlarne. ([[Erin Moriarty]]) *Se ci fosse un metoo delle commesse ne sentiremmo delle belle. Non è solo il mestiere di attrice, poi certo nel cinema ci sono zone d'ombra dove i molestatori sguazzano. (Roberta Lena) ===[[Léa Seydoux]]=== *{{NDR|Nel 2019, «come vede il #MeToo?»}} È un movimento importante, è positivo che le cose migliorino, ma sarebbe importante anche evitare che il #MeToo possa essere usato da alcune donne soltanto per mettersi in mostra. Per questo di fronte ad ogni accusa bisogna sempre procedere con estrema cautela. *{{NDR|Nel 2018, «lei ha testimoniato contro Harvey Weinstein: le cose sono cambiate?»}} Sulla parità di salari resta ancora molto da fare. E dobbiamo rimboccarci ancora le maniche anche sul concetto di solidarietà femminile. Si sono levate troppe voci contrastanti. Cinque anni fa, quando ho sostenuto che Adèle ([[Adèle Exarchopoulos|Exarchopoulos]]) e io eravamo state maltrattate sul set di ''[[La vita di Adele]]'', alcune attrici famose mi hanno criticata. [[Abdellatif Kechiche]] ha detto che mi lamentavo solo perché ero una ragazzina viziata... Io credo che oggi {{NDR|dopo il #MeToo}} la testimonianza mia e di Adèle sarebbe accolta con maggiore benevolenza. *{{NDR|Nel 2018}} Tu appartieni a te stessa. Credo molto nella libertà personale e odio le persone che cercano di sfruttarti e manipolarti. Non solo nel lavoro, anche in famiglia. Non sopporto chi cerca di farti sentire inferiore o fa la vittima per avere la tua attenzione. Ti devi difendere sempre. È vero, però, che nel mondo del cinema accade spesso ed è un ambiente duro per una donna. ==Voci correlate== *[[Molestie sessuali]] *[[Violenza sessuale]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=su|w_preposizione=riguardante}} [[Categoria:Eventi degli anni 2010]] [[Categoria:Scandali]] [[Categoria:Sessualità]] [[Categoria:Violenza]] 9ydzp44sipyw703e9ruha5wdbvggqvs Ilenia Pastorelli 0 142676 1426295 1310433 2026-09-12T16:36:42Z Danyele 19198 immagine di qualità migliore 1426295 wikitext text/x-wiki [[File:Ilenia Pastorelli at the 83rd Venice International Film Festival (2) (cropped).jpg|thumb|Ilenia Pastorelli nel 2026]] '''Ilenia Pastorelli''' (1985 – vivente), attrice italiana. ==Citazioni di Ilenia Pastorelli== {{cronologico}} *La [[Roma]] che preferisco è quella delle periferie, fuori dal Raccordo. Una Roma abbandonata ma piena di poesia più del centro. Il centro è per i turisti, viene curato un po' di più ma nemmeno poi tanto [...]<ref>Dall'intervista di Michela Greco, ''[https://www.leggo.it/spettacoli/cinema/ilelina_pastorelli_intervista-4072398.html Ilenia Pastorelli: «Donne, incazzatevi come me»]'', ''leggo.it'', 30 ottobre 2018.</ref> *Io non sono un'attrice, io faccio l'attrice. Questo lavoro è stupendo, siamo molto fortunati a farlo. L'attrice, l'animatrice, fare televisione, tutto è fare intrattenimento per le persone. È un lavoro che si fa per le persone, non bisogna mai dimenticarlo. Quando lo fai per te stesso soltanto e ti identifichi nel ruolo di attore allora non sei più open.<ref>Da un'intervista a Blogo; citato in Massimo Galanto, ''[https://www.tvblog.it/post/1695669/ilenia-pastorelli-il-cantante-mascherato-adrian-video-intervista Ilenia Pastorelli a Blogo tra Il cantante mascherato e Adrian]'', ''tvblog.it'', 10 gennaio 2020.</ref> *{{NDR|«Il successo immediato ha comportato dei contraccolpi?»}} All'inizio mi dava una certa insicurezza. Ogni volta che un regista mi chiamava, ero la prima ad essere sorpresa. Poi, piano piano, ho capito che i registi vedono in noi attori quello che desiderano vedere. E noi dobbiamo fare di tutto per essere all'altezza delle loro aspettative.<ref name="Satta">Dall'intervista di Gloria Satta, ''[https://www.ilmessaggero.it/donna/moltodonna/ilenia_pastorelli_david_donatello_film_regia-7419497.html Ilenia Pastorelli e il sogno di diventare regista: «Voglio mettermi alla prova»]'', ''ilmessaggero.it'', 24 maggio 2023.</ref> *{{NDR|«Cosa significa crescere in periferia?»}} Trent'anni fa Tor Bella Monaca era un quartiere nuovo, non intensamente popolato come oggi. E io ci sono stata poco perché molto presto ho cominciato a passare le giornate all'Accademia di Danza, all'Aventino. Ma parlare di periferia come di un mondo difficile è un cliché. Io sono felice di essere cresciuta nella mia zona, ho avuto tante cose positive. Per dirne una: se fossi nata ai Parioli, non avrei girato ''[[Lo chiamavano Jeeg Robot]]''.<ref name="Satta"/> *La precarietà non mi spaventa, però è faticosa. Ci sono mesi dove lavori tanto e mesi in cui si ferma tutto e ti fai un sacco di domande, ma non si può avere paura perché ti blocca. Sei sotto il giudizio di registi, giornalisti, del pubblico, e a un certo punto devi lasciarti scivolare tutto addosso, altrimenti è impossibile vivere. Per questo, quando non lavoro sono contenta e quando lavoro sono grata per tutto quello che ho.<ref>Da un'intervista a ''oggi.it''; citato in Daniela Seclì (a cura di), ''[https://www.fanpage.it/spettacolo/interviste/ilenia-pastorelli-lo-shopping-online-era-la-mia-ossessione-compravo-cavolate-e-cose-inutili/ Ilenia Pastorelli: "Lo shopping online era la mia ossessione, compravo cavolate e cose inutili"]'', ''fanpage.it'', 3 luglio 2023.</ref> {{Int|''[https://www.vanityfair.it/show/cinema/2018/01/09/benedetta-follia-ilenia-pastorelli-film-carlo-verdone-grande-fratello-jeeg-robot-david-donatello Benedetta Follia, Ilenia Pastorelli: «Attrice io? Un parolone»]''|Intervista di Claudia Casiraghi, ''vanityfair.it'', 9 gennaio 2018.}} *Io credo che ogni personaggio mi appartenga. Da profana, cerco di approcciare le parti che mi sono affidate attraverso il confronto con me stessa. [[Recitare]] costringe alla sincerità: a riprodurre sentimenti vissuti. *Dire che mi sento attrice è abusare di un parolone. "Attrice" è un termine fortemente caratterizzante. Io vorrei essere aperta a tutto, sfidarmi. *{{NDR|«Esiste un pregiudizio del cinema nei confronti di chi emerge da un reality show?»}} Nel mio caso, no. *{{NDR|«Da attrice, si è interrogata sul caos scoppiato all'indomani dello scandalo Weinstein?»}} Sì, ma mi è difficile formulare un giudizio. Credo ci si debba trovare in una data situazione per pronunciarsi in maniera corretta. Quel che mi auguro è che tutto ciò serva come monito per le ragazze che approcciano questo mestiere. [...] Vorrei si arrivasse ad avere maggior consapevolezza e conoscenza [...]. Un film è un'opera corale, bisogna guardarsi da chi propone un provino senza la presenza di sceneggiatori, casting director, ecc. *Sono cresciuta alla Magliana e, nonostante tutto, nonostante Roma sia come i gironi danteschi, abbia al centro un paradiso e ai margini l'inferno, credo la periferia abbia tantissimo da raccontare. Le opere di Alberto Sordi, di Anna Magnani lo testimoniano. C'è verità nella periferia, c'è libertà. {{Int|''[http://www.rollingstone.it/cinema-tv/interviste-cinema-tv/ilenia-pastorelli-il-david-mi-fa-abuso-psicologico/2018-01-15/ Ilenia Pastorelli: «Il David mi fa abuso psicologico»]''|Intervista di [[Selvaggia Lucarelli]], ''rollingstone.it'', 15 gennaio 2018.}} *{{NDR|Su quello che ha imparato dal metodo [[Konstantin Sergeevič Stanislavskij|Stanislavskij]]}} Se devo piangere devo pensare a qualcosa di brutto, se devo ridere a qualcosa di divertente, insomma, ste cose così. A dire il vero non m'è sembrato tutto sto genio sto Stanislavskij. *Non mi piaccio né in foto né in video. Hai presente quella sensazione che ti prende quando risenti la tua voce in una nota audio e dici no, questa non è la mia voce, non mi riconosco? Ecco, così. In questo periodo poi mi vedo dappertutto e mi do fastidio da sola. *Questa cosa di dover stare sui social non la capisco fino in fondo proprio come concetto, mi sembra un'ossessione. {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/21_ottobre_28/ilenia-pastorelli-sono-fiera-mie-borgate-basta-l-etichetta-coatta-dico-grazie-carlo-verdone-ba0bfd66-381e-11ec-b57d-189900ff8f36.shtml Ilenia Pastorelli: «Sono fiera delle mie borgate, basta con l’etichetta di coatta. Dico grazie a Carlo Verdone»]''|Intervista di Valeria Cappelli, ''corriere.it'', 28 ottobre 2021.}} *{{NDR|«Si può dire che lei fa questo mestiere per una rotatoria?»}} Avevo il provino per il ''Grande fratello'', all'epoca lavoravo in uno showroom, avevo fatto tardi, c'era traffico e a un certo punto pensai di rinunciare, è stato grazie a una rotatoria che ho trovato una strada libera e mi sono presentata. *[...] le critiche maggiori le ho avute quando ancora non erano iniziate le riprese di ''[[Lo chiamavano Jeeg Robot]]''. [...] Senza neanche avermi vista davano per scontato che non potessi essere in grado solo perché avevo fatto il ''Grande fratello'', non davano una possibilità. Poi però il brutto anatroccolo è stato accolto dal cigno bianco. Quello è un film indipendente, se non fosse andato bene, anzi se non fosse diventato un caso non lo so dove sarei in questo momento. *{{NDR|Su ''Lo chiamavano Jeeg Robot''}} Devo tutto a quel film. Ma un giorno, in attesa di una prova di scena con Luca Marinelli e Claudio Santamaria vado alla toilette e per alzarmi non vedo l'angolo di una finestra. Sbatto la testa, perdo un sacco di sangue, tutti pensano che fosse finto, il regista, Gabriele Mainetti mi dice che avevo dato una testata proprio come avrebbe dovuto fare di lì a poco il mio personaggio... Sono finita con i punti in ospedale e per una settimana non sono andata sul set. {{NDR|«E al provino l'avevano pure fatta piangere...»}} Me l'hanno chiesto: ora devi piangere. Io non ci riuscivo. Mi hanno dato un'altra possibilità. Tornando a casa l'ho riferito a mia madre che mi ha detto: ma con tutte le bollette che abbiamo da pagare, non ti viene da piangere se te lo chiedono? *{{NDR|«L'ambiente del cinema è conformista»}} Conformista e ipocrita, ma come tanti ambienti di lavoro. Se gli attori si prendono troppo sul serio? Spesso nasce da un disagio interiore. Se fai un lavoro pubblico dove sei così esposto, vieni giudicato. Sono le regole del gioco. Tirarsela a cosa porta? *[...] io non mi rivedo mai, né in foto né in video. È difficile rivedersi sullo schermo grande, noti cose che altri non notano però tu sai che ci sono, è uno specchio. ==Citazioni su Ilenia Pastorelli== *Ilenia Pastorelli è la faccenda meno casuale in cui ci si possa imbattere. Non le piovono le cose dal cielo. Lei, con i suoi anni di danza classica alle spalle, si alza sulle punte e si prende tutto quello che del cielo le piace. Con genuinità, certo, ma soprattutto con tenacia. ([[Selvaggia Lucarelli]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Lo chiamavano Jeeg Robot]]'' (2015) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pastorelli, Ilenia}} [[Categoria:Attori italiani]] gkc3ujuu34qahr0hzbor640mmcdzrx1 Template:Lingue/Dati 10 148341 1426351 1426256 2026-09-12T21:58:18Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1426351 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 70583 |lingua2 = it |voci2 = 55911 |lingua3 = pl |voci3 = 31875 |lingua4 = ru |voci4 = 18061 |lingua5 = cs |voci5 = 16393 |lingua6 = et |voci6 = 13699 |lingua7 = uk |voci7 = 12432 |lingua8 = pt |voci8 = 12083 }} 6nm1efy1fit8yn5gnffjx714obqf3ww Alexandria Ocasio-Cortez 0 154153 1426332 1403952 2026-09-12T18:56:49Z Danyele 19198 /* Citazioni di Alexandria Ocasio-Cortez */ fix 1426332 wikitext text/x-wiki [[File:Alexandria Ocasio-Cortez Official Portrait.jpg|thumb|Alexandria Ocasio-Cortez (2018)]] '''Alexandria Ocasio-Cortez''' (1989 – vivente), politica statunitense. ==Citazioni di Alexandria Ocasio-Cortez== {{cronologico}} *Da dove vengo io {{NDR|nel [[The Bronx|Bronx]]}}, il codice postale determina il destino. E donne come me non è previsto che corrano per il Congresso.<ref name="Cenerentola">Citato in ''[https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/11/05/news/midterm_alexandria_ocasio_cortez_da_cenerentola_dire_cose_radicali_e_giuste_funziona_-210870533/ Midterm, eletta Alexandria Ocasio Cortez: “Da Cenerentola dire cose radicali e giuste funziona”]'', ''Rep.it'', 5 novembre 2018.</ref> *Se vinceremo non sarà la mia età a fare Storia ma il fatto di essere la prima eletta senza i soldi di grandi lobby. Dimostriamo che dire cose radicali, ma giuste, funziona. E che l'America non è grande perché una persona ricca e privilegiata può fare politica: ma perché anche una bambina nata povera può diventare quel che vuole.<ref name="Cenerentola"/> *È come la favola di [[Cenerentola]]. Non solo per la mia storia di portoricana del [[The Bronx|Bronx]] che alla morte del padre interrompe gli studi, si mantiene servendo ai tavoli, fa attivismo e domani potrebbe fare la Storia come candidata più giovane mai eletta al Congresso. Cenerentola è la favola dell'intera comunità che mi ha portato qui: con piccole donazioni e tanto lavoro.<ref name="Cenerentola"/> *Qualsiasi cosa avessi indossato sarei stata criticata, da un sacco al mio miglior vestito.<ref>Citato in [https://www.globalist.it/world/2018/11/21/i-repubblicani-all-assalto-di-alexandra-ocasio-cortez-scomoda-perche-giovane-e-non-ricca-2033957.html ''I Repubblicani all’assalto di Alexandra Ocasio-Cortez, scomoda perché giovane e non ricca''], ''Globalist.it'', 21 novembre 2018</ref> *L'idea che una donna sia potente quanto un uomo è difficile da accettare per la nostra società, ma io sono forte quanto un uomo e questo fa impazzire chi mi critica.<ref name="forteuomo">Citato in [https://www.huffingtonpost.it/entry/alexandria-ocasio-cortez-sono-forte-quanto-un-uomo-e-questo-fa-impazzire-chi-mi-critica_it_5cc21f09e4b089c3424ad230 ''"Sono forte quanto un uomo e questo fa impazzire chi mi critica"''], ''Huffingtonpost.it'', 6 marzo 2019</ref> *Sono una persona normale e sapevo che non sarei piaciuta a tutti, perché sono democratica, una giovane donna e latina. Sono liberale, ma questa isteria sta davvero andando fuori controllo ed è pericoloso e anche spaventoso.<ref name="forteuomo"/> *Credo che per Trump sia davvero insopportabile che una donna, giovane e figlia di una collaboratrice domestica stia contribuendo alla battaglia per accedere ai suoi documenti finanziari. Al danno si aggiunge la beffa.<ref name="forteuomo"/> *Se i Repubblicani pensano che ballare al college sia scandaloso, aspettate che scoprano che le donne possono anche ballare al Congresso.<ref>Citato in [https://www.ilpost.it/2019/07/18/alexandra-ocasio-cortez-bilancio/ ''E quindi, come sta andando Alexandria Ocasio-Cortez?''], ''Ilpost.it'', 18 luglio 2019.</ref> *I ricchi e potenti che scatenano le [[Guerra|guerre]] sfuggono alle conseguenze delle loro decisioni. Non sono i loro figli a finire nelle fauci della violenza. Spesso sono i vulnerabili, i poveri e i lavoratori – che non hanno voce in capitolo nei conflitti – a pagarne il prezzo. (Tweet del 3 gennaio 2019)<ref>Citato in [https://www.pressenza.com/it/2020/01/no-alla-guerra-contro-liran-oltre-70-manifestazioni-negli-stati-uniti/ ''No alla guerra contro l'Iran: oltre 70 manifestazioni negli Stati Uniti''], ''Pressenza.com'', 5 gennaio 2020.</ref> *Avere una figlia non rende un uomo decente. Trattare le persone con rispetto, questo rende un uomo decente. E quando un uomo decente sbaglia, si [[scusa]]. Non per salvare la faccia. Ma per riparare al danno fatto, in modo che tutti possiamo progredire.<ref>Citato in [https://www.lastampa.it/esteri/2020/07/25/news/basta-accettare-gli-insulti-sessisti-1.39122224 ''"Basta accettare gli insulti sessisti"''], ''Lastampa'', 25 luglio 2020.</ref> *{{NDR|Sui [[Partito Repubblicano (Stati Uniti d'America)|repubblicani]]}} Non gliene frega niente della legge, non gliene frega niente dell'ordine, non gliene frega niente della sicurezza. A loro importa della supremazia bianca. Si preoccupano di preservare l'ordine sociale e la "mitologia del bianco", piuttosto che la grandezza della nostra democrazia. Questo è ciò a cui tengono. Bramano il potere, più di quanto si preoccupino della democrazia. Non puoi consentire un attacco in cui vengono uccise cinque persone e poi dici "Non ne facevo parte". Sì lo eri. Ne facevi parte quando mettevi in gabbia i bambini, ne facevi parte quando hai abrogato il titolo IX, ne eri parte quando il Presidente ha commesso la prima dozzina di crimini che ha commesso, ne sei stato parte quando hai giustificato la violazione della legge, ne eri parte, ne eri parte, ne eri parte. Il sangue di quelle cinque persone è sulle tue mani. Che cosa ha intenzione di fare? E pensano che rassegnare le dimissioni pulirà quel sangue dalle loro mani. {{NDR|Quel sangue}} rimane sempre lì.<ref>Citato in ''[https://video.repubblica.it/mondo/assalto-al-congresso-usa-alexandria-ocasio-cortez-sui-social-quel-giorno-ho-temuto-di-morire/374641/375255 Assalto al Congresso Usa, Alexandria Ocasio Cortez sui social: ''Quel giorno ho temuto di morire'']'', ''Video.repubblica.it'', 14 gennaio 2021.</ref> *{{NDR|Sull'[[assalto al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021]]}} [[Mark Zuckerberg]] e [[Facebook]] hanno la loro parte di responsabilità per quello che è successo a Capitol Hill. Loro sono parte del problema. Erano a conoscenza della disinformazione che girava su Facebook e non hanno fatto niente per fermare, hanno permesso che girassero questi messaggi carichi di violenza. Sapevamo che questo era un problema, e ben prima che scoppiasse la pandemia del Covid.<ref>Citato in ''[https://www.giornalettismo.com/alexandria-ocasio-cortez-contro-facebook/ Ocasio-Cortez demolisce di nuovo Facebook: «Non fa niente per fermare odio e violenze»]'', ''Giornalettismo.com'', 17 gennaio 2021</ref> *Il motivo per cui vi dico questo e la ragione per cui mi tocca così da vicino è che questa gente che ci dice di voltare pagina, che non è niente di che, che è meglio dimenticare ciò che è successo e che ci dice perfino di chiedere scusa usa le stesse tattiche degli aggressori. E io sono stata vittima di violenza sessuale e non l'ho detto a molte persone, ma quando subiamo dei traumi, questi si accumulano e pesano sempre di più. Quindi, se avete avuto genitori distratti o negligenti, se qualcuno vi ha aggredito verbalmente, se siete stati vittima di abusi, se avete subito un trauma di qualsiasi tipo nella vita, piccolo o grande, questi episodi pesano, uno dopo l'altro.<ref>Citato in [https://video.repubblica.it/mondo/alexandria-ocasio-cortez-sono-stata-vittima-di-un-aggressione-sessuale/375662/376276 ''Le lacrime di Alexandria Ocasio-Cortez: "Sono stata vittima di un'aggressione sessuale"''], ''Repubblica.it'', 2 febbraio 2021.</ref> *L'[[embargo contro Cuba|embargo {{NDR|statunitense contro Cuba}}]] è assurdamente crudele e, come troppe altre politiche degli Stati Uniti che hanno come obiettivo i latinoamericani, il punto è la crudelta. Rifiuto categoricamente la difesa dell'embargo da parte dell'amministrazione Biden. Per noi non è mai accettabile usare la crudeltà come punto di leva contro le persone comuni. :''The embargo is absurdly cruel and, like too many other U.S. policies targeting Latin Americans, the cruelty is the point. I outright reject the Biden administration's defense of the embargo. It is never acceptable for us to use cruelty as a point of leverage against every day people.''<ref>{{en}} Citato in Jake Johnson, ''[https://www.commondreams.org/news/2021/07/16/ocasio-cortez-slams-biden-administration-upholding-absurdly-cruel-cuba-embargo Ocasio-Cortez Slams Biden Administration for Upholding 'Absurdly Cruel' Cuba Embargo]'', ''commondreams.org'', 16 luglio 2021.</ref> {{Int|Da ''[https://jacobinitalia.it/socialiste-nel-congresso-usa-intervista-ad-alexandria-ocasio-cortez/ Socialiste nel Congresso. Parla Ocasio-Cortez]''|Intervista di Daniel Denvir, ''Jacobinitalia.it'', 1 novembre 2018}} *C'è questa illusione fra i democratici in carica che i newyorkesi li adorino, che i newyorkesi adorino l'establishment del Partito democratico. *Se la [[Prima presidenza di Donald Trump|presidenza Trump]] non ha spinto una persona a cambiare il proprio approccio dalle fondamenta, allora niente lo farà cambiare. *C'è stato un tentativo di convincermi a fare a pezzi l'establishment e creare una lotta interna sulla scia della mia vittoria. Io mi sono rifiutata, perché questa è una narrazione che altri stavano provando a portare avanti, ma non è la mia strategia. Non voglio che l'energia di questo movimento venga dirottata, perché quello che stiamo davvero cercando di fare è costruire una visione progressista e positiva del futuro dell'America. *Molte persone sono ciniche e disilluse e credono che impegnarsi nelle elezioni non valga la pena. Spero che questa gente sappia che li capisco perfettamente. Ma li invito a ripensarci, perché le elezioni non sono il colosso inavvicinabile che credono sia. Il motivo per cui i soldi sono così importanti in politica è perché alla base c'è una grande passivizzazione. Tante di queste macchine politiche imbattibili non sono altro che gusci vuoti, privi di grande partecipazione. Sono decrepite. *Autorizzare a votare gli americani che hanno già costituzionalmente il diritto a farlo è una cosa radicale? Davvero? Siamo a questo punto? *[[Porto Rico]] è una colonia degli Stati uniti. Il fatto che si possa nascere negli Stati uniti come cittadino americano e non avere diritto di voto e una rappresentanza federale è il motivo per cui sono morte migliaia di persone a Porto Rico. *Se Porto Rico avesse potuto votare nelle elezioni presidenziali, se avesse avuto due senatori, non sarebbero morte migliaia di persone. Te lo garantisco. È cinico e grossolano, ma è vero. Se fossero stati indipendenti, probabilmente migliaia di persone non sarebbero morte. Ma lo statuto politico dei portoricani e delle persone che sono state colonizzate dagli Stati uniti li rende cittadini di seconda classe. {{Int|Da ''[https://www.rollingstone.it/politica/alexandria-ocasio-cortez-se-voti-come-i-razzisti-sei-razzista-anche-tu/447934/#Part1 Alexandria Ocasio-Cortez: «Se voti come i razzisti, sei razzista anche tu»]''|Intervista di Alex Morris, ''Rollingstone.it'', 28 febbraio 2019}} *Quando il presidente afferma di avere assalito sessualmente alcune donne, la gente scrolla appena le spalle, ma quando gira la voce che una donna avrebbe avuto l'audacia di farsi delle foto, tutti levano i forconi. *Nei paesi in via di sviluppo la [[malaria]] è una malattia legata all'economia. È una malattia che colpisce così tante persone da impattare direttamente sul prodotto interno lordo dei Paesi. *Quello che il presidente sta cercando di fare è minare il concetto stesso di verità. *Il Partito Repubblicano è praticamente in ostaggio. Molti repubblicani sanno quale sarebbe la cosa giusta – non solo per quanto riguarda l'impeachment, ma per un grande ventaglio di temi – ma non vogliono alzare la voce. *Per molto tempo abbiamo pensato che la legislazione sul cambiamento climatico servisse a salvare gli orsi polari, non le tubature a Flint. Non pensiamo all'aria che respiriamo nel Bronx. Oppure ai minatori che prendono il cancro in West Virginia. Dobbiamo parlare del clima come di una questione di giustizia sociale, giustizia economica e giustizia ambientale. *{{NDR|Su [[Nancy Pelosi]]}} Uno degli aspetti più interessanti della speaker è che crede davvero che il Partito Democratico debba essere progressista. È in una posizione difficile, deve moderare tutte le correnti del partito, ma la sua visione personale è molto progressista. *Questo Paese non è mai uscito da situazioni disperate andando al risparmio. Non abbiamo mai utilizzato l'austerità per arrivare alla prosperità, mai. Non è mai successo. L'unico modo che avevamo per uscire dalla [[Grande depressione]] era attraverso una massiccia iniezione di investimenti pubblici, e anche una massiccia espansione dell'ambizione politica, dell'idea di ciò che era possibile fare in America. *Le persone sono abituate a parlare dei [[Generazione Y|millennial]] come se fossimo degli adolescenti. Ma ora siamo tutti sulla trentina. Stiamo crescendo dei figli, ci sposiamo e abbiamo famiglie, e abbiamo mutui e dobbiamo pagare per i nostri prestiti universitari. È importante che il Congresso sia in contatto con questa realtà. Le persone tendono a interpretare la mia posizione come un attacco alle generazioni più anziane. Ma non si tratta di questo. È un problema di rappresentanza. Non abbiamo abbastanza rappresentazione intergenerazionale. Siamo governati in larga parte da una generazione sola. Questo non vuol dire che questa generazione dovrebbe essere senza potere, ma che anche gli altri dovrebbero essere qui. *Penso che sia sbagliato dire che ciò che sto proponendo sia polarizzare il Paese. Quello che stiamo vedendo ora è una classe dirigente creata dalle corporazioni e una piccola élite che ha imbavagliato il governo. I fratelli Koch possiedono tutti i repubblicani al Senato. Sono una loro proprietà. Non votano a meno che non loro non gli dicano cosa fare. {{Int|Da ''[https://www.ilbullone.org/intervista-ad-alexandria-ocasio-cortez-il-bullone/ Intervista ad Alexandria Ocasio-Cortez]''|Intervista di Alex Morris, ''Ilbullone.org'', 11 novembre 2019}} *Quaranta milioni di poveri non sono più accettabili e sostenibili per questo Paese, il più ricco del mondo. Nel XXI secolo negli Stati Uniti ci sono ancora 42 milioni di persone, in gran parte donne giovani con figli, che abitano in case con affitti impossibili da sostenere e che vanno stabilizzati. Ci sono ancora più di cento milioni di cittadini senza sicurezza sanitaria. *{{NDR|Riassumendo il suo pensiero sociale}} Forte intervento dello Stato in economia per tutelare i cittadini a rischio, con redistribuzione di risorse per un accesso universale, gratuito, alla cura della salute, all'educazione superiore alla portata di tutti, alla casa, perché non si può lavorare tutto il giorno e non avere i soldi per pagare l'affitto a fine mese, o indebitarsi fino al collo per pagarsi la laurea. *Mi chiedete come giudico il Presidente [[Donald Trump]]? Va cacciato dalla Casa Bianca. È un uomo corrotto, ha avvelenato il Paese con razzismo e xenofobia, ha minato la credibilità degli americani nel mondo, tradendo gli ucraini, abbandonando i curdi. *Trump usa il suo incarico per rafforzare il suo potere politico personale, per i suoi affari e quelli della sua famiglia. Ha cancellato con un tratto di penna almeno 80 regole di salvaguardia dell'acqua che beviamo e dell'aria che respiriamo, aprendo spazi a malattie cardiache, asma, patologie cancerogene. Ha puntato sul carbone costoso e inquinante, quando invece l'energia solare è meno cara e pulita. Altro che "Make America Great Again": quest'uomo sta avvelenando e indebolendo il nostro Paese. {{Int|Da ''[https://www.rollingstone.it/politica/alexandria-ocasio-cortez-cambiamo-subito-o-sara-la-fine/508608/ "Cambiamo subito o sarà la fine"]''|Intervista di Tessa Stuart, ''Rollingstone.it'', 22 marzo 2020}} *{{NDR|Sulle proteste nella Riserva indiana di Standing Rock}} Io ero lì con le comunità di nativi americani. Era la loro terra, che avevano ottenuto in un trattato con gli Stati Uniti, trattato che noi abbiamo deciso di violare perché l'industria dei combustibili fossili ha sostanzialmente comprato la nostra politica. Il solo fatto di essere lì e vedere come le persone si organizzavano per resistere ai blindati e alla polizia armata – e non era l'esercito americano a cui queste persone resistevano: erano le guardie armate di un'azienda, una multinazionale petrolifera – è stato il mio primo momento di realizzazione, perché non è solo una questione di scienza, è anche una questione che riguarda il sistema che protegge chi ha il potere e le conclusioni della scienza le rifiuta. *Non importa di che tipo di politiche discutiamo, devono seguire questi tre principi fondamentali. Il primo è la riduzione a zero delle emissioni in 10 anni. Il secondo è la creazione di posti di lavoro – questa deve essere una politica industriale per creare milioni di posti di lavoro e fornire uno stimolo economico alla classe lavoratrice, non a Wall Street. E il terzo è che dobbiamo mettere al centro del discorso le comunità che vivono già sulla linea del fronte dei cambiamenti climatici, per assicurarci che le politiche che adottiamo non siano solo economicamente positive e scientificamente fondate ma anche socialmente giuste. *Il lavoro dei Repubblicani è questo. È dire che il mondo finirà se si permette anche a una sola idea progressista di venire applicata. *I Repubblicani faranno sempre finta di essere ognuno un individuo con i suoi valori, ma in fin dei conti è tutta una finzione perché votano sempre tutti allo stesso modo. [...] Magari mi chiamano "signorina" e mi tengono aperte le porte dell’ascensore se mi vedono, ma poi votano a favore di leggi che distruggono famiglie e comunità. *Bernie comprende perfettamente i tre principi contenuti nel Green New Deal e lotta per questa cosa da tanto, tantissimo tempo. Per cui non avrà paura di mettere alle strette chi deve mettere alle strette per avere i voti che gli servono. E penso che si renda anche conto della malafede del partito Repubblicano, una cosa che molti Democratici invece non vedono. Sono qui da tanto tempo e pensano che si possa tornare indietro agli anni Novanta, ma quella nave è salpata. È andata. Penso che Sanders capisca questa cosa, mentre Biden no. Lui pensa che Trump sia un'aberrazione e che una volta sconfitto Trump tutto tornerà alla normalità e che lui possa, non so, giocare a basket con dei Repubblicani e convincerli a votare per quello che propone. Non penso che questa sia più la realtà. *Oggi, in ogni istante, stiamo vivendo nel momento più caldo della storia e nel momento più freddo del futuro. {{Int|Da ''[https://www.gqitalia.it/news/article/alexandria-ocasio-cortez-diritto-aborto-presidente-usa Alexandria Ocasio-Cortez parla della battaglia per l’aborto e della sua possibilità di arrivare alla presidenza]''|Intervista di Wesley Lowery su ''[[Dobbs v. Jackson Women's Health Organization]]'', ''Gqitalia.it'', 12 settembre 2022}} *In pratica, per quasi ogni donna che ha deciso di [[Aborto|abortire]], c'è un uomo coinvolto o liberato da tale scelta. [...] A questo punto sarà solo la sensibilità maschile e gli uomini in grado di fare comprendere il problema ad altri uomini, a garantirci una concreta speranza di cambiare le cose nel modo più rapido e veloce possibile. *Penso ci siano un sacco di buone ragioni per cui i maschi hanno l’impressione che sia inopportuno parlarne {{NDR|dell'aborto}} [...] A volte i bianchi non amano parlare di razza e affermano: "Vogliamo solo concentrarci sui soggetti più colpiti, quindi non è mia responsabilità assumere l’iniziativa o occupare uno spazio e parlarne apertamente". Tuttavia, sappiamo bene che quando ciò accade e riescono a trovare le parole giuste da comunicare ad altri bianchi, svolgono il migliore servizio possibile in nome di un possibile cambiamento, a volte più efficace di qualunque protesta o di qualsiasi lettera al direttore o azioni simili. Allo stesso modo è necessario che anche i maschi si facciano sentire. Credo, però, che a volte pensino: "Non sono una donna. Il problema non mi tocca più di tanto". *I maschi sono vittime del [[Patriarcato (sociologia)|patriarcato]]. [...] Non vanno dal medico. Hanno tassi di suicidio molto più alti. Denunciano meno casi di depressione, ma non significa che ne soffrano di meno. Solo un paio di anni fa l<nowiki>'</nowiki>''American Psychological Association'' ha pubblicato e diffuso i risultati di uno studio molto approfondito su come gli indicatori culturali tipici della mascolinità, individuati nello stoicismo, nella competitività, nell’autoritarismo e nella volontà di dominio, stiano provocando problemi di salute mentale negli uomini. Esiste un enorme stereotipo riguardo al fatto che essere un maschio può significare anche essere vulnerabile. *Le parole più potenti e persuasive che una persona può pronunciare su un determinato argomento è condividere la propria esperienza e storia personale. *{{NDR|Sull'[[assalto al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021]]}} Sentivo di non poter comunicare in modo adeguato il terrore vissuto senza spiegare alle persone il quadro completo del mio stato d’animo, condizionato da ciò che quegli eventi avevano risvegliato in me. Si è trattato in gran parte di una terribile reminiscenza e della paura verso qualcosa che non era teorica, ma avevo sperimentato sulla mia pelle. *Quando avevo circa 22 o 23 anni sono stata [[Violenza sessuale|violentata]]. Ero del tutto sola. Mi sentivo completamente abbandonata. In effetti, mi sentivo così sperduta da decidere di fare un test di gravidanza in un bagno pubblico del centro di Manhattan. Mentre ero seduta lì ad aspettare il risultato, l'unica cosa a cui riuscivo a pensare era: "Grazie a Dio ho almeno una scelta". *L'insistenza nel negare ciò che è evidentemente accaduto è un denominatore comune con le esperienze di altre donne e mie amiche. Oppure, limitarsi semplicemente a fingere che quanto è di fatto successo non sia in realtà mai avvenuto. *Se la stragrande maggioranza delle aggressioni sessuali avviene da parte di una persona conosciuta, l'ultima cosa che vorresti fare è vederla finire in prigione. *Sono diventata adulta in un ambiente familiare molto attento agli avvenimenti del mondo, in cui si prestava attenzione e ci si preoccupava di ciò che accadeva. I miei genitori votavano, ma non dicevano: "Siamo di sinistra", "Siamo di destra" o cose del genere. Sono cresciuta in una famiglia molto conservatrice e profondamente religiosa che ha trasmesso una serie di messaggi molto prescrittivi sulle donne. A volte non si tratta di preconcetti impartiti unicamente dai genitori, ma dalla cultura in cui si vive. La mia esperienza di stupro mi ha costretto a fare un bilancio di tutte le cose che mi sono state insegnate a proposito della mia identità di donna. *La mia esperienza quotidiana qui al Congresso è quella di una persona disprezzata. [...] Prova a immaginare di lavorare in un posto dove non piaci ai capi e i membri del tuo team sono con te sempre diffidenti. A questo aggiungi che i colleghi del team concorrente desiderano solo vederti morta. *Ho in mente due cose in contraddizione tra loro. Una è semplicemente la convinzione incrollabile che tutto sia possibile. Allo stesso tempo, però, l’esperienza vissuta qui mi ha dato un posto in prima fila per vedere quanto profondamente e inconsciamente, devo ammettere anche consciamente, moltissime persone in questo paese odino le donne. In particolare, odiano le donne di colore. La gente mi fa domande sul futuro e, realisticamente, non posso neanche rispondere se a settembre sarò ancora viva. Questo mi pesa tantissimo. E non è solo la destra. La [[misoginia]] trascende l’ideologia politica: sinistra, destra, centro. Il controllo patriarcale influisce su tutti noi, non soltanto le donne; gli uomini [...] ne sono vittima, ma c’è anche, dal punto di vista ideologico, una straordinaria mancanza di autocoscienza in troppi ambienti. E quindi le due cose sono in netto conflitto. Ammetto che a volte ritengo di vivere in un paese in cui una donna progressista di colore non sarà mai presidente. *I [[Cane|cani]] hanno un modo per mitigare le difficoltà. Sono come un pavimento solido su cui procedere sicuri. *Il mondo per cui stiamo lottando è già presente. Forse non è completo, magari ne manca la maggior parte, ma è innegabilmente presente. {{Int|Da ''[https://www.ossigeno.net/post/il-discorso-di-aoc-alla-convention-di-chicago Il discorso di AOC alla convention di Chicago]''|Discorso alla convenzione di Chicago, ''Ossigeno.net'', 20 agosto 2024}} *Con Kamala Harris, abbiamo la possibilità di eleggere una presidente che è per la classe media perché lei è della classe media. Lei capisce l'urgenza di chi deve pagare l'affitto, di chi deve fare la spesa, di chi deve affrontare il costo dei farmaci. Lei è impegnata per i nostri diritti riproduttivi e civili tanto quanto lo è per affrontare l'avidità delle grandi aziende. E sta lavorando instancabilmente per garantire un cessate il fuoco a Gaza e riportare a casa gli ostaggi. In Kamala Harris, vedo una leader che capisce. Vedo una leader che si impegna davvero per un futuro migliore per le famiglie lavoratrici. *[...] sappiamo che Donald Trump venderebbe questo paese per un dollaro se ciò significasse riempire le sue tasche e quelle dei suoi amici di Wall Street. E non so voi, ma io sono stanca di sentire come uno sfruttatore da due soldi nemico dei sindacati pensi di essere più un patriota della donna che lotta ogni singolo giorno per togliere lo stivale dell'avidità che calpesta il nostro stile di vita dal collo dei lavoratori. *La verità è, Don, che non puoi amare questo paese se combatti solo per i ricchi e le grandi aziende. Amare questo paese significa combattere per la sua gente. *[...] da quando sono stata eletta, i repubblicani mi hanno attaccato dicendo che dovrei tornare a fare la barista. Ma lascia che ti dica, sarei felice di farlo in qualsiasi momento perché non c'è niente di sbagliato nel lavorare per vivere. *[...] se sei un genitore lavoratore che cerca di permettersi l'affitto e l'asilo nido, Kamala è la persona giusta per te. Se sei un anziano che ha dovuto tornare al lavoro perché la tua pensione non durava abbastanza, Kamala è la persona giusta per te. Se siete una famiglia di immigrati che sta appena iniziando la sua storia americana, Kamala è la persona giusta per voi. {{Int|Da ''[https://www.avantionline.it/ocasio-cortez-sulla-risoluzione-di-charlie-kirk-e-lattacco-dellamministrazione-trump-alla-liberta-di-espressione/ Ocasio-Cortez sulla risoluzione di Charlie Kirk e l’attacco dell’amministrazione Trump alla libertà di espressione]''|Discorso sull'[[assassinio di Charlie Kirk]], ''Avantionline.it'', 22 settembre 2025}} *Oggi i repubblicani della Camera hanno portato all’attenzione dell’aula una risoluzione che “onora la vita e l’eredità” di Charlie Kirk. Ho votato NO. Condannare la depravazione del brutale omicidio di Kirk è una questione semplice, particolarmente importante per contribuire a stabilizzare un ambiente politico sempre più insicuro e volatile, in cui la gente comune si sente a rischio. Possiamo dissentire da Charlie e unirci come Paese per denunciare l’orrore dell’omicidio. Questo è un valore fondamentale americano. La presente risoluzione non fa che sottolineare l’incoscienza e l’intenzione di divisione della maggioranza, scegliendo di presentare questa risoluzione su base completamente di parte, invece di unificare il Congresso in questa tragedia con una delle tante opzioni bipartisan per condannare la violenza politica e l’omicidio di Kirk, come abbiamo fatto con la defunta Melissa Hortman. Invece, la maggioranza ha proceduto con una risoluzione che porta grande dolore ai milioni di americani che hanno subito la segregazione, Jim Crow e l’eredità di quel bigottismo oggi. *Dovremmo essere chiari su chi era [[Charlie Kirk]]: un uomo che credeva che il Civil Rights Act, che garantiva agli afroamericani il diritto di voto, fosse un “errore”, che dopo il violento attacco a Paul Pelosi affermò che “qualche straordinario patriota là fuori” avrebbe dovuto salvare il suo aggressore e accusò gli ebrei di controllare “non solo le università, ma anche le organizzazioni non profit, il cinema, Hollywood, tutto”. La sua retorica e le sue convinzioni erano ignoranti e cercavano di privare il diritto di voto a milioni di americani, invece di “lavorare instancabilmente per promuovere l’unità”, come affermato dalla maggioranza in questa risoluzione. *È [...] importante che il Congresso si unisca per respingere il tentativo del governo di strumentalizzare questo momento trasformandolo in un assalto totale alla libertà di espressione in tutto il Paese. Tutto in nome di Charlie Kirk, l’amministrazione Trump e la FCC stanno ora minacciando cinicamente di chiudere la ABC e qualsiasi emittente che dia spazio ai suoi critici politici. Questo è un disgustoso attacco al popolo americano e ai diritti sanciti dal Primo Emendamento che ci definiscono come Paese. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ocasio-Cortez, Alexandria}} [[Categoria:Politici statunitensi]] 0mseb6coqzcl5kmk0pz26qgoc8gaipr Nicola Nisco (patriota) 0 154816 1426276 1426267 2026-09-12T13:09:41Z Gaux 18878 /* Citazioni di Nicola Nisco */ Pietro Ugo, marchese delle Favare 1426276 wikitext text/x-wiki '''Nicola Nisco''', o '''Niccola''' (1816 – 1901), patriota, storico e politico italiano. ==Citazioni di Nicola Nisco== *Di [[Francesco Saverio del Carretto|{{sic|Delcarretto}}]] ho scritto forse troppo lungamente; ma mi è parso necessario analizzare per grandi linee quest'uomo, che per diciotto anni ha in sé personificato il regno di re [[Ferdinando II delle Due Sicilie|Ferdinando]]. Ministro delia polizia e capo della gendarmeria, aveva nelle sue mani un immenso potere, e lo esercitava largamente con arbitrio spaventevole. Nei giudizii criminali e nei civili, nelle istruzioni, nelle amministrazioni dei diversi rami provinciali e comunali, nei chiostri e nelle curie, egli pei suoi agenti si cacciava e tutto risolveva con forma gendarmesca, col fermo convincimento di fare opera giusta e buona.<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiaditaliada00niscgoog/page/n8/mode/1up Storia d'Italia dal 1814 al 1880]'', Voghera Carlo tipografo, Roma, 1885 p. 125.</ref> *[...] la Sicilia era tiranneggiata da [[Pietro Ugo, marchese delle Favare|Pietro Ugo marchese delle Favare]], il quale, luogotenente generale del re, vi esercitava autorità quasi regia. Uomo egli era di sfrenata ambizione, vendicativo, crudele, senza religione, senza morale, persecutore non soltanto per causa di maestà, ma per vendicare uno dei suoi cortigiani, per gastigare una città di un banchetto non offertogli, per dispetto di un amorazzo contraddetto, ed anche, scrive Giuseppe La Farina, per più infami cagioni, quando, sazio di adulteri amori, davasi alle più nefande libidini.<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiaditaliada01niscgoog/page/n6/mode/1up Storia d'Italia dal 1814 al 1880]'', Voghera Carlo tipografo, Roma, 1884, vol. II, p. 125.</ref> ==''Storia del Reame di Napoli dal 1824 al 1860''== ===[[Incipit]]=== Forse al finire di questo nostro secolo XIX le generazioni che, con la letteratura, le congiure, gli ardimenti, i {{sic|martirii}}, la politica, le armi, han preparato e compiuto il rinnovamento d'Italia, saranno tutte nei cimiteri; e del reame che il normanno Roberto Guiscardo tramandava al {{sic|nepote}} Ruggiero, già fattosi re di Sicilia, gl'Italiani ricorderanno solo in nome, come gli Spagnuoli di quelli d'Aragona, di Navarra e di Castiglia. Il qual progresso della coscienza storica dei popoli, dalla quale man mano si cancella il passato, io non deploro. La morte rinnovella così gli uomini e gli Stati sulla scena di questo mondo, come i sentimenti, i bisogni, le aspirazioni, le rimembranze stesse dell'ere che si succedono; donde i vecchi d'ordinario giudicano rovinoso il procedere dei giovani, e questi si fanno a cacciar noi ancora vivi nella tomba. ===Citazioni=== *Durante il regno dei Napoleonidi il brigantaggio risorse difensore dei Borboni. Soldavalo ed infiammavalo<ref>Lo finanziava e incitava.</ref> alle stragi [[Maria Carolina d'Asburgo-Lorena|Maria Carolina]], tanto dalle infami voglie degli eccidi dominata, che, prima di fuggire per la seconda volta in Sicilia, proponevasi, secondo scriveva al suo imperial fratello il 7 marzo 1806, di fare evadere dalle galere quattromila galeotti per dare ''ai liberali di Napoli una lezione da ricordare quella del novantanove<ref>La feroce repressione del 1799 che seguì la fine della Repubblica Napoletana.</ref>''. Se la figliuola d Maria Teresa, sitibonda di sangue per vendicare la morte di sua sorella Maria Antonietta<ref> Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI e regina di Francia.</ref>, non poté porre in atto, a cagione della precipitosa fuga, il suo iniquo disegno, rivolse tutta l'energia a riorganizzare il brigantaggio. (Libro I - ''Francesco I'', cap. VII, p. 36) *Col regno di Francesco I<ref>Francesco I delle Due Sicilie (1777–1830).</ref> si slargò ed esasperò l'altra piaga sociale del Napoletano, la ''[[camorra]]''; dalle prigioni e dalle galere passò nel paese e si organizzò in associazione di malfattori con statuto, giuramento, cieca ubbidienza, gerarchia ecc. Certamente quest'associazione esisteva e si esercitava fin dai tempi del viceregnato<ref>Vicereame di Napoli nel periodo del dominio spagnolo.</ref>; è una triste importazione spagnuola pel nome e per l'indole, e di cui troviamo il tipo nelle novelle di Cervantes. La consorteria o confraternita di ''Monopodio'', riunione di ladri stabilita a Siviglia fin dal secolo XV, con proprio statuto, proprio gergo, propria giurisdizione di vita e di morte su i suoi membri, cieca sottomissione al capo, prelevazione dai benefizi di una quota per mantenere la lampada alla ''Madonna e per messe alle anime del Purgatorio'', è davvero la madre della camorra, nome, come l'istituzione, pur venuto di Spagna per significare l'azione di {{sic|estorquere}} danaro dai deboli a forza d'insulti e di minacce. (Libro I - ''Francesco I'', cap. VIII, p. 42) *Più però della nobiltà del casato ebbe [[Luigi de' Medici di Ottajano|Luigi de Medici]] {{sic|quello}} del sapere e dell'ingegno che l'han reso il ministro più segnalato del reame di Napoli nella prima metà di questo secolo<ref>Del secolo diciannovesimo.</ref>, ed avrebbe lasciato memoria venerata ed orgogliosa fra i suoi concittadini, se fosse vissuto in tempi meno gravi ed avesse governato sotto principi meno tristi. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, pp. 97-98) *Se Luigi de Medici non fu secondo qual ministro delle finanze al conte Corvetto<ref>Luigi Emanuele Corvetto (1756–1821), ministro delle Finanze nel governo francese Richelieu I.</ref> nel quinquennio che precedette la rivoluzione, d'altra parte lasciando ai cortigiani fare di ogni cosa mercato, alla polizia sbizzarrirsi ed ai soggetti sperare soltanto nelle sette e nelle congiure, fece ricordare con maggior amarezza il suo ufficio di reggente della Vicaria<ref>Come reggente della Gran Corte della Vicaria, ebbe la guida della Polizia Urbana e della Corte Criminale.</ref>, e perdere nel paese la memoria dei suoi grandi meriti come ministro sapientissimo e destro delle pubbliche finanze. Della quale differenza nella vita di questo uomo di Stato una sola fu la cagione: il desiderio incarnato nella sua razza di predominare, quali che fossero i mezzi e le vie, come in Caterina stata regina di Francia e in Cosimo primo<ref>Caterina de' Medici (1519–1589), moglie di Enrico II e regina consorte di Francia; Cosimo I de' Medici (1519–1574), secondo ed ultimo Duca di Firenze.</ref>. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, pp. 100-101) *Si può adunque del Medici, riconoscendone l'alto ingegno di finanziere e di diplomatico, dire col Monti che calpestava pure il capo del padre e del fratello per farsene sgabello a salir sublime. Egli non comprese mai la grandezza dell'oblio dei suoi contemporanei, la grandezza senza il potere, e, per tema di perderlo, andò, come testé ho accennato, a morire a Madrid. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, p. 101) *[...] il [[Carlo Filangieri|Filangieri]] comprese che, se non si poteva accordare la indipendenza e la costituzione {{NDR|alla Sicilia}}, bisognava guadagnare la sudditanza con governo umano che trasformasse in civile l'isola ancora rimasta in fondo medievale, e, dandole la modernità, vi si stabilisse una larga autonomia amministrativa sulla base del rispetto ai privilegi locali non incompatibili con l'unione {{NDR|con Napoli}}. Questo concetto trovò opposizione nella Corte e nel Ministero, e per ostacolarlo i cortigiani accusavano il Filangieri di ambizione di padroneggiamento, e il chiamavano il ''re Carlo'', sapendo quanto Ferdinando<ref>Ferdinando II delle Due Sicilie (1810–1859).</ref> tenesse ad essere nel suo regno solo ed assoluto padrone. (Libro II - ''Ferdinando II'', parte seconda, cap. IX, p. 269) *Per giudicare [[Agesilao Milano]] {{NDR|che aveva attentato alla vita di Ferdinando II}}, il tenente generale Lecca convocava un consiglio di corpo del 3° battaglione cacciatori, presieduto dal capitano Enrico Pianell ed avente a commissario relatore Carlo Bertini. All'avvocato suo difensore, Milano disse di non aver nulla ad aggiungere, se non che non essere mai stato folle, siccome voleva far credere la difesa, e di aver operato con senno e premeditazione, né pentirsene. Quando gli fu letta la sentenza, all'udire la parola ''capestro'', volse gli occhi al cielo. (Libro II - ''Ferdinando II'', parte seconda, cap. XXII, pp. 359-360) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *{{sic|Niccola}} Nisco, ''[https://archive.org/details/storiadelreamed00niscgoog/page/n8 Storia del Reame di Napoli dal 1824 al 1860]'', quinta edizione, Alfredo Guida editore, Napoli, 1908. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nisco, Nicola}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] j9eyahlnkpgf4ru6f7t8t6evppk02h7 1426277 1426276 2026-09-12T13:10:15Z Gaux 18878 /* Citazioni di Nicola Nisco */ Giuseppe La Farina 1426277 wikitext text/x-wiki '''Nicola Nisco''', o '''Niccola''' (1816 – 1901), patriota, storico e politico italiano. ==Citazioni di Nicola Nisco== *Di [[Francesco Saverio del Carretto|{{sic|Delcarretto}}]] ho scritto forse troppo lungamente; ma mi è parso necessario analizzare per grandi linee quest'uomo, che per diciotto anni ha in sé personificato il regno di re [[Ferdinando II delle Due Sicilie|Ferdinando]]. Ministro delia polizia e capo della gendarmeria, aveva nelle sue mani un immenso potere, e lo esercitava largamente con arbitrio spaventevole. Nei giudizii criminali e nei civili, nelle istruzioni, nelle amministrazioni dei diversi rami provinciali e comunali, nei chiostri e nelle curie, egli pei suoi agenti si cacciava e tutto risolveva con forma gendarmesca, col fermo convincimento di fare opera giusta e buona.<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiaditaliada00niscgoog/page/n8/mode/1up Storia d'Italia dal 1814 al 1880]'', Voghera Carlo tipografo, Roma, 1885 p. 125.</ref> *[...] la Sicilia era tiranneggiata da [[Pietro Ugo, marchese delle Favare|Pietro Ugo marchese delle Favare]], il quale, luogotenente generale del re, vi esercitava autorità quasi regia. Uomo egli era di sfrenata ambizione, vendicativo, crudele, senza religione, senza morale, persecutore non soltanto per causa di maestà, ma per vendicare uno dei suoi cortigiani, per gastigare una città di un banchetto non offertogli, per dispetto di un amorazzo contraddetto, ed anche, scrive [[Giuseppe La Farina]], per più infami cagioni, quando, sazio di adulteri amori, davasi alle più nefande libidini.<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiaditaliada01niscgoog/page/n6/mode/1up Storia d'Italia dal 1814 al 1880]'', Voghera Carlo tipografo, Roma, 1884, vol. II, p. 125.</ref> ==''Storia del Reame di Napoli dal 1824 al 1860''== ===[[Incipit]]=== Forse al finire di questo nostro secolo XIX le generazioni che, con la letteratura, le congiure, gli ardimenti, i {{sic|martirii}}, la politica, le armi, han preparato e compiuto il rinnovamento d'Italia, saranno tutte nei cimiteri; e del reame che il normanno Roberto Guiscardo tramandava al {{sic|nepote}} Ruggiero, già fattosi re di Sicilia, gl'Italiani ricorderanno solo in nome, come gli Spagnuoli di quelli d'Aragona, di Navarra e di Castiglia. Il qual progresso della coscienza storica dei popoli, dalla quale man mano si cancella il passato, io non deploro. La morte rinnovella così gli uomini e gli Stati sulla scena di questo mondo, come i sentimenti, i bisogni, le aspirazioni, le rimembranze stesse dell'ere che si succedono; donde i vecchi d'ordinario giudicano rovinoso il procedere dei giovani, e questi si fanno a cacciar noi ancora vivi nella tomba. ===Citazioni=== *Durante il regno dei Napoleonidi il brigantaggio risorse difensore dei Borboni. Soldavalo ed infiammavalo<ref>Lo finanziava e incitava.</ref> alle stragi [[Maria Carolina d'Asburgo-Lorena|Maria Carolina]], tanto dalle infami voglie degli eccidi dominata, che, prima di fuggire per la seconda volta in Sicilia, proponevasi, secondo scriveva al suo imperial fratello il 7 marzo 1806, di fare evadere dalle galere quattromila galeotti per dare ''ai liberali di Napoli una lezione da ricordare quella del novantanove<ref>La feroce repressione del 1799 che seguì la fine della Repubblica Napoletana.</ref>''. Se la figliuola d Maria Teresa, sitibonda di sangue per vendicare la morte di sua sorella Maria Antonietta<ref> Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI e regina di Francia.</ref>, non poté porre in atto, a cagione della precipitosa fuga, il suo iniquo disegno, rivolse tutta l'energia a riorganizzare il brigantaggio. (Libro I - ''Francesco I'', cap. VII, p. 36) *Col regno di Francesco I<ref>Francesco I delle Due Sicilie (1777–1830).</ref> si slargò ed esasperò l'altra piaga sociale del Napoletano, la ''[[camorra]]''; dalle prigioni e dalle galere passò nel paese e si organizzò in associazione di malfattori con statuto, giuramento, cieca ubbidienza, gerarchia ecc. Certamente quest'associazione esisteva e si esercitava fin dai tempi del viceregnato<ref>Vicereame di Napoli nel periodo del dominio spagnolo.</ref>; è una triste importazione spagnuola pel nome e per l'indole, e di cui troviamo il tipo nelle novelle di Cervantes. La consorteria o confraternita di ''Monopodio'', riunione di ladri stabilita a Siviglia fin dal secolo XV, con proprio statuto, proprio gergo, propria giurisdizione di vita e di morte su i suoi membri, cieca sottomissione al capo, prelevazione dai benefizi di una quota per mantenere la lampada alla ''Madonna e per messe alle anime del Purgatorio'', è davvero la madre della camorra, nome, come l'istituzione, pur venuto di Spagna per significare l'azione di {{sic|estorquere}} danaro dai deboli a forza d'insulti e di minacce. (Libro I - ''Francesco I'', cap. VIII, p. 42) *Più però della nobiltà del casato ebbe [[Luigi de' Medici di Ottajano|Luigi de Medici]] {{sic|quello}} del sapere e dell'ingegno che l'han reso il ministro più segnalato del reame di Napoli nella prima metà di questo secolo<ref>Del secolo diciannovesimo.</ref>, ed avrebbe lasciato memoria venerata ed orgogliosa fra i suoi concittadini, se fosse vissuto in tempi meno gravi ed avesse governato sotto principi meno tristi. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, pp. 97-98) *Se Luigi de Medici non fu secondo qual ministro delle finanze al conte Corvetto<ref>Luigi Emanuele Corvetto (1756–1821), ministro delle Finanze nel governo francese Richelieu I.</ref> nel quinquennio che precedette la rivoluzione, d'altra parte lasciando ai cortigiani fare di ogni cosa mercato, alla polizia sbizzarrirsi ed ai soggetti sperare soltanto nelle sette e nelle congiure, fece ricordare con maggior amarezza il suo ufficio di reggente della Vicaria<ref>Come reggente della Gran Corte della Vicaria, ebbe la guida della Polizia Urbana e della Corte Criminale.</ref>, e perdere nel paese la memoria dei suoi grandi meriti come ministro sapientissimo e destro delle pubbliche finanze. Della quale differenza nella vita di questo uomo di Stato una sola fu la cagione: il desiderio incarnato nella sua razza di predominare, quali che fossero i mezzi e le vie, come in Caterina stata regina di Francia e in Cosimo primo<ref>Caterina de' Medici (1519–1589), moglie di Enrico II e regina consorte di Francia; Cosimo I de' Medici (1519–1574), secondo ed ultimo Duca di Firenze.</ref>. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, pp. 100-101) *Si può adunque del Medici, riconoscendone l'alto ingegno di finanziere e di diplomatico, dire col Monti che calpestava pure il capo del padre e del fratello per farsene sgabello a salir sublime. Egli non comprese mai la grandezza dell'oblio dei suoi contemporanei, la grandezza senza il potere, e, per tema di perderlo, andò, come testé ho accennato, a morire a Madrid. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, p. 101) *[...] il [[Carlo Filangieri|Filangieri]] comprese che, se non si poteva accordare la indipendenza e la costituzione {{NDR|alla Sicilia}}, bisognava guadagnare la sudditanza con governo umano che trasformasse in civile l'isola ancora rimasta in fondo medievale, e, dandole la modernità, vi si stabilisse una larga autonomia amministrativa sulla base del rispetto ai privilegi locali non incompatibili con l'unione {{NDR|con Napoli}}. Questo concetto trovò opposizione nella Corte e nel Ministero, e per ostacolarlo i cortigiani accusavano il Filangieri di ambizione di padroneggiamento, e il chiamavano il ''re Carlo'', sapendo quanto Ferdinando<ref>Ferdinando II delle Due Sicilie (1810–1859).</ref> tenesse ad essere nel suo regno solo ed assoluto padrone. (Libro II - ''Ferdinando II'', parte seconda, cap. IX, p. 269) *Per giudicare [[Agesilao Milano]] {{NDR|che aveva attentato alla vita di Ferdinando II}}, il tenente generale Lecca convocava un consiglio di corpo del 3° battaglione cacciatori, presieduto dal capitano Enrico Pianell ed avente a commissario relatore Carlo Bertini. All'avvocato suo difensore, Milano disse di non aver nulla ad aggiungere, se non che non essere mai stato folle, siccome voleva far credere la difesa, e di aver operato con senno e premeditazione, né pentirsene. Quando gli fu letta la sentenza, all'udire la parola ''capestro'', volse gli occhi al cielo. (Libro II - ''Ferdinando II'', parte seconda, cap. XXII, pp. 359-360) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *{{sic|Niccola}} Nisco, ''[https://archive.org/details/storiadelreamed00niscgoog/page/n8 Storia del Reame di Napoli dal 1824 al 1860]'', quinta edizione, Alfredo Guida editore, Napoli, 1908. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nisco, Nicola}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] okbwsn5ozleow9c7vy3g9qzjlxsz3x3 1426278 1426277 2026-09-12T13:16:22Z Gaux 18878 /* Citazioni di Nicola Nisco */ volume 1426278 wikitext text/x-wiki '''Nicola Nisco''', o '''Niccola''' (1816 – 1901), patriota, storico e politico italiano. ==Citazioni di Nicola Nisco== *Di [[Francesco Saverio del Carretto|{{sic|Delcarretto}}]] ho scritto forse troppo lungamente; ma mi è parso necessario analizzare per grandi linee quest'uomo, che per diciotto anni ha in sé personificato il regno di re [[Ferdinando II delle Due Sicilie|Ferdinando]]. Ministro delia polizia e capo della gendarmeria, aveva nelle sue mani un immenso potere, e lo esercitava largamente con arbitrio spaventevole. Nei giudizii criminali e nei civili, nelle istruzioni, nelle amministrazioni dei diversi rami provinciali e comunali, nei chiostri e nelle curie, egli pei suoi agenti si cacciava e tutto risolveva con forma gendarmesca, col fermo convincimento di fare opera giusta e buona.<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiaditaliada00niscgoog/page/n8/mode/1up Storia d'Italia dal 1814 al 1880]'', Voghera Carlo tipografo, Roma, 1885, vol. III, p. 125.</ref> *[...] la Sicilia era tiranneggiata da [[Pietro Ugo, marchese delle Favare|Pietro Ugo marchese delle Favare]], il quale, luogotenente generale del re, vi esercitava autorità quasi regia. Uomo egli era di sfrenata ambizione, vendicativo, crudele, senza religione, senza morale, persecutore non soltanto per causa di maestà, ma per vendicare uno dei suoi cortigiani, per gastigare una città di un banchetto non offertogli, per dispetto di un amorazzo contraddetto, ed anche, scrive [[Giuseppe La Farina]], per più infami cagioni, quando, sazio di adulteri amori, davasi alle più nefande libidini.<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiaditaliada01niscgoog/page/n6/mode/1up Storia d'Italia dal 1814 al 1880]'', Voghera Carlo tipografo, Roma, 1884, vol. II, p. 125.</ref> ==''Storia del Reame di Napoli dal 1824 al 1860''== ===[[Incipit]]=== Forse al finire di questo nostro secolo XIX le generazioni che, con la letteratura, le congiure, gli ardimenti, i {{sic|martirii}}, la politica, le armi, han preparato e compiuto il rinnovamento d'Italia, saranno tutte nei cimiteri; e del reame che il normanno Roberto Guiscardo tramandava al {{sic|nepote}} Ruggiero, già fattosi re di Sicilia, gl'Italiani ricorderanno solo in nome, come gli Spagnuoli di quelli d'Aragona, di Navarra e di Castiglia. Il qual progresso della coscienza storica dei popoli, dalla quale man mano si cancella il passato, io non deploro. La morte rinnovella così gli uomini e gli Stati sulla scena di questo mondo, come i sentimenti, i bisogni, le aspirazioni, le rimembranze stesse dell'ere che si succedono; donde i vecchi d'ordinario giudicano rovinoso il procedere dei giovani, e questi si fanno a cacciar noi ancora vivi nella tomba. ===Citazioni=== *Durante il regno dei Napoleonidi il brigantaggio risorse difensore dei Borboni. Soldavalo ed infiammavalo<ref>Lo finanziava e incitava.</ref> alle stragi [[Maria Carolina d'Asburgo-Lorena|Maria Carolina]], tanto dalle infami voglie degli eccidi dominata, che, prima di fuggire per la seconda volta in Sicilia, proponevasi, secondo scriveva al suo imperial fratello il 7 marzo 1806, di fare evadere dalle galere quattromila galeotti per dare ''ai liberali di Napoli una lezione da ricordare quella del novantanove<ref>La feroce repressione del 1799 che seguì la fine della Repubblica Napoletana.</ref>''. Se la figliuola d Maria Teresa, sitibonda di sangue per vendicare la morte di sua sorella Maria Antonietta<ref> Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI e regina di Francia.</ref>, non poté porre in atto, a cagione della precipitosa fuga, il suo iniquo disegno, rivolse tutta l'energia a riorganizzare il brigantaggio. (Libro I - ''Francesco I'', cap. VII, p. 36) *Col regno di Francesco I<ref>Francesco I delle Due Sicilie (1777–1830).</ref> si slargò ed esasperò l'altra piaga sociale del Napoletano, la ''[[camorra]]''; dalle prigioni e dalle galere passò nel paese e si organizzò in associazione di malfattori con statuto, giuramento, cieca ubbidienza, gerarchia ecc. Certamente quest'associazione esisteva e si esercitava fin dai tempi del viceregnato<ref>Vicereame di Napoli nel periodo del dominio spagnolo.</ref>; è una triste importazione spagnuola pel nome e per l'indole, e di cui troviamo il tipo nelle novelle di Cervantes. La consorteria o confraternita di ''Monopodio'', riunione di ladri stabilita a Siviglia fin dal secolo XV, con proprio statuto, proprio gergo, propria giurisdizione di vita e di morte su i suoi membri, cieca sottomissione al capo, prelevazione dai benefizi di una quota per mantenere la lampada alla ''Madonna e per messe alle anime del Purgatorio'', è davvero la madre della camorra, nome, come l'istituzione, pur venuto di Spagna per significare l'azione di {{sic|estorquere}} danaro dai deboli a forza d'insulti e di minacce. (Libro I - ''Francesco I'', cap. VIII, p. 42) *Più però della nobiltà del casato ebbe [[Luigi de' Medici di Ottajano|Luigi de Medici]] {{sic|quello}} del sapere e dell'ingegno che l'han reso il ministro più segnalato del reame di Napoli nella prima metà di questo secolo<ref>Del secolo diciannovesimo.</ref>, ed avrebbe lasciato memoria venerata ed orgogliosa fra i suoi concittadini, se fosse vissuto in tempi meno gravi ed avesse governato sotto principi meno tristi. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, pp. 97-98) *Se Luigi de Medici non fu secondo qual ministro delle finanze al conte Corvetto<ref>Luigi Emanuele Corvetto (1756–1821), ministro delle Finanze nel governo francese Richelieu I.</ref> nel quinquennio che precedette la rivoluzione, d'altra parte lasciando ai cortigiani fare di ogni cosa mercato, alla polizia sbizzarrirsi ed ai soggetti sperare soltanto nelle sette e nelle congiure, fece ricordare con maggior amarezza il suo ufficio di reggente della Vicaria<ref>Come reggente della Gran Corte della Vicaria, ebbe la guida della Polizia Urbana e della Corte Criminale.</ref>, e perdere nel paese la memoria dei suoi grandi meriti come ministro sapientissimo e destro delle pubbliche finanze. Della quale differenza nella vita di questo uomo di Stato una sola fu la cagione: il desiderio incarnato nella sua razza di predominare, quali che fossero i mezzi e le vie, come in Caterina stata regina di Francia e in Cosimo primo<ref>Caterina de' Medici (1519–1589), moglie di Enrico II e regina consorte di Francia; Cosimo I de' Medici (1519–1574), secondo ed ultimo Duca di Firenze.</ref>. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, pp. 100-101) *Si può adunque del Medici, riconoscendone l'alto ingegno di finanziere e di diplomatico, dire col Monti che calpestava pure il capo del padre e del fratello per farsene sgabello a salir sublime. Egli non comprese mai la grandezza dell'oblio dei suoi contemporanei, la grandezza senza il potere, e, per tema di perderlo, andò, come testé ho accennato, a morire a Madrid. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, p. 101) *[...] il [[Carlo Filangieri|Filangieri]] comprese che, se non si poteva accordare la indipendenza e la costituzione {{NDR|alla Sicilia}}, bisognava guadagnare la sudditanza con governo umano che trasformasse in civile l'isola ancora rimasta in fondo medievale, e, dandole la modernità, vi si stabilisse una larga autonomia amministrativa sulla base del rispetto ai privilegi locali non incompatibili con l'unione {{NDR|con Napoli}}. Questo concetto trovò opposizione nella Corte e nel Ministero, e per ostacolarlo i cortigiani accusavano il Filangieri di ambizione di padroneggiamento, e il chiamavano il ''re Carlo'', sapendo quanto Ferdinando<ref>Ferdinando II delle Due Sicilie (1810–1859).</ref> tenesse ad essere nel suo regno solo ed assoluto padrone. (Libro II - ''Ferdinando II'', parte seconda, cap. IX, p. 269) *Per giudicare [[Agesilao Milano]] {{NDR|che aveva attentato alla vita di Ferdinando II}}, il tenente generale Lecca convocava un consiglio di corpo del 3° battaglione cacciatori, presieduto dal capitano Enrico Pianell ed avente a commissario relatore Carlo Bertini. All'avvocato suo difensore, Milano disse di non aver nulla ad aggiungere, se non che non essere mai stato folle, siccome voleva far credere la difesa, e di aver operato con senno e premeditazione, né pentirsene. Quando gli fu letta la sentenza, all'udire la parola ''capestro'', volse gli occhi al cielo. (Libro II - ''Ferdinando II'', parte seconda, cap. XXII, pp. 359-360) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *{{sic|Niccola}} Nisco, ''[https://archive.org/details/storiadelreamed00niscgoog/page/n8 Storia del Reame di Napoli dal 1824 al 1860]'', quinta edizione, Alfredo Guida editore, Napoli, 1908. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nisco, Nicola}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] p1ga93a113nlj7u1qb5loi360hzsufb 1426279 1426278 2026-09-12T13:21:35Z Gaux 18878 /* Citazioni di Nicola Nisco */ Regno delle Due Sicilie 1426279 wikitext text/x-wiki '''Nicola Nisco''', o '''Niccola''' (1816 – 1901), patriota, storico e politico italiano. ==Citazioni di Nicola Nisco== *Di [[Francesco Saverio del Carretto|{{sic|Delcarretto}}]] ho scritto forse troppo lungamente; ma mi è parso necessario analizzare per grandi linee quest'uomo, che per diciotto anni ha in sé personificato il regno di re [[Ferdinando II delle Due Sicilie|Ferdinando]]. Ministro delia polizia e capo della gendarmeria, aveva nelle sue mani un immenso potere, e lo esercitava largamente con arbitrio spaventevole. Nei giudizii criminali e nei civili, nelle istruzioni, nelle amministrazioni dei diversi rami provinciali e comunali, nei chiostri e nelle curie, egli pei suoi agenti si cacciava e tutto risolveva con forma gendarmesca, col fermo convincimento di fare opera giusta e buona.<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiaditaliada00niscgoog/page/n8/mode/1up Storia d'Italia dal 1814 al 1880]'', Voghera Carlo tipografo, Roma, 1885, vol. III, p. 125.</ref> *[...] la [[Regno delle Due Sicilie|Sicilia]] era tiranneggiata da [[Pietro Ugo, marchese delle Favare|Pietro Ugo marchese delle Favare]], il quale, luogotenente generale del re, vi esercitava autorità quasi regia. Uomo egli era di sfrenata ambizione, vendicativo, crudele, senza religione, senza morale, persecutore non soltanto per causa di maestà, ma per vendicare uno dei suoi cortigiani, per gastigare una città di un banchetto non offertogli, per dispetto di un amorazzo contraddetto, ed anche, scrive [[Giuseppe La Farina]], per più infami cagioni, quando, sazio di adulteri amori, davasi alle più nefande libidini.<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiaditaliada01niscgoog/page/n6/mode/1up Storia d'Italia dal 1814 al 1880]'', Voghera Carlo tipografo, Roma, 1884, vol. II, p. 125.</ref> ==''Storia del Reame di Napoli dal 1824 al 1860''== ===[[Incipit]]=== Forse al finire di questo nostro secolo XIX le generazioni che, con la letteratura, le congiure, gli ardimenti, i {{sic|martirii}}, la politica, le armi, han preparato e compiuto il rinnovamento d'Italia, saranno tutte nei cimiteri; e del reame che il normanno Roberto Guiscardo tramandava al {{sic|nepote}} Ruggiero, già fattosi re di Sicilia, gl'Italiani ricorderanno solo in nome, come gli Spagnuoli di quelli d'Aragona, di Navarra e di Castiglia. Il qual progresso della coscienza storica dei popoli, dalla quale man mano si cancella il passato, io non deploro. La morte rinnovella così gli uomini e gli Stati sulla scena di questo mondo, come i sentimenti, i bisogni, le aspirazioni, le rimembranze stesse dell'ere che si succedono; donde i vecchi d'ordinario giudicano rovinoso il procedere dei giovani, e questi si fanno a cacciar noi ancora vivi nella tomba. ===Citazioni=== *Durante il regno dei Napoleonidi il brigantaggio risorse difensore dei Borboni. Soldavalo ed infiammavalo<ref>Lo finanziava e incitava.</ref> alle stragi [[Maria Carolina d'Asburgo-Lorena|Maria Carolina]], tanto dalle infami voglie degli eccidi dominata, che, prima di fuggire per la seconda volta in Sicilia, proponevasi, secondo scriveva al suo imperial fratello il 7 marzo 1806, di fare evadere dalle galere quattromila galeotti per dare ''ai liberali di Napoli una lezione da ricordare quella del novantanove<ref>La feroce repressione del 1799 che seguì la fine della Repubblica Napoletana.</ref>''. Se la figliuola d Maria Teresa, sitibonda di sangue per vendicare la morte di sua sorella Maria Antonietta<ref> Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI e regina di Francia.</ref>, non poté porre in atto, a cagione della precipitosa fuga, il suo iniquo disegno, rivolse tutta l'energia a riorganizzare il brigantaggio. (Libro I - ''Francesco I'', cap. VII, p. 36) *Col regno di Francesco I<ref>Francesco I delle Due Sicilie (1777–1830).</ref> si slargò ed esasperò l'altra piaga sociale del Napoletano, la ''[[camorra]]''; dalle prigioni e dalle galere passò nel paese e si organizzò in associazione di malfattori con statuto, giuramento, cieca ubbidienza, gerarchia ecc. Certamente quest'associazione esisteva e si esercitava fin dai tempi del viceregnato<ref>Vicereame di Napoli nel periodo del dominio spagnolo.</ref>; è una triste importazione spagnuola pel nome e per l'indole, e di cui troviamo il tipo nelle novelle di Cervantes. La consorteria o confraternita di ''Monopodio'', riunione di ladri stabilita a Siviglia fin dal secolo XV, con proprio statuto, proprio gergo, propria giurisdizione di vita e di morte su i suoi membri, cieca sottomissione al capo, prelevazione dai benefizi di una quota per mantenere la lampada alla ''Madonna e per messe alle anime del Purgatorio'', è davvero la madre della camorra, nome, come l'istituzione, pur venuto di Spagna per significare l'azione di {{sic|estorquere}} danaro dai deboli a forza d'insulti e di minacce. (Libro I - ''Francesco I'', cap. VIII, p. 42) *Più però della nobiltà del casato ebbe [[Luigi de' Medici di Ottajano|Luigi de Medici]] {{sic|quello}} del sapere e dell'ingegno che l'han reso il ministro più segnalato del reame di Napoli nella prima metà di questo secolo<ref>Del secolo diciannovesimo.</ref>, ed avrebbe lasciato memoria venerata ed orgogliosa fra i suoi concittadini, se fosse vissuto in tempi meno gravi ed avesse governato sotto principi meno tristi. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, pp. 97-98) *Se Luigi de Medici non fu secondo qual ministro delle finanze al conte Corvetto<ref>Luigi Emanuele Corvetto (1756–1821), ministro delle Finanze nel governo francese Richelieu I.</ref> nel quinquennio che precedette la rivoluzione, d'altra parte lasciando ai cortigiani fare di ogni cosa mercato, alla polizia sbizzarrirsi ed ai soggetti sperare soltanto nelle sette e nelle congiure, fece ricordare con maggior amarezza il suo ufficio di reggente della Vicaria<ref>Come reggente della Gran Corte della Vicaria, ebbe la guida della Polizia Urbana e della Corte Criminale.</ref>, e perdere nel paese la memoria dei suoi grandi meriti come ministro sapientissimo e destro delle pubbliche finanze. Della quale differenza nella vita di questo uomo di Stato una sola fu la cagione: il desiderio incarnato nella sua razza di predominare, quali che fossero i mezzi e le vie, come in Caterina stata regina di Francia e in Cosimo primo<ref>Caterina de' Medici (1519–1589), moglie di Enrico II e regina consorte di Francia; Cosimo I de' Medici (1519–1574), secondo ed ultimo Duca di Firenze.</ref>. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, pp. 100-101) *Si può adunque del Medici, riconoscendone l'alto ingegno di finanziere e di diplomatico, dire col Monti che calpestava pure il capo del padre e del fratello per farsene sgabello a salir sublime. Egli non comprese mai la grandezza dell'oblio dei suoi contemporanei, la grandezza senza il potere, e, per tema di perderlo, andò, come testé ho accennato, a morire a Madrid. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, p. 101) *[...] il [[Carlo Filangieri|Filangieri]] comprese che, se non si poteva accordare la indipendenza e la costituzione {{NDR|alla Sicilia}}, bisognava guadagnare la sudditanza con governo umano che trasformasse in civile l'isola ancora rimasta in fondo medievale, e, dandole la modernità, vi si stabilisse una larga autonomia amministrativa sulla base del rispetto ai privilegi locali non incompatibili con l'unione {{NDR|con Napoli}}. Questo concetto trovò opposizione nella Corte e nel Ministero, e per ostacolarlo i cortigiani accusavano il Filangieri di ambizione di padroneggiamento, e il chiamavano il ''re Carlo'', sapendo quanto Ferdinando<ref>Ferdinando II delle Due Sicilie (1810–1859).</ref> tenesse ad essere nel suo regno solo ed assoluto padrone. (Libro II - ''Ferdinando II'', parte seconda, cap. IX, p. 269) *Per giudicare [[Agesilao Milano]] {{NDR|che aveva attentato alla vita di Ferdinando II}}, il tenente generale Lecca convocava un consiglio di corpo del 3° battaglione cacciatori, presieduto dal capitano Enrico Pianell ed avente a commissario relatore Carlo Bertini. All'avvocato suo difensore, Milano disse di non aver nulla ad aggiungere, se non che non essere mai stato folle, siccome voleva far credere la difesa, e di aver operato con senno e premeditazione, né pentirsene. Quando gli fu letta la sentenza, all'udire la parola ''capestro'', volse gli occhi al cielo. (Libro II - ''Ferdinando II'', parte seconda, cap. XXII, pp. 359-360) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *{{sic|Niccola}} Nisco, ''[https://archive.org/details/storiadelreamed00niscgoog/page/n8 Storia del Reame di Napoli dal 1824 al 1860]'', quinta edizione, Alfredo Guida editore, Napoli, 1908. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nisco, Nicola}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] idl9q2ic1rk1q1vq141f9zj33w6eoby 1426280 1426279 2026-09-12T13:25:31Z Gaux 18878 /* Citazioni di Nicola Nisco */ wlink 1426280 wikitext text/x-wiki '''Nicola Nisco''', o '''Niccola''' (1816 – 1901), patriota, storico e politico italiano. ==Citazioni di Nicola Nisco== *Di [[Francesco Saverio del Carretto|{{sic|Delcarretto}}]] ho scritto forse troppo lungamente; ma mi è parso necessario analizzare per grandi linee quest'uomo, che per diciotto anni ha in sé personificato il regno di re [[Ferdinando II delle Due Sicilie|Ferdinando]]. Ministro delia polizia e capo della gendarmeria, aveva nelle sue mani un immenso potere, e lo esercitava largamente con arbitrio spaventevole. Nei giudizii criminali e nei civili, nelle istruzioni, nelle amministrazioni dei diversi rami provinciali e comunali, nei chiostri e nelle curie, egli pei suoi agenti si cacciava e tutto risolveva con forma gendarmesca, col fermo convincimento di fare opera giusta e buona.<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiaditaliada00niscgoog/page/n8/mode/1up Storia d'Italia dal 1814 al 1880]'', Voghera Carlo tipografo, Roma, 1885, vol. III, p. 125.</ref> *[...] la [[Sicilia]] era tiranneggiata da [[Pietro Ugo, marchese delle Favare|Pietro Ugo marchese delle Favare]], il quale, luogotenente generale del re, vi esercitava autorità quasi regia. Uomo egli era di sfrenata ambizione, vendicativo, crudele, senza religione, senza morale, persecutore non soltanto per causa di maestà, ma per vendicare uno dei suoi cortigiani, per gastigare una città di un banchetto non offertogli, per dispetto di un amorazzo contraddetto, ed anche, scrive [[Giuseppe La Farina]], per più infami cagioni, quando, sazio di adulteri amori, davasi alle più nefande libidini.<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiaditaliada01niscgoog/page/n6/mode/1up Storia d'Italia dal 1814 al 1880]'', Voghera Carlo tipografo, Roma, 1884, vol. II, p. 125.</ref> ==''Storia del Reame di Napoli dal 1824 al 1860''== ===[[Incipit]]=== Forse al finire di questo nostro secolo XIX le generazioni che, con la letteratura, le congiure, gli ardimenti, i {{sic|martirii}}, la politica, le armi, han preparato e compiuto il rinnovamento d'Italia, saranno tutte nei cimiteri; e del reame che il normanno Roberto Guiscardo tramandava al {{sic|nepote}} Ruggiero, già fattosi re di Sicilia, gl'Italiani ricorderanno solo in nome, come gli Spagnuoli di quelli d'Aragona, di Navarra e di Castiglia. Il qual progresso della coscienza storica dei popoli, dalla quale man mano si cancella il passato, io non deploro. La morte rinnovella così gli uomini e gli Stati sulla scena di questo mondo, come i sentimenti, i bisogni, le aspirazioni, le rimembranze stesse dell'ere che si succedono; donde i vecchi d'ordinario giudicano rovinoso il procedere dei giovani, e questi si fanno a cacciar noi ancora vivi nella tomba. ===Citazioni=== *Durante il regno dei Napoleonidi il brigantaggio risorse difensore dei Borboni. Soldavalo ed infiammavalo<ref>Lo finanziava e incitava.</ref> alle stragi [[Maria Carolina d'Asburgo-Lorena|Maria Carolina]], tanto dalle infami voglie degli eccidi dominata, che, prima di fuggire per la seconda volta in Sicilia, proponevasi, secondo scriveva al suo imperial fratello il 7 marzo 1806, di fare evadere dalle galere quattromila galeotti per dare ''ai liberali di Napoli una lezione da ricordare quella del novantanove<ref>La feroce repressione del 1799 che seguì la fine della Repubblica Napoletana.</ref>''. Se la figliuola d Maria Teresa, sitibonda di sangue per vendicare la morte di sua sorella Maria Antonietta<ref> Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI e regina di Francia.</ref>, non poté porre in atto, a cagione della precipitosa fuga, il suo iniquo disegno, rivolse tutta l'energia a riorganizzare il brigantaggio. (Libro I - ''Francesco I'', cap. VII, p. 36) *Col regno di Francesco I<ref>Francesco I delle Due Sicilie (1777–1830).</ref> si slargò ed esasperò l'altra piaga sociale del Napoletano, la ''[[camorra]]''; dalle prigioni e dalle galere passò nel paese e si organizzò in associazione di malfattori con statuto, giuramento, cieca ubbidienza, gerarchia ecc. Certamente quest'associazione esisteva e si esercitava fin dai tempi del viceregnato<ref>Vicereame di Napoli nel periodo del dominio spagnolo.</ref>; è una triste importazione spagnuola pel nome e per l'indole, e di cui troviamo il tipo nelle novelle di Cervantes. La consorteria o confraternita di ''Monopodio'', riunione di ladri stabilita a Siviglia fin dal secolo XV, con proprio statuto, proprio gergo, propria giurisdizione di vita e di morte su i suoi membri, cieca sottomissione al capo, prelevazione dai benefizi di una quota per mantenere la lampada alla ''Madonna e per messe alle anime del Purgatorio'', è davvero la madre della camorra, nome, come l'istituzione, pur venuto di Spagna per significare l'azione di {{sic|estorquere}} danaro dai deboli a forza d'insulti e di minacce. (Libro I - ''Francesco I'', cap. VIII, p. 42) *Più però della nobiltà del casato ebbe [[Luigi de' Medici di Ottajano|Luigi de Medici]] {{sic|quello}} del sapere e dell'ingegno che l'han reso il ministro più segnalato del reame di Napoli nella prima metà di questo secolo<ref>Del secolo diciannovesimo.</ref>, ed avrebbe lasciato memoria venerata ed orgogliosa fra i suoi concittadini, se fosse vissuto in tempi meno gravi ed avesse governato sotto principi meno tristi. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, pp. 97-98) *Se Luigi de Medici non fu secondo qual ministro delle finanze al conte Corvetto<ref>Luigi Emanuele Corvetto (1756–1821), ministro delle Finanze nel governo francese Richelieu I.</ref> nel quinquennio che precedette la rivoluzione, d'altra parte lasciando ai cortigiani fare di ogni cosa mercato, alla polizia sbizzarrirsi ed ai soggetti sperare soltanto nelle sette e nelle congiure, fece ricordare con maggior amarezza il suo ufficio di reggente della Vicaria<ref>Come reggente della Gran Corte della Vicaria, ebbe la guida della Polizia Urbana e della Corte Criminale.</ref>, e perdere nel paese la memoria dei suoi grandi meriti come ministro sapientissimo e destro delle pubbliche finanze. Della quale differenza nella vita di questo uomo di Stato una sola fu la cagione: il desiderio incarnato nella sua razza di predominare, quali che fossero i mezzi e le vie, come in Caterina stata regina di Francia e in Cosimo primo<ref>Caterina de' Medici (1519–1589), moglie di Enrico II e regina consorte di Francia; Cosimo I de' Medici (1519–1574), secondo ed ultimo Duca di Firenze.</ref>. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, pp. 100-101) *Si può adunque del Medici, riconoscendone l'alto ingegno di finanziere e di diplomatico, dire col Monti che calpestava pure il capo del padre e del fratello per farsene sgabello a salir sublime. Egli non comprese mai la grandezza dell'oblio dei suoi contemporanei, la grandezza senza il potere, e, per tema di perderlo, andò, come testé ho accennato, a morire a Madrid. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, p. 101) *[...] il [[Carlo Filangieri|Filangieri]] comprese che, se non si poteva accordare la indipendenza e la costituzione {{NDR|alla Sicilia}}, bisognava guadagnare la sudditanza con governo umano che trasformasse in civile l'isola ancora rimasta in fondo medievale, e, dandole la modernità, vi si stabilisse una larga autonomia amministrativa sulla base del rispetto ai privilegi locali non incompatibili con l'unione {{NDR|con Napoli}}. Questo concetto trovò opposizione nella Corte e nel Ministero, e per ostacolarlo i cortigiani accusavano il Filangieri di ambizione di padroneggiamento, e il chiamavano il ''re Carlo'', sapendo quanto Ferdinando<ref>Ferdinando II delle Due Sicilie (1810–1859).</ref> tenesse ad essere nel suo regno solo ed assoluto padrone. (Libro II - ''Ferdinando II'', parte seconda, cap. IX, p. 269) *Per giudicare [[Agesilao Milano]] {{NDR|che aveva attentato alla vita di Ferdinando II}}, il tenente generale Lecca convocava un consiglio di corpo del 3° battaglione cacciatori, presieduto dal capitano Enrico Pianell ed avente a commissario relatore Carlo Bertini. All'avvocato suo difensore, Milano disse di non aver nulla ad aggiungere, se non che non essere mai stato folle, siccome voleva far credere la difesa, e di aver operato con senno e premeditazione, né pentirsene. Quando gli fu letta la sentenza, all'udire la parola ''capestro'', volse gli occhi al cielo. (Libro II - ''Ferdinando II'', parte seconda, cap. XXII, pp. 359-360) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *{{sic|Niccola}} Nisco, ''[https://archive.org/details/storiadelreamed00niscgoog/page/n8 Storia del Reame di Napoli dal 1824 al 1860]'', quinta edizione, Alfredo Guida editore, Napoli, 1908. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nisco, Nicola}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] aqpk99iq5mac4356okrf7fofuwc1pxf 1426288 1426280 2026-09-12T14:08:23Z Gaux 18878 /* Citazioni di Nicola Nisco */ Nicola Intenti 1426288 wikitext text/x-wiki '''Nicola Nisco''', o '''Niccola''' (1816 – 1901), patriota, storico e politico italiano. ==Citazioni di Nicola Nisco== *Ad Ugo delle Favare si assomigliava per genio iniquo il ministro di polizia [[Nicola Intenti]], di cui innanzi abbiamo parlato, e di cui il sepolcro fu collocato, a disdoro di Napoli, fra i monumenti degli uomini illustri, nel nuovo campo santo. Faceva ad un tempo affiggere cartelli rivoluzionari, seminar polizzini con minaccie di mutamenti politici, pubblicare miracoli di santi e di Madonne: qui sorgeva una nuova setta: là la Madre di Dio compariva ad un monello.<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiaditaliada01niscgoog/page/n6/mode/1up Storia d'Italia dal 1814 al 1880]'', Voghera Carlo tipografo, Roma, 1884, vol. II, p. 322.</ref> *Di [[Francesco Saverio del Carretto|{{sic|Delcarretto}}]] ho scritto forse troppo lungamente; ma mi è parso necessario analizzare per grandi linee quest'uomo, che per diciotto anni ha in sé personificato il regno di re [[Ferdinando II delle Due Sicilie|Ferdinando]]. Ministro delia polizia e capo della gendarmeria, aveva nelle sue mani un immenso potere, e lo esercitava largamente con arbitrio spaventevole. Nei giudizii criminali e nei civili, nelle istruzioni, nelle amministrazioni dei diversi rami provinciali e comunali, nei chiostri e nelle curie, egli pei suoi agenti si cacciava e tutto risolveva con forma gendarmesca, col fermo convincimento di fare opera giusta e buona.<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiaditaliada00niscgoog/page/n8/mode/1up Storia d'Italia dal 1814 al 1880]'', Voghera Carlo tipografo, Roma, 1885, vol. III, p. 125.</ref> *[...] la [[Sicilia]] era tiranneggiata da [[Pietro Ugo, marchese delle Favare|Pietro Ugo marchese delle Favare]], il quale, luogotenente generale del re, vi esercitava autorità quasi regia. Uomo egli era di sfrenata ambizione, vendicativo, crudele, senza religione, senza morale, persecutore non soltanto per causa di maestà, ma per vendicare uno dei suoi cortigiani, per gastigare una città di un banchetto non offertogli, per dispetto di un amorazzo contraddetto, ed anche, scrive [[Giuseppe La Farina]], per più infami cagioni, quando, sazio di adulteri amori, davasi alle più nefande libidini.<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiaditaliada01niscgoog/page/n6/mode/1up Storia d'Italia dal 1814 al 1880]'', Voghera Carlo tipografo, Roma, 1884, vol. II, p. 125.</ref> ==''Storia del Reame di Napoli dal 1824 al 1860''== ===[[Incipit]]=== Forse al finire di questo nostro secolo XIX le generazioni che, con la letteratura, le congiure, gli ardimenti, i {{sic|martirii}}, la politica, le armi, han preparato e compiuto il rinnovamento d'Italia, saranno tutte nei cimiteri; e del reame che il normanno Roberto Guiscardo tramandava al {{sic|nepote}} Ruggiero, già fattosi re di Sicilia, gl'Italiani ricorderanno solo in nome, come gli Spagnuoli di quelli d'Aragona, di Navarra e di Castiglia. Il qual progresso della coscienza storica dei popoli, dalla quale man mano si cancella il passato, io non deploro. La morte rinnovella così gli uomini e gli Stati sulla scena di questo mondo, come i sentimenti, i bisogni, le aspirazioni, le rimembranze stesse dell'ere che si succedono; donde i vecchi d'ordinario giudicano rovinoso il procedere dei giovani, e questi si fanno a cacciar noi ancora vivi nella tomba. ===Citazioni=== *Durante il regno dei Napoleonidi il brigantaggio risorse difensore dei Borboni. Soldavalo ed infiammavalo<ref>Lo finanziava e incitava.</ref> alle stragi [[Maria Carolina d'Asburgo-Lorena|Maria Carolina]], tanto dalle infami voglie degli eccidi dominata, che, prima di fuggire per la seconda volta in Sicilia, proponevasi, secondo scriveva al suo imperial fratello il 7 marzo 1806, di fare evadere dalle galere quattromila galeotti per dare ''ai liberali di Napoli una lezione da ricordare quella del novantanove<ref>La feroce repressione del 1799 che seguì la fine della Repubblica Napoletana.</ref>''. Se la figliuola d Maria Teresa, sitibonda di sangue per vendicare la morte di sua sorella Maria Antonietta<ref> Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI e regina di Francia.</ref>, non poté porre in atto, a cagione della precipitosa fuga, il suo iniquo disegno, rivolse tutta l'energia a riorganizzare il brigantaggio. (Libro I - ''Francesco I'', cap. VII, p. 36) *Col regno di Francesco I<ref>Francesco I delle Due Sicilie (1777–1830).</ref> si slargò ed esasperò l'altra piaga sociale del Napoletano, la ''[[camorra]]''; dalle prigioni e dalle galere passò nel paese e si organizzò in associazione di malfattori con statuto, giuramento, cieca ubbidienza, gerarchia ecc. Certamente quest'associazione esisteva e si esercitava fin dai tempi del viceregnato<ref>Vicereame di Napoli nel periodo del dominio spagnolo.</ref>; è una triste importazione spagnuola pel nome e per l'indole, e di cui troviamo il tipo nelle novelle di Cervantes. La consorteria o confraternita di ''Monopodio'', riunione di ladri stabilita a Siviglia fin dal secolo XV, con proprio statuto, proprio gergo, propria giurisdizione di vita e di morte su i suoi membri, cieca sottomissione al capo, prelevazione dai benefizi di una quota per mantenere la lampada alla ''Madonna e per messe alle anime del Purgatorio'', è davvero la madre della camorra, nome, come l'istituzione, pur venuto di Spagna per significare l'azione di {{sic|estorquere}} danaro dai deboli a forza d'insulti e di minacce. (Libro I - ''Francesco I'', cap. VIII, p. 42) *Più però della nobiltà del casato ebbe [[Luigi de' Medici di Ottajano|Luigi de Medici]] {{sic|quello}} del sapere e dell'ingegno che l'han reso il ministro più segnalato del reame di Napoli nella prima metà di questo secolo<ref>Del secolo diciannovesimo.</ref>, ed avrebbe lasciato memoria venerata ed orgogliosa fra i suoi concittadini, se fosse vissuto in tempi meno gravi ed avesse governato sotto principi meno tristi. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, pp. 97-98) *Se Luigi de Medici non fu secondo qual ministro delle finanze al conte Corvetto<ref>Luigi Emanuele Corvetto (1756–1821), ministro delle Finanze nel governo francese Richelieu I.</ref> nel quinquennio che precedette la rivoluzione, d'altra parte lasciando ai cortigiani fare di ogni cosa mercato, alla polizia sbizzarrirsi ed ai soggetti sperare soltanto nelle sette e nelle congiure, fece ricordare con maggior amarezza il suo ufficio di reggente della Vicaria<ref>Come reggente della Gran Corte della Vicaria, ebbe la guida della Polizia Urbana e della Corte Criminale.</ref>, e perdere nel paese la memoria dei suoi grandi meriti come ministro sapientissimo e destro delle pubbliche finanze. Della quale differenza nella vita di questo uomo di Stato una sola fu la cagione: il desiderio incarnato nella sua razza di predominare, quali che fossero i mezzi e le vie, come in Caterina stata regina di Francia e in Cosimo primo<ref>Caterina de' Medici (1519–1589), moglie di Enrico II e regina consorte di Francia; Cosimo I de' Medici (1519–1574), secondo ed ultimo Duca di Firenze.</ref>. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, pp. 100-101) *Si può adunque del Medici, riconoscendone l'alto ingegno di finanziere e di diplomatico, dire col Monti che calpestava pure il capo del padre e del fratello per farsene sgabello a salir sublime. Egli non comprese mai la grandezza dell'oblio dei suoi contemporanei, la grandezza senza il potere, e, per tema di perderlo, andò, come testé ho accennato, a morire a Madrid. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, p. 101) *[...] il [[Carlo Filangieri|Filangieri]] comprese che, se non si poteva accordare la indipendenza e la costituzione {{NDR|alla Sicilia}}, bisognava guadagnare la sudditanza con governo umano che trasformasse in civile l'isola ancora rimasta in fondo medievale, e, dandole la modernità, vi si stabilisse una larga autonomia amministrativa sulla base del rispetto ai privilegi locali non incompatibili con l'unione {{NDR|con Napoli}}. Questo concetto trovò opposizione nella Corte e nel Ministero, e per ostacolarlo i cortigiani accusavano il Filangieri di ambizione di padroneggiamento, e il chiamavano il ''re Carlo'', sapendo quanto Ferdinando<ref>Ferdinando II delle Due Sicilie (1810–1859).</ref> tenesse ad essere nel suo regno solo ed assoluto padrone. (Libro II - ''Ferdinando II'', parte seconda, cap. IX, p. 269) *Per giudicare [[Agesilao Milano]] {{NDR|che aveva attentato alla vita di Ferdinando II}}, il tenente generale Lecca convocava un consiglio di corpo del 3° battaglione cacciatori, presieduto dal capitano Enrico Pianell ed avente a commissario relatore Carlo Bertini. All'avvocato suo difensore, Milano disse di non aver nulla ad aggiungere, se non che non essere mai stato folle, siccome voleva far credere la difesa, e di aver operato con senno e premeditazione, né pentirsene. Quando gli fu letta la sentenza, all'udire la parola ''capestro'', volse gli occhi al cielo. (Libro II - ''Ferdinando II'', parte seconda, cap. XXII, pp. 359-360) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *{{sic|Niccola}} Nisco, ''[https://archive.org/details/storiadelreamed00niscgoog/page/n8 Storia del Reame di Napoli dal 1824 al 1860]'', quinta edizione, Alfredo Guida editore, Napoli, 1908. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nisco, Nicola}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] gq0kubijle7u203u6bxgb5gcgynnd0i 1426289 1426288 2026-09-12T14:24:46Z Gaux 18878 sistemo nuova sezione 1426289 wikitext text/x-wiki '''Nicola Nisco''', o '''Niccola''' (1816 – 1901), patriota, storico e politico italiano. ==''Storia d'Italia dal 1814 al 1880''== *[...] la [[Sicilia]] era tiranneggiata da [[Pietro Ugo, marchese delle Favare|Pietro Ugo marchese delle Favare]], il quale, luogotenente generale del re, vi esercitava autorità quasi regia. Uomo egli era di sfrenata ambizione, vendicativo, crudele, senza religione, senza morale, persecutore non soltanto per causa di maestà, ma per vendicare uno dei suoi cortigiani, per gastigare una città di un banchetto non offertogli, per dispetto di un amorazzo contraddetto, ed anche, scrive [[Giuseppe La Farina]], per più infami cagioni, quando, sazio di adulteri amori, davasi alle più nefande libidini. (vol. II, p. 321) *Ad Ugo delle Favare si assomigliava per genio iniquo il ministro di polizia [[Nicola Intenti]], di cui innanzi abbiamo parlato, e di cui il sepolcro fu collocato, a disdoro di Napoli, fra i monumenti degli uomini illustri, nel nuovo campo santo. Faceva ad un tempo affiggere cartelli rivoluzionari, seminar polizzini con minaccie di mutamenti politici, pubblicare miracoli di santi e di Madonne: qui sorgeva una nuova setta: là la Madre di Dio compariva ad un monello. (vol. II, p. 322) *Di [[Francesco Saverio del Carretto|{{sic|Delcarretto}}]] ho scritto forse troppo lungamente; ma mi è parso necessario analizzare per grandi linee quest'uomo, che per diciotto anni ha in sé personificato il regno di re [[Ferdinando II delle Due Sicilie|Ferdinando]]. Ministro delia polizia e capo della gendarmeria, aveva nelle sue mani un immenso potere, e lo esercitava largamente con arbitrio spaventevole. Nei giudizii criminali e nei civili, nelle istruzioni, nelle amministrazioni dei diversi rami provinciali e comunali, nei chiostri e nelle curie, egli pei suoi agenti si cacciava e tutto risolveva con forma gendarmesca, col fermo convincimento di fare opera giusta e buona. (vol. III, p. 125) ==''Storia del Reame di Napoli dal 1824 al 1860''== ===[[Incipit]]=== Forse al finire di questo nostro secolo XIX le generazioni che, con la letteratura, le congiure, gli ardimenti, i {{sic|martirii}}, la politica, le armi, han preparato e compiuto il rinnovamento d'Italia, saranno tutte nei cimiteri; e del reame che il normanno Roberto Guiscardo tramandava al {{sic|nepote}} Ruggiero, già fattosi re di Sicilia, gl'Italiani ricorderanno solo in nome, come gli Spagnuoli di quelli d'Aragona, di Navarra e di Castiglia. Il qual progresso della coscienza storica dei popoli, dalla quale man mano si cancella il passato, io non deploro. La morte rinnovella così gli uomini e gli Stati sulla scena di questo mondo, come i sentimenti, i bisogni, le aspirazioni, le rimembranze stesse dell'ere che si succedono; donde i vecchi d'ordinario giudicano rovinoso il procedere dei giovani, e questi si fanno a cacciar noi ancora vivi nella tomba. ===Citazioni=== *Durante il regno dei Napoleonidi il brigantaggio risorse difensore dei Borboni. Soldavalo ed infiammavalo<ref>Lo finanziava e incitava.</ref> alle stragi [[Maria Carolina d'Asburgo-Lorena|Maria Carolina]], tanto dalle infami voglie degli eccidi dominata, che, prima di fuggire per la seconda volta in Sicilia, proponevasi, secondo scriveva al suo imperial fratello il 7 marzo 1806, di fare evadere dalle galere quattromila galeotti per dare ''ai liberali di Napoli una lezione da ricordare quella del novantanove<ref>La feroce repressione del 1799 che seguì la fine della Repubblica Napoletana.</ref>''. Se la figliuola d Maria Teresa, sitibonda di sangue per vendicare la morte di sua sorella Maria Antonietta<ref> Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI e regina di Francia.</ref>, non poté porre in atto, a cagione della precipitosa fuga, il suo iniquo disegno, rivolse tutta l'energia a riorganizzare il brigantaggio. (Libro I - ''Francesco I'', cap. VII, p. 36) *Col regno di Francesco I<ref>Francesco I delle Due Sicilie (1777–1830).</ref> si slargò ed esasperò l'altra piaga sociale del Napoletano, la ''[[camorra]]''; dalle prigioni e dalle galere passò nel paese e si organizzò in associazione di malfattori con statuto, giuramento, cieca ubbidienza, gerarchia ecc. Certamente quest'associazione esisteva e si esercitava fin dai tempi del viceregnato<ref>Vicereame di Napoli nel periodo del dominio spagnolo.</ref>; è una triste importazione spagnuola pel nome e per l'indole, e di cui troviamo il tipo nelle novelle di Cervantes. La consorteria o confraternita di ''Monopodio'', riunione di ladri stabilita a Siviglia fin dal secolo XV, con proprio statuto, proprio gergo, propria giurisdizione di vita e di morte su i suoi membri, cieca sottomissione al capo, prelevazione dai benefizi di una quota per mantenere la lampada alla ''Madonna e per messe alle anime del Purgatorio'', è davvero la madre della camorra, nome, come l'istituzione, pur venuto di Spagna per significare l'azione di {{sic|estorquere}} danaro dai deboli a forza d'insulti e di minacce. (Libro I - ''Francesco I'', cap. VIII, p. 42) *Più però della nobiltà del casato ebbe [[Luigi de' Medici di Ottajano|Luigi de Medici]] {{sic|quello}} del sapere e dell'ingegno che l'han reso il ministro più segnalato del reame di Napoli nella prima metà di questo secolo<ref>Del secolo diciannovesimo.</ref>, ed avrebbe lasciato memoria venerata ed orgogliosa fra i suoi concittadini, se fosse vissuto in tempi meno gravi ed avesse governato sotto principi meno tristi. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, pp. 97-98) *Se Luigi de Medici non fu secondo qual ministro delle finanze al conte Corvetto<ref>Luigi Emanuele Corvetto (1756–1821), ministro delle Finanze nel governo francese Richelieu I.</ref> nel quinquennio che precedette la rivoluzione, d'altra parte lasciando ai cortigiani fare di ogni cosa mercato, alla polizia sbizzarrirsi ed ai soggetti sperare soltanto nelle sette e nelle congiure, fece ricordare con maggior amarezza il suo ufficio di reggente della Vicaria<ref>Come reggente della Gran Corte della Vicaria, ebbe la guida della Polizia Urbana e della Corte Criminale.</ref>, e perdere nel paese la memoria dei suoi grandi meriti come ministro sapientissimo e destro delle pubbliche finanze. Della quale differenza nella vita di questo uomo di Stato una sola fu la cagione: il desiderio incarnato nella sua razza di predominare, quali che fossero i mezzi e le vie, come in Caterina stata regina di Francia e in Cosimo primo<ref>Caterina de' Medici (1519–1589), moglie di Enrico II e regina consorte di Francia; Cosimo I de' Medici (1519–1574), secondo ed ultimo Duca di Firenze.</ref>. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, pp. 100-101) *Si può adunque del Medici, riconoscendone l'alto ingegno di finanziere e di diplomatico, dire col Monti che calpestava pure il capo del padre e del fratello per farsene sgabello a salir sublime. Egli non comprese mai la grandezza dell'oblio dei suoi contemporanei, la grandezza senza il potere, e, per tema di perderlo, andò, come testé ho accennato, a morire a Madrid. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, p. 101) *[...] il [[Carlo Filangieri|Filangieri]] comprese che, se non si poteva accordare la indipendenza e la costituzione {{NDR|alla Sicilia}}, bisognava guadagnare la sudditanza con governo umano che trasformasse in civile l'isola ancora rimasta in fondo medievale, e, dandole la modernità, vi si stabilisse una larga autonomia amministrativa sulla base del rispetto ai privilegi locali non incompatibili con l'unione {{NDR|con Napoli}}. Questo concetto trovò opposizione nella Corte e nel Ministero, e per ostacolarlo i cortigiani accusavano il Filangieri di ambizione di padroneggiamento, e il chiamavano il ''re Carlo'', sapendo quanto Ferdinando<ref>Ferdinando II delle Due Sicilie (1810–1859).</ref> tenesse ad essere nel suo regno solo ed assoluto padrone. (Libro II - ''Ferdinando II'', parte seconda, cap. IX, p. 269) *Per giudicare [[Agesilao Milano]] {{NDR|che aveva attentato alla vita di Ferdinando II}}, il tenente generale Lecca convocava un consiglio di corpo del 3° battaglione cacciatori, presieduto dal capitano Enrico Pianell ed avente a commissario relatore Carlo Bertini. All'avvocato suo difensore, Milano disse di non aver nulla ad aggiungere, se non che non essere mai stato folle, siccome voleva far credere la difesa, e di aver operato con senno e premeditazione, né pentirsene. Quando gli fu letta la sentenza, all'udire la parola ''capestro'', volse gli occhi al cielo. (Libro II - ''Ferdinando II'', parte seconda, cap. XXII, pp. 359-360) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *{{sic|Niccola}} Nisco, ''[https://archive.org/details/storiaditaliada01niscgoog/page/n6/mode/1up Storia d'Italia dal 1814 al 1880]'', Voghera Carlo tipografo, Roma, 1884, vol. II. *{{sic|Niccola}} Nisco, ''[https://archive.org/details/storiaditaliada00niscgoog/page/n8/mode/1up Storia d'Italia dal 1814 al 1880]'', Voghera Carlo tipografo, Roma, 1885, vol. III. *{{sic|Niccola}} Nisco, ''[https://archive.org/details/storiadelreamed00niscgoog/page/n8 Storia del Reame di Napoli dal 1824 al 1860]'', quinta edizione, Alfredo Guida editore, Napoli, 1908. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nisco, Nicola}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] foslgvw72euk630pqvo8m60fhktgprk 1426290 1426289 2026-09-12T14:26:21Z Gaux 18878 /* Storia d'Italia dal 1814 al 1880 */ typo 1426290 wikitext text/x-wiki '''Nicola Nisco''', o '''Niccola''' (1816 – 1901), patriota, storico e politico italiano. ==''Storia d'Italia dal 1814 al 1880''== *[...] la [[Sicilia]] era tiranneggiata da [[Pietro Ugo, marchese delle Favare|Pietro Ugo marchese delle Favare]], il quale, luogotenente generale del re, vi esercitava autorità quasi regia. Uomo egli era di sfrenata ambizione, vendicativo, crudele, senza religione, senza morale, persecutore non soltanto per causa di maestà, ma per vendicare uno dei suoi cortigiani, per gastigare una città di un banchetto non offertogli, per dispetto di un amorazzo contraddetto, ed anche, scrive [[Giuseppe La Farina]], per più infami cagioni, quando, sazio di adulteri amori, davasi alle più nefande libidini. (vol. II, p. 321) *Ad Ugo delle Favare si assomigliava per genio iniquo il ministro di polizia [[Nicola Intonti]], di cui innanzi abbiamo parlato, e di cui il sepolcro fu collocato, a disdoro di Napoli, fra i monumenti degli uomini illustri, nel nuovo campo santo. Faceva ad un tempo affiggere cartelli rivoluzionari, seminar polizzini con minaccie di mutamenti politici, pubblicare miracoli di santi e di Madonne: qui sorgeva una nuova setta: là la Madre di Dio compariva ad un monello. (vol. II, p. 322) *Di [[Francesco Saverio del Carretto|{{sic|Delcarretto}}]] ho scritto forse troppo lungamente; ma mi è parso necessario analizzare per grandi linee quest'uomo, che per diciotto anni ha in sé personificato il regno di re [[Ferdinando II delle Due Sicilie|Ferdinando]]. Ministro delia polizia e capo della gendarmeria, aveva nelle sue mani un immenso potere, e lo esercitava largamente con arbitrio spaventevole. Nei giudizii criminali e nei civili, nelle istruzioni, nelle amministrazioni dei diversi rami provinciali e comunali, nei chiostri e nelle curie, egli pei suoi agenti si cacciava e tutto risolveva con forma gendarmesca, col fermo convincimento di fare opera giusta e buona. (vol. III, p. 125) ==''Storia del Reame di Napoli dal 1824 al 1860''== ===[[Incipit]]=== Forse al finire di questo nostro secolo XIX le generazioni che, con la letteratura, le congiure, gli ardimenti, i {{sic|martirii}}, la politica, le armi, han preparato e compiuto il rinnovamento d'Italia, saranno tutte nei cimiteri; e del reame che il normanno Roberto Guiscardo tramandava al {{sic|nepote}} Ruggiero, già fattosi re di Sicilia, gl'Italiani ricorderanno solo in nome, come gli Spagnuoli di quelli d'Aragona, di Navarra e di Castiglia. Il qual progresso della coscienza storica dei popoli, dalla quale man mano si cancella il passato, io non deploro. La morte rinnovella così gli uomini e gli Stati sulla scena di questo mondo, come i sentimenti, i bisogni, le aspirazioni, le rimembranze stesse dell'ere che si succedono; donde i vecchi d'ordinario giudicano rovinoso il procedere dei giovani, e questi si fanno a cacciar noi ancora vivi nella tomba. ===Citazioni=== *Durante il regno dei Napoleonidi il brigantaggio risorse difensore dei Borboni. Soldavalo ed infiammavalo<ref>Lo finanziava e incitava.</ref> alle stragi [[Maria Carolina d'Asburgo-Lorena|Maria Carolina]], tanto dalle infami voglie degli eccidi dominata, che, prima di fuggire per la seconda volta in Sicilia, proponevasi, secondo scriveva al suo imperial fratello il 7 marzo 1806, di fare evadere dalle galere quattromila galeotti per dare ''ai liberali di Napoli una lezione da ricordare quella del novantanove<ref>La feroce repressione del 1799 che seguì la fine della Repubblica Napoletana.</ref>''. Se la figliuola d Maria Teresa, sitibonda di sangue per vendicare la morte di sua sorella Maria Antonietta<ref> Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI e regina di Francia.</ref>, non poté porre in atto, a cagione della precipitosa fuga, il suo iniquo disegno, rivolse tutta l'energia a riorganizzare il brigantaggio. (Libro I - ''Francesco I'', cap. VII, p. 36) *Col regno di Francesco I<ref>Francesco I delle Due Sicilie (1777–1830).</ref> si slargò ed esasperò l'altra piaga sociale del Napoletano, la ''[[camorra]]''; dalle prigioni e dalle galere passò nel paese e si organizzò in associazione di malfattori con statuto, giuramento, cieca ubbidienza, gerarchia ecc. Certamente quest'associazione esisteva e si esercitava fin dai tempi del viceregnato<ref>Vicereame di Napoli nel periodo del dominio spagnolo.</ref>; è una triste importazione spagnuola pel nome e per l'indole, e di cui troviamo il tipo nelle novelle di Cervantes. La consorteria o confraternita di ''Monopodio'', riunione di ladri stabilita a Siviglia fin dal secolo XV, con proprio statuto, proprio gergo, propria giurisdizione di vita e di morte su i suoi membri, cieca sottomissione al capo, prelevazione dai benefizi di una quota per mantenere la lampada alla ''Madonna e per messe alle anime del Purgatorio'', è davvero la madre della camorra, nome, come l'istituzione, pur venuto di Spagna per significare l'azione di {{sic|estorquere}} danaro dai deboli a forza d'insulti e di minacce. (Libro I - ''Francesco I'', cap. VIII, p. 42) *Più però della nobiltà del casato ebbe [[Luigi de' Medici di Ottajano|Luigi de Medici]] {{sic|quello}} del sapere e dell'ingegno che l'han reso il ministro più segnalato del reame di Napoli nella prima metà di questo secolo<ref>Del secolo diciannovesimo.</ref>, ed avrebbe lasciato memoria venerata ed orgogliosa fra i suoi concittadini, se fosse vissuto in tempi meno gravi ed avesse governato sotto principi meno tristi. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, pp. 97-98) *Se Luigi de Medici non fu secondo qual ministro delle finanze al conte Corvetto<ref>Luigi Emanuele Corvetto (1756–1821), ministro delle Finanze nel governo francese Richelieu I.</ref> nel quinquennio che precedette la rivoluzione, d'altra parte lasciando ai cortigiani fare di ogni cosa mercato, alla polizia sbizzarrirsi ed ai soggetti sperare soltanto nelle sette e nelle congiure, fece ricordare con maggior amarezza il suo ufficio di reggente della Vicaria<ref>Come reggente della Gran Corte della Vicaria, ebbe la guida della Polizia Urbana e della Corte Criminale.</ref>, e perdere nel paese la memoria dei suoi grandi meriti come ministro sapientissimo e destro delle pubbliche finanze. Della quale differenza nella vita di questo uomo di Stato una sola fu la cagione: il desiderio incarnato nella sua razza di predominare, quali che fossero i mezzi e le vie, come in Caterina stata regina di Francia e in Cosimo primo<ref>Caterina de' Medici (1519–1589), moglie di Enrico II e regina consorte di Francia; Cosimo I de' Medici (1519–1574), secondo ed ultimo Duca di Firenze.</ref>. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, pp. 100-101) *Si può adunque del Medici, riconoscendone l'alto ingegno di finanziere e di diplomatico, dire col Monti che calpestava pure il capo del padre e del fratello per farsene sgabello a salir sublime. Egli non comprese mai la grandezza dell'oblio dei suoi contemporanei, la grandezza senza il potere, e, per tema di perderlo, andò, come testé ho accennato, a morire a Madrid. (Libro I - ''Francesco I'', cap. XVII, p. 101) *[...] il [[Carlo Filangieri|Filangieri]] comprese che, se non si poteva accordare la indipendenza e la costituzione {{NDR|alla Sicilia}}, bisognava guadagnare la sudditanza con governo umano che trasformasse in civile l'isola ancora rimasta in fondo medievale, e, dandole la modernità, vi si stabilisse una larga autonomia amministrativa sulla base del rispetto ai privilegi locali non incompatibili con l'unione {{NDR|con Napoli}}. Questo concetto trovò opposizione nella Corte e nel Ministero, e per ostacolarlo i cortigiani accusavano il Filangieri di ambizione di padroneggiamento, e il chiamavano il ''re Carlo'', sapendo quanto Ferdinando<ref>Ferdinando II delle Due Sicilie (1810–1859).</ref> tenesse ad essere nel suo regno solo ed assoluto padrone. (Libro II - ''Ferdinando II'', parte seconda, cap. IX, p. 269) *Per giudicare [[Agesilao Milano]] {{NDR|che aveva attentato alla vita di Ferdinando II}}, il tenente generale Lecca convocava un consiglio di corpo del 3° battaglione cacciatori, presieduto dal capitano Enrico Pianell ed avente a commissario relatore Carlo Bertini. All'avvocato suo difensore, Milano disse di non aver nulla ad aggiungere, se non che non essere mai stato folle, siccome voleva far credere la difesa, e di aver operato con senno e premeditazione, né pentirsene. Quando gli fu letta la sentenza, all'udire la parola ''capestro'', volse gli occhi al cielo. (Libro II - ''Ferdinando II'', parte seconda, cap. XXII, pp. 359-360) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *{{sic|Niccola}} Nisco, ''[https://archive.org/details/storiaditaliada01niscgoog/page/n6/mode/1up Storia d'Italia dal 1814 al 1880]'', Voghera Carlo tipografo, Roma, 1884, vol. II. *{{sic|Niccola}} Nisco, ''[https://archive.org/details/storiaditaliada00niscgoog/page/n8/mode/1up Storia d'Italia dal 1814 al 1880]'', Voghera Carlo tipografo, Roma, 1885, vol. III. *{{sic|Niccola}} Nisco, ''[https://archive.org/details/storiadelreamed00niscgoog/page/n8 Storia del Reame di Napoli dal 1824 al 1860]'', quinta edizione, Alfredo Guida editore, Napoli, 1908. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nisco, Nicola}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] stajumebn3qd3ap8xx3ruzncs3nnnhm Georg Philipp Telemann 0 156477 1426355 1390123 2026-09-13T01:25:25Z ~2026-49399-11 108374 /* Citazioni su Georg Philipp Telemann */ 1426355 wikitext text/x-wiki [[File:Telemann 8.jpg|thumb|Georg Philipp Telemann in una litografia di Johann Andreas Hatzfeld, circa 1825]] '''Georg Philipp Telemann''' (1681 – 1767), compositore e organista tedesco. ==Citazioni su Georg Philipp Telemann== *[[Georg Friedrich Händel|{{sic|Hendel}}]] diceva di lui, che scriveva un pezzo di musica a otto parti colla stessa facilità con cui un altro scriverebbe una lettera. ([[Giuseppe Bertini (compositore)|Giuseppe Bertini]]) *Nella prima metà del XVIII secolo Telemann godeva, come compositore, di un'ottima reputazione in ogni paese d'Europa, ma col passaggio al XIX, a causa di una eccessiva prolificità, le sue opere vennero guardate con derisione e disprezzo. Ma di questo Telemann non aveva nessuna responsabilità. Il fatto che insieme ai cambiamenti nelle società europee si modificassero anche gli obiettivi della composizione musicale, provocò un simile rovesciamento della sua reputazione. ([[Murakami Haruki]]) *Riusciva a scrivere un brano religioso a 8 voci alla stessa velocità con cui chiunque altro avrebbe scritto una lettera. ([[Georg Friedrich Händel]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Telemann, Georg Philipp}} [[Categoria:Compositori tedeschi]] [[Categoria:Organisti tedeschi]] odhod20xqw4etzxmjh2x28jvuqjcnph Sylvia Walby 0 157774 1426321 1180272 2026-09-12T18:19:56Z Danyele 19198 /* Citazioni di Sylvia Walby */ +wikilink 1426321 wikitext text/x-wiki [[File:Sylvia Walby.jpg|thumb|Sylvia Walby nel 2018]] '''Sylvia Theresa Walby''' (1953 – vivente), sociologa britannica. ==Citazioni di Sylvia Walby== *La [[violenza contro le donne|violenza maschile contro le donne]] è sufficientemente comune e ricorrente... da costituire una struttura sociale.<ref name=AAVV>Citato in AA.VV., ''Il libro della sociologia'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2018, p. 98. ISBN 9788858015827</ref> *Le donne non sono vittime passive delle strutture oppressive. Hanno combattuto per cambiare sia le loro immediate circostanze sia le più ampie strutture sociali.<ref name=AAVV/> *Quando il [[Patriarcato (sociologia)|patriarcato]] allenta la presa in un'area, la sta semplicemente stringendo in altre.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della sociologia'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2018, p. 99. ISBN 9788858015827</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Walby, Sylvia}} [[Categoria:Sociologi britannici]] rmn82wcbk19sl6ffp74a0ybst420lnz Björn Ulvaeus 0 161832 1426323 1159666 2026-09-12T18:24:39Z Danyele 19198 fix 1426323 wikitext text/x-wiki [[File:Björn Ulvaeus in 2016 (cropped).jpg|thumb|Björn Ulvaeus nel 2016]] '''Björn Kristian Ulvaeus''' (1945 – vivente), musicista e compositore svedese. ==Citazoni di Björn Ulvaeus== *{{NDR|Su [[Greta Thunberg]]}} Da un certo punto di vista sta portando avanti una battaglia femminista. Fa arrabbiare molte persone, prevalentemente uomini, e faccio fatica a capire da dove provenga tutta questa cattiveria nei suoi confronti. Come puoi scendere così in basso da crticare l'aspetto fisico di una ragazzina? La ragione è ovviamente la mancanza di contro argomentazioni. :''She is a feminist challenge from a different angle. She drives some people, mostly men, crazy, and I find it difficult to understand where all that anger comes from. How can you stoop so low as to criticise the looks of a child, a young girl? The reason is, of course, the lack of counter arguments.''<ref name="greta"/> *Uno degli esiti dell'"effetto Greta" è vedere come il patriarcato se la stia facendo sotto per paura di una ragazzina di sedici anni con i superpoteri. È diventata l'incubo dei populisti. Dice che ciò di cui abbiamo bisogno ora sono la scienza e l’illuminismo, non il vecchio stantio nazionalismo e le teorie cospirazioniste. :''The spin-off of the Greta effect is that the patriarchy is pissing in their pants in fear of a 16 year old girl with superpowers. She has become a populist nightmare. She says sience and enlightenment are what we need right now, not stale old nationalism and conspiracy theories.''<ref name="greta">{{en}} Citato in ''[https://www.sbs.com.au/news/how-can-you-stoop-so-low-bjorn-from-abba-hits-back-at-greta-thunberg-s-haters "How can you stoop so low?" Bjorn from ABBA hits back at Greta Thunberg's haters]'', ''sbs.com'', 6 ottobre 2019.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Ulvaeus, Bjorn}} [[Categoria:Cantanti svedesi]] [[Categoria:Chitarristi]] [[Categoria:Compositori svedesi]] 1dvu8gnddalk4u3ddz7ccb6npxzg1im Willie Peyote 0 164024 1426330 1372788 2026-09-12T18:50:09Z Danyele 19198 /* Citazioni di Willie Peyote */ +wikilink 1426330 wikitext text/x-wiki [[File:Willie Peyote RadioBruno 2025 cropped.png|thumb|upright=1.4|Willie Peyote nel 2025]] '''Willie Peyote''', pseudonimo di '''Guglielmo Bruno''' (1985 – vivente), rapper e cantautore italiano. ==Citazioni di Willie Peyote== *{{NDR|«"La [[cultura]] è roba di [[sinistra]], ma è un filo classista". Perché?»}} Spesso sembra che la cultura sia un passatempo ad appannaggio dei ceti più abbienti della popolazione mentre la cultura, per essere utile, dovrebbe essere accessibile a tutti, soprattutto ai ceti più bassi che sono quelli a cui la sinistra dovrebbe parlare.<ref>Dall'intervista di Andrea Conti, ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/05/28/willie-peyote-a-fqmagazine-la-pornostalgia-quando-il-futuro-non-ti-da-certezze-lunica-e-guardarsi-le-spalle/6608189/ Willie Peyote a FqMagazine: "La pornostalgia? Quando il futuro non ti dà certezze, l'unica è guardarsi le spalle"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 28 maggio 2022.</ref> {{Int|''[https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2019/10/26/news/willy_peyote-239397069/ Willie Peyote, il rapper che non t'aspetti: "La morte di Mango è uno dei momenti più toccanti che ricordi"]''|Intervista di [[Ernesto Assante]], ''repubblica.it'', 26 ottobre 2019.}} *Sono nato con il punk, quello molto adolescenziale, suonavo il basso e facevo la seconda voce. Poi sono stato folgorato dal rap, ho iniziato a farlo già prima delle scuole superiori. Poi mi sono rotto il cazzo, ho suonato la batteria in un gruppo post rock, ma in quel caso non componevo, facevo solo il batterista. Quindi ho pensato di mettere insieme tutte le cose, il rap, il rock e anche la canzone, perché mi è sempre piaciuta, e mischiando tutto sono arrivato dove sono oggi. *[...] la musica gratis ha cambiato tutto, ha permesso alla gente di ascoltare progetti e artisti che non gli sarebbero arrivati altrimenti, cercando un disco e comprandolo. Invece Spotify ti permette di essere curioso, di andare per tentativi, di provare e di scoprire. E i soldi che non spendi in dischi li investi nei concerti: questa modalità porta più persone sotto al palco, perché non spendendo per i dischi la gente supporta gli artisti andando ai concerti. All'inizio fai solo dieci persone, ma intanto le fai, e pagano per te. *La morte di [[Mango (cantante)|Mango]] è uno dei momenti più toccanti che io ricordi. Un artista che si sente male sul palco, chiede scusa al pubblico per il disturbo prima di morire è assolutamente incredibile. Certo, lo stile di Mango era lontano dal mio, ma io volevo celebrare la persona, l'artista che lo è fino all'ultimo minuto, con un incredibile rispetto per il suo pubblico. {{Int|''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/willie-peyote-quelli-che-volevo-fare-incazzare-davvero-lhanno-presa-sul-ridere/553372/ Willie Peyote: «Quelli che volevo fare incazzare davvero l'hanno presa sul ridere»]''|Intervista di Marta Blumi Tripodi, , ''rollingstone.it'', 6 marzo 2021.}} *{{NDR|Sulle critiche al brano presentato al [[Festival di Sanremo 2021]]}} Mi chiedo dove ho sbagliato, se le uniche che si sono incazzate per quello che dico sono le [[Femminismo|femministe]]. Quelli che volevo fare incazzare davvero l'hanno presa sul ridere e sono passati oltre, e invece loro, con cui volevo confrontarmi, se la sono presa. Mi spiace molto. {{NDR|«Secondo te perché è successo?»}} Perché è difficile affrontare queste discussioni: essendo io un uomo, se parlo della lotta al [[Patriarcato (sociologia)|patriarcato]] sbaglio di default in qualunque modo ponga il problema, in quanto faccio già parte della cultura patriarcale. Il che è proprio il motivo per cui ho inserito nel testo una battuta volutamente provocatoria: era un modo per dire che mi spiace non poter più affrontare questi temi, e dall'altra parte vederli sviliti sul palco dell'Ariston in altre forme. [...] Io capisco tutto, ma perché nessuno si pone il problema che durante il Festival [...] il testo di [[Arisa]] (scritto da [[Gigi D'Alessio]], un uomo) dica che lei è nuda e lui non si alza dal divano, che [[Beatrice Venezi]] voglia farsi chiamare direttore d'orchestra e non direttrice? Parliamo anche di tutte queste cose. *Sono andato in un luogo pregno di simboli patriarcali e volevo fare una riflessione, e invece è sembrato quasi che ci sguazzassi. Se dicono che sono un paraculo e un [[Qualunquismo|qualunquista]] mi va benissimo, ma che non ci sia più spazio per le provocazioni e la successiva discussione mi dispiace tantissimo. Il problema della [[cancel culture]] è che non bisogna abolire gli argomenti: bisogna trattarli finché non si risolve il problema. E invece sembra diventato impossibile, e non solo rispetto a queste tematiche. *''Mai dire mai (la locura)'' voleva essere un cortocircuito, e credo che la maggior parte delle persone ne abbiano capito il senso, ma era ovvio che qualcuno avrebbe frainteso le mie parole o che le avrebbe strumentalizzate dando loro un senso che non volevo dare. *Io scrivo come nel rap: una serie di punchline, cioè battute ad effetto, che dovrebbero essere prese come tali, e soprattutto di cui bisognerebbe contestualizzare meglio il soggetto. Quando parlo di It-pop non ce l'ho con i musicisti che fanno quel genere, ma con quei [[giornalisti]] che chiamano avanguardia una scena che esiste da almeno cinque anni e di cui non si erano mai accorti prima. Quando parlo di [[TikTok]] non ce l'ho con i creators, ma con le case discografiche che aspettano al varco quelli che hanno fatto successo sui social per metterli sotto contratto. Idem per il twerking: non ce l'ho con quello stile di danza o con la Lamborghini, ma punto il dito sul fatto che twerkare a Sanremo non può trasformarti in un simbolo di lotta, soprattutto se vivi nel privilegio da quando sei nata. ==Citazioni tratte da canzoni== ===''Non è il mio genere, il genere umano''=== '''Etichetta''': ThisPlay Music, 2014. *''Racconto la tua fine in anticipo tipo spoiler.'' (da ''Oscar Carogna'', n. 1) *''Cos'è l'[[orgoglio]]? Se non fingermi fiero di ciò che non voglio.'' (da ''Glory Hole'', n. 2) *''Scrivo per i posteri pitture rupestri, ma resto anonimo | non voglio neanche il nome sul citofono.'' (da ''Don't panic'', n. 3) *''Ho visto pecorelle che si prendono gli insulti | giudicate come eroi da una nazione intera, | ragazzi come noi che si prendono manganellate | giudicati come avanzi di galera.'' (da ''1312'', n. 4) *''Torino, mentalità ultras vecchia maniera, | solo in qualche vecchia foto sta città era bianca e nera.'' (da ''1312'', n. 4) *''Il tempo che passiamo insieme a volte mi fa male, a volte bene, | a volte sembra sale, a volte miele, | a volte mi prende nella bocca dello stomaco e mi stringe, | a volte sembra vero e a volte finge.'' (da ''L'una di notte'', n. 10) *''La [[vita]] è come prendere un treno affollato d'estate: | tocca dividere l'aria con piccoli stronzi e vecchie sudate.'' (da ''Turismi'', n. 11) *''Ho paura dell'oblio | e ciascuno di noi è spaventato, | teme di essere dimenticato e morire nell'anonimato, | siamo fatti a immagine e somiglianza, | questo per me è già abbastanza per odiarvi tutti ad oltranza.'' (da ''Turismi'', n. 11) *''La gente alla fine pensa un sacco di cose, il più delle volte a caso, | non so se fa più male quello che gli entra in testa o quello che gli entra nel naso.'' (da ''Turismi'', n. 11) *''I tuoi eroi fanno cilecca sul più bello, | fighetti strapagati come [[Alessandro Matri|Matri]] e [[Marco Borriello|Borriello]], | esproprio proletario, ti entro in casa col crick, | fanculo i radical chic, restiamo hardcore come [[Kamil Glik]].'' (da ''Glik'', n. 14) ===''Educazione sabauda''=== '''Etichetta''': ThisPlay Music, 2015. *''Ma non riesco a concepire di uscire senza bere | perché è come essere Superman senza alcun potere, | io lo faccio per fare un piacere agli altri | così sembrate un po' più interessanti, dovreste ringraziarmi.'' (da ''C'era una vodka'', n. 3) *''Se i miei pensieri prendessero forma eclisserebbero il sole | così li lascio nascosti ma poi diventano mostri | e se li scrivo esorcizzo ma poi diventano i vostri.'' (da ''Etichette'', n. 8) *''Come tra uomo e donna | la paura di restare soli sembra amore e passa come una sbornia.'' (da ''Etichette'', n. 8) *''Ma pensa che se uno che non sa bene la lingua | e non ha nessuna conoscenza, | riesce a fotterti il lavoro con questa facilità | ti servirebbe un esame di coscienza.'' (da ''Non sono razzista ma...'', n. 10) *''Se non [[tabagismo|fumi]] sei un brav'uomo, sei altruista, | chi fuma invece attenta alla tua vita, è un terrorista, | io ho smesso ormai da anni, cinque o sei, | ma devo ammettere che quando pippo molto ancora oggi una siga la fumerei.'' (da ''La dittatura dei non fumatori'', n. 12) ===''Sindrome di Tôret''=== '''Etichetta''': 451, 2017, prodotto da Frank Sativa, Kavah, Willie Peyote, Josè Loggia, Luca Romeo e Jolly Mare. *''A parte i verbi e forse l'algebra hanno tutti da insegnare, | è un popolo di Alberto Angela.'' (da ''Avanvera'', n. 1) *''Parole vuote ammassate, | prive di vita, impilate, | come un fossa comune, | come ogni cosa che fate.'' (da ''Avanvera'', n. 1) *''Poi, sai, io non discrimino, andrei pure a [[Festival della Canzone Italiana di Sanremo|Sanremo]] | perché convincere chi è già d'accordo è facile, scemo.'' (da ''Avanvera'', n. 1) *''L'[[analfabetismo funzionale|analfabetismo è funzionale]], | nel senso che serve a chi comanda, | qua hanno tutti una risposta | però qual è la domanda?'' (da ''Avanvera'', n. 1) *''Ma mi spiegate perché ogni cosa che fate | quando vi schierate si trasforma in una gara a squadre, | basta un attimo, fine del dibattito fra due tifoserie | che tanto le idee giuste son le mie.'' (da ''I cani'', n. 2) *''Ma i [[cane|cani]] son meglio delle persone | che dicono che i cani son meglio delle persone.'' (da ''I cani'', n. 2) *''Se fossi in me saremmo in troppi | e già qui dentro c'è una gran confusione.'' (da ''I cani'', n. 2) *''Cosa hai visto una coppia? | Io ho visto due persone sole. | La gente starebbe un po' meglio | capisse che cazzo vuole da sto cazzo d'amore.'' (da ''Ottima scusa'', n. 3) *''M'han detto che un bel giorno gli ultimi saranno i primi, | ma vedo chiese vuote e si affollano i video poker | perché [[scommessa|scommettere]] è un po' come avere fede, | non so se serva più coraggio o fortuna.'' (da ''Le chiavi in borsa''<ref name=nazari>Testo di Willie Peyote e Dutch Nazari.</ref>, n. 6) *''Mai più, mai più, questi erano i piani, | ma sono le contraddizioni in fondo ciò che ami.'' (da ''Le chiavi in borsa''<ref name=nazari/>, n. 6) *''C'è vita nello spazio? | C'è vita dopo la morte? | Che domande del cazzo, | intorno a me persone già morte.'' (da ''Portapalazzo'', n. 8) *''Ho costruito intorno a me un castello con muri di forse | dove sono il re e il giullare di corte, | dove sono i "se" in queste frasi contorte, | perché scegliere quella tra mille altre porte.'' (da ''Portapalazzo'', n. 8) *''Il vostro amore è poco più di una sborrata | e la natura che ci chiede di perpetuare la specie, | mettere al mondo un erede, un'erezione costante già dalle medie, | devi spargere il seme, in fondo siamo animali, | a me sta bene, ma ogni tot faccio due esami.'' (da ''Portapalazzo'', n. 8) *''Tocca farla semplice, serve all'ascoltatore | se è depresso e canta male, di fissa è [[cantautore]].'' (da ''Vilipendio'', n. 12) [[File:Willie Peyote.1.jpg|thumb|upright=1.2|Willie Peyote nel 2012]] ===''Iodegradabile''=== '''Etichetta''': Universal Music Group, Virgin Records, 2019. *''Di questi tempi è già qualcosa avere mezza idea, | la gente più è stupida e più procrea | e una statistica così non può che peggiorare, | dovremmo fare un figlio noi solo per compensare.'' (da ''La tua futura ex moglie'', n. 3) *''Andrai comunque, | andrai come se n'è andato chiunque, | per come sei potresti andare ovunque, | andrai comunque, | andrai come se n'è andato chiunque.''<ref>{{cfr}} [[Fabri Fibra]], ''Come te'', traccia n. 10 di ''[[Fabri Fibra#Turbe giovanili|Turbe giovanili]]'' (2002).</ref> (da ''La tua futura ex moglie'', n. 3) *''Ti sei fatta grande e hai reso il mondo piccolo | ma la distanza pesa più di quel che dicono, | poi stare vicini si corre il pericolo | di essere anche veri e mettersi in ridicolo.'' (da ''La tua futura ex moglie'', n. 3) ===''Pornostalgia''=== '''Etichetta''': Virgin, 2022, prodotto da Daniel Bestonzo, Kavah, Stefano Genta e Luca Romeo. *''Leggessi le statistiche sapresti che si muore | quasi sempre dentro le mura domestiche, | mi stupirei dicessi che hai paura di uscire, | ho più paura quando vado a dormire.'' (da ''Hikikomori'', n. 11) *''Sono un uomo del mio tempo moderno, | non mi fido dei giornali e governo, | chissà cosa c'è dietro, chissà cosa mettono dentro, | meglio limitare ogni interazione | solo con chi ha già la mia stessa opinione | e accetto ogni informazione | solo se mi darà ragione, perché ho ragione.'' (da ''Hikikomori'', n. 11) ===Altre canzoni=== *''Non si è pentito chi mi ha licenziato | perché ha solo seguito leggi di mercato | e quando ha delocalizzato ha salvato l'azienda | quindi di fatto è un eroe, non si offenda.'' (da ''Il bombarolo'', ''Faber nostrum''<ref name=faber>Sony, 2019. {{cfr}} [[w:Faber nostrum|voce]] su Wikipedia.</ref>) *''Quest'odio non è mio, per inciso, | è solo l'odio che mi avete iniettato e mi ha quasi ucciso.'' (da ''Il bombarolo'', ''Faber nostrum''<ref name=faber/>) *''La paura è la briglia dell'[[elezione|elettore]], | però questa paura è un po' meschina, in effetti | si concentra solo su certi gruppetti | e io sono tranquillo non desto sospetti, | da uno così bianco tu non te lo aspetti.'' (da ''Il bombarolo'', ''Faber nostrum''<ref name=faber/>) *''C'è il coatto che parla alla pancia, | ma l'intellettuale è più snob, | in base al tuo pubblico scegliti un bel personaggio | l'Italia è una grande sit-com | 'sta roba che cinque anni fa era già vecchia | ora sembra avanguardia e la chiamano it-pop, | le major ti fanno un contratto | se azzecchi il balletto e fai boom su TikTok.'' (da ''Mai dire mai (la locura)''<ref name=mai>Virgin, 2021, prodotto da All Done. {{cfr}} [[w:Mai dire mai (la locura)|voce]] su Wikipedia.</ref>, lato A) *''Se è vero che il fine giustifica il mezzo, | non dico il buongusto, ma almeno il buonsenso, | ho visto di meglio, ho fatto di peggio, | ecco, tu di' un'altra palla, se riesco palleggio.'' (da ''Mai dire mai (la locura)''<ref name=mai/>, lato A) *''Nelle crisi c'è sempre chi lucra | sfrutta la rabbia della gente stufa, | tutti i serpenti fanno la muta | e a fine giornata indovina chi suca | (indovina un po').'' (da ''La depressione è un periodo dell'anno''<ref name=mai/>, lato B) *''"E a te chi t'ha chiesto qualcosa? | Cosa significa | tutta 'sta roba che scrivi? È noiosa. | 'Sti cantanti che fanno politica | sono tra i peggio falliti | al soldo dei soliti vecchi partiti | e il pensiero unico con cui l'élite si conserva | e in più sei una zecca di merda".'' (da ''La depressione è un periodo dell'anno''<ref name=mai/>, lato B) *''Vecchio, ascolta me, conta l'emozione, | lo storytelling, la narrazione, | se mi dà contro, è una [[fake news]], | se mi dà ragione, è [[controinformazione]].'' (da ''La depressione è un periodo dell'anno''<ref name=mai/>, lato B) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Non è il mio genere, il genere umano||(2014)}} {{Pedia|Educazione sabauda||(2015)}} {{Pedia|Sindrome di Tôret||(2017)}} {{Pedia|Iodegradabile||(2019)}} {{Pedia|Pornostalgia||(2022)}} {{DEFAULTSORT:Willie Peyote}} [[Categoria:Cantautori italiani]] [[Categoria:Rapper italiani]] 7fn0a22domq0t68wx69ytzgfiauxip4 Ira di Dio 0 184582 1426380 1416740 2026-09-13T11:17:12Z Micione 5365 come in voce 1426380 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:MARTIN John Great Day of His Wrath.jpg|upright=1.4|thumb|''Il grande giorno della sua ira'' (J. Martin, 1853)]] Citazioni sull''''ira di Dio'''. ==Citazioni== *''Cantate inni al Signore, o suoi fedeli, | rendete grazie al suo santo nome, | perché la sua collera dura un istante, | la sua bontà per tutta la vita.'' (''[[Salmi]]'') *''Cercate la giustizia, | cercate l'umiltà, | per trovarvi al riparo | nel giorno dell'ira del Signore.'' (''[[Libro di Sofonia]]'') *''Chi abbandonò Giacobbe al saccheggio, | Israele ai predoni? | Non è stato forse il Signore contro cui peccarono, | per le cui vie non vollero camminare, | la cui legge non osservarono? | Egli, perciò, ha riversato su di esso | la sua ira ardente e la violenza della guerra. | L'ira divina lo ha avvolto nelle sue fiamme | senza che egli se ne accorgesse, | lo ha bruciato, senza che vi facesse attenzione.'' (''[[Libro di Isaia]]'') *Chiunque adora la bestia e la sua statua e ne riceve il marchio sulla fronte o sulla mano, berrà il vino dell'ira di Dio che è versato puro nella coppa della sua ira e sarà torturato con fuoco e zolfo al cospetto degli angeli santi e dell'Agnello. (''[[Apocalisse di Giovanni]]'') *È giunto il tempo, è vicino il giorno: chi ha comprato non si allieti, chi ha venduto non rimpianga; perché l'ira pende su tutti! (''[[Libro di Ezechiele]]'') *''"Figliuol mio", disse 'l maestro cortese, | "quelli che muoion ne l'ira di Dio | tutti convegnon qui d'ogne paese; | e pronti sono a trapassar lo rio, | ché la divina giustizia li sprona, | sì che la tema si volve in disio.'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'') *''Perciò aspettatemi – parola del Signore – | quando mi leverò per accusare, | perché ho decretato di adunare le genti, | di convocare i regni, | per riversare su di essi la mia collera, | tutta la mia ira ardente: | poiché dal fuoco della mia gelosia | sarà consumata tutta la terra.'' (''[[Libro di Sofonia]]'') ===[[Paolo di Tarso]], ''[[Lettera ai Romani]]''=== *In realtà l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell'ingiustizia, poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto. *Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all'ira divina. *Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira. ==Voci correlate== *[[Dio]] *[[Ira]] *[[Misericordia di Dio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sull'}} [[Categoria:Concetti del cristianesimo]] [[Categoria:Concetti dell'ebraismo]] 9nqs58gb8v7vw3imcfv5hxf4r49hqia Giulia Blasi 0 188838 1426339 1320870 2026-09-12T19:18:33Z Danyele 19198 immagine migliore 1426339 wikitext text/x-wiki [[File:20180411 IJF Perugia Giulia Blasi 01 (cropped).jpg|thumb|Giulia Blasi nel 2018]] '''Giulia Blasi''' (1972 – vivente), scrittrice, conduttrice radiofonica e giornalista italiana. {{Int|1=''[https://video.corriere.it/la27ora/giulia-blasidobbiamo-guidare-giovani-ma-anche-lasciarli-sbagliare/74f08184-1abe-11ec-8604-8b77798ec285 «Dobbiamo guidare i giovani ma anche lasciarli sbagliare»]''|2=Intervista di Virginia Nesi, ''video.corriere.it'', 22 settembre 2021.|h=2}} *Se noi andassimo ad applicare il [[femminismo]] fino in fondo il sistema patriarcale e capitalistico della società verrebbe smantellato pezzo dopo pezzo. *La società fa un cattivo marketing sul femminismo perché è antisistema. *Chi ha fatto un po' di lotta può insegnare un metodo, non le idee: quelle devono essere prodotte dalla generazione che le porterà avanti. {{NDR|I giovani}} hanno il diritto di fare errori. *Io devo essere critica con me stessa. Devo sentirmi inadatta. È stato scritto nel mio codice. È stato scritto nel codice di tutte. Vorrei conoscere una donna che abbia passato tutta la sua vita a sentirsi splendida sotto tutti i punti di vista, non credo di averne mai conosciuta una. Il nostro sistema è pensato per far in modo che le donne si sentano come dei cantieri aperti dal punto di vista fisico e intellettuale. Passiamo il tempo a dire alle ragazze cosa dovrebbero fare mentre ai ragazzi trasmettiamo l’idea di essere splendidi, nati già perfetti. *Più brave, più performanti, più intelligenti, più sicure di sé, devono rispondere meglio agli uomini che le molestano. Poi devono essere anche di meno perché devono dimagrire, occupare meno spazio, essere più piccole, però si devono vestire meglio. Se non riesci a trovare i vestiti belli spendendo molto, vai nei mercatini, devi anche sviluppare un gusto perché ricordati donna: tu devi essere prima di tutto decorativa. ==''Brutta. Storia di un corpo come tanti''== ===[[Incipit]]=== Questa è la storia del mio corpo, così come la ricordo e me l'hanno raccontata.<br>A volte sembrerà che parli d'altro, ma in realtà parlo di me. Le esperienze che racconto possono somigliare a quelle di altre persone, ma restano comunque prima di tutto la mia esperienza.<br>La storia del corpo di una [[donna]] è sempre qualcosa di più che la storia di un [[corpo]]: è la storia di tutto quello che su quel corpo si gioca, passa e lo attraversa. È un insieme di storie diverse, molto diverse, che convergono su un unico punto focale: se sei una donna non ti puoi mai dimenticare di avercelo, un corpo. Puoi al massimo prendere delle decisioni su come e quanto mostrarlo, e le prenderai, con maggiore o minore successo, e puoi essere sicura che non saranno mai soddisfacenti, come puoi essere sicura che tutti vorranno avere un'opinione in merito. ===Citazioni=== *La storia del mio [[corpo]] è una storia a pezzi, perché a pezzi viviamo e siamo vissute: ogni parte di noi fa storia a sé, viene scomposta e ricomposta, accettata o modificata, isolata dal resto per essere accentuata o nascosta. A pezzi mi sono guardata e mi guardo anche adesso, pur essendo capace di riconoscere in quello sguardo l'impianto di un [[occhio]] che non è il mio, lo stesso che viene installato in tutte le femmine fin dalla più tenera età e con il quale costruiamo un rapporto di codipendenza che ci accompagna per tutta la vita. (p. 10) *Non è di vita sessuale che parliamo, qui, ma di come raccontiamo i corpi e le persone. Del [[potere]] che attribuiamo agli uni e alle altre. Di quale sia davvero la natura del potere, e in quanti modi per una donna sia impossibile non porsi il problema di come viene percepito il suo corpo. (p. 16) *Essere [[bellezza|bella]] è talmente una necessità sociale che nessuno dirà mai di una donna che è brutta, a meno che non la voglia ferire. (p. 17) *Se non sei bella, non puoi occupare spazio nel mondo. Non ti puoi esporre allo [[sguardo]] altrui. Questa è la legge non scritta. Se lo fai, preparati a essere perfetta sotto ogni altro aspetto (e a quel punto: cosa ti costa darti una sistemata?) oppure sappi che al primo passo falso pioveranno gli insulti. [...] Il problema è occupare spazio nel mondo in un modo non conforme alle aspettative, tutto qui. (p. 21) *La bellezza è un requisito fondamentale per l'esistenza in vita, sentirsi belle è fondamentale per affrontare il mondo con il minimo della sicurezza di sé. Se bella non sei, bella se non altro ti devi sentire, bella a modo tuo. Ti devi piacere. Altrimenti non ti meriti il gradimento degli altri. (p. 22) *Occupare spazio in pubblico da brutte, sentendosi brutte, sapendosi brutte e fottendosene altamente, quello è l'obiettivo. In un mondo che ci chiede di farci piccole, di non disturbare, allargarsi e dilagare, tracimare e prendere spazio, alzare la voce, fare rumore. "Brutta", e quindi? Oggi sono brutta, domani sono bella, non ha importanza. Quello che importa è che sono qui, esisto, e non ho nessuna intenzione di sparire. (p. 23) *L'[[infanzia]] è l'unico momento nella vita di una femmina in cui sei bella in proporzione a quanto riesci a immaginare di esserlo, senza che lo sguardo dei maschi e l'ansia di non essere desiderata inizino a interferire con la tua fantasia. Vuoi le gonne ampie perché ti piace il movimento che fanno quando balli, i capelli lunghi per come ti sfiorano il viso, i brillantini perché luccicano. Vuoi essere bella per te stessa, ma davvero. (p. 34) *Piacetevi come siete! Amatevi come siete! Però se non vi piacete, cambiate! Non fermatevi a cercare di capire se il problema sia il vostro corpo, il fatto che il vostro corpo non ha un posto nel mondo, qualunque sia la sua forma, e che dovrete perdere ore settimane mesi della vostra vita a giustificarlo. Comunque, nel caso aveste fatto lo scatto di autocoscienza che serve almeno a smetterla di chiedere scusa, arriverà qualcuno a ricordare a tutte con un hashtag che esiste una normalità da normalizzare, #normalizenormalbodies, ok, ma se sono normale cosa c'è da normalizzare? E poi, che cos'è normale? E se una non è "normale", qualunque cosa significhi, che fa? Si deve nascondere? (pp. 78-79) *Il mondo ti perdona tutto, meno che la riluttanza ad allinearti senza fare storie. Se sei brutta, diventa bella. Se sei bella, camuffati un po'. Se sei grassa, diventa magra. Se sei magra, diventa tettona. Se sei intelligente, vola basso. Se parli molto, parla di meno. Se sei visibile, fatti piccola. Allora qua il problema, mi pare, non è quanto sei effettivamente scopabile, ma quanto ti sbatti per esserlo, con ogni mezzo, perché se no senti che non vali niente; e quanto sei disponibile a collaborare perché anche tutte le altre aggancino il loro valore alla scopabilità percepita. (pp. 87-88) *Una donna bella, che si vede riconosciuta la sua bellezza come un fatto indiscutibile, fa una vita diversa dalla mia. Entrambi i nostri corpi vengono prima di noi, ma il suo può essere offerto, utilizzato, guardato, ammirato. Il mio viene sottratto, minimizzato, per quanto possibile. Non è un argomento, non è oggetto di conversazione, non colora la mia presenza pubblica, non fa parte di quello che sono. (p. 90) *Non essendo bella, non posso essere "bella e brava", il massimo del complimento e il massimo della delegittimazione, della serie "è bella ma to', è perfino brava, che sorpresa, bastava molto meno". Quando sei bella, tutti si aspettano sempre che basti molto meno, che tu debba solo stare immobile ed emanare raggi di bellezza. Che tu sia brava, in qualsiasi cosa, è secondario. Bella, prima. Brava, poi. (p. 90) *Il punto: sapendo di non essere bella, avevo scelto di essere brava. È una scelta come un'altra, e non è la scelta di tutte, ma è una scelta, non un incidente di percorso. Una scelta che mette dei paletti al modo in cui mi presento e mi rappresento. Non è una scelta priva di costi, ma è la mia. (p. 93) *Il mio rapporto con i maschi non si gioca sull'essere guardata, ma sull'essere ascoltata e vista, come premessa o come conseguenza dell'ascolto. Le due cose, nella mia percezione, si escludono a vicenda: o sono (con un certo sforzo) figa, o sono (con molto meno sforzo) interessante. Questo al netto del fatto che allo sguardo maschile che tutto decide una donna appare comunque meno interessante di un suo pari maschi, ovviamente, cosa che noi ragazze di una certa età abbiamo imparato sulla nostra pelle. (p. 93) *Spesso ho fantasticato di essere così: splendente e priva di dubbi. Come se non sapessi che il [[dubbio]] è la base della vita di qualsiasi donna, bella o brutta, e che anche quelle che esibiscono una fiducia illimitata nelle proprie doti estetiche lo fanno spesso per mascherare un'insicurezza di fondo. Essere bella ti rende vulnerabile in altri modi, perché non c'è un modo per essere donna che sia davvero completamente, interamente ''giusto''. (p. 94) *Quello che so è questo: che una donna che vada nel mondo come bella donna fa una vita diversa dalla mia, che ho provato ad andare nel mondo come se un corpo non ce l'avessi, come se fossi puro spirito, e ho fallito, perché il mondo stesso mi ha inchiodata anche a quello, alla mia rinuncia. (p. 95) *Non è che le donne in posizioni di potere siano più stronze degli uomini: è che dalle donne ci aspettiamo che non lo siano. L'asticella della stronzaggine è talmente bassa che ci inciampi. (p. 104) *Quello che in una donna è una Faccia da Stronza, in un uomo è espressione autorevole, severa, la faccia di uno che sa di cosa parla. Le rughe, le pieghe, le borse sotto gli occhi, le linee sulla fronte sono i segni dell'esperienza. Aggiungono ''gravitas'', non malvagità. Sono facce da uomini maturi, facce vissute, stagionate da centinaia di [[Abbronzatura|abbronzature]] senza filtro solare, perché la protezione 50 è da femmine. (p. 105) *C'è un punto del discorso sul [[cosmesi|trucco]] in cui qualcuno tira sempre fuori il femminismo: truccarsi significherebbe cedere alle pressioni del patriarcato che ci vuole sempre belle e perfette e soprattutto giovani, e quindi se ti trucchi non sei abbastanza femminista. Come se per essere femministe fosse obbligatorio vestirsi come delle militanti del Partito Comunista Cinese degli anni Cinquanta. E come se essere femministe fosse una cosa che si misura sulla nostra personale liberazione definita secondo gli standard di qualcun altro, e non sulla [[solidarietà]] e la piena [[libertà]] di scelta, anche di comprarsi una matita color melanzana per sottolineare l'occhio quando si usano ombretti nella tonalità del ciliegia e del bordeaux. Io non voglio smettere di truccarmi: voglio smettere di sentirmi a disagio se non lo faccio. Voglio smettere di preoccuparmi di essere giudicata se la mia faccia mostra l'[[età]] che ho. (pp. 122-123) *Siamo talmente abituate a fare l'equazione "volersi bene" con "trovarsi belle" che ci sembra impossibile amarci per come ci sentiamo, piuttosto che per il nostro aspetto. (p. 150) *Non sta bene trovarsi belle, non lo fanno neanche le belle, è una cosa di cattivo gusto. Ho scritto pagine e pagine di autodeprecazione senza alcun problema, ma ora che devo dire che in fondo mi piaccio, e mi piaccio perché mi voglio bene, faccio fatica. Dire "sono brutta" mi pare meno impudico che dire "mi vedo bella". (p. 150) *Non ho il [[dovere]] di sentirmi bella, ma non ha senso nemmeno parlare di [[diritto]], perché il diritto mi deve essere riconosciuto come fondamentale dalla comunità intorno a me, che quindi se ne deve fare carico: e invece io campo benissimo anche quando non mi sento bella, non ho bisogno di sentirmi bella, ho bisogno di poter vivere nello spazio pubblico senza che qualcuno pensi che insultarmi per il mio aspetto fisico sia un modo come un altro per dirmi che devo tacere. Una donna brutta non ha bisogno che la società le consenta di sentirsi bella, ha bisogno che la società le assicuri che sarà rispettata. (p. 151) *Essere (non ''sentirmi'', che è una cosa diversa) bella o brutta non è dirimente per la mia sopravvivenza, ma lo è per la mia esperienza di vita, perché dal mio essere bella o brutta secondo il resto del mondo si giudica il valore di quello che dico, si giudicano le mie motivazioni, la mia emotività, la mia soddisfazione nei confronti della vita. (p. 152) *Forse voglio solo smettere di pensarci, ecco. Volermi bene quando capita, volermi male, ignorarmi quando va bene perché ci sono cose più importanti. Non ci riuscirò, pazienza. Vivrò lo stesso più a lungo che posso, più in largo che posso, più forte che posso, da bella, da brutta, finché non sarò stanca. (pp. 153-154) ==Prefazione a Rossella Dolce e Fiorenzo Pilla, ''Il web che odia le donne''== *La [[misoginia]] non è fatta solo di episodi parossistici. Il misogino non è solo quello che picchia, violenta, aggredisce verbalmente le donne. Non è solo chi esprime [[rabbia]]. La misoginia è intessuta nelle nostre vite, ci accompagna quotidianamente: il [[disprezzo]] per le donne e più in generale per il genere femminile e per tutto quello che è associato alla femminilità è parte del nostro pensiero quotidiano, sono mine disseminate nel linguaggio, nel modo di relazionarci gli uni con gli altri che vanno disinnescate una per una, con pazienza. (p. 4) *Il tentativo di patologizzare, di isolare, di allontanare da sé l'atto misogino ha una funzione autoassolutoria: se mi dissocio, non sono complice. Se mi dissocio, non devo cambiare nulla del mio vissuto quotidiano. Non devo mettermi in discussione. Mi basta mantenermi appena sopra la soglia della decenza minima per essere dalla parte dei giusti. (p. 4) *Per prosciugare le sacche di misoginia estrema e impedire che altri uomini, soprattutto giovanissimi, ci finiscano dentro è essenziale costruire una società che tratti ogni individuo con il medesimo rispetto, consenta agli uomini di esprimere la propria emotività senza andare incontro allo scherno delle persone che hanno vicino, e soprattutto smetta di collocare le donne in posizione funzionale. Finché continueremo a parlare di "mogli, madri, sorelle, figlie" e a riconoscere la dignità delle donne solo in quanto parenti o compagne di un uomo, non usciremo mai dal corto circuito che ci impedisce di riconoscerne l'umanità. Finché continueremo a pensare che le donne debbano tenute a essere qualcosa per qualcuno, e non a esistere per se stesse, senza il dovere di mettere corpo, attenzione ed emozioni al servizio di qualcun altro, la misoginia sarà sempre un fenomeno sociale. (p. 6) ==Bibliografia== *Giulia Blasi, ''Brutta. Storia di un corpo come tanti'', Rizzoli, Milano, 2021. ISBN 9788817159111 *Giulia Blasi, Prefazione a Rossella Dolce e Fiorenzo Pilla, ''Il web che odia le donne'', Ledizioni, Milano, 2019. ISBN 9788867059881 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Blasi, Giulia}} [[Categoria:Conduttori radiofonici italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 6zd7epkzuvyt39qmw7s62zkpx4eogx2 Ali ibn Abi Talib 0 194591 1426303 1214964 2026-09-12T17:20:46Z Micione 5365 fix redirect 1426303 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[ʿAlī ibn ʾAbī Ṭālib]] 7gezsvlcczyz45h554a8elle22emiwu Elly Schlein 0 195994 1426331 1381864 2026-09-12T18:54:35Z Danyele 19198 fix di stile 1426331 wikitext text/x-wiki [[File:Elly Schlein in 2023 (cropped).jpg|thumb|Elly Schlein nel 2023]] '''Elena Ethel Schlein''' (1985 – vivente), politica italiana. ==Citazioni di Elly Schlein== {{cronologico}} *{{NDR|«Lei è nata a Lugano e ha un papà americano. Come si è innamorata dell'{{sic|[[Emilia-Romagna|Emilia Romagna]]}}?»}} Sono una figlia adottiva e orgogliosa di questa terra da 15 anni. L'{{sic|Emilia Romagna}} è una terra che sa diventare casa come poche, casa per tanti che l'hanno scelta. Non ti chiede mai da dove vieni, ti chiede che cosa possiamo fare insieme. Sono arrivata a Bologna per studiare giurisprudenza e non sono più andata via.<ref name="Arcolaci">Dall'intervista di Alessia Arcolaci, ''[https://www.vanityfair.it/news/politica/2020/01/29/elly-schlein-sono-una-nerd-innamorata-dellemilia-romagna Tutti pazzi per Elly Schlein: una nerd, innamorata dell'Emilia]'', ''vanityfair.it'', 29 gennaio 2020.</ref> *Faccio parte di una generazione che si era allontanata dalla [[politica]], lo avevo fatto anch'io ma ad un certo punto ti rendi conto che se non ti rimbocchi le maniche e provi a parteciparlo quel cambiamento, se non provi ad essere il cambiamento che vuoi vedere nella società, non puoi aspettarti che altri lo facciano per te. Anche se sei incazzato con la politica e ti allontani, devi renderti conto che gli altri continueranno a farla e il peso delle loro decisioni ricadrà comunque anche sulla tua vita, quindi vale la pena, nelle forme e nei modi in cui uno può, di partecipare alla cosa pubblica.<ref name="Arcolaci"/> *{{NDR|Su [[Matteo Salvini]]}} Uno spregiudicato. Con una visione per me aberrante, ma almeno comprensibile.<ref>Dall'intervista di Francesco Oggiano, ''[https://www.rollingstone.it/politica/elly-schlein-con-i-5-stelle-neanche-una-settimana-amo-la-liberta-despressione/499880/ Elly Schlein: «Con i 5 stelle neanche una settimana, amo la libertà d'espressione»]'', ''rollingstone.it'', 1º febbraio 2020.</ref> *{{NDR|«[...] "[[intersezionalità]]" cosa significa?»}} Significa che le battaglie sono connesse: se chiedi a un ragazzino di scegliere tra giustizia sociale, diritti civili, ecologia e uguaglianza, non capisce.<ref name="Panizza">Dall'intervista di Raffaele Panizza a ''Vogue Italia'', novembre 2020; citato in ''[https://www.vogue.it/news/article/elly-schlein-intervista-non-sono-una-vittima Non sono una vittima. Intervista a Elly Schlein]'', ''vogue.it'', 12 novembre 2020.</ref> *{{NDR|«Come spiegherebbe il suo [[femminismo]] a una ragazzina disinteressata?»}} Mostrandole il soffitto di cristallo che ha sopra la testa: in Europa, a parità di mansioni, le donne percepiscono il 16 per cento di salario in meno e ricevono una pensione del 39 per cento più bassa. Nei CdA delle aziende quotate siamo una su venti. E durante la [[Pandemia di COVID-19|pandemia]] siamo state licenziate in maggior numero, perché abbiamo contratti precari. Altro esempio: durante il lockdown i ricercatori maschi hanno prodotto di più, le ricercatrici di meno. Sa perché? Perché su di loro grava il peso della cura familiare. Io voglio che questa ragazzina disinteressata abbia il diritto di scegliere cosa cavolo fare nella vita.<ref name="Panizza"/> *{{NDR|La [[destra]] italiana ha}} sempre dimostrato di ritenere che la [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione]] ponesse troppi fastidiosi ostacoli all'uomo solo al comando. Al contrario i suoi pesi e contrappesi sono fondamentali a tutela della democrazia. Del resto i loro modelli sono quelli autoritari di [[Donald Trump|Trump]], che fomenta l'assalto al Congresso, di [[Vladimir Putin|Putin]] che invade Paesi e punisce il dissenso o di {{sic|[[Viktor Orbán|Orban]]}} che vuole razze pure: non c'è da stupirsi che qui abbiano un disegno che schiaccia democrazia e diritti.<ref name="Bignami">Dall'intervista di Silvia Bignami, ''[https://bologna.repubblica.it/cronaca/2022/08/14/news/elly_schlein_intervista_centrosinistra_letta_elezioni_politiche-361573369/ Elly Schlein: "Destra pericolosa, mira ai pieni poteri. Il M5S? Speravo in una intesa"]'', ''bologna.repubblica.it'', 14 agosto 2022.</ref> *La [[Sistema ad aliquota unica|flat tax]] è il massimo dell'ingiustizia, della diseguaglianza e della presa in giro, perché l'idea di abbassare le tasse ai ricchi la pagano i poveri. È un'idea che fa mancare i servizi a quelli che per curarsi non possono prendersi un piano del San Raffaele.<ref name="Bignami"/> *[[Giorgia Meloni]] guida un partito che relega le donne al ruolo di welfare vivente: questo la rende una leadership inutile per le donne.<ref>Da un'intervista a ''In onda'', LA7; citato in ''[https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/politica/elly-schlein-giorgia-meloni-1.7992357 Elly Schlein: "Meloni è una leadership inutile per le donne"]'', ''ilrestodelcarlino.it'', 18 agosto 2022.</ref> *{{NDR|La destra è forte perché}} è abilissima a puntare il dito in basso, verso chi sta peggio, e farne un capro espiatorio.<ref>Dall'intervista di Francesca Schianchi a ''La Stampa''; citato in ''[https://www.partitodemocratico.it/elezioni-politiche-2022/schlein-andro-nei-luoghi-di-confine-sono-certa-che-si-possa-vincere/ Schlein: "Andrò nei luoghi di confine, sono certa che si possa vincere"]'', ''partitodemocratico.it'', 23 agosto 2022.</ref> *{{NDR|Sull'[[omicidio di Giulia Cecchettin]]}} Perché sia fatta davvero giustizia, per Giulia Cecchettin e per tutte le altre donne uccise dalla violenza maschile, questo non basta. E non bastano il dolore e l’indignazione. Non possiamo continuare ad assistere giorno dopo giorno a questa strage. Nei mesi scorsi e anche negli ultimi giorni, dopo le parole di Paola Cortellesi, mi sono rivolta alla Presidente del Consiglio Meloni, e pure oggi dico: almeno sul contrasto a questa mattanza di donne e di ragazze, lasciamo da parte lo scontro politico e proviamo a far fare un passo avanti al Paese. [...] approviamo subito una legge che introduca l'educazione nelle scuole.<ref>Citato in ''[https://tg24.sky.it/cronaca/2023/11/19/giulia-cecchettin-reazioni-meloni-schlein Giulia Cecchettin, Meloni: "Dramma inconcepibile". Schlein: "Subito una legge"]'', ''tg24.sky.it'', 19 novembre 2023.</ref> {{Int|''[https://www.rivistastudio.com/elly-schlein-pd/ Così parlò Elly Schlein]''|Dall'intervista di Mattia Caniglia a ''Rivista Studio'' nº 45, 2020; ripubblicato in ''rivistastudio.com'', 27 febbraio 2023.}} *[[Incontro]] mi fa venire in mente un'opportunità. Un'opportunità di crescere fondamentalmente. *Alcuni degli incontri più rilevanti li ho fatti durante la mia esperienza europea. Ho incontrato colleghe e colleghi che pur in contesti nazionali molto diversi, si battono esattamente per la stessa visione di futuro. Sempre a livello europeo, ma stavolta ideale, l'incontro con il pensiero social democratico e con quello ecologista mi ha lasciato tantissimo. *[...] l'altro giorno mi ha colpito molto una frase di Jacinda Ardern, pronunciata appena vinte le elezioni in Nuova Zelanda: "Siamo troppo piccoli per prescindere dal punto di vista degli altri". Racchiude esattamente il mio senso per l'incontro. *L'esperienza fatta da volontaria per la campagna di Obama mi ha permesso di fare tanti incontri illuminanti, che hanno contribuito a piantare il seme di quello che poi è diventato il mio impegno politico concreto. Personalmente non mi aspettavo di fare politica in modo così attivo. È stato un po' un percorso senza soluzione di continuità, dove siamo andati passo per passo, ma senza premeditazione. Non avevo idea che sarei finita al Parlamento Europeo o ad essere la Vicepresidente della Regione Emilia Romagna. *C'è assolutamente bisogno di [[dissenso]]. [...] se rinunciamo alla possibilità che posizioni contrastanti si incontrino, corriamo il rischio di perdere l'opportunità di trovare soluzioni più efficaci. *{{NDR|«C'è bisogno di una nuova leadership fatta anche di intelligenza emotiva per cambiare questa politica?»}} L'empatia in politica è una parte importante, perché ti tiene a terra. Cioè ti tiene comunque legato alla quotidianità delle persone che cerchi di rappresentare. La cosa però ha i suoi pro e i suoi contro. Soprattutto perché quando ti occupi di fragilità in qualche modo quelle fragilità ti rimangono addosso e finisci per portarle con te. Non ti lasciano indifferente. Ma sicuramente l'empatia aiuta a creare legami più inclusivi. E soprattutto aiuterebbe a superare un grande vulnus irrisolto del nostro sistema politico: quello del modello dell'uomo solo al comando. Che non possiamo assolutamente risolvere con il modello della donna sola al comando. C'è bisogno invece di creare nuovi meccanismi che portino al comando squadre di persone, con competenze diverse e che siano capaci di avere una visione a 360 gradi di quelle che sono le complessità dei problemi sociali economici e ambientali. Che questo sia il modello di leadership da spingere con forza penso l'abbia imparato anche qualche leader nostrano, che sembrava fortissimo ma che poi, senza questa capacità di farsi crescere attorno una nuova classe dirigente, si è sbriciolato molto in fretta. *{{NDR|«Cosa ostacola l'incontro tra i diritti delle donne e il loro accesso al potere politico?»}} Quello che è di ostacolo e che siamo immersi in un sistema a livello italiano, ma anche a livello europeo, che fa i conti con secoli e secoli di cultura patriarcale. [...] anche in Europa siamo molto indietro. Un'Europa che peraltro ha inserito nel Trattato di Lisbona all'articolo 8 un'innovazione culturale straordinaria: il principio del gender mainstreaming. Cioè non politiche di genere a compartimenti stagni, ma un approccio di genere trasversale a tutte le politiche pubbliche. Il punto, infatti, non è cambiare lo sguardo sulle donne ma integrare lo sguardo delle donne. A livello di partiti gli ostacoli sono anche legati ad atteggiamenti sessisti e non è una questione di destra o di sinistra. Anche a sinistra il sessismo c'è e tanto. Ma il problema sistemico e fondamentale, che poi sta a monte di mille altri problemi, è la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Questo è il primo ostacolo irrimandabile per le donne. I lavori domestici, la cura dei figli, la cura degli anziani non autonomi, la cura delle persone con disabilità, tutto ricade sulle spalle delle donne e in maniera sproporzionata. Come possono queste donne, e quelle che anche lavorano, riuscire a dedicarsi alla cosa pubblica? Per cambiare marcia serve un approccio di genere che coinvolga anche gli uomini. E non si tratta solamente di diritti, ma anche di opportunità economiche. *Veniamo da più di un decennio di processi di globalizzazione che hanno scardinato alcuni riferimenti. Si è rinunciato a regolare aspetti importanti di questi processi e il risultato è che molti si sono sentiti esclusi. Ai cambiamenti vertiginosi si è aggiunta una crisi triplice. Demografica, dove la popolazione Europea invecchia mentre i sistemi di welfare non sembrano essere preparati a gestire questo mutamento. Una crisi climatica, che ha polarizzato e polarizza a livello politico. Infine, una crisi geopolitica con diseguaglianze globali e conflitti sempre più accesi. Davanti a tutto questo, una persona – che è anche più povera di prima a causa di queste crisi – oggi guarda con paura al futuro. Quella paura, qualcuno ha raccontato che dovesse essere rivolta verso chi sta peggio. E qui il meccanismo, la strategia della destra nazionalista, di questa internazionale nera. *La retorica che certe destre usano è la stessa [...] e utilizzandola si rafforzano a vicenda. Così il muro di Orban rafforza i porti chiusi di Salvini, rafforza Le Pen, il muro di Trump e le idee di Farage. Noi l'internazionalismo non lo possiamo lasciare ai nazionalisti. [...] Ma cacchio, mentre questi qui si fanno forza a vicenda, noi dove siamo? Perché sulle battaglie delle forze progressiste ed ecologiste delle sinistre europee non riusciamo a fare la stessa operazione e appoggiarci a vicenda? I nostri avversari esprimono una visione distorta della società e del futuro ma chiara. Noi non esprimiamo una visione chiara. Non possiamo rispondere alla visione degli altri né con il silenzio, né ammiccando a idee che non ci appartengono, né con la timidezza. Ma questo è esattamente quello che è successo in questi anni a tutte le forze socialdemocratiche europee. Bisogna quindi riconoscere che c'è stato un cedimento culturale. Non c'è stata da parte nostra la capacità di interpretare le grandi trasformazioni della società che hanno terrorizzato le persone. {{NDR|«E ora che si fa?»}} Ora non possiamo certo indicare con la stessa efficacia un nemico "altro". Tantomeno questo nemico lo possiamo identificare solo con il "fascista cattivo". Non è con un contrasto valoriale di questo tipo che riesci a ricostruire una connessione con quelle fasce che si sono empaticamente riconosciute in un messaggio diverso dal nostro. Bisognerà partire dal riconoscere che alcuni tra le fasce più svantaggiate sono davvero convinti che il problema dell'Italia sia stata l'immigrazione senza rendersi conto che in termini redistributivi abbiamo un problema più grosso. E poi scardinare questa retorica e spiegare che quel dito che gli altri puntano in giù per dire se oggi si sta male è per colpa dell'immigrato arrivato a Lampedusa, va girato all'insù perché l'unico “noi e loro“ di cui ha davvero senso discutere è quello che divide le 26 persone più ricche al mondo dalla metà più povera della popolazione mondiale, circa 3,8 miliardi di persone. *Bisogna anche ricordarsi che chi fa politica ha una responsabilità che è quella non di soffiare sui venti della tensione sociale che le disuguaglianze inevitabilmente producono. *Dalle piazze delle grandi mobilitazioni [...] ci vengono le maggiori speranze e i migliori insegnamenti sul come cambiare questa Europa. Prendiamo i [[Fridays for Future]] di Greta {{NDR|Thunberg}}. Sono stati così efficaci perché il tema di quella protesta è stato subito interpretato come un tema che andava oltre ogni frontiera generando movimenti in tutta Europa, movimenti che si sono alimentati a vicenda. Questo genere di spirale positiva ha un carattere molto più forte di qualsiasi discorso che abbiamo fatto a Strasburgo, anche e soprattutto al fine di mettere i temi che contano in agenda. L'indicazione non è solo sulle modalità, ma anche sui temi. Oggi noi siamo chiamati a guidare una svolta sia sul versante sociale che su quello ambientale e della transizione ecologica – che come avrai capito sono la mia ossessione – tenendo insieme ciò che la società sta già tenendo insieme e che solo la politica divide. Ricongiungendo diversi sentimenti di appartenenza. {{Int|''[https://legrandcontinent.eu/it/2020/12/21/le-cinque-sfide-di-elly-schlein-conversazione-con-laoc-emiliana/ Le cinque sfide dell'Europa: conversazione con Elly Schlein]''|Alice Fill, ''legrandcontinent.eu'', 21 dicembre 2020.}} *{{NDR|«Quale credi possa essere, oggi, il ruolo della [[sinistra]] progressista europea per far fronte alla crescita delle disuguaglianze?»}} Le forze progressiste, ecologiste e della sinistra dovrebbero farsi forti di una visione e di obiettivi comuni che, pur essendoci già, hanno una dimensione prevalentemente nazionale. Se il muro di Orbán rafforza i porti chiusi di [[Matteo Salvini|Salvini]] e la politica di [[Marine Le Pen|Le Pen]] e [[Nigel Farage|Farage]], la professionalità del portoghese Antonio Costa nel risollevare l'economia avendo cura di ridurre le disuguaglianze non ha rafforzato allo stesso modo la sinistra europea. Ciò, in parte, è anche nostra responsabilità: siamo ancora troppo incagliati in dibattiti nazionali e ombelicali. L'esperienza al Parlamento europeo mi ha lasciato una profonda consapevolezza che con tanti colleghi e colleghe condividiamo le stesse battaglie, le stesse preoccupazioni per il futuro, ma anche le stesse risposte alle nuove sfide che ci troviamo davanti. [...] Credo che la politica abbia la responsabilità di non alimentare le tensioni sociali prodotte dalle disuguaglianze, ma di agire sulle loro cause profonde. In che modo? Con politiche redistributive, ascoltando i cittadini e non facendo mancare a nessuno una risposta commisurata al suo bisogno. Solo così si può evitare di prendersela con il vicino, che a volte sta pure peggio di noi. *Sul tema del femminismo stiamo facendo dei passi in avanti molto importanti: le donne si stanno prendendo lo spazio che devono avere, senza aspettare che qualcuno glielo ceda. È ovvio che questo non succederà, viviamo ancora in una logica per cui ogni posto occupato da una donna significa innanzitutto un posto in meno occupato da un uomo. Non è vero che le donne sono una minoranza: siamo la maggioranza della popolazione mondiale. Il problema della sotto-rappresentazione nei luoghi dove si decide – in politica così come in economia – è un problema che riguarda tutti, per questo è importante coinvolgere anche gli uomini in questa sfida. Dato che la composizione della società è quella che conosciamo, in che modo si possono fare delle politiche capaci di rispondere ai bisogni della società, se teniamo un occhio chiuso? Manca una componente fondamentale. Assicurare la piena parità di genere è dunque cruciale. Risolviamo subito un equivoco diffuso, per cui ci si oppone alle quote rose in forza del merito: non ho mai visto nessuno fare questo ragionamento davanti a decenni di governi di soli uomini. Non rivendichiamo solo il diritto alla parità di genere nei luoghi in cui si decide, in quei luoghi rivendichiamo anche il diritto di sbagliare. Nessuno è mai andato a chiedere conto ad un uomo che si trovasse una posizione di potere in quanto uomo, e non per suo merito. La strada è lunga, la società italiana è ancora imbevuta di cultura maschilista e patriarcale, la violenza di genere è solo la manifestazione estrema di un ''humus'' culturale in cui la violenza attecchisce. E questa violenza passa attraverso la cultura, il linguaggio, gli stereotipi di genere, le rappresentazioni mediatiche e – a volte – anche istituzionali. Per questo è fondamentale sostenere la formazione delle donne in tutte le discipline, comprese quelle STEM {{NDR|acronimo dall'inglese ''science, technology, engineering and mathematics''}}. Per questo è importante lavorare per la diffusione di un linguaggio esclusivo. Come ha detto una Professoressa dell'Accademia della Crusca, è giusto riferirsi alle donne parlando di ministra, assessora e avvocata perché quando nei documenti ufficiali rimarranno solo i nostri cognomi, è giusto che si ricordi che quella persona ha portato anche il suo essere donna nell'esercizio del potere. *''[[Leadership]]'' femminile e ''leadership'' femministe sono due cose radicalmente diverse. Non basta avere una donna leader per assicurarsi che abbia la capacità di "liberare" altre donne, soprattutto se la donna in questione è a capo di un partito che relega le donne ad un ruolo domestico, che non ne ha mai difeso i diritti, a partire dal diritto di scegliere sul proprio corpo e sul proprio futuro. Non abbiamo mai sentito queste leader spendersi sul tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro – un nodo essenziale per sostenere l'occupazione delle donne –, ma nemmeno per la loro partecipazione alla vita politica ed economica. Per quanto ''leadership'' femminile e femminista siano due cose distinte, è bene però che ci sia la parità di genere: sono contenta quando ci sono donne parlamentari, assessore, consigliere e leader di partito con cui litigare perché abbiamo una visione diversa su come fare per emancipare la condizione delle donne e delle ragazze. *L'intersezionalità è fondamentale perché ci insegna che i diversi livelli di discriminazione non si elidono a vicenda, ma si sommano. Pensiamo alla condizione delle donne rifugiate [...]: ci sono almeno tre livelli di discriminazione che rischiano di intrecciarsi, economica, razziale e di genere. I diversi livelli di discriminazione sono infatti spesso frutto della stessa matrice oppressiva: è per cambiare questo modello che è necessario unire le lotte. Si tratta di un passaggio fondamentale. Credo – e spero – che le nuove generazioni stiano maturando una sensibilità in grado di andare in questa direzione. Partecipando in punta di piedi alle straordinarie mobilitazioni che [...] gremivano le piazze per difendere la parità di genere, per rispondere all'emergenza climatica, per mostrare solidarietà ai migranti e lottare per un lavoro degno, ho visto importanti aree di sovrapposizione. Di fronte a tali sovrapposizioni mi chiedo perché la politica sia così in ritardo, perché continui a cercare di dividere ciò che nella società, sempre più spesso, marcia insieme. Non si può chiedere a quelle piazze se si sentono più vicine a [[Greta Thunberg]] o a Carola Rackete. Poco dopo l'insediamento di Trump, alla London Women's March le femministe marciavano fianco a fianco con i movimenti ambientalisti, con i movimenti di seconda generazione che si battono per la piena eguaglianza dei diritti, con i movimenti [[LGBT|LGBT+]]: tutto questo, insieme, ci servirà a scrivere una pagina migliore. {{Int|''[https://espresso.repubblica.it/politica/2022/07/25/news/elly_schlein_transizione_ecologica-359098418/ Elly Schlein: «Ritardare ancora la transizione ecologica è l'errore più grande che possiamo commettere»]''|Intervista di Gloria Riva, ''espresso.repubblica.it'', 25 luglio 2022.}} *L'errore più grande che potremmo commettere è ritardare ulteriormente la conversione ecologica e riprodurre il modello che ci ha portati fino a qui, in nome di altre urgenze. Queste crisi intrecciate prendono il nome di sindemia: alla [[Crisi economica del 2008-2014|crisi economica e finanziaria]], che ha cominciato a mordere le caviglie della fascia più povera della popolazione nel 2008, si è aggiunta la pandemia mondiale e una serissima crisi climatica, tutt'altro che imprevedibile, in grado di produrre effetti devastanti sui nostri territori e nelle nostre comunità. Se a ciascuna di queste crisi offriamo risposte plasmate sul modello sociale ed economico convenzionale, allora favoriamo un costante indebolimento della società, sempre più esposta al rischio di subire nuove crisi. Serve il coraggio di scartare in un'altra direzione, di modificare alla radice il modello. *L'innovazione tecnologica e la transizione energetica, se non guidate da politiche redistributive e da una consapevole tutela del lavoro, producono cottimo e sfruttamento ed è qui che manca l'azione politica. Manca la mobilitazione sindacale che negli anni '60 ha portato allo statuto dei lavoratori, ma da allora il lavoro è profondamente cambiato. Quindi è necessario che la politica favorisca da un lato un moderno statuto dei lavoratori e delle lavoratrici a tutela dei nuovi lavori, dall'altro la nascita e la crescita di imprese ambientalmente sostenibili e di adeguate professionalità. *L'Italia, che è il paese del sole, dell'acqua e del vento, deve sfruttare queste caratteristiche a proprio favore, evitando gli errori commessi in passato. Perché è già successo che agli incentivi economici per la produzione di [[rinnovabili]] non sono seguite adeguate politiche industriali di sviluppo della filiera industriale sottostante. Il mancato sostegno allo sviluppo dell'economia verde, che è ad alta intensità di lavoro e offre opportunità professionali competitive, sarebbe un danno enorme per il futuro del paese. Abbiamo bisogno di puntare su settori industriali ad alta produttività, come la produzione di energia verde, ridimensionando quegli ambiti che non offrono altrettanta ricchezza occupazionale. Per farlo è indispensabile favorire la formazione di competenze ecologiche e digitali e la creazione di nuove imprese. Non esistono alibi [...] *La via è questa: la politica deve agire affinché la transizione ecologica diventi un bene desiderabile. {{Int|''[https://www.repubblica.it/politica/2025/06/29/news/italiani_gay_pride_budapest_2025-424698764/ Dall'Italia sfila in corteo, un campo largo arcobaleno. Schlein: "Qui per la libertà"]''|Citato in Gabriella Cerami, ''repubblica.it'', 29 giugno 2025.}} *Il Pride è stato una straordinaria risposta popolare, la migliore che ci potesse essere all'autoritarismo di Orbán. *Siamo qui per la libertà e la democrazia. Tu non puoi vietare l'amore per legge. Non puoi cancellare l'identità delle persone, il nostro corpo, siamo persone abbiamo diretti. Vietare il Pride è una violazione dei diritti costituzionali europei. *Giorgia Meloni anche in questa occasione è riuscita a non dire una parola in difesa della democrazia e delle persone. {{Int|''[https://www.repubblica.it/politica/2025/06/30/news/schlein_pride_budapest_2025_intervista-424699943/ Schlein: "Questa destra fa la guerra ai diritti. Da Meloni, silenzio grave"]''|Intervista di Gabriella Cerami, ''repubblica.it'', 30 giugno 2025.}} *Il divieto del Pride è discriminazione istituzionale e viola il diritto europeo dunque non è accettabile. *Le 200mila persone erano soprattutto ungheresi, c'erano famiglie, giovani, anziani. Gli internazionali erano tanti, ma la grande risposta popolare è arrivata da Budapest. Noi eravamo lì per solidarietà alla comunità Lgbtqia+ sotto attacco in Ungheria e nel mondo. L'amore non si vieta per legge. *Queste destre nazionaliste, di cui fa parte Giorgia Meloni, hanno l'ossessione di cancellare le differenze. Si riempiono la bocca parlando di famiglia tradizionale ma loro non sono un esempio. Le famiglie vanno difese tutte. Al posto di fare la guerra alla povertà e di dare risposte ai bisogni delle persone, fanno la guerra alle libertà individuali. Fanno battaglie ideologiche contro migranti e i diritti Lgbtqia+ per coprire il fatto che tagliano la sanità pubblica e bloccano il salario minimo. *Meloni vuol fare un regalo all'amico Trump {{NDR|aumentando le spese militari al 5%}} perché questa mossa non rafforza la difesa comune europea ma si risolverà con maggiori acquisti dagli Usa e farà saltare lo stato sociale italiano. Doveva dire no a Trump sul 5% come Sanchez, e pure sui dazi. Doveva dire no a Orbán che vieta i Pride e nega solidarietà sull'accoglienza all’Italia. La premier per i suoi amici sacrifica l'interesse nazionale. *Netanyahu, Meloni e Trump attaccano i giudici perché questa destra non accetta di dover sottostare alle leggi e al diritto internazionale perché pensano di stare al di sopra della legge. ==Interventi alla [[Camera dei deputati|Camera dei Deputati]]== {{cronologico}} {{Int|Dall'intervento alla seduta del 23 novembre 2022|[https://documenti.camera.it/leg19/resoconti/assemblea/html/sed0013/stenografico.pdf Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 13 di mercoledì 23 novembre 2022]}} *Il presupposto malato di un diritto al possesso sul corpo della donna non nasce – come spesso leggiamo, in un'inaccettabile narrazione mediatica che assume il punto di vista del carnefice – da un raptus, da folle gelosia o da un amore disperato, ma dal patriarcato. È un dato incontrovertibile: la [[Violenza contro le donne|violenza sulle donne]] nella società patriarcale non è episodica, ma strutturale. *Bisogna prendere molto sul serio le segnalazioni di [[Violenza contro le donne|violenze]] e [[Molestie sessuali|molestie]], anche prima che prendano la forma di una denuncia alle [[Forze dell'ordine]], dal momento che otto donne su dieci non denunciano perché temono di non essere credute. Forse perché, attraverso la vittimizzazione secondaria, ci si permette di misurare la credibilità di una denuncia in base al tempo che ci ha messo la vittima a denunciare, come se non fosse una questione spesso di dislivello di potere o di paura, o forse perché si minimizzano costantemente gli episodi di ''cat calling'', che non è una simpatica tecnica di approccio, ma una forma di molestia, in [[Francia]] punita con una norma apposita. *La sfida culturale va vinta con un impegno, che inizi prima che sia troppo tardi, per sradicare il [[Sessismo|pregiudizio sessista]], già sui banchi di [[scuola]], con un grandissimo investimento sull'educazione alle differenze e non certo per cancellarle, ma per metterle a valore, assicurando a tutte e a tutti [[Uguaglianza di genere|uguali diritti]] e dignità di persone. *[...] la [[Violenza contro le donne|violenza]] patriarcale non colpisce solo le [[donna|donne]], colpisce anche le persone [[LGBT|LGBTQI+]], che sono persone con diritti e non certo un abominio {{NDR|Riferendosi alle dichiarazioni di [[Lucio Malan]]}}. *Altro tassello fondamentale – lo sappiamo – nel contrasto alla [[Violenza contro le donne|violenza di genere]] è l'[[emancipazione]] economica delle donne: solo così si potranno liberare anche da quel ricatto. *Attenzione: cancellare il [[Reddito di cittadinanza (Italia)|reddito di cittadinanza]] vuol dire cancellare strumenti di [[emancipazione]]. *Alle [[donna|donne]] che fuoriescono dalla [[Violenza contro le donne|violenza]] bisogna garantire la [[casa]] – bene il “reddito di libertà”, ma servono più risorse perché quelle attuali ancora non bastano – e poi un [[lavoro]] dignitoso, non povero o precario; bisogna anche chiudere i divari salariali e occupazionali di genere e investire nelle infrastrutture sociali ed educative per liberare le donne dal carico di cura che grava sproporzionatamente sulle loro spalle e le frena nel lavoro. {{Int|Dall'intervento alla seduta del 5 dicembre 2022|[https://documenti.camera.it/leg19/resoconti/assemblea/html/sed0019/stenografico.pdf Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 13 di lunedì 5 dicembre 2022]}} *Basta incontrare ed ascoltare le categorie del settore per sapere che l'[[agricoltura]] è tra le vittime più colpite dell'[[Cambiamento climatico|emergenza climatica]]. Eventi climatici estremi, sempre più frequenti e sempre più intensi, che causano danni e causano incertezza alla continuità produttiva, la [[siccità]] di quest'estate, ma anche le insolite gelate in periodi inconsueti, cimice asiatica e altri agenti esterni patogeni: una fragilità che la nostra agricoltura non aveva mai conosciuto prima. Ma l'agricoltura sa di essere anche una delle responsabili delle emissioni climalteranti. *Dobbiamo ritrovare l'equilibrio col [[Terra (pianeta)|pianeta]], perché [...] di pianeta ne abbiamo solo uno e non lo abbiamo in proprietà, tutt'al più lo abbiamo in prestito e dovremo restituirlo alle prossime generazioni. *Quando la guerra si fa sui [[Prezzo|prezzi]] al massimo ribasso bisogna sempre pensare a chi sta pagando il nostro risparmio, non può essere fatto a spese delle più basilari tutele dei diritti del lavoro; perché di persone costrette a lavorare 14 ore al giorno per quattro euro all'ora, se e quando vengono pagate, non ne possiamo più vedere! Se lasciamo che si insinui il seme della ricattabilità nella nostra società ne germoglierà un'ingiustizia sociale che non riguarda solo quei lavoratori e quelle lavoratrici, ma ci riguarderà tutti come comunità. ==Citazioni su Elly Schlein== *Ho letto giorni fa una lunga intervista di Schlein su Repubblica, un’intera pagina in cui è riuscita a non pronunciare mai due parole: [[Partito Democratico|Partito democratico]]. ([[Luigi Zanda]]) *{{NDR|Sulla candidatura a segretaria del [[Partito Democratico]]}} Non ha neppure la tessera del Pd. Sarebbe il classico Papa straniero. È una figura interessante; non una leader. ([[Carlo De Benedetti]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Schlein, Elly}} [[Categoria:Politici italiani]] 3uqb1dehmthcqp19jj51g9fn69yolkq Neoborbonismo 0 196030 1426342 1225020 2026-09-12T19:27:17Z Udiki 86035 1426342 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Franceso II di Borbone saluta la guarnigione di Gaeta.jpg|thumb|[[Francesco II delle Due Sicilie]] saluta la guarnigione borbonica di Gaeta, 13 febbraio 1861]] Citazioni sul '''neoborbonismo''' e i '''neoborbonici'''. ==Citazioni== *Ci vorrà quasi un secolo (e la caduta dei [[Casa Savoia|Savoia]]) perché le delusioni dell'[[Unità d'Italia|Unità]] producano nel Mezzogiorno un improbabile riscatto delle memorie regnicole. L'operazione nostalgia ha qualche merito: impone finalmente di riconoscere l'eroismo degli ultimi difensori di Gaeta, restituisce al [[brigantaggio]] la sua qualità autentica di "guerra contadina". Ha però anche una discutibile ricaduta politica. Dà a stura a una diffusa nostalgia neoborbonica nelle regioni del Sud, speculare alle tentazioni separatiste del Nord. Ma è un intervento di "plastica storiografica" quello che pretende di presentare le Due Sicilie come un reame favoloso, ricco, progredito, ben amministrato: insomma, un'Arcadia affacciata sul Golfo di Napoli e distrutta soltanto dalla bramosia di vicini invidiosi e militaristi. Che infine prevalgono grazie al tradimento. I simboli abusati di questo sviluppo immaginario del Regno meridionale sono da sempre il varo della prima nave a vapore, o meglio ancora il battesimo della linea ferroviaria Napoli-Portici, anche questa primizia assoluta per la penisola. [...] Distanza? Otto chilometri. Tanto è lunga la celebrata prima ferrovia italiana. [...] Il re è prudente. Autorizza la realizzazione di un primo tratto di linea ferrata, fino a Nocera e Castellammare di Stabia. Il viaggio a Portici dovrebbe convincerlo della bontà dell'impresa, ma evidentemente non ci riesce pienamente se ventidue anni dopo, al momento dell'annessione al Regno d'Italia, le province del Sud continentale dispongono in tutto di 99 chilometri di strade ferrate. In Sicilia, chilometri 0. Sono numeri che la dicono lunga sulle immaginarie "magnifiche sorti, e progressive" dell'economia meridionale. ([[Antonio Caprarica]]) *Erano convinti, e me lo dicevano in tono sincero e accorato, che il Sud fino all'Unità d'Italia fosse stato un paese felice, molto più progredito del Nord, addirittura in pieno sviluppo industriale, e che l'unificazione – ma per loro la conquista piemontese – fosse stata una violenza senza nome, imposta dall'esterno a un paese ignaro e ostile. È un fatto che mistificazioni di questo genere hanno presa su moltissime persone in buona fede, esasperate dalle denigrazioni sprezzanti di cui il Sud è stato oggetto; e che la leggenda di una Borbonia felix, ricca, prospera e industrializzata, messa a sacco dalla conquista piemontese, serve anche a ridare orgoglio e identità a tanta gente del Sud. Peccato che attraverso queste leggende consolatorie passi un messaggio di odio e di razzismo, come ho toccato con mano sulla mia pelle quando i messaggi che ricevevo mi davano del piemontese come se fosse un insulto. ([[Alessandro Barbero]]) *Il revisionismo di oggi è [...] mitologico [....] propagandistico e di parte, non serio, non critico. È semplicemente il piacere di reinventare il passato, mentendo quando c'è bisogno, per servire a fini ideologici attuali. [...] L'unico punto su cui si può dibattere è in realtà un equivoco. È vero che l'industria al sud non era in ritardo rispetto al nord in quel momento. Il problema è che industria era insignificante dappertutto in Italia. Il meridione era entrato già dal tardo medioevo in declino. Coloro che hanno piacere di raccontare queste fregnacce diranno che a Napoli è stata costruita la prima ferrovia d'Italia la Napoli – Portici, ma nel 1860 non c'era nient'altro, la rete stradale del mezzogiorno erano insignificanti rispetto a ciò che c'era al nord semplicemente perché un governo passivo e spaventato del progresso non aveva voluto proseguire in quella direzione. L'analfabetizzazione era 10 volte superiore alle zone più avanzate del nord un abisso. Tutti altri elementi statistici danno senso di divario abissale. ([[Alessandro Barbero]]) ==Voci correlate== *[[Borbone delle Due Sicilie]] *[[Brigantaggio]] *[[Forte di Fenestrelle]] *[[Questione meridionale]] *[[Risorgimento]] *[[Unità d'Italia]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=riguardante il|etichetta=neoborbonismo}} [[Categoria:Storia d'Italia]] 85wjdqi3i538mg57mj9rm41dmebibga 1426346 1426342 2026-09-12T19:31:15Z Udiki 86035 1426346 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Franceso II di Borbone saluta la guarnigione di Gaeta.jpg|thumb|[[Francesco II delle Due Sicilie]] saluta la guarnigione borbonica di Gaeta, 13 febbraio 1861]] Citazioni sul '''neoborbonismo''' e i '''neoborbonici'''. ==Citazioni== *Ci vorrà quasi un secolo (e la caduta dei [[Casa Savoia|Savoia]]) perché le delusioni dell'[[Unità d'Italia|Unità]] producano nel Mezzogiorno un improbabile riscatto delle memorie regnicole. L'operazione nostalgia ha qualche merito: impone finalmente di riconoscere l'eroismo degli ultimi difensori di Gaeta, restituisce al [[brigantaggio]] la sua qualità autentica di "guerra contadina". Ha però anche una discutibile ricaduta politica. Dà a stura a una diffusa nostalgia neoborbonica nelle regioni del Sud, speculare alle tentazioni separatiste del Nord. Ma è un intervento di "plastica storiografica" quello che pretende di presentare le Due Sicilie come un reame favoloso, ricco, progredito, ben amministrato: insomma, un'Arcadia affacciata sul Golfo di Napoli e distrutta soltanto dalla bramosia di vicini invidiosi e militaristi. Che infine prevalgono grazie al tradimento. I simboli abusati di questo sviluppo immaginario del Regno meridionale sono da sempre il varo della prima nave a vapore, o meglio ancora il battesimo della linea ferroviaria Napoli-Portici, anche questa primizia assoluta per la penisola. [...] Distanza? Otto chilometri. Tanto è lunga la celebrata prima ferrovia italiana. [...] Il re è prudente. Autorizza la realizzazione di un primo tratto di linea ferrata, fino a Nocera e Castellammare di Stabia. Il viaggio a Portici dovrebbe convincerlo della bontà dell'impresa, ma evidentemente non ci riesce pienamente se ventidue anni dopo, al momento dell'annessione al Regno d'Italia, le province del Sud continentale dispongono in tutto di 99 chilometri di strade ferrate. In Sicilia, chilometri 0. Sono numeri che la dicono lunga sulle immaginarie "magnifiche sorti, e progressive" dell'economia meridionale. ([[Antonio Caprarica]]) *Erano convinti, e me lo dicevano in tono sincero e accorato, che il Sud fino all'Unità d'Italia fosse stato un paese felice, molto più progredito del Nord, addirittura in pieno sviluppo industriale, e che l'unificazione – ma per loro la conquista piemontese – fosse stata una violenza senza nome, imposta dall'esterno a un paese ignaro e ostile. È un fatto che mistificazioni di questo genere hanno presa su moltissime persone in buona fede, esasperate dalle denigrazioni sprezzanti di cui il Sud è stato oggetto; e che la leggenda di una Borbonia felix, ricca, prospera e industrializzata, messa a sacco dalla conquista piemontese, serve anche a ridare orgoglio e identità a tanta gente del Sud. Peccato che attraverso queste leggende consolatorie passi un messaggio di odio e di razzismo, come ho toccato con mano sulla mia pelle quando i messaggi che ricevevo mi davano del piemontese come se fosse un insulto. ([[Alessandro Barbero]]) *Il revisionismo di oggi è [...] mitologico [....] propagandistico e di parte, non serio, non critico. È semplicemente il piacere di reinventare il passato, mentendo quando c'è bisogno, per servire a fini ideologici attuali. [...] L'unico punto su cui si può dibattere è in realtà un equivoco. È vero che l'industria al sud non era in ritardo rispetto al nord in quel momento. Il problema è che industria era insignificante dappertutto in Italia. Il meridione era entrato già dal tardo medioevo in declino. Coloro che hanno piacere di raccontare queste fregnacce diranno che a Napoli è stata costruita la prima ferrovia d'Italia la Napoli – Portici, ma nel 1860 non c'era nient'altro, le reti stradali del mezzogiorno erano insignificanti rispetto a ciò che c'era al nord semplicemente perché un governo passivo e spaventato del progresso non aveva voluto proseguire in quella direzione. L'analfabetizzazione era 10 volte superiore alle zone più avanzate del nord un abisso. Tutti altri elementi statistici danno senso di divario abissale. ([[Alessandro Barbero]]) ==Voci correlate== *[[Borbone delle Due Sicilie]] *[[Brigantaggio]] *[[Forte di Fenestrelle]] *[[Questione meridionale]] *[[Risorgimento]] *[[Unità d'Italia]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=riguardante il|etichetta=neoborbonismo}} [[Categoria:Storia d'Italia]] t5e8hk9ribbofdkai48gf5kif13rret Forte di Fenestrelle 0 196065 1426337 1352909 2026-09-12T19:16:30Z Udiki 86035 Segnalare che delle affermazioni siano "neoborboniche" è superfluo e non neutrale, il lettore deve decidere da sé. Correzioni varie 1426337 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Fenestrelle Forte.jpg|thumb|upright=1.5|Il Forte di Fenestrelle (2014)]] Citazioni sul '''Forte di Fenestrelle'''. *Ma già di lontano avevamo visto uno dei più straordinari edifizi che possa aver mai immaginato un pittore di paesaggi fantastici: una sorta di gradinata titanica, come una cascata enorme di muraglie a scaglioni, che dalla cima d'un monte alto quasi duemila metri vien giù fin nella valle, presentando il contorno d'uno di quei bizzarri colossi architettonici che vedeva [[Gustavo Doré]] coi suoi grandi occhi di mago: l'immagine di un vastissimo chiostro medievale, d'un tempio smisurato di Cheope, d'una immane reggia babilonese; che so io? un ammasso gigantesco e triste di costruzioni, che offre non so che aspetto misto di sacro e di barbarico, come una necropoli guerresca o una rocca mostruosa, innalzata per arrestare un'invasione di popoli, o per contener col terrore milioni di ribelli. Una cosa strana, grande, bella davvero. Era la fortezza di Fenestrelle. ([[Edmondo De Amicis]]) *Quello che avvenne dopo il 13 febbraio 1861 fu invece un vero e proprio arbitrio. Molti ufficiali {{NDR|dell'esercito del [[Regno di Napoli]]}} furono tenuti nelle carceri del nord parecchi mesi. Alcuni non tornarono più a Napoli, trasferendosi a Roma. Altri si isolarono nella loro vita privata. A porre fine giuridicamente alla persecuzione nei loro confronti, arrivò l'amnistia disposta dal re nel 1863, concessa soprattutto come atto di riconciliazione verso i garibaldini dopo l'Aspromonte. Ma le sofferenze dei soldati napoletani continuavano. Oltre ai centri di raccolta, i piemontesi avevano realizzato due veri e propri campi di prigionia. Il più noto era nell'inaccessibile fortezza di Fenestrelle, vicino Torino.<br />Se la maggior parte dei soldati borbonici prigionieri veniva considerata irrecuperabile, con scarse possibilità di inserimento nell'esercito nazionale, allora bisognava cercare di "rieducare" i più irrequieti, tenendoli lontani dai loro paesi, dove avrebbero potuto alimentare la ribellione armata. Un obiettivo affidato al regime detentivo. Le carceri più dure furono istituite essenzialmente nel forte di San Maurizio Canavese e nella fortezza di Fenestrelle [...]. Formata da una serie di roccaforti in successione, quasi incastrata tra le montagne, Fenestrelle venne costruita ai primi del '700 dai Savoia per difendere i confini del Regno. Scrisse, nel confermare il ruolo di quella fortezza nei confronti dei soldati napoletani, la Civiltà cattolica {{NDR|del 25 gennaio 1861<ref>{{cfr}} [[Giordano Bruno Guerri]], ''Il sangue del Sud: {{small|antistoria del Risorgimento e del brigantaggio}}'', Mondadori, Milano, [https://books.google.it/books?id=VAPPDwAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT47&dq=&pg=PT47#v=onepage&q&f=false p. 47]. ISBN 9788852048302</ref>}}: «Per vincere la resistenza dei prigionieri di guerra, già trasportati in Piemonte e Lombardia, si ebbe ricorso ad uno spediente crudele e disumano, che fa fremere. Quei meschinelli, appena coperti da cenci di tela, e rifiniti di fame perché tenuti a mezza razione con cattivo pane e acqua e una sozza broda, furono fatti scortare nelle gelide casematte di Fenestrelle e di altri luoghi posti nei più aspri siti delle Alpi. Uomini nati e cresciuti in clima sì caldo e dolce, come quello delle Due Sicilie, eccoli gittati, peggio che non si fa coi negri schiavi, a spasimar di fame e di stento tra le ghiacciaie! E ciò perché fedeli al loro giuramento militare ed al legittimo Re!» ([[Gigi Di Fiore]]) *Scoprii così che il forte di Fenestrelle [...] è considerato da molti, nel Sud, un antesignano di Auschwitz, dove migliaia, o fors'anche decine di migliaia, di reduci meridionali dell'esercito borbonico sarebbero stati fatti morire di fame e freddo e gettati nella calce viva, all'indomani dell'Unità. Questa storia è riportata, con particolari spaventosi, in innumerevoli siti; esistono comitati "Pro vittime di Fenestrelle" e celebrazioni annuali in loro memoria [...]. Che il governo e l'esercito italiano, fra 1860 e 1861, avessero deliberatamente sterminato migliaia di italiani in Lager allestiti in Piemonte, nel totale silenzio dell'opinione pubblica, della stampa di opposizione e della Chiesa, mi pareva inconcepibile. Ma come facevo a esserne sicuro fino in fondo? Avevo davvero la certezza che Fenestrelle non fosse stato un campo di sterminio, e Cavour un precursore di Himmler e Pol Pot? Ero in grado di dimostrarlo, quando mi fossi trovato a discutere con quegli interlocutori in buona fede? Perché proprio con loro è indispensabile confrontarsi: con chi crede ai Lager dei Savoia e allo sterminio dei soldati borbonici perché è giustamente orgoglioso d'essere del Sud, e non si è reso conto che chi gli racconta queste favole sinistre lo sta prendendo in giro. L'unica cosa era andare a vedere i documenti, vagliare le pezze d'appoggio citate nei libri e nei siti che parlano dei morti di Fenestrelle, e una volta constatato che di pezze d'appoggio non ce n'è nemmeno una, cercare di capire cosa fosse davvero accaduto ai soldati delle Due Sicilie fatti prigionieri fra la battaglia del Volturno e la resa di Messina. [...] Col mestiere che faccio, dovrei aver imparato a non farmi illusioni; e invece finisco sempre per farmene. Forse, dopo tutto, sta tramontando la stagione in cui in Italia si poteva impunemente stravolgere il passato, reinventarlo a proprio piacimento per seminare odio e sfasciare il Paese, senza che questo provocasse reazioni pubbliche e senza doverne pagare le conseguenze in termini di credibilità e di onore. ([[Alessandro Barbero]]) *Sono andato a vedere se la documentazione immensa – perché ogni burocrazia, ogni Stato, ogni esercito produce un'immensa documentazione – prodotta in quegli anni permette davvero di ricostruire cosa è successo a quei {{formatnum:100000}} uomini, a quegli 8 000 fra loro che sono stati effettivamente portati al nord come prigionieri di guerra alla fine del 1860, e a tutti gli altri. La documentazione {{NDR|sabauda}} permette di ricostruire in modo molto dettagliato cosa volevano fare di loro le autorità sabaude, cosa gli hanno fatto e cosa è accaduto a questa gente... è la storia di un'epoca di conflitto, di guerre, di traumi, non è in nessun modo una storia di sterminio... il punto che a me interessa è: si dice, si scrive e si crede che lo Stato italiano tra il 1860 e il 1861 ha scientificamente sterminato migliaia di italiani, facendoli morire di fame e di freddo. Questo non è vero. ([[Alessandro Barbero]]) *Tra il 1860 e il 1861 vennero segregati nella fortezza di Fenestrelle migliaia di soldati dell'esercito delle Due Sicilie che si erano rifiutati di rinnegare il [[Francesco II delle Due Sicilie|re]] e l'[[Regno di Napoli|antica patria]]. Pochi tornarono a casa, i più morirono di stenti. I pochi che sanno s'inchinano. ([[Epigrafi|epigrafe]])<ref>Lapide – ora rimossa – che era stata affissa presso la Fortezza.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Neoborbonismo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Fortezze]] [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] nsuofzyr1tyxw9t01fz7x8h1p8hj9i4 1426340 1426337 2026-09-12T19:19:28Z Udiki 86035 1426340 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Fenestrelle Forte.jpg|thumb|upright=1.5|Il Forte di Fenestrelle (2014)]] Citazioni sul '''Forte di Fenestrelle'''. *Ma già di lontano avevamo visto uno dei più straordinari edifizi che possa aver mai immaginato un pittore di paesaggi fantastici: una sorta di gradinata titanica, come una cascata enorme di muraglie a scaglioni, che dalla cima d'un monte alto quasi duemila metri vien giù fin nella valle, presentando il contorno d'uno di quei bizzarri colossi architettonici che vedeva [[Gustavo Doré]] coi suoi grandi occhi di mago: l'immagine di un vastissimo chiostro medievale, d'un tempio smisurato di Cheope, d'una immane reggia babilonese; che so io? un ammasso gigantesco e triste di costruzioni, che offre non so che aspetto misto di sacro e di barbarico, come una necropoli guerresca o una rocca mostruosa, innalzata per arrestare un'invasione di popoli, o per contener col terrore milioni di ribelli. Una cosa strana, grande, bella davvero. Era la fortezza di Fenestrelle. ([[Edmondo De Amicis]]) *Quello che avvenne dopo il 13 febbraio 1861 fu invece un vero e proprio arbitrio. Molti ufficiali {{NDR|dell'esercito del [[Regno di Napoli]]}} furono tenuti nelle carceri del nord parecchi mesi. Alcuni non tornarono più a Napoli, trasferendosi a Roma. Altri si isolarono nella loro vita privata. A porre fine giuridicamente alla persecuzione nei loro confronti, arrivò l'amnistia disposta dal re nel 1863, concessa soprattutto come atto di riconciliazione verso i garibaldini dopo l'Aspromonte. Ma le sofferenze dei soldati napoletani continuavano. Oltre ai centri di raccolta, i piemontesi avevano realizzato due veri e propri campi di prigionia. Il più noto era nell'inaccessibile fortezza di Fenestrelle, vicino Torino.<br />Se la maggior parte dei soldati borbonici prigionieri veniva considerata irrecuperabile, con scarse possibilità di inserimento nell'esercito nazionale, allora bisognava cercare di "rieducare" i più irrequieti, tenendoli lontani dai loro paesi, dove avrebbero potuto alimentare la ribellione armata. Un obiettivo affidato al regime detentivo. Le carceri più dure furono istituite essenzialmente nel forte di San Maurizio Canavese e nella fortezza di Fenestrelle [...]. Formata da una serie di roccaforti in successione, quasi incastrata tra le montagne, Fenestrelle venne costruita ai primi del '700 dai Savoia per difendere i confini del Regno. Scrisse, nel confermare il ruolo di quella fortezza nei confronti dei soldati napoletani, la Civiltà cattolica {{NDR|del 25 gennaio 1861<ref>{{cfr}} [[Giordano Bruno Guerri]], ''Il sangue del Sud: {{small|antistoria del Risorgimento e del brigantaggio}}'', Mondadori, Milano, [https://books.google.it/books?id=VAPPDwAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT47&dq=&pg=PT47#v=onepage&q&f=false p. 47]. ISBN 9788852048302</ref>}}: «Per vincere la resistenza dei prigionieri di guerra, già trasportati in Piemonte e Lombardia, si ebbe ricorso ad uno spediente crudele e disumano, che fa fremere. Quei meschinelli, appena coperti da cenci di tela, e rifiniti di fame perché tenuti a mezza razione con cattivo pane e acqua e una sozza broda, furono fatti scortare nelle gelide casematte di Fenestrelle e di altri luoghi posti nei più aspri siti delle Alpi. Uomini nati e cresciuti in clima sì caldo e dolce, come quello delle Due Sicilie, eccoli gittati, peggio che non si fa coi negri schiavi, a spasimar di fame e di stento tra le ghiacciaie! E ciò perché fedeli al loro giuramento militare ed al legittimo Re!» ([[Gigi Di Fiore]]) *Scoprii così che il forte di Fenestrelle [...] è considerato da molti, nel Sud, un antesignano di Auschwitz, dove migliaia, o fors'anche decine di migliaia, di reduci meridionali dell'esercito borbonico sarebbero stati fatti morire di fame e freddo e gettati nella calce viva, all'indomani dell'Unità. Questa storia è riportata, con particolari spaventosi, in innumerevoli siti; esistono comitati "Pro vittime di Fenestrelle" e celebrazioni annuali in loro memoria [...]. Che il governo e l'esercito italiano, fra 1860 e 1861, avessero deliberatamente sterminato migliaia di italiani in Lager allestiti in Piemonte, nel totale silenzio dell'opinione pubblica, della stampa di opposizione e della Chiesa, mi pareva inconcepibile. Ma come facevo a esserne sicuro fino in fondo? Avevo davvero la certezza che Fenestrelle non fosse stato un campo di sterminio, e Cavour un precursore di Himmler e Pol Pot? Ero in grado di dimostrarlo, quando mi fossi trovato a discutere con quegli interlocutori in buona fede? Perché proprio con loro è indispensabile confrontarsi: con chi crede ai Lager dei Savoia e allo sterminio dei soldati borbonici perché è giustamente orgoglioso d'essere del Sud, e non si è reso conto che chi gli racconta queste favole sinistre lo sta prendendo in giro. L'unica cosa era andare a vedere i documenti, vagliare le pezze d'appoggio citate nei libri e nei siti che parlano dei morti di Fenestrelle, e una volta constatato che di pezze d'appoggio non ce n'è nemmeno una, cercare di capire cosa fosse davvero accaduto ai soldati delle Due Sicilie fatti prigionieri fra la battaglia del Volturno e la resa di Messina. [...] Col mestiere che faccio, dovrei aver imparato a non farmi illusioni; e invece finisco sempre per farmene. Forse, dopo tutto, sta tramontando la stagione in cui in Italia si poteva impunemente stravolgere il passato, reinventarlo a proprio piacimento per seminare odio e sfasciare il Paese, senza che questo provocasse reazioni pubbliche e senza doverne pagare le conseguenze in termini di credibilità e di onore. ([[Alessandro Barbero]]) *Sono andato a vedere se la documentazione immensa – perché ogni burocrazia, ogni Stato, ogni esercito produce un'immensa documentazione – prodotta in quegli anni permette davvero di ricostruire cosa è successo a quei {{formatnum:100000}} uomini, a quegli {{formatnum:8000}} fra loro che sono stati effettivamente portati al nord come prigionieri di guerra alla fine del 1860, e a tutti gli altri. La documentazione {{NDR|sabauda}} permette di ricostruire in modo molto dettagliato cosa volevano fare di loro le autorità sabaude, cosa gli hanno fatto e cosa è accaduto a questa gente... è la storia di un'epoca di conflitto, di guerre, di traumi, non è in nessun modo una storia di sterminio... il punto che a me interessa è: si dice, si scrive e si crede che lo Stato italiano tra il 1860 e il 1861 ha scientificamente sterminato migliaia di italiani, facendoli morire di fame e di freddo. Questo non è vero. ([[Alessandro Barbero]]) *Tra il 1860 e il 1861 vennero segregati nella fortezza di Fenestrelle migliaia di soldati dell'esercito delle Due Sicilie che si erano rifiutati di rinnegare il [[Francesco II delle Due Sicilie|re]] e l'[[Regno di Napoli|antica patria]]. Pochi tornarono a casa, i più morirono di stenti. I pochi che sanno s'inchinano. ([[Epigrafi|epigrafe]])<ref>Lapide – ora rimossa – che era stata affissa presso la Fortezza.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Neoborbonismo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Fortezze]] [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] k2e8csdbgqxl23mvek98xpk98z1e7yy Carla Lonzi 0 197387 1426327 1365988 2026-09-12T18:37:30Z Danyele 19198 /* Taci, anzi parla */ +wikilink 1426327 wikitext text/x-wiki [[File:Carla Lonzi 1.jpg|thumb|Carla Lonzi]] '''Carla Lonzi''' (1931 – 1982), scrittrice, femminista e critica d'arte italiana. ==Citazioni di Carla Lonzi== *Il [[femminismo]] mi si è presentato come lo sbocco possibile tra le alternative simboliche della condizione femminile, la prostituzione e la clausura: riuscire a vivere senza vendere il proprio corpo e senza rinunciarvi. Senza perdersi e senza mettersi in salvo.<ref>Da ''Itinerario di riflessioni''; citato in Rita Corsi, ''[https://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/carla-lonzi/ Carla Lonzi]'', ''enciclopediadelledonne.it''.</ref> *{{NDR|Sul cimitero di Turicchi, frazione del comune di Rufina, dove risposeranno le sue spoglie}} Il posto più bello del mondo doveva capitare a me, proprio a me perché ne godessi? So che è regalato, ma so che il destino ha piacere nel regalare a persone così. Sono io che provoco e salto il fosso delle formalità. Oggi mi sono vista all'opera: devo offrire una possibilità a tutti quelli che non me lo impediscono, anche se non mi incoraggiano. Poi mi sento troppo strana, però devo tentare almeno una volta, no anzi due volte.<ref name="Diario">Dal diario di Carla Lonzi; citato in [[Marisa Volpi]], ''[https://www.150anni.it/webi/index.php?s=60&wid=1993 Lonzi Carla]'', in AA.VV., ''Italiane. {{small|Dagli anni Cinquanta ad oggi (1951-2011)}}'', ''150anni.it''.</ref> *''Sono contenta di essere | né giovane né vecchia | così posso sentirmi | a volte giovane |a volte vecchia | ho il massimo di estensione | mai avuto. | E al domani | non penso.''<ref name="Diario"/> ==''Sputiamo su Hegel''== *L'uomo non è il modello a cui adeguare il processo della scoperta di sé da parte della donna. (p. 11) *L'uguaglianza è quanto si offre ai colonizzati sul piano delle leggi e dei diritti. È quanto si impone loro sul piano della cultura. È il principio in base al quale l'egemone continua a condizionare il non egemone. (p. 21) *Il mondo dell'uguaglianza è il mondo della sopraffazione legalizzata, dell'unidimensionale; il mondo della differenza è il mondo dove il terrorismo getta le arme e la sopraffazione cede al rispetto della varietà e della molteplicità della vita. L'uguaglianza dei sessi è la veste in cui si maschera oggi l'inferiorità della donna.<ref>"Carla Lonzi. ''Sputiamo su Hegel'' (p. 21) *Ci preme moltissimo che venga salvaguardato nella donna quello scatto straordinario di baldanza emotiva che fa parte del periodo vitale della giovinezza e con cui gli individui gettano le basi della creatività che darà l'impronta alla loro vita. (p. 46) ==''Taci, anzi parla''== *''Mi butto in un pensiero | che non controllo | navigo in un mare | che non controllo | mi lascio andare | in un mare che non controllo | affioro qui'' *Quando ho saputo che esisteva il femminismo non sono stata neanche lì a informarmi su cos'era: sono una donna, dunque faccio il femminismo. Non pensavo alle conseguenze, non sono mai stata così su di giri in vita mia, sempre stanca morta e con il cervello che faceva la girandola. *Traboccava la voglia di uscire dalla prigione e di sbeffeggiare il nostro carceriere. Il mio sdegno saliva alle stelle, ma anche la mia felicità perché finalmente esprimevo senza sensi di colpa né complessi di inferiorità la mia voglia di esistere, la mia presenza. *Improvvisamente ho cominciato a parlare con tante donne e ragazze sconosciute, non avevo più cautele né ritegno: ogni pensiero esplodeva nel buio, con colori meravigliosi e io ne ero la più stupefatta. Cercavo di risvegliare quel fuoco nelle altre perché potessero gettarsi nell'acqua fredda e fare una bella nuotata. Lo choc più bello, tonico e salutare che ho mai provato. *Il femminismo non è solo rabbia, denuncia, ma anche autocoscienza e liberazione, è tutto l'arco, tutte le fasi di un processo: il risultato è sempre la scoperta di sé, ma l'essere in un processo invece che in un altro modifica la civiltà. *Se penso prendo forza. Allora mi accorgo che la fiducia in me non è un dato fisso garantito, ma un qualcosa che mi viene ogni volta dallo scoprire un punto di verità in accordo con la parte di me che vuole la verità a ogni costo, e proprio perciò devo scrivere, cioè devo avere in ogni momento la prova che quella operazione di recupero della fiducia in me ha un precedente, mi è garantita, da me stessa. *(Attraverso il femminismo) via via cadono i miti su cui poggia il prestigio dato dall'uomo: un mito era il piacere dell'orgasmo vaginale, un altro della bontà, spontaneità, emozionalità e umanità della donna, un altro della maternità, un altro dell'amore e della dedizione, un altro prezioso e raro della creatività nei campi proposti da lui. *Non c'è altra via che la liberazione in proprio che permetta di superare l'inferiorizzazione: chi si libera non può liberare l'altra, ma solo aiutarla ad andare in crisi. L'uscita dalla crisi è interamente sulle spalle di chi ce l'ha. *Ho sempre sentito questo dualismo: la mia presenza e partecipazione al senso comune (affetti, progetti, preoccupazioni, responsabilità) e la mia sicura appartenenza a un altro mondo. *''Sperduta | Infinitesimale | Senza senso | Senza spazio'' *A me piace essere lo strumento di liberazione di un'altra e mi commuove saperlo mentre lei ancora non lo sa. Sentire questo passaggio che si compone in lei, poterne essere testimone e diligente esecutrice (la mia diligenza è a tutta prova) mi rende felice. Avverto che si valuta meno perché è stata valutata meno, allora voglio essere quell'eccezione che le può permettere di avere un senso di sé più consono a come l'avrebbe avuto se altri non l'avessero avvilita. A me piace questa fase, può essere una gioia stabile della mia vita. *Un altro velo è caduto, e ho intuito le strutture da cui non si scappa. O famiglia o lavoro: o autenticità o emancipazione; o affetti privati o alienazione pubblica. Io voglio rapporti umani più vasti, il mondo per me è l’infinità dei rapporti umani possibili. Questo il [[Patriarcato (sociologia)|patriarcato]] non lo contempla. Ecco perché la donna ricade nella famiglia o si butta nel lavoro. Cioè sparisce dalla società in quanto voce femminile. *Per uguaglianza della donna s'intende il suo diritto a partecipare alla gestione del potere nella società mediante il riconoscimento che essa possiede capacità uguali a quelle dell'uomo. Ma il chiarimento che l'esperienza femminile più genuina di questi anni ha portato sta in un processo di svalutazione globale del mondo maschile. Ci siamo accorte che, sul piano della gestione del potere, non occorrono delle capacità, ma una particolare forma di alienazione molto efficace. Il porsi della donna non implica una partecipazione al potere maschile, ma una messa in questione del concetto di potere. E' per sventare questo possibile attentato della donna che oggi ci viene riconosciuto l'inserimento a titolo di uguaglianza. ==Citazioni su Carla Lonzi== *II femminismo di Carla non si limitava certamente ad un'aspirazione sindacale alla parità di diritti, ma metteva in gioco un cambiamento totale, con la sua carica utopica e l'idea di sovvertire il modo di sentire. ([[Marisa Volpi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Carla Lonzi, ''Taci, anzi parla: {{small|Diario di una femminista}}'', Scritti di Rivolta Femminile, Milano, 1978. *Carla Lonzi. ''Sputiamo su Hegel'', Scritti di Rivolta Femminile, Milano, 1970. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Lonzi, Carla}} [[Categoria:Critici d'arte italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 6hkhad3yquw8yhqt5s0a3wn08smfkh3 Utente:Gaux/tabelle 2 198119 1426293 1426180 2026-09-12T14:56:43Z Gaux 18878 Voci nuove inserite: +2 persone -> 4030 1426293 wikitext text/x-wiki +------------------------------------------------------------------------+ | Voci nuove inserite (ultimo aggiornamento 12/09/26) | +------------------------------+ +------------+------------+-------------+ | Tipologia | | Persone | Altre voci | Totali anno | | Persone 2973 | | 2017 141 | 2017 89 | 2017 230 | | Tematiche e affini 937 | | 2018 314 | 2018 96 | 2018 410 | | Doc, libri, op non temat 19 | | 2019 335 | 2019 98 | 2019 433 | | Disambigue 101 | | 2020 372 | 2020 103 | 2020 475 | | Totale voci nuove 4030 | | 2021 501 | 2021 92 | 2021 593 | | | | 2022 367 | 2022 105 | 2022 472 | | | | 2023 272 | 2023 133 | 2023 405 | | | | 2024 272 | 2024 101 | 2024 373 | | | | 2025 236 | 2025 143 | 2025 379 | | | | 2026 163 | 2026 97 | 2026 260 | | | |Totale 2973 |Totale 1057 | Totale 4030 | +------------------------------+ +------------+------------+-------------+ +------------------------------------------------------------------------+ | Campagne SheSaid | +------+-----------------------------------------------------------------+ | 2020 | 40 voci nuove e 19 migliorate (da 05/12/20 a 20/12/20) | +------+-----------------------------------------------------------------+ | 2021 | 83 voci nuove e 86 migliorate (da 21/10/21 a 20/12/21) | +------+-----------------------------------------------------------------+ | 2022 | 153 voci nuove e 82 migliorate (da 20/10/22 a 20/12/22) | +------+-----------------------------------------------------------------+ qqhxs3x9jyiotd4ofx0e1hd9jt1va0n Alex Jones 0 203809 1426306 1271564 2026-09-12T17:24:35Z ~2026-49452-14 108369 /* Citazioni su Alex Jones */ 1426306 wikitext text/x-wiki [[File:Alex Jones Portrait (cropped).jpg|thumb|Alex Jones (2017)]] '''Alexander Emerick Jones''' (1974 – vivente), conduttore radiofonico statunitense. ==Citazioni su Alex Jones== *Per me è incredibile che Alex Jones abbia avuto accesso alla Casa Bianca. ([[Lawrence Wright]]) ==Filmografia== *''[[Waking Life]]'' (2001) *''[[Fall of the Republic - The Presidency of Barack Obama]]'' (2009) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Jones, Alex}} [[Categoria:Conduttori radiofonici statunitensi]] trklyt5e3m2eycrtnrg9ot0otupfi77 1426308 1426306 2026-09-12T17:38:28Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-49452-14|~2026-49452-14]] ([[User talk:~2026-49452-14|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Danyele|Danyele]] 1271564 wikitext text/x-wiki [[File:Alex Jones Portrait (cropped).jpg|thumb|Alex Jones (2017)]] '''Alexander Emerick Jones''' (1974 – vivente), conduttore radiofonico statunitense. ==Citazioni su Alex Jones== *Alex Jones, il sostenitore di infinite tesi di complotto tanto caro a parecchi complottisti nostrani, deve pagare il conto per le fandonie oscene che ha smerciato in questi anni. Fandonie oscene come quella, detta e ridetta nei suoi video interminabili su YouTube, che i bambini uccisi nel 2012 nella strage della scuola elementare di Sandy Hook, negli Stati Uniti, e i loro genitori sarebbero tutti in realtà attori pagati dal governo americano. Ora Alex Jones è sotto processo e una giuria lo ha condannato all'unanimità a pagare oltre 45 milioni di dollari di danni come punizione e in parte come risarcimento a una di quelle famiglie. Famiglie che, nei dieci anni passati dopo la tragedia nella quale hanno perso i propri figli, spesso hanno dovuto scappare e cambiare casa, perché i seguaci di Alex Jones li perseguitavano, grazie anche al fatto che Jones divulgava nei suoi video i loro indirizzi di abitazione. Ma lo faceva intanto che vendeva kit di sopravvivenza e prodotti pseudomedicinali e quindi i soldi per pagare quella cifra li ha. Eh sì: quello che molti pensano sia una "voce libera", uno che "dice le cose come stanno", uno che "parla fuori dal coro" ha ammassato oltre 130 milioni di dollari dicendo le stesse fesserie di Napalm 51 {{NDR|personaggio comico di Maurizio Crozza, parodia di un complottista}} ma parlando sul serio. Così sul serio da essere stato anche elogiato da Donald Trump. [...] le sue aziende (sì, il guru complottista che lotta contro il potere e che si atteggia a "uno di noi" è un imprenditore che ha una rete di aziende) nel 2018 incassavano fino a 800 mila dollari al giorno. ([[Paolo Attivissimo]]) *Per me è incredibile che Alex Jones abbia avuto accesso alla Casa Bianca, ma questo è quello che siamo diventati. ([[Lawrence Wright]]) *Personaggi come Alex Jones non sono realmente convinti delle teorie che presentano nei loro programmi, ma se ne servono puramente per finalità commerciali. È emerso, infatti, che gli argomenti di cui parla Jones vengono scelti sulla base degli acquisti che gli spettatori fanno dallo store del sito di ''Info Wars'' {{NDR|giornale on-line fondato da Jones}}. Se un argomento si rivela adatto a promuovere certi prodotti, allora verrà ripetuto più spesso. ([[Massimo Polidoro]]) ==Filmografia== *''[[Waking Life]]'' (2001) *''[[Fall of the Republic - The Presidency of Barack Obama]]'' (2009) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Jones, Alex}} [[Categoria:Conduttori radiofonici statunitensi]] rpgwjl69h91xgj1hd6yj1xmkbxhfp06 1426317 1426308 2026-09-12T18:02:01Z Danyele 19198 limature 1426317 wikitext text/x-wiki [[File:Alex Jones Portrait (cropped).jpg|thumb|Alex Jones nel 2017]] '''Alexander Emerick Jones''' (1974 – vivente), conduttore radiofonico statunitense. ==Citazioni su Alex Jones== *Alex Jones, il sostenitore di infinite tesi di complotto [...], deve pagare il conto per le fandonie oscene che ha smerciato in questi anni. Fandonie oscene come quella [...] che i bambini uccisi nel 2012 nella strage della scuola elementare di Sandy Hook [...] e i loro genitori sarebbero tutti in realtà attori pagati dal governo americano. Ora Alex Jones è sotto processo e una giuria lo ha condannato all'unanimità a pagare oltre 45 milioni di dollari di danni come punizione e in parte come risarcimento a una di quelle famiglie. Famiglie che, nei dieci anni passati dopo la tragedia nella quale hanno perso i propri figli, spesso hanno dovuto scappare e cambiare casa, perché i seguaci di Alex Jones li perseguitavano, grazie anche al fatto che Jones divulgava nei suoi video i loro indirizzi di abitazione. Ma lo faceva intanto che vendeva kit di sopravvivenza e prodotti pseudomedicinali [...]. Eh sì: quello che molti pensano sia una "voce libera", uno che "dice le cose come stanno", uno che "parla fuori dal coro" ha ammassato oltre 130 milioni di dollari dicendo le stesse fesserie di Napalm 51 {{NDR|personaggio comico di Maurizio Crozza, parodia di un complottista}} ma parlando sul serio. Così sul serio da essere stato anche elogiato da Donald Trump. [...] le sue aziende (sì, il guru complottista che lotta contro il potere e che si atteggia a "uno di noi" è un imprenditore che ha una rete di aziende) nel 2018 incassavano fino a 800 mila dollari al giorno. ([[Paolo Attivissimo]]) *Per me è incredibile che Alex Jones abbia avuto accesso alla Casa Bianca, ma questo è quello che siamo diventati. ([[Lawrence Wright]]) *Personaggi come Alex Jones non sono realmente convinti delle teorie che presentano nei loro programmi, ma se ne servono puramente per finalità commerciali. È emerso, infatti, che gli argomenti di cui parla Jones vengono scelti sulla base degli acquisti che gli spettatori fanno dallo store del sito di ''Info Wars'' {{NDR|giornale on-line fondato da Jones}}. Se un argomento si rivela adatto a promuovere certi prodotti, allora verrà ripetuto più spesso. ([[Massimo Polidoro]]) ==Filmografia== *''[[Waking Life]]'' (2001) *''[[Fall of the Republic - The Presidency of Barack Obama]]'' (2009) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Jones, Alex}} [[Categoria:Conduttori radiofonici statunitensi]] s4bipielx6vbv9adlmwflf0b3z3mv92 BigMama 0 210922 1426329 1424296 2026-09-12T18:45:25Z Danyele 19198 /* Citazioni di BigMama */ +wikilink 1426329 wikitext text/x-wiki [[File:BigMama Funweek.it 2024.png|thumb|BigMama (2024)]] '''BigMama''', pseudonimo di '''Marianna Mammone''' (2000 – vivente), rapper e cantautrice italiana. ==Citazioni di BigMama== {{cronologico}} *Sicuramente non farei mai un disco palloso, tutto uguale, indie [ride, ''ndr'']. No, non mi sento di attaccare quella wave e prendere posizione. È che proprio quella roba itpop non mi piace. Proprio a livello di scrittura. A me piace dire le cose in modo diretto, così come le penso. L'indie italiano mi sembra che usi mille giri di parole strani per dire che poi ti vuoi scopare qualcuno. Le cose scritte così, un po' ermetiche, mi stanno sui coglioni.<ref name="Biazzetti">Dall'intervista di Claudio Biazzetti, ''[https://www.redbull.com/it-it/intervista-bigmama-next-big-thing A BigMama piace parlare chiaro]'', ''redbull.com'', 3 maggio 2022.</ref> *[...] io sono un mix malvagio e terribile di due persone ben specifiche. La prima è mio padre, che è la persona più ironica sulla faccia della Terra. Lui vive di battute, si sveglia facendo battute di merda e va a dormire facendone altre che sono pure peggio. L'altra persona in realtà è in generale la famiglia di mia nonna materna. In particolare, ho preso molto da zia Maria, che è la sorella di mia nonna. Zia Maria è sboccata, è direttissima, non ha paura di dire le cose che pensa e io sono identica, spiccicata.<ref name="Biazzetti"/> *Vengo da una famiglia per niente benestante, sono donna, grassa, rapper e queer: le ho tutte.<ref name="Franco">Dall'intervista di Renato Franco, ''[https://www.corriere.it/spettacoli/festival-sanremo/notizie/bigmama-sanremo-intervista2-3b96df78-bd28-11ee-aaed-e239f77166ab.shtml BigMama: «Sono stata violentata e mi hanno tirato addosso delle pietre quando avevo 13 anni per il mio aspetto fisico. Odiavo me stessa»]'', ''corriere.it'', 28 gennaio 2024.</ref> *Nella storia della musica [[Elodie (cantante)|Elodie]] non è la prima a esibire un nudo spudorato, ma lo fa in modo naturale e questo dà fastidio perché la società [[Patriarcato (sociologia)|patriarcale]] vuole coprire le donne, vuole dire loro cosa fare: la donna è sempre svalutata, criticata; chi va controcorrente fa paura, viene attaccato. Spero che un giorno Elodie possa fare un concerto nuda senza che nessuno le dica niente.<ref name="Franco"/> *Non c'è sensazione più brutta di sentirsi soli, e io l'ho provata per una vita intera. Essere attaccata, derisa, aggredita, violentata per poi sentirsi profondamente sporca e in colpa. Ero stanca: la mia voce doveva essere ascoltata, doveva accompagnare, prendere la mano e portare chi era all'ascolto verso la consapevolezza.<ref name="Mozzati">Citato in Martina Mozzati, ''[https://www.cosmopolitan.com/it/lifestyle/musica/a46767175/bigmama-amore-san-valentino-crocs-cover-digitale/ BigMama, il gioco dell'amore]'', ''cosmopolitan.com'', 14 febbraio 2024.</ref> *Io all'anagrafe sono bisessuale – se proprio mi devo definire, perché in generale a me non piace etichettarmi. Sono stata con uomini, ma ero innamoratissima delle donne, di cui non pensavo di meritare l'amore perché non mi sono mai sentita all'altezza di una donna.<ref name="Mozzati"/> *La rabbia l'ho utilizzata sempre come scudo. Sono sempre stata molto aggressiva. Io però ho cercato di trovare il positivo nella mia rabbia. Da piccola ero una bambina molto vanitosa. La mia luce è stata spenta dalle persone che mi circondavano ma oggi sono riuscita a trovare il sole. Io ho iniziato ad essere vittima di bullismo da subito, ero piccolissima. Non sono mai stata una bambina magra. Mi tiravano anche le pietre. La presa di potenza di quei ragazzini era fare quella cosa. Come mi vendico? Io sto vivendo la mia vita a meglio e questa è la mia vendetta.<ref name="Costabile">Dall'intervista di [[Silvia Toffanin]] a ''Verissimo'', Canale 5; citato in Ilaria Costabile, ''[https://www.fanpage.it/spettacolo/programmi-tv/bigmama-quando-ho-avuto-il-tumore-non-ho-mai-avuto-paura-di-morire-desideravo-tornare-a-cantare/ BigMama: "Quando ho avuto il tumore non ho mai avuto paura di morire, desideravo tornare a cantare"]'', ''fanpage.it'', 10 marzo 2024.</ref> *A 16 anni ho subito una violenza sessuale. Me ne sono accorta solo un bel po' tempo, tre anni dopo. [...] Io non mi ero resa conto di quello che era successo. Per me era normale che una ragazzina dovesse essere rinchiusa in un bagno ad una festa. Quando ero piccola non si parlava così apertamente di violenza sessuale, mi hanno aiutato a tirar fuori quei ricordi delle persone che avevano vissuto le mie stesse cose. Io mi sono sentita sporca [...]. Non avevo il coraggio di dirlo a casa, a casa non si parlava di quelle cose. [...] Non ho denunciato. Bisogna denunciare, denunciare sempre, è una cosa importante, io l'ho capito tardi.<ref name="Costabile"/> *Quante volte tutti noi ci siamo sentiti dire: non mollare, non ti arrendere, devi farcela per forza, a tutti i costi. Siamo figli di questa generazione che ha un'estrema paura di non farcela, siamo bombardati da messaggi che ci portano a pensare che sbagliare non è mai qualcosa di umano: i voti devono essere sempre alti, la media deve essere altissima, ogni volta che facciamo un errore viene sottolineato in rosso e si trasforma in un grandissimo imbarazzo. Invece io dico che credere nei propri sogni salva. [...] il [[fallimento]] è qualcosa di prezioso, voi dovete fallire perché aiuta. Fallire ti fa ragionare su quanto effettivamente credi nel tuo sogno, ti porta ad avere la forza interiore che è fondamentale per andarti a prendere quello che ti spetta. Io lo chiamo desiderio di rivalsa e io ce l'ho [...]. Sapete quanti pezzi miei non sono andati bene, quanti video ho fatto e ho speso un sacco di soldi e li hanno visti quattro gatti, quante volte ho fatto i concerti e sotto c'erano quindici persone, quante persone mi hanno messo i piedi in testa, quanti contest ho perso? La passione per la musica però è sempre stata più forte di tutti questi giudizi, e tutta questa forza mi ha sempre dato una grandissima spinta per continuare sempre, sempre e sempre. [...] sbagliare è umano e fallire è prezioso. Sarà la vostra ambizione che un domani muoverà il mondo, soprattutto il vostro mondo.<ref>Dall'intervento al Concerto del Primo Maggio, Roma, 1º maggio 2024; citato in Mario Manca, ''[https://www.vanityfair.it/article/bigmama-dovete-fallire-discorso-concerto-primo-maggio BigMama: «Il fallimento è prezioso: vi farà ragionare su quanto credete nei vostri sogni»]'', ''vanityfair.it'', 2 maggio 2024.</ref> {{Int|''[https://www.redbull.com/it-it/intervista-bigmama BigMama ha già vinto in partenza]''|Intervista di Claudio Biazzetti, ''redbull.com'', 28 giugno 2021.}} *Mi sono fatta 12 chemio ma non hanno scalfito il mio mood. Preferivo stare malissimo ma fare musica piuttosto che non farla proprio. Anzi, probabilmente è proprio la musica che mi ha tirato fuori da certe situazioni, che mi ha fatto andare avanti. Non so se ci sarei riuscita con la stessa carica. *Ho capito che fare [[rap]] non è solo fare freestyle per dimostrare quanto sono brava. È letteralmente divertirsi con la musica e più sfaccettature usi e più bravo sei. *Ci posso anche provare a fare una canzone in cui non mando a fanculo chi mi giudica. Ma non ci riesco. È un mio pallino. *[...] non ho una categoria di pubblico a cui mi riferisco. I miei pezzi sono chiunque. Anche il ragazzo più figo di questo mondo avrà i suoi problemi. Sono un po' la voce di tutti. Se ultimamente il rap è vantarsi di chi ce l'ha più grosso, io dico cose reali per persone reali. Sono umana e parlo di cose che uno vive tutti i giorni. {{Int|''[https://www.corriere.it/spettacoli/23_maggio_17/bigmama-intervista-d4ad3294-f31f-11ed-a9db-6a998963fa4a.shtml BigMama: «Mi hanno bullizzata per il mio peso, con la musica ho imparato ad accettarmi. Il rapper italiano? Troppo maschilista»]''|Intervista di Giulia Taviani, ''corriere.it'', 17 maggio 2023.}} *Credo che il mondo non sia ancora pronto a vedere una persona con un corpo non conforme vivere come una persona che un corpo conforme invece ce l'ha. Un artista più [[Grassezza|grasso]] non viene ritenuto un buon artista, perché si pensa che le persone grasse siano pigre, goffe, che non fanno altro se non mangiare e stare sul divano. C'è un preconcetto che fa sì che risulti strano vedere una persona grassa allenarsi, fare il politico, l'avvocato o cose importanti. *Nel mio modo di comunicare è inclusa qualsiasi tipologia di libertà. Se domani decidessi di perdere 40 chili le persone mi dovrebbero accettare come persona magra. E, il fatto stesso di essere dimagrita, non vorrebbe dire, per me, smettere di sostenere il movimento della body positivity o iniziare a svalutare le persone grasse. *Alla fine, il [[rap]] è un genere particolare nel quale una persona sfoga ciò che vive tutti i giorni. Quindi se vive in un contesto maschilista, omofobo e quant’altro non gli si può chiedere di essere falso. Certo, magari non ti ascolterò. Però il rap è così, spero che sia la società intorno a cambiare. *{{NDR|«Hai fatto fatica a esordire in quanto donna?»}} È come se la figura donna non fosse "vera" come quella dell'uomo. Io vado sempre oltre l'identità di genere, mi interessa poco. Sono una persona che valuta l'artista solo in base alla musica. Ma il problema sono gli altri e i loro discorsi non noi donne. {{Int|''[https://www.cosmopolitan.com/it/lifestyle/digital-cover-cosmopolitan/a44295176/bigmama-intervista-gossip-canzoni-news/ BigMama, mi fido di me]''|Intervista di Elisabetta Moro, ''cosmopolitan.com'', 23 giugno 2023.}} *[...] io non sono mai stata magra nella vita, la mia forma fisica si notava già quand'ero piccolina. E non era solo bullismo da parte degli altri bambini, magari fosse stato solo quello. Tutti si sentivano di dover per forza commentare il mio aspetto fisico: maestre, professoresse, amici dei miei genitori, signore del paese. E io pensavo che, essendo una persona grassa, dovessi per forza accettare consigli sulla mia salute e critiche sul mio fisico. *Ho trovato persone con la mia stessa mentalità, persone che hanno fame, fame di diventare qualcuno, fame di avere una stabilità economica che ti permetta di non arrivare a fine mese con l'acqua alla gola. Fame di voler essere una persona completa senza dipendere da nessuno. [...] [[Milano]] è una città così veloce che la gente non ti calcola proprio. Non hanno il tempo di darti fastidio perché stanno facendo troppe cose. *{{NDR|«C'è qualcuno a cui ti sei ispirata nel mondo musicale?»}} Non potevo ispirarmi a nessuno perché non c'era nessuno come me. Mi sono costruita da sola. Una persona che oggi posso dire di stimare davvero come se fosse mia madre è Lizzo anche se a livello musicale siamo molto diverse. Ho visto il suo concerto al Forum e mi sono emozionata 1000 volte. Lei e le sue ballerine sono tutte grasse, eppure si muovono benissimo, non hanno il fiatone, non mostrano il minimo segno di difficoltà. E questo è il messaggio vero che sta dietro a 'sta cazzo di [[Body positive|body positivity]]: una persona grassa può fare tutto. Non per forza meglio, non per forza peggio, però può fare tutto. *{{NDR|«[...] hai parlato della tua esperienza con il linfoma di Hodgkin»}} Non mi piace pubblicizzarlo, non mi piace il pietismo. Non sono un'eroina, sono solo una a cui la [[chemioterapia]] ha funzionato. Immagina un periodo positivo, ti vedi bene, inizi con la musica, stai per firmare un contratto con l'etichetta, vogliono investire su di te. Poi scoprì di avere il cancro a vent'anni. La chemioterapia mi ha salvato la vita, però la musica è stata la mia medicina. Non vedevo l'ora di arrivare all'ultima chemio per andare a cantare. *{{NDR|«Com'è essere una ragazza [[bisessuale]] in Italia?»}} Se ne parla poco, ma è più facile accettare una persona omosessuale che una persona bi. Si pensa che le donne bisex lo facciano solo per attirare i maschi, che le persone bi siano facili o ninfomani perché non si soddisfano solo con una cosa, le vogliono tutte e due. {{Int|''[https://billboard.it/interviste/bigmama-bloody-mary-intervista/2023/10/11134324/ BigMama, la sostenibile leggerezza della libertà. L'intervista]''|Greta Valicenti, ''billboard.it'', 11 ottobre 2023.}} *Diciamo che io non ero davvero sfigata, non sono mai stata brutta perché il brutto non esiste, non sono mai stata da scartare perché nessuno va scartato. Semplicemente ero convinta fosse così perché gli altri me lo facevano credere. *[...] l'ironia e soprattutto l'[[autoironia]] hanno sempre fatto parte di me. È cambiato il modo in cui le utilizzo. Quando ero piccolina usavo l'autoironia per difesa, per evitare che gli altri mi prendessero in giro perché ero io la prima che si prendeva in giro. E soprattutto perché laddove le persone non vedevano qualcosa di bello, almeno vedevano una persona simpatica. Poi negli anni la mia autoironia è cambiata, nel senso che sono diventata autoironica per risoluzione di problemi, magari quando qualcosa mi va male la butto sempre sulla battuta anche per tirarmi su il morale. [...] So bene su cosa scherzare perché la mia sicurezza mi porta a farlo. Prima invece se scherzato era perché sentivo di dover essere il pagliaccio del gruppo, così che le persone non si accorgessero 24/7 del fatto che fossi grassa. *{{NDR|«Parlando [...] di come ti faccia sentire essere una donna in un genere prevalentemente maschile [...]: quanto ti ha rotto sentirti fare questa domanda? Ero presente una volta che ti è stata posta e ne ero infastidita io, immagino tu...»}} Dire quello che penso di questa domanda credo sia superfluo, perché lo sappiamo già. Secondo me per capire l'assurdità della cosa basta immaginare rapper x cazzo munito seduto lì e qualcuno gli chiede come si sente ad essere un rapper uomo. Non succederebbe mai. Così non solo mi vuoi generalizzare in quanto sono una donna che fa rap, ma mi stai dicendo che devo per forza mandare un messaggio, devo per forza lottare per la mia vita con i denti perché sennò i maschi mi mettono i piedi in testa. Perché è questo quello che voleva dire. Poi però devo anche parlare a nome di tutte le mie colleghe. Ma io che ne so di cosa pensano loro? Che ne so se sono maschiliste o no? Io non posso parlare a nome loro solo perché abbiamo in comune il fatto di essere donne. Questo generalizzare è proprio frutto di una corrente maschilista che troviamo in tutti i campi esistenti ed è una cosa molto tossica. *{{NDR|«Quanto anche la consapevolezza sulla tua sessualità ha cambiato la percezione che hai di te stessa?»}} Tantissimo. Io ad Avellino mi sono sempre dovuta nascondere, e quando ho smesso di farlo, facendo coming out con alcuni compagni di classe, sono stata allontanata da tutte le ragazze. Questa cosa mi ha fatto chiudere tantissimo in me stessa. Poi subivo commenti del tipo "Ah, ma forse è un momento, forse è solo una perversione". Quindi addirittura ti senti malato, ti senti sporco. Come se quello che provi è una cosa che provano solo delle persone che si devono sentire colpevoli. [...] Milano mi ha aiutata tantissimo. Qui ho iniziato subito a frequentare locali gay, e stando in quei contesti ho capito davvero che cosa significa essere liberi di poter essere chi si vuole. Quando poi mi sono aperta anche io in prima persona verso la mia sessualità per me è cambiato tutto. Quando ti riconosci, capisci effettivamente che la tua vita può essere felice. Io ho avuto delle relazioni con ragazzi, ma non mi sono mai andate bene perché trovavo sempre dei difetti. Poi però andando avanti mi sono resa conto che il problema era come mi sentivo io. Ed effettivamente quando poi entri una relazione in cui le cose sono bilanciate, in cui non senti quel peso di dover sempre giudicare la persona perché non ti piace davvero, allora tutto cambia. E questa cosa mi ha fatto sentire, finalmente, davvero libera. {{Int|''[https://www.vanityfair.it/article/bigmama-rapper-intervista-sanremo-2024 BigMama a Sanremo 2024: «Ho avuto un tumore, ora mi piaccio con i capelli corti»]''|Intervista di Patrizio Ruviglioni, ''vanityfair.it'', 28 gennaio 2024.}} *Prima, rispondevo all'odio con l'odio, covavo rabbia. Poi ho capito che serve trasformare le energie negative in positive. [...] ho accettato la donna che sono. Ho passato anni a nascondermi, a vestirmi larga; ora sono cambiata. *Io resto sempre, in parte, dipendente dal giudizio degli altri. Quando Amadeus mi ha annunciata come concorrente {{NDR|al Festival di Sanremo}}, è partita subito la corsa a screditarmi sui social. Ma non appena sono salita sul palco dell'Ariston, per le prove, ho capito che quello era il mio posto, che meritavo di stare là sopra. *Ci tengo a normalizzare il posto delle persone [[Grassezza|grasse]] in tv: quando ero piccola, erano sempre i pagliacci della situazione; io stessa ci credevo, avevo sviluppato un'autoironia tossica, mi sminuivo. Ora quando un bambino mi dice che da grande vuole diventare come me, mi emoziono. Perché un riferimento del genere, io, non l'ho mai avuto. Ma c'è da credere nei propri sogni. {{Int|''[https://billboard.it/interviste/bigmama-sanremo-2024-intervista/2024/02/02152181/ BigMama, Big Surprise]''|Intervista di Greta Valicenti, ''billboard.it'', 2 febbraio 2024.}} *Se tu vai su internet e cerchi BigMama al mio nome sono accostati concetti come body positivity, bullismo. Poi vai su Spotify e vedi che la mia musica è per una nicchia. La domanda che mi sono fatta è stata "ma io voglio fare la nicchia per sempre o far arrivare il mio messaggio a più persone possibili?" *A volte sembra inammissibile che possano esserci più donne brave e che non ci sia una che prevalga sull'altra. Deve esserci la regina del pop, la regina del rap e così via. {{NDR|«Una cosa che ovviamente agli uomini non succede»}} Ma figurati! E poi in una società che ragiona in una maniera maschilista – dicendo ad esempio che una donna è famosa solo perché si veste in un certo modo. O perché è la fidanza di –, dire una cosa estremamente femminista è difficile perché ti trovi il 90% delle persone contro. Quindi è più facile essere maschilista e magari offendere le altre donne, quando invece è importante far vedere che c'è unione tra di noi. *Vuoi o non vuoi [[Grassezza|il mio aspetto fisico]] è esso stesso un messaggio. Di artisti uomini grassi in televisione è pieno, mentre di donne grasse no. Ma sotto c'è molto altro. Io non sono solo quello, penso di avere talento in quello che faccio e spesso questa cosa passa in secondo piano. *[...] che a me piaccia il fatto di essere un'artista politica è indubbio, ma perché è una cosa che sento molto mia. Se posso fare qualcosa per la mia comunità queer, io lo faccio. Se posso essere una voce di rottura voglio esserlo. Di questi tempi è troppo facile stare zitti. Non ci vorrebbe niente a fare musica senza esporsi, non dovrei nemmeno metterci del peso personale. Andrei in studio, farei la canzone d'amore e tornerei a casa. Ma poi? {{NDR|«Ti piace quindi essere disturbante»}} Un sacco. Ne pago le conseguenze perché per me ancora non è facile sopportare i giudizi e le critiche delle persone. Soprattutto in questo periodo in cui sono abbastanza sotti i riflettori. A me non piace quando devo prendermi la merda senza giustificazione perché magari dico una cosa che viene ripresa e capovolta senza motivo. Io sto facendo la mia gavetta a piccoli passi, non ho mai avuto un boom che mi ha fatta diventare famosissima. Ma ogni volta che vengo piazzata sotto i riflettori vedo che ci sono delle persone cattive che non vedono l'ora di dire la propria. *[...] socialmente e storicamente le persone [[Grassezza|grasse]] sono viste come individui che sanno fare meno degli altri. Lo stereotipo della persona grassa è di qualcuno che mangia tanto, che è pigro e magari sta a letto tutto il giorno senza fare niente. C’è proprio un odio radicato nei confronti delle persone grasse, che si è accentuato da quando accendi la televisione e vedi che i grassi sono i pagliacci, quelli che vogliono conquistare la ragazza e non ci riescono e così via. Quando si ha questa visione di una persona grassa e nella tua vita non riesci a fare niente ma vedi che lei ce l'ha fatta ti brucia il fegato. La verità è che qualcosa ti dà fastidio quando quel qualcosa è legato a te in una maniera personale. Nel momento in cui la società in cui viviamo è grassofobica, la persona grassa ti infastidisce perché rappresenta ciò che tu non vuoi diventare. *Quando mi dicono che io promuovo uno stile di vita sbagliato mi arrabbio moltissimo. Io non fumo, sono astemia da due anni, c'ho avuto la malattia che c'ho avuto quindi sono sempre controllatissima. Cerco di bere acqua il più possibile, mangio bene perché ho capito che il mio regime alimentare non era corretto, faccio movimento, lavoro tutto il giorno dalla mattina alle 7 fino alle 8 di sera e sono un treno. Io non promuovo uno stile di vita sbagliato, io promuovo il fatto che mi amo così tanto che curo il mio corpo e se il mio corpo è questo [[Body positive|io lo amo così com'è]] e non posso cambiarlo perché sono sempre stata così da quando avevo tre anni. Per troppo tempo mi sono rispettata poco solo per far piacere agli altri e ho imparato che le persone ti trattano in base a come tu tratti te stesso. [...] Quando ero piccola mettevo sempre dei vestiti larghi per nascondermi e si vedeva che ero molto insicura di me stessa, e gli altri mi trattavano di conseguenza. Da quando ho cambiato il modo di pormi la gente mi tratta come se io avessi sempre un red carpet sotto i piedi perché più ti ami, più le persone capiscono il tuo valore. {{Int|''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/sanremo-2024-bigmama-salmo-mi-ha-salvato-la-vita/857728/ Sanremo 2024, BigMama: «Salmo mi ha salvato la vita»]''|Intervista di Gianmarco Aimi, ''rollingstone.it'', 2 febbraio 2024.}} *{{NDR|«[...] a chi critica i rapper per i testi violenti come rispondi?»}} Il [[rap]] è sempre stato, dalla sua nascita, lo specchio della società. Per cui lamentarsi di testi troppo duri vuol dire non essere contenti della società in cui si vive. Consiglierei di fare un profondo recap su quelle che sono le varie fasi in cui si è mossa la società e poi commentare i rapper. Io ho sempre utilizzato la musica come sfogo personale. Ho avuto una vita tagliente e voglio che le mie parole siano altrettanto taglienti. *Credo nella libertà e quindi mi prendo la libertà di non ascoltare i rapper maschilisti. Non li sento proprio, così mi salvo dalla fine del mondo. Ma quando una casa cade a pezzi non ti puoi preoccupare del buco nel muro. Devi prima capire perché sta crollando. Facciamo una ricerca storica sulla nostra società, poi arriviamo ai testi musicali. Non bisogna nascondere che la nostra società è ancora maschilista, si basa sul patriarcato, e le donne non hanno potere e voce. Come possono dei testi rap toccare così tanto la sensibilità, mentre quando si vede un telegiornale e si vede che ogni giorno muore una donna non si fa nulla? *[...] una persona può sempre fare ciò che vuole, naturalmente rispettando gli altri, a prescindere da chi è, da dove viene, qual è la sua sessualità o quanto pesa. Per questo amo fare tanti live, perché lì c'è la rappresentazione di una persona [[Grassezza|grassa]] che riesce a tenere un live per un'ora e quindi la gente che assiste si rende conto che anche noi possiamo ballare e fare musica. Non solo ognuno deve sentirsi libero, ma anche libero di fare ciò che vuole. *[...] [[Salmo (rapper)|Salmo]] mi ha davvero salvato la vita. [...] Quando prendevo il pullman per andare a scuola facevo ogni giorno la classica "sfilata della vergogna" per cercare posto. Ero molto larga, più lo zaino, quindi era difficile per me passare nel corridoio e così i ragazzini ai lati non facevano altro che prendermi in giro. Allora ho cominciato a sopravvivere da quando ho iniziato ad ascoltare Salmo, mettevo la sua musica nelle cuffiette al massimo volume e mi sentivo potentissima. Perché suonava fighissima e quando ero piccolina ero ossessionata dalla sua musica e andavo a tutti i suoi concerti. Quando lo ascoltavo mi dimenticavo di essere una ragazzina grassa. {{Int|''[https://www.outpump.com/quando-il-mondo-ti-vuole-cattiva-intervista-a-bigmama/ Quando il mondo ti vuole cattiva – intervista a BigMama]''|Greta Scarselli, ''outpump.com'', 4 febbraio 2024.}} *Quando il mondo è cattivo con te, ti incattivisci. È normale. Non puoi essere una bella persona se vivi in un mondo brutto. *Quello del giudizio è il mio problema più grande. Sai qual è il fatto? Che uno può provare ad andare avanti rispetto a determinate tematiche, però quando qualcosa ti colpisce da tempo è difficile toglierselo di dosso. *[[Festival della Canzone Italiana di Sanremo|Sanremo]] da un lato è bellissimo perché è un trampolino gigantesco, il più grande in Italia, però porta con sé anche tutta una serie di difetti, tra questi i giudizi. [...] a volte purtroppo la gente si dimentica che gli artisti sono persone. [...] diventi un oggettino, un tema di italiano alle scuole superiori da dover votare. Ma io non ho bisogno di un voto. *Quando ero bambina la parola cattiva mi è stata detta molte volte. Ho iniziato a rispondere male quando le persone mi giudicavano, ed ero piccolissima. Però quest'odio non andava solo sugli altri, andava anche verso la mia famiglia. Odiavo la mia casa, odiavo la mia città. [...] Ci ho messo anni per capire che quella quella rabbia non mi serviva a niente. La rabbia non ti basta, no? [...] Quella rabbia non mi ha mai aiutato nella vita, mi ha solo fatto prendere delle energie negative e me le ha fatte trasformare in altre energie negative che al mondo non servono. *Se io donna faccio un testo [[rap]] di natura maschilista con zero voglia di dire qualcosa a livello sociale, otterrò qualcosa; se io donna faccio un pezzo rap di rivendicazione ne otterrò completamente un'altra perché mi sono già tagliata una grandissima fetta di pubblico [...], non mi è mai piaciuta questa parte tossica del rap. *Le donne – e parlo di donne perché io mi sento prima donna e poi tutto il resto – devono avere voce in capitolo, c'è bisogno che le donne parlino [...]. È normale che quando una donna parla dà fastidio e dobbiamo continuare a farlo fin quando quel fastidio non diventerà normalità, perché in Italia c'è ancora tanto lavoro da fare [...] *A me i sogni a terra mi sono stati buttati mille volte. La primissima etichetta alla quale mi sono approcciata, mi ha detto: "A rappare spacchi, ma dovresti fare due cose: un corso di dizione e dimagrire, perché sennò non puoi fare niente". E là mi faccio ''pat pat'' sulla spalla, perché sono stata capace di non ascoltare quelle teste di cazzo e di credere sempre in ciò che facevo. {{Int|''[https://www.vogue.it/news/article/bigmama-intervista-chi-e-storia-canzoni Chi è BigMama, intervista all'artista che debutterà a Sanremo (dov'era già stata l'anno scorso duettando con Elodie)]''|Francesca Faccani, ''vogue.it'', 6 febbraio 2024.}} *Cantavo a casa da quando mi ricordo, rompevo i coglioni ai miei genitori facendo il karaoke di qualsiasi canzone trovassi, poi sono entrata nel coro della mia città di Avellino, e da lì ho capito le tecniche di respirazione e intonazione. Mi sono avvicinata seriamente alla musica a 13 anni, in un momento in cui ero veramente piena di quello che mi diceva la gente, e l'unico modo che ho trovato per sfogarmi è stato scrivere. Così ho iniziato a scrivere i miei pezzi. *{{NDR|«Quanto c'è di Marianna in quello che scrivi?»}} Non mi sono ancora mai affidata ad autori, preferisco fare una canzone che non viene considerata una hit dal pubblico ma che almeno, come me, può aiutare anche altre persone, piuttosto che cantare qualcosa che non parla di me e che non parla a nessuno. E non sto parlando solo di body positivity e body shaming, Marianna è tanto altro e nei miei pezzi si sente anche questo tanto altro. Sicuramente anche già la mia presenza, la mia persona, va a influire su quello che è il movimento della [[Body positive|body positivity]], perché dimostro agli altri che una persona con un corpo considerato non conforme può vivere, cantare, ballare, scoprire, fare quello che vuole perché alla fine è una persona come tante altre. Non so quante volte sono arrivate da me delle ragazzine a dirmi che avevano visto la mia foto su Instagram con un top corto e che se lo sono messo anche loro, che non indossavano gonne da anni e che ora non si vergognano più. *Ho iniziato a scrivere musica solo per me stessa, non solo per sfogarmi ma perché di base sono una persona abbastanza egocentrica, e a causa del bullismo che ho subito mi è stata tolto questo lato perché ero troppo impegnata a nascondermi. Poi negli anni mi sono resa conto che la mia scrittura e le mie canzoni possono arrivare ad altre persone. Sono piccole cose che mi hanno spinto a pubblicare. Penso anche solo alla storia [...] dietro il mio primo pezzo, che non ho fatto uscire fino al 2016 perché avevo troppa vergogna di alzare la testa e far sentire la mia voce. Pensavo di non meritare l'attenzione delle persone, o meglio, ero spaventata dall'attenzione delle persone perché sapevo che significava "ok, mi stanno per criticare". Un giorno a caso, tre anni dopo averla scritta, ho fatto sentire la canzone a una mia amica, facendole promettere di tenersela per sé. Proprio in quel momento, davanti a noi è passato uno dei miei rapper di riferimento della mia città, che è impazzito per la canzone e ha iniziato a girarla a tutti i suoi amici. Tra questi c'era anche a una ragazza che qualche giorno dopo mi è venuta a cercare per dirmi che aveva ascoltato la mia canzone un sacco di volte, che finalmente si era sentita capita, e mi ha fatto promettere di pubblicarla, così l'avrebbero ascoltata altre persone. La pubblicai il giorno dopo, il primo settembre 2016. *I miei primi pezzi li scrivevo come una bimbetta arrabbiatissima col mondo che odiava tutti perché era odiata da tutti, e quindi odiava anche sé stessa. Raccontavo di cose che mi succedevano e incolpavo il mondo, ero piena di rabbia. Poi mi sono calmata e le cose sono andate meglio, ho capito come gestirmi – per me la salute mentale è importantissima – e sono rimasti racconti di episodi del quotidiano, e che semplicemente sono evoluti nella narrazione. Prima si leggeva tanta voglia di rivalsa e denuncia sociale, mentre negli ultimi pezzi mi sono ammorbidita [...]. Non sono più incazzata nera con tutti, poi se magari un domani mi succede qualcosa, iniziate a tremare perché è la fine. {{Int|''[https://www.hollywoodreporter.it/musica/festival-e-premi-musica/bigmama-cantante-musica-intervista-cantante-sanremo-la-rabbia-non-ti-basta/87964/ BigMama: "Odiavo tutti. Ma ora la mia musica è un'arma per dare voce a chi non ce l'ha"]''|Intervista di Viola Baldi, ''hollywoodreporter.it'', 14 febbraio 2024.}} *La musica è stata il mio scudo per tanti anni: l'ho utilizzata per sentirmi meglio all’interno della società. Ad un certo punto, invece, è diventata la mia arma: quando ho capito che quelle parole potevo utilizzarle per dare fastidio, per dire qualcosa di concreto che spostasse le coscienze, ho iniziato a farlo. Il [[rap]] mi è servito e continua a servirmi tanto, perché è il genere più diretto che esista. Posso dire ciò che voglio senza avere bisogno di dover per forza creare una musicalità. Se c'è qualcosa che devo dire, lo dico e basta. *Mi dispiace parlare ancora di certe tematiche, perché in cuor mio spero che arrivi un giorno in cui non ce ne sarà più bisogno. Però lo sappiamo benissimo, le donne sono da sempre più criticate rispetto agli uomini. Le persone si sentono in dovere di commentare la loro fisicità, le loro esibizioni, il loro stile, le loro scelte. È qualcosa di intrinseco alla società in cui viviamo, che rende più difficile per noi farci spazio. *{{NDR|«Quello dell'hip hop è ancora un ambito a prevalenza maschile?»}} È un mondo maschile, non ci possiamo prendere in giro. Se la pagina di una testata generica posta una mia foto, tendenzialmente il 10% di chi commenta lo fa per prendermi per il culo. Il resto, però sono commenti relativi a ciò che ho detto, fatto o cantato. Scaturiscono riflessioni magari, iniziano dei dibattiti. Se questa foto invece la posta una pagina di rap, non c'è una sola persona che si complimenti, che mi dica che valgo qualcosa. Hanno costantemente bisogno di buttare merda sugli altri, soprattutto se si parla di donne. Quello del rap è un mondo che deve ancora imparare tanto. A livello mondiale esistono tantissime rapper che hanno il mondo in mano, in Italia dobbiamo ancora fare qualche passo in avanti. [...] Prenda come esempio il pop italiano: ci sono tantissime donne che spaccano, e comunque si cerca ogni giorno di metterle in gara tra loro. La regina del pop è lei, anzi no, è lei. È come se ci fosse solo uno spazio piccolissimo, come se solo una potesse tenere lo scettro in mano e le altre dovessero stare a guardare. *[...] ho sempre ascoltato musica di uomini. Vengo da una famiglia piena di uomini, abbiamo sempre avuto degli standard di idoli perlopiù maschili. Il fatto che io non mi ispiri a qualche donna in particolare rende la mia propaganda molto reale, molto diretta. È solo frutto di ciò che ho vissuto, che mi ha portata a cercare un riscatto in tutti i modi possibili. {{Int|''[https://www.cosmopolitan.com/it/lifestyle/musica/a60111044/big-mama-sangue-album-malattia-canzoni/ BigMama, l'intervista per il nuovo album Sangue: «In Italia serve una come me»]''|Silvia Gianatti, ''cosmopolitan.com'', 7 marzo 2024.}} *Non mi ispira l'amore, mi ispira il dolore. Ho scritto sempre per dolore, per questo scrivo quando ne ho bisogno, per questo penso di essere vera. *Quando durante tutta l'infanzia ti dicono che sei sbagliata, che è colpa tua, è difficilissimo credere in sé, non subire quello in cui ti hanno fatto credere per anni. *Ho sempre voluto essere al centro dell'attenzione, ci sono riuscita con la musica. *Una figura come la mia in Italia mancava. E invece serve. Forse quello che faccio serve davvero a qualcuno, dimostro che anche io posso vivere la mia vita e credere nei miei sogni che se hai un difetto quel difetto non ti caratterizzerà per tutta la vita, se hai qualcuno che ti fa vedere che non è così. Per questo penso sia giusto dare spazio agli artisti non conformi agli standard sociali. *Pensavamo di aver superato i "terroni" anni fa, ma non è così. Ho fatto un video ironico e ho chiesto come mai la città di Sanremo fosse così piena di campani. Mi hanno risposto in tanti che è perché amiamo la musica e ci piace supportare le nostre tradizioni. Ma c'è anche chi mi ha risposto che è perché il resto dell'Italia lavora. Io vengo da giù e posso assicurare che ci spacchiamo il culo. La fame che abbiamo giù è molto difficile da trovare al Nord, perché abbiamo avuto meno opportunità, perché veniamo da condizioni meno agiate. Questo accanimento verso il Sud non ce lo meritiamo più. *Non ho molti amici, ho paura di restare sola e per questo per non soffrire un abbandono ho sempre abbandonato io prima. Ora non ho tempo di coltivare le mie amicizie, è difficile far sentire importanti le persone che ho accanto in un momento in cui non ho il tempo di far sentire importante neanche me. [...] Se non ho tempo però vuol dire che sto lavorando tanto e questo mi rende felice. {{Int|''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/03/07/big-mama-a-fqmagazine-i-fischi-a-geolier-schifosi-assurdo-questo-accanimento-verso-il-sud-non-ce-lo-meritiamo-e-poi-la-musica-e-stata-la-mia-medicina-contro-il-cancro/7471750/ Big Mama a FqMagazine: "I fischi a Geolier? Schifosi. Assurdo questo accanimento verso il Sud, non ce lo meritiamo". E poi "la musica è stata la mia medicina contro il cancro"]''|Intervista di Andrea Conti, ''ilfattoquotidiano.it'', 7 marzo 2024.}} *[...] io non so scrivere pezzi d'amore e non so se un problema o e è un pregio. [...] A me riesce facile scrivere d'amore per altre persone, conoscendo le loro storie. Se parliamo di ispirazione personale, ci ho provato tante volte ma mi è sembrato sempre riduttivo il risultato. Non trovo mai nulla di nuovo rispetto alla grande produzione sulle canzone a tema che ci sono in giro. Io ho iniziato a scrivere per rabbia, per esorcizzare le cose che mi facevano male. Non punto alle hit o alle cose che non mi ispirano proprio. *[[Geolier]] domina le classifiche da anni e il suo non è solo un pubblico napoletano. La verità è che i fan napoletani sono molto attivi, da sempre, per i propri artisti. Per loro è un vanto. *Trovo assurdo questo accanimento verso il Sud, non ci meritiamo più tutto questo. [...] io ho degli amici qui a Milano che sono venuti da giù e senza l'aiuto di nessuno si fanno un mazzo tanto, lavorando dalla mattina alla sera. Quella "fame" che teniamo non ce l'ha nessuno. È quella che nasce dal vivere in situazioni difficili dal punto di vista sociale e con meno opportunità. {{Int|''[https://www.donnamoderna.com/people/personaggi/bigmama-intervista-nuovo-album-sangue BigMama: «Io sono molto di più»]''|Intervista di Isabella Fava, ''donnamoderna.com'', 14 marzo 2024.}} *Quando ho iniziato a scrivere canzoni a 13 anni [...], quando ho pubblicato il mio primo pezzo nel 2016, quando è nata BigMama, ho capito che quella cosa lì poteva salvarmi. La convinzione di essere brava a fare qualcosa poteva portarmi fuori da quel loop di energie negative che stavo vivendo. *Se non avessi creduto in me stessa non avrei fatto passi in avanti. Se avessi ascoltato le parole che mi dicevano le persone intorno a me non avrei raggiunto ciò che adesso mi fa stare bene. Io mi sento una donna che può vivere da sola. Ed è quello che mia mamma ha sempre desiderato per me. Mi diceva sempre: "Devi vivere con la dignità di poter fare le cose da sola. Devi essere autonoma. Ti devi permettere di toglierti lo sfizio, di avere una casa tua, le tue spese, il tuo lavoro, non devi dipendere da nessuno". Il fatto di averla accontentata in questo mi sta rendendo molto felice. *La musica è per me una valvola di sfogo. Nasce per dare modo di esprimersi a quelle emozioni che di solito non riusciamo a tradurre bene con le parole. Io parlo di cose vere che mi sono successe, del cat calling che ho subito per strada, di bullismo, di donne, di abusi, di discriminazioni di genere, della malattia che ho affrontato. Perché io sono una donna, sono una persona queer, sono una persona che è stata bullizzata nella vita e continua a essere presa di mira sui social ancora oggi. ==Citazioni tratte da canzoni== ===''Sangue''=== '''Etichetta''': Sony Music, 2024. *''Spalle larghe, la testa sopra ma i sogni ancora più in alto''. (da ''La rabbia non ti basta'', n. 3) *''Se potessi andare indietro ti darei una casa vera in cui dormire | Se anche fossi solo vetro ti coprirei per strada e mi farei colpire''. (da ''La rabbia non ti basta'', n. 3) *''Credere nei propri sogni salva | Se vuoi ballare, balla''. (da ''La rabbia non ti basta'', n. 3) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Cantautori italiani]] [[Categoria:Rapper italiani]] 4mqtu52kz6406o2se4hemzbdad2p8kl Sarah Toscano 0 212993 1426353 1407389 2026-09-12T23:52:51Z ~2026-49512-92 108373 1426353 wikitext text/x-wiki [[File:Sarah Toscano (Mondovì - August 2025 - 1) (cropped).webp|thumb|upright=1.2|Sarah Toscano nel 2025]] '''Sarah Toscano''' (2006 – vivente), cantautrice e attrice italiana. ==Citazioni di Sarah Toscano== {{cronologico}} *Quando avevo dieci anni ero molto sicura di me stessa; una volta all'anno sciavo e in quella occasione ero sempre convinta di vincere tutte le competizioni e infatti lo facevo. Poi sono passata al tennis e ho iniziato ad avere più paura di sbagliare. Ho cominciato a dubitare di me stessa, a non avere l'autostima. Sono molto autocritica e voglio dare sempre il massimo, credo sia questa la ragione. Mi piace molto il mondo di [[Dua Lipa]], vorrei portare quello stile in [[Italia]], con produzioni internazionali e col mio mood. Mi sento un po' ''Sexy magica'': lo intendo come sinonimo di spensieratezza. Faccio quello che mi sento di fare, sono me stessa.<ref>Dall'intervista di Massimo Galanto, ''[https://www.tvblog.it/post/sarah-toscano-vincitrice-amici-23-intervista La vincitrice di Amici 23 Sarah Toscano a TvBlog: "Io Lolita, ma mai volgare. L'autostima, il featuring con Ultimo e Sanremo 2025"]'', ''tvblog.it'', 19 maggio 2024.</ref> *Mio padre ha fatto l'insegnante di pianoforte, mentre mia madre suonava il piano: va da sé che la passione in me sia nata molto presto e che i miei mi abbiano sempre sostenuta, consigliandomi di suonare il pianoforte classico mentre cantavo. Ho vissuto la mia vita con tutti che cantavano intorno a me: qualunque passione avessi, la mia famiglia mi ha sempre supportato. Se questo non succede, parti purtroppo con un punto in meno.<ref>Dall'intervista di Mario Manca, ''[https://www.vanityfair.it/article/amici-23-sarah-toscano-intervista-vincitrice Amici 23, la vincitrice Sarah Toscano: "Essere definita una lolita mi ha fatto male. Ora sogno Sanremo e un duetto con Ultimo"]'', ''vanityfair.it'', 20 maggio 2024.</ref> *Secondo me ''[[Amici di Maria De Filippi|Amici]]'' non è una competizione o solo un talent, ma una scuola di vita, perché un salto così lo si fa solo quando i rapporti umani sono veri, quando si è "amici" con la "A" maiuscola. A quattro anni mio padre Marco mi ha chiesto cosa volessi fare come hobby. Gli ho risposto di voler suonare il pianoforte, che già si suonava in famiglia, e di giocare a tennis. I miei genitori mi hanno subito permesso di fare entrambe le cose. Mi ritengo molto fortunata. Il tennis, che ho praticato a livello agonistico, è stato fondamentale. È uno sport individuale: se vinci, vinci tu e basta, idem se perdi. Sul campo la pallina quasi me la mangio da quanto voglio farcela.<ref>Dall'intervista di Alessandro Alicandri, ''[https://www.sorrisi.com/tv/reality-e-talent/sarah-la-vincitrice-di-amici-e-pensare-che-un-anno-fa-cantavo-al-karaoke/ Sarah, la vincitrice di "Amici": "E pensare che un anno fa cantavo al karaoke"]'', ''sorrisi.com'', 30 maggio 2024.</ref> *Ogni giorno faccio cose nuove, sono contentissima di vivere in questo loop. Vivo sballottata in giro per l'[[Italia]], ma sono carichissima. Canto da quando ero piccolina, non ho mai studiato in realtà. Però nei villaggi c'erano le prime esperienze di canto in pubblico. Ascolto tanta musica diversa, rap non lo ascolto tanto. Ascolto per lo più il pop. Mi piacciono le melodie che sono belle da cantare. Ho la fortuna che ho tante persone di fiducia che mi seguono.<ref>Dall'intervista ''[https://kisskiss.it/interviste/sarah-canto-da-quando-ero-piccola-nei-villaggi-ho-capito-cosa-significa-cantare-in-pubblico/ Sarah: "Nei villaggi ho capito cosa significa cantare in pubblico..."]'', ''kisskiss.it'', 3 giugno 2024.</ref> *Io non sono mai stata sicura di me, ancora oggi non mi sento una persona sicura. Però quando salgo sul palco o registro una canzone ci tengo a mostrarmi diversa, come se non avessi paura da morire. Ho imparato a stare sul palco con sicurezza quando cantavo nei villaggi, dove mi sono abituata a cantare davanti a tante persone. L'esperienza ad ''[[Amici di Maria De Filippi|Amici]]'' è stata una lezione continua, costante, e sono migliorata tantissimo soprattutto dal punto di vista dell'autostima. Ma di ancora strada ce n'è.<ref>Dall'intervista di Giulia Scolari, ''[https://www.donnamoderna.com/people/sarah-toscano-amici-intervista Sarah Toscano: cadere, volare]'', ''donnamoderna.com'', 5 giugno 2024.</ref> *Io sono a favore delle critiche perché penso che anche quelle negative aiutino tutte a crescere, sia come persona sia come artista. Per me è importante sapere dalle persone a cui non piaci quale sia il motivo per cercare di migliorarsi. Tra i complimenti, invece, mi fa piacere quando mi dicono che sono genuina e semplice. Mi piace che venga fuori il fatto che non sono una persona montata. Mi sento la stessa persona di prima con un po' di consapevolezza in più. Prima ero completamente fuori da questo mondo mentre adesso mi sto accorgendo che posso affrontarlo. Ovviamente ci sono persone a cui piaccio che mi sostengono e, quindi, avere questa piccola consapevolezza in più non guasta.<ref>Dall'intervista di Paola Maria Farina, ''[https://www.funweek.it/musica-cosa-ascoltare/album-da-ascoltare/sarah-amici23-ep-intervista-video/ Sarah, il percorso ad "Amici" e il primo EP: "Sto imparando a vivere senza troppe paranoie"]'', ''funweek.it'', 6 giugno 2024.</ref> *{{NDR|Vorrei essere raccontata}} come una cantautrice che vorrebbe mettere tante sfaccettature della voce nei propri brani. I miei mi hanno insegnato a conoscere e accettare le regole. Sono molto esigente con me stessa e non mi perdono quando sono consapevole di non aver dato il meglio di me.<ref>Dall'intervista di [[Paolo Giordano (giornalista)|Paolo Giordano]], ''[https://www.ilgiornale.it/news/imparo-conoscermi-scrivendo-canzoni-sola-2380202.html Sarah: "Imparo a conoscermi scrivendo le canzoni da sola"]'', ''ilgiornale.it'', 14 ottobre 2024.</ref> *Penso che collaborare con un'artista straniera sia super stimolante, perché puoi mescolare due mondi differenti di cantare, ma anche dar forma a una canzone con delle prospettive inedite.<ref>Dall'intervista di Tommaso Toma, ''[https://billboard.it/interviste/sarah-toscano-im-just-a-girl-intervista/2025/01/28177799/ Sarah Toscano, I'm just a girl]'', ''billboard.it'', 28 gennaio 2025.</ref> *Partecipare ad ''[[Amici di Maria De Filippi|Amici]]'' mi è servito tantissimo. È una vera e propria scuola in cui impari non solo a crescere artisticamente, ma anche a gestire le emozioni e l'esposizione mediatica. A [[Festival di Sanremo|Sanremo]], però, tutto è più intenso: hai una settimana davvero piena. Per quanto riguarda l'ansia, di solito la sento poco prima che qualcosa accada. Il tennis è uno sport in cui vale la regola del meno fai vedere, meglio è. Gli avversari sfruttano ogni debolezza e, nei momenti di crisi, cercano di metterti ancora più sotto pressione. Credo che in molti sport la preparazione mentale sia quasi più importante di quella fisica. Anche il mondo della musica non è facile, ma sono molto determinata e voglio dare il massimo.<ref>Dall'intervista di Federico Arduini, ''[https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/sarah-toscano-sanremo-voglio-godermela/ Sarah Toscano: "Sanremo? Voglio godermela"]'', ''laragione.eu'', 29 gennaio 2025.</ref> *La musica è universale, ognuno ha la possibilità di esprimersi come meglio crede, quindi ognuno scrive quello che vuole nelle proprie canzoni. Poi la musica non è sempre un insegnamento, non ha sempre uno scopo educativo, per l'educazione c'è la scuola, ci sono i genitori. La musica alla fine è un linguaggio universale.<ref>Da Mattia Buonocore, ''[https://www.davidemaggio.it/interviste-di-davide-maggio/sarah-toscano-sanremo-sara-il-mio-manifesto Intervista a Sarah Toscano: "Sanremo sarà il mio manifesto"]'', ''davidemaggio.it'', 10 febbraio 2025.</ref> *{{NDR|''[[Amici di Maria De Filippi|Amici]]''}} è stata una scuola che mi ha insegnato tantissimo, sia dal punto di vista personale che artistico. Comunque si passano dei mesi in una casetta con altri venti ragazzi con cui condividi le stesse emozioni. È una realtà un po' parallela, non è la realtà di tutti i giorni, è una realtà completamente diversa in cui sei posto ogni giorno sotto i riflettori e hai delle sfide che devi risolvere anche con te stesso. Dal punto di vista umano, personale mi ha fatto crescere tanto. Poi dal punto di vista artistico, chiaramente la scuola ti insegna tanto, studi tutti i giorni, vai lezioni tutti i giorni. Ho acquisito sul palco tanta più consapevolezza. Preferisco vivere passo dopo passo la mia musica, scrivere, pubblicare e poi si vedrà quello che arriva.<ref>Dall'intervista di Andrea Conti, ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/02/12/sanremo-2025-sarah-toscano-intervista/7867688/ Sanremo 2025, Sarah Toscano: "Sono scaramantica, se non spruzzo il mio profumo preferito prima di salire sul palco, qualcosa può andare male"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 29 gennaio 2025.</ref> *Sono più spaventata da me stessa sostanzialmente, sono io la più grande critica di me stessa, sono io che non mi accontento mai, che non mi va mai bene nulla, quindi è più una ricerca personale che una ricerca per quelli che stanno al di fuori, no, non soffro questa pressione sostanzialmente.<ref>Dall'intervista di Nunzio Zeccato, ''[https://www.superguidatv.it/sarah-toscano-lalbum-met-gala-il-body-shaming-e-la-relazione-mancata/ Sarah Toscano presenta il suo primo album: "Met Gala è un disco autobiografico. Il body shaming? Non devo sentirmi sbagliata perchè qualcuno me lo dice. Delle volte mi chiedo perchè non ho ancora avuto una relazione"]'', ''superguidatv.it'', 2 ottobre 2025.</ref> *Non vivo la musica come qualcosa di mio, ma come qualcosa che si vive insieme. Il mio pubblico è vario, colorato, autentico. E quello che mi emoziona di più è che non si legano solo alla mia musica, ma anche a Sarah persona.<ref>Dall'intervista di Giulia Giulebbi, ''[https://www.lofficielitalia.com/musica/sarah-toscano-intervista-album-met-gala-cover Sarah Toscano, la nuova voce del pop italiano che brilla senza filtri]'', ''lofficielitalia'', 5 novembre 2025.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Toscano, Sarah}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Cantautori italiani]] cde32pl94jnpk77uc0zjzxzt9pq0mft Michela Ponzani 0 214581 1426325 1385472 2026-09-12T18:30:33Z Danyele 19198 /* Citazioni di Michela Ponzani */ +wikilink 1426325 wikitext text/x-wiki [[File:Michela Ponzani 2024 (cropped).jpg|thumb|Michela Ponzani (2024)]] '''Michela Ponzani''' (1978 – vivente), storica, conduttrice televisiva e saggista italiana. ==Citazioni di Michela Ponzani== {{cronologico}} *[...] nel tempo la narrazione "bonaria" del fascismo che in fondo avrebbe [...] fatto anche cose giuste, al pari del nazionalsocialismo tedesco, ha creato quella che a me appare come una "zona grigia", nel Paese, nella stampa. Basti pensare ai tanti articoli di [[Indro Montanelli]] in proposito, a giornalisti revisionisti come [[Giampaolo Pansa]]... negli anni la vulgata neofascista accreditava gli uomini della Repubblica sociale come "salvatori", riabilitando ex fascisti e collaborazionisti della Rsi, autori di stragi e crimini contro civili perché "costretti ad obbedire ad ordini superiori". [...] Alla fine i partigiani venivano dipinti come pericolosi fuorilegge, espressione della violenza della guerra.<ref name="Taddei">Dall'intervista di Federica Taddei, ''[https://left.it/2023/04/20/la-storica-ponzani-cresce-una-pericolosa-zona-grigia-di-sottovalutazione-del-fascismo/ La storica Ponzani: "Cresce una pericolosa zona grigia di sottovalutazione del fascismo"]'', ''left.it'', 20 aprile 2023.</ref> *{{NDR|«Per lei cosa vuol dire oggi essere [[Antifascismo|antifascisti]]?»}} Vuol dire avere una memoria collettiva della Storia e non una memoria "condivisa", altrimenti, come è sempre successo fino ad ora, ogni anno, in prossimità del 25 aprile, si risveglia una polemica da "derby" di calcio, una non appartenenza, in fondo indifferenza di fronte ai principi della nostra democrazia.<ref name="Taddei"/> *[...] per raccontare la storia in Tv ci vuole competenza. E in un paese in cui tutti si autoproclamano storici, lo storico può essere solo un professionista della ricerca. Qualcuno che ha conseguito un dottorato, che ha ricevuto una valutazione critica da altri accademici, come l'abilitazione scientifica nazionale. In assenza di questi criteri non sei uno storico, al massimo sei un appassionato.<ref>Dall'intervista di Giuseppe Bosso, ''[https://www.telegiornaliste.com/interviste/2023/intervista-michela_ponzani.htm Michela Ponzani, raccontare la storia]'', ''telegiornaliste.com'', 15 novembre 2023.</ref> *{{NDR|«L'Italia di oggi?»}} Vive nella rappresentazione caricaturale di un derby tra fascisti e comunisti, quando alla [[Resistenza italiana|Resistenza]] parteciparono invece uomini e donne di ogni tendenza politica e sociale. E alla disobbedienza ai tedeschi si unirono anche decine di migliaia di militari italiani internati in Germania dopo l'8 settembre. I fatti sono chiari, non vanno travisati.<ref name="quotidiano">Dall'intervista ''[https://www.quotidiano.net/politica/scurati-usigrai-comunicato-sciopero-i0vfsls7 Scurati e il monologo sul 25 Aprile cancellato dalla Rai, la ricercatrice: "Storia piegata ad arte. E così i nostri ragazzi ignorano il passato"]'', ''quotidiano.net'', 21 aprile 2024.</ref> *Falso che il [[Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale|Movimento sociale italiano]] abbia traghettato il fascismo nella democrazia. È invece l'Italia repubblicana nata dal 25 aprile ad aver accolto i vinti della guerra senza pesi né vincoli [...]<ref name="quotidiano"/> *[...] se c'è qualcosa di rivoluzionario nella Resistenza è proprio incarnato dalla scelta antifascista che fecero le donne, le ragazze che tra il '43 e il '45 decidono di aderire a formazioni partigiane, animate da un moto rivoluzionario di libertà che è anche una guerra privata. Non combattere solo l'occupante. Si vuole andare a combattere contro le discriminazioni di genere e tutto quel che la società patriarcale gerarchica fascista aveva imposto alle nuove generazioni, dove l'uomo poteva comandare su moglie e figli.<ref name="Troili">Dall'intervista di Raffaella Troili, ''[https://www.ilmessaggero.it/donna/moltodonna/michela_ponziani_intervista_25_aprile_resistenza-8073218.html 25 Aprile, la storica Michela Ponzani: «Nella Liberazione ricordiamo le donne che lottarono anche per i propri diritti»]'', ''ilmessaggero.it'', 24 aprile 2024.</ref> *Donne comuni senza armi, madri di famiglia hanno dato cibo e medicinali ai soldati, ai renitenti, nascosto antifascisti e partigiani. Una rete anonima fondamentale. Saranno il bersaglio strategico di quella che i tedeschi chiamano la guerra ai civili: sole, i mariti al fronte, pronte a correre nei rifugi, in fila per il pane e la farina. Sono loro che assalteranno i forni, rovesceranno la farina bianca, quella buona, destinata ai tedeschi. Falcidiate per questo [...]. {{NDR|«Un punto di non ritorno»}} Affrontano una guerra che è una guerra di sterminio totale ai civili, che le espone a forme di violenza inaudita e la cosa importante e che si ribellano al fatto che per secoli in guerra il corpo delle donne era stato bottino e preda degli eserciti. Lanciano il messaggio: "noi non siamo più spettatrici, prendiamo le armi, rivendichiamo il diritto di lottare per la nostra libertà presente e futura". Rianimeranno poi la politica del dopo guerra. La società italiana l'hanno svecchiata le donne che hanno fatto la guerra, che immaginavano già prima un mondo migliore.<ref name="Troili"/> *[...] la cultura dello stupro non è arrivata con i barconi carichi di immigrati, ma è tutto frutto della nostra mentalità [[Patriarcato (sociologia)|patriarcale]]. Che la donna sia un essere irrazionale, incostante, di indole leggera, decisamente passionale e dunque bisognoso della tutela maschile, è scritto nei nostri classici.<ref name="Ponzani">Da ''[https://www.editorialedomani.it/idee/commenti/il-patriarcato-esiste-oggi-come-ieri-litalia-non-e-un-paese-per-donne-aq1vd9sn Il patriarcato esiste. Oggi come ieri l’Italia non è un paese per donne]'', ''editorialedomani.it'', 25 novembre 2024.</ref> *Ci sono uomini che oggi sostengono tutto sia cambiato per le donne. E che il nuovo diritto di famiglia del 1975 abbia segnato la fine del patriarcato. [...] Peccato che le donne abbiano dovuto attendere il 1981 per veder abolito l’istituto del matrimonio riparatore che prevedeva l’estinzione del reato di violenza carnale se lo stupratore (anche nel caso di una minorenne) sposava la sua vittima.<ref name="Ponzani"/> {{Int|''[https://www.micromega.net/la-lunga-durata-dellanti-antifascismo-intervista-a-michela-ponzani La lunga durata dell'anti-antifascismo. Intervista a Michela Ponzani]''|Cinzia Sciuto, ''micromega.net'', 24 aprile 2023.}} *[...] ci sono due questioni che determinano questa lunga durata dell'anti-antifascismo. Una prima che risale [...] al periodo della guerra [...] e riguarda [...] il rapporto che le formazioni partigiane hanno con la popolazione civile. [...] la retorica che viene costruita nel dopoguerra di un intero popolo che unito aveva lottato contro il fascismo per restituire la libertà e la democrazia al Paese non corrisponde alla realtà. [...] Nel senso che c'è una parte di popolazione civile che resta a guardare l'andamento della guerra, non fa una scelta, non prende posizione [...], si mantiene su una sorta di zona grigia rancorosa. [...] man mano che la violenza [...] della Repubblica Sociale italiana diventa sempre più feroce [...] le popolazioni civili rimangono strette in una morsa di terrore e di paura. E una parte di esse mal digerisce la presenza delle formazioni partigiane perché teme che le loro azioni mettano a rischio la loro incolumità. [...] La seconda questione [...] ha a che fare con i mancati conti con il passato e con il fatto che ci sia stata una persistenza, una continuità dello Stato con uomini d'apparato che avevano fatto carriera durante il regime, [...] che si riciclano negli anni della Repubblica e che continuano ad assolvere tranquillamente il loro ruolo. La presenza di molti magistrati che avevano fatto carriera durante il fascismo e che continuano a svolgere la loro funzione [...] fa sì che nel dopoguerra molti partigiani finiscano sotto processo non per fatti di violenza o di sangue relativi all'insurrezione, ma per fatti relativi alla guerra di liberazione nazionale, episodi che dovrebbero essere considerati fatti di guerra, ma che non vengono rubricati come tali. *Non vedo un rischio di ''ritorno'' del fascismo, semplicemente perché da questo Paese il fascismo non se n'è mai andato. Noi ci dimentichiamo, perché questo è un Paese smemorato, che noi abbiamo avuto un grande partito di massa che si richiamava all'eredità della Repubblica Sociale Italiana, il [[Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale|Movimento Sociale Italiano]]. Un partito che negli anni Settanta arriva a essere il quarto partito nazionale [...] e che contribuisce all'elezione di ben due Presidenti della Repubblica. Questo [...] rappresenta una sorta di anima nera, di ombra che resta sottotraccia nella nostra Repubblica e che non ha permesso di fare i conti con il passato. *[...] la violenza in Italia non la inaugura certamente la [[Resistenza italiana|Resistenza]]. La Resistenza risponde, anche con la violenza, a una violenza che è mille volte maggiore scatenata contro le popolazioni civili. Se vogliamo andare indietro nel tempo e capire da dove ha origine l'idea che il nemico si debba abbattere, estirpare dal corpo della nazione dobbiamo ritornare alle piazze interventiste del 1915, quando per decidere se entrare in guerra o no gli italiani si sparavano addosso e poi ancora alle masse che vengono sobillate all'uso della violenza da parte di abili agitatori come Benito Mussolini o Gabriele D'Annunzio. E ancora alla violenza dello squadrismo, che poi finisce con la presa del potere da parte di Mussolini, al quale il potere viene regalato da una classe dirigente liberale incapace di risolvere il problema della violenza nelle piazze e assuefatta dalla psicosi della paura rivoluzionaria, cioè dal terrore della rivoluzione bolscevica in Italia. *[...] abbiamo il dovere di tenere viva la memoria di una generazione che ha avuto il coraggio di fare una scelta anche molto sofferta e dolorosa, non presa certamente a cuor leggero. Giovani ragazze e ragazzi che poco più che ventenni, molto spesso adolescenti, hanno avuto il coraggio di imbracciare le armi – perché la Resistenza ha avuto sì un grande valore politico, ma è stata soprattutto un fatto militare – entrare in clandestinità e restituire la libertà al Paese che aveva dato i natali al fascismo nel 1922. Abbiamo il dovere di respingere la retorica antiresistenziale che si è diffusa in questi ultimi anni, che dipinge i partigiani come dei guerriglieri assetati di sangue che non si rendevano conto delle ritorsioni che potevano essere scatenate nei confronti dei civili. Contrapponendo a questa retorica la verità: perché in realtà quei ragazzi questo dilemma, questo dramma interiore lo sentivano moltissimo. A un certo punto fare la Resistenza ha significato soprattutto assumersi questa responsabilità e lottare nonostante tutto. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ponzani, Michela}} [[Categoria:Conduttori televisivi italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 9f760almq8qkt4w5o2mkn0f7n9ea9e1 Moto Guzzi Gambalunga 0 215156 1426294 1421056 2026-09-12T15:34:36Z Danyele 19198 +immagine 1426294 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Moto Guzzi Gambalunga 500.jpg|thumb|Moto Guzzi Gambalunga]] Citazioni sulla '''Moto Guzzi Gambalunga'''. *La raffinata Gambalunga della Guzzi, la monocilindrica 500 da competizione costruita dal '46 al '51 per i piloti ufficiali come Lorenzetti e gli assistiti; il motore era un corsa-lunga famoso per la sua coppia, la forcella era originalissima, tanti componenti in lega di magnesio. Un gioiello. ([[Nico Cereghini]]) ==Voci correlate== *[[Moto Guzzi]] *[[Motore monocilindrico]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la}} {{S}} [[Categoria:Motoveicoli]] 6wrlvdbcrbx1gkwwvowaaoh1cdtv76p Patriarcato (sociologia) 0 215979 1426335 1355288 2026-09-12T19:08:49Z Danyele 19198 de-stub 1426335 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Antoine Le Nain - A Peasant Family - 2023.605 - Metropolitan Museum of Art.jpg|thumb|''A Peasant Family'' (Antoine Le Nain, 1640-48 ca.), dipinto di famiglia contadina francese del [[XVII secolo]] connotata dal tipico modello patriarcale, che vedeva il capofamiglia al centro dell'unità economica e morale della casa]] Citazioni sul '''patriarcato'''. *Conviviamo negli stereotipi che ci inculcano senza intenzione di cattiveria, nei limiti culturali di cui siamo tutti portatori sani, nel patriarcato che è un virus, il cui vaccino è dialogare, esprimersi liberamente. ([[Francesca Michielin]]) *Donne e uomini stanno realizzando che ogni problema ha radici nella misoginia e nel patriarcato. ([[Nasrin Sotoudeh]]) *Dopo mezzo secolo di teorie e pratiche femministe, è solo oggi che si comincia a parlare di patriarcato come "fenomeno strutturale". È stato un grande passo avanti parlare dei [[femminicidio|femminicidi]] non come "casi di cronaca nera", patologia del singolo, o portato di culture arretrate, ma molto resta ancora da fare perché si riconosca che la violenza "manifesta" è solo l'aspetto più selvaggio, arcaico, di una cultura diffusa, diventata la "normalità". Ho sempre preferito la definizione di "dominio maschile", o "sessismo", anziché "patriarcato", forse per l'esitazione ad affrontare l'ambiguità di un potere che ha visto confondersi il volto di un tenero figlio con quello di un padre padrone. Se gli uomini fossero solo il sesso vincitore e sicuro di sé, non avrebbero bisogno di uccidere; se le donne vedessero nell'uomo che minaccia la loro vita solo un assassino, non esiterebbero tanto a denunciare la violenza che subiscono. ([[Lea Melandri]]) *Essendo io un uomo, se parlo della lotta al patriarcato sbaglio di default in qualunque modo ponga il problema, in quanto faccio già parte della cultura patriarcale. ([[Willie Peyote]]) *Fra tutti i domini che la storia ha conosciuto, quello maschile è del tutto particolare in quanto passa attraverso le vicende più intime, come la sessualità, la maternità, le relazioni familiari. Gli uomini sono i figli delle donne, incontrano un corpo diverso dal loro che li ha generati nel momento della loro maggiore dipendenza e inermità. È il corpo che li ha in sua balìa per i primi anni di vita, che può dare accudimento o abbandono, vissuto all'origine come potente, corpo che incontreranno nella vita amorosa adulta in una posizione di potere capovolta. Confinando la donna nel ruolo di madre l'uomo ha costretto anche se stesso a portare una maschera di virilità sempre minacciata, a contrarre vincoli di indispensabilità anche quando non sono necessari. Il sogno d'amore, come appartenenza intima a un altro essere, unità a due, prolungamento del legame originario tra madre e figlio, porta in sé il rischio dello strappo violento, legato al bisogno di autonomia di ogni singolo. ([[Lea Melandri]]) *I maschi sono vittime del patriarcato. [...] Non vanno dal medico. Hanno tassi di suicidio molto più alti. Denunciano meno casi di depressione, ma non significa che ne soffrano di meno. [...] Esiste un enorme stereotipo riguardo al fatto che essere un maschio può significare anche essere vulnerabile. ([[Alexandria Ocasio-Cortez]]) *Il mondo per me è l'infinità dei rapporti umani possibili. Questo il patriarcato non lo contempla. Ecco perché la donna ricade nella famiglia o si butta nel lavoro. Cioè sparisce dalla società in quanto voce femminile. ([[Carla Lonzi]]) *Il patriarcato, riformato o non riformato, è sempre patriarcato. ([[Kate Millett]]) *La cultura dello stupro non è arrivata con i barconi carichi di immigrati, ma è tutto frutto della nostra mentalità patriarcale. Che la donna sia un essere irrazionale, incostante, di indole leggera, decisamente passionale e dunque bisognoso della tutela maschile, è scritto nei nostri classici. ([[Michela Ponzani]]) *La società patriarcale vuole coprire le donne, vuole dire loro cosa fare: la donna è sempre svalutata, criticata; chi va controcorrente fa paura, viene attaccato. ([[BigMama]]) *Per la maggior parte degli uomini è difficile essere patriarchi... ma temono di rinunciare ai benefici. ([[bell hooks]]) *Quando il patriarcato allenta la presa in un'area, la sta semplicemente stringendo in altre. ([[Sylvia Walby]]) *Quanta fatica nell'essere presa sul serio! È come se una donna dovesse prepararsi il doppio e se lo fai notare ti rispondono che esageri. Il patriarcato esiste, eccome. ([[Ella Rumpf]]) *Tutta la mia vita è stata un tentativo di resistere alla tirannia del patriarcato. ([[Eve Ensler]]) ==Voci correlate== *[[Femminismo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt}} [[Categoria:Antropologia sociale]] [[Categoria:Famiglia]] [[Categoria:Sociologia]] kb4ipu9ck2lfgfwi08r8mn4x2c9lnvd Nasrin Sotoudeh 0 223167 1426319 1402586 2026-09-12T18:18:08Z Danyele 19198 /* Citazioni di Nasrin Sotoudeh */ recupero citazione originale 1426319 wikitext text/x-wiki [[File:Nasrin Sotoudeh.jpg|thumb|250px|Nasrin Sotoudeh nel 2024]] '''Nasrin Sotoudeh''' (1963 – vivente), avvocata e attivista iraniana per i diritti umani, nota per la difesa delle donne e dei prigionieri politici in Iran. ==Citazioni di Nasrin Sotoudeh== *{{NDR|Parlando delle donne conosciute in prigione}} Ci incontriamo nei bar, loro vengono a casa mia; ciò che è davvero straordinario è avere una causa collettiva che unisce tutti. È importante coltivare questo senso di solidarietà. :''We meet in cafes, they come to my house; what's really remarkable is having that collective cause that brings everyone together. It's important to cherish that sense of solidarity.''<ref name="theguardian">{{en}} Citata in Isabel Choat, ''[https://www.theguardian.com/global-development/article/2024/may/06/i-am-ready-to-return-whenever-they-say-nasrin-sotoudeh-on-prison-the-hijab-and-violence-in-iran "I am ready to return whenever they say": Nasrin Sotoudeh on prison, the hijab, and violence in Iran]'', ''theguardian.com'', 6 maggio 2024.</ref> *{{NDR|Sull'importanza della lotta contro misoginia e patriarcato}} Donne e uomini stanno realizzando che ogni problema ha radici nella [[misoginia]] e nel [[Patriarcato (sociologia)|patriarcato]]. :''Women and men are realising that every problem is rooted in misogyny and patriarchy.'' *Nessuno può predire il futuro, tuttavia non ho dubbi che questo tipo di violenza e disumanità contro le donne non sia sostenibile. :''No one can predict the future, however, I have no doubt in my mind that this kind of violence and inhumanity against women is not sustainable.''<ref name="theguardian"/> :''Women and men are realising that every problem is rooted in misogyny and patriarchy.''<ref name="theguardian"/> *{{NDR|Durante un'intervista su condizioni di detenzione e libertà personale}} Siamo entrate tutte senza hijab e siamo uscite senza hijab. Non avevo nemmeno un velo con me, ed è stato incredibile. Ero già stata arrestata: cosa avrebbero fatto? :''We all went in without the hijab and came out without the hijab. I didn't even have a scarf with me, and that was amazing. I was already arrested - what were they going to do?''<ref name="theguardian"/> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|Donne}} {{DEFAULTSORT:Sotoudeh, Nasrin}} [[Categoria:Avvocati iraniani]] [[Categoria:Attivisti iraniani]] a8qxkfyb69ln699ectm0xw68sqp3fhh 1426320 1426319 2026-09-12T18:19:01Z Danyele 19198 /* Citazioni di Nasrin Sotoudeh */ fix 1426320 wikitext text/x-wiki [[File:Nasrin Sotoudeh.jpg|thumb|250px|Nasrin Sotoudeh nel 2024]] '''Nasrin Sotoudeh''' (1963 – vivente), avvocata e attivista iraniana per i diritti umani, nota per la difesa delle donne e dei prigionieri politici in Iran. ==Citazioni di Nasrin Sotoudeh== *{{NDR|Parlando delle donne conosciute in prigione}} Ci incontriamo nei bar, loro vengono a casa mia; ciò che è davvero straordinario è avere una causa collettiva che unisce tutti. È importante coltivare questo senso di solidarietà. :''We meet in cafes, they come to my house; what's really remarkable is having that collective cause that brings everyone together. It's important to cherish that sense of solidarity.''<ref name="theguardian">{{en}} Citata in Isabel Choat, ''[https://www.theguardian.com/global-development/article/2024/may/06/i-am-ready-to-return-whenever-they-say-nasrin-sotoudeh-on-prison-the-hijab-and-violence-in-iran "I am ready to return whenever they say": Nasrin Sotoudeh on prison, the hijab, and violence in Iran]'', ''theguardian.com'', 6 maggio 2024.</ref> *{{NDR|Sull'importanza della lotta contro misoginia e patriarcato}} Donne e uomini stanno realizzando che ogni problema ha radici nella [[misoginia]] e nel [[Patriarcato (sociologia)|patriarcato]]. :''Women and men are realising that every problem is rooted in misogyny and patriarchy.''<ref name="theguardian"/> *Nessuno può predire il futuro, tuttavia non ho dubbi che questo tipo di violenza e disumanità contro le donne non sia sostenibile. :''No one can predict the future, however, I have no doubt in my mind that this kind of violence and inhumanity against women is not sustainable.''<ref name="theguardian"/> *{{NDR|Durante un'intervista su condizioni di detenzione e libertà personale}} Siamo entrate tutte senza hijab e siamo uscite senza hijab. Non avevo nemmeno un velo con me, ed è stato incredibile. Ero già stata arrestata: cosa avrebbero fatto? :''We all went in without the hijab and came out without the hijab. I didn't even have a scarf with me, and that was amazing. I was already arrested - what were they going to do?''<ref name="theguardian"/> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|Donne}} {{DEFAULTSORT:Sotoudeh, Nasrin}} [[Categoria:Avvocati iraniani]] [[Categoria:Attivisti iraniani]] pwb67jlssrp3k5omgkl5o2o0kzu26h9 Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1426336 1426272 2026-09-12T19:09:48Z Danyele 19198 +1 1426336 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). Le voci ammesse sono: - recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]]; - voci recentemente wikificate; - voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici) AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Patriarcato (sociologia)]]{{,}} [[Francesco Saverio del Carretto]]{{,}} [[Gretchen Walsh]]{{,}} [[Gustavo Strafforello]]{{,}} [[800 metri piani]]{{,}} [[Friedrich Overbeck]]{{,}} [[24 Ore di Le Mans]]{{,}} [[Mario Donnini]]{{,}} [[Finale del campionato europeo di calcio 1968]]{{,}} [[Immacolata Sirressi]]{{,}} [[Carlo Felice Chiesa]]{{,}} [[Campionato mondiale di calcio 1998]]{{,}} [[Gianni Mura]]{{,}} [[Hena Kurtagić]]{{,}} [[Roberto Beccantini]]{{,}} [[Gaetano Scirea]]{{,}} [[Matteo Marani]]{{,}} [[Adalberto Bortolotti]]{{,}} [[Giovanni Trapattoni]]{{,}} [[Daniele Santarelli]]{{,}} [[Pietro Vierchowod]]{{,}} [[Liam Brady]]{{,}} [[Vladimiro Caminiti]]{{,}} [[Enrico Bertolino]]{{,}} [[Simona Quadarella]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> gdx8f7arbb794ztpzd8h5i07yhfl04k Wikiquote:SheSaid 2026 4 226621 1426310 1426206 2026-09-12T17:51:32Z Danyele 19198 /* Nuove */ +1 1426310 wikitext text/x-wiki [[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]] <div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;"> <br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce! </div> [[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]] La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''. A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia. == Partecipanti== # --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST) # --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST) # -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST) == Voci scritte == === Nuove === {{div col | 3}} # [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}} # [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}} # [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}} # [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}} # [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}} # [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}} # [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}} # [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}} # [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}} # [[Eloisa Coiro]] {{fatto|Danyele}} # [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}} # [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}} # [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}} # [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}} # [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}} {{div col end}} === Migliorate === {{div col}} # [[Cecilia Zandalasini]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Matilde Villa]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni, sistemazioni # [[Martina Bestagno]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni # [[Sarah Fahr]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni # [[Arianna Errigo]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni # [[Elena Bellò]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni # [[Gretchen Walsh]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, de-stub # [[Sarah Sjöström]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione {{div col end}} == Risultati == TBD == Risorse == * [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube * [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women) * [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons) == Edizioni precedenti == * [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]] ==Altri progetti== * [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta] == Dashboard == * [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività == Rassegna stampa == * [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023. * [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023. * [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne. [[Categoria:Campagna SheSaid]] k8h4mtcvdq1w68ylr07dthzctnyith7 Alla conquista del West 0 226704 1426374 1426211 2026-09-13T08:24:18Z Spinoziano 2297 1426374 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titoloitaliano = Alla conquista del West |titolo originale = How the West Was Won |tipofiction = serie TV |immagine = James Arness Zeb Macahan 1975.JPG |didascalia = Zeb Macahan (James Arness) in una foto di scena |genere = western |ideatore = Jim Byrnes |regista = [[Vincent McEveety]], [[Bernard McEveety]], [[Burt Kennedy]], [[Daniel Mann]], [[Barry Crane]], [[Joseph Pevney]], [[Harry Falk]], [[Gunnar Hellström]], [[Alf Kjellin]], [[Irving J. Moore]], [[Ralph Senensky]] |sceneggiatore = [[John Mantley]], [[Earl W. Wallace]] e altri |attori = *[[James Arness]]: Zeb Macahan *[[Bruce Boxleitner]]: Luke Macahan *[[Kathryn Holcomb]]: Lara Macahan *[[William Kirby Cullen]]: Josh Macahan *[[Vicki Schreck]]: Jessie Macahan *[[Eva Marie Saint]]: Kate Macahan *[[Fionnula Flanagan]]: Molly Culhane *[[Ricardo Montalbán]]: Satangkai *[[Harris Yulin]]: Deek Peasley |doppiatori originali = *[[William Conrad]]: voce narrante |doppiatori italiani = *[[Giuseppe Rinaldi]]: Zeb Macahan *[[Massimo Giuliani]]: Luke Macahan *[[Emanuela Rossi]]: Lara Macahan *[[Sandro Acerbo]]: Josh Macahan *[[Silvia Tognoloni]]: Jessie Macahan *[[Vittoria Febbi]]: Kate Macahan *[[Maria Pia Di Meo]]: Molly Culhane *[[Ferruccio Amendola]]: Satangkai *[[Sergio Fantoni]]: Deek Peasley *[[Pino Locchi]]: voce narrante }} '''''Alla conquista del West''''', serie televisiva statunitense prodotta tra il 1976 e il 1979. ==Prima stagione== ===[[Incipit]]=== {{Incipit serie televisive}} Dicono che il [[West]] fu conquistato con la forza delle armi, ma non è così. Fu conquistato grazie al coraggio della povera gente che spinse i suoi carri sempre più ad Ovest attraverso centinaia di miglia di terre selvagge. Alcuni erano attratti dal miraggio dell'oro, ma la maggior parte dei pionieri era costituita da famiglie spinte dalla speranza di una vita migliore. Questa è la storia di una di quelle famiglie: i Macahans. I figli e le figlie di Kate Macahan scrissero una pagina importante nella storia del West. Ma all'inizio l'unico della famiglia il cui nome era entrato nella leggenda di quelle terre era un uomo forte come una roccia e coraggioso come un leone: il suo nome era Zebulon Macahan. ('''Voce narrante''') ===Episodio 1, ''The Macahans''=== *L'ingegnosità dei pionieri era leggendaria. Quando la natura non provvedeva alle loro necessità quotidiane, essi trovavano il modo di modificarle. In mancanza di mattoni e di assi di legno, si costruivano la casa con i tronchi d'albero. E nelle aride praterie dove non crescevano gli alberi, usavano zolle di terra, erba e fango, e costruivano con questi materiali primitivi delle case fresche d'estate e calde d'inverno, le quali potevano essere ingrandite con il minimo sforzo man mano che la famiglia cresceva. La costruzione di questi rifugi chiamati [[Sod house|soddy]] richiedeva l'unica cosa che al pioniere non mancava: un'inesauribile energia. E così i coloni, la cui giornata cominciava prima dell'alba e finiva molto dopo il tramonto, riuscivano a costruire le loro case nella prateria nel giro di pochi giorni. ('''Voce narrante''') ===Episodio 2, ''Provost Marshall''=== *'''Zeb''': C'è da vergognarsi ad essere bianchi: gli [[Nativi americani|indiani]] le cose le fanno diversamente. Certo, anche loro si facevano la guerra prima che noi arrivassimo nel loro Paese, ma erano guerre regolate dall'onore.<br>'''Lara''': Scotennare tu lo chiami un onore?<br>'''Zeb''': Be', c'erano solo un paio di tribù del nord che praticavano il rito dello [[scalpo]], ma c'è voluto l'uomo bianco per insegnare agli indiani a praticarlo su larga scala. *Gli americani, per generazioni, avevano guardato all'indiano come al nobile pellerossa, innocente creatura, puro come la terra selvaggia in cui viveva; oppure come a un selvaggio la cui crudeltà non aveva limiti. Ma erano tutte e due concezioni sbagliate: l'indiano, come qualsiasi altro uomo o nazione, era un insieme di molte qualità. Prima che le sue terre gli venissero strappate e la sua gente decimata, era un fedele amico dell'uomo bianco. ('''Voce narrante''') ===Episodio 4, ''Bowie John Christie''=== *Ascolta bene: non ti arrendere, non mentire e non chiedere mai scusa. Non dimenticare mai queste tre [[Regole dalle serie televisive|regole]]. Luke, so quello che provi e che cos'era per te quella ragazza. Se c'è una cosa che ho imparato a questo mondo, è che non giova a nessuno piangere sul passato, né ai vivi né ai morti. ('''Zeb''') ==Seconda stagione== ===Episodio 1, ''Buffalo Story''=== *Quando il cuore è infuriato, la bocca spesso parla con lingua di bambino. ('''Satangkai''') *È una cosa buona che i giovani ascoltino i vecchi. È bene che abbiano rispetto per la voce degli anziani. Quando i bambini [[sioux]] diventano uomini, il loro modo di vivere è già deciso dalla saggezza che hanno appreso dai vecchi. Il nostro futuro è in ciò che noi trasmettiamo ai nostri figli. ('''Satangkai''') ===Episodio 6, ''Robber's Roost''=== *Allora, Charlie, scusa se mi sono permesso di ficcarti sottoterra qui, ma in fondo non è tanto male. Capisci che non aveva senso portarti in città, tanto non hai nessuno, e una cassa da morto costerà cinque dollari almeno. [...] Signore, non c'è alcun dubbio che Charlie fosse un peccatore, ma non era certo dei peggiori, e credo sarebbe giusto se gli aprissi le porte del Paradiso. Amen. ('''Peasley''') {{NDR|[[Elegie funebri dalle serie televisive|elegia funebre]]}} ==Voci correlate== *''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Serie televisive western]] 3czi74a3ek9mjkq2hleubp7s5q7ruix Pietro Ugo, marchese delle Favare 0 226774 1426283 2026-09-12T13:32:36Z Gaux 18878 Pietro Ugo, marchese delle Favare 1426283 wikitext text/x-wiki '''Pietro Ugo delle Favare''' (1780 – 1847), nobile, militare e politico italiano. ==Citazioni su Pietro Ugo, marchese delle Favare== *La [[Sicilia]] era tiranneggiata da Pietro Ugo marchese delle Favare, il quale, luogotenente generale del re, vi esercitava autorità quasi regia. Uomo egli era di sfrenata ambizione, vendicativo, crudele, senza religione, senza morale, persecutore non soltanto per causa di maestà, ma per vendicare uno dei suoi cortigiani, per gastigare una città di un banchetto non offertogli, per dispetto di un amorazzo contraddetto, ed anche, scrive [[Giuseppe La Farina]], per più infami cagioni, quando, sazio di adulteri amori, davasi alle più nefande libidini. ([[Nicola Nisco (patriota)|Nicola Nisco)]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ugo, Pietro marchese delle Favare}} [[Categoria:Militari italiani]] [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] 9pa6jdrze6oken91xbcw0bkmuj819fq 1426284 1426283 2026-09-12T13:38:29Z Gaux 18878 immagine 1426284 wikitext text/x-wiki [[File:Delle Favare.jpg|thumb|Pietro Ugo, marchese delle Favare]] '''Pietro Ugo delle Favare''' (1780 – 1847), nobile, militare e politico italiano. ==Citazioni su Pietro Ugo, marchese delle Favare== *La [[Sicilia]] era tiranneggiata da Pietro Ugo marchese delle Favare, il quale, luogotenente generale del re, vi esercitava autorità quasi regia. Uomo egli era di sfrenata ambizione, vendicativo, crudele, senza religione, senza morale, persecutore non soltanto per causa di maestà, ma per vendicare uno dei suoi cortigiani, per gastigare una città di un banchetto non offertogli, per dispetto di un amorazzo contraddetto, ed anche, scrive [[Giuseppe La Farina]], per più infami cagioni, quando, sazio di adulteri amori, davasi alle più nefande libidini. ([[Nicola Nisco (patriota)|Nicola Nisco)]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ugo, Pietro marchese delle Favare}} [[Categoria:Militari italiani]] [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] fjmreumyc85lq5c6wbuecopv67r1nq0 1426285 1426284 2026-09-12T13:41:04Z Gaux 18878 didascalia 1426285 wikitext text/x-wiki [[File:Delle Favare.jpg|thumb|upright=0.8|Pietro Ugo, marchese delle Favare (Palazzo Reale di Palermo)]] '''Pietro Ugo delle Favare''' (1780 – 1847), nobile, militare e politico italiano. ==Citazioni su Pietro Ugo, marchese delle Favare== *La [[Sicilia]] era tiranneggiata da Pietro Ugo marchese delle Favare, il quale, luogotenente generale del re, vi esercitava autorità quasi regia. Uomo egli era di sfrenata ambizione, vendicativo, crudele, senza religione, senza morale, persecutore non soltanto per causa di maestà, ma per vendicare uno dei suoi cortigiani, per gastigare una città di un banchetto non offertogli, per dispetto di un amorazzo contraddetto, ed anche, scrive [[Giuseppe La Farina]], per più infami cagioni, quando, sazio di adulteri amori, davasi alle più nefande libidini. ([[Nicola Nisco (patriota)|Nicola Nisco)]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ugo, Pietro marchese delle Favare}} [[Categoria:Militari italiani]] [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] jxt3kpb7fw4rl2c8qwjkzc4s59ozv8i Nicola Intonti 0 226775 1426291 2026-09-12T14:32:50Z Gaux 18878 Nicola Intonti 1426291 wikitext text/x-wiki Marchese '''Nicola Intonti''' (1775 – 1839), politico italiano, ministro della polizia nel Regno delle Due Sicilie. ==Citazioni su Nicola Intonti== *Ad Ugo delle Favare si assomigliava per genio iniquo il ministro di polizia Nicola Intonti, di cui innanzi abbiamo parlato, e di cui il sepolcro fu collocato, a disdoro di Napoli, fra i monumenti degli uomini illustri, nel nuovo campo santo. Faceva ad un tempo affiggere cartelli rivoluzionari, seminar polizzini con minaccie di mutamenti politici, pubblicare miracoli di santi e di Madonne: qui sorgeva una nuova setta: là la Madre di Dio compariva ad un monello. ([[Nicola Nisco (patriota)|Nicola Nisco]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Intonti, Nicola}} [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] 0kd23negq4kvy88amp9ngojoi7gnsba 1426292 1426291 2026-09-12T14:34:24Z Gaux 18878 /* Citazioni su Nicola Intonti */ wlink e sic 1426292 wikitext text/x-wiki Marchese '''Nicola Intonti''' (1775 – 1839), politico italiano, ministro della polizia nel Regno delle Due Sicilie. ==Citazioni su Nicola Intonti== *Ad [[Pietro Ugo, marchese delle Favare|Ugo delle Favare]] si assomigliava per genio iniquo il ministro di polizia Nicola Intonti, di cui innanzi abbiamo parlato, e di cui il sepolcro fu collocato, a disdoro di Napoli, fra i monumenti degli uomini illustri, nel nuovo campo santo. Faceva ad un tempo affiggere cartelli rivoluzionari, seminar polizzini con {{sic|minaccie}} di mutamenti politici, pubblicare miracoli di santi e di Madonne: qui sorgeva una nuova setta: là la Madre di Dio compariva ad un monello. ([[Nicola Nisco (patriota)|Nicola Nisco]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Intonti, Nicola}} [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] tuju606bm34rdnpuhx50cdn8mlg875l ʿAlī ibn Abī Ṭālib 0 226776 1426300 2026-09-12T17:18:51Z Micione 5365 Micione ha spostato la pagina [[ʿAlī ibn Abī Ṭālib]] a [[ʿAlī ibn ʾAbī Ṭālib]]: Allineamento a Wikipedia 1426300 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[ʿAlī ibn ʾAbī Ṭālib]] 7gezsvlcczyz45h554a8elle22emiwu Ella Rumpf 0 226777 1426309 2026-09-12T17:50:08Z Danyele 19198 Creata pagina con "[[File:Ella Rumpf-3248.jpg|thumb|Ella Rumpf nel 2026]] '''Ella Rumpf''' (1995 – vivente), attrice svizzera. ==Citazioni di Ella Rumpf== *Faccio i conti con gli stereotipi del cinema ma so di avere una chance in più di molte altre donne. Ho la possibilità di rappresentare tante vite, il che è un privilegio.<ref name=" De Tommasi"/> *Quanta fatica nell'essere presa sul serio! È come se una donna dovesse prepararsi il doppio e se lo fai notare ti rispondono che esage..." 1426309 wikitext text/x-wiki [[File:Ella Rumpf-3248.jpg|thumb|Ella Rumpf nel 2026]] '''Ella Rumpf''' (1995 – vivente), attrice svizzera. ==Citazioni di Ella Rumpf== *Faccio i conti con gli stereotipi del cinema ma so di avere una chance in più di molte altre donne. Ho la possibilità di rappresentare tante vite, il che è un privilegio.<ref name=" De Tommasi"/> *Quanta fatica nell'essere presa sul serio! È come se una donna dovesse prepararsi il doppio e se lo fai notare ti rispondono che esageri. Il [[Patriarcato (sociologia)|patriarcato]] esiste, eccome.<ref name=" De Tommasi">Dall'intervista di Alessandra De Tommasi, ''[https://www.leggo.it/spettacoli/cinema/24_giugno_2026_love_letters_ella_rumpf_intervista-9611798.html "Love Letters", Ella Rumpf: «Un inno alla speranza che toglie la paura dall'equazione»]'', ''leggo.it'', 24 giugno 2026.</ref> {{Int|''[https://www.vogue.it/article/ella-rumpf-intervista-attrice Ella Rumpf, l'attrice parigina di Love Letters e Couture si racconta a Vogue Italia: «Il cinema ci aiuta sempre a ricordarci che abbiamo bisogno d'amore»]''|Intervista di Andrea Giordano, ''vogue.it'', 4 luglio 2026.}} *{{NDR|Sulla [[moda]]}} Talvolta continua ad alimentare molta misoginia al suo interno, ed è una parte che non mi piace. Oggi c'è la sensazione che tu abbia valore solo se indossi bei vestiti, lo trovo totalmente sopravvalutato [...]. Ma allo stesso tempo è diventata uno strumento di comunicazione enorme. [...] La moda oggi è diventata anche un modo per giocare, dire ciò che si vuole [...] *Il [[Recitazione|mestiere dell'attore]] mette insieme logica e ricerca: è un processo intimo, che ha bisogno di curiosità. *Ciò che ammiro delle grande [[Attrice|attrici]] è la loro capacità di dominare il tempo, in modo naturale, non cercano di rimanere giovani a tutti i costi, esplorano i ruoli, ma anche se stesse. *Quando per la prima volta ho visto sul grande schermo ''[[La strada]]'' ho pianto, aveva una melodia così bella e straziante [...] ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Rumpf, Ella}} [[Categoria:Attori svizzeri]] 9dtrs2rpabc8bf9312nuf0tvclmy0ox Discussioni utente:Joao1889 3 226778 1426318 2026-09-12T18:08:50Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1426318 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:08, 12 set 2026 (CEST)}} e8gcd37uhdnnkmdh03d57euirbkv223 1426352 1426318 2026-09-12T22:07:23Z Joao1889 108341 /* */ Risposta 1426352 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:08, 12 set 2026 (CEST)}} :Obrigado! Grazie! [[Utente:Joao1889|Joao1889]] ([[Discussioni utente:Joao1889|scrivimi]]) 00:07, 13 set 2026 (CEST) evs7c0i8snplfxpoedf72oqs3mtu3fg Discussioni utente:Chiarazuccarini 3 226779 1426334 2026-09-12T19:06:49Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1426334 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 21:06, 12 set 2026 (CEST)}} nwe82245f70dhoceufibmmatzwwm1p0 Discussioni utente:LoiseauMichel 3 226780 1426347 2026-09-12T20:08:08Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1426347 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:08, 12 set 2026 (CEST)}} 1h6pe3pz9d7squarsdn9dzc6tput8hv Discussioni utente:KonradSpinelli 3 226781 1426348 2026-09-12T20:58:44Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1426348 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:58, 12 set 2026 (CEST)}} 13yl543hsinquu292noxlbx7hqobriw Discussioni utente:Pulipin 3 226782 1426349 2026-09-12T21:10:46Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1426349 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 23:10, 12 set 2026 (CEST)}} 1mu09olnf9e5thkou4b8lr9z4oxh3w2 Yi Sun-sin 0 226783 1426358 2026-09-13T04:41:57Z Galaxy486 108216 Creata pagina con "[[File:Bust of Yi Sun-sin 01.jpg|miniatura|Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà]] {{wikipedia}} '''Yi Sun-sin''' (李舜臣, 1545-1598) fu un generale e comandante navale del regno coreano di Joseon, l'odierna Corea del Sud. Visse alla fine del XVI secolo. In quel periodo, le Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598), condotte dal signore della guerra giapponese Toyotomi Hideyoshi, furono un evento cruciale della storia dell'Asia orientale, ch..." 1426358 wikitext text/x-wiki [[File:Bust of Yi Sun-sin 01.jpg|miniatura|Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà]] {{wikipedia}} '''Yi Sun-sin''' (李舜臣, 1545-1598) fu un generale e comandante navale del regno coreano di Joseon, l'odierna Corea del Sud. Visse alla fine del XVI secolo. In quel periodo, le Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598), condotte dal signore della guerra giapponese Toyotomi Hideyoshi, furono un evento cruciale della storia dell'Asia orientale, che influenzò gli avvicendamenti di potere in Corea, Cina e Giappone. Durante questo conflitto, Yi Sun-sin guidò la marina coreana conquistando il controllo dei mari e interrompendo le linee di rifornimento delle forze giapponesi. Dopo che la flotta coreana fu annientata nella battaglia navale di Chilcheollyang, combattuta nel 1597 nei pressi dell'isola di Geoje, egli fu richiamato al comando supremo. Il 16 settembre dello stesso anno (26 ottobre secondo il calendario solare), ribaltò le sorti del conflitto ottenendo una schiacciante vittoria nella battaglia di Myeongnyang: con appena 13 navi sconfisse una flotta giapponese di oltre 133 vascelli. Questa battaglia è considerata una delle più celebri vittorie nella storia navale mondiale. Yi Sun-sin cadde in combattimento il 19 novembre 1598 (16 dicembre secondo il calendario solare) nella battaglia di Noryang, l'ultimo scontro delle Invasioni giapponesi della Corea. Per aver salvato la nazione in un momento di crisi esistenziale quando altri avevano fallito,<ref>{{cita web|url=https://www.rusi.org/podcasts/talking-strategy/episode-6-yi-sun-sin-koreas-greatest-commander|titolo=Episode 6: Yi Sun-sin, Korea's Greatest Commander|sito=RUSI, Talking Strategy (podcast)|accesso=13 settembre 2026|citazione=He came to his nation's rescue in extremis when others had failed}}</ref> Yi Sun-sin viene spesso paragonato all'ammiraglio britannico Horatio Nelson.<ref>{{cita web|url=https://www.usni.org/magazines/proceedings/1944/june/yi-sun-sin-defeated-japan-sea|titolo=Yi Sun-sin Defeated Japan at Sea|rivista=U.S. Naval Institute Proceedings|numero=giugno 1944|accesso=13 settembre 2026|citazione=if any man is to be so regarded it is surely this great naval commander of Asiatic race who never knew defeat}}</ref> Secondo gli Annali della dinastia Joseon (''Seonjo Sillok''), alla notizia della sua morte gli abitanti della provincia di Honam furono avvolti dal lutto, e persino donne anziane e bambini piansero apertamente.<ref>{{cita web|url=https://sillok.history.go.kr/id/kna_13111027_005|titolo=선조실록 106권, 선조 31년 11월 27일 무신 5번째기사|sito=Sillok, Annali della dinastia Joseon|editore=National Institute of Korean History|accesso=13 settembre 2026|citazione=부음(訃音)이 전파되자 호남(湖南) 일도(一道)의 사람들이 모두 통곡하여 노파와 아이들까지도 슬피 울지 않는 자가 없었다}}</ref> Il suo diario autografo, redatto durante la guerra e noto come ''Nanjung ilgi'', è iscritto nel Registro della Memoria del Mondo dell'UNESCO;<ref>{{cita web|url=https://www.unesco.org/en/memory-world/nanjung-ilgi-war-diary-admiral-yi-sun-sin|titolo=Nanjung ilgi: War Diary of Admiral Yi Sun-sin|sito=UNESCO Memory of the World|accesso=13 settembre 2026}}</ref> detti come "Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà" sono tuttora ampiamente citati nella Corea del Sud del XXI secolo. == Nanjung ilgi == *1 gennaio. Sereno. All'alba sono venuti a trovarmi mio fratello minore Yeopil, mio nipote Bong e il mio figlio maggiore Hoe, e abbiamo parlato. Non riesco a contenere il rimpianto di aver trascorso, lontano da mia madre, un secondo Capodanno nel sud. Yi Gyeong-sin, ufficiale del comandante militare provinciale (Yi Gwang), è venuto a portarmi una lettera del comandante, doni per il Capodanno e vari oggetti — tra cui frecce lunghe e corte — destinati come tributo al re. :''(originale in coreano/hanja non riportato)'' ** Traduzione propria, da ''Nanjung ilgi'', voce del 1º gennaio. *** Fonte: Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 31, ISBN 9791197378270. *15 aprile. Sereno. Non sono andato al lavoro perché è l'anniversario della morte della regina Gonghye (consorte Han). [...] Al calar della sera è giunto un dispaccio dal comandante navale destro di Yeongnam (Won Gyun): «Oltre 90 navi giapponesi sono giunte e ancorate a Jeolyeongdo, di fronte a Busan». Contemporaneamente è arrivato un altro dispaccio dello stesso comandante: «Oltre 350 navi nemiche sono già giunte di fronte a Busanpo». ** Traduzione propria, da ''Nanjung ilgi'', voce del 15 aprile. *** Fonte: Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 45, ISBN 9791197378270. == Bibliografia == *Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), traduzione e cura di Noh Seung-seok (노승석), Yeohae (여해), 2025, ISBN 9791197378270. == Note == <references /> [[Categoria:Generali]] 788sg9dbr333yw7ozkvdjr807aszcau 1426359 1426358 2026-09-13T04:56:01Z Galaxy486 108216 1426359 wikitext text/x-wiki [[File:Bust of Yi Sun-sin 01.jpg|miniatura|Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà]] {{wikipedia}} '''Yi Sun-sin''' (李舜臣, 1545-1598) fu un generale e comandante navale del regno coreano di Joseon, l'odierna Corea del Sud. Visse alla fine del XVI secolo. In quel periodo, le Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598), condotte dal signore della guerra giapponese Toyotomi Hideyoshi, furono un evento cruciale della storia dell'Asia orientale, che influenzò gli avvicendamenti di potere in Corea, Cina e Giappone. Durante questo conflitto, Yi Sun-sin guidò la marina coreana conquistando il controllo dei mari e interrompendo le linee di rifornimento delle forze giapponesi. Dopo che la flotta coreana fu annientata nella battaglia navale di Chilcheollyang, combattuta nel 1597 nei pressi dell'isola di Geoje, egli fu richiamato al comando supremo. Il 16 settembre dello stesso anno (26 ottobre secondo il calendario solare), ribaltò le sorti del conflitto ottenendo una schiacciante vittoria nella battaglia di Myeongnyang: con appena 13 navi sconfisse una flotta giapponese di oltre 133 vascelli.<ref>Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), a cura di Noh Seung-seok (노승석), Yeohae (여해), 2025, p. 357, ISBN 9791197378270: «이순신이 왜선 133척을 명량으로 유인하여 전선 13척으로 양도 부근...»</ref> Questa battaglia è considerata una delle più celebri vittorie nella storia navale mondiale. Yi Sun-sin cadde in combattimento il 19 novembre 1598 (16 dicembre secondo il calendario solare) nella battaglia di Noryang, l'ultimo scontro delle Invasioni giapponesi della Corea. Per aver salvato la nazione in un momento di crisi esistenziale quando altri avevano fallito,<ref>{{cita web|url=https://www.rusi.org/podcasts/talking-strategy/episode-6-yi-sun-sin-koreas-greatest-commander|titolo=Episode 6: Yi Sun-sin, Korea's Greatest Commander|sito=RUSI, Talking Strategy (podcast)|accesso=13 settembre 2026|citazione=He came to his nation's rescue in extremis when others had failed}}</ref> Yi Sun-sin viene spesso paragonato all'ammiraglio britannico Horatio Nelson.<ref>{{cita web|url=https://www.usni.org/magazines/proceedings/1944/june/yi-sun-sin-defeated-japan-sea|titolo=Yi Sun-sin Defeated Japan at Sea|rivista=U.S. Naval Institute Proceedings|numero=giugno 1944|accesso=13 settembre 2026|citazione=if any man is to be so regarded it is surely this great naval commander of Asiatic race who never knew defeat}}</ref> Secondo gli Annali della dinastia Joseon (''Seonjo Sillok''), alla notizia della sua morte gli abitanti della provincia di Honam furono avvolti dal lutto, e persino donne anziane e bambini piansero apertamente.<ref>{{cita web|url=https://sillok.history.go.kr/id/kna_13111027_005|titolo=선조실록 106권, 선조 31년 11월 27일 무신 5번째기사|sito=Sillok, Annali della dinastia Joseon|editore=National Institute of Korean History|accesso=13 settembre 2026|citazione=부음(訃音)이 전파되자 호남(湖南) 일도(一道)의 사람들이 모두 통곡하여 노파와 아이들까지도 슬피 울지 않는 자가 없었다}}</ref> Il suo diario autografo, redatto durante la guerra e noto come ''Nanjung ilgi'', è iscritto nel Registro della Memoria del Mondo dell'UNESCO;<ref>{{cita web|url=https://www.unesco.org/en/memory-world/nanjung-ilgi-war-diary-admiral-yi-sun-sin|titolo=Nanjung ilgi: War Diary of Admiral Yi Sun-sin|sito=UNESCO Memory of the World|accesso=13 settembre 2026}}</ref> detti come "Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà" sono tuttora ampiamente citati nella Corea del Sud del XXI secolo. == Nanjung ilgi == *1 gennaio. Sereno. All'alba sono venuti a trovarmi mio fratello minore Yeopil, mio nipote Bong e il mio figlio maggiore Hoe, e abbiamo parlato. Non riesco a contenere il rimpianto di aver trascorso, lontano da mia madre, un secondo Capodanno nel sud. Yi Gyeong-sin, ufficiale del comandante militare provinciale (Yi Gwang), è venuto a portarmi una lettera del comandante, doni per il Capodanno e vari oggetti — tra cui frecce lunghe e corte — destinati come tributo al re. :''(originale in coreano/hanja non riportato)'' ** Traduzione propria, da ''Nanjung ilgi'', voce del 1º gennaio. *** Fonte: Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 31, ISBN 9791197378270. *15 aprile. Sereno. Non sono andato al lavoro perché è l'anniversario della morte della regina Gonghye (consorte Han). [...] Al calar della sera è giunto un dispaccio dal comandante navale destro di Yeongnam (Won Gyun): «Oltre 90 navi giapponesi sono giunte e ancorate a Jeolyeongdo, di fronte a Busan». Contemporaneamente è arrivato un altro dispaccio dello stesso comandante: «Oltre 350 navi nemiche sono già giunte di fronte a Busanpo». ** Traduzione propria, da ''Nanjung ilgi'', voce del 15 aprile. *** Fonte: Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 45, ISBN 9791197378270. == Bibliografia == *Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), traduzione e cura di Noh Seung-seok (노승석), Yeohae (여해), 2025, ISBN 9791197378270. == Note == <references /> [[Categoria:Generali]] puf06b4pzpk1ofpwb1k0lgaf4e4lgnm 1426360 1426359 2026-09-13T04:59:40Z Galaxy486 108216 1426360 wikitext text/x-wiki {{wikipedia}} [[File:Bust of Yi Sun-sin 01.jpg|miniatura|Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà]] '''[[w:Yi Sun-sin|Yi Sun-sin]]''' (李舜臣, 1545-1598) fu un generale e comandante navale del regno coreano di Joseon, l'odierna Corea del Sud. Visse alla fine del XVI secolo. In quel periodo, le [[w:Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598)|Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598)]], condotte dal signore della guerra giapponese Toyotomi Hideyoshi, furono un evento cruciale della storia dell'Asia orientale, che influenzò gli avvicendamenti di potere in Corea, Cina e Giappone. Durante questo conflitto, Yi Sun-sin guidò la marina coreana conquistando il controllo dei mari e interrompendo le linee di rifornimento delle forze giapponesi. Dopo che la flotta coreana fu annientata nella battaglia navale di Chilcheollyang, combattuta nel 1597 nei pressi dell'isola di Geoje, egli fu richiamato al comando supremo. Il 16 settembre dello stesso anno (26 ottobre secondo il calendario solare), ribaltò le sorti del conflitto ottenendo una schiacciante vittoria nella battaglia di Myeongnyang: con appena 13 navi sconfisse una flotta giapponese di oltre 133 vascelli.<ref>Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), a cura di Noh Seung-seok (노승석), Yeohae (여해), 2025, p. 357, ISBN 9791197378270: «이순신이 왜선 133척을 명량으로 유인하여 전선 13척으로 양도 부근...»</ref> Questa battaglia è considerata una delle più celebri vittorie nella storia navale mondiale. Yi Sun-sin cadde in combattimento il 19 novembre 1598 (16 dicembre secondo il calendario solare) nella battaglia di Noryang, l'ultimo scontro delle Invasioni giapponesi della Corea. Per aver salvato la nazione in un momento di crisi esistenziale quando altri avevano fallito,<ref>{{cita web|url=https://www.rusi.org/podcasts/talking-strategy/episode-6-yi-sun-sin-koreas-greatest-commander|titolo=Episode 6: Yi Sun-sin, Korea's Greatest Commander|sito=RUSI, Talking Strategy (podcast)|accesso=13 settembre 2026|citazione=He came to his nation's rescue in extremis when others had failed}}</ref> Yi Sun-sin viene spesso paragonato all'ammiraglio britannico Horatio Nelson.<ref>{{cita web|url=https://www.usni.org/magazines/proceedings/1944/june/yi-sun-sin-defeated-japan-sea|titolo=Yi Sun-sin Defeated Japan at Sea|rivista=U.S. Naval Institute Proceedings|numero=giugno 1944|accesso=13 settembre 2026|citazione=if any man is to be so regarded it is surely this great naval commander of Asiatic race who never knew defeat}}</ref> Secondo gli Annali della dinastia Joseon (''Seonjo Sillok''), alla notizia della sua morte gli abitanti della provincia di Honam furono avvolti dal lutto, e persino donne anziane e bambini piansero apertamente.<ref>{{cita web|url=https://sillok.history.go.kr/id/kna_13111027_005|titolo=선조실록 106권, 선조 31년 11월 27일 무신 5번째기사|sito=Sillok, Annali della dinastia Joseon|editore=National Institute of Korean History|accesso=13 settembre 2026|citazione=부음(訃音)이 전파되자 호남(湖南) 일도(一道)의 사람들이 모두 통곡하여 노파와 아이들까지도 슬피 울지 않는 자가 없었다}}</ref> Il suo diario autografo, redatto durante la guerra e noto come ''Nanjung ilgi'', è iscritto nel Registro della Memoria del Mondo dell'UNESCO;<ref>{{cita web|url=https://www.unesco.org/en/memory-world/nanjung-ilgi-war-diary-admiral-yi-sun-sin|titolo=Nanjung ilgi: War Diary of Admiral Yi Sun-sin|sito=UNESCO Memory of the World|accesso=13 settembre 2026}}</ref> detti come "Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà" sono tuttora ampiamente citati nella Corea del Sud del XXI secolo. == Nanjung ilgi == *1 gennaio. Sereno. All'alba sono venuti a trovarmi mio fratello minore Yeopil, mio nipote Bong e il mio figlio maggiore Hoe, e abbiamo parlato. Non riesco a contenere il rimpianto di aver trascorso, lontano da mia madre, un secondo Capodanno nel sud. Yi Gyeong-sin, ufficiale del comandante militare provinciale (Yi Gwang), è venuto a portarmi una lettera del comandante, doni per il Capodanno e vari oggetti — tra cui frecce lunghe e corte — destinati come tributo al re. :''(originale in coreano/hanja non riportato)'' ** Traduzione propria, da ''Nanjung ilgi'', voce del 1º gennaio. *** Fonte: Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 31, ISBN 9791197378270. *15 aprile. Sereno. Non sono andato al lavoro perché è l'anniversario della morte della regina Gonghye (consorte Han). [...] Al calar della sera è giunto un dispaccio dal comandante navale destro di Yeongnam (Won Gyun): «Oltre 90 navi giapponesi sono giunte e ancorate a Jeolyeongdo, di fronte a Busan». Contemporaneamente è arrivato un altro dispaccio dello stesso comandante: «Oltre 350 navi nemiche sono già giunte di fronte a Busanpo». ** Traduzione propria, da ''Nanjung ilgi'', voce del 15 aprile. *** Fonte: Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 45, ISBN 9791197378270. == Bibliografia == *Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), traduzione e cura di Noh Seung-seok (노승석), Yeohae (여해), 2025, ISBN 9791197378270. == Note == <references /> [[Categoria:Generali]] dchxtckxzqcdtc1cupshesbzp2xdty2 1426361 1426360 2026-09-13T05:01:33Z Galaxy486 108216 1426361 wikitext text/x-wiki {{wikipedia}} [[File:Bust of Yi Sun-sin 01.jpg|miniatura|Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà]] '''[[w:Yi Sun-sin|Yi Sun-sin]]''' (李舜臣, 1545-1598) fu un generale e comandante navale del regno coreano di Joseon, l'odierna Corea del Sud. Visse alla fine del XVI secolo. In quel periodo, le [[w:Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598)|Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598)]], condotte dal signore della guerra giapponese Toyotomi Hideyoshi, furono un evento cruciale della storia dell'Asia orientale, che influenzò gli avvicendamenti di potere in Corea, Cina e Giappone. Durante questo conflitto, Yi Sun-sin guidò la marina coreana conquistando il controllo dei mari e interrompendo le linee di rifornimento delle forze giapponesi. Dopo che la flotta coreana fu annientata nella battaglia navale di Chilcheollyang, combattuta nel 1597 nei pressi dell'isola di Geoje, egli fu richiamato al comando supremo. Il 16 settembre dello stesso anno (26 ottobre secondo il calendario solare), ribaltò le sorti del conflitto ottenendo una schiacciante vittoria nella [[w:Battaglia di Myeongnyang|battaglia di Myeongnyang]]: con appena 13 navi sconfisse una flotta giapponese di oltre 133 vascelli.<ref>Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), a cura di Noh Seung-seok (노승석), Yeohae (여해), 2025, p. 357, ISBN 9791197378270: «이순신이 왜선 133척을 명량으로 유인하여 전선 13척으로 양도 부근...»</ref> Questa battaglia è considerata una delle più celebri vittorie nella storia navale mondiale. Yi Sun-sin cadde in combattimento il 19 novembre 1598 (16 dicembre secondo il calendario solare) nella battaglia di Noryang, l'ultimo scontro delle Invasioni giapponesi della Corea. Per aver salvato la nazione in un momento di crisi esistenziale quando altri avevano fallito,<ref>{{cita web|url=https://www.rusi.org/podcasts/talking-strategy/episode-6-yi-sun-sin-koreas-greatest-commander|titolo=Episode 6: Yi Sun-sin, Korea's Greatest Commander|sito=RUSI, Talking Strategy (podcast)|accesso=13 settembre 2026|citazione=He came to his nation's rescue in extremis when others had failed}}</ref> Yi Sun-sin viene spesso paragonato all'ammiraglio britannico Horatio Nelson.<ref>{{cita web|url=https://www.usni.org/magazines/proceedings/1944/june/yi-sun-sin-defeated-japan-sea|titolo=Yi Sun-sin Defeated Japan at Sea|rivista=U.S. Naval Institute Proceedings|numero=giugno 1944|accesso=13 settembre 2026|citazione=if any man is to be so regarded it is surely this great naval commander of Asiatic race who never knew defeat}}</ref> Secondo gli Annali della dinastia Joseon (''Seonjo Sillok''), alla notizia della sua morte gli abitanti della provincia di Honam furono avvolti dal lutto, e persino donne anziane e bambini piansero apertamente.<ref>{{cita web|url=https://sillok.history.go.kr/id/kna_13111027_005|titolo=선조실록 106권, 선조 31년 11월 27일 무신 5번째기사|sito=Sillok, Annali della dinastia Joseon|editore=National Institute of Korean History|accesso=13 settembre 2026|citazione=부음(訃音)이 전파되자 호남(湖南) 일도(一道)의 사람들이 모두 통곡하여 노파와 아이들까지도 슬피 울지 않는 자가 없었다}}</ref> Il suo diario autografo, redatto durante la guerra e noto come ''Nanjung ilgi'', è iscritto nel Registro della Memoria del Mondo dell'UNESCO;<ref>{{cita web|url=https://www.unesco.org/en/memory-world/nanjung-ilgi-war-diary-admiral-yi-sun-sin|titolo=Nanjung ilgi: War Diary of Admiral Yi Sun-sin|sito=UNESCO Memory of the World|accesso=13 settembre 2026}}</ref> detti come "Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà" sono tuttora ampiamente citati nella Corea del Sud del XXI secolo. == Nanjung ilgi == *1 gennaio. Sereno. All'alba sono venuti a trovarmi mio fratello minore Yeopil, mio nipote Bong e il mio figlio maggiore Hoe, e abbiamo parlato. Non riesco a contenere il rimpianto di aver trascorso, lontano da mia madre, un secondo Capodanno nel sud. Yi Gyeong-sin, ufficiale del comandante militare provinciale (Yi Gwang), è venuto a portarmi una lettera del comandante, doni per il Capodanno e vari oggetti — tra cui frecce lunghe e corte — destinati come tributo al re. :''(originale in coreano/hanja non riportato)'' ** Traduzione propria, da ''Nanjung ilgi'', voce del 1º gennaio. *** Fonte: Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 31, ISBN 9791197378270. *15 aprile. Sereno. Non sono andato al lavoro perché è l'anniversario della morte della regina Gonghye (consorte Han). [...] Al calar della sera è giunto un dispaccio dal comandante navale destro di Yeongnam (Won Gyun): «Oltre 90 navi giapponesi sono giunte e ancorate a Jeolyeongdo, di fronte a Busan». Contemporaneamente è arrivato un altro dispaccio dello stesso comandante: «Oltre 350 navi nemiche sono già giunte di fronte a Busanpo». ** Traduzione propria, da ''Nanjung ilgi'', voce del 15 aprile. *** Fonte: Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 45, ISBN 9791197378270. == Bibliografia == *Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), traduzione e cura di Noh Seung-seok (노승석), Yeohae (여해), 2025, ISBN 9791197378270. == Note == <references /> [[Categoria:Generali]] 6ffi7g7moi52c1k5mnneqr1ydlu6jue 1426362 1426361 2026-09-13T05:02:45Z Galaxy486 108216 1426362 wikitext text/x-wiki {{wikipedia}} [[File:Bust of Yi Sun-sin 01.jpg|miniatura|Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà]] '''[[w:Yi Sun-sin|Yi Sun-sin]]''' (李舜臣, 1545-1598) fu un generale e comandante navale del regno coreano di Joseon, l'odierna Corea del Sud. Visse alla fine del XVI secolo. In quel periodo, le [[w:Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598)|Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598)]], condotte dal signore della guerra giapponese Toyotomi Hideyoshi, furono un evento cruciale della storia dell'Asia orientale, che influenzò gli avvicendamenti di potere in Corea, Cina e Giappone. Durante questo conflitto, Yi Sun-sin guidò la marina coreana conquistando il controllo dei mari e interrompendo le linee di rifornimento delle forze giapponesi. Dopo che la flotta coreana fu annientata nella battaglia navale di Chilcheollyang, combattuta nel 1597 nei pressi dell'isola di Geoje, egli fu richiamato al comando supremo. Il 16 settembre dello stesso anno (26 ottobre secondo il calendario solare), ribaltò le sorti del conflitto ottenendo una schiacciante vittoria nella [[w:Battaglia di Myeongnyang|battaglia di Myeongnyang]]: con appena 13 navi sconfisse una flotta giapponese di oltre 133 vascelli.<ref>Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), a cura di Noh Seung-seok (노승석), Yeohae (여해), 2025, p. 357, ISBN 9791197378270: «이순신이 왜선 133척을 명량으로 유인하여 전선 13척으로 양도 부근...»</ref> Questa battaglia è considerata una delle più celebri vittorie nella storia navale mondiale. Yi Sun-sin cadde in combattimento il 19 novembre 1598 (16 dicembre secondo il calendario solare) nella battaglia di Noryang, l'ultimo scontro delle Invasioni giapponesi della Corea. Per aver salvato la nazione in un momento di crisi esistenziale quando altri avevano fallito,<ref>{{cita web|url=https://www.rusi.org/podcasts/talking-strategy/episode-6-yi-sun-sin-koreas-greatest-commander|titolo=Episode 6: Yi Sun-sin, Korea's Greatest Commander|sito=RUSI, Talking Strategy (podcast)|accesso=13 settembre 2026|citazione=He came to his nation's rescue in extremis when others had failed}}</ref> Yi Sun-sin viene spesso paragonato all'ammiraglio britannico [[Horatio Nelson]].<ref>{{cita web|url=https://www.usni.org/magazines/proceedings/1944/june/yi-sun-sin-defeated-japan-sea|titolo=Yi Sun-sin Defeated Japan at Sea|rivista=U.S. Naval Institute Proceedings|numero=giugno 1944|accesso=13 settembre 2026|citazione=if any man is to be so regarded it is surely this great naval commander of Asiatic race who never knew defeat}}</ref> Secondo gli Annali della dinastia Joseon (''Seonjo Sillok''), alla notizia della sua morte gli abitanti della provincia di Honam furono avvolti dal lutto, e persino donne anziane e bambini piansero apertamente.<ref>{{cita web|url=https://sillok.history.go.kr/id/kna_13111027_005|titolo=선조실록 106권, 선조 31년 11월 27일 무신 5번째기사|sito=Sillok, Annali della dinastia Joseon|editore=National Institute of Korean History|accesso=13 settembre 2026|citazione=부음(訃音)이 전파되자 호남(湖南) 일도(一道)의 사람들이 모두 통곡하여 노파와 아이들까지도 슬피 울지 않는 자가 없었다}}</ref> Il suo diario autografo, redatto durante la guerra e noto come ''Nanjung ilgi'', è iscritto nel Registro della Memoria del Mondo dell'UNESCO;<ref>{{cita web|url=https://www.unesco.org/en/memory-world/nanjung-ilgi-war-diary-admiral-yi-sun-sin|titolo=Nanjung ilgi: War Diary of Admiral Yi Sun-sin|sito=UNESCO Memory of the World|accesso=13 settembre 2026}}</ref> detti come "Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà" sono tuttora ampiamente citati nella Corea del Sud del XXI secolo. == Nanjung ilgi == *1 gennaio. Sereno. All'alba sono venuti a trovarmi mio fratello minore Yeopil, mio nipote Bong e il mio figlio maggiore Hoe, e abbiamo parlato. Non riesco a contenere il rimpianto di aver trascorso, lontano da mia madre, un secondo Capodanno nel sud. Yi Gyeong-sin, ufficiale del comandante militare provinciale (Yi Gwang), è venuto a portarmi una lettera del comandante, doni per il Capodanno e vari oggetti — tra cui frecce lunghe e corte — destinati come tributo al re. :''(originale in coreano/hanja non riportato)'' ** Traduzione propria, da ''Nanjung ilgi'', voce del 1º gennaio. *** Fonte: Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 31, ISBN 9791197378270. *15 aprile. Sereno. Non sono andato al lavoro perché è l'anniversario della morte della regina Gonghye (consorte Han). [...] Al calar della sera è giunto un dispaccio dal comandante navale destro di Yeongnam (Won Gyun): «Oltre 90 navi giapponesi sono giunte e ancorate a Jeolyeongdo, di fronte a Busan». Contemporaneamente è arrivato un altro dispaccio dello stesso comandante: «Oltre 350 navi nemiche sono già giunte di fronte a Busanpo». ** Traduzione propria, da ''Nanjung ilgi'', voce del 15 aprile. *** Fonte: Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 45, ISBN 9791197378270. == Bibliografia == *Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), traduzione e cura di Noh Seung-seok (노승석), Yeohae (여해), 2025, ISBN 9791197378270. == Note == <references /> [[Categoria:Generali]] ckwgb1aw5ae1aevfyo7kmmulfv4xoia 1426363 1426362 2026-09-13T05:18:09Z Galaxy486 108216 1426363 wikitext text/x-wiki {{wikipedia}} [[File:Bust of Yi Sun-sin 01.jpg|miniatura|Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà]] '''[[w:Yi Sun-sin|Yi Sun-sin]]''' (李舜臣, 1545-1598) fu un generale e comandante navale del regno coreano di Joseon, l'odierna Corea del Sud. Visse alla fine del XVI secolo. In quel periodo, le [[w:Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598)|Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598)]], condotte dal signore della guerra giapponese Toyotomi Hideyoshi, furono un evento cruciale della storia dell'Asia orientale, che influenzò gli avvicendamenti di potere in Corea, Cina e Giappone. Durante questo conflitto, Yi Sun-sin guidò la marina coreana conquistando il controllo dei mari e interrompendo le linee di rifornimento delle forze giapponesi. Dopo che la flotta coreana fu annientata nella battaglia navale di Chilcheollyang, combattuta nel 1597 nei pressi dell'isola di Geoje, egli fu richiamato al comando supremo. Il 16 settembre dello stesso anno (26 ottobre secondo il calendario solare), ribaltò le sorti del conflitto ottenendo una schiacciante vittoria nella [[w:Battaglia di Myeongnyang|battaglia di Myeongnyang]]: con appena 13 navi sconfisse una flotta giapponese di oltre 133 vascelli.<ref>Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), a cura di Noh Seung-seok (노승석), Yeohae (여해), 2025, p. 357, ISBN 9791197378270: «이순신이 왜선 133척을 명량으로 유인하여 전선 13척으로 양도 부근...»</ref> Questa battaglia è considerata una delle più celebri vittorie nella storia navale mondiale. Yi Sun-sin cadde in combattimento il 19 novembre 1598 (16 dicembre secondo il calendario solare) nella battaglia di Noryang, l'ultimo scontro delle Invasioni giapponesi della Corea. Per aver salvato la nazione in un momento di crisi esistenziale quando altri avevano fallito,<ref>{{cita web|url=https://www.rusi.org/podcasts/talking-strategy/episode-6-yi-sun-sin-koreas-greatest-commander|titolo=Episode 6: Yi Sun-sin, Korea's Greatest Commander|sito=RUSI, Talking Strategy (podcast)|accesso=13 settembre 2026|citazione=He came to his nation's rescue in extremis when others had failed}}</ref> Yi Sun-sin viene spesso paragonato all'ammiraglio britannico [[Horatio Nelson]].<ref>{{cita web|url=https://www.usni.org/magazines/proceedings/1944/june/yi-sun-sin-defeated-japan-sea|titolo=Yi Sun-sin Defeated Japan at Sea|rivista=U.S. Naval Institute Proceedings|numero=giugno 1944|accesso=13 settembre 2026|citazione=if any man is to be so regarded it is surely this great naval commander of Asiatic race who never knew defeat}}</ref> Secondo gli Annali della dinastia Joseon (''Seonjo Sillok''), alla notizia della sua morte gli abitanti della provincia di Honam furono avvolti dal lutto, e persino donne anziane e bambini piansero apertamente.<ref>{{cita web|url=https://sillok.history.go.kr/id/kna_13111027_005|titolo=선조실록 106권, 선조 31년 11월 27일 무신 5번째기사|sito=Sillok, Annali della dinastia Joseon|editore=National Institute of Korean History|accesso=13 settembre 2026|citazione=부음(訃音)이 전파되자 호남(湖南) 일도(一道)의 사람들이 모두 통곡하여 노파와 아이들까지도 슬피 울지 않는 자가 없었다}}</ref> Il suo diario autografo, redatto durante la guerra e noto come ''Nanjung ilgi'', è iscritto nel Registro della Memoria del Mondo dell'UNESCO;<ref>{{cita web|url=https://www.unesco.org/en/memory-world/nanjung-ilgi-war-diary-admiral-yi-sun-sin|titolo=Nanjung ilgi: War Diary of Admiral Yi Sun-sin|sito=UNESCO Memory of the World|accesso=13 settembre 2026}}</ref> detti come "Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà" sono tuttora ampiamente citati nella Corea del Sud del XXI secolo. == ''Nanjung ilgi'' == *1 gennaio. Sereno. All'alba sono venuti a trovarmi mio fratello minore Yeopil, mio nipote Bong e il mio figlio maggiore Hoe, e abbiamo parlato. Non riesco a contenere il rimpianto di aver trascorso, lontano da mia madre, un secondo Capodanno nel sud. Yi Gyeong-sin, ufficiale del comandante militare provinciale (Yi Gwang), è venuto a portarmi una lettera del comandante, doni per il Capodanno e vari oggetti — tra cui frecce lunghe e corte — destinati come tributo al re. :''(originale in coreano/hanja non riportato)'' :* Traduzione propria, da ''Nanjung ilgi'', voce del 1º gennaio. :** Fonte: Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 31, ISBN 9791197378270. *15 aprile. Sereno. Non sono andato al lavoro perché è l'anniversario della morte della regina Gonghye (consorte Han). [...] Al calar della sera è giunto un dispaccio dal comandante navale destro di Yeongnam (Won Gyun): «Oltre 90 navi giapponesi sono giunte e ancorate a Jeolyeongdo, di fronte a Busan». Contemporaneamente è arrivato un altro dispaccio dello stesso comandante: «Oltre 350 navi nemiche sono già giunte di fronte a Busanpo». ** Traduzione propria, da ''Nanjung ilgi'', voce del 15 aprile. *** Fonte: Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 45, ISBN 9791197378270. == ''Opera completa del duca Yi, il Fedele e Valoroso'' == *«L'arte della guerra insegna che chi è deciso a morire vivrà, e chi è deciso a vivere morirà; dice anche che un solo uomo, se presidia uno stretto passaggio, può incutere timore a mille. Queste parole sembrano scritte apposta per noi, oggi. Che nessuno di voi, comandanti, nutra il desiderio di salvarsi la vita: chiunque disobbedisca anche minimamente ai miei ordini sarà punito all'istante secondo la legge militare.» (Traduzione propria) :''十五日癸卯。晴。數小舟師。不可背鳴梁爲陣。故移陣于右水營前洋。招集諸將約束曰。兵法云。必死則生。必生則死。又曰。一夫當逕。足懼千夫。今我之謂矣。爾各諸將。勿以生爲心。小有違令。卽當軍律。再三嚴約。是夜。神人夢告曰。如此則大捷。如此則取敗云。'' :* Yi Sun-sin, in ''Yi Chungmugong jeonseo'' (李忠武公全書, lett. "Opera completa del duca Yi, il Fedele e Valoroso"), raccolta compilata nel 1795 per ordine del re Jeongjo, voce del 15º giorno del 9º mese dell'anno Jeongyu (15 settembre 1597).<ref>{{cita web|url=https://db.itkc.or.kr/dir/item?itemId=MO#/dir/node?dataId=ITKC_MO_0232A_0110_010_0060|titolo=李忠武公全書 卷之八, 亂中日記四 (원문 원본 항목)|sito=한국고전종합DB (Database of Korean Classics)|editore=한국고전번역원 (Istituto Nazionale per la Traduzione dei Classici Coreani)|accesso=13 settembre 2026}}</ref> == Bibliografia == *Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), traduzione e cura di Noh Seung-seok (노승석), Yeohae (여해), 2025, ISBN 9791197378270. == Note == <references /> [[Categoria:Generali]] jukqjltdeduamg69bkvf3i0of1zg6in 1426364 1426363 2026-09-13T05:26:03Z Galaxy486 108216 /* Opera completa del duca Yi, il Fedele e Valoroso */ 1426364 wikitext text/x-wiki {{wikipedia}} [[File:Bust of Yi Sun-sin 01.jpg|miniatura|Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà]] '''[[w:Yi Sun-sin|Yi Sun-sin]]''' (李舜臣, 1545-1598) fu un generale e comandante navale del regno coreano di Joseon, l'odierna Corea del Sud. Visse alla fine del XVI secolo. In quel periodo, le [[w:Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598)|Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598)]], condotte dal signore della guerra giapponese Toyotomi Hideyoshi, furono un evento cruciale della storia dell'Asia orientale, che influenzò gli avvicendamenti di potere in Corea, Cina e Giappone. Durante questo conflitto, Yi Sun-sin guidò la marina coreana conquistando il controllo dei mari e interrompendo le linee di rifornimento delle forze giapponesi. Dopo che la flotta coreana fu annientata nella battaglia navale di Chilcheollyang, combattuta nel 1597 nei pressi dell'isola di Geoje, egli fu richiamato al comando supremo. Il 16 settembre dello stesso anno (26 ottobre secondo il calendario solare), ribaltò le sorti del conflitto ottenendo una schiacciante vittoria nella [[w:Battaglia di Myeongnyang|battaglia di Myeongnyang]]: con appena 13 navi sconfisse una flotta giapponese di oltre 133 vascelli.<ref>Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), a cura di Noh Seung-seok (노승석), Yeohae (여해), 2025, p. 357, ISBN 9791197378270: «이순신이 왜선 133척을 명량으로 유인하여 전선 13척으로 양도 부근...»</ref> Questa battaglia è considerata una delle più celebri vittorie nella storia navale mondiale. Yi Sun-sin cadde in combattimento il 19 novembre 1598 (16 dicembre secondo il calendario solare) nella battaglia di Noryang, l'ultimo scontro delle Invasioni giapponesi della Corea. Per aver salvato la nazione in un momento di crisi esistenziale quando altri avevano fallito,<ref>{{cita web|url=https://www.rusi.org/podcasts/talking-strategy/episode-6-yi-sun-sin-koreas-greatest-commander|titolo=Episode 6: Yi Sun-sin, Korea's Greatest Commander|sito=RUSI, Talking Strategy (podcast)|accesso=13 settembre 2026|citazione=He came to his nation's rescue in extremis when others had failed}}</ref> Yi Sun-sin viene spesso paragonato all'ammiraglio britannico [[Horatio Nelson]].<ref>{{cita web|url=https://www.usni.org/magazines/proceedings/1944/june/yi-sun-sin-defeated-japan-sea|titolo=Yi Sun-sin Defeated Japan at Sea|rivista=U.S. Naval Institute Proceedings|numero=giugno 1944|accesso=13 settembre 2026|citazione=if any man is to be so regarded it is surely this great naval commander of Asiatic race who never knew defeat}}</ref> Secondo gli Annali della dinastia Joseon (''Seonjo Sillok''), alla notizia della sua morte gli abitanti della provincia di Honam furono avvolti dal lutto, e persino donne anziane e bambini piansero apertamente.<ref>{{cita web|url=https://sillok.history.go.kr/id/kna_13111027_005|titolo=선조실록 106권, 선조 31년 11월 27일 무신 5번째기사|sito=Sillok, Annali della dinastia Joseon|editore=National Institute of Korean History|accesso=13 settembre 2026|citazione=부음(訃音)이 전파되자 호남(湖南) 일도(一道)의 사람들이 모두 통곡하여 노파와 아이들까지도 슬피 울지 않는 자가 없었다}}</ref> Il suo diario autografo, redatto durante la guerra e noto come ''Nanjung ilgi'', è iscritto nel Registro della Memoria del Mondo dell'UNESCO;<ref>{{cita web|url=https://www.unesco.org/en/memory-world/nanjung-ilgi-war-diary-admiral-yi-sun-sin|titolo=Nanjung ilgi: War Diary of Admiral Yi Sun-sin|sito=UNESCO Memory of the World|accesso=13 settembre 2026}}</ref> detti come "Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà" sono tuttora ampiamente citati nella Corea del Sud del XXI secolo. == ''Nanjung ilgi'' == *1 gennaio. Sereno. All'alba sono venuti a trovarmi mio fratello minore Yeopil, mio nipote Bong e il mio figlio maggiore Hoe, e abbiamo parlato. Non riesco a contenere il rimpianto di aver trascorso, lontano da mia madre, un secondo Capodanno nel sud. Yi Gyeong-sin, ufficiale del comandante militare provinciale (Yi Gwang), è venuto a portarmi una lettera del comandante, doni per il Capodanno e vari oggetti — tra cui frecce lunghe e corte — destinati come tributo al re. :''(originale in coreano/hanja non riportato)'' :* Traduzione propria, da ''Nanjung ilgi'', voce del 1º gennaio. :** Fonte: Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 31, ISBN 9791197378270. *15 aprile. Sereno. Non sono andato al lavoro perché è l'anniversario della morte della regina Gonghye (consorte Han). [...] Al calar della sera è giunto un dispaccio dal comandante navale destro di Yeongnam (Won Gyun): «Oltre 90 navi giapponesi sono giunte e ancorate a Jeolyeongdo, di fronte a Busan». Contemporaneamente è arrivato un altro dispaccio dello stesso comandante: «Oltre 350 navi nemiche sono già giunte di fronte a Busanpo». ** Traduzione propria, da ''Nanjung ilgi'', voce del 15 aprile. *** Fonte: Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 45, ISBN 9791197378270. == ''Opera completa del duca Yi, il Fedele e Valoroso'' == *«Dall'anno imjin (1592) fino ad oggi, nell'arco di cinque o sei anni, il nemico non ha mai osato spingersi direttamente nelle due province di Honam, perché la nostra marina ne presidiava le vie d'accesso. Ora il vostro servo dispone ancora di dodici navi da guerra. Se combatteremo fino all'estremo delle nostre forze, opponendo resistenza a costo della vita, l'impresa è ancora possibile. Se invece la marina venisse ora del tutto abolita, sarebbe proprio ciò che il nemico si augura: esso risalirebbe attraverso la parte occidentale di Honam fino al fiume Han, ed è proprio questo ciò che il vostro servo teme. Per quanto le navi da guerra siano poche, finché questo umile servo non sarà morto, il nemico non oserà disprezzarci.» (Traduzione propria) :''自壬辰至于五六年間。賊不敢直突於兩湖者。以舟師之扼其路也。今臣戰船尙有十二。出死力拒戰。則猶可爲也。今若全廢舟師。則是賊之所以爲幸。而由湖右達於漢水。此臣之所恐也。戰船雖寡。微臣不死。則賊不敢侮我矣。'' :* Yi Sun-sin, in ''Yi Chungmugong jeonseo'' (李忠武公全書), memoriale al re (狀啓) presentato nell'ottavo mese dell'anno Jeongyu (1597), prima della battaglia di Myeongnyang.<ref>{{cita web|url=https://db.itkc.or.kr/dir/item?itemId=MO#/dir/node?dataId=ITKC_MO_0232A_0120_010_0010|titolo=李忠武公全書 卷之九 (memoriale "尙有十二")|sito=한국고전종합DB (Database of Korean Classics)|editore=한국고전번역원 (Istituto Nazionale per la Traduzione dei Classici Coreani)|accesso=13 settembre 2026}}</ref> *«L'arte della guerra insegna che chi è deciso a morire vivrà, e chi è deciso a vivere morirà; dice anche che un solo uomo, se presidia uno stretto passaggio, può incutere timore a mille. Queste parole sembrano scritte apposta per noi, oggi. Che nessuno di voi, comandanti, nutra il desiderio di salvarsi la vita: chiunque disobbedisca anche minimamente ai miei ordini sarà punito all'istante secondo la legge militare.» (Traduzione propria) :''十五日癸卯。晴。數小舟師。不可背鳴梁爲陣。故移陣于右水營前洋。招集諸將約束曰。兵法云。必死則生。必生則死。又曰。一夫當逕。足懼千夫。今我之謂矣。爾各諸將。勿以生爲心。小有違令。卽當軍律。再三嚴約。是夜。神人夢告曰。如此則大捷。如此則取敗云。'' :* Yi Sun-sin, in ''Yi Chungmugong jeonseo'' (李忠武公全書, lett. "Opera completa del duca Yi, il Fedele e Valoroso"), raccolta compilata nel 1795 per ordine del re Jeongjo, voce del 15º giorno del 9º mese dell'anno Jeongyu (15 settembre 1597).<ref>{{cita web|url=https://db.itkc.or.kr/dir/item?itemId=MO#/dir/node?dataId=ITKC_MO_0232A_0110_010_0060|titolo=李忠武公全書 卷之八, 亂中日記四 (원문 원본 항목)|sito=한국고전종합DB (Database of Korean Classics)|editore=한국고전번역원 (Istituto Nazionale per la Traduzione dei Classici Coreani)|accesso=13 settembre 2026}}</ref> == Bibliografia == *Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), traduzione e cura di Noh Seung-seok (노승석), Yeohae (여해), 2025, ISBN 9791197378270. == Note == <references /> [[Categoria:Generali]] kzm8u0gyp83f96ibh5zcdf903d3w0h6 1426373 1426364 2026-09-13T08:01:54Z Galaxy486 108216 1426373 wikitext text/x-wiki {{wikipedia}} [[File:Bust of Yi Sun-sin 01.jpg|miniatura|Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà]] '''[[w:Yi Sun-sin|Yi Sun-sin]]''' (李舜臣, 1545-1598) fu un generale e comandante navale del regno coreano di Joseon, l'odierna Corea del Sud. Visse alla fine del XVI secolo. In quel periodo, le [[w:Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598)|Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598)]], condotte dal signore della guerra giapponese Toyotomi Hideyoshi, furono un evento cruciale della storia dell'Asia orientale, che influenzò gli avvicendamenti di potere in Corea, Cina e Giappone. Durante questo conflitto, Yi Sun-sin guidò la marina coreana conquistando il controllo dei mari e interrompendo le linee di rifornimento delle forze giapponesi. Dopo che la flotta coreana fu annientata nella battaglia navale di Chilcheollyang, combattuta nel 1597 nei pressi dell'isola di Geoje, egli fu richiamato al comando supremo. Il 16 settembre dello stesso anno (26 ottobre secondo il calendario solare), ribaltò le sorti del conflitto ottenendo una schiacciante vittoria nella [[w:Battaglia di Myeongnyang|battaglia di Myeongnyang]]: con appena 13 navi sconfisse una flotta giapponese di oltre 133 vascelli.<ref>Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), a cura di Noh Seung-seok (노승석), Yeohae (여해), 2025, p. 357, ISBN 9791197378270: «이순신이 왜선 133척을 명량으로 유인하여 전선 13척으로 양도 부근...»</ref> Questa battaglia è considerata una delle più celebri vittorie nella storia navale mondiale. Yi Sun-sin cadde in combattimento il 19 novembre 1598 (16 dicembre secondo il calendario solare) nella battaglia di Noryang, l'ultimo scontro delle Invasioni giapponesi della Corea. Per aver salvato la nazione in un momento di crisi esistenziale quando altri avevano fallito,<ref>{{cita web|url=https://www.rusi.org/podcasts/talking-strategy/episode-6-yi-sun-sin-koreas-greatest-commander|titolo=Episode 6: Yi Sun-sin, Korea's Greatest Commander|sito=RUSI, Talking Strategy (podcast)|accesso=13 settembre 2026|citazione=He came to his nation's rescue in extremis when others had failed}}</ref> Yi Sun-sin viene spesso paragonato all'ammiraglio britannico [[Horatio Nelson]].<ref>{{cita web|url=https://www.usni.org/magazines/proceedings/1944/june/yi-sun-sin-defeated-japan-sea|titolo=Yi Sun-sin Defeated Japan at Sea|rivista=U.S. Naval Institute Proceedings|numero=giugno 1944|accesso=13 settembre 2026|citazione=if any man is to be so regarded it is surely this great naval commander of Asiatic race who never knew defeat}}</ref> Secondo gli Annali della dinastia Joseon (''Seonjo Sillok''), alla notizia della sua morte gli abitanti della provincia di Honam furono avvolti dal lutto, e persino donne anziane e bambini piansero apertamente.<ref>{{cita web|url=https://sillok.history.go.kr/id/kna_13111027_005|titolo=선조실록 106권, 선조 31년 11월 27일 무신 5번째기사|sito=Sillok, Annali della dinastia Joseon|editore=National Institute of Korean History|accesso=13 settembre 2026|citazione=부음(訃音)이 전파되자 호남(湖南) 일도(一道)의 사람들이 모두 통곡하여 노파와 아이들까지도 슬피 울지 않는 자가 없었다}}</ref> Il suo diario autografo, redatto durante la guerra e noto come ''Nanjung ilgi'', è iscritto nel Registro della Memoria del Mondo dell'UNESCO;<ref>{{cita web|url=https://www.unesco.org/en/memory-world/nanjung-ilgi-war-diary-admiral-yi-sun-sin|titolo=Nanjung ilgi: War Diary of Admiral Yi Sun-sin|sito=UNESCO Memory of the World|accesso=13 settembre 2026}}</ref> detti come "Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà" sono tuttora ampiamente citati nella Corea del Sud del XXI secolo. == ''Nanjung ilgi'' == *1 gennaio. Sereno. All'alba sono venuti a trovarmi mio fratello minore Yeopil, mio nipote Bong e il mio figlio maggiore Hoe, e abbiamo parlato. Non riesco a contenere il rimpianto di aver trascorso, lontano da mia madre, un secondo Capodanno nel sud. Yi Gyeong-sin, ufficiale del comandante militare provinciale (Yi Gwang), è venuto a portarmi una lettera del comandante, doni per il Capodanno e vari oggetti — tra cui frecce lunghe e corte — destinati come tributo al re. :''(originale in coreano/hanja non riportato)'' :* Traduzione propria, da ''Nanjung ilgi'', voce del 1º gennaio. :** Fonte: Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 31, ISBN 9791197378270. *15 aprile. Sereno. Non sono andato al lavoro perché è l'anniversario della morte della regina Gonghye (consorte Han). [...] Al calar della sera è giunto un dispaccio dal comandante navale destro di Yeongnam (Won Gyun): «Oltre 90 navi giapponesi sono giunte e ancorate a Jeolyeongdo, di fronte a Busan». Contemporaneamente è arrivato un altro dispaccio dello stesso comandante: «Oltre 350 navi nemiche sono già giunte di fronte a Busanpo». ** Traduzione propria, da ''Nanjung ilgi'', voce del 15 aprile. *** Fonte: Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 45, ISBN 9791197378270. == ''Opera completa del duca Yi, il Fedele e Valoroso'' == *«Dall'anno imjin (1592) fino ad oggi, nell'arco di cinque o sei anni, il nemico non ha mai osato spingersi direttamente nelle due province di Honam, perché la nostra marina ne presidiava le vie d'accesso. Ora il vostro servo dispone ancora di dodici navi da guerra. Se combatteremo fino all'estremo delle nostre forze, opponendo resistenza a costo della vita, l'impresa è ancora possibile. Se invece la marina venisse ora del tutto abolita, sarebbe proprio ciò che il nemico si augura: esso risalirebbe attraverso la parte occidentale di Honam fino al fiume Han, ed è proprio questo ciò che il vostro servo teme. Per quanto le navi da guerra siano poche, finché questo umile servo non sarà morto, il nemico non oserà disprezzarci.» (Traduzione propria) :''自壬辰至于五六年間。賊不敢直突於兩湖者。以舟師之扼其路也。今臣戰船尙有十二。出死力拒戰。則猶可爲也。今若全廢舟師。則是賊之所以爲幸。而由湖右達於漢水。此臣之所恐也。戰船雖寡。微臣不死。則賊不敢侮我矣。'' :* Yi Sun-sin, in ''Yi Chungmugong jeonseo'' (李忠武公全書), memoriale al re (狀啓) presentato nell'ottavo mese dell'anno Jeongyu (1597), prima della battaglia di Myeongnyang.<ref>{{cita web|url=https://db.itkc.or.kr/dir/item?itemId=MO#/dir/node?dataId=ITKC_MO_0232A_0120_010_0010|titolo=李忠武公全書 卷之九 (memoriale "尙有十二")|sito=한국고전종합DB (Database of Korean Classics)|editore=한국고전번역원 (Istituto Nazionale per la Traduzione dei Classici Coreani)|accesso=13 settembre 2026}}</ref> *«L'arte della guerra insegna che chi è deciso a morire vivrà, e chi è deciso a vivere morirà; dice anche che un solo uomo, se presidia uno stretto passaggio, può incutere timore a mille. Queste parole sembrano scritte apposta per noi, oggi. Che nessuno di voi, comandanti, nutra il desiderio di salvarsi la vita: chiunque disobbedisca anche minimamente ai miei ordini sarà punito all'istante secondo la legge militare.» (Traduzione propria) :''十五日癸卯。晴。數小舟師。不可背鳴梁爲陣。故移陣于右水營前洋。招集諸將約束曰。兵法云。必死則生。必生則死。又曰。一夫當逕。足懼千夫。今我之謂矣。爾各諸將。勿以生爲心。小有違令。卽當軍律。再三嚴約。是夜。神人夢告曰。如此則大捷。如此則取敗云。'' :* Yi Sun-sin, in ''Yi Chungmugong jeonseo'' (李忠武公全書, lett. "Opera completa del duca Yi, il Fedele e Valoroso"), raccolta compilata nel 1795 per ordine del re Jeongjo, voce del 15º giorno del 9º mese dell'anno Jeongyu (15 settembre 1597).<ref>{{cita web|url=https://db.itkc.or.kr/dir/item?itemId=MO#/dir/node?dataId=ITKC_MO_0232A_0110_010_0060|titolo=李忠武公全書 卷之八, 亂中日記四 (원문 원본 항목)|sito=한국고전종합DB (Database of Korean Classics)|editore=한국고전번역원 (Istituto Nazionale per la Traduzione dei Classici Coreani)|accesso=13 settembre 2026}}</ref> == Bibliografia == *Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), traduzione e cura di Noh Seung-seok (노승석), Yeohae (여해), 2025, ISBN 9791197378270. == Note == <references /> [[Categoria:Generali]] [[Categoria:Ammiragli]] ihuzg75jtu9ncpew1yzujdi65wgajfq Discussioni utente:Toniviglia 3 226784 1426365 2026-09-13T06:13:44Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1426365 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:13, 13 set 2026 (CEST)}} 4iorr7rbwjxjq96z5nsw6r79hr3yat7 Discussioni utente:Zovskj 3 226785 1426366 2026-09-13T06:49:57Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1426366 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:49, 13 set 2026 (CEST)}} qonc7yg6qtaswaw59477vo0dycstf1g 1426376 1426366 2026-09-13T08:37:35Z ~2026-49517-49 108375 /* */ Risposta 1426376 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:49, 13 set 2026 (CEST)}} :Grazie del benvenuto! [[Speciale:Contributi/~2026-49517-49|~2026-49517-49]] ([[Discussioni utente:~2026-49517-49|discussione]]) 10:37, 13 set 2026 (CEST) ot7dkgxcnr49g4znxmq04g67yl0c47a