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Giambattista Vico
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2026-09-15T13:06:18Z
Gaux
18878
/* Citazioni su Giambattista Vico */ Adriano Tilgher
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[[Immagine:Giovan Battista Vico.jpg|thumb|Giambattista Vico]]
'''Giambattista Vico''' (1668 – 1744), filosofo, storico e giurista italiano.
==Citazioni di Giambattista Vico==
*{{NDR|[[Napoli]]}} [...] grande, luminosa e gentil Città dell'Italia.<ref>Dall'Orazione in morte di Angiola Cimini, in ''Lettera ed altri pezzi inediti del Ch. Gio. Battista Vico'', da' torchi di Vincenzo Giovanitti, Napoli, 1818, [https://books.google.it/books?id=brLBCfPXuIQC&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA71#v=onepage&q&f=false p. 71].</ref>
*La provvidenza ordinò che nel censo vi fosse la regola degli onori; e così gli industriosi non gl'infingardi, i parchi non i prodighi, i prodighi non gli scioperati e in una parola i ricchi con qualche virtù, non i poveri con molti e sfacciati vizi, fossero estimati gli ottimi del Governo.<ref>Citato da Giuseppe Toscanelli nella [https://storia.camera.it/regno/lavori/leg16/sed311.pdf 2<sup>a</sup> Tornata del 13 luglio 1888] della Camera dei Deputati (Regno d'Italia).</ref>
*[...] sembravano [[Avversità|traversie]] ed eran in fatti [[opportunità]] [...].<ref>Dall'epigrafe dedicatoria premessa all'edizione del 1730 di ''Principj di scienza nuova''; in ''Principj Di Scienza Nuova'', Dalla Società Tipog. De' Classici Italiani, 1836, [https://books.google.it/books?id=osxcAAAAcAAJ&pg=PA7 p. 7].</ref>
==''Principj di scienza nuova''==
===[[Incipit]]===
Quale Cebete tebano fece delle morali, tale noi qui diamo a vedere una ''Tavola delle cose civili'', la quale serva al leggitore per concepire l'idea di quest'opera avanti di leggerla, e per ridurla più facilmente a memoria, con tal aiuto che gli somministri la fantasia, dopo di averla letta.<br />
La donna con le tempie alate che sovrasta al globo mondano, o sia al mondo della natura, è la metafisica, ché tanto suona il suo nome. Il triangolo luminoso con ivi dentro un occhio veggente egli è Iddio con l'aspetto della sua provvedenza, per lo qual aspetto la metafisica in atto di estatica il contempla sopra l'ordine delle cose naturali, per lo quale finora l'hanno contemplato i filosofi; perch'ella, in quest'opera, più in suso innalzandosi, contempla in Dio il mondo delle menti umane, ch'è 'l mondo metafisico, per dimostrarne la provvedenza nel mondo degli animi umani, ch'è 'l mondo civile, o sia il mondo delle nazioni; il quale, come da suoi elementi, è formato da tutte quelle cose le quali la dipintura qui rappresenta co' geroglifici che spone in mostra al di sotto.
===Citazioni===
*{{NDR|Il}} tempo più luminoso di Grecia [...] fu quello della [[Guerra del Peloponneso|guerra peloponnesiaca]]. (libro I, I, 39; p. 34)
*La [[filosofia]], per giovar al gener umano, dee sollevar e reggere l'uomo caduto e debole, non convellergli la natura né abbandonarlo nella sua corrozione. (libro I, II, 5; p. 39)
*La filosofia considera l'uomo quale dev'essere, e sì non può fruttare ch'a pochissimi, che vogliono vivere nella repubblica di Platone, non rovesciarsi nella feccia di Romolo. (libro I, II, 6; p. 39)
*Le cose fuori del loro stato [[natura]]le né vi si adagiano né vi durano. (libro I, II, 8; p. 39)
*La filosofia contempla la ragione, onde viene la scienza del vero; la [[filologia]] osserva l'autorità dell'umano arbitrio, onde viene la coscienza del certo. (libro I, II, 10; p. 40)
*Il [[buonsenso|senso comune]] è un giudizio senz'alcuna riflessione, comunemente sentito da tutto un ordine, da tutto un popolo, da tutta una nazione, o da tutto il gener umano. (libro I, II, 12; p. 40)
*È necessario che vi sia nella natura delle cose umane una lingua mentale comune a tutte le nazioni, la quale uniformemente intenda la sostanza delle cose agibili nell'umana vita socievole, e la spieghi con tante diverse modificazioni per quanti diversi aspetti possan aver esse cose; siccome lo sperimentiamo vero ne' [[proverbio|proverbi]], che sono massime di sapienza volgare, l'istesse in sostanza intese da tutte le nazioni antiche e moderne, quante elleno sono, per tanti diversi aspetti significate. (libro I, II, 22; p. 42)
*La [[meraviglia|maraviglia]] è figliuola dell'ignoranza; e quanto l'effetto ammirato è più grande, tanto più a proporzione cresce la maraviglia. (libro I, II, 35; p. 45)
*La [[fantasia]] tanto è più robusta quanto è più debole il [[raziocinio]]. (libro I, II, 36; p. 45)
*Il più sublime lavoro della [[poesia]] è alle cose insensate dare senso e passione, ed è proprietà de' fanciulli di prender cose inanimate tra mani e, trastullandosi, favellarvi come se fussero, quelle, persone vive. Questa degnità filologico-filosofica ne appruova che gli uomini del mondo fanciullo, per natura, furono sublimi poeti. (libro I, II, 37; p. 45)
*La [[curiosità]], propietà connaturale dell'uomo, figliuola dell'ignoranza, che partorisce la scienza, all'aprire che fa della nostra mente la maraviglia, porta questo costume: ch'ove osserva straordinario effetto in natura, come cometa, parelio o stella di mezzodì, subito domanda che tal cosa voglia dire o significare. (libro I, II, 39; p. 45)
*Le [[strega|streghe]], nel tempo stesso che sono ricolme di spaventose superstizioni, sono sommamente fiere ed immani; talché, se bisogna per solennizzare le loro stregonerie, esse uccidono spietatamente e fanno in brani amabilissimi innocenti bambini. (libro I, II, 40; p. 45)
*La fantasia [...] altro non è, che memoria o dilatata, o composta. (libro I, II, 50; p. 48)
*Gli uomini sfogano le grandi passioni dando nel [[canto]], come si sperimenta ne' sommamente addolorati e allegri. (libro I, II, 59; p. 49)
*La [[mente]] umana è inchinata naturalmente co' sensi a vedersi fuori nel corpo, e con molta difficultà per mezzo della riflessione ad intendere se medesima. (libro I, II, 63; p. 50)
*L'[[ordine]] delle [[Idea|idee]] dee procedere secondo l'ordine delle cose. (libro I, II, 64; p. 50)
*Gli [[uomo|uomini]] prima sentono il necessario, dipoi badano all'utile, appresso avvertiscono il comodo, più innanzi si dilettano del piacere, quindi si dissolvono nel lusso, e finalmente impazzano in istrappazzar le sostanze. (libro I, II, 66; p. 50)
*La natura de' [[Popolo|popoli]] prima è cruda; dipoi severa, quindi benigna, appresso dilicata, finalmente dissoluta. (libro I, II, 67; p. 50)
*I [[Governo|governi]] debbon esser conformi alla natura degli uomini governati. (libro I, II, 69; p. 51)
*L'[[onore]] è 'l più nobile stimolo del valor militare. (libro I, II, 89; p. 54)
*I deboli vogliono le [[legge|leggi]]; i potenti le ricusano; gli ambiziosi, per farsi séguito, le promuovono; i principi, per uguagliar i potenti co' deboli, le proteggono. (libro I, II, 92; p. 54)
*Osserviamo tutte le nazioni così barbare come umane, quantunque, per immensi spazi di luoghi e tempi tra loro lontane, divisamente fondate, custodire questi tre umani costumi: che tutte hanno qualche religione, tutte contraggono matrimoni solenni, tutte seppelliscono i loro morti. (libro I, III; p. 61)
*L'[[ironia]] certamente non poté cominciare che da' tempi della riflessione, perch'ella è formata dal falso in forza d'una riflessione che prende maschera di verità. (libro II, II, 2, IV; p. 80)
*[...] il [[sillogismo]] [...] è un metodo che più tosto spiega gli universali ne' loro particolari che unisce particolari per raccogliere universali [...]. (libro II, II, 7, VI; p. 101)
==''Vita di Giovambattista Vico scritta da se medesimo''==
===[[Incipit]]===
Il signor Giambattista Vico egli è nato in Napoli l'anno 1670 da onesti parenti, i quali lasciarono assai buona fama di sé. Il padre fu di umore allegro, la madre di tempra assai malinconica; e così entrambi concorsero alla naturalezza di questo lor figliuolo. Imperciocché, fanciullo, egli fu spiritosissimo e impaziente di riposo; ma in età di sette anni, essendo col capo in giù piombato da alto fuori d'una scala nel piano, onde rimase ben cinque ore senza moto e privo di senso, e fiaccatagli la parte destra del cranio senza rompersi la cotenna, quindi dalla frattura cagionatogli uno sformato tumore, per gli cui molti e profondi tagli il fanciullo si dissanguò; talché il cerusico, osservato rotto il cranio e considerando il lungo sfinimento, ne fe' tal presagio: che egli o ne morrebbe o arebbe sopravvivuto stolido. Però il giudizio in niuna delle due parti, la Dio mercé, si avverò; ma dal guarito malore provenne che indi in poi e' crescesse di una natura malinconica ed acre, qual dee essere degli uomini ingegnosi e profondi, che per l'ingegno balenino in acutezze, per la riflessione non si dilettino dell'arguzie e del falso.
===Citazioni===
*Or, nel rincontrare particolarmente i luoghi della civile, egli sentiva un sommo piacere in due cose: una in riflettere nelle somme delle leggi dagli acuti interpetri astratti in massime generali di giusto i particolari motivi dell'equità ch'avevano i giureconsulti e gl'imperadori avvertiti per la giustizia delle cause: la qual cosa l'affezionò agl'interpetri antichi, che poi avvertì e giudicò essere i filosofi dell'equità naturale; l'altra in osservare con quanta diligenza i giureconsulti medesimi esaminammo le parole delle leggi, de' decreti del senato e degli editti de' pretori, che interpetrano: la qual cosa il conciliò agl'interpetri eruditi, che poi avvertì ed estimò essere puri storici del diritto civile romano. (p. 5)
*Andava egli frattanto a perdere la dilicata complessione in mal d'eticìa, ed eran a lui in troppe angustie ridotte le famigliari fortune, ed aveva un ardente desiderio di ozio per seguitare i suoi studi, e l'animo abborriva grandemente dallo strepito del fòro, quando portò la buona occasione che, dentro una libreria, monsignor Geronimo Rocca vescovo d'Ischia, giureconsulto chiarissimo, come le sue opere il dimostrano, ebbe con essolui un ragionamento d'intorno al buon metodo d'insegnare la giurisprudenza. (pp. 5-6)
*Però, osservando il Vico così da [[Aristotele|Aristotile]] come da [[Platone]] usarsi assai sovente pruove mattematiche per dimostrare le cose che ragionano essi in filosofia, egli in ciò si vide difettoso a poter bene intendergli; onde volle applicarsi alla geometria e inoltrarsi fino alla quinta proposizione di [[Euclide]]. E, riflettendo che in quella dimostrazione si conteneva insomma una congruenza di triangoli esaminata partitamente per ciascun lato ed angolo di triangolo, che si dimostra con egual distesa combaciarsi con ciascun lato ed angolo dell'altro, pruovava in se stesso cosa più facile l'intendere quelle minute verità tutte insieme, come in un genere metafisico, di quelle particolari quantità geometriche. E a suo costo sperimentò che alle menti già dalla [[metafisica]] fatte universali non riesce agevole quello studio propio degli ingegni minuti, e lasciò di seguitarlo, siccome quello che poneva in ceppi ed angustie la sua mente già avezza col molto studio di metafisica a spaziarsi nell'infinito de' generi; e con la spessa lezione di oratori, di storici e di poeti dilettava l'ingegno di osservare tra lontanissime cose nodi che in qualche ragion comune le stringessero insieme, che sono i bei nastri dell'eloquenza che fanno dilettevoli l'acutezze. (p. 7)
*A capo di altro poco tempo seppe egli ch'era salita in pregio la fisica sperimentale, per cui si gridava da per tutto [[Robert Boyle|Roberto Boyle]]; la quale quanto egli giudicava esser profittevole per la medicina e per la spargirica, tanto esso la volle da sé lontana, tra perché nulla conferiva alla filosofia dell'uomo, e perché si doveva spiegare con maniere barbare, ed egli principalmente attendeva allo studio delle leggi romane[...]. Verso il fine della sua solitudine, che ben nove anni durò, ebbe notizia aver oscurato la fama di tutte le passate la fisica di [[Cartesio|Renato Delle Carte]], talché s'infiammò di averne contezza; quando per un grazioso inganno egli ne aveva avute di già le notizie, perché esso dalla libreria di suo padre tra gli altri libri ne portò via seco la Filosofia naturale di [[Errico Regio]], sotto la cui maschera il Cartesio l'aveva incominciata a pubblicare in Utrecht. E dopo il [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]] avendo preso il Regio a studiare, filosofo di profession medico, che mostrava non aver altra erudizione che di mattematica, il credette uomo non meno ignaro di metafisica di quello ch'era stato Epicuro, che di mattematica non volle già mai sapere. (p. 9)
*[...] [[Gregorio Caloprese|Gregorio Calopreso]], gran filosofo [[Cartesio|renatista]] [...]. (p. 10)
*Quindi è che la fortuna si dice esser amica de' giovani, perché eleggono la lor sorta della vita sopra quelle arti o professioni che fioriscono nella loro gioventù; ma, il mondo di sua natura d'anni in anni cangiando gusti, si ritruovan poi, vecchi, valorosi di quel sapere che non più piace e 'n conseguenza non frutta più. Imperciocché ad un tratto si fa un gran rivolgimento di cose letterarie in [[Napoli]], che, quando si credevano dovervisi per lunga età ristabilire tutte le lettere migliori del Cinquecento, con la dipartenza del duca viceré vi surse un altro ordine di cose da mandarle tutte in brievissimo tempo in rovina contro ogni aspettazione; che que' valenti letterati, i quali due o tre anni avanti dicevano che le metafisiche dovevano star chiuse ne' chiostri, presero essi a tutta voga a coltivarle, non già sopra i [[Platone|Platoni]] e i [[Plotino|Plotini]] coi [[Marsilio Ficino|Marsili]], onde nel Cinquecento fruttarono tanti gran letterati, ma sopra le ''Meditazioni'' di Renato Delle Carte, delle quali è séguito il suo libro ''Del metodo'', in cui egli disappruova gli studi delle lingue, degli oratori, degli storici e de' poeti, e ponendo sù solamente la sua metafisica, fisica e mattematica, riduce la letteratura al sapere degli arabi, i quali in tutte e tre queste parti n'ebbero dottissimi, come gli [[Averroè|Averroi]] in metafisica e tanti famosi astronomi e medici che ne hanno nell'una e nell'altra scienza lasciate anche le voci necessarie a spiegarvisi. Quindi ai quantunque dotti e grandi ingegni, perché si eran prima tutti e lungo tempo occupati in fisiche corpuscolari, in esperienze ed in macchine, dovettero le ''Meditazioni'' di Renato sembrar astrusissime, perché potessero ritrar da' sensi le menti per meditarvi; onde l'elogio di gran filosofo era: «Costui intende le ''Meditazioni'' di Renato». (p. 13)
*Fino a questi tempi il Vico ammirava due soli sopra tutti gli altri dotti, che furono Platone e [[Tacito]]; perché con una mente metafisica incomparabile Tacito contempla l'uomo qual è, Platone qual dee essere; e come Platone con quella scienza universale si diffonde in tutte le parti dell'onestà che compiono l'uom sapiente d'idea, così Tacito discende a tutti i consigli dell'utilità, perché tra gl'infiniti irregolari eventi della malizia e della fortuna si conduca a bene l'uom sapiente di pratica. E l'ammirazione con tal aspetto di questi due grandi auttori era nel Vico un abbozzo di quel disegno sul quale egli poi lavorò una ''storia ideale eterna'' sulla quale corrèsse la storia universale di tutti i tempi. (p. 13)
*Quando finalmente venne a lui in notizia [[Francesco Bacone]] signor di Verulamio, uomo ugualmente d'incomparabile sapienza e volgare e riposta, siccome quello che fu insieme insieme un uomo universale in dottrina ed in pratica, come raro filosofo e gran ministro di stato dell'Inghilterra. (p. 13)
==[[Incipit]] di ''De antiquissima Italorum sapientia''==
In latino ''verum'' e ''factum'' sono termini reciproci, cioè, per dirla alla maniera delle scuole, si convertono; e in quella lingua ''intelligere'' equivale a "leggere perfettamente", "conoscere apertamente". Si diceva invece ''cogitare'' nel senso in cui noi adesso diciamo "pensare" e "andar raccogliendo". Inoltre in latino ''ratio'' stava a significare da una parte il calcolo aritmetico, dall'altra quella specifica caratteristica che distingue l'uomo dai bruti e lo rende a questi superiore: infatti, nella lingua corrente i Latini definivano l'uomo quale essere animato "partecipe della ragione", non padrone di essa. D'altra parte, come le parole sono simboli e caratteri delle idee, allo stesso modo le idee lo sono delle cose. Perciò, nello stesso modo, come ''legere'' si usa per chi raccoglie gli elementi della scrittura con i quali si compongono le singole parole, ''intelligere'' viene usato per chi raccoglie tutti gli elementi di una cosa con i quali se ne esprime l'idea perfettissima. Da qui si può congetturare che gli antichi sapienti italici fossero d'accordo, circa la questione della verità, su queste massime: che il vero coincide con il fatto, che di conseguenza in Dio è il primo vero perché Dio è il primo facitore, che è infinito perché è facitore di tutte le cose, che è esattissimo perché rappresenta a se stesso gli elementi estrinseci e intrinseci delle cose che pure contiene.
==Citazioni su Giambattista Vico==
*A [[Napoli]] va debitrice l'[[Italia]] della restaurazione della moderna [[filosofia]] razionale, che da quel regno si propagò per tutta la penisola. Il [[Bernardino Telesio|Telesio]], il [[Giordano Bruno|Bruno]] ed il [[Tommaso Campanella|Campanella]] aveano cominciato a scuotere il gioco aristotelico; il Vico ed il [[Antonio Genovesi|Genovesi]] lo levarono dal collo degli Italiani e lo infransero. ([[Giuseppe Maffei]])
*Anche nell'archivio di [[Benedetto Croce]] è stata trovata una lettera di raccomandazione per Giambattista Vico. ([[Francesco De Lorenzo]])
*Come mai, nella Napoli spagnolesca della prima metà del Settecento, popolata di predicatori magniloquenti e di avvocati ciceronianeggianti, dediti al culto della frase rotonda e del concettino arguto, sia potuto sbocciare nella testa di un [[Pedagogia|pedagogo]] imbottito di rettorica, di giurisprudenza e di storia antica, poco esperto del mondo moderno, rispettoso, anche troppo, dei potenti del tempo, il sogno della barbarie generosa, madre di poesia, fondatrice del Diritto e dello Stato, è uno dei più curiosi misteri della storia. È il mistero di Giovan Battista Vico. È in lui che, per la prima volta nel mondo moderno, affiora il sogno visionario e nostalgico della [[Barbaro|barbarie]], ricca di fantasia e povera d'intelletto, tutta senso e niente idee, tutta passioni e niente riflessione, e appunto perciò madre di [[poesia]]. ([[Adriano Tilgher]])
*Finalmente Vico scopre la nuova scienza; anticipa il problema del conoscere, esigendo una nuova metafisica che proceda sulle umane idee; pone il vero concetto della parola e del mito, e così fonda la filologia; intuisce l'idea dello spirito, e così crea la filosofia della storia. Vico è il vero precursore di tutta l'Alemagna. Ho detto il precursore, e avrei dovuto dire di più, giacché Vico aspetta ancora chi lo scopra davvero. ([[Bertrando Spaventa]])
*In ogni caso la scienza sociale unitaria che Marx cercò di sviluppare e di cui mise le fondamenta epistemologiche (da non confondere ovviamente con il fondamento filosofico) fu quella "nuova scienza" preconizzata a suo tempo più di un secolo prima da Giambattista Vico. ([[Costanzo Preve]])
*L'opera del Vico è una narrazione mitologica e poetica, informata alla fantasia divinamente fanciullesca ch'egli ebbe, in un rapimento che assomiglia l'heroico furore bruniano. Mentre egli ricerca religiosamente il vero, e col rito più grave, la fantasia gli traduce in forme viventi d'uomini e di terre quelle nude concezioni. I tempi e gli spazi della storia si fan suono e lume: e quel che di corporeo porta in noi ogni più assottigliata idea, ai confini ultimi in cui la mente chiude tutti i sensi e fino i sogni della memoria per pensare il puro essere e il puro nulla, e sempre trova un'immagine e un segno, ombra di vuoto, numero matematico, il Vico sentì in grado sovrumano. La verità gli si traduce in una metafora, che, talvolta, amata per se medesima, gli farà quasi dimenticare l'idea donde nacque. ([[Francesco Flora]])
*La vera Unità, il vero [[Uno (filosofia)|Uno]], l'Unico è sviluppo; sviluppo di se stesso: da se stesso, per se stesso, a se stesso: cioè veramente e totalmente Se stesso. Questo è il nuovo concetto, che, più o meno espressamente, consapevolmente e inconsapevolmente, è l'anima di tutta la Scienza nuova: è il gran valore di Vico. ([[Bertrando Spaventa]])
*Vico a causa delle sue umili origini e poiché aveva fama d'essere un pazzoide, aveva fallito la propria carriera accademica; ma, ostacolato nei suoi progressi e costretto a fare affidamento soltanto sulle proprie risorse, sviluppò ulteriormente le proprie idee impopolari. ([[Edmund Wilson]])
*Vico aveva letto [[Francesco Bacone]], e si era convinto della possibilità di applicare allo studio della storia umana metodi analoghi a quelli proposti dallo stesso Bacone per lo studio del mondo naturale. ([[Edmund Wilson]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giambattista Vico, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}fhn6C4ZZTNEC De antiquissima Italorum sapientia]'', a cura di Manuela Sanna, Edizioni storia e letteratura, Roma, 2005. ISBN 8884981824
*Giambattista Vico, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/v/vico/principj_di_scienza_nuova_etc/pdf/princi_p.pdf Principj di scienza nuova {{small|d'intorno alla comune natura delle nazioni, in questa terza impressione. Dal medesimo Autore in un gran numero di luoghi. Corretta, Schiarita, e notabilmente Accresciuta}}]''; in ''Opere'', a cura di Paolo Rossi, Classici Rizzoli, Milano, 1959.
*Giambattista Vico, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/v/vico/autobiografia/pdf/autobi_p.pdf Vita di Giovambattista Vico scritta da se medesimo]''; in ''Opere'', a cura di Paolo Rossi, Classici Rizzoli, Milano, 1959.
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Vico, Giambattista}}
[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Giuristi italiani]]
[[Categoria:Memorialisti italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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Primo Levi
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[[File:PrimoLevi.gif|thumb|Primo Levi]]
'''Primo Levi''' (1919 – 1987), scrittore, partigiano e chimico italiano.
==Citazioni di Primo Levi==
*Al [[fascismo]] di oggi manca soltanto il potere per ridiventare quello che era, e cioè la consacrazione del privilegio e della disuguaglianza.<ref name="intervistalevi">Intervista a Primo Levi, da Teche Rai, trasmesso da Rai Premium il 31 luglio 2018, [http://www.teche.rai.it/2018/07/30-anni-senza-primo-levi/ Intervista a Primo Levi]</ref>
*Devo dire che l'esperienza di [[Auschwitz]] è stata tale per me da spazzare qualsiasi resto di educazione religiosa che pure ho avuto. [...] C'è Auschwitz, quindi non può [[Problema dell'esistenza di Dio|esserci Dio]]. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo.<ref>Queste due ultime frasi furono aggiunte a matita sul dattiloscritto dell'intervista con Camon da Primo Levi stesso.</ref><ref>Da [[Ferdinando Camon]], ''Conversazione con Primo Levi'', Guanda</ref>
*Guai se tutte le [[Palindromo|frasi reversibili]] fossero vere, fossero sentenze d'oracolo... eppure quando le leggi a rovescio, e il conto torna, c'è qualcosa in loro di magico e rivelatorio: lo sapevano anche i latini, e le scrivevano sulle meridiane.<ref>Citato in Stefano Bartezzaghi, ''[http://www.repubblica.it/online/lessico_e_nuvole/palindro/palindro/palindro.html I migliori palindromi della nostra vita]'', ''Repubblica.it'', 17 marzo 2001</ref>
*Io sono convinto che [[Israele]] va difeso, credo nella dolorosa necessità di un esercito efficiente. Ma sono convinto che anche al governo israeliano faccia bene confrontarsi con un nostro appoggio sempre condizionato.<ref>Dall'intervista di [[Gad Lerner]], ''Se questo è uno Stato'', ''L'Espresso'', 30 settembre 1984.</ref>
*[[Franz Kafka|Kafka]] comprende il mondo (il suo, e anche meglio il nostro d'oggi) con una chiaroveggenza che stupisce, e che ferisce come una luce troppo intensa.<ref>Da ''Tradurre Kafka'', in ''Racconti e saggi''</ref>
*{{NDR|riferito alla stesura di ''Se questo è un uomo'' e alla narrazione sull'esperienza nei lager}} Ho scritto nel modo che mi pareva più naturale e scegliendo deliberatamente un linguaggio che non fosse troppo sonoro. Mi pareva che i fatti che dovevo raccontare contenessero in sé una forza sufficiente per sopportare uno stile medio. In modo che lo stile della scrittura, il suono delle parole, non sopraffacesse mai il contenuto. Era una scelta dovuta anche alla sperimentazione che avevo fatto raccontando. Avevo visto che era meglio lasciare che le cose raccontassero sé stesse. Mi pareva che fosse del tutto superfluo, anzi negativo, nocivo, fare della retorica. Non c'era bisogno di sottolineare l'orrore. L'orrore c'era. C'era nelle cose che raccontavo. Non occorreva scrivere "questo è orribile".<ref name=ilmestiere>Intervista a Primo Levi, in ''[https://www.raiplay.it/video/2017/03/Primo-Levi-Il-mestiere-di-raccontare-Se-questo-e-un-uomo-ep-1-eee724cf-82f1-494e-9b9a-87f0d55cdf10.html Primo Levi: Il mestiere di raccontare: Se questo è un uomo ep. 1]'', 1974</ref>
*L'esperienza è l'accumulo del da farsi davanti all'imprevisto.<ref>Intervista di Ennio Mastrostefano, in ''[https://www.raiplay.it/video/2017/03/Primo-Levi-Tg2-Focus-1986-310ca270-bf22-4ccd-8c8e-131955c2a684.html Primo Levi: Tg2 Focus 1986]'', Rai, 22 dicembre 1986</ref>
*{{NDR|riferito alla stesura di ''Se questo è un uomo''}} L'ho scritto nel modo più ingenuo possibile. Più naif. Per togliermi di dosso queste cose e per accumulare una testimonianza. Con simultaneamente la mentalità del convalescente che racconta la sua malattia e quella del testimone davanti al tribunale.<ref name=ilmestiere />
*La strage è avvenuta localmente in Germania e non in Italia, e questo ha concesso alla maggior parte degli italiani di trovarsi un alibi facile, cioè "queste cose le hanno fatte loro, non le abbiamo fatte noi". Ma le abbiamo cominciate noi. Il [[nazismo]] in Germania è stata una metastasi di un tumore che era in Italia. È un tumore che ha condotto vicino alla morte la Germania e l'Europa, vicino al disastro completo.<ref name="intervistalevi" />
*Le leggi razziali furono provvidenziali per me, ma anche per gli altri: costituirono la dimostrazione per assurdo della stupidità del fascismo. Le leggi razziali erano il sintomo di una carnevalata: si era ormai dimenticato il volto criminale del fascismo (quello del delitto [[Giacomo Matteotti|Matteotti]], per intenderci): rimaneva da vederne quello sciocco.<ref>Dall'intervista di Giorgio De Rienzo, ''In un alambicco quanta poesia'', ''Famiglia Cristiana'', n. 29, 20 luglio 1975; ora in ''Echi di una voce perduta. Incontri, interviste e conversazioni con Primo Levi'', a cura di Gabriella Poli e Giorgio Calcagno, Mursia, 1992</ref>
*Oggi nella carriera del [[chimico]], nove volte su dieci la scienza declina sulla tecnologia e la tecnologia declina sulla burocrazia. Direi che nove volte su dieci un chimico è un funzionario, se non addirittura un burocrate, e una volta su dieci è un ricercatore.<ref>Dal documentario [http://www.primolevi.it/Web/Italiano/Contenuti/Mestieri/%22Primo_ufficio_dell'uomo%22._I_mestieri_di_Primo_Levi “Primo ufficio dell’uomo”. I mestieri di Primo Levi], Centro Internazionale di Studi Primo Levi, a cura di Peppino Ortoleva</ref>
*Ora, la storia di Eva è scritta, e la sanno tutti; la storia di [[Lilith|Lilit]] invece si racconta soltanto, e così la sanno in pochi, anzi le storie, perché sono tante. Te ne racconterò qualcuna [...]. La prima storia è che il Signore non solo li fece uguali, ma con l'argilla fece una sola forma, anzi un Golem, una forma senza forma. Era una figura con due schiene, cioè l'uomo e la donna già congiunti; poi li separò con un taglio, ma erano smaniosi di ricongiungersi, e subito Adamo volle che Lilit si coricasse in terra. Lilit non volle saperne: perché io di sotto? non siamo forse uguali, due metà della stessa pasta? Adamo cercò di costringerla, ma erano uguali anche di forze e non riuscì, e allora chiese aiuto a Dio: era maschio anche lui, e gli avrebbe dato ragione. Infatti gli diede ragione, ma Lilít si ribellò: o diritti uguali, o niente; e siccome i due maschi insistevano, bestemmiò il nome del Signore, diventò una diavolessa, partì in volo come una freccia e andò a stabilirsi in fondo al mare.<ref>Da ''Lilit''; citato in [[Adriana Valerio]], ''Le radici del mondo: Eva, le donne e la Bibbia'', Mondadori, Milano, 2025, [https://books.google.it/books?id=vXRMEQAAQBAJ&pg=PT82 p. 82]. ISBN 9788835741121</ref>
*[...] una piccola signora dalla volontà indomita e dal piglio di principessa, che sulla strada scelta tanti anni addietro sta tuttora proseguendo con energia geniale, e con quella rara combinazione di pazienza e d'impazienza che è propria dei grandi innovatori.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/Itemid,3/action,detail/id,0996_01_1986_0241_0007_13753827/ Una piccola signora dal piglio principesco]'', ''La Stampa'', 14 ottobre 1986, p. 7.</ref> {{NDR|riferito a [[Rita Levi Montalcini]]}}
==''Calore vorticoso''==
{{NDR|Primo Levi, ''Calore vorticoso'', in ''Lilìt e altri racconti''; citato in ''[http://www.repubblica.it/online/lessico_e_nuvole/palindro/palindro/palindro.html I migliori palindromi della nostra vita]'', ''Repubblica.it'', 17 marzo 2001}}
*A Roma fottuta tutto fa mora. {{NDR|[[Palindromi dai libri|palindromo]]}}
*Accavalla denari, tirane dalla vacca. {{NDR|palindromo}}
*Ad orbi, broda. {{NDR|palindromo}}
*E lì varrete terra vile. {{NDR|palindromo}}
*È lo senno delle novità, genere negativo nelle donne sole. {{NDR|palindromo}}
*È mala sorte, ti carbonizzino braci, tetro salame. {{NDR|palindromo}}
*Elena Anele. {{NDR|palindromo}}
*Ero erto tre ore. {{NDR|palindromo}}
*Eroina motore in Italia Ai latini erotomani or è. {{NDR|palindromo}}
*Essa è leggera ma regge le asse. {{NDR|palindromo}}
*Ettore evitava le madame lavative rotte. {{NDR|palindromo}}
*Il livido sole, poeta ossesso, ateo, peloso di villi. {{NDR|palindromo}}
*In arts it repose to life: è filo teso per siti strani. {{NDR|palindromo}}
*O morbidi nèi, pieni di bromo. {{NDR|palindromo}}
*O soci, troverò la causa, la sua: calore vorticoso. {{NDR|palindromo}}
*Ogni marito unico ci nuoti ramingo. {{NDR|palindromo}}
*Oimè Roma amore mio. {{NDR|palindromo}}
==''I sommersi e i salvati''==
===[[Incipit]]===
La memoria umana è uno strumento meraviglioso ma fallace. È questa una verità logora, nota non solo agli psicologi, ma anche a chiunque abbia posto attenzione al comportamento di chi lo circonda, o al suo stesso comportamento.
===Citazioni===
*Non era semplice la rete dei rapporti umani all'interno dei Lager: non era riconducibile ai due blocchi delle vittime e dei persecutori. […] L'ingresso in Lager era invece un urto per la sorpresa che portava con sé. Il mondo in cui ci si sentiva precipitati era sì terribile, ma anche indecifrabile: non era conforme ad alcun modello, il nemico era intorno ma anche dentro, il «noi» perdeva i suoi confini. (p. 25)
*È ingenuo, assurdo e storicamente falso ritenere che un sistema infero, qual era il nazionalsocialismo, santifichi le sue vittime: al contrario, esso le degrada, le assimila a sé, e ciò è tanto più quanto più esse sono disponibili, bianche, prive di un'ossatura politica o morale. Da molti segni, pare che sia giunto il tempo di esplorare lo spazio che separa (non solo nei Lager nazisti!) le vittime dai persecutori. (p. 27)
*In secondo luogo, ed a contrasto con una certa stilizzazione agiografica e retorica, quanto più è dura l'oppressione, tanto più è diffusa tra gli oppressi la disponibilità a collaborare con il potere. (p. 30)
*Chi diventava Kapo? Occorre ancora una volta distinguere. In primo luogo, coloro a cui la possibilità veniva offerta, e cioè gli individui in cui il comandante del Lager o i suoi delegati (che spesso erano buoni psicologi) intravedevano la potenzialità del collaboratore: rei comuni tratti dalle carceri, […] Ma molti, come accennato, aspiravano al potere spontaneamente: lo cercavano i sadici […]. Lo cercavano i frustrati […] Lo cercavano, infine, i molti fra gli oppressi che subivano il contagio degli oppressori e tendevano inconsciamente ad identificarsi con loro. (p. 33)
*Non so, e non mi interessa sapere, se nel mio profondo si annidi un assassino, ma so che vittima incolpevole sono stato ed assassino no; so che gli assassini sono esistiti, non solo in Germania, e ancora esistono, e che confonderli con le loro vittime è una malattia morale o un vezzo estetistico o un sinistro segnale di complicità; soprattutto, è un prezioso servigio reso (volutamente o no) ai negatori della verità. […] Rimane vero che, in Lager e fuori, esistono persone grigie, ambigue, pronte al compromesso. La tensione estrema del Lager tende ad accrescerne la schiera. (p. 35)
*La vergogna che i tedeschi non conobbero, quella che il giusto prova davanti alla colpa commessa da altrui, e gli rimorde che esista, che sia stata introdotta irrevocabilmente nel mondo delle cose che esistono, e che la sua volontà sia stata nulla o scarsa, e non abbia valso a difesa. (p. 55)
*I "salvati" del [[Lager]] non erano i migliori, i predestinati al bene, i latori di un messaggio: quanto io avevo visto e vissuto dimostrava l'esatto contrario. Sopravvivevano di preferenza i peggiori, gli egoisti, i violenti, gli insensibili, i collaboratori della "zona grigia", le spie. Non era una regola certa (non c'erano, né ci sono nelle cose umane, regole certe), ma era pure una regola. Mi sentivo sì innocente, ma intruppato tra i salvati, e perciò alla ricerca permanente di una giustificazione, davanti agli occhi miei e degli altri. Sopravvivevano i peggiori, cioè i più adatti; i migliori sono morti tutti. (p. 63)
*È avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire. (''Conclusione'', p. 164)
*Non esistono problemi che non possano essere risolti intorno a un tavolo, purché ci sia volontà buona e fiducia reciproca: o anche paura reciproca, [...] (''Conclusione'', p. 165)
*Che «il [[Gulag]] fu prima di [[Auschwitz]]» è vero; ma non si può dimenticare che gli scopi dei due inferni non erano gli stessi. Il primo era un massacro fra uguali; non si basava su un primato razziale; non divideva l'umanità in superuomini e sottouomini; il secondo si fondava su un'ideologia impregnata di razzismo. Se avesse prevalso, ci troveremmo oggi in un mondo spaccato in due, «noi» i signori da una parte, tutti gli altri al loro servizio o sterminati perché razzialmente inferiori. (Edizione ampliata, cap. ''Il buco nero di Auschwitz'', p. 159)
*È bensì vero che nel Gulag la mortalità era paurosamente alta, ma non era per così dire un sottoprodotto {{NDR|come nei lager nazisti}}, tollerato con cinica indifferenza: lo scopo primario, barbarico quanto si vuole, aveva una sua razionalità, consisteva nella reinvenzione di economia schiavistica destinata alla «edificazione socialista». (Edizione ampliata, cap. ''Il buco nero di Auschwitz'', p. 160)
==''Il sistema periodico''==
===[[Incipit]]===
Ci sono, nell'aria che respiriamo, i cosiddetti [[Gas nobili|gas inerti]]. Portano curiosi nomi greci di derivazione dotta, che significano «il Nuovo», «il Nascosto», «l'Inoperoso», «lo Straniero». Sono, appunto, talmente inerti, talmente paghi della loro condizione, che non interferiscono in alcuna reazione chimica, non si combinano con alcun altro elemento, e proprio per questo motivo sono passati inosservati per secoli: solo nel 1962 un chimico di buona volontà, dopo lunghi ed ingegnosi sforzi, è riuscito a costringere lo Straniero (lo xenon) a combinarsi fugacemente con l'avidissimo, vivacissimo fluoro, e l'impresa è apparsa talmente straordinaria che gli è stato conferito il Premio Nobel. Si chiamano anche gas nobili, e qui ci sarebbe da discutere se veramente tutti i nobili siano inerti e tutti gli inerti siano nobili; si chiamano infine anche gas rari, benché uno di loro, l'argon, l'Inoperoso, sia presente nell'aria nella rispettabile proporzione dell'1 per cento: cioè venti o trenta volte più abbondante dell'anidride carbonica, senza la quale non ci sarebbe traccia di vita su questo pianeta. <!-- p. 3 -->
===Citazioni===
*Era di fantasia pedestre e lenta: viveva di sogni come tutti noi, ma i suoi sogni erano saggi, erano ottusi, possibili, contigui alla realtà, non romantici, non cosmici. Non conosceva il mio tormentoso oscillare dal cielo (di un successo scolastico o sportivo, di una nuova amicizia, di un amore rudimentale e fugace) all'inferno (di un quattro, di un rimorso, di una brutale rivelazione d'inferiorità che pareva ogni volta eterna, definitiva). Le sue mete erano sempre raggiungibili. Sognava la promozione, e studiava con pazienza cose che non lo interessavano. Voleva un microscopio, e vendette la bicicletta da corsa per averlo. Voleva essere un saltatore con l'asta, e frequentò la palestra per un anno tutte le sere, senza darsi importanza né slogarsi articolazioni, finché arrivò ai metri 3,50 che si era prefissi, e poi smise. Più tardi, volle una certa donna, e la ebbe; volle il danaro per vivere tranquillo, e lo ottenne dopo dieci anni di lavoro noioso e prosaico. (''Idrogeno'', p. 23)
*Apprezzavo i suoi due testi, chiari fino all'ossessione. Stringati, pregni del suo arcigno disprezzo per l'umanità in generale e per gli studenti pigri e sciocchi in particolare: perché tutti gli studenti, per definizione, erano pigri e sciocchi [...] (''Zinco'', p. 31)
*[...] chi va in [[caccia]] non ha che da prendere il fucile, anzi meglio la zagaglia e l'arco, e mettersi per il bosco: il successo e l'insuccesso dipendono solo da lui. Prendi e parti, quando il momento è giunto gli aruspici e gli àuguri non hanno luogo, la teoria è futile e si impara per strada, le esperienze degli altri non servono, l'essenziale è misurarsi. Chi vale vince, chi ha occhi o braccia o fiuto deboli ritorna e cambia mestiere [...] (''Zinco'', p. 32)
*Poi si mette lo zinco nel acido diluito [...] il così tenero e delicato zinco, così arrendevole davanti agli acidi, che se ne fanno un solo boccone, si comporta invece in modo assai diverso quando è molto puro: allora resiste ostinatamente all'attacco. Se ne potevano trarre due conseguenze filosofiche tra loro contrastanti: l'elogio della purezza, che protegge dal male come un usbergo; l'elogio dell'impurezza, che dà adito ai mutamenti, cioè, alla vita. Scartai la prima, disgustosamente moralistica, e mi attardai a considerare la seconda che mi era più congeniale. Perché la ruota giri, perché la vita viva, ci vogliono le impurezze, e le impurezze delle impurezze: anche nel terreno, come è noto, se ha da essere fertile. Ci vuole il dissenso, il diverso, il grano di sale e di senape: il [[fascismo]] non li vuole, li vieta, e per questo tu non sei fascista; vuole tutti uguali e tu non sei uguale. (''Zinco'')<ref>Da Primo Levi, ''Il sistema periodico'', Einaudi, 2006, pp. 34-35. ISBN 9788806175016</ref>
*Incominciammo a studiare fisica insieme, e Sandro fu stupito quando cercai di spiegargli alcune delle idee che a quel tempo confusamente coltivavo. Che la nobiltà dell'Uomo, acquisita in cento secoli di prove e di errori, era consistita nel farsi signore della materia, e che io mi ero iscritto a {{Sic|[[Chimica]]}} perché a questa nobiltà mi volevo mantenere fedele. Che vincere la materia è comprenderla, e comprendere la materia è necessario per comprendere l'universo e noi stessi: e che quindi il [[Tavola periodica degli elementi|Sistema Periodico]] di Mendeleev, che proprio in quelle settimane imparavamo laboriosamente a dipanare, era una poesia, più alta e più solenne di tutte le poesie digerite in liceo: a pensarci bene, aveva perfino le rime! Che, se cercava il ponte, l'anello mancante, fra il mondo delle carte e il mondo delle cose, non lo doveva cercare lontano: era lì, nell'Autenrieth, in quei nostri laboratori fumosi, e nel nostro futuro mestiere. (''Ferro'', p. 43)
*[[Distillazione|Distillare]] è bello. Prima di tutto, perché è un mestiere lento, filosofico e silenzioso, che ti occupa ma ti lascia tempo di pensare ad altro, un po' come l'andare in bicicletta. Poi, perché comporta una metamorfosi: da liquido a vapore (invisibile), e da questo nuovamente a liquido; ma in questo doppio cammino, all'in su ed all'in giù, si raggiunge la purezza, condizione ambigua ed affascinante, che parte dalla chimica ed arriva molto lontano. E finalmente, quando ti accingi a distillare, acquisti la consapevolezza di ripetere un rito ormai consacrato dai secoli, quasi un atto religioso, in cui da una materia imperfetta ottieni l'essenza, l'«usìa”, lo spirito, ed in primo luogo l'alcool, che rallegra l'animo e riscalda il cuore. (''Potassio'', p. 60)
*Già tutte le [[Miniera|miniere]] sono magiche, da sempre. Le viscere della terra brulicano di gnomi, coboldi (cobalto!), niccoli (nichel!), che possono essere generosi e farti trovare il tesoro sotto la punta del piccone, o ingannarti, abbagliarti, facendo rilucere come l'oro la modesta pirite, o travestendo lo zinco con i panni dello stagno: e infatti, sono molti i minerali i cui nomi contengono radici che significano «inganno, frode, abbagliamento». (''Nichel'', p. 67)
*Siamo chimici, cioè cacciatori: nostre sono «le due esperienze della vita adulta» di cui parlava Pavese, il successo e l'insuccesso, uccidere la balena bianca o sfasciare la nave; non ci si deve arrendere alla materia incomprensibile, non ci si deve sedere. Siamo qui per questo, per sbagliare e correggerci, per incassare colpi e renderli. Non ci si deve mai sentire disarmati: la natura è immensa e complessa, ma non è impermeabile all'intelligenza; devi girarle intorno, pungere, sondare, cercare il varco o fartelo. (''Nichel'', p. 79)
*Siccome ho visto che queste questioni gli interessavano molto, gli ho spiegato che, se si va oltre le apparenze, il [[piombo]] è proprio il metallo della morte: perché fa morire, perché il suo peso è un desiderio di cadere, e cadere è dei cadaveri, perché il suo stesso colore è smorto-morto, perché è il metallo del pianeta Tuisto, che è il più lento dei pianeti, cioè il pianeta dei morti. Gli ho anche detto che, secondo me, il piombo è una materia diversa da tutte le altre materie, un metallo che senti stanco, forse stanco di trasformarsi e che non si vuole trasformare più: la cenere di chissà quali altri elementi pieni di vita, che mille e mille anni fa si sono bruciati al loro stesso fuoco. (Rodmund; ''Piombo'', p. 91)
*[...] questa è una cosa a cui spesso avevo pensato, che noi cercatori ''crediamo'' di trovare il metallo con gli occhi, l'esperienza e l'ingegno, ma in realtà quello che ci conduce è qualcosa di più profondo, una forza come quella che guida i salmoni a risalire i nostri fiumi, o le rondini a ritornare al nido. Forse avviene per noi come per gli acquari, che non sanno che cosa li guida all'acqua, ma qualcosa pure li guida, e torce la bacchetta fra le loro dita. (Rodmund; ''Piombo'', p. 98)
*I [[Coniglio|conigli]] non sono animali simpatici. Sono fra i mammiferi più lontani dall'uomo, forse perché le loro qualità sono quelle dell'umanità avvilita e reietta: sono timidi, silenziosi e fuggitivi, e non conoscono che il cibo ed il sesso. (''Fosforo'', p. 126)
*Giulia si sposò pochi mesi dopo, e si congedò da me tirando su lacrime dal naso e facendo minuziose prescrizioni annonarie alla Varisco. Ha avuto molte traversie e molti figli; siamo rimasti amici, ci vediamo a Milano ogni tanto e parliamo di chimica e di cose sagge. Non siamo malcontenti delle nostre scelte e di quello che la vita ci ha dato, ma quando ci incontriamo proviamo entrambi la curiosa e non sgradevole impressione (ce la siamo più volte descritta a vicenda) che un velo, un soffio, un tratto di dado, ci abbia deviati su due strade divergenti che non erano le nostre. (''Fosforo'', p. 130)
*Ma venne in novembre lo sbarco alleato in Nord Africa, venne in dicembre la resistenza e poi la vittoria russa a Stalingrado, e capimmo che la guerra si era fatta vicina e la storia aveva ripreso il suo cammino. Nel giro di poche settimane ognuno di noi maturò, più che in tutti i vent'anni precedenti. Uscirono dall'ombra uomini che il fascismo non aveva piegati, avvocati, professori ed operai, e riconoscemmo in loro i nostri maestri, quelli di cui avevamo inutilmente cercato fino allora la dottrina nella Bibbia, nella chimica, in montagna. Il fascismo li aveva ridotti al silenzio per vent'anni, e ci spiegarono che il [[fascismo]] non era soltanto un malgoverno buffonesco e improvvido, ma il negatore della giustizia; non aveva soltanto trascinato l'Italia in una guerra ingiusta ed infausta, ma era sorto e si era consolidato come custode di una legalità e di un ordine detestabili, fondati sulla costrizione di chi lavora, sul profitto incontrollato di chi sfrutta il lavoro altrui, sul silenzio imposto a chi pensa e non vuole essere servo, sulla menzogna sistematica e calcolata. (''Oro'', p. 133)
*Si esita sempre nel giudicare le azioni temerarie, proprie od altrui, dopo che queste sono andate a buon fine: forse non erano dunque abbastanza temerarie? O forse è vero che esiste un Dio che protegge i bambini, gli stolti e gli ebbri? O forse ancora, queste hanno più peso e più calore delle altre innumerevoli andate a fine cattivo, e perciò si raccontano più volentieri? (''Cerio'', p. 149)
*È lo spirito che doma la materia, non è vero? Non era questo che mi avevano pestato in testa nel liceo fascista e gentiliano? Mi buttai nel lavoro con lo stesso animo con cui, in un tempo non lontano, attaccavamo una parete di roccia; e l'avversario era sempre ancora quello, il non-io, il Gran Curvo, la Hyle: la materia stupida, neghittosamente nemica come è nemica la stupidità umana, e come quella forte della sua ottusità passiva. Il nostro mestiere è condurre e vincere questa interminabile battaglia: è molto più ribelle, più refrattaria al tuo volere, una vernice impolmonita che un leone nel suo impeto insano; però, via, è anche meno pericolosa. (''Cromo'', p. 158)
*La [[consulenza]] è il lavoro ideale, quello da cui tu trai prestigio e quattrini senza sporcarti le mani, né romperti il filo della schiena, né rischiare di finire abbrustolito o intossicato: devi solo toglierti il camice, mettere la cravatta, ascoltare in attento silenzio il quesito, e ti senti come l'oracolo di Delfo. Devi poi pesare bene la risposta e formularla in linguaggio paludato e sfumato, affinché anche il cliente ti ritenga un oracolo, degno della sua fiducia e delle tariffe stabilite dall'Ordine dei Chimici. (''Azoto'', p. 178)
*Il mestiere di [[chimico]] [...] insegna a superare, anzi ad ignorare, certi ribrezzi, che non hanno nulla di necessario né di congenito: la materia è materia, né nobile né vile, infinitamente trasformabile, e non importa affatto quale sia la sua origine prossima. (''Azoto'', p. 184)
*Ci sono metalli amici e metalli nemici. Lo [[Stagno (elemento chimico)|stagno]] era un amico: non solo perché, da qualche mese, Emilio ed io ne vivevamo, trasformandolo in cloruro stannoso da vendere ai fabbricanti di specchi, ma anche per altre ragioni più riposte. Perché si sposa al ferro, trasformandolo nella mite latta, e privandolo pertanto della sua qualità sanguinaria di «nocens ferrum»; perché lo commerciavano i Fenici, e perché tuttora lo si estrae, raffina ed imbarca in paesi favolosi e lontani (gli Stretti, appunto: come chi dicesse la Dormiente Sonda, le Isole Felici e gli Arcipelaghi); perché si allega col rame per dare il bronzo, materia rispettabile per eccellenza, notoriamente perenne e well established; perché fonde basso, quasi come i composti organici, cioè quasi come noi; ed infine, per due sue proprietà uniche, dai nomi pittoreschi e poco credibili, mai viste né udite (che io sappia) da occhio od orecchio umano, tuttavia fedelmente tramandate, di generazione in generazione, da tutti i testi scolastici, la «peste» e il «pianto» dello stagno. (''Stagno'', p. 188)
*A fare il SAC ([[Assistenza clienti|Servizio Assistenza Clienti]]) non si può mandare il primo venuto. È un lavoro delicato e complesso, non molto diverso da quello dei diplomatici: per esercitarlo con successo occorre infondere fiducia nei clienti, e perciò è indispensabile avere fiducia in noi stessi e nei prodotti che vendiamo; è dunque un esercizio salutare, che aiuta a conoscersi e rinforza il carattere. È forse la più igienica delle specialità che costituiscono il Decathlon del chimico di fabbrica: quella che meglio lo allena nell'eloquenza e nell'improvvisazione, nella prontezza dei riflessi e nella capacità di capire e di farsi capire; inoltre, ti fa girare l'Italia e il mondo, e ti mette a confronto con gente varia. Devo ancora accennare ad un'altra curiosa e benefica conseguenza del SAC: facendo mostra di stimare e di trovar simpatici i propri simili, dopo qualche anno di mestiere si finisce col farlo veramente, allo stesso modo come spesso diventa matto chi simula a lungo la follia. (''Uranio'', p. 195)
*Il [[Laboratorio chimico|laboratorio]] è luogo da giovani, ed a ritornarci ci si sente ritornare giovani: con la stessa smania di avventura, di scoperta, d'imprevisto, che si ha a diciassette anni. Naturalmente, diciassette anni non li hai più da un pezzo, ed inoltre la lunga carriera di attività parachimiche ti ha mortificato, ti ha reso atrofico, impedito, ignaro della collocazione dei reagenti e delle apparecchiature, immemore di tutto salvo che delle reazioni fondamentali: ma proprio per questi motivi il laboratorio rivisitato è sorgente di gioia, ed emana un fascino intenso, che è quello della giovinezza, dell'avvenire indeterminato e gravido di potenze, e cioè della libertà. (''Uranio'', p. 202)
*[...] l'esperienza insegna che proprio questa, l'[[affidabilità]], è la virtù più costante, quella che non si acquista né si perde con gli anni. Si nasce degni di fiducia, col viso aperto e gli occhi fermi, e tali si resta per la vita. Chi nasce contorto e lasco, tale rimane: chi ti mente a sei anni, ti mente a sedici e a sessanta. Il fenomeno è notevole, e spiega come certe amicizie e matrimoni sopravvivano per molti decenni, a dispetto dell'abitudine, della noia e del logorarsi degli argomenti [...] (''Argento'', pp. 205-206)
*La sua carriera era stata ricca di eventi, anche se per lo più, appunto, non erano stati che in bianco e nero: anche la mia? Certo, gli confermai: chimici e non chimici, ma negli ultimi anni gli eventi [[Chimica|chimici]] avevano prevalso, per frequenza e intensità. Ti dànno il senso del «nicht dazu gewachsen», dell'impotenza, dell'insufficienza, non è vero? Ti dànno l'impressione di combattere un'interminabile guerra contro un esercito avversario ottuso e tardo, ma tremendo per numero e peso; di perdere tutte le battaglie, una dopo l'altra, un anno dopo l'altro; e ti devi accontentare, per medicare il tuo orgoglio contuso, di quelle poche occasioni in cui intravvedi una smagliatura nello schieramento nemico, ti ci avventi, e metti a segno un rapido singolo colpo. (''Argento'', pp. 206-207)
*Gli chiesi se a questo libro gli sarebbe piaciuto contribuire: se sì, mi raccontasse una storia, e, se mi era permesso dare un suggerimento, doveva essere una storia delle nostre, in cui ci si arrabatta nel buio per una settimana o per un mese, sembra che sarà buio sempre, e viene voglia di buttare via tutto e di cambiare mestiere: poi si scorge nel buio un bagliore, si va a tentoni da quella parte, e la luce cresce, e infine l'ordine segue al caos. Cerrato mi disse seriamente che in effetti qualche volta le cose andavano così, e che avrebbe cercato di accontentarmi; ma che in generale era proprio buio sempre, il bagliore non si vedeva, si picchiava il capo più e più volte contro il soffitto sempre più basso, e si finiva coll'uscire dalla grotta carponi e a ritroso, un po' più vecchi di quando ci si era entrati. (''Argento'', pp. 207-208)
*Le [[Seccatura|grane]], tu lo saprai, non vengono al galoppo, come gli Unni, ma zitte, di soppiatto, come le epidemie. (Cerrato; ''Argento'', pp. 209-210)
*Una [[vernice]] è una sostanza instabile per definizione: infatti, a un certo punto della sua carriera, da liquida deve diventare solida. È necessario che questo avvenga al momento e nel luogo giusto. Il caso opposto può essere sgradevole o drammatico: può avvenire che una vernice solidifichi (noi diciamo brutalmente «parta») durante il soggiorno a magazzino, e allora la merce va buttata; o che solidifichi la resina di base durante la sintesi, in un reattore da dieci o venti tonnellate, il che può volgere al tragico; o invece, che la vernice non solidifichi affatto, neppure dopo l'applicazione, e allora ci si fa ridere dietro, perché una vernice che non «asciuga» è come un fucile che non spara o un toro che non ingravida. (''Vanadio'', p. 215)
*Mi conosco: non posseggo prontezza polemica, l'avversario mi distrae, mi interessa più come uomo che come avversario, lo sto a sentire e rischio di credergli; lo sdegno e il giusto giudizio mi tornano dopo, sulle scale, quando non servono più. (''Vanadio'', p. 222)
*[...] mi dichiaravo pronto a perdonare i [[Nemico|nemici]], e magari anche ad amarli, ma solo quando mostrino segni certi di pentimento, e cioè quando cessino di essere nemici. Nel caso contrario, del nemico che resta tale, che persevera nella sua volontà di creare sofferenza, è certo che non lo si deve perdonare: si può cercare di recuperarlo, si può (si deve!) discutere con lui, ma è nostro dovere giudicarlo, non perdonarlo. (''Vanadio'', p. 227)
*Ammettevo che non tutti nascono eroi, e che un mondo in cui ''tutti'' fossero come lui, cioè onesti ed inermi, sarebbe tollerabile, ma questo è un mondo irreale. Nel mondo reale gli armati esistono, costruiscono [[Campo di concentramento di Auschwitz|Auschwitz]], e gli onesti ed inermi spianano loro la strada; perciò di Auschwitz deve rispondere ogni tedesco, anzi, ogni uomo, e dopo Auschwitz non è più lecito essere inermi. (''Vanadio'', pp. 227-228)
*Giunto a questo punto della vita, qualche [[Chimica|chimico]], davanti alla tabella del Sistema Periodico, o agli indici monumentali del Beilstein o del Landolt, non vi ravvisa sparsi i tristi brandelli, o i trofei, del proprio passato professionale? Non ha che da sfogliare un qualsiasi trattato, e le memorie sorgono a grappoli: c'è fra noi chi ha legato il suo destino, indelebilmente, al bromo o al propilene o al gruppo -NCO o all'acido glutammico; ed ogni studente in chimica, davanti ad un qualsiasi trattato, dovrebbe essere consapevole che in una di quelle pagine, forse in una sola riga o formula o parola, sta scritto il suo avvenire, in caratteri indecifrabili, ma che diverranno chiari «poi»: dopo il successo o l'errore o la colpa, la vittoria o la disfatta. Ogni chimico non più giovane, riaprendo alla pagina «verhängnisvoll» quel medesimo trattato, è percosso da amore o disgusto, si rallegra o dispera. (''Carbonio'', p. 229)
==''L'asimmetria e la vita''==
*[[Auschwitz]] è fuori di noi, ma è intorno a noi, è nell'aria. La peste si è spenta, ma l'infezione serpeggia: sarebbe sciocco negarlo. In questo libro se ne descrivono i segni: il disconoscimento della solidarietà umana, l'indifferenza ottusa o cinica per il dolore altrui, l'abdicazione dell'intelletto e del senso morale davanti al principio d'autorità, e principalmente, alla radice di tutto, una marea di viltà, una viltà abissale, in maschera di virtù guerriera, di amor patrio e di fedeltà a un'idea. (dalla prefazione a Léon Poliakov, ''Auschwitz'', Veutro, Roma, 1968)
*È dell'uomo operare in vista di un fine: la strage di Auschwitz, che ha distrutto una tradizione ed una civiltà, non ha giovato a nessuno. (da ''Monumento ad Auschwitz'', ''La Stampa'', 18 luglio 1959)
*Esiste un contagio del [[male]]: chi è non-uomo disumanizza gli altri, ogni delitto si irradia, si trapianta intorno a sé, corrompe le coscienze e si circonda di complici sottratti con la paura o la seduzione [...] al campo avverso. (dalla prefazione a Jacob Presser, ''La notte dei girondini'')
*{{NDR|I nazisti e i fascisti}} Hanno dimostrato per tutti i secoli a venire quali insospettate riserve di ferocia e di pazzia giacciano latenti nell'uomo dopo millenni di vita civile, e questa è opera demoniaca. (da ''Deportati. Anniversario'', ''Torino'', anno XXXI, n. 4, aprile 1955)
*In questa nostra epoca fragorosa e cartacea, piena di propaganda aperta e di suggestioni occulte, di retorica macchinale, di compromessi, di scandali e di stanchezza, la voce della verità, anziché perdersi, acquista un timbro nuovo, un risalto più nitido. (da ''Il tempo delle svastiche'', ''Il giornale dei genitori'', anno II, n. 1, 15 gennaio 1960)
*In realtà, e nonostante alcune contrarie apparenze, il disconoscimento, il vilipendio del valore morale del lavoro era ed è essenziale al mito fascista in tutte le sue forme. Sotto ogni militarismo, colonialismo, corporativismo sta la volontà precisa, da parte di una classe, di sfruttare il lavoro altrui, e ad un tempo di negargli ogni valore umano. [...] Allo stesso scopo tende l'esaltazione della violenza, essa pure essenziale al fascismo: il [[manganello]], che presto assurge a valore simbolico, è lo strumento con cui si stimolano al lavoro gli animali da soma e da traino. (da ''«Arbeit macht frei»'', ''Triangolo rosso'', ANED, novembre 1959)
*La maggior parte fra noi erano ebrei: ebrei provenienti da tutte le città italiane, ed anche ebrei stranieri, polacchi, ungheresi, jugoslavi, cechi, tedeschi, che nell'Italia fascista costretta all'antisemitismo dalle leggi razziali di Mussolini, avevano incontrato la benevolenza e la civile ospitalità del popolo italiano. (da ''Al visitatore''<ref>Testo scritto per l'inaugurazione del memoriale in onore degli italiani caduti nei campi di concentramento nazisti</ref>, aprile 1980)
*Nelle intenzioni fasciste, {{NDR|in Italia}} la caccia all'ebreo non avrebbe dovuto essere meno accanita che nella Germania alleata, ma è stata ampiamente vanificata dalla sensibilità umana degli italiani, dalla indifferenza politica di allora, e dal discredito di cui il fascismo si era ormai coperto. (da ''Perché non ritornino gli olocausti di ieri (le stragi naziste, le folle e la Tv)'', ''La Stampa'', 20 maggio 1979)
*Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti. (da ''Un passato che credevamo non dovesse tornare più'', ''Corriere della sera'', 8 maggio 1974)
*Sarà bene ricordare a chi non sa, ed a chi preferisce dimenticare, che l'olocausto si è esteso anche all'Italia, benché la guerra volgesse ormai alla fine, e benché la massima parte del popolo italiano si sia mostrata immune al veleno razzista. (da ''Le immagini di «Olocausto» – dalla realtà alla Tv'', in ''Speciale del "Radiocorriere TV"'', a cura di Pier Giorgio Martinelli, Eri, maggio 1979, p. 2-5)
==''La chiave a stella''==
===[[Incipit]]===
«Eh no: tutto non lo posso dire. O che le dico il paese, o che le racconto il fatto: io però, se fossi in lei,sceglierei il fatto, perché è un bel fatto».<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
===Citazioni===
*[...] perché il [[martello]] aggiusta tutto, tanto che alla [[Lancia (azienda)|Lancia]] lo chiamavano "l'ingegnere".
*L'ho contattato, che poi vuol dire che gli ho telefonato ma è più elegante.
*Pena e dispetto come fanno i [[malattia|malati]], che anche se uno non gli vuole bene finisce col dare una mano perché guariscano, così almeno non si lamentano più.
*Non è mica un caso che quelli che hanno più fretta di fare il [[funerale]] sono proprio quelli che sentono più colpa.
*Lei deve sapere che farmi avanti quando tutti si fanno indietro a me mi è sempre piaciuto, e mi piace ancora.
*Infatti, come c'è un'arte di raccontare, solidamente codificata attraverso mille prove ed errori, così c'è pure un'arte dell'ascoltare, altrettanto antica e nobile, a cui tuttavia, che io sappia, non è stata mai data norma.
*Conviene essere sempre d'accordo con chi racconta, se no lo si intralcia e gli si fa perdere il filo.
*Perché sa, a me il mare non è mai piaciuto: si muove sempre, ci fa umido, c'è l'aria molle e marinosa, insomma non mi dà fiducia e mi fa venire le lune.
*Perché certe imprese per capirle bisogna farle, o almeno vederle;
*È malinconicamente vero che molti lavori non sono amabili, ma è nocivo scendere in campo carichi di odio preconcetto: chi lo fa, si condanna per la vita a odiare non solo il lavoro, ma se stesso e il mondo.
*Si può e si deve combattere perché il frutto del lavoro rimanga nelle mani di chi lo fa, e perché il lavoro stesso non sia una pena, ma l'amore o rispettivamente l'odio per l'opera sono un dato interno, originario, che dipende molto dalla storia dell'individuo, e meno di quanto si creda dalle strutture produttive entro cui il lavoro si svolge.
*Anche se poi, se lei mi chiedesse perché sono al mondo, sarei un po' imbarazzato a risponderle.
*Perché quando c'è la fame uno si fa furbo.
*Perché la brava gente si somiglia dappertutto.
*Ma sa come succede quando uno incontra una difficoltà e allora gli pare come se avesse fatto una scommessa e gli spiace di perderla.
*Io ho idea che se certi lavori li insegnassero a scuola, invece di Romolo e Remo, si guadagnerebbe.
*Io sulle prime credevo che fosse una ragazza un po' strana, perché non avevo esperienza e non sapevo che tutte le ragazze sono strane, o per un verso o per un altro, e se una non è strana vuol dire che è ancora più strana delle altre, appunto perché è fuori quota, non so se mi spiego.
*Il termine «libertà» ha notoriamente molti sensi, ma forse il tipo di libertà più accessibile, più goduto soggettivamente, e più utile al consorzio umano, coincide con l'essere competenti nel proprio lavoro, e quindi nel provare piacere a svolgerlo.
*Può essere che invece non mi segua il lettore, qui ed altrove, dove è questione di mandrini, di molecole, di cuscinetti a sfere e di capicorda; bene, non so che farci, mi scuso ma sinonimi non ce n'è. Se, come è probabile, ha accettato a suo tempo i libri di mare dell'Ottocento, avrà pure digerito i bompressi e i palischermi: dunque si faccia animo, lavori di fantasia o consulti un dizionario. Gli potrà venire utile, dato che viviamo in un mondo di molecole e di cuscinetti.
*Ma per me un uomo che non abbia mai avuto un collaudo negativo non è un uomo, è come se fosse rimasto alla prima comunione.
*E già difficile per il chimico antivedere, all'infuori dell'esperienza, l'interazione fra due molecole semplici; del tutto impossibile predire cosa avverrà all'incontro di due molecole moderatamente complesse. Che predire sull'incontro di due esseri umani?
*Meglio sbagliare per omissione che per commissione: meglio astenersi dal governare il destino degli altri, dal momento che è già così difficile ed incerto pilotare il proprio.
*Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono.
==''La tregua''==
===[[Incipit]]===
Nei primi giorni del gennaio 1945, sotto la spinta dell'[[Armata Rossa]] ormai vicina, i tedeschi avevano evacuato in tutta fretta il bacino minerario slesiano. Mentre altrove, in analoghe condizioni, non avevano esitato a distruggere col fuoco e con le armi i Lager insieme con i loro occupanti, nel distretto di Auschwitz agirono diversamente: ordini superiori (a quanto pare dettati personalmente da Hitler) imponevano di «recuperare», a qualunque costo, ogni uomo abile al lavoro. Perciò tutti i prigionieri sani furono evacuati, in condizioni spaventose, su Buchenwald e su Mauthausen, mentre i malati furono abbandonati a loro stessi. <!-- p. 157 -->
===Citazioni===
*''[[Sogni dalle poesie|Sognavamo]] nelle notti feroci | Sogni densi e violenti | Sognati con anima e corpo: | Tornare; mangiare; raccontare. | Finché suonava breve sommesso | Il comando dell'alba: | «Wstawać»; | E si spezzava in petto il cuore. || Ora abbiamo ritrovato la casa, | Il nostro ventre è sazio, | Abbiamo finito di raccontare. | È tempo. Presto udremo ancora | Il comando straniero: | «Wstawać».'' (poesia introduttiva; 1989, p. 155)
*Non salutavano, non sorridevano; apparivano oppressi, oltre che da pietà, da un confuso ritegno, che sigillava le loro bocche, e avvinceva i loro occhi allo scenario funereo. Era la stessa vergogna a noi ben nota, quella che ci sommergeva dopo le selezioni, ed ogni volta che ci toccava assistere o sottostare a un oltraggio: la vergogna che i tedeschi non conobbero, quella che il giusto prova davanti alla colpa commessa da altrui, e gli rimorde che esista, che sia stata introdotta irrevocabilmente nel mondo delle cose che esistono, e che la sua volontà buona sia stata nulla o scarsa, e non abbia valso a difesa. (''Il disgelo''; 1989, p. 158)
*Così per noi anche l'ora della libertà suonò grave e chiusa, e ci riempì gli animi, ad un tempo, di gioia e di un doloroso senso di pudore, per cui avremmo voluto lavare le nostre coscienze e le nostre memorie della bruttura che vi giaceva: e di pena, perché sentivamo che questo non poteva avvenire, che nulla mai più sarebbe potuto avvenire di così buono e puro da cancellare il nostro passato, e che i segni dell'offesa sarebbero rimasti in noi per sempre, e nei ricordi di chi vi ha assistito, e nei luoghi ove avvenne, e nei racconti che ne avremmo fatti. Poiché, ed è questo il tremendo privilegio della nostra generazione e del mio popolo, nessuno mai ha potuto meglio di noi cogliere la natura insanabile dell'offesa, che dilaga come un contagio. È stolto pensare che la giustizia umana la estingua. Essa è una inesauribile fonte di male: spezza il corpo e l'anima dei sommersi, li spegne e li rende abietti; risale come infamia sugli oppressori, si perpetua come odio nei superstiti, e pullula in mille modi, contro la stessa volontà di tutti, come sete di vendetta, come cedimento morale, come negazione, come stanchezza, come rinuncia. (''Il disgelo''; 1989, p. 158)
*I [[Codice morale|codici morali]], tutti, sono rigidi per definizione: non ammettono sfumature, né compromessi, né contaminazioni reciproche. Vanno accolti o rifiutati in blocco. È questa una delle principali ragioni per cui l'uomo è gregario, e ricerca più o meno consapevolmente la vicinanza non già del suo prossimo generico, ma solo di chi condivide le sue convinzioni profonde (o la sua mancanza di tali convinzioni). (''Il greco''; 1989, pp. 184-185)
*Mi spiegò che essere senza scarpe è una colpa molto grave. Quando c'è la guerra, a due cose bisogna pensare prima di tutto: in primo luogo alle [[scarpa (calzatura)|scarpe]], in secondo alla roba da mangiare; e non viceversa, come ritiene il volgo: perché chi ha le scarpe può andare in giro a trovar da mangiare, mentre non vale l'inverso. – Ma la guerra è finita, – obiettai: e la pensavo finita, come molti in quei mesi di tregua, in un senso molto più universale di quanto si osi pensare oggi. – Guerra è sempre, – rispose memorabilmente Mordo Nahum. (''Il greco''; 1989, pp. 188-189)
*[...] era agevole ravvisare in loro, in ciascuno di quei visi rudi e aperti, i buoni soldati dell'[[Armata Rossa]], gli uomini valenti della Russia vecchia e nuova, miti in pace e atroci in guerra, forti di una disciplina interiore nata dalla concordia, dall'amore reciproco e dall'amore di patria; una disciplina più forte, appunto perché interiore, della disciplina meccanica e servile dei tedeschi. Era agevole intendere, vivendo fra loro, perché quella, e non questa, avesse da ultimo prevalso. (''Katowice''; 1987, p. 264)
*Fra le cose che avevo imparato in Auschwitz, una delle più importanti era, che bisogna sempre evitare di essere «qualunque». Tutte le vie sono chiuse a chi appare inutile, tutte sono aperte a chi esercita una funzione, anche la più insulsa. (''Katowice''; 1987, p. 267)
*Non è infrequente che dall'urto fra due necessità scaturiscano decisioni insensate, là dove sarebbe più savio lasciare che il dilemma si sciolga per virtù propria. (''Cesare''; 1987, p. 281)
*L'[[Unione Sovietica]] è un gigantesco paese, e alberga nel suo cuore fermenti giganteschi: fra questi, una omerica capacità di gioia e di abbandono, una vitalità primordiale, un talento pagano, incontaminato, per le manifestazioni, le sagre, le baldorie corali. (''Victory Day''; 1989, p. 219)
*Nei suoi discorsi, il vero, il possibile e il fantastico erano intrecciati in un groviglio vario e inestricabile. Raccontava della prigione e del tribunale come di un teatro, in cui nessuno è veramente se stesso, ma gioca, dimostra la sua abilità, entra nella pelle di un altro, recita una parte; e il teatro, a sua volta, era un gran simbolo oscuro, uno strumento tenebroso di perdizione, la manifestazione esterna di una setta sotterranea, malvagia e onnipresente, che impera a danno di tutti, e che viene a casa tua, ti prende, ti mette una maschera, ti fa diventare quello che non sei e fare quello che non vuoi. Questa setta è la Società [...] (''I sognatori''; 1989, p. 229)
*La [[nostalgia]] è una sofferenza fragile e gentile, essenzialmente diversa, più intima, più umana delle altre pene che avevamo sostenuto fino a quel tempo: percosse, freddo, fame, terrore, destituzione, malattia. È un dolore limpido e pulito, ma urgente: pervade tutti i minuti della giornata, non concede altri pensieri, e spinge alle evasioni. (''Il bosco e la via''; 1989, p. 269)
*È antica osservazione che in ogni gruppo umano esiste una [[vittima]] predestinata: uno che porta pena, che tutti deridono, su cui nascono dicerie insulse e malevole, su cui, con misteriosa concordia, tutti scaricano i loro mali umori e il loro desiderio di nuocere. (''Da Iasi alla Linea''; 1989, p. 312)
===[[Explicit]]===
È un [[Sogni dai libri|sogno]] entro un altro sogno, vario nei particolari, unico nella sostanza. Sono a tavola con la famiglia, o con amici, o al lavoro, o in una campagna verde: in un ambiente insomma placido e disteso, apparentemente privo di tensione e di pena; eppure provo un'angoscia sottile e profonda, la sensazione definita di una minaccia che incombe. E infatti al procedere del sogno, a poco a poco o brutalmente, ogni volta in modo diverso, tutto cade e si disfa intorno a me, lo scenario, le pareti, le persone, e l'angoscia si fa più intensa e più precisa. Tutto è ora volto in caos: sono solo al centro di un nulla grigio e torbido, ed ecco, io ''so'' che cosa questo significa, ed anche so di averlo sempre saputo: sono di nuovo in Lager, e nulla era vero all'infuori del Lager. Il resto era breve vacanza, o inganno dei sensi, sogno: la famiglia, la natura in fiore, la casa. Ora questo sogno interno, il sogno di pace, è finito, e nel sogno esterno, che prosegue gelido, odo risuonare una voce, ben nota; una sola parola, non imperiosa, anzi breve e sommessa. È il comando dell'alba in Auschwitz, una parola straniera, temuta e attesa: alzarsi, «Wstawać». <!-- p. 325 -->
===Citazioni su ''La tregua''===
*Mi sistemarono a Obermarschacht, una località sul fiume Elba. Lì vissi mesi di Tregua, la mia importantissima Tregua. Quando ho letto ''La tregua'' mi son detta: «Nessuno a parte Primo Levi avrebbe potuto pensare a questo titolo». Solo lui poteva cogliere le sfumature nascoste in questa parola all'apparenza così rassicurante. Fu un periodo molto significativo per me, e credo che nessuno possa capire e condividere le sensazioni che provai in quei mesi, neanche chi ha vissuto le mie stesse esperienze: ognuno di noi, uscito dal campo, affrontò una storia completamente diversa. ([[Liliana Segre]], ''[[La memoria rende liberi]]'')
==''Ranocchi sulla luna e altri animali''==
===[[Incipit]]===
Sedevano nella jeep rigidi e silenziosi: facevano vita comune da due mesi, ma fra loro non c'era molta confidenza. Quel giorno toccava al francese guidare. Percorsero il Kurfürstendamm sobbalzando sul selciato sconnesso, svoltarono nella Glockenstrasse aggirando di misura una colata di macerie, e la percorsero fino all'altezza della Magdalene: qui un cratere di bomba sbarrava la strada, pieno di acqua melmosa; da una conduttura sommersa il gas gorgogliava in grosse bolle vischiose. (''Angelica Farfalla'', p. 5)
===Citazioni===
*Perché il [[delfino]] è simile ad un pesce, eppure partorisce ed allatta i suoi nati? Perché è figlio di un tonno e di una vacca. Di dove i colori gentili delle [[farfalla|farfalle]], e la loro abilità al volo? Sono figlie di una mosca e di un fiore. E le [[tartaruga|testuggini]], sono figlie di un rospo e di uno scoglio. E i [[pipistrello|pipistrelli]], di una civetta e di un topo. E le [[conchiglia|conchiglie]], di una lumaca e di un ciottolo levigato. E gli [[ippopotamo|ippopotami]], di una cavalla e di un fiume. E gli [[avvoltoio|avvoltoi]], di un verme nudo e di una strige. (''Quaestio de Centauris'', pp. 30-31)
*Con le mani, non che sia facile, ma si può anche scheggiare una selce, e legare la scheggia in cima a un bastone, e insomma farsi un'[[ascia]], e con l'ascia difendere il mio territorio, o magari anche allargarlo; in altri termini, sfondare la testa di certi altri «io» che mi stanno fra i piedi, o corteggiano mia moglie, o anche soltanto sono più bianchi o più neri o più pelosi o meno pelosi di me, o parlano con accento diverso. (''Il fabbro di se stesso'', p. 80)
*Una volta, nella vasca del lavatoio, nulla meno che una [[sanguisuga]], aggraziata nel suo nuoto ondulante come in una danza. [...] o un [[grillotalpa]] né grillo né talpa, mostriciattolo pingue, ripugnante e minaccioso. Nel giardino-cortile si affaccendavano ordinate tribù di [[formica|formiche]], di cui era affascinante studiare le astuzie e le ottusità. (''Ranocchi sulla luna'', p. 106)
*A mezz'aria si libravano [[libellula|libellule]] meravigliose, dai riflessi turchini, metallici; metallico e meccanico era anche il loro ronzio. Erano piccole macchine da guerra: a un tratto calavano come dardi su un'invisibile preda. Sui lembi di sabbia asciutta correvano scarabei verdi, agilissimi, e si aprivano le trappole coniche dei [[formicaleone|formicaleoni]]. Assistevamo ai loro agguati con un segreto senso di complicità, e quindi di colpa; al punto che mia sorella, ogni tanto, non resisteva alla pietà, e con uno stecco stornava una formichina che si stava avviando verso una morte subitanea e crudele. (''Ranocchi sulla luna'', p. 106)
*{{NDR|I [[girino|girini]]}} Erano chimere, bestie impossibili, tutte testa e coda, eppure navigavano veloci e sicure, spingendosi con un elegante sbandieramento della coda. (''Ranocchi sulla luna'', p. 107)
*Un istinto ben comprensibile, lo stesso che ci ha spinti sulla luna, induce i girini ad allontanarsi dallo specchio d'acqua dove hanno compiuto la muta; non importa verso dove, in qualunque luogo salvo quello. (''Ranocchi sulla luna'', p. 108)
*Se potessi [...] mi riempirei la casa di tutti gli [[animale|animali]] possibili. Farei ogni sforzo non solo per osservarli, ma anche per entrare in comunicazione con loro. Non farei questo in vista di un traguardo scientifico (non ne ho la cultura né la preparazione), ma per simpatia, e perché sono sicuro che ne trarrei uno straordinario arricchimento spirituale e una più compiuta visione del mondo. In mancanza di meglio, leggo con godimento e stupore sempre rinnovati molti libri vecchi e nuovi che parlano di animali, e mi pare di ricavarne un nutrimento vitale, indipendentemente dal loro valore letterario o scientifico. Possono anche essere pieni di bugie, come il vecchio [[Plinio il Vecchio|Plinio]]: non ha importanza, il loro valore sta nei suggerimenti che forniscono. (''Romanzi dettati dai grilli'', p. 114)
*Tutti abbiamo ascoltato, nelle sere di estate, i duetti dei [[grillo|grilli]]. Ce ne sono di varie specie, e ognuna canta con il suo proprio ritmo e con una sua propria nota: il maschio chiama, e la femmina, lontana anche duecento metri, e totalmente invisibile, risponde «a tono». Il duetto, paziente e casto, prosegue per ore e ore, e a mano a mano i due partner lentamente si avvicinano, fino al contatto e all'accoppiamento. Ma è indispensabile che la femmina risponda giusto: una risposta stonata, anche solo di un quarto di tono, interrompe il dialogo, e il maschio va in cerca di un'altra compagna più conforme al suo innato modello. (''Romanzi dettati dai grilli'', p. 115)
*I [[ragno|ragni]], in specie, sono una inesauribile sorgente di meraviglia, di meditazioni, di stimoli e di brividi. Sono (non tutti) geometri metodici e fanaticamente conservatori: il comune ragno dei giardini, il [[ragno crociato|ragno dal Diadema]], costruisce da decine di milioni di anni la sua tela raggiata, simmetrica e conforme a un rigido modello. Non sopporta imperfezioni: se la tela viene danneggiata, non la ripara. La distrugge e ne tesse una nuova. (''Romanzi dettati dai grilli'', p. 116)
*Tutti gli animali inventati dalla mitologia, in tutti i paesi ed in tutte le epoche, sono dei pots pourris, rapsodie di tratti e membra di animali noti. Il più famoso ed il più composito era la [[chimera]], ibrido di capra, serpente e leone, talmente impossibile che il suo nome è oggi equivalente a «sogno vano»; ma è anche stato adottato dai biologi per indicare i mostri che essi creano, o vorrebbero creare, nei loro laboratori grazie a trapianti fra animali diversi. (''Inventare un animale'', p. 119)
*I [[centauro|centauri]] sono creature affascinanti, portatrici di simboli multipli ed arcaici, ma della loro fisica impossibilità si era già accorto [[Lucrezio]], ed aveva cercato di dimostrarla con un argomento curioso: a tre anni di età il cavallo è nel pieno delle sue forze, mentre l'uomo è bambino, e «spesso cercherà in sogno il capezzolo» da cui è appena stato slattato; come potrebbero convivere due nature che non «florescunt pariter», e che del resto non ardono degli stessi amori?<br />In tempi più recenti, e in un bel romanzo fantascientifico, [[Philip José Farmer|P. J. Farmer]] ha messo in rilievo le difficoltà respiratorie dei centauri classici, e le ha risolte fornendo loro un organo supplementare «simile a un mantice, che inspirava aria attraverso un'apertura simile a una gola»; altri hanno insistito sul problema dell'alimentazione, facendo notare che una piccola bocca umana sarebbe stata insufficiente a permettere il passaggio del molto foraggio necessario per nutrire la parte equina. (''Inventare un animale'', p. 120)
*Da ''skíuros'' è stato ricavato il nome scientifico ''Sciurus'', ma i latini del volgo, a cui l'accostamento ''iu'' non piaceva (ma piaceva loro, cosa abominevole, la carne della bestiola, che pure non pesa più di tre o quattrocento grammi), ne hanno trasformato il nome in ''scurius''. Da qui a ''[[scoiattolo]]'' il passo è breve: ci si arriva grazie ad un doppio diminutivo, ed in verità sono pochi gli animaletti a cui meglio si addica il diminutivo: lo scoiattolo è un diminutivo vivente. (''Lo scoiattolo'', p. 125)
*Ho incontrato pochi scoiattoli nella mia vita, né posso sperare di incontrarne più tanti. Ne ho visto qualcuno nei boschi, che saltava da un ramo all'altro servendosi della coda come di un timone o di uno stabilizzatore; altri, meno impauriti e più mercenari, nei parchi di Ginevra e di Zurigo, che vengono a prendere il cibo dalla mano e sembra quasi che ti ringrazino. Altri ne ho visti in prigionia, ma non apparivano meno vivaci né meno allegri dei loro colleghi della foresta. (''Lo scoiattolo'', p. 126)
*In un altro prigioniero mi sono imbattuto molti anni addietro, in un laboratorio di biochimica. [...] la gabbia era chiusa dai due lati, ed era mantenuta in lenta rotazione da un motorino elettrico: lo scoiattolo era costretto a camminare continuamente dentro la gabbia per evitare di essere trascinato. In quel laboratorio si stavano facendo [[sperimentazione animale|esperimenti]] sul problema del sonno; immagino che dalla bestiola si prelevassero periodicamente campioni di sangue, per ricercarvi le tossine prodotte dall'[[insonnia]] prolungata.<br />Lo scoiattolo era esausto: zampettava pesantemente su quella strada senza fine, e mi ricordava i rematori delle galere, e quegli altri forzati in Cina che venivano costretti a camminare per giorni e giorni entro gabbie simili a quella per sollevare l'acqua destinata ai canali d'irrigazione. Nel laboratorio non c'era nessuno; io ho chiuso l'interruttore del motorino, la gabbia si è arrestata e lo scoiattolo si è addormentato all'istante. È dunque forse colpa mia se del sonno e dell'insonnia si sa tuttora così poco. (''Lo scoiattolo'', pp. 126-127)
*Ad un mio giovanissimo amico era stato assegnato in terza elementare un tema di ricerca sugli [[insetto|insetti]], e lui lo aveva incominciato trionfalmente in questo modo: «Gli insetti si chiamano cosi perché hanno sei zampe». La maestra gli aveva fatto notare che il nome sarebbe stato appropriato se le zampe fossero state sette, e lui aveva risposto che fra sei e sette la differenza è piccola. (''Paura dei ragni'', p. 137)
*Quanto alla [[bruttezza]], non c'è termine più ambiguo e discusso: sarebbe prudente limitarne l'uso alle opere dell'uomo. Non ci sono oggetti naturali brutti, né animali né piante né pietre né acque, né tanto meno ci sono astri brutti in cielo. Ci hanno insegnato a chiamare brutti («brutta bestia») alcuni animali ritenuti nocivi, ma la bruttezza naturale finisce qui. (''Paura dei ragni'', p. 139)
*Assistere alla schiusa di una nidiata di [[ragno|ragnetti]], che appena usciti dall'uovo si sparpagliano su una siepe e si affaccendano a tendere ognuno la sua tela, è spettacolo non orribile, bensì meraviglioso. Ognuno di loro è grosso quanto la testa di uno spillo, ma è nato maestro: senza ripensamenti, senza errori, tesse la sua tela grande quanto un francobollo commemorativo, e ci si apposta ad aspettare la minuscola preda. È nato adulto, la sua sapienza gli è stata trasmessa insieme con la forma. (''Paura dei ragni'', p. 139)
*La [[coccinella]] socchiude le elitre, armeggia per districare le ali, infine le distende, solleva le elitre obliquamente, ed inizia il suo volo, non agile né veloce. Pare se ne debba concludere che per una buona corazzatura si può pagare un prezzo alto.<br />Ma la corazza dei [[coleottero|coleotteri]] è una struttura ammirevole: da ammirarsi, purtroppo, solo nelle vetrine dei musei zoologici. È un capolavoro di ingegneria naturale, e ricorda le armature di tutto ferro dei guerrieri medioevali. (''Gli scarabei'', p. 147)
*La somiglianza fra uno [[scarabeo]] che avanza scartando l'erba, lento e possente, e un [[carro armato]], è tale da far subito sorgere in mente una metafora nei due sensi: l'insetto è un piccolo panzer, il panzer è un enorme insetto. E il dorso dello scarabeo è araldico: convesso o piatto, opaco o rilucente, è uno stemma nobiliare: anche se il suo aspetto non ha alcun rapporto simbolico con il «mestiere» del suo titolare, cioè col suo modo di sfuggire agli aggressori, di riprodursi e di alimentarsi. (''Gli scarabei'', p. 147)
*Non c'è materiale organico, vivente o morto o decomposto, che non abbia trovato un amatore fra i coleotteri. (''Gli scarabei'', p. 147)
*Le bellissime cetonie (care a [[Guido Gozzano|Gozzano]]: «Disperate cetonie capovolte», uno dei più bei versi che siano mai stati composti nella nostra lingua) si nutrono solo di rose, e i non meno belli [[scarabeo sacro|scarabei sacri]], solo di escrementi bovini: il maschio ne confeziona una pallina, l'afferra fra i tarsi posteriori come tra due perni, e parte a marcia indietro spingendola e facendola rotolare, finché trova un terreno adatto a seppellirla: allora entra in scena la femmina, e vi depone un solo uovo. La larva si nutrirà del materiale (ormai non più ignobile) a cui la coppia previdente ha dedicato tanta fatica, e dopo la muta emergerà dalla tomba un nuovo scarabeo: anzi, secondo alcuni antichi osservatori, lo stesso di prima, risorto dalla morte come la Fenice. (''Gli scarabei'', p. 148)
*Una volta, viaggiando a notte su un'autostrada illuminata dalla luna, ho sentito i vetri e il tetto dell'auto bombardati come dalla grandine: era uno sciame di [[ditisco|ditischi]], lucidi, bruni ed orlati di arancio, grossi come una mezza noce, che avevano scambiato l'asfalto della strada per un fiume, e tentavano invano di ammararvi. Questi scarabei, per ragioni idrodinamiche, hanno raggiunto una compattezza e semplicità di forme che credo unica nel regno animale: visti dal dorso, sono ellissi perfette, da cui sporgono solo le zampe mutate in remi. (''Gli scarabei'', p. 148)
*Altre fughe singolari sono quelle degli [[elateride|elateridi]], eleganti scarabei nostrani dal corpo allungato. Se presi in mano, o comunque disturbati, ripiegano zampe ed antenne e si fingono morti; ma dopo un minuto o due si sente un ''clic'' improvviso, e l'insetto scatta in aria. Per questo breve balzo, fatto per sconcertare gli aggressori, non usa le zampe: ha elaborato un curioso sistema di tensione e scatto. Nella posizione di finta morte, torace e addome non sono allineati, ma formano un piccolo angolo: si raddrizzano di colpo quando si allenta una sorta di nottolino, e l'elateride non c'è più. (''Gli scarabei'', p. 149)
*Come non ammirare, ad esempio, l'adattabilità degli [[storno|storni]]? Fortemente gregari, abitavano da sempre le campagne coltivate, dove talvolta depredavano in misura massiccia le vigne e gli uliveti. Da non molti decenni hanno scoperto le città [...]. All'alba partono in reggimenti serrati «per il lavoro», cioè per i campi al di là della cintura industriale; rincasano al tramonto, in stormi giganteschi, di migliaia di individui, seguiti da ritardatari sparsi. Visti da lontano, questi voli sembrano nuvole di fumo: ma poi, a un tratto, si esibiscono in evoluzioni stupefacenti, la nuvola diventa un lungo nastro, poi un cono, poi una sfera; infine si ridistende, e come una enorme freccia punta sicura verso il ricovero notturno. (''«Le più liete creature del mondo»'', pp. 153-154)
*I [[rapace|rapaci]] notturni sono straordinarie macchine da preda. Il loro aspetto inconsueto, ed un po' goffo quando sono a riposo, ha sempre destato curiosità, e qualche volta avversione. Hanno volo silenzioso, artigli potenti e grandi occhi frontali, che conferiscono loro un aspetto vagamente umano [...]. (''«Le più liete creature del mondo»'', p. 154)
*Non minore è la meraviglia davanti al comportamento del [[cuculo]], che alla luce della nostra morale umana appare dettato da un'astuzia perversa. Invece di costruire un nido, la femmina depone l'uovo nel nido di un uccello più piccolo; la coppia titolare del nido spesso (non sempre) non si accorge dell'intrusione, cova l'uovo estraneo insieme con i propri e il piccolo cuculo schiude. [...] Si rigira, si sforza, spinge, finché non ha fatto cadere a terra tutte le uova dei suoi fratelli putativi.<br />I due «genitori» lo imboccheranno affannosamente per giorni e giorni, finché il pulcino sarà assai più grande di loro. Sembra di leggere un cattivo feuilleton, e non si sa se stupirsi di più per la perfezione degli istinti del cuculo, o per la mancanza di tali istinti nei suoi ospiti involontari [...]. (''«Le più liete creature del mondo»'', p. 155)
*Quasi tutti abbiamo paura delle [[forfecchia|forfecchie]] [...] il cui addome termina in una pinza dall'aspetto minaccioso. Stanno nascoste sotto la corteccia degli alberi, o si annidano a volte nei panni riscaldati dal sole, nelle pieghe degli ombrelli o delle sedie a sdraio. Non fanno male a nessuno: la pinza non è velenosa, anzi, non pinza affatto (è un organo che facilita l'accoppiamento); e non è vero, ma viene tenacemente insegnato da generazione a generazione, che «se uno non sta attento, gli si infilano nelle orecchie». Questa nozione è talmente radicata nella nostra memoria collettiva che è stata recepita nella denominazione binaria della bestiolina, che infatti si chiama ufficialmente ''Forficula auricularia''; ma inglesi e tedeschi non hanno aspettato il battesimo scientifico, e da secoli la chiamano rispettivamente ''earwig'' e ''Ohrwurm'', l'insetto o il verme dell'orecchio. Oltre alla pinza, la forfecchia ha un'altra proprietà che ci incute uno strano timore: come tutti gli animali notturni, se viene esposta alla luce passa bruscamente dall'immobilità alla fuga, ed il suo trasalire si ripercuote in un nostro trasalire. (''Bisogno di paura'', p. 156)
*Ora, i [[pipistrello|pipistrelli]] nostrani, inermi e innocui, temono l'uomo, non gli si avvicinano mai né si lasciano avvicinare; ma la nostra avversione razzista di animali diurni contro la «cattiva gente, gente che gira di notte» (così Don Abbondio) non arretra davanti alla mancanza di ogni conferma sperimentale, chi gira di notte è cattivo per definizione, e nella sua immagine più diffusa il diavolo, quando ha le ali, ha ali di pipistrello, mentre le fate hanno ali di farfalla e gli angeli ali di cigno. [...] i [[vampiro vero di Azara|vampiri]], quelli veri, non quelli delle leggende nere dei Carpazi [...] sono pressoché innocui: la quantità di sangue che sottraggono in una sessione (raramente a spese dell'uomo) non arriva a un ventesimo di quella che cediamo in una donazione all'Avis [...]. (''Bisogno di paura'', pp. 156-157)
*[...] le vacche madri, quando vedono i loro nati avvicinarsi ai velenosi [[veratro|veratri]] per brucarli, li scostano con una cornata [...]. (''Bisogno di paura'', p. 158)
*[...] le [[vipera|vipere]], anche se in buona salute, sono molto meno rapide di quanto affermi la zoologia popolare, e quindi anche meno pericolose. (''Bisogno di paura'', p. 160)
*''Mi sono fatte mani buone a scavare, | concave, adunche, ma sensitive e robuste. | Ora navigo insonne | impercettibile sotto i prati, | dove non sento mai freddo né caldo | né vento pioggia giorno notte neve | e dove gli occhi non mi servono più. | Scavo e trovo radici succulente, | tuberi, legno fradicio, ife di funghi, | e se un macigno mi ostruisce la via | lo aggiro, con fatica ma senza fretta, | perché so sempre dove voglio andare.'' (''Vecchia [[talpa]]'', p. 194)
*''Pio [[bue|bove]] un corno. Pio per costrizione, | pio contro voglia, pio contro natura, | pio per arcadia, pio per eufemismo.'' | [...] | ''Pio sarà Lei, professore, | dotto in greco e latino, Premio Nobel, che | batte alle chiuse imposte coi ramicelli di fiori | in mancanza di meglio | mentre io m'inchino al giogo, pensi quanto contento.'' (''Pio'', p. 201)
*''A che tante querele, liti e guerre? | Non avete che da imitarmi. | Niente acqua? Me ne sto senza, | attento solo a non sprecare fiato. | Niente cibo? Attingo alla gobba: | quando i tempi vi sono propizi | crescetene una anche voi.'' (''Il [[dromedario]]'', p. 204)
*''Sono brutto? Piaccio alla mia femmina, | le nostre badano al sodo | e dànno il miglior latte che ci sia; | alle vostre, chiedete altrettanto.'' (''Il dromedario'', p. 204)
==''Se non ora, quando?''==
===[[Incipit]]===
- Al mio paese, di orologi ce n'erano pochi. Ce n'era uno sul campanile, ma era fermo da non so quanti anni, forse fin dalla rivoluzione: io non l'ho mai visto camminare, e mio padre diceva che neanche lui. Non aveva orologio neppure il campanaro.<br />
- Allora come faceva a suonare le campane all'ora giusta?<br />
- Sentiva l'ora alla radio, e si regolava col sole e con la luna. Del resto, non suonava tutte le ore, ma solo quelle importanti. Due anni prima che scoppiasse la guerra si era rotta la corda della campana: si era strappata in alto, la scaletta era fradicia, il campanaro era vecchio e aveva paura di arrampicarsi fino lassù per mettere una corda nuova. Da allora in poi ha segnato le ore sparando in aria col fucile da caccia: uno, due, tre, quattro spari. È andato avanti così finché sono venuti i tedeschi; il fucile glielo hanno preso, e il paese è rimasto senza ore.
===Citazioni===
*Perché ognuno è l'[[ebrei|ebreo]] di qualcuno, perché i [[Polonia|polacchi]] sono gli ebrei dei tedeschi e dei russi. Perché Edek è un uomo mite che ha imparato a combattere; ha scelto come me ed è mio fratello, anche se lui è polacco e ha studiato, e io sono un russo di villaggio e un orologiaio ebreo. (in ''Opere'', a cura di Marco Belpoliti, Einaudi, Torino, 1997, vol. II, p. 427)
==''Se questo è un uomo''==
===[[Incipit]]===
<poem>Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.</poem>
===Citazioni===
*A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che «ogni [[straniero]] è nemico». Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all'origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il [[Lager]]. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo. (''Prefazione'')
*Pochi sono gli uomini che sanno andare a morte con dignità, e spesso non quelli che ti aspetteresti. (cap. I, ''Il viaggio'')
*Tutti scoprono, più o meno presto nella loro vita, che la [[felicità]] perfetta non è realizzabile, ma pochi si soffermano invece sulla considerazione opposta: che tale è anche una [[infelicità]] perfetta. I momenti che si oppongono alla realizzazione di entrambi i due stati-limite sono della stessa natura: conseguono dalla nostra condizione umana, che è nemica di ogni infinito. Vi si oppone la nostra sempre insufficiente conoscenza del futuro; e questo si chiama, in un caso, speranza, e nell'altro, incertezza del domani. (cap. I, ''Il viaggio'')
*Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un [[uomo]]. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la [[realtà]] ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo. Più giù di così non si può andare: condizione umana più misera non c'è, e non è pensabile. Nulla più è nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il [[nome]]: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga. (cap. II, ''Sul fondo'')
*[...] accade facilmente, a chi ha perso tutto, di [[Perdita|perdere]] se stesso. (cap. II, ''Sul fondo'')
*Avevamo deciso di trovarci, noi italiani, ogni domenica sera in un angolo del Lager; ma abbiamo subito smesso, perché era troppo triste contarci, e trovarci ogni volta più pochi, e più deformi, e più squallidi. Ed era così faticoso fare quei pochi passi: e poi, a ritrovarsi, accadeva di ricordare e di pensare, ed era meglio non farlo. (cap. II, ''Sul fondo'')
*Guai a [[sogno|sognare]]: il momento di coscienza che accompagna il risveglio è la sofferenza più acuta. Ma non ci capita sovente, e non sono lunghi sogni: noi non siamo che bestie stanche. (cap. IV, ''Ka-Be'')
*In questo Ka-Be, parentesi di relativa pace, abbiamo imparato che la nostra [[personalità]] è fragile, è molto più in pericolo che non la nostra vita; e i savi antichi, invece di ammonirci «ricordati che devi morire», meglio avrebbero fatto a ricordarci questo maggior pericolo che ci minaccia. (cap. IV, ''Ka-Be'')
*La facoltà umana di scavarsi una nicchia, di secernere un guscio, di erigersi intorno una tenue barriera di difesa, anche in circostanze apparentemente disperate, è stupefacente, e meriterebbe uno studio approfondito. Si tratta di un prezioso lavorio di [[adattamento]], in parte passivo e inconscio, e in parte attivo [...]. (cap. V, ''Le nostre notti'')
*La persuasione che [[senso della vita|la vita ha uno scopo]] è radicata in ogni fibra di uomo, è una proprietà della sostanza umana. (cap. VII, ''Una buona giornata'')
*Poiché tale è la natura umana, che le pene e i dolori simultaneamente sofferti non si sommano per intero nella nostra sensibilità, ma si nascondono, i minori dietro i maggiori, secondo una legge prospettica definita. Questo è provvidenziale, e ci permette di vivere in campo. Ed è anche questa la ragione per cui così spesso, nella vita libera, si sente dire che l'uomo è incontentabile: mentre, piuttosto che di una incapacità umana per uno stato di benessere assoluto, si tratta di una sempre insufficiente conoscenza della natura complessa dello stato di infelicità, per cui alle sue cause, che sono molteplici e gerarchicamente disposte, si dà un solo nome, quello della causa maggiore; fino a che questa abbia eventualmente a venir meno, e allora ci si stupisce dolorosamente al vedere che dietro ve n'è un'altra; e in realtà, una serie di altre. (cap. VII, ''Una buona giornata'')
*[...] viene in luce che [[Gli uomini si dividono in due categorie|esistono fra gli uomini due categorie]] particolarmente ben distinte: i salvati e i sommersi. Altre coppie di contrari (i buoni e i cattivi, i savi e gli stolti, i vili e i coraggiosi, i disgraziati e i fortunati) sono assai meno nette, sembrano meno congenite, e soprattutto ammettono gradazioni intermedie più numerose e complesse. (cap. IX, ''I sommersi e i salvati'')
*Nella storia e nella vita pare talvolta di discernere una legge feroce, che suona «a chi ha, sarà dato; a chi non ha, a quello sarà tolto». (cap. IX, ''I sommersi e i salvati'')
*E infine, si sa che sono qui di passaggio, e fra qualche settimana non ne rimarrà che un pugno di cenere in qualche campo non lontano, e su un registro un numero di matricola spuntato. Benché inglobati e trascinati senza requie dalla folla innumerevole dei loro consimili, essi soffrono e si trascinano in una opaca intima [[solitudine]], e in solitudine muoiono o scompaiono, senza lasciar traccia nella [[memoria]] di nessuno. (cap. IX, ''I sommersi e i salvati'')
*La loro [[vita]] è breve ma il loro numero sterminato; sono loro, i Musulmänner, i sommersi, il nerbo del campo; loro, la massa anonima, continuamente rinnovata e sempre identica, dei non-uomini che marciano e faticano in [[silenzio]], spenta in loro la scintilla divina, già troppo vuoti per soffrire veramente. Si esita a chiamarli vivi: si esita a chiamar [[morte]] la loro morte, davanti a cui essi non temono perché sono troppo stanchi per comprenderla.<br />Essi popolano la mia [[memoria]] della loro presenza senza volto, e se potessi racchiudere in una immagine tutto il [[male]] del nostro tempo, sceglierei questa immagine, che mi è familiare: un uomo scarno, dalla fronte china e dalle spalle curve, sul cui volto e nei cui occhi non si possa leggere traccia di pensiero. (cap. IX, ''I sommersi e i salvati'')
*Il sopravvivere senza aver rinunciato a nulla del proprio mondo morale, a meno di potenti e diretti interventi della fortuna, non è stato concesso che a pochissimi individui superiori, della stoffa dei martiri e dei santi. (cap. IX, ''I sommersi e i salvati'')
*Oggi è domenica lavorativa, Arbeitssonntag: si lavora fino alle tredici, poi si ritorna in campo per la doccia, la rasatura e il controllo generale della [[scabbia]] e dei pidocchi, e in cantiere, misteriosamente, tutti abbiamo saputo che la selezione sarà oggi. La notizia è giunta, come sempre, circondata da un alone di particolari contraddittori e sospetti: stamattina stessa c'è stata selezione in infermeria; la percentuale è stata del sette per cento del totale, del trenta, del cinquanta per cento dei malati. A [[Campo di sterminio di Birkenau|Birkenau]] il camino del Crematorio fuma da dieci giorni. Deve essere fatto posto per un enorme trasporto in arrivo dal ghetto di Posen. I giovani dicono ai giovani che saranno scelti tutti i vecchi. I sani dicono ai sani che saranno scelti solo i malati. Saranno esclusi gli specialisti. Saranno esclusi gli ebrei tedeschi. Saranno esclusi i Piccoli Numeri. Sarai scelto tu. Sarò escluso io. (cap. XIII, ''Ottobre 1944'')
*Gli raccontai che [[Sogni dai libri|avevo sognato]] di essere a casa mia, nella casa dove ero nato, seduto con la mia famiglia, con le gambe sotto il tavolo, e sopra molta, moltissima roba da mangiare. Ed era d'estate, ed era in Italia: a Napoli? ... ma sì, a Napoli, non è il caso di sottilizzare. Ed ecco, a un tratto suonava il campanello, e io mi alzavo pieno di ansia, e andavo ad aprire, e chi si vedeva? Lui, il qui presente Kraus Páli, coi capelli, pulito e grasso, e vestito da uomo libero, e in mano una pagnotta. Da due chili, ancora calda. Allora «Servus, Páli, wie geht's?» e mi sentivo pieno di gioia, e lo facevo entrare e spiegavo ai miei chi era, e che veniva da Budapest, e perché era così bagnato: perché era bagnato, così, come adesso. E gli davo da mangiare e da bere, e poi un buon letto per dormire, ed era notte, ma c'era un meraviglioso tepore per cui in un momento eravamo tutti asciutti (sì, perché anch'io ero molto bagnato). (cap. XIV, ''Kraus'')
*Nessuno può vantarsi di comprendere i [[Germania|tedeschi]]. (cap. XV, ''Die drei Leute vom Labor'')
*Quest'anno è passato presto. L'anno scorso a quest'ora io ero un uomo libero: fuori legge ma libero, avevo un nome e una famiglia, possedevo una mente avida e inquieta e un corpo agile e sano. Pensavo a molte lontanissime cose: al mio lavoro, alla fine della guerra, al bene e al male, alla natura delle cose e alle leggi che governano l'agire umano; e inoltre alle montagne, a cantare, all'amore, alla musica, alla poesia. Avevo una enorme, radicata, sciocca fiducia nella benevolenza del destino, e uccidere e morire mi parevano cose estranee e letterarie. I miei giorni erano lieti e tristi, ma tutti li rimpiangevo, tutti erano densi e positivi; l'avvenire mi stava davanti come una grande ricchezza. Della mia vita di allora non mi resta oggi che quanto basta per soffrire la fame e il freddo; non sono più abbastanza vivo per sapermi sopprimere. (cap. XV, ''Die drei Leute vom Labor'')
*Distruggere l'uomo è difficile, quasi quanto crearlo: non è stato agevole, non è stato breve, ma ci siete riusciti, tedeschi. Eccoci docili sotto i vostri sguardi: da parte nostra nulla più avete a temere: non atti di rivolta, non parole di sfida, neppure uno sguardo giudice. (cap. XVI, ''L'ultimo'')
*Oggi io penso che, se non altro per il fatto che un [[Campo di concentramento di Auschwitz|Auschwitz]] è esistito, nessuno dovrebbe ai nostri giorni parlare di [[Provvidenza]]: ma è certo che in quell'ora il ricordo dei salvamenti biblici nelle avversità estreme passò come un vento per tutti gli animi. (cap. XVII, ''Storia dei dieci giorni'')
*Parte del nostro esistere ha sede nelle [[anime]] di chi ci accosta: ecco perché è non-umana l'esperienza di chi ha vissuto giorni in cui l'uomo è stato una cosa agli occhi dell'uomo. (cap. XVII, ''Storia dei dieci giorni'')
*I mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere veramente pericolosi; sono più pericolosi gli uomini comuni, i funzionari pronti a credere e ad obbedire senza discutere, come Eichmann, come [[Rudolf Höß|Höss]] comandante di Auschwitz, come [[Franz Stangl|Stangl]] comandante di Treblinka, come i militari francesi di vent'anni dopo, massacratori in Algeria, come i militari americani di trent'anni dopo, massacratori in Vietnam.<br />Occorre dunque essere diffidenti con chi cerca di convincerci con strumenti diversi dalla ragione, ossia con i capi carismatici: dobbiamo essere cauti nel delegare ad altri il nostro giudizio e la nostra volontà. (''Appendice a «Se questo è un uomo»''<ref name="scuola">In Primo Levi, ''Se questo è un uomo'', presentazione e note a cura dell'autore, collana ''Letture per la scuola media'', Einaudi, Torino, 1976.</ref>)
*In uno Stato autoritario la Verità è una sola, proclamata dall'alto; i giornali sono tutti uguali, tutti ripetono questa stessa unica verità; così pure le radiotrasmittenti. In uno Stato autoritario viene considerato lecito alterare la verità, riscrivere retrospettivamente la Storia, distorcere le notizie, sopprimerne di vere, aggiungerne di false: all'informazione si sostituisce la propaganda. Infatti, in tale paese tu non sei un cittadino, detentore di diritti, bensì un suddito, e come tale sei debitore allo Stato (e al dittatore che lo impersona), di lealtà fanatica e di obbedienza supina. (''Appendice a «Se questo è un uomo»''<ref name="scuola"/>)
*Se [[comprensione|comprendere]] è impossibile, [[conoscenza|conoscere]] è necessario.<ref name="scuola"/>
:Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.<ref>Citato in ''[https://www.ilpost.it/2019/07/31/centenario-primo-levi/ Potrebbe capitare ancora]'', ''ilpost.it'', 31 luglio 2019.</ref>
===Citazioni su ''Se questo è un uomo''===
*''Se questo è un uomo'' era dichiaratamente il libro di un giovane scienziato dai valori sicuri, che credeva negli affetti privati, nella forza della ragione, nella razionalità ultima della storia nonostante il fascismo, e che si trovava all'improvviso in un mondo dominato da una perfetta logica che serviva a distruggere sistematicamente l'uomo. Era dall'urto di questa razionalità infernale con quella che Levi si portava prepotentemente dietro, con la sua profonda convinzione che siamo nati "per seguir virtute e canoscenza", che scaturiva il fascino del libro, la sua capacità di presentarci dei personaggi che recitavano il canto di Ulisse ad Auschwitz senza per questo essere meno credibili, né il Lager meno realistico. ([[Cesare Cases]])
==Citazioni su Primo Levi==
*Da quel passo se ne vede un altro che sta proprio di fronte, e che è il luogo dove Primo Levi fu arrestato quello stesso inverno. Era il 13 dicembre del '43. Primo amava queste montagne: quassù assaggiò la "carne dell'orso" col suo amico Sandro, che è "il sapore di essere forti e liberi, liberi anche di sbagliare, e padroni del proprio destino", quassù fece per tre mesi il partigiano e fu catturato in un rastrellamento, quassù continuò a tornare anche dopo il lager. ([[Paolo Cognetti]])
*Della prima volta che scorse la scritta ''Arbeit Macht Frei'' dice: "il suo ricordo ancora mi percuote nei sogni". Odori, suoni, luci si trasformano in sensazioni tattili, direttamente fisiche, e dolorose: percuotono. Come per molti usi leviani, anche questo è di derivazione dantesca: "Ne l'orecchie mi percosse un duolo" (Inf. VIII-65): è il dolore che si fa suono, il lamento degli ospiti di Dite, la città infernale a cui [[Dante Alighieri|Dante]] si avvicina con [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]] e a cui Levi assimila il [[lager]]. ([[Stefano Bartezzaghi]])
*È la completezza. Con lui si impara a leggere, scrivere, parlare. Levi insegna una lingua e quella lingua esprime qualcosa che non è solo vicenda, ma ventaglio di strumenti. ([[David Bidussa]])
*Ebbene – afferma Levi – gli studi chimici universitari e la lunga professione di chimico industriale hanno dotato il suo scrivere di strumenti che agli altri scrittori mancano. L'ascoltino quegli scienziati i quali si danno artificiosamente a coltivare terreni sull'altra sponda del sapere. ([[Gianni Fochi]])
*La [[memoria]] è necessaria, dobbiamo ricordare perché le cose che si dimenticano possono ritornare: è il testamento che ci ha lasciato Primo Levi. ([[Mario Rigoni Stern]])
*Levi, sopravvissuto ad [[Auschwitz]], fa della scrittura un atto di testimonianza e di difesa dei [[diritti umani]]. [[María Zambrano|Zambrano]], filosofa dell'esilio, elabora una concezione dell’Europa come patria spirituale, fondata sulla persona e sulla compassione. Nel dialogo a distanza tra questi due pensatori emerge un europeismo che precede un senso strettamente politico e si qualifica sul terreno etico e culturale. L'Europa, insomma, trova il suo fondamento nella [[dignità umana]], nella [[solidarietà]], nei valori civili. ([[Sergio Mattarella]])
*Mi sono molto arrabbiata quando Primo Levi si è tolto la vita. Ero fuori di me. La vita non appartiene soltanto a noi, urlavo. La sua figura manca, era il suo dovere vivere. ([[Edith Bruck]])
*Primo Levi mi disse che se non gli avessero pubblicato ''Se questo è un uomo'' non avrebbe più scritto nulla. "Non è vero", gli dissi. "Avresti continuato a scrivere per tutta la vita". ([[Edith Bruck]])
===[[Giovanni Tesio]]===
*Bisogna distinguere il senso dell'umorismo dal senso del comico, ma io credo che a Levi appartenessero l'uno e l'altro. Lettore di [[Rabelais]] e di [[Teofilo Folengo|Folengo]], sapeva divertirsi alle cose più grasse. Ma direi che il senso dell'umorismo gli era fortemente connaturato. Lo ricordò anche [[Massimo Mila]] addirittura nel necrologio. Un senso dell'umorismo che troviamo depositato nell'opera. Pagine della ''Tregua'', pagine della ''Chiave a stella'', pagine di tanti racconti delle ''Storie naturali'' e di ''Vizio di forma'', i racconti fantastici, i meno studiati.
*Lo avevo incontrato perché mi stavo occupando delle due edizioni di ''Se questo è un uomo'' e lui mi accolse con semplicità e curiosità. Poi ne nacquero contributi critici, ma soprattutto una consuetudine per me proficua. Fino al momento in cui parlammo di scrivere insieme una "biografia autorizzata", che la morte interruppe sul nascere.
*Primo Levi diceva cose eleganti e precise, parlando un po' come scriveva. Ricordo espressioni che ho poi ritrovato nella sua opera, parole che sentii da lui per la prima volta. Lui diceva cose come: "aver cura di non presumere", parlava delle "due esperienze della vita adulta", pronunciava la parola "demotico" (un aggettivo che ho imparato da lui) non con la consapevolezza un po' libresca del dotto, ma con la naturalezza di uno che ama semplicemente dire cose ben definite.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Primo Levi, ''Se questo è un uomo. La tregua'', Einaudi, Torino, 1989. ISBN 88-06-11605-3
*Primo Levi, ''Storie naturali'', Einaudi, Torino, 1966.
*Primo Levi, ''Vizio di forma'', Einaudi, Torino, 1971.
*Primo Levi, ''Lilit e altri racconti'', Einaudi, Torino, 1971.
*Primo Levi, ''Il sistema periodico'', Einaudi, Torino, 1975. ISBN 88-06-13517-1
*Primo Levi, ''L'osteria di Brema'', Edizioni Scheiwiller, 1975.
*Primo Levi, ''La chiave a stella'', Einaudi, Torino, 1978.
*Primo Levi, ''La ricerca delle radici'', Einaudi, Torino, 1981.
*Primo Levi, ''La tregua'', in ''Opere'', vol. I, Einaudi, Torino, 1987. ISBN 88-06-59920-8
*Primo Levi, ''Se non ora, quando?'', Einaudi, Torino, 1982. ISBN 8806054015
*Primo Levi, ''Ad ora incerta'', Garzanti, 1984.
*Primo Levi, ''L'altrui mestiere'', Einaudi, Torino, 1985.
*Primo Levi, ''I sommersi e i salvati'', Einaudi tascabili, Torino, 1986. ISBN 8806126954
*primo Levi, ''[https://archive.org/details/PrimoLeviISommersiEISalvati I sommersi e i salvati]'', Einaudi tascabili, Torino, 1991, edizione ampliata.
*Primo Levi, ''Racconti e saggi'', Edizioni La Stampa, Torino, 1986.
*Primo Levi, ''L'ultimo natale di guerra'', Einaudi, Torino, 2000.
*Primo Levi, ''L'asimmetria e la vita. Articoli e saggi 1955-1987'', a cura di Marco Belpoliti, Einaudi, Torino, 2002.
*Primo Levi, ''Ranocchi sulla luna e altri animali'', a cura di [[Ernesto Ferrero]], Einaudi, Torino, 2014. ISBN 978-88-06-22159-1
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
*{{Pedia|Se questo è un uomo||(1947)}}
*{{Pedia|La tregua (romanzo)|''La tregua''|(1963)}}
*{{Pedia|La chiave a stella||(1978)}}
*{{Pedia|I sommersi e i salvati||(1986)}}
{{DEFAULTSORT:Levi, Primo}}
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[[Categoria:Memorialisti italiani]]
[[Categoria:Partigiani italiani]]
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[[Categoria:Poeti italiani]]
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Roberto Vecchioni
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[[File:Roberto Vecchioni.jpg|thumb|Roberto Vecchioni]]
'''Roberto Vecchioni''' (1943 – vivente), cantautore, paroliere, scrittore, poeta e insegnante italiano.
==Citazioni di Roberto Vecchioni==
*[[Alfa (cantante)|Alfa]] è una sintesi di tutto il meglio che possano avere i ragazzi di oggi, poi scrive benissimo, è simpaticissimo.<ref>Come citato in Laura Bombaci, ''[https://www.tecnicadellascuola.it/in-altre-parole-alfa-vecchioni In Altre Parole, Alfa: “A Vecchioni do del lei, è un professore”. L’ex docente: “Lui è la sintesi del meglio dei ragazzi di oggi”]'', ''Tecnica della Scuola'', 4 marzo 2024</ref>
*{{NDR|Riguardo a [[Paola Iezzi]]}} Andava malissimo a scuola, ma io non davo mai insufficienze particolari. Ero severo, certo, ma facevo una scuola libera. Il liceo classico non è scuola dell’obbligo, se ti ci iscrivi devi anche capire dove sei.<ref> Citato in ''[https://www.orizzontescuola.it/paola-iezzi-allieva-di-vecchioni-il-racconto-del-prof-andava-malissimo-il-liceo-classico-non-e-scuola-dellobbligo-se-ti-ci-iscrivi-devi-anche-capire-dove-sei/?amp Paola Iezzi allieva di Vecchioni, il racconto del prof: “Andava malissimo, il liceo classico non è scuola dell’obbligo, se ti ci iscrivi devi anche capire dove sei”]'', ''Orizzonte Scuola'', 12 marzo 2024</ref>
*Ci sono normalità, regole, armonie che nemmeno noti tanto è scontato che ci siano. [...] È l'eccezione, lo sconvolgimento del consueto che ti mette ansia, ti rizza i nervi, ti sbulina l'animo. (da ''Il libraio di Selinunte'', Einaudi, Torino, 2004)
*Credete che sia qua soltanto per sviolinare? No, assolutamente. Arrivo dall'aeroporto, entro in città e praticamente ci sono 400 persone su 200 senza casco e in tutti i posti ci sono tre file di macchine in mezzo alla strada e si passa con fatica. Questo significa che tu non hai capito cos'è il senso dell'esistenza con gli altri. Non lo sai, non lo conosci. È inutile che ti mascheri dietro al fatto che hai il mare più bello del mondo. Non basta, sei un'isola di merda. Non amo la [[Sicilia]] che rovina la sua intelligenza e la sua cultura, che quando vado a vedere [[Selinunte]], [[Segesta]] non c'è nessuno. Non amo questa Sicilia che si butta via.<ref name=sici>Dall'incontro ''Mercanti di luce. Narrare la bellezza tra padri e figli''; citato in Salvo Intravaia, ''[http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/12/03/news/vecchioni_al_dibattito_a_ingegneria_sicilia_isola_di_merda_-128742146/ Vecchioni: Sicilia "isola di merda". Il sindaco di Palermo: "Ha ragione"]'', ''Repubblica.it'', 3 dicembre 2015.</ref>
*Di [[Caparezza]] bisogna cogliere sempre le stringenti assurdità che dice... alcune espressioni che magari non riuscite a capire subito che cosa vogliono dire, ma di una bellezza quasi enigmistica, come se fossero degli indovinelli alle volte... delle [[Parola|parole]] che state lì a pensare ma cosa sta dicendo Caparezza? E poi vi accorgete che nel contesto è lineare, è perfetta.<ref>Dal programma televisivo ''Amici'', Canale 5, 28 marzo 2013. [http://www.video.mediaset.it/video/amici/extra/380949/caparezza-e-la-sua-unicita-esclusivo-la5.html Video] disponibile su ''Mediaset.it''.</ref>
*{{Ancora|Siciliapolemica|Dovrei dire che siete la culla della Magna Grecia? Ma la storia antica, la poesia antica, la filosofia antica hanno insegnato a tutto il mondo cos'è l'originalità della vita, la bellezza, la verità, la non paura degli altri. In [[Sicilia]] questo non c'è. Io non amo la Sicilia che non si difende, che rovina le sue coste, che rovina la sua intelligenza, la sua cultura. Non la amo per una ragione fondamentale: i siciliani sono la razza più intelligente al mondo ma si buttano via così. Non lo sopporto che la Sicilia non sia all'altezza di se stessa.}}<ref name=sici/>
*E io forse ho sognato che tutta l'umanità assomigliasse alla [[Sicilia]]. Da vecchio romantico, illuso professore di greco antico, ma non è così oggi la vita. La vita è che se dici merda che significa ti amo, non ti capiscono e soprattutto non ti capiscono i pusillanimi e i mafiosi.<ref name=lettaperta>Da una lettera aperta pubblicata sul ''Corriere della Sera'' dopo le polemiche per il suo [[#Siciliapolemica|intervento di pochi giorni]] prima all'incontro ''Mercanti di luce. Narrare la bellezza tra padri e figli''; citato in ''[http://www.lasicilia.it/articolo/la-lettera-di-vecchioni-alla-sicilia-e-ai-siciliani-e-un-isola-di-merda-solo-se-non-si La lettera di Vecchioni alla Sicilia: «Un'Isola di merda se non si ribella»]'', ''La Sicilia.it'', 6 dicembre 2015.</ref>
*[[Epitteto]] diceva che nessuno è felice se non è signore di se stesso. Ecco, io sono io e sono contento di esserlo. Ho avuto un’esistenza complicata fatta di una gavetta musicale faticosa, di dolori personali terribili, di amori contrastati. Di questo però è fatta la vita che non può essere lineare. Non mi sono mai abbattuto e ho lottato.<ref>Dall'intervista di Claudio Cumani, ''[https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cultura/vecchioni-scrivo-per-lasciare-una-traccia-19db637d Vecchioni: "Scrivo per lasciare una traccia"]'', ''Il Resto del Carlino'', 26 marzo 2024.</ref>
*Francesco – ha aggiunto Vecchioni - è stato parecchio romanzato. E non voglio andare sul romanzo né sui luoghi comuni però ha delle caratteristiche di perfetta coerenza con quello che dice. Tra queste cose c’è un vero rincrescimento, un vero dolore – si sente e non è casuale – per le sofferenze dell’umanità. Lui ce l’ha e lo si vede quando parla, lo si sente da quello che scrive e da quello che dice. È un Papa di una sincerità immensa...I non cristiani mettono in campo {{NDR|[il perdono]}} probabilmente perché lo hanno imparato da una costruzione materiale e sociale di vita. Noi cattolici ce l’abbiamo per intendimento divino. Ce l’hanno anche le religioni rivelate ma come lo dice Gesù nel Vangelo è diverso da tutti. Lui perdona un ladrone che non ha visto mai in vita sua e che avrà ammazzato il mondo e a cui promette di portarlo con sé in Paradiso.<ref>Come citato in ''[https://www.famigliacristiana.it/video/roberto-vecchioni-papa-francesco-porta-gesu-sul-viso-vero-dolore-per-le-sofferenze-dell-umanita.aspx Papa Francesco porta Gesù sul viso e vero dolore per le sofferenze dell'umanità]'', in ''Famiglia Cristiana''</ref>
*Io ho nonni siciliani, di Messina. Dieci anni fa mi sono detto: adesso vado a vedermela la mia Sicilia. E mi sono commosso davanti al mare, a Selinunte, al monte di Segesta, alle piane immense assolate, al barocco, all'arabo. Tornavo in albergo la sera e strizzavo gli occhi dalla commozione. E poi scendevo sulle spiagge e le vedevo avvilite da alberghi fatiscenti, turismo che non aveva la minima idea di quei paradisi di natura.<ref name=lettaperta/>
*Il gruppo musicale è quello degli Yorum. Poco importa se fossero bravi o no. Cantavano un tipo di protesta civile dai toni nemmeno poi così accesi, ché se avessero esagerato, lì in Turchia, forse sarebbero morti prima. Cantavano parole che noi siamo abituati ad ascoltare da De Gregori, Guccini, perfino da Celentano. Raccontavano sogni e voglia di vivere insieme, parlavano di uguaglianza, fratellanza, roba che a eccezione di CasaPound, perfino la nostra destra fa finta di crederci. […] Questi tre ragazzi si sono fatti mesi e mesi di sciopero della fame, perché senza l'anima del corpo non gliene fregava niente. Nessuno del grande Occidente si è fatto vivo. […] L'ultimo, Ibrahim Gökçek, è morto dicendo "ci avevano lasciato solo i nostri corpi per combattere".<ref>Da ''Ho un macigno nel cuore'', ''la Repubblica'', 10 maggio 2020, p. 30.</ref>
*Il libraio leggeva le [[parole]] senza imporle all'ascolto, perché le parole non nascono, non nascevano in quell'autore, per favorire, acchiappare, assecondare, manovrare a piacimento le emozioni del pubblico, stipandole nella gabbia di un unico sentire. Il libraio restituiva le parole a se stesse. (da ''Il libraio di Selinunte'')
*{{NDR|Sulle [[#Siciliapolemica|frasi pronunciate pochi giorni prima sulla Sicilia]]}} Le mie non erano frasi dette con astio, non contenevano alcun sentimento di razzismo, io ho parlato per amore: le cose si devono pur dire, inutile nascondersi dietro alibi, dietro un mare strepitoso. Qui davvero ci sono intelligenze, cultura, bellezza ai massimi livelli, ma appena sceso dall'aereo mi sono trovato intrappolato in un traffico infernale, in un caos incredibile. Ho provato rabbia. <ref>Citato in ''[http://palermo.gds.it/2015/12/05/sicilia-isola-di-m-vecchioni-la-mia-frase-e-stata-una-provocazione-damore_445415/ "Sicilia, isola di m...", Vecchioni: era una provocazione d'amore]'', ''Giornale di Sicilia.it'', 5 dicembre 2015.</ref>
*L'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] è spiritualità, è un modo di vivere, di essere. Un'avventura storica straordinaria: sconfitte, vittorie di Pirro, casualità, è sempre un sabato del villaggio. L'interista è programmato geneticamente alla sconfitta, noi la vittoria non sappiamo come gestirla.<ref>Da ''[http://www.corrieredellosport.it/il_personaggio/2009/08/11-77417/Vecchioni%3A+%C2%ABInter,+un+amore+nato+per+ripicca%C2%BB Vecchioni: «Inter, un amore nato per ripicca»]'', ''Corriere dello Sport'', 11 agosto 2009.</ref>
*L'Inter è una delle mie tre priorità della vita con moglie e figli [...]. Quando insegnavo, avevo un vezzo: se l'Inter vinceva, il lunedì non interrogavo. Era un modo subdolo per far tifare Inter ai miei studenti.<ref>Da un'intervista a Radio Deejay; citato in Federica Bandirali, ''[https://www.corriere.it/spettacoli/24_marzo_24/vecchioni-se-l-inter-vinceva-lunedi-non-interrogavo-modo-subdolo-farla-tifare-miei-studenti-2ce21fb8-e9cb-11ee-919a-5276ae33aa1b.shtml Vecchioni: «Se l'Inter vinceva il lunedì non interrogavo. Un modo subdolo per farla tifare ai miei studenti»]'', ''corriere.it'', 24 marzo 2024.</ref>
*{{NDR|[[Beatrice Fazi]] su San Pietro}} Mi avvicina a Cristo – dice l’attrice nota per le sue numerose apparizioni in fiction televisive -, perché è un discepolo che ha sbagliato tanto, che ha rinnegato Cristo, che ha pianto amaramente. Mi rivedo molto in lui, mi rivedo nelle crisi di fede che possono capitare a tutti nella vita e soprattutto in quell’entusiasmo iniziale che può spegnersi di fronte alle difficoltà. E invece questo amore che ti investe, questo sguardo fisso di Gesù, è lo sguardo che continuo a cercare di mantenere vivo tra me e il Signore. Pietro è uno di noi – conclude Fazi -. È un uomo schietto, che si butta nella vita, fa e quindi anche sbaglia, ma lascia tutto per Gesù. Ha un rapporto diretto con Lui, ma è molto vicino a tutti gli uomini e le donne. Me lo sento vicino, come un esempio da seguire.<ref>Citato in Mimmo Muolo, ''[https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/roberto-vecchioni-io-pietro-e-la-fede Vecchioni, luci a San Pietro. «Ecco la mia fede»]'', ''L'Avvenire'' , 22 novembre 2023</ref>
*Molti son nati poveri, molti son belli, forti, leali; pochi (eppur ci sono) sanno farsi il campo da soli e poi segnare, ma soltanto lui, [[Adriano Leite Ribeiro|Adriano]], è una forza della natura, "quella" forza della natura.<ref>Dalla prefazione a Luigi Ferro, Giampiero Rossi, ''Le memorie di Adriano (quello vero)'', Melampo.</ref>
*Nasco ateo e cresco comunista. Ma ho fatto le scuole cristiane, l’università alla Cattolica, perciò a stare con i preti ho respirato l’aria della grande cultura ma anche la sottile, eppure pesante, oppressione. Ho fatto il ’68 dalla parte dei buoni, la mia è stata una protesta non violenta. Poi, nel tempo la ricerca della fede l’ho messa dentro almeno dodici canzoni che considero dei brani in “dialogo con Dio”. {{NDR|Ha avuto risposte dall’Alto?}} Mi sono capitate cose inspiegabili, episodi in cui mi sono salvato per un soffio... A un certo punto ho cominciato a chiedermi: perché al mondo avvengono cose che la scienza non sa e non può spiegare? Perché soffrono i più deboli e perché Dio permette tutto questo? Domande da uomo, stupide... Le risposte le ho trovate in incontri e confronti fondamentali, tipo con il cardinal Ravasi e il cardinal Pignedoli, ma soprattutto dalla lettura settimanale del Vangelo. Ci sono verità incredibili, specie in quello di Giovanni e Matteo che nel ''[[Discorso della montagna]]'' traccia il solco con l’insegnamento: «Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori».<ref>Citato in Massimiliano Castellani, ''[https://www.avvenire.it/agora/pagine/vecchioni-io-credo-nel-perdono-e-nel-futuro Vecchioni: «Io credo nel perdono e nel futuro»]'', 24 dicembre 2021</ref>
*Non è mai possibile che la natura più bella del mondo sia lasciata al caso e la cultura, l'intelligenza più alta del mondo si sciolga nella pigrizia, nel mancato rispetto degli altri, nel disordine, nello sconforto: una cultura così immensa come quella siciliana merita una civiltà che sia alla sua pari. Ed ecco il punto: la Sicilia è un'isola di merda se non si ribella. Non la Sicilia è un'isola di merda. Lo è se non si ribella. Da questa professione d'amore i media hanno estrapolato solo il punto di odio più squallido.<ref name=lettaperta/>
*{{NDR|Su [[Fabrizio De André]]}} Questo è il punto: lui era l'unico poeta della canzone d'autore. Gli altri, me compreso, con l'eccezione forse di [[Francesco Guccini|Guccini]], sono bravi, non poeti. E i suoi testi sono gli unici che reggono anche senza musica. [...] Non è assolutamente per tutti. Il suo era un elitarismo culturale. Aveva il fisico e la testa del poeta. Non aveva bisogno di mettersi in una torre d'avorio: in quella torre ci era nato.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1999/gennaio/15/Vecchioni_Andre_Pirandello_della_canzone_co_0_990115598.shtml Vecchioni: "De André, il Pirandello della canzone"]'', ''Corriere della Sera'', 15 gennaio 1999.</ref>
*''Samarcanda'' oggi non la scriverei. Non credo affatto al [[destino]], credo nella volontà e nella libertà umana.<ref>Dall'intervista Giangiacomo Schiavi, ''[https://www.corriere.it/italiani//notizie/roberto-vecchioni-oggi-non-scriverei-piu-samarcanda-d8ce8cd6-2729-11e9-a470-fc09ad5adcfe.shtml Roberto Vecchioni: «Oggi non scriverei più Samarcanda»]'', ''corriere.it'', 2 febbraio 2019.</ref>
{{Intestazione|''ItaliaLibri'', Milano, 30 ottobre 2000}}
*L'[[lingua italiana|italiano]], tra non molto, sarà la più bella tra le lingue morte.
*Tutto questo mare di [[canzone]] d'arte ha bisogno non solo del momento spettacolare (palco, esibizione, riproduzione) ma anche di codificazione, interpretazione, inserimento esegetico nella cultura.
*L'italiano di un tempo corre il rischio di diventare oggetto estetico a rapido esaurimento nell'approccio col reale.
*Le parole non sono fiato, evanescenza, convenzione. Le parole sono «cose». Niente esiste se non ha nome, perché siamo noi a far esistere il mondo.
*Le parole sono cose in perenne drammatica trasformazione e specchio del nostro dibatterci in cerca di luce.
{{intestazione|Intervista di Vito Magno, ''[http://raivaticano.blog.rai.it/2011/03/02/roberto-vecchioni-il-mio-buon-momento-con-dio/ Il mio buon momento con Dio]'', in Rai Vaticano, 2 marzo 2011}}
*In questa canzone {{NDR|chiamami amore}} si parla dell'amore universale, per tutte le cose e per il creato.
*I giovani devono combattere per la cultura.
*Credo che ogni cosa che avviene nel mondo, anche ciò che sembra apparentemente inspiegabile, è un millimetro del metro di Dio.
*Sento Dio dentro di me in maniera molto forte. Direi che a parte alcune schermaglie oggi con Lui sono in un buon momento.
*Credo che Dio agisca dietro le quinte, non impedendo mai la libertà degli esseri umani, non costringendo nessuno a fare cose contro la propria volontà.
*La [[fede]] non ci rende impermeabili, però è un buono scudo, un bell'aiuto.
*La vera fede è quella che conosce il dubbio, che cerca risposte.
*Io ho costellato la mia vita, le mie pubblicazioni, i miei dischi, di parole rivolte a Dio, di dubbi, come si può vedere in canzoni come "Blu moon", "Che razza di Dio c'è nel cielo","Tommy".
*Credo che al di là di tutto ci sia nella vita un meraviglioso disegno che non comprendiamo quasi mai, perché siamo soliti considerare il [[tappeto]] dalla parte dei nodi, non dalla parte giusta.
{{intestazione|Intervista di Marco Gregoretti, ''Onore al rigore e al merito'', in ''Class'' ottobre 2007}}
*Manca la voglia di essere primi nel mondo, di eccellere nelle arti come nelle scienze e nella tecnologia.
*Oggi abbiamo scoperto la [[tecnologia]]. Ma siamo i padroni o i suoi servi?
*Questo deve dare la [[scuola]]: il senso, il significato. Non solo Umanismo, ovvero essere usati o semplicemente aiutati dalla scienza, ma anche [[Umanesimo]], cioè capire il senso, avere il fine.
*Bisogna ricominciare da capo e fare scuola, farla pesantemente, con gli esami a settembre, la meritocrazia.
*I ragazzi devono faticare. Basta accarezzarli, fategli il culo fin da piccoli.
*Fare sacrifici è un'ottima parola chiave.
*Io sono [[cattolico]], però da ragazzo andare a [[messa]], secondo me, era una perdita di tempo. Poi ho capito che quello era il luogo.
*Se vostro figlio torna a casa e dice di essere stravolto, non credetegli, non esistono insegnanti che li stravolgono.
*Alla scuola chiederei innanzi tutto di insegnare che cosa è bello, di divulgare l'armonia, di spiegare il senso dei valori.
*{{NDR|Si va a scuola}} Per diventare una persona.
{{Intestazione|''La canzone del Teatro Canzone''}}
*Il [[Giorgio Gaber|Gaber]] della fine degli [[Anni 1970|anni Settanta]] sa due cose essenziali. Uno: la vita artistica non va buttata via. Due: la [[canzone]] non è solo qualcosa che si canta in tre minuti. Deve entrare in un discorso, in un dialogo che dal vivo prende ancora di più. Gaber ha capito che la canzone non è soltanto un oggetto da vendere, e siccome fa entrare nelle case delle persone andrebbe vissuta insieme a queste persone. In un posto adeguato. E da questi presupposti nasce il portare la canzone a [[teatro]], la sua scoperta più grande. [...] Giorgio dà un'importanza fulminante alle parole e ai concetti che con esse esprime. La musica, pur se azzeccata, arriva quasi solo a vestirle. Quanto conta è la parola, che diviene magica nel momento in cui millecinquecento persone sono unite in un teatro ad ascoltarla.
*Per Gaber "la realtà è più avanti". Parte dalle contraddizioni, dalle contraddizioni interne che nessuno, o quasi, di solito sottolinea. La sua testimonianza si fa dunque prima autocritica, e poi critica della società. Si fa denuncia molto più vasta, e infatti Gaber potrà protrarla anche negli [[Anni 1980|anni Ottanta]] e [[Anni 1990|Novanta]]. Del resto l'idea - fondamentale anche oggi - che noi "crediamo" di essere liberi mentre invece siamo "polli di allevamento", non poteva venire dalla canzone politica alla Guccini né dalla rabbia di un [[Vasco Rossi|Vasco]]. Poteva venire solo a un intellettuale della canzone come Giorgio. La seconda colonna portante dell'intellettualismo della canzone italiana. L'altra è [[Fabrizio De André]], che però faceva un discorso più astratto. Gaber invece era specializzato sulla realtà, nei confronti della quale è stato feroce, ma mai [[Nichilismo|nichilista]].
*La vera [[Cantautore|canzone d'autore]] è una sintesi dell'esistenza, detta in maniera tutto sommato semplice. Perché sebbene alcune canzoni sembrino contorte e difficili, bastano sempre due letture per comprenderle. Inoltre, la vera canzone d'autore non vuole propagare verità assolute, però percorsi, quelli sì.
*Gaber era semplice e chiaro, non gridava verità ma proponeva strade. Segnalando anche l'importanza del dolore, la necessità nella vita di superare prove difficili. Tutte cose che danno i [[Romanzo|romanzi]], e però in maniera più diretta oggi ci arrivano proprio dalle canzoni d'autore. La forma più rapida per entrare nel contemporaneo. Che poi è sempre stato lo scopo di Giorgio Gaber: cantare l'illogica allegria del vivere la realtà.
==Citazioni tratte da canzoni==
===''Parabola''===
'''Etichetta''': Ducale, 1971
*''Luci a [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]] di quella sera | che c'è di strano siamo stati tutti là, | ricordi il gioco dentro la nebbia?'' (da ''Luci a San Siro'')
*''Milano mia portami via, fa tanto freddo, | ho schifo e non ne posso più, | facciamo un cambio prenditi pure | quel po' di soldi quel po' di celebrità | ma dammi indietro la mia seicento, | i miei vent'anni e una ragazza che tu sai | Milano scusa stavo scherzando, | luci a San Siro non ne accenderanno più.'' (da ''Luci a San Siro'')
*''Che pacchia avere due talenti, devi restituirne solo venti; tu prova un po' ad averne cento e Dio che ti sta al pelo con il conto''. (da ''Per la cruna di un ago'')
===''Saldi di fine stagione''===
'''Etichetta''': Ducale, 1972.
*''Chi ha vinto è là che [[vomito|vomita]] il suo vino | e quel che conta in fondo è l'[[intestino]].'' (da ''Aiace'')
*''E tu fai fuori mezzo accampamento, ne volano di teste cento e cento salvo far l'inventario e veder poi che non sono i tuoi giudici, son [[bue|buoi]]''. (da ''Aiace'')
===''Ipertensione''===
'''Etichetta''': Philips, 1975.
*''Va da sé che [[Laura]] non crede | non crede più | passa il sale, chiacchiera, siede | e guarda giù.'' (da ''Canzone per Laura'')
* ''E [[Marco Polo]] li fregò: | doge, moglie, turchi, idee, | partì da Chioggia ed arrivò | non più giù di Bari, | non più giù di Bari, | poi disse "ho visto orienti magici", | ma almeno aveva avuto della fantasia; | i veneziani che applaudivano | solo invidia e ipocrisia.'' (da ''Canzone per Laura'')
*''I [[poeta|poeti]] son vecchi signori | che mangian le stelle | distesi sui prati | delle loro ville, | e s'inventano zingare e more | per farsi credibili agli occhi del mondo | col loro dolore.'' (da ''I poeti'')
===''Elisir''===
'''Etichetta''': Philips, 1976.
*''La rabbia un tempo la scandiva | soltanto la locomotiva | gettata a sasso sulla strada; | adesso è giorno di mercato | spuntano a grappoli i poeti | tutte le isole han trovato''. (da ''Canzone per Francesco'', n. 2, Lato B)
===''Samarcanda''===
'''Etichetta''': Philips, 1977.
*''E spararono al cantautore'' {{NDR|[[Francesco De Gregori]]}} ''| in una notte di gioventù, | gli spararono per amore, | per non farlo cantare più. | Gli spararono perché era bello | ricordarselo com'era prima | alternativo, autoridotto | fuori dall'ottica del sistema.'' (da ''Vaudeville (Ultimo Mondo Cannibale)'', n. 3, Lato A)
*''Laggiù conobbi pure un vecchio aedo,'' {{NDR|[[Omero]]}} ''che si accecò per rimaner nel sogno''. (da ''L'ultimo spettacolo'', n. 3, Lato B)
*''Ma tu non mi parlavi | e le mie idee come ramarri | ritiravano la testa | dentro il muro, quando è tardi | perché è freddo, perché è scuro: | e mille [[solitudini]] | e i buchi per nascondersi...'' (da ''L'ultimo spettacolo'', n. 3, Lato B)
===''Calabuig, stranamore e altri incidenti''===
'''Etichetta''': Philips, 1978.
*''E l'alba sul [[Danubio]] a Marco parve fosforo e miele | e una ragazza bionda forse gli voleva dire | che l'uomo è grande, l'uomo è vivo, l'uomo non è guerra | ma i generali gli rispondono che l'uomo è vino | combatte bene e muore meglio solo quando è pieno''. (da ''Stranamore (pure questo è amore)'', Lato A, nº 1)
* ''Ed il più grande conquistò nazione dopo nazione | e quando fu di fronte al mare si sentì un coglione | perché più in là non si poteva conquistare niente | e tanta strada per vedere un sole disperato | e sempre uguale e sempre come quando era partito''. (da ''Stranamore (pure questo è amore)'', Lato A, nº 1)
===''Montecristo''===
'''Etichetta''': Philips, 1980.
*''Stavolta parto davvero | con un vento leggero | che mi soffia alle spalle. | Tu dormi bene il tuo sonno | dove vado lo sanno | solo le stelle''. (da ''La Città senza donne'')
===''Robinson, come salvarsi la vita''===
*''Ma finché canto ti ho davanti, gli anni sono solo dei momenti, tu sei sempre stata qui davanti''. (da ''Mi manchi'')
===''Blumùn''===
*''Tutto ciò che si piange non è amore''. (da ''Euridice'')
===''Il cielo capovolto''===
*''E costruì un delirante universo senza amore, dove tutte le cose hanno stanchezza di esistere e spalancato dolore''. (da ''Le lettere d'amore'')
*''Ma gli sfuggì che il senso delle stelle non è quello di un uomo, e si rivide nella pena di quel brillare inutile, di quel brillare lontano...''. (da ''Le lettere d'amore'')
===''El bandolero stanco''===
*''Non mi lasciare solo in questa notte che non vedo il cielo, torna bandolero''. (da ''El bandolero stanco'')
*''In questa notte seminata di nuvole che non una luce trema, ogni domanda è la risposta a una domanda della risposta prima; ogni ritorno è una falsa partenza, l'illusione di un movimento, come questo bagno di lacrime che non ho pianto.'' (da ''Canto notturno (di un pastore errante dell'aria)'')
===''Sogna ragazzo sogna''===
'''Etichetta''': Emi, 1999.
*''E ti diranno parole rosse come il sangue | nere come la notte | Ma non è vero, ragazzo, | che la [[ragione]] sta sempre col più forte | Io conosco poeti | che spostano i fiumi con il pensiero | e naviganti infiniti | che sanno parlare con il cielo.'' (da ''Sogna ragazzo sogna'', n. 1)
*''Chiudi gli occhi ragazzo | e credi solo a quel che vedi dentro. | Stringi i pugni, ragazzo | non lasciargliela vinta neanche un momento | copri l'amore, ragazzo, | ma non nasconderlo sotto il mantello | a volte passa qualcuno, | a volte c'è qualcuno che deve vederlo''. (da ''Sogna ragazzo sogna'', n. 1)
*''Sogna, ragazzo sogna | non cambiare un verso della tua canzone, | non lasciare un treno fermo alla stazione, | non fermarti tu...'' (da ''Sogna ragazzo sogna'', n. 1)
*''Lasciali dire al mondo | che quelli come te perderanno sempre. | Perché hai già vinto lo giuro, | non ti possono fare più niente. | Passa ogni tanto la mano | su un viso di donna, passaci le dita | nessun regno è più grande | di questa piccola cosa che è la vita''. (da ''Sogna ragazzo sogna'', n. 1)
*''E la [[vita]] è così forte | che attraversa i muri per farsi vedere. | La vita è così vera | che sembra impossibile doverla lasciare. | La vita è così grande | che quando sarai sul punto di morire, | pianterai un [[ulivo]] | convinto ancora di vederlo fiorire''. (da ''Sogna ragazzo sogna'', n. 1)
*''Perché mi batterò per te con un esercito di idraulici, condomini, dentisti, rompipalle e bottegai. Mi coprirò delle ferite della noia, quelle che nessuno vede e che non sanguinano mai''. (da ''Ritratto di signora in raso rosa'', n. 9)
*''[...] è più difficile spostare l'esistenza un po' più giù del cielo e diventare un uomo, per te''. (da ''Ritratto di signora in raso rosa'', n. 9)
*''Qui dentro il dolore è un ospite usuale, ma l'amore che manca è l'amore che fa male''. (da ''Canzone per Alda Merini'', n. 4)
*''Perché basta anche un niente per essere felici, basta vivere come le cose che dici, e divederti in tutti gli amori che hai per non perderti, perderti, perderti mai''. (da ''Canzone per Alda Merini'', n. 4)
===''In Cantus''===
'''Etichetta''': Universal Music, 2009.
*''Se tornassi indietro spenderei questa vita insieme a voi, la ballerei e non la sprecherei in grandi idee, soltanto gli istanti di vento rivivrei con voi, con voi l'amerei come non l'ho amata mai''. (da ''Se tornassi indietro'')
===''Chiamami ancora amore''===
'''Etichetta''': Universal Music, 2011.
*''E per tutti i ragazzi e le ragazze | che difendono un libro, un libro vero, | così belli a gridare nelle piazze | perché stanno uccidendoci il pensiero.'' (da ''Chiamami ancora amore'', n. 1)
*''Perché le [[idee]] sono come farfalle | che non puoi togliergli le ali, | perché le idee sono come le stelle | che non le spengono i temporali, | perché le idee sono voci di madre | che credevamo di avere perso, | e sono come il sorriso di Dio | in questo sputo di universo.'' (da ''Chiamami ancora amore'', n. 1)
==''Scacco a Dio''==
*Sembra quasi che lo facciano per farmi dispetto: arrivati a un certo punto è come se spegnessero la stella che li guida, come se s'incidessero un'altra linea della vita sulla mano. No, non parlo di peccati, quelle sono minuzie: dico il loro cammino, il corso del loro destino. Hanno un solco da seguire, un viaggio da compiere e improvvisamente lo cancellano, lo resettano vogliono essere altri da sé; stropicciano le loro anime fino a rendersele irriconoscibili, si ribellano alla felicità.
*Siamo come siamo, ed è "nutrimento terrestre" la nostra libertà.
*Quel che riteniamo ingiusto è solo il nostro amor proprio offeso.
*Dio è il passatempo preferito della nostra mediocrità: una personalità che supplisca a quella che non abbiamo.
*Non ci sono tragedie su cui piangere, l'uomo è ridicolo fin dalla nascita, la vita di per sé non ha senso, e diventa vera solo quando imita l'arte.
*C'è qualcuno che sanguinerebbe parole per essere ascoltato, anche solo un secondo, ma non si può.
*Oggi essere comprensibili equivale ad essere scoperti.
*Dio, se mi capitasse qualcosa per togliermi questa paura di essere al mondo.
*Gli uomini sono sempre inferiori alle loro idee.
*L'attore è un uomo finto che dice cose vere con parole finte o un uomo vero che dice cose finte con parole vere?
*Ora vedo che le parole agiscono in maniera imprevedibile, e che non bisogna credere a ciò che si vede.
*Cos'era il [[bene e male|male]]? Cos'era il [[bene e male|bene]]? S'interrogava, Kyd, e decideva di non decidere.
*Rideva di Vangeli, Bibbie e Corani, come di fandonie nate dalla vigliaccheria e dall'impotenza umana, e per la stessa ragione non sopportava gli uomini, massa di mediocri, pezzi infranti di una vetrata mai esistita, soffi di vento senza direzione, creduli, perdenti, patetici al punto da mettersi insieme per poter gridare contro qualcuno: solo le grandi menti meritavano grandi passioni, solo i grandi giocatori meritavano il mondo.
*Freddo, quasi metallico, magico e raccapricciante insieme, lento a scandire, come se le parole fossero state gioielli di oscuro brillio.
*Piantala. Io sono stufo di chi ero, non di chi sarò. Di chi già sono, in verità, perché tra tutti gli esseri in natura solo agli uomini è dato di cambiare, cancellare e riscrivere: abbiamo una scelta, una via di fuga.
*A volte la vita prende le sembianze di un sogno e devi ricominciare tutto da capo come un neonato stupito e incredulo di non trovare la mammella della madre.
*È una storia d'amore e d'arte, ma soprattutto di destini, di strade intrecciate dal cielo, che a un certo punto non riconosciamo più e non vogliamo seguire, perché se l'uomo non è padrone dell'universo, come dice Bruno, è comunque e sempre padrone di se stesso.
*Fermò la nostalgia, la mise al muro e se la infilò per sempre nel cuore come una maniera di vivere.
*Gli uomini cantano quando le parole non bastano, quando non riescono a dirle, forse perché da sole sarebbero persino ridicole.
*È un'irriducibile attesa senza la minima idea di speranza, è una cocciutaggine del cuore che non vuole arrendersi alla linea del destino.
*Vuol dire che la «non libertà» è libertà.
*E tra tutti questi pensieri gli si affacciò alla mente, gli percorse il cuore una malinconia profonda di qualcosa che neppure lui sapeva bene cosa fosse, un che di perduto o mai colto, un'ombra giù nell'anima, un tratto confuso dell'instabilità umana, della condanna a trovare la felicità per non essere mai felici.
*Scrivo per uscire, scappare da queste infinite, inutili storie di niente che sono i processi, le guerre, le spedizioni, le conquiste, gli dèi perfino: milioni di granelli di sabbia siriaca che basta un'onda per spazzarli via.
*Viviamo di sussurri e non di urla.
*Sto lì, ebete di sogni spezzati.
*Passato. Il volo di colombe ha oscurato le nubi, parola data è un soffio, si è confusa al cielo, si è mischiata alla terra, fa compagnia ai vermi.
*Ho ritrovato un po' di fiato, il respiro: ora riesco a leggermi, come in uno specchio. Contemplo la mia faccia, la mia miseria. Basta. Basta. Quante volte me lo sono detto? Quante volte sono tornato indietro?
*Via, via, altre strade, altri mari, diverso cielo di sconosciute stelle: sì che anche le stelle non mi conoscano, non sappiano chi io sia.
*Si scrive perché non si vive: è una scusa, una difesa, una resa.
*Non piango, non so piangere, non ho mai imparato a farlo. Non conosco la commozione, solo il rimpianto e lo struggimento: conosco il fastidio e la noia, l'assenza e il rifiuto. Ho un groppo in gola, qui, adesso, ma non ci provo nemmeno a versar lacrime, perché se dovessi farlo una volta non la smetterei più per tutti i giorni che mi restano.
*È stato come chiedere scusa, a te, ma anche a me.
*Se siamo armate e addestrate, siamo in grado di convincere gli uomini che anche noi abbiamo mani, piedi e un cuore come il loro e che anche se siamo delicate e tenere, ci sono uomini delicati che possono essere forti e uomini volgari e violenti che sono dei codardi. Le donne non hanno ancora capito che dovrebbero comportarsi così, in questo modo riuscirebbero a combattere fino alla morte e per dimostrare che ciò è vero, sarò la prima ad agire, ergendomi a modello. (Veronica Franco)
*A voi uomini sembra impossibile, perché non potete leggerci dentro. Ma noi non abbiamo ieri e domani, noi abbiamo solo il momento che resta e non passa, quel che è stato non conta, quel che sarà non c'è: ogni frammento, ogni giorno fa parte a sé: ogni giorno di gioia è come eterno ed è quello il nostro segreto. A voi uomini sembra impossibile, perché non conoscete la felicità. (cavallo verso gli uomini)
*In un attimo, e non chiedermi perché, ho rivisto tutto il male, tutta l'ipocrisia del mondo vincere impunemente, schiacciare la bellezza, la verità e... e mi sono commosso.
==''Il libraio di Selinunte''==
===[[Incipit]]===
Un [[libri|libraio]] che non vende libri ma li legge ad alta voce. E li legge a un ragazzo, l'unico che abbia orecchie per lui. Saffo, Pessoa, Tolstoj, Rimbaud... Perché «tutte le parole scritte dagli uomini sono forsennato amore non corrisposto; sono un diario frettoloso e incerto che dobbiamo riempire di corsa, perché tempo ce n'è poco. Un immenso diario che teniamo per Dio, per non recarci a mani vuote all'appuntamento».
===Citazioni===
*Niente si muove, né al di qua, né al di là, né dentro di me. Ed è in quei momenti che me ne accorgo: niente vive cosi intensamente come il tempo fermo; perché non sono le persone che corrono, gli oggetti che cadono, le voci che risuonano, a fare la vita: quelle sono imitazioni inesatte della vita.
*Non era solo per stare al coperto, ripararsi dalla pioggia: ci dev'essere stata in loro la certezza assoluta di essere più del giorno che passa, oltre gli anni e di là dal tempo.
*Il prodigio della memoria non era niente rispetto a quanto mi succedeva nella mente e nell'anima.
*[...] bellezza è questo vestito che ti senti cucito addosso, soffice, caldo, indistruttibile, fra tanti altri che mancano sempre di qualcosa.
*Pensai: è come quando conosci una persona e non ci son più gli occhi, il braccio, le spalle, i piedi, i capelli; quelle cose non sono la persona, neanche messe tutte insieme: la persona è un'altra cosa.
*Io sono un uomo: altro non c'è, non contano né il viaggio né gli incontri, non contano la tempesta e il sole, non contano i giorni, le ore; non conta nemmeno il senso delle cose, che brilla o si spegne. Io sono un uomo e basta: al di là e oltre, con o senza tutto questo.
*Ma così è la disperazione, come una preghiera senza destinatario.
==Citazioni su Roberto Vecchioni==
*È stato il mio insegnante solo per un anno, in quarta ginnasio, poi si trasferì a Desenzano con la famiglia. [...] Aveva un'aria austera, arcigna, con il sigaro spento in bocca e il registro sottobraccio. Noi quattordicenni terrorizzati, era l'inizio dell'anno scolastico. Appoggiò il registro sulla cattedra facendo un rumore d'inferno: "Bene, adesso vi aspettano 5 anni di calci in c...". Uscì sbattendo la porta. Ricomparve dopo 5 minuti e iniziò a fare lezione come se nulla fosse. L'ingresso con quella parolaccia era un modo per dire: "Raga, parlo la vostra lingua. Sono severo, però vi capisco. Quindi non provate a prendermi in giro". ([[Paola Iezzi]])
*Era severo quando interrogava o quando dovevamo fare i compiti, ma era anche incredibilmente umano. Innamorata è un parolone, ma noi lo veneravamo, eravamo innamorati della sua essenza. Era come un’entità soprannaturale per noi, non un uomo normale. Nessun altro professore aveva la sua capacità di connettersi agli adolescenti. ([[Paola Iezzi]])
==Collaborazioni==
{{collaborazioni}}
*[[Angelo Branduardi]]
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Roberto Vecchioni, ''Il libraio di Selinunte'', Einaudi, Torino, 2004. ISBN 88-06-16739-1
*Roberto Vecchioni, ''La canzone del Teatro Canzone. Appunti sulla specificità di un linguaggio''; in ''Gaber, Giorgio, il Signor G. Raccontato da intellettuali, amici, artisti'', a cura di Andrea Pedrinelli, Kowalski, Milano, 2008, pp. 207-210. ISBN 978-88-7496-754-4
*Roberto Vecchioni, ''Scacco a Dio'', Einaudi, Torino, 2009. ISBN 978-88-06-19849-7
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Parabola (Roberto Vecchioni)|''Parabola''|}}
{{Pedia|Ipertensione (album)|''Ipertensione''|}}
{{Crediti|http://www.italialibri.net|Italialibri}}
{{DEFAULTSORT:Vecchioni, Roberto}}
[[Categoria:Cantautori italiani]]
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* [[Utente:Superchilum/Genova]]
* [[Utente:Superchilum/Wait]]
;Vai pure
*[[Saint Seiya: Soul of Gold]] con ultime parole ([https://www.youtube.com/playlist?list=PL8jk9jEnr_73fOftBagyxPws8hhyg-AWk])
*Nomi dalle canzoni [http://www.nomix.it/unacanzoneperte.php] o serie
<!--
;Sì, sul nome
* Jewel ([[Jessica Jones (serie televisiva)]])
* Ruhollah ([[Amir Taheri]])
;Sì, dedicate a
* Aida ([[Rino Gaetano]])
* Layla ([[Eric Clapton]]?)
* Maria ([[Rino Gaetano]], [[Articolo 31]])
* Marina ([[Rocco Granata]])
* Mario ([[Rino Gaetano]])
* Maryanna ([[Rino Gaetano]])
* Sara ([[Antonello Venditti]])
* Valentina ([[Max Gazzé]])
;Incerto
* Beatrice ([[Carmelo Bene]])
* Clementine ([[Se mi lasci ti cancello]])
* Eugenie ([[Va' e uccidi]])
-->
*Canzoni che citano personaggi: [http://www.comicbookradioshow.com/trapped/songlist.html]
*Dai libri: ''Si fa presto a dire pirla'' di [[Paolo Rossi (attore)|Paolo Rossi]], ''Parole e canzoni'' di [[Fabrizio De André]], [[Boris (seconda stagione)|''Boris'' (seconda stagione)]]
;Trovare fonti
* Da ''[[L'impero colpisce ancora]]'': "Luke, io sono tuo padre"
* Sfid: [[Robert Baden-Powell]], [[Rat-Man]], [[Lobo (fumetto DC Comics)|Lobo]] (''Lobo scatenato''?), discorso sul PIL di [[Robert Kennedy]]
* Gridi di battaglia: Superman (Su su e via), Transformers (Autorobot.. trasformatevi), Thor (Per la gloria di Asgard) Uomo Ragno (Vai ragnatela)
;Parliamone
* Raccolte dai media
** Tipologia
*** Sì: Slogan sportivi, Striscioni da stadio
*** No: Canti di guerra [in canzoni], "Facing the enemy", Haiku [in poesie; sì se in futuro ce ne saranno abbastanza], Marce [in canzoni]
*** ?: Cartoline, Conte, Lettere di addio, Scherzi telefonici, Segreti, Similitudini, Wellerismi
*** Da discutere: Tautogrammi, "Problems in mathematics"
** Medium
*** No: Testi sacri
*** ?: Anime e manga, Libri (distinguere narrativa, saggistica, ecc.), Programmi televisivi
*** Da discutere: musical, opere liriche, radio
** Portale?
* Linee guida
** "Proverbi italiani" nelle voci tematiche con "Dizionario dei proverbi" di Annarosa Selene, ma non nella voce [[Proverbi italiani]]...
** Citazioni errate/erroneamente attribuite ecc.
** Omissis e punteggiatura
** Stile disambigua: virgola o lineetta tra etichetta e descrizione?
** Link a Wikipedia: eccesso?
** Sigle: in che voce vanno? Dell'autore, dell'interprete, della serie/film/videogioco?
** Se ci sono note dell'autore come e dove riportarle? Es. [[Robert Conquest#Il grande terrore]] e [[Nikolaj Ivanovič Ežov]]
** Aggiungere argomento per template S (e W)?
** Fonti
*** Citazioni da Focus ([[Wikiquote:Bar/Archivio_2014-01--04#Citazioni_da_Focus|disc.]])
*** No fonti per frasi ricorrenti? ([https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=BoJack_Horseman&diff=prev&oldid=874195 v.], [[Discussioni_utente:Superchilum#Piano_B|disc.]])
*** Nota per fonti da FB e altri social
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**** Citazioni su un libro fatte dall'autore: si ripetono anche in sezione nel libro nella stessa pagina?
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**** Ok "Citazioni sull'album"? (es. [[Bruce Springsteen]])
****Incipit per voci di gruppi di scrittori
;Altre quote
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|AllineamentoTitolo = sinistra
|ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF
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{{MultiCol}}
;Bevande
* [[ACE (bevanda)]]
* [[Bevanda alcolica]]
* [[Camomilla]]
* [[Grappa]]
* [[Limonata]]
* [[Moscatello di Taggia]]
* [[Sidro]]
* [[Succo d'arancia]]
* [[Succo di mela]]
* [[Vino spumante]]
* [[Whisky]]
{{ColBreak}}
;Spezie
* [[Cumino]]
* [[Curry]]
* [[Pepe]]
* [[Spezia]]
* [[Zenzero]]
{{ColBreak}}
;Ortofrutta
* [[Cocomero]]
* [[Cranberry]]
* [[Crusca]]
* [[Fragola]]
* [[Ghianda]]
* [[Lampone]]
* [[Lenticchia]]
* [[Limone]]
* [[Mais]]
* [[Maracuja]]
* [[Melone]]
* [[Mirtillo]]
* [[Oliva]]
* [[Peperone]]
* [[Pisello]]
* [[Pomodoro]]
* [[Pompelmo]]
* [[Porro]]
* [[Segale]]
{{ColBreak}}
;Portate di cucina
* [[Baccalà]]
* [[Bignè]]
* [[Cappon magro]]
* [[Caramello]]
* [[Carpaccio (gastronomia)]]
* [[Christstollen]]
* [[Cima alla genovese]]
* [[Crema bavarese]]
* [[Dessert]]
* [[Dolce (cucina)]]
* [[Farinata]]
* [[Fesenjān]]
* [[Focaccia]]
* [[Ghiacciolo]]
* [[Hot dog]]
* [[Lasagne]]
* [[Macedonia di frutta]]
* [[Marshmallow]]
* [[Pandolce]]
* [[Pasta di gamberetti]]
* [[Pastel de nata]]
* [[Pemmican]]
* [[Peperonata]]
* [[Piatto (gastronomia)]]
* [[Sashimi]]
* [[Sorbetto]]
* [[Stoccafisso]]
* [[Stoccafisso accomodato]]
* [[Sushi]]
{{ColBreak}}
;Altri alimenti
* [[Gomma da masticare]]
* [[Ketchup]]
* [[Maionese]]
* [[Pesto]]
* [[Prosciutto]]
* [[Salame]]
* [[Salsiccia]]
* [[Senape]]
* [[Trippa]]
* [[Uva passa]]
* [[Würstel]]
* [[Yogurt]]
* [[Zucchero]]
{{EndMultiCol}}
}}
{{Cassetto
|Titolo = [[File:Nuvola filesystems folder home.png|20px]] '''Argomenti - Architetture (1)'''
|AllineamentoTitolo = sinistra
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|Contenuto =
{{MultiCol}}
;Alberghi
* [[Albergo]]
* [[Grand Hotel Eden (Genova)]]
* [[Grand Hotel Miramare]]
* [[Hotel Croce di Malta]]
{{ColBreak}}
;Castelli e fortezze
* [[Castello Mackenzie]]
* [[Forte Quezzi]]
* [[Forte Santa Tecla (Genova)]]
* [[Forti di Genova]]
{{ColBreak}}
;Chiese
* [[Abbazia di San Giuliano (Genova)]]
* [[Basilica della Santissima Annunziata del Vastato]]
* [[Basilica di San Siro]]
* [[Basilica di Santa Maria Assunta (Genova)]]
* [[Basilica di Santa Maria delle Vigne]]
* [[Cattedrale di San Canuto]]
* [[Cattedrale di San Lorenzo (Genova)]]
* [[Cattedrale di Santa Maria del Fiore]]
* [[Chiesa del Gesù e dei Santi Ambrogio e Andrea]]
* [[Chiesa di San Donato (Genova)]]
* [[Chiesa di San Filippo Neri (Genova)]]
* [[Chiesa di San Luca (Genova)]]
* [[Chiesa di San Matteo (Genova)]]
* [[Chiesa di Santa Maria della Spina]]
* [[Chiesa di Santa Maria di Castello (Genova)]]
* [[Chiesa di Santa Maria in Passione]]
* [[Chiese di Genova]]
* [[Commenda di San Giovanni di Pré]]
* [[Duomo di Pisa]]
{{ColBreak}}
;Ospedali
* [[Lazzaretto di Genova]]
* [[Ospedale degli Incurabili (Genova)]]
* [[Ospedale di Pammatone]]
* [[Ospedale San Martino]]
{{EndMultiCol}}
}}
{{Cassetto
|Titolo = [[File:Nuvola filesystems folder home.png|20px]] '''Argomenti - Architetture (2)'''
|AllineamentoTitolo = sinistra
|ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF
|Contenuto =
{{MultiCol}}
;Palazzi
* [[Palazzi dei Rolli]]
* [[Palazzo Baldassarre Lomellini]]
* [[Palazzo dell'Università di Genova]]
* [[Palazzo Doria-Tursi]]
* [[Palazzo Ducale (Genova)]]
* [[Palazzo Durazzo-Pallavicini]]
* [[Palazzo Giacomo Spinola]]
* [[Palazzo Lomellini-Serra]]
* [[Palazzo Pitti]]
* [[Palazzo Reale (Genova)]]
* [[Palazzo Rosso (Genova)]]
* [[Palazzo San Giorgio (Genova)]]
* [[Palazzo Spinola di Pellicceria]]
{{ColBreak}}
;Porte cittadine
* [[Porta Pila (Genova)]]
* [[Porta Siberia]]
* [[Porta Soprana]]
{{ColBreak}}
;Ville
* [[Villa Bagnarello]]
* [[Villa Brignole Sale Duchessa di Galliera]]
* [[Villa del Principe]]
* [[Villa delle Peschiere]]
* [[Villa Doria Centurione]]
* [[Villa Durazzo Bombrini]]
* [[Villa Durazzo-Pallavicini]]
* [[Villa Gnecco]]
* [[Villa Imperiale (Genova)]]
* [[Villa Imperiale Scassi]]
* [[Villa Mylius (Genova)]]
* [[Villa Rosazza]]
* [[Ville di Genova]]
* [[Villetta Di Negro]]
{{ColBreak}}
;Architetture varie
* [[Acquedotto storico di Genova]]
* [[Albergo dei Poveri (Genova)]]
* [[Bar (pubblico esercizio)]]
* [[Biosfera (Genova)]]
* [[Condominio]]
* [[Cucina (architettura)]]
* [[Fabbrica]]
* [[Galleria Mazzini]]
* [[Kings Weston House]]
* [[Laboratorio]]
* [[Laboratorio chimico]]
* [[Lanterna di Genova]]
* [[Loggia della Mercanzia (Genova)]]
* [[Mura dello Zerbino]]
* [[Mura di Genova]]
* [[Stadio Filadelfia]]
* [[Taverna]]
* [[Teatro Carlo Felice]]
* [[Teatro Diurno (Genova)]]
* [[Tempio di Vesta]]
* [[Torre Embriaci]]
{{EndMultiCol}}
}}
{{Cassetto
|Titolo = [[File:Autoroute icone.svg|20px]] '''Argomenti - Infrastrutture'''
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{{MultiCol}}
;Piazze
* [[Largo della Zecca]]
* [[Piazza Acquaverde]]
* [[Piazza Banchi]]
* [[Piazza Caricamento]]
* [[Piazza Corvetto]]
* [[Piazza De Ferrari]]
* [[Piazza del Carmine (Genova)]]
* [[Piazza della Nunziata]]
* [[Piazza della Vittoria (Genova)]]
* [[Piazza Giacomo Leopardi]]
* [[Piazza San Giorgio (Genova)]]
* [[Piazza San Matteo]]
* [[Piazza Sant'Anna (Genova)]]
* [[Piazza Sarzano]]
* [[Piazza Stella]]
{{ColBreak}}
;Strade
* [[Caruggi di Genova]]
* [[Corso Dogali]]
* [[Corso Firenze]]
* [[Corso Italia (Genova)]]
* [[Corso Monte Grappa (Genova)]]
* [[Salita della Misericordia]]
* [[Salita della Tosse]]
* [[Salita di San Francesco]]
* [[Strada sopraelevata di Genova]]
* [[Stradone di Sant'Agostino]]
* [[Via Antonio Gramsci (Genova)]]
* [[Via Balbi]]
* [[Via Caffaro (Genova)]]
* [[Via Cairoli (Genova)]]
* [[Via Canneto il Lungo]]
* [[Via Clavarezza]]
* [[Via Corsica (Genova)]]
* [[Via del Campo]]
* [[Via di Prè]]
* [[Via di San Bernardo]]
* [[Via Garibaldi (Genova)]]
* [[Via Montaldo]]
* [[Via San Luca]]
* [[Via Sestri]]
* [[Via XX Settembre (Genova)]]
* [[Viale delle Brigate Partigiane]]
* [[Vico Chiuso delle Formiche]]
* [[Vico dell'Amor Perfetto]]
* [[Vico della Noce]]
* [[Vico delle Virtù]]
* [[Wall Street]]
{{ColBreak}}
;Ponti
* [[Ponte di Carignano]]
* [[Viadotto Genova San Giorgio]]
* [[Viadotto Polcevera]]
{{ColBreak}}
;Infrastrutture varie
* [[Ferrovia]]
* [[Idroscalo di Genova]]
* [[Metropolitana di Mosca]]
* [[Porto di Genova]]
* [[Porto di Messina]]
* [[Scalinata delle Caravelle]]
* [[Stazione di Genova Piazza Principe]]
* [[Terzo valico]]
{{EndMultiCol}}
}}
{{Cassetto
|Titolo = [[File:Erioll world.svg|20px]] '''Argomenti - Luoghi'''
|AllineamentoTitolo = sinistra
|ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF
|Contenuto =
{{MultiCol}}
;Quartieri e zone
* [[Albaro]]
* [[Boccadasse]]
* [[Campopisano]]
* [[Capolungo (Genova)]]
* [[Carmine (Genova)]]
* [[Centro storico di Genova]]
* [[Certosa (Genova)]]
* [[Cornigliano]]
* [[Foce (Genova)]]
* [[Ghetto di Genova]]
* [[Maddalena (Genova)]]
* [[Madre di Dio (Genova)]]
* [[Manhattan]]
* [[Marassi]]
* [[Marinetta]]
* [[Molo (Genova)]]
* [[Nervi (Genova)]]
* [[Notting Hill]]
* [[Oregina]]
* [[Pianderlino]]
* [[Pontecarrega]]
* [[Pontedecimo]]
* [[Ponticello (Genova)]]
* [[Portoria]]
* [[Pra']]
* [[Prè]]
* [[Priaruggia]]
* [[Quezzi]]
* [[Quinto al Mare]]
* [[Righi]]
* [[Sampierdarena]]
* [[San Gottardo (Genova)]]
* [[San Teodoro (Genova)]]
* [[San Vincenzo (Genova)]]
* [[Sestri Ponente]]
* [[Sottoripa]]
* [[Staglieno]]
* [[Voltri]]
{{ColBreak}}
;Città
* [[Amsterdam]]
* [[Asso (Italia)]]
* [[Assuan]]
* [[Bangkok]]
* [[Bogotà]]
* [[Branson (Missouri)]]
* [[Camogli]]
* [[Città del Messico]]
* [[Como]]
* [[Crocefieschi]]
* [[Cuzco]]
* [[Dresda]]
* [[Dublino]]
* [[Elizabeth (New Jersey)]]
* [[Freehold (New Jersey)]]
* [[Granada]]
* [[Irancy]]
* [[Karlovy Vary]]
* [[La Spezia]]
* [[Levanto]]
* [[Lexington (Virginia)]]
* [[Lima (Perù)]]
* [[Lorsica]]
* [[Monopoli (Italia)]]
* [[Mosca (Russia)]]
* [[Nizza]]
* [[Pechino]]
* [[Potsdam]]
* [[San Biagio della Cima]]
* [[Sanremo]]
* [[Sheffield]]
* [[Sleepy Hollow (New York)]]
* [[Stoccolma]]
* [[Tangeri]]
* [[Tarrytown (New York)]]
* [[Tempio Pausania]]
* [[Valladolid]]
{{ColBreak}}
;Stati
* [[Galles]]
* [[Madagascar]]
* [[Nebraska]]
* [[Norvegia]]
* [[Ohio]]
* [[Oklahoma]]
* [[Nuova Zelanda]]
* [[Regno Unito]]
* [[Senegal]]
* [[Slovacchia]]
{{ColBreak}}
;Luoghi vari
* [[Antartide]]
* [[Artide]]
* [[Bisagno]]
* [[Camposanto monumentale]]
* [[Cimitero monumentale di Staglieno]]
* [[Eurabia]]
* [[Fenicia]]
* [[Fiera di Genova]]
* [[Filfola]]
* [[Gibilterra]]
* [[Isola di Lampedusa]]
* [[Isole Samoa]]
* [[Macedonia (regione storica)]]
* [[Monte Fasce]]
* [[Oceano Antartico]]
* [[Parchi di Nervi]]
* [[Passo di Wrynose]]
* [[Polcevera]]
* [[Polo nord]]
* [[Polo sud]]
* [[Regioni polari]]
* [[Repubblica di Genova]]
* [[Riviera di Levante]]
* [[Riviera di Ponente]]
* [[Scoglio di Quarto]]
* [[Spianata dell'Acquasola]]
* [[Stretto di Gibilterra]]
* [[Sturla (torrente)]]
* [[Triangolo delle Bermude]]
* [[Val Bisagno]]
* [[Val Polcevera]]
* [[Valle Fontanabuona]]
{{ColBreak}}
;Luoghi immaginari
* [[Gotham City]]
* [[Isola che non c'è]]
* [[Limbo]]
* [[Metropolis (DC Comics)]]
* [[Penitenziario di Oswald]]
* [[Smallville (DC Comics)]]
{{EndMultiCol}}
}}
{{Cassetto
|Titolo = [[File:Star of life.svg|20px]] '''Argomenti - Medicina'''
|AllineamentoTitolo = sinistra
|ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF
|Contenuto =
{{MultiCol}}
;Anatomia
* [[Alluce]]
* [[Ano]]
* [[Anulare]]
* [[Baffo]]
* [[Braccio]]
* [[Collo]]
* [[Dito]]
* [[Fronte (anatomia)]]
* [[Gamba]]
* [[Ginocchio]]
* [[Gomito]]
* [[Guancia]]
* [[Indice (dito)]]
* [[Labbro]]
* [[Lentiggini]]
* [[Medio]]
* [[Mento]]
* [[Mignolo]]
* [[Nuca]]
* [[Osso]]
* [[Osso zigomatico]]
* [[Ovaia]]
* [[Piede]]
* [[Pollice (dito)]]
* [[Polmone]]
* [[Polso]]
* [[Pomo d'Adamo]]
* [[Scalpo]]
* [[Scheletro]]
* [[Schiena]]
* [[Scroto]]
* [[Spalla]]
* [[Sperma]]
* [[Spermatozoo]]
* [[Testicolo]]
* [[Unghia]]
* [[Uretra]]
{{ColBreak}}
;Colore dei capelli
* [[Capelli bianchi]]
* [[Capelli biondi]]
* [[Capelli bruni]]
* [[Capelli grigi]]
* [[Capelli neri]]
* [[Capelli rossi]]
* [[Capelli verdi]]
{{ColBreak}}
;Colore degli occhi
* [[Colore degli occhi]]
* [[Occhi azzurri]]
* [[Occhi chiari]]
* [[Occhi marroni]]
* [[Occhi neri]]
* [[Occhi scuri]]
{{ColBreak}}
;Malattie
* [[Acefalia]]
* [[Acne]]
* [[Aracnofobia]]
* [[Ematoma periorbitale]]
* [[Epidemia]]
* [[Parotite]]
* [[Psicosi]]
* [[Scarlattina]]
* [[Verruca]]
{{ColBreak}}
;Salute
* [[Asfissia]]
* [[Eruttazione]]
* [[Fecondazione assistita]]
* [[Flatulenza]]
* [[Prurito]]
* [[Saliva]]
* [[Tintura dei capelli]]
* [[Tonsura]]
* [[Urologia]]
{{EndMultiCol}}
}}
{{Cassetto
|Titolo = [[File:Nuvola apps kuickshow.png|20px]] '''Argomenti - Natura'''
|AllineamentoTitolo = sinistra
|ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF
|Contenuto =
{{MultiCol}}
;Animali
* [[Anguilla]]
* [[Armadillo]]
* [[Aspide]]
* [[Assiolo]]
* [[Avvoltoio]]
* [[Bassotto]]
* [[Biscia]]
* [[Boa (zoologia)]]
* [[Boga (zoologia)]]
* [[Brachiosauro]]
* [[Cagna]]
* [[Calabrone]]
* [[Cammello]]
* [[Cane meticcio]]
* [[Canguro]]
* [[Capriolo]]
* [[Castoro]]
* [[Cavalletta]]
* [[Chiocciola]]
* [[Cieca (zoologia)]]
* [[Cobra]]
* [[Colomba]]
* [[Condor]]
* [[Coniglio]]
* [[Cuculo]]
* [[Dromedario]]
* [[Falco]]
* [[Fringuello]]
* [[Gambero]]
* [[Gazzella]]
* [[Ghepardo]]
* [[Giumenta]]
* [[Gnu]]
* [[Gorilla]]
* [[Granchio pisello]]
* [[Grillo]]
* [[Libellula]]
* [[Locusta]]
* [[Lombrico]]
* [[Lumaca]]
* [[Mantide]]
* [[Merlo]]
* [[Nacchera (zoologia)]]
* [[Ocelot]]
* [[Orango]]
* [[Ornitorinco]]
* [[Orso polare]]
* [[Passero]]
* [[Pecora nera]]
* [[Pidocchio]]
* [[Pinguino]]
* [[Pitone]]
* [[Piviere]]
* Porcospino
* [[Pulcino]]
* [[Puledro]]
* [[Riccio]]
* [[Rinoceronte]]
* [[Rombo (zoologia)]]
* [[Rospo]]
* [[Salamandra]]
* [[Sanguisuga]]
* [[Scarabeo (zoologia)]]
* [[Sciacallo]]
* [[Scimpanzé]]
* [[Scorpione]]
* [[Scrofa]]
* [[Stallone]]
* [[Tirannosauro]]
* [[Tordo (uccello)]]
* [[Traveller (cavallo)]]
* [[Triceratopo]]
* [[Tritone (anfibio)]]
* [[Uccelli migratori]]
* [[Vedova nera]]
* [[Verme]]
* [[Vespa (zoologia)]]
* [[Vipera]]
* [[Vongola]]
{{ColBreak}}
;Piante e funghi
* [[Bonsai]]
* [[Capelvenere]]
* [[Cappero]]
* [[Cotonastro]]
* [[Fiori di campo]]
* [[Geranio]]
* [[Lavanda]]
* [[Lino (botanica)]]
* [[Malva]]
* [[Mirto (botanica)]]
* [[Ovolo malefico]]
* [[Quercia]]
* [[Salice]]
* [[Tiglio]]
* [[Zafferano (botanica)]]
{{ColBreak}}
;Oggetti astronomici
* [[Cometa]]
* [[Cometa di Halley]]
* [[Cratere Tycho]]
* [[Leone (costellazione)]]
* [[Maria della Luna]]
* [[Mercurio (astronomia)]]
* [[Meteora]]
* [[Nettuno (astronomia)]]
* [[Plutone (astronomia)]]
* [[Saturno (astronomia)]]
* [[Sistema solare]]
* [[Urano (astronomia)]]
{{ColBreak}}
;Anatomia animale
* [[Aculeo]]
* [[Ala]]
* [[Artiglio]]
* [[Becco]]
* [[Coda (anatomia)]]
* [[Corno (biologia)]]
* [[Criniera]]
* [[Pinna]]
* [[Proboscide]]
* [[Pungiglione]]
* [[Scaglia]]
* [[Zampa]]
* [[Zanne]]
* [[Zoccolo]]
{{ColBreak}}
;Componenti naturali
* [[Formicaio]]
* [[Iceberg]]
* [[Ionosfera]]
* [[Pozzanghera]]
* [[Stagno (idrografia)]]
* [[Terra bagnata]]
{{EndMultiCol}}
}}
{{Cassetto
|Titolo = [[File:Salomo icon.svg|17px]] '''Argomenti - Persone'''
|AllineamentoTitolo = sinistra
|ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF
|Contenuto =
{{MultiCol}}
;Cariche politiche
* [[Deputato]]
* [[Ministro]]
* [[Ministro senza portafoglio]]
* [[Podestà]]
* [[Primo ministro]]
* [[Sindaco]]
{{ColBreak}}
;Figure religiose
* [[Abate]]
* [[Apostolo]]
* [[Arcivescovo]]
* [[Cardinale]]
* [[Chierico]]
* [[Curato]]
* [[Dalai Lama]]
* [[Diacono]]
* [[Eremita]]
* [[Parroco]]
* [[Pastore (religione)]]
* [[Patriarca (cristianesimo)]]
* [[Patriarca (ebraismo)]]
* [[Rabbino]]
* [[Reverendo]]
* [[Sciamano]]
* [[Servo di Dio]]
* [[Suora]]
* [[Vescovo]]
* [[Yogin]]
{{ColBreak}}
;Parentele e relazioni
* [[Anima gemella]]
* [[Cognato]]
* [[Conoscente]]
* [[Cugino]]
* [[Ex (relazione)]]
* [[Fidanzata]]
* [[Fidanzato]]
* [[Figliastro]]
* [[Figlio di papà]]
* [[Figlio naturale]]
* [[Figlio unico]]
* [[Figlioccio]]
* [[Fratello maggiore]]
* [[Fratello minore]]
* [[Gemelli (biologia)]]
* [[Gemelli siamesi]]
* [[Genero]]
* [[Matrigna]]
* [[Mezzano (parentela)]]
* [[Migliore amico]]
* [[Nipote (di nonno)]]
* [[Nipote (di zio)]]
* [[Nonno]]
* [[Padrino e madrina]]
* [[Primogenito]]
* [[Sorella]]
* [[Suocero]]
* [[Zio]]
{{ColBreak}}
;Militari
* [[Capitano]]
* [[Caporale]]
* [[Colonnello]]
* [[Militare]]
* [[Paracadutista militare]]
* [[Rōnin]]
* [[Samurai]]
* [[Sergente]]
* [[Ufficiale (forze armate)]]
{{ColBreak}}
;Nobili e sovrani
* [[Barone]]
* [[Doge]]
* [[Duca]]
* [[Effendi]]
* [[Faraone]]
* [[Imperatore]]
* [[Marchese]]
* [[Principessa]]
* [[Re]]
* [[Regina]]
* [[Sultano]]
* [[Visconte]]
* [[Zar]]
{{ColBreak}}
;Altri tipi di persone
* [[Agente (diritto)]]
* [[Agente di cambio]]
* [[Assaggiatore]]
* [[Assassino]]
* [[Autore]]
* [[Brigadiere]]
* [[Cacciatore di taglie]]
* [[Camallo]]
* [[Cantautore]]
* [[Capitano (sport)]]
* [[Capo (scout)]]
* [[Cenciaiolo]]
* [[Cicisbeo]]
* [[Colpevole]]
* [[Comandante (nautica)]]
* [[Cowboy]]
* [[Dirigente]]
* [[Fumettista]]
* [[Funzionario]]
* [[Genovesi]]
* [[Hooligan]]
* [[Impiegato]]
* [[Interprete (lingua)]]
* [[Interprete (musica)]]
* [[Inventore]]
* [[Magnate]]
* [[Nerd]]
* [[Ninja]]
* [[Nocchiere]]
* [[Passeggero clandestino]]
* [[Portinaio]]
* [[Questore (ordinamento italiano)]]
* [[Ragazza]]
* [[Sarto]]
* [[Solista]]
* [[Sommelier]]
* [[Soul man]]
* [[Spalla (attore)]]
* [[Spazzacamino]]
* [[Suffragette]]
* [[Timoniere]]
* [[Ufficiale (funzionario)]]
* [[Viticoltore]]
{{EndMultiCol}}
}}
{{Cassetto
|Titolo = [[File:Nuvola apps kopete.png|20px]] '''Argomenti vari (1)'''
|AllineamentoTitolo = sinistra
|ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF
|Contenuto =
{{MultiCol}}
;Abbigliamento
* [[Borsello]]
* [[Cappotto]]
* [[Ciabatta]]
* [[Cintura]]
* [[Cravatta]]
* [[Frac]]
* [[Infradito]]
* [[Mezzaro]]
* [[Pantofola]]
* [[Smoking]]
* [[Stivale]]
* [[Zaino]]
{{ColBreak}}
;Armi
* [[Fascio littorio]]
* [[Frusta]]
* [[Frustino]]
* [[Machete]]
* [[Mannaia]]
* [[Mina (ordigno)]]
* [[Pallottola]]
* [[Proiettile]]
{{ColBreak}}
;Aziende e marchi
* [[Acciaierie di Cornigliano]]
* [[Google]]
* [[Ilva]]
* [[La Gazzetta dello Sport]]
* [[La Repubblica (giornale)]]
* [[McDonald's]]
* [[Mediaset]]
* [[Nutella]]
{{ColBreak}}
;Colori
* [[Beige]]
* [[Bordeaux (colore)]]
* [[Cachi (colore)]]
* [[Celeste]]
* [[Ceruleo]]
* [[Indaco (colore)]]
* [[Lavanda (colore)]]
* [[Malva (colore)]]
* [[Marrone]]
* [[Ocra]]
* [[Scarlatto]]
* [[Violetto]]
{{ColBreak}}
;Confronti
* [[Bene e male]]
* [[Felicità e infelicità]]
* [[Genitore e figlio]]
* [[Innocente e colpevole]]
* [[Marito e moglie]]
* [[Paradiso e inferno]]
* [[Risata e pianto]]
* [[Verità e bugia]]
{{EndMultiCol}}
}}
{{Cassetto
|Titolo = [[File:Nuvola apps kopete.png|20px]] '''Argomenti vari (2)'''
|AllineamentoTitolo = sinistra
|ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF
|Contenuto =
{{MultiCol}}
;Elementi chimici
* [[Alluminio]]
* [[Alogeni]]
* [[Calcio (elemento chimico)]]
* [[Cesio (elemento chimico)]]
* [[Cloro]]
* [[Elementi di transizione]]
* [[Elio]]
* [[Fosforo]]
* [[Gas nobili]]
* [[Manganese]]
* [[Rame]]
* [[Silicio]]
* [[Stagno (elemento chimico)]]
* [[Titanio]]
* [[Tungsteno]]
* [[Zolfo]]
{{ColBreak}}
;Età
* [[Cinquantacinquenne]]
* [[Cinquantatreenne]]
* [[Diciassettenne]]
* [[Diciannovenne]]
* [[Diciottenne]]
* [[Dodicenne]]
* [[Duenne]]
* [[Quarantaduenne]]
* [[Quarantacinquenne]]
* [[Quarantaquattrenne]]
* [[Quattordicenne]]
* [[Quattrenne]]
* [[Quindicenne]]
* [[Sedicenne]]
* [[Seienne]]
* [[Sessantacinquenne]]
* [[Settenne]]
* [[Treenne]]
* [[Trentaduenne]]
* [[Trentacinquenne]]
* [[Venticinquenne]]
* [[Ventiduenne]]
* [[Ventunenne]]
{{ColBreak}}
;Eventi e ricorrenze
* [[100000]]
* [[14 febbraio]]
* [[Alluvione della Willamette Valley del 1996]]
* [[Altro ieri]]
* [[Bombardamento di Dresda]]
* [[Calendario]]
* [[Calendario maya]]
* [[Calendario romano]]
* [[Concerto del Primo Maggio]]
* [[Dopodomani]]
* [[Evento storico]]
* [[Grande esposizione di Londra]]
* [[Guerra delle Falkland]]
* [[Ieri]]
* [[Luminara di San Ranieri]]
* [[Mostra]]
* [[Oggi]]
* [[Ora]]
* [[Profezie sul 21 dicembre 2012]]
* [[San Valentino (festa)]]
* [[Settimana]]
* [[Strage di piazza Fontana]]
* [[Venerdì santo]]
* [[XIX secolo]]
{{ColBreak}}
;Giochi
* [[Briscola]]
* [[Dungeons & Dragons]]
* [[Monopoly]]
* [[Morra cinese]]
* [[Pac-Man]]
* [[Shanghai (gioco)]]
* [[Transformers]]
* [[Ultimate Spider-Man (videogioco)]]
{{EndMultiCol}}
}}
{{Cassetto
|Titolo = [[File:Nuvola apps kopete.png|20px]] '''Argomenti vari (3)'''
|AllineamentoTitolo = sinistra
|ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF
|Contenuto =
{{MultiCol}}
;Materiali & co.
* [[Ardesia]]
* [[Borotalco]]
* [[Calcestruzzo armato]]
* [[Carbone]]
* [[Carbone attivo]]
* [[Carta]]
* [[Cashmere]]
* [[Ceramica]]
* [[Colla]]
* [[Cotone (fibra)]]
* [[Gomma]]
* [[Lana]]
* [[Lino (fibra)]]
* [[Seta]]
* [[Vernice]]
{{ColBreak}}
;Mezzi di trasporto
* [[Aereo a reazione]]
* [[Ascensore Castelletto Levante]]
* [[Autobus]]
* [[Autocarro]]
* [[Boeing AH-64 Apache]]
* [[Canoa]]
* [[Canotto]]
* [[Carro]]
* [[Carro armato]]
* [[Carro funebre]]
* [[Carrozza]]
* [[Carrozzina per bambini]]
* [[Chiatta]]
* [[Dirigibile]]
* [[Elicottero]]
* [[Fiat Cinquecento]]
* [[Fiat Panda]]
* [[Funicolare Zecca-Righi]]
* [[Gondola]]
* [[Ilyushin Il-76]]
* [[Imbarcazione]]
* [[Limousine]]
* [[Locomotiva a vapore]]
* [[Mongolfiera]]
* [[Motocarrozzetta]]
* [[Nazario Sauro (S 518)]]
* [[Panfilo]]
* [[Petroliera]]
* [[Rex (transatlantico)]]
* [[Sedia a rotelle]]
* [[Slitta]]
* [[Sottomarino]]
* [[Tandem]]
* [[Titanic]]
* [[Traghetto]]
* [[Tram]]
* [[Treno]]
* [[Zattera]]
{{ColBreak}}
;Numeri
* [[Centootto]]
* [[Dodici]]
* [[Mille]]
* [[Sei]]
* [[Uno]]
* [[Ventotto]]
* [[Zero]]
{{ColBreak}}
;Oggetti immaginari
* [[Batmobile]]
* [[Bat-cintura]]
{{ColBreak}}
;Oggetti vari
* [[Anello (gioiello)]]
* [[Asso (carte)]]
* [[Bancomat]]
* [[Borraccia]]
* [[Brocca]]
* [[Calice (bicchiere)]]
* [[Cannocchiale]]
* [[Cannocchiali di Galileo]]
* [[Cavatappi]]
* [[Cinture di sicurezza]]
* [[Contrappeso]]
* [[Cuscino]]
* [[Dado (gioco)]]
* [[Dentifricio]]
* [[Etichetta di identificazione]]
* [[Fanale (veicoli stradali)]]
* [[Foto]]
* [[Foto di famiglia]]
* [[Frigorifero]]
* [[Gomma per cancellare]]
* [[Guida (manuale)]]
* [[Lampada]]
* [[Lampada abbronzante]]
* [[Lampada fluorescente]]
* [[Lampadario]]
* [[Lampadina]]
* [[Lampione]]
* [[Lanterna]]
* [[Lavastoviglie]]
* [[Macchina per cucire]]
* [[Manufatto]]
* [[Mappa]]
* [[Materasso]]
* [[Matita]]
* [[Mina (matita)]]
* [[Monocolo]]
* [[Mouse]]
* [[Muro]]
* [[Nido artificiale]]
* [[Pennello]]
* [[Pettine]]
* [[Piatto (stoviglia)]]
* [[Pila (elettrotecnica)]]
* [[Piumino]]
* [[Porta cittadina]]
* [[Porta di casa]]
* [[Rifiuto (spazzatura)]]
* [[Rubinetto]]
* [[Schiuma da barba]]
* [[Sedia a sdraio]]
* [[Shampoo]]
* [[Spaventapasseri]]
* [[Spazzolino da denti]]
* [[Teiera]]
* [[Telescopio]]
* [[Tenda (abitazione)]]
* [[Tenda Rossa]]
* [[Toner]]
* [[Torcia]]
* [[Torcia elettrica]]
* [[Tovagliolo]]
* [[Trogolo]]
{{EndMultiCol}}
}}
{{Cassetto
|Titolo = [[File:Nuvola apps kopete.png|20px]] '''Argomenti vari (4)'''
|AllineamentoTitolo = sinistra
|ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF
|Contenuto =
{{MultiCol}}
;Pasti
* [[Aperitivo]]
* [[Banchetto]]
* [[Brunch]]
* [[Cena]]
* [[Colazione]]
* [[Pasto]]
* [[Picnic]]
* [[Pranzo]]
{{ColBreak}}
;Politica
* [[Fratelli d'Italia (partito politico)]]
* [[Imperialismo]]
* [[Partito Democratico (Stati Uniti d'America)]]
* [[Partito Repubblicano (Stati Uniti d'America)]]
* [[Partito Repubblicano Italiano]]
* [[Repubblica]]
* [[Repubblicanesimo]]
* [[Riforma costituzionale Renzi-Boschi]]
* [[Suffragio femminile]]
* [[Voto (elezione)]]
{{ColBreak}}
;Religione
* [[Arca dell'Alleanza]]
* [[Bambola vudù]]
* [[Calice (liturgia)]]
* [[Canonizzazione]]
* [[Catechismo]]
* [[Cenobitismo]]
* [[Chierici regolari teatini]]
* [[Giuda (tribù)]]
* [[Graal]]
* [[Inquisizione]]
* [[Inquisizione spagnola]]
* [[Reliquia]]
* [[Sacro Catino]]
* [[Vudù]]
{{ColBreak}}
;Scautismo
* [[Coccinelle (scout)]]
* [[Lupetti]]
* [[Reparto (scout)]]
* [[Roverismo]]
* [[Scautismo]]
* [[Uniforme scout]]
{{ColBreak}}
;Segni zodiacali
* [[Acquario (astrologia)]]
* [[Ariete (astrologia)]]
* [[Bilancia (astrologia)]]
* [[Cancro (astrologia)]]
* [[Capricorno (astrologia)]]
* [[Gemelli (astrologia)]]
* [[Leone (astrologia)]]
* [[Pesci (astrologia)]]
* [[Sagittario (astrologia)]]
* [[Scorpione (astrologia)]]
* [[Toro (astrologia)]]
* [[Vergine (astrologia)]]
{{EndMultiCol}}
}}
{{Cassetto
|Titolo = [[File:Nuvola apps kopete.png|20px]] '''Argomenti vari (5)'''
|AllineamentoTitolo = sinistra
|ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF
|Contenuto =
{{MultiCol}}
;Sostanze chimiche
* [[Acidi carbossilici]]
* [[Acido fluoridrico]]
* [[Anidride carbonica]]
* [[Benzoato di potassio]]
* [[Bicarbonato di sodio]]
* [[Chinino]]
* [[Composto chimico]]
* [[Enzima]]
* [[Fosfina]]
* [[Nicotina]]
* [[Stricnina]]
{{ColBreak}}
;Sport
* [[Beach soccer]]
* [[Bologna Football Club 1909]]
* [[Calcio femminile]]
* [[Canoa/kayak]]
* [[Catenaccio]]
* [[Contropiede]]
* [[Curling]]
* [[Derby]]
* [[Derby di Genova]]
* [[Hockey su ghiaccio]]
* [[Hockey su prato]]
* [[Hurling]]
* [[Pattino]]
* [[Skateboarding]]
* [[Squat]]
* [[Surf]]
* [[The Greatest Try]]
* [[Totocalcio]]
* [[Unione Calcio Sampdoria]]
{{ColBreak}}
;Strumenti musicali
* [[Armonica a bocca]]
* [[Arpa]]
* [[Batteria (strumento musicale)]]
* [[Cannone (violino)]]
* [[Chitarra]]
* [[Clarinetto]]
* [[Clavicembalo]]
* [[Corno (strumento musicale)]]
* [[Fisarmonica]]
* [[Lira (strumento musicale)]]
* [[Liuto]]
* [[Nacchere]]
* [[Organo (strumento musicale)]]
* [[Ottoni (musica)]]
* [[Piatto (strumento musicale)]]
* [[Sassofono]]
* [[Scacciapensieri]]
* [[Sintetizzatore]]
* [[Tamburo]]
* [[Triangolo (strumento musicale)]]
* [[Tromba]]
* [[Violino]]
* [[Xilofono]]
{{ColBreak}}
;Tessuti
* [[Chiffon]]
* [[Raso]]
* [[Taffetà]]
* [[Velluto]]
{{ColBreak}}
;Varie
* [[A]]
* [[Acume]]
* [[Adozione]]
* [[Affidabilità]]
* [[Alta società]]
* [[Ambiente (biologia)]]
* [[Ambiguità]]
* [[Ammissione]]
* [[Analogia]]
* [[Angeli del fango]]
* [[Animazione]]
* [[Annaffiatura]]
* [[Annuncio pubblicitario]]
* [[Apache]]
* [[Apollo 13]]
* [[Archeologia]]
* [[Assenza]]
* [[Assistenza clienti]]
* [[Associazione]]
* [[Assolutamente]]
* [[Astrazione]]
* [[Autoformazione]]
* [[Avversario]]
* [[Avvertimento]]
* [[Azione legale]]
* [[Baritono]]
* [[Barzelletta]]
* [[Basso (voce)]]
* [[Belìn]]
* [[Brindisi (saluto)]]
* [[Buco nell'ozono]]
* [[Bullismo]]
* [[Bummel]]
* [[Calcio (colpo)]]
* [[Cantiere]]
* [[Capacità di intendere e di volere]]
* [[Capitale (città)]]
* [[Capitale (economia)]]
* [[CAPTCHA]]
* [[Cerchio]]
* [[Chemiometria]]
* [[Chiaroveggenza]]
* [[Chimica analitica]]
* [[Chimica fisica]]
* [[Circolo virtuoso e circolo vizioso]]
* [[Club]]
* [[Codice morale]]
* [[Collaborazione]]
* [[Compendio]]
* [[Congratulazioni]]
* [[Consulenza]]
* [[Consultazione]]
* [[Contante]]
* [[Controcorrente]]
* [[Costruzione]]
* [[Creazione]]
* [[Criminalità organizzata]]
* [[Crisi d'identità]]
* [[Crociera]]
* [[Cubo]]
* [[Cucina]]
* [[Cucina genovese]]
* [[Cucito]]
* [[De']]
* [[Diffusione di materia]]
* [[Diritti dei lavoratori]]
* [[Distillazione]]
* [[Dollaro statunitense]]
* [[Donne genovesi]]
* [[Doria]]
* [[Dottrina]]
* [[Efficienza]]
* [[Emotività]]
* [[Enigmistica]]
* [[Epigramma]]
* [[Epistolario]]
* [[Erudizione]]
* [[Esplorazione polare]]
* [[Evasione]]
* [[Evasione dalla prigione]]
* [[Evasione fiscale]]
* [[Faida]]
* [[Falsa amicizia]]
* [[Fantasy]]
* [[Fata morgana (ottica)]]
* [[Favola]]
* [[Fenomeno]]
* [[Fiamminghi]]
* [[Figura retorica]]
* [[Fonologia della lingua inglese]]
* [[Fuochi d'artificio]]
* [[Gastronomia]]
* [[Gastronomia molecolare]]
* [[Gazzetta]]
* [[Gimnopodismo]]
* [[Giornalismo]]
* [[Grammatica italiana]]
* [[Gruppo funzionale]]
* [[Gruppo musicale]]
* [[Hobby]]
* [[Immigrazione illegale]]
* [[Impresa (gesta)]]
* [[Impressionismo]]
* [[Incantesimo]]
* [[Incidente]]
* [[Incidente stradale]]
* [[Incompletezza]]
* [[Indignazione]]
* [[Infedeltà]]
* [[Ingegneria sociale]]
* [[Iniziativa]]
* [[Investimento]]
* [[Invisibilità]]
* [[Irritabilità]]
* [[Legge di Murphy]]
* [[Lingua ceca]]
* [[Lingua ligure]]
* [[Lingua napoletana]]
* [[Lira italiana]]
* [[Macaia]]
* [[Magone]]
* [[Marketing]]
* [[Marvel Cinematic Universe]]
* [[Meccanica statistica]]
* [[Memoria a breve termine]]
* [[Memoria a lungo termine]]
* [[Mensur]]
* [[Merce]]
* [[Meta]]
* [[Metamorfosi]]
* [[Mettere le corna]]
* [[Milieu]]
* [[Miniera]]
* [[Misantropia]]
* [[Modello (scienza)]]
* [[Monopolio]]
* [[Moto (fisica)]]
* [[Movimento (sociologia)]]
* [[Musica balcanica]]
* [[Musica registrata]]
* [[Mussa (linguistica)]]
* [[Ninna nanna]]
* [[No]]
* [[Nubilato]]
* [[Numero telefonico]]
* [[Olfatto]]
* [[Opposizione (filosofia)]]
* [[Organo (diritto)]]
* [[Ottusità]]
* [[Pagina bianca]]
* [[Paracadutismo]]
* [[Parata (evento)]]
* [[Parco letterario]]
* [[Parola d'ordine]]
* [[Passeggiata]]
* [[Pasticceria]]
* [[Persone care]]
* [[Pizzica]]
* [[Poligamia]]
* [[Popolazione]]
* [[Praticità]]
* [[Preparazione]]
* [[Progetto Manhattan]]
* [[Prova (diritto)]]
* [[Pseudologia fantastica]]
* [[Psichedelia]]
* [[Quiz]]
* [[Rave party]]
* [[Reazione]]
* [[Reticenza]]
* [[Ricetta]]
* [[Riciclaggio dei rifiuti]]
* [[Riciclaggio di denaro]]
* [[Riconsiderazione]]
* [[Rispettabilità]]
* [[Rissa]]
* [[Rito]]
* [[Riviera]]
* [[Rotatoria]]
* [[Scintilla]]
* [[Scomparsa]]
* [[Scuola Normale Superiore]]
* [[Sensi]]
* [[Sesso virtuale]]
* [[Sfera]]
* [[Sì]]
* [[Sillabario]]
* [[Singolo di successo]]
* [[Sott'acqua]]
* [[Spontaneità]]
* [[Stalking]]
* [[Storia di Genova]]
* [[Strage]]
* [[Stupore]]
* [[Suggerimento]]
* [[Superpotere]]
* [[Tavola periodica degli elementi]]
* [[Team-up]]
* [[Temperamento]]
* [[Tenore]]
* [[Teorema]]
* [[Teoria del complotto]]
* [[Teoria scientifica]]
* [[Territorio]]
* [[Tono (linguistica)]]
* [[Tragedia (evento)]]
* [[Trailer]]
* [[Trasloco]]
* [[Turismo]]
* [[Turismo sessuale]]
* [[Uguaglianza di genere]]
* [[Ultimatum]]
* [[Ultimo teorema di Fermat]]
* [[Vacanza]]
* [[Vedovanza]]
* [[Vizi capitali]]
* [[Volubilità]]
* [[Western]]
* [[Western all'italiana]]
{{EndMultiCol}}
}}
{{Cassetto
|Titolo = [[File:Nuvola apps edu languages.png|20px]] '''Biografie'''
|AllineamentoTitolo = sinistra
|ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF
|Contenuto =
{{MultiCol}}
;Calcio
* [[Angelo Palombo]]
* [[Antonio Cassano]]
* [[Edmondo Fabbri]]
* [[Eugenio Bersellini]]
* [[Fulvio Bernardini]]
* [[Gianluca Pagliuca]]
* [[Gianluca Vialli]]
* [[Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)]]
* [[José Perdomo]]
* [[Orlando Portento]]
* [[Paolo Borea]]
* [[Paolo Mantovani]]
* [[Pietro Vierchowod]]
* [[Renzo Fossati]]
* [[Riccardo Garrone (imprenditore)]]
* [[Ruud Gullit]]
* [[Simone Perrotta]]
* [[Sven-Göran Eriksson]]
* [[Toninho Cerezo]]
* [[Vincenzo Esposito (calciatore 1963)]]
* [[Walter Novellino]]
* [[Walter Zenga]]
{{ColBreak}}
;Fumetto
* [[Ade Capone]]
* [[Alex Toth]]
* [[Alfredo Castelli]]
* [[Andrea Plazzi]]
* [[Bruce Timm]]
* [[Carlo Ambrosini]]
* [[Chester Gould]]
* [[Davide La Rosa]]
* [[Erik Larsen]]
* [[Erika Fuchs]]
* [[Fabian Nicieza]]
* [[Ferruccio Alessandri]]
* [[Garth Ennis]]
* [[Giacomo Bevilacqua]]
* [[Giampiero Casertano]]
* [[Giorgio Pezzin]]
* [[Jack Kirby]]
* [[Joe Sinnott]]
* [[John Byrne]]
* [[John McCrea]]
* [[John Romita Jr.]]
* [[Keith Giffen]]
* [[Leone Cimpellin]]
* [[Marc Silvestri]]
* [[Marco Marcello Lupoi]]
* [[Massimo Bonfatti]]
* [[Paul Dini]]
* [[Peyo]]
* [[Rob Liefeld]]
* [[Roberto Recchioni]]
* [[Romano Garofalo]]
* [[Scott Snyder]]
* [[Sergio Algozzino]]
* [[Vanna Vinci]]
* [[Zerocalcare]]
{{ColBreak}}
;Letteratura e giornalismo
* [[Albert J. Guerard]]
* [[Amin Maalouf]]
* [[André-Hippolyte Lemonnier]]
* [[Andrew Lang (scrittore)]]
* [[Antonio Astesano]]
* [[Antonio Ivani]]
* [[Antonio Restori]]
* [[Apollon Aleksandrovič Grigor'ev]]
* [[Boris Zajcev]]
* [[Carlo Della Corte]]
* [[Cesare Cases]]
* [[Cesare G. Romana]]
* [[Charles Dupaty]]
* [[Chiara Valerio]]
* [[Claudio Pozzani]]
* [[Daria Menicanti]]
* [[David Coleman]]
* [[David Goldblatt e Johnny Acton]]
* [[Domenico Cammarota]]
* [[Eugenio De Signoribus]]
* [[Gian Carlo Di Negro]]
* [[Gutierre de Cetina]]
* [[Doug Larson]]
* [[Emanuela Abbadessa]]
* [[Enrico Testa (scrittore)]]
* [[Erika e Klaus Mann]]
* [[Ernesto Franco]]
* [[Ernst Moritz Arndt]]
* [[Felix Salten]]
* [[Fosco Maraini]]
* [[Francisco A. de Icaza]]
* [[Gaetano Savatteri]]
* [[Giacinto Amati]]
* [[Gianni Mura]]
* [[Giovanni Battista Biffi]]
* [[Giovanni Battista Pastorini]]
* [[Giuseppe Marcenaro]]
* [[Giuseppe Marzari]]
* [[Gregg Easterbrook]]
* [[Hans Barth (giornalista)]]
* [[Hester Lynch Piozzi]]
* [[Jacques Darras]]
* [[Jean d'Auton]]
* [[Johann Wilhelm Archenholz]]
* [[Joseph Méry]]
* [[Laura Toscano]]
* [[Lidija Lebedeva]]
* [[Linda Villari]]
* [[Louis Simond]]
* [[Luca Boschi]]
* [[Luca Goldoni]]
* [[Luigi Fenga]]
* [[Maksimilian Aleksandrovič Vološin]]
* [[Manrico Murzi]]
* [[Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone]]
* [[Marco Pellitteri]]
* [[Marguerite di Blessington]]
* [[Maria Konopnicka]]
* [[Martha Medeiros]]
* [[Massimo Morasso]]
* [[Maurizio Fantoni Minnella]]
* [[Mauro Macario]]
* [[Meredith Haaf]]
* [[Nadia Cavalera]]
* [[Nicolas Audeber]]
* [[Nikolaj Stepanovič Gumilëv]]
* [[Odd Arnesen]]
* [[Olaudah Equiano]]
* [[Paolo Buzzi]]
* [[Pedro Tafur]]
* [[Renzo Parodi]]
* [[Rosella Postorino]]
* [[Sam Keen]]
* [[Steva De Franchi]]
* [[Valerija Ivanovna Cvetaeva]]
* [[Vito Elio Petrucci]]
* [[Wilhelm Heinse]]
* [[William Dean Howells]]
* [[William Goldman]]
{{ColBreak}}
;Musica
* [[ABBA]]
* [[Al Dexter]]
* [[Angela Brambati]]
* [[Assemblea Musicale Teatrale]]
* [[Beppe Gambetta]]
* [[Buio Pesto]]
* [[Caleb Followill]]
* [[Clarence Clemons]]
* [[Danny Federici]]
* [[E Street Band]]
* [[Erroll Garner]]
* [[Ex-Otago]]
* [[Federico Sirianni]]
* [[Franca Lai]]
* [[Franco Simone]]
* [[Garry Tallent]]
* [[Jake Clemons]]
* [[Kessisoglu & Friends per Genova]]
* [[La Rosa Tatuata (gruppo musicale)]]
* [[Marco Ferradini]]
* [[Mariah Carey]]
* [[Mario Cappello]]
* [[Massimo Bubola]]
* [[Max Manfredi]]
* [[Max Weinberg]]
* [[Paolo Meneguzzi]]
* [[Paul Simon]]
* [[Patti Scialfa]]
* [[Roy Bittan]]
* [[Sam Cooke]]
* [[Scissor Sisters]]
* [[Southside Johnny]]
* [[Stefano Rosso (cantautore)]]
* [[Steven Van Zandt]]
* [[The Smashing Pumpkins]]
* [[Umberto Bindi]]
* [["Weird Al" Yankovic]]
* [[Woody Guthrie]]
{{ColBreak}}
;Vari
* [[Aaron Levenstein]]
* [[Agostino Da Polenza]]
* [[Alain Tanner]]
* [[Alberto Monticone]]
* [[Aldo Pontremoli]]
* [[Aleksandr Nikolaevič Benois]]
* [[Ambrogio Spinola]]
* [[Anacleto Bendazzi]]
* [[Andrew Wyeth]]
* [[Anna Tyszkiewicz]]
* [[Anselmo Adorno]]
* [[Anton Giulio Brignole Sale]]
* [[Antoon van Dyck]]
* [[Apsley Cherry-Garrard]]
* [[Arnaldo Bagnasco]]
* [[Arturo Brachetti]]
* [[Barbados Joe Walcott]]
* [[Bartolomeo D'Albertis]]
* [[Beniamino di Tudela]]
* [[Benjamin Wade]]
* [[Bob Fitzsimmons]]
* [[Caffaro di Rustico da Caschifellone]]
* [[Calisto Ciocca]]
* [[Carlo Giuliani]]
* [[Carlo Mazza]]
* [[Carlton Myers]]
* [[Caterina Campodonico]]
* [[Cesare Fera (architetto)]]
* [[Charles N. Reilley]]
* [[Cliff Morgan]]
* [[Colin O'Brady]]
* [[David Duckham]]
* [[David L. Goodstein]]
* [[Desiree Linden]]
* [[Dmitrij Ivanovič Dolgorukov]]
* [[Dolce & Gabbana]]
* [[Doris Day]]
* [[Edoardo VI d'Inghilterra]]
* [[Ennio Poleggi]]
* [[Enrico V d'Inghilterra]]
* [[Enza Blundo]]
* [[Ernest Shackleton]]
* [[Ettore Arduino]]
* [[Eugenio Battisti]]
* [[Fausto Catani]]
* [[Felice Trojani]]
* [[Finn Malmgren]]
* [[Francesco Grassetto]]
* [[François Pidou de Saint-Olon]]
* [[František Běhounek]]
* [[G. Carleton Ray]]
* [[George Edward Pelham Box]]
* [[George Lyttelton, IV barone Lyttelton]]
* [[Giorgia Vecchini]]
* [[Giovanni Battista da Udine]]
* [[Giovan Battista Perasso]]
* [[Giovanni Battista Ridolfi]]
* [[Giovanni Favia]]
* [[Giovanni Maria Cattaneo]]
* [[Giovanni Robbiano]]
* [[Giuda Taddeo]]
* [[Giuseppe Gianfranceschi]]
* [[Giuseppe Sala (politico)]]
* [[Gordie Howe]]
* [[Grace Kelly]]
* [[Hans Rosling]]
* [[Hjalmar Riiser-Larsen]]
* [[Horatio Herbert Kitchener]]
* [[Igor' Ėmmanuilovič Grabar']]
* [[Ivan Dmitrievič Papanin]]
* [[J. J. Abrams]]
* [[Jack Swigert]]
* [[Jacopo Gråberg di Hemsö]]
* [[Jacques de Vitry]]
* [[Jean Seberg]]
* [[Jean-Baptiste Chabot]]
* [[Jeff Wadlow]]
* [[Jim Lovell]]
* [[Joe Carnahan]]
* [[Joe Namath]]
* [[Joel Schumacher]]
* [[John Martin (oceanografo)]]
* [[Jon Culshaw]]
* [[Joss Whedon]]
* [[Lisetta Carmi]]
* [[Luca Cambiaso]]
* [[Luca Vendruscolo]]
* [[Luigi XI di Francia]]
* [[Marcello Staglieno]]
* [[Marco Presta]]
* [[Mario di Carpegna]]
* [[Mario Sica]]
* [[Massimo Recalcati]]
* [[Maurizio Mario Moris]]
* [[Michael Collins (patriota)]]
* [[Mike Appel]]
* [[Mitchell Wolfson]]
* [[Monty Python]]
* [[Pamela Anderson]]
* [[Pocahontas]]
* [[Raymond Priestley]]
* [[Renato Alessandrini]]
* [[Renzo Picasso]]
* [[Riccardo Garrone (attore)]]
* [[Robert Falcon Scott]]
* [[Robin Knox-Johnston]]
* [[San Giorgio]]
* [[Sibylle Mertens-Schaaffhausen]]
* [[Stephen Chbosky]]
* [[Steve Della Casa]]
* [[Svante Wold]]
* [[Tamara Donà]]
* [[Teodoro Capocci]]
* [[Thomas de Mahy, marchese di Favras]]
* [[Tina Lagostena Bassi]]
* [[Tomás de Torquemada]]
* [[Victor-Joseph Étienne de Jouy]]
* [[Vincenzo Pomella]]
* [[Virginia Raggi]]
* [[Wangari Maathai]]
* [[William Glasser]]
* [[William Turner]]
{{EndMultiCol}}
}}
{{Cassetto
|Titolo = [[File:Creative Works 3.svg|20px]] '''Opere'''
|AllineamentoTitolo = sinistra
|ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF
|Contenuto =
{{MultiCol}}
;Film
* [[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)]]
* [[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1999)]]
* [[Alien: Covenant]]
* [[Baarìa]]
* [[Bambi]]
* [[Batman (film 1966)]]
* [[Benny & Joon]]
* [[Biancaneve (film 1987)]]
* [[Biancaneve (film 2012)]]
* [[Biancaneve e i sette nani (film 1995)]]
* [[Blues Brothers - Il mito continua]]
* [[Boxtrolls - Le scatole magiche]]
* [[Caos calmo]]
* [[Capitan Harlock: L'Arcadia della mia giovinezza]]
* [[Catwoman (film)]]
* [[Cenerentola (film 1989)]]
* [[Dinosauri (film)]]
* [[Edge of Tomorrow - Senza domani]]
* [[Fahrenheit 9/11]]
* [[Four Rooms]]
* [[Frankenstein di Mary Shelley]]
* [[Furia (film 1936)]]
* [[Gli Aristogatti]]
* [[Godzilla (film 1954)]]
* [[Hellboy: The Golden Army]]
* [[Hooligans (film 1995)]]
* [[Hotel Transylvania]]
* [[I Cavalieri dello zodiaco: L'ardente scontro degli dei]]
* [[I Cavalieri dello zodiaco: L'ultima battaglia]]
* [[I Cavalieri dello zodiaco: La dea della discordia]]
* [[I Cavalieri dello zodiaco: La leggenda dei guerrieri scarlatti]]
* [[I Cavalieri dello zodiaco: La leggenda del Grande Tempio]]
* [[I diavoli volanti]]
* [[I Fantastici 4 (film)]]
* [[I Fantastici 4 e Silver Surfer]]
* [[I sette samurai]]
* [[Il cinico, l'infame, il violento]]
* [[Il corvo (film 1943)]]
* [[Il Grinch]]
* [[Il libro della giungla 2]]
* [[Il regalo di nozze]]
* [[Il ritorno di Jafar]]
* [[Il vendicatore (film 1989)]]
* [[Inception]]
* [[Into Darkness - Star Trek]]
* [[InvaXön - Alieni in Liguria]]
* [[Io speriamo che me la cavo (film)]]
* [[Jimmy Bobo - Bullet to the Head]]
* [[Kick-Ass 2 (film)]]
* [[King Kong (film 1976)]]
* [[King Kong (film 2005)]]
* [[L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat]]
* [[L'era glaciale]]
* [[La bella e la bestia (film 1946)]]
* [[La corrispondenza]]
* [[La storia fantastica]]
* [[La storia infinita (film)]]
* [[La tenda rossa (film)]]
* [[Le avventure di Peter Pan]]
* [[Life - Non oltrepassare il limite]]
* [[Lo chiamavano Jeeg Robot]]
* [[Lo squalo 4 - La vendetta]]
* [[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]]
* [[Metropolis (film 1927)]]
* [[My Fair Lady (film)]]
* [[Pinocchio (film 1940)]]
* [[Pinocchio (film 2002)]]
* [[Punisher - Zona di guerra]]
* [[Rapunzel - L'intreccio della torre]]
* [[RoboCop (film 2014)]]
* [[Sabrina (film 1995)]]
* [[Shrek 2]]
* [[Shrek terzo]]
* [[Soffocare (film)]]
* [[Sopraelevata: una strada d'acciaio]]
* [[Stromboli terra di Dio]]
* [[Tex e il signore degli abissi]]
* [[The Avengers - Agenti speciali]]
* [[The Mask 2]]
* [[The Ring (film 2002)]]
* [[Titanic (film 1953)]]
* [[Transformers 4 - L'era dell'estinzione]]
* [[Tutte le manie di Bob]]
* [[Un nuovo imbroglio]]
{{ColBreak}}
;Fumetti
* [[300 (fumetto)]]
* [[All Star Sezione Otto]]
* [[All Star Sezione Otto - Sixpack e il Saldacani]]
* [[Amalgam Comics]]
* [[Astonishing Tales]]
* [[Astonishing X-Men]]
* [[Batman and Robin (serie a fumetti)]]
* [[Batman Incorporated]]
* [[Batman: Agente a terra]]
* [[Batman: Cataclisma]]
* [[Batman: Cos'è successo al Cavaliere Oscuro?]]
* [[Batman: Eredità]]
* [[Batman: Gates of Gotham]]
* [[Batman: Gotham Knights]]
* [[Batman: The Dark Knight]]
* [[Brendon]]
* [[Conan il barbaro (fumetto)]]
* [[Crisi finale]]
* [[Detective Comics]]
* [[Dick Tracy (fumetto)]]
* [[Flash Gordon (fumetto)]]
* [[Forever Evil]]
* [[Fury (fumetto)]]
* [[Gambit (fumetto)]]
* [[Gli intaccabili]]
* [[Green Lantern (fumetto)]]
* [[Hit-Girl (fumetto)]]
* [[Hitman (fumetto)]] [[File:Crystal Clear action bookmark.png|13px]]
* [[I Puffi (fumetto)]]
* [[Il corvo (fumetto)]]
* [[Kick-Ass 2]]
* [[Kick-Ass 3]]
* [[La lunga notte dell'investigatore Merlo]]
* [[La notte più profonda]]
* [[La saga di Paperon de' Paperoni]]
* [[Lazarus Ledd]]
* [[L.E.G.I.O.N.]]
* [[Le meraviglie (fumetto)]]
* [[Legends of the Dark Knight]]
* [[Lobo (fumetto DC Comics)]]
* [[Marvel Comics Presents]]
* [[Marvel contro DC]]
* [[Nazione X]]
* [[Nick Carter (fumetto)]]
* [[Original Sin (fumetto)]]
* [[Paperino (libretto)]]
* [[Persepolis (fumetto)]]
* [[PP8 - Paperino Paperotto]]
* [[Ronin (fumetto)]]
* [[Sin City]]
* [[Sovereign Seven]]
* [[Superman: The Man of Steel]]
* [[Superman/Batman]]
* [[Tarzan (fumetto)]]
* [[Team-up Dark Horse Comics/DC Comics]]
* [[Team-up DC Comics]]
* [[Team-up DC Comics/Fleetway]]
* [[Team-up DC Comics/Wildstorm]]
* [[Team-up Marvel Comics]]
* [[The Adventures of Superman (fumetto)]]
* [[The Amazing Spider-Man]]
* [[The Batman Chronicles]]
* [[The Demon (fumetto)]]
* [[The Incredible Hulk (fumetto)]]
* [[The Mask (fumetto)]]
* [[The Punisher (fumetto)]]
* [[The Walking Dead (fumetto)]]
* [[Venerdì 12]]
* [[Wanted (fumetto)]]
* [[Weapon X (serie a fumetti)]]
* [[Wolverine: First Class]]
* [[Wolverine: Weapon X]]
* [[X-Men Unlimited]]
* [[X-Men: Legacy]]
{{ColBreak}}
;Serie televisive
* [[Adventures of Superman]]
* [[Agente speciale (serie televisiva)]]
* [[Capitan Harlock]]
* [[Conan il ragazzo del futuro]]
* [[I Cavalieri dello zodiaco - Saint Seiya - Hades]]
* [[Il giornalino di Gian Burrasca (miniserie televisiva)]]
* [[Justice League (serie animata)]]
* [[La signora in giallo]]
* [[Le avventure di Superman]]
* [[Lupo Alberto (serie animata)]]
* [[Nikita (serie televisiva 2010)]]
* [[Rat-Man (serie animata)]]
* [[Star Trek: Discovery]]
* [[Ted Lasso]]
* [[Thundercats]]
{{ColBreak}}
;Varie
* [[Born to Run (autobiografia)]]
* [[Cena in casa di Simone (Veronese Torino)]]
* [[Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 (Brahms)]]
* [[Concerto per pianoforte e orchestra n. 21]]
* [[Divina Commedia]]
* [[I promessi sposi]]
* [[K2 - Una storia finita]]
* [[L'idiota]]
* [[Quintetto per archi op. 11 n. 5]]
* [[Sette punti neri]]
* [[Simon Boccanegra]]
* [[Tentazioni di sant'Antonio abate (Brueghel il Giovane)]]
* [[Vent'anni dopo]]
* [[Vento in scatola]]
{{EndMultiCol}}
}}
{{Cassetto
|Titolo = [[File:Farm-Fresh gruppe4.png|20px]] '''Organizzazioni'''
|AllineamentoTitolo = sinistra
|ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF
|Contenuto =
{{MultiCol}}
;Scout
* [[Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani]]
* [[Associazione Guide Italiane]]
* [[Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici]]
* [[Associazione Scouts Cattolici Italiani]]
* [[Assoraider]]
* [[Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani]]
* [[Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani]]
* [[Movimento Scout Svizzero]]
{{ColBreak}}
;Immaginarie
* [[Fantastici Quattro]]
* [[HYDRA]]
* [[Justice League]]
* [[Sezione Otto]]
* [[Tartarughe Ninja]]
* [[Vendicatori]]
* [[X-Men]]
{{ColBreak}}
;Varie
* [[Arma dei Carabinieri]]
* [[Banca d'Inghilterra]]
* [[Banco di San Giorgio]]
* [[FBI]]
* [[Federazione delle associazioni sportive cattoliche italiane]]
* [[Irish Republican Army]]
* [[Polizia scientifica]]
* [[Provisional Irish Republican Army]]
* [[Special Air Service]]
{{EndMultiCol}}
}}
{{Cassetto
|Titolo = [[File:El Sato Manga kid head.png|16px]] '''Entità e personaggi (1)'''
|AllineamentoTitolo = sinistra
|ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF
|Contenuto =
{{MultiCol}}
;Folclore
* [[Biancaneve]]
* [[Cappuccetto Rosso]]
* [[Cenerentola (personaggio)]]
* [[Coniglietto pasquale]]
* [[Fata]]
* [[Fatina dei denti]]
* [[Ghoul]]
* [[Gnomo]]
* [[Licantropo]]
* [[Principe Azzurro]]
* [[Robin Hood]]
* [[Vampiro]]
* [[Zombie]]
{{ColBreak}}
;Personaggi tipo
* [[Amico immaginario]]
* [[Fata madrina]]
* [[Personaggio immaginario]]
* [[Supercriminale]]
* [[Supereroe]]
{{ColBreak}}
;Mitologia e religione
* [[Angelo custode]]
* [[Arcangelo]]
* [[Basilisco (mitologia)]]
* [[Cerbero]]
* [[Cerere (divinità)]]
* [[Fenice]]
* [[Iside]]
* [[Mercurio (divinità)]]
* [[Nettuno (divinità)]]
* [[Thor]]
* [[Unicorno]]
* [[Urania (mitologia)]]
* [[Visnù]]
{{ColBreak}}
;Cinema
* [[Giandomenico Fracchia]]
* [[Godzilla]]
* [[Indiana Jones]]
* [[King Kong]]
* [[Riddick]]
* [[RoboCop (personaggio)]]
* [[Rocky Balboa]]
{{ColBreak}}
;Letteratura
* [[Conan il barbaro]]
* [[Don Camillo]]
* [[Fantasma dell'Opera (personaggio)]]
* [[Gian Burrasca]]
* [[Huckleberry Finn]]
* [[Ichabod Crane]]
* [[John Rambo (personaggio)]]
* [[Pinocchio]]
* [[Shrek (personaggio)]]
* [[Tarzan]]
* [[Tom Sawyer]]
* [[Ugo Fantozzi]]
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* [[Zorro]]
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|Titolo = [[File:El Sato Manga kid head.png|16px]] '''Entità e personaggi (2)'''
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* [[Cattivik]]
* [[Dick Tracy]]
* [[Flash Gordon]]
* [[Giudice Dredd]]
* [[Hellboy]]
* [[Hit-Girl]]
* [[Kick-Ass (personaggio)]]
* [[Lupo Alberto (personaggio)]]
* [[The Mask]]
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;Disney
* [[Archimede Pitagorico]]
* [[Clarabella]]
* [[Emy, Ely, Evy]]
* [[Eta Beta]]
* [[Nonna Papera]]
* [[Orazio Cavezza]]
* [[Paperina]]
* [[Paperinik]]
* [[Paperino]]
* [[Paperoga]]
* [[Pico De Paperis]]
* [[Pippo]]
* [[Pluto (Disney)]]
* [[Qui, Quo e Qua]]
* [[Super Pippo]]
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* [[Batman]]
* [[Etrigan]]
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* [[Darkseid]]
* [[Flash]]
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* [[Joker]]
* [[Lanterna Verde]]
* [[Lobo (personaggio DC Comics)]]
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* [[Sixpack (personaggio)]]
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* [[Kingpin (personaggio)]]
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* [[Thor (Marvel Comics)]]
* [[Torcia Umana]]
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* [[X-23]]
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;Dai media
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* [[Arringhe dalle serie televisive]]
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* [[Barzellette dai libri]]
* [[Barzellette dalle canzoni]]
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* [[Cori da stadio dai film]]
* [[Cori da stadio dai libri]]
* [[Credi dai film]]
* [[Credi dai giochi]]
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* [[Epitaffi dai libri]]
* [[Epitaffi dai videogiochi]]
* [[Epitaffi dalle canzoni]]
* [[Epitaffi dalle poesie]]
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* [[Frasi da rimorchio dai film]]
* [[Frasi da rimorchio dai fumetti]]
* [[Frasi per lasciarsi dalle serie televisive]]
* [[Giuramenti dai fumetti]]
* [[Giuramenti dai giochi]]
* [[Giuramenti dai videogiochi]]
* [[Gridi di battaglia dai film]]
* [[Gridi di battaglia dai fumetti]]
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* [[Gridi di battaglia dalle serie televisive]]
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* [[Imprecazioni dai fumetti]]
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* [[Stretta la foglia, larga la via]]
* [[Tutto è bene quel che finisce bene]]
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* [[Gridi di battaglia]]
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* [[Scioglilingua modicani]]
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== Barnstar e altre citazioni ==
* [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente%3ASuperchilum&diff=619099&oldid=618194 Barnstar del creatore di voci] (02-02-2014)
* [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente%3ASuperchilum&type=revision&diff=800034&oldid=799799 Millino d'oro] (29-07-2016)
* [https://www.facebook.com/andrea.plazzi62/posts/10155578134629814 Citazione "indiretta" di Andrea Plazzi] (10-08-2017)
* [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_Wikiquote:SheSaid&diff=1124001&oldid=1123934&diffmode=source #SheSaid] (19-01-2021)
__NOINDEX__
6hadlxc389zqisins5h62ftikomfsdu
Divina Commedia
0
9966
1426599
1426385
2026-09-16T09:35:16Z
Spinoziano
2297
/* Purgatorio */ +1
1426599
wikitext
text/x-wiki
{{Nota disambigua|descrizione=altri significati|titolo=[[La Divina Commedia (disambigua)]]}}
[[File:Divina Commedia 1555 Edition.png|thumb|Frontespizio dell'edizione giolitina, la prima intitolata ''La Divina Comedia'' (1555)]]
{{Torna a|Dante Alighieri}}
'''''Divina Commedia''''', conosciuta anche come '''''Comedìa''''' o '''''Commedia''''', poema allegorico-didascalico di [[Dante Alighieri]] scritto tra il 1304 e il 1321.
==''Inferno''==
[[File:Alighieri - Divina Commedia, Nel mille quatro cento septe et due nel quarto mese adi cinque et sei - 2384293 id00022000 Scan00006.jpg|miniatura|Incipit dell'''editio princeps'' (1472)]]
===[[Incipit]]===
<poem>
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
</poem>
===Citazioni===
*''Allor fu la [[paura]] un poco queta, | che nel lago del cor m'era durata | la [[notte]] ch'i' passai con tanta pieta.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|paura|I, 19-21}})
*''Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta | una lonza {{NDR|lince o leopardo}}''<ref>La lonza, nella simbologia medievale dantesca, rappresenta la [[lussuria]].</ref>'' leggiera e presta molto, | che di pel maculato era coverta; | e non mi si partìa dinanzi al volto, | anzi 'mpediva tanto il mio cammino, | ch'i' fui per ritornar più volte vòlto''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|Ed ecco|I, 31-36}})
*''Ma non sì che [[paura]] non mi desse | la vista che m'apparve d'un [[leone]]''<ref>Rappresenta qui la [[superbia]].</ref>''. | Questi parea che contra me venisse | con la test'alta e con rabbiosa [[fame]], | sì che parea che l'aere ne tremesse. | Ed una [[lupo|lupa]]''<ref>La lupa è per Dante il simbolo dell'[[avarizia]].</ref>'', che di tutte brame | sembrava carca ne la sua magrezza, | e molte genti fè già viver grame, | questa mi porse tanto di gravezza | con la paura ch'uscìa di sua vista, | ch'io perdei la [[speranza]] de l'altezza.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|ma non sì che paura non mi desse|I, 44-54}})
*''O de li altri poeti onore e lume, | vagliami 'l lungo studio e 'l grande amore | che m' ha fatto cercar lo tuo volume. | Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore, | tu se' solo colui da cu' io tolsi | lo bello stilo che m' ha fatto onore. | Vedi la bestia per cu' io mi volsi; | aiutami da lei, famoso saggio, | ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|altri poeti|I, 82-90}})
*[...] ''ché questa bestia, per la qual tu gride, | non lascia altrui passar per la sua via, | ma tanto lo 'mpedisce che l'uccide; || e ha natura sì malvagia e ria, | che mai non empie la bramosa voglia, | e dopo 'l pasto ha più fame che pria. || Molti son li animali a cui s'ammoglia | e più saranno ancora, infin che 'l [[veltro]] | verrà, che la farà morir con doglia. || Questi non ciberà terra né peltro, | ma sapïenza, amore e virtute, | e sua nazion sarà tra feltro e feltro. || Di quella umile Italia fia salute | per cui morì la vergine Cammilla, | Eurialo e Turno e Niso di ferute. || Questi la caccerà per ogne villa | fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno | là ove 'nvidia prima dipartilla.'' ([[Publio Virgilio Marone|Virgilio]]: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|altro viaggio|I, 94-111}})
*''O muse, o alto ingegno, or m'aiutate; | o mente che scrivesti ciò ch'io vidi, | qui si parrà la tua nobilitate.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|O muse, o alto ingegno, or m'aiutate|II, 7-9}})
*''Ma io, perché venirvi? o chi 'l concede? | Io non [[Enea|Enëa]], io non [[Paolo di Tarso|Paulo]] sono; | me degno a ciò né io né altri 'l crede.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Ma io, perché venirvi?|II, 31-33}})
*''Se' savio; intendi me' ch'i' non ragiono.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Intendi me' ch'i' non ragiono|II, 36}})
*[...] ''l'anima tua è da viltade offesa; | la qual molte fïate l'omo ingombra | sì che d'onrata impresa lo rivolve, | come falso veder bestia quand'ombra.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|L'anima tua è da viltade offesa|II, 45-48}})
*''Io era tra color che son sospesi, | e donna mi chiamò beata e bella, | tal che di comandare io la richiesi.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Io era tra color che son sospesi|II, 52-54}})
*''O anima cortese mantoana, | di cui la fama ancor nel mondo dura, | e durerà quanto 'l mondo lontana,'' [...] ([[Beatrice Portinari|Beatrice]]: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|O anima cortese mantoana|II, 58-60}})
*[...] ''l'amico mio, e non de la ventura'' [...].<ref>{{Cfr}} [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/53|p. 21]].</ref> (Beatrice su Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|l'amico mio, e non de la ventura|II, 61}})
*''I' son Beatrice che ti faccio andare; | vegno del loco ove tornar disio; | amor mi mosse, che mi fa parlare.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|I' son Beatrice che ti faccio andare|II, 70-72}})
*''Temer si dee di sole quelle cose | c'hanno potenza di fare altrui male; | de l'altre no, ché non son [[paura|paurose]].'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Temer si dee di sole quelle cose|II, 88-90}})
*''[[Maria|Donna]] è gentil nel ciel che si compiange | di questo 'mpedimento ov'io ti mando, | sì che duro giudicio là sù frange.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Donna è gentil nel ciel che si compiange|II, 94-96}})
*''[[Santa Lucia|Lucia]], nimica di ciascun crudele'' [...]. (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Lucia|II, 100}})
*''Beatrice, loda di Dio vera, | ché non soccorri quei che t'amò tanto, | ch'uscì per te de la volgare schiera? | Non odi tu la pieta del suo pianto, | non vedi tu la morte che 'l combatte | su la fiumana ove 'l mar non ha vanto?'' (Lucia: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Beatrice, loda di Dio vera|II, 103-108}})
*''Dunque: che è perché, perché restai, | perché tanta viltà nel core allette, | perché ardire e franchezza non hai, | poscia che tai tre donne benedette | curan di te ne la corte del cielo, | e 'l mio parlar tanto ben ti promette?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|perché restai|II, 121-126}})
*''Or va, ch'un sol volere è d'ambedue: | tu duca, tu segnore e tu maestro.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Or va, ch'un sol volere è d'ambedue|II, 139-140}})
*''Per me si va ne la [[inferno|città dolente]], | per me si va ne l'etterno dolore, | per me si va tra la perduta gente. | [[Giustizia]] mosse il mio alto fattore; | fecemi la divina podestate, | la somma sapïenza e 'l primo amore. | Dinanzi a me non fuor cose create | se non etterne, e io etterno duro. | Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Per me si va ne la città dolente|III, 1-9}})
*''Ed elli a me: "Questo misero modo | tegnon l'anime triste di coloro | che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Senza infamia e senza lode|Senza infamia e senza lode]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Senza infamia e senza lode|III, 34-36}})
*''Questi non hanno speranza di morte, | e la lor cieca vita è tanto bassa, | che 'nvidïosi son d'ogne altra sorte. | Fama di loro il mondo esser non lassa; | misericordia e giustizia li sdegna: | non ragioniam di lor, ma guarda e passa.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Non ragioniam di lor, ma guarda e passa|Non ragioniam di lor, ma guarda e passa]]'' su Wikipedia.</ref> (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Questi non hanno speranza di morte|III, 46-51}})
*{{NDR|Su [[papa Celestino V]]<ref>Dante non indica espressamente il nome dell'anima a cui si riferisce. La maggior parte dei critici concorda sul fatto che si tratti di Pietro da Morrone (ovvero Celestino V), ma altre teorie propendono per [[Esaù]] o [[Ponzio Pilato]]. Per approfondire {{Cfr|m}} ''[[w:Che fece per viltade il gran rifiuto|Che fece per viltade il gran rifiuto]]'' su Wikipedia.</ref>}} [...] ''colui | che fece per viltade il gran rifiuto''. (III, 59-60)
*[...] ''a Dio spiacenti e a' nemici sui''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Incontanente intesi e certo fui|III, 63}})
*''Ed ecco verso noi venir per nave | [[Caronte|un vecchio]], bianco per antico pelo, | gridando: "Guai a voi, anime prave! || Non isperate mai veder lo cielo: | i' vegno per menarvi a l'altra riva | ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo. || E tu che se' costì, anima viva, | pàrtiti da cotesti che son morti". | Ma poi che vide ch'io non mi partiva, || disse: "Per altra via, per altri porti | verrai a piaggia, non qui, per passare: | più lieve legno convien che ti porti".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Ed ecco|III, 82-93}})
*''Vuolsi così colà dove si puote | ciò che si vuole, e più non dimandare.''<ref name=vuolsi>{{Cfr}} ''[[w:Vuolsi così colà dove si puote|Vuolsi così colà dove si puote]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|vuolsi così colà dove si puote|III, 95-96}})
*''Quinci fuor quete le lanose gote | al nocchier de la livida palude, | che 'ntorno a li occhi avea di fiamme rote.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|nocchier|III, 97-99}})
*''[[Caronte|Caron]] dimonio, con [[occhio|occhi]] di bragia | loro accennando, tutte le raccoglie; | batte col remo qualunque s'adagia.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Caron dimonio|III, 109-111}})
*''"Figliuol mio", disse 'l maestro cortese, | "quelli che muoion ne l'[[ira di Dio]] | tutti convegnon qui d'ogne paese; | e pronti sono a trapassar lo rio, | ché la divina giustizia li sprona, | sì che la tema si volve in disio.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Figliuol mio|III, 121–125}})
*''Intanto voce fu per me udita: | "Onorate [[Publio Virgilio Marone|l'altissimo poeta]]; | l'ombra sua torna, ch'era dipartita".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Onorate l'altissimo poeta|IV, 79-81}})
*''Mira colui con quella spada in mano, | che vien dinanzi ai tre sì come sire: | quelli è [[Omero]] poeta sovrano''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Mira colui|IV, 86–88}})
*''Poi ch'innalzai un poco più le ciglia, | vidi 'l maestro di color che sanno {{NDR|[[Aristotele]]}} | seder tra filosofica famiglia''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Poi ch'innalzai|IV, 130-132}})
*''[[Democrito]], che 'l mondo a caso pone.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Democrito|IV, 136}})
*''E vidi il buono accoglitor del quale, | [[Dioscoride|Dïascoride]] dico''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|E vidi|IV, 139-140}})
*''Così discesi del cerchio primaio | giù nel secondo, che men loco cinghia | e tanto più dolor, che punge a guaio. | Stavvi [[Minosse|Minòs]] orribilmente, e ringhia: | essamina le colpe ne l'intrata; | giudica e manda secondo ch'avvinghia.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Così discesi|V, 1-6}})
*''"O tu che vieni al doloroso ospizio", | disse Minòs a me quando mi vide, | lasciando l'atto di cotanto offizio, | "guarda com'entri e di cui tu ti fide; | non t'inganni l'ampiezza de l'intrare!". | E 'l duca mio a lui: "Perché pur gride? | Non impedir lo suo fatale andare: | vuolsi così colà dove si puote | ciò che si vuole, e più non dimandare".''<ref name=vuolsi/> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|O tu che vieni|V, 16-21}})
*''«La prima di color di cui novelle | tu vuo' saper» mi disse quelli {{NDR|Virgilio}} allotta, | «fu imperadrice di molte favelle. | A vizio di [[lussuria]] fu sì rotta, | che lìbito fé licito in sua legge | per tòrre il biasimo in che era condotta. | Ell'è [[Semiramide|Semiramis]], di cui si legge | che succedette a Nino e fu sua sposa: | tenne la terra che 'l Soldan corregge. | L'altra è [[Didone|colei]] che s'ancise amorosa | e ruppe fede al cener di Sicheo; | poi è [[Cleopatra|Cleopatràs]] lussurïosa''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|La prima di color di cui novelle|V, 52–63}})
*''Siede [[Romagna|la terra]] dove nata fui | su la marina dove 'l Po discende | per aver pace co' seguaci sui.'' ([[Francesca da Rimini]]: V, 97-99)
*''[[Amore|Amor]], ch'al cor gentil ratto s'apprende, | prese costui de la bella persona | che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. | Amor, ch'a nullo amato amar perdona, | mi prese del costui piacer sì forte, | che, come vedi, ancor non m'abbandona. | Amor condusse noi ad una morte. | Caina attende chi a vita ci spense.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Amor, ch'a nullo amato amar perdona|Amor, ch'a nullo amato amar perdona]]'' su Wikipedia.</ref> (Francesca da Rimini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Amor|V, 100-107}})
*''E quella {{NDR|Francesca}} a me: «Nessun maggior [[dolore]] | che ricordarsi del tempo [[felicità e infelicità|felice]] | ne la [[felicità e infelicità|miseria]]; e ciò sa 'l tuo dottore».'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|E quella a me|V, 121-123}})
*''Quando leggemmo il disïato riso | esser basciato da cotanto amante, | questi, che mai da me non fia diviso, | la bocca mi basciò tutto tremante.''<ref>Secondo [[Umberto Saba]] (''Scorciatoie e raccontini'') il verso «''La bocca mi baciò tutto tremante''» è uno dei due più belli della letteratura italiana insieme a «''L'uno buggera l'altro, Santità''», tratto da un sonetto classicamente attribuito a [[Giuseppe Gioachino Belli]] ma probabilmente apocrifo.</ref>'' | Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse: | quel giorno più non vi leggemmo avante.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Galeotto fu il libro|Galeotto fu il libro]]'' su Wikipedia.</ref> (Francesca da Rimini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Quando leggemmo|V, 133-138}})
*''Mentre che l'uno spirto questo disse, | l'altro piangëa, sì che di pietade | io venni men così com'io morisse. | E caddi come corpo morto cade.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Mentre che l'uno spirto questo disse|V, 139-142}})
*''Voi cittadini mi chiamaste Ciacco: | per la dannosa colpa della [[Gola (ingordigia)|gola]], | come tu vedi, alla pioggia mi fiacco''. (Ciacco: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VI|Voi cittadini mi chiamaste Ciacco|VI, 52–54}})
*''Giusti son due, e non vi sono intesi; | superbia, invidia e avarizia sono | le tre faville c'hanno i cuori accesi.'' (Ciacco: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VI|Giusti son due, e non vi sono intesi|VI, 73-75}})
*''Pape Satàn, pape Satàn aleppe!''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Pape Satàn, pape Satàn aleppe|Pape Satàn, pape Satàn aleppe]]'' su Wikipedia.</ref> (Pluto: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Pape Satàn|VII, 1}})
*''Questi fuor cerchi, che non han coperchio | piloso al capo, e [[papa|papi]] e [[cardinale|cardinali]], | in cui usa [[avarizia]] il suo soperchio.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Questi fuor cherci|VII, 46–48}})
*[...] ''Oh creature sciocche, | quanta ignoranza è quella che v'offende! | Or vo' che tu mia sentenza ne 'mbocche. | Colui lo cui saver tutto trascende, | fece li cieli e diè lor chi conduce | sì, ch'ogne parte ad ogne parte splende, | distribuendo igualmente la luce. | Similemente a li splendor mondani | ordinò [[Fortuna|general ministra e duce]] | che permutasse a tempo li ben vani | di gente in gente e d'uno in altro sangue, | oltre la difension d'i senni umani; | per ch'una gente impera e l'altra langue, | seguendo lo giudicio di costei, | che è occulto come in erba l'angue. | Vostro saver non ha contasto a lei: | questa provede, giudica, e persegue | suo regno come il loro li altri dèi. | Le sue permutazion non hanno triegue: | necessità la fa esser veloce; | sì spesso vien chi vicenda consegue. | Quest'è colei ch'è tanto posta in croce | pur da color che le dovrien dar lode, | dandole biasmo a torto e mala voce; | ma ella s'è beata e ciò non ode: | con l'altre prime creature lieta | volve sua spera e beata si gode.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|E quelli a me: Oh creature sciocche|VII, 70-96}})
*''Fitti nel limo dicon:'' {{NDR|gli [[ira]]condi}}'' "Tristi fummo | ne l'aere dolce che dal sol s'allegra, | portando dentro accidïoso fummo: | or ci attristiam ne la belletta negra". | Quest'inno si gorgoglian ne la strozza, | ché dir nol posson con parola integra.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Fitti nel limo|VII, 121–126}})
*''Or se' giunta, anima fella!'' (il demone [[Flegias|Flegiàs]] a Dante; {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Or se' giunta|VIII, 18}})
*''Quanti si tegnon or là sù gran regi | che qui staranno come porci in brago, | di sé lasciando orribili dispregi!'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Quanti si tegnon|VIII, 49-51}})
*''Chi è costui che sanza morte | va per lo regno de la morta gente?'' (demoni: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Chi è costui che sanza morte|VIII, 84-85}})
*''Chi m' ha negate le dolenti case!'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Chi m' ha negate|VIII, 120}})
*''O voi ch'avete li 'ntelletti sani, | mirate la dottrina che s'asconde | sotto 'l velame de li versi strani.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IX|O voi|IX, 61-63}})
*''Però a la dimanda che mi faci | quinc'entro satisfatto sarà tosto, | e al disio ancor che tu mi taci. || E io: «Buon duca, non tegno riposto | a te mio cuor se non per dicer poco, | e tu m'hai non pur mo a ciò disposto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto X|Però a la dimanda che mi faci|X, 16-21}})
*''Ed el mi disse: "Volgiti! Che fai? | Vedi là Farinata che s'è dritto: | da la cintola in sù tutto 'l vedrai". || Io avea già il mio viso nel suo fitto; | ed el s'ergea col petto e con la fronte | com'avesse l'inferno a gran dispitto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto X|Ed el mi disse|X, 31-36}})
*''D'ogne malizia, ch'odio in cielo acquista, | ingiuria è 'l fine, ed ogne fin cotale | o con forza o con frode altrui contrista. | Ma perché frode è de l'uom proprio male, | più spiace a Dio; e però stan di sotto | li frodolenti, e più dolor li assale.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|D'ogne malizia|XI, 22-27}})
*''Puossi far forza ne la deïtade, | col cor negando e [[bestemmia]]ndo quella, | e spregiando natura e sua bontade; | e però lo minor giron suggella | del segno suo e Soddoma e Caorsa | e chi, spregiando Dio col cor, favella.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|Puossi far forza|XI, 46-51}})
*''La [[frode]], ond'ogne coscïenza è morsa, | può l'omo usare in colui che 'n lui fida | e in quel che fidanza non imborsa. | Questo modo di retro par ch'incida | pur lo vinco d'amor che fa natura; | onde nel cerchio secondo s'annida | ipocresia, lusinghe e chi affattura, | falsità, ladroneccio e simonia, | ruffian, baratti e simile lordura.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|La frode|XI, 52-60}})
*''O sol che sani ogne vista turbata, | tu mi contenti sì quando tu solvi, | che, non men che saver, dubbiar m'aggrata.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|O sol che sani|XI, 91-93}})
*''Da queste due, se tu ti rechi a mente | lo Genesì dal principio, convene | prender sua vita e avanzar la gente | e perché l'[[usura|usuriere]] altra via tene, | per sé natura e per la sua seguace | dispregia, poi ch'in altro pon la spene.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|Da queste due, se|XI, 106-111}})
*[...] ''e 'n su la punta de la rotta lacca | l'infamïa di [[Creta|Creti]] era distesa || che fu concetta ne la falsa vacca; | e quando vide noi, sé stesso morse, | sì come quei cui l'ira dentro fiacca. || Lo savio mio inver' lui gridò: "Forse | tu credi che qui sia 'l [[Teseo|duca d'Atene]], | che sù nel mondo la morte ti porse? || Pàrtiti, bestia, ché questi non vene | ammaestrato da la tua sorella, | ma vassi per veder le vostre pene". || Qual è quel toro che si slaccia in quella | c'ha ricevuto già 'l colpo mortale, | che gir non sa, ma qua e là saltella, || vid'io lo [[Minotauro]] far cotale; | e quello accorto gridò: "Corri al varco; | mentre ch'e' 'nfuria, è buon che tu ti cale"''. ([[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XII|XII, 11-27]])
*''Non han sì aspri sterpi né sì folti | quelle fiere selvagge che 'n odio hanno | tra Cecina e Corneto i luoghi cólti.'' ([[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 7-9]])
*''[[Credere|Cred]]'io ch'ei credette ch'io credesse'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|Cred'io ch'ei credette ch'io credesse|XIII, 25}})
*''Io son colui che tenni ambo le chiavi | del cor di Federigo, e che le volsi, | serrando e disserrando''. ([[Pier della Vigna]]: [[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 58-60]])
*''L'animo mio, per disdegnoso gusto, | credendo col morir fuggir disdegno, | ingiusto fece me contra me giusto''. (Pier della Vigna: [[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 70-72]])
*[...] ''Siete voi qui, [[Brunetto Latini|ser Brunetto]]?'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Siete voi qui, ser Brunetto?|XV, 30}})
*[...] ''Se tu segui tua stella, | non puoi fallire a glorïoso porto, | se ben m'accorsi ne la vita bella; | e s'io non fossi sì per tempo morto, | veggendo il cielo a te così benigno, | dato t'avrei a l'opera conforto. | Ma quello ingrato popolo maligno | che discese di Fiesole ab antico, | e tiene ancor del monte e del macigno, | ti si farà, per tuo ben far, nimico; | ed è ragion, ché tra li lazzi sorbi | si disconvien fruttare al dolce fico. | Vecchia fama nel mondo li chiama orbi; | gent'è avara, invidiosa e superba: | dai lor costumi fa che tu ti forbi. | La tua fortuna tanto onor ti serba, | che l'una parte e l'altra avranno fame | di te; ma lungi fia dal becco l'erba. | Faccian le bestie fiesolane strame | di lor medesme, e non tocchin la pianta, | s'alcuna surge ancora in lor letame, | in cui riviva la sementa santa | di que' Roman che vi rimaser quando | fu fatto il nido di malizia tanta.'' (Brunetto Latini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Se tu segui tua stella|XV, 55-78}})
*''"Se fosse tutto pieno il mio dimando", | rispuos'io lui, "voi non sareste ancora | de l'umana natura posto in bando; | ché 'n la mente m'è fitta, e or m'accora, | la cara e buona imagine paterna | di voi quando nel mondo ad ora ad ora | m'insegnavate come l'uom s'etterna: | e quant'io l'abbia in grado, mentr'io vivo | convien che ne la mia lingua si scerna.'' | [...] | ''Tanto vogl'io che vi sia manifesto, | pur che mia coscïenza non mi garra, | ch'a la Fortuna, come vuol, son presto. | Non è nuova a li orecchi miei tal arra: | però giri Fortuna la sua rota | come le piace, e 'l villan la sua marra".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Se fosse tutto pieno il mio dimando|XV, 79-96}})
*[...] ''Bene ascolta chi la nota.'' (Brunetto Latini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Bene ascolta chi la nota|XV, 99}})
*''Poi si rivolse, e parve di coloro | che [[corsa|corrono]] a Verona il drappo verde | per la campagna; e parve di costoro | quelli che vince, non colui che perde.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Poi si rivolse|XV, 121-124}})
*''Ahi quanto cauti li uomini esser dienno | presso a color che non veggion pur l'ovra, | ma per entro i pensier miran col senno!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVI|Ahi quanto cauti|XVI, 118-120}})
*''Sempre a quel ver c' ha faccia di menzogna | de' l'uom chiuder le labbra fin ch'el puote, | però che sanza colpa fa vergogna''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVI|Sempre a quel ver|XVI, 124-126}})
*''Ecco la fiera con la coda aguzza, | che passa i monti e rompe i muri e l'armi! | Ecco colei che tutto 'l mondo appuzza!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVII|Ecco la fiera con la coda aguzza|XVII, 1-3}})
*''O Simon mago, o miseri seguaci | che le cose di Dio, che di bontate | deon essere spose, e voi rapaci | per oro e per argento avolterate, | or convien che per voi suoni la tromba, | però che ne la terza bolgia state.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|O Simon mago|XIX, 1-6}})
*''O somma sapïenza, quanta è l'arte | che mostri in cielo, in terra e nel mal mondo, | e quanto giusto tua virtù comparte!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|O somma sapïenza|XIX, 10-12}})
*''E io: "Tanto m'è bel, quanto a te piace: | tu se' segnore, e sai ch'i' non mi parto | dal tuo volere, e sai quel che si tace".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Tanto m'è bel|XIX, 37-39}})
*''Ed el'' {{NDR|[[papa Niccolò III]]}} ''gridò: "Se' tu già costì ritto, | se' tu già costì ritto, [[Papa Bonifacio VIII|Bonifazio]]? | Di parecchi anni mi mentì lo scritto. | Se' tu sì tosto di quell'aver sazio | per lo qual non temesti tòrre a 'nganno | la bella donna'' {{NDR|la Chiesa}}'', e poi di farne strazio?".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Ed el gridò|XIX, 52-57}})
*''Nuovo Iasón sarà, di cui si legge | ne' Maccabei; e come a quel fu molle | suo re, così fia [[Papa Clemente V|lui]] chi Francia regge. {{NDR|[[Filippo il bello]]}}'' (papa Niccolò III: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Nuovo Iasón sarà|XIX, 85-87}})
*''Deh, or mi dì: quanto tesoro volle | Nostro Segnore in prima da san Pietro | ch'ei ponesse le chiavi in sua balìa? | Certo non chiese se non "Viemmi retro". [...] E se non fosse ch'ancor lo mi vieta | la reverenza de le somme chiavi | che tu tenesti ne la vita lieta, | io userei parole ancor più gravi; | ché la vostra avarizia il mondo attrista, | calcando i buoni e sollevando i pravi. [...] Fatto v'avete dio d'oro e d'argento; | e che altro è da voi a l'idolatre, | se non ch'elli uno, e voi ne orate cento? | Ahi, [[Costantino I|Costantin]], di quanto mal fu matre, | non la tua conversion, ma quella dote | che da te prese il primo ricco patre!'' (Dante a papa Niccolò III: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Deh, or mi dì|XIX, 90-117}})
*''Se Dio ti lasci, lettor, prender frutto | di tua lezione, or pensa per te stesso | com'io potea tener lo viso asciutto''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Se Dio ti lasci|XX, 19-21}})
*''Ancor se' tu de li altri sciocchi? | Qui vive la pietà quand'è ben morta; | chi è più scellerato che colui | che al giudicio divin passion comporta?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Ancor se' tu|XX, 27-30}})
*''Mira c' ha fatto petto de le spalle; | perché [[divinazione|volse veder troppo davante]], | di retro guarda e fa retroso calle.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Mira c' ha fatto|XX, 37-39}})
*''Suso in Italia bella giace un laco, | a piè de l'Alpe che serra Lamagna | sovra Tiralli, c'ha nome [[Lago di Garda|Benaco]]''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Suso in Italia bella|XX, 61-63}})
*''Fer la città sovra quell'ossa morte; | e per colei che 'l loco prima elesse, | Mantüa l'appellar sanz'altra sorte''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Fer la città sovra|XX, 91-93}})
*''E io: "Maestro, i tuoi ragionamenti | mi son sì certi e prendon sì mia fede, | che li altri mi sarien carboni spenti"''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Maestro, i tuoi ragionamenti|XX, 100-102}})
*''Quell'altro che ne' fianchi è così poco, | [[Michele Scoto|Michele Scotto]] fu, che veramente | de le magiche frode seppe 'l gioco.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Michele Scotto|XX, 115-117}})
*[...] ''O Malebranche, | ecco un de li anzïan di Santa Zita! | Mettetel sotto, ch'i' torno per anche | a [[Lucca|quella terra]] ch'i' ho ben fornita: | Ogn'uom v'è barattier, fuor che Bonturo; | del no, per li [[denaro|denar]], vi si fa ita.''<ref>''Ita'' in latino significa "sì".</ref> (un diavolo: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|O Malebranche|XXI, 37-42}})
*''Quel s'attuffò, e tornò sù convolto; | ma i demon che del ponte avean coperchio, | gridar: "Qui non ha loco il Santo Volto! | qui si nuota altrimenti che nel Serchio! | Però, se tu non vuo' di nostri graffi, | non far sopra la pegola soverchio". | Poi l'addentar con più di cento raffi, | disser: "Coverto convien che qui balli, | sì che, se puoi, nascosamente accaffi".''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Qui non ha loco il Santo Volto!|Qui non ha loco il Santo Volto!]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|Quel s'attuffò|XXI, 46-54}})
*''Ed elli avea [[Flatulenza|del cul]] [[Trombettiere|fatto trombetta]].'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|ed elli|XXI, 139}})
*''Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa | coi santi, e in taverna coi ghiottoni.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXII|Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa|XXII, 14-15}})
*''Tra male gatte era venuto 'l sorco.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXII|Tra male gatte era venuto 'l sorco|XXII, 58}})
*''Ahi [[Pistoia]], Pistoia, ché non stanzi | d'incenerarti sì che più non duri, | poi che 'n mal fare il [[seme]] tuo avanzi?'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|Ahi Pistoia|XXV, 10-12}})
*''come procede innanzi da l'ardore, | per lo papiro suso, un color [[marrone|bruno]] | che non è nero ancora e 'l bianco more.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|come procede innanzi da l'ardore|XXV, 64-66}})
*''Come 'l [[ramarro]] sotto la gran fersa | dei [[giorno|dì]] canicular, cangiando sepe, | folgore par se la via attraversa, | sì pareva, venendo verso l'[[pancia|epe]] | de li altri due, un serpentello acceso, | livido e nero come gran di pepe; | e quella parte onde prima è preso | nostro [[cibo|alimento]], a l'un di lor trafisse; | poi cadde giuso innanzi lui disteso. | Lo trafitto 'l mirò, ma nulla disse; | anzi, co' piè fermati, sbadigliava | pur come sonno o febbre l'assalisse. | Elli 'l [[serpente]] e quei lui riguardava; | l'un per la piaga e l'altro per la bocca | fummavan forte, e 'l [[fumo|fummo]] si scontrava. | Taccia [[Marco Anneo Lucano|Lucano]] omai là dov'e' tocca | del misero Sabello e di Nasidio, | e attenda a udir quel ch'or si scocca. | Taccia di Cadmo e d'Aretusa [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]], | ché se quello in serpente e quella in fonte | converte [[poesia|poetando]], io non lo 'nvidio; | ché due nature mai a fronte a fronte | non trasmutò sì ch'amendue le forme | a cambiar lor matera fosser pronte. | Insieme si rispuosero a tai norme, | che 'l serpente la coda in forca fesse, | e 'l feruto ristrinse insieme l'orme. | Le gambe con le cosce seco stesse | s'appiccar sì, che 'n poco la giuntura | non facea segno alcun che si paresse. | Togliea la coda fessa la figura | che si perdeva là, e la sua pelle | si facea molle, e quella di là dura. | Io vidi intrar le braccia per l'ascelle, | e i due piè de la fiera, ch'eran corti, | tanto allungar quanto accorciavan quelle. | Poscia li piè di rietro, insieme attorti, | diventaron lo membro che l'uom cela, | e 'l misero del suo n'avea due porti. | Mentre che 'l fummo l'uno e l'altro vela | di color novo, e genera 'l pel suso | per l'una parte e da l'altra il dipela, | l'un si levò e l'altro cadde giuso, | non torcendo però le [[occhio|lucerne]] empie, | sotto le quai ciascun cambiava muso. | Quel ch'era dritto, il trasse ver' le tempie, | e di troppa matera ch'in là venne | uscir li orecchi de le gote scempie; | ciò che non corse in dietro e si ritenne | di quel soverchio, fé naso a la faccia | e le labbra ingrossò quanto convenne. | Quel che giacëa, il muso innanzi caccia, | e li orecchi ritira per la testa | come face le corna la lumaccia; | e la lingua, ch'avëa unita e presta | prima a parlar, si fende, e la forcuta | ne l'altro si richiude; e 'l fummo resta.''<ref>Nella settima bolgia delle [[w:Malebolge|Malebolge]] sono puniti i [[ladro|ladri]]. La metà di questi ha sembianze di serpente, mentre l'altra metà vanta aspetto umano, e quando un serpente morde un uomo, questo diventa serpente e l'altro diviene uomo, si scambiano i ruoli: nei versi proposti, Dante descrive la raccapricciante metamorfosi di ambedue le specie, definendosi in ciò superiore a [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]], autore delle celebri ''[[Publio Ovidio Nasone#Metamorfosi|Metamorfosi]]'', e a [[Marco Anneo Lucano|Lucano]], nipote di [[Lucio Anneo Seneca|Seneca]] e autore del ''[[Marco Anneo Lucano#Pharsalia|Bellum civile]]''. Ovidio e Lucano sono già stati visti da Dante e [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]] sua guida nel Limbo ([[s:Divina Commedia/Inferno/Canto IV|IV]], v. 90).</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|Come 'l ramarro sotto la gran fersa|XXV, 79-135}})
*''Godi, [[Firenze|Fiorenza]], poi che se' sì grande | che per mare e per terra batti l'ali, | e per lo 'nferno tuo nome si spande!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Godi, Fiorenza|XXVI, 1-3}})
*''Là dentro si martira | [[Ulisse]] e Dïomede, e così insieme | a la vendetta vanno come a l'ira; | e dentro da la lor fiamma si geme | l'agguato del caval che fé la porta | onde uscì de' Romani il gentil seme.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Rispuose a me: "Là dentro si martira|XXVI, 55-60}})
*''Considerate la vostra semenza: | fatti non foste a viver come bruti, | ma per seguir virtute e [[conoscenza|canoscenza]].'' ([[Ulisse]]: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Considerate la vostra semenza|XXVI, 118-120}})
*''Li miei compagni fec'io sì aguti, | con questa orazion picciola, al cammino, | che a pena poscia li avrei ritenuti; | e volta nostra poppa nel mattino, | de' remi facemmo ali al folle volo, | sempre acquistando dal lato mancino.'' (Ulisse: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Li miei compagni fec'io sì aguti|XXVI, 121-126}})
*''Cinque volte racceso e tante casso | lo lume era di sotto dalla [[luna]] | poi ch'entrati eravam nell'alto passo,'' [...] (Ulisse: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Cinque volte racceso|XXVI, 130-132}})
*[...] ''infin che 'l mar fu sovra noi richiuso.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Infin che 'l mar fu sovra noi richiuso|Infin che 'l mar fu sovra noi richiuso]]'' su Wikipedia.</ref> (Ulisse: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|infin che 'l mar fu sovra noi richiuso|XXVI, 142}})
*''Romagna tua non è, e non fu mai, | sanza guerra ne' cuor de' suoi tiranni; ma 'n palese nessuna or vi lasciai. | Ravenna sta come stata è molt'anni: | l'aguglia da Polenta la si cova, sì che Cervia ricuopre co' suoi vanni. | La terra che fé già la lunga prova | e di Franceschi sanguinoso mucchio, | sotto le branche verdi si ritrova. | E 'l mastin vecchio e 'l nuovo da Verrucchio, | che fecer di Montagna il mal governo, | là dove soglion fan d'i denti succhio. | Le città di Lamone e di Santerno | conduce il lïoncel dal nido bianco, | che muta parte da la state al verno. | E quella cu' il Savio bagna il fianco,'' {{NDR|[[Cesena]]}} ''| così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte, | tra tirannia si vive e stato franco.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|E quella|XXVII, 37-54}})
*''Io fui uom d'arme, e poi fui cordigliero, | credendomi, sì cinto, fare ammenda; | e certo il creder mio venìa intero, | se non fosse il gran prete ''{{NDR|papa Bonifacio VIII}}'', a cui mal prenda!'' (Guido da Montefeltro: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|Io fui uom d'arme|XXVII, 67-70}})
*''Ch'assolver non si può chi non si [[pentimento|pente]], | né pentere e volere insieme puossi | per la contradizion che nol consente.'' (un diavolo: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|assolver non si può chi non si pente|XXVII, 118-120}})
*''Già [[Botte|veggia]], per mezzul perdere o lulla, | com'io vidi un, così non si pertugia, | rotto dal mento infin dove si trulla. | Tra le gambe pendevan le minugia; | la corata pareva e 'l tristo sacco | che merda fa di quel che si trangugia. | Mentre che tutto in lui veder m'attacco, | guardommi e con le man s'aperse il petto, | dicendo: "Or vedi com'io mi dilacco! | vedi come storpiato è [[Maometto|Mäometto]]! | Dinanzi a me sen va piangendo [[ʿAlī ibn ʾAbī Ṭālib|Alì]], | fesso nel volto dal mento al ciuffetto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Già veggia|XXVIII, 22-33}})
*[...] ''rimembriti di Pier da Medicina, | se mai torni a veder lo dolce piano | che da Vercelli a Marcabò dichina.'' (Pier da Medicina: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Pier da Medicina|XXVIII, 73-75}})
*[...] ''Questi è desso, e non favella. | Questi, scacciato, il dubitar sommerse | in [[Gaio Giulio Cesare|Cesare]], affermando che 'l fornito | sempre con danno l'attender sofferse.'' (Pier da Medicina su Gaio Scribonio Curione: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Questi è desso|XXVIII, 98-99}})
*''E un ch'avea l'una e l'altra man mozza, | levando i moncherin per l'aura fosca, | sì che [[Emorragia|'l sangue facea la faccia sozza]], | gridò: "Ricordera' ti anche del [[Mosca dei Lamberti|Mosca]], | che disse, lasso!, 'Capo ha cosa fatta', | che fu mal seme per la gente tosca". | E io li aggiunsi: "E morte di tua schiatta"; | per ch'elli, accumulando duol con duolo, | sen gio come persona trista e matta.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Cosa fatta capo ha|Cosa fatta capo ha]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Mosca dei Lamberti|XXVIII, 103-111}})
*[...] ''[[coscienza morale|coscïenza]] m'assicura, | la buona compagnia che l'uom francheggia | sotto l'asbergo del sentirsi pura.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|coscienza m'assicura|XXVIII, 115-117}})
*''"Io fui d'[[Arezzo]], e Albero da [[Siena]]", | rispuose l'un, "mi fé mettere al foco; | ma quel per ch'io mori' qui non mi mena.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXIX|Io fui d'Arezzo|XXIX, 109-111}})
*''Or fu già mai | gente sì vana come la [[Siena|sanese]]? | Certo non la francesca sì d'assai!'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXIX|Or fu già mai|XXIX, 121-123}})
*''E io a lui: "Chi son li due tapini | che fumman come man bagnate 'l verno, | giacendo stretti a' tuoi destri confini?". || "Qui li trovai – e poi volta non dierno –", | rispuose, "quando piovvi in questo greppo, | e non credo che dieno in sempiterno. || L'una è [[Moglie di Putifarre|la falsa]] ch'accusò [[Giuseppe (patriarca)|Gioseppo]]; | l'altr'è 'l falso [[Sinone|Sinon]] greco di Troia: | per febbre aguta gittan tanto leppo".'' (XXX, 91-99)
*''Maggior difetto men vergogna lava''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|Maggior difetto men vergogna lava|XXX, 142}})
*''Ché voler ciò udire è bassa voglia''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|Ché voler ciò udire è bassa voglia|XXX, 148}})
*''Dove l'argomento de la mente | s'aggiugne al mal volere e a la possa, | nessun riparo vi può far la gente''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXI|Dove l'argomento de la mente|XXXI, 55-57}})
*''"Raphèl maì amècche zabì almi", | cominciò a gridar la fiera bocca, | cui non si convenia più dolci salmi. || E 'l duca mio ver' lui: "Anima sciocca, | tienti col corno, e con quel ti disfoga | quand'ira o altra passïon ti tocca! || Cércati al collo, e troverai la soga | che 'l tien legato, o anima confusa, | e vedi lui che 'l gran petto ti doga". || Poi disse a me: "Elli stessi s'accusa; | questi è [[Nimrod|Nembrotto]] per lo cui mal coto | pur un linguaggio nel mondo non s'usa. || Lasciànlo stare e non parliamo a vòto; | ché così è a lui ciascun linguaggio | come 'l suo ad altrui, ch'a nullo è noto".''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Raphèl maí amècche zabí almi|Raphèl maí amècche zabí almi]]'' su Wikipedia.</ref> (XXXI, 67-81)
*''Qual pare a riguardar la [[Bologna|Garisenda]] | 'sotto 'l chinato, quando un nuvol vada | sovr'essa sí, che ella incontro penda | tal parve [[Anteo]] a me che stava a bada | di vederlo chinare.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXI|Garisenda|XXXI, 136 – 138}})
*''La bocca sollevò dal fiero pasto | quel peccator, forbendola a' capelli | del capo ch'elli avea di retro guasto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|La bocca sollevò dal fiero pasto|XXXIII, 1-3}})
*[...] ''Tu vuo' ch'io rinovelli | disperato dolor che 'l cor mi preme | già pur pensando, pria ch'io ne favelli.'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Tu vuo' ch'io rinovelli|XXXIII, 4-6}})
*''Questi pareva a me maestro e donno, | cacciando il lupo e' lupicini al monte | per che i Pisan veder Lucca non ponno.'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Questi|XXXIII, 28-30}})
*''Ben se' crudel, se tu già non ti duoli | pensando ciò che 'l mio cor s'annunziava; | e se non piangi, di che pianger suoli?'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ben se' crudel, se tu già non ti duoli|XXXIII, 40-42}})
*''Poscia, più che 'l dolor, poté 'l [[digiuno]]''.<ref>{{Cfr}} ''[[w:Poscia, più che 'l dolor poté 'l digiuno|Poscia, più che 'l dolor poté 'l digiuno]]'' su Wikipedia.</ref> (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Poscia|XXXIII, 75}})
*''Ahi [[Pisa]], vituperio de le genti | del bel paese là dove 'l [[sì]] suona, | poi che i vicini a te punir son lenti, | muovasi la Capraia e la Gorgona, | e faccian siepe ad Arno in su la foce, | sì ch'elli annieghi in te ogne persona! | Che se 'l conte Ugolino aveva voce | d'aver tradita te de le castella, | non dovei tu i figliuoi porre a tal croce.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Bel paese|Bel paese]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ahi Pisa|XXXIII, 79-87}})
*''Ahi [[Genovesi]], uomini diversi | d'ogni costume e pien d'ogni magagna, | perché non siete voi del mondo spersi? | Che col peggior spirto di Romagna | trovai di voi un tal {{NDR|Branca d'Oria}}, che, per sua opra, | in anima in Cocito già si bagna | ed in corpo par vivo ancor di sopra''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ahi Genovesi|XXXIII, 151 – 157}})
*''Vexilla regis prodeunt inferni'' [...].<ref>{{Cfr}} ''[[w:Vexilla regis prodeunt inferni|Vexilla regis prodeunt inferni]]'' su Wikipedia.</ref> (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIV|Vexilla regis prodeunt inferni|XXXIV, 1}})
*''Io non mori' e non rimasi vivo: | pensa oggimai per te, s'hai fior d'ingegno, | qual io divenni, d'uno e d'altro privo.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIV|Io non mori' e non rimasi vivo|XXXIV, 25-27}})
*''Lo [[Lucifero|'mperador del doloroso regno]] | da mezzo 'l petto uscia fuor de la ghiaccia'' [...]. (XXXIV, 28-29)
*''S'el fu sì bel com'elli è ora brutto, | e contra 'l suo fattore alzò le ciglia, | ben dee da lui procedere ogne lutto.'' (XXXIV, 34-36)
*''Da ogne bocca dirompea co' denti | un peccatore, a guisa di maciulla, | sì che tre ne facea così dolenti. || A quel dinanzi il mordere era nulla | verso 'l graffiar, che talvolta la schiena | rimanea de la pelle tutta brulla. || "Quell'anima là sù c'ha maggior pena", | disse 'l maestro, "è [[Giuda Iscariota|Giuda Scarïotto]], | che 'l capo ha dentro e fuor le gambe mena. || De li altri due c' hanno il capo di sotto, | quel che pende dal nero ceffo è [[Marco Giunio Bruto|Bruto]]: | vedi come si storce, e non fa motto!; || e l'altro è [[Gaio Cassio Longino|Cassio]], che par sì membruto".'' (XXXIV, 55-67)
===[[Explicit]]===
<poem>
Salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch'i' vidi de le cose belle
che porta 'l ciel, per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle.
</poem>
===Citazioni sull<nowiki>'</nowiki>''Inferno''===
====[[Vittorio Sermonti]]====
*All'inferno nessuno ha rimorsi, fuorché Dante; tutti, semmai, hanno rimpianti.
*E se l'Ottocento diffidò di questo canto {{NDR|canto VII}}, dove trovava «il descrittivo» ma non «il drammatico», sarà anche perché non praticava le euforiche mortificazioni della società affluente, i processi di identificazione collettiva nei simboli del consumo, e tanto meno (se possiamo permetterci la spudoratezza dell'anacronismo) la coazione all'improperio, alla rissa, allo scontro frontale che tiranneggia il nostro Sisifo di massa negli ingorghi di traffico.
*Fatto è, che in nessun altro canto come in questo {{NDR|canto III}} (e nel successivo) Dante si tiene tanto addossato al suo Virgilio: Non si contano i versi che meriterebbero di esser letti con il testo del VI libro dell'Eneide a fronte. Meriterebbero: infatti, le variazioni che Dante apporta nel travaso da lingua a lingua, da cultura a cultura, minime spesso, sono sempre, comunque, decisive.
*{{NDR|Sul canto IV}} Non c'è canto della Commedia così gremito di nomi propri: 48, uno ogni tre versi.
==''Purgatorio''==
===[[Incipit]]===
<poem>
Per correr miglior acque alza le vele
omai la navicella del mio ingegno,
che lascia dietro a sé mar sì crudele;
</poem>
===Citazioni===
*''[[Cielo|Dolce color d'orïental zaffiro,]] | che s'accoglieva nel sereno aspetto | del mezzo, puro infino al primo giro, | a li occhi miei ricominciò diletto, | tosto ch'io usci' fuor de l'aura morta | che m'avea contristati li occhi e 'l petto. | [[Venere (astronomia)|Lo bel pianeto]] che d'amar conforta | faceva tutto rider l'orïente, | velando i Pesci ch'erano in sua scorta.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|riga12|I, 13-21}})
*''Lo duca mio allor mi diè di piglio, | e con parole e con mani e con cenni | reverenti mi fé le gambe e ‘l ciglio.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|Lo duca mio allor mi diè di piglio|I, 49-51}})
*''[[Libertà]] va cercando, ch'è sì cara, | come sa chi per lei vita rifiuta.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Libertà va cercando, ch'è sì cara|Libertà va cercando, ch'è sì cara]]'' su Wikipedia.</ref> (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|libertà va cercando|I, 71-72}})
*''Già era 'l [[sole]] a l'orizzonte giunto | lo cui meridïan cerchio coverchia | [[Gerusalemme|Ierusalèm]] col suo più alto punto.''<ref>Qui Dante si rifà alla credenza medievale che Gerusalemme fosse al centro della terra, sita fra il meridiano del fiume [[Gange]] e la [[Spagna]] occidentale e che, ritenendo la terra abitata tutta nell'emisfero boreale, l'isola del paradiso si trovasse al punto opposto rispetto a Gerusalemme, con la quale condivideva quindi l'orizzonte astronomico.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto II|Già era 'l sole|II, 1-3}})
*''Noi eravam lunghesso mare ancora, | come gente che pensa a suo cammino, | che va col cuore e col corpo dimora.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto II|Noi eravam lunghesso mare ancora|II, 10-12}})
*''O dignitosa coscïenza e netta, | come t'è picciol fallo amaro morso!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|o dignitosa coscïenza|III, 8-9}})
*''E 'l mio conforto: «Perché pur diffidi?», | a dir mi cominciò tutto rivolto; | «non credi tu me teco e ch'io ti guidi?»'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|E ‘l mio conforto: «Perché pur diffidi?»|III, 22-24}})
*''State contenti, umana gente, al ''quia''; | ché, se potuto aveste veder tutto, | mestier non era parturir [[Maria]]''.<ref>{{Cfr}} ''[[w:State contenti, umana gente, al quia|State contenti, umana gente, al quia]]'' su Wikipedia.</ref> (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|State contenti|III, 37-39}})
*''Ché perder tempo a chi più sa più spiace''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|ché perder tempo|III, 78}})
*''Come le [[pecora|pecorelle]] escon del chiuso | a una, a due, a tre, e l'altre stanno | timidette atterrando l'occhio e 'l muso; | e ciò che fa la prima, e l'altre fanno, | addossandosi a lei, s'ella s'arresta, | semplici e quete, e lo 'mperché non sanno''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Come le pecorelle|III, 79-84}})
*{{NDR|Incontro con [[Manfredi di Sicilia]]}} ''Biondo era e bello e di gentile aspetto, | ma l'un de' cigli un colpo avea diviso.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|biondo era e bello|III, 107-108}})
*''Poscia ch'io ebbi rotta la persona | di due punte mortali, io mi rendei, | piangendo, a quei che volontier perdona. || Orribil furon li peccati miei; | ma la bontà infinita ha sì gran braccia, | che prende ciò che si rivolge a lei.'' (Manfredi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Poscia ch'io ebbi rotta la persona|III, 118-123}})
*''Or le bagna la pioggia e move il vento'' [...].<ref>{{Cfr}} ''[[w:Or le bagna la pioggia e move il vento|Or le bagna la pioggia e move il vento]]'' su Wikipedia.</ref> (Manfredi, riferendosi al destino delle sue spoglie: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|verso 130|III, 130}})
*''Per lor maladizion sì non si perde, | che non possa tornar, l'etterno amore, | mentre che la speranza ha fior del verde.'' (Manfredi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Per lor maladizion|III, 133-135}})
*''Che ti fa ciò che quivi si pispiglia?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|che ti fa|V, 12}})
*''Vien dietro a me, e lascia dir le genti: | sta come torre ferma, che non crolla | già mai la cima per soffiar di venti; | ché sempre l'omo in cui pensier rampolla | sovra pensier, da sé dilunga il segno, | perché la foga l'un de l'altro insolla.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Vien dietro a me|V, 13-18}})
*''Ond'io, che solo innanzi a li altri parlo, | ti priego, se mai vedi quel paese | che siede tra [[Romagna]] e quel di Carlo,'' {{NDR|Carlo II d'Angiò}} ''| che tu mi sie di tuoi prieghi cortese | in Fano, sì che ben per me s'adori | pur ch'i' possa purgar le gravi offese.'' (Jacopo del Cassero: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Ond'io, che solo innanzi a li altri parlo|V, 67-72}})
*''Vid'io | [[Emorragia|de le mie vene farsi in terra laco]].'' (Jacopo del Cassero: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|vid'io|V, 83-84}})
*''"Deh, quando tu sarai tornato al mondo | e riposato de la lunga via", | seguitò 'l terzo spirito al secondo, | "ricorditi di me, che son [[Pia de' Tolomei|la Pia]]; | [[Siena]] mi fé, disfecemi [[Maremma]]: | salsi colui che 'nnanellata pria | disposando m'avea con la sua gemma".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Deh, quando tu sarai tornato al mondo|V, 130-136}})
*''Pur Virgilio si trasse a lei, pregando | che ne mostrasse la miglior salita; | e quella non rispuose al suo dimando, | ama di nostro paese e de la vita | ci 'nchiese; e 'l dolce duca incominciava | "[[Mantova|Mantüa]] ...", e l'ombra, tutta in sé romita, | surse ver' lui del loco ove pria stava, | dicendo: "O Mantoano, io son Sordello | de la tua terra!"; e l'un l'altro abbracciava.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ama di nostro paese|VI, 67-75}})
*''Ahi serva [[Italia]], di dolore ostello, | nave sanza nocchiere in gran tempesta, | non donna di provincie, ma bordello!''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Ahi serva Italia, di dolore ostello|Ahi serva Italia, di dolore ostello]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ahi serva Italia|VI, 76-78}})
*''Ahi gente che dovresti esser devota, | e lasciar seder Cesare in la sella, | se bene intendi ciò che Dio ti nota, | guarda come esta fiera è fatta fella | per non esser corretta da li sproni, | poi che ponesti mano a la predella.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ahi gente che dovresti esser devota|VI, 91-96}})
*''Rade volte risurge per li rami ''{{NDR|figli}}'' | l'umana probitate; e questo vole | quei che la dà, perché da lui si chiami.'' (Sordello: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VII|Rade volte|VII, 121-123}})
*''Era già [[tramonto|l'ora che volge il disio]] | ai navicanti e 'ntenerisce il core | lo dì c' han detto ai dolci amici addio; | e che lo novo peregrin d'amore | punge, se ode squilla di lontano | che paia il giorno pianger che si more''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VIII|Era già l'ora che volge il disio|VIII, 1-6}})
*''Per lei''<ref>[[w:Beatrice d'Este (giudicessa di Gallura)|Beatrice d'Este]], moglie di [[w:Nino Visconti|Nino Visconti]].</ref>'' assai di lieve si comprende | quanto in [[donna|femmina]] foco d'amor dura, | se l'occhio o 'l tatto spesso non l'accende.'' (Nino Visconti: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VIII|Per lei assai di lieve si comprende|VIII, 76-78}})
*''Oh vana gloria de l'umane posse! | com' poco verde in su la cima dura, | se non è giunta da l'etati grosse! | Credette [[Cimabue]] ne la pittura | tener lo campo, e ora ha [[Giotto]] il grido, | sì che la fama di colui è scura. | Così ha tolto [[Guido Cavalcanti|l'uno]] a l'[[Guido Guinizelli|altro Guido]] | la gloria de la lingua; e forse è nato | chi l'uno e l'altro caccerà del nido. | Non è il mondan romore altro ch'un fiato | di vento, ch'or vien quinci e or vien quindi, | e muta nome perché muta lato.'' (Oderisi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Oh vana gloria de l'umane posse!|XI, 91-102}})
*''Colui {{NDR|Provenzano Salvani}} che del cammin sì poco piglia | dinanzi a me, Toscana sonò tutta; | e ora a pena in Siena sen pispiglia, | ond'era sire quando fu distrutta | la rabbia fiorentina, che superba | fu a quel tempo sì com'ora è putta.'' (Oderisi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Colui che del cammin sì poco piglia|XI, 109-114}})
*{{NDR|Su Provenzano Salvani}} ''"Quando vivea più glorïoso", disse, | "liberamente nel [[Piazza del Campo|Campo di Siena]], | ogne vergogna diposta, s'affisse.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Colui che del cammin sì poco piglia|XI, 133-135}})
*''Mostrava come i figli si gittaro | sovra [[Sennacherìb]] dentro dal tempio, | e come, morto lui, quivi il lasciaro'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Mostrava come i figli si gittaro|XII, 52-54}})
*''Or [[superbia|superbite]], e via col viso altero, | figliuoli d'Eva, e non chinate il volto | sì che veggiate il vostro mal sentero!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Or superbite|XII, 70-72}})
*''A noi venìa la [[angelo|creatura bella]], | biancovestito e ne la faccia quale | par tremolando mattutina stella.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|A noi venìa la creatura bella|XII, 88-90}})
*''O gente umana, per volar sù nata, | perché a poco vento così cadi?'' (l'Angelo dell'umiltà: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|o gente umana|XII, 95-96}})
*''Ahi quanto son diverse quelle foci | da l'infernali! ché quivi per canti | s'entra, e là giù per lamenti feroci.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Ahi quanto son diverse quelle foci|XII, 112-114}})
*''Tu li vedrai tra quella gente vana | che spera in Talamone, e perderagli | più di speranza ch'a trovar la Diana''. (Sapìa Salvani: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIII|Tu li vedrai tra quella gente vana|XIII, 151-153}})
*[...] ''Per mezza Toscana si spazia | [[Arno|un fiumicel]] che nasce in Falterona, | e cento miglia di corso nol sazia. | Di sovr'esso rech'io questa persona: | dirvi ch'i' sia, saria parlare indarno, | ché 'l nome mio ancor molto non suona.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Per mezza Toscana si spazia|XIV, 16-21}})
*[...] ''ma degno | ben è che 'l nome di tal valle pèra; | ché dal principio [[Arno|suo]],'' [...] | ''infin là 've si rende per ristoro'' | [...] | ''vertù così per nimica si fuga | da tutti come biscia, o per sventura | del luogo, o per mal uso che li fruga: | ond' hanno sì mutata lor natura | li abitator de la misera valle, | che par che Circe li avesse in pastura. | Tra [[Casentino|brutti porci]], più degni di galle | che d'altro cibo fatto in uman uso, | dirizza prima il suo povero calle. | [[Arezzo|Botoli]] trova poi, venendo giuso, | ringhiosi più che non chiede lor possa, | e da lor disdegnosa torce il muso. | Vassi caggendo; e quant'ella più 'ngrossa, | tanto più trova di can farsi [[Firenze|lupi]] | la maladetta e sventurata fossa. | Discesa poi per più pelaghi cupi, | trova le [[Pisa|volpi]] sì piene di froda, | che non temono ingegno che le occùpi. | Né lascerò di dir perch'altri m'oda; | e buon sarà costui, s'ancor s'ammenta | di ciò che vero spirto mi disnoda. | Io veggio [[Fulcieri da Calboli|tuo nepote]] che diventa | cacciator di quei lupi in su la riva | del fiero fiume, e tutti li sgomenta. | Vende la carne loro essendo viva; | poscia li ancide come antica belva; | molti di vita e sé di pregio priva. | Sanguinoso esce de la trista selva; | lasciala tal, che di qui a mille anni | ne lo stato primaio non si rinselva.'' (Guido del Duca: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Non so; ma degno|XIV, 29-66}})
*''Fu il sangue mio d'invidia sì rïarso, | che se veduto avesse uom farsi lieto, | visto m'avresti di livore sparso. | Di mia semente cotal paglia mieto; | o gente umana, perché poni 'l core | là 'v'è mestier di consorte divieto? | Questi è [[Rinieri di Calboli|Rinier]]; questi è 'l pregio e l'onore | de la casa da Calboli, ove nullo | fatto s'è reda poi del suo valore. | E non pur lo suo sangue è fatto brullo, | [[Romagna|tra 'l Po e 'l monte e la marina e 'l Reno]], | del ben richesto al vero e al trastullo; | ché dentro a questi termini è ripieno | di venenosi sterpi, sì che tardi | per coltivare omai verrebber meno. | Ov'è 'l buon Lizio e Arrigo Mainardi? | Pier Traversaro e Guido di Carpigna? | Oh [[Romagna|Romagnuoli]] tornati in bastardi! | Quando in Bologna un Fabbro si ralligna? | quando in Faenza un Bernardin di Fosco, | verga gentil di picciola gramigna?'' (Guido del Duca: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Fu il sangue mio d'invidia sì rïarso|XIV, 82-102}})
*[...] ''Quel fu 'l duro camo | che dovria l'uom tener dentro a sua meta. | Ma voi prendete l'esca, sì che l'amo | de l'antico avversaro a sé vi tira; | e però poco val freno o richiamo. | Chiamavi 'l cielo e 'ntorno vi si gira, | mostrandovi le sue bellezze etterne, | e l'occhio vostro pur a terra mira; | onde vi batte chi tutto discerne.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Quel fu 'l duro camo|XIV, 143-151}})
*''Che volse dir lo spirto di Romagna'' {{NDR|Guido del Duca}}'', | e 'divieto' e 'consorte' menzionando?'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XV|Che volse dir lo spirto di Romagna|XV, 44-45}})
*''Lume v'è dato a bene e a malizia''. (Marco Lombardo: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI|lume v'è dato a bene e a malizia|XVI, 75}})
*''L'anima semplicetta che sa nulla, | salvo che, mossa da lieto fattore, | volontier torna a ciò che la trastulla.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI||XVI, 88-90}})<ref>{{Cfr}} [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/43|p. 11]].</ref>
*''Le [[legge|leggi]] son, ma chi pon mano ad esse? | Nullo, però che 'l pastor che procede, | rugumar può, ma non ha l'unghie fesse; | per che la gente, che sua guida vede | pur a quel ben fedire ond'ella è ghiotta, | di quel si pasce, e più oltre non chiede. | Ben puoi veder che la mala [[comportamento|condotta]] | è la cagion che 'l mondo ha fatto reo, | e non natura che 'n voi sia corrotta.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI|Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?|XVI, 97-105}})
*[...] ''e 'l giusto [[Mardocheo|Mardoceo]], | che fu al dire e al far così intero.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|riga27|XVII, 29-30}})
*[...] ''quale aspetta prego e l'uopo vede, | malignamente già si mette al nego.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|riga57|XVII, 59-60}})
*''Ciascun confusamente un bene apprende | nel qual si queti l'animo, e disira; | per che di giugner lui ciascun contende.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|Ciascun confusamente un bene apprende|XVII, 127-129}})
*''Fino a quel punto misera e partita | da Dio anima fui'' {{NDR|[[papa Adriano V]]}}'', del tutto [[avarizia|avara]]; | or, come vedi, qui ne son punita.''<ref>Secondo molti commentatori qui Dante attribuisce a papa Adriano V, Ottobuono dei Fieschi (conti di Lavagna), papa dal 11 luglio 1276 al 18 agosto (giorno del suo decesso) dello stesso anno, caratteristiche che pare appartenessero invece ad uno dei suoi predecessori ed omonimo, Adriano IV, l'inglese Nicola Breakspear, papa dal dicembre 1154 al settembre 1159.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIX|Fino a quel punto misera e partita|XIX, 112-114}})
*''Contra miglior voler voler mal pugna; | onde contra 'l piacer mio, per piacerli, | trassi de l'acqua non sazia la spugna.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Contra miglior voler voler mal pugna|XX, 1-3}})
*''Maladetta sie tu, [[Cupidigia|antica lupa]], | che più che tutte l'altre bestie hai preda | per la tua fame sanza fine cupa! | O ciel, nel cui girar par che si creda | le condizion di qua giù trasmutarsi, | quando verrà per cui questa disceda?'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Maladetta sie tu, antica lupa|XX, 10-15}})
*''Queste parole m'eran sì piaciute, | ch'io mi trassi oltre per aver [[contezza]] | di quello spirto onde parean venute.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Queste parole|XX, 28-30}})
*''O avarizia, che puoi tu più farne, | poscia c' ha' il mio sangue a te sì tratto, | che non si cura de la propria carne? | Perché men paia il mal futuro e 'l fatto, | veggio in [[Anagni|Alagna]] intrar lo fiordaliso, | e nel [[Papa Bonifacio VIII|vicario suo]] Cristo esser catto. | Veggiolo un'altra volta esser deriso; | veggio rinovellar l'aceto e 'l fiele, | e tra vivi ladroni<ref>[[w:Guglielmo di Nogaret|Guglielmo di Nogaret]] e [[w:Giacomo Sciarra Colonna|Giacomo Sciarra Colonna]].</ref> esser anciso. | Veggio [[Filippo IV di Francia|il novo Pilato]] sì crudele, | che ciò nol sazia, ma sanza decreto | portar nel Tempio le cupide vele. | O Segnor mio, quando sarò io lieto | a veder la vendetta che, nascosa, | fa dolce l'ira tua nel tuo secreto?'' (Ugo Capeto sullo schiaffo di Anagni: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|O avarizia, che puoi tu più farne|XX, 82-96}})
*''Ma perché lei che dì e notte fila | non li avea tratta ancora la conocchia | che Cloto impone a ciascuno e compila,'' | [...]. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXI|Ma perché lei che dì e notte fila|XXI, 25-27}})
*''De l'[[Eneide|Eneïda]] dico, la qual mamma | fummi, e fummi nutrice, poetando: | sanz'essa non fermai peso di dramma.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXI|de l'Eneïda dico|XXI, 97-99}})
*''Veramente più volte [[Apparenza|appaion]] cose | che danno a dubitar falsa matera | per le vere ragion che son nascose.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Veramente più volte appaion cose|XXII, 28-30}})
*''Facesti come quei che va di notte, | che porta il lume dietro e sé non giova, | ma dopo sé fa le persone dotte''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Facesti come quei che va di notte|XXII, 67-69}})
*''Più pensava [[Maria]] onde | fosser [[Tramutazione dell'acqua in vino|le nozze]] orrevoli e intere, | ch'a la sua bocca, ch'or per voi risponde. || E le Romane antiche, per lor bere, | contente furon d'acqua; e [[Daniele (profeta)|Danïello]] | dispregiò cibo e acquistò savere. || Lo [[Età dell'oro|secol primo]], quant'oro fu bello, | fé savorose con fame le ghiande, | e nettare con sete ogne ruscello. || Mele e locuste furon le vivande | che nodriro il [[Giovanni Battista|Batista]] nel diserto; | per ch'elli è glorïoso e tanto grande || quanto per lo Vangelio v'è aperto.'' (Stazio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Poi disse|XXII, 142-154}})
*''Io dicea fra me stesso pensando: "Ecco | la gente che perdé [[Gerusalemme|Ierusalemme]], | quando Maria nel figlio diè di becco!".''<ref>Qui Dante fa riferimento a quanto [[Flavio Giuseppe]] narra nella sua ''Guerra giudaica'' a proposito della guerra di Roma contro gli ebrei: l'assedio di Gerusalemme fu così lungo e duro per gli assediati che una certa Maria avrebbe ucciso il figlio per cibarsi delle sue carni.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIII|Io dicea fra me stesso pensando|XXIII, 28-30}})
*''Tutta esta gente che piangendo canta | per seguitar la [[Gola (ingordigia)|gola]] oltra misura, | in fame e 'n sete qui si rifà santa.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIII|Tutta esta gente che piangendo canta|XXIII, 64-66}})
*''"O frate, issa vegg'io", diss'elli, "il nodo | che [[Giacomo da Lentini|'l Notaro]] e [[Guittone d'Arezzo|Guittone]] e [[Bonagiunta Orbicciani|me]] ritenne | di qua dal [[dolce stil novo]] ch'i' odo! || Io veggio ben come le vostre penne | di retro al dittator sen vanno strette, | che de le nostre certo non avvenne; || e qual più a gradire oltre si mette, | non vede più da l'uno a l'altro stilo"; | e, quasi contentato, si tacette.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Dolce stil novo|Dolce stil novo]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|O frate|XXIV, 55-63}})
*''Sì accostati a l'un d'i due vivagni ''{{NDR|orli del cerchio}}'' | passammo, udendo colpe de la gola | seguite già da miseri guadagni.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|Sì accostati|XXIV, 127-129}})
*''Così per entro loro schiera bruna | s'mmusa l'una con l'altra [[formica]], | forse a spïar lor via e lor fortuna.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVI|così per entro|XXVI, 34-36}})
*''La nova gente: "Soddoma e Gomorra"; | e l'altra: "Ne la vacca entra Pasife, | perché 'l torello a sua [[lussuria]] corra".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVI|la nova gente|XXVI, 40-42}})
*[...] ''giovane e bella in sogno mi parea | donna vedere andar per una landa | cogliendo fiori; e cantando dicea: || "Sappia qualunque il mio nome dimanda | ch'i' mi son [[Lia (Bibbia)|Lia]], e vo movendo intorno | le belle mani a farmi una ghirlanda. || Per piacermi a lo specchio, qui m'addorno; | ma mia suora [[Rachele|Rachel]] mai non si smaga | dal suo miraglio, e siede tutto giorno. || Ell'è d'i suoi belli occhi veder vaga | com'io de l'addornarmi con le mani; | lei lo vedere, e me l'ovrare appaga".'' (XXVII, 97-108)
*''Non aspettar mio dir più né mio cenno; | libero, dritto e sano è tuo [[Libero arbitrio|arbitrio]], | e fallo fora non fare a suo senno: | per ch'io te sovra te corono e mitrio.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVII|Non aspettar mio dir più né mio cenno;|XXVII, 139-142}})
*''Sovra candido vel cinta d'uliva | donna m'apparve, sotto verde manto | vestita di color di fiamma viva.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|Sovra candido vel cinta d'uliva|XXX, 31-33}})
*''"Conosco i segni de l'antica fiamma". | Ma Virgilio n'avea lasciati scemi | di sé, Virgilio dolcissimo patre, | Virgilio a cui per mia salute die'mi.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|Conosco i segni de l'antica fiamma|XXX, 48-51}})<ref>{{Cfr}} ''Adgnosco veteris vestigia flammae'' ([[Publio Virgilio Marone]], ''[[Eneide]]''). {{Cfr}} ''[[w:Conosco i segni de l'antica fiamma|Conosco i segni de l'antica fiamma]]'' su Wikipedia.</ref>
*''Ché pianger ti conven per altra spada.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|ché pianger ti conven per altra spada.|XXX, 57}})
===[[Explicit]]===
<poem>
Io ritornai da la santissima onda
rifatto sì come piante novelle
rinovellate di novella fronda,
puro e disposto a salire a le stelle.
</poem>
===Citazioni sul ''Purgatorio''===
*Nel canto XI, la parafrasi del ''Pater'' è d'una bellezza che ha del prodigioso; il linguaggio umano si eleva d'un tratto a un'altezza che noi non raggiungiamo più; si direbbe che la grazia {{sic|inebbrii}} tale linguaggio, ma d'un'ebbrezza divina che conserva tutta la sua lucidità. Manca a Dante il balbettamento del mistico che esce dall'estasi; questo uomo cammina nell'azzurro come su una strada. ([[Julien Green]])
==''Paradiso''==
===[[Incipit]]===
<poem>
La [[Gloria di Dio|gloria]] di colui che tutto move
per l'universo penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove.
</poem>
===Citazioni===
*''Entra nel petto mio, e spira tue | sì come quando [[Marsia|Marsïa]] traesti | de la vagina de le membra sue.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Entra nel petto mio, e spira tue|Entra nel petto mio, e spira tue]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Entra nel petto mio, e spira tue|I, 19-21}})
*''Poca favilla gran fiamma seconda: | forse di retro a me con miglior voci | si pregherà perché Cirra risponda.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Poca favilla gran fiamma seconda|Poca favilla gran fiamma seconda]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Poca favilla gran fiamma seconda|I, 34-36}})
*''Trasumanar significar per verba | non si poria; però l'essemplo basti | a cui esperïenza grazia serba.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Trasumanar|I, 70-72}})
*''Intra due cibi, distanti e moventi | d'un modo, prima si morria di fame, | che liber'omo l'un recasse ai [[dente|denti]]''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IV|Intra due cibi|IV, 1-3}})
*''[[Volontà]], se non vuol, non s'ammorza, | ma fa come natura face in foco, | se mille volte vïolenza il torza.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IV|volontà|IV, 76-78}})
*''Apri la mente a quel ch'io ti paleso | e fermalvi entro; ché non fa [[conoscenza|scïenza]], | sanza lo [[memoria|ritenere]], avere inteso.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto V|Apri la mente|V, 40-42}})
*''Siate, [[Cristiano (religione)|Cristiani]], a muovervi più gravi: | non siate come penna ad ogne vento, | e non crediate ch'ogne acqua vi lavi. | Avete il novo e 'l vecchio Testamento, | e 'l pastor de la Chiesa che vi guida; | questo vi basti a vostro salvamento. | Se mala cupidigia altro vi grida, | uomini siate, e non pecore matte, | sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto V|Siate, Cristiani|V, 73-81}})
*{{NDR|Sulla [[Provenza]]}} ''Quella sinistra riva che si lava | di Rodano poi ch'è misto con Sorga'' [...]. ([[:s:Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|VIII, 58-59]])
*[...] ''e quel [[Reggio Calabria|corno d'Ausonia]] che s'imborga | di Bari e di Gaeta e di Catona, | da ove Tronto e Verde in mare sgorga.''<ref>Il poeta si riferisce alla fortificazione che sorgeva nel quartiere di Catona.</ref> ([[:s:Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|VIII, 61-63]])
*''E la bella [[Sicilia|Trinacria]], che caliga | tra Pachino e Peloro, sopra 'l golfo | che riceve da Euro maggior briga, | non per Tifeo ma per nascente solfo, | attesi avrebbe li suoi regi ancora, | nati per me di Carlo e di Ridolfo, | se mala segnoria, che sempre accora | li popoli suggetti, non avesse | mosso [[Palermo]] a gridar: "Mora, mora!".''<ref>Riferimento ai [[Vespri Siciliani]].</ref> (Carlo Martello: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|E la bella Trinacria|VIII, 67-75}})
*''E non pur le nature [[Provvidenza|provedute]] | sono in la mente ch'è da sé perfetta, | ma esse insieme con la lor salute: | per che quantunque quest'arco saetta | disposto cade a proveduto [[Scopo|fine]], | sì come cosa in suo segno diretta.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII||VIII, 100-105}})
*[...] ''ma tosto fia che [[Padova]] al palude | cangerà l'acqua che Vincenza bagna, | per essere al dover le genti crude; | e [[Treviso|dove]] Sile e Cagnan s'accompagna, | [[Rizzardo II da Camino|tal]] signoreggia e va con la testa alta, | che già per lui carpir si fa la ragna.'' (Cunizza da Romano: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX|ma tosto fia che Padova|IX, 46-51}})
*''Tu vuo' saper chi è in questa lumera | che qui appresso me così scintilla | come raggio di sole in acqua mera. || Or sappi che là entro si tranquilla | [[Raab]]; e a nostr'ordine congiunta, | di lei nel sommo grado si sigilla.'' (Folchetto di Marsiglia: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX||IX, 112-117}})
*''[[Firenze|La tua città]], che di [[Lucifero|colui]] è pianta | che pria volse le spalle al suo fattore | e di cui è la 'nvidia tanto pianta, | produce e spande il [[Fiorino|maladetto fiore]] | c'ha disvïate le pecore e li agni, | però che fatto ha lupo del pastore. | Per questo l'Evangelio e i dottor magni | son derelitti, e solo ai Decretali | si studia, sì che pare a' lor vivagni. | A questo intende il [[papa]] e' cardinali; | non vanno i lor pensieri a Nazarette, | là dove Gabrïello aperse l'ali. | Ma Vaticano e l'altre parti elette | di Roma che son state cimitero | a la milizia che Pietro seguette, | tosto libere fien de l'avoltero.'' (Folchetto di Marsiglia: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX|La tua città|IX, 127-142}})
*''Guardando nel suo Figlio con l'Amore | che l'uno e l'altro etternalmente spira, | lo primo e ineffabile Valore | quanto per mente e per loco si gira | con tant'ordine fé, ch'esser non puote | sanza gustar di lui chi ciò rimira.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|Guardando nel suo Figlio con l'Amore|X, 1-6}})
*''Lo [[sole|ministro maggior de la natura]], | che del valor del ciel lo mondo imprenta | e col suo lume il tempo ne misura, | con quella parte che sù si rammenta | congiunto, si girava per le spire | in che più tosto ognora s'appresenta'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|riga27|X, 28-33}})
*''E se le [[fantasia|fantasie]] nostre son basse | a tanta altezza, non è maraviglia; | ché sopra 'l sol non fu [[occhio]] ch'andasse.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|E se le fantasie nostre|X, 46-48}})
*''Ne la corte del cielo, ond'io rivegno, | si trovan molte gioie care e belle | tanto che non si posson trar del regno; | e 'l canto di quei lumi era di quelle; | chi non s'impenna sì che là sù voli, | dal muto aspetti quindi le novelle.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|Ne la corte del cielo|X, 70-75}})
*''O insensata cura de' mortali, | quanto son difettivi silogismi | quei che ti fanno in basso batter l'ali! | Chi dietro a iura e chi ad amforismi | sen giva, e chi seguendo sacerdozio, | e chi regnar per forza o per sofismi, | e chi rubare e chi civil negozio, | chi nel diletto de la carne involto | s'affaticava e chi si dava a l'ozio, | quando, da tutte queste cose sciolto, | con Bëatrice m'era suso in cielo | cotanto glorïosamente accolto.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|O insensata cura de' mortali|XI, 1-12}})
*{{NDR|Su [[Francesco d'Assisi|Francesco]] e [[Domenico di Guzmán|Domenico]]}} ''L'un fu tutto serafico in ardore; | l'altro per sapïenza in terra fue | di cherubica luce uno splendore.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|san Francesco e san Domenico|XI, 37-39}})
*''Intra Tupino e l'acqua che discende | del colle eletto dal beato Ubaldo, | fertile costa d'alto monte pende, | onde [[Perugia]] sente freddo e caldo | da Porta Sole; e di rietro le piange | per grave giogo Nocera con Gualdo. | Di questa costa, là dov'ella frange | più sua rattezza, nacque al mondo un sole, | come fa questo talvolta di Gange. | Però chi d'esso loco fa parole, | non dica [[Assisi|Ascesi]], ché direbbe corto, | ma Orïente, se proprio dir vuole.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|Intra Tupino|XI, 43-54}})
*''Oh ignota ricchezza! oh ben ferace! | Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro | dietro a [[Francesco d'Assisi|lo sposo]], sì [[Povertà|la sposa]] piace.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!|XI, 82-84}})
*''E questo ti sia sempre piombo a' piedi, | per farti mover lento com'uom lasso | e al sì e al no che tu non vedi: | ché quelli è tra li stolti bene a basso, | che sanza distinzione afferma e nega | ne l'un così come ne l'altro passo; | perch'elli 'ncontra che più volte piega | l'oppinïon corrente in falsa parte, | e poi l'affetto l'intelletto lega. | Vie più che 'ndarno da riva si parte, | perché non torna tal qual e' si move, | chi pesca per lo vero e non ha l'arte. | E di ciò sono al mondo aperte prove | [[Parmenide]], [[Melisso di Samo|Melisso]] e [[Brisso]] e molti, | li quali andaro e non sapëan dove; | sì fé [[Sabellius|Sabellio]] e [[Ario|Arrio]] e quelli stolti | che furon come spade a le Scritture | in render torti li diritti volti. | Non sien le genti, ancor, troppo sicure | a giudicar, sì come quei che stima | le biade in campo pria che sien mature; | ch'i' ho veduto tutto 'l verno prima | lo prun mostrarsi rigido e feroce, | poscia portar la rosa in su la cima; | e legno vidi già dritto e veloce | correr lo mar per tutto suo cammino, | perire al fine a l'intrar de la foce. | Non creda donna Berta e ser Martino, | per vedere un furare, altro offerere, | vederli dentro al consiglio divino; | ché quel può surgere, e quel può cadere.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIII|E questo|XIII, 112-142}})
*''Qual si lamenta perché qui si moia | per viver colà sù, non vide quive | lo refrigerio de l'etterna ploia. | Quell'uno e due e tre che sempre vive | e regna sempre in tre e 'n due e 'n uno, | non circunscritto, e tutto circunscrive, | tre volte era cantato da ciascuno | di quelli spirti con tal melodia, | ch'ad ogne merto saria giusto muno.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIV|Qual si lamenta perché qui si moia|XIV, 25-33}})
*[...] ''distinta da minori e maggi | lumi biancheggia tra' poli del mondo | [[Via Lattea|Galassia]] sì, che fa dubbiar ben saggi'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIV||XIV, 97-99}})
*''Ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso | tal, ch'io pensai co' miei toccar lo fondo | de la mia gloria e del mio paradiso.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XV|ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso|XV, 34-36}})
*''Sempre la [[confusione|confusion]] de le persone | principio fu del mal de la cittade.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVI|Sempre la confusion de le persone|XVI, 67-68}})
*''E come 'l volger del ciel de la [[luna]] | cuopre e discuopre i liti sanza posa, | così fa di [[Firenze|Fiorenza]] la Fortuna: | per che non dee parer mirabil cosa | ciò ch'io dirò de li alti Fiorentini | onde è la fama nel tempo nascosa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVI|E come 'l volger del ciel de la luna|XVI, 82-87}})
*''Tu proverai sì come sa di [[sale]] | lo [[pane]] altrui, e come è duro calle | lo scendere e 'l salir per l'altrui scale.'' (Cacciaguida: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVII|Tu proverai sì come sa di sale|XVII, 58-60}})
*''{{NDR|Su Bartolomeo della Scala}} [...] in te avrà sì benigno riguardo, | che del fare e del chieder, tra voi due, | fia primo quel che tra li altri è più tardo.'' (Cacciaguida: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVII|Tu proverai sì come sa di sale|XVII, 74-75}})
*''O milizia del ciel cu' io contemplo, | adora per color che sono in terra | tutti svïati dietro al malo essemplo! | Già si solea con le spade far guerra; | ma or si fa togliendo or qui or quivi | [[Eucaristia|lo pan]] che 'l pïo Padre a nessun serra. | Ma [[Papa Giovanni XXII|tu]] che sol per cancellare scrivi, | pensa che [[Pietro apostolo|Pietro]] e [[Paolo di Tarso|Paulo]], che moriro | per la vigna che guasti, ancor son vivi. | Ben puoi tu dire: «I' ho fermo 'l disiro | sì a [[Giovanni Battista|colui]] che volle viver solo | e che per salti fu tratto al martiro, | ch'io non conosco il pescator né Polo».''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Ma tu che sol per cancellare scrivi|Ma tu che sol per cancellare scrivi]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVIII|O milizia del ciel|XVIII, 124-136}})
*''E quel che mi convien ritrar testeso ''{{NDR|subito}}'', | non portò voce mai, né scrisse [[inchiostro|incostro]], | né fu per [[fantasia]] già mai compreso''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIX|E quel che mi convien ritrar testeso|XIX, 7-9}})
*''Or tu chi se', che vuo' sedere a scranna, | per giudicar di lungi mille miglia | con la veduta corta d'una spanna?'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIX|Or tu chi se|XIX, 79-81}})
*''E quel che vedi ne l'arco declivo, | [[Guglielmo II di Sicilia|Guglielmo]] fu, cui quella terra plora | che piagne Carlo e Federigo vivo: | ora conosce come s'innamora | lo ciel del giusto rege, e al sembiante | del suo fulgore il fa vedere ancora.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XX|E quel che vedi|XX, 61-66}})
*''Quale [[allodola|allodetta]] che 'n aere si spazia | prima cantando, e poi tace contenta | de l'ultima dolcezza che la sazia, | tal mi sembiò l'imago de la 'mprenta | de l'etterno piacere, al cui disio | ciascuna cosa qual ell'è diventa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XX|Quale allodetta|XX, 73-78}})
*''In quel loco fu' io [[Pietro Damiano]], | e Pietro Peccator fu' ne la casa | di Nostra Donna in sul lito adriano. | Poca vita mortal m'era rimasa, | quando fui chiesto e tratto a quel cappello, | che pur di male in peggio si travasa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXI|Pietro Damiano|XXI, 121-126}})
*''L'aiuola che ci fa tanto feroci, | volgendom'io con li etterni Gemelli, | tutta m'apparve da' colli a le foci; | poscia rivolsi li occhi a li occhi belli.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:L'aiuola che ci fa tanto feroci|L'aiuola che ci fa tanto feroci]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXII|L'aiuola che ci fa tanto feroci|XXII, 151-154}})
*[...] ''fede è sustanza di cose sperate | e argomento de le non parventi; | e questa pare a me sua quiditate''.<ref>{{Cfr}} ''[[w:Fede è sustanza di cose sperate|Fede è sustanza di cose sperate]]'' su Wikipedia.</ref> (Dante: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXIV|fede è sustanza di cose sperate|XXIV, 64-66}})
*{{NDR|Sulla ''Commedia''}} [...] ''{{'}}l poema sacro | al quale ha posto mano e cielo e terra'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXV||XXV, 1-2}})<ref>{{Cfr}} [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/37|p. 5]].</ref>
*''La Chiesa militante alcun figliuolo | non ha con più [[speranza]], com'è scritto | nel Sol che raggia tutto nostro stuolo: | però li è conceduto che d'Egitto | vegna in [[Gerusalemme|Ierusalemme]]''<ref>Qui Dante intende per Ierusalemme la cosiddetta "Gerusalemme celeste", cioè il [[paradiso]].</ref>'' per vedere, | anzi che 'l militar li sia prescritto.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXV|La Chiesa militante|XXV, 52-57}})
*''Opera naturale è ch'uom favella; | ma così o così, natura lascia | poi fare a voi secondo che v'abbella.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXVI|Opera naturale è ch'uom favella|XXVI, 130-132}})
*''Quand'ïo udi': «Se io ''{{NDR|[[Pietro apostolo|San Pietro]]}}'' mi trascoloro, | non ti maravigliar, ché, dicend'io, | vedrai trascolorar tutti costoro. | Quelli ch'usurpa in terra il luogo mio, | il luogo mio, il luogo mio che vaca | ne la presenza del [[Gesù|Figliuol di Dio]], | fatt' ha del cimitero mio cloaca | del sangue e de la puzza; onde 'l perverso | che cadde di qua sù, là giù si placa».'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXVII|San Pietro|XXVII, 19-27}})
*''La piaga che [[Maria]] richiuse e unse, | quella ch'è tanto bella da' suoi piedi | è [[Eva|colei]] che l'aperse e che la punse. || Ne l'ordine che fanno i terzi sedi, | siede [[Rachele|Rachel]] di sotto da costei | con Bëatrice, sì come tu vedi. || [[Sara (Bibbia)|Sarra]] e [[Rebecca (Bibbia)|Rebecca]], [[Giuditta|Iudìt]] e [[Rut (personaggio biblico)|colei]] | che fu bisava al [[Davide|cantor]] che per doglia | del fallo disse "Miserere mei", || puoi tu veder così di soglia in soglia | giù digradar, com'io ch'a proprio nome | vo per la rosa giù di foglia in foglia.'' (Bernardo: XXXII, 4-15)
*''[[Maria|Vergine Madre]], figlia del tuo figlio, | umile e alta più che creatura, | termine fisso d'etterno consiglio, | tu se' colei che l'[[uomo|umana natura]] | nobilitasti sì, che 'l suo fattore | non disdegnò di farsi sua fattura.'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII|Vergine Madre|XXXIII, 1-6}})
*''Nel ventre tuo si raccese l'[[rima fiore-amore|amore]], | per lo cui caldo ne l'etterna pace | così è germinato questo [[rima fiore-amore|fiore]].'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII||XXXIII, 7-9}})
*''La tua benignità non pur soccorre | a chi domanda, ma molte fïate | liberamente al dimandar precorre.'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII||XXXIII, 16-18}})
===[[Explicit]]===
<poem>
A l'alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e 'l velle,
sì come rota ch'igualmente è mossa,
[[Dio|l'amor]] che move il [[sole]] e l'altre [[stella|stelle]].
</poem>
===Citazioni sul ''Paradiso''===
*Il paradiso dantesco è l'apoteosi del virtuale, degli immateriali, del puro software, senza il peso dello hardware terrestre e infernale, di cui rimangono i cascami nel purgatorio. Il ''Paradiso'' è più che moderno, può diventare, per il lettore che abbia dimenticato la storia, tremendamente futuribile. È il trionfo di una energia pura, ciò che la ragnatela del [[Internet|Web]] ci promette e non saprà mai darci, è una esaltazione di flussi, di corpi senz'organi, un poema fatto di novae e stelle nane, un [[Big Bang]] ininterrotto, un racconto le cui vicende corrono per la lunghezza di anni luce e, se proprio volete ricorrere a esempi familiari, una trionfale [[2001: Odissea nello spazio|odissea nello spazio]], a lietissimo fine. Se volete, leggete il ''Paradiso'' anche così, male non potrà farvi e sarà meglio di una discoteca stroboscopica e dell'ecstasy. Perché, quanto a estasi, la terza cantica mantiene le sue promesse. ([[Umberto Eco]])
*Subito, nei primi versi del ''Paradiso'', nell'invocazione ad Apollo, [[Dante Alighieri|Dante]] chiarisce perché la sfida sia estrema:<br><br>{{Centrato|''Entra nel petto mio, e spira tue {{!}} sì come quando [[Marsia|Marsïa]] traesti {{!}} de la vagina de le membra sue.''}}<br>[[Dio]], l'ispiratore della poesia sacra, viene paragonato ad Apollo, quando spellò vivo Marsia, che aveva osato sfidarlo, e ne estrasse il corpo scorticato dalla pelle – la guaina, la «vagina» delle sue membra. Dunque la poesia sacra, che Dante sta per iniziare, porta con sé l'ombra di un delitto mitico: è essa stessa un delitto; ci distrugge, ci annichila, ci uccide, sia pure per farci uscire da noi e farci conoscere la rivelazione. Dante ci mette sull'avviso: il suo libro sacro sarà tremendo, molto più dell<nowiki>'</nowiki>''Inferno'', e chi oserà leggerlo dovrà contare su un coraggio intellettuale, che nemmeno per un attimo potrà distendersi e rallentare. Tutta quella luce non ci illuda. Tutto quell'amore non ci incanti. Se il libro di Dante è tremendo, se senza fine l'Apollo cristiano spellerà davanti ai nostri occhi il corpo vivo di Marsia, è per una ragione evidente. Dio è tremendo. Come i veri credenti sanno, Dio non è nulla di misurato o tranquillo o ragionevole o pacato: è un «infinito eccesso», una fatale sovrabbondanza rispetto a tutti gli uomini e alle cose create. ([[Pietro Citati]])
==Similitudini==
*''E come quei che con lena affannata | uscito fuor del pelago a la riva | si volge a l'acqua perigliosa e guata, | così l'animo mio, ch'ancor fuggiva, | si volse a retro a rimirar lo passo | che non lasciò già mai persona viva.'' (da ''Inferno, I, 22-27'')
*''E qual è quei che volontieri acquista, | e giugne 'l tempo che perder lo face, | che 'n tutti suoi pensier piange e s'attrista; | tal mi fece la bestia sanza pace, | che, venendomi 'ncontro, a poco a poco | mi ripigneva là dove 'l sol tace.'' (da ''Inferno, I, 55-60'')
*''E qual è quei che disvuol ciò che volle | e per novi pensier cangia proposta, | sì che dal cominciar tutto si tolle, | tal mi fec'ïo 'n quella oscura costa, | perché, pensando, consumai la 'mpresa | che fu nel cominciar cotanto tosta.'' (da ''Inferno, II, 37-42'')
*''Quali i fioretti, dal notturno gelo | chinati e chiusi, poi che 'l sol li 'mbianca | si drizzan tutti aperti in loro stelo, | tal mi fec'io di mia virtute stanca.'' (da ''Inferno, II, 127-130'')
*''Diverse lingue, orribili favelle, | parole di dolore, accenti d'ira, | voci alte e fioche, e suon di man con elle | facevano un tumulto, il qual s'aggira | sempre in quell'aura sanza tempo tinta, | come la rena quando turbo spira.'' (da ''Inferno, III, 25-30'')
*''Come d'[[autunno]] si levan le [[foglia|foglie]] | l'una appresso de l'altra, fin che 'l ramo | vede a la terra tutte le sue spoglie, | similmente il mal seme d'Adamo | gittansi di quel lito ad una ad una, | per cenni come augel per suo richiamo.'' (da ''Inferno, III, 112-117'')
*''Io venni in luogo d'ogni luce muto, | che mugghia come fa mar per tempesta, | se da contrari venti è combattuto.'' (da ''Inferno, V, 28-30'')
*''E come li stornei ne portan l'ali | nel freddo tempo a schiera larga e piena, | così quel fiato li spiriti mali | di qua, di là, di giù, di su li mena; | nulla speranza li conforta mai, | non che di posa, ma di minor pena. | E come i gru van cantando lor lai, | faccendo in aere di sé lunga riga, | così vidi venir, traendo guai, | ombre portate da la detta briga;'' (da ''Inferno, V, 40-49'')
*''Quali [[colomba|colombe]], dal disio chiamate, | con l'ali alzate e ferme al dolce nido | vegnon per l'aere, dal voler portate; | cotali uscir de la schiera ov'è Dido, | a noi venendo per l'aere maligno, | sì forte fu l'affettüoso grido.'' (da ''Inferno, V, 82-87'')
*''Qual è quel [[cane]] ch'abbaiando agogna, | e si racqueta poi che 'l pasto morde, | ché solo a divorarlo intende e pugna, | cotai si fecer quelle facce lorde | de lo demonio [[Cerbero]], che 'ntrona | l'anime sì, ch'esser vorrebber sorde.'' (da ''Inferno, VI, 28-33'')
*''Quali dal [[vento]] le gonfiate [[vela (sistema di propulsione)|vele]] | caggiono avvolte, poi che l'alber fiacca, | tal cadde a terra la fiera crudele.'' (da ''Inferno, VII, 13-15'')
*''Come fa l'onda là sovra Cariddi, | che si frange con quella in cui s'intoppa, | così convien che qui la gente riddi.'' (da ''Inferno, VII, 22-24'')
===Citazioni sulle similitudini===
*La similitudine in Dante, pur nella sua immediatezza e nel suo realismo, si carica sempre di accenti morali. (dalle note curate da Emilio Alessandro Panaitescu a ''La Divina Commedia'', Fabbri, Milano, 1982)
*Delle similitudini e immagini è me' tacere che dirne poco, perché in queste non ha avuto mai pari; così nell'appropriarle maravigliosamente a proposito, come nell'esprimere felicemente, e secondo la propria natura loro, le {{sic|imagini}} brevissimamente, quell'altre più largamente, e non però di soperchio. ([[Vincenzo Borghini]])
==Citazioni sulla ''Divina Commedia''==
*[[Gotico]] significava goffo, rozzo, informe. Ad un edificio gotico presto s'avvezzarono i Britanni ad eguagliare la «Commedia», ritengo dietro l'esempio dei Francesi, dimentichi delle marmoree commedie sollevate al cielo dagli avi loro, nelle età barbare e caotiche, e spasimanti dietro le forme elleniche, classiche, luminosissime. ([[Arturo Farinelli]])
*Il Divino Poema fu ed è anch'oggi per tutti noi codice di civiltà, fulgore di scienza razionale e {{sic|dommatica}}, dove fede e ragione mostrano al mondo la loro potenza suprema, quando, distinte, pur s'accordano e s'avvalorano a vicenda nell'acquisto del vero e del bene. ([[Augusto Alfani]])
*In Dante veggo essere grandissime e bellissime parti, e le principali tutte che si richieggon a un gran Poema. Che vi sia poi qualche difettuzzo o mancamento, io non lo niego: sia dell'uomo o dell'età, non rileva a questo punto di qual sia più perfetto e migliore, se ben serve o per iscusa o per qualche altra cosa: come non servirebbe a fare che una figura di [[Giotto]] fusse più bella d'una d'[[Andrea del Sarto]], il dire che nell'età di colui l'arte della Pittura non era tanto inluminata, quanto ella fu poi; servirà bene a dire che Giotto in tante tenebre fece miracoli, e non ebbe pari; dove questo altro ebbe manco difficultà assai, e de' pari, e forse de' superiori qualcuno. Ma io non credo che il punto in Dante consista qui, se bene questa scusa ci bisognerà in alcune poche voci solamente quanto attiene alla comparazione del Petrarca. Ma il punto vero sarà qual sia di maggior lode degno o un Epico o Eroico poema grande, non interamente perfetto, o un piccolo e minuto che sia perfetto: perché può bene stare che si truovi una cosa piccola bellissima, pogniam caso una cappellina con bellissima proporzione d'architettura e ricchezza di cornici, che nondimeno non {{sic|arà}} a fare con la {{sic|fabrica}} d'un gran tempio con pochi ornamenti; e in simili comparazione sogliono dire i nostri uomini a tanto per tanto, o pur del tanto, come disse il Villani... ([[Vincenzo Borghini]])
*L'oggetto della Commedia, anche se essa raffigura lo stato delle anime dopo la morte, rimane la vita terrena in tutta la sua ampiezza e il suo contenuto; tutto quanto avviene in alto o in basso nel regno dell'aldilà, si riferisce al dramma dell'uomo nell'aldiquà. ([[Erich Auerbach]])
*La «Commedia» è una gran boscaglia, fitta, densa intricata, che sgomenta al primo entrarvi, e dove non risplende sole. Più franco e sicuro è il passo negli orti ameni, offerti dai poemi allegorici di Francia. I cristianissimi di Spagna, quando vanno in sogno all'altro mondo, e vedono e descrivono gli abissi infernali, chiedono, come i fratelli di Francia, soccorso d'immaginazione a Virgilio più che a Dante. ([[Arturo Farinelli]])
*La Commedia ha rappresentato l'unità fisica, etica e politica del cosmo scolastico-cristiano in un'epoca in cui essa cominciava a perdere la sua invulnerabilità ideologica: l'atteggiamento concettuale di Dante è quello difensivo di un conservatore e la sua lotta tende alla riconquista di ciò che è già perduto. ([[Erich Auerbach]])
*La "Commedia" non è un'opera, è un lungo monologo che mette il lettore di fronte a scelte radicali legate alla tragedia dello stare al mondo e alla speranza di salvezza. ([[Vittorio Sermonti]])
*La {{sic|divina}} Commedia è con ragione chiamata la Bibbia nazionale, è il vero poema cosmopolitico insieme ed italiano. ([[Licurgo Cappelletti]])
*La {{sic|divina commedia}} non è veramente il libro del perdono. ([[Raffaele Garofalo]])
*La [[Norvegia]] è uno dei pochissimi Paesi che non abbiano la ''Commedia'' di Dante tradotta (esclusa solo un'avara e discontinua antologia del 1965, che mi viene fatta vedere all'Istituto di cultura). Penso a [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]] che mi ricordava con una punta di orgoglio le settanta traduzioni di Dante – dico settanta – nelle varie lingue della [[Unione Sovietica|federazione]] (e capisco il dramma dell'impero sovietico!). ([[Giovanni Spadolini]])
*La preferenza dello [[Percy Bysshe Shelley|Shelley]] riguardo al valore estetico delle tre Cantiche, paragonate fra loro, parrebbe rivolta al Paradiso, in cui le immagini radiose, la gemmea colorazione, il perenne fulgore dello sfondo, dovevano particolarmente gradire al suo spirito sì propenso alle vive irradiazioni, agli effetti di luce e di tinte trasparenti. Inoltre egli osserva come, nell'apprezzamento delle Cantiche, i critici più acuti abbiano invertito il giudizio del volgo ammirando assai più i pregi dell'ultima parte di quelli delle altre. La terza Cantica gli offriva insuperabili splendori d'arte; quell'ascensione del poeta di stella in stella apparivagli come la più fulgida manifestazione della poesia moderna. ([[Federico Olivero]])
*Nell'origin sua la [[poesia]] è la scienza delle umane e divine cose, convertita in immagine fantastica ed armoniosa.<br/>La quale immagine noi, sopra ogn'altro poema italiano ravvisiamo vivamente nella Divina Commedia di Dante, il quale s'innalzò al sommo nell'esprimere, ed alla maggior vivezza pervenne, perché più largamente e più profondamente d'ogni altro nella nostra lingua concepiva: essendo la locuzione immagine dell'intelligenza, da cui il favellare trae la forza e il calore. E giunse egli a sì alto segno d'intendere e profferire, perché dedusse la sua scienza dalla cognizione delle cose divine, in cui le naturali, e le umane e civili, come in terso cristallo, riflettono... ([[Giovanni Vincenzo Gravina]])
*''Officio è del poeta | giovar e dilettar con tal maniera | di stile, che 'l lettore non s'attedia; | e ciò fa Dante ne la sua ''Comedia''.'' ([[Teofilo Folengo]])
*Per la Francia, come per la Spagna, la Germania e l'Inghilterra, la lingua di Dante doveva offrire gravissimi ostacoli ad ognuno che voleva pur internarsi in quel singolarissimo mondo della «Commedia». La lingua e l'afflato della poesia medesima; se non l'intendi in ogni sfumatura più delicata, e non l'hai chiara e vibrante nel cuore, non giungerai alla sua anima; e ti fluttuerà innanzi, sempre velata di mistero. I traduttori più abili non suppliscono alla tua propria virtù di penetrazione, e ridanno infiacchito e travisato l'originale, che pur si rispetta. ([[Arturo Farinelli]])
*Se si facesse il censimento di quanti dantisti laureati hanno letto la ''Divina Commedia'' da capo a fondo, senza interruzione, come si legge un romanzo moderno, non sappiamo quanti potrebbero in coscienza rispondere all'appello. Se non fosse così non si sarebbero versati fiumi d'inchiostro per dire tante scempiaggini, attaccandosi ai particolari più insignificanti e trascurando la visione generale del poema.<br>Perché la ''Divina Commedia'' – l'immagine è vecchia, ma in fondo esatta – è come una cattedrale gotica piena di simboli e di rappresentazioni di ogni genere, conchiusi tuttavia in una cornice, che dà una potente unità ai particolari, fino al punto che questi perdono gran parte della loro importanza considerati separatamente. Se l'immagine non piace, si potrà non meno esattamente paragonare il poema alla volta della Sistina in cui nessuno si sognerebbe di considerare separate dal tutto le varie figure. Ora i dantisti hanno fatto proprio così. Hanno costruita una impalcatura e ciascuno si è messo col naso su di un particolare, perdendo di vista l'insieme dell'opera. La conseguenza più grave di tutto questo è che essi impediscono agli altri di vedere. Fuori di metafora, tutti esitano ad accostarsi alla ''Divina Commedia'' tanto è spaventosa la mole dei commenti che l'ingombra. ([[Sebastiano Arturo Luciani]])
===[[Roberto Benigni]]===
*Dante ci fa entrare in quello che solo l'intelligenza è in grado di cercare ma, da sola, non è capace di trovare. La sua forza è essere profondamente laico. Non ha atteggiamenti pappalardeschi, come direbbe lui, da falsi devoti. È religioso senza essere mai pretesco, bigotto. Non si rivolge a Dio, alla Madonna, ai santi. Si rivolge alle Muse, ad Apollo. Il suo universo è la poesia. Si può leggere la Divina commedia senza credere in Dio, ma non senza conoscere il cristianesimo.
*Dopo la Divina Commedia c'è di più Dio. C'è proprio, lo si sente, lo si vede. Tutto ciò che è bello è vicino a Dio. È proprio la bellezza che ci porta vicino a Dio. Ci ha portato quasi a guardarlo, a vederlo.
*La ''Divina Commedia'' è il libro più giustificabile, più limpido, più grande, più straordinario di tutte le letterature; ma non di dopo Dante, anche di prima.
*Perché non ho scritto ''La Divina Commedia''? Perché non c'ho pensato.
*Quando si parla della ''Divina Commedia'' o di Dante, bisogna non tanto capire, perché è semplice anche se non è sempre facile. Come è semplice l'universo, la musica di Bach: semplice ma non facilissima. È tutto vero; siamo lì, è come una rosa.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Divina Commedia| ]]
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Vasco Rossi
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Superchilum
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[[File:Vasco Rossi 2.jpg|thumb|Vasco Rossi nel 2007]]
'''Vasco Rossi''' (1952 – vivente), cantautore italiano.
==Citazioni di Vasco Rossi==
*Io potrei benissimo, a questo punto della mia vita, evitare di impelagarmi in tematiche così impopolari e difficili, ma la questione droga, vista la mia esperienza personale (che – in un periodo della mia vita passata – mi ha visto farne consapevolmente e coscientemente uso), mi sta a cuore e ho deciso di affrontare una difficile battaglia per provare ad apportare un mio piccolo contributo alla lotta necessaria a far uscire la nostra civiltà da questo buio culturale medioevale e anti-etico, e sono certo che in un futuro non lontano questi anni del proibizionismo verranno ricordati come quelli nei quali venivano incarcerati gli omosessuali, come fossero criminali perversi.<ref>Citato in ''[https://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/2012/08/13/758140-vasco-rossi-droghe-leggere-san-patrignano.shtml Droga libera, Sanpa contro Vasco: "Parole devastanti, venga da noi"]'', ''Il Resto del Carlino.it'', 14 agosto 2012.</ref>
*La prima volta che mi sono davvero sentito un cantante è stato quando, con un microfono in mano e una chitarra davanti, ho strimpellato l'intero repertorio di [[Lucio Battisti]]. Lui è la musica leggera, in Italia.<ref>Citato in [[Leo Turrini]], ''Battisti: la vita, le canzoni, il mistero'', Mondadori, 2008, p. 96.</ref>
*Mi piace [[Massimo Moratti|Moratti]] perché è un elegante signore all'antica. Anche se oggi forse è un difetto in questo mondo arrembante e pieno di arroganti. Ho letto del suo invito alla festa {{NDR|per il 15° scudetto dell'Inter}}, ma sono molto pigro. Avrei partecipato comunque col cuore.<ref name="inter.it"/>
*Noi, che facciamo della musica, con la musica chiaramente cerchiamo di far divertire, di portare gioia nelle vite della gente che naturalmente sono complicate... Però una cosa che vorrei dire è sempre quella... Chi detiene il potere ha molto interesse che la gente sia triste e abbia delle paure... Per la tristezza noi possiamo far qualcosa perché portiamo della gioia, per le paure secondo me dovete guardare meno i telegiornali e guardarvi di più nel vostro mondo piccolo, che poi è quello che conta.<ref>Da un'intervista a ''Rai News 24'' alla vigilia del concerto del Primo Maggio a Roma, 2009.</ref>
*Non date troppo ascolto a quello che sentite in tv e soprattutto ai [[telegiornale|telegiornali]]. Ascoltate i vostri amici, i vostri eroi, i vostri amori, quelle sono le cose che contano.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2009/05/dirette/sezioni/spettacoli_e_cultura/concerto-1mag2009/concerto-1mag2009/index.html Concertone del Primo maggio. In migliaia per Vasco Rossi]'', ''Repubblica.it'', 1 maggio 2009.</ref>
*Oggi, nel [[Giorno della Memoria]] è importante ricordare gli orrori le sofferenze, le vite sacrificate per la libertà e la democrazia. Soprattutto in questi periodi nei quali le sirene autoritarie e demagogiche tornano a farsi sentire così forte per incantare le masse con slogan facili, ecco ricordiamo che la democrazia e la libertà sono state conquistate prezzo di grandi sofferenze. Non vorrei che i miei figli dovessero rivedere cose così orribili... Meditate gente, state svegli non fatevi incantare.<ref>Citato in ''[http://www.affaritaliani.it/coffee/video/spettacoli/vasco-rossi-ringranzia-per-la-medaglia-al-valore-data-al-padre.html Vasco Rossi ringranzia per la Medaglia al valore data al padre]'', ''affaritaliani.it'', 28 gennaio 2020.</ref>
*{{NDR|Su [[Luciano Ligabue]]}} Penso che sia un bicchiere di talento in un mare di presunzione.<ref>Citato in ''[http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/08/07/news/l_attacco_di_vassco_ligabue_bicchiere_di_talento_mare_di_presunzione-20133779/ L'attacco di Vasco contro Ligabue: "Bicchiere di talento, mare di presunzione"]'', ''la Repubblica'', 7 agosto 2011.</ref>
*Per una semplice questione di colori e di eleganza. Fin da piccolo preferivo il neroazzurro al rossonero e al bianconero... Ma non ho mai seguito il calcio e solo da qualche anno ho cominciato a guardare le partite in televisione.<ref name="inter.it">Citato in ''[http://www.inter.it/aas/news/reader?N=37805&L=it Vasco: "Neroazzurro, questione di eleganza"]'', ''Inter.it'', 20 giugno 2007.</ref>
*{{NDR|Su [[Fernanda Pivano]]}} Sarà sempre la nostra ragazza, una fonte d'amore.<ref>Citato in ''L'ultimo saluto a Genova, l'omaggio dell'America'', ''Corriere della Sera'', 20 agosto 2009, p. 43.</ref>
*Sono contento di essere sopravvissuto per poter assistere all'insediamento del nuovo [[governo Monti]].<ref>Citato in ''[http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/bologna/cronaca/2011/11/17/news/vasco_rossi_contento_di_assistere_alla_nascita_del_governo_monti-25171146/#notarget Vasco Rossi: "Contento di assistere alla nascita del governo Monti"]'', ''Repubblica.it'', 17 novembre 2011.</ref>
*Tutti dipendiamo da qualcosa, da un amore, da una donna, dagli amici. Dall'alcol, dal sesso, dal potere. Il tossicodipendente non è un cane, è una persona fragile che ha bisogno di noi. Vive in una condizione atroce. Ma lo scrivo chiaro: non drogatevi, non bevete. Dovete avere rispetto per voi stessi, non dovete buttarvi via.<ref>Da un'intervista a ''La Nazione'', 28 novembre 2011.</ref>
{{Intestazione|Da un post su ''Facebook.com''; citato in Carlo Moretti, ''[http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2012/04/14/news/vasco_contro_tutti-33323671/ Vasco su Facebook contro tutti "Baglioni, Pelù, Minghi? A zappare..."]'', ''la Repubblica'', 14 aprile 2012}}
*{{NDR|Su [[Luciano Ligabue]]}} Caro Liga, quando avrai scritto anche tu quasi 200 canzoni e avrai pubblicato 16 album inediti potrai essere messo sul mio stesso piano. Devi mangiare ancora un po' di polenta prima di poterti confrontare con me.
*Cosa fai, allora, quando incontri un cantante che consideri un perfetto imbecille per le cose che canta? Quando ti trovi di fianco ad uno che, secondo te, dovrebbe andare a zappare la terra, piuttosto che continuare a frignare stupide canzoni che sono tutte la stessa lagna? Canzoni lagnose che non sopporti, ma non glielo puoi dire certo in faccia. Allora lo guardi solo negli occhi, ma in un certo modo provocatorio ed inequivocabile, aspettando (e sperando!) che abbia almeno una qualsiasi reazione visibile, che dica anche soltanto una parola, per poter scatenare una battaglia dialettica, per fargli qualche battuta cattiva ma sincera, qualche critica impietosa ma oggettiva. Quando incontri un [[Claudio Baglioni|Baglioni]], insomma, che per te impersona... che per te è l'emblema... delle musichette da sala d'attesa... Con testi che non raggiungono neanche il livello dei peggiori discorsi sul più e sul meno, infarciti dei soliti luoghi comuni, come quelli che si fanno per ammazzare il tempo quando si sta in fila alle Poste o che fanno tra loro le signore dal parrucchiere durante una messa in piega.
*{{NDR|Su [[Amedeo Minghi]]}} Può venirti proprio voglia di smontarlo un po', di dirgli che la sua aria da fenomeno musicale e il suo modo di tirarsela ti fanno pena, che sono solo un triste squallore, il risultato di una presunzione eccessiva che ha perso ogni contatto con la realtà, quella vera. E sì... E alla fine glielo dici pure! E lui non fa una piega, resta sordo ed isolato nel suo mondo fatto di favole e di preghiere.
*Ma c'è anche chi, come [[Zucchero Fornaciari|Zucchero]], si mette a competere con te a suon di dischi pieni di splendide ed orecchiabili... e travolgenti musiche, complete di arrangiamenti davvero ben confezionati. C'è sempre qualcuno che ti ritrovi regolarmente avanti nelle classifiche, e che raccoglie sempre un po’ più di pubblico di te nei concerti... e che vorresti strozzare!
==''Diario di bordo del capitano''==
*C'è differenza tra una [[corda]] e un roipnol?? E allora perché la corda è in vendita (libera) e il roipnol no? O non basta davvero scrivere sul flacone usi e impieghi?? O non siamo tutti capaci di leggere?? O con una corda è più difficile??
*Ho fatto un cd brutto ma io sono bello.
==''La versione di Vasco''==
===[[Incipit]]===
Ognuno ricorda le cose alla sua maniera, ognuno un po' se le racconta. Le biografie sono tutte false. Io sono stato franco. Con questo libro di dichiarazioni forse si capirà di più la mia versione. La versione di Vasco.
===Citazioni===
*Il [[rock]] ti dà l'idea che tutti ce la possono fare. (p. 3)
*La [[vita]] non è una commedia che puoi provarla prima. La devi vivere improvvisando. (2011, p. 13)
*È una vita che vivo da clandestino. Un [[artista]] vive sempre in fuga, ma non in fuga da se stesso o dalla realtà, vive in fuga dai posti di blocco del conservatorismo, dall'omologazione, dall'ipocrisia. L'artista è l'unico che racconta le cose senza strumentalizzarle perché non ne ha bisogno. Ed è in fuga da tutte queste forze che lo vogliono bloccare, far star zitto. (2011, pp. 16-17)
*La mia «arte» fotografa la realtà, non la inventa. Questo è il linguaggio del [[rock]]. Chi vuol capire veramente ascolti. E se a qualcuno dà fastidio, tanto meglio. È ora che si svegli. (2009, p. 17)
*Non ero nato per fare la rockstar, ma era troppo divertente raccontare le verità scomode, il nostro malessere negato, mandare a quel paese quelli che pretendono di insegnarci come dobbiamo vivere, dire tutto quel che penso di lei a una donna che non vedrò più... (2011, p. 27)
*Un artista non deve avere pudore. Altrimenti non è un artista. Devi essere veramente spudorato per cantare le tue emozioni. Aristotele diceva: un uomo può cantare solo se è ubriaco. (2011, p. 27)
*Chi detiene il potere vuole che la gente sia triste. E abbia paura, lo diceva [[Baruch Spinoza|Spinoza]]. Noi artisti per la tristezza possiamo far qualcosa, per la paura... Vi dico guardate meno i telegiornali e guardatevi più intorno, che è quello che conta. (2009, p. 28)
*[[Paternità|Avere un figlio]] ti ricolloca nella giusta dimensione dell'universo, molto più marginale rispetto al centro nel quale ti senti sempre da quando nasci. Sei tu il centro di tutto... e invece no, non sei il centro di niente. Sei ai margini di tutti... non conti un cazzo! In casa sono la persona numero tre: prima c'è Luca, poi Laura, poi vengo io... addirittura c'è anche il cane prima di me. (2011, p. 31)
*La [[realtà]], a vederla bene, è dura, squallida, non sempre giusta, ma io la prendo come una sfida e dico sempre: andiamo a vedere fino in fondo. Questo è ciò che ci fa essere uomini, andare avanti nonostante tutto, anche se intorno la realtà ti fa schifo. (2011, p. 45)
*C'è sempre una nuova [[sfida]] da prendere o lasciare, da vincere o perdere. (2009, p. 47)
*Tutti abbiamo bisogno di categorie mentali, di punti di riferimento fissi... e di pregiudizi. Il guaio è che a volte prendiamo delle persone vive come punti di riferimento e non vogliamo più riconoscere loro il diritto di crescere e di cambiare, cioè di vivere! (2011, p. 56)
*Ci sono dei giorni che mi sento da buttare via e altri in cui sono fiero di me. Non ho ancora capito quali sono quelli giusti. (2009, p. 57)
*Ricordatevi che la [[libertà]] ha un costo, deve essere difesa giorno dopo giorno. Non è una cosa acquisita per sempre. Settant'anni fa molta gente in questo paese è morta per la libertà. Ve lo siete dimenticato? (2011, p. 61)
*Meno liberi ma più sicuri? Io non ci credo, e comunque ho sempre preferito il contrario. Meno liberi ma più sicuri? Sarebbe come dire meno sani ma belli. È meglio essere sani che belli, date retta a me che sono uno bello! (2009, p. 64)
*Mi dico sempre, andiamo avanti fino a dove ce la faremo. Poi spegnerò io l'interruttore, perché la vita è mia e deciderò io quando dire basta. Ho diritto di scegliere quando porre fine a questa straordinaria esistenza. (2011, p. 65)
*Nella vita mi è sempre piaciuto frequentare i limiti di tutto. Ma la libertà ha senso se è comunque all'interno di un limite, sennò non è libertà è [[caos]]. (2008, p. 68)
*''[[Vivere|Viviamo]] tempi nuovi | fatti di solitudine | pochi ideali | di convenienze | di affari | Viviamo tempi nuovi.'' (2010, p. 94)
*''Sembra che sia così | questa [[vita]] moderna | lasciatemelo dire | è una vera indecenza | che si debba nascere | per morire | avendo una coscienza | per capire.'' (2010, p. 94)
*Bisogna imparare a stare soli, solo così si può imparare a stare con gli altri, altrimenti ci stai perché ne hai bisogno. Bisogna fare a scuola un'ora di insegnamento alla [[solitudine]], imparare a bastarsi. (2010, p. 96)
*L'uomo ha bisogno di trovare un senso e il senso ognuno lo trova e lo dà a quello che fa, quindi un senso ce l'ha per lui. Però non puoi venirmi a dire che il senso giusto è il tuo, ognuno troverà il suo senso, ci vuole tolleranza. (2008, p. 98)
*Prendere la [[vita]] sul serio sarebbe logico se essa non fosse un inganno. E che sia un inganno lo si capisce subito. (2011, p. 106)
*Penso quindi sono... fottuto. (2010, p. 109)
*''Sono sempre un po' triste, | prima di [[partenza|partire]] | poi | appena ho chiuso la porta di casa | l'umore improvvisamente cambia | e comincia quella frizzante e leggera eccitazione | che mi consolerà per tutto il viaggio.'' (2011, p. 113)
*La [[condivisione]] è una cosa fondamentale. Se non condividi una cosa con qualcuno è come se non l'hai vissuta. Un piacere, una cosa bellissima, se la vivo da solo per me non è abbastanza, anzi, quasi non è. La devo condividere subito con qualcuno. (2011, p. 132)
*Il destino del [[genitore]] è quello: dire le cose e poi aspettare e soffrire finché lui farà quello che ritiene giusto. Tu ci devi essere quando lui ha bisogno, ci devi essere e basta. La vita è sua e deve viverla come vuole. (2004, p. 134)
*Cantare davanti ai miei fan mi fa star bene... è la dimostrazione chiara che la canzone è loro. Che le emozioni che io racconto sono emozioni loro, che le proviamo tutti, e ci scarichiamo tutti insieme... è una catarsi. Per quello dopo si sta meglio. Magari non abbiamo cambiato il mondo, però siamo cambiati un po' noi, abbiamo cambiato il nostro umore, ci siamo sfogati. (2008, p. 147)
*Il [[rock]] non è arroganza, ma un po' di sbruffonaggine sì... «E ti farò far l'amore, sai, come nessuno ti ha fatto mai.» È chiaro che noi non siamo così. Chi è capace di essere così? Ma dato che le donne ci vorrebbero in questo modo, noi almeno sul palco le accontentiamo. L'ha inventata [[Elvis Presley]] questa cosa, lui era perfetto. (2011, p. 164)
*Non si può ingabbiare l'[[arte]], non si può mettere sotto processo l'artista per quello che racconta. Perché non è lui che inventa la realtà che racconta, la realtà esiste. L'arte, anche quella più provocatoria, non deve essere censurata per paura che mostri dei lati spiacevoli, oscuri, anche sbagliati, del mondo, deve servire proprio come segnale di quello che non va. (2004, p. 166)
*Me ne fotto da sempre di tutto e di tutti... soprattutto quando scrivo canzoni. Il mio principio è stato e sarà sempre «chi mi ama mi segua». Altrimenti senza rancore, ognuno per la sua strada. Non faccio, non ho mai fatto e non farò mai compromessi su questo! (2011, p. 170)
*La [[musica]] mi rende un gigante, riesco a trascinare tutti, mi improvviso timoniere di un'immensa, affollatissima scialuppa. È un momento incredibile io sono felice di farne parte, perché quando tocchi il cuore alla gente sei ripagato con un affetto immenso. (2009, p. 171)
*Una [[donna]] può ispirare canzoni. Ogni donna è un misterioso universo da esplorare, conoscere, amare o odiare. Ogni donna rappresenta per un uomo un'inesauribile fonte di emozioni, sensazioni, passioni, illusioni, sogni e certezze. Non c'è niente nell'universo di così bello, intrigante e affascinante come la donna. (2007, p. 173)
==Citazioni tratte da canzoni==
{{Autori testi}}
===''...Ma cosa vuoi che sia una canzone...''===
'''Etichetta''': LotusLOP, 1978, prodotto da Alan Taylor.
*''No senti | stammi a sentire un po' | non è te che detesto in fondo sai | la colpa non è tua | la verità è che al mondo | tu servi così.'' (da ''...E poi mi parli di una vita insieme'', n. 2)
*''Silvia riposa dentro la stanza | con una mano sotto il cuscino | mentre di fuori spunta il mattino | che fra non molto la sveglierà...''(da ''Silvia'', n. 3)
*''Silvia ora corre | oltre lo specchio | dimenticando che sono le otto, | e trova mille fantasie | che non la lasciano più andar via...'' (da ''Silvia'', n. 3)
*''Io che l'ho vista piangere di gioia e ridere | Che più di lei la vita credo mai nessuno amò | Io non vi credo, lasciatela stare | Voi non potete... | Jenny non può più restare | Portatela via | Rovina il morale alla gente | Jenny sta bene, è lontana, la curano | Forse, potrà anche guarire un giorno... | Jenny è pazza, c'è chi dice anche questo. ''| [...] |'' Jenny ha pagato per tutti | Ha pagato per noi, che restiamo a guardarla, ora | Jenny è soltanto un ricordo | Qualcosa di amaro, da spingere giù, in fondo | Jenny è stanca | Jenny vuole dormire.'' (da ''Jenny è pazza'', n. 5)
*''Con le mani sporche di allegria i bambini giocano coi sassi della via ed i vecchi invecchiano davanti alla tivù con la pipa ed uno scommettiamo in più.'' (da ''Ed il tempo crea eroi'', n. 7)
*''E alla gente povera rimanga l'[[onestà]] a vantaggio di chi non ce l'ha che comunque può comprarsela.'' (da ''Ed il tempo crea eroi'', n. 7)
===''Non siamo mica gli americani''===
'''Etichetta''': Lotus LOP, 1979, prodotto da Bmg Ricordi.
*''E centomila occhi si voltarono | a guardare il cielo | con un sospiro leggero, | da quella parte sì, è da quella parte | che sarebbero venuti loro | l'aveva detto il vecchio pazzo | che abitava il monte, | nessuno aveva dubitato | delle sue parole, | avevano bisogno di loro, | sarebbero venuti in volo.'' (da ''Sballi ravvicinati del terzo tipo'', n. 3)
*''Domani c'è esercitazione di tiro col [[cannone]] | spariamo colpi che possono arrivare fino in Giappone, | ma non si può provare | non si può stare a sparare in giro. | Non siamo mica gli Americani | che loro possono sparare agli Indiani.'' (da ''(per quello che ho da fare) Faccio il militare'', n. 4)
*''E qualche volta fai pensieri strani... | con una mano, una mano ti sfiori... | tu sola dentro la stanza | e tutto il mondo fuori.'' (da ''Albachiara'', n. 6)
*''Respiri piano per non far rumore | ti addormenti di sera e ti risvegli col sole | sei chiara come un'alba | sei fresca come l'aria.'' (da ''Albachiara'', n. 6)
*''Diventi rossa se qualcuno ti guarda | e sei fantastica quando sei assorta | nei tuoi problemi, | nei tuoi pensieri.'' (da ''Albachiara'', n. 6)
*''Ti vesti svogliatamente | non metti mai niente | che possa attirare attenzione, | un particolare | solo per farti guardare.'' (da ''Albachiara'', n. 6)
*''E con la faccia pulita cammini per strada | mangiando una mela | coi libri di scuola | ti piace studiare | non te ne devi vergognare!'' (da ''Albachiara'', n. 6)
*''E quando guardi con quegli occhi grandi | forse un po' troppo sinceri, sinceri, | si vede quello che pensi, | quello che sogni.'' (da ''Albachiara'', n. 6)
*''Quindici anni fa | avevo un'altra religiosità, | pensavo che la gente | non ci capisse niente | in tutto quello che facevo, | in tutto quello che pensavo, | poi ho incontrato te...'' | [...] |'' Comunicare è facile, | facile come pensare | quando ci si vuole capire | e ci si lascia andare | ad un certo punto si comincia a vibrare | finché si rimane intontiti ad ascoltare | l'amore... eeeh...'' (da ''Quindici anni fa'', n. 7)
===''Colpa d'Alfredo''===
'''Etichetta''': Targa, 1980, prodotto da Bmg Ricordi.
*''Sì, ti ho capito, | t'interessa più la scuola | e poi del resto chissà come sei brava. | Ma scusa | tra i vari interessi che hai, | dimmi che posto mi dai!'' (da ''Non l'hai mica capito'', n. 1)
*''Ti voglio bene, | smetti di giocare! | Ti voglio bene, | a un certo punto ti devi "dare"! | Ti voglio bene, | non puoi farti eternamente corteggiare!'' (da ''Non l'hai mica capito'', n. 1)
*''Colpa d'Alfredo | che con i suoi discorsi "seri" e inopportuni | mi fa sciupare tutte le occasioni | e prima o poi lo uccido! | Lo uccido!'' (da ''Colpa d'Alfredo'', n. 2)
*''E la [[vita]] continua | anche senza di noi | che siamo lontani ormai.'' (da ''Anima fragile'', n. 4)
*''E ora tu | chissà dove sei... | avrai trovato amore | o come me, | cerchi soltanto d'avventure | perché non vuoi più piangere! '' (da ''Anima fragile'', n. 4)
*''Sensazioni, sensazioni | vogliono tutti provare, | non ci bastano le solite emozioni, | vogliamo bruciare. | Sensazioni, sensazioni, | sensazioni sempre più forti, | non importa se la vita sarà breve | vogliamo godere.'' (da ''Sensazioni forti'', n. 6)
*''L'uomo dai capelli lunghi | girò le spalle a tutti quanti | poi si voltò a guardare il sole | e cominciò a camminare.'' (da ''Tropico del Cancro'', n. 7)
===''Siamo solo noi''===
'''Etichetta''': Targa, 1981, prodotto da Bmg Ricordi.
*''Siamo solo noi, | che andiamo a letto la mattina presto | e ci svegliamo con il mal di testa.'' (da ''Siamo solo noi'', n. 1)
*''Siamo solo noi. | Generazione di sconvolti che non ha più | santi né eroi.'' (da ''Siamo solo noi'', n. 1)
*''La [[primavera]] bussa alle porte, | entra dalle finestre, | s'infila sotto le gonne | delle donne. | La primavera mette scompiglio, | ieri ho sgozzato mio figlio, | è stato uno sbaglio, | è stato uno sbaglio, | credevo fosse un coniglio.'' (da ''Ieri ho sgozzato mio figlio'', n. 2)
*''Voglio andare al mare, | quest'estate voglio proprio andare al mare. | Devo riposare, | quest'estate devo anche riposare. | Voglio anche vedere | le donne bianche diventare nere | nude... le tette nude, | le voglio toccare, | quest'estate voglio proprio esagerare. | Le tocco tutte quante.'' | [...] | ''Mi voglio sfogare, | quest'estate voglio fare indigestione | di donne e di sole... | di donne da sole...'' (da ''Voglio andare al mare'', n. 4)
*''Ti sei accorta di me | quasi per caso, | quasi per caso hai deciso poi | di commettere un piccolo peccato | e quando sei riuscita a farmi cadere | con la tua logica di calze nere, | ti sei voluta prender gioco di me... | ti sei voluta divertire!'' (da ''Brava'', n. 5)
*''E adesso invece non ci credo più, | non credo più a niente | e la mia vita non la rischio più | per nessuno e per niente. '' (da ''Brava'', n. 5)
*''Sei un incredibile romantica, | un po' nevrotica | ma non patetica, | certo unica! | Certo unica!'' (da ''Incredibile romantica'', n. 7)
*''Venti gocce di [[diazepam|Valium]] | per dormire meglio. | Tutta la notte | a contare le gatte, | quelle con una macchia nera sul muso | nelle soffitte vicino al mare, voglio dormire. || Cento gocce di Valium | per dormire del tutto, | non sentire più niente cancellare la mente | e domani mattina |'' [...] ''| non svegliarsi neanche.'' (da ''Valium'', n. 8)
===''Vado al massimo''===
'''Etichetta''': Carosello, 1982, prodotto da Guido Elmi.
*''Ogni volta che rimango | con la testa tra le mani | e rimando... tutto a domani''. (da ''Ogni volta'', n. 3)
*''E ogni volta che non sono coerente, | ogni volta che non è importante, | ogni volta che qualcuno si preoccupa per me... | ogni volta che non c'è, | proprio quando la stavo cercando... | Ogni volta, | ogni volta quando...'' (da ''Ogni volta'', n. 3)
*''Non sono gli uomini a tradire, ma i loro [[guaio|guai]].'' (da ''Credi davvero'', n. 5)
*''È nell'aria ancora il tuo profumo | dolce, caldo, morbido | come questa sera | mentre tu, | mentre tu | non ci sei più...'' (da ''Canzone'', n. 7)
*''E questa sera nel letto metterò | qualche coperta in più | perché sennò avrò freddo | senza averti sempre, | senza averti sempre addosso... | e sarà triste lo so, | ma la tristezza però | si può racchiudere | dentro una canzone | che canterò...'' (da ''Canzone'', n. 7)
*''Ma che importa se è finita | che cosa importa se era la mia vita o no? | Ciò che conta è che sia stata | una fantastica giornata, morbida!'' (da ''Splendida giornata'', n. 8)
===''Bollicine''===
'''Etichetta''': Domino, 1983, prodotto da Guido Elmi.
*''Bevi la [[Coca-Cola]] che ti fa bene, | bevi la Coca-Cola che ti fa digerire | con tutte quelle, tutte quelle bollicine... | Coca-Cola, sì, Coca-Cola... a me mi fa morire... | Coca-Cola, sì, Coca-Cola... a me mi fa impazzire.'' (da ''Bollicine'', n. 1)
*''Coca cola si! | Coca Cola, coca, casa e [[chiesa]]!'' (da ''Bollicine'', n. 1)
*''Una canzone per te | non te l'aspettavi, eh! | Invece eccola qua, | come mi è venuta | e chi lo sa? | Le mie canzoni nascono da sole | vengono fuori già con le parole.'' (da ''Una canzone per te'', n. 2)
*''Le [[canzone|canzoni]] sono come i fiori | nascono da sole | sono come i sogni | e a noi non resta | che scriverle in fretta | perché poi svaniscono | e non si ricordano più.'' (da ''Una canzone per te'', n. 2)
*''Sorridi e abbassi gli occhi un istante | poi dici "non credo di essere così importante" | ma dici una bugia... | infatti scappi via...'' (da ''Una canzone per te'', n. 2)
*''Portatemi [[Dio]] | gli devo parlare, | gli voglio raccontare | di una vita che ho vissuto | e che non ho capito | a cosa è servito, | che cosa è cambiato, | anzi | adesso cosa ho guadagnato? | Adesso voglio esser pagato!'' (da ''Portatemi Dio'', n. 3)
*''Voglio una vita maleducata | di quelle vite fatte | fatte così... | Voglio una vita che se ne frega | che se ne frega di tutto, sì...'' (da ''Vita spericolata'', n. 4)
*''Voglio una vita spericolata, | voglio una vita come quelle dei film... | Voglio una vita esagerata, | voglio una vita come [[Steve McQueen]]...'' (da ''Vita spericolata'', n. 4)
*''E poi ci troveremo come le star | a bere del whisky al Roxy Bar | o forse non c'incontreremo mai, | ognuno a rincorrere i suoi guai. | Ognuno col suo viaggio, | ognuno diverso | e ognuno in fondo perso | dentro i cazzi suoi.'' (da ''Vita spericolata'', n. 4)
*''Voglio una vita che non è mai tardi, | di quelle che non dormi mai. | Voglio una vita, | la voglio piena di guai!'' (da ''Vita spericolata'', n. 4)
*''Corri e fottitene dell'[[orgoglio]] | ne ha rovinati più lui che il petrolio... | Ci fosse anche solo una probabilità... | Giocala, giocala, giocala!'' (da ''Giocala'', n. 6)
===''Cosa succede in città''===
'''Etichetta''': Carosello, 1985, prodotto da Guido Elmi.
*''Quanto tocchi il fondo | vieni su. | Vieni fuori | oppure non ci vieni più.'' (da ''Cosa c'è'', n. 1)
*''Piuttosto che morire immobile, meglio morire di te!'' (da ''Domani sì, adesso no'', n. 2)
*''Egoista, certo | perché no? | perché non dovrei esserlo? | Quando c'ho il mal di stomaco | con chi dovrei condividerlo?'' (da ''Cosa succede in città'', n. 3)
*''Siamo noi, siamo noi | quelli più stanchi! | Siamo noi, siamo noi | che dovremo andare avanti!'' (da ''Cosa succede in città'', n. 3)
*''E sarà un'altra volta per lei, | una nuova canzone per lei, | una storia d'amore per lei... | lei che dorme e non sa che ci sei... | lei che forse, non la sentirà... mai!'' (da ''Una nuova canzone per lei'', n. 6)
*''T'immagini | la faccia che farebbero | se da domani davvero | davvero tutti quanti "smettessimo"! | T'immagini | quante famiglie sul lastrico | altro che crisi del dollaro, | questa sì che sarebbe la crisi del secolo!'' (da ''T'immagini'', n. 7)
*''T'immagini | se fosse sempre domenica, | tu fossi sempre libera | e se tua madre fosse meno nevrotica.'' (da ''T'immagini'', n. 7)
*''[[Fantasia|Fantasie]], | fantasie che volano libere, | fantasie che a volte fan ridere, | fantasie che credono alle favole.'' (da ''T'immagini'', n. 7)
*''Perché la musica non ha "orecchi", | non ha padroni... | ma che maledetti... | viene fuori dal rumore | come la luce nasce dal sole... | come le [[bolla di sapone|bolle di sapone]]...'' (da ''Bolle di sapone'', n. 8)
*''Ed il Sole... muore | mentre i miei sogni crollano | ed il Sole... dorme | e i sogni poi si scordano! | E tu dormi... dormi, | ora i tuoi sogni volano... | e tu dormi... dormi | mentre i tuoi occhi "sorridono"!'' (da ''Dormi, dormi'', n. 9)
===''C'è chi dice no''===
'''Etichetta''': Carosello, 1987, prodotto da Warner music.
*''Cosa non darei | per vivere una favola!'' (da ''Vivere una favola'', n. 1)
*''Guarda, | guarda la, | guarda la città, | quante cose che | sembrano più grandi, | sembrano pesanti!'' (da ''Vivere una favola'', n. 1)
*''Tanta gente è convinta che ci sia | nell'[[aldilà]]... | qualche cosa... chissa?! | Quanta gente comunque ci sarà... | che si accontenterà!'' (da ''C'è chi dice no'', n. 2)
*''Le stelle stanno in [[cielo]] | e i sogni non lo so | so solo che son pochi | quelli che si avverano.'' (da ''Ridere di te'', n. 3)
*''Tu si che sei speciale | ti invidio sempre un po' | sai sempre cosa fare e... | e che cosa è giusto o no...'' (da ''Ridere di te'', n. 3)
*''Lascia stare che qualche anno in più | meno male che sei convinta tu | io sto uguale, mi chiedo solo se | faccio male a volte | a ridere di te...'' (da ''Ridere di te'', n. 3)
*''Tu sei così sicura | di tutto intorno a te | che sembri quasi un'onda che | che si trascina me.'' (da ''Ridere di te'', n. 3)
*''Brava [[Giulia]], e Brava Giulia! | Prenditi la vita che vuoi. | Brava Giulia e Brava Giulia! | Sceglitela, Certo che puoi. | Brava Giulia e Brava Giulia! | Certo che, certo che puoi.'' (da ''Brava Giulia'', n. 5)
*''Io non mi siedo qui | io voglio vivere sopra, | io voglio vivere una volta sola!'' (da ''Brava Giulia'', n. 5)
*''Non difenderti con l'innocenza che tra l'altro non hai!'' (da ''Non mi va''<ref>Testo di Vasco Rossi e [[Massimo Riva]].</ref>, n. 7)
*''Passerò tutta l'estate qui! | Compresi i [[lunedì]]! | Quelli li odio di più... | Non lo so, ma è così... | Odio i lunedì!'' (da ''Lunedì'', n. 8)
*''Perché restare restare soli | fa male anche ai duri, | loro non lo dicono ma | piangono contro i muri.'' (da ''Lunedì'', n. 8)
===''Liberi liberi''===
'''Etichetta''': EMI, 1989, autoprodotto.
*''È stata colpa mia, | solo colpa mia... | accidenti all'ipocrisia, | alla malinconia, | alla noia che ci prende | e che non va più via... | Eheheheh! | Com'è simpatica?! | Questa vita | così lunatica?!'' (da ''Domenica lunatica'', n. 1)
*''Ed hai ragione te! | quando dici che sono un bambino | e che non sono "maturo"!? | Ed hai vent'anni di meno!'' (da ''Domenica lunatica'', n. 1)
*''Dimenticavo che | voglio che sei tranquilla | e ti [[Giuramenti dalle canzoni|prometto]] che | uscirò dalla tua vita talmente piano che... | quando ti sveglierai | non te ne accorgerai... | vedrai!'' (da ''Domenica lunatica'', n. 1)
*''Ormai è tardi! | Guarda il tempo, | vola via! | Ormai è tardi! | Ormai è tardi! | Non si torna... | comunque sia! | E quanta nostalgia!'' (da ''Ormai è tardi'', n. 2)
*''Muoviti! | Salta su! | Questo è un treno che non passa, | che non passa più!'' (da ''...Muoviti!'', n. 3)
*''Non è la gelosia quello che sento, | quello che sento dentro, | è più una malattia | che non ci riesco, | che non capisco proprio...'' (da ''Tango (della gelosia)'', n. 5)
*''Se fossi stato, | ma non sono mai stato così; | insomma dai | adesso sono qui! | Vuoi che dica anche se | soddisfatto di me | in fondo in fondo non sono mai stato.'' (da ''Liberi... liberi''<ref name=ferro>Testo di Vasco Rossi e [[Tullio Ferro]].</ref>, n. 6)
*''Liberi liberi siamo noi, | però liberi da che cosa? | Chissà cos'è? | Chissà perché?'' (da ''Liberi... liberi''<ref name=ferro/>, n. 6)
*''Finché eravamo giovani | era tutta un'altra cosa. | Chissà perché? | Chissà perché?!'' (da ''Liberi... liberi''<ref name=ferro/>, n. 6)
*''Se c'è qualcosa che non ti va... | dillo alla Luna! | Può darsi che porti fortuna... | dirlo alla Luna!'' (da ''Dillo alla Luna'', n. 7)
*''La voglio in faccia la verità, | e se sarà dura | la chiamerò sfortuna... | maledetta sfortuna!'' (da ''Dillo alla Luna'', n. 7)
===''Fronte del palco''===
'''Etichetta''': EMI, 1990, prodotto da Vasco Rossi e Stephen Hart.
*''Prenditi quello che sei | e non rimpiangerti mai, | se non ti piaci vedrai | non cambierai''. (da ''Guarda dove vai''<ref name=ferro/>, CD 2, n. 9)
*''Guarda che cielo che hai, | guarda che sole che hai, | guardati e guarda cos'hai | e guarda dove vai.'' (da ''Guarda dove vai''<ref name=ferro/>, CD 2, n. 9)
===''Gli spari sopra''===
'''Etichetta''': EMI, 1993, prodotto da Guido Elmi e Vasco Rossi.
*''Ma se si girano gli eserciti | e spariscono gli eroi, | se la guerra poi adesso | cominciamo a farla noi | non sorridete, gli spari sopra | sono per voi!'' (da ''Gli spari sopra'', n. 3)
*''Vivere | anche se sei morto dentro, | vivere | e devi essere sempre contento, | vivere | è come un comandamento, | vivere... o sopravvivere... | senza perdersi d'animo mai | e combattere e lottare contro tutto contro. | Oggi non ho tempo, | oggi voglio stare spento.'' (da ''Vivere'', n. 4)
*''Domani sarà tardi per rimpiangere la realtà, | è meglio viverla!'' (da ''Gabri'', n. 5)
*''Mi fai tremare il cuore... | mi fai smettere di respirare.''<ref>Frase citata su uno [[striscioni del calcio|striscione]] esposto dalla curva [[Football Club Internazionale Milano|interista]] allo stadio Giuseppe Meazza di Milano il 24 febbraio 2013 in occasione della gara Inter-Milan 1-1.</ref> (da ''Gabri'', n. 5)
*''Guarda che bella sorpresa la vita | che ad un certo punto ti svegli, è finita | e non ritorna più |'' [...] ''| è che la vita che cambia, che cambia, | è che ti svegli e non è ma quella | che credevi tu. | Quante cose che si muovono, che si dicono, che si credono, | quante cose che si pensano e poi cambiano.'' (da ''Ci credi'', n. 6)
*''Però ricordo chi voleva | un mondo meglio di così. | Sì, proprio tu che ti fai delle storie, ma dai! | Cosa vuoi tu più di così? | E cosa conta chi perdeva, le regole sono così, | è la vita ed è ora che cresci, | devi prenderla così. | Sì, stupendo! | Mi viene il vomito... | È più forte di me!'' (da ''.....Stupendo'', n. 8)
*''Stasera bevo perché, | perché è più facile, | perché è più semplice di te, | stasera voglio che | il mondo giri intorno a me.'' (da ''Vuoi star ferma!'', n. 9)
*''Se ti guardo dentro gli occhi, | se ti guardo bene, bene | li vedo tutti | i pensieri che hai | non sono brutti | poi sono i tuoi | se ti guardo dentro gli occhi | io m'innamorerei.'' (da ''Occhi blu'', n. 11)
===''Nessun pericolo... per te''===
'''Etichetta''': EMI, 1996, prodotto da Guido Elmi e Vasco Rossi.
*''In questo mondo di fenomeni, | di gente pronta ad uccidersi, | io un [[fucile]] ce l'ho... | lo tengo sotto il letto.'' (da ''Un gran bel film'', n. 1)
*''Tu prega il tuo Dio... | che io prego il mio.'' (da ''Un gran bel film'', n. 1)
*''Dietro non si torna, | non si può tornare giù. | Quando ormai si vola | non si può cadere più...'' (da ''Gli angeli'', n. 3)
*''Vedi tetti e case | e grandi le periferie, | e vedi quante cose | sono solo "fesserie". | E da qui e da qui, | qui non arrivano gli [[angelo|angeli]] | con le lucciole e le cicale.'' (da ''Gli angeli'', n. 3)
*''Vivi in bilico | e [[tabagismo|fumi]] le tue [[sigaretta|Lucky Strike]] | e ti rendi conto | di quanto le maledirai.'' (da ''Gli angeli'', n. 3)
*''E avanti così, | facciamo due comunità diverse.'' | [...] |'' E avanti così, | poi comincia la guerra''. (da ''Mi si escludeva''<ref name=elmiferrorossi>Testo di [[Guido Elmi]], [[Tullio Ferro]] e Vasco Rossi.</ref>, n. 4)
*''Cinquant'anni fa il "problema"... | lo risolvevano bruciandoli! | C'è chi dice che "il problema" | è che non ci sono più fiammiferi...'' (da ''Mi si escludeva''<ref name=elmiferrorossi/>, n. 4)
*''[[Sally (nome)|Sally]] cammina per la strada senza nemmeno | guardare per terra. | Sally è una donna che non ha più voglia | di fare la guerra. | Sally ha patito troppo, | Sally ha già visto che cosa | ti può crollare addosso, | Sally è già stata punita | per ogni sua distrazione o debolezza, | per ogni candida carezza | data per non sentire l'amarezza...'' (da ''Sally'', n. 5)
*''Sally cammina per la strada sicura | senza pensare a niente, | ormai guarda la gente | con aria indifferente. | Sono lontani quei momenti | quando uno sguardo provocava turbamenti | quando la vita era più facile | e si potevano mangiare anche le fragole. | Perché la [[vita]] è un brivido che vola via | è tutto un equilibrio sopra la follia...'' (da ''Sally'', n. 5)
*''Ma forse Sally è proprio questo il senso... il senso... | del tuo vagare, | forse davvero ci si deve sentire | alla fine un po' male! | Forse alla fine di questa triste storia | qualcuno troverà il coraggio | per affrontare i sensi di colpa | e cancellarli da questo viaggio | per vivere davvero ogni momento | con ogni suo turbamento | come se fosse l'ultimo...'' (da ''Sally'', n. 5)
*''Sally cammina per la strada leggera, | ormai è sera. | Si accendono le luci dei lampioni, | tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni | Ed un pensiero le passa per la testa: | "Forse la vita non è stata tutta persa... | Forse qualcosa si è salvato! | Forse, davvero, non è stato poi tutto sbagliato! | Forse era giusto così! | Forse... mah... forse... ma sì!"'' (da ''Sally'', n. 5)
*''Senti che fuori [[pioggia|piove]], | senti che bel rumore.'' (da ''Sally'', n. 5)
===''Canzoni per me''===
'''Etichetta''': EMI, 1998, prodotto da Vasco Rossi e Celso Valli.
*''È Natale fra poco, | è Natale fra poco | e l'allegria | la mettiamo nei cassetti, | la mettiamo nei cassetti, | tira fuori la malinconia. | Lascia stare anche le cose! | Lascia stare anche le cose | che non ti vanno | chiudi la finestra, vieni dentro | smetti di giocare e vieni qui vicino.'' (da ''E il mattino'', n. 1)
*''Questa sera, questa sera, | non lo so, | c'è qualcosa nell'aria stasera | che non si può, | non si può spiegare | a meno che | non ritorni per forza a parlare... | ancora di te!'' (da ''L'una per te'', n. 2)
*''La [[fortuna]], | quando c'è, | aiuta sempre comunque "gli audaci", | e mica me!'' (da ''L'una per te'', n. 2)
*''Io non sto piangendo, | adesso no! | Sto soltanto, sto soltanto dicendo | che [[dichiarazioni d'amore dalle canzoni|ti amo]]! | E non ho paura | adesso che | se guardo in alto c'è ancora | la luna | e qui vicino ho te!'' (da ''L'una per te'', n. 2)
*''Quanti anni hai | stasera? | Quanti me ne dai... | bambina? | Quanti non ne vuoi | più dire? | Forse non li vuoi | capire!'' (da ''Quanti anni hai'', n. 4)
*''Meglio che rimani | a casa, | meglio che non esci | stasera. | Perché la notte non è più | sicura | e non è nemmeno più | sincera!'' (da ''Quanti anni hai'', n. 4)
*''[[Laura]] aspetta un figlio per errore, però lei dice che si chiama amore, in ogni caso poi la gente sai che cosa vuole, in fondo, vuole natale con la neve.'' (da ''Laura'', n. 5)
*''Una nave s'avvicina | s'avvicina lentamente | senza fretta | è il futuro "che ti aspetta" | ti conviene uscire adesso! | Adesso basta!'' (da ''Idea 77'', n. 7)
*''Mi aiuto con le illusioni, | vivo di emozioni che tu | non sai nemmeno di darmi..'' (da ''Rewind'', n. 8)
===''Rewind''===
'''Etichetta''': EMI, 1999, prodotto da Guido Elmi e Vasco Rossi.
*''E ho guardato dentro un'emozione | e ci ho visto dentro tanto amore | che ho capito perché non si comanda al cuore.'' (da ''Senza parole'', CD 1, n. 13)
*''Ho guardato dentro una bugia | e ho capito che una malattia | che alla fine non si può guarire mai | e ho cercato di convincermi | che tu non ce l'hai.'' (da ''Senza parole'', CD 1, n. 13),
===''Stupido hotel''===
'''Etichetta''': EMI, 2001, prodotto da Guido Elmi e Vasco Rossi.
*''Vivere insieme a me, | hai ragione ragione te, | non è mica semplice, | non lo è stato mai per me! | Io che ci credevo più di te... | che fosse possibile! | E smettila di piangere!'' (da ''Siamo soli'', n. 1)
*''Sai ti conosco oramai | ho capito chi sei, | non ti importa di niente, | tu dimentichi tutto, | senza alcun rispetto | neanche per noi.'' (da ''Ti prendo e ti porto via'', n. 2)
*''C'è un mistero che non lo so | quando ti vedo che cos'ho, | sento tremare lo stomaco, | qualcosa di profondo sai, | mi fa andar fuori di testa, | fuori di me!'' (da ''Standing ovation'', n. 3)
*''Io non capisco senza di te... | il mondo che cos'è?'' (da ''Standing ovation'', n. 3)
*''Nessuna ha mai chiarito se | il mondo è vero senza di te... o no! | Io credo di no!'' (da ''Standing ovation'', n. 3)
*''Ora che sono, ora che sono qui | in questo stupido stupido hotel | e non sei qui con me, | tutto mi sembra inutile, | tutto mi sembra com'è, | farmi la barba o uccidere, | che differenza c'è?'' (da ''Stupido hotel'', n. 4)
*''Credi che sia facile, | credi che sia semplice, | vai a farti fottere, | credi che sia | una storia semplice, | cielo senza nuvole, | un amore utile, | sempre alla ricerca... Dov'è?!'' (da ''Stupido hotel'', n. 4)
*''Per esser felici per te | ci vuole "un perché", | non ti fidi mai, non ci credi e lo sai, | vuoi qualcosa di più | e dici che tu | pretendi da me, | qualcosa che io | non so!'' (da ''Tu vuoi da me qualcosa'', n. 7)
*''È un giorno che si scivola | tra noia e umidità | nel buio resto immobile, | lo sai che cosa fa | la noia e l'umidità.'' (da ''Quel vestito semplice''<ref>Testo di Vasco Rossi e Gianni Novi.</ref>, n. 9)
===''Tracks''===
'''Etichetta''': EMI, 2002, prodotto da Guido Elmi e Vasco Rossi.
*''Ho solo dei nemici fuori adesso | che mi vogliono tutti bene | che mi dicon "devi stare attento, | devi stare meglio, | devi stare bene".'' (da ''La fine del millennio'', CD 1, n. 12)
*''Se è vero o no, | tu crederai | e ammazzerai, | ma se è vero non lo saprai mai!'' (da ''Se è vero o no'', CD 2, n. 12)
*''Se è vero o no, | se è tutto qui | e se è vero che tra noi | è stato bello anche così.'' (da ''Se è vero o no'', CD 2, n. 12)
===''Buoni o cattivi''===
'''Etichetta''': EMI, 2004, prodotto da Guido Elmi e Vasco Rossi.
*''[[bontà e cattiveria|Buoni o cattivi]] | non è la fine, | prima c'è il giusto o sbagliato | da sopportare.'' (da ''Buoni o cattivi'', n. 1)
*''Cosa possiamo noi se non finire male?'' (da ''Anymore'', n. 3)
*''Se anche l'amore può finire dai... | dammi da bere!'' (da ''Anymore'', n. 3)
*''Vale la pena o no? | Se ti tocco non hai più freddo... | Dì di no!'' (da ''Dimenticarsi'', n. 6)
*''Ho bisogno di te | ma è un bisogno diverso, | è che senza di te | io mi sento disperso''. (da ''Dimenticarsi'', n. 6)
*''E... | se hai bisogno | e non mi trovi | cercami in un sogno.'' (da ''E...''<ref name=tuccitto>Testo di [[Maria Pia Tuccitto]] e Vasco Rossi.</ref>, n. 9)
*''E... | quando sento | il tuo piacere che si muove dentro... | ho un brivido. | Tutte le volte che il tuo cuore | batte con il mio | poi nasce il sole | e... | Uoe! | Ho un pensiero che parla di te.'' (da ''E...''<ref name=tuccitto/>, n. 9)
*''Ma sì che sono io, | tre uomini diversi, | uno non sono io, | gli altri due son persi.'' (da ''Señorita''<ref name=casini>Testo di Vasco Rossi e Roberto Casini.</ref>, n. 10)
*''Ma se non stai più nella pelle | e hai bisogno di una [[scusa]], | vuoi salire, | io ne ho tante, | te ne posso dare una!'' (da ''Señorita''<ref name=casini/>, n. 10)
*''Oggi mi sento un dio... | e domani non sto in piedi...'' (da ''Señorita''<ref name=casini/>, n. 10)
*''Ma sì che sono io, | un cuore solitario | e ringraziando Dio | non mi chiamo [[Mario (nome)|Mario]].'' (da ''Señorita''<ref name=casini/>, n. 10)
*''Voglio trovare | un senso a questa sera | anche se questa sera | un senso non ce l'ha!'' (da ''Un senso''<ref name=grandi>Testo di Vasco Rossi e Saverio Grandi.</ref>, n. 12)
*''Sai che cosa penso | che se non ha un senso, | domani arriverà, | domani arriverà lo stesso! | Senti che bel vento, | non basta mai il tempo, | domani un altro giorno arriverà!'' (da ''Un senso''<ref name=grandi/>, n. 12)
===''Il mondo che vorrei''===
'''Etichetta''': EMI, 2008 prodotto da Guido Elmi e Vasco Rossi.
*''Ed è proprio quello che non si potrebbe che vorrei | ed è sempre quello che non si farebbe che farei.'' (da ''Il mondo che vorrei'', n. 1)
*''Non si può | fare quello che si vuole, | non si può spingere | solo l'acceleratore. | Guarda un po' | ci si deve accontentare...'' (da ''Il mondo che vorrei'', n. 1)
*''Guardami! | Non potrai mai trovare un altro come me, | sarà difficile perfino anche per te, | che hai sempre avuto tutto, | tutto facile!'' (da ''Vieni qui'', n. 2)
*''E allora dai | gioca con me, | [[fare l'amore]] è molto semplice. | Non c'è | nessun perché, | prendilo com'è.'' (da ''Gioca con me'', n. 3)
*''E adesso che sono arrivato | fin qui grazie ai miei sogni, | che cosa me ne faccio | della realtà? | Adesso che non ho | più le mie illusioni | che cosa me ne frega | della verità?'' (da ''E adesso tocca a me''<ref>Testo di Vasco Rossi, [[Gaetano Curreri]] ed [[Andrea Fornili]].</ref>, n. 4)
*''Che cosa c'è? | Cosa ti manca? | Che cosa cerchi? | Vuoi emigrare in Africa? | Povero te...'' (da ''Dimmelo te'', n. 5)
*''E se non viene un angelo | e se non nasce un Rock 'N' Roll''. (da ''Dimmelo te'', n. 5)
*''Ci sei solo te, | che non sbagli mai! | E allora dimmelo te!'' (da ''Dimmelo te'', n. 5)
*''Hai già deciso si fa così, | io non mi fido vuoi fottermi, | sei diventata un'esperta ormai, | quanto a tradimenti sì che ne sai... | Eh che cosa importa a me? | Eh che cosa importa a me? | Dimenticare non è facile | ma perdonare è più difficile, | cosa importa a me?'' (da ''Cosa importa a me'', n. 6)
*''Vuoi che lo canti in una splendida canzone, | così la sentirai cantare da milioni di persone... | non vivo senza te! | Non vivo senza te!'' (da ''Non vivo senza te''<ref>Testo di Vasco Rossi, [[Gaetano Curreri]] e [[Saverio Grandi]].</ref>, n. 7)
*''Mi piace proprio come sei | e anche quella che vuoi sembrare. | Mi piace perché non ce la fai | e allora ti lasci andare. | Mi piaci quando fai l'amore | e al buio ti sento respirare. | Mi piaci quando riapri gli occhi | e dici di vedere il mare.'' (da ''Colpa del whisky''<ref name=casini/>, n. 9)
*''E d'altronde è questa qui | la realtà di questa vita, | ci si guarda solo fuori, | ci si accontenta delle impressioni, | ci si fotte allegramente | come se fosse niente, | darei fuoco a casa tua | se mi passasse il mal di dente.'' (da ''Basta poco'', n. 12)
*''Basta poco | a fare bella figura, | basta poco, | basta esser buoni la domenica mattina.'' (da ''Basta poco'', n. 12)
===''Tracks 2 – Inediti & rarità''===
'''Etichetta''': EMI, 2009, prodotto da Guido Elmi e Vasco Rossi.
*''Ma sono qui, | amo dirtelo... | voglio restare insieme a te, | ad ogni costo...'' (da ''Ad ogni costo''<ref>Basato su ''Creep'' dei [[Radiohead]].</ref>, n. 1)
*''Ho fatto un [[sogni dalle canzoni|sogno]], ho visto della gente | che si occupava degli affari miei | e mi diceva "stai facendo male" | e mi diceva "ti devi vergognare, | ti devi vergognare".'' (da ''Ho fatto un sogno'', n. 2)
*''Ho visto gente che non ha davvero | bisogno di presentazioni | per inserirsi nelle mie faccende personali.'' (da ''Ho fatto un sogno'', n. 2)
*''Ho fatto un sogno, ho visto qualcuno | che andava in giro col bicchiere in mano | e risolveva tutti i problemi | con dei calci alle illusioni.'' (da ''Ho fatto un sogno'', n. 2)
*''Ho fatto un sogno, ho visto della gente | che si occupava degli affari suoi | e non voleva più sapere niente | di quello che succede fuori.'' (da ''Ho fatto un sogno'', n. 2)
*''Cosa faresti al posto mio, | se ogni pensiero... | se ogni pensiero fossi io? | Cosa faresti tu?'' (da ''Sto pensando a te'', n. 3)
*''Sto pensando a te | mentre mi spoglio di ogni orgoglio, | mentre guardo il mio destino.'' (da ''Sto pensando a te'', n. 3)
===''Vivere o niente''===
'''Etichetta''': EMI, 2011, prodotto da Guido Elmi e Vasco Rossi.
*''Sono fin troppo comodi | i "non ho tempo sai" e gli "scusami", | quello che vuoi non lo sai nemmeno te!'' (da ''Vivere non è facile'', n. 1)
*''Ho l'impressione che | la cosa più semplice | sarebbe quella di non essere mai nato!'' (da ''Manifesto futurista della nuova umanità'', n. 2)
*''Ho fatto un patto sai, | con le mie [[emozione|emozioni]], | le lascio vivere | e loro non mi fanno fuori.'' (da ''Manifesto futurista della nuova umanità'', n. 2)
*''Prendi la strada che porta fortuna, | prendi la via che fa più paura, | prendi la cosa così... | la vita è dura! | Non ti fermare davanti a niente, | non ascoltare nemmeno la gente, | non ti distrarre perché... | la vita è tua!'' (da ''Prendi la strada'', n. 4)
*''Eh... già, | sembrava la fine del mondo, | ma sono ancora qua!'' (da ''Eh... già''<ref name=casinirighirossi>Testo di [[Roberto Casini]], [[Andrea Righi]] e Vasco Rossi.</ref>, n. 6)
*''La vita che va e non va, | al diavolo non si vende, | si regala | con l'anima | che si pente metà e metà''. (da ''Eh... già''<ref name=casinirighirossi/>, n. 6)
*''Riprenditi la vita che vuoi tu. | Io resto sempre in bilico | più o meno, su per giù''. (da ''Eh... già''<ref name=casinirighirossi/>, n. 6)
*''Lo sai che si potrebbe stare per dei mesi | appesi ad un [[aquilone]], | guardando il cielo che si muove | ed il sole che muore.'' (da ''L'aquilone'', n. 9)
*''Ci sono delle cose che succedono, | ci sono tante cose che non tornano, | ci sono delle cose che non possono | eppure sono, | ci sono delle cose bellissime | che durano lo spazio di un secondo | e poi tutta la vita dura un secolo... | se sei fortunato?!'' (da ''L'aquilone'', n. 9)
===''Sono innocente''===
'''Etichetta''': Universal Music, 2014, prodotto da Guido Elmi e Vasco Rossi.
*''Ho fatto un duro incontro | questa mattina, ah, ah, | mi sono svegliato con la mia testa | così diversa, ah, ah, | da quello che mi ricordavo | ieri sera, ah, ah''. (da ''Duro incontro'', n. 2)
*''Cazzo, un [[attacco di panico]] alla mattina, | così presto, oh, oh. | Non so già più chi sono | appena sveglio, oh, oh''. (da ''Duro incontro'', n. 2)
*''Come vorrei fosse possibile | cambiare il mondo che c'è. | Essere liberi costa soltanto | qualche rimpianto.'' (da ''Come vorrei'', n. 3)
*''Quando cammino su queste dannate nuvole, | vedo le cose che sfuggono dalla mia mente. | Niente dura, niente dura e questo lo sai | però non ti ci abitui mai.'' (da ''Dannate nuvole'', n. 7)
*''Quando mi sento di dire la verità, | sono confuso, non son sicuro. | Quando mi viene in mente | che non esiste niente.'' (da ''Dannate nuvole'', n. 7)
*''Se ti potessi dire | quante volte avrei voluto morire''.<ref>Inclusa anche nel brano inedito, ''Se ti potessi dire''</ref> (da ''Quante volte'', n. 10)
*''[[Cambio di opinione|Cambiare opinione]] non è difficile, | cambiare partito è molto facile, | cambiare il mondo è quasi impossibile''. (da ''Cambia-menti'', n. 11)
*''Facciamo bene a stare insieme stasera, | facciamo bene perché è sabato sera''. (da ''L'uomo più semplice'', n. 13)
*''L'[[ape regina]] è dolce e ballerina | ti sfiora con le ali | ama la libertà.'' (da ''L'ape regina''<ref>Testo di Luca Rossi Schmidt e Vasco Rossi.</ref>, n. 14)
*''E Marta piange ancora | da ieri sera, | da quando l'hai lasciata | e si dispera. | Ma dimmi cosa ci fai tu alle donne? | Le sollevi le gonne, | le soddisfi e poi le butti via?'' (da ''Marta piange ancora'', n. 15)
===Singoli===
*''Ma cosa vuoi che sia? | Era solo una canzone... | Non ti preoccupare | che domani sarà migliore''. (da ''Sarà migliore'')
==Citazioni su Vasco Rossi==
*A me Vasco Rossi non piace. Lo adoro. [...] Mi coinvolge, mi appassiona. Sanguina, come diciamo noi, ecco, lui sanguina. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*Ammiro molto Vasco Rossi, che ha realizzato un concerto a Modena con 230mila persone paganti, più il pubblico televisivo di cinque milioni. Una cosa bellissima. ([[Leo Nucci]])
*E chissà se Vasco Rossi, con le parole semplici delle canzoni, non finirà per essere più convincente dei tanti intellettuali che, derisi e vilipesi, da decenni denunciano e annunciano il crepuscolo della Modernità. ([[Massimo Fini]])
*È una rockstar, e come tale è fedele alla linea. Si protegge molto. ([[Guido Harari]])
*Ho conosciuto in Italia Vasco Rossi e la sua musica, rock vero, duro e crudo, senza peli sullo stomaco. ([[Dave Grohl]])
*Il fascino di Vasco nasce dalle sue canzoni: sono le musiche adrenaliniche o dolci, e i suoi testi diretti, sinceri, romantici, ma anche sarcastici, ironici e provocatori, sempre molto semplici eppure incredibilmente profondi. Ma quando canta dal vivo, allora sono i suoi gesti, la sua bocca, i suoi occhi, le sue mani, i suoi movimenti del corpo, il suo modo di camminare e di stare sul palco..ma soprattutto il cambiamento continuo e sempre così vivo e irrequieto del suo sguardo. (da ''Vasco Rossi. Brividi. Manifesti e turbamenti'')
*Il pubblico che va a sentire Vasco Rossi è fatto di Fantozzi giovani: maglioni slabbrati, scarpe militari, stessi occhiali da sport Martini, stessi orologi imitati. ([[Paolo Villaggio]])
*O Dio mio, {{NDR|Vasco Rossi senza cappellino}} è una cosa devastante, è una cosa devastante; non l'avevo neanche... neanche riconosciuto: non c'ha nemmeno un capello in testa; e poi criticano i miei capelli! Capito? Non c'ha nemmeno un capello in testa, è tutto pelato. È una cosa devastante, sono rimasto senza parole. ([[Richard Benson]])
*Oddio, [[rock]] italiano... Allora Vasco su tutti! Tra l'altro ho scoperto che prima di diventare grande veniva ai miei concerti. ([[Patty Pravo]])
*Un bell'ebete, anzi un ebete piuttosto bruttino, malfermo sulle gambe, con gli occhiali fumè dello zombie, dell'alcolizzato, del drogato "fatto". ([[Nantas Salvalaggio]])
*Vasco. Con le sue canzoni, ha echeggiato le svolte della società. Della politica. Anche se ne è sempre rimasto fuori – lontano. Tuttavia, ha dato voce al sentimento del nostro tempo. Di generazione in generazione. E quando la speranza si eclissa, quando il tempo sembra sospeso, come ai giorni nostri, puoi rammentare e amplificare le sue parole. Quando canta: "C'è chi dice no". ([[Ilvo Diamanti]])
*Vasco è stratosferico. Ultimamente non canta più. Prende le note fondamentali e parla dove c'è questo suono. Sembra che lo mangi e invece... ([[Enzo Jannacci]])
*Vasco è Vasco non solo perché di Rossi ce ne sono tanti. Vasco è Vasco perché di cognome ci chiami gli altri: gli estranei, i distanti, i superiori, gli insegnanti, gli anziani, i politici, gli antipatici ma non chiami certo per cognome i parenti, i genitori, i fratelli, gli amici veri o la persona che ami da anni. (da ''Vasco Rossi. Brividi. Manifesti e turbamenti'')
*Vasco ha detto che io sono la sua parte femminile. ([[Patty Pravo]])
*Vasco mi prende per il collo a prescindere dal pezzo. Vasco è un genio preterintenzionale ed è costretto ad esserlo. Mi verrebbe voglia di fargli una carezza. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*Vasco Rossi è arrivato al successo, a Sanremo, con una canzone di rottura, "Voglio una vita spericolata" e tutti l'hanno trovato modernissimo. Violetta alla fine del I atto de La Traviata dice: "Sempre libera degg'io folleggiare, di gioia in gioia". Sotto alle stelle non c'è niente di nuovo. Dipende da come vogliamo guardare le stelle. ([[Leo Nucci]])
==Collaborazioni==
{{collaborazioni}}
*[[Simone Tomassini]]
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Grazia Lissi, Vasco Rossi, ''Diario di bordo del capitano'', Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1996.
*Vasco Rossi, ''La versione di Vasco'', Chiarelettere, 2011. ISBN 978-88-6190-258-9
*Henry Ruggeri, Claudio Bardi, Salvatore Martorana, ''Vasco Rossi. Brividi. Manifesti e turbamenti'', Arcana, 2011. ISBN 886231163X
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|...Ma cosa vuoi che sia una canzone...||(1978)}}
{{Pedia|Non siamo mica gli americani||(1979)}}
{{Pedia|Colpa d'Alfredo||(1980)}}
{{Pedia|Siamo solo noi||(1981)}}
{{Pedia|Vado al massimo||(1982)}}
{{Pedia|Bollicine||(1983)}}
{{Pedia|Cosa succede in città||(1985)}}
{{Pedia|C'è chi dice no||(1987)}}
{{Pedia|Liberi liberi||(1989)}}
{{Pedia|Fronte del palco||(1990)}}
{{Pedia|Gli spari sopra||(1993)}}
{{Pedia|Nessun pericolo... per te||(1996)}}
{{Pedia|Canzoni per me||(1998)}}
{{Pedia|Rewind (album Vasco Rossi)|''Rewind''|(1999)}}
{{Pedia|Stupido hotel||(2001)}}
{{Pedia|Tracks (Vasco Rossi)|''Tracks''|(2002)}}
{{Pedia|Buoni o cattivi||(2004)}}
{{Pedia|Il mondo che vorrei (album)|''Il mondo che vorrei''|(1998)}}
{{Pedia|Tracks 2 – Inediti & rarità||(2009)}}
{{Pedia|Vivere o niente||(2011)}}
{{Pedia|Sono innocente (Vasco Rossi)|''Sono innocente''|(2014)}}
{{DEFAULTSORT:Rossi, Vasco}}
[[Categoria:Cantautori italiani]]
[[Categoria:Personalità dell'ateismo]]
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Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|immagine = Harry-potter-and-the-prisoner-of-azkaban-logo.svg
|titoloitaliano = Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
|titolooriginale = Harry Potter and the Prisoner of Azkaban
|paese= Gran Bretagna / USA
|anno = 2004
|genere = avventura, fantastico
|regista = [[Alfonso Cuarón]]
|soggetto = [[J. K. Rowling]]
|sceneggiatore = [[Steven Kloves]]
|attori =
*[[Daniel Radcliffe]]: [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]]
*[[Rupert Grint]]: Ronald (Ron) Weasley
*[[Emma Watson]]: Hermione Granger
*[[Tom Felton]]: Draco Malfoy
*[[Jamie Waylett]]: Vincent Tiger
*[[Joshua Herdman]]: Gregory Goyle
*[[Mark Williams]]: Arthur Weasley
*[[Julie Walters]]: Molly Weasley
*[[Bonnie Wright]]: Ginny Weasley
*[[James Phelps]]: Fred Weasley
*[[Oliver Phelps]]: George Weasley
*[[Chris Rankin]]: Percy Weasley
*[[Matthew Lewis]]: Neville Paciock
*[[Devon Murray]]: Seamus Finnigan
*[[Genevieve Gaunt]]: Pansy Parkinson
*[[Michael Gambon]]: Prof. Albus Silente
*[[Maggie Smith]]: Prof.ssa Minerva McGranitt
*[[Alan Rickman]]: Prof. Severus Piton
*[[Warwick Davis]]: Prof. Filius Vitious
*[[David Thewlis]]: Prof. Remus John Lupin
*[[Emma Thompson]]: Prof.ssa Sibilla Cooman
*[[Robbie Coltrane]]: Rubeus Hagrid
*[[David Bradley]]: Argus Gazza
*[[Richard Griffiths]]: Vernon Dursley
*[[Fiona Shaw]]: Petunia Evans Dursley
*[[Harry Melling]]: Dudley Dursley
*[[Pam Ferris]]: Marge Dursley
*[[Gary Oldman]]: Sirius Black
*[[Timothy Spall]]: Peter Minus
*[[Rober Hardy]]: Cornelius Caramell
*[[Adrian Rawlins]]: James Potter
*[[Geraldine Somerville]]: Lily Evans Potter
*[[Julie Christe]]: Madama Rosmerta
*[[Lee Ingleby]]: Stan Picchetto
*[[Dawn French]]: Signora Grassa
*[[Lenny Henry]] (voce): Testa Rattrappita
|doppiatoriitaliani=
* [[Alessio Puccio]]: Harry Potter
* [[Giulio Renzi Ricci]]: Ron Weasley
* [[Letizia Ciampa]]: Hermione Granger
* [[Flavio Aquilone]]: Draco Malfoy
* [[Mino Caprio]]: Arthur Weasley
* [[Anna Rita Pasanisi]]: Molly Weasley
* [[Lorenzo De Angelis]]: Fred e George Weasley
* [[Emiliano Coltorti]]: Percy Weasley
* [[Gabriele Patriarca]]: Neville Paciock
* [[Alessio Ward]]: Seamus Finnegan
* [[Gianni Musy]]: Albus Silente
* [[Paola Mannoni]]: Minerva McGranitt
* [[Francesco Vairano]]: Severus Piton
* [[Danilo De Girolamo]]: Remus Lupin
* [[Emanuela Rossi]]: Sibilla Cooman
* [[Francesco Pannofino]]: Rubeus Hagrid
* [[Paolo Lombardi]]: Vernon Dursley
* [[Melina Martello]]: Petunia Evans
* [[Lorenza Biella]]: Marge Dursley
* [[Massimo Venturiello]]: Sirius Black
* [[Roberto Stocchi]]: Peter Minus
* [[Sandro Pellegrini]]: Cornelius Caramell
* [[Ludovica Modugno]]: Madama Rosmerta
* [[Simone Crisari]]: Stan Picchetto
* [[Marco Mete]]: Testa Rattrappita
}}
'''''Harry Potter e il prigioniero di Azkaban''''', film del 2004 con [[Daniel Radcliffe]], [[Rupert Grint]] e [[Emma Watson]], regia di [[Alfonso Cuarón]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
Lumos Maxima. Lumos Maxima. Lumos Maxima. Lumos Maxima. Lumos Maxima. ('''Harry Potter''')
==Frasi==
{{cronologico}}
*{{NDR|Parlando di Harry}} Non devi rimproverarti per come alla fine è venuto su questo qui, Vernon! Dipende tutto dal sangue: cattivo sangue non mente mai! ('''Zia Marge''')
*{{NDR|Accogliendo Harry sul ''Nottetempo''}} Benvenuti sul ''Nottetempo'', mezzo di trasporto di emergenza per maghi e streghe in difficoltà. Mi chiamo Stan Picchetto e sarò il vosto bigliettaio per questa notte! ('''Stan Picchetto''')
*Ehi, se c'è la zuppa di piselli mangiala, prima che lei mangi te! ('''Testa penzolante, Nottetempo''')
*Ehi ragazzi, ragazzi... Perché quelle facce lunghe?! ('''Testa penzolante, Nottetempo''')
*Come ministro della Magia è mio dovere informarti, signor Potter, che questa sera sul presto la sorella di tuo zio è stata localizzata, appena a sud di Sheffield... Fluttuava intorno a una ciminiera. Il dipartimento di cancellazione della magia accidentale si è subito attivato e lei è stata convenientemente bucata e la sua memoria modificata. Non avrà alcun ricordo dell'incidente, in alcun modo. Perciò questo è quanto, e nessuno si è fatto male. ('''Cornelius Caramell''')
*{{NDR|A Harry, stupito di non essere stato punito per aver usato a casa la magia}} Suvvia Harry, il Ministero non spedisce qualcuno ad Azkaban perché ha gonfiato la zia! ('''Cornelius Caramell''')
*{{NDR|Parlando di Grattastinchi}} Un gatto?! È questo che ti hanno detto?! Sembra più un maiale con la pelliccia, credimi! ('''Ron Weasley''')
*Il nostro insegnante di ''Cura delle creature magiche'' da anni, ha deciso di andare in pensione per trascorrere più tempo con gli arti che gli restano! ('''Albus Silente''')
*Su richiesta del Ministero della Magia, Hogwarts, almeno fino a nuovo avviso, ospiterà i Dissennatori di Azkaban, fino al momento della cattura di Sirius Black. I Dissennatori saranno di guardia a ogni accesso alla scuola. Ora, pur se rassicurato che la loro presenza non disturberà le nostre quotidiane attività, un avvertimento: i Dissennatori sono creature malvagie, non faranno distinzione fra colui a cui danno la caccia e chi si trova sul loro cammino, pertanto devo avvertire tutti, intendo ognuno di voi, di non dar loro alcun motivo di farvi del male. Non è nella natura di un Dissennatore il perdonare. Ma sapete, la felicità la si può trovare anche negli attimi più tenebrosi, se solo uno si ricorda di accendere la luce. ('''Albus Silente''')
*La prima cosa da sapere sugli ippogrifi è che sono creature molto orgogliose, si offendono subito! Non dovete mai insultare un ippogrifo, potrebbe essere l'ultima cosa che fate nella vita! ('''Hagrid''')
*{{NDR|Alla lezione di Difesa contro le Arti Oscure tutti provano l'incantesimo ''Riddikulus''}} Questa lezione è ridicola! ('''Draco Malfoy''')
*{{NDR|In merito alla scomparsa della Signora Grassa}} Signor Gazza, raduni i fantasmi. Che perlustrino ogni quadro del castello per trovare la Signora Grassa. ('''Albus Silente''')
*Andate a pagina 394. ('''Severus Piton''')
*''Aresto Momentum''! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Albus Silente''')
*{{NDR|A Madama Rosmerta}} Molti anni fa, quando i genitori di Harry capirono di essere segnati, ti ricordi? Si nascosero. Pochi sapevano dove fossero, uno di questi era Sirius Black. E lui lo disse a Tu-Sai-Chi! ('''Minerva McGranitt''')
*Black era malvagio. Lui non uccise Peter Minus... lo ''distrusse''! Un dito; rimase solo questo, un dito. Nient'altro! ('''Cornelius Caramell''')
*Sirius Black magari non ha messo le mani sui Potter, ma è il motivo per cui sono morti! ('''Minerva McGranitt''')
*{{NDR|Dopo aver scoperto che Sirius Black era amico dei suoi genitori, che li ha traditi e che è il suo padrino}} Era loro amico... e li ha traditi... Era loro amico!! Spero che mi trovi! Perché quando lo farà io sarò pronto! Quando lo farà io ucciderò Black! ('''Harry Potter''')
*''Expecto Patronum''! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Harry Potter''')
*{{NDR|A Hermione}} Magari sei giovane, ma il cuore che ti batte nel petto è raggrinzito come quello di una zitella. La tua anima è arida, quanto le pagine dei libri ai quali sei così disperatamente devota. ('''Sibilla Cooman''')
*{{NDR|Dopo che Hermione ha abbandonato l'aula di divinazione}} È impazzita Hermione... Insomma, non è che non sia sempre stata pazza, ma ora è evidente, se ne accorgono tutti! ('''Ron Weasley''')
*{{NDR|Rivolto a Draco Malfoy, che ha fatto sì che Fierobecco venisse giustiziato esagerando il suo infortunio al braccio}} Tu! Brutto perfido lurido schifoso scarafaggio! ('''Hermione Granger''')
*{{NDR|Rivolto a Sirius Black}} Hai tradito i miei genitori! Sono morti per causa tua! ('''Harry Potter''')
*Di solito ho un temperamento molto mansueto come cane. Infatti più di una volta James mi consigliò un cambiamento permanente: alla coda ci si abitua, ma le pulci ti uccidono! ('''Sirius Black''')
*La voce di un [[bambino]], per quanto onesta e sincera, è insignificante per chi ha dimenticato come ascoltare. Cosa misteriosa il tempo: potente e, quando ci s'intromette, pericolosa. Sirius Black è nella cella in cima alla Torre Oscura. Conosci la legge, signorina Granger, non dovete essere visti, e fareste bene, secondo me, a tornare prima dell'ultimo rintocco, altrimenti le conseguenze saranno troppo devastanti per parlarne. Se stanotte avrete successo, più di una vita innocente verrà risparmiata. Tre giri dovrebbero bastare! Oh, a proposito, quando si è in [[dubbio]], trovo che tornare sui propri passi sia un modo saggio di cominciare! ('''Albus Silente''')
*{{NDR|in infermeria con la gamba rotta, dopo che Silente ha suggerito a Harry e Hermione di usare la Giratempo}} Ma di che miseriaccia stava parlando? ('''Ron Weasley''')
*Questo è un giratempo, Harry. La McGranitt me l'ha dato al primo trimestre, è così che ho frequentato le lezioni tutto l'anno! ('''Hermione Granger''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Zio Vernon''': Non puoi fare magie fuori della scuola.<br/>'''Harry''': Dici?! Proviamo!<br/>'''Zio Vernon''': Non ti faranno più tornare ora. Non hai dove andare!<br/>'''Harry''': Non m'importa. Dovunque è meglio di qui.
*'''Harry''': Ma i Babbani? Non ci vedono?<br/>'''Stan Picchetto''': I Babbani?! Loro non vedono niente, dico bene?<br/>'''Testa Rattrappita''': No, ma se li infilzi con la forchetta sentono!
*'''Harry''': Chi è quello? Quell'uomo!<br/>'''Picchetto''': Chi è questo?! Tu chiedi...?! È Sirius Black, ecco chi è! Non dirmi che non hai mai sentito parlare di Sirius Black. È un assassino. L'hanno pure sbattuto ad Azkaban per questo.<br/>'''Harry''': Com'è scappato?<br/>'''Picchetto''': Be', è proprio questa la domanda. È stato il primo che ce l'ha fatta. Era un grande sostenitore di... Tu-Sai-Chi. Ne avrai sentito parlare.<br/>'''Harry''': Sì, ne ho sentito parlare.
*'''Arthur Weasley''': Harry, devi giurarmi che qualunque cosa tu possa sentire non andrai in cerca di Black!<br/>'''Harry Potter''': Signor Weasley, perché dovrei andare a cercare qualcuno che vuole uccidermi?
*'''Remus Lupin''': Neville, vuoi venire prego? {{NDR|Neville avanza titubante}} Coraggio, non essere timido, coraggio, coraggio. Ciao! Bene, cos'è che ti spaventa di più? {{NDR|Neville farfuglia incomprensibilmente un nome}} Come dici?<br/>'''Neville''': Il professor Piton!<br/>'''Professor Lupin''': Il professor Piton... sì, spaventa tutti! Se non sbaglio tu vivi con tua nonna.<br/>'''Neville''': Sì, non voglio che il molliccio si trasformi in lei, però!
*'''Harry Potter''': Professore, posso farle una domanda?<br/>'''Remus Lupin''': Vuoi sapere perché ti ho impedito di affrontare quel molliccio, vero? Credevo fosse ovvio, ho supposto che avrebbe preso la forma di Lord Voldemort.<br/>'''Harry Potter''': Ho pensato a Lord Voldemort all'inizio, ma poi mi sono ricordato di quella notte sul treno e del Dissennatore.<br/>'''Remus Lupin''': Sono davvero sbalordito! Indica che quello che ti fa più paura è la paura stessa. È molto saggio.<br/>'''Harry Potter''': Prima di svenire ho sentito qualcosa: una donna... che urlava.<br/>'''Remus Lupin''': I Dissennatori ci costringono a rivivere i nostri peggiori ricordi, il nostro dolore diventa il loro potere.<br/>'''Harry Potter''': Credo che fosse mia madre, la notte in cui fu uccisa.<br/>'''Remus Lupin''': Sai, la prima volta che ti ho visto, Harry, ti ho riconosciuto immediatamente. Non dalla cicatrice ma dagli occhi, come quelli di tua madre, Lily. Sì... oh sì, la conoscevo. Tua madre mi è stata al fianco in un momento in cui nessun altro c'era. Non solo era una strega singolarmente dotata, era una donna gentile, fuori dal comune. Sapeva vedere la bellezza negli altri, perfino, e forse, particolarmente quando una persona non riusciva a vederla in se stessa. Mentre tuo padre, James, d'altro canto, lui... aveva un certo, diciamo, talento per i guai! Un talento che, si vocifera, ha tramandato a te! Assomigli a loro più di quanto credi. Col tempo ti accorgerai fino a che punto.
*'''Harry Potter''': Mi scusi, signore. Dov'è il professor Lupin?<br/>'''Severus Piton''': Questo non è affar tuo, vero Potter? È sufficiente dire che il vostro professore si trova nell'incapacità di insegnare al momento attuale. Andate a pagina 394.
*'''Severus Piton''': Ora, chi di voi è in grado di dirmi la differenza tra un Animagus e un lupo mannaro? {{NDR|Hermione alza la mano ma Piton, girato di spalle, non la nota}} Nessuno? Davvero deludente!<br/>'''Hermione Granger''': Scusi, signore. Un Animagus è un mago che sceglie di trasformarsi in animale, un lupo mannaro non ha scelta. Ad ogni luna piena, quando si trasforma, non ricorda più la propria identità, ucciderebbe il suo migliore amico se lo incontrasse. Per di più lui risponde solamente al richiamo della sua specie. {{NDR|Accanto a lei, Malfoy imita il verso del lupo}}<br/>'''Severus Piton''': Grazie, signor Malfoy. È la seconda volta che parli non interpellata, signorina Granger. Non sai trattenerti o provi orgoglio ad essere un'insopportabile "so tutto io"?<br/>'''Ron Weasley''': Non ha tutti i torti, sai?<br/>'''Severus Piton''': Cinque punti in meno al Grifondoro! Come antidoto alla vostra ignoranza voglio sulla mia scrivania entro lunedì mattina due rotoli di pergamena sul lupo mannaro, con particolare enfasi su come riconoscerlo.<br/>'''Harry Potter''': Signore, c'è il Quidditch domani!<br/>'''Severus Piton''': Allora ti suggerisco di fare particolare attenzione, signor Potter. La perdita di un arto non varrà come scusa! Pagina 394!
*'''Harry Potter''': Professore, perché i Dissennatori mi fanno questo effetto? Insomma, più che a ogni altro?<br/>'''Remus Lupin''': Ascolta, i Dissennatori sono tra le creature più ripugnanti che vivono sulla Terra, si nutrono di ogni sensazione gradevole, ogni ricordo felice. Finché a una persona non rimane assolutamente niente, solo le sue peggiori esperienze. Tu non sei debole, Harry. I Dissennatori hanno più effetto su di te che sugli altri perché ci sono dei veri orrori nel tuo passato, orrori che i tuoi compagni possono a stento immaginare. Non hai nulla di cui vergognarti.<br/>'''Harry Potter''': Ho paura, professore!<br/>'''Remus Lupin''': Be', ti riterrei uno sciocco se non l'avessi.<br/>'''Harry Potter''': Devo sapere come combatterli! Lei può insegnarmelo. Ha scacciato quel Dissennatore dal treno.<br/>'''Remus Lupin''': Ce n'era solo uno quella notte.<br/>'''Harry Potter''': Però l'ha mandato via.<br/>'''Remus Lupin''': Be', non ho la presunzione di essere un esperto, Harry. Ma, dato che i Dissennatori sembrano aver sviluppato un particolare interesse per te, magari ti potrei insegnare, ma dopo le feste, per ora devo riposare.
*{{NDR|Harry si trova di notte in un corridoio, ma dopo aver spento la luce della sua [[bacchetta magica|bacchetta]] con l'incantesimo Nox, viene beccato da Piton, che gli punta la bacchetta}}<br/>'''Severus Piton''': Potter, che cosa fai a zonzo per i corridoi di notte?<br/>'''Harry Potter''': Sono sonnambulo.<br/>'''Severus Piton''': È straordinario quanto somigli a tuo padre, Potter. Anche lui era estremamente arrogante, si pavoneggiava nel castello.<br/>'''Harry Potter''': {{NDR|irritato}} Mio padre non si pavoneggiava. E io neanche. Ora, se non le dispiace, le sarei grato se abbassasse la bacchetta.<br/>'''Severus Piton''' {{NDR|abbassa la bacchetta e nota la Mappa del Malandrino nella tasca della felpa di Harry}}: Le tasche, vuotale. {{NDR|insistendo}} Ho detto "le tasche, vuotale"! {{NDR|Harry tira fuori la mappa}} Che cos'è?<br/>'''Harry Potter''': Una pergamena di riserva.<br/>'''Severus Piton''': Davvero? Aprila. {{NDR|Harry la apre e Piton punta la propria bacchetta sulla mappa}} ''Rivela i tuoi segreti''! {{NDR|sulla mappa compare una scritta}} Leggila.<br/>'''Harry Potter''': ''Messieurs Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso porgono i loro omaggi al professor Piton e...''<br/>'''Severus Piton''': Continua.<br/>'''Harry Potter''': ''...e gli chiedono di tenere la sua lunghissima appendice nasale fuori dagli affari altrui''!<br/>'''Severus Piton''': Brutto insolente, piccolo...<br/>'''Remus Lupin''': Professore!<br/>'''Severus Piton''': Bene bene, Lupin! Fuori per una passeggiatina al chiaro di luna, vero?<br/>'''Remus Lupin''': Harry, stai bene? {{NDR|Harry accenna un sì con la testa}}<br/>'''Severus Piton''': Questo resta da vedere! {{NDR|afferra la mappa dalla mano di Harry}} Ho appena confiscato un curiosissimo artefatto al signor Potter. Dà un'occhiata, Lupin, dovrebbe essere l'area di tua competenza, è chiaro. È piena di magia oscura!<br/>'''Remus Lupin''': Oh, ne dubito grandemente, Severus. A me sembra una semplice pergamena creata per insultare chiunque tenti di leggerla. {{NDR|ride}} Sospetto che Zonko ne sia l'autore! {{NDR|Piton tenta di prendergli la mappa ma Lupin gliela allontana}} Ciononostante, dovrei indagare su alcune qualità che magari possiede. È dopotutto, come dici tu, la ''mia'' area di competenza.
*'''Remus Lupin''': Non ho la più pallida idea, Harry, di come questa mappa sia entrata in tuo possesso. Ma francamente mi lascia esterrefatto che tu non l'abbia consegnata. Non hai mai pensato che questa nelle mani di Sirius Black può portare a te? {{NDR|timidamente Harry scuote leggermente la testa}} No?<br/>'''Harry Potter''': No, signore.<br/>'''Remus Lupin''': Sai, neanche tuo padre ha mai seguito molto le regole ma lui e tua madre hanno dato la loro vita per salvare la tua! E sperperare il loro sacrificio andando in giro per il castello, non protetto, con un assassino in libertà, mi sembra un modo vergognoso di ripagarli! Ascolta, io non ti coprirò un'altra volta, Harry, mi hai sentito?<br/>'''Harry Potter''': Sì, signore.<br/>'''Remus Lupin''': Voglio che tu torni al tuo dormitorio, e che ci rimanga. E non fare deviazioni! Se lo farai {{NDR|indicando la Mappa del Malandrino}} lo saprò!<br/>'''Harry Potter''': Professore, affinché lo sappia non credo che la mappa funzioni sempre. Poco fa indicava che c'era qualcuno nel castello, qualcuno che so essere morto.<br/>'''Remus Lupin''': Ah, davvero? E chi sarebbe mai?<br/>'''Harry Potter''': Peter Minus.<br/>'''Remus Lupin''': Questo non è possibile!<br/>'''Harry Potter''': È solo quello che ho visto. Buonanotte, professore.
*'''Sibilla Cooman''': {{NDR|in stato di trance}} Lui ritornerà stanotte.<br/>'''Harry Potter''': Come, scusi?<br/>'''Sibilla Cooman''': {{NDR|in stato di trance}} Stanotte, colui che ha tradito gli amici, il cui cuore si è corrotto con l'omicidio, romperà le catene. Sangue innocente verrà versato e servo e padrone si ritroveranno riuniti ancora, lo sooooooo!
*'''Hermione Granger''': {{NDR|parandosi davanti a Harry e afferrandogli i polsi}} Se vuole uccidere Harry dovrà uccidere anche noi!<br/>'''Sirius Black''': No. Solo uno morirà stanotte.<br/>'''Harry Potter''': E allora sarai tu! {{NDR|gli salta addosso dopo essersi liberato dalla presa di Hermione}}<br/>'''Sirius Black''': Stai per uccidermi, Harry.<br/>'''Remus Lupin''': ''Expelliarmus''! Bene bene Sirius, piuttosto malridotto direi. Alla fine il fisico riflette la pazzia interiore.<br/>'''Sirius Black''': Tu sai tutto riguardo la pazzia interiore, non è vero Remus.
*'''Severus Piton''' {{NDR|Dopo aver disarmato Sirius Black}}: ''Expelliarmus''! Ah, la vendetta è dolcissima! Quanto ho sperato di essere io a catturarti!<br/>'''Remus Lupin''': Severus, io... {{NDR|Piton gli punta la bacchetta contro}}<br/>'''Severus Piton''': L'ho detto a Silente che aiutavi un vecchio amico a entrare nel castello! E ora ecco la prova!<br/>'''Sirius Black''': Perfetto, Piton. Ancora una volta la tua mente acuta e penetrante si è applicata e sei arrivato alla conclusione sbagliata. Ora, se vuoi scusarci, Remus e io abbiamo una faccenda in sospeso da sistemare!<br/>'''Severus Piton''' {{NDR|Gli punta la bacchetta in gola}}: Dammi un motivo, ti prego!<br/>'''Remus Lupin''': Severus, non fare lo sciocco.<br/>'''Sirius Black''': Inutile, è un'abitudine!<br/>'''Remus Lupin''': Sirius, sta' zitto!<br/>'''Sirius Black''': Ah, sta' zitto tu, Remus!<br/>'''Severus Piton''': Ma sentitevi, litigate come una vecchia coppia di sposi!<br/>'''Sirius Black''': Perché non te ne torni a giocare con le tue provettine da chimico?<br/>'''Severus Piton''': Potrei farlo, sai? Ma perché deludere i Dissennatori? Ci tengono tanto a vederti! Individuo un fremito di paura. Ah, sì, il bacio del Dissennatore! Si può solo immaginare cosa sia resistergli. Dicono che sia quasi insopportabile da vedere, ma io farò del mio meglio!
*'''Harry Potter''': Hermione.<br/>'''Hermione Granger''': Sì?<br/>'''Harry Potter''': Prima, giù al lago, quando ero con Sirius, ho davvero visto qualcuno. Questo qualcuno ha mandato via i Dissennatori.<br/>'''Hermione Granger''': Con un Patronus. Ho sentito Piton dire a Silente che, secondo lui, solo un mago potentissimo lo poteva evocare!<br/>'''Harry Potter''': È stato mio padre! È stato mio padre a evocare il Patronus!<br/>'''Hermione Granger''': Ma Harry, tuo padre è...<br/>'''Harry Potter''': Morto, lo so. Ti dico solo quello che ho visto.
*'''Sirius Black''' {{NDR|Dopo essere stato liberato da Harry ed Hermione}}: Vi sarò sempre grato per questo, a tutti e due!<br/>'''Harry Potter''': Voglio venire con te.<br/>'''Sirius Black''': Un giorno forse. Per un po' la mia vita sarà troppo imprevedibile. Inoltre, il tuo posto è qui.<br/>'''Harry Potter''': Ma tu sei innocente!<br/>'''Sirius Black''': E tu lo sai. E per ora tanto basta.<br/>'''Hermione Granger''': {{NDR|in lontananza}} Calmati, Fierobecco!<br/>'''Sirius Black''': Sei stanco di sentirtelo dire, immagino, ma tu somigli così tanto a tuo padre. Tranne che per gli occhi. Tu hai...<br/>'''Harry Potter''': ...gli occhi di mia madre.<br/>'''Sirius Black''': È crudele che io abbia passato così tanto tempo con James e Lily e tu così poco, ma sappi questo: quelli che ci amano non ci lasciano mai veramente. E puoi sempre trovarli, {{NDR|gli appoggia la mano sul petto}} qui dentro.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
{{NDR|I titoli di coda sono racchiusi fra due voci fuori campo di Harry, e compaiono come scritte sulla Mappa del Malandrino}}
*Lumos! Giuro solennemente di non avere buone intenzioni!
*Fatto il misfatto! Nox!
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Harry Potter e il prigioniero di Azkaban''}}
{{Harry Potter}}
[[Categoria:Film d'avventura]]
[[Categoria:Film fantasy]]
[[Categoria:Harry Potter]]
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Nek
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2026-09-15T20:50:01Z
Superchilum
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Nek_in_concerto_a_Assago.jpg|thumbnail|Nek in concerto a Assago]]
'''Nek''', all'anagarafe '''Filippo Neviani''' (1972 – vivente), cantautore e polistrumentista italiano.
==Citazioni di Nek==
*Il mio umore, quando arrivo in [[Sicilia]], è assolutamente frizzante. Terra stupenda, che mette di buon umore, amplificando la mia gioia. Bella gente, paesaggi da ricordare, il cibo, la storia, una delizia assoluta.<ref>Da ''[http://www.lasicilia.it/news/spettacoli/90032/intervista-con-nek-la-sicilia-mi-elettrizza-non-vedo-l-ora-di-salire-sul-palco-a-palermo-e-taormina.html Intervista con Nek: «La Sicilia mi elettrizza non vedo l'ora di salire sul palco a Palermo e Taormina»]'', ''La Sicilia.it'', 20 giugno 2017.</ref>
==Citazioni tratte da canzoni==
===''Nek''===
'''Etichetta''': Fonit Cetra, 1992
*''Amico mio ma perché esiste ancora chi | pensa che con la guerra | si riesca a risolvere tutto oh si | oppure si possa spezzare, fermare, cambiare, sbloccare, disfare | come fosse una cosa normale''. (da ''Amico mio'', n. 1)
*''Che ogni razza, ogni città, trovi la strada | che faccia andare avanti e indietro mai | perché ogni dissenso, ogni conflitto qualunque discordia | è il seguito di un disegno politico | basta tracciare confini sul mondo | amico mio''. (da ''Amico mio'', n. 1)
*''Il vento della vita raccoglierà, ancora le mie parole | e ti racconterò tutto su di me, si di me, di me | domani la mia strada continuerà, solo | senza illusioni | pensavo che durasse un'eternità con lei, per lei''. (da ''Sogni miei'', n. 2)
*''E pian piano il tempo passò con la sua scia | così portammo i Police a farmi compagnia. | Decisi basta con le country songs | e con tutto il resto doveva esser l'inizio. | Per me l'inizio di un futuro che | o meglio in cui creder ancora sempre più forte di prima | Reggae rock Reggae rock Reggae rock | io lo sentivo Reggae rock''. (da ''Raggae rock'', n. 5)
*''Un uomo nasce e sa già | che la sua vita corre | sol con la forza dei sogni può allontanarsi dal mondo | quando un uomo si sente solo | va a cercare chissà cosa e chi | un uomo può esser tutto o niente anche per chi gli sta vicino''. (da ''Uomini fragili'', n. 6)
*''Manager ma ci credi tu | al tuo tempo speso così | manager tu non rischi più | nel sistema fatto così | smuoviti non hai tempo sai | per giocare e fare l'eroe | manager non stressarti più | vuoi finirla di bere caffé''. (da ''Manager'', n.
===''In te''===
'''Etichetta''': Fonit Cetra, 1993, prodotto da Dino Melotti e William Baravelli.
*''Un ragazzo solo è come un vetro | lo trapassa la gente neanche ci fa caso | certe donne muovono il didietro | non vedono niente di là dal naso''. (da ''Uomo con te'', n. 1)
*''Un ragazzo solo è un [[aquilone]] | se si stacca dal filo lo portano i venti | un ragazzo solo è una canzone | che uno compone ma l'ascoltano in tanti''. (da ''Uomo con te'', n. 1)
*''Un ragazzo solo è una canzone che uno compone, ma l' ascoltano in tanti''. (da ''Uomo Con Te'', n. 1)
*''Quelle croci uncinate su un foglio | o le scritte in nero contro gli ebrei | o aggredirmi perché voglio un figlio | varie facce della stupidità che c'è''. (da ''Il muro di Berlino c'è'', n. 2)
*''Il muro di Berlino c'è | muro è una schiena contro te | muro è un cassetto di rasoi | non c'è un ti amo nel mio spray''. (da ''Il muro di Berlino c'è'', n. 2)
*''Risalirò col suo peso sul petto | come una carpa il fiume | mi spalmerò sulla faccia il rossetto | per farlo ridere | per lui poi comprerò | sacchetti di pop corn | potrà spargerli in macchina | per lui non fumerò | a quattro zampe andrò | e lo aiuterò a crescere''. (da ''In te'', n. 3)
*''Lui vive in te | si culla in te | con i tuoi battiti | è in te | lui nuota in te | gioca chissà è lui il figlio | che non vuoi''. (da ''In te'', n. 3)
*''Ricorda che | una parte di me è con te | sarà un grande legame invisibile | che a vicenda ci ricorderà''. (da ''Jane'', n. 5)
*''Figli di che figli di chi | non massacrateci così | abbiamo bisogno di momenti felici | di star con gli amici | di incontrarci tra noi | figli di che figli di chi | noi figli di un padre non più qui | figli dei muri, dei silenzi più duri | però il nostro futuro lo faremo da noi''. (da ''Figli di chi'', n. 7)
===''Calore umano''===
'''Etichetta''': Fonit Cetra, 1994
*''Il calore umano | è un calore buono | può fare di un ragazzo un uomo | ed ora so che cos'è | calore umano | come un ultrasuono | che ti penetra anche se tu non vuoi | spezza le paure | l'egoismo che è in noi''. (da ''Calore umano'', n. 1)
*''Il calore umano | come un autotreno | che il suo carico d'amore disperde in città | il calore umano | viene da lontano | con gli occhi grandi di un bambino | nato in Africa va | calore umano | calore sano | quando abbiamo un solo [[ombrello]] noi due | forte forte uniamo | le mie spalle e le tue.'' (da ''Calore umano'', n. 1)
*''Voglia di te su e giù nel tuo quartiere | mi faranno sobbalzare | le saracinesche del bar | voglia di te coi seni a punta | voglia di te che non fai mai la santa come tante amiche che hai | Voglia di te, si voglia di te''. (da ''Voglia di te'', n. 2)
*''Un conto è parlarne con le amiche tue | ma a fare l'amore si è soltanto in due | poi l'esperienza c'è o non c'è... | La prima volta può deludere | dicevi "Fa piano" ed io pensavo a me | mi chiedi persino se sei frigida | volevi soltanto andassi via da te''. (da ''Cuori in tempesta'', n. 3)
*''Guardiamo bene sul calendario | non ci sei rimasta vedrai | semplici ritardi, ed un labbro mordi | se mi va bene non lo faccio o più | Dai, dai, dai cuori in tempesta siamo noi | ti riaccompagno a casa vuoi | e già mi manchi sai o sì... | Chiamami, ci chiuderemo in camera | le bocche sul telefono | ci rideremo su noi due''. (da ''Cuori in tempesta'', n. 3)
*''Vanno via ragazze della 5°B | secchione o senza venerdì | ma ormai quasi donne | e diari non ne scrivi più | e non lo saprò mai | se il nome che segnavi tu | era il suo o forse il mio...''. (da ''Ragazze della 5°B'', n. 4)
*''Tredici anni, trecent'anni credi | non è l'età | e l'amore ancora c'è | è un gigante dentro te | che può farti sentire importante | l'amore c'è | dal giurassico sta qui | muove le stelle verso te | per amore tu sei nell'universo | non ha voce ma griderà | come un segno di pace | è qua''. (da ''L'amore c'è'', n. 5)
*''Capiterà | prima o poi | una ragazza che | qualcosa ha di te | io ci uscirò | e l'ascolterò | chiedendomi questa chi è | Però vorrei ci fosse amore | o tenerezza tra di noi.'' (da ''Però vorrei ci fosse amore'', n. 6)
*''Dormi dove volano | alti sopra gli alberi | tanti Peter Pan | prendono le rondini | per cavalli a dondolo | forse li vedrai | saltano sui grilli tra le stelle | giocano a cucù | tirano le code delle gru''. (da ''Paese turchese'', n. 7)
*''Non è vero quel che vedi in TV | al paese che è turchese hai diritto tu.'' (da ''Paese turchese'', n. 7)
*''Quando sarò lontano | guarda il cielo e pensa che | è il cielo che guardo anch'io | racchiudilo dentro di te | prima di addormentarmi | prima di averti mandato un bacio | io ti respirerò nell'aria | in questa notte chiara e troppo calda.'' (da ''Quando sarò lontano'', n. 9)
*''Io sto a pezzi senza di te | non so a chi parlare | ho tante amiche però | gli dico sempre no.'' (da ''Quando sarò lontano'', n. 9)
*''Quando con l'indice | i tuoi capelli tolgo via | c'è poesia.'' (da ''Quando sarò lontano'', n. 9)
*''Ti vedrò nel rosso cielo | di un tramonto che si spegne | ricorderò di possedere | questo amore grande più del mare | coi suoi profondi abissi da esplorare''. (da ''Quando sarò lontano'', n. 9)
*''Angeli nel ghetto | anime da gatto | abbiamo il diritto | di amarci un po' | io ti voglio addosso | come un mare mosso | con gli anfibi camminiamo noi | in un tempo che non passa mai | liberi''. (da ''Angeli nel ghetto'', n. 10)
===''Lei, gli amici e tutto il resto''===
'''Etichetta''': Don't Worry, 1997, prodotto da ''Rolando D'Angeli''
*''Se vuoi ci amiamo adesso, oh no | però non è lo stesso | ora so | c'è ancora il suo riflesso | tra me e te | mi dispiace ma non posso | [[Laura]] c'è | se vuoi ci amiamo adesso, oh no | mi casca il mondo addosso e | ora so | c'è ancora il suo riflesso | tra me te | mi dispiace ma non posso | Laura c'è, Laura c'è''. (da ''Laura non c'è'', n. 1)
*''A pensarci bene il bello di te | è che viaggi sempre sulle mie frequenze | sei grande | ed in certe cose sei come me | non t'accontenti di essere | una fra tante | sei grande | ed ho molto rispetto per ogni tua idea | non la voglio cambiare per pazzesca che sia | non ti stresso per farti più simile a me | ..che se fossi diversa non saresti più te''. (da ''Sei grande'', n. 2)
*''Per cominciare io ti amo | parola che non ti riuscivo a dire | che scemo | di te non posso fare a meno | se per te amore è soltanto un suono | per me è di più''. (da ''Restiamo qui'', n. 3)
*''Per paura di non essere nessuno | ti fai strada nella vita come puoi | e non sempre trovi chi ti da una mano | ci provi ma non sai | se un giorno ce la fai''. (da ''Vivere senza te'', n. 4)
*''Vivere senza te potrei sparire non è uno scherzo | se non ci fossi te ora sarei | diverso | e se nelle vene mie vai già su e giù | adesso anche le idee le hai prese tu''. (da ''Vivere senza te'', n. 4)
*''Tu vicina e così distante | il cuore ti batte ma | per chi batte | non ne so niente | chissà, chissà | Fantasie che l'insonnia da | magari adesso un altro sta con te | se potessi li ucciderei | tutti i sogni tuoi | piano piano vorrei svegliarti | per rassicurarmi e per parlare un po' | e invece no | forse ho paura di capire con chi stai''. (da ''Tu sei, tu sai'', n. 5)
*''Tu sei tu sai | nel sogno da chi vai | tu sei tu sai | stai svegliandoti ormai | mi sorprendo i tuoi occhi | quasi chiusi poi accesi | spalancati in me | dici sorridendo: "Sognavo di te!"''. (da ''Tu sei, tu sai'', n. 5)
*''Apro le braccia e poi stringo più che mai | perché sei quello che non ho avuto mai | nessuno può | darmi ciò che sai dare tu | davvero | e se mi sento giù | tu mi riporti su | tu vivi dentro me | e mi fai vivere''. (da ''Sei'', n. 6)
*''Fammi un po' compagnia | dai baciami adesso | io no so cosa sia | sto sul depresso | è una noia bestiale | che mi prende se solo non ci sei | è una cosa normale | o succede solo a me?''. (da ''Dimmi cos'è'', n. 7)
*''Non andartene via | dai baciami adesso | dimmi che conto io per te | dimmelo spesso | e questa noia bestiale | come un vecchio animale cade già | e questa noia che sale | la tua mano toglierà | Dimmi dimmi dimmi cos'è | cos'è che c'è | Dimmi dimmi dimmi cos'è | che c'è tra noi | Dimmi dimmi dimmi che ho | se non ti ho''. (da ''Dimmi cos'è'', n. 7)
*''E ti ha buttata giù nuovamente | sapere che tuo padre ha un'altra ormai | E ti ha ferita ma io non c'entro niente | mi chiedi di lasciarti in pace e vai | ma dove vai ora | sei sola | non fare così | è dura | se questa storia va in malora | tu scappi da chi''. (da ''Vai sola'', n. 8)
*''Solo | consideratemi sparito per un po' | ho cancellato questo giorno e gli altri no | pensatemi che disegno | o semplicemente sogno''. (da ''Solo'', n. 9)
*''E poi camminare scalzo | sui resti di un giorno perso | un morso di vita è andato via | solo | consideratemi sparito per un po' | ma non ci sto a guardare il mondo da un oblò | e voglio scendere per strada come sempre | cercare la gente''. (da ''Solo'', n. 9)
*''Mezza luna poi svaccata su noi | si stava facendo i fatti suoi | e al centro della piazza tirammo la zip | e pisciammo sul mondo schiena a schiena così | quando ti lasciai barcollavi abbracciato ai tuoi guai | forse li mi sbagliai | e certo che non lo rifarei, gridavi: | E non mi dire che ho bevuto | il mondo intero mi ha fottuto | ma se mi lasci pure te | io valgo meno di uno sputo''. (da ''E non mi dire che ho bevuto'', n. 10)
*''Ma non mi dire che hai bevuto | e che il mondo intero ti ha fottuto | adesso io non ci sto più | per questo stasera ti ho cercato | si ricomincia da domani | hai testa e mani anche tu | per decidere | per tirarti su''. (da ''E non mi dire che ho bevuto'', n. 10)
*''Sotto un cielo che sa di plastica | ma la notte non è solo musica | qualche amico c'è che non ce la fa | droghe non ce né mi farò di te | dagli schiaffi del mondo salvami | voglio muovermi | la città non può finire in un bar | non può finire in un bar | Nati per vivere una volta sola | sopravvissuti noi del sabato | la pelle brucia perché | l'ho tatuata di te | così mi stai sempre addosso adesso''. (da ''Nati epr vivere'', n. 11)
*''Vetri rotti qua e là | e l'ambulanza che va, | oltre i rottami niente c'è, | scendo dall'auto poi mi fermo a guardare, | forse è un ragazzo come noi, come me e penso forte a te. | Andare, partire, tornare, | mi dici a [[ventenne|vent'anni]] chi vuole morire? | Ma quando ci sei dentro non vai mai a pensare | che capiti a te''. (da ''Andare, partire, tornare'', n. 12)
*''Andare partire tornare | già dormi ti poso un orecchio sul cuore | lo sento mentre batte e pian piano scompare | quest'ansia che ho | quest'ansia che ho | Ho in testa quella macchina | quel lampeggiare | ci penso e non so | se questa notte | dormirò''. (da ''Andare, partire, tornare'', n. 12)
*''Si lo so | non sempre tutto è come vuoi | e calci in bocca prendi e dai | ma alla fine tu sei quello che fai | e non dire di dare ma dai tu | anche quando non ce n'è più | per qualcuno è già importante | oh noi, tra quelle cose che non vediamo mai | decine di mani arrese | tese verso noi | C'è di più, di più | di un giorno da spento | c'è di più, di più | di un tempo violento''. (da ''Di più'', n. 13)
*''E per noi | è così | ti parliamo anche se tu | non sei qui | dimmi un po' che stella sei | e ti cercherò nei giorni bui | Fianco a fianco | siamo già | rivivendo la tua età | e uno schianto dentro il blu | verso un mondo che non c'è quaggiù | non lasciare la mia mano ancora | tu''. (da ''Fianco a fianco'', n. 14)
===''In due''===
'''Etichetta''': Don't Worry, 1998
*''Sai che amarti non è mai abbastanza | è che tu sei tutto quello che mi manca | e così | come una scheggia te | sei entrata dentro me''. (da ''Se io non avessi te'', n. 1)
*''Sì ho sbagliato | ad alzar la voce lo so | tu sei l'unica | che mi accetta coi difetti che ho | Dovrei, vorrei | stringerti e trasmetterti i pensieri miei | ti calmerei | Di cercarti sai | non ho smesso mai | me accorgo solo adesso | e capisco che | tempo non ce n'è | perché sto rischiando te''. (da ''Sto con te'', n. 2)
*''Giochi di sguardi ormai tra di noi | vuole baciarti ma tu non vuoi | nella monotonia mi ci schianto | ora mi alzo e con la scusa mi avvicino e poi... | noi due | nel mondo noi due | cercando io e te | nel tempo che c'è | ho te | in testa ho te | e basta con te | fin quando ce n'è''. (da ''Noi due'', n. 3)
*''Che consigli vuoi da me | se poi fai quel che vuoi te | sai che mai | ti direi | "và da lei" | Se un regola c'è | non la chiedere a me | te ne devi fregare se lo vuoi | se l'umore va giù | se non ce la fai più | guarda che non esiste solo lei | devi muoverti un po' oh, oh, oh | c'è chi non dice no oh, oh, oh''. (da ''Se una regola c'è'', n. 4)
*''E se t'ha lasciato addosso un male fisico | qua ci vuole solo un po' di senso pratico | Una strada non c'è mai | c'è soltanto quella che tu fai | troverai | una che | non dà guai guai eh''. (da ''Se una regola c'è'', n. 4)
*''Ho in testa te perché sai esagerare | e non mi dai fastidio mai | con quegli occhiali | che guardi e non fai guardare | se ti va prendi quello che vuoi | Oh magnetizzi gli sguardi miei | oh è il potere che hai | oh se potessi ti sdoppierei | per avere due volte te''. (da ''Ho in testa te'', n. 5)
*''Ho provato a bere | serve per staccare | ma il pensiero non affoga mai | ha imparato già a nuotare sai | Se cammino cerco | se sogno già ti perdo | quindi devo muovermi per te | Giusto o no sull'ombra ti camminerò | fino a che ombra non sarò | fino a convincerti che a te | io non rinuncio''. (da ''Giusto o no'', n. 6)
*''È strano che di tutti quei progetti miei | non me ne frega niente ormai se non ci sei | Giusto o no sull'ombra ti camminerò | fino a che ombra non sarò | fino a convincerti che a te io non rinuncio | non so nemmeno cosa fai | o se qualcuno già ce l'hai | la notte fingo che ci sei | stringo il lenzuolo intorno a me | e non è gran che''. (da ''Giusto o no'', n. 6)
*''Mi dico è meglio da solo | che stare male per lei | che da una vita mi lega a sé | con un sì, con un ma e con un se | E quel che credo è anche vero | ma io ce l'ho nella pelle ormai | non so pensare a me senza lei | meglio un ma, meglio un se di un suo mai | Va bene così | va bene com'è | finché dici sì prendo quello che c'è''. (da ''Con un ma e con un se'', n. 7)
*''Avrei voglia di riscrivere il mio film | nella storia lei sì c'è | senza ma e senza se''. (da ''Con un ma e con un se'', n. 7)
*''Perché a volte sai | basta uno sguardo | dice di più di un discorso che fai | ti toccherei ma non mi azzardo | Poi cosa succede non lo so | sposto la bottiglia solo un po' | cambiano colore gli occhi tuoi | e scoppiamo a ridere tra di noi | tu sei finalmente come sei''. (da ''Basta uno sguardo'', n. 8)
*''Non è mai l'addio | che dà maggior dolore | è il dopo che ti può spezzare in due | i primi giorni | inventi cose da fare | e ti irrita qualsiasi novità''. (da ''Se vuoi se puoi'', n. 9)
*''Se vuoi, se puoi | dimenticare noi | o sei forte o non te ne è fregato mai | se vuoi, se puoi | se ancora ce la fai | dove prendi le carezze che non hai | ma io l'avrei un'idea | finiamola che è una follia | se vuoi, se puoi | ricominciamo noi''. (da ''Se vuoi se puoi'', n. 9)
*''Io dalla gente | mi aspetto molto sai | non chiedo niente | mi faccio i fatti miei | se poi la vita | mi dà un mal rovescio | io mi difendo | e dopo mi ricarico con te''. (da ''C'è tutto un mondo'', n. 10)
*''Se vado a terra | poi mi rialzo sai | se mi offri una birra | non chiedo perché lo fai | puoi contestarmi | se non ti piacciono le mie idee | puoi non amarmi | ma smettere di parlarmi questo mai''. (da ''C'è tutto un mondo'', n. 10)
*''Io non ti giudico | non sono io il tuo medico | tu da me non hai limiti | son qua se vuoi un riferimento | son qua nei giorni duri tuoi | sarò il ponte tuo col mondo | un battito che non ti lascia mai, mai| C'è tutto un mondo dentro me | che nessuno sa | è una scarica elettrica | e quando si amplifica | sto bene da sentirmi male''. (da ''C'è tutto un mondo'', n. 10)
*''Ti voglio e poi ti rivoglio | ma resto goloso di te | ti voglio da quando mi sveglio | sei il pasto che voglio per me | fa presto perché non resisto | mi serve una dose di te | fa presto perché non esisto | è questo il rischio che c'è''. (da ''Una dose di te'', n. 11)
*''Le vibrazioni di una donna, donna | è l'istinto che c'hai te | la sicurezza di chi è bella, che se parla | tiene tutti intorno a sé | io benedico chi ti ha sciolta, quella volta | che hai conosciuto me | perché sai adeguarti ai ritmi miei | per l'intesa che ora c'è tra noi | non hai complessi nel letto e non me ne crei | non me ne importa con chi l'hai imparato sai | so che così ci funziona alla grande''. (da ''Le vibrazioni di una donna'', n. 12)
*''Ormai sei nei miei codici | navighi ad un passo da me | se vai oltre i miei limiti | ad istinto vengo da te | tutte le volte che ridi | quando mi sfidi | segui un progetto che non so | ma ormai sei nei miei sintomi | è l'informazione che ho''. (da ''Nemmeno un secondo'', n. 13)
*''Anche se fossimo nati | su altri pianeti | io da te ci arriverei | costruirei dei nuovi satelliti | per comunicare tra noi | sai tu mi hai lasciato il segno | perché sei come sei | per questo non mi fermo | nemmeno un secondo''. (da ''Nemmeno un secondo'', n. 13)
===''La vita è''===
'''Etichetta''': Don't Worry, 2000
*''Ho provato a non amarti | è impossibile per me | chiedi tempo per pensarci | ma perché | Ho provato a non cercarti | ma so sempre dove sei | e mi costa non chiamarti | e tu lo sai''. (da ''Ci sei tu'', n. 1)
*''Ci sei tu e io m'illumino | mi agito quando non ci sei | ma tu non vedi niente | pensi ad altro ormai | Ci sei tu e io m'illumino | logico che ti rivorrei | se t'amo forse perdo | se non ti amo però non vinco mai''. (da ''Ci sei tu'', n. 1)
*''Avevamo ballato e | le ho parlato un bel po' di me | che ho una storia complicata | lei mi ha detto pochissimo di sé | Io non so neanche dove sia | ma di lei so ogni geografia | la mano calda che mi tocca | e la sua bocca poggiata sulla mia | Non so chi è | né dove va | ma è questo il fascino che ha''. (da ''Miami'', n. 2)
*''La vita è avere te | vederti assorta e scordarmi di me | guardarti sai mi calma già | quando alla fine qualche cosa non va | e capisco perché se ti vedo esisto | non c'è gusto senza di te | È chiaro adesso | ora riesco ad essere me stesso | nella vita tu sei il mio successo | io che con l'amore non ci avevo preso mai''. (da ''La vita è'', n. 3)
*''La magia dell'alba su questa spiaggia | ed il cielo si fa di fuoco mio Dio te lo regalerei | senti un poco di freddo ma non passa il vento tra noi | Ed è un brevissimo istante | però è importante perché ci sei | Sai che c'è | ho tutto quando ho te | gli sguardi, l'allegria | la paura che vai via | un po' di gelosia che ti fa più mia''. (da ''Il nostro giorno in più'', n. 4)
*''Mentre il sole viene su | questo è il nostro giorno in più | niente è garantito l'ho capito | se non ci sei tu | Ed il sole viene su | e questo è il mio momento in più | tutto sembra finto anche il tempo | ma sei vera tu | Chi lo sa se tutto ha una regia | se l'universo ha un progetto, un'armonia | se c'è scritto già che tu resti mia | solo mia''. (da ''Il nostro giorno in più'', n. 4)
*''Sono pieno d'energia | ed il mondo è casa mia | voglio vivere perciò | ogni attimo che ho | va benissimo così | tutto il resto è solo lunedì''. (da ''Pieno d'energia'', n. 5)
*''E tu sul treno che va lassù | mi abbracci e già sei sui miei | punti più deboli | E tu sul treno che va lassù | riapri una storia che | è chiusa ormai con te | poi ti rivesti | ...E forse è meglio così | ...ma si | Vorrei parlarti e mi accorgo che | un argomento non c'è | c'è il tuo profumo l'odore di fumo su me''. (da ''Sul treno'', n. 6)
*''Abbiamo chiuso questa storia da un po' | e mi guardavo già intorno | quando t'ho vista con un altro però | s'è scatenato l'inferno | mi sono accorto che i sorrisi che fai | sono gli stessi che credevo miei | è stato proprio un colpo basso per me | provare cos'è la voglia di te | sento dentro sana gelosia | però più me la prendo e più ti sento mia | sentimento o strana malattia | ma vivo vivo vivo''. (da ''Sana gelosia'', n. 7)
*''In questo tempo che ti frega se non hai un'idea | ma poi ti spezza in due se usi un po' di fantasia | in questi giorni che hanno sempre doppie verità | tu sai già che se cerchi risposte | mai nessuno le dà''. (da ''Mi piace vivere'', n. 8)
*''In questo mondo in confusione che non gira più | che se non alzi un po' la voce non esisti tu | non è difficile trovar chi pensa come me | e comunque si mettan le cose | vado avanti perché | mi piace vivere vivere | fare e decidere | anche di testa mia''. (da ''Mi piace vivere'', n. 8)
*''Mi piace vivere vivere | sono convinto che | se sbagli non ne fai | non sei vivo mai | Non voglio stare qui che sembro una fotografia | con i ricordi messi in fila a farmi compagnia | se perdo tempo ad aspettare non concludo e so | che qualcuno più svelto mi toglie | anche quello che ho''. (da ''Mi piace vivere'', n. 8)
*''Meglio esserci sai | anche avere dei guai | ma giocarsi la pelle mai | Capisco che ti senti a terra | ma questa qua è la tua guerra | non cercare un pretesto, io resto | ma tu non ti fai''. (da ''Meglio esserci'', n. 9)
*''Non mi dire che perdo tempo | ti dico soltanto che non puoi bleffare con me | se vuoi picchiarmi io mi difendo | non voglio star qui e vederti così | Meglio esserci sai | anche avere dei guai | ma giocarsi la pelle mai | se ogni uomo ha la sua guerra | per ogni uomo c'è una spalla''. (da ''Meglio esserci'', n. 9)
*''Credo alla gente che è intorno a me | anche se c'è chi pensa solo a sé | credo che il mondo lo facciamo noi | che non vogliamo falsi eroi | perché dovrei sbagliare io | se c'è chi pensa a modo mio''. (da ''Credo'', n. 10)
*''Credo che quando arriva un giorno no | qualcosa perdo e qualcos'altro avrò | che oltre una strada che non faccio mai | forse c'è quello che vorrei | sarà sbagliato non lo so | mi va di crederci però''. (da ''Credo'', n. 10)
*''Quindi non aspetto quello che accadrà | la realtà non è mai nel giorno che verrà | prendo io le cose che mi servono | nessuno c'è che lo farà per me | Sarà ma son convinto che | c'è chi la pensa come me | Se a tutto questo ci credo credo | è per dare un senso ad ogni mio momento''. (da ''Credo'', n. 10)
*''Io non so che farei per saperti più sicura | io per te metterei mille lune nella sera | per guidare meglio i passi tuoi | tra i rischi che non vedi e che non sai | Vorrei un missile speciale | per poterlo caricare | e lanciar nell'universo | tutto quello che detesto | Basta leggere un giornale | ogni giorno è sempre uguale | se il più debole non ce la fa | c'è chi gli passa sopra e se ne va''. (da ''Missile speciale'', n. 11)
*''Io vorrei che per te non venisse mai quel giorno | quando tu chiami e non c'è mai nessuno intono | quando cresce il vuoto intorno a te | e nemmeno tu lo sai perché | Vorrei un missile speciale | per poterlo caricare | e lanciar nell'universo | tutto quello che detesto | Chi c'ha invidia se hai successo | e non sta in pace con se stesso | e non pensa di tirarsi su | ma sta bene solo quando crolli tu''. (da ''Missile speciale'', n. 11)
*''E vuoi un'ultima occasione | ti senti vuoto ed inutile | hai nella testa un discorso ma sai | che poi alla fine le dirai | Tu mi dai quel che io non ho | cambierò per non perderti | senza te è impossibile | lasciami stare con te''. (da ''Tu mi dai'', n. 12)
*''Con la terra sotto di me | e l'Africa è una macchia | come una lingua in una bocca | che non la fanno neanche parlare | c'è una mano tesa che chiede se può lavorare | Con la terra sotto di me | un tipo in un maglione | al bar della stazione | si sta mangiando le unghie perché | aspetta l'uomo senza faccia | lo aspettano le sue braccia | spingerà quell'ago a fondo nel cuore | per vedere se morire è come viaggiare | o se fa più male''. (da ''Con la terra sotto di me'', n. 13)
*''Con la terra sotto di me | i lampi degli spari | che ammazzano i pensieri | di chi va in guerra senza un perché | ma è spedito là da certi vecchi | per difenderne gli interessi | però quando un ragazzo muore e va giù | ne parlano un secondo in tv | e poi niente di più | E qui la radio trasmette un programma di musica | e io non trovo risposte nessuno ce le ha | e fare finta di niente risposte non dà''. (da ''Con la terra sotto di me'', n. 13)
===''Le cose da difendere''===
'''Etichetta''': Don't Worry, 2002, prodotto da ''Rolando D'Angeli''
*''Sono tutte qui | tra i miei brividi | tutte insieme a te | le cose da difendere | Sono tutte qui | e la prima rimani tu | altre non ce n'è | sotto il segno del mio vivere''. (da ''Le cose da difendere'', n. 1)
*''Sei solo tu | nei giorni miei | sempre più dentro me | Sei solo tu | e dimmi che | tutto il resto non conta | ora non conta | tutto il resto sei solo tu''. (da ''Sei solo tu'', n. 2)
*''Prima o poi dovrò imparare a non amare più così | e ridare terra e mare ai miei nervi fragili... | prima o poi | Asciugherò le mie ferite con il fuoco di un falò | e mi sentirò felice della vita che farò... | prima o poi | Non qui, non purtroppo con te''. (da ''Parliamo al singolare'', n. 3)
*''Non vedi che ormai | c'è un brivido che | si muove all'unisono esatto con te | non vedi che tu | sei dentro di me in modo stabile | perché prima di te | nessuna mai | ancora mi ha fatto l'effetto che fai | è un richiamo più forte di me | il più forte che c'è | Ma non lo senti che ormai | dipendo da te | dalla tua bocca che chiede di me | perché tu non sei ne sarai abitudine mai''. (da ''Quando non ci sei'', n. 4)
*''Cento candele per l'atmosfera | mille riflessi negli occhi tuoi | sopra ogni muscolo della schiena e su di noi | Il vento caldo di questa sera | porta il profumo dolce di un'orchidea | Il movimento che già ci lega | è una marea | ci fa salire in alto | così più in alto che tu puoi | mentre muovi i tuoi fianchi sui miei''. (da ''Fatti amare'', n. 5)
*''Io sento che ci sei | che mi dai | la vibrazione | che è giusta ormai | sento che tu vai | oltre il limite che c'è | incatenata a me | Così ti guardo e ti confesso adesso | che siamo noi | la vera prova che | un paradiso c'è''. (da ''Fatti amare'', n. 5)
*''Senza respiro cerco te | senza respiro e sento che | non c'è un colpevole lo sai | né un innocente solo | e ancora per un attimo | tra noi lo stesso battito | quell'impressione che di nuovo sia | ancora una volta | Quando eravamo cielo e terra | e tu di me la mia metà | in ogni dubbio e in ogni verità, in ogni sguardo | quando avevamo la stessa pelle | la stessa luce nel corpo e nell'anima''. (da ''Cielo e terra'', n. 6)
*''Vorrei non vederti mai soffrire | e voglio poter dire che la vita è bella | ma non è abbastanza lunga per chi | ama come me | Amo e non ne posso fare a meno | quindi tu sei tutto quello che io chiedo | e del mondo fuori non mi importa | e non esiste più | Spero solo di non farmi male | a forza di sognare, a forza di sognare | ma spero tanto in ogni tuo sorriso | in ogni tuo respiro insomma | tutto di te''. (da ''Tutto di te'', n. 7)
*''Io non ho più voglia di parlare | le parole a volte fanno solo del rumore | preferisco fare ore ed ore insieme a te | a te con le tue mani | a te che ti abbandoni | dentro a questo abbraccio pieno di emozione | a tutto quello che già è | e che sarà | a tutto di te | tutto di te | tutto di te | insomma tutto di te... solo di te''. (da ''Tutto di te'', n. 7)
*''Ti ho vista ieri sera | che camminavi in fretta | avrei voluto darti una carezza e poi | in questa primavera | che il sole ancora aspetta | non son riuscito a dirti | nemmeno come stai | Ma quante volte ormai la voglia di | chiamarti sai | e risentire la tua voce | per poi convincermi che è inutile così | annegare nuovamente | tra i miei brividi''. (da ''Labirinto'', n. 8)
*''In ogni [[labirinto]] | un'uscita sola c'è | ma ora, ancora e come sempre | nessuno sa dov'è | Hei, tu dimmi se | un modo c'è | per ritornare io e te | oppure se | è meglio che | lasciamo perdere''. (da ''Labirinto'', n. 8)
*''È vero che | non ho radici | non è una mia necessità | e seguo solo quel respiro | che mi trasporta un po' più in la | Così rifiuto il conformismo | e faccio quello che mi va | qualcuno dice che è egoismo | e qualcun altro libertà | È la mia natura | quello che io sono e che sarò | è la mia natura | e per nessuno mai la cambierò''. (da ''La mia natura'', n. 9)
*''Di conseguenza sarò | tutto l'amore che ho | senza pensarci su | tu fanne solo quello che ne hai voglia di più | perché ci credo e ti do | tutto l'amore che ho | che non trovavo più | tu fanne quello che ne hai voglia | fanne pietra oppure foglia tu''. (da ''Di conseguenza'', n. 10)
*''Non so dirti quanto io ti voglio | non so scriverlo sopra un foglio | confessarti questo mio bisogno | per orgoglio per orgoglio | non so dire quanto tu mi manchi | non so dire che tu non mi stanchi | confessarti quanto io ti voglio | per orgoglio per orgoglio''. (da ''Di conseguenza'', n. 10)
===''The best of Nek – L'anno zero''===
'''Etichetta''': Warner, 2003
*''Se non ti vuoi fidare, almeno ascoltami | di rimanermi ostile, non serve a te ne a me | non voglio interrogarti, rinfacciarti quel che fai | io piuttosto sto cercando, chi eravamo noi | almeno stavolta, almeno ascolta''. (da ''Almeno stavolta'', n. 1)
*''Almeno stavolta | col coraggio di guardarci in faccia | ridammi l'effetto di un battito nel petto | sono qui, questa notte, dietro un sì, che non parte... | Almeno stavolta, con la voglia di guardarci in faccia | sperando che un'ora, ti dia voglia di ridarti ancora | e cosi non so come, griderai il mio nome''. (da ''Almeno stavolta'', n. 1)
*''Stanco di me | stanco di tutto | stanco di questi giorni | che si piegano su me | stanco di chi mi scalda il letto | di causa effetto | di slealtà e di banalità. | Mi stendo di sonnifero tra un po' | almeno dormirò''. (da ''L'anno zero'', n. 2)
*''Io ti vorrò | anche se sbagli | e se la tua diversità | a te mi legherà | una fottuta guerra non verrà | soltanto qualche schiaffo alla realtà | se l'anno zero andrà... | E l'anno zero andrà... | Ed una nuova luce squarcerà | un cielo che nessuno ha visto mai, mai, mai | E l'anno zero andrà... | E l'anno zero andrà... | E l'anno zero andrà... | ...ma l'anno zero va!''. (da ''L'anno zero'', n. 2)
===''Una parte di me''===
'''Etichetta''': Warner, 2005, prodotto da ''Nek, Alfredo Cerruti e Dado Parisini''
*''Dammi la mano andiamo via | dai tuoi perché | Sali sul treno e siediti | qui un posto c'è | Sul finestrino danno il film di un altro anno che va | Prenderemo quello che verrà | lo faremo soli | ora tutto parlerà di noi | Sui binari di questa realtà | ce ne andiamo, vieni | tu non raccontarlo mai''. (da ''Contromano'', n. 1)
*''Io non ti chiedo niente | il tuo saluto indifferente mi basta | ma tu non puoi più farmi | male da starci male | non vali più di questa luna spenta | ricorda che dicevi a me | Lascia che io sia | il tuo brivido più grande | non andare via | accorciamo le distanze | nelle lunghe attese tra di noi | io non ho confuso mai | braccia sconosciute con le tue''. (da ''Lascia che io sia...'', n. 2)
*''Quando il buio scende io mi siedo qui | libero la mente che va via e così | guardo l'universo sento il suo fruscio | sembra un manifesto dove sono anch'io | Si distende su me una calma che va | Oltre le cose oltre le attese | oltre me oltre noi | le mie difese | Oltre le cose le mani chiuse | su di me quando c'è | l'inquietudine''. (da ''L'inquietudine'', n. 3)
*''L'alba mi dipinge dice ancora si | e le mie speranze le ritrovo qui | Oltre le cose le lunghe attese | oltre me oltre noi | oltre l'immenso | e quando ti penso in te mi anniento | sento che spazzi via | l'inquietudine''. (da ''L'inquietudine'', n. 3)
*''Se tu non scegli mai ma permetti che qualcun altro ti scelga | quanto vali non sai | Se poi ti fermi li | non pretendere una vita che valga | prendi quello che puoi | Se lealtà fedeltà sono belle parole | usale tu | parla molto però chi non sa cosa dire''. (da ''Notte bastarda'', n. 4)
*''Se poi ti chiudi in te chi ti spiegherà il colore dell'alba | e il profumo che ha | Verità dignità sono solo parole | usale tu | sono quelle alle volte che fanno più male | E se ti chiederai che sapore ha una notte bastarda | la inventiamo se vuoi | così ti accorgerai che la notte è come un sole che scalda | che entra dentro di noi''. (da ''Notte bastarda'', n. 4)
*''I miei giorni spesi con te | non c'è stata un'ora inutile | sono tutti vivi dentro me | stanotte | E tu sei più bella che mai | come un'onda sull'oceano | se potessi chiederei mille secoli di te | di noi | Abbracciami e stringimi | ai giorni tuoi | In questo tempo assurdo che c'è | la sola cosa vera mia sei te''. (da ''Abbracciami'', n. 5)
*''Grazie per questo rumore di passi intorno a me | per queste nuove certezze per quel che fai per come sei | Darei di più di tutto quel che ho | per abbracciarti ancora un altro po' | ti vorrei stringere il respiro su di me su di me | Darei di più di tutto quel che ho | per tutto il bello che nemmeno so | di te''. (da ''Darei di più di tutto quel che ho'', n. 6)
*''Grazie per le cose piccole | che mi circondano finché sei qui | Mi bastano indizi fragili | che mi ricordano che tu ci sei | Grazie se quando ti voglio e non parlo tu lo sai già | Grazie per quel tuo profumo che avvolge e che di buono sa | Darei di più di tutto quel che ho | per abbracciarti ancora un altro po' | perché stringendoti sul petto sono te e tu sei me | Fa che il silenzio non ci trovi mai | che io ti senta quando non ci sei | che alzando gli occhi ogni momento trovi te''. (da ''Darei di più di tutto quel che ho'', n. 6)
*''Di quello che sei di quello che fai | se non parlo mai è perché ti rispetto | invece tu no | tu critichi sempre quel che faccio | sia che parlo o taccio | Quello che voglio da te | è il caldo e la sete e un letto disfatto dai si | va bene così''. (da ''Va bene così'', n. 7)
*''C'è una parte di me che ti segue anche se | non ci sei non mi vuoi | c'è una parte di me che fa parte di te | ci convivo da un po' oramai | Da quando ci evitiamo chi siamo | non lo so | Sto in mezzo a un uragano riparo | non ho più''. (da ''Una parte di me'', n. 8)
*''Nel silenzio che c'è quella parte di me | se ne va dietro te | io rimango così con quell'altra metà | e il rumore che fa non lo sai | Mi mancano i ritardi gli sguardi | spenti ormai | Dimmi quante volte se per troppe volte | ho preteso da te più di quello che do | le occasioni perse le diverse scelte | e la certezza che tu mi capissi di più | ... adesso che ti perdo mi accorgo cosa sei''. (da ''Una parte di me'', n. 8)
*''Intorno a te la strada va si fa di lato la città | le case basse che diradano e l'aria cambia ormai | fuggire adesso è la tua idea in mezzo a un cielo che va via | però il dolore quando acceleri corre più di te | ad ogni curva ad ogni età è sempre lì che aspetta già | sceglie le persone fragili le più forti mai''. (da ''Non vale un addio'', n. 9)
*''Il tuo dolore resta lì ti fruga l'anima e così | decidi di fermarti un attimo per ragionarci un po' | lui mette in fila i giorni bui le tue sconfitte i fallimenti tuoi | ma ti ribelli e per difenderti hai solo te''. (da ''Non vale un addio'', n. 9)
*''E così nei pensieri tuoi | il resto non conta ormai | la notte se vuoi è un sogno o un'idea | non è altro che una breve galleria | tra il passato e tutto quello che farai | sai che l'alba torna sempre al posto suo | e la vita è ritrovarsi amico mio''. (da ''Non vale un addio'', n. 9)
*''Io che salgo a piedi lungo questo pendio | che non ricordo l'indirizzo di Dio | ed ho riempito di parole il silenzio | per cogliere il senso di un abbandono | Io che ho preso treni per sentirne il rullio | per ragionare su un futuro che spio | anche se il viaggio mi ha prestato altre mani | sei tu che rimani''. (da ''Io sono qui'', n. 10)
*''Io tra i mulinelli di un inutile addio | come una Chiesa sconsacrata che ormai | non ha risposte ma bestemmie tra i denti | e notti perdenti ti voglio quindi | Io scendo dal treno che fa un viaggio non mio | e il cigolare dei rumori è un fruscio | quella stazione puoi chiamarla perdono | per quel che può un uomo | Stringo piano le tue mani come fossero gabbiani | capaci di andare via da un'idea senza più prigioni | Se ti curvi sul mio corpo tesa nel respiro grosso | se credi negli attimi tu sei già dentro il mio percorso''. (da ''Io sono qui'', n. 10)
*''Corre il giorno come un telegramma | vedi | le ore perse sono una condanna | credi | e ogni tua protesta fermerò | con la mia bocca | Il passato non è niente solo un furto al mio presente | e quindi rilassati stringimi libera la mente | Io sono qui con te | Io sono qui per te | E resto qui se vuoi | Perché tu qui ci sei''. (da ''Io sono qui'', n. 10)
===''Nella stanza 26''===
'''Etichetta''': Warner, 2006, prodotto da ''Nek, Alfredo Cerruti, Dado Parisini e Massimo Varini''
*''E come un'illusione dopo fiumi di rancore | tu sei dentro quella vita che vorrei | Splendida visione in un deserto di dolore | ho già i brividi se penso che ci sei | Parlarti ancora mentre il mondo affiora | dirti che non sei sola e lo sai | La tua pelle ora, tutto il resto vola...''. (da ''Notte di febbraio'', n. 1)
*''Vai, oggi voglio restare solo ore | sei così, prima mi fai del male poi del bene | E sarà il motivo per cui val la pena di amare | e sarà il motivo per cui val la pena soffrire | serve a vivere''. (da ''Cri'', n. 2)
*''C'è sempre un motivo per cui val la pena di amare | e di conseguenza varrà anche la pena soffrire | ci fa vivere | Cri lo sai, mi lasci qualcosa di più | sai capire | Cri lo sai, è scritto che mi resterai | dentro al cuore | ma tu, sei così | e tu, fai così | anche a chi t'ama, Cri''. (da ''Cri'', n. 2)
*''Sai in questa vita tutto sembra breve | anche i nostri momenti spesi insieme | Dai camminiamo un po' è tardi si lo so | ma non lo facciamo mai | Sei la voce che nessuno sa ascoltare | la luce del lampione in questo viale | soffusa eppure c'è... ma resta qui con me | sediamoci se vuoi''. (da ''Instabile'', n. 3)
*''E dimmi come stai e nei tuoi giorni cosa fai | parlare è facile sotto questa finta luna | Ed io ti ascolterò e se cadrai ti prenderò | sei meno fragile dentro questa notte scura | Mostrati e vedrai che nel tuo cielo volerai | apri le ali e poi con un salto vola | E dimmi come stai e nei tuoi giorni cosa fai | parlare è facile sotto questa finta luna | Ed io ti guarderò e se vorrai ti seguirò | se sarai instabile | tu non aver paura | tu non aver paura''. (da ''Instabile'', n. 3)
*''Eravamo noi nel blu di un bagno in mare | c'era un sogno e poi, poi tu senza parlare | e adesso non respiro che il fumo di questo caffè | ci provo ma non sei più tu e vedo tutto andare giù | E vedi non c'è più tempo per cambiare te | io lo so tu riderai se un giorno mi incontrerai''. (da ''Fumo'', n. 4)
*''Spesso capita se insegui quel che vuoi | che non apprezzi quel che hai | per esempio io vivo la mia libertà | ma qualcuno muore per difenderla | Il tuo viso che si appoggia sopra il mio | è normale che ci sia nei giorni miei | ma se non ci fosse io quali giorni avrei''. (da ''Attimi'', n. 5)
*''Spesso capita cercando non so che | che si perda quello che già c'è | e ora voglio solamente quel che ho | me ne accorgo quando ti allontani un po' | io me ne accorgo quando t'allontani un po'''. (da ''Attimi'', n. 5)
*''E fino a che ci sei i miei occhi su di te | che ti cercano nel lasciarti andare piano | sono attimi da fermare quando vuoi | per rubare al tempo attimi di noi''. (da ''Attimi'', n. 5)
*''Quell'insegna al neon | dice si poi no | è l'incerto stato d'animo che hai | non ce la fai | Ma dagli uomini | che ti abbracciano | e ti rubano dagli occhi l'allegria | non puoi andar via | non puoi andar via | Se le lacrime | ti aiutassero | butteresti via il dolore che ora c'è | è dentro di te | Nella stanza 26''. (da ''Nella stanza 26'', n. 6)
*''L'uomo che non vuoi | l'uomo che non sai | sta bussando alla tua porta già da un po' | ma non gli aprirai | Come rondini | imprendibili | vanno liberi da un corpo stanco ormai | i pensieri che hai | Nella stanza 26 | tra quei fiori che non guardi mai | se ti affacci vedi il mare | ricominci a respirare | poi ti perdi nella sua armonia | e hai il coraggio di andar via | via da un mondo sporco che non vuoi | via da un bacio che non ha tenerezze | che non sa di carezze''. (da ''Nella stanza 26'', n. 6)
*''E cammini lungo il mare | nel suo lento respirare | tu sei parte di quel tutto ormai | Nella stanza 26 | metti un fiore tra i capelli tuoi | mentre l'alba nuova ti viene incontro | nel profumo del vento''. (da ''Nella stanza 26'', n. 6)
*''Sei un ramo dentro la corrente ormai | mi sbatti addosso e dopo te ne vai | da chi | Sei la dissonanza quando non ci sei | la stanza vuota che distruggerei | sei te | Se con me sei come sei | senza te io che faccia avrei | Se comincia così | se parti e sei qui | togliendo via i se | io m'innamoro di te''. (da ''Sei'', n. 7)
*''Quando ti penso mi manca il tuo sorriso | ed il buon senso va in cenere | Poi ti disegno faccio a memoria il viso | ma non somiglia a te | Io voglio stare con te nel tempo che avrò | di tante gocce farò un oceano''. (da ''Ancora un giorno di te'', n. 8)
*''Tu pensaci se vuoi | ma se amarti è solo una mia idea | la difenderò | Ancora un giorno di te | per dirti che mi salderò la tua pelle sull'anima | e questo vuoto che c'è lo riempirò | la sola cosa in cui credo non la perderò''. (da ''Ancora un giorno di te'', n. 8)
*''Coi segni della vita addosso cambiamo realtà | ci nascondiamo in quel che adesso chiamiamo maturità | Eppure si vorrebbe riavvolgere la vita | e certe volte sento che la magia è finita | quando ascolto una canzone di qualche anno fa | o passano in televisione vecchie pubblicità | se ripenso a come sapevo anche aspettare | e adesso non c'è il tempo nemmeno di parlare | Poi a volte fermo il mondo, sì, e in quelle sere affondo''. (da ''Serenità'', n. 9)
*''Ma una bella giornata s'è accesa da sé | un amico per strada: "ti ricordi di me?" | Parliamo e sullo sfondo colori che non vedo mai | e adesso guardo intorno ti cerco e so che arriverai | Dove vai, serenità? Fermati qua, non andartene dai | Chiudi le ali e chissà, se riuscirò a non perderti mai | C'eri tu serenità | Chiudi le ali e chissà, mi rivedrai | tu non mi perderai | non mi perderai''. (da ''Serenità'', n. 9)
*''Sulle strade del mio vivere | non è stato sempre facile | ma dal dolore s'impara un po' di più | Quando il tempo non è docile | quando tutto sembra immobile | io non mi fermo | io non mi butto giù | Domani è un altro giorno | e il mondo | avrà un respiro che si avvolgerà su me''. (da ''Contro le mie ombre'', n. 10)
*''Il mio [[contrario]] mi aiuta a crescere | a capire che si può perdere | ma l'importante è non darsi vinti mai | no, no...''. (da ''Contro le mie ombre'', n. 10)
*''E così se cado mi rialzo sempre | e rimango qui | contro le mie ombre | Poi mi chiedo, e credo | che il cambiamento sia la fonte della mia energia | che il cambiamento sia la fonte della mia energia | che il cambiamento dia un senso a questa vita mia''. (da ''Contro le mie ombre'', n. 10)
===''Un'altra direzione''===
'''Etichetta''': Warner, 2009, prodotto da ''Nek, Alfredo Cerruti, Dado Parisini''
*''Nella vita faccio come dico io | ho cercato la mia sfida in un addio | consapevole ho lasciato la mia strada | conta solo che alla fine sono io''. (da ''La musica che c'è'')
*''Ostinatamente un giorno ho scelto te | anche quando all'apparenza eri contro di me | ho sognato che vivere di te fosse un modo per non escludermi | per parlare con la gente e raccontare di me, di me''. (da ''La musica che c'è'')
*''Ci sono momenti che mi aiuti a vivere e dai un senso al silenzio che è in me''. (da ''La musica che c'è'')
*''È un chiaro messaggio questo scambio silenzioso di energia | Non serve un linguaggio quando è il tocco a dare la poesia''. (da ''Le mie mani'')
*''C'è domani nelle mani | se ti danno un sogno in più | non ti chiedo se mi ami | con le mani me lo stai dicendo tu''. (da ''Le mie mani'')
*''Tu senza più confini | stella persa tra i miei cieli''. (da ''La voglia che non vorrei'')
*''Sei l'unica voglia che non vorrei | ti ho vista piangere su di me | ma sono il tuo passato ormai.'' (da ''La voglia che non vorrei'')
*''Ho voglia di ricominciare, lasciare tuttu e andare cambiare giro e poi trovare un'altra direzione | ho voglia di emozioni nuove, la giusta dimensione per ritrovare un po' di ossigeno''. (da ''Un'altra direzione'')
*''...e sono qui in bilico tra fermarmi o respirare | La vita, sì, è un attimo: tu prendilo se puoi...'' (da ''Un'altra direzione'')
==Citazioni su Nek==
*Il giorno che – in quel di Sassuolo – nacque Nek, il Padreterno doveva essere in una buona predisposizione d'animo. Non si limitò a dotarlo di un aspetto fisico invidiabile, ma gli regalò un carattere luminoso che trasmette, al solo guardarlo, una tonnellata di energia positiva. ([[Antonello de Sanctis]])
*Nek è, senza ombra di dubbio, l'artista più completo, eclettico e straordinario con il quale io abbia mai lavorato perché unisce alla voce calda ed estesa una musicalità innata e una pregevole intensità interpretativa. ([[Antonello de Sanctis]])
*Fili è una persona schietta, con i piedi piantati negli umori della sua terra, è corretto, leale, simpatico... l'amico che vorrei frequentare se non ci separassero i troppi chilometri di distanza e gli impegni diversi. ([[Antonello de Sanctis]])
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Una parte di me||}}
{{Pedia|Nella stanza 26||}}
{{Pedia|Lei, gli amici e tutto il resto||}}
{{Pedia|Le cose da difendere||}}
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{{Pedia|In te||}}
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{{Pedia|Calore umano||}}
[[Categoria:Cantautori italiani]]
[[Categoria:Polistrumentisti italiani]]
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Nek_in_concerto_a_Assago.jpg|thumbnail|Nek in concerto a Assago]]
'''Nek''', all'anagarafe '''Filippo Neviani''' (1972 – vivente), cantautore e polistrumentista italiano.
==Citazioni di Nek==
*Il mio umore, quando arrivo in [[Sicilia]], è assolutamente frizzante. Terra stupenda, che mette di buon umore, amplificando la mia gioia. Bella gente, paesaggi da ricordare, il cibo, la storia, una delizia assoluta.<ref>Da ''[http://www.lasicilia.it/news/spettacoli/90032/intervista-con-nek-la-sicilia-mi-elettrizza-non-vedo-l-ora-di-salire-sul-palco-a-palermo-e-taormina.html Intervista con Nek: «La Sicilia mi elettrizza non vedo l'ora di salire sul palco a Palermo e Taormina»]'', ''lasicilia.it'', 20 giugno 2017.</ref>
==Citazioni tratte da canzoni==
===''Nek''===
'''Etichetta''': Fonit Cetra, 1992
*''Amico mio ma perché esiste ancora chi | pensa che con la guerra | si riesca a risolvere tutto oh si | oppure si possa spezzare, fermare, cambiare, sbloccare, disfare | come fosse una cosa normale''. (da ''Amico mio'', n. 1)
*''Che ogni razza, ogni città, trovi la strada | che faccia andare avanti e indietro mai | perché ogni dissenso, ogni conflitto qualunque discordia | è il seguito di un disegno politico | basta tracciare confini sul mondo | amico mio''. (da ''Amico mio'', n. 1)
*''Il vento della vita raccoglierà, ancora le mie parole | e ti racconterò tutto su di me, si di me, di me | domani la mia strada continuerà, solo | senza illusioni | pensavo che durasse un'eternità con lei, per lei''. (da ''Sogni miei'', n. 2)
*''E pian piano il tempo passò con la sua scia | così portammo i Police a farmi compagnia. | Decisi basta con le country songs | e con tutto il resto doveva esser l'inizio. | Per me l'inizio di un futuro che | o meglio in cui creder ancora sempre più forte di prima | Reggae rock Reggae rock Reggae rock | io lo sentivo Reggae rock''. (da ''Raggae rock'', n. 5)
*''Un uomo nasce e sa già | che la sua vita corre | sol con la forza dei sogni può allontanarsi dal mondo | quando un uomo si sente solo | va a cercare chissà cosa e chi | un uomo può esser tutto o niente anche per chi gli sta vicino''. (da ''Uomini fragili'', n. 6)
*''Manager ma ci credi tu | al tuo tempo speso così | manager tu non rischi più | nel sistema fatto così | smuoviti non hai tempo sai | per giocare e fare l'eroe | manager non stressarti più | vuoi finirla di bere caffè''. (da ''Manager'', n.
===''In te''===
'''Etichetta''': Fonit Cetra, 1993, prodotto da Dino Melotti e William Baravelli.
*''Un ragazzo solo è come un vetro | lo trapassa la gente neanche ci fa caso | certe donne muovono il didietro | non vedono niente di là dal naso''. (da ''Uomo con te'', n. 1)
*''Un ragazzo solo è un [[aquilone]] | se si stacca dal filo lo portano i venti | un ragazzo solo è una canzone | che uno compone ma l'ascoltano in tanti''. (da ''Uomo con te'', n. 1)
*''Un ragazzo solo è una canzone che uno compone, ma l' ascoltano in tanti''. (da ''Uomo Con Te'', n. 1)
*''Quelle croci uncinate su un foglio | o le scritte in nero contro gli ebrei | o aggredirmi perché voglio un figlio | varie facce della stupidità che c'è''. (da ''Il muro di Berlino c'è'', n. 2)
*''Il muro di Berlino c'è | muro è una schiena contro te | muro è un cassetto di rasoi | non c'è un ti amo nel mio spray''. (da ''Il muro di Berlino c'è'', n. 2)
*''Risalirò col suo peso sul petto | come una carpa il fiume | mi spalmerò sulla faccia il rossetto | per farlo ridere | per lui poi comprerò | sacchetti di pop corn | potrà spargerli in macchina | per lui non fumerò | a quattro zampe andrò | e lo aiuterò a crescere''. (da ''In te'', n. 3)
*''Lui vive in te | si culla in te | con i tuoi battiti | è in te | lui nuota in te | gioca chissà è lui il figlio | che non vuoi''. (da ''In te'', n. 3)
*''Ricorda che | una parte di me è con te | sarà un grande legame invisibile | che a vicenda ci ricorderà''. (da ''Jane'', n. 5)
*''Figli di che figli di chi | non massacrateci così | abbiamo bisogno di momenti felici | di star con gli amici | di incontrarci tra noi | figli di che figli di chi | noi figli di un padre non più qui | figli dei muri, dei silenzi più duri | però il nostro futuro lo faremo da noi''. (da ''Figli di chi'', n. 7)
===''Calore umano''===
'''Etichetta''': Fonit Cetra, 1994
*''Il calore umano | è un calore buono | può fare di un ragazzo un uomo | ed ora so che cos'è | calore umano | come un ultrasuono | che ti penetra anche se tu non vuoi | spezza le paure | l'egoismo che è in noi''. (da ''Calore umano'', n. 1)
*''Il calore umano | come un autotreno | che il suo carico d'amore disperde in città | il calore umano | viene da lontano | con gli occhi grandi di un bambino | nato in Africa va | calore umano | calore sano | quando abbiamo un solo [[ombrello]] noi due | forte forte uniamo | le mie spalle e le tue.'' (da ''Calore umano'', n. 1)
*''Voglia di te su e giù nel tuo quartiere | mi faranno sobbalzare | le saracinesche del bar | voglia di te coi seni a punta | voglia di te che non fai mai la santa come tante amiche che hai | Voglia di te, si voglia di te''. (da ''Voglia di te'', n. 2)
*''Un conto è parlarne con le amiche tue | ma a fare l'amore si è soltanto in due | poi l'esperienza c'è o non c'è... | La prima volta può deludere | dicevi "Fa piano" ed io pensavo a me | mi chiedi persino se sei frigida | volevi soltanto andassi via da te''. (da ''Cuori in tempesta'', n. 3)
*''Guardiamo bene sul calendario | non ci sei rimasta vedrai | semplici ritardi, ed un labbro mordi | se mi va bene non lo faccio o più | Dai, dai, dai cuori in tempesta siamo noi | ti riaccompagno a casa vuoi | e già mi manchi sai o sì... | Chiamami, ci chiuderemo in camera | le bocche sul telefono | ci rideremo su noi due''. (da ''Cuori in tempesta'', n. 3)
*''Vanno via ragazze della 5°B | secchione o senza venerdì | ma ormai quasi donne | e diari non ne scrivi più | e non lo saprò mai | se il nome che segnavi tu | era il suo o forse il mio...''. (da ''Ragazze della 5°B'', n. 4)
*''Tredici anni, trecent'anni credi | non è l'età | e l'amore ancora c'è | è un gigante dentro te | che può farti sentire importante | l'amore c'è | dal giurassico sta qui | muove le stelle verso te | per amore tu sei nell'universo | non ha voce ma griderà | come un segno di pace | è qua''. (da ''L'amore c'è'', n. 5)
*''Capiterà | prima o poi | una ragazza che | qualcosa ha di te | io ci uscirò | e l'ascolterò | chiedendomi questa chi è | Però vorrei ci fosse amore | o tenerezza tra di noi.'' (da ''Però vorrei ci fosse amore'', n. 6)
*''Dormi dove volano | alti sopra gli alberi | tanti Peter Pan | prendono le rondini | per cavalli a dondolo | forse li vedrai | saltano sui grilli tra le stelle | giocano a cucù | tirano le code delle gru''. (da ''Paese turchese'', n. 7)
*''Non è vero quel che vedi in TV | al paese che è turchese hai diritto tu.'' (da ''Paese turchese'', n. 7)
*''Quando sarò lontano | guarda il cielo e pensa che | è il cielo che guardo anch'io | racchiudilo dentro di te | prima di addormentarmi | prima di averti mandato un bacio | io ti respirerò nell'aria | in questa notte chiara e troppo calda.'' (da ''Quando sarò lontano'', n. 9)
*''Io sto a pezzi senza di te | non so a chi parlare | ho tante amiche però | gli dico sempre no.'' (da ''Quando sarò lontano'', n. 9)
*''Quando con l'indice | i tuoi capelli tolgo via | c'è poesia.'' (da ''Quando sarò lontano'', n. 9)
*''Ti vedrò nel rosso cielo | di un tramonto che si spegne | ricorderò di possedere | questo amore grande più del mare | coi suoi profondi abissi da esplorare''. (da ''Quando sarò lontano'', n. 9)
*''Angeli nel ghetto | anime da gatto | abbiamo il diritto | di amarci un po' | io ti voglio addosso | come un mare mosso | con gli anfibi camminiamo noi | in un tempo che non passa mai | liberi''. (da ''Angeli nel ghetto'', n. 10)
===''Lei, gli amici e tutto il resto''===
'''Etichetta''': Don't Worry, 1997, prodotto da ''Rolando D'Angeli''
*''Se vuoi ci amiamo adesso, oh no | però non è lo stesso | ora so | c'è ancora il suo riflesso | tra me e te | mi dispiace ma non posso | [[Laura]] c'è | se vuoi ci amiamo adesso, oh no | mi casca il mondo addosso e | ora so | c'è ancora il suo riflesso | tra me te | mi dispiace ma non posso | Laura c'è, Laura c'è''. (da ''Laura non c'è'', n. 1)
*''A pensarci bene il bello di te | è che viaggi sempre sulle mie frequenze | sei grande | ed in certe cose sei come me | non t'accontenti di essere | una fra tante | sei grande | ed ho molto rispetto per ogni tua idea | non la voglio cambiare per pazzesca che sia | non ti stresso per farti più simile a me | ..che se fossi diversa non saresti più te''. (da ''Sei grande'', n. 2)
*''Per cominciare io ti amo | parola che non ti riuscivo a dire | che scemo | di te non posso fare a meno | se per te amore è soltanto un suono | per me è di più''. (da ''Restiamo qui'', n. 3)
*''Per paura di non essere nessuno | ti fai strada nella vita come puoi | e non sempre trovi chi ti da una mano | ci provi ma non sai | se un giorno ce la fai''. (da ''Vivere senza te'', n. 4)
*''Vivere senza te potrei sparire non è uno scherzo | se non ci fossi te ora sarei | diverso | e se nelle vene mie vai già su e giù | adesso anche le idee le hai prese tu''. (da ''Vivere senza te'', n. 4)
*''Tu vicina e così distante | il cuore ti batte ma | per chi batte | non ne so niente | chissà, chissà | Fantasie che l'insonnia da | magari adesso un altro sta con te | se potessi li ucciderei | tutti i sogni tuoi | piano piano vorrei svegliarti | per rassicurarmi e per parlare un po' | e invece no | forse ho paura di capire con chi stai''. (da ''Tu sei, tu sai'', n. 5)
*''Tu sei tu sai | nel sogno da chi vai | tu sei tu sai | stai svegliandoti ormai | mi sorprendo i tuoi occhi | quasi chiusi poi accesi | spalancati in me | dici sorridendo: "Sognavo di te!"''. (da ''Tu sei, tu sai'', n. 5)
*''Apro le braccia e poi stringo più che mai | perché sei quello che non ho avuto mai | nessuno può | darmi ciò che sai dare tu | davvero | e se mi sento giù | tu mi riporti su | tu vivi dentro me | e mi fai vivere''. (da ''Sei'', n. 6)
*''Fammi un po' compagnia | dai baciami adesso | io no so cosa sia | sto sul depresso | è una noia bestiale | che mi prende se solo non ci sei | è una cosa normale | o succede solo a me?''. (da ''Dimmi cos'è'', n. 7)
*''Non andartene via | dai baciami adesso | dimmi che conto io per te | dimmelo spesso | e questa noia bestiale | come un vecchio animale cade già | e questa noia che sale | la tua mano toglierà | Dimmi dimmi dimmi cos'è | cos'è che c'è | Dimmi dimmi dimmi cos'è | che c'è tra noi | Dimmi dimmi dimmi che ho | se non ti ho''. (da ''Dimmi cos'è'', n. 7)
*''E ti ha buttata giù nuovamente | sapere che tuo padre ha un'altra ormai | E ti ha ferita ma io non c'entro niente | mi chiedi di lasciarti in pace e vai | ma dove vai ora | sei sola | non fare così | è dura | se questa storia va in malora | tu scappi da chi''. (da ''Vai sola'', n. 8)
*''Solo | consideratemi sparito per un po' | ho cancellato questo giorno e gli altri no | pensatemi che disegno | o semplicemente sogno''. (da ''Solo'', n. 9)
*''E poi camminare scalzo | sui resti di un giorno perso | un morso di vita è andato via | solo | consideratemi sparito per un po' | ma non ci sto a guardare il mondo da un oblò | e voglio scendere per strada come sempre | cercare la gente''. (da ''Solo'', n. 9)
*''Mezza luna poi svaccata su noi | si stava facendo i fatti suoi | e al centro della piazza tirammo la zip | e pisciammo sul mondo schiena a schiena così | quando ti lasciai barcollavi abbracciato ai tuoi guai | forse li mi sbagliai | e certo che non lo rifarei, gridavi: | E non mi dire che ho bevuto | il mondo intero mi ha fottuto | ma se mi lasci pure te | io valgo meno di uno sputo''. (da ''E non mi dire che ho bevuto'', n. 10)
*''Ma non mi dire che hai bevuto | e che il mondo intero ti ha fottuto | adesso io non ci sto più | per questo stasera ti ho cercato | si ricomincia da domani | hai testa e mani anche tu | per decidere | per tirarti su''. (da ''E non mi dire che ho bevuto'', n. 10)
*''Sotto un cielo che sa di plastica | ma la notte non è solo musica | qualche amico c'è che non ce la fa | droghe non ce né mi farò di te | dagli schiaffi del mondo salvami | voglio muovermi | la città non può finire in un bar | non può finire in un bar | Nati per vivere una volta sola | sopravvissuti noi del sabato | la pelle brucia perché | l'ho tatuata di te | così mi stai sempre addosso adesso''. (da ''Nati per vivere'', n. 11)
*''Vetri rotti qua e là | e l'ambulanza che va, | oltre i rottami niente c'è, | scendo dall'auto poi mi fermo a guardare, | forse è un ragazzo come noi, come me e penso forte a te. | Andare, partire, tornare, | mi dici a [[ventenne|vent'anni]] chi vuole morire? | Ma quando ci sei dentro non vai mai a pensare | che capiti a te''. (da ''Andare, partire, tornare'', n. 12)
*''Andare partire tornare | già dormi ti poso un orecchio sul cuore | lo sento mentre batte e pian piano scompare | quest'ansia che ho | quest'ansia che ho | Ho in testa quella macchina | quel lampeggiare | ci penso e non so | se questa notte | dormirò''. (da ''Andare, partire, tornare'', n. 12)
*''Si lo so | non sempre tutto è come vuoi | e calci in bocca prendi e dai | ma alla fine tu sei quello che fai | e non dire di dare ma dai tu | anche quando non ce n'è più | per qualcuno è già importante | oh noi, tra quelle cose che non vediamo mai | decine di mani arrese | tese verso noi | C'è di più, di più | di un giorno da spento | c'è di più, di più | di un tempo violento''. (da ''Di più'', n. 13)
*''E per noi | è così | ti parliamo anche se tu | non sei qui | dimmi un po' che stella sei | e ti cercherò nei giorni bui | Fianco a fianco | siamo già | rivivendo la tua età | e uno schianto dentro il blu | verso un mondo che non c'è quaggiù | non lasciare la mia mano ancora | tu''. (da ''Fianco a fianco'', n. 14)
===''In due''===
'''Etichetta''': Don't Worry, 1998
*''Sai che amarti non è mai abbastanza | è che tu sei tutto quello che mi manca | e così | come una scheggia te | sei entrata dentro me''. (da ''Se io non avessi te'', n. 1)
*''Sì ho sbagliato | ad alzar la voce lo so | tu sei l'unica | che mi accetta coi difetti che ho | Dovrei, vorrei | stringerti e trasmetterti i pensieri miei | ti calmerei | Di cercarti sai | non ho smesso mai | me accorgo solo adesso | e capisco che | tempo non ce n'è | perché sto rischiando te''. (da ''Sto con te'', n. 2)
*''Giochi di sguardi ormai tra di noi | vuole baciarti ma tu non vuoi | nella monotonia mi ci schianto | ora mi alzo e con la scusa mi avvicino e poi... | noi due | nel mondo noi due | cercando io e te | nel tempo che c'è | ho te | in testa ho te | e basta con te | fin quando ce n'è''. (da ''Noi due'', n. 3)
*''Che consigli vuoi da me | se poi fai quel che vuoi te | sai che mai | ti direi | "và da lei" | Se un regola c'è | non la chiedere a me | te ne devi fregare se lo vuoi | se l'umore va giù | se non ce la fai più | guarda che non esiste solo lei | devi muoverti un po' oh, oh, oh | c'è chi non dice no oh, oh, oh''. (da ''Se una regola c'è'', n. 4)
*''E se t'ha lasciato addosso un male fisico | qua ci vuole solo un po' di senso pratico | Una strada non c'è mai | c'è soltanto quella che tu fai | troverai | una che | non dà guai guai eh''. (da ''Se una regola c'è'', n. 4)
*''Ho in testa te perché sai esagerare | e non mi dai fastidio mai | con quegli occhiali | che guardi e non fai guardare | se ti va prendi quello che vuoi | Oh magnetizzi gli sguardi miei | oh è il potere che hai | oh se potessi ti sdoppierei | per avere due volte te''. (da ''Ho in testa te'', n. 5)
*''Ho provato a bere | serve per staccare | ma il pensiero non affoga mai | ha imparato già a nuotare sai | Se cammino cerco | se sogno già ti perdo | quindi devo muovermi per te | Giusto o no sull'ombra ti camminerò | fino a che ombra non sarò | fino a convincerti che a te | io non rinuncio''. (da ''Giusto o no'', n. 6)
*''È strano che di tutti quei progetti miei | non me ne frega niente ormai se non ci sei | Giusto o no sull'ombra ti camminerò | fino a che ombra non sarò | fino a convincerti che a te io non rinuncio | non so nemmeno cosa fai | o se qualcuno già ce l'hai | la notte fingo che ci sei | stringo il lenzuolo intorno a me | e non è gran che''. (da ''Giusto o no'', n. 6)
*''Mi dico è meglio da solo | che stare male per lei | che da una vita mi lega a sé | con un sì, con un ma e con un se | E quel che credo è anche vero | ma io ce l'ho nella pelle ormai | non so pensare a me senza lei | meglio un ma, meglio un se di un suo mai | Va bene così | va bene com'è | finché dici sì prendo quello che c'è''. (da ''Con un ma e con un se'', n. 7)
*''Avrei voglia di riscrivere il mio film | nella storia lei sì c'è | senza ma e senza se''. (da ''Con un ma e con un se'', n. 7)
*''Perché a volte sai | basta uno sguardo | dice di più di un discorso che fai | ti toccherei ma non mi azzardo | Poi cosa succede non lo so | sposto la bottiglia solo un po' | cambiano colore gli occhi tuoi | e scoppiamo a ridere tra di noi | tu sei finalmente come sei''. (da ''Basta uno sguardo'', n. 8)
*''Non è mai l'addio | che dà maggior dolore | è il dopo che ti può spezzare in due | i primi giorni | inventi cose da fare | e ti irrita qualsiasi novità''. (da ''Se vuoi se puoi'', n. 9)
*''Se vuoi, se puoi | dimenticare noi | o sei forte o non te ne è fregato mai | se vuoi, se puoi | se ancora ce la fai | dove prendi le carezze che non hai | ma io l'avrei un'idea | finiamola che è una follia | se vuoi, se puoi | ricominciamo noi''. (da ''Se vuoi se puoi'', n. 9)
*''Io dalla gente | mi aspetto molto sai | non chiedo niente | mi faccio i fatti miei | se poi la vita | mi dà un mal rovescio | io mi difendo | e dopo mi ricarico con te''. (da ''C'è tutto un mondo'', n. 10)
*''Se vado a terra | poi mi rialzo sai | se mi offri una birra | non chiedo perché lo fai | puoi contestarmi | se non ti piacciono le mie idee | puoi non amarmi | ma smettere di parlarmi questo mai''. (da ''C'è tutto un mondo'', n. 10)
*''Io non ti giudico | non sono io il tuo medico | tu da me non hai limiti | son qua se vuoi un riferimento | son qua nei giorni duri tuoi | sarò il ponte tuo col mondo | un battito che non ti lascia mai, mai| C'è tutto un mondo dentro me | che nessuno sa | è una scarica elettrica | e quando si amplifica | sto bene da sentirmi male''. (da ''C'è tutto un mondo'', n. 10)
*''Ti voglio e poi ti rivoglio | ma resto goloso di te | ti voglio da quando mi sveglio | sei il pasto che voglio per me | fa presto perché non resisto | mi serve una dose di te | fa presto perché non esisto | è questo il rischio che c'è''. (da ''Una dose di te'', n. 11)
*''Le vibrazioni di una donna, donna | è l'istinto che c'hai te | la sicurezza di chi è bella, che se parla | tiene tutti intorno a sé | io benedico chi ti ha sciolta, quella volta | che hai conosciuto me | perché sai adeguarti ai ritmi miei | per l'intesa che ora c'è tra noi | non hai complessi nel letto e non me ne crei | non me ne importa con chi l'hai imparato sai | so che così ci funziona alla grande''. (da ''Le vibrazioni di una donna'', n. 12)
*''Ormai sei nei miei codici | navighi ad un passo da me | se vai oltre i miei limiti | ad istinto vengo da te | tutte le volte che ridi | quando mi sfidi | segui un progetto che non so | ma ormai sei nei miei sintomi | è l'informazione che ho''. (da ''Nemmeno un secondo'', n. 13)
*''Anche se fossimo nati | su altri pianeti | io da te ci arriverei | costruirei dei nuovi satelliti | per comunicare tra noi | sai tu mi hai lasciato il segno | perché sei come sei | per questo non mi fermo | nemmeno un secondo''. (da ''Nemmeno un secondo'', n. 13)
===''La vita è''===
'''Etichetta''': Don't Worry, 2000
*''Ho provato a non amarti | è impossibile per me | chiedi tempo per pensarci | ma perché | Ho provato a non cercarti | ma so sempre dove sei | e mi costa non chiamarti | e tu lo sai''. (da ''Ci sei tu'', n. 1)
*''Ci sei tu e io m'illumino | mi agito quando non ci sei | ma tu non vedi niente | pensi ad altro ormai | Ci sei tu e io m'illumino | logico che ti rivorrei | se t'amo forse perdo | se non ti amo però non vinco mai''. (da ''Ci sei tu'', n. 1)
*''Avevamo ballato e | le ho parlato un bel po' di me | che ho una storia complicata | lei mi ha detto pochissimo di sé | Io non so neanche dove sia | ma di lei so ogni geografia | la mano calda che mi tocca | e la sua bocca poggiata sulla mia | Non so chi è | né dove va | ma è questo il fascino che ha''. (da ''Miami'', n. 2)
*''La vita è avere te | vederti assorta e scordarmi di me | guardarti sai mi calma già | quando alla fine qualche cosa non va | e capisco perché se ti vedo esisto | non c'è gusto senza di te | È chiaro adesso | ora riesco ad essere me stesso | nella vita tu sei il mio successo | io che con l'amore non ci avevo preso mai''. (da ''La vita è'', n. 3)
*''La magia dell'alba su questa spiaggia | ed il cielo si fa di fuoco mio Dio te lo regalerei | senti un poco di freddo ma non passa il vento tra noi | Ed è un brevissimo istante | però è importante perché ci sei | Sai che c'è | ho tutto quando ho te | gli sguardi, l'allegria | la paura che vai via | un po' di gelosia che ti fa più mia''. (da ''Il nostro giorno in più'', n. 4)
*''Mentre il sole viene su | questo è il nostro giorno in più | niente è garantito l'ho capito | se non ci sei tu | Ed il sole viene su | e questo è il mio momento in più | tutto sembra finto anche il tempo | ma sei vera tu | Chi lo sa se tutto ha una regia | se l'universo ha un progetto, un'armonia | se c'è scritto già che tu resti mia | solo mia''. (da ''Il nostro giorno in più'', n. 4)
*''Sono pieno d'energia | ed il mondo è casa mia | voglio vivere perciò | ogni attimo che ho | va benissimo così | tutto il resto è solo lunedì''. (da ''Pieno d'energia'', n. 5)
*''E tu sul treno che va lassù | mi abbracci e già sei sui miei | punti più deboli | E tu sul treno che va lassù | riapri una storia che | è chiusa ormai con te | poi ti rivesti | ... E forse è meglio così | ...ma si | Vorrei parlarti e mi accorgo che | un argomento non c'è | c'è il tuo profumo l'odore di fumo su me''. (da ''Sul treno'', n. 6)
*''Abbiamo chiuso questa storia da un po' | e mi guardavo già intorno | quando t'ho vista con un altro però | s'è scatenato l'inferno | mi sono accorto che i sorrisi che fai | sono gli stessi che credevo miei | è stato proprio un colpo basso per me | provare cos'è la voglia di te | sento dentro sana gelosia | però più me la prendo e più ti sento mia | sentimento o strana malattia | ma vivo vivo vivo''. (da ''Sana gelosia'', n. 7)
*''In questo tempo che ti frega se non hai un'idea | ma poi ti spezza in due se usi un po' di fantasia | in questi giorni che hanno sempre doppie verità | tu sai già che se cerchi risposte | mai nessuno le dà''. (da ''Mi piace vivere'', n. 8)
*''In questo mondo in confusione che non gira più | che se non alzi un po' la voce non esisti tu | non è difficile trovar chi pensa come me | e comunque si mettan le cose | vado avanti perché | mi piace vivere vivere | fare e decidere | anche di testa mia''. (da ''Mi piace vivere'', n. 8)
*''Mi piace vivere vivere | sono convinto che | se sbagli non ne fai | non sei vivo mai | Non voglio stare qui che sembro una fotografia | con i ricordi messi in fila a farmi compagnia | se perdo tempo ad aspettare non concludo e so | che qualcuno più svelto mi toglie | anche quello che ho''. (da ''Mi piace vivere'', n. 8)
*''Meglio esserci sai | anche avere dei guai | ma giocarsi la pelle mai | Capisco che ti senti a terra | ma questa qua è la tua guerra | non cercare un pretesto, io resto | ma tu non ti fai''. (da ''Meglio esserci'', n. 9)
*''Non mi dire che perdo tempo | ti dico soltanto che non puoi bleffare con me | se vuoi picchiarmi io mi difendo | non voglio star qui e vederti così | Meglio esserci sai | anche avere dei guai | ma giocarsi la pelle mai | se ogni uomo ha la sua guerra | per ogni uomo c'è una spalla''. (da ''Meglio esserci'', n. 9)
*''Credo alla gente che è intorno a me | anche se c'è chi pensa solo a sé | credo che il mondo lo facciamo noi | che non vogliamo falsi eroi | perché dovrei sbagliare io | se c'è chi pensa a modo mio''. (da ''Credo'', n. 10)
*''Credo che quando arriva un giorno no | qualcosa perdo e qualcos'altro avrò | che oltre una strada che non faccio mai | forse c'è quello che vorrei | sarà sbagliato non lo so | mi va di crederci però''. (da ''Credo'', n. 10)
*''Quindi non aspetto quello che accadrà | la realtà non è mai nel giorno che verrà | prendo io le cose che mi servono | nessuno c'è che lo farà per me | Sarà ma son convinto che | c'è chi la pensa come me | Se a tutto questo ci credo credo | è per dare un senso ad ogni mio momento''. (da ''Credo'', n. 10)
*''Io non so che farei per saperti più sicura | io per te metterei mille lune nella sera | per guidare meglio i passi tuoi | tra i rischi che non vedi e che non sai | Vorrei un missile speciale | per poterlo caricare | e lanciar nell'universo | tutto quello che detesto | Basta leggere un giornale | ogni giorno è sempre uguale | se il più debole non ce la fa | c'è chi gli passa sopra e se ne va''. (da ''Missile speciale'', n. 11)
*''Io vorrei che per te non venisse mai quel giorno | quando tu chiami e non c'è mai nessuno intono | quando cresce il vuoto intorno a te | e nemmeno tu lo sai perché | Vorrei un missile speciale | per poterlo caricare | e lanciar nell'universo | tutto quello che detesto | Chi c'ha invidia se hai successo | e non sta in pace con se stesso | e non pensa di tirarsi su | ma sta bene solo quando crolli tu''. (da ''Missile speciale'', n. 11)
*''E vuoi un'ultima occasione | ti senti vuoto ed inutile | hai nella testa un discorso ma sai | che poi alla fine le dirai | Tu mi dai quel che io non ho | cambierò per non perderti | senza te è impossibile | lasciami stare con te''. (da ''Tu mi dai'', n. 12)
*''Con la terra sotto di me | e l'Africa è una macchia | come una lingua in una bocca | che non la fanno neanche parlare | c'è una mano tesa che chiede se può lavorare | Con la terra sotto di me | un tipo in un maglione | al bar della stazione | si sta mangiando le unghie perché | aspetta l'uomo senza faccia | lo aspettano le sue braccia | spingerà quell'ago a fondo nel cuore | per vedere se morire è come viaggiare | o se fa più male''. (da ''Con la terra sotto di me'', n. 13)
*''Con la terra sotto di me | i lampi degli spari | che ammazzano i pensieri | di chi va in guerra senza un perché | ma è spedito là da certi vecchi | per difenderne gli interessi | però quando un ragazzo muore e va giù | ne parlano un secondo in tv | e poi niente di più | E qui la radio trasmette un programma di musica | e io non trovo risposte nessuno ce le ha | e fare finta di niente risposte non dà''. (da ''Con la terra sotto di me'', n. 13)
===''Le cose da difendere''===
'''Etichetta''': Don't Worry, 2002, prodotto da ''Rolando D'Angeli''
*''Sono tutte qui | tra i miei brividi | tutte insieme a te | le cose da difendere | Sono tutte qui | e la prima rimani tu | altre non ce n'è | sotto il segno del mio vivere''. (da ''Le cose da difendere'', n. 1)
*''Sei solo tu | nei giorni miei | sempre più dentro me | Sei solo tu | e dimmi che | tutto il resto non conta | ora non conta | tutto il resto sei solo tu''. (da ''Sei solo tu'', n. 2)
*''Prima o poi dovrò imparare a non amare più così | e ridare terra e mare ai miei nervi fragili... | prima o poi | Asciugherò le mie ferite con il fuoco di un falò | e mi sentirò felice della vita che farò... | prima o poi | Non qui, non purtroppo con te''. (da ''Parliamo al singolare'', n. 3)
*''Non vedi che ormai | c'è un brivido che | si muove all'unisono esatto con te | non vedi che tu | sei dentro di me in modo stabile | perché prima di te | nessuna mai | ancora mi ha fatto l'effetto che fai | è un richiamo più forte di me | il più forte che c'è | Ma non lo senti che ormai | dipendo da te | dalla tua bocca che chiede di me | perché tu non sei ne sarai abitudine mai''. (da ''Quando non ci sei'', n. 4)
*''Cento candele per l'atmosfera | mille riflessi negli occhi tuoi | sopra ogni muscolo della schiena e su di noi | Il vento caldo di questa sera | porta il profumo dolce di un'orchidea | Il movimento che già ci lega | è una marea | ci fa salire in alto | così più in alto che tu puoi | mentre muovi i tuoi fianchi sui miei''. (da ''Fatti amare'', n. 5)
*''Io sento che ci sei | che mi dai | la vibrazione | che è giusta ormai | sento che tu vai | oltre il limite che c'è | incatenata a me | Così ti guardo e ti confesso adesso | che siamo noi | la vera prova che | un paradiso c'è''. (da ''Fatti amare'', n. 5)
*''Senza respiro cerco te | senza respiro e sento che | non c'è un colpevole lo sai | né un innocente solo | e ancora per un attimo | tra noi lo stesso battito | quell'impressione che di nuovo sia | ancora una volta | Quando eravamo cielo e terra | e tu di me la mia metà | in ogni dubbio e in ogni verità, in ogni sguardo | quando avevamo la stessa pelle | la stessa luce nel corpo e nell'anima''. (da ''Cielo e terra'', n. 6)
*''Vorrei non vederti mai soffrire | e voglio poter dire che la vita è bella | ma non è abbastanza lunga per chi | ama come me | Amo e non ne posso fare a meno | quindi tu sei tutto quello che io chiedo | e del mondo fuori non mi importa | e non esiste più | Spero solo di non farmi male | a forza di sognare, a forza di sognare | ma spero tanto in ogni tuo sorriso | in ogni tuo respiro insomma | tutto di te''. (da ''Tutto di te'', n. 7)
*''Io non ho più voglia di parlare | le parole a volte fanno solo del rumore | preferisco fare ore ed ore insieme a te | a te con le tue mani | a te che ti abbandoni | dentro a questo abbraccio pieno di emozione | a tutto quello che già è | e che sarà | a tutto di te | tutto di te | tutto di te | insomma tutto di te... solo di te''. (da ''Tutto di te'', n. 7)
*''Ti ho vista ieri sera | che camminavi in fretta | avrei voluto darti una carezza e poi | in questa primavera | che il sole ancora aspetta | non son riuscito a dirti | nemmeno come stai | Ma quante volte ormai la voglia di | chiamarti sai | e risentire la tua voce | per poi convincermi che è inutile così | annegare nuovamente | tra i miei brividi''. (da ''Labirinto'', n. 8)
*''In ogni [[labirinto]] | un'uscita sola c'è | ma ora, ancora e come sempre | nessuno sa dov'è | Hei, tu dimmi se | un modo c'è | per ritornare io e te | oppure se | è meglio che | lasciamo perdere''. (da ''Labirinto'', n. 8)
*''È vero che | non ho radici | non è una mia necessità | e seguo solo quel respiro | che mi trasporta un po' più in la | Così rifiuto il conformismo | e faccio quello che mi va | qualcuno dice che è egoismo | e qualcun altro libertà | È la mia natura | quello che io sono e che sarò | è la mia natura | e per nessuno mai la cambierò''. (da ''La mia natura'', n. 9)
*''Di conseguenza sarò | tutto l'amore che ho | senza pensarci su | tu fanne solo quello che ne hai voglia di più | perché ci credo e ti do | tutto l'amore che ho | che non trovavo più | tu fanne quello che ne hai voglia | fanne pietra oppure foglia tu''. (da ''Di conseguenza'', n. 10)
*''Non so dirti quanto io ti voglio | non so scriverlo sopra un foglio | confessarti questo mio bisogno | per orgoglio per orgoglio | non so dire quanto tu mi manchi | non so dire che tu non mi stanchi | confessarti quanto io ti voglio | per orgoglio per orgoglio''. (da ''Di conseguenza'', n. 10)
===''The best of Nek – L'anno zero''===
'''Etichetta''': Warner, 2003
*''Se non ti vuoi fidare, almeno ascoltami | di rimanermi ostile, non serve a te ne a me | non voglio interrogarti, rinfacciarti quel che fai | io piuttosto sto cercando, chi eravamo noi | almeno stavolta, almeno ascolta''. (da ''Almeno stavolta'', n. 1)
*''Almeno stavolta | col coraggio di guardarci in faccia | ridammi l'effetto di un battito nel petto | sono qui, questa notte, dietro un sì, che non parte... | Almeno stavolta, con la voglia di guardarci in faccia | sperando che un'ora, ti dia voglia di ridarti ancora | e cosi non so come, griderai il mio nome''. (da ''Almeno stavolta'', n. 1)
*''Stanco di me | stanco di tutto | stanco di questi giorni | che si piegano su me | stanco di chi mi scalda il letto | di causa effetto | di slealtà e di banalità. | Mi stendo di sonnifero tra un po' | almeno dormirò''. (da ''L'anno zero'', n. 2)
*''Io ti vorrò | anche se sbagli | e se la tua diversità | a te mi legherà | una fottuta guerra non verrà | soltanto qualche schiaffo alla realtà | se l'anno zero andrà... | E l'anno zero andrà... | Ed una nuova luce squarcerà | un cielo che nessuno ha visto mai, mai, mai | E l'anno zero andrà... | E l'anno zero andrà... | E l'anno zero andrà... | ...ma l'anno zero va!''. (da ''L'anno zero'', n. 2)
===''Una parte di me''===
'''Etichetta''': Warner, 2005, prodotto da ''Nek, Alfredo Cerruti e Dado Parisini''
*''Dammi la mano andiamo via | dai tuoi perché | Sali sul treno e siediti | qui un posto c'è | Sul finestrino danno il film di un altro anno che va | Prenderemo quello che verrà | lo faremo soli | ora tutto parlerà di noi | Sui binari di questa realtà | ce ne andiamo, vieni | tu non raccontarlo mai''. (da ''Contromano'', n. 1)
*''Io non ti chiedo niente | il tuo saluto indifferente mi basta | ma tu non puoi più farmi | male da starci male | non vali più di questa luna spenta | ricorda che dicevi a me | Lascia che io sia | il tuo brivido più grande | non andare via | accorciamo le distanze | nelle lunghe attese tra di noi | io non ho confuso mai | braccia sconosciute con le tue''. (da ''Lascia che io sia...'', n. 2)
*''Quando il buio scende io mi siedo qui | libero la mente che va via e così | guardo l'universo sento il suo fruscio | sembra un manifesto dove sono anch'io | Si distende su me una calma che va | Oltre le cose oltre le attese | oltre me oltre noi | le mie difese | Oltre le cose le mani chiuse | su di me quando c'è | l'inquietudine''. (da ''L'inquietudine'', n. 3)
*''L'alba mi dipinge dice ancora si | e le mie speranze le ritrovo qui | Oltre le cose le lunghe attese | oltre me oltre noi | oltre l'immenso | e quando ti penso in te mi anniento | sento che spazzi via | l'inquietudine''. (da ''L'inquietudine'', n. 3)
*''Se tu non scegli mai ma permetti che qualcun altro ti scelga | quanto vali non sai | Se poi ti fermi li | non pretendere una vita che valga | prendi quello che puoi | Se lealtà fedeltà sono belle parole | usale tu | parla molto però chi non sa cosa dire''. (da ''Notte bastarda'', n. 4)
*''Se poi ti chiudi in te chi ti spiegherà il colore dell'alba | e il profumo che ha | Verità dignità sono solo parole | usale tu | sono quelle alle volte che fanno più male | E se ti chiederai che sapore ha una notte bastarda | la inventiamo se vuoi | così ti accorgerai che la notte è come un sole che scalda | che entra dentro di noi''. (da ''Notte bastarda'', n. 4)
*''I miei giorni spesi con te | non c'è stata un'ora inutile | sono tutti vivi dentro me | stanotte | E tu sei più bella che mai | come un'onda sull'oceano | se potessi chiederei mille secoli di te | di noi | Abbracciami e stringimi | ai giorni tuoi | In questo tempo assurdo che c'è | la sola cosa vera mia sei te''. (da ''Abbracciami'', n. 5)
*''Grazie per questo rumore di passi intorno a me | per queste nuove certezze per quel che fai per come sei | Darei di più di tutto quel che ho | per abbracciarti ancora un altro po' | ti vorrei stringere il respiro su di me su di me | Darei di più di tutto quel che ho | per tutto il bello che nemmeno so | di te''. (da ''Darei di più di tutto quel che ho'', n. 6)
*''Grazie per le cose piccole | che mi circondano finché sei qui | Mi bastano indizi fragili | che mi ricordano che tu ci sei | Grazie se quando ti voglio e non parlo tu lo sai già | Grazie per quel tuo profumo che avvolge e che di buono sa | Darei di più di tutto quel che ho | per abbracciarti ancora un altro po' | perché stringendoti sul petto sono te e tu sei me | Fa che il silenzio non ci trovi mai | che io ti senta quando non ci sei | che alzando gli occhi ogni momento trovi te''. (da ''Darei di più di tutto quel che ho'', n. 6)
*''Di quello che sei di quello che fai | se non parlo mai è perché ti rispetto | invece tu no | tu critichi sempre quel che faccio | sia che parlo o taccio | Quello che voglio da te | è il caldo e la sete e un letto disfatto dai si | va bene così''. (da ''Va bene così'', n. 7)
*''C'è una parte di me che ti segue anche se | non ci sei non mi vuoi | c'è una parte di me che fa parte di te | ci convivo da un po' oramai | Da quando ci evitiamo chi siamo | non lo so | Sto in mezzo a un uragano riparo | non ho più''. (da ''Una parte di me'', n. 8)
*''Nel silenzio che c'è quella parte di me | se ne va dietro te | io rimango così con quell'altra metà | e il rumore che fa non lo sai | Mi mancano i ritardi gli sguardi | spenti ormai | Dimmi quante volte se per troppe volte | ho preteso da te più di quello che do | le occasioni perse le diverse scelte | e la certezza che tu mi capissi di più | ... adesso che ti perdo mi accorgo cosa sei''. (da ''Una parte di me'', n. 8)
*''Intorno a te la strada va si fa di lato la città | le case basse che diradano e l'aria cambia ormai | fuggire adesso è la tua idea in mezzo a un cielo che va via | però il dolore quando acceleri corre più di te | ad ogni curva ad ogni età è sempre lì che aspetta già | sceglie le persone fragili le più forti mai''. (da ''Non vale un addio'', n. 9)
*''Il tuo dolore resta lì ti fruga l'anima e così | decidi di fermarti un attimo per ragionarci un po' | lui mette in fila i giorni bui le tue sconfitte i fallimenti tuoi | ma ti ribelli e per difenderti hai solo te''. (da ''Non vale un addio'', n. 9)
*''E così nei pensieri tuoi | il resto non conta ormai | la notte se vuoi è un sogno o un'idea | non è altro che una breve galleria | tra il passato e tutto quello che farai | sai che l'alba torna sempre al posto suo | e la vita è ritrovarsi amico mio''. (da ''Non vale un addio'', n. 9)
*''Io che salgo a piedi lungo questo pendio | che non ricordo l'indirizzo di Dio | ed ho riempito di parole il silenzio | per cogliere il senso di un abbandono | Io che ho preso treni per sentirne il rullio | per ragionare su un futuro che spio | anche se il viaggio mi ha prestato altre mani | sei tu che rimani''. (da ''Io sono qui'', n. 10)
*''Io tra i mulinelli di un inutile addio | come una Chiesa sconsacrata che ormai | non ha risposte ma bestemmie tra i denti | e notti perdenti ti voglio quindi | Io scendo dal treno che fa un viaggio non mio | e il cigolare dei rumori è un fruscio | quella stazione puoi chiamarla perdono | per quel che può un uomo | Stringo piano le tue mani come fossero gabbiani | capaci di andare via da un'idea senza più prigioni | Se ti curvi sul mio corpo tesa nel respiro grosso | se credi negli attimi tu sei già dentro il mio percorso''. (da ''Io sono qui'', n. 10)
*''Corre il giorno come un telegramma | vedi | le ore perse sono una condanna | credi | e ogni tua protesta fermerò | con la mia bocca | Il passato non è niente solo un furto al mio presente | e quindi rilassati stringimi libera la mente | Io sono qui con te | Io sono qui per te | E resto qui se vuoi | Perché tu qui ci sei''. (da ''Io sono qui'', n. 10)
===''Nella stanza 26''===
'''Etichetta''': Warner, 2006, prodotto da ''Nek, Alfredo Cerruti, Dado Parisini e Massimo Varini''
*''E come un'illusione dopo fiumi di rancore | tu sei dentro quella vita che vorrei | Splendida visione in un deserto di dolore | ho già i brividi se penso che ci sei | Parlarti ancora mentre il mondo affiora | dirti che non sei sola e lo sai | La tua pelle ora, tutto il resto vola...''. (da ''Notte di febbraio'', n. 1)
*''Vai, oggi voglio restare solo ore | sei così, prima mi fai del male poi del bene | E sarà il motivo per cui val la pena di amare | e sarà il motivo per cui val la pena soffrire | serve a vivere''. (da ''Cri'', n. 2)
*''C'è sempre un motivo per cui val la pena di amare | e di conseguenza varrà anche la pena soffrire | ci fa vivere | Cri lo sai, mi lasci qualcosa di più | sai capire | Cri lo sai, è scritto che mi resterai | dentro al cuore | ma tu, sei così | e tu, fai così | anche a chi t'ama, Cri''. (da ''Cri'', n. 2)
*''Sai in questa vita tutto sembra breve | anche i nostri momenti spesi insieme | Dai camminiamo un po' è tardi si lo so | ma non lo facciamo mai | Sei la voce che nessuno sa ascoltare | la luce del lampione in questo viale | soffusa eppure c'è... ma resta qui con me | sediamoci se vuoi''. (da ''Instabile'', n. 3)
*''E dimmi come stai e nei tuoi giorni cosa fai | parlare è facile sotto questa finta luna | Ed io ti ascolterò e se cadrai ti prenderò | sei meno fragile dentro questa notte scura | Mostrati e vedrai che nel tuo cielo volerai | apri le ali e poi con un salto vola | E dimmi come stai e nei tuoi giorni cosa fai | parlare è facile sotto questa finta luna | Ed io ti guarderò e se vorrai ti seguirò | se sarai instabile | tu non aver paura | tu non aver paura''. (da ''Instabile'', n. 3)
*''Eravamo noi nel blu di un bagno in mare | c'era un sogno e poi, poi tu senza parlare | e adesso non respiro che il fumo di questo caffè | ci provo ma non sei più tu e vedo tutto andare giù | E vedi non c'è più tempo per cambiare te | io lo so tu riderai se un giorno mi incontrerai''. (da ''Fumo'', n. 4)
*''Spesso capita se insegui quel che vuoi | che non apprezzi quel che hai | per esempio io vivo la mia libertà | ma qualcuno muore per difenderla | Il tuo viso che si appoggia sopra il mio | è normale che ci sia nei giorni miei | ma se non ci fosse io quali giorni avrei''. (da ''Attimi'', n. 5)
*''Spesso capita cercando non so che | che si perda quello che già c'è | e ora voglio solamente quel che ho | me ne accorgo quando ti allontani un po' | io me ne accorgo quando t'allontani un po'''. (da ''Attimi'', n. 5)
*''E fino a che ci sei i miei occhi su di te | che ti cercano nel lasciarti andare piano | sono attimi da fermare quando vuoi | per rubare al tempo attimi di noi''. (da ''Attimi'', n. 5)
*''Quell'insegna al neon | dice si poi no | è l'incerto stato d'animo che hai | non ce la fai | Ma dagli uomini | che ti abbracciano | e ti rubano dagli occhi l'allegria | non puoi andar via | non puoi andar via | Se le lacrime | ti aiutassero | butteresti via il dolore che ora c'è | è dentro di te | Nella stanza 26''. (da ''Nella stanza 26'', n. 6)
*''L'uomo che non vuoi | l'uomo che non sai | sta bussando alla tua porta già da un po' | ma non gli aprirai | Come rondini | imprendibili | vanno liberi da un corpo stanco ormai | i pensieri che hai | Nella stanza 26 | tra quei fiori che non guardi mai | se ti affacci vedi il mare | ricominci a respirare | poi ti perdi nella sua armonia | e hai il coraggio di andar via | via da un mondo sporco che non vuoi | via da un bacio che non ha tenerezze | che non sa di carezze''. (da ''Nella stanza 26'', n. 6)
*''E cammini lungo il mare | nel suo lento respirare | tu sei parte di quel tutto ormai | Nella stanza 26 | metti un fiore tra i capelli tuoi | mentre l'alba nuova ti viene incontro | nel profumo del vento''. (da ''Nella stanza 26'', n. 6)
*''Sei un ramo dentro la corrente ormai | mi sbatti addosso e dopo te ne vai | da chi | Sei la dissonanza quando non ci sei | la stanza vuota che distruggerei | sei te | Se con me sei come sei | senza te io che faccia avrei | Se comincia così | se parti e sei qui | togliendo via i se | io m'innamoro di te''. (da ''Sei'', n. 7)
*''Quando ti penso mi manca il tuo sorriso | ed il buon senso va in cenere | Poi ti disegno faccio a memoria il viso | ma non somiglia a te | Io voglio stare con te nel tempo che avrò | di tante gocce farò un oceano''. (da ''Ancora un giorno di te'', n. 8)
*''Tu pensaci se vuoi | ma se amarti è solo una mia idea | la difenderò | Ancora un giorno di te | per dirti che mi salderò la tua pelle sull'anima | e questo vuoto che c'è lo riempirò | la sola cosa in cui credo non la perderò''. (da ''Ancora un giorno di te'', n. 8)
*''Coi segni della vita addosso cambiamo realtà | ci nascondiamo in quel che adesso chiamiamo maturità | Eppure si vorrebbe riavvolgere la vita | e certe volte sento che la magia è finita | quando ascolto una canzone di qualche anno fa | o passano in televisione vecchie pubblicità | se ripenso a come sapevo anche aspettare | e adesso non c'è il tempo nemmeno di parlare | Poi a volte fermo il mondo, sì, e in quelle sere affondo''. (da ''Serenità'', n. 9)
*''Ma una bella giornata s'è accesa da sé | un amico per strada: "ti ricordi di me?" | Parliamo e sullo sfondo colori che non vedo mai | e adesso guardo intorno ti cerco e so che arriverai | Dove vai, serenità? Fermati qua, non andartene dai | Chiudi le ali e chissà, se riuscirò a non perderti mai | C'eri tu serenità | Chiudi le ali e chissà, mi rivedrai | tu non mi perderai | non mi perderai''. (da ''Serenità'', n. 9)
*''Sulle strade del mio vivere | non è stato sempre facile | ma dal dolore s'impara un po' di più | Quando il tempo non è docile | quando tutto sembra immobile | io non mi fermo | io non mi butto giù | Domani è un altro giorno | e il mondo | avrà un respiro che si avvolgerà su me''. (da ''Contro le mie ombre'', n. 10)
*''Il mio [[contrario]] mi aiuta a crescere | a capire che si può perdere | ma l'importante è non darsi vinti mai | no, no...''. (da ''Contro le mie ombre'', n. 10)
*''E così se cado mi rialzo sempre | e rimango qui | contro le mie ombre | Poi mi chiedo, e credo | che il cambiamento sia la fonte della mia energia | che il cambiamento sia la fonte della mia energia | che il cambiamento dia un senso a questa vita mia''. (da ''Contro le mie ombre'', n. 10)
===''Un'altra direzione''===
'''Etichetta''': Warner, 2009, prodotto da ''Nek, Alfredo Cerruti, Dado Parisini''
*''Nella vita faccio come dico io | ho cercato la mia sfida in un addio | consapevole ho lasciato la mia strada | conta solo che alla fine sono io''. (da ''La musica che c'è'')
*''Ostinatamente un giorno ho scelto te | anche quando all'apparenza eri contro di me | ho sognato che vivere di te fosse un modo per non escludermi | per parlare con la gente e raccontare di me, di me''. (da ''La musica che c'è'')
*''Ci sono momenti che mi aiuti a vivere e dai un senso al silenzio che è in me''. (da ''La musica che c'è'')
*''È un chiaro messaggio questo scambio silenzioso di energia | Non serve un linguaggio quando è il tocco a dare la poesia''. (da ''Le mie mani'')
*''C'è domani nelle mani | se ti danno un sogno in più | non ti chiedo se mi ami | con le mani me lo stai dicendo tu''. (da ''Le mie mani'')
*''Tu senza più confini | stella persa tra i miei cieli''. (da ''La voglia che non vorrei'')
*''Sei l'unica voglia che non vorrei | ti ho vista piangere su di me | ma sono il tuo passato ormai.'' (da ''La voglia che non vorrei'')
*''Ho voglia di ricominciare, lasciare tutto e andare cambiare giro e poi trovare un'altra direzione | ho voglia di emozioni nuove, la giusta dimensione per ritrovare un po' di ossigeno''. (da ''Un'altra direzione'')
*''...e sono qui in bilico tra fermarmi o respirare | La vita, sì, è un attimo: tu prendilo se puoi...'' (da ''Un'altra direzione'')
==Citazioni su Nek==
===[[Antonello de Sanctis]]===
*Fili è una persona schietta, con i piedi piantati negli umori della sua terra, è corretto, leale, simpatico... l'amico che vorrei frequentare se non ci separassero i troppi chilometri di distanza e gli impegni diversi.
*Il giorno che – in quel di Sassuolo – nacque Nek, il Padreterno doveva essere in una buona predisposizione d'animo. Non si limitò a dotarlo di un aspetto fisico invidiabile, ma gli regalò un carattere luminoso che trasmette, al solo guardarlo, una tonnellata di energia positiva.
*Nek è, senza ombra di dubbio, l'artista più completo, eclettico e straordinario con il quale io abbia mai lavorato perché unisce alla voce calda ed estesa una musicalità innata e una pregevole intensità interpretativa.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Una parte di me||}}
{{Pedia|Nella stanza 26||}}
{{Pedia|Lei, gli amici e tutto il resto||}}
{{Pedia|Le cose da difendere||}}
{{Pedia|La vita è||}}
{{Pedia|In te||}}
{{Pedia|In due||}}
{{Pedia|Calore umano||}}
[[Categoria:Cantautori italiani]]
[[Categoria:Polistrumentisti italiani]]
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Oswald Spengler
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Gaux
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/* Citazioni su Il tramonto dell'Occidente */ maiuscolo
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[[Immagine:Bundesarchiv Bild 183-R06610, Oswald Spengler.jpg|thumb|Oswald Spengler]]
'''Oswald Spengler''' (1880 – 1936), [[filosofia|filosofo]] e [[scrittore]] tedesco.
==Citazioni di Oswald Spengler==
*{{NDR|A proposito della nomina di [[Adolf Hitler|Hitler]] a Cancelliere}} Non fu una vittoria, perché mancarono i nemici.<ref>Citato in Ioachim Fest, ''Hitler, una biografia''.</ref>
*{{NDR|[[Adolf Hitler|Hitler]]}} [...] un tenore melodrammatico, non un eroe [...].<ref>Citato in Walter Laqueur, ''La Repubblica di Weimar'', traduzione di Lydia Magliano, Rizzoli, Milano, 1977, p. 121.</ref>
==''Il tramonto dell'Occidente''==
*Una civiltà nasce nel punto in cui una grande anima si desta dallo stato della psichicità primordiale di una umanità eternamente giovane e si distacca, forma dall'informe, realtà limitata e peritura di fronte allo sconfinato e al perenne. Essa fiorisce sul suolo di un paesaggio esattamente delimitabile, al quale resta radicata come una pianta. Una civiltà muore quando la sua anima ha realizzato la somma delle sue possibilità sotto specie di popoli, lingue, forme di fede, arti Stati, scienze; essa allora si riconfonde con l'elemento animico primordiale. Ma finché essa vive, la sua esistenza nella successione delle grandi epoche, che contrassegnano con tratti decisi la sua progressiva realizzazione, è una lotta intima e appassionata per l'affermazione dell'idea contro le potenze del caos all'esterno, così come contro l'inconscio all'interno, ove tali potenze si ritirano irate. Non è solo l'artista a lottare contro la resistenza della materia e contro ciò che in lui vuol negare l'idea. Ogni civiltà sta in un rapporto profondamente simbolico e quasi mistico con l'esteso, con lo spazio in cui e attraverso cui essa intende realizzarsi. Una volta che lo scopo è raggiunto e che l'idea è esteriormente realizzata nella pienezza di tutte le sue interne possibilità, la civiltà d'un tratto s'irrigidisce, muore, il suo sangue scorre via, le sue forze sono spezzate, essa diviene civilizzazione. Ecco quel che noi sentiamo e intendiamo nelle parole egizianismo, bizantinismo, mandarinismo. Così essa, gigantesco albero disseccato di una foresta vergine, ancor per secoli e per millenni può protendere le sue ramificazioni marcite. Lo vediamo in Cina, in India, nel mondo dell'Islam. Così la civilizzazione antica del periodo imperiale giganteggiò in apparenza di forza giovanile e di pienezza, togliendo luce e aria alla giovane civiltà araba d'Oriente. Questo è il senso di ogni tramonto nella storia, il senso del compimento interno ed esterno, dell'esaurimento che attende ogni civiltà vivente. Di tali tramonti, quello dai tratti più distinti, il «tramonto del mondo antico», lo abbiamo dinanzi agli occhi, mentre già oggi cominciamo a sentire in noi e intorno a noi i primi sintomi di un fenomeno del tutto simile quanto a decorso e a durata, il quale si manifesterà nei primi secoli del prossimo millennio, il «tramonto dell'Occidente».
===Citazioni su ''Il tramonto dell'Occidente''===
*Aveva invocato inutilmente Clio; come poesia le sue visioni sarebbero state irrefutabili, come opera accademica fornita di tutto l'apparato esteriore della più rigorosa dottrina non era migliore del prodotto di qualsiasi altro ciarlatano colto e abile. ([[Walter Laqueur]])
*Famigerato operone dello Spengler, che non so perché sia ancora preso tanto sul serio dai professori tedeschi (non forse perché nei loro abiti e tendenze mentali c'è molto di ciò che è venuto ad aperta luce nel pasticcio spengleriano?).([[Benedetto Croce]])<ref>Benedetto Croce, [[Benedetto_Croce#Teoria_e_storia_della_storiografia|Teoria e storia della storiografia]], Bibliopolis, Napoli, 2007, p. 285</ref>
* Ma quando seppi che quest’uomo {{NDR|Oswald Spengler}} pretendeva che la sua profezia di calcificazione {{NDR|Il tramonto dell'occidente}} fosse presa sul serio come veramente positiva, e che in questo senso egli istruiva la gioventù, cioè la esortava a non sprecare per carità il suo cuore e la sua passione per cose come la cultura, l’arte, la poesia, la formazione spirituale, bensì ad attenersi a quello che esclusivamente costituisce l’avvenire e che bisogna volere, per poter ancora volere qualche cosa; cioè al meccanismo, alla tecnica, all’economia o tutt’al più alla politica; quando mi accorsi che egli stringeva davvero il freddo pugno diabolico «delle leggi di natura» contro la volontà e l’aspirazione dell’uomo, allora volsi le spalle a tanta ostilità e allontanai il suo libro dalla mia vita, per non dover ammirare ciò che è dannoso, anzi letale. ([[Thomas Mann]], ''[[Thomas_Mann#Della_repubblica_tedesca|Della repubblica tedesca]]'')
==Citazioni su Oswald Spengler==
* Spengler appartiene a quei teorici dell'estrema reazione la cui critica al liberalismo in molti punti si è rivelata superiore a quella progressista. ([[Theodor Adorno]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Oswald Spengler, ''Il tramonto dell'Occidente'', traduzione di [[Julius Evola]], Guanda.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Spengler, Oswald}}
[[Categoria:Filosofi tedeschi]]
[[Categoria:Scrittori tedeschi]]
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Corano
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Spinoziano
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revisione e ampliamento
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text/x-wiki
[[File:Opened Qur'an.jpg|thumb|Una copia aperta del Corano]]
'''Corano''', testo sacro della religione dell'[[Islam]], che i musulmani considerano rivelato a [[Maometto]].
==[[Incipit]]==
<poem>
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
La lode [appartiene] ad Allah, Signore dei mondi,
il Compassionevole, il Misericordioso,
Re del Giorno del Giudizio.
Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto.
Guidaci sulla retta via,
la via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che [sono incorsi] nella [Tua] ira, né degli sviati.<ref>«gli sviati» è generalmente interpretato come riferito ai cristiani; «coloro che [sono incorsi] nella [Tua] ira» come riferito ai giudei (cfr. note in 2002, pp. 24-25).</ref>
</poem>
{{NDR|''Il Corano'', a cura di Hamza Roberto Piccardo, revisione e controllo dottrinale della Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia, Newton & Compton editori, Roma, 2002. ISBN 88-8289-223-9}}
==Citazioni==
*Egli ha [[Creazione (teologia)|creato]] per voi tutto quello che c'è sulla terra. Poi si è rivolto al cielo e lo ha ordinato in sette cieli. Egli è l'Onnisciente. (II, 29; 2002)
*E temete il Giorno in cui nessun'anima potrà alcunché per un'altra, in cui non sarà accolta nessuna [[intercessione]] e nulla potrà essere compensato. Essi non saranno soccorsi. (II, 48; 2002)
*In verità coloro che credono, siano essi giudei, nazareni o sabei, tutti coloro che credono in Allah e nell'Ultimo Giorno e compiono il bene riceveranno il compenso presso il loro Signore. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti. (II, 62; 2002)
*Non abroghiamo un versetto né te lo facciamo dimenticare, senza dartene uno migliore o uguale. (II, 106; 2002)
*In verità vi sono state vietate le bestie morte, il sangue, la carne di porco e quello su cui sia stato invocato altro nome che quello di Allah. (II, 173; 2002)
*La [[carità]] non consiste nel volgere i volti verso l'Oriente e l'Occidente, ma nel credere in Allah e nell'Ultimo Giorno, negli Angeli, nel Libro e nei Profeti e nel dare, dei propri beni, per amore Suo, ai parenti, agli orfani, ai poveri, ai viandanti diseredati, ai mendicanti e per liberare gli schiavi; assolvere l'orazione e pagare la decima. (II, 177; 2002)
*O voi che credete, vi è prescritto il [[digiuno]] [...]. Ma per coloro che [a stento] potrebbero sopportarlo, c'è un'espiazione: il nutrimento di un povero. E se qualcuno dà di più, è un bene per lui. Ma è meglio per voi digiunare, se lo sapeste! (II, 183 – 184; 2002)
*Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disagio [...]. (II, 185; 2002)
*Combattete per la causa di Allah contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, ché Allah non ama coloro che eccedono. Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell'omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti. Se però cessano, allora Allah è perdonatore, misericordioso. Combatteteli finché non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso solo] ad Allah. Se desistono, non ci sia ostilità, a parte contro coloro che prevaricano. Mese sacro per mese sacro e per ogni cosa proibita un contrappasso. Aggredite coloro che vi aggrediscono. Temete Allah e sappiate che Allah è con coloro che Lo temono. (II, 190 – 194; 2002)
*Può essere che una cosa vi ripugni mentre è per voi un [[bene e male|bene]], e può essere che amiate una cosa mentre è per voi un [[bene e male|male]]. Dio sa e voi non sapete. (II, 216; 1996<!--, p. 153-->)
*Ti chiedono del [[vino]] e del [[gioco d'azzardo]]. Di': «In entrambi c'è un grande peccato e qualche vantaggio per gli uomini, ma in entrambi il peccato è maggiore del beneficio!». E ti chiedono: «Cosa dobbiamo dare in [[elemosina]]?». Di': «Il sovrappiù». (II, 219; 2002)
*E ti interrogano a proposito degli [[orfano|orfani]]. Di': «Far loro del bene è l'azione migliore. E se vi occupate dei loro affari, considerate che sono vostri fratelli!». (II, 220; 2002)
*Quante volte un piccolo [[esercito]] ha sconfitto un esercito grande col permesso di Dio, perché Dio sta con i perseveranti! (II, 249; 1996<!--, p. 74-->)
*Un detto amorevole e il perdono sono migliori dell'elemosina seguita da offesa. (II, 263; 1996<!--, p. 153-->)
*Non sta a te guidarli, ma è Allah che guida chi vuole. E tutto quello che darete nel bene sarà a vostro vantaggio, se darete solo per tendere al Volto di Allah. E tutto quello che darete nel bene vi sarà restituito e non subirete alcun torto. (II, 272; 2002)
*I credenti non si alleino con i miscredenti, preferendoli ai fedeli. Chi fa ciò contraddice la religione di Allah, a meno che temiate qualche male da parte loro. Allah vi mette in guardia nei Suoi Stessi confronti. Il [[divenire]] è verso Allah. (III, 28; 2002)
*In verità, o [[Maria]], Dio ti ha eletta; ti ha purificata ed eletta tra tutte le donne del mondo. (III, 42; 2003)
*O Maria, Dio ti annuncia la lieta novella di una Parola proveniente da Lui: il suo nome sarà [[Gesù]] figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell'Altro, uno dei più vicini a Dio. (III, 45; 2003)
*Ella {{NDR|Maria}} disse: "Come potrei avere un bambino se mai un uomo mi ha toccata?". Disse: "È così che Dio crea ciò che vuole: quando decide una cosa dice solo "Sii" ed essa è." (III, 47; 2003)
*In verità, per Allah Gesù è simile ad Adamo che Egli creò dalla polvere, poi disse: «Sii» ed egli fu. (III, 59; 2002)
*Chi vuole una religione diversa dall'[[Islam|Islàm]], il suo culto non sarà accettato, e nell'altra vita sarà tra i perdenti. (III, 85; 2002)
*Non conseguirete la [[bontà]] finché non avrete dato di quel che amate, e tutto quel che voi date, Dio lo conosce. (III, 92; 1996<!--, p. 153-->)
*Sorga tra voi una comunità che inviti al bene, raccomandi le buone [[consuetudine|consuetudini]] e proibisca ciò che è riprovevole.<br />Ecco coloro che prospereranno. (III, 104; 2002)
*E risponde loro il Signore: «Io non manderò perduta l'opera di nessun operante fra voi, sia [[maschio e femmina|uomo]] o [[maschio e femmina|donna]]: l'una fa parte dell'altro». (III, 195; 1996<!--, p. 151-->)
:Io non permetto che il [[bene]], da chiunque di voi, maschio o femmina, sia fatto, vada perduto. Tutti voi siete uguali.<ref>Citato in [[Umberto Veronesi]], ''Dell'amore e del dolore delle donne'', Einaudi, Torino, 2010, p. 36. ISBN 978-88-06-20133-3</ref>
*{{NDR|Sulle questioni di [[eredità]]}} Ecco quello che Allah vi ordina a proposito dei vostri figli: al maschio la parte di due femmine. (IV, 11; 2002)
*Gli [[Maschio e femmina|uomini]] sono preposti alle [[Maschio e femmina|donne]], a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande. (IV, 34; 2002)
*Combattano dunque sul sentiero di Allah, coloro che barattano la vita terrena con l'altra. A chi combatte per la causa di Allah, sia ucciso o vittorioso, daremo presto ricompensa immensa. (IV, 74; 2002)
*Coloro che credono combattono per la causa di Allah, mentre i miscredenti combattono per la causa degli idoli. Combattete gli alleati di Satana. Deboli sono le astuzie di Satana. (IV, 76; 2002)
*Non meditano sul Corano? Se provenisse da altri che da Allah, vi avrebbero trovato molte contraddizioni. (IV, 82; 2002)
*Chi intercede di buona [[intercessione]] ne avrà una parte e chi intercede di cattiva intercessione ne sarà responsabile. Allah vigila su tutte le cose. (IV, 85; 2002)
*Perché vi siete divisi in due fazioni a proposito degli ipocriti? Allah li ha respinti per quello che si sono meritati. Volete forse guidare coloro che Allah ha allontanato? A chi viene allontanato da Allah, non potrai trovare una via. Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti uguali. Non sceglietevi amici tra loro, finché non emigrano per la causa di Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate. Non sceglietevi tra loro né amici, né alleati, eccetto coloro che si rifugiano presso gente con la quale avete stabilito un accordo, o che vengono da voi con l'angoscia di dovervi combattere o combattere la loro gente. Se Allah avesse voluto, avrebbe dato loro potere su di voi e vi avrebbero combattuti. Pertanto, se rimangono neutrali, non vi combattono e vi offrono la pace, ebbene, Allah non vi concede nulla contro di loro. (IV, 88 – 90; 2002)
*Non sono eguali i credenti che rimangono nelle loro case (eccetto coloro che sono malati) e coloro che lottano, con la loro vita e i loro beni, per la causa di Allah. A questi Allah ha dato eccellenza su coloro che rimangono nelle loro case e una ricompensa immensa: gradi [di eccellenza che provengono] da Lui, perdono e misericordia, poiché Allah è perdonatore, misericordioso. (IV, 95 – 96; 2002)
*Chi [[Emigrazione|emigra]] per la causa di Allah troverà sulla terra molti rifugi ampi e spaziosi. Chi abbandona la sua casa come emigrante verso Allah e il Suo Messaggero, ed è colto dalla morte, avrà presso Allah la ricompensa sua. Allah è perdonatore, misericordioso. Quando siete in viaggio, non ci sarà colpa se abbrevierete l'orazione, se temete che i [[Miscredente|miscredenti]] vi attacchino; i miscredenti sono per voi un nemico manifesto. (IV, 100 – 101; 2002)
*In verità coloro che negano Allah e i Suoi Messaggeri, che vogliono distinguere tra Allah e i Suoi Messaggeri, dicono: "Crediamo in uno e l'altro neghiamo" e vogliono seguire una via intermedia; sono essi i veri miscredenti, e per i miscredenti abbiamo preparato un castigo umiliante. (IV, 150 – 151; 2002)
*[...] e dissero: «Abbiamo ucciso il Messia Gesù figlio di Maria, il Messaggero di Allah!». Invece non lo hanno né ucciso né crocifisso, ma così parve loro. (IV, 157; 2002)
*Per questo abbiamo prescritto ai Figli di Israele che chiunque [[omicidio|uccida un uomo]] che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l'umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l'umanità. I Nostri Messaggeri sono venuti a loro con le prove! Eppure molti di loro commisero eccessi sulla terra.<br />La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l'ignominia che li toccherà in questa vita; nell'altra vita avranno castigo immenso, eccetto quelli che si pentono prima di cadere nelle vostre mani. Sappiate, Allah è perdonatore, misericordioso. (V, 32 – 34; 2002)
*Tagliate la mano al ladro e alla ladra, per punirli di quello che hanno fatto e come sanzione da parte di Allah. Allah è eccelso, saggio. (V, 38; 2002)
*O Messaggero, non ti affliggere per quelli che ricadono nella miscredenza, dopo che le loro bocche hanno detto: "Noi crediamo", mentre i loro cuori non credevano affatto, e neppure a causa dei giudei, che ascoltano solo per calunniare, che ascoltano per altri che non sono mai venuti da te; stravolgono il senso delle parole e dicono: "Se vi è dato questo, accettatelo; altrimenti siate diffidenti!". Se Allah vuole che un uomo cada nella tentazione, tu non puoi fare niente contro Allah [per proteggerlo].<br />Essi sono coloro i cui cuori non ha voluto purificare, avranno l'ignominia in questa vita e un castigo immenso nell'altra. Ascoltano solo per diffamare, avidi di illeciti guadagni. Se vengono da te, sii arbitro tra loro o allontanati. E se ti allontanerai, non potranno mai nuocerti in nulla. Se giudichi, fallo con giustizia, ché Allah ama i giusti. Come mai potranno sceglierti come giudice, quando hanno la [[Torah|Torâh]] con il giudizio di Allah e dopo di ciò volgere le spalle? Essi non sono credenti! (V, 41 – 43; 2002)
*O voi che credete, non sceglietevi per alleati i giudei e i nazareni, essi sono alleati gli uni degli altri. E chi li sceglie come alleati è uno di loro. In verità Allah non guida un popolo di ingiusti. (V, 51; 2002)
*Coloro che credono, i giudei, i sabei o i nazareni e chiunque creda in Allah e nell'Ultimo Giorno e compia il bene, non avranno niente da temere e non saranno afflitti. (V, 69; 2002)
*Sono certamente miscredenti quelli che dicono: «Allah è il Messia, figlio di Maria!». Mentre il Messia disse: «O Figli di Israele, adorate Allah, mio Signore e vostro Signore». Quanto a chi attribuisce consimili ad Allah, Allah gli preclude il Paradiso, il suo rifugio sarà il Fuoco. Gli ingiusti non avranno chi li soccorra! (V, 72; 2002)
*Di': «Dovrei forse scegliere per patrono qualcun altro oltre ad Allah, il Creatore dei cieli e della terra, Lui che nutre e non ha bisogno di esser nutrito?». Di': «Mi è stato ordinato di essere il primo a sottomettermi». Non siate mai più associatori. (VI, 14; 2002)
*Già i messageri che ti hanno preceduto furono tacciati di menzogna. Sopportarono con pazienza accuse e persecuzioni, finché non venne loro il Nostro soccorso. Nessuno può cambiare le parole di Allah. (VI, 34; 2002)
*Non vi sono sulla terra [[animale|bestie]], né uccelli volanti sulle loro ali, che non formino una nazione come voi uomini; nulla abbiamo tralasciato nel Libro e tutte le creature verranno riunite a suo tempo presso il loro Signore. (VI, 38; 1996<!--, p. 54-->)
*E quando [[Abramo]] disse ad Âzar suo padre: «Prendi gl'idoli come divinità? Certo, io vedo te e il tuo popolo in uno sviamento evidente». Così abbiamo mostrato ad Abramo il regno dei cieli e della terra affinché fosse di quelli che credono fermamente. (VI, 74; 2006)
*Allah è il vostro Signore, Colui che in sei giorni ha creato i cieli e la terra e poi Si è innalzato sul Trono. Ha coperto il giorno con la notte ed essi si susseguono instancabilmente. Il sole e la luna e le stelle sono sottomesse ai Suoi comandi. Non è a Lui che appartengono la creazione e l'ordine? (VII, 54; 2002)
*E quando [[Mosè]] venne al Nostro luogo di convegno, e il suo Signore gli ebbe parlato, disse: «O Signor mio, mostraTi a me, affinché io Ti guardi». Rispose: «No, tu non Mi vedrai, ma guarda il Monte; se rimane al suo posto, tu Mi vedrai». Non appena il suo Signore si manifestò sul Monte esso divenne polvere e Mosè cadde folgorato. Quando ritornò in sé, disse: «Gloria a Te! Io mi pento e sono il primo dei credenti». (VII, 143; 2002)
*E quando il tuo Signore ispirò agli angeli: "Invero sono con voi: rafforzate coloro che credono. Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi! E ciò avvenne perché si erano separati da Allah e dal Suo Messaggero". Allah è severo nel castigo con chi si separa da Lui e dal Suo Messaggero...! Assaggiate questo! I miscredenti avranno il castigo del Fuoco! O voi che credete, quando incontrerete i miscredenti in ordine di battaglia non volgete loro le spalle. Chi in quel giorno volgerà loro le spalle – eccetto il caso di stratagemma per [meglio] combattere o per raggiungere un altro gruppo – incorrerà nella collera di Allah e il suo rifugio sarà l'[[Inferno]]. Qual triste rifugio! Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi. Quando tiravi non eri tu che tiravi, ma era Allah che tirava, per provare i credenti con bella prova. In verità Allah tutto ascolta e conosce. (VIII, 12 – 17; 2002)
*Combatteteli finché non ci sia più politeismo, e la religione sia tutta per Allah. Se poi smettono... ebbene, Allah ben osserva quello che fanno. (VIII, 39; 2002)
*Di fronte ad Allah non ci sono bestie peggiori di coloro che sono [[Miscredente|miscredenti]] e che non crederanno mai; coloro con i quali stipulasti un patto e che continuamente lo violano e non sono timorati [di Allah]. [...] Preparate, contro di loro, tutte le forze che potrete [raccogliere] e i cavalli addestrati, per terrorizzare il nemico di Allah e il vostro e altri ancora che voi non conoscete, ma che Allah conosce. Tutto quello che spenderete per la causa di Allah vi sarà restituito e non sarete danneggiati. (VIII, 55 – 60; 2002)
*O Profeta, incita i credenti alla lotta. Venti di voi, pazienti, ne domineranno duecento e cento di voi avranno il sopravvento su mille miscredenti. Ché in verità è gente che nulla comprende. (VIII, 65; 2002)
*I miscredenti sono alleati gli uni degli altri. Se non agirete in questo modo, ci saranno disordine e grande corruzione sulla terra. (VIII, 73; 2002)
*Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati. Se poi si pentono, eseguono l'orazione e pagano la decima, lasciateli andare per la loro strada. Allah è perdonatore, misericordioso. (IX, 5; 2002)
*O voi che credete, i politeisti sono impurità: non si avvicinino più alla Santa Moschea dopo quest'anno. E non temete la miseria, ché Allah, se vuole, vi arricchirà della Sua grazia. In verità Allah è sapiente, saggio. (IX, 28; 2002)
*Combattete coloro che non credono in Allah e nell'Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo<ref>«il tributo» (jizya): è il tributo di capitolazione con il quale giudei e cristiani riconoscevano lo Stato islamico. (dalla nota in 2002, p. 170)</ref>, e siano soggiogati. (IX, 29; 2002)
*Dicono i giudei: "Esdra è figlio di Allah"; e i nazareni dicono: "Il Messia è figlio di Allah". Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati! Hanno preso i loro rabbini, i loro monaci e il Messia figlio di Maria, come signori all'infuori di Allah, quando non era stato loro ordinato se non di adorare un Dio unico. Non vi è dio all'infuori di Lui! Gloria a Lui, ben oltre ciò che Gli associano! (IX, 30 – 31; 2002)
*Allah ha comprato dai credenti le loro persone e i loro beni [dando] in cambio il Giardino, [poiché] combattono sul sentiero di Allah, uccidono e sono uccisi. (IX, 111; 2002)
*O voi che credete, combattete i miscredenti che vi stanno attorno, che trovino durezza in voi. Sappiate che Allah è con i timorati. (IX, 123; 2002)
*In verità, il vostro Signore è Allah, Colui che in sei giorni creò i cieli e la terra, quindi Si innalzò sul trono a governare ogni cosa. Non vi è alcun intercessore senza il Suo permesso.<br />Questi è Allah, il vostro Signore: adorateLo. Rifletterete [in proposito]? (X, 3; 2002)
*Dio in verità non commette nessuna [[ingiustizia]] contro gli uomini, sono gli uomini a commettere ingiustizie verso se stessi. (X, 44; 1996<!--, p. 74-->)
*[...] li attende la lieta novella in questa vita e nell'altra. Le parole di Allah non subiscono alterazione, questo è l'immenso successo. (X, 64; 2002)
*Se il tuo Signore volesse, tutti coloro che sono sulla terra crederebbero. Sta a te costringerli ad essere credenti?<br />Nessuno può credere, se Allah non lo permette. Egli destina all'abominio coloro che non ragionano. (X, 99 – 100; 2002)
*Di': «O uomini! Vi è giunta la verità da parte del vostro Signore. Chi è sulla Retta Via lo è per se stesso, e chi se ne allontana lo fa solo a suo danno. Io non sono responsabile di voi».<br />Segui ciò che ti è stato rivelato e sopporta con pazienza, finché Allah giudichi. Egli è il migliore dei giudici. (X, 108 – 109; 2002)
*È Lui Che ha creato i cieli e la terra in sei giorni – allora [stava] sulle acque il Suo Trono –, per vagliare chi di voi agirà per il bene. E se dici: «Sarete [[Risurrezione|resuscitati]] dopo la morte», coloro che sono miscredenti certamente diranno: «Questa è magia evidente». (XI, 7; 2002)
*Non c'è al mondo un solo [[animale]] che Dio non lo tenga per il ciuffo della fronte. (XI, 56; 1996<!--, p. 74-->)
*Se il tuo Signore avesse voluto, avrebbe fatto di tutti gli uomini una sola [[comunità]]. Invece non smettono di essere in contrasto tra loro,<br />eccetto coloro ai quali il tuo Signore ha concesso la Sua misericordia. Per questo li ha creati. Così si realizza la Parola del tuo Signore: «In verità riempirò l'Inferno di uomini e di dèmoni assieme». (XI, 118 – 119; 2002)
*La vostra astuzia [o donne] è davvero grande! (XII, 28; 2002)
*Allah cancella quello che vuole e conferma quello che vuole. È presso di Lui la Madre del Libro. (XIII, 39; 2002)
*Non hai visto a cosa Allah paragona la buona [[parola]]? Essa è come un buon albero, la cui radice è salda e i cui rami [sono] nel cielo, e continuamente dà frutti, col permesso di Allah. (XIV, 24 – 25; 2002)
*Il bestiame lo ha creato per voi; vi dà calore e profitto, vi dà nutrimento. La sera quando tornano alla stalla, la mattina quando vanno al pascolo, sono per voi spettacolo bello da vedere. Trasportano i vostri carichi in paesi che non raggiungereste senza affanno degli animi, poiché il vostro Signore è buono e pietoso: cavalli, muli ed asini per cavalcatura e per ornamento, e altre cose che non conoscete neppure, Egli crea. (XVI, 5 – 8; 1996<!--, p. 66-->)
*E Dio ispirò all'[[ape]]: «Fatti case nei monti, negli alberi e in quel che (gli uomini) costruiscono; mangia quindi di tutti i frutti e viaggia mansueta per le vie del tuo Signore!». Dal corpo delle api esce una bevanda di colori svariati {{NDR|il [[miele]]}}, che contiene guarigione per gli uomini; in questo è sicuramente un Segno per gente che riflette. (XVI, 68 – 69; 1996<!--, p. 67-->)
*Non guardano dunque gli [[uccello|uccelli]], costretti da Dio a percorrere l'aria del cielo, ove li sostiene Dio solo? Certo anche in questo sono Segni per la gente che crede. (XVI, 79; 1996<!--, p. 66-->)
*Quando sostituiamo un versetto con un altro – e Allah ben conosce quello che fa scendere – dicono: «Non sei che un impostore». La maggior parte di loro nulla conosce. (XVI, 101; 2002)
*E di': «È giunta la [[verità e bugia|verità]], la [[verità e bugia|falsità]] è svanita». Invero la falsità è destinata a svanire. (XVII, 81; 2002)
*Se farete il [[bene e male|bene]] beneficherete voi stessi e se farete il [[bene e male|male]], lo farete a voi stessi. (XVII, 7; 1996<!--, p. 153-->)
*Partirono entrambi e, dopo essere saliti su una nave, quello {{NDR|[[Al-Khidr]]}} vi produsse una falla. Chiese {{NDR|[[Mosè]]}}: «Hai prodotto la falla per far annegare tutti quanti? Hai certo commesso qualcosa di atroce!».<br>Rispose: «Non ti avevo detto che non avresti avuto pazienza insieme con me?».<br>Disse: «Non essere in collera per la mia dimenticanza e non impormi una prova troppo difficile».<br>Continuarono insieme e incontrarono un giovanetto che [quello] uccise. Insorse: «Hai ucciso un incolpevole, senza ragione di giustizia? Hai certo commesso un’azione orribile».<br>Rispose: «Non ti avevo detto che non avresti avuto pazienza insieme con me?».<br>Disse: «Se dopo di ciò ancora ti interrogherò, non mi tenere più insieme con te. Ti prego di scusarmi».<br>Continuarono insieme e giunsero nei pressi di un abitato. Chiesero da mangiare agli abitanti, ma costoro rifiutarono l’ospitalità. S’imbatterono poi in un muro che minacciava di crollare e [quello] lo raddrizzò. Disse: «Potresti ben chiedere un salario per quello che hai fatto».<br>Disse: «Questa è la separazione. Ti spiegherò il significato di ciò che non hai potuto sopportare con pazienza.<br>Per quel che riguarda la nave, apparteneva a povera gente che lavorava sul mare. L’ho danneggiata perché li inseguiva un tiranno che l’avrebbe presa con la forza.<br>Il giovane aveva padre e madre credenti, abbiamo voluto impedire che imponesse loro ribellione e miscredenza e abbiamo voluto che il loro Signore desse loro in cambio [un figlio] più puro e più degno di affetto.<br>Il muro apparteneva a due orfani della città e alla sua base c’era un tesoro che apparteneva loro. Il loro padre era uomo virtuoso e il tuo Signore volle che raggiungessero la loro età adulta e disseppellissero il loro tesoro; segno questo della misericordia del tuo Signore. Io non l’ho fatto di mia iniziativa. Ecco quello che non hai potuto sopportare con pazienza». (XVIII, 65-82)<ref>{{Cita web|url=http://www.sufi.it/Corano/18.htm#_ftn34|titolo=Il Sacro Corano - Traduzione italiana - La Caverna|sito=www.sufi.it|accesso=14 agosto 2018}}</ref>
*E gli {{NDR|a [[Giovanni Battista]]}} demmo la saggezza fin da fanciullo, tenerezza da parte Nostra e purezza. Era uno dei timorati, amorevole con i suoi genitori, né violento, né disobbediente. Pace su di lui, nel giorno in cui nacque, in quello della sua morte e nel Giorno in cui sarà risuscitato a [nuova] vita. (XIX, 12 – 15; 2002)
*E rammenta nel libro Maria quando si appartò dalla famiglia in un luogo a oriente. Ella mise una cortina fra sé e loro. Noi le inviammo il Nostro Spirito, che per lei si fece simile a un uomo. Disse: «Mi rifugio da te presso il Misericordioso, se sei timorato». Disse: «Io sono solo un inviato del Signore per donarti un figlio puro.» Disse: «Come potrò avere un figlio, se nessun uomo mi ha toccata e non sono dissoluta?» Disse: «Così sarà! Il Signore ha detto: "Ciò mi è facile e faremo di lui un segno per le genti, e una misericordia da parte Nostra". È cosa già decisa.» Ella rimase dunque incinta e si allontanò con lui in un luogo appartato. (XIX, 16 – 22; 2006)
*Ecco Gesù figlio di Maria: parola di verità di cui essi dubitano. (XIX, 35; 2006)
*[...] non beneficeranno di nessuna intercessione, a parte colui che avrà fatto un patto con il Compassionevole. (XIX, 87; 2002)
*Noi non t'abbiam rivelato il Corano perché tu patisca, <br /> bensì soltanto come ammonimento a chi teme, <br /> rivelazione che vien da Colui che ha creato la terra e i cieli alti. <br /> Il Misericordioso s'è assiso in gloria sul Trono! <br /> A Lui appartiene tutto quel ch'è nei cieli e quel ch'è sulla terra e tutto quel ch'è frammezzo, e tutto quel ch'è sotto il suolo. <br /> È inutile che tu parli ad alta voce! Egli conosce l'intimo tuo e cose ancor più occulte! Non c'è altro Dio che Lui, l'Iddio cui appartengono i nomi più belli. (XX, 1 – 8; 1955)
*In quel Giorno si potrà godere dell'intercessione solo con il permesso del Compassionevole e da parte di coloro le cui parole saranno da Lui accette. (XX, 109; 2002)
*Ecco due avversari che polemizzano a proposito del loro Signore. Ai [[Miscredente|miscredenti]] saranno tagliate vesti di fuoco e sulle loro teste verrà versata acqua bollente, che fonderà le loro viscere e la loro pelle. Subiranno mazze di ferro, e ogni volta, che vorranno uscirne per la disperazione, vi saranno ricacciati: "Gustate il supplizio della Fornace". (XXII, 19 – 22; 2002)
*Ti chiedono di affrettare il castigo. Giammai Allah mancherà alla Sua promessa. Invero un solo giorno presso il tuo Signore vale come mille anni di quelli che contate. (XXII, 47; 2002)
*[...] poi di questa goccia facemmo un'aderenza e dell'aderenza un embrione; dall'embrione creammo le ossa e rivestimmo le ossa di carne. E quindi ne facemmo un'altra creatura. Sia benedetto Allah, il Migliore dei creatori! (XXIII, 14; 2002)
*Allah è la luce dei cieli e della terra. La Sua luce è come quella di una nicchia in cui si trova una lampada, la lampada è in un cristallo, il cristallo è come un astro brillante; il suo combustibile viene da un albero benedetto, un olivo né orientale né occidentale, il cui olio sembra illuminare senza neppure essere toccato dal fuoco. Luce su luce. Allah guida verso la Sua luce chi vuole Lui e propone agli uomini metafore. Allah è onnisciente. (XXIV, 35; 2002)
*Non vedi come Dio incalza le [[nuvola|nubi]], poi le raccoglie, quindi le accatasta, e vedi uscirne la [[pioggia]]? Egli fa scendere dal cielo masse di nubi piene di [[grandine]], con cui colpisce chi vuole e che allontana da chi vuole, mentre lo splendore del Suo [[fulmine]] toglie quasi la vista. (XXIV, 43; 1996<!--, p. 66-->)
*Dall'acqua Allah ha creato tutti gli [[animale|animali]]. Alcuni di loro strisciano sul ventre, altri camminano su due piedi e altri su quattro. (XXIV, 45; 2002)
*Quelli che si prendono protettori all'infuori di Dio somigliano al [[ragno]] che si fa una casa, ma la casa del ragno è la più debole di tutte le case! (XXIX, 41; 1996<!--, p. 150-->)
*Dal cielo dirige le cose della terra e poi tutto risalirà a Lui, in un Giorno che sarà come mille anni del vostro contare. (XXXII, 5; 2002)
*O Profeta, di' alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro [[Hijab|veli]], così da essere riconosciute e non essere molestate. Allah è perdonatore, misericordioso. (XXXIII, 59; 2002)
*Se gli [[ipocrisia|ipocriti]], coloro che hanno un morbo nel cuore e coloro che spargono la sedizione non smettono, ti faremo scendere in guerra contro di loro e rimarranno ben poco nelle tue vicinanze. Maledetti! Ovunque li si troverà saranno presi e messi a morte. (XXXIII, 60 – 61; 2002)
*Non hai visto che Iddio fa scendere dal cielo l'acqua, con cui produciamo frutti variopinti, e che nei monti sono venature bianche e rosse di varie tinte, e nero corvino; e che uomini, animali e bestiame presentano svariati [[colore|colori]]? (XXXV, 27; 1996<!--, pp. 65-66-->)
*Gloria a Colui che ha creato le specie di tutto quello che la terra fa crescere, di loro stessi e di ciò che neppure conoscono. (XXXVI, 36; 2002)
*Rivelammo alla [[Iochebed|madre di Mosè]]: «Allattalo e, quando temerai per lui, gettalo nel fiume e non temere e non essere afflitta: Noi te lo restituiremo e faremo di lui uno degli Inviati». (XXVIII, 7; 2002)
*Disse la [[Asiya|moglie di Faraone]]: «<nowiki>[</nowiki>[[Mosè|Questo bambino]] sarà] la gioia dei miei occhi e dei tuoi! Non lo uccidete! Forse ci sarà utile, o lo adotteremo come un figlio». (XXVIII, 9; 2002)
*Il cuore della madre di Mosè fu come fosse vuoto. Poco mancò che non svelasse ogni cosa, se non avessimo rafforzato il suo cuore sì che rimanesse credente.<br>Disse alla [[Miriam (Esodo)|di lui sorella]]: «Seguilo», e quella lo osservò di nascosto. Non avevano alcun sospetto.<br>E Noi gli interdicemmo ogni nutrice. Allora [la sorella] disse: «Posso indicarvi la gente di una casa che potrà occuparsene per conto vostro e che gli sarà benevola?».<br>Lo restituimmo a sua madre affinché si consolassero i suoi occhi, non fosse più afflitta e si convincesse che la promessa di Allah è verità. (XXVIII, 10 – 12; 2002)
*Di': «Vorreste forse rinnegare Colui che in due giorni ha creato la terra [e vorreste] attribuirGli consimili? Egli è il Signore dei mondi.<br />Ha infisso [sulla terra] le montagne, l'ha benedetta e in quattro giorni di uguale durata ha distribuito gli alimenti»; [questa è la risposta] a coloro che interrogano.<br />Poi si rivolse al cielo che era fumo e disse a quello e alla terra: «Venite entrambi, per amore o per forza». Risposero: «Veniamo obbedienti!». <br /> Stabilì in due giorni i sette cieli e ad ogni cielo assegnò la sua funzione. E abbellimmo il cielo più vicino di luminarie e di una protezione. Questo è il decreto dell'Eccelso, del Sapiente! (XLI, 9 – 12; 2002)
*Quando [in combattimento] incontrate i [[Miscredente|miscredenti]], colpiteli al collo finché non li abbiate soggiogati, poi legateli strettamente. In seguito liberateli graziosamente o in cambio di un riscatto, finché la guerra non abbia fine. Questo è [l'ordine di Allah]. Se Allah avesse voluto, li avrebbe sconfitti, ma ha voluto mettervi alla prova, gli uni contro gli altri. E farà sì che non vadano perdute le opere di coloro che saranno stati uccisi sulla via di Allah: li guiderà, migliorerà la loro condizione, e li introdurrà nel Paradiso di cui li ha resi edotti. (XLVII, 4 – 6; 2002)
*Egli è Colui Che ha inviato il Suo Messaggero con la guida e la religione della verità, per farla prevalere su ogni altra religione. Allah è testimone sufficiente. (XLVIII, 28; 2002)
*O uomini, vi abbiamo creato da un maschio e una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. (XLIX, 13; 2002)
*Noi abbiamo creato l'uomo e sappiamo che cosa gli sussurri l'anima sua; Noi siamo a lui più vicini della vena che ha nel collo. (L, 16; 1996<!--, p. 74-->)
:Io sono più vicino all'uomo che la sua stessa aorta.<ref>Citato in [[Gianfranco Ravasi]], ''Qohelet e le sette malattie dell'esistenza'', Edizioni Qiqajon, Magnano, 2005, p. 59. ISBN 88-8227-172-2</ref>
*Il cielo, Egli l'ha innalzato ed ha posto la Bilancia. Non trasgredite di fronte alla [[bilancia]], pesate parti giuste e non frodate la bilancia! (LV, 7 – 9; 1996<!--, p. 68-->)
*Non troverai alcuno, tra la gente che crede in Allah e nell'Ultimo Giorno, che sia amico di coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Inviato, fossero anche i loro padri, i loro figli, i loro fratelli o appartenessero al loro clan. (LVIII, 22; 2002)
*Se Noi avessimo fatto scendere questo Corano su una montagna, l'avresti vista umiliarsi e spaccarsi per il timore di Dio. (LIX, 21; 1996<!--, p. 15-->)
*Coloro cui fu affidata la [[Torah|Torâh]] e che non la osservarono, assomigliano all'asino che porta i libri. Quanto è detestabile la similitudine di coloro che tacciano di menzogna i segni di Allah: Allah non guida gli ingiusti. Di': "O voi che praticate il giudaismo, se pretendete di essere gli alleati di Allah, ad esclusione degli altri uomini, auguratevi la morte, se siete veritieri". Giammai se la augureranno, a causa di quel che hanno commesso le loro mani. Allah ben conosce gli empi. (LXII, 5 – 7; 2002)
*Allah ha proposto ai miscredenti l'esempio della moglie di Noè e della [[moglie di Lot]]. Entrambe sottostavano a due dei Nostri servi, uomini giusti.<br>Entrambe li tradirono, ed essi non poterono in alcun modo porle al riparo da Allah. Fu detto loro: «Entrate entrambe nel Fuoco, insieme con coloro che vi entrano».<br>Allah ha proposto ai credenti l'esempio della [[Asiya|moglie di Faraone]], quando invocò: «Signore, costruiscimi vicino a Te una casa nel Giardino. Salvami da Faraone e dalle {{sic|sue opere sue}}. Salvami dagli ingiusti». (LXVI, 10 – 11; 2002)
*Gli angeli e lo Spirito ascendono a Lui in un Giorno la cui durata è di cinquantamila anni. (LXX, 4; 2002)
*Non vedete come Dio ha creato sette cieli sovrapposti e in essi ha posto la [[sole e luna|luna]] per luce, il [[sole e luna|sole]] per splendore? Iddio vi ha fatto germogliare dalla [[terra]] come piante, poi vi farà tornare alla terra, quindi ve ne trarrà risorti. Egli ha disteso per voi la terra come un tappeto, affinché la possiate percorrere su strade spaziose. (LXXI, 15 – 20; 1996<!--, p. 65-->)
*Sareste voi più difficili da creare o il cielo che [Egli] ha edificato?<br />Ne ha innalzato la volta e le ha dato perfetta armonia,<br />ha fatto oscura la sua notte e ha fatto brillare il chiarore del suo giorno.<br />Dopo di ciò ha esteso la terra:<br />ne ha tratto l'acqua e i pascoli,<br />e le montagne le ha ancorate,<br />sì che ne godeste voi e il vostro bestiame. (LXXIX, 27 – 33; 2002)
==[[Explicit]]==
<poem>
Di': «Mi rifugio nel Signore degli uomini,
Re degli uomini,
Dio degli uomini,
contro il male del sussurratore furtivo,
che soffia il male nei cuori degli uomini,
che [venga] dai dèmoni o dagli uomini».
</poem>
{{NDR|''Il Corano'', a cura di Hamza Roberto Piccardo, revisione e controllo dottrinale della Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia, Newton & Compton editori, Roma, 2002. ISBN 88-8289-223-9}}
==Citazioni sul Corano==
*Come ho scritto nel saggio "Il nemico che trattiamo da amico", è il Corano non mia zia Carolina che ci chiama «cani infedeli» cioè esseri inferiori poi dice che i cani infedeli puzzano come le scimmie e i cammelli e i maiali. È il Corano non mia zia Carolina che umilia le donne e predica la Guerra Santa, la Jihad. Leggetelo bene, quel "Mein Kampf", E qualunque sia la versione ne ricaverete le stesse conclusioni: tutto il male che i figli di Allah compiono contro di noi e contro sé stessi viene da quel libro. È scritto in quel libro. E se dire questo significa vilipendere l'Islam, Signor Giudice del mio Prossimo Processo, si accomodi pure. Mi condanni pure ad anni di prigione. In prigione continuerò a dire ciò che dico ora. E continuerò a ripetere: «Sveglia, Occidente, sveglia! Ci hanno dichiarato la guerra, siamo in guerra! E alla guerra bisogna combattere». ([[Oriana Fallaci]])
*CORANO. Libro di [[Maometto]] che parla solo di donne. ([[Gustave Flaubert]])
*Dopo aver studiato moltissimo il Corano, la convinzione a cui sono pervenuto è che nel complesso vi siano state nel mondo poche religioni altrettanto letali per l'uomo di quella di Maometto. A quanto vedo l'Islam è la causa principale della decadenza oggi così evidente nel mondo musulmano, e benché sia meno assurdo del politeismo degli antichi le sue tendenze sociali e politiche sono secondo me più pericolose. Per questo, rispetto al paganesimo, considero l'Islam una forma di decadenza anziché una forma di progresso. ([[Alexis de Tocqueville]])
*È opinione diffusa in [[Occidente]] che nel Corano non esista nulla di mistico né di filosofico, e che filosofi e mistici non gli siano in alcun modo debitori. Ma il problema non sarà qui di discutere quello che gli Occidentali trovano o non trovano nel Corano, quanto di sapere quello che i [[Musulmani]] vi hanno di fatto trovato. ([[Henry Corbin]])
*Gesù era, secondo me, un artista supremo, perché vide ed espresse la Verità; e tale fu Maometto, essendo il Corano la più perfetta creazione di tutta la letteratura araba. ([[Mahatma Gandhi]])
*Il Corano è un libro che va letto senza pensare ai precetti, magari con in mano un bicchiere di buonissimo vino rosso, lasciandosi trasportare. ([[Kader Abdolah]])
*Il Corano è un testo che esercita un potente fascino sul musulmano e talvolta anche sul non musulmano. La scansione in lingua araba crea degli stati di quasi trance vissuti sia durante il canto dei muezzin sia durante la recitazione delle preghiere. Diversamente dal francese che nella sua armonia e nella sua misura è una lingua fatta per mormorare, l'arabo, gutturale almeno quanto il tedesco, si presta piuttosto bene all'ingiunzione, all'ordine breve. O comunque è così che viene percepito. ([[Boualem Sansal]])
*Il Corano è un testo profondamente ed esplicitamente antiebraico. Allah condanna gli ebrei come ''«i più feroci nemici di coloro che credono»''. Gli ebrei sono ''«coloro che Allah ha maledetto»'', perché ''«uccidevano ingiustamente i profeti», «praticano l'usura», «con falsi pretesti divorano i beni della gente»''. Così come Allah «ha ''trasformato in scimmie e porci»'', gli ebrei che, in aggiunta, ''«somigliano a un asino»''. ([[Magdi Allam]])
*Il Corano ordina ai servi e agli schiavi d'invocare Allah ogni giorno per i loro padroni, senza pretendere nessuna ricompensa. ([[Leonid Vasil'evič Solov'ёv]])
*Non c'è nulla nel Corano che giustifichi l'uso della forza per la conversione. ([[Mahatma Gandhi]])
*Penso che l'estremismo si alimenti di una sostanziale ambiguità insita nel Corano e nell'azione concreta svolta da Maometto. ([[Magdi Allam]])
*Per quanto riguarda l'aspetto violento del Corano, lo percepisco meno come una disposizione intrinseca – il testo oscilla molto, lungo le sure, tra clemenza e furore – che come una maniera diretta di indirizzarsi alla popolazione: gli anatemi lasciano un segno negli animi più degli inviti all'amore. Le prediche alla moschea vertono sempre su temi duri, come la denuncia della prostituzione, l'apostasia, e promettono le peggiori punizioni a chi contravviene ai precetti del Corano e tradiscono Allah. ([[Boualem Sansal]])
*– Quello cos'è?<br />– È una copia del Corano del XIV secolo.<br />– Sei musulmano?<br />– No, faccio televisione!<br />– Ma allora perché lo tieni?<br />– Perché trovo eccezionalmente belle le sue immagini e commovente la sua poesia. (''[[V per Vendetta]]'')
*Tutto il Corano va seguito, ma non ciecamente. ([[Nasr Hamid Abu Zayd]])
===[[Irshad Manji]]===
*Da commerciante analfabeta qual era, il profeta Maometto si avvaleva di scribi per prendere nota della parola del Signore, e sovente lui stesso stentava a decifrare ciò che udiva. Pare che proprio in questo modo una serie di «versi satanici» – passaggi che deificavano idoli pagani – riuscirono a superare l'esame di Maometto e a trovare spazio all'interno del Corano. In seguito il Profeta li espunse, attribuendone la responsabilità a un brutto tiro giocatogli per l'appunto da Satana. Il fatto che per secoli i filosofi islamici abbiano riportato questa storia corrobora tuttavia gli antichi dubbi sulla presunta perfezione della scrittura coranica. E oggi più che mai occorre risollevare questi interrogativi.
*Il criterio che informa la struttura del Corano sembra essere quello della lunghezza – dalle sure più lunghe, a quelle più corte -, non quello cronologico. Chi mai potrebbe quindi isolare i «primi» versi, e, a maggior ragione, leggervi il messaggio «autentico» del Corano? Il fatto è che dobbiamo rassegnarci all'evidenza che il messaggio del sacro libro è sparso un po' dappertutto al suo interno. Compassione e disprezzo vi convivono. Guardate alla sua visione delle donne: versi carichi d'odio e di speranza si susseguono a distanza di poche righe. Idem dicasi per le differenze di religione. In questo testo apparentemente perfetto, inconfutabile e diretto non esiste contenuto univoco. La perfezione del Corano è quantomeno dubbia.
*La maggioranza dei musulmani considera il Corano un documento da prendere alla lettera, anziché da interpretare, soffocando così ogni forma di autonomia intellettuale. Persino in Occidente è normale insegnare ai musulmani che il Corano è il manifesto ultimo e definitivo, il Corano è la scrittura «perfetta» che non può essere né analizzata, né messa in discussione, né interpretata, ma solo creduta. La prima parola in assoluto che il profeta Maometto udì dall'arcangelo Gabriele, messaggero di Dio, fu proprio «Recita!», che in talune versioni diventa «Leggi!» Comunque sia, pronunciare i sacri testi a pappagallo è spesso il massimo a cui si spinge la maggioranza di noi. Andare oltre, infatti, rischierebbe di essere... un'interpretazione.
*La maggioranza dei musulmani non ha idea di cosa sta dicendo mentre recita il Corano, e non perché sia stupida, ma perché l'[[Lingua araba|arabo]] è una delle lingue più complesse al mondo e una lezione la settimana alla madrasa non è sufficiente per chiarirne i punti oscuri. La parola haram, per esempio, può riferirsi a qualcosa di proibito o a qualcosa di sacro, a seconda della sillaba su cui cade l'accento. Alle complessità della lingua dovete aggiungere la realtà di tutti i giorni.
*Perché tollerare la farsa di recitare in arabo, se in quella lingua il sacro testo non aveva senso e non faceva vibrare in me nessuna corda? Perché sostenere a priori che le traduzioni del Corano per forza «corrompevano» l'originale? Voglio dire, se il Corano è così univoco e diretto come i puristi ci raccontano, perché allora i suoi insegnamenti non possono essere facilmente tradotti in tutte le altre lingue? E per quale ragione stigmatizzare coloro che tra noi non parlano arabo, quando in tutto il mondo solo il tredici per cento dei musulmani è arabo? In altre parole, quando l'ottantasette per cento ''non'' lo è?
*Oggi mi guardo indietro e ringrazio Dio di essere capitata in un mondo dove il Corano non doveva necessariamente essere il primo e l'ultimo libro a passarmi tra le mani, nemmeno si trattasse dell'unica ricchezza che la vita offre ai credenti.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*''Antologia del Corano'', a cura di Virginia Vacca, La Biblioteca Ideale Tascabile, Milano, 1996. ISBN 88-8111-146-2
*''Il Corano'', traduzione di Alessandro Bausani, Sansoni, Firenze, 1955<!--; poi Rizzoli, Milano-->.
*''Il Corano'', a cura di Hamza Roberto Piccardo, revisione e controllo dottrinale della Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia, Newton & Compton editori, Roma, 2002. ISBN 88-8189-223-9
*''Il Corano'', traduzione e apparati critici di Antonio Ravasio, Rusconi, Milano, 2003.
*''Il Corano'', traduzione e apparati critici di Gabriele Mandel, UTET Libreria, Torino, 2006. ISBN 978-88-02-07483-2
==Voci correlate==
*[[Islam]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul|wikt=corano}}
[[Categoria:Testi sacri]]
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Darwin Pastorin
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[[File:Darwin Pastorin.png|thumb|Darwin Pastorin (2019)]]
'''Darwin Pastorin''' (1955 – vivente), giornalista italo-brasiliano.
==Citazioni di Darwin Pastorin==
*Al [[giornalismo sportivo]] di oggi, così prevedibile, così senz'anima, così inutilmente presuntuoso, mancano le immagini e gli aggettivi di [[Vladimiro Caminiti|Camin]], il suo sguardo attento e pulito, il suo entusiasmo, la sua cultura.<ref>Da ''[https://archive.is/20150429013403/http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/145000/140490.xml?key=Darwin+Pastorin&first=151&orderby=1&f=fir Quando Furino marcava Mazzola]'', ''l'Unità'', 28 novembre 2004, p. 18.</ref>
*{{NDR|Sul [[derby di Torino]]}} C'era una volta il derby, verrebbe da dire. Una sfida che raccoglieva furori non soltanto calcistici, ma sociali ed economici, culturali. Già, che giorni e che emozioni! Gli anni settanta, ad esempio. La Juventus dominava l'Italia, ma spesso cadeva davanti ai cugini, che facevano di quell'appuntamento una ragione di vita e d'orgoglio. Da una parte, lo stile di Bettega e Capello, l'eleganza di Zoff, le acrobazie di Anastasi (idolo dei lavoratori della Fiat Mirafiori), la mutria severa di Beppe Furino, il palleggiare ironico di Causio, dall'altra l'agonismo e il ferro e il fuoco di Fossati, Cereser, Agroppi, capitan Ferrini, e là davanti i dioscuri Graziani&Pulici, ispirati da Claudio Sala, pronti a colpire. Il derby diventava, recuperando Jean-Paul Sartre, una metafora della vita. La Juve degli Agnelli, ma anche degli immigrati siciliani e calabresi, il Toro di Pianelli e degli impiegati piemontesi, di quelli che parlavano il dialetto duro e puro. La Juve dei tanti scudetti e il Toro che portava nelle vene, e porterà per sempre, il mito di capitan Valentino e degli altri eroi scomparsi nel rogo di Superga, e il rimpianto per la farfalla granata, [[Luigi Meroni|Gigi Meroni]]. Due modi di essere.<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20150417143048/http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/280000/276268.xml?key=Darwin+Pastorin&first=101&orderby=1&f=fir Juve-Toro, il derby smarrito]'', ''l'Unità'', 25 ottobre 2008, p. 54</ref>
*Il più grande campione che ho visto giocare è [[Diego Armando Maradona]]. Credimi, figlio mio, non esisterà mai più, nei secoli dei secoli, un altro come lui. Ha fatto dell'imperfezione la perfezione. Piccolo, gonfio, dedito ad albe stanche, svogliate e sbagliate, vittima di falsi amici e della volontà di andare oltre ogni regola, Maradona ha trasformato un semplicissimo pallone di cuoio in uno scrigno di bellezza. (da ''Lettera a mio figlio sul calcio'')
*In terza media, la professoressa [...] ci diede un tema: "Parlate del vostro personaggio preferito del Novecento". I miei compagni scrissero di [[John Fitzgerald Kennedy|Kennedy]] e di [[Papa Giovanni XXIII|Papa Giovanni]], io di [[Pietro Anastasi|Anastasi]]. La prof mi disse, con un sorriso lieve: "Ero indecisa se darti 4 o 9. La scelta mi sembrava decisamente fuori tema, ma lo hai scritto con così tanta passione che ti sei meritato il 9. Bravo, comunque". Proprio come il numero sulla maglia del mio beniamino!<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20151119171656/http://isbn-atlante70.tumblr.com/post/4367270387/darwin-pastorin-e-la-juventus-degli-anni-settanta Darwin Pastorin e la Juventus degli anni settanta]'', ''isbn-atlante70.tumblr.com'', 5 aprile 2011.</ref>
*Io proverò sempre tenerezza per quei giovani che ancora oggi vanno ad arbitrare. Giovani che rinunciano alla gita fuoriporta o al cinema per dare inizio, in perfetto orario, a quel rito laico, che ci fa gioire o essere tristi. Senza [[arbitro]] non avrebbe senso la pallavolo: è possibile giocare senza libero o senza un titolare, non senza quell'uomo sempre lì impalato senza mai poter toccare la palla. Senza schiacciare. E poter ricevere, almeno una volta, un applauso sincero. Un applauso lungo. Un applauso da far venire i brividi. ''Ad Andrea Onori''.<ref>Frase scritta in ricordo di Andrea Onori, Arbitro Federale di Ruolo Nazionale di pallavolo, scomparso nel 2003.</ref>
*La Juventus è universale, un patrimonio non soltanto calcistico, ma culturale e sociale. La Juventus è una storia infinita, sempre sospesa tra mito e modernità. La Juventus è il [[caleidoscopio]] dei suoi assi e delle sue conquiste, i presidenti e gli allenatori, le donne e gli uomini che, giorno dopo giorno, lavorano per costruirne i trionfi. La Juventus è il cuore dei suoi milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]], sparsi in Italia e nel mondo.<ref name=Pastorin>Da {{it}} {{en}} Darwin Pastorin, ''[https://books.google.com/books/edition/Juventus_Museum/h-rnugAACAAJ?hl=it-419 Juventus Museum]'', Priuli & Verlucca, 2017 [2012], ISBN 88-80-68590-2.</ref>
*La Juventus è uno [[Juventus Stadium|stadio moderno]] e lo splendore dell'ultimo gioiello: [[J-Museum|Juventus Museum]], la casa dei ricordi, dei sogni, delle imprese, di tutte le coppe, di tutti i protagonisti.<ref name=Pastorin/>
*Lo [[stile Juventus]] è una filosofia calcistica, una filosofia di vita. Ma stile Juve non significa essere compassati o non esternare le proprie emozioni.<ref>Dall'intervista ''[http://www.juvelive.it/2013/03/29/inter-juventus-esclusivo-d-pastorin-la-differenza-tra-le-due-squadre-e-netta/ Inter-Juventus, D. Pastorin: "La differenza tra le due squadre è netta"],'' ''juvelive.it'', 29 marzo 2013.</ref>
*{{NDR|Su [[Antonio Conte]]}} [...] Perché il nostro football ha bisogno di bandiere, di punti di riferimento. Sei l'anti-[[José Mourinho|Mourinho]], e proprio per questo ti preferisco allo spocchioso portoghese. E chissà perché le sue polemiche devono essere per forza diverse dalle tue: da una parte l'eccellente comunicatore (così coccolato per aver citato una volta [[Jean-Paul Sartre|Sartre]]), dall'altra uno che dovrebbe stare sempre zitto, così per principio, a priori. [...] Spero, dunque, di vederti ancora alla Juventus. Sentirti urlare, rimproverare il tuo giocatore che, a pochi minuti dalla fine, sul 4-0 a vostro favore, sbaglia un passaggio elementare, infine provare a rispondere alle domande senza più un filo di voce, perché per tutto il match "giochi" anche tu, non ti risparmi, sei fuoco e rabbia, grinta e furore. Sei la sintesi perfetta di [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]] e [[Marcello Lippi|Lippi]]. Meglio: sei tu, e basta. Lo stesso Antonio Conte che, sul campo, mordeva zolle e futuro.<ref>Da ''Caro Conte ti scrivo'', ''Tuttosport'', 4 maggio 2014, p. 6.</ref>
*{{NDR|Su Vladimiro Caminiti}} Scrivere era il suo essere, il suo cappotto, la sua nuvola, il suo giardino dei ricordi. Fu il mio maestro, giusto e severo. "Ricordati: comincia sempre il racconto della partita dal verde del prato e dall'azzurro del cielo". Maneggiava gli aggettivi con maradoniana abilità. Sapeva svelare, con due domande, l'anima segreta di ogni personaggio. Fu tenero e feroce, ingenuo e astuto: soprattutto, per noi giovani avvolti di sogni, un esempio.<ref>Da un post sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 5 settembre 2019; citato in ''[https://www.glieroidelcalcio.com/darwin-pastorin-ricorda-vladimiro-caminiti-a-26-anni-dalla-sua-scomparsa/ Darwin Pastorin ricorda Vladimiro Caminiti a 26 anni dalla sua scomparsa]'', ''glieroidelcalcio.com''.</ref>
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Darwin Pastorin, ''Lettera a mio figlio sul calcio'', Mondadori, 2002.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pastorin, Darwin}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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Eugenio Finardi
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[[Immagine:Eugenio Finardi 2013.jpg|thumb|upright=1.3|Eugenio Finardi nel 2013]]
'''Eugenio Finardi''' (1952 – vivente), cantautore italiano.
==Citazioni di Eugenio Finardi==
*[[Giorgio Gaber|Gaber]] voleva dare un valore diverso alle parole, valutarne più che la capacità di intorbidire, con metafore o quant'altro, quella di chiarire. Le usava per condividere i pensieri. Anche se, e in questo l'ho sempre ammirato, ha saputo immettere nel suo linguaggio assolutamente quotidiano anche una percentuale inattesa di [[poesia]]. Del resto, a mio avviso, lui era più attore che musicista.<ref>Citato in Pedrinelli, p. 72.</ref>
*Giorgio a mio avviso capiva perfettamente la spinta propulsiva che avevamo in quegli anni {{NDR|negli [[Anni 1970|anni settanta]]}}, quella voglia di solidarietà, giustizia, cambiamento che credo si avvicinasse molto a quella del Movimento del [[Sessantotto]]. E capiva anche l'altro fenomeno diffuso nella mia generazione, la forza che alcuni traevano dalla spiritualità, da una fede. Pur essendo lui non credente e anche in questo caso, quindi, fuori dai giochi.<ref>Citato in Pedrinelli, p. 71.</ref>
*La necessità di dare [[Senso della vita|un senso]] alla nostra vita, ancor più se non credenti, diventa un imperativo sempre più urgente nel complesso tempo in cui viviamo.<ref>Citato in ''[http://lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=488110 Finardi a Sanremo con brano su Dio]'', ''La Gazzetta del Mezzogiorno.it'', 24 gennaio 2012.</ref>
==Citazioni tratte da canzoni==
===''Sugo''===
'''Etichetta''': Cramps, 1976.
*''Ma da qualche tempo è difficile scappare | c'è qualcosa nell'aria che non si può ignorare | è dolce, ma forte e non ti molla mai | è un'onda che cresce e ti segue ovunque vai | È la musica, la musica ribelle | che ti vibra nelle ossa | che ti entra nella pelle | che ti dice di uscire | che ti urla di cambiare | di mollare le menate | e di metterti a lottare.'' (da ''Musica Ribelle'', n. 1)
*''Oggi ho imparato a volare | Oggi ho imparato a volare | sembra strano ma è vero | c'ho pensato e mi son sentito sollevare | come da uno strano capogiro | il cuore mi si è quasi fermato | e ho avuto paura e sono caduto | ma per fortuna mi son rialzato | e ho riprovato.'' (da ''Oggi ho imparato a volare'', n. 8)
===''Dal blu''===
'''Etichetta''': Fonit Cetra, 1983.
*''[[Laura]] vive guardando se stessa | la vita in rosa | in una casa tutta di specchi | lei si è rinchiusa | lei non ha pensieri | non ha mai giorni neri | non conosce veri amori mai.'' (da ''Dal blu'', lato B, n. 4)
===''Il vento di Elora''===
'''Etichetta''': Fonit Cetra, 1989.
*''C'è chi nasce come [[Paperino]], | sfortunato e sempre pieno di guai. | C'è chi invece è come [[Topolino]] | carino, intelligente, simpatico alla gente.'' (da ''Vil Coyote'', n. 7)
*''Ma io mi sento come [[Wile E. Coyote|Vil Coyote]] | che cade ma non molla mai | che fa progetti strampalati e troppo complicati | e quel Bip Bip lui non lo prenderà mai. | Ma siamo tutti come Vil Coyote | Che ci ficchiamo sempre nei guai | Ci può cadere il mondo addosso, finire sotto un masso | Ma noi non ci arrenderemo mai.'' (da ''Vil Coyote'', n. 7)
*''C'è chi vive come [[Eta Beta]] | sembra che stia con testa su di un altro pianeta | e non si alza la pmattina | se non si spara un po' di pnaftalina.'' (da ''Vil Coyote'', n. 7)
===''Diesel''===
'''Etichetta''': Cramps, 1977, prodotto da Paolo Tofani.
*''Ma l'amore | non è nel cuore | ma è riconoscersi dall'odore | E non può esistere l'affetto | senza un minimo di rispetto | e siccome non si può farne senza | devi avere un po' di pazienza | perché l'amore è vivere insieme | l'amore è si volersi | bene | ma l'amore è fatto di gioia | ma anche di noia.'' (da ''Non è nel cuore'', n. 6)
*''E Diesel è il ritmo della vita, | è la giusta propulsione per la nuova situazione | e Diesel è il ritmo delle cose, | è la nuova propulsione per la nuova situazione, | la giusta propulsione per la nuova situazione.'' (da ''Diesel'', n. 7)
*''Il primo buco l'ho fatto una sera a casa di un amico così per provare | e mi ricordo che avevo un po' paura, c'è molta violenza in un ago nelle vene | ma in un attimo una fitta di dolore un secondo ad aspettare | poi un onda dolce di calore quasi come nell'amore | e poi mi son lasciato andare completamente rilassato | in un benessere artificiale come mai avevo provato.''<ref name=ero>Riferito alla dipendenza da [[eroina]]. {{cfr}} Giulia Cavaliere, ''[http://www.rockit.it/articolo/quasi-eroina-musica-italiana-scimmia-schiena La scimmia sulla schiena: 11 canzoni italiane che raccontano l'eroina]'', ''Rockit.it'', 2 aprile 2014.</ref> (da ''Scimmia'', n. 9)
*''Poi a casa me lo sono giurato che io no non ci sarei cascato, | io la imparerò ad usare mi saprò gestire non mi farò fregare | ma ci continuavo a pensare non mi usciva dalla mente | e man mano che passava il tempo diventava la cosa più importante.''<ref name=ero/> (da ''Scimmia'', n. 9)
*''E poi non me ne frega niente di quello che dice la gente | Tanto siamo tutti [[assuefazione|assuefatti]] e di cosa non importa niente.'' (da ''Scimmia'', n. 9)
*''Poi per due anni non ho quasi fatto altro, | non ho suonato, non ho fatto l'amore, | tiravo il tempo tra un buco e l'altro | in giro a sbattermi o in casa a dormire | ma una mattina mi sono chiesto come andrà a finire, | andare avanti finire in galera magari anche morire | e poi così non può durare sta diventando quasi come un lavoro, | otto ore in giro a sbattermi oramai sballo poco anche con l'[[eroina|ero]].''<ref name=ero/> (da ''Scimmia'', n. 9)
*''E poi sto perdendo tempo e sprecando quello che ho dentro, | io così non sto crescendo mi brucio ma mi sto spegnendo | e smettere non è poi così difficile non fa neanche tanto male, | basta un po' di cura e di comprensione, magari un po' di [[metadone]] | e fuori c'è tutto un mondo da scoprire sul quale si può intervenire | e se tieni duro sei mesi vedrai che poi non ci ripenserai | quasi mai.''<ref name=ero/> (da ''Scimmia'', n. 9)
===''Sessanta''===
'''Etichetta''': Cramps – Edel Italia, 2012.
*''Devo combattere con le mie [[lacrima|lacrime]], | mica con una poesia''. (da ''E tu lo chiami Dio'')
==Collaborazioni==
{{collaborazioni}}
*[[Angelo Branduardi]]
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Eugenio Finardi, ''Tenero profeta'' (pp. 71 –72); in Andrea Pedrinelli (a cura di), ''Gaber, Giorgio, il Signor G. Raccontato da intellettuali, amici, artisti'', Kowalski, Milano, 2008. ISBN 978-88-7496-754-4
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Finardi, Eugenio}}
[[Categoria:Cantautori italiani]]
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Paolo Attivissimo
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Danyele
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[[File:Paolo Attivissimo-Trento.jpg|thumb|Paolo Attivissimo (2011)]]
'''Paolo Attivissimo''' (1963 – vivente), giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e traduttore italiano con cittadinanza britannica e svizzera.
==Citazioni di Paolo Attivissimo==
*{{NDR|Su [[Mastodon (software)|Mastodon]]}} Social senza padroni unici, senza pubblicità e senza utenti di serie A e di serie B.<ref>Da un [https://mastodon.uno/@ildisinformatico/111551192066454557 post] sul profilo ufficiale ''mastodon.uno'', 9 dicembre 2023.</ref>
*{{NDR|Su [[Kevin Mitnick]]}} Uno dei nomi più controversi della storia della Rete (a causa della sua leggendaria abilità nel penetrare i più sofisticati sistemi informatici aziendali e governativi), incarcerato per cinque anni e in libertà vigilata con il divieto assoluto [...] di toccare un computer [...]. Ora fa il consulente di sicurezza. Kevin ha commesso crimini secondo la legge USA, ma non ha mai tratto guadagno dalle proprie scorribande e nei suoi libri ha spiegato eloquentemente quanto sia vulnerabile e ingenuo il mondo dell'informatica aziendale, educando una generazione di informatici (me compreso).<ref>Dalla newsletter ''Internet x Tutti''; disponibile in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2003/01/ixt-2003-005-2212003-antibufale.html <nowiki>[IxT]</nowiki> #2003-005 (22/1/2003). Antibufale, astrologia, PC spenti ma spioni, Pete Townshend]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 22 gennaio 2003.</ref>
{{Int|1=''[https://www.youtube.com/watch?v=qnNJycdeDvk GLI SPECIALI DI A.R.I.A "Missioni Lunari: come gli esperti asfaltano i complottisti"]''|2=Dall'intervento alla diretta organizzata dall'Associazione Italiana Risoluzione delle Anomalie, ''youtube.com'', 22 settembre 2023.}}
*{{NDR|Sulla [[teoria del complotto lunare]]}} Ricordiamoci che in tutta questa questione del viaggio verso la Luna non è che gli americani hanno fatto tutto, ma anche i sovietici all'epoca fecero le loro missioni – senza equipaggi –: girarono intorno alla Luna con delle sonde, fecero delle fotografie; la prima immagine della faccia nascosta della Luna è di origine sovietica, non americana [...] Le prove sono assolutamente schiaccianti del fatto che ci siamo andati. [...] non dobbiamo dipendere solo da qualche fotografia, da qualche dichiarazione di qualcuno... abbiamo soprattutto le conferme degli altri paesi: la Russia ha sorvegliato, aveva addirittura un veicolo spaziale in viaggio verso la Luna (''Luna 15'') [...] proprio mentre ci stavano andando gli astronauti {{NDR|americani}}; da Terra il viaggio delle missioni Apollo è stato osservato, fotografato, ascoltato – anche in Italia, l'osservatorio di Arcetri ascoltò puntando il radiotelescopio verso la Luna, scoprì che da lì arrivavano i segnali radio, le voci degli astronauti e anche la telemetria –, quindi non è un «ti devi fidare perché [...] l'ha detto qualcuno dalla CIA». Abbiamo le prove. Cioè, è un fenomeno talmente ben documentato che è abbastanza ridicolo inventarsi queste teorie. Capisco il divertimento di raccontare una storia fantastica, di pensare ai complotti, ma io penserei più che altro ai complotti "reali" senza andare a inventarsi questi qui. (da 10 min 46 sec a 12 min 38 sec)
*{{NDR|Sulla teoria del complotto lunare}} A me in realtà piacerebbe sapere una cosa dai complottisti: quando sarebbe cominciata la messa in scena? [...] sono solo le missioni Apollo? Quali? La 11... e invece quelle prima sono vere... o addirittura le missioni spaziali precedenti... o sono tutte finte? Quanto diventa grande questo complotto? Cioè, più si teorizza che sia una messa in scena, più si aumenta il numero delle persone che dovrebbero essere coinvolte – nessuna delle quali in tutti questi anni è venuta fuori a dire «ma guarda, no, è stata una messa in scena, abbiamo finto, abbiamo fatto così...», nessuno ha mai spiegato quale sarebbero state le incredibili tecnologie (anche cinematografiche) usate per simulare, secondo l'accusa, le riprese lunari. Cioè, ancora oggi se andate a vedere ''First Man'', per esempio, non è male come effetti speciali ma non corrisponde esattamente a quello che vediamo nelle riprese spaziali "vere". [...] a me è capitata una cosa molto particolare alcuni anni fa: è venuto a Locarno [...] Douglas Trumbull, il maestro degli effetti speciali di ''2001: Odissea nello spazio'', che era il top degli effetti speciali all'epoca dei viaggi verso la Luna, e gli ho chiesto molto candidamente «Senti, ma se a te avessero chiesto all'epoca di simulare le riprese lunari, quale sarebbe stata la cosa più difficile da simulare?» e lui mi ha risposto che la cosa più difficile sarebbe stata la polvere; quando hai gli astronauti che camminano... il Rover [...] che si sposta, solleva questa polvere e fa una traiettoria parabolica che si può fare solo nel vuoto e che non puoi simulare con gli effetti digitali. (da 15 min 07 sec a 16 min 52 sec)
*{{NDR|Partendo dalla [[teoria del complotto sull'Apollo 20]]}} [...] questa missione misteriosa è un'invenzione, non è mai esistita... sappiamo in questo caso chi se l'è fabbricata [...], si chiama Thierry Speth, è un artista francese e ha costruito un falso per diventare famoso: e questa purtroppo è una cosa che capita molto spesso nel [[Teoria del complotto|cospirazionismo]] [...]. Se tu fai una teoria strampalata – dalla Luna piatta alla Terra concava, quello che vuoi –, la metti su YouTube, la monetizzi e incassi sicuramente molto di più di qualunque libro serio di fantascienza [...] per cui non c'è convenienza; oltretutto, scrivere un racconto è impegnativo mentre fare una teoria richiede poca fatica. Infatti è il [[debunking]] che richiede molto più impegno: perché devi portare fatti, dati, devi conoscere benissimo la materia... mentre chi fabbrica teorie lo fa in pochi secondi, ne può inventare 10 in dieci secondi; debunkarle, cioè trovare le prove per dire «sì è vero, no non è vero» richiede molto più impegno. [...] c'è questo desiderio di dimostrare di saperne di più degli altri, cosa che invece, normalmente, chi lavora nel settore non ha bisogno di fare: perché ne sa a pacchi, e lo sa e basta. Non va in giro ostentando sapere per dimostrare di essere superiore agli altri. Invece molto spesso nel cospirazionismo vedo che c'è questo bisogno di dimostrare «ah, io ho capito tutto! Voi popolo di capre non avete capito niente!», quindi c'è questa gratificazione. E poi c'è sicuramente anche [...] il fascino di raccontare una bella storia: perché in effetti [...] se la prendiamo come una fiction diventa un bel racconto; c'è una bellissima serie televisiva che si chiama ''For All Mankind'' che, prendendo spunto dagli sbarchi sulla Luna, immagina un futuro alternativo [...]: immagina che siano arrivati primi i sovietici e da lì succede tutta una storia bellissima, molto affascinante... Ecco, si può fare, non è un problema fantasticare sulla realtà, il problema è riuscire a ricordarsi che la fiction è una cosa e la realtà è un'altra. E purtroppo sembra che ci sia un po' di scollamento fra queste due cose in alcune teste. (da 30 min 00 sec a 32 min 42 sec)
*[[Programma test Apollo-Sojuz|Apollo-Sojuz]], 1975. Abbiamo un incontro in orbita intorno alla Terra fra astronauti americani e cosmonauti russi: quindi Deke Slayton, Tom Stafford e Vance Brand da parte americana, Aleksej Leonov e Valerij Kubasov da parte russa, ed è uno scambio soprattutto di tipo politico. E... se vogliamo essere un pochino "complottisti" da questo punto di vista, saltò fuori poi che Kubasov era un agente del KGB che era "diventato" astronauta, perché l'obiettivo era quello [...] di acquisire conoscenze tecnologiche americane; perché tecnicamente i veicoli americani erano superiori – [...] d'altronde la capsula Apollo era la stessa che era stata usata per andare fino alla Luna –, e quindi... [...] Terry Watson, che all'epoca era [...] uno degli addetti al controllo alla navigazione delle missioni Apollo, racconta che durante il progetto Apollo-Sojuz ovviamente c'erano moltissime riunioni, e molte si svolgevano in Russia, e [...] stranamente [...] quando si andava al ristorante – quindi con un po' di vodka, ci si lasciava andare, si raccontavano un po' più le cose liberamente – c'era sempre sul tavolo questo bellissimo coso di fiori con le bandierine... Una volta per scherzo hanno detto «sì, qui sicuramente c'è dentro il microfono!»; han fatto la prova, han detto «mah, oggi la carne non era molto buona, sarebbe bello se domani fosse cotta meglio...». Guarda caso il giorno successivo dalla cucina è arrivato un piatto di carne strepitoso... ma non c'erano microfoni! Quindi sì, in un certo senso il cospirazionismo, volendo, si può prendere anche nella realtà – e a quel punto non è più cospirazionismo, è storia. Perché andare a prendere, inventarsi storie quando si può tranquillamente trovare nello studio della realtà tantissima meraviglia, tante storie meravigliose. (da 55 min 48 sec a 57 min 51 sec)
===Citazioni non datate===
*{{NDR|Sulla [[steganografia]]}} Tecnica per comunicare in segreto [...] che consiste nel nascondere il messaggio reale all'interno di un messaggio fittizio dall'aria innocente. Soltanto le persone che conoscono bene l'autore del messaggio sanno decodificare qual è il vero significato trasmesso, mentre le altre colgono il significato alternativo fittizio. [...] La steganografia è [...] un'arte antichissima, ma la sua applicazione nei social network introduce una sfumatura nuova, perché consente di suddividere i lettori in base a criteri culturali invece che in base ai consueti filtri di età o di privacy e crea messaggi che confondono i sistemi automatici di profilazione degli utenti che sono uno dei principali motori economici dei social network.<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20130608093438/http://retetre.rtsi.ch/index.php?option=com_content&task=view&id=4834&Itemid=62 Le parole di Internet: steganografia sociale]'', ''retetre.rtsi.ch''.</ref>
==Citazioni tratte da articoli==
{{cronologico}}
{{Int|''[http://www.attivissimo.net/antibufala/luna/luna_in_sintesi.htm Siamo mai andati sulla Luna?]''|Da ''attivissimo.net'', 6 settembre 2002.}}
{{NDR|Sulla [[teoria del complotto lunare]]}}
*[...] c'è il piccolo problema che per far funzionare tutta questa messinscena bisognerebbe riuscire a tenere vincolate alla consegna al silenzio per decenni le centinaia di migliaia di persone (non esagero, sono cifre di dominio pubblico) che hanno lavorato al progetto. [...] non c'è stata neppure una confessione in punto di morte di un ex dipendente della NASA o di una delle tantissime società private coinvolte nel progetto. Pensate quanto avrebbe dato il KGB per trovare una talpa che le vendesse la soffiata del secolo, ossia che era tutta una finta. Niente da fare. Se volete un esempio notevole di come sia difficile mantenere un segreto anche quando la posta in gioco è altissima, leggetevi la storia della nave Glomar Explorer. L'11 aprile 1968, un sottomarino sovietico di classe Golf-II, armato di missili balistici nucleari, affondò circa 750 miglia a nord ovest delle Hawaii, depositandosi sul fondo marino a 5200 metri di profondità. Le navi sovietiche tentarono invano di trovarlo. Gli americani, invece, sapevano esattamente dov'era situato, ma si guardarono bene dal dirlo ai sovietici: l'occasione di mettere le mani su una delle armi di punta dell'arsenale nemico era troppo ghiotta. Infatti commissionarono una nave, la Glomar Explorer, che fu spacciata per una nave per la ricerca mineraria sottomarina: scusa plausibile, dato che è noto che il fondo del Pacifico è lastricato di noduli preziosissimi di manganese, ferro, nichel e cobalto. Nel 1974, la nave andò sul luogo della tragedia e ripescò alcuni componenti del sottomarino sovietico. Il segreto fu spiattellato nemmeno un anno dopo dal ''Los Angeles Times''.
*Perché si sospetta la messinscena da parte statunitense, mentre non si solleva alcuna obiezione sulle missioni [[luna]]ri sovietiche, che non portarono cosmonauti ma comunque andarono sulla Luna e ne riportarono campioni di roccia? Perché i sovietici, che pure avevano un sistema di spionaggio sofisticatissimo, non si accorsero della messinscena e non la denunciarono al mondo? Ne avrebbero avuto tutti i motivi. Far fare una figuraccia ai rivali capitalisti degenerati sarebbe stata un'occasione ghiottissima. Eppure rimasero zitti. Come mai? Una delle risposte preferite dei complottisti a questa domanda è "perché avevano anche loro i loro scheletri nell'armadio". Dicono che prima del famoso "primo uomo nello spazio" ([[Yuri Gagarin]]) ci furono altre missioni che fallirono. Gagarin sarebbe stato semplicemente il primo a tornare vivo. A parte il fatto che usare un'ipotesi di complotto per giustificarne un'altra non è il massimo del rigore scientifico (non ci sono conferme autorevoli di queste missioni pre-Gagarin), durante la [[Guerra Fredda]] gli USA non si fecero scrupolo di denunciare le falsità della propaganda sovietica e viceversa, per cui sembra assai implausibile che si siano fatti questa reciproca cortesia di stare zitti soltanto per i voli spaziali, così carichi di prestigio politico.
*C'è una sola foto decente di [[Neil Armstrong]] sulla Luna, e anche in quella lo si vede di spalle. Se le foto sono state fatte in studio, come mai non hanno pensato a farne un po' anche ad Armstrong, visto che tutto sommato era il personaggio più "storico", essendo il primo uomo sulla Luna?
*I veicoli usati per le missioni furono progettati e fabbricati da società commerciali, nelle quali notoriamente la segretezza non è mai perfetta. Come mai, in tutti questi anni, nessuno dei cinquecentomila dipendenti della Boeing, della Grumman e delle altre società coinvolte (subappaltatrici comprese) si è mai fatto avanti per denunciare la truffa, per dire "guardate che questo veicolo è finto, non funziona e se va sulla Luna si sfracella"? Come mai non c'è stata nessuna confessione in punto di morte, quando non c'era più nulla da perdere? Allora avrebbero costruito dei veicoli perfettamente funzionanti, fino all'ultimo bullone, e non li avrebbero usati?
*Il filmato della ripartenza del modulo lunare dalla superficie della Luna, ripreso dalla telecamera automatica, mostra chiaramente che non c'è aria, perché polvere e frammenti vengono proiettati secondo linee rette invece di formare sbuffi o volute. Come sarebbe stato possibile ricreare un effetto del genere in studio, negli anni Sessanta?
{{Int|1=''[https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=274077 Apollo 20 - Alla ricerca dell'astronave aliena]''|2=Da ''Scienza & Paranormale'' nº 86, CICAP, luglio-agosto 2009; ripubblicato in ''cicap.org'', 29 novembre 2009.}}
{{NDR|Sulla [[teoria del complotto sull'Apollo 20]]}}
*Circolano da tempo, soprattutto su Internet, tesi secondo le quali vi sarebbe stata una missione Apollo segreta, denominata "Apollo 20", svolta congiuntamente da astronauti statunitensi e cosmonauti sovietici per recuperare un'astronave extraterrestre scoperta sulla Luna. [...] Secondo la narrazione di tale William Rutledge, che asserisce di essere stato uno degli astronauti di questa missione insieme all'americana Leona Snyder e al russo Alexei Leonov, un vettore Saturn V sarebbe partito di nascosto nel 1976 dalla base militare di Vandenberg, in California, diretto verso la faccia non visibile della Luna. Là, infatti, le ricognizioni dell'Apollo 15 avevano scoperto un gigantesco vascello alieno. La presenza del veicolo sarebbe confermata da immagini pubblicate negli atlanti fotografici lunari [...]. Già questo aspetto dovrebbe far riflettere sulla plausibilità della storia: se l'esistenza di un veicolo extraterrestre sulla Luna è così top secret da motivare addirittura una missione congiunta russo-americana segreta, bisogna chiedersi come mai l'astronave è stata invece lasciata in bella mostra nelle fotografie pubblicate. E dato che le immagini della faccia nascosta della Luna erano disponibili all'epoca soltanto se la NASA o l'Unione Sovietica le rilasciavano, come mai non sono state ritoccate prima di diffonderle, in modo da non rivelare il ritrovamento?
*[...] la storia di Rutledge è corredata di molti dettagli narrativi ricchi di riferimenti tecnici e da video impressionanti, che mostrano addirittura un cadavere alieno umanoide e delle immagini ravvicinate del veicolo extraterrestre e possono facilmente distogliere dall'esame sereno dei fatti. Infatti se si mette da parte l'impatto emotivo della crudezza delle immagini e si svolge una ricerca attenta, emerge chiaramente che la storia è in realtà un falso piuttosto ben costruito, realizzato dall'artista francese Thierry Speth e sbugiardato anche dagli ufologi [...]. Una delle principali obiezioni è l'assurdità di pensare che si possa far partire un missile alto più di cento metri dalla California senza che nessuno lo veda decollare e senza che gli astronomi e gli astrofili di tutto il mondo lo avvistino durante il tragitto verso la Luna, come avvenne per le altre missioni Apollo. [...] inoltre [...] l'esame dei video presentati da Rutledge riserva sorprese rivelatrici, come la scoperta di una ben poco futuristica molla in una delle riprese della presunta astronave [...]. [...] in uno dei video di Rutledge, che mostra l'interno del modulo lunare, uno degli astronauti è stato sovrapposto allo sfondo con un mascherino sbagliato, per cui a un certo punto risulta essere un torso fluttuante [...]. Questo rivela il trucco: si tratta di immagini prodotte con effetti speciali.
*Su un piano più tecnico, [...] lanciare un vettore da Vandenberg, sulla costa occidentale degli Stati Uniti, anziché da Cape Canaveral, sulla costa orientale, avrebbe comportato una drastica modifica del piano di volo standard dei missili Saturn V. Lanciato in direzione est, infatti, il gigantesco primo stadio sarebbe ricaduto sul suolo statunitense, con il rischio evidente e intollerabile di danni a cose e persone, invece di cadere nell'Atlantico come consueto. Lanciare in direzione ovest, ossia sopra il Pacifico, avrebbe comportato un'enorme penalizzazione. I missili orbitali vengono lanciati sempre verso est perché in questo modo sfruttano la velocità di rotazione della Terra, che a Cape Canaveral è di circa 1470 km/h. Questo significa che un missile che deve raggiungere la velocità orbitale di 28.000 km/h e viene lanciato verso est non deve accelerare da 0 a 28.000 km/h, ma da 1470 a 28.000 km/h: deve insomma accelerare di 26.530 km/h. Lanciarlo in direzione opposta, verso il Pacifico, significherebbe lottare contro la medesima velocità di rotazione terrestre: il missile partirebbe in retromarcia, per così dire, con una penalità di 1470 km/h, per cui dovrebbe accelerare di 29.470 km/h, con consumi di carburante molto superiori.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2019/09/1973-missione-impossibile-un-equipaggio.html 1973, missione impossibile: un equipaggio Apollo intorno a Venere]''|Da ''Spazio Magazine'' nº 1, Associazione ADAA, 2018; ripubblicato in ''attivissimo.blogspot.com'', 12 settembre 2019.}}
{{NDR|Sul progetto ''[[Manned Venus flyby]]''}}
*31 ottobre 1973: un enorme vettore Saturn V decolla dal Kennedy Space Center trasportando tre uomini verso una destinazione [...] che viene raggiunta dopo quattro mesi di viaggio, il 3 marzo 1974. La destinazione è il pianeta Venere, per il primo volo spaziale interplanetario con equipaggio: una missione estrema [...] ma che è un trionfo politico d'immagine e un'altra dimostrazione della capacità di coordinamento della NASA, reduce dal successo storico degli sbarchi sulla Luna fra il 1969 e il 1972. La ricognizione ravvicinata di Venere effettuata dagli astronauti statunitensi rivela una messe di dati sconosciuti su un mondo rovente e inospitale e riporta sulla Terra fotografie indimenticabili quando si conclude, un anno dopo la partenza, con un ammaraggio nell’Oceano Pacifico. Se state pensando che non vi ricordate di questa missione [...] non vi preoccupate: non è mai avvenuta. Ma era stata studiata e pianificata molto dettagliatamente dalla NASA [...]. Può sembrare incredibile, ma quando gli astronauti non erano neanche andati intorno alla Luna [...] la NASA pensava già al futuro post-lunare.
*Può sembrare strano che la NASA avesse scelto Venere e non Marte come destinazione per questo primo viaggio interplanetario umano. Dopotutto, grazie alle sonde Mariner e Venera, si sapeva già dall'inizio degli anni Sessanta che le condizioni al suolo di Venere [...] rendevano assolutamente impensabile uno sbarco con equipaggio sul pianeta. Ma [...] in termini di propulsione, Venere è più facile da raggiungere rispetto a Marte. La NASA aveva infatti calcolato una traiettoria ottimale che avrebbe consentito di usare un singolo vettore Saturn V, identico a quelli utilizzati per la Luna, non solo per effettuare questo volo inaugurale di passaggio ravvicinato, senza inserimento in orbita (''flyby'') e con ritorno spontaneo verso la Terra (''free return''), ma anche per compiere una successiva missione con inserimento in orbita di parcheggio intorno a Venere. Una missione orbitale intorno a Marte, invece, avrebbe richiesto un veicolo ancora più grande del già gigantesco Saturn V (circa il 60% in più) o l'uso di motori nucleari ancora da collaudare e politicamente controversi. In sostanza, un volo umano verso Venere era fattibile negli anni Sessanta e Settanta semplicemente tenendo aperta la linea di produzione dei vettori esistenti, senza i costi, i problemi e i rischi di un nuovo lanciatore o di un lancio doppio coordinato con assemblaggio in orbita. Ma la Storia decise altrimenti: l'assassinio del presidente Kennedy, l'uomo che aveva lanciato la sfida spaziale [...] per dimostrare pacificamente al mondo la superiorità del modello sociale americano, l'elezione dei suoi successori assai meno innamorati [...] dello spazio, il pantano politico ed economico della guerra in Vietnam e la crisi petrolifera degli anni Settanta cospirarono per causare tagli drastici ai budget della NASA e alla disponibilità a correre rischi del Congresso statunitense.
*[...] la missione verso Venere si sarebbe svolta in questo modo: il Saturn V avrebbe portato in orbita intorno alla Terra un modulo di comando e servizio (CSM) Apollo, sostanzialmente identico a quelli usati per raggiungere la Luna, che sarebbe stato il veicolo principale, con le funzioni di navigazione e propulsione. Al posto del modulo lunare [...] usato per scendere sulla Luna e ripartirne, vi sarebbe stato un ''Environmental Service Module'' (ESM), un modulo abitabile al quale il CSM si sarebbe agganciato mediante una manovra effettuata durante il volo spaziale, esattamente come faceva con il modulo lunare. Il terzo stadio del Saturn V avrebbe fornito la spinta iniziale per uscire dall'orbita terrestre e dirigersi verso Venere e poi sarebbe stato trasformato dagli astronauti in un ulteriore spazio abitabile usando i componenti e le attrezzature trasportate nell'ESM: un concetto ripreso in parte con la stazione spaziale Skylab [...]. L'energia di bordo sarebbe stata fornita da alcuni pannelli solari invece di dipendere dalle celle a combustibile usate per le missioni lunari: anche quest'idea verrà ripresa per lo Skylab. Durante i 123 giorni di volo verso Venere, i tre uomini dell'equipaggio [...] avrebbero dedicato dieci ore di ogni giorno alle osservazioni scientifiche usando gli strumenti installati nell'ESM. Per la prima volta nella storia dell'astronautica statunitense, avrebbero avuto due ore di tempo libero ogni giorno. [...] Il passaggio ravvicinato intorno a Venere, invece, sarebbe stato frenetico: circa 45 minuti per le osservazioni a breve distanza (6200 km nel momento di massima vicinanza, correndo a 16.500 km/h), per una mappatura radar delle altimetrie della zona sorvolata e per il lancio di sonde che avrebbero trasmesso dati sulle condizioni atmosferiche del pianeta. [...] per la prima volta, sia pure fugacemente, degli esseri umani avrebbero visto da vicino, con i propri occhi, un altro pianeta [...]. Il viaggio di ritorno avrebbe richiesto [...] 273 giorni, con una traiettoria che avrebbe portato i tre astronauti più lontano dal Sole rispetto alla Terra (a 1,24 unità astronomiche) e poi si sarebbe conclusa [...] con l'eliminazione di tutto il veicolo tranne la capsula conica Apollo [...] e con un rientro nell'atmosfera terrestre a velocità ancora più elevata rispetto ai 40.000 km/h del ritorno dalla Luna.
*Oggi pensare di rischiare la vita di astronauti mandandoli verso Venere per compiere rilevamenti scientifici sembra assolutamente insensato, ma occorre considerare lo stato dei sistemi automatici dell'epoca, molto meno affidabile e flessibile rispetto a quello delle sonde spaziali di oggi, aggiornabili via software. Con la tecnologia di allora c'era il rischio concreto che una sonda senza equipaggio si guastasse o subisse un imprevisto banale, che una persona sul posto avrebbe potuto compensare ma che una sonda avrebbe trovato insormontabile. Molte missioni senza equipaggio erano già fallite per motivi ignoti o banali. La NASA, oltretutto, avrebbe dimostrato la superiorità delle missioni con equipaggio proprio con gli sbarchi lunari fra il 1969 e il 1972 [...]. Il progetto ''Manned Venus Flyby'' era anche figlio di un'epoca nella quale le vite degli astronauti erano considerate politicamente e socialmente più sacrificabili di quanto lo sono oggi e quindi si accettavano consapevolmente rischi elevati in nome del prestigio nazionale.
*[...] il volo umano interplanetario verso Venere rimase sulla carta, non solo per [...] motivi storici e politici [...] ma anche per via del grande progresso avvenuto negli anni successivi nella progettazione di sonde automatiche potenti, versatili e flessibili, i cui costi furono enormemente inferiori a quelli di una missione con equipaggio. La NASA esplorò Venere con la sonda orbitale Pioneer 12 nel 1978 e l'Unione Sovietica riuscì a scattare foto sulla superficie del pianeta, raccogliere dati scientifici e trasmettere il tutto a Terra con le sonde della serie Venera fra il 1961 e il 1983. E per quanto sia affascinante l'idea di dove saremmo arrivati con un po' di coraggio e di ingegno, è un bene che il ''Manned Venus Flyby'' non sia avvenuto: il 5 e 6 luglio 1974 la Terra fu investita da una grande tempesta di elettroni e protoni emessi dal Sole (una ''Coronal Mass Ejection''), che non ebbe effetti sulla popolazione grazie alla protezione offerta dal campo magnetico terrestre ma avrebbe investito gli astronauti di ritorno da Venere, esponendoli a una dose di radiazioni elevatissima e potenzialmente fatale nonostante la schermatura rinforzata prevista a bordo del veicolo interplanetario Apollo.
==Interviste==
{{cronologico}}
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20100324023755/http://www.wittgenstein.it/2009/07/17/ghostbuster/ Ghostbuster]''|Dall'intervista di [[Luca Sofri]] a ''Wired Italia'', luglio 2009; riportata in forma estesa su ''wittgenstein.it'', 17 luglio 2009.}}
*{{NDR|«[...] quando hai cominciato a incuriosirti alle bufale e alle teorie dei complotti?»}} Credo da sempre: i misteri mi hanno intrigato sin da bambino, quando ho divorato tutti i libri di fantarcheologia di Peter Kolosimo e ''Bermuda, il Triangolo Maledetto'' di Charles Berlitz. Vedevo Uri Geller in televisione che piegava i cucchiai, i guaritori filippini che operavano a mani nude... e poi ho visto Silvan fare la stessa cosa. E [[Debunker|ho scoperto]] che erano fandonie fabbricate per fare soldi. [...] Forse per reazione ho cominciato a studiare la scienza vera e a informarmi sui trucchi che usavano questi ciarlatani. Ma era una passione puramente personale. Quando ho scritto ''Internet per tutti'' ho incluso una pagina con le quattro o cinque bufale più ricorrenti in Internet per mettere in guardia i primi navigatori di allora. Non l'avessi mai fatto: hanno cominciato ad arrivarmi mail che chiedevano lumi su altre storie che giravano in Rete. Per un po' sono riuscito a rispondere personalmente, poi ho aperto una pagina Web per ospitarvi le spiegazioni delle storie più diffuse, in modo da non dover ripetere a ciascun lettore la stessa storia. {{NDR|«Ha funzionato?»}} Non è andata come pensavo. Invece di ridurre il carico di lavoro [...] lo ha fatto aumentare. "Bravo, Paolo", mi scrivevano, "hai indagato su questa e questa e quella; adesso che ne dici di quest'altra storia? E questa? E che mi dici di questa?". {{NDR|«E tu ci sei cascato»}} Io non so resistere a una storia intrigante, vera o falsa che sia [...]
*{{NDR|«Quali sono i temi di maggior successo tra le dietrologie in rete?»}} Sicuramente l'11 settembre e [...] lo sbarco sulla Luna. Ma affiorano periodicamente i catastrofismi intorno al 2012 e i Maya, il paranormale, i cerchi nel grano, le "scie chimiche", a seconda di come vengono lanciati dai vari programmi televisivi, con il loro corredo di libri e DVD da vendere. La paura, l'intrigo e il [[Teoria del complotto|complotto]] rendono, alimentati da un clima di sfiducia verso tutto e tutti: si cerca una grande teoria unificatrice che dia senso all'esistenza, e molti la trovano nel Grande Vecchio che tirerebbe le fila di tutto. Dan Brown docet: ma lui, perlomeno, ha il buon gusto di precisare che si tratta di un romanzo, non di un libro di fatti. O almeno questo è quello che vogliono farci credere...
*{{NDR|«C'è più di vero nella teoria sulle scie chimiche o nel complotto sull'11 settembre?»}} Decisamente nell'[[Teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre 2001|11 settembre]]: lì almeno un complotto vero c'è stato, quello dei dirottatori. E ci sono delle zone grigie che andrebbero investigate; ma non è possibile perché i complottisti fanno troppo baccano. È come studiare Mozart in una segheria. Le [[Teoria del complotto sulle scie chimiche|"scie chimiche"]], invece, sono una fandonia totale, che trovo interessante proprio perché assurda: m'intrigano i processi mentali che possono spingere una persona a credere che ogni giorno migliaia di aerei, pilotati e mantenuti e riforniti da decine di migliaia di persone, spicchino il volo e spruzzino veleni nell'aria e nessuno mai spifferi nulla o si tradisca. Uno dei più presenzialisti fra i sostenitori di questa teoria, oltretutto, sostiene che quest'immenso, costosissimo complotto, che va avanti da decenni, fa crescere peli di plastica sottopelle, influenza il clima, consente il controllo mentale delle popolazioni... eppure si può contrastare semplicemente con l'alga spirulina che si compra in erboristeria. Ma allora è il complotto dei cretini? Affascinante.
*{{NDR|«[...] chi è che si fa fregare davvero dalle truffe online?»}} Gente di ogni genere, di ogni ceto sociale e di ogni preparazione scolastica: l'ingenuità non conosce barriere. Percentualmente i truffati non sono tantissimi, ma sono comunque un numero sufficiente ad alimentare questo settore del crimine organizzato. Del resto, il truffatore ha di norma costi di gestione bassissimi e lavora col metodo della pesca a strascico: lanciando milioni di esche, è statisticamente sicuro che qualche pesce abbocchi.
*[...] so bene che i complotti esistono: il mio obiettivo non è di smentirne l'esistenza, ma di scremare quelli reali da quelli immaginari, e di offrire a tutti gli strumenti per fare altrettanto. I complotti fasulli seguono degli schemi piuttosto precisi e ripetitivi: una volta capiti, è abbastanza facile fiutarne le trappole.
*Più che dietrologia e sospetto, credo sia il desiderio di semplificazione e di ordine ad alimentare il complottismo. Le teorie di complotto evitano la fatica di dover studiare, capire, approfondire. "L'11 settembre? È stata la CIA, fine della storia. Perché sono crollate le Torri Gemelle? Ci hanno messo le bombe, è ovvio." dice il pensiero cospirazionista. Non gli serve capire l'ingegneria strutturale. Nulla avviene per caso nel suo mondo: tutto ha un ordine. E il complotto gli offre una scusa facile per i propri fallimenti: non è lui che è incapace, sono gli altri che ce l'hanno con lui. E al tempo stesso offre una visione salvifica della propria esistenza. il complottista si vede come un paladino della verità, un avanguardista, un baluardo della società contro i cattivoni di turno. Fa proseliti, crea interesse intorno a sé, raduna seguaci che lo stimano e lo venerano. È gratificante. {{NDR|«Una vecchia storia...»}} Aspetta, però: il complottismo è anche diventato più diffuso. Forse perché i media lo alimentano (i complotti fanno audience, sono storie intriganti; la realtà spesso non è avvincente, e pochi la sanno raccontare in modo che lo diventi), forse perché più il mondo diventa complesso e più tendiamo a rifugiarci nell'apparente semplicità del messaggio complottista. Forse il cospirazionismo sta diventando una sorta di religione new age: di certo ne condivide molti aspetti psicologici.
*Raramente le dietrologie sono costruite a tavolino. Quelle che prosperano lo fanno perché trovano un substrato psicologico fertile di sospetto. Un esempio per tutti: lo sbarco sulla Luna degli americani [[Teoria del complotto lunare|è al centro di una teoria di complotto]]. Il tentativo lunare russo no. Anzi, molti non sanno neppure che ci fu. Come mai? Forse perché c'è un diffuso antiamericanismo (meritato o meno) mentre manca un "antisovietismo" (addirittura non esiste neppure la parola). Lo stesso vale per le teorie sull'11 settembre. Le teorie sull'AIDS o l'influenza suina come malattie inventate in laboratorio prosperano grazie alla diffidenza verso le società farmaceutiche (che effettivamente sono state colte spesso a combinare sconcezze).
{{Int|''[https://consumatori.coop.it/attualita/intervista-al-cacciatore-di-bufale-paolo-attivissimo/ Intervista al cacciatore di bufale Paolo Attivissimo]''|''consumatori.coop.it'', 16 dicembre 2013.}}
*Le [[Fake news|bufale]] che persistono nel tempo anche a fronte di smentite, sono quelle che suscitano un'emozione intensa, per esempio la paura, e toccano un argomento vicino a noi e delicato, come l'alimentazione o la salute. Gioca un ruolo importante anche il pregiudizio [...]. Non si tratta però soltanto di paura: c'è di mezzo anche un sentimento positivo come l'altruismo, che spinge chi in buona fede abbocca alla falsa notizia a mettere in guardia gli amici. Proprio perché c'è di mezzo l'emozione, dobbiamo sforzarci di essere razionali nell'esaminare gli allarmi che ci arrivano.
*{{NDR|«Che percentuali di successo hanno i [[Debunker|cacciatori di bufale]]? E i normali navigatori del web?»}} Se il successo è scoprire l'origine e la veridicità o meno di un appello, allora la percentuale è altissima: sono rari i casi irrisolti per i quali non si riesce a determinare perlomeno se l'appello dice il vero o no. Ma se il successo è far cessare la circolazione di una bufala, allora le cose cambiano: è un risultato molto raro. Fra gli internauti domina invece l'insuccesso in entrambi i sensi: purtroppo sono pochissimi coloro che si soffermano a valutare razionalmente gli appelli ricevuti [...]. Purtroppo anche la sensibilizzazione del pubblico da parte dei cacciatori di bufale riesce poco, anche per via dello spazio sproporzionato che viene concesso dai media a panzane e allarmismi.
*{{NDR|«Perché il pensiero [[Antiscienza|anti-scientifico]] ha tanta presa?»}} Perché è facile e ci fa sentire parte di un gruppo. È molto più facile dire "le cose chimiche fanno male" che rendersi conto che tutto, in natura, è chimica [...]; è molto più facile dire di no a tutto ciò che è nuovo invece di chiedersi quali novità sono positive e quali aspetti consolidati della nostra vita sono in realtà dannosi. Viviamo in un’era totalmente tecnologica, eppure spesso le persone si vantano di non avere alcuna competenza nelle materie scientifiche. Il pensiero anti-scientifico mette al riparo dalla meravigliosa complessità dell'esistenza e riduce tutto a bianco e nero, buono e cattivo, "chimico" e "naturale", amico o nemico. Fondamentalmente, l'anti-scienza è pigrizia.
{{Int|''[https://www.bergamoeconomia.it/personaggi/23-agosto-2017/intervista-esclusiva-a-paolo-attivissimo-201.html Intervista esclusiva a Paolo Attivissimo]''|''bergamoeconomia.it'', 23 agosto 2017.}}
*[...] oggi si può fare informazione – o disinformazione – commerciale e politica: oggi un'agenzia, un'ente o un governo può sapere di qualcuno chi è su Facebook, Twitter, Instagram e gli altri social media, sa dove abita, deduce quale sia la sua fascia di reddito, combina i dati con la sua professione, con i suoi consumi, con i suoi "mi piace", si fa un'idea delle persone a lui collegate e gli manda una pubblicità iper personalizzata. Il problema dell'internet oggi è questa raccolta massiva di dati che non si sa bene dove vadano, cosa se ne faccia e come vengano gestiti ed analizzati anche in modo automatico. Incrociare i dati e fornire delle informazioni mirate che possano influenzare, ad esempio, un voto politico, è una cosa banale dal punto di vista informatico, ma così si sfugge completamente agli organismi di controllo.
*[...] noi ci aspettavamo che il [[1984|Grande Fratello di Orwell]] venisse fuori da uno stato totalitario; nessuno si aspettava che noi stessi avremmo speso soldi per acquistare oggetti fatti apposta per tracciarci. [...] Gli oggetti tecnologici sono tramutati in oggetti per la sorveglianza da parte di chi vuole sorvegliare. Questi oggetti ci danno delle capacità operative enormi ma possono essere un po' troppo invasive per la nostra privacy e per la nostra vita, quindi si dovrebbe imparare a reimpostarli perché facciano quello che vogliamo noi e non quello che vogliono gli altri.
*{{NDR|Sulle [[fake news]]}} [Nascono per tre motivi:] per propaganda, quindi con una ideologia dietro, e per ideologia spicciola: vuoi che il mondo vada in un certo modo, vuoi credere ad una determinata cosa e scegli solo le informazioni che sostengono il tuo punto di vista. Per buona fede che ha dietro un equivoco o un'errata comprensione di una notizia per cui una persona divulga una cosa che non ha capito appieno o su cui non ha competenze [...]. Da non molto anche per arricchimento: ci sono piccoli imprenditori che aprono una serie di siti, si affiliano ad una catena pubblicitaria [...] o altri inserzionisti, pubblicano notizie false, scioccanti che inducono la gente a cliccarci. In questo modo quando il lettore visualizza la pagina il gestore del sito incassa.
{{Int|''[https://www.open.online/2019/08/01/si-sulla-luna-ci-siamo-andati-e-le-prove-sono-impossibili-da-falsificare-lintervista/ Sì, sulla Luna ci siamo andati, e le prove sono impossibili da falsificare – L'intervista]''|Juanne Pili, ''open.online'', 1º agosto 2019.}}
{{NDR|Sulla [[teoria del complotto lunare]]}}
*{{NDR|«Chi è il tipico negazionista degli allunaggi?»}} C'è da una parte il guru, quello che crea proseliti, pubblica contenuti e fa video, e cerca anche di monetizzare questi contenuti. Dall'altra c'è una seconda categoria di persone che hanno preso una decisione, ma non fanno proselitismo, hanno solo deciso che l'allunaggio è finto e che è stata tutta una messa in scena. Le due categorie si distinguono soprattutto per la questione del proselitismo. C'è il negazionista che dice "io so che non siamo mai andati sulla Luna, ma me la tengo per me, al massimo vado a scriverlo sui Social e non vado in giro a dimostrare chissà cosa": è semplicemente una sua opinione personale. Invece il guru vero e proprio va a caccia di contenuti e li posta. La differenza tra i due è anche nell'atteggiamento. Il complottista che monetizza, il guru, è anche quello che conosce le furbizie del mestiere. Quello che non fa proseliti è invece una persona male informata che ha abbracciato una visione cospirazionista della vita.
*[...] supponiamo che alla Nasa avessero deciso di simulare gli allunaggi; cosa avrebbero dovuto falsificare? Ci sono i razzi che devono partire dalla Terra, quelli devi farli partire per forza, quindi sono 12 razzi giganti che devono essere costruiti, devono funzionare e andare nello Spazio. Magari li facevano cadere da qualche parte, ma almeno fino alla quota di 70 chilometri dovevano farli arrivare. Poi devono esserci dei veicoli che attraversano lo Spazio tra la Terra e la Luna, perché gli astronomi hanno seguito le missioni Apollo. Una volta arrivato sulla Luna devi mettere qualcosa che lasci le impronte degli astronauti. Aggiungi che ci vogliono le comunicazioni radio perfettamente simulate. Bisogna avere un copione nel quale ci sono 11 mila ore di conversazioni tra i tecnici a Terra. Tutte queste cose sono pubbliche. Bisogna falsificare 6500 fotografie scattate sulla Luna, decine di ore di diretta televisiva, riprese cinematografiche, le rocce lunari, eccetera. Alla fine la lista è talmente lunga che sarebbe costato meno andarci sul serio, ed è infatti quello che è successo.
*[...] i complottisti spesso accusano la Nasa di non avere avuto la tecnologia per andare sulla Luna, ma di avere avuto quelle segrete per falsificare le riprese e addirittura realizzare missioni segrete senza che nessuno se ne accorgesse. Si decidessero una buona volta: qual è la versione complottista reale? Dopo 50 anni non sono arrivati neanche a questo punto. Non hanno saputo costruire una versione alternativa unica e coerente.
*{{NDR|«[...] quali sono quelle [tecnologie] usate nelle missioni Apollo che utilizziamo tutt'oggi?»}} Tutti i chip elettronici che usiamo adesso sono nati grazie all'impulso tecnologico dato dalle missioni Apollo. Per andare sulla Luna bisognava avere un computer, quel computer doveva essere leggero – almeno per gli standard dell'epoca – quindi non poteva essere fatto con dei circuiti normali, con transistor come si usava all'epoca. Era necessario miniaturizzarlo con quelli che all'epoca erano una novità: i circuiti integrati. Quei circuiti integrati furono usati per la prima volta in una missione operativa con equipaggio per andare sulla Luna, e questo ha dato via a tutta l'elettronica che abbiamo adesso. I telefonini in sostanza sono figli delle missioni Apollo. Così anche il Gps (Global positioning system), i nostri navigatori che ci indicano così precisamente dove siamo e dove vorremmo andare. Sono tutti figli delle equazioni sviluppate per la navigazione spaziale. Gli aerei di linea come gli Airbus hanno un sistema di volo computerizzato, il Fly-by-wire (Fbw), la cui tecnologia venne sviluppata usando come prototipo il computer utilizzato nelle missioni Apollo.
*{{NDR|Sugli astronauti delle missioni Apollo}} Tutti quelli che ho incontrato devo dire che si sono rivelate persone estremamente disponibili, aperte, soprattutto quando devi fare loro domande un po' tecniche. Hanno tantissima voglia di raccontare tutti gli aspetti meno conosciuti delle loro missioni. Sono invece riluttanti a parlare dei propri sentimenti. Erano talmente presi dalla loro missione, e dalla difficoltà di quel che stavano facendo, che non hanno avuto molto tempo di riflettere sui loro sentimenti durante la missione. Dopo magari sono venute fuori anche delle riflessioni spirituali, alcuni di loro hanno avuto anche una svolta religiosa. Andare così lontano da poter coprire con un dito tutti gli esseri umani che hanno vissuto sulla Terra ti fa riflettere sul nostro ruolo nell'Universo. Eppure sono persone paradossalmente "terra-terra", alle quali puoi rivolgerti chiamandole per nome. Ho avuto modo di conoscerli anche dietro le quinte. Si sono tutte confermate persone normali nella loro straordinarietà. Quelli vedovi o separati sono pure dei donnaioli, hanno tutti ancora l'occhio vispo.
{{Int|''[https://www.open.online/2022/08/13/luna-negazionismo-intervista-paolo-attivissimo/ No! Non serve giurare sulla Bibbia per dimostrare di essere stati sulla Luna – Intervista a Paolo Attivissimo]''|Juanne Pili, ''open.online'', 13 agosto 2022.}}
{{NDR|Sulla [[teoria del complotto lunare]]}}
*{{NDR|Sul ritorno degli astronauti dell'Apollo 11 sulla Terra, «i loro volti appaiono tesi. Ci si aspetterebbe invece di vederli radiosi e festanti»}} Questa può essere una bella lezione su come creare un complotto dal nulla [...]. Sei appena tornato dalla Luna; hai i giornalisti di tutto il mondo che ti guardano; hai l'opinione pubblica dell'intero pianeta che ti guarda; hai la responsabilità del tuo paese, che stai rappresentando. [...] Il loro compito era quello di non dire stupidaggini e non fare gaffe. [...] Non erano ancora celebrità. Non erano abituate come le persone di spettacolo a stare davanti alla telecamera. Erano piloti e ingegneri il cui compito era quello di pilotare un veicolo spaziale.
*{{NDR|«[...] gli astronauti di Apollo 11 non continuarono a lavorare per l'Agenzia spaziale, licenziandosi e isolandosi dall'opinione pubblica»}} Vorrei ricordare che stiamo parlando di piloti, gente che viveva per volare. Cosa dovevano fare, promuoverli a direttore e metterli dietro a una scrivania? Se fossero stati davvero degli attori allora avrebbero fatto risultare un curriculum più "coerente". Invece ognuno andò avanti per la propria strada [...]. Dopo che hai fatto la cosa più grande che potevi realizzare nella tua vita, per altro prima dei 40 anni, cos'altro puoi fare? Niente, cambierai settore. Collins finì per diventare il direttore di uno dei più prestigiosi musei americani; Armstrong tornò a fare l'ingegnere e a insegnare l'aeronautica. Immagina quelli che se lo sono trovati come insegnante. Non è vero che rifiutava ''tutte'' le interviste, se non gli facevano domande banali ("cosa hai provato? avevi paura? eccetera") era ben felice di rispondere, specialmente se riguardavano il suo lavoro.
*{{NDR|Sulle dichiarazioni degli astronauti dell'Apollo 11, circa il non avere visto stelle a occhio nudo dalla superficie della Luna}} [...] non c'è atmosfera, quindi sulla Luna il cielo è nero anche di giorno. Gli occhi si adattano alla luminosità intensa del Sole. Anche Collins, che si trovava in orbita lunare, non ricorda di aver visto delle stelle. Tuttavia noi sappiamo che gli astronauti dovevano usare le stelle per navigare, mediante un sestante collegato al computer di bordo. [...] non le hanno viste a occhio nudo, ma solo attraverso il sestante. {{NDR|«Allora perché gli astronauti delle precedenti missioni Gemini hanno affermato di aver visto le stelle?»}} Sì, quando si trovavano all'altezza della parte non illuminata della Terra [...], attraverso un finestrino che non era illuminato dal Sole, riuscivano a osservare alcune stelle. Può succedere anche oggi con gli astronauti a bordo della Stazione spaziale. {{NDR|«Anche credendo al complotto, perché avrebbero dovuto censurare le stelle o negare di averle viste?»}} È ridicolo: così sembra che alla Nasa lavorassero dei cretini, i quali si dimenticavano di mettere le stelle nei fondali.
===Interviste non datate===
*{{NDR|«Da dove nasce la tua passione per la [[Auto elettrica|mobilità elettrica]]?»}} È nata quando provai una delle prime [[Smart]] elettriche, aveva una strana batteria a sale che era completamente ecologica. L'effetto immediato fu la sensazione di essere salito a bordo di una macchina dell'autopista. Aveva un'accelerazione straordinaria, una ripresa entusiasmante ed uno spazio di manovra minuscolo, tipico di queste micro automobili. La prima emozione fu quella di sentirsi nel futuro – era ora – pensai.<ref name="emoti">Dall'intervista ''[https://www.emoti.swiss/paolo-attivissimo/ Guidare un'auto elettrica: finalmente siamo nel futuro]'', ''emoti.swiss''.</ref>
*{{NDR|«Come ti trovi a guidare un'automobile elettrica?»}} Per me è naturale girare in elettrico, viaggiare senza rumore né scatti durante le cambiate, perché non c'è il cambio. Non vado mai al distributore a far benzina, perché arrivo a casa, collego l'auto alla presa e ho fatto. Oggi, mi sembra strano guidare l'altra macchina a benzina e sentire le vibrazioni, gli scossoni. Mi sembra di passare dal jet al biplano [...].<ref name="emoti"/>
==''Attivissimo.me – blog''==
*{{NDR|Nel 2025}} Cinque anni fa [...] abbiamo deciso di abbandonare definitivamente le auto a carburante e abbiamo acquistato una [[Tesla (azienda)|Tesla]] [...]. Cinque anni fa [[Elon Musk]] sembrava davvero un genio innovatore, eccentrico ma animato da intenti positivi. Oggi risulta essere un pazzo pericoloso con deliri di onnipotenza. [...] Di certo continueremo a usare auto elettriche [...]. Ma non credo che prenderemo un'altra Tesla: [...] il marchio oggi è legato troppo strettamente a una persona totalmente tossica e socialmente disastrosa.<ref>Da ''[https://attivissimo.me/2025/03/09/si-ho-una-tesla-non-vuol-dire-che-approvo-i-deliri-di-elon-musk/ Sì, ho una Tesla. Non vuol dire che approvo i deliri di Elon Musk]'', ''attivissimo.me'', 9 marzo 2025.</ref>
*{{NDR|Su [[Jim Lovell]]}} Fece parte dell'equipaggio della missione più rischiosa della NASA negli anni della corsa alla Luna, ''Apollo 8'' [...], nel 1968: insieme ai suoi compagni di viaggio [[Frank Borman]] e Bill Anders, fu il primo essere umano nella storia a superare l'abisso di quattrocentomila chilometri [...] e a vedere la faccia nascosta del nostro satellite [...] su un veicolo il cui unico motore doveva funzionare perfettamente per permettere ai tre di tornare a casa. [...] Mentre sorvolavano quella faccia nascosta erano completamente isolati dal resto dell'umanità [...]. Lovell tornò a volare verso la Luna nel 1970 per un'altra missione storica: ''[[Apollo 13]]''. [...] uno scoppio di un serbatoio vitale trasformò un volo che prevedeva che Lovell camminasse sul suolo lunare [...] in una vera e propria ''Odissea'' nello spazio: tre giorni al freddo e al buio su un veicolo che non sapevano quanto fosse stato danneggiato e a corto di ossigeno, di cibo e di acqua. Quel veicolo spaziale ferito e menomato li riportò a casa grazie alla sua progettazione robusta e grazie ai nervi saldi e alla competenza tecnica straordinaria degli uomini a bordo [...] e dei tecnici sulla Terra. [...] Gli altri due voli spaziali erano stati forse meno storici ma comunque fondamentali: insieme a Borman, a bordo della ''Gemini 7'' era rimasto in orbita intorno alla Terra per due settimane, in una cabina strettissima, per dimostrare che il corpo umano poteva funzionare nello spazio per il tempo necessario per arrivare fino alla Luna, soggiornarvi e tornare indietro. Poi era tornato a volare nello spazio con la missione ''Gemini 12'', insieme a un certo [[Buzz Aldrin]], al suo primo volo.<ref name="Lovell">Da ''[https://attivissimo.me/2025/08/08/ci-ha-lasciato-jim-lovell-astronauta-lunare/ Ci ha lasciato Jim Lovell, astronauta lunare]'', ''attivissimo.me'', 8 agosto 2025.</ref>
*{{NDR|Su'' [[Apollo 13 (film)|Apollo 13]]''}} Il film omonimo di Ron Howard [...] è una ricostruzione piuttosto fedele (con qualche licenza narrativa) di quel "disastro di grande successo". [...] Nel film che celebra la sua missione, Jim Lovell ebbe una piccola parte: lo si vede nelle scene finali, a bordo della portaerei, in divisa, mentre stringe la mano a Tom Hanks, l'attore che lo interpreta. Il regista [...] offrì a Lovell una divisa da ammiraglio; l'astronauta rifiutò e tirò fuori la propria vecchia divisa da capitano. Aveva lasciato la Marina degli Stati Uniti con il grado di capitano, disse, e con quel grado voleva essere immortalato. Uno stile d'altri tempi.<ref name="Lovell"/>
*Il petrolio del [[XXI secolo|ventunesimo secolo]] non è il bit, come sognavano i tecnoidealisti: è l'odio. Più ce n'è, più si fanno soldi, fottendosene delle conseguenze sociali. I leader mondiali e i padroni dei social network lo aizzano e lo sfruttano.<ref name="settembre"/>
*{{NDR|Sulle [[teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre 2001]]}} L'enormità dell'evento ha spinto tante persone dalle menti troppo piccole a cercare spiegazioni semplici che confermassero le loro paure e i loro pregiudizi invece di accettare la complessità dei fatti reali. Ne ha spinte altre, meno piccole ma più meschine, a sfruttare una tragedia per propagandare le proprie tesi di odio e monetizzare ansie e angosce collettive. [...]. Un'ondata che non si limitò ai deliri dei soliti squinternati su Internet [...] ma divenne mainstream, con ore e ore di programmi televisivi nei quali le tesi più idiote e bislacche ricevevano una dignità immeritata invece di essere liquidate facendo parlare gli esperti e i tecnici. [...] il fiume in piena del complottismo [...] aveva travolto e sedotto anche numerosi giornalisti. [...] alcuni miti fasulli si consolidarono nell'opinione pubblica.<ref name="settembre">Da ''[https://attivissimo.me/25-anni-di-11-settembre/ 25 anni di 11 settembre]'', ''attivissimo.me'', 11 settembre 2026.</ref>
{{Int|''[https://attivissimo.me/60-anni-di-star-trek-li-festeggio-in-tv/ 60 anni di Star Trek, li festeggio in TV]''|''attivissimo.me'', 8 settembre 2026.}}
{{NDR|Su ''[[Star Trek (serie classica)|Star Trek]]''}}
*Sono appassionato di fantascienza in generale, ma ''Star Trek'' occupa un posto speciale nel mio cuore perché è una serie positiva: diversamente da tante altre serie tetre e distopiche, ''Star Trek'' mostra un futuro nel quale i problemi si risolvono con l'ingegno e non con la violenza, dove le differenze e le diversità non sono tollerate ma sono anzi apprezzate, e dove il denaro non è l'unico valore fondante della società e della vita. Mostra un futuro nel quale, insomma, ce l'abbiamo fatta a [...] diventare esseri umani migliori.
*È ben più di una serie con astronavi e pigiamini spaziali: quasi ogni puntata è, a modo suo, un dramma morale, nel quale i problemi della società di oggi vengono rappresentati in veste fantascientifica e allegorica per renderli presentabili e accessibili nonostante le censure o il rifiuto sociale di parlarne [...]. Il primo ufficiale vulcaniano Spock era l'estraneo che commentava le assurdità della società umana; il dottor McCoy incarnava l'emotività; e il capitano Kirk fondeva la logica del primo con i sentimenti del secondo per arrivare a una soluzione che esprimesse giustizia.
*''Star Trek'' parlava di razzismo quando era ancora un tabù. Parlava di discriminazione delle donne quando era ancora considerata normale e inevitabile. Parlava di questioni di genere e di rispetto di ogni forma di vita (anche quella artificiale) quando farlo esplicitamente era proibito o semplicemente inconcepibile. Siete voi che siete rimasti [...] fermi alle orecchie a punta, alle battaglie fra astronavi e alle tutine attillate, e avete guardato senza vedere. E senza ascoltare.
==''Il Disinformatico – blog e podcast''==
{{cronologico}}
*[[John Titor|Titor]] ha previsto erroneamente che vi sarebbe stata una guerra civile in USA dal 2004 al 2015 e che l'edizione finale delle Olimpiadi sarebbe stata nel 2004 [...]; ma si è coperto le spalle "spiegando" che esistono molti mondi paralleli al nostro e che in ciascuno di questi mondi gli eventi sono leggermente differenti; lui proverrebbe in realtà da uno di questi mondi e avrebbe raccontato la cronologia di quel mondo, che può essere divergente rispetto alla nostra. Le previsioni di Titor sono piuttosto catastrofiche, come si conviene al buon profeta: la Terza Guerra Mondiale fa 3 miliardi di morti nel 2015, la Russia bombarda le città americane, europee e cinesi, e la [[Microsoft]] non esiste più (non tutto il male vien per nuocere, insomma).<ref name="Titor">Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2007/01/il-caso-john-titor.html Antibufala: il caso John Titor]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 22 gennaio 2007.</ref>
*{{NDR|Su John Titor}} [...] la storia è con tutta probabilità una bella bufala perché sarebbe stato facilissimo per Titor autenticarla, per esempio lasciando nel nostro tempo un oggetto fabbricato con la tecnologia del 2030. In questo modo, anche se le sue previsioni fossero risultate sballate a causa delle linee temporali divergenti, avremmo comunque avuto sempre un oggetto verificabile e studiabile. [...] Vera o falsa, la storia è indubbiamente abbastanza accattivante, con il suo misto di catastrofismo con possibilità di redenzione, ''[[Terminator]]'', ''[[L'esercito delle 12 scimmie]]'' e complottismo [...], da attirare certamente la curiosità di Hollywood.<ref name="Titor"/>
*{{NDR|in riferimento ad uno "sciopero" dei blog e a come protestare efficacemente contro iniziative di leggi su Internet in Italia}} Impariamo le tecniche di anonimizzazione e di occultamento. Impariamo la crittografia, lo scambio di file non tracciabile, la steganografia, il ripping dei nostri DVD e dei Blu-Ray, l'hacking dei dispositivi che ci circondano, il blogging anonimo, l'hosting sicuro. Impariamo a difenderci dai soprusi e a far valere il nostro diritto di esprimerci civilmente, usando le tecniche che il nostro ottuso antagonista non ha speranza di capire. Portiamo la contesa su un terreno che ci è familiare, invece di camminare allegramente sul campo minato dell'avversario. Il contrasto alla stupidità non si fa adottando le regole degli stupidi. Si fa diventando più intelligenti, più svelti, più preparati. Si fa sfruttando le debolezze dell'avversario. Ma bisogna volerlo fare. Sempre che non pensiate che quando un topolino e un gatto si siedono a discutere in casa del gatto, il topolino possa averla vinta per pura forza dialettica.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2009/07/sciopero-dei-blog-il-147.html Sciopero dei blog il 14/7: perché non aderirò]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 13 luglio 2009.</ref>
*Il mito dei [[Teschio di cristallo|Teschi di Cristallo Maya]] è stato riportato alla ribalta dal quarto film della saga di Indiana Jones e dal delirio collettivo intorno alle presunte profezie Maya sulla fine del mondo nel 2012, ma è da decenni uno dei capisaldi della cultura ''new age'' e del paranormale. Peccato che sia, per dirla senza troppi giri di parole, una fregatura. [...] le principali asserzioni [...] riguardano il più famoso di questi teschi, quello che l'esploratore Frederick Albert Mitchell-Hedges [...] diceva di aver scoperto nelle rovine di un tempio Maya da lui trovato a Lubaantun [...] nel 1927 ma descritto soltanto molti anni più tardi. Il teschio in questione [...] è ricavato da un blocco unico di cinque chili di quarzo ialino [...], tanto che secondo i sostenitori delle sua origine paranormale sarebbe impossibile crearne un duplicato. Secondo la prima edizione dell'autobiografia di Mitchell-Hedges (''Danger My Ally'', 1954), il teschio [...] avrebbe almeno 3600 anni e sarebbe stato usato dai sacerdoti Maya, che con i suoi poteri sarebbero stati in grado di uccidere con la sola forza del pensiero. A suo dire, sarebbe stato fabbricato a mano dai Maya lavorandolo per abrasione con la sabbia [...] ininterrottamente per circa trecento anni. [...] Negli anni Settanta iniziò a circolare l'asserzione che radunando i tredici teschi di cristallo in un unico luogo sarebbero accaduti eventi portentosi o calamità planetarie. [...] Una storia affascinante, ma i fatti la smentiscono inesorabilmente. [...] Blocchi unici di quarzo ialino delle giuste dimensioni si trovano e si possono lavorare con mezzi più che normali [...]. Basta avere un bel po' di soldi, perché blocchi del genere sono molto costosi (alcune migliaia di dollari) e la loro lavorazione è altrettanto impegnativa e delicata. Inoltre nella cultura Maya [...] non c'è alcun riferimento a oggetti di questo genere. C'è da aggiungere, poi, che il teschio di Mitchell-Hedges ha vari dettagli anatomici tipici di un cranio europeo, ben diverso da quelli degli abitanti dell'America latina precolombiana. Perché i Maya avrebbero dovuto scolpire pazientemente un teschio europeo? Cosa più importante, il presunto teschio Maya ha segni di lavorazione meccanica moderna che non hanno nulla di insolito [...]. Tutto punta, insomma, verso una fabbricazione con mezzi tecnologici contemporanei sul modello di un cranio europeo. [...] i fatti restano quelli che sono, e ce n'è uno che [...] condanna senza appello tutta la leggenda dei teschi: un catalogo del 1943 della casa d'aste Sotheby's, che offre un teschio di cristallo identico a quello "scoperto" da Mitchell-Hedges. L'acquirente? Frederick Albert Mitchell-Hedges stesso. E che dire degli altri teschi analoghi esposti nei musei del mondo? [...] quelli al British Museum londinese, al Musée du quai Branly parigino e allo Smithsonian di Washington sono presentati etichettandoli chiaramente come falsi. [...] L'unica cosa davvero portentosa di tutta questa faccenda, insomma, è la disonestà di questi imbroglioni e l'ingenuità di chi vuole credere a tutti i costi senza mai dubitare.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2011/11/il-mistero-dei-teschi-di-cristallo.html Il "mistero" dei Teschi di Cristallo]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 23 novembre 2011.</ref>
*Intorno alla [[Giornata internazionale della donna|Festa della Donna]] [...] circola una storia agghiacciante a proposito delle sue origini: la data dell'8 marzo sarebbe stata scelta per ricordare le oltre cento operaie tessili morte nel rogo della fabbrica Cotton a New York quel giorno nel 1908. Qualche giorno prima avevano iniziato un coraggioso sciopero contro le condizioni disumane in cui erano costrette a lavorare. Per tutta risposta il proprietario della fabbrica, il signor Johnson, ne aveva bloccato le uscite. Quando scoppiò l'incendio, appiccato forse dallo stesso Johnson, avvenne una strage terrificante. Questa è la storia che tuttora viene proposta dal passaparola e anche da alcune testate giornalistiche [...]. Ma senza voler sminuire l'importanza della celebrazione, va chiarito che '''in realtà l'8 marzo 1908 a New York non vi fu nessuna carneficina e non vi fu nessun incendio. Anzi, non esisteva neppure la fabbrica tessile Cotton.''' Le immagini che a volte accompagnano la storia sono infatti riferite all'incendio avvenuto a New York il 25 marzo 1911, non l'8 marzo 1908, presso la fabbrica tessile Triangle Waist Factory, nel quale perirono in 18 minuti 146 persone (129 donne e 17 uomini) a causa delle pessime condizioni di sicurezza. L'incendio portò alla definizione di norme più sensate per la sicurezza sui luoghi di lavoro e aiutò a organizzare gli sforzi per migliorare le condizioni effettivamente vergognose nelle quali lavoravano le operaie e gli operai tessili, ma non contribuì all'emancipazione femminile. [...] La vera origine dell'8 marzo è parecchio diversa: la prima Giornata Nazionale della Donna fu indetta nel 1909 negli Stati Uniti; nel 1911, poco prima dell'incendio alla Triangle Waist Factory, divenne Giornata Internazionale e fu celebrata in Germania, Austria, Danimarca e Svizzera. Inizialmente fu scelta la data del 19 marzo, che fu poi spostata all'8 nel 1921.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2013/03/antibufala-lorigine-della-festa-della.html Antibufala: l'origine della Festa della Donna]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 8 marzo 2013.</ref>
*Avreste mai detto che il [[Storia della videotelefonia|primo videotelefono]] risale al 1964? [...] Il Bell PicturePhone [...] debuttò [...] alla World Fair, collegando New York con Disneyland [...]. Tecnicamente era geniale: riusciva a trasmettere sulle normali linee telefoniche in rame [...] un'immagine video in bianco e nero insieme all'audio della chiamata. Non c'erano schermi piatti, per cui usava un piccolo tubo catodico televisivo. A partire dalla versione del 1970, quella messa in vendita al pubblico, aveva già incorporata una videocamera CCD per riprendere gli interlocutori [...]. La Bell installò cabine per le videochiamate in vari luoghi pubblici [...] negli Stati Uniti per promuovere il servizio. Si aspettava che entro il 2000 avrebbe avuto una dozzina di milioni di abbonati al videotelefono. Ma le cose andarono malissimo. La Bell chiedeva circa 160 dollari di allora [...] di canone mensile e le chiamate costavano 20 dollari al minuto [...]. E così nel 1964 c'erano in tutti gli Stati Uniti solo una settantina di utenti; sei anni dopo non ce n'era più neanche uno. Nel 1978 la Bell ritirò il prodotto dal mercato dopo aver speso circa 500 milioni di dollari in ricerca. Nessuno voleva videochiamare, specialmente non a questi prezzi [...] imposti dalle norme antimonopolio dell'epoca, che [...] impedirono di immettere il PicturePhone sul mercato offrendolo sottocosto per stimolarne la diffusione, come si fa spesso con le tecnologie innovative. Peccato, perché il videotelefono doveva essere il primo di una serie di servizi telematici che sarebbero stati veicolati tramite la rete telefonica, rendendo economicamente conveniente la modernizzazione dell'infrastruttura [...]. In altre parole, c'era chi concepiva e costruiva Skype e Internet già negli anni Sessanta. È per questo che chi ha qualche anno sulle spalle si lamenta che il futuro non è più quello di una volta.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2014/06/la-strana-storia-del-videotelefono-che.html La strana storia del videotelefono che compie... cinquant'anni?]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 20 giugno 2014.</ref>
*Sapete perché non sopporto gli [[Ufologia|ufologi]]? Perché con rarissime eccezioni sono stupendamente, irrimediabilmente, spettacolarmente incompetenti. E con la loro rumorosa incompetenza non fanno altro che rendere ridicolo un campo d'indagine che potrebbe essere serio se solo la piantassero di dire corbellerie e scambiare ogni pixel sfuocato per una gita fuori porta dei venusiani. Se poi i giornalisti, invece di riportare acriticamente le suddette corbellerie, si degnassero di avere un attimo di senso critico invece di fare le puttane del clic, l'ufologia potrebbe finalmente diventare una scienza anziché una scemenza. Macché. [...] Formulare ipotesi è dovere di ogni ricercatore; ma il vero ricercatore fa anche un passo in più, che è quello di cercare di scartare le ipotesi non supportate dai fatti e di metterle alla prova, invece di saltare alle conclusioni [...]. È proprio questo quello che non va nell'ufologia: è propagandata chiassosamente da persone che sono talmente innamorate della propria visione del mondo da ignorare i metodi di verifica più elementari; talmente infervorate da essere capaci di mettere nero su bianco quello che dovrebbero fare e poi non farlo; talmente fissate sul binario unico del proprio pensiero da non accorgersi dei propri sbagli e accusare invece gli altri di non avere una mente aperta; talmente egocentriche da incazzarsi quando qualcuno osa far notare i loro errori. Pochi si sottraggono a questo modello [...]. Incazzatevi pure, fufologi [...], ma non è colpa mia se scrivete cialtronerie e vi rendete ridicoli. E incazzatevi pure, giornalisti, ma non è colpa mia se pubblicate qualunque cialtroneria senza verificarla.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2014/12/antibufala-lufo-decollato-dalla-luna.html Antibufala: l'UFO "decollato dalla Luna"]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 30 dicembre 2014.</ref>
*Ogni tanto mi chiedono perché mi dedico al debunking dei complottismi e in particolare dei lunacomplottismi. C'è chi dice che non serve a niente; tanto gli irriducibili non cambieranno mai idea. Ma non è per loro che scrivo; si tengano pure le loro idiozie, l'astio invidioso, l'incapacità di accettare che ci sia al mondo gente meno piccola di loro. Scrivo per i dubbiosi che vogliono saperne di più, per gli appassionati, per le persone che condividono con me l'entusiasmo per una delle pagine più belle e pure della storia dell'esplorazione e dell'avventura. Scrivo perché spesso vedo, negli occhi delle persone che incontro dopo una conferenza sulle missioni lunari, la stessa meraviglia ed emozione che persone come Neil Armstrong hanno regalato a me e che cerco di regalare a mia volta.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2015/10/perche-si-scrive-un-libro-di-debunking.html Perché si scrive un libro di debunking? Per momenti come questo]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 13 ottobre 2015.</ref>
*Sì, la [[Reichskriegsflagge|bandiera di guerra imperiale tedesca]] è da considerare simbolo neonazista perché oggi è usata prevalentemente dai neonazisti. La usano per eludere i divieti di usare la svastica e per far finta (anche a se stessi) di non essere nazisti di seconda mano [...]. Questo uso frequente e predominante da parte dei neonazisti, ampiamente documentato, ha trasformato il significato corrente di quella bandiera, esattamente come l'uso della svastica da parte dei nazisti ha trasformato il significato di un simbolo che ha una storia plurimillenaria, come l'uso di falce e martello da parte del comunismo li ha trasformati da semplici strumenti agricoli e industriali in simboli di oppressione. [...] Sembra che molti facciano fatica a capire il concetto che il significato di un simbolo dipende dal contesto e dal suo uso predominante. O forse quei molti sono solo imbecilli neonazisti che si sono visti togliere la foglia di fico e si sono accorti che ora tutti vedono le loro pochezze.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2017/12/bandiera-neonazista-in-caserma-due.html Bandiera neonazista in caserma, due parole di debunking]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 4 dicembre 2017.</ref>
*Se un video riceve tante visualizzazioni, i social network e i siti come Youtube pagano i suoi creatori in cambio del diritto di inserirvi pubblicità. Questo meccanismo di monetizzazione dei video ha creato una vera e propria industria amatoriale di video falsi, con contenuti spesso scioccanti o demenziali, costruiti a tavolino per far parlare di sé ed essere condivisi, che non esisterebbero se non ci fosse l'incentivo del guadagno. E ci sono anche sciacalli che rubano i video virali altrui per monetizzarli. [...] La monetizzazione su Internet di video falsi o fabbricati è una delle ragioni del boom delle [[Fake news|notizie false]] basate su questi video: costano poco e rendono molto, anche per le testate giornalistiche che le ripubblicano senza verificarle. I social network stanno correndo ai ripari togliendo le pubblicità, e quindi l'incentivo economico, ai video che incoraggiano o promuovono comportamenti dannosi o pericolosi, ma questa rimozione avviene soltanto se un video viene segnalato dagli utenti (è successo per il video della testa nel microonde). Spetta quindi a noi utenti, insomma, agire per disincentivare questa forma di fake news.<ref>''[https://attivissimo.blogspot.com/2017/12/video-monetizzabili-motore-di-fake-news.html Video monetizzabili, motore di fake news]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 14 dicembre 2017.</ref>
*La tecnica della falsa citazione consiste nell'attribuire a una persona autorevole o molto conosciuta il concetto che si vuole esprimere e che normalmente sarebbe impresentabile, ma che se viene espresso tramite quel personaggio storico o celebre diventa subito sdoganabile e anzi rimane impresso e rafforzato nella propria efficacia. [...] Le citazioni falsamente attribuite, insomma, funzionano molto bene, specialmente nei social network, dove la concisione è fondamentale e circolano sotto forma di meme, ossia di un'immagine del personaggio accompagnata da una didascalia che riporta la citazione. Materiale facile da produrre e condividere e adatto a qualunque social network. Verificare l'autenticità di una citazione celebre non è affatto facile, anche perché digitarla in Google non fa altro che evocare i tantissimi siti che la riportano. Bisogna esplorare gli archivi storici, che spesso non sono disponibili via Internet. [...] Di conseguenza conviene partire dal presupposto che ogni citazione sia falsa fino a prova contraria: se non ne viene indicata la fonte e la data precisa e verificata, è probabilmente apocrifa e quindi è meglio non usarla per sostenere le proprie argomentazioni, che se sono buone possono benissimo reggersi senza queste grucce d'argilla.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2018/06/fake-news-e-false-citazioni.html Fake news e false citazioni]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 28 giugno 2018.</ref>
*C'è un mito molto diffuso in informatica, secondo il quale il termine ''"[[bug]]"'' (letteralmente "insetto") usato per descrivere i difetti di un computer o del suo software sarebbe stato coniato nel 1947, esattamente alle 15.45 del 9 settembre, da parte di Grace Murray Hopper, una delle pioniere dell'informatica, creatrice dei compilatori e di gran parte dei linguaggi di programmazione COBOL e FORTRAN, matematica laureatasi a Yale nel 1934, ricercatrice informatica e anche ufficiale della Marina degli Stati Uniti, promossa poi al grado di contrammiraglio. Quel giorno Grace Hopper lavorava al calcolatore elettromeccanico Mark II, un bestione lungo circa 16 metri, alto due metri e quaranta e profondo altrettanto installato alla Harvard University, e trovò nelle sue viscere elettroniche un insetto alato, incastrato in un relé. Lo appiccicò con un pezzo di nastro adesivo al suo quaderno di appunti di lavoro, con il commento ''"First actual case of bug being found"'' (''"primo caso concreto di ritrovamento di un «bug»"''). Ma in realtà il termine inglese ''bug'' era già in uso in altri campi almeno sin dai tempi di Edison, nel 1889, per indicare un difetto di un circuito o di una macchina. La ''Pall Mall Gazette'' dell'11 marzo di quell'anno, infatti, riporta che ''"Il signor Edison... ha trascorso in bianco le due notti precedenti per scoprire un «bug» nel suo fonografo – un'espressione che indica la risoluzione di un problema e sottintende che ci sia un insetto immaginario che si è nascosto dentro e sta causando tutti i problemi."'' Nella sua lunghissima carriera, Grace Hopper raccontò spesso l'episodio, rendendo popolare il termine ''"bug"'' anche fra gli informatici, ma non fu lei a coniarlo: anzi, leggendo le sue annotazioni è chiaro che il termine era già in uso e lei era divertita alla scoperta di un "bug" fisico vero e proprio.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2020/09/perche-chiamiamo-bug-i-difetti-dei.html Perché chiamiamo "bug" i difetti dei computer?]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 18 settembre 2020.</ref>
*Se avete un indirizzo di mail avete ricevuto almeno una volta nella vita un messaggio contenente la classica "[[truffa alla nigeriana]]": uno sconosciuto si presenta dicendo di essere un membro di una famiglia nobile vittima di una persecuzione e aggiungendo di avere un'ingente somma di denaro, alcuni milioni di dollari, che può recuperare soltanto con il vostro aiuto. Il vostro nome gli è stato raccomandato da un amico che avete in comune ma che non viene nominato per prudenza. In cambio della vostra assistenza è disposto a darvi una percentuale molto consistente di quei milioni. Per avviare la procedura di recupero, però, ha bisogno che gli anticipiate una piccola somma. La truffa è diventata particolarmente popolare in Nigeria, dove operano molti dei truffatori che la praticano. Da questa diffusione nel paese è nato il soprannome [...] e dal numero della sezione pertinente del codice penale nigeriano è nato il nome alternativo di questo raggiro, ossia ''419 scam''. Tuttavia questa truffa non è affatto nata con Internet, come molti pensano. Girava già su carta negli anni Novanta, chiedendo risposta tramite l'allora modernissimo fax [...]. Ma [...] il ''New York Times'' del 1898 (sì, ''milleottocentonovantotto'') parlava già della faccenda dicendo che era una truffa ''"comune"'' e ''"vecchia"'' che stava riemergendo. Ovviamente non c'era Internet nel 1898, per cui i truffatori comunicavano per posta cartacea. [...] Ma si può andare ancora più indietro nel tempo, alla fine del Settecento. Eugène François Vidocq (1775-1857), uno dei padri della criminologia, racconta nelle sue memorie di quando fu condannato a otto anni di carcere per ''"falso in conti pubblici ed autentici"'', nel 1797. In prigione a Bicêtre [...] i carcerati scrivevano le cosiddette ''"lettere di Gerusalemme"'', con la complicità dei carcerieri, [...] lo scrivente diceva sempre di essere il cameriere personale di un noto marchese che aveva dovuto abbandonare il proprio tesoro in un luogo ben occultato per evitare che finisse nelle mani dei malfattori. Il luogo era nelle vicinanze del destinatario della lettera. [...] in cambio di un piccola somma si sarebbe potuto liberare dal carcere e avrebbe potuto così condurre il destinatario al tesoro per dividerselo. [...] di cento lettere di questo tipo, venti ricevevano sempre risposta. I carcerati si procuravano gli indirizzi delle persone ricche della provincia dai nuovi prigionieri. I ricchi abboccavano a questa storia improbabile, mandando a volte fino a 1500 franchi dell'epoca. E non c'era verso di far capire alle vittime che erano state raggirate: Vidocq racconta del ''"mercante di stoffe della Rue des Prouvaires, che fu colto a scavare sotto un arco del Pont Neuf'' [a Parigi]'', dove si aspettava di trovare i diamanti della duchessa di Bouillon"''. Ma [...] si può andare ancora più indietro nel tempo, fino al sedicesimo secolo, quando prosperava la truffa della "prigioniera spagnola": la lettera del truffatore parlava di una principessa (inesistente) che era prigioniera dei turchi, che chiedevano un riscatto per liberarla. La principessa, diceva la lettera, aveva inoltre promesso di sposare chiunque l'avesse liberata, e quindi si chiedeva al ricco che riceveva la missiva di contribuire alla liberazione della prigioniera. I secoli passano, le tecnologie cambiano, ma le debolezze umane sono sempre le stesse.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2021/02/la-truffa-alla-nigeriana-e-un-classico.html La "truffa alla nigeriana" è un classico. Un classico del sedicesimo secolo]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 26 febbraio 2021.</ref>
*[[Tilly Norwood]] è [...] probabilmente il nome più odiato a Hollywood [...]. La narrazione [...] è che si sia di fronte a una svolta epocale nel cinema e nella televisione, e che ben presto attori e attrici umani verranno sostituiti da personaggi sintetici che non sbagliano le battute, non hanno comportamenti discutibili, non hanno rivendicazioni salariali, non invecchiano e non si stancano mai: delle marionette perfette per l'industria dell'intrattenimento. [...] Ma dal punto di vista tecnico le cose non stanno affatto come sono state raccontate comunemente. [...] Tilly Norwood non è una persona fisica: è un costrutto digitale, una serie di pixel su uno schermo, un fantoccio animato da una serie di comandi, o ''prompt'', impartiti da un animatore. Pertanto non può essere rappresentata da un'agenzia per artisti [...] così come non può esserlo per esempio Biancaneve, intesa come personaggio d'animazione. Le eventuali case di produzione che fossero interessate a usare Tilly Norwood [...] dovrebbero semmai ingaggiare lo studio di produzione che gestisce il software che genera le immagini di questo personaggio digitale, esattamente come si assolda una società di effetti speciali [...]<ref>Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 6 ottobre 2025; trascritto in ''[https://attivissimo.me/2025/10/08/podcast-rsi-tilly-norwood-attrice-sintetica-o-beffa-virale/ Podcast RSI – Tilly Norwood, attrice sintetica o beffa virale?]'', ''attivissimo.me'', 8 ottobre 2025.</ref>
===2008===
*I casi sono due. Alla redazione di ''[[Voyager (programma televisivo)|Voyager]]'' non sanno cos'è Google, oppure prendono volutamente per i fondelli i creduloni che seguono la trasmissione. Questa è disinformazione pagata dai contribuenti. E poi ci chiediamo perché girano le storie più sceme sui pianeti in collisione e i calendari Maya e i giovani non conoscono la scienza e s'angosciano per i video dei cellulari che fanno il popcorn. Semplice: perché trasmissioni come ''Voyager'' imbottiscono loro la testa di cretinate. Perché ''Voyager'' non alza le chiappe e va ad indagare i misteri veri della scienza? Luci di Hessdalen [...], i risultati delle sonde Viking su Marte che sembravano indicare tracce chimiche di vita, le sonde Pioneer deviate fuori rotta da una forza sconosciuta, la macchina di Anticitera... queste sono solo le prime che mi vengono in mente. No, eh? Troppa fatica. Molto più comodo riciclare la pappa pronta rigurgitata da qualche sito o libercolo di pseudoscienza, senza neppure fare una Googlata preliminare prima di aprir bocca, e al diavolo le conseguenze.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2008/09/voyager-e-larea-51.html Voyager, ai confini dell'incoscienza: l'Area 51 (con contorno di api e scie chimiche)]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 24 settembre 2008.</ref>
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2008/10/antibufala-le-pietre-di-ica.html Antibufala: le "pietre di Ica"]''|''attivissimo.blogspot.com'', 17 ottobre 2008.|h=4}}
*Secondo il suo modello ben collaudato, ''[[Voyager (programma televisivo)|Voyager]]'' si para le spalle mettendo il tutto in forma interrogativa, dimenticandosi che il compito del [[giornalismo]] non è fare domande, ma trovare risposte. Le domande le fanno anche i bambini.
*{{NDR|Sulle [[pietre di Ica]]}} Si tratta di falsi, realizzati da artigiani del posto per venderli ai polli. Se fossero autentici e quindi antichi di millenni, le incisioni non avrebbero spigoli netti, perché sarebbero stati smussati dall'erosione naturale. Spigoli netti, come se fossero stati incisi l'altroieri. Appunto. Il pollo, nello specifico, è un medico, Javier Cabrera Darquea [...], che negli anni Sessanta ricevette in regalo una pietra sulla quale era inciso un pesce che, a suo avviso, apparteneva a una specie estinta. Cabrera andò alla ricerca di altre pietre simili e gli abitanti del posto furono sorprendentemente più che lieti di "fornirgliele" dietro compenso, raffiguranti uomini insieme a dinosauri e tutte le altre sciccherie tecnologiche anacronistiche [...]. Cabrera, a quanto pare, non si chiese come mai una civiltà così tecnologicamente avanzata da fabbricare telescopi e macchine volanti e realizzare trapianti non avesse lasciato ''alcuna traccia'' di sé a parte qualche sasso. Diamine, troviamo le pietre di selce degli uomini primitivi, e invece di questa civiltà evolutissima non troviamo una valvola, uno spinterogeno, un cuscinetto a sfere, le rovine di un ospedale o di un palazzo? Il medico peruviano, evidentemente, non si chiese neppure se per caso il suo interesse per le pietre incise avesse spinto qualche artigiano intraprendente a realizzare l'equivalente locale della proverbiale fabbrica di mobili antichi. Fatto sta che la sua collezione ha superato i 15.000 esemplari, tanto da permettergli di aprire un museo a Ica.
*Le pietre di Ica, fatte di andesite, non possono essere datate usando la datazione al radiocarbonio, che si applica soltanto alla materia organica. Le pietre si datano di solito guardando gli strati in cui sono sepolte, ma nessuno sa da dove provengano esattamente. In ogni caso, qualsiasi datazione di questo genere indicherebbe l'età del sasso, ma non direbbe nulla sull'epoca in cui sono state realizzate le incisioni. La datazione delle incisioni è possibile osservando, appunto, l'erosione: se non c'è, vuol dire che sono recentissime. E infatti hanno bordi netti. Cosa ancora più importante, il ricercatore spagnolo Vicente Paris [...] scoprì, con un esame approfondito, che le incisioni contenevano ''tracce di moderna carta vetrata'' [...]. Ci sono poi altre considerazioni di ordine puramente logico. [...] Come mai la vendita di reperti archeologici è proibita in Perù, eppure queste pietre sono in libera vendita ai turisti ingenui? Forse perché Basilio Uschuya, il principale fornitore di Cabrera, fu arrestato nel 1996 per questo presunto crimine e fu poi rilasciato quando confessò che le pietre se le fabbricava da solo prendendo spunto dai fumetti, dai libri di scuola e dalle riviste. Le pietre venivano poi ricoperte di una patina di invecchiamento ottenuta lasciandole per qualche giorno nel pollaio a ricevere gli escrementi delle galline. Se per prendere un ladro ci vuole un ladro, forse ci vuole una gallina per prendere un pollo. Infine, per i cocciuti che sostengono che l'andesite è durissima e quindi non può essere lavorata senza strumenti particolari, ergo le pietre devono essere autentiche, va chiarito che non si tratta di sculture, ma di semplici incisioni superficiali, che rimuovono lo strato superficiale ossidato. Uschuya mostrò [...] come realizzarle usando un semplice trapano da dentista.
===2010===
*Nello studio dei [[teoria del complotto|cospirazionismi]] esiste da tempo quella che piuttosto coloritamente viene denominata la Teoria della Montagna di M...: spalare il letame mentale prodotto da una qualunque tesi di complotto o credenza pseudoscientifica richiede sempre molta, molta più energia e sofferenza di quanta ne occorre per generare quel letame. In forma più garbata, per inventare un mistero ci vogliono tre secondi: per smontarlo ci vuole a volte una vita.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2010/03/complottismo-quiz-la-teoria-della.html Complottismo-quiz: tre secondi per creare una tesi di complotto, anni per smontarla. La teoria della montagna di m...]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 24 marzo 2010.</ref>
*[...] la British Medical Association ha definito "stregoneria" l'[[omeopatia]] e l'ha denunciata come uno spreco di soldi: 4 milioni di sterline l'anno (4,6 milioni di euro, 6,5 milioni di franchi) per prodotti che sono, in sostanza, acqua fresca. L'omeopatia, infatti, si basa sul principio della diluizione estrema del principio attivo. Così estrema che nel "medicinale" omeopatico non c'è neppure una molecola di questo principio. Pseudofarmaci del genere dovrebbero costare praticamente zero, eppure l'industria del settore vale 40 milioni di sterline solo nel Regno Unito.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2010/05/medici-gb-omeopatia-stregoneria.html La bufala dell'omeopatia: denuncia dei medici britannici, test di James Randi]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 16 maggio 2010.</ref>
*{{NDR|Su [[Stonehenge]]}} C'è chi ci va per ammirare l'ingegno dell'uomo di cinquemila anni fa, capace di muovere macigni di decine di tonnellate per lasciare un segno della propria esistenza, e c'è chi ci va per seguire varie credenze mistiche, incentrate solitamente su presunti allineamenti incredibilmente precisi delle pietre che testimonierebbero interventi soprannaturali o extraterrestri o conoscenze straordinarie dimenticate. I fatti, però, smentiscono la precisione magica degli allineamenti che vengono "scoperti" oggi guardando la disposizione delle pietre, per una ragione molto semplice: le pietre di Stonehenge non sono più al loro posto originale. Per esempio, uno dei triliti crollò nel 1797 e fu restaurato soltanto nel 1958. Nel corso dei restauri effettuati nel 1901, la pietra numero 56, che minacciava di cadere, fu raddrizzata e collocata nel cemento, spostandola di mezzo metro. Altri lavori furono effettuati negli anni Venti del secolo scorso. I restauri del 1958 risollevarono e fissarono nel moderno cemento tre altre pietre, e altre quattro furono riposizionate nel 1964 per evitare che cadessero. [...] Molti turisti visitano Stonehenge credendo che si tratti di un sito archeologico ancora intatto dopo millenni, ma non è così. [...] Prima di trarre conclusioni affrettate e attribuire poteri incredibili a questo monumento, insomma, è opportuno informarsi bene. Anch'io, quando ho visitato Stonehenge, non sapevo nulla dei restauri, che non si notano se non si prenota la visita speciale che permette di entrare nel monumento. [...] Saperlo rovina il fascino di Stonehenge? No, perché non cambia il fatto che quelle pietre furono spostate a mani nude da una cultura che non aveva ancora sviluppato la scrittura ma sapeva organizzarsi per creare un'opera stupefacente. Sapere che le pietre sono state poi riposizionate spazza via solo la patina falsa di pseudoscienze e di credenze new age che offusca il vero splendore di Stonehenge.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2010/06/solstizio-destate-la-bufala-di.html Solstizio d'estate, la bufala di Stonehenge: le pietre sono state riposizionate nel Novecento]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 21 giugno 2010.</ref>
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2010/06/auto-elettriche-boicottate.html Antibufala: auto elettriche boicottate da petrolieri e banchieri?]''|''attivissimo.blogspot.com'', 19 giugno 2010.|h=4}}
*'''La [[General Motors EV1|EV-1]] era un'auto a due posti''': totalmente inutile per una famiglia.<br/>Aveva un '''prezzo altissimo''': 34.000 dollari dell'epoca (1996, Los Angeles Times) [...] per un'auto con la capienza di una Smart.<br/>'''L'autonomia: non più di 209 chilometri per il modello migliore in condizioni ottimali''' (batterie NiMH e perfettamente caricate, senza usare l'aria condizionata o il riscaldamento, senza fare salite e a seconda della temperatura ambiente). Esaurita l'autonomia, l'auto ci metteva da 6 a 8 ore per "fare il pieno".<br/>Seriamente: spendereste 38.000 euro per una due posti che dopo duecento chilometri deve stare ferma sei ore? Certo, potreste usarla per tratte relativamente brevi, per esempio per andare al lavoro: ma sarebbe inservibile per qualunque viaggio lungo. Dovreste quindi acquistarla come seconda auto, oppure noleggiarne una a benzina o diesel per i viaggi lunghi. Addio risparmi. Sono questi i problemi pratici per i quali l'auto elettrica fatica a decollare tuttora: non per fantasiosi complotti di lobby mafiose. La EV-1 se la potevano permettere persone come l'attore Tom Hanks, per le quali usare un'auto elettrica aveva anche un ritorno d'immagine ecologista, ma restava al di fuori della portata economica e delle esigenze della famiglia media. È per questi motivi che la EV-1 fu data in leasing e non venduta. [...] Il programma EV-1 fu cancellato nel 2003 perché la General Motors lo ritenne economicamente insostenibile: per legge avrebbe dovuto gestire ricambi e riparazioni per anni, per un parco complessivo di meno di milleduecento esemplari. La GM preferì ritirare le auto e distruggerle o donarle ad alcuni musei, concentrando i propri investimenti sulle auto ibride.
*{{NDR|Sulla [[Nissan Hypermini]]}} [...] era una vettura a due posti con un bagagliaio inesistente: l'equivalente di una Smart. L'autonomia era di circa 110 chilometri con una carica completa della batteria in condizioni ottimali e il prezzo era intorno ai 36.000 dollari [...]. Ne furono prodotte in tutto 219: troppo poche per mantenere assistenza e ricambi. [...] fu questo il motivo che spinse la Nissan a ritirarla.
*{{NDR|Sulla [[Toyota RAV4 EV]]}} [...] l'auto fu immessa sperimentalmente sul mercato nel 1997 e offerta al pubblico per il leasing o l'acquisto nel 2003. Fu ritirata dal mercato lo stesso anno. Il motivo? Secondo Toyota, le vendite scarse: soltanto 300 in un anno, e il costo della sostituzione della batteria era superiore a quello dell'acquisto dell'auto. Le tecnologie della RAV4-EV furono riciclate per la Prius. E perché non la comprava nessuno? Perché costava 42.000 dollari [...]. In compenso portava cinque persone, aveva un'autonomia massima di 190 chilometri e richiedeva cinque ore per la ricarica: limitazioni [...] meno penalizzanti (soprattutto in termini di numero di passeggeri), tanto che il veicolo suscitò notevole entusiasmo fra gli appassionati, molto più di quanto previsto da Toyota, ma non abbastanza da vendere i numeri necessari per essere economicamente sostenibile per il fabbricante.
*Il problema di fondo [...] è che l'idrogeno non è una fonte di energia; è un ''vettore'' di energia, e per di più inefficiente. L'energia che si consuma per produrre e distribuire idrogeno è infatti molto superiore a quella che si estrae dall'idrogeno prodotto: tanto vale usare quest'energia per caricare delle batterie. La distribuzione dell'idrogeno è un incubo, a causa della sua bassissima densità (che ne esige la pressurizzazione o la liquefazione a temperature bassissime, con tutto quello che ne deriva) e della sua estrema infiammabilità. Le opinioni e gli esperimenti sull'effettiva pericolosità dell'idrogeno per auto rispetto alla benzina sembrano indicare una maggiore sicurezza dell'idrogeno, ma voi ve la sentireste di andare in giro con una bombola di idrogeno liquido e/o pressurizzato nella vostra auto e rischiare un tamponamento esplosivo? Appunto. Inoltre attualmente l'idrogeno viene prodotto principalmente estraendolo dagli idrocarburi, per cui l'[[Veicolo a idrogeno|auto a idrogeno]] dipende dal petrolio esattamente come quelle a benzina o diesel [...]. Certo l'idrogeno riduce o elimina l'inquinamento da gas di scarico, ma non fa nulla per la dipendenza dalle ''"lobbies delle grandi compagnie petrolifere"''. Proporre l'idrogeno come soluzione ecologica che ci libera dalla schiavitù del petrolio è quindi un miope controsenso.
===2016===
*Ora magari anche ai più cocciuti sarà chiaro il motivo per il quale così tanti governi se la prendono con la [[crittografia]] forte e la vogliono bandire. Non è questione di lotta al terrorismo, come dicono continuamente: i terroristi difficilmente rispetteranno un divieto di usare la crittografia. È questione di controllare il dissenso. Se i giornalisti non sono più in grado di comunicare in modo riservato, se non possono più contattare le proprie fonti confidenziali, se sanno che tutto quello che dicono è intercettato e intercettabile, non possono più fare il proprio lavoro fondamentale di criticare chi è al potere e smascherarne gli abusi e le bugie.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/04/i-panama-papers-dimostrano-il-bisogno.html I Panama Papers dimostrano il bisogno di crittografia libera per avere giornalismo libero]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 5 aprile 2016.</ref>
*[...] vanità di dire "solo io ho capito la Verità". Il complottismo, in ultima analisi, è megalomania.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/06/come-nascono-le-teorie-di-falsi.html Come nascono le teorie di falsi attentati e messinscene? Così: per superficialità dei giornalisti]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 28 giugno 2016.</ref>
*8 settembre 1966: una data impressa a fuoco nella memoria di ogni vero cultore di ''[[Star Trek (serie classica)|Star Trek]]''. È la data di nascita ufficiale della celeberrima, citatissima saga di fantascienza, perché in quella data, alle 19:30 locali, ''Star Trek'' andò in onda per la prima volta, trasmessa dalla rete televisiva statunitense NBC. [...] Ma non è corretto. La vera data di debutto di ''Star Trek'' è il 6 settembre 1966, non l'8. La prima puntata (''The Man Trap'', in italiano ''Trappola umana'') fu infatti trasmessa per la prima volta in assoluto due giorni prima della data ufficiale dalla rete televisiva nazionale canadese CTV. Lo documenta, per esempio, la ''Gazette di Montreal'' del 6 settembre 1966 a pagina 36 [...]. Tuttavia, siccome il Canada per gli americani è irrilevante, la data ufficiale di nascita è l'8 settembre.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/09/antibufala-buon-cinquantesimo.html Antibufala: buon cinquantesimo (non)compleanno, Star Trek!]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 8 settembre 2016.</ref>
*Il blocco delle vendite e il richiamo di 2,5 milioni di esemplari non hanno risolto il problema: anche la nuova versione ha lo stesso problema di autocombustione [...]. Per cui Samsung ha deciso che il [[Samsung Galaxy Note 7|Galaxy Note 7]] verrà ritirato [...] dal commercio [...]. Ma come ha fatto un difetto [...] del genere a superare i controlli e i test interni prima della messa in vendita? [...] questi guai derivano dalla tecnologia troppo spinta e dalla paura individuale e aziendale di conseguenze legali. La prima versione [...] è stata tradita da un errore di fabbricazione delle batterie, [...] troppo grandi per il loro alloggiamento: l'installazione ne comprimeva un angolo, producendo un corto circuito fra i componenti [...] che portava al surriscaldamento. [...] la seconda versione ha invece manifestato problemi incendiari analoghi probabilmente per via del tentativo [...] di ridurre i tempi di ricarica [...]. Ma il doppio ''flop'' è dovuto anche al fatto che i [...] tecnici di collaudo [...] incaricati di scoprire la causa dei primi incendi, temendo conseguenze legali e sequestri di documentazione, non lasciavano traccia scritta dei propri risultati, su ordine di Samsung, per cui coordinare le informazioni raccolte era [...] impossibile. Per evitare guai ipotetici, insomma, Samsung si è cacciata in un guaio reale ben peggiore, e non ha tenuto conto di un fatto tristemente noto agli informatici: l'unico vero ambiente di test è la produzione. Finché un prodotto non è in mano agli utenti, pasticcioni, distratti e maldestri, capaci di creare situazioni che non verrebbero mai in mente ai collaudatori, non c'è alcuna certezza che sia privo di difetti [...]<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/10/perche-gli-smartphone-prendono-fuoco-il.html Perché gli smartphone prendono fuoco? il disastro del Samsung Galaxy Note 7]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 14 ottobre 2016.</ref>
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/02/50-anni-fa-la-nasa-perdeva-due.html 50 anni fa la NASA perdeva due astronauti: Charles Bassett ed Elliott See]''|''attivissimo.blogspot.com'', 28 febbraio 2016.|h=4}}
{{NDR|Sull'[[incidente del T-38 della NASA]]}}
*È il 28 febbraio 1966. La NASA, con il programma ''Gemini'', sta imparando tutto quello che serve sapere per poter mandare degli astronauti sulla Luna [...]. Ma l'equipaggio della ''Gemini IX'', costituito da Elliot See e Charles Bassett II, non avrà questa possibilità. [...] partono intorno alle sette di mattina dalla base di Ellington, diretti allo stabilimento della McDonnell a St. Louis, a bordo di un addestratore T-38, accompagnati dall'equipaggio di riserva, Tom Stafford e Gene Cernan, su un altro T-38. Devono trascorrere a St. Louis una decina di giorni per ispezionare la loro capsula ''Gemini'' ed addestrarsi nel simulatore. Alla partenza il tempo è ottimo, ma a St. Louis piove; le nuvole sono basse [...] e la visibilità è scarsa. All'arrivo sopra la base aerea di Lambert Field, poco prima delle nove, i due jet si trovano troppo vicini alla fine della pista d'atterraggio e così See vira a sinistra, stando sotto le nuvole, mentre Stafford si arrampica e rientra nelle nubi per tentare un altro avvicinamento, cosa che gli riesce senza problemi. Ma la virata di See porta il suo T-38 vicino all'Edificio 101 della McDonnell, dove i tecnici stanno lavorando proprio alla capsula Gemini [...]. Rendendosi forse conto di star perdendo quota troppo rapidamente, See accende i postbruciatori e tenta di virare bruscamente a destra, ma è troppo tardi: l'aereo colpisce il tetto dell'edificio con un'ala e si schianta, incendiandosi e uccidendo Bassett e See. Frammenti del loro aereo colpiscono la capsula ''Gemini''. [...] Se l'aereo fosse stato leggermente più basso, avrebbe distrutto la capsula e soprattutto ucciso decine di specialisti che vi lavoravano, mettendo in crisi l'intero progetto di arrivare alla Luna.
*Non è il primo incidente che tronca la vita di un astronauta [...]. Ma è la la prima volta che la NASA si trova costretta a rimpiazzare l'equipaggio primario di una missione con quello di riserva. [...] L'incidente aereo innesca un effetto domino che cambia il corso della storia: senza la morte di Bassett e See, per esempio, Buzz Aldrin non sarebbe stato scelto come membro di riserva per ''Gemini IX'' e non avrebbe volato con la ''Gemini XII'' a novembre del 1966; probabilmente non sarebbe stato il pilota del modulo lunare di ''Apollo 11'' e quindi non sarebbe stato il secondo uomo a camminare sulla Luna. [...] Aldrin, amico e vicino di casa di Bassett, non dimenticherà mai che la sua presenza nei libri di storia è frutto di questa tragedia.
*See e Bassett verranno sepolti al Cimitero Nazionale di Arlington, uno vicino all’altro. I loro nomi non sono noti ai più, forse perché sono morti prima di andare nello spazio, ma sono incisi nello Space Mirror Memorial al Centro Spaziale Kennedy, insieme a tutti gli altri astronauti deceduti nello svolgimento del proprio compito, e sono stati portati sulla Luna dagli astronauti di ''Apollo 15'' nella targa che accompagna la statuetta ''Fallen Astronaut'' collocata nei pressi della Hadley Rille.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/06/45-anni-fa-lincubo-della-soyuz-11.html 45 anni fa l'incubo della Soyuz 11]''|''attivissimo.blogspot.com'', 30 giugno 2016.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Sojuz 11]]}}
*30 giugno 1971: la ''Soyuz 11'' rientra sulla Terra, in Kazakistan, dopo un viaggio spaziale trionfale. Georgi Dobrovolski, Vladislav Volkov e Viktor Patsayev sono rimasti nello spazio per 23 giorni, battendo il record mondiale di durata e hanno effettuato la prima visita a una stazione spaziale. [...] Il rientro procede in maniera automatica, come consueto. Le squadre di recupero si avvicinano alla capsula, coricata sul terreno, accompagnata dal suo grande paracadute, che si è aperto regolarmente. I razzi di frenata hanno agito come previsto. Le condizioni meteorologiche al suolo sono perfette. Ma gli uomini che arrivano per accogliere i tre cosmonauti sono costretti a trasmettere ai responsabili del programma spaziale un messaggio in codice scioccante: le tre cifre ''1-1-1''. Nella procedura di comunicazione dell'epoca, le condizioni dei cosmonauti vengono annunciate usando [...] cifre [...]. Un 5 indica condizioni di salute ottime; 4 indica condizioni buone; 3 segnala ferite; 2 riferisce ferite gravi; e 1 annuncia il decesso. Dobrovolski, Volkov e Patsayev sono morti. Sul viso hanno segni bluastri; è colato sangue dal naso e dalle orecchie. [...] I tre sono morti per asfissia da decompressione da oltre mezz'ora e sono rimasti esposti al vuoto dello spazio per almeno undici minuti. È la prima volta nella storia dell'esplorazione spaziale che un equipaggio muore nello spazio.
*Durante il ritorno a Terra, al momento della [...] separazione del modulo orbitale della ''Soyuz'' dal modulo di rientro, lo scossone del distacco ha aperto erroneamente in anticipo uno sfiato e l'aria della piccola cabina è sfuggita rapidamente nel vuoto dello spazio, a oltre 100 chilometri di quota. I tre cosmonauti non indossano una tuta pressurizzata, che li salverebbe, perché nella ''Soyuz'' di allora [...] non c'è spazio per tre persone in tuta. L'equipaggio ha avuto meno di un minuto per tentare di individuare la causa della fuga d'aria prima di essere sopraffatto dagli inevitabili effetti della decompressione. I registratori di bordo documentano [...] che 50 secondi dopo il distacco del modulo orbitale il battito cardiaco di Patsayev è precipitato da oltre 90 a 42 pulsazioni al minuto, segno inequivocabile di privazione d'ossigeno, e che 110 secondi dopo l'apertura accidentale dello sfiato i cuori dei tre cosmonauti hanno cessato di battere. L'Unione Sovietica è scossa dalla tragedia [...] ma le cause precise del disastro vengono tenute segrete. [...] Il difetto fatale dello sfiato verrà reso pubblico, perlomeno in Occidente, soltanto due anni più tardi. I russi svilupperanno rapidamente una tuta pressurizzata compatta e leggera, la ''Sokol-K'', che verrà usata per tutti i voli spaziali successivi, e lo sfiato verrà riprogettato.
*Il disastro della ''Soyuz 11'' scuote anche il programma spaziale statunitense. Inizialmente il segreto assoluto sulle cause della morte dei tre cosmonauti fa sospettare che la lunga permanenza nello spazio abbia influito in qualche modo sulle loro condizioni fisiche: [...] si teme che la permanenza da record dei tre [...] abbia raggiunto un limite fisiologico invalicabile [...]. Una volta rivelate le reali cause della morte di Dobrovolski, Volkov e Patsayev, la missione lunare ''Apollo 15'', che deve partire qualche settimana dopo, verrà cambiata per tenerne conto: Scott e Irwin dovranno indossare le tute pressurizzate durante il decollo dalla Luna, la progettazione dei finestrini, dei portelli, delle valvole e dei cablaggi del modulo lunare e del modulo di comando verrà riesaminata a fondo e verranno studiati i possibili effetti di una depressurizzazione del modulo di comando durante il rientro nell'atmosfera terrestre.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/10/lastrologa-di-reagan-quando-la.html L'astrologa di Reagan: pseudoscienza al potere]''|''attivissimo.blogspot.com'', 9 ottobre 2016.|h=4}}
*Nel 1986 il summit di Reykjavik fra il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan e il premier sovietico Mikhail Gorbaciov decise i destini del mondo. In quell'incontro giocò un ruolo fondamentale una donna, [[Joan Quigley]]. Fu lei a scegliere l'orario della partenza di Reagan per Reykjavik. Il capo di gabinetto della Casa Bianca di allora, Donald Regan, racconta che quasi ogni decisione e ogni spostamento importante, compresa la firma dei trattati sulle armi nucleari, dipendeva dall'approvazione dalla Quigley, che aveva potere di veto sugli orari di tutte le conferenze stampa presidenziali e indicava quando era sicuro viaggiare e quando organizzare un summit. Joan Quigley era l'astrologa di Ronald Reagan. L'uomo più potente del mondo, l'uomo che aveva il dito sul pulsante di lancio dei missili nucleari capaci di distruggere l'umanità, si faceva consigliare da una donna che arrivò a dirgli di evitare l'antagonismo con Gorbaciov perché i due avevano in armonia un pianeta in Acquario. Quando la CIA venne a sapere che la moglie di Reagan, Nancy, discuteva le relazioni fra Stati Uniti e Unione Sovietica con la Quigley su linee telefoniche non protette ci fu il panico.
*Winston Churchill, primo ministro britannico dell'epoca (1940-45), era devoto seguace di [[Helen Duncan]], l'ultima donna processata e incarcerata per stregoneria in Inghilterra. La Duncan era una medium scozzese molto popolare, che sembrava avere poteri paranormali straordinari. Uno dei suoi più clamorosi successi fu la visione remota dell'affondamento da parte di un U-Boot tedesco della grande nave da battaglia ''HMS Barham'', nel quale erano periti 861 marinai il 25 novembre 1941. La Duncan annunciò pubblicamente il disastro, tenuto segretissimo dalle autorità britanniche, pochi giorni dopo, durante una seduta spiritica, dicendo che glielo aveva comunicato il fantasma di uno dei marinai della nave affondata. La Marina Britannica fu talmente scossa dalla rivelazione che temette che la Duncan fosse una spia tedesca. Helen Duncan fu processata sulla base del ''Witchcraft Act'' (letteralmente ''Legge sulla Stregoneria''), datata 1735. Churchill in persona intervenne contestando l'uso di questa legge arcaica contro la medium che lui tanto stimava, ma la Duncan fu comunque condannata e trascorse nove mesi in carcere. Si scoprì poi che quando la Duncan aveva fatto la sensazionale rivelazione dell'affondamento della ''HMS Barham'', la Marina Britannica aveva già informato i familiari dei marinai morti ma aveva chiesto loro di mantenere riservata la notizia dell'affondamento, per non informare i tedeschi dell'entità del colpo inflitto alla Marina di Sua Maestà. C'erano insomma alcune migliaia di civili che sapevano della tragedia, ed è molto probabile che la Duncan abbia saputo da loro della notizia per poi spacciarla come rivelazione paranormale.
*[...] l'agricoltura sovietica era in profondissima crisi a causa della rapidissima transizione forzata a un'economia di tipo industriale, che aveva portato a una prima carestia nel 1921 e poi a una seconda, di proporzioni spaventose, nel 1932-33, che era costata la vita a circa 8 milioni di persone [...]. Un agronomo russo affermò di aver trovato un modo per triplicare o quadruplicare i raccolti di grano: la ''vernalizzazione'', ossia il trattamento delle piante con basse temperature e umidità elevate, che ne abbreviava il tempo di coltivazione. In realtà la tecnica era nota dalla metà dell'Ottocento e offriva soltanto miglioramenti marginali nella produttività. Ma il governo russo, disperato, si affidò alle promesse dell'agronomo, facendone un eroe dell'agricoltura sovietica. Il suo nome era Trofim Lysenko. La sua teoria biologica pseudoscientifica, il ''[[lysenkoismo]]'', sosteneva che la selezione naturale e la genetica erano panzane capitaliste e che le caratteristiche acquisite di un organismo potevano essere ereditate dai suoi discendenti. Per esempio, secondo il lysenkoismo strappare le foglie a una pianta avrebbe indotto le figlie di quella pianta a nascere già senza foglie. Per far crescere il grano in Siberia bastava esporlo al freddo per "rieducarlo" e farlo diventare resistente al gelo. Un concetto ideologicamente molto appetibile per il dittatore dell'epoca, Stalin, perché significava che erano possibili miglioramenti biologici rapidi e rivoluzionari come quelli necessari per risollevare l'agricoltura sovietica e soprattutto perché, secondo gli ideologi del Cremlino, comportava che un uomo esposto sufficientemente a lungo agli effetti del comunismo avrebbe generato automaticamente figli intrinsecamente comunisti [...]. Con il sostegno di Stalin, Lysenko fu messo a capo dell'agricoltura del paese. Era un uomo d'azione, e questo lo rendeva popolare, a differenza degli scienziati veri, che raccomandavano cautela, rigore, lunga sperimentazione in laboratorio [...]. Le sue teorie causarono un ulteriore declino dei raccolti in tutta l'Unione Sovietica, con conseguenti morti per carestia, ma la propaganda governativa nascose gli insuccessi ed esagerò i pochi risultati positivi. Nessuno osava contraddire Lysenko e inimicarsi Stalin. Nel 1948 l'Accademia delle Scienze Agricole dell'Unione Sovietica decretò che il lysenkoismo era ''"l'unica teoria corretta"'' e che criticarla era un atto ''"fascista"'', mentre la genetica fu dichiarata ufficialmente una ''"pseudoscienza borghese"''. La dittatura del lysenkoismo portò all'arresto, al licenziamento o alla messa a morte di circa 3000 biologi che si opponevano a questa ciarlataneria. La ricerca genetica in Russia fu completamente soppressa fino al 1953, quando Stalin morì. Se riuscite a immaginare un mondo in cui nelle facoltà di medicina s'insegnano esclusivamente l'omeopatia, i fiori di Bach e il creazionismo e chi osa proporre terapie farmacologiche, test in doppio cieco o l'evoluzione viene arrestato o fucilato, questo è quello che succedeva in Unione Sovietica in quegli anni, con il pieno sostegno del governo.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/12/faq-perche-ce-lho-con-trump-presidente.html FAQ: perché ce l'ho con Trump presidente? Perché sono un debunker]''|''attivissimo.blogspot.com'', 11 dicembre 2016.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[prima presidenza di Donald Trump]]}}
*Molti mi chiedono come mai twitto spesso di Trump e che c'entra con me, che sono un ''debunker'', un cacciatore di bufale, uno che si occupa di scienza, non di politica. Semplice: Donald J. Trump è una bufala vivente. È un complottista alla Casa Bianca. Le sue decisioni influenzano l'intero pianeta. Le sue scelte per lo staff che lo circonderà sono antiscienza pura. È un idiota circondato da furbi: per un ''debunker'' è inevitabile occuparsene. E preoccuparsene.
*[...] documentatevi su cosa dice e fa e soprattutto su chi sono e cosa dicono i membri del suo staff. Leggete le loro dichiarazioni dirette, non filtrate. In confronto, George Bush Jr. era un genio circondato da sommi sapienti. Forse chi non conosce l'inglese è un po' schermato dalla barriera linguistica e non riesce a cogliere l'intonazione boriosa dell'imbecille che pensa di sapere tutto e in realtà non sa niente. Ma il modo di parlare, il modo di gesticolare, il modo di twittare di Trump ricorda senza ambiguità quello di tanti complottisti, sciachimisti, antivaccinisti con i quali ho avuto a che fare in questi anni di debunking. Il suo modo di fare è quello di chi dice ''"Non mi serve la scienza, non mi servono gli esperti, mi basta quello che so e quello che vedo"''.
*Come ''debunker'', vedere l'antiscienza al potere, assistere al trionfo strafottente di chi pensa che le proprie opinioni contino più dei fatti, che studiare e prepararsi non serva, mi mette paura. Sì, paura: perché la storia è già abbastanza ricolma dei danni causati quando una nazione ha abbracciato l'antiscienza e l'ha portata al potere. Non abbiamo bisogno di ''"dargli una possibilità"'', come sento dire a tanti. Sappiamo già come va a finire. [...] Se quello che dico vi scoccia, siete liberi di non seguirmi e di non leggermi. Fate pure. Ma non siete liberi di sfuggire alle decisioni della presidenza Trump.
*Ci aspettano almeno quattro anni di antiscienza pura al potere in America, che avrà effetto su di noi, perché le decisioni prese là, ci piacciano o no, influenzano anche noi; influenzano il mondo. Forse non dovrei chiamarla ''antiscienza'', perché la scienza viene spesso percepita come fredda, astratta, soggetta a ripensamenti: dovrei chiamarla, molto semplicemente, ''antirealtà''. Non ne faccio questione di politica: i fatti non sono né di destra né di sinistra, sono fatti e basta, e sono quelli che sono. [...] la realtà ha da tempo immemorabile questo sublime difetto di infischiarsene delle opinioni e delle ideologie e di tutti gli idioti che pensano di poterla piegare al loro volere, e poi presentare il conto. Come ''debunker'', insomma, non posso stare a guardare mentre si fa scempio della scienza e del mondo.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/12/boldrini-bufale-e-debunker-di-stato.html Boldrini, bufale e "debunker di stato": vediamo di capirci]''|''attivissimo.blogspot.com'', 20 dicembre 2016.|h=4}}
*Faccio ''[[Debunker|debunking]]'' da anni non per denaro, ma perché mi piace farlo e spero di poter essere utile. Lo faccio perché mi preoccupa la marea di cazzate socialmente pericolose diffuse dai complottisti e dagli speculatori acchiappaclic, dentro e fuori dai giornali e dalle TV, spesso con la complicità consapevole o inconsapevole dei politici. Cazzate che per esempio fanno crollare le vaccinazioni, creano paure infondate e fanno arricchire i truffatori. Sì, avete capito bene: non faccio ''debunking'' per i soldi. Anche perché ci si guadagna poco. Oltretutto fare ''debunking'' non è il mio lavoro principale: mi guadagno da vivere principalmente facendo tutt'altro (il traduttore tecnico brevettuale, se proprio volete saperlo). Questo mi consente di essere indipendente e di dire le cose come stanno anche quando ci sono di mezzo le bufale pubblicate da politici o dai giornali o dai canali TV.
*Se vi sembra strano che ci sia di colpo tutto questo interesse per le bufale da parte dei governi e dei media tradizionali, non siete i soli. Non siete i soli a sospettare che si tratti di una manovra per avere consenso popolare per introdurre nuove forme di censura e controllo di Internet, oppure per dare la colpa delle false notizie agli utenti di Internet e distrarre da un fatto fondamentale: '''i più grandi propagatori di balle sono i media tradizionali''', per incompetenza o per calcolo [...]. Programmi di panzane totali come ''[[Voyager (programma televisivo)|Voyager]]'' o ''Mistero'' non sono video fatti da acerbi Youtuber: sono produzioni professionali delle reti televisive ''mainstream''. E raggiungono, ad ogni puntata, un numero di persone che fa impallidire qualunque sito Internet.
*C'è chi s'inviperisce perché non ho una laurea apposita per fare ''debunking'' (sono diplomato in lingue, se ci tenete a saperlo; ho iniziato a lavorare come traduttore ancora prima di diplomarmi) dimenticandosi che non esiste una Facoltà di Debunking e che quindi lamentarsi che non ho titoli per fare debunking è una stupidaggine. Io ho oltre vent'anni d'esperienza nel settore, ho lavorato con alcuni fra i più grandi esperti del campo e comunque mi appoggio sempre a esperti degli specifici argomenti di cui mi occupo. Se avete di meglio da offrire, fatevi avanti.
===2022===
*[...] pochi sanno cosa sia il ''[[real-time bidding]]''. Molti non sanno neanche che esiste e quanto possa essere invadente. [...] Quando vediamo una pubblicità su un sito Web, spesso quella pubblicità è stata inserita nel sito automaticamente al termine di un'asta silenziosa che è durata qualche millisecondo: il tempo che passa fra l'istante in cui clicchiamo su un link e l'istante in cui la pagina desiderata corrispondente compare sul nostro schermo. Quella velocissima asta in tempo reale, gestita dai grandi operatori pubblicitari di Internet [...], è il ''real-time bidding''. [...] Detto così sembra tutto abbastanza innocuo, ma c'è un problema. [...] Le società che gestiscono il ''real-time bidding'' [...] raccolgono infatti molti dati su ciascun utente: non solo la localizzazione e il nome del sito che sta visitando, ma anche altre informazioni, per esempio tramite i ''cookie'', e questo permette di costruire un profilo del valore pubblicitario di ciascun utente. Non ci sono salvaguardie tecniche che impediscano ad altre aziende senza scrupoli di utilizzare questi profili. [...] esiste un mercato illegale di scambio dei dati più sensibili, come l'appartenenza a un'etnia, l'orientamento sessuale, lo stato di salute e le opinioni politiche. [...] Anche se i dati non sono esplicitamente associati al nome e cognome di un utente [...] è tecnicamente molto facile fare ''reidentificazione'', ossia riassociare un profilo a una persona specifica, usando informazioni come gli identificativi unici dei nostri dispositivi e la geolocalizzazione. [...] Per esempio, i venditori di dati hanno usato questo ''real-time bidding'' per profilare chi partecipava alle proteste del movimento attivista Black Lives Matter e il Dipartimento per la Sicurezza Interna statunitense lo ha usato per il tracciamento dei telefonini senza chiedere mandato. [...] ricordatevi che quando navigate in Internet non siete mai veramente soli.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2022/05/le-parole-di-internet-real-time-bidding.html Le parole di Internet: real-time bidding. Un rapporto rivela quanto è invasiva la pubblicità online]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 19 maggio 2022.</ref>
*[[Alex Jones]], il sostenitore di infinite tesi di complotto [...], deve pagare il conto per le fandonie oscene che ha smerciato in questi anni. Fandonie oscene come quella [...] che i bambini uccisi nel 2012 nella strage della scuola elementare di Sandy Hook [...] e i loro genitori sarebbero tutti in realtà attori pagati dal governo americano. Ora Alex Jones è sotto processo e una giuria lo ha condannato all'unanimità a pagare oltre 45 milioni di dollari di danni come punizione e in parte come risarcimento a una di quelle famiglie. Famiglie che, nei dieci anni passati dopo la tragedia nella quale hanno perso i propri figli, spesso hanno dovuto scappare e cambiare casa, perché i seguaci di Alex Jones li perseguitavano, grazie anche al fatto che Jones divulgava nei suoi video i loro indirizzi di abitazione. Ma lo faceva intanto che vendeva kit di sopravvivenza e prodotti pseudomedicinali [...]. Eh sì: quello che molti pensano sia una "voce libera", uno che "dice le cose come stanno", uno che "parla fuori dal coro" ha ammassato oltre 130 milioni di dollari dicendo le stesse fesserie di Napalm 51 {{NDR|personaggio comico di Maurizio Crozza, parodia di un complottista}} ma parlando sul serio. Così sul serio da essere stato anche elogiato da Donald Trump. [...] le sue aziende (sì, il guru complottista che lotta contro il potere e che si atteggia a "uno di noi" è un imprenditore che ha una rete di aziende) nel 2018 incassavano fino a 800 mila dollari al giorno.<ref name="Jones">Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2022/08/alex-jones-milionario-della-menzogna-e.html Alex Jones, milionario della menzogna, condannato]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 6 agosto 2022.</ref>
*Se vi chiedete come mai ci sono così tante notizie false in giro, questo è uno dei motivi: raccontar balle, aizzare l'odio, fa diventare milionari. Non sono pensatori indipendenti o combattenti contro il sistema: sono ciarlatani arraffasoldi. La loro ambizione non è salvare il mondo, ma fare soldi [...]. Li ospitate in TV? Siete complici.<ref name="Jones"/>
*{{NDR|Su [[Piero Angela]]}} Una persona squisita, un signore della divulgazione e della comunicazione. Ha fatto la storia del giornalismo, con mano precisa e garbata; ha ispirato tantissimi ad appassionarsi alla scienza e al piacere della conoscenza. [...] Io sono uno dei suoi tanti figli culturali. Gli devo praticamente tutta la mia ''forma mentis'' e la mia carriera: leggere da ragazzino il suo ''Viaggio nel mondo del paranormale'' mi aprì un universo di conoscenza e di metodo investigativo che non avevo nemmeno sognato potesse esistere. [...] Mai avrei immaginato che io, cresciuto come milioni di telespettatori "a pane e Piero Angela", un giorno avrei avuto l'onore non solo di incontrarlo, chiacchierare con lui e sentire la sua forte, ruvida stretta di mano e il suo spiazzante "diamoci del tu", ma anche di collaborare con lui in varie occasioni [...]. Piero Angela mancherà immensamente a tutta la divulgazione scientifica, ma ci lascia un modello di stile e di comunicazione chiara e precisa a cui ambire ogni giorno e un'eredità inestimabile di persone e di istituzioni [...] che continuano il suo lavoro paziente di scoperta e di gioiosa condivisione del sapere e di contrasto ai ciarlatani e ai manipolatori.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2022/08/piero-angela-1928-2022.html Piero Angela, 1928-2022. Settant'anni di divulgazione della conoscenza]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 13 agosto 2022.</ref>
*[...] sono cittadino britannico [...]. Non sono mai stato un fan della famiglia reale e personalmente trovo che una monarchia sia una delle tante istituzioni insostenibilmente sfarzose e prive di senso nell'era moderna. Ma non posso che ammirare il garbo, la tenacia, la serietà e il pizzico di controllato umorismo con cui [[Elisabetta II del Regno Unito|Elizabeth Alexandra Mary Windsor]] ha vissuto sotto i riflettori svolgendo per sette decenni un lavoro difficile che non si era neanche scelta.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2022/09/elisabetta-ii-1926-2022.html Elisabetta II, 1926-2022]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 9 settembre 2022.</ref>
*{{NDR|Sull'[[incoronazione della regina Elisabetta II]]}} [...] quando fu incoronata, a giugno del 1953, non esisteva la TV via satellite (anzi, non esistevano proprio i satelliti, visto che il primo, lo [[Sputnik 1|Sputnik]], fu lanciato nel 1957). I segnali televisivi britannici non erano ricevibili nel continente americano se non in rare occasioni di riflessione sulla ionosfera e comunque con qualità scarsissima. Per far vedere alla TV americana e canadese la cerimonia della sua incoronazione con il minimo ritardo possibile, fu necessario realizzare una staffetta tecnica senza precedenti: le immagini televisive, rigorosamente in bianco e nero, furono riprese con una cinepresa, su pellicola 35 mm (perché all'epoca non esistevano i videoregistratori su nastro), e le pellicole furono caricate man mano su bombardieri militari Canberra della RAF. Le pellicole furono sviluppate durante il volo transatlantico e poi, una volta arrivate a terra, proiettate davanti a una telecamera per diffonderle ai telespettatori d'oltreoceano qualche ora dopo l'evento. [...] Può sembrare strano con gli occhi ipermediatici di oggi, ma all'epoca la trasmissione televisiva dell'incoronazione fu accompagnata da alcune polemiche, perché si riteneva poco dignitoso aprire al pubblico questo momento così rituale della monarchia. Alcuni membri del Parlamento e della famiglia reale britannica si opposero a questa presunta mancanza di rispetto e all'idea che qualche suddito potesse, per dirla con le parole di un membro del Parlamento, ''"assistere a questa Cerimonia solenne e significativa tenendo al gomito una tazza di tè"''. Ma la regina in persona insistette per fare la diretta TV.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2022/09/la-strana-storia-dellutente-hme2-di.html La strana storia dell'utente HME2 di Arpanet]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 14 settembre 2022.</ref>
===2023===
*[[Walter Cunningham|Walt Cunningham]], uno dei tre protagonisti della storica missione ''[[Apollo 7]]'' che a ottobre del 1968 segnò la ripresa dei voli spaziali umani statunitensi dopo la tragedia di ''Apollo 1'' [...]. Cunningham fece un solo volo spaziale in tutta la propria carriera, ma quegli undici giorni che trascorse in orbita intorno alla Terra, a bordo di una capsula mai collaudata prima, insieme al suo comandante Wally Schirra e al pilota del Modulo di Comando Donn Eisele, furono una tappa fondamentale del Progetto Apollo che rese possibile, già l'anno successivo, l'atterraggio dei primi due esseri umani sulla Luna. Se qualcosa fosse andato storto, se qualcuno dei tanti sistemi della navicella della cui gestione era responsabile Cunningham avesse funzionato male, quell'allunaggio sarebbe avvenuto ben più tardi e forse sarebbero arrivati per primi sulla Luna i sovietici con il loro vettore N-1 e il loro veicolo lunare LK [...]. Senza il successo di ''Apollo 7'', nessuno avrebbe osato l'incredibile balzo di ''Apollo 8'', la prima missione umana intorno alla Luna, alla fine del 1968. Quel successo, però, fu accompagnato dal primo "ammutinamento" nello spazio, quando i tre astronauti, afflitti da un sovraccarico di lavoro e da un raffreddore che in assenza di peso causava congestioni dolorose e altri problemi, a un certo punto decisero di respingere alcune delle richieste insistenti del Controllo Missione, e lo fecero con parole decisamente pesanti, mai sentite prima in una missione spaziale. Al momento del ritorno sulla Terra, Schirra, come comandante, decise di rifiutare l'ordine di indossare i caschi per il rientro, come previsto invece dalle procedure per poter affrontare un'eventuale depressurizzazione della capsula, perché temeva che affrontare il normale cambio di pressione di rientro mentre erano congestionati dal raffreddore e senza poter fare la manovra manuale di bilanciamento della pressione intraauricolare (il classico tapparsi il naso e soffiare dal naso) avrebbe portato alla rottura dei timpani dell'equipaggio. La NASA non perdonò queste trasgressioni; conferì ai tre la ''Exceptional Service Medal'' e la ''Distinguished Service Medal'', ma nessuno di loro volò più nello spazio [...]. Uomo dei suoi tempi, non era il tipo da dire le cose a metà: era ben conosciuto per la sua posizione estremamente scettica sul ruolo umano nei cambiamenti climatici, considerava eccessivamente cauti gli astronauti Shuttle e i piani della NASA degli anni Duemila, e non nascondeva la sua intolleranza totale per la presidenza Obama e per le sue riforme sanitarie.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/01/walt-cunningham-astronauta-di-apollo-7.html Walt Cunningham, astronauta di Apollo 7, 1932-2023]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 3 gennaio 2023.</ref>
*{{NDR|Nel 2023}} Come preannunciato dall'azienda il 2 febbraio scorso, [[Twitter]] sta disattivando l'accesso gratuito alla sua API e lo sta facendo diventare a pagamento. Di conseguenza, molti servizi informativi di Twitter chiuderanno o stanno già chiudendo. La API (Application Programming Interface) è, semplificando, un linguaggio comune che permette ai programmi di parlarsi tra loro. Consente per esempio di creare programmi che mandino automaticamente istruzioni a Twitter per pubblicare un post o rispondere con dei dati a un tweet. Moltissimi servizi amatoriali e accademici usano questa tecnica per diffondere le proprie informazioni. Si va dal frivolo [...] all'essenziale [...]. Tantissimi account di comunicazione scientifica e accademica in generale, di arte, di poesia, di assistenza ai disabili, di allerta sismica dovranno sospendere le pubblicazioni perché non possono permettersi di pagare o hanno restrizioni legali che impediscono di farlo [...]. Tutto dipende dalle decisioni di Twitter, che vengono prese caso per caso e piuttosto arbitrariamente, a quanto pare, e vengono cambiate solo su protesta: un allarme tsunami governativo statunitense, per esempio, si è visto riattivare l'accesso all'API dopo che ha denunciato pubblicamente il blocco del servizio da parte di Twitter. [...] Ancora una volta, Elon Musk sembra non capire che l'essenza del valore di Twitter sta negli utenti e nei loro contenuti. Se fa di tutto per farli scappare invece di agevolarli, Twitter diventerà un guscio vuoto.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/04/twitterremoto-sesta-puntata-lenta-purga.html Twitterremoto, sesta puntata: lenta purga delle spunte blu originali e degli account di servizio automatizzati]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 16 aprile 2023.</ref>
*[...] la [[sicurezza informatica]] non è un prodotto, è un processo. [...] Faccio un esempio pratico. Anni fa, mentre ero in vacanza nel Regno Unito, mi misi a lavorare con il mio computer portatile nell'accoglientissima sala del piccolo albergo a conduzione famigliare che avevo scelto. Seduto comodamente accanto al caminetto acceso, riuscii nel giro di pochi minuti a procurarmi i dati delle carte di credito di alcuni clienti: nomi e cognomi, numeri, codici di sicurezza e date di scadenza. Eppure il computer dell'albergo era moderno e aggiornato, con un browser che sicuramente usava HTTPS per tutte le transazioni commerciali, e non era neppure collegato al Wi-Fi accessibile agli ospiti. Ma l'albergatore aveva la brutta abitudine che quando prendeva una prenotazione per telefono, per essere sicuro di aver capito bene ripeteva ad alta voce tutti i dati delle carte di credito da usare.<ref>Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 16 giugno 2023; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/06/podcast-rsi-story-tutti-pazzi-per-le.html Podcast RSI - Story: Tutti pazzi per le VPN, fra sponsor, fatti e miti]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref>
*[[Threads (social network)|Threads]] è un nuovo social network basato sulla pubblicazione e condivisione di brevi testi, eventualmente accompagnati da un'immagine o da un video. È insomma molto simile a Twitter ed è il contrario di Instagram o TikTok, dove l'immagine è al centro e il testo è secondario. [...] Già nelle prime ore dopo il suo debutto in oltre 100 paesi ha raccolto oltre 10 milioni di utenti [...]. Questa crescita esplosiva è facilitata dal fatto che chi ha un account Instagram ha automaticamente già un account Threads riservato con il suo nome, che può scegliere di attivare, e l’accesso a questo account avviene tramite il suo account Instagram. Questo vuol dire che oltre un miliardo di persone nel mondo ha già tutto quello che serve per entrare in Threads [...]. Lo scopo dichiarato di Threads è rimpiazzare Twitter, che per anni è stato un punto di riferimento fondamentale per avere notizie di qualunque genere in tempo reale, ma è ora in serie difficoltà [...] da quando è stato acquistato da Elon Musk: i ricavi pubblicitari sono crollati, gli inserzionisti sono più che dimezzati, la campagna di abbonamenti a pagamento annaspa, molti account di alto profilo sono stati chiusi [...]. Questo limite rende Twitter quasi inutilizzabile per gli utenti non paganti e scoraggia ulteriormente gli inserzionisti, che difficilmente pagheranno per pubblicità che gli utenti non possono vedere. Threads, invece, è gratuito, perlomeno in termini monetari. [...] i numeri sono a favore di Threads, perché avendo una base di oltre un miliardo di utenti già pronta grazie a Instagram, basta che un utente Instagram su dieci attivi Threads per creare un mercato di cento milioni di utenti, capace di competere significativamente con Twitter [...]. Mark Zuckerberg, insomma, sembra aver trovato la maniera di risolvere il problema tipico di ogni nuovo social network: la cosiddetta ''massa critica''. Normalmente nessuno si iscrive perché non c'è nessuno da seguire o con cui comunicare, e non c'è nessuno da seguire o con cui comunicare perché nessuno si iscrive, e tutti così se ne stanno invece nei social network preesistenti, perché lì ci sono già tutti i loro amici. [...] Con Threads, invece, un miliardo di utenti e passa è già potenzialmente iscritto e pronto a migrare in massa con tutti i propri amici [...].<ref name="Threads">Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 6 luglio 2023; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/07/podcast-rsi-threads-le-cose-da-sapere-e.html Podcast RSI - Threads, le cose da sapere e da evitare]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 6 luglio 2023.</ref>
*Nel mirino di Threads ci sono [...] anche le altre piattaforme social basate sul testo, come Mastodon, Bluesky, T2 e altre ancora, che hanno raccolto molti utenti fuggiti da Twitter. Una delle risorse che Threads metterà in campo per battere queste alternative è la semplice massa dei suoi utenti: se centinaia di milioni di persone adotteranno Threads, queste alternative smetteranno di crescere e resteranno delle nicchie meno allettanti. L'altra risorsa, invece, è più sottile e complessa, ma è importante conoscerla [...] perché potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui noi tutti usiamo Internet. Questa risorsa si chiama ''ActivityPub'', e in gergo tecnico è un ''protocollo aperto di interoperabilità social''. [...] vuol dire che Threads userà uno standard aperto per lo scambio di dati fra i vari social network. Per noi utenti, questo ha un'importanza enorme: vuol dire che potremo comunicare con gli utenti di Threads e seguirli anche senza iscriverci a Threads e quindi senza dover cedere montagne di dati personali. [...] Non sarà neanche necessario installare l'app ufficiale: si potrà usare qualunque app compatibile con questo protocollo. Non solo: se per qualunque motivo ci dovessimo stancare di Threads, potremo trasferire facilmente tutti i nostri dati e contatti altrove [...]. L'idea non è nuova: la ''decentralizzazione'' viene già adottata da social network come Mastodon, Medium, Flipboard e Bluesky. E se ci si pensa un momento, è quello che fa da sempre la mail. Ed è un'idea che abbatte i giardini cintati, o se volete i ghetti, nei quali ci siamo abituati a stare: oggi se vuoi comunicare con qualcuno su Twitter devi iscriverti a Twitter, se vuoi dialogare con un utente su Instagram devi avere Instagram, per Facebook devi stare in Facebook, e così via, con tutte le scomodità e i tracciamenti pubblicitari multipli che tutto questo comporta. Con un social network basato su un protocollo aperto, invece, tutti possono parlare con tutti [...] e tutti possono seguire tutti. Lo standard aperto consente ai servizi di competere sulla qualità invece di intrappolare gli utenti, creando quello che viene chiamato ''fediverso'': un universo di servizi distinti ma federati, dove ognuno può scegliere quello che gli calza meglio senza rinunciare a nulla o sacrificare informazioni personali. È importante sottolineare, però, che tutto questo è previsto per il futuro [...]. Ma già il fatto di aver annunciato questa intenzione è una novità importante per il futuro di Internet, perché è un primo passo verso la riduzione del potere accentrante delle grandi aziende.<ref name="Threads"/>
*{{NDR|Sugli [[UFO]]}} La prima obiezione è che [...] gli extraterrestri schianterebbero regolarmente le proprie astronavi sulla Terra. Ma se sono sufficientemente evoluti da avere veicoli interstellari (o interdimensionali [...]), come mai continuano a sfracellarsi? Sono incapaci di pilotare? Anzi, perché mai dovrebbero avere a bordo degli equipaggi? Già adesso noi facciamo ricognizione con i droni. La seconda obiezione è che [...] da questi ipotetici veicoli schiantati sarebbero state estratte delle tecnologie che oggi vengono usate in segreto dai potenti di turno. Ma è un'idea idiota e arrogante, perché parliamoci chiaro: il divario tecnologico fra noi e qualunque civiltà capace di viaggi interstellari è equivalente a quello fra noi e un abitante dell'antica Roma. Le speranze di poter decifrare e addirittura usare tecnologie così avanzate sono nulle. Immaginate Giulio Cesare che vede sfracellarsi un Boeing 757, e ditemi se sarebbe capace di dedurne i principi dei motori a reazione o anche solo di capire cos'è lo smartphone trovato tra i rottami. Le tecnologie elettroniche sarebbero totalmente incomprensibili per qualunque persona dell'antichità. Sarebbero indistinguibili dalla magia.<ref name="UFO">Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/07/ufologia-come-al-solito-zero-prove.html Ufologia: come al solito, zero prove concrete nelle audizioni al Congresso USA]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 27 luglio 2023.</ref>
*L'interesse del Congresso {{NDR|degli Stati Uniti}} per gli UFO o UAP che dir si voglia non è dettato dalla credenza negli alieni, ma nella preoccupazione molto concreta che dietro questi avvistamenti insoliti ci possano essere veicoli molto terrestri e molto poco americani, che qualche potenza straniera userebbe per sorvegliare le attività militari. Ma ai giornalisti in cerca di clamore e clic interessa solo parlare di omini verdi.<ref name="UFO"/>
*Un'altra delle critiche tediosamente frequenti, soprattutto fra chi non si informa prima di sentenziare, è che fabbricare un'[[auto elettrica]] inquina molto di più che fabbricarne una tradizionale. In realtà l'impatto ambientale della fabbricazione di un'automobile elettrica è ''leggermente'' maggiore di quello di una singola auto a carburante, ma viene recuperato in media dopo 30.000 km di marcia (perché quella a carburante continua a inquinare anche dopo la fabbricazione). E se salta fuori che in media le auto elettriche durano molto di più di quelle a carburante, allora dobbiamo fare il confronto non fra un'elettrica e una termica, ma fra un'elettrica e le ''due-tre'' termiche che sostituisce.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/08/500000-km-in-auto-elettrica-con-la.html 500.000 km in auto elettrica, con la batteria originale. Per fortuna che gli umarell dicevano che le elettriche non sarebbero durate]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 6 agosto 2023.</ref>
*{{NDR|Su [[Ken Mattingly]]}} Molti lo ricordano per un episodio reso celebre dal film ''Apollo 13'' di Ron Howard: Mattingly (interpretato da Gary Sinise nel film) era stato assegnato alla missione da cui trae nome il film, con il ruolo delicatissimo di pilota del modulo di comando, ma fu tolto dall'equipaggio tre giorni prima della partenza, dopo anni di addestramento, perché risultò che era stato esposto a un possibile contagio di rosolia, malattia che non aveva già fatto, dal collega astronauta Charlie Duke. Se Mattingly si fosse contagiato, la rosolia lo avrebbe debilitato proprio nei giorni cruciali della missione, per cui la NASA prese la decisione senza precedenti di sostituirlo con la sua riserva, Jack Swigert. Mattingly rimase a terra e si trovò ad aiutare via radio con la propria competenza tecnica l'equipaggio dell'Apollo 13 dopo lo scoppio che danneggiò gravemente il veicolo durante il viaggio di andata verso la Luna. Ken Mattingly non si prese mai la rosolia, e fu assegnato alla missione Apollo 16 nel 1972 insieme a John Young e a quello stesso Charlie Duke che involontariamente gli aveva fatto perdere il volo precedente.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/11/e-morto-ken-mattingly-astronauta-lunare.html È morto Ken Mattingly, astronauta lunare reso celebre dalla rosolia che non prese]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 3 novembre 2023.</ref>
*{{NDR|Sul ''[[Sorgere della Terra]]''}} Nel dicembre del 1968 {{NDR|Frank Borman}} fu comandante della missione ''Apollo 8'' e volò intorno alla Luna insieme a Jim Lovell [...] e Bill Anders. Durante questa missione, i tre uomini trasmisero immagini televisive in diretta della Terra vista dalla Luna e furono i primi nella storia dell'umanità a vedere la Luna con i propri occhi da una distanza di circa cento chilometri, fotografandola in dettaglio e catturando la storica immagine della Terra che si staglia nel nero dello spazio sopra l'orizzonte lunare. Non era la prima foto del suo genere, ma era la più bella della prima serie scattata da ''persone'' che erano lì a vedere quel panorama, e questo fece tutta la differenza. La foto divenne, ed è tuttora, uno dei simboli di quello che allora era il nascente movimento ecologista: aiutò a diffondere senza parole il concetto che la Terra è un gioiello fragile, un'oasi di vita in un universo ostile e inabitabile, e che se lo roviniamo non c'è nessun altro posto dove possiamo andare a ripararci. Non tutti, ancora oggi, sono riusciti a ficcarsi in testa questo semplice concetto.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/11/ci-ha-lasciato-lastronauta-lunare-frank.html Ci ha lasciato l'astronauta lunare Frank Borman]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 10 novembre 2023.</ref>
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/04/podcast-rsi-story-drake-e-weeknd.html Podcast RSI - Story: "Drake" e "The Weeknd" banditi da YouTube, Spotify e TikTok: artisti sintetici e intelligenza artificiale nella musica online]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 21 aprile 2023; trascritto in ''attivissimo.blogspot.com''.|h=4}}
*{{NDR|Sulla [[storia dei supporti musicali]]}} Siamo ormai abituati da tempo ad avere migliaia di brani musicali nelle memorie dei nostri smartphone e milioni di altri a portata di mano grazie ai servizi di streaming audio e video. Poter riascoltare qualunque artista, compresi quelli del passato, ci sembra normalissimo, e ci sembra altrettanto normale che un artista si guadagni da vivere andando in sala di registrazione, incidendo dei brani e vendendo copie di quelle registrazioni, magari senza mai esibirsi in pubblico. Ma in realtà questo modello commerciale è un'anomalia, ed è anche un'anomalia relativamente recente. Per secoli, l'unico modo in cui un cantante o un suonatore di strumenti musicali poteva campare era cantare o suonare dal vivo. Mecenatismi a parte, se non si esibiva, non veniva pagato. Le registrazioni semplicemente non esistevano. Se la cavavano un po' meglio i compositori, che potevano scrivere un brano o un'opera su commissione o comporre uno spartito e venderne copie, oppure i fabbricanti di ''carillon'' o di ''pianole''. Ma [...] i carillon portatili nacquero negli ultimi anni del Settecento, la pianola fu inventata alla fine dell'Ottocento, e la vendita di massa degli spartiti iniziò nel Novecento. Prima di queste invenzioni, o si cantava e suonava dal vivo, o niente. E la voce dell'artista era legata indissolubilmente alla sua presenza fisica. Anche quando arrivarono il fonografo di Edison, nel 1877, e il grammofono di Berliner, nel 1894, questi apparecchi meccanici in grado di registrare suoni, strumenti e voci furono visti inizialmente come delle trovate frivole per via del loro suono gracchiante e poco fedele. Ci volle una celebrità assoluta come il tenore italiano Enrico Caruso per dare loro rispettabilità: fu lui il primo cantante a rendersi conto del "potere mediatico", come si dice oggi, delle tecnologie di registrazione e fu il primo a usarle per guadagnare milioni di dollari [...] vendendo le registrazioni della sua voce fatte fra il 1904 e il 1920. Poi vennero tutti gli altri, e il resto è storia: storia dell'industria musicale. Grazie a dischi, nastri e poi supporti digitali e ora lo streaming, la voce di un cantante è diventata un'entità distinta dal cantante stesso, un prodotto commerciale separato che viene protetto da leggi specifiche e gestito da un'industria, ma tutto questo soltanto da poco più di cent'anni. Per tutto il resto della storia della cultura umana non è stato così. Su scala storica, le case discografiche sono un fenomeno passeggero. E con l'arrivo dell'elaborazione digitale e dell'intelligenza artificiale potrebbero essere soppiantate.
*La [[Music piracy|pirateria musicale]] non è un'invenzione dell'era digitale: già nel 1906 nel Regno Unito furono adottate leggi per proteggere i compositori di musica popolare da coloro che duplicavano abusivamente i loro spartiti e li rivendevano a metà prezzo. La pirateria degli spartiti era un problema talmente serio da giustificare irruzioni di polizia nelle tipografie e nei negozi. Nei decenni successivi, il fenomeno dei ''bootleg'', ossia delle copie abusive dei dischi, divenne più vasto; ma si trattava comunque di attività che richiedevano macchinari complessi e ingombranti e quindi piuttosto difficili da nascondere a lungo alle autorità. Gli utenti erano tanti, ma i produttori di musica contraffatta erano relativamente pochi e quindi abbastanza facili da tenere sotto controllo. Anche con l'avvento degli impianti stereo personali e dei radioregistratori a doppia piastra che consentivano di duplicare dischi e cassette a livello amatoriale, negli anni Ottanta del secolo scorso, la pirateria rimase un fenomeno tutto sommato modesto per via della scomodità del procedimento [...]. Il vero shock, però, arrivò con la diffusione di massa della musica digitale e poi di Internet. I CD erano in sostanza delle raccolte di file audio, pronte da duplicare ad alta velocità e senza la perdita di qualità tipica delle copie analogiche. E a giugno del 1999 nacque Napster, il primo circuito di scambio musicale ''peer-to-peer'' [...]. Di colpo [...] duplicare la musica, legalmente o meno, richiedeva soltanto un computer, un accesso a Internet e del software gratuito. [...] la pirateria musicale divenne un fenomeno di massa, incontrollabile e su vasta scala. Ciascun utente scaricava centinaia o migliaia di brani e li condivideva con tutti. Le case discografiche, allarmatissime, agirono prontamente e drasticamente, avviando una causa già a dicembre del 1999, e Napster chiuse a luglio del 2001. Ma altri sistemi ''peer-to-peer'' ne presero il posto, e ancora oggi i vari circuiti Torrent fanno circolare musica, video e film tra milioni di persone al di fuori di ogni controllo significativo dei titolari dei diritti. [...] il crollo dei prezzi e della difficoltà d'uso di questa tecnologia ha avuto l'effetto inatteso di far diventare sostanzialmente impossibili il controllo [...] di questi scambi e scaricamenti. Scaricare e ''conservare'' la musica, però, sta passando di moda. Oggi prosperano servizi commerciali e legali di streaming [...] che in sostanza mandano al singolo utente in tempo reale il brano desiderato di volta in volta e riportano gli utenti a dipendere da un sistema di distribuzione centralizzato, opposto a quello decentrato dei circuiti ''peer-to-peer''. Questo stesso modello centralizzato è attualmente usato dai sistemi di intelligenza artificiale più popolari [...]: normalmente l'utente li adopera collegandosi ai loro siti, senza dover installare nulla. Questo permette alle aziende e alle autorità di esercitare un controllo centrale sulle attività degli utenti [...]. Certo, esistono delle versioni installabili di questi prodotti, ma sono complicate da installare e configurare e richiedono computer potenti e lunghi tempi di addestramento ed elaborazione e quindi sono al di fuori della portata di moltissimi utenti non esperti. Almeno per ora. Ma le cose stanno cambiando in fretta. Molto in fretta.
*A fine marzo uno YouTuber, Roberto Nickson, ha trovato su Reddit un modello della voce di Kanye West generato tramite intelligenza artificiale da ignoti. Nel giro di due ore e mezza ha scritto, registrato e diffuso un video nel quale ha prima eseguito con la propria voce uno spezzone di rap inventato da lui e poi ha applicato a quello spezzone il modello vocale trovato su Reddit. Il risultato è quello che sembra un brano originale inedito di Kanye West. [...] Secondo Nickson sono già in lavorazione modelli vocali di altri artisti [...] tutti assolutamente non autorizzati e tutti man mano più facili da utilizzare. E la tecnologia galoppa, per cui i modelli diventano anche man mano più fedeli. Di questo passo, dice Nickson, tra pochi mesi potremo ascoltare brani inediti cantati dalle voci di artisti famosi, senza neppure sapere che sono in realtà generati da software. Frank Sinatra che canta una canzone di Adele? Rihanna che canta in perfetto italiano? Si può fare, fuori da ogni controllo. Basta che ci sia in giro un numero sufficiente di campioni vocali di buona qualità. [...] Per ora le case discografiche hanno reagito con interventi centralizzati: nel caso del finto brano di Drake e The Weeknd, hanno tentato di bloccare la sua circolazione agendo sui gestori dei sistemi di intelligenza artificiale e sui grandi distributori di contenuti, ossia i social network e i servizi di streaming. Ma la canzone sintetica continua a circolare lo stesso attraverso mille altri canali [...]. Quando questi software saranno disponibili sotto forma di app da installare sullo smartphone, il controllo e la repressione saranno impraticabili e qualunque intervento legislativo sarà sostanzialmente inapplicabile. E l'incentivo economico non manca: quel finto brano di Drake e The Weeknd, nei pochi giorni in cui è rimasto online, ha fruttato al suo creatore quasi duemila dollari [...]. In sintesi: questa tecnologia sta per trasformare completamente l'industria musicale, e sta per farlo a una velocità infinitamente superiore a quella di qualunque provvedimento di legge. Anzi, lo sta ''già'' facendo.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/09/podcast-rsi-confederazione-e-fediverso.html Podcast RSI - Confederazione e fediverso: perché il governo svizzero è su Mastodon, e perché è così importante?]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 15 settembre 2023; trascritto in ''attivissimo.blogspot.com''.|h=4}}
*Nel [[fediverso]] [...] non ci sono i cosiddetti ''algoritmi social'', quei complicati e oscuri meccanismi in base ai quali certi contenuti vengono fatti circolare più di altri. Nei sistemi federati è l'utente che sceglie cosa vuole vedere e chi vuole seguire. Non c'è pubblicità, non c’è tracciamento e si può comunicare facilmente con gli amministratori, nella propria lingua, in caso di problemi. Non ci sono censure, perlomeno finché si rispettano le regole di moderazione dell'istanza dove si è aperto l'account. E non c'è niente da pagare, visto che tutto si regge sul volontariato e sulle donazioni degli utenti.
*È [...] molto probabile che i vostri amici non siano su [[Mastodon (software)|Mastodon]]. Non ci sono per un'ottima ragione: non è lì che trovano i ''loro'' amici, che sono invece tutti sui social network commerciali e da lì non si muovono per la stessa ragione: non vogliono andare via dal social in cui si trovano i ''loro'' amici. Siamo, in un certo senso, ostaggi gli uni degli altri. Questo fenomeno si chiama ''network effect, effetto rete'', o anche ''effetto carrozzone'', ed è tipico di qualunque prodotto o servizio di rete: il suo valore per gli utenti aumenta man mano che aumenta il numero degli utenti, e viceversa. Per fare un esempio, è inutile avere un fax se nessun altro ha più un fax, come è inutile essere su Telegram se tutti gli amici sono su WhatsApp. Per spezzare questo stallo ci sono due modi fondamentali: rendere il prodotto nuovo compatibile con quello vecchio, come è successo per esempio con la telefonia mobile, che permetteva sin da subito di chiamare numeri della rete fissa esistente e viceversa, oppure rendere il prodotto nuovo così interessante, e quello attuale così frustrante, da spingere gli utenti a superare la naturale resistenza al cambiamento. Gli account su Mastodon sono pochi, ma quei pochi sono costituiti da numerosissime testate giornalistiche, radio e TV, bot informativi automatici, istituzioni e adesso anche governi. Se usate i social network per informarvi presso fonti di questo tipo, allora su Mastodon troverete già un buon numero di account interessanti da seguire. [...] Sul versante frustrazione non occorre fare nulla: molti utenti di spicco hanno già abbandonato Twitter, rendendolo meno appetibile, e la gestione di Elon Musk sembra voler fare di tutto per rendere difficile la vita di chi resta.
*Certo, Mastodon non è per ora il posto per chi aspira ai grandi numeri o a diventare ''influencer'': per quello ci sono i social network commerciali, e comunque si può anche tenere il piede in due scarpe, come fanno molti utenti, molte organizzazioni e molti governi [...]. Ma se si cerca gente interessante da leggere o servizi d'informazione utili da seguire, e se si vuole provare il piacere un po' ruspante di usare Internet così com'era stata concepita in origine, con software e servizi creati dagli utenti per gli utenti, senza gestori miliardari dispotici e capricciosi e senza algoritmi o che amplificano l'odio, Mastodon e tutto il fediverso sono un'occasione ghiotta, anche per ricordare [...] che Internet può essere molto più che ''"cinque siti web giganti, pieni di screenshot degli altri quattro"''.
===2024===
*I [[Intelligenza artificiale generativa|generatori di immagini basati sull'intelligenza artificiale]], comandabili dando semplicemente una descrizione di cosa si vuole ottenere, sono ormai dappertutto [...]. Le grandi società del software fanno a gara a chi offre quello migliore, quello più realistico, quello più facile, e offrono questi prodotti gratuitamente, perché hanno visto che generano moltissime visite ai loro siti, e le visite significano guadagni, diretti o indiretti. Questa facilità d'uso [...] ha reso questa tecnologia accessibile a un numero enorme di persone, comprese ovviamente quelle malintenzionate. Oggi non serve più saper usare Photoshop o avere un computer potente [...]: basta visitare con uno smartphone qualsiasi un sito apposito e scrivere qualche parola ben scelta. [...] In questa corsa al guadagno i rischi di abuso sono stati messi però in secondo piano [...]. Molte grandi società del settore informatico si sono parate le spalle dal punto di vista legale pubblicando dei codici di condotta che vietano [...] la creazione di contenuti intimi non consensuali. [...] ma mettere un codice di condotta a protezione di un software capace di generare gratuitamente qualunque immagine di qualunque cosa o persona è come lasciare un orologio d'oro davanti alla porta di casa e "proteggerlo" con un cartello che dice "Vietato rubare". Altre società, invece, prosperano proprio grazie al traffico di utenti, spesso paganti, che le adoperano per generare immagini estremamente esplicite e violente di qualunque genere, e al diavolo le conseguenze. [...] Il problema, insomma, è vasto. Servono delle soluzioni, e servirebbero anche in fretta. [...] il danno causato dalla circolazione di quelle immagini è reale. Lo sa bene qualunque ragazza o donna che sia stata bersaglio di queste immagini, create magari dai compagni di scuola o dai colleghi di lavoro, quelli con i quali ci si trova a dover poi condividere un banco o un ufficio.<ref>Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 1º febbraio 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/02/anteprima-podcast-rsi-taylor-swift.html Podcast RSI - Taylor Swift attaccata online con foto falsificate usando l'IA]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref>
*Il nostro cervello ha milioni di anni di esperienza e di evoluzione su cui contare per il riconoscimento dei movimenti delle persone e degli animali familiari, e per ora i video sintetici, a differenza delle foto sintetiche, sono nel pieno della cosiddetta ''[[uncanny valley]]'' o ''valle inquietante'', ossia quella teoria, proposta dal professore di robotica Masahiro Mori [...] nel 1970, secondo la quale un oggetto animato produce una risposta emotiva favorevole se non somiglia affatto a un essere umano o a un animale reale oppure se è assolutamente identico a quello reale, ma produce invece repulsione, inquietudine e rifiuto se è molto simile ma non identico all'originale. Quella zona di quasi-somiglianza è la Valle Inquietante, situata fra i due pianori della credibilità. I personaggi digitali di ''Toy Story'', per esempio, funzionano emotivamente perché non hanno la pretesa di essere persone reali: sono giocattoli e quindi i loro movimenti possono essere innaturali e anche caricaturali senza causare disagio o disorientamento. Gli animali sintetici fantastici di ''Avatar'' e di altri film risultano credibili perché non abbiamo alcun termine di paragone con la realtà. Invece gli animali fotorealistici del remake del ''Re Leone'' o della ''Sirenetta'', o anche l'Indiana Jones ringiovanito del ''Quadrante del Destino'', per quanto siano il frutto di immense fatiche di tecnici e animatori, spesso stentano a convincerci: basta un minimo movimento innaturale per spezzare la magia, l'empatia e l'immedesimazione.<ref name="Sora">Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 23 febbraio 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/02/podcast-rsi-sora-genera-video-sintetici.html Podcast RSI - Sora genera video sintetici perfetti in HD]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref>
*Se vogliamo sfruttare i benefici dell'intelligenza artificiale {{NDR|generativa}} senza farci travolgere dai rischi, non ci servono mirabolanti tecnologie o gadget salvifici per rivelare quando un'immagine o un video sono sintetici [...]. Ci basta creare una filiera di autenticazione e controllo, gestita da esseri umani competenti, con procedure redazionali rigorose, e abituarci all'idea che d'ora in poi tutto quello che vediamo muoversi sullo schermo rischia di essere falso se non è stato verificato da questa filiera. In altre parole, ci basta cambiare metodo di lavoro, e questa è una decisione che non dipende né dalla potenza di calcolo né dalla tecnologia, ma dipende dalla nostra volontà. Il modo in cui reagiremo alla sfida dell'intelligenza artificiale sarà un perfetto indicatore della nostra intelligenza naturale.<ref name="Sora"/>
*''[[Cookie]]'', che in inglese americano vuol dire letteramente "biscotto", è un termine informatico che arriva dagli anni Ottanta [...], quando lo si usava nei sistemi UNIX per indicare un pacchetto di dati ricevuto da un programma e restituito intatto al sistema informatico che glielo aveva mandato. La stessa idea fu adottata anche per Internet e in particolare per il Web: nel 1994 [...] i cookie furono usati per la prima volta da uno dei primissimi browser, Netscape (ve lo ricordate?). Servivano per sapere se un utente aveva già visitato il sito [...] in precedenza. Il cookie era, ed è tuttora, semplicemente un file che viene scritto sul computer dell'utente dal sito visitato da quell'utente e contiene delle informazioni che quel sito può leggere in un secondo momento. [...] All'epoca [...] l'esistenza dei cookie era sconosciuta alla maggior parte degli utenti. I cookie erano soltanto una soluzione tecnica, per addetti ai lavori: una delle tante che venivano sviluppate in quel periodo frenetico di evoluzione di Internet. [...] Da quel debutto lontano i cookie hanno fatto molta strada, e sono diventati utilissimi per ricordare per esempio le preferenze di lingua o di aspetto di un sito [...], ma sono diventati anche una delle forme di tracciamento più usate su Internet per la profilazione commerciale degli utenti. [...] Il rischio di abuso era troppo alto, e così nel corso degli anni sono state emesse varie direttive [...] sulla privacy digitale [...]. Ed è a quel punto che sono comparse in massa nei siti le finestre di richiesta di accettare o rifiutare i cookie. [...] Dal punto di vista degli utenti [...] questa finestra incomprensibile [...] è stata percepita principalmente come una scocciatura, anche perché alla fine per poter usare i siti era quasi sempre necessario accettare questi benedetti cookie e quindi c'era ben poca scelta concreta. E così siamo diventati un po' tutti bravi cliccatori automatici [...] ma in sostanza non è cambiato nulla e continuiamo a essere profilati nelle nostre navigazioni.<ref>Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 19 aprile 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/04/podcast-rsi-story-la-beffa-dei-cookie.html Podcast RSI - Story: La beffa dei cookie rifiutati]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref>
*Il ''[[Ingegneria sociale|social engineering]]'' è quella tecnica di attacco informatico che si basa sul conquistare la fiducia della vittima mostrando di conoscere informazioni che in apparenza solo un vero impiegato di banca o di un'azienda potrebbe avere. Ma le nostre vite sono sempre più pubbliche e condivise, grazie anche alla quantità di informazioni che noi stessi riversiamo nei social network, e i criminali sanno come trovarle e sfruttarle contro di noi. [...] sapere che i criminali non pescano a caso ma anzi spesso si studiano bene la vittima è il primo passo verso la prevenzione.<ref>Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 10 maggio 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/05/podcast-rsi-svizzera-rapporto-federale.html Podcast RSI - Svizzera, rapporto federale: raddoppiano gli incidenti informatici. Come rimediare (prima parte)]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref>
*La pubblicazione di immagini sintetiche fotorealistiche, senza avvisare esplicitamente che si tratta di qualcosa che è stato generato completamente da zero e non esiste nella realtà fisica, è [...] chiaramente ingannevole, specialmente quando l'immagine generata rappresenta una situazione plausibile nel mondo reale. Il rischio che i professionisti delle ''fake news'' usino i generatori di immagini basati sull'intelligenza artificiale per produrre immagini false di persone conosciute, allo scopo per esempio di ridicolizzarle o screditarle, è fin troppo evidente [...]. C'è anche il problema che i generatori di immagini finiscono per svilire il lavoro e la fatica dei fotografi professionisti, perché invece di comporre pazientemente la scena, mettere in posa il soggetto, regolare le luci e tutte le altre cose che un fotografo è costretto a fare fisicamente per ottenere una certa immagine, oggi si può ottenere un risultato più che paragonabile usando l'intelligenza artificiale, standosene comodamente al computer. Instagram è invaso, infatti, dalle foto di "modelle" che sono in realtà immagini generate dal computer, e le fotomodelle reali si vedono scavalcate da immagini sintetiche che possono essere fabbricate in una manciata di secondi, non si stancano, non invecchiano, non cambiano forme o peso e non hanno spese di trasferta o compensi da pretendere. E gran parte degli utenti (e anche dei committenti) non è in grado di accorgersi della differenza.<ref name="IA">Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 14 giugno 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/06/podcast-rsi-instagram-letichetta-creato.html Podcast RSI - Instagram, l'etichetta "Creato con IA" fa infuriare i fotografi veri; aggiornamento su Windows Recall]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref>
*Ovviamente c'è una differenza enorme fra un'immagine fotorealistica completamente generata al computer e una fotografia tradizionale alla quale è stato fatto un piccolo ritocco digitale per rimuovere, che so, un dettaglio antiestetico [...]. Fate attenzione, insomma, a non farvi coinvolgere in discussioni e polemiche interminabili sulla "autenticità" di una foto [...]: il rischio di trovarsi dalla parte del torto è molto alto. Anche perché forse state creando anche voi immagini sintetiche [...]. Se fate foto con il vostro smartphone, infatti, è molto probabile che alcuni dei filtri automatici presenti in questi dispositivi si basino sull'intelligenza artificiale. Per esempio, una foto di gruppo in cui tutti hanno miracolosamente gli occhi aperti o sorridono viene ottenuta [...] facendo una [...] raffica di foto e poi usando il riconoscimento delle immagini e dei volti per prendere dai vari scatti le facce venute bene e sovrapporle a quelle che hanno gli occhi chiusi o le espressioni serie. E tutto questo avviene direttamente a bordo dello smartphone, senza che ve ne accorgiate. Questa tecnica viene chiamata [[Fotografia digitale|fotografia computazionale]], e moltissime persone la usano senza nemmeno saperlo [...]. Una foto ottenuta in questo modo è "falsa", dato che non rappresenta un momento realmente esistito [...]? Oppure rappresenta la nostra intenzione o la nostra percezione della realtà come vorremmo che fosse, e quindi va accettata come "reale"? Chiaramente la questione dell'autenticità e del realismo di un'immagine è molto più complessa e ricca di sfumature rispetto al banale "sì" oppure "no" [...]. E questa necessità di sfumature, forse, è la lezione di realtà più importante di tutte.<ref name="IA"/>
*[[Telegram]] è diverso dagli altri sistemi di messaggistica [...] per due ragioni principali. La prima è che offre i cosiddetti ''canali'', ai quali può iscriversi un numero sostanzialmente illimitato di persone per seguire i messaggi pubblicati da un singolo utente o da una specifica organizzazione. Questa capacità di far arrivare un messaggio anche a milioni di persone, senza nessuna delle restrizioni o dei filtraggi tipici di altre piattaforme, rende Telegram più allettante rispetto alla concorrenza, per esempio per i criminali informatici e anche per quelli non informatici, dai trafficanti di droga ai terroristi ai pedofili, che possono usarlo (e lo usano) per pubblicizzare i propri prodotti e servizi o le proprie terribili azioni e gestire la propria clientela in modo efficiente e discreto. Ovviamente queste stesse caratteristiche sono utili anche per chi lotta contro censure, persecuzioni o restrizioni delle libertà. [...] La seconda ragione è che Telegram, intesa come azienda, si è sempre vantata di rifiutare qualunque collaborazione con le forze di polizia di qualunque paese e di non fare moderazione [...]. Il risultato è che oggi 900 milioni e passa di persone in tutto il mondo si affidano a Telegram per comunicare di tutto, dagli annunci di estorsione informatica ai consigli delle mamme appassionate di rimedi naturali alle malattie, dagli amori clandestini ai film piratati [...]<ref name="Telegram">Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 13 settembre 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/09/podcast-rsi-telegram-cambia-le-proprie.html Podcast RSI - Telegram cambia le proprie regole, terremoto di sicurezza]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref>
*A modo suo, [[Pavel Durov]] ha esibito dei princìpi etici molto saldi: non collaborare con ''nessuna'' autorità, perché chi per un certo governo è un sovversivo per un altro governo è un dissidente, e chi è considerato terrorista da una parte è visto come combattente per la libertà dall'altra.<ref name="Telegram"/>
*[...] una persona che ha chiaramente dei gravi problemi di rapporti sociali e sta usando il suo immenso patrimonio per infliggere quei problemi al resto del mondo. [...] Vedere [[Elon Musk]], quello che una volta sembrava essere un visionario con un piano d'azione concreto per un futuro migliore per l'umanità, scendere progressivamente al livello di Donald Trump e poi andare ancora più in basso sposando le teorie di complotto più idiote [...], è una scena di deludente squallore che non mi sento più di sostenere in alcun modo.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/09/non-ce-la-faccio-piu-turarmi-il-naso-ho.html Non ce la faccio più a turarmi il naso. Ho mollato X/Twitter, passo a Instagram (e resto su Mastodon). Sarà meno peggio?]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 14 settembre 2024.</ref>
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/01/podcast-rsi-topolino-fuori-copyright-ia.html Podcast RSI - Topolino fuori copyright, IA negli smartphone, navigazione anonima che non lo è]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 19 gennaio 2024; trascritto in ''attivissimo.blogspot.com''.|h=4}}
{{NDR|Su ''[[Steamboat Willie]]''}}
*[...] è un cartone animato importante per un [...] motivo [...] oggi [...] quasi dimenticato: fu il primo cortometraggio animato di successo distribuito con il cosiddetto ''sonoro sincronizzato''. Cent'anni fa i film erano muti. Non si sentivano le voci degli attori, non c'erano effetti sonori e la colonna sonora musicale veniva eseguita dal vivo da un'orchestra o da un pianista o un organista. Erano stati fatti vari esperimenti per accoppiare il suono alle immagini, per esempio facendo partire un disco contenente l'audio nel momento in cui iniziava il film, ma si trattava di una sincronizzazione rudimentale che veniva persa facilmente, con risultati comici e imbarazzanti. Walt Disney, però, era rimasto affascinato dal successo del film ''Il cantante di jazz'', uscito l'anno precedente con una colonna sonora sincronizzata tramite disco, e decise di sonorizzare i propri cartoni animati, usando tuttavia una tecnica molto differente: l’audio veniva registrato ''sulla pellicola'', insieme alle immagini, sotto forma di variazioni di trasparenza di una banda laterale della pellicola stessa, usando un ingegnosissimo sistema elettromeccanico molto ''steampunk'', e quindi non si perdeva mai la sincronizzazione precisa.
*Un'altra innovazione di ''Steamboat Willie'' fu l'uso di una cosiddetta ''click track'': segni ottici sulla pellicola di lavorazione che davano ai musicisti il tempo esatto. Una sorta di metronomo visivo. Questo permise a Disney di far iniziare e terminare la musica proprio nell'istante desiderato, mentre nei film precedenti l'orchestra spesso finiva comicamente fuori tempo, non solo quando suonava dal vivo ma anche quando veniva preregistrata.
*La reazione del pubblico e della critica alle novità tecniche di ''Steamboat Willie'' fu entusiasta e contribuì non poco alla fine dell'epoca del cinema muto. La storia che raccontava non era un granché, e i suoi personaggi non avevano molto spessore, ma il progresso tecnico che mostrava era evidente, coinvolgente e innegabile anche per i non esperti, come lo sarà qualche decennio più tardi il passaggio dal bianco e nero al colore, quello al formato 16:9 o IMAX, o quello al 3D. In altre parole, ''Steamboat Willie'' è l{{'}}''Avatar'' di cento anni fa.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/02/podcast-rsi-antibufala-flipper-zero-non.html Podcast RSI - Antibufala: Flipper Zero non è un gadget per "hackerare tutto"]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 16 febbraio 2024; trascritto in ''attivissimo.blogspot.com''.|h=4}}
{{NDR|Sul [[Flipper Zero]]}}
*[...] un piccolo dispositivo elettronico multifunzione tascabile che, [...] secondo quello che raccontano molti YouTuber, sarebbe una sorta di vietatissimo grimaldello universale in grado di "hackerare" praticamente qualunque cosa. [...] è in grado di leggere, duplicare e emulare i dispositivi [...] incorporati in molti oggetti elettronici, dalle carte di credito alle tessere delle camere d'albergo, è capace di leggere i microchip di identificazione degli animali e di ricevere e registrare segnali radio, e può duplicare anche molte chiavi elettroniche usate per aprire porte o gestire accessi. Ha un ricevitore e un emettitore a infrarossi che gli permette di fare da telecomando universale e un ricetrasmettitore Bluetooth per collegarsi senza fili ad altri dispositivi. Inoltre è espandibile grazie a schede elettroniche esterne. In altre parole, è una specie di coltellino svizzero per informatici [...]. Con tutti i suoi sensori, ricevitori e trasmettitori programmabili [...] è un gioiello di versatilità per chiunque sia interessato a studiare il funzionamento dei dispositivi informatici e le loro comunicazioni senza fili.
*Le prodezze che vengono mostrate da tanti video su YouTube sono in realtà frutto di montaggi o messinscene: Flipper Zero è stato progettato [...] in modo da non poter fare cose particolarmente pericolose. [...] non è fisicamente in grado di leggere i dati crittografici delle carte di credito e quindi non può clonarle: può solo acquisirne per contatto il numero e la data di scadenza, cosa che può fare qualunque persona semplicemente ''guardando'' una carta di credito o appoggiandola contro molti smartphone [...]. Lo stesso vale per i biglietti dei mezzi di trasporto: può copiarli, ma non può generarli. [...] non è in grado di comandare i semafori e la sua sezione a infrarossi è semplicemente un telecomando universale per televisori e altri apparecchi, come quelli acquistabili in qualunque negozio di elettronica. [...] Le cose cambiano per la sua parte radio: questo dispositivo è in effetti in grado di registrare i segnali degli apricancelli standard e ripeterli, e questo significa che in teoria potrebbe essere usato per aprire un cancello senza autorizzazione. Ma in pratica [...] usare un Flipper Zero in questo modo richiederebbe l'accesso a uno dei telecomandi originali oppure una lunga sessione di tentativi alla cieca fino a trovare il codice dello specifico apricancello. Inoltre il suo asserito potere di trovare le password dei Wi-Fi funziona soltanto se la password è una parola del dizionario, e se un malintenzionato ha queste mire può semplicemente usare un normale personal computer [...]. In altre parole, non ne vale la pena.
*[...] la sua capacità di consentire i furti d'auto [...] è [...] stata gonfiata dalle spettacolarizzazioni pubblicate dai TikToker e dagli YouTuber per ottenere più ascolti. È vero che un Flipper Zero può essere usato per memorizzare il segnale inviato dal telecomando della chiave all'auto e quindi aprirne le portiere, ma questo segnale cambia ogni volta, secondo il principio dei [...] ''rolling code''. Di conseguenza, bisognerebbe procurarsi la chiave originale dell'auto, azionarne il telecomando mentre la chiave è fuori dalla portata radio dell'auto, registrare il segnale e il relativo codice usa e getta con il Flipper Zero e poi usare questo dispositivo per trasmettere all'auto il segnale registrato, e comunque non sarebbe possibile avviare l'automobile. Divertente e educativa, come dimostrazione, ma assolutamente inutile come strumento per i ladri professionisti di auto, che infatti non usano affatto apparecchi limitati come questo ma sfruttano dei ben più sofisticati ripetitori radio [...].
*L'accanimento [...] contro il Flipper Zero [...] è tecnicamente infondato, frutto della poca conoscenza dell'argomento da parte dei governanti e delle esagerazioni fatte da chi pubblica video sensazionali per fare soldi: questo dispositivo è troppo limitato per fare danni reali. Ma allora [...] a cosa serve esattamente? [...] è nato con lo scopo specifico di dare agli hobbisti e agli appassionati uno strumento semplice e ragionevolmente economico per studiare il modo in cui funzionano i sistemi di trasmissione di dati, sempre più presenti nelle nostre vite [...], e per capire se i prodotti che acquistiamo sono realmente sicuri e ben progettati. Se una tessera elettronica o una chiave di un'auto o una serratura elettronica sono attaccabili con un dispositivo di base come un Flipper Zero, il problema non è il Flipper Zero: è il fabbricante della tessera, auto o serratura, che sta usando tecnologie obsolete e insicure [...], e continua a farlo perché nessuno ha modo di accorgersene. Smascherare questo approccio incosciente alla sicurezza è un gesto socialmente utile, e impedire [...] di imparare la vera sicurezza rendendo difficile l'accesso a dispositivi come Flipper Zero non fa altro che frenare i ricercatori di sicurezza informatica e le persone ben intenzionate che vorrebbero diventare ricercatori di sicurezza, mentre i malviventi continuano ad agire indisturbati usando tutt'altre apparecchiature.
*{{NDR|Sul [[teatrino della sicurezza]]}} [...] un problema preoccupa l'opinione pubblica, che quindi chiede che la politica faccia qualcosa, e la politica risponde facendo ''qualcosa'', preferibilmente qualcosa di costoso e vistoso, che in realtà non risolve affatto il problema ma dà l'impressione che ''qualcosa'' sia stato fatto. Tutti sono soddisfatti, ma il problema rimane. Se state pensando che questo modo di fare non si applica solo all'informatica, avete perfettamente ragione. Il termine ''security theater'' fu infatti coniato dall'esperto di sicurezza Bruce Schneier nel 2003, per il suo libro ''Beyond Fear'', non per questioni informatiche, ma per descrivere alcune misure di sicurezza aeroportuale introdotte dopo gli attentati dell'11 settembre 2001.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/04/podcast-rsi-whatsapp-abbassa-leta.html Podcast RSI - WhatsApp abbassa l'età limite, navigazione anonima che non lo è, Playmate come standard tecnico]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 5 aprile 2024; trascritto in ''attivissimo.blogspot.com''.|h=4}}
{{NDR|Su [[Lenna (immagine)|Lenna]]}}
*Uno dei miti più tenaci e durevoli fra gli utenti di Internet è l'idea che la [[Navigazione privata|navigazione in incognito]] sia, appunto, in incognito. Il nome di questa modalità di navigazione nel Web è infatti molto ingannevole e viene spesso frainteso. [...] è in realtà semplicemente un modo per visitare siti senza lasciare tracce ''sul dispositivo che state usando''. Non rimane memoria nella cronologia di navigazione, non vengono salvati cookie o file temporanei su quel dispositivo, tablet, computer o telefonino che sia. Ma i siti che visitate si ricordano eccome della vostra visita e sono perfettamente in grado di identificarvi. [...] resterà a molti l'amaro in bocca, perché solitamente la navigazione in incognito si usa proprio per visitare i siti di cui non si vuole lasciare traccia. In realtà la navigazione in incognito serve per una sola cosa: per usare il dispositivo di qualcun altro senza lasciarvi tracce, per esempio per consultare la propria mail usando il computer di qualcun altro. A parte questo, la navigazione in incognito è sostanzialmente inutile per difendere la propria privacy.
*Siamo nell'estate nel 1973, alla University of Southern California, dove un ricercatore in campo informatico sta cercando un'immagine da usare come riferimento per i suoi test di digitalizzazione. Roba assolutamente sperimentale per l'epoca. [...] gli serve un'immagine su carta patinata che includa un volto umano da scansionare. Guarda caso, arriva qualcuno con una copia di ''Playboy''. Viene strappata la parte superiore del paginone centrale della rivista, che raffigura una giovane donna che indossa solo un cappello e una piuma viola [...], e ne viene fatta la scansione con i metodi primitivi di allora: lo scanner è uno di quelli per le telefoto, quelli che richiedono che l'immagine venga montata su un cilindro rotante, e la scansione viene fatta nei tre colori primari, a una risoluzione di 100 linee per pollice [...]. I dati risultanti vengono poi elaborati con un minicomputer Hewlett Packard 2100. Questo procedimento complicato produce un'immagine da soli 512x512 pixel, che oggi fa sorridere ma che per l'epoca è un risultato davvero notevole.
*Il ricercatore sceglie solo la porzione dell'immagine che include le spalle nude e il volto della donna, perché questa porzione ha un contrasto elevato e una notevole ricchezza di dettagli che la rendono ideale per i test [...]. O perlomeno è questa la giustificazione ufficiale per l'uso del volto di una Playmate in un mondo quasi esclusivamente maschile come quello dell'informatica degli anni Settanta. Sia come sia, la soluzione improvvisata piace e diventa popolare, per cui altri ricercatori iniziano a usare questa foto come campione di riferimento [...]. In breve tempo quella fotografia di ''Playboy'' diventerà lo standard tecnico di tutto il campo nascente della fotografia digitale e verrà pubblicata in moltissimi articoli tecnici nelle riviste di settore nei decenni successivi. [...] Se oggi abbiamo GIF, JPEG, PNG e tanti altri formati per la trasmissione di immagini lo dobbiamo anche a quest'improvvisazione californiana, fatta oltretutto in violazione del copyright e poi accettata di buon grado [...].
*Ma chi è la ragazza in questione? È nota fra i ricercatori semplicemente come "Lena" o "Lenna", ma la rivista dalla quale fu prelevata la sua immagine la presentò come Lenna Sjööblom, Playmate di novembre 1972. Il suo vero nome è Lena [...] Forsén, e all'epoca lavorava come modella. Non capita spesso che una foto di una Playmate diventi uno standard tecnico, ma è andata così. Tuttavia le sensibilità sono cambiate [...] e in effetti questa foto ha contribuito allo stereotipo della donna oggetto in un campo nel quale le donne, pur avendo fatto la storia dell'informatica, non venivano ben viste come colleghe dagli informatici di sesso maschile. [...] E così le riviste del prestigioso gruppo Nature hanno iniziato a rifiutarla già nel 2018. E la IEEE Computer Society [...] dal primo aprile 2024 non accetta più articoli scientifici che usino questa fotografia. [...] ma se vi capita di consultare qualche articolo d'informatica d’epoca e vi chiedete chi sia la graziosa fanciulla che spicca nelle pagine piene di grafici e tabelle, ora sapete chi è e conoscete la sua strana storia.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/07/due-parole-sul-caos-informatico.html Due parole sul caos informatico mondiale di ieri]''|''attivissimo.blogspot.com'', 21 luglio 2024.|h=4}}
{{NDR|Sul [[guasto informatico di CrowdStrike del 2024]]}}
*[...] '''la colpa primaria, qui, non è di Microsoft''' [...] '''ma di CrowdStrike''' [...] che ha realizzato maldestramente e rilasciato incautamente l'aggiornamento [...]. Non ha senso che un aggiornamento di un software così vitale sia stato distribuito in massa a tutto il mondo pressoché contemporaneamente, invece di testarlo fornendolo a un gruppo ristretto di clienti [...]. La colpa secondaria è degli amministratori dei sistemi informatici e dei dirigenti che troppo spesso impongono a loro software e ambienti operativi inadatti e forniscono risorse insufficienti per fare bene il loro lavoro, fregandosene della ridondanza e dei piani di ''disaster management''.
*Più in generale, c'è un problema di monocultura e di eccessiva interdipendenza. Monocultura nel senso che è pericoloso che oltre la metà delle principali aziende mondiali usi lo stesso software, qualunque esso sia, perché se per caso quel software risulta danneggiato o vulnerabile gli effetti sono globali [...]. Eccessiva interdipendenza nel senso che avere i dati nel cloud è comodo, avere un controllo centralizzato dei dati è comodo, e tutto questo riduce i costi, ma significa anche che le singole filiali dipendono totalmente dalla possibilità di collegarsi ai sistemi centrali [...]. E questo è un problema di architettura software ma anche di mentalità aziendale, che aspira al controllo e non riesce a delegare.
*I risultati di queste scelte si sono visti ampiamente in questo sconquasso planetario. Avete voluto mettere tutto nel cloud? Avete voluto mettere tutto su macchine con un unico sistema operativo? Ve l’avevamo detto che farlo senza un Piano B era da incoscienti. Ma tanto sono gli utenti a pagare e penare per i disservizi, e sono gli amministratori di sistema a dover impazzire per ripristinare, spesso uno per uno, tutti i computer [...]. Mentre le aziende che hanno causato tutto questo la passeranno liscia [...] soprattutto perché tanto il costo operativo di migrare a un prodotto concorrente è troppo elevato per le aziende clienti e quindi tutti continueranno a usare CrowdStrike esattamente come prima.
{{Int|''[https://attivissimo.me/2024/09/19/podcast-rsi-no-i-telefonini-non-esplodono-spontaneamente/ Podcast RSI – No, i telefonini non esplodono spontaneamente]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 20 settembre 2024; trascritto in ''attivissimo.me''.|h=4}}
*Un ''[[supply chain attack]]'' è un attacco, fisico o informatico, a un elemento della catena di approvvigionamento di un avversario. Invece di attaccare i carri armati del nemico, per esempio, si colpiscono i loro depositi di carburante o le loro fabbriche di componenti. In campo informatico, invece di attaccare direttamente l'azienda bersaglio, che è troppo ben difesa, si prende di mira un suo fornitore meno attento alla sicurezza e lo si usa come cavallo di Troia per aggirare le difese entrando dall'accesso riservato ai fornitori, per così dire. Anzi, si potrebbe dire che proprio il celebre cavallo di Troia fu il primo caso, sia pure mitologico, di ''supply chain attack'', visto che i troiani si fidarono decisamente troppo del loro fornitore.
*Difendersi da questo tipo di attacchi non è facile, perché spesso il committente non conosce bene il fornitore, e a sua volta quel fornitore deve conoscere bene i ''propri'' fornitori, perché non è la prima volta che un governo o un'organizzazione criminale costituiscono ditte fittizie e si piazzano sul mercato offrendo prodotti o servizi di cui il bersaglio ha bisogno. Gli esperti raccomandano di ridurre al minimo indispensabile il numero dei fornitori, di visitarli spesso per verificare che siano autentici e non delle semplici scatole cinesi di copertura, di instillare in ogni fornitore [...] una cultura della sicurezza che invece spesso manca completamente, e di adottare hardware e software che incorporino direttamente delle funzioni di verifica e di sicurezza contro le manomissioni. Ma per la maggior parte delle organizzazioni tutto questo ha costi insostenibili, e così gli attacchi alla catena di approvvigionamento prosperano [...]
*Lo schema di questi attacchi ha tre caratteristiche particolari che lo distinguono da altri tipi di attacco: la prima caratteristica è la necessità di disporre di risorse tecniche e logistiche enormi. [...] La seconda caratteristica è invece più sottile. [...] questi attacchi hanno il risultato di creare angoscia e sfiducia diffusa in tutta l'opinione pubblica verso ogni sorta di tecnologia, creando falsi miti e diffidenze inutili e devastando la reputazione delle marche coinvolte. Ma la terza caratteristica è quella più pericolosa [...]. Chi si inserisce di nascosto in una catena di approvvigionamento raramente ne ha il pieno controllo, per cui non può essere certo che qualcuno dei prodotti che ha sabotato non finisca in mani innocenti invece che in quelle dei bersagli designati, e agisca colpendo chi non c'entra nulla [...]
==''Twitter.com – profilo ufficiale''==
{{cronologico}}
*{{NDR|Dopo l'attentato alla sede di Charlie Hebdo}} Se sei disposto a uccidere per la tua religione, comincia da te stesso. E fai un favore all'umanità.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20150429193150/https://twitter.com/disinformatico/status/552820609840082945 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 7 gennaio 2015.</ref>
*Se un [[Teoria del complotto|complottista]] dice che "ha scoperto la terribile verità" ed è ancora vivo, non ha scoperto nulla.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20230421200402/https://twitter.com/disinformatico/status/906880221730701313 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 10 settembre 2017.</ref>
*{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Questo è il tipo di persona che sul ponte del Titanic correrebbe ad annunciare "Grande notizia, ghiaccio gratis per tutti!"<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20200309153110/https://twitter.com/disinformatico/status/1237027782179389441 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 9 marzo 2020.</ref>
*Ai gatti non frega nulla del colore del pelo degli altri gatti. Siate gatti.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20200605054128/https://twitter.com/disinformatico/status/1268778293668560896 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 5 giugno 2020.</ref>
*Tanta gente dice che fermarsi mezz'ora per ricaricare un'[[auto elettrica]] in viaggio è intollerabile. Ieri ho visto probabilmente la stessa gente fare allegramente mezz'ora di coda ai caselli pur di non comprare un Telepass da un euro al mese.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20200906080609/https://twitter.com/disinformatico/status/1302518239617003520 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 6 settembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[disinformazione sul SARS-CoV-2]]}} Giusto per ricordarlo: la scienza che ci permette di far appoggiare dolcemente su Marte un robot grosso come un'auto è la stessa che ti dice che le mascherine funzionano per non diffondere virus.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20210218222014/https://twitter.com/disinformatico/status/1362527232317673472 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 18 febbraio 2021.</ref>
*{{NDR|Sulla disinformazione sul SARS-CoV-2}} Prima dose di vaccino fatta! Per ora però ricevo il 5G esattamente come prima. In compenso Bill Gates mi sta più simpatico e ho una gran voglia di comprare un PC con Windows Vista.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20210507125801/https://twitter.com/disinformatico/status/1390649938959273986 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 7 maggio 2021.</ref>
*{{NDR|Sulla disinformazione sul SARS-CoV-2}} Non vaccinarsi perché "tanto lo fanno gli altri, vedi che la gente ora muore meno" è un po' come non mettersi la cintura di sicurezza perché tanto la mettono gli altri e quindi la gente muore meno.<br />Sì, certo. Muore meno quella che mette la cintura.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20210611115718/https://twitter.com/disinformatico/status/1403319957291679748 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 11 giugno 2021.</ref>
*Colleghi [[giornalisti]] che avete dato ampio spazio a ciarlatani, cialtroni, imbroglioni, sedicenti sensitivi, cartomanti, ipnotisti, promotori di cure "alternative" con la scusa di "far sentire l'altra campana", compiacetevi. Avete fatto un grande lavoro.<br />Ora godetene i risultati.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20211203100829/https://twitter.com/disinformatico/status/1466710286413488134 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 3 dicembre 2021.</ref>
*Come avere successo nel [[giornalismo]] in tre facili passi:<br />1. Trova un utile idiota che dica minchiate colossali, ma le dica bene e faccia indignare.<br />2. Invece di cestinarlo e passare ad altro, ospitalo in TV, cita ogni sua minchiata.<br />3. Incassa gli assegni dagli inserzionisti.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20220430093050/https://twitter.com/disinformatico/status/1520334688140906496 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 30 aprile 2022.</ref>
*Molti si chiedono dove troveremo l'energia per caricare le auto quando saranno tutte elettriche.<br />Però nessuno si chiede dove prendiamo tutta l'energia per tenere accese inutilmente le insegne tutta la notte.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20220710150317/https://twitter.com/disinformatico/status/1546147847661387777 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 10 luglio 2022.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{interprogetto/notizia|Paolo Attivissimo: dai complottismi alle libertà digitali|data=21 gennaio 2008}}
{{interprogetto/notizia|Paolo Attivissimo: i miei "2 cents" su giornalismo, Wikipedia e progetti fratelli|data=11 febbraio 2008}}
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[[File:Paolo Attivissimo-Trento.jpg|thumb|Paolo Attivissimo (2011)]]
'''Paolo Attivissimo''' (1963 – vivente), giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e traduttore italiano con cittadinanza britannica e svizzera.
==Citazioni di Paolo Attivissimo==
*{{NDR|Su [[Mastodon (software)|Mastodon]]}} Social senza padroni unici, senza pubblicità e senza utenti di serie A e di serie B.<ref>Da un [https://mastodon.uno/@ildisinformatico/111551192066454557 post] sul profilo ufficiale ''mastodon.uno'', 9 dicembre 2023.</ref>
*{{NDR|Su [[Kevin Mitnick]]}} Uno dei nomi più controversi della storia della Rete (a causa della sua leggendaria abilità nel penetrare i più sofisticati sistemi informatici aziendali e governativi), incarcerato per cinque anni e in libertà vigilata con il divieto assoluto [...] di toccare un computer [...]. Ora fa il consulente di sicurezza. Kevin ha commesso crimini secondo la legge USA, ma non ha mai tratto guadagno dalle proprie scorribande e nei suoi libri ha spiegato eloquentemente quanto sia vulnerabile e ingenuo il mondo dell'informatica aziendale, educando una generazione di informatici (me compreso).<ref>Dalla newsletter ''Internet x Tutti''; disponibile in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2003/01/ixt-2003-005-2212003-antibufale.html <nowiki>[IxT]</nowiki> #2003-005 (22/1/2003). Antibufale, astrologia, PC spenti ma spioni, Pete Townshend]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 22 gennaio 2003.</ref>
{{Int|1=''[https://www.youtube.com/watch?v=qnNJycdeDvk GLI SPECIALI DI A.R.I.A "Missioni Lunari: come gli esperti asfaltano i complottisti"]''|2=Dall'intervento alla diretta organizzata dall'Associazione Italiana Risoluzione delle Anomalie, ''youtube.com'', 22 settembre 2023.}}
*{{NDR|Sulla [[teoria del complotto lunare]]}} Ricordiamoci che in tutta questa questione del viaggio verso la Luna non è che gli americani hanno fatto tutto, ma anche i sovietici all'epoca fecero le loro missioni – senza equipaggi –: girarono intorno alla Luna con delle sonde, fecero delle fotografie; la prima immagine della faccia nascosta della Luna è di origine sovietica, non americana [...] Le prove sono assolutamente schiaccianti del fatto che ci siamo andati. [...] non dobbiamo dipendere solo da qualche fotografia, da qualche dichiarazione di qualcuno... abbiamo soprattutto le conferme degli altri paesi: la Russia ha sorvegliato, aveva addirittura un veicolo spaziale in viaggio verso la Luna (''Luna 15'') [...] proprio mentre ci stavano andando gli astronauti {{NDR|americani}}; da Terra il viaggio delle missioni Apollo è stato osservato, fotografato, ascoltato – anche in Italia, l'osservatorio di Arcetri ascoltò puntando il radiotelescopio verso la Luna, scoprì che da lì arrivavano i segnali radio, le voci degli astronauti e anche la telemetria –, quindi non è un «ti devi fidare perché [...] l'ha detto qualcuno dalla CIA». Abbiamo le prove. Cioè, è un fenomeno talmente ben documentato che è abbastanza ridicolo inventarsi queste teorie. Capisco il divertimento di raccontare una storia fantastica, di pensare ai complotti, ma io penserei più che altro ai complotti "reali" senza andare a inventarsi questi qui. (da 10 min 46 sec a 12 min 38 sec)
*{{NDR|Sulla teoria del complotto lunare}} A me in realtà piacerebbe sapere una cosa dai complottisti: quando sarebbe cominciata la messa in scena? [...] sono solo le missioni Apollo? Quali? La 11... e invece quelle prima sono vere... o addirittura le missioni spaziali precedenti... o sono tutte finte? Quanto diventa grande questo complotto? Cioè, più si teorizza che sia una messa in scena, più si aumenta il numero delle persone che dovrebbero essere coinvolte – nessuna delle quali in tutti questi anni è venuta fuori a dire «ma guarda, no, è stata una messa in scena, abbiamo finto, abbiamo fatto così...», nessuno ha mai spiegato quale sarebbero state le incredibili tecnologie (anche cinematografiche) usate per simulare, secondo l'accusa, le riprese lunari. Cioè, ancora oggi se andate a vedere ''First Man'', per esempio, non è male come effetti speciali ma non corrisponde esattamente a quello che vediamo nelle riprese spaziali "vere". [...] a me è capitata una cosa molto particolare alcuni anni fa: è venuto a Locarno [...] Douglas Trumbull, il maestro degli effetti speciali di ''2001: Odissea nello spazio'', che era il top degli effetti speciali all'epoca dei viaggi verso la Luna, e gli ho chiesto molto candidamente «Senti, ma se a te avessero chiesto all'epoca di simulare le riprese lunari, quale sarebbe stata la cosa più difficile da simulare?» e lui mi ha risposto che la cosa più difficile sarebbe stata la polvere; quando hai gli astronauti che camminano... il Rover [...] che si sposta, solleva questa polvere e fa una traiettoria parabolica che si può fare solo nel vuoto e che non puoi simulare con gli effetti digitali. (da 15 min 07 sec a 16 min 52 sec)
*{{NDR|Partendo dalla [[teoria del complotto sull'Apollo 20]]}} [...] questa missione misteriosa è un'invenzione, non è mai esistita... sappiamo in questo caso chi se l'è fabbricata [...], si chiama Thierry Speth, è un artista francese e ha costruito un falso per diventare famoso: e questa purtroppo è una cosa che capita molto spesso nel [[Teoria del complotto|cospirazionismo]] [...]. Se tu fai una teoria strampalata – dalla Luna piatta alla Terra concava, quello che vuoi –, la metti su YouTube, la monetizzi e incassi sicuramente molto di più di qualunque libro serio di fantascienza [...] per cui non c'è convenienza; oltretutto, scrivere un racconto è impegnativo mentre fare una teoria richiede poca fatica. Infatti è il [[debunking]] che richiede molto più impegno: perché devi portare fatti, dati, devi conoscere benissimo la materia... mentre chi fabbrica teorie lo fa in pochi secondi, ne può inventare 10 in dieci secondi; debunkarle, cioè trovare le prove per dire «sì è vero, no non è vero» richiede molto più impegno. [...] c'è questo desiderio di dimostrare di saperne di più degli altri, cosa che invece, normalmente, chi lavora nel settore non ha bisogno di fare: perché ne sa a pacchi, e lo sa e basta. Non va in giro ostentando sapere per dimostrare di essere superiore agli altri. Invece molto spesso nel cospirazionismo vedo che c'è questo bisogno di dimostrare «ah, io ho capito tutto! Voi popolo di capre non avete capito niente!», quindi c'è questa gratificazione. E poi c'è sicuramente anche [...] il fascino di raccontare una bella storia: perché in effetti [...] se la prendiamo come una fiction diventa un bel racconto; c'è una bellissima serie televisiva che si chiama ''For All Mankind'' che, prendendo spunto dagli sbarchi sulla Luna, immagina un futuro alternativo [...]: immagina che siano arrivati primi i sovietici e da lì succede tutta una storia bellissima, molto affascinante... Ecco, si può fare, non è un problema fantasticare sulla realtà, il problema è riuscire a ricordarsi che la fiction è una cosa e la realtà è un'altra. E purtroppo sembra che ci sia un po' di scollamento fra queste due cose in alcune teste. (da 30 min 00 sec a 32 min 42 sec)
*[[Programma test Apollo-Sojuz|Apollo-Sojuz]], 1975. Abbiamo un incontro in orbita intorno alla Terra fra astronauti americani e cosmonauti russi: quindi Deke Slayton, Tom Stafford e Vance Brand da parte americana, Aleksej Leonov e Valerij Kubasov da parte russa, ed è uno scambio soprattutto di tipo politico. E... se vogliamo essere un pochino "complottisti" da questo punto di vista, saltò fuori poi che Kubasov era un agente del KGB che era "diventato" astronauta, perché l'obiettivo era quello [...] di acquisire conoscenze tecnologiche americane; perché tecnicamente i veicoli americani erano superiori – [...] d'altronde la capsula Apollo era la stessa che era stata usata per andare fino alla Luna –, e quindi... [...] Terry Watson, che all'epoca era [...] uno degli addetti al controllo alla navigazione delle missioni Apollo, racconta che durante il progetto Apollo-Sojuz ovviamente c'erano moltissime riunioni, e molte si svolgevano in Russia, e [...] stranamente [...] quando si andava al ristorante – quindi con un po' di vodka, ci si lasciava andare, si raccontavano un po' più le cose liberamente – c'era sempre sul tavolo questo bellissimo coso di fiori con le bandierine... Una volta per scherzo hanno detto «sì, qui sicuramente c'è dentro il microfono!»; han fatto la prova, han detto «mah, oggi la carne non era molto buona, sarebbe bello se domani fosse cotta meglio...». Guarda caso il giorno successivo dalla cucina è arrivato un piatto di carne strepitoso... ma non c'erano microfoni! Quindi sì, in un certo senso il cospirazionismo, volendo, si può prendere anche nella realtà – e a quel punto non è più cospirazionismo, è storia. Perché andare a prendere, inventarsi storie quando si può tranquillamente trovare nello studio della realtà tantissima meraviglia, tante storie meravigliose. (da 55 min 48 sec a 57 min 51 sec)
===Citazioni non datate===
*{{NDR|Sulla [[steganografia]]}} Tecnica per comunicare in segreto [...] che consiste nel nascondere il messaggio reale all'interno di un messaggio fittizio dall'aria innocente. Soltanto le persone che conoscono bene l'autore del messaggio sanno decodificare qual è il vero significato trasmesso, mentre le altre colgono il significato alternativo fittizio. [...] La steganografia è [...] un'arte antichissima, ma la sua applicazione nei social network introduce una sfumatura nuova, perché consente di suddividere i lettori in base a criteri culturali invece che in base ai consueti filtri di età o di privacy e crea messaggi che confondono i sistemi automatici di profilazione degli utenti che sono uno dei principali motori economici dei social network.<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20130608093438/http://retetre.rtsi.ch/index.php?option=com_content&task=view&id=4834&Itemid=62 Le parole di Internet: steganografia sociale]'', ''retetre.rtsi.ch''.</ref>
==Citazioni tratte da articoli==
{{cronologico}}
{{Int|''[http://www.attivissimo.net/antibufala/luna/luna_in_sintesi.htm Siamo mai andati sulla Luna?]''|Da ''attivissimo.net'', 6 settembre 2002.}}
{{NDR|Sulla [[teoria del complotto lunare]]}}
*[...] c'è il piccolo problema che per far funzionare tutta questa messinscena bisognerebbe riuscire a tenere vincolate alla consegna al silenzio per decenni le centinaia di migliaia di persone (non esagero, sono cifre di dominio pubblico) che hanno lavorato al progetto. [...] non c'è stata neppure una confessione in punto di morte di un ex dipendente della NASA o di una delle tantissime società private coinvolte nel progetto. Pensate quanto avrebbe dato il KGB per trovare una talpa che le vendesse la soffiata del secolo, ossia che era tutta una finta. Niente da fare. Se volete un esempio notevole di come sia difficile mantenere un segreto anche quando la posta in gioco è altissima, leggetevi la storia della nave Glomar Explorer. L'11 aprile 1968, un sottomarino sovietico di classe Golf-II, armato di missili balistici nucleari, affondò circa 750 miglia a nord ovest delle Hawaii, depositandosi sul fondo marino a 5200 metri di profondità. Le navi sovietiche tentarono invano di trovarlo. Gli americani, invece, sapevano esattamente dov'era situato, ma si guardarono bene dal dirlo ai sovietici: l'occasione di mettere le mani su una delle armi di punta dell'arsenale nemico era troppo ghiotta. Infatti commissionarono una nave, la Glomar Explorer, che fu spacciata per una nave per la ricerca mineraria sottomarina: scusa plausibile, dato che è noto che il fondo del Pacifico è lastricato di noduli preziosissimi di manganese, ferro, nichel e cobalto. Nel 1974, la nave andò sul luogo della tragedia e ripescò alcuni componenti del sottomarino sovietico. Il segreto fu spiattellato nemmeno un anno dopo dal ''Los Angeles Times''.
*Perché si sospetta la messinscena da parte statunitense, mentre non si solleva alcuna obiezione sulle missioni [[luna]]ri sovietiche, che non portarono cosmonauti ma comunque andarono sulla Luna e ne riportarono campioni di roccia? Perché i sovietici, che pure avevano un sistema di spionaggio sofisticatissimo, non si accorsero della messinscena e non la denunciarono al mondo? Ne avrebbero avuto tutti i motivi. Far fare una figuraccia ai rivali capitalisti degenerati sarebbe stata un'occasione ghiottissima. Eppure rimasero zitti. Come mai? Una delle risposte preferite dei complottisti a questa domanda è "perché avevano anche loro i loro scheletri nell'armadio". Dicono che prima del famoso "primo uomo nello spazio" ([[Yuri Gagarin]]) ci furono altre missioni che fallirono. Gagarin sarebbe stato semplicemente il primo a tornare vivo. A parte il fatto che usare un'ipotesi di complotto per giustificarne un'altra non è il massimo del rigore scientifico (non ci sono conferme autorevoli di queste missioni pre-Gagarin), durante la [[Guerra Fredda]] gli USA non si fecero scrupolo di denunciare le falsità della propaganda sovietica e viceversa, per cui sembra assai implausibile che si siano fatti questa reciproca cortesia di stare zitti soltanto per i voli spaziali, così carichi di prestigio politico.
*C'è una sola foto decente di [[Neil Armstrong]] sulla Luna, e anche in quella lo si vede di spalle. Se le foto sono state fatte in studio, come mai non hanno pensato a farne un po' anche ad Armstrong, visto che tutto sommato era il personaggio più "storico", essendo il primo uomo sulla Luna?
*I veicoli usati per le missioni furono progettati e fabbricati da società commerciali, nelle quali notoriamente la segretezza non è mai perfetta. Come mai, in tutti questi anni, nessuno dei cinquecentomila dipendenti della Boeing, della Grumman e delle altre società coinvolte (subappaltatrici comprese) si è mai fatto avanti per denunciare la truffa, per dire "guardate che questo veicolo è finto, non funziona e se va sulla Luna si sfracella"? Come mai non c'è stata nessuna confessione in punto di morte, quando non c'era più nulla da perdere? Allora avrebbero costruito dei veicoli perfettamente funzionanti, fino all'ultimo bullone, e non li avrebbero usati?
*Il filmato della ripartenza del modulo lunare dalla superficie della Luna, ripreso dalla telecamera automatica, mostra chiaramente che non c'è aria, perché polvere e frammenti vengono proiettati secondo linee rette invece di formare sbuffi o volute. Come sarebbe stato possibile ricreare un effetto del genere in studio, negli anni Sessanta?
{{Int|1=''[https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=274077 Apollo 20 - Alla ricerca dell'astronave aliena]''|2=Da ''Scienza & Paranormale'' nº 86, CICAP, luglio-agosto 2009; ripubblicato in ''cicap.org'', 29 novembre 2009.}}
{{NDR|Sulla [[teoria del complotto sull'Apollo 20]]}}
*Circolano da tempo, soprattutto su Internet, tesi secondo le quali vi sarebbe stata una missione Apollo segreta, denominata "Apollo 20", svolta congiuntamente da astronauti statunitensi e cosmonauti sovietici per recuperare un'astronave extraterrestre scoperta sulla Luna. [...] Secondo la narrazione di tale William Rutledge, che asserisce di essere stato uno degli astronauti di questa missione insieme all'americana Leona Snyder e al russo Alexei Leonov, un vettore Saturn V sarebbe partito di nascosto nel 1976 dalla base militare di Vandenberg, in California, diretto verso la faccia non visibile della Luna. Là, infatti, le ricognizioni dell'Apollo 15 avevano scoperto un gigantesco vascello alieno. La presenza del veicolo sarebbe confermata da immagini pubblicate negli atlanti fotografici lunari [...]. Già questo aspetto dovrebbe far riflettere sulla plausibilità della storia: se l'esistenza di un veicolo extraterrestre sulla Luna è così top secret da motivare addirittura una missione congiunta russo-americana segreta, bisogna chiedersi come mai l'astronave è stata invece lasciata in bella mostra nelle fotografie pubblicate. E dato che le immagini della faccia nascosta della Luna erano disponibili all'epoca soltanto se la NASA o l'Unione Sovietica le rilasciavano, come mai non sono state ritoccate prima di diffonderle, in modo da non rivelare il ritrovamento?
*[...] la storia di Rutledge è corredata di molti dettagli narrativi ricchi di riferimenti tecnici e da video impressionanti, che mostrano addirittura un cadavere alieno umanoide e delle immagini ravvicinate del veicolo extraterrestre e possono facilmente distogliere dall'esame sereno dei fatti. Infatti se si mette da parte l'impatto emotivo della crudezza delle immagini e si svolge una ricerca attenta, emerge chiaramente che la storia è in realtà un falso piuttosto ben costruito, realizzato dall'artista francese Thierry Speth e sbugiardato anche dagli ufologi [...]. Una delle principali obiezioni è l'assurdità di pensare che si possa far partire un missile alto più di cento metri dalla California senza che nessuno lo veda decollare e senza che gli astronomi e gli astrofili di tutto il mondo lo avvistino durante il tragitto verso la Luna, come avvenne per le altre missioni Apollo. [...] inoltre [...] l'esame dei video presentati da Rutledge riserva sorprese rivelatrici, come la scoperta di una ben poco futuristica molla in una delle riprese della presunta astronave [...]. [...] in uno dei video di Rutledge, che mostra l'interno del modulo lunare, uno degli astronauti è stato sovrapposto allo sfondo con un mascherino sbagliato, per cui a un certo punto risulta essere un torso fluttuante [...]. Questo rivela il trucco: si tratta di immagini prodotte con effetti speciali.
*Su un piano più tecnico, [...] lanciare un vettore da Vandenberg, sulla costa occidentale degli Stati Uniti, anziché da Cape Canaveral, sulla costa orientale, avrebbe comportato una drastica modifica del piano di volo standard dei missili Saturn V. Lanciato in direzione est, infatti, il gigantesco primo stadio sarebbe ricaduto sul suolo statunitense, con il rischio evidente e intollerabile di danni a cose e persone, invece di cadere nell'Atlantico come consueto. Lanciare in direzione ovest, ossia sopra il Pacifico, avrebbe comportato un'enorme penalizzazione. I missili orbitali vengono lanciati sempre verso est perché in questo modo sfruttano la velocità di rotazione della Terra, che a Cape Canaveral è di circa 1470 km/h. Questo significa che un missile che deve raggiungere la velocità orbitale di 28.000 km/h e viene lanciato verso est non deve accelerare da 0 a 28.000 km/h, ma da 1470 a 28.000 km/h: deve insomma accelerare di 26.530 km/h. Lanciarlo in direzione opposta, verso il Pacifico, significherebbe lottare contro la medesima velocità di rotazione terrestre: il missile partirebbe in retromarcia, per così dire, con una penalità di 1470 km/h, per cui dovrebbe accelerare di 29.470 km/h, con consumi di carburante molto superiori.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2019/09/1973-missione-impossibile-un-equipaggio.html 1973, missione impossibile: un equipaggio Apollo intorno a Venere]''|Da ''Spazio Magazine'' nº 1, Associazione ADAA, 2018; ripubblicato in ''attivissimo.blogspot.com'', 12 settembre 2019.}}
{{NDR|Sul progetto ''[[Manned Venus flyby]]''}}
*31 ottobre 1973: un enorme vettore Saturn V decolla dal Kennedy Space Center trasportando tre uomini verso una destinazione [...] che viene raggiunta dopo quattro mesi di viaggio, il 3 marzo 1974. La destinazione è il pianeta Venere, per il primo volo spaziale interplanetario con equipaggio: una missione estrema [...] ma che è un trionfo politico d'immagine e un'altra dimostrazione della capacità di coordinamento della NASA, reduce dal successo storico degli sbarchi sulla Luna fra il 1969 e il 1972. La ricognizione ravvicinata di Venere effettuata dagli astronauti statunitensi rivela una messe di dati sconosciuti su un mondo rovente e inospitale e riporta sulla Terra fotografie indimenticabili quando si conclude, un anno dopo la partenza, con un ammaraggio nell’Oceano Pacifico. Se state pensando che non vi ricordate di questa missione [...] non vi preoccupate: non è mai avvenuta. Ma era stata studiata e pianificata molto dettagliatamente dalla NASA [...]. Può sembrare incredibile, ma quando gli astronauti non erano neanche andati intorno alla Luna [...] la NASA pensava già al futuro post-lunare.
*Può sembrare strano che la NASA avesse scelto Venere e non Marte come destinazione per questo primo viaggio interplanetario umano. Dopotutto, grazie alle sonde Mariner e Venera, si sapeva già dall'inizio degli anni Sessanta che le condizioni al suolo di Venere [...] rendevano assolutamente impensabile uno sbarco con equipaggio sul pianeta. Ma [...] in termini di propulsione, Venere è più facile da raggiungere rispetto a Marte. La NASA aveva infatti calcolato una traiettoria ottimale che avrebbe consentito di usare un singolo vettore Saturn V, identico a quelli utilizzati per la Luna, non solo per effettuare questo volo inaugurale di passaggio ravvicinato, senza inserimento in orbita (''flyby'') e con ritorno spontaneo verso la Terra (''free return''), ma anche per compiere una successiva missione con inserimento in orbita di parcheggio intorno a Venere. Una missione orbitale intorno a Marte, invece, avrebbe richiesto un veicolo ancora più grande del già gigantesco Saturn V (circa il 60% in più) o l'uso di motori nucleari ancora da collaudare e politicamente controversi. In sostanza, un volo umano verso Venere era fattibile negli anni Sessanta e Settanta semplicemente tenendo aperta la linea di produzione dei vettori esistenti, senza i costi, i problemi e i rischi di un nuovo lanciatore o di un lancio doppio coordinato con assemblaggio in orbita. Ma la Storia decise altrimenti: l'assassinio del presidente Kennedy, l'uomo che aveva lanciato la sfida spaziale [...] per dimostrare pacificamente al mondo la superiorità del modello sociale americano, l'elezione dei suoi successori assai meno innamorati [...] dello spazio, il pantano politico ed economico della guerra in Vietnam e la crisi petrolifera degli anni Settanta cospirarono per causare tagli drastici ai budget della NASA e alla disponibilità a correre rischi del Congresso statunitense.
*[...] la missione verso Venere si sarebbe svolta in questo modo: il Saturn V avrebbe portato in orbita intorno alla Terra un modulo di comando e servizio (CSM) Apollo, sostanzialmente identico a quelli usati per raggiungere la Luna, che sarebbe stato il veicolo principale, con le funzioni di navigazione e propulsione. Al posto del modulo lunare [...] usato per scendere sulla Luna e ripartirne, vi sarebbe stato un ''Environmental Service Module'' (ESM), un modulo abitabile al quale il CSM si sarebbe agganciato mediante una manovra effettuata durante il volo spaziale, esattamente come faceva con il modulo lunare. Il terzo stadio del Saturn V avrebbe fornito la spinta iniziale per uscire dall'orbita terrestre e dirigersi verso Venere e poi sarebbe stato trasformato dagli astronauti in un ulteriore spazio abitabile usando i componenti e le attrezzature trasportate nell'ESM: un concetto ripreso in parte con la stazione spaziale Skylab [...]. L'energia di bordo sarebbe stata fornita da alcuni pannelli solari invece di dipendere dalle celle a combustibile usate per le missioni lunari: anche quest'idea verrà ripresa per lo Skylab. Durante i 123 giorni di volo verso Venere, i tre uomini dell'equipaggio [...] avrebbero dedicato dieci ore di ogni giorno alle osservazioni scientifiche usando gli strumenti installati nell'ESM. Per la prima volta nella storia dell'astronautica statunitense, avrebbero avuto due ore di tempo libero ogni giorno. [...] Il passaggio ravvicinato intorno a Venere, invece, sarebbe stato frenetico: circa 45 minuti per le osservazioni a breve distanza (6200 km nel momento di massima vicinanza, correndo a 16.500 km/h), per una mappatura radar delle altimetrie della zona sorvolata e per il lancio di sonde che avrebbero trasmesso dati sulle condizioni atmosferiche del pianeta. [...] per la prima volta, sia pure fugacemente, degli esseri umani avrebbero visto da vicino, con i propri occhi, un altro pianeta [...]. Il viaggio di ritorno avrebbe richiesto [...] 273 giorni, con una traiettoria che avrebbe portato i tre astronauti più lontano dal Sole rispetto alla Terra (a 1,24 unità astronomiche) e poi si sarebbe conclusa [...] con l'eliminazione di tutto il veicolo tranne la capsula conica Apollo [...] e con un rientro nell'atmosfera terrestre a velocità ancora più elevata rispetto ai 40.000 km/h del ritorno dalla Luna.
*Oggi pensare di rischiare la vita di astronauti mandandoli verso Venere per compiere rilevamenti scientifici sembra assolutamente insensato, ma occorre considerare lo stato dei sistemi automatici dell'epoca, molto meno affidabile e flessibile rispetto a quello delle sonde spaziali di oggi, aggiornabili via software. Con la tecnologia di allora c'era il rischio concreto che una sonda senza equipaggio si guastasse o subisse un imprevisto banale, che una persona sul posto avrebbe potuto compensare ma che una sonda avrebbe trovato insormontabile. Molte missioni senza equipaggio erano già fallite per motivi ignoti o banali. La NASA, oltretutto, avrebbe dimostrato la superiorità delle missioni con equipaggio proprio con gli sbarchi lunari fra il 1969 e il 1972 [...]. Il progetto ''Manned Venus Flyby'' era anche figlio di un'epoca nella quale le vite degli astronauti erano considerate politicamente e socialmente più sacrificabili di quanto lo sono oggi e quindi si accettavano consapevolmente rischi elevati in nome del prestigio nazionale.
*[...] il volo umano interplanetario verso Venere rimase sulla carta, non solo per [...] motivi storici e politici [...] ma anche per via del grande progresso avvenuto negli anni successivi nella progettazione di sonde automatiche potenti, versatili e flessibili, i cui costi furono enormemente inferiori a quelli di una missione con equipaggio. La NASA esplorò Venere con la sonda orbitale Pioneer 12 nel 1978 e l'Unione Sovietica riuscì a scattare foto sulla superficie del pianeta, raccogliere dati scientifici e trasmettere il tutto a Terra con le sonde della serie Venera fra il 1961 e il 1983. E per quanto sia affascinante l'idea di dove saremmo arrivati con un po' di coraggio e di ingegno, è un bene che il ''Manned Venus Flyby'' non sia avvenuto: il 5 e 6 luglio 1974 la Terra fu investita da una grande tempesta di elettroni e protoni emessi dal Sole (una ''Coronal Mass Ejection''), che non ebbe effetti sulla popolazione grazie alla protezione offerta dal campo magnetico terrestre ma avrebbe investito gli astronauti di ritorno da Venere, esponendoli a una dose di radiazioni elevatissima e potenzialmente fatale nonostante la schermatura rinforzata prevista a bordo del veicolo interplanetario Apollo.
==Interviste==
{{cronologico}}
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20100324023755/http://www.wittgenstein.it/2009/07/17/ghostbuster/ Ghostbuster]''|Dall'intervista di [[Luca Sofri]] a ''Wired Italia'', luglio 2009; riportata in forma estesa su ''wittgenstein.it'', 17 luglio 2009.}}
*{{NDR|«[...] quando hai cominciato a incuriosirti alle bufale e alle teorie dei complotti?»}} Credo da sempre: i misteri mi hanno intrigato sin da bambino, quando ho divorato tutti i libri di fantarcheologia di Peter Kolosimo e ''Bermuda, il Triangolo Maledetto'' di Charles Berlitz. Vedevo Uri Geller in televisione che piegava i cucchiai, i guaritori filippini che operavano a mani nude... e poi ho visto Silvan fare la stessa cosa. E [[Debunker|ho scoperto]] che erano fandonie fabbricate per fare soldi. [...] Forse per reazione ho cominciato a studiare la scienza vera e a informarmi sui trucchi che usavano questi ciarlatani. Ma era una passione puramente personale. Quando ho scritto ''Internet per tutti'' ho incluso una pagina con le quattro o cinque bufale più ricorrenti in Internet per mettere in guardia i primi navigatori di allora. Non l'avessi mai fatto: hanno cominciato ad arrivarmi mail che chiedevano lumi su altre storie che giravano in Rete. Per un po' sono riuscito a rispondere personalmente, poi ho aperto una pagina Web per ospitarvi le spiegazioni delle storie più diffuse, in modo da non dover ripetere a ciascun lettore la stessa storia. {{NDR|«Ha funzionato?»}} Non è andata come pensavo. Invece di ridurre il carico di lavoro [...] lo ha fatto aumentare. "Bravo, Paolo", mi scrivevano, "hai indagato su questa e questa e quella; adesso che ne dici di quest'altra storia? E questa? E che mi dici di questa?". {{NDR|«E tu ci sei cascato»}} Io non so resistere a una storia intrigante, vera o falsa che sia [...]
*{{NDR|«Quali sono i temi di maggior successo tra le dietrologie in rete?»}} Sicuramente l'11 settembre e [...] lo sbarco sulla Luna. Ma affiorano periodicamente i catastrofismi intorno al 2012 e i Maya, il paranormale, i cerchi nel grano, le "scie chimiche", a seconda di come vengono lanciati dai vari programmi televisivi, con il loro corredo di libri e DVD da vendere. La paura, l'intrigo e il [[Teoria del complotto|complotto]] rendono, alimentati da un clima di sfiducia verso tutto e tutti: si cerca una grande teoria unificatrice che dia senso all'esistenza, e molti la trovano nel Grande Vecchio che tirerebbe le fila di tutto. Dan Brown docet: ma lui, perlomeno, ha il buon gusto di precisare che si tratta di un romanzo, non di un libro di fatti. O almeno questo è quello che vogliono farci credere...
*{{NDR|«C'è più di vero nella teoria sulle scie chimiche o nel complotto sull'11 settembre?»}} Decisamente nell'[[Teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre 2001|11 settembre]]: lì almeno un complotto vero c'è stato, quello dei dirottatori. E ci sono delle zone grigie che andrebbero investigate; ma non è possibile perché i complottisti fanno troppo baccano. È come studiare Mozart in una segheria. Le [[Teoria del complotto sulle scie chimiche|"scie chimiche"]], invece, sono una fandonia totale, che trovo interessante proprio perché assurda: m'intrigano i processi mentali che possono spingere una persona a credere che ogni giorno migliaia di aerei, pilotati e mantenuti e riforniti da decine di migliaia di persone, spicchino il volo e spruzzino veleni nell'aria e nessuno mai spifferi nulla o si tradisca. Uno dei più presenzialisti fra i sostenitori di questa teoria, oltretutto, sostiene che quest'immenso, costosissimo complotto, che va avanti da decenni, fa crescere peli di plastica sottopelle, influenza il clima, consente il controllo mentale delle popolazioni... eppure si può contrastare semplicemente con l'alga spirulina che si compra in erboristeria. Ma allora è il complotto dei cretini? Affascinante.
*{{NDR|«[...] chi è che si fa fregare davvero dalle truffe online?»}} Gente di ogni genere, di ogni ceto sociale e di ogni preparazione scolastica: l'ingenuità non conosce barriere. Percentualmente i truffati non sono tantissimi, ma sono comunque un numero sufficiente ad alimentare questo settore del crimine organizzato. Del resto, il truffatore ha di norma costi di gestione bassissimi e lavora col metodo della pesca a strascico: lanciando milioni di esche, è statisticamente sicuro che qualche pesce abbocchi.
*[...] so bene che i complotti esistono: il mio obiettivo non è di smentirne l'esistenza, ma di scremare quelli reali da quelli immaginari, e di offrire a tutti gli strumenti per fare altrettanto. I complotti fasulli seguono degli schemi piuttosto precisi e ripetitivi: una volta capiti, è abbastanza facile fiutarne le trappole.
*Più che dietrologia e sospetto, credo sia il desiderio di semplificazione e di ordine ad alimentare il complottismo. Le teorie di complotto evitano la fatica di dover studiare, capire, approfondire. "L'11 settembre? È stata la CIA, fine della storia. Perché sono crollate le Torri Gemelle? Ci hanno messo le bombe, è ovvio." dice il pensiero cospirazionista. Non gli serve capire l'ingegneria strutturale. Nulla avviene per caso nel suo mondo: tutto ha un ordine. E il complotto gli offre una scusa facile per i propri fallimenti: non è lui che è incapace, sono gli altri che ce l'hanno con lui. E al tempo stesso offre una visione salvifica della propria esistenza. il complottista si vede come un paladino della verità, un avanguardista, un baluardo della società contro i cattivoni di turno. Fa proseliti, crea interesse intorno a sé, raduna seguaci che lo stimano e lo venerano. È gratificante. {{NDR|«Una vecchia storia...»}} Aspetta, però: il complottismo è anche diventato più diffuso. Forse perché i media lo alimentano (i complotti fanno audience, sono storie intriganti; la realtà spesso non è avvincente, e pochi la sanno raccontare in modo che lo diventi), forse perché più il mondo diventa complesso e più tendiamo a rifugiarci nell'apparente semplicità del messaggio complottista. Forse il cospirazionismo sta diventando una sorta di religione new age: di certo ne condivide molti aspetti psicologici.
*Raramente le dietrologie sono costruite a tavolino. Quelle che prosperano lo fanno perché trovano un substrato psicologico fertile di sospetto. Un esempio per tutti: lo sbarco sulla Luna degli americani [[Teoria del complotto lunare|è al centro di una teoria di complotto]]. Il tentativo lunare russo no. Anzi, molti non sanno neppure che ci fu. Come mai? Forse perché c'è un diffuso antiamericanismo (meritato o meno) mentre manca un "antisovietismo" (addirittura non esiste neppure la parola). Lo stesso vale per le teorie sull'11 settembre. Le teorie sull'AIDS o l'influenza suina come malattie inventate in laboratorio prosperano grazie alla diffidenza verso le società farmaceutiche (che effettivamente sono state colte spesso a combinare sconcezze).
{{Int|''[https://consumatori.coop.it/attualita/intervista-al-cacciatore-di-bufale-paolo-attivissimo/ Intervista al cacciatore di bufale Paolo Attivissimo]''|''consumatori.coop.it'', 16 dicembre 2013.}}
*Le [[Fake news|bufale]] che persistono nel tempo anche a fronte di smentite, sono quelle che suscitano un'emozione intensa, per esempio la paura, e toccano un argomento vicino a noi e delicato, come l'alimentazione o la salute. Gioca un ruolo importante anche il pregiudizio [...]. Non si tratta però soltanto di paura: c'è di mezzo anche un sentimento positivo come l'altruismo, che spinge chi in buona fede abbocca alla falsa notizia a mettere in guardia gli amici. Proprio perché c'è di mezzo l'emozione, dobbiamo sforzarci di essere razionali nell'esaminare gli allarmi che ci arrivano.
*{{NDR|«Che percentuali di successo hanno i [[Debunker|cacciatori di bufale]]? E i normali navigatori del web?»}} Se il successo è scoprire l'origine e la veridicità o meno di un appello, allora la percentuale è altissima: sono rari i casi irrisolti per i quali non si riesce a determinare perlomeno se l'appello dice il vero o no. Ma se il successo è far cessare la circolazione di una bufala, allora le cose cambiano: è un risultato molto raro. Fra gli internauti domina invece l'insuccesso in entrambi i sensi: purtroppo sono pochissimi coloro che si soffermano a valutare razionalmente gli appelli ricevuti [...]. Purtroppo anche la sensibilizzazione del pubblico da parte dei cacciatori di bufale riesce poco, anche per via dello spazio sproporzionato che viene concesso dai media a panzane e allarmismi.
*{{NDR|«Perché il pensiero [[Antiscienza|anti-scientifico]] ha tanta presa?»}} Perché è facile e ci fa sentire parte di un gruppo. È molto più facile dire "le cose chimiche fanno male" che rendersi conto che tutto, in natura, è chimica [...]; è molto più facile dire di no a tutto ciò che è nuovo invece di chiedersi quali novità sono positive e quali aspetti consolidati della nostra vita sono in realtà dannosi. Viviamo in un’era totalmente tecnologica, eppure spesso le persone si vantano di non avere alcuna competenza nelle materie scientifiche. Il pensiero anti-scientifico mette al riparo dalla meravigliosa complessità dell'esistenza e riduce tutto a bianco e nero, buono e cattivo, "chimico" e "naturale", amico o nemico. Fondamentalmente, l'anti-scienza è pigrizia.
{{Int|''[https://www.bergamoeconomia.it/personaggi/23-agosto-2017/intervista-esclusiva-a-paolo-attivissimo-201.html Intervista esclusiva a Paolo Attivissimo]''|''bergamoeconomia.it'', 23 agosto 2017.}}
*[...] oggi si può fare informazione – o disinformazione – commerciale e politica: oggi un'agenzia, un'ente o un governo può sapere di qualcuno chi è su Facebook, Twitter, Instagram e gli altri social media, sa dove abita, deduce quale sia la sua fascia di reddito, combina i dati con la sua professione, con i suoi consumi, con i suoi "mi piace", si fa un'idea delle persone a lui collegate e gli manda una pubblicità iper personalizzata. Il problema dell'internet oggi è questa raccolta massiva di dati che non si sa bene dove vadano, cosa se ne faccia e come vengano gestiti ed analizzati anche in modo automatico. Incrociare i dati e fornire delle informazioni mirate che possano influenzare, ad esempio, un voto politico, è una cosa banale dal punto di vista informatico, ma così si sfugge completamente agli organismi di controllo.
*[...] noi ci aspettavamo che il [[1984|Grande Fratello di Orwell]] venisse fuori da uno stato totalitario; nessuno si aspettava che noi stessi avremmo speso soldi per acquistare oggetti fatti apposta per tracciarci. [...] Gli oggetti tecnologici sono tramutati in oggetti per la sorveglianza da parte di chi vuole sorvegliare. Questi oggetti ci danno delle capacità operative enormi ma possono essere un po' troppo invasive per la nostra privacy e per la nostra vita, quindi si dovrebbe imparare a reimpostarli perché facciano quello che vogliamo noi e non quello che vogliono gli altri.
*{{NDR|Sulle [[fake news]]}} [Nascono per tre motivi:] per propaganda, quindi con una ideologia dietro, e per ideologia spicciola: vuoi che il mondo vada in un certo modo, vuoi credere ad una determinata cosa e scegli solo le informazioni che sostengono il tuo punto di vista. Per buona fede che ha dietro un equivoco o un'errata comprensione di una notizia per cui una persona divulga una cosa che non ha capito appieno o su cui non ha competenze [...]. Da non molto anche per arricchimento: ci sono piccoli imprenditori che aprono una serie di siti, si affiliano ad una catena pubblicitaria [...] o altri inserzionisti, pubblicano notizie false, scioccanti che inducono la gente a cliccarci. In questo modo quando il lettore visualizza la pagina il gestore del sito incassa.
{{Int|''[https://www.open.online/2019/08/01/si-sulla-luna-ci-siamo-andati-e-le-prove-sono-impossibili-da-falsificare-lintervista/ Sì, sulla Luna ci siamo andati, e le prove sono impossibili da falsificare – L'intervista]''|Juanne Pili, ''open.online'', 1º agosto 2019.}}
{{NDR|Sulla [[teoria del complotto lunare]]}}
*{{NDR|«Chi è il tipico negazionista degli allunaggi?»}} C'è da una parte il guru, quello che crea proseliti, pubblica contenuti e fa video, e cerca anche di monetizzare questi contenuti. Dall'altra c'è una seconda categoria di persone che hanno preso una decisione, ma non fanno proselitismo, hanno solo deciso che l'allunaggio è finto e che è stata tutta una messa in scena. Le due categorie si distinguono soprattutto per la questione del proselitismo. C'è il negazionista che dice "io so che non siamo mai andati sulla Luna, ma me la tengo per me, al massimo vado a scriverlo sui Social e non vado in giro a dimostrare chissà cosa": è semplicemente una sua opinione personale. Invece il guru vero e proprio va a caccia di contenuti e li posta. La differenza tra i due è anche nell'atteggiamento. Il complottista che monetizza, il guru, è anche quello che conosce le furbizie del mestiere. Quello che non fa proseliti è invece una persona male informata che ha abbracciato una visione cospirazionista della vita.
*[...] supponiamo che alla Nasa avessero deciso di simulare gli allunaggi; cosa avrebbero dovuto falsificare? Ci sono i razzi che devono partire dalla Terra, quelli devi farli partire per forza, quindi sono 12 razzi giganti che devono essere costruiti, devono funzionare e andare nello Spazio. Magari li facevano cadere da qualche parte, ma almeno fino alla quota di 70 chilometri dovevano farli arrivare. Poi devono esserci dei veicoli che attraversano lo Spazio tra la Terra e la Luna, perché gli astronomi hanno seguito le missioni Apollo. Una volta arrivato sulla Luna devi mettere qualcosa che lasci le impronte degli astronauti. Aggiungi che ci vogliono le comunicazioni radio perfettamente simulate. Bisogna avere un copione nel quale ci sono 11 mila ore di conversazioni tra i tecnici a Terra. Tutte queste cose sono pubbliche. Bisogna falsificare 6500 fotografie scattate sulla Luna, decine di ore di diretta televisiva, riprese cinematografiche, le rocce lunari, eccetera. Alla fine la lista è talmente lunga che sarebbe costato meno andarci sul serio, ed è infatti quello che è successo.
*[...] i complottisti spesso accusano la Nasa di non avere avuto la tecnologia per andare sulla Luna, ma di avere avuto quelle segrete per falsificare le riprese e addirittura realizzare missioni segrete senza che nessuno se ne accorgesse. Si decidessero una buona volta: qual è la versione complottista reale? Dopo 50 anni non sono arrivati neanche a questo punto. Non hanno saputo costruire una versione alternativa unica e coerente.
*{{NDR|«[...] quali sono quelle [tecnologie] usate nelle missioni Apollo che utilizziamo tutt'oggi?»}} Tutti i chip elettronici che usiamo adesso sono nati grazie all'impulso tecnologico dato dalle missioni Apollo. Per andare sulla Luna bisognava avere un computer, quel computer doveva essere leggero – almeno per gli standard dell'epoca – quindi non poteva essere fatto con dei circuiti normali, con transistor come si usava all'epoca. Era necessario miniaturizzarlo con quelli che all'epoca erano una novità: i circuiti integrati. Quei circuiti integrati furono usati per la prima volta in una missione operativa con equipaggio per andare sulla Luna, e questo ha dato via a tutta l'elettronica che abbiamo adesso. I telefonini in sostanza sono figli delle missioni Apollo. Così anche il Gps (Global positioning system), i nostri navigatori che ci indicano così precisamente dove siamo e dove vorremmo andare. Sono tutti figli delle equazioni sviluppate per la navigazione spaziale. Gli aerei di linea come gli Airbus hanno un sistema di volo computerizzato, il Fly-by-wire (Fbw), la cui tecnologia venne sviluppata usando come prototipo il computer utilizzato nelle missioni Apollo.
*{{NDR|Sugli astronauti delle missioni Apollo}} Tutti quelli che ho incontrato devo dire che si sono rivelate persone estremamente disponibili, aperte, soprattutto quando devi fare loro domande un po' tecniche. Hanno tantissima voglia di raccontare tutti gli aspetti meno conosciuti delle loro missioni. Sono invece riluttanti a parlare dei propri sentimenti. Erano talmente presi dalla loro missione, e dalla difficoltà di quel che stavano facendo, che non hanno avuto molto tempo di riflettere sui loro sentimenti durante la missione. Dopo magari sono venute fuori anche delle riflessioni spirituali, alcuni di loro hanno avuto anche una svolta religiosa. Andare così lontano da poter coprire con un dito tutti gli esseri umani che hanno vissuto sulla Terra ti fa riflettere sul nostro ruolo nell'Universo. Eppure sono persone paradossalmente "terra-terra", alle quali puoi rivolgerti chiamandole per nome. Ho avuto modo di conoscerli anche dietro le quinte. Si sono tutte confermate persone normali nella loro straordinarietà. Quelli vedovi o separati sono pure dei donnaioli, hanno tutti ancora l'occhio vispo.
{{Int|''[https://www.open.online/2022/08/13/luna-negazionismo-intervista-paolo-attivissimo/ No! Non serve giurare sulla Bibbia per dimostrare di essere stati sulla Luna – Intervista a Paolo Attivissimo]''|Juanne Pili, ''open.online'', 13 agosto 2022.}}
{{NDR|Sulla [[teoria del complotto lunare]]}}
*{{NDR|Sul ritorno degli astronauti dell'Apollo 11 sulla Terra, «i loro volti appaiono tesi. Ci si aspetterebbe invece di vederli radiosi e festanti»}} Questa può essere una bella lezione su come creare un complotto dal nulla [...]. Sei appena tornato dalla Luna; hai i giornalisti di tutto il mondo che ti guardano; hai l'opinione pubblica dell'intero pianeta che ti guarda; hai la responsabilità del tuo paese, che stai rappresentando. [...] Il loro compito era quello di non dire stupidaggini e non fare gaffe. [...] Non erano ancora celebrità. Non erano abituate come le persone di spettacolo a stare davanti alla telecamera. Erano piloti e ingegneri il cui compito era quello di pilotare un veicolo spaziale.
*{{NDR|«[...] gli astronauti di Apollo 11 non continuarono a lavorare per l'Agenzia spaziale, licenziandosi e isolandosi dall'opinione pubblica»}} Vorrei ricordare che stiamo parlando di piloti, gente che viveva per volare. Cosa dovevano fare, promuoverli a direttore e metterli dietro a una scrivania? Se fossero stati davvero degli attori allora avrebbero fatto risultare un curriculum più "coerente". Invece ognuno andò avanti per la propria strada [...]. Dopo che hai fatto la cosa più grande che potevi realizzare nella tua vita, per altro prima dei 40 anni, cos'altro puoi fare? Niente, cambierai settore. Collins finì per diventare il direttore di uno dei più prestigiosi musei americani; Armstrong tornò a fare l'ingegnere e a insegnare l'aeronautica. Immagina quelli che se lo sono trovati come insegnante. Non è vero che rifiutava ''tutte'' le interviste, se non gli facevano domande banali ("cosa hai provato? avevi paura? eccetera") era ben felice di rispondere, specialmente se riguardavano il suo lavoro.
*{{NDR|Sulle dichiarazioni degli astronauti dell'Apollo 11, circa il non avere visto stelle a occhio nudo dalla superficie della Luna}} [...] non c'è atmosfera, quindi sulla Luna il cielo è nero anche di giorno. Gli occhi si adattano alla luminosità intensa del Sole. Anche Collins, che si trovava in orbita lunare, non ricorda di aver visto delle stelle. Tuttavia noi sappiamo che gli astronauti dovevano usare le stelle per navigare, mediante un sestante collegato al computer di bordo. [...] non le hanno viste a occhio nudo, ma solo attraverso il sestante. {{NDR|«Allora perché gli astronauti delle precedenti missioni Gemini hanno affermato di aver visto le stelle?»}} Sì, quando si trovavano all'altezza della parte non illuminata della Terra [...], attraverso un finestrino che non era illuminato dal Sole, riuscivano a osservare alcune stelle. Può succedere anche oggi con gli astronauti a bordo della Stazione spaziale. {{NDR|«Anche credendo al complotto, perché avrebbero dovuto censurare le stelle o negare di averle viste?»}} È ridicolo: così sembra che alla Nasa lavorassero dei cretini, i quali si dimenticavano di mettere le stelle nei fondali.
===Interviste non datate===
*{{NDR|«Da dove nasce la tua passione per la [[Auto elettrica|mobilità elettrica]]?»}} È nata quando provai una delle prime [[Smart]] elettriche, aveva una strana batteria a sale che era completamente ecologica. L'effetto immediato fu la sensazione di essere salito a bordo di una macchina dell'autopista. Aveva un'accelerazione straordinaria, una ripresa entusiasmante ed uno spazio di manovra minuscolo, tipico di queste micro automobili. La prima emozione fu quella di sentirsi nel futuro – era ora – pensai.<ref name="emoti">Dall'intervista ''[https://www.emoti.swiss/paolo-attivissimo/ Guidare un'auto elettrica: finalmente siamo nel futuro]'', ''emoti.swiss''.</ref>
*{{NDR|«Come ti trovi a guidare un'automobile elettrica?»}} Per me è naturale girare in elettrico, viaggiare senza rumore né scatti durante le cambiate, perché non c'è il cambio. Non vado mai al distributore a far benzina, perché arrivo a casa, collego l'auto alla presa e ho fatto. Oggi, mi sembra strano guidare l'altra macchina a benzina e sentire le vibrazioni, gli scossoni. Mi sembra di passare dal jet al biplano [...].<ref name="emoti"/>
==''Attivissimo.me – blog''==
*{{NDR|Nel 2025}} Cinque anni fa [...] abbiamo deciso di abbandonare definitivamente le auto a carburante e abbiamo acquistato una [[Tesla (azienda)|Tesla]] [...]. Cinque anni fa [[Elon Musk]] sembrava davvero un genio innovatore, eccentrico ma animato da intenti positivi. Oggi risulta essere un pazzo pericoloso con deliri di onnipotenza. [...] Di certo continueremo a usare auto elettriche [...]. Ma non credo che prenderemo un'altra Tesla: [...] il marchio oggi è legato troppo strettamente a una persona totalmente tossica e socialmente disastrosa.<ref>Da ''[https://attivissimo.me/2025/03/09/si-ho-una-tesla-non-vuol-dire-che-approvo-i-deliri-di-elon-musk/ Sì, ho una Tesla. Non vuol dire che approvo i deliri di Elon Musk]'', ''attivissimo.me'', 9 marzo 2025.</ref>
*{{NDR|Su [[Jim Lovell]]}} Fece parte dell'equipaggio della missione più rischiosa della NASA negli anni della corsa alla Luna, ''Apollo 8'' [...], nel 1968: insieme ai suoi compagni di viaggio [[Frank Borman]] e Bill Anders, fu il primo essere umano nella storia a superare l'abisso di quattrocentomila chilometri [...] e a vedere la faccia nascosta del nostro satellite [...] su un veicolo il cui unico motore doveva funzionare perfettamente per permettere ai tre di tornare a casa. [...] Mentre sorvolavano quella faccia nascosta erano completamente isolati dal resto dell'umanità [...]. Lovell tornò a volare verso la Luna nel 1970 per un'altra missione storica: ''[[Apollo 13]]''. [...] uno scoppio di un serbatoio vitale trasformò un volo che prevedeva che Lovell camminasse sul suolo lunare [...] in una vera e propria ''Odissea'' nello spazio: tre giorni al freddo e al buio su un veicolo che non sapevano quanto fosse stato danneggiato e a corto di ossigeno, di cibo e di acqua. Quel veicolo spaziale ferito e menomato li riportò a casa grazie alla sua progettazione robusta e grazie ai nervi saldi e alla competenza tecnica straordinaria degli uomini a bordo [...] e dei tecnici sulla Terra. [...] Gli altri due voli spaziali erano stati forse meno storici ma comunque fondamentali: insieme a Borman, a bordo della ''Gemini 7'' era rimasto in orbita intorno alla Terra per due settimane, in una cabina strettissima, per dimostrare che il corpo umano poteva funzionare nello spazio per il tempo necessario per arrivare fino alla Luna, soggiornarvi e tornare indietro. Poi era tornato a volare nello spazio con la missione ''Gemini 12'', insieme a un certo [[Buzz Aldrin]], al suo primo volo.<ref name="Lovell">Da ''[https://attivissimo.me/2025/08/08/ci-ha-lasciato-jim-lovell-astronauta-lunare/ Ci ha lasciato Jim Lovell, astronauta lunare]'', ''attivissimo.me'', 8 agosto 2025.</ref>
*{{NDR|Su'' [[Apollo 13 (film)|Apollo 13]]''}} Il film omonimo di Ron Howard [...] è una ricostruzione piuttosto fedele (con qualche licenza narrativa) di quel "disastro di grande successo". [...] Nel film che celebra la sua missione, Jim Lovell ebbe una piccola parte: lo si vede nelle scene finali, a bordo della portaerei, in divisa, mentre stringe la mano a Tom Hanks, l'attore che lo interpreta. Il regista [...] offrì a Lovell una divisa da ammiraglio; l'astronauta rifiutò e tirò fuori la propria vecchia divisa da capitano. Aveva lasciato la Marina degli Stati Uniti con il grado di capitano, disse, e con quel grado voleva essere immortalato. Uno stile d'altri tempi.<ref name="Lovell"/>
*Il petrolio del [[XXI secolo|ventunesimo secolo]] non è il bit, come sognavano i tecnoidealisti: è l'odio. Più ce n'è, più si fanno soldi, fottendosene delle conseguenze sociali. I leader mondiali e i padroni dei social network lo aizzano e lo sfruttano.<ref name="settembre"/>
*{{NDR|Sulle [[teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre 2001]]}} L'enormità dell'evento ha spinto tante persone dalle menti troppo piccole a cercare spiegazioni semplici che confermassero le loro paure e i loro pregiudizi invece di accettare la complessità dei fatti reali. Ne ha spinte altre, meno piccole ma più meschine, a sfruttare una tragedia per propagandare le proprie tesi di odio e monetizzare ansie e angosce collettive. [...]. Un'ondata che non si limitò ai deliri dei soliti squinternati su Internet [...] ma divenne mainstream, con ore e ore di programmi televisivi nei quali le tesi più idiote e bislacche ricevevano una dignità immeritata invece di essere liquidate facendo parlare gli esperti e i tecnici. [...] il fiume in piena del complottismo [...] aveva travolto e sedotto anche numerosi giornalisti. [...] alcuni miti fasulli si consolidarono nell'opinione pubblica.<ref name="settembre">Da ''[https://attivissimo.me/25-anni-di-11-settembre/ 25 anni di 11 settembre]'', ''attivissimo.me'', 11 settembre 2026.</ref>
{{Int|''[https://attivissimo.me/60-anni-di-star-trek-li-festeggio-in-tv/ 60 anni di Star Trek, li festeggio in TV]''|''attivissimo.me'', 8 settembre 2026.}}
{{NDR|Su ''[[Star Trek (serie classica)|Star Trek]]''}}
*Sono appassionato di fantascienza in generale, ma ''Star Trek'' occupa un posto speciale nel mio cuore perché è una serie positiva: diversamente da tante altre serie tetre e distopiche, ''Star Trek'' mostra un futuro nel quale i problemi si risolvono con l'ingegno e non con la violenza, dove le differenze e le diversità non sono tollerate ma sono anzi apprezzate, e dove il denaro non è l'unico valore fondante della società e della vita. Mostra un futuro nel quale, insomma, ce l'abbiamo fatta a [...] diventare esseri umani migliori.
*È ben più di una serie con astronavi e pigiamini spaziali: quasi ogni puntata è, a modo suo, un dramma morale, nel quale i problemi della società di oggi vengono rappresentati in veste fantascientifica e allegorica per renderli presentabili e accessibili nonostante le censure o il rifiuto sociale di parlarne [...]. Il primo ufficiale vulcaniano Spock era l'estraneo che commentava le assurdità della società umana; il dottor McCoy incarnava l'emotività; e il capitano Kirk fondeva la logica del primo con i sentimenti del secondo per arrivare a una soluzione che esprimesse giustizia.
*''Star Trek'' parlava di razzismo quando era ancora un tabù. Parlava di discriminazione delle donne quando era ancora considerata normale e inevitabile. Parlava di questioni di genere e di rispetto di ogni forma di vita (anche quella artificiale) quando farlo esplicitamente era proibito o semplicemente inconcepibile. Siete voi che siete rimasti [...] fermi alle orecchie a punta, alle battaglie fra astronavi e alle tutine attillate, e avete guardato senza vedere. E senza ascoltare.
==''Il Disinformatico – blog e podcast''==
{{cronologico}}
*[[John Titor|Titor]] ha previsto erroneamente che vi sarebbe stata una guerra civile in USA dal 2004 al 2015 e che l'edizione finale delle Olimpiadi sarebbe stata nel 2004 [...]; ma si è coperto le spalle "spiegando" che esistono molti mondi paralleli al nostro e che in ciascuno di questi mondi gli eventi sono leggermente differenti; lui proverrebbe in realtà da uno di questi mondi e avrebbe raccontato la cronologia di quel mondo, che può essere divergente rispetto alla nostra. Le previsioni di Titor sono piuttosto catastrofiche, come si conviene al buon profeta: la Terza Guerra Mondiale fa 3 miliardi di morti nel 2015, la Russia bombarda le città americane, europee e cinesi, e la [[Microsoft]] non esiste più (non tutto il male vien per nuocere, insomma).<ref name="Titor">Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2007/01/il-caso-john-titor.html Antibufala: il caso John Titor]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 22 gennaio 2007.</ref>
*{{NDR|Su John Titor}} [...] la storia è con tutta probabilità una bella bufala perché sarebbe stato facilissimo per Titor autenticarla, per esempio lasciando nel nostro tempo un oggetto fabbricato con la tecnologia del 2030. In questo modo, anche se le sue previsioni fossero risultate sballate a causa delle linee temporali divergenti, avremmo comunque avuto sempre un oggetto verificabile e studiabile. [...] Vera o falsa, la storia è indubbiamente abbastanza accattivante, con il suo misto di catastrofismo con possibilità di redenzione, ''[[Terminator]]'', ''[[L'esercito delle 12 scimmie]]'' e complottismo [...], da attirare certamente la curiosità di Hollywood.<ref name="Titor"/>
*{{NDR|in riferimento ad uno "sciopero" dei blog e a come protestare efficacemente contro iniziative di leggi su Internet in Italia}} Impariamo le tecniche di anonimizzazione e di occultamento. Impariamo la crittografia, lo scambio di file non tracciabile, la steganografia, il ripping dei nostri DVD e dei Blu-Ray, l'hacking dei dispositivi che ci circondano, il blogging anonimo, l'hosting sicuro. Impariamo a difenderci dai soprusi e a far valere il nostro diritto di esprimerci civilmente, usando le tecniche che il nostro ottuso antagonista non ha speranza di capire. Portiamo la contesa su un terreno che ci è familiare, invece di camminare allegramente sul campo minato dell'avversario. Il contrasto alla stupidità non si fa adottando le regole degli stupidi. Si fa diventando più intelligenti, più svelti, più preparati. Si fa sfruttando le debolezze dell'avversario. Ma bisogna volerlo fare. Sempre che non pensiate che quando un topolino e un gatto si siedono a discutere in casa del gatto, il topolino possa averla vinta per pura forza dialettica.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2009/07/sciopero-dei-blog-il-147.html Sciopero dei blog il 14/7: perché non aderirò]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 13 luglio 2009.</ref>
*Il mito dei [[Teschio di cristallo|Teschi di Cristallo Maya]] è stato riportato alla ribalta dal quarto film della saga di Indiana Jones e dal delirio collettivo intorno alle presunte profezie Maya sulla fine del mondo nel 2012, ma è da decenni uno dei capisaldi della cultura ''new age'' e del paranormale. Peccato che sia, per dirla senza troppi giri di parole, una fregatura. [...] le principali asserzioni [...] riguardano il più famoso di questi teschi, quello che l'esploratore Frederick Albert Mitchell-Hedges [...] diceva di aver scoperto nelle rovine di un tempio Maya da lui trovato a Lubaantun [...] nel 1927 ma descritto soltanto molti anni più tardi. Il teschio in questione [...] è ricavato da un blocco unico di cinque chili di quarzo ialino [...], tanto che secondo i sostenitori delle sua origine paranormale sarebbe impossibile crearne un duplicato. Secondo la prima edizione dell'autobiografia di Mitchell-Hedges (''Danger My Ally'', 1954), il teschio [...] avrebbe almeno 3600 anni e sarebbe stato usato dai sacerdoti Maya, che con i suoi poteri sarebbero stati in grado di uccidere con la sola forza del pensiero. A suo dire, sarebbe stato fabbricato a mano dai Maya lavorandolo per abrasione con la sabbia [...] ininterrottamente per circa trecento anni. [...] Negli anni Settanta iniziò a circolare l'asserzione che radunando i tredici teschi di cristallo in un unico luogo sarebbero accaduti eventi portentosi o calamità planetarie. [...] Una storia affascinante, ma i fatti la smentiscono inesorabilmente. [...] Blocchi unici di quarzo ialino delle giuste dimensioni si trovano e si possono lavorare con mezzi più che normali [...]. Basta avere un bel po' di soldi, perché blocchi del genere sono molto costosi (alcune migliaia di dollari) e la loro lavorazione è altrettanto impegnativa e delicata. Inoltre nella cultura Maya [...] non c'è alcun riferimento a oggetti di questo genere. C'è da aggiungere, poi, che il teschio di Mitchell-Hedges ha vari dettagli anatomici tipici di un cranio europeo, ben diverso da quelli degli abitanti dell'America latina precolombiana. Perché i Maya avrebbero dovuto scolpire pazientemente un teschio europeo? Cosa più importante, il presunto teschio Maya ha segni di lavorazione meccanica moderna che non hanno nulla di insolito [...]. Tutto punta, insomma, verso una fabbricazione con mezzi tecnologici contemporanei sul modello di un cranio europeo. [...] i fatti restano quelli che sono, e ce n'è uno che [...] condanna senza appello tutta la leggenda dei teschi: un catalogo del 1943 della casa d'aste Sotheby's, che offre un teschio di cristallo identico a quello "scoperto" da Mitchell-Hedges. L'acquirente? Frederick Albert Mitchell-Hedges stesso. E che dire degli altri teschi analoghi esposti nei musei del mondo? [...] quelli al British Museum londinese, al Musée du quai Branly parigino e allo Smithsonian di Washington sono presentati etichettandoli chiaramente come falsi. [...] L'unica cosa davvero portentosa di tutta questa faccenda, insomma, è la disonestà di questi imbroglioni e l'ingenuità di chi vuole credere a tutti i costi senza mai dubitare.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2011/11/il-mistero-dei-teschi-di-cristallo.html Il "mistero" dei Teschi di Cristallo]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 23 novembre 2011.</ref>
*Intorno alla [[Giornata internazionale della donna|Festa della Donna]] [...] circola una storia agghiacciante a proposito delle sue origini: la data dell'8 marzo sarebbe stata scelta per ricordare le oltre cento operaie tessili morte nel rogo della fabbrica Cotton a New York quel giorno nel 1908. Qualche giorno prima avevano iniziato un coraggioso sciopero contro le condizioni disumane in cui erano costrette a lavorare. Per tutta risposta il proprietario della fabbrica, il signor Johnson, ne aveva bloccato le uscite. Quando scoppiò l'incendio, appiccato forse dallo stesso Johnson, avvenne una strage terrificante. Questa è la storia che tuttora viene proposta dal passaparola e anche da alcune testate giornalistiche [...]. Ma senza voler sminuire l'importanza della celebrazione, va chiarito che '''in realtà l'8 marzo 1908 a New York non vi fu nessuna carneficina e non vi fu nessun incendio. Anzi, non esisteva neppure la fabbrica tessile Cotton.''' Le immagini che a volte accompagnano la storia sono infatti riferite all'incendio avvenuto a New York il 25 marzo 1911, non l'8 marzo 1908, presso la fabbrica tessile Triangle Waist Factory, nel quale perirono in 18 minuti 146 persone (129 donne e 17 uomini) a causa delle pessime condizioni di sicurezza. L'incendio portò alla definizione di norme più sensate per la sicurezza sui luoghi di lavoro e aiutò a organizzare gli sforzi per migliorare le condizioni effettivamente vergognose nelle quali lavoravano le operaie e gli operai tessili, ma non contribuì all'emancipazione femminile. [...] La vera origine dell'8 marzo è parecchio diversa: la prima Giornata Nazionale della Donna fu indetta nel 1909 negli Stati Uniti; nel 1911, poco prima dell'incendio alla Triangle Waist Factory, divenne Giornata Internazionale e fu celebrata in Germania, Austria, Danimarca e Svizzera. Inizialmente fu scelta la data del 19 marzo, che fu poi spostata all'8 nel 1921.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2013/03/antibufala-lorigine-della-festa-della.html Antibufala: l'origine della Festa della Donna]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 8 marzo 2013.</ref>
*Avreste mai detto che il [[Storia della videotelefonia|primo videotelefono]] risale al 1964? [...] Il Bell PicturePhone [...] debuttò [...] alla World Fair, collegando New York con Disneyland [...]. Tecnicamente era geniale: riusciva a trasmettere sulle normali linee telefoniche in rame [...] un'immagine video in bianco e nero insieme all'audio della chiamata. Non c'erano schermi piatti, per cui usava un piccolo tubo catodico televisivo. A partire dalla versione del 1970, quella messa in vendita al pubblico, aveva già incorporata una videocamera CCD per riprendere gli interlocutori [...]. La Bell installò cabine per le videochiamate in vari luoghi pubblici [...] negli Stati Uniti per promuovere il servizio. Si aspettava che entro il 2000 avrebbe avuto una dozzina di milioni di abbonati al videotelefono. Ma le cose andarono malissimo. La Bell chiedeva circa 160 dollari di allora [...] di canone mensile e le chiamate costavano 20 dollari al minuto [...]. E così nel 1964 c'erano in tutti gli Stati Uniti solo una settantina di utenti; sei anni dopo non ce n'era più neanche uno. Nel 1978 la Bell ritirò il prodotto dal mercato dopo aver speso circa 500 milioni di dollari in ricerca. Nessuno voleva videochiamare, specialmente non a questi prezzi [...] imposti dalle norme antimonopolio dell'epoca, che [...] impedirono di immettere il PicturePhone sul mercato offrendolo sottocosto per stimolarne la diffusione, come si fa spesso con le tecnologie innovative. Peccato, perché il videotelefono doveva essere il primo di una serie di servizi telematici che sarebbero stati veicolati tramite la rete telefonica, rendendo economicamente conveniente la modernizzazione dell'infrastruttura [...]. In altre parole, c'era chi concepiva e costruiva Skype e Internet già negli anni Sessanta. È per questo che chi ha qualche anno sulle spalle si lamenta che il futuro non è più quello di una volta.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2014/06/la-strana-storia-del-videotelefono-che.html La strana storia del videotelefono che compie... cinquant'anni?]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 20 giugno 2014.</ref>
*Sapete perché non sopporto gli [[Ufologia|ufologi]]? Perché con rarissime eccezioni sono stupendamente, irrimediabilmente, spettacolarmente incompetenti. E con la loro rumorosa incompetenza non fanno altro che rendere ridicolo un campo d'indagine che potrebbe essere serio se solo la piantassero di dire corbellerie e scambiare ogni pixel sfuocato per una gita fuori porta dei venusiani. Se poi i giornalisti, invece di riportare acriticamente le suddette corbellerie, si degnassero di avere un attimo di senso critico invece di fare le puttane del clic, l'ufologia potrebbe finalmente diventare una scienza anziché una scemenza. Macché. [...] Formulare ipotesi è dovere di ogni ricercatore; ma il vero ricercatore fa anche un passo in più, che è quello di cercare di scartare le ipotesi non supportate dai fatti e di metterle alla prova, invece di saltare alle conclusioni [...]. È proprio questo quello che non va nell'ufologia: è propagandata chiassosamente da persone che sono talmente innamorate della propria visione del mondo da ignorare i metodi di verifica più elementari; talmente infervorate da essere capaci di mettere nero su bianco quello che dovrebbero fare e poi non farlo; talmente fissate sul binario unico del proprio pensiero da non accorgersi dei propri sbagli e accusare invece gli altri di non avere una mente aperta; talmente egocentriche da incazzarsi quando qualcuno osa far notare i loro errori. Pochi si sottraggono a questo modello [...]. Incazzatevi pure, fufologi [...], ma non è colpa mia se scrivete cialtronerie e vi rendete ridicoli. E incazzatevi pure, giornalisti, ma non è colpa mia se pubblicate qualunque cialtroneria senza verificarla.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2014/12/antibufala-lufo-decollato-dalla-luna.html Antibufala: l'UFO "decollato dalla Luna"]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 30 dicembre 2014.</ref>
*Ogni tanto mi chiedono perché mi dedico al debunking dei complottismi e in particolare dei lunacomplottismi. C'è chi dice che non serve a niente; tanto gli irriducibili non cambieranno mai idea. Ma non è per loro che scrivo; si tengano pure le loro idiozie, l'astio invidioso, l'incapacità di accettare che ci sia al mondo gente meno piccola di loro. Scrivo per i dubbiosi che vogliono saperne di più, per gli appassionati, per le persone che condividono con me l'entusiasmo per una delle pagine più belle e pure della storia dell'esplorazione e dell'avventura. Scrivo perché spesso vedo, negli occhi delle persone che incontro dopo una conferenza sulle missioni lunari, la stessa meraviglia ed emozione che persone come Neil Armstrong hanno regalato a me e che cerco di regalare a mia volta.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2015/10/perche-si-scrive-un-libro-di-debunking.html Perché si scrive un libro di debunking? Per momenti come questo]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 13 ottobre 2015.</ref>
*Sì, la [[Reichskriegsflagge|bandiera di guerra imperiale tedesca]] è da considerare simbolo neonazista perché oggi è usata prevalentemente dai neonazisti. La usano per eludere i divieti di usare la svastica e per far finta (anche a se stessi) di non essere nazisti di seconda mano [...]. Questo uso frequente e predominante da parte dei neonazisti, ampiamente documentato, ha trasformato il significato corrente di quella bandiera, esattamente come l'uso della svastica da parte dei nazisti ha trasformato il significato di un simbolo che ha una storia plurimillenaria, come l'uso di falce e martello da parte del comunismo li ha trasformati da semplici strumenti agricoli e industriali in simboli di oppressione. [...] Sembra che molti facciano fatica a capire il concetto che il significato di un simbolo dipende dal contesto e dal suo uso predominante. O forse quei molti sono solo imbecilli neonazisti che si sono visti togliere la foglia di fico e si sono accorti che ora tutti vedono le loro pochezze.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2017/12/bandiera-neonazista-in-caserma-due.html Bandiera neonazista in caserma, due parole di debunking]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 4 dicembre 2017.</ref>
*Se un video riceve tante visualizzazioni, i social network e i siti come Youtube pagano i suoi creatori in cambio del diritto di inserirvi pubblicità. Questo meccanismo di monetizzazione dei video ha creato una vera e propria industria amatoriale di video falsi, con contenuti spesso scioccanti o demenziali, costruiti a tavolino per far parlare di sé ed essere condivisi, che non esisterebbero se non ci fosse l'incentivo del guadagno. E ci sono anche sciacalli che rubano i video virali altrui per monetizzarli. [...] La monetizzazione su Internet di video falsi o fabbricati è una delle ragioni del boom delle [[Fake news|notizie false]] basate su questi video: costano poco e rendono molto, anche per le testate giornalistiche che le ripubblicano senza verificarle. I social network stanno correndo ai ripari togliendo le pubblicità, e quindi l'incentivo economico, ai video che incoraggiano o promuovono comportamenti dannosi o pericolosi, ma questa rimozione avviene soltanto se un video viene segnalato dagli utenti (è successo per il video della testa nel microonde). Spetta quindi a noi utenti, insomma, agire per disincentivare questa forma di fake news.<ref>''[https://attivissimo.blogspot.com/2017/12/video-monetizzabili-motore-di-fake-news.html Video monetizzabili, motore di fake news]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 14 dicembre 2017.</ref>
*La tecnica della falsa citazione consiste nell'attribuire a una persona autorevole o molto conosciuta il concetto che si vuole esprimere e che normalmente sarebbe impresentabile, ma che se viene espresso tramite quel personaggio storico o celebre diventa subito sdoganabile e anzi rimane impresso e rafforzato nella propria efficacia. [...] Le citazioni falsamente attribuite, insomma, funzionano molto bene, specialmente nei social network, dove la concisione è fondamentale e circolano sotto forma di meme, ossia di un'immagine del personaggio accompagnata da una didascalia che riporta la citazione. Materiale facile da produrre e condividere e adatto a qualunque social network. Verificare l'autenticità di una citazione celebre non è affatto facile, anche perché digitarla in Google non fa altro che evocare i tantissimi siti che la riportano. Bisogna esplorare gli archivi storici, che spesso non sono disponibili via Internet. [...] Di conseguenza conviene partire dal presupposto che ogni citazione sia falsa fino a prova contraria: se non ne viene indicata la fonte e la data precisa e verificata, è probabilmente apocrifa e quindi è meglio non usarla per sostenere le proprie argomentazioni, che se sono buone possono benissimo reggersi senza queste grucce d'argilla.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2018/06/fake-news-e-false-citazioni.html Fake news e false citazioni]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 28 giugno 2018.</ref>
*C'è un mito molto diffuso in informatica, secondo il quale il termine ''"[[bug]]"'' (letteralmente "insetto") usato per descrivere i difetti di un computer o del suo software sarebbe stato coniato nel 1947, esattamente alle 15.45 del 9 settembre, da parte di Grace Murray Hopper, una delle pioniere dell'informatica, creatrice dei compilatori e di gran parte dei linguaggi di programmazione COBOL e FORTRAN, matematica laureatasi a Yale nel 1934, ricercatrice informatica e anche ufficiale della Marina degli Stati Uniti, promossa poi al grado di contrammiraglio. Quel giorno Grace Hopper lavorava al calcolatore elettromeccanico Mark II, un bestione lungo circa 16 metri, alto due metri e quaranta e profondo altrettanto installato alla Harvard University, e trovò nelle sue viscere elettroniche un insetto alato, incastrato in un relé. Lo appiccicò con un pezzo di nastro adesivo al suo quaderno di appunti di lavoro, con il commento ''"First actual case of bug being found"'' (''"primo caso concreto di ritrovamento di un «bug»"''). Ma in realtà il termine inglese ''bug'' era già in uso in altri campi almeno sin dai tempi di Edison, nel 1889, per indicare un difetto di un circuito o di una macchina. La ''Pall Mall Gazette'' dell'11 marzo di quell'anno, infatti, riporta che ''"Il signor Edison... ha trascorso in bianco le due notti precedenti per scoprire un «bug» nel suo fonografo – un'espressione che indica la risoluzione di un problema e sottintende che ci sia un insetto immaginario che si è nascosto dentro e sta causando tutti i problemi."'' Nella sua lunghissima carriera, Grace Hopper raccontò spesso l'episodio, rendendo popolare il termine ''"bug"'' anche fra gli informatici, ma non fu lei a coniarlo: anzi, leggendo le sue annotazioni è chiaro che il termine era già in uso e lei era divertita alla scoperta di un "bug" fisico vero e proprio.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2020/09/perche-chiamiamo-bug-i-difetti-dei.html Perché chiamiamo "bug" i difetti dei computer?]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 18 settembre 2020.</ref>
*Se avete un indirizzo di mail avete ricevuto almeno una volta nella vita un messaggio contenente la classica "[[truffa alla nigeriana]]": uno sconosciuto si presenta dicendo di essere un membro di una famiglia nobile vittima di una persecuzione e aggiungendo di avere un'ingente somma di denaro, alcuni milioni di dollari, che può recuperare soltanto con il vostro aiuto. Il vostro nome gli è stato raccomandato da un amico che avete in comune ma che non viene nominato per prudenza. In cambio della vostra assistenza è disposto a darvi una percentuale molto consistente di quei milioni. Per avviare la procedura di recupero, però, ha bisogno che gli anticipiate una piccola somma. La truffa è diventata particolarmente popolare in Nigeria, dove operano molti dei truffatori che la praticano. Da questa diffusione nel paese è nato il soprannome [...] e dal numero della sezione pertinente del codice penale nigeriano è nato il nome alternativo di questo raggiro, ossia ''419 scam''. Tuttavia questa truffa non è affatto nata con Internet, come molti pensano. Girava già su carta negli anni Novanta, chiedendo risposta tramite l'allora modernissimo fax [...]. Ma [...] il ''New York Times'' del 1898 (sì, ''milleottocentonovantotto'') parlava già della faccenda dicendo che era una truffa ''"comune"'' e ''"vecchia"'' che stava riemergendo. Ovviamente non c'era Internet nel 1898, per cui i truffatori comunicavano per posta cartacea. [...] Ma si può andare ancora più indietro nel tempo, alla fine del Settecento. Eugène François Vidocq (1775-1857), uno dei padri della criminologia, racconta nelle sue memorie di quando fu condannato a otto anni di carcere per ''"falso in conti pubblici ed autentici"'', nel 1797. In prigione a Bicêtre [...] i carcerati scrivevano le cosiddette ''"lettere di Gerusalemme"'', con la complicità dei carcerieri, [...] lo scrivente diceva sempre di essere il cameriere personale di un noto marchese che aveva dovuto abbandonare il proprio tesoro in un luogo ben occultato per evitare che finisse nelle mani dei malfattori. Il luogo era nelle vicinanze del destinatario della lettera. [...] in cambio di un piccola somma si sarebbe potuto liberare dal carcere e avrebbe potuto così condurre il destinatario al tesoro per dividerselo. [...] di cento lettere di questo tipo, venti ricevevano sempre risposta. I carcerati si procuravano gli indirizzi delle persone ricche della provincia dai nuovi prigionieri. I ricchi abboccavano a questa storia improbabile, mandando a volte fino a 1500 franchi dell'epoca. E non c'era verso di far capire alle vittime che erano state raggirate: Vidocq racconta del ''"mercante di stoffe della Rue des Prouvaires, che fu colto a scavare sotto un arco del Pont Neuf'' [a Parigi]'', dove si aspettava di trovare i diamanti della duchessa di Bouillon"''. Ma [...] si può andare ancora più indietro nel tempo, fino al sedicesimo secolo, quando prosperava la truffa della "prigioniera spagnola": la lettera del truffatore parlava di una principessa (inesistente) che era prigioniera dei turchi, che chiedevano un riscatto per liberarla. La principessa, diceva la lettera, aveva inoltre promesso di sposare chiunque l'avesse liberata, e quindi si chiedeva al ricco che riceveva la missiva di contribuire alla liberazione della prigioniera. I secoli passano, le tecnologie cambiano, ma le debolezze umane sono sempre le stesse.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2021/02/la-truffa-alla-nigeriana-e-un-classico.html La "truffa alla nigeriana" è un classico. Un classico del sedicesimo secolo]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 26 febbraio 2021.</ref>
*[[Tilly Norwood]] è [...] probabilmente il nome più odiato a Hollywood [...]. La narrazione [...] è che si sia di fronte a una svolta epocale nel cinema e nella televisione, e che ben presto attori e attrici umani verranno sostituiti da personaggi sintetici che non sbagliano le battute, non hanno comportamenti discutibili, non hanno rivendicazioni salariali, non invecchiano e non si stancano mai: delle marionette perfette per l'industria dell'intrattenimento. [...] Ma dal punto di vista tecnico le cose non stanno affatto come sono state raccontate comunemente. [...] Tilly Norwood non è una persona fisica: è un costrutto digitale, una serie di pixel su uno schermo, un fantoccio animato da una serie di comandi, o ''prompt'', impartiti da un animatore. Pertanto non può essere rappresentata da un'agenzia per artisti [...] così come non può esserlo per esempio Biancaneve, intesa come personaggio d'animazione. Le eventuali case di produzione che fossero interessate a usare Tilly Norwood [...] dovrebbero semmai ingaggiare lo studio di produzione che gestisce il software che genera le immagini di questo personaggio digitale, esattamente come si assolda una società di effetti speciali [...]<ref>Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 6 ottobre 2025; trascritto in ''[https://attivissimo.me/2025/10/08/podcast-rsi-tilly-norwood-attrice-sintetica-o-beffa-virale/ Podcast RSI – Tilly Norwood, attrice sintetica o beffa virale?]'', ''attivissimo.me'', 8 ottobre 2025.</ref>
===2008===
*I casi sono due. Alla redazione di ''[[Voyager (programma televisivo)|Voyager]]'' non sanno cos'è Google, oppure prendono volutamente per i fondelli i creduloni che seguono la trasmissione. Questa è disinformazione pagata dai contribuenti. E poi ci chiediamo perché girano le storie più sceme sui pianeti in collisione e i calendari Maya e i giovani non conoscono la scienza e s'angosciano per i video dei cellulari che fanno il popcorn. Semplice: perché trasmissioni come ''Voyager'' imbottiscono loro la testa di cretinate. Perché ''Voyager'' non alza le chiappe e va ad indagare i misteri veri della scienza? Luci di Hessdalen [...], i risultati delle sonde Viking su Marte che sembravano indicare tracce chimiche di vita, le sonde Pioneer deviate fuori rotta da una forza sconosciuta, la macchina di Anticitera... queste sono solo le prime che mi vengono in mente. No, eh? Troppa fatica. Molto più comodo riciclare la pappa pronta rigurgitata da qualche sito o libercolo di pseudoscienza, senza neppure fare una Googlata preliminare prima di aprir bocca, e al diavolo le conseguenze.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2008/09/voyager-e-larea-51.html Voyager, ai confini dell'incoscienza: l'Area 51 (con contorno di api e scie chimiche)]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 24 settembre 2008.</ref>
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2008/10/antibufala-le-pietre-di-ica.html Antibufala: le "pietre di Ica"]''|''attivissimo.blogspot.com'', 17 ottobre 2008.|h=4}}
*Secondo il suo modello ben collaudato, ''[[Voyager (programma televisivo)|Voyager]]'' si para le spalle mettendo il tutto in forma interrogativa, dimenticandosi che il compito del [[giornalismo]] non è fare domande, ma trovare risposte. Le domande le fanno anche i bambini.
*{{NDR|Sulle [[pietre di Ica]]}} Si tratta di falsi, realizzati da artigiani del posto per venderli ai polli. Se fossero autentici e quindi antichi di millenni, le incisioni non avrebbero spigoli netti, perché sarebbero stati smussati dall'erosione naturale. Spigoli netti, come se fossero stati incisi l'altroieri. Appunto. Il pollo, nello specifico, è un medico, Javier Cabrera Darquea [...], che negli anni Sessanta ricevette in regalo una pietra sulla quale era inciso un pesce che, a suo avviso, apparteneva a una specie estinta. Cabrera andò alla ricerca di altre pietre simili e gli abitanti del posto furono sorprendentemente più che lieti di "fornirgliele" dietro compenso, raffiguranti uomini insieme a dinosauri e tutte le altre sciccherie tecnologiche anacronistiche [...]. Cabrera, a quanto pare, non si chiese come mai una civiltà così tecnologicamente avanzata da fabbricare telescopi e macchine volanti e realizzare trapianti non avesse lasciato ''alcuna traccia'' di sé a parte qualche sasso. Diamine, troviamo le pietre di selce degli uomini primitivi, e invece di questa civiltà evolutissima non troviamo una valvola, uno spinterogeno, un cuscinetto a sfere, le rovine di un ospedale o di un palazzo? Il medico peruviano, evidentemente, non si chiese neppure se per caso il suo interesse per le pietre incise avesse spinto qualche artigiano intraprendente a realizzare l'equivalente locale della proverbiale fabbrica di mobili antichi. Fatto sta che la sua collezione ha superato i 15.000 esemplari, tanto da permettergli di aprire un museo a Ica.
*Le pietre di Ica, fatte di andesite, non possono essere datate usando la datazione al radiocarbonio, che si applica soltanto alla materia organica. Le pietre si datano di solito guardando gli strati in cui sono sepolte, ma nessuno sa da dove provengano esattamente. In ogni caso, qualsiasi datazione di questo genere indicherebbe l'età del sasso, ma non direbbe nulla sull'epoca in cui sono state realizzate le incisioni. La datazione delle incisioni è possibile osservando, appunto, l'erosione: se non c'è, vuol dire che sono recentissime. E infatti hanno bordi netti. Cosa ancora più importante, il ricercatore spagnolo Vicente Paris [...] scoprì, con un esame approfondito, che le incisioni contenevano ''tracce di moderna carta vetrata'' [...]. Ci sono poi altre considerazioni di ordine puramente logico. [...] Come mai la vendita di reperti archeologici è proibita in Perù, eppure queste pietre sono in libera vendita ai turisti ingenui? Forse perché Basilio Uschuya, il principale fornitore di Cabrera, fu arrestato nel 1996 per questo presunto crimine e fu poi rilasciato quando confessò che le pietre se le fabbricava da solo prendendo spunto dai fumetti, dai libri di scuola e dalle riviste. Le pietre venivano poi ricoperte di una patina di invecchiamento ottenuta lasciandole per qualche giorno nel pollaio a ricevere gli escrementi delle galline. Se per prendere un ladro ci vuole un ladro, forse ci vuole una gallina per prendere un pollo. Infine, per i cocciuti che sostengono che l'andesite è durissima e quindi non può essere lavorata senza strumenti particolari, ergo le pietre devono essere autentiche, va chiarito che non si tratta di sculture, ma di semplici incisioni superficiali, che rimuovono lo strato superficiale ossidato. Uschuya mostrò [...] come realizzarle usando un semplice trapano da dentista.
===2010===
*Nello studio dei [[teoria del complotto|cospirazionismi]] esiste da tempo quella che piuttosto coloritamente viene denominata la Teoria della Montagna di M...: spalare il letame mentale prodotto da una qualunque tesi di complotto o credenza pseudoscientifica richiede sempre molta, molta più energia e sofferenza di quanta ne occorre per generare quel letame. In forma più garbata, per inventare un mistero ci vogliono tre secondi: per smontarlo ci vuole a volte una vita.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2010/03/complottismo-quiz-la-teoria-della.html Complottismo-quiz: tre secondi per creare una tesi di complotto, anni per smontarla. La teoria della montagna di m...]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 24 marzo 2010.</ref>
*[...] la British Medical Association ha definito "stregoneria" l'[[omeopatia]] e l'ha denunciata come uno spreco di soldi: 4 milioni di sterline l'anno (4,6 milioni di euro, 6,5 milioni di franchi) per prodotti che sono, in sostanza, acqua fresca. L'omeopatia, infatti, si basa sul principio della diluizione estrema del principio attivo. Così estrema che nel "medicinale" omeopatico non c'è neppure una molecola di questo principio. Pseudofarmaci del genere dovrebbero costare praticamente zero, eppure l'industria del settore vale 40 milioni di sterline solo nel Regno Unito.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2010/05/medici-gb-omeopatia-stregoneria.html La bufala dell'omeopatia: denuncia dei medici britannici, test di James Randi]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 16 maggio 2010.</ref>
*{{NDR|Su [[Stonehenge]]}} C'è chi ci va per ammirare l'ingegno dell'uomo di cinquemila anni fa, capace di muovere macigni di decine di tonnellate per lasciare un segno della propria esistenza, e c'è chi ci va per seguire varie credenze mistiche, incentrate solitamente su presunti allineamenti incredibilmente precisi delle pietre che testimonierebbero interventi soprannaturali o extraterrestri o conoscenze straordinarie dimenticate. I fatti, però, smentiscono la precisione magica degli allineamenti che vengono "scoperti" oggi guardando la disposizione delle pietre, per una ragione molto semplice: le pietre di Stonehenge non sono più al loro posto originale. Per esempio, uno dei triliti crollò nel 1797 e fu restaurato soltanto nel 1958. Nel corso dei restauri effettuati nel 1901, la pietra numero 56, che minacciava di cadere, fu raddrizzata e collocata nel cemento, spostandola di mezzo metro. Altri lavori furono effettuati negli anni Venti del secolo scorso. I restauri del 1958 risollevarono e fissarono nel moderno cemento tre altre pietre, e altre quattro furono riposizionate nel 1964 per evitare che cadessero. [...] Molti turisti visitano Stonehenge credendo che si tratti di un sito archeologico ancora intatto dopo millenni, ma non è così. [...] Prima di trarre conclusioni affrettate e attribuire poteri incredibili a questo monumento, insomma, è opportuno informarsi bene. Anch'io, quando ho visitato Stonehenge, non sapevo nulla dei restauri, che non si notano se non si prenota la visita speciale che permette di entrare nel monumento. [...] Saperlo rovina il fascino di Stonehenge? No, perché non cambia il fatto che quelle pietre furono spostate a mani nude da una cultura che non aveva ancora sviluppato la scrittura ma sapeva organizzarsi per creare un'opera stupefacente. Sapere che le pietre sono state poi riposizionate spazza via solo la patina falsa di pseudoscienze e di credenze new age che offusca il vero splendore di Stonehenge.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2010/06/solstizio-destate-la-bufala-di.html Solstizio d'estate, la bufala di Stonehenge: le pietre sono state riposizionate nel Novecento]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 21 giugno 2010.</ref>
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2010/06/auto-elettriche-boicottate.html Antibufala: auto elettriche boicottate da petrolieri e banchieri?]''|''attivissimo.blogspot.com'', 19 giugno 2010.|h=4}}
*'''La [[General Motors EV1|EV-1]] era un'auto a due posti''': totalmente inutile per una famiglia.<br/>Aveva un '''prezzo altissimo''': 34.000 dollari dell'epoca (1996, Los Angeles Times) [...] per un'auto con la capienza di una Smart.<br/>'''L'autonomia: non più di 209 chilometri per il modello migliore in condizioni ottimali''' (batterie NiMH e perfettamente caricate, senza usare l'aria condizionata o il riscaldamento, senza fare salite e a seconda della temperatura ambiente). Esaurita l'autonomia, l'auto ci metteva da 6 a 8 ore per "fare il pieno".<br/>Seriamente: spendereste 38.000 euro per una due posti che dopo duecento chilometri deve stare ferma sei ore? Certo, potreste usarla per tratte relativamente brevi, per esempio per andare al lavoro: ma sarebbe inservibile per qualunque viaggio lungo. Dovreste quindi acquistarla come seconda auto, oppure noleggiarne una a benzina o diesel per i viaggi lunghi. Addio risparmi. Sono questi i problemi pratici per i quali l'auto elettrica fatica a decollare tuttora: non per fantasiosi complotti di lobby mafiose. La EV-1 se la potevano permettere persone come l'attore Tom Hanks, per le quali usare un'auto elettrica aveva anche un ritorno d'immagine ecologista, ma restava al di fuori della portata economica e delle esigenze della famiglia media. È per questi motivi che la EV-1 fu data in leasing e non venduta. [...] Il programma EV-1 fu cancellato nel 2003 perché la General Motors lo ritenne economicamente insostenibile: per legge avrebbe dovuto gestire ricambi e riparazioni per anni, per un parco complessivo di meno di milleduecento esemplari. La GM preferì ritirare le auto e distruggerle o donarle ad alcuni musei, concentrando i propri investimenti sulle auto ibride.
*{{NDR|Sulla [[Nissan Hypermini]]}} [...] era una vettura a due posti con un bagagliaio inesistente: l'equivalente di una Smart. L'autonomia era di circa 110 chilometri con una carica completa della batteria in condizioni ottimali e il prezzo era intorno ai 36.000 dollari [...]. Ne furono prodotte in tutto 219: troppo poche per mantenere assistenza e ricambi. [...] fu questo il motivo che spinse la Nissan a ritirarla.
*{{NDR|Sulla [[Toyota RAV4 EV]]}} [...] l'auto fu immessa sperimentalmente sul mercato nel 1997 e offerta al pubblico per il leasing o l'acquisto nel 2003. Fu ritirata dal mercato lo stesso anno. Il motivo? Secondo Toyota, le vendite scarse: soltanto 300 in un anno, e il costo della sostituzione della batteria era superiore a quello dell'acquisto dell'auto. Le tecnologie della RAV4-EV furono riciclate per la Prius. E perché non la comprava nessuno? Perché costava 42.000 dollari [...]. In compenso portava cinque persone, aveva un'autonomia massima di 190 chilometri e richiedeva cinque ore per la ricarica: limitazioni [...] meno penalizzanti (soprattutto in termini di numero di passeggeri), tanto che il veicolo suscitò notevole entusiasmo fra gli appassionati, molto più di quanto previsto da Toyota, ma non abbastanza da vendere i numeri necessari per essere economicamente sostenibile per il fabbricante.
*Il problema di fondo [...] è che l'idrogeno non è una fonte di energia; è un ''vettore'' di energia, e per di più inefficiente. L'energia che si consuma per produrre e distribuire idrogeno è infatti molto superiore a quella che si estrae dall'idrogeno prodotto: tanto vale usare quest'energia per caricare delle batterie. La distribuzione dell'idrogeno è un incubo, a causa della sua bassissima densità (che ne esige la pressurizzazione o la liquefazione a temperature bassissime, con tutto quello che ne deriva) e della sua estrema infiammabilità. Le opinioni e gli esperimenti sull'effettiva pericolosità dell'idrogeno per auto rispetto alla benzina sembrano indicare una maggiore sicurezza dell'idrogeno, ma voi ve la sentireste di andare in giro con una bombola di idrogeno liquido e/o pressurizzato nella vostra auto e rischiare un tamponamento esplosivo? Appunto. Inoltre attualmente l'idrogeno viene prodotto principalmente estraendolo dagli idrocarburi, per cui l'[[Veicolo a idrogeno|auto a idrogeno]] dipende dal petrolio esattamente come quelle a benzina o diesel [...]. Certo l'idrogeno riduce o elimina l'inquinamento da gas di scarico, ma non fa nulla per la dipendenza dalle ''"lobbies delle grandi compagnie petrolifere"''. Proporre l'idrogeno come soluzione ecologica che ci libera dalla schiavitù del petrolio è quindi un miope controsenso.
===2016===
*Ora magari anche ai più cocciuti sarà chiaro il motivo per il quale così tanti governi se la prendono con la [[crittografia]] forte e la vogliono bandire. Non è questione di lotta al terrorismo, come dicono continuamente: i terroristi difficilmente rispetteranno un divieto di usare la crittografia. È questione di controllare il dissenso. Se i giornalisti non sono più in grado di comunicare in modo riservato, se non possono più contattare le proprie fonti confidenziali, se sanno che tutto quello che dicono è intercettato e intercettabile, non possono più fare il proprio lavoro fondamentale di criticare chi è al potere e smascherarne gli abusi e le bugie.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/04/i-panama-papers-dimostrano-il-bisogno.html I Panama Papers dimostrano il bisogno di crittografia libera per avere giornalismo libero]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 5 aprile 2016.</ref>
*[...] vanità di dire "solo io ho capito la Verità". Il complottismo, in ultima analisi, è megalomania.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/06/come-nascono-le-teorie-di-falsi.html Come nascono le teorie di falsi attentati e messinscene? Così: per superficialità dei giornalisti]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 28 giugno 2016.</ref>
*8 settembre 1966: una data impressa a fuoco nella memoria di ogni vero cultore di ''[[Star Trek (serie classica)|Star Trek]]''. È la data di nascita ufficiale della celeberrima, citatissima saga di fantascienza, perché in quella data, alle 19:30 locali, ''Star Trek'' andò in onda per la prima volta, trasmessa dalla rete televisiva statunitense NBC. [...] Ma non è corretto. La vera data di debutto di ''Star Trek'' è il 6 settembre 1966, non l'8. La prima puntata (''The Man Trap'', in italiano ''Trappola umana'') fu infatti trasmessa per la prima volta in assoluto due giorni prima della data ufficiale dalla rete televisiva nazionale canadese CTV. Lo documenta, per esempio, la ''Gazette di Montreal'' del 6 settembre 1966 a pagina 36 [...]. Tuttavia, siccome il Canada per gli americani è irrilevante, la data ufficiale di nascita è l'8 settembre.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/09/antibufala-buon-cinquantesimo.html Antibufala: buon cinquantesimo (non)compleanno, Star Trek!]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 8 settembre 2016.</ref>
*Il blocco delle vendite e il richiamo di 2,5 milioni di esemplari non hanno risolto il problema: anche la nuova versione ha lo stesso problema di autocombustione [...]. Per cui Samsung ha deciso che il [[Samsung Galaxy Note 7|Galaxy Note 7]] verrà ritirato [...] dal commercio [...]. Ma come ha fatto un difetto [...] del genere a superare i controlli e i test interni prima della messa in vendita? [...] questi guai derivano dalla tecnologia troppo spinta e dalla paura individuale e aziendale di conseguenze legali. La prima versione [...] è stata tradita da un errore di fabbricazione delle batterie, [...] troppo grandi per il loro alloggiamento: l'installazione ne comprimeva un angolo, producendo un corto circuito fra i componenti [...] che portava al surriscaldamento. [...] la seconda versione ha invece manifestato problemi incendiari analoghi probabilmente per via del tentativo [...] di ridurre i tempi di ricarica [...]. Ma il doppio ''flop'' è dovuto anche al fatto che i [...] tecnici di collaudo [...] incaricati di scoprire la causa dei primi incendi, temendo conseguenze legali e sequestri di documentazione, non lasciavano traccia scritta dei propri risultati, su ordine di Samsung, per cui coordinare le informazioni raccolte era [...] impossibile. Per evitare guai ipotetici, insomma, Samsung si è cacciata in un guaio reale ben peggiore, e non ha tenuto conto di un fatto tristemente noto agli informatici: l'unico vero ambiente di test è la produzione. Finché un prodotto non è in mano agli utenti, pasticcioni, distratti e maldestri, capaci di creare situazioni che non verrebbero mai in mente ai collaudatori, non c'è alcuna certezza che sia privo di difetti [...]<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/10/perche-gli-smartphone-prendono-fuoco-il.html Perché gli smartphone prendono fuoco? il disastro del Samsung Galaxy Note 7]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 14 ottobre 2016.</ref>
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/02/50-anni-fa-la-nasa-perdeva-due.html 50 anni fa la NASA perdeva due astronauti: Charles Bassett ed Elliott See]''|''attivissimo.blogspot.com'', 28 febbraio 2016.|h=4}}
{{NDR|Sull'[[incidente del T-38 della NASA]]}}
*È il 28 febbraio 1966. La NASA, con il programma ''Gemini'', sta imparando tutto quello che serve sapere per poter mandare degli astronauti sulla Luna [...]. Ma l'equipaggio della ''Gemini IX'', costituito da Elliot See e Charles Bassett II, non avrà questa possibilità. [...] partono intorno alle sette di mattina dalla base di Ellington, diretti allo stabilimento della McDonnell a St. Louis, a bordo di un addestratore T-38, accompagnati dall'equipaggio di riserva, Tom Stafford e Gene Cernan, su un altro T-38. Devono trascorrere a St. Louis una decina di giorni per ispezionare la loro capsula ''Gemini'' ed addestrarsi nel simulatore. Alla partenza il tempo è ottimo, ma a St. Louis piove; le nuvole sono basse [...] e la visibilità è scarsa. All'arrivo sopra la base aerea di Lambert Field, poco prima delle nove, i due jet si trovano troppo vicini alla fine della pista d'atterraggio e così See vira a sinistra, stando sotto le nuvole, mentre Stafford si arrampica e rientra nelle nubi per tentare un altro avvicinamento, cosa che gli riesce senza problemi. Ma la virata di See porta il suo T-38 vicino all'Edificio 101 della McDonnell, dove i tecnici stanno lavorando proprio alla capsula Gemini [...]. Rendendosi forse conto di star perdendo quota troppo rapidamente, See accende i postbruciatori e tenta di virare bruscamente a destra, ma è troppo tardi: l'aereo colpisce il tetto dell'edificio con un'ala e si schianta, incendiandosi e uccidendo Bassett e See. Frammenti del loro aereo colpiscono la capsula ''Gemini''. [...] Se l'aereo fosse stato leggermente più basso, avrebbe distrutto la capsula e soprattutto ucciso decine di specialisti che vi lavoravano, mettendo in crisi l'intero progetto di arrivare alla Luna.
*Non è il primo incidente che tronca la vita di un astronauta [...]. Ma è la la prima volta che la NASA si trova costretta a rimpiazzare l'equipaggio primario di una missione con quello di riserva. [...] L'incidente aereo innesca un effetto domino che cambia il corso della storia: senza la morte di Bassett e See, per esempio, Buzz Aldrin non sarebbe stato scelto come membro di riserva per ''Gemini IX'' e non avrebbe volato con la ''Gemini XII'' a novembre del 1966; probabilmente non sarebbe stato il pilota del modulo lunare di ''Apollo 11'' e quindi non sarebbe stato il secondo uomo a camminare sulla Luna. [...] Aldrin, amico e vicino di casa di Bassett, non dimenticherà mai che la sua presenza nei libri di storia è frutto di questa tragedia.
*See e Bassett verranno sepolti al Cimitero Nazionale di Arlington, uno vicino all’altro. I loro nomi non sono noti ai più, forse perché sono morti prima di andare nello spazio, ma sono incisi nello Space Mirror Memorial al Centro Spaziale Kennedy, insieme a tutti gli altri astronauti deceduti nello svolgimento del proprio compito, e sono stati portati sulla Luna dagli astronauti di ''Apollo 15'' nella targa che accompagna la statuetta ''Fallen Astronaut'' collocata nei pressi della Hadley Rille.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/06/45-anni-fa-lincubo-della-soyuz-11.html 45 anni fa l'incubo della Soyuz 11]''|''attivissimo.blogspot.com'', 30 giugno 2016.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Sojuz 11]]}}
*30 giugno 1971: la ''Soyuz 11'' rientra sulla Terra, in Kazakistan, dopo un viaggio spaziale trionfale. Georgi Dobrovolski, Vladislav Volkov e Viktor Patsayev sono rimasti nello spazio per 23 giorni, battendo il record mondiale di durata e hanno effettuato la prima visita a una stazione spaziale. [...] Il rientro procede in maniera automatica, come consueto. Le squadre di recupero si avvicinano alla capsula, coricata sul terreno, accompagnata dal suo grande paracadute, che si è aperto regolarmente. I razzi di frenata hanno agito come previsto. Le condizioni meteorologiche al suolo sono perfette. Ma gli uomini che arrivano per accogliere i tre cosmonauti sono costretti a trasmettere ai responsabili del programma spaziale un messaggio in codice scioccante: le tre cifre ''1-1-1''. Nella procedura di comunicazione dell'epoca, le condizioni dei cosmonauti vengono annunciate usando [...] cifre [...]. Un 5 indica condizioni di salute ottime; 4 indica condizioni buone; 3 segnala ferite; 2 riferisce ferite gravi; e 1 annuncia il decesso. Dobrovolski, Volkov e Patsayev sono morti. Sul viso hanno segni bluastri; è colato sangue dal naso e dalle orecchie. [...] I tre sono morti per asfissia da decompressione da oltre mezz'ora e sono rimasti esposti al vuoto dello spazio per almeno undici minuti. È la prima volta nella storia dell'esplorazione spaziale che un equipaggio muore nello spazio.
*Durante il ritorno a Terra, al momento della [...] separazione del modulo orbitale della ''Soyuz'' dal modulo di rientro, lo scossone del distacco ha aperto erroneamente in anticipo uno sfiato e l'aria della piccola cabina è sfuggita rapidamente nel vuoto dello spazio, a oltre 100 chilometri di quota. I tre cosmonauti non indossano una tuta pressurizzata, che li salverebbe, perché nella ''Soyuz'' di allora [...] non c'è spazio per tre persone in tuta. L'equipaggio ha avuto meno di un minuto per tentare di individuare la causa della fuga d'aria prima di essere sopraffatto dagli inevitabili effetti della decompressione. I registratori di bordo documentano [...] che 50 secondi dopo il distacco del modulo orbitale il battito cardiaco di Patsayev è precipitato da oltre 90 a 42 pulsazioni al minuto, segno inequivocabile di privazione d'ossigeno, e che 110 secondi dopo l'apertura accidentale dello sfiato i cuori dei tre cosmonauti hanno cessato di battere. L'Unione Sovietica è scossa dalla tragedia [...] ma le cause precise del disastro vengono tenute segrete. [...] Il difetto fatale dello sfiato verrà reso pubblico, perlomeno in Occidente, soltanto due anni più tardi. I russi svilupperanno rapidamente una tuta pressurizzata compatta e leggera, la ''Sokol-K'', che verrà usata per tutti i voli spaziali successivi, e lo sfiato verrà riprogettato.
*Il disastro della ''Soyuz 11'' scuote anche il programma spaziale statunitense. Inizialmente il segreto assoluto sulle cause della morte dei tre cosmonauti fa sospettare che la lunga permanenza nello spazio abbia influito in qualche modo sulle loro condizioni fisiche: [...] si teme che la permanenza da record dei tre [...] abbia raggiunto un limite fisiologico invalicabile [...]. Una volta rivelate le reali cause della morte di Dobrovolski, Volkov e Patsayev, la missione lunare ''Apollo 15'', che deve partire qualche settimana dopo, verrà cambiata per tenerne conto: Scott e Irwin dovranno indossare le tute pressurizzate durante il decollo dalla Luna, la progettazione dei finestrini, dei portelli, delle valvole e dei cablaggi del modulo lunare e del modulo di comando verrà riesaminata a fondo e verranno studiati i possibili effetti di una depressurizzazione del modulo di comando durante il rientro nell'atmosfera terrestre.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/10/lastrologa-di-reagan-quando-la.html L'astrologa di Reagan: pseudoscienza al potere]''|''attivissimo.blogspot.com'', 9 ottobre 2016.|h=4}}
*Nel 1986 il summit di Reykjavik fra il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan e il premier sovietico Mikhail Gorbaciov decise i destini del mondo. In quell'incontro giocò un ruolo fondamentale una donna, [[Joan Quigley]]. Fu lei a scegliere l'orario della partenza di Reagan per Reykjavik. Il capo di gabinetto della Casa Bianca di allora, Donald Regan, racconta che quasi ogni decisione e ogni spostamento importante, compresa la firma dei trattati sulle armi nucleari, dipendeva dall'approvazione dalla Quigley, che aveva potere di veto sugli orari di tutte le conferenze stampa presidenziali e indicava quando era sicuro viaggiare e quando organizzare un summit. Joan Quigley era l'astrologa di Ronald Reagan. L'uomo più potente del mondo, l'uomo che aveva il dito sul pulsante di lancio dei missili nucleari capaci di distruggere l'umanità, si faceva consigliare da una donna che arrivò a dirgli di evitare l'antagonismo con Gorbaciov perché i due avevano in armonia un pianeta in Acquario. Quando la CIA venne a sapere che la moglie di Reagan, Nancy, discuteva le relazioni fra Stati Uniti e Unione Sovietica con la Quigley su linee telefoniche non protette ci fu il panico.
*Winston Churchill, primo ministro britannico dell'epoca (1940-45), era devoto seguace di [[Helen Duncan]], l'ultima donna processata e incarcerata per stregoneria in Inghilterra. La Duncan era una medium scozzese molto popolare, che sembrava avere poteri paranormali straordinari. Uno dei suoi più clamorosi successi fu la visione remota dell'affondamento da parte di un U-Boot tedesco della grande nave da battaglia ''HMS Barham'', nel quale erano periti 861 marinai il 25 novembre 1941. La Duncan annunciò pubblicamente il disastro, tenuto segretissimo dalle autorità britanniche, pochi giorni dopo, durante una seduta spiritica, dicendo che glielo aveva comunicato il fantasma di uno dei marinai della nave affondata. La Marina Britannica fu talmente scossa dalla rivelazione che temette che la Duncan fosse una spia tedesca. Helen Duncan fu processata sulla base del ''Witchcraft Act'' (letteralmente ''Legge sulla Stregoneria''), datata 1735. Churchill in persona intervenne contestando l'uso di questa legge arcaica contro la medium che lui tanto stimava, ma la Duncan fu comunque condannata e trascorse nove mesi in carcere. Si scoprì poi che quando la Duncan aveva fatto la sensazionale rivelazione dell'affondamento della ''HMS Barham'', la Marina Britannica aveva già informato i familiari dei marinai morti ma aveva chiesto loro di mantenere riservata la notizia dell'affondamento, per non informare i tedeschi dell'entità del colpo inflitto alla Marina di Sua Maestà. C'erano insomma alcune migliaia di civili che sapevano della tragedia, ed è molto probabile che la Duncan abbia saputo da loro della notizia per poi spacciarla come rivelazione paranormale.
*[...] l'agricoltura sovietica era in profondissima crisi a causa della rapidissima transizione forzata a un'economia di tipo industriale, che aveva portato a una prima carestia nel 1921 e poi a una seconda, di proporzioni spaventose, nel 1932-33, che era costata la vita a circa 8 milioni di persone [...]. Un agronomo russo affermò di aver trovato un modo per triplicare o quadruplicare i raccolti di grano: la ''vernalizzazione'', ossia il trattamento delle piante con basse temperature e umidità elevate, che ne abbreviava il tempo di coltivazione. In realtà la tecnica era nota dalla metà dell'Ottocento e offriva soltanto miglioramenti marginali nella produttività. Ma il governo russo, disperato, si affidò alle promesse dell'agronomo, facendone un eroe dell'agricoltura sovietica. Il suo nome era Trofim Lysenko. La sua teoria biologica pseudoscientifica, il ''[[lysenkoismo]]'', sosteneva che la selezione naturale e la genetica erano panzane capitaliste e che le caratteristiche acquisite di un organismo potevano essere ereditate dai suoi discendenti. Per esempio, secondo il lysenkoismo strappare le foglie a una pianta avrebbe indotto le figlie di quella pianta a nascere già senza foglie. Per far crescere il grano in Siberia bastava esporlo al freddo per "rieducarlo" e farlo diventare resistente al gelo. Un concetto ideologicamente molto appetibile per il dittatore dell'epoca, Stalin, perché significava che erano possibili miglioramenti biologici rapidi e rivoluzionari come quelli necessari per risollevare l'agricoltura sovietica e soprattutto perché, secondo gli ideologi del Cremlino, comportava che un uomo esposto sufficientemente a lungo agli effetti del comunismo avrebbe generato automaticamente figli intrinsecamente comunisti [...]. Con il sostegno di Stalin, Lysenko fu messo a capo dell'agricoltura del paese. Era un uomo d'azione, e questo lo rendeva popolare, a differenza degli scienziati veri, che raccomandavano cautela, rigore, lunga sperimentazione in laboratorio [...]. Le sue teorie causarono un ulteriore declino dei raccolti in tutta l'Unione Sovietica, con conseguenti morti per carestia, ma la propaganda governativa nascose gli insuccessi ed esagerò i pochi risultati positivi. Nessuno osava contraddire Lysenko e inimicarsi Stalin. Nel 1948 l'Accademia delle Scienze Agricole dell'Unione Sovietica decretò che il lysenkoismo era ''"l'unica teoria corretta"'' e che criticarla era un atto ''"fascista"'', mentre la genetica fu dichiarata ufficialmente una ''"pseudoscienza borghese"''. La dittatura del lysenkoismo portò all'arresto, al licenziamento o alla messa a morte di circa 3000 biologi che si opponevano a questa ciarlataneria. La ricerca genetica in Russia fu completamente soppressa fino al 1953, quando Stalin morì. Se riuscite a immaginare un mondo in cui nelle facoltà di medicina s'insegnano esclusivamente l'omeopatia, i fiori di Bach e il creazionismo e chi osa proporre terapie farmacologiche, test in doppio cieco o l'evoluzione viene arrestato o fucilato, questo è quello che succedeva in Unione Sovietica in quegli anni, con il pieno sostegno del governo.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/12/faq-perche-ce-lho-con-trump-presidente.html FAQ: perché ce l'ho con Trump presidente? Perché sono un debunker]''|''attivissimo.blogspot.com'', 11 dicembre 2016.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[prima presidenza di Donald Trump]]}}
*Molti mi chiedono come mai twitto spesso di Trump e che c'entra con me, che sono un ''debunker'', un cacciatore di bufale, uno che si occupa di scienza, non di politica. Semplice: Donald J. Trump è una bufala vivente. È un complottista alla Casa Bianca. Le sue decisioni influenzano l'intero pianeta. Le sue scelte per lo staff che lo circonderà sono antiscienza pura. È un idiota circondato da furbi: per un ''debunker'' è inevitabile occuparsene. E preoccuparsene.
*[...] documentatevi su cosa dice e fa e soprattutto su chi sono e cosa dicono i membri del suo staff. Leggete le loro dichiarazioni dirette, non filtrate. In confronto, George Bush Jr. era un genio circondato da sommi sapienti. Forse chi non conosce l'inglese è un po' schermato dalla barriera linguistica e non riesce a cogliere l'intonazione boriosa dell'imbecille che pensa di sapere tutto e in realtà non sa niente. Ma il modo di parlare, il modo di gesticolare, il modo di twittare di Trump ricorda senza ambiguità quello di tanti complottisti, sciachimisti, antivaccinisti con i quali ho avuto a che fare in questi anni di debunking. Il suo modo di fare è quello di chi dice ''"Non mi serve la scienza, non mi servono gli esperti, mi basta quello che so e quello che vedo"''.
*Come ''debunker'', vedere l'antiscienza al potere, assistere al trionfo strafottente di chi pensa che le proprie opinioni contino più dei fatti, che studiare e prepararsi non serva, mi mette paura. Sì, paura: perché la storia è già abbastanza ricolma dei danni causati quando una nazione ha abbracciato l'antiscienza e l'ha portata al potere. Non abbiamo bisogno di ''"dargli una possibilità"'', come sento dire a tanti. Sappiamo già come va a finire. [...] Se quello che dico vi scoccia, siete liberi di non seguirmi e di non leggermi. Fate pure. Ma non siete liberi di sfuggire alle decisioni della presidenza Trump.
*Ci aspettano almeno quattro anni di antiscienza pura al potere in America, che avrà effetto su di noi, perché le decisioni prese là, ci piacciano o no, influenzano anche noi; influenzano il mondo. Forse non dovrei chiamarla ''antiscienza'', perché la scienza viene spesso percepita come fredda, astratta, soggetta a ripensamenti: dovrei chiamarla, molto semplicemente, ''antirealtà''. Non ne faccio questione di politica: i fatti non sono né di destra né di sinistra, sono fatti e basta, e sono quelli che sono. [...] la realtà ha da tempo immemorabile questo sublime difetto di infischiarsene delle opinioni e delle ideologie e di tutti gli idioti che pensano di poterla piegare al loro volere, e poi presentare il conto. Come ''debunker'', insomma, non posso stare a guardare mentre si fa scempio della scienza e del mondo.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2016/12/boldrini-bufale-e-debunker-di-stato.html Boldrini, bufale e "debunker di stato": vediamo di capirci]''|''attivissimo.blogspot.com'', 20 dicembre 2016.|h=4}}
*Faccio ''[[Debunker|debunking]]'' da anni non per denaro, ma perché mi piace farlo e spero di poter essere utile. Lo faccio perché mi preoccupa la marea di cazzate socialmente pericolose diffuse dai complottisti e dagli speculatori acchiappaclic, dentro e fuori dai giornali e dalle TV, spesso con la complicità consapevole o inconsapevole dei politici. Cazzate che per esempio fanno crollare le vaccinazioni, creano paure infondate e fanno arricchire i truffatori. Sì, avete capito bene: non faccio ''debunking'' per i soldi. Anche perché ci si guadagna poco. Oltretutto fare ''debunking'' non è il mio lavoro principale: mi guadagno da vivere principalmente facendo tutt'altro (il traduttore tecnico brevettuale, se proprio volete saperlo). Questo mi consente di essere indipendente e di dire le cose come stanno anche quando ci sono di mezzo le bufale pubblicate da politici o dai giornali o dai canali TV.
*Se vi sembra strano che ci sia di colpo tutto questo interesse per le bufale da parte dei governi e dei media tradizionali, non siete i soli. Non siete i soli a sospettare che si tratti di una manovra per avere consenso popolare per introdurre nuove forme di censura e controllo di Internet, oppure per dare la colpa delle false notizie agli utenti di Internet e distrarre da un fatto fondamentale: '''i più grandi propagatori di balle sono i media tradizionali''', per incompetenza o per calcolo [...]. Programmi di panzane totali come ''[[Voyager (programma televisivo)|Voyager]]'' o ''Mistero'' non sono video fatti da acerbi Youtuber: sono produzioni professionali delle reti televisive ''mainstream''. E raggiungono, ad ogni puntata, un numero di persone che fa impallidire qualunque sito Internet.
*C'è chi s'inviperisce perché non ho una laurea apposita per fare ''debunking'' (sono diplomato in lingue, se ci tenete a saperlo; ho iniziato a lavorare come traduttore ancora prima di diplomarmi) dimenticandosi che non esiste una Facoltà di Debunking e che quindi lamentarsi che non ho titoli per fare debunking è una stupidaggine. Io ho oltre vent'anni d'esperienza nel settore, ho lavorato con alcuni fra i più grandi esperti del campo e comunque mi appoggio sempre a esperti degli specifici argomenti di cui mi occupo. Se avete di meglio da offrire, fatevi avanti.
===2022===
*[...] pochi sanno cosa sia il ''[[real-time bidding]]''. Molti non sanno neanche che esiste e quanto possa essere invadente. [...] Quando vediamo una pubblicità su un sito Web, spesso quella pubblicità è stata inserita nel sito automaticamente al termine di un'asta silenziosa che è durata qualche millisecondo: il tempo che passa fra l'istante in cui clicchiamo su un link e l'istante in cui la pagina desiderata corrispondente compare sul nostro schermo. Quella velocissima asta in tempo reale, gestita dai grandi operatori pubblicitari di Internet [...], è il ''real-time bidding''. [...] Detto così sembra tutto abbastanza innocuo, ma c'è un problema. [...] Le società che gestiscono il ''real-time bidding'' [...] raccolgono infatti molti dati su ciascun utente: non solo la localizzazione e il nome del sito che sta visitando, ma anche altre informazioni, per esempio tramite i ''cookie'', e questo permette di costruire un profilo del valore pubblicitario di ciascun utente. Non ci sono salvaguardie tecniche che impediscano ad altre aziende senza scrupoli di utilizzare questi profili. [...] esiste un mercato illegale di scambio dei dati più sensibili, come l'appartenenza a un'etnia, l'orientamento sessuale, lo stato di salute e le opinioni politiche. [...] Anche se i dati non sono esplicitamente associati al nome e cognome di un utente [...] è tecnicamente molto facile fare ''reidentificazione'', ossia riassociare un profilo a una persona specifica, usando informazioni come gli identificativi unici dei nostri dispositivi e la geolocalizzazione. [...] Per esempio, i venditori di dati hanno usato questo ''real-time bidding'' per profilare chi partecipava alle proteste del movimento attivista Black Lives Matter e il Dipartimento per la Sicurezza Interna statunitense lo ha usato per il tracciamento dei telefonini senza chiedere mandato. [...] ricordatevi che quando navigate in Internet non siete mai veramente soli.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2022/05/le-parole-di-internet-real-time-bidding.html Le parole di Internet: real-time bidding. Un rapporto rivela quanto è invasiva la pubblicità online]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 19 maggio 2022.</ref>
*[[Alex Jones]], il sostenitore di infinite tesi di complotto [...], deve pagare il conto per le fandonie oscene che ha smerciato in questi anni. Fandonie oscene come quella [...] che i bambini uccisi nel 2012 nella strage della scuola elementare di Sandy Hook [...] e i loro genitori sarebbero tutti in realtà attori pagati dal governo americano. Ora Alex Jones è sotto processo e una giuria lo ha condannato all'unanimità a pagare oltre 45 milioni di dollari di danni come punizione e in parte come risarcimento a una di quelle famiglie. Famiglie che, nei dieci anni passati dopo la tragedia nella quale hanno perso i propri figli, spesso hanno dovuto scappare e cambiare casa, perché i seguaci di Alex Jones li perseguitavano, grazie anche al fatto che Jones divulgava nei suoi video i loro indirizzi di abitazione. Ma lo faceva intanto che vendeva kit di sopravvivenza e prodotti pseudomedicinali [...]. Eh sì: quello che molti pensano sia una "voce libera", uno che "dice le cose come stanno", uno che "parla fuori dal coro" ha ammassato oltre 130 milioni di dollari dicendo le stesse fesserie di Napalm 51 {{NDR|personaggio comico di Maurizio Crozza, parodia di un complottista}} ma parlando sul serio. Così sul serio da essere stato anche elogiato da Donald Trump. [...] le sue aziende (sì, il guru complottista che lotta contro il potere e che si atteggia a "uno di noi" è un imprenditore che ha una rete di aziende) nel 2018 incassavano fino a 800 mila dollari al giorno.<ref name="Jones">Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2022/08/alex-jones-milionario-della-menzogna-e.html Alex Jones, milionario della menzogna, condannato]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 6 agosto 2022.</ref>
*Se vi chiedete come mai ci sono così tante notizie false in giro, questo è uno dei motivi: raccontar balle, aizzare l'odio, fa diventare milionari. Non sono pensatori indipendenti o combattenti contro il sistema: sono ciarlatani arraffasoldi. La loro ambizione non è salvare il mondo, ma fare soldi [...]. Li ospitate in TV? Siete complici.<ref name="Jones"/>
*{{NDR|Su [[Piero Angela]]}} Una persona squisita, un signore della divulgazione e della comunicazione. Ha fatto la storia del giornalismo, con mano precisa e garbata; ha ispirato tantissimi ad appassionarsi alla scienza e al piacere della conoscenza. [...] Io sono uno dei suoi tanti figli culturali. Gli devo praticamente tutta la mia ''forma mentis'' e la mia carriera: leggere da ragazzino il suo ''Viaggio nel mondo del paranormale'' mi aprì un universo di conoscenza e di metodo investigativo che non avevo nemmeno sognato potesse esistere. [...] Mai avrei immaginato che io, cresciuto come milioni di telespettatori "a pane e Piero Angela", un giorno avrei avuto l'onore non solo di incontrarlo, chiacchierare con lui e sentire la sua forte, ruvida stretta di mano e il suo spiazzante "diamoci del tu", ma anche di collaborare con lui in varie occasioni [...]. Piero Angela mancherà immensamente a tutta la divulgazione scientifica, ma ci lascia un modello di stile e di comunicazione chiara e precisa a cui ambire ogni giorno e un'eredità inestimabile di persone e di istituzioni [...] che continuano il suo lavoro paziente di scoperta e di gioiosa condivisione del sapere e di contrasto ai ciarlatani e ai manipolatori.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2022/08/piero-angela-1928-2022.html Piero Angela, 1928-2022. Settant'anni di divulgazione della conoscenza]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 13 agosto 2022.</ref>
*[...] sono cittadino britannico [...]. Non sono mai stato un fan della famiglia reale e personalmente trovo che una monarchia sia una delle tante istituzioni insostenibilmente sfarzose e prive di senso nell'era moderna. Ma non posso che ammirare il garbo, la tenacia, la serietà e il pizzico di controllato umorismo con cui [[Elisabetta II del Regno Unito|Elizabeth Alexandra Mary Windsor]] ha vissuto sotto i riflettori svolgendo per sette decenni un lavoro difficile che non si era neanche scelta.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2022/09/elisabetta-ii-1926-2022.html Elisabetta II, 1926-2022]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 9 settembre 2022.</ref>
*{{NDR|Sull'[[incoronazione della regina Elisabetta II]]}} [...] quando fu incoronata, a giugno del 1953, non esisteva la TV via satellite (anzi, non esistevano proprio i satelliti, visto che il primo, lo [[Sputnik 1|Sputnik]], fu lanciato nel 1957). I segnali televisivi britannici non erano ricevibili nel continente americano se non in rare occasioni di riflessione sulla ionosfera e comunque con qualità scarsissima. Per far vedere alla TV americana e canadese la cerimonia della sua incoronazione con il minimo ritardo possibile, fu necessario realizzare una staffetta tecnica senza precedenti: le immagini televisive, rigorosamente in bianco e nero, furono riprese con una cinepresa, su pellicola 35 mm (perché all'epoca non esistevano i videoregistratori su nastro), e le pellicole furono caricate man mano su bombardieri militari Canberra della RAF. Le pellicole furono sviluppate durante il volo transatlantico e poi, una volta arrivate a terra, proiettate davanti a una telecamera per diffonderle ai telespettatori d'oltreoceano qualche ora dopo l'evento. [...] Può sembrare strano con gli occhi ipermediatici di oggi, ma all'epoca la trasmissione televisiva dell'incoronazione fu accompagnata da alcune polemiche, perché si riteneva poco dignitoso aprire al pubblico questo momento così rituale della monarchia. Alcuni membri del Parlamento e della famiglia reale britannica si opposero a questa presunta mancanza di rispetto e all'idea che qualche suddito potesse, per dirla con le parole di un membro del Parlamento, ''"assistere a questa Cerimonia solenne e significativa tenendo al gomito una tazza di tè"''. Ma la regina in persona insistette per fare la diretta TV.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2022/09/la-strana-storia-dellutente-hme2-di.html La strana storia dell'utente HME2 di Arpanet]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 14 settembre 2022.</ref>
===2023===
[[File:Walter Cunningham e Paolo Attivissimo (5627245778).jpg|thumb|Da sinistra: Attivissimo nel 2011 con [[Walter Cunningham]]: «fece un solo volo spaziale [...] ma quegli undici giorni che trascorse in orbita intorno alla Terra, a bordo di una capsula mai collaudata prima [...], furono una tappa fondamentale del Progetto Apollo che rese possibile, già l'anno successivo, l'atterraggio dei primi due esseri umani sulla Luna. Se qualcosa fosse andato storto [...] quell'allunaggio sarebbe avvenuto ben più tardi e forse sarebbero arrivati per primi sulla Luna i sovietici»]]
*[[Walter Cunningham|Walt Cunningham]], uno dei tre protagonisti della storica missione ''[[Apollo 7]]'' che a ottobre del 1968 segnò la ripresa dei voli spaziali umani statunitensi dopo la tragedia di ''Apollo 1'' [...]. Cunningham fece un solo volo spaziale in tutta la propria carriera, ma quegli undici giorni che trascorse in orbita intorno alla Terra, a bordo di una capsula mai collaudata prima, insieme al suo comandante Wally Schirra e al pilota del Modulo di Comando Donn Eisele, furono una tappa fondamentale del Progetto Apollo che rese possibile, già l'anno successivo, l'atterraggio dei primi due esseri umani sulla Luna. Se qualcosa fosse andato storto, se qualcuno dei tanti sistemi della navicella della cui gestione era responsabile Cunningham avesse funzionato male, quell'allunaggio sarebbe avvenuto ben più tardi e forse sarebbero arrivati per primi sulla Luna i sovietici con il loro vettore N-1 e il loro veicolo lunare LK [...]. Senza il successo di ''Apollo 7'', nessuno avrebbe osato l'incredibile balzo di ''Apollo 8'', la prima missione umana intorno alla Luna, alla fine del 1968. Quel successo, però, fu accompagnato dal primo "ammutinamento" nello spazio, quando i tre astronauti, afflitti da un sovraccarico di lavoro e da un raffreddore che in assenza di peso causava congestioni dolorose e altri problemi, a un certo punto decisero di respingere alcune delle richieste insistenti del Controllo Missione, e lo fecero con parole decisamente pesanti, mai sentite prima in una missione spaziale. Al momento del ritorno sulla Terra, Schirra, come comandante, decise di rifiutare l'ordine di indossare i caschi per il rientro, come previsto invece dalle procedure per poter affrontare un'eventuale depressurizzazione della capsula, perché temeva che affrontare il normale cambio di pressione di rientro mentre erano congestionati dal raffreddore e senza poter fare la manovra manuale di bilanciamento della pressione intraauricolare (il classico tapparsi il naso e soffiare dal naso) avrebbe portato alla rottura dei timpani dell'equipaggio. La NASA non perdonò queste trasgressioni; conferì ai tre la ''Exceptional Service Medal'' e la ''Distinguished Service Medal'', ma nessuno di loro volò più nello spazio [...]. Uomo dei suoi tempi, non era il tipo da dire le cose a metà: era ben conosciuto per la sua posizione estremamente scettica sul ruolo umano nei cambiamenti climatici, considerava eccessivamente cauti gli astronauti Shuttle e i piani della NASA degli anni Duemila, e non nascondeva la sua intolleranza totale per la presidenza Obama e per le sue riforme sanitarie.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/01/walt-cunningham-astronauta-di-apollo-7.html Walt Cunningham, astronauta di Apollo 7, 1932-2023]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 3 gennaio 2023.</ref>
*{{NDR|Nel 2023}} Come preannunciato dall'azienda il 2 febbraio scorso, [[Twitter]] sta disattivando l'accesso gratuito alla sua API e lo sta facendo diventare a pagamento. Di conseguenza, molti servizi informativi di Twitter chiuderanno o stanno già chiudendo. La API (Application Programming Interface) è, semplificando, un linguaggio comune che permette ai programmi di parlarsi tra loro. Consente per esempio di creare programmi che mandino automaticamente istruzioni a Twitter per pubblicare un post o rispondere con dei dati a un tweet. Moltissimi servizi amatoriali e accademici usano questa tecnica per diffondere le proprie informazioni. Si va dal frivolo [...] all'essenziale [...]. Tantissimi account di comunicazione scientifica e accademica in generale, di arte, di poesia, di assistenza ai disabili, di allerta sismica dovranno sospendere le pubblicazioni perché non possono permettersi di pagare o hanno restrizioni legali che impediscono di farlo [...]. Tutto dipende dalle decisioni di Twitter, che vengono prese caso per caso e piuttosto arbitrariamente, a quanto pare, e vengono cambiate solo su protesta: un allarme tsunami governativo statunitense, per esempio, si è visto riattivare l'accesso all'API dopo che ha denunciato pubblicamente il blocco del servizio da parte di Twitter. [...] Ancora una volta, Elon Musk sembra non capire che l'essenza del valore di Twitter sta negli utenti e nei loro contenuti. Se fa di tutto per farli scappare invece di agevolarli, Twitter diventerà un guscio vuoto.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/04/twitterremoto-sesta-puntata-lenta-purga.html Twitterremoto, sesta puntata: lenta purga delle spunte blu originali e degli account di servizio automatizzati]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 16 aprile 2023.</ref>
*[...] la [[sicurezza informatica]] non è un prodotto, è un processo. [...] Faccio un esempio pratico. Anni fa, mentre ero in vacanza nel Regno Unito, mi misi a lavorare con il mio computer portatile nell'accoglientissima sala del piccolo albergo a conduzione famigliare che avevo scelto. Seduto comodamente accanto al caminetto acceso, riuscii nel giro di pochi minuti a procurarmi i dati delle carte di credito di alcuni clienti: nomi e cognomi, numeri, codici di sicurezza e date di scadenza. Eppure il computer dell'albergo era moderno e aggiornato, con un browser che sicuramente usava HTTPS per tutte le transazioni commerciali, e non era neppure collegato al Wi-Fi accessibile agli ospiti. Ma l'albergatore aveva la brutta abitudine che quando prendeva una prenotazione per telefono, per essere sicuro di aver capito bene ripeteva ad alta voce tutti i dati delle carte di credito da usare.<ref>Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 16 giugno 2023; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/06/podcast-rsi-story-tutti-pazzi-per-le.html Podcast RSI - Story: Tutti pazzi per le VPN, fra sponsor, fatti e miti]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref>
*[[Threads (social network)|Threads]] è un nuovo social network basato sulla pubblicazione e condivisione di brevi testi, eventualmente accompagnati da un'immagine o da un video. È insomma molto simile a Twitter ed è il contrario di Instagram o TikTok, dove l'immagine è al centro e il testo è secondario. [...] Già nelle prime ore dopo il suo debutto in oltre 100 paesi ha raccolto oltre 10 milioni di utenti [...]. Questa crescita esplosiva è facilitata dal fatto che chi ha un account Instagram ha automaticamente già un account Threads riservato con il suo nome, che può scegliere di attivare, e l’accesso a questo account avviene tramite il suo account Instagram. Questo vuol dire che oltre un miliardo di persone nel mondo ha già tutto quello che serve per entrare in Threads [...]. Lo scopo dichiarato di Threads è rimpiazzare Twitter, che per anni è stato un punto di riferimento fondamentale per avere notizie di qualunque genere in tempo reale, ma è ora in serie difficoltà [...] da quando è stato acquistato da Elon Musk: i ricavi pubblicitari sono crollati, gli inserzionisti sono più che dimezzati, la campagna di abbonamenti a pagamento annaspa, molti account di alto profilo sono stati chiusi [...]. Questo limite rende Twitter quasi inutilizzabile per gli utenti non paganti e scoraggia ulteriormente gli inserzionisti, che difficilmente pagheranno per pubblicità che gli utenti non possono vedere. Threads, invece, è gratuito, perlomeno in termini monetari. [...] i numeri sono a favore di Threads, perché avendo una base di oltre un miliardo di utenti già pronta grazie a Instagram, basta che un utente Instagram su dieci attivi Threads per creare un mercato di cento milioni di utenti, capace di competere significativamente con Twitter [...]. Mark Zuckerberg, insomma, sembra aver trovato la maniera di risolvere il problema tipico di ogni nuovo social network: la cosiddetta ''massa critica''. Normalmente nessuno si iscrive perché non c'è nessuno da seguire o con cui comunicare, e non c'è nessuno da seguire o con cui comunicare perché nessuno si iscrive, e tutti così se ne stanno invece nei social network preesistenti, perché lì ci sono già tutti i loro amici. [...] Con Threads, invece, un miliardo di utenti e passa è già potenzialmente iscritto e pronto a migrare in massa con tutti i propri amici [...].<ref name="Threads">Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 6 luglio 2023; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/07/podcast-rsi-threads-le-cose-da-sapere-e.html Podcast RSI - Threads, le cose da sapere e da evitare]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 6 luglio 2023.</ref>
*Nel mirino di Threads ci sono [...] anche le altre piattaforme social basate sul testo, come Mastodon, Bluesky, T2 e altre ancora, che hanno raccolto molti utenti fuggiti da Twitter. Una delle risorse che Threads metterà in campo per battere queste alternative è la semplice massa dei suoi utenti: se centinaia di milioni di persone adotteranno Threads, queste alternative smetteranno di crescere e resteranno delle nicchie meno allettanti. L'altra risorsa, invece, è più sottile e complessa, ma è importante conoscerla [...] perché potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui noi tutti usiamo Internet. Questa risorsa si chiama ''ActivityPub'', e in gergo tecnico è un ''protocollo aperto di interoperabilità social''. [...] vuol dire che Threads userà uno standard aperto per lo scambio di dati fra i vari social network. Per noi utenti, questo ha un'importanza enorme: vuol dire che potremo comunicare con gli utenti di Threads e seguirli anche senza iscriverci a Threads e quindi senza dover cedere montagne di dati personali. [...] Non sarà neanche necessario installare l'app ufficiale: si potrà usare qualunque app compatibile con questo protocollo. Non solo: se per qualunque motivo ci dovessimo stancare di Threads, potremo trasferire facilmente tutti i nostri dati e contatti altrove [...]. L'idea non è nuova: la ''decentralizzazione'' viene già adottata da social network come Mastodon, Medium, Flipboard e Bluesky. E se ci si pensa un momento, è quello che fa da sempre la mail. Ed è un'idea che abbatte i giardini cintati, o se volete i ghetti, nei quali ci siamo abituati a stare: oggi se vuoi comunicare con qualcuno su Twitter devi iscriverti a Twitter, se vuoi dialogare con un utente su Instagram devi avere Instagram, per Facebook devi stare in Facebook, e così via, con tutte le scomodità e i tracciamenti pubblicitari multipli che tutto questo comporta. Con un social network basato su un protocollo aperto, invece, tutti possono parlare con tutti [...] e tutti possono seguire tutti. Lo standard aperto consente ai servizi di competere sulla qualità invece di intrappolare gli utenti, creando quello che viene chiamato ''fediverso'': un universo di servizi distinti ma federati, dove ognuno può scegliere quello che gli calza meglio senza rinunciare a nulla o sacrificare informazioni personali. È importante sottolineare, però, che tutto questo è previsto per il futuro [...]. Ma già il fatto di aver annunciato questa intenzione è una novità importante per il futuro di Internet, perché è un primo passo verso la riduzione del potere accentrante delle grandi aziende.<ref name="Threads"/>
*{{NDR|Sugli [[UFO]]}} La prima obiezione è che [...] gli extraterrestri schianterebbero regolarmente le proprie astronavi sulla Terra. Ma se sono sufficientemente evoluti da avere veicoli interstellari (o interdimensionali [...]), come mai continuano a sfracellarsi? Sono incapaci di pilotare? Anzi, perché mai dovrebbero avere a bordo degli equipaggi? Già adesso noi facciamo ricognizione con i droni. La seconda obiezione è che [...] da questi ipotetici veicoli schiantati sarebbero state estratte delle tecnologie che oggi vengono usate in segreto dai potenti di turno. Ma è un'idea idiota e arrogante, perché parliamoci chiaro: il divario tecnologico fra noi e qualunque civiltà capace di viaggi interstellari è equivalente a quello fra noi e un abitante dell'antica Roma. Le speranze di poter decifrare e addirittura usare tecnologie così avanzate sono nulle. Immaginate Giulio Cesare che vede sfracellarsi un Boeing 757, e ditemi se sarebbe capace di dedurne i principi dei motori a reazione o anche solo di capire cos'è lo smartphone trovato tra i rottami. Le tecnologie elettroniche sarebbero totalmente incomprensibili per qualunque persona dell'antichità. Sarebbero indistinguibili dalla magia.<ref name="UFO">Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/07/ufologia-come-al-solito-zero-prove.html Ufologia: come al solito, zero prove concrete nelle audizioni al Congresso USA]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 27 luglio 2023.</ref>
*L'interesse del Congresso {{NDR|degli Stati Uniti}} per gli UFO o UAP che dir si voglia non è dettato dalla credenza negli alieni, ma nella preoccupazione molto concreta che dietro questi avvistamenti insoliti ci possano essere veicoli molto terrestri e molto poco americani, che qualche potenza straniera userebbe per sorvegliare le attività militari. Ma ai giornalisti in cerca di clamore e clic interessa solo parlare di omini verdi.<ref name="UFO"/>
*Un'altra delle critiche tediosamente frequenti, soprattutto fra chi non si informa prima di sentenziare, è che fabbricare un'[[auto elettrica]] inquina molto di più che fabbricarne una tradizionale. In realtà l'impatto ambientale della fabbricazione di un'automobile elettrica è ''leggermente'' maggiore di quello di una singola auto a carburante, ma viene recuperato in media dopo 30.000 km di marcia (perché quella a carburante continua a inquinare anche dopo la fabbricazione). E se salta fuori che in media le auto elettriche durano molto di più di quelle a carburante, allora dobbiamo fare il confronto non fra un'elettrica e una termica, ma fra un'elettrica e le ''due-tre'' termiche che sostituisce.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/08/500000-km-in-auto-elettrica-con-la.html 500.000 km in auto elettrica, con la batteria originale. Per fortuna che gli umarell dicevano che le elettriche non sarebbero durate]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 6 agosto 2023.</ref>
*{{NDR|Su [[Ken Mattingly]]}} Molti lo ricordano per un episodio reso celebre dal film ''Apollo 13'' di Ron Howard: Mattingly (interpretato da Gary Sinise nel film) era stato assegnato alla missione da cui trae nome il film, con il ruolo delicatissimo di pilota del modulo di comando, ma fu tolto dall'equipaggio tre giorni prima della partenza, dopo anni di addestramento, perché risultò che era stato esposto a un possibile contagio di rosolia, malattia che non aveva già fatto, dal collega astronauta Charlie Duke. Se Mattingly si fosse contagiato, la rosolia lo avrebbe debilitato proprio nei giorni cruciali della missione, per cui la NASA prese la decisione senza precedenti di sostituirlo con la sua riserva, Jack Swigert. Mattingly rimase a terra e si trovò ad aiutare via radio con la propria competenza tecnica l'equipaggio dell'Apollo 13 dopo lo scoppio che danneggiò gravemente il veicolo durante il viaggio di andata verso la Luna. Ken Mattingly non si prese mai la rosolia, e fu assegnato alla missione Apollo 16 nel 1972 insieme a John Young e a quello stesso Charlie Duke che involontariamente gli aveva fatto perdere il volo precedente.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/11/e-morto-ken-mattingly-astronauta-lunare.html È morto Ken Mattingly, astronauta lunare reso celebre dalla rosolia che non prese]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 3 novembre 2023.</ref>
*{{NDR|Sul ''[[Sorgere della Terra]]''}} Nel dicembre del 1968 {{NDR|Frank Borman}} fu comandante della missione ''Apollo 8'' e volò intorno alla Luna insieme a Jim Lovell [...] e Bill Anders. Durante questa missione, i tre uomini trasmisero immagini televisive in diretta della Terra vista dalla Luna e furono i primi nella storia dell'umanità a vedere la Luna con i propri occhi da una distanza di circa cento chilometri, fotografandola in dettaglio e catturando la storica immagine della Terra che si staglia nel nero dello spazio sopra l'orizzonte lunare. Non era la prima foto del suo genere, ma era la più bella della prima serie scattata da ''persone'' che erano lì a vedere quel panorama, e questo fece tutta la differenza. La foto divenne, ed è tuttora, uno dei simboli di quello che allora era il nascente movimento ecologista: aiutò a diffondere senza parole il concetto che la Terra è un gioiello fragile, un'oasi di vita in un universo ostile e inabitabile, e che se lo roviniamo non c'è nessun altro posto dove possiamo andare a ripararci. Non tutti, ancora oggi, sono riusciti a ficcarsi in testa questo semplice concetto.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/11/ci-ha-lasciato-lastronauta-lunare-frank.html Ci ha lasciato l'astronauta lunare Frank Borman]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 10 novembre 2023.</ref>
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/04/podcast-rsi-story-drake-e-weeknd.html Podcast RSI - Story: "Drake" e "The Weeknd" banditi da YouTube, Spotify e TikTok: artisti sintetici e intelligenza artificiale nella musica online]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 21 aprile 2023; trascritto in ''attivissimo.blogspot.com''.|h=4}}
*{{NDR|Sulla [[storia dei supporti musicali]]}} Siamo ormai abituati da tempo ad avere migliaia di brani musicali nelle memorie dei nostri smartphone e milioni di altri a portata di mano grazie ai servizi di streaming audio e video. Poter riascoltare qualunque artista, compresi quelli del passato, ci sembra normalissimo, e ci sembra altrettanto normale che un artista si guadagni da vivere andando in sala di registrazione, incidendo dei brani e vendendo copie di quelle registrazioni, magari senza mai esibirsi in pubblico. Ma in realtà questo modello commerciale è un'anomalia, ed è anche un'anomalia relativamente recente. Per secoli, l'unico modo in cui un cantante o un suonatore di strumenti musicali poteva campare era cantare o suonare dal vivo. Mecenatismi a parte, se non si esibiva, non veniva pagato. Le registrazioni semplicemente non esistevano. Se la cavavano un po' meglio i compositori, che potevano scrivere un brano o un'opera su commissione o comporre uno spartito e venderne copie, oppure i fabbricanti di ''carillon'' o di ''pianole''. Ma [...] i carillon portatili nacquero negli ultimi anni del Settecento, la pianola fu inventata alla fine dell'Ottocento, e la vendita di massa degli spartiti iniziò nel Novecento. Prima di queste invenzioni, o si cantava e suonava dal vivo, o niente. E la voce dell'artista era legata indissolubilmente alla sua presenza fisica. Anche quando arrivarono il fonografo di Edison, nel 1877, e il grammofono di Berliner, nel 1894, questi apparecchi meccanici in grado di registrare suoni, strumenti e voci furono visti inizialmente come delle trovate frivole per via del loro suono gracchiante e poco fedele. Ci volle una celebrità assoluta come il tenore italiano Enrico Caruso per dare loro rispettabilità: fu lui il primo cantante a rendersi conto del "potere mediatico", come si dice oggi, delle tecnologie di registrazione e fu il primo a usarle per guadagnare milioni di dollari [...] vendendo le registrazioni della sua voce fatte fra il 1904 e il 1920. Poi vennero tutti gli altri, e il resto è storia: storia dell'industria musicale. Grazie a dischi, nastri e poi supporti digitali e ora lo streaming, la voce di un cantante è diventata un'entità distinta dal cantante stesso, un prodotto commerciale separato che viene protetto da leggi specifiche e gestito da un'industria, ma tutto questo soltanto da poco più di cent'anni. Per tutto il resto della storia della cultura umana non è stato così. Su scala storica, le case discografiche sono un fenomeno passeggero. E con l'arrivo dell'elaborazione digitale e dell'intelligenza artificiale potrebbero essere soppiantate.
*La [[Music piracy|pirateria musicale]] non è un'invenzione dell'era digitale: già nel 1906 nel Regno Unito furono adottate leggi per proteggere i compositori di musica popolare da coloro che duplicavano abusivamente i loro spartiti e li rivendevano a metà prezzo. La pirateria degli spartiti era un problema talmente serio da giustificare irruzioni di polizia nelle tipografie e nei negozi. Nei decenni successivi, il fenomeno dei ''bootleg'', ossia delle copie abusive dei dischi, divenne più vasto; ma si trattava comunque di attività che richiedevano macchinari complessi e ingombranti e quindi piuttosto difficili da nascondere a lungo alle autorità. Gli utenti erano tanti, ma i produttori di musica contraffatta erano relativamente pochi e quindi abbastanza facili da tenere sotto controllo. Anche con l'avvento degli impianti stereo personali e dei radioregistratori a doppia piastra che consentivano di duplicare dischi e cassette a livello amatoriale, negli anni Ottanta del secolo scorso, la pirateria rimase un fenomeno tutto sommato modesto per via della scomodità del procedimento [...]. Il vero shock, però, arrivò con la diffusione di massa della musica digitale e poi di Internet. I CD erano in sostanza delle raccolte di file audio, pronte da duplicare ad alta velocità e senza la perdita di qualità tipica delle copie analogiche. E a giugno del 1999 nacque Napster, il primo circuito di scambio musicale ''peer-to-peer'' [...]. Di colpo [...] duplicare la musica, legalmente o meno, richiedeva soltanto un computer, un accesso a Internet e del software gratuito. [...] la pirateria musicale divenne un fenomeno di massa, incontrollabile e su vasta scala. Ciascun utente scaricava centinaia o migliaia di brani e li condivideva con tutti. Le case discografiche, allarmatissime, agirono prontamente e drasticamente, avviando una causa già a dicembre del 1999, e Napster chiuse a luglio del 2001. Ma altri sistemi ''peer-to-peer'' ne presero il posto, e ancora oggi i vari circuiti Torrent fanno circolare musica, video e film tra milioni di persone al di fuori di ogni controllo significativo dei titolari dei diritti. [...] il crollo dei prezzi e della difficoltà d'uso di questa tecnologia ha avuto l'effetto inatteso di far diventare sostanzialmente impossibili il controllo [...] di questi scambi e scaricamenti. Scaricare e ''conservare'' la musica, però, sta passando di moda. Oggi prosperano servizi commerciali e legali di streaming [...] che in sostanza mandano al singolo utente in tempo reale il brano desiderato di volta in volta e riportano gli utenti a dipendere da un sistema di distribuzione centralizzato, opposto a quello decentrato dei circuiti ''peer-to-peer''. Questo stesso modello centralizzato è attualmente usato dai sistemi di intelligenza artificiale più popolari [...]: normalmente l'utente li adopera collegandosi ai loro siti, senza dover installare nulla. Questo permette alle aziende e alle autorità di esercitare un controllo centrale sulle attività degli utenti [...]. Certo, esistono delle versioni installabili di questi prodotti, ma sono complicate da installare e configurare e richiedono computer potenti e lunghi tempi di addestramento ed elaborazione e quindi sono al di fuori della portata di moltissimi utenti non esperti. Almeno per ora. Ma le cose stanno cambiando in fretta. Molto in fretta.
*A fine marzo uno YouTuber, Roberto Nickson, ha trovato su Reddit un modello della voce di Kanye West generato tramite intelligenza artificiale da ignoti. Nel giro di due ore e mezza ha scritto, registrato e diffuso un video nel quale ha prima eseguito con la propria voce uno spezzone di rap inventato da lui e poi ha applicato a quello spezzone il modello vocale trovato su Reddit. Il risultato è quello che sembra un brano originale inedito di Kanye West. [...] Secondo Nickson sono già in lavorazione modelli vocali di altri artisti [...] tutti assolutamente non autorizzati e tutti man mano più facili da utilizzare. E la tecnologia galoppa, per cui i modelli diventano anche man mano più fedeli. Di questo passo, dice Nickson, tra pochi mesi potremo ascoltare brani inediti cantati dalle voci di artisti famosi, senza neppure sapere che sono in realtà generati da software. Frank Sinatra che canta una canzone di Adele? Rihanna che canta in perfetto italiano? Si può fare, fuori da ogni controllo. Basta che ci sia in giro un numero sufficiente di campioni vocali di buona qualità. [...] Per ora le case discografiche hanno reagito con interventi centralizzati: nel caso del finto brano di Drake e The Weeknd, hanno tentato di bloccare la sua circolazione agendo sui gestori dei sistemi di intelligenza artificiale e sui grandi distributori di contenuti, ossia i social network e i servizi di streaming. Ma la canzone sintetica continua a circolare lo stesso attraverso mille altri canali [...]. Quando questi software saranno disponibili sotto forma di app da installare sullo smartphone, il controllo e la repressione saranno impraticabili e qualunque intervento legislativo sarà sostanzialmente inapplicabile. E l'incentivo economico non manca: quel finto brano di Drake e The Weeknd, nei pochi giorni in cui è rimasto online, ha fruttato al suo creatore quasi duemila dollari [...]. In sintesi: questa tecnologia sta per trasformare completamente l'industria musicale, e sta per farlo a una velocità infinitamente superiore a quella di qualunque provvedimento di legge. Anzi, lo sta ''già'' facendo.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2023/09/podcast-rsi-confederazione-e-fediverso.html Podcast RSI - Confederazione e fediverso: perché il governo svizzero è su Mastodon, e perché è così importante?]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 15 settembre 2023; trascritto in ''attivissimo.blogspot.com''.|h=4}}
*Nel [[fediverso]] [...] non ci sono i cosiddetti ''algoritmi social'', quei complicati e oscuri meccanismi in base ai quali certi contenuti vengono fatti circolare più di altri. Nei sistemi federati è l'utente che sceglie cosa vuole vedere e chi vuole seguire. Non c'è pubblicità, non c’è tracciamento e si può comunicare facilmente con gli amministratori, nella propria lingua, in caso di problemi. Non ci sono censure, perlomeno finché si rispettano le regole di moderazione dell'istanza dove si è aperto l'account. E non c'è niente da pagare, visto che tutto si regge sul volontariato e sulle donazioni degli utenti.
*È [...] molto probabile che i vostri amici non siano su [[Mastodon (software)|Mastodon]]. Non ci sono per un'ottima ragione: non è lì che trovano i ''loro'' amici, che sono invece tutti sui social network commerciali e da lì non si muovono per la stessa ragione: non vogliono andare via dal social in cui si trovano i ''loro'' amici. Siamo, in un certo senso, ostaggi gli uni degli altri. Questo fenomeno si chiama ''network effect, effetto rete'', o anche ''effetto carrozzone'', ed è tipico di qualunque prodotto o servizio di rete: il suo valore per gli utenti aumenta man mano che aumenta il numero degli utenti, e viceversa. Per fare un esempio, è inutile avere un fax se nessun altro ha più un fax, come è inutile essere su Telegram se tutti gli amici sono su WhatsApp. Per spezzare questo stallo ci sono due modi fondamentali: rendere il prodotto nuovo compatibile con quello vecchio, come è successo per esempio con la telefonia mobile, che permetteva sin da subito di chiamare numeri della rete fissa esistente e viceversa, oppure rendere il prodotto nuovo così interessante, e quello attuale così frustrante, da spingere gli utenti a superare la naturale resistenza al cambiamento. Gli account su Mastodon sono pochi, ma quei pochi sono costituiti da numerosissime testate giornalistiche, radio e TV, bot informativi automatici, istituzioni e adesso anche governi. Se usate i social network per informarvi presso fonti di questo tipo, allora su Mastodon troverete già un buon numero di account interessanti da seguire. [...] Sul versante frustrazione non occorre fare nulla: molti utenti di spicco hanno già abbandonato Twitter, rendendolo meno appetibile, e la gestione di Elon Musk sembra voler fare di tutto per rendere difficile la vita di chi resta.
*Certo, Mastodon non è per ora il posto per chi aspira ai grandi numeri o a diventare ''influencer'': per quello ci sono i social network commerciali, e comunque si può anche tenere il piede in due scarpe, come fanno molti utenti, molte organizzazioni e molti governi [...]. Ma se si cerca gente interessante da leggere o servizi d'informazione utili da seguire, e se si vuole provare il piacere un po' ruspante di usare Internet così com'era stata concepita in origine, con software e servizi creati dagli utenti per gli utenti, senza gestori miliardari dispotici e capricciosi e senza algoritmi o che amplificano l'odio, Mastodon e tutto il fediverso sono un'occasione ghiotta, anche per ricordare [...] che Internet può essere molto più che ''"cinque siti web giganti, pieni di screenshot degli altri quattro"''.
===2024===
*I [[Intelligenza artificiale generativa|generatori di immagini basati sull'intelligenza artificiale]], comandabili dando semplicemente una descrizione di cosa si vuole ottenere, sono ormai dappertutto [...]. Le grandi società del software fanno a gara a chi offre quello migliore, quello più realistico, quello più facile, e offrono questi prodotti gratuitamente, perché hanno visto che generano moltissime visite ai loro siti, e le visite significano guadagni, diretti o indiretti. Questa facilità d'uso [...] ha reso questa tecnologia accessibile a un numero enorme di persone, comprese ovviamente quelle malintenzionate. Oggi non serve più saper usare Photoshop o avere un computer potente [...]: basta visitare con uno smartphone qualsiasi un sito apposito e scrivere qualche parola ben scelta. [...] In questa corsa al guadagno i rischi di abuso sono stati messi però in secondo piano [...]. Molte grandi società del settore informatico si sono parate le spalle dal punto di vista legale pubblicando dei codici di condotta che vietano [...] la creazione di contenuti intimi non consensuali. [...] ma mettere un codice di condotta a protezione di un software capace di generare gratuitamente qualunque immagine di qualunque cosa o persona è come lasciare un orologio d'oro davanti alla porta di casa e "proteggerlo" con un cartello che dice "Vietato rubare". Altre società, invece, prosperano proprio grazie al traffico di utenti, spesso paganti, che le adoperano per generare immagini estremamente esplicite e violente di qualunque genere, e al diavolo le conseguenze. [...] Il problema, insomma, è vasto. Servono delle soluzioni, e servirebbero anche in fretta. [...] il danno causato dalla circolazione di quelle immagini è reale. Lo sa bene qualunque ragazza o donna che sia stata bersaglio di queste immagini, create magari dai compagni di scuola o dai colleghi di lavoro, quelli con i quali ci si trova a dover poi condividere un banco o un ufficio.<ref>Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 1º febbraio 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/02/anteprima-podcast-rsi-taylor-swift.html Podcast RSI - Taylor Swift attaccata online con foto falsificate usando l'IA]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref>
*Il nostro cervello ha milioni di anni di esperienza e di evoluzione su cui contare per il riconoscimento dei movimenti delle persone e degli animali familiari, e per ora i video sintetici, a differenza delle foto sintetiche, sono nel pieno della cosiddetta ''[[uncanny valley]]'' o ''valle inquietante'', ossia quella teoria, proposta dal professore di robotica Masahiro Mori [...] nel 1970, secondo la quale un oggetto animato produce una risposta emotiva favorevole se non somiglia affatto a un essere umano o a un animale reale oppure se è assolutamente identico a quello reale, ma produce invece repulsione, inquietudine e rifiuto se è molto simile ma non identico all'originale. Quella zona di quasi-somiglianza è la Valle Inquietante, situata fra i due pianori della credibilità. I personaggi digitali di ''Toy Story'', per esempio, funzionano emotivamente perché non hanno la pretesa di essere persone reali: sono giocattoli e quindi i loro movimenti possono essere innaturali e anche caricaturali senza causare disagio o disorientamento. Gli animali sintetici fantastici di ''Avatar'' e di altri film risultano credibili perché non abbiamo alcun termine di paragone con la realtà. Invece gli animali fotorealistici del remake del ''Re Leone'' o della ''Sirenetta'', o anche l'Indiana Jones ringiovanito del ''Quadrante del Destino'', per quanto siano il frutto di immense fatiche di tecnici e animatori, spesso stentano a convincerci: basta un minimo movimento innaturale per spezzare la magia, l'empatia e l'immedesimazione.<ref name="Sora">Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 23 febbraio 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/02/podcast-rsi-sora-genera-video-sintetici.html Podcast RSI - Sora genera video sintetici perfetti in HD]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref>
*Se vogliamo sfruttare i benefici dell'intelligenza artificiale {{NDR|generativa}} senza farci travolgere dai rischi, non ci servono mirabolanti tecnologie o gadget salvifici per rivelare quando un'immagine o un video sono sintetici [...]. Ci basta creare una filiera di autenticazione e controllo, gestita da esseri umani competenti, con procedure redazionali rigorose, e abituarci all'idea che d'ora in poi tutto quello che vediamo muoversi sullo schermo rischia di essere falso se non è stato verificato da questa filiera. In altre parole, ci basta cambiare metodo di lavoro, e questa è una decisione che non dipende né dalla potenza di calcolo né dalla tecnologia, ma dipende dalla nostra volontà. Il modo in cui reagiremo alla sfida dell'intelligenza artificiale sarà un perfetto indicatore della nostra intelligenza naturale.<ref name="Sora"/>
*''[[Cookie]]'', che in inglese americano vuol dire letteramente "biscotto", è un termine informatico che arriva dagli anni Ottanta [...], quando lo si usava nei sistemi UNIX per indicare un pacchetto di dati ricevuto da un programma e restituito intatto al sistema informatico che glielo aveva mandato. La stessa idea fu adottata anche per Internet e in particolare per il Web: nel 1994 [...] i cookie furono usati per la prima volta da uno dei primissimi browser, Netscape (ve lo ricordate?). Servivano per sapere se un utente aveva già visitato il sito [...] in precedenza. Il cookie era, ed è tuttora, semplicemente un file che viene scritto sul computer dell'utente dal sito visitato da quell'utente e contiene delle informazioni che quel sito può leggere in un secondo momento. [...] All'epoca [...] l'esistenza dei cookie era sconosciuta alla maggior parte degli utenti. I cookie erano soltanto una soluzione tecnica, per addetti ai lavori: una delle tante che venivano sviluppate in quel periodo frenetico di evoluzione di Internet. [...] Da quel debutto lontano i cookie hanno fatto molta strada, e sono diventati utilissimi per ricordare per esempio le preferenze di lingua o di aspetto di un sito [...], ma sono diventati anche una delle forme di tracciamento più usate su Internet per la profilazione commerciale degli utenti. [...] Il rischio di abuso era troppo alto, e così nel corso degli anni sono state emesse varie direttive [...] sulla privacy digitale [...]. Ed è a quel punto che sono comparse in massa nei siti le finestre di richiesta di accettare o rifiutare i cookie. [...] Dal punto di vista degli utenti [...] questa finestra incomprensibile [...] è stata percepita principalmente come una scocciatura, anche perché alla fine per poter usare i siti era quasi sempre necessario accettare questi benedetti cookie e quindi c'era ben poca scelta concreta. E così siamo diventati un po' tutti bravi cliccatori automatici [...] ma in sostanza non è cambiato nulla e continuiamo a essere profilati nelle nostre navigazioni.<ref>Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 19 aprile 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/04/podcast-rsi-story-la-beffa-dei-cookie.html Podcast RSI - Story: La beffa dei cookie rifiutati]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref>
*Il ''[[Ingegneria sociale|social engineering]]'' è quella tecnica di attacco informatico che si basa sul conquistare la fiducia della vittima mostrando di conoscere informazioni che in apparenza solo un vero impiegato di banca o di un'azienda potrebbe avere. Ma le nostre vite sono sempre più pubbliche e condivise, grazie anche alla quantità di informazioni che noi stessi riversiamo nei social network, e i criminali sanno come trovarle e sfruttarle contro di noi. [...] sapere che i criminali non pescano a caso ma anzi spesso si studiano bene la vittima è il primo passo verso la prevenzione.<ref>Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 10 maggio 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/05/podcast-rsi-svizzera-rapporto-federale.html Podcast RSI - Svizzera, rapporto federale: raddoppiano gli incidenti informatici. Come rimediare (prima parte)]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref>
*La pubblicazione di immagini sintetiche fotorealistiche, senza avvisare esplicitamente che si tratta di qualcosa che è stato generato completamente da zero e non esiste nella realtà fisica, è [...] chiaramente ingannevole, specialmente quando l'immagine generata rappresenta una situazione plausibile nel mondo reale. Il rischio che i professionisti delle ''fake news'' usino i generatori di immagini basati sull'intelligenza artificiale per produrre immagini false di persone conosciute, allo scopo per esempio di ridicolizzarle o screditarle, è fin troppo evidente [...]. C'è anche il problema che i generatori di immagini finiscono per svilire il lavoro e la fatica dei fotografi professionisti, perché invece di comporre pazientemente la scena, mettere in posa il soggetto, regolare le luci e tutte le altre cose che un fotografo è costretto a fare fisicamente per ottenere una certa immagine, oggi si può ottenere un risultato più che paragonabile usando l'intelligenza artificiale, standosene comodamente al computer. Instagram è invaso, infatti, dalle foto di "modelle" che sono in realtà immagini generate dal computer, e le fotomodelle reali si vedono scavalcate da immagini sintetiche che possono essere fabbricate in una manciata di secondi, non si stancano, non invecchiano, non cambiano forme o peso e non hanno spese di trasferta o compensi da pretendere. E gran parte degli utenti (e anche dei committenti) non è in grado di accorgersi della differenza.<ref name="IA">Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 14 giugno 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/06/podcast-rsi-instagram-letichetta-creato.html Podcast RSI - Instagram, l'etichetta "Creato con IA" fa infuriare i fotografi veri; aggiornamento su Windows Recall]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref>
*Ovviamente c'è una differenza enorme fra un'immagine fotorealistica completamente generata al computer e una fotografia tradizionale alla quale è stato fatto un piccolo ritocco digitale per rimuovere, che so, un dettaglio antiestetico [...]. Fate attenzione, insomma, a non farvi coinvolgere in discussioni e polemiche interminabili sulla "autenticità" di una foto [...]: il rischio di trovarsi dalla parte del torto è molto alto. Anche perché forse state creando anche voi immagini sintetiche [...]. Se fate foto con il vostro smartphone, infatti, è molto probabile che alcuni dei filtri automatici presenti in questi dispositivi si basino sull'intelligenza artificiale. Per esempio, una foto di gruppo in cui tutti hanno miracolosamente gli occhi aperti o sorridono viene ottenuta [...] facendo una [...] raffica di foto e poi usando il riconoscimento delle immagini e dei volti per prendere dai vari scatti le facce venute bene e sovrapporle a quelle che hanno gli occhi chiusi o le espressioni serie. E tutto questo avviene direttamente a bordo dello smartphone, senza che ve ne accorgiate. Questa tecnica viene chiamata [[Fotografia digitale|fotografia computazionale]], e moltissime persone la usano senza nemmeno saperlo [...]. Una foto ottenuta in questo modo è "falsa", dato che non rappresenta un momento realmente esistito [...]? Oppure rappresenta la nostra intenzione o la nostra percezione della realtà come vorremmo che fosse, e quindi va accettata come "reale"? Chiaramente la questione dell'autenticità e del realismo di un'immagine è molto più complessa e ricca di sfumature rispetto al banale "sì" oppure "no" [...]. E questa necessità di sfumature, forse, è la lezione di realtà più importante di tutte.<ref name="IA"/>
*[[Telegram]] è diverso dagli altri sistemi di messaggistica [...] per due ragioni principali. La prima è che offre i cosiddetti ''canali'', ai quali può iscriversi un numero sostanzialmente illimitato di persone per seguire i messaggi pubblicati da un singolo utente o da una specifica organizzazione. Questa capacità di far arrivare un messaggio anche a milioni di persone, senza nessuna delle restrizioni o dei filtraggi tipici di altre piattaforme, rende Telegram più allettante rispetto alla concorrenza, per esempio per i criminali informatici e anche per quelli non informatici, dai trafficanti di droga ai terroristi ai pedofili, che possono usarlo (e lo usano) per pubblicizzare i propri prodotti e servizi o le proprie terribili azioni e gestire la propria clientela in modo efficiente e discreto. Ovviamente queste stesse caratteristiche sono utili anche per chi lotta contro censure, persecuzioni o restrizioni delle libertà. [...] La seconda ragione è che Telegram, intesa come azienda, si è sempre vantata di rifiutare qualunque collaborazione con le forze di polizia di qualunque paese e di non fare moderazione [...]. Il risultato è che oggi 900 milioni e passa di persone in tutto il mondo si affidano a Telegram per comunicare di tutto, dagli annunci di estorsione informatica ai consigli delle mamme appassionate di rimedi naturali alle malattie, dagli amori clandestini ai film piratati [...]<ref name="Telegram">Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 13 settembre 2024; trascritto in ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/09/podcast-rsi-telegram-cambia-le-proprie.html Podcast RSI - Telegram cambia le proprie regole, terremoto di sicurezza]'', ''attivissimo.blogspot.com''.</ref>
*A modo suo, [[Pavel Durov]] ha esibito dei princìpi etici molto saldi: non collaborare con ''nessuna'' autorità, perché chi per un certo governo è un sovversivo per un altro governo è un dissidente, e chi è considerato terrorista da una parte è visto come combattente per la libertà dall'altra.<ref name="Telegram"/>
*[...] una persona che ha chiaramente dei gravi problemi di rapporti sociali e sta usando il suo immenso patrimonio per infliggere quei problemi al resto del mondo. [...] Vedere [[Elon Musk]], quello che una volta sembrava essere un visionario con un piano d'azione concreto per un futuro migliore per l'umanità, scendere progressivamente al livello di Donald Trump e poi andare ancora più in basso sposando le teorie di complotto più idiote [...], è una scena di deludente squallore che non mi sento più di sostenere in alcun modo.<ref>Da ''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/09/non-ce-la-faccio-piu-turarmi-il-naso-ho.html Non ce la faccio più a turarmi il naso. Ho mollato X/Twitter, passo a Instagram (e resto su Mastodon). Sarà meno peggio?]'', ''attivissimo.blogspot.com'', 14 settembre 2024.</ref>
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/01/podcast-rsi-topolino-fuori-copyright-ia.html Podcast RSI - Topolino fuori copyright, IA negli smartphone, navigazione anonima che non lo è]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 19 gennaio 2024; trascritto in ''attivissimo.blogspot.com''.|h=4}}
{{NDR|Su ''[[Steamboat Willie]]''}}
*[...] è un cartone animato importante per un [...] motivo [...] oggi [...] quasi dimenticato: fu il primo cortometraggio animato di successo distribuito con il cosiddetto ''sonoro sincronizzato''. Cent'anni fa i film erano muti. Non si sentivano le voci degli attori, non c'erano effetti sonori e la colonna sonora musicale veniva eseguita dal vivo da un'orchestra o da un pianista o un organista. Erano stati fatti vari esperimenti per accoppiare il suono alle immagini, per esempio facendo partire un disco contenente l'audio nel momento in cui iniziava il film, ma si trattava di una sincronizzazione rudimentale che veniva persa facilmente, con risultati comici e imbarazzanti. Walt Disney, però, era rimasto affascinato dal successo del film ''Il cantante di jazz'', uscito l'anno precedente con una colonna sonora sincronizzata tramite disco, e decise di sonorizzare i propri cartoni animati, usando tuttavia una tecnica molto differente: l’audio veniva registrato ''sulla pellicola'', insieme alle immagini, sotto forma di variazioni di trasparenza di una banda laterale della pellicola stessa, usando un ingegnosissimo sistema elettromeccanico molto ''steampunk'', e quindi non si perdeva mai la sincronizzazione precisa.
*Un'altra innovazione di ''Steamboat Willie'' fu l'uso di una cosiddetta ''click track'': segni ottici sulla pellicola di lavorazione che davano ai musicisti il tempo esatto. Una sorta di metronomo visivo. Questo permise a Disney di far iniziare e terminare la musica proprio nell'istante desiderato, mentre nei film precedenti l'orchestra spesso finiva comicamente fuori tempo, non solo quando suonava dal vivo ma anche quando veniva preregistrata.
*La reazione del pubblico e della critica alle novità tecniche di ''Steamboat Willie'' fu entusiasta e contribuì non poco alla fine dell'epoca del cinema muto. La storia che raccontava non era un granché, e i suoi personaggi non avevano molto spessore, ma il progresso tecnico che mostrava era evidente, coinvolgente e innegabile anche per i non esperti, come lo sarà qualche decennio più tardi il passaggio dal bianco e nero al colore, quello al formato 16:9 o IMAX, o quello al 3D. In altre parole, ''Steamboat Willie'' è l{{'}}''Avatar'' di cento anni fa.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/02/podcast-rsi-antibufala-flipper-zero-non.html Podcast RSI - Antibufala: Flipper Zero non è un gadget per "hackerare tutto"]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 16 febbraio 2024; trascritto in ''attivissimo.blogspot.com''.|h=4}}
{{NDR|Sul [[Flipper Zero]]}}
*[...] un piccolo dispositivo elettronico multifunzione tascabile che, [...] secondo quello che raccontano molti YouTuber, sarebbe una sorta di vietatissimo grimaldello universale in grado di "hackerare" praticamente qualunque cosa. [...] è in grado di leggere, duplicare e emulare i dispositivi [...] incorporati in molti oggetti elettronici, dalle carte di credito alle tessere delle camere d'albergo, è capace di leggere i microchip di identificazione degli animali e di ricevere e registrare segnali radio, e può duplicare anche molte chiavi elettroniche usate per aprire porte o gestire accessi. Ha un ricevitore e un emettitore a infrarossi che gli permette di fare da telecomando universale e un ricetrasmettitore Bluetooth per collegarsi senza fili ad altri dispositivi. Inoltre è espandibile grazie a schede elettroniche esterne. In altre parole, è una specie di coltellino svizzero per informatici [...]. Con tutti i suoi sensori, ricevitori e trasmettitori programmabili [...] è un gioiello di versatilità per chiunque sia interessato a studiare il funzionamento dei dispositivi informatici e le loro comunicazioni senza fili.
*Le prodezze che vengono mostrate da tanti video su YouTube sono in realtà frutto di montaggi o messinscene: Flipper Zero è stato progettato [...] in modo da non poter fare cose particolarmente pericolose. [...] non è fisicamente in grado di leggere i dati crittografici delle carte di credito e quindi non può clonarle: può solo acquisirne per contatto il numero e la data di scadenza, cosa che può fare qualunque persona semplicemente ''guardando'' una carta di credito o appoggiandola contro molti smartphone [...]. Lo stesso vale per i biglietti dei mezzi di trasporto: può copiarli, ma non può generarli. [...] non è in grado di comandare i semafori e la sua sezione a infrarossi è semplicemente un telecomando universale per televisori e altri apparecchi, come quelli acquistabili in qualunque negozio di elettronica. [...] Le cose cambiano per la sua parte radio: questo dispositivo è in effetti in grado di registrare i segnali degli apricancelli standard e ripeterli, e questo significa che in teoria potrebbe essere usato per aprire un cancello senza autorizzazione. Ma in pratica [...] usare un Flipper Zero in questo modo richiederebbe l'accesso a uno dei telecomandi originali oppure una lunga sessione di tentativi alla cieca fino a trovare il codice dello specifico apricancello. Inoltre il suo asserito potere di trovare le password dei Wi-Fi funziona soltanto se la password è una parola del dizionario, e se un malintenzionato ha queste mire può semplicemente usare un normale personal computer [...]. In altre parole, non ne vale la pena.
*[...] la sua capacità di consentire i furti d'auto [...] è [...] stata gonfiata dalle spettacolarizzazioni pubblicate dai TikToker e dagli YouTuber per ottenere più ascolti. È vero che un Flipper Zero può essere usato per memorizzare il segnale inviato dal telecomando della chiave all'auto e quindi aprirne le portiere, ma questo segnale cambia ogni volta, secondo il principio dei [...] ''rolling code''. Di conseguenza, bisognerebbe procurarsi la chiave originale dell'auto, azionarne il telecomando mentre la chiave è fuori dalla portata radio dell'auto, registrare il segnale e il relativo codice usa e getta con il Flipper Zero e poi usare questo dispositivo per trasmettere all'auto il segnale registrato, e comunque non sarebbe possibile avviare l'automobile. Divertente e educativa, come dimostrazione, ma assolutamente inutile come strumento per i ladri professionisti di auto, che infatti non usano affatto apparecchi limitati come questo ma sfruttano dei ben più sofisticati ripetitori radio [...].
*L'accanimento [...] contro il Flipper Zero [...] è tecnicamente infondato, frutto della poca conoscenza dell'argomento da parte dei governanti e delle esagerazioni fatte da chi pubblica video sensazionali per fare soldi: questo dispositivo è troppo limitato per fare danni reali. Ma allora [...] a cosa serve esattamente? [...] è nato con lo scopo specifico di dare agli hobbisti e agli appassionati uno strumento semplice e ragionevolmente economico per studiare il modo in cui funzionano i sistemi di trasmissione di dati, sempre più presenti nelle nostre vite [...], e per capire se i prodotti che acquistiamo sono realmente sicuri e ben progettati. Se una tessera elettronica o una chiave di un'auto o una serratura elettronica sono attaccabili con un dispositivo di base come un Flipper Zero, il problema non è il Flipper Zero: è il fabbricante della tessera, auto o serratura, che sta usando tecnologie obsolete e insicure [...], e continua a farlo perché nessuno ha modo di accorgersene. Smascherare questo approccio incosciente alla sicurezza è un gesto socialmente utile, e impedire [...] di imparare la vera sicurezza rendendo difficile l'accesso a dispositivi come Flipper Zero non fa altro che frenare i ricercatori di sicurezza informatica e le persone ben intenzionate che vorrebbero diventare ricercatori di sicurezza, mentre i malviventi continuano ad agire indisturbati usando tutt'altre apparecchiature.
*{{NDR|Sul [[teatrino della sicurezza]]}} [...] un problema preoccupa l'opinione pubblica, che quindi chiede che la politica faccia qualcosa, e la politica risponde facendo ''qualcosa'', preferibilmente qualcosa di costoso e vistoso, che in realtà non risolve affatto il problema ma dà l'impressione che ''qualcosa'' sia stato fatto. Tutti sono soddisfatti, ma il problema rimane. Se state pensando che questo modo di fare non si applica solo all'informatica, avete perfettamente ragione. Il termine ''security theater'' fu infatti coniato dall'esperto di sicurezza Bruce Schneier nel 2003, per il suo libro ''Beyond Fear'', non per questioni informatiche, ma per descrivere alcune misure di sicurezza aeroportuale introdotte dopo gli attentati dell'11 settembre 2001.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/04/podcast-rsi-whatsapp-abbassa-leta.html Podcast RSI - WhatsApp abbassa l'età limite, navigazione anonima che non lo è, Playmate come standard tecnico]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 5 aprile 2024; trascritto in ''attivissimo.blogspot.com''.|h=4}}
{{NDR|Su [[Lenna (immagine)|Lenna]]}}
*Uno dei miti più tenaci e durevoli fra gli utenti di Internet è l'idea che la [[Navigazione privata|navigazione in incognito]] sia, appunto, in incognito. Il nome di questa modalità di navigazione nel Web è infatti molto ingannevole e viene spesso frainteso. [...] è in realtà semplicemente un modo per visitare siti senza lasciare tracce ''sul dispositivo che state usando''. Non rimane memoria nella cronologia di navigazione, non vengono salvati cookie o file temporanei su quel dispositivo, tablet, computer o telefonino che sia. Ma i siti che visitate si ricordano eccome della vostra visita e sono perfettamente in grado di identificarvi. [...] resterà a molti l'amaro in bocca, perché solitamente la navigazione in incognito si usa proprio per visitare i siti di cui non si vuole lasciare traccia. In realtà la navigazione in incognito serve per una sola cosa: per usare il dispositivo di qualcun altro senza lasciarvi tracce, per esempio per consultare la propria mail usando il computer di qualcun altro. A parte questo, la navigazione in incognito è sostanzialmente inutile per difendere la propria privacy.
*Siamo nell'estate nel 1973, alla University of Southern California, dove un ricercatore in campo informatico sta cercando un'immagine da usare come riferimento per i suoi test di digitalizzazione. Roba assolutamente sperimentale per l'epoca. [...] gli serve un'immagine su carta patinata che includa un volto umano da scansionare. Guarda caso, arriva qualcuno con una copia di ''Playboy''. Viene strappata la parte superiore del paginone centrale della rivista, che raffigura una giovane donna che indossa solo un cappello e una piuma viola [...], e ne viene fatta la scansione con i metodi primitivi di allora: lo scanner è uno di quelli per le telefoto, quelli che richiedono che l'immagine venga montata su un cilindro rotante, e la scansione viene fatta nei tre colori primari, a una risoluzione di 100 linee per pollice [...]. I dati risultanti vengono poi elaborati con un minicomputer Hewlett Packard 2100. Questo procedimento complicato produce un'immagine da soli 512x512 pixel, che oggi fa sorridere ma che per l'epoca è un risultato davvero notevole.
*Il ricercatore sceglie solo la porzione dell'immagine che include le spalle nude e il volto della donna, perché questa porzione ha un contrasto elevato e una notevole ricchezza di dettagli che la rendono ideale per i test [...]. O perlomeno è questa la giustificazione ufficiale per l'uso del volto di una Playmate in un mondo quasi esclusivamente maschile come quello dell'informatica degli anni Settanta. Sia come sia, la soluzione improvvisata piace e diventa popolare, per cui altri ricercatori iniziano a usare questa foto come campione di riferimento [...]. In breve tempo quella fotografia di ''Playboy'' diventerà lo standard tecnico di tutto il campo nascente della fotografia digitale e verrà pubblicata in moltissimi articoli tecnici nelle riviste di settore nei decenni successivi. [...] Se oggi abbiamo GIF, JPEG, PNG e tanti altri formati per la trasmissione di immagini lo dobbiamo anche a quest'improvvisazione californiana, fatta oltretutto in violazione del copyright e poi accettata di buon grado [...].
*Ma chi è la ragazza in questione? È nota fra i ricercatori semplicemente come "Lena" o "Lenna", ma la rivista dalla quale fu prelevata la sua immagine la presentò come Lenna Sjööblom, Playmate di novembre 1972. Il suo vero nome è Lena [...] Forsén, e all'epoca lavorava come modella. Non capita spesso che una foto di una Playmate diventi uno standard tecnico, ma è andata così. Tuttavia le sensibilità sono cambiate [...] e in effetti questa foto ha contribuito allo stereotipo della donna oggetto in un campo nel quale le donne, pur avendo fatto la storia dell'informatica, non venivano ben viste come colleghe dagli informatici di sesso maschile. [...] E così le riviste del prestigioso gruppo Nature hanno iniziato a rifiutarla già nel 2018. E la IEEE Computer Society [...] dal primo aprile 2024 non accetta più articoli scientifici che usino questa fotografia. [...] ma se vi capita di consultare qualche articolo d'informatica d’epoca e vi chiedete chi sia la graziosa fanciulla che spicca nelle pagine piene di grafici e tabelle, ora sapete chi è e conoscete la sua strana storia.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2024/07/due-parole-sul-caos-informatico.html Due parole sul caos informatico mondiale di ieri]''|''attivissimo.blogspot.com'', 21 luglio 2024.|h=4}}
{{NDR|Sul [[guasto informatico di CrowdStrike del 2024]]}}
*[...] '''la colpa primaria, qui, non è di Microsoft''' [...] '''ma di CrowdStrike''' [...] che ha realizzato maldestramente e rilasciato incautamente l'aggiornamento [...]. Non ha senso che un aggiornamento di un software così vitale sia stato distribuito in massa a tutto il mondo pressoché contemporaneamente, invece di testarlo fornendolo a un gruppo ristretto di clienti [...]. La colpa secondaria è degli amministratori dei sistemi informatici e dei dirigenti che troppo spesso impongono a loro software e ambienti operativi inadatti e forniscono risorse insufficienti per fare bene il loro lavoro, fregandosene della ridondanza e dei piani di ''disaster management''.
*Più in generale, c'è un problema di monocultura e di eccessiva interdipendenza. Monocultura nel senso che è pericoloso che oltre la metà delle principali aziende mondiali usi lo stesso software, qualunque esso sia, perché se per caso quel software risulta danneggiato o vulnerabile gli effetti sono globali [...]. Eccessiva interdipendenza nel senso che avere i dati nel cloud è comodo, avere un controllo centralizzato dei dati è comodo, e tutto questo riduce i costi, ma significa anche che le singole filiali dipendono totalmente dalla possibilità di collegarsi ai sistemi centrali [...]. E questo è un problema di architettura software ma anche di mentalità aziendale, che aspira al controllo e non riesce a delegare.
*I risultati di queste scelte si sono visti ampiamente in questo sconquasso planetario. Avete voluto mettere tutto nel cloud? Avete voluto mettere tutto su macchine con un unico sistema operativo? Ve l’avevamo detto che farlo senza un Piano B era da incoscienti. Ma tanto sono gli utenti a pagare e penare per i disservizi, e sono gli amministratori di sistema a dover impazzire per ripristinare, spesso uno per uno, tutti i computer [...]. Mentre le aziende che hanno causato tutto questo la passeranno liscia [...] soprattutto perché tanto il costo operativo di migrare a un prodotto concorrente è troppo elevato per le aziende clienti e quindi tutti continueranno a usare CrowdStrike esattamente come prima.
{{Int|''[https://attivissimo.me/2024/09/19/podcast-rsi-no-i-telefonini-non-esplodono-spontaneamente/ Podcast RSI – No, i telefonini non esplodono spontaneamente]''|Dal podcast ''Il Disinformatico'', Radiotelevisione Svizzera, 20 settembre 2024; trascritto in ''attivissimo.me''.|h=4}}
*Un ''[[supply chain attack]]'' è un attacco, fisico o informatico, a un elemento della catena di approvvigionamento di un avversario. Invece di attaccare i carri armati del nemico, per esempio, si colpiscono i loro depositi di carburante o le loro fabbriche di componenti. In campo informatico, invece di attaccare direttamente l'azienda bersaglio, che è troppo ben difesa, si prende di mira un suo fornitore meno attento alla sicurezza e lo si usa come cavallo di Troia per aggirare le difese entrando dall'accesso riservato ai fornitori, per così dire. Anzi, si potrebbe dire che proprio il celebre cavallo di Troia fu il primo caso, sia pure mitologico, di ''supply chain attack'', visto che i troiani si fidarono decisamente troppo del loro fornitore.
*Difendersi da questo tipo di attacchi non è facile, perché spesso il committente non conosce bene il fornitore, e a sua volta quel fornitore deve conoscere bene i ''propri'' fornitori, perché non è la prima volta che un governo o un'organizzazione criminale costituiscono ditte fittizie e si piazzano sul mercato offrendo prodotti o servizi di cui il bersaglio ha bisogno. Gli esperti raccomandano di ridurre al minimo indispensabile il numero dei fornitori, di visitarli spesso per verificare che siano autentici e non delle semplici scatole cinesi di copertura, di instillare in ogni fornitore [...] una cultura della sicurezza che invece spesso manca completamente, e di adottare hardware e software che incorporino direttamente delle funzioni di verifica e di sicurezza contro le manomissioni. Ma per la maggior parte delle organizzazioni tutto questo ha costi insostenibili, e così gli attacchi alla catena di approvvigionamento prosperano [...]
*Lo schema di questi attacchi ha tre caratteristiche particolari che lo distinguono da altri tipi di attacco: la prima caratteristica è la necessità di disporre di risorse tecniche e logistiche enormi. [...] La seconda caratteristica è invece più sottile. [...] questi attacchi hanno il risultato di creare angoscia e sfiducia diffusa in tutta l'opinione pubblica verso ogni sorta di tecnologia, creando falsi miti e diffidenze inutili e devastando la reputazione delle marche coinvolte. Ma la terza caratteristica è quella più pericolosa [...]. Chi si inserisce di nascosto in una catena di approvvigionamento raramente ne ha il pieno controllo, per cui non può essere certo che qualcuno dei prodotti che ha sabotato non finisca in mani innocenti invece che in quelle dei bersagli designati, e agisca colpendo chi non c'entra nulla [...]
==''Twitter.com – profilo ufficiale''==
{{cronologico}}
*{{NDR|Dopo l'attentato alla sede di Charlie Hebdo}} Se sei disposto a uccidere per la tua religione, comincia da te stesso. E fai un favore all'umanità.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20150429193150/https://twitter.com/disinformatico/status/552820609840082945 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 7 gennaio 2015.</ref>
*Se un [[Teoria del complotto|complottista]] dice che "ha scoperto la terribile verità" ed è ancora vivo, non ha scoperto nulla.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20230421200402/https://twitter.com/disinformatico/status/906880221730701313 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 10 settembre 2017.</ref>
*{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Questo è il tipo di persona che sul ponte del Titanic correrebbe ad annunciare "Grande notizia, ghiaccio gratis per tutti!"<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20200309153110/https://twitter.com/disinformatico/status/1237027782179389441 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 9 marzo 2020.</ref>
*Ai gatti non frega nulla del colore del pelo degli altri gatti. Siate gatti.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20200605054128/https://twitter.com/disinformatico/status/1268778293668560896 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 5 giugno 2020.</ref>
*Tanta gente dice che fermarsi mezz'ora per ricaricare un'[[auto elettrica]] in viaggio è intollerabile. Ieri ho visto probabilmente la stessa gente fare allegramente mezz'ora di coda ai caselli pur di non comprare un Telepass da un euro al mese.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20200906080609/https://twitter.com/disinformatico/status/1302518239617003520 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 6 settembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[disinformazione sul SARS-CoV-2]]}} Giusto per ricordarlo: la scienza che ci permette di far appoggiare dolcemente su Marte un robot grosso come un'auto è la stessa che ti dice che le mascherine funzionano per non diffondere virus.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20210218222014/https://twitter.com/disinformatico/status/1362527232317673472 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 18 febbraio 2021.</ref>
*{{NDR|Sulla disinformazione sul SARS-CoV-2}} Prima dose di vaccino fatta! Per ora però ricevo il 5G esattamente come prima. In compenso Bill Gates mi sta più simpatico e ho una gran voglia di comprare un PC con Windows Vista.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20210507125801/https://twitter.com/disinformatico/status/1390649938959273986 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 7 maggio 2021.</ref>
*{{NDR|Sulla disinformazione sul SARS-CoV-2}} Non vaccinarsi perché "tanto lo fanno gli altri, vedi che la gente ora muore meno" è un po' come non mettersi la cintura di sicurezza perché tanto la mettono gli altri e quindi la gente muore meno.<br />Sì, certo. Muore meno quella che mette la cintura.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20210611115718/https://twitter.com/disinformatico/status/1403319957291679748 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 11 giugno 2021.</ref>
*Colleghi [[giornalisti]] che avete dato ampio spazio a ciarlatani, cialtroni, imbroglioni, sedicenti sensitivi, cartomanti, ipnotisti, promotori di cure "alternative" con la scusa di "far sentire l'altra campana", compiacetevi. Avete fatto un grande lavoro.<br />Ora godetene i risultati.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20211203100829/https://twitter.com/disinformatico/status/1466710286413488134 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 3 dicembre 2021.</ref>
*Come avere successo nel [[giornalismo]] in tre facili passi:<br />1. Trova un utile idiota che dica minchiate colossali, ma le dica bene e faccia indignare.<br />2. Invece di cestinarlo e passare ad altro, ospitalo in TV, cita ogni sua minchiata.<br />3. Incassa gli assegni dagli inserzionisti.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20220430093050/https://twitter.com/disinformatico/status/1520334688140906496 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 30 aprile 2022.</ref>
*Molti si chiedono dove troveremo l'energia per caricare le auto quando saranno tutte elettriche.<br />Però nessuno si chiede dove prendiamo tutta l'energia per tenere accese inutilmente le insegne tutta la notte.<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20220710150317/https://twitter.com/disinformatico/status/1546147847661387777 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 10 luglio 2022.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{interprogetto/notizia|Paolo Attivissimo: dai complottismi alle libertà digitali|data=21 gennaio 2008}}
{{interprogetto/notizia|Paolo Attivissimo: i miei "2 cents" su giornalismo, Wikipedia e progetti fratelli|data=11 febbraio 2008}}
{{DEFAULTSORT:Attivissimo, Paolo}}
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Adriano Tilgher
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Gaux
18878
/* Citazioni di Adriano Tilgher */ Giambattista Vico
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Adriano-tilgher filosofa.jpg|thumb|Adriano Tilgher]]
'''Adriano Tilgher''' (1887 – 1941), filosofo, saggista e critico teatrale italiano.
==Citazioni di Adriano Tilgher==
*Come mai, nella Napoli spagnolesca della prima metà del Settecento, popolata di predicatori magniloquenti e di avvocati ciceronianeggianti, dediti al culto della frase rotonda e del concettino arguto, sia potuto sbocciare nella testa di un pedagogo imbottito di rettorica, di giurisprudenza e di storia antica, poco esperto del mondo moderno, rispettoso, anche troppo, dei potenti del tempo, il sogno della barbarie generosa, madre di poesia, fondatrice del Diritto e dello Stato, è uno dei più curiosi misteri della storia. È il mistero di [[Giambattista Vico|Giovan Battista Vico]]. È in lui che, per la prima volta nel mondo moderno, affiora il sogno visionario e nostalgico della barbarie, ricca di fantasia e povera d'intelletto, tutta senso e niente idee, tutta passioni e niente riflessione, e appunto perciò madre di poesia.<ref>Da ''Estetica'', p. 139.</ref>
*Fra i tanti [[Luigi Pirandello|Pirandello]] che vanno in giro da un pezzo al mondo della critica letteraria internazionale, zoppi, deformi, tutti testa e niente, strambalati, sgarbati, lunatici, nei quali io, per quanto mi sforzi, non riesco a riconoscermi per un minimo tratto.<ref>Citato in Domenico Vittorini, prefazione al ''Dramma di Pirandello''.</ref>
*{{NDR|Nel 1860, a Napoli, dopo il Plebiscito}} I partigiani del ''Begriff''<ref>Gli hegeliani.</ref> essendo più giovani, avevano più spesso il di sopra in questi filosofici tornei<ref>Contro i giobertiani.</ref>. Onde divennero in breve il terrore dei proprietari di caffè delle Puglie e della Calabria, che al vederli avvicinarsi gridavano ai garzoni: ''Chiudite, ca stanno venenno 'e Begriffe!'' Nacque così il termine di Begriffo per indicare i fedeli e i fanatici del dio ''Begriff''.<ref>Citato in [[Giovanni Artieri]], ''Napoli, punto e basta?'', p. 257.</ref>
*{{NDR|[[Alfred Loisy]]}} Il fondo ultimo delle cose è – per lui – una forza misteriosa, potente, agente, indistruttibile, inesauribile, [[slancio vitale]] che attraverso cadute e sconfitte ascende verso la luce dello spirito e della coscienza, fiume di vita di cui l'uomo non è che una minuscola ondata, ma che egli ha la facoltà di sentire intuitivamente, immediatamente, con un'apprensione che è al di qua e prima di ogni ragionamento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XVII, p. 181.</ref>
*In Italia pare si voglia insistere a seguire la falsariga di qualche critico che ha creduto di scoprire nelle mie cose un contenuto filosofico, che non c'è, vi garantisco che non c'è.<ref>Citato in ''Il teatro di Pirandello'', introduzione pag. XXVI, VII ristampa Oscar Mondadori, gennaio 1976.</ref>
*Io mostravo che tutto il mondo pirandelliano faceva centro intorno a una visione della Vita come forza travagliata da un'intera antinomia per la quale la Vita è, insieme, necessitata a darsi forma e, per uguale necessità, non può consistere in nessuna forma, ma deve passare di forma in forma. È la famosa, o famigerata, antitesi di Vita e Forma, ''problema centrale dell'arte pirandelliana''.<ref>Da ''Studi sul teatro contemporaneo'', 1922.</ref>
*[[Étienne-Gabriel Morelly|Morelly]] pone come principio che l'interesse particolare, il «desiderio d'avere», l'avarizia è la fonte di tutti i mali sociali. A chi obietta che l'interesse personale è lo stimolante necessario dell'energia umana, Morelly risponde che l'uomo è un essere naturalmente attivo, che non ripugna affatto al lavoro in quanto tale, ma solo al lavoro monotono e prolungato. Sono le istituzioni arbitrarie le quali pretendono di fissare per alcuni uomini soltanto uno stato permanente di riposo detto prosperità, fortuna, lasciando agli altri in permanente retaggio il lavoro, la fatica, che generano la pigrizia e l'odio al lavoro. È la cattiva costituzione sociale che ha prodotto negli uni l'ozio e la mollezza, negli altri l'aborrimento dal lavoro forzato. Ma di per sé il lavoro non ha nulla di {{sic|repugnante}}, è, anzi, piacevole, attraente.<ref>Da ''[https://archive.org/details/TilgherHomoFaber/mode/1up Homo faber]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1929, cap. XIII, pp. 94-95.</ref>
*Nei regimi di [[libertà]], essendoci libertà di parola e di critica, è naturale che il pubblico se ne serva, più che per lodare, per criticare e lamentarsi: di qui l'apparenza che in quei regimi tutto vada male.<ref>Citato in Luigi Vicinanza, [https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/11/02/news/adriano_tilgher_un_libertario_da_ercolano-324761779/ ''Adriano Tilgher, un libertario da Ercolano''], ''repubblica.it'', 2 novembre 2021.</ref>
*Temperamento pugnace e individualistico, «poeta maledetto» della filosofia, amatore di tutte le cause perdute, [[Giuseppe Rensi|Rensi]] è di quelli cui piace dire di no alla scuola dominante e di starsene coi vinti, salvo, quando siano divenuti vincitori, a piantarli in asso e a passare al campo opposto. Ove si dia alla parola idealista il senso che ha nel discorso comune e corrente, questo sedicente scettico e materialista è il filosofo più idealista che abbia oggi l'Italia. E poiché in Italia la scuola filosofica dominante, in teoria e in pratica, era ed è tutt'ora l'[[Idealismo (filosofia)|Idealismo]], Rensi ha detto di no all'Idealismo, e la sua negazione ha accompagnato fedelmente tutte le metamorfosi che l'Idealismo ha subìto da noi negli ultimi anni. Perciò non aveva tutti i torti chi, scherzando, chiamava Rensi il Bastian {{sic|Contraro}} della filosofia idealistica.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XXVIII, p. 287.</ref>
==''Filosofi antichi''==
*Il [[Buddhismo|Buddismo]] [...] è, nello stesso tempo, l'antitesi perfetta e la continuazione logica del [[Brahmanesimo|Bramanesimo]], al quale riesce ad opporsi appunto perché ne sviluppa rigorosamente le premesse. (p. 1)
*Tutto sommato, il Buddismo si riduce a questo: l'uomo è un frammento della Volontà di vivere, che, rimanendo sempre identica, si raggruma in forme differenti nello scorrer dei tempi, finché, conscia dell'immedicabile [[infelicità]] inerente al suo proprio essere, non si decide a finirla una volta per sempre e a dissolversi nel [[nulla]]. (p. 14)
*Il [[monismo]] materialistico degli [[Ioni|Jonici]] conduce inevitabilmente alla negazione del divenire ed allo scetticismo: nella filosofia degli {{sic|Ionici}} è scritta in anticipo, per chi ha occhi da vedere, la storia e la condanna di tutta la [[filosofia greca]], condanna cui questa, per quanti sforzi faccia, non riuscirà mai a sottrarsi in tutto il corso della sua storia millenaria. (p. 46)
*A fondamento della Fisica gli [[Stoicismo|Stoici]] ponevano il principio che essere è solo ciò che agisce; ciò che non agisce, non è (Platone, Aristotile). Nell'azione è l'essenza degli esseri. (p. 49)
*''Ragioni del successo dello [[Stoicismo]]''. – La salda unità sistematica della dottrina, il suo spirito essenzialmente pratico, il sensualismo della sua logica, il materialismo della sua fisica, l'ascetismo della sua etica ne spiegano il successo straordinario e duraturo. (p. 84)
*La [[fisica]] per [[Epicuro]] é indispensabile poiché, facendoci conoscere che in natura tutto accade necessariamente, per opera di cause meccaniche, senza intervento di dei o di entità immateriali, senza preoccupazione alcuna del bene dell'uomo, senza che il corso delle cose abbia in vista un fine o piano qualsiasi da realizzare, fuga la superstizione: senza questo scopo antiteleologico ed antireligioso, a nulla gioverebbe studiare la [[natura]]. (p. 102)
*[[Proclo]] é un dotto enciclopedico, un dialettico di prim'ordine, un sistematico senza pari, uno scrittore limpidissimo e fecondo, e, insieme, un rigido asceta, un superstizioso zelatore del [[politeismo]], uno scrupoloso osservante delle cerimonie religiose di tutti i culti pagani, iniziato in tutti i misteri, dotto nelle arti teurgiche, persuaso di essere l'ultimo anello della catena ermetica. Egli accoppia il formalismo logico di uno [[Scolastica|scolastico]] all'entusiasmo ingenuo di un credente: riduce in sistema l'immenso mondo delle divinità pagane trasformandole in astrazioni filosofiche, e dinanzi a queste creature della sua fantasia mitologizzante si prostra in religiosa adorazione. Per lui la filosofia è religione: il filosofo dev'essere lo [[ierofante]] del mondo intero. In Proclo il [[Neoplatonismo]] raggiunge l'ultima e definitiva sua forma. (p. 177)
==''Mistiche nuove e mistiche antiche''==
===[[Incipit]]===
Problema grosso e dibattutissimo quello dei rapporti fra [[magia]] e [[religione]] e della priorità cronologica di quella su questa o viceversa, da quando [[James George Frazer|James Frazer]] lo mise all'ordine del giorno. La soluzione di esso in un senso piuttosto che in un altro involge una visione affatto differente dell'uomo e della sua storia.<br>Le tesi di Frazer sono note. Secondo lui, a base della magia è una convinzione identica a quella che è a base della [[scienza]] moderna: la convinzione nell'uniformità del corso della natura. Come lo scienziato, così il mago, per raggiungere il risultato cui mira, non supplica né implora le potenze invisibili; ma agisce ed opera secondo regole strette e precise a cui egli è sicuro che le potenze invisibili saranno costrette ad ubbidire, così come lo scienziato è sicuro che, poste certe condizioni, le forze della natura ch'egli mette in movimento non potranno non agire come egli vuole. <!-- (cap. I, p. 15) -->
===Citazioni===
*Uno di questi fondatori di religione fu [[Auguste Comte|Augusto Comte]]. La religione ch'egli propose è la religione dell'umanità o [[positivismo]]: termini, per Comte, equivalenti.<br>Comte era profondamente persuaso di due cose: 1) che senza religione una società non può assolutamente vivere; 2) che nell'età della scienza l'umanità non può credere alle stesse cose cui ha creduto nelle antiche età teologali e metafisiche. Bisognava perciò mettere d'accordo ciò che l'uomo oggi pensa con quello che può credere. (cap. V, p. 39)
*La religione dell'umanità {{NDR|di Comte}}, dopo aver vissuto di vita pallida e larvale, si può considerare oggi morta, anche praticamente. Qualche anno la, trovandomi a Parigi, ne andai a visitare i luoghi santi: l'apportamento di Comte e quello della sua ispiratrice [[Clotilde de Vaux]]<ref>[[w:Clotilde de Vaux|Clotilde de Vaux]] (1815-1846), scrittrice e poetessa francese.</ref>. E lì appresi, non senza malinconia, che la chiesa positivista non disponeva più nemmeno di un locale, e doveva contentarsi di un angolo di una stanza affittata in comune con altre religioni poco fortunate come lei. E forse all'ora in cui scrivo avrà dovuto rinunziare anche a quello. Le ragioni della sua stentata vita e precoce morte son chiare: da una parte, la sua pratica accaparra il fedele e non gli lascia il tempo di respirare (si pensi che Comte imponeva fino a cinque ore al giorno di preghiera); dall'altra, la coscienza che gli dà, che gli oggetti del suo culto sono miti senza realtà oggettiva, stronca alle radici l'impulso religioso, per essenza sua (checché Comte credesse in contrario) oggettivistico. È una religione troppo mitica per essere laica e, insieme, troppo intellettuale per essere religione. (cap. V, pp. 42-43)
*{{NDR|[[Friedrich Dessauer]]}} Egli è un vero mistico della [[Tecnica]]. E se una qualche novità c'è nel suo libro {{NDR|''Filosofia della Tecnica''}}, non è tanto per il concetto della Tecnica come continuazione e prolungamento dell'opera divina, come Demiurgia (concetto già formulato con tutta la chiarezza possibile e desiderabile da tutta una serie di filosofi da [[Marsilio Ficino]] giù giù fino a [[Henri Bergson|Bergson]], come si può leggere nel mio ''Homo Faber'') quanto piuttosto nella intensità emotiva con cui quel concetto è vissuto dal nostro Autore. Concetto, del resto, giustissimo. Con la Tecnica l'uomo si fa creatore di qualità, di forme, di processi, di realtà, che non erano dati dalla [[Natura]]. ''Eritis sicut Dii!'' (cap. VIII, p. 67)
*Tra [[Comunismo]] e [[Cristianesimo]] il rapporto che corre è – come i più credono, come le Chiese organizzate affermano – quello di diametrale antitesi, di radicalissima opposizione? O – come alcuni gruppi di giovani cristiani all'estero sostengono – sotto la superficiale opposizione c'è un piano sul quale le due visioni del mondo e della vita possono intendersi e darsi la mano? Il problema è di capitalissima importanza, ma, per risolverlo bene, bisogna risalire alle fondazioni stesse metafisiche delle due dottrine. (cap. IX, p. 72)
*Il Cristianesimo [...] comincia dove il Comunismo finisce, e viceversa. Il Cristianesimo va dall'individuo alla società; il Comunismo dalla società all'individuo. (cap. IX, p. 73)
*È una delle più belle conquiste della critica storica del nostro tempo quella del significato che per la storia religiosa e morale dell'umanità d'Occidente ebbe la predicazione di [[Zarathustra|{{sic|Zaratustra}}]]. Fu infatti a contatto della religione di Zaratustra che la [[Ebraismo|religione ebraica]] anteriore all'esilio di Babilonia si trasformò nella religione messianica e apocalittica posteriore all'esilio, dalla quale sbocciò poi il Cristianesimo. Fu, a quel che pare, sotto l'influsso della religione di Zaratustra che la religione olimpica dei Greci s'impregnò di preoccupazioni morali ed entrò in una fermentazione dalla quale, ipotesi audace ma non avventata di qualche moderno, fiorì la tragedia greca di [[Eschilo]]. Per queste e per altre ragioni ancora, la critica storica moderna sempre più concorda nel riconoscere in Zaratustra uno dei più alti, originali e possenti creatori di valori religiosi, morali e civili. (cap. XIII, p. 104)
*Durante il terribile assedio posto dai [[Goti]] di Vitige a Roma, difesa dai [[Impero bizantino|Bizantini]] di Belisario (marzo 537-marzo 538 d. C.) accadde un fatto stranissimo: una mattina furono ritrovate aperte le porte del [[tempio di Giano]] chiuse da secoli, da quando il Cristianesimo era diventato la sola religione ammessa dallo Stato. Evidentemente, c'erano ancora in Roma dei pagani, e questi avevano tentato di far rivivere il vecchio costume per il quale le porte del tempio del dio erano tenute aperte finché durasse la guerra. (cap. XIV, p. 110)
*Il tempio di Giano è il punto donde s'irraggia nel mondo la forza romana. [[Giano]] ne ha il dominio non in quanto dio della guerra (la guerra si fa dal suo tempio) ma in quanto dio dei cominciamenti, dei principi, degl'inizi<ref>Nel testo "indizi".</ref>. Finita la guerra, il tempio si chiude, il ciclo si è compiuto, la forza, esplicatasi, è tornata al suo punto di partenza. Nel tempio chiuso non siede né la Pace né la Guerra in senso proprio: siede la Forza che ha iniziato e concluso la guerra, che ha rotto la pace e l'ha ripristinata, che ora è in pace ma che però ha in sé la potenzialità di un'altra guerra, una Forza ambigua, dunque, a doppia, faccia, appunto come a doppia faccia era raffigurato Giano. Finché la guerra dura, il tempio è spalancato: esso attende che la Forza che si è partita da lui vi faccia ritorno vittoriosa. (cap. XIV, pp. 114-115)
*Se ci fu mai tempo in cui il pensiero della [[morte]] ebbe poco o nessun peso sulle preoccupazioni dei viventi, è certo il tempo in cui viviamo: questo è un fatto che nessuno contesta. Ma come e perché ci si è arrivati? (cap. XIX, p. 143)
==''Studi sul teatro contemporaneo''==
===[[Incipit]]===
Che l'arte sia, a suo modo, armonizzazione, organizzazione, sintesi, e cioè creazione e attività, è un punto sul quale è oggi raggiunto l'accordo. Ma quanti hanno pensato a fondo e interiormente realizzato tutto ciò che la definizione omai, a furia di essere ripetuta, trita e banale, arte=creazione, attività contiene? Ben pochi di sicuro. Se arte è attività e creazione, cioè produzione di sintesi non preesistente all'atto della sua produzione, segue che tanto v'ha d'arte in un'opera che d'arte vuol essere detta, quanto di originalità o novità: ciò che in essa v'ha di nuovo, di non originale, di vecchio, d'imitato o ispirato, consciamente o inconsciamente, da altre opere d'arte, corrisponde a momenti non di creazione ma di recezione, non di attività ma di passività, e perciò non è arte.
===Citazioni===
*Dà forma artistica alla [[Vita]] del tuo tempo, al tuo [[presente]]; vivi come presente in atto ed esprimilo artisticamente; sperimenta la Vita come presente, come informe, come [[problema]] e trovane la soluzione; vivi e risolvi i problemi del tuo tempo. (pp. 12-13)
*Ciò che fa [[artista]] l'artista non è lo sperimentare in sé i problemi come tali, ma il risolverli artisticamente. (p. 14)
*Più un'[[opera d'arte]] è profonda originale intensa, e più nella parola liberatrice e chiarificatrice che essa pronuncia tendono a risolversi ed annullarsi idealmente le opere d'arte sue contemporanee di profondità e ampiezza minori. (p. 20)
*Quali cose umane non sono esposte al pericolo della degenerazione? I [[Critico|critici]] dei critici vi porranno riparo. (p. 34)
*Il valore dell'opera d'arte è tutto e solo nella sua forma, nella sua espressione, nel suo stile, e cioè nella peculiarità intensità profondità vastità della sintesi che la costituisce. (p. 34)
*Niente diviene vecchio se non ciò che nacque vecchio. Ciò che nacque nuovo in eterno resta tale. (p. 34)
*Il [[critico]] dovrebbe, per poter dare un giudizio definitivo, rifare il corso del mondo sino all'opera d'arte da giudicare, in due parole, essere uguale a Dio. (p. 39)
*L'opera d'arte è una sintesi o un sistema di sintesi che nacquero vergini nuove originali: creazioni di rapporti non preesistenti come tali all'atto della loro creazione. Ma l'opera d'arte nata una volta entra nella circolazione del pensiero: è letta, studiata, imitata, copiata, ripetuta, sfruttata, saccheggiata. Con l'andare del tempo, le sintesiche la costituiscono come opera d'arte perdono l'aria di novità di originalità d'imprevisto che avevano nell'ora del loro primo apparire (pp. 40-41)
*Secondo [[Benedetto Croce|Croce]], nessun sostanziale e intimo rapporto rilega l'opera d'arte al proprio tempo. In quanto prodotto di una personalità estetica, l'opera d'arte è fuori del suo tempo e di tutti i tempi. Non si può fare [[storia dell'arte]] perché, essendo fuori del tempo, l'arte è fuori della storia. La critica deve contentarsi di saggi sparsi, di monografie isolate, consacrate ciascuna a delineare le caratteristiche e la genesi di una personalità estetica. (p. 45)
==Citazioni su Adriano Tilgher==
*Come una grida improvvisa della strada, un profumo repentino e dissolto o un'ombra o una luce sull'alto di un cornicione, o il trascorrere di certe velature sul paesaggio di Napoli primaverile, così il pensiero di Tilgher e le sue intuizioni nascono, balenano, scompaiono; lasciandoci dietro, spesso, qualche preziosa scoria di contraddizioni, di incongruenze, di idee sofferte o superate o, come diceva [[Benedetto Croce|Croce]] del modo di ragionare di [[Enrico De Nicola|Enrico de Nicola]], di idee consunte da una critica dall'interno, logorate dal loro stesso acido.<br>È proprio in questo che Tilgher ci appare un vero napoletano. ([[Giovanni Artieri]])
*Secondo il suo pensiero il ventesimo secolo, o per lo meno quella parte di secolo a cui si era allora arrivati, intendeva attuare la vita come attività pura e illimitata, al di fuori di tutti gli schemi e le costruzioni della storia, del passato, dell'esperienza ormai abusata e logora e immobile. Pertanto l'[[arte moderna]], a giudizio del Tilgher, si proponeva d'investigare i rapporti tra verità e falsità, tra vita reale ed esistenza della fantasia, tra il reale concreto e oggettivo e la irrealtà che coabita negli spiriti e nelle coscienze. In cima, pertanto, di questa scala di tentativi per spiegarsi il mondo umano, il critico poneva due autori italiani contemporanei: [[Luigi Pirandello]] e [[Pier Maria Rosso di San Secondo|Rosso di San Secondo]]. ([[Salvatore Battaglia]]).
*Si deve, prima di tutti, ad Adriano Tilgher la conoscenza in Italia di [[Oswald Spengler|Spengler]], grazie soprattutto alla sua antologia sui relativisti contemporanei. Tilgher può anzi considerarsi lo «Spengler italiano». Molte sono le assonanze tra il pensatore italiano e l'autore del ''Tramonto dell'Occidente'': dal relativismo storico-filosofico all'analisi comparata di cultura e avvenimenti, arte e civiltà, dal senso della decadenza alla categoria «faustiana». Tilgher, anzi, rivendicò la priorità cronologica, e comunque l'autonomia, del suo pensiero rispetto a quello spengleriano. ([[Marcello Veneziani]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherFilosofiAntichi/mode/1up Filosofi antichi]'', Casa editrice "Atanòr", Todi, 1921.
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherMisticheNuove/mode/1up Mistiche nuove e mistiche antiche]'', G. Bardi Editore, Roma, 1946.
*Adriano Tilgher, ''Studi sul teatro contemporaneo'', BiblioLife, LLC.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Tilgher, Adriano}}
[[Categoria:Critici teatrali italiani]]
[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
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2026-09-15T12:58:03Z
Gaux
18878
/* Citazioni di Adriano Tilgher */ riferimenti bibliografici
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Adriano-tilgher filosofa.jpg|thumb|Adriano Tilgher]]
'''Adriano Tilgher''' (1887 – 1941), filosofo, saggista e critico teatrale italiano.
==Citazioni di Adriano Tilgher==
*Come mai, nella Napoli spagnolesca della prima metà del Settecento, popolata di predicatori magniloquenti e di avvocati ciceronianeggianti, dediti al culto della frase rotonda e del concettino arguto, sia potuto sbocciare nella testa di un pedagogo imbottito di rettorica, di giurisprudenza e di storia antica, poco esperto del mondo moderno, rispettoso, anche troppo, dei potenti del tempo, il sogno della barbarie generosa, madre di poesia, fondatrice del Diritto e dello Stato, è uno dei più curiosi misteri della storia. È il mistero di [[Giambattista Vico|Giovan Battista Vico]]. È in lui che, per la prima volta nel mondo moderno, affiora il sogno visionario e nostalgico della barbarie, ricca di fantasia e povera d'intelletto, tutta senso e niente idee, tutta passioni e niente riflessione, e appunto perciò madre di poesia.<ref>Da ''Estetica'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1931, p. 139.</ref>
*Fra i tanti [[Luigi Pirandello|Pirandello]] che vanno in giro da un pezzo al mondo della critica letteraria internazionale, zoppi, deformi, tutti testa e niente, strambalati, sgarbati, lunatici, nei quali io, per quanto mi sforzi, non riesco a riconoscermi per un minimo tratto.<ref>Citato in Domenico Vittorini, prefazione al ''Dramma di Pirandello''.</ref>
*{{NDR|Nel 1860, a Napoli, dopo il Plebiscito}} I partigiani del ''Begriff''<ref>Gli hegeliani.</ref> essendo più giovani, avevano più spesso il di sopra in questi filosofici tornei<ref>Contro i giobertiani.</ref>. Onde divennero in breve il terrore dei proprietari di caffè delle Puglie e della Calabria, che al vederli avvicinarsi gridavano ai garzoni: ''Chiudite, ca stanno venenno 'e Begriffe!'' Nacque così il termine di Begriffo per indicare i fedeli e i fanatici del dio ''Begriff''.<ref>Citato in [[Giovanni Artieri]], ''Napoli, punto e basta?'', p. 257.</ref>
*{{NDR|[[Alfred Loisy]]}} Il fondo ultimo delle cose è – per lui – una forza misteriosa, potente, agente, indistruttibile, inesauribile, [[slancio vitale]] che attraverso cadute e sconfitte ascende verso la luce dello spirito e della coscienza, fiume di vita di cui l'uomo non è che una minuscola ondata, ma che egli ha la facoltà di sentire intuitivamente, immediatamente, con un'apprensione che è al di qua e prima di ogni ragionamento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XVII, p. 181.</ref>
*In Italia pare si voglia insistere a seguire la falsariga di qualche critico che ha creduto di scoprire nelle mie cose un contenuto filosofico, che non c'è, vi garantisco che non c'è.<ref>Citato in ''Il teatro di Pirandello'', introduzione pag. XXVI, VII ristampa Oscar Mondadori, gennaio 1976.</ref>
*Io mostravo che tutto il mondo pirandelliano faceva centro intorno a una visione della Vita come forza travagliata da un'intera antinomia per la quale la Vita è, insieme, necessitata a darsi forma e, per uguale necessità, non può consistere in nessuna forma, ma deve passare di forma in forma. È la famosa, o famigerata, antitesi di Vita e Forma, ''problema centrale dell'arte pirandelliana''.<ref>Da ''Studi sul teatro contemporaneo'', 1922.</ref>
*[[Étienne-Gabriel Morelly|Morelly]] pone come principio che l'interesse particolare, il «desiderio d'avere», l'avarizia è la fonte di tutti i mali sociali. A chi obietta che l'interesse personale è lo stimolante necessario dell'energia umana, Morelly risponde che l'uomo è un essere naturalmente attivo, che non ripugna affatto al lavoro in quanto tale, ma solo al lavoro monotono e prolungato. Sono le istituzioni arbitrarie le quali pretendono di fissare per alcuni uomini soltanto uno stato permanente di riposo detto prosperità, fortuna, lasciando agli altri in permanente retaggio il lavoro, la fatica, che generano la pigrizia e l'odio al lavoro. È la cattiva costituzione sociale che ha prodotto negli uni l'ozio e la mollezza, negli altri l'aborrimento dal lavoro forzato. Ma di per sé il lavoro non ha nulla di {{sic|repugnante}}, è, anzi, piacevole, attraente.<ref>Da ''[https://archive.org/details/TilgherHomoFaber/mode/1up Homo faber]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1929, cap. XIII, pp. 94-95.</ref>
*Nei regimi di [[libertà]], essendoci libertà di parola e di critica, è naturale che il pubblico se ne serva, più che per lodare, per criticare e lamentarsi: di qui l'apparenza che in quei regimi tutto vada male.<ref>Citato in Luigi Vicinanza, [https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/11/02/news/adriano_tilgher_un_libertario_da_ercolano-324761779/ ''Adriano Tilgher, un libertario da Ercolano''], ''repubblica.it'', 2 novembre 2021.</ref>
*Temperamento pugnace e individualistico, «poeta maledetto» della filosofia, amatore di tutte le cause perdute, [[Giuseppe Rensi|Rensi]] è di quelli cui piace dire di no alla scuola dominante e di starsene coi vinti, salvo, quando siano divenuti vincitori, a piantarli in asso e a passare al campo opposto. Ove si dia alla parola idealista il senso che ha nel discorso comune e corrente, questo sedicente scettico e materialista è il filosofo più idealista che abbia oggi l'Italia. E poiché in Italia la scuola filosofica dominante, in teoria e in pratica, era ed è tutt'ora l'[[Idealismo (filosofia)|Idealismo]], Rensi ha detto di no all'Idealismo, e la sua negazione ha accompagnato fedelmente tutte le metamorfosi che l'Idealismo ha subìto da noi negli ultimi anni. Perciò non aveva tutti i torti chi, scherzando, chiamava Rensi il Bastian {{sic|Contraro}} della filosofia idealistica.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XXVIII, p. 287.</ref>
==''Filosofi antichi''==
*Il [[Buddhismo|Buddismo]] [...] è, nello stesso tempo, l'antitesi perfetta e la continuazione logica del [[Brahmanesimo|Bramanesimo]], al quale riesce ad opporsi appunto perché ne sviluppa rigorosamente le premesse. (p. 1)
*Tutto sommato, il Buddismo si riduce a questo: l'uomo è un frammento della Volontà di vivere, che, rimanendo sempre identica, si raggruma in forme differenti nello scorrer dei tempi, finché, conscia dell'immedicabile [[infelicità]] inerente al suo proprio essere, non si decide a finirla una volta per sempre e a dissolversi nel [[nulla]]. (p. 14)
*Il [[monismo]] materialistico degli [[Ioni|Jonici]] conduce inevitabilmente alla negazione del divenire ed allo scetticismo: nella filosofia degli {{sic|Ionici}} è scritta in anticipo, per chi ha occhi da vedere, la storia e la condanna di tutta la [[filosofia greca]], condanna cui questa, per quanti sforzi faccia, non riuscirà mai a sottrarsi in tutto il corso della sua storia millenaria. (p. 46)
*A fondamento della Fisica gli [[Stoicismo|Stoici]] ponevano il principio che essere è solo ciò che agisce; ciò che non agisce, non è (Platone, Aristotile). Nell'azione è l'essenza degli esseri. (p. 49)
*''Ragioni del successo dello [[Stoicismo]]''. – La salda unità sistematica della dottrina, il suo spirito essenzialmente pratico, il sensualismo della sua logica, il materialismo della sua fisica, l'ascetismo della sua etica ne spiegano il successo straordinario e duraturo. (p. 84)
*La [[fisica]] per [[Epicuro]] é indispensabile poiché, facendoci conoscere che in natura tutto accade necessariamente, per opera di cause meccaniche, senza intervento di dei o di entità immateriali, senza preoccupazione alcuna del bene dell'uomo, senza che il corso delle cose abbia in vista un fine o piano qualsiasi da realizzare, fuga la superstizione: senza questo scopo antiteleologico ed antireligioso, a nulla gioverebbe studiare la [[natura]]. (p. 102)
*[[Proclo]] é un dotto enciclopedico, un dialettico di prim'ordine, un sistematico senza pari, uno scrittore limpidissimo e fecondo, e, insieme, un rigido asceta, un superstizioso zelatore del [[politeismo]], uno scrupoloso osservante delle cerimonie religiose di tutti i culti pagani, iniziato in tutti i misteri, dotto nelle arti teurgiche, persuaso di essere l'ultimo anello della catena ermetica. Egli accoppia il formalismo logico di uno [[Scolastica|scolastico]] all'entusiasmo ingenuo di un credente: riduce in sistema l'immenso mondo delle divinità pagane trasformandole in astrazioni filosofiche, e dinanzi a queste creature della sua fantasia mitologizzante si prostra in religiosa adorazione. Per lui la filosofia è religione: il filosofo dev'essere lo [[ierofante]] del mondo intero. In Proclo il [[Neoplatonismo]] raggiunge l'ultima e definitiva sua forma. (p. 177)
==''Mistiche nuove e mistiche antiche''==
===[[Incipit]]===
Problema grosso e dibattutissimo quello dei rapporti fra [[magia]] e [[religione]] e della priorità cronologica di quella su questa o viceversa, da quando [[James George Frazer|James Frazer]] lo mise all'ordine del giorno. La soluzione di esso in un senso piuttosto che in un altro involge una visione affatto differente dell'uomo e della sua storia.<br>Le tesi di Frazer sono note. Secondo lui, a base della magia è una convinzione identica a quella che è a base della [[scienza]] moderna: la convinzione nell'uniformità del corso della natura. Come lo scienziato, così il mago, per raggiungere il risultato cui mira, non supplica né implora le potenze invisibili; ma agisce ed opera secondo regole strette e precise a cui egli è sicuro che le potenze invisibili saranno costrette ad ubbidire, così come lo scienziato è sicuro che, poste certe condizioni, le forze della natura ch'egli mette in movimento non potranno non agire come egli vuole. <!-- (cap. I, p. 15) -->
===Citazioni===
*Uno di questi fondatori di religione fu [[Auguste Comte|Augusto Comte]]. La religione ch'egli propose è la religione dell'umanità o [[positivismo]]: termini, per Comte, equivalenti.<br>Comte era profondamente persuaso di due cose: 1) che senza religione una società non può assolutamente vivere; 2) che nell'età della scienza l'umanità non può credere alle stesse cose cui ha creduto nelle antiche età teologali e metafisiche. Bisognava perciò mettere d'accordo ciò che l'uomo oggi pensa con quello che può credere. (cap. V, p. 39)
*La religione dell'umanità {{NDR|di Comte}}, dopo aver vissuto di vita pallida e larvale, si può considerare oggi morta, anche praticamente. Qualche anno la, trovandomi a Parigi, ne andai a visitare i luoghi santi: l'apportamento di Comte e quello della sua ispiratrice [[Clotilde de Vaux]]<ref>[[w:Clotilde de Vaux|Clotilde de Vaux]] (1815-1846), scrittrice e poetessa francese.</ref>. E lì appresi, non senza malinconia, che la chiesa positivista non disponeva più nemmeno di un locale, e doveva contentarsi di un angolo di una stanza affittata in comune con altre religioni poco fortunate come lei. E forse all'ora in cui scrivo avrà dovuto rinunziare anche a quello. Le ragioni della sua stentata vita e precoce morte son chiare: da una parte, la sua pratica accaparra il fedele e non gli lascia il tempo di respirare (si pensi che Comte imponeva fino a cinque ore al giorno di preghiera); dall'altra, la coscienza che gli dà, che gli oggetti del suo culto sono miti senza realtà oggettiva, stronca alle radici l'impulso religioso, per essenza sua (checché Comte credesse in contrario) oggettivistico. È una religione troppo mitica per essere laica e, insieme, troppo intellettuale per essere religione. (cap. V, pp. 42-43)
*{{NDR|[[Friedrich Dessauer]]}} Egli è un vero mistico della [[Tecnica]]. E se una qualche novità c'è nel suo libro {{NDR|''Filosofia della Tecnica''}}, non è tanto per il concetto della Tecnica come continuazione e prolungamento dell'opera divina, come Demiurgia (concetto già formulato con tutta la chiarezza possibile e desiderabile da tutta una serie di filosofi da [[Marsilio Ficino]] giù giù fino a [[Henri Bergson|Bergson]], come si può leggere nel mio ''Homo Faber'') quanto piuttosto nella intensità emotiva con cui quel concetto è vissuto dal nostro Autore. Concetto, del resto, giustissimo. Con la Tecnica l'uomo si fa creatore di qualità, di forme, di processi, di realtà, che non erano dati dalla [[Natura]]. ''Eritis sicut Dii!'' (cap. VIII, p. 67)
*Tra [[Comunismo]] e [[Cristianesimo]] il rapporto che corre è – come i più credono, come le Chiese organizzate affermano – quello di diametrale antitesi, di radicalissima opposizione? O – come alcuni gruppi di giovani cristiani all'estero sostengono – sotto la superficiale opposizione c'è un piano sul quale le due visioni del mondo e della vita possono intendersi e darsi la mano? Il problema è di capitalissima importanza, ma, per risolverlo bene, bisogna risalire alle fondazioni stesse metafisiche delle due dottrine. (cap. IX, p. 72)
*Il Cristianesimo [...] comincia dove il Comunismo finisce, e viceversa. Il Cristianesimo va dall'individuo alla società; il Comunismo dalla società all'individuo. (cap. IX, p. 73)
*È una delle più belle conquiste della critica storica del nostro tempo quella del significato che per la storia religiosa e morale dell'umanità d'Occidente ebbe la predicazione di [[Zarathustra|{{sic|Zaratustra}}]]. Fu infatti a contatto della religione di Zaratustra che la [[Ebraismo|religione ebraica]] anteriore all'esilio di Babilonia si trasformò nella religione messianica e apocalittica posteriore all'esilio, dalla quale sbocciò poi il Cristianesimo. Fu, a quel che pare, sotto l'influsso della religione di Zaratustra che la religione olimpica dei Greci s'impregnò di preoccupazioni morali ed entrò in una fermentazione dalla quale, ipotesi audace ma non avventata di qualche moderno, fiorì la tragedia greca di [[Eschilo]]. Per queste e per altre ragioni ancora, la critica storica moderna sempre più concorda nel riconoscere in Zaratustra uno dei più alti, originali e possenti creatori di valori religiosi, morali e civili. (cap. XIII, p. 104)
*Durante il terribile assedio posto dai [[Goti]] di Vitige a Roma, difesa dai [[Impero bizantino|Bizantini]] di Belisario (marzo 537-marzo 538 d. C.) accadde un fatto stranissimo: una mattina furono ritrovate aperte le porte del [[tempio di Giano]] chiuse da secoli, da quando il Cristianesimo era diventato la sola religione ammessa dallo Stato. Evidentemente, c'erano ancora in Roma dei pagani, e questi avevano tentato di far rivivere il vecchio costume per il quale le porte del tempio del dio erano tenute aperte finché durasse la guerra. (cap. XIV, p. 110)
*Il tempio di Giano è il punto donde s'irraggia nel mondo la forza romana. [[Giano]] ne ha il dominio non in quanto dio della guerra (la guerra si fa dal suo tempio) ma in quanto dio dei cominciamenti, dei principi, degl'inizi<ref>Nel testo "indizi".</ref>. Finita la guerra, il tempio si chiude, il ciclo si è compiuto, la forza, esplicatasi, è tornata al suo punto di partenza. Nel tempio chiuso non siede né la Pace né la Guerra in senso proprio: siede la Forza che ha iniziato e concluso la guerra, che ha rotto la pace e l'ha ripristinata, che ora è in pace ma che però ha in sé la potenzialità di un'altra guerra, una Forza ambigua, dunque, a doppia, faccia, appunto come a doppia faccia era raffigurato Giano. Finché la guerra dura, il tempio è spalancato: esso attende che la Forza che si è partita da lui vi faccia ritorno vittoriosa. (cap. XIV, pp. 114-115)
*Se ci fu mai tempo in cui il pensiero della [[morte]] ebbe poco o nessun peso sulle preoccupazioni dei viventi, è certo il tempo in cui viviamo: questo è un fatto che nessuno contesta. Ma come e perché ci si è arrivati? (cap. XIX, p. 143)
==''Studi sul teatro contemporaneo''==
===[[Incipit]]===
Che l'arte sia, a suo modo, armonizzazione, organizzazione, sintesi, e cioè creazione e attività, è un punto sul quale è oggi raggiunto l'accordo. Ma quanti hanno pensato a fondo e interiormente realizzato tutto ciò che la definizione omai, a furia di essere ripetuta, trita e banale, arte=creazione, attività contiene? Ben pochi di sicuro. Se arte è attività e creazione, cioè produzione di sintesi non preesistente all'atto della sua produzione, segue che tanto v'ha d'arte in un'opera che d'arte vuol essere detta, quanto di originalità o novità: ciò che in essa v'ha di nuovo, di non originale, di vecchio, d'imitato o ispirato, consciamente o inconsciamente, da altre opere d'arte, corrisponde a momenti non di creazione ma di recezione, non di attività ma di passività, e perciò non è arte.
===Citazioni===
*Dà forma artistica alla [[Vita]] del tuo tempo, al tuo [[presente]]; vivi come presente in atto ed esprimilo artisticamente; sperimenta la Vita come presente, come informe, come [[problema]] e trovane la soluzione; vivi e risolvi i problemi del tuo tempo. (pp. 12-13)
*Ciò che fa [[artista]] l'artista non è lo sperimentare in sé i problemi come tali, ma il risolverli artisticamente. (p. 14)
*Più un'[[opera d'arte]] è profonda originale intensa, e più nella parola liberatrice e chiarificatrice che essa pronuncia tendono a risolversi ed annullarsi idealmente le opere d'arte sue contemporanee di profondità e ampiezza minori. (p. 20)
*Quali cose umane non sono esposte al pericolo della degenerazione? I [[Critico|critici]] dei critici vi porranno riparo. (p. 34)
*Il valore dell'opera d'arte è tutto e solo nella sua forma, nella sua espressione, nel suo stile, e cioè nella peculiarità intensità profondità vastità della sintesi che la costituisce. (p. 34)
*Niente diviene vecchio se non ciò che nacque vecchio. Ciò che nacque nuovo in eterno resta tale. (p. 34)
*Il [[critico]] dovrebbe, per poter dare un giudizio definitivo, rifare il corso del mondo sino all'opera d'arte da giudicare, in due parole, essere uguale a Dio. (p. 39)
*L'opera d'arte è una sintesi o un sistema di sintesi che nacquero vergini nuove originali: creazioni di rapporti non preesistenti come tali all'atto della loro creazione. Ma l'opera d'arte nata una volta entra nella circolazione del pensiero: è letta, studiata, imitata, copiata, ripetuta, sfruttata, saccheggiata. Con l'andare del tempo, le sintesiche la costituiscono come opera d'arte perdono l'aria di novità di originalità d'imprevisto che avevano nell'ora del loro primo apparire (pp. 40-41)
*Secondo [[Benedetto Croce|Croce]], nessun sostanziale e intimo rapporto rilega l'opera d'arte al proprio tempo. In quanto prodotto di una personalità estetica, l'opera d'arte è fuori del suo tempo e di tutti i tempi. Non si può fare [[storia dell'arte]] perché, essendo fuori del tempo, l'arte è fuori della storia. La critica deve contentarsi di saggi sparsi, di monografie isolate, consacrate ciascuna a delineare le caratteristiche e la genesi di una personalità estetica. (p. 45)
==Citazioni su Adriano Tilgher==
*Come una grida improvvisa della strada, un profumo repentino e dissolto o un'ombra o una luce sull'alto di un cornicione, o il trascorrere di certe velature sul paesaggio di Napoli primaverile, così il pensiero di Tilgher e le sue intuizioni nascono, balenano, scompaiono; lasciandoci dietro, spesso, qualche preziosa scoria di contraddizioni, di incongruenze, di idee sofferte o superate o, come diceva [[Benedetto Croce|Croce]] del modo di ragionare di [[Enrico De Nicola|Enrico de Nicola]], di idee consunte da una critica dall'interno, logorate dal loro stesso acido.<br>È proprio in questo che Tilgher ci appare un vero napoletano. ([[Giovanni Artieri]])
*Secondo il suo pensiero il ventesimo secolo, o per lo meno quella parte di secolo a cui si era allora arrivati, intendeva attuare la vita come attività pura e illimitata, al di fuori di tutti gli schemi e le costruzioni della storia, del passato, dell'esperienza ormai abusata e logora e immobile. Pertanto l'[[arte moderna]], a giudizio del Tilgher, si proponeva d'investigare i rapporti tra verità e falsità, tra vita reale ed esistenza della fantasia, tra il reale concreto e oggettivo e la irrealtà che coabita negli spiriti e nelle coscienze. In cima, pertanto, di questa scala di tentativi per spiegarsi il mondo umano, il critico poneva due autori italiani contemporanei: [[Luigi Pirandello]] e [[Pier Maria Rosso di San Secondo|Rosso di San Secondo]]. ([[Salvatore Battaglia]]).
*Si deve, prima di tutti, ad Adriano Tilgher la conoscenza in Italia di [[Oswald Spengler|Spengler]], grazie soprattutto alla sua antologia sui relativisti contemporanei. Tilgher può anzi considerarsi lo «Spengler italiano». Molte sono le assonanze tra il pensatore italiano e l'autore del ''Tramonto dell'Occidente'': dal relativismo storico-filosofico all'analisi comparata di cultura e avvenimenti, arte e civiltà, dal senso della decadenza alla categoria «faustiana». Tilgher, anzi, rivendicò la priorità cronologica, e comunque l'autonomia, del suo pensiero rispetto a quello spengleriano. ([[Marcello Veneziani]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherFilosofiAntichi/mode/1up Filosofi antichi]'', Casa editrice "Atanòr", Todi, 1921.
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherMisticheNuove/mode/1up Mistiche nuove e mistiche antiche]'', G. Bardi Editore, Roma, 1946.
*Adriano Tilgher, ''Studi sul teatro contemporaneo'', BiblioLife, LLC.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Tilgher, Adriano}}
[[Categoria:Critici teatrali italiani]]
[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
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[[File:Adriano-tilgher filosofa.jpg|thumb|Adriano Tilgher]]
'''Adriano Tilgher''' (1887 – 1941), filosofo, saggista e critico teatrale italiano.
==Citazioni di Adriano Tilgher==
*Come mai, nella Napoli spagnolesca della prima metà del Settecento, popolata di predicatori magniloquenti e di avvocati ciceronianeggianti, dediti al culto della frase rotonda e del concettino arguto, sia potuto sbocciare nella testa di un pedagogo imbottito di rettorica, di giurisprudenza e di storia antica, poco esperto del mondo moderno, rispettoso, anche troppo, dei potenti del tempo, il sogno della barbarie generosa, madre di poesia, fondatrice del Diritto e dello Stato, è uno dei più curiosi misteri della storia. È il mistero di [[Giambattista Vico|Giovan Battista Vico]]. È in lui che, per la prima volta nel mondo moderno, affiora il sogno visionario e nostalgico della barbarie, ricca di fantasia e povera d'intelletto, tutta senso e niente idee, tutta passioni e niente riflessione, e appunto perciò madre di poesia.<ref>Da ''[https://archive.org/details/TilgherEstetica/mode/1up Estetica]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1931, p. 139.</ref>
*Fra i tanti [[Luigi Pirandello|Pirandello]] che vanno in giro da un pezzo al mondo della critica letteraria internazionale, zoppi, deformi, tutti testa e niente, strambalati, sgarbati, lunatici, nei quali io, per quanto mi sforzi, non riesco a riconoscermi per un minimo tratto.<ref>Citato in Domenico Vittorini, prefazione al ''Dramma di Pirandello''.</ref>
*{{NDR|Nel 1860, a Napoli, dopo il Plebiscito}} I partigiani del ''Begriff''<ref>Gli hegeliani.</ref> essendo più giovani, avevano più spesso il di sopra in questi filosofici tornei<ref>Contro i giobertiani.</ref>. Onde divennero in breve il terrore dei proprietari di caffè delle Puglie e della Calabria, che al vederli avvicinarsi gridavano ai garzoni: ''Chiudite, ca stanno venenno 'e Begriffe!'' Nacque così il termine di Begriffo per indicare i fedeli e i fanatici del dio ''Begriff''.<ref>Citato in [[Giovanni Artieri]], ''Napoli, punto e basta?'', p. 257.</ref>
*{{NDR|[[Alfred Loisy]]}} Il fondo ultimo delle cose è – per lui – una forza misteriosa, potente, agente, indistruttibile, inesauribile, [[slancio vitale]] che attraverso cadute e sconfitte ascende verso la luce dello spirito e della coscienza, fiume di vita di cui l'uomo non è che una minuscola ondata, ma che egli ha la facoltà di sentire intuitivamente, immediatamente, con un'apprensione che è al di qua e prima di ogni ragionamento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XVII, p. 181.</ref>
*In Italia pare si voglia insistere a seguire la falsariga di qualche critico che ha creduto di scoprire nelle mie cose un contenuto filosofico, che non c'è, vi garantisco che non c'è.<ref>Citato in ''Il teatro di Pirandello'', introduzione pag. XXVI, VII ristampa Oscar Mondadori, gennaio 1976.</ref>
*Io mostravo che tutto il mondo pirandelliano faceva centro intorno a una visione della Vita come forza travagliata da un'intera antinomia per la quale la Vita è, insieme, necessitata a darsi forma e, per uguale necessità, non può consistere in nessuna forma, ma deve passare di forma in forma. È la famosa, o famigerata, antitesi di Vita e Forma, ''problema centrale dell'arte pirandelliana''.<ref>Da ''Studi sul teatro contemporaneo'', 1922.</ref>
*[[Étienne-Gabriel Morelly|Morelly]] pone come principio che l'interesse particolare, il «desiderio d'avere», l'avarizia è la fonte di tutti i mali sociali. A chi obietta che l'interesse personale è lo stimolante necessario dell'energia umana, Morelly risponde che l'uomo è un essere naturalmente attivo, che non ripugna affatto al lavoro in quanto tale, ma solo al lavoro monotono e prolungato. Sono le istituzioni arbitrarie le quali pretendono di fissare per alcuni uomini soltanto uno stato permanente di riposo detto prosperità, fortuna, lasciando agli altri in permanente retaggio il lavoro, la fatica, che generano la pigrizia e l'odio al lavoro. È la cattiva costituzione sociale che ha prodotto negli uni l'ozio e la mollezza, negli altri l'aborrimento dal lavoro forzato. Ma di per sé il lavoro non ha nulla di {{sic|repugnante}}, è, anzi, piacevole, attraente.<ref>Da ''[https://archive.org/details/TilgherHomoFaber/mode/1up Homo faber]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1929, cap. XIII, pp. 94-95.</ref>
*Nei regimi di [[libertà]], essendoci libertà di parola e di critica, è naturale che il pubblico se ne serva, più che per lodare, per criticare e lamentarsi: di qui l'apparenza che in quei regimi tutto vada male.<ref>Citato in Luigi Vicinanza, [https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/11/02/news/adriano_tilgher_un_libertario_da_ercolano-324761779/ ''Adriano Tilgher, un libertario da Ercolano''], ''repubblica.it'', 2 novembre 2021.</ref>
*Temperamento pugnace e individualistico, «poeta maledetto» della filosofia, amatore di tutte le cause perdute, [[Giuseppe Rensi|Rensi]] è di quelli cui piace dire di no alla scuola dominante e di starsene coi vinti, salvo, quando siano divenuti vincitori, a piantarli in asso e a passare al campo opposto. Ove si dia alla parola idealista il senso che ha nel discorso comune e corrente, questo sedicente scettico e materialista è il filosofo più idealista che abbia oggi l'Italia. E poiché in Italia la scuola filosofica dominante, in teoria e in pratica, era ed è tutt'ora l'[[Idealismo (filosofia)|Idealismo]], Rensi ha detto di no all'Idealismo, e la sua negazione ha accompagnato fedelmente tutte le metamorfosi che l'Idealismo ha subìto da noi negli ultimi anni. Perciò non aveva tutti i torti chi, scherzando, chiamava Rensi il Bastian {{sic|Contraro}} della filosofia idealistica.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XXVIII, p. 287.</ref>
==''Filosofi antichi''==
*Il [[Buddhismo|Buddismo]] [...] è, nello stesso tempo, l'antitesi perfetta e la continuazione logica del [[Brahmanesimo|Bramanesimo]], al quale riesce ad opporsi appunto perché ne sviluppa rigorosamente le premesse. (p. 1)
*Tutto sommato, il Buddismo si riduce a questo: l'uomo è un frammento della Volontà di vivere, che, rimanendo sempre identica, si raggruma in forme differenti nello scorrer dei tempi, finché, conscia dell'immedicabile [[infelicità]] inerente al suo proprio essere, non si decide a finirla una volta per sempre e a dissolversi nel [[nulla]]. (p. 14)
*Il [[monismo]] materialistico degli [[Ioni|Jonici]] conduce inevitabilmente alla negazione del divenire ed allo scetticismo: nella filosofia degli {{sic|Ionici}} è scritta in anticipo, per chi ha occhi da vedere, la storia e la condanna di tutta la [[filosofia greca]], condanna cui questa, per quanti sforzi faccia, non riuscirà mai a sottrarsi in tutto il corso della sua storia millenaria. (p. 46)
*A fondamento della Fisica gli [[Stoicismo|Stoici]] ponevano il principio che essere è solo ciò che agisce; ciò che non agisce, non è (Platone, Aristotile). Nell'azione è l'essenza degli esseri. (p. 49)
*''Ragioni del successo dello [[Stoicismo]]''. – La salda unità sistematica della dottrina, il suo spirito essenzialmente pratico, il sensualismo della sua logica, il materialismo della sua fisica, l'ascetismo della sua etica ne spiegano il successo straordinario e duraturo. (p. 84)
*La [[fisica]] per [[Epicuro]] é indispensabile poiché, facendoci conoscere che in natura tutto accade necessariamente, per opera di cause meccaniche, senza intervento di dei o di entità immateriali, senza preoccupazione alcuna del bene dell'uomo, senza che il corso delle cose abbia in vista un fine o piano qualsiasi da realizzare, fuga la superstizione: senza questo scopo antiteleologico ed antireligioso, a nulla gioverebbe studiare la [[natura]]. (p. 102)
*[[Proclo]] é un dotto enciclopedico, un dialettico di prim'ordine, un sistematico senza pari, uno scrittore limpidissimo e fecondo, e, insieme, un rigido asceta, un superstizioso zelatore del [[politeismo]], uno scrupoloso osservante delle cerimonie religiose di tutti i culti pagani, iniziato in tutti i misteri, dotto nelle arti teurgiche, persuaso di essere l'ultimo anello della catena ermetica. Egli accoppia il formalismo logico di uno [[Scolastica|scolastico]] all'entusiasmo ingenuo di un credente: riduce in sistema l'immenso mondo delle divinità pagane trasformandole in astrazioni filosofiche, e dinanzi a queste creature della sua fantasia mitologizzante si prostra in religiosa adorazione. Per lui la filosofia è religione: il filosofo dev'essere lo [[ierofante]] del mondo intero. In Proclo il [[Neoplatonismo]] raggiunge l'ultima e definitiva sua forma. (p. 177)
==''Mistiche nuove e mistiche antiche''==
===[[Incipit]]===
Problema grosso e dibattutissimo quello dei rapporti fra [[magia]] e [[religione]] e della priorità cronologica di quella su questa o viceversa, da quando [[James George Frazer|James Frazer]] lo mise all'ordine del giorno. La soluzione di esso in un senso piuttosto che in un altro involge una visione affatto differente dell'uomo e della sua storia.<br>Le tesi di Frazer sono note. Secondo lui, a base della magia è una convinzione identica a quella che è a base della [[scienza]] moderna: la convinzione nell'uniformità del corso della natura. Come lo scienziato, così il mago, per raggiungere il risultato cui mira, non supplica né implora le potenze invisibili; ma agisce ed opera secondo regole strette e precise a cui egli è sicuro che le potenze invisibili saranno costrette ad ubbidire, così come lo scienziato è sicuro che, poste certe condizioni, le forze della natura ch'egli mette in movimento non potranno non agire come egli vuole. <!-- (cap. I, p. 15) -->
===Citazioni===
*Uno di questi fondatori di religione fu [[Auguste Comte|Augusto Comte]]. La religione ch'egli propose è la religione dell'umanità o [[positivismo]]: termini, per Comte, equivalenti.<br>Comte era profondamente persuaso di due cose: 1) che senza religione una società non può assolutamente vivere; 2) che nell'età della scienza l'umanità non può credere alle stesse cose cui ha creduto nelle antiche età teologali e metafisiche. Bisognava perciò mettere d'accordo ciò che l'uomo oggi pensa con quello che può credere. (cap. V, p. 39)
*La religione dell'umanità {{NDR|di Comte}}, dopo aver vissuto di vita pallida e larvale, si può considerare oggi morta, anche praticamente. Qualche anno la, trovandomi a Parigi, ne andai a visitare i luoghi santi: l'apportamento di Comte e quello della sua ispiratrice [[Clotilde de Vaux]]<ref>[[w:Clotilde de Vaux|Clotilde de Vaux]] (1815-1846), scrittrice e poetessa francese.</ref>. E lì appresi, non senza malinconia, che la chiesa positivista non disponeva più nemmeno di un locale, e doveva contentarsi di un angolo di una stanza affittata in comune con altre religioni poco fortunate come lei. E forse all'ora in cui scrivo avrà dovuto rinunziare anche a quello. Le ragioni della sua stentata vita e precoce morte son chiare: da una parte, la sua pratica accaparra il fedele e non gli lascia il tempo di respirare (si pensi che Comte imponeva fino a cinque ore al giorno di preghiera); dall'altra, la coscienza che gli dà, che gli oggetti del suo culto sono miti senza realtà oggettiva, stronca alle radici l'impulso religioso, per essenza sua (checché Comte credesse in contrario) oggettivistico. È una religione troppo mitica per essere laica e, insieme, troppo intellettuale per essere religione. (cap. V, pp. 42-43)
*{{NDR|[[Friedrich Dessauer]]}} Egli è un vero mistico della [[Tecnica]]. E se una qualche novità c'è nel suo libro {{NDR|''Filosofia della Tecnica''}}, non è tanto per il concetto della Tecnica come continuazione e prolungamento dell'opera divina, come Demiurgia (concetto già formulato con tutta la chiarezza possibile e desiderabile da tutta una serie di filosofi da [[Marsilio Ficino]] giù giù fino a [[Henri Bergson|Bergson]], come si può leggere nel mio ''Homo Faber'') quanto piuttosto nella intensità emotiva con cui quel concetto è vissuto dal nostro Autore. Concetto, del resto, giustissimo. Con la Tecnica l'uomo si fa creatore di qualità, di forme, di processi, di realtà, che non erano dati dalla [[Natura]]. ''Eritis sicut Dii!'' (cap. VIII, p. 67)
*Tra [[Comunismo]] e [[Cristianesimo]] il rapporto che corre è – come i più credono, come le Chiese organizzate affermano – quello di diametrale antitesi, di radicalissima opposizione? O – come alcuni gruppi di giovani cristiani all'estero sostengono – sotto la superficiale opposizione c'è un piano sul quale le due visioni del mondo e della vita possono intendersi e darsi la mano? Il problema è di capitalissima importanza, ma, per risolverlo bene, bisogna risalire alle fondazioni stesse metafisiche delle due dottrine. (cap. IX, p. 72)
*Il Cristianesimo [...] comincia dove il Comunismo finisce, e viceversa. Il Cristianesimo va dall'individuo alla società; il Comunismo dalla società all'individuo. (cap. IX, p. 73)
*È una delle più belle conquiste della critica storica del nostro tempo quella del significato che per la storia religiosa e morale dell'umanità d'Occidente ebbe la predicazione di [[Zarathustra|{{sic|Zaratustra}}]]. Fu infatti a contatto della religione di Zaratustra che la [[Ebraismo|religione ebraica]] anteriore all'esilio di Babilonia si trasformò nella religione messianica e apocalittica posteriore all'esilio, dalla quale sbocciò poi il Cristianesimo. Fu, a quel che pare, sotto l'influsso della religione di Zaratustra che la religione olimpica dei Greci s'impregnò di preoccupazioni morali ed entrò in una fermentazione dalla quale, ipotesi audace ma non avventata di qualche moderno, fiorì la tragedia greca di [[Eschilo]]. Per queste e per altre ragioni ancora, la critica storica moderna sempre più concorda nel riconoscere in Zaratustra uno dei più alti, originali e possenti creatori di valori religiosi, morali e civili. (cap. XIII, p. 104)
*Durante il terribile assedio posto dai [[Goti]] di Vitige a Roma, difesa dai [[Impero bizantino|Bizantini]] di Belisario (marzo 537-marzo 538 d. C.) accadde un fatto stranissimo: una mattina furono ritrovate aperte le porte del [[tempio di Giano]] chiuse da secoli, da quando il Cristianesimo era diventato la sola religione ammessa dallo Stato. Evidentemente, c'erano ancora in Roma dei pagani, e questi avevano tentato di far rivivere il vecchio costume per il quale le porte del tempio del dio erano tenute aperte finché durasse la guerra. (cap. XIV, p. 110)
*Il tempio di Giano è il punto donde s'irraggia nel mondo la forza romana. [[Giano]] ne ha il dominio non in quanto dio della guerra (la guerra si fa dal suo tempio) ma in quanto dio dei cominciamenti, dei principi, degl'inizi<ref>Nel testo "indizi".</ref>. Finita la guerra, il tempio si chiude, il ciclo si è compiuto, la forza, esplicatasi, è tornata al suo punto di partenza. Nel tempio chiuso non siede né la Pace né la Guerra in senso proprio: siede la Forza che ha iniziato e concluso la guerra, che ha rotto la pace e l'ha ripristinata, che ora è in pace ma che però ha in sé la potenzialità di un'altra guerra, una Forza ambigua, dunque, a doppia, faccia, appunto come a doppia faccia era raffigurato Giano. Finché la guerra dura, il tempio è spalancato: esso attende che la Forza che si è partita da lui vi faccia ritorno vittoriosa. (cap. XIV, pp. 114-115)
*Se ci fu mai tempo in cui il pensiero della [[morte]] ebbe poco o nessun peso sulle preoccupazioni dei viventi, è certo il tempo in cui viviamo: questo è un fatto che nessuno contesta. Ma come e perché ci si è arrivati? (cap. XIX, p. 143)
==''Studi sul teatro contemporaneo''==
===[[Incipit]]===
Che l'arte sia, a suo modo, armonizzazione, organizzazione, sintesi, e cioè creazione e attività, è un punto sul quale è oggi raggiunto l'accordo. Ma quanti hanno pensato a fondo e interiormente realizzato tutto ciò che la definizione omai, a furia di essere ripetuta, trita e banale, arte=creazione, attività contiene? Ben pochi di sicuro. Se arte è attività e creazione, cioè produzione di sintesi non preesistente all'atto della sua produzione, segue che tanto v'ha d'arte in un'opera che d'arte vuol essere detta, quanto di originalità o novità: ciò che in essa v'ha di nuovo, di non originale, di vecchio, d'imitato o ispirato, consciamente o inconsciamente, da altre opere d'arte, corrisponde a momenti non di creazione ma di recezione, non di attività ma di passività, e perciò non è arte.
===Citazioni===
*Dà forma artistica alla [[Vita]] del tuo tempo, al tuo [[presente]]; vivi come presente in atto ed esprimilo artisticamente; sperimenta la Vita come presente, come informe, come [[problema]] e trovane la soluzione; vivi e risolvi i problemi del tuo tempo. (pp. 12-13)
*Ciò che fa [[artista]] l'artista non è lo sperimentare in sé i problemi come tali, ma il risolverli artisticamente. (p. 14)
*Più un'[[opera d'arte]] è profonda originale intensa, e più nella parola liberatrice e chiarificatrice che essa pronuncia tendono a risolversi ed annullarsi idealmente le opere d'arte sue contemporanee di profondità e ampiezza minori. (p. 20)
*Quali cose umane non sono esposte al pericolo della degenerazione? I [[Critico|critici]] dei critici vi porranno riparo. (p. 34)
*Il valore dell'opera d'arte è tutto e solo nella sua forma, nella sua espressione, nel suo stile, e cioè nella peculiarità intensità profondità vastità della sintesi che la costituisce. (p. 34)
*Niente diviene vecchio se non ciò che nacque vecchio. Ciò che nacque nuovo in eterno resta tale. (p. 34)
*Il [[critico]] dovrebbe, per poter dare un giudizio definitivo, rifare il corso del mondo sino all'opera d'arte da giudicare, in due parole, essere uguale a Dio. (p. 39)
*L'opera d'arte è una sintesi o un sistema di sintesi che nacquero vergini nuove originali: creazioni di rapporti non preesistenti come tali all'atto della loro creazione. Ma l'opera d'arte nata una volta entra nella circolazione del pensiero: è letta, studiata, imitata, copiata, ripetuta, sfruttata, saccheggiata. Con l'andare del tempo, le sintesiche la costituiscono come opera d'arte perdono l'aria di novità di originalità d'imprevisto che avevano nell'ora del loro primo apparire (pp. 40-41)
*Secondo [[Benedetto Croce|Croce]], nessun sostanziale e intimo rapporto rilega l'opera d'arte al proprio tempo. In quanto prodotto di una personalità estetica, l'opera d'arte è fuori del suo tempo e di tutti i tempi. Non si può fare [[storia dell'arte]] perché, essendo fuori del tempo, l'arte è fuori della storia. La critica deve contentarsi di saggi sparsi, di monografie isolate, consacrate ciascuna a delineare le caratteristiche e la genesi di una personalità estetica. (p. 45)
==Citazioni su Adriano Tilgher==
*Come una grida improvvisa della strada, un profumo repentino e dissolto o un'ombra o una luce sull'alto di un cornicione, o il trascorrere di certe velature sul paesaggio di Napoli primaverile, così il pensiero di Tilgher e le sue intuizioni nascono, balenano, scompaiono; lasciandoci dietro, spesso, qualche preziosa scoria di contraddizioni, di incongruenze, di idee sofferte o superate o, come diceva [[Benedetto Croce|Croce]] del modo di ragionare di [[Enrico De Nicola|Enrico de Nicola]], di idee consunte da una critica dall'interno, logorate dal loro stesso acido.<br>È proprio in questo che Tilgher ci appare un vero napoletano. ([[Giovanni Artieri]])
*Secondo il suo pensiero il ventesimo secolo, o per lo meno quella parte di secolo a cui si era allora arrivati, intendeva attuare la vita come attività pura e illimitata, al di fuori di tutti gli schemi e le costruzioni della storia, del passato, dell'esperienza ormai abusata e logora e immobile. Pertanto l'[[arte moderna]], a giudizio del Tilgher, si proponeva d'investigare i rapporti tra verità e falsità, tra vita reale ed esistenza della fantasia, tra il reale concreto e oggettivo e la irrealtà che coabita negli spiriti e nelle coscienze. In cima, pertanto, di questa scala di tentativi per spiegarsi il mondo umano, il critico poneva due autori italiani contemporanei: [[Luigi Pirandello]] e [[Pier Maria Rosso di San Secondo|Rosso di San Secondo]]. ([[Salvatore Battaglia]]).
*Si deve, prima di tutti, ad Adriano Tilgher la conoscenza in Italia di [[Oswald Spengler|Spengler]], grazie soprattutto alla sua antologia sui relativisti contemporanei. Tilgher può anzi considerarsi lo «Spengler italiano». Molte sono le assonanze tra il pensatore italiano e l'autore del ''Tramonto dell'Occidente'': dal relativismo storico-filosofico all'analisi comparata di cultura e avvenimenti, arte e civiltà, dal senso della decadenza alla categoria «faustiana». Tilgher, anzi, rivendicò la priorità cronologica, e comunque l'autonomia, del suo pensiero rispetto a quello spengleriano. ([[Marcello Veneziani]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherFilosofiAntichi/mode/1up Filosofi antichi]'', Casa editrice "Atanòr", Todi, 1921.
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherMisticheNuove/mode/1up Mistiche nuove e mistiche antiche]'', G. Bardi Editore, Roma, 1946.
*Adriano Tilgher, ''Studi sul teatro contemporaneo'', BiblioLife, LLC.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Tilgher, Adriano}}
[[Categoria:Critici teatrali italiani]]
[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
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[[File:Adriano-tilgher filosofa.jpg|thumb|Adriano Tilgher]]
'''Adriano Tilgher''' (1887 – 1941), filosofo, saggista e critico teatrale italiano.
==Citazioni di Adriano Tilgher==
*Come mai, nella Napoli spagnolesca della prima metà del Settecento, popolata di predicatori magniloquenti e di avvocati ciceronianeggianti, dediti al culto della frase rotonda e del concettino arguto, sia potuto sbocciare nella testa di un [[Pedagogia|pedagogo]] imbottito di rettorica, di giurisprudenza e di storia antica, poco esperto del mondo moderno, rispettoso, anche troppo, dei potenti del tempo, il sogno della barbarie generosa, madre di poesia, fondatrice del Diritto e dello Stato, è uno dei più curiosi misteri della storia. È il mistero di [[Giambattista Vico|Giovan Battista Vico]]. È in lui che, per la prima volta nel mondo moderno, affiora il sogno visionario e nostalgico della [[Barbaro|barbarie]], ricca di fantasia e povera d'intelletto, tutta senso e niente idee, tutta passioni e niente riflessione, e appunto perciò madre di poesia.<ref>Da ''[https://archive.org/details/TilgherEstetica/mode/1up Estetica]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1931, p. 139.</ref>
*Fra i tanti [[Luigi Pirandello|Pirandello]] che vanno in giro da un pezzo al mondo della critica letteraria internazionale, zoppi, deformi, tutti testa e niente, strambalati, sgarbati, lunatici, nei quali io, per quanto mi sforzi, non riesco a riconoscermi per un minimo tratto.<ref>Citato in Domenico Vittorini, prefazione al ''Dramma di Pirandello''.</ref>
*{{NDR|Nel 1860, a Napoli, dopo il Plebiscito}} I partigiani del ''Begriff''<ref>Gli hegeliani.</ref> essendo più giovani, avevano più spesso il di sopra in questi filosofici tornei<ref>Contro i giobertiani.</ref>. Onde divennero in breve il terrore dei proprietari di caffè delle Puglie e della Calabria, che al vederli avvicinarsi gridavano ai garzoni: ''Chiudite, ca stanno venenno 'e Begriffe!'' Nacque così il termine di Begriffo per indicare i fedeli e i fanatici del dio ''Begriff''.<ref>Citato in [[Giovanni Artieri]], ''Napoli, punto e basta?'', p. 257.</ref>
*{{NDR|[[Alfred Loisy]]}} Il fondo ultimo delle cose è – per lui – una forza misteriosa, potente, agente, indistruttibile, inesauribile, [[slancio vitale]] che attraverso cadute e sconfitte ascende verso la luce dello spirito e della coscienza, fiume di vita di cui l'uomo non è che una minuscola ondata, ma che egli ha la facoltà di sentire intuitivamente, immediatamente, con un'apprensione che è al di qua e prima di ogni ragionamento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XVII, p. 181.</ref>
*In Italia pare si voglia insistere a seguire la falsariga di qualche critico che ha creduto di scoprire nelle mie cose un contenuto filosofico, che non c'è, vi garantisco che non c'è.<ref>Citato in ''Il teatro di Pirandello'', introduzione pag. XXVI, VII ristampa Oscar Mondadori, gennaio 1976.</ref>
*Io mostravo che tutto il mondo pirandelliano faceva centro intorno a una visione della Vita come forza travagliata da un'intera antinomia per la quale la Vita è, insieme, necessitata a darsi forma e, per uguale necessità, non può consistere in nessuna forma, ma deve passare di forma in forma. È la famosa, o famigerata, antitesi di Vita e Forma, ''problema centrale dell'arte pirandelliana''.<ref>Da ''Studi sul teatro contemporaneo'', 1922.</ref>
*[[Étienne-Gabriel Morelly|Morelly]] pone come principio che l'interesse particolare, il «desiderio d'avere», l'avarizia è la fonte di tutti i mali sociali. A chi obietta che l'interesse personale è lo stimolante necessario dell'energia umana, Morelly risponde che l'uomo è un essere naturalmente attivo, che non ripugna affatto al lavoro in quanto tale, ma solo al lavoro monotono e prolungato. Sono le istituzioni arbitrarie le quali pretendono di fissare per alcuni uomini soltanto uno stato permanente di riposo detto prosperità, fortuna, lasciando agli altri in permanente retaggio il lavoro, la fatica, che generano la pigrizia e l'odio al lavoro. È la cattiva costituzione sociale che ha prodotto negli uni l'ozio e la mollezza, negli altri l'aborrimento dal lavoro forzato. Ma di per sé il lavoro non ha nulla di {{sic|repugnante}}, è, anzi, piacevole, attraente.<ref>Da ''[https://archive.org/details/TilgherHomoFaber/mode/1up Homo faber]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1929, cap. XIII, pp. 94-95.</ref>
*Nei regimi di [[libertà]], essendoci libertà di parola e di critica, è naturale che il pubblico se ne serva, più che per lodare, per criticare e lamentarsi: di qui l'apparenza che in quei regimi tutto vada male.<ref>Citato in Luigi Vicinanza, [https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/11/02/news/adriano_tilgher_un_libertario_da_ercolano-324761779/ ''Adriano Tilgher, un libertario da Ercolano''], ''repubblica.it'', 2 novembre 2021.</ref>
*Temperamento pugnace e individualistico, «poeta maledetto» della filosofia, amatore di tutte le cause perdute, [[Giuseppe Rensi|Rensi]] è di quelli cui piace dire di no alla scuola dominante e di starsene coi vinti, salvo, quando siano divenuti vincitori, a piantarli in asso e a passare al campo opposto. Ove si dia alla parola idealista il senso che ha nel discorso comune e corrente, questo sedicente scettico e materialista è il filosofo più idealista che abbia oggi l'Italia. E poiché in Italia la scuola filosofica dominante, in teoria e in pratica, era ed è tutt'ora l'[[Idealismo (filosofia)|Idealismo]], Rensi ha detto di no all'Idealismo, e la sua negazione ha accompagnato fedelmente tutte le metamorfosi che l'Idealismo ha subìto da noi negli ultimi anni. Perciò non aveva tutti i torti chi, scherzando, chiamava Rensi il Bastian {{sic|Contraro}} della filosofia idealistica.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XXVIII, p. 287.</ref>
==''Filosofi antichi''==
*Il [[Buddhismo|Buddismo]] [...] è, nello stesso tempo, l'antitesi perfetta e la continuazione logica del [[Brahmanesimo|Bramanesimo]], al quale riesce ad opporsi appunto perché ne sviluppa rigorosamente le premesse. (p. 1)
*Tutto sommato, il Buddismo si riduce a questo: l'uomo è un frammento della Volontà di vivere, che, rimanendo sempre identica, si raggruma in forme differenti nello scorrer dei tempi, finché, conscia dell'immedicabile [[infelicità]] inerente al suo proprio essere, non si decide a finirla una volta per sempre e a dissolversi nel [[nulla]]. (p. 14)
*Il [[monismo]] materialistico degli [[Ioni|Jonici]] conduce inevitabilmente alla negazione del divenire ed allo scetticismo: nella filosofia degli {{sic|Ionici}} è scritta in anticipo, per chi ha occhi da vedere, la storia e la condanna di tutta la [[filosofia greca]], condanna cui questa, per quanti sforzi faccia, non riuscirà mai a sottrarsi in tutto il corso della sua storia millenaria. (p. 46)
*A fondamento della Fisica gli [[Stoicismo|Stoici]] ponevano il principio che essere è solo ciò che agisce; ciò che non agisce, non è (Platone, Aristotile). Nell'azione è l'essenza degli esseri. (p. 49)
*''Ragioni del successo dello [[Stoicismo]]''. – La salda unità sistematica della dottrina, il suo spirito essenzialmente pratico, il sensualismo della sua logica, il materialismo della sua fisica, l'ascetismo della sua etica ne spiegano il successo straordinario e duraturo. (p. 84)
*La [[fisica]] per [[Epicuro]] é indispensabile poiché, facendoci conoscere che in natura tutto accade necessariamente, per opera di cause meccaniche, senza intervento di dei o di entità immateriali, senza preoccupazione alcuna del bene dell'uomo, senza che il corso delle cose abbia in vista un fine o piano qualsiasi da realizzare, fuga la superstizione: senza questo scopo antiteleologico ed antireligioso, a nulla gioverebbe studiare la [[natura]]. (p. 102)
*[[Proclo]] é un dotto enciclopedico, un dialettico di prim'ordine, un sistematico senza pari, uno scrittore limpidissimo e fecondo, e, insieme, un rigido asceta, un superstizioso zelatore del [[politeismo]], uno scrupoloso osservante delle cerimonie religiose di tutti i culti pagani, iniziato in tutti i misteri, dotto nelle arti teurgiche, persuaso di essere l'ultimo anello della catena ermetica. Egli accoppia il formalismo logico di uno [[Scolastica|scolastico]] all'entusiasmo ingenuo di un credente: riduce in sistema l'immenso mondo delle divinità pagane trasformandole in astrazioni filosofiche, e dinanzi a queste creature della sua fantasia mitologizzante si prostra in religiosa adorazione. Per lui la filosofia è religione: il filosofo dev'essere lo [[ierofante]] del mondo intero. In Proclo il [[Neoplatonismo]] raggiunge l'ultima e definitiva sua forma. (p. 177)
==''Mistiche nuove e mistiche antiche''==
===[[Incipit]]===
Problema grosso e dibattutissimo quello dei rapporti fra [[magia]] e [[religione]] e della priorità cronologica di quella su questa o viceversa, da quando [[James George Frazer|James Frazer]] lo mise all'ordine del giorno. La soluzione di esso in un senso piuttosto che in un altro involge una visione affatto differente dell'uomo e della sua storia.<br>Le tesi di Frazer sono note. Secondo lui, a base della magia è una convinzione identica a quella che è a base della [[scienza]] moderna: la convinzione nell'uniformità del corso della natura. Come lo scienziato, così il mago, per raggiungere il risultato cui mira, non supplica né implora le potenze invisibili; ma agisce ed opera secondo regole strette e precise a cui egli è sicuro che le potenze invisibili saranno costrette ad ubbidire, così come lo scienziato è sicuro che, poste certe condizioni, le forze della natura ch'egli mette in movimento non potranno non agire come egli vuole. <!-- (cap. I, p. 15) -->
===Citazioni===
*Uno di questi fondatori di religione fu [[Auguste Comte|Augusto Comte]]. La religione ch'egli propose è la religione dell'umanità o [[positivismo]]: termini, per Comte, equivalenti.<br>Comte era profondamente persuaso di due cose: 1) che senza religione una società non può assolutamente vivere; 2) che nell'età della scienza l'umanità non può credere alle stesse cose cui ha creduto nelle antiche età teologali e metafisiche. Bisognava perciò mettere d'accordo ciò che l'uomo oggi pensa con quello che può credere. (cap. V, p. 39)
*La religione dell'umanità {{NDR|di Comte}}, dopo aver vissuto di vita pallida e larvale, si può considerare oggi morta, anche praticamente. Qualche anno la, trovandomi a Parigi, ne andai a visitare i luoghi santi: l'apportamento di Comte e quello della sua ispiratrice [[Clotilde de Vaux]]<ref>[[w:Clotilde de Vaux|Clotilde de Vaux]] (1815-1846), scrittrice e poetessa francese.</ref>. E lì appresi, non senza malinconia, che la chiesa positivista non disponeva più nemmeno di un locale, e doveva contentarsi di un angolo di una stanza affittata in comune con altre religioni poco fortunate come lei. E forse all'ora in cui scrivo avrà dovuto rinunziare anche a quello. Le ragioni della sua stentata vita e precoce morte son chiare: da una parte, la sua pratica accaparra il fedele e non gli lascia il tempo di respirare (si pensi che Comte imponeva fino a cinque ore al giorno di preghiera); dall'altra, la coscienza che gli dà, che gli oggetti del suo culto sono miti senza realtà oggettiva, stronca alle radici l'impulso religioso, per essenza sua (checché Comte credesse in contrario) oggettivistico. È una religione troppo mitica per essere laica e, insieme, troppo intellettuale per essere religione. (cap. V, pp. 42-43)
*{{NDR|[[Friedrich Dessauer]]}} Egli è un vero mistico della [[Tecnica]]. E se una qualche novità c'è nel suo libro {{NDR|''Filosofia della Tecnica''}}, non è tanto per il concetto della Tecnica come continuazione e prolungamento dell'opera divina, come Demiurgia (concetto già formulato con tutta la chiarezza possibile e desiderabile da tutta una serie di filosofi da [[Marsilio Ficino]] giù giù fino a [[Henri Bergson|Bergson]], come si può leggere nel mio ''Homo Faber'') quanto piuttosto nella intensità emotiva con cui quel concetto è vissuto dal nostro Autore. Concetto, del resto, giustissimo. Con la Tecnica l'uomo si fa creatore di qualità, di forme, di processi, di realtà, che non erano dati dalla [[Natura]]. ''Eritis sicut Dii!'' (cap. VIII, p. 67)
*Tra [[Comunismo]] e [[Cristianesimo]] il rapporto che corre è – come i più credono, come le Chiese organizzate affermano – quello di diametrale antitesi, di radicalissima opposizione? O – come alcuni gruppi di giovani cristiani all'estero sostengono – sotto la superficiale opposizione c'è un piano sul quale le due visioni del mondo e della vita possono intendersi e darsi la mano? Il problema è di capitalissima importanza, ma, per risolverlo bene, bisogna risalire alle fondazioni stesse metafisiche delle due dottrine. (cap. IX, p. 72)
*Il Cristianesimo [...] comincia dove il Comunismo finisce, e viceversa. Il Cristianesimo va dall'individuo alla società; il Comunismo dalla società all'individuo. (cap. IX, p. 73)
*È una delle più belle conquiste della critica storica del nostro tempo quella del significato che per la storia religiosa e morale dell'umanità d'Occidente ebbe la predicazione di [[Zarathustra|{{sic|Zaratustra}}]]. Fu infatti a contatto della religione di Zaratustra che la [[Ebraismo|religione ebraica]] anteriore all'esilio di Babilonia si trasformò nella religione messianica e apocalittica posteriore all'esilio, dalla quale sbocciò poi il Cristianesimo. Fu, a quel che pare, sotto l'influsso della religione di Zaratustra che la religione olimpica dei Greci s'impregnò di preoccupazioni morali ed entrò in una fermentazione dalla quale, ipotesi audace ma non avventata di qualche moderno, fiorì la tragedia greca di [[Eschilo]]. Per queste e per altre ragioni ancora, la critica storica moderna sempre più concorda nel riconoscere in Zaratustra uno dei più alti, originali e possenti creatori di valori religiosi, morali e civili. (cap. XIII, p. 104)
*Durante il terribile assedio posto dai [[Goti]] di Vitige a Roma, difesa dai [[Impero bizantino|Bizantini]] di Belisario (marzo 537-marzo 538 d. C.) accadde un fatto stranissimo: una mattina furono ritrovate aperte le porte del [[tempio di Giano]] chiuse da secoli, da quando il Cristianesimo era diventato la sola religione ammessa dallo Stato. Evidentemente, c'erano ancora in Roma dei pagani, e questi avevano tentato di far rivivere il vecchio costume per il quale le porte del tempio del dio erano tenute aperte finché durasse la guerra. (cap. XIV, p. 110)
*Il tempio di Giano è il punto donde s'irraggia nel mondo la forza romana. [[Giano]] ne ha il dominio non in quanto dio della guerra (la guerra si fa dal suo tempio) ma in quanto dio dei cominciamenti, dei principi, degl'inizi<ref>Nel testo "indizi".</ref>. Finita la guerra, il tempio si chiude, il ciclo si è compiuto, la forza, esplicatasi, è tornata al suo punto di partenza. Nel tempio chiuso non siede né la Pace né la Guerra in senso proprio: siede la Forza che ha iniziato e concluso la guerra, che ha rotto la pace e l'ha ripristinata, che ora è in pace ma che però ha in sé la potenzialità di un'altra guerra, una Forza ambigua, dunque, a doppia, faccia, appunto come a doppia faccia era raffigurato Giano. Finché la guerra dura, il tempio è spalancato: esso attende che la Forza che si è partita da lui vi faccia ritorno vittoriosa. (cap. XIV, pp. 114-115)
*Se ci fu mai tempo in cui il pensiero della [[morte]] ebbe poco o nessun peso sulle preoccupazioni dei viventi, è certo il tempo in cui viviamo: questo è un fatto che nessuno contesta. Ma come e perché ci si è arrivati? (cap. XIX, p. 143)
==''Studi sul teatro contemporaneo''==
===[[Incipit]]===
Che l'arte sia, a suo modo, armonizzazione, organizzazione, sintesi, e cioè creazione e attività, è un punto sul quale è oggi raggiunto l'accordo. Ma quanti hanno pensato a fondo e interiormente realizzato tutto ciò che la definizione omai, a furia di essere ripetuta, trita e banale, arte=creazione, attività contiene? Ben pochi di sicuro. Se arte è attività e creazione, cioè produzione di sintesi non preesistente all'atto della sua produzione, segue che tanto v'ha d'arte in un'opera che d'arte vuol essere detta, quanto di originalità o novità: ciò che in essa v'ha di nuovo, di non originale, di vecchio, d'imitato o ispirato, consciamente o inconsciamente, da altre opere d'arte, corrisponde a momenti non di creazione ma di recezione, non di attività ma di passività, e perciò non è arte.
===Citazioni===
*Dà forma artistica alla [[Vita]] del tuo tempo, al tuo [[presente]]; vivi come presente in atto ed esprimilo artisticamente; sperimenta la Vita come presente, come informe, come [[problema]] e trovane la soluzione; vivi e risolvi i problemi del tuo tempo. (pp. 12-13)
*Ciò che fa [[artista]] l'artista non è lo sperimentare in sé i problemi come tali, ma il risolverli artisticamente. (p. 14)
*Più un'[[opera d'arte]] è profonda originale intensa, e più nella parola liberatrice e chiarificatrice che essa pronuncia tendono a risolversi ed annullarsi idealmente le opere d'arte sue contemporanee di profondità e ampiezza minori. (p. 20)
*Quali cose umane non sono esposte al pericolo della degenerazione? I [[Critico|critici]] dei critici vi porranno riparo. (p. 34)
*Il valore dell'opera d'arte è tutto e solo nella sua forma, nella sua espressione, nel suo stile, e cioè nella peculiarità intensità profondità vastità della sintesi che la costituisce. (p. 34)
*Niente diviene vecchio se non ciò che nacque vecchio. Ciò che nacque nuovo in eterno resta tale. (p. 34)
*Il [[critico]] dovrebbe, per poter dare un giudizio definitivo, rifare il corso del mondo sino all'opera d'arte da giudicare, in due parole, essere uguale a Dio. (p. 39)
*L'opera d'arte è una sintesi o un sistema di sintesi che nacquero vergini nuove originali: creazioni di rapporti non preesistenti come tali all'atto della loro creazione. Ma l'opera d'arte nata una volta entra nella circolazione del pensiero: è letta, studiata, imitata, copiata, ripetuta, sfruttata, saccheggiata. Con l'andare del tempo, le sintesiche la costituiscono come opera d'arte perdono l'aria di novità di originalità d'imprevisto che avevano nell'ora del loro primo apparire (pp. 40-41)
*Secondo [[Benedetto Croce|Croce]], nessun sostanziale e intimo rapporto rilega l'opera d'arte al proprio tempo. In quanto prodotto di una personalità estetica, l'opera d'arte è fuori del suo tempo e di tutti i tempi. Non si può fare [[storia dell'arte]] perché, essendo fuori del tempo, l'arte è fuori della storia. La critica deve contentarsi di saggi sparsi, di monografie isolate, consacrate ciascuna a delineare le caratteristiche e la genesi di una personalità estetica. (p. 45)
==Citazioni su Adriano Tilgher==
*Come una grida improvvisa della strada, un profumo repentino e dissolto o un'ombra o una luce sull'alto di un cornicione, o il trascorrere di certe velature sul paesaggio di Napoli primaverile, così il pensiero di Tilgher e le sue intuizioni nascono, balenano, scompaiono; lasciandoci dietro, spesso, qualche preziosa scoria di contraddizioni, di incongruenze, di idee sofferte o superate o, come diceva [[Benedetto Croce|Croce]] del modo di ragionare di [[Enrico De Nicola|Enrico de Nicola]], di idee consunte da una critica dall'interno, logorate dal loro stesso acido.<br>È proprio in questo che Tilgher ci appare un vero napoletano. ([[Giovanni Artieri]])
*Secondo il suo pensiero il ventesimo secolo, o per lo meno quella parte di secolo a cui si era allora arrivati, intendeva attuare la vita come attività pura e illimitata, al di fuori di tutti gli schemi e le costruzioni della storia, del passato, dell'esperienza ormai abusata e logora e immobile. Pertanto l'[[arte moderna]], a giudizio del Tilgher, si proponeva d'investigare i rapporti tra verità e falsità, tra vita reale ed esistenza della fantasia, tra il reale concreto e oggettivo e la irrealtà che coabita negli spiriti e nelle coscienze. In cima, pertanto, di questa scala di tentativi per spiegarsi il mondo umano, il critico poneva due autori italiani contemporanei: [[Luigi Pirandello]] e [[Pier Maria Rosso di San Secondo|Rosso di San Secondo]]. ([[Salvatore Battaglia]]).
*Si deve, prima di tutti, ad Adriano Tilgher la conoscenza in Italia di [[Oswald Spengler|Spengler]], grazie soprattutto alla sua antologia sui relativisti contemporanei. Tilgher può anzi considerarsi lo «Spengler italiano». Molte sono le assonanze tra il pensatore italiano e l'autore del ''Tramonto dell'Occidente'': dal relativismo storico-filosofico all'analisi comparata di cultura e avvenimenti, arte e civiltà, dal senso della decadenza alla categoria «faustiana». Tilgher, anzi, rivendicò la priorità cronologica, e comunque l'autonomia, del suo pensiero rispetto a quello spengleriano. ([[Marcello Veneziani]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherFilosofiAntichi/mode/1up Filosofi antichi]'', Casa editrice "Atanòr", Todi, 1921.
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherMisticheNuove/mode/1up Mistiche nuove e mistiche antiche]'', G. Bardi Editore, Roma, 1946.
*Adriano Tilgher, ''Studi sul teatro contemporaneo'', BiblioLife, LLC.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Critici teatrali italiani]]
[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
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[[File:Adriano-tilgher filosofa.jpg|thumb|Adriano Tilgher]]
'''Adriano Tilgher''' (1887 – 1941), filosofo, saggista e critico teatrale italiano.
==Citazioni di Adriano Tilgher==
*Come mai, nella Napoli spagnolesca della prima metà del Settecento, popolata di predicatori magniloquenti e di avvocati ciceronianeggianti, dediti al culto della frase rotonda e del concettino arguto, sia potuto sbocciare nella testa di un [[Pedagogia|pedagogo]] imbottito di rettorica, di giurisprudenza e di storia antica, poco esperto del mondo moderno, rispettoso, anche troppo, dei potenti del tempo, il sogno della barbarie generosa, madre di poesia, fondatrice del Diritto e dello Stato, è uno dei più curiosi misteri della storia. È il mistero di [[Giambattista Vico|Giovan Battista Vico]]. È in lui che, per la prima volta nel mondo moderno, affiora il sogno visionario e nostalgico della [[Barbaro|barbarie]], ricca di fantasia e povera d'intelletto, tutta senso e niente idee, tutta passioni e niente riflessione, e appunto perciò madre di [[poesia]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/TilgherEstetica/mode/1up Estetica]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1931, p. 139.</ref>
*Fra i tanti [[Luigi Pirandello|Pirandello]] che vanno in giro da un pezzo al mondo della critica letteraria internazionale, zoppi, deformi, tutti testa e niente, strambalati, sgarbati, lunatici, nei quali io, per quanto mi sforzi, non riesco a riconoscermi per un minimo tratto.<ref>Citato in Domenico Vittorini, prefazione al ''Dramma di Pirandello''.</ref>
*{{NDR|Nel 1860, a Napoli, dopo il Plebiscito}} I partigiani del ''Begriff''<ref>Gli hegeliani.</ref> essendo più giovani, avevano più spesso il di sopra in questi filosofici tornei<ref>Contro i giobertiani.</ref>. Onde divennero in breve il terrore dei proprietari di caffè delle Puglie e della Calabria, che al vederli avvicinarsi gridavano ai garzoni: ''Chiudite, ca stanno venenno 'e Begriffe!'' Nacque così il termine di Begriffo per indicare i fedeli e i fanatici del dio ''Begriff''.<ref>Citato in [[Giovanni Artieri]], ''Napoli, punto e basta?'', p. 257.</ref>
*{{NDR|[[Alfred Loisy]]}} Il fondo ultimo delle cose è – per lui – una forza misteriosa, potente, agente, indistruttibile, inesauribile, [[slancio vitale]] che attraverso cadute e sconfitte ascende verso la luce dello spirito e della coscienza, fiume di vita di cui l'uomo non è che una minuscola ondata, ma che egli ha la facoltà di sentire intuitivamente, immediatamente, con un'apprensione che è al di qua e prima di ogni ragionamento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XVII, p. 181.</ref>
*In Italia pare si voglia insistere a seguire la falsariga di qualche critico che ha creduto di scoprire nelle mie cose un contenuto filosofico, che non c'è, vi garantisco che non c'è.<ref>Citato in ''Il teatro di Pirandello'', introduzione pag. XXVI, VII ristampa Oscar Mondadori, gennaio 1976.</ref>
*Io mostravo che tutto il mondo pirandelliano faceva centro intorno a una visione della Vita come forza travagliata da un'intera antinomia per la quale la Vita è, insieme, necessitata a darsi forma e, per uguale necessità, non può consistere in nessuna forma, ma deve passare di forma in forma. È la famosa, o famigerata, antitesi di Vita e Forma, ''problema centrale dell'arte pirandelliana''.<ref>Da ''Studi sul teatro contemporaneo'', 1922.</ref>
*[[Étienne-Gabriel Morelly|Morelly]] pone come principio che l'interesse particolare, il «desiderio d'avere», l'avarizia è la fonte di tutti i mali sociali. A chi obietta che l'interesse personale è lo stimolante necessario dell'energia umana, Morelly risponde che l'uomo è un essere naturalmente attivo, che non ripugna affatto al lavoro in quanto tale, ma solo al lavoro monotono e prolungato. Sono le istituzioni arbitrarie le quali pretendono di fissare per alcuni uomini soltanto uno stato permanente di riposo detto prosperità, fortuna, lasciando agli altri in permanente retaggio il lavoro, la fatica, che generano la pigrizia e l'odio al lavoro. È la cattiva costituzione sociale che ha prodotto negli uni l'ozio e la mollezza, negli altri l'aborrimento dal lavoro forzato. Ma di per sé il lavoro non ha nulla di {{sic|repugnante}}, è, anzi, piacevole, attraente.<ref>Da ''[https://archive.org/details/TilgherHomoFaber/mode/1up Homo faber]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1929, cap. XIII, pp. 94-95.</ref>
*Nei regimi di [[libertà]], essendoci libertà di parola e di critica, è naturale che il pubblico se ne serva, più che per lodare, per criticare e lamentarsi: di qui l'apparenza che in quei regimi tutto vada male.<ref>Citato in Luigi Vicinanza, [https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/11/02/news/adriano_tilgher_un_libertario_da_ercolano-324761779/ ''Adriano Tilgher, un libertario da Ercolano''], ''repubblica.it'', 2 novembre 2021.</ref>
*Temperamento pugnace e individualistico, «poeta maledetto» della filosofia, amatore di tutte le cause perdute, [[Giuseppe Rensi|Rensi]] è di quelli cui piace dire di no alla scuola dominante e di starsene coi vinti, salvo, quando siano divenuti vincitori, a piantarli in asso e a passare al campo opposto. Ove si dia alla parola idealista il senso che ha nel discorso comune e corrente, questo sedicente scettico e materialista è il filosofo più idealista che abbia oggi l'Italia. E poiché in Italia la scuola filosofica dominante, in teoria e in pratica, era ed è tutt'ora l'[[Idealismo (filosofia)|Idealismo]], Rensi ha detto di no all'Idealismo, e la sua negazione ha accompagnato fedelmente tutte le metamorfosi che l'Idealismo ha subìto da noi negli ultimi anni. Perciò non aveva tutti i torti chi, scherzando, chiamava Rensi il Bastian {{sic|Contraro}} della filosofia idealistica.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XXVIII, p. 287.</ref>
==''Filosofi antichi''==
*Il [[Buddhismo|Buddismo]] [...] è, nello stesso tempo, l'antitesi perfetta e la continuazione logica del [[Brahmanesimo|Bramanesimo]], al quale riesce ad opporsi appunto perché ne sviluppa rigorosamente le premesse. (p. 1)
*Tutto sommato, il Buddismo si riduce a questo: l'uomo è un frammento della Volontà di vivere, che, rimanendo sempre identica, si raggruma in forme differenti nello scorrer dei tempi, finché, conscia dell'immedicabile [[infelicità]] inerente al suo proprio essere, non si decide a finirla una volta per sempre e a dissolversi nel [[nulla]]. (p. 14)
*Il [[monismo]] materialistico degli [[Ioni|Jonici]] conduce inevitabilmente alla negazione del divenire ed allo scetticismo: nella filosofia degli {{sic|Ionici}} è scritta in anticipo, per chi ha occhi da vedere, la storia e la condanna di tutta la [[filosofia greca]], condanna cui questa, per quanti sforzi faccia, non riuscirà mai a sottrarsi in tutto il corso della sua storia millenaria. (p. 46)
*A fondamento della Fisica gli [[Stoicismo|Stoici]] ponevano il principio che essere è solo ciò che agisce; ciò che non agisce, non è (Platone, Aristotile). Nell'azione è l'essenza degli esseri. (p. 49)
*''Ragioni del successo dello [[Stoicismo]]''. – La salda unità sistematica della dottrina, il suo spirito essenzialmente pratico, il sensualismo della sua logica, il materialismo della sua fisica, l'ascetismo della sua etica ne spiegano il successo straordinario e duraturo. (p. 84)
*La [[fisica]] per [[Epicuro]] é indispensabile poiché, facendoci conoscere che in natura tutto accade necessariamente, per opera di cause meccaniche, senza intervento di dei o di entità immateriali, senza preoccupazione alcuna del bene dell'uomo, senza che il corso delle cose abbia in vista un fine o piano qualsiasi da realizzare, fuga la superstizione: senza questo scopo antiteleologico ed antireligioso, a nulla gioverebbe studiare la [[natura]]. (p. 102)
*[[Proclo]] é un dotto enciclopedico, un dialettico di prim'ordine, un sistematico senza pari, uno scrittore limpidissimo e fecondo, e, insieme, un rigido asceta, un superstizioso zelatore del [[politeismo]], uno scrupoloso osservante delle cerimonie religiose di tutti i culti pagani, iniziato in tutti i misteri, dotto nelle arti teurgiche, persuaso di essere l'ultimo anello della catena ermetica. Egli accoppia il formalismo logico di uno [[Scolastica|scolastico]] all'entusiasmo ingenuo di un credente: riduce in sistema l'immenso mondo delle divinità pagane trasformandole in astrazioni filosofiche, e dinanzi a queste creature della sua fantasia mitologizzante si prostra in religiosa adorazione. Per lui la filosofia è religione: il filosofo dev'essere lo [[ierofante]] del mondo intero. In Proclo il [[Neoplatonismo]] raggiunge l'ultima e definitiva sua forma. (p. 177)
==''Mistiche nuove e mistiche antiche''==
===[[Incipit]]===
Problema grosso e dibattutissimo quello dei rapporti fra [[magia]] e [[religione]] e della priorità cronologica di quella su questa o viceversa, da quando [[James George Frazer|James Frazer]] lo mise all'ordine del giorno. La soluzione di esso in un senso piuttosto che in un altro involge una visione affatto differente dell'uomo e della sua storia.<br>Le tesi di Frazer sono note. Secondo lui, a base della magia è una convinzione identica a quella che è a base della [[scienza]] moderna: la convinzione nell'uniformità del corso della natura. Come lo scienziato, così il mago, per raggiungere il risultato cui mira, non supplica né implora le potenze invisibili; ma agisce ed opera secondo regole strette e precise a cui egli è sicuro che le potenze invisibili saranno costrette ad ubbidire, così come lo scienziato è sicuro che, poste certe condizioni, le forze della natura ch'egli mette in movimento non potranno non agire come egli vuole. <!-- (cap. I, p. 15) -->
===Citazioni===
*Uno di questi fondatori di religione fu [[Auguste Comte|Augusto Comte]]. La religione ch'egli propose è la religione dell'umanità o [[positivismo]]: termini, per Comte, equivalenti.<br>Comte era profondamente persuaso di due cose: 1) che senza religione una società non può assolutamente vivere; 2) che nell'età della scienza l'umanità non può credere alle stesse cose cui ha creduto nelle antiche età teologali e metafisiche. Bisognava perciò mettere d'accordo ciò che l'uomo oggi pensa con quello che può credere. (cap. V, p. 39)
*La religione dell'umanità {{NDR|di Comte}}, dopo aver vissuto di vita pallida e larvale, si può considerare oggi morta, anche praticamente. Qualche anno la, trovandomi a Parigi, ne andai a visitare i luoghi santi: l'apportamento di Comte e quello della sua ispiratrice [[Clotilde de Vaux]]<ref>[[w:Clotilde de Vaux|Clotilde de Vaux]] (1815-1846), scrittrice e poetessa francese.</ref>. E lì appresi, non senza malinconia, che la chiesa positivista non disponeva più nemmeno di un locale, e doveva contentarsi di un angolo di una stanza affittata in comune con altre religioni poco fortunate come lei. E forse all'ora in cui scrivo avrà dovuto rinunziare anche a quello. Le ragioni della sua stentata vita e precoce morte son chiare: da una parte, la sua pratica accaparra il fedele e non gli lascia il tempo di respirare (si pensi che Comte imponeva fino a cinque ore al giorno di preghiera); dall'altra, la coscienza che gli dà, che gli oggetti del suo culto sono miti senza realtà oggettiva, stronca alle radici l'impulso religioso, per essenza sua (checché Comte credesse in contrario) oggettivistico. È una religione troppo mitica per essere laica e, insieme, troppo intellettuale per essere religione. (cap. V, pp. 42-43)
*{{NDR|[[Friedrich Dessauer]]}} Egli è un vero mistico della [[Tecnica]]. E se una qualche novità c'è nel suo libro {{NDR|''Filosofia della Tecnica''}}, non è tanto per il concetto della Tecnica come continuazione e prolungamento dell'opera divina, come Demiurgia (concetto già formulato con tutta la chiarezza possibile e desiderabile da tutta una serie di filosofi da [[Marsilio Ficino]] giù giù fino a [[Henri Bergson|Bergson]], come si può leggere nel mio ''Homo Faber'') quanto piuttosto nella intensità emotiva con cui quel concetto è vissuto dal nostro Autore. Concetto, del resto, giustissimo. Con la Tecnica l'uomo si fa creatore di qualità, di forme, di processi, di realtà, che non erano dati dalla [[Natura]]. ''Eritis sicut Dii!'' (cap. VIII, p. 67)
*Tra [[Comunismo]] e [[Cristianesimo]] il rapporto che corre è – come i più credono, come le Chiese organizzate affermano – quello di diametrale antitesi, di radicalissima opposizione? O – come alcuni gruppi di giovani cristiani all'estero sostengono – sotto la superficiale opposizione c'è un piano sul quale le due visioni del mondo e della vita possono intendersi e darsi la mano? Il problema è di capitalissima importanza, ma, per risolverlo bene, bisogna risalire alle fondazioni stesse metafisiche delle due dottrine. (cap. IX, p. 72)
*Il Cristianesimo [...] comincia dove il Comunismo finisce, e viceversa. Il Cristianesimo va dall'individuo alla società; il Comunismo dalla società all'individuo. (cap. IX, p. 73)
*È una delle più belle conquiste della critica storica del nostro tempo quella del significato che per la storia religiosa e morale dell'umanità d'Occidente ebbe la predicazione di [[Zarathustra|{{sic|Zaratustra}}]]. Fu infatti a contatto della religione di Zaratustra che la [[Ebraismo|religione ebraica]] anteriore all'esilio di Babilonia si trasformò nella religione messianica e apocalittica posteriore all'esilio, dalla quale sbocciò poi il Cristianesimo. Fu, a quel che pare, sotto l'influsso della religione di Zaratustra che la religione olimpica dei Greci s'impregnò di preoccupazioni morali ed entrò in una fermentazione dalla quale, ipotesi audace ma non avventata di qualche moderno, fiorì la tragedia greca di [[Eschilo]]. Per queste e per altre ragioni ancora, la critica storica moderna sempre più concorda nel riconoscere in Zaratustra uno dei più alti, originali e possenti creatori di valori religiosi, morali e civili. (cap. XIII, p. 104)
*Durante il terribile assedio posto dai [[Goti]] di Vitige a Roma, difesa dai [[Impero bizantino|Bizantini]] di Belisario (marzo 537-marzo 538 d. C.) accadde un fatto stranissimo: una mattina furono ritrovate aperte le porte del [[tempio di Giano]] chiuse da secoli, da quando il Cristianesimo era diventato la sola religione ammessa dallo Stato. Evidentemente, c'erano ancora in Roma dei pagani, e questi avevano tentato di far rivivere il vecchio costume per il quale le porte del tempio del dio erano tenute aperte finché durasse la guerra. (cap. XIV, p. 110)
*Il tempio di Giano è il punto donde s'irraggia nel mondo la forza romana. [[Giano]] ne ha il dominio non in quanto dio della guerra (la guerra si fa dal suo tempio) ma in quanto dio dei cominciamenti, dei principi, degl'inizi<ref>Nel testo "indizi".</ref>. Finita la guerra, il tempio si chiude, il ciclo si è compiuto, la forza, esplicatasi, è tornata al suo punto di partenza. Nel tempio chiuso non siede né la Pace né la Guerra in senso proprio: siede la Forza che ha iniziato e concluso la guerra, che ha rotto la pace e l'ha ripristinata, che ora è in pace ma che però ha in sé la potenzialità di un'altra guerra, una Forza ambigua, dunque, a doppia, faccia, appunto come a doppia faccia era raffigurato Giano. Finché la guerra dura, il tempio è spalancato: esso attende che la Forza che si è partita da lui vi faccia ritorno vittoriosa. (cap. XIV, pp. 114-115)
*Se ci fu mai tempo in cui il pensiero della [[morte]] ebbe poco o nessun peso sulle preoccupazioni dei viventi, è certo il tempo in cui viviamo: questo è un fatto che nessuno contesta. Ma come e perché ci si è arrivati? (cap. XIX, p. 143)
==''Studi sul teatro contemporaneo''==
===[[Incipit]]===
Che l'arte sia, a suo modo, armonizzazione, organizzazione, sintesi, e cioè creazione e attività, è un punto sul quale è oggi raggiunto l'accordo. Ma quanti hanno pensato a fondo e interiormente realizzato tutto ciò che la definizione omai, a furia di essere ripetuta, trita e banale, arte=creazione, attività contiene? Ben pochi di sicuro. Se arte è attività e creazione, cioè produzione di sintesi non preesistente all'atto della sua produzione, segue che tanto v'ha d'arte in un'opera che d'arte vuol essere detta, quanto di originalità o novità: ciò che in essa v'ha di nuovo, di non originale, di vecchio, d'imitato o ispirato, consciamente o inconsciamente, da altre opere d'arte, corrisponde a momenti non di creazione ma di recezione, non di attività ma di passività, e perciò non è arte.
===Citazioni===
*Dà forma artistica alla [[Vita]] del tuo tempo, al tuo [[presente]]; vivi come presente in atto ed esprimilo artisticamente; sperimenta la Vita come presente, come informe, come [[problema]] e trovane la soluzione; vivi e risolvi i problemi del tuo tempo. (pp. 12-13)
*Ciò che fa [[artista]] l'artista non è lo sperimentare in sé i problemi come tali, ma il risolverli artisticamente. (p. 14)
*Più un'[[opera d'arte]] è profonda originale intensa, e più nella parola liberatrice e chiarificatrice che essa pronuncia tendono a risolversi ed annullarsi idealmente le opere d'arte sue contemporanee di profondità e ampiezza minori. (p. 20)
*Quali cose umane non sono esposte al pericolo della degenerazione? I [[Critico|critici]] dei critici vi porranno riparo. (p. 34)
*Il valore dell'opera d'arte è tutto e solo nella sua forma, nella sua espressione, nel suo stile, e cioè nella peculiarità intensità profondità vastità della sintesi che la costituisce. (p. 34)
*Niente diviene vecchio se non ciò che nacque vecchio. Ciò che nacque nuovo in eterno resta tale. (p. 34)
*Il [[critico]] dovrebbe, per poter dare un giudizio definitivo, rifare il corso del mondo sino all'opera d'arte da giudicare, in due parole, essere uguale a Dio. (p. 39)
*L'opera d'arte è una sintesi o un sistema di sintesi che nacquero vergini nuove originali: creazioni di rapporti non preesistenti come tali all'atto della loro creazione. Ma l'opera d'arte nata una volta entra nella circolazione del pensiero: è letta, studiata, imitata, copiata, ripetuta, sfruttata, saccheggiata. Con l'andare del tempo, le sintesiche la costituiscono come opera d'arte perdono l'aria di novità di originalità d'imprevisto che avevano nell'ora del loro primo apparire (pp. 40-41)
*Secondo [[Benedetto Croce|Croce]], nessun sostanziale e intimo rapporto rilega l'opera d'arte al proprio tempo. In quanto prodotto di una personalità estetica, l'opera d'arte è fuori del suo tempo e di tutti i tempi. Non si può fare [[storia dell'arte]] perché, essendo fuori del tempo, l'arte è fuori della storia. La critica deve contentarsi di saggi sparsi, di monografie isolate, consacrate ciascuna a delineare le caratteristiche e la genesi di una personalità estetica. (p. 45)
==Citazioni su Adriano Tilgher==
*Come una grida improvvisa della strada, un profumo repentino e dissolto o un'ombra o una luce sull'alto di un cornicione, o il trascorrere di certe velature sul paesaggio di Napoli primaverile, così il pensiero di Tilgher e le sue intuizioni nascono, balenano, scompaiono; lasciandoci dietro, spesso, qualche preziosa scoria di contraddizioni, di incongruenze, di idee sofferte o superate o, come diceva [[Benedetto Croce|Croce]] del modo di ragionare di [[Enrico De Nicola|Enrico de Nicola]], di idee consunte da una critica dall'interno, logorate dal loro stesso acido.<br>È proprio in questo che Tilgher ci appare un vero napoletano. ([[Giovanni Artieri]])
*Secondo il suo pensiero il ventesimo secolo, o per lo meno quella parte di secolo a cui si era allora arrivati, intendeva attuare la vita come attività pura e illimitata, al di fuori di tutti gli schemi e le costruzioni della storia, del passato, dell'esperienza ormai abusata e logora e immobile. Pertanto l'[[arte moderna]], a giudizio del Tilgher, si proponeva d'investigare i rapporti tra verità e falsità, tra vita reale ed esistenza della fantasia, tra il reale concreto e oggettivo e la irrealtà che coabita negli spiriti e nelle coscienze. In cima, pertanto, di questa scala di tentativi per spiegarsi il mondo umano, il critico poneva due autori italiani contemporanei: [[Luigi Pirandello]] e [[Pier Maria Rosso di San Secondo|Rosso di San Secondo]]. ([[Salvatore Battaglia]]).
*Si deve, prima di tutti, ad Adriano Tilgher la conoscenza in Italia di [[Oswald Spengler|Spengler]], grazie soprattutto alla sua antologia sui relativisti contemporanei. Tilgher può anzi considerarsi lo «Spengler italiano». Molte sono le assonanze tra il pensatore italiano e l'autore del ''Tramonto dell'Occidente'': dal relativismo storico-filosofico all'analisi comparata di cultura e avvenimenti, arte e civiltà, dal senso della decadenza alla categoria «faustiana». Tilgher, anzi, rivendicò la priorità cronologica, e comunque l'autonomia, del suo pensiero rispetto a quello spengleriano. ([[Marcello Veneziani]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherFilosofiAntichi/mode/1up Filosofi antichi]'', Casa editrice "Atanòr", Todi, 1921.
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherMisticheNuove/mode/1up Mistiche nuove e mistiche antiche]'', G. Bardi Editore, Roma, 1946.
*Adriano Tilgher, ''Studi sul teatro contemporaneo'', BiblioLife, LLC.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Tilgher, Adriano}}
[[Categoria:Critici teatrali italiani]]
[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
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Mosè
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Spinoziano
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[[File:Guido Reni - Moses with the Tables of the Law - WGA19289.jpg|thumb|''Mosè con le tavole della legge'' ([[Guido Reni]], 1624 ca.)]]
'''Mosè''', personaggio biblico, profeta e condottiero.
==Citazioni di Mosè==
{{cronologico}}
===''[[Libro dell'Esodo|Esodo]]''===
*Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il [[Rovo ardente|roveto]] non brucia?
*Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall'Egitto gli Israeliti?
*Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?
*Mio Signore, io non sono un buon parlatore; non lo sono mai stato prima e neppure da quando tu hai cominciato a parlare al tuo servo, ma sono impacciato di bocca e di lingua.
===''[[Numeri (Bibbia)|Numeri]]''===
*Perché hai trattato così male il tuo servo? Perché non ho trovato grazia ai tuoi occhi, tanto che tu mi hai messo addosso il carico di tutto questo popolo? L'ho forse concepito io tutto questo popolo? O l'ho forse messo al mondo io perché tu mi dica: Pòrtatelo in grembo, come la balia porta il bambino lattante, fino al paese che tu hai promesso con giuramento ai suoi padri? Da dove prenderei la carne da dare a tutto questo popolo? Perché si lamenta dietro a me, dicendo: Dacci da mangiare carne! Io non posso da solo portare il peso di tutto questo popolo; è un peso troppo grave per me. Se mi devi trattare così, fammi morire piuttosto, fammi morire, se ho trovato grazia ai tuoi occhi; io non veda più la mia sventura!
*Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore dare loro il suo spirito!
*Ora se fai perire questo popolo come un solo uomo, le nazioni che hanno udito la tua fama, diranno: Siccome il Signore non è stato in grado di far entrare questo popolo nel paese che aveva giurato di dargli, li ha ammazzati nel deserto. Ora si mostri grande la potenza del mio Signore, perché tu hai detto: Il Signore è lento all'ira e grande in bontà, perdona la colpa e la ribellione, ma non lascia senza punizione; castiga la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione. Perdona l'iniquità di questo popolo, secondo la grandezza della tua bontà, così come hai perdonato a questo popolo dall'Egitto fin qui.
===''[[Deuteronomio]]''===
*''Voglio proclamare il nome del Signore: | date gloria al nostro Dio! | Egli è la Roccia; perfetta è l'opera sua; | tutte le sue vie sono giustizia; | è un Dio verace e senza malizia; | Egli è giusto e retto.''
*''Perché porzione del Signore è il suo popolo, | Egli lo trovò in terra deserta, | in una landa di ululati solitari. | Lo circondò, lo allevò, | lo custodì come pupilla del suo occhio. | Come un'aquila che veglia la sua nidiata, | che vola sopra i suoi nati, | egli spiegò le ali e lo prese, | lo sollevò sulle sue ali.''
*''Certo egli ama i popoli; | tutti i suoi [[Santo|santi]] sono nelle tue mani, | mentre essi, accampati ai tuoi piedi, | ricevono le tue parole.''
*{{NDR|[[Ultime parole]]}} ''Te beato, Israele! Chi è come te, | popolo salvato dal Signore? | Egli è lo scudo della tua difesa | e la spada del tuo trionfo. | I tuoi nemici vorranno adularti, | ma tu calcherai il loro dorso.''
===''[[Salmi]]''===
*''Signore, tu sei stato per noi un rifugio | di generazione in generazione. | Prima che nascessero i monti | e la terra e il mondo fossero generati, | da sempre e per sempre tu sei, Dio.''
*''Gli anni della nostra vita sono settanta, | ottanta per i più robusti, | ma quasi tutti sono fatica, dolore; | passano presto e noi ci dileguiamo. | Chi conosce l'impeto della tua ira, | tuo sdegno, con il timore a te dovuto? | Insegnaci a contare i nostri giorni | e giungeremo alla sapienza del cuore.''
*''Volgiti, Signore; fino a quando? | Muoviti a pietà dei tuoi servi. | Saziaci al mattino con la tua grazia: | esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni. | Rendici la gioia per i giorni di afflizione, | per gli anni in cui abbiamo visto la sventura. | Si manifesti ai tuoi servi la tua opera | e la tua gloria ai loro figli. | Sia su di noi la bontà del Signore, nostro Dio: | rafforza per noi l'opera delle nostre mani, | l'opera delle nostre mani rafforza.''
==Citazioni su Mosè==
*Gli inizi dello jahvismo sono dominati dalla personalità di Mosè. Egli è stato l'iniziatore religioso del popolo e il suo primo legislatore. Le tradizioni anteriori, che sfociano in lui, e il ricordo degli avvenimenti che egli ha diretti sono diventati l'epopea nazionale; la religione di Mosè ha segnato per sempre la fede e le pratiche del popolo; la legge di Mosè è restata la sua norma. Gli adattamenti imposti dal cambiamento dei tempi avvennero secondo il suo spirito e si coprirono della sua autorità. Importa poco che noi non possiamo attribuirgli con sicurezza la redazione di nessuno dei testi del [[Pentateuco]]: egli ne è il personaggio centrale e la tradizione giudaica aveva ragione di chiamare il Pentateuco il libro della legge di Mosè. (''[[La Bibbia di Gerusalemme]]'')
*Il più illustre fra i grandi personaggi balbuzienti è senza dubbio Mosè, e chi di ciò fosse stato ignaro troverà certamente assai strano che quel grande profeta e apostolo del Signore incaricato di andare a persuadere con belle parole Faraone a lasciar libero Israele, dovesse essere balbuziente! Eppure questo grave difetto della sua loquela ci è attestato dalla Bibbia, nei capitoli IV e VI dell'''Esodo'', dove tra le altre cose lo stesso Mosè spiega la propria balbuzie dicendo: «Io sono incirconciso nelle labbra». ([[Carlo Mascaretti]])
*L'assiriologia ha messo in chiaro che la storia di Mosè fu in parte copiata da quella dell'accadiano [[Sargon di Akkad|re Sargon]], che «nacque in luogo deserto, venne messo dalla propria madre in un paniere di giunchi, lanciato nel fiume, raccolto ed educato da uno straniero, dopo il quale diventò re», e ciò mille e più anni prima di Mosè. ([[Emilio Bossi]])
*Mosè. Quest'uomo che tanto ha dato al ciclismo in Italia e nel mondo. ([[Giobbe Covatta]])
*Mosè dice che il Creatore del mondo ha eletto il popolo ebreo, veglia esclusivamente su di esso, di esso si preoccupa, ad esso rivolge tutta intera la sua attenzione. Quanto agli altri popoli, come e da quali Dei sieno governati, di ciò Mosè non fa nessuna questione: troppo, forse, gli sembra di lasciare che anche essi godano il sole e la luna. ([[Flavio Claudio Giuliano]])
*Mosè vide ardere il roveto ''prima'' di udire la voce e di riceverne l'incarico. Il profeta è l'avamposto all'estremo confine; non ha il sapere del sacerdote, ma è nella materia. «Una fiamma io sono di certo.» Mosè sull'Oreb, Giovanni sulla strada di Patmo: è lì che comincia l'indifferenziato. Lì può essere che, così come vi è ''un solo'' uomo, vi sia ''un solo'' elemento «Questo sei tu»<ref>Citazione dalla ''[[Chāndogya Upaniṣad]]'': è uno dei quattro [[w:Mahāvākya|Mahāvākya]], i Grandi Detti delle ''[[Upaniṣad]]''.</ref>. ([[Ernst Jünger]])
*Noi non neghiamo il valore della profezia di Mosè, ma ci basiamo anche su di essa per mostrare le vicende di [[Gesù]]. ([[Origene di Alessandria]])
*Partirono entrambi e, dopo essere saliti su una nave, quello {{NDR|[[al-Khidr]]}} vi produsse una falla. Chiese {{NDR|Mosè}}: «Hai prodotto la falla per far annegare tutti quanti? Hai certo commesso qualcosa di atroce!».<br>Rispose: «Non ti avevo detto che non avresti avuto pazienza insieme con me?».<br>Disse: «Non essere in collera per la mia dimenticanza e non impormi una prova troppo difficile».<br>Continuarono insieme e incontrarono un giovanetto che [quello] uccise. Insorse: «Hai ucciso un incolpevole, senza ragione di giustizia? Hai certo commesso un’azione orribile».<br>Rispose: «Non ti avevo detto che non avresti avuto pazienza insieme con me?».<br>Disse: «Se dopo di ciò ancora ti interrogherò, non mi tenere più insieme con te. Ti prego di scusarmi».<br>Continuarono insieme e giunsero nei pressi di un abitato. Chiesero da mangiare agli abitanti, ma costoro rifiutarono l’ospitalità. S’imbatterono poi in un muro che minacciava di crollare e [quello] lo raddrizzò. Disse: «Potresti ben chiedere un salario per quello che hai fatto».<br>Disse: «Questa è la separazione. Ti spiegherò il significato di ciò che non hai potuto sopportare con pazienza.<br>Per quel che riguarda la nave, apparteneva a povera gente che lavorava sul mare. L’ho danneggiata perché li inseguiva un tiranno che l’avrebbe presa con la forza.<br>Il giovane aveva padre e madre credenti, abbiamo voluto impedire che imponesse loro ribellione e miscredenza e abbiamo voluto che il loro Signore desse loro in cambio [un figlio] più puro e più degno di affetto.<br>Il muro apparteneva a due orfani della città e alla sua base c’era un tesoro che apparteneva loro. Il loro padre era uomo virtuoso e il tuo Signore volle che raggiungessero la loro età adulta e disseppellissero il loro tesoro; segno questo della misericordia del tuo Signore. Io non l’ho fatto di mia iniziativa. Ecco quello che non hai potuto sopportare con pazienza» (''[[Corano]]'')
*Si troverà subito che, fra i condottieri {{NDR|greci}}, i più crudeli e perversi hanno usato contro gli autori delle più gravi ingiurie maggior clemenza che non Mosè contro chi non aveva alcun torto. ([[Flavio Claudio Giuliano]])
*Sono stufo dei fottutissimi media! È colpa loro se ci troviamo in questi casini. E se Mosè avesse avuto tra le palle sondaggi e telecamere, quando mai lo portava il suo popolo fuori dall'Egitto?! (''[[La seconda guerra civile americana]]'')
===''[[Bibbia]]''===
{{cronologico}}
*La donna concepì e partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto per tre mesi. Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese un cestello di papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi mise dentro il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo. [...] Ora la [[Bithia (Bibbia)|figlia del faraone]] scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle passeggiavano lungo la sponda del Nilo. Essa vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo. L'aprì e vide il bambino: ecco, era un fanciullino che piangeva. [...] Egli divenne un figlio per lei ed ella lo chiamò Mosè, dicendo: "Io l'ho salvato dalle acque!" (''[[Libro dell'Esodo]]'')
*Mosè rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti senza mangiar pane e senza bere acqua. Il Signore scrisse sulle tavole le parole dell'alleanza, le dieci parole. Quando Mosè scese dal monte [[Monte Sinai biblico|Sinai]] – le due tavole della Testimonianza si trovavano nelle mani di Mosè mentre egli scendeva dal monte – non sapeva che la pelle del suo viso era diventata raggiante, poiché aveva conversato con lui. (''[[Libro dell'Esodo]]'')
*[[Miriam (Esodo)|Maria]] e [[Aronne]] parlarono contro Mosè a causa della donna etiope che aveva sposata; infatti aveva sposato una Etiope. Dissero: "Il Signore ha forse parlato soltanto per mezzo di Mosè? Non ha parlato anche per mezzo nostro?". Il Signore udì. Ora Mosè era molto più mansueto di ogni uomo che è sulla terra. [...] Il Signore disse: "''Ascoltate le mie parole! | Se ci sarà un vostro profeta, io, il Signore, | in visione a lui mi rivelerò, | in sogno parlerò con lui. | Non così per il mio servo Mosè: | egli è l'uomo di fiducia in tutta la mia casa. | Bocca a bocca parlo con lui, | in visione e non con enigmi | ed egli guarda l'immagine del Signore. | Perché non avete temuto | di parlare contro il mio servo Mosè?''". (''[[Numeri (Bibbia)|Numeri]]'')
*Non è più sorto in Israele un profeta come Mosè – lui con il quale il Signore parlava faccia a faccia – per tutti i segni e prodigi che il Signore lo aveva mandato a compiere nel paese di Egitto, contro il faraone, contro i suoi ministri e contro tutto il suo paese, e per la mano potente e il terrore grande con cui Mosè aveva operato davanti agli occhi di tutto Israele. (''[[Deuteronomio]]'')
*''Dimenticarono Dio che li aveva salvati, | che aveva operato in Egitto cose grandi, | meraviglie nella terra di Cam, | cose terribili presso il Mar Rosso. | Ed egli li avrebbe sterminati, | se Mosè, il suo eletto, | non si fosse posto sulla breccia davanti a lui | per impedire alla sua collera di distruggerli.'' (''[[Salmi]]'')
*''Essa<ref name="sapienza">La sapienza.</ref> liberò un popolo santo e una stirpe senza macchia | da una nazione di oppressori. | Entrò nell'anima di un servo del Signore | e si oppose con prodigi e con segni a terribili re.'' (''[[Libro della Sapienza]]'')
*''Essa<ref name="sapienza" /> fece riuscire le loro imprese | per mezzo di un santo profeta: | attraversarono un deserto inospitale, | fissarono le tende in terreni impraticabili, | resistettero agli avversari, respinsero i nemici.'' (''[[Libro della Sapienza]]'')
*''Da lui fece sorgere<ref>Da Giacobbe, Dio fece sorgere.</ref> un uomo di pietà, | che riscosse una stima universale | e fu amato da Dio e dagli uomini: | Mosè, il cui ricordo è benedizione. | Lo rese glorioso come i santi | e lo rese grande a timore dei nemici. | Per la sua parola fece cessare i prodigi | e lo glorificò davanti ai re; | gli diede autorità sul suo popolo | e gli mostrò una parte della sua gloria. | Lo santificò nella fedeltà e nella mansuetudine; | lo scelse fra tutti i viventi. | Gli fece udire la sua voce; | lo introdusse nella nube oscura | e gli diede a faccia a faccia i [[Dieci comandamenti|comandamenti]], | legge di vita e di intelligenza, | perché spiegasse a Giacobbe la sua alleanza, | i suoi decreti a Israele.'' (''[[Siracide]]'')
*''Allora si ricordarono dei giorni antichi, | di Mosè suo servo. | Dov'è colui che fece uscire dall'acqua del Nilo | il pastore del suo gregge? | Dov'è colui che gli pose nell'intimo | il suo santo spirito; | colui che fece camminare alla destra di Mosè | il suo braccio glorioso, | che divise le acque davanti a loro | facendosi un nome eterno; | colui che li fece avanzare tra i flutti | come un cavallo sulla steppa?'' (''[[Libro di Isaia]]'')
*''Per mezzo di un profeta il Signore | fece uscire Israele dall'Egitto | e per mezzo di un profeta lo custodì.'' (''[[Libro di Osea]]'')
*[[Gesù]] prese con sé [[Pietro apostolo|Pietro]], [[Giacomo il Maggiore|Giacomo]] e [[Giovanni apostolo ed evangelista|Giovanni]] suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu [[Trasfigurazione di Gesù|trasfigurato]] davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed [[Elia]], che conversavano con lui. Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: "Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia". (''[[Vangelo secondo Matteo]]'')
*Non crediate che sia io ad accusarvi davanti al Padre; c'è già chi vi accusa, Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza. Se credeste infatti a Mosè, credereste anche a me; perché di me egli ha scritto. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole? ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Giovanni]]'')
*Perciò, fratelli santi, partecipi di una vocazione celeste, fissate bene lo sguardo in Gesù, l'apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo, il quale è fedele a colui che l'ha costituito, come lo fu anche Mosè in tutta la sua casa. Ma in confronto a Mosè, egli è stato giudicato degno di tanta maggior gloria, quanto l'onore del costruttore della casa supera quello della casa stessa. Ogni casa infatti viene costruita da qualcuno; ma colui che ha costruito tutto è Dio. In verità Mosè fu fedele in tutta la sua casa come servitore, per rendere testimonianza di ciò che doveva essere annunziato più tardi; Cristo, invece, lo fu come figlio costituito sopra la sua propria casa. (''[[Lettera agli Ebrei]]'')
*Per fede Mosè, appena nato, fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché videro che il bambino era bello; e non ebbero paura dell'editto del re. Per fede Mosè, divenuto adulto, rifiutò di esser chiamato figlio della figlia del faraone, preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio piuttosto che godere per breve tempo del peccato. Questo perché stimava l'obbrobrio di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d'Egitto; guardava infatti alla ricompensa. Per fede lasciò l'Egitto, senza temere l'ira del re; rimase infatti saldo, come se vedesse l'invisibile. Per fede celebrò la pasqua e fece l'aspersione del sangue, perché lo sterminatore dei primogeniti non toccasse quelli degli Israeliti. (''[[Lettera agli Ebrei]]'')
===[[Cesare Cantù]]===
*Mosè pregò da Dio: «Fammi passare sotto gli occhi quanto v'ha di buono; fatti conoscere a me; mostrami i tuoi sentieri»: e dalla verità de' dogmi dedusse la santità della morale.
*Origini d'un popolo son quelle stesse del mondo, e Mosè le raccontò in undici brevi capitoli. Tutte le genti pretendono essere le più antiche; ma quando vengono a spiegarci i primitivi loro tempi, li riempiono di cicli astronomici e di mitologici avvenimenti. Mosè no. L'onnipotente e libera volontà di un Dio crea istantaneamente la materia; dappoi successivamente le dà ordine, e vita; e dopò i pesci e i rettili e i volatili e i quadrupedi, ultimo produce l'uomo, del quale sono annoverate le famiglie fino a quell'[[Abramo]] che è stipite della gente ebrea.
*Perché un branco di schiavi risalisse alla dignità di popolo, Mosè dovea insegnargli un passato, costituirne il presente, preparargli l'avvenire: e poiché senza storia non v'è popolo, il gran legislatore espose al suo le proprie origini.
===[[Salvatore Minocchi]]===
*«Chày Jahvéh», ''Viva [[Yahweh|Jahvé]]''; ecco il grido di guerra con cui Mosè dovette agitare i connazionali verso la ribellione e la libertà, come due mil'anni dopo, [[Maometto]] suscitava l'incendio degli Arabi nel nome di Allah.
*Egli appartiene al novero dei pochi spiriti magni, il [[Gautama Buddha|Budda]], [[Socrate]], [[Gesù]], [[Zarathustra|Zaratustra]], rivelazioni e incarnazioni del Divino nell'uomo, che il genere umano non potrà mai dimenticare nella eterna faticosa ascensione verso la sua divinità.
*Il tratto di un bambino deposto da' genitori in una cestella sulle acque in riva al fiume, e quindi tratto e cresciuto alla provvidenziale missione cui è destinato, è un motivo mitologico ovvio nella vita degli antichi eroi e semidei, che, molti secoli innanzi la tradizione biblica intorno a Mosè, i Babilonesi avevano per esempio applicato al loro vecchio e gran re Sargon di Agade. E chi non rammenta la giovinezza di Edipo di Romolo e Remo?
*La importanza di Mosè, iniziatore insieme religioso e politico, di gran lunga oltrepassa i confini del Giudaismo in cui, dopo l'esilio di Babilonia, fu incarnato il pensiero dei profeti. Questo semplice e appassionato figlio del deserto è uno degli uomini più perfetti che siano mai apparsi nella storia; a rimanerne persuasi basta il fatto che, dopo non molto più di tremil'anni, nel giro di circa ottanta generazioni, ottocento milioni di anime – Israeliti, Cristiani e Musulmani – metà dell'uman genere, in Mosè riconoscono il primo dei loro profeti.
==Note==
<references />
==Filmografia==
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*''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956)
*''[[Mosè (miniserie televisiva 1974)|Mosè]]'' (1974)
*''[[Mosè (miniserie televisiva 1995)|Mosè]]'' (1995)
*''[[Il principe d'Egitto]]'' (1998)
*''[[Exodus - Dei e re]]'' (2014)
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==Voci correlate==
{{div col}}
*[[Iochebed]] – madre
*[[Levi (patriarca)|Levi]] – nonno materno
*[[Bithia (Bibbia)|Bithia]] – madre adottiva <small>(nella Bibbia)</small>
*[[Asiya]] – madre adottiva <small>(nel Corano)</small>
*[[Aronne]] – fratello
*[[Miriam (Esodo)|Miriam]] – sorella
*[[Sefora]] – moglie
*[[Gherson]] – figlio
*[[Bastone di Mosè]]
*[[Legge mosaica]]
*[[Passaggio del mar Rosso]]
*[[Tavole della Legge]]
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Condottieri biblici]]
[[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Paradiso)]]
[[Categoria:Profeti ebraici]]
[[Categoria:Salmisti biblici]]
[[Categoria:Santi dell'Antico Testamento]]
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Silvia Ziche
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[[File:Lucca2010 Ziche.jpg|thumb|Silvia Ziche]]
'''Silvia Ziche''' (1967 – vivente), fumettista italiana.
==Citazioni di Silvia Ziche==
*Certo che sono [[single]] per scelta. Di un altro, però.<ref>Citato in [[Gino e Michele]], [[Matteo Molinari]], ''Le Formiche: anno terzo'', Zelig Editore, 1995, § 1615.</ref>
*Credo che chiunque voglia raccontare delle storie debba leggere. E se vuole raccontare storie a fumetti, non deve limitarsi a leggere fumetti. La struttura, la costruzione di una trama o di una storia la si può apprendere da [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]], anche se poi si andrà a raccontare una storia con Topolino [...].<ref name=RaiLibro>Dall'intervista di Stas' Gawronski, [http://www.railibro.rai.it/interviste.asp?id=51 ''Silvia Ziche: una vignetta e due parole'', RaiLibro.rai.it].</ref>
*Io scrivo delle storie a fumetti comiche. Per arrivare a farlo, sono passata anche per [[Italo Svevo|Svevo]] e [[Italo Calvino|Calvino]], [[Carlo Emilio Gadda|Gadda]] e [[Jorge Luis Borges|Borges]], [[Samuel Beckett|Beckett]], [[Raymond Queneau|Queneau]], [[Kurt Vonnegut|Vonnegut]]. I russi dell'ottocento. [[Laurence Sterne|Sterne]]. [[Alessandro Manzoni|Manzoni]]. [[Gustave Flaubert|Flaubert]]. [[Stendhal]]. [[Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos|Laclos]]. [[Nabokov]]. [[Luigi Meneghello|Meneghello]]. E poi gli americani contemporanei, [[Philip Roth]], [[Don DeLillo]].<ref name=RaiLibro/>
*Mi piace l'umorismo scorretto e spiazzante di [[Leo Ortolani]]. Spesso mi ritrovo a pensare: questa avrei voluto scriverla io! A volte anche: questa avrei voluto avere il coraggio di scriverla io!<ref>Da ''[http://www.fumettologica.it/2014/01/rat-man-n-100-l-omaggio-degli-autori/4/ Rat-Man n.100: l'omaggio degli autori]'', ''[[Fumettologica]]'', 16 gennaio 2014.</ref>
*Non facciamo altro che parlare di noi stessi, è la malattia del secolo. Sempre più persone dichiarano: «sulla mia storia ci potrei scrivere un libro», e il più delle volte lo scrivono davvero, come se una saga familiare che non sia quella della famiglia Kennedy possa davvero interessare a qualcuno. La verità è che la nostra storia interessa solo noi, mentre ci interessano sempre meno le storie degli altri. Gli esploratori di una volta partivano alla ventura per raggiungere l'ombelico del mondo; noi ci siamo convinti inesorabilmente che il mondo sia il nostro ombelico.<ref>Da ''Prove tecniche di megalomania'', Rizzoli Lizard, Milano, 2009, cap. 4. ISBN 978-88-17-03528-6</ref>
*Per i [[Banda Bassotti|Bassotti]], il bianco diventa nero, e il nero bianco. Insomma, loro si sentono nel giusto, anche se il resto del mondo la pensa diversamente.<ref>Citato in Manin Giuseppina, ''[http://www.tempo-reale.net/2013/05/intervista-a-silvia-ziche/ Intervista a Silvia Ziche]'', ''tempo-reale.net'', 6 maggio 2013.</ref>
*{{NDR|I personaggi Disney}} Sono vivi dentro di me. Li vedo muoversi, agire. Quando penso le storie, mi sembra che siano loro a dirmi cosa vogliono fare.<ref>Dall'intervista di Massimiliano Maccaus, ''[http://www.facciunsalto.it/la-signora-dei-paperi-intervista-silvia-ziche/ La Signora dei Paperi]'', ''facciunsalto.it'', 20 ottobre 2013.</ref>
*Io devo tutto a [[Giorgio Cavazzano|Giorgio]] [Cavazzano], perché quando avevo 15 anni mi ha dato un consiglio che mi ha cambiato la vita: scrivi le tue storie. Mi diceva sempre: “Se non scrivi le storie per conto tuo avrai sempre bisogno di uno sceneggiatore”. Io ero sì una lettrice di fumetto ma soprattutto un’appassionata del disegno, eppure in quel momento capii che i fumetti erano disegno e scrittura, insieme. Farmi capire che sarei dovuta diventare autrice unica è stato il regalo più grande che potesse farmi. <ref>Dall'intervista di Andrea Fiamma, ''[https://fumettologica.it/2026/06/silvia-ziche-papernovela-fumetto-disney/ L’esperimento che è diventato un classico del fumetto Disney]'', ''[[Fumettologica|fumettologica.it]]'', 11 giugno 2026.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Fumettisti italiani|Ziche, Silvia]]
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Fumetto
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[[File:AmericasBestComics2229.jpg|thumb|Pagina di un fumetto statunitense del 1947]]
Citazioni sul '''fumetto'''.
==Citazioni==
*C'è tantissimo lavoro dietro a un fumetto. Se si deve disegnare un certo tipo di arma o uno scenario storico, bisogna leggere libri, sfogliare cataloghi, vedere film di genere. Un professionista non si inventa nulla. ([[Laura Zuccheri]])
*Il fumetto, con gli anni e per fortuna, è cambiato, in particolare per quel che riguarda l'atteggiamento del pubblico. Quando ho cominciato c'erano molte riserve e lo si considerava un mezzo di basso profilo culturale, cosa che, almeno per certi aspetti, era anche vera. Adesso invece è cresciuto il fumetto e, con esso, sono aumentati l'interesse e il riconoscimento del pubblico. ([[Giovan Battista Carpi]])
*Il fumetto è l'arte dell'ellissi. Venti pagine di un romanzo possono essere concentrate in una tavola. In compenso, c'è una certa rigidità grafica. ([[Daniel Pennac]])
*Il fumetto è qualcosa che non può essere cancellato, che non sparirà nel nulla e che esisterà sempre per gli appassionati. Per le persone che avranno ancora voglia di seguirlo, ma anche di creare nuove pubblicazioni, materiale originale. Ma il successo, quello vasto, quello in cui tu puoi pensare di avere un pubblico di migliaia o milioni di persone, è una prospettiva totalmente irrealistica. Primaria ragione è che un fumetto bisogna leggerlo, ma leggere oggi costa sempre più fatica. Io stesso, che sono del mestiere, a volte mi devo imporre di farlo dicendo: "Devo leggerlo! Mamma mia, non posso accendere la televisione?" ([[Antonio Serra]])
*Il fumetto possiede secondo me un potere narrativo particolare, connesso con la sua caratteristica di linguaggio a sé. Il fumetto, con poche vignette e a volte pochi tratti, ha il potere di ricostruire storie, personaggi, universi, ambienti. Ma a differenza del cinema, la durata, il tempo e anche il luogo di fruizione sono personali e legati al lettore, come per i libri scritti. Come nel cinema, anche nel fumetto le immagini sono di una rilevanza formidabile perché costituiscono il tessuto stesso della narrazione. Quindi sì, credo che il fumetto sia un bel linguaggio per raccontare storie, persone, fatti e luoghi. Certo il fumetto, soprattutto quello non ''mainstream'', cioè popolare, ha una libertà maggiore anche rispetto al cinema. È un linguaggio che prevede pochissime risorse, e anche poco spazio; le regole tutto sommato se le impone l’autore stesso, quindi credo ci possa essere una grande libertà. E forse per questo si possono raccontare anche storie e personaggi che al cinema non si vedrebbero mai, o che in letteratura potrebbero risultare incredibili e forse paradossali. Non so se il fumetto abbia un potere sovversivo, ma se così fosse... be', mi sembrerebbe galattico. ([[Vanna Vinci]])
*La gente compra i fumetti perché vuol leggere una bella storia, in cui testi e disegni siano fusi perfettamente. Nessuna delle due parti deve sopraffare l'altra, altrimenti ne risente la scorrevolezza e quindi la qualità. Naturalmente, esistono anche lettori (pochi) che acquistano i fumetti solo per i disegni — di solito a carattere illustrativo — e che non badano più di tanto alla narrazione. Beh, quello non è il mio pubblico. ([[Giancarlo Berardi]])
*Le vignette non hanno alcun significato profondo. Sono solo stupidi disegni per una risata di spiccioli. (''[[I Simpson (terza stagione)]]'')
*– Leggere fumetti ti ha fatto superare momenti difficili, Dave.<br/>– Cosa?<br/>– Tua madre ha ragione. E non solo perché ti offrivano evasione. Quelle pagine ti davano anche ottimismo.<br/>– I [[Supereroe|supereroi]] ti ricordavano tutti i mesi che ogni problema aveva una possibile soluzione e che arrendersi non era un'alternativa. Quale lezione migliore per la vita adulta? (''[[Kick-Ass 3]]'')
*Mi piace il mondo fantastico dei fumetti è fottutamente bizzarro cazzo. Qualcuno dice che alcune mie canzoni sono un po' dei cartoni. ([[Eminem]])
*Nel fumetto c'è poi un equivoco di fondo: esso viene spesso considerato una palestra per esercitazioni e virtuosismi grafici o comunque un mezzo che si afferma attraverso la pura immagine. Invece il fumetto è una forma di narrazione. ([[Giovan Battista Carpi]])
*Scrivo fumetti perché il loro è un medium sperimentale, che mi permette di sconvolgere qualsiasi regola. Me l'ha insegnato quel genio di [[Alan Moore]]. ([[Neil Gaiman]])
*Se qualcuno sceglie di fare un fumetto per poter comunicare le proprie fantasie, la propria comicità, o perché no, il proprio disagio, perché noi personaggi dovremmo considerarci inferiori a chi lo fa attraverso il cinema, o i libri, o il teatro? I sentimenti che può provare chi fa fumetti sono forse inferiori a quelli degli altri? E le sue esperienze hanno meno significato? Non credo. Un fumetto può essere bello o brutto, piacere, o non piacere, ma sarà sempre il frutto nato dall'esigenza di raccontare. E come tale va trattato. ([[Giacomo Bevilacqua]])
*– Secondo uno studio di Harvard, si può misurare la longevità di un uomo dalla prima cosa che ama leggere sul giornale del mattino.<br />– Be', io leggo sempre i necrologi.<br />– Cominci dalle vignette, vivrà di più. (''[[Murder at 1600 - Delitto alla Casa Bianca]]'')
*Sono convinto che i fumetti non debbano solo far ridere. Per questo nelle mie storie trovate lacrime, rabbia, odio, dolore e finali non sempre lieti. ([[Osamu Tezuka]])
*Un film è una macchina estremamente complessa e faticosa. Il fumetto, invece, è libero. Sereno. Si è solo in due, lo sceneggiatore e il disegnatore. E se vuoi mostrare qualcosa di spettacolare, che al cinema sarebbe costosissimo, in un albo a fumetti non devi nemmeno preoccuparti del budget. ([[Dario Argento]])
===''[[Unbreakable - Il predestinato]]''===
*Ai personaggi dei fumetti vengono spesso attribuite poteri speciali come l'invisibilità, vista a raggi X, cose di questo tipo. [...] È un'esagerazione della verità, forse basata su una cosa semplice come l'istinto.
*Ci sono 35 pagine e 124 illustrazioni in media in un fumetto. Una singola edizione oscilla dal valore di 1 dollaro a più di 140000. 172000 fumetti sono venduti negli Stati uniti ogni giorno. Più di 6278000 ogni anno. Il collezionista medio di fumetti ha 3312 fumetti e spenderà approssimativamente un anno della sua vita leggendo.
*Ho studiato a fondo il fumetto come forma espressiva. Ho passato un terzo della mia vita in un letto di ospedale senz'altro da fare che leggere. Ritengo i fumetti il nostro ultimo legame con una maniera antica di tramandare la storia. Gli egiziani disegnavano sui muri. C'è ancora nel mondo chi tramanda la conoscenza attraverso forme pittoriche. I fumetti potrebbero essere una forma di cui qualcuno in qualche luogo ha avuto percezione o esperienza. In seguito quelle esperienze e quella storia stritolavano la loro macchina commerciale e sono state resi avvincenti, vivacizzate, trasformate in vignette per la vendita.
*Nei fumetti sai come si fa a capire chi è il cattivo più temibile? È l'esatto opposto dell'eroe. E molto spesso sono amici, come io e te.
==Voci correlate==
*[[Fumettista]]
*[[Striscia a fumetti]]
*[[Vignetta]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Fumetto| ]]
[[Categoria:Generi letterari]]
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Fine del mondo
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[[File:Cristoforo de Predis 001.jpg|miniatura|upright=1.2|''Morte del Sole, della Luna, e caduta delle stelle'' (Cristoforo de Predis, XV sec.)]]
Citazioni sulla '''fine del mondo'''.
==Citazioni==
*Abbiamo perso il [[futuro]] {{NDR|e quindi il mondo è già finito}}. Gli scenari della "fine del mondo" cambiano, ma la perdita del futuro è dentro di noi e noi ne siamo i portatori, anche se non condividiamo le ragioni di chi immagina un avvenire di catastrofi e magari non le conosciamo nemmeno. Viviamo in un mondo che fa sempre più fatica a guardare oltre il proprio presente: perfino in quelle attività umane, come la letteratura e le arti, di cui in passato si pensava che dovessero tendere al [[sublime]], cioè a qualcosa di eterno. ([[Sebastiano Vassalli]])
*Bisogna pensare in maniera paradossale. Non è che noi stiamo andando verso la fine del mondo, la fine del mondo è già avvenuta. Resti con noi. ([[Eugenio Barba]])
*Come tutti i grandi avvenimenti di quaggiù, la «fine del mondo» arriverà per opera di un «ottuso», di un folle... mediocre. ([[Emil Cioran]])
*''Così finisce il mondo | Non in un baccano ma in un piagnisteo.'' ([[Thomas Stearns Eliot]])
*Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Matteo]]'')
*È arrivata la fine del mondo e sta andando tutto a rotoli. A meno che non vi piaccia leggere romanzi meravigliosi e pagarli poco. Se è così, allora potreste anche pensare che il mondo sta benone. ([[Nick Hornby]])
*Finirà quando dal seno della madre invece del latte uscirà il sangue. ([[Rosalinda Celentano]])
*Il lupo ingoierà il sole e ciò apparirà agli uomini una grande sventura. Poi l'altro lupo carpirà la luna e pure recherà gran rovina. Le stelle cadranno dal cielo. Avverrà poi che la terra intera tremerà e i monti, tanto che gli alberi si sradicheranno dalla terra e i monti rovineranno e tutti i vincoli e le catene si spezzeranno e si infrangeranno. Allora il lupo Fenrir sarà libero. ([[Snorri Sturluson]])
*La fine del mondo è giunta spesso, e continua a giungere spesso. Impietosa, implacabile, latrice di tenebra su tenebra, la fine del mondo è una cosa a cui siamo ben adusi, un fatto abituale, che abbiamo ritualizzato. È nostro dovere tentare di scordarcene in sua assenza, di riconciliarci con essa quando non è negabile, e di ricambiare il suo abbraccio quando infine viene a noi come fa sempre. ([[Jonathan Safran Foer]])
*Ma siccome i mortali, se bene in sul primo tempo di ciascun giorno racquistano alcuna parte di giovanezza, pure invecchiano tutto dì, e finalmente si estinguono; così l'universo, benché nel principio degli anni ringiovanisca, nondimeno continuamente invecchia. Tempo verrà, che esso universo, e la natura medesima, sarà spenta. E nel modo che di grandissimi regni ed imperi umani, e loro maravigliosi moti, che furono famosissimi in altre età, non resta oggi segno né fama alcuna; parimente del mondo intero, e delle infinite vicende e calamità delle cose create, non rimarrà pure un vestigio; ma un silenzio nudo, e una quiete altissima, empieranno lo spazio immenso. Così questo arcano mirabile e spaventoso dell'esistenza universale, innanzi di essere dichiarato né inteso, si dileguerà e perderassi. ([[Giacomo Leopardi]], ''[[Operette morali]]'')
*Nel destino di ogni uomo può esserci una fine del mondo fatta solo per lui. Si chiama [[disperazione]]. ([[Victor Hugo]])
*Nella fede ci è dato di sapere sia del ''[[diavolo]]'' che della ''fine del mondo''; ambedue sono in stretta correlazione, poiché il diavolo è la causa della fine del mondo: la temporalità avrebbe avuto un altro carattere se il male non vi avesse trovato accesso. Tramite lui il tempo dell'uomo che precede la fine del mondo è un tempo di decisione e, ultimamente, di divisione, un tempo in cui la fede si prova poiché genera la conoscenza e quindi anche la capacità di discernimento, e con la conoscenza delle vie del Signore anche quella delle vie che a lui si oppongono. ([[Adrienne von Speyr]])
*Quella che il [[bruco]] chiama la fine del mondo, il maestro la chiama una farfalla. ([[Richard Bach]])
*''Questa è la fine | La fine del mondo | Per cinquemila anni | Devi sicuramente averlo sentito | [[Nostradamus]], [[Gesù]], [[Gautama Buddha|Buddah]] e io | Abbiamo detto che stava per arrivare | Ora aspetta e guarda.'' ([[Bob Geldof]])
*Se tutta la dottrina di Gesù fosse stata la fede a una prossima fine del mondo, ora dormirebbe certamente nell'oblio. ([[Ernest Renan]])
*Si è scritto molto sulla fine del mondo. Centinaia di libri (e non pochi film) danno corpo ad apocalissi a tinte fosche e drammatiche, in cui l'uomo viene spesso dipinto come vittima inerme e innocente di forze ostili a lui superiori. [...] cercherò di spiegare come i veri pericoli da cui occorre guardarsi non siano quelli sbandierati da visionari e sedicenti esperti digiuni di scienza, ma quelli che siamo noi stessi a creare. [...] Ma è di gran lunga più comodo credere a Nostradamus o ai Maya che prendere atto del clima che cambia o delle risorse che cominciano a scarseggiare. ([[Mario Tozzi]])
*Uno degli scherzi dell'[[antropocentrismo]]: descrivere la fine della specie come implicante la morte della natura vegetale e animale, la fine stessa della Terra. La caduta dei cieli. Non esiste escatologia che non consideri la permanenza dell'uomo come essenziale alla permanenza delle cose. Si ammette che le cose possano cominciare ''prima'', ma ''non'' che possano finire ''dopo'' di noi. ([[Guido Morselli]])
===[[Stanisław Jerzy Lec]]===
*[[Ottimismo e pessimismo|L'ottimismo e il pessimismo]] si distinguono soltanto per la data della fine del mondo.
*Non aspettatevi troppo dalla fine del mondo!
*Tutti vorrebbero vivere fino alla fine del mondo, e qualcuno anche oltre.
==Voci correlate==
*[[Apocalisse]]
*[[Armageddon]]
*[[Fine]]
*[[Mondo]]
*[[Profezie sul 21 dicembre 2012]]
*[[Ragnarǫk]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Avversità]]
[[Categoria:Escatologia]]
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Libro di Ester
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Spinoziano
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{{Antico Testamento}}
'''''Libro di Ester''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana.
==[[Incipit]]==
[[Immagine:Esthermillais.jpg|thumb|upright=0.8|left|''Ester'' (J.E. Millais, 1865)]]
Nel secondo anno del regno del gran re [[Serse I di Persia|Assuero]], il giorno primo di Nisan, [[Mardocheo]] figlio di Iair, figlio di Simei, figlio di Kis, della tribù di Beniamino ebbe un sogno. Era un Giudeo che abitava nella città di Susa, uomo grande, che prestava servizio alla corte del re e proveniva dal gruppo degli esuli che [[Nabucodonosor II|Nabucodònosor]] re di Babilonia aveva deportato da Gerusalemme con Ieconìa re della Giudea. Questo era il suo sogno: ecco grida e tumulto, tuoni e terremoto, agitazione sulla terra. Ecco due enormi draghi avanzarono, pronti tutti e due alla lotta, e risuonò potente il loro sibilo. Al loro sibilo ogni nazione si preparò alla guerra, per combattere contro il popolo dei giusti. Ecco un giorno di tenebre e di caligine, di tribolazione e angustia, di malessere e grande agitazione sulla terra. Tutta la nazione dei giusti fu agitata: essi temevano la propria rovina, si prepararono a perire e gridarono a Dio. Ma dal loro grido sorse, come da una piccola fonte, un grande fiume, acque copiose. Spuntò la luce e il sole: gli [[umiltà|umili]] furono esaltati e divorarono i superbi. Mardocheo allora si svegliò: aveva visto questo sogno e che cosa Dio aveva deciso di fare; continuava a ripensarvi entro il suo cuore e cercava di comprenderlo, in ogni suo particolare, fino a notte.
==Citazioni==
*Anche la regina [[Vasti]] offrì un banchetto alle donne nella reggia del re Assuero. Il settimo giorno, il re che aveva il cuore allegro per il vino, ordinò [...] che conducessero davanti a lui la regina Vasti con la corona reale, per mostrare al popolo e ai capi la sua bellezza; essa infatti era di aspetto avvenente. Ma la regina Vasti rifiutò di venire, contro l'ordine che il re aveva dato per mezzo degli eunuchi; il re ne fu assai irritato e la collera si accese dentro di lui. Allora il re interrogò i sapienti, conoscitori dei tempi. [...] Domandò dunque: "Secondo la legge, che cosa si deve fare alla regina Vasti che non ha eseguito l'ordine datole dal re Assuero per mezzo degli eunuchi?". Memucàn rispose alla presenza del re e dei principi: "La regina Vasti ha mancato non solo verso il re, ma anche verso tutti i capi e tutti i popoli che sono nelle province del re Assuero. Perché quello che la regina ha fatto si saprà da tutte le donne e le indurrà a disprezzare i propri mariti; esse diranno: Il re Assuero aveva ordinato che si conducesse alla sua presenza la regina Vasti ed essa non vi è andata. Da ora innanzi le principesse di Persia e di Media che sapranno il fatto della regina ne parleranno a tutti i principi del re e ne verranno insolenze e irritazioni all'eccesso. Se così sembra bene al re, venga da lui emanato un editto reale da scriversi fra le leggi di Persia e di Media, sicché diventi irrevocabile, per il quale Vasti non potrà più comparire alla presenza del re Assuero e il re conferisca la dignità di regina ad un'altra migliore di lei. Quando l'editto emanato dal re sarà conosciuto nell'intero suo regno per quanto è vasto, tutte le donne renderanno onore ai loro mariti dal più grande al più piccolo". La cosa parve buona al re e ai principi. Il re fece come aveva detto Memucàn: mandò lettere a tutte le province del regno, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e ad ogni popolo secondo la sua lingua; perché ogni marito fosse padrone in casa sua e potesse parlare a suo arbitrio. (1, 9 – 22)
*[...] il re Assuero promosse [[Aman (personaggio biblico)|Amàn]] figlio di Hammedàta, l'Agaghita, alla più alta dignità e pose il suo seggio al di sopra di quelli di tutti i prìncipi che erano con lui. Tutti i ministri del re, che stavano alla porta del re, piegavano il ginocchio e si prostravano davanti ad Amàn, perché così aveva ordinato il re a suo riguardo. Ma [[Mardocheo]] non piegava il ginocchio né si prostrava. [...] Amàn [...] ne fu pieno d'ira; ma disdegnò di metter le mani addosso soltanto a Mardocheo, poiché gli avevano detto a quale popolo Mardocheo apparteneva. Egli si propose di distruggere il popolo di Mardocheo, tutti i Giudei che si trovavano in tutto il regno d'Assuero. (3, 1 – 6)
*[...] Mardocheo fece dare questa risposta a Ester: "Non pensare di salvare solo te stessa fra tutti i Giudei, per il fatto che ti trovi nella reggia. Perché se tu in questo momento taci, aiuto e liberazione sorgeranno per i Giudei da un altro luogo; ma tu perirai insieme con la casa di tuo padre. Chi sa che tu non sia stata elevata a regina proprio in previsione d'una circostanza come questa?". Allora Ester fece rispondere a Mardocheo: "Va', raduna tutti i Giudei che si trovano a Susa: digiunate per me, state senza mangiare e senza bere per tre giorni, notte e giorno; anch'io con le ancelle digiunerò nello stesso modo; dopo entrerò dal re, sebbene ciò sia contro la legge e, se dovrò perire, perirò!". (4, 13 – 16)
*Signore, Signore re, sovrano dell'universo, tutte le cose sono sottoposte al tuo potere e nessuno può opporsi a te nella tua volontà di salvare Israele. Tu hai fatto il cielo e la terra e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento. Tu sei il Signore di tutte le cose e nessuno può resistere a te, Signore. Tu conosci tutto; tu sai, Signore, che non per orgoglio, non per superbia né per vanagloria ho fatto il gesto di non prostrarmi davanti al superbo Amàn, perché avrei anche baciato la pianta dei suoi piedi per la salvezza d'Israele. Ma ho fatto ciò per non porre la gloria di un uomo al di sopra della gloria di Dio; non mi prostrerò mai davanti a nessuno se non davanti a te, che sei il mio Signore, e non farò così per superbia. Ora, Signore Dio, Re, Dio di Abramo, risparmia il tuo popolo! Perché mirano a distruggerci e bramano di far perire quella che è la tua eredità dai tempi antichi. Non trascurare la porzione che per te stesso hai liberato dal paese d'Egitto. Ascolta la mia preghiera e sii propizio alla tua eredità; cambia il nostro lutto in gioia, perché vivi possiamo cantare inni al tuo nome, Signore, e non lasciare scomparire la bocca di quelli che ti lodano. ([[Mardocheo]]: 4, 17b – 17h)
*Mio Signore, nostro re, tu sei l'unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso se non te, perché un grande pericolo mi sovrasta. Io ho sentito fin dalla mia nascita, in seno alla mia famiglia, che tu, Signore, hai scelto Israele da tutte le nazioni e i nostri padri da tutti i loro antenati come tua eterna eredità, e hai fatto loro secondo quanto avevi promesso. Ora abbiamo peccato contro di te e ci hai messi nelle mani dei nostri nemici, per aver noi dato gloria ai loro dèi. Tu sei giusto, Signore! Ma ora non si sono accontentati dell'amarezza della nostra schiavitù, hanno anche posto le mani sulle mani dei loro idoli, giurando di abolire l'oracolo della tua bocca, di sterminare la tua eredità, di chiudere la bocca di quelli che ti lodano e spegnere la gloria del tuo tempio e il tuo altare, di aprire invece la bocca delle nazioni a lodare gli idoli vani e a proclamare per sempre la propria ammirazione per un re di carne. Non consegnare, Signore, il tuo scettro a dèi che neppure esistono. Non abbiano a ridere della nostra caduta; ma volgi contro di loro questi loro progetti e colpisci con un castigo esemplare il primo dei nostri persecutori. ([[Ester (personaggio biblico)|Ester]]: 4, 17l – 17q)
*Ricordati, Signore; manifèstati nel giorno della nostra afflizione e a me da' coraggio, o re degli dèi e signore di ogni autorità. Metti nella mia bocca una parola ben misurata di fronte al leone e volgi il suo cuore all'odio contro colui che ci combatte, allo sterminio di lui e di coloro che sono d'accordo con lui. Quanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perché sono sola e non ho altri che te, Signore! Tu hai conoscenza di tutto e sai che io odio la gloria degli empi e detesto il letto dei non circoncisi e di qualunque straniero. Tu sai che mi trovo nella necessità, che detesto l'emblema della mia fastosa posizione che cinge il mio capo nei giorni in cui devo fare comparsa; lo detesto come un panno immondo e non lo porto nei giorni in cui mi tengo appartata. La tua serva non ha mangiato alla tavola di Amàn né ha onorato il banchetto del re né bevuto il vino delle libazioni. La tua serva da quando ha cambiato condizione fino ad oggi, non ha gioito di nulla, se non di te, Signore, Dio di Abramo. Dio, che su tutti eserciti la forza, ascolta la voce dei disperati e liberaci dalla mano dei malvagi; libera me dalla mia angoscia! ([[Ester (personaggio biblico)|Ester]]: 4, 17r – 17z)
*Mardocheo [...] mandò lettere a tutti i Giudei che erano in tutte le province del re Assuero, vicini e lontani, per stabilire che ogni anno celebrassero il quattordici e il quindici del mese di Adàr, perché giorni nei quali i Giudei ebbero tregua dagli attacchi dei nemici e il mese in cui il loro dolore era stato mutato in gioia, il loro lutto in festa, e perché facessero di questi giorni giorni di banchetto e di gioia, nei quali si mandassero regali scambievolmente e si facessero doni ai poveri. [...] Amàn infatti [...] aveva tramato contro i Giudei per distruggerli e aveva gettato il ''pur'', cioè la sorte, per confonderli e farli perire; ma quando Ester si fu presentata al re, questi ordinò con documenti scritti che la scellerata trama di Amàn contro i Giudei fosse fatta ricadere sul capo di lui e che egli e i suoi figli fossero impiccati al palo. Perciò quei giorni furono chiamati ''[[Purim]]'' dalla parola ''pur''. (9, 20 – 26)
==[[Explicit]]==
Nell'anno quarto di [[Tolomeo VIII|Tolomeo]] e di [[Cleopatra II|Cleopatra]], Dositeo, che diceva di essere sacerdote e levita, e Tolomeo suo figlio, portarono in Egitto la presente lettera sui ''Purim'', affermando che si trattava della lettera autentica tradotta da Lisimaco, figlio di Tolomeo, uno dei residenti in Gerusalemme.
==Bibliografia==
*''[https://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Antico Testamento|Ester]]
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{{Antico Testamento}}
'''''Libro di Ester''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana.
==[[Incipit]]==
[[Immagine:Esthermillais.jpg|thumb|upright=0.8|left|''Ester'' (J.E. Millais, 1865)]]
Nel secondo anno del regno del gran re [[Serse I di Persia|Assuero]], il giorno primo di Nisan, [[Mardocheo]] figlio di Iair, figlio di Simei, figlio di Kis, della tribù di Beniamino ebbe un sogno. Era un Giudeo che abitava nella città di Susa, uomo grande, che prestava servizio alla corte del re e proveniva dal gruppo degli esuli che [[Nabucodonosor II|Nabucodònosor]] re di Babilonia aveva deportato da Gerusalemme con Ieconìa re della Giudea. Questo era il suo sogno: ecco grida e tumulto, tuoni e terremoto, agitazione sulla terra. Ecco due enormi draghi avanzarono, pronti tutti e due alla lotta, e risuonò potente il loro sibilo. Al loro sibilo ogni nazione si preparò alla guerra, per combattere contro il popolo dei giusti. Ecco un giorno di tenebre e di caligine, di tribolazione e angustia, di malessere e grande agitazione sulla terra. Tutta la nazione dei giusti fu agitata: essi temevano la propria rovina, si prepararono a perire e gridarono a Dio. Ma dal loro grido sorse, come da una piccola fonte, un grande fiume, acque copiose. Spuntò la luce e il sole: gli [[umiltà|umili]] furono esaltati e divorarono i superbi. Mardocheo allora si svegliò: aveva visto questo sogno e che cosa Dio aveva deciso di fare; continuava a ripensarvi entro il suo cuore e cercava di comprenderlo, in ogni suo particolare, fino a notte.
==Citazioni==
*Anche la regina [[Vasti]] offrì un banchetto alle donne nella reggia del re Assuero. Il settimo giorno, il re che aveva il cuore allegro per il vino, ordinò [...] che conducessero davanti a lui la regina Vasti con la corona reale, per mostrare al popolo e ai capi la sua bellezza; essa infatti era di aspetto avvenente. Ma la regina Vasti rifiutò di venire, contro l'ordine che il re aveva dato per mezzo degli eunuchi; il re ne fu assai irritato e la collera si accese dentro di lui. Allora il re interrogò i sapienti, conoscitori dei tempi. [...] Domandò dunque: "Secondo la legge, che cosa si deve fare alla regina Vasti che non ha eseguito l'ordine datole dal re Assuero per mezzo degli eunuchi?". Memucàn rispose alla presenza del re e dei principi: "La regina Vasti ha mancato non solo verso il re, ma anche verso tutti i capi e tutti i popoli che sono nelle province del re Assuero. Perché quello che la regina ha fatto si saprà da tutte le donne e le indurrà a disprezzare i propri mariti; esse diranno: Il re Assuero aveva ordinato che si conducesse alla sua presenza la regina Vasti ed essa non vi è andata. Da ora innanzi le principesse di Persia e di Media che sapranno il fatto della regina ne parleranno a tutti i principi del re e ne verranno insolenze e irritazioni all'eccesso. Se così sembra bene al re, venga da lui emanato un editto reale da scriversi fra le leggi di Persia e di Media, sicché diventi irrevocabile, per il quale Vasti non potrà più comparire alla presenza del re Assuero e il re conferisca la dignità di regina ad un'altra migliore di lei. Quando l'editto emanato dal re sarà conosciuto nell'intero suo regno per quanto è vasto, tutte le donne renderanno onore ai loro mariti dal più grande al più piccolo". La cosa parve buona al re e ai principi. Il re fece come aveva detto Memucàn: mandò lettere a tutte le province del regno, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e ad ogni popolo secondo la sua lingua; perché ogni marito fosse padrone in casa sua e potesse parlare a suo arbitrio. (1, 9 – 22)
*[...] il re Assuero promosse [[Aman (personaggio biblico)|Amàn]] figlio di Hammedàta, l'Agaghita, alla più alta dignità e pose il suo seggio al di sopra di quelli di tutti i prìncipi che erano con lui. Tutti i ministri del re, che stavano alla porta del re, piegavano il ginocchio e si prostravano davanti ad Amàn, perché così aveva ordinato il re a suo riguardo. Ma [[Mardocheo]] non piegava il ginocchio né si prostrava. [...] Amàn [...] ne fu pieno d'ira; ma disdegnò di metter le mani addosso soltanto a Mardocheo, poiché gli avevano detto a quale popolo Mardocheo apparteneva. Egli si propose di distruggere il popolo di Mardocheo, tutti i Giudei che si trovavano in tutto il regno d'Assuero. (3, 1 – 6)
*Allora Amàn disse al re Assuero: "Vi è un popolo segregato e anche disseminato fra i popoli di tutte le province del tuo regno, le cui leggi sono diverse da quelle di ogni altro popolo e che non osserva le leggi del re; non conviene quindi che il re lo tolleri. Se così piace al re, si ordini che esso sia distrutto; io farò passare diecimila talenti d'argento in mano agli amministratori del re, perché siano versati nel tesoro reale". (3, 8 – 9)
*[...] Mardocheo fece dare questa risposta a Ester: "Non pensare di salvare solo te stessa fra tutti i Giudei, per il fatto che ti trovi nella reggia. Perché se tu in questo momento taci, aiuto e liberazione sorgeranno per i Giudei da un altro luogo; ma tu perirai insieme con la casa di tuo padre. Chi sa che tu non sia stata elevata a regina proprio in previsione d'una circostanza come questa?". Allora Ester fece rispondere a Mardocheo: "Va', raduna tutti i Giudei che si trovano a Susa: digiunate per me, state senza mangiare e senza bere per tre giorni, notte e giorno; anch'io con le ancelle digiunerò nello stesso modo; dopo entrerò dal re, sebbene ciò sia contro la legge e, se dovrò perire, perirò!". (4, 13 – 16)
*Signore, Signore re, sovrano dell'universo, tutte le cose sono sottoposte al tuo potere e nessuno può opporsi a te nella tua volontà di salvare Israele. Tu hai fatto il cielo e la terra e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento. Tu sei il Signore di tutte le cose e nessuno può resistere a te, Signore. Tu conosci tutto; tu sai, Signore, che non per orgoglio, non per superbia né per vanagloria ho fatto il gesto di non prostrarmi davanti al superbo Amàn, perché avrei anche baciato la pianta dei suoi piedi per la salvezza d'Israele. Ma ho fatto ciò per non porre la gloria di un uomo al di sopra della gloria di Dio; non mi prostrerò mai davanti a nessuno se non davanti a te, che sei il mio Signore, e non farò così per superbia. Ora, Signore Dio, Re, Dio di Abramo, risparmia il tuo popolo! Perché mirano a distruggerci e bramano di far perire quella che è la tua eredità dai tempi antichi. Non trascurare la porzione che per te stesso hai liberato dal paese d'Egitto. Ascolta la mia preghiera e sii propizio alla tua eredità; cambia il nostro lutto in gioia, perché vivi possiamo cantare inni al tuo nome, Signore, e non lasciare scomparire la bocca di quelli che ti lodano. ([[Mardocheo]]: 4, 17b – 17h)
*Mio Signore, nostro re, tu sei l'unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso se non te, perché un grande pericolo mi sovrasta. Io ho sentito fin dalla mia nascita, in seno alla mia famiglia, che tu, Signore, hai scelto Israele da tutte le nazioni e i nostri padri da tutti i loro antenati come tua eterna eredità, e hai fatto loro secondo quanto avevi promesso. Ora abbiamo peccato contro di te e ci hai messi nelle mani dei nostri nemici, per aver noi dato gloria ai loro dèi. Tu sei giusto, Signore! Ma ora non si sono accontentati dell'amarezza della nostra schiavitù, hanno anche posto le mani sulle mani dei loro idoli, giurando di abolire l'oracolo della tua bocca, di sterminare la tua eredità, di chiudere la bocca di quelli che ti lodano e spegnere la gloria del tuo tempio e il tuo altare, di aprire invece la bocca delle nazioni a lodare gli idoli vani e a proclamare per sempre la propria ammirazione per un re di carne. Non consegnare, Signore, il tuo scettro a dèi che neppure esistono. Non abbiano a ridere della nostra caduta; ma volgi contro di loro questi loro progetti e colpisci con un castigo esemplare il primo dei nostri persecutori. ([[Ester (personaggio biblico)|Ester]]: 4, 17l – 17q)
*Ricordati, Signore; manifèstati nel giorno della nostra afflizione e a me da' coraggio, o re degli dèi e signore di ogni autorità. Metti nella mia bocca una parola ben misurata di fronte al leone e volgi il suo cuore all'odio contro colui che ci combatte, allo sterminio di lui e di coloro che sono d'accordo con lui. Quanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perché sono sola e non ho altri che te, Signore! Tu hai conoscenza di tutto e sai che io odio la gloria degli empi e detesto il letto dei non circoncisi e di qualunque straniero. Tu sai che mi trovo nella necessità, che detesto l'emblema della mia fastosa posizione che cinge il mio capo nei giorni in cui devo fare comparsa; lo detesto come un panno immondo e non lo porto nei giorni in cui mi tengo appartata. La tua serva non ha mangiato alla tavola di Amàn né ha onorato il banchetto del re né bevuto il vino delle libazioni. La tua serva da quando ha cambiato condizione fino ad oggi, non ha gioito di nulla, se non di te, Signore, Dio di Abramo. Dio, che su tutti eserciti la forza, ascolta la voce dei disperati e liberaci dalla mano dei malvagi; libera me dalla mia angoscia! (Ester: 4, 17r – 17z)
*Il re e Amàn andarono dunque al banchetto con la regina Ester. Il re anche questo secondo giorno disse a Ester, mentre si beveva il vino: "Qual è la tua richiesta, regina Ester? Ti sarà concessa. Che desideri? Fosse anche la metà del regno, sarà fatto!". Allora la regina Ester rispose: "Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, o re, e se così piace al re, la mia richiesta è che mi sia concessa la vita e il mio desiderio è che sia risparmiato il mio popolo. Perché io e il mio popolo siamo stati venduti per essere distrutti, uccisi, sterminati. Ora, se fossimo stati venduti per diventare schiavi e schiave, avrei taciuto; ma il nostro avversario non potrebbe riparare al danno fatto al re con la nostra morte". Subito il re Assuero disse alla regina Ester: "Chi è e dov'è colui che ha pensato di fare una cosa simile?". Ester rispose: "L'avversario, il nemico, è quel malvagio di Amàn". Allora Amàn fu preso da terrore alla presenza del re e della regina. Il re incollerito si alzò dal banchetto e uscì nel giardino della reggia, mentre Amàn rimase per chiedere la grazia della vita alla regina Ester, perché vedeva bene che da parte del re la sua rovina era decisa. Poi tornò dal giardino della reggia nel luogo del banchetto; intanto Amàn si era prostrato sul divano sul quale si trovava Ester. Allora il re esclamò: "Vuole anche far violenza alla regina, davanti a me, in casa mia?". Non appena questa parola fu uscita dalla bocca del re, posero un velo sulla faccia di Amàn. Carbonà, uno degli eunuchi, disse alla presenza del re: "Ecco, è stato perfino rizzato in casa di Amàn un palo alto cinquanta cubiti, che Amàn ha fatto preparare per Mardocheo, il quale aveva parlato per il bene del re". Il re disse: "Impiccatevi lui!". Così Amàn fu impiccato al palo che aveva preparato per Mardocheo. (7, 1 – 10)
*Se così piace al re, se io ho trovato grazia ai suoi occhi, se la cosa gli par giusta e se io gli sono gradita, si scriva per revocare i documenti scritti, macchinazione di Amàn figlio di Hammedàta, l'Agaghita, in cui si ordina di far perire i Giudei che sono in tutte le province del re. Perché come potrei io resistere al vedere la sventura che colpirebbe il mio popolo? Come potrei resistere al vedere la distruzione della mia stirpe? (Ester: 8, 5 – 6)
*Mardocheo [...] mandò lettere a tutti i Giudei che erano in tutte le province del re Assuero, vicini e lontani, per stabilire che ogni anno celebrassero il quattordici e il quindici del mese di Adàr, perché giorni nei quali i Giudei ebbero tregua dagli attacchi dei nemici e il mese in cui il loro dolore era stato mutato in gioia, il loro lutto in festa, e perché facessero di questi giorni giorni di banchetto e di gioia, nei quali si mandassero regali scambievolmente e si facessero doni ai poveri. [...] Amàn infatti [...] aveva tramato contro i Giudei per distruggerli e aveva gettato il ''pur'', cioè la sorte, per confonderli e farli perire; ma quando Ester si fu presentata al re, questi ordinò con documenti scritti che la scellerata trama di Amàn contro i Giudei fosse fatta ricadere sul capo di lui e che egli e i suoi figli fossero impiccati al palo. Perciò quei giorni furono chiamati ''[[Purim]]'' dalla parola ''pur''. (9, 20 – 26)
==[[Explicit]]==
Nell'anno quarto di [[Tolomeo VIII|Tolomeo]] e di [[Cleopatra II|Cleopatra]], Dositeo, che diceva di essere sacerdote e levita, e Tolomeo suo figlio, portarono in Egitto la presente lettera sui ''Purim'', affermando che si trattava della lettera autentica tradotta da Lisimaco, figlio di Tolomeo, uno dei residenti in Gerusalemme.
==Bibliografia==
*''[https://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974.
==Altri progetti==
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{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
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* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
<center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center>
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*{{NDR|Su [[Eumeo]]}} My dad’s most loyal worker. He can’t see much any more... But that doesn’t stop him beating travelers to death in exchange for lies about my father. ('''Telemaco''') p. 9
*You don’t need eyes to hear a hasty combination. ('''Eumeo''') p. 9
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*The Gods help those who help themselves. ('''Ulisse''')
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
[[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]]
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
[[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]]
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our [[Collasso dell'Età del Bronzo|age of bronze is collapsing]]. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Penelope''': {{NDR|Sul [[collasso dell'Età del Bronzo]]}} Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Daniel Mendelsohn]]===
*A fronte della grande ricchezza tematica del poema [...], il film si concentra praticamente su un unico messaggio: l'orrore della guerra, una realtà totalmente esecrabile, terribile. Una posizione questa, oggi pienamente condivisibile ma che gli eroi di Omero, che esultano in battaglia, avrebbero trovato quanto meno strana. L'altro tema che emerge, la violazione delle norme civili — simboleggiate nel film dalla "legge di Zeus" (come Nolan definisce la ''xenia'', la legge dell'ospitalità greca) — ci dice che tale violazione porta inevitabilmente alla fine della civiltà stessa. Ora, sono certamente d'accordo con queste idee e penso che il film, a modo suo, sia una esplorazione convincente di questi temi, anche se, ripeto, il protagonista che ci presenta e il messaggio che ci ripete in modo così incessante hanno ben poco a che vedere con il poema di Omero.
*L'Odisseo di Nolan non ha praticamente nessuna somiglianza con quello di Omero: il personaggio di Omero è astuto, ingegnoso, affascinante, seducente, divertente e manipolatore; chi ha letto l'Odissea noterà che Nolan taglia quasi ogni scena che mostra queste qualità del suo eroe. L'immagine che Nolan dà di Odisseo, di fatto, è quella di un personaggio molto più simile all'[[Enea]] di [[Virgilio]] di qualsiasi altro personaggio di Omero: tormentato dal suo dovere divinamente decretato, distrutto dal senso di colpa, vittima di una sorta di disturbo post-traumatico da stress, e tristemente privo di senso dell'umorismo. Secondo me è una vera perdita: gran parte del divertimento nel poema di Omero è vedere con quanto ingegno Odisseo riesca continuamente a tirarsi fuori dai pericoli usando il suo straordinario ingegno. Il personaggio di Matt Damon a confronto è troppo tormentato, al punto di diventare noioso.
*Le vendite del poema omerico, in tutte le traduzioni, sono andate alle stelle in tutto il mondo [...], Il mio editore mi dice che negli Stati Uniti le vendite sono aumentate dell'80 percento rispetto allo scorso anno. E non solo l'Odissea, ma anche qualsiasi libro collegato al poema (ad esempio Circe di Madeline Miller, o il mio libro autobiografico ''Un'Odissea'' [...]) ha visto una grande crescita nelle vendite. È una notizia fantastica. Qualunque merito possa avere il film, ha suscitato uno straordinario nuovo interesse per Omero. So che porterà tanti giovani verso i classici.
*Si può dire che il film fallisce come adattamento del testo di Omero, dall'altra riesce come interessante commento sulla politica e sulla società contemporanee.
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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Stile Juventus
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[[File:Juventus FC - 1972 - Gianni Agnelli, Cuccureddu, Marchetti, Zoff, Altafini and Anastasi.jpg|thumb|upright=1.2|Da sinistra: [[Gianni Agnelli]], storico patron della Juventus, s'intrattiene con la squadra nel precampionato 1972-1973; l{{'}}''Avvocato'' era spesso identificato come la personificazione stessa dello Stile Juventus.]]
Citazioni sullo '''Stile Juventus'''.
==Citazioni==
*Agnelli e [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] rappresentavano l'emblema del decantato {{sic|Stile}}. Quello che dicevano loro andava seguito e doveva essere fatto bene. ([[Luciano Favero]])
*Ai miei tempi, la Juve era già un'azienda [...]. Per dirti cos'era, e cos'è, la Juve: a 17 anni vincemmo il campionato Juniores, e nell'euforia dei festeggiamenti qualcuno si portò a casa una maglia, cosa vietatissima. Otto anni dopo, quando ero già in prima squadra, un vecchio dirigente delle giovanili mi incontrò in sede e mi disse: "Dì la verità, sei stato tu quella volta, vero?". Io non mi ricordavo neppure chi fosse lui, lui si ricordava ancora di [[Colori e simboli della Juventus Football Club|quella maglia]]. ([[Domenico Marocchino]])
*Così come Orfeo incantò il suo pubblico con la sua lira, la Juventus incanta ogni [[Tifoseria della Juventus Football Club|fan]] (e anche spesso gli avversari) con il suo stile.<ref>{{ndr|orig.}} {{en}} «''As Orpheus enchanted his audience with his lire, Juventus charms any fan (and often opponents too) with his style.''» Citato in Ted Richards, ''The Orpheus of Soccer'', ''Soccer and Philosophy: Beautiful Thoughts on the Beautiful Game'', Open Court Publishing Company, Chicago, 2013 (2010). ISBN 08-12-69682-4</ref> (Ted Richards)
*Di stile Juventus parlano gli altri, non noi. ([[Gianni Agnelli]])
*{{NDR|Nel 2014}} Diciamo che se un tempo lo "stile Juve" era sinonimo di eleganza, adesso tende più al casual. ([[Paolo Bonolis]])
*È comportarsi come in famiglia, con educazione e un grande rispetto reciproco. Queste due cose sono alla base dello stile Juve fuori campo. In campo è giocare sempre e solo per vincere. ([[Roberto Bettega]])
*È lo stile Juve, lo stile vecchio [[Piemonte]]. ([[Mario Varglien]])
*E {{sic|sopratutto}} una delle cose che, secondo me, fanno stile Juventus era che dopo un po' ci si rendeva conto che se si arrivava secondi si era solo perso del tempo, cioè credo che l'impronta nella [[Juventus Football Club|Juventus]] sia sempre stata quella di vincere, anche se nessuno aveva il cattivo gusto di dirti: «devi vincere per forza» anche perché era antisportivo vincere per forza; però, diventava una cosa così nell'aria, uno viveva lo spogliatoio della prima squadra un mese o due e poi aveva capito che si doveva vincere, che si giocava per vincere!, che arrivare secondo non contava quasi niente e questo credo sia abbastanza stile Juventus. ([[Bruno Garzena]])
*È una forma di educazione sportiva, una conservazione di valore. Il campo non è tutto, anzi è la conseguenza dell'affiatamento, della vita fuori campo. Noi abbiamo la consapevolezza di cosa significa essere professionisti: significa anche non parlare male dei compagni, discutere tutto all'interno, significa andare in trasferta in ordine con la divisa sociale, pettinati, la cravatta. Sembrano sfumature, ma contano. Le squadre estere di grande tradizione si comportano nello stesso modo. Chiamiamolo [[stile]], se volete: per me è una scelta di valori. ([[Giuseppe Furino]])
*{{NDR|Nel 2020, alla domanda: «[...] Per chi non lo conoscesse, in cosa consiste o consisteva lo [[stile Juventus]]?»}} Ecco, mi sembra appropriato usare i due tempi — consiste e consisteva —: oggi non consiste, secondo me, in niente di particolare oppure, forse soltanto, in una — come dire — capacità manageriale che sembra non si è mai completamente perduta della [[Juventus Football Club|società]] di imporre certe regole [...] una certa disciplina al suo interno. Una volta era qualche cosa di più, forse, o è stato naturalmente anche coltivato come autorappresentazione, si può dire, nel senso che sottintendeva un certo spirito d'aristocratico distacco, di ''fair play'' quasi ostentato in confronti di passioni sportive troppo accese che venivano dipinte come caratteristiche della provincia in questo caso. [...] Insomma, direi anche un altro aspetto che poi ha presso forse il sopravvento già negli anni Trenta, nel periodo del [[Quinquennio d'oro|Quinquennio]]: la Juventus era in fondo l'espressione di una squadra che funzionava in maniera simile a una fabbrica fordista, dove ogni ingranaggio era al suo posto, dove — diciamo — la mente dell'imprenditore era fondamentale nel progettare l'esito del progetto e poi tutti i meccanismi funzionavano di conseguenza. Questo fu molto sottolineato negli anni degli primi cinque [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] consecutivi, dal '30 al '35; [...] fu un elemento molto sottolineato anche dalla stampa sportiva che in quegli anni cominciava a diventare una voce ascoltata, letta, importante per gli italiani. ([[Aldo Agosti]])
*Esiste lo stile Juve, esiste la mentalità della Juve. Solo giocando lì capisci che significa, uno stile vincente che ti fa essere sempre lì tra le prime. Per organizzazione e cultura del lavoro si vede la differenza ed è giusto che poi vinca chi è organizzato meglio, chi fa il miglior calcio e ha le strutture più adatte. ([[Giuliano Giannichedda]])
*{{sic|[[Fiat|FIAT]]}}, IFI, Juventus: lo stile è sempre quello, identica è la matrice. È lo stile di Giovanni Agnelli, il fondatore, che corre attraverso le generazioni e concorre all'evoluzione del mondo. Un manifesto di lavoro che si fa quotidiana regola di vita: dunque, non può stupire che l'auto dell'anno o lo scudetto siano gemelli essendo la stessa la Dinastia dalla quale discendono. ([[Mario Pennacchia]])
*{{ndr|Nel 1934}} Hanno creato un ambiente che, come una macchina per impastare tutti i caratteri, ne farne il tipo unico mai illuso e mai disperato, mai troppo ottimista e mai troppo pessimista. Mai agitato e mai placato.<br/>Cadere nella macchina un Monti o un Cesarini, un Orsi o un Varglien, spiriti fieri magari protervi, ed escono ben presto come gli altri: impastati. Ricadde un Tiberti, un Ferrari, un Sernagiotto, un Ferrero o un Valinasso e ne esce fuori un momento sicuro con qualche fierezza.<br/>Il 'superasso' diventa solo un asso, l'aspirante a campione diventa asso; uno cava, l'altrocresce, tutto si livella. L'educazione e naturale riservo fanno il resto: se entri e nel Circolo, un tipo in guanti bianchi riceve il tuo cappello, gli stucchi dorati t'impediscono di dir parolacce. La stretta di mano sulla tetti all'orologio, non una mano sulla spalla. Nessun ordine del giorno, ma l'ordine con l'ora per il domani, firma carcame. Mai niente di nuovo. Un giocatore entra e capisce dov'è, cosa deve imparare, il senso delle distanze, il rispetto, quel formalismo che è pure necessario se tutti gli esserci si sonobassati su quello. ([[Carlo Bergoglio]])
*Il classicheggiante stile bianconero che tappa la bocca agli invidiosi, perché anche in un mondo così arraffazzonato come quello del calcio, contano i fatti più delle parole. E, anche se relativo, scudetti a iosa sono fatti certi, non condizionali. ([[Rosanna Marani]])
*La favola della "vecchia signora" dello "stile Juventus" mai esistito nella pratica, sempre nella leggenda. ([[Giorgio Bocca]])
*[La] Juve [...] ti inculcava nel [[DNA]] la necessità di essere il più forte e di vincere. [...] T'insegnava che l'avversario è il tuo nemico e che, se facevi una scelta, non dovevi girarti indietro, ma andare per la tua strada. [...] Quando ho lasciato la Juve, non ho fatto neanche un giro di campo. Sono uscito e sono andato via. Senza un saluto, una festa, niente. Lo stile Juve include anche questa freddezza dei rapporti. La Juve non si lega agli atleti. ([[Antonio Cabrini]])
*La Juventus basa le sue scelte non soffermandosi sull'aspetto tecnico, ma guardando ad altre caratteristiche. Lo fanno perché sono il club più titolato d'Italia ed hanno un'immagine da far rispettare. Per loro un giocatore che non segue un determinato profilo comportamentale è un danno alla loro storia, fatta di comportamenti che devono seguire un certo stile. ([[Michele Paramatti]])
*[Lo «stile Juventus» è] lavorare e tacere. ([[Gianpiero Combi]])
*{{NDR|Nel 2006}} Leggendo le cronache amare dello scandalo Juventus mi è parso di ritornare a una storia nota, una storia piemontese e monarchica dove re onnipotenti e amati dagli umili per la loro onnipotenza, si circondano di corti tanto brave a gestire il potere e i privilegi quanto ipocrite nel celebrare virtù che non hanno uno stile signorile e corretto mentre si dilaniano per la spartizione del bottino: lo stile Savoia o lo stile Juventus. ([[Giorgio Bocca]])
*Lo stile Juve è come l'amore e la tosse: non si può nascondere. ([[Italo Pietra]])
*Lo stile Juve è comportarsi seriamente in ogni situazione e non ficcare il naso negli affari degli altri. Niente di speciale, solo che molte altre squadre se ne scordano, spesso e volentieri. ([[Francesco Morini]])
*Lo stile Juve lo vedi invece nel parlare, nel vestire, nel comportarti. È una scuola di vita. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*Lo stile Juve m'è rimasto dentro. I valori che mi sono stati trasmessi li porto ancora con me. ([[Giuseppe Galderisi]])
*Lo stile Juve, oltre che un'educazione a rispettare quanti lavorano con te, è anche un'educazione a vincere. ([[Roberto Bettega]])
*Lo stile Juve si avvicina a un decalogo non scritto dei doveri dello sportivo profesionista. Non è un di più che ha la Juve, è qualcosa che manca a gli altri. ([[Dino Zoff]])
*Lo stile Juventus è una filosofia calcistica, una filosofia di vita. Ma stile Juve non significa essere compassati o non esternare le proprie emozioni. ([[Darwin Pastorin]])
* Mi ricordo quando io ero alla Juve, se riportavamo un'insufficienza a scuola per una settimana non ci si allenava. Se arrivavi tardi a scuola per una settimana facevi il cameriere in convitto. Quindi ti forgiavano un carattere che non era solo nel rettangolo verde. Cioè il rettangolo verde, secondo me, era una conseguenza di tutto quello che ti trasmettevano all'esterno. Tu eri abituato a stare 24 ore su 24 sul pezzo, per qualsiasi cosa tu facessi. Cioè tu andavi in giro e dovevi sapere che rappresentavi la Juve, quindi ti dovevi saper comportare. Andavi a scuola che eri un tesserato della Juventus e non dovevi far cazzate perché appena facevi una cazzata dopo 10 minuti lo sapeva la Juventus. Prendevi il pullman di linea e ti dovevi saper comportare. Se c'era una signora farla sedere perché tutti sapevano che eri della Juventus. ([[Manuel Giandonato]])
*Prima di conoscere l'opulenza e la grandiosità delle Juventus che ci hanno fatto godere, [...] ne ho conosciuto la parte operaia, umile, quella che non si dà mai per vinta: una forza tipica dello stile Juventus. Poi fu un crescendo rossiniano... ([[Sandro Veronesi]])
*Sarebbe opportuno chiarire l'equivoco storico: lo stile Juventus è una balla inventata da qualche giornalista. Lo stile, in quanto eleganza del dire e del fare, apparteneva ai due Agnelli, [[Gianni Agnelli|Gianni]] e [[Umberto Agnelli|Umberto]], il resto era ed è stato esattamente l'opposto. Era stile quello di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] avvelenato contro tutti? Era stile quello di [[Luca Cordero di Montezemolo|Montezemolo]] furibondo dopo le sconfitte? Era stile quello di [[Luciano Moggi|Moggi]]? Dunque il comportamento dei dirigenti e dipendenti, calciatori e allenatore, non ha avuto e non ha nulla a che fare con il contegno dei due fondatori e costruttori della Juventus. ([[Tony Damascelli]])
*{{NDR|Alla domanda di Brigitte Schönau «Esiste ancora lo stile Juventus e cosa significa per lei?»}} Se devo essere sincero, non lo so. Me lo sono chiesto anche internamente. Lo stile Juventus è qualcosa che gli altri hanno detto di noi, ma non ho mai capito esattamente cosa sia lo stile Juventus [...] Lo stile Juventus è vincere. E quindi sì, esiste ancora da quel punto di vista. ([[Andrea Agnelli]])
*Semplicità, Serietà, Sobrietà.<ref>{{ndr|orig.}} {{fr}} «''Simplicité, Sérieux, Sobriété''». Citato in Christian Bromberger; Alain Hayot, Jean-Marc Mariottini, ''Le match de football :ethnologied'une passion partisane à Marseille, Naples et Turin'', Les éditions de la FondationMaison des sciences de l'homme (MSH), Parigi, 1995, p. 149. ISBN 2-7351-0668-3</ref> (Christian Bromberger)
*Sempre uguali i dirigenti, sempre fedeli i soci, sempre uniti i giocatori, mai troppo lodati mai troppo rimproverati. In quest'ambiente vi è una cosa: l'educazione, non solo sportiva, ma anche sociale.<ref>Citato in Nicola Calzaretta, ''I colori della vittoria'', ''Goalbook Edizioni'', Pisa, 2014, p. 23. ISBN 13 978-8-89081-159-3</ref> (dal ''Guerin Sportivo'', 1935)
*«Stile Juventus» vuol dire ordine, rispetto delle gerarchie, nel momento in cui la Juventus viene associata alla FIAT dove sta la capacità rivoluzionaria della società, l'ordine, l'organizzazione? La dimensione globale della Juventus, la stessa questione del «ministro degli {{sic|Esteri}}», sono il risultato di un certo investimento di proiezione, che alla fine porta ad anticipare determinate cose, mentre le altre società di calcio si limitano a gestire il presente. La Juventus in quanto azienda globalizzata, riesce ad acquisire una sua autonomia completa e nell'autorappresentarsi alimenta profezie che poi si autodeterminano. ([[Felice Accame]])
*Tutti dicono: lo stile Juventus è la camicia con cravatta. Non hanno capito niente: stile Juventus vuol dire: duri a morire. ([[Massimo Mauro]])
*[Lo «stile Juventus» è] una questione di educazione. ([[Claudio Gentile]])
===[[Giampiero Boniperti]]===
*{{NDR|«Quali sono le doti necessarie ad un calciatore da Juve?»}} I giocatori erano considerati [...] trogloditi, non capivano le esigenze dell'ambiente. Ora le hanno imparate a loro spese per cui sanno comportarsi con serietà e saper vivere. Un calciatore da Juve [...] deve essere soltanto un bravo calciatore.
*[Lo «stile Juventus» è] un modo di vivere, di comportarsi, di ragionare.
*Non è snobismo, il nostro. Uno ha classe se ci nasce, altrimenti è soltanto uno che aspira ad avere classe.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto|w=Colori_e_simboli_della_Juventus_Football_Club#Stile_Juventus|oggetto=una sezione|preposizione=riguardante lo|etichetta=Stile Juventus}}
{{Juventus FC}}
[[Categoria:Espressioni comuni]]
[[Categoria:Juventus F.C.]]
[[Categoria:Sport in Italia]]
[[Categoria:Terminologia giornalistica]]
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Danyele
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{{voce tematica}}
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[[File:Juventus FC - 1972 - Gianni Agnelli, Cuccureddu, Marchetti, Zoff, Altafini and Anastasi.jpg|thumb|upright=1.2|Da sinistra: [[Gianni Agnelli]], storico patron della Juventus, s'intrattiene con la squadra nel precampionato 1972-1973; l{{'}}''Avvocato'' era spesso identificato come la personificazione stessa dello Stile Juventus.]]
Citazioni sullo '''Stile Juventus'''.
==Citazioni==
*Agnelli e [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] rappresentavano l'emblema del decantato {{sic|Stile}}. Quello che dicevano loro andava seguito e doveva essere fatto bene. ([[Luciano Favero]])
*Ai miei tempi, la Juve era già un'azienda [...]. Per dirti cos'era, e cos'è, la Juve: a 17 anni vincemmo il campionato Juniores, e nell'euforia dei festeggiamenti qualcuno si portò a casa una maglia, cosa vietatissima. Otto anni dopo, quando ero già in prima squadra, un vecchio dirigente delle giovanili mi incontrò in sede e mi disse: "Dì la verità, sei stato tu quella volta, vero?". Io non mi ricordavo neppure chi fosse lui, lui si ricordava ancora di [[Colori e simboli della Juventus Football Club|quella maglia]]. ([[Domenico Marocchino]])
*Così come Orfeo incantò il suo pubblico con la sua lira, la Juventus incanta ogni [[Tifoseria della Juventus Football Club|fan]] (e anche spesso gli avversari) con il suo stile.<ref>{{ndr|orig.}} {{en}} «''As Orpheus enchanted his audience with his lire, Juventus charms any fan (and often opponents too) with his style.''» Citato in Ted Richards, ''The Orpheus of Soccer'', ''Soccer and Philosophy: Beautiful Thoughts on the Beautiful Game'', Open Court Publishing Company, Chicago, 2013 (2010). ISBN 08-12-69682-4</ref> (Ted Richards)
*Di stile Juventus parlano gli altri, non noi. ([[Gianni Agnelli]])
*{{NDR|Nel 2014}} Diciamo che se un tempo lo "stile Juve" era sinonimo di eleganza, adesso tende più al casual. ([[Paolo Bonolis]])
*È comportarsi come in famiglia, con educazione e un grande rispetto reciproco. Queste due cose sono alla base dello stile Juve fuori campo. In campo è giocare sempre e solo per vincere. ([[Roberto Bettega]])
*È lo stile Juve, lo stile vecchio [[Piemonte]]. ([[Mario Varglien]])
*E {{sic|sopratutto}} una delle cose che, secondo me, fanno stile Juventus era che dopo un po' ci si rendeva conto che se si arrivava secondi si era solo perso del tempo, cioè credo che l'impronta nella [[Juventus Football Club|Juventus]] sia sempre stata quella di vincere, anche se nessuno aveva il cattivo gusto di dirti: «devi vincere per forza» anche perché era antisportivo vincere per forza; però, diventava una cosa così nell'aria, uno viveva lo spogliatoio della prima squadra un mese o due e poi aveva capito che si doveva vincere, che si giocava per vincere!, che arrivare secondo non contava quasi niente e questo credo sia abbastanza stile Juventus. ([[Bruno Garzena]])
*È una forma di educazione sportiva, una conservazione di valore. Il campo non è tutto, anzi è la conseguenza dell'affiatamento, della vita fuori campo. Noi abbiamo la consapevolezza di cosa significa essere professionisti: significa anche non parlare male dei compagni, discutere tutto all'interno, significa andare in trasferta in ordine con la divisa sociale, pettinati, la cravatta. Sembrano sfumature, ma contano. Le squadre estere di grande tradizione si comportano nello stesso modo. Chiamiamolo [[stile]], se volete: per me è una scelta di valori. ([[Giuseppe Furino]])
*{{NDR|Nel 2020, alla domanda: «[...] Per chi non lo conoscesse, in cosa consiste o consisteva lo [[stile Juventus]]?»}} Ecco, mi sembra appropriato usare i due tempi — consiste e consisteva —: oggi non consiste, secondo me, in niente di particolare oppure, forse soltanto, in una — come dire — capacità manageriale che sembra non si è mai completamente perduta della [[Juventus Football Club|società]] di imporre certe regole [...] una certa disciplina al suo interno. Una volta era qualche cosa di più, forse, o è stato naturalmente anche coltivato come autorappresentazione, si può dire, nel senso che sottintendeva un certo spirito d'aristocratico distacco, di ''fair play'' quasi ostentato in confronti di passioni sportive troppo accese che venivano dipinte come caratteristiche della provincia in questo caso. [...] Insomma, direi anche un altro aspetto che poi ha presso forse il sopravvento già negli anni Trenta, nel periodo del [[Quinquennio d'oro|Quinquennio]]: la Juventus era in fondo l'espressione di una squadra che funzionava in maniera simile a una fabbrica fordista, dove ogni ingranaggio era al suo posto, dove — diciamo — la mente dell'imprenditore era fondamentale nel progettare l'esito del progetto e poi tutti i meccanismi funzionavano di conseguenza. Questo fu molto sottolineato negli anni degli primi cinque [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] consecutivi, dal '30 al '35; [...] fu un elemento molto sottolineato anche dalla stampa sportiva che in quegli anni cominciava a diventare una voce ascoltata, letta, importante per gli italiani. ([[Aldo Agosti]])
*Esiste lo stile Juve, esiste la mentalità della Juve. Solo giocando lì capisci che significa, uno stile vincente che ti fa essere sempre lì tra le prime. Per organizzazione e cultura del lavoro si vede la differenza ed è giusto che poi vinca chi è organizzato meglio, chi fa il miglior calcio e ha le strutture più adatte. ([[Giuliano Giannichedda]])
*{{sic|[[Fiat|FIAT]]}}, IFI, Juventus: lo stile è sempre quello, identica è la matrice. È lo stile di Giovanni Agnelli, il fondatore, che corre attraverso le generazioni e concorre all'evoluzione del mondo. Un manifesto di lavoro che si fa quotidiana regola di vita: dunque, non può stupire che l'auto dell'anno o lo scudetto siano gemelli essendo la stessa la Dinastia dalla quale discendono. ([[Mario Pennacchia]])
*{{ndr|Nel 1934}} Hanno creato un ambiente che, come una macchina per impastare tutti i caratteri, ne farne il tipo unico mai illuso e mai disperato, mai troppo ottimista e mai troppo pessimista. Mai agitato e mai placato.<br/>Cadere nella macchina un Monti o un Cesarini, un Orsi o un Varglien, spiriti fieri magari protervi, ed escono ben presto come gli altri: impastati. Ricadde un Tiberti, un Ferrari, un Sernagiotto, un Ferrero o un Valinasso e ne esce fuori un momento sicuro con qualche fierezza.<br/>Il 'superasso' diventa solo un asso, l'aspirante a campione diventa asso; uno cava, l'altrocresce, tutto si livella. L'educazione e naturale riservo fanno il resto: se entri e nel Circolo, un tipo in guanti bianchi riceve il tuo cappello, gli stucchi dorati t'impediscono di dir parolacce. La stretta di mano sulla tetti all'orologio, non una mano sulla spalla. Nessun ordine del giorno, ma l'ordine con l'ora per il domani, firma carcame. Mai niente di nuovo. Un giocatore entra e capisce dov'è, cosa deve imparare, il senso delle distanze, il rispetto, quel formalismo che è pure necessario se tutti gli esserci si sonobassati su quello. ([[Carlo Bergoglio]])
*Il classicheggiante stile bianconero che tappa la bocca agli invidiosi, perché anche in un mondo così arraffazzonato come quello del calcio, contano i fatti più delle parole. E, anche se relativo, scudetti a iosa sono fatti certi, non condizionali. ([[Rosanna Marani]])
*La favola della "vecchia signora" dello "stile Juventus" mai esistito nella pratica, sempre nella leggenda. ([[Giorgio Bocca]])
*[La] Juve [...] ti inculcava nel [[DNA]] la necessità di essere il più forte e di vincere. [...] T'insegnava che l'avversario è il tuo nemico e che, se facevi una scelta, non dovevi girarti indietro, ma andare per la tua strada. [...] Quando ho lasciato la Juve, non ho fatto neanche un giro di campo. Sono uscito e sono andato via. Senza un saluto, una festa, niente. Lo stile Juve include anche questa freddezza dei rapporti. La Juve non si lega agli atleti. ([[Antonio Cabrini]])
*La Juventus basa le sue scelte non soffermandosi sull'aspetto tecnico, ma guardando ad altre caratteristiche. Lo fanno perché sono il club più titolato d'Italia ed hanno un'immagine da far rispettare. Per loro un giocatore che non segue un determinato profilo comportamentale è un danno alla loro storia, fatta di comportamenti che devono seguire un certo stile. ([[Michele Paramatti]])
*[Lo «stile Juventus» è] lavorare e tacere. ([[Gianpiero Combi]])
*{{NDR|Nel 2006}} Leggendo le cronache amare dello scandalo Juventus mi è parso di ritornare a una storia nota, una storia piemontese e monarchica dove re onnipotenti e amati dagli umili per la loro onnipotenza, si circondano di corti tanto brave a gestire il potere e i privilegi quanto ipocrite nel celebrare virtù che non hanno uno stile signorile e corretto mentre si dilaniano per la spartizione del bottino: lo stile Savoia o lo stile Juventus. ([[Giorgio Bocca]])
*Lo stile Juve è come l'amore e la tosse: non si può nascondere. ([[Italo Pietra]])
*Lo stile Juve è comportarsi seriamente in ogni situazione e non ficcare il naso negli affari degli altri. Niente di speciale, solo che molte altre squadre se ne scordano, spesso e volentieri. ([[Francesco Morini]])
*Lo stile Juve lo vedi invece nel parlare, nel vestire, nel comportarti. È una scuola di vita. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*Lo stile Juve m'è rimasto dentro. I valori che mi sono stati trasmessi li porto ancora con me. ([[Giuseppe Galderisi]])
*Lo stile Juve, oltre che un'educazione a rispettare quanti lavorano con te, è anche un'educazione a vincere. ([[Roberto Bettega]])
*Lo stile Juve si avvicina a un decalogo non scritto dei doveri dello sportivo profesionista. Non è un di più che ha la Juve, è qualcosa che manca a gli altri. ([[Dino Zoff]])
*Lo stile Juventus è una filosofia calcistica, una filosofia di vita. Ma stile Juve non significa essere compassati o non esternare le proprie emozioni. ([[Darwin Pastorin]])
*Mi ricordo quando io ero alla Juve, se riportavamo un'insufficienza a scuola per una settimana non ci si allenava. Se arrivavi tardi a scuola per una settimana facevi il cameriere in convitto. Quindi ti forgiavano un carattere che non era solo nel rettangolo verde. Cioè il rettangolo verde, secondo me, era una conseguenza di tutto quello che ti trasmettevano all'esterno. Tu eri abituato a stare 24 ore su 24 sul pezzo, per qualsiasi cosa tu facessi. Cioè tu andavi in giro e dovevi sapere che rappresentavi la Juve, quindi ti dovevi saper comportare. Andavi a scuola che eri un tesserato della Juventus e non dovevi far cazzate perché appena facevi una cazzata dopo 10 minuti lo sapeva la Juventus. Prendevi il pullman di linea e ti dovevi saper comportare. Se c'era una signora farla sedere perché tutti sapevano che eri della Juventus. ([[Manuel Giandonato]])
*Prima di conoscere l'opulenza e la grandiosità delle Juventus che ci hanno fatto godere, [...] ne ho conosciuto la parte operaia, umile, quella che non si dà mai per vinta: una forza tipica dello stile Juventus. Poi fu un crescendo rossiniano... ([[Sandro Veronesi]])
*Sarebbe opportuno chiarire l'equivoco storico: lo stile Juventus è una balla inventata da qualche giornalista. Lo stile, in quanto eleganza del dire e del fare, apparteneva ai due Agnelli, [[Gianni Agnelli|Gianni]] e [[Umberto Agnelli|Umberto]], il resto era ed è stato esattamente l'opposto. Era stile quello di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] avvelenato contro tutti? Era stile quello di [[Luca Cordero di Montezemolo|Montezemolo]] furibondo dopo le sconfitte? Era stile quello di [[Luciano Moggi|Moggi]]? Dunque il comportamento dei dirigenti e dipendenti, calciatori e allenatore, non ha avuto e non ha nulla a che fare con il contegno dei due fondatori e costruttori della Juventus. ([[Tony Damascelli]])
*{{NDR|Alla domanda di Brigitte Schönau «Esiste ancora lo stile Juventus e cosa significa per lei?»}} Se devo essere sincero, non lo so. Me lo sono chiesto anche internamente. Lo stile Juventus è qualcosa che gli altri hanno detto di noi, ma non ho mai capito esattamente cosa sia lo stile Juventus [...] Lo stile Juventus è vincere. E quindi sì, esiste ancora da quel punto di vista. ([[Andrea Agnelli]])
*Semplicità, Serietà, Sobrietà.<ref>{{ndr|orig.}} {{fr}} «''Simplicité, Sérieux, Sobriété''». Citato in Christian Bromberger; Alain Hayot, Jean-Marc Mariottini, ''Le match de football :ethnologied'une passion partisane à Marseille, Naples et Turin'', Les éditions de la FondationMaison des sciences de l'homme (MSH), Parigi, 1995, p. 149. ISBN 2-7351-0668-3</ref> (Christian Bromberger)
*Sempre uguali i dirigenti, sempre fedeli i soci, sempre uniti i giocatori, mai troppo lodati mai troppo rimproverati. In quest'ambiente vi è una cosa: l'educazione, non solo sportiva, ma anche sociale.<ref>Citato in Nicola Calzaretta, ''I colori della vittoria'', ''Goalbook Edizioni'', Pisa, 2014, p. 23. ISBN 13 978-8-89081-159-3</ref> (dal ''Guerin Sportivo'', 1935)
*«Stile Juventus» vuol dire ordine, rispetto delle gerarchie, nel momento in cui la Juventus viene associata alla FIAT dove sta la capacità rivoluzionaria della società, l'ordine, l'organizzazione? La dimensione globale della Juventus, la stessa questione del «ministro degli {{sic|Esteri}}», sono il risultato di un certo investimento di proiezione, che alla fine porta ad anticipare determinate cose, mentre le altre società di calcio si limitano a gestire il presente. La Juventus in quanto azienda globalizzata, riesce ad acquisire una sua autonomia completa e nell'autorappresentarsi alimenta profezie che poi si autodeterminano. ([[Felice Accame]])
*Tutti dicono: lo stile Juventus è la camicia con cravatta. Non hanno capito niente: stile Juventus vuol dire: duri a morire. ([[Massimo Mauro]])
*[Lo «stile Juventus» è] una questione di educazione. ([[Claudio Gentile]])
===[[Giampiero Boniperti]]===
*{{NDR|«Quali sono le doti necessarie ad un calciatore da Juve?»}} I giocatori erano considerati [...] trogloditi, non capivano le esigenze dell'ambiente. Ora le hanno imparate a loro spese per cui sanno comportarsi con serietà e saper vivere. Un calciatore da Juve [...] deve essere soltanto un bravo calciatore.
*[Lo «stile Juventus» è] un modo di vivere, di comportarsi, di ragionare.
*Non è snobismo, il nostro. Uno ha classe se ci nasce, altrimenti è soltanto uno che aspira ad avere classe.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto|w=Colori_e_simboli_della_Juventus_Football_Club#Stile_Juventus|oggetto=una sezione|preposizione=riguardante lo|etichetta=Stile Juventus}}
{{Juventus FC}}
[[Categoria:Espressioni comuni]]
[[Categoria:Juventus F.C.]]
[[Categoria:Sport in Italia]]
[[Categoria:Terminologia giornalistica]]
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Teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre 2001
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Danyele
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[[File:9-11 Truth 3.JPG|thumb|Manifestante appartenente al 9/11 Truth Movement]]
Citazioni sulle '''teorie del complotto sugli [[attentati dell'11 settembre 2001]]'''.
==Citazioni==
*Ad attaccare gli [[USA]] non furono due aerei, come pensano la maggior parte delle persone, ma quattro, e non furono distrutti due edifici, bensì quattro. Uno, in particolare, desta qualche perplessità, il World Trade Center 7, che era un edificio, di fianco alle Torri gemelle, di quasi cinquanta piani, che crollò su se stesso diverse ore dopo la caduta delle due Torri senza che nessun aereo lo colpisse, per non parlare dell'aereo poi che attaccò il Pentagono, del quale non c'è un solo filmato a prova della teoria ufficiale, nonostante ci siano quasi 100 telecamere di sicurezza e il Pentagono sia una delle zone più videosorvegliate al mondo. ([[Paolo Bernini]])
*È stata un'operazione militare, finanziata da persone all'interno di un governo che da quarant'anni intrattiene rapporti di amicizia con la famiglia Bush. ([[Michael Moore]])
*Mi preme sottolineare solo una cosa: la versione ufficiale di quell'evento {{NDR|l'attentato al World Trade Center}} è stata smentita da tutti i punti di vista. È palesemente falsa e ormai il mondo se n'è accorto. La verità probabilmente non la sapremo mai, ma sicuramente è molto diversa da quella che i media main stream ci raccontano. In questo caso si può dire che tutto quello sai è falso e, detta all'americana, "It was an inside job", tradotto "fu un lavoro interno". ([[Paolo Bernini]])
*Se non è stato un attacco terroristico, chi è stato? Ricordate che in effetti c'erano due torri. Due meno uno fa uno. Uno e uno: undici. Due meno uno fa uno. Uno e uno. E ci sono nove membri nel consiglio di amministrazione della Silverstein. Nove, uno, uno. Nove, undici. E facciamo due meno uno più undici e arriviamo a dodici. E questo ci porta al cervello dell'attacco dell'11 settembre: Kyle! [...] Dodici contiene due numeri: uno e due, come il cesso di ieri dove qualcuno è andato due volte invece di una. Sommiamo uno e due con novecentoundici, arriviamo a novecentoquattordici. Togliendo quattro abbiamo novantuno, il punteggio che ha fatto Kyle nel suo test dodici giorni dopo l'11 settembre! Chi aveva di più da guadagnarci? Kyle! Chi non c'era la mattina in cui sono cadute le torri? Kyle! Chi ha cagato nell'orinatoio? Kyle! Ma forse la più schiacciante di tutte è la prova che appare in questa foto della Torre 2. Mi appare un'immagine sfocata quando zoomo, ma se mi avvicino ancora... {{NDR|appare la sagoma di Kyle}} (''[[South Park (decima stagione)|South Park]]'')
*Se solo ci pensate, è davvero possibile che tutto questo arrivi da una grotta in Afghanistan? Voglio dire, io non riesco neppure a chiamare con il cellulare da qui al Queens. Come ha fatto la mente che è alla radice di ogni male a mettere insieme una cosa del genere? Non sto dicendo che non c'entri nulla, o che non sia collegato in qualche modo. Credo solo che questa sia una domanda legittima da porsi. ([[Michael Moore]])
*Si ripresentano anche in questo caso le tesi «complottistiche», che vorrebbero attribuire il devastante attacco terroristico a dipartimenti o agenzie di intelligence dall'amministrazione degli Stati Uniti, motivato dalla volontà di creare l'occasione per una offensiva contro l'Islam. Il «complottismo» è una teorica storico-ideologica volta a negare la realtà pura e semplice per evitare le conseguenze di un fatto, ed in questo caso il pericolo di una «guerra di civiltà», ed a negare la realtà di un pericolo attuale, quello di una «guerra contro gli ebrei e i crociati», cioè l'Occidente cristiano e liberale. Rifiuto la teorica «complottista» che è un'abile e talvolta sincera contraffazione della realtà per il timore di essa: Moro sarebbe stato rapito dalle «così dette» Brigate Rosse, strumento della CIA, o del KGB o della P2 o del... Priorato di Sion; Stalin non è morto per un ictus ma è stato fatto avvelenare da Beria, e secondo le ultime rivelazioni dell'ultimo capo del KGB sovietico – autore del tentativo di colpo di stato contro il presidente Gorbaciov – questi e Eltsin sarebbero stati in realtà agenti della CIA... Ricordando quanto «aperta» sia la società americana (pensiamo al fatto che la «gola profonda» del caso Nixon si scoprì essere stata il vice-direttore del FBI), ed alla congiura contro Bill Clinton, mi sembra improbabile anzi impossibile che l'11 settembre sia stato frutto di un complotto americano. Anche perché la guerra che ne è derivata sta portando alla sconfitta degli Stati Uniti in Iraq, in Afghanistan e nel Medio Oriente, e alla pericolosa quasi-sconfitta di Israele nei confronti degli Hezbollah, ma in realtà della Siria e soprattutto dell'Iran. ([[Francesco Cossiga]])
*Tutti i filmati sui complotti relativi all'11 settembre si possono trovare su internet: è emozionante, coinvolgente [...] C'è una torre, credo fosse in Spagna, che si è incendiata per 24 ore. E non è mai crollata! E in quel caso [al World Trade Center], in pochi minuti, è crollata l'intera struttura. ([[Marion Cotillard]])
*– Tutti i siti web sul complotto dell'11 settembre sono gestiti dal nostro Governo. La teoria del complotto è una teoria ideata dal Governo.<br />– Oh, porca merda!<br />– Perché il Governo vuole che la gente pensi che siano stati loro?<br />– Per un Governo avere potere significa avere il controllo totale. Quale modo migliore che intimorire la gente e convincerla che sono capaci del piano più complesso del mondo?<br />[...]<br />– Ragazzi, non avete capito. La gente ama pensare che siamo potenti, che controlliamo il mondo. Se sapessero che non c'entriamo, penserebbero che non controlliamo un bel niente.<br />– Ma non è più facile dire alla gente la verità?<br />– Ci abbiamo già provato e la maggior parte ci ha creduto. Ma un quarto della popolazione è ritardato. Se vogliono credere che controlliamo tutto con dei piani complicati, perché impedirglielo? (''[[South Park]]'')
===[[Paolo Attivissimo]]===
*L'enormità dell'evento ha spinto tante persone dalle menti troppo piccole a cercare spiegazioni semplici che confermassero le loro paure e i loro pregiudizi invece di accettare la complessità dei fatti reali. Ne ha spinte altre, meno piccole ma più meschine, a sfruttare una tragedia per propagandare le proprie tesi di odio e monetizzare ansie e angosce collettive. [...]. Un'ondata che non si limitò ai deliri dei soliti squinternati su Internet [...] ma divenne mainstream, con ore e ore di programmi televisivi nei quali le tesi più idiote e bislacche ricevevano una dignità immeritata invece di essere liquidate facendo parlare gli esperti e i tecnici. [...] il fiume in piena del complottismo [...] aveva travolto e sedotto anche numerosi giornalisti. [...] alcuni miti fasulli si consolidarono nell'opinione pubblica.
*Lì almeno un complotto vero c'è stato, quello dei dirottatori. E ci sono delle zone grigie che andrebbero investigate; ma non è possibile perché i complottisti fanno troppo baccano. È come studiare Mozart in una segheria.
*Più che dietrologia e sospetto, credo sia il desiderio di semplificazione e di ordine ad alimentare il complottismo. Le teorie di complotto evitano la fatica di dover studiare, capire, approfondire. "L'11 settembre? È stata la CIA, fine della storia. Perché sono crollate le Torri Gemelle? Ci hanno messo le bombe, è ovvio." dice il pensiero cospirazionista. Non gli serve capire l'ingegneria strutturale. Nulla avviene per caso nel suo mondo: tutto ha un ordine.
===[[Massimo Mazzucco]]===
*Accecati dall'orrore e dalla polvere, scossi dall'emozione, catturati dall'incedere di eventi sempre più impossibili, abbiamo lasciato scorrere sotto i nostri occhi tanti piccoli dettagli che solo a distanza di tempo, rivisti e analizzati con il supporto di esperti del settore, sembrano suggerire una certa quota di complicità da parte dell'amministrazione americana, se non un vero e proprio "autoattentato", messo in scena dagli stessi personaggi che ne avrebbero poi tratto un indiscutibile vantaggio di tipo politico, economico e strategico a livello globale. Non è quindi di "antiamericanismo" che si tratta, e non è "contro" le istituzioni che ci si rivolge, ma si chiede anzi chiarezza proprio nel nome e per la salvaguardia di quelle istituzioni, che vorremmo in tutti i modi mantenere sane ed efficienti. Che siano due oppure duemila, nessun numero di mele marce potrà mai giustificare il mancato tentativo, da parte di quelle sane, di mantenere intatto l'unico grande cesto che ormai tutti dobbiamo condividere. Se globalizzazione deve essere, che lo sia anche sul piano giuridico, etico e morale, e non solo su quello materiale.
*Anche il volo UA93, un Boeing 757 della United che secondo la versione ufficiale è stato abbattuto dai passeggeri in rivolta, è precipitato in una zona rurale della Pennsylvania senza lasciare un solo frammento che permettesse di identificarlo. In questo caso la scomparsa dell'aereo è ancora più sconcertante, poiché non abbiamo a che fare con un edificio come il Pentagono, che bene o male può averne inghiottito una parte, ma con una semplice buca a cielo aperto, perfettamente ritagliata nel terreno, relativamente stretta e poco profonda, nella quale non si vede assolutamente nulla che si possa ricondurre ad un Boeing 757 carico di carburante e di passeggeri.
*La versione ufficiale vorrebbe che la struttura portante delle due torri, già parzialmente sventrate dagli aerei, col passare del tempo si sia indebolita per l'effetto degli incendi, fino a cedere del tutto. Ma in realtà l'acciaio dei piloni della struttura portante [...] non può in nessun modo essersi fuso alla temperatura di un incendio come quello delle torri. Prima di tutto, l'incendio iniziale ha esaurito quasi subito la sua forza, al punto che vi sono svariate immagini in cui addirittura si vede gente aggirarsi nella voragine stessa provocata dall'aereo. Ma indipendentemente da come si sia sviluppato l'incendio, l'acciaio fonde a 1535° C e non uno di meno, e lì dentro non può certo esserci mai stata quella temperatura (nemmeno al momento dell'esplosione, che si può valutare al massimo sugli 800° C, e solo per pochi secondi). Non si spiegherebbe altrimenti come per saldarlo sia necessaria una potente fiamma ossidrica, se bastasse qualche bidone di kerosene per renderlo molle come cioccolata.
*Mentre tutti noi trascorrevamo, ignari, l'ultimo giorno di un mondo ormai dimenticato, a Washington c'era chi evidentemente aveva molta fretta di entrare in quello che stava per arrivare. Nonostante l'amministrazione Bush sia sembrata cadere dalle nuvole di fronte agli attentati a Torri e Pentagono, un preciso piano di guerra per attaccare l'Afghanistan era stato messo sulla scrivania di Bush proprio il 10 di settembre, in attesa del suo ritorno dalla Florida [...]. È interessante notare come una notizia di questa portata non sia mai più stata ripresa dai grandi media tradizionali, né in TV né su carta stampata. È come se i giornalisti americani avessero voluto mettere gli indizi sotto il naso dei lettori, ma avessero poi lasciato a loro il compito di porsi la più naturale delle domande che ti viene a quel punto: ma come facevano a saperlo?
*Non solo il secondo aereo, che ha colpito la Torre Sud dopo oltre mezz'ora dal dirottamento, avrebbe potuto essere intercettato con comodità, ma addirittura il terzo ha scorrazzato per oltre 30 minuti in quello che è considerato lo spazio aereo meglio difeso del mondo. Il quarto aereo infine, prima di schiantarsi al suolo, aveva a sua volta viaggiato per oltre mezz'ora nelle stesse condizioni del penultimo. Inoltre, come si può vedere dalla cronologia dei 4 voli, queste tre "mezze ore" circa di libertà ciascuno sono arrivate l'una dopo l'altra, e non contemporaneamente, il che porta il tempo totale di cieli sguarniti ad un'ora e mezza in tutto.
*Quanti edifici, con struttura portante in acciaio, sono crollati totalmente, a causa di uno o più incendi, nel corso della moderna storia dell'ingegneria? È una domanda molto semplice e la sua risposta può aiutarci a capire che cosa sia successo l'11 Settembre al World Trade Center. Se si esclude quel giorno, infatti, la risposta alla domanda precedente è nessuno [...] Le analogie tra una demolizione controllata ed il crollo degli edifici del World Trade Center sono moltissime e non sono riscontrabili, normalmente, in un crollo spontaneo. È ragionevole pensare che si siano verificate tutte assieme, fortuitamente, per ben tre edifici crollati lo stesso giorno? O è più ragionevole ritenere che le torri del World Trade Center siano state distrutte tramite una qualche forma di demolizione controllata?
===[[Massimo Polidoro]]===
*C'è chi ritiene responsabili Bush e i suoi cortigiani e chi invece lo vede come un complotto israeliano. Chi lo interpreta come una cospirazione ordita dai baroni del petrolio e dai fabbricanti di armi e chi invece dà la colpa alla CIA e ai servizi deviati. C'è chi pensa che gli attentatori sarebbero stati partner volontari, chi li considera involontari complici manipolati dall'alto e chi addirittura afferma che non sarebbero mai esistiti. Così come non sarebbero nemmeno mai esistite le 265 persone imbarcatesi sui quattro voli schiantatisi quella mattina. O, se sono esistite, ora sarebbero state uccise dall'esercito o traslocate in qualche base segreta e isolata dal resto del mondo.
*Che Bush e i suoi abbiano letteralmente approfittato degli attentati per i loro più o meno nascosti interessi di parte sono in pochi a dubitarlo. Saddam Hussein non nascondeva armi chimiche e non aveva collaborato in alcun modo agli attentati, eppure Bush riuscì a fare approvare una nuova guerra contro l'Iraq approfittando del dolore e dell'indignazione di una nazione ferita e presentando prove che si sono poi rivelate false.<br />Ma che il presidente americano e i suoi sodali abbiano mentito su tante cose, soprattutto sulle vere ragioni della guerra, non prova in alcun modo che gli attacchi dell'11 settembre siano stati provocati dallo stesso governo.
*L'11 settembre 2001 quattro aeroplani dirottati da 19 terroristi arabi si schiantarono contro le Torri Gemelle a New York, contro il Pentagono a Washington e solo per poco non riuscirono a distruggere anche la Casa Bianca o il Campidoglio. Fu il più grande attacco subìto dagli Stati Uniti d'America sul proprio suolo dopo quello di Pearl Harbor, nel 1941, una devastazione che provocò la morte di quasi 3.000 persone e mise in ginocchio la più grande potenza mondiale. Fu anche la tragedia meglio documentata della storia.<br />Ciò nonostante, a sei anni di distanza da quegli eventi, un sondaggio della Scripps News Service e dell'Università dell'Ohio rivelava che un americano su tre era convinto che dietro gli attentati ci fosse, in un modo o nell'altro, il Governo statunitense. Negli anni seguenti, la percentuale è scesa, attestandosi però pur sempre tra il 6 e il 15% nel 2010.
*Probabilmente, l'idea che l'11 settembre sia stato un complotto governativo, piuttosto che un attacco terroristico arabo, va ricercata nella idealizzazione che molti hanno degli Stati Uniti e dei loro mezzi militari. Se i caccia non si sono alzati in volo immediatamente per abbattere gli aerei dirottati significa che qualcuno aveva ordinato loro di non farlo. Il fatto che il sistema di difesa aerea americano fosse progettato per difendersi da attacchi esterni e non interni; il fatto che i terroristi disattivarono il transponder quasi subito dopo il dirottamento, impedendo così di localizzare i loro aerei; il fatto che i protocolli burocratici e le catene decisionali allungassero in maniera spropositata i tempi di reazione; il fatto che nessuno avesse previsto un attacco di quel tipo e non fosse in alcun modo preparato a reagire di conseguenza; il fatto insomma che abbiamo a che fare con persone, capaci di sbagliare come tutti quanti, e non con supereroi infallibili non viene preso minimamente in considerazione da chi sostiene le ipotesi di complotto.
==Voci correlate==
*[[Attentati dell'11 settembre 2001]]
*[[Teoria del complotto]]
*[[World Trade Center]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sulle|w_preposizione=riguardante le}}
[[Categoria:Teorie del complotto|11 settembre 2001]]
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King Ghidorah
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[[File:GT3HM - King Ghidorah on the rampage (cropped).jpg|thumb|King Ghidorah]]
'''King Ghidorah''', detto anche '''Mostro Zero''', personaggio dei film Toho di [[Godzilla]], creato da Shinichi Sekizawa e [[Ishirō Honda]].
==Citazioni su King Ghidorah==
*Gidorà è un mostro dello spazio. I mostri della Terra non possono vincere. (''[[Gli eredi di King Kong]]'')
*Perché ripetere i disastri causati da Gidra, o dal potente [[Rodan|Radon]], o dal terribile Manda? (''[[Distruggete Kong! La Terra è in pericolo!]]'')
===''[[Ghidorah! Il mostro a tre teste]]''===
*– Perché non riuscite a capire? La Terra morirà se non facciamo qualcosa. Re Ghidorah la trasformerà in un pianeta morente.<br />– Re Ghidorah?<br />– Cento anni fa, un mostro ha distrutto la cultura e la scienza di Giove. Giove un tempo era progredito molto più della Terra. Ma, a causa del mostro spaziale Re Ghidorah, ora è un pianeta morto.<br />– Il Re Ghidorah verrà sulla Terra?<br />– Sì. È già qui.
*Temiamo che nemmeno [[Mothra]] possa sconfiggere Re Ghidorah.
*[[Godzilla]], [[Rodan]] e Mothra devono collaborare. Se uniscono le forze, possono riuscire a sconfiggere Re Ghidorah.
===''[[L'invasione degli astromostri]]''===
*– Il mostro Zero! Dì a tutte le unità di difendere le loro posizioni.</br>– Sissignore.</br>– E chi è questo mostro Zero?</br>– Un orribile creatura dello spazio. È questo l'unico motivo per cui il nostro popolo non può vivere in superficie, ed è costretto a nascondersi sotto terra come delle talpe.
*Sappiamo che sul vostro pianeta d'origine, la Terra, lo conoscete come Ghidorra. Qui invece lo attribuiamo solo un numero, cioè il mostro Zero.
*Ghidorra rappresenta un pericolo, e può essere annientato esclusivamente da [[Godzilla]] e [[Rodan|Radon]].
*– Pensi che abbia ucciso Radon e Godzilla?</br>– E come? Sono immortali.
===''[[Godzilla contro King Ghidorah]]''===
*– È gigantesco, e ha due teste.</br>– Una volta ne aveva addirittura tre.</br>– Tre?</br>– Proprio così. Ne perse una in uno scontro con Godzilla.</br>– Vuoi dire che King Ghidorah si è battuto contro Godzilla?</br>– Sì, alla fine del ventesimo secolo.
*– Il computer aveva ragione. I tre Dorat che hai portato su Ragos con le radiazioni si sono trasformati in King Ghidorah.</br>– Non mi avevate detto che avremmo controllato noi King Ghidorah.</br>– L'unico dubbio era se le onde sonore che controllano i Dorat avrebbero funzionato anche su di lui.</br>– Già, ma penso che non ci siano più dubbi ormai.
*Nessun paese è in grado di fermare il Giappone militarmente, e nemmeno l'Unione terrestre. È per questo motivo che Wilson ha pensato di far comparire un mostro più potente di Godzilla per annientare il Giappone.
*Fino a quando saremo in grado di controllare King Ghidorah, ha ben poca importanza quanto sia forte Godzilla.
===''[[Godzilla II - King of the Monsters]]''===
*– L'esemplare sul sito è stato tenuto completamente segreto e, visto che è una scoperta abbastanza recente, i nostri dati sono limitati. Ma sembra si tratti di un altro superpredatore.<br>– Emma lo aveva chiamato Mostro Zero.<br>– Potrebbe essere un rivale alfa di Godzilla che si batte per avere il dominio sugli altri titani.<br>– Dott. Chen?<br>– Ho frugato e cercato fra i miti e le leggende di migliaia di anni, ma è come se tutti avessero avuto paura addirittura di metterlo per iscritto.<br>– Come se volessero dimenticarlo a posta.
*– Non ho mai visto niente di simile. Viola tutto ciò che sappiamo dell'ordine naturale.<br>– A meno che lui non faccia parte dell'ordine naturale.<br>– Come sarebbe?<br>– Sono riuscita a mettere insieme questi pezzi. {{NDR|mostra una foto di arte rupestre}}<br>– Bene, ha un'aria vagamente familiare.<br>– Racconta di un grande drago che cadde dalle stelle, un'idra che con una tempesta inghiota insieme uomini e dèi.<br>– Cioè, intendi un alieno?<br>– Sì. Non fa parte del nostro ordine naturale. Il suo posto non è qui.<br>– Un falso re.<br>– Una specie invasiva. Questo può spiegare come fa a creare delle tempeste mastodontiche e l'effetto che ha sugli altri titani. È come se stesse rimodellando il pianeta a suo piacimento.
*– In queste leggende, qual era il suo nome?<br>– Ghidorah, colui che è molti.<br>– Ghi-cosa?<br>– Sembra che dica gonorrea.
*Tutti i branchi, dai lupi alle orche, tutti rispondono direttamente a un alfa, e questo Ghidorah è il nuovo alfa. Le altre creature gli stanno soltanto obbedendo. Sono un'estensione del capo. Se fermiamo lui, fermiamo tutti.
==Film==
*''[[Ghidorah! Il mostro a tre teste]]'' (1964)
*''[[L'invasione degli astromostri]]'' (1965)
*''[[Gli eredi di King Kong]]'' (1968)
*''[[Godzilla contro i giganti]]'' (1972)
*''[[Godzilla contro King Ghidorah]]'' (1991)
*''[[Godzilla II - King of the Monsters]]'' (2019)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Personaggi di Godzilla]]
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Profezie sul 21 dicembre 2012
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[[File:Winter Solstice noon sunrise on the Bering Sea (8433692952).jpg|thumb|Solstizio d'inverno, 21 dicembre 2012]]
Citazioni sulle '''profezie sul 21 dicembre 2012'''.
==Citazioni==
*Chi l'aveva sostenuta, scrivendo libri e dedicandovi programmi televisivi, giustificò in seguito la mancata fine del mondo con l'idea che, in realtà, era veramente finito un mondo "vecchio" e ne era iniziato uno nuovo dal punto di vista "spirituale", anche se noi non possiamo vederne gli effetti e probabilmente non riusciremo a vederlo ancora per decenni...<br>Tutte queste persone, insomma, sono disposte a dire qualunque cosa possibile tranne ammettere di aver creduto a una bufala. Per quanto possa dispiacerci ammetterlo, infatti, l'uomo non è affatto un essere razionale. ([[Massimo Polidoro]])
*È l'Apocalisse, la Fine di Tutto, il Giorno del Giudizio, la Fine del Mondo, amico mio. I Cristiani la chiamano l'Assunzione, ma i Maya lo sapevano... e gli Hopis, e i Ching... anche la Bibbia, certo... (''[[2012 (film)|2012]]'')
*La data infausta si avvicina. 21 dicembre 2012. Nessuno di noi sa cosa accadrà, se non che loro volevano che ci trovassimo esattamente qui. Ci hanno guidato, nel loro modo oscuro e frustrante. Con le voci della Prima Civilizzazione, di Coloro che vennero prima. Una razza antica dal sommo potere e dalle strane ambizioni. (''[[Assassin's Creed III]]'')
*Mi chiamo Julius Gabriel, sono un archeologo, uno scienziato che insegue il passato dell'umanità alla ricerca della verità. Negli ultimi trentadue anni, io e la mia famiglia abbiamo cercato di scoprire il segreto che si cela nel calendario maya, uno strumento del tempo e dello spazio vecchio di duemila anni e più accurato della sua più recente controparte europea. Ritenuto la creazione di un misterioso saggio maya, Kukulcán, questo calendario termina bruscamente con la scomparsa dell'umanità, in una data che corrisponde al 21 dicembre dell'anno 2012. A monito dell'evento, l'ombra di un gigantesco serpente apparirà nuovamente sulla piramide di Kukulcán a Chichén Itzá tra ventinove giorni, proprio come è accaduto ogni equinozio di autunno e primavera per oltre mille anni. Ve lo assicuro, questo sconcertante effetto speciale è ben più di un'attrazione turistica. ([[Steve Alten]])
*Questo libro {{NDR|''2012: la fine del mondo?''}} la mattina del 22 dicembre 2012 non servirà più.<br>Non servirà se succederà qualcosa, non servirà se non succederà nulla. ([[Roberto Giacobbo]])
===[[David Morrison]]===
*I calendari esistono per tenere traccia del passare del tempo, non per prevedere il futuro. Gli astronomi Maya erano bravi e svilupparono un calendario molto complesso. I calendari antichi sono interessanti per gli storici, ma non possono competere con la capacità che abbiamo oggi di tenere traccia del tempo o con la precisione dei calendari che usiamo adesso. Il concetto principale, però, è che i calendari, che siano contemporanei o antichi, non possono predire il futuro del nostro pianeta o avvisarci di cosa succederà in una data specifica come il 2012. Vorrei far notare che il mio calendario sulla scrivania finisce molto prima, il 31 dicembre 2009, eppure non interpreto questo fatto come una previsione dell'Armageddon. È semplicemente l'inizio di un nuovo anno.
*Non è logico chiedere prove che la fine del mondo nel 2012 è una bufala. Dovreste rivolgere le vostre domande ai sostenitori della fine del mondo, chiedendo che dimostrino che quello che dicono è vero; non dovreste chiedere alla NASA di dimostrare che è falso. Se qualcuno su Internet affermasse che a Cleveland gironzolano elefanti viola alti diciotto metri, ci si aspetterebbe che la NASA dimostrasse che è falso? L'onere della prova spetta a chi fa affermazioni stravaganti.
*Per quanto riguarda la sicurezza della Terra, le minacce importanti vengono dal riscaldamento globale e dalla perdita di diversità biologica, e forse prima o poi dalla collisione con un asteroide o una cometa, non dalle asserzioni pseudoscientifiche sul 2012.
*Tutto lo scenario di disastri nel 2012 è una bufala alimentata da pubblicità per il film catastrofico ''[[2012 (film)|2012]]''. Posso soltanto sperare che la maggior parte della gente sappia distinguere un copione di film di Hollywood dalla realtà.
==Voci correlate==
*[[Calendario maya]]
*[[Fine del mondo]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Astrologia]]
[[Categoria:Civiltà maya]]
[[Categoria:Eventi degli anni 2010]]
[[Categoria:Numerologia]]
[[Categoria:Sociologia della religione]]
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[[File:Winter Solstice noon sunrise on the Bering Sea (8433692952).jpg|thumb|Solstizio d'inverno, 21 dicembre 2012]]
Citazioni sulle '''profezie sul 21 dicembre 2012'''.
==Citazioni==
*Chi l'aveva sostenuta, scrivendo libri e dedicandovi programmi televisivi, giustificò in seguito la mancata fine del mondo con l'idea che, in realtà, era veramente finito un mondo "vecchio" e ne era iniziato uno nuovo dal punto di vista "spirituale", anche se noi non possiamo vederne gli effetti e probabilmente non riusciremo a vederlo ancora per decenni...<br>Tutte queste persone, insomma, sono disposte a dire qualunque cosa possibile tranne ammettere di aver creduto a una bufala. Per quanto possa dispiacerci ammetterlo, infatti, l'uomo non è affatto un essere razionale. ([[Massimo Polidoro]])
*È l'Apocalisse, la Fine di Tutto, il Giorno del Giudizio, la Fine del Mondo, amico mio. I Cristiani la chiamano l'Assunzione, ma i Maya lo sapevano... e gli Hopis, e i Ching... anche la Bibbia, certo... (''[[2012 (film)|2012]]'')
*La data infausta si avvicina. 21 dicembre 2012. Nessuno di noi sa cosa accadrà, se non che loro volevano che ci trovassimo esattamente qui. Ci hanno guidato, nel loro modo oscuro e frustrante. Con le voci della Prima Civilizzazione, di Coloro che vennero prima. Una razza antica dal sommo potere e dalle strane ambizioni. (''[[Assassin's Creed III]]'')
*Mi chiamo Julius Gabriel, sono un archeologo, uno scienziato che insegue il passato dell'umanità alla ricerca della verità. Negli ultimi trentadue anni, io e la mia famiglia abbiamo cercato di scoprire il segreto che si cela nel calendario maya, uno strumento del tempo e dello spazio vecchio di duemila anni e più accurato della sua più recente controparte europea. Ritenuto la creazione di un misterioso saggio maya, Kukulcán, questo calendario termina bruscamente con la scomparsa dell'umanità, in una data che corrisponde al 21 dicembre dell'anno 2012. A monito dell'evento, l'ombra di un gigantesco serpente apparirà nuovamente sulla piramide di Kukulcán a Chichén Itzá tra ventinove giorni, proprio come è accaduto ogni equinozio di autunno e primavera per oltre mille anni. Ve lo assicuro, questo sconcertante effetto speciale è ben più di un'attrazione turistica. ([[Steve Alten]])
*Questo libro {{NDR|''2012: la fine del mondo?''}} la mattina del 22 dicembre 2012 non servirà più.<br>Non servirà se succederà qualcosa, non servirà se non succederà nulla. ([[Roberto Giacobbo]])
===[[David Morrison]]===
*I calendari esistono per tenere traccia del passare del tempo, non per prevedere il futuro. Gli astronomi Maya erano bravi e svilupparono un calendario molto complesso. I calendari antichi sono interessanti per gli storici, ma non possono competere con la capacità che abbiamo oggi di tenere traccia del tempo o con la precisione dei calendari che usiamo adesso. Il concetto principale, però, è che i calendari, che siano contemporanei o antichi, non possono predire il futuro del nostro pianeta o avvisarci di cosa succederà in una data specifica come il 2012. Vorrei far notare che il mio calendario sulla scrivania finisce molto prima, il 31 dicembre 2009, eppure non interpreto questo fatto come una previsione dell'Armageddon. È semplicemente l'inizio di un nuovo anno.
*Non è logico chiedere prove che la fine del mondo nel 2012 è una bufala. Dovreste rivolgere le vostre domande ai sostenitori della fine del mondo, chiedendo che dimostrino che quello che dicono è vero; non dovreste chiedere alla NASA di dimostrare che è falso. Se qualcuno su Internet affermasse che a Cleveland gironzolano elefanti viola alti diciotto metri, ci si aspetterebbe che la NASA dimostrasse che è falso? L'onere della prova spetta a chi fa affermazioni stravaganti.
*Per quanto riguarda la sicurezza della Terra, le minacce importanti vengono dal riscaldamento globale e dalla perdita di diversità biologica, e forse prima o poi dalla collisione con un asteroide o una cometa, non dalle asserzioni pseudoscientifiche sul 2012.
*Tutto lo scenario di disastri nel 2012 è una bufala alimentata da pubblicità per il film catastrofico ''[[2012 (film)|2012]]''. Posso soltanto sperare che la maggior parte della gente sappia distinguere un copione di film di Hollywood dalla realtà.
==Voci correlate==
*[[Calendario maya]]
*[[Fine del mondo]]
==Altri progetti==
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{{voce tematica}}
Citazioni sul '''XXI secolo'''.
*Guardiamo con ottimismo al 21º secolo. Il [[XX secolo|20º secolo]] iniziò con il più grande assalto dei [[Proletariato|proletari]] di tutti i tempi e finì con la loro sconfitta provvisoria. Il 21º secolo porterà nuovi assalti e nuove vittorie rivoluzionarie, il definitivo e irrevocabile, questa volta, rovesciamento del [[capitalismo]] e la costruzione del [[socialismo]]-[[comunismo]]. ([[Dīmītrios Koutsoumpas]])
*Il petrolio del ventunesimo secolo non è il bit, come sognavano i tecnoidealisti: è l'odio. Più ce n'è, più si fanno soldi, fottendosene delle conseguenze sociali. I leader mondiali e i padroni dei social network lo aizzano e lo sfruttano. ([[Paolo Attivissimo]])
*Immagina i due giocatori {{NDR|di una partita a scacchi}}. Da un lato ci sono i "neri" che difendono il fanatismo, le armi nucleari, la corruzione, le promesse elettorali e via via sempre più giù; dall'altro ci sono i "bianchi" che appoggiano l'intelligenza, il merito, la capacità di risolvere i problemi, la stabilità, lo sviluppo. Ecco. Non so come finirà questa partita, di cui alla fine ci parleranno solo gli storici del 2100. ([[Piero Angela]])
*– Sa, la storia del XXI secolo non è il mio forte. Troppo deprimente.<br>– È uno dei miei hobby invece. Hanno fatto degli errori madornali, ma hanno anche preparato la strada per tante cose che ora diamo per scontato. (''[[Star Trek: Deep Space Nine]]'', ''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 11, Tempi passati: Parte 1|Tempi passati: Parte 1]]'')
*Si può dare per certo che il XXI secolo, ben altrimenti progredito del nostro, guarderà a [[Adolf Hitler|Hitler]] e a [[Iosif Stalin|Stalin]] come a due chierichetti. ([[Emil Cioran]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Epoche e periodi storici]]
[[Categoria:XXI secolo| ]]
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Julia - Le avventure di una criminologa
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{{Fumetto
|tipo = fumetto
|immagine =
|titolo = Julia - Le avventure di una criminologa
|paese = Italia
|lingua originale = italiano
|pubblicazione = ottobre 1998 – in corso
|genere = giallo
|autore = [[Giancarlo Berardi]]
|editore = Sergio Bonelli Editore
}}
'''''Julia - Le avventure di una criminologa''''', fumetto creato nel 1998 da [[Giancarlo Berardi]] ed edito dalla Sergio Bonelli Editore.
==Serie regolare==
===Albo 1, ''Gli occhi dell'abisso''===
{{NDR|Giancarlo Berardi (testi) e Luca Vannini (disegni), ''Gli occhi dell'abisso'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 1, Sergio Bonelli Editore, ottobre 1998.}}
*'''Julia''': Un grande sensitivo diceva che dopo la [[morte]], quando l'[[anima]] va a congiungersi con [[Dio]], qui sulla [[Terra]] resta uno spirito "intelligente", una specie di fotocopia dell'individuo, capace di pensare e di agire. Difficile pronunciarsi su questi argomenti. Ma è certo che i luoghi mantengono l'impronta delle persone che ci hanno vissuto. Persino il loro odore.
*'''Julia''': Per la [[polizia]], un [[assassino]] è sempre e solo un [[colpevole]]. Al criminologo, invece, interessa anche quanto è stato [[vittima]] a sua volta. La [[violenza]] è sempre frutto di altra violenza.
===Albo 4, ''Diluvio di fuoco''===
{{NDR|Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero (testi), Pietro Dall'Agnol (disegni), ''Diluvio di fuoco'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 4, Sergio Bonelli Editore, gennaio 1999.}}
*'''Webb''': ...secondo me, gli scontri sono inevitabili. Questione di mentalità. Noi tendiamo a dividere la gente in [[innocenti e colpevoli]], lei in sani e malati!...<br/>'''Julia''': Diciamo che a voi basta scoprire chi, a me interessa soprattutto perché.<br/>'''Webb''': Le due cose possono essere complementari. Trovare il movente, spesso basta a risolvere un caso... ed è questo l'interesse comune, no?<br/>'''Julia''': Tecnicamente, non si può dire che una pulsione omicida sia un movente.<br/>'''Webb''': Era tanto per capirsi!...<br/>'''Julia''': Evitando le approssimazioni ci si capisce meglio!...
*'''Tina''': Se permette una domanda da profana, colpisce la lontananza tra quest'uomo e il "[[mostro]]" di tanti film e romanzi!...<br/>'''Julia''': È inevitabile. Come diceva [[Robert Louis Stevenson]], una storia è tanto più riuscita quanto più è riuscito il suo "[[Cattivo (personaggio tipo)|cattivo]]". Perciò ci si sforza di renderlo originale, brillante, a suo modo affascinante. Nella realtà, le cose sono molto più grigie.
===Albo 5, ''I sequestrati''===
{{NDR|Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero (testi), Laura Zuccheri (disegni), ''I sequestrati'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 5, Sergio Bonelli Editore, febbraio 1999.}}
*'''De Meers''': È inumano quello che state facendo! Non si possono lasciar soffrire così le persone!<br/>'''Numero Uno''': Ma certo, voi siete quei cuori teneri che preferiscono tenersi lontani dalla violenza!... ve ne state qui, con le vostre famiglie e i vostri soldi, al sicuro, a blaterare di [[pace]] e a guardare la [[guerra]] in [[televisione]]!... E intanto, quelli che la fanno crepano! Crepano ogni giorno, perché voi possiate continuare a vivere tranquilli e a curare i vostri interessi!<br/>'''De Meers''': Se anche fosse, non si raddrizza un'[[ingiustizia]] con un'altra ingiustizia!...<br/>'''Numero Uno''': Davvero? E come vi mettete in pari con la [[coscienza]]? Dando una pensione a quelli che tornano senza braccia e senza gambe? O una bella medaglia a quelli che non tornano affatto?!
===Albo 6, ''Jerry è sparito''===
[[File:Marco Soldi (cropped).png|thumb|Marco Soldi, disegnatore dell'albo nonché copertinista dei primi 157 numeri di ''Julia''.]]
{{NDR|Giancarlo Berardi (testi) e Marco Soldi (disegni), ''Jerry è sparito'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 6, Sergio Bonelli Editore, marzo 1999.}}
*'''Webb''': Potrei darle una risposta sferzante... ma senza Irving non c'è gusto!...<br/>'''Julia''': È un'osservazione acuta... in effetti, la presenza di uno spettatore è sempre stimolante...<br/>'''Webb''': Meno male. Ogni tanto ne imbrocco una anche io!...
*'''Webb''': E... lei come sta?<br/>'''Julia''': Discretamente, se riuscissi a dormire. Ho sempre davanti agli occhi il visetto di quel bimbo...<br/>'''Webb''': Succedeva anche a me all'inizio della carriera... poi si fa l'[[abitudine]] a tutto, anche alla morte...<br/>'''Julia''': È questo che non voglio... non voglio abituarmi a tutto... voglio mantenere intatta la mia capacità di [[Emozione|emozionarmi]]... anche se devo pagare un prezzo...
===Albo 7, ''La lunga notte di Sheila''===
{{NDR|Giancarlo Berardi e Giuseppe De Nardo (testi), Luigi Siniscalchi (disegni), ''La lunga notte di Sheila'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 7, Sergio Bonelli Editore, aprile 1999.}}
*'''Emily''': Sta lavorando a un nuovo caso, vero?<br/>'''Julia''': Come fa a saperlo?<br/>'''Emily''': Lei diventa intrattabile solo quando è sotto pressione per un caso.
*'''Lillian''': Ami questo lavoro, punto e basta. Seguire un caso ti fa sentire viva, come quando sei seduta dietro la cattedra!... D'altra parte, sono due attività molto legate...<br/>'''Julia''': Non ti seguo...<br/>'''Lillian''': Beh, sì, la scuola e il lavoro di criminologa, per te, sono due facce della stessa medaglia!... Nel momento in cui ti prendi cura dei tuoi studenti, devi occuparti anche del mondo che li aspetta fuori!... Non puoi infondergli il [[senso della vita]] e poi lasciarli massacrare dal primo balordo!
===Albo 8, ''Se le montagne muoiono''===
[[File:Badlands in South Dakota.jpg|thumb|La riserva indiana di Pine Ridge, nel Dakota del Sud, ''location'' delle vicende dell'albo: per la prima volta nella storia della serie, Julia si ritrova a indagare lontano dalla natìa – e immaginaria – Garden City, metropoli del [[New Jersey]].]]
{{NDR|Giancarlo Berardi (testi) e Giorgio Trevisan con la collaborazione di Laura Zuccheri (disegni), ''Se le montagne muoiono'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 8, Sergio Bonelli Editore, maggio 1999.}}
*'''Julia''': Capisci la mia lingua?<br/>'''Bob''': Certo, non sono mica scemo!...<br/>'''Julia''': Hai ragione, scusa!... Ma ho letto che molti {{NDR|[[nativi americani|nativi americani]]}} parlano ancora il [[Sioux]]...<br/>'''Leo''': È scritto sulla guida!<br/>'''Bob''': Si dice "Lakota", Sioux è un nome spregiativo che ci hanno dato i nostri [[nemici]]!...<br/>'''Julia''': Ah, non lo sapevo...<br/>'''Bob''': È una parola Chippewa, l'abbreviazione di "Nadowessioux", vuol dire "gente puzzolente"!...<br/>'''Leo''': Per forza, con questo caldo secco!...
*'''Wade''': Nat prosegue la tradizione dei suoi avi. È alla ricerca di una [[Visione (religione)|visione]]. Immagino sappiate cosa significa...<br/>'''Julia''': Tenta di mettersi in contatto con Wakantanka, il Sacro Spirito?<br/>'''Leo''': Per essere precisi: "È una comunicazione diretta con Dio, intesa a trarne auspici per la propria [[vita]] e quella della propria tribù"!...<br/>'''Wade''': Ottima definizione!...<br/>'''Julia''': Frutto di un'ottima memoria e di un'ottima guida turistica!...<br/>'''Wade''': ...ma noi preferiamo considerarla un modo diverso di vedere, di sentire e di essere.
*'''Clodia''': E lei, non s'è mai [[Matrimonio|sposato]]?<br/>'''Leo''': Non ancora. Sto cercando l'[[anima gemella]], come si dice...<br/>'''Clodia''': La sta cercando per andarle incontro, o per scappare a gambe levate?<br/>'''Leo''': Questa è una buona domanda... proprio una buona domanda!...<br/>'''Clodia''': Se le piace davvero la sua amica {{NDR|Julia}}, dovrebbe metterci un po' più di buona volontà!... In effetti è molto carina...<br/>'''Leo''': Stupenda, direi. Ma in questi casi bisogna fare una scelta.<br/>'''Clodia''': Una scelta?<br/>'''Leo''': Sì. Tra una possibile breve [[passione]] e una possibile lunga [[amicizia]]!...<br/>'''Clodia''': E lei cos'ha scelto?<br/>'''Leo''': Nulla. Gli uomini si propongono, ma sono sempre le donne a scegliere!...<br/>'''Clodia''': Ma almeno si è proposto?<br/>'''Leo''': Questa è una buona domanda... proprio una buona domanda!...
*'''Valadier''': Le cose sono cambiate quando ho imparato a [[piangere]]...<br/>'''Julia''': Ha dovuto imparare?<br/>'''Valadier''': Sì. Non ricordo di averlo mai fatto, neanche da bambino. Sono stato cresciuto come un guerriero, e i guerrieri certe cose non se le permettono. La prima volta, quando ho sentito scendermi le [[lacrime]], ho preso uno specchio e mi sono guardato... ho guardato la smorfia della mia faccia, ho assaggiato il sapore salato del pianto... e mi sono sentito meglio...
===Albo 9, ''Echi dal passato''===
{{NDR|Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero (testi), Giancarlo Caracuzzo (disegni), ''Echi dal passato'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 9, Sergio Bonelli Editore, giugno 1999.}}
*'''Julia''': Qualcuno ha detto che le smentite non servono. Sono solo un modo per ripetere la [[notizia]].
*'''Langland''': ...certo, dopo la caduta del [[muro di Berlino]], hanno cominciato a cianciare di fine della [[storia]]...<br/>'''Trevor Luscombe''': E sarebbe grave?<br/>'''Langland''': Storia e [[conflitti]] continueranno. Sono gli usi e i costumi che tendono a omologarsi, con il progresso delle [[Comunicazione|comunicazioni]]. Il cosiddetto "villaggio globale" sta appiattendo tutto e tutti. La diffusione dei [[fast food]] e di [[internet]] non metterà fine alla storia, ma all'[[antropologia]]!...
===Albo 10, ''Il reduce''===
[[File:Romics 2019 - Spring edition 153.jpg|thumb|Valerio Piccioni, disegnatore dell'albo.]]
[[File:My Tho, Vietnam. A Viet Cong base camp being. In the foreground is Private First Class Raymond Rumpa, St Paul, Minnesota - NARA - 530621 edit.jpg|thumb|Il ricordo della [[guerra del Vietnam]] fa da sfondo alle vicende dell'albo.]]
{{NDR|Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero (testi), Valerio Piccioni con la collaborazione di Maurizio Mantero ed Enio (disegni), ''Il reduce'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 10, Sergio Bonelli Editore, luglio 1999.}}
*'''Julia''': Non mi reputo particolarmente [[coraggio]]sa, ma quando seguo una pista, odio doverla mollare!...
*'''Waters''': Sembrano gli elicotteri...<br/>'''Sidney Luscombe''': Troppo presto.<br/>'''Waters''': Se la pigliano comoda, quei bastardi!... Tanto ci siamo noi con il culo a mollo!<br/>'''Sidney Luscombe''': Porta [[pazienza]]!...<br/>'''Waters''': Tu non te la prendi mai?<br/>'''Sidney Luscombe''': Beh, non mi aspettavo niente del genere, ma nessuno mi ha obbligato a venirci!... {{NDR|In [[Guerra del Vietnam|Vietnam]].}}<br/>'''Waters''': Ecco, questa è una cosa che non capirò mai!<br/>'''Sidney Luscombe''': Nemmeno mio padre. Lui mi vedeva con i gradi da ufficiale, in un bell'ufficio, a mille chilometri dal fronte...<br/>'''Waters''': Che c'è di male?<br/>'''Sidney Luscombe''': Niente. Papà sistema sempre tutto per il meglio. L'ha fatto fin da quando sono nato... Stabiliva gli amici che potevo frequentare, gli studi che dovevo seguire, le ragazze con cui uscire, la carriera adatta per me...<br/>'''Waters''': Io ci metterei la firma!...<br/>'''Sidney Luscombe''': Io no. Posso anche [[Errore|sbagliare]], ma voglio essere io a decidere, capisci?<br/>'''Waters''': Si. Cioè, no... Insomma, ti sei ficcato in questa fogna per un puntiglio con tuo padre?<br/>'''Sidney Luscombe''': La [[libertà]] prevede anche la [[possibilità]] di commettere errori!...
*'''Leo''': Hai visto la faccia del tassista?<br/>'''Julia''': No. Cosa aveva di speciale?<br/>'''Leo''': [[Invidia]]. Quando sono in giro con te, mi guardano tutti con invidia!...
===Albo 11, ''L'eterno riposo''===
{{NDR|Giancarlo Berardi (testi) e Sergio Toppi (disegni), ''L'eterno riposo'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 11, Sergio Bonelli Editore, agosto 1999.}}
*'''Webb''': ...funziona sempre questo macinino!... {{NDR|una Morgan 4/4 del 1967.}} L'ha fatta aggiustare, poi, la capote?<br/>'''Julia''': Perché, cos'aveva che non andava?<br/>'''Webb''': Beh, l'ultima volta non c'è stato verso di alzarla. Siamo rimasti in panne sotto l'acqua scrosciante!<br/>'''Julia''': Spero di sì. È Nick, il mio [[meccanico]], che se ne occupa!...<br/>'''Webb''': Deve costarle un capitale!...<br/>'''Julia''': Al contrario. Purché non la venda, lui è disposto a lavorarci gratis!...<br/>'''Webb''': Deve aver preso una bella cotta!...<br/>'''Julia''': Sì, fortissima... per la Morgan!...
*'''Lillian''': ...vedi, diventare [[Senilità|vecchi]] è già di per sé sgradevole. Bisogna accettare nuovi limiti, nuove difficoltà. Ogni giorno si perde qualcosa... Ma il processo è così lento che, in pratica, una non se ne accorge. È quello che ti sta intorno che ti costringe a pensare, a rendertene conto. Il fatto che vieni trattato come un essere alla fine della vita, la cui presenza ha perso di significato per te e per gli altri... una nullità. La vera malattia degli anziani è l'[[indifferenza]]... l'indifferenza della [[società]].
===Albo 12, ''Una dolce bambina triste''===
{{NDR|Giancarlo Berardi e Giuseppe De Nardo (testi), Federico Antinori (disegni), ''Una dolce bambina triste'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 12, Sergio Bonelli Editore, settembre 1999.}}
*'''Julia''': Bella costruzione, dev'essere di un architetto famoso!...<br/>'''Webb''': A me non piace!<br/>'''Julia''': Un giorno o l'altro deve farmi l'elenco di quello che gradisce. Così mi so regolare!...<br/>'''Webb''': E poi come facciamo a litigare?!
===Albo 13, ''Cyrano''===
[[File:Gossip-chat.png|thumb|L'albo affronta l'allora nascente mondo delle [[chat]]]]
{{NDR|Giancarlo Berardi con la collaborazione di Michelangelo La Neve (testi), Luigi Siniscalchi (disegni), ''Cyrano'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 13, Sergio Bonelli Editore, ottobre 1999.}}
*'''Cyrano''': Per un amico, non c'è regalo più bello di un [[segreto]]!
*'''Emily''': Gesù!... Credevo che la stessero sgozzando!... Ho sentito un urlo... Insomma, cos'è stato?!<br/>'''Julia''': Niente... Yawwn!... ...il solito [[incubo]]...<br/>'''Emily''': E dice niente?! Ci si consuma il cervello a dormire male! La mattina vengono fuori certi occhi neri, le guance si infossano e non si trova marito!<br/>'''Julia''': Sì, un vero disastro, ma io che ci posso fare?<br/>'''Emily''': L'ex fidanzato di una mia zia ha una cugina che ha appena divorziato dal fratello di uno che sa far scomparire gli incubi come per magia!...<br/>'''Julia''': E come... con un rito [[voodoo]]?<br/>'''Emily''': Scusi dando, badrona bianga!... la bovera sghiava negra si rimedde la gadena e dorna in gugina ai suoi bendoloni!<br/>'''Julia''': Emily!... Ma che le prende? Aspetti!<br/>'''Emily''': Badrona bianga bensare che boveri negri essere angora selvaggi gon anello al naso!... Invece il fratello dell'ex marito della cugina del precedente fidanzato di mia zia è un neurologo di fama mondiale!<br/>'''Julia''': D'accordo, me la sono meritata... ma l'ho detto senza intenzione!...<br/>'''Emily''': Lo so! Se fosse capace di certe [[Cattiveria|cattiverie]], non sarei più qui da un pezzo!<br/>'''Julia''': E allora?<br/>'''Emily''': Beh, una scena così chissà quando mi capita di poterla rifare!...
*'''Emily''': Non può mica risolvere da sola tutti i problemi del mondo!<br/>'''Julia''': Ognuno, nel suo piccolo, dovrebbe cercare di dare una mano, no?<br/>'''Emily''': Sante parole, ma anche Dio s'è riposato un giorno della settimana!<br/>'''Julia''': Beato lui che poteva permetterselo!...
*'''Julia''': Le ragazze [...] una volta tenevano un [[diario]], adesso navigano in Internet. Le vecchie ragazze come me, continuano a tenere un diario.
*'''Lillian''': Il guaio è che una si abitua a bastare a se stessa. A un certo punto, la [[solitudine]] diventa un [[vizio]]!...<br/>'''Julia''': È vero. La si ricerca, anche se pesa!...
===Albo 14, ''Il cacciatore''===
{{NDR|Giancarlo Berardi e Gino D'Antonio (testi), Laura Zuccheri (disegni), ''Il cacciatore'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 14, Sergio Bonelli Editore, novembre 1999.}}
*'''Julia''': La sente {{NDR|Webb}}?... Aria di [[primavera]]... La [[natura]] si risveglia, la vita prende il sopravvento... Nessuno dovrebbe morire in una stagione così bella...
*'''Emily''': I maschi sono tutti una razza, a due o quattro zampe!
*'''Julia''': Mi vorrebbero sistemata {{NDR|Emily e nonna Lillian}}, con un bravo giovane, capace di difendermi... e un paio di marmocchi da coccolare. Una vita tranquilla, felice. La loro vita, non la mia.
*'''Barton Lindsay''': Sbaglia, quando avversa la [[caccia]]. È stata il punto di partenza della nascita della [[civiltà]]...<br/>'''Julia''': La storia della [[Età della pietra|pietra scheggiata]]...<br/>'''Barton Lindsay''': Può sembrare una [[banalità]], ma è da lì che vengono le [[Macchina|macchine]] e le [[invenzioni]] che ci hanno permesso di cambiare il mondo... Al punto che, oggi, possiamo fingere di esserci liberati dalla [[necessità]] di cacciare... Ma dobbiamo comunque [[Competizione|competere]] con le altre creature. Come minimo sottraendo loro spazio e risorse a favore dei nostri allevamenti e delle nostre coltivazioni... Il cacciatore che si misura con la sua [[Predazione|preda]] ad armi pari, in fondo, rifiuta solo di nascondersi dietro una maschera!<br/>'''Julia''': Non del tutto, colonnello! ...come si fa a parlare di "armi pari", quando si impugna un [[fucile]] con mirino telescopico?<br/>'''Barton Lindsay''': L'uomo non ha [[zanne]] né [[Artiglio|artigli]], né forza bruta... Ha solo il [[cervello]], e le [[Arma|armi]] sono un frutto naturale dell'[[intelligenza]]... Naturalmente, è questione di misura. Un cacciatore degno di questo nome non tira a un [[fagiano]] con un bazooka, lascia sempre un margine alla preda! Non capisce? Il vero cacciatore ama la natura più di chiunque altro.
===Albo 15, ''Morte assicurata''===
[[File:FernandinaBeach11.jpg|thumb|L'albo vede una breve – ma decisiva, ai fini dell'indagine – trasferta di Julia e Leo in [[Florida]]]]
{{NDR|Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero con la collaborazione di Claudia Salvatori (testi), Giancarlo Caracuzzo con la collaborazione di Laura Zuccheri (disegni), ''Morte assicurata'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 15, Sergio Bonelli Editore, dicembre 1999.}}
*'''Julia''': Stagione strana, l'[[autunno]], con le sue nebbie, la sua sottile [[malinconia]]. I primi freddi costringono a rimanere a casa, a recuperare il senso dell'intimità domestica... Una stagione che ispira la voglia di guardare dentro se stessi, di fare bilanci. Riemergono antichi ricordi, lontani segreti.
*'''Julia''': C'è un senso di serenità e quasi di sollievo nel ritrovare le proprie abitudini dopo un [[viaggio]]. Come se si partisse soltanto per potersi godere il ritorno a casa.
*'''Reverendo Plummer''': {{NDR|durante un'intervista televisiva}} I tempi del [[digiuno]] e della [[penitenza]] sono tramontati. Il [[Demonio]] ha una forza terribile e va combattuto con i suoi stessi mezzi!... Se fossi vestito di stracci, scalzo e male in arnese, mi scambierebbero per un [[barbone]]... ...quindi non avrei il minimo ascendente... Non verrei ascoltato, né seguito!... Oggi bisogna continuare a dare il buon esempio, sì, ma è importante anche curare la propria immagine!<br/>'''Emily''': {{NDR|davanti alla televisione}} Ha ragione! Quelli della [[televisione]] non inviterebbero mai [[San Francesco]] in un talk show, a meno che non cambiasse look!...
===Albo 16, ''L'ombra del tempo''===
{{NDR|Giancarlo Berardi (testi) e Pietro Dall'Agnol (disegni), ''L'ombra del tempo'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 16, Sergio Bonelli Editore, gennaio 2000.}}
*'''Julia''': A me fa piacere averti qui {{NDR|a casa mia}}, ma... possibile che tu debba portarmi tutte, ma proprio tutte le tue conquiste?<br/>'''Leo''': Lo sai, ci tengo al tuo parere!... E poi vogliono conoscere la famiglia... e mio padre [[Eruttazione|rutta]] in una maniera indecente!
*'''Julia''': Perché ha questa pessima opinione di Leo?<br/>'''Emily''': Perché se fosse un uomo in gamba, avrebbe già chiesto in moglie lei da tempo! E siccome non è un uomo in gamba, può trovare solo delle sciacquette!<br/>'''Julia''': La sua [[logica]] è così illogica che... sembra quasi logica!<br/>'''Emily''': Io bado al sodo! E da [[Rapporto sessuale|quel punto di vista]], direi che il [[Natiche|fondoschiena]] del biondino farebbe sperare bene! Ci vogliono lombi forti per...<br/>'''Julia''': Va bene, ho capito!<br/>'''Emily''': Cos'è, un attacco di [[pudore]]?<br/>'''Julia''': Non so... forse sono un po' [[Eccitazione|eccitabile]]. Si vede che sento la mancanza di un uomo!...<br/>'''Emily''': Ragione in più!... Visto che certe cose non le fa, almeno le pensi!
*'''Julia''': {{NDR|discutendo di un caso}} Qui la ferita è di origine psichica...<br/>'''Webb''': Intende un dolore, uno shock emotivo...?<br/>'''Julia''': Sì. Qualcosa di così terribile e devastante per la mente da dover essere espulso. <br/>'''Irving''': Come aver assistito a un [[omicidio]], per esempio.<br/>'''Julia''': Per esempio.<br/>'''Irving''': Scusi l'ignoranza... in questi casi, come si cancella esattamente un ricordo?<br/>'''Julia''': In realtà non si cancella mai del tutto. Attraverso un processo di rimozione, la memoria di un fatto viene estromessa dalla coscienza e trasferita nell'[[inconscio]]. E lì può rimanere per anni, a sedimentare. Oppure può riaffiorare all'improvviso, tutta d'un colpo, o a piccole dosi...<br/>'''Irving''': Cosa intende esattamente per "sedimentare"?<br/>'''Webb''': Che diavolo, Ben, stai preparando un esame di [[psicologia]]?!<br/>'''Irving''': Un accidenti!... Ho fatto di tutto per dimenticare mia [[suocera]], e adesso scopro che mi fermenta il cervello!
*'''Julia''': {{NDR|sull'intraprendere una relazione sentimentale}} La solitudine fa brutti scherzi. Si diventa [[gelosia|gelosi]] del proprio territorio e mal si sopportano le invasioni. [...] Mi ero abituata a vivere nel mio guscio. Era una sorta di fortezza in cui mi sentivo sicura. Uscirne significava affrontare l'[[ignoto]]. E questo mi faceva [[paura]].
===Albo 17, ''Il delitto negato''===
{{NDR|Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero con la collaborazione di Claudia Salvatori (testi), Gustavo Trigo, Marco Soldi ed Enio (disegni), ''Il delitto negato'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 17, Sergio Bonelli Editore, febbraio 2000.}}
*'''Webb''': {{NDR|durante l'inseguimento a un fuggiasco}} Lei... non provi a seguirmi!<br/>'''Julia''': D'accordo!<br/>'''Webb''': Tanto fa come le pare, lo so!
*'''Julia''': Capita spesso, con gli [[Serial killer|assassini seriali]]... ci tengono, ad ammettere i loro delitti... se ne vantano, con una specie di civetteria... a volte, confessano anche quelli che non hanno commesso...<br/>'''Irving''': S'incolperebbero di aver crocifisso [[Gesù]], se avessero una probabilità di essere creduti!<br/>'''Julia''': A volte, invece, li negano... ne tengono uno o due per sé... è un modo per restare padroni del gioco, per continuare a mantenere il controllo...
*'''Julia''': Nella mia professione bisogna lasciarsi coinvolgere senza farsi travolgere. Un assassino non è un insetto. Se vogliamo capirne le motivazioni, è fondamentale entrare in [[empatia]] con lui.
*'''Julia''': Guardavo le sue mani... più che mescolare i colori, si direbbe che li impasti!<br/>'''John Sisley''': Oh... sì, non vado tanto per il sottile. A volte, li spalmo direttamente sulla tela, senza pennello!...<br/>'''Julia''': Un coinvolgimento totale!<br/>'''John Sisley''': Secondo me, non c'è altro modo per esprimere la [[creatività]]!...
*'''Mary Ann Morley''': Ci risiamo con la storia di [[Vincent van Gogh|van Gogh]]!... Se un pittore non vende un quadro, dev'essere per forza un genio incompreso!... Non potrebbe essere semplicemente un incapace?!
===Albo 18, ''Tornando a casa''===
{{NDR|Giancarlo Berardi, Giuseppe De Nardo e Maurizio Mantero (testi), Luca Vannini e Laura Zuccheri (disegni), ''Tornando a casa'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 18, Sergio Bonelli Editore, marzo 2000.}}
*'''Julia''': Lei è più intelligente di quello che vuole mostrare, Webb!<br/>'''Webb''': Forse è lei che mi sopravvaluta!
*'''Julia''': {{NDR|descrivendo uno dei quartieri più degradati di Garden City}} La neve si era ormai assestata in uno strato compatto e dava un'illusoria sensazione di nuovo e pulito. In mezzo a quel bianco, le facciate degli edifici spiccavano grigiastre, impietosamente stinte e scrostate. A quello sfacelo sociale, terrazzini e finestre aggiungevano dettagli domestici. Tendine scompagnate e dozzinali, lampadari da poco prezzo, cianfrusaglie ammucchiare dietro le ringhiere, tutto parlava di vite modeste e di una lotta quotidiana per tirare avanti.
*'''Julia''': Tutti ci aspettavamo delle lacrime, ma gli occhi [...] restarono asciutti, come quelli di chi ha alle spalle tanto dolore da esserci abituato.
===Albo 19, ''L'occhio del sole''===
[[File:Mountcarmelfire04-19-93-l.jpg|thumb|L'albo, in cui Julia è alle prese con una problematica [[setta]] religiosa, vede i protagonisti citare più volte il precedente dell'assedio di Waco (1993).]]
{{NDR|Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero (testi), Enio (disegni), ''L'occhio del sole'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 19, Sergio Bonelli Editore, aprile 2000.}}
*'''Julia''': Conosce il sergente Irving, Nick?<br/>'''Nick''': Accidenti!.. Ho sentito parlare di lei!... Se non sbaglio, la chiamano "Big Ben", giusto?<br/>'''Irving''': Sì, gli amici... comunque, anch'io la conosco di fama!... La dottoressa la dipinge come il miglior meccanico sulla piazza!...<br/>'''Julia''': Il migliore dello stato... se mi trovasse una macchina che funzioni!
*'''Webb''': Io li sbatterei tutti dentro, questi santoni!<br/>'''Julia''': Perché non in pasto ai leoni, come i cristiani nella [[Civiltà romana|Antica Roma]]?<br/>'''Webb''': Ricominciamo con il garantismo??<br/>'''Julia''': Primo: la [[Costituzione degli Stati Uniti d'America|costituzione]] sancisce libertà di culto. Secondo: la maggior parte delle sette religiose non fa nulla di male!...<br/>'''Webb''': Sicuro. A parte raccogliere i balordi in circolazione e convincerli che basta [[pregare]] per risolvere i problemi!<br/>'''Julia''': Siamo noi che gli lasciamo questi spazi! La nostra società si occupa di tutti tranne che dei più deboli!<br/>'''Webb''': È troppo comodo aspettare sempre la manna dallo stato!<br/>'''Julia''': Il suo è solo un alibi per l'[[egoismo]]!<br/>'''Webb''': E il suo [[Pietà|pietismo]] è un alibi per tutti gli sfaccendati!
*'''Julia''': Esistono molti modi di ottenere [[obbedienza]], e non è detto che [[dispotismo]], [[prepotenza]] e coercizione siano i più efficaci... i [[sensi di colpa]], ad esempio, offrono una leva potentissima a chi li sa sfruttare...<br/>'''Robson''': Vuol dire che chi [[Disobbedienza|disubbedisce]] si sente colpevole?<br/>'''Julia''': Certo, e cerca la punizione!... C'è gente che ha un'abilità innata nel manipolare gli altri!...
===Albo 20, ''Cielo nero''===
[[File:New Scotland Yard sign 3.jpg|thumb|Per chiudere l'indagine sulla setta di padre Connors, Julia e il sergente Irving volano a [[Londra]] per ottenere l'aiuto di Scotland Yard.]]
{{NDR|Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero (testi), Valerio Piccioni ed Enio (disegni), ''Cielo nero'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 20, Sergio Bonelli Editore, maggio 2000.}}
*'''Julia''': {{NDR|in volo da Garden City a [[Londra]]}} ..è tutto coperto dalla nebbia...<br/>'''Irving''': Chissà se ci sono degli [[iceberg]], là sotto...<br/>'''Julia''': Brrr... certo, se ci si pensa, fa un po' impressione!...<br/>'''Irving''': Una volta, traversare l'Atlantico doveva essere una faccenda seria...<br/>'''Julia''': Molto seria. Di recente ho letto una biografia di Lindbergh, che mi ha regalato Leo...<br/>'''Irving''': Davvero? La ha letta anche mia moglie... io non ho mai tempo, così lei legge i libri e poi me li racconta!...<br/>'''Julia''': Mi è piaciuta la parte sulle sue ricerche in campo medico...<br/>'''Irving''': Ah, sì, quella faccenda del cuore artificiale!... A me ha colpito di più la ricostruzione del rapimento di suo figlio...<br/>'''Julia''': Dev'essere stata un'esperienza terribile, soprattutto per la madre!...<br/>'''Irving''': È stato anche un segnale che devo cominciare a preoccuparmi!...<br/>'''Julia''': In che senso?<br/>'''Irving''': Insomma, mia moglie mi racconta la storia di un pilota, e io m'interesso al lavoro dei poliziotti!... Penso a come avrei svolto le indagini, a dove hanno sbagliato...<br/>'''Julia''': Anche a me è venuto istintivo pensare alla personalità del rapitore!...<br/>'''Irving''': Almeno lei, nel tempo libero, suona il [[pianoforte]]!... Io vivo in mezzo ai poliziotti, i miei amici sono poliziotti, oltre ai poliziotti frequento solo delinquenti!... Insomma, il lavoro è lavoro, non dovrebbe diventare una fissazione!
*'''Julia''': All'aeroporto venne a prenderci l'ispettore Neville. I capelli tinti, i baffetti alla [[David Niven]], l'abito elegante, il leggero accento "cockney" erano perfetti per un segugio di Scotland Yard. Lo stesso valeva per la sua puntigliosa [[cortesia]].
*'''Padre Connors''': Vi siete mai chiesti dove va a finire tutta la luce?... Esce dal [[sole]], si sparge attorno... e poi? C'è un altro sole dalla parte opposta, in mezzo al cielo... un sole a rovescio... assorbe tutta la luce dell'[[universo]]... niente gli sfugge... ma io lo vedo... è là, più nero della [[notte]]... aspetta la mia anima...
===Albo 21, ''Scoop''===
[[File:Angela Merkel (nicht im Bild) (3048729876).jpg|thumb|Tra i temi affrontati dall'albo, l'invadenza dei [[paparazzi]] nella sfera privata.]]
{{NDR|Giancarlo Berardi, Giuseppe De Nardo e Maurizio Mantero (testi), Giancarlo Caracuzzo (disegni), ''Scoop'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 21, Sergio Bonelli Editore, giugno 2000.}}
*'''Webb''': {{NDR|sulla scena di un crimine}} Chi ha chiamato la [[stampa]]?<br/>'''Irving''': Questi non hanno bisogno di chiamate!... ...sentono l'odore del sangue!
*'''Emily''': Un'altra vittima del [[Ku Klux Klan|Ku-Klux-Klan]]!<br/>'''Julia''': Shona Laszlo?<br/>'''Emily''': Sicuro! Vogliono punire l'unica bianca che ha avuto il coraggio di recitare nello sceneggiato su [[Martin Luther King]]!<br/>'''Julia''': Un'[[attrice]] non condivide necessariamente le idee dei suoi personaggi, Emily!...<br/>'''Emily''': E lei crede che quella gente sia tanto fina di cervello da capire la differenza?!
*'''Irving''': Qualche problema?<br/>'''Webb''': Quella donna {{NDR|Julia}} è più testarda di un mulo!<br/>'''Irving''': Non è una novità!...<br/>'''Webb''': Non ho detto che lo sia!
===Albo 22, ''Quest'urlo che tace''===
[[File:Un senzatetto a New York.jpg|thumb|Alcune morti sospette tra i ''clochard'' di Garden City portano Julia a contatto con la realtà dei [[senzatetto]]]]
{{NDR|Giancarlo Berardi con la collaborazione di Lorenzo Calza (testi), Roberto Zaghi con la collaborazione di Thomas Campi (disegni), ''Quest'urlo che tace'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 22, Sergio Bonelli Editore, luglio 2000.}}
*'''Julia''': Avevo visto altre persone morire e ogni volta provavo lo stesso disagio. Per fortuna, non mi sono mai abituata alla morte.
*'''Virgil''': E tu perché non ti sei sposata? Mi sembri un buon partito!...<br/>'''Julia''': Beh... finora, nessuno ha superato l'esame di Emily!
*'''Julia''': {{NDR|descrivendo «Primrose, la zona più derelitta della città»}} Una cosa mi colpì: la quasi totale assenza di segnali, insegne o [[Pubblicità|cartelloni pubblicitari]]. Come se il mondo esterno non avesse più nulla da comunicare a chi abitava lì.
===Albo 23, ''Ore sospese''===
[[File:A drug addict is going to commit suicide.jpg|thumb|Nel tentativo di far desistere un misterioso uomo dal [[suicidio]], Julia incappa negli interessi di una famiglia mafiosa italoamericana.]]
{{NDR|Giancarlo Berardi, Giuseppe De Nardo e Maurizio Mantero (testi), Luigi Siniscalchi (disegni), ''Ore sospese'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 23, Sergio Bonelli Editore, agosto 2000.}}
*'''Webb''': ...mi spiace averla tirata giù dal letto, proprio il suo giorno di riposo!<br/>'''Julia''': Non importa. Tanto Emily aveva già cominciato a battere i tappeti!...<br/>'''Webb''': Potevo chiamare uno dei nostri psicologi, ma... beh, insomma, mi [[Fiducia|fido]] più di lei!<br/>'''Julia''': Grazie.<br/>'''Webb''': Non era un [[complimento]].<br/>'''Julia''': Allora ritiro il grazie!<br/>'''Webb''': Voglio dire... è un dato di fatto!
*'''Julia''': Non so fare la poliziotta. Non so nemmeno se ho un metodo di lavoro vero e proprio... ma so che non mi basta sapere chi ha fatto che cosa... m'interessa il perché...
===Albo 24, ''Kidnapping Express''===
[[File:Acela 2035.JPG|thumb|Le carrozze di un lussuoso treno passeggeri che attraversa gli Stati Uniti diventano, in questo albo, il singolare teatro d'indagine di Julia.]]
{{NDR|Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero (testi), Claudio Piccoli e Alberto Macagno (disegni), ''Kidnapping Express'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 24, Sergio Bonelli Editore, settembre 2000.}}
*'''Julia''': Partire in quel modo {{NDR|in [[treno]]}} aveva un vago profumo d'avventura e stimolava la mia curiosità: chi sarebbero stati i miei compagni di viaggio? Mi ha sempre divertito osservare gli estranei, i dettagli del loro comportamento, le piccole cose curiose che tutti facciamo senza rendercene conto. Un passatempo innocuo per il quale i treni offrivano l'ambiente ideale.
*'''Julia''': Nella nostra epoca, dove ogni angolo della Terra è raggiungibile e le telecomunicazioni collegano tutti, la partenza di un treno non rappresenta più un evento emozionante. Appena usciti dalla città, però, l'aria di scontata routine si dileguò. Fuori, il paesaggio sparì in un turbinio bianco. Pochi chilometri, e ci trovammo isolati da tutto e da tutti. A chi, come me, è abituato alla città, dava una sensazione inquietante.
*'''Eaton''': Cosa legge di bello?<br/>'''Julia''': Jack Ritchie. Racconti brevi, molto ingegnosi...<br/>'''Eaton''': Non l'ho mai sentito...<br/>'''Julia''': È un [[Letteratura gialla|giallista]]. Ha lavorato anche per [[Alfred Hitchcock]], aveva il dono della sintesi. Si dice che avrebbe potuto scrivere "[[Guerra e pace]]" sul retro di una cartolina!...<br/>'''Eaton''': Un'arte che s'è persa, oggi. Se i libri non hanno almeno seicento pagine, non li pubblicano!...<br/>'''Julia''': È la moda... Libri sempre più grossi e sempre meno gente che li legge!...
*'''Julia''': Crescere dei figli è difficile. Bisognerebbe essere preparati e, soprattutto, guariti dai nostri mali oscuri che, altrimenti, si riversano fatalmente da una generazione alla seguente. Era per questo che non avevo un compagno? Me li sceglievo io "sbagliati", per evitare complicazioni? Per evitare di fare i conti con una possibile [[maternità]]?
===Albo 25, ''Chi è Christine?''===
{{NDR|Giancarlo Berardi (testi), Laura Zuccheri (disegni), ''Chi è Christine?'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 25, Sergio Bonelli Editore, ottobre 2000.}}
*'''Julia''': Sabato scorso sono salita in [[soffitta]]... c'è ancora un mucchio di roba!...<br/>'''Lillian''': Paccottiglia. Cosa aspetti a buttarla via?<br/>'''Julia''': Non so, ci sono anche ricordi... pezzi di vita...<br/>'''Lillian''': Brutto segno!... Se guardi al [[passato]], vuol dire che il tuo [[presente]] non è granché!...
*'''Webb''': {{NDR|dopo una sparatoria che ha coinvolto Leo e Julia}} A proposito, Baxter. Immagino che lei avesse un porto d'armi!...<br/>'''Leo''': Ce l'ho ancora, se è per questo!<br/>'''Webb''': Non per molto. Provvederò personalmente affinché le venga ritirato!<br/>'''Leo''': La licenza d'[[investigatore]] dà diritto a girare armati. È la legge!<br/>'''Webb''': Allora farò in modo che le ritirino anche la licenza!<br/>'''Leo''': Molto gentile, ma perché vuole prendersi tanto disturbo?<br/>'''Webb''': Perché mi è [[antipatico]]!<br/>'''Leo''': Non dica così che mi mortifico!... E poi cos'ha da rimproverarmi?<br/>'''Webb''': Niente, salvo l'avermi tirato giù dal letto, dopo aver steso due uomini!<br/>'''Leo''': L'alternativa era che loro stendessero noi. In ogni caso, l'avrebbero svegliata!...<br/>'''Julia''': Non fa una piega, sa, tenente?
*'''Emily''': {{NDR|mentre Julia rientra in casa}} Santo cielo! Vuol farmi morire di spavento?<br/>'''Julia''': Mi dispiace, avrei dovuto suonare il campanello!...<br/>'''Emily''': Ma che campanello!...<br/>'''Julia''': Lo so, le avevo promesso di darle una [[Telefono|telefonata]]...<br/>'''Emily''': Ma che telefonata!...<br/>'''Julia''': Allora non capisco!...<br/>'''Emily''': Hanno annunciato una edizione straordinaria del [[telegiornale]]! Hanno detto che le hanno sparato!<br/>'''Julia''': Oh, quello!...
===Albo 26, ''Mentre la città brucia''===
{{NDR|Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero (testi), Giancarlo Caracuzzo con la collaborazione di Laura Zuccheri (disegni), ''Mentre la città brucia'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 26, Sergio Bonelli Editore, novembre 2000.}}
*'''Avvocato''': {{NDR|durante l'interrogatorio di Harold Shelby, un sospetto piromane}} ...la prima relazione è stilata dal professor Stewart, la seconda dal professor Platt... [...] Si tratta di eminenti studiosi. Entrambi dichiarano il mio cliente guarito... riteniamo perciò ogni indagine a suo carico inutile e persecutoria!...<br/>'''Webb''': Dov'eri la sera del sette?<br/>'''Avvocato''': La pregherei di usare un tono più formale, tenente...<br/>'''Webb''': Dov'eri la sera del sette?<br/>'''Avvocato''': Si trovava a una festa privata. Qui c'è un elenco di persone presenti, che non vi sarà difficile contattare.<br/>'''Julia''': Si è divertito, signor Shelby?<br/>'''Avvocato''': Cosa intende dire?<br/>'''Julia''': Chiedevo se la festa è stata divertente o noiosa... non crede che il suo cliente possa rispondere?<br/>'''Avvocato''': Mi sembra una questione del tutto irrilevante!...<br/>'''Shelby''': Una noia mortale. Se fossi ancora malato, avrei incendiato la casa!...
*'''Julia''': {{NDR|durante una telefonata con Leo}} Mi faccio spesso una domanda del genere, a proposito del mio lavoro... Ci sono un sacco di criminali in giro. Ma di quanti mi occupo? Quanti riusciamo a catturarne? Quanti ne restano liberi, pronti a uccidere? {{NDR|ripensandoci, nel suo diario}} Era un discorso fin troppo ovvio. Non si possono raddrizzare tutti i torti del mondo. Ma, quando dobbiamo scegliere tra i tanti, qualche disagio riemerge sempre.
*'''Webb''': ...e ricominciamo con le attenuanti!<br/>'''Julia''': Capire non significa giustificare!...<br/>'''Webb''': Si comincia col capire e si finisce per giustificare. E, tra un distinguo e l'altro, la società va a rotoli!<br/>'''Julia''': E lei cos'ha in mente, per salvarla? Chiudere tutti in [[galera]]?!<br/>'''Webb''': Quelli che lo meritano, sì!<br/>'''Julia''': E chi lo stabilisce?<br/>'''Webb''': Le leggi! Non certo le sue introspezioni psico-analitiche!
===Albo 27, ''Io l'ho visto''===
{{NDR|Giancarlo Berardi, Giuseppe De Nardo e Maurizio Mantero (testi), Federico Antinori (disegni), ''Io l'ho visto'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 27, Sergio Bonelli Editore, dicembre 2000.}}
*'''Webb''': Che altro ha ricavato dal colloquio?<br/>'''Julia''': Beh, mi sono trovata di fronte a un ragazzo dei giorni nostri... fragile, spaventato, ma determinato a perseguire la sua strada...<br/>'''Webb''': Sono tutti uguali. Non è facile essere genitori, di questi tempi!...<br/>'''Julia''': Lei vorrebbe avere figli?...<br/>'''Webb''': Sì, se fossimo in una società diversa. Che non pretenda di cancellare l'individuo e le sue [[responsabilità]].<br/>'''Julia''': Vorrebbe che li mandassimo alla scuola militare fin da piccoli?<br/>'''Webb''': Vorrei che imparassero a non aspettarsi sempre la manna dal cielo, o dal governo. E che sapessero distinguere tra [[diritti]] e [[doveri]]!...<br/>'''Julia''': Su questo sono d'accordo.<br/>'''Webb''': Sul serio?... Non mi prende in giro?<br/>'''Julia''': Sono i valori che hanno insegnato a me, e che io trasmetterei a un eventuale figlio!... Che c'è di strano?<br/>'''Webb''': Niente, è solo che... ma lei ha intenzione di diventare mamma?<br/>'''Julia''': Perché no? Quando troverò l'uomo giusto...<br/>'''Webb''': Beh, certo... lo stesso vale per me... la donna giusta, intendo!...<br/>'''Julia''': Già...
===Albo 109, ''Presenze aliene''===
{{NDR|Giancarlo Berardi, Lorenzo Calza (testi) ed Ernesto Michelazzo (disegni), ''Presenze aliene'', in ''Julia - Le avventure di una criminologa'' n. 109, Sergio Bonelli Editore, ottobre 2007.}}
*'''Webb''': Come diavolo è entrato, Baxter?!<br/>'''Leo''': Dall'ingresso principale!...<br/>'''Webb''': Avevo detto a Newell di controllare i documenti!<br/>'''Leo''': Io invece gli ho detto che lei mi stava aspettando!...
==''Almanacco del Giallo''==
===''Il mio primo caso''===
[[File:Laura Zuccheri - O Tour de la Bulle - P1210333.jpg|thumb|[[Laura Zuccheri]], disegnatrice della storia oltreché di vari albi della serie regolare.]]
{{NDR|Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero (testi) e Laura Zuccheri (disegni), ''Il mio primo caso'', in ''Almanacco del Giallo 2005'', Sergio Bonelli Editore, maggio 2005.}}
*'''Cross''': Se la sente di vedere la scena di un [[delitto]]?<br/>'''Julia''': Vuol dire... adesso?<br/>'''Cross''': Voglio dire che c'è una donna strangolata.
*'''Julia''': Avevo già visto dei [[cadavere|cadaveri]], a lezione di anatomia, e, durante le lezioni del professor Cross, avevo visionato molte fotografie di vittime di crimini violenti. Ero preparata, per quanto lo si possa essere. Forse, quel che non m'aspettavo era la tragica [[banalità]] di quella morte, in un ambiente così domestico e inoffensivo, perfettamente pulito e ordinato. Un nodo gelido mi serrò la gola e lo stomaco.
*'''Julia''': A sentire Irving, la qualità principale di uno sbirro è la [[Resistere|resistenza]]. Dev'essere in grado di camminare fino a consumare le suole delle scarpe, mentre continua a ripetere sempre le stesse domande a tutti. Poi, ci si affida alla [[fortuna]]. Se tutto va bene, in mezzo a un mare di risposte – per lo più costituite da chiacchiere inutili, illazioni, [[bugie]], [[pettegolezzi]] – si può forse pescare qualcosa di utile.
==Citazioni su ''Julia - Le avventure di una criminologa''==
*"Julia" è una serie di fumetti molto moderna e innovativa dal punto di vista narrativo e del personaggio. Poliziotte e detective femminili tra '96 e '97 erano una novità. E poi ha come antagonista Myrna, il personaggio a cui sono più affezionata, perché diverso dalle solite eroine femminili. Ho un bel ricordo di "Julia", lì ho affinato il mio mestiere. ([[Laura Zuccheri]])
===[[Giancarlo Berardi]]===
[[File:Berardi by joezattere.jpg|thumb|[[Giancarlo Berardi]], creatore e sceneggiatore di ''Julia''.]]
*Il seguito che Julia ha fra le lettrici è dovuto al fatto che, fisicamente e caratterialmente, rappresenta un modello per le giovani donne. La sua preparazione professionale, la solitudine, le difficoltà sentimentali, l'amore per la nonna e per la gatta, la stesura di un diario, il ricorso alla psicanalisi, sono tutte caratteristiche che riflettono la realtà di molte donne e ne agevolano il processo d'identificazione.
*L'intento di Julia, oltre che assicurare i colpevoli alla giustizia, è soprattutto quello di capire – capire, non giustificare – le profonde pulsioni che li hanno spinti ad agire. Insomma, se esistesse la categoria, Julia sarebbe un'indagatrice dell'animo.
*Myrna è [...] un personaggio fuori da ogni schema, schietto e crudele come solo una personalità infantile può essere. È la parte oscura di Julia e di ognuno di noi. La parte primordiale e feroce che rimuoviamo per vivere in un consesso civile. Una volta infranto il tabù delle leggi della convivenza, Myrna è libera di dire ciò che vuole e di comportarsi di conseguenza, smascherando e ridicolizzando le ipocrisie che caratterizzano la nostra società. La sua presenza è fondamentale, perché, come diceva Stevenson, è il ''villain'' che fa grande un racconto.
*Quando Julia si è affacciata alla mia mente, mi sono reso conto che [...] mi serviva una forma di scrittura più densa, che rendesse lo sproloquio e il rumore continuo di una città. Poche scene mute, poca azione, ma tanta tensione, anche verbale. Ho scelto una struttura rappresentativa semplice – sei vignette uguali a pagina divise in tre strisce – per permettere al lettore di concentrarsi sulla storia e sulla recitazione dei personaggi, senza perdersi in sterili grafismi.
*Ricevo spesso confidenze di studenti e studentesse che dichiarano di aver scelto corsi di psicologia o di criminologia grazie alla lettura di Julia. Il che è stato fonte di soddisfazione ma anche di preoccupazione per me. So bene quanto si sia influenzabili a quell'età. E quanto certe scelte si paghino per tutta la vita. Tuttavia, mi pareva che il nostro personaggio, oltre ad essere uno specchio dei tempi, potesse rappresentare un punto di riferimento positivo per i giovani. Per capirci, niente a che vedere con certi modelli di comportamento diffusi dai media, come le modelle anoressiche, la violenza negli stadi, il mito della competitività, eccetera. Poi una quindicenne mi ha tranquillizzato del tutto. Mi ha scritto che in Julia lei vede una persona che cerca sempre di mettersi sulla lunghezza d'onda degli altri, senza giudicare – come fanno di solito gli adulti – e che nella psicologia e nella criminologia ha individuato gli strumenti per apprendere l'arte di capire meglio la realtà che la circonda e la gente, e quindi se stessa. Capire significa comunicare e comunicare significa probabilmente che questa ragazzina sarà in grado di avere un rapporto migliore con i suoi genitori e con i suoi figli futuri. Mi piace pensare che il mio lavoro possa anche minimamente contribuire a una concezione nuova del mondo, in cui gli uomini riscoprano la fraternità.
*Riguardo a Julia, non ho mai pensato di farne un'eroina: gli eroi senza macchia e senza paura mi annoiano. Forse nemmeno un personaggio: troppo letterario. Nella mia mente è nata già come persona: una vicina di casa, o una collega di lavoro, con i suoi limiti e i suoi pregi, che scopriamo giorno per giorno, magari condividendone opinioni e stile di vita. Una donna qualunque, uguale a tante altre. Sufficientemente carina, colta, preparata, con una scala di valori esistenziali positivi. Il genere di protagonista che oggi si trova difficilmente nei fumetti, nella letteratura e nel cinema, dove si privilegiano sempre gli estremi, per impressionare il pubblico. Julia vive e agisce in un ambiente molto realistico, dove il buono e il cattivo si mescolano, alla stregua degli esseri umani, in un magma difficile da decifrare.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Personaggi dei fumetti]]
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Thomas Malory
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Skekzilla
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wikitext
text/x-wiki
Sir '''Thomas Malory''', o '''Maillorie''', '''Mallory''', '''Maleore''' (1405-1416 ?– 1471), scrittore inglese.
==''La morte di Artù''==
===Incipit===
[[File:Morte Darthur incipit (cropped).jpg|thumb|Incipit dell'edizione del 1485 stampata da [[William Caxton]]]]
====Originale====
Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
===Citazioni===
====Libro I====
[[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]]
*«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7)
*Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di [[Gawain|Galvano]], e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di [[Ywain|ser Ivano il Biancamano]]. (p. 8)
*E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10)</div>
[[File:An island story; a child's history of England (1906) (14801002423).jpg|thumb|Artù estrae la spada dalla roccia]]
*Il giorno di Capodanno, terminata la messa, i baroni cavalcarono al campo, alcuni per giostrare, altri per torneare. Tra di essi vi era anche ser Ector accompagnato dal figlio ser Kay e dal giovane [[Re Artù|Artù]], fratello di latte di quest'ultimo. Ser Kay, che era stato fatto cavaliere nel giorno di Ognissanti, accortosi quando era già in cammino di avere dimenticato la spada nell'alloggio del padre, pregò Artù di andargliela a prendere.<br>«Volentieri» rispose il giovane allontanandosi in fretta. Giunto a casa, scoprì però che la dama e tutti gli altri erano usciti per assistere alle giostre. Ne fu addolorato, ma poi si disse:<br>"Andrò al camposanto a prendere la spada che è infitta nella roccia. Mio fratello non deve rimanere senza un'arma in una giornata come questa."<br>Si diresse quindi verso il camposanto; scese di sella, legò il cavallo a un montante e si avvicinò alla tenda che nascondeva la roccia. Non trovandovi i cavalieri che vi erano stati lasciati di guardia e che infatti erano andati alle giostre, afferrò l'impugnatura della spada e la estrasse con un strappo deciso, ma senza sforzo. Poi riprese il cavallo e raggiunse ser Kay per consegnargliela. Appena il fratello la vide, la riconobbe subito. Allora si avvicinò al padre egli disse:<br>«Signore, ecco la spada della roccia. Dunque devo essere io il re di questa terra.»<br>Ser Ector osservò l'arma; quindi tornò indietro con i due giovani, smontò da cavallo, entrò nella chiesa e ordinò a ser Kay di ripetergli con precisione come l'avesse presa faccendolo giurare sul Libro Sacro.<br>«Me l'ha portata mio fratello Artù, signore» disse allora ser Kay.<br>«E tu, come l'hai avuta?» chiese ser Ector ad Artù.<br>«Ecco, signore, quando sono tornato a casa a prendere la spada di ser Kay, non ho trovato nessuno che me la potesse dare; allora, pensando che mio fratello non dovesse rimanere disarmato, sono venuto qui e ho estratto l'arma dalla roccia senza alcuna fatica.» (pp. 11-12)
*Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13)
*«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15)
*Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16)
*Ecco allora giungere in campo [[Ban di Benoic|re Ban]], fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26)
*[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28)
*{{NDR|Su [[Glatisant la Bestia]]}} A un tratto gli parve di sentire il latrare di una trentina di cani e vide dirigersi verso di lui, e avvicinarsi alla fonte, la bestia più singolare che si possa immaginare. Dal suo ventre proveniva il rumore simile al latrato di trenta coppie di cani, ma quando l'animale si mise a bere, il frastuono cessò d'improvviso per riprendere solo quando esso si allontanò. (p. 33)
*«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34)
*Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35)
*«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39)
*«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno [[Parsifal|Percival]] e [[Lamorak|Lamorak il Gallese]]. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40)
[[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p16.jpg|thumb|Artù riceve Excalibur]]
*Proseguirono il cammino finché si trovarono sulla riva di un lago vasto e ameno, dal quale videro emergere un braccio rivestito di sciamito bianco: esso terminava in una mano che stringeva una magnifica spada.<br>«È quella l'arma di cui vi parlavo» disse Merlino ad Artù. E poiché in quel momento una donna passava sul lago, il re chiese chi fosse.<br>«È la [[Dama del Lago]]; sul fondo di questo specchio d'acqua si trova una caverna che ha l'interno decorato con tale ricchezza da renderlo la residenza più piacevole del mondo» gli spiegò Merlino. «Ora la dama si avvicinerà; allora voi dovrete pregarla cortesemente di darvi la spada.»<br>Infatti la dama si diresse verso Artù e lo salutò, e il re, dopo aver ricambiato il saluto, le chiese:<br>«Di chi è la spada che quel braccio tiene alta sull'acqua? Io sono senza armi, e vorrei che fosse mia.»<br>«Essa mi appartiene» gli rispose la dama «ma se mi concederete un dono allorquando ve lo chiederò, sarà vostra.»<br>«Ve lo accorderò, sulla mia parola» le promise Artù.<br>«Allora montate sulla barchetta che vedete laggiù, raggiungete a remi la spada e prendetela insieme al suo fodero. Io reclamerò il mio dono quando lo riterrò opportuno».<br>Artù e Merlino smontarono di sella e legarono i cavalli a due alberi. Poi salirono sulla piccola imbarcazione e, quando ebbero raggiunto la mano e la spada, il re ne afferrò l'impugnatura e la trattenne, mentre mano e braccio scomparivano sott'acqua. (pp. 40-41)
*«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41)
*Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43)
====Libro II====
[[File:The Death of Balin and Balan.png|thumb|La morte di Balin e Balan]]
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46)
*Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50)
*Le bandiere furono dispiegate e i combattenti si scontrarono e spezzarono le lance. Ma i cavalieri di [[Re Artù|Artù]], con l'aiuto del Cavaliere dalle Due Spade e del fratello Balan, ebbero presto la meglio. Infatti, per quanto [[Lot (ciclo arturiano)|Lot]] compisse magnifiche prodezze tenendosi sempre in prima fila, sostenendo le proprie genti e affrontando i nemici, tuttavia non poté resistere a lungo, e fu un vero peccato che un cavaliere tanto valoroso, che era appartenuto alla corte di Artù, dovesse essere sopraffatto. Ma era il marito della sorella del re e ne era divenuto nemico, dacché Artù si era coricato con sua moglie concependo in lei [[Mordred]].<br>Ora accadde che nella mischia [[Pellinore|Pellinor]], il valoroso cavaliere che veniva chiamato il Cavaliere della Bestia Latrante, assestasse un colpo possente a Lot: fallito il bersaglio, la spada si abbatté invece sul collo del destriero facendolo cadere in terra insieme al re; allora Pellinor vibrò un altro fendente che spaccò a Lot l'elmo e il capo fino alla fronte. Morto il sovrano, l'esercito di Orkney si dette alla fuga perdendo molti altri uomini.<br>Più tardi Pellinor avrebbe pagato per il proprio gesto, perché [[Gawain|ser Galvano]], dieci anni dopo essere stato fatto cavaliere, lo avrebbe ucciso con le sue stesse mani per vendicare la morte del padre. (pp. 56-57)
*Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57)
*Rimasto disarmato, {{NDR|[[Sir Balin]]}} si precipitò allora alla ricerca di un'altra arma entrando prima in una stanza poi un'altra e in un'altra ancora, senza riuscire a trovare nulla e sempre incalzato dappresso da [[Re Pescatore|re Pellam]]. Infine varcò la porta di una camera meravigliosamente decorata e vide che vi si trovava un uomo disteso su un letto coperto dai più splendidi drappi d'oro che si possano immaginare. Vicino al letto, su un tavolo d'oro puro sorretto da quattro zampe d'argento, era posata una lancia di singolare fattura. Balin la afferrò, si volse a fronteggiare Pellam e lo colpì con forza, facendolo cadere in terra privo di sensi. Allora il tetto e le mura del castello crollarono e anche Balin fu gettato al suolo, dove rimase senza potersi muovere. [...] Da allora re Pellam rimase infermo per molti anni, e guarì solo quando fu curato da [[Galahad]], il nobile principe, nel corso della ricerca del [[Graal|Sangrail]] – il bacile che conteneva il sangue di Nostro Signore Gesù Cristo portato in Inghilterra da Giuseppe d'Arimatea, cui un tempo era appartenuto anche lo splendido letto. La [[Lancia di Longino|lancia]] che aveva inferto il [[Colpo Doloroso]] era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (pp. 61-62)
*«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66)
*Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio Galahad. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67)
====Libro III====
*Un giorno poi il re, che nel corso di quegli anni si era quasi sempre fatto guidare dai consigli di [[Mago Merlino|Merlino]], gli disse:<br>«I baroni non mi daranno pace finché non prenderò moglie, ma lo farò solo dietro vostro avviso.»<br>«È bene che vi scegliate una sposa, perché un uomo del vostro rango e della vostra nobiltà non dovrebbe rimanere senza» convenne Merlino. «Vi è una dama che amate più di ogni altra?»<br>«Sì, [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], la figlia di [[Leodegrance|re Leodegrance]] della terra di Camelerd: è la fanciulla più bella e più onorata che conosca e inoltre il padre possiede la [[Tavola Rotonda]] che, a quanto mi diceste, ricevette da mio padre [[Uther Pendragon|Uther]].»<br>«Sire, Ginevra è senz'altro una delle più belle fanciulle del mondo» gli disse allora Merlino «ma se voi non l'amaste tanto e il vostro cuore fosse libero, potrei trovarvi un'altra damigella avvenente e dotata di ogni virtù che potrebbe amarvi e piacesse a voi. Tuttavia, so che quando il cuore di un uomo ha operato la sua scelta, è riluttante a volgersi altrove.»<br>«È vero» gli confermò il re. (p. 68)
*Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la Tavola Rotonda che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69)
*«Come ti chiami?» chiese allora il re al giovane.<br>«Il mio nome è [[Sir Tor|Tor]], sire.»<br>Artù lo osservò con attenzione, e vide che aveva un viso molto bello ed era ben conformato per la sua età.<br>«Bene» disse quindi ad Aries «portami qui gli altri tuoi figli: voglio vederli.»<br>I figli di Aries assomigliavano tutti al padre, mentre Tor non aveva nulla in comune con i fratelli nell'aspetto e nell'espressione del viso, e appariva molto superiore a ciascuno degli altri.<br>«Dov'è la spada con la quale vuole essere fatto cavaliere?» domandò quindi il re al vaccaro.<br>«Eccola» gli rispose Tor.<br>«Allora sguainala e avanza la tua richiesta» gli ordinò il re.<br>Tor smontò di sella, snudò l'arma e si inginocchiò pregandolo di farlo cavaliere e compagno della Tavola Rotonda.<br>«E cavaliere io ti faccio» dichiarò Artù battendogli la spada sul collo. «Dio voglia fare di te un campione, e se ti mostrerai valoroso e degno apparterrai anche alla Tavola Rotonda. Ora, Merlino aggiunse poi dimmi se Tor sarà valoroso.»<br>«Si, sire, così dovrebbe, perché discende da un insigne lignaggio ed è di sangue regale.»<br>«Com'è possibile?» gli domandò il re.<br>«Ecco, sire, questo pover'uomo, Aries il Vaccaro, non è suo padre e non ha alcuna parentela con lui. Suo padre è [[Pellinore|re Pellinor]].»<br>«Non ci credo» intervenne Aries.<br>«Conduci qui tua moglie, ed ella non lo negherà» gli ordinò quindi Merlino.<br>Subito fu fatta venire la donna, ed era una bella massaia che si espresse con dignità; riferì al re e a Merlino che quando era fanciulla e andava a mungere le vacche, un giorno aveva incontrato un austero cavaliere che le aveva tolto quasi a forza la verginità, facendole concepire Tor.<br>«Ah, non lo immaginavo!» esclamò il vaccaro. «Ma posso crederlo perché Tor non mi ha mai somigliato.»<br>«Non disonorate mia madre!» gridò però il giovane.<br>«Messere» gli rispose Merlino «questa rivelazione torna più a vostro onore che a vostro danno, perché il vostro vero padre è un re e un ottimo cavaliere e potrà nobilitare voi e vostra madre. Del resto, foste concepito prima che ella si maritasse.»<br>«È vero» confermò la donna.<br>«Questo allora allevia il mio dolore» osservò il vaccaro. (pp. 71-72)
*«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72)
*Allora [[Gawain|ser Galvano]] fu preso dall'invidia.<br>«Sono molto addolorato che a Pellinor sia stato concesso un alto onore, perché è lui che ha ucciso nostro padre [[Lot (ciclo arturiano)|re Lot]]» disse al fratello [[Gaheris]]. «Lo ucciderò a mia volta con una spada che ho fatto affilare con cura.»<br>«Non ora» gli suggerì Gaheris. «Sono ancora scudiero e potrò vendicarmi anch'io solo dopo che avrò avuto l'investitura. Perciò pazientiamo fino a quando potremo sorprenderlo fuori della corte; se lo facessimo adesso, turberemmo questa nobile festa.» (p. 72)
*Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un [[cavaliere]] spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76)
*Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87)
====Libro IV====
[[File:The Beguiling of Merlin by Edward Burne-Jones.jpg|thumb|Merlino e la Dama del Lago]]
*Non passò molto che la [[Dama del Lago|Damigella del Lago]] partì e Merlino la seguì tentando più volte di farla sua con le proprie arti sottili, ma poi Nimue gli fece giurare di non fare mai più uso con lei dei suoi incantesimi, perché altrimenti non l'avrebbe mai avuta. [...] Poi Merlino e la damigella ripartirono per la Cornovaglia, e nel corso del viaggio egli le insegnò molti altri prodigi. Ma poiché le stava sempre intorno per cogliere la sua verginità, Nimue lo prese a noia e pensò di liberarsene; tuttavia non sapeva come fare anche perché ne aveva paura, dato che Merlino era figlio di un diavolo.<br>Ora, avvenne che un giorno Merlino le facesse vedere una caverna meravigliosa che si sprofondava sotto una grande pietra che la damigella, mettendo in opera le arti che aveva apprese, lo inducesse ad entrarvi per mostrarle i prodigi che essa nascondeva. Poi fece in modo che egli non ne uscisse mai più di quante arti magiche mettesse in opera, e si allontanò lasciandolo prigioniero. (pp. 88-89)
*Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90)
*{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94)
*[...] poiché [[Baudemago|ser Bagdemagus]] si era adirato perché a ser Tor era stata data la precedenza, si allontanò all'istante dalla corte e, in compagnia del suo scudiero, si inoltrò in una foresta. Dopo molte avventure gli capitò di arrivare davanti alla caverna in cui la Damigella del Lago aveva imprigionato Merlino. Udendolo lamentarsi pietosamente, il cavaliere decise di cercare di aiutarlo e si sforzò di sollevare la pietra che chiudeva l'antro, ma essa era tanto pesante che non vi sarebbero riusciti nemmeno cento uomini.<br>Intanto Merlino, che si era accorto della sua presenza, gli diceva di desistere perché si affaticava invano: egli non avrebbe potuto essere soccorso se non da colei che lo aveva rinchiuso. Allora Bagdemagus si allontanò e, attraverso molte altre avventure che incontrò per via, si dimostrò un eccellente cavaliere, così che quando tornò a corte fu eletto compagno della [[Tavola Rotonda]]. (p. 94)
*[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101)
*{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103)
*La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain]], p. 105)
*Dopo aver trascorso la notte nel monastero e ascoltata la messa, Galvano e Ivano ripresero il cammino. Si addentrarono in un grande bosco e poi sbucarono in una valleta dove videro dodici belle damigelle e due cavalieri armati e montati su grandi cavalli vicino a una piccola torre. Le damigelle correvano avanti e indietro da un albero al quale era appeso uno scudo bianco e, ogni volta che vi passavano accanto, vi sputavano sopra e alcune vi gettavano anche del fango.<br>I due giovani si avvicinarono, salutarono le damigelle e chiesero loro perché spregiassero lo scudo in quel modo.<br>«Ecco, signori, esso appartiene a un cavaliere del paese che è un ottimo combattente, ma ha in odio tutte le dame e le gentildonne. Per questo stiamo recando offesa al suo scudo.»<br>«Non è certo degno di un cavaliere disprezzare le dame» osservò ser Galvano «ma può anche darsi che ne abbia un buon motivo e che, se è vero quanto dite, in qualche altro luogo vi siano donne che egli ama e da cui è ricambiato. Come si chiama?»<br>«[[Morholt|Moroldo]], signore, del sangue del re d'Irlanda.»<br>«Lo conosco» intervenne ser Ivano. «È un cavaliere molto valoroso: una volta lo vidi misurarsi in una giostra con vari avversari e nessuno fu in grado di tenergli testa».<br>«Allora penso che siate voi da biasimare, damigelle!» esclamò ser Galvano. «Suppongo che se ha appeso lo scudo all'albero non si trovi lontano, e quei cavalieri laggiù potrebbero sfidarlo. Sarebbe più onorevole di quello che state facendo voi. Comunque, non intendo permettere che lo scudo di un cavaliere venga disonorato!» (pp. 110-111)
*[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. ([[Morholt]], p. 112)
*Si slanciarono gagliardamente l'uno contro l'altro e si assestarono dei fendenti che fecero volare in pezzi gli scudi e ammaccare gli elmi e i giachi, così che ben presto furono entrambi gravemente feriti. Ma erano le nove del mattino, e Moroldo si accorse con stupore che ser Galvano diveniva di momento in momento più forte finché, all'ora di mezzogiorno, la sua forza si trovò triplicata. Quando però il mezzogiorno fu trascorso e cominciò a calare la sera, le forze di ser Galvano presero a scemare ed egli si sentì sempre più debole e cominciò a sospettare che non avrebbe potuto resistere. Sarebbe quindi stato il momento giusto perché ser Moroldo potesse dimostrare tutta la propria possanza; invece quest'ultimo disse:<br>«Ho constatato che siete un ottimo cavaliere e un uomo dotato di una forza prodigiosa, signore, ma finché dura. Del resto, la nostra non è una disputa grave e sarebbe un peccato se dovessi ferirvi, ora che vi vedo indebolito.» (p. 112)
*«Signor cavaliere» gli disse a un certo punto ser Galvano «sono stupito che un uomo del vostro valore non ami le dame e le damigelle.»<br>«Coloro che mi attribuiscono questa nomea sono in torto, e so bene che si tratta delle damigelle della torre e di altre come loro» replicò ser Moroldo. «Ora vi dirò perché le detesto: esse sono maghe e incantatrici, e per quanto un cavaliere possa essere di forte costituzione e di indole valorosa, ne fanno un gran vigliacco per trarne vantaggio. Questo è il motivo principale per cui le aborro; sono invece pronto a servire da cavaliere tutte le buone dame e gentildonne.» (p. 113)
*Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso [[cavaliere]] non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago]], p. 121)
*Ser Moroldo era ben conosciuto a corte, perché vi si trovano dei cavalieri che si erano misurati con lui in precedenza e che riferirono che egli aveva la fama di essere uno dei migliori cavalieri del mondo. (p. 128)
====Libro V====
*In pace da lungo tempo, [[re Artù]] aveva indetto una festa sfarzosa. La Tavola Rotonda era al completo di tutti i suoi alleati sovrani, principi e nobili cavalieri quando, mentre egli sedeva sul trono, entrarono nella sala dodici vecchi che recavano rami d'ulivo nelle mani a significare di essere venuti come ambasciatori e messaggeri dell'imperatore Lucio, a quel tempo chiamato Dittatore o Procuratore del Bene Pubblico di Roma. Giunti alla presenza del re, essi gli resero omaggio con un inchino e gli parlarono nel seguente modo:<br>«Il nobile e potente imperatore Lucio saluta il re di Britannia. Vi ordina di riconoscerlo come vostro signore e di inviargli il tributo che questo regno deve all'impero e che, come risulta dai documenti, già pagavano vostro padre e i vostri predecessori. Se agirete da ribelle e non lo riconoscerete come vostro sovrano, deterrete e tratterrete le vostre terre in contrasto con gli statuti e i decreti stabiliti dal nobile e illustre Giulio Cesare, conquistatore di questo paese e primo imperatore di Roma. Sappiate anche se vi opporrete alle sue richieste e ai suoi ordini, Lucio condurrà una guerra implacabile contro la vostra persona, i vostri regni e le vostre terre, e punirà voi e i vostri sudditi come esempio perpetuo per tutti i sovrani e i principi che rifiutano il tributo al nobile impero che domina sull'intero mondo.» (p. 131)
*[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132)
*Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134)
*Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136)
*Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140)
====Libro VI====
*Poco tempo dopo che [[re Artù]] era tornato in Inghilterra da Roma i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò [[Lancillotto|ser Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157)
*[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i [[Cavaliere|cavalieri]] che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170)
*Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181)
====Libro VII====
*[[Re Artù|Artù]] dunque si era seduto a banchetto con vari altri sovrani e con tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]], salvo quelli che erano stati fatti prigioniero o uccisi in scontri d'armi, quando i tre uomini fecero il loro ingresso nella sala. Due erano cavalieri di bell'aspetto e riccamente vestiti, e sulle loro spalle si appoggiava il terzo, il giovane più bello del mondo, alto, robusto e prestante, dal viso perfetto e dalle più grandi e splendide mani che si fossero mai viste, ma che si muoveva come se non riuscisse a reggersi senza essere sostenuto. Artù ordinò che si facesse silenzio e si lasciasse spazio per il loro passaggio, e i tre uomini avanzarono fino all'alta predella senza pronunziare una parola; poi il più giovane si trasse un poco indietro e, raddrizzandosi agilmente in tutta la persona, disse:<br>«Re Artù, Dio benedica voi e tutta la vostra bella certe e, in particolare, i compagni della Tavola Rotonda. Sono venuto per pregarvi di accordarmi tre doni, e poiché le mie richieste non sono irragionevoli e non vi causeranno danni o perdite, potrete concedermeli senza tema di essere disonorato. Il primo lo chiederò subito, e gli altri due tra un anno in questo stesso giorno dovunque vi troverete a celebrare la festa solenne.»<br>«Avrai quanto desideri» dichiarò il re.<br>«Allora, sire, questa è la mia prima supplica: datemi da mangiare e da bere a sufficienza per un anno, al termine del quale avanzerò le altre due preghiere.»<br>«Bel figliolo, ti consiglio di domandare di più: quello che hai espresso è un desiderio troppo umile» gli rispose Artù. «Il mio cuore prova grande inclinazione per te perché ritengo che tu discenda da una nobile schiatta: l'opinione che mi sono fatto risulterebbe fallace se non dovessi dimostrarti di altissimo lignaggio.»<br>«Sire, sia come deve essere, ho chiesto esattamente quello che volevo» replicò il giovane.<br>«Non credo che tu non lo conosca!» esclamò il re, che poi affidò il giovane a [[Sir Kay|ser Kay il Siniscalco]], ordinando che gli desse i migliori cibi e le migliori bevande e un corredo degno del figlio di un barone.<br>«Non ci sarà bisogno di spendere tanto per lui» osservò però ser Kay. «Secondo me è nato villano e non diventerà mai un gentiluomo, altrimenti vi avrebbe chiesto un cavallo e un'armatura. I suoi desideri rispecchiano invece la sua condizione. Comunque, dato che non ha nome, lo chiamerò [[Sir Gareth|Bellamano]] e lo porterò in cucina dove potrà mangiare tutti i giorni tanto di quel brodo che tra un anno sembrerà un porcello all'ingrasso.» (pp. 187-188)
*Appena i due uomini che avevano accompagnato il giovane furono ripartiti lasciandolo nelle mani di ser Kay, questi cominciò a schernirlo e a farsi beffe di lui. Ma [[Gawain|ser Galvano]] se ne adirò e [[Lancillotto|ser Lancillotto]] ordinò al siniscalco di smetterla, aggiungendo che era pronto a scommettere che si sarebbe dimostrato un cavaliere di grande valore.<br>«Non avete ragioni per ritenerlo» replicò il siniscalco. «Le sue rischieste mostrano la sua vera natura; non vuole che da bere e da mangiare e in fede mia deve essere cresciuto in un'abbazia dove, comunque andassero le cose, gli facevano sempre mancare il vitto! Per questo è venuto a cercarlo qui.» (p. 189)
*Così Bellamano fu mandato in cucina, e la notte dormiva con gli altri garzoni, sopportando tutto pazientemente per dodici mesi. Ma nel frattempo era riuscito a incontrare il favore generale, degli uomini come dei ragazzi, per la sua umiltà e la sua dolcezza. E ogni volta che vedeva dei cavalieri intenti alle giostre, se poteva si fermava ad osservarli e cercava in tutti i modi di trovarsi ovunque si svolgesse qualche prova di prodezza, così che accadeva che chiunque si esercitasse nel lancio di sbarre o di pietre si trovava sempre superato da lui di almeno due iarde. (p. 189)
*«In nome di Dio, ti assicuro che ho dovuto impegnarmi al massimo per non essere disonorato; perciò non dovrai temere nessun altro» disse Lancillotto a Bellamano.<br>«Credete che un giorno sarò in grado di tenere testa a qualunque provetto cavaliere?» gli chiese allora il giovane.<br>«Certamente, combatti come hai fatto oggi e io te ne sarò garante.»<br>«Adesso, quindi, vi prego di armarmi.»<br>«Però dovrai dirmi il tuo nome e il tuo lignaggio.»<br>«Ve lo dirò, signore, purché non lo riveliate ad alcuno.»<br>«Te ne do la mia parola, finché non sarà universalmente noto.»<br>«Mi chiamo Gareth e sono fratello germano di ser Galvano» gli disse infine Bellamano.<br>«Ah, signore, ne sono molto lieto! Ho pensato fin dal primo momento che doveste essere di sangue nobile e che non foste venuto a corte solo per mangiare e bere!» esclamò ser Lancillotto; dopo di che lo armò cavaliere. (pp. 192-193)
*[...] non lasciatemi morire quando una parola [[Cortesia|cortese]] potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199)
*Un [[cavaliere]] deve tollerare qualunque cosa da parte di una [[damigella]] [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203)
*{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206)
*{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Egli [...] è arrivato a corte sorretto da due uomini come se non fosse stato in grado di camminare e mi ha pregato di accordargli tre doni. Il primo, che richiese quello stesso giorno, era che gli dessi cibo a sufficienza per i dodici mesi a venire. Gli altri due li ha voluti allo scadere dell'anno, e cioè che gli concedessi l'avventura di damigella Lynet e che ser Lancillotto lo armasse cavaliere quando egli lo avesse voluto. Io ho esaudito i suoi desideri, ma la corte, stupita di così modeste richieste, ha creduto che non discendesse da un nobile lignaggio. ([[Re Artù]], p. 222)
*[...] sin da quando non fu più un bambino ser Gareth si è dimostrato un ragazzo arguto e fermo nel suo intento. E per quanto mi miravigli che ser Kay lo abbia schernito chiamandolo Bellamano, devo ammettere che quel soprannome gli si addice, perché ritengo che mio figlio abbia la mani più belle che si siano mai viste, e anche le più adatte a fare del bene. ([[Morgause]], p. 223)
*{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Lancillotto era il cavaliere che il giovane amava di più; perciò rimase quasi sempre con lui anche perché, dopo che si fu assicurato della buona salute di ser Galvano, non volle più accompagnarsi a quell'uomo vendicativo che, quando odiava, era pronto anche a commettere omicidi. E a ser Gareth questo ripugnava. (p. 236)
====Libro VIII====
*Al tempo in cui [[Re Artù|Artù]] era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241)
[[File:Arthur Hughes cartoon the Birth of Sir Tristram.jpg|thumb|La nascita di [[Tristano]]]]
*Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242)
*{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244)
*Ora accadde che re Agwisance d'Irlanda mandasse a chiedere a [[Marco di Cornovaglia|re Marco di Cornovaglia]] il tributo che questi gli aveva corrisposto per molti inverni e che da sette anni aveva smesso di pagare. Il re e i suoi baroni ordinarono ai messaggeri di tornare dal loro signore con questa risposta:<br>«Noi non gli pagheremo alcun tributo e se vorrà esigerlo mandi in Cornovaglia un cavaliere fidato che combatta per il suo diritto, perché noi ne troveremo un altro che difenda il nostro.»<br>I messageri tornarono dunque con quella risposta che accese d'ira re Agwisance. Convocato [[Morholt|ser Moroldo]], un nobile e provato cavaliere, compagno della Tavola Rotonda e fratello della regina d'Irlanda, il sovrano gli disse:<br>«Bel fratello, ti prego di andare per amor mio in Cornovaglia a combattervi per il tributo che ci spetta. Sarai ben risarcito per tutto quello che spenderai e avrai più di quanto ti occorra.»<br>«Sire» rispose ser Moroldo «per il diritto vostro e della vostra terra non esiterò a dare battaglia al miglior cavaliere della Tavola Rotonda, conosco la maggior parte di loro e le imprese che hanno compiuto, e affronterò volentieri questo viaggio che accrescerà la fama delle mie gesta.» (p. 245)
*Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248)
*Appena ser Moroldo ebbe scorto Tristano, gli disse:<br>«Giovane cavaliere, ser Tristano, che fate qui? Sono molto dispiaciuto che abbiate avuto tanto coraggio, perché dovete sapere che mi sono battuto con molti nobili cavalieri, i migliori di questo paese e del mondo intero, e li ho vinti tutti. Seguite dunque il mio consiglio e ripartite.»<br>«Ser Moroldo, cavaliere leale e ben provato» gli rispose ser Tristano «non posso rinunciare alla nostra contesa perché proprio oggi ho ricevuto l'ordine della cavalleria e mi sono impegnato ad acquistarmi onore combattendo contro di voi che avete fama di essere tra i cavalieri più stimati del mondo. Al contrario io non mi sono ancora cimentato con un buon cavaliere, ma confido in Dio che potrò comportarmi onorevolmente liberando per sempre la Cornovaglia da ogni genere di tributo da parte del vostro paese.»<br>Quando ser Moroldo ebbe inteso il suo intento, aggiunse:<br>«Bel cavaliere, poiché siete deciso ad acquistare merito a mio danno, voglio che sappiate che non sarete disonorato se riuscirete a resistere a tre dei miei colpi, perché è proprio per le mie nobili imprese, provate e vedute, che re Artù mi fece cavaliere della Tavola Rotonda.» (p. 249)
*Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250)
*Con grande benevolenza, il re affidò Tamtrist alla custodia e alle cure della figlia [[Isotta|Isotta la Bella]], che era molto esperta di medicina. La fanciulla infatti scoprì che alla base della ferita vi era del veleno, e la guarì in poco tempo. Così il giovane forestiero nutrì per lei un grande amore, tanto più che non v'era al mondo pulzella o dama più bella, e in cambio delle sue cure le insegnò a suonare l'arpa. E anche Isotta cominciò a sentire una grande inclinazione verso di lui.<br>[[Palamede (ciclo arturiano)|Ser Palamede il Saraceno]], beneaccetto al re e alla regina, si trovava a quel tempo nel paese, e ogni giorno si presentava con molti doni a Isotta la Bella, che amava appassionatamente. Di ciò si avvide Tamtrist, cui era nota la fama di nobiltà e di ardimento del cavaliere, e siccome Isotta la Bella gli aveva anche detto che il Saraceno aveva intenzione di farsi battezzare per amor suo, tra i due cavalieri c'era grande gelosia e Tamtrist ne era molto contrariato. (p. 252)
[[File:Waterhousem Tristan and Isolde.jpg|thumb|Tristano e Isotta bevono il filtro d'amore]]
*Un giorno Isotta la Bella e la regina sua madre prepararono un bagno per Tamtrist. Mentre egli era immerso nell'acqua accudito da Governale e da ser Hebes e le due donne si affaccendavano da una parte all'altra della camera, il caso volle che la regina vedesse la spada del giovane posata sul letto e che malauguratamente la traesse dal fodero. Dopo averla ammirata a lungo, ché era invero un'arma molto bella, le due dame notarono che il filo della lama era rotto a un piede e mezzo dalla punta e che ne mancava un buon pezzo. Quella falla ricordò subito alla regina il frammento di spada trovato nel cranio di ser Moroldo.<br>«Ahimè, figlia mia» esclamò «costui è il cavaliere traditore che uccise mio fratello, tuo zio!»<br>Isotta ne fu amaramente turbata, ché amava profondamente Tamtrist e conosceva appieno la crudeltà della madre.<br>Intanto la regina si era prontamente recata nella propria camera e da un suo cofano aveva preso il framment di spada estratto dalla testa di ser Moroldo dopo la sua morte; quindi si era affrettata a tornare al letto su cui era posata l'arma di Tamtrist e vi aveva inserito il pezzo d'acciaio: esso combaciò con la tacca della lama quasi non se ne fosse mai distaccato.<br>Subito la dama impugnò fieramente la spada e con tutta la sua forza corse addosso a Tamtrist che era ancora nel bagno, sì che lo avrebbe tagliato in due se ser Hebes non l'avesse afferrata per le braccia strappandole l'arma di mano. Non avendo così potuto portare a termine il suo malvagio intento, la regina corse dal marito, re Agwisance, e, gettatasi in ginocchio, gli disse:<br>«Ahimè, mio signore, ospitate in casa vostra il traditore che uccise mio fratello ser Moroldo, nobile combattente e vostro servitore.»<br>«Chi è e dove si trova?» chiese il re.<br>«È Tamtrist, colui che mia figlia ha guarito.» (p. 255)
*Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256)
*Col passare del tempo [...] sorsero dissidi e gelosie tra il re e il nipote a causa di una dama, moglie del nobile conte ser Segwaride, di cui entrambi erano innamorati. La dama amava molto ser Tristano che la ricambiava, poiché era invero bella, e il cavaliere lo aveva ben notato, e re Marco, accesosi anch'egli d'amore per lei, lo aveva saputo e ne era geloso. (p. 258)
*[...] benché tra loro vi fossero belle parole, finché visse re Marco non amò più il nipote {{NDR|[[Tristano]]}}, poiché ogni affetto si era spento per sempre. (p. 260)
*[...] colui che ha una segreta [[ferita]] è riluttante a mostrare apertamente l'ingiuria subita! (p. 260)
*[[Lancillotto|Ser Lancillotto]] non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264)
*[...] re Marco non smise mai di pensare in cuore suo al modo di far perire Tristano. Infine escogitò di mandarlo come suo messaggero in Irlanda a chiedere in moglie Isotta la Bella, di cui il nipote aveva tanto lodato l'avvenenza e la bontà. Ma tutto ciò era fatto con l'intento di farlo morire. (p. 265)
*Ser Tristano prese dunque il mare e, mentre si trovava nella cabina insieme ad Isotta, accadde che avessero sete e che lì accanto vi fosse una piccola fiasca d'oro contenente, a giudicare dal colore e dal sapore, un vino prelibato. Subito il giovane la prese dicendo:<br>«Madama Isotta, ecco la migliore bevanda che abbiate mai gustata e che la vostra ancella dama Brangania e il mio servitore Governale tenevano per sé.»<br>Risero entrambi di cuore e bevettero liberamente, brindando l'uno all'altra, sì che mai vino sembrò loro più dolce e prelibato. Ma appena l'ebbero inghiottito, essi si amarano sì intensamente che quel loro sentimento non li abbandonò mai più, nella buona e nella cattiva sorte. Era infatti quello il principio di un amore che li avrebbe accompagnati per tutti i giorni della vita. (p. 271)
*Non è da buon [[cavaliere]] cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284)
*Ser Lamorak si allontanò in compagnia di ser Driant, ed essendosi imbattuto in un cavaliere che per ordine di [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]] recava a [[re Artù]] un bel corno rifinito in oro, lo costrinse con la forza a rivelargli il motivo della sua missione. Seppe che il corno aveva una virtù – nessuna dama o gentildonna che non fosse fedele al proprio signore vi poteva bere senza versarne il contenuto – e che Morgana la Fata lo inviava in dono al fratello Artù a causa della [[Ginevra (ciclo arturiano)|regina Ginevra]] e per dispetto a ser Lancillotto.<br>«Se non vuoi morire» disse allora ser Lamorak «porterai il corno a re Marco, e gli dirai che glielo mando perché metta alla prova la fedeltà della sua sposa.»<br>Il cavaliere si recò così da re Marco e gli disse che gli inviava quel corno prezioso e qual era la sua qualità. Il re costrinse quindi la regina Isotta a bere, e dopo di lei cento altre dame, ma solo quattro tra esse riuscirono a non versare la bevanda.<br>«Ahimè, è una grave infamia» esclamò il sovrano, giurando poi solennemente che avrebbe condannato al rogo la regina e le altre.<br>Ma i baroni si radunarono e dichiararono apertamente di non essere disposti a tollerare che le dame venissero arse per via di un oggetto fatto con arti magiche dalla strega più fals e incantatrice che vi fosse al mondo e nemica dei veri amanti, e affermarono che quel corno non operava mai niente di buono e causava solo odio e dissidi. Molti cavalieri fecero pertanto voto di usare ben poca cortesia a Morgana la Fata, se ma l'avessero incontrata. (pp. 284-285)
*[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291)
*«[...] In cambio della mia cortesia voi esponeste al biasimo molte dame, inviando a re Marco il corno di Morgana la Fata, per risentimento verso di me.»<br>«Lo rifarei se fosse il caso» affermò ser Lamorak. «Preferivo che la disputa si svolgesse alla corte di re Marco piuttosto che a quella di re Artù, perché non sono di pari onore.»<br>«Questo lo so, ma voi agiste solo per far dispetto a me» replicò Tristano. «Eppure, nonostante il vostro malanimo, ringrazio Dio che non avete fatto grande danno. Lasciate dunque ogni vostro rancore e io farò altrettanto: uniamo invece le nostre forze e acquistiamoci merito uccidendo il gigantesco signore dell'isola, ser Nabon il Nero.»<br>«Signore, ora comprendo la vostra cavalleria!» esclamò ser Lamorak. «Non può essere menzognero ciò che tutti dicono di voi: per nobiltà, generosità e virtù non avete pari e mi pento di avervi mostrato villania.» (p. 292)
*[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295)
====Libro IX====
*Un giorno giunse alla corte di [[Re Artù|Artù]] un giovane di robusta costituzione, abbigliato sfarzosamente con una cotta di un ricco tessuto d'oro che tuttavia gli pendeva malamente addosso, a richiedere al re che lo armasse cavaliere.<br>«Come vi chiamate?» gli domandò il sovrano.<br>«[[Sir Breunor|Brunoro il Nero]], sire, e non tarderete a sapere che sono di nobile schiatta.»<br>«Sarà anche così» commentò [[Sir Kay|ser Kay]] «ma a vostro scherno sarete chiamato La Cotta Maltagliata per la pessima foggia del vostro abito.» (p. 299)
*Sire [...] chiedo a voi e a tutta la corte che mi chiamate La Cotta Maltagliata: così mi ha soprannominato ser Kay e non voglio altro nome. ([[Sir Breunor]], p. 300)
*Se alla tua prima giostra ti inviano un buffone a combatterti, sei davvero tenuto in poco conto alla corte di Artù! (Damigella Maldicente, p. 302)
*Ah, bella damigella [...] vi prego di avere pietà e di non insultarmi oltre, perché la mia afflizione è grande abbastanza anche se non ne aggiungete del vostro. Tuttavia non mi considero un cattivo cavaliere per essere stato abbattuto da un compagno della Tavola Rotonda. ([[Sir Breunor]], p. 302)
*{{NDR|Su [[Sir Breunor]]}} [...] vi dico apertamente che è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e [[Palamede (ciclo arturiano)|ser Palamede]] che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi. ([[Mordred]], p. 304)
*{{NDR|Su [[Glatisant la Bestia]]}} Si trattava della bestia con la testa da serpente, il corpo da leopardo, le natiche da leone e le zampe da cervo; inoltre, ovunque essa andasse, dal suo ventre scaturiva uno strepito quasi vi fossero trenta coppie di veltri latranti. (p. 314)
*[...] nessuno è conformato in modo da poter aver [[successo]] in ogni occasione: talvolta si ha la peggio per mala ventura e talaltra colui che è meno meritevole mette in svantaggio chi è migliore di lui. (p. 314)
*«Chi vorreste assalire?» chiese [[Lamorak|ser Lamorak]].<br>«[[Lancillotto|Ser Lancillotto del Lago]]: se mai lo incontrassimo non potrebbe sfuggirci e lo metteremo a morte!»<br>«Vi assumete un compito molto arduo, perché è un cavaliere nobile e ben provato» fu la risposta di ser Lamorak.<br>«Non ne dubitiamo, ma ognuno di noi è sufficientemente forte per tenergli testa.»<br>«Non lo credo» replicò ser Lamorak. «In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.» (p. 315)
*[...] ognuno ritiene infatti che la propria dama sia superiore a ogni altra, e voi non dovete adirarvi se io lodo colei che maggiormente amo. Se la mia signora, la regina Ginevra, è ai vostri occhi la più avvenente, sappiate che la regina Morgawse sembra più bella ai miei, ed è ciò che ogni cavaliere pensa della propria dama. ([[Lamorak]], p. 316)
*Ho ricevuto una bella ricompensa per aver combattuto contro [[Morholt|ser Moroldo]] e liberato il regno dalla sudditanza; e anche per aver portato in Cornovaglia la [[Isotta|regina Isotta]] sopportando gravi costi e pericoli. Quale compenso mi fu dato per essermi battuto con ser Blamor di Ganis in difesa di re Agwisance padre di Isotta la Bella, e cosa mi venne per aver abbattuto ser Lamorak il Gallese su richiesta di re Marco, o per aver vinto il Re dei Cento Cavalieri e il re del Galles del Nord che minacciavano le sue terre? E ancora, per aver salvato la regina dal buon cavaliere ser Palamede, e per aver ucciso il potente gigante Tawlas? Sappia re Marco, che ora mi dà tale mercede, che fu solo per amor mio che molti nobili cavalieri della Tavola Rotonda hanno finora risparmiato i baroni di questa contrada! ([[Tristano]], p. 326)
*«Cosa volete fare?» gli chiese ser Dinadan. «Non compete a noi affrontare trenta cavalieri, e sappiate che non ci sto. Contro uno solo ne basterebbero anche due o tre, e certo io non vorrò misurarmi con una quindicina.»<br>«Vergogna a voi!» lo rimproverò ser Tristano. «Dovrete fare solo la vostra parte.»<br>«Non lo farò» ribatté ser Dinadan «a meno che non mi prestiate il vostro scudo di Cornovaglia: per la fama di viltà che hanno i cavalieri di quel paese, farà sì che i miei avversari siano indulgenti verso di me.»<br>«Non mi separerò mai dal mio scudo per amore di colei che me lo diede» affermò ser Tristano. «Tuttavia, ser Dinadan, vi garantisco che se non vi impegnerete a rimanere con me, vi ucciderò qui sul posto, perché non vi chiedo altro che di battervi con un solo avversario. Se poi non vi reggerà il cuore, ve ne starete da parte a osservare lo scontro tra me e gli altri.»<br>«Sta bene» fu la risposta di ser Dinadan «e vi prometto che farò il possibile per salvarmi; tuttavia vorrei non avervi mai incontrato!» (p. 327)
*«Che scompiglio è mai questo?» protestò ser Dinadan. «Io vorrei riposarmi!»<br>«Non si può» ribatté ser Tristano «abbiamo vinto i signori del castello e ora dobbiamo difenderne il costume. Tenetevi dunque pronto.»<br>«In nome del demonio» esclamò ser Dinadan «perché mai mi sono unito a voi!»<br>Ci si preparò allo scontro: ser Gaheris affrontò ser Tristano e fu disarcionato; ser Palamede si misurò invece con ser Dinadan e lo abbatté al suolo. Si ebbe pertanto una caduta per parte e necessitava combattere a piedi, ma ser Dinadan, che era rimasto malamente contuso, non ne volle sapere. Ser Tristano andç allora ad allacciargli l'elmo pregandolo di aiutarlo.<br>«Non lo farò» rispose ser Dinadan. «Or non è molto abbiamo combattuto contro trenta cavalieri e ne risento ancora le ferite. Ma voi vi comportate come un folle o come un uomo fuor di senno che voglia buttarsi allo sbaraglio, e io posso solo maledire il momento in cui vi ho veduto. In tutto il mondo non vi sono che due cavalieri altrettanto pazzi: voi, ser Tristano, e ser Lancillotto, con cui mi accompagnai un tempo così come ora ho fatto con voi; ed egli mi fece tanto faticare che dovetti poi starmene a letto per tre mesi. Che il buon Gesù mi salvi da tali cavalieri, e in particolare dalla vostra compagnia!» (p. 329)
*Ebbene, qui si può imparare che nessun [[cavaliere]] è tanto forte che non possa essere scavalcato, nessuno tanto saggio che non possa sbagliare, e che cavalca bene colui che non è mai caduto! ([[Dinadan]], p. 332)
*{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. ([[Lancillotto]], p. 335)
*[...] un buon cavaliere deve sempre favorire un altro, giacché i simili sono attratti dai simili. (Re dei Cento Cavalieri, p. 336)
*Ahimè, non posso mai acquisire onore là dove è ser Tristano [...]. Se non ci troviamo nello stesso luogo, il più delle volte sono io che ottengo il premio, a meno che non siano presenti ser Lancillotto o ser Lamorak. Ma ser Tristano ha sempre avuto la meglio su di me, prima in Irlanda, poi in Cornovaglia e in altri luoghi di questa contrada. [...] Tuttavia, a dire il vero, egli è il cavaliere più gentile che vi sia al mondo. ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 337)
*[...] nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. ([[Lancillotto]], p. 343)
*Messere, quando foste creato cavaliere della Tavola Rotonda giuraste che non vi sareste mai scontrato consapevolmente con alcuno dei vostri compagni, e, perdio, [[Gaheris|ser Gaheris]], avete ben riconosciuto il mio scudo così come io ho riconosciuto il vostro! Sappiate però che se voi siete disposto ad infrangere il vostro giuramento io non mancherò al mio, e non già perché vi tema, ché potrei benissimo battermi con voi anche se siete mio cugino carnale! ([[Ywain]], p. 345)
*Onta ai falsi cavalieri di Cornovaglia, che non hanno alcun merito! ([[Sir Kay]], p. 346)
*Sire, faceste grave onta a voi e alla vostra corte quando bandiste dal paese ser Tristano. Se egli fosse stato qui, non avreste dovuto temere alcun cavaliere! ([[Gaheris]], p. 346)
*{{NDR|Rivolto a [[Marco di Cornovaglia]]}} Siete un re unto con crisma e dovreste essere alleato d'ogni uomo d'onore. Meritate pertanto la morte! ([[Gaheris]], p. 347)
*È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! ([[Lancillotto]], p. 348)
*Anche il [[Pecora e lupo|lupo]] lascerebbe in pace la pecora se si trovassero insieme nella stessa prigione! ([[Dinadan]], p. 348)
*Come dice il libro francese, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] preferiva ser Lancillotto a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. (p. 351)
====Libro X====
*Un [[cavaliere]] così ardito non morrà per mano di un branco di vigliacchi! ([[Tristano]], p. 357)
*Ahimè, [[Isotta|Bella Isotta]] regina di Cornovaglia, perché mai vi amo? [...] Voi non avete colpa di questa mia pena e il biasimo ricade solo sui miei occhi: siete la più bella di tutte, e io da stolto non posso fare a meno di esservi devoto anche se non mi dimostrate né amore né cortesia, e amate riamata ser Tristano di Liones che è il cavaliere migliore del mondo. ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 373)
*«Ecco un castello che non potrebbe essere preso o conquistato con alcuna macchina da guerra» disse ser Dinadan indicandolo al compagno. «Vi dimora la regina Morgana la Fata: lo ricevette dal fratello re Artù, che se ne è poi pentito amaramente. Da quel momento non c'è stato più accordo tra loro e la sorella gli ha fatto guerra ogni volta che ha potuto mantenendo proprio in questo maniero un folto gruppo di armati al solo scopo di distruggere quanti sono cari al re. Infatti non vi passa alcun cavaliere che non debba combattere contro uno, due o persino tre avversari. Se poi appartiene ad Artù ed è sconfitto, perde cavallo, armatura e ogni altra cosa che possiede, e persino la libertà qualora non riesca a fuggire.»<br>«Dio mi protegga!» esclamò ser Palamede. «Fare guerra al proprio signore che è chiamato il fiore della cavalleria cristiana e pagana è un costume malvagio e indegno di una regina, e io vi porrò fine di tutto cuore. Morgana non riceverà mai alcun servigio da me, e se come penso mi manderà contro i suoi cavalieri, essi avranno dì che combattere!» (p. 377)
*Il racconto torna ora a [[Lamorak|ser Lamorak]] che era lodato e onorato da ogni buon cavaliere all'infuori di [[Gawain|ser Galvano]] e dei suoi fratelli che desideravano solo il suo male e che, meditando di cogliere l'occasione per ucciderlo, fecero venire la madre in un castello vicino a Camelot. La regina di Orkney era infatti giunta da poco allorché ser Lamorak le inviò un messaggero e fissò con lei un convegno di cui venne subito a conoscenza [[Gaheris|ser Gaheris]], che si pose in agguato.<br>A notte, ser Lamorak arrivò tutto armato, legò il cavallo vicino a una postierla segreta ed entrò in una stanza dove si tolse l'armatura; quindi raggiunse il letto della regina dove, amandosi di tutto cuore, essi trassero grande gioia l'uno dall'altra.<br>Quando ser Gaheris giudicò che fosse giunto il momento si accostò al letto e, afferrata bruscamente la madre per i capelli, le mozzò la testa. Ser Lamorak sentì così sprizzare su di sé il sangue caldo di colei che amava e balzò dal letto gridando come uomo aflitto e sgomento:<br>«Ah, ser Gaheris, cavaliere della Tavola Rotonda, avete commesso un'azione malvagia e vile! Perché uccideste la madre che vi generò? Avreste avuto maggior ragione di colpire me!»<br>«Dici il vero, e benché l'uomo sia nato per offrire il proprio servigio alla donna, sei tu che hai commesso l'offesa» replicò ser Gaheris. «Tuo padre uccise il nostro, eppure tu hai giaciuto con nostra madre disonorando me e i miei fratelli: è una vergogna troppo grande perché sia tollerata! Quanto poi a tuo padre re Pellinor, sappi che fu ucciso da me e da mio fratello Galvano.»<br>«Avete commesso un torto ancora più grande e fareste bene a ricordare ce la morte di mio padre non è ancora stata vendicata!»<br>«Non minacciarmi, Lamorak, altrimenti ti ucciderò. È solo perché ora sei disarmato che il mio onore di cavaliere mi vieta di metterti a morte, ma sappi che in qualunque altra occasione ti rincontrerò, non risparmierò la tua vita» ribatté ser Gaheris. «Ormai mia madre è affrancata da te: vai dunque a prendere il cavallo e vattene.» (pp. 385-386)
[[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p162.jpg|thumb|La morte di Lamorak]]
*Ser Lamorak si separò da Lancillotto e ripartì da solo, e fu così che ser Galvano e i suoi tre fratelli [[Agravaine|Agravano]], Gaheris e [[Mordred]] andarono ad attenderlo in un luogo appartato: gli uccisero il cavallo poi lo assalirono tutti insieme, di fronte, alle spalle e ai lati e, dopo più di tre ore di combattimento, ché ser Lamorak si difendeva da valoroso, ser Mordred gli aprì una profonda ferita nella schiena e gli altri lo fecero a pezzi.<br>Così morì il nobilissimo ser Lamorak, cavaliere della Tavola Rotonda; ma sappiate che [[Sir Gareth|ser Gareth]], il quinto fratello di ser Galvano, non ebbe alcuna parte nel vile assassinio. (p. 387)
*«Ne ho visti di stolti come voi!» esclamò allora ser Dinadan adirato. «E uno proprio quest'oggi: se ne stava disteso accanto a una fonte con aria trasognata, lo scudo appoggiato al suolo e il cavallo poco distante, e sogghignava come un folle senza dire una parola. Compresi così che si trattava di un [[Innamoramento|innamorato]].»<br>«E voi non lo siete, bel cavaliere?» gli chiese ser Tristano.<br>«Maledetto chi lo è!» proruppe ser Dinadan.<br>«Avete torto, perché soltanto il cavaliere innamorato può essere prode» replicò ser Tristano. (pp. 408-409)
*«In guardia, cavaliere» gridò poi a ser Epinogrus. «È abitudine dei cavlieri erranti sfidarsi alla giostra.»<br>«È forse costume di tali cavalieri imporre di combattere che lo si voglia o no?»<br>«È tale per me, e tanto vi basti» replicò ser Dinadan. (p. 409)
*«[...] io non so cosa spinga ser Tristano e tanti altri innamorati a perdere la ragione e l'intendimento per delle donne!» commentò ser Dinadan.<br>«Come, siete un cavaliere e non siete innamorato? Vergognatevene: non potete certo essere chiamato prode se non venite a contesa per una dama.»<br>«Dio me ne guardi!» esclamò ser Dinadan. «Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.» (p. 412)
*«Ma perché siete tanto incollerito?»<br>«Ah, codardo, disonori la cavalleria!» lo ingiuriò ser Dinadan.<br>«Poco importa dal momento che mi metterò al vostro servizio e rimarrò sotto la vostra salvaguardia. Siete così prode che mi proteggerete» replicò ser Tristano.<br>«Il diavolo mi liberi da te! D'aspetto sei il migliore uomo d'armi che abbia mai visto, ma anche il più pusillanime.» (p. 413)
*"Date [[potere]] al [[villano]] e questi non ne avrà mai abbastanza". Infatti, laddove il governo è affidato a una persona di bassi natali mentre il signore delle terre è di nascita elevata, avverrà che il [[Plebe|plebeo]] non tollererà al proprio fianco alcun gentiluomo, e ne perseguirà anzi la rovina. (p. 417)
*{{NDR|Su [[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]]}} [...] tutti lo lodarono e affermarono che seppure ancora saraceno, era un credente della migliore specie, ben disposto d'animo e assolutamente leale e fedele alla parola data. (p. 420)
*Ora oso dire che siete la dama più bella che abbia mai visto, e che ser Tristano è un cavaliere prode e prestante quant'altri mai. Mi sembra perciò che siate fatti l'uno per l'altra! ([[Re Artù]], p. 441)
*Ah, Palamede, Palamede [...] perché sei così emaciato, tu che un tempo eri chiamato uno dei più bei cavalieri del mondo? Ah, non voglio più vivere questa vita perché amo colei che non potrò mai avere o conquistare! ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 452)
*«Signore, ecco come mi discolpo: in quanto alla regina Isotta, sappiate che l'amo da lungo tempo più di ogni altra, e a lei debbo gli onori che ho conquistato, ché altrimenti sarei rimasto il cavaliere più indegno del mondo. Ovunque andavo, il suo ricordo mi accompagnava e mi spingeva a compiere imprese meritevoli. Tuttavia finora non ebbi mai da lei ricompensa e pur essendo il suo cavaliere non ricevetti alcun guiderdone! Perciò, ser Tristano, non temo la morte perché, sapendo che non possiederò mai la mia regina, mi è indifferente vivere o morire, e se fossi armato come lo siete voi, mi batterei di buon animo.»<br>«La vostra stessa bocca ha rivelato il tradimento!» proruppe ser Tristano.<br>«Non ho commesso alcuna slealtà» protestò l'altro. «Ogni uomo è libero di amare, e benché abbia riposto il cuore nella vostra dama, ella è mia quanto è vostra. Se questo è un torto, allora sono colpevole, ma voi godete di lei e appagate il vostro desiderio, mentre io non ebbi mai nulla né spero di averlo in futuro, e tuttavia l'amerò quanto voi fino all'ultimo istante della mia vita.» (p. 453)
====Libro XI====
*Mentre in un giorno di Pentecoste, i cavalieri sedevano alla [[Tavola Rotonda]], si presentò ad [[Re Artù|Artù]] un eremita che vide il [[Seggio Periglioso]] e chiese al re e ai baroni perché non fosse occupato.<br>«Su quel seggio non siederà che colui che è destinato, ogni altro vi troverà la morte» gli fu risposto.<br>«Sapete chi è?» domandò allora l'eremita.<br>«Non lo sappiamo ancora.»<br>«Lo so io» dichiarò allora il sant'uomo. «Vi prenderà posto un cavaliere che non è stato ancora concepito, ma che nascerà quest'anno e sarà colui che conquisterà il Sangrail.» (p. 456)
*[...] entrò, giovane e bellissima, una damigella che recava tra le mani un vaso d'oro. Allora il re e tutti quanti si trovavano nella sala si inginocchiarono devotamente a pregare.<br>«Oh, Gesù!» esclamò ser Lancillotto. «Cosa può significare?»<br>«È il [[Graal|Sangrail]], l'oggetto più prezioso che alcun essere vivente possieda» fu la risposta del re. «Quando sarà portato altrove, la Tavola Rotonda si spezzerà.» (p. 458)
*A tempo debito, [[Elaine di Corbenic|Elaine]] partorì un bel bambino che fu allevato con cura e affetto e battezzato [[Galahad]], perché quello era il nome che ser Lancillotto aveva ricevuto al fonte battesimale e che poi la Dama del Lago aveva mutato in Lancillotto. (p. 460)
*Sappiate, ser Bors, che questo fanciullo è Galahad; siederà sul Seggio Periglioso e otterrà il Sangrail, e si dimostrerà migliore di suo padre ser Lancillotto. ([[Elaine di Corbenic]], p. 462)
*[...] solo gli uomini valorosi e retti che amano e temono Dio possono conquistare onore; altrimenti, per quanto arditi, non vi riescono. ([[Re Pescatore|Re Pelles]], p. 462)
*Ser Bors si era appena sdraiato di nuovo per riposare, quando sentì un grande frastuono provenire dalla camera vicina e si vide piovere dentro, non sapeva se dalle porte o dalle finestre, nugoli di frecce e di quadrelli tanto fitti da lasciarlo stupito; molti lo colpirono e lo ferirono nei punti in cui il suo corpo non era protetto.<br>Ed ecco sopraggiungere un orribile leone: ser Bors gli si fece incontro; la fiera gli portò via lo scudo, ma egli riuscì a mozzarle la testa. Non passò molto che nella corte vide un orrendo drago sulla cui fronte sembrava fossero scritte lettere d'oro che ser Bors pensò avessero il significato di "re Artù". Giunse poi un leopardo brutto e vecchio che si batté a lungo e accanitamente con il drago; ma a un certo punto questi sputò fuori dalla bocca qualcosa come un centinaio di piccoli draghi che uccisero e fecero a pezzi il leopardo.<br>Apparve poi nella sala e si mise a sedere su un bel seggio un vecchio che sembrava avere intorno al collo due vipere. Teneva in mano un'arpa e prese a cantare un'antica canzone che narrava come Giuseppe di Aramitea fosse giunto in quel paese. Quando ebbe finito, consigliò a ser Bors di andare via.<br>«Qui non incontrerete altre avventure» gli disse. «Vi siete portato con grande onore, e più ne acquisterete in futuro.»<br>Parve allora a ser Bors che giungesse una colomba candida recante nel becco un incensiere d'oro, e che la tempesta imperversata fino ad allora cessasse e si allontanasse di colpo, mentre la sala si empiva di straordinari profumi. Poi vide quattro fanciulli che portavano quattro bei ceri e in mezzo ad essi un vecchio con un cero in una mano e una lancia nell'altra. Si trattava dell'arma che aveva nome Lancia della Vendetta. (pp. 463-464)
*Dite [...] a [[Sir Kay|ser Kay il Siniscalco]] e a [[Mordred|ser Mordred]] che confido in Dio che sarò valoroso quanto loro, e non dimenticherò mai i motteggi e le derisioni che mi indirizzarono il giorno in cui fui investito cavaliere: non comparirò a corte finché tutti non parleranno di me con maggiore rispetto di quanto sia mai stato dimostrato loro. ([[Parsifal]], p. 472)
*{{NDR|Su [[Parsifal]]}} [...] era infatti uno dei migliori cavalieri del mondo, e in lui la vera fede era ben salda. (pp. 473-474)
*Ed ecco avvicinarsi il sacro vaso del Sangrail accompagnato da soavità e profumi di ogni sorta. I due cavalieri non poterono distinguere con chiarezza chi lo portava; solo ser Percival intravvide appena sia il vaso sia la vergine purissima che lo recava tra le mani. Immediatamente si trovarono entrambi perfettamente risanati nelle membra e nel corpo, e resero grazie a Dio in grande umiltà.<br>«Gesù» disse ser Percival «cosa significa che siamo guariti, mentre unmomento fa eravamo in punto di morte?»<br>«Lo so io» rispose ser Ector. «È stato il sacro vaso portato da una vergine e contenente il santo sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Solo un uomo di assoluta perfezione può vederlo.» (p. 474)
====Libro XII====
*Se la mia morte potesse giovarvi e la mia vita non vi fosse di alcuna utilità, ebbene, sarei pronta a morire per voi! ([[Elaine di Corbenic]], p. 481)
*«Ah, [[Tristano|ser Tristano]]» esclamò allora [[Palamede (ciclo arturiano)|ser Palamede]] «sapete bene che non posso battermi senza perdere l'onore. Voi siete allo scoperto e io sono armato: se vi uccidessi l'onta ricadrebbe su di me. Del resto, conosco la vostra forza e la vostra resistenza.»<br>«È vero, e adesso capisco quanto siete prode.»<br>«Vi prego, rispondete a una domanda.»<br>«Volentieri. Con l'aiuto di Dio vi dirò la verità.»<br>«Fate il caso che voi foste armato di tutto punto e io non lo fossi: cosa vi suggerirebbe di farmi l'onore cavalleresco?»<br>«Ora capisco!» esclamò ser Tristano. «Poiché devo dare il mio parere, Dio mi benedica, quel che dirò non sarà dettato dalla paura. Vi risponderò quindi che in tal caso non vorrei battermi e vi lascerei andare.»<br>«E anch'io non voglio. Perciò, prendete la vostra strada!»<br>«Posso sempre scegliere se restare o andar via, invece. Ma c'è una cosa che mi stupisce: perché un cavaliere valoroso come voi non vuole essere battezzato, mentre vostro fratello ser Safer si è fatto cristiano già da tempo?»<br>«Sebbene in cuor mio creda già in Gesù Cristo e nella sua dolce madre Maria, secondo un voto che ho fatto anni fa devo ancora affrontare uno scontro; poi mi farò battezzare, e con grande gioia.»<br>«In fede mia, allora non dovrete cercare a lungo quest'ultima battaglia! Dio non voglia che per colpa mia restiate ancora saraceno!» (p. 488)
*«E adesso?» gli chiese Tristano. «Ti ho alla mia mercé come poc'anzi mi avevate voi. Ma i cavalieri di corte non dovranno mai dire che ser Tristano ha ucciso un guerriero disarmato. Quindi, riprendete la vostra arma e portiamo a termine lo scontro.»<br>«Desidererei davvero di finirlo» rispose l'altro «ma non ho molta voglia di battermi ancora, anche perché l'offesa che vi ho arrecata non è tanto grave che non possiamo diventare amici. Osai dire che [[Isotta|Isotta la Bella]] non ha pari tra le dame; non l'ho mai disonorata e, anzi, è grazie a lei che ho ottenuto gran parte dell'onore che mi sono conquistato. Le mie offese non furono mai rivolte alla regina, ma a voi, e oggi mi avete ripagato con un gran numero di colpi. Ad alcuni ho potuto rispondere, ma adesso devo ammettere che non ho mai incontrato un uomo forte e resistente quanto voi, salvo ser Lancillotto del Lago. Perciò, mio signore, vi chiedo di perdonarmi ogni cosa e di condurmi oggi stesso alla chiesa più vicina dove prima vorrei confessarmi e poi essere battezzato. In seguito andremo insieme alla corte di Artù per partecipare alla grande festa.»<br>«Allora prendete il cavallo: faremo come avete detto, e che Dio vi perdoni per tutti i vostri peccati come ho già fatto io! A un miglio da qui il vescovo suffraganeo di Carlisle potrà impartirvi il sacramento del battesimo.»<br>Montarono a cavallo insieme a ser Galleron e, giunti alla presenza del vescovo, gli esposero quanto volevano. Il sant'uomo fece riempire un grande bacile d'acqua, la consacrò, poi confessò e assolse ser Palamede. Ser Tristano e ser Galleron furono i suoi padrini.<br>Poco dopo, ripartirono per Camelot dove trovarono il re, la regina e quasi tutti i cavalieri della Tavola Rotonda, che furono molto lieti di sapere che ser Palamede si era fatto cristiano. (pp. 490-491)
====Libro XIII====
*«Ora sono certo che voi della [[Tavola Rotonda]] partirete alla ricerca del [[Graal|Sangrail]] e che io non vi vedrò mai più tutti insieme» dichiarò allora Artù. «Voglio perciò che vi riuniate per giostrare e torneare nel prato sotto Camelot in modo che, dopo la vostra morte, si possa tramandare che in questo giorno erano qui raccolti tanti valorosi combattenti.» (p. 501)
*Rientrati tutti tra le mura di Camelot, il re e i baroni si recarono ad ascoltare i vespri nella cattedrale e poi a cena, dove ciascuno dei cavalieri prese posto, come prima, sul proprio seggio. Ma ecco che, tra improvvisi scoppi e rombi di tuono che fecero temere che il palazzo stesse crollando, nella sala penetrò un raggio di sole sette volte più vivido di quanto si fosse mai visto e tutti furono investiti dalla grazia dello Spirito Santo. Guardandosi intorno, i cavalieri osservarono che gli altri sembravano circonfusi di bellezza, ma non poterono pronunciare una sola parola. Poi, apparve il Santo Graal velato di sciamito bianco, così che nessuno poté vederlo o capire chi lo recasse, e la sala si riempì di profumi mentre davanti ai commensali comparivano i cibi e le bevande che prediligevano. Dopo aver attraversato l'intero ambiente, il sacro vaso scomparve d'un tratto, e solo allora i presenti ritrovarono la voce e il re rese grazie a Dio per la benevolenza che aveva mostrato loro. (p. 502)
*Non torneranno più tutti {{NDR|i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]}} insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. ([[Re Artù]], p. 503)
*Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. ([[Lancillotto]], p. 518)
*{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. ([[Lancillotto]], p. 519)
====Libro XIV====
*«[[Mago Merlino|Merlino]] istituì la [[Tavola Rotonda]] a somiglianza della sfericità del mondo in essa perfettamente rappresentato» proseguì la reclusa. «Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. Hai potuto vedere anche tu come, pur di appartenervi, i cavalieri siano disposti a perdere padre, madre, famiglie, mogli e figli, come facesti tu stesso che, per unirti a loro, abbandonasti tua madre senza volerla più vedere.<br>«Dunque, quando Merlino istituì la Tavola Rotonda disse che coloro che ne sarebbero stati compagni avrebbero potuto attingere alla verità del Sangrail. Gli fu chiesto chi l'avrebbe conquistata, ed egli rispose che sarebbero stati tre tori bianchi, due vergini e uno casto, e che uno di essi sarebbe stato più forte e più valoroso di suo padre quanto il leone lo è del leopardo. Allora gli fu detto: "Bisognerà che con le tue arti tu dia luogo a un seggio su cio potrà prendere posto solo il cavaliere che eccellerà su ogni altro".<br>«E Merlino istituì il Seggio Periglioso, quello su cui Galahad sedette al banchetto di Pentecoste.» (p. 522)
*La storia dice che [[Parsifal|ser Percival]] era uno degli uomini più religiosi che vi fossero al mondo in quei tempi in cui ben pochi credevano in Dio senza riserve, e i figli non rispettavano i padri e li trattavano come estranei. Egli quindi cercò conforto in Nostro Signore Gesù pregandolo affinché le tentazioni non lo allontanassero dal servizio di Dio ed egli potesse continuare ad essere Suo leale campione. (p. 527)
*[...] sono al servizio dell'Uomo migliore del mondo che non permetterà che io muoia, perché chi bussa alla Sua porta potrà entrare, chi chiede potrà ricevere, ed Egli non si nasconde a colui che lo cerca [...]. ([[Parsifal]], p. 529)
*Punirò la mia carne, che vuole avere impero su di me! ([[Parsifal]], p. 532)
*Quanto sono stato vicino a perdere me stesso [...] e la purezza che non avrei mai più potuto riavere! ([[Parsifal]], p. 532)
====Libro XV====
*«Non sei forse ser Lancillotto del Lago?» gli chiese il religioso dopo che il cavaliere gli ebbe comunicato che si sarebbe fermato con lui per la notte.<br>«Si, sono io.»<br>«Cosa fai in questa contrada?»<br>«Vado in cerca delle avventure del [[Graal|Sangrail]], signore.»<br>«Fa pure» gli disse allora il buon uomo «ma anche se il santo vaso si trovasse qui, il peccato ti impedirebbe di vederlo proprio come non è dato a un cieco di scorgere una spada sfolgorante.» (pp. 534-535)
*Quaranta anni dopo la passione di Gesù Cristo, [[Giuseppe d'Arimatea|Giuseppe di Arimatea]] preconizzò che re Evelake avrebbe sconfitto in battaglia i propri nemici. Dei sette re e dei due cavalieri che hai visto, il primo si chiama Nappus, e fu un sant'uomo; il secondo ebbe il nome di Nacien in onore di un suo avo che aveva ospitato Nostro Signore Gesù Cristo. Il terzo fu chiamato Helias il Grosso; il quarto Lisais; il quinto, Jonas, lasciò il proprio paese per rcarsi nel Galles dove sposò la figlia di Manuel ed ottenne la Gallia, che elesse come sua dimora e generò Lancillotto, tuo nonno, che sposò la figlia del re d'Irlanda e fu un uomo insigne quanto te. Suo figlio fu re Ban, tuo padre, l'ultimo dei sette re. Uno dei due cavalieri, invece, rappresenta te, Lancillotto, cui gli angeli dissero che non appartenevi alla compagnia dei sette re, mentre il secondo cavaliere sta a indicare il leone, che è superiore a tutti i re della terra, cioè ser Galahad, da te concepito nella figlia di re Pelles. E tu, che dovresti essere grato a Dio di ogni altro, perché, come peccatore, sei il cavaliere senza pari, non Lo hai ringraziato per tutte le straordinarie virtù che Egli ti ha prestate! (p. 537)
*Ah, Lancillotto [...] finché facevi parte della cavalleria terrena, eri l'uomo più straordinario e avventuroso del mondo; ma non devi stupirti se ora che ti trovi tra cavalieri impegnati in imprese celesti la fortuna ti è avversa. (p. 539)
====Libro XVI====
*Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. ([[Gawain]], p. 541)
*La [[Tavola Rotonda]] fu istituita proprio perché gli uomini non svilissero queste due virtù{{NDR|, la pazienza e l'umiltà}}, come la cavalleria, che affonda in esse le sue radici, è sorta perché non possa mai essere sconfitta la fraternità che ne è il fondamento. (p. 545)
*{{NDR|Rivolto a [[Gawain]]}} Ti sei impegnato insieme a molti altri in una ricerca che non porterai mai a termine perché il Sangrail non si mostra ai peccatori. Non devi quindi meravigliare se non vi sei riuscito. Tu sei un cavaliere sleale e un grande assassino, mentre per gli uomini buoni questa ricerca è ben altro che una serie di omicidi. Lancillotto, benché abbia commesso gravi colpe, al momento stesso in cui ha intrapreso la ricerca si è impegnato a non peccare più, e infatti non ha mai ucciso né ucciderà un solo uomo fino al suo ritorno a Camelot. Se non fosse per la sua fragilità che probabilmente lo farà ricadere nella colpa con il pensiero, egli sarebbe il primo a compiere l'impresa dopo Galahad. Ma poiché Dio conosce i suoi pensieri e la sua debolezza, gli concederà di morire in santità. (Eremita, pp. 546-547)
====Libro XVII====
[[File:Galaad devant le graal n°3.gif|thumb|Galahad, Bors e Parsifal dinanzi al Graal]]
*{{NDR|Su [[Davide]]}} Egli era un dotto che conosceva le virtù delle pietre e delle piante, il corso delle stelle e molte altre cose ancora; ma poiché aveva una moglie malvagia, si era convinto che non esistessero donne buone, tanto che ne parlò con disprezzo anche nei libri che compose. (p. 573)
*Non spetta a noi punire chi ha operato contro Dio, ma solo alla Sua potenza. ([[Galahad]], p. 576)
*Siete uno sciocco se non sapete che le [[Verginità|vergini]] sono franche ovunque si trovino. ([[Parsifal]], p. 579)
*Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. ([[Lancillotto]], p. 588)
*Galahad, servo di Gesù Cristo che attendo da tempo, abbracciami e lascia che riposi sul tuo petto e tra le tue braccia, casto e vergine sopra ogni altro cavaliere, giglio simbolo di purezza, rosa del colore del fuoco, fiore di ogni virtù. Sei tanto intriso della fiamma dello Spirito Santo che la mia carne, consunta dalla vecchiaia, ritrova la giovinezza! (Re Mordrains, p. 591)
*[...] rimessosi in viaggio, {{NDR|Galahad}} penetrò in una foresta irta di pericoli dove la storia dice che si imbatté in una sorgente in cui l'acqua ribolliva formando grandi onde. Il cavaliere vi posò una mano, e subito l'acqua si placò e il calore ne disparve, poiché quell'ardore era segno di lussuria, molto diffusa a quei tempi, e non poté durare al contatto con la purezza della sua verginità. Quanto era accaduto fu considerato un miracolo in tutto il paese, e da allora la fonte fu chiamata la Sorgente di Galahad. (p. 591)
*«Figliolo» disse poi l'Uomo a Galahad «sai cos'è ciò che stringo tra le mani?»<br>«No, se non me lo dite voi.»<br>«È la sacra scodella in cui mangiai l'agnello pasquale. Ora hai veduto quello che più desideravi, ma con minore chiarezza di come lo potrai ammirare nel Palazzo Spirituale della città di Sarras. Adesso partirai e con te partirà anche il Sangrail, che questa notte stessa dovrà lasciare il regno di Logris dove nessuno lo vedrà mai più perché le genti di questa terra si sono volte al peccato e non lo servono né lo venerano come dovrebbero; io perciò le spoglio dell'onore che avevo loro concesso. Domattina voi tre prenderete la Spada dalla Strana Cintura e scenderete alla riva del mare dove troverete pronta una nave. Ma prima ridonerete la salute al Re Magagnato ungendogli il corpo e le gambe con il sangue che è colato dalla lancia.»<br>«Signore, perché gli altri non possono venire con noi?» chiese Galahad.<br>«Come inviai i miei apostoli in diverse direzioni, così voglio ora che vi separiate. Quanto a voi tre compagni, due moriranno al mio servizio e solo uno tornerà a darne notizia» fu la risposta.<br>Poi l'Uomo li benedì e scomparve. (pp. 594-595)
*«Salutate per me ser Lancillotto mio padre e signore, e ricordategli che questo è un mondo incostante.»<br>Infine si inginocchiò a pregare davanti alla tavola e la sua anima lo lasciò, trasportata nel cielo di Gesù Cristo da una moltitudine di angeli. I compagni, che assistettero al prodigio, videro anche una mano scendere sul vaso e sulla lancia, prenderli e portarli nei cieli.<br>Da allora non vi è più stato un uomo che abbia avuto l'ardire di sostenere di aver visto il Sangrail. (p. 598)
====Libro XVIII====
*[...] [[Lancillotto]], dimentico della promessa fatta e della perfezione raggiunta nel corso della ricerca, riprese a frequentare la regina. Del resto, come dice appunto il libro, se egli non le fosse stato intimamente legato nei suoi pensieri più riposti quanto, in superficie, appariva devoto a Dio, nessun cavaliere avrebbe potuto superarlo nella ricerca del Sangrail. Invece, i suoi più segreti sentimenti correvano sempre a lei. Così essi ripresero ad amarsi con maggiore ardore di prima e i loro convegni si fecero tanto frequenti che la corte cominciò a mormorare, e in particolare il loquace ser Agravano fratello di ser Galvano.<br>Ma intanto Lancillotto, continuamente assediato da dame e da damigelle che gli chiedevano di essere loro campione in questioni di diritto, per evitare ulteriori maldicenze e dicerie, decise di impegnarsi con zelo a seguire i dettami di Nostro Signore Gesù Cristo e di sottrarsi per quanto gli era possibile alla familiarità e alla compagnia di Ginevra. (p. 603)
*[...] [[Mordred|ser Mordred]], [[Agravaine|ser Agravano]] e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. ([[Lancillotto]], p. 604)
*Lancillotto, ora capisco la vostra falsità e la vostra volgare lussuria! Voi amate altre dame, e per me non provate che disprezzo. Adesso che ho ben chiaro che siete un traditore, state certo che non vi amerò mai più. Non osate comparirmi ancora davanti: da questo momento vi scaccio dalla corte, e per sempre, e vi bandisco dalla mia compagnia. Se tenterete di rivedermi, sarete ucciso. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], pp. 604-605)
*Spesso le donne sono impulsive e compiono azioni di cui poi si pentono amaramente. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 605)
*Se accetterò di essere il campione della regina mi alienerò molti cavalieri della Tavola Rotonda. Tuttavia, per amore di Lancillotto e vostro, sarò suo difensore a meno che il caso non porti qui un campione meglio di me. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 609)
*Non ho mai sentito dire che Ginevra abbia rovinato un solo cavaliere. Anzi, a quel che so, ella ci ha sempre magnificato ed è stata la sovrana più generosa e liberale, e la più munifica di doni e di benevolenza. Sarebbe quindi vergognoso se lasciassimo morire nell'ignominia la moglie del nostro nobilissimo re. Sappiate che non lo permetterò, e che sosterrò la sua innocenza nella morte di ser Patrise; del resto, ella non aveva alcun motivo per odiare lui o alcuno dei cavalieri intervenuti al banchetto. Direi anzi che ci abbia invitati per affetto, certo non per un subdolo stratagemma, e sono convinto che comunque andrà, un giorno sarà possibile provare che tra di noi vi è un traditore. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 610)
*Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. ([[Lancillotto]], p. 629)
*[...] non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione [...]. ([[Lancillotto]], p. 636)
*L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi. ([[Re Artù]], p. 636)
*All'uomo d'onore non può non ripugnare assistere alla sconfitta di un suo pari, mentre chi non ha onore e si comporta da vile, alla vista di un uomo in pericolo non compirà mai un gesto gentile o generoso. Un codardo, infatti, non darà mai prova di misericordia, mentre chi alberga la bontà nel cuore farà agli altri quello che vorrebbe fosse fatto a lui. ([[Re Artù]], p. 642)
*{{NDR|Su [[maggio]]}} Quel mese esuberante infonde coraggio negli amanti e, in vari modi, li induce più di ogni altro a diversi comportamenti, perché è allora che, come erbe e arbusti, gli uomini e le donne si rinnovellano e richiamano alla mente lontane cortesie, servigi e gesti gentili che avevano posto nell'oblio per negligenza.<br>E come il rigore dell'inverno offusca e sfigura la verde estate, così accade all'amore che lega l'uomo alla donna, quando è incostante. Sono numerosi coloro che non albergano la costanza, e non passa giorno senza che vediamo come basti un alito di rigore invernale per cancellare e spezzare col minimo pretesto un vero amore, che pure costa tanto. Questa non è costanza né saggezza, ma debolezza di carattere, disonorevole per coloro che la praticano.<br>Perciò, come il maggio fiorisce e germoglia nei giardini, così ogni uomo d'onore rivesta il proprio cuore di germogli, prima a gloria di Dio, poi per dare gioia a coloro cui ha giurato fedeltà. Infatti, non c'è uomo o donna d'onore che non abbia scelto l'oggetto del proprio amore. E se la fatica delle armi non deve essere mai trascurata, bisogna però che l'onore sia innanzitutto riserbato a Dio, e solo dopo aver contesa con le dame: questo è ciò che io chiamo un amore virtuoso.<br>Oggi, però, gli uomini non sanno amare per sette giorni di seguito senza pretendere di appagare le proprie brame. La ragione ci dice che un tale amore non può durare, perché quanto è subito accordato con troppa prontezza, è ben presto spento dall'ardore stesso. Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di Artù l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele!<br>Ho dunque paragonato l'amore di oggi all'estate e all'inverno, perché come la prima è calda e il secondo è freddo, allo stesso modo procede l'amore ai nostri giorni. Tutti voi che siete amanti rammentate quindi il mese di maggio! (pp. 643-644)
====Libro XIX====
*[...] a quel tempo era costume che Ginevra non lasciasse mai la corte senza un seguito di ottimi cavalieri armati, quasi tutti giovani decisi a farsi onore. Erano chiamati i Cavalieri della Regina e in battaglia, ai tornei e alle giostre portavano come insegna uno scudo completamente bianco. Venivano scelti per quel servigio tutti gli anni in occasione della festa della Pentecoste tra i cavalieri che si erano mostrati più valorosi, in sostituzione di quelli che erano morti nel corso dell'anno (e non ne passava uno senza che ne morissero alcuni). Proprio compiendo tale servigio si erano distinti all'inizio ser Lancillotto e tutti gli altri, prima di conquistare rinomanza. (pp. 645-646)
*Ahimè, che vergogna che un [[cavaliere]] ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. ([[Lancillotto]], p. 649)
*Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare [...]. ([[Lancillotto]], p. 657)
====Libro XX====
*Nel mese di maggio, quando ogni cuore gagliardo fiorisce e germoglia e, con la bellezza e il rigoglio della stagione, uomini e donne sono pieni di letizia per l'avvicinarsi dell'estate con i suoi fiori novelli, laddove gli aspri venti e le bufere dell'inverno li inducono a raccogliersi al coperto presso il focolare, scoppiarono furore e sventura che ebbero termine solo con la morte e l'estinzione del fiore di tutti i cavalieri del mondo. (p. 663)
*Mi meraviglio che nessuno di noi si vergogni di sapere, e di vedere con i propri occhi, che Lancillotto giace giorno e notte con la regina [...]. Ne siamo tutti al corrente, eppure siamo tanto vili da tollerare il disonore di un sovrano nobile quanto Artù. ([[Agravaine]], p. 663)
*Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. ([[Gawain]], p. 664)
*Ser Lancillotto mi ha concesso l'investitura e niente potrà indurmi a parlare male di lui [...]. ([[Sir Gareth]], p. 664)
*Appena gli altri furono usciti, il re chiese quale fosse il motivo della disputa.<br>«Ora ve lo dirò, sire; non posso più tenerlo in me» gli rispose ser Agravano. «Io e ser Mordred siamo in disaccordo con i nostri fratelli: sappiamo che ser Lancillotto è da tempo l'amante della regina e, poiché siamo figli di vostra sorella, non possiamo continuare a tollerarlo. Voi siete il suo signore e colui che lo ha investito cavaliere, e intendiamo provare la sua slealtà.»<br>«Se quello che dite è vero, Lancillotto è un traditore!» esclamò Artù. «Ma mi ripugna compiere un passo del genere senza averne le prove; ser Lancillotto è un cavaliere valoroso e, come ben sapete, il migliore di tutti noi. Se non sarà colto sul fatto, vorrà battersi con colui che lo ha denunciato, e nessuno sarà in grado di tenergli testa. Quindi, voglio che sia sorpreso in flagrante.»<br>Il libro francese dice che il re non desiderava affatto che si diffondessero voci su Lancillotto e la regina. A dire il vero, egli ne aveva già il sospetto, ma non voleva sentirne parlare perché amava molto ser Lancillotto per tutto quello che egli aveva fatto in favore suo e di Ginevra. (p. 665)
*«Ahimè» si lamentava intanto Lancillotto «non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura!»<br>Nel frattempo ser Agravano e ser Mordred non cessavano di gridare:<br>«Esci dalla camera della regina, traditore! Sta' certo che non riuscirai a fuggire».<br>«Gesù misericordia, non posso tollerare questo odioso clamore: meglio morire subito che sopportare un simile tormento!» esclamò allora Lancillotto; poi prese Ginevra tra le braccia e la baciò.<br>«Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. Sono sicuro che ser Bors e tutti gli altri miei parenti, e anche ser Lavaine, vi salveranno dal rogo. Confortatevi, perciò, madonna mia amata, e qualunque cosa mi accada, andate con ser Bors e con gli altri che vi tratteranno con ogni onore e vi faranno regina delle mie terre.»<br>«No, Lancillotto, non vi sopravviverò! Se sarete ucciso, per amore di Dio accoglierò la morte con umiltà, come è dovere di una regina cristiana.»<br>«Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate.»<br>«Piacesse a Dio che uccidessero me e lasciassero libero voi!» esclamò la regina.<br>«Questo non deve accadere, e che Dio mi ripari da una simile vergogna!» replicò Lancillotto. «Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura!» (p. 667)
*Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. ([[Lancillotto]], p. 669)
*Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. ([[Lancillotto]], p. 671)
*Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. ([[Lancillotto]], p. 672)
*«[...] il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò [[Isotta|Isotta la Bella]] a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata.»<br>«È vero» convenne ser Bors «ma c'è una cosa che dovrebbe incoraggiare te come tutti noi, ed è che re Marco e re Artù sono di indole assai diversa, perché Artù non ha mai mancato alla propria parola.» (pp. 672-673)
*Capita spesso che agiamo per quel che crediamo il meglio, e che finisce poi per dimostrarsi il peggio. ([[Gawain]], p. 674)
*[...] sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! ([[Re Artù]], p. 677)
*[...] da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. ([[Gawain]], p. 679)
*«Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere!» replicò Lancillotto.<br>«Alla malora le belle parole!» proruppe il re. «Presta fede a quanto ti dico e non lo dimenticare: sono il tuo mortale nemico e lo sarò fino al giorno della mia morte. Non ti perdonerò mai di avermi ucciso degli ottimi cavalieri e degli uomini nobilissimi appartenenti al mio stesso sangue. Per di più, hai giaciuto per anni con la regina, che alla fine mi hai rapita con la forza.»<br>«Mio nobilissimo signore e re, dite quello che volete, tanto sapete benissimo che non mi batterò mai con voi» gli rispose Lancillotto. «È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele!» (pp. 680-681)
*Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. ([[Lancillotto]], p. 687)
*[...] non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. ([[Lancillotto]], p. 688)
*Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdoni, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! ([[Lancillotto]], p. 689)
*Se non fosse stato per il papa, io mi sarei battuto con te in singolare tenzone e avrei provato sulla tua persona la tua falsità nei confronti di Artù e miei. E lo farò, una volta che avrai lasciato queste terre, dovunque riuscirò a trovarti! ([[Gawain]], p. 690)
*Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. ([[Lancillotto]], p. 690)
*Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. ([[Lancillotto]], p. 697)
*[...] ser Galvano aveva ricevuto da un sant'uomo un dono miracoloso che gli aveva permesso di farsi molto onore: ogni giorno dell'anno, dalle nove a mezzogiorno, la sua forza cresceva fino ad arrivare a triplicarsi. Per questo re Artù, che era il solo a saperlo, aveva ordinato che tutte le tenzoni che si fossero svolte alla propria presenza, di qualunque genere e per ogni tipo di lite, avessero inizio alle nove del mattino: in tale modo il partito per il quale si fosse battuto il nipote avrebbe avuto sempre il sopravvento nel corso delle tre ore in cui la forza di Galvano raggiungeva il suo culmine. (p. 698)
====Libro XXI====
*A [[Mordred|ser Mordred]] era stato dunque affidato il governo di tutta l'Inghilterra. Egli allora fece vergare delle false lettere fingendo che provenissero dal continente, in cui era scritto che re Artù era stato ucciso nel corso della guerra contro ser Lancillotto; quindi convocò a parlamento tutti i baroni e si fece eleggere re. L'incoronazione avvenne a Canterbury e fu seguita da festeggiamenti che durarono quindici giorni.<br>Dopo di che, ser Mordred si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali. (p. 702)
*Riflettete, Inglesi, sulla malvagità che tutto ciò palesava! Artù era il re più nobile e il cavaliere più valoroso del mondo e che più amava e sosteneva gli uomini prodi, eppure quelli Inglesi non gli concedevano la propria stima! Ché tale era l'antico costume di questa terra, e c'è chi dice che non l'abbiamo ancora abbandonato. Ahimè, questo è un grave difetto: nulla ci piace se perdura nel tempo.<br>Così si comportavano gli uomini di allora: amavano di più ser Mordred che il nobile Artù e molti andarono a dire all'usurpatore che sarebbero stati con lui nella buona come nella cattiva sorte. Allora ser Mordred, che aveva sentito dire che Artù sarebbe sbarcato a Dover, vi si portò con grande esercito allo scopo di sconfiggerlo e di scacciarlo dalle sue stesse terre. (pp. 703-704)
*«Ahimè, ser Galvano, figlio di mia sorella, con l'uomo che amavo di più al mondo se ne va ogni mia gioia!» si dolse {{NDR|Artù}} quando si fu ripreso. «Ora te lo posso dire, caro nipote, solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona!»<br>«Ah, caro zio» gli rispose ser Galvano «il mio ultimo giorno è arrivato, e ne devo biasimare la mia impulsività e la mia ostinazione, dato che sono stato ferito sulla vecchia piaga che mi aveva inferto ser Lancillotto. So che morirò prima di mezzogiorno e che a causa del mio orgoglio voi dovrete patire tanta vergogna e sventura. Se il nobile Cavaliere del Lago fosse stato al vostro fianco, come fu e avrebbe dovuto essere ancora, questa guerra sciagurata non sarebbe mai scoppiata, perché solo la sua cavalleria e la nobiltà del suo sangue erano riuscite a tenere soggetti e timorosi i vostri infidi nemici. Ora egli vi mancherà. Ahimè, perché non ho voluto trovare un accordo con lui! [...]» (pp. 704-705)
*Io, ser Galvano, cavaliere della Tavola Rotonda, voglio che tutto il mondo sappia che mi sono dato la morte non per colpa tua ma mia. Perciò, ser Lancillotto, ti supplico di tornare nel regno per visitare la mia tomba e per recitare su di essa una preghiera, lunga o breve che sia, per la salvezza della mia anima. Oggi, nello stesso giorno in cui scrivo questa lettera, fui ferito a morte là dove la tua mano mi colpì per prima, e non avrei potuto essere ucciso da un braccio più nobile. ([[Gawain]], p. 705)
[[File:Battle Between King Arthur and Sir Mordred - William Hatherell.jpg|thumb|La battaglia tra Artù e Mordred]]
*{{NDR|Sulla [[battaglia di Camlann]]}} I messaggeri si recarono da Mordred che si era circondato di un temibile esercito di centomila armati e dovettero pregare a lungo prima di riuscire a fargli accettare in contropartita la Cornovaglia e il Kent fino alla morte di Artù e, dopo, tutta l'Inghilterra. Fu anche concordato che il sovrano e l'usurpatore, ciascuno con un seguito di quattordici cavalieri, si incontrassero in una zona franca tra i due eserciti schierati.<br>Artù fu lieto degli accordi raggiunti, ma prima di recarsi al convegno ordinò ai propri uomini di avanzare fieramente e di uccidere ser Mordred, di cui non ci si poteva fidare in alcun modo, se avessero visto sguainare anche una sola spada. E ser Mordred aveva istruito allo stesso modo il proprio esercito:<br>«Se vedrete balenare anche una sola lama mouvete con coraggio all'attacco e uccidete quanti vi si parano innanzi, perché non mi fido affatto di questa tregua e so bene che mio padre vorrà vendicarsi di me.»<br>L'incontro ebbe dunque luogo come era stato stabilito. Fu portato del vino e ne bevvero insieme, ma una [[vipera]] sbucata da un cespuglio d'edera morse il piede di un cavaliere. Questi, senza darsi pensiero del danno che ne sarebbe derivato, sguainò la spada per ucciderla, e quando i due eserciti videro balenare la lama diedero fiato alle trombe e ai corni e si corsero incontro levando terribili grida.<br>Allora re Artù montò a cavallo e raggiunse prontamente i propri uomini esclamando:<br>«Ahimè, che giorno sventurato!»<br>Ser Mordred si unì ai suoi, ed ebbe inizio la battaglia più funesta che si sia mai vista in terra cristiana: vi furono attacchi impetuosi e galoppare di cavalli, affondi e fendenti, colpi mortali e accenti minacciosi da entrambe le parti. Re Artù non cessava di attraversare le formazioni di ser Mordred compiendo molte prodezze degne di un nobile sovrano senza mai venir meno al proprio ruolo, ma anche ser Mordred non si tirava indietro e più volte mise se stesso in grave pericolo.<br>La battaglia infuriò per tutta la giornata senza risparmio di forze, finché molti nobili cavalieri giacquero immobili sulla fredda terra, e quando cadde la notte il terreno era cosparso dei cadaveri di ben centomila uomini. (pp. 707-708)
*{{NDR|Sulla battaglia di Camlann}} Il sovrano impugnò la lancia e si gettò in avanti gridando:<br>«Traditore, è giunto il giorno della tua morte!»<br>Ser Mordred si scagliò a sua volta contro di lui brandendo la spada, ma il re già gli affondava la lancia sotto lo scudo e gliela faceva fuoriuscire dal corpo per più di un braccio. E quando l'usurpatore comprese che non sarebbe potuto sfuggire alla morte, si slanciò con tutte le proprie forze in avanti trafiggendosi fino all'impugnatura dell'asta, poi calò la spada tenuta con entrambe le mani sul proprio padre e lo raggiunse a un lato della testa trapassandogli l'elmo e il crano. Subito dopo si accasciava a terra morto. (p. 709)
[[File:The Death of King Arthur by John Garrick.jpg|thumb|La morte di Artù]]
*«[...] Il tempo passa in fretta; prendete perciò la mia buona spada Excalibur e portatela alla riva del mare: vi ordino di gettarla nell'acqua e di tornare poi a dirmi cosa avete visto.»<br>«Sire, obbediremo al vostro comando» gli rispose [[ser Bedivere|Bedivere]].<br>Ma sulla strada si mise a osservare con attenzione la nobile arma e le pietre preziose che ricoprivano il pomo e l'elsa.<br>"Se la getto nell'acqua, non ne deriveranno che perdite e danno!" pensò.<br>Perciò la nascose sotto un albero e poi si affrettò a tornare dal re e gli disse di averla gettata in mare.<br>«Cosa hai visto?» gli domandò Artù.<br>«Nient'altro che onde e venti.»<br>«Non è vero» replicò il re. «Ora affrettatevi a ubbidire e, se vi sono caro, non esitate a fare quanto vi ho detto.»<br>Allora ser Bedivere tornò a prendere la spada, ma pensando ancora che fosse un peccato e una vergogna gettare via un'arma tanto nobile, la nascose di nuovo, poi raggiunse il re.<br>«Cosa avete visto?» gli domandò per la seconda volta il sovrano.<br>«Nient'altro che flutti e ondate nere.»<br>«Ah, mi hai ingannato ancora, sleale e traditore!» propruppe Artù. «La tua fama di nobile cavaliere e l'amore che ti ho sempre portato non mi avrebbero mai fatto pensare che mi avresti tradito per il valore di una spada! Ora sbrigati: le tue esitazioni stanno mettendo a grave rischio la mia vita. Se non eseguirai adesso i miei ordini ti ucciderò con le mie stesse mani ovunque potrò incontrarti.»<br>Così ser Bedivere tornò là dove aveva nascosto la spada, la raccolse con cautela e si avvicinò alla riva. Poi avvolse la cintura intorno all'elsa e la scagliò più lontano che poté. Allora vide un braccio e una mano sorgere dall'acqua, afferrarla stretta, brandirla tre volte e poi inabissarsi con l'arma.<br>Quando ser Bedivere, tornato vicino al re, gli raccontò quello che aveva visto, il sovrano esclamò:<br>«Ahimè, aiutatemi ad andare via, temo di avere aspettato già troppo.»<br>Il cavaliere se lo caricò sulle spalle e andò verso la riva del mare. Vi erano appena arrivati che una piccola chiatta piena di belle dame prese terra accanto a loro. Tra di esse si trovava una regina, e tutte portavano cappucci neri e gridavano e piangevano alla vista di re Artù.<br>«Fatemi salire a bordo» disse il re.<br>Ser Bedivere eseguì con delicatezza il comando, e tre dame accolserò Artù tra alti lamenti e lo misero a sedere con la testa appoggiata sul grembo di una di loro.<br>«Ah, mio caro fratello!» disse allora la regina. «Perché vi siete trattenuto tanto a lungo lontano da me? La ferita che avete al capo ha preso fin troppo freddo!»<br>Poi le dame si misero ai remi e allontanarono l'imbarcazione dalla terra. E quando se Bedivere le vide prendere il largo, gridò:<br>«Ah, mio signore Artù, cosa sarà di me ora che mi lasciate tra i miei nemici?»<br>«Confortatevi e fate del vostro meglio: su di me non potrete più fare alcun affidamento» gli rispose il sovrano. «Devo andare nell'isola di Avalon per curare la mia grave ferita, e se non sentirete mai più parlare di me, pregate per la mia anima.»<br>Intanto la regina e le dame piangevano e gridavano da fare pietà. Quando ser Bedivere ebbe perso di vista la chiatta, scoppiò anch'egli in pianti e in lamenti, poi si diresse verso la foresta e camminò per tutta la notte. (pp. 710-712)
*Di Artù non ho trovato nient'altro nei libri autorizzati, né ho letto con maggiore certezza della sua morte se non che fu portato via in una nave con tre regine, una delle quali era sua sorella [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], l'altra la regina del Galles del Nord e la terza quella delle Terre Desolate. Non conosco altra testimonianza che quella dell'eremita che un tempo era stato arcivescovo di Canterbury e che riferì che le dame avevano portato da lui un corpo perché lo seppellisse. Tuttavia egli non sapeva con certezza se si trattasse davvero del cadavere di artù, perché questa storia la fece mettere per iscritto ser Bedivere, cavaliere della Tavola Rotonda. (pp. 712-713)
*In varie parti d'Inghilterra si crede che re Artù non sia morto e che, per volontà di Nostro Signore Gesù, viva in un altro luogo da dove tornerà per conquistare la Santa Croce. Io però non mi sento di affermarlo, e preferisco dire che in questo mondo egli lasciò la sua vita. Molti sostengono anche che sulla sua tomba siano scritte queste parole:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Hic iacet Arthurus Rex quondam rexque futurus}}</div> (p. 713)
*{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Quando seppe della morte del re e di tutti i nobili cavalieri compreso ser Mordred, ella riparò in gran segreto con cinque dame ad Almesbury dove si fece monaca indossando la veste bianca e nera, e vivendo in penitenza come se fosse stata la più grande peccatrice di questa terra. Da allora nessuna creatura riuscì più a renderla felice, e visse tra digiuni, preghiere e opere di carità al punto che tutti si stupirono della purezza dei sui nuovi costumi. Con il tempo, come era da aspettarsi, divenne anche badessa e governatrice del monastero. (p. 713)
*La guerra che ha portato alla morte i più nobili cavalieri del mondo è divampata a causa mia e di quest'uomo, e l'amore che ci legava ha causato la rovina del sovrano più onorato della terra. Lancillotto [...] ho assunto questo stato per salvare la mia anima e, con la grazia di Dio e per le piaghe della Sua Passione, confido che dopo la mia morte potrò contemplare il volto benedetto di Gesù Cristo e sedere alla Sua destra nel giorno del Giudizio, poiché in cielo vi sono dei santi che furono peccatori in terra. Perciò, ser Lancillotto, vi supplico di cuore per l'amore che ci fu tra noi di non posare mai più lo sguardo su di me. Vi comando anche, in nome di Dio, che lasciate la mia compagnia e torniate nel vostro regno per preservarlo da guerre e distruzioni. Così come vi ho amato fino ad ora, il mio cuore non mi permetterà più di incontrarvi dopo che a causa vostra e mia è stato annientato il fuore dei re e dei cavalieri. Rientrate dunque nelle vostre terre e prendete moglie per vivere con lei in gioia e letizia. L'unica supplica che il mio cuore vi rivolge è che invochiate il Signore Eterno perché mi conceda di fare ammenda dei miei peccati. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 716)
*«[...] Nella ricerca del Sangrail avrei abbandonato le vanità mondane se non fosse stato per l'amore che vi portavo, e se allora lo avessi fatto con tutto il mio cuore, la volontà e il pensiero, avrei superato ogni altro cavaliere a eccezione di ser Galahad mio figlio. Se voi vi siete votata alla perfezione, è giusto che lo faccia anch'io perché, mi sia testimone Iddio, solo in voi ho avuto la mia gioia terrena. Se il vostro cuore fosse stato diversamente disposto, vi avrei portata con me nel mio regno. Ma poiché tale è la vostra volontà, vi giuro che se troverò un eremita che voglia accogliermi, a qualunque ordine appartenga, farò penitenza e pregherò fino al termine della mia vita. Ora, madama, vi prego di baciarmi un'ultima volta.»<br>«Non lo farò mai» si schermì la regina «e astenetevi anche voi da tali atti.» (pp. 716-717)
*Supplico Dio Onnipotente che non mi sia mai più possibile vedere ser Lancillotto con i miei occhi mortali. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 719)
*Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ([[Lancillotto]], p. 720)
*Ah, Lancillotto [...] guida di tutti i cavalieri cristiani, impareggiabile tra i valorosi, ora giaci qui. Eri il più cortese cavaliere che abbia mai portato lo scudo, l'amico più sincero nei confronti di chi ti amava tra quanti hanno mai cavalcato, il più fedele amante tra i peccatori che abbiano mai amato una donna, l'uomo più gentile che abbia mai brandito una spada. La tua bella persona primeggiava sempre tra una folla di cavalieri, e tu eri l'uomo più mansueto e più onorato tra quanti mai si siano intrattenuti a banchetto con le dame. Ma eri anche l'avversario più inflessibile per un nemico mortale che abbia mai posto la lancia in resta. (Hector de Maris, p. 722)
===Explicit===
====Originale====
Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di [[Edoardo IV d'Inghilterra|re Edoardo IV]] dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
==Citazioni su Thomas Malory==
*Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando [[William Caxton|Caxton]] costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di [[Alfred Tennyson|Tennyson]], per esempio, oppure le opere di [[Edward Burne-Jones|Burne-Jones]] e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa. ([[John Boorman]])
*Sì, possiamo immaginarci sir Thomas Malory come un adorabile primitivo, un innamorato di cose nobili e belle e grandi, finché non sappiamo, in base alle moderne ricerche che l'hanno identificato con un personaggio della parrocchia di Monks Kirby nella contea di Warwick, figura più di bandito che di {{sic|compíto}} gentiluomo, che per via delle sue violenze e rapine fu spesso in prigione, e in prigione scrisse appunto le sue storie di cavalleria. ([[Mario Praz]])
==Bibliografia==
*Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889.
*Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Malory, Thomas}}
[[Categoria:Scrittori britannici]]
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Oreste Baldini
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Spinoziano
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'''Oreste Baldini''' (1962 – vivente), doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
==Citazioni di Oreste Baldini==
*{{NDR|Sul doppiaggio di ''[[Pupazzi senza gloria]]''}} È stato coinvolto un talent come [[Maccio Capatonda]], il quale si è buttato e insomma... tra matti ci si capisce e perciò è venuto fuori un prodotto divertente e il botteghino ci ha dato ragione.<ref name= GAM>Intervista ''GAM 2.0'', 15 maggio 2019. [https://www.youtube.com/watch?v=nNP_2CC1FRc Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Mi piace quando devo doppiare dei caratteri. I caratteri estremi che mi divertono. Non mi affeziono comunque in ogni modo. Quel che succede, succede. Va bene. Basta che ti diverti sul momento, poi quel che accade, accade.<ref name= GAM />
*Se ti diverti, la roba passa e diverti anche gli altri. Se lo prendi come un lavoro è un problema. Questa è una passione anche.<ref name= GAM />
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974)
*''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]'' (1974)
*''[[The Wiz]]'' (1978)
*''[[Il tempo delle mele 2]]'' (1982)
*''[[Amadeus]]'' (1984)
*''[[La rivincita dei nerds]]'' (1984)
*''[[Nightmare - Dal profondo della notte]]'' (1984)
*''[[Ritorno al futuro]]'' (1985)
*''[[Biancaneve (film 1987)|Biancaneve]]'' (1987)
*''[[La rivincita dei nerds II]]'' (1987)
*''[[Tutto quella notte]]'' (1987)
*''[[Scommessa con la morte]]'' (1988)
*''[[Légami!]]'' (1989)
*''[[Il viaggio di Capitan Fracassa]]'' (1990)
*''[[Scappo dalla città - La vita, l'amore e le vacche]]'' (1991)
*''[[The Doors (film)|The Doors]]'' (1991)
*''[[Le iene (film)|Le iene]]'' (1992)
*''[[L'ultimo dei Mohicani (film 1992)|L'ultimo dei Mohicani]]'' (1992)
*''[[I tre moschettieri (film 1993)|I tre moschettieri]]'' (1993)
*''[[Ed Wood (film)|Ed Wood]]'' (1994)
*''[[Babe - Maialino coraggioso]]'' (1995)
*''[[Terremoto nel Bronx]]'' (1995)
*''[[The Addiction - Vampiri a New York]]'' (1995)
*''[[Fuga da Los Angeles]]'' (1996)
*''[[Scream]]'' (1996)
*''[[The Rock]]'' (1996)
*''[[Tutti dicono I love you]]'' (1996)
*''[[Con Air]]'' (1997)
*''[[In cerca di Amy]]'' (1997)
*''[[Scream 2]]'' (1997)
*''[[Strade perdute]]'' (1997)
*''[[Patch Adams (film)|Patch Adams]]'' (1998)
*''[[Impiegati... male!]]'' (1999)
*''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]'' (1999)
*''[[Mission to Mars]]'' (2000)
*''[[Scream 3]]'' (2000)
*''[[Black Hawk Down - Black Hawk abbattuto]]'' (2001)
*''[[Blow]]'' (2001)
*''[[E morì con un felafel in mano]]'' (2001)
*''[[Human Nature]]'' (2001)
*''[[Jay & Silent Bob... Fermate Hollywood!]]'' (2001)
*''[[Il club degli imperatori]]'' (2002)
*''[[Panic Room (film)|Panic Room]]'' (2002)
*''[[San Giovanni - L'apocalisse]]'' (2002)
*''[[2 Fast 2 Furious]]'' (2003)
*''[[L'acchiappasogni (film)|L'acchiappasogni]]'' (2003)
*''[[Looney Tunes: Back in Action]]'' (2003)
*''[[Scary Movie 3 - Una risata vi seppellirà]]'' (2003)
*''[[Amori in corsa]]'' (2004)
*''[[La fabbrica di cioccolato]]'' (2005)
*''[[Le mele di Adamo]]'' (2005)
*''[[Miss F.B.I. - Infiltrata speciale]]'' (2005)
*''[[Cambia la tua vita con un click]]'' (2006)
*''[[Clerks II]]'' (2006)
*''[[Fast Food Nation]]'' (2006)
*''[[Una voce nella notte]]'' (2006)
*''[[1408]]'' (2007)
*''[[La leggenda di Beowulf]]'' (2007)
*''[[Non è mai troppo tardi]]'' (2007)
*''[[P.S. I Love You]]'' (2007)
*''[[Resident Evil: Extinction]]'' (2007)
*''[[Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street]]'' (2007)
*''[[In amore niente regole]]'' (2008)
*''[[L'incredibile Hulk (film)|L'incredibile Hulk]]'' (2008)
*''[[Notte brava a Las Vegas]]'' (2008)
*''[[Sex and the City (film)|Sex and the City]]'' (2008)
*''[[2012 (film)|2012]]'' (2009)
*''[[Bastardi senza gloria]]'' (2009)
*''[[The Informant!]]'' (2009)
*''[[Una notte da leoni]]'' (2009)
*''[[A Serious Man]]'' (2009)
*''[[Adèle e l'enigma del faraone]]'' (2010)
*''[[Alice in Wonderland]]'' (2010)
*''[[Cani & gatti - La vendetta di Kitty]]'' (2010)
*''[[I poliziotti di riserva]]'' (2010)
*''[[L'acchiappadenti]]'' (2010)
*''[[Professione inventore]]'' (2010)
*''[[Super - Attento crimine!!!]]'' (2010)
*''[[Fast & Furious 5]]'' (2011)
*''[[Scream 4]]'' (2011)
*''[[Una notte da leoni 2]]'' (2011)
*''[[Lawless]]'' (2012)
*''[[Men in Black 3]]'' (2012)
*''[[The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro]]'' (2014)
*''[[Fast & Furious 7]]'' (2015)
*''[[La grande scommessa]]'' (2015)
*''[[The Hateful Eight]]'' (2015)
*''[[Florence]]'' (2016)
*''[[Passengers (film 2016)|Passengers]]'' (2016)
*''[[Fast & Furious 8]]'' (2017)
*''[[La truffa dei Logan]]'' (2017)
*''[[The Irishman]]'' (2019)
*''[[Vivarium (film)|Vivarium]]'' (2019)
*''[[What Men Want - Quello che gli uomini vogliono]]'' (2019)
*''[[Zombieland - Doppio colpo]]'' (2019)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
{{div col|strette}}
*''[[Il mio vicino Totoro]]'' (1988)
*''[[Kiki - Consegne a domicilio]]'' (1989)
*''[[Pom Poko]]'' (1994)
*''[[Monsters & Co.]]'' (2001)
*''[[Waking Life]]'' (2001)
*''[[Madagascar (film)|Madagascar]]'' (2005)
*''[[Cappuccetto Rosso e gli insoliti sospetti]]'' (2006)
*''[[Madagascar 2]]'' (2008)
*''[[Buon Natale, Madagascar!]]'' (2009)
*''[[Piovono polpette]]'' (2009)
*''[[Cars 2]]'' (2011)
*''[[Madagascar 3 - Ricercati in Europa]]'' (2012)
*''[[I pinguini di Madagascar (film)|I pinguini di Madagascar]]'' (2014)
*''[[Kung Fu Panda 3]]'' (2016)
{{div col end}}
===Serie animate===
{{div col}}
*''[[Scooby-Doo]]'' (1969 - in corso)
*''[[Flo la piccola Robinson]]'' (1981)
*''[[Georgie]]'' (1983-1984)
*''[[Darkwing Duck]]'' (1991-1992)
*''[[Leone il cane fifone]]'' (1999-2002)
*''[[Nana]]'' (2006-2007)
*''[[Soul Eater]]'' (2008)
*''[[Hazbin Hotel]]'' (2024 - in corso)
{{div col end}}
===Serie televisive===
{{div col}}
*''[[Il circo volante dei Monty Python]]'' (1969-1974)
*''[[The Kingdom - Il regno]]'' (1994)
*''[[JAG - Avvocati in divisa]]'' (1995)
*''[[In the Beginning - In principio era]]'' (2000)
*''[[CSI: Miami]]'' (2002-2012)
*''[[Roma (serie televisiva)|Roma]]'' (2005-2007)
*''[[Luther (serie televisiva)|Luther]]'' (2010-2019)
*''[[Dieci piccoli indiani (miniserie televisiva)|Dieci piccoli indiani]]'' (2015)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Baldini, Oreste}}
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Silvia Pepitoni
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Spinoziano
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/* Doppiaggio */ typo, +1
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'''Silvia Pepitoni''' (1958 – vivente), doppiatrice, dialoghista e direttrice del doppiaggio italiana.
==Citazioni di Silvia Pepitoni==
*Credo che si debba dare anche l'opportunità alle nuove generazioni {{NDR|di doppiatori}} mischiando con i colleghi che fanno questo lavoro dalla mattina alla sera. Si possono dare delle opportunità. Certamente vanno guidate, certamente vanno istruite. Certamente vanno accompagnate.<ref name= Bonardelli>Dall'intervista di Marco Bonardelli, ''Luci della ribalta'', 9 ottobre 2015. [https://www.youtube.com/watch?v=NDVk_QSYSUE Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Non credo che ci siano recinti dentro i quali, capito, qualcuno rinchiuso e nessuno deve entrare, nessuno deve uscire. Credo che ci siano dei vasi comunicanti tra giovani promesse, tra esperti di doppiaggio, tra talenti di doppiaggio e talenti che sono fuori. Cioè credo assolutamente che si possano mischiare le cose. E questo porterà solo... vivificherà questo mestiere.<ref name= Bonardelli/>
*Non dobbiamo difendere roccaforti, dobbiamo difendere un mestiere {{NDR|Il [[doppiaggio]]}} in tutta la sua artisticità. E l'artisticità sta nell'individuare il vecchio e nell'individuare il nuovo. Il portare avanti il vecchio che merita e funziona, inserito nel nuovo.<ref name= Bonardelli/>
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[A che prezzo Hollywood?]]'' (1932)
*''[[Amadeus]]'' (1984)
*''[[In compagnia dei lupi]]'' (1984)
*''[[Nightmare - Dal profondo della notte]]'' (1984)
*''[[Il raggio verde (film)|Il raggio verde]]'' (1986)
*''[[Superfantozzi]]'' (1986)
*''[[Good Morning Babilonia]]'' (1987)
*''[[Mystic Pizza]]'' (1988)
*''[[Harry ti presento Sally]]'' (1989)
*''[[Ore 10: calma piatta]]'' (1989)
*''[[Giustizia a tutti i costi]]'' (1991)
*''[[Robin Hood - Principe dei ladri]]'' (1991)
*''[[Tartarughe Ninja II - Il segreto di Ooze]]'' (1991)
*''[[Sister Act - Una svitata in abito da suora]]'' (1992)
*''[[Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre]]'' (1993)
*''[[Sister Act 2 - Più svitata che mai]]'' (1993)
*''[[Tartarughe Ninja III]]'' (1993)
*''[[Creature del cielo]]'' (1994)
*''[[Batman Forever]]'' (1995)
*''[[Nine Months - Imprevisti d'amore]]'' (1995)
*''[[In the Bedroom]]'' (2001)
*''[[Cinderella Story]]'' (2004)
*''[[Kick-Ass (film)|Kick-Ass]]'' (2010)
*''[[Bel Ami - Storia di un seduttore]]'' (2012)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[La bella e la bestia (film 1991)|La bella e la bestia]]'' (1991)
*''[[Balto]]'' (1995)
*''[[Anastasia (film 1997)|Anastasia]]'' (1997)
*''[[Alla ricerca di Nemo]]'' (2003)
===Serie televisive===
*''[[Agente speciale (serie televisiva)|Agente speciale]]'' (1961-1969)
*''[[Pappa e ciccia (serie televisiva)|Pappa e ciccia]]'' (1988-1997)
*''[[Le avventure del giovane Indiana Jones]]'' (1992-1996)
===Serie animate===
*''[[Flo la piccola Robinson]]'' (1981)
*''[[Darkwing Duck]]'' (1991-1992)
*''[[Ecco Pippo!]]'' (1992)
==Voci correlate==
*[[Virginia Brunetti]], figlia
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pepitoni, Silvia}}
[[Categoria:Dialoghisti italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Johan Turi
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Udiki
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text/x-wiki
[[File:Porträtt av Johan Turi - SSME031007.jpg|thumb|Johan Turi]]
'''Johannes Olsen''' o '''Johan Olafsson Turi''', meglio conosciuto come '''Johan Turi''' (1854 – 1936), scrittore norvegese di etnia sami.
==''Vita del lappone''==
===[[Incipit]]===
Sono un lappone, ho fatto tutti i mestieri dei lapponi e conosco ogni aspetto del mio popolo. E ho capito che il governo svedese vuole aiutarci quanto può; ma non si fanno un'idea giusta della nostra vita e della nostra situazione, perché il lappone non riesce a dire come stanno le cose veramente.
===Citazioni===
*Non si è mai sentito dire che i lapponi siano venuti da qualche altro posto. Abitavano ogni parte della Lapponia, e quando dimoravano sulla costa non c'era nessun altro abitante, nemmeno là, e loro vivevano bene, a quei tempi. E vivevano ovunque, anche sul versante svedese, a quei tempi non c'erano stanziali in nessun posto; e loro non sapevano che esistessero altri uomini. (p. 26)
*Penso che all'inizio vivessero pescando e cacciando uccelli, renne selvatiche, orsi e ogni animale selvatico. Questo lo credo perché sui laghi in cui i lapponi non pescano più, i luoghi adatti alla pesca hanno nomi lapponi. (p. 26)
*E del fatto che hanno vissuto a lungo nello stesso posto c'è una prova ancora migliore, e cioè le buche nel terreno in tutti luoghi dove abitavano i lapponi di una volta. Queste buche erano i loro ''kote''. Loro si scavavano delle tane come gli animali selvatici, e la maggior parte di queste buche si trova sulla costa, sulle rive dei laghi e dei torrenti, dove passano gli animali, dove si incrociano le gole di montagna, e fra i laghi. (pp. 26-27)
==Bibliografia==
*Johan Turi, ''Vita del lappone'' (''Muittalus samid birra''), a cura di Emilie Demant, traduzione di Bruno Berni, Adelphi, Milano, 1991. ISBN 88-459-0834-8
==Voci correlate==
*[[Lapponia]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Turi, Johan}}
[[Categoria:Scrittori norvegesi]]
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Rossella Acerbo
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/* Serie animate */
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'''Rossella Acerbo''' (1973 – vivente), doppiatrice, direttrice del doppiaggio e dialoghista italiana.
==Citazioni di Rossella Acerbo==
*Consiglio sempre di iniziare da bambini perché la richiesta è maggiore, mentre da adulti è più difficile. In generale dico di stare attenti, perché esiste anche chi non è riuscito a fare il doppiaggio ad alti livelli e apre scuole per racimolare soldi. Io ho un figlio di 20 anni e una di 14, per cui mi approccio con profondo rispetto alla giovinezza. In questa professione non basta saper fare le vocine o avere una bella voce; è un cammino lungo lastricato di sacrifici. Adesso poi con l’avvento delle Major siamo blindati per cui è sempre più complicato anche per chi è preparato riuscire a farsi sentire o emergere.<ref name=Cavallaro/>
*In realtà ho voluto fare questo lavoro fortemente, avevo il mito di mio fratello [[Sandro Acerbo|Sandro]], più grande di me di diciotto anni, che era già un doppiatore famoso. Anche lui aveva iniziato a sei anni doppiando Michael Banks in ''“[[Mary Poppins]]”''. I nostri genitori non facevano questo mestiere, mia madre era casalinga e mio padre fabbro, quindi ci siamo fatti da soli. Per me è sempre stato un vero divertimento, anche se ho dovuto insistere perché mia mamma non era d’accordo. Ovviamente ti toglie tanto, fai molti sacrifici perché devi studiare e lavorare quindi il tempo per giocare è poco. Io però ringrazio Dio perché in questi quarant'anni mi sono costruita una carriera grazie alle mie forze e soprattutto ho ancora la fortuna di fare un lavoro che mi piace<ref name=Cavallaro>Dall'intervista di Laura Cavallaro, ''[https://www.sicilianpost.it/la-doppiatrice-rossella-acerbo-io-me-drew-barrymore/ La doppiatrice Rossella Acerbo: “Io, me & Drew Barrymore”]'', ''sicilianpost.it'', 27 Giugno 2019.</ref>
*Prima il doppiaggio era artigianato c’era la possibilità di impararlo sul campo perché c’erano i tempi, oggi non è più così. Le parti per i bambini però continuano a esserci e se tu non gli insegni, la dizione, la recitazione, la respirazione e il doppiaggio, diventa tutto più complicato. La scuola è nata da questa esigenza, io faccio anche la direttrice di doppiaggio e mi capita spesso di curare prodotti Disney dove i bambini americani sono tanti e tutti straordinari, per cui devono essere doppiati da voci altrettanto eccezionali.<ref name=Cavallaro/>
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]'' (1932)
*''[[Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato]]'' (1971)
*''[[E.T. l'extra-terrestre]]'' (1982)
*''[[Aliens - Scontro finale]]'' (1986)
*''[[Le avventure del barone di Münchausen]]'' (1988)
*''[[Rambo III]]'' (1988)
*''[[Drugstore Cowboy]]'' (1989; ridoppiaggio)
*''[[She-Devil - Lei, il diavolo]]'' (1989)
*''[[Rocky V]]'' (1990)
*''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993)
*''[[Starship Troopers - Fanteria dello spazio]]'' (1997)
*''[[U Turn - Inversione di marcia]]'' (1997)
*''[[C'è posta per te (film)|C'è posta per te]]'' (1998)
*''[[Il giocatore - Rounders]]'' (1998)
*''[[Sex Crimes - Giochi pericolosi]]'' (1998)
*''[[Taxxi]]'' (1998)
*''[[10 cose che odio di te]]'' (1999)
*''[[American Pie]]'' (1999)
*''[[Austin Powers - La spia che ci provava]]'' (1999)
*''[[Big Daddy - Un papà speciale]]'' (1999)
*''[[Jakob il bugiardo (film 1999)|Jakob il bugiardo]]'' (1999)
*''[[Le regole della casa del sidro]]'' (1999)
*''[[L'uomo bicentenario]]'' (1999)
*''[[Ragazze interrotte]]'' (1999)
*''[[Three Kings]]'' (1999)
*''[[American Psycho]]'' (2000)
*''[[FBI: Protezione testimoni]]'' (2000)
*''[[American Pie 2]]'' (2001)
*''[[Blow]]'' (2001)
*''[[Colpo grosso al drago rosso - Rush Hour 2]]'' (2001)
*''[[Fast and Furious]]'' (2001)
*''[[I ragazzi della mia vita]]'' (2001)
*''[[Le insolite sospette - Sugar & Spice]]'' (2001)
*''[[Rat Race]]'' (2001)
*''[[Blade II]]'' (2002)
*''[[Clockstoppers]]'' (2002)
*''[[Il cubo 2 - Hypercube]]'' (2002)
*''[[Il ladro di orchidee]]'' (2002)
*''[[Infiltrato speciale]]'' (2002)
*''[[Le regole dell'attrazione]]'' (2002)
*''[[Resident Evil (film)|Resident Evil]]'' (2002)
*''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]'' (2002)
*''[[134 modi per innamorarsi]]'' (2003)
*''[[Come farsi lasciare in 10 giorni]]'' (2003)
*''[[Due cavalieri a Londra]]'' (2003)
*''[[Duplex - Un appartamento per tre]]'' (2003)
*''[[Elf - Un elfo di nome Buddy]]'' (2003)
*''[[Final Destination 2]]'' (2003)
*''[[Identità (film)|Identità]]'' (2003)
*''[[Terapia d'urto]]'' (2003)
*''[[50 volte il primo bacio]]'' (2004)
*''[[Blade: Trinity]]'' (2004)
*''[[L'alba dei morti viventi]]'' (2004)
*''[[Nella mente del serial killer]]'' (2004)
*''[[Secret Window]]'' (2004)
*''[[The Punisher (film 2004)|The Punisher]]'' (2004)
*''[[Hostel]]'' (2005)
*''[[Oliver Twist (film 2005)|Oliver Twist]]'' (2005)
*''[[Quel mostro di suocera]]'' (2005)
*''[[Saw II - La soluzione dell'enigma]]'' (2005)
*''[[Affrontando i giganti]]'' (2006)
*''[[Bobby]]'' (2006)
*''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006)
*''[[Marie Antoinette]]'' (2006)
*''[[The Prestige]]'' (2006)
*''[[Vita da camper]]'' (2006)
*''[[Io vi dichiaro marito e... marito]]'' (2007)
*''[[Onora il padre e la madre]]'' (2007)
*''[[P.S. I Love You]]'' (2007)
*''[[Sunshine]]'' (2007)
*''[[Agente Smart - Casino totale]]'' (2008)
*''[[Redbelt]]'' (2008)
*''[[Stargate: L'arca della verità]]'' (2008)
*''[[Crank: High Voltage]]'' (2009)
*''[[Il primo dei bugiardi]]'' (2009)
*''[[Invictus - L'invincibile]]'' (2009)
*''[[La verità è che non gli piaci abbastanza]]'' (2009)
*''[[Nine (film)|Nine]]'' (2009)
*''[[Easy Girl]]'' (2010)
*''[[Shameless]]'' (2011)
*''[[The Iron Lady]]'' (2011)
*''[[American Pie: Ancora insieme]]'' (2012)
*''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'' (2012)
*''[[Men in Black 3]]'' (2012)
*''[[Boyhood]]'' (2014)
*''[[Fast & Furious 7]]'' (2015)
*''[[Jurassic World]]'' (2015)
*''[[Fast & Furious 8]]'' (2017)
*''[[Shaft (film 2019)|Shaft]]'' (2019)
*''[[Rifkin's Festival]]'' (2020)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[Alla ricerca della Valle Incantata]]'' (1988)
*''[[Tokyo Godfathers]]'' (2003)
*''[[Dragon Ball Z: La battaglia degli dei]]'' (2013)
*''[[Cars 3]]'' (2017)
===Serie animate===
*''[[Scooby-Doo]]'' (1969 - in corso)
*''[[Flo la piccola Robinson]]'' (1981)
*''[[Le avventure del bosco piccolo]]'' (1993-1995)
*''[[Cowboy Bebop]]'' (1998 - 1999)
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[Fantaghirò]]'' (1991)
*''[[Fantaghirò 2]]'' (1992)
*''[[Fantaghirò 3]]'' (1993)
*''[[E.R. - Medici in prima linea]]'' (1994 - 2009)
*''[[Friends]]'' (1994 - 2004)
*''[[CSI: Miami]]'' (2002 - 2012)
*''[[Paso adelante]]'' (2002 - 2005)
*''[[Dead Like Me]]'' (2003 - 2004)
*''[[Las Vegas (serie televisiva)|Las Vegas]]'' (2003 - 2008)
*''[[The L Word]]'' (2004 - 2009)
*''[[Fringe]]'' (2008 - 2013)
*''[[Knight Rider]]'' (2008 - 2009)
*''[[White Collar]]'' (2009 - 2014)
*''[[Il Trono di Spade]]'' (2011 - 2019)
*''[[House of Cards - Gli intrighi del potere]]'' (2013 - 2018)
*''[[The Blacklist]]'' (2013 - in corso)
*''[[The Leftovers - Svaniti nel nulla]]'' (2014 - in corso)
*''[[Dieci piccoli indiani (miniserie televisiva)|Dieci piccoli indiani]]'' (2015)
*''[[Westworld - Dove tutto è concesso]]'' (2016 - in corso)
*''[[Virgin River (serie televisiva)|Virgin River]]'' (2019 - in corso)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Sandro Acerbo]], fratello
*[[Fabrizio Manfredi]], cugino
*[[Massimiliano Manfredi]], cugino
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Acerbo, Rossella}}
[[Categoria:Dialoghisti italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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La Bibbia (miniserie televisiva)
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Spinoziano
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tolgo due che non sono originali della serie ma citazioni letterali dal Nuovo Testamento
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text/x-wiki
{{FictionTV
|titoloitaliano= La Bibbia
|titoloalfabetico= Bibbia, La
|tipofiction= miniserie TV
|genere = biblico
|ideatore= [[Roma Downey]], [[Mark Burnett]]
|attori=
*[[David Rintoul]]: [[Noè]]
*[[Gary Oliver]]: [[Abramo]]
*[[Will Houston]]: [[Mosè]]
*[[Andrew Scarborough]]: [[Giosuè (condottiero biblico)|Giosuè]]
*[[Sean Knopp]]: Giosuè giovane
*[[Nonso Anozie]]: [[Sansone]]
*[[Francis Magee]]: [[Saul]]
*[[Langley Kirkwood]]: [[Davide|David]]
*[[Jassa Ahluwalia]]: David giovane
*[[Jake Canuso]]: [[Daniele (profeta)|Daniele]]
*[[Roma Downey]]: [[Maria]]
*[[Joe Coen]]: [[San Giuseppe|Giuseppe]]
*[[Diogo Morgado]]: [[Gesù]]
*[[Darwin Shaw]]: [[Pietro apostolo|Pietro]]
*[[Con O'Neill]]: [[Paolo di Tarso|Paolo]]
|doppiatori italiani=
*[[Carlo Valli]]: Noè
*[[Michele Gammino]]: Abramo
*[[Mario Cordova]]: Mosè
*[[Stefano Mondini]]: Giosuè
*[[Nanni Baldini]]: Giosuè giovane
*[[Roberto Draghetti]]: Sansone
*[[Alessandro Rossi]]: Saul
*[[Massimo De Ambrosis]]: David
*[[Alessandro Sanguigni]]: David giovane
*[[Francesco Prando]]: Daniele
*[[Eleonora De Angelis]]: Maria
*[[Stefano Onofri]]: Giuseppe
*[[Fabio Boccanera]]: Gesù
*[[Mauro Gravina]]: Pietro
*[[Marco Mete]]: Paolo
*[[Paolo Buglioni]]: voce narrante
*[[Luca Biagini]]: Dio
}}
'''''La Bibbia''''', miniserie televisiva statunitense del 2013.
==[[Incipit]]==
{{Incipit serie televisive}}
In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso. E Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Il secondo giorno Dio separò le acque per formare i mari e il cielo. Il terzo giorno Dio creò la terra con gli alberi, le piante e i frutti. ('''Noè''')
==Episodio 1, ''In Principio''==
*E poi egli creò l'uomo, per vivere nel paradiso. Finché [[Adamo]] ed [[Eva]] non disobbedirono e mangiarono il frutto proibito. E con una sola scelta conobbero sia il bene che il male. Da allora, da quando [[Caino]] uccise [[Abele]], Dio ha visto troppa malvagità nel cuore degli uomini. Scelte sbagliate, decisioni sbagliate. Ecco perché adesso accade questo. Il nostro Creatore ha deciso di ripulire la terra. ('''Noè''')
*Dopo il [[Diluvio universale|diluvio]] che ha sommerso il mondo, c'è un nuovo inizio per i discendenti di [[Noè]], e l'occasione di ristabilire il rapporto tra Dio e l'umanità. Questa è la [[Bibbia]]. Una nazione e un popolo trovano la loro fede in un Creatore onnipotente. La loro storia ci aiuta a comprendere chi siamo, le scelte che facciamo, come viviamo, come amiamo, come lottiamo e come vinciamo. ('''voce narrante''')
==Episodio 2, ''Un popolo in cammino''==
*Sì, Dio mi ha mandato per parlare con voi. Vi siete dimenticati di lui? Se così fosse, Dio non si è dimenticato di voi. ('''Mosè''' agli israeliti)
*Per tutta la vita ho servito il faraone. D'ora in poi non sarò più schiavo. ('''Giosuè''')
==Episodio 3, ''Terra promessa''==
*'''Giosuè''': Dimmi, avete trovato un varco? Esiste un punto debole?<br>'''Esploratore''': Non nelle mura. Ma nei loro cuori. Giosuè, tra loro c'è una donna che crede che Dio abbia già conquistato la città. Gli abitanti hanno molta paura perché sanno che Dio è con noi.
*Il Signore ha separato le acque per Mosè. Per te... romperà la roccia. ('''Angelo''' a Giosuè)
==Episodio 4, ''Il regno''==
*'''Saul''': Tu non sei un soldato, sei un pastore.<br>'''David''': Sì, sono un pastore. Come io proteggo il mio gregge, Dio proteggerà me.
==Episodio 5, ''Il tempo dell'esilio''==
*Ho fatto un sogno. Ho visto una grande bestia, spaventosa, terribile, con una forza eccezionale. Aveva grandi denti di ferro e divorava il mondo intero. Ma Dio non ci abbandonerà. Ho visto una nuova guida. Nel mio sogno c'era uno simile ad un figlio di uomo, apparso sulle nubi del cielo. Gli venivano dati autorità, gloria e potere sovrano. Nazioni e uomini di ogni lingua lo servivano per sempre. Questa non è la fine, è l'inizio. ('''Daniele''')
==Episodio 6, ''Il Messia''==
*Maria, mia promessa. Hai gli occhi più belli che io abbia mai visto. E il sorriso più dolce. ('''Giuseppe''')
*'''Gesù''': Ti sto dando l'occasione di cambiare la tua vita. Pietro, vieni con me. Non temere, d'ora in poi sarai pescatore di uomini.<br>'''Pietro''': Che cosa faremo?<br>'''Gesù''': Cambieremo il mondo.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Serie televisive bibliche]]
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Aman (personaggio biblico)
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2026-09-16T10:51:47Z
Spinoziano
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amplio
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text/x-wiki
[[File:Rembrandt - Haman Recognizes his Fate - detail 01.jpg|thumb|Aman in un dipinto di [[Rembrandt]]]]
'''Aman''', personaggio biblico.
==Citazioni di Aman==
*Vi è un popolo segregato e anche disseminato fra i popoli di tutte le province del tuo regno, le cui leggi sono diverse da quelle di ogni altro popolo e che non osserva le leggi del re; non conviene quindi che il re lo tolleri. Se così piace al re, si ordini che esso sia distrutto; io farò passare diecimila talenti d'argento in mano agli amministratori del re, perché siano versati nel tesoro reale. (''[[Libro di Ester]]'')
==Citazioni su Aman==
*Il re [[Serse I di Persia|Assuero]] promosse Amàn figlio di Hammedàta, l'Agaghita, alla più alta dignità e pose il suo seggio al di sopra di quelli di tutti i prìncipi che erano con lui. Tutti i ministri del re, che stavano alla porta del re, piegavano il ginocchio e si prostravano davanti ad Amàn, perché così aveva ordinato il re a suo riguardo. Ma [[Mardocheo]] non piegava il ginocchio né si prostrava. [...] Amàn [...] ne fu pieno d'ira; ma disdegnò di metter le mani addosso soltanto a Mardocheo, poiché gli avevano detto a quale popolo Mardocheo apparteneva. Egli si propose di distruggere il popolo di Mardocheo, tutti i Giudei che si trovavano in tutto il regno d'Assuero. (''[[Libro di Ester]]'')
*Il re e Amàn andarono dunque al banchetto con la regina [[Ester (personaggio biblico)|Ester]]. Il re anche questo secondo giorno disse a Ester, mentre si beveva il vino: "Qual è la tua richiesta, regina Ester? Ti sarà concessa. Che desideri? Fosse anche la metà del regno, sarà fatto!". Allora la regina Ester rispose: "Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, o re, e se così piace al re, la mia richiesta è che mi sia concessa la vita e il mio desiderio è che sia risparmiato il mio popolo. Perché io e il mio popolo siamo stati venduti per essere distrutti, uccisi, sterminati. Ora, se fossimo stati venduti per diventare schiavi e schiave, avrei taciuto; ma il nostro avversario non potrebbe riparare al danno fatto al re con la nostra morte". Subito il re Assuero disse alla regina Ester: "Chi è e dov'è colui che ha pensato di fare una cosa simile?". Ester rispose: "L'avversario, il nemico, è quel malvagio di Amàn". Allora Amàn fu preso da terrore alla presenza del re e della regina. Il re incollerito si alzò dal banchetto e uscì nel giardino della reggia, mentre Amàn rimase per chiedere la grazia della vita alla regina Ester, perché vedeva bene che da parte del re la sua rovina era decisa. Poi tornò dal giardino della reggia nel luogo del banchetto; intanto Amàn si era prostrato sul divano sul quale si trovava Ester. Allora il re esclamò: "Vuole anche far violenza alla regina, davanti a me, in casa mia?". Non appena questa parola fu uscita dalla bocca del re, posero un velo sulla faccia di Amàn. Carbonà, uno degli eunuchi, disse alla presenza del re: "Ecco, è stato perfino rizzato in casa di Amàn un palo alto cinquanta cubiti, che Amàn ha fatto preparare per Mardocheo, il quale aveva parlato per il bene del re". Il re disse: "Impiccatevi lui!". Così Amàn fu impiccato al palo che aveva preparato per Mardocheo. (''[[Libro di Ester]]'')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Personaggi biblici]]
[[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Purgatorio)]]
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Mardocheo
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2026-09-16T09:14:42Z
Spinoziano
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added [[Category:Personaggi citati nella Divina Commedia (Purgatorio)]] using [[Help:Gadget-HotCat|HotCat]]
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Pieter Pietersz. Lastman - The Triumph of Mordechai.jpg|miniatura|upright=1.3|''Il trionfo di Mardocheo'' (P. Lastman, 1624)]]
'''Mardocheo''', personaggio biblico.
==Citazioni di Mardocheo==
*{{NDR|Rivolto a [[Ester (personaggio biblico)|Ester]]}} Non pensare di salvare solo te stessa fra tutti i Giudei, per il fatto che ti trovi nella reggia. Perché se tu in questo momento taci, aiuto e liberazione sorgeranno per i Giudei da un altro luogo; ma tu perirai insieme con la casa di tuo padre. Chi sa che tu non sia stata elevata a regina proprio in previsione d'una circostanza come questa? (''[[Libro di Ester]]'')
*Signore, Signore re, sovrano dell'universo, tutte le cose sono sottoposte al tuo potere e nessuno può opporsi a te nella tua volontà di salvare Israele. Tu hai fatto il cielo e la terra e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento. Tu sei il Signore di tutte le cose e nessuno può resistere a te, Signore. Tu conosci tutto; tu sai, Signore, che non per orgoglio, non per superbia né per vanagloria ho fatto il gesto di non prostrarmi davanti al superbo [[Aman (personaggio biblico)|Amàn]], perché avrei anche baciato la pianta dei suoi piedi per la salvezza d'Israele. Ma ho fatto ciò per non porre la gloria di un uomo al di sopra della gloria di Dio; non mi prostrerò mai davanti a nessuno se non davanti a te, che sei il mio Signore, e non farò così per superbia. Ora, Signore Dio, Re, Dio di Abramo, risparmia il tuo popolo! Perché mirano a distruggerci e bramano di far perire quella che è la tua eredità dai tempi antichi. Non trascurare la porzione che per te stesso hai liberato dal paese d'Egitto. Ascolta la mia preghiera e sii propizio alla tua eredità; cambia il nostro lutto in gioia, perché vivi possiamo cantare inni al tuo nome, Signore, e non lasciare scomparire la bocca di quelli che ti lodano. (''[[Libro di Ester]]'')
==Altri progetti==
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[[File:Pieter Pietersz. Lastman - The Triumph of Mordechai.jpg|miniatura|upright=1.3|''Il trionfo di Mardocheo'' (P. Lastman, 1624)]]
'''Mardocheo''', personaggio biblico.
==Citazioni di Mardocheo==
*{{NDR|Rivolto a [[Ester (personaggio biblico)|Ester]]}} Non pensare di salvare solo te stessa fra tutti i Giudei, per il fatto che ti trovi nella reggia. Perché se tu in questo momento taci, aiuto e liberazione sorgeranno per i Giudei da un altro luogo; ma tu perirai insieme con la casa di tuo padre. Chi sa che tu non sia stata elevata a regina proprio in previsione d'una circostanza come questa? (''[[Libro di Ester]]'')
*Signore, Signore re, sovrano dell'universo, tutte le cose sono sottoposte al tuo potere e nessuno può opporsi a te nella tua volontà di salvare Israele. Tu hai fatto il cielo e la terra e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento. Tu sei il Signore di tutte le cose e nessuno può resistere a te, Signore. Tu conosci tutto; tu sai, Signore, che non per orgoglio, non per superbia né per vanagloria ho fatto il gesto di non prostrarmi davanti al superbo [[Aman (personaggio biblico)|Amàn]], perché avrei anche baciato la pianta dei suoi piedi per la salvezza d'Israele. Ma ho fatto ciò per non porre la gloria di un uomo al di sopra della gloria di Dio; non mi prostrerò mai davanti a nessuno se non davanti a te, che sei il mio Signore, e non farò così per superbia. Ora, Signore Dio, Re, Dio di Abramo, risparmia il tuo popolo! Perché mirano a distruggerci e bramano di far perire quella che è la tua eredità dai tempi antichi. Non trascurare la porzione che per te stesso hai liberato dal paese d'Egitto. Ascolta la mia preghiera e sii propizio alla tua eredità; cambia il nostro lutto in gioia, perché vivi possiamo cantare inni al tuo nome, Signore, e non lasciare scomparire la bocca di quelli che ti lodano. (''[[Libro di Ester]]'')
==Citazioni su Mardocheo==
*''E 'l giusto Mardoceo, | che fu al dire e al far così intero.'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Purgatorio)]]
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text/x-wiki
[[File:Abraham van den Hecken (II) (Attributed to) - The Triumph of Mordecai (cropped).jpg|miniatura|''Il trionfo di Mardocheo'' (attribuito a Abraham van den Hecken II, 1635-1655)]]
'''Mardocheo''', personaggio biblico.
==Citazioni di Mardocheo==
*{{NDR|A [[Ester (personaggio biblico)|Ester]]}} Non pensare di salvare solo te stessa fra tutti i Giudei, per il fatto che ti trovi nella reggia. Perché se tu in questo momento taci, aiuto e liberazione sorgeranno per i Giudei da un altro luogo; ma tu perirai insieme con la casa di tuo padre. Chi sa che tu non sia stata elevata a regina proprio in previsione d'una circostanza come questa? (''[[Libro di Ester]]'')
*Signore, Signore re, sovrano dell'universo, tutte le cose sono sottoposte al tuo potere e nessuno può opporsi a te nella tua volontà di salvare Israele. Tu hai fatto il cielo e la terra e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento. Tu sei il Signore di tutte le cose e nessuno può resistere a te, Signore. Tu conosci tutto; tu sai, Signore, che non per orgoglio, non per superbia né per vanagloria ho fatto il gesto di non prostrarmi davanti al superbo [[Aman (personaggio biblico)|Amàn]], perché avrei anche baciato la pianta dei suoi piedi per la salvezza d'Israele. Ma ho fatto ciò per non porre la gloria di un uomo al di sopra della gloria di Dio; non mi prostrerò mai davanti a nessuno se non davanti a te, che sei il mio Signore, e non farò così per superbia. Ora, Signore Dio, Re, Dio di Abramo, risparmia il tuo popolo! Perché mirano a distruggerci e bramano di far perire quella che è la tua eredità dai tempi antichi. Non trascurare la porzione che per te stesso hai liberato dal paese d'Egitto. Ascolta la mia preghiera e sii propizio alla tua eredità; cambia il nostro lutto in gioia, perché vivi possiamo cantare inni al tuo nome, Signore, e non lasciare scomparire la bocca di quelli che ti lodano. (''[[Libro di Ester]]'')
==Citazioni su Mardocheo==
*''E 'l giusto Mardoceo, | che fu al dire e al far così intero.'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'')
==Altri progetti==
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Ester (personaggio biblico)
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+[[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Purgatorio)]]; +[[Categoria:Santi dell'Antico Testamento]] using [[Help:Gadget-HotCat|HotCat]]
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text/x-wiki
[[File:Esther haram.jpg|miniatura|''La regina Ester'' (E. Long, 1878)]]
'''Ester''', personaggio biblico.
==Citazioni di Ester==
*Mio Signore, nostro re, tu sei l'unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso se non te, perché un grande pericolo mi sovrasta. Io ho sentito fin dalla mia nascita, in seno alla mia famiglia, che tu, Signore, hai scelto Israele da tutte le nazioni e i nostri padri da tutti i loro antenati come tua eterna eredità, e hai fatto loro secondo quanto avevi promesso. Ora abbiamo peccato contro di te e ci hai messi nelle mani dei nostri nemici, per aver noi dato gloria ai loro dèi. Tu sei giusto, Signore! Ma ora non si sono accontentati dell'amarezza della nostra schiavitù, hanno anche posto le mani sulle mani dei loro idoli, giurando di abolire l'oracolo della tua bocca, di sterminare la tua eredità, di chiudere la bocca di quelli che ti lodano e spegnere la gloria del tuo tempio e il tuo altare, di aprire invece la bocca delle nazioni a lodare gli idoli vani e a proclamare per sempre la propria ammirazione per un re di carne. Non consegnare, Signore, il tuo scettro a dèi che neppure esistono. Non abbiano a ridere della nostra caduta; ma volgi contro di loro questi loro progetti e colpisci con un castigo esemplare il primo dei nostri persecutori. (''[[Libro di Ester]]'')
*Ricordati, Signore; manifèstati nel giorno della nostra afflizione e a me da' coraggio, o re degli dèi e signore di ogni autorità. Metti nella mia bocca una parola ben misurata di fronte al leone e volgi il suo cuore all'odio contro colui che ci combatte, allo sterminio di lui e di coloro che sono d'accordo con lui. Quanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perché sono sola e non ho altri che te, Signore! Tu hai conoscenza di tutto e sai che io odio la gloria degli empi e detesto il letto dei non circoncisi e di qualunque straniero. Tu sai che mi trovo nella necessità, che detesto l'emblema della mia fastosa posizione che cinge il mio capo nei giorni in cui devo fare comparsa; lo detesto come un panno immondo e non lo porto nei giorni in cui mi tengo appartata. La tua serva non ha mangiato alla tavola di Amàn né ha onorato il banchetto del re né bevuto il vino delle libazioni. La tua serva da quando ha cambiato condizione fino ad oggi, non ha gioito di nulla, se non di te, Signore, Dio di Abramo. Dio, che su tutti eserciti la forza, ascolta la voce dei disperati e liberaci dalla mano dei malvagi; libera me dalla mia angoscia! (''[[Libro di Ester]]'')
==Voci correlate==
*''[[Ester e il re]]'' – film 1960
*''[[Ester (film)|Ester]]'' – film 1999
==Altri progetti==
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[[Categoria:Personaggi biblici]]
[[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Purgatorio)]]
[[Categoria:Santi dell'Antico Testamento]]
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[[File:Edwin Long - Queen Esther - Google Art Project (frameless).jpg|miniatura|''Regina Ester'' (Edwin Long, 1878)]]
'''Ester''', personaggio biblico.
==Citazioni di Ester==
===''[[Libro di Ester]]''===
{{cronologico}}
*{{NDR|A [[Mardocheo]]}} Va', raduna tutti i Giudei che si trovano a Susa: digiunate per me, state senza mangiare e senza bere per tre giorni, notte e giorno; anch'io con le ancelle digiunerò nello stesso modo; dopo entrerò dal re, sebbene ciò sia contro la legge e, se dovrò perire, perirò!
*Mio Signore, nostro re, tu sei l'unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso se non te, perché un grande pericolo mi sovrasta. Io ho sentito fin dalla mia nascita, in seno alla mia famiglia, che tu, Signore, hai scelto Israele da tutte le nazioni e i nostri padri da tutti i loro antenati come tua eterna eredità, e hai fatto loro secondo quanto avevi promesso. Ora abbiamo peccato contro di te e ci hai messi nelle mani dei nostri nemici, per aver noi dato gloria ai loro dèi. Tu sei giusto, Signore! Ma ora non si sono accontentati dell'amarezza della nostra schiavitù, hanno anche posto le mani sulle mani dei loro idoli, giurando di abolire l'oracolo della tua bocca, di sterminare la tua eredità, di chiudere la bocca di quelli che ti lodano e spegnere la gloria del tuo tempio e il tuo altare, di aprire invece la bocca delle nazioni a lodare gli idoli vani e a proclamare per sempre la propria ammirazione per un re di carne. Non consegnare, Signore, il tuo scettro a dèi che neppure esistono. Non abbiano a ridere della nostra caduta; ma volgi contro di loro questi loro progetti e colpisci con un castigo esemplare il primo dei nostri persecutori.
*Ricordati, Signore; manifèstati nel giorno della nostra afflizione e a me da' coraggio, o re degli dèi e signore di ogni autorità. Metti nella mia bocca una parola ben misurata di fronte al leone e volgi il suo cuore all'odio contro colui che ci combatte, allo sterminio di lui e di coloro che sono d'accordo con lui. Quanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perché sono sola e non ho altri che te, Signore! Tu hai conoscenza di tutto e sai che io odio la gloria degli empi e detesto il letto dei non circoncisi e di qualunque straniero. Tu sai che mi trovo nella necessità, che detesto l'emblema della mia fastosa posizione che cinge il mio capo nei giorni in cui devo fare comparsa; lo detesto come un panno immondo e non lo porto nei giorni in cui mi tengo appartata. La tua serva non ha mangiato alla tavola di [[Aman (personaggio biblico)|Amàn]] né ha onorato il banchetto del re né bevuto il vino delle libazioni. La tua serva da quando ha cambiato condizione fino ad oggi, non ha gioito di nulla, se non di te, Signore, Dio di Abramo. Dio, che su tutti eserciti la forza, ascolta la voce dei disperati e liberaci dalla mano dei malvagi; libera me dalla mia angoscia!
*Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, o re, e se così piace al re, la mia richiesta è che mi sia concessa la vita e il mio desiderio è che sia risparmiato il mio popolo. Perché io e il mio popolo siamo stati venduti per essere distrutti, uccisi, sterminati. Ora, se fossimo stati venduti per diventare schiavi e schiave, avrei taciuto; ma il nostro avversario non potrebbe riparare al danno fatto al re con la nostra morte.
*Se così piace al re, se io ho trovato grazia ai suoi occhi, se la cosa gli par giusta e se io gli sono gradita, si scriva per revocare i documenti scritti, macchinazione di Amàn figlio di Hammedàta, l'Agaghita, in cui si ordina di far perire i Giudei che sono in tutte le province del re. Perché come potrei io resistere al vedere la sventura che colpirebbe il mio popolo? Come potrei resistere al vedere la distruzione della mia stirpe?
==Filmografia==
*''[[Ester e il re]]'' (1960)
*''[[Ester (film)|Ester]]'' (1999)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Personaggi biblici]]
[[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Purgatorio)]]
[[Categoria:Santi dell'Antico Testamento]]
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Iochebed
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[[File:Pedro Américo - Misés e Jocabed - 1884.jpg|thumb|''Mosè e Iochebed'' (Pedro Américo, 1884)]]
'''Iochebed''', personaggio biblico, madre di [[Mosè]], [[Aronne]] e [[Miriam (Esodo)|Miriam]].
==Citazioni su Iochebed==
{{cronologico}}
*Un uomo della [[Levi (tribù)|famiglia di Levi]] andò a prendere in moglie una figlia di [[Levi (patriarca)|Levi]]. La donna concepì e partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto per tre mesi. Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese un cestello di papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi mise dentro il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo. La [[Miriam (Esodo)|sorella del bambino]] si pose ad osservare da lontano che cosa gli sarebbe accaduto. Ora la [[Bithia (Bibbia)|figlia del faraone]] scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle passeggiavano lungo la sponda del Nilo. Essa vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo. L'aprì e vide il bambino: ecco, era un fanciullino che piangeva. Ne ebbe compassione e disse: "È un bambino degli Ebrei". La sorella del bambino disse allora alla figlia del faraone: "Devo andarti a chiamare una nutrice tra le donne ebree, perché allatti per te il bambino?". "Va'", le disse la figlia del faraone. La fanciulla andò a chiamare la madre del bambino. La figlia del faraone le disse: "Porta con te questo bambino e allattalo per me; io ti darò un salario". La donna prese il bambino e lo allattò. Quando il bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del faraone. (''[[Libro dell'Esodo|Esodo]]'')
*Amram prese in moglie Iochebed, sua zia, la quale gli partorì [[Aronne]] e [[Mosè]]. (''[[Libro dell'Esodo|Esodo]]'')
*Rivelammo alla madre di Mosè: «Allattalo e, quando temerai per lui, gettalo nel fiume e non temere e non essere afflitta: Noi te lo restituiremo e faremo di lui uno degli Inviati». (''[[Corano]]'')
*Il cuore della madre di Mosè fu come fosse vuoto. Poco mancò che non svelasse ogni cosa, se non avessimo rafforzato il suo cuore sì che rimanesse credente.<br>Disse alla di lui sorella: «Seguilo», e quella lo osservò di nascosto. Non avevano alcun sospetto.<br>E Noi gli interdicemmo ogni nutrice. Allora [la sorella] disse: «Posso indicarvi la gente di una casa che potrà occuparsene per conto vostro e che gli sarà benevola?».<br>Lo restituimmo a sua madre affinché si consolassero i suoi occhi, non fosse più afflitta e si convincesse che la promessa di Allah è verità. (''[[Corano]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Personaggi biblici]]
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Laura Zuccheri
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Danyele
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[[File:Laura Zuccheri - O Tour de la Bulle - P1210330.jpg|thumb|upright=1.2|Laura Zuccheri nel 2009]]
'''Laura Zuccheri''' (1971 – vivente), fumettista e disegnatrice italiana.
==Citazioni di Laura Zuccheri==
{{cronologico}}
*Cerco sempre dei riferimenti nella realtà, attraverso film o persone esistenti, che mi danno la possibilità di entrare dentro alle caratteristiche della personalità di ogni personaggio. C'è un certo modo di concentrarsi su ognuno di loro: bisogna entrarci dentro totalmente, come fanno gli attori quando devono interpretare un ruolo, e rappresentarlo univocamente sia graficamente sia dal punto di vista della personalità. Questo vale anche per le comparse, è fondamentale che anche loro abbiano una base reale.<ref>Dall'intervista di Federico Beghin, David Padovani ed Ettore Gabrielli, ''[https://www.lospaziobianco.it/laura-zuccheri-il-mio-western-da-ken-parker-a-tex/ Laura Zuccheri: il mio western da Ken Parker a Tex]'', ''lospaziobianco.it'', 3 luglio 2019.</ref>
*{{NDR|Nel 2021}} È evidente l'esistenza di una spiccata differenza tra la Francia e il Belpaese: là, infatti, il fumetto è paragonato a un'autentica opera letteraria. Questo fa sì che la considerazione che i transalpini hanno del medium sia più "nobile", più "alta" rispetto al contesto italiano. È pur vero, tuttavia, che la nostra nazione è, ormai da tempo, protagonista di un radicale cambiamento che sta portando a una svolta che, mi auguro, possa essere definitiva: la nobilitazione di questa forma d'arte, di cui tutti (fra giornalisti, critici di settore ed esponenti della cultura cosiddetta "generalista") scrivono e parlano con una sempre maggiore passione e con una sempre più palese competenza.<ref>Da un'intervista a ''Mondo Padano''; citato in Fabio Canesi, ''[http://www.mondopadano.it/stories/letture/23206_julia_kendall_e_myrna_harrod_le_mille_sfumature_al_femminile/#.YYWWfrrSKUm Julia Kendall e Myrna Harrod: le mille sfumature al femminile]'', ''mondopadano.it'', 14 maggio 2021.</ref>
*"[[Julia - Le avventure di una criminologa|Julia]]" è una serie di fumetti molto moderna e innovativa dal punto di vista narrativo e del personaggio. Poliziotte e detective femminili tra '96 e '97 erano una novità. E poi ha come antagonista Myrna, il personaggio a cui sono più affezionata, perché diverso dalle solite eroine femminili. Ho un bel ricordo di "Julia", lì ho affinato il mio mestiere [...]<ref>Dall'intervista ''[https://primabiella.it/eventi-e-cultura/laura-zuccheri-a-nuvolosa-portero-piu-donne-nei-fumetti-western/ Laura Zuccheri a "Nuvolosa": «Porterò più donne nei fumetti western»]'', ''primabiella.it'', 5 marzo 2022.</ref>
*C'è tantissimo lavoro dietro a un [[fumetto]]. Se si deve disegnare un certo tipo di arma o uno scenario storico, bisogna leggere libri, sfogliare cataloghi, vedere film di genere. Un professionista non si inventa nulla.<ref name="Bonzi">Dal podcast ''il Resto di Bologna'', il Resto del Carlino; citato in Andrea Bonzi, ''[https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cultura/laura-zuccheri-disegnatrice-tex-4cd8b723 Zuccheri, la matita femminile di Tex "Realizzato il mio sogno nel cassetto"]'', ''ilrestodelcarlino.it'', 8 novembre 2023.</ref>
*[...] il Tex di [[Claudio Villa (fumettista)|Claudio Villa]] guida lo stile di tutti i disegnatori.<ref name="Bonzi"/>
{{Int|''[https://www.ubcfumetti.com/interview/9902.htm Intervista a Laura Zuccheri]''|Fabrizio Gallerani, ''ubcfumetti.com'', 1999.}}
*Quella di usare dei riferimenti "reali" è una caratteristica che io ritengo fondamentale per il disegno, e con questo non intendo riferirmi esclusivamente ad attori o modelli, ma, soprattutto agli animali, alle cose, agli oggetti o ai materiali che fanno parte del racconto. Se devi disegnare un tizio a cavallo (e facendo Ken {{NDR|Parker}} mi è capitato spesso) è molto più utile osservare un cavallo dal vero (e magari aver provato almeno una volta a cavalcare sul serio) piuttosto che guardare mille disegni di altri autori. Perchè da un bravo collega si potrà magari imparare a riprodurre una posa, ma da una cavalcata si percepisce in maniera diretta la reale posizione del cavaliere in ogni momento.
*[...] per la mia seconda storia di [[Julia - Le avventure di una criminologa|Julia]] [...] dovevo disegnare alcuni aerei da turismo e non ne avevo mai visto nessuno dal vivo. Ebbene, dopo una rapida ricerca, ho trovato un aereoclub vicino a casa mia, disponibile per una visita. Detto fatto. Ora conosco esattamente le proporzioni degli aerei in relazione al corpo umano, e so, ad esempio, che ti devi abbassare per entrarvi: particolari che non mi sarebbere venuti in mente altrimenti. E poi tutto questo serve anche a distrarsi un po' dalla reclusione di tutti i giorni: quello del disegnatore è un lavoro fin troppo solitario.
*Le mie matite, in genere, sono molto dettagliate e, anzi, a volte tendo a mettere troppi segni nelle vignette. Così mi capita spesso di "lucidare" [ricalcare con un tavolo luminoso, ''nda''] solo il segno che mi interessa dall'altro lato della pagina, per poi cancellare la matita e ripassare a china utilizzando la matita così ripulita, di nuovo sul tavolo luminoso. {{NDR|«Infatti mi ero chiesto perchè, nei tuoi originali, molto spesso si notino intere vignette ridisegnate anche nella parte posteriore. Ma, alla fine, tutto questo non ti comporta un carico eccessivo di "superlavoro"?»}} Be' in effetti a volte i tempi si allungano, ma, siccome ritengo che le matite siano la parte più impegnativa del mio lavoro, questo sistema mi permette di farle al meglio delle mie capacità.
{{Int|''[https://www.badtaste.it/fumetti/interviste/bonelli-70-anni-di-tex-intervista-a-laura-zuccheri/ Bonelli, 70 anni di Tex: intervista a Laura Zuccheri]''|Francesco Borgoglio, ''badtaste.it'', 14 marzo 2019.}}
*{{NDR|«L'approccio al western è stato dettato esclusivamente da motivi professionali o è un genere a cui eri già appassionata?»}} È qualcosa che mi appartiene fin dall'infanzia. Guardavo film western fin da piccola, soprattutto quelli di Sergio Leone e quelli con protagonista John Wayne; mi sono sempre piaciuti, anche perché ho un'enorme passione per i cavalli. È un genere che credo di avere nel sangue da sempre e che preferisco in assoluto; sono affascinata da quel mondo, dai suoi paesaggi e dal suo tipo di vita, libera e dura.
*A essere onesti, ''Julia'' è stata l'unica opportunità di lavoro che mi era stata offerta in quel periodo. A malincuore avevo lasciato ''Ken Parker'', e Giancarlo {{NDR|Berardi}} aveva iniziato da poco questa sua nuova avventura che lo aveva portato dal western al giallo. In quel momento, ripeto, era la mia unica possibilità di continuare a disegnare, ma il genere in questione penso non sia mai stato completamente nelle mie corde... e gli ho dedicato solo quindici anni [ride, ''ndr''].
*[...] sono stata la prima e per ora unica disegnatrice di ''[[Tex]]'', e questo non mi ha di certo aiutato. Premetto che non è stato per niente facile all'inizio conquistarsi piena credibilità, e comunque sono sempre tenuta sotto torchio [ride, ''ndr'']. ''Tex'' è difficile da disegnare perché possiede tutta una serie di caratteristiche e di proporzioni a livello grafico che sono solo sue e di nessun altro. Non è per nulla facile poi, a mio parere, riuscire a renderne la personalità, unica nel suo genere. [...] Infine, anche se lo amo molto, il western non è per nulla banale da rappresentare, dai cappelli ai cinturoni, dalle armi ai cavalli. Ci vuole una grandissima passione e costanza che ti spingano a documentarsi continuamente. Ho in casa letteralmente pile di film western che guardo in continuazione e in cui cerco l'ispirazione o il dettaglio che mi serve in quel momento.
*Quello che piace a me di Tex è che è una specie di super eroe, e quindi è molto facile venirne affascinata. Se penso al tipico uomo italiano, Tex è indipendente e senza impedimenti, senza famiglia, moglie e figli, libero di cavalcare dove gli pare; è sempre in forma, nonostante non disdegni patatine fritte, alcol e tabacco, ma su di lui questi vizi, così deleteri per noi uomini comuni, non hanno effetto; è poi attorniato da amici e compagni di cui può fidarsi ciecamente, che non lo tradiranno mai. È forte, intelligente, sempre calmo: incarna l'ideale non solo di uomo, ma di persona che ognuno di noi sogna di essere. È sempre in grado di trovare una soluzione a qualsiasi problema, anche il più spinoso; è in sintesi il contrario di ciò che siamo noi nella vita di tutti i giorni: fragili, insicuri, pieni di paure. Credo che il suo successo risieda in questo: Tex incarna la persona che vorremmo essere tutti noi.
==Note==
<references/>
==Voci correlate==
*''[[Julia - Le avventure di una criminologa]]''
*''[[Ken Parker]]''
*''[[Tex]]''
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Zuccheri, Laura}}
[[Categoria:Disegnatori italiani]]
[[Categoria:Fumettisti italiani]]
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Fabrizio Manfredi
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/* Doppiaggio */
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'''Fabrizio Manfredi''' (1967 – vivente), doppiatore, dialoghista e direttore del doppiaggio italiano.
==Citazioni su Fabrizio Manfredi==
*{{NDR|Sul doppiaggio del ''[[Il mio amico Arnold]]''}} A otto anni andavo accompagnato da mia mamma e ho finito andarci con la macchina.<ref name=Razza> Da un'intervista di Andrea Razza, ''Enciclopediadeldoppiaggio.it'', 2012. [https://www.youtube.com/watch?v=5sNRDA75_Tk Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Da quando ho cominciato ad oggi le cose sono molto cambiate, in positivo e in negativo. Il cambiamento positivo sta nel fatto che il doppiaggio sta riscuotendo molta attenzione da parte del pubblico. Il consumatore è esigente e non tollera un doppiaggio fatto male. Forum, siti e quant'altro si interessano e giudicano a volte con competenza ciò che noi trasformiamo e questo aumenta le nostre responsabilità.<ref> Dall'intervista di Fabio Siniscalchi, ''[http://dub-quests.blogspot.com/2010/08/tre-domande-fabrizio-manfredi.html Tre domande a... Fabrizio Manfredi]'', ''dub-quests.blogspot.com'', 6 agosto 2010.</ref>
*Quando mi chiamano, mi propongono un lavoro […] e magari mi dicono: "Ma sai sono solo sei pezzi". Oppure: "Sai è una serietta di cartoni animati". Per me non esiste, proprio come ''forma mentis'', talmente è tanto il rispetto per questo lavoro che non esiste la cosa bella e la cosa brutta. Esiste affrontare un lavoro, avere la responsabilità di traspondere e di trasformare un lavoro esistente in una lingua nella nostra lingua. Questo è il principio che mi guida.<ref name=Razza/>
*{{NDR|Fry di ''[[Futurama]]''}} Sono romantico come lo è lui, mi sembra un bravo ragazzo, un po' come sono io. Siamo simili in queste caratteristiche e un po' mi sono affezionato a lui...<ref>Dall'intervista in ''Cartoni'', anno 1, n. 1, aprile-maggio 2008.</ref>
==Note==
<references/>
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'' (1958)
*''[[E.T. l'extra-terrestre]]'' (1982)
*''[[Furyo]]'' (1983)
*''[[Per vincere domani - The Karate Kid]]'' (1984)
*''[[L'ultimo imperatore]]'' (1987)
*''[[Nightmare 3 - I guerrieri del sogno]]'' (1987)
*''[[Scuola di mostri]]'' (1987)
*''[[Tutto quella notte]]'' (1987)
*''[[Le mie notti sono più belle dei vostri giorni]]'' (1989)
*''[[Weekend con il morto]]'' (1989)
*''[[Edward mani di forbice]]'' (1990)
*''[[Stanno tutti bene]]'' (1990)
*''[[Scuola di eroi]]'' (1991)
*''[[Terminator 2 - Il giorno del giudizio]]'' (1991)
*''[[Codice d'onore]]'' (1992)
*''[[Alive - Sopravvissuti]]'' (1993)
*''[[Cliffhanger - L'ultima sfida]]'' (1993)
*''[[I ricordi di Abbey]]'' (1994)
*''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]'' (1994)
*''[[Apollo 13 (film)|Apollo 13]]'' (1995)
*''[[Dredd - La legge sono io]]'' (1995)
*''[[Ritorno dal nulla]]'' (1995)
*''[[Jerry Maguire]]'' (1996)
*''[[L'incredibile volo]]'' (1996)
*''[[Sleepers]]'' (1996)
*''[[L'uomo del giorno dopo]]'' (1997)
*''[[Qualcosa è cambiato]]'' (1997)
*''[[Starship Troopers - Fanteria dello spazio]]'' (1997)
*''[[La maschera di ferro (film 1998)|La maschera di ferro]]'' (1998)
*''[[Salvate il soldato Ryan]]'' (1998)
*''[[Taxxi]]'' (1998)
*''[[10 cose che odio di te]]'' (1999)
*''[[American Pie]]'' (1999)
*''[[Cielo d'ottobre]]'' (1999)
*''[[Giovanna d'Arco (film 1999)|Giovanna d'Arco]]'' (1999)
*''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'' (1999)
*''[[Il miglio verde]]'' (1999)
*''[[Le regole della casa del sidro]]'' (1999)
*''[[The Boondock Saints - Giustizia finale]]'' (1999)
*''[[American Psycho]]'' (2000)
*''[[Animal Factory]]'' (2000)
*''[[Il sapore della vittoria]]'' (2000)
*''[[Snatch - Lo strappo]]'' (2000)
*''[[Traffic]]'' (2000)
*''[[American Pie 2]]'' (2001)
*''[[Black Hawk Down - Black Hawk abbattuto]]'' (2001)
*''[[I cavalieri che fecero l'impresa]]'' (2001)
*''[[Gosford Park]]'' (2001)
*''[[I ragazzi della mia vita]]'' (2001)
*''[[Jurassic Park III]]'' (2001)
*''[[Metropolis (film 2001)|Metropolis]]'' (2001)
*''[[Vanilla Sky]]'' (2001)
*''[[Dr. Jekyll and Mr. Hyde (film 2002 Phillips)|Dr. Jekyll and Mr. Hyde]]'' (2002)
*''[[Gangs of New York]]'' (2002)
*''[[K-19]]'' (2002)
*''[[Le regole dell'attrazione]]'' (2002)
*''[[2 Fast 2 Furious]]'' (2003)
*''[[American Pie - Il matrimonio]]'' (2003)
*''[[Underworld]]'' (2003)
*''[[50 volte il primo bacio]]'' (2004)
*''[[L'alba dei morti viventi]]'' (2004)
*''[[Ocean's Twelve]]'' (2004)
*''[[Saw - L'enigmista]]'' (2004)
*''[[Hooligans (film 2005)|Hooligans]]'' (2005)
*''[[Jarhead]]'' (2005)
*''[[Bobby]]'' (2006)
*''[[Cambia la tua vita con un click]]'' (2006)
*''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006)
*''[[Marie Antoinette]]'' (2006)
*''[[Paprika - Sognando un sogno]]'' (2006)
*''[[The Fast and the Furious: Tokyo Drift]]'' (2006)
*''[[Io vi dichiaro marito e... marito]]'' (2007)
*''[[Redacted]]'' (2007)
*''[[Spider-Man 3]]'' (2007)
*''[[Un'impresa da Dio]]'' (2007)
*''[[Il cavaliere oscuro]]'' (2008)
*''[[La rapina perfetta]]'' (2008)
*''[[Blindato]]'' (2009)
*''[[Fuori controllo]]'' (2010)
*''[[Insidious (film)|Insidious]]'' (2010)
*''[[Resident Evil: Afterlife]]'' (2010)
*''[[Troll Hunter]]'' (2010)
*''[[Hostel: Part III]]'' (2011)
*''[[Mia moglie per finta]]'' (2011)
*''[[Professione assassino (film 2011)|Professione assassino]]'' (2011)
*''[[American Pie: Ancora insieme]]'' (2012)
*''[[Oltre i confini del male - Insidious 2]]'' (2013)
*''[[Affari di famiglia (film 2014)|Affari di famiglia]]'' (2014)
*''[[Interstellar]]'' (2014)
*''[[Fast & Furious 7]]'' (2015)
*''[[Insidious - L'ultima chiave]]'' (2016)
*''[[The Bad Batch]]'' (2016)
*''[[The Do-Over]]'' (2016)
*''[[Atto di fede (film)|Atto di fede]]'' (2019)
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===Film d'animazione===
*''[[I Cavalieri dello zodiaco: L'ultima battaglia]]'' (1987)
*''[[I Cavalieri dello zodiaco: La dea della discordia]]'' (1989)
*''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero]]'' (1999)
===Serie animate===
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*''[[Flo la piccola Robinson]]'' (1981)
*''[[Georgie]]'' (1983-1984)
*''[[Darkwing Duck]]'' (1991-1992)
*''[[Le avventure del bosco piccolo]]'' (1993-1995)
*''[[Futurama]]'' (1999-2013)
*''[[Code Geass: Lelouch of the Rebellion]]'' (2006)
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===Serie televisive===
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*''[[Davide (miniserie televisiva)|Davide]]'' (1997)
*''[[Salomone (miniserie televisiva)|Salomone]]'' (1997)
*''[[Jesus (miniserie televisiva)|Jesus]]'' (1999)
*''[[CSI - Scena del crimine]]'' (2000-2015)
*''[[Dr. House - Medical Division]]'' (2004-2012)
*''[[Miss Marple (serie televisiva 2004)|Miss Marple]]'' (2004-2013)
*''[[The L Word]]'' (2004-2009)
*''[[Fringe]]'' (2008-2013)
*''[[Blindspot]]'' (2015-2020)
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==Voci correlate==
*[[Rossella Acerbo]], cugina
*[[Sandro Acerbo]], cugino
*[[Francesca Fiorentini]], ex moglie
*[[Massimiliano Manfredi]], cugino
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Manfredi, Fabrizio}}
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[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Dizionario universale della letteratura contemporanea
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/* Volume I */ Crepuscolarismo
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'''''Dizionario universale della letteratura contemporanea''''', direttore Alberto Mondadori.
==Citazioni==
===Volume I===
*Come poetessa, la ''B.'' ha dichiaratamente modellato il suo stile sulla lezione di [[William Butler Yeats|W. Yeats]] e di [[Rainer Maria Rilke|R. M. Rilke]], valorizzandone soprattutto due elementi: la sensibilità musicale e il raccoglimento dell'individuo nella propria interiorità. Ella scrive generalmente a strofe rimate, regolari di versi rapidi; il loro tono è sommesso e il loro linguaggio è semplice ma fluido. (''[[Louise Bogan|BOGAN Louise]]'', vol. I, p. 480)
*La sua breve vita, cui forse mise fine volontariamente, trascorse irrequieta tra dubbi e incertezze. Anche la sua arte porta il segno dello squilibrio di una natura sempre tesa a un ideale di purezza e di rinuncia. (''[[Karin Boye|BOYE Karin]]'', vol. I, p. 530)
*Ha il merito di avere portato la [[fantascienza]] a un livello estrosamente artistico e poetico, a dignità quindi di genere letterario. La materia tradizionale si trasfigura sotto la sua penna, sfumando in una atmosfera trasognata, fiabesca, elegiaca, e nello stesso tempo satirica. (''[[Ray Bradbury|BRADBURY Ray]]'', vol. I. p. 536)
*È scrittrice di istinto spesso polemico, non legata ad alcuna scuola. Molti suoi libri rispecchiano esperienze personali, e parecchie sue pagine raggiungono una intensità emotiva che ben si comunica al lettore. (''[[Vera Brittain|BRITTAIN Vera Mary]]'', vol. I, p. 573)
*L'arte della ''B.'' non è sempre uguale: talora, soprattutto nei romanzi di argomento americano, la narrazione scade di livello. L'atmosfera felice della sua narrativa resta quella in cui è analizzata la vita del contadino orientale, raccontata entro i limiti della mentalità provinciale cinese: qui, se la ''B.'' non sa offrire nulla di particolarmente nuovo al lettore dal punto di vista stilistico, raggiunge tuttavia una nota distesa, personalissima, di poesia. (''[[Pearl S. Buck|BUCK Pearl Sydenstricker]]'', vol. I, p. 603)
*Tutta la narrativa della ''C.'' attinge ai piccoli fatti della vita quotidiana, che essa vede pervasa da un significato spirituale. Ma ciò che limita la validità della sua varia produzione, è la mancanza di uno stile che dia forma d'arte alla esperienza sofferta, e tale mancanza, quasi inspiegabile se si pensa alla vasta cultura dell'A., è accentuata dalla monotonia del racconto e dalla mole stessa dei suoi romanzi che non sempre mantengono costantemente desto l'interesse del lettore. (''[[Dorothy Canfield Fisher|CANFIELD Dorothy]]'', vol. I, p. 660)
*Ispirandosi alle forme ingenue della poesia popolare, scrisse versi ella stessa, e cantò soprattutto il suo inconsolabile dolore per la perdita dell'unica figlioletta Maria. La sua poesia è sostenuta da una poetica di ispirazione romantica, di quello stile, languido e fumoso, che ispirò il secondo romanticismo. (''[[Elisabetta di Wied|CARMEN Sylva]]'', vol. I, p. 691)
*{{NDR|I suoi versi sono caratterizzati da}} [...] un lirismo ardente, sensuale, espresso talora in forme rozze e approssimative, per la stessa sovrabbondanza dei sentimenti, e la fretta con cui incalzano; ma che spesso consegue anche nuove e potenti condensazioni poetiche, trasfigurando la sensualità iniziale in una specie di panteismo e di disperato dolore, in un affollarsi di immagini ardite e talora impressionanti. (''[[Carmen Conde|CONDE Carmen]]'', vol. I, p. 855)
*Vivo e genuino è in lei anche l'uso dei vecchi termini, che nella sua pagina acquistano la freschezza di una nuova scoperta. Le delicate poesie della ''C.'' vanno considerate fra le più rappresentative della letteratura canadese. (''[[Isabella Valency Crawford|CRAWFORD Isabella Valency]]'', vol. I, p. 898)
*È divenuto orami tradizionale fissare il [[Crepuscolarismo|crepuscolarismo]] nella concreta immagine del Corazzini, che già con la sua figura esangue di fanciullo destinato a morire ventenne, sembra la personificazione della melanconia [...]. (''CREPUSCOLARISMO'', vol. I, p. 900)
===Volume II===
*La poesia di [[Eugenio Montale|Montale]] è la poesia del non-essere contrapposto all'essere, del dolore che trova con estrema difficoltà altri aspetti del mondo con cui entrare in rapporto dialettico, della disperazione a cui nessuna fede può dare conforto. L'uomo montaliano tende a difendersi dal male di vivere ricercando con una sorta d'alta "superstizione", in ogni oggetto, il simbolo d'una invocata salvezza e sempre ricadendo nella solitudine. (''[[Ermetismo|ERMETISMO]]'', vol. II, p. 63)
*[...] socialista militante fin dalla prima giovinezza, ebbe ideali ravvivati da un intenso umanitarismo, non diversamente da quelli degli amici Treves e Turati; e poté, accanto ad essi, coltivare un caldo sentimento patriottico, esacerbato e rafforzato dalla morte dell'unico figlio nella prima guerra mondiale. (''[[Anna Franchi|FRANCHI Anna]]'', vol. II, p. 287)
*In ogni pagina della ''F.'' si ritrova l'onesto fervore della scrittrice innamorata della vita; e il sapore ottocentesco, a volte ingenuo, del suo stile, è cara immagine di una umanità che i tempi han poi reso sempre più rara. (''[[Anna Franchi|FRANCHI Anna]]'', vol. II, p. 287)
*Tipico rappresentante dell'intellettualismo pragmatista dei primi anni del secolo, arricchito però dall'esperienza simbolista; non rivelandosi mai un pensatore sistematico e peccando anche di superficialità (compiaciuto com'è a volte nel gioco delle parole e delle idee), ''G.'' resta tuttavia una delle figure più rappresentative della sua epoca che egli ha interpretato con larghezza di vedute e vigorosa precisione di stile. (''[[Remy de Gourmont|GOURMONT Remy de]]'', vol. II, p. 542)
*[...] fu senza dubbio la più popolare scrittrice di colore del suo tempo. Lottò, con grande coraggio, per le riforme e leggi allora assai dibattute, come l'abolizionismo e l'antischiavismo e, prima e durante la guerra civile, fu uno dei principali portavoce della società antischiavista nel Maine. (''[[Frances Harper|HARPER Frances]]'', vol. II, p. 652)
*I motivi ispiratori della ''J.'', che in un primo tempo [...] derivano dal mondo indiano<ref>Il padre di Pauline era un capo indiano della tribù dei Mohawk.</ref>, si estendono via via a un appassionato amore verso la patria canadese di cui canta le bellezze, fino a comprendere in un più vasto disegno non solo i suoi connazionali, indiani e canadesi, ma tutti i popoli del mondo. (''[[Pauline Johnson|JOHNSON Emily Pauline]]'', vol. II, p. 958)
*Dotata di notevoli facoltà analitiche, la ''K.'' descrive dall'interno la propria epoca e quella che la precede immediatamente, l'inevitabile e lenta decadenza della "gentry" campagnola, il diffondersi (ancora vago) d'idee più moderne nelle nuove generazioni. (''[[Margit Kaffka|KAFFKA, Margit]]'', vol. II, p. 992)
*Si può dire che il personaggio più caratteristico nelle sue opere narrative è la donna ambiziosa ma priva di volontà, che si perde nell'autoanalisi: una donna sradicata, insomma, e non ancora veramente emancipata. (''[[Margit Kaffka|KAFFKA, Margit]]'', vol. II, p. 992)
*Il tema preferito dalla ''K.'' è la sorte della donna nell'ambito della società medievale, e la sua lingua arcaicizzante – che ricorda da vicino quella delle antiche cronache – le consente di rappresentare con aspra efficacia le più intense e tragiche passioni. (''[[Aino Kallas|KALLAS Aino Julia Maria]]'', vol. II, p. 999)
*L'attaccamento alla terra e i motivi religiosi sono i temi dominanti delle sue opere. L'amore, in esse, assume quasi sempre toni drammatici, e i caratteri femminili vi sono delineati con un vivo senso realistico. (''[[Sheila Kaye-Smith|KAYE-SMITH Sheila]]'', vol. II, pp. 1016-1017)
*È una tra le figure femminili di maggior rilievo nella Scandinavia di fine secolo, impegnata come fu nella lotta per l'emancipazione della donna e in violente polemiche religiose e sociali. (''[[Ellen Key|KEY Ellen]]'', vol. II, p. 1029)
*Nel 1894, con ''Missbrukad kvinnokraft'' [Energia femminile sciupata], la ''K.'' si batté contro uno sterile femminismo che rivendicava alla donna tutte le attribuzioni dell'uomo, venendo così a disconoscere la sua principale vocazione, quella di madre. (''[[Ellen Key|KEY Ellen]]'', vol. II, p. 1029)
===Volume III===
*Questa donna eccezionale per mole fisica e volontà indomita, che fumava sigari e portava con disinvoltura cappelli da uomo, fu animata da un fervore poetico pari solo alla sua intraprendenza di "diabolica piazzista", come la definì [[T. S. Eliot]]. (''[[Amy Lowell|LOWELL Amy]]'', vol. III, p. 229)
*La poesia della ''L.'' successiva all'abbandono delle forme metriche convenzionali, contenuta in numerosi volumi pubblicati dal 1914 in avanti, è forse l'esempio più caratteristico di imagismo: priva di stimoli emotivi, essa si esaurisce in una rappresentazione di sensazioni visive pressoché ininterrotte, che suscitano l'impressione di una "cinematografia poetica". (''[[Amy Lowell|LOWELL Amy]]'', vol. III, p. 229)
*La parte migliore della sua opera è quella scritta in prosa polifonica, dove il frequente ricorrere delle immagini trova equilibrio con gli sviluppi dell'azione. (''[[Amy Lowell|LOWELL Amy]]'', vol. III, p. 229)
*I romanzi-cronaca, sia per la loro concezione generale, sia per la loro tormentata ricerca stilistica, non raggiungono forse l'emotiva poesia di certe pagine autobiografiche. Sono tuttavia importanti per molti aspetti. In essi la ''M.'' unisce a una certa realistica asprezza di linguaggio un'intensità fantastica e una profonda comprensione delle usanze, delle superstizioni popolari, rifacendosi anche alla tradizione epica della poesia scandinava. (''[[Moa Martinson|MARTINSON Moa]]'', vol. III, p. 400)
*Alle vaste sintesi ideologiche, così diffuse in quel tempo, egli mostrò di preferire la ricostruzione minuziosa di brevi episodi staccati, eloquenti di per sé; e nel rappresentare l'atmosfera arroventata della Francia durante le guerre di religione disdegnò ogni enfasi espressiva o eccesso passionale, mantenendo sempre un tono narrativo piano e disteso. (''[[Prosper Mérimée|MÉRIMÉE Prosper]]'', vol. III, p. 515)
*Poco apprezzato dalla critica americana, ''M.'' ha riscosso invece il favore del pubblico, forse più per ragioni di curiosità che per vera comprensione delle sue doti: la sua poesia sempre sorretta da un'ispirazione mistica è, infatti, spesso appesantita da un certo intellettualismo e forzata nell'espressione. Come prosatore invece, anche se non raggiunge alte vette, mostra una fermezza e un'aderenza al soggetto ben diverse dai frequenti barocchismi dell'opera poetica. (''[[Thomas Merton|MERTON Thomas]]'', vol. III, p. 521)
*Erede, attraverso il padre, del razionalismo filosofico e del nuovo costume politico sorto con la [[rivoluzione industriale]], ''M.'' crede nella ragione e nel progresso; ma senza fanatismi. Egli considera anche gli aspetti negativi delle varie conquiste della civiltà moderna; ciò elimina nei suoi scritti ogni facile ottimismo e ogni tendenza verso una filosofia della storia di tipo [[Determinismo|deterministico]]. (''[[John Stuart Mill|STUART MILL John]]'', vol. III, p. 556)
*''M.'' è uno dei più efficaci narratori ungheresi del Novecento. Le sue opere ritraggono in prevalenza la vita dei contadini e degli abitanti dei villaggi del Nagy Alföld [Grande Pianura]. I suoi eroi sono spesso creature istintive e prepotenti, come Dani Turi, il protagonista di ''Sárarany'', le cui energie sono condannate a esaurirsi nella lotta vana contro l'arido ambiente del villaggio. (''[[Zsigmond Móricz|MÓRICZ Zsigmond]]'', vol. III, p. 649)
*''M.'' è da considerarsi il miglior rappresentante del [[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]] ungherese: egli descrive con verità il suo popolo e le sterili lotte fra i diversi strati sociali dei villaggi e delle città di provincia proponendosi anche, attraverso l'acuta analisi con cui mette in evidenza gli aspetti negativi, un'opera di rinnovamento sociale. L'esuberante potenza dei suoi personaggi corrisponde a quella del suo stile, istintivo e genuino. (''[[Zsigmond Móricz|MÓRICZ Zsigmond]]'', vol. III, p. 649)
*''Ifigenia'', scritto in forma di diario, narra la vita, dalla infanzia alla maturità, di una ragazza appartenente alla borghesia venezuelana; la scrittrice ha saputo ritrarre con grande evidenza i pregiudizi, le falsità e le convenzioni della aristocrazia e della borghesia agli inizi del secolo. La tesi femminista del libro non disturba e non intacca che in minima parte il delicato e sottile tessuto del racconto. (''[[Teresa de la Parra|PARRA Teresa de la]]'', vol. III, p. 970)
*Il linguaggio poetico della ''P.'' rivela una grande dimestichezza con lo stile, estremamente raffinato, del più classico Settecento inglese. [...]<br>Sebbene non si discosti dagli schemi tradizionali, la poesia dell'A. ha, in questi ben precisi limiti, momenti felici e una sua spontaneità e vigoria di immagini. (''[[Ruth Pitter|PITTER Ruth]]'', vol. III, p. 1082)
===Volume IV===
*Personalità libera, sensibilissima ai problemi del tempo, la ''R.'' ha preso spesso posizione sulla rivista d'avanguardia "Transition" contro ogni forma di dispotismo, battendosi in particolare a favore dell'emancipazione dei negri. (''[[Laura Riding|RIDING Laura]]'', vol. IV, p. 113)
*La poesia della ''R.'' tenta di rivelare le forme più segrete e meno comuni del reale attraverso una specie di "geometria di idee". Un breve componimento come "The Map of Places" [La carta topografica] esplora, ad esempio, il rapporto fra realtà e simbolo, fra scoperta e definizione [...]. (''[[Laura Riding|RIDING Laura]]'', vol. IV, p. 113)
*I suoi versi migliori sono quelli ispirati alla natura e al sentimento umano. Il carattere allegorico risulta spesso una forma di pudore, per evitare l'espressione diretta di certe verità o preoccupazioni, soprattutto di natura erotica. (''[[Christina Rossetti|ROSSETTI Christina Georgina]]'', vol. IV, p. 211)
*Nei primi suoi romanzi, [...], quasi tutti di argomento storico, la ''S.'' tenta sui suoi personaggi una approfondita indagine psicologica, d'impostazione freudiana, perché appaiano i motivi dei loro squilibri psichici. Con spietata lucidità, tali motivi vengono designati negli abusi di un'educazione spiritualista e nell'ignoranza puritana della vita istintiva e dei sensi. (''[[Evelyn Scott|SCOTT Evelyn]]'', vol. IV, p. 432)
*La ''S.'' è scrittrice coraggiosa e spesso cruda, pur conservando in tutte le sue pagine un'emotività tipicamente femminile che riconduce il suo stile a certa appassionata letteratura sociale delle scrittrici fine Ottocento: la lotta politica si ammanta di passionalità, l'ideale si confonde con l'istinto, la sofferenza e l'orrore si venano di patetico. (''[[Lidija Nikolaevna Sejfullina|SEJFULLINA Lidija Nikolaevna]]'', vol. IV, p. 439)
*Manifestazione esasperata della rivolta contro il razionale iniziata col primo romanticismo, il surrealismo ha prodotto, seppure raramente, forme di poesia di indiscutibile fascino e di assoluta originalità. (''[[Surrealismo|SURREALISMO]]'', vol. IV, p. 718)
*Motivi folkloristici e di un romanticismo caratteristico dell'epoca pervadono la narrativa della ''S.'' Creature pronte a sacrificarsi per la felicità altrui, le sue eroine possono dirsi immagini di una specie di messianismo femminile. (''[[Karolina Světlá|SVĚTLÁ Karolina]]'', vol. IV, p. 727)
*I romanzi dell'A. – alcuni dei quali tradotti in varie lingue – hanno quasi tutti una trama complessa, con numerosi personaggi; il loro merito sta specialmente in una colorita rappresentazione ambientale. Valgono poco, invece, i drammi. (''[[Maila Talvio|TALVIO Maila]]'', vol. IV, p. 764)
*Personalità modesta ma genuina, l'A., nelle prove migliori, quali ''La luna'', 1942, ha saputo armonizzare sentimenti di stampo ottocentesco con una certa asciuttezza moderna. (''[[Corinna Teresa Ubertis|TÉRÉSAH]]'', vol. IV, p. 816)
*La poesia dell'A. vuol essere una preparazione spirituale alla morte e sembra concludersi nel colloquio diretto con Dio. La gioia di vivere, l'ardore della giovinezza e le vicenda delle stagioni formano, tuttavia, lo sfondo di tale colloquio, nel quale il pretesto è dato sempre da un'occasione terrena. (''[[Maria Barbara Tosatti|TOSATTI Barbara Maria]]'', vol. IV, p. 884)
*Alla concezione di una sessualità fine a se stessa e quindi liberata da ogni vincolo etico e sociale, l'A. oppose, fin dall'inizio della sua attività di scrittrice, un ideale essenzialmente etico dell'unione fra uomo e donna, che potesse trovare la sua giustificazione sotto l'aspetto dell'integrazione umana nella concreta forma della famiglia. (''[[Sigrid Undset|UNDSET Sigrid]]'', vol. IV, p. 958)
*''La isla de los cánticos'' [L'isola dei cantici], 1925, è da considerare come l'espressione più elevata della sua poesia. Riprendendo i contenuti e forme del modernismo, l'A. rivelò una personalità eccezionale, inaugurando in Uruguay, con D. Agustini, una nobile e umanissima tradizione di lirica femminile. (''[[María Eugenia Vaz Ferreira|VAZ FERREIRA María Eugenia]]'', vol. IV, p. 1019)
*Nelle ultime liriche [...] la poesia della ''V. F.'' acquista toni più originali. Di fronte a un mondo immerso in un malinconico grigiore, davanti alla visione della vanità del vivere, il suo orgoglio cede e la sua lirica esprime un'accorata amarezza in toni intimi e sommessi, tanto più efficaci quanto più la poetessa riesce a smorzare gli impeti della sua passione in versi ricchi di una sommessa armonia. (''[[María Eugenia Vaz Ferreira|VAZ FERREIRA María Eugenia]]'', vol. IV, p. 1019)
*{{NDR|''Storia dell'arte italiana''}} Essa è considerata da alcuni come una vera e propria rivoluzione culturale, che attraverso scoperte e rivalutazioni e accostamenti di civiltà pittoriche diverse – dal mosaico alto-medievale al disegno, alla pittura rinascimentale, al manierismo – ha dato un nuovo profilo ai criteri del gusto in Italia. (''[[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|VENTURI Adolfo]]'', vol. IV, p. 1027)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*''Dizionario universale della letteratura contemporanea'', direttore Alberto Mondadori, 5 voll., Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1959.
[[Categoria:Enciclopedie]]
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'''''Dizionario universale della letteratura contemporanea''''', direttore Alberto Mondadori.
==Citazioni==
===Volume I===
*Come poetessa, la ''B.'' ha dichiaratamente modellato il suo stile sulla lezione di [[William Butler Yeats|W. Yeats]] e di [[Rainer Maria Rilke|R. M. Rilke]], valorizzandone soprattutto due elementi: la sensibilità musicale e il raccoglimento dell'individuo nella propria interiorità. Ella scrive generalmente a strofe rimate, regolari di versi rapidi; il loro tono è sommesso e il loro linguaggio è semplice ma fluido. (''[[Louise Bogan|BOGAN Louise]]'', vol. I, p. 480)
*La sua breve vita, cui forse mise fine volontariamente, trascorse irrequieta tra dubbi e incertezze. Anche la sua arte porta il segno dello squilibrio di una natura sempre tesa a un ideale di purezza e di rinuncia. (''[[Karin Boye|BOYE Karin]]'', vol. I, p. 530)
*Ha il merito di avere portato la [[fantascienza]] a un livello estrosamente artistico e poetico, a dignità quindi di genere letterario. La materia tradizionale si trasfigura sotto la sua penna, sfumando in una atmosfera trasognata, fiabesca, elegiaca, e nello stesso tempo satirica. (''[[Ray Bradbury|BRADBURY Ray]]'', vol. I. p. 536)
*È scrittrice di istinto spesso polemico, non legata ad alcuna scuola. Molti suoi libri rispecchiano esperienze personali, e parecchie sue pagine raggiungono una intensità emotiva che ben si comunica al lettore. (''[[Vera Brittain|BRITTAIN Vera Mary]]'', vol. I, p. 573)
*L'arte della ''B.'' non è sempre uguale: talora, soprattutto nei romanzi di argomento americano, la narrazione scade di livello. L'atmosfera felice della sua narrativa resta quella in cui è analizzata la vita del contadino orientale, raccontata entro i limiti della mentalità provinciale cinese: qui, se la ''B.'' non sa offrire nulla di particolarmente nuovo al lettore dal punto di vista stilistico, raggiunge tuttavia una nota distesa, personalissima, di poesia. (''[[Pearl S. Buck|BUCK Pearl Sydenstricker]]'', vol. I, p. 603)
*Tutta la narrativa della ''C.'' attinge ai piccoli fatti della vita quotidiana, che essa vede pervasa da un significato spirituale. Ma ciò che limita la validità della sua varia produzione, è la mancanza di uno stile che dia forma d'arte alla esperienza sofferta, e tale mancanza, quasi inspiegabile se si pensa alla vasta cultura dell'A., è accentuata dalla monotonia del racconto e dalla mole stessa dei suoi romanzi che non sempre mantengono costantemente desto l'interesse del lettore. (''[[Dorothy Canfield Fisher|CANFIELD Dorothy]]'', vol. I, p. 660)
*Ispirandosi alle forme ingenue della poesia popolare, scrisse versi ella stessa, e cantò soprattutto il suo inconsolabile dolore per la perdita dell'unica figlioletta Maria. La sua poesia è sostenuta da una poetica di ispirazione romantica, di quello stile, languido e fumoso, che ispirò il secondo romanticismo. (''[[Elisabetta di Wied|CARMEN Sylva]]'', vol. I, p. 691)
*{{NDR|I suoi versi sono caratterizzati da}} [...] un lirismo ardente, sensuale, espresso talora in forme rozze e approssimative, per la stessa sovrabbondanza dei sentimenti, e la fretta con cui incalzano; ma che spesso consegue anche nuove e potenti condensazioni poetiche, trasfigurando la sensualità iniziale in una specie di panteismo e di disperato dolore, in un affollarsi di immagini ardite e talora impressionanti. (''[[Carmen Conde|CONDE Carmen]]'', vol. I, p. 855)
*Vivo e genuino è in lei anche l'uso dei vecchi termini, che nella sua pagina acquistano la freschezza di una nuova scoperta. Le delicate poesie della ''C.'' vanno considerate fra le più rappresentative della letteratura canadese. (''[[Isabella Valency Crawford|CRAWFORD Isabella Valency]]'', vol. I, p. 898)
*È divenuto orami tradizionale fissare il [[Crepuscolarismo|crepuscolarismo]] nella concreta immagine del [[Sergio Corazzini|Corazzini]], che già con la sua figura esangue di fanciullo destinato a morire ventenne, sembra la personificazione della [[Malinconia|melanconia]] [...]. (''CREPUSCOLARISMO'', vol. I, p. 900)
===Volume II===
*La poesia di [[Eugenio Montale|Montale]] è la poesia del non-essere contrapposto all'essere, del dolore che trova con estrema difficoltà altri aspetti del mondo con cui entrare in rapporto dialettico, della disperazione a cui nessuna fede può dare conforto. L'uomo montaliano tende a difendersi dal male di vivere ricercando con una sorta d'alta "superstizione", in ogni oggetto, il simbolo d'una invocata salvezza e sempre ricadendo nella solitudine. (''[[Ermetismo|ERMETISMO]]'', vol. II, p. 63)
*[...] socialista militante fin dalla prima giovinezza, ebbe ideali ravvivati da un intenso umanitarismo, non diversamente da quelli degli amici Treves e Turati; e poté, accanto ad essi, coltivare un caldo sentimento patriottico, esacerbato e rafforzato dalla morte dell'unico figlio nella prima guerra mondiale. (''[[Anna Franchi|FRANCHI Anna]]'', vol. II, p. 287)
*In ogni pagina della ''F.'' si ritrova l'onesto fervore della scrittrice innamorata della vita; e il sapore ottocentesco, a volte ingenuo, del suo stile, è cara immagine di una umanità che i tempi han poi reso sempre più rara. (''[[Anna Franchi|FRANCHI Anna]]'', vol. II, p. 287)
*Tipico rappresentante dell'intellettualismo pragmatista dei primi anni del secolo, arricchito però dall'esperienza simbolista; non rivelandosi mai un pensatore sistematico e peccando anche di superficialità (compiaciuto com'è a volte nel gioco delle parole e delle idee), ''G.'' resta tuttavia una delle figure più rappresentative della sua epoca che egli ha interpretato con larghezza di vedute e vigorosa precisione di stile. (''[[Remy de Gourmont|GOURMONT Remy de]]'', vol. II, p. 542)
*[...] fu senza dubbio la più popolare scrittrice di colore del suo tempo. Lottò, con grande coraggio, per le riforme e leggi allora assai dibattute, come l'abolizionismo e l'antischiavismo e, prima e durante la guerra civile, fu uno dei principali portavoce della società antischiavista nel Maine. (''[[Frances Harper|HARPER Frances]]'', vol. II, p. 652)
*I motivi ispiratori della ''J.'', che in un primo tempo [...] derivano dal mondo indiano<ref>Il padre di Pauline era un capo indiano della tribù dei Mohawk.</ref>, si estendono via via a un appassionato amore verso la patria canadese di cui canta le bellezze, fino a comprendere in un più vasto disegno non solo i suoi connazionali, indiani e canadesi, ma tutti i popoli del mondo. (''[[Pauline Johnson|JOHNSON Emily Pauline]]'', vol. II, p. 958)
*Dotata di notevoli facoltà analitiche, la ''K.'' descrive dall'interno la propria epoca e quella che la precede immediatamente, l'inevitabile e lenta decadenza della "gentry" campagnola, il diffondersi (ancora vago) d'idee più moderne nelle nuove generazioni. (''[[Margit Kaffka|KAFFKA, Margit]]'', vol. II, p. 992)
*Si può dire che il personaggio più caratteristico nelle sue opere narrative è la donna ambiziosa ma priva di volontà, che si perde nell'autoanalisi: una donna sradicata, insomma, e non ancora veramente emancipata. (''[[Margit Kaffka|KAFFKA, Margit]]'', vol. II, p. 992)
*Il tema preferito dalla ''K.'' è la sorte della donna nell'ambito della società medievale, e la sua lingua arcaicizzante – che ricorda da vicino quella delle antiche cronache – le consente di rappresentare con aspra efficacia le più intense e tragiche passioni. (''[[Aino Kallas|KALLAS Aino Julia Maria]]'', vol. II, p. 999)
*L'attaccamento alla terra e i motivi religiosi sono i temi dominanti delle sue opere. L'amore, in esse, assume quasi sempre toni drammatici, e i caratteri femminili vi sono delineati con un vivo senso realistico. (''[[Sheila Kaye-Smith|KAYE-SMITH Sheila]]'', vol. II, pp. 1016-1017)
*È una tra le figure femminili di maggior rilievo nella Scandinavia di fine secolo, impegnata come fu nella lotta per l'emancipazione della donna e in violente polemiche religiose e sociali. (''[[Ellen Key|KEY Ellen]]'', vol. II, p. 1029)
*Nel 1894, con ''Missbrukad kvinnokraft'' [Energia femminile sciupata], la ''K.'' si batté contro uno sterile femminismo che rivendicava alla donna tutte le attribuzioni dell'uomo, venendo così a disconoscere la sua principale vocazione, quella di madre. (''[[Ellen Key|KEY Ellen]]'', vol. II, p. 1029)
===Volume III===
*Questa donna eccezionale per mole fisica e volontà indomita, che fumava sigari e portava con disinvoltura cappelli da uomo, fu animata da un fervore poetico pari solo alla sua intraprendenza di "diabolica piazzista", come la definì [[T. S. Eliot]]. (''[[Amy Lowell|LOWELL Amy]]'', vol. III, p. 229)
*La poesia della ''L.'' successiva all'abbandono delle forme metriche convenzionali, contenuta in numerosi volumi pubblicati dal 1914 in avanti, è forse l'esempio più caratteristico di imagismo: priva di stimoli emotivi, essa si esaurisce in una rappresentazione di sensazioni visive pressoché ininterrotte, che suscitano l'impressione di una "cinematografia poetica". (''[[Amy Lowell|LOWELL Amy]]'', vol. III, p. 229)
*La parte migliore della sua opera è quella scritta in prosa polifonica, dove il frequente ricorrere delle immagini trova equilibrio con gli sviluppi dell'azione. (''[[Amy Lowell|LOWELL Amy]]'', vol. III, p. 229)
*I romanzi-cronaca, sia per la loro concezione generale, sia per la loro tormentata ricerca stilistica, non raggiungono forse l'emotiva poesia di certe pagine autobiografiche. Sono tuttavia importanti per molti aspetti. In essi la ''M.'' unisce a una certa realistica asprezza di linguaggio un'intensità fantastica e una profonda comprensione delle usanze, delle superstizioni popolari, rifacendosi anche alla tradizione epica della poesia scandinava. (''[[Moa Martinson|MARTINSON Moa]]'', vol. III, p. 400)
*Alle vaste sintesi ideologiche, così diffuse in quel tempo, egli mostrò di preferire la ricostruzione minuziosa di brevi episodi staccati, eloquenti di per sé; e nel rappresentare l'atmosfera arroventata della Francia durante le guerre di religione disdegnò ogni enfasi espressiva o eccesso passionale, mantenendo sempre un tono narrativo piano e disteso. (''[[Prosper Mérimée|MÉRIMÉE Prosper]]'', vol. III, p. 515)
*Poco apprezzato dalla critica americana, ''M.'' ha riscosso invece il favore del pubblico, forse più per ragioni di curiosità che per vera comprensione delle sue doti: la sua poesia sempre sorretta da un'ispirazione mistica è, infatti, spesso appesantita da un certo intellettualismo e forzata nell'espressione. Come prosatore invece, anche se non raggiunge alte vette, mostra una fermezza e un'aderenza al soggetto ben diverse dai frequenti barocchismi dell'opera poetica. (''[[Thomas Merton|MERTON Thomas]]'', vol. III, p. 521)
*Erede, attraverso il padre, del razionalismo filosofico e del nuovo costume politico sorto con la [[rivoluzione industriale]], ''M.'' crede nella ragione e nel progresso; ma senza fanatismi. Egli considera anche gli aspetti negativi delle varie conquiste della civiltà moderna; ciò elimina nei suoi scritti ogni facile ottimismo e ogni tendenza verso una filosofia della storia di tipo [[Determinismo|deterministico]]. (''[[John Stuart Mill|STUART MILL John]]'', vol. III, p. 556)
*''M.'' è uno dei più efficaci narratori ungheresi del Novecento. Le sue opere ritraggono in prevalenza la vita dei contadini e degli abitanti dei villaggi del Nagy Alföld [Grande Pianura]. I suoi eroi sono spesso creature istintive e prepotenti, come Dani Turi, il protagonista di ''Sárarany'', le cui energie sono condannate a esaurirsi nella lotta vana contro l'arido ambiente del villaggio. (''[[Zsigmond Móricz|MÓRICZ Zsigmond]]'', vol. III, p. 649)
*''M.'' è da considerarsi il miglior rappresentante del [[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]] ungherese: egli descrive con verità il suo popolo e le sterili lotte fra i diversi strati sociali dei villaggi e delle città di provincia proponendosi anche, attraverso l'acuta analisi con cui mette in evidenza gli aspetti negativi, un'opera di rinnovamento sociale. L'esuberante potenza dei suoi personaggi corrisponde a quella del suo stile, istintivo e genuino. (''[[Zsigmond Móricz|MÓRICZ Zsigmond]]'', vol. III, p. 649)
*''Ifigenia'', scritto in forma di diario, narra la vita, dalla infanzia alla maturità, di una ragazza appartenente alla borghesia venezuelana; la scrittrice ha saputo ritrarre con grande evidenza i pregiudizi, le falsità e le convenzioni della aristocrazia e della borghesia agli inizi del secolo. La tesi femminista del libro non disturba e non intacca che in minima parte il delicato e sottile tessuto del racconto. (''[[Teresa de la Parra|PARRA Teresa de la]]'', vol. III, p. 970)
*Il linguaggio poetico della ''P.'' rivela una grande dimestichezza con lo stile, estremamente raffinato, del più classico Settecento inglese. [...]<br>Sebbene non si discosti dagli schemi tradizionali, la poesia dell'A. ha, in questi ben precisi limiti, momenti felici e una sua spontaneità e vigoria di immagini. (''[[Ruth Pitter|PITTER Ruth]]'', vol. III, p. 1082)
===Volume IV===
*Personalità libera, sensibilissima ai problemi del tempo, la ''R.'' ha preso spesso posizione sulla rivista d'avanguardia "Transition" contro ogni forma di dispotismo, battendosi in particolare a favore dell'emancipazione dei negri. (''[[Laura Riding|RIDING Laura]]'', vol. IV, p. 113)
*La poesia della ''R.'' tenta di rivelare le forme più segrete e meno comuni del reale attraverso una specie di "geometria di idee". Un breve componimento come "The Map of Places" [La carta topografica] esplora, ad esempio, il rapporto fra realtà e simbolo, fra scoperta e definizione [...]. (''[[Laura Riding|RIDING Laura]]'', vol. IV, p. 113)
*I suoi versi migliori sono quelli ispirati alla natura e al sentimento umano. Il carattere allegorico risulta spesso una forma di pudore, per evitare l'espressione diretta di certe verità o preoccupazioni, soprattutto di natura erotica. (''[[Christina Rossetti|ROSSETTI Christina Georgina]]'', vol. IV, p. 211)
*Nei primi suoi romanzi, [...], quasi tutti di argomento storico, la ''S.'' tenta sui suoi personaggi una approfondita indagine psicologica, d'impostazione freudiana, perché appaiano i motivi dei loro squilibri psichici. Con spietata lucidità, tali motivi vengono designati negli abusi di un'educazione spiritualista e nell'ignoranza puritana della vita istintiva e dei sensi. (''[[Evelyn Scott|SCOTT Evelyn]]'', vol. IV, p. 432)
*La ''S.'' è scrittrice coraggiosa e spesso cruda, pur conservando in tutte le sue pagine un'emotività tipicamente femminile che riconduce il suo stile a certa appassionata letteratura sociale delle scrittrici fine Ottocento: la lotta politica si ammanta di passionalità, l'ideale si confonde con l'istinto, la sofferenza e l'orrore si venano di patetico. (''[[Lidija Nikolaevna Sejfullina|SEJFULLINA Lidija Nikolaevna]]'', vol. IV, p. 439)
*Manifestazione esasperata della rivolta contro il razionale iniziata col primo romanticismo, il surrealismo ha prodotto, seppure raramente, forme di poesia di indiscutibile fascino e di assoluta originalità. (''[[Surrealismo|SURREALISMO]]'', vol. IV, p. 718)
*Motivi folkloristici e di un romanticismo caratteristico dell'epoca pervadono la narrativa della ''S.'' Creature pronte a sacrificarsi per la felicità altrui, le sue eroine possono dirsi immagini di una specie di messianismo femminile. (''[[Karolina Světlá|SVĚTLÁ Karolina]]'', vol. IV, p. 727)
*I romanzi dell'A. – alcuni dei quali tradotti in varie lingue – hanno quasi tutti una trama complessa, con numerosi personaggi; il loro merito sta specialmente in una colorita rappresentazione ambientale. Valgono poco, invece, i drammi. (''[[Maila Talvio|TALVIO Maila]]'', vol. IV, p. 764)
*Personalità modesta ma genuina, l'A., nelle prove migliori, quali ''La luna'', 1942, ha saputo armonizzare sentimenti di stampo ottocentesco con una certa asciuttezza moderna. (''[[Corinna Teresa Ubertis|TÉRÉSAH]]'', vol. IV, p. 816)
*La poesia dell'A. vuol essere una preparazione spirituale alla morte e sembra concludersi nel colloquio diretto con Dio. La gioia di vivere, l'ardore della giovinezza e le vicenda delle stagioni formano, tuttavia, lo sfondo di tale colloquio, nel quale il pretesto è dato sempre da un'occasione terrena. (''[[Maria Barbara Tosatti|TOSATTI Barbara Maria]]'', vol. IV, p. 884)
*Alla concezione di una sessualità fine a se stessa e quindi liberata da ogni vincolo etico e sociale, l'A. oppose, fin dall'inizio della sua attività di scrittrice, un ideale essenzialmente etico dell'unione fra uomo e donna, che potesse trovare la sua giustificazione sotto l'aspetto dell'integrazione umana nella concreta forma della famiglia. (''[[Sigrid Undset|UNDSET Sigrid]]'', vol. IV, p. 958)
*''La isla de los cánticos'' [L'isola dei cantici], 1925, è da considerare come l'espressione più elevata della sua poesia. Riprendendo i contenuti e forme del modernismo, l'A. rivelò una personalità eccezionale, inaugurando in Uruguay, con D. Agustini, una nobile e umanissima tradizione di lirica femminile. (''[[María Eugenia Vaz Ferreira|VAZ FERREIRA María Eugenia]]'', vol. IV, p. 1019)
*Nelle ultime liriche [...] la poesia della ''V. F.'' acquista toni più originali. Di fronte a un mondo immerso in un malinconico grigiore, davanti alla visione della vanità del vivere, il suo orgoglio cede e la sua lirica esprime un'accorata amarezza in toni intimi e sommessi, tanto più efficaci quanto più la poetessa riesce a smorzare gli impeti della sua passione in versi ricchi di una sommessa armonia. (''[[María Eugenia Vaz Ferreira|VAZ FERREIRA María Eugenia]]'', vol. IV, p. 1019)
*{{NDR|''Storia dell'arte italiana''}} Essa è considerata da alcuni come una vera e propria rivoluzione culturale, che attraverso scoperte e rivalutazioni e accostamenti di civiltà pittoriche diverse – dal mosaico alto-medievale al disegno, alla pittura rinascimentale, al manierismo – ha dato un nuovo profilo ai criteri del gusto in Italia. (''[[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|VENTURI Adolfo]]'', vol. IV, p. 1027)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*''Dizionario universale della letteratura contemporanea'', direttore Alberto Mondadori, 5 voll., Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1959.
[[Categoria:Enciclopedie]]
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Lilith
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Spinoziano
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{{voce tematica}}
[[File:Lilith (John Collier painting).jpg|thumb|''Lilith'' (John Collier, 1887)]]
'''Lilith''', personaggio mitologico.
==Citazioni su Lilith==
*''Bestie selvatiche si incontreranno con iene, | i sàtiri si chiameranno l'un l'altro; | là si poserà anche Lilit | e vi troverà tranquilla dimora.'' (''[[Libro di Isaia]]'')
*''Lei, per un istante tra le braccia | l'attimo dopo un'ombra lontana, | lei, luce dell'alba, | la cui nudità scorgono solo i ciechi | donna libera, donna in catene, | donna libera, persino dalla libertà, | punto dove l'inferno e il paradiso s'incontrano in pace | desiderio assoluto e voglia di desiderare, | Lilith, albero chinato dal peso dei suoi fiori | Lilith, fulmine all'orlo dell'abisso | Lilith, tenera nella vittoria, potente nella sconfitta, | Lilith, senza certezze, senza bisogni | che parla per tutte le donne, | che vede, senza mai scegliere | che sceglie, senza mai sprecare | Lilith, per tutti gli uomini | pronta a tradire il suo sesso, | pronta a tradire, | Lilith, i cui mille tagli sono più teneri di mille baci. | Lilith, la peccatrice devota, | poeta demone e demone poeta, | trovatela in me, trovatela nei sogni, | trovatela e prendete da lei | quello che desiderate, | prendete ogni cosa, prendete tutto: | Nulla sarà mai abbastanza.'' ([[Joumana Haddad]])
*Ora, la storia di Eva è scritta, e la sanno tutti; la storia di Lilit invece si racconta soltanto, e così la sanno in pochi, anzi le storie, perché sono tante. Te ne racconterò qualcuna [...]. La prima storia è che il Signore non solo li fece uguali, ma con l'argilla fece una sola forma, anzi un Golem, una forma senza forma. Era una figura con due schiene, cioè l'uomo e la donna già congiunti; poi li separò con un taglio, ma erano smaniosi di ricongiungersi, e subito Adamo volle che Lilit si coricasse in terra. Lilit non volle saperne: perché io di sotto? non siamo forse uguali, due metà della stessa pasta? Adamo cercò di costringerla, ma erano uguali anche di forze e non riuscì, e allora chiese aiuto a Dio: era maschio anche lui, e gli avrebbe dato ragione. Infatti gli diede ragione, ma Lilít si ribellò: o diritti uguali, o niente; e siccome i due maschi insistevano, bestemmiò il nome del Signore, diventò una diavolessa, partì in volo come una freccia e andò a stabilirsi in fondo al mare. ([[Primo Levi]])
==Voci correlate==
*[[Adamo]]
*[[Eva]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Personaggi della mitologia]]
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Claudio Villa (fumettista)
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Danyele
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[[File:Claudio Villa (fumettista).jpg|thumb|Claudio Villa nel 2012]]
'''Claudio Villa''' (1959 – vivente), fumettista e illustratore italiano.
==Citazioni di Claudio Villa==
*Ci può anche essere chi lavora a rimorchio del lavoro degli altri. Tipo i cavalli o i cappelli di [[Giovanni Ticci]] sono un punto di riferimento per ogni disegnatore di [[Tex]]. Tutti abbiamo avuto la tentazione di prendere un suo cavallo, bellissimo, e copiarlo. Però poi pensi alla fatica che ha fatto e ti metti a studiare anche tu.<ref>Dall'intervista di Andrea Fiamma, ''[https://fumettologica.it/2023/03/claudio-villa-intervista-fumetti-bonelli-tex/ Intervista a Claudio Villa, ospite d’onore di Lucca Collezionando 2023]'', ''[[Fumettologica|fumettologica.it]]'', 23 marzo 2023.</ref>
*[[Aurelio Galleppini|Galep]] ha fatto scuola nelle copertine di Tex. E ancora molti lettori, giustamente, lo vedono come "il copertinista" di Tex. Chiunque venga dopo di lui è solo un rimpiazzo, nemmeno molto efficace. [...] Le copertine di Tex sono un misto di tradizione e immagini che si rifanno a una cultura western che deve essere ancorata intorno agli anni Cinquanta. Se si esce da questo canone si rischia di non rendere più riconoscibile il personaggio in edicola, dove il lettore si aspetta di vedere un Tex sicuramente trionfante, che combatte a suon di Bang Bang, Zip, Zip. Qualsiasi scostamento dal tipo di cultura dell'immagine a cui Tex è legato, lo snaturerebbe. Il difficile sta proprio qui: riuscire ogni mese a dare una copertina "in linea" con la cultura di riferimento di Tex, senza rinnegarla, anche in presenza di contenuti inediti. Facile a parole, un po' meno nel lavoro.<ref name="Dilauro">Da Lorenzo di Lauro, ''[https://www.periodicoclinamen.it/intervista/intervista-a-claudio-villa/ Intervista a Claudio Villa]'', ''periodico clinamen''.</ref>
*Quando mi hanno passato da [[Martin Mystère]] (personaggio che disegnavo per la Bonelli all'epoca) a Tex, mi sembrava di sognare. Ho sempre amato il [[western]], e trovarmi nelle condizioni di poterlo disegnare era un punto d'arrivo, nella mia ingenuità. Ho capito dopo che era un punto di partenza. Perché con Tex , sei tu al suo servizio e non viceversa. Devi capire chi è, come si comporta, com'è la sua psicologia e poi, forse, lo puoi "raccontare" con cognizione di causa. E Tex è una brutta bestia. Nel senso che se non lo "racconti" in un certo modo, "non è lui". Puoi fare un [[cowboy]] vestito come lui, con la sua faccia, ma se non lo fai "essere" Tex, non è lui. È una situazione che ti accompagna giorno dopo giorno, tavola dopo tavola, anno dopo anno. Capire Tex e "raccontarlo" al meglio è il traguardo, mai raggiunto, per ogni disegnatore. Più lo disegni, più lo "frequenti", più lo conosci e più capisci come descriverlo al lettore. È necessario un lavoro silente e non percepito dal lettore perché gli appassionati si trovino di fronte al "vero" Tex. È un processo che non ha fine. Ancora oggi imparo, capisco e conosco Tex più di ieri.<ref name="Dilauro"/>
==Citazioni su Claudio Villa==
*Il Tex di Claudio Villa guida lo stile di tutti i disegnatori. ([[Laura Zuccheri]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Villa, Claudio}}
[[Categoria:Fumettisti italiani]]
[[Categoria:Illustratori italiani]]
dnbpwwfpx679tkn56h5phtvjcrhhl25
Il ladro (film 1956)
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text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano = Il ladro
|titolo alfabetico = Ladro
|immagine = The-Wrong-Man-poster.jpg
|didascalia =
|genere = drammatico
|regista = [[Alfred Hitchcock]]
|soggetto = [[Maxwell Anderson]]
|sceneggiatore = Maxwell Anderson, [[Angus MacPhail]]
|produttore = Alfred Hitchcock
|attori = * [[Henry Fonda]]: Manny Balestrero
* [[Vera Miles]]: Rose Balestrero
* [[Anthony Quayle]]: avvocato O'Connor
* [[Harold J. Stone]]: tenente di polizia Bowers
* [[Nehemiah Persoff]]: Gene Conforti
* [[Lola D'Annunzio]]: Olga Balestrero Conforti
* [[Ester Minciotti]]: madre di Manny
* [[Charles Cooper (attore)|Charles Cooper]]: detective Matthews
* [[Dayton Lummis]]: giudice
* [[Richard Robbins (attore)|Richard Robbins]]: Daniel, il vero ladro
* [[Alfred Hitchcock]]: sé stesso
|doppiatori italiani = * [[Gualtiero De Angelis]]: Manny Balestrero
* [[Renata Marini]]: Rose Balestrero
* [[Pino Locchi]]: avvocato O'Connor
* [[Mario Pisu]]: tenente di polizia Bowers
* [[Gianfranco Bellini]]: Gene Conforti
* [[Giovanna Scotto]]: madre di Manny
* [[Giuseppe Rinaldi]]: detective Matthews
* [[Olinto Cristina]]: giudice
* [[Mario Besesti]]: Alfred Hitchcock
}}
'''''Il ladro''''', film statunitense del 1956 con [[Henry Fonda]] e [[Vera Miles]], regia di [[Alfred Hitchcock]].
==[[Incipit]]==
È [[Alfred Hitchcock]] che vi parla. In passato vi ho dato una serie svariata di film gialli, ma questa volta voglio presentarvene uno di tipo diverso. La differenza consiste nel fatto che questa è una storia vera, parola per parola. Essa contiene, però, degli elementi che sono più strani di tutte le invenzioni che intervengono nei film del brivido che ho finora diretto. ('''[[Alfred Hitchcock]]''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Rose''': Fai le parole crociate?<br>'''Manny''': No, è un giochetto che mi diverte. Scelgo i vincitori delle corse in programma e scrivo a fianco le scommesse che farei. Il giorno dopo calcolo quanto avrei perso o vinto.<br>'''Rose''': Non sapevo che ti piacessero i cavalli.<br>'''Manny''': È l'aritmetica che mi piace, cara. Ho lo spirito del musicista e come tutti i musicisti sono affascinato dalla matematica. Non siamo ricchi ma facciamo pronostici.<br>'''Rose''': Sarebbe bello se riuscissi a vincere trecento dollari.<br>'''Manny''': So per esperienza che debbo pagare ciò che mi serve. Non vincerò quella somma, la prenderò in prestito.
*'''Bob''': Dici che suonavo bene?<br>'''Manny''': Certamente. Ma per nessuna ragione devi perdere il ritmo. È stupido sgobbare per poi rinunciare.
*'''Manny''': Io sono assolutamente innocente.<br>'''Bowers''': Non possiamo credervi così sulla parola, vedete, dobbiamo indagare su di voi prima di rimandarvi a casa.<br>'''Manny''': Indagare cosa?<br>'''Bowers''': Sono delle semplici formalità. Ma voglio dirvi una cosa: se uno è [[Innocenza|innocente]] non ha di che preoccuparsi, solo chi ha commesso cattive azioni deve aver paura.
==Citazioni su ''Il ladro''==
*Dietro lo sguardo probo di [[Henry Fonda]] si agitano i fantasmi della sua micidiale esperienza, una specie di incubo a occhi aperti che ha polverizzato in poche battute tutti i dogmi dei diritti civili. ([[Jacques Lourcelles]])
*È un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Hitchcock ha reso impossibile l'identificazione dello spettatore con il protagonista del dramma, relegandoci al ruolo di testimoni. Siamo accanto a Fonda, steso nella sua cella, assieme a lui, in automobile e per le strade, ma non siamo mai al suo posto e questo, nel cinema di Hitchcock, è un'innovazione, perché la suspense dei suoi film precedenti era fondata appunto sull'identificazione. Hitchcock ha voluto in questa occasione far provare al pubblico uno choc di tipo diverso e più raro del famoso brivido abituale. ([[François Truffaut]])
*''Il ladro'' esemplifica bene il modello del mondo hitchcockiano: un incubo [[Franz Kafka|kafkiano]] fondato sull'errore o sul gioco di identità, nel quale ogni protesta è inutile perché in quel mondo si è ciò che gli altri credono che noi siamo. Il che, in altre, parole, significa che non esiste un sistema personale di vita, un mondo familiare che ci siamo bene o male costruiti attorno con l'intento di avere sempre vicino a noi dei punti di riferimento che ci consentano di non precipitare nell'incertezza. ([[Franco La Polla]])
*Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[il Morandini]]'')
*Un film kafkiano che partorisce un film cristiano, riassunto commovente e senza dubbio rovesciato della storia spirituale del 20° secolo. ([[Jacques Lourcelles]])
==Altri progetti==
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{{Film di Alfred Hitchcock}}
[[Categoria:Film drammatici]]
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text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano = Il ladro
|titolo alfabetico = Ladro
|immagine = The-Wrong-Man-poster.jpg
|didascalia =
|genere = drammatico
|regista = [[Alfred Hitchcock]]
|soggetto = [[Maxwell Anderson]]
|sceneggiatore = Maxwell Anderson, [[Angus MacPhail]]
|produttore = Alfred Hitchcock
|attori = * [[Henry Fonda]]: Manny Balestrero
* [[Vera Miles]]: Rose Balestrero
* [[Anthony Quayle]]: avvocato O'Connor
* [[Harold J. Stone]]: tenente di polizia Bowers
* [[Nehemiah Persoff]]: Gene Conforti
* [[Lola D'Annunzio]]: Olga Balestrero Conforti
* [[Ester Minciotti]]: madre di Manny
* [[Charles Cooper (attore)|Charles Cooper]]: detective Matthews
* [[Dayton Lummis]]: giudice
* [[Richard Robbins (attore)|Richard Robbins]]: Daniel, il vero ladro
* [[Alfred Hitchcock]]: sé stesso
|doppiatori italiani = * [[Gualtiero De Angelis]]: Manny Balestrero
* [[Renata Marini]]: Rose Balestrero
* [[Pino Locchi]]: avvocato O'Connor
* [[Mario Pisu]]: tenente di polizia Bowers
* [[Gianfranco Bellini]]: Gene Conforti
* [[Giovanna Scotto]]: madre di Manny
* [[Giuseppe Rinaldi]]: detective Matthews
* [[Olinto Cristina]]: giudice
* [[Mario Besesti]]: Alfred Hitchcock
}}
'''''Il ladro''''', film statunitense del 1956 con [[Henry Fonda]] e [[Vera Miles]], regia di [[Alfred Hitchcock]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
È [[Alfred Hitchcock]] che vi parla. In passato vi ho dato una serie svariata di film gialli, ma questa volta voglio presentarvene uno di tipo diverso. La differenza consiste nel fatto che questa è una storia vera, parola per parola. Essa contiene, però, degli elementi che sono più strani di tutte le invenzioni che intervengono nei film del brivido che ho finora diretto. ('''Hitchcock''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Rose''': Fai le parole crociate?<br>'''Manny''': No, è un giochetto che mi diverte. Scelgo i vincitori delle corse in programma e scrivo a fianco le scommesse che farei. Il giorno dopo calcolo quanto avrei perso o vinto.<br>'''Rose''': Non sapevo che ti piacessero i cavalli.<br>'''Manny''': È l'aritmetica che mi piace, cara. Ho lo spirito del musicista e come tutti i musicisti sono affascinato dalla matematica. Non siamo ricchi ma facciamo pronostici.<br>'''Rose''': Sarebbe bello se riuscissi a vincere trecento dollari.<br>'''Manny''': So per esperienza che debbo pagare ciò che mi serve. Non vincerò quella somma, la prenderò in prestito.
*'''Bob''': Dici che suonavo bene?<br>'''Manny''': Certamente. Ma per nessuna ragione devi perdere il ritmo. È stupido sgobbare per poi rinunciare.
*'''Manny''': Io sono assolutamente innocente.<br>'''Bowers''': Non possiamo credervi così sulla parola, vedete, dobbiamo indagare su di voi prima di rimandarvi a casa.<br>'''Manny''': Indagare cosa?<br>'''Bowers''': Sono delle semplici formalità. Ma voglio dirvi una cosa: se uno è [[Innocenza|innocente]] non ha di che preoccuparsi, solo chi ha commesso cattive azioni deve aver paura.
==Citazioni su ''Il ladro''==
*Dietro lo sguardo probo di [[Henry Fonda]] si agitano i fantasmi della sua micidiale esperienza, una specie di incubo a occhi aperti che ha polverizzato in poche battute tutti i dogmi dei diritti civili. ([[Jacques Lourcelles]])
*È un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Hitchcock ha reso impossibile l'identificazione dello spettatore con il protagonista del dramma, relegandoci al ruolo di testimoni. Siamo accanto a Fonda, steso nella sua cella, assieme a lui, in automobile e per le strade, ma non siamo mai al suo posto e questo, nel cinema di Hitchcock, è un'innovazione, perché la suspense dei suoi film precedenti era fondata appunto sull'identificazione. Hitchcock ha voluto in questa occasione far provare al pubblico uno choc di tipo diverso e più raro del famoso brivido abituale. ([[François Truffaut]])
*''Il ladro'' esemplifica bene il modello del mondo hitchcockiano: un incubo [[Franz Kafka|kafkiano]] fondato sull'errore o sul gioco di identità, nel quale ogni protesta è inutile perché in quel mondo si è ciò che gli altri credono che noi siamo. Il che, in altre, parole, significa che non esiste un sistema personale di vita, un mondo familiare che ci siamo bene o male costruiti attorno con l'intento di avere sempre vicino a noi dei punti di riferimento che ci consentano di non precipitare nell'incertezza. ([[Franco La Polla]])
*Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[il Morandini]]'')
*Un film kafkiano che partorisce un film cristiano, riassunto commovente e senza dubbio rovesciato della storia spirituale del 20° secolo. ([[Jacques Lourcelles]])
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Film di Alfred Hitchcock}}
[[Categoria:Film drammatici]]
[[Categoria:Film noir]]
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{{voce tematica}}
[[File:Group of Crow Indian Chiefs PK-F-72.43117, PK-F-72.43118.jpg|thumb|Un gruppo di capi Crow]]
Citazioni sui '''Crow'''.
*Gli Utes e le Teste Piatte generalmente sono pacifici, i Corvi invece sono pericolosi: bravi guerrieri. A mio parere i Corvi sono gli indiani più belli che ci siano e i più cattivi, e non c'è uomo che gli tenga testa andando a cavallo. Una volta ne vidi un gruppo all'attacco in piena velocità, una gamba sul dorso del cavallo, una mano aggrappata alla criniera, sparare da sotto il collo della bestia. Eh, ma sono una razza di svergognati, fannulloni. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!]]'')
*– I Corvi non sono cattivi, ci ho passato un paio di inverni insieme giù ad Absaroka: se non li offendi nell'onore non ti danno noie.<br>– E se ti fidi della loro onestà ti ritrovi senza le mutande. (''[[I giganti del West]]'')
*Tenente, voglio dirle una cosa che forse non sa: insieme con i Sioux, gli indiani Corvi sono con ogni probabilità la migliore cavalleria che esista al mondo. E questo significa che cercare di attaccarli frontalmente, come dice lei, potrebbe costare molto caro ai suoi uomini. [...] Aspettiamo che faccia notte e poi, prima dell'alba, io e Sam ci infiliamo nel loro accampamento e gli facciamo scappare i cavalli. E un guerriero Corvo senza cavallo è come un uccello senza le ali. (''[[Alla conquista del West]]'')
==Voci correlate==
*[[Nativi americani]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|wikt=Crow|w_preposizione=riguardante i|preposizione=sui}}
[[Categoria:Gruppi etnici nativi americani]]
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Johan Derksen
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Danyele
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[[File:Portret Johan Derksen 2014.jpg |thumb|Johan Derksen nel 2014]]
'''Johannes Gerrit "Johan" Derksen''' (1949 – vivente), giornalista sportivo ed ex calciatore olandese.
==Citazioni di Johan Derksen==
*{{NDR|Su [[Jutta Leerdam]].}} Vive già come una milionaria, con jet privati e tutto il resto. Il suo comportamento è orribile per me, come quello di una diva. Se fossi il suo allenatore, non lo tollererei.<ref>Citato in ''[https://www.corriere.it/sport/olimpiadi-invernali/26_febbraio_17/jutta-leerdam-biancheria-intima-nike-soldi-19f85a90-5ac8-4c3c-bf67-c44ef8049xlk.shtml Jutta Leerdam mostra la biancheria intima dopo l'oro nel pattinaggio di velocità: «Dalla Nike intasca un milione di dollari»]'', ''corrire.it'', 17 febbraio 2026.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{S}}
{{DEFAULTSORT:Derksen, Johannes Gerrit}}
[[Categoria:Calciatori olandesi]]
[[Categoria:Giornalisti olandesi]]
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Jutta Leerdam
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Danyele
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/* Citazioni su Jutta Leerdam */ typo
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text/x-wiki
[[File:Jutta Leerdam (2018, DWDD).png|thumb|Jutta Leerdam nel 2018]]
'''Jutta Monica Leerdam''' (1998 – vivente), pattinatrice olandese.
==Citazioni su Jutta Leerdam==
*Vive già come una milionaria, con jet privati e tutto il resto. Il suo comportamento è orribile per me, come quello di una diva. Se fossi il suo allenatore, non lo tollererei. ([[Johan Derksen]])
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{S}}
{{DEFAULTSORT:Leerdam, Jutta}}
[[Categoria:Pattinatori olandesi]]
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[[Profezie sul 21 dicembre 2012]]{{,}}
[[Patriarcato (sociologia)]]{{,}}
[[Francesco Saverio del Carretto]]{{,}}
[[Gretchen Walsh]]{{,}}
[[Gustavo Strafforello]]{{,}}
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[[Friedrich Overbeck]]{{,}}
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[[Mario Donnini]]{{,}}
[[Finale del campionato europeo di calcio 1968]]{{,}}
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[[Roberto Beccantini]]{{,}}
[[Gaetano Scirea]]{{,}}
[[Matteo Marani]]{{,}}
[[Adalberto Bortolotti]]{{,}}
[[Giovanni Trapattoni]]{{,}}
[[Daniele Santarelli]]{{,}}
[[Pietro Vierchowod]]{{,}}
[[Liam Brady]]{{,}}
[[Vladimiro Caminiti]]{{,}}
[[Enrico Bertolino]]
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NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}"
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[[Categoria:Template selezione]]
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Ken il guerriero (serie animata)
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Udiki
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text/x-wiki
{{FictionTV
|titoloitaliano= Ken il guerriero
|tipofiction= Serie anime
|immagine= Hokuto No Ken tv series logo.png
|didascalia= Logo della serie
|dimensioneimmagine=
|titolooriginale= 北斗の拳
|paese= Giappone
|anno= 1984 – 1987
|genere= anime
|stagioni=
|episodi= 109
|regista= [[Toyoo Ashida]]
|ideatore= [[Buronson]] e [[Tetsuo Hara]]
|doppiatorioriginali=*[[Akira Kamiya]]: [[Kenshiro]]
*[[Mie Suzuki]]: Bart
*[[Tomiko Suzuki]]: Lynn
*[[Toshio Furukawa]]: Shin
*[[Yuriko Yamamoto]]: Julia
*[[Kaneto Shiozawa]]: Rei
*[[Toshiko Fujita]]: Mamiya
*[[Takaya Hashi]]: Toki
*[[Kenji Utsumi]]: [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]]
*[[Norio Wakamoto]]: Raoul (ep. 32)/Shuren
*[[Ryuji Saikachi]]: Ryuken
*[[Junji Chiba]]: Ryuken (ep. 5)
*[[Kouji Totani]]: Jagger
*[[Arisa Andou]]: Airy
*[[Bin Shimada]]: Yuda
*[[Katsuji Mori]]: Shu
*[[Banjo Ginga]]: Souther
*[[Hideyuki Hori]]: Ryuga
*[[Takeshi Aono]]: Rihaku
*[[Kazuyuki Sogabe]]: Wein
*[[Shozo Iizuka]]: Fudo
*[[Yoshito Yasuhara]]: Juza
*[[Mika Doi]]: Tou
|doppiatoriitaliani=*[[Alessio Cigliano]]: [[Kenshiro]]/Shuren (ep. 105)
*[[Graziella Polesinanti]]: Bart/Airy/Tou (ep. 92, 95-99)
*[[Daniela Caroli]]: Lynn/Julia/Mamiya/Tou (ep. 83-91)
*[[Bruno Cattaneo]]: Shin/Rei/Toki (ep. 76-109)/Ryuken/Shu/Rihaku (ep. 86, 92, 101-102)/Fudo
*[[Wladimiro Grana]]: Toki (ep. 33-46)
*[[Norman Mozzato]]: [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]]/Rihaku (ep. 91)
*[[Sergio Antonica]]: Ryuken (ep. 98)/Souther/Rihaku (ep. 99-100)/Juza (ep. 97)
*[[Giorgio Giuliano]]: Jagger (ep. 102)/Yuda/Rihaku (ep. 83-85)
*[[Francesco Caruso Cardelli]]: Souther (ep. 109)/Wein (ep. 105)
*[[Marco Mete]]: Toki (ep. 47-72)/Ryuga/Shuren/Juza
*[[Sandro Dori]]: Rihaku (ep. 87-89, 93-95)
*[[Ambrogio Colombo]]: Rihaku (ep. 96-98)
*[[Marcello Mandò]]: Rihaku (ep. 105-109)
*[[Massimo Pizzirani]]: Juza (ep. 105)
*[[Stefanella Marrama]]: Tou (ep. 93)
|note=
}}
'''''Ken il guerriero''''', anime di [[Toyoo Ashida]], tratto dal [[Ken il guerriero|manga omonimo]] di [[Buronson]] e [[Tetsuo Hara]].
==[[Incipit]] della serie televisiva==
{{Incipit serie televisive}}
Siamo alla fine del XX secolo: il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche, sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l'aspetto di desolati deserti; tuttavia la razza umana era sopravvissuta. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
==Capitolo 1==
===Episodio 1, ''Sotto il segno dell'Orsa Maggiore''===
*La guerra nucleare ha distrutto ogni forma di società civile. Il pianeta Terra oggi è tornato ad essere dominato dalla violenza e dalla barbarie. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*La costellazione dell'Orsa Maggiore: il potere che essa conferisce a chi nasce sotto il suo segno è terrificante. Dicono che con la sola forza della mente si possa concentrare tutta l'energia circostante in un unico punto all'interno del corpo dei propri nemici e poi liberarla con effetti devastanti; e solo chi ha le sette stelle sul petto è capace di farlo. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*'''Lynn''': Perché stai andando via, Ken?<br>'''Anziano''': Perché l'uomo dalle sette stelle deve andare dove c'è bisogno di lui, a portare la luce dell'Orsa Maggiore di villaggio in villaggio. Ora capisci perché se n'è andato, Lynn? Per portare la luce.
===Episodio 2, ''Fante di Picche''===
*'''Fante di Picche''': Chi sei tu per dare degli ordini?<br>'''Kenshiro''': È molto semplice: hai davanti a te il predestinato della costellazione dell'Orsa Maggiore, e la tua freccia non può procurarmi alcun danno. Non riuscirai mai ad uccidermi.
*Voglio offrirti un'altra opportunità, ma mira meglio. Attento, se sbagli perderai l'occhio destro. ('''Kenshiro''')
*In questi tempi di barbarie la vita è così difficile. Bisogna combattere per un tozzo di pane e per un sorso d'acqua. Quando ero giovane, il grano copriva i campi, i papaveri sbocciavano fra le nessi, gli uccelli cinguettavano sugli alberi da frutta e i pesci sguazzavano nei torrenti. Adesso invece è più prezioso un sacchetto di semi che la vita di un uomo. ('''Smith''')
*'''Kenshiro''': Metti in moto.<br>'''Bart''': Come "metti in moto"? Proprio adesso che posso soddisfare il mio stomaco? Dopo tutta la fatica che ho fatto vorresti privarmi della giusta ricompensa? Io non mi muovo di qui.<br>'''Kenshiro''': Ascolta il tuo cuore. Non senti dei bambini che piangono?<br>'''Bart''': Sento solo il mio stomaco.<br>'''Kenshiro''': Le loro povere madri non hanno né latte né pane da dargli. Sono tutti affamati.<br>'''Bart''': E va bene, andiamo!
*'''Fante di Picche''': Ora non ti rimane che implorare pietà.<br>'''Kenshiro''': Invece sei tu che dovresti supplicarmi per aver salva la vita.
*Le persone di solito usano circa il 30% della propria energia. Il segreto dei predestinati dall'Orsa Maggiore è che loro sono in grado di usare anche il restante 70%.('''Kenshiro''')
*Questo è un colpo ad effetto ritardato. Quando toglierò i pollici dalle tue terminazioni nervose ti rimarranno solo sette secondi di vita. ('''Kenshiro''')
===Episodio 3, ''L'artiglio''===
*Mentre anche le persone più ordinarie possono apprezzare la buona musica, solo pochi uomini privilegiati sono in grado di apprezzare il fascino del [[Malignità|maligno]]. ('''Shin''')
*L'uomo che ha il coraggio di affrontare il suo [[Dio]] con ferrea volontà e che riesce a sconfiggerlo, ebbene sarà l'abitante di questo paradiso con tutte le sue bellezze. ('''Shin''')
*Il silenzio è d'oro. Questa è una norma che dovresti imparare. ('''Kenshiro''')
*Non ti sei reso conto di essere già morto? ('''Kenshiro''')
*L'ho colpito in un punto particolare, paralizzandogli i centri nervosi. È una mossa che si chiama "Colpo alle tempie". ('''Kenshiro''')
*È uno dei miei colpi speciali. Colpisce un centro vitale. Tu morirai nel giro di trenta secondi. [...] La tua spina dorsale si spezzerà in due. Hai ancora venti secondi di tempo, perciò rassegnati. ('''Kenshiro''')
*Chi ha paura in battaglia merita di morire, subito. ('''Shin''')
===Episodio 4, ''Il gigante''===
*'''Shin''': Osserva che brillantezza e che luce hanno questi gioielli. Io sono l'unico uomo al mondo a cui è giusto che essi appartengano e che possa permettersi una simile bellezza, però me ne privo per cederli a te.<br>'''Julia''': Io non li voglio, e posso anche spiegarti il perché: mi domando quante persone siano state uccise per ottenere quei gioielli.<br>'''Shin''': Non mi sembri affatto lusingata, Julia.<br>'''Julia''': Non riesco a scorgervi tutta quella bellezza di cui stai parlando. In quei gioielli io vedo soltanto gente che soffre, dolore, ansia, afflizzione e tristezza.<br>'''Shin''': Il potere è la giustizia stessa. Guarda! Posso frantumare un diamante stringendolo fra le dita. Sono forte e invincibile, Julia. Soltanto con te non ho avuto successo.
*Non sei mai appartenuto alla razza umana. Sei solo un maiale. ('''Kenshiro''')
*E adesso, disintegratevi! ('''Kenshiro''')
*Nell'universo esistono la stella del Nord e la stella del Sud. Tutto quanto è eguale: uomini e donne, oscurità e chiarore. Nel karate, esiste la stessa cosa: esiste il karate della stella del Nord e il karate della stella del Sud. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*La mia abilità non conosce avversari. ('''Kenshiro''')
*Shin, io ti conosco bene. Sono ritornato dall'inferno solo per batterti. Non hai scampo. Ti inseguirò ovunque tu vada. ('''Kenshiro''')
===Episodio 5, ''Ritorno dall'inferno''===
*La mia nuova città è quasi finita. Risplende nella sua bellezza. È grande, è la città dei nostri sogni, è la città dove ogni uomo vorrebbe abitare. Julia, dedicherò questo paradiso a te. L'intera città ormai ti appartiene, è tua. ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Chi ha il [[potere]] decide le [[Legge|leggi]] da solo. È un'epoca in cui i potenti possono fare quello che vogliono e io sono fra questi. Mi dispiace per voi! Shin rappresenta il potere e impersona la legge. ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Che cosa vuoi da me, Shin? Abbiamo studiato insieme il karate, e questo dovrebbe unirci per superare le tante difficoltà che incontreremo nel nostro cammino.<br>'''Shin''': Voglio solo dirti che amo Julia da molto tempo.<br>'''Yulia''': Spero che tu stia scherzando. Non ho mai provato niente per te, Shin.<br>'''Shin''': Mi piaci quando fai la dura. Io amo le donne che hanno carattere, soprattutto se sono molto carine come te. Ken, Julia è la mia donna.<br>'''Kenshiro''': Tu sei pazzo! Lei mi ama, è la mia donna. Sono stato chiaro, Shin?<br>'''Shin''': Non avrai pensato di portarmela via? Prendi questo! {{NDR|Colpisce Kenshiro}}<br>'''Kenshiro''': Ti prego, non farlo, Shin! Hai dimenticato gli insegnamenti del maestro?<br>'''Ryuken''': {{NDR|Voce fuori campo}} "La stazione della stella del Nord e quella della stella del Sud non saranno mai nemiche e si rispetteranno vicendevolmente. Entrambe dovranno cooperare per tramandare le antiche tradizioni di questo paese alle generazioni future".<br>'''Shin''': Avevo dimenticato quello che il vecchio maestro diceva, ma adesso ricordo tutto. {{NDR|Distrugge la lapide di Ryuken}}
*I [[Prepotenza|prepotenti]] credono di essere i padroni del mondo, ma prima o poi soccomberanno. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*{{NDR|Flashback}}<br>C'è una differenza fondamentale tra te e me. Quello che mi spinge a fare questo è un sentimento puro e, soprattutto, molto nobile: si chiama [[ambizione]]. Un uomo ambizioso vince qualsiasi battaglia che è costretto ad affrontare. ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Vuoi un consiglio? Non fidarti mai delle [[Donna|donne]]. ('''Shin''')
*Non posso sporcarmi le mani con delle pappamolle come voi. ('''Kenshiro''')
*Sono riuscito a salvarmi dalle fiamme dell'inferno. Adesso, Shin, sarà la tua fine! Julia, amore, ammazzerò chi ti ha tenuta prigioniera per tanto tempo e ti porterò con me. ('''Kenshiro''')
===Episodio 6, ''Berretti rossi''===
*'''Shin''': Guarda, Julia! Questa è la splendida Stella del Sud, la città eterna. L'erba, gli alberi e tutte le meraviglie che vedi appartengono a te.<br>'''Julia''': Shin, ma non capisci che non è questo quello che desidero? Io amo soprattutto la dolcezza e la gentilezza in un uomo. Mi commuovo davanti a uno sguardo dolce e indifeso, capisci? Non è la potenza che mi piace, ma l'innocenza.
*Maledetto bastardo! Comunque sono sicuro che questa volta non mi sfuggirà. Lui è niente rispetto alla mia grandezza. Io ho il potere, nessuno è mai riuscito a battermi. Il mondo mi appartiene! Guarda, piccolo Ken, che cosa sono riuscito a costruire mentre tu navigavi nell'inferno: una città splendente! Basterà un minimo cenno e mille uomini ti attaccheranno. Il tuo corpo diventerà polvere e la tua anima vagherà nell'oscurità. ('''Shin''')
*Il [[cibo]] è cibo, e nutre anche se è stato rubato. ('''Johnny''')
*Gente come voi non mi ha mai fatto paura. Ve ne approfittate dei più deboli, e questo non è coraggio. ('''Kenshiro''')
*È davvero una fatica inutile combattere con dei dilettanti. ('''Maggiore''')
*'''Maggiore''': Complimenti! Erano anni che non incontravo un ragazzo spiritoso come te.<br>'''Kenshiro''': Purtroppo devo dirti che io sarò anche l'ultimo uomo che vedrai prima di andare all'inferno.
*La tecnica della gamba è uno dei segreti del colpo dell'Orsa, Maggiore. Ho cambiato tutto il ritmo del tuo organismo e adesso posso fare di te quello che voglio. ('''Kenshiro''')
*Non disperarti. All'inferno starai bene. ('''Kenshiro''')
*Viviamo in un'era sfortunata. ('''Kenshiro''')
===Episodio 7, ''L'armata di Dio''===
*Il [[formaggio]] serve solo ad attirare il topo. ('''Capitano''')
*Quando arriva il topo, le esche non servono più. ('''Capitano''')
*Non posso permettere che resti impunito un uomo che ha ucciso a sangue freddo delle persone innocenti e indifese. Anche lui deve morire, e morirà subito. ('''Kenshiro''')
*La prima regola della guerra è distrarre il nemico prima del colpo decisivo. ('''Mad''')
*La prima regola della guerra è di prendere il nemico di sorpresa, dico bene sergente Mad? ('''Kenshiro''')
*I predestinati dall'Orsa sanno usare al 100% le proprie capacità e la loro resistenza al veleno è superiore al normale. ('''Kenshiro''')
*Paragonati a me, gli uomini dell'Armata di Dio sono poco più che degli scolaretti. ('''Kenshiro''')
===Episodio 8, ''Il colonnello''===
*L'Armata di Dio! Come osano definirsi così questi criminali? Ma finalmente è giunta l'ora che siano puniti per i loro efferati delitti, e la punizione sarà la morte. ('''Kenshiro''')
*L'Orsa Maggiore mi rende invincibile. ('''Kenshiro''')
*Tra i poteri che mi ha concesso l'Orsa Maggiore c'è anche quello di chiudere la mia mente ad ogni interferenza esterna. ('''Kenshiro''')
*Non sperare di essermi superiore perché sei un predestinato, uomo dalle sette stelle. Ciò che tu hai come dono, io l'ho raggiunto con l'esercizio. ('''Colonnello''')
*Intuivi i miei movimenti dagli occhi e dalle vibrazioni dei muscoli. Tenendo gli occhi chiusi e spostandomi lentamente, non potrai più anticiparmi. ('''Kenshiro''')
*La tua tecnica di combattimento è una pallida imitazione della mia. Io la conosco istintivamente fin dalla nascita. Il mio corpo è il risultato di duemila anni di esperienze. Non saresti mai riuscito a battermi. ('''Kenshiro''')
*Pagherai per i crimini commessi in nome del tuo Dio! ('''Kenshiro''')
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Pietà, non uccidermi, ti prego! Passerò al tuo servizio, sei molto più potente del mio dio. Sarò un tuo servo fedele, ti prego, salvami! Io ucciderò e torturerò chiunque tu mi ordinerai...! ('''Colonnello''')
===Episodio 9, ''La montagna magica''===
*A meno che non abbiate intenzione di morire presto, non usate più questi arnesi. ('''Kenshiro''')
*Keiraku Hikō, ossia, frantumazione del nucleo. Fra un po' la vostra colonna vertebrale andrà in pezzi e i muscoli saranno distrutti. Siete già morti, ma ancora non lo sapete. ('''Kenshiro''')
===Episodio 10, ''L'uomo di fuoco''===
*Ti ho colpito in un punto segreto, uno stoma dei muscoli. Non potrai mai più usare entrambe le braccia da adesso in poi. ('''Kenshiro''')
*Non bisogna mai fidarsi delle sottorazze. ('''Dragon''')
*'''Kenshiro''': Rispondi! Julia è qui?<br>'''Dragon''': No. La ragazza è restata in questa casa soltanto per dieci giorni. Era venuta insieme a Shin e si è trattenuta per un breve periodo. Shin era contento ma lei è l'immagine della tristezza, una ragazza estremamente bella. Ma sfortunatamente niente sembra poterla sottrarre alla sua perenne afflizione.<br>'''Kenshiro''': E Shin dov'è?<br>'''Dragon''': Si trova alla Croce del Sud, un posto estremamente lontano e difficile da raggiungere.<br>'''Kenshiro''': Quella città leggendaria...<br>'''Dragon''': Posso comprendere i tuoi sentimenti. Tu devi odiare Shin, colui che si è presa Julia, la donna che amavi.
*'''Kenshiro''': Questo vino è sangue degli abitanti del villaggio. I loro figli e le loro figlie sono stati portati via e non se ne sa più niente.<br>'''Dragon''': Nel nostro universo vige da sempre la legge del più forte. È una regola elementare di vita.
*Siete dei succhiasangue. Non avete diritto di vivere, e mi incaricherò subito di questa missione. ('''Kenshiro''')
*Queste sono le tue ultime parole. Le tramanderò alla storia. ('''Kenshiro''')
*Posso udire il vento tra gli alberi che intona una melodia. Lo sento. È una melodia di vita. Sì, è una melodia di speranza, una melodia di passato e futuro. Ken sta tornando da me. ('''Julia''')
===Episodio 11, ''I guerrieri''===
*Gli [[Sciacallo|sciacalli]] combattono soltanto quando è necessario. Adesso mi sembra che non lo sia affatto. ('''Sciacallo''')
===Episodio 12, ''L'inseguimento''===
*Hai sempre vissuto come un essere immondo. Adesso almeno affronta la tua morte da uomo. ('''Kenshiro''')
===Episodio 13, ''Un colpo micidiale''===
*Il colpo di Arhat Deva è una tecnica per uccidere originaria dell'antichità con una storia di 5.000 anni. Il suo potere distruttivo era incommensurabile. Pertanto, data la terribile crudeltà, fu proibito ai guerrieri di quel tempo. Per questo, si pensava che nessuno sarebbe riuscito a tramandarne la tecnica. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*Se il colpo di Arhat Deva appartiene solo al figlio del diavolo, vi mostrerò che il Colpo Sacro dell'Orsa è l'incarnazione di [[Indra]], il dio della lotta. ('''Kenshiro''')
*Mi è stato insegnato il segreto della respirazione del drago quando si passa dal silenzio all'azione. Purtroppo devo dirvi che chiunque ha visto questo segreto deve morire. È il destino. ('''Kenshiro''')
===Episodio 14, ''Un uomo giusto''===
*'''Shin''': È davvero una delle città più belle che io abbia mai visto. Ho girato quasi tutto il mondo, ma ti assicuro che non ho mai visto una città splendida come questa, una città sublime! Julia, amore, guarda! Anche il sole sembra fatto a posta per riscaldare le sue mura.<br>'''Julia''': Io vedo solo rovine. Vedo solo una città morta.<br>'''Shin''': Julia, perché ti ostini a essere quella che non sei? Perché volti le spalle alle cose belle che la vita ti sta regalando? Perché rifiuti la felicità che ti sto offrendo?<br>'''Julia''': E invece tu perché non ti accorgi che le tue mani sono lorde di sangue?
*La tua vigliaccheria ti acceca! ('''Kenshiro''')
*Abbiamo perso un uomo giusto. Adesso non ci rimane che pregare per la sua anima. ('''Kenshiro''')
===Episodio 15, ''Il villaggio degli zombi''===
*Svegliatevi, uomini! Uscite dal vostro letargo! È Zaria che ve lo ordina! Uccidete l'uomo dalle sette stelle! Uccidete l'uomo dalle sette stelle! Alzatevi dai vostri giacigli e uccidete l'uomo dalle sette stelle! ('''Zaria''')
*Hai ridotto questa gente in un popolo di zombi, e io non te lo perdonerò! ('''Kenshiro''')
===Episodio 16, ''Serpenti e scorpioni''===
*I [[Serpente|serpenti]] sono animali vendicativi. Non potrei mai morire prima di aver affondato le dita nel tuo collo. ('''Junk''')
*Questa è la posizione dei muscoli liberi. Ho colpito dei centri nervosi che li comandano. Adesso non potrete più muovervi e rimarrete legati l'un l'altro fino alla morte. Per poco formerete una bella coppia! ('''Kenshiro''')
*Julia, devo avere il tuo amore! Ma per riuscirce a ottenere questo, so e ho sempre saputo che Kenshiro... deve morire! ('''Shin''')
===Episodio 17, ''L'adunata''===
*La tecnica di offesa usata più spessa dal nostro nemico si chiama Hokuto Ken. Consiste nel coinvogliare grazie a un processo mentale l'energia all'interno del corpo dell'avversario e poi provocarne l'esplosione. ('''Balcom''')
*Ci sono due grandi stelle nel firmamento: una è Hokuto e l'altra Nanto. Questi astri sono incompatibili fra loro. Voi dovrete fare in modo che sia Nanto l'unica stella a brillare nel cielo! ('''Shin''')
*'''Julia''': Tu per caso sai che cos'è tutto questo rumore che proviene dal salone?<br>'''Saki''': Certo. Laggiù si sono riuniti tutti i soldati del regno, e stanno discutendo su... su come uccidere un certo uomo dalle sette stelle.<br>'''Julia''': Chi?! Saki, sei sicura che parlassero di lui?<br>'''Saki''': Perché? Per caso, è qualcuno che lei conosce, Signorina Julia?<br>'''Julia''': Ken...<br>'''Saki''': Ma chi sarebbe? Chi è questo Ken?<br>'''Julia''': Il nome esatto è Kenshiro, ed è stato il mio fidanzato.<br>'''Saki''': Eh?!<br>'''Julia''': Per me lui è più importante della mia stessa vita.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': È la forza che rende una persona più potente di un'altra, e in questo momento il più forte tra noi due sono senz'altro io, Kenshiro. Perciò posso prendere tutto ciò che desidero.<br>'''Kenshiro''': Ma che significa, Shin? Io sono un esperto dell'arte Hokuto e tu di quella Nanto, e non è possibile confrontare due tecniche tanto differenti.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Io ora desidero Julia e me la prenderò.<br>'''Julia''': Ma che cosa dici?! Io non voglio! Anzi, sono terrorizzata dall'idea!<br>'''Shin''': I tuoi sentimenti non hanno importanza. Semmai, la tua ritrosia non fa altro che aumentare la brama che ho di conquistarti.
*{{NDR|Flashback}}<br>Fra noi due c'è una differenza fondamentale. Si tratta del [[carattere]], perché è questo che rende un uomo potente. E tu non ne hai, Kenshiro. Vedi, io sono disposto a tutto pur di ottenere quello che desidero. ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Questa è la tecnica di offesa che usiamo noi Nanto. Alle persone normali basta un solo colpo per morire. Ma credo che Kenshiro ne sopporterà ancora un altro. ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Shin, non perdere il tuo tempo. Uccidimi piuttosto!<br>'''Shin''': Ha! Senz'altro, ma lentamente.
*{{NDR|Flashback}}<br>Non trovi che le donne cambino idea un po' troppo facilmente? ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Andiamo, Julia!<br>'''Julia''': Dove?<br>'''Shin''': Nel giardino fiorito del piacere!
*Shin desiderava sempre più potere e combatteva per espandere i suoi territori. [...] Poiché i suoi territori continuavano ad aumentare, Shin si è autoproclamato re. Io ho dovuto mantenere il giuramento che mi aveva strappato, ma solo fisicamente sono rimasta accanto a lui. ('''Julia''')
*Ho vinto un'altra volta. Sono uscito vittorioso da tutte le battaglia che ho affrontato. Ma ho conquistato il tuo cuore...? ('''Shin''')
*Avrò pazienza, Julia. Col tempo ti conquisterò, ne sono sicuro. Questa città è tua, le terre che la circondano sono tue, sei regina di migliaia di persone che si prostrano ai tuoi piedi. Prima o poi apprezzerai tutto questo e non vorrai rinunciarvi. ('''Shin''')
*'''Shin''': Guarda, Julia! Guarda la città! Ci appartiene. Vorrei viverci insieme a te e non solo averti passivamente al mio fianco.<br>'''Julia''': Shin, sto cercando di mantenere la mia promessa. Ma per quanto mi sforzi, non riesco a provare amore per te. Il ricordo di Kenshiro è troppo presente nella mia mente. Io continuo a vivere solo perché lui me lo ha chiesto.
*Questa non è vita. È una sofferenza terribile. Ma continuo a sentire la voce di Ken che mi implora. [...] Ed è quello che faccio, ma non m'interessa nient'altro. ('''Julia''')
===Episodio 18, ''Attacco generale''===
*Kenshiro, per te è arrivata la fine! Presto vedrò il tuo corpo senza vita e la tua anima vagherà nelle tenebre. ('''Shin''')
*Quelle che pronuncerai saranno le tue ultime parole! ('''Kenshiro''')
*Sei finito! Le vibrazioni che hai subito ti saranno fatali. Comunque la pressione che ti sto impremendo adesso con le mie dita ti darà il colpo di grazia. [...] Scomparirai dalla terra con il tuo sepolcro d'acciaio. Addio! ('''Kenshiro''')
===Episodio 19, ''Il sacrificio''===
*'''Scagnozzo''': Uomini, all'attacco!<br>'''Scagnozzi''': Sìsignore!<br>'''Garekki''': Un momento!<br>'''Scagnozzo''': Sì?<br>'''Garekki''': Hm, è giusto ora di pranzo. [...] State pronti ad attaccare fra tre ore. Adesso portatemi da mangiare!<br>'''Scagnozzo''': Ma c'è tempo per il pranzo! Se il generale Balcom lo venisse a sapere...<br>'''Garekki''': Che cosa?! {{NDR|Uccide lo scagnozzo}} È solo il grande Garekki che decide se c'è tempo o no per qualcosa. Ora preparatemi il pranzo!<br>'''Scagnozzi''': Sìsignore!<br>'''Garekki''': Per primo, voglio una minestra. E alla fine non dimenticate il caffè!
*Grazie alla pressione che ho esercitato sulle tue tempie, adesso sono solo io che decide i tuoi movimenti. ('''Kenshiro''')
===Episodio 20, ''La Croce del Sud''===
*La [[fuga]] è inutile. Morirai ugualmente. ('''Kenshiro''')
*'''Toda''': Ti prego, non uccidermi, uomo dalle sette stelle!<br>'''Kenshiro''': Hai mai ascoltato le suppliche che ti rivolgevano le tue vittime innocenti? E tu certo non sei stato altrettanto innocente.
===Episodio 21, ''Il complotto''===
*Quel tempo è giunto. Un mondo in cui l'uomo tortura e uccide l'uomo non è più un mondo per l'umanità, ma un mondo per le bestie. La Croce del Sud, l'Occhio del Diavolo, è ora coperta dall'ombra della morte. Fra le persone che non sfuggiranno al loro destino di essere torturate o uccise, forse esiste ancora la speranza che qualcosa possa cambiare in un prossimo futuro. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*Ken, ho mantenuto la mia promessa. Qualunque cosa succeda, io non getterò mai la spugna e continuerò a vivere. ('''Julia''')
*'''Balcom''': Signori, vi ho riuniti tutti intorno a questo tavolo per discutere del nostro re.<br>'''Comandante #1''': A proposito, generale, che mi puoi dire della nostra ricompensa?<br>'''Balcom''': Il re pensa che non sia il momento di parlarne.<br>'''Comandante #2''': E perché no? La missione è compiuta. L'uomo dalle sette stelle è stato distrutto.<br>'''Comandante #3''': Però abbiamo perso quasi tutti i nostri soldati. Allora, vi chiedo, si può definire un successo?!<br>'''Comandante #4''': Niente violenza, niente saccheggi! Ecco che dice il re! Quella ragazza lo sta facendo rammollire a poco poco.<br>'''Comandante #5''': Ogni desiderio della Signorina Julia è un ordine. Adesso si è messo in testa di proteggere gli schiavi e noi non possiamo comportarci come vorremmo!<br>'''Balcom''': Per concludere, voi pensate che Shin merita ancora di essere il nostro re?<br>'''Comandante #1''': No! Nella maniera più assoluta, no!
*'''Nariman''': Compagni d'armi, dovreste saperlo bene. Chi è stato a conquistare e a tenere in piedi un territorio enorme come questo?<br>'''Comandante #1''': Noi, certo! Potevamo essere soltanto noi, naturalmente!<br>'''Nariman''': Esattamente, potevamo essere solo noi. Ma che cosa pensate che faremo quando avremo rovesciato il nostro re?<br>'''Comandante #1''': Beh, veramente...<br>'''Nariman''': Ve lo dirò io. Noi ''gnegnegnegnegnegne'', ''gnegnegnegnegnegne''! Finiremo per mangiarci l'un l'altro.<br>'''Comandante #2''': È possibile... Sì, è un'ipotesi plausibile!<br>'''Nariman''': Confesso che neanche a me piace che il nostro re sia plagiato da quella donna, ma è sempre meglio che tornare ai tempi dell'anarchia. Perciò vi prego di tenermi fuori dal complotto.
*'''Shin''': Julia, hai gradito questa sorpresa? Ho voluto che fosse eretta una statua in omaggio alla tua bellezza. Ora è solo un'immagine di pietra, ma presto sarà ornata con oro e gemme preziose provenienti da tutto il mondo. D'ora in avanti tu verrai identificata come la dea della bellezza.<br>'''Julia''': Hai intenzione di combattere all'infinito, Shin?<br>'''Shin''': Certo! Combatterò per dimostrare quanto sono forte e per far sapere a tutto l'universo quanto sei meravigliosa.<br>'''Julia''': Il sangue continuerà a scorrere. Altre persone innocenti verranno torturate...
*'''Balcom''': Dovresti averlo imparato, Shin! Non puoi farmi niente. Il mio corpo ha la tempra dell'acciaio.<br>'''Shin''': Mai visto un acciaio così maleabile.
*È inutile confidare nei tuoi muscoli! Il Nanto Ken può distruggere con i suoi poteri qualsiasi sostanza che si trovi nel corpo. [...] Hai equivocato sulla reale potenza della tua forza, e ora non puoi fare altro che censurare il tuo orgoglio. ('''Shin''')
*Shin, perdonami. Non potrai mai capire. Tu sei un soldato in grado di costruire un vasto impero, ma ciò che io desidero di più è una tenerezza profonda quanto il mare e un cuore caldo quanto il sole, e l'emozione della brezza in un prato erboso. ('''Julia''')
===Episodio 22, ''Duello finale''===
*Ciò che si costruisce con la violenza e la [[Tiranno|tirannia]] crolla molto rapidamente. ('''Lynn''')
*Julia, noi ricominceremo da capo. In poco tempo io farò costruire un'altra città ancora più bella e grande della Croce del Sud. Posso farlo, ne sono sicuro. Posso farlo se tu rimarrai accanto a me. Sì, ci riuscirò. {{NDR|Julia non le risponde}} Julia, tu non puoi continuare a rispondermi come al solito! Tu non puoi tenere chiuso il tuo cuore, Julia! ('''Shin''')
*Shin, sono riuscito a sopravvivere alle fiamme dell'inferno solo per poterti affrontare! ('''Kenshiro''')
*'''Shin''': Vedo che la tua tecnica di combattimento è migliorata ultimamente, Kenshiro. Ma quanto?<br>'''Kenshiro''': Il carattere. Adesso ho il carattere e la cattiveria che mi mancavano, grazie a te, Shin!
*Ora puoi anche uccidermi, ma non riavrai mai Julia! Come vedi, sopravvivere alle fiamme dell'inferno non ti è servito a nulla! ('''Shin''')
*'''Shin''': Hai... Hai vinto...<br>'''Kenshiro''': Ho capito che cosa mi mancava rispetto a te: la rabbia. La rabbia per la morte di Julia mi ha dato la vittoria.
*'''Shin''': Non avrei mai potuto ucciderla, stupido!<br>'''Kenshiro''': Dimmi dove si trova Julia! Shin!<br>'''Shin''': Non c'è più. Julia non sarà più fra noi. Questo combattimento è stato inutile, Kenshiro. Nessuno di noi potrà averla, perché Julia ormai è morta.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': La Croce del Sud sta bruciando. La nostra città sarà distrutta dalle fiamme. Non rimarrà nulla, né un fiore, né un filo d'erba, né un solo abitante in questa città. Il fuoco consumerà tutto, Julia, alla stessa maniera a cui ha consumato Kenshiro. La Croce del Sud non c'è più, ma costruirò un'altra magnifica città ancora più bella, ancora più grande, della quale sarai regina, Julia. Posso fare qualsiasi cosa con te al mio fianco.<br>'''Julia''': Certo. Sono sicura che farai moltissime cose ancora, Shin, sempre più crudeli. Continuerai ad uccidere delle persone innocenti ed altrettante ne ridurrai in schiavitù, facendoti obbedire con la violenza e con il terrore come hai sempre fatto, Shin. Non sopporto più di essere complice di tanta crudeltà, Shin. Basta! Perdonami, Shin. Non manterrò la mia promessa.<br>'''Shin''': Che?! Julia, ma che dici?<br>'''Julia''': {{NDR|Si butta dal precipizio}} Ken... Non potevo più vivere senza di te, Ken...
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ho pianto, Kenshiro. Per la prima volta in vita mia ho pianto, ed è anche l'ultima, perché la morte di Julia mi ha reso completamente indifferente a tutto quello che mi circonda, Kenshiro. Non mi interessa più vivere. Anzi, la morte sarà un sollievo. Questa città... Questa città che avevo costruito per Julia è andata distrutta. La Croce del Sud non esiste più. Julia doveva esserne la regina, e invece l'ha scelta come tomba. Ora la Croce del Sud è solo una tomba! Speravo di conquistare il suo cuore, ma ho fallito. Io sono riuscito solo ad ucciderla! Perché non mi hai amato neppure per un istante, ''Julia''! {{NDR|Gli esplode il petto}} Bene, finalmente è arrivato anche per me il momento di morire. Ma ciò avverrà per mia scelta, non per tua mano, Kenshiro! Addio... ('''Shin''')
*'''Bart''': Scusa, Ken. Perché ti prendi il disturbo di seppellire il tuo peggior nemico?<br>'''Kenshiro''': Eravamo nemici solo perché amavamo la stessa donna.
==Capitolo 2==
===Episodio 23, ''Guerra!''===
*Che strano. Come mai hanno pensato di piantare i fiori? Non sono mica commestibili. ('''Bart''')
*Se volete l'acqua, dovete cercare il vostro ruscello. Se volete cibo, dovete arare i vostri campi. Voi invece rubate queste cose alla gente indifesa. Vigliacchi! [...] Vi consiglio di arrendervi, altrimenti vi ucciderò in massa. Chiaro? ('''Kenshiro''')
*Il sacro colpo dell'Orsa non perdona gli ingiusti. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*'''Mamiya''': Resta con noi, Ken! Noi abbiamo bisogno di un uomo come te, un uomo che sia pronto a battersi per il nostro villaggio.<br>'''Bart''': Mi scusi, signorina, mi scusi, ma se vuole che il mio amico Ken diventi la vostra guardia deve prima parlare con me. Sono il suo agente. Ah, per prima cosa dovete sfamarci, d'accordo?
*Io mi travesto da donna e dei luridi uomini come voi mi importunano continuamente! Ma c'è una cosa positiva in questo: almeno mi date da mangiare. ('''Rei''')
*L'uccello d'acqua del Santo Nanto. I suoi movimenti sono eleganti come quelli di un gabbiano che plana sull'acqua, ma la sua potenza è così grande e crudele che niente si può paragonare ad essa. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*'''Rei''': Sembrate piuttosto abili nell'usare le armi. Forse lottate spesso?<br>'''Brigante''': Certamente! Questa non è un'epoca molto tranquilla. Bisogna stare attenti ad essere pronti ad attaccare sempre. Se non lottiamo, dobbiamo soccombere ai potenti.<br>'''Rei''': E siccome io sono un potente, bisogna che ti dia da fare!
===Episodio 24, ''L'uccello d'acqua''===
*Sopravviverò finché non avrò sconfitto l'uomo dalle sette stelle. Prima o poi lo troverò. L'unico obiettivo della mia esistenza e l'eliminazione del mio nemico! ('''Rei''')
*'''Mamiya''': Quando guardi quei fiori, sembri su un altro pianeta. [...] Con questi meravigliosi fiori, il tuo futuro sarà molto radioso. Sarai sempre felice.<br>'''Lynn''': Come?<br>'''Mamiya''': Questi preziosi gioielli naturali fioriranno dappertutto. Un bel giorno, tutti i bambini come te sorrideranno.
*Quella ragazza è forse la tua fidanzata? Se le cose stanno così, attento, perché potrei portartela via. Sono stato chiaro, amico mio? ('''Rei''')
*'''Kenshiro''': Allora, chi si candida a morire? Si faccia avanti, lo aspetto.<br>'''Membro della famiglia Cobra''': Ma... Ma quest'uomo è un mostro!
*'''Kenshiro''': Perché mai li hai traditi?<br>'''Rei''': Vedi, ho capito subito chi avrebbe vinto, e siccome sono abituato ad allearmi con i più forti... Ma questo non ha nessuna importanza. La mia sopravvivenza è legata all'uccisione dell'uomo dalle sette stelle.<br>'''Kenshiro''': Che cosa?<br>'''Rei''': Sì. Ormai questa è l'unica ragione della mia vita. Per questo motivo ho tradito molte persone, ammazzato molti uomini e sono sopravvissuto fino ad oggi.
===Episodio 25, ''I lamponi''===
*'''Kenshiro''': Come mai sei venuto qui?<br>'''Rei''': Per lo stesso motivo che ha condotto qui te, suppongo. Credo che nessuno di noi due possa rimanere insensibile davanti al pianto di una donna.
*'''Kenshiro''': È da tempo che desidero parlarti. Che cosa significa il velo insanguinato? E per quale motivo dicono che cerchi l'uomo dalle sette stelle?<br>'''Rei''': Ecco il velo insanguinato. Apparteneva a mia sorella Airy, e doveva indossarlo il giorno del suo matrimonio. Una sera, io ero assente da casa e il velo lo stava provando. [...] La rapirono e ferirono a morte i miei genitori. E ora questo velo rosso del loro sangue è tutto ciò che mi rimane della mia famiglia. [...] Tutto ciò che mio padre riuscì a dirmi è che il uomo mascherato che la rapì aveva sette cicatrici a forma di stella sul petto. Forse mia sorella è stata uccisa. Ma no, non riesco a crederci. Mi sembra di sentire la sua voce che mi chiama. Sento le sue grida disperate che invocano il mio aiuto. Per questo motivo cerco l'uomo dalle sette stelle, per poterlo uccidere.
===Episodio 26, ''La vendetta dei Cobra''===
*'''Bart''': Ehi, accidenti, quant'è carina Mamiya!<br>'''Lynn''': Sì, però il suo sguardo è tanto triste. Sembra così forte e non ha nessuno che le faccia coraggio.<br>'''Bart''': Hm? Tu certe volte dici delle cose veramente incomprensibili, Lynn!
*'''Rei''': Non voglio che tu partecipi alla battaglia.<br>'''Mamiya''': Perché mai?<br>'''Rei''': Perché sei una donna, Mamiya.<br>'''Mamiya''': Una donna, dici? È già da molto tempo che non mi sento più una donna, Rei. Chi è di fronte a te in questo momento non è una donna, ma un soldato che deve combattere per la libertà del suo villaggio, nient'altro che un soldato. {{NDR|Rei le strappa la camicia}}<br>'''Rei''': Non hai nessun bisogno di nascondere il tuo seno, visto che non ti consideri una donna! Accetta un consiglio, Mamiya: una donna non deve pensare alla guerra, ma solo alla propria felicità. Non sono abiti da combattimento quelli che vorrei vederti addosso. {{NDR|produce una stoffa}} Questo è il velo che Airy doveva portare il giorno delle sue nozze. Spero che il tuo sarà candido e non rosso di sangue.
===Episodio 27, ''All'inseguimento dei Cobra''===
*La tecnica di combattimento Hokuto esiste da più di duemila anni. Grazie a lei, sono in grado di annientare qualsiasi avversario. ('''Kenshiro''')
*La disperazione è stata la mia unica compagna. Tante volte ho cercato di trovare la pace nella morte, ma sono riuscita solo a non vedere più gli orrori che mi circondavano. ('''Airy''')
===Episodio 28, ''Il combattimento''===
*'''Rei''': Perché non combatti? Non hai fatto altro che difenderti, Ken.<br>'''Kenshiro''': Io non voglio.<br>'''Rei''': Perché, Ken?<br>'''Kenshiro''': Ho già dovuto affrontare un mio amico una volta. Vedi, questa persona si prese con la forza la mia fidanzata Julia, e d'allora ho vissuto soltanto per cercare di riaverla al mio fianco. [...] Così, Julia ha preferito togliersi la vita. Io ho ucciso un uomo, ma non sono riuscito a riaverla. E quell'uomo mi era stato amico, Rei. [...]<br>'''Rei''': Perché mi hai raccontato tutto questo?<br>'''Kenshiro''': Perché io non ho nessuna intenzione di combattere contro di te.
*Sono un discepolo della Sacra scuola Nanto. Non posso uccidere un uomo che si rifiuta di combattere. ('''Rei''')
===Episodio 29, ''Vivere o morire''===
*Ho promesso che vi avrei eliminati e di solito mantengo sempre le promesse. ('''Kenshiro''')
*Dite il mio nome! Forza, dite il mio nome! ('''Jagger''')
===Episodio 30, ''Combattimento fatale''===
*'''Kenshiro''': Questa volta il nemico sarà la mia stessa famiglia. Sarà una lotta in seno alla grande scuola dell'Hokuto.<br>'''Rei''': Ma come? Tu sei l'unico successore della grande tradizione di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Devi sapere che ho altri tre fratelli. Mio padre, Ryuken, che non ebbe la benedizione del Signore per avere bambini, ci adottò. Ma, nella storia, la Sacra scuola di Hokuto può avere un unico successore. Solo uno di noi poteva essere iniziato ai suoi principi segreti. Iniziò così la tragica disputa nella quale hanno perso la vita molte persone. Ma adesso è arrivato il tempo di porre fine a queste tragiche avventure. Sinceramente, devo confessarvi che non so se questa volta riuscirò a sopravvivere.
*Non c'è ragione di seguirlo. Ken non ha battuto ciglio quando mi ha vista con questo vestito. No, lui non mi ama. Sono io che mi sono illusa. In lui è ancora vivo il ricordo di Julia. Non smetterà mai di combattere finché lei sarà nel suo cuore. ('''Mamiya''')
*'''Kenshiro''': Volevi che [[Decapitazione|decapitassi]] qualcuno, no?<br>'''Scagnozzo''': Sì, ma non me, disgraziato!<br>'''Kenshiro''': Non te? Ma la tua testa mi piace di più.
*{{NDR|Flashback}}<br>Kenshiro, perché lo hai risparmiato? Forse perché lui è... perché lui {{NDR|Jagger}} è il tuo fratello maggiore? Il tuo cuore è troppo sensibile, e questa tua bontà un giorno ti procurerà dei dispiaceri. Ricorda sempre quello che ti ho detto: figlio mio, attento ai disonesti. ('''Ryuken''')
*La Sacra scuola di Hokuto non si può apprendere così facilmente. I suoi misteri sono stati tramandati dagli avi da duemila anni. ('''Kenshiro''')
*Il [[fratello]] maggiore è sempre più forte del fratello minore. Ce lo insegna la storia. ('''Jagger''')
===Episodio 31, ''Cercando Jagger''===
*Sei un fratello responsabile, vero? Tutti i fratelli responsabili prima o poi devono morire! ('''Jagger''')
*La tua faccia non mi piace. Hai l'aria di un santino. ('''Jagger''')
*Ho sempre detestato i martiri. ('''Jagger''')
*Per te non esiste una condanna adeguata! Non meriti neanche l'inferno! ('''Kenshiro''')
*Come aveva predetto mio padre, tutte queste disgrazie arrivano per colpa della mia clemenza. ('''Kenshiro''')
*Forza, attaccatemi! La quantità non mi fa paura. Vi ammazzerò come un branco di pecore! ('''Kenshiro''')
*Ti ha fatto così tanta paura la mia faccia, bastardo? Chi ha avuto il piacere di vedere la mia faccia non può rimanere vivo! ('''Jagger''')
*Devo questa faccia all'odio che provo per mio fratello Ken, l'odio che mi ha permesso di vivere fino a questo momento. ('''Jagger''')
*Scegli un posto, Jagger! Sarà il posto dove lascerai il tuo corpo. ('''Kenshiro''')
===Episodio 32, ''Aspetta all'inferno Jagger''===
*{{NDR|Flashback}}<br>Perché?! Perché avete acconsentito a una tale decisione? Lui è il mio fratello minore, non può competere con me! È più giovane, non ha nessuna esperienza! È una vergogna che il maestro della Sacra scuola di Hokuto sia così giovane. È una vera vergogna! State bene attenti a quello che sto per dirvi: ricordate che esiste una sola persona al mondo che può rappresentare la Sacra scuola di Hokuto. Le persone che non sono in grado di tenere il potere di Hokuto sono solo dei miserabili assassini. Queste persone hanno commesso crimini inutili con la sacra tecnica. Hanno strappato con la violenza le braccia a uomini innocenti, hanno colpito le tempie per far perdere la memoria. Non possiamo rinnegare il duro lavoro dei successori della Sacra scuola. Ci sono voluti duemila anni per raggiungere la perfezione della lotta e adesso buttiamo tutto all'aria! È un vero reato! ('''Jagger''')
*{{NDR|Flashback}}<br>No, Jagger non riuscirà mai a battere Ken. Ma, d'altra parte, non credo neanche che Ken potrebbe uccidere lui. La decisione di nostro padre è sbagliata. È assurdo permettere la distruzione di una tradizione cha ha duemila anni. ('''Raoul''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltami bene, Kenshiro: la ragione per cui può esistere un solo maestro della scuola di Hokuto è che questa scuola ha un'invincibile tecnica per uccidere. Non la devi usare nel modo sbagliato. Se il maestro non è la persona adatta, il mondo potrebbe essere distrutto. ('''Ryuken''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Perché usi sempre pistole e fucili, Jagger? Non sai combattere senza armi, non è vero?<br>'''Jagger''': Sta zitto! In fondo, io non credo che la scuola di Hokuto sia tutto al mondo, soprattutto in questo momento di perdizione. È colpa tua, maledetto! È tutta colpa tua! Se fossi io il maestro, le cose andrebbero meglio e raggiungerei la perfezione assoluta!
*'''Kenshiro''': Mi puoi spiegare che cosa significa questa freccia? Hai fatto del male anche a due poveri bambini per indurli ad uccidermi. È davvero una vergogna per un essere umano! Questa freccia è un simbolo: rappresenta la loro rabbia e la loro pena. Guardala bene! Ricordatela anche all'inferno!<br>'''Jagger''': Heh, sei ancora troppo gentile. Sì, ho fatto del male a quei bambini, ma non è cambiato niente. Mi davano fastidio e non li sopportavo. Questo però non ha influenzato minimamente la mia vita.<br>'''Kenshiro''': Tu non sei un uomo!
*Non importa cosa uso. La persona che vince ha sempre ragione. ('''Jagger''')
*'''Jagger''': Come sei violento! Non sei più quello di una volta. Cosa ti ha fatto diventare così? Sei un bruto! Sei una bestia!<br>'''Kenshiro''': Ho combattuto centinaia e centinaia di battaglie e ho visto sanguinare migliaia di persone. Mi sarebbe piaciuto chiamarli amici, ma sono diventati rivali. È stato il sangue di questi rivali amici che mi ha cambiato, Jagger.<br>'''Jagger''': Amici? Hai detto amici? Shin! Ti riferisci a Shin, vero? [...] Shin era tuo amico. Così lo chiamavi un tempo. Ma poi c'è stata una persona che lo ha cambiato.<br>'''Kenshiro''': Cosa?! [...] Tu avevi convinto Shin!<br>'''Jagger''': Esatto! È stata una bella mossa, non credi?<br>'''Kenshiro''': È stata tutta colpa tua!<br>'''Jagger''': Forza, Ken! Grida il mio nome vittorioso d'alta voce!
*{{NDR|Flashback}}<br>{{NDR|Rivolto a Shin}} Perché diavolo vuoi desistere? Devi convincerti che Ken è molto debole. Non potrà sopravvivere in un mondo così severo. Questo significa che il destino di Julia è molto incerto e molto probabilmente farà una brutta fine. Dovrai rubarla se vuoi salvarla! Solo le persone coraggiose avranno il potere. ('''Jagger''')
*Jagger, devo dirti che hai dimenticato perfino l'essenziale della tecnica di Hokuto: la rabbia trasforma il corpo in acciaio, e questo colpo era praticamente inutile. ('''Kenshiro''')
*Una morte così atroce ti si addice come a nessun altro! ('''Kenshiro''')
*'''Kenshiro''': Non esisterà più l'incubo di Jagger e delle sue violenze. Adesso è la fine!<br>'''Jagger''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: La fine, hai detto? Come sei stupido! Non avrai pace finché vivrai su questa terra, è una promessa, Ken! Hai forse dimenticato di avere due fratelli maggiori? Ti spediranno loro all'inferno! Non avrai un attimo di pace! La tua vita sarà un travaglio!
===Episodio 33, ''Il salvatore diabolico''===
*Dev'esserci un solo gran maestro Hokuto. Uno. L'ultimo, Ryuken, non aveva figli. Adottò quattro ragazzi e cominciò ad insegnare ad ognuno di loro la sacra tecnica Hokuto, riservandosi di scegliere poi il suo successore. Il maggiore era Raoul, il secondo Toki, il terzo Jagger, e il più giovane si chiamava Kenshiro. Però uno solo sarebbe stato il grande maestro. Chi non era considerato degno di approfondire la sacra tecnica Hokuto veniva allontanato e si cancellava dalla sua memoria ciò che aveva appreso. Ma il fato volle che ciò non avvenisse con i figli di Ryuken. ('''Rei''') {{NDR|voce fuori campo}}
*{{NDR|Flashback}}<br>Esistono milioni di persone che ancora non possono venire curate dalla moderna scienza medica. A tutt'oggi, il corpo umano è un grande mistero. Noi sappiamo che la degenerazione dei tessuti interni può provocare gravi danni, ma né con medicine né con interventi siamo in grado di intervenire su queste cellule impazzite. Ma grazie alla tecnica Hokuto, sono capace di convogliare energia all'interno del corpo. [...] Questo è il mio sogno: applicare la tecnica Hokuto alla medicina. ('''Toki''')
*Non puoi affrontare un gran maestro Hokuto. Sei sconfitto in partenza. ('''Kenshiro''')
===Episodio 34, ''Il cacciatore di cavie''===
*Deve ancora nascere l'uomo che possa darmi un ordine. ('''Kenshiro''')
===Episodio 35, ''Il cambiamento di Toki''===
*Non ti sei ancora accorto che in questa epoca è più importante la violenza che la medicina? Vedi, Kenshiro, oggi è la violenza che regna. ('''Amiba''')
*Io vorrei poter sfuggire al mio destino, ma questo non mi è consentito. Purtroppo sono costretto a farlo. Non soltanto Jagger, anche un altro mio fratello dovrò uccidere. ('''Kenshiro''')
===Episodio 36, ''Scambio di persona''===
*'''Amiba''': Tu mi hai colpito! Ma come hai potuto? Hai dimenticato quello che ho fatto per te?<br>'''Kenshiro''': No. Ma la riconoscenza che provavo è cancellata dai lamenti che mi risuonano nelle orecchie delle decine e decine di persone che sono morte a causa tua.<br>'''Amiba''': {{NDR|Ride}} Che cosa vuoi che contino quei pezzenti in confronto al perfezionamento della tecnica Hokuto? In questo modo, almeno la loro vita è servita a qualcosa, no? Kenshiro, ricordati che i buoni sentimenti non valgono niente di questi tempi, solo la violenza. Solo con la violenza si arriva al potere.
*Devi sapere che ormai io non uccido più per rabbia, ma perché lo desidero. Mi da piacere farlo. Grazie a me, la tecnica Hokuto è diventata una perfetta arma di morte, e io sono il solo e legittimo rappresentante di quella scuola. ('''Amiba''')
*'''Amiba''': Ma che succede? Le mie gambe si muovono da sole!<br>'''Kenshiro''': Anch'io conosco dei punti segreti di pressione. Quello che ho appena toccato ti costringerà a camminare per sempre all'indietro. E vedrai che prima o poi arriverai all'inferno, Amiba.
*'''Kenshiro''': Re di Hokuto?<br>'''Rei''': Ne ho già sentito parlare. Così chiamavano un uomo che tentò di dominare tutto il mondo parecchi anni fa, ma chi fosse in realtà è sempre stato un mistero.
===Episodio 37, ''Non amarmi Mamiya''===
*'''Rei''': Ken, raccontaci. Parlaci di Toki. Sai, sono davvero molto ansioso di incontrarlo, di conoscerlo di persona.<br>'''Kenshiro''': Toki... Vi sembrerà abbastanza strano, ma doveva essere lui il fortunato successore della Sacra scuola di Hokuto.<br>'''Rei''': Davvero?<br>'''Mamiya''': Cosa?!<br>'''Kenshiro''': Ogni suo movimento era elegante, perfetto. Il suo stile era unico, la sua grazia quasi divina. Perfino Jagger era un suo ammiratore. Ma poi, quel giorno... [...] Ha dato la vita per me e Julia, e per salvare quei poveri bambini innocenti. Ricordo ancora le sue parole: "Senti, Ken, il mio unico obiettivo è quello di difendere i più deboli. Sento che la mia morte è vicina, ma cercherò di fare ugualmente tutto quello che posso. La mia vita non avrebbe importanza senza questo mio impegno".
*Non puoi opporti al [[fato]] e neanche puoi lottare contro di esso. È già scritto tutto sul tuo destino. Perfino il destino delle stelle che controllano tutta la natura è immutabile: una vecchia stella muore, una nuova ne nasce. ('''Veggente''')
*Quando ascolterai il pianto disperato dei demoni, la tua morte sarà più dolce. ('''Wiggle''')
===Episodio 38, ''La tragedia di Bella''===
*'''Mamiya''': Rei, descrivimi questo posto chiamato Cassandra, dove dicono che Toki sia tenuto prigioniero.<br>'''Rei''': A dire la verità, non è che abbia delle informazioni precise in proposito. Però so che è una prigione fatta costruire dal re di Hokuto per punire i maestri delle arti marziali. Questo è tutto, Mamiya. Non so altro.<br>'''Mamiya''': I maestri di arti marziali?<br>'''Rei''': Sì, è così. Il re fece arrestare moltissimi uomini che praticavano le più svariate tecniche di arti marziali e si appropriò dei loro segreti con un'inaudita violenza e senza farsi troppi scrupoli. Così, nacque la prigione di Cassandra. Una volta entrato lì, non hai nessunissima possibilità di uscirne vivo. È, come si dice, una prigione mortale.<br>'''Mamiya''': È terribile! Una prigione mortale?!<br>'''Rei''': Gli uomini che una volta venivano chiamati demoni o che avevano tentato disperatamente di difendere le loro tecniche e i loro segreti, sono morti lì dentro e non hanno avuto la forza di ribellarsi al potere del re di Hokuto. Le loro urla di agonia e di morte sembravano eccheggiare simili ad urla di demoni.
===Episodio 39, ''La porta di Cassandra''===
*Niente paura amici. Lo so che nei vostri cuori è più grande la tristezza per il sangue versato che l'ostilità verso di me. ('''Kenshiro''')
*Benvenuto nella mia città, Kenshiro. Varcare quella porta non è certo un'impresa facile, quindi sono pronto a darti il mio riconoscimento, amico. Però, con quell'assurda idea del liberatore vi consiglierei di andarci cauti, sapete? Potrei anche, sì, divertirmi a tramutare il vostro riso in pianto. ('''Wiggle''')
===Episodio 40, ''La vita trionfa sulla morte''===
*'''Wiggle''': Quelle tombe sono il più bel momumento all'immortale gloria di Cassandra. Maggiore sarà il loro numero e maggiore sarà la mia gloria e quella del mio regno. E tu, Kenshiro, sappi che la tua tomba è già pronta, sciocco ragazzo! Dunque, ora puoi anche morire in pace, amico mio.<br>'''Kenshiro''': Sei proprio sicuro che quella tomba sia abbastanza grande, capo?<br>'''Wiggle''': Hm? Certo, credo di sì. Perché me lo chiedi?<br>'''Kenshiro''': Bene. Cercherò di fare in modo che tu possa entrarci.
*È molto più divertente scommettere sulla vita di chi ha paura di morire. ('''Wiggle''')
*Tutta la desolazione, l'orrore, la disperazione legati alla tua leggenda oggi io li distruggerò con queste mie mani! ('''Kenshiro''')
===Episodio 41, ''Uno scontro di 2000 anni''===
*Da quando sono stata rapita, la vita è diventata un vero inferno per me. Cielo! Quali altre efferatezze commetterà oggi? Ogni giorno al mio risveglio mi domando cosa devo aspettarmi: se le cose terribili di ieri o altre ancora peggiori. E mentre io piango, un mucchio di persone innocenti continua a morire. Cielo! Non ce la faccio più! Non posso più resistere così! ('''Julia''')
*Ce l'hai fatta, Kenshiro. Ma questa, purtroppo, non è che una parte infinitesimale dell'inferno. ('''Ryuken''') {{NDR|voce fuori campo}}
===Episodio 42, ''Un incontro difficile''===
*'''Rei''': Chi diavolo è mai questo re di Hokuto?<br>'''Fuga''': Il re! Il re di Hokuto è un tremendo e potente capo che domina la fine di questo secolo. Nessuno sa chi sia.<br>'''Raiga''': Avete visto Cassandra? È la terribile fortezza da lui voluta per coloro che non rispettano i suoi ordini.<br>'''Fuga''': Lo stesso Wiggle non era che il guardiano di questa prigione.
*Collegati al vostro carcere e tremanti di paura, io mi domando se siete ancora degli uomini. Un uomo non è tale quando vende la sua anima al diavolo! Ditemi un po': siete contenti di voi stessi ora? Un vero uomo combatte per difendere i propri principi! ('''Kenshiro''')
===Episodio 43, ''La nuova leggenda''===
*Una morte senza dolore è tutto quello che posso fare per voi. ('''Toki''')
*'''Toki''': Questo che ora vedete, amici, è il sangue di tutti coloro che sono stati uccisi dal crudele re di Hokuto, centinaia e centinaia di vite umane sacrificate alla sua sete di potere e di ricchezza.<br>'''Rei''': Una tragedia così grande per l'ambizione di un uomo senza scrupoli.<br>'''Toki''': È riuscito a tenere nascosta la sua vera identità facendosi chiamare re di Hokuto<br>'''Rei''': Che vuoi dire?<br>'''Toki''': L'uomo che si è reso responsabile di tanti efferati e vergognosi delitti in realtà ha un nome: si chiama Raoul.<br>'''Kenshiro''': Raoul!<br>'''Rei''': Toki, ma Raoul non è il vostro fratello maggiore?<br>'''Toki''': Sì, Rei. È proprio lui.<br>'''Kenshiro''': Raoul! È sempre stato molto molto forte e anche molto molto ambizioso. Era uno dei migliori allievi della scuola di Hokuto, ma era sempre stato insofferente alle leggi divine che governano l'Hokuto da più di duemila anni, finché un giorno abbandonò la scuola e di lui si perse ogni traccia.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Raoul, dimmi che uso farai della divina arte dell'Hokuto!<br>'''Raoul''': L'uso più conveniente. L'userò per me stesso.<br>'''Ryuken''': Per te stesso, hai detto?! Che significa? Qual è il tuo scopo?<br>'''Raoul''': Il mondo!<br>'''Ryuken''': Vuoi dire che intendi servirti di quello che hai imparato per conquistare il mondo?<br>'''Raoul''': Userò la mia forza e la mia potenza per sottomettere e conquistare. Il mondo, con tutte le sue ricchezze e i suoi tesori, dovrà essere ai miei piedi.<br>'''Ryuken''': Tutto questo è contro le leggi divine!
*Siete crudeli e sanguinari! Non avete più nessun diritto di vivere! Morte! Morte agli assassini! ('''Kenshiro''')
*Nelle viscere della terra, le fiamme dell'inferno ti divoreranno senza pietà! ('''Kenshiro''')
*Il destino è nelle stelle. Loro mi guideranno. Da loro avrò il fatale messaggio. Scruterò il cielo alla ricerca delle due stelle. Quando mi appariranno, saprò che ricomincerà la battaglia. ('''Raoul''')
===Episodio 44, ''La stella della morte''===
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Kenshiro, la tigre ha capito subito che ero io il più forte e il nemico da battere. Tu non sei degno di competere con me per divenire il successore del grande maestro della Divina scuola di Hokuto!<br>'''Ryuken''': Ti sbagli, Raoul. Kenshiro possiede una grande tecnica. La tigre era pronta a combattere con lui una battaglia leale. Tu, invece, l'hai terrorizzata. L'animale ha capito che tu possiedi una forza negativa e che sei il più crudele, non il più potente dei due. Questi tuoi malefici poteri mi spaventano, Raoul. Tu non puoi essere il mio successore.
*Eccola! È apparsa la stella della morte, la grande stella che brilla accanto all'Orsa Maggiore. È simbolo di morte e distruzione. La leggenda dice che chiunque veda brillare quella stella perderà la vita entro breve tempo. Ho sempre pensato che a me non sarebbe mai successo. ('''Toki''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Non ti ho sentito arrivare, Toki. È incredibile! Come hai fatto a sorprendermi alle spalle?<br>'''Toki''': Può capitare anche ad un uomo astuto e forte come te quando è distratto dall'amore per una donna.
===Episodio 45, ''Il coraggio della piccola Lynn''===
*'''Lynn''': Airy, finiscila! Finiscila di disperarti così! Noi non ci arrenderemo. Non dobbiamo perdere le speranze, non dobbiamo arrenderci. Dobbiamo continuare a lottare con tutte le nostre forze. E poi, ci sono Ken e Rei.<br>'''Airy''': Cosa dici, Lynn?<br>'''Lynn''': Sono sicura che Ken e Rei verranno ad aiutarci. Ho tanta fiducia in loro e questo pensiero mi fa sentire molto meglio. Mi da una gran forza. Presto saranno qui e noi saremo di nuovo felici insieme come una volta. Sforzati anche tu di pensare a questo, Airy. Prova! Ti sentirai subito molto meglio, vedrai.
*Non voglio giurare fedeltà! Io non sarò mai la schiava di un re crudele e sanguinario che uccide uomini e donne innocenti senza pietà. Uccidetemi! Uccidetemi pure! Io non giurerò mai! ('''Lynn''')
===Episodio 46, ''La rivolta''===
*'''Kenshiro''': Non riusciresti mai ad ingannare nessuno. Si capisce lontano un miglio che sei assetato di sangue. Davvero eri convinto di riuscire ad imbrogliarmi con questo ridicolo travestimento?!<br>'''Vecchia gigante''': Vorresti farmi credere di aver capito tutto fino dall'inizio?<br>'''Kenshiro''': Certo che l'avevo capito! Non si è mai vista al mondo una vecchia con una faccia come la tua, soprattutto una vecchia con quei magnifici baffi neri!
*'''Rei''': Non ti riconosco più. Dov'è la ragazza debole e insicura che si è sempre arresa senza mai ribellarsi?<br>'''Airy''': Io non sono più quella di una volta. Lynn mi ha insegnata a credere in me stessa e a combattere.
===Episodio 47, ''La leggenda della paura''===
*'''Bart''': Che ti succede, Lynn? Perché stai tremando?<br>'''Airy''': Cos'hai, Lynn?<br>'''Lynn''': {{NDR|Su Raoul}} Non lo so, non lo so... Non so come dirvelo, ma ho cominciato a tremare non appena ho visto quegli occhi.
*'''Raoul''': Prego, lascio a te l'onore di scegliere il tipo di combattimento.<br>'''Rei''': D'accordo: scendi dal cavallo!<br>'''Raoul''': Non ti preoccupare. Non userò il mio migliore amico per combattere con un pivello come te, caro Rei. Nessuno al mondo meriterebbe tanto onore.
*Se Ken fosse al mio posto, sono sicuro che non si tirerebbe indietro. ('''Rei''')
*Ho vagato per il mondo, ho anche odiato il tempo per riuscire a salvarti, Airy. Ma la mia battaglia, come vedi, non è ancora finita. Devo continuare! Devo continuare a lottare! Non ho paura. Sono sicuro che Dio mi aiuterà. Devo proteggere. Devo proteggere Toki e Mamiya, Lynn, Bart e la mia piccola e dolce Airy. [...] Voi siete il simbolo della pace, rappresentate il più puro e nobile sentimento umano. Siete voi la mia vita. ('''Rei''')
*Combattere è l'unico modo per dimostrare a Ken la mia profonda gratitudine. ('''Rei''')
*Che strana, la vita. Sei riuscito a sopravvivere nonostante tutto quanto, Ken. Nonostante la tua debolezza, sei sempre stato un sentimentale. E vedi i tipi come te che fine fanno? ('''Raoul''')
*Hai lo sguardo quasi minaccioso, sai Ken? Ma i tuoi occhi continuano ad essere troppo languidi. Non ce la farai. ('''Raoul''')
*Ascoltami bene: Non sono più quello di un tempo. Adesso il sangue non mi fa più paura. Anzi, direi che è la mia forza vitale. Vedi come il tempo riesce a cambiare le persone? ('''Kenshiro''')
*'''Kenshiro''': Che diavolo sta succedendo {{NDR|a Rei}}?<br>'''Raoul''': È il mio passatempo preferito. Gli ho dato tre giorni di vita.<br>'''Kenshiro''': No, non è possibile!<br>'''Raoul''': I maestri che hanno lottato contro di me non muoiono subito. E puoi indovinarne tu stesso la ragione se conosci le leggi della scuola di Hokuto. In questi tre giorni, si disperderanno e piangeranno perché hanno conosciuto il re di Hokuto, che rappresenta la paura della vita e, di conseguenza, la paura di se stessi. Ho colpito il suo punto segreto e il corso del suo destino è ormai irreversibile. Non c'è più niente da fare. Morirà soffocato dal suo stesso sangue che sprizzerà fuori da tutto il suo corpo in tre lunghi giorni, tre giorni di paura e di morte! Tre giorni per conoscere la leggenda della paura del grande re di Hokuto.
*Non sei ancora abbastanza forte per affrontare me e la mia tecnica sovrana. Non esiste nessuno in grado di sconfiggermi e di carpire il mio segreto. È arrivata la tua ora, Ken. Hai vissuto abbastanza, nonostante i tuoi occhi così sdolcinati! ('''Raoul''')
===Episodio 48, ''La mossa segreta''===
*'''Toki''': Dobbiamo muoverci, Mamiya. Ken sta per affrontare Raoul, e sarà un combattimento senza speranza.<br>'''Mamiya''': Cosa?!<br>'''Toki''': Solo l'acqua calma arresta la furia della tempesta.<br>'''Mamiya''': L'acqua calma?<br>'''Toki''': Esattamente. Devi capire, Mamiya, che se oppone un'ondata burrascosa un'ondata altrettanto violenta in genere succede che si incrementa la forza distruttiva della tempesta. Sono l'unico al mondo che può aiutare Ken.
*Se vai incontro al mare in tempesta, rischi di annegare. È meglio arrendersi in tempo che morire inutilmente. ('''Toki''')
*Acqua calma per arrestare la buia tempesta. Devi imparare a controllarti perché con la sola violenza non riuscirai ad ottenere niente. ('''Toki''')
*È inutile combattere se sai che il nemico usa le tue stesse armi. Nella storia, le battaglie senza vincitore non sono mai servite a niente. ('''Rei''')
*Che delusione! Non sei cambiato, Toki. Hai ancora quella maledetta luce negli occhi. Non mi è mai piaciuta. ('''Raoul''')
*'''Toki''': Ascoltami, Ken. Non sei ancora pronto per affrontare Raoul. Dammi retta!<br>'''Kenshiro''': Perché dici questo?<br>[...]<br>'''Toki''': Potresti uccidere quella bambina?<br>'''Kenshiro''': Non capisco, Toki.<br>'''Toki''': Se tu avessi il coraggio di farlo, molto probabilmente potresti uccidere Raoul. Non devi sorprenderti. Alcune facoltà della scuola di Hokuto si acquistano solamente dopo aver combattuto sanguinose battaglie. È evidente che anche tu hai acquistato una forza non indifferente combattendo contro Shin o contro i nemici più resistenti. [...] Però Raoul è molto più freddo di te. Ha molte più energie distruttive. Lo dimostra il fatto che ha ammazzato a sangue freddo il nostro caro padre Ryuken.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Non userai più la tecnica della Divina scuola!<br>'''Raoul''': È invece sarò io il padrone del mondo. Hai avuto fiducia in me e da ora in poi deterrò io il potere.<br>'''Ryuken''': Ho detto che non sei ancora abbastanza preparato, Raoul. Ho scelto Ken e non cambierò la mia decisione.<br>'''Raoul''': Hm, Ken non ha una tecnica. Sarò io l'unico successore della Sacra scuola di Hokuto! Affronterò il mondo per sconfiggerlo e poi dominarlo. Sarò il padrone assoluto della Terra! Nessuno oserà affrontarmi in battaglia. Ammazzerò anche gli innocenti se questo sarà necessario!<br>'''Ryuken''': Ti ripeto, Raoul, non cambierò la mia decisione. A questo punto, sono costretto ad usare le maniere forti. Dimentica gli insegnamenti della Sacra scuola di Hokuto!<br>'''Raoul''': Hm, bene! Anch'io sarò drastico. Ti ucciderò! Ucciderò il venerabile maestro Ryuken e diventerò il re del mondo!<br>'''Ryuken''': Raoul... Che miserabile uomo ho creato. No, lui non può essere mio figlio.
*{{NDR|Flashback}}<br>Adesso ti dirò la ragione per la quale le sette stelle di Hokuto sono chiamate stelle che governano la morte: Ogni uomo ha sette angoli ciechi nei suoi movimenti e questi angoli possono essere tracciati nella forma delle sette stelle di Hokuto. Questi impediscono all'avversario di agire e lo condannano alla morte. ('''Ryuken''')
*A volte anche guardare è un modo di combattere. Dall'esempio di nostro padre, ho imparato che non bisogna assolutamente rischiare in un combattimento se altra gente ha bisogno di te in futuro. ('''Toki''')
*L'energia di Raoul non ha perso la sua efficacia. Toki, con la sua concentrazione, la sta facendo passare invece di contrastarla. Sta basando la sua tecnica sulla difesa. Raoul è troppo forte. Non ce la farà. È come l'acqua placida che arresta la tempesta. ('''Rei''')
*Santo cielo, è incredibile! È un combattimento tra maestri che richiede un notevole dispendio di energie. Anche il solo fatto di fissare gli occhi dell'avversario fa parte della lotta. Mi chiedo fino a quando la calma di Toki riuscirà a placare l'animo infuriato di Raoul. ('''Rei''')
===Episodio 49, ''Lotta all'ultimo sangue''===
*Non ho mai conosciuto avversari in grado di battermi, perché i miei colpi nascondono mille segreti e la mia tecnica è perfetta. ('''Raoul''')
*Io voglio morire perché tu possa ispirarti a me. ('''Toki''')
*Ognuno è libero di morire per il proprio ideale, ma che significato avrebbe la tua morte? Per me uccidere te o un cane è esattamente la stessa cosa. ('''Raoul''')
*Forza Ken, resisti! Tra qualche istante, io non ci sarò più. [...] Nella storia della Divina scuola ci sono sempre stati dei sacrifici umani. Grazie ad essi, la tradizione si è perpetuata. Tu sarai il mio unico successore e la mia morte ti darà la forza per lottare. ('''Toki''')
*Non è stata la mia forza a liberarmi, ma il cuore di una tenera bambina, una bambina che è costretta a lottare perché al mondo esistono esseri violenti come te. ('''Kenshiro''')
*Ken, in questo posto si decreterà la fine di duemila anni di storia della scuola di Hokuto! ('''Raoul''')
*Raoul possiede senz'altro piu tecnica di Ken, ma non possiede lo spirito e l'energia interiore che è prerogativa solo di Ken. Ce la farà. ('''Rei''')
*È lo spirito che controlla i movimenti del corpo. Questo è il grande segreto della Divina scuola di Hokuto. ('''Toki''')
*Rassegnati a morire! Sofrirai di meno. ('''Raoul''')
*In un combattimento tra maestri, si ha la facoltà di prevedere quello che succederà nella lotta. Si ha come una visione. È il miracolo della concentrazione. Ma sia ben chiaro che tramite questa visione, nessuno dei due riesce a conoscere completamente la tecnica dell'avversario. ('''Rei''')
*Un re non s'inginocchia mai. Vedrete! Mi vendicherò e la mia sarà una vendetta dura e atroce. ('''Raoul''')
*Uomini come Ken e Raoul non avranno mai pace. Continueranno a lottare e la loro lotta sarà per il dominio dell'universo. ('''Toki''')
===Episodio 50, ''Cani sacri''===
*'''Kenshiro''': È colpa mia.<br>'''Rei''': Non dirlo neanche per scherzo!<br>'''Kenshiro''': Sono stato io a coinvolgerti in questa lotta sanguinosa.<br>'''Rei''': Tu non c'entri, Ken. Non rimpiango nulla. Anzi, io ti sono infinitamente grato per l'amicizia che mi hai dimostrato. Odiavo il mondo e non nutrivo nessuna fiducia negli altri uomini. Ma poi ho incontrato te, la piccola Lynn, Bart e Mamiya. Voi mi avete aiutato a ritrovare la speranza perduta. Con voi ho trascorso dei momenti felici, i momenti più belli della mia vita. Credimi, Ken. Non sto scherzando.<br>'''Kenshiro''': Sei un vero uomo.<br>'''Rei''': Adesso la morte... Adesso la morte non mi fa più paura, ti assicuro. Ho vissuto dei momenti felici.
===Episodio 51, ''Sacrificio d'amore''===
*Il sangue di un [[cane]] è molto più importante di quello umano. È la legge che regola Medicine City. Sono i doni più preziosi che la natura ci ha regalato. Al contrario degli uomini, loro non mentono mai. ('''Gulf''')
*Non potrò mai essere una donna normale. Sì, perché esiste una ragione per cui continuare a lottare. Combatterò fino alla morte. ('''Mamiya''')
*{{NDR|Su Yuda}} Quell'uomo ha segnato il mio destino. Da quando l'ho conosciuto non sono più la stessa. Non sono più la ragazza spensierata che ero prima. Purtroppo quella cicatrice mi accompagnerà fino alla morte, capisci? E nella mia mente c'è un'altra cicatrice molto più profonda, ti assicuro. ('''Mamiya''')
*'''Yuda''': Allora, ragazze. Come mi trovate oggi? Non sono bello?<br>'''Concubine''': Sì, sei bellissimo, Yuda! La tua bellezza da tutti i pori trasuda!<br>'''Yuda''': Eccomi! Ammirate! Sono più bello e affascinante di [[Adone]]! Sono vostro e voi mi appartenete. ('''Yuda''')
===Episodio 52, ''Bellezza crudele''===
*'''Yuda''': Posso sapere perché hai questa pettinatura?<br>'''Concubina''': Ho pensato che le sarebbe piaciuta, allora ho deciso di...<br>'''Yuda''': Basta! Non voglio neanche ascoltarti. Questa tua trascuratezza rappresenta un'offesa alla mia bellezza. Vi ho sempre detto che non potete cambiare pettinatura senza il mio permesso. Il vostro ''charme'' dipende dalla mia sensibilità, è chiaro? Solo una donna che possiede una perfetta bellezza può essere amata e voi siete le mie amanti.<br>'''Concubina''': Oh signore, mi lasci per favore?<br>'''Yuda''': Sei detestabile quando urli in questa maniera! Andrai via per sempre dal mio castello! [...] Sei brutta, piccola mia. Il deserto è l'unico posto per le donne sciatte come te.
*'''Mamiya''': Guarda il mio braccio, Lynn. Sta diventando forte come quello di un uomo, non ti sembra? Tra un po' sarò forte come un uomo. Come un uomo!<br>'''Lynn''': Non ti capisco.<br>'''Mamiya''': Non si cancelleranno mai! Non ho nessuna speranza. Rimarrò così per tutta la vita. Ma la cosa peggiore è che dalla mia mente le ferite non si rimargineranno mai, Lynn.
*'''Rei''': Conosco molto bene Yuda. Ricordo ancora la sua faccia. Eravamo nella stessa scuola di Nanto, sai Ken?<br>'''Kenshiro''': Cos'hai detto?!<br>'''Rei''': Sì, e devo dire che era anche un ottimo allievo. Eravamo in sei e il nostro maestro ci considerava i migliori tecnici della scuola Nanto. Oltre a me c'era anche Shin, che possedeva un'ottima tecnica. E poi, a mio fianco, molto spavaldamente c'era Yuda. Anche lui era molto bravo.
*Gli uomini non vivono a lungo, ma hanno una grande speranza nel cuore. Questa speranza è rappresentata dal fatto che esisterà sempre una loro madre che racconterà il destino degli uomini coraggiosi ai propri figli. ('''Rei''')
*Un giorno la ferita che hai nella tua mente si rimarginerà. Devi solo aver fiducia. Per fortuna al mondo esistono anche delle belle storie e soprattutto esistono uomini coraggiosi come Ken e Rei. ('''Elder''')
*Su Yuda splende una stella maligna che è una delle sei stelle di Nanto. [...] Sì, ognuno di noi aveva una stella sulla quale era scritto il nostro destino, capisci? La stella di Shin era quella del sacrificio. Lui si è sacrificato per amore. La mia era quella del dovere. Dedico la mia vita a qualcuno. E invece la stella di Yuda ha dei poteri negativi. È anche definita la stella del traditore. ('''Rei''')
*Nel mio spirito la mia stella splende meravigliosamente e si chiama stella del tradimento. È una definizione sbagliata perché in questo caso il tradimento simboleggia la bellezza assoluta che un giorno governerà l'intero universo. E la mia stella brillerà ancora di più quando avrò bevuto il sangue di Rei e quello di Ken. Nessuno riuscirà ad opporsi al mio destino. ('''Yuda''')
===Episodio 53, ''Le donne rapite''===
*Mio fratello era un tipo piuttosto scontroso e non era assolutamente capace di credere nell'amicizia. Ma poi, da quando ha incontrato voi, il suo atteggiamento è cambiato e ha aperto il suo cuore. Mamiya le ha insegnato ad avere fiducia negli uomini e a guardarli dritti negli occhi. Sono sicura che non è la morte a spaventare mio fratello, perché questa servirà da esempio per l'umanità intera. Lui rimarrà per sempre nel cuore di Mamiya, e questo le servirà da conforto per le sue ultime ore. ('''Airy''')
*'''Dagar''': Lei mi ha usato, non è vero? Mi ha usato! Sono sempre stato un suo fedele servitore.<br>'''Yuda''': No, non ti ho tradito, Dagar. Faceva parte di una strategia ben precisa. Tutti gli uomini prima o poi cadono in questo maledetto equivoco. La mia stella si chiama tradimento, ma non quello che intendi tu. È il simbolo della bellezza e dell'intelligenza. E ora, grazie a queste doti, potrò governare il mondo. Questa terra mi appartiene e farò di tutto per conquistarla.
===Episodio 54, ''La grande prova''===
*Rei, l'uomo protetto dalla stella del dovere, hai sempre vissuto per gli altri e solo adesso ti rendi conto che la tua è la stella dei vinti! ('''Yuda''')
*Energia mentale uguale forza. ('''Toki''')
*Povera piccola Mamiya, molto probabilmente tu sei nata sotto la stella della tristezza. ('''Rei''')
===Episodio 55, ''Il volo dell'uccello bianco''===
*Il tuo sangue tingerà il mio corpo. Proverò una sensazione meravigliosa. ('''Yuda''')
*'''Yuda''': Sei sempre stato un ingenuo, Rei. Che stupido! Hai sempre lottato e vagato per il mondo, e adesso sacrifichi la tua vita per una semplice donna, una donna che porta ancora il mio marchio sulla spalla, una donna che ha visto la stella della morte e che non ha futuro davanti a sé. {{NDR|Ride}}<br>'''Rei''': È questo tutto quello che hai da dire? Anche se il suo destino fosse già stato segnato io non cambierei idea, Yuda. Tu non puoi capire. Lei è tutta la mia vita. Mamiya, il tuo cuore ha sempre pianto di dolore. Meriti di avere un uomo che sia felice di morire per te. Spero che questo cambierà la tua vita.
*La stella del dovere è la stella degli uomini deboli. Vive di luce riflessa, perché il suo sole si chiama stella del tradimento. ('''Yuda''')
*'''Yuda''': Qual è il tuo segreto?!<br>'''Rei''': Non ci sono segreti. È l'amore per Mamiya che mi rende così forte. Tu non potrai mai capirlo perché non sai cos'è l'amore. Hai sempre solo amato te stesso.
===Episodio 56, ''Un uomo solo''===
*Nanto uguale morte! ('''Yuda''')
*'''Yuda''': Come tanto tempo fa sono rimasto di nuovo affascinato dalla tua tecnica, Rei. Era perfetta. Però... Però... Però non sei riuscito ad uccidermi. Uno come me non può morire. Ascolta, Rei! Sei sempre... Sei sempre stato più forte di me. {{NDR|costringe le mani di Rei a traviggerlo}}<br>'''Rei''': Yuda!<br>[...]<br>'''Yuda''': Rei, io ti ho sempre considerato un mio rivale perché riconoscevo la tua superiorità. Ero affascinato... Ero affascinato dalla tua tecnica, la tua perfetta tecnica dell'uccello d'acqua di Nanto, e io non ho mai potuto raggiungere questa perfezione. Ho sempre desiderato di volare come fai tu, ma era solo illusione perché non possiedo la tua potenza, il tuo coraggio. E io non posso nulla contro un uomo da cui sono affascinato. Non so se capisci. Mi rendo conto adesso che questa è la mia vera debolezza. Sei grande, sei sempre stato il migliore. Dal momento in cui... Dal momento in cui sono rimasto affascinato dalla tua perfezione, il mio destino era per sempre segnato e la mia stella era destinata a spegnersi, Rei.<br>'''Rei''': Yuda...<br>'''Yuda''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Ascoltami! Ti ho sempre considerato l'uomo più... l'uomo più bello e affascinante che abbia mai incontrato, il più coraggioso. Sono contento di morire tra le tue braccia.<br>[...]<br>'''Rei''': Yuda, non lo avevo capito, ma anche tu eri solo. Aspettami. Ti raggiungerò. Aspettami. A presto, Yuda. A presto, l'uomo dal colpo della gru rossa di Nanto.
*Ascolta, Mamiya. Mi raccomando, vivi! Vivi fino a quando la stella della morte non sarà caduta su di te. E vivi, vivi come una donna, perché tu ''sei'' una donna. Insegui la felicità e non lasciarla scappare. Ti amo, Mamiya. ('''Rei''')
*Ken, non arrenderti mai! Continua a lottare! Il mondo ha bisogno di te. Sei l'unico in grado di trasformare il pianto in riso. Sarai il portavoce dei più deboli. ('''Rei''')
*Lynn, Bart, mi raccomando. Siete la speranza del mondo. ('''Rei''')
===Episodio 57, ''La storia dell'uomo immortale''===
* {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ho cercato di fare del mio meglio. Ho sempre rispettato la Sacra scuola di Nanto. Ho vissuto per gli altri e adesso muoio per gli altri, ma non rimpiango niente. Ken, Lynn, Bart, Toki, Airy, Mamiya... ('''Rei''')
==Capitolo 3==
===Episodio 58, ''L'esercito di Sauzer''===
*'''Toki''': Allora, Ken. Hai deciso? Te ne vai?<br>'''Kenshiro''': Sì, Toki. Qualcosa... Qualcosa mi spinge a farlo.<br>'''Toki''': Capisco, e questa forza si chiama destino.<br>'''Kenshiro''': Destino, hai detto?<br>'''Toki''': Già. È il destino dell'uomo che guida la Divina scuola di Hokuto. Se la scuola di Nanto cade, appare la scuola di Hokuto. Guarda il destino di Shin, quello di Rei che ha dedicato la vita a Mamiya, e quello di Yuda. Ma esiste anche quello di altri tre allievi. Devi sapere che tanto tempo fa questi sei allievi erano chiamati i comandanti dei sei cancelli che proteggevano il castello imperiale, ed erano a capo di un gruppo di centotto persone sacre a Nanto, ma la Divina scuola di Hokuto è la più forte, ed era quest'ultima che decideva le sorti dei sei comandanti dei cancelli. Successe poi che dopo la terribile catastrofe, dopo la guerra nucleare, la Sacra scuola di Nanto si divise, e Yuda non perse l'occasione per tradirla. Prese con sé ventitre persone del sacro gruppo, li costrinse a seguirlo e raggiunse il terribile Raoul. Così cadde la prima delle sei stelle di Nanto, ma anche le altre cinque caddero nella più completa confusione, ed è questa la causa della tragedia odierna. La morte di Shin, il crudele destino di Rei, sono solo l'inizio di un dramma universale. Ma Shin, Rei e Yuda sono già morti e rimangono gli altri tre allievi. È giunto il momento che tu li combatta. Coraggio, Kenshiro! Vai e lotta per la giustizia. Sei predestinato a salvare l'umanità.
*Ho in mano il potere. Alla fine del secolo l'intero pianeta sarà sotto il mio dominio. Conquisterò anche il più piccolo villaggio. Sarò io il padrone del mondo. Sono il colonnello Sauzer. Perfino Raoul ha evitato di battersi con me. ('''Sauzer''')
*Che vi succede? Sembrate spaventati. Vi ho solo dato una piccola dimostrazione della mia tecnica di lotta. ('''Kenshiro''')
*Io sono uno dei sei allievi di Nanto. Sono nato per dominare il mondo e nel mio destino è scritto che vincerò sempre. Per questo non ho bisogno d'amore e tantomeno di affetto. ('''Sauzer''')
===Episodio 59, ''Il tempio del potere''===
*Io non vedo, ma riesco a percepire i tuoi pensieri. Non ho paura del tuo colpo, Kenshiro. E se un uomo non ha paura del proprio nemico, farà in modo che il nemico stesso non riesca a capire la sua tattica. ('''Shu''')
*Vivrò solo ed esclusivamente per portare un po' di luce in questo oscuro e tetro pianeta. ('''Kenshiro''')
*Noi maestri di Hokuto siamo in grado di ripetere esattamente le tecniche dei nostri nemici, anche le più difficili. ('''Kenshiro''')
===Episodio 60, ''Sperare nel domani''===
*{{NDR|Su Sauzer}} Quell'uomo è pieno di ambizione e vuole costruire un monumento a forma di croce che sarà il simbolo della sua potenza. Per la costruzione di questo monumento fa rapire i bambini e li costringe a lavorare. ('''Shu''')
*Manda questo messaggio a Sauzer: Se davvero vuole costruirsi un monumento, lo deve fare con le sue mani. I bambini sono delle creature libere e tali devono rimanere. ('''Kenshiro''')
*Quando i miei occhi si sono chiusi, il mio cuore si è aperto. ('''Shu''')
===Episodio 61, ''La luce della vita''===
*Non dobbiamo perdere il senso del viviere civile. Per questo ho deciso di combattere Sauzer. Questi bambini hanno bisogno di crescere in una società normale. ('''Shu''')
*'''Garzus''': Come hai fatto a capire che stavo mentendo, eh?<br>'''Kenshiro''': Se ti fossi guardato allo specchio lo avresti capito anche tu.
*Voglio dare una nuova luce a questa terra. ('''Kenshiro''')
===Episodio 62, ''Il re del mondo''===
*Credo sia giunto il momento di raccontarvi la storia del re di Nanto. La decadenza della scuola delle sei stelle Nanto iniziò con l'ambizione di Yuda, ma fu Sauzer a portarla a termine. [...] Nel suo cuore è sempre esistita la sete di potere. La sua stella è chiamata "Croce di Nanto" o la stella della dittatura. Per questo non ha mai avuto famiglia o amici. È fondamentalmente un uomo solo, un uomo che ha diviso con se stesso le proprie vittorie. Le altre cinque stelle sono solo satelliti ed è impossibile, Ken, battere Sauzer con la sacra tecnica di Nato. L'unico mezzo per riuscire ad affrontarlo è sempre stata la guerriglia organizzata. ('''Shu''')
*Queste sono le tombe dei bambini quello stesso maledetto uomo ha ucciso. Non vedo più. I miei occhi non possono più vedere, ma sono ancora in grado di piangere. Il re di Nanto uccide tutti coloro che lo impediscano di realizzare il suo progetto, che è quello di governare il mondo. Non ha pietà, neanche per bambini innocenti. ('''Shu''')
*'''Sauzer''': Come mai sei venuto da queste parti, Kenshiro?<br>'''Kenshiro''': Per fermare la tua marcia verso la distruzione del mondo.<br>'''Sauzer''': Hm, complimenti! Adesso parli proprio come un adulto, Kenshiro.
*'''Sauzer''': Io sono il più forte degli allievi della scuola di Nanto ed è per questo che sono diventato il re assoluto. Fin dalla nascita ero predestinato a governare il mondo ed eccomi qui, pronto a sconfiggere il mondo perché sono superiore a qualsiasi tecnica. Sono solo per mia scelta.<br>'''Kenshiro''': Perché non ti prepari a combattere?<br>'''Sauzer''': Non devo prepararmi. Il re di Nanto non ha bisogno di nessuna preparazione e, inoltre, non sono abituato a prendere posizioni difensive. Io attacco e avanzo. Il tuo metodo è quello dei perdenti, Kenshiro.
*È vero che Ken possiede la facoltà di imparare subito la tecnica dell'avversario, ma non riuscirà lo stesso a battere Sauzer perché non ha ancora scoperto il suo segreto. Anch'io quando ho lottato con Sauzer ero sicuro di batterlo, ma poi ho dovuto arrendermi. Ormai è diventata la mia ragione di vita: Sconfiggere Sauzer per ottenere il suo potere. ('''Raoul''')
===Episodio 63, ''Due destini simili''===
*Nelle mie vene scorre sangue d'imperatore, sangue di chi è abituato a vincere. ('''Sauzer''')
*'''Shu''': Shiba, io sono l'unico successore della scuola dell'airone d'acqua di Nanto e non ti ho mai insegnato nessuna delle mie tecniche. Ti sei mai chiesto il perché?<br>'''Shiba''': No, papà.<br>'''Shu''': La ragione, in effetti, è molto semplice e te la spiego subito. Non volevo che tu portassi il peso del mio destino.<br>'''Shiba''': Ma papà, non capisco.<br>'''Shu''': Potrebbe sembrare una decisione assurda per un padre, ma ti assicuro che non lo è. Io sono destinato a vivere una vita dura e solitaria per seguire la mia stella e credo che se anche tu fossi protetto dalla mia stella, avresti il mio stesso destino.
*Ascoltate! Se il mondo fosse afflitto da una carestia, il nostro re non morirebbe di fame. Questo significa detenere il potere. ('''Uomo di Sauzer''')
===Episodio 64, ''La stella di Shu''===
*Ormai non mi oriento più né con la vista né con l'udito. La mia mente vede e sente ciò che mi circonda. ('''Shu''')
*Un grande uomo non deve mai provare pietà per nessuno. Non perdonerei neanche una formica se mi opponesse. È la mia legge uccidere tutti quelli che sono contro di me. Ehi, Shu! Anche se la tua stella brillasse in eterno, non ce la faresti mai a salvare il mondo con la sola bontà. ('''Sauzer''')
===Episodio 65, ''La piramide della croce''===
*Quando le stelle di Nanto si dividono come adesso, quelle di Hokuto si uniscono saldamente. E quando le stelle di Nanto sono in dissidio, quelle di Hokuto appaiono. ('''Toki''')
*'''Uomo di Sauzer''': Perché diavolo sei venuto qui?!<br>'''Toki''': Perché sono stato guidato dalla mia stella. E mi ha anche detto di preparare la via a Ken, perché sta per affrontare Sauzer.
*Non siete dei buoni combattenti neanche quando sono convalescente! ('''Raoul''')
===Episodio 66, ''Il futuro ti appartiene''===
*'''Shu''': Sono felice. Dio ha voluto esaudire il mio più grande desiderio e adesso riesco a vederti, Ken. Sei cresciuto, Ken. Ma i tuoi occhi sono sempre gli stessi e mi ricordano... mi ricordano mio figlio Shiba. Un'ultima cosa, Ken: Non ho nessun rimpianto. Sono contento perché lo splendore della mia stella continua ad essere della stessa intensità.<br>'''Kenshiro''': Sei grande, Shu...<br>'''Shu''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Adesso va. Va, Kenshiro! Va! Il futuro ti appartiene. Credo in te e ti proteggerò sempre. Piccolo Shiba, aspettami! Sto arrivando! Addio, Ken. Non arrenderti mai. Io sarò sempre con te, Ken.
*Sauzer! Non lascerò integro neanche un tuo capello! Ti annienterò, Sauzer! Non resterà nulla di te! ('''Kenshiro''')
===Episodio 67, ''Una vittima dell'amore''===
*'''Sauzer''': Quando Nanto inizia ad esercitare il suo potere, arriva Hokuto. Come vedi, era mio destino che io mi battessi con te. È il momento di porre fine alle umiliazioni che Nanto ha subito in questi anni. Mi batterò fino alla fine, fino a quando non ti avrò ammazzato, Ken. Sarai seppellito nella mia piramide prima dei tuoi fratelli.<br>'''Kenshiro''': Sauzer, le pietre della tua piramide sono imbevute del sangue di Shu. Sali quei gradini e cerca di ricordare i peccati che hai commesso, tutte quelle persone innocenti che hai ammazzato. Rifletti, Sauzer!
*La gente si fa uccidere per amore, si fa torturare per amore, piange e soffre in nome dell'amore! ('''Sauzer''')
*'''Sauzer''': I miei genitori morirono e fui educato da un anziano e saggio maestro della scuola di Nanto. Si chiamava Ogai. Ogai non aveva figli e così decise di prendermi e di adottarmi. [...] L'addestramento quotidiano era davvero molto duro, ma non mi pesava per niente. Anzi... [...] Non mi lamentavo della dura vita che facevo perché alla fine sapevo che avrei ricevuto una carezza, un gesto di affetto che mi riempiva il cuore di gioia e mi faceva sentire amato e accettato. [...] Ma poi, un giorno, il giorno del mio quindicesimo compleanno... [...] È vero, da quel giorno non ho più pensato all'amore, anche perché è stata la luce della mia stella a convincermi. Un vero re non ha bisogno dell'amore degli altri. Ucciderò senza pietà chiunque si opporrà al mio potere!<br>'''Kenshiro''': Io non sono come te. Ho sempre combattuto e combatterò per amore.
*{{NDR|Flashback}}<br>Non voglio più essere amato, perché l'amore fa solo soffrire. Non voglio più essere amato, no, non voglio, non voglio più essere amato! ('''Sauzer''')
*'''Sauzer''': Io, re di Nanto, ti ucciderò. Tu sarai solo una vittima di quello stupido sentimento chiamato amore! Come puoi capire, il vero assassino non sono io, ma l'amore in cui hai sempre creduto.<br>'''Kenshiro''': L'amore non ha mai ucciso nessuno.
===Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice''===
*Hai il cuore dall'altra parte, Sauzer. E di conseguenza anche tutti i punti segreti sono invertiti. È questo il tuo segreto. Come vedi, non sei invincibile. ('''Kenshiro''')
*Questa è la tecnica segreta del colpo della fenice di Nanto, il volo a croce della fenice. È il colpo micidiale di fronte al quale ogni avversario s'inginocchia. Ma se il nemico che si affronta è di pare valore, anche il più grande maestro di lotta deve essere pronto a batterlo senza lasciare niente al caso, combattendo fino alla fine. Ma attenzione! La tecnica del volo della fenice è sempre risultata vittoriosa. ('''Sauzer''')
*'''Raoul''': Accidenti! {{NDR|Kenshiro}} sta eseguendo la tecnica segreta della scuola di Hokuto in maniera perfetta.<br>'''Toki''': È una delle tecniche più pericolose. Si chiama "colpo della distruzione dell'universo". È uno degli ultimi segreti della nostra scuola. Un solo errore nell'esecuzione sarebbe fatale per l'intero universo.
*Non c'è posto per due grandi stelle nel cielo! ('''Sauzer''')
*Duemila anni di storia di Hokuto hanno decretato la vittoria dello spirito sulla materia. Ecco perché posso colpirti senza neanche sfiorare il tuo corpo. ('''Kenshiro''')
*I punti segreti di un corpo umano sono i centri nervosi più importanti e vitali, ed è il sangue stesso ad indicarne il posto. Come vedi, una volta scoperto il segreto del tuo corpo e dei tuoi centri nervosi, tu sei un uomo normale. ('''Kenshiro''')
*La fenice di Nanto non volerà mai più. Ormai ha perduto le sue ali grandiose. ('''Kenshiro''')
*'''Sauzer''': Hai usato il colpo della sentenza finale. È un colpo che non provoca dolore, così sei in pace anche con la tua coscienza. Mi spedisci all'inferno senza farmi soffrire. Il sogno della fenice, la mia illusione, si è conclusa. Ma credo sia durata abbastanza. Aspetta, voglio chiederti una cosa, un'ultima cosa, ti prego. Poi tanto morirò. L'affetto e l'amore hanno sempre reso l'uomo infelice, giusto? Perché allora ti ostini a crederci? Perché? Spiegami, non capisco. È come autodistruggersi, non ti pare?<br>'''Kenshiro''': No, Sauzer. La tua premessa è sbagliata. L'amore non è sofferenza. Ricordati che ti ha aiutato anche in questo momento così tragico.<br>'''Sauzer''': Mi ha aiutato? {{NDR|Comincia a ricordarsi dell'infanzia passata con Ogai}}<br>'''Kenshiro''': Sei giunto alla tua ultima ora. Puoi scegliere tu il posto dove andare a morire.<br>'''Sauzer''': Già, è vero. Sono giunto alla mia ultima ora. Sono stato sconfitto dal grande maestro di Hokuto. In fondo, non potevo scegliere un avversario migliore, vero?
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Eccomi qui, maestro Ogai. Mi accarezzi? Mi accarezzi, la prego, maestro. Mi accarezzi come faceva quando ero piccolo. ('''Sauzer''')
*La storia di Sauzer è veramente triste. Aveva un disperato bisogno di amore. ('''Kenshiro''')
*Toki, in futuro dovremo affrontarci in un duro combattimento. Tu e Ken siete i miei rivali e se non vi uccido non avrò mai il potere assoluto. Come vedi, è quasi un dovere. ('''Raoul''')
===Episodio 69, ''Sete di dominio''===
*Toki, il mio caro fratello. Ha una tecnica veloce e una stupenda esecuzione dei colpi. Sarebbe stato lui il giusto e degno successore della Sacra scuola di Hokuto, ma la guerra nucleare ha cambiato e stravolto il suo destino. Sono sicuro che se non ci fosse stata quella terribile guerra, sarebbe stato lui il re del mondo. [...] Rimase esposto alle radiazioni per due settimane. Fu terribile. Da allora, abbandonò le tecniche di lotta e intraprese la via della medicina. ('''Kenshiro''')
*Voglio dirti una cosa, Ken. Il mio sogno è sempre stato quello di dedicare la mia vita alla medicina. [...] Ma dopo quelle terribili radiazioni, persi tutti gli entusiasmi e le speranze, e vagai da un posto all'altro come chi aspetta di morire. Fu un periodo terribile. Poi, un giorno, giunsi in uno strano villaggio. Si chiamava Miracle Village, il villaggio dei miracoli. Lì, ti giuro, ho ritrovato tutte le mie speranze. Era un posto deprimente. Le persone aspettavano solo di morire perché la morte rappresentava una liberazione. Così, decisi di passare il resto della mia vita a cercare di aiutarli. E invece quell'uomo distrusse il villaggio! [...] Era un subordinato del re di Hokuto, un certo Amiba. In poco tempo, ricreò il clima di morte nel villaggio dei miracoli. Poi, un giorno, mi catturarono. Mentre ero rinchiuso nella prigione di Cassandra, scoprì un segreto di Raoul in quella terribile prigione dove piangono anche i demoni. [...] Volevo dedicare la mia vita a soccorrere i bisognosi e i bambini malati. Era questo il mio unico desiderio. Ma adesso non lo è più. Non meravigliarti, Ken. Sei stato proprio tu a farmi cambiare idea quando ti ho visto combattere. Ho provato un'emozione grandissima, intensa. Da piccolo scelsi la lotta e seguì la scuola di Hokuto, già. Adesso ho deciso di ricominciare tutto da capo seguendo la mia vecchia scelta. [...] Viviamo in tempi di cambiamenti. Cinque stelle tra le sei di Nanto sono già scomparse: Shin, Rei, Yuda, Shu e Sauzer. È arrivato il momento in cui tutti insieme dovremo combattere l'ultima stella, la più splendente. È il destino del successore della Divina scuola di Hokuto, il destino che lo porterà inevitabilmente alla lotta. [...] Ho deciso da tempo: Vivrò seguendo il corso del mio destino, e invece esiste un uomo che lo sta ostacolando. Devo sconfiggere quell'uomo, altrimenti non ho più ragione d'esistere. È sempre stato il mio rivale. Sì, il suo nome è Raoul. ('''Toki''')
*Una volta ho anche combattuto contro Ryuken per ottenere la successione della Sacra scuola di Hokuto. [...] Dopo quell'incontro, decisi di lasciare il potere a Ryuken. Misi da parte le mie velleità perché sapevo che di maestro poteva esisterne uno solo nella Sacra scuola. Perciò, Raoul, posso comprendere più di chiunque altro il tuo risentimento e la tua rabbia. Ma inutile insistere. Non puoi usare la tua tecnica per ottenere un potere che non ti spetta. ('''Koryu''')
===Episodio 70, ''Un re solitario''===
*'''Raoul''': Mi dispiace, Koryu, ma sono venuto per ucciderti. [...] Sei l'uomo che ha combattuto contro il mio maestro Ryuken per la successione della scuola di Hokuto. Spero vivamente che tu sia forte come un tempo.<br>'''Koryu''': La tua non è solo voglia di misurare le tue capacità, non è vero, Raoul? Non vuoi confrontarti con me solo per questo.<br>'''Raoul''': Vedo che sei piuttosto perspicace. [...] Ho avuto la sfortuna di essere ferito gravemente e ho deciso di venire qui per vedere fino a che punto la mia inattività mi ha indebolito. Voglio battermi con te.<br>'''Koryu''': È incredibile! Non hai ancora capito che devi abbandonare le tecniche della tua scuola?!<br>'''Raoul''': Sono io il re della scuola di Hokuto. Mi manca pochissimo per conquistare definitivamente il mondo.<br>'''Koryu''': Bene, possiamo iniziare. Tanti allievi sono morti per la successione. La tradizione è sempre stata segnata dal sangue dei suoi seguaci. Anche tu, Raoul, anche tu morrai per aver preteso di governare il mondo.
*'''Koryu''': Raoul, non sarò io ad ammazzarti, ma i duemila anni di storia Hokuto.<br>'''Raoul''': Staremo a vedere. Io sono abituato a sfruttare questi duemila anni di storia e non potranno uccidermi.<br>'''Koryu''': Non hai scrupoli!<br>'''Raoul''': Sono il re di Hokuto!
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sei davvero forte, Raoul, e i tuoi colpi potenti. Raoul, Toki, Ken, con voi la scuola di Hokuto sarà invincibile. Gli dèi hanno mandato tre eroi nella stessa epoca. Sono sicuro che se foste nati in epoche diverse ognuno di voi sarebbe stato un maestro. Sì è vero, la ricostruzione del mondo spetta a voi, a Raoul e le sue ambizioni, a Toki con la sua bontà, e a Ken con la sua forza di spirito. ('''Koryu''')
*'''Toki''': Sei stato magnifico, Ken. Sei tu il vero successore della Sacra scuola di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': No, Toki. Se tu non avessi avuto l'handicap della malattia, sono sicuro...<br>'''Toki''': Sono stato un tuo avversario e questo mi da materialmente la forza per concludere degnamente la mia vita, sì, perché ti ho dato la mia anima, Ken, con questo nostro combattimento. Il mio spirito adesso appartiene a te, ma il mio corpo si consumerà nell'offrire la mia morte a Raoul. È questo il mio destino e lo seguirò fino alla fine.
*Se seguirete la stessa strada avrete lo stesso destino, potete giurarci. Se volete un consiglio sincero, cambiate strade e la fortuna vi assisterà sempre. ('''Raoul''')
===Episodio 71, ''La morte è di scena''===
*'''Toki''': Sì, Raoul, come vedi il tuo sogno si è realizzato. Sei diventato l'uomo più forte e coraggioso del mondo intero. Ma sei anche diventato troppo ambizioso.<br>[...]<br>'''Raoul''': Invece tu sei un perdente, un uomo vinto.<br>'''Toki''': Evidentemente era scritto nel mio destino. Ma adesso basta! Non perdiamoci in chiacchiere.<br>'''Raoul''': Così mi piaci. La determinazione è una delle più grosse doti che un uomo debba possedere.
*Ascolta, Toki! Se avevi intenzione di diventare un grande maestro di lotta perché non hai imparato anche le posizioni attive? Vedi, la calma e la rilassatezza dei tuoi movimenti ti hanno impedito di sconfiggermi. Sono io il più forte, Toki! ('''Raoul''')
*'''Toki''': Vuoi sapere perché sono stato capace di difendermi dal tuo attacco? Perché io e te abbiamo lo stesso sangue.<br>'''Raoul''': E hai imparato anche i miei attacchi attivi?<br>'''Toki''': Te l'ho già detto, Raoul. Volevo diventare come te e allora ti imitavo!
*Un'antica leggenda della Sacra scuola di Hokuto dice che quando si incontrano due avversari di pari valore, la stella della morte brilla su entrambi i loro destini. Chi vincerà? L'uomo dal cuore calmo come l'acqua immota o l'uomo che credeva di conquistare il mondo? ('''Kenshiro''')
*È il momento di aprire il sipario sul fato, Raoul! ('''Toki''')
===Episodio 72, ''Le ultime lacrime''===
*Hai sempre combattuto per difendere gli altri, Toki. Adesso è arrivato il momento di combattere per la tua dignità e per salvare la tua vita, naturalmente. ('''Raoul''')
*Colpo segreto della Divina scuola di Hokuto, tecnica del respiro tokei. "Tokei" vuol dire "acciaio" e "potenza condensata". Inspirando si concentra tutta la potenza del corpo ed espirando la si concentra nel colpo. È la respirazione segreta del colpo duro. ('''Kenshiro''')
*Ascoltami, Raoul! Adesso puoi ammetterlo tranquillamente: Hai sbagliato tutto nella tua vita. Sei sempre stato l'uomo più forte della Sacra scuola di Hokuto. Se fossi stato meno ambizioso e avessi creduto di più negli altri, io e Ken ti avremmo lasciato il potere senza problemi. Saresti diventato tu il successore della scuola. ('''Toki''')
*Credi davvero che non abbia ancora capito il segreto del tuo micidiale colpo, eh Toki? Mi avresti potuto uccidere col colpo del fulmine volante se non fossi stato malato. Povero Toki, il mio dolce e saggio fratello, sei vissuto fino a questo momento solo per incontrarmi nella nostra terribile lotta finale. Addio Toki... La stella della morte risplende su di te adesso! ('''Raoul''')
*'''Raoul''': Toki, quelle maledette radiazioni hanno fatto di te un uomo malato e debole. Ti hanno reso incapace di lottare come sai fare realmente. Toki, non sono stato io, ma è la tua malattia che ti sta uccidendo lentamente.<br>'''Toki''': Anche la mia malattia evidentemente fa parte del mio destino come il fatto di voler continuare a combattere fino alla fine. Non so se puoi capire, Raoul.<br>'''Raoul''': Toki... Toki...<br>'''Toki''': Perché adesso piangi, Raoul? Che senso ha? La tua ambizione non ti ha mai permesso di piangere in questi anni.
*'''Raoul''': Perché hai usato il tuo colpo segreto se sapevi di non farcela? Forse lo hai fatto per imitarmi, è così, giusto? Oh, povero Toki! Non sei cambiato affatto. Anche da piccolo mi seguivi e cercavi di imitare ogni mia mossa. E adesso, anche a costo di morire, non hai voluto essere da meno alla mia forza. Oh Toki! Toki, il mio dolce e saggio fratello, hai fatto risvegliare in me nuovi sentimenti. Ho ricordato cose dimenticate, sepolte nella mia memoria. Guarda adesso come piango! Il tuo cuore ha risvegliato le mie lacrime e mi fa sentire un uomo finalmente. Toki...<br>'''Toki''': Non rimpiango nulla, Raoul. Possiamo chiudere il sipario del fato adesso.<br>'''Raoul''': Ken, guardaci! Ti sembra giusto il nostro destino?! Due fratelli crescono e imparano insieme una stessa disciplina, vogliono diventare i due fratelli più forti del mondo, ma ad un certo punto questo loro desiderio li divide e li separa definitivamente. Ti sembra giusto, Ken?! Ascolta, Toki. Ti prometto che queste saranno le mie ultime lacrime, le ultime lacrime della mia vita. Addio, mio amatissimo fratello. Addio, fedele compagno di vita. Questo è il mio colpo, il colpo al quale ai sempre aspirato, il colpo che ti ha permesso di andare avanti nonostante la tua malattia. Guardami per l'ultima volta e poi vola in cielo! {{NDR|Colpisce il suolo}}<br>[...]<br>'''Toki''': Ma... Ma perché?<br>'''Raoul''': Questo colpo non l'ho inferto a te, ma al tuo crudele destino. Sono tuo fratello e ho voluto vendicare la tua sfortunata vita, Toki!<br>'''Toki''': Raoul...<br>'''Raoul''': In questo colpo c'era il tuo desiderio mai realizzato di diventare il successore della nostra scuola, c'era un uomo che ha combattuto da solo la sua malattia. Ti auguro di vivere in pace per il resto dei tuoi giorni, fratello. Sì, adesso puoi piangere, Toki. Ti assicuro che non ti rimprovererò.<br>'''Toki''': Fratello mio...<br>'''Raoul''': Ti ho sempre voluto bene, Toki.
*Il mio dolce e saggio fratello Toki è morto, e anch'io. Ascolta, Ken! La leggenda dell'orrore del re di Hokuto inizia adesso. Aspetto con anzia il momento di potermi battere con te. ('''Raoul''')
===Episodio 73, ''L'uomo di Sirio''===
*'''Ryuga''': Questa è la Croce del Sud, vero?<br>'''Saki''': Sì. Una volta era una città prosperosa e adesso è ridotta a come vede. Di tanto in tanto, vengo qui a pulire le tombe. Quella è la tomba del Signor Shin e questa invece è la tomba della mia amica Julia. {{NDR|Ryuga pone un fiore sulla tomba di Julia e monta sul suo cavallo}} No, aspetti! Lei chi è?<br>'''Ryuga''': Sono il lupo solitario. Mi raccomando, continua a prenderti cura di quelle tombe.
*Il colpo della grande montagna e del lupo del cielo! È un colpo così veloce e preciso che ti si ghiaccia il sangue e cominci subito a tremare dal freddo. ('''Kenshiro''')
*Sì, il mio nome è Ryuga, e la mia stella del destino si chiama [[Sirio]]. Da millenni brilla splendente nel cielo. Sirio, la stella solitaria, la stella che assomiglia al lupo della steppa. La sua luce brilla senza alcuna ombra e il suo destino è caratterizzato dall'indipendenza dagli altri astri. ('''Ryuga''')
*{{NDR|Su Sirio}} Sarà forse questa stella la regina di questa nostra era? ('''Kenshiro''')
*Un ramo malato può far morire l'intero albero. [...] Un ramo malato deve essere sempre tagliato. [...] Non devi giudicarmi un uomo brutale. Quello di cui abbiamo bisogno in un'era come la nostra è di un albero forte e sicuro che abbia potere assoluto su tutto il pianeta. ('''Ryuga''')
*'''Raoul''': Voglio premiarti, Ryuga. Esprimi un desiderio.<br>'''Ryuga''': Se sua maestà mi da il permesso, vorrei lottare con Kenshiro.<br>'''Raoul''': E per quale motivo?<br>'''Ryuga''': Perché è scritto nel mio destino. È scritto nel destino della mia stella.<br>'''Raoul''': Ti capisco, Ryuga. Sì, d'accordo, puoi andare. Non ho nessuna ragione per fermarti, Ryuga.<br>'''Ryuga''': Grazie. Kenshiro, sto arrivando! L'uomo di Sirio segnerà definitivamente il tuo destino.
===Episodio 74, ''Alla ricerca di un nuovo eroe''===
*La solitudine di Sirio ebbe inizio dopo la scissione della galassia in due gruppi: quello delle sette stelle di Nanto e quello di Hokuto. Da quel giorno, Sirio conquistò la sua indipendenza assoluta e continuò a brillare da sola nell'universo. ('''Ryuga''')
*Ricchezza, potere e violenza. Che epoca terribile. [...] Mi domando quanto potrà durare questo triste periodo. [...] Quest'epoca così confusa ha bisogno di un grande capo, di un grande condottiero. ('''Ryuga''')
*'''Raoul''': Parla sinceramente, Ryuga. Non hai mai sperato di prendere il potere durante la mia assenza?<br>'''Ryuga''': Sirio non è una stella destinata a prendere il potere, maestà. La mia è una stella solitaria che ama l'indipendenza e non vuole regnare. Seguirò fino in fondo il destino della mia stella.
*'''Raoul''': Perché sorridi, bambino? Non hai paura di morire, eh?<br>'''Bambino''': Sì, io ho tanta paura, ma mi hanno insegnato a sorridere per non mostrare i miei sentimenti, signore.<br>'''Raoul''': Incredibile! Sta a sentire, se hai paura devi reagire, hai capito, bambino? Devi combattere, se no non smetterai mai di tremare. Hai capito?
*Un uomo che non ha la forza di mostrare i propri [[Sentimento|sentimenti]] non è un uomo. Come puoi continuare a sorridere e a chiedere clemenza ai tuoi nemici? ('''Raoul''')
*Raoul insegna ai bambini cos'è l'odio e la paura. Ken invece mostra loro le qualità più nobili dell'uomo. ('''Ryuga''')
*Non c'è tempo, bisogna fare in fretta. Sirio sarà contento di diventare un lupo affamato e inferocito per placare le ribellioni di questa epoca. ('''Ryuga''')
===Episodio 75, ''Occhi di ghiaccio''===
*Chi riuscirà a conquistare l'arcobaleno della vittoria? ('''Ryuga''')
*A morte gli incapaci! Le vostre tecniche sono antiquate. ('''Ryuga''')
*Se potessi rinascere, mi piacerebbe vivere in un mondo dove la gente si prende per la mano. ('''Mami''')
*Chi ruba il pane alla povera gente fa una brutta fine. Non ha nessun diritto di vivere. ('''Kenshiro''')
*Quella gente ha riacquistato la felicità. È meraviglioso. Ho combattuto centinaia di battaglie con Raoul e abbiamo conquistato terre e villaggi. Ma lui ha sempre terrorizzato la gente e ha preso il potere con la forza. Ha creato panico e smarrimento nei suoi territori, così quelle persone hanno imparato a non reagire. Invece, sulle loro facce c'è la felicità e la gioia di vivere. ('''Ryuga''')
*'''Ryuga''': C'è qualcosa che non va, Kenshiro? Perché non combatti da vero uomo?<br>'''Kenshiro''': Ryuga, uomo di Sirio, i tuoi occhi sembrano freddi come il ghiaccio, ma se li guardo attentamente scorgo una luce calda e umana.
===Episodio 76, ''Chi sarà il re del mondo?''===
*Julia, perché hai amato tanto Ken? Non capisci che quell'uomo sta sbagliando tutto? Non capisci che il suo modo d'agire fa solo del male all'umanità? Abbiamo bisogno di un uomo forte, di un condottiero che non si lascia impietosire da nessuno. Mi spiace, Julia, ma dovrò uccidere il tuo Ken. Da ora in poi mi comporterà da lupo inferocito. È l'unico modo per salvare il mondo. ('''Ryuga''')
*'''Toki''': Hai sempre agito alle dipendenze di Raoul e hai fatto stragi di innocenti. Ma, alla fine, che cos'hai trovato in questo mondo di sangue?<br>'''Ryuga''': Ho trovato due uomini potenti, Toki.<br>'''Toki''': Ti riferisci a Raoul e a Ken, forse?<br>'''Ryuga''': Questo mondo sarà redento solo da uomini forti e coraggiosi. Se Ken non riuscirà... non riuscirà a sconfiggermi, vuol dire che la sua presenza è inutile su questa terra.<br>'''Toki''': Ascolta, Ryuga! Quelle macchie di sangue sparse per tutto il tuo corpo sembrano... sembrano le tue lacrime.<br>'''Ryuga''': Ha ragione... Basta! Devo assolutamente sconfiggere Ken ed è per questo motivo che ho bisogno della tua morte, Toki. La vendetta fa parte del gioco della scuola di Hokuto. La tua morte sarà per lui motivo di vendetta e comincerà ad agire contro di me. Coraggio, Toki! È giunta la tua ora.<br>[...]<br>'''Toki''': Sì, uccidimi. Uccidimi, fai di me quello che vuoi, Ryuga. Spero che dopo la mia morte tu capisca come dovrebbe andare il mondo e con quale spirito dovrebbe essere governato.
===Episodio 77, ''Il sacrificio''===
*'''Kenshiro''': Ryuga, non capisco. Perché? Perché hai deciso di morire?<br>'''Ryuga''': Perché volevo... volevo scoprire la vera natura della nostra realtà. Ho visto... Ho visto centinaia di persone che soffrivano e altrettante che abusavano del proprio potere. Gli uomini chiamati "capi" pensano soltanto al loro interesse privato. In questo tormentato periodo abbiamo bisogno di un condottiero che sappia ridare al mondo pace e giustizia, ed io ero convinto che... che Raoul fosse la persona giusta, il vero salvatore. Basta! I bambini non devono più piangere la morte dei loro genitori. [...] Questa era la mia idea, ma adesso ho incontrato un uomo che possiede un grande spirito e quell'uomo sei tu. Sei tu, Ken! [...] Cerca di perdonarmi, Ken. Allora non mi ero ancora reso conto che la tua forza era l'unica salvezza, l'unico mezzo per redimere il mondo dalla brutalità della violenza, ma adesso ne sono pienamente convinto. Il destino ha scelto te, Ken. Devi combattere contro la sete di potere di Raoul!<br>'''Toki''': È la tua stella. È la stella del lupo che ti ha fatto scoprire la verità. Sirio è in grado di prevedere i mutamenti del mondo e di proteggere l'Hokuto nella sua opera di ricostruzione del mondo stesso. Il tuo destino, purtroppo, ti ha anche condannato alla morte, Ryuga.<br>'''Ryuga''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Kenshiro! Mia sorella aveva ragione nell'ammirare il tuo coraggio. Julia ti amava e ti assicuro che non ho mai visto una donna amare a quel modo.
*'''Toki''': Ryuga ha voluto dimostrarti che sei tu il vero salvatore. Raoul sta conquistando il mondo grazie al clima di terrore che ha instaurato tra la gente, e questo... questo non deve minimamente influire sull'impresa che devi compiere, Ken.<br>'''Kenshiro''': Trasformerò le lacrime in sorrisi, Toki.<br>'''Toki''': Vieni, Ryuga. Andremo tra gli uomini che hanno dedicato la loro vita al proprio ideale e che hanno combattuto per la giustizia. Anche noi diventeremo delle stelle e cercheremo di proteggere Ken nel suo lungo e non poco tormentato cammino.<br>'''Kenshiro''': Toki...<br>'''Toki''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: La stella della morte... Addio. Addio Ken. La mia anima rimane con te.
==Riepilogo==
===Episodio 78, ''Amore impossibile''===
*Shin, l'uomo che volle affrontarmi per amore. Amavamo entrambi Julia, una donna eccezionale. [...] Shin, un uomo assetato di potere. Conquistò innumerevoli territori, proclamandosi il re del mondo. [...] Shin, povero illuso. Non potevi conquistare Julia regalandole soltanto ricchezza. Ma, in fondo, era l'unico modo in cui sapevi dimostrarle il tuo amore. Forse, però, dopo l'hai capito. [...] Quando i tuoi subalterni si sono ribellati e la Croce del Sud è andata a fuoco, è bastato un momento, un solo momento e il tuo regno è stato distrutto. Povero Shin. Dopo questa catastrofe, hai anche dovuto combattere con me. [...] Era il suo destino. Ha sacrificato la sua vita perché amava troppo la sua Julia. Shin, spero che tu abbia ritrovato la tua donna in cielo. ('''Kenshiro''')
===Episodio 79, ''L'amicizia''===
*Rei, il primo uomo che ho potuto chiamare amico. [...] Rei, l'uomo protetto dalla stella del dovere. Hai lottato per salvare la vita di tua sorella Airy. [...] Dopo aver salvato sua sorella, Rei continuò a vivere per proteggere Mamiya, Bart, Lynn e anche me. Rimase sempre legato al suo destino e si prodigò continuamente per aiutare gli altri. Ma poi, in un maledettissimo giorno, vide la stella della morte, e si dice che chi la vede debba morire entro l'anno. [...] Tornando al villaggio dove aveva lasciato i suoi amici, Rei vide uno spettacolo deprimente. Qualcuno aveva di nuovo agito con la violenza e aveva sparso morte e terrore fra la gente. [...] Aveva preso la grande decisione. Adesso si trovava faccia a faccia col suo destino. [...] Fu terribile. Raoul non si limitò soltanto ad uccidere Rei, ma gli inflisse... gli inflisse una pena troppo pesante da sopportare. [...] Rei, l'unico uomo che ho potuto chiamare veramente amico, ha sempre rispettato gli altri e combattuto lealmente. Il suo viso e la sua forza rimarranno per sempre nel mio cuore. Rei, cerca di proteggermi nel duro cammino che dovrò compiere per arrivare alla meta finale. Sei stato il mio più grande amico. ('''Kenshiro''')
===Episodio 80, ''Eterna leggenda''===
*Rei e Yuda, i due guerrieri Nanto, furono destinati ad incontrarsi in un duro combattimento. [...] Rei e Yuda avevano combattuto quando erano entrambi ancora molto giovani. [...] Il colpo di Toki gli provocò un dolore insopportabile, ma aveva ancora solo poche ore da vivere. Si fece coraggio ed andò ad affrontare Yuda. Si preparò alla battaglia come un vero guerriero. Solo un uomo con quello spirito sarebbe riuscito a fare quello che stava facendo Rei. [...] Rei, la tua leggenda vivrà in eterno. L'umanità aveva bisogno di te e di questa tua lezione di vita. ('''Kenshiro''')
===Episodio 81, ''Il grande cieco''===
*Uno di questi sei guerrieri {{NDR|di Nanto}} è stato l'eroe dei nostri tempi: Shu. Ha lottato duramente contro Sauzer, il temibile colonnello, contro l'uomo che voleva conquistare il mondo. [...] Sauzer era un uomo ambizioso e senza scrupoli. Il suo obiettivo era quello di conquistare il mondo. Voleva inoltre edificare una piramide, e per fare questo sfruttava il lavoro dei bambini. [...] E poi, quando venni catturato, Shiba, il figlio di Shu, mi aiutò a fuggire. [...] Shu, la stella della benevolenza continuerà a vivere. Giuro che vendicherò le tue lacrime, Shu, e non lascerò che i bambini continuino a piangere in silenzio. ('''Kenshiro''')
===Episodio 82, ''Il dittatore''===
*{{NDR|Su Sauzer}} Nel profondo del suo cuore, si nascondeva un bambino indifeso. ('''Kenshiro''')
*Shin, la stella del sacrificio; Rei, la stella del dovere; Yuda, la stella del tradimento; Shu, la stella della benevolenza; Sauzer, la stella della dittatura. Ma all'appello manca ancora una stella, l'ultima. ('''Kenshiro''')
==Capitolo 4==
===Episodio 83, ''Tortura disumana''===
*Mi piace essere pulito e se sarà necessario farò anche cento bagni al giorno e nessuno dovrà criticarmi! ('''Bugal''')
*Lo [[spirito]] riesce a scoprire quello che gli occhi non possono vedere. ('''Kenshiro''')
===Episodio 84, ''La brigata del vento''===
*Io sono Wein, figlio del vento. [...] Il [[vento]] è l'ispiratore della mia tecnica. La sua potenza riesce a disintegrare persino l'acciaio e non conosce limiti di velocità. ('''Wein''')
*'''Kenshiro''': Il tuo padrone ti ha progettato per combattere, non è vero? E adesso, visto che non hai più forza, è meglio che tu muoia!<br>'''Glen''': Sì, hai ragione. So solo combattere, non so fare altro. Mio padre David mi ha insegnato solo a sconfiggere il mio nemico e io ho sempre eseguito alla lettera i suoi ordini. Uccidimi, ti prego. L'hai detto anche tu prima: Se non ho più la forza di combattere, la mia esistenza è praticamente inutile.<br>'''Kenshiro''': Queste tue parole mi commuovono. Sei stato costruito solo ed esclusivamente per servire David, non è vero? Ma potresti ribellarti al suo volere e non ammazzare più nessuno.<br>'''Glen''': Che cosa?!<br>'''Kenshiro''': Promettimi che inizierai una nuova vita, libera dall'influenza di David e di chiunque altro.<br>'''Glen''': Kenshiro, tu saresti disposto ad aiutarmi?<br>'''Kenshiro''': Va! Cerca di vivere come fa qualsiasi uomo libero.
*Gli uomini del grande re di Hokuto sono legati al suo potere solo dalla paura di essere ammazzati, e tale legame è molto labile mi sembra. ('''Kenshiro''')
===Episodio 85, ''La notte degli echi''===
*Il [[vento]] è in grado di percorrere mille miglia in una notte e di uccidere il nemico in un batterdocchi, e non lascia nemmeno una traccia di se stesso. ('''Wein''')
*'''Scagnozzo''': Tu appartieni alla scuola di Hokuto, vero? Ora me lo puoi anche dire.<br>'''Kenshiro''': Anche se fosse, tu che faresti?<br>'''Scagnozzo''': Niente, niente. Scappooo!
*'''Donna''': È sempre più difficile incontrare uomini come lei. Lei sarà il salvatore di questo nostro secolo. Darà una nuova luce al mondo.<br>'''Kenshiro''': Devo continuare, portare avanti la mia lotta per difendere il mondo. Percorrerò il mio cammino solo se il dio di Hokuto mi aiuterà. È questa la mia speranza.
*'''Wein''': Io sono una delle cinque forze di Nanto. Sono Wein, figlio del vento.<br>'''Raoul''': Cosa? Le cinque forze di Nanto?! Ma allora tu sei...<br>'''Wein''': Vedo che hai già capito tutto. Le cinque forze di Nanto hanno il compito di proteggere l'ultimo guerriero rimasto. La scuola di Hokuto non può governare il mondo. Il potere lo deterrà l'ultimo guerriero di Nanto. Per questo sono venuto a combattere con te e a ucciderti.
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sei grande, Raoul. La tua tecnica è eccezionale ma non avrai lunga vita, perché le altre forze di Nanto continueranno a combatterti inesorabilmente. Governerai il mondo ancora per poco, spero quindi di rivederti all'inferno. Arrivederci, grande re della Divina scuola di Hokuto. ('''Wein''')
===Episodio 86, ''L'armata delle fiamme rosse''===
*Il vento alimenterà la fiamma dello spirito di Shuren che sta avanzando imperterrito. Il [[fuoco]] crea solo distruzione e morte: Alberi, città, montagne e fiori, non esisteranno più. La terra bruciata dalle fiamme di Shuren è solo cenere, e cenere rimarrà fino alla fine dei giorni. Raoul sarà ucciso dalla rabbia dell'uomo delle fiamme. ('''Rihaku''')
*Ken non è l'unico. Non è l'unico uomo che cerca avversare il mio destino. Anche l'ultimo guerriero di Nanto ha deciso di farmi fuori. Mi domando che influenza potrà avere questa decisione sul mio cammino. Le cinque forze di Nanto sono caratterizzate dal vento, dalla polvere, dal fuoco, dalla montagna e dal mare. Chi sarà tra questi il mio prossimo avversario? La roccia o il fuoco? O forse, più semplicemente, sarà Ken? ('''Raoul''')
*'''Lynn''': Che strano, è così desolata. Sembra una città morta.<br>'''Kenshiro''': Le città e i territori occupati da Raoul hanno tutti lo stesso aspetto.
*Paragonata al mio Bolide, la vostra vita assomiglia a un bidone di rifiuti. ('''Morgan''')
*Raoul, voglio ricordarti un'insegnamento della natura: Più forte è il vento, più il fuoco si alimenta. Io, Shuren l'uomo delle fiamme, ti ucciderò. Brucerai nelle fiamme della mia collera e in quella del mio fratello Wein. ('''Shuren''')
===Episodio 87, ''Il mostro della montagna''===
*'''Shuren''': Non tirate {{NDR|le frecce}}, non ne vale la pena. Sono solo dei vigliacchi che seguono il loro re perché hanno paura. E appena il loro capo sarà in difficoltà scapperanno, vedrete.<br>'''Raoul''': Bravo! È vero, loro sono i miei seguaci perché hanno paura e sanno che se scappano io li faccio fuori tutti in un solo colpo.
*'''Raoul''': Shuren, non capisco. Speri ancora di potermi sconfiggere? Sei ridicolo!<br>'''Shuren''': La mia vita non avrebbe più senso se mi arrendessi proprio ora. Il grande guerriero di Nanto ha bisogno di noi e della nostra forza. Lo proteggerò fino alla morte, puoi giurarci!<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Shuren''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Hai capito bene. Proteggerò il mio guerriero fino alla morte.<br>'''Raoul''': Sei più piccolo di un granello di sabbia! Mi dispiace, figlio del fuoco, ma la tua fiamma è troppo debole per sconfiggere il grande re di Hokuto e la sua ambizione.
*Shuren, figlio del fuoco, ti ammiro perché sei rimasto fedele al tuo intento: Proteggere l'ultimo dei sei guerrieri di Nanto. Ma la mia forza non ti ha permesso di uccidermi e di portare a termine il tuo piano. ('''Raoul''')
===Episodio 88, ''La giusta condanna''===
*Nessuno spegnerà la fiamma della mia ambizione! Sono Raoul, il re di Hokuto. Otterrò il potere annientando il nemico. ('''Raoul''')
*Vi auguro sogni d'oro, ma attenzione, perché potreste svegliarvi e ritrovarvi in un'inferno di fuoco, nell'inferno maledetto. ('''Kenshiro''')
*Sicuramente meritavi una morte peggiore di questa, ma ogni tanto io sono clemente con i farabutti. ('''Kenshiro''')
*'''Jira''': Perché questa dura condanna? In fondo, abbiamo solo ucciso uno stupido bifolco.<br>'''Guzuri''': È vero! Non è un reato molto grave, no?<br>'''Kenshiro''': La vita di quell'uomo era più importante della vostra. Voi l'avete distrutta e non avevate nessun diritto di farlo! Siete soltanto dei vigliacchi, e questa è la giusta condanna per uomini come voi.
*Io sono un uomo libero. Il sangue e la lotta non m'interessano proprio. Possiedo tutto. Io sono una nuvola e vago libero per il cielo. Certe questioni non m'interessano assolutamente. ('''Juza''')
===Episodio 89, ''I briganti del re''===
*'''Fudo''': Le cinque forze di Nanto proteggono e sorvegliano l'ultimo grande guerriero. Il vento, il fuoco, la nuvola, la montagna, il mare. Wein del vento ha già combattuto la sua battaglia. Shuren del fuoco lo ha seguito. E poi ci sono io, la montagna. Obbedirò e difenderò l'ultimo guerriero della Sacra scuola di Nanto. È questo il mio unico obiettivo e lo seguirò fino alla fine dei miei giorni, puoi giurarci. Adesso, mi dispiace, ma devo obbligarti ad andare al castello di Nanto per incontrare il mio generale. Ti sta aspettando da tempo. È una questione della massima importanza. Non so se capisci.<br>'''Kenshiro''': No, non capisco quale motivo possa avere il tuo generale per incontrarmi.<br>'''Fudo''': La Sacra scuola di Nanto e quella di Hokuto sono in dissidio da anni e sappiamo che se non c'è pace tra di loro, non ci sarà neanche sulla Terra. Il generale preferisce incontrare te come mediatore e non Raoul, anche se appartenete alla stessa scuola. Sì, ha scelto te come salvatore della fine del secolo, Kenshiro.<br>'''Kenshiro''': No, io non sono il salvatore del mondo, Fudo. Voglio solo sconfiggere Raoul perché ha rotto l'equilibrio che esisteva da secoli tra la scuola di Hokuto e quella di Nanto.
*'''Brigante #1''': Quello è Juza delle nuvole!<br>'''Brigante #2''': Sì, è lui, maledizione!<br>'''Brigante #3''': È Juza delle cinque forze Nanto, meglio conosciuto come un famoso donnaiolo!<br>'''Brigante #4''': Non solo prende le donne, ma qualsiasi cosa incontra sul suo cammino diventa inevitabilmente suo!<br>'''Juza''': Ah, vedo che mi conoscete bene! Ma avete dimenticato la cosa più importante: Il mio fascino e la mia irresistibile bellezza.<br>'''Daruka''': Togli subito i piedi dalla mia faccia, bastardo!
*'''Juza''': Non ho capito. Hai detto che avete tutte marito e figli?!<br>'''Donna #1''': Per queste le chiediamo di lasciarci tornare al villaggio. I nostri figli piangeranno e non potranno crescere senza le loro madri.<br>'''Donna #2''': Signore, la supplico!<br>'''Juza''': Ehm, non volevo farvi del male. Volevo soltanto divertirmi un po' con voi.
*Ho sempre odiato gli ordini e le restrizioni in generale. Voglio decidere io quando mangiare e quando bere. ('''Juza''')
===Episodio 90, ''L'ultimo guerriero''===
*Juza delle nuvole?! Se è lo stesso Juza che conosco io, allora non obbedirà agli ordini di Rihaku. Juza non abbandonerà il suo regno. ('''Raoul''')
*'''Uomo di Rihaku #1''': Signor Juza!<br>'''Juza''': Adesso sono stufo! Che altro volete, si può sapere?!<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Lei deve aiutarci! Non può sottrarsi dai suoi doveri in questa maniera. Il Signor Rihaku le ha dato un ordine preciso e lei deve rispettarlo.<br>'''Uomo di Rihaku #2''': Sicuramente a quest'ora Raoul starà avanzando verso la città di Nanto e lei è l'unico in grado di fermarlo, lo sa.<br>'''Uomo di Rihaku #1''': La preghiamo, Signor Juza.<br>'''Juza''': Basta! E secondo voi, perché dovrei correre un simile rischio per una faccenda che non mi coinvolge minimamente, eh?! Guardate quante splendide donne ho a mia disposizione. Le ho rubate a dei banditi che volevano far loro del male e adesso amano me. Qui hanno tutto quello che vogliono e possono soddisfare qualsiasi desiderio. Conducono una vita da sogno. Io ho sempre amato divertirmi.<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Un'ultima cosa, signore. Mi scusi una domanda un po' indiscreta, ma lei pensa ancora a ''quella'' donna?<br>'''Juza''': Che vuoi dire?<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Ci sembra che lei faccia tutto questo solo per riuscire a dimenticare quella ragazza. Il suo comportamento è irrazionale: Cerca di divertirsi e di ridere solo per non pensare all'amore che ancora prova per lei.<br>'''Juza''': Sta zitto, stupido! Andate via di qui e non fatevi più rivedere, altrimenti vi ridurrò a pezzettini!<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Sta sbagliando, signore.
*'''Bart''': Ma che vi prende? Noi siamo solo dei bambini. Non c'entriamo niente in questa faccenda.<br>'''Uomo di Jacob #1''': Non importa! Se vi uccideremo, vinceremo dei pezzi di ricambio per le nostre moto!<br>'''Uomo di Jacob #2''': Non chiediamo molto. In fondo, ci accontentiamo di poco. Mi serve solo un nuovo filo dell'accelleratore.<br>'''Bart''': Ma-Ma è ridicolo! Perché non lavorate da persone oneste e vi comprate tutti gli accessori per le vostre moto?<br>'''Uomo di Jacob #1''': Questo concetto è molto discutibile.<br>'''Uomo di Jacob #2''': Forza, adesso sacrificati per i nostri bisogni e sta zitto!
===Episodio 91, ''La legge è uguale per tutti''===
*È Juza l'unico uomo capace di affrontarmi, ma la sua pigrizia e il suo modo di essere non gli permettono di muoversi. Ormai ha perso il suo spirito, lo spirito del combattente. ('''Raoul''')
*'''Dolphy''': Dovete capire che la gente è il nostro capitale ed è per questo che va trattata con le dovute cautele. [...] Ascoltate attentamente! Sono diverso dai comandanti che hai conosciuto finora. Vi aiuterò personalmente a costruire questo villaggio. Io sono una persona molto democratica.<br>'''Paesano''': Lei che cosa ne pensa?<br>'''Anziano''': Se quello che dice, figliolo, corrisponde a verità, allora siamo salvi. Avremo la possibilità di essere liberi.<br>'''Dolphy''': Siate sinceri, se avete dei problemi tirateli fuori e ne discuteremo insieme. Ho sempre odiato collaborare con persone insoddisfatte. Capite?<br>'''Paesano''': Lei è il più anziano.<br>'''Anziano''': Mi scusi signore, noi siamo... {{NDR|Zenda lo afferra dietro le spalle minacciosamente}}<br>'''Zenda''': Voi non avete nessun problema, non è vero, bel vecchietto?<br>'''Dolphy''': Allora tu sei un uomo insoddisfatto?<br>'''Anziano''': Non solo io, ma tutta questa gente. Sì, gli abitanti di questo villaggio soffrono.<br>'''Dolphy''': Sciocchezze! Avete tutto quello che volete. Gli altri vi invidiano perché siete sotto la protezione di sua maestà. Tutti quelli che contribuiscono alla costruzione dell'impero del re di Hokuto sono felici.
*Bastardi maledetti, è inutile usare la legge! Avete solo bisogno di essere picchiati! ('''Dolphy''')
*È facile per te parlare di lealtà e di giustizia davanti alle persone se poi il tuo complice li minacciava alle spalle. ('''Kenshiro''')
*Ho un grosso difetto: Sono sensibile alle belle donne. Quando le vedo, comincio ad avere le idee un po' confuse. ('''Juza''')
===Episodio 92, ''Nessuno fermerà Juza''===
*'''Kenshiro''': Non ti sembra che gli abitanti del tuo villaggio conducano una vita da animali?<br>'''Baruda''': Non c'è niente di strano, perché loro ''sono'' degli animali.
*'''Juza''': Salve, Raoul! Era un pezzo che non ci si vedeva.<br>'''Raoul''': Sì, a dire la verità non è che ci tenessi tanto. Tu sei Juza delle nuvole, non è vero? Ma perché sei venuto? Perché hai deciso di morire così giovane? Non capisco.<br>'''Juza''': Volevo divertirmi un po' con te, Raoul. Sta attento! Sono un uomo pericoloso.<br>'''Raoul''': Mi dispiace contraddirti, ma i tuoi colpi sono una nullità rispetto ai miei. Non hai scampo adesso, Juza! La tua vita è appesa a un filo!<br>'''Juza''': Prima di parlare sarebbe meglio combattere. Hai un grosso difetto, Raoul: Sei presuntuoso!
*'''Raoul''': La nostra sarà una vera lotta. Dovrò scendere in campo, maledizione! Come mai hai deciso di affrontarmi? Perché combatti con questo nuovo spirito? Dev'esserci un motivo molto importante alla base di questa tua decisione.<br>'''Juza''': Raoul, hai evitato la potenza dei miei colpi come un grande lottatore, ma ora ascolta! Ho deciso di affrontarti per difendere l'ultimo grande guerriero di Nanto. Queste montagne saranno la tua tomba.
===Episodio 93, ''Due giorni di attesa''===
*'''Julia''': Juza proverà a fronteggiarlo, ma mi chiedo... mi chiedo se sia giusto che la nostra gente assista alla loro lotta.<br>'''Rihaku''': No, se fosse gente debole. Guardi! Guardi il viso degli abitanti di questa città. Qui sono felici, hanno la loro libertà e i loro diritti. Sono sicuro che non abbandonerebbero per nessuna ragione al mondo il loro villaggio. La pace e la libertà sono tesori a cui nessuno vuole rinunciare.<br>'''Tou''': Ed è stata lei con il suo coraggio a dare a loro questo tesoro.<br>'''Rihaku''': In quest'epoca di confusione e di violenza, la gente ha bisogno di un capo come lei. Non abbandoni mai questa gente, non deludi i loro ideali.<br>'''Tou''': Abbiamo anche bisogno di Ken, perché solo insieme a lui riusciremo a dare la libertà al mondo.
*'''Raoul''': Non ti darò tregua, Juza delle nuvole!<br>'''Juza''': Non sembrerebbe. Ti vedo piuttosto indeciso, Raoul.<br>'''Raoul''': D'accordo, sei impaziente di morire!
*'''Raoul''': In genere, un grande lottatore si ferma quando ha paura. Spero solo non sia il tuo caso, vero, Juza?<br>'''Juza''': Io devo crearmi da sola la mia tecnica, per cui devo concentrarmi completamente sul colpo, e non ho il tempo materiale per aver paura.
*'''Raoul''': Nessuno prima d'ora mi aveva fatto cadere in ginocchia. Te la farò pagare!<br>'''Juza''': Perché dici questo? Dovresti essere contento. Di solito tutti i miei avversari dopo questo primo colpo sono sempre morti.
===Episodio 94, ''La grande forza dell'amore''===
*Io ho sempre viaggiato sul mio cavallo, sul mio amico Re Nero, e non voglio la macchina! ('''Raoul''')
*'''Kenshiro''': Non capisco, Fudo. Perché vuoi che veda l'ultimo guerriero di Nanto? Perché tutta questa fretta?<br>'''Fudo''': Te l'ho già detto: Per rischiarare di luce il nostro ultimo guerriero e per difenderlo da qualsiasi attacco nemico. Sono sicuro che la tua presenza gli farà nascere un sorriso che da tempo non appare sul suo volto. La sua espressione ormai è come rassegnata ed è per questo motivo che noi, le cinque forze di Nanto, non abbiamo paura della morte. Il giorno in cui incontrerai il nostro guerriero, il corso del tuo destino cambierà e non dovrai temere più nulla.
===Episodio 95, ''Due sguardi innocenti''===
*Il mio futuro non ha nessuna importanza se questo significa spargere sangue. ('''Kenshiro''')
*È come se ti fossi ucciso con le tue stesse mani. La tua vigliaccheria ha accecato la tua anima. ('''Kenshiro''')
===Episodio 96, ''La grande vallata''===
*'''Raoul''': Questo tuo ritorno equivale ad un suicidio, Juza.<br>'''Juza''': Sì, può darsi, Raoul. Ma mi dispiacerebbe morire da solo, ed è per questo che ti porterò insieme a me nell'aldilà.<br>'''Raoul''': Ha! Se mi permetti, Juza, devo decidere io con chi morire. [...] Era molto tempo che non provavo questa eccitazione. Juza, spero che tu sia pronto ad affrontare la mia tecnica. Non deludermi! Ho voglia di combattere. Sono felice di affrontare il tuo colpo segreto.<br>'''Juza''': Nessuno dei miei avversari è mai riuscito a carpire l'essenza del mio colpo segreto. Spero che almeno tu riesca ad apprezzare la bellezza della mia tecnica. {{NDR|Si toglie l'armatura}} [...] Il segreto di un lottatore che ha imparato a combattere da solo è di escludere ogni via di fuga e ogni tentazione di cedimento. Sono del parere che quando non hai più difesa, non dipendi più da nessuno. Ascolta, Raoul! Consiglio anche a te di fare la stessa cosa.<br>'''Raoul''': {{NDR|Ride}} Credi forse che un coniglio braccato possa trasformarsi in un leone?! La tua è una situazione disperata e cerchi di esorcizzarla in questo modo. Mi fai quasi pena, Juza. Forza, combatti, Juza! Morirai per mano del re di Hokuto. Dovresti esserne contento.
*'''Raoul''': Il tuo coraggio è addirittura sconvolgente! Chi ti da tutta questa forza, Juza?<br>'''Juza''': Vorresti saperlo? È l'ultimo guerriero delle sei stelle di Nanto, Raoul.<br>'''Raoul''': Capisco, ma chi è l'ultimo guerriero di Nanto?<br>'''Juza''': Non te lo dirò. Non posso correre un simile rischio. Devo proteggere il mio ultimo guerriero. E un'ultima cosa, Raoul: Non potrai governare il mondo ancora per molto, perché qualcuno te lo impedirà.
===Episodio 97, ''Corsa verso la libertà''===
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': E tu chi sei?<br>'''Rihaku''': Io sono Rihaku delle cinque forze di Nanto, il salvatore di Julia.<br>'''Tou''': E io sono sua figlia Tou.<br>'''Fudo''': Io sono Fudo della montagna.<br>'''Shin''': Le cinque forze di Nanto avete detto?<br>'''Tou''': Sì, i protettori dell'ultimo guerriero di Nanto, Signor Shin.<br>'''Rihaku''': Sì, e siamo venuti alla Croce del Sud per prendere la Signorina Julia.<br>'''Shin''': Che cosa?! Julia non si muoverà di qui!<br>'''Rihaku''': La Signorina Julia è destinata ad essere l'ultimo guerriero di Nanto ed è nostro preciso dovere proteggerla fintanto che il mondo riacquisti pace e libertà. È lei la nostra unica speranza.<br>'''Shin''': Julia appartiene a me e non lascerà mai questa città. È chiaro?<br>'''Rihaku''': Lei non appartiene a nessuno e tu non puoi opporti al volere delle stelle. Non sfidarci, ti conviene! La tua stella questa volta non ti proteggerà, Shin.<br>'''Shin''': Eh?! Che cosa?<br>{{NDR|Arrivano Wein e Shuren}}<br>'''Shuren''': Signor Rihaku!<br>'''Wein''': Sta arrivando.<br>'''Rihaku''': Ha già passato il fiume col suo esercito?<br>'''Wein''': Sì, signore. Il suo esercito è alle porte della città.<br>'''Shuren''': Raoul sa già che Shin e Ken si affronteranno e aggirà solo quando la loro battaglia sarà conclusa, Signor Rihaku.<br>'''Fudo''': È molto saggio quello che ha detto Shuren. Raoul si è autoproclamato re del mondo. Vorrà impossessarsi di tutto, persino della Signorina Julia e vuole aspettare il momento propizio per agire.<br>'''Rihaku''': Shin o Ken, chiunque sia il vincitore, sarà sempre molto difficile riuscire a battere Raoul e la sua magnifica tecnica di lotta Hokuto. Sappiamo tutti che razza di uomo è quel Raoul. Adesso ha deciso di impossessarsi di Julia. E se lei si opponesse al suo volere, la ucciderebbe senza scrupoli. Bisogna fare qualcosa, ragazzi, pensare ad una strategia. Guardate! Si sta svegliando.<br>'''Julia''': Ken... Ken...<br>'''Shin''': Portala via!<br>'''Rihaku''': Shin, che vuoi?<br>'''Shin''': Basta, fate in fretta! Raoul non prenderebbe mai il corpo senza vita di Julia.<br>'''Fudo''': Ma signore, lei...<br>'''Shin''': Julia deve vivere per la salvezza dell'umanità. Dirò a Raoul di avere ammazzato Julia, e questo rappresenterà anche un valido motivo per affrontare Ken della scuola di Hokuto. L'importante è che un giorno io e Ken la rivedremo di nuovo viva. Rivedremo il suo sorriso.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Rihaku''': {{NDR|Su Shin}} Julia è tutta la sua vita.<br>'''Fudo''': Dietro quel viso crudele e spietato si nasconde il cuore di un uomo innamorato.
*'''Juza''': Se credi di essere onnipotente, ti sbagli, Raoul. Hai, sì, un grosso potere, ma non funziona per tutto. {{NDR|Mostra a Raoul il dito medio}} Sì, ricordati Raoul che soccomberai di fronte ad un altro grande guerriero, un uomo che conosci molto bene: Ken di Hokuto.<br>'''Raoul''': Sei pazzo! Adesso sono stufo. Va all'inferno!
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sono Juza delle nuvole. Sono un uomo libero, libero come le nuvole nel cielo sospinte lievemente dal vento. ('''Juza''')
*{{NDR|Su Juza}} È stato davvero un grande guerriero, un uomo che ha saputo battersi per i suoi ideali. Lo ricorderemo sempre. ('''Raoul''')
*Wein del vento, Shuren delle fiamme e Juza delle nuvole. Questi uomini hanno dedicato la vita a te, ultimo guerriero di Nanto. Conosco il tuo viso adesso, Julia! Nanto e Hokuto dovrebbero rappresentare un solo potere. Le mie ambizioni sarebbero soddisfatte se riuscissi a conquistare Julia e il suo cuore. Julia, sarai la mia signora e la mia dolce schiava. Sto arrivando. Sto arrivando, aspettami!
*'''Tou''': Signorina Julia, finalmente il nostro grande giorno è arrivato.<br>'''Julia''': Ho aspettato Ken per tutto questo tempo e adesso è arrivato il momento, il momento di rivederlo.<br>'''Tou''': Cosa? Ma il suo compito non è solo quello di rimanere fedele a Ken. Lei ha un potere che nessuno di noi possiede. Il nostro popolo l'ha sempre seguita per il suo charisma. Grazie a lei, il mondo riacquisterà la pace e l'armonia che da tempo ha perso, perché lei è l'unica che potrà ristabilire l'unione tra Hokuto e Nanto. Il giorno della riconciliazione è arrivato.
===Episodio 98, ''I due fratelli''===
*'''Tou''': Non capisco perché Raoul e Ken debbano... debbano battersi. Sono fratelli, no?<br>'''Rihaku''': È come una predestinazione. Sono loro che devono salvare le sorti di Hokuto, la grande scuola con duemila anni di storia.<br>'''Tou''': Capisco. Ma uno di loro sicuramente soccomberà in questa inutile lotta per il potere. Non è vero, padre?<br>'''Rihaku''': Il potere non c'entra in questo caso, figliola. Hokuto ha bisogno di un unico successore e, soprattutto, di un grande condottiero.
*Raoul è stato il primo dopo duemila anni a creare confusione e odio tra gli allievi in seno alla scuola di Hokuto. Il suo obiettivo è di raggiungere il potere assoluto e di regnare su tutta la Terra. È un uomo senza scrupoli ed è accecato dalla sua ambizione. Userà qualsiasi mezzo per realizzare il suo sogno, che equivale alla distruzione dell'umanità intera. ('''Rihaku''')
===Episodio 99, ''La figlia del mare''===
*'''Julia''': Cosa ti succede, Tou? Ti vedo un po' strana oggi. Come mai?<br>'''Tou''': È vero. Hai ragione, Julia. Sono preoccupata. Raoul è arrivato. Cosa succederà? Oh Julia, se tu fossi... se tu fossi presa da Raoul, cosa faresti?<br>'''Julia''': Niente. Aspetterei. Aspetterei Ken. Lui verrebbe a salvarmi. Purtroppo, sono nata per combattere contro il mio crudele destino ed è questo, forse, che mi ha reso forte e coraggiosa.
*La mia prestigiosa scuola mi ha insegnato molte cose, e la prima cosa che ho imparato è usare la mente come antidoto per i veleni. ('''Kenshiro''')
*'''Tou''': Grande Raoul, ami così tanto Julia?<br>'''Raoul''': Tu sei la figlia di Rihaku del mare, uno delle cinque forze. Ti sei sostituita a Julia per proteggerla, non è vero?<br>'''Tou''': Non è solo per questo. Volevo parlarti di una questione faccia a faccia, Raoul. È molto importante.<br>'''Raoul''': Ma che dici?!<br>'''Tou''': Queste sono lacrime del destino delle cinque forze di Nanto, lacrime che mi costringono a proteggere l'ultimo guerriero di Nanto Julia e ad ammazzarti, Raoul. Oh mio dio, non avrei voluto rivederti in una situazione come questa. Io... Io ti ho... Io ti ho sempre pensato in tutti questi anni. Ti desiderai dalla prima volta che ti vidi. Ero solo una bambina, ma ti amavo e sapevo che non avrei potuto amare nessun altro, Raoul. [...] Sapevo che la tua mente era occupata da Julia e che esisteva solo lei nel tuo cuore. Ma Julia... Julia, anche allora, amava Ken. Raoul, perché non la lasci stare? Perché non cerchi di dimenticare quella donna?<br>'''Raoul''': La mia strada al trono sarà completamente aperta quando avrò conquistato l'ultimo guerriero.<br>'''Tou''': Julia ama Ken e, nonostante questo, tu ti ostini al tuo comportamento ridicolo!<br>'''Raoul''': Questo non ha nessuna importanza! Anche se lei non mi ama, col tempo capirà. Julia sarà al mio fianco per tutta la vita. Hai capito, Tou?<br>'''Tou''': L'ami così tanto Raoul? Proprio come pensavo. Tu vedi in Julia la figura di tua madre.<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Tou''': La natura della donna è condizionata dalla maternità. La donna è soprattutto madre e Julia, l'ultima delle sei stelle Nanto, è protetta dalla stella dell'amore materno che è il simbolo dell'amore universale, dell'affetto e della comprensione. Purtoppo, tu hai perso la madre da piccolo e cerchi in Julia quell'amore che ti è sempre mancato.<br>'''Raoul''': Smettila, per favore. Non dire idiozie!<br>'''Tou''': No, è la verità. Non posso competere con lei, non posso.<br>'''Raoul''': Adesso basta! Dimmi dov'è Julia!<br>'''Tou''': {{NDR|Afferrà il pugnale di Raoul}} Devo combattere con te perché sono figlia di Rihaku del mare, uno delle cinque forze Nanto.<br>'''Raoul''': Avanti allora, prova a sconfiggermi se hai il coraggio! Un'arma così piccola non funziona con me. Forza! Che aspetti? Colpiscimi! Ammazzami! {{NDR|Tou si pugnala}}<br>'''Tou''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Il mio amore me lo impedisce. È meglio che io muoia. Spero solo che... Spero solo che nel tuo cuore rimanga sempre il mio ricordo, Raoul. Raoul, ho amato solo te nella mia vita. Ricordalo. Continuerò ad amarti anche nell'aldilà.<br>'''Raoul''': Sei stata una pazza. Perché non hai ucciso me, visto che non accettavo l'amore che mi avevi offerto, eh?! Se tu mi avessi ammazzato, non avrei potuto essere di nessun'altra. Perché non l'hai fatto?! Eri così giovane, avevi tutta la vita davanti. Julia! Se rifiuterai il mio amore, giuro che ti ammazzerò! Tou, con il suo gesto, mi ha dato una grossa lezione. [...] Julia, l'ultimo guerriero di Nanto, sottomissione o morte: Lascio a te la decisione.
===Episodio 100, ''L'ultimo segreto''===
*Non posso incontrare Julia adesso. Julia non ha nessuna possibilità di salvarsi se Raoul vivrà. Il sedicente re di Hokuto cercherà in tutti i modi di conquistare l'ultimo guerriero di Nanto per ottenere il dominio su tutto il mondo. Per questo ho deciso di affrontarlo, per la vita di Julia stessa. ('''Kenshiro''')
*'''Uomo di Rihaku #1''': Siamo ancora in tempo, Signorina Julia. Riuscirà a fermarlo.<br>'''Uomo di Rihaku #2''': Sì, ma sbrighiamoci!<br>'''Julia''': No. Sento la sua voce. Mi dice di non andare. Tornerà non appena avrà battuto Raoul. Lo aspetterò in questa stanza. E sì, ho deciso. Farò quello che lui vuole. Lo aspetterò qui. In fondo, l'ho aspettato fino a questo momento. Sono sicura che lui tornerà a prendermi vittorioso e allora finalmente potremo essere felici. Questo scontro con Raoul era scritto nel suo destino, e Ken sa quello che fa. Ho sempre avuto fiducia in lui.
*Ricorda che sono sempre io il re di Hokuto e soprattutto detengo il potere assoluto nel mondo. Non illuderti! La tua tecnica non è ancora perfetta e non riuscirai a sconfiggermi. Più forte è il mio avversario e più i miei colpi micidiali divengono potenti. In tutti questi anni, nessuno è mai riuscito a battermi. Devo ammettere che hai fatto notevoli progressi, però resto sempre io il più forte. Apri bene gli occhi, e vedrai come si combatte! ('''Raoul''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Ryuken, mio grande maestro, voglio chiederle una cosa. Ho sentito parlare dell'ultimo segreto della nostra scuola chiamata "trasmigrazione attraverso [[Satori]]". In che cosa consiste precisamente?<br>'''Ryuken''': Mi dispiace, ma non posso ancora spiegartelo, Raoul. Nessuno è mai riuscito ad acquisire quella tecnica nei duemila anni di tradizione Hokuto.<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Ryuken''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Ovviamente, chi raggiunge tale tecnica è la persona più forte del mondo. La vera vita si ottiene attraverso Satori, che è lo sdoppiamento della vita stessa. È questa la trasmigrazione. Solo l'uomo che ha toccato da vicino le piaghe del dolore può padroneggiare questa tecnica. Solo attraverso il dolore la vita di un essere umano può trasmigrare in un'altra. La forza fisica non ha nessuna importanza. Solo l'esperienza e il dolore insegnano i segreti di questa tecnica.
===Episodio 101, ''Una lotta interminabile''===
*Mi sembra di rivedere le varie lotte tra gli uomini eletti e il sangue che scorre sui loro corpi. Questi ricordi sono evocati dalla figura e dalla tecnica di lotta di Ken. Questo grande uomo ha imparato il segreto dal dolore causato dagli scontro con i vari personaggi delle altre scuole. Più è profondo il dolore, più il suo corpo si fortifica. È questo il suo grande segreto. ('''Rihaku''')
*'''Kenshiro''': Raoul, Toki ti sta aspettando.<br>'''Raoul''': Allora mi confermi il fatto che tu sei l'uomo più potente di Hokuto? {{NDR|Ride}} Sei ridicolo! Sei il mio fratello minore! No, non è possibile, non sei tu l'uomo più forte di Hokuto. Non lo ammetterei mai, neanche se lo dicesse tutto il mondo e lo gridasse a squarciagola! {{NDR|Ride ancora}} Attenzione, Ken! Ti spedirò dritto dritto tra le fiamme dell'inferno! {{NDR|Si accorge che gli tremano le gambe}} Che... Che diavolo mi sta succedendo? Non può essere! Non posso crederci... Non posso crederci! Ma perché sto tremando?! Non riesco a capire.<br>'''Kenshiro''': È semplice, Raoul. Questo ti succede perché hai paura. Hai paura di me.<br>'''Raoul''': Cosa?!<br>'''Rihaku''': È incredibile! Raoul ha paura. È la prima volta che gli succede. La sua mente forse non ha ancora capito, ma il suo corpo sì, e ha reagito.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Ken sta ancora provando pietà per qualcuno, vero?<br>'''Toki''': Raoul?<br>'''Raoul''': È una pazzia. La pietà non fa che indebolire i suoi colpi.<br>'''Toki''': Non è vero. Lui può diventare il più forte. Me l'ha detto il nostro maestro Ryuken. Un grande [[eroe]] può anche provare pietà e soprattutto è capace di tramutare la tristezza e la delusione in forza vera e propria. Sembra strano, ma storicamente è sempre avvenuta così e io alla storia ci credo, Raoul.<br>'''Raoul''': {{NDR|Ride}} Che stupido! Ascoltami, Toki! Non devi mai provare pietà per gli altri se vuoi diventare il capo di questo mondo. Sono sicuro che Dio apprezzerà molto di più la mia vita che quella di Ken.
*La paura non si prende dagli altri, la si incute. Io sono il più anziano dei fratelli della Sacra scuola e il re di Hokuto, che è il signore della fine del secolo! Non tornerò mai indietro, sono stato abituato ad andare avanti! ('''Raoul''')
*Vuoi cavare questi occhi e spezzare le mie braccia, Kenshiro? Ma non puoi! Non puoi evitare la tua morte, Kenshiro! ('''Raoul''')
*Il cielo sta dalla mia parte! Dio è con me, mi vuole al suo fianco per governare il mondo! ('''Raoul''')
*Raoul è come un leone ferito. Se non lo abbatto adesso, spaccherà tutto quello che gli capiterà a tiro. È un pazzo furioso. ('''Kenshiro''')
===Episodio 102, ''Il gigante indeciso''===
*Non è possibile che il grande Raoul abbia paura dei sogni! ('''Raoul''')
*'''Julia''': Vai di nuovo a combattere, Raoul? Non devi farlo! Hai già perso. Ormai non hai più la forza. Sei stato ferito brutalmente. {{NDR|Si allontana}}<br>'''Raoul''': Ehi, Julia! Ma che dici? Ti faccio persino pena adesso?! Rispondi! La stella Nanto della pietà splende su di me...<br>'''Usa''': {{NDR|Ride}} Questo dimostra che la signorina s'interessa a lei. Che strane creature le donne. Le loro parole hanno sempre un significato nascosto. Non bisogna mai soffermarsi alle apparenze, maestà.
*Quando un uomo è oggetto di pietà da parte della donna alla quale è interessato, è la più grande delle umiliazioni. Quale umiliazione! Quale mortificazione! Mi vergogno di me stesso, non come re, ma come diavolo. Farò precipitare Ken in un mare di sangue, e lì affogherà per andare all'inferno dove non troverà mai pace, mai più pace! ('''Raoul''')
*{{NDR|Su Shu}} C'era una volta un uomo che riusciva a combattere senza essere in grado di vedere. Lo spirito di questo formidabile combattente è tuttore vivo dentro di me. ('''Kenshiro''')
*Rimarrai in questa posizione finché non ti saranno passati i cattivi pensieri. Se provi a muoverti, scoppierai. ('''Kenshiro''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Ken, dove sei? Dove ti trovi? Ti ho aspettato per tutta la vita, amore. È questo il mio destino e la nostra promessa. Ti aspetterò fino al tuo duello con Raoul, amore mio. Sei sempre presente nei miei pensieri e nel mio cuore. Ti amo, amore mio. Ti amo tanto, Ken. ('''Julia''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Ken non ha mai rinunciato a combattere contro di te, Raoul. Hai visto il suo spirito combattivo? Continua a migliorare di giorno in giorno, ed è molto tenace. Il tuo pugno lo dovrebbe sapere meglio di chiunque altro. Stai addestrando alla lotta quello che un domani sarà il tuo peggior rivale, fratello Raoul. Non sto scherzando. Lui diventerà un temibile combattente, credimi. Ma sembra che questo ti faccia piacere. Anzi, non vedi l'ora che accada. È molto strano. Il tuo comportamento, Raoul, è inaudito. Non ti capisco più. ('''Toki''')
*{{NDR|A Fudo}} Per togliere questa paura dal mio corpo e diventare Satana, ho bisogno che il tuo sangue di diavolo scorra nelle mie vene. ('''Raoul''')
===Episodio 103, ''I dolci occhi del diavolo''===
*'''Fudo''': Perché? Perché sei venuto qui, Raoul?<br>'''Raoul''': Voglio acquisire la tua tecnica e prendere la tua vita. Ho bisogno del sangue di diavolo che scorre nelle tue vene. E quando il grande Raoul desidera una cosa, la ottiene.<br>'''Lynn''': Che cosa?<br>'''Bart''': Sangue di diavolo?!<br>'''Raoul''': Tutti credono che tu sia un brav'uomo, un benefattore, un'altruista, ma non sanno che... non sanno che sotto quella tua pelle scorre un sangue malefico, un sangue di diavolo.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Tu sei Fudo, non è vero? Io sono Ryuken, uno dei successori della scuola di Hokuto. Voglio farti una domanda: Che cosa rappresenta per te la vita di un essere umano?<br>'''Fudo''': La vita di un essere umano? Niente! Per me non ha nessun valore. Spero di essere stato chiaro.<br>'''Ryuken''': Sei un fallito. Mi fai pena.
*In quel periodo irrompevo nei villaggi per rubare cibo e bevande alla povera gente. La mia era una vita da diavolo. [...] Sono cresciuto senza padre né madre. Per questo pensavo che la vita fosse come una piccola mosca, senza nessuna importanza. Ma quei cuccioli appena nati mi confusero le idee. E poi, soprattutto negli occhi di Julia, di quella piccola bambina, vidi finalmente la luce della vita. Quel giorno, mi strappai la maschera del diavolo, giurai di vivere come l'uomo dalle cinque stelle di Nanto seguendo la stella della generosità, e divenni così Fudo della montagna, l'uomo silenzioso. Ma adesso è il momento di rimettermi quella maschera. Mi perdoni, Signorina Julia. Fudo diverrà di nuovo diavolo e combatterà per i suoi bambini. ('''Fudo''')
*'''Uomo di Rihaku''': Signor Rihaku, come sapeva che Raoul avrebbe attaccato proprio questo villaggio?<br>'''Rihaku''': Perché in questo momento lui sta combattendo contro la sua paura.<br>'''Uomo di Rihaku''': Come?!<br>'''Rihaku''': Sì, è proprio così. È stato spaventato dal colpo segreto di Ken, dal colpo della Trasmissione attraverso Satori. [...] Fino ad allora, aveva combattuto incutendo paura agli altri, e questo suo potere lo ha perso nel momento in cui lui stesso ha avuto paura. Per riconquistarlo, deve sconfiggere Fudo e la sua forza. È strano, ma vincere Fudo significa poter di nuovo affrontare Ken. È questa l'unica maniera per riuscire a riacquistare la forza e a vincere la paura del suo grande rivale Ken di Hokuto.
*Ascoltate attentamente! Mi raccomando, se indietreggio di un solo centimetro oltre questa linea scagliate tutte le vostre frecce contro la mia schiena, d'accordo? [...] Se faccio un passo falso, la morte mi accoglierà tra le sue lunghe e possenti braccia. Sarò semplicemente un uomo indegno battuto dal suo fratello minore. ('''Raoul''')
*La bontà non fa che rendere gli uomini più deboli. ('''Raoul''')
===Episodio 104, ''Bambini del futuro''===
*Non potrai mai capire la mia forza. Continuerò a combattere fino a che l'ultimo pezzo della mia carne e l'ultima goccia del mio sangue non saranno stati sconfitti, Raoul. [...] Sono questi bambini che mi spingono avanti. Sono loro che mi danno il coraggio e la forza per continuare a combattere. Non vedi il potere nei loro occhi? Non vedi che spirito ho acquistato stando insieme a loro? ('''Fudo''')
*Tu hai visto la potenza di Ken negli occhi dei miei bambini e nei miei colpi. Per questo motivo hai avuto paura e hai indietreggiato. Hai perso con me e perderai anche con Ken. È la fine per le tue ambizioni! Le genti di tutto il mondo sono state liberate dalle grinfie di un tiranno e di uno sporco assassino chiamato Raoul! Muori, maledetto! È la rivolta di tutte le lacrime che hai fatto versare! ('''Fudo''')
*Anche se sto morendo, avrai sempre paura. E finché proverai timore, non sarai in grado di battere il grande Ken. È questa la più grande vittoria che ho ottenuto nella mia vita. ('''Fudo''')
*Raoul, ascolta! Uomini che non... Uomini che non sanno cosa sia il dolore non saranno mai in grado di vincere, Raoul. ('''Fudo''')
*Non avete ancora capito che la mia vita non vale un soldo bucato se perdo?! ('''Raoul''')
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ken, Kenshiro, amico mio, aiuta... aiuta i miei bambini... No, aiuta tutti i bambini del mondo. Sono loro che costruiranno il futuro. Sono loro che detteranno nuove regole e nuove leggi. Dovrai... Dovrai educarli e insegnare loro a rispettare i più deboli. Ken... Addio Ken. Addio bambini miei. ('''Fudo''')
===Episodio 105, ''Stelle per sempre''===
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Chi siete?<br>'''Rihaku''': Sono Rihaku del mare, una delle cinque stelle di Nanto, servo di Julia.<br>'''Tou''': Io sono Tou, sua figlia.<br>'''Fudo''': Fudo della montagna.<br>'''Shin''': Le cinque stelle di Nanto?!<br>'''Tou''': Sì, Signor Shin. E siamo qui per un motivo preciso.<br>'''Rihaku''': È vero. Abbiamo l'incarico di portare via con noi la Signorina Julia.<br>'''Shin''': Incarico?! E chi ve lo avrebbe dato?<br>'''Rihaku''': Il fato ha deciso che la Signorina Julia debba diventare il sesto ed ultimo guerriero di Nanto. È nostro dovere proteggerla dalla morte ed istruirla perché possa salvare il mondo.<br>{{NDR|Arrivano Wein e Shuren}}<br>'''Shuren''': Rihaku!<br>'''Wein''': Rihaku!<br>'''Rihaku''': Allora, dov'è Raoul? Si sta avvicinando?<br>'''Wein''': Proprio così, signore. Dobbiamo stringere i tempi.<br>'''Shuren''': Raoul è fermo nella valle in attesa del combattimento fra Ken e Shin. Si muoverà soltanto dopo che questo sarà terminato.<br>'''Fudo''': Raoul crede di essere il re di Hokuto ed è divorato dall'ambizione di conquistare la fine di questo secolo per sottomettere tutti alla sua volontà. Ma per farlo ha bisogno della Signorina Julia.<br>'''Rihaku''': Ora mia sembra abbastanza chiaro che qualunque sia l'esito della battaglia, il vincitore non avrà forza sufficiente per fronteggiare anche Raoul. Ecco spiegato perché non posso lasciare qui Julia. Non la potreste difendere. Raoul se la prenderebbe e se poi Julia, svegliandosi, si ribellasse a lui, beh, non posso prevedere la reazione, ma sarebbe spietata.<br>'''Shin''': Portatela via!<br>'''Rihaku''': Shin!<br>'''Shin''': Andate! Raoul saprà che Julia è morta.<br>'''Fudo''': Addio.<br>'''Shin''': Addio, e non lasciate che lei muoia. Io farò in modo di spargere la voce che Julia è morta per mano mia.
*'''Rihaku''': Wein figlio del vento, Shuren del fuoco, Juza delle nuvole, Fudo della montagna, e mia figlia Tou. Con loro è morta un'era. Sono l'unico ad essere sopravvissuto. Il compito di proteggere la Signorina Julia è ora tutto nelle mie mani e nelle tue. Kenshiro, ormai lo scontro finale è vicino. Devi vincere perché l'umanità intera abbia un seguito.<br>'''Kenshiro''': Amici che avete donato la vostra vita, vi ringrazio. Sarete per sempre nel mio cuore, mi darete la forza per vincere e salvare Julia.
===Episodio 106, ''Vivrai per sempre nel mio cuore''===
*'''Julia''': Quell'uomo che dite pazzo, Raoul, è uno dei più grandi maestri della scuola di Hokuto. Unico scopo della sua vita è combattere, ed è per questo che prima o poi dovrà incontrare Ken. Il loro destino è segnato.<br>'''Uomo di Raoul''': Ma come fate? Come potete non odiarlo? È per ordine suo se siete prigioniera. Ora dispone della vostra vita.<br>'''Julia''': Vi prego, provate a capire il suo cuore.<br>'''Uomo di Raoul''': Allora è questa la carità di Nanto. Attraverso la luce della carità, ci avvolge uno a uno, donandoci serenità e pace, la carità di Nanto, la carità universale.
*Neanche il calore più intenso e le fiamme possono intaccare il mio corpo. Sì, ne ho la certezza. Sono eterno. Ma nonostante tutto, per due volte sono stato dominato dal terrore. Gli occhi di Kenshiro mi hanno dominato per la prima volta, e la seconda volta ho indietreggiato davanti agli occhi dei bambini. Da quando sento lo spettro del timore ho perso totalmente fiducia in me stesso. Kenshiro e Fudo hanno abbattuto la mia sicurezza attraverso la loro tristezza. Ma perché? Ken ama Julia più di ogni altra donna e Fudo amava quei bambini più di sé stesso. Può l'amore avere la forza di annullare il potenziale psichico? Cos'è? Cos'è l'amore? [...] E l'amore può coincidere con la tristezza? ('''Raoul''')
*'''Julia''': Perché vuoi uccidermi?<br>'''Raoul''': Devo vincere, e per farlo ho bisogno della tua morte. Il destino mi ha già preparato l'incontro con Ken. Il mio corpo, la mia tecnica e le mie capacità non sono differenti dalle sue, eccetto che io non so che cosa siano amore e tristezza. Ma una cosa è certa: L'amore è causa di tristezza. E questa, per esistere, ha bisogno dell'amore, e purtroppo io potrò capire che cosa siano amore e tristezza solo perdendoti, Julia.<br>'''Julia''': Raoul...<br>'''Raoul''': Julia, consegna al re di Hokuto la tua vita! {{NDR|Viene colpito alla gamba da una freccia}} Siete impazziti?!<br>'''Uomo di Raoul''': Sire, la scongiuro: Non la uccidete! Il mondo ha bisogno di lei per capire. Lasciate stare, sire, per favore. Siamo disposti a sacrificare la vita in cambio della sua. La nostra esistenza non vale nulla rapportata alla sua.<br>'''Raoul''': {{NDR|Si toglie la freccia}} Tutti quanti?! Siete stati avvolti dalla luce della carità tutti quanti? No, non è possibile.<br>'''Uomo di Raoul''': Non fatelo, sire!<br>'''Raoul''': Julia, non m'importa se tu mi odierai. {{NDR|Julia si strappa un brandello di abito e comincia a bendare la ferita di Raoul}} Allontanati subito!<br>'''Julia''': Non potrai dare il meglio di te stesso contro Ken se lascio aperta la ferita, Raoul.<br>'''Raoul''': Non provare a infondermi la carità!<br>'''Julia''': C'è una sola cosa che io devo fare prima che tu vada incontro al tuo destino: Eliminare tutte le preoccupazioni dalla tua mente. {{NDR|Si volta}} Sarebbe molto difficile per te toccarmi se io continuassi a guardarti, ma non lo farò. Questo è il momento per uccidermi.<br>[...]<br>'''Raoul''': Sei disposta a sacrificare la tua vita? Perché?<br>'''Julia''': Per far nascere qualcosa di nuovo. Riesco a vedere un'era piena di sole che illumini immenso questa nostra epoca. Alberi verdi, uccelli che cinguettano, il mormorare di un piccolo ruscello, il profumo dei campi in fiore, tutta la Terra risplenderà di luce propria. E perché tutto questo possa diventare realtà, per dare vita a questa nuova era, è necessario che tu e Ken vi battiate. Ora sono pronta a sacrificare me stessa per dare inizio alla vita.<br>'''Raoul''': Sto tremando. Il mio cuore batte più veloce e ho freddo, tanto freddo. Ma che diavolo succede?! [...] {{NDR|Comincia a piangere}} Ma cosa...? No, sono... lacrime. È questo? È questo l'amore di cui parlavi, Toki? Era questo il sentimento che mi faceva desiderare Julia? Era questo? {{NDR|Si prepara ad uccidere Julia, ma si blocca}} No, non devo! L'amore non esiste per me, non ''deve'' esistere! Voglio vincere! Voglio distruggere Ken, e c'è un solo modo per riuscirci. Dimenticami, Julia! Tu sarai la mia tristezza e non abbandonerai mai il mio cuore!
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Lei è una delle poche cose a cui tengo veramente.<br>'''Toki''': Attento, Raoul. Julia non è una cosa. In lei c'è molto di più. C'è l'amore.<br>'''Raoul''': Amore?! Non dire eresie! Che cos'è l'amore? Un'invenzione paranoica per i mortali.<br>'''Toki''': Dici così perché non capisci. Ma ricorda: Un giorno il tuo viso verrà rigato dalle lacrime, e in quel momento il tuo scetticismo svanirà. Soltanto allora la tua mente si aprirà e potrai comprendere l'amore insieme alla tristezza.
*Il luogo per la preparazione ai combattimenti, punto d'incontro dell'educazione di duemila anni di storia di Hokuto. Per secoli le dispute per la successione al trono della scuola si sono svolte qui tra queste macerie. ('''Kenshiro''')
===Episodio 107, ''Nessuno li fermerà''===
*'''Kenshiro''': Non hai assolutamente gusto estetico, morire tra le macerie.<br>'''Raoul''': Molto spiritoso! Questo è il posto più adatto dove seppellire il tuo corpo e con te mettere un punto sui duemila anni della storia di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Raoul, sei troppo ambizioso e l'ambizione porta unicamente alla distruzione, mio caro. Mettitelo in testa!
*'''Uomo di Raoul''': Comandante Rihaku, solo adesso abbiamo capito quanto questa guerra sia vana, ed è stato solo merito di Julia. Attraverso la grande carità di Nanto, che solo lei ha potuto infonderci, ci ha donato la forza di capire quanto fosse stato falso continuare a combattere ed uccidere per soddisfare le ambizioni di Raoul. Abbiamo capito cosa fosse la compassione, ma ormai... Era troppo tardi.<br>'''Rihaku''': Ora anche Raoul sa cosa siano compassione e tristezza, perché ha ucciso il suo più grande amore, e spero che lo stesso esempio sia d'aiuto per tutti gli uomini. Dimenticate la guerra e riscoprite l'amore! È l'amore la base della vita, e grazie alla carità di Nanto ce ne siamo resi conto. Osservaci dal cielo, Julia. Da oggi sarai ricordata per sempre, perché anche se non siamo riusciti a salvarti, il tuo grande sacrificio e l'esempio di carità che ci hai mostrato rimarranno eternamente nei nostri cuori.
*Allora, hai capito? Non ho bisogno di fama né di gloria. Voglio soltanto distruggerti, Kenshiro! E quando l'avrò fatto, sarò l'uomo più potente del mondo. ('''Raoul''')
*Sì, mi piace! Mi piace sentire tanto dolore dentro di me. Da quanto tempo sogniamo tutti e due questo momento, fratellino? Entrambi siamo in grado di applicare senza paura il colpo finale della scuola di Hokuto: Sdoppiamento delle immagini. Ma uno di noi deve morire. E vuoi sapere una cosa? Non può esiste colpo migliore per ammazzarti, Ken. Sei morto! ('''Raoul''')
*'''Bart''': Combattono ad oltranza senza difendersi. E poi non sembra che si odiano. Combattono e basta.<br>'''Lynn''': Non esiste odio in loro. Non devono. Mio dio, io riesco a vederli da bambini!
*Raoul, Toki ed io ammiravamo tutto quello che facevi quando anni fa studiavamo l'Hokuto e, proprio per l'ammirazione che ho perso di te, non sono mai riuscito a fermarti. ('''Kenshiro''')
*Verrà presto il tempo in cui questo loro combattere, che ormai dura da tempo, avrà perso. E allora, finalmente, le loro anime saranno liberate. ('''Julia''')
===Episodio 108, ''La stella della morte''===
*Tu sei un uomo vuoto, Raoul. Invece, dentro di me, è molto forte il pensiero di te e Julia. Sentimenti, Raoul. Questi sono i sentimenti e tu non potrai mai cancellare queste mie sensazioni perché non sei mai stato in grado di provarle. ('''Kenshiro''')
*'''Raoul''': Toki...?<br>'''Toki''': Raoul, perché non vuoi ammetterlo? Perché? Tu puoi capire cos'è l'amore. Il tuo cuore ne è pieno, Raoul.<br>'''Raoul''': No, non è vero! Non può essere vero!<br>'''Toki''': Guarda in alto. La stella della morte sta brillando per te.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Julia? Quello è sangue. Tu... Tu sei malata, non è vero? Ecco spiegato il tuo pallore. Deve essere grave.<br>'''Julia''': È così. Ho ancora pochi mesi di vita.<br>'''Raoul''': Da quando stai così?<br>'''Julia''': Da quando sono stata rapita da Shin. Mi sono ammalata quasi subito e da allora i miei giorni sono contati. Aspettavo con ansia l'arrivo di questo momento. Ora finalmente potrò liberarmi dal mio fardello. Nel grande libro del destino è scritto che arriverà una nuova era. Ma perché questo si realizzi, è necessario che tu e Ken vi battiate e che io muoia.<br>'''Raoul''': Pazza! Saresti pronta a morire? Pronta a sacrificare la tua giovinezza? Qual è il motivo di tanta determinazione?<br>'''Julia''': Prati verdi, alberi in fiore, tutti gli uomini del mondo torneranno a sorridere di nuovo. La mia vita in cambio di gioia e serenità.<br>'''Raoul''': No, non può essere! Sto piangendo. Devo reagire! Il re di Hokuto non deve assolutamente conoscere la tristezza, non deve! Julia, il tuo ricordo vivrà per sempre nel mio cuore.
*'''Raoul''': Toki, stai cercando di farmi capire che Raoul ama Julia? Ma se le cose stanno così, Ken e io nutriamo entrambi gli stessi sentimenti.<br>'''Toki''': Ci sei arrivato. Il gioco è finito.<br>'''Raoul''': No, non è vero! Il re di Hokuto deve essere fiero di se stesso, anche se muore.
*Kenshiro, io e te nutriamo gli stessi sentimenti, siamo nella stessa situazione. E allora cosa mi impedisce di batterti? {{NDR|Si prepara a colpire Ken, ma si blocca}} Evidentemente tu lo sapevi. Eri sicuro al cento per cento che non sarei mai riuscito neppure a sfiorarti. Non ho forse ragione, Kenshiro? [...] Ormai conosco tutto. Avevi già deciso di sacrificare la tua vita da molto tempo, non è vero? Era tutto stabilito. Sapevi perfettamente che avresti potuto morire, che questo combattimento sarebbe potuto essere l'ultimo per te. ('''Raoul''')
*Amici! Non ho mai voluto avere amici nella vita, tranne Toki. È stata l'unica persona che mi ha capito. ('''Raoul''')
*Ti prego, mostrami la faccia di chi ha sconfitto Raoul. Tu sei il mio fratello. ('''Raoul''')
*'''Raoul''': Julia, puoi vivere ancora qualche anno. Per quale motivo potrei impedirti di farlo felicemente accanto all'uomo che rappresenta tutta la tua esistenza?<br>[...]<br>'''Kenshiro''': Raoul, ora ho capito. Hai donato a Julia la tua anima, non è vero?<br>'''Raoul''': Addio, Kenshiro. Toki mi sta aspettando da qualche parte in cielo.<br>'''Kenshiro''': Raoul...<br>'''Raoul''': Non ti avvicinare! Non ti azzardare a fare un altro passo, Ken! È stato il destino a decidere che voi due viviate e che io muoia. E mettiti in testa una cosa: Raoul non ha bisogno dell'aiuto di nessuno, neppure per morire. {{NDR|Viene avvolto da una luce accecante}}<br>'''Julia''': Mai visto niente di simile!<br>'''Bart''': Il corpo di Raoul sta diventando bianco!<br>'''Raoul''': {{NDR|Si trafigge i punti di pressione}} Voglio dirti un'ultima cosa, Ken. {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Il re di Hokuto non ha nessun rimpianto.
*È finita, e il cielo si sta già aprendo per lasciar passare la luce del sole. Se Raoul, Kenshiro e Julia non fossero stati qui, il mondo intero sarebbe vissuto nel buio per molti anni ancora. ('''Rihaku''')
*Addio. Riposa in pace con Toki. Sei stato un grande maestro della Divina scuola di Hokuto. Il tuo ricordo e la tua forza vivranno con me per sempre. ('''Kenshiro''')
===Episodio 109, ''Promemoria''===
*La tecnica leggendaria del soffio, famosa per la sua enorme potenza, è stata tramandata segretamente per duemila anni da maestri della Divina scuola di Hokuto ad uno solo dei loro figli. Attraverso questa tecnica, è possibile distruggere il corpo dall'interno attaccando una parte precisa detta "punto segreto di pressione". Solo gli allievi di Hokuto, potendo utilizzare le loro capacità cerebrali al settanta per cento, contro i dieci usato in generale dagli uomini, sono in grado di eseguirla. Il penultimo successore, Ryuken, aveva adottato quattro bambini: Raoul, Toki, Jagger, Kenshiro. Un giorno, una bambina fu portata alla scuola di Hokuto durante un'allenamento. [...] Poco dopo, un'esplosione nucleare devastò totalmente la vita sul pianeta. Come risultato, si ebbe l'estinzione di molte speci animali, il prosciugamento delle acque e l'inaridimento delle terre. Naturalmente, il fenomeno interessò tutto il globo. Però una delle poche speci a non estinguersi fu quella umana. [...] Tutto il mondo era sotto il dominio della violenza e della paura, e già si aspettava l'arrivo di un uomo che potesse sconfiggerli. [...] È lui l'eroe dei nostri giorni. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}}
*La lotta {{NDR|tra Kenshiro e Shin}} era stata totalmente inutile. Kenshiro riprende nuovamente il suo cammino, durante il quale incontrerà molti combattenti che diverranno suoi grandi amici. Ma dovrà sopportare anche il dolore di vederli morire dinanzi ai suoi occhi: [...] Rei, l'uccello d'acqua di Nanto sotto la stella della giustizia; [...] Yuda, la gru rossa di Nanto, l'uomo della tentazione; [...] Shu, l'airone bianco di Nanto, l'uomo della lealtà; [...] Sauzer, la fenice di Nanto, l'uomo del comando. [...] Quanto dolore per il secondo dei quattro fratelli, Toki. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}}
*L'ultimo successore della Divina scuola di Hokuto di duemila anni di tradizioni è Kenshiro. E dopo aver sconfitto Raoul, ha deciso di andare via con la sua donna Julia, lasciando anche Bart e Lynn, i suoi più cari amici. Nessuno sa dove siano andati. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}}
==[[Explicit]] della serie televisiva==
{{Explicit serie televisive}}
Presto, molto presto lo vedremo tornare da dietro quelle colline. Ne sono sicura. ('''Lynn''')
==Citazioni su ''Ken il guerriero''==
*Crescendo ne compresi la complessità e la profondità, un'opera che mi ha regalato tanto a livello emotivo e personale, tanto da spingermi molti anni fa a decidere che il mio primo tatuaggio sarebbe stato l'orsa maggiore! ([[Maurizio Merluzzo]])
*Quando ero bambino mio fratello mi faceva guardare Kenshiro di nascosto perché mia madre non voleva, essendo molto violento. E sin da subito mi innamorai di quel futuro post atomico dove Ken il guerriero faceva giustizia a cazzottoni! ([[Maurizio Merluzzo]])
*Un'opera che ha segnato la crescita di intere generazioni di italiani, diventando parte dell’immaginario collettivo della nostra Nazione. ([[Giorgia Meloni]])
===[[Toyoo Ashida]]===
*A me, quello che piaceva di più del fumetto era quella specie di umorismo macabro che torna sempre nelle scene di combattimento tra Kenshiro ed i suoi avversari. Le trovavo molto divertenti e mi sono considerato fortunato quando alla Toei Doga mi hanno scelto come regista.
*Nella mia interpretazione, il tema di fondo è diventata la Storia; esaminare il ruolo che i vari personaggi svolgono nella storia dell'umanità, in un mondo distrutto che cerca di rinascere. Sotto questo punto di vista forse l'anime ha finito per essere molto diverso dal fumetto... Comunque, a giudicare dal successo che ha avuto anche da voi, è stato meglio così!
*Ti svelerò un segreto: io mi sono occupato sì della regia, ma solo dei primi dodici episodi. Con la restante parte della serie non ho avuto molto a che fare.
===[[Alessio Cigliano]]===
*All'inizio essere ricordato solo per Kenshiro mi seccava un po', proprio per le tante opere su cui avevo lavorato. Poi però mi sono accorto che è un personaggio iconico, che comunque fa parte della mia vita e del mio percorso artistico e ho imparato ad apprezzarlo e a tenerlo nel bagaglio della mia esperienza. È un personaggio che ha lasciato una traccia importante in tutti coloro che l'hanno visto e apprezzato, e in parte questa grande popolarità è dovuta anche alla mia interpretazione; quindi mi fa piacere aver contribuito alla riuscita di una serie che è rimasta ben salda nell'immaginario collettivo.
*La serie era particolare, anticonformista rispetto agli anime che io conoscevo come spettatore e che avevo doppiato fino ad allora. Sinceramente, credevo che sarebbe stata vista da poche persone. Non ne comprendevo la portata. Il personaggio era più grande di me e io avevo una voce più leggera, quindi ho sempre fatto molta fatica a interpretarlo. Ma ho cercato comunque di dare il massimo per ottenere un risultato quantomeno accettabile.
*{{NDR|«Quanto si sente legato a Kenshiro come carattere, cioè quanto il nostro paladino ha preso da Lei e dal suo modo di essere?»}} Poco, direi! Siamo molto diversi. È questo il bello del doppiaggio e della recitazione in generale: puoi calarti nei panni di gente totalmente diversa da te! Il traguardo finale è rendere credibile il personaggio alle orecchie del pubblico, e nonostante fossi molto giovane all'epoca, credo di esserci riuscito.
*Sinceramente, mentre la doppiavo non credevo che diventasse così famosa! Parliamo di oltre 15 anni fa, e all'epoca ne doppiavo tante. Poi col tempo, e soprattutto con l'avvento di Internet, mi sono reso conto che spesso venivo citato più per Ken che per altri personaggi che sono stati sicuramente più impegnativi, e l'ho trovato divertente.
*Trovavo l'atmosfera troppo cupa, e spesso gratuitamente violenta. Comunque sempre meglio di certe ambientazioni sdolcinate e buoniste! Se devo dargli un voto, direi che rasenta la sufficienza.
*Tutto avrei pensato tranne che potesse diventare qualcosa di "cult". Sono contento, l'ho fatto quando ero molto piccolo e mi è piaciuto tanto farlo.
===[[Claudio Maioli]]===
*Allora era la prassi, non so se si faccia ancora: chi scriveva solo la parte musicale di una canzone ci metteva un testo in inglese maccheronico; nel caso mio si trattava di un'accozzaglia di frasi sintatticamente corrette (l'inglese lo parlo un po') ma semanticamente demenziali, come dire a esempio "quella telecamera è affascinante perché tu hai solo 30 anni", due frasi senza senso, come pure è senza senso l'aggettivo "affascinante" detto di una telecamera. Nel mio finto inglese c'erano parole in vero inglese e termini completamente inventati, un po' come in quel pezzo famoso di Celentano dal titolo lunghissimo... {{NDR|«Quindi l'ispirazione per la musica di questa canzone non deriva dall'aver visto qualche puntata del cartone animato, la sigla originale giapponese?»}} No no, non credo, non mi pare proprio di avere mai ascoltato la sigla originale giapponese e esscludo di avere visto qualche puntata, forse non erano neppure arrivate in Italia, se ne stava ancora trattando la distribuzione. Mi fecero vedere qualche scena in giapponese. Secondo me non ci avrebbero scommesso un soldo sulla sigla...
*I miei studenti, di età comprese tra i 22 e i 41 anni, sono e sono stati fan di Ken il Guerriero. Quando un collega che mi precedeva nell'inizio delle lezioni ha svelato che ero il cantante e l'autore della sigla di "Ken il Guerriero" ho ricevuto un applauso collettivo. Ancora una volta "Ken il Guerriero" è stata un veicolo privilegiato di affetti e rapporti umani tra quei ragazzi e me. È noto che, come quasi ogni cosa, anche l'apprendimento passa per gli affetti. Dunque se al master combineremo insieme qualcosa di buono lo dovremo anche alla nostra sigla.
*Ken il Guerriero, l'unico brano che io abbia mai cantato, è anche quello che mi ha reso più popolare, non so come andò che mi chiesero di cantarlo, non ho mai pensato di fare il cantante, Ken resta un episodio isolato.
*Molte persone di età compresa tra i 18 e i 45 anni mi hanno espresso la loro riconoscenza. Su questa base ho fatto nuove amicizie, a volte con giovani e meno giovani che potrebbero essere miei figli. Da alcuni di loro mi sono fatto spiegare il perchè della loro passione: mi hanno detto che certi cartoni, certe sigle come la nostra, certi personaggi diventavano dei veri punti di riferimento, il che suggerisce tra l'altro che i cartoni giapponesi devono avere avuto in qualche modo un ruolo di supplenti della famiglia e della scuola, un fatto non poco inquietante. Per noi questa esperienza è stata anche un'occasione per misurare la nostra umanità, la capacità di evocare affetto e di riceverlo. Grazie a questa sigla io personalmente ho ricevuto tantissimo affetto, non lo avrei mai immaginato...
*Non posso dire di essere cresciuto con i cartoni animati, ma da bambino e da ragazzo andavo al cinema ed ero abituato all'alta densità di immagini, all'alto livello di animazione dei film di Disney, poi più avanti apprezzai i cartoni dell'Europa dell'est, dei veri gioielli, con disegni molto diversi ma sempre straordinari. Abituato a movimenti fluidi o a immagini di grande poesia, quando vidi alcune scene tratte da Ken (forse le prime di cartoni giapponesi) mi trovai spiazzato, erano statiche, estremamente povere. [...] di sicuro erano accattivanti i temi, gli scenari, nel nostro caso una catastrofe post-atomica con l'eroe che combatte sfruttando tecniche e superpoteri.
*Per Ken mi mostrarono un trailer con scene di vario tipo perché mi facessi un'idea. Adattai per la strofa un motivo destinato un anno prima a una pubblicità e mai utilizzato, poi inventai il ritornello, che doveva essere trascinante: "Ken sei tu/fantastico guerriero..." e francamente lo fu. Il resto è storia.
===[[Masami Suda]]===
*A conti fatti, penso che allora vi fosse una particolare attenzione verso l'espressività dei personaggi e il modo di manifestare le emozioni. 27 anni fa si era certamente capaci di rappresentare le emozioni nelle espressioni facciali, ma non era ancora stato codificato un procedimento per poter mostrare le stesse emozioni e gli stessi sentimenti attraverso il corpo. Sarà stato probabilmente quest'ultimo aspetto che avrà suscitato una forte impressione e attirato la gente.
*All'inizio della collaborazione {{NDR|con Buronson e Tetsuo Hara}} ci siamo confrontati molto e abbiamo organizzato tutto il lavoro insieme alla squadra di animazione. Dopo il briefing iniziale lo studio era autonomo e siamo riusciti a portare avanti il lavoro senza il loro intervento diretto. Inizialmente ho fatto il supervisore dei primi 6 episodi come character designer e ho selezionato una serie di disegnatori che a parer mio andavano bene. Ognuno ha poi fatto il direttore dell'animazione (''Sakkan'') autonomamente negli episodi successivi. Tuttavia sono intervenuto direttamente come direttore dell'animazione in diversi episodi.
*Contrariamente a quanto ci eravamo aspettati, la nostra opera venne accolta senz'alcuna critica, anzi ricordo con piacere che fummo sostenuti in maniera decisiva dai più piccoli e dai giovani in generale.
*Il mondo post-atomico di ''[[Interceptor|Mad Max]]'' e, di conseguenza, ''Hokuto No Ken'' costituisce uno sfondo arido in cui si è probabilmente intensificato il senso della bellezza tragica e dell'eroismo. Invece, il Giappone degli anni '80 si trovava all'apice della cosiddetta "bolla economica" e nel bel mezzo di un periodo di pace che rasentava l'apatia; in quello stesso periodo, i ricordi della guerra passata si erano ormai affievoliti e ciò contribuì a creare un clima distensivo anche intorno all'opera, non c'erano grandi discussioni.
*Inizialmente non avevo idea che ''Hokuto no Ken'' fosse così famoso in Italia. Quando andavo in Europa viaggiavo spesso in Francia, ho tanti amici francesi, e per caso ho avuto anche altri amici italiani che mi hanno fatto capire l'importanza di ''Hokuto no Ken'' in Italia. Non ne avevo assolutamente idea, ma questo mi ha reso molto contento!
*La parte più piacevole di tutto il lavoro compiuto per ''Hokuto no Ken'', è stato quando i personaggi mostrano i muscoli, ricordo con immenso piacere i bambini che si immedesimavano in questi personaggi. Erano personaggi che scaturivano energia.. tutte le vene si gonfiavano, il petto si gonfiava. I bambini di quel tempo ricordano ancora con piacere quest'opera.
*Quando ho lavorato a ''Hokuto no Ken'' ho cercato di dare un'impronta molto energica ai personaggi, anche se si trovavano spesso in posa statica. [...] volevo rendere l'idea di potenza e di energia spirituale che sprigionava ogni personaggio. Ho cercato di trasmettere la mia stessa energia su ogni disegno di Ken.
==Voci correlate==
*''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]'' (film)
*''[[Ken il guerriero 2]]''
==Altri progetti==
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[[Categoria:Ken il guerriero]]
[[Categoria:Serie televisive anime]]
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{{voce tematica}}
[[File:Three chiefs Piegan p.39 horizontal.png|thumb|upright=1.2|Tre capi Piedi Neri]]
Citazioni sui '''Piedi Neri'''.
*– Mi sembra che i [[Crow|Corvi]] e i Piedi Neri non siano molto amici.<br>– I Piedi Neri non sono amici di nessuno.<br>– Io li ho visti portar via la pelle a striscioline a un uomo vivo. (''[[I giganti del West]]'')
*– No, vedi, c'è un indovinello su due tribù d'indiani: i Piedi Bianchi che dicono sempre la verità e i Piedi Neri che non la dicono mai. Tu incontri un indiano e gli dici: «Ciao indiano! Cosa sei, un sincero Piedi Bianchi o un bugiardo Piedi Neri?». E lui ti dice: «Sono della tribù dei Piedi Bianchi». Ma sarà vero?<br>– Be', si potrà vedere come sono i piedi.<br>– No, perché porta i mocassini.<br>– Allora deve essere della tribù dei Piedi Bianchi.<br>– E perché non un Piedi Neri bugiardo? (''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'')
*Piedi Neri: la sola tribù, a parte gli [[Apache]], che non ha mai concesso niente all'uomo bianco. E oltretutto, come gli Apache, conoscono molti sistemi per far desiderare a un uomo di non essere mai nato. (''[[Alla conquista del West]]'')
==Voci correlate==
*[[Nativi americani]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante i|preposizione=sui}}
[[Categoria:Gruppi etnici nativi americani]]
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A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia.
== Partecipanti==
# --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST)
# --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST)
# -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST)
== Voci scritte ==
=== Nuove ===
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# [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}}
# [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}}
# [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}}
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# [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}}
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=== Migliorate ===
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# [[Cecilia Zandalasini]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
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TBD
== Risorse ==
* [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube
* [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women)
* [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons)
== Edizioni precedenti ==
* [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]]
==Altri progetti==
* [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta]
== Dashboard ==
* [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività
== Rassegna stampa ==
* [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023.
* [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023.
* [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne.
[[Categoria:Campagna SheSaid]]
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/* Voci scritte */
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[[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]]
<div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;">
<br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce!
</div>
[[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]]
La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''.
A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia.
== Partecipanti==
# --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST)
# --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST)
# -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST)
== Voci scritte ==
=== Nuove ===
{{div col | 3}}
# [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}}
# [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}}
# [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}}
# [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}}
# [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}}
# [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}}
# [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}}
# [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}}
# [[Eloisa Coiro]] {{fatto|Danyele}}
# [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}}
# [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}}
# [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}}
# [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}}
# [[Asiya]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura]] {{fatto|Superchilum}}
{{div col end}}
=== Migliorate ===
{{div col}}
# [[Cecilia Zandalasini]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Matilde Villa]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni, sistemazioni
# [[Martina Bestagno]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni
# [[Sarah Fahr]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Arianna Errigo]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Elena Bellò]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Gretchen Walsh]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, de-stub
# [[Sarah Sjöström]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Lilith]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub
# [[Iochebed]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub
# [[Moglie di Lot]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub
# [[Silvia Ziche]] {{fatto|Superchilum}} + 1 citazione
{{div col end}}
== Risultati ==
TBD
== Risorse ==
* [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube
* [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women)
* [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons)
== Edizioni precedenti ==
* [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]]
==Altri progetti==
* [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta]
== Dashboard ==
* [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività
== Rassegna stampa ==
* [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023.
* [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023.
* [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne.
[[Categoria:Campagna SheSaid]]
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[[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]]
<div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;">
<br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce!
</div>
[[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]]
La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''.
A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia.
== Partecipanti==
# --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST)
# --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST)
# -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST)
# --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:55, 15 set 2026 (CEST)
== Voci scritte ==
=== Nuove ===
{{div col | 3}}
# [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}}
# [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}}
# [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}}
# [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}}
# [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}}
# [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}}
# [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}}
# [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}}
# [[Eloisa Coiro]] {{fatto|Danyele}}
# [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}}
# [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}}
# [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}}
# [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}}
# [[Asiya]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura]] {{fatto|Superchilum}}
{{div col end}}
=== Migliorate ===
{{div col}}
# [[Cecilia Zandalasini]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Matilde Villa]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni, sistemazioni
# [[Martina Bestagno]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni
# [[Sarah Fahr]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Arianna Errigo]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Elena Bellò]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Gretchen Walsh]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, de-stub
# [[Sarah Sjöström]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Lilith]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub
# [[Iochebed]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub
# [[Moglie di Lot]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub
# [[Silvia Ziche]] {{fatto|Superchilum}} + 1 citazione
{{div col end}}
== Risultati ==
TBD
== Risorse ==
* [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube
* [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women)
* [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons)
== Edizioni precedenti ==
* [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]]
==Altri progetti==
* [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta]
== Dashboard ==
* [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività
== Rassegna stampa ==
* [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023.
* [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023.
* [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne.
[[Categoria:Campagna SheSaid]]
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/* Migliorate */ +1
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[[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]]
<div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;">
<br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce!
</div>
[[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]]
La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''.
A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia.
== Partecipanti==
# --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST)
# --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST)
# -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST)
# --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:55, 15 set 2026 (CEST)
== Voci scritte ==
=== Nuove ===
{{div col | 3}}
# [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}}
# [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}}
# [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}}
# [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}}
# [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}}
# [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}}
# [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}}
# [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}}
# [[Eloisa Coiro]] {{fatto|Danyele}}
# [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}}
# [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}}
# [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}}
# [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}}
# [[Asiya]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura]] {{fatto|Superchilum}}
{{div col end}}
=== Migliorate ===
{{div col}}
# [[Cecilia Zandalasini]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Matilde Villa]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni, sistemazioni
# [[Martina Bestagno]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni
# [[Sarah Fahr]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Arianna Errigo]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Elena Bellò]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Gretchen Walsh]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, de-stub
# [[Sarah Sjöström]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Lilith]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub
# [[Iochebed]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub
# [[Moglie di Lot]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub
# [[Silvia Ziche]] {{fatto|Superchilum}} + 1 citazione
# [[Laura Zuccheri]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
{{div col end}}
== Risultati ==
TBD
== Risorse ==
* [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube
* [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women)
* [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons)
== Edizioni precedenti ==
* [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]]
==Altri progetti==
* [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta]
== Dashboard ==
* [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività
== Rassegna stampa ==
* [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023.
* [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023.
* [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne.
[[Categoria:Campagna SheSaid]]
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[[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]]
<div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;">
<br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce!
</div>
[[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]]
La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''.
A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia.
== Partecipanti==
# --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST)
# --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST)
# -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST)
# --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:55, 15 set 2026 (CEST)
== Voci scritte ==
=== Nuove ===
{{div col | 3}}
# [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}}
# [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}}
# [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}}
# [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}}
# [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}}
# [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}}
# [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}}
# [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}}
# [[Eloisa Coiro]] {{fatto|Danyele}}
# [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}}
# [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}}
# [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}}
# [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}}
# [[Asiya]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura]] {{fatto|Superchilum}}
# [[Vasti]] {{fatto|Spinoziano}}
{{div col end}}
=== Migliorate ===
{{div col}}
# [[Cecilia Zandalasini]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Matilde Villa]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni, sistemazioni
# [[Martina Bestagno]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni
# [[Sarah Fahr]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Arianna Errigo]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Elena Bellò]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Gretchen Walsh]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, de-stub
# [[Sarah Sjöström]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Lilith]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub
# [[Iochebed]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub
# [[Moglie di Lot]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub
# [[Silvia Ziche]] {{fatto|Superchilum}} + 1 citazione
# [[Laura Zuccheri]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
{{div col end}}
== Risultati ==
TBD
== Risorse ==
* [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube
* [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women)
* [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons)
== Edizioni precedenti ==
* [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]]
==Altri progetti==
* [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta]
== Dashboard ==
* [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività
== Rassegna stampa ==
* [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023.
* [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023.
* [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne.
[[Categoria:Campagna SheSaid]]
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[[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]]
<div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;">
<br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce!
</div>
[[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]]
La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''.
A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia.
== Partecipanti==
# --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST)
# --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST)
# -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST)
# --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:55, 15 set 2026 (CEST)
== Voci scritte ==
=== Nuove ===
{{div col | 3}}
# [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}}
# [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}}
# [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}}
# [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}}
# [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}}
# [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}}
# [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}}
# [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}}
# [[Eloisa Coiro]] {{fatto|Danyele}}
# [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}}
# [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}}
# [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}}
# [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}}
# [[Asiya]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura]] {{fatto|Superchilum}}
# [[Vasti]] {{fatto|Spinoziano}}
{{div col end}}
=== Migliorate ===
{{div col}}
# [[Cecilia Zandalasini]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Matilde Villa]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni, sistemazioni
# [[Martina Bestagno]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni
# [[Sarah Fahr]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Arianna Errigo]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Elena Bellò]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Gretchen Walsh]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, de-stub
# [[Sarah Sjöström]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Lilith]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub
# [[Iochebed]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub
# [[Moglie di Lot]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub
# [[Silvia Ziche]] {{fatto|Superchilum}} + 1 citazione
# [[Laura Zuccheri]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Ester (personaggio biblico)]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, de-stub
{{div col end}}
== Risultati ==
TBD
== Risorse ==
* [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube
* [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women)
* [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons)
== Edizioni precedenti ==
* [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]]
==Altri progetti==
* [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta]
== Dashboard ==
* [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività
== Rassegna stampa ==
* [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023.
* [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023.
* [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne.
[[Categoria:Campagna SheSaid]]
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Alla conquista del West
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Spinoziano
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/* Terza stagione */
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wikitext
text/x-wiki
{{FictionTV
|titoloitaliano = Alla conquista del West
|titolo originale = How the West Was Won
|tipofiction = serie TV
|immagine = James Arness Zeb Macahan 1975.JPG
|didascalia = Zeb Macahan (James Arness) in una foto di scena
|genere = western
|ideatore = Jim Byrnes
|regista = [[Vincent McEveety]], [[Bernard McEveety]], [[Burt Kennedy]], [[Daniel Mann]], [[Barry Crane]], [[Joseph Pevney]], [[Harry Falk]], [[Gunnar Hellström]], [[Alf Kjellin]], [[Irving J. Moore]], [[Ralph Senensky]]
|sceneggiatore = [[John Mantley]], [[Earl W. Wallace]] e altri
|attori =
*[[James Arness]]: Zeb Macahan
*[[Bruce Boxleitner]]: Luke Macahan
*[[Kathryn Holcomb]]: Lara Macahan
*[[William Kirby Cullen]]: Josh Macahan
*[[Vicki Schreck]]: Jessie Macahan
*[[Eva Marie Saint]]: Kate Macahan
*[[Fionnula Flanagan]]: Molly Culhane
*[[Ricardo Montalbán]]: Satangkai
*[[Horst Buchholz]]: Sergei
*[[Mel Ferrer]]: Hale Burton
*[[Christopher Lee]]: granduca
*[[Harris Yulin]]: Deek Peasley
*[[Vera Miles]]: Beth
*[[William Shatner]]: Harrison
*[[Jared Martin]]: Frank Grayson
*[[Morgan Woodward]]: Henry Coe
|doppiatori originali =
*[[William Conrad]]: voce narrante
|doppiatori italiani =
*[[Giuseppe Rinaldi]]: Zeb Macahan
*[[Massimo Giuliani]]: Luke Macahan
*[[Emanuela Rossi]]: Lara Macahan
*[[Sandro Acerbo]]: Josh Macahan
*[[Silvia Tognoloni]]: Jessie Macahan
*[[Vittoria Febbi]]: Kate Macahan
*[[Maria Pia Di Meo]]: Molly Culhane
*[[Ferruccio Amendola]]: Satangkai
*[[Massimo Turci]]: Sergei
*[[Giorgio Piazza]]: Hale Burton
*[[Gianni Marzocchi]]: granduca
*[[Sergio Fantoni]]: Deek Peasley
*[[Fiorella Betti]]: Beth
*[[Pino Colizzi]]: Harrison
*[[Massimo Turci]]: Frank Grayson
*[[Pino Locchi]]: voce narrante
}}
'''''Alla conquista del West''''', serie televisiva statunitense prodotta tra il 1976 e il 1979.
==Prima stagione==
===[[Incipit]]===
{{Incipit serie televisive}}
Dicono che il [[West]] fu conquistato con la forza delle armi, ma non è così. Fu conquistato grazie al coraggio della povera gente che spinse i suoi carri sempre più ad Ovest attraverso centinaia di miglia di terre selvagge. Alcuni erano attratti dal miraggio dell'oro, ma la maggior parte dei pionieri era costituita da famiglie spinte dalla speranza di una vita migliore. Questa è la storia di una di quelle famiglie: i Macahans. I figli e le figlie di Kate Macahan scrissero una pagina importante nella storia del West. Ma all'inizio l'unico della famiglia il cui nome era entrato nella leggenda di quelle terre era un uomo forte come una roccia e coraggioso come un leone: il suo nome era Zebulon Macahan. ('''Voce narrante''')
===Episodio 1, ''The Macahans''===
*L'ingegnosità dei pionieri era leggendaria. Quando la natura non provvedeva alle loro necessità quotidiane, essi trovavano il modo di modificarle. In mancanza di mattoni e di assi di legno, si costruivano la casa con i tronchi d'albero. E nelle aride praterie dove non crescevano gli alberi, usavano zolle di terra, erba e fango, e costruivano con questi materiali primitivi delle case fresche d'estate e calde d'inverno, le quali potevano essere ingrandite con il minimo sforzo man mano che la famiglia cresceva. La costruzione di questi rifugi chiamati [[Sod house|soddy]] richiedeva l'unica cosa che al pioniere non mancava: un'inesauribile energia. E così i coloni, la cui giornata cominciava prima dell'alba e finiva molto dopo il tramonto, riuscivano a costruire le loro case nella prateria nel giro di pochi giorni. ('''Voce narrante''')
===Episodio 2, ''Provost Marshall''===
*'''Zeb''': C'è da vergognarsi ad essere bianchi: gli [[Nativi americani|indiani]] le cose le fanno diversamente. Certo, anche loro si facevano la guerra prima che noi arrivassimo nel loro Paese, ma erano guerre regolate dall'onore.<br>'''Lara''': Scotennare tu lo chiami un onore?<br>'''Zeb''': Be', c'erano solo un paio di tribù del nord che praticavano il rito dello [[scalpo]], ma c'è voluto l'uomo bianco per insegnare agli indiani a praticarlo su larga scala.
*Gli americani, per generazioni, avevano guardato all'indiano come al nobile pellerossa, innocente creatura, puro come la terra selvaggia in cui viveva; oppure come a un selvaggio la cui crudeltà non aveva limiti. Ma erano tutte e due concezioni sbagliate: l'indiano, come qualsiasi altro uomo o nazione, era un insieme di molte qualità. Prima che le sue terre gli venissero strappate e la sua gente decimata, era un fedele amico dell'uomo bianco. ('''Voce narrante''')
===Episodio 4, ''Bowie John Christie''===
*Ascolta bene: non ti arrendere, non mentire e non chiedere mai scusa. Non dimenticare mai queste tre [[Regole dalle serie televisive|regole]]. Luke, so quello che provi e che cos'era per te quella ragazza. Se c'è una cosa che ho imparato a questo mondo, è che non giova a nessuno piangere sul passato, né ai vivi né ai morti. ('''Zeb''')
==Seconda stagione==
===Episodio 1, ''Buffalo Story''===
*Quando il cuore è infuriato, la bocca spesso parla con lingua di bambino. ('''Satangkai''')
*È una cosa buona che i giovani ascoltino i vecchi. È bene che abbiano rispetto per la voce degli anziani. Quando i bambini [[sioux]] diventano uomini, il loro modo di vivere è già deciso dalla saggezza che hanno appreso dai vecchi. Il nostro futuro è in ciò che noi trasmettiamo ai nostri figli. ('''Satangkai''')
===Episodio 6, ''Robber's Roost''===
*Allora, Charlie, scusa se mi sono permesso di ficcarti sottoterra qui, ma in fondo non è tanto male. Capisci che non aveva senso portarti in città, tanto non hai nessuno, e una cassa da morto costerà cinque dollari almeno. [...] Signore, non c'è alcun dubbio che Charlie fosse un peccatore, ma non era certo dei peggiori, e credo sarebbe giusto se gli aprissi le porte del Paradiso. Amen. ('''Peasley''') {{NDR|[[Elegie funebri dalle serie televisive|elegia funebre]]}}
==Terza stagione==
===Episodio 1, ''Il pistolero''===
*Ti ringrazio, Signore, per questo cibo che ci hai dato; per la tua guida e il tuo amore, che sono l'unica vera protezione contro tutti i mali di questo mondo. Amen. ('''Molly''') {{NDR|[[Preghiere dalle serie televisive|preghiera]]}}
*Vede, la [[religione]] è una cosa strana: molti uomini si ricordano di Dio solo quando vogliono qualcosa, o hanno paura, o stanno per fare uno sbaglio. ('''Coe''')
===Episodio 2, ''Il ladro di cavalli''===
*E le grandi fortune legate all'allevamento del bestiame dovevano ancora nascere. L'allevamento dei cavalli, invece, era già molto diffuso, perché gli stalloni e le giumente vivevano allo stato brado nelle pianure, a disposizione di chiunque avesse il coraggio e l'abilità per catturarli. E fra tutte le razze di cavalli selvaggi, i più belli erano gli [[appaloosa]]. ('''Voce narrante''')
*'''Josh''': C'è un tizio in città che ha detto che gli appaloosa sono dei cavalli stupidi.<br>'''Zeb''': Sì, ho sentito dire anch'io qualcosa del genere, ma sono convinto che sono frottole. E sapete perché? Sia gli [[Cheyenne]] che gli [[Apache]] cavalcano unicamente appaloosa, e per me sono i migliori cavalieri che esistano al mondo. Prendi per esempio gli Cheyenne, quando cacciano il bisonte: la loro tecnica è di infilarsi proprio in mezzo alla mandria, non usano né sella e né staffe; e quando arriva il momento di colpirli, devono prendere la mira e tendere l'arco senza potersi reggere alle redini. Nessuno riuscirebbe a fare una cosa simile su un cavallo stupido.
===Episodio 3, ''Il nemico''===
*Tenente, voglio dirle una cosa che forse non sa: insieme con i Sioux, gli indiani [[Crow|Corvi]] sono con ogni probabilità la migliore cavalleria che esista al mondo. E questo significa che cercare di attaccarli frontalmente, come dice lei, potrebbe costare molto caro ai suoi uomini. [...] Aspettiamo che faccia notte e poi, prima dell'alba, io e Sam ci infiliamo nel loro accampamento e gli facciamo scappare i cavalli. E un guerriero Corvo senza cavallo è come un uccello senza le ali. ('''Zeb''')
*[[Piedi Neri]]: la sola tribù, a parte gli Apache, che non ha mai concesso niente all'uomo bianco. E oltretutto, come gli Apache, conoscono molti sistemi per far desiderare a un uomo di non essere mai nato. ('''Zeb''')
==Voci correlate==
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Serie televisive western]]
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Yi Sun-sin
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Danyele
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text/x-wiki
[[File:Bust of Yi Sun-sin 01.jpg|miniatura|Busto di Yi Sun-sin]]
'''[[w:Yi Sun-sin|Yi Sun-sin]]''' (1545 – 1598), ammiraglio e comandante navale coreano.
== ''Nanjung ilgi'' ==
*1 gennaio. Sereno. All'alba sono venuti a trovarmi mio fratello minore Yeopil, mio nipote Bong e il mio figlio maggiore Hoe, e abbiamo parlato. Non riesco a contenere il rimpianto di aver trascorso, lontano da mia madre, un secondo Capodanno nel sud. Yi Gyeong-sin, ufficiale del comandante militare provinciale (Yi Gwang), è venuto a portarmi una lettera del comandante, doni per il Capodanno e vari oggetti — tra cui frecce lunghe e corte — destinati come tributo al re. ''(Traduzione propria)''
:1일 임술. 맑음. 새벽에 아우 여필과 조카 봉, 맏앋르 회가 와서 이야기했다. 다만 어머니를 떠나 두 번이나 남쪽에서 설을 쇠니 간절한 회환을 가눌 수 없다. 병마절도사(이광)의 군관 이경신이 병사의 편지와 설 선물, 그리고 긴 화살과 짧은 화살 등 여러 가지 물건(임금 진상용)을 가지고 와서 바쳤다.
:* Voce del 1º gennaio.<ref>Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 31, ISBN 9791197378270.</ref>
*15 aprile. Sereno. [...] Al calar della sera è giunto un dispaccio dal comandante navale destro di Yeongnam (Won Gyun): «Oltre 90 navi giapponesi sono giunte e ancorate a Jeolyeongdo, di fronte a Busan». Contemporaneamente è arrivato un altro dispaccio dello stesso comandante: «Oltre 350 navi nemiche sono già giunte di fronte a Busanpo». ''(Traduzione propria)''
: 4월 15일. 맑음. 나라(공혜왕후 한씨)의 제삿날이라 출근하지 않았다. 순찰사(이광)에게 보낼 답장과 별도 기록을 적어서, 곧바로 역졸을 시켜 달려 보냈다. 해질 무렵에 영남우수사(원균)가 보낸 통첩에, "왜선 90여 척이 와서 부산 앞 절영도(부산 영도)에 정박했다."고 한다. 이와 동시에 또 수사(원균)의 공문이 왔는데, "왜적 350여 척이 이미 부산포 건너편에 도착했다."고 하였다. 그래서 즉각 장계를 보내고 겸하여 순찰사(이광), 병마사(최원), 우수사(이억기)에게 공문을 보냈다. 영남 관찰사(김수)의 공문도 왔는데, 역시 이와 같은 내용이었다.
:*Voce del 15 aprile.<ref>Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 45, ISBN 9791197378270.</ref>
*«Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà; un solo uomo, se presidia uno stretto passaggio, può incutere timore a mille. Queste parole sembrano scritte apposta per noi, oggi. Che nessuno di voi nutra il desiderio di salvarsi la vita: chiunque disobbedisca anche minimamente ai miei ordini sarà punito all'istante secondo la legge militare.» (Traduzione propria)
:''十五日癸卯。晴。[...] 兵法云。必死則生。必生則死。又曰。一夫當逕。足懼千夫。今我之謂矣。[...]''
:*Voce del 15º giorno del 9º mese dell'anno Jeongyu (15 settembre 1597), in ''Yi Chungmugong jeonseo'' (李忠武公全書).<ref>{{cita web|url=https://db.itkc.or.kr/dir/item?itemId=MO#/dir/node?dataId=ITKC_MO_0232A_0110_010_0060|titolo=李忠武公全書 卷之八, 亂中日記四|sito=한국고전종합DB (Database of Korean Classics)|editore=한국고전번역원|accesso=13 settembre 2026}}</ref>
*14 ottobre. Sereno. [...] Verso sera un uomo giunse da Cheonan recando una lettera di famiglia; ancora prima di aprirne il sigillo, le mie ossa e la mia carne già tremavano, e il cuore mi si serrava in un'angoscia confusa. Aprii alla meglio la busta e vidi la scrittura di Yeol: sulla facciata esterna erano vergati due soli caratteri, "lutto straziante". Compresi nel cuore che Myeon era caduto in battaglia, e senza rendermene conto mi si spezzò l'animo, e proruppi in un pianto disperato, a voce alta. Come può il Cielo essere così privo di pietà? Sento le viscere bruciare e lacerarsi. Che io muoia e tu viva, questo sarebbe l'ordine naturale delle cose; ma sei morto tu, e sono io a essere rimasto in vita: come può l'ordine delle cose essersi così sovvertito? Il cielo e la terra si sono fatti bui, e persino il sole splendente ha perso la sua luce. Che dolore, figlio mio! Dove sei andato, abbandonandomi?
:14일. 맑음. (중략) 저녁에 어떤 사람이 천안에서 와서 집안 편지를 전하는데, 아직 봉함을 열기도 전에 뼈와 살이 먼저 떨리고 마음이 조급해지고 어지러웠다. 대충 겉봉을 펴서 열(悅)이 쓴 글씨를 보니, 겉면에 '통곡(慟哭)' 두 글자가 씌어 있었다. 마음으로 면(葂)이 전사했음을 알게 되어 나도 모르게 간담이 떨어져 목 놓아 통곡하였다. 하늘이 어찌 이처럼 인자하지 못한 것인가. 간담이 타고 찢어지는 듯하다. 내가 죽고 네가 사는 것이 당연한 이치이거늘, 네가 죽고 내가 살았으니, 어찌하여 이치에 어긋난 것인가, 천지가 어둡고 밝은 해조차도 빛이 바랬구나. 슬프다, 내 아들아! 나를 버리고 어디로 간 것이냐.
:*Voce del 14 ottobre 1597.<ref>Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 381.</ref>
== ''Yi Chungmugong jeonseo'' ==
{{NDR|李忠武公全書, lett. "Opera completa del duca Yi, il Fedele e Valoroso", raccolta compilata nel 1795 per ordine del re Jeongjo}}
*«Dall'anno imjin (1592) [...] Ora dispongo ancora di dodici navi da guerra. Se combatteremo fino all'estremo delle nostre forze. [...] Per quanto le navi da guerra siano poche, finché io non sarò morto, il nemico non oserà disprezzarci.» (Traduzione propria)
:''自壬辰至于五六年間。[...] 今臣戰船尙有十二。[...] 微臣不死。則賊不敢侮我矣。''
:*Memoriale al re (狀啓), ottavo mese dell'anno Jeongyu (1597), poco prima della battaglia di Myeongnyang.<ref>{{cita web|url=https://db.itkc.or.kr/dir/item?itemId=MO#/dir/node?dataId=ITKC_MO_0232A_0120_010_0010|titolo=李忠武公全書 卷之九|sito=한국고전종합DB (Database of Korean Classics)|editore=한국고전번역원|accesso=13 settembre 2026}}</ref>
== Citazioni su Yi Sun-sin ==
*Egli venne in soccorso della propria nazione in un momento estremo, quando altri avevano fallito. ('''RUSI''', ''Talking Strategy'')<ref>{{cita web|url=https://www.rusi.org/podcasts/talking-strategy/episode-6-yi-sun-sin-koreas-greatest-commander|titolo=Episode 6: Yi Sun-sin, Korea's Greatest Commander|sito=RUSI, Talking Strategy (podcast)|accesso=13 settembre 2026}}</ref>
*È difficile per un inglese ammettere che Nelson abbia mai avuto un pari nella sua professione; ma se un uomo può esserlo, questi è certamente questo grande comandante navale asiatico, che non conobbe mai la sconfitta. ('''U.S. Naval Institute Proceedings''', giugno 1944)<ref>{{cita web|url=https://www.usni.org/magazines/proceedings/1944/june/yi-sun-sin-defeated-japan-sea|titolo=Yi Sun-sin Defeated Japan at Sea|rivista=U.S. Naval Institute Proceedings|numero=giugno 1944|accesso=13 settembre 2026}}</ref>
*Alla notizia della sua morte, gli abitanti della provincia di Honam furono avvolti dal lutto, e persino donne anziane e bambini piansero apertamente. ('''''Seonjo sillok''''')<ref>{{cita web|url=https://sillok.history.go.kr/id/kna_13111027_005|titolo=선조실록 106권, 선조 31년 11월 27일 무신 5번째기사|sito=Sillok, Annali della dinastia Joseon|editore=National Institute of Korean History|accesso=13 settembre 2026|citazione=부음(訃音)이 전파되자 호남(湖南) 일도(一道)의 사람들이 모두 통곡하여 노파와 아이들까지도 슬피 울지 않는 자가 없었다}}</ref>
== Note ==
<references />
== Bibliografia ==
*Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), traduzione e cura di Noh Seung-seok (노승석), Yeohae (여해), 2025, ISBN 9791197378270.
*''Yi Chungmugong jeonseo'' (李忠武公全書), raccolta compilata nel 1795, consultabile su [https://db.itkc.or.kr 한국고전종합DB].
*''Seonjo sillok'' (선조실록), consultabile su [https://sillok.history.go.kr Sillok, Annali della dinastia Joseon].
== Voci correlate ==
*[[Horatio Nelson]]
== Altri progetti ==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Yi, Sun-sin}}
[[Categoria:Persone]]
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2026-09-16T10:17:13Z
Spinoziano
2297
appongo avviso W ma la voce rimane passabile di cancellazione
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wikitext
text/x-wiki
{{W|la voce non è formattata secondo [[Wikiquote:Modello di voce|gli standard]]}}
[[File:Bust of Yi Sun-sin 01.jpg|miniatura|Busto di Yi Sun-sin]]
'''Yi Sun-sin''' (1545 – 1598), ammiraglio e comandante navale coreano.
== ''Nanjung ilgi'' ==
*1 gennaio. Sereno. All'alba sono venuti a trovarmi mio fratello minore Yeopil, mio nipote Bong e il mio figlio maggiore Hoe, e abbiamo parlato. Non riesco a contenere il rimpianto di aver trascorso, lontano da mia madre, un secondo Capodanno nel sud. Yi Gyeong-sin, ufficiale del comandante militare provinciale (Yi Gwang), è venuto a portarmi una lettera del comandante, doni per il Capodanno e vari oggetti — tra cui frecce lunghe e corte — destinati come tributo al re. ''(Traduzione propria)''
:1일 임술. 맑음. 새벽에 아우 여필과 조카 봉, 맏앋르 회가 와서 이야기했다. 다만 어머니를 떠나 두 번이나 남쪽에서 설을 쇠니 간절한 회환을 가눌 수 없다. 병마절도사(이광)의 군관 이경신이 병사의 편지와 설 선물, 그리고 긴 화살과 짧은 화살 등 여러 가지 물건(임금 진상용)을 가지고 와서 바쳤다.
:* Voce del 1º gennaio.<ref>Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 31, ISBN 9791197378270.</ref>
*15 aprile. Sereno. [...] Al calar della sera è giunto un dispaccio dal comandante navale destro di Yeongnam (Won Gyun): «Oltre 90 navi giapponesi sono giunte e ancorate a Jeolyeongdo, di fronte a Busan». Contemporaneamente è arrivato un altro dispaccio dello stesso comandante: «Oltre 350 navi nemiche sono già giunte di fronte a Busanpo». ''(Traduzione propria)''
: 4월 15일. 맑음. 나라(공혜왕후 한씨)의 제삿날이라 출근하지 않았다. 순찰사(이광)에게 보낼 답장과 별도 기록을 적어서, 곧바로 역졸을 시켜 달려 보냈다. 해질 무렵에 영남우수사(원균)가 보낸 통첩에, "왜선 90여 척이 와서 부산 앞 절영도(부산 영도)에 정박했다."고 한다. 이와 동시에 또 수사(원균)의 공문이 왔는데, "왜적 350여 척이 이미 부산포 건너편에 도착했다."고 하였다. 그래서 즉각 장계를 보내고 겸하여 순찰사(이광), 병마사(최원), 우수사(이억기)에게 공문을 보냈다. 영남 관찰사(김수)의 공문도 왔는데, 역시 이와 같은 내용이었다.
:*Voce del 15 aprile.<ref>Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'', trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 45, ISBN 9791197378270.</ref>
*«Chi è deciso a morire vivrà, chi è deciso a vivere morirà; un solo uomo, se presidia uno stretto passaggio, può incutere timore a mille. Queste parole sembrano scritte apposta per noi, oggi. Che nessuno di voi nutra il desiderio di salvarsi la vita: chiunque disobbedisca anche minimamente ai miei ordini sarà punito all'istante secondo la legge militare.» (Traduzione propria)
:''十五日癸卯。晴。[...] 兵法云。必死則生。必生則死。又曰。一夫當逕。足懼千夫。今我之謂矣。[...]''
:*Voce del 15º giorno del 9º mese dell'anno Jeongyu (15 settembre 1597), in ''Yi Chungmugong jeonseo'' (李忠武公全書).<ref>{{cita web|url=https://db.itkc.or.kr/dir/item?itemId=MO#/dir/node?dataId=ITKC_MO_0232A_0110_010_0060|titolo=李忠武公全書 卷之八, 亂中日記四|sito=한국고전종합DB (Database of Korean Classics)|editore=한국고전번역원|accesso=13 settembre 2026}}</ref>
*14 ottobre. Sereno. [...] Verso sera un uomo giunse da Cheonan recando una lettera di famiglia; ancora prima di aprirne il sigillo, le mie ossa e la mia carne già tremavano, e il cuore mi si serrava in un'angoscia confusa. Aprii alla meglio la busta e vidi la scrittura di Yeol: sulla facciata esterna erano vergati due soli caratteri, "lutto straziante". Compresi nel cuore che Myeon era caduto in battaglia, e senza rendermene conto mi si spezzò l'animo, e proruppi in un pianto disperato, a voce alta. Come può il Cielo essere così privo di pietà? Sento le viscere bruciare e lacerarsi. Che io muoia e tu viva, questo sarebbe l'ordine naturale delle cose; ma sei morto tu, e sono io a essere rimasto in vita: come può l'ordine delle cose essersi così sovvertito? Il cielo e la terra si sono fatti bui, e persino il sole splendente ha perso la sua luce. Che dolore, figlio mio! Dove sei andato, abbandonandomi?
:14일. 맑음. (중략) 저녁에 어떤 사람이 천안에서 와서 집안 편지를 전하는데, 아직 봉함을 열기도 전에 뼈와 살이 먼저 떨리고 마음이 조급해지고 어지러웠다. 대충 겉봉을 펴서 열(悅)이 쓴 글씨를 보니, 겉면에 '통곡(慟哭)' 두 글자가 씌어 있었다. 마음으로 면(葂)이 전사했음을 알게 되어 나도 모르게 간담이 떨어져 목 놓아 통곡하였다. 하늘이 어찌 이처럼 인자하지 못한 것인가. 간담이 타고 찢어지는 듯하다. 내가 죽고 네가 사는 것이 당연한 이치이거늘, 네가 죽고 내가 살았으니, 어찌하여 이치에 어긋난 것인가, 천지가 어둡고 밝은 해조차도 빛이 바랬구나. 슬프다, 내 아들아! 나를 버리고 어디로 간 것이냐.
:*Voce del 14 ottobre 1597.<ref>Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), trad. Noh Seung-seok, Yeohae, 2025, p. 381.</ref>
== ''Yi Chungmugong jeonseo'' ==
{{NDR|李忠武公全書, lett. "Opera completa del duca Yi, il Fedele e Valoroso", raccolta compilata nel 1795 per ordine del re Jeongjo}}
*«Dall'anno imjin (1592) [...] Ora dispongo ancora di dodici navi da guerra. Se combatteremo fino all'estremo delle nostre forze. [...] Per quanto le navi da guerra siano poche, finché io non sarò morto, il nemico non oserà disprezzarci.» (Traduzione propria)
:''自壬辰至于五六年間。[...] 今臣戰船尙有十二。[...] 微臣不死。則賊不敢侮我矣。''
:*Memoriale al re (狀啓), ottavo mese dell'anno Jeongyu (1597), poco prima della battaglia di Myeongnyang.<ref>{{cita web|url=https://db.itkc.or.kr/dir/item?itemId=MO#/dir/node?dataId=ITKC_MO_0232A_0120_010_0010|titolo=李忠武公全書 卷之九|sito=한국고전종합DB (Database of Korean Classics)|editore=한국고전번역원|accesso=13 settembre 2026}}</ref>
== Citazioni su Yi Sun-sin ==
*Egli venne in soccorso della propria nazione in un momento estremo, quando altri avevano fallito. ('''RUSI''', ''Talking Strategy'')<ref>{{cita web|url=https://www.rusi.org/podcasts/talking-strategy/episode-6-yi-sun-sin-koreas-greatest-commander|titolo=Episode 6: Yi Sun-sin, Korea's Greatest Commander|sito=RUSI, Talking Strategy (podcast)|accesso=13 settembre 2026}}</ref>
*È difficile per un inglese ammettere che Nelson abbia mai avuto un pari nella sua professione; ma se un uomo può esserlo, questi è certamente questo grande comandante navale asiatico, che non conobbe mai la sconfitta. ('''U.S. Naval Institute Proceedings''', giugno 1944)<ref>{{cita web|url=https://www.usni.org/magazines/proceedings/1944/june/yi-sun-sin-defeated-japan-sea|titolo=Yi Sun-sin Defeated Japan at Sea|rivista=U.S. Naval Institute Proceedings|numero=giugno 1944|accesso=13 settembre 2026}}</ref>
*Alla notizia della sua morte, gli abitanti della provincia di Honam furono avvolti dal lutto, e persino donne anziane e bambini piansero apertamente. ('''''Seonjo sillok''''')<ref>{{cita web|url=https://sillok.history.go.kr/id/kna_13111027_005|titolo=선조실록 106권, 선조 31년 11월 27일 무신 5번째기사|sito=Sillok, Annali della dinastia Joseon|editore=National Institute of Korean History|accesso=13 settembre 2026|citazione=부음(訃音)이 전파되자 호남(湖南) 일도(一道)의 사람들이 모두 통곡하여 노파와 아이들까지도 슬피 울지 않는 자가 없었다}}</ref>
== Note ==
<references />
== Bibliografia ==
*Yi Sun-sin, ''Nanjung ilgi'' (亂中日記), traduzione e cura di Noh Seung-seok (노승석), Yeohae (여해), 2025, ISBN 9791197378270.
*''Yi Chungmugong jeonseo'' (李忠武公全書), raccolta compilata nel 1795, consultabile su [https://db.itkc.or.kr 한국고전종합DB].
*''Seonjo sillok'' (선조실록), consultabile su [https://sillok.history.go.kr Sillok, Annali della dinastia Joseon].
== Voci correlate ==
*[[Horatio Nelson]]
== Altri progetti ==
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[[Categoria:Ammiragli]]
[[Categoria:Coreani]]
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Crepuscolarismo
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Crepuscolarismo: voce tematica
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Citazioni sul '''crepuscolarismo'''.
*È divenuto orami tradizionale fissare il crepuscolarismo nella concreta immagine del [[Sergio Corazzini|Corazzini]], che già con la sua figura esangue di fanciullo destinato a morire ventenne, sembra la personificazione della [[Malinconia|melanconia]]. (''[[Dizionario universale della letteratura contemporanea]]'')
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[[File:Sergio Corazzini 1.jpeg|thumb|upright=0.6|Sergio Corazzini]]
Citazioni sul '''crepuscolarismo'''.
*È divenuto orami tradizionale fissare il crepuscolarismo nella concreta immagine del [[Sergio Corazzini|Corazzini]], che già con la sua figura esangue di fanciullo destinato a morire ventenne, sembra la personificazione della [[Malinconia|melanconia]]. (''[[Dizionario universale della letteratura contemporanea]]'')
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Discussioni utente:Giusepperomano3
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Homer
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Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà!
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David Morrison
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Danyele
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Creata pagina con "[[File:David Morrison in 2022.jpg|thumb|David Morrison nel 2022]] '''David Morrison''' (1940 – vivente), astronomo statunitense. {{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2009/10/2012-e-nibiru-scende-in-campo-la-nasa.html Nibiru e la fine del mondo nel 2012: domande e risposte]''|Da {{en}} ''[https://web.archive.org/web/20091002022035/http://astrobiology.nasa.gov/ask-an-astrobiologist/intro/nibiru-and-doomsday-2012-questions-and-answers Nibiru and Doomsday 2012: Quest..."
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[[File:David Morrison in 2022.jpg|thumb|David Morrison nel 2022]]
'''David Morrison''' (1940 – vivente), astronomo statunitense.
{{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2009/10/2012-e-nibiru-scende-in-campo-la-nasa.html Nibiru e la fine del mondo nel 2012: domande e risposte]''|Da {{en}} ''[https://web.archive.org/web/20091002022035/http://astrobiology.nasa.gov/ask-an-astrobiologist/intro/nibiru-and-doomsday-2012-questions-and-answers Nibiru and Doomsday 2012: Questions and Answers]'', ''astrobiology.nasa.gov'', 1º giugno 2009; tradotto da [[Paolo Attivissimo]] in ''attivissimo.blogspot.com'', 2 ottobre 2009.|h=2}}
{{NDR|Sulle [[profezie sul 21 dicembre 2012]]}}
*I calendari esistono per tenere traccia del passare del tempo, non per prevedere il futuro. Gli astronomi Maya erano bravi e svilupparono un calendario molto complesso. I calendari antichi sono interessanti per gli storici, ma non possono competere con la capacità che abbiamo oggi di tenere traccia del tempo o con la precisione dei calendari che usiamo adesso. Il concetto principale, però, è che i calendari, che siano contemporanei o antichi, non possono predire il futuro del nostro pianeta o avvisarci di cosa succederà in una data specifica come il 2012. Vorrei far notare che il mio calendario sulla scrivania finisce molto prima, il 31 dicembre 2009, eppure non interpreto questo fatto come una previsione dell'Armageddon. È semplicemente l'inizio di un nuovo anno.
*Per quanto riguarda la sicurezza della Terra, le minacce importanti vengono dal riscaldamento globale e dalla perdita di diversità biologica, e forse prima o poi dalla collisione con un asteroide o una cometa, non dalle asserzioni pseudoscientifiche sul 2012.
*Tutto lo scenario di disastri nel 2012 è una bufala alimentata da pubblicità per il film catastrofico ''[[2012 (film)|2012]]''. Posso soltanto sperare che la maggior parte della gente sappia distinguere un copione di film di Hollywood dalla realtà.
*Non è logico chiedere prove che la fine del mondo nel 2012 è una bufala. Dovreste rivolgere le vostre domande ai sostenitori della fine del mondo, chiedendo che dimostrino che quello che dicono è vero; non dovreste chiedere alla NASA di dimostrare che è falso. Se qualcuno su Internet affermasse che a Cleveland gironzolano elefanti viola alti diciotto metri, ci si aspetterebbe che la NASA dimostrasse che è falso? L'onere della prova spetta a chi fa affermazioni stravaganti.
==Altri progetti==
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Scissor Sisters
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Creata pagina con "[[File:Scissor Sisters 2025.jpg|right|thumb|Scissor Sisters nel 2025]] '''Scissor Sisters''', gruppo musicale statunitense. ==Citazioni tratte da canzoni== ===''Scissor Sisters''=== '''Etichetta''': Polydor/Universal, 2004, prodotto da Scissor Sisters. *''[[Laura]], non puoi concedermi un po' di tempo? | devo darmi un'altra possibilità | di essere l'uomo che so di essere.'' :''Laura, can't you give me some time? | I got to give myself one more chance | to be the man th..."
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[[File:Scissor Sisters 2025.jpg|right|thumb|Scissor Sisters nel 2025]]
'''Scissor Sisters''', gruppo musicale statunitense.
==Citazioni tratte da canzoni==
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'''Etichetta''': Polydor/Universal, 2004, prodotto da Scissor Sisters.
*''[[Laura]], non puoi concedermi un po' di tempo? | devo darmi un'altra possibilità | di essere l'uomo che so di essere.''
:''Laura, can't you give me some time? | I got to give myself one more chance | to be the man that I know I am.'' (da ''Laura'', n. 1)
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Laura
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'''Laura''', nome proprio di persona femminile.
*''Laura aspetta un figlio per errore, però lei dice che si chiama amore, in ogni caso poi la gente sai che cosa vuole, in fondo, vuole natale con la neve.'' ([[Vasco Rossi]])
*''Laura, non puoi concedermi un po' di tempo? | devo darmi un'altra possibilità | di essere l'uomo che so di essere.''
:''Laura, can't you give me some time? | I got to give myself one more chance | to be the man that I know I am.'' ([[Scissor Sisters]])
*''Laura vive guardando se stessa | la vita in rosa | in una casa tutta di specchi | lei si è rinchiusa | lei non ha pensieri | non ha mai giorni neri | non conosce veri amori mai.'' ([[Eugenio Finardi]])
*''Se vuoi ci amiamo adesso, oh no | però non è lo stesso | ora so | c'è ancora il suo riflesso | tra me e te | mi dispiace ma non posso | Laura c'è | se vuoi ci amiamo adesso, oh no | mi casca il mondo addosso e | ora so | c'è ancora il suo riflesso | tra me te | mi dispiace ma non posso | Laura c'è, Laura c'è.'' ([[Nek]])
*''Va da sé che Laura non crede | non crede più | passa il sale, chiacchiera, siede | e guarda giù.'' ([[Roberto Vecchioni]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Prenomi italiani]]
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Manuel Giandonato
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Creata pagina con "[[File:Manuel Giandonato.png|thumb|upright|Manuel Giandonato nel 2023.]] '''Manuel Giandonato''' (1991 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano. ==Citazioni di Manuel Giandonato== *Mi ricordo quando io ero alla [[Stile Juventus|Juve]], se riportavamo un'insufficienza a scuola per una settimana non ci si allenava. Se arrivavi tardi a scuola per una settimana facevi il cameriere in convitto. Quindi ti forgiavano un carattere che non era solo nel rettan..."
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[[File:Manuel Giandonato.png|thumb|upright|Manuel Giandonato nel 2023.]]
'''Manuel Giandonato''' (1991 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Manuel Giandonato==
*Mi ricordo quando io ero alla [[Stile Juventus|Juve]], se riportavamo un'insufficienza a scuola per una settimana non ci si allenava. Se arrivavi tardi a scuola per una settimana facevi il cameriere in convitto. Quindi ti forgiavano un carattere che non era solo nel rettangolo verde. Cioè il rettangolo verde, secondo me, era una conseguenza di tutto quello che ti trasmettevano all'esterno. Tu eri abituato a stare 24 ore su 24 sul pezzo, per qualsiasi cosa tu facessi. Cioè tu andavi in giro e dovevi sapere che rappresentavi la Juve, quindi ti dovevi saper comportare. Andavi a scuola che eri un tesserato della Juventus e non dovevi far cazzate perché appena facevi una cazzata dopo 10 minuti lo sapeva la Juventus. Prendevi il pullman di linea e ti dovevi saper comportare. Se c'era una signora farla sedere perché tutti sapevano che eri della Juventus.<ref>Da una diretta con il canale Instagram ''Gli Ingiocabili'', citato in ''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2026/07/21-150029845/niente_cazzate_in_10_minuti_la_juve_lo_sapeva_l_ex_che_incant_old_trafford_rivive_tutto/1 "Niente cazzate, in 10 minuti la Juve lo sapeva": l'ex che incantò Old Trafford rivive tutto]'', ''tuttosport.com'', 21 luglio 2026.</ref>
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'''Manuel Giandonato''' (1991 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Manuel Giandonato==
*Mi ricordo quando io ero alla [[Stile Juventus|Juve]], se riportavamo un'insufficienza a scuola per una settimana non ci si allenava. Se arrivavi tardi a scuola per una settimana facevi il cameriere in convitto. Quindi ti forgiavano un carattere che non era solo nel rettangolo verde. Cioè il rettangolo verde, secondo me, era una conseguenza di tutto quello che ti trasmettevano all'esterno. Tu eri abituato a stare 24 ore su 24 sul pezzo, per qualsiasi cosa tu facessi. Cioè tu andavi in giro e dovevi sapere che rappresentavi la Juve, quindi ti dovevi saper comportare. Andavi a scuola che eri un tesserato della Juventus e non dovevi far cazzate perché appena facevi una cazzata dopo 10 minuti lo sapeva la Juventus. Prendevi il pullman di linea e ti dovevi saper comportare. Se c'era una signora farla sedere perché tutti sapevano che eri della Juventus.<ref>Da una diretta con il canale Instagram ''Gli Ingiocabili'', citato in ''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2026/07/21-150029845/niente_cazzate_in_10_minuti_la_juve_lo_sapeva_l_ex_che_incant_old_trafford_rivive_tutto/1 "Niente cazzate, in 10 minuti la Juve lo sapeva": l'ex che incantò Old Trafford rivive tutto]'', ''tuttosport.com'', 21 luglio 2026.</ref>
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'''Manuel Giandonato''' (1991 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Manuel Giandonato==
*Mi ricordo quando io ero alla [[Stile Juventus|Juve]], se riportavamo un'insufficienza a scuola per una settimana non ci si allenava. Se arrivavi tardi a scuola per una settimana facevi il cameriere in convitto. Quindi ti forgiavano un carattere che non era solo nel rettangolo verde. Cioè il rettangolo verde, secondo me, era una conseguenza di tutto quello che ti trasmettevano all'esterno. Tu eri abituato a stare 24 ore su 24 sul pezzo, per qualsiasi cosa tu facessi. Cioè tu andavi in giro e dovevi sapere che rappresentavi la Juve, quindi ti dovevi saper comportare. Andavi a scuola che eri un tesserato della Juventus e non dovevi far cazzate perché appena facevi una cazzata dopo 10 minuti lo sapeva la Juventus. Prendevi il pullman di linea e ti dovevi saper comportare. Se c'era una signora farla sedere perché tutti sapevano che eri della Juventus.<ref>Da una diretta con il canale Instagram ''Gli Ingiocabili''; citato in ''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2026/07/21-150029845/niente_cazzate_in_10_minuti_la_juve_lo_sapeva_l_ex_che_incant_old_trafford_rivive_tutto/1 "Niente cazzate, in 10 minuti la Juve lo sapeva": l'ex che incantò Old Trafford rivive tutto]'', ''tuttosport.com'', 21 luglio 2026.</ref>
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[[File:Manuel Giandonato.png|thumb|upright|Manuel Giandonato nel 2023]]
'''Manuel Giandonato''' (1991 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Manuel Giandonato==
*Mi ricordo quando io ero alla [[Juventus Football Club|Juve]], se riportavamo un'insufficienza a scuola per una settimana non ci si allenava. Se arrivavi tardi a scuola per una settimana facevi il cameriere in convitto. Quindi ti forgiavano un carattere che non era solo nel rettangolo verde. Cioè il rettangolo verde, secondo me, era una conseguenza di tutto quello che ti trasmettevano all'esterno. Tu eri abituato a stare 24 ore su 24 sul pezzo, per qualsiasi cosa tu facessi. Cioè tu andavi in giro e dovevi sapere che [[Stile Juventus|rappresentavi la Juve]], quindi ti dovevi saper comportare. Andavi a scuola che eri un tesserato della Juventus e non dovevi far cazzate perché appena facevi una cazzata dopo 10 minuti lo sapeva la Juventus. Prendevi il pullman di linea e ti dovevi saper comportare. Se c'era una signora farla sedere perché tutti sapevano che eri della Juventus.<ref>Da una diretta con il canale Instagram ''Gli Ingiocabili''; citato in ''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2026/07/21-150029845/niente_cazzate_in_10_minuti_la_juve_lo_sapeva_l_ex_che_incant_old_trafford_rivive_tutto/1 "Niente cazzate, in 10 minuti la Juve lo sapeva": l'ex che incantò Old Trafford rivive tutto]'', ''tuttosport.com'', 21 luglio 2026.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Discussioni utente:Rusty Cat
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S.Marchenko
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#RINVIA [[Discussioni utente:Lilyblossom]]
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Spinoziano
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[[File:VashtiRefusestheKingsSummons.Long.png|thumb|''Vasti rifiuta la chiamata del re'' (Edwin Long, 1879)]]
'''Vasti''', personaggio biblico.
==Citazioni su Vasti==
*Anche la regina Vasti offrì un banchetto alle donne nella reggia del re Assuero. Il settimo giorno, il re che aveva il cuore allegro per il vino, ordinò [...] che conducessero davanti a lui la regina Vasti con la corona reale, per mostrare al popolo e ai capi la sua bellezza; essa infatti era di aspetto avvenente. Ma la regina Vasti rifiutò di venire, contro l'ordine che il re aveva dato per mezzo degli eunuchi; il re ne fu assai irritato e la collera si accese dentro di lui. Allora il re interrogò i sapienti, conoscitori dei tempi. [...] Domandò dunque: "Secondo la legge, che cosa si deve fare alla regina Vasti che non ha eseguito l'ordine datole dal re Assuero per mezzo degli eunuchi?". Memucàn rispose alla presenza del re e dei principi: "La regina Vasti ha mancato non solo verso il re, ma anche verso tutti i capi e tutti i popoli che sono nelle province del re Assuero. Perché quello che la regina ha fatto si saprà da tutte le donne e le indurrà a disprezzare i propri mariti; esse diranno: Il re Assuero aveva ordinato che si conducesse alla sua presenza la regina Vasti ed essa non vi è andata. Da ora innanzi le principesse di Persia e di Media che sapranno il fatto della regina ne parleranno a tutti i principi del re e ne verranno insolenze e irritazioni all'eccesso. Se così sembra bene al re, venga da lui emanato un editto reale da scriversi fra le leggi di Persia e di Media, sicché diventi irrevocabile, per il quale Vasti non potrà più comparire alla presenza del re Assuero e il re conferisca la dignità di regina ad un'altra migliore di lei. Quando l'editto emanato dal re sarà conosciuto nell'intero suo regno per quanto è vasto, tutte le donne renderanno onore ai loro mariti dal più grande al più piccolo". La cosa parve buona al re e ai principi. Il re fece come aveva detto Memucàn: mandò lettere a tutte le province del regno, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e ad ogni popolo secondo la sua lingua; perché ogni marito fosse padrone in casa sua e potesse parlare a suo arbitrio. (''[[Libro di Ester]]'')
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[[Categoria:Personaggi biblici]]
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